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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 30 novembre 2008


30 novembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale

E’ un dicembre di scioperi. Domani bus e metrò a rischio
STOP DEI SINDACATI DI BASE

ROMA — Dagli avvocati ai dipendenti delle Poste, dagli orchestrali della Scala ai piloti di Meridiana, dal trasporto pubblico locale ai lavoratori di vari compartimenti ferroviari italiani. Comincia domani un dicembre di passione per gli italiani, alle prese con una raffica di scioperi prima della tregua natalizia, e con uno stop generale venerdì 12, proclamato dalla Cgil contro la crisi economica. Domani si parte con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale: rischio caos nelle città con metrò e bus fermi per la protesta indetta da Cub, Sdl, Cobas lavoro privato e Slai-Cobas.a Cub. A Roma aderiscono anche gli iscritti alla Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, che verranno seguiti da altre sigle sindacali nei giorni successivi in altre città (a Cagliari il 2, a Bari l’11, a Napoli, Torino e Milano il 12, a Firenze il 13). Prima di Natale stop a macchia di leopardo di avvocati e dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia. Lo stesso giorno fermo di 24 ore negli enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all’Anpac, dal 6 al 9 dicembre toccherà ai servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5. È fissato per il 7, giorno di Sant’Ambrogio, data tradizionale della prima scaligera, lo sciopero degli orchestrali. Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo.


30 novembre 2008 - Gazzetta del Sud

Si comincia domani col trasporto pubblico
Scioperi, si profila un dicembre difficile

ROMA - Dagli avvocati ai dipendenti delle Poste, dagli orchestrali della Scala ai piloti di Meridiana, dal trasporto pubblico locale ai lavoratori di vari compartimenti ferroviari italiani. Comincia domani un dicembre di passione per gli italiani, alle prese con una raffica di scioperi prima della tregua natalizia, e con uno stop generale venerdì 12, proclamato dalla Cgil contro la crisi economica.
Domani si parte con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. Lo stesso giorno stop di alcune ore per autobus e metro a Roma anche per gli iscritti alla Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, stop che verranno replicati anche da altre sigle sindacali nei giorni successivi in varie città italiane (a Cagliari il 2, a Bari l'11, a Napoli, Torino e Milano il 12, a Firenze il 13). Nel corso del mese e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia, con manifestazioni nelle maggiori città. Lo stesso giorno stop dei 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all'Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5. È fissato per il 7, Sant'Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. La Fials, il sindacato a cui sono iscritti buona parte dei maestri d'orchestra e una trentina di coristi, intende così bloccare il Don Carlos, che quest'anno aprirà la stagione lirica.


30 novembre 2008 - L'Unità

Serie di scioperi. Bus e metro domani a rischio

Domani sarà un giorno abbastanza difficile per chi si muove con i mezzi pubblici. Il sindacato Cub ha proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore di bus e metropolitane. Verranno rispettate le fasce di garanzia che cambiano di città in città. I disagi potranno farsi sentire specialmente a Roma dove si sommeranno le proteste di diverse sigle sindacali. Oltre alle 24 ore dei Cub (dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio), si fermano per 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) i lavoratori di Trambus (bus, filobus e tram) aderenti a Cgil, Cisl e Uil). Dalle 9 alle 13 sono infine possibili disservizi della metropolitana per lo sciopero dei macchinisti dell’Orsa. A Milano, per l’intera giornata, sarà sospesa l’applicazione di Ecopass nella cerchia dei Bastioni.


30 novembre 2008 - La Nuova Venezia

Battelli e autobus a rischio blocco. Cub dichiara 24 ore di sciopero

Venezia - Lunedì di passione per gli utenti dei trasporti pubblici, che rischiano di restare appiedati a causa del nuovo sciopero di 24 ore indetto a livello nazionale da Cub Trasporti, per il rinnovo del contratto di lavoro degli autoferrotranvieri, personale Actv compreso. Molto dipenderà dall’adesione dei lavoratori all’agitazione di uno solo dei sindacati di categoria, ma i disservizi rischiano di essere molti: garantiti nella Navigazione, per tutto il giorno, solo i collegamenti di spola tra centro storico e le isole e gli autobus nelle fasce orarie di garanzia, dalle 6 alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30, durante le quali ci saranno anche corse della Linea 2 di battelli tra piazzale Roma e Rialto. Il sindacato - che segnala l’assenza nelle trattative delle rappresentanze dei datori di lavoro, come Asstra - chiede «un aumento di 180 euro per il biennio 2008/2009, insieme all’introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e a difesa della pensione pubblica ed al rilancio del contratto nazionale; il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali, invertendo il ricorso alle esternalizzazioni e sub-affidamenti; la difesa ed il potenziamento del trasporto che deve rimanere pubblico».


30 novembre 2008 - Corriere della Sera

Agitazione indetta da Cub e Cobas. Sospeso l'Ecopass
Caos trasporti, domani sciopero dei mezzi pubblici

Milano - Mezzi pubblici a rischio, domani, per l'annunciato sciopero del trasporto locale.
L'agitazione, indetta dai sindacati autonomi dell'Atm, Cobas e Cub, è stata proclamata a sostegno della vertenza sul rinnovo del contratto per i lavoratori del trasporto pubblico locale, scaduto ormai da un anno.
Lo sciopero dovrebbe ridurre il servizio di pullman, filobus e tram ma non coinvolgere le tre linee metropolitane: il sindacato Orsa, che è maggioritario tra i macchinisti, non sostiene la serrata. Atm garantisce comunque il servizio dalle prime ore del mattino alle 8.45 e dalle 15 alle 18. I disagi saranno dunque concentrati dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 alla fine del turno. Il Comune ha deciso di sospendere l'Ecopass per tutta la giornata di domani, «in modo da favorire i cittadini che si recheranno in centro». È stata inoltre autorizzata la liberalizzazione dei turni dei taxi dalle ore 8.45 alle 15 e dalle 18 alle 24. In caso di revoca dello sciopero, il turno libero per le auto bianche sarà sospeso.


30 novembre 2008 - Il Gazzettino

Actv, domani lo sciopero nazionale di Rdb-Cub
garantiti solo i servizi minimi per isole e fasce orarie

Venezia - Domani, lunedì 1 dicembre, l'organizzazione sindacale Rdb cub ha indetto uno sciopero nazionale di 24 ore che interesserà il personale Actv dei servizi automobilistici e di navigazione. Lo sciopero interessa anche alcuni dipendenti Actv dislocati presso Vela Spa, per questo motivo i servizi di biglietteria e di call centre Hellovenezia potrebbero svolgersi in maniera irregolare. Come sempre, in questi casi, i disagi per l'utenza dipenderanno dal numero di lavoratori che aderiranno allo sciopero. L'azienda garantirà comunque i soliti servizi minimi, che per il settore della navigazione sono concentrati nei collegamenti con le isole, nel giracittà, nelle spole Piazzale Roma-Ferrovia-Rialto, mentre la linea 1 sarà cancellata. Per l'automobilistico, invece, saranno garantite le corse nelle due fasce orarie dei pendolari. che vanno dalle 6 alle 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29.

La protesta è stata proclamata dai Cobas per sollecitare il rinnovo del contratto
Trasporto, domani lo sciopero

Trieste - I Cobas dei trasporti hanno proclamato per domani lo sciopero di 24 ore nel settore del Trasporto pubblico locale. La giornata di agitazione segue lo sciopero del 30 settembre e quello generale di tutte le categorie indetto dal sindacalismo di base il 17 ottobre scorso. È stata indetta per sollecitare il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro scaduto il 31 dicembre 2007. In particolare, la Confederazione unitaria di base rivendica un aumento di 180 euro per il biennio 20008/09; il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali, invertendo il ricorso alle esternalizzazioni e sub-affidamenti; la riduzione della forbice perimetrale con riallineamento dei livelli retributivi; la difesa ed il potenziamento del trasporto che deve rimanere pubblico. Oltre a questo, la Cub (Confederazione unitaria di base) sollecita garanzie per la sicurezza e la tutela della salute; la ridiscussione della normativa disciplinare risalente al 1931; ed il riconoscimento "di pari dignità e diritti a tutte le organizzazioni sindacali. In particolare, per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, le modalità di adesione allo sciopero di domani da parte degli autoferrotranvieri saranno le seguenti:Trieste: dalle 2.30 alle 6; dalle 9 alle 13; dalle 16 alle 2.30;Udine (servizio urbano ed extraurbano): dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 24;Pordenone: servizio urbano: dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 a fine servizio; servizio extraurbano: dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 16 a fine servizio;Gorizia:servizio urbano ed extraurbano: dalle 0.00 alle 6; dalle 9 alle 12; e dalle 15 alle 24. Il personale interno sciopererà per l'intera giornata. Le modalità dello sciopero - precisano i Cobas - terranno conto delle fasce orarie di servizio garantito.


30 novembre 2008 - La Gazzetta dello Sport

GIORNATA DIFFICILE PROTESTA DEI SINDACATI DI BASE, ASSICURATE LE FASCE DI GARANZIA
Lunedì di scioperi: fermi bus, tram e metrò
Sciopero nazionale dei trasporti pubblici locali proclamato per domani. Domani nuove nevicate e stop dei trasporti locali: si rischia la paralisi

dStop dei mezzi pubblici locali previsto per domani: tram, metrò e bus rischiano la paralisi per 24 ore, quando saranno previste nuove nevicate. Colpa dello sciopero indetto dai sindacati di base Cub Trasporti e Slai Cobas, che chiedono il rinnovo del contratto, scaduto da un anno. «L'adesione maggiore sarà al Nord, a Bologna, Milano e a Trieste. Oltre che a Roma», fanno sapere i Cub.
Le fasce Autobus, tram e metrò si fermeranno secondo modalità diverse da città a città,
rispettando le fasce di garanzia.
Ecco lo sciopero in alcune città: a Milano (dove sarà sospeso l'ecopass), stop dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio. A Roma, mezzi fermi dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 in poi. A Bologna, sciopero dalle ore 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio.


30 novembre 2008 - La Nuova Sardegna

PULLMAN ARST DOMANI SCIOPERO

Gallura - L’Arst informa i passeggeri che le segreterie nazionali Cub/trasporti e Fts/Css hanno proclamato per domani uno sciopero di 24 ore. Pertanto, il personale Arst potrebbe astenersi dal lavoro per l’intera giornata. Sono salvaguardate le fasce di garanzia negli orari 6-9.30 e 13.30-16. (al.pi.)


30 novembre 2008 - Il Piccolo

Trieste Trasporti informa...

Trieste Trasporti informa che domani potrebbero verificarsi disagi sia nel servizio bus che negli sportelli aperti al pubblico: la Rdb ha proclamato un’astensione dal lavoro di 24 ore per il personale viaggiante e interno. Saranno garantiti il servizio scuolabus e quelli minimi dalle 6 alle 9 e dalle 13 alle 16.


30 novembre 2008 - Tg Com

Scioperi, stop di bus e metro
Protesta indetta da Slai e Cub

Circolazione difficile lunedì 1 dicembre nelle città italiane. Scatta infatti lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato da Cub e Slai Cobas. E' stato invece rinviato a Roma lo stop del trasporto pubblico che era previsto sempre per lunedì, proclamato dai sindacati Uil trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl trasporti. Con questa agitazione si apre così un dicembre di passione sul fronte degli scioperi. Nel corso del mese e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia, con manifestazioni nelle maggiori città. Lo stesso giorno stop dei 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all'Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5. E' fissato per il 7, Sant'Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. Il 12 è quindi il giorno del fermo generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private. Assieme alla Cgil, lo stop è stato proclamato anche dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl. Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell'Enav.


30 novembre 2008 - Il Mattino

Comincia domani un dicembre di passione per gli italiani...

Comincia domani un dicembre di passione per gli italiani, alle prese con una raffica di scioperi prima della tregua natalizia, e con uno stop generale venerdì 12, proclamato dalla Cgil. Lunedì 1 dicembre si parte con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. Lo stesso giorno, stop di alcune ore per autobus e metro a Roma anche per gli iscritti alla Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, stop che verranno replicati anche da altre sigle sindacali nei giorni successivi in varie città italiane (a Cagliari il 2, a Bari l’11, a Napoli, Torino e Milano il 12, a Firenze il 13). Nel corso del mese e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza. Il 5 dicembre stop dei 24 ore negli enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all’Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di blocchi nei servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5. Il 12 è quindi il giorno dello sciopero generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private. Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell’Enav. E sempre uno stop all’Enav aprirà il 2009: stop, questa volta indetto dall’Anpcat, l’8 gennaio, il giorno dopo il termine della tregua festiva.


30 novembre 2008 - La Provincia

Tredicesime, un no che brucia. E il Cavaliere ora teme la piazza
Berlusconi non convince il ministro dell'Economia a detassare per rilanciare i consumi. Il governo attacca la Cgil per lo sciopero del 12. Ma sarà un dicembre di grossi disagi

(u. mon.) Le facce la dicevano lunga: l'altro ieri, durante la presentazione del pacchetto anticrisi, il premier Silvio Berlusconi ha sorriso ben poche volte, Un po' per la situazione tutt'altro che rosea, ma soprattutto perché lo stesso presidente del Consiglio pare essersi reso conto che non ha potuto varare, causa la resistenza di Tremonti, la manovra che avrebbe desiderato: nessuna detassazione delle tredicesime, i conti pubblici per Tremonti non avrebbero potuto sopportare un aggravio di 6-7 miliardi. E così anche Berlusconi ha dovuto, a malincuore, arrendersi.
Più che la preoccupazione sulle misure prese - sulle quali, in assenza di dati certi sulle risorse messe in gioco, anche Confindustria ha espresso qualche perplessità e riserve - il presidente del Consiglio e la sua maggioranza adesso guardano all'impatto che l'annuncio del pacchetto avrà sulle famiglie italiane alle prese con un Natale che, sul versante dei consumi, si annuncia pesante. E così, a parte le polemiche con l'opposizione, da Palazzo Chigi si guarda con qualche apprensione maggiore allo sciopero del 12 dicembre e in particolare al ruolo critico crescente che sembra avere la Cgil che l'agitazione ha, appunto, confermato.
Ieri è stato un autentico fuoco di fila quello scatenato contro l'organizzazione di Epifani: Capezzone, Gasparri, Cicchitto, Rotondi, Brunetta, Bonaiuti, Sacconi hanno criticato la mobilitazione del 12, sostenendo che rende difficile il dialogo e non aiuta ad affrontare la crisi. Il timore vero è che, con un Pd diviso sull'opportunità stessa dello sciopero, la Cgil catalizzi non solo la protesta dei lavoratori, ma faccia da calamita per l'insoddisfazione di famiglie, studenti, pensionati e precari. Una sfida di piazza che neppure un governo con un appoggio largo come l'attuale, si può permettere.
Berlusconi, uomo di governo ma ben esperto di comunicazione e peso dell'opinione pubblica, se ne rende conto appieno e per questo sperava di convincere Tremonti ad allentare i cordoni sulle tredicesime, un segnale molto più concreto e quindi efficace degli appelli all'ottimismo.
Del resto, la protesta della Cgil non è la sola. Si annuncia infatti un dicembre di passione, prima della tregua natalizia.
Dagli avvocati ai dipendenti delle Poste, dagli orchestrali della Scala ai piloti di Meridiana, dal trasporto pubblico locale ai lavoratori di vari compartimenti ferroviari italiani, gli scioperi annunciati sono numerosi.
Si comincia domani con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. Lo stesso giorno stop di alcune ore per autobus e metro a Roma anche per gli iscritti alla Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, stop che verranno replicati anche da altre sigle sindacali nei giorni successivi in varie città italiane (a Cagliari il 2, a Bari l'11, a Napoli, Torino e Milano il 12, a Firenze il 13). Sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia. Lo stesso giorno stop dei 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca.
Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all'Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5. Il 7, Sant'Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. La Fials, il sindacato a cui sono iscritti buona parte dei maestri d'orchestra e una trentina di coristi, intende così bloccare il Don Carlos, che quest'anno aprirà la stagione lirica.
Il 12 è quindi il giorno dello sciopero generale della Cgil e il 17 disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell'Enav.


30 novembre 2008 - L'Unione Sarda

Trasporti. A dicembre una raffica di scioperi

Dagli avvocati ai dipendenti delle Poste, dagli orchestrali della Scala ai piloti di Meridiana, dal trasporto pubblico locale alle Ferrovie. Comincia domani un dicembre di passione per gli italiani, alle prese con una raffica di scioperi prima della tregua natalizia, e con uno stop generale venerdì 12, proclamato dalla Cgil contro la crisi economica.
TRASPORTO Domani si parte con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. Lo stesso giorno stop per autobus e metro a Roma anche per gli iscritti alla Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, stop che verranno replicati anche da altre sigle sindacali nei giorni successivi in varie città italiane (a Cagliari il 2, a Bari l'11, a Napoli, Torino e Milano il 12, a Firenze il 13).
Sciopero anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protesteranno le Rdb-Cub del settore Giustizia. Lo stesso giorno stop dei 24 ore negli enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. Il 6 dicembre toccherà ai piloti Meridiana (Anpac), mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta delle Poste. Il 12 dicembre sciopero generale della Cgil: fermi trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private.


30 novembre 2008 - La Provincia Pavese

Raffica di agitazioni prima della tregua natalizia. Il 12 lo stop della Cgil
Scioperi, un dicembre di passione

ROMA - Comincia domani un dicembre di passione per gli italiani, alle prese con una raffica di scioperi. Domani si parte con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. Lo stesso giorno stop di alcune ore per autobus e metro a Roma anche per gli iscritti alla Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, stop che verranno replicati anche da altre sigle sindacali nei giorni successivi in varie città italiane (a Cagliari il 2, a Bari l’11, a Napoli, Torino e Milano il 12, a Firenze il 13). Nel corso del mese e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia. Lo stesso giorno stop dei 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all’Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5. E’ fissato per il 7, Sant’Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. La Fials, il sindacato a cui sono iscritti buona parte dei maestri d’orchestra e una trentina di coristi, intende così bloccare il Don Carlos, che quest’anno aprirà la stagione lirica. Il 12 è quindi il giorno dello sciopero generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private. Assieme alla Cgil, lo stop è stato proclamato anche dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl. Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell’Enav.


30 novembre 2008 - Il Messaggero Veneto

Autobus e corriere: domani nuovo sciopero per il contratto scaduto

Udine - Domani gli autoferrotanvieri del Friuli Venezia Giulia aderenti alla Confederazione unitaria di base (Cub), incroceranno nuovamente le braccia per 24 ore dopo i due scioperi del 30 settembre e del 17 ottobre. Le cause che porteranno i lavoratori del trasporto pubblico locale a replicare lo stato di agitazione per l’intera giornata, salve la fasce di garanzia stabilite per legge, sono legate al contratto scaduto nel dicembre dello scorso anno.
Gli autoferrotranvieri della Confederazione unitaria di base rivendicano un aumento di 180 euro per il biennio 2008/2009, miglioramenti delle condizioni di lavoro con il superamento del precariato e la tutela dei livelli di occupazione.
In particolare per quanto riguarda Udine e provincia, domani i lavoratori del servizio urbano ed extraurbano si fermeranno dalle 9 alle 12 e a seguire dalle 15 fino alle 24. Come è già successo nei precedenti scioperi, le rappresentanze sindacali di base, prevedono un alta affluenza dei lavoratori del servizio urbano allo sciopero, affluenza che dovrebbe essere consistente anche per gli autisti della Saf. Il personale interno sciopererà per l’intera giornata.(a.o.c.)

Scioperi, dicembre di passione clou il 12 con lo stop della Cgil
PRIMA DI NATALE

ROMA - Dicembre di fuoco sul fronte degli scioperi: le proteste partono a raffica già dal 1º, per poi arrivare al clou del 12, con lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Ad aprire la lista, domani, è lo stop di 24 ore del trasporto pubblico locale: rischio caos nelle città con metro e bus fermi per la protesta indetta da Cub, Sdl, Cobas Lavoro privato e Slai-Cobas.
Il 5 dicembre a incrociare le braccia per tutto il giorno saranno i dipendenti del ministero della Giustizia aderenti al Rdb Cub. E sempre per venerdì prossimo Cobas-pt Cub ha proclamato uno stop parziale dei dipendenti di Poste Italiane, che si asterranno dagli straordinari. Protesta di 24 ore anche negli Enti pubblici di ricerca, indetta da Usi/rdb Ricerca.
Il 6 e il 9 dicembre saranno giornate a rischio per chi deve volare: si fermeranno dalle 12 alle 16 i lavoratori di Meridiana iscritti all’Anpac e per le 4 ore di inizio turno i dipendenti di Techno Sky che aderiranno alla protesta di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Rsu. Sempre il 9 dicembre ci sarà il secondo sciopero degli straordinari dei dipendenti di Poste Italiane, indetto questa volta da Slai Cobas. L’11 dicembre sciopero alla Rai, tv e radio: i lavoratori aderenti alla Cgil-Slc incroceranno le braccia per un interno turno.
Giornata di fuoco il 12: lo sciopero generale indetto dalla Cgil fermerà per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni, aziende pubbliche e private. E uno sciopero generale è stato proclamato anche dai sindacati di base: Cobas, Cub e Sdl. Ancora rischi per chi deve volare il 17 dicembre: dalle 12 alle 16 è prevista l’astensione dei dipendenti Enav indetta dalla Confederazione italiana lavoratori autonomi. Poi, scatterà la tregua natalizia. Ma l’anno nuovo sembra già offrire pochi segnali di respiro, in particolare nel trasporto aereo.


30 novembre 2008 - Libertà

il 12 dicembre stop generale della cgil
In calendario una raffica di scioperi prima della tregua natalizia

ROMA - Dagli avvocati ai dipendenti delle Poste, dagli orchestrali della Scala ai piloti di Meridiana, dal trasporto pubblico locale ai lavoratori di vari compartimenti ferroviari italiani. Comincia lunedì un dicembre di passione per gli italiani, alle prese con una raffica di scioperi prima della tregua natalizia, e con uno stop generale venerdì 12, proclamato dalla Cgil contro la crisi economica.
Lunedì 1 dicembre si parte con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. Lo stesso giorno stop di alcune ore per autobus e metro a Roma anche per gli iscritti alla Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, stop che verranno replicati anche da altre sigle sindacali nei giorni successivi in varie città italiane (a Cagliari il 2, a Bari l'11, a Napoli, Torino e Milano il 12, a Firenze il 13).
Nel corso del mese e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia, con manifestazioni nelle maggiori città. Lo stesso giorno stop dei 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca.
Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all'Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5.
È fissato per il 7, Sant'Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. La Fials, il sindacato a cui sono iscritti buona parte dei maestri d'orchestra e una trentina di coristi, intende così bloccare il Don Carlos, che quest'anno aprirà la stagione lirica. Il 12 è quindi il giorno dello sciopero generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private. Assieme alla Cgil, lo stop è stato proclamato anche dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl.
Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell'Enav.
E sempre uno stop all'Enav aprirà il 2009: stop, questa volta indetto dall'Anpcat, l'8 gennaio.


30 novembre 2008 - L'Eco di Bergamo

Scioperi, arriva un dicembre di passione

ROMA - Dagli avvocati ai dipendenti delle Poste, dagli orchestrali della Scala ai piloti di Meridiana, dal trasporto pubblico locale ai lavoratori di vari compartimenti ferroviari italiani.
Comincia domani un dicembre di passione per gli italiani, alle prese con una raffica di scioperi prima della tregua natalizia, e con uno stop generale venerdì 12, proclamato dalla Cgil contro la crisi economica.
Si parte con i trasporti
Domani 1° dicembre si parte con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. Lo stesso giorno stop di alcune ore per autobus e metro a Roma anche per gli iscritti alla Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, stop che verranno replicati anche da altre sigle sindacali nei giorni successivi in varie città italiane (a Cagliari il 2, a Bari l'11, a Napoli, Torino e Milano il 12, a Firenze il 13).
Dagli avvocati a Telecom
Nel corso del mese e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia, con manifestazioni nelle maggiori città. Lo stesso giorno stop di 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca.
Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all'Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5.
Fermi gli orchestrali
È fissato per il 7, Sant'Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. La Fials, il sindacato a cui sono iscritti buona parte dei maestri d'orchestra e una trentina di coristi, intende così bloccare il Don Carlos, che quest'anno aprirà la stagione lirica.
Il 12 è quindi il giorno dello sciopero generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private. Assieme alla Cgil, lo stop è stato proclamato anche dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl.
Disagi nei voli
Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell'Enav. E sempre uno stop all'Enav aprirà il 2009: stop, questa volta indetto dall'Anpcat, l'8 gennaio, il giorno dopo il termine della tregua festiva. Il 19 gennaio si dovrebbe invece fermare il personale AirOne aderente alla Fit-Cisl, il 23 quello del gruppo Fs per uno stop proclamato da Rsu-Rls Associazione nazionale ferrovieri, e il 30 nuovamente l'Enav, questa volta a opera della Licta.


30 novembre 2008 - La Sicilia

OCCUPAZIONE. Concordata cassa integrazione per 40
Iblea color, aperta nuova vertenza
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Roberto La Terra, rappresentante della Flmu Cub

Ragusa - Continua il momento difficile per il mondo sindacale ibleo che sta gestendo, tutte d'un colpo, parecchie vertenze. L'ultima preoccupante novità arriva dall'Iblea Color, stabilimento situato nella zona industriale di Ragusa, che si occupa della verniciatura di alluminio. I rappresentanti sindacali di categoria hanno firmato l'accordo per la cassa integrazione di quaranta unità, in pratica tutto l'organico, per la durata di tredici settimane. L'assenza di commesse ha spinto la proprietà a compiere questo passo. Nella speranza che, tra un paio di mesi, il peggio possa passare. E che non ci sia la necessità di ricorrere ad altri ammortizzatori sociali. Il provvedimento assunto dalla proprietà dell'Iblea Color si inquadra, quindi, nella generica difficoltà che sta attraversando il comparto dell'alluminio, come testimoniato anche dalla scelte del Gruppo Metra di procedere con il licenziamento collettivo di trenta unità, poi ridotto a 28. E proprio a proposito della suddetta vertenza, Roberto La Terra, rappresentante della Flmu Cub, che sta seguendo, assieme ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, passo dopo passo quello che sta accadendo, spiega che l'auspicio è di arrivare, in occasione della riunione tra le parti, fissata all'Ufficio provinciale del lavoro il prossimo 10 dicembre, ad un accordo che possa soddisfare tutti i soggetti in causa. "Abbiamo operato - spiega La Terra - proprio con l'obiettivo specifico di fornire delle risposte di un certo tipo a lavoratori che, non mi stancherò mai di ripeterlo, hanno avuto un atteggiamento molto responsabile e che non si sono lasciati andare a proteste ingiustificate. Questo vuol dire che tutti stanno comprendendo la difficoltà del momento e che si cerca di collaborare nel modo che può risultare più propizio. Per quanto riguarda, ad esempio, la vertenza Iblea Color, mi pare di poter dire che si tratta dell'ennesimo segnale di qualcosa che non va nel comparto. E per evitare che episodi del genere continuino a ripetersi, occorrono azioni forti e specifiche da parte delle istituzioni competenti. Come sindacato siamo disponibili al confronto, a mettere a disposizione la nostra esperienza per cercare di venire fuori dal tunnel".(G.L.)


30 novembre 2008 - La Stampa

La protesta in piazza San Carlo
I genitori: "Questa riforma ci impoverisce"
«Ci battiamo per una scuola dove le ore siano risorse non un inutile parcheggio» Famiglie no Gelmini invadono il centro
di MARIA TERESA MARTINENGO

Torino - Ancora un sabato in piazza per centinaia di genitori con bambini al seguito. Questa volta, le famiglie alle quali la scuola ridisegnata da Gelmini e Tremonti sembra più povera dell’attuale si sono ritrovate in piazza San Carlo, tra passeggio, shopping e turismo, a distribuire volantini e palloncini, con i bambini impegnati in laboratori ludici e artistici in buona parte tenuti da ricercatori universitari solidali (di Scienze della Formazione, Scienze Politiche, Chimica, Fisica, dipartimento di Idraulica del Politecnico), con le esibizioni di Daniele «Danito» Contardo e delle maestre del gruppo «Mazzarello per caso».
Silvia Bodoardo, presidente del Coordinamento Genitori (la sigla che con l’«assemblea delle scuole» ha promosso la manifestazione in contemporanea con altre città), spiega che «sta partendo la "campagna iscrizioni per il 2009-2010". Come famiglie chiederemo che le promesse si traducano in fatti». La campagna partirà ufficialmente dopo l’incontro di martedì, ore 20,30, all’Itis Avogadro, con i dirigenti scolastici e i rappresentanti dei genitori nei consigli d’istituto. «Nei moduli delle prossime iscrizioni chiederemo nero su bianco: alle materne tempo lungo con 2 insegnanti e la compresenza; alle elementari tempo pieno con 2 insegnanti co-titolari e 4 ore di compresenza o le 30 ore a modulo con insegnanti co-titolari e comprensenze: alle medie tempo normale di 32 ore e tempo prolungato di 36; alle superiori chiediamo che si continui ad utilizzare i moduli attuali. Sulla riforma delle superiori al momento ci sono troppe incertezze a breve distanza dall’avvio delle iscrizioni». Iscrizioni sulle quali insistono voci di slittamento a febbraio, in relazione ai tempi di pubblicazione dei quadri orari di licei e istituti tecnici e della riorganizzazione degli indirizzi.
In piazza, ieri, c’era Riccardo Rossi, di Moncalieri, papà di un bambino che l’anno prossimo farà prima elementare. «Speriamo in un tempo scuola adeguato, non in un parcheggio. Queste manifestazioni, comunque, esprimono anche disagio: la gente "non ha più soldi" e cerca di dirlo dove può». Per Benedetta Ciampi, due bimbi alla materna, «la speranza è riuscire a intervenire sui decreti attuativi. Poi, alla Crocetta dove abito, i genitori pagheranno e bene o male la scuola continuerà come prima. Ma dove non possono farlo?».
In piazza la Cub Scuola ha lanciato il progetto «Diamo un volto ai tagli». Cosimo Scarinzi, cooordinatore: «Vogliamo mostrare, in una rubrica on line, quante più facce di precari che con i tagli rischiano il posto». In ogni scuola la Cub cercherà di definire il numero di docenti e ata precari.


29 novembre 2008 - La7

RAFFICA DI SCIOPERI IN ARRIVO A DICEMBRE
Si inizia lunedì 1 dicembre con lo sciopero del trasporto locale
Servizio di Emanuela Garulli

Dicembre nero sul fronte degli scioperi. Si parte da lunedì prossimo con lo stop di 24 ore del trasporto pubblico locale; il 5 dicembre a incrociare le braccia per tutto il giorno saranno i dipendenti del ministero della Giustizia. E sempre per venerdi' prossimo Cobas e Cub hanno proclamato uno sciopero degli straordinari dei dipendenti di Poste Italiane mentre gli Enti pubblici di ricerca si fermeranno per 24 ore. Il 6 e il 9 dicembre saranno giornate a rischio per chi deve volare. Il culmine si raggiungerà il 12 dicembre con lo sciopero generale indetto dalla Cgil di 24 ore di trasporti, scuole, amministrazioni, aziende pubbliche e private. Ancora rischi per chi deve volare il 17 dicembre. Poi scatterà la tregua natalizia e si riprende a gennaio.


29 novembre 2008 - Ansa

SCIOPERI: DICEMBRE DI PASSIONE PRIMA DI TREGUA NATALE

(ANSA) - ROMA, 29 NOV - Dagli avvocati ai dipendenti delle Poste, dagli orchestrali della Scala ai piloti di Meridiana, dal trasporto pubblico locale ai lavoratori di vari compartimenti ferroviari italiani. Comincia lunedì un dicembre di passione per gli italiani, alle prese con una raffica di scioperi prima della tregua natalizia, e con uno stop generale venerdì 12, proclamato dalla Cgil contro la crisi economica. Lunedì 1 dicembre si parte con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. Lo stesso giorno stop di alcune ore per autobus e metro a Roma anche per gli iscritti alla Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, stop che verranno replicati anche da altre sigle sindacali nei giorni successivi in varie città italiane (a Cagliari il 2, a Bari l'11, a Napoli, Torino e Milano il 12, a Firenze il 13). Nel corso del mese e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia, con manifestazioni nelle maggiori città. Lo stesso giorno stop dei 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all'Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5. È fissato per il 7, Sant'Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. La Fials, il sindacato a cui sono iscritti buona parte dei maestri d'orchestra e una trentina di coristi, intende così bloccare il Don Carlos, che quest'anno aprirà la stagione lirica. Il 12 è quindi il giorno dello sciopero generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private. Assieme alla Cgil, lo stop è stato proclamato anche dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl. Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell'Enav. E sempre uno stop all'Enav aprirà il 2009: stop, questa volta indetto dall'Anpcat, l'8 gennaio, il giorno dopo il termine della tregua festiva. Il 19 gennaio si dovrebbe invece fermare il personale AirOne aderente alla Fit-Cisl, il 23 quello del gruppo Fs per uno stop proclamato da Rsu-Rls Associazione nazionale ferrovieri, e il 30 nuovamente l'Enav, questa volta ad opera della Licta.


29 novembre 2008 - Dire

TRASPORTI. SCIOPERO CUB, LUNEDÌ BUS A SINGHIOZZO IN REGIONE
A BOLOGNA POTRANNO CIRCOLARE ANCHE LE AUTO PRE EURO

(DIRE) Bologna, 29 nov. - Lunedi' prossimo in tutta la regione sciopero di 24 ore degli autoferrotranvieri aderenti al sindacato Cub Trasporti. Disagi sono quindi previsti nei servizi di trasporto pubblico. Lo sciopero e' indetto, si legge in una nota, nell'ambito della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale 2008/2011 degli autoferrotranvieri scaduto il 31 dicembre 2007. La Cub chiede un aumento di 180 euro per il biennio 2008/2009, 100 per tutti e 80 prendendo come parametro l'introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi. A Bologna il Comune per contenere i disagi ha sospeso il provvedimento di limitazione alla circolazione nell'ambito della campagna regionale "Liberiamo l'aria". Potranno, pertanto, circolare ciclomotori e motocicli pre-euro, auto pre-euro e euro 1 diesel.


29 novembre 2008 - Agi

SCIOPERI, ONDATA IN ARRIVO A DICEMBRE

(AGI) - Roma, 29 nov. - Dicembre di fuoco sul fronte degli scioperi: le proteste partono a raffica gia' dal primo, per poi arrivare al clou del 12, con lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Ad aprire la lista, lunedi' prossimo, e' lo stop di 24 ore del trasporto pubblico locale: rischio caos nelle citta' con metro e bus fermi per la protesta indetta da Cub, Sdl, Cobas Lavoro privato e Slai-Cobas. Il 5 dicembre a incrociare le braccia per tutto il giorno saranno i dipendenti del ministero della Giustizia aderenti al Rdb Cub. E sempre per venerdi' prossimo Cobas-pt Cub ha proclamato uno stop parziale dei dipendenti di Poste Italiane, che si asterranno dagli straordinari. Protesta di 24 ore anche negli Enti pubblici di ricerca, indetta da Usi/rdb Ricerca. Il 6 e il 9 dicembre saranno giornate a rischio per chi deve volare: si fermeranno dalle 12 alle 16 i lavoratori di Meridiana iscritti all'Anpac e per le 4 ore di inizio turno i dipendenti di Techno Sky che aderiranno alla protesta di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Rsu. Sempre il 9 dicembre ci sara' il secondo sciopero degli straordinari dei dipendenti di Poste Italiane, indetto questa volta da Slai Cobas. L'11 dicembre sciopero alla Rai, tv e radio: i lavoratori aderenti alla Cgil-Slc incroceranno le braccia per un interno turno. Giornata di fuoco il 12 dicembre: lo sciopero generale indetto dalla Cgil fermera' per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni, aziende pubbliche e private. E uno sciopero generale e' stato proclamato anche dai sindacati di base: Cobas, Cub e Sdl. Ancora rischi per chi deve volare il 17 dicembre: dalle 12 alle 16 e' prevista l'astensione dei dipendenti Enav indetta dalla Confederazione italiana lavoratori autonomi. Poi, scattera' la tregua natalizia. Ma l'anno nuovo sembra gia' offrire pochi segnali di respiro, in particolare nel trasporto aereo. L'8 e il 30 gennaio 2009 si fermeranno i dipendenti dell'Enav iscritti a Cila-Av, Usppi, Anpcat e Licta, e il 19 quelli di Air One aderenti a Filt-Cgil e Fit-Cisl. Il 23 gennaio tocchera' invece ai treni per la protesta di Rsu/Rls dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri del Gruppo Fs.


29 novembre 2008 - Repubblica.it

Roma, 12:10
SCIOPERI: ONDATA IN ARRIVO A DICEMBRE,CLOU IL 12 CON CGIL

Dicembre di fuoco sul fronte degli scioperi: le proteste partono a raffica gia' dal primo, per poi arrivare al clou del 12, con lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Ad aprire la lista, lunedi' prossimo, e' lo stop di 24 ore del trasporto pubblico locale: rischio caos nelle citta' con metro e bus fermi per la protesta indetta da Cub, Sdl, Cobas Lavoro privato e Slai-Cobas.


29 novembre 2008 - L'Unione Sarda

Trasporti pubblici, lunedì sciopero

Avrà ripercussioni anche in Sardegna lo sciopero indetto per lunedì nell'ambito della vertenza per il rinnovo del contratto degli Autoferrotranvieri, scaduto a dicembre 2007. Le organizzazioni sindacali Rdb e Css hanno aderito alla manifestazione di 24 ore. In orari diversi si fermerà il personale del Ctm, dell'Atp di Sassari e Nuoro, dell'Aspo di Olbia e anche dell'Arst, delle Fds e delle Fms.

Lavorano per il settore pubblico ma dipendono da società private
Una vita da precario nella P.A. La rivolta degli "esternalizzati"

Cagliari - Amministrazione (pubblica) che vai, protesta (condita con scioperi, picchetti e presìdi) che trovi. Dai precari che vivono gran parte delle loro giornate sotto il Comune, in via Roma, alle imprese di pulizie "esternalizzate" dell'Inps, delle Ferrovie, o le cuoche delle mense delle scuole. Centinaia di persone con stipendi arretrati, liquidazioni fantasma o semplicemente il sogno (anche se loro lo chiamano, a torto o ragione, diritto) di essere assunti a tempo indeterminato.
COMUNE Come i quaranta precari dell'amministrazione comunale, che da mesi rincorrono un sogno chiamato stabilizzazione . Ma si sono arenati su uno scoglio interpretativo: «Secondo il Comune, per essere assunti servono 36 mesi di servizio negli ultimi 5 anni, con l'obbligo di aver lavorato il 1 gennaio 2008. È anticostituzionale: non si può escludere tanta gente che ha avuto dei contratti in precedenza. Ecco perché c'è chi ha fatto ricorso al Tar», racconta Luca Locci, della Cgil funzione pubblica. Anche se il Tribunale amministrativo regionale non ha accolto la sospensiva (che mirava a bloccare il precedente bando di stabilizzazione) e deciderà direttamente nel merito.
MENSE SCOLASTICHE Le tredici cuoche che lavoravano nelle mense scolastiche comunali, ex dipendenti della Cocktail service (ora nell'organico di Sodexo e Gemeas) aspettano ancora lo stipendio di ottobre e la liquidazione. Anche in questo caso, il braccio di ferro tra le dipendenti delle mense scolastiche dei circoli Randaccio, Stoccolma, Garavetti e Tuveri, e la società, va avanti da tempo. Sul caso è intervenuto anche l'assessorato provinciale Affari Generali e servizi per il lavoro, che ha contestato il metodo di pagamento della Cocktail service: stipendi in due rate, tramite un acconto e, solo a seguire, il saldo.
PULIZIE DELL'INPS Le dieci lavoratrici che hanno in carico le pulizie delle sedi Inps, invece, hanno un altro problema: credevano di essere assunte da un'impresa, hanno scoperto di essere dipendenti di un'altra. «Roba da film», commenta Federico Angius, coordinatore della Rdb per il settore imprese private. Ora si trovano con un mese (ottobre) di stipendio arretrato, nessun assegno familiare e un dubbio: «Non sappiamo se la multinazionale abbia versato i contributi». Controllerà lo stesso ente previdenziale. Dove lavorano da luglio, anche se formalmente sono assunte da una società esterna. E se la situazione non verrà risolta, c'è la minaccia: «Sciopero».(m.r.)


29 novembre 2008 - Caserta news

Sinistra Critica rilancia la Campagna "Salario minimo"

Napoli – "In tutte le città il 29-30 novembre Sinistra Critica rilancia la Campagna nazionale per il SALARIO MINIMO a 1300 euro e una nuova SCALA MOBILE, perchè le misure di detassazione previste dal governo e la 'card' per i poveri sono una miseria e anche una truffa: senza restituzione del fiscal drag, infatti, non ci sarà alcuna riduzione di tasse per i lavoratori, mentre continuano gli sgravi per imprese, banche e assicurazioni" ha dichiarato l'ex senatore di Sinistra Critica Franco Turigliatto, presentando la due giorni di raccolta-firme in tutte le regioni italiane.
"Sinistra Critica sta raccogliendo decine di migliaia di firme per presentare in Parlamento una proposta di legge per un reale aumento di salari, stipendi e pensioni ormai indecenti e in parte persino al di sotto della soglia di povertà. E' una campagna che vuole dare una sponda politica alle lotte in corso e allo sciopero generale e generalizzato del 12 dicembre: NOI NON PAGHIAMO LA VOSTRA CRISI" continua Turigliatto, riprendendo il fortunato slogan del movimento degli studenti.
"La proposta di legge prevede l'introduzione del Salario Minimo Intercategoriale, al di sotto del quale non può essere stipulato alcun contratto; un Salario Sociale per i disoccupati e per i periodi di non lavoro di almeno 1000 euro; stessa cifra per i Minimi previdenziali. Infine il recupero automatico del differenziale tra inflazione reale e inflazione programmata (scala mobile) e del drenaggio fiscale (l'unica misura seria di intervento fiscale per chi lavora. Tutte misure indispensabili pagate dalla cancellazione dela riduzione del cuneo fiscale per le imprese e dalla tassazione delle rendite finanziarie, perchè ora deve pagare chi non ha mai pagato" conclude l'esponente di Sinistra Critica. In provincia di Napoli sono previsti tre postazioni di raccolta firme e discussione con I cittadini: sabato 29 a Napoli in via Metastasio all'ingresso del mercatino rionale di Fuorigrotta dalle 10.30 alle 13.00 domenica 30 sempre a Napoli a piazza Carità dalle 10.30 alle 13.00 domenica 30 a Casoria in Piazza San Paolo dalle 10.00 alle 13.00.
Inoltre sabato 29 Flavia D'Angeli portavoce nazionale di Sinistra Critica sarà a Caserta per una iniziativa pubblica di lancio della raccolta firme al centro sociale ex-canapificio alle 18.00. A questa iniziativa aderiscono anche centro sociale spartaco, movimentazioni, PRC Caserta, SDL Caserta, Rdb-CUB Caserta.
Ad Avellino i banchetti si terranno al corso Vittorio Emanuele all'altezza della Banca d'Italia sabato 29 dalle 9.00 alle 13 e domenica 30 dalle 18.00 alle 21.00.
A Salerno le firme saranno raccolte sabato dale 17.00 alle 21.00 in Piazza caduti civili di Brescia.


29 novembre 2008 - Corriere della Sera

Trasporti
Lunedì sciopero dei Cobas Atm Il Comune sospende l'Ecopass

Milano - Sciopero di bus, tram e metrò, lunedì primo dicembre. L'agitazione, indetta da Cobas e Cub per il rinnovo del trasporto locale scaduto da un anno, dovrebbe ridurre il servizio di superficie ma non coinvolgere le linee metropolitane (il sindacato Orsa, maggioritario tra i macchinisti, non aderisce allo sciopero). tram e bus ma la metropolitana dovrebbe funzionare. Il servizio sarà comunque garantito da Atm dal mattino alle 8.45 e dalle 15 alle 18. I disagi saranno quindi concentrati dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 alla fine del servizio. Il Comune ha deciso di sospendere l'Ecopass per tutta la giornata di lunedì, «in modo da favorire i cittadini che si recheranno in centro». È stata inoltre autorizzata la liberalizzazione dei turni dei taxi dalle ore 8.45 alle 15 e dalle 18 alle 24. In caso di revoca dello sciopero, il turno libero sarà sospeso.


29 novembre 2008 - Il Giornale di Sondrio

rdb cub
AGENZIE FISCALI, IL CONTRATTO NON PIACE

Sondrio - Otto euro (lordi) di aumento per la vacanza contrattuale nel 2008 e 82 (sempre lordi e comprensivi degli 8) a partire dal 2009. Il rinnovo del contratto per i lavoratori delle Agenzie fiscali è salutato non certo con favore da RdB Cub di Sondrio che non ha sottoscritto l'intesa. «A fronte di una crisi economica mai vista, alla quale corrisponde una crisi salariale che mette a rischio la capacità di consumo primario di una famiglia media il Governo risponde con le briciole - scrivono in una nota - Anche perché una parte dell'aumento va a finanziare la produttività e, dunque, un'altra fetta di retribuzione finisce su quell'indennità di Amministrazione già falcidiata in caso di malattia». Per questo i sindacalisti di base si preparano alla mobilitazione per organizzare il referendum consultivo sulla preintesa.


29 novembre 2008 - La Nazione

Firenze. LA CRISI economica e le scelte...
di Monica Pieraccini

Firenze - LA CRISI economica e le scelte del Governo costeranno alla provincia di Firenze 10mila precari, oltre 50mila alla Toscana. Precari che, secondo la Nidil-Cgil, perderanno anche quel poco che fino ad oggi hanno avuto. Ovvero, contratti a termine, co.co.co, prestazioni occasionali, che hanno permesso agli under 40, seppur sottopagati e con l’incertezza per il futuro, di racimolare uno stipendio. «Oggi, invece, a preoccupare è la totale assenza di lavoro», spiega Enrico Hablik, della Nidil-Cgil Firenze, che ieri è intervenuto alla giornata dedicata al precariato — «Anche se non ne parla più nessuno…il precariato non è scomparso» — che si è svolta alla ExFila in via Casini, nell’ambito della Festa della Toscana. E che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del segretario della Cgil Firenze Mauro Fuso, della presidente provinciale dell’Arci Francesca Chiavacci e del regista Giorgio Faenza, che ha assistito alla proiezione del suo film «Caro Parlamento e altre favole meravigliose». Nel corso della giornata si è parlato anche della precarietà nel settore degli appalti e dell’ipotesi di presentare un programma ai candidati sindaco di Firenze. E a proposito di amministrazione comunale e appalti, la Rdb-Cub fa presente che proprio in questi giorni stanno arrivando lettere di licenziamento ai lavoratori ex Lsu del Comune di Firenze, impiegati in vari settori, dal verde pubblico, alla cultura e al turismo. Si tratta di lavoratori che prima erano alle dirette dipendenze del Comune e che dal 2002, attraverso contratti a termine, sono passati alle dipendenze di cooperative, alle quali sono stati affidati alcuni servizi comunali. «Le lettere di licenziamento — sottolineano le Rdb-Cub — sono arrivate proprio a ridosso della scadenza di questi appalti, che terminano il 31 dicembre prossimo. Per questo facciamo appello al Comune perché rispetti gli impegni presi e garantisca a questi lavoratori la continuità occupazionale e il rispetto dei diritti economico-giuridici acquisiti».


29 novembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

SANITÀ. L’assessore regionale Sandri all’inaugurazione delle sale operatorie di ortopedia e del laboratorio immunotrasfusionale
«Con un ospedale così non si possono far tagli»
di Franco Pepe

Vicenza - Due sale operatorie di ortopedia e il laboratorio di tipizzazione Hla del centro-sangue, dove si manipolano e congelano le cellule staminali che servono per i trapianti di rene e di midollo osseo. Due inaugurazioni virtuali ieri mattina al S. Bortolo.
La prima, per non fermare una ventina di interventi programmati, nell’atrio all’ingresso: il nastro tricolore sotto il video che mostra le due modernissime sale realizzate in un anno di lavoro con una spesa di 930 mila euro dall’ing. Antonio Nardella e dalla sua pattuglia dell’ufficio tecnico, e una breve diretta con il viceprimario di ortopedia Massimo Bonato impegnato in un’operazione di protesi all’anca.
La seconda obbligata, perché vento gelido e pioggia impediscono di passare all’aperto nell’area De Giovanni, dove si trova il laboratorio rifatto sistemando locali da terzo mondo con un’altra cospicua somma: 690 mila euro.
Così la festa, come la definisce l’assessore regionale Sandro Sandri, per la prima volta al S. Bortolo da quando è seduto sullo scranno della sanità veneta, prosegue con i discorsi dinanzi a uno stuolo di autorità, primari, personale dell’ospedale, volontari.
E, assieme a un rimbombo di ringraziamenti reciproci a catena, emergono anche le difficoltà reali; e arrivano le promesse dell’assessore, che, in un ospedale di cui scopre eccellenze tecnologiche e professionali abbinate a uno spirito di famiglia ma anche problemi (in primis gli organici in asfissia progressiva), vive una giornata intensa fino a stancarsi, fra corse pre-inaugurazione dal cyber all’ematologia, visite post-cerimonia a rianimazioni, Ucic, Suem, pronto soccorso, gruppo operatorio, per rendersi conto de visu dell’ammodernamento indispensabile; e un incontro-lampo con Germano Raniero e altri rappresentanti di Rdb-Cub, pronti a ribadire la grave e cronica carenza di personale.
«Quando vedo un ospedale del genere - dice Sandri - mi sento orgoglioso di guidare la sanità del Veneto. Sono rimasto impressionato. Ho trovato entusiasmo. Questo patrimonio non può essere disperso. Ne terrò conto al momento del riparto. Le risorse non dipendono da noi. Magari potessimo averle qui. È ciò che stiamo cercando di fare. Ma intanto voglio dare un piccolo segno sul futuro. Nei criteri distributivi porrò attenzione alle funzioni che si svolgono, per non ripetere ciò che si fa a Roma, dove si penalizzano le regioni virtuose e si coprono i buchi di chi spreca in modo vergognoso. Chiedo solo uno sforzo di razionalizzazione per utilizzare al meglio i fondi».
Poi è sul personale che Sandri assume un impegno solenne: «È un grido di dolore molto forte che sale da tutto il Veneto. Lo Stato applica due pesi e due misure. Non è giusto che abbia con noi occhi così vigili e poi altrove consenta situazioni che da noi sarebbero considerate inaccettabili. Chiederò che si faccia una deroga al patto di stabilità, perché nel Veneto si tolga il blocco alle assunzioni e si possa continuare a garantire servizi che ci rendono leader in Europa».


29 novembre 2008 - La Sicilia

LA VERTENZA. Ieri mattina l’incontro all’Uplmo
Metra, garantito l’esodo volontario

Ragusa - Volontà di collaborare. Di arrivare il prima possibile ad un accordo. Sulla vertenza del Gruppo Metra, ieri mattina, convocata all'Ufficio provinciale del lavoro, rappresentato dal direttore Paolo Calabrese e dal funzionario Enzo Pelligra, la fumata è stata di un colore grigio chiaro. Le parti, direzione aziendale dell'industria metallurgica da un lato, rappresentanti sindacali di categoria dall'altro, si sono dette d'accordo circa l'opportunità di percorrere la strada che garantisca il raggiungimento dell'esodo volontario per tutte le 28 unità oggetto del provvedimento di licenziamento. Era quanto richiesto dai sindacati che hanno incassato un primo soddisfacente risultato anche se, adesso, occorrerà definire la parte economica, l'accordo contributivo sulla mobilità. E per questa ragione è già stata convocata un'altra riunione, sempre nella sede dell'ufficio di via Ducezio, per il 10 dicembre a partire dalle 9,30. "Il clima era senz'altro più respirabile - ha dichiarato all'uscita dalla trattativa il rappresentante della Flmu Cub, Roberto La Terra - la controparte è addivenuta a più miti consigli e di questo non possiamo che prendere atto con favore. Il nostro obiettivo, quando abbiamo saputo dei licenziamenti, non poteva che essere quello di limitare i danni. Ci stiamo provando anche se gli sforzi compiuti sono parecchi. Mi pare di poter dire che al di là delle comprensibili difficoltà che si registrano nella fase di avvio di una trattativa, la stessa sia stata condotta in maniera responsabile dalle organizzazioni sindacali, anche su sollecito dell'assemblea dei lavoratori a cui, ovviamente, facciamo riferimento in modo primario". Ieri mattina, però, è emersa una preoccupazione. E cioè che, paradossalmente, incombendo le sentenze sulle cosiddette vertenze per l'amianto, portate avanti per gruppi da alcuni lavoratori del Gruppo Metra, la stessa azienda, qualora dovesse garantire il pagamento di contributi ad alcune decine di unità che lascerebbero il ciclo produttivo, si troverebbe costretta ad assumerne altre. Metra ha però già chiarito richiamato chi subisce il provvedimento di licenziamento.(G.L.)


28 novembre 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. RDB: HANDLING, ANCORA "SCATOLE CINESI"
"SCORPORO GESTIONE SERVIZIO MERCI DI DUBBIA LEGITTIMITA' LEGALE"

(DIRE) Bologna, 28 nov. - L'aeroporto di Bologna e' ancora una volta al centro delle critiche delle Rdb. "A meno di un anno dall'arresto dell'ex ad di Marconi Handling, Sante Cordeschi, la dirigenza della Sab, la societa' di gestione dell'Aeroporto Marconi, si appresta ad un nuovo tentativo di creare 'scatole cinesi' con l'annunciato scorporo/cessione del ramo d'azienda della gestione del servizio merci", sottolinea in una nota Italo Quartu, di Rdb/Cub Trasporti. Infatti "Marconi Handling (societa' al 100% di proprieta' della SAB) intende cedere a Fast Freight Marconi Srl (partecipata al 100% da Marconi Handling) l'attivita' di servizio handling merci mediante conferimento di ramo d'azienda". Secondo Quartu, "al di la' della dubbia legittimita' legale di una simile operazione, c'e' da chiedersi quale sia la motivazione reale di questo ulteriore scorporo e quali benefici ne possano derivare e a chi". A tutt'oggi, affermano tra l'altro le Rdb, "alla Camera di commercio la Fast Freight Marconi non e' ancora registrata. Il capitale sociale risulterebbe essere di 10.000 euro, livello che non soddisfa il requisito di idoneita' del prestatore". Secondo le norme, infatti, "il capitale sociale deve essere pari ad un quarto del presumibile giro di affari (2 milioni circa), quindi il capitale risulterebbe 1/50 del necessario". Pertanto il sindacato di base chiede, "per gli azionisti pubblici, per i contribuenti e soprattutto per i lavoratori", di "evitare che si ripetano situazioni gia' vissute e che vengano ricreati i presupposti per un nuovo 'caso Doro Group'". L'aeroporto ha gia' convocato i giornalisti per la mattina di martedi' 2 dicembre: una conferenza stampa "per aggiornamenti sull'attivita', anche in relazione agli esiti della ricerca del partner di Marconi Handling". Secondo il sindacalista di base, "l'operazione non riguarda nessuna vendita o cessione a terzi di attivita', ma solo la creazione di una nuova societa' di handling, che si occupera' esclusivamente della gestione della movimentazione delle merci all'interno del sedime aeroportuale bolognese". Dunque "non sembra esserci un'utilita' intrinseca in questa operazione, ma la stessa consentira', invece, di creare dal nulla altri posti da managers", ovvero "altri super stipendi da direttore e amministratore delegato; esattamente come e' avvenuto con la creazione di Marconi Handling". Tale operazione, prosegue Quartu, "non era neppure accennata nel recente ed ultimo Piano Industriale, e non e' evidentemente un particolare secondario nell'organizzazione dello scalo bolognese". "Questo ulteriore scorporo di societa'- tira le somme il rappresentante Rdb- mettera' in condizione gli azionisti pubblici di esercitare un controllo ancora minore sulle partecipate, eludendo, di fatto, il controllo che le istituzioni pubbliche si sono riservate di effettuare decidendo di partecipare al capitale di queste societa'". Percio' "se queste societa' dovessero avere bilanci in passivo, come accade da anni a Marconi Handling, alla fine saranno i contribuenti a farne le spese con gli inevitabili 'ripiani di bilancio' che necessariamente dovranno essere effettuati". Secondo Quartu, poi, "appare palese il tentativo di creare i presupposti per la vendita, ai privati, di parte delle attivita' di gestione all'interno dell'aeroporto continuando sulla strada della privatizzazione dei servizi".

COMUNE ROMA. RDB A SINDACO: SU PERSONALE SCELTE SBAGLIATE
"SANARE RAPPORTI PRECARI E ASSUMERE VINCITORI DEI CONCORSI"

(DIRE) Roma, 28 nov. - Durante il Consiglio comunale di ieri, la Rdb-Cub P.I. ha consegnato una lettera aperta al sindaco e a tutti i consiglieri eletti "in cui vengono messe in luce le scelte contraddittorie attuate dalla nuova Giunta riguardo alle politiche del personale". In particolare la Rdb ha rivolto un "vero e proprio appello all'assise cittadina, affinche' questa recuperi quel ruolo di indirizzo politico che le appartiene al fine di completare il piano assunzionale approvato con la delibera di Giunta n.88/2008, con la quale si dovevano sanare i rapporti di lavoro precario, assumere i vincitori dei concorsi pubblici e riqualificare il personale interno". "Ci sembra che le scelte dell'attuale sindaco, che in campagna elettorale ha messo tanto l'accento sulla necessita' di cambiamento, si pongano invece nel segno della continuita' con chi l'ha preceduto- dichiara Roberto Betti, rappresentante sindacale delle Rdb- E' il caso dei molti nuovi contratti attivati presso l'ufficio stampa, oppure quello di contratti con esperti di assoluta competenza, ma in ambito militare, che all'interno di un Comune risultano assolutamente incomprensibili". "Ora che per voce del sindaco sappiamo che i conti sono in ordine e il Governo si appresta ad approvare il piano di rientro dal debito presentato dal Comune di Roma- conclude Roberto Betti-e' il momento di dar corso al piano assunzionale e, come primo segno tangibile di ricetta scacciacrisi, adeguare il valore del buono pasto, fermo da quasi 10 anni a 5,25 euro, al reale costo della vita".


28 novembre 2008 - Omniroma

COMUNE, RDB-CUB: «COMPLETARE PIANO ASSUNZIONALE»

(OMNIROMA) Roma, 28 nov - «Nel pomeriggio di ieri, 27 novembre, durante i lavori del Consiglio Comunale di Roma, la RdB-Cub Pi ha consegnato una lettera aperta al sindaco e a tutti i consiglieri eletti in cui vengono messe in luce le scelte contraddittorie attuate dalla nuova Giunta riguardo alle politiche del personale». Lo comunica Rdb-Cup in una nota. «In particolare - continua la nota - la RdB ha rivolto un vero e proprio appello all'assise cittadina, affinché questa recuperi quel ruolo di indirizzo politico che le appartiene al fine di completare il piano assunzionale approvato con la delibera di Giunta n. 88/2008, con la quale si dovevano sanare i rapporti di lavoro precario, assumere i vincitori dei concorsi pubblici e riqualificare il personale interno». «Ci sembra che le scelte dell'attuale Sindaco, che in campagna elettorale ha messo tanto l'accento sulla necessità di cambiamento, si pongano invece nel segno della continuità con chi l'ha preceduto - dichiara Roberto Betti rappresentante sindacale delle Rdb - È il caso dei molti nuovi contratti attivati presso l'ufficio stampa, oppure quello di contratti con esperti di assoluta competenza, ma in ambito militare, che all'interno di un comune risultano assolutamente incomprensibili». «Ora che per voce del sindaco sappiamo che i conti sono in ordine ed il governo si appresta ad approvare il piano di rientro dal debito presentato dal Comune di Roma - conclude Betti - è il momento di dar corso al piano assunzionale e, come primo segno tangibile di ricetta 'scacciacrisì, adeguare il valore del buono pasto, fermo da quasi 10 anni a 5,25 euro, al reale costo della vita».


28 novembre 2008 - Adnkronos

TRASPORTI: TORINO, LUNEDÌ STOP MEZZI PUBBLICI PER SCIOPERO CUB

Sciopero di 24 ore lunedì a Torino indetto da Cub-Rdb a sostegno del rinnovo del contratto integrativo. dall'agitazione saranno interessati tutti i servizi di trasporto di Gtt, Gruppo torinese trasporti. Tram, autobus e metrò saranno comunque assicurati nelle previste fasce di garanzia: metropolitana, servizio urbano e suburbano della città dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15, mentre le autolinee extraurbane e le ferrovie Torino-Ceres e Canavesana da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30.

TRASPORTO LOCALE: TORINO, LUNEDÌ SOSPESA ZTL PER SCIOPERO MEZZI PUBBLICI

Torino, 28 nov. - (Adnkronos) - In occasione dello sciopero di 24 ore proclamato per lunedì che intresserà i lavoratori dei trasporti pubblici aderenti alle federazioni sindacali Cub-Rdb, il Comune di Torino ha deciso di sospendere le Ztl mbientale e ordinaria per tutto l'arco della giornata. Permangono invece i divieti di circolazione nelle vie e corsie riservate ai mezzi pubblici e le limitazioni alle auto euro 0 (benzina e diesel) ed euro1 (diesel) su tutto il territorio cittadino.


28 novembre 2008 - Il Manifesto (manchette a pagamento)

ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLO SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE
di Pierpaolo Leonardi - Coordinatore Nazionale CUB

Lo sciopero del 12 dicembre ha il sapore dell’antiberlusconismo politico che viene rispolverato dalla Cgil ogni qualvolta ci sia da sostenere o da sostituirsi ad un’opposizione politica che ha dimostrato in più occasioni di non saper fare il proprio mestiere, e che cessa non appena finisce, per la Cgil, la supplenza per l’emergenza politica. Illuminante la performance di Cofferati che organizzò una grande manifestazione a difesa dell’articolo 18 e poi, sindaco di Bologna, invitò ad andare al mare nel giorno del referendum sull’articolo 18.
Oggi poi si ha un "deja vù", avendo il governo deciso di fare a meno della Cgil con il contributo di Confindustria che ha sottoscritto con Cisl e Uil un primo abbozzo di riforma della contrattazione, ripetendo quanto accaduto con il Patto per l’Italia. Ci sarebbe poi, nella decisione di "coprire" la precedente proclamazione di sciopero della Fiom e della Funzione Pubblica, anche lo scontro interno alla Cgil tra la sinistra e la nuova segreteria tutta espressione di Epifani, ma questo appartiene alla categoria dei retroscena. Il casus belli è stata però la cena segreta tra il Cavaliere, Bonanni, Angeletti e Confindustria che ha scatenato le ire di Epifani, e reso inevitabile lo scatto d’orgoglio della Cgil che cerca di rientrare in gioco, di evitare la messa all’angolo e di far valere le sue storiche credenziali di sindacato affidabile e collaborativo.
E’ evidente che la crisi e gli strumenti per uscirne non c’entrano niente.
Fin qui la Cgil. Ma noi che c’entriamo? Cioè cosa c’entrano il sindacalismo di base, il movimento degli studenti e il conflitto sociale con questa esigenza politica, e di mantenimento della propria funzione, della Cgil?
Il 17 ottobre abbiamo messo in campo il più grande sciopero generale che il sindacalismo di base abbia mai realizzato, con una partecipazione straordinaria alla manifestazione nazionale a Roma – la questura ci attribuisce gli stessi numeri della manifestazione del PD al Circo Massimo – ma soprattutto con un’adesione allo sciopero altissima che in tutta la pubblica amministrazione ha doppiato quella realizzata dalla Cgil nei suoi scioperi regionali.
Ovviamente il dato politico non può limitarsi a registrare la disponibilità alla lotta e alla mobilitazione, che pure ci confortano, ma al fatto che quello sciopero sia avvenuto su una piattaforma di classe costruita dal basso nell’assemblea dei delegati del sindacalismo di base tenutasi a Milano a maggio e che lo sciopero e la manifestazione nazionale a Roma abbiano saputo interloquire con il movimento di lotta alla riforma Gelmini che l’ha sentito come proprio e lo ha condiviso.
Il 17 ha evidenziato l’aspettativa riposta nell’unità del sindacalismo di base, costruita non sulle convenienze, di fase o di organizzazione, dei gruppi dirigenti, ma sulla consapevolezza della grande opportunità che la congiuntura politica ed economica offre al conflitto per rompere con la concertazione e con la collaborazione di classe e della necessità di avere un soggetto sindacale unitario e conflittuale.
Dovremmo capitalizzare quanto prodotto il 17 ottobre, definire i nuovi passaggi di lotta nei luoghi di lavoro a sostegno della piattaforma di Milano, organizzare "la risposta concreta alla crisi concreta" che ci sta arrivando addosso, strutturare, per renderlo duraturo, lo straordinario movimento di lotta della scuola e dell’università. Invece si rischia una sorta di rimozione collettiva che, cancellando ogni valutazione sulla natura dei sindacati concertativi e sulla funzione dello sciopero del 12 dicembre, rende possibile utilizzare la stessa data promossa dalla Cgil per riportare in piazza i lavoratori, ma "sui nostri contenuti" e con manifestazioni diverse in cui magari sperare di far confluire il movimento degli studenti, che però mi sembra molto capace di decidere le proprie piazze e relazioni.
A me sembra un errore e l’ho sostenuto anche nel dibattito interno alla CUB che però, con un voto scarsamente trasparente, ha deciso di scioperare il 12 dicembre contraddicendo quanto sostenuto unitariamente finora sull’indipendenza e sulla impossibilità di condividere le iniziative di lotta con Cgil, Cisl e Uil.
Non era più utile convocare, come già deciso, una nuova assemblea nazionale dei delegati per organizzare, anche col movimento degli studenti, le nuove mobilitazioni indipendenti?
Di fronte all’incalzare della crisi non saremo comunque chiamati, all’inizio del nuovo anno, ad indire un nuovo sciopero generale?
Davvero riteniamo, in questa condizione, che la partecipazione allo sciopero indetto dalla CGIL renda più facili i nostri scioperi?
E’ un errore non solo per le caratteristiche dello sciopero del 12 e per le valutazioni sul nostro del 17 ottobre, ma perché subordina l’agenda del movimento alle scelte della Cgil anche quando sono palesemente "interessate" e dettate da esigenze politiche a noi del tutto estranee, perché obbiettivamente ritarda la prosecuzione dei processi unitari in campo, disegna il sindacalismo di base e il movimento come incapace di affrancarsi e di mantenere la rotta sul piano politico e delle mobilitazioni e condizionato dal fascino delle masse in piazza, a prescindere dai contenuti.
Per fortuna dopo il 12 c’è sempre il 13 e la dura battaglia per non pagare la crisi non potrà che continuare articolandosi autonomamente nei luoghi di lavoro e nelle piazze – cosa che come RdB/CUB stiamo già praticando con gli scioperi negli aeroporti, dei precari, degli autoferrotranvieri, nella giustizia, nella ricerca, negli enti locali ecc. – e spero sia possibile riconnettere i fili, ora interrotti, del dialogo vero nel sindacalismo di base, costruendo le condizioni per una nuova assemblea nazionale dei delegati che sappia, discutendo francamente, ritrovare le ragioni dell’unità e far fare significativi passi avanti, anche sul terreno dell’indipendenza, al Patto di consultazione permanente.


28 novembre 2008 - Il Mattino

Napoli. È riuscito anche meglio del previsto lo sciopero del Policlinico...
di BRUNO BUONANNO

Napoli - È riuscito anche meglio del previsto lo sciopero del Policlinico della Sun che ieri ha bloccato l’ottanta per cento dell’attività chirurgica. Cominciato alle otto di mattina, cioè con i primi turni di lavoro per personale medico, paramedico e amministrativo, lo sciopero proclamato da Cisal Università, Rdb-Cub e Snals ha coinvolto circa 1.300 dipendenti e ha ottenuto un risultato positivo grazie anche alla cospicua adesione della classe medica. Capi dipartimento, primari, ricercatori e dirigenti medici, nell’aderire allo sciopero, hanno partecipato alla riunione sindacale realizzata in uno dei quattro edifici di piazza Miraglia e, subito dopo, hanno preso parte a un incontro che ha visto i rappresentanti della tre sigle sindacali e gli scioperanti insieme nell’aula magna dell’edificio che ospita il rettorato, in via Costantinopoli. L’assistenza in corsia è stata garantita ai ricoverati, ma l’agitazione ha provocato ritardi e annullamenti di appuntamenti ambulatoriali. La presa di posizione di Cisal, Rdb e Snals accentua la frattura con altre organizzazioni sindacali considerate da molti dipendenti del Policlinico in «buoni rapporti» con l’attuale dirigenza, staff che prende atto silenziosamente dello stato delle difficoltà organizzative in cui lavorano le strutture sanitarie della Seconda Università. Lo stallo sanitario preoccupa tutti: Giovanni Delrio, il preside della Facoltà di medicina, denuncia la mancata soluzione di problemi che si trasformano in pericolose carenze assistenziali. Il crac organizzativo viene considerato dagli stessi vertici della Sun un’evenienza «drammatica» in termini di funzionalità, organizzazione e collegamento tra i vari poli. Situazione aggravata dalla disorganizzazione dei vari uffici, a partire dalla direzione sanitaria e tecnica. Riaprono oggi centri diagnostici, ambulatori, laboratori e riprende l’attività chirurgica. Ma nel Policlinico l’allarme degli stessi dipendenti resta altissimo perché Snals, Rdb e Cisal continueranno la loro vigilanza in attesa che il manager Muto e i suoi collaboratori rendano operativo l’atto aziendale e ritirino tutti i provvedimenti che, in questa fase di crisi economica di tutta la sanità campana, si sono rivelati particolarmente restrittivi per assicurare il corretto funzionamento del vecchio Policlinico.

Salerno. Vittoria del candidato Cisl...

Salerno. Vittoria del candidato Cisl per il personale tecnico nel Consiglio di Amministrazione dell'Università, Giuseppe Mancatori (453 preferenze su 704 votanti) è risultato il primo degli eletti. Il candidato comune di Cgil e Uil ha ottenuto 153 preferenze, precedendo i 70 voti riscossi dal candidato della RdB. Un altro dato interessante è determinato dalla valanga di preferenze (489 su 704 votanti, pari al 69%) che ha premiato i candidati della Cisl per il rinnovo delle rappresentanze nella Consulta del personale tecnico-amministrativo: 21 eletti (maggioranza assoluta) sui 30 di cui si compone l'organismo collegiale chiamato, fra l'altro, ad eleggere il rettore e i due rappresentanti del lavoratori nel Senato Accademico.


28 novembre 2008 - Libertà

Trasporti, ancora uno sciopero
Lunedì si fermeranno i lavoratori del sindacato di base

ROMA - Sciopero nazionale di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale, proclamato dalla Cub rasporti per lunedì 1 dicembre. L'astensione dal lavoro, informa il sindacato di base, che riguarderà i collegamenti urbane ed extraurbani con rispetto delle fasce garanzia stabilite a livello locale, è stata indetta per «il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, scaduto il 31 dicembre 2007, che a tutt'oggi vede assenti le controparti datoriali».
La Cub trasporti chiede tra l'altro, su legge, «un aumento di 180 euro per il biennio 2008/2009, insieme all'introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e a difesa della pensione pubblica e al rilancio del contratto nazionale; il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali, invertendo il ricorso alle esternalizzazioni e sub-affidamenti; la difesa ed il potenziamento del trasporto che deve rimanere pubblico».
Le modalità di adesione alo sciopero varieranno da città a città. A Milano, il servizio di metro, bus e tram gestito da Atm, così come quello gestito da Net (Nord Est trasporti), sarà garantito al mattino fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18.
A livello territoriale, con possibile astensione dalle 18 alle 22, hanno aderito anche Fildai Cildi e Sama Faisa Confail.


28 novembre 2008 - LiberareRoma

COMUNE DI ROMA: RDB CONSEGNA LETTERA APERTA SU PERSONALE

Onorevole Sindaco, Onorevoli Consiglieri,
RdB si rivolge a ciascuno di voi in quanto rappresentanti eletti direttamente dal popolo per segnalare alcune storture che si stanno verificando in questi primi mesi di nuova gestione della città. E’ indubbio che il funzionamento dei servizi passa attraverso un miglioramento generale delle condizioni materiali e di lavoro di tutto il personale capitolino, ma di questo – nei programmi dell’amministrazione – non v’è traccia. Anzi il comportamento di questi mesi contrasta con le affermazioni propagandistiche di voler valorizzare il personale interno. Ci riferiamo a una serie di incarichi attribuiti a persone la cui esperienza professionale forse non è proprio ben collocata all’interno dell’organico comunale. Intendiamo riferirci a persone quali il comandante Redditi (aeronautica), il generale Mori (ex capo del SISDE), al questore Italia e al colonnello Ragone (tanto per fare qualche nome). Il loro valore e le loro indubbie competenze di natura militare mal si comprende come possano migliorare le effettive necessità organizzative del Comune di Roma, a meno di non voler trasformare l’ente in una sorta di circolo ufficiali in congedo. Nel caso poi del generale Mori rileviamo che forse l’atto adottato potrebbe contenere un vizio di forma in quanto i due articoli del decr. Lgs. 267/200 cui si richiama (art. 90 e 110) si escludono a vicenda e – a seconda che si applichi l’uno o l’altro – determinano l’impossibilità di trattenerlo in servizio oltre il compimento dei 70 anni (che avverrà l’anno prossimo). Altro aspetto discutibile risiede nell’attivazione di un consistente numero di contratti presso l’ufficio stampa. In questo caso crediamo che sia stata interpretata con una certa larghezza la norma di legge, per consentire l’accesso a persone assunte per chiamata nominale e non attraverso una selezione pubblica e, comunque, senza aver esperito una ricerca preliminare tra il personale già in servizio. Due aspetti intendiamo portare alla vostra attenzione. Il primo è quello di natura strettamente economica (già sollevato da parte nostra nel caso dell’incarico al nuovo capo di gabinetto): ci appare contraddittorio lamentare il buco di bilancio lasciato in eredità da Veltroni e poi andare a spendere soldi (pur se in misura più modesta, ma non è detta l’ultima) per pagare la "squadra" del Sindaco e non per fornire servizi alla città (si ventila anche l’ipotesi di posizioni organizzative "ad personam"). Il secondo risiede invece nelle promesse di cambiamento - vagheggiate dalla attuale maggioranza in campagna elettorale - rispetto alle politiche del personale. Quando era all’opposizione tuonava contro le consulenze attribuite da Veltroni e sosteneva di dover utilizzare le graduatorie interne degli idonei (per i posti in categoria D o nell’area della dirigenza), oggi tace. Oppure sosteneva di voler chiudere la partita dei precari, ma oggi (complice il governo nazionale) rischia di lasciare per strada parecchi degli stabilizzandi del 2009 e del 2010. O, ancora, si aspetta la manna dei provvedimenti del governo (Lega permettendo) per assumere i vincitori dei concorsi pubblici. RdB è dell’avviso che se per il debito pregresso (vero o falso che sia) si è chiusa la partita del commissariamento con il piano di rientro presentato alla fine di settembre, allora non ci sono più scuse. I conti sono in ordine e il Consiglio Comunale deve riappropriarsi del ruolo di indirizzo per:
· completare il piano assunzionale di tutto il personale precario del Comune di Roma;
· assumere i vincitori di concorso pubblico in base alla delibera di Giunta n. 88/2008;
· valorizzare le competenze interne attraverso idonee riqualificazioni e mediante l’utilizzo delle graduatorie di concorsi interni già esistenti.
Crediamo inoltre che se si volesse dare un deciso e radicale segno di discontinuità con il passato occorrerebbe riassumere nei ruoli comunali tutti quei servizi esternalizzati (Zetema compresa) che costerebbero meno se gestiti direttamente. Infine crediamo che un piccolo, ma significativo segno di attenzione ai magri stipendi dei comunali e alla crisi finanziaria in atto, possa derivare dal riconoscere un significativo incremento del valore del buono pasto fermo a 5,25 € da quasi 10 anni con cui è ben difficile comprare qualcosa che abbia la dignità di un pasto.
I Lavoratori e le Lavoratrici ringraziano


28 novembre 2008 - L'Unione Sarda

la protesta Ieri sono stati bloccati 55 convogli
Pulizie sospese sui treni, si rischia la paralisi

In Sardegna lo sciopero ad oltranza del personale della società che cura i servizi di pulizia dei treni e supporto alle attività manutentive, esterna al Gruppo Fs, ha costretto le Ferrovie a cancellare ben cinquantacinque treni su centottantadue programmati in orario. Parzialmente sono stati sostituiti con autobus per evitare contraccolpi eccessivi sula circolazione. D'altronde i convogli non erano in condizioni igieniche tali da effettuare il servizio.
Per oggi - avvertono le Ferrovie dello Stato - si prevede un ulteriore aumento delle cancellazioni. Parte dei treni cancellati saranno sostituiti con autobus. Se l'agitazione - come sembra - proseguirà, già da domani, 29 novembre, non potrà essere garantita la partenza di alcun treno.
Sui gravi disagi provocati dallo stop della pulizia l'azienda ha informato le prefetture della Sardegna e l'assessorato regionale ai Trasporti.
Intanto in questi giorni c'è anche un'altra vertenza. Niente stipendio per gli addetti alle pulizie dell'Inps legati a una ditta privata che ha vinto l'appalto per il mantenimento dell'igiene nei vari uffici dell'ente, come quelli di viale Regina Margherita, ma anche di via dei Giudicati e di altri distaccamenti più piccoli. Da due mesi non vedono un euro. È dall'inizio di ottobre, che i dieci dipendenti della Facility group non ricevono la busta paga. Tutte donne con famiglia ora in grave difficoltà: ieri si sono riunite in un sit-in davanti agli sportelli di viale Regina Margherita per portare il problema all'attenzione della direzione dell'ente, ma anche degli utenti. «La ditta è subentrata a giugno e già a settembre sono cominciati i problemi», dice Federico Angius, coordinatore regionale dell'Rdb per il settore privato: «I ritardi nel pagamento degli stipendi sono ormai cronici e creano gravi problemi a tante lavoratrici con figli a carico».(n.p.)


28 novembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno

La tragedia. MORTI BIANCHE, LA PROTESTA
Stazione centrale operaio folgorato lungo i binari

Napoli - La morte di Ciro Cozzolino, un operaio trentunenne di Ercolano investito da una scarica elettrica sul binario 19 della stazione mentre stava montando paline sulla tettoia, scatena sindacati, studenti, Regione. Tutte le sigle dei lavoratori hanno proclamato uno sciopero simbolico per lunedì a Napoli Centrale. E ieri sera trecento studenti universitari hanno fermato il traffico su due binari, protestando per i morti «sul lavoro e nelle scuole». La Cgil denuncia un «grave clima di omertà»: ai sindacalisti non sarebbero state fornite nemmeno le generalità della vittima. E ancora: «Era un subappalto di un subappalto, dunque sicurezza zero», come denunciano Cgil, Ugl e Cub.

La denuncia Rdb: il cantiere fermato dai lavoratori.
Cordoglio in consiglio comunale e lunedì sciopero simbolico
«Non avevano neanche sospeso i lavori»

NAPOLI — «Ancora una volta l'azienda non ha tenuto conto delle elementari norme di sicurezza arrivando persino a non far sospendere (subito, ndr) i lavori nonostante l'incidente accaduto — è l'agghiacciante denuncia diffusa con una nota dalle rappresentanze di base autoferrotranvieri Cub Campania, immediatamente dopo la morte dell'operaio Cozzolino —. Solo con la reazione indignata di alcuni lavoratori si è ottenuto che almeno si transennasse» il binario cantierato. La Cub sottolinea quindi la sussistenza dei rischi per i lavoratori in relazione con la capillare «diffusione del sistema dei subappalti». E i confederali rilanciano: «Quel cantiere era un subappalto di un subappalto — accusa Davide Pastore, responsabile sicurezza della Cgil Campania — figuriamoci se in una simile situazione il lavoratore può chiedere anche soltanto un paio di stivali isolanti». Per il trentunenne rimasto ucciso sulla tettoia del binario 19, si è fermato per qualche minuto di silenzio, ieri sera, il consiglio comunale: «Questa ennesima tragedia accentua l'insostenibile fenomeno delle morti bianche — ha poi commentato in aula il sindaco Iervolino —. Dobbiamo continuare a fare il massimo tutti, impegnandoci per la prevenzione e la sicurezza effettiva sui luoghi di lavoro». L'assessore alle politiche sociali, Giulio Riccio, si spinge oltre: «L'Italia è una Repubblica fondata sulle morti sul lavoro e la morte di Cozzolino è l'ennesimo tragico episodio che lo conferma: continua senza tregua la strage senza che il governo adotti i necessari provvedimenti. Ricordo che il Censis segnala per il nostro Paese il triste primato dei morti sul lavoro in Europa. Nonostante gli appelli del Presidente della Repubblica, i funerali pubblici, lo strazio dei familiari, nulla è stato fatto. Sarebbe opportuno affiancare agli ispettori del lavoro i militari, non possiamo più attendere che il Governo sblocchi le assunzioni all'Ispettorato». Assunzioni che invece l'assessore regionale al Lavoro, Corrado Gabriele, continua chiedere da un anno: «È inaudito che nei cantieri in cui si spende denaro pubblico si consumino tragedie come questa — dice —. Dall'inizio del 2008 contiamo 84 morti bianche in Campania, uno stillicidio che bisogna tamponare con nuovi ispettori, invece rischiamo di veder calare drasticamente gli investimenti stanziati dal precedente governo in un così delicato settore. Il 10 dicembre al Coordinamento regionale di prevenzione e vigilanza valuteremo un documento da presentare al governo per chiedere, ancora, di sbloccare le assunzioni all'Ispettorato ». In serata con l'Ugl tutti i sindacati di categoria hanno proclamato per lunedì uno sciopero simbolico, dalle 9 alle 9.11 a Napoli Centrale.(Lu.Mar.)

Lunedì si ferma l'Anm
Sciopero della linea 1 del metrò Oggi stop dalle 9 alle 17

NAPOLI - Oggi disagi per lo sciopero del metrò. L'agitazione è stata dichiarata dai macchinisti dell'Orsa e coinvolgerà la linea 1 di Metronapoli. Dalle 9 alle 17 gli utenti potranno avere difficoltà a spostarsi sulla tratta collinare ma sono comunque garantite alcune fasce orarie. Per maggiori informazioni si può chiamare il numero verde 800568866. Difficoltà potrebbero esserci anche sulla linea 2 Fs, per uno sciopero relativo però a Trenitalia.
Problemi anche lunedì, si comunica che la Cub Trasporti ha proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore. L'Anm garantisce il servizio nelle fasce orarie 5.30-8.30 e 17-20 e si scusa per gli eventuali disagi.


28 novembre 2008 - Bologna 2000

Bologna: sciopero nazionale del trasporto pubblico locale lunedì 1° dicembre

Bologna - Per lunedì 1 dicembre, l’Organizzazione Sindacale CUB Trasporti ha proclamato uno sciopero nazionale del trasporto pubblico locale di 24 ore. Per il personale viaggiante di ATC, lo sciopero si svolgerà dalle ore 8.30 alle ore 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. In tali orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Più precisamente per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle ore 8.15 al mattino e fino alle ore 19.15 alla sera.
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28 novembre 2008 - Il Riformista

Uno sciopero viene, uno va

La Cub Trasporti ha proclamato per lunedì 1 dicembre lo sciopero nazionale di 24 ore per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli autoferrotranvieri. Intanto Il Tar del Lazio ha nuovamente respinto il ricorso dell'Orsa, settore ferrovie, contro la precettazione del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteoli. Lo sciopero di 8 ore previsto per oggi è stato spostato a data da destinarsi.


28 novembre 2008 - Il Piccolo

POSSIBILI DISAGI
Autobus, lunedì sciopero indetto da Cub Trasporti

Trieste - Lunedì possibili disagi per chi viaggia in autobus o deve recarsi agli sportelli di Trieste Trasporti. La Cub Trasporti ha proclamato lo sciopero nazionale di 24 ore nel settore del trasporto pubblico locale. Anche nel Friuli Venezia Giulia, gli iscritti al sindacato autonomo si asterranno dal lavoro per l’intera giornata, con esclusione delle fasce di garanzia previste dalle 6 alle 9 e dalle 13 alle 16. Trieste Trasporti fa sapere che comunque sarà garantito anche il servizio scuolabus.
La giornata di agitazione - si legge in un comunicato della Cub trasporti - è stata indetta per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro degli autoferrotranvieri 2008/2011, scaduto il 31 dicembre 2007, «che a tutt'oggi vede assenti le controparti datoriali (Asstra, Anav, Stato, Regioni, ed Enti locali). Il sindacato si contrappone «allo smantellamento dello stato sociale a partire dal settore dei trasporti, posto in atto dal governo Berlusconi sulla scia di quanto già tracciato dal governo Prodi; alla trattativa tra Confindustria e Cgil Cisl Uil per svuotare il contratto nazionale; all’affondo del governo sulle privatizzazioni; alla profonda crisi salariale».

Trieste Trasporti informa...

Trieste Trasporti informa che lunedì primo dicembre potrebbero verificarsi disagi sia nel servizio bus che negli sportelli aperti al pubblico: la RdB ha proclamato un’astensione dal lavoro di 24 ore per il personale viaggiante e interno. Saranno garantiti il servizio scuolabus e quelli minimi garantiti, dalle 6 alle 9 e dalle 13 alle 16


28 novembre 2008 - Corriere della Sera

L'agitazione indetta da Cobas e Cub trasporti
Lunedì si fermano tram, bus e metrò: rischio caos

Milano - Sciopero, lunedì prossimo, primo dicembre, del trasporto locale. L'agitazione è indetta da Cobas e Cub trasporti. A meno di colpi di scena, la protesta ridurrà il servizio di tram e bus ma la metropolitana dovrebbe funzionare. Nelle stazioni del metrò, infatti, il sindacato più rappresentato — l'Orsa— in questo caso non aderisce alla protesta. Lo sciopero di Cobas e Cub è nazionale e riguarda tutta la giornata. A Milano, il servizio di metropolitana, bus e tram gestito da Atm, così come quello offerto da Net (Nord Est Trasporti) sarà garantito al mattino fino alle 8.45 e poi dalle 15 alle 18. I disagi saranno quindi concentrati dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 alla fine del servizio. Cobas e Confederazione unitaria di base protestano per il mancato rinnovo del contratto nazionale di categoria, scaduto ormai da un anno. Ma nei loro comunicati i sindacati di base fanno riferimento anche ad Atm. Si contestano, in particolare, la revisione degli accordi che riguardano gli operai addetti alla manutenzione.


28 novembre 2008 - L'Eco di Bergamo

i dipendenti del gleno ricevuti a palafrizzoni

Bergamo - Una delegazione di lavoratori della Casa di riposo di via Gleno è stata ricevuta mercoledì a Palazzo Frizzoni dal presidente del Consiglio comunale, Marco Brembilla, e da alcuni capigruppo consiliari. «Abbiamo spiegato le nostre preoccupazioni – ha detto Fiorangela Agustoni, rappresentante Rdb della Casa di riposo – e da parte dei consiglieri abbiamo verificato un largo interesse. Va salvaguardato il livello di assistenza erogato agli ospiti, ma il personale è stato ridotto e 15 licenziamenti dovrebbero scattare dal 1° gennaio 2010». Dal canto loro i capigruppo hanno chiesto di avere una documentazione sui fatti. «Una volta visionato il materiale – ha detto Brembilla –, decideremo il da farsi. Le problematiche sono tante e complesse».


28 novembre 2008 - Il Tirreno

Castagneto. Raffica di convegni tra oggi e domani
Una festa della Toscana tutta dedicata al lavoro

CASTAGNETO - Una Festa della Toscana dedicata al lavoro. A Castagneto l’amministrazione comunale organizza una serie di iniziative su questo tema. La prima stamani alle 9,30 al Teatro Roma, con il convegno "Lavoro pubblico: esperienze a confronto". Si tratta della giornata conclusiva dei corsi di formazione rivolti ai dipendenti, organizzati nel quadro del programma complessivo di formazione approvato dall’amministrazione comunale. Intervengono, oltre al sindaco Fabio Tini, l’assessore Irio Micheletti, l’assessore regionale Gianfranco Simoncini, Alessandro Cosimi (presidente Anci Toscana), rappresentanti dei sindacati confederali e Claudio Tasselli, direttore Quin Formazione.
Domani sempre al teatro Roma alle 9,30 conferenza dal titolo "Lavoro tra tradizione e innovazione, i cambiamenti avvenuti, le prospettive, i nuovi scenari locali e globali". Intervengono il sindaco Tinti, il presidente di Finmeccanica, Piefrancesco Guarguaglini, il presidente di Confindustria Toscana, Antonella Mansi, il presidente di Marchesi Antinori, Piero Antinori, il rettore dell’università di Firenze, Augusto Marinelli, il segretario Cgil Toscana, Alessio Gramolati, l’europarlamentare Monica Giuntini. Coordina il direttore del "Tirreno", Bruno Manfellotto.
Domenica al Parco Le Sughere alle 10,30 Il teatro Ferramenta presenta "Castagneto nel tempo che fu" di e con Stefano Filippi e Valentina Grigò. Il lavoro scomparso: percorso espositivo di antiche arti e mestieri. Dalle 10,30 alle 12,30 all’esterno del parco "Battesimo della Sella" a cura dell’azienda agricola Sabrina Boscaglia affiliata Equiturist Engea.
Alle 15 l’associazione Butteri d’Alta Maremma presenta "C’era una volta in Maremma...". Il Gruppo Equestre San Vincenzo presenta "Il cavallo". Cavalli e cavalieri nella Toscana e nel mondo.
Infine stasera alle 21, al Centro diurno a Donoratico, l’associazione culturale La Sinistra per Castagneto organizza il convegno "Il lavoro oltre la guerra", «in netta contrapposizione a quello cui parteciperà il dottor Guarguaglini». Saranno presenti Walter Lorenzi del Comitato No Camp Darby, Claudia Rancati del Comitato No Dal Molin, Manlio Dinucci, giornalista del Manifesto e Stefano Cecchi, sindacalista Rdb-Cub, per discutere sul tema delle produzioni e delle politiche economiche possibili in alternativa al settore economico legato direttamente e indirettamente alla costruzione e al commercio di armi.


28 novembre 2008 - Settegiorni

Alla Novaceta i cancelli non riaprono
CUB: «IL SINDACO CI CONFERMA RICHIESTE
DI CAMBIARE LA DESTINAZIONE DELL'AREA»

Magenta - Restano chiusi i cancelli della Novaceta. Nessuna ripresa dell'attività, nonostante le speranze. Venerdì 21 novembre c'è stato l'ennesimo incontro tra la direzione della società e i sindacati di Cgil, Cisl e Uil (Fulc). Ancora una volta è rimasto escluso il Cub che, ancora una volta, interviene denunciando una situazione non più sostenibile. «Venerdì – fa sapere il Cub con un comunicato - si è tenuto un incontro tra la direzione ed il loro interlocutore preferito: le rappresentanze territoriali di Cgil, Cisl e Uil.
Certo, l'interlocutore preferito, poiché tale incontro è avvenuto dopo l'ennesima sceneggiata del 13 ottobre scorso quando azienda e triplice si superavano nella volontà di oscurare i rappresentanti sindacali Cub. I buoni propositi, si fa per dire, emersi durante l'incontro in Provincia dell'8 ottobre, cioè quelli di produrre un tavolo di lavoro tecnico-istituzionale per risolvere "il problema" della centrale termoelettrica, sono svaniti. Fulc, l'esclusivista delle trattative, il "gotha" del sindacato, nei due mesi trascorsi non muove un passo, non incontra alcuno, non produce un comunicato, non sostiene alcun presidio dentro o fuori la fabbrica, non effettua alcun controllo sulla cassa integrazione, non manifesta alcun contrasto alle palesi contraddizioni in cui di volta in volta la direzione Novaceta cade. Accetta il principio per cui se c'erano gli ordini, non c'era la centrale; se ripartiva la centrale, i costi dell'energia erano troppo alti ; se c'erano gli ordini e l'energia a buon mercato, il prezzo di vendita del filo era troppo basso; se tutto era ok, il gestore della centrale era fallito; se si superava il fallimento, lo stabilimento e la centrale erano insediati su aree di terzi! Un giochetto condotto ai danni dei lavoratori. Il sindacato di base Cub, sebbene continuamente boicottato, ha continuato a fare il possibile cercando di convincere i lavoratori ad effettuare presidi esterni alla fabbrica, ha ottenuto un incontro con il sindaco di Magenta a cui ha chiesto di conoscere il nome della proprietà delle aree su cui sorge Novaceta, ha ottenuto l'impegno del sindaco affinchè in Consiglio Comunale si rivoti favorevolmente la vecchia delibera (presentata nel febbraio 2004 dall'allora consigliere De Luca) per mantenere il vincolo e la destinazione d'uso industriale delle aree Novaceta. Ebbene nell'incontro del 19 novembre il dottor Del Gobbo ha confermato quanto Cub aveva già largamente anticipato: la proprietà delle aree su cui sorgono sia lo stabilimento che la centrale termoelettrica è praticamente la stessa dello stabilimento. I consigli di amministrazione, con qualche sfumatura, sono gli stessi e ovviamente gli interessi sono gli stessi, tant'è vero, come ci conferma Del Gobbo, solo qualche giorno or sono, la direzione Novaceta è tornata a richiedere la cancellazione o la modifica della famosa delibera.Ci auguriamo che Fulc non appoggi la richiesta dell'azienda a portare le aree produttive a 30mila metri cubi,per ottenere aree libere per 190mila metri cubi. Un ennesimo imbroglio nel quale ci auspichiamo non caschi nessuno. Ci preoccupa che solo oggi la Fulc ha posizionato qualche bandiera sul piazzale. Siamo certi , invece, che il consiglio comunale di Magenta saprà leggere la verità».

La storica azienda magentina è in liquidazione. Potrebbe subentrare un'altra azienda
LA BRUNO ROMEO IN CRISI: 50 LAVORATORI SONO A RISCHIO

Magenta - Un'altra ditta storica magentina entra in fase di liquidazione. Dopo ottant'anni di attività l'azienda Bruno Romeo, la cui sede si affaccia lungo la ex statale 11 all'altezza della rotonda della Boffalora-Malpensa, è stata infatti messa in liquidazione. La decisione è stata comunicata ai lavoratori una ventina di giorni fa. Per i cinquanta dipendenti dell'azienda produttrice di impianti di riscaldamento e condizionamento il futuro appare dunque più che mai incerto. Si parla infatti di un possibile fallimento collegato al debito di circa 15milioni di euro. «Le cose hanno iniziato ad andare male nel 2006. Ad ottobre ci hanno poi detto che i fornitori non davano più i prodotti e i cantieri si sono così fermati. In un primo momento facevamo manutenzione – ha spiegato Massimo Lettieri del Cub - Poi la notizia della liquidazione. Settimana scorsa ci siamo incontrati con il liquidatore e abbiamo chiesto di mettere in cassa integrazione i lavoratori. Per ora rimane aperto un unico spiraglio: un'azienda potrebbe subentrare alla Bruno Romeo prendendosi in carico alcune delle sue produzioni. Si tratta tuttavia di un'azienda di piccole dimensioni che potrà assorbire al massimo una decina di lavoratori che prima operavano alla Bruno Romeo – ha aggiunto il sindacalista - Per tutti gli altri non sembra per ora prospettarsi il reinserimento in altre lavorazioni». Ad oggi le trattative inerenti al personale appaiono ad ogni modo come una partita ancora aperta. E proprio al fine di mostrare la preoccupazione e l'indignazione di chi vede minato il proprio posto di lavoro in un periodo economico tanto delicato, i lavoratori hanno organizzato nella mattinata di giovedì 27 novembre un presidio davanti ai cancelli della Bruno Romeo. La prima rimostranza di protesta si conclude con il triste commento emerso dai rappresentanti dei lavoratori vicini alla realtà del Cub: «come al solito sono i dipendenti a pagare gli errori degli altri. Questa è sempre stata un'azienda solida, un fiore all'occhiello per Magenta mentre ora è andato tutto a catafascio. Resta ora il problema di tirare avanti soprattutto in realtà che vedono donne non più giovanissime a cui mancano però parecchi anni alla pensione, ma anche madri e padri di famiglia che devono pagare un mutuo e le spese che aumentano sempre di più». Interpellati i titolari dell'azienda non hanno voluto rilasciare commenti in questa fase così delicata dove ogni parola potrebbe avere conseguenze pesanti precisando soltanto che «la situazione della Bruno Romeo è più complessa di quanto gli stessi sindacati dichiarino».


28 novembre 2008 - Il Giorno

Confermata la «cassa» ma il 2009 è meno cupo
ARESE INCONTRO SUL FUTURO DELL’ALFA

ARESE — CONFERMATA la cassa integrazione dal 15 dicembre all’11 gennaio, la Fiat per la prima volta dopo anni ha dato qualche speranza per il futuro dello stabilimento di Arese. È quanto emerso nel corso dell’incontro tra il colosso automobilistico torinese e le organizzazioni sindacali di categoria che si è svolto mercoledì pomeriggio in Assolombarda. Respinta la richiesta delle parti sociali di ritirare la cassintegrazione per i 750 lavoratori rimasti sotto il Biscione aresino, la Fiat, contrariamente a quanto deciso dagli ex manager, ha annunciato un rilancio del marchio Alfa a Milano e ad Arese e proposto una riunione per discutere sul progetto entro gennaio 2009. Intanto ha dato un primo segnale che va in questa direzione confermando che bloccherà i trasferimenti del personale del centro tecnico, che le lavorazioni attuali non subiranno tagli occupazionali e avranno un ampliamento. Soddisfazione da parte sindacale, lo Slai Cobas ha chiesto alla Fiat che nelle prossime settimane e nell’incontro di gennaio si diano risposte concrete ai lavoratori di Arese; FlmUniti Cub è pronto ad aprire un confronto con l’azienda sul futuro dei lavoratori di Arese e sulla loro collocazione, a partire dal progetto del Motor Village e del destino dei settori progettazione, sperimentazione, stile e commerciale.(Ro.Ramp.)

Chiude la Bruno Romeo: 36 lavoratori senza posto
In liquidazione la storica azienda di impiantistica CRISI INDUSTRIALE
di MICHELE AZZIMONTI

Magenta - CHIUDE I BATTENTI un’altra azienda che ha fatto la storia dell’economia locale. Dopo 81 anni di attività nel settore dell’impiantistica, la Bruno Romeo ha nominato un liquidatore: sarà lui a traghettare la spa di corso Europa verso la chiusura. Non sarà un’operazione indolore. Rimarranno infatti senza lavoro 36 dipendenti, mentre altri 10 traslocherebbero direttamente in un’altra società che aprirebbe l’attività proprio nell’attuale sede della Bruno Romeo dopo aver preso in affitto l’immobile. Ma anche questo rimane un punto interrogativo, una semplice ipotesi prospettata dal liquidatore nel corso di due incontri con lavoratori e sindacato. Che proprio ieri mattina hanno manifestato per 2 ore la loro rabbia formando un presidio davanti ai cancelli della fabbrica. LO SMANTELLAMENTO della società avrà una ricaduta pesante sugli stessi dipendenti, che verranno messi in cassa integrazione straordinaria già nei prossimi giorni. Sarà una "cassa" a zero ore: l’attività dell’azienda cesserà del tutto e di conseguenza scenderà anche lo stipendio. Secondo i sindacalisti della Cub, dalla cassa integrazione i lavoratori non dovrebbero percepire più di 800 euro al mese. Ma anche in questo caso le difficoltà non mancheranno. «PRIMA DI POTER ricevere lo stipendio - spiega Massimo Lettieri, sindacalista Cub - i lavoratori dovranno attendere sei mesi, ossia il tempo stabilito dall’Inps per erogare i fondi legati agli ammortizzatori sociali. Ma di cosa vivranno nel frattempo i lavoratori? Perciò abbiamo chiesto all’azienda di anticipare i fondi della cassa integrazione, in modo da assicurare un reddito minimo a chi fra un po’ di tempo si troverà senza lavoro». Le richieste dei lavoratori non si fermano qui. Al liquidatore è stato chiesto anche di integrare con un incentivo gli stipendi legati alla cassa integrazione. Nel corso della trattativa la Cub ha proposta all’azienda di mettere a disposizione di ogni singolo dipendente un incentivo composto dal corrispettivo di 13 mensilità di stipendio. L’obiettivo è di integrare i fondi della cassa integrazione. Contestualmente è stato chiesto al liquidatore di aprire anche una procedura di mobilità, in modo da incentivare altre società ad assumere i lavoratori ricorrendo a sgravi fiscali. «Vogliamo che tutti i lavoratori sia garantiti - dice Fernanda Garavaglia, sindacalista Cub -. Per questo motivo proponiamo un accordo che dovrà essere eventualmente recepito dall’azienda in modo integrale, proprio per poter assicurare a tutti i lavoratori un reddito minimo e la possibilità di trovare più facilmente un altro posto di lavoro grazie alla mobilità». MA LA TRATTATIVA si prospetta irta di ostacoli. Infatti l’azienda, secondo fonti non ufficiali, non sarebbe disposta ad anticipare nè la cassa integrazione nè le tredici mensilità richieste da sindacato e lavoratori. Motivo: l’azienda, come ha scritto l’amministratore delegato in un comunicato ufficiale, si trova in una «situazione di tensione finanziaria», ossia di forte esposizione con le banche e i fornitori.


27 novembre 2008 - Agi

TRASPORTI: CUB, SCIOPERO BUS E METRO 24 ORE LUNEDI'

(AGI) - Roma, 27 nov. - La Cub trasporti ha proclamato per lunedi' 1 dicembre lo sciopero nazionale di 24 ore nel settore del Trasporto pubblico locale. L'astensione dal lavoro, informa una nota, sara' cosi' articolata: movimento urbano ed extraurbano, dall'inizio alla fine dei servizi del primo dicembre con rispetto delle fasce garanzia stabilite a livello locale; impiegati, impianti fissi, officine, dalle ore 00.00 del primo dicembre alle ore 24. "Questa giornata di agitazione", aggiunge la nota, "segue lo sciopero del 30 settembre e lo sciopero generale di tutte le categorie indetto dal sindacalismo di base il 17 ottobre scorso. E' stata indetta per il rinnovo del Ccnl degli autoferrotranvieri 2008/2011, scaduto il 31 dicembre 2007".


27 novembre 2008 - Adnkronos

RICERCA: IL 5 DICEMBRE PRECARI IN SCIOPERO
DELEGAZIONE USI-RDB RICEVUTA AL MINISTERO DELLA P.A.

Roma, 27 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - I precari degli enti di ricerca non si arrendono e annunciano battaglia. Hanno infatti deciso di proclamare, il 5 dicembre, una giornata di sciopero e un presidio davanti a Montecitorio, per rivendicare il loro diritto al lavoro e l'avvio di un processo di stabilizzazione. Ad annunciarlo all'ADNKRONOS SALUTE è Raffaella Bucciardini, dirigente dell'Usi-Rdb, sindacato che oggi a Roma ha organizzato una singolare protesta: ha 'inondatò l'ufficio del ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta di curricula. «Tutti curricula di ricercatori precari da anni e che, già da giugno 2009, rischiano di perdere il loro posto di lavoro». La protesta non è passata inosservata, tanto che una delegazione di precari è stata ricevuta dal rappresentante delle relazioni sindacali del ministero, Eugenio Gallozzi. «Abbiamo chiesto - spiega la Bucciardini - di aprire un tavolo di confronto con la Funzione pubblica e con la Commissione che si sta occupando di risolvere il problema dei precari della ricerca». Commissione che, nella sua composizione, lascia alquanto perplessi i rappresentanti dell'Usi-Rdb. «Questa Commissione - spiega la Bucciardini - è infatti composta dalle stesse persone che in questi anni sono state artefici di questa situazione allargata di precariato. Ecco perchè chiediamo anche il nostro coinvolgimento». Uno scenario più realistico dopo l'incontro di questa mattina al dicastero di Brunetta. «In questo senso - conclude la Bucciardini - abbiamo ricevuto segnali di apertura da Gallozzi. Speriamo bene».

RICERCA: ROMA, PRECARI IN PROTESTA 'INONDANÒ BRUNETTA DI CURRICULA

Roma, 27 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Una marea di curricula pronta a invadere l'ufficio del ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta. È quello che sta accadendo a Roma davanti a Palazzo Vidoni, sede del dicastero di Brunetta, dove si sono radunati i precari degli enti di ricerca nazionale. Oltre 200, in rappresentanza di circa 3.000 lavoratori a 'tempò. Armati di fischietti, striscioni e palloncini colorati, sono pronti a consegnare una 'montagnà di curricula per dimostrare al ministro il loro «alto grado di professionalità», e per rivendicare il loro diritto al lavoro, al grido di «assunzioni subito, assunzioni per tutti». «Dal momento che Brunetta continua a dire che l'unico modo per entrare nel mondo della ricerca è il concorso - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Raffaella Bucciardini, ex ricercatrice precaria e dirigente dell'Usi-Rdb, sindacato di base che ha promosso l'iniziativa - abbiamo chiesto ai ricercatori precari di portare i loro curricula, così da dimostrare al ministro il loro alto grado di merito e di professionalità. Professionisti capaci che, dopo anni e anni di precariato, anche 20, rischiano il loro posto di lavoro. Già da giugno 2009». Nel mirino dei ricercatori precari «i provvedimenti che bloccano la stabilizzazione dei lavoratori», messi a punto dal ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione. «Per coloro che hanno i requisiti per la stabilizzazione - spiega la Bucciardini - si parla di concorsi, e noi riteniamo intollerabile e offensivo che questi lavoratori che hanno già superato una selezione pubblica e lavorano negli enti di ricerca in media da 10 anni, debbano sottoporsi a un nuovo concorso». Per la dirigente dell'Usi-Rdb, si continua inoltre ad ignorare la stragrande maggioranza dei precari, che ha contratti di varia natura, dai Co.co.co agli assegnisti fino agli esternalizzati. «Tutte forme contrattuali che nascondono un rapporto di lavoro subordinato e che sono escluse dai processi di stabilizzazione». Tra questi ci sono precari, ad esempio quelli dell'Istituto superiore di sanità, che lavorano nei centri che si occupano di vaccini antinfluenzali, terapie anti-Hiv, farmaci contraffatti. «Stiamo parlando - sottolinea la Bucciardini - di ricercatori di altissimo profilo. Professionisti che, come dimostrano i loro curricula, vantano pubblicazioni sulle migliore riviste scientifiche internazionali, come 'New England' e 'Lancet'. Tutti meriti che sembrano non contare nulla». Quello che chiedono questi lavoratori è quindi rivedere la legge 133, la cosiddetta «ammazza-precari», ponendo le basi per un processo di stabilizzazione. «Sarebbe assurdo - afferma la Bucciardini - disperdere tutte queste professionalità, e mi riferisco a tutti: medici, biologi, tecnici. Lavoratori che hanno diritto, dopo tanti anni di sacrifici, di essere ripagati». «È per questo - conclude - che gridiamo: «basta lavoro nero», «assunti subito, assunti davvero».

TRASPORTO LOCALE: TORINO, LUNEDÌ STOP MEZZI PUBBLICI PER SCIOPERO CUB

Torino, 27 nov. - (Adnkronos) - Sciopero di 24 ore lunedì a Torino indetto da Cub-Rdb a sostegno del rinnovo del contratto integrativo. dall'agitazione saranno interessati tutti i servizi di trasporto di Gtt, Gruppo torinese trasporti. Tram, autobus e metrò saranno comunque assicurati nelle previste fasce di garanzia: metropolitana, servizio urbano e suburbano della città dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15, mentre le autolinee extraurbane e le ferrovie Torino-Ceres e Canavesana da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30.

ROMA: ATAC, LUNEDÌ POSSIBILI DISAGI PER SCIOPERO TPL

Roma, 27 nov. - (Adnkronos) - Lunedì prossimo a Roma sono in programma tre diverse agitazioni nel settore del trasporto pubblico. Lo comunica Atac spa spiegando che la prima, dalle 8,30 alle 12,30, annunciata dai sindacati confederali, riguarderà la società Trambus Spa, che ha in gestione la maggior parte dei collegamenti bus della città, i filobus del 90Express e le linee tranviarie. La seconda agitazione, indetta dall'organizzazione sindacale Orsa, tra le 9 e le 13 interesserà la società Metropolitana di Roma, che gestisce le due linee del metrò e le ferrovie regionali Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo. Infine, sempre lunedì 1 è previsto un terzo sciopero, questa volta di 24 ore, indetto dalle sigle sindacali di base Rdb-Cub e Slai Cobas. Coinvolte le società Trambus Spa, Met.Ro Spa e Tevere Tpl S.c.a.r.l., che ha in gestione le linee bus della periferia. In quest'ultimo caso, soppressioni di corse per bus, tram, metropolitane e ferrovie per Ostia, Giardinetti e Viterbo, saranno possibili dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Dunque, lunedì prossimo a Roma per il trasporto pubblico saranno possibili disagi tra le 8,30 e le 17 e tra le 20 e la fine delle corse. Le difficoltà maggiori per l'utenza, però, potrebbero registrarsi tra le 8,30 e le 13, quando le diverse proteste si sommeranno. Due notti di possibili disagi per le linee «n» Da tener presente, che lo sciopero di 24 ore potrà avere dei riflessi anche sul servizio delle linee notturne, sia nella notte tra domenica 30 novembre e lunedì 1 dicembre, che in quella tra l'1 e il 2 dicembre. Tutte le informazioni al numero di Atac Spa 06 57003, operativo tutti i giorni, 24 ore su 24, o sul sito internet www.atac.roma.it

TRASPORTO LOCALE: LUNEDÌ SCIOPERO NAZIONALE CUB-SLAI COBAS
A MILANO SERVIZIO GARANTITO FINO ALLE 8,45 E TRA 15 E 18

Milano, 27 nov. (Adnkronos)- Per lunedì primo dicembre le organizzazioni sindacali CUB Trasporti e SLAI COBAS hanno indetto uno sciopero nazionale di 24 ore. Le modalità di adesione previste per il trasporto pubblico variano da città a città. A Milano, il servizio di metro, bus e tram sarà garantito al mattino fino alle 8,45 e dalle 15 alle 18. A livello territoriale, con possibile astensione dalle 18 alle 22, hanno aderito anche Fildiai Cildi e Sama Faisa Confail. Come di consueto, spiega una nota, ATM attiverà il servizio di Infomobilità. I livelli di servizio per il trasporto di superficie e nelle metropolitane saranno comunicati in tempo reale attraverso annunci sonori, messaggi sui display delle paline e pensiline di fermata e sui video presenti nelle stazioni del metrò e a bordo dei bus. Costantemente aggiornate le emittenti radiofoniche.


27 novembre 2008 - Omniroma

RICERCA, PRECARI USI-RDB IN PRESIDIO DAVANTI MINISTERO

(OMNIROMA) Roma, 27 nov - Un presidio di ricercatori precari davanti al ministero della Funzione pubblica a corso Vittorio Emanuele per chiedere di essere stabilizzati. Il sit-in, organizzato da Usi Rdb ricerca è iniziato intorno alle 11 e si è concluso dopo circa due ore. «In 200, principalmente ricercatori del Lazio, siamo venuti qui a chiedere al ministro Brunetta certezze sul nostro futuro - ha spiegato Fabio Magurano, un rappresentante dell'Usi Rdb Ricerca - siamo persone titolate e non dei fannulloni. Una nostra delegazione è stata ricevuta al ministero e ha chiesto di essere riascoltata il 5 dicembre, in occasione dello sciopero, per presentare una nostra proposta visto che non ci sentiamo tutelati dagli enti di ricerca che finora sono stati gli unici interlocutori con il ministero».

TRASPORTI, ATAC: LUNEDÌ SCIOPERO, 3 LE PROTESTE PREVISTE IN CITTÀ

(OMNIROMA) Roma, 27 nov - Lunedì prossimo, 1 dicembre, a Roma sono in programma tre diverse agitazioni nel settore del trasporto pubblico. Lo comunica Atac. La prima, dalle 8,30 alle 12,30, annunciata dai sindacati confederali, riguarderà la società Trambus Spa, che ha in gestione la maggior parte dei collegamenti bus della città, i filobus del 90Express e le linee tranviarie. La seconda agitazione, indetta dall'organizzazione sindacale Orsa, tra le 9 e le 13 interesserà la società Metropolitana di Roma, che gestisce le due linee del metrò e le ferrovie regionali Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo. Infine, sempre lunedì 1 è previsto un terzo sciopero, questa volta di 24 ore, indetto dalle sigle sindacali di base Rdb-Cub e Slai Cobas. Coinvolte le società Trambus Spa, Met.Ro Spa e Tevere Tpl S.c.a.r.l., che ha in gestione le linee bus della periferia. In quest'ultimo caso, soppressioni di corse per bus, tram, metropolitane e ferrovie per Ostia, Giardinetti e Viterbo, saranno possibili dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Dunque, lunedì prossimo a Roma per il trasporto pubblico saranno possibili disagi tra le 8,30 e le 17 e tra le 20 e la fine delle corse. Le difficoltà maggiori per l'utenza, però, potrebbero registrarsi tra le 8,30 e le 13, quando le diverse proteste si sommeranno. Da tener presente, che lo sciopero di 24 ore potrà avere dei riflessi anche sul servizio delle linee notturne, sia nella notte tra domenica 30 novembre e lunedì 1 dicembre, che in quella tra l'1 e il 2 dicembre.


27 novembre 2008 - Ansa

SCIOPERI: CUB TRASPORTI, STOP TRASPORTO LOCALE 1 DICEMBRE

(ANSA) - ROMA, 27 NOV - Sciopero nazionale di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale, proclamato dalla Cub Trasporti per lunedì 1 dicembre. L'astensione dal lavoro, informa il sindacato di base, che riguarderà i collegamenti urbane ed extraurbani con rispetto delle fasce garanzia stabilite a livello locale, è stata indetta per «il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, scaduto il 31 dicembre 2007, che a tutt'oggi vede assenti le controparti datoriali». La Cub Trasporti chiede tra l'altro, su legge, «un aumento di 180 euro per il biennio 2008/2009, insieme all'introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e a difesa della pensione pubblica ed al rilancio del contratto nazionale; il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali, invertendo il ricorso alle esternalizzazioni e sub-affidamenti; la difesa ed il potenziamento del trasporto che deve rimanere pubblico».

TRASPORTI: ATAC; LUNEDÌ TRE SCIOPERI, POSSIBILI DISAGI

(ANSA) - ROMA, 27 NOV - Lunedì in seguito ad uno sciopero trasporto pubblico possibili disagi per bus, tram, metro e treni tra le 8,30 e le 17 e tra le 20 e la fine delle corse. Lo annuncia una nota dell'Atac, nella quale si precisa che, in quella giornata, sono previsti due scioperi di 4 ore e una terza agitazione dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 alle 24. La prima, dalle 8,30 alle 12,30, è stata annunciata dai sindacati confederali e riguarderà la società Trambus Spa, che ha in gestione la maggior parte dei collegamenti bus della città, i filobus del 90 Express e le linee tranviarie. La seconda agitazione, indetta dal sindacato Orsa, è tra le 9 e le 13 e interesserà la società Metropolitana di Roma, che gestisce le due linee del metrò e le ferrovie regionali Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo. Infine, è previsto un terzo sciopero, questa volta di 24 ore, indetto dalle sigle sindacali di base Rdb-Cub e Slai Cobas. Coinvolte le società Trambus Spa, Met.Ro Spa e Tevere Tpl Scarl, che gestisce le linee bus della periferia. In quest'ultimo caso, soppressioni di corse per bus, tram, metropolitane e ferrovie per Ostia, Giardinetti e Viterbo, saranno possibili dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio.

TRASPORTI: MILANO; ATM, MODALITÀ SCIOPERO CUB-SLAI COBAS

(ANSA) - MILANO, 27 NOV - Per lunedì prossimo primo dicembre le organizzazioni sindacali Cub Trasporti e Slai Cobas hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore dei trasporti pubblici. Le modalità di adesione varieranno da città a città. A Milano, il servizio di metro, bus e tram gestito da Atm, così come quello gestito da Net (Nord Est Trasporti), sarà garantito al mattino fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18. A livello territoriale, con possibile astensione dalle 18 alle 22, hanno aderito anche Fildai Cildi e Sama Faisa Confail.


27 novembre 2008 - Reuters

Trasporto pubblico, lunedì sciopero nazionale Cub

MILANO (Reuters) - I sindacati dei Cub - Confederazione unitaria di base - hanno indetto per lunedì primo dicembre uno sciopero nazionale per il trasporto pubblico locale. Lo sciopero - convocato per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale 2008- 2011 di tutti gli autoferrotranvieri - durerà 24 ore. "Contro i pesanti attacchi alle condizioni di vita e di lavoro susseguitesi, dall'accordo del luglio 1993 ad oggi, da parte di tutti i governi. A sostegno di una piattaforma rivendicativa realmente alternativa", si legge in una nota inviata dai Cub. Il contratto nazionale per gli autoferrotranvieri è scaduto lo scorso 31 dicembre.


27 novembre 2008 - Dire

TRASPORTI. LUNEDI' 1 DICEMBRE IN PROGRAMMA TRE SCIOPERI

(DIRE) Roma, 27 nov. - Lunedi' 1 dicembre sono in programma tre diverse agitazioni nel settore del trasporto pubblico. La prima, dalle 8.30 alle 12.30, annunciata dai sindacati confederali, riguardera' la societa' Trambus Spa, che ha in gestione la maggior parte dei collegamenti bus della citta', i filobus del 90Express e le linee tranviarie. La seconda agitazione, indetta dall'organizzazione sindacale Orsa, tra le 9 e le 13 interessera' la societa' Metropolitana di Roma, che gestisce le due linee del metro' e le ferrovie regionali Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo. Infine, sempre lunedi' 1 e' previsto un terzo sciopero, questa volta di 24 ore, indetto dalle sigle sindacali di base Rdb-Cub e Slai Cobas. Coinvolte le societa' Trambus Spa, Met.Ro Spa e Tevere Tpl Scarl, che ha in gestione le linee bus della periferia. In quest'ultimo caso, soppressioni di corse per bus, tram, metropolitane e ferrovie per Ostia, Giardinetti e Viterbo, saranno possibili dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Dunque, lunedi' prossimo a Roma per il trasporto pubblico saranno possibili disagi tra le 8.30 e le 17 e tra le 20 e la fine delle corse. Le difficolta' maggiori per l'utenza, pero', potrebbero registrarsi tra le 8.30 e le 13, quando le diverse proteste si sommeranno. Due notti di possibili disagi per le linee "n" Da tener presente, che lo sciopero di 24 ore potra' avere dei riflessi anche sul servizio delle linee notturne, sia nella notte tra domenica 30 novembre e lunedi' 1 dicembre, che in quella tra l'1 e il 2 dicembre. Tutte le informazioni al numero di Atac Spa 06/57003, operativo tutti i giorni 24 ore su 24 o sul sito Internet www.atac.roma.it.


27 novembre 2008 - Apcom

Trasporto locale/ Cub: sciopero nazionale 24 ore primo dicembre
A sostegno vertenza rinnovo contratto nazionale

Roma, 27 nov. (Apcom) - Disagi in vista per il trasporto pubblico locale. La Cub Trasporti ha proclamato per lunedì 1 dicembre lo sciopero nazionale di 24 ore che segue lo sciopero del 30 settembre e lo sciopero generale di tutte le categorie indetto dal sindacalismo di base il 17 ottobre scorso. Lo sciopero, riferisce la Cub, è stato indetto per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli autoferrotranvieri 2008/2011, scaduto il 31 dicembre 2007, che a tutt'oggi vede assenti le controparti datoriali, Asstra, Anav, Stato, Regioni, ed Enti locali. L'astensione dal lavoro sarà articolata, per quanto riguarda il movimento urbano ed extraurbano, dall'inizio alla fine dei servizi del primo dicembre con rispetto delle fasce garanzia stabilite a livello locale; impiegati, impianti fissi, officine, dalla mezzanotte alle 24 del primo dicembre. La Cub trasporti, si legge nella nota, rivendica un aumento di 180 euro per il biennio 2008/2009, insieme all'introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e a difesa della pensione pubblica ed al rilancio del contratto nazionale; il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali, invertendo il ricorso alle esternalizzazioni e sub-affidamenti, definendo in modo "stringente" la sicurezza e tutela della salute dei lavoratori, rivedendo l'accordo del 19 settembre 2005 sul trattamento di malattia, definendo finalmente il percorso e le regole per il riconoscimento dei lavori usuranti; la riduzione della forbice parametrale con riallineamento dei livelli retributivi; la difesa ed il potenziamento del trasporto che deve rimanere pubblico.

Trasporti/ Sciopero Cobas 1 dicembre, a Milano fasce garantite
Aderiscono anche Cub Trasporti,Fildiai Cildi e Sama Faisa Confail

Milano, 27 nov. (Apcom) - Per lunedì 1 dicembre le organizzazioni sindacali Cub Trasporti e Slai Cobas hanno indetto uno sciopero nazionale di 24 ore. Le modalità di adesione previste per il trasporto pubblico variano da città a città. A Milano, si legge in una nota di Atm, il servizio di metro, bus e tram sarà garantito al mattino fino alle 8,45 e dalle 15 alle 18. A livello territoriale, con possibile astensione dalle 18 alle 22, hanno aderito anche Fildiai Cildi e Sama Faisa Confail. Come di consueto, Atm attiverà il servizio di Infomobilità. I livelli di servizio per il trasporto di superficie e nelle metropolitane saranno comunicati in tempo reale attraverso annunci sonori, messaggi sui display delle paline e pensiline di fermata e sui video presenti nelle stazioni del metrò e a bordo dei bus. Costantemente aggiornate le emittenti radiofoniche.


27 novembre 2008 - Omnimilano

PIAZZA SCALA, PRESIDIO LAVORATORI CIMITERI CONTRO MISEF

Circa un centinaio di lavoratori dei servizi funebri milanesi, aderenti alle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Casa, Sdl, Rdb e Diccap, che manifestano contro la costituzione della Misef, l'azienda speciale del Comune per la gestione dei servizi funebri, sono arrivati in piazza Scala. Sotto il monumento dedicato a Leonardo sono stati accesi 4 ceri e in mezzo e' posizionata una bara in legno che porta un cartello con scritto: "qui vorrebbero far riposare i servizi pubblici. 31/12/2008". (omnimilano.it)


27 novembre 2008 - Il Messaggero.it

Ricerca, i precari inondano di curricula ministero Pubblica ammistrazione

ROMA (27 novembre) - Armati di fischietti, striscioni e palloncini colorati, sono pronti a consegnare una "montagna" di curricula per dimostrare al ministro il loro «alto grado di professionalità», e per rivendicare il loro diritto al lavoro, al grido di «assunzioni subito, assunzioni per tutti». A Roma davanti a Palazzo Vidoni, sede del dicastero di Brunetta, una protesta di oltre 200 ricercatori precari degli Enti di ricerca nazionali in rappresentanza di circa 3.000 ricercatori precari, è anadat avanti per un paio di ore. «Dal momento che Brunetta continua a dire che l'unico modo per entrare nel mondo della ricerca è il concorso - spiega Raffaella Bucciardini, ex ricercatrice precaria e dirigente dell'Usi-Rdb, sindacato di base che ha promosso l'iniziativa - abbiamo chiesto ai ricercatori precari di portare i loro curricula, così da dimostrare al ministro il loro alto grado di merito e di professionalità. Professionisti capaci che, dopo anni e anni di precariato, anche 20, rischiano il loro posto di lavoro. Già da giugno 2009». Nel mirino dei ricercatori precari «i provvedimenti che bloccano la stabilizzazione dei lavoratori», messi a punto dal ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione. «Per coloro che hanno i requisiti per la stabilizzazione - spiega la Bucciardini - si parla di concorsi, e noi riteniamo intollerabile e offensivo che questi lavoratori che hanno già superato una selezione pubblica e lavorano negli enti di ricerca in media da 10 anni, debbano sottoporsi a un nuovo concorso». Per la dirigente dell'Usi-Rdb, si continua inoltre ad ignorare la stragrande maggioranza dei precari, che ha contratti di varia natura, dai Co.co.co agli assegnisti fino agli esternalizzati. «Tutte forme contrattuali che nascondono un rapporto di lavoro subordinato e che sono escluse dai processi di stabilizzazione». Tra questi ci sono precari, ad esempio quelli dell'Istituto superiore di sanità, che lavorano nei centri che si occupano di vaccini antinfluenzali, terapie anti-Hiv, farmaci contraffatti. «Stiamo parlando - sottolinea la Bucciardini - di ricercatori di altissimo profilo. Professionisti che, come dimostrano i loro curricula, vantano pubblicazioni sulle migliore riviste scientifiche internazionali, come New England e Lancet. Tutti meriti che sembrano non contare nulla». Quello che chiedono questi lavoratori è quindi rivedere la legge 133, la cosiddetta «ammazza-precari», ponendo le basi per un processo di stabilizzazione.


27 novembre 2008 - Repubblica.it

Roma, 13:58
TRASPORTI: CUB, SCIOPERO BUS E METRO 24 ORE LUNEDI'

La Cub trasporti ha proclamato per lunedi' 1 dicembre lo sciopero nazionale di 24 ore nel settore del Trasporto pubblico locale. L'astensione dal lavoro, informa una nota, sara' cosi' articolata: movimento urbano ed extraurbano, dall'inizio alla fine dei servizi del primo dicembre con rispetto delle fasce garanzia stabilite a livello locale; impiegati, impianti fissi, officine, dalle ore 00.00 del primo dicembre alle ore 24. "Questa giornata di agitazione", aggiunge la nota, "segue lo sciopero del 30 settembre e lo sciopero generale di tutte le categorie indetto dal sindacalismo di base il 17 ottobre scorso. E' stata indetta per il rinnovo del Ccnl degli autoferrotranvieri 2008/2011, scaduto il 31 dicembre 2007".


27 novembre 2008 - L'Unione Sarda

senza stipendio
Addetti alle pulizie, oggi protesta all'Inps

Cagliari - Sono esasperati per il mancato pagamento degli stipendi o per i continui ritardi con cui vengono liquidati i loro compensi: per questo i lavoratori che si occupano delle pulizie degli uffici dell'Inps protestano oggi con un sit-in davanti alla sede dell'ente, in viale Regina Margherita. I dipendenti, che appartengono a un'impresa privata, lamentano una situazione insostenibile per chi svolge il proprio servizio regolarmente e con la dovuta professionalità. Contestano il comportamento delle ditte appaltatrici, ma anche dell'Inps, che si sarebbe detta estranea al problema. Un fatto grave secondo le Rappresentanze di base perché l'istituto, come sostiene il sindacato di base, dovrebbe vigilare sul regolare pagamento di stipendi e contributi.(n.p.)


27 novembre 2008 - Il Piccolo

Trieste. Sciopero trasporti

Trieste Trasporti informa che lunedì primo dicembre potrebbero verificarsi disagi sia nel servizio bus che negli sportelli aperti al pubblico: la RdB ha proclamato un’astensione dal lavoro di 24 ore per il personale viaggiante e interno. Saranno garantiti il servizio scuolabus e quelli minimi garantititi, dalle 6 alle 9 e dalle 13 alle 16.


27 novembre 2008 - Il Mattino di Padova

Ospedalieri in agitazione

CITTADELLA - Gli operatori sanitari Usl lavorano troppo. Il sindacato Rdb si batte per le 36 ore e turni più sostenibili. Raccolte in un paio di giorni oltre 100 firme tra gli addetti degli ospedali, Federico Martelletto, responsabile regionale, annuncia: «Abbiamo proclamato una mobilitazione sindacale: ieri è stata inviata a Prefettura e Direzione Usl 15 una lettera che chiede la modifica dei turni. Attualmente sono 5 più 1, o addirittura 6 più 1. E’ l’unica azienda sanitaria in Veneto a turno spezzato».
In sostanza, «i turni che ci sono attualmente obbligano a lavorare tutto il giorno. Noi chiediamo un turno di sette ore al giorno, e quindi le 36 ore settimanali. L’ideale sarebbe un 4 più 2 o un 4 più 1, che darebbe la possibilità di stare più tempo a casa. E’ stato concesso un piccolo incentivo, ma questo non basta: c’è un carico pesante di lavoro nei reparti». L’ultimatum sindacale: «Se entro 5 giorni nessuno ci dà una risposta, saremo costretti a manifestare con scioperi e picchetti».(s.b.)


27 novembre 2008 - Il Mattino

La protesta che docenti, ricercatori, dirigenti medici e personale di comparto...
di BRUNO BUONANNO

La protesta che docenti, ricercatori, dirigenti medici e personale di comparto del Policlinico della Seconda Università portano avanti da oltre un anno si trasforma oggi in un giorno di sciopero, con il blocco dell’assistenza. Stop agli interventi chirurgici di elezione, restano chiusi i laboratori e gli ambulatori, con eccezione delle urgenze: dalle 8 di oggi alle 8 di domani circa 1.500 lavoratori in camice bianco incrociano le braccia mentre si accentua la spaccatura tra le organizzazioni sindacali del «vecchio Policlinico». Cgil, Cisl e Uil seguono a distanza il blocco dell’attività assistenziale che Cisal, Rdb-Cub e Snals hanno organizzato per protestare contro i protagonisti dello sfascio organizzativo del «vecchio Policlinico». Ossia il manager Luigi Muto e i suoi diretti collaboratori, il direttore amministrativo Gianfranco Bianconcini e il direttore sanitario Aldo Capasso. Lo sciopero accomuna migliaia di dipendenti che oggi bloccano l’assistenza per richiamare l’attenzione della città su un Policlinico che - nelle sue sei strutture di ricovero e cura - ha ridotto di giorno in giorno l’assistenza ai minimi termini. Gli esempi sono rappresentati da blocchi operatori che lavorano a scartamento ridotto mentre altre sale operatorie sono fuori uso da anni, da reparti semi-vuoti o chiusi nei fine settimana, da strutture come odontoiatria e ortopedia chiuse ai ricoveri, per arrivare alla terapia intensiva neonatale che ha bloccato i ricoveri dal lontano 1980 o al caso del paziente deceduto la scorsa settimana per presunto choc emorragico, decesso sul quale indaga la Procura. «Cgil, Cisl e Uil si sono chiamati fuori - avverte Alberto Costantini, rappresentante di Ateneo dello Snals - probabilmente perché si sentono vicini all’attuale dirigenza. Da oltre un anno, con un’applicazione arbitraria della legge 517, ai dipendenti è stata abolita la perequazione con gli ospedalieri. Questo per chi lavora nel Policlinico significa perdere circa 600 euro al mese. Il Tar ci ha già dato ragione, ora la vertenza è all’esame del Consiglio di Stato». Sciopera il Policlinico della Sun, ma in mattinata è prevista un’assemblea dei dipendenti che si astengono dal lavoro nella sede del rettorato in via Costantinopoli. Tre gli obiettivi da raggiungere: il primo è la richiesta dell’attuazione dell’atto aziendale firmato dal manager Luigi Muto, ma non reso operativo, nonostante gli impegni assunti in prefettura dal direttore generale prima dell’estate. Il personale chiede l’applicazione normativa ed economica dei contratti di lavoro e il ritiro di tutti i provvedimenti relativi ad accorpamenti di divisioni e di guardie mediche organizzate con l’ottica del risparmio a tutti i costi. Intanto resta sotto accusa la gestione del Pascale, istituto al centro di ispezioni disposte dall’assessorato alla Sanità. I comunisti italiani si sentono «feriti» per la mancata assistenza diagnostica ai pazienti esterni, nonostante il cospicuo finanziamento di 18 milioni di euro che il Pascale ha ottenuto dalla Regione a luglio proprio per concretizzare un centro di eccellenza di radiodiagnostica e di radioterapia. Non piacciono neanche alla Cgil regionale le decisioni del direttore generale Mario Santangelo che, perdurando da settimane il blocco dell’assistenza da centri e laboratori in convenzione con la Regione, «non tutela il diritto alla salute riconosciuto ai cittadini dalla Costituzione». Sta per risolvere i suoi problemi diagnostici Raffaele S., il ragazzo di 28 anni al quale il Pascale ha proposto una risonanza a maggio 2009. Domani il centro Aktis di Marano lo sottoporrà alle tac prescrittegli proprio dagli specialisti del Pascale e, sette giorni dopo, anche alla risonanza magnetica.


27 novembre 2008 - RTV

Tre giorni fa l’intesa tra il consorzio Scilla e la parte sindacale contestata da Cub e Pdci
Palerno-Reggio (macrolotto 5), 230 licenziamenti-lampo

Reggio Calabria. L’ennesima pietra dello scandalo relativa alla Salerno-Reggio…
Cassa integrazione-flash per 230 lavoratori edìli (su 1.200: cioè la sesta parte del totale!) impegnati per il consorzio "Scilla" sul tratto Gioia Tauro-Barrittèri di Seminara dell’A3, che fa parte del 5° Macrolotto Gioia-Scilla. Il tutto rientra nell’accordo sindacale siglato appena 3 giorni fa: cassa integrazione a zero ore per 13 settimane per queste oltre 200 unità, senza rotazione di sorta. Forte la denuncia di Cub Edili (segretario provinciale, Carmelo Nucera) e, sul versante politico, dei Comunisti italiani che già avevano lanciato l’allarme su alcune presunte anomalìe nello svolgimento dei lavori ad opera del consorzio animato da Impregìlo e Condotte d’acqua. Sottolinea il Cub che gli operai neppure sono stati messi a conoscenza del contenuto degli accordi; mentre sul profilo del completamento dell’opera, va pur detto che fin qui non si è andati oltre il 15% di realizzazione. Altro dato molto singolare, che fa pensare… Ad avviso di Nucera & compagnia, è peraltro indispensabile <avviare una nuova fase di relazioni industriali, senza concedere "deleghe in bianco" a nessuno per affrontare i problemi che affliggono il settore delle costruzioni & garantire la stabilità occupazionale, impedendo – si legge nella nota diffusa dal Cub – il sistema di rapina adottato dalle imprese del Nord>. …Dal canto suo, il Pdci mette in luce come il tratto reggino dell’autostrada rischia di trasformarsi nell’ennesima incompiuta… <Quanto sta succedendo – osservano i Comunisti italiani – è di una gravità assoluta, frutto di un sistema perverso che ha già fatto nei mesi scorsi altre vittime tra i lavoratori, sfruttati e lasciati a casa da un giorno all’altro senza nessun rispetto umano e contrattuale, senza motivazioni valide se non gli interessi delle imprese>.


27 novembre 2008 - Il Giornale

PRESIDI IN PIAZZA DEI SINDACATI
di Alberto Giannoni

Milano - Cancelli chiusi oggi ai cimiteri. Scioperano gli addetti ai servizi funebri del Comune, rendendo impossibili le visite ai defunti dei parenti. Saranno garantiti solo i servizi minimi: alcune sepolture programmate, e la raccolta delle salme. Bloccate invece le esumazioni, in tutti i cimiteri cittadini. Almeno secondo le previsioni dei sindacati (i confederali Cgil, Cisl, Uil, e gli autonomi Csa, Sdl, Rdb e Diccap) che annunciano un’adesione massiccia. L’agitazione sindacale è stata proclamata contro la decisione di esternalizzare i servizi funebri mediante affidamento a un’azienda speciale, Misef. Un’operazione che dovrebbe far risparmiare 4 milioni di euro. E altre economie sono previste con operazioni analoghe sulle case di riposo e sulle scuole di formazione. I sindacati rispondono con lo sciopero e con due presidi: stamani dalle 9.30 alle 12.30 sotto gli uffici dell’assessore in via Rastrelli, e nel pomeriggio in piazza della Scala dalle 16 alle 18. «Rispetto naturalmente, la decisione delle forze sindacali - ha risposto l’assessore comunale ai Servizi civici, Stefano Pillitteri -. Nondimeno trovo incomprensibile la loro posizione di netto rifiuto rispetto alla costituzione dell’azienda speciale. L’obiettivo di Misef, infatti, è quello del rilancio di un settore che sconta gravi criticità, senza aumenti di tariffe, mantenendo il pieno controllo da parte dell’Amministrazione comunale e con ricadute positive sia sull’utenza che sui lavoratori. Mi dispiace, soprattutto, per il disagio che, ancora una volta, ricadrà sui cittadini». Per i sindacati l’operazione che l’Amministrazione comunale porterà presto in Consiglio non consente nessun risparmio reale, dal momento che i costi dell’azienda ricadranno ancora sul Comune: «Stanno solo cercando di nasconderli dentro la voce degli acquisti di beni e servizi - sostiene Adriano Sgrò della Cgil Funzione pubblica - ma è il gioco delle tre carte. I costi aumenteranno, invece, perché si dovrà pagare anche i consigli d’amministrazione, gli amministratori delegati, i dirigenti». E mentre il Comune lo esclude, per i sindacati aumenteranno anche le tariffe: «Dal 100 al 500 per cento». Altro punto della vertenza, le minori garanzie dei lavoratori e dei servizi stessi, di fronte alle imprese private: «Il pubblico resiste meglio alle pressioni di un certo tipo di aziende che operano in questo settore - aggiunge Sgrò - fenomeni di cui parlano anche le cronache degli ultimi tempi».


27 novembre 2008 - Il Secolo XIX

Vetrotex, allarme dei Cub «Pronti quindici esuberi»

Vado - ARIA DI CRISI nello stabilimento Vetrotex Saint Gobain di Vado. Il segretario provinciale Allca Cub, Maurizio Loschi, ha lanciato l'allarme dopo le notizie secondo le quali l'azienda vorrebbe dichiarare 15 esuberi tra il personale. L'organizzazione ha quindi chiesto un incontro urgente con il sindaco di Vado, Carlo Giacobbe. «Circa un mese fa - spiega Loschi -, nel corso di una assemblea, la rsu della Vetrotex ha comunicato di aver ricevuto dall'azienda la notizia che il gruppo Saint Gobain ha dichiarato circa 6000 esuberi, 15 dei quali nello stabilimento di Vado. Mentre l'azienda procede spedita nella direzione che si è prefissata, cioè ridurre sia gli organici che la produzione, attivando una strisciante esternalizzazione di buona parte delle mansioni impiegatizie e comunicando che gli impianti sarebbero passati dal tradizionale ciclo continuo al lavoro settimanale con fermata i sabati e le domeniche attraverso un contemporaneo utilizzo forzato delle ferie, le organizzazioni sindacali confederali non sono intervenute».
L'Allca Cub ha quindi deciso di promuovere autonomamente diverse iniziative: «Faremo ogni possibile azione di lotta - spiega Loschi - a cominciare dal boicottaggio delle terziarizzazioni, ed una serie di incontri con tutti i soggetti politici e istituzionali che ritengono i posti di lavoro un bene comune da difendere strenuamente, incontri sui quali ci impegniamo a tenere costantemente informati i lavoratori interessati».


27 novembre 2008 - La Stampa

Ex Vetrotex
«Allca Cub» chiede incontro con Giacobbe

Vado - Forti preoccupazioni sono state espresse dal sindacato unitario di base Allca Cub sulla situazione produttiva e occupazionale della Vetrotex gruppo Saint-Gobain di Vado Ligure, anche in merito all’impiego di ferie forzate per i dipendenti e al ciclo produttivo non più continuo ma con riposi di sabato e domenica e alle esternalizzazioni di mansioni impiegatizie avviate.«Questo stabilimento verrà interessato da 15 esuberi, ma Cgil, Cisl e Uil non hanno avviato nessun tavolo di confronto», perciò la rappresentanza sindacale di base ha chiesto un incontro urgente al sindaco Carlo Giacobbe.


27 novembre 2008 - Cronaca Qui

La crisi del mercato del lavoro nel Magentino
La storica Bruno Romeo è in crisi: lavoratori in cassa integrazione

MAGENTA - Stamattina dalle 10 alle 12 si è svolto un presidio dei dipendenti della "Bruno Romeo" di Magenta, società fondata nel 1927, con sede a Magenta e a Civitavecchia e che oggi occupa 49 lavoratori. L'impresa, che opera nel settore degli impianti industriali di condizionamento, energia, antincendio (sta attualmente lavorando nei cantieri del nuovo ospedale di Legnano, in quelli dell'Istituto dei tumori di Genova e nella nuova sede della RCS, l'editore del Corriere della Sera) da venti giorni è stata posta in liquidazione. I lavoratori si sono riuniti in assemblea con i delagati della Cub di Magenta per due ore, per discutere il futuro della società, che da alcune settimane è stata affidata al liquidatore Roberto Corradini, per evitare il fallimento e arrivare invece a un concordato preventivo, che prevede anche la cessione di un ramo d'azienda (con dieci dipendenti) a un'altra impresa. Qualche settimana fa la direzione ha comunicato ai dipendenti che "la società si trova attualmente in una fase di tensione finanziaria", dovuta a un buco di bilancio creatosi nel 2006 e che ad oggi non permette il puntuale pagamento dei fornitori e dei creditori finanziari. Il liquidatore ha annunciato la cassa integrazione straordinaria a partire da dicembre. "Questo presidio dovrebbe far riflettere gli amministratori del Magentino, affinché si apra una discussione seria sulla chiusura continua di aziende storiche nel nostro territorio" dicono Massimo Lettieri e Fernanda Garavaglia della Cub di Magenta.(GM)


26 novembre 2008 - Apcom

Ricerca/ Roma, domani presidio precari davanti Ministero P.A.
Rdb-Cub: Meritano di essere assunti a tempo indeterminato

Roma, 26 nov. (Apcom) - I precari degli enti di ricerca si sono dati appuntamento domani a Roma davanti al Ministero della Funzione Pubblica per un presidio indetto da Usi-RdB per chiedere di essere assunti: durante in sit-it i ricercatori consegneranno simbolicamente al ministro Brunetta i loro curricula e le pubblicazioni scientifiche prodotte negli anni precariato, a testimonianza del grande patrimonio di professionalità presente negli enti. "I concorsi non sono una soluzione accettabile per i precari, che meritano di essere assunti a tempo indeterminato", dichiara Claudio Argentini dell'USI RdB Ricerca: "Se lo sono meritato con anni di lavoro sfruttato e sottopagato, anni in cui sono stati continuamente sottoposti a verifica ed hanno consentito agli Enti di Ricerca di funzionare e di svolgere la propria missione istituzionale". Per il dirigente sindacale "l'esperienza e le numerose indagini della magistratura ci hanno insegnato come il sistema concorsuale nel settore della ricerca e dell'università rappresenti un raffinato escamotage per favorire clientele e nepotismo. Ma il dettato costituzionale richiama anche la necessità che ad essere assunto nell'Amministrazione Pubblica sia il cittadino che meglio supporti la funzione dell'Amministrazione stessa. E nella ricerca pubblica il meglio sono i precari, che da anni costruiscono il futuro del paese". "Per questo giovedì andremo da Brunetta e gli consegneremo un bel po' di curricula di coloro che il Ministro non calcola o definisce capitani di ventura. Ed il 5 dicembre chiameremo i precari allo sciopero, su una piattaforma che prevede anche un'iniziativa di legge per mettere mano seriamente - conclude Argentini - all'organizzazione del lavoro e al reclutamento negli Enti di Ricerca".

Giustizia/ Rdb-Cub: Provvedimenti annunciati non risolvono problemi
Confermato sciopero nazionale per il 5 dicembre

Roma, 26 nov. (Apcom) - I provvedimenti annunciati dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, per le Rdb-Cub, che confermano lo sciopero indetto per il 5 dicembre, "non risolvono i mali della giustizia". "Il ministro della Giustizia - sostiene infatti Pina Todisco, della direzione nazionale RdB-Cub Pubblico Impiego - annuncia provvedimenti di informatizzazione e riorganizzazione degli uffici che, come per incanto, dovrebbero produrre la risoluzione di tutti i problemi con cui da tempo immemore i lavoratori giudiziari e gli utenti fanno i conti giornalmente. Ma sebbene sia necessario ripensare anche l'organizzazione ed una seria informatizzazione degli uffici, che non siano, come nel passato, occasione per riciclare vecchie macchine inutilizzabili o per creare nuovi posti dirigenziali, riteniamo - chiarisce - che la ricerca di vere soluzioni passi obbligatoriamente per altre strade". Per Todisco "si dovrebbe infatti cominciare da una semplificazione delle leggi, che oggi sono decine di migliaia; potenziare il personale che, per effetto del blocco delle assunzioni e dei tagli, è sceso negli ultimi 10 anni da 53mila a meno di 43mila unità in pianta organica, mentre il personale in servizio risulta essere inferiore alle 40mila unità; si dovrebbe riqualificare il personale, a cui non viene riconosciuto il diritto alla carriera dal 1980; riqualificare le strutture degli uffici, nella maggior parte dei casi fatiscenti quando addirittura pericolose per l'incolumità dei lavoratori e degli utenti; inoltre bisognerebbe rispettare la dignità e il lavoro di migliaia di dipendenti, che quotidianamente e con abnegazione continuano a garantire il servizio. Su questa piattaforma - conclude Todisco - la RdB-Cub P.I. settore Giustizia ha proclamato uno sciopero nazionale per il 5 dicembre con manifestazioni nelle maggiori città, che alla luce di tali provvedimentidel governo non può che essere ribadito".


26 novembre 2008 - Ansa

GIUSTIZIA: RDB-CUB,PROVVEDIMENTI ALFANO NON RISOLVONO I MALI

(ANSA) - ROMA, 26 NOV - «I provvedimenti annunciati dal ministro Alfano non risolvono i mali della Giustizia»: lo afferma Pina Todisco, della direzione nazionale Rdb-Cub Pubblico Impiego. «Il Guardasigilli - sottolinea Todisco - annuncia provvedimenti di informatizzazione e riorganizzazione degli uffici che, come per incanto, dovrebbero produrre la risoluzione di tutti i problemi con cui da tempo immemore i lavoratori giudiziari e gli utenti fanno i conti giornalmente, ma sebbene sia necessario ripensare anche l'organizzazione ed una seria informatizzazione degli uffici, che non siano, come nel passato, occasione per riciclare vecchie macchine inutilizzabili o per creare nuovi posti dirigenziali, riteniamo che la ricerca di vere soluzioni passi obbligatoriamente per altre strade». Secondo la sindacalista, «si dovrebbe cominciare da una semplificazione delle leggi, che oggi sono decine di migliaia; potenziare il personale che, per effetto del blocco delle assunzioni e dei tagli, è sceso negli ultimi 10 anni da 53.000 a meno di 43.000 unità in pianta organica, mentre il personale in servizio risulta essere inferiore alle 40.000 unità; si dovrebbe riqualificare il personale, a cui non viene riconosciuto il diritto alla carriera dal 1980». La RdB-CUB P.I. settore Giustizia ricorda che per questi obiettivi il sindacato ha proclamato uno sciopero nazionale per il 5 dicembre con manifestazioni nelle maggiori città.

OGGI IN PUGLIA

(ANSA) - BARI, 26 NOV - ...
09.30 - Taranto - Presidio Ospedaliero 'Santissima Annunziatà Conferenza stampa indetta da Rdb/Cub, sugli esiti dell'incontro tenuto a Bari, alla Regione Puglia, sull'internalizzazione dei servizi di pulimento ed ausialiariato per la Asl di Taranto. Segue un'assemblea generale dei lavoratori della Cascina sulla vertenza in atto...


26 novembre 2008 - Omniroma

PUBBLICO IMPIEGO, RDB: DOMANI PRECARI PORTANO CURRICULA A BRUNETTA

(OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Domani i precari degli Enti di Ricerca si sono dati appuntamento a Roma davanti al Ministero della Funzione Pubblica per il presidio indetto da Usi-RdB. Nel corso della manifestazione i ricercatori intendono consegnare al Ministro Brunetta i loro curricula e le pubblicazioni scientifiche prodotte in tanti anni di precariato, a testimonianza del grande patrimonio di professionalità presente negli Enti». Lo rende noto Rdb Cub Pubblico impiego. «I concorsi non sono una soluzione accettabile per i precari, che meritano di essere assunti a tempo indeterminato - dichiara Claudio Argentini dell'USI RdB Ricerca - Se lo sono meritato con anni di lavoro sfruttato e sottopagato, anni in cui sono stati continuamente sottoposti a verifica ed hanno consentito agli Enti di Ricerca di funzionare e di svolgere la propria missione istituzionale». Continua il dirigente sindacale: «Inoltre l'esperienza e le numerose indagini della magistratura ci hanno insegnato come il sistema concorsuale nel settore della ricerca e dell'università rappresenti un raffinato escamotage per favorire clientele e nepotismo. Ma il dettato costituzionale richiama anche la necessità che ad essere assunto nell'Amministrazione Pubblica sia il cittadino che meglio supporti la funzione dell'Amministrazione stessa. E nella ricerca pubblica il meglio sono i precari, che da anni costruiscono il futuro del paese». «Per questo giovedì andremo da Brunetta - conclude Argentini - e gli consegneremo un bel pò di curricula di coloro che il Ministro non calcola o definisce capitani di ventura. Ed il 5 dicembre chiameremo i precari allo sciopero, su una piattaforma che prevede anche un'iniziativa di legge per mettere mano seriamente all'organizzazione del lavoro e al reclutamento negli Enti di Ricerca».

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

(OMNIROMA) Roma, 26 nov -...
- Manifestazione delle insegnanti della scuola d'infanzia del Comune di Fiumicino che prestano assistenza a bordo degli scuolabus sostenute da Rdb-Cub. Fiumicino, Comune, via Portuense, 2498 (dalle ore 10)...
- Presidio dei lavoratori precari Rdb-Cub degli enti di Ricerca. Ministero della Funzione pubblica, Corso Vittorio Emanuele, 116 (ore 11.30)...

TRASPORTI, TRAMBUS: LUNEDÌ 1 DICEMBRE A RISCHIO PER SCIOPERO

(OMNIROMA) Roma, 26 nov - Lunedì 1 dicembre le linee di trasporto pubblico di Roma gestite da Trambus Spa potrebbero subire dei disservizi, dalle ore 8.30 alle ore 12.30, a causa di uno sciopero di 4 ore indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti. Così Trambus in una nota. I disservizi, inoltre, potrebbero estendersi a tutta la giornata, dalle 8.30 alle 17.00 e dalle 20.00 a fine servizio, a causa di un ulteriore sciopero di 24 ore indetto dalla Cub Trasporti.


26 novembre 2008 - Agi

GIUSTIZIA: RDB-CUB, PROVVEDIMENTI ALFANO NON RISOLVONO I MALI

(AGI) - Roma, 26 nov. - "Il ministro della Giustizia Angelino Alfano annuncia provvedimenti di informatizzazione e riorganizzazione degli uffici che, come per incanto, dovrebbero produrre la risoluzione di tutti i problemi con cui da tempo immemore i lavoratori giudiziari e gli utenti fanno i conti giornalmente". Lo rileva, in una nota, Pina Todisco, della direzione nazionale Rdb-Cub Pubblico Impiego. "Sebbene sia necessario ripensare anche l'organizzazione ed una seria informatizzazione degli uffici, che non siano, come nel passato, occasione per riciclare vecchie macchine inutilizzabili o per creare nuovi posti dirigenziali - continua Todisco - riteniamo che la ricerca di vere soluzioni passi obbligatoriamente per altre strade": infatti, secondo Rdb-Cub, "si dovrebbe cominciare da una semplificazione delle leggi, che oggi sono decine di migliaia, potenziare il personale che, per effetto del blocco delle assunzioni e dei tagli, e' sceso negli ultimi 10 anni da 53.000 a meno di 43.000 unita' in pianta organica, mentre il personale in servizio risulta essere inferiore alle 40.000 unita', riqualificare il personale, a cui non viene riconosciuto il diritto alla carriera dal 1980, e le strutture degli uffici, nella maggior parte dei casi fatiscenti quando addirittura pericolose per l'incolumita' dei lavoratori e degli utenti, inoltre bisognerebbe rispettare la dignita' e il lavoro di migliaia di dipendenti, che quotidianamente e con abnegazione continuano a garantire il servizio". Su questa piattaforma, ricorda Todisco, la Rdb-Cub P.I. settore Giustizia, ha proclamato uno sciopero nazionale per il 5 dicembre con manifestazioni nelle maggiori citta', che "alla luce di tali provvedimenti del governo non puo' che essere ribadito".

TACCUINI AVVENIMENTI DI DOMANI

(AGI) - Cagliari, 26 nov. - Ecco i principali avvenimenti di domani in Sardegna:...
- Presidio dei dipendenti delle ditte di pulizia degli edifici dell’Inps, che protestano contro il ritardo nel pagamento degli stipendi, indetto dalla Rdb/Cub (Cagliari - davanti sede Inps - viale Regina Margherita - ore 8.30)...


26 novembre 2008 - Dire

RICERCA. PRECARI CONSEGNANO LORO CURRUCULUM A BRUNETTA
DOMANI PROTESTA AL MINISTERO IN VISTA DI POSSIBILE SCIOPERO

(DIRE) Roma, 26 nov. - Nuove proteste dei precari della ricerca contro il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Domani i lavoratori con contratto a tempo determinato degli enti di ricerca si sono dati appuntamento davanti al Palazzo Vidoni, sede del ministero, per il presidio indetto dal sindacato Usi-RdB. Nel corso della manifestazione i ricercatori proveranno a consegnare al ministro in persona i loro curricula e le pubblicazioni scientifiche prodotte durante gli anni di precariato. "I concorsi non sono una soluzione accettabile per i precari, che meritano di essere assunti a tempo indeterminato- dichiara Claudio Argentini dell'Usi-RdB Ricerca- Se lo sono meritato con anni di lavoro sfruttato e sottopagato, anni in cui sono stati continuamente sottoposti a verifica ed hanno consentito agli enti di ricerca di funzionare e di svolgere la propria missione istituzionale". Continua, poi, il dirigente sindacale: "inoltre l'esperienza e le numerose indagini della magistratura ci hanno insegnato come il sistema concorsuale nel settore della ricerca e dell'universita' rappresenti un raffinato escamotage per favorire clientele e nepotismo". Entro il 5 dicembre, poi, il sindacato chiamera' i ricercatori precari allo sciopero su una piattaforma "che prevede anche un'iniziativa di legge per mettere mano seriamente all'organizzazione del lavoro e al reclutamento negli enti di ricerca".


26 novembre 2008 - Italia Oggi

Aumenti da 82 euro. No di Cgil, Flp e Rdb
Agenzie fiscali, ok al contratto

Via libera al rinnovo del contratto di lavoro per i circa 57 mila dipendenti delle Agenzie fiscali per il biennio economico 2008-2009. La busta paga aumenta di 82 euro lordi: 77 euro destinati all'incremento tabellare e 5 euro per l'incremento dell'indennità di amministrazione (per i contenuti dell'intesa si veda ItaliaOggi del 21 novembre). La firma dell'ipotesi di accordo da parte di Cisl, Uil e Confsal-Salfi è avvenuta nella tarda serata di lunedì all'Aran. Secondo il segretario della Fps-Cisl, Giovanni Faverin, è un «importante risultato perché il contratto conferma l'accordo già siglato a palazzo Chigi e c'è il recupero integrale dei soldi tagliati da Tremonti. Un rinnovo di contratto in 11 mesi contro una media di 25 dei rinnovi precedenti: una risposta a chi preferiva altri scioperi e altri 15 mesi di lotta». «Si chiude una lunga e difficile vertenza», commenta Salvatore Bosco, segretario generale della Uil-Pa, «questo accordo riveste particolare importanza perché, pur in una fase di grave crisi per il paese, consente di garantire ai lavoratori un incremento retributivo in linea coi tassi di inflazione programmata». «Trattasi del massimo risultato raggiungibile», dichiara il segretario generale Confsal-Salfi, Sebastiano Callipo. «Nonostante il contratto non permetta il recupero integrale della perdita del potere d'acquisto degli stipendi, abbiamo impedito un peggioramento della parte normativa. Infine, la sottoscrizione non solo del presente contratto, ma di tutti quelli del pubblico impiego, è indispensabile per il rispetto da parte del ministro dell'economia degli impegni presi da Brunetta con la firma del protocollo del 30 ottobre scorso, in particolare per ciò che riguarda il ripristino integrale dei fondi speciali, quali comma 165 e ripristino dei fondi Fue». Non ha firmato il rinnovo, invece, la Fp-Cgil. «Sembrava impossibile, ma sono riusciti a fare ancora peggio dell'ipotesi del Ccnl Stato e addirittura peggio di ciò che aveva proposto la stessa Aran», ha detto Alfredo Garzi, segretario nazionale Fp Cgil. No anche di Rdb e Flp. «Più che una trattativa è stata una farsa», afferma Vincenzo Patricelli, responsabile agenzie fiscali della Flp, «oltre a tagliarci buona parte del salario accessorio, il governo gratifica con meno di 50 euro netti di aumento contrattuale coloro che lottano quotidianamente per recuperare miliardi di evasione. Inutile dire che si faranno due conti e da domani saremo più esposti ai tentativi di corruzione».


26 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore

Agenzie fiscali. Chiuso il negoziato sul nuovo contratto
Accordo (senza la Cgil) su un aumento di 82 euro

ROMA - Un aumento medio di 82 euro lordi ripartiti in 76,70 euro di retribuzione tabellare e 5,30 euro di indennità di amministrazione. È questo il risultato dell'accordo firmato lunedì sera all'Aran da Cisl Fps,Uil Pa e Confsal Salfi per il biennio 2008-2009. Il contratto non è stato invece sottoscritto dalla Cgil FP,Rdb,Flp.L'accordo secondo il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta «rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura definitiva dei contratti nazionali di lavoro per tutti i comparti pubblici ». Il ministro infatti conta di concludere entro l'anno la tornata contrattuale per tutto il biennio 2008-2009. Benché tecnicamente il documento sia ancora una " preintesa", visti i passaggi al Governo e alla Corte dei conti, gli aumenti previsti, almeno quello maggiore di 82 euro dovrebbe andare a regime già dal prossimo mese di gennaio. Oltre agli 82 euro di aumenti netti, il personale delle agenzie porta a casa anche, secondo i calcoli del Salfi, l'indennità di vacanza contrattuale (119 euro), il ripristino delle somme del Fondo unico di amministrazione, tagliate del 10 per cento e il ripristino del comma 165 (2mila euro annui in media).
L'accordo delle agenzie oltre all'incremento di carattere economico comprende anche alcune novità. Sono previsti nuovi criteri per la valutazione e misurazione dell'attività e dei servizi pubblici, anche se queste saranno effettuate nel rispetto delle procedure contrattuali già vigenti. Inoltre è previsto che le singole strutture possano mettere in atto dei piani di attività per il miglioramento organizzativo e dei servizi prestati, a questi piani potranno essere collegati dei meccanismi di incentivazione della produttività collettiva e individuale.
E proprio il segretario del Salfi Sebastiano Callipo commenta: «abbiamo, realisticamente e pragmaticamente ottenuto nelle circostanze date, il massimo risultato possibile, sia in termini politici, sia in termini contrattuali, sia in termini finanziari, evitando, fra l'altro, i certi danni dovuti a inutili scioperi». E Roberto Cefalo della Uil conferma: «Non ci sono peggioramenti per i lavoratori. È vero che non ci siamo sottratti all'ipotesi di mettere all'esterno i nostri risultati, anche aprendo tavoli di confronto con l'utenza specializzata».
Dal fronte opposto molto dure le critiche. Per Alfredo Garzi, segretario nazionale Fp Cgil: «L'intesa non introduce nessun miglioramento, né per i lavoratori né per gli utenti, utilizzando, invece, formule ambigue sul potere dei dirigenti di attribuzione del salario accessorio ». E per la parte economica, afferma: «Non risponde alla difesa del potere d'acquisto delle retribuzioni: l'incremento è pari al 3,2% nel biennio, mentre per il solo 2008 l'inflazione é al 3,8%. E inoltre non c'è nessuna certezza sul recupero delle somme tagliate dal decreto Tremonti».


26 novembre 2008 - Corriere di Bologna

Sab: «Nessun taglio ai collegamenti con Roma di Alitalia»
Aeroporto, 25 voli cancellati dallo sciopero

Bologna - Venticinque voli cancellati al Marconi e un corteo nella zona partenze che ha raggiunto gli uffici della direzione. È il bilancio dello sciopero dei lavoratori di terra delle Rdb-Cub, che hanno incrociato le braccia in solidarietà con i dipendenti di Alitalia, contro il piano industriale dello scalo bolognese e per ottenere un contratto unico per i dipendenti delle società di handling. Sono saltati 12 voli in arrivo e le relative partenze, più un altro volo per Londra. Sul presunto ridimensionamento del collegamento Alitalia con Roma, Sab ha precisato che «la compagnia ha confermato fino al 28 marzo i quattro voli giornalieri». Tagli straordinari di rotte sono previsti solo in coincidenza dell'arrivo di Cai, previsto per i prossimi giorni.(F.V.)

La protesta del 2003 Il leader di Rifondazione: «Orgoglioso di averlo fatto».
Il coordinatore dei sindacati di base: «Cercano capri espiatori»
Binari occupati contro la guerra, Loreti e Betti a processo
di Silvia Saracino

Bologna - Ci sono anche Tiziano Loreti, segretario cittadino del Prc, e Massimo Betti coordinatore di Rdb-Cub, nell'elenco delle 32 persone rinviate a giudizio per l'occupazione dei binari della stazione nel marzo 2003, in segno di protesta contro lo scoppio della guerra in Iraq. Il rinvio è stato deciso dal Gup di Bologna, Andrea Scarpa, con l'accusa di interruzione di pubblico servizio: «I manifestanti — si legge nella motivazione — al termine di una manifestazione pubblica occuparono i primi tre binari della stazione centrale per circa un'ora e mezza, dalle 13 alle 14.30, provocando il blocco della circolazione e ritardi per 118 treni compresi tra i 2 e i 152 minuti».
Immediata la reazione di Loreti, che rivendica la propria partecipazione: «Quella del 20 marzo 2003 è stata un'azione doverosa che sono contento di aver fatto. Vado a processo con animo leggero e con l'orgoglio di aver fatto una cosa giusta». Quel giorno, aggiunge, «ha sbagliato chi non c'era, non chi ha occupato i binari». Secondo Massimo Betti, «la Procura sta cercando capri espiatori, ma non li troverà: se condannano noi devono condannare un intero movimento». Anche il coordinatore Rdb rivendica la propria azione e sottolinea che «si tratta di posizioni che non si possono condannare né giuridicamente né politicamente».
Lo stesso giorno i sindacati proclamarono uno sciopero generale che portò in piazza molti bolognesi e in altre città si svolsero altre manifestazioni contro la guerra, «con modalità identiche alle nostre, ma per gli altri la vicenda giudiziaria si è chiusa con un non luogo a procedere», ricorda Loreti.
Tra le trenta persone che andranno a processo nel giugno del 2009 (molti dei quali attivisti dell'area antagonista bolognese) anche due leader dei disobbedienti bolognesi, Domenico Mucignat e Vittorio Sergi, con l'aggravante di essere stati promotori dell'azione e di aver incitato la folla al blocco dei treni. Sono stati invece prosciolti dal Gup altri cinque indagati ed è stata assolta una sesta (per lo più nell'area anarchica) perché occuparono il quarto binario e non i primi tre contenuti nell'imputazione.


26 novembre 2008 - Corriere del Veneto

La protesta Sciopero di solidarietà per Alitalia, centinaia di passeggeri a terra
Venezia, trentuno voli cancellati

VENEZIA – In tutto, tra arrivi e partenze, sono stati cancellati 31 voli. Sciopero degli handler (gli operatori di terra) e crisi Alitalia hanno portato l'ennesima giornata di passione all'aeroporto Marco Polo di Venezia, con centinaia di passeggeri a terra e gli stessi manifestanti in corteo a rifornirli di panini e bibite.
Ieri lo scalo veneziano è stato colpito dalla protesta indetta dal sindacato Rdb-Cub, che ha scioperato per una serie di rivendicazioni aziendali, ma anche per solidarietà verso i lavoratori dell'Alitalia.
E proprio la compagnia di bandiera ha contribuito, come del resto sta facendo da diversi giorni, ad aumentare i disagi, con una serie di cancellazioni che rientrano nella riduzione dell'operativo in corso in questi giorni: ieri il commissario di Alitalia Augusto Fantozzi ha tra l'altro annunciato che da oggi i voli tagliati raddoppieranno e saranno più di duecento in tutta Italia, anche se Save ancora non ha ricevuto comunicazioni su quali siano i voli a rischio su Venezia.
I disagi principali li hanno dovuti subire i viaggiatori di Lufthansa ed Air France- Klm, entrambe servite da Aviapartner, l'handler che in questo momento ha le commesse maggiori, visto che la rivale Gh sta subendo la crisi Alitalia: sono stati cancellati tutti e tre i voli giornalieri per Amsterdam e Lione (la città francese è stata però servita da Easyjet), due per Francoforte e Parigi, oltre a un volo Swiss per Zurigo. Un volo della portoghese Tap per Lisbona è stato invece «dirottato» al Canova di Treviso.
Alitalia ha invece cancellato tre dei sette voli giornalieri per Roma Fiumicino.
I sindacati hanno comunque dovuto risparmiare i voli nelle fasce protette della prima mattinata e del tardo pomeriggio, oltre che i voli intercontinentali e quelli per le isole.
Ma anche in questo caso si è aperta la polemica. «Di solito il contingentamento viene concordato con i sindacati – sbotta Giampietro Antonini, segretario Rdb-Cub – ma in questo caso non è stato fatto, a nostro giudizio per mettere in una situazione di imbarazzo i tanti precari».
La protesta era stata indetta «contro l'attacco al diritto di sciopero e per i diritti sindacali, in solidarietà con i lavoratori Alitalia e per le vertenze aziendali»: in particolare l'orario di lavoro, la carenza di organico, la sicurezza, l'aggiornamento professionale, il premio di risultato e il diritto alla mensa.
A sostegno dello sciopero è giunta al Marco Polo una delegazione di lavoratori degli altri settori dei trasporti e della Rdb-Cub del pubblico impiego.(A.Zo.)


26 novembre 2008 - La Repubblica

Marconi, si viaggia a singhiozzo
Sciopero all´aeroporto, cancellati decine di voli

Bologna - «Circa 50 voli cancellati, (solo 25, secondo la Sab ndr) cioè più o meno il 50 per cento del traffico aereo». Questo il risultato, secondo il sindacato Rdb-Cub, dello sciopero di 24 ore (fino alla mezzanotte di ieri) proclamato all´aeroporto Marconi dai lavoratori di Bas, Marconi handling, Sab, Giacchieri e Koop service. In mattinata una ventina di lavoratori hanno dato vita ad un presidio nell´area partenze. Tra fischietti, bandiere e trombe da stadio alcune scritte su striscioni e cartelli che inneggiavano a: «libertà sindacale», «no diritti, no voli» e «stop allo sfruttamento dei lavoratori degli appalti». Intanto la deputata Idv Silvana Mura, deputata Idv lancia un grido d´allarme (e presenterà un´interrogazione al ministro dei Trasporti) perché nella riorganizzazione della nuova Alitalia, «l´unico volo che rimarrebbe in vigore da Bologna a Roma, sarebbe quello delle 15, un orario scomodo per chi viaggia per lavoro. Il Marconi è il terzo scalo intercontinentale d´Italia e negli ultimi anni ha registrato un considerevole incremento del volume di passeggeri. Tagliare di fatto i collegamenti aerei tra Bologna e Roma è una misura che va assolutamente in controtendenza con l´importanza assunta dallo scalo bolognese. Quello che preoccupa in particolare è conoscere la strategia che Cai intende attuare nella tratta Bologna-Roma nel momento in cui subentrerà ad Alitalia». A stretto giro di posta però il Marconi smentisce il ridimensionamento: «La compagnia aerea ha confermato a Sab il mantenimento fino alle fine dell´orario invernale - il 28 marzo 2009 - degli attuali quattro voli giornalieri programmati. A tutt´oggi, nell´estate 2009 prevede di far salire a cinque le frequenze giornaliere (rimarranno quattro solo la domenica). Tutti i voli sono attualmente in vendita».


26 novembre 2008 - La Nuova Venezia

AEROPORTO Voli cancellati

Venezia - Disagi ieri all’aeroporto Marco Polo per lo sciopero dei lavoratori di handler e gestori aeroportuali indetta da Rdb-Cub: cancellati 24 dei 154 voli programmati tra arrivi (77) e partenze (77). Oltre a quelli per lo sciopero, sono stati cancellati 7 voli Alitalia, 3 in partenza, 4 in arrivo.


26 novembre 2008 - La Città di Salerno

Sit in di protesta dei privati

Salerno - Una cinquantina di aderenti alle rappresentanze sindacali di base (Rdb/Cub) degli operatori sanitari campani hanno manifestato, ieri mattina, all’esterno della sede del consiglio regionale a Napoli contro i tagli previsti dalle misure di rientro dal deficit della sanitá. "No ai tagli all’assistenza e agli stipendi degli operatori" e "La crisi della sanitá non la devono pagare gli utenti e gli operatori sanitari" erano gli slogan dei partecipanti alla protesta. Sul posto è giunta anche la polizia per monitorare la situazione. Intanto dall’Asl Salerno 2 fanno sapere che alcune strutture private convenzionate hanno sospeso l’erogazione delle prestazioni, essendo stati raggiunti i tetti fissati. I cittadini che abbiano necessitá di effettuare esami diagnostici o prestazioni specialistiche ambulatoriali, sono pertanto invitati a rivolgersi alle strutture pubbliche, presso tutti i distretti ed i presidi ospedalieri. Si precisa che non è prevista l’assistenza indiretta, ovvero il rimborso per le prestazioni usufruite "fuori tetto". per saperne di più si può consultare la pagina 755 di Televideo o il sito web www.aslsalerno2.it.

Volantinaggio e raccolta firme contro i tagli ad Agropoli e Roccadaspide
Presidio di protesta davanti agli ospedali

Agropoli- Un presìdio di protesta davanti agli ospedali di Agropoli e Roccadaspide e l’avvio di una petizione per dire no ai tagli nella sanitá. Sono le iniziative promosse dalla Federazione provinciale sanitá - RdB Salerno. I presidi sono stati programmati per oggi alle 8 davanti al presidio sanitario di Roccadaspide e alle 10 all’ospedale di Agropoli. Le proteste si concretizzeranno attraverso l’attivitá di volantinaggio per informare utenti ed operatori della sanitá su quanto sta accadendo in Campania. Nel corso dei presidi saranno raccolte le firme contro la chiusura degli ospedali e la riduzione del personale e dei salari dei lavoratori della sanitá. «Non consentiremo ulteriormente il saccheggio delle risorse pubbliche - afferma il dirigente provinciale Rdb-Cub, Vito Storniello - ai principali responsabili di questo disastro, che invece di dimettersi continuano a difendere le loro poltrone, scaricando sui cittadini e sui lavoratori il debito, di circa 10 miliardi di euro, prodotto dalla loro politica scellerata. La provincia di Salerno è la più penalizzata dal piano di rientro dal deficit e dai tagli nella sanitá». Contro l’ipotesi della soppressione del pronto soccorso e di alcuni reparti strategici dell’ospedale di Agropoli e degli altri presidi sanitari, ha iniziato un’azione di protesta anche la Federazione sindacati indipendenti di Salerno che lunedì ha organizzato una manifestazione provinciale. «La giunta regionale ha cancellato in un solo colpo dei servizi fondamentali - afferma il segretario generale Fsi, Rolando Scotillo - una decisione che pone a rischio la salute e il posto di lavoro di migliaia di cittadini. Chiediamo che il maxiemendamento dei consiglieri salernitani sia votato all’unanimitá». Il depotenziamento dell’ospedale di Agropoli, che assume una nuova configurazione di polo oncologico, ha sollevato il dissenso anche di don Bruno Lancuba che, dal pulpito, ha invitato i fedeli alla mobilitazione.


26 novembre 2008 - Il Bologna

Sciopero. Forti disagi per i passeggeri
I lavoratori del Marconi lasciano "a terra" 25 voli

Bologna - «Oltre 50 i voli cancellati che equivale a circa il 50% del totale»: è stato questo l'annuncio, trionfalistico, dei sindacati autonomi dopo lo sciopero proclamato ieri all'aeroporto Marconi di Bologna tra i lavoratori di Bas, Marconi Handling, Sab, Giacchieri e Koop Service, che hanno incrociato le braccia fino alla mezzanotte di ieri. Motivo dell'astensione dal lavoro il piano industriale pensato dalla dirigenza e un contratto unico per tutti i lavoratori di terra. Proprio sui numeri è arrivata la replica della Sab, la società che gestisce l'aeroporto bolognese, che a sua volta ha distribuito i suoi, quelli che dovrebbero essere i più accreditati. «Le compagnie aeree - si legge nel comunicato - hanno provveduto alla cancellazione di 25 voli complessivi tra nazionali ed internazionali, dei quali 12 voli in arrivo e 13 voli in partenza. Nel dettaglio, sono stati cancellati 12 voli in arrivo da: Amsterdam (2 voli), Barcellona, Bruxelles, Lisbona, Londra Gatwick, Madrid, Napoli, Parigi Charles De Gaulle, Roma Fiumicino (2) e Valencia. Cancellate anche le relative partenze.

Provincia
I precari in lotta annunciano lo sciopero

Bologna - Dopo le tensioni della scorsa settimana, l'ormai consueta protesta dei precari di Palazzo Malvezzi in occasione del Consiglio provinciale assume oggi i toni dell'ironia. Il presidio permanente che va avanti da diverse settimane stavolta è in scala ridotta. Non manca, però, un volantino delle Rdb che riprende la lettera con cui la presidente Beatrice Draghetti ha comunicato a tutti i dipendenti l'approvazione del piano assunzioni. Confermato, intanto, lo sciopero proclamato dalle Rdb per tutta la giornata del 5 dicembre. Punto che la settimana scorsa aveva attraversato la spaccatura nel fronte sindacale.

Stazione. Tra loro il segretario Prc Loreti
Occuparono i binari rinviati a giudizio in 32

Bologna - La protesta contro la guerra finirà in un'aula di tribunale. Il gup Andrea Scarpa ha rinviato a giudizio 32 persone con l'accusa di interruzione di pubblico servizio per l'occupazione dei binari della stazione centrale di Bologna il 20 marzo 2003 al termine della manifestazione contro la guerra in Iraq. Tra di loro l'attuale segretario provinciale di Rifondazione Comunista Tiziano Loreti e il coordinatore provinciale delle Rdb Massimo Betti. Secondo la tesi del pm Morena Plazzi a guidare la protesta scendendo per primi tra i binari furono Domenico Mucignat e Vittorio Sergi del centro sociale Tpo. Il blocco durò più di un'ora tra le 13 e le 14.30: 118 treni accumularono un ritardo compreso tra due minuti e due ore e mezzo. Il gup Scarpa ha prosciolto quattro attivisti di area anarchica perchè non si trovavano sui binari uno, due e tre dove c'erano i manifestanti ma sul quarto binario. La prima udienza si terrà nel giugno del 2009. «Quella del 20 marzo 2003 è stata un'azione doverosa che sono contento di aver fatto. La rivendico», ha detto il segretario Loreti.(GM)


26 novembre 2008 - Metronews

Marco Polo in tilt , cancellati 24 voli

Venezia - Disagi all’aeroporto Marco Polo ieri per lo sciopero del personale delle tre società che gestiscono i servizi a terra. Check-in chiusi, 24 i voli cancellati, dei 154 in programma, e ritardi alla consegna dei bagagli. I dipendenti reclamano carenza di organico, chiedono più sicurezza, aggiornamento professionale, premio di risultato e il diritto alla mensa. «Da quando è stato privatizzato il servizio - dice Giampiero Antonini segretario Rdb-Cub Venezia -, la situazione è peggiorata sia come carico di lavoro che come premio di produzione, ormai tolto». In mattinata, nello scalo veneziano si è tenuto un corteo dove sono stati distribuiti panini, bibite ai viaggiatori oltre a un volantino dove si spiegavano i motivi dell’astensione al lavoro. Oltre a quelli per lo sciopero, sono stati cancellati altre sette voli Alitalia, tre in partenza e quattro in arrivo. (ALE.RA.)


26 novembre 2008 - Il Messaggero

Latina. Avevano denunciato le loro condizioni di lavoro...

Latina - Avevano denunciato le loro condizioni di lavoro quattro mesi fa e ieri è arrivata la verifica ispettiva di Asl e vigili del fuoco. La situazione nel palazzo dove ha sede il Ministero del Tesoro, in viale Nervi, è stata denunciata anche pubblicamente in una conferenza stampa e finalmente è scattata la verifica sulle «possibili irregolarità sulla mancata applicazione delle norme di sicurezza dello stabile». Quelle segnalate dai rappresentanti di Confsal, Rdb, Cub, Cisal, Rls e Fdp, i quali ieri hanno consegnato ai tecnici «un ulteriore elenco di cose da verificare». Sotto accusa, si ricorderà, c’era la lana di vetro e le polveri prodotte negli ambienti, insieme a una serie di altre mancanze. Ieri i rappresentanti sindacali hanno aggiunto che mancano uscite di sicurezza nella sala visite, accesso per handicappati impossibile ma chiesto anche «documentazione per la conformità degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche» e di «verificare la sala batterie con espulsione di acidi adiacente all'aspirazione di aria primaria per condizionamento, l’emissione di onde elettromagnetiche ed altro da sala macchina, centro stampa, segreteria Inpdap». Non è tutto, vanno verificati «i cavi esistenti sotto il pavimento della sala macchina, se a norma». Soprattutto si chiede di «Dichiarare se la struttura creata nel 1972 come centro meccanografico, abbia oggi i requisiti tecnici per ospitare un centro di elaborazione sistemi e servizi integrati informatici, se gli spazi e le pareti esistenti del fabbricato siano idonee ed in rapporto con il sistema di aria condizionata, se il sistema di isolamento tra i piani sia a norma». Chiesto anche il documento valutazione rischi. «Vogliamo accendere un riflettore sulla visita ispettiva, per questo aspettano con fiducia i risultati e le relazioni sulla verifica».


26 novembre 2008 - Il Venezia

Trasporti. Marco Polo, Sette voli per Venezia annullati
Sciopero dell'handling anche Fiumicino bloccato

Venezia - Una trentina di voli cancellati tra partenze e arrivi, due dirottati su Treviso e disagi anche all'aeroporto romano di Fiumicino, con sette voli Alitalia soppressi da e per Venezia. È questo il bilancio dello sciopero di ieri dei lavoratori di handler e gestori aeroportuali, indetto per solidarietà con i dipendenti della compagnia di bandiera e per la vertenza cittadina, con questioni ancora aperte come "l'orario di lavoro, la carenza di organico, la sicurezza, l'aggiornamento professionale, il premio di risultato", si legge in una nota sindacale. E in sostegno allo sciopero è arrivata all'aeroporto veneziano una delegazione di lavoratori degli altri settori dei Trasporti e della Rdb Cub del Pubblico impiego. Fuori dalla struttura si è formato poi un corteo che ha consegnato ai passeggeri volantini per informarli dei motivi della protesta. «L'adesione allo sciopero è stata buona, così come le presenze alla manifestazione di questa mattina (ieri per chi legge, ndr) - commenta Giampiero Antonini, Rdb Cub Trasporti - con un centinaio di persone fuori dall'aeroporto».(F.FU.)


26 novembre 2008 - Leggo

Bologna. Venticinque voli sono stati cancellati...

Bologna - Venticinque voli sono stati cancellati all’aeroporto Marconi per lo sciopero dei lavoratori di terra della Rdb-Cub. Lo stop è stato proclamato per i diritti sindacali e in solidarietà con i dipendenti di Alitalia. I lavoratori hanno sfilati in corteo nella sezione Partenze, raggiungendo gli uffici della direzione.


26 novembre 2008 - La Gazzetta di Reggio, Modena

Sui binari contro la guerra in Iraq, a giudizio
Processo a 31 ‘antagonisti’ e al leader del Prc bolognese per aver bloccato i treni

BOLOGNA - Il segretario del Prc di Bologna, Tiziano Loreti, è stato rinviato a giudizio con altre 31 persone per l’occupazione dei binari alla stazione di Bologna il 20 marzo 2003, poche ore dopo l’inizio dei bombardamenti in Iraq. Con lui andranno a processo (prima udienza 3 giugno 2009) il sindacalista delle Rdb Massimo Betti, altri sindacalisti di base (Cub e Cobas) e una trentina di ‘antagonisti’.
Oggi hanno tra i 26 e i 62 anni, tra loro i leader storici del Tpo, Gianmarco De Pieri e Domenico Mucignat, e anarchici bolognesi più ‘datati’. Prosciolte altre 5 persone e assolta (rito abbreviato), un’anarchica.
Il 20 marzo 2003, quando si diffuse la notizia dell’inizio dell’intervento militare statunitense in Iraq, i sindacati dichiararono lo sciopero generale e a Bologna fu organizzato un corteo di protesta per le vie della città, al cui termine scattò il blitz in stazione. Gli antagonisti occuparono i primi tre binari per un’ora e mezza, dalle 13 alle 14.30, bloccando completamente la circolazione ferroviaria. Ben 118 treni subirono ritardi dai 2 ai 152 minuti.
L’udienza preliminare si è svolta ieri davanti al gup Andrea Scarpa: il pm Morena Plazzi, titolare delle indagini, aveva chiesto il rinvio a giudizio per 38 accusati di interruzione di pubblico servizio. Per i due antagonisti Mucignat e Vittorio Sergi c’è l’aggravante di aver dato il via all’occupazione dei binari: secondo l’accusa furono i primi a salire sui binari dirigendosi verso un Eurostar in arrivo da Taranto e incitarono gli altri manifestanti a imitarli e a bloccare i treni. Delle 38 persone per cui il pm aveva chiesto il giudizio, il gup ha concordato per 32, tra cui Loreti. Altri 5 invece - 4 anarchici e un altro attivista - sono stati prosciolti: anche loro quella mattina occuparono i binari della stazione di Bologna, ma si sistemarono sul quarto binario, mentre il capo di imputazione del pm cita solo l’occupazione dei primi tre binari. La 38ª persona è una ragazza anarchica non bolognese: è l’unica che aveva chiesto di essere giudicata in rito abbreviato, celebrato ieri stesso: è stata assolta. Il processo inizierà il 3 giugno. Il reato si prescriverà nel dicembre 2010.
Tiziano Loreti non è stupito: «Vado a processo con animo leggero e con l’orgoglio di aver fatto una cosa giusta». In stazione, continua Loreti, «c’erano migliaia di persone, per uno come me che è sempre stato dentro i movimenti, quella è stata una delle azioni più giuste che abbia mai fatto. E quel giorno ha sbagliato chi non c’era, non chi ha occupato i binari». Il segretario di Rifondazione ricorda come quel giorno fosse stato indetto uno sciopero generale di tutti i sindacati e la manifestazione che fece scendere in piazza molti bolognesi. «Fu un’azione utile e un atto doveroso, era necessario protestare contro una guerra che ha fatto migliaia e migliaia di morti». Quanto alla decisione del gup di Bologna, secondo Loreti questi «questi sono reati che non hanno bisogno di processo». Tra l’altro in altre città d’Italia in cui il 20 marzo 2003 si svolsero forme di protesta identica, ricorda Loreti, la vicenda giudiziaria «si è chiusa con un non luogo a procedere». La prospettiva di andare in aula, comunque, non lo preoccupa affatto: «ci vado con orgoglio».


26 novembre 2008 - Il Gazzettino

MARCO POLO Handler in sciopero cancellati 24 voli

Venezia - Disagi all'aeroporto Marco Polo di Venezia per lo sciopero dei lavoratori di handler e gestori aeroportuali che ieri nel corso della giornata ha comportato la cancellazione di 24 voli dei 154 programmati tra arrivi (77) e partenze (77). La protesta, è detto in una nota sindacale, è stata indetta «contro l'attacco al diritto di sciopero e per i diritti sindacali, in solidarietà con i lavoratori Alitalia e per le vertenze aziendali». A Venezia le rivendicazioni degli aeroportuali riguardano anche l'orario di lavoro, la carenza di organico, la sicurezza, l'aggiornamento professionale, il premio di risultato e il diritto alla mensa. A sostegno dello sciopero è giunta al Marco Polo una delegazione di lavoratori degli altri settori dei Trasporti e della Rdb-Cub Pubblico Impiego. Nel corso della mattinata si è anche tenuto un corteo interno, nel corso del quale sono stati distribuiti panini e bibite ai viaggiatori. I disagi, secondo quanto diffuso da Save, la società di gestione dello scalo, sono stati limitati. Oltre a quelli per lo sciopero, sono stati cancellati 7 voli Alitalia per Roma, tre in partenza e quattro in arrivo.


26 novembre 2008 - Il Resto del Carlino online

AEROPORTO MARCONI
Sab: "Solo 25 i voli cancellati Assicurate le categorie protette"

Bologna, 26 novembre 2008 - In relazione allo sciopero proclamato da Rdb-Cub per l’intera giornata di ieri all’Aeroporto "Marconi" di Bologna, le compagnie aeree hanno cancellato 25 voli tra nazionali ed internazionali: 12 voli in arrivo e 13 voli in partenza. Sono stati cancellati 12 voli in arrivo da: Amsterdam (due voli), Barcellona, Bruxelles, Lisbona, Londra Gatwick, Madrid, Napoli, Parigi Charles De Gaulle, Roma Fiumicino (due) e Valencia. Cancellate anche le relative partenze, con l’aggiunta di un altro volo per Londra Gatwick. Riguardo ai motivi dello sciopero, non è Sab, come già detto in più occasioni, ad escludere Rdb-Cub dalle trattative, ma è la normativa vigente sulla rappresentanza sindacale a farlo, prevedendo requisiti che al momento Rdb-Cub non possiede. Al netto del fatto che attualmente non ci sono tavoli di trattativa aperti con alcuna organizzazione. Quanto al piano industriale, la sua critica è chiaramente strumentale, perché la presenza di Ryanair contribuisce ad una controtendenza del traffico registrata a livello europeo, con effetti anche sulla tenuta occupazionale. Inoltre, è quantomeno curioso vedere tra i motivi della protesta la richiesta di un contratto unico per tutti i lavoratori, dal momento che proprio questo è uno dei temi cui a Roma stanno già lavorando le parti sociali firmatarie dei contratti nazionali applicati, compresa Assaeroporti. Riguardo ai fatti di ieri, la società respinge con fermezza in quanto totalmente infondata ed assurda l’accusa di aver cambiato gli orari dei voli per spostarli nelle fasce protette: è infatti noto a chiunque che gli orari dei voli sono decisi dalle compagnie. E’ inoltre fantasiosa la presunta invasione degli uffici della direzione Sab, che si trovano in un corpo separato dall’aerostazione e che non hanno registrato alcun accesso ‘anomalo’.


26 novembre 2008 - CronacaQui

I Cub: "Pronte le denuncie se non si interverrà al più presto"
Amianto alla Scala? Rinvenute fibre del dannoso materiale in alcuni locali

MILANO - Sembra che il rischio amianto non risparmi nemmeno il più prestigioso teatro d’opera italiano, e forse del mondo, il Teatro alla Scala. Un gruppo di lavoratori ha infatti reso noto che all’interno dei locali frequentati dalle maestranze tecniche e dai vigili del fuoco sia presente questo materiale particolarmente dannoso per l’uomo. "A suffragare questa tesi - spiegano i rappresentanti della Confederazione Unitaria di Base - ci sarebbe la morte sospetta di un vigile del fuoco, a causa del mesotelioma pleurico, patologia direttamente legata alla fibra di amianto, oltre a un collega della vittima ammalato anch’egli della medesima patologia". Il suddetto materiale tossico è stato rinvenuto nel rivestimento delle bocche dei fari sala, nella zona cupola, appartenente alla parte storica dell’edificio, soprastante la platea, oltre che sparso all’interno del locale delle parti adiacenti le passerelle di servizio. "A tutela della salvaguardia della salute dei dipendenti - continuano -, ma anche dei frequentatori del teatro stesso, da questo gruppo di lavoratori è stata richiesta un’immediata verifica da parte della dirigenza e delle autorità competenti la Fondazione, e la successiva e tempestiva bonifica dei locali indicati dalla fibra di questo pericoloso materiale. Nel caso in cui non si interverrà al più presto sono già pronte denuncie alle autorità preposte alla sicurezza sul lavoro e alla magistratura".(GM)


26 novembre 2008 - Il Resto del Carlino

Loreti e altri trentuno rinviati a giudizio
Per l’occupazione dei binari nel marzo 2003
di Enrico Barbetti

Bologna - IL SEGRETARIO del Prc di Bologna, Tiziano Loreti, è stato rinviato a giudizio insieme ad altre 31 persone per l’occupazione dei binari alla stazione il 20 marzo 2003. L’azione di protesta scattò poche ore dopo l’inizio dei bombardamenti in Iraq, a Bologna e in altre città. Oltre a Loreti, andranno a processo il sindacalista delle Rdb Massimo Betti, altri sindacalisti di base di Cub e Cobas e una trentina di attivisti del mondo antagonista bolognese, dal Tpo a Crash, al circolo anarchico Berneri. Oggi hanno tra i 26 e i 62 anni e tra loro compaiono i leader storici del Tpo, Gianmarco De Pieri e Domenico Mucignat. Sono invece stati prosciolti cinque anarchici e una sesta persona è stata assolta in rito abbreviato. L’UDIENZA preliminare si è svolta ieri davanti al gup Andrea Scarpa: il pm Morena Plazzi aveva chiesto il rinvio a giudizio per 38 persone, tutte accusate di interruzione di pubblico servizio. Per i due antagonisti Mucignat e Vittorio Sergi c’è anche l’aggravante di aver dato il via all’occupazione: secondo l’accusa furono i primi a invadere i binari. I cinque anarchici sono stati prosciolti perché, pur partecipando all’occupazione, si sistemarono sul quarto binario, mentre il capo di imputazione della Procura cita soltanto l’occupazione dei primi tre. Per i 32 imputati il processo inizierà il 3 giugno ma il reato si prescriverà nel dicembre 2010. PER IL SEGRETARIO del Prc Tiziano Loreti «quella del 20 marzo 2003 è stata un’azione doverosa che — afferma — sono contento di aver fatto. La rivendico e vado a processo con animo leggero e con l’orgoglio di aver fatto una cosa giusta». «In stazione c’erano migliaia di persone — aggiunge Loreti —. Quel giorno ha sbagliato chi non c’era, non chi ha occupato i binari».

Bologna. QUESTA volta lo sciopero è nazionale...

Bologna - QUESTA volta lo sciopero è nazionale, ma per gli utenti dell’Atc si tratta del sesto sciopero in poco più di due mesi. I bus si fermeranno lunedì (1 dicembre) per uno sciopero nazionale del trasporto pubblico di 24 ore proclamato dall’organizzazione sindacale Cub trasporti. Per il personale dell’Atc, lo protesta si svolgerà dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. In queste fasce orarie, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno quindi garantiti. E più precisamente, avvertono i vertici dell’azienda di trasporto in una nota, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 8.15 al mattino e fino alle 19.15 la sera. Durante gli orari di sciopero saranno comunque ‘al lavoro’ i servizi «riservati scolastici». INTANTO, ieri, è stato ‘ballo delle cifre’ sullo sciopero in aeroporto durato fino alle 24 e proclamato dai lavoratori (sigla Rdb-Cub) dei servizi a terra di Bas, Marconi Handling, Sab, Giacchieri e Koop Service. «Circa 50 voli cancellati, cioè più o meno il 50%» questo il risultato secondo il sindacato. Gli iscritti incrociavano le braccia per l’esclusione dai tavoli di trattativa, per le condizioni di lavoro nello scalo, contro il piano industriale pensato dalla dirigenza e per ottenere un contratto unico per tutti i lavoratori di terra. Italo Quartu, coordinatore regionale della Cub trasporti, era quindi soddisfatto dello sciopero «nonostante la dirigenza del Marconi abbia illegalmente cambiato gli orari di molti voli spostandoli nelle fasce protette. Una violazione palese della legge e un attacco pesante ai diritti dei lavoratori». Per i vertici Sab, la società che gestisce lo scal. sono stati invece 25 i voli cancellati, tra nazionali ed internazionali. La società ha anche respinto le accuse «di aver cambiato gli orari dei voli per spostarli nelle fasce protette: è noto a chiunque — scrivono in una nota — che gli orari sono decisi dalle compagnie». SEMPRE ieri, i responsabili di Sab hanno escluso tagli ai voli Alitalia sulla tratta Bologna-Roma, ridimensionando così l’allarme sollevato da un’interrogazione del deputato dell’Italia dei valori, Silvana Mura. «A oggi — fanno sapere — la compagnia aerea ha confermato il mantenimento fino alle fine dell’orario invernale, il 28 marzo, degli attuali quattro voli giornalieri programmati». Non solo, «nell’estate 2009 la compagnia prevede di far salire a cinque le frequenze giornaliere: rimarranno quattro solo la domenica». Questi i piani, che potrebbero, però, risentire della delicata fase di passagio del vettore nazionale a Cai. Sono previsti, infatti, come peraltro annunciato da Alitalia, «tagli temporanei di rotte in tutto il network italiano e internazionale».


26 novembre 2008 - City

Voli cancellati. E lunedì bus fermi

Bologna - Sono stati 25 i voli cancellati ieri all’aeroporto per lo sciopero dei sindacati di base contro la Sab, accusata di escluderli dalle trattative sindacali. Lunedì prossimo, invece, sarà la volta dell’ennesimo sciopero degli autobus, il sesto da settembre. L’agitazione è stata indetta da Cub trasporti dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio.


26 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore online

Nelle Agenzie fiscali arriva il contratto
di Antonio Criscione

Aumento medio di 82 euro lordi ripartiti in 76,70 euro di retribuzione tabellare e 5,30 euro di indennità di amministrazione. È questo il risultato dell'accordo per le Agenzie fiscali (Entrate, Dogane e Territorio) firmato lunedì sera all'Aran da Cisl Fps, Uil Pa e Confsal Salfi per il biennio 2008-2009. Il contratto non è stato invece sottoscritto dalla Cgil FP, Rdb.
L'accordo - secondo il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta - «rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura definitiva dei contratti nazionali di lavoro per tutti i comparti pubblici». Il ministro infatti conta di concludere entro l'anno la toranta contrattuale per tutto il biennio 2008-2009.
Oltre all'incremento di carattere economico, l'accordo delle Agenzie comprende numerose novità. Sono previsti, per esempio, nuovi criteri per la valutazione e la misurazione dell'attività e dei servizi pubblici, anche se queste saranno effettuate nel rispetto delle procedure contrattuali già vigenti. Inoltre è previsto che le singole strutture possano mettere in atto dei piani di attività per il miglioramento organizzativo e dei servizi prestati. A questi piani potranno essere collegati dei meccanismi di incentivazione della produttività collettiva e individuale.


26 novembre 2008 - Il Riformista

Gli Autonomi fermano le Fs. Il pretesto è un licenziamento
ODISSEA. Il 28 novembre sarà di nuovo un venerdì nero per i pendolari e i passeggeri di Trenitalia.
di Gianmaria Pica

Lo sciopero nazionale dei ferrovieri per protestare contro il licenziamento del macchinista e delegato alla sicurezza Dante De Angelis. A proclamare la mobilitazione sono le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) delle Ferrovie dello Stato, che così hanno spiegato in un comunicato: «Il giorno di Ferragosto De Angelis è stato licenziato per aver rilasciato un'ovvia e doverosa dichiarazione sui gravi incidenti accaduti ai treni Eurostar nei mesi precedenti». Secondo quanto riferiscono i rappresentanti di Rsu, il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, «con due precettazioni del tutto pretestuose, ci ha già costretto per ben due volte a rinviare lo sciopero contro questo provvedimento, nonostante fosse stato sempre proclamato nel pieno rispetto di tutte le regole. Ma, sempre nel rispetto delle regole, abbiamo differito ancora lo sciopero al 28 novembre per il reintegro immediato del nostro compagno di lavoro ingiustamente licenziato». Aggiungono le Rappresentanze sindacali unitarie: «Auspichiamo, per il prossimo futuro, un ministro meno accondiscendente alle deprecabili scelte del gruppo Fs e di maggiore garanzia istituzionale delle leggi e della Costituzione, anche nei confronti dei lavoratori».
Flashback. De Angelis già nel 2006 subì un analogo provvedimento per la sua attività sindacale. Il licenziamento arrivò dopo tre anni da una puntata della trasmissione Report (edizione 2003) di Milena Gabanelli, nella quale il delegato aveva denunciato la mancanza di sicurezza derivata dall'uso del cosiddetto «pedale dell'uomo morto»: un dispositivo di sicurezza che comporta la presenza attiva del macchinista il quale è obbligato a viaggiare tenendo premuto costantemente il pedale rilasciandolo a intervalli. Nel caso che si verificasse il rilascio volontario o involontario di tale comando, ci sarebbe l'azionamento automatico della frenata di emergenza fino all'arresto autonomo del convoglio. L'intenzione è quella di scongiurare i pericoli del colpo di sonno o di un malessere del macchinista (è per questo che i ferrovieri vorrebbero la conservazione del secondo macchinista a bordo).
Il Sult, Sindacato unitario dei lavoratori dei trasporti, il 20 ottobre 2006, diede notizia della riassunzione di Dante De Angelis alle Fs, stessa qualifica ricoperta precedentemente, con un enfatico comunicato: «Abbiamo creduto nella vittoria della verità e del diritto! Bentornato Dante! Un forte abbraccio da tutti noi!!». Un festeggiamento durato meno di due anni. Lo scorso 14 luglio, De Angelis, assieme agli altri delegati dell'Rsu, denunciò l'incidente avvenuto all'Eurostar 9427 Milano-Roma poco prima di entrare in servizio: «L'Etr 500 si è spezzato in due tronconi tra le carrozze 11 e 12. Con tutta probabilità la causa sarebbe da attribuire a usura e inadeguatezza manutentiva dei materiali del gancio. Sarebbe stato un disastro se lo spezzamento del convoglio fosse avvenuto pochi minuti dopo, in linea, ad alta velocità e carico di viaggiatori». Fu secca la risposta delle Fs, che minacciarono «seri provvedimenti disciplinari e legali contro chi ha diffuso interpretazioni allarmistiche». L'azienda precisò che «l'episodio non si sarebbe potuto verificare durante la corsa del treno. È il risultato di un'errata manovra del personale di macchina possibile solo in fase di partenza». Ma i sindacati, tramite De Angelis, ribatterono: non è un errore umano, gli Etr 500 hanno comandi completamente elettronici.
La reazione di Trenitalia non si fece attendere e lo scorso Ferragosto, l'azienda licenziò, per la seconda volta in meno di due anni, il ferroviere per via delle dichiarazioni fatte alla stampa: procurato allarme e gravi lesioni all'immagine della società, furono le contestazioni di Trenitalia a De Angelis.
Ma lo sciopero proclamato per venerdì prossimo, secondo alcuni osservatori, serve ai sindacati non tanto per chiedere la riassunzione di De Angelis. Sembrerebbe, in realtà, che il licenziamento del delegato sia un pretesto per contestare alcune scelte del management ferroviario. Da tempo l'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti, cerca di abbattere i costi delle Ferrovie, unica compagnia ferroviaria europea ad avere, per esempio, due macchinisti. Sono stati investiti dalle Fs 4 miliardi e mezzo per la frenatura automatica anche nell'interesse dell'introduzione del cosiddetto macchinista unico. Questo comporterebbe un ridimensionamento della forza lavoro per il gruppo: 5 mila esuberi. È nota la preoccupazione dei sindacati sulla questione. Ma se da una parte ci sono i sindacati confederali che sono disposti a trattare con Moretti sul macchinista unico, dall'altra gli autonomi Sdl, Cub e Rsu (il sindacato di De Angelis) sono contrari a qualsiasi forma di dialogo. Lo sciopero indetto per il 28 novembre lo dimostrerebbe.


26 novembre 2008 - Il Giorno

«La Fiat a Natale ci metta in ferie e non in cassa»
ARESE I SINDACATI DELL’ALFA

ARESE — «CHIEDEREMO alla Fiat di ritirare la cassa integrazione prevista per Arese dal 15 dicembre all’11 gennaio». Alla vigilia dell’incontro che si svolgerà oggi in Assolombarda tra le organizzazioni sindacali di categoria e la casa automobilistica torinese per discutere della cassa integrazione, il sindacato FlmUniti Cub dell’Alfa Romeo di Arese anticipa le carte che giocherà al tavolo della trattativa. «L’azienda ha deciso una diversità di trattamento tra gli enti centrali di Arese e quelli di Torino e Balocco dove si fa il ponte di sole tre settimane, dal 22 dicembre al 9 gennaio senza l’intervento della cassa - spiega Carlo Pariani, sindacalista Cub -. Noi chiederemo un accordo come quello fatto negli altri stabilimenti, se non ci sarà è chiaro a tutti che la colpa non è del sindacato e che la Fiat ha altri obiettivi su Arese». L’incontro di oggi nella sede milanese degli industriali sarà per le parti sociali l’occasione per fare chiarezza sul futuro dei settori rimasti sotto il Biscione aresino: progettazione, sperimentazione, parte commerciale e centro stile, che occupano 750 lavoratori. «Il nostro obiettivo è quello di aprire un confronto vero con l’azienda per trovare una soluzione occupazionale per tutti i lavoratori di Arese ed evitare situazioni drammatiche», conclude il sindacalista.(Ro.Ramp.)


25 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore/Radiocor

AGENZIE FISCALI: FIRMATO CONTRATTO, AUMENTO DI 82 EURO
Brunetta: entro dicembre chiudere le altre trattative. Fp Cgil, Flp-Cse e Rdb-Cub non firmano l'intesa

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 nov - Nella tarda serata di ieri Cisl, Uil e Confsal hanno firmato il contratto del personale delle Agenzie fiscali. La firma, ricorda il ministero della Funzione pubblica in una nota, segue quella del contratto per i dipendenti del comparto Ministeri (sottoscritto lo scorso 12 novembre) e rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura definitiva dei contratti nazionali di lavoro per tutti i comparti pubblici. Il ministro Renato Brunetta, prosegue la nota, auspica che entro la fine di dicembre si concludano anche le restanti trattative relative al biennio economico 2008-2009 e che con il nuovo anno si possa lavorare proficuamente con le parti sociali per avviare nel 2010 il nuovo modello contrattuale. Il contratto appena siglato, che riguarda circa 57.000 dipendenti, prevede un incremento retributivo medio mensile complessivo a regime per il 2009 pari a 82 euro. In particolare, l'incremento medio sul tabellare è pari a 10 euro mensili per tredici mensilità per il 2008 e a 76,70 euro per il 2009. Inoltre è previsto, sempre per il 2009, un incremento dell'indennità di amministrazione pari a 5,30 euro. Il contratto prevede infine il recupero dei fondi di produttività così come indicato nel protocollo firmato lo scorso 30 ottobre. Soddisfazione per la firma da parte della Fps-Cisl e della Uil Pa. «È un importante risultato - commenta il segretario della Fps-Cisl, Giovanni Faverin - perchè il contratto conferma l'accordo già siglato a Palazzo Chigi e c'è il recupero integrale dei soldi tagliati da Tremonti». Anche per il segretario generale della Uil Pa, Salvatore Bosco, «l'accordo riveste una particolare importanza perchè, pur in una fase di grave crisi economica e finanziaria consente comunque ai lavoratori delle Agenzie di avere il rinnovo del contratto biennale e viene garantito dal primo gennaio 2009 un incremento retributivo in linea con i tassi di inflazione programmata» L'accordo non è stato firmato da Fp-Cgil, Flp-Cse e Rdc Cub. Critico nei confronti delle sigle che hanno sottoscritto il rinnovo Alfredo Garzi, segretario della Fp Cgil: «Sembrava impossibile ma sono riusciti a fare ancora peggio dell'ipotesi del Contratto collettivo nazionale di lavoro Stato e addirittura peggio di ciò che aveva proposto la stessa Aran. Infatti, a fronte di una retribuzione media di questo comparto, sensibilmente superiore a quella dello Stato, l'incremento reale è di soli 5,06 euro in più». Resta quindi il giudizio negativo della Fp Cgil: «La parte normativa - prosegue Garzi - non introduce nessun miglioramento, nè per i lavoratori nè per gli utenti. La parte economica non risponde alla difesa del potere d'acquisto delle retribuzioni: l'incremento è pari al 3,2% nel biennio, mentre per il solo 2008 l'inflazione è al 3,8%. Non c'è poi nessuna certezza sul recupero delle somme tagliate dal decreto Tremonti. Un taglio, questo, che produrrà danni importanti per il futuro, poichè diminuendo il reddito medio, gli incrementi contrattuali futuri saranno più bassi. Viene infine ripresa anche in questa intesa l'indennità di vacanza contrattuale. Ciò vuol dire che si rinuncia al rinnovo contrattuale per il prossimo biennio con uno scambio economico che produce un incremento inferiore a quello che Confindustria ha proposto per il settore privato: nel triennio 2008-2010, un lavoratore delle Agenzie Fiscali, inquadrato nella seconda area, posizione F3, avrà, a regime, un incremento sul tabellare di 82,20 euro». Fortemente negativo anche il giudizio di Marco Carlomagno, segretario generale di Flp-Cse, Marco Carlomagno: «È un contratto che non soddisfa i lavoratori e che diminuisce la lotta all'evasione fiscale».


25 novembre 2008 - Dire

BOLOGNA. LORETI-BETTI A PROCESSO: BLOCCARONO TRENI NEL 2003
CONTRO GUERRA IRAQ- LEADER PRC-RDB INTERRUPPERO PUBBLICO SERVIZIO

(DIRE) Bologna, 25 nov. - Il segretario del Prc di Bologna, Tiziano Loreti, e' stato rinviato a giudizio insieme ad altre 31 persone per l'occupazione dei binari alla stazione di Bologna il 20 marzo 2003. L'azione di protesta di quel giorno scatto' poche ore dopo l'inizio dei bombardamenti in Iraq, a Bologna come in altre citta'. Oltre a Loreti, andranno a processo (la prima udienza e' fissata al 3 giugno 2009) il sindacalista delle Rdb Massimo Betti, qualche altro sindacalista di base (Cub e Cobas) e una trentina di attivisti del mondo antagonista bolognese, dal Tpo a Crash al circolo anarchico Berneri. Oggi hanno tra i 26 e i 62 anni e tra loro compaiono i leader storici del Tpo, Gianmarco De Pieri e Domenico Mucignat, e anche alcuni anarchici bolognesi piu' "datati". Sono invece state prosciolte altre 5 persone e un'anarchica e' stata assolta in rito abbreviato. Il 20 marzo 2003, quando si diffuse la notizia dell'inizio dell'intervento militare statunitense in Iraq, i sindacati dichiararono lo sciopero generale e a Bologna venne organizzato un corteo di protesta per le vie della citta', al termine del quale scatto' il blitz in stazione. Gli antagonisti occuparono i primi tre binari della stazione per circa un'ora e mezza, dalle 13 alle 14.30, bloccando completamente la circolazione ferroviaria. I treni che subirono ritardi furono complessivamente 118 e si registrarono ritardi dai 2 ai 152 minuti. L'udienza preliminare si e' svolta questa mattina davanti al gup Andrea Scarpa: il pm Morena Plazzi, titolare delle indagini, aveva chiesto il rinvio a giudizio per 38 persone accusate di interruzione di pubblico servizio. Per i due antagonisti Mucignat e Vittorio Sergi c'e' anche l'aggravante di aver dato il via all'occupazione dei binari: secondo l'accusa furono i primi a salire sui binari dirigendosi verso un treno Eurostar in arrivo da Taranto e incitarono gli altri manifestanti a imitarli e a bloccare i treni. Delle 38 persone per cui il pm Plazzi aveva chiesto il rinvio a giudizio, il gup Scarpa ha deciso di mandarne a processo 32, tra cui Loreti. Altri cinque imputati, invece, quattro anarchici e un altro attivista, sono stati prosciolti: anche loro quella mattina occuparono i binari della stazione di Bologna, ma si sistemarono sul quarto binario, mentre il capo di imputazione compilato dal pm Plazzi cita soltanto l'occupazione dei primi tre binari. La 38esima persona per cui era stato chiesto il processo e' una ragazza anarchica non bolognese: e' l'unica che aveva chiesto di essere giudicata in rito abbreviato, celebrato oggi stesso: e' stata assolta. Il processo iniziera' il prossimo 3 giugno. Il reato si prescrivera' nel dicembre 2010.

PROVINCIA BOLOGNA. NUOVA PROTESTA DEI PRECARI, CON IRONIA

(DIRE) Bologna, 25 nov. - Dopo le tensioni della scorsa settimana, l'ormai consueta protesta dei precari di Palazzo Malvezzi in occasione del Consiglio provinciale assume oggi i toni dell'ironia. Il presidio permanente che va avanti da diverse settimane stavolta e' in scala ridotta. Non manca, pero', un volantino delle Rdb che riprende la lettera con cui la presidente Beatrice Draghetti ha comunicato a tutti i dipendenti l'approvazione del piano assunzioni. Evidenziando come gli esiti della crisi economica abbiano avuto conseguenze anche per il bilancio di Palazzo Malvezzi, la presidente ricordava come "le entrate della Provincia dipendono prevalentemente dall'andamento del mercato dell'auto". Di conseguenza, il volantino riproduce il primo piano di una fiammante Ferrari e invita: "Acquista un'auto, adotta un precario". Confermato, intanto, lo sciopero proclamato dalle Rdb per tutta la giornata del 5 dicembre. Punto che la settimana scorsa aveva attraversato la spaccatura emersa nel fronte sindacale (e tra i lavoratori): da un lato Rdb con lo sciopero gia' in cantiere; dall'altro le sigle confederali con un proprio programma di iniziative ad anticipare, in base alle risposte dell'amministrazione, un pacchetto di 12 ore di astensione dal lavoro.

AEROPORTO BOLOGNA. SCIOPERO CUB, CANCELLATI 25 VOLI
12 IN ARRIVO E 13 IN PARTENZA

(DIRE) Bologna, 25 nov. - In relazione allo sciopero proclamato da RdB-CUB per l'intera giornata di oggi presso l'Aeroporto "Marconi" di Bologna, le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione di 25 voli complessivi tra nazionali ed internazionali: si tratta di 12 voli in arrivo e 13 voli in partenza. E' quanto si legge in una nota Sab. Nel dettaglio, sono stati cancellati 12 voli in arrivo da: Amsterdam (2 voli), Barcellona, Bruxelles, Lisbona, Londra Gatwick, Madrid, Napoli, Parigi Charles De Gaulle, Roma Fiumicino (2) e Valencia. Cancellate anche le relative partenze, con l'aggiunta di un altro volo per Londra Gatwick.

ATC BOLOGNA. NUOVO SCIOPERO LUNEDI', IL SESTO DA SETTEMBRE

(DIRE) Bologna, 25 nov. - Questa volta lo sciopero e' nazionale, ma per gli utenti dell'Atc di Bologna si tratta del sesto sciopero in poco piu' di due mesi. I bus si fermeranno lunedi' prossimo, 1 dicembre, per uno sciopero nazionale del trasporto pubblico locale di 24 ore proclamato dall'organizzazione Sindacale Cub Trasporti. Per il personale viaggiante di Atc, lo sciopero si svolgera' dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. In queste fasce orarie, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Piu' precisamente- avverte Atc in una nota- per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 8.15 al mattino e fino alle 19.15 la sera. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione FS, o dall'autostazione, fino alle 8.20 al mattino e fino alle 19.20 la sera. Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantiti i servizi "riservati scolastici" e anche le attivita' di rilascio di contrassegni e vetrofanie per le aree regolamentate dal piano sosta, nei consueti orari di apertura degli sportelli. Al call center Atc 051.290.290 sara' presente un operatore fino alle 9 e dalle 16 al termine del servizio. L'Azienda assicura che adottera' ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un piu' celere ed integrale ripristino del servizio.

AEROPORTO BOLOGNA. CONTROREPLICA RDB: DISAGI PER MIOPIA SAB

(DIRE) Bologna, 25 nov. - Non cala la tensione tra Sab e i sindacati di base, che replicano alla nota diffusa oggi dalla societa' di gestione dello scalo, interessato oggi da uno sciopero di 24 ore. Innanzitutto, puntualizza Italo Quartu di Rdb-Cub, "l'irruzione c'e' stata e ha interessato, non la palazzina della direzione, ma gli uffici di Bas e Marconi Handling". Quanto alle ragioni del mancato riconoscimento dei sindacati di base da parte di Sab ("non sono firmatari del contratto nazionale"), Quartu ricorda che altre aziende, vedi Atc, invitano Rdb-Cub ai tavoli di confronto. "C'e' una volonta' precisa di non riconoscerci", protesta Quartu. "I disagi di oggi- aggiunge- sono colpa della miopia politica dei vertici dell'Aeroporto". Il sindacato di base contesta anche la decisione di Sab di spostare dei voli che avrebbero potuto essere cancellati all'interno della fascia protetta in modo da non farne condizionare la partenza dalla mobilitazione dei lavoratori. "E' un pesante attacco al diritto di sciopero", conclude Quartu.

AEROPORTO BOLOGNA. SAB: CUB INFONDATA SU SPOSTAMENTO VOLI
"RDB NON POSSIEDE REQUISITI RAPPRESENTANZA, LO DICE LA LEGGE"

(DIRE) Bologna, 25 nov. - La societa' Sab "respinge con fermezza in quanto totalmente infondata ed assurda l'accusa di aver cambiato gli orari dei voli per spostarli nelle fasce protette: e' infatti noto a chiunque che gli orari dei voli sono decisi dalle compagnie". E' quanto si legge in una nota Sab che smentisce cosi' la tesi sostenuta oggi dal sindacato Rdb-Cub, che ha proclamato lo sciopero dei servizi di terra al "Marconi". Riguardo ai motivi dello sciopero, prosegue la societa', "non e' Sab, come gia' detto in piu' occasioni, ad escludere Rdb-Cub dalle trattative, ma e' la normativa vigente sulla rappresentanza sindacale a farlo, prevedendo requisiti che al momento Rdb-Cub non possiede. Al netto del fatto che attualmente non ci sono tavoli di trattativa aperti con alcuna organizzazione". Quanto al piano industriale, "la sua critica e' chiaramente strumentale, perche' la presenza di Ryanair contribuisce ad una controtendenza del traffico registrata a livello europeo, con effetti anche sulla tenuta occupazionale. Inoltre- prosegue Sab- e' quantomeno curioso vedere tra i motivi della protesta la richiesta di un contratto unico per tutti i lavoratori, dal momento che proprio questo e' uno dei temi cui a Roma stanno gia' lavorando le parti sociali firmatarie dei contratti nazionali applicati, compresa Assaeroporti". Sab infine definisce "fantasiosa" la presunta "invasione degli uffici della direzione Sab, che si trovano in un corpo separato dall'aerostazione e che non hanno registrato alcun accesso 'anomalo'".

AEROPORTO BOLOGNA. SCIOPERO CUB, "50% VOLI CANCELLATI"
VERTENZA 'TERRA', QUARTU: "SAB SCORRETTA SU FASCE PROTETTE"

(DIRE) Bologna, 25 nov. - "Circa 50 voli cancellati, cioe' piu' o meno il 50%". Questo il risultato, secondo il sindacato Rdb-Cub, dello sciopero di 24 ore (fino alla mezzanotte di stasera) proclamato all'aeroporto Marconi di Bologna tra i lavoratori di Bas, Marconi Handling, Sab, Giacchieri e Koop Service. La Cub incrocia le braccia per l'esclusione dai tavoli di trattativa, per le condizioni di lavoro nello scalo bolognese, contro il piano industriale pensato dalla dirigenza e per ottenere un contratto unico per tutti i lavoratori di terra. Uno sciopero dovuto, si legge nel volantino distribuito ai passeggeri, "all'incapacita' dell'attuale dirigenza di organizzare le risorse in modo congruente, di bilanciare i carichi di lavoro e di adeguare le strutture". Italo Quartu, coordinatore regionale della Cub trasporti, e' soddisfatto dello sciopero di oggi, "nonostante la dirigenza del Marconi abbia illegalmente cambiato gli orari di molti voli spostandoli nelle fasce protette. Una violazione palese della legge e un attacco pesante ai diritti dei lavoratori". In mattinata una ventina di lavoratori hanno dato vita ad un presidio nell'area partenze. Tra fischietti, bandiere e trombe da stadio alcune scritte su striscioni e cartelli spiegano: "Liberta' sindacale", "No diritti, no voli" e "Stop allo sfruttamento dei lavoratori degli appalti". Mentre sul tabellone delle partenze circa un volo su due risulta cancellato e il Marconi appare semideserto, il presidio si trasforma in un piccolo corteo nella zona degli imbarchi. Al grido di "Noi la crisi non la paghiamo", preso in prestito dagli studenti no Gelmini, i manifestanti hanno improvvisato un piccolo blitz di corsa verso gli uffici della Sab. Al loro interno, pero', non hanno trovato nessuno: "O hanno scioperato anche loro- commenta ironicamente qualcuno- oppure sono fannulloni". Infine, alle motivazioni locali dello sciopero si aggiungono quelle nazionali: "Manifestiamo anche contro l'arroganza del ministro Matteoli- spiega Quartu- che ha vietato lo sciopero in tutto il settore per la vicenda Alitalia".

COMUNE ROMA. RDB:COINVOLGERE PARTI SOCIALI IN PIANO INFANZIA

(DIRE) Roma, 25 nov. - Dopo aver portato nelle settimane scorse la protesta delle lavoratrici dei servizi scolastici ed educativi fin dentro i locali dell'assessorato, la Rdb-Cub commenta positivamente la notizia di un piano generale per l'infanzia che dovrebbe essere adottato entro la fine dell'anno. "Auspichiamo- si legge in una nota di Caterina Fida- che tale piano sia portato rapidamente a una consultazione delle parti sociali e dei comitati di gestione, affinche' sia data voce a chi ha denunciato da tempo gli sprechi e gli sperperi riferiti alle ripetute e talvolta ingiustificate manutenzioni, ai costi altissimi dei beni alimentari e agli altissimi costi dei nidi fatti costruire in concessione. Gia' in un dossier presentato all'amministrazione comunale lo scorso anno la Rdb-Cub denuncio' tali inefficienze- continua la nota- e ha ribadito queste denunce nel corso del convegno recentemente dedicato proprio alla gestione dei servizi per l'infanzia". "Crediamo che sia ormai chiaro a tutti che se risparmi debbano essere fatti questi non possono riguardare la spesa per il personale. E' invece necessario garantire la migliore qualita' del servizio pubblico erogato all'utenza, investendo sia nel personale docente ed educativo sia in quello ausiliario che va formato e riqualificato", conclude la rappresentante RdB-Cub"


25 novembre 2008 - Ansa

AEROPORTI: VENEZIA, CANCELLATI 24 VOLI SU 154 PER SCIOPERO

(ANSA) - VENEZIA, 25 NOV - Disagi all'aeroporto Marco Polo di Venezia per lo sciopero dei lavoratori di handler e gestori aeroportuali che ha comportato la cancellazione di 24 voli dei 154 programmati tra arrivi (77) e partenze (77). La protesta, è detto in una nota sindacale, è stata indetta «contro l'attacco al diritto di sciopero e per i diritti sindacali, in solidarietà con i lavoratori Alitalia e per le vertenze aziendali». A Venezia le rivendicazioni degli aeroportuali riguardano anche l'orario di lavoro, la carenza di organico, la sicurezza, l'aggiornamento professionale, il premio di risultato e il diritto alla mensa. A sostegno dello sciopero è giunta al Marco Polo una delegazione di lavoratori degli altri settori dei Trasporti e della Rdb-Cub Pubblico Impiego. In mattinata si è tenuto un corteo interno, nel corso del quale sono stati distribuiti panini e bibite ai viaggiatori. I disagi,secondo quanto diffuso da Save, la società di gestione dello scalo, sono stati limitati. Oltre a quelli per lo sciopero, sono stati cancellati 7 voli Alitalia, tre in partenza e quattro in arrivo.

OCCUPAZIONE STAZIONE BOLOGNA, RINVIO GIUDIZIO SEGRETARIO PRC

(ANSA) - BOLOGNA, 25 NOV - Il segretario del Prc di Bologna Tiziano Loreti e il coordinatore della Rdb/Cub Massimo Betti sono stati rinviati a giudizio insieme ad altre trenta persone, per interruzione di pubblico servizio, dal Gup di Bologna Andrea Scarpa per la manifestazione del 20 marzo 2003, quando alcuni binari della stazione di Bologna vennero occupati contro lo scoppio della guerra in Iraq. Il processo si terrà a giugno 2009. Il gup ha prosciolto altri cinque indagati e assolto una sesta indagata che aveva chiesto l'abbreviato (per lo più di area anarchici) perchè nel capo di imputazione si fa riferimento all'occupazione dei binari uno, due e tre, e loro occuparono in realtà il quarto binario. Tra i rinviati a giudizio anche alcuni leader dei disobbedienti bolognesi, come Domenico Mucignat e Vittorio Sergi che hanno anche l'aggravante «per essersi resi promotori - secondo il capo di imputazione formulato dal Pm Morena Plazzi, che aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti - dell'azione, portandosi per primi sui binari in direzione di un Eurostar in arrivo da Taranto, bloccato all'ingresso della stazione, ponendosi alla testa dei manifestanti e rivolgendo loro frasi di incitamento alla realizzazione del blocco dei treni». Per tutti l'accusa è di aver occupato «unitamente a numerose altre persone non identificate, al termine di una pubblica manifestazione di protesta contro l'intervento Usa in Iraq, i primi tre binari della stazione centrale di Bologna permanendovi per circa un'ora e mezzo, dalle 13 fino alle 14.30». Da qui l'interruzione di pubblico servizio, con il blocco della circolazione e ritardi per 118 treni compresi tra due e 152 minuti.

DOMANI IN PUGLIA

(ANSA) - BARI, 25 NOV - ...
09.30 - Taranto - Presidio Ospedaliero 'Santissima Annunziatà Conferenza stampa indetta da Rdb/Cub, sugli esiti dell'incontro tenuto a Bari, alla Regione Puglia, sull'internalizzazione dei servizi di pulimento ed ausialiariato per la Asl di Taranto. Segue un'assemblea generale dei lavoratori della Cascina sulla vertenza in atto.


25 novembre 2008 - Omniroma

INFANZIA, RDB-CUB: «COMUNE COINVOLGA PARTI SOCIALI SU PIANO»

(OMNIROMA) Roma, 25 nov - «Dopo aver portato nelle settimane scorse la protesta delle lavoratrici dei servizi scolastici ed educativi fin dentro i locali dell'assessorato, la RdB-CUB commenta positivamente la notizia di un piano generale per l'infanzia che dovrebbe essere adottato entro la fine dell'anno». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Auspichiamo che tale piano sia portato rapidamente ad una consultazione delle parti sociali e dei comitati di gestione, affinché sia data voce a chi ha denunciato da tempo gli sprechi e gli sperperi riferiti alle ripetute e talvolta ingiustificate manutenzioni, ai costi altissimi dei beni alimentari e agli altissimi costi dei nidi fatti costruire in concessione - commenta Caterina Fida per le RdB-CUB - Già in un dossier presentato all'amministrazione comunale lo scorso anno la RdB-CUB denunciò tali inefficienze ed ha ribadito queste denunce nel corso del convegno recentemente dedicato proprio alla gestione dei servizi per l'infanzia». «Crediamo che sia ormai chiaro a tutti che se risparmi debbano essere fatti questi non possono riguardare la spesa per il personale - conclude - È invece necessario garantire la migliore qualità del servizio pubblico erogato all'utenza, investendo sia nel personale docente ed educativo sia in quello ausiliario che va formato e riqualificato».


25 novembre 2008 - Apcom

Trasporti/ Per sciopero aeroporti cancellati 25 voli al Marconi
A Bologna sospesi 12 voli in arrivo e 13 voli in partenza

Bologna, 25 nov. (Apcom) - In relazione allo sciopero proclamato da Rdb-Cub per l'intera giornata di oggi all'Aeroporto "Marconi" di Bologna, le compagnie aeree hanno cancellato 25 voli tra nazionali ed internazionali: 12 voli in arrivo e 13 voli in partenza. Sono stati cancellati 12 voli in arrivo da: Amsterdam (due voli), Barcellona, Bruxelles, Lisbona, Londra Gatwick, Madrid, Napoli, Parigi Charles De Gaulle, Roma Fiumicino (due) e Valencia. Cancellate anche le relative partenze, con l'aggiunta di un altro volo per Londra Gatwick.


25 novembre 2008 - Agi

AEROPORTO BOLOGNA: SCIOPERO, CANCELLATI 25 VOLI

(AGI) - Bologna, 25 nov. - A causa di uno sciopero proclamato dal Rdb-Cub per l'intera giornata di oggi nel settore dei servizi aeroportuali, le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione di 25 voli complessivi tra nazionali e internazionali. Si tratta di 12 voli in arrivo e 13 voli in partenza.


25 novembre 2008 - Wapa Avionews

Aeroporti
Sab sullo sciopero di oggi per l'intera giornata: 25 voli cancellati
Bologna, Italia - 12 in arrivo e 13 in partenza

(WAPA) - "In relazione allo sciopero proclamato da RdB-Cub per l’intera giornata di oggi presso l’aeroporto 'Marconi' di Bologna, le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione di 25 voli complessivi tra nazionali ed internazionali: si tratta di 12 voli in arrivo e 13 voli in partenza. Nel dettaglio, sono stati cancellati 12 voli in arrivo da: Amsterdam (2 voli), Barcellona, Bruxelles, Lisbona, Londra-Gatwick, Madrid, Napoli, Parigi-'Charles De Gaulle', Roma-Fiumicino (2) e Valencia. Cancellate anche le relative partenze, con l’aggiunta di un altro volo per Londra-Gatwick". (Avionews)


25 novembre 2008 - Il Resto del Carlino online

SCIOPERO AL MARCONI
Cancellati oltre 50 voli. Cub: "Violate le fasce protette"
La Cub incrocia le braccia per l’esclusione dai tavoli di trattativa, per le condizioni di lavoro nello scalo bolognese, contro il piano industriale pensato dalla dirigenza e per ottenere un contratto unico per tutti i lavoratori di terra.

Bologna, 25 novembre 2008 - "Circa 50 voli cancellati, cioe’ piu’ o meno il 50%". Questo il risultato, secondo il sindacato Rdb-Cub, dello sciopero di 24 ore (fino alla mezzanotte di stasera) proclamato all’aeroporto Marconi di Bologna tra i lavoratori di Bas, Marconi Handling, Sab, Giacchieri e Koop Service. La Cub incrocia le braccia per l’esclusione dai tavoli di trattativa, per le condizioni di lavoro nello scalo bolognese, contro il piano industriale pensato dalla dirigenza e per ottenere un contratto unico per tutti i lavoratori di terra. Uno sciopero dovuto, si legge nel volantino distribuito ai passeggeri, "all’incapacita’ dell’attuale dirigenza di organizzare le risorse in modo congruente, di bilanciare i carichi di lavoro e di adeguare le strutture". Italo Quartu, coordinatore regionale della Cub trasporti, e’ soddisfatto dello sciopero di oggi, "nonostante la dirigenza del Marconi abbia illegalmente cambiato gli orari di molti voli spostandoli nelle fasce protette. Una violazione palese della legge e un attacco pesante ai diritti dei lavoratori". In mattinata una ventina di lavoratori hanno dato vita ad un presidio nell’area partenze. Tra fischietti, bandiere e trombe da stadio alcune scritte su striscioni e cartelli spiegano: "Liberta’ sindacale", "No diritti, no voli" e "Stop allo sfruttamento dei lavoratori degli appalti". Mentre sul tabellone delle partenze circa un volo su due risulta cancellato e il Marconi appare semideserto, il presidio si trasforma in un piccolo corteo nella zona degli imbarchi. Al grido di "Noi la crisi non la paghiamo", preso in prestito dagli studenti no Gelmini, i manifestanti hanno improvvisato un piccolo blitz di corsa verso gli uffici della Sab. Al loro interno, pero’, non hanno trovato nessuno: "O hanno scioperato anche loro- commenta ironicamente qualcuno- oppure sono fannulloni". Infine, alle motivazioni locali dello sciopero si aggiungono quelle nazionali: "Manifestiamo anche contro l’arroganza del ministro Matteoli- spiega Quartu- che ha vietato lo sciopero in tutto il settore per la vicenda Alitalia".


25 novembre 2008 - Romagna Oggi

Bologna: sciopero al 'Marconi', cancellati una cinquantina di voli

BOLOGNA - Una cinquantina di voli sono stati cancellati all'aeroporto Marconi di Bologna a causa dello sciopero di 24 ore proclamato RdB-Cub per i lavoratori di Bas, Marconi Handling, Sab, Giacchieri e Koop Service. Martedì mattina una ventina di lavoratori hanno dato vita ad un presidio nell'area partenze. Soddisfatto il coordinatore regionale della Cub trasporti, Italo Quartu, malgrado "la dirigenza del Marconi abbia illegalmente cambiato gli orari di volo spostandoli nelle fasce protette". Lo sciopero, si legge nel volantino distribuito ai passeggeri, è dovuta "all'incapacità dell'attuale dirigenza di organizzare le risorse in modo congruente, di bilanciare i carichi di lavoro e di adeguare le strutture".

Bologna: trasporto pubblico locale, nuovo sciopero lunedì

BOLOGNA - L'Organizzazione Sindacale CUB Trasporti ha proclamato uno sciopero nazionale del trasporto pubblico locale di 24 ore. Per il personale viaggiante di Atc, lo sciopero si svolgerà dalle ore 8.30 alle ore 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. In queste fasce orarie, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Più precisamente - rende nota l'azienda- per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 8.15 al mattino e fino alle 19.15 la sera. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione ferroviaria, o dall'autostazione, fino alle 8.20 al mattino e fino alle 19.20 la sera. Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantiti i servizi "riservati scolastici" e anche le attività di rilascio di contrassegni e vetrofanie per le aree regolamentate dal piano sosta, nei consueti orari di apertura degli sportelli. Al call center Atc 051.290.290 è garantita la presenza di un operatore fino alle 9 e dalle 16 al termine del servizio.


25 novembre 2008 - Guida Viaggi

Aeroporto Bologna: cancellati 25 voli a causa dello sciopero
L'astensione è stata proclamata da RdB-Cub per l’intera giornata di oggi

In relazione allo sciopero proclamato da RdB-Cub per l’intera giornata di oggi presso l’Aeroporto Marconi di Bologna, le compagnie aeree hanno cancellato di 25 voli complessivi tra nazionali ed internazionali: si tratta di 12 voli in arrivo e 13 voli in partenza, sottolinea la società in una nota. Nel dettaglio, sono stati cancellati 12 voli in arrivo da: Amsterdam (2 voli), Barcellona, Bruxelles, Lisbona, Londra Gatwick, Madrid, Napoli, Parigi Charles De Gaulle, Roma Fiumicino (2) e Valencia. Cancellate anche le relative partenze, con l’aggiunta di un altro volo per Londra Gatwick.


25 novembre 2008 - Bologna 2000

Sciopero al Marconi: cancellati 25 voli

Bologna - Venticinque voli sono stati cancellati all'aeroporto Marconi di Bologna per lo sciopero dei lavoratori di terra della Rdb-Cub. Si tratta di 12 voli in arrivo (due da Amsterdam, Barcellona, Bruxelles, Lisbona, Londra, Madrid, Napoli, Parigi, due da Fiumicino e Valencia) e le relative partenze, con l'aggiunta di un altro volo per Londra.
Lo sciopero è stato proclamato per i diritti sindacali e in solidarietà con i dipendenti di Alitalia, ai quali si sono aggiunti motivi locali.


25 novembre 2008 - Corriere di Viterbo

I drammi dietro la Vetralla Servizi
La situazione di Barbaranelli: "Mia moglie ora aspetta anche un bambino". "Non sono più in grado di andare avanti, pronto al gesto estremo"
di Emanuele Trevi

Vetralla (VT) - Gli ultimi episodi della saga "Vetralla Servizi" sono stati caratterizzati dall’incontro tra il Sindaco e le sigle sindacali di Cigl, Cisl,Uil, Ugl ed Rdb, in cui sarebbero state inoltrate alla maggioranza delle proposte di soluzione oltre alla disponibilità della Regione Lazio a sedersi al tavolo delle trattative per dare il proprio contributo nella ricerca di una via d’uscita alla complessa situazione. Proprio il presunto intervento della Regione è stato al centro di un durissimo comunicato diffuso dalla Cisal a firma di Pantaleo, in cui questa disponilità dell’Ente Regionale è stata smentita categoricamente. In questo quadro si inserisce l'ultimo appello, in ordine di tempo, lanciato dal Pietro Barbaranelli. Il dipendente della società, che pochissimo tempo fa si è reso protagonista di una fragorosa forma di protesta, torna a gridare: "Sono pronto ad un gesto estremo che non ha precedenti. Io, mia moglie e forse un figlio in arrivo non riusciamo più a vivere". "Questo è un appello drammatico - spiega a voce alta Barbaranelli - al sindaco Massimo Marconi, ai sindacati, al Sindaco Giulio Marini ed a tutta la politica Viterbese. Non riesco più a vivere in queste condizioni. Se non si procederà immediatamente alla stabilizzazione all'interno dell’ente comunale - annuncia - sono pronto ad un gesto estremo che non ha precedenti. In queste condizioni non riesco più a vivere, mi trovo in una situazione disumana, drammatica, al freddo e senza nulla da mangiare. A breve mi verrà pignorata la casa, l’inverno è alle porte e non saprei dove andare a vivere insieme a mia moglie e forse ad un figlio in arrivo. I miei genitori non sono in grado di aiutarmi. Sindaco Marconi -domanda rivolgendosi direttamente al Primo Cittadino Vetrallese - immagini i suoi figli al mio posto, cosa avrebbe fatto? La soluzione per la stabilizzazione vi è stata data - spiega - i miei legali sono andati su tutte le televisioni e su tutte le testate giornalistiche a spiegare che abbiamo tutti i diritti ,noi -precisa - del cantiere scuola lavoro, ed il come fare per poter essere stabilizzati all’interno del comune di Vetralla.Ormai lo sa tutta Italia, che possiamo essere stabilizzati, non ci sono più scuse. Ora basta!". Un'altra richiesta poi da Barbaranelli "Fuori dalla Vetralla Servizi, chi è stato preso letteralmente dalla strada senza aver fatto nessun tipo di concorso"". "Sono 9 mesi - conclude - che mi è stato tolto ingiustamente il lavoro ed al mio posto viene messo personale a tempo determinato. Vergogna".


25 novembre 2008 - Carta

Fuori dall’Arsenale
di Massimiliano Martucci

Taranto - I cannoni della fregata Espero sparano all’unisono con quelli del castello Aragonese le ventuno salve tradizionali, nel giorno in cui l’Italia ricorda di essere sopravvissuta alla Prima guerra mondiale. A Taranto, mentre si depositano le corone di alloro il cui profumo non riesce a sopraffare quello della polvere da sparo, una delegazione delle RdB dell’Arsenale è dal sindaco Ippazio Stefàno, per discutere di come impiegare le strutture, le competenze e gli operai dell’Arsenale, bloccati da mesi.
Taranto è la città del dissesto, dell’Ilva, della diossina nell’aria, delle pecore avvelenate, del polonio. Taranto, sdraiata tra due mari, quasi non si accorge della loro presenza. Perché da una parte ci sono l’acciaieria e la raffineria dell’Eni e dall’altra ci sono quattro chilometri e mezzo di banchine che ospitano cacciatorpediniere, sottomarini, navi da guerra da riparare, cannoni da rimettere in sesto. L’Arsenale della Marina militare è un’area di novanta ettari nel cuore della città. A sentire i tarantini, l’Arsenale non sembra pesare sulle loro vite, un altissimo muro lo protegge dagli sguardi e quindi dalla percezione. Per molto tempo però, è stato un polo occupazionale molto importante, il più importante, prima dell’Italsider. Al suo interno è nata la prima cellula del Pci meridionale. Le condizioni in cui versa oggi sono gravi, molti operai rischiano il posto. Delle duemila e duecento persone rimaste, 450 da mesi non possono lavorare per i sequestri dovuti alle indagini della magistratura. La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta nei confronti dell’amministrazione dell’Arsenale, per fare luce su situazioni poco chiare, relative alla gestione dei rifiuti speciali e ad alcune gare d’appalto. Sono stati indagati gli ultimi ammiragli che hanno diretto l’Arsenale, compresi quello tutt’ora in carica e il suo predecessore. Nel frattempo chi ne fa le spese sono gli operai, sia i dipendenti pubblici che quelli dell’indotto privato. La magistratura ha infatti sequestrato molte aree dell’Arsenale perché non rispettavano i criteri stabiliti dalle leggi sulla sicurezza sul lavoro. La mancata messa a norma, secondo quello che è stato ricostruito, dipende da due fattori: da una parte i tagli alla spesa per la Difesa, che significano meno soldi per i servizi svolti dai civili e per la manuntenzione e, dall’altra, la cattiva gestione dei soldi disponibili. "Ci sono stati momenti - dicono i lavoratori del coordinamento Arsenale delle RdB - Che non c’erano i soldi nemmeno per le fotocopie. I tagli hanno colpito anche i militari, ci sono stati periodi in cui non potevano andare ai poligoni perché non avevano proiettili, ma non lo ammetteranno mai".
Il rischio che corrono gli operai, unici statali rimasti in Italia, è la mobilità, seguita dalla cassa integrazione e poi dal licenziamento. Tutto nella logica della privatizzazione, anche dell’industria bellica. I nuovi contratti infatti prevedono che la manutenzione delle navi sia fatta da chi le costruisce, che sono tutte industrie private. Un po’ come comprare un’auto e avere due anni di garanzia. Ora che a terra non si può lavorare, le navi vengono smontate dalle ditte private e riparate all’esterno. E se questa è ufficialmente una situazione temporanea, legata alle indagini, ci sono segnali, dal governo e da settori della "opposizione", che si potrebbe aprire anche in Italia la stagione dell’outsourcing militare.
A mettere i bastoni tra le ruote, c’è la piattaforma programmatica presentata dal sindacato di base RdB. La sostanza della proposta sta nella flessibilità di impiego degli operai e delle loro competenze. Gli operai ultraspecializzati in attesa di un soffio di vento, dopo opportuni accordi con gli enti locali, potrebbero mettere a disposizione le proprie competenze a chi ne avesse bisogno, con un risparmio per gli enti, soprattutto il Comune di Taranto squassato dal dissesto. Sarebbe la prima volta, dicono dall’RdB, che ciò che si è imparato nell’Arsenale esce fuori. Ci sono elettricisti, elettromeccanici, saldatori, carpentieri, persone che hanno alle spalle anni di esperienza sui sofisticati circuiti dei congegni bellici e che volentieri si offrono per venire incontro ai bisogni della città, dalla manutenzione stradale alle riparazioni degli strumenti medici. La bravura nello smontare un lanciamissili può essere usata per riparare i macchinari delle sale operatorie. Tutto a costo zero e solo per il tempo della mobilità: "Solo per sei mesi – dicono – Non vogliamo sostituire nessuno, ma dare l’esempio, dimostrare che lo statale non è la caricatura tratteggiata da Brunetta". Una risposta anche agli altri sindacati di base, come i Cobas, che esprimono il legittimo dubbio che così si possa togliere lavoro a chi è già stato vittima del dissesto.
Il primo progetto da sviluppare, secondo il coordinamento dell’Arsenale, sarebbe l’istallazione di cellule fotovoltaiche sui tetti delle palazzine della struttura della Marina militare e poi sui palazzi delle amministrazioni pubbliche. Gli operai sono pronti anche a contribuire alla raccolta differenziata, facendo il porta a porta e poi creando un impianto di smistamento e di riciclaggio nel perimetro militare. A parte gli operai, infatti, la "razionalizzazione" della Difesa, prevede anche di ridurre l’area dell’Arsenale, perché dei novanta ettari attuali ne servirebbero solo trenta. I sessanta rimanenti potrebbero essere salvati dalle speculazioni e destinati a servizi di pubblica utilità. Alcune palazzine, per esempio, potrebbero diventare scuole di formazione o ospitare l’Università di Bari, che ha trasferito a Taranto alcuni corsi.
"Destinare le aree inutilizzate ad attività civili potrebbe preservarci dall’istallazione di centrali nucleari o di siti di stoccaggio di rifiuti come a Chiaiano, dato che l’area dell’Arsenale è già sottoposta ai regimi speciali previsti per i siti militari", continuano entusiasti quelli del coordinamento, che hanno come prossimo obiettivo coinvolgere la Regione Puglia. Non disperano nemmeno che la giunta Vendola possa adottare la piattaforma delle RdB ed estenderla a tutto il demanio militare dismesso, di cui la Puglia ha la percentuale maggiore.
L’idea di questa piattaforma nasce alla fine degli anni novanta quando, RdB e Cobas insieme proposero che le aree e i lavoratori in esubero rispetto alle esigenze della Difesa fossero destinate alla Protezione civile. Da allora ogni anno il 5 per cento del personale va via e sempre più aree rimangono inutilizzate. Quando si parla di tagli alla Difesa si intendono, infatti, gli operai civili, non i cannoni o i carri armati, che rientrano nelle "Attività operative". Durante il governo Prodi, ci sono state al senato e alla camera proposte di legge, mai discusse, che prendendo spunto dalla legge regionale lombarda sulla riconversione delle aree militari, somigliavano molto all’idea del sindacato tarantino. Oggi è rimasta solo la proposta sindacale, che è nata così com’è tre anni fa, ed è stata presentata ufficialmente al sottosegretario Giuseppe Cossiga il 13 ottobre scorso.
Lungi dall’essere "solo" una piattaforma sindacale ideata per salvare i posti di lavoro, è una vera e propria idea culturale, il primo passo di una concreta strategia di smilitarizzazione del territorio. Per questo, il sindacato spera di coinvolgere quante più persone e organizzazioni possibile.
Il sindaco Stefàno sembra favorevole: "Pensare di usare tanta professionalità e tante infrastrutture solo per il naviglio militare è un piano aziendale riduttivo – dice e anzi rilancia - Tutto il patrimonio dell’Arsenale deve essere valorizzato e usato al meglio. Estendere i servizi dell’Arsenale alle imbarcazioni civili significa aumentarne la competitività e quindi garantirne lo sviluppo". Non è proprio la stessa cosa, ma lascia ben sperare. Adesso tocca alla Regione sparare la sua salva.


25 novembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 42 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Pensioni, sentenza della Corte europea ordina parità di regole tra uomo-donna
* Una decisione che penalizza le donne
* Precari in lotta mandano il curriculum al ministro
* Contratto enti di ricerca, l'Aran riconvoca le parti
* Il bluff della riforma delle commissioni
* Per la Corte, all'Infn serve un direttore generale
* Il Cnr vuole farsi il lifting, nominato un pool di studiosi
* Lo scarafaggio supera l'homo sapiens


25 novembre 2008 - Il Bologna

Aeroporto. Proclamato per oggi lo sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori aderenti alle sigle autonome
Previsti disagi e voli cancellati un'altra giornata nera al Marconi
Rdb: «Ci fermiamo perchè negano i diritti sindacali a Cub RdB e questo è intollerabile»
di Francesco Mura

Bologna - Passeggeri a terra, pesanti disagi, voli cancellati e il solito diffuso malcontento per l'ennesima giornata nera che si troveranno ad affrontare coloro che preferiscono l'aereo al treno. E' quello che ci si attende oggi all'aeroporto Marconi a seguito dello sciopero odierno di 24 ore deciso dai lavoratori dei sindacati autonomi che hanno deciso di scendere sul piede di guerra contro il ministro Matteoli. Motivo dello scontro frontale? «L'atto inaudito di vera repressione sindacale e di attacco ai diritti costituzionali - fanno sapere in un comunicato i Cub RdB Trasporti Settore Aereo - che ha impedito ai lavoratori del gruppo Alitalia, di EuroFly, Meridiana e AirOne di scioperare contro lo sciagurato piano che 'regala' ai soci di Cai le attività redditizie di Alitalia, scarica sui cittadini i debiti, compreso il famoso prestito ponte, e licenzia migliaia di lavoratori e di precari». Ma anche contro la politica di chi gestisce lo scalo bolognese. Un'azione, quella del governo che il ministro ha giustificato con esigenze di servizio, in seguito al caos venutosi a creare negli aeroporti con migliaia di passeggeri fermi da giorni in attesa di un imbarco e alla cancellazione di decine di voli, che non è piaciuta ai lavoratori dei Cub che hanno deciso di dare una prova di forza anche contro la politica attuata nell'aeroporto bolognese. «La politica messa in campo da SAB con il 'faraonico' piano industriale - continuano - già oggi si fa sentire nel suo fallimentare bilancio con un notevole calo dei passeggeri transitanti al Marconi. Il risultato finale sarà, come è di moda in questi tempi, che a pagare saranno ancora una volta i lavoratori dell'aeroporto ed i cittadini cui verranno scaricati i costi di questi fallimenti». Un'accusa che che mette a nudo una situazione che forse non è andata esattamente come prospettata a suo tempo. «Questo stato di cose non è tollerabile e - concludono - confermiamo quindi lo sciopero».

I dati
"Un piano fallimentare"

A finire sotto accusa elle Rdb sono i massimi dirigenti SAB e "il faraonico piano industriale" giudicato dalle Rdb fallimentare.

Presidio dalle 10,30

Lo sciopero avrà inizio all'una e si concluderà alle ore 24. Il presidio delle Rdb è previsto a partire dalle ore 10,30 nell'atrio delle partenze.


25 novembre 2008 - Il Venezia

Tessera

Venezia - Oggi lo sciopero del personale di Save all'aeroporto Marco Polo proclamato dalla Cub trasporti.


25 novembre 2008 - La Nuova Venezia

AEROPORTO Sciopero Cub

Venezia - Sciopero di 24 ore oggi all’aeroporto del personale di Save e delle società Sav, Gh e Aviapartner proclamato da Cub Trasporti.


25 novembre 2008 - Corriere di Bologna

TRASPORTI
Aeroporto Marconi Sciopero di 24 ore

Bologna - Il settore aereo di Cub-Rdb Trasporti ha confermato lo sciopero di 24 ore, per tutta la giornata di oggi e fino a mezzanotte, dei lavoratori delle aziende che operano al Marconi. In programma anche un presidio, nell'atrio partenze, dalle 10.30. Cub-Rdb definisce «faraonico» il piano industriale della Sab, parla di «fallimentare bilancio, con un notevole calo dei passeggeri transitanti al Marconi», critica lo scorporo del servizio merci in una nuova società e afferma che i vertici Sab «negano i diritti sindacali a Cub RdB».


25 novembre 2008 - Leggo

Lunedì vaporetti a rischio

VENEZIA - Actv informa che lunedì 1° dicembre è stato proclamato uno sciopero del trasporto pubblico della durata di 24 ore dalla sigla sindacale Rdb-Cub. A rischio bus e vaporetti.


25 novembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Sanità
Ok al maxiemendamento ma le proteste continuano

SALERNO — In arrivo 18 milioni di euro per l'ospedale di Agropoli. Donato Saracino, direttore generale dell'Asl Sa3, ha ricevuto una nota dall'assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano, in cui si annuncia il riconoscimento delle somme necessarie per il funzionamento dell'ospedale di Agropoli. L'assessore ha anche riconosciuto la validità dei conti della Sa3 relativamente al terzo trimestre 2008. Ieri, intanto, il maxi-emendamento ha avuto l'ok dalla V commissione regionale. Stamattina sarà il consiglio regionale ad approvare il nuovo piano ospedaliero che accontenterebbe quasi tutti i presidi salernitani. Nonostante ciò, le proteste non si fermano. Stamattina una delegazione salernitana Rdb sarà in presidio a palazzo Santa Lucia mentre ieri è toccato ai sindacati Fsi sfilare per Salerno. Chi si ferma, invece, è la sanità privata. Le strutture accreditate, costrette dai nuovi tetti di spesa imposti a livello regionale a bloccare le prestazioni assistenziali, hanno chiesto ai tre direttori generali asl un incontro urgente.(a.c.)


25 novembre 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna-Roma, calvario Alitalia
VOLI PIÙ CHE DIMEZZATI
di Marco Tavasani

Bologna - L’ALITALIA potrebbe tagliare le ali al Marconi sulla Bologna-Roma. Facendo così tornare indietro lo scalo di ben 27 anni, quando nei primi mesi del 1981 per il fallimento Itavia, decretato dall’allora ministro dei Trasporti, Rino Formica, vennero ritirate le concessioni alla compagnia coinvolta nella strage di Ustica e Bologna rimase senza collegamenti aerei per la Capitale. Un fatto è certo: dall’inizio di novembre vengono saltuariamente cancellati alcuni voli dal Marconi a Fiumicino (e viceversa), per il durissimo braccio di ferro tra azienda e piloti che rifiutano di passare alla Cai e si danno assenti per malattie, vere o presunte. Ma preoccupa il programma dei prossimi giorni, al di là delle soppressioni dei voli per Malpensa, operate alcuni mesi fa. Oggi sulla carta i 4 voli, erano 5 fino al 26 ottobre, sono programmati. Domani invece la scure del commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi taglia due voli (i rimanenti saranno operati con un jet da 72 posti) per arrivare a un solo volo giornaliero giovedì, venerdì e sabato. Così sparirà il volo del primo mattino che ha un buon coefficiente di riempimento ed è utile per le coincidenze dallo scalo romano e rimarrà il solo Embraer da 72 posti in partenza alle 15: un orario assai poco appetibile per l’utenza del Marconi. PREOCCUPA l’incertezza sull’avvio dei voli della Cai. E i voli Bologna-Roma? Secondo alcune agenzie dalla prossima settimana potrebbero riprendere, ma parte di queste agenzie invitano alla prudenza «perché i nostri clienti sono inviperiti: alcuni si sono visti cancellare l’ultimo volo della sera da Roma, oppure il primo del mattino da Bologna». E l’annuncio di Fantozzi non apre orizzonti di ottimismo. A meno che ad AirOne non venga chiesto di effettuare almeno il primo volo del mattino. Intanto anche Meridiana ha varato un piano di pesanti tagli. I voli settimanali per e da Catania e Palermo sono stati ridotti da 19 a 14. E oggi i lavoratori del Marconi aderenti alle Rdb hanno confermato lo sciopero di 24 ore.


25 novembre 2008 - Il Giorno

L’Rsu del Municipio alza la voce a difesa dei premi produttività
ASSEMBLEA

Monza - I LAVORATORI del Comune sono pronti a far sentire la loro voce per non veder penalizzato il loro premio di produttività per il 2008. Ieri, si è tenuta un’assemble convocata da Rsu, la rappresentanza sindacale unitaria dei 1.200 dipendenti comunali, per discutere dell’intesa tra l’Amministrazione e solo Cisl e sindacato autonomo sull’acconto del premio da 700mila euro che sarà versato già nella busta paga di novembre. È stato votato con un’ampia maggioranza un documento che boccia l’intesa e chiede maggiori tutele sul premio, soprattutto, per il saldo che sarà fatto a giugno. Nel 2007 il premio produttività valeva, in totale, 1,7 milioni mentre quest’anno, a causa di Finanziaria e decreto Brunetta, è sceso a un milione. «L’intesa firmata solo da 2 sigle sindacali - spiega Gianni Romano, portavoce di RdB - penalizza il saldo di giugno. Alcuni lavoratori rischiano non solo di non ricevere nulla ma, addirittura, di dover ridare dei soldi al Comune». Rsu chiede di integrare i 300mila euro rimasti per giugno fino a una cifra simile al 2007 e di usare gli stessi criteri di ripartizzione del passato. «Se poi - conclude il sindacalista - ci devono essere tagli sui premi, che almeno coinvolgano tutti, anche i quadri che in 40 si dividono 400mila euro».(M.Ag.)


25 novembre 2008 - Il Mattino

Napoli - Il medico di guardia che ha chiesto aiuto al 118...
di MARIA PIRRO

Napoli - Il medico di guardia che ha chiesto aiuto al 118. I due chirurghi del Primo Policlinico che hanno visitato Pasquale Carbone prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale dei Pellegrini. L’ematologo chiamato, quel giorno, a eseguire il prelievo di midollo osseo. La Procura ha individuato il personale sanitario che ha assistito il pensionato di 63 anni nelle sue ultime ore di vita. L’autopsia, disposta dal pubblico ministero Valentina Romanetta, consentirà di stabilire le cause della morte di Carbone e di individuare, come chiedono i familiari del sessantatreenne, eventuali negligenze. Per ricostruire con esattezza le fasi del ricovero, i carabinieri ieri sono stati nel padiglione di Clinica medica dell’azienda ospedaliera universitaria, in piazza Miraglia. Dovevano acquisire la cartella clinica del paziente, ma non hanno trovato nulla. Il medico che era di guardia venerdì, quando la situazione è precipitata, ha parlato con i militari dell’Arma e ha chiarito il giallo: la documentazione erano stata trasportata ai Pellegrini. Il professor Mario Verza ha spiegato di aver consegnato il diario clinico alla moglie del paziente al momento del trasferimento, affinché i colleghi dell’altro ospedale non dovessero ripetere indagini di cui erano già disponibili i risultati. «Ho fatto tutto quello che potevo fare», ha sottolineato il medico anche nella relazione che ha preparato per i vertici del Policlinico. La direzione, come annunciato dal manager Luigi Muto, si è attivata per fare chiarezza. «Chiuderemo l’indagine nel giro di pochi giorni», ha aggiunto ieri il direttore sanitario Aldo Capasso. Ma è già possibile ricostruire, grazie alle prime verifiche interne, i momenti più delicati del ricovero. Secondo le testimonianze dei medici, il prelievo di midollo sarebbe stato programmato attorno alle 13, venerdì scorso, ed eseguito da uno specialista ambulatoriale che già da qualche anno lavora in Ematologia. Due ore dopo, gli infermieri hanno somministrato all’ammalato un antidolorifico. La situazione si è aggravata alle 19. Per la mancanza di attrezzature e per non perdere altro tempo, quando è apparso chiaro che era necessario un intervento urgente, lo stesso medico di guardia ha contattato il 118 per il trasferimento del paziente ai Pellegrini. All’ospedale della Pignasecca Pasquale Carbone è arrivato alle 23. Tac e angiografia hanno consentito di rilevare una lesione arteriosa; alle 2 l’intervento di embolizzazione. Ma il giorno dopo l’ammalato è morto. «Con una buona organizzazione si sarebbe potuta evitare quest’odissea», denuncia Gabriele Murgia, segretario generale della Cisal Università e avverte: «Situazioni del genere possono ripetersi». Cisal Università, Snals e Rdb-Cub hanno proclamato una giornata di sciopero per giovedì. «La grave crisi gestionale e organizzativa del Policlinico - si legge in un volantino dei sindacati - costringe tutto il personale a operare in condizioni mortificanti e ad erogare un’assistenza inadeguata e servizi insufficienti a causa della mancanza di presidi sanitari, di farmaci e, addirittura, di farmaci salvavita». Le tre sigle autonome contestano anche «gli accorpamenti delle strutture assistenziali, disposti solo allo scopo di ridimensionare organico, guardie mediche e turni infermieristici in disprezzo delle condizioni minime di assistenza». E poi «il continuo ricorso a consulenze esterne e a contratti di locazione che non contribuiscono affatto - concludono - al miglioramento del servizio offerto agli ammalati».


24 novembre 2008 - Reuters

Alitalia, personale volo differisce sciopero dopo precettazione

ROMA, 24 novembre (Reuters) - Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub Trasporti e Apm - le sigle sindacali del personale di volo di Alitalia, Air One, Meridiana ed Eurofly - hanno deciso di differire lo sciopero indetto per domani, 25 novembre, dopo la precettazione arrivata da parte del ministero delle Infrastrutture e trasporti. Lo riferisce Andrea Cavola dell'Sdl annunciando che domani a mezzogiorno ci sarà una conferenza stampa alla sede dell'Anpac per spiegare le motivazioni della revoca e altre iniziative in serbo per quando Cai avvierà formalmente la gestione di Alitalia. "Pur contestando il merito della decisione del ministro, abbiamo deciso di differire lo sciopero ad altra data e stiamo preparando altre iniziative. Domani a mezzogiorno faremo una conferenza stampa all'Anpac", ha detto Cavoli. Il ministro Altero Matteoli aveva ordinato il differimento dello sciopero di domani ad altra data "allo scopo di evitare un pregiudizio grave e irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito". Al centro della protesta vi sono l'impianto contrattuale ed economico sottoscritto dai sindacati confederali e Cai, gli esuberi prodotti e l'incertezza circa il futuro dei lavoratori Atitech, Ams e Cargo e dei dipendenti del Gruppo Airone.


24 novembre 2008 - Wapa Avionews

Aviazione civile
Sciopero trasporto aereo: differita l'agitazione del 25 novembre
Roma, Italia - "Al fine di evitare un grave pregiudizio al diritto di libera circolazione"

(WAPA) - Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero nel settore aereo indetto per domani 25 novembre dalle organizzazioni sindacali Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub trasporti e Apm in rappresentanza dei dipendenti di Alitalia, di AirOne, Meridiana ed eurofly. "Il provvedimento -riferisce una nota ministeriale- è stato reso necessario allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito". (Avionews)


24 novembre 2008 - MF Down Jones

Alitalia: Cub, al piu' presto nuovo sciopero

ROMA (MF-DJ)--"Con la decisione di vietare lo sciopero del 25 novembre si conferma la volonta' di trasformare la vicenda Alitalia in un modello di gestione delle vertenze in Italia: la Cub non lo consentira' e continuera' il proprio intervento indicendo al piu' presto un nuovo sciopero". E' quanto si legge in una nota della Cub, che definisce la decisione da parte del ministro Matteoli di differire lo sciopero indetto per oggi un "vergognoso atto di imperio e arroganza".


24 novembre 2008 - Il Gazzettino

TESSERA
Sciopero al Marco Polo

Venezia - La società che gestisce il Marco Polo di Tessera, la Save, informa che domani, martedì 25 novembre l'aeroporto di Venezia sarà interessato da uno sciopero di 24 ore del personale di Save proclamato dall'organizzazione sindacale Cub Trasporti. Nella stessa data, con le stesse modalità, Cub Trasporti ha proclamato sciopero anche per il personale delle società di handling del Marco Polo di Tessera, SAV, GH e Aviapartner. Di conseguenza - avverte la società Save- potrebbero verificarsi rallentamenti nelle consuete procedure di assistenza ai passeggeri e agli aereo.


24 novembre 2008 - Corriere del Veneto

Martedì sciopero all'aeroporto

VENEZIA — Tornano i disagi per chi deve volare. Martedì 25 novembre l'aeroporto Marco Polo di Tessera sarà interessato da uno sciopero di 24 ore del personale di Save. A proclamare l'iniziativa solo l'organizzazione sindacale Cub trasporti che comunque, visto il prolungato periodo di sospensione del lavoro creerà non pochi disagi ai viaggiatori. Sempre martedì prossimo, oltre ai lavoratori di Save, ancora una volta Cub Trasporti ha proclamato sciopero anche per il personale delle società di handling Sav, Gh e Aviapartner.


24 novembre 2008 - La Nuova Venezia

AEROPORTO Sciopero dei Cub

Venezia - Domani l’aeroporto Marco Polo di Tessera sarà interessato da uno sciopero di 24 ore proclamato dai Cub dei Trasporti del personale Save e degli handling.


24 novembre 2008 - Il Bologna

Stazione. L'appello di Italo Quartu
Un operaio perseguitato, denuncia di Cub Trasporti

Bologna - Un operaio che fa spesso visita ai carabinieri per denunciare soprusi e problemi nel luogo di lavoro. Situazione denunciata dalla Cub Trasporti e che riguarda un dipendente di una cooperativa che lavora alla stazione: «Ha fatto denuncia, solo nel 2008, ben quattro volte - spiega Italo Quartu della Cub - l'ultima volta il 14 novembre. Prima il 6 novembre, il 6 settembre e il 20 giugno. Senza dimenticare gli esposti alla Asl». Una lotta continua: «Si tratta di minacce reiterate contro l'operaio, dell'armadietto imbrattato - continua Quartu - lo fanno lavorare da solo nonostante abbia diritto a lavorare accompagnato». Infine l'appello di Quartu: «Cessi questa pressione e la magistratura faccia chiarezza su queste intimidazioni - conclude Quartu - senza dimenticare il rispetto della sicurezza sul lavoro attraverso il rispetto delle prescrizioni della Asl. Infine lunedì scorso la coop Domino ha messo i lavoratori in ferie perchè c'era lo sciopero dei dipendenti di altre ditte che lavorano in stazione».(GBN)


24 novembre 2008 - Tuscia web

Viterbo - Il sindacato contesta le scelte dei precedenti governi, con pesanti ricadute su pensionati e lavoratori
Rdb: "La crisi la stiamo pagando da anni"

Riceviamo e pubblichiamo - Assistiamo a una serie di interventi della Cgil e di altre sigle sindacali che tentano di scaricare la responsabilità della crisi economica solo sui dati dell’economia americana. La crisi economica che oggi scuote gli Stati Uniti avrà ripercussioni devastanti sull’economia mondiale e, come sempre, colpirà in particolare i ceti medio bassi. Non si può però accusare la crisi americana, per giustificare la crisi presente in Italia già da diversi anni. Riteniamo che in tutto ciò un ruolo importante sia stato svolto dalle parti sociali che hanno sempre collaborato e sostenuto questo modo di fare politica schierandosi sempre dalla parte dei governi e rinunciando a fare opposizione vera. Tutti gli accordi proposti negli ultimi dieci anni dai vari governi che si sono succeduti sempre al fianco di confindustria portano la firma di Cgil, Cisl e Uil. Per citarne alcuni ricordiamo, il welfare, i fondi pensione, il memorandum, la vicenda Alitalia ecc. Non per fare sterile polemica, ma prima di gettare le responsabilità su una crisi che nasce altrove cerchiamo di ricordare quella che stiamo già pagando da tempo grazie alle scelte sbagliate di qualcuno e se veramente vogliamo esimere i lavoratori, i pensionati e le fasce più deboli dal pagare ancora una volta, allora occorre cambiare tendenza e prendere le dovute distanze dalla controparte.
Durante gli ultimi governi sia di centro destra che di centro sinistra abbiamo assistito:
- alla legalizzazione della precarietà del lavoro camuffata con il termite di flessibilità, che ha cancellato di fatto i diritti fondamentali dei lavoratori, rendendo sempre più ricattabili i giovani.
- alla contrazione dei redditi grazie all’abolizione della scala mobile e all’introduzione dell’inflazione programmata;
- alla privatizzazione che ha distrutto il concetto di stato sociale inteso quale garante della collettività dando spazio alla logica del profitto.
I danni sono sotto gli occhi di tutti:
- impoverimento dei ceti medio bassi con famiglie sempre più indebitate e pensionati che non arrivano a fine mese;
- aumento della disoccupazione e assenza di ammortizzatori sociali per i giovani che non hanno mai lavorato;
- aumenti degli infortuni sul lavoro;
- riduzione dei servizi ai cittadini e costi sempre più alti per quelli che ancora vengono forniti.
Tutto ciò è frutto di una politica che ha permesso tramite la logica del mercato, sovrano assoluto dei nostri tempi, il trasferimento di ricchezza dal mondo del lavoro dipendente al grande capitale. Le speculazioni finanziarie sono state le vere protagoniste dell’economia: banche, assicurazioni, grandi imprese si sono arricchite a danno delle fasce più indifese. Il modello Stato-Azienda, di gran moda oggi, ha creato società a capitale pubblico in cui si mischiano politica e clientelismo. Nel nostro territorio stiamo assistendo al fallimento di alcune società municipalizzate con la conseguente messa in mobilità del personale. Ma la gestione delle acque, lo smaltimento dei rifiuti, il trasporto pubblico non erano meno costosi e forse meglio erogati quando ci pensava il Comune? Quantomeno si risparmiavano i compensi elargiti agli amministratori, "incomprensibilmente" numerosi quasi quanto gli stessi dipendenti delle società. Per non parlare dei casi nazionali come Trenitalia, Telecom, Alitalia, ecc. I servizi sono ormai in mano al privato e non ci sembra che le cose siano migliorate. Ricordate il caso della Casa di Cura S. Rita di Milano, dove i pazienti venivano operati solo perché la clinica veniva lautamente retribuita per ogni intervento effettuato? E’ di ieri la notizia dello studente torinese morto a causa del crollo di un soffitto. Quante scuole in Italia non hanno i fondi per fare manutenzione? Anche nella nostra piccola realtà se ne contano molte che non hanno la possibilità di effettuare interventi di prevenzione ma è di agosto scorso l’ultima legge con la quale si ricorre ancora a tagli indiscriminati alla scuola. Non c’è bisogno dei sub-prime americani per gridare la crisi in Italia. Forse non ce ne siamo accorti ma le crisi di carattere finanziario, si susseguono nel mondo da circa 10 anni; il carattere di eccezionalità di quella americana è che colpisce il cuore del sistema capitalista e allo stesso tempo il suo modello. Ci hanno detto, sia da destra che da sinistra, che sarebbe servito meno Stato e più mercato Oggi però lo Stato serve a salvare le Banche e i fondi pensione privati. Il nostro Presidente del Consiglio va ben oltre ed estende gli aiuti finanziari anche alle grandi imprese ma questa però non è una novità. D’altra parte nelle scorse settimane ha già "salvato" un gruppo di industriali e finanzieri "bisognosi" raggruppatosi nella CAI ai quali è stata regalata l’Alitalia e il suo enorme capitale pubblico! Per concludere, sarebbe bene ricordare chi ha sottoscritto accordi al ribasso e sostenuto tra i lavoratori la necessità degli stessi. Cambiare rotta è possibile, auspicabile anche ripensare le proprie posizioni. Solo con chiarezza e determinazione, ricordiamo alle più grandi organizzazioni sindacali, si può legittimamente chiamare la gente in piazza.
Paola Celletti - Rdb Viterbo


24 novembre 2008 - Il Sardegna

Quartucciu. Tagli del personale part-time al Carrefour
Sentenze favorevoli, dieci cassiere licenziate

"La Carrefour licenzia 10 cassiere nel turno antimeridiano, ma poi fa fare straordinari proprio in quella fascia". Il sindacato di base Flaica Cub e il segretario Carlo Serra denunciano ancora una volta la contraddizione della multinazionale francese, proprietaria del supermarket al centro commerciale Le Vele, Quartucciu. Da due anni una dozzina di impiegate alla barriera casse cercano di far rispettare il contratto part-time, che prevede turni fissi. A luglio, per quattro volte il giudice del lavoro aveva stabilito che madri e mogli con gravi problemi personali devono lavorare ad orario stabilito, e non con variazioni repentine e quotidiane. Da poco, sei delle dodici ricorrenti sono state colpite da lettera di licenziamento, su un totale di dieci messe in mobilità. "Esubero nella fascia antimeridiana (9-12, ndr) per esigenze aziendali", ha spiegato la società. Ma il sindacato e il difensore di alcune delle impiegate, l'avvocato Giovanni Benevole, assicurano che l'azienda "non ha mai voluto accettare alcuna intesa, non ha mai dialogato con le dipendenti né risposto alle lettere inviate prima di chiedere l'intervento urgente del giudice". I provvedimenti giudiziari non sembrano aver avuto effetto se non quello di portare alla dichiarazione di 14 esuberi. Ai primi di settembre erano 28, poi in 14 avevano accettato la proposta aziendale. Altre - con difficoltà personali e familiari - erano riuscite a spuntarla in Tribunale. Infine, era arrivata la dichiarazione di scarsa attività nella fascia mattutina, che ha colpito anche coloro che avevano ottenuto il rispetto del contratto. Ora la Flaica annuncia il ricorso ad ispettori che controllino la reale esigenza degli straordinari dopo i tagli.(E.L.)


24 novembre 2008 - Il Giornale di Vicenza/L'Arena/Brescia Oggi

COMPAGNIA DI BANDIERA. Si chiude la procedura per la Cig: pronte le assunzioni individuali
Nuova Alitalia, tempi più lunghi sul decollo

ROMA - Oggi al ministero del Lavoro si chiude la procedura per la cassa integrazione del personale di Alitalia. Anche in assenza di accordo con i sindacati, che hanno chiesto garanzie sulla tredicesima e sul mancato preavviso di licenziamento, la Cai invierà 12.600 lettere di assunzione individuali. L’obiettivo è chiudere l’operazione entro il 1 dicembre. Il decollo della nuova Alitalia rischia però di slittare: se tutto andrà per il verso giusto la nuova compagnia partirà con un ritardo di un paio di settimane sulla data prevista del 15 dicembre. «I tempi sono troppo stretti», fanno sapere dall’entourage dell’ad Rocco Sabelli che questa settimana sarà impegnato in una raffica di appuntamenti. Domani il cda di Compagnia Aerea Internazionale, presieduto da Roberto Colaninno, varerà l’aumento di capitale per le due controllate Cai One e Cai Two cui faranno capo Az Express e Volare. Mercoledì il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayhrhuber, sarà a Milano per il battesimo di Lufthansa Italia e non si esclude un affondo con i vertici di Caidopo il faccia a faccia di sabato tra Colaninno e il presidente di Air France-Klm, pronto a concedere il potenziamento delle rotte intercontinentali in grado di riportare Malpensa al ruolo di hub. Il tutto in attesa del via libera dell’Antitrust, convocato per il 27 novembre. L’istruttoria sarà chiusa entro il 20 dicembre e per accelerare l’iter la Cai si è impegnata a cedere 50 slot sulla rotta Milano-Linate compiendo un netto passo in avanti in materia di apertura del mercato. Il presidente Antonio Catricalà ne ha preso atto: «Il dossier ci è arrivato giovedì, avremmo 30 giorni per valutarlo, ma non sfrutteremo tutto il tempo». Intanto è polemica dopo il differimento da parte del ministro dei Trasporti dello sciopero di Alitalia, AirOne, Meridiana ed Eurofly indetto per domani da Anpac, Up, Anpav, Avia, Sdl e Cub.


24 novembre 2008 - Info Air web

Differito lo sciopero dei piloti del 25 novembre

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero nel settore aereo indetto per domani 25 novembre dalle organizzazioni sindacali Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub trasporti e Apm che rappresentano i lavoratori dell'Alitalia, di Air One, Meridiana ed Eurofly. Il provvedimento si è reso necessario ed urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito.


23 novembre 2008 - Corriere del Veneto

Martedì sciopero all'aeroporto

VENEZIA — Tornano i disagi per chi deve volare. Martedì 25 novembre l'aeroporto Marco Polo di Tessera sarà interessato da uno sciopero di 24 ore del personale di Save. A proclamare l'iniziativa solo l'organizzazione sindacale Cub trasporti che comunque, visto il prolungato periodo di sospensione del lavoro creerà non pochi disagi ai viaggiatori. Sempre martedì prossimo, oltre ai lavoratori di Save, ancora una volta Cub Trasporti ha proclamato sciopero anche per il personale delle società di handling Sav, Gh e Aviapartner.


23 novembre 2008 - Libertà

dipendenti comunali Lolli (Rdb): solo percentuali e nessun confronto con gli anni precedenti
«Una statistica campata per aria»
Suscita perplessità il monitoraggio delle assenze fatto dal ministero
di Mariangela Milani

Castelsangiovanni - Ha suscitato le prime reazioni a Castelsangiovanni la notizia che il Comune sarebbe ai primi posti nella classifica dei Comuni italiani che in modo più significativo hanno ridotto il numero di assenze per malattia dopo il "giro di vite" imposto dal ministro Brunetta. La prima voce che si leva - voce decisamente critica - è quella di Paolo Lolli, che lavora per il Comune di Castelsangiovanni ed è delegato del coordinamento regionale Rdb Enti Locali. «Si tratta di statistiche campate per aria - accusa - che si basano sul nulla e che servono solamente a rinforzare la politica di graduale smantellamento della pubblica amministrazione che il governo precedente e quello attuale hanno portando avanti a favore della privatizzazione dei servizi».
Lo studio sul monitoraggio delle assenze per malattia dei dipendenti pubblici comparso sul sito del ministero della Funzione Pubblica, va precisato, ha interessato solo una parte delle pubbliche amministrazioni italiane, visto che in tutto sono state 1.658 quelle che hanno inviato al ministero i dati relativi alle assenze per malattia dei propri dipendenti. Da questi dati Castello figurerebbe al quinto posto tra i Comuni di medie dimensioni (dai 50 ai 100 dipendenti) che dall'ottobre 2007 hanno ridotto le assenze per malattia calate di oltre l'88%. Una cifra che non convince Lolli. «Che cosa vuol dire che sono calate dell'88%?» si chiede. «Un dato percentuale da solo non dice niente. Dove sono i dati numerici che sono stati raffrontati?». Il sito del Ministero mette in evidenza solo il calo percentuale, ma non specifica cifre. «Inoltre - prosegue - la statistica è del tutto campata per aria se non si fa un paragone con i dati relativi e più anni. Manca anche un'analisi della situazione precedente e dopo l'entrata in vigore del provvedimento voluto dal Ministro Brunetta, motivo per cui mi pare che i dati così come sono siano del tutto insignificanti. Voglio anche precisare che, in tutti questi anni, il Comune ha garantito l'erogazione dei servizi che hanno sempre funzionato e questo vuol dire che il personale è presente sul proprio posto di lavoro garantendo il fuzionamento della macchina comunale. Nello specifico, mi pare anche che il discorso non stia in piedi se teniamo conto che da qualche anno a questa parte è stato deciso che le assenze per malattia non hanno più un valore significativo ai fini del calcolo della produttività di un Comune. Mi pare che discorsi come questi, e più in generale sui cosiddetti fannulloni della Pubblica Amministrazione di cui tanto ultimamente si sente parlare, rientrino perfettamente nella politica di smantellamento degli enti pubblici che ormai da diversi anni è in atto nel nostro Paese a favore della privatizzazione dei servizi».


23 novembre 2008 - Caserta news

RdB Sanità: "no a chiusura ospedali in Campania"

Napoli – "Martedì 25 novembre 2008 ore 11.00 In occasione della riunione del Consiglio Regionale per l'approvazione della delibera sui tagli alla Sanità pubblica nella Regione Campania La Federazione Regionale della RdB/CUB della Campania, promuove un PRESIDIO DI PROTESTA
Contro i tagli all'assistenza sanitaria pubblica in Campania
Contro i tagli al personale e agli stipendi degli operatori sanitari
Contro il tentativo di affossare definitivamente la sanità pubblica
Per una nuova e più efficiente politica sanitaria al servizio dei cittadini
Per le dimissioni dei responsabili del disastro gestionale esistente
Per una sanità libera dagli interessi dei partiti politici
Per una sanità senza sprechi e clientele
In pochi anni la Sanità pubblica Italiana è passata dal 2° posto nel mondo, all'ultimo posto in Europa La Sanità pubblica nella Regione Campania è da sempre agli ultimi posti in Italia, per numero di posti letto, di operatori e attrezzature per numero di abitanti; la Sanità pubblica in Campania è al primo posto per emigrazione sanitaria dei propri cittadini, verso altre Regioni, altri paesi e verso strutture sanitarie private; nella Regione Campania c'è il maggior numero di strutture sanitarie private, convenzionate e non d'Italia e la monopolizzazione totale di alcune specialistiche come la riabilitazione;
i politici locali e Nazionali che decidono le sorti della sanità pubblica, quando hanno avuto problemi di salute, non si sono mai rivolti alle strutture sanitarie pubbliche della loro Regione ma a strutture prevalentemente private, di altre Regioni o addirittura di altri paesi;
molti ospedali pubblici, a causa dei lavori di ristrutturazione (ex art. 20/88), da circa 10 anni volutamente funzionano parzialmente, con tempi d'attesa insopportabili e ammalati sulle barelle, favorendo così l'attività privata, interna ed esterna.
molte camere operatorie ed ambulatori negli ospedali pubblici, volutamente funzionano parzialmente solo di mattina, per favorire le attività private e discreditare il pubblico;
molti responsabili e coordinatori di reparti, dipartimenti e servizi, nelle strutture sanitarie pubbliche, lo sono solo sulla carta perché non hanno reparti e/o dipartimenti;
molte consulenze, nelle strutture sanitarie pubbliche non erano/sono necessarie e vengono state affidate ad ex dipendenti e sindacalisti, in modo discrezionale e clientelare;
con l'applicazione massima delle imposte locali, dei ticket e dell'abuso dell'attività privata a pagamento dentro e fuori le strutture sanitarie pubbliche, per i cittadini della Regione Campania, l'assistenza sanitaria è peggiore e costa più.
In questo scenario avvilente, sopportiamo che i principali responsabili di questo disastro, invece di dimettersi decidano, al solo scopo di difendere le loro poltrone, dove tagliare ancora per rientrare nei parametri Nazionali ed Europei e per ripianare l'enorme debito (circa 10 miliardi di Euro), prodotto dalla loro politica scellerata.
In questo momento drammatico assistiamo a scontri di potere tra i partiti politici per conquistare questo pozzo di S. Patrizio e saccheggiare ulteriormente anche le ultime residue risorse rimaste".
Fonte : comunicato stampa


23 novembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Le proteste Il sindaco di Scafati: noi penalizzati per favorire Sarno
In piazza San Severino e Pontecagnano

SALERNO — Il maxi-emendamento dei consiglieri regionali salernitani non accontenta tutti e non placa le proteste. Oggi sarà una giornata di mobilitazione generale che coinvolge tre comuni salernitani. Mentre, a Scafati è il sindaco Pasquale Aliberti (Pdl) a scagliarsi contro i consiglieri regionali salernitani di centro-sinistra, accusandoli di aver messo in atto un «blitz» contro l'ospedale di Scafati per favorire quello di Sarno, e sollecitando i consiglieri comunali di opposizione a intercedere con i loro riferimenti regionali «per convincerli a tornare sui propri passi». Nella nuova controproposta, l'ospedale Scarlato di Scafati perde la configurazione di II livello che, invece, viene attribuita al Villa Malta di Sarno. E il sindaco Aliberti non ci sta. «Questa scelta non ha nulla di tecnico o di economico - incalza bensì è frutto di una palese logica spartitoria che non vede altra spiegazione se non quella dell'appartenenza e del clientelismo». Per il momento, a Scafati nessun cittadino scenderà in piazza. Ci penseranno oggi, invece, le comunità di Mercato San Severino e le istituzioni di Pontecagnano Faiano. Nella città della Valle dell'Irno, che è riuscita comunque a strappare il pronto soccorso e le funzioni attribuite ad un ospedale di I livello, saranno le associazioni socio-culturali a guidare il lungo corteo che partirà alle 10 da piazza Dante e, attraverso le vie principali della cittadina, arriverà fino al presidio ospedaliero «Gaetano Fucito». Anche l'arcivescovo di Salerno, Gerardo Pierro, che l'altrieri si è fatto promotore di un appello per salvare il da Procida di Salerno, è stato invitato. C'è incertezza sulla partecipazione dei rappresentanti istituzionali. Un'ora dopo, invece, saranno i cittadini di Pontecagnano ad incontrarsi in piazza Sabbato dove il sindaco Ernesto Sica (Pdl), gli assessori e i consiglieri comunali ribadiranno il no allo «scippo» del distretto sanitario che, secondo un comma contenuto nella legge sul riordino delle Comunità montane, dovrà essere trasferito a Giffoni Valle Piana. Intanto domani da piazza Ferrovia, a Salerno, sfileranno i sindacati Fsi e Rdb.(A.C.)


23 novembre 2008 - La Città di Salerno

SINDACATI
E alla seduta presidio Rdb

Salerno - Ci sará un presidio del sindacato Rdb alla seduta del consiglio regionale che martedì inizierá la discussione sul piano sanitario. La federazione regionale dell’organizzazione annuncia una protesta contro «i tagli all’assistenza sanitaria pubblica, al personale e agli stipendi degli operatori sanitari» e contro quello che definisce «il tentativo di affossare definitivamente la sanitá pubblica». Previsti presìdi anche di altre sigle.


23 novembre 2008 - Il Piccolo

LO STATO DI AGITAZIONE
Vigili del fuoco, la protesta continua

TRIESTE - La commissione paritetica locale, presieduta da Amedeo Monaco, si riunisce il 20 novembre e cerca una soluzione. Ma la protesta dei vigili del fuoco non rientra: Cisal, Ugl e Rdb confermano lo stato di agitazione e si riservano nuove iniziative sindacali contro «gli ormai cronici ritardi» nei pagamenti degli straordinari. «La situazione è ancor più grave - denuncia la Cisal - se si considera che parte delle spettanze sono già state accreditate dalla Regione nell’ambito dell’accordo con il ministero».


23 novembre 2008 - Il Centro

Protesta il sindacato della polizia

MONTESILVANO - Il sindacato di polizia Coisp ha deciso di non tenere più nel pomeriggio di ieri l’annunciata manifestazione a Montesilvano all’arrivo del ministro della funzione Pubblica, Renato Brunetta, in Abruzzo per l’incontro promosso dalla Confindustria Confindustria. Il Coisp ha preferito rendere omaggio al monumento dedicato al commissario Mario Calabresi, in una piazza di Montesilvano Colle. Al suo arrivo il ministro è stato contestato da manifestanti delle rappresentanze sindacali di base e del Partito Comunista dei Lavoratori. «La decisione di non essere qui per contestare il ministro», ha spiegato il segretario regionale del Coisp, Santo Li Calzi «è stata presa per non creare intralcio e per non mettere in imbarazzo le autorità che sono al convegno di Confindustria. Ciò non toglie», ha aggiunto «che continueremo nelle nostre proteste contro il governo affinché le esigenze dei poliziotti e dei cittadini in materia di sicurezza siano le priorità di questo governo». Davanti al monumento a Calabresi il Coisp ha posto alcune sagome di poliziotti con un pugnale nella schiena, «per denunciare - sottolinea il sindacato - la reale azione in atto nei confronti della sicurezza».


23 novembre 2008 - Il Manifesto

IKEA Sciopero a Roma Anagnina, indetto da Flaica-Cub
«Mobili svedesi, salari cinesi»

Roma - «Ikea, lavoratori italiani, mobili svedesi, stipendi cinesi». Lo striscione fuori l'Ikea di Anagnina, a Roma, dove ieri la Flaica-Cub ha indetto uno sciopero, è fulminante. Nell'andirivieni di carrelli e pacchi natalizi i manifestanti distribuiscono volantini, bicchieri di vino e tanta rabbia nello spiegare ai consumatori «low-cost» le ragioni della protesta. «La maggior parte dei più di 500 lavoratori di Anagnina hanno contratti part-time e turni di lavoro che cambiano ogni settimana. E risulta difficile organizzarsi la vita con 500-600 euro al mese di stipendio». Va appena meglio per chi ha la «fortuna» di un contratto full-time. Come Giorgio, da quasi 9 anni nello stabilimento; lavorando anche sabato e domenica porta a casa quasi 1.100 euro. Nonostante Ikea vanti profitti come nessun altro, in Europa! Il gruppo svedese ha chiuso l'esercizio 2007-2008 con un fatturato di 21,2 miliardi di euro (+7% sull'anno precedente). Ikea Italia ha chiuso con 1,3 miliardi (+5,8) e ha in programma l'apertura di nuovi punti vendita. Ikea, però, oltre a non rispettare i principi etici sbandierati nella pubblicità, applica nei confronti dei lavoratori, soprattutto donne, «condizioni di disagio tale da non trovare uguali in tutto il panorama delle multinazionali presenti in Italia». Lavoratori sospesi dal medico aziendale e senza stipendio nonostante l'attestazione di idoneità dei medici Asl; lettere di contestazione disciplinare usando a pretesto futili motivi (un solo minuto di ritardo!); sovraccarichi di lavoro per la riduzione del personale. Come logico, prima dello sciopero i lavoratori precari sono stati praticamente «diffidati» dal partecipare alla mobilitazione, pena il non rinnovo del contratto.(p.cor.)


23 novembre 2008 - L'UnioneSarda

Presto sciopero della fame
Carrefour licenzia dieci cassiere. Il sindacato insorge

Quartu - Dalle casse alla porta: per una decina di dipendenti dell'Ipermercato Carrefour sono arrivate le lettere di licenziamento. Non è da escludere che, a inizio dicembre, attuino lo sciopero della fame. È l'epilogo della vertenza sui cassieri part-time che fino all'ultimo non hanno voluto cambiare il proprio contratto: impossibile rinunciare al lavoro esclusivamente nel turno antimeridiano, per motivi familiari e di famiglia.
Altrettanto impossibile, secondo i vertici della multinazionale francese della grande distribuzione, lasciare invariati gli orari dei lavoratori con un eccessivo carico la mattina a danno del pomeriggio.
È da alcuni anni che il braccio di ferro proseguiva con tanto di ricorsi al giudice del lavoro, scioperi improvvisi e altre manifestazioni di protesta. Alla fine Carrefour aveva attivato le procedure di mobilità per 28 dipendenti, divenuti successivamente 25, nelle ultime settimane alcuni hanno preferito accettare le richieste dell'azienda: una decina, invece, supportati dal sindacato autonomo Flaica-Cub hanno optato per la linea dura. La situazione è precipitata nei giorni scorsi con la consegna delle lettere di licenziamento.
«Tutto questo in barba alle sentenze del Giudice del lavoro», contesta l'avvocato Gianni Benevole, «che hanno riconosciuto il diritto dei cassieri part-time di ottenere il rispetto del loro contratto. Non sono persone che vogliono il pomeriggio libero per andare al cinema, ma perché ne hanno realmente necessità».
Amareggiato anche il responsabile del sindacato Flaica Cub: «Presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica», contesta il segretario Carlo Serra: «L'esubero è immotivato: bastava farsi un giro ieri mattina per rendersene conto. Le file alle casse erano interminabili».
Per Carrefour, invece, la situazione è ben differente. L'anno scorso un accordo era stato raggiunto con gli altri sindacati: chi avesse optato per una nuova turnazione avrebbe avuto il posto salvo. «Da tempo», si legge in un comunicato dell'azienda, «si è evidenziata una situazione di sbilanciamento del servizio alle casse, con un eccesso di presidio nella fascia antimeridiana a fronte di carenze di organico nella fascia pomeridiana e serale. A tale situazione Carrefour ha cercato di far fronte promuovendo soluzioni condivise a salvaguardia dell'occupazione».(g.mdn.)


23 novembre 2008 - Corriere della Sera

Ikea, sciopero e volantinaggio dei dipendenti
I sindacati: i dipendenti malati sospesi senza retribuzione. L'azienda: abbiamo due sospensioni su 500 lavoratori
di Clarida Salvatori

Roma - La sintesi della protesta è tutta nello striscione che accoglie i clienti all'ingresso del punto vendita all' Anagnina: «Ikea. Lavoratori italiani, mobili svedesi, stipendi cinesi». E, se non bastasse, a tutti i visitatori, accolti ieri mattina dallo sventolio delle bandiere della Flaica-Cub, dal suono dei fischietti e dai fumogeni rossi, viene distribuito un volantino che spiega le ragioni dello sciopero. «Una condizione di disagio - si legge - che non trova eguali in tutto il panorama delle multinazionali italiane». E di seguito vengono snocciolate, una per una, le questioni calde: «Lavoratori malati messi in sospensione e non retribuiti, lettere di contestazione disciplinare per pochi minuti di ritardo, politica di riduzione del personale e sovraccarico di lavoro dei dipendenti, miseri salari part-time». E la situazione, secondo Giancarlo Desiderati della Flaica-Cub, «è anche peggiorata rispetto allo sciopero e alle proteste dello scorso anno. Avevamo preso degli accordi che poi però non sono stati rispettati».
Botta e risposta
Ma l'azienda ribatte punto su punto. «Abbiamo solo due lavoratori, su 500, in sospensione - spiega Marcella Petracca, Store manager dell'Ikea Anagnina - e siamo in attesa di trovare la migliore alternativa possibile per le loro condizioni di salute». Le lettere di richiamo per i ritardi? «Su questo applichiamo solo la normativa: se una persona ritarda mette in crisi gli altri. È ovvio che all'inizio tolleriamo ma se poi i ritardi diventano sempre più frequenti e più lunghi, allora facciamo un richiamo».


22 novembre 2008 - Agi

ALITALIA: SDL, DIFFERIMENTO SCIOPERO DECISIONE POLITICA

(AGI) - Roma, 22 nov. - Il differimento dello sciopero del trasporto aereo dei lavoratori di Alitalia, Air One, Meridiana ed Eurofly, indetto per il 25 novembre, "e' una decisione tutta politica". Commenta cosi' il coordinatore nazionale di Sdl Intercategoriale, Fabrizio Tomaselli, la decisione del ministro dei Trasporti Altero Matteoli di differire lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub trasporti e Apm. "Ormai non si puo' piu' scioperare - sottolinea Tomaselli - neanche quando lo sciopero e' regolare visto che non c'erano impedimenti dal punto di vista formale. E' una decisione tutta politica, non si deve scioperare. Il Governo e la Commissione di garanzia, ma soprattutto il Governo, se ne stanno prendendo la responsabilita'. Decideremo nelle prossime ore il da farsi ma ci sono poche alternative a uno sciopero. Se il ministero fa un'ordinanza - aggiunge il sindacalista - noi ne prendiamo atto ma il nostro commento e' estremamente negativo. Non c'e' volonta' di discutere, il Governo precetta". Secondo Tomaselli "c'e' una valutazione completamente sbagliata da parte della Commissione di garanzia" che ha aperto un procedimento di valutazione per accertare le cause dei ritardi e delle cancellazioni dei voli non tempestivamente rpeannunciate. La Commissione, osserva ancora, "dovrebbe piuttosto sanzionare Alitalia visto che sono loro a cancellare i voli per favorire l'ingresso di Cai. Stanno riducendo drasticamente e progressivamente l'attivita' di volo per rendere meno traumatico l'ingresso di Cai. Non vorrei che la valutazione della Commissione sia voluta proprio per giustificare l'ordinanza del ministro. Il risultato comunque - conclude - e' che i lavoratori vengono licenziati e neanche possono scioperare".


22 novembre 2008 - Il Tempo

Ieri sit-in dei lavoratori davanti alla Prefettura
Lsu in piazza: stop ai servizi a costo zero
«Noi senza futuro, voi senza servizi. Basta con il lavoro nero». Così recitava lo striscione sbandierato dai tanti Lsu della provincia di Frosinone che nella mattinata di ieri si sono ritrovati davanti al palazzo della Prefettura per difendere i propri diritti e soprattutto i propri posti di lavoro
di Vera Keta

Roma - Una situazione esasperante che sembra non possa avere una rapida soluzione. Erano quasi in cinquecento ieri mattina i lavoratori che accompagnati dai rappresentanti sindacali chiedevano di incontrare il prefetto Cesari per avere da lui delle risposte certe e la promessa di un intervento presso il Governo. «Chiediamo di essere assunti - urlavano in coro i manifestanti. Vogliamo un futuro certo per le nostre famiglie». Da Casalvieri, Atina, Castro dei Volsci, Ceccano e S. Giovanni Incarico tutti uniti per chiedere al Governo il cofinanziamento di tutti gli enti pubblici, il riconoscimento dei contributi, la riapertura della disposizione per il prepensionamento. «Non siamo più disposti a fornire servizi a costo zero - ha dichiarato la rappresentante regionale della Federazione Rdb, Elisabetta Callari. La Regione Lazio si deve assumere le proprie responsabilità perchè, nonostante i fondi concessi dal Governo per l'assunzione degli Lsu, non ha mai fatto delle scelte decisive. Nessun Lsu è stato assunto negli ultimi anni. Nel Lazio ci sono 2000 lavoratori socialmente utili, e 1200 appartengono alla provincia di Frosinone. Ecco perchè a questa manifestazione c'è stata una forte adesione». In piazza ieri insieme agli operai c'erano anche gli amministratori di vari comuni. Ma se a parole le istituzioni sono sempre state a fianco dei lavoratori, nella realtà dei fatti di interventi concreti se ne sono visti veramente pochi. A metà mattinata i rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal prefetto Cesari.

Sanità Le organizzazioni sindacali riportano serenità negli ambienti della Asl
«Regolari le assunzioni dei precari»
«Vogliamo ristabilire un clima di serenità tra i lavoratori della Asl». Questo lo scopo della conferenza stampa indetta ieri dai sindacati in merito alla stabilizzazione degli oltre 300 lavoratori precari all'interno dell'Azienda
di Wanda Cherubini

Roma - «Vogliamo riportare la serenità tra il personale della Asl - ha esordito Angelo Sambuci della Uil - e difendere le trattative sindacali. La nostra Ausl è stata la prima a riuscire a stabilizzare tutti i suoi precari, grazie agli accordi regionali». «Siamo d'accordo che tutto il precariato debba essere sanato» - gli ha fatto eco Filippo Perazzoni dell'Ipasvi. «Gli accordi stipulati con la Regione - ha precisato Sergio Riccardi della Cgil - sono stati corretti e precisi». Vittorio Ricci della Fials ha aggiunto: «Se poi nei numeri ci possa essere stato qualche caso particolare di parentela - ha precisato - sfido a verificare se negli altri enti pubblici non ci sia una certa percentuale che abbia comunque una parentela». «È vergognoso avere tanto precariato nella sanità» - ha tuonato Aurelio Neri della Rdb. «Il 15 marzo 2007 - ha ricordato Mario Malerba della Cisl - c'è stato l'accordo tra i sindacati e la Regione e da quel momento a Viterbo abbiamo attivato le procedure di stabilizzazione dei precari. Siamo per l'internalizzazione delle attività, che porterà ad un risparmio annuo di 386 mila euro».


22 novembre 2008 - Il Resto del Carlino

Contratto e fusione con Ferrara Sfilano in 800, traffico bloccato

Bologna - SONO stati circa 800 i lavoratori dell’Atc che hanno sfilato ieri (traffico in tilt) in occasione dello sciopero convocato dalle sette sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Faisal Cisal, Rdb). Al centro il mancato rinnovo del contratto aziendale, scaduto alla fine del 2007, il taglio del premio di 560 euro all’anno previsto da un accordo del 2004 messo in discussione da Comune e Provincia (l’Atc perderebbe un contributo di 1,5 milione di euro) e lo scorporo della gestione della sosta previsto dal progetto di fusione con Acft Ferrara. Dopo il blitz, una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal sindaco. I sindacalisti sono usciti moderatamente soddisfatti.

Il sindaco: «Fuori». Ed è caos
Urla e insulti a Palazzo dopo l’irruzione dei lavoratori dell’Atc
di MATTEO NACCARI

Bologna - GRIDA e insulti tra i consiglieri. Rissa sfiorata dopo un blitz nell’aula di un gruppo di lavoratori Atc, ‘armati’ di bandiere e megafoni. E come cornice un Palazzo d’Accursio blindato dalle forze dell’ordine. Momenti di tensione ieri mattina in consiglio comunale, dove era in corso il confronto sulle ordinanze di Sergio Cofferati contro i locali fracassoni del Pratello. Il vaso della tensione si è scoperchiato quando l’ex leader della Cgil ha bacchettato alcuni consiglieri comunali, subito dopo aver ‘messo alla porta’ i manifestanti che chiedevano un confronto: «La difesa di questo luogo non è soltanto del sindaco, ma di tutti. L’invasione dell’aula è un fatto grave». Dichiarazioni accolte con applausi sia dal centrodestra sia da esponenti del Partito democratico, mal digerite però da Roberto Sconciaforni di Rifondazione: «Sindaco, lei prende applausi dalla destra. Mi dissocio da quanto ha detto». A quel punto è successo di tutto. «Basta coi comunisti» attacca Patrizio Gattuso di Forza Italia. «Vi state estinguendo» rincara il suo collega Lorenzo Tomassini. E così Valerio Monteventi, ex indipendente del Prc, si alza e scatta verso i ‘rivali’ del centrodestra incontrando a metà strada un altro forzista, Daniele Carella. Per fortuna nessun contatto fisico, grazie all’intervento di altri consiglieri, come Paolo Foschini di FI, Gian Luca Galletti dell’Udc, Emilio Lonardo del Pd. Ma insulti, come «fascisti di m...» oppure «le minacce fisiche non me le fai». EPPURE, la commissione dedicata al Pratello, ospitata vista l’importanza nell’aula del consiglio, fino a quel momento era filata via liscia. Sia gli osti colpiti dalla ‘chiusura obbligatoria alle 22 per un anno’ sia i residenti avevano seguito senza fiatare il dibattito tra sindaco e consiglieri. Ma attorno a mezzogiorno un centinaio di dipendenti Atc — in sciopero contro la fusione con l’azienda di trasporto pubblico di Ferrara e per il rinnovo del contratto — è entrato in massa da piazza Maggiore a Palazzo d’Accursio, a ritmo di slogan contro il Comune. «E’ una decisione che abbiamo preso d’istinto, c’è malessere tra i lavoratori» spiega Gianni Cremonini della sigla Cub-Rdb, uno dei sindacalisti piombati in consiglio. La richiesta era un incontro, «immediato», con qualche rappresentante dell’amministrazione, «visto che l’assessore Maurizio Zamboni è in Svizzera». Uno dei manifestanti è anche corso con uno striscione dal sindaco. Risultato, una risposta a muso duro: «Avete chiesto un incontro, se lo volete lo fate nei luoghi deputati». E alle urla Cofferati ha replicato: «Dovete rispettare i luoghi, fuori di qui». Poi la frase contro i consiglieri che avevano accolto i dipendenti Atc, come lo stesso Sconciaforni, che ha innescato la ‘quasi rissa’. I manifestanti, uscendo dall’aula seguiti dagli sguardi delle forze dell’ordine, si sono scusati per l’interruzione con osti e residenti del Pratello; successivamente sono rimasti nel Palazzo, presidiati da agenti della municipale, polizia e carabinieri. Una loro delegazione, con le sette sigle sindacali, è stata poi ricevuta dal Cinese. «MI SEMBRA che Cofferati, in uscita, abbia deciso di lasciare una situazione di conflittualità forte: sta scaricando sulla città le tensioni del Pd» afferma Galletti. «Dispiace, non è un bel quadro quando accadono queste cose» sottolinea Foschini. Commenta Sconciaforni: «Mi dissocio, ripeto, da quanto ha detto il sindaco, le sue parole sono gravi. Le proteste dei lavoratori sono legittime e giuste». Insieme al segretario del Prc, Tiziano Loreti, aggiunge: «Non si può rispondere con lo spiegamento di forze e intimando ai lavoratori a uscire dall’aula». Gattuso bolla come «gesto inqualificabile» la risposta di Monteventi e annuncia: «La prossima volta in consiglio ribadirò il concetto ‘basta coi comunisti’». Dice Alberto Vannini de La Tua Bologna: «Non è accettabile che una protesta sindacale irrompa in consiglio, concordo col sindaco».

Docenti tagliati Le Rdb lanciano il ‘libro dei caduti’. SIT IN

Bologna - «DIAMO un volto ai tagli» è l’ultima (in ordine di tempo) campagna anti Gelmini e anti Tremonti che i precari della Cub Scuola hanno fatto partire, ieri, durante il presidio in piazza Ravegnana. Con l’obiettivo di estenderla anche alle altre regioni. «Visto che il prossimo anno, solo nella nostra provincia — denuncia Francesco Bonfini di Cub Scuola — saranno tagliati 750 docenti, noi li abbiamo invitati a mandarci una loro foto, corredata da anni di servizio e titoli, che poi inseriremo in una sorta di ‘libro dei caduti’». In attesa che il coordinamento nazionale Cub Scuola, che si riunirà in città domani, valuti le prossime mosse, a Bologna non si rimane, dunque, con le mani in mano. E Bonfini punta il dito sulla partita relativa i rinnovi contrattuali. In tema di precari l’assessore Virgilio ha parlato dei servizi scolastici affermando che «sono stati tutti coperti con assunzioni a tempo indeterminato i posti vacanti degli educatori dei nidi d’infanzia». Quanto alle educatrici l’assessore ha parlato di una proposta ai sindacati di assorbire 10 educatrici che si siano dimesse. Le Rdb tuonano: «E’ una bugia, non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione o convocazione al riguardo».


22 novembre 2008 - Il Bologna

L'incontro col sindaco.
Per il Comune la fusione tra Bologna e Ferrara non crea problemi per l'occupazione
Vertice coi sindacati sull'azienda trasporti

Bologna - Dopo la contestazione l'incontro. Le parole forti di Sergio Cofferati contro il blitz in aula non ha annullato l'incontro con i sindacati dell'azienda Atc. Anche se Rifondazione, in una nota del segretario Tiziano Loreti, giudica gravissimo quello che è successo ieri: «ancora una volta questa amministrazione è sorda nell’ascoltare i problemi dei cittadini e dei lavoratori in lotta». Sul fronte sindacale, invece, il sindaco ha assicurato massima attenzione ai problemi dei lavoratori: «Li ho tranquillizzati - dice il sindaco dopo un'ora di incontro - avevano informazioni che non corrispondevano nè alle nostre intenzioni nè ai vincoli di legge». Per Cofferati la fusione tra le aziende di trasporto di Bologna e Ferrara non creerà problemi ma anzi opportunità: «stiamo costruendo un’azienda più grande, auspicabilmente anche con altri territori». Ma i dipendenti sono preoccupati: «non ci sono problemi - aggiunge il sindaco - le loro condizioni non cambieranno. Il livello di occupazione sarà il risultato della fusione tra le due aziende in qualche ambito bisognerà semplificare o risolvere sovrapposizioni. Ma il numero delle persone coinvolte sarà molto basso, situazioni risolvibili con gli strumenti ordinari». I sindacati restano cauti e sperano di avere tutte le informazioni a disposizione prima del prossimo incontro con l'azienda fissato per il 28 novembre. Resta il nodo del contratto, ancora da chiarire. All’incontro hanno partecipato le sigle Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Rdb-Cub e Sdl. E con i suoi colleghi Cofferati ha di nuovo stigmatizzato il blitz precedente: «Diciamo che non ha apprezzato - riferisce Gianni Cremonini delle Rdb - ma se la trattativa con l’azienda prosegue come finora, dovrà apprezzare. Noi non vogliamo certo usare questi metodi tutte le volte, ma non si può andare avanti così». Come sanno tutti i cittadini, perchè colpiti dagli scioperi, non c'è pace all'interno dell'azienda.(GBN)


22 novembre 2008 - La Nuova Sardegna

La protesta degli Lsu e dei «Co.co.co»

CAGLIARI - Gli ex Lsu dipendenti delle ditte appaltatrici e i Co.co.co della scuola hanno partecipato ieri allo sciopero e al sit-in in piazza del Carmine organizzato dalla Rdb-Cub, dai Cobas e dalla Sdl in difesa di posti di lavoro. Gli stipendi sono messi in forse dalla Finanziaria nazionale, che non ha previsto le risorse per la stabilizzazione dei lavoratori.


22 novembre 2008 - Gazzetta di Modena, Reggio, Ferrara

Manifestanti irrompono in consiglio. Cofferati: fuori di qui!
Il sindaco pretende il rispetto dell’aula e solo dopo riceve i sindacati del trasporto

BOLOGNA - Aula del Consiglio comunale ‘sotto assedio’ per più di un’ora: durante la commissione sulle ordinanze di chiusura di bar al Pratello, con audizione del sindaco Cofferati, i manifestanti di Atc, ieri in sciopero contro la fusione tra l’azienda e l’Aftc di Ferrara e per il rinnovo del contratto, sono saliti in massa con bandiere e fischietti e gridando slogan. Gli uscieri hanno tentato di chiudere le porte, ma la ‘marea’ è entrata in aula interrompendo proprio mentre Cofferati iniziava la sua replica finale. Uno dei manifestanti è anche corso con lo striscione fin sotto il sindaco che ha risposto: «Avete chiesto un incontro, se lo volete lo fate nei luoghi deputati». E alle urla dei lavoratori ha replicato più volte, alzando la voce: «Dovete rispettare i luoghi, fuori di qui». Dopo qualche minuto è tornata la calma, ma, prima di riprendere il suo discorso, Cofferati ha ammonito i consiglieri: «La difesa di questo luogo non è solo del sindaco, ma è di tutti. Questi lavoratori hanno chiesto un incontro sindacale che è stato concesso e questa invasione è un atto grave». Applausi dai banchi del Pd e da alcuni esponenti Pdl e la dura reazione dell’Altrasinistra. La protesta è continuata in anticamera, costringendo gli uscieri a tenere la porta chiusa e il pubblico e i giornalisti ad uscire dal passaggio riservato ai consiglieri comunali. Il sindaco, a commissione conclusa, ha incontrato i rappresentanti di Fit-Cisl, Uiltrasporti, Cgil, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl e Rdb-Cub. Non sono mancate le reazioni. Massimo betti, Rdb/cub ha criticato la scelta «di utilizzare pesantemente la polizia per cercare di impedire ai lavoratori Atc di entrare a Palazzo D’Accursio, casa loro come di tutti i cittadini. E’ la risposta di una Giunta che si prepara ad operare tagli ai servizi». «Ancora una volta - afferma il Prc - questa giunta è sorda nell’ascoltare i problemi di cittadini e lavoratori in lotta».


22 novembre 2008 - La Repubblica

L´incontro dopo lo scontro
Poi il Cinese "tranquillizza" i sindacati

Bologna - Prima li sgrida per l´irruzione in sala Ercole che ha creato scompiglio durante la commissione sul Pratello, ma poi li riceve cercando di calmarli fornendo loro rassicurazioni. Al termine della movimentata commissione di ieri il sindaco Sergio Cofferati ha incontrato, in un Palazzo D´Accursio blindato, i sindacati dell´azienda di trasporto pubblico.
Cofferati si è impegnato a far "pressione" sul presidente di Atc, Francesco Sutti, sia per quanto riguarda la questione della fusione con Ferrara sia sul rinnovo del contratto integrativo. "Li ho tranquillizzati - afferma il sindaco lasciando il Comune, dopo un´ora circa di riunione - avevano informazioni che non corrispondevano né alle nostre intenzioni né ai vincoli di legge".
Con la fusione tra Atc e Acft, sostiene Cofferati: "Stiamo costruendo un´azienda più grande. Per i lavoratori non ci sono problemi - afferma ancora il sindaco - le loro condizioni non cambieranno". Anche se qualche posto di lavoro, lascia intendere il Cinese, verrà tagliato.
"Il livello di occupazione sarà il risultato della fusione tra le due aziende - spiega Cofferati - in qualche ambito bisognerà semplificare o risolvere sovrapposizioni. Ma il numero delle persone coinvolte sarà molto basso". Dal canto loro, i sindacati sperano che le informazioni che chiedono da mesi sul progetto dello scorporo degli addetti alla sosta arrivino prima del 28 novembre. Per quel giorno è già stato convocato un nuovo incontro tra l´azienda e i sindacati.
Cofferati si è poi reso disponibile, racconta Maurizio Lunghi, segretario della Filt-Cgil, a parlare con il presidente di Atc anche del rinnovo del contratto. Infine, ancora qualche parola sull´irruzione in consiglio. "Non ha apprezzato - dice Gianni Cremonini delle Rdb - ma se la trattativa con l´azienda prosegue come finora, dovrà apprezzare. Noi non vogliamo certo usare questi metodi tutte le volte, ma non si può andare avanti cosi".(ale.co.)


22 novembre 2008 - La Nuova Venezia

AEROPORTO Sciopero dei Cub

Venezia - Martedì 25 novembre il Marco Polo sarà interessato da uno sciopero di 24 ore proclamato dai Cub dei Trasporti del personale Save e degli handling.


22 novembre 2008 - Il Giornale di Brescia

Il ministro ordina il rinvio degli scioperi

ROMA - Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero nel settore aereo dei lavoratori di Alitalia, AirOne, Meridiana e Eurofly indetto per il 25 novembre prossimo dalle organizzazioni sindacali Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub trasporti e Apm.
«Il provvedimento», spiega una nota, «si è reso necessario ed urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito».
Nonostante la presa di posizione del ministro, l’operativo voli di Meridiana di martedì prossimo resterà limitato alle fasce di garanzia, nonostante il ministro dei Trasporti abbia appunto differito lo sciopero in programma quel giorno. La compagnia aerea con base a Olbia ha fatto sapere di non essere in grado di modificare i piani previsti, «essendo giunta la decisione governativa a un solo giorno lavorativo dalla data proclamata per lo sciopero». Dunque non si esclude che comunque qualche disagio possa essere incontrato da chi si mette in viaggio per quella data.


22 novembre 2008 - Corriere di Bologna

Comune assediato dagli autisti Atc Arriva la polizia: scontro sinistra-Pd
Irruzione in consiglio durante la seduta. Il primo cittadino: «Fuori, rispettate questi luoghi». Palazzo d'Accursio blindato da agenti anti-sommossa, chiuse pure le porte interne. Due sposi devono «evacuare» usando le scale anticendio.
di Daniela Corneo

Bologna - Un fiume in piena. Nessuno riesce a fermarli e, mentre il sindaco Cofferati sta ribadendo nell' «arringa» finale la sua posizione sul Pratello davanti ai consiglieri e agli osti puniti con la chiusura anticipata, gli autisti dell'Atc, che fino a un attimo prima avevano già mandato in tilt il traffico in centro, fanno irruzione in aula con fischietti, megafoni, striscioni. Uno di loro, in lotta per il mancato rinnovo del contratto aziendale, riesce persino a oltrepassare la balaustra e ad andare sotto il banco del sindaco sventolando uno striscione contro l'Atc e contro la «fusione al buio» con l'azienda di Ferrara. I vigili lo vanno a riprendere e, intanto, fuori la polizia, i carabinieri e la Digos cercano di arginare tutti gli altri. Il sindaco rimane impassibile: in piedi con i fogli del suo intervento in mano si rivolge ai manifestanti: «Avete chiesto un incontro, se lo volete lo fate nei luoghi deputati». E alle urla dei lavoratori replica più volte: «Dovete rispettare i luoghi, fuori di qui». Appena la polizia riesce ad allontanarli dall'aula, il Palazzo viene blindato e i manifestanti «arginati» in sala d'Ercole da decine di agenti. La porta del consiglio comunale viene chiusa con i chiavistelli, vengono chiuse e presidiate anche la porta dell'anticamera e quella dell'ingresso alla Manica lunga. Persino gli invitati a un matrimonio che si stava celebrando in Sala Rossa, sopaventati dall'assedio, vengono fatti uscire dalla scala che di solito utilizza il sindaco per lasciare Palazzo d'Accursio.
Quando il rumore si abbassa, dentro alla sala del consiglio Cofferati ammonisce i consiglieri: «La difesa di questo luogo non è solo del sindaco, ma di tutti: questi lavoratori hanno chiesto un incontro sindacale che è stato concesso e questa invasione è un atto grave». Scattano gli applausi bipartisan: Pd e Pdl approvano la linea del sindaco. Altrasinistra si sgancia e il botta e risposta tra consiglieri degli opposti schieramenti degenera in un attimo in rissa.
«Questo consiglio comunale — afferma Emilio Lonardo, consigliere e membro dell'esecutivo del Pd — non può essere interrotto ogni volta che qualcuno vuole e non può essere oggetto di provocazioni gratuite e organizzate. L'estrema sinistra sta scientificamente provocando un aumento della tensione sociale e politica». Le Rdb, d'altra parte, attaccano l'amministrazione: «Gravissima la situazione determinata dall'assessore Zamboni e dal sindaco Cofferati — scrive il segretario Massimo Betti — che hanno deciso di utilizzare pesantemente la polizia per cercare di impedire l'accesso al Comune, casa loro come di tutti i cittadini».
Ma il sindaco, a commissione conclusa, ha incontrato i rappresentanti delle sette sigle sindacali e, dopo un'ora di confronto, si è impegnato a far pressione sul presidente di Atc, Francesco Sutti, sia sulla questione della fusione con Ferrara sia sul rinnovo del contratto integrativo. «Li ho tranquillizati — ha detto Cofferati —: avevano informazioni che non corrispondevano nè alle nostre intenzioni nè ai vincoli di legge». Ma i fronti della protesta, ieri, si sono moltiplicati. Perché nel pomeriggio la Cub Scuola ha chiamato a raccolta i lavoratori dell'istruzione in piazza di Porta Ravegnana contro la legge Gelmini. E sempre lì la Digos è intervenuta per moderare un «rumoroso» volantinaggio antifascista di un gruppetto di ragazzi, che stava distribuendo volantini ai passanti, per informarli (con megafono) delle aggressioni di questi giorni. Nello stesso momento i partigiani dell'Anpi, arrivati dalla sede di via della Zecca in piazza Nettuno, deponevano una corona di fiori al sacrario dei caduti in ricordo dell'assalto fascista al Comune nel 1920.
Oggi tocca a Crash: alle 17 farà un corteo in difesa degli spazi sociali. La questura ha impedito l'arrivo in piazza Nettuno: la manifestazione (che percorrerà via Indipendenza, Righi, dei Mille, piazza dei Martiri, via Marconi, Riva Reno, Galliera e San Giuseppe) terminerà in piazza VIII Agosto, senza alcuna obiezione degli organizzatori.


22 novembre 2008 - Corriere di Rieti

Lsu, soldi in arrivo per la proroga
Ieri manifestazione in piazza. Iniziative per i dipendenti della Mondial Pulimento. Ma i lavoratori annunciano: "La lotta andrà avanti comunque".
di Francesca Sammarco

Rieti - Lsu: il ministero del Lavoro ha inviato un fax con l'assegnazione alla Regione Lazio di 7 milioni di euro. Si avvicina la possibilità di proroga fino a giugno 2009, "ma la lotta continua - commentano gli lsu esasperati davanti alla Prefettura - per una stabilizzazione che ci restituisca la dignità di lavoratori". Le assunzioni incentivate sono state solo 397 nel Lazio, dove Rieti e Frosinone hanno il più alto numero di lsu non stabilizzati. Dopo 12 anni, 850 persone - solo a Rieti - non sono ancora precarie, non sono disoccupate, né impiegate, ma a loro sono affidate mansioni di responsabilità e spesso i Comuni hanno più lsu che dipendenti. Ennesima proroga e 30mila euro di buonuscita a chi ne farà richiesta. Il prefetto Ricco ha ricevuto una delegazione di sindaci, i consiglieri provinciali Marchetti e Pompei, alcuni lsu e il rappresentante sindacale Maurizio Pica (Rdb), che ha consegnato il documento nel quale si chiede "la riapertura dei termini della circolare del ministero del Lavoro dell'ottobre 2007 per tutti gli enti; il cofinanziamento a tutti gli enti pubblici anche diversi dall'ente utilizzatore per assunzioni dei lavoratori; l'approvazione di disposizioni di assunzione in deroga ai limiti di legge e in soprannumero; riconoscimento dei contributi previdenziali; riapertura delle disposizioni di prepensionamento". Consegnate anche le firme di solidarietà dei cittadini raccolte in questa settimana di mobilitazione (oltre 2500). I sindaci hanno sottolineato l'urgenza di mantenere la gente nei territori: Buzzi (Concerviano), Bellizzi (Petrella), Nicolai (Borgorose), Gregori (Pescorocchiano) stigmatizzano che "qualora non stabilizzati, nel Cicolano andranno via 180 famiglie". La VI Comunità Montana ha 60 lsu, di cui 4 distaccati al distretto sanitario ("gestiamo pratiche delicate come medicina legale", precisa Sandra). L'Unione dei Comuni di Poggio Mirteto è fuori dai piani di stabilizzazione e i 12 lsu sottolineano che "ci sono solo 2 impiegati di ruolo e siamo noi che mandiamo avanti l'ente". A difendere le loro posizioni Carconi, che ha proposto di indire un tavolo tecnico. Il prefetto ha raccolto la proposta ed è disposto a partecipare al tavolo con i Comuni, la Provincia e la Regione Lazio. In questi giorni i sindaci chiederanno alla Provincia di indire e coordinare il tavolo che dovrà portare a soluzioni entro la fine dell'anno: "A luglio, quando entrerà in vigore il decreto Brunetta, decadrà la possibilità di stabilizzazione" ricorda Pica. Molti gli amministratori a sostegno dei loro lsu. In piazza, davanti alla Prefettura, anche il direttore della Asl di Rieti, Bellini, e il direttore amministrativo Festuccia: "Abbiamo 15 bravi operatori amministrativi tra ospedale e distretti sanitari, ai quali va tutta la nostra solidarietà. Abbiamo in corso procedimenti per acquisire direttamente persone legate a progetti di altri enti locali finalizzati alla stabilizzazione, fatti salvi i provvedimenti della Regione in materia di sanità". Valeria, Comunità Montana Montepiano (50 lsu), una laurea in legge: "Ho risposto al bando per andare alla Asl Roma-D, ma non è stata fatta nemmeno la selezione". Quanto ai 260 ex lsu impegnati nel servizio di pulizia delle scuole del Reatino, dipendenti della Mondial Pulimento, la Fisascat Cisl e la Uiltucs Uil confermano lo stato di agitazione e annunciano iniziative per la tutela dei lavoratori: il 26 novembre, a Roma, in viale Trastevere, presso il ministero, è fissata una manifestazione nazionale; un pullman di lavoratori partirà anche da Rieti, mentre per il primo dicembre dichiarata una giornata di sciopero con manifestazione davanti alla Prefettura di Rieti.


22 novembre 2008 - L'Unione Sarda

Istruzione. Ieri manifestazione contro i licenziamenti di fronte alla rappresentanza del Governo
Scuola, in piazza anche le imprese di pulizia
di NICOLA PERROTTI

Cagliari - Il mondo della scuola si prepara a una nuova giornata di sciopero, organizzata dai sindacati Cobas, Cub e Sdl: venerdì 12 dicembre, gli insegnanti e il personale tecnico, amministrativo e ausiliario bloccheranno le attività didattiche per protestare contro quella che definiscono la "privatizzazione" del diritto allo studio. Si tratta di uno sciopero generale contro la politica economica del governo per il quale sono state mobilitate anche tutte le altre categorie. In particolare, i comitati di base della scuola chiederanno la cancellazione delle recenti norme varate dal Parlamento come la legge 169/08 (ex decreto Gelmini) che contiene "disposizioni urgenti in materia di istruzione e università", ma anche del disegno di legge Aprea che punta a definire l'autogoverno delle istituzioni scolastiche, la libertà di scelta educativa delle famiglie e la riforma dello stato giuridico dei docenti. Inoltre contestano l'introduzione del maestro unico e i tagli alle risorse, rivendicano un aumento degli investimenti per la scuola e l'assunzione del personale senza contratto fisso. Intanto, ieri, c'è stato lo sciopero dei 500 lavoratori precari che si occupano delle pulizie nelle scuole e del personale impiegato nelle segreterie: il 31 dicembre perderanno il posto perché la Finanziaria 2009 non prevede il rinnovo delle risorse necessarie a far proseguire queste attività.
Hanno manifestato davanti alla Rappresentanza del governo in Sardegna, in piazza del Carmine, per sollecitare l'istituzione ad avviare un contatto con l'esecutivo e chiedere una proroga dei contratti. La maggior parte, 470, sono ex lavoratori socialmente utili che fino al 2001 erano inquadrati come personale amministrativo tecnico e ausiliario: in seguito sono passati dal sistema pubblico a quello privato delle ditte di pulizie. Gli altri, una trentina, nello stesso periodo avevano invece firmato un contratto co.co.co per poter mantenere il loro impiego nelle segreterie. «Allo sciopero ha aderito il personale di Lanusei, Jerzu, Isili, Perdas de Fogu, Carloforte e Sant'Antioco», ha ricordato il coordinatore regionale Rdb per il settore privato Federico Angius. I co.co.co. chiedono anche il riconoscimento dell'anzianità di servizio.

Tribunale. Relazione consegnata al magistrato, è indagato il direttore amministrativo
Si sgonfia il caso dei concorsi Asl

Olbia - La Guardia di Finanza ha concluso il suo lavoro, è recentissima l'acquisizione da parte del Pm della Procura di Tempio di un dettagliato rapporto sui concorsi Asl e sui contratti a tempo determinato che riguardano numerose figure inserite nell'organico dell'Azienda sanitaria gallurese. Le Fiamme Gialle hanno tirato le somme di un'inchiesta durata diversi mesi e partita dopo la presentazione di un esposto da parte del sindacato Rdb. Il contenuto della relazione è coperto dal segreto istruttorio, il titolare dell'inchiesta non ha ancora concluso formalmente l'esame dei documenti e soprattutto definito la posizione delle persone indagate. La polizia giudiziaria, in particolare, si è occupata di alcune situazioni che riguardano il direttore generale della Asl, Pierluigi Caria, il cui nome è finito anche nel registro degli indagati della Procura gallurese.
I finanzieri, stando ad indiscrezioni, avrebbero indicato al Pubblico ministero degli episodi che non hanno alcuna rilevanza penale. In sostanza le situazioni descritte nell'esposto del sindacato Rdb presentano degli aspetti che possono essere oggetto di valutazioni sulla opportunità di scelte amministrative e gestionali, ma non contengono violazioni di norme penali.
L'ipotesi di reato, inizialmente, era quella di abuso di ufficio, almeno stando alle primissime valutazioni degli investigatori. Negli esposti presentati alle Fiamme gialle, si fa riferimento ad alcuni passaggi rigurdanti il rinnovo di contratti a tempo indeterminato, i concorsi banditi e più in generale le decisioni sui contratti co.co.pro. La posizione del direttore amministrativo Pierluigi Caria è stata presa in considerazione anche riguardo alla posizione di un suo familiare stretto che ha svolto funzioni all'interno della Asl olbiese.
La polizia giudiziaria si è occupata di un contratto che era stato stipulato al tempo della gestione di Efisio Scarteddu, ben prima della nomina del commercialista olbiese all'incarico di direttore amministrativo. A quanto pare, nella documentazione acquisita dalle Fiamme gialle, il nome di Caria non compare in nessuno degli atti con i quali la Asl ha disposto la stipula dei contratti a tempo determinato. Spetta al Pubblico ministero, titolare dell'inchiesta, l'ultimo atto, ossia la valutazione definitiva sul contenuto del rapporto della Guardia di Finanza.
Nel corso delle indagini, però, sarebbero emerse delle situazioni che, per certi versi, non hanno niente a che vedere con le ipotesi indicate negli esposti del sindacato Rdb. Sarebbero stati infatti individuate delle irregolarità che riguardano la posizione di alcuni dei soggetti inseriti con contratti a tempo determinato, in un caso, l'autocertificazione fornita dal candidato.(A.B.)


22 novembre 2008 - Il Messaggero

Rieti. «Ai lavoratori servono certezze e tranquillità...

Rieti - «Ai lavoratori servono certezze e tranquillità; quindi occorre restituire loro un clima di serenità».
A lanciare l’allarme tutte le sigle dei sindacati della sanità (Uil-Fpl, Cisl, Fials, Cgil, Rdb-Cub, Ugl, Fsi-Cisas), in riferimento alle "strane" stabilizzazioni che la Ausl avrebbe effettuato in questi ultimi tempi per oltre 300 lavoratori precari: «Ci sentiamo in obbligo - spiega Angelo Sambuci della Uil-Fpl - di tutelare il lavoro di tutte quelle persone che finalmente sono riuscite a ottenere una stabilizzazione da parte della Ausl. E che invece, leggendo i giornali, vedono turbato il proprio lavoro e la propria serenità».
I rappresentanti sindacali difendono poi in coro l’accordo sulle stabilizzazioni fatto con l’azienda: «Siamo orgogliosi di quanto è stato fatto - prosegue Mario Malerba, esponente della Cisl - in quanto ci ha permesso di ridare dei diritti a chi invece lo aveva visti calpestati. Un accordo che rispetta in pieno la legge e che ha permesso, e permetterà, all’azienda di risparmiare circa 300 mila euro annui».
Ce n’è anche per le telecamere installate all’interno della cittadella della salute. che controllerebbero l’operato dei dipendenti: «Ci hanno assicurato - chiudono i sindacati - che il loro funzionamento copre la fascia oraria che va dalle 22 alle 7».(M.Giu.)

Civitavecchia. Non è tardata ad arrivare la risposta dell'Rdb...

Civitavecchia - Non è tardata ad arrivare la risposta dell'Rdb, alle parole del dirigente di Etm, Salvatore Renda.
Renda, nel corso di una conferenza, aveva annunciato di «voler denunciare Zeppa per diffamazione mezzo stampa» per alcune affermazioni fatte dal sindacalista e dalla consigliere della Seconda circoscrizione Gabriella Rossi. «Vogliamo essere ascoltati anche dalla Procura della Repubblica, - è la replica dei due - in merito agli esposti denuncia presentati nei confronti della società Etm». «Rimango esterrefatto - ha detto Zeppa - del fatto che Renda si preoccupi di più di nominare me, anziché preoccuparsi di rispondere all'Amministrazione comunale, ai consiglieri d'opposizione, che hanno presentato una mozione per l'invito a dedurre della Corte dei Conti, e infine al presidente della commissione trasporti del Lazio che ha interpellato l'organo sui finanziamenti regionali erogati alla spa». Infine il sindacalista precisa che circa la denuncia presentata dal Renda per diffamazione a mezzo stampa «dopo l'apertura dell'indagine a mio carico - ha affermato - è stato inviato l'invito a dedurre dove la Guardia di Finanza ha accertato che la società Etm ha operato, dalla data della sua costituzione, in violazione di legge per mancanza dell’"abilitazione professionale per direzione di esercizio"».(Giu.Am.)


22 novembre 2008 - Roma città

Anagnina, lavoratori di Ikea in sciopero davanti al centro commerciale:
"Sfruttamento del lavoro"
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Roma - Sciopero oggi dei lavoratori di Ikea di Anagnina aderenti ai Cub. I lavoratori hanno protestato "perché l'azienda, al contrario dei principi etici diffusi sulle pubblicità, sta applicando invece esempi di sfruttamento del lavoro senza pari nel panorama, anche esacerbato, delle altre multinazionali di vendita al minuto". I lavoratori in sciopero hanno manifestato in divisa con slogan sarcastici tratti dalle pubblicità proprie di Ikea.


22 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore

Ancora niente accordo tra Alitalia e i sindacati per l'avvio della cassa integrazione
Matteoli differisce lo sciopero di martedì
di Giorgio Pogliotti

ROMA - Niente black-out aereo martedì prossimo: il ministro delle In-frastrutture, Altero Matteoli, ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero di Alitalia, AirOne, Meridiana e Eurofly, indetto per martedì 25 novembre da Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub Trasporti e Apm. Le sigle ribelli sono nel mirino della Commissione di garanzia sugli scioperi, che ha aperto un procedimento di valutazione per accertare «quali siano state le cause degli improvvisi ritardi e delle soppressioni dei voli non tempestivamente preannunciate» – il cosiddetto "sciopero bianco" originato dall'interpretazione pignola di manuale di volo e contratto – che «hanno determinato una gravissima violazione del diritto alla libertà di circolazione garantito dalla Costituzione». I Garanti chiamano in causa anche Alitalia contestandogli «la mancata tempestiva risposta alle richieste di dettagliate notizie, più volte formulate dalla Commissione». Ma le sigle autonome, replicano sottolineando le «continue e numerose » cancellazioni giornaliere operate da Alitalia «nonostante la piena disponibilità di aeromobili efficienti, di equipaggi di volo completi e di addetti alla manutenzione, pulizia e caricamento». Intanto si è risolto con un nulla di fatto l'incontro di ieri al ministero del Lavoro con le nove sigle sindacali di Alitalia per la chiusura delle procedure di Cigs dei 17.500 dipendenti della compagnia di bandiera, atto che precede l'assunzione dei 12.639 dipendenti della Nuova Alitalia. La riunione è stata aggiornata a lunedì, termine ultimo per raggiungere un accordo: i sindacati sollecitano il pagamento della tredicesima a dicembre ai lavoratori in Cigs. Ed hanno inviato una lettera al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, per trovare una soluzione alla questione relativa al calcolo del mancato preavviso di otto mesi ai fini della pensione. Le quattro sigle fanno riferimento all'accordo quadro di Palazzo Chigi che prevede – sostengono – che ai sette anni di ammortizzatori sociali (quattro anni di cassa integrazione e tre di mobilità) si aggiungano gli otto mesi di preavviso e non che vengano inglobati nell'arco temporale dei sette anni, come è emerso nel confronto al ministero del Lavoro. Sempre ieri all'aeroporto di Fiumicino hanno manifestato i dipendenti delle imprese dell'indotto Alitalia, senza intralciare il transito dei passeggeri, per denunciare: «non abbiamo ammortizzatori siamo solo fornitori».


22 novembre 2008 - La Gazzetta del Sud

Il "fronte del No" non ci sta ad essere additato come il responsabile dei disagi ai cittadini. La Commissione di garanzia apre un'indagine
La cancellazione dei voli? Colpa dell'Alitalia
Intanto, il ministro dei Trasporti Matteoli ha differito lo sciopero di martedì prossimo
di Stefania De Francesco

ROMA - Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl «stigmatizzano le continue e numerose cancellazioni giornaliere operate da Alitalia, guidata dal commissario Fantozzi, nonostante l'assoluta piena disponibilità di aeromobili efficienti, di equipaggi di volo completi e di addetti alla manutenzione, pulizia e caricamento. Questo immotivato stato di cose, sta generando notevoli disservizi ai passeggeri e un aumento esponenziale dei costi che avrà in futuro ripercussioni pesanti sui diritti dei dipendenti e dei creditori». In una nota congiunta, "il fronte del no" a Cai rileva che «anche considerando le irregolarità del giorno 10 novembre, è incomprensibile che a tutt'oggi Alitalia non sia riuscita a ripristinare la regolarità dell'operativo; in passato, in occasione di ogni sciopero la situazione si è sempre normalizzata in non più di 48 ore». «La cancellazione pianificata e immotivata da parte di Alitalia di un sempre maggior numero di voli e la forte e continua strumentalizzazione dei lavoratori messa in atto dall'azienda – prosegue la nota – potrebbero essere utilizzate per rallentare fino quasi al fermo totale l'intero sistema, per permettere un più fluido e meno rischioso subentro della Cai nelle attività di Alitalia». Le cinque sigle autonome osservano che «ancora una volta questa operazione, i cui danni sarebbero subiti principalmente da incolpevoli cittadini, potrebbe godere del supporto dell'intero sistema politico, istituzionale e mediatico». Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e SDL Intercategoriale lanciano quindi un appello ai cittadini italiani affinchè «non incorrano nell'errore di attribuire le responsabilità dei disagi e delle cancellazioni sui lavoratori di Alitalia che, al contrario di quanto pubblicamente diffuso, stanno combattendo fin dall'inizio di questa drammatica vicenda responsabilmente per la propria azienda e per la sopravvivenza delle proprie famiglie, nonostante i continui ricatti ed ultimatum». Nel ribadire che «la storia dell'attuale vertenza Alitalia è profondamente diversa da quanto è stato raccontato sino ad oggi», le cinque sigle sottolineano «i meccanismi messi in atto da governo, istituzioni e parte del sindacato confederale (Cisl, Uil e Ugl) su una partita che è diventata il terreno per fare prove generali utili a colpire chirurgicamente tutti gli altri settori del paese». Le cinque sigle sindacali continueranno «a battersi contro questo sistema anche quando sarà esaurita l'azione devastante verso i lavoratori di Alitalia. Ci porremo al fianco delle altre realtà sindacali per impedire che vengano annullati i principi di rappresentatività e le tutele sociali e sindacali che sono di garanzia per il singolo lavoratore». Intanto, è tutto pronto all'Enac per il decollo della Nuova Alitalia targata Cai, il primo dicembre mentre si intensificano i contatti in vista della scelta del partner. Ieri il numero uno della Compagnia Aerea Italiana, Roberto Colaninno, ha incontrato a Milano il numero uno di Air France-Klm, Jean-Ciryll Spinetta. Per ottenere i certificati necessari per far volare gli aerei, Cai deve dare alcune garanzie e assicurare che è tutto pronto per quella data. Per controllare la fase di transizione fra i due vettori è stato costituito un comitato di monitoraggio e vigilanza (con rappresentanti di Enac, Alitalia e Cai). E mentre ieri la Commissione di garanzia sugli scioperi ha aperto il procedimento per accertare le cause degli improvvisi ritardi e delle soppressioni dei voli dei giorni scorsi, il ministro delle Trasporti, Altero Matteoli, ha differito lo sciopero di martedì prossimo, 25 novembre, indetto dalle cinque sigle autonome e da Cub e Apm in Alitalia, Air One, Meridiana ed Eurofly. Si è appreso, intanto, che l'effettivo contante che Cai verserà a Fantozzi, sarà di 375 milioni di euro rispetto ai 427 indicati. I 52 milioni di scarto – spiegano fonti vicino alla cordata di imprenditori della Compagnia aerea italiana – sono l'equivalente del valore delle miglia accumulate dai clienti Alitalia con il programma di fidelizzazione «Millemiglia» che Cai si è assunta l'onere di soddisfare. È, intanto, attesa per lunedì prossimo la firma di Alitalia e sindacati al ministero del Welfare per l'avvio della procedura per la messa in cassa integrazione straordinaria di tutti i dipendenti della compagnia aerea. Passaggio che consentirà al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, di inviare le lettere per la messa in mobilità e licenziamento collettivo a tutti i dipendenti e a Cai di spedire quelle per l'assunzione dei 12.639 dipendenti della Nuova Alitalia. Per l'assunzione, però, è necessario che i lavoratori abbiano fatto almeno un giorno di cigs a rotazione e secondo stime sembra occorrano tre settimane. Il che farebbe slittare il decollo dell'operazione Cai. Peraltro, Cai ha vincolato il completamento dell'operazione al nulla osta da parte dell'Antitrust, alla esclusione da parte della Ue di impegni o misure diversi o incompatibili con il piano industriale.


22 novembre 2008 - Dedalonews

Alitalia ancora senza accordo su cassa integrazione
Slitta partenza CAI del 1° dicembre?

A pochi giorni dal previsto avvio della nuova compagnia aerea targata CAI manca ancora l’accordo sindacale per chiudere le procedure di cassa integrazione e mobilità della vecchia Alitalia. Mentre il ministro Altero Matteoli differiva lo sciopero regolarmente proclamato dal CUB per il 25 novembre, i sindacati hanno deciso di sfruttare sino all’osso il termine di legge per CIGS e mobilità. Un’azione che impedirà al commissario straordinario Augusto Fantozzi di mettere in mobilità il personale prima del 25 novembre, spostando in avanti anche l’assunzione in CAI e, inevitabilmente, l’avvio delle attività della Nuova Alitalia. La corsa contro il tempo resta quindi a ostacoli. Tra questi restano i vincoli l’ENAC, compresi quelli su operativo e sicurezza della transizione, certezza di risorse per operare almeno tre mesi (cioè un ottavo del termine di due anni richiesto da Fantozzi) e appunto la definizione dell’organico. In parallelo si svolgono le trattative per l’acquisto di Air One, alla quale la stampa attribuisce un prezzo di 350 milioni di euro ma anche la richiesta di manleva decennale da parte di CAI. Fantozzi ha intanto reso nota la ripartizione dell’offerta CAI accettata mercoledì. Dei 1.052 mln complessivi, 936 sono per Alitalia (contro i 900 di due settimane prima), 33 mln per Volare (erano 17) e 20 per Alitalia Express (19). Alitalia Servizi resta ferma a 57 mln, mentre Alitalia Airport scende addirittura, da sette a sei. Fantozzi avrebbe anche ottenuto da CAI l’impegno a versare alla "bad company" metà del prezzo spuntato con l’eventuale cessione di slot ex Alitalia. Il valore stimato dai periti è di fino a 500 mln, ma la vendita è consentita in pochissimi paesi e anche la Commissione Europea la vincola alla maggior efficienza del mercato. Dal prezzo pagato mancheranno comunque 52 milioni di euro. La somma - pari all’aumento dell’offerta CAI in ossequio alla maggior valutazione data da Banca Leonardo nella sua veste di consulente del ministro Claudio Scajola - rappresenta il debito corrispondente al programma Millemiglia che CAI si accollerà. L’accettazione dell’offerta CAI di mercoledì permetterà a Fantozzi di proseguire nella vendita di quanto non le interessa. Per Alitalia Cargo Fantozzi ha annunciato di voler procedere a trattativa privata, mentre per altri beni seguirà le modalità previste dalla disciplina fallimentare. La situazione del Cargo - 137 piloti, oltre 350 altri dipendenti, cinque MD11 - è complicata dalla mancanza di uno specifico certificato di operatore aeronautico (COA), senza il quale gli aerei rischiano di fermarsi a breve. Oltre ad Alis, il cui interesse è stato confermato dallo stesso Fantozzi, vi sarebbero due offerte non identificate. Il fermo dell’attività merci - segnala CGIL-FILT Lombardia - avrebbe ripercussioni su un’intera filiera, in gran parte in Lombardia, che comprende SEA, Alha, spedizionieri, trasportatori, cooperative ed altri. Allo scetticismo di Fantozzi riguardo alle «brutta fine» alla quale andranno incontro le azioni Alitalia hanno fatto seguito gli annunci di azioni legali da parte del Codacons e del Sindacato Italiano per la Tutela dell’Investimento e del risparmio (SITI). Dalla quotazione in borsa nel 1986 alla sospensione del titolo nel giugno 2008, il valore delle azioni si è ridotto del 98,5%. Di qui l’invito ai circa 30.000 piccoli azionisti ad aderire ad una "class action". Con quali prospettive, però, è difficile dire. La Commissione di garanzia sugli scioperi, dal suo canto, preme sulle parti formalizzando l’apertura del procedimento per i disagi delle settimane scorse. Saranno esaminati sia i comportamenti dei sindacati sospettati di aver organizzato agitazioni illegali, sia quelli di Alitalia che non avrebbe fornito le notizie richieste. Le sigle autonome hanno ribadito in una nota che le difficoltà operative di Alitalia sono in realtà dovute a problemi organizzativi della compagnia, a corto di personale per la messa in cassa integrazione di migliaia di dipendenti e l’indisponibilità di molti potenziali esuberi a fare gli straordinari.


22 novembre 2008 - Il Piccolo

Alitalia, il ministro Matteoli sposta lo sciopero
La cassintegrazione fa slittare il decollo di Cai

ROMA - È tutto pronto all'Enac per il decollo della Nuova Alitalia targata Cai, il primo dicembre. Ma per ottenere i certificati necessari per far volare gli aerei, Cai deve dare alcune garanzie e assicurare che è tutto pronto per quella data. Per controllare la fase di transizione fra i due vettori è stato costituito un comitato di monitoraggio e vigilanza (con rappresentanti di Enac, Alitalia e Cai).
E mentre ieri la Commissione di garanzia sugli scioperi ha aperto il procedimento per accertare le cause degli improvvisi ritardi e delle soppressioni dei voli dei giorni scorsi - informando sindacati e Alitalia - che il «fronte del no» all'operazione Cai (Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl) attribuisce all'azienda, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, ha differito lo sciopero di martedì prossimo, 25 novembre, indetto dalle cinque sigle autonome e da Cub e Apm in Alitalia, Air One, Meridiana ed Eurofly.
Si è appreso, intanto, che l'effettivo contante che Cai verserà a Fantozzi, sarà di 375 milioni di euro rispetto ai 427 indicati ieri. I 52 milioni di scarto - spiegano fonti vicino alla cordata di imprenditori della Compagnia aerea italiana - sono l'equivalente del valore delle miglia accumulate dai clienti Alitalia con il programma di fidelizzazione «Millemiglia» che Cai si è assunta l'onere di soddisfare.
È, intanto, attesa per lunedì la firma di Alitalia e sindacati al ministero del Welfare per l'avvio della procedura per la messa in cassa integrazione straordinaria di tutti i dipendenti della compagnia aerea. Passaggio che consentirà al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, di inviare le lettere per la messa in mobilità e licenziamento collettivo a tutti i dipendenti e a Cai di spedire quelle per l'assunzione dei 12.639 dipendenti della Nuova Alitalia. Per l'assunzione, però, è necessario che i lavoratori abbiano fatto almeno un giorno di cigs a rotazione e secondo stime sembra occorrano tre settimane. Il che farebbe slittare il decollo dell'operazione Cai.
Peraltro, Cai ha vincolato il completamento dell'operazione al nulla osta da parte dell'Antitrust, alla esclusione da parte della Ue di impegni o misure diversi o incompatibili con il piano industriale e con l'offerta e alla valutazione positiva del 'monitoring trustee (l'osservatore esterno nominato dal governo italiano con il consenso della Commissione europea) che gli asset di Alitalia sono venduti a prezzi di mercato. In questo caso, il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, ha assicurato oggi che «non ci sarà alcun intervento della Ue».
Tornando all'Enac, il presidente Vito Riggio - dopo aver incontrato oggi l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli e Fantozzi - ha spiegato ai giornalisti che Cai deve assicurare risorse sufficienti per far fronte agli impegni per almeno tre mesi al netto delle entrate. Occorre quindi una delibera che impegni i soci di Cai a versare il capitale. E questo sarà fra gli altri punti all'ordine del giorno del cda che dovrebbe essere convocato martedì prossimo a Roma.
Fra le garanzie richieste da Enac (che manterrà aperti i propri uffici anche il 29 e 30 novembre) e su cui vigilerà il comitato, ci sono l'assunzione da parte di Cai dei responsabili dell'organizzazione e delle strutture tecniche, il passaggio dei lavoratori con il licenziamento da Alitalia entro il 30 novembre e l'assunzione da Cai il primo dicembre, l'indicazione degli aerei di proprietà.


22 novembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale

«Noi, stritolati dalla vecchia Alitalia»
Fornitori e creditori in rivolta a Fiumicino. Matteoli sposta lo sciopero di martedì

ROMA — E’ TUTTO pronto all’Enac per il decollo della Nuova Alitalia targata Cai, il primo dicembre. Ma per ottenere i certificati necessari per far volare gli aerei, Cai deve dare alcune garanzie e assicurare che è tutto pronto per quella data. Per controllare la fase di transizione fra i due vettori è stato costituito un comitato di monitoraggio e vigilanza (con rappresentanti di Enac, Alitalia e Cai). E mentre ieri la Commissione di garanzia sugli scioperi ha aperto il procedimento per accertare le cause degli improvvisi ritardi e delle soppressioni dei voli dei giorni scorsi — informando sindacati e Alitalia — che il fronte del no all’operazione Cai (Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl) attribuisce all’azienda, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, ha differito lo sciopero di martedì prossimo, indetto dalle cinque sigle autonome e da Cub e Apm in Alitalia, Air One, Meridiana ed Eurofly. Si è appreso, intanto, che l’effettivo contante che Cai verserà a Fantozzi, sarà di 375 milioni di euro rispetto ai 427 indicati ieri. I 52 milioni di scarto — spiegano fonti vicino alla cordata di imprenditori della Compagnia aerea italiana — sono l’equivalente del valore delle miglia accumulate dai clienti Alitalia con il programma di fidelizzazione Millemiglia che Cai si è assunta l’onere di soddisfare. E ieri, a Milano, Colaninno ha incontrato il capo di Air France, Jean-Cyril Spinetta.


22 novembre 2008 - Liberazione

Taglio del 40% al Fondo dello spettacolo, mentre è scontro tra orchestrali e lavoratori. La prima del 7 dicembre a rischio sciopero
Nell'era Berlusconi la cultura non vale niente
Nemmeno al Teatro alla Scala di Milano
di Claudio Jampaglia

Milano - Al Maggio fiorentino del 2004 il Don Carlo finì con i volantini piovuti dal loggione. Volantini con il volto che fu delle 1000 Lire, in sciarpa e cilindro, e il celebre motto risorgimentale "Viva Verdi" (l'acronimo Viva Vittorio Emanuele Re d'Italia) mutato in "Vogliamo un'Economia di Rilancio Delle Istituzioni liriche". Oggi col ritorno del taglio berlusconiano al Fondo unico dello spettacolo siamo da capo. Ad ottobre 2005, contro il 40% di tagli al Fus andarono in scena settimane di passione. Scioperi della fame, serrate, manifestazioni e blocchi stradali con performance. Cinema, teatro, danza, lirica, tutti insieme usarono ogni spazio per dire di no e portarono a casa 70 milioni di euro in più. Non molto. Poi con Rutelli, tirando di qui, cofinanziando di là i fondi tornarono a 600 milioni. Che oggi il Berlusconi IV ritaglia a 390 milioni. Punto a capo.
«E' la liquidazione del sistema», commenta la Cgil con Silvano Conti. E qualcuno dovrà cominciare a muoversi. Uno sciopero, a dire il vero, è già in cartellone (e che sciopero). Alla "prima" proprio del Don Carlo al Teatro alla Scala il 7 dicembre. Solo che è contestato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori del teatro e dai sindacati confederali. Uno sciopero corporativo, dicono.
Alla Scala i volantini sono già volati. Dentro al teatro. Contro il sindacato autonomo Fials che ha fatto saltare tre repliche de La Vedova Allegra. Cgil, Cisl e Uil hanno risposto aprendo il teatro comunque, con il beneplacito della direzione, mettendo in scena uno spettacolo alternativo "per la città". Sul palcoscenico i cantanti dell'attesa "prima" della stagione lirica. Una pioggia di dollari finti con sopra scritta la sigla del sindacato autonomo e protestatario. Nel palco reale maschere da vampiri e uno striscione eloquente: "Fials - Futuro Incerto A La Scala".
Lavoratori che boicottano uno sciopero? Di più. Lavoratori che accusano altri lavoratori di volersi arricchire alle loro spalle mettendo a rischio il futuro del teatro. Tecnici contro orchestrali, segretarie contro ballerine, coristi contro maschere. Qualcosa di simile ad Alitalia. Ma con un convitato di pietra: il senso della cultura. Che tutti rivendicano. E nessuno sa più dove sia. Non lo sa il governo che taglia, taglia, taglia. Il Comune che è muto. Non lo sa la direzione del teatro che si troverà a dover precettare la sua orchestra o a trovarne un'altra (possibile?) per salvare kermesse ed incasso. Non lo sanno più maestranze e artisti che conoscono la fatica di portare avanti "il teatro" come una fabbrica, come un lavoro, come un'abitudine. Ma è questa la Scala?
Per ironia del destino il Don Carlo torna alla "prima" dopo 31 anni esatti. Il 7 dicembre 1968, le uova e la contestazione studentesca piombavano sulle pellicce e gli smoking della "Milano bene" che scopriva la rivolta dei propri figli in paletò e di quelli dei propri dipendenti in eskimo. Ma oggi gli studenti si interesserebbero alla prima scaligera solo se ci fosse Maria Stella Gelmini. Il conflitto è chiuso dentro. Fa notizia. Ma è "affar loro". E non è una novità. Nel 1995 - ma era giugno - la Traviata andò in scena col solo Maestro Muti al pianoforte ad accompagnare i cantanti dopo una mezz'ora di quelle da ricordare. "Buffoni", "cacciateli tutti", "vergogna" gridava il pubblico ai professori d'orchestra che avevano scioperato. E visto che tutto era pronto Muti si scusò e suonò al posto della "sua" orchestra. Solo le arie. Con le comparse immobili come statue sul palcoscenico. Allora, il sovrintendente Carlo Fontana e il direttore che ha guidato l'orchestra della Scala dal 1986 al 2005 scelsero di mettere in scena un "o la va o la spacca" che fece scalpore. Sapevano dello sciopero da 48 ore, ma lo ignorarono. Da quel giorno molte cose cambiarono. Muti si riallineò all'orchestra e fece la sua battaglia per farla diventare Filarmonica e sostituire la stagione sinfonica con le toruneé in mezzo mondo. Poi iniziò la sua guerra al sovrintendente. Meno produzioni. Più spettacoli internazionali. Più mondo dentro la Scala e più Scala nel mondo. Il Maestro arrivò all'aut aut: o me o lui. E Fontana venne sacrificato dal governo della città. E come in un vero melodramma anche il Maestro cadde vittima del suo disegno. Pugnalato dall'orchestra che si liberò anche di lui e cominciò a far da sola. Anche troppo. Oggi va in scena il proseguo?
Non è facile capire cosa voglia il Fials, guidato da Sandro Malatesta, ormai in pensione. Riconoscimento, un contratto separato, più potere sulle decisioni o soldi? Un po' di tutto questo. Ma fuori dal teatro, ieri pomeriggio, alla fine delle prove, non parlava nessuno. Gentili e con dei visi simpatici, come spesso sono i musicisti, ma inflessibili. «No comment». Parlavano gli altri però. «C'è un clima pessimo, ma con qualche soldo si risolverebbe tutto», dice un lavoratore. I suoi colleghi: «Ma guarda che gli orchestrali prendono già fino a 14 volte noi e poi i bonus della Filarmonica e delle turnè...». «Ma sono stressati anche loro, lavorano un sacco». «Si ma non qua dentro, sono assunti ma vogliono essere trattati come liberi professionisti, a chiamata, non possono avere tutto». «Comunque la prima non salta, sarebbe la guerra, perché tutti ci smenano e il teatro andrebbe subito in rosso». «Ma è quello che vogliono, far saltare l'accordo integrativo». «Ma guarda che la direzione è tranquilla, è tutta una manfrina». E così via. Dal fantasioso «vogliono cacciare il direttore Barenboim che gli piace», al minimalismo: «Sono i 70 più ricchi che rompono, poi la smetteranno, basta tenere duro».
Al Teatro alla Scala lavorano 800 persone, più 260 precari "aventi diritto" ad esempio a votare il contratto, più 300 "saltuari" (serali, maschere, mimi, comparse che lavorano anche 300 giorni anno). I dipendenti veri e propri sono così divisi: 135 orchestrali, 105 cantanti del coro, 72 ballerini, 179 tecnici, 300 amministrativi. Il Fials ne rappresenterebbe meno di duecento. Quasi tutte le ballerine, gran parte degli orchestrali, parte del coro. Gli "artisti". Una minoranza. Ma ineludibile. La direzione del teatro (il Cda) che li ha usati in passato per dividere il fronte sindacale, adesso rivendica la propria vicinanza alle "masse artistiche" in un gioco della parti che comincia a volgere in farsa. Il sovrintendente Stephane Lissner che ha portato in pareggio il teatro, ridandogli lustro, si schiera con il Cda (gli ha promesso la riconferma fino al 2013) ma non può scaricare la sua orchestra. Possono fargliela pagare. Ne hanno i mezzi. Il Fials non vuole lavorare per un carrozzone. Accusano la direzione di aver assunto male, i sindacati di aver messo le mani nel teatro. Solo loro difendono la qualità. Loro sono la qualità e il prestigio del teatro. E vogliono riaprire la trattativa sull'integrativo approvato dal 92% dei lavoratori un mese fa. Su cosa? La scala parametrale (quanto prendono di salario), le indennità di specificità (quanto prendono di funzione), i diritti d'immagine (ceduti in blocco proprio con l'integrativo al teatro). Le riprese degli spettacoli valgono molto, si vaneggia di una canale Sky-Scala e una soprano dice candidamente che non capisce perché dovrebbe dare al teatro o dividere con i tecnici i proventi della sua immagine. Sul palco ci va lei, gli altri che vogliono? Detta brutale.
«Mentre c'è una battaglia in corso contro i tagli al finanziamento pubblico - risponde Giancarlo Albori, della Cgil, la più dura contro il Fials - è stupefacente che si costruiscano divisioni tra gente che lavora in teatro». Tradotto: il Fials mette a rischio il contratto nazionale. Per quattro euro. Mentre ci stanno chiudendo i teatri. Poi c'è la Cub, desolata dallo scontro tra lavoratori che vorrebbe comporre il danno. Ma la posizione delle maestranze è ben resa dalla lettera di "alcuni lavoratori del teatro": gli orchestrali monetizzano anche il tempo delle uscite per gli applausi, prendono più di tutti e vogliono ancora di più. Accettino l'accordo sindacale «altrimenti lascino il teatro libero dalla loro oramai ingombrante presenza, non sentiremo certo la loro mancanza...». E il pubblico?
Gino Vezzini, presidente della storica Associazione Amici del Loggione, dice che «artisti contro artisti è uno scollamento senza precedenti», parla di «trauma», di «eccessiva radicalità» e poi invoca la sindaca (che si limita a rispondere «prevalga il buonsenso») e paventa uno sciopero, questo sì una prima assoluta, del pubblico. «Anatemi, minacce, precettazioni - scrivono altri sul blog "La voce del loggione" - sono manifestazioni irresponsabili di chi non sa dove sta di casa la qualità artistica di un'orchestra o di un coro». I loggionisti sarebbero inclini a concedere lo status agli "artisti" ma non la lotta. «Garantite la prima che è purtroppo anche una autocelebrazione della classe dirigente milanese, che ha dato tante dimostrazioni di miseria culturale, ma è soprattutto un messaggio che la Scala manda in tutto il mondo». Uscite da questo «squallore morale», non lottate contro il teatro. Siete artisti o no?
Il Don Carlo versione italiana - prima rappresentazione 11 gennaio 1884, neanche a dirlo, alla Scala - è un'opera dove nessuno è felice. Non lo è re Filippo, né l'infante Carlo, né la promessa Elisabetta, né il popolo, l'inquisitore e forse nemmeno dovrebbe esserlo il pubblico a causa di un finale misterioso e irrisolto. La musica è un frutto maturo, la drammaturgia stringente, il linguaggio raffinato. Ma è un'opera decadente: "la pace è solo dei sepolcri". Va in scena la rinuncia dell'amore per la patria, il regno, la volontà del popolo. Ma il conflitto è padre-figlio, oppressione-libertà, morte-vita. La negazione della felicità tra vita pubblica e privata per i protagonisti (tutti) e probabilmente per lo stesso Verdi. Ciò a cui l'orchestra vorrebbe forse e inutilmente ribellarsi. La cultura non vale più nulla. Prende di più (o forse prendeva...) un ignorantello che gioca in borsa coi soldi altrui di un primo violino (che comunque porta a casa 120mila euro di salario, più il resto). Il teatro alla Scala è stato fermo per rifacimento 3 anni e l'orchestra è stata in giro. Il tanto agognato palco più grande, non è stato quasi mai usato per intero e in gran parte non funziona. Perché le produzioni sono diventate sempre più piccole e minimali. Modernismo? No. Risparmio. La strategia di internazionalizzare, più eventi e meno stagioni, doveva passare sopra al teatro stesso. Ma è rimasta a metà. E allora è arrivato Lissner, l'uomo del rilancio e del compromesso. Più europeo.
Ma Milano è lontana dall'Europa. Non è più una metropoli, non ha una visione di sé nel futuro. Il governo poi è lo stesso che disse nel 2005 «bastano 400 persone per far andare avanti il teatro». Esternalizzare. Tagliare, Comprare spettacoli, vendere concerti. Valorizzare il marchio Scala. Svuotandolo. Magari con una bella "Legge Scala", un fantasma che aleggia da anni, che salverebbe con un po' di denaro pubblico l'istituzione milanese come "teatro nazionale" (magari col San Carlo di Napoli, tanto per fare l'Italia) e il resto s'arrangi. Coi privati. Con chi vuole. D'altronde, proprio a Milano, il centrodestra usa da sempre la cultura come palcoscenico per far mostra di sé e produrre consenso ma preferisce la tv. Mette mani e piedi nel consiglio d'amministrazione. Lotta per la poltrona alla prima. Ma non sa che farsene della cultura. Gli imprenditori idem. Sono i fondatori e gli sponsor del nuovo corso privatizzato della Scala. Solo per il 7 dicembre Eni, Bmw, Rolex, American Express. Per la stagione Intesa San Paolo. Per la Filarmonica Unicredit e Bracco farmaceutica. Nella Fondazione anche Pirelli, Fininvest, Enel, Generali, Poste italiane, Corriere della Sera , Banca Popolare di MIlano, Mapei, persino gli aeroporti di Malpensa e Linate. Ma non sanno che farsene. E con l'aria che tira ne farebbero anche a meno. Il neo-assessore "di prestigio" alla Cultura milanese, voluto dalla sindaca al posto di Sgarbi, Massimiliano Finazzer Flory, dice: «Spero che la cultura prevalga sull'economia e i simboli sul denaro». Gli orchestrali potranno anche concedere la prima. In fondo siamo a teatro. Lo faranno per "lorsignori". Ma per la cultura fa più niente qualcuno?


22 novembre 2008 - La Sicilia

Vertenza Metra, parola all’Ufficio del lavoro
La Terra. «Vorremmo fosse concessa la volontarietà per ognuna delle 28 unità e l’eventuale raccordo alla pensione»

Ragusa - La prima settimana è già trascorsa. E ancora, sino a ieri, nessuna notizia di convocazione da parte dell'Ufficio provinciale del lavoro. Con riferimento alla vertenza del Gruppo Metra, dopo l'annunciato licenziamento di trenta unità, poi ridotte a 28, significa che sono trascorsi già cinque dei trenta giorni che servono per consumare questa seconda fase della trattativa, dopo che la prima, della durata di un mese e mezzo, nei locali dell'Associazione degli industriali, non aveva dato l'esito sperato. La convocazione, comunque, potrebbe arrivare già nelle prossime ore ed essere accolta con un sospiro di sollievo dalle organizzazioni sindacali di categoria che hanno già pronta la propria linea strategica. "Veniamo fuori da un'assemblea, quella di martedì scorso - afferma Roberto La Terra della Flmu Cub - in cui i lavoratori, oltre ad aver assunto un atteggiamento estremamente responsabile, hanno messo in chiaro parecchie cose, rispetto all'andamento con cui vogliono caratterizzare questa fase vertenziale. Noi non possiamo fare altro che attenerci alle loro indicazioni e sperare che qualche altro passo avanti, dalla proprietà, possa essere compiuto nella direzione da tutti auspicata". Quale? "Vorremmo - aggiunge La Terra - che fosse concessa per ognuna delle 28 unità la possibilità della volontarietà e quindi, eventualmente, del raccordo alla pensione. Non potremo mai essere d'accordo con intese che contemplano delle scelte da noi ritenute discriminanti e discriminatorie nei confronti del personale. Il quale, come ho già avuto modo di ribadire in altre occasioni, si è adoperato parecchio per fare crescere questa azienda e farla diventare un fiore all'occhiello nell'ambito del settore di pertinenza. Vorremmo che ciò fosse riconosciuto dalla proprietà".(G.L.)


21 novembre 2008 - Dire

Lavoratori Atc irrompono in Comune, polizia e tensione
A Bologna quasi rissa in aula tra Monteventi (Prc) e Carella (Fi)
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BOLOGNA- Uno sciopero riuscito, con quasi il 98% di adesioni, e il centro storico bloccato. Ma anche una mattinata difficile in Comune, coi lavoratori Atc che hanno fatto irruzione in aula durante il question time del consiglio comunale. Il seguito è stato inevitabilmente convulso: il parapiglia con i vigili, l'arrivo della polizia a Palazzo d'Accursio, la lite a distanza con Sergio Cofferati. Ma soprattutto la rissa fisica sfiorata tra l'indipendente Prc Valerio Monteventi e il capogruppo di Forza Italia Daniele Carella, divisi più del solito sulle ragioni dei lavoratori e sulla loro scelta di venire in Comune. Dai banchi del centrodestra è partito un "basta coi comunisti" (di Patrizio Gattuso, Pdl), rincarato da un "siete in via d'estinzione" (di Lorenzo Tomassini, sempre Pdl) che ha fatto scattare Monteventi fuori dai banchi. Carella è uscito dal suo e lo ha affrontato, sembra con intenzioni da paciere. Provvidenziale ad evitare il peggio il vicepresidente dell'aula Paolo Foschini (Fi), che si è frapposto tra i due coadiuvato da Emilio Lonardo (Pd) e Guanluca Galletti (Udc). Non senza qualche difficoltà: la gazzarra ha tardato a lungo a spegnersi. Monteventi assicurava: "Sono tranquillo, sono tranquillo". Poi però è tornato alla carica gridando "Fascisti del c..." verso i banchi del centrodestra. E Carella, di rimando: "Le minacce fisiche non me le fai". Tutto si è calmato quando il presidente della commissione, Gianguido Naldi (Sd), ha minacciato di interrompere la commissione.La mattinata era cominciata come da prammatica col blocco delle vie d'accesso al centro storico di un migliaio scarso di lavoratori Atc, in lotta per il rinnovo del contratto integrativo. "Siamo pronti ad ogni lotta, il contratto non si tocca", "Zamboni e Venturi, il gatto e la volpe" scandivano in corteo lungo via Indipendenza i militanti delle sette sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Faisal Cisal, Rdb) dell'azienda pubblica dei trasporti. Poi la scelta di andare in Comune. L'interruzione della seduta di commissione con gli osti del Pratello e il sindaco. L'arrivo nell'aula del consiglio comunale che ha fatto salire allo zenith la tensione e fatto letteralmente infuriare Sergio Cofferati. "Dovete rispettare i luoghi e le persone. Fuori di qui". Immediata l'accusa dei sindacati, in testa Rdb: "chiamano la polizia e non ricevono i lavoratori in sciopero". Pronta replica del delegato del sindaco alle relazioni sindacali Valerio Montalto: "Cofferati era impegnato in commissione, Zamboni è all'estero. Sono pronto a riceverli da ieri". Poi lo stesso Cofferati, a fine mattinata, ha dato il fischio finale alla diatriba. "Vi ricevo, un rappresentante per ogni sigla".

ATC BOLOGNA. CC, PM E DIGOS BLINDANO PALAZZO D'ACCURSIO
LONARDO (PD) CONTRO "ESTREMA SINISTRA"- RDB: GRAVE PS IN COMUNE

(DIRE) Bologna, 21 nov. - E' un Palazzo d'Accursio blindato quello che ospita la trattativa tra il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e i sindacati dei dipendenti di Atc. Subito dopo l'irruzione in Consiglio comunale dei manifestanti, le forze dell'ordine sono intervenute a presidiare ogni accesso. A Palazzo sono cosi' schierati carabinieri, polizia municipale e Digos. La sala d'Ercole e' occupata interamente dai lavoratori Atc, ma la porta di ingresso al Consiglio comunale, dopo l'irruzione dei manifestanti, e' stata chiusa. Chiuse e presidiate anche la porta dell'anticamera e quella di ingresso alla Manica lunga. Persino gli invitati a un matrimonio che si stava celebrando in mattinata in sala Rossa, spaventati, sono stati fatti uscire dalla scala che di solito utilizza il sindaco. Nel frattempo il Pd interviene sull'irruzione dei lavoratori Atc in Consiglio comunale e ricalca la linea gia' espressa da Cofferati. "Questo Consiglio comunale- afferma Emilio Lonardo, consigliere e membro dell'esecutivo dei democratici di Bologna- non puo' essere interrotto ogni volta che qualcuno vuole e non puo' essere oggetto di provocazioni gratuite e organizzate. L'estrema sinistra- punta il dito Lonardo- sta scientamente provocando un aumento della tensione politica e sociale, che puo' produrre danni gravissimi alla citta'". Il riferimento e' alla rissa avvenuta questa mattina in Consiglio che ha visto scontrarsi Valerio Monteventi, indipendente del Prc, con il capogruppo di Forza Italia Daniela Carella. La situazione a Palazzo ora e' comunque tranquilla. Se i democratici puntano il dito contro "l'estrema sinistra" il sindacato Rdb attacca Cofferati, Zamboni e la scelta di chiamare la polizia a palazzo. In un comunicato il segretario Massimo Betti definisce "Gravissima la situazione determinata dall'assessore Zamboni e dal sindaco Cofferati che hanno deciso di utilizzare pesantemente la polizia per cercare di impedire ai lavoratori Atc di entrare a Palazzo d'Accursio, casa loro come di tutti i cittadini. E' questa la risposta di una giunta che si prepara ad operare tagli ai servizi e che manda la polizia invece di ricevere i lavoratori in lotta".

ATC BOLOGNA. CONTRATTO, CENTRO STORICO IN TILT PER SCIOPERO
"SUTTI, FUORI LA 'PILLA'"- ZAMBONI-VENTURI? "IL GATTO E LA VOLPE"

(DIRE) Bologna, 21 nov. - "Siamo pronti ad ogni lotta, il contratto non si tocca", e' uno degli slogan scanditi dagli oltre 800 lavoratori dell'Atc di Bologna che stanno sfilando in corteo lungo via Indipendenza in occasione dello sciopero di oggi, convocato dalle sette sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Faisal Cisal, Rdb) per il mancato rinnovo del contratto aziendale. In testa al lungo serpentone svettano le gigantografie dell'assessore comunale alla Mobilita', Maurizio Zamboni (ribattezzato "il gatto"), del vice presidente della Provincia, Giacomo Venturi ("la volpe") e del presidente di Atc Francesco Sutti ("tira fuori la pilla"). E' difficile la circolazione nel centro cittadino, via Indipendenza e' chiusa al traffico, per il passaggio del corteo. I lavoratori si sono mossi dai tre depositi per ricongiungersi e sfilare in direzione di piazza Nettuno. I sindacati calcolano un'adesione altissima allo sciopero. "Hanno superato il 98% dei lavoratori" fa sapere il segretario della Filt-Cgil Maurizio Lunghi. "Stiamo scaldando i motori-avverte- perche' se l'azienda non ci convoca faremo altre iniziative in corrispondenza del Motor Show. Mi auguro pero' che gli enti proprietari riaprano il tavolo". Al centro della mobilitazione il mancato rinnovo del contratto aziendale, scaduto alla fine del 2007, il taglio del premio di 560 euro all'anno previsto da un accordo del 2004 messo in discussione da Comune e Provincia (l'Atc perderebbe un contributo di 1,5 milione di euro) e lo scorporo della gestione della sosta previsto dal progetto di fusione con Acft Ferrara. "Abbiamo chiesto un incontro e speriamo di essere convocati in Comune, ormai la tensione e' forte tra i lavoratori", spiega Gianluca Nieri segretario regionale della Uil Trasporti. Una manifestazione cosi' non c'e' mai stata nella storia di Atc- commenta Giuseppe D'Ambrosio segretario di Sdl- il problema non e' solo il contratto aziendale, ma c'e' anche la minaccia da parte del presidente Sutti di portarci via dal prossimo anno i 560 euro previsti dall'accordo del 2004". D'Ambrosio sottolinea che i lavoratori di Atc "non chiedono aumenti salariali, ma di mantenere cio' che abbiamo: i bolognesi che oggi sono rimasti a piedi lo devono sapere". Per Claudia Stefanelli della Fit-Cisl "questa manifestazione sta ad indicare a che livello e' arrivato il malcontento". E', aggiunge, "indecente che per il rinnovo dell'integrativo si debba arrivare a tanto in un'azienda con il bilancio in utile".

ATC BOLOGNA.COFFERATI: FERRARA E CONTRATTO, PARLERÒ A SUTTI
"MA I SINDACATI AVEVANO INFORMAZIONI CHE NON CORRISPONDONO"

(DIRE) Bologna, 21 nov. - Sergio Cofferati entra nel match tra Atc e i lavoratori. Nel corso dell'incontro che il sindaco di Bologna ha avuto questa mattina, in un Palazzo D'Accursio blindato, con i sindacati dell'azienda di trasporto pubblico, Cofferati si e' impegnato a far pressione sul presidente di Atc, Francesco Sutti, sia sulla questione della fusione con Ferrara sia sul rinnovo del contratto integrativo. "Li ho tranquillizzati- afferma il sindaco lasciando Palazzo D'Accursio, dopo un'ora circa di riunione- avevano informazioni che non corrispondevano ne' alle nostre intenzioni ne' ai vincoli di legge". Con la fusione tra Atc e Acft, sostiene Cofferati, "stiamo costruendo un'azienda piu' grande, auspicabilmente anche con altri territori". Per quanto riguarda i lavoratori, poi, "non ci sono problemi- afferma ancora il sindaco- le loro condizioni non cambieranno". Anche se qualche posto di lavoro, lascia intendere il Cinese, verra' tagliato. "Il livello di occupazione sara' il risultato della fusione tra le due aziende- spiega Cofferati- in qualche ambito bisognera' semplificare o risolvere sovrapposizioni. Ma il numero delle persone coinvolte sara' molto basso, situazioni risolvibili con gli strumenti ordinari". Dal canto loro, i sindacati sperano che le informazioni che chiedono da mesi sul progetto dello scorporo dell'attivita' di controllo della sosta arrivino prima del 28 novembre. Per quel giorno e' gia' stato convocato un nuovo incontro tra l'azienda e i sindacati. Cofferati si e' poi reso disponibile, riferisce ancora Maurizio Lunghi, segretario della Filt-Cgil, a parlare con il presidente di Atc anche del rinnovo del contratto, per capire "quali risorse sono sul tavolo per il rinnovo dell'integrativo e riaprire cosi' la trattativa". All'incontro hanno partecipato Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Rdb-Cub e Sdl. Con i rappresentanti dei lavoratori, Cofferati e' poi tornato sull'irruzione in Consiglio comunale. "Diciamo che non ha apprezzato- riferisce Gianni Cremonini delle Rdb, uno dei contestatori piu' 'attivi' in aula al momento dell'invasione dei manifestanti- ma se la trattativa con l'azienda prosegue come finora, dovra' apprezzare. Noi non vogliamo certo usare questi metodi tutte le volte, ma non si puo' andare avanti cosi'".

AEROPORTO BOLOGNA. MARTEDI' SCIOPERO RDB, SERVIZI A RISCHIO

(DIRE) Bologna, 21 nov. - Martedi' 25 novembre, a causa di uno sciopero locale di 24 ore proclamato da RdB-CUB per i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service, tra l'altro in concomitanza con lo sciopero nazionale di piloti ed assistenti di volo di alcune compagnie aeree, i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Lo comunica una nota del "Marconi" di Bologna. Per informazioni sui voli, e' possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell'Aeroporto, all'indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Per ulteriori informazioni sugli scioperi e' possibile consultare il sito della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero, all'indirizzo www.commissionegaranziasciopero.it

SCUOLA BOLOGNA. VIRGILIO: 10 PRECARIE STABILI IN PIÙ ALL'ANNO
RDB RIGETTA: ELEMOSINA- IL 5/12 SCIOPERANO ANCHE COCOCO PROVINCIA

(DIRE) Bologna, 21 nov. - Il Comune di Bologna assumera' 10 insegnanti di sostegno l'anno nell'organico dei servizi educativi scolastici a fronte della presenza di bambini disabili. E' questa la proposta fatta ai sindacati, dall'assessore comunale alla Scuola, Milli Virgilio, per rispondere almeno in parte all'esigenza di stabilizzazione del personale precario della scuola in capo al Comune. L'operazione va dunque incontro "ad una maggiore qualificazione del servizio, consentendo da lato una maggior stabilita' e continuita' delle figure a sostegno delle situazioni di handicap e dall'altro di poter promuovere con iniziative formative una maggiore qualificazione professionale del personale", spiega, in una nota, Virgilio. La mossa dell'assessore, non piace pero' alle Rdb del Comune, che, in una nota, chiariscono di non aver "ricevuto nessuna comunicazione o convocazione in merito". Chiedono dunque alla Virgilio di chiarire pubblicamente "con quali sindacati si e' eventualmente incontrata, dove e quando e in base a quali norme di diritto sindacale". Il sindacato di base, ritiene comunque la proposta "una mancia offensiva: 10 posti a fronte di 112 sono un'elemosina", rilancia "le richieste di assunzioni sui 55 posti vacanti part-time e la graduatoria permanente" e conferma lo "sciopero del 5 dicembre". Il 5 dicembre sciopereranno anche i lavoratori della Provincia di Bologna. A Palazzo Malvezzi, oltre alla mancata assunzione dei lavoratori precari, il dimezzamento del fondo per il salario di produttivita', il blocco delle progressioni verticali e l'aumento dei carichi di lavoro, si e' verificata anche la mancata assunzione di otto lavoratrici provenienti dalle Asp Giovanni XXIII e Rodriguez. Sempre il 5 dicembre sciopereranno i lavoratori di Altercoop, che rivendicano un lavoro garantito e una parita' di trattamento con i dipendenti comunali.


21 novembre 2008 - Ansa

BOLOGNA: SCIOPERANTI IN CONSIGLIO; COFFERATI, FUORI DI QUI

(ANSA) - BOLOGNA, 21 NOV - Aula del Consiglio comunale 'sotto assediò per più di un'ora nella mattina a Bologna. Mentre era in corso la commissione sulle ordinanze di chiusura di alcuni locali del Pratello, con l'audizione del sindaco Cofferati, i manifestanti di Atc, oggi in sciopero contro la fusione tra l'azienda e l'Aftc di Ferrara e per il rinnovo del contratto, sono saliti in massa verso l'aula dell'assemblea comunale con bandiere e fischietti e gridando slogan. A nulla è servito il tentativo degli uscieri di chiudere le porte, perchè la 'mareà è entrata in aula interrompendo la discussione, proprio mentre Cofferati stava iniziando la sua replica finale. Uno dei manifestanti è anche corso con uno striscione fin sotto il sindaco che ha risposto, ricordando: «Avete chiesto un incontro, se lo volete lo fate nei luoghi deputati». E alle urla dei lavoratori ha replicato più volte, alzando la voce: «Dovete rispettare i luoghi, fuori di qui». Dopo qualche minuto è ritornata la calma, ma, prima di riprendere il suo discorso, Cofferati ha voluto ammonire i consiglieri: «La difesa di questo luogo non è solo del sindaco, ma è di tutti». Insomma, per il primo cittadino, «questi lavoratori hanno chiesto un incontro sindacale che è stato concesso e questa invasione è un atto grave», scatenando applausi dai banchi del Pd e di alcuni esponenti Pdl e la dura reazione dell'Altrasinistra. La protesta è poi continuata in anticamera di Consiglio, costringendo gli uscieri a tenere la porta chiusa e il pubblico e i giornalisti ad uscire dal passaggio normalmente riservato ai consiglieri comunali. Il sindaco, a commissione conclusa, ha incontrato i rappresentanti delle sette sigle sindacali coinvolte nella vertenza, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Cgil, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl e Rdb-Cub.

LAVORO:RIETI;SIT-IN LSU DAVANTI PREFETTURA,APPELLO AGLI ENTI

(ANSA) - RIETI, 21 NOV - Il prefetto di Rieti, Silvana Riccio, ha ricevuto oggi in seguito ad un sit-in organizzato dai lavoratori socialmente utili del Reatino davanti al Palazzo del Governo, una delegazione di sindaci del Reatino, alcuni consiglieri regionali, lavoratori e il rappresentante sindacale Maurizio Pica della Rdb, che ha consegnato un documento nel quale si chiedono impegni circa la stabilizzazione degli lsu reatini oltre a disposizioni sul loro prepensionamento e sul riconoscimento di contributi previdenziali. Consegnate anche le firme di solidarietà dei cittadini, oltre 2500, raccolte in questa settimana di mobilitazione. Tra le tante proteste in atto quelle provenienti da una delle aree più depresse del Reatino, il Cicolano. I sindaci di Concerviano, Pierluigi Buzzi, Petrella Salto, Marcello Bellizzi, Borgorose, Michele Nicolai, e Pescorocchiano, Marino Gregori hanno sottolineato «l'urgenza di mantenere la gente nei territori», ricordando che «qualora non stabilizzati, nel Cicolano andranno via 180 famiglie». Il Prefetto ha raccolto la proposta e si è detto disposto a partecipare al tavolo con i Comuni, la Provincia e la Regione Lazio.

ALITALIA: MATTEOLI DIFFERISCE SCIOPERO 25 MARTEDÌ AEREI REGOLARI

(ANSA) - ROMA, 21 NOV - Il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero nel settore aereo indetto per il 25 novembre prossimo dei lavoratori dell' Alitalia, Air One, Meridiana e Eurofly. Lo rende noto il ministero. "Il provvedimento si è reso necessario e urgente - informa la nota - allo scopo di evitare un pregiudizio grave e irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito". Ecco l'elenco degli scioperi differiti, proclamati dalle organizzazioni sindacali Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub Trasporti, Apm: sciopero dei piloti Meridiana, durata 24 ore; sciopero dei piloti della Società Eurofly, di 4 ore (dalle 12.00 alle 16.00); sciopero dei lavoratori del gruppo Alitalia, durata 24 ore; sciopero dei lavoratori amministrativi e informatici Alitalia e Alitalia Servizi durata 24 ore; sciopero dei lavoratori del Call Center di Alitalia Servizi del giorno 25 novembre 2008, 24 ore; sciopero dei lavoratori di Alitalia Airport, 24 ore; sciopero dei piloti di Air One, durata 24 ore; sciopero dei piloti di Meridiana, durata di 24 ore.

OCCUPAZIONE: FLAICA CUB, DOMANI SCIOPERO LAVORATORI IKEA

(ANSA) - ROMA, 21 NOV - Uno sciopero dei lavoratori Ikea di Roma Anagnina è stato annunciato per domani, dalle ore 11 alle 15, dal sindacato Flaica-Cub Roma. «I lavoratori scioperano - informa una nota - perchè l'azienda, contrariamente ai principi etici diffusi sulle pubblicità, sta applicando invece esempi di sfruttamento del lavoro senza pari nel panorama, anche esacerbato, delle altre multinazionali di vendita al minuto». I dipendenti saranno in divisa con slogan 'ispiratì dalle pubblicità di Ikea: «Ikea, lavoratori italiani, mobili svedesi, stipendi cinesi» e anche «Ikea: fissati per gli stipendi bassi» è previsto anche uno spettacolo teatrale con musica e animazioni. La Flaica Cub, che ha una ottantina di iscritti sui 450 dipendenti dello stabilimento, aveva già organizzato uno sciopero un anno fa. «In Italia gli stipendi dei dipendenti sono all'ultimo posto in Europa perchè il 70% dei lavoratori rimangono part-time a 16 o 20 ore e prendono al massimo 500 euro. Ora con la crisi vogliono ridurre il personale. Basta un'allergia alla polvere - ha denunciato oggi un lavoratore - probabilissima con questi tappeti che arrivano dalla Cina e ti mettono in sospensione non retribuita, peggio del licenziamento perchè non accedi neanche ai sussidi di disoccupazione».

ALITALIA: OK ENAC A DECOLLO, COLANINNO VEDE SPINETTA
MARTEDÌ SI VOLA, STOP DIFFERITO; INCHIESTA GARANTE SCIOPERI
di Stefania De Francesco

(ANSA) - ROMA, 21 NOV - È tutto pronto all'Enac per il decollo della Nuova Alitalia targata Cai, il primo dicembre mentre si intensificano i contatti in vista della scelta del partner. Oggi il numero uno della Compagnia Aerea Italiana, Roberto Colaninno, ha incontrato a Milano il numero uno di Air France-Klm, Jean-Ciryll Spinetta. Per ottenere i certificati necessari per far volare gli aerei, Cai deve dare alcune garanzie e assicurare che è tutto pronto per quella data. Per controllare la fase di transizione fra i due vettori è stato costituito un comitato di monitoraggio e vigilanza (con rappresentanti di Enac, Alitalia e Cai). E mentre oggi la Commissione di garanzia sugli scioperi ha aperto il procedimento per accertare le cause degli improvvisi ritardi e delle soppressioni dei voli dei giorni scorsi - informando sindacati e Alitalia - che il 'fronte del nò all'operazione Cai (Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl) attribuisce all'azienda, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, ha differito lo sciopero di martedì prossimo, 25 novembre, indetto dalle cinque sigle autonome e da Cub e Apm in Alitalia, Air One, Meridiana ed Eurofly. Si è appreso, intanto, che l'effettivo contante che Cai verserà a Fantozzi, sarà di 375 milioni di euro rispetto ai 427 indicati ieri. I 52 milioni di scarto - spiegano fonti vicino alla cordata di imprenditori della Compagnia aerea italiana - sono l'equivalente del valore delle miglia accumulate dai clienti Alitalia con il programma di fidelizzazione «Millemiglia» che Cai si è assunta l'onere di soddisfare. È, intanto, attesa per lunedì prossimo la firma di Alitalia e sindacati al ministero del Welfare per l'avvio della procedura per la messa in cassa integrazione straordinaria di tutti i dipendenti della compagnia aerea. Passaggio che consentirà al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, di inviare le lettere per la messa in mobilità e licenziamento collettivo a tutti i dipendenti e a Cai di spedire quelle per l'assunzione dei 12.639 dipendenti della Nuova Alitalia. Per l'assunzione, però, è necessario che i lavoratori abbiano fatto almeno un giorno di cigs a rotazione e secondo stime sembra occorrano tre settimane. Il che farebbe slittare il decollo dell'operazione Cai. Peraltro, Cai ha vincolato il completamento dell'operazione al nulla osta da parte dell'Antitrust, alla esclusione da parte della Ue di impegni o misure diversi o incompatibili con il piano industriale e con l'offerta e alla valutazione positiva del 'monitoring trustee (l'osservatore esterno nominato dal governo italiano con il consenso della Commissione europea) che gli asset di Alitalia sono venduti a prezzi di mercato. In questo caso, il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, ha assicurato oggi che «non ci sarà alcun intervento della Ue». Per quanto riguarda, invece, i contatti Colaninno-Spinetta (definiti non risolutivi da fonti finanziarie) sarebbero serviti per proseguire nelle discussioni, senza tuttavia avere un carattere definitivo. L'incontro si è inserito in una giornata di lavori che ha visto impegnati a Milano gli uomini della compagnia francese e quelli della società impegnata nell'acquisto di Alitalia. Tornando all'Enac, il presidente Vito Riggio - dopo aver incontrato oggi l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli e Fantozzi - ha spiegato ai giornalisti che Cai deve assicurare risorse sufficienti per far fronte agli impegni per almeno tre mesi al netto delle entrate. Occorre quindi una delibera che impegni i soci di Cai a versare il capitale. E questo sarà fra gli altri punti all'ordine del giorno del cda che dovrebbe essere convocato martedì prossimo a Roma. Fra le garanzie richieste da Enac (che manterrà aperti i propri uffici anche il 29 e 30 novembre) e su cui vigilerà il comitato, ci sono l'assunzione da parte di Cai dei responsabili dell'organizzazione e delle strutture tecniche, il passaggio dei lavoratori con il licenziamento da Alitalia entro il 30 novembre e l'assunzione da Cai il primo dicembre, l'indicazione degli aerei di proprietà. «È la più importante operazione fatta nel settore, un fallimento senza fermare le macchine» ha rilevato Riggio mentre il direttore generale dell'Enac, Silvano Manera, ha sottolineato che «tutto è stato fatto per dare continuità al servizio pubblico».


21 novembre 2008 - Adnkronos

BOLOGNA: COFFERATI, LAVORATORI ATC AVRANNO TUTTE INFORMAZIONI
CON FUSIONE STESSE CONDIZIONI SALARIALI E NORMATIVE DI ADESSO

Bologna, 21 nov. - (Adnkronos) - «L'Acft di Ferrara sarà incorporata in Atc, quindi non c'è problema. Per i lavoratori ci saranno le stesse condizioni salariali e normative di asesso». È quanto assicura il sindaco di Bologna Sergio Cofferati al termine dell'incontro (durato circa un'ora) avuto oggi con la delegazione delle 7 sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Rdb-Cub, Fisa -Cisal, Ugl, Sdl) che insieme ai lavoratori hanno manifestato a Palazzo D'Accursio contro la fusione tra Atc e Acft e per il rinnovo del contratto. «Quanto all'occupazione complessiva - aggiunge Cofferati - sarà il prodotto della fusione e se si dovessero verificare sovrapposizioni o necessità di semplificazione queste saranno risolte con gli strumenti ordinari. Ad ogni modo il numero delle persone coinvolte sarà molto basso». Rispetto alla richiesta di informazioni avanzata dai lavoratori che hanno protestato più volte, anche con blitz in aula di consiglio, lamentando di essere stati lasciati senza chiarimenti sul proprio futuro e sull'intera operazione, Cofferati sostiene «ho colmato un vuoto di informazione. Avevano informazioni non corrispondenti nè alle nostre intenzioni nè ai vincoli di legge entro cui lavoriamo per costruire un'azienda più grande», promettendo «avranno i documenti che chiedono». Per parte loro, i sindacati dei lavoratori attendono ora le carte e di essere convocati dall'assessorato comunale competente e dall'Atc, per discutere rispettivamente, della fusione e del nuovo contratto.

AEROPORTI: BOLOGNA, SCIOPERO AL 'MARCONI' MARTEDÌ

Bologna, 21 nov. - (Adnkronos) - Sciopero locale di 24 ore martedì proclamato da da Rdb-Cub per i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service dell'aeroporto 'Guglielmo Marconì di Bologna, in concomitanza con lo sciopero nazionale di piloti ed assistenti di volo di alcune compagnie aeree. Ne dà notizia lo scalo bolognese, chiarendo che i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell'Aeroporto, all'indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Per ulteriori informazioni sugli scioperi è possibile consultare il sito della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero, all'indirizzo www.commissionegaranziasciopero.it.


21 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore/Radiocor

Alitalia: Matteoli differisce sciopero settore aereo del 25 novembre
Indetto da Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub e Apm

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 21 nov - Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero nel settore del trasporto aereo indetto per martedi' 25 novembre dalle organizzazioni sindacali Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub Trasporti e Apm. Lo sciopero riguarda i lavoratori di Alitalia, AirOne, Meridiana e Eurofly.


21 novembre 2008 - Agi

TRASPORTO AEREO: MATTEOLI DIFFERISCE SCIOPERI 25/11

(AGI) - Roma, 21 nov. - Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli,ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero nel settore aereo indetto per il 25 novembre prossimo dalle organizzazioni sindacali Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub trasporti e Apm che rappresentano i lavoratori dell'Alitalia, di Air One, di Meridiana e di Eurofly. In particolare vengono differiti: lo sciopero dei piloti Meridiana della durata di 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato dall'Anpac; quello dei piloti Eurofly della durata di 4 ore dalle 12 alle 16 proclamato dall'Anpac quello dei lavoratori del Gruppo Alitalia della durata di 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Cub trasporti; quello dei lavoratori del settore amministrativo Alitalia e Alitalia Servizi della durata di 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Cub trasporti; quello dei lavoratori del settore informatico di Alitalia e Alitalia Servizi della durata di 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Cub trasporti; quello dei lavoratori del Call Center di Alitalia Servizi della durata 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Cub trasporti; quello dei lavoratori di Alitalia Airport della durata 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Cub trasporti; l'adesione a quello dei lavoratori del Gruppo Alitalia della durata di 24 ore indetto dal Cub trasporti, formulata da Anpac, Up, Avia, Anpav e SDL; quello dei piloti Air One della durata di 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Up; l'adesione a quello dei piloti Meridiana del della durata di 24 ore indetto da Anpac formulata da Up; l'adesione a quello dei piloti Meridiana della durata di 24 ore indetto da Anpac formulata da Apm. "Il provvedimento", spiega una nota, "si e' reso necessario ed urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito".


21 novembre 2008 - Teleborsa

Alitalia: Matteoli, differisce sciopero del 25 novembre

(Teleborsa) - Roma, 21 nov - Con propria ordinanza, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero nel settore aereo indetto per il 25 novembre prossimo dalle organizzazioni sindacali ANPAC, UP, AVIA, ANPAV, SDL, CUB TRASPORTI E APM che rappresentano i lavoratori dell'Alitalia, di Air One, di Meridiana e di Eurofly. "Il provvedimento si è reso necessario e urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave e irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito", si legge in una nota del Ministero dei Trasporti.


21 novembre 2008 - Apcom

Lazio/ Roma, sabato scioperano lavoratori Ikea a Anagnina
Protesta dei lavoratori del sindacato Flaica-CUB

Roma, 21 nov. (Apcom)- Il sindacato Flaica-Cub ha proclamato per domani uno sciopero dei lavoratori Ikea nell'unità produttiva di Roma Anagnina, dalle ore 11 alle 15. "I lavoratori scioperano - si legge in un comunicato - perchè l'azienda, al contrario dei principi etici diffusi sulle pubblicità, sta applicando invece esempi di sfruttamento del lavoro senza pari nel panorama, anche esacerbato, delle altre multinazionali di vendita al minuto ad esempio: lavoratori messi in sospensione e non retribuiti dal medico aziendale nonostante l'attestazione di idoneita' dei medici asl; lettere di contestazione disciplinare nei confronti dei dipendenti usando futili e pretestuosi motivi come un solo minuto di ritardo". La manifestazione che si terrà davanti all'unità produttiva.


21 novembre 2008 - Asca

ALITALIA: MATTEOLI DIFFERISCE SCIOPERO AUTONOMI DI MARTEDI 25

(ASCA) - Roma, 21 nov - Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero nel settore aereo indetto per il 25 novembre prossimo dalle organizzazioni sindacali ANPAC, UP, AVIA, ANPAV, SDL, CUB TRASPORTI E APM che rappresentano i lavoratori dell'Alitalia, di Air One, di Meridiana e di Eurofly. Lo rende noto un comunicato del Ministero spiegando che ''il provvedimento si e' reso necessario ed urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito''.


21 novembre 2008 - Reuters

Alitalia, Matteoli ordina differimento sciopero del 25 novembre

ROMA, 21 novembre (Reuters) - Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha ordinato oggi il differimento ad altra data dello sciopero indetto per il prossimo 25 novembre dei lavoratori di Alitalia , Air One, Meridiana ed Eurofly. Lo ha riferito il ministero dei Trasporti in una nota. Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub Trasporti e Apm avevano respinto ieri l'invito delle compagnie aeree a rinviare la protesta confermando lo sciopero per il prossimo 25 novembre. "Il provvedimento si è reso necessario e urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave e irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito", si legge nella nota del ministero. Al centro della protesta -- secondo un comunicato diffuso ieri dalle organizzazioni sindacali -- vi sono l'impianto contrattuale ed economico sottoscritto dai sindacati confederali e Cai, gli esuberi prodotti e l'incertezza circa il futuro dei lavoratori Atitech, Ams e Cargo e dei dipendenti del Gruppo Airone.

Alitalia, garante apre indagine su "sciopero bianco"

ROMA (Reuters) - Il Garante sullo sciopero nel servizio pubblico ha annunciato oggi di aver aperto un'indagine per accertare le cause dei ritardi e della cancellazione di centinaia di voli di Alitalia, dopo che nei giorni scorsi aveva detto che la rigidità con cui una parte del personale di bordo sta applicando il contratto e le regole sulla sicurezza viola la legge sullo sciopero. Lo rende un comunicato della Commissione di garanzia sullo sciopero. "Il presidente Antonio Martone comunica che, in data odierna, ha trasmesso alle organizzazioni sindacali e di categoria e all'Alitalia il provvedimento di apertura del procedimento di valutazione per accertare quali siano state le cause degli improvvisi ritardi e delle soppressioni dei voli, non tempestivamente preannunciate, che hanno determinato una gravissima violazione del diritto alla libertà di circolazione garantito dalla Costituzione", dice il comunicato. Per il garante, "l'iniziativa della effettuazione di controlli sugli aeromobili in forma esasperata e, comunque, diversa dalla prassi sempre seguita all'interno dell'azienda... (ha) assunto carattere collettivo e sindacale, anche in considerazione dell'iniziativa assunta da alcuni dirigenti sindacali". Martone ha bacchettato anche Alitalia, a cui ha contestato "la mancata tempestiva risposta alle richieste di dettagliate notizie, reiteratamente formulate, dalla Commissione". "Per anni le regole sono state applicate in un certo modo, e ora, dall'oggi al domani, vengono applicate con una rigidità diversa", aveva detto Martone il 13 novembre scorso, definendo l'iniziativa di piloti e assistenti di volo contrari all'accordo con Cai - che rileverà Alitalia dal primo dicembre - uno "sciopero pignolo". Nella stessa giornata, poi, la commissione aveva aperto un'indagine a carico del leader dei Cub Trasporti, Fabio Frati, per lo sciopero "spontaneo" scattato lo scorso 10 novembre a Fiumicino, Linate e Malpensa. Da quasi due settimane, ormai, Alitalia è alle prese con ritardi e cancellazioni di volo, che secondo la compagnia area sono dovuti alle agitazioni dei dipendenti. I sindacati anti-Cai - che hanno proclamato uno sciopero per il 25 novembre - hanno respinto però le accuse, dicendo che la compagnia non mette a disposizione pezzi di ricambio e cerca di risparmiare sui costi. E la settimana scorsa il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha deciso l'annullamento preventivo di decine di voli al giorno anche per evitare ulteriori disagi.


21 novembre 2008 - Romagna Oggi

Bologna: sciopero dipedenti Atc, ''adesione oltre il 98%''

BOLOGNA - Sono oltre 800 i dipendenti dell'Atc di Bologna che hanno sfilato venerdì lungo via Indipendenza in direzione di piazza Nettuno in occasione dello sciopero convocato dalle sette sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Faisal Cisal, Rdb) per il mancato rinnovo del contratto aziendale scaduto alla fine del 2007. "Siamo pronto ad ogni lotta, il contratto non si tocca", citava uno degli slogan scanditi dai manifestanti. Secondo il segretario della Filt-Cgil Maurizio Lunghi l'adesione ha superato il 98%. Poi ha minacciato: "se l'azienda non ci convoca faremo altre iniziative in corrispondenza del Motor Show". "Il problema - ha aggiunto Giuseppe D'Ambrosio segretario di Sdl - non è solo il contratto aziendale, ma c'è anche la minaccia da parte del presidente Sutti di portarci via dal prossimo anno i 560 euro previsti dall'accordo del 2004".

Bologna: disagi in vista all'aeroporto 'Marconi'

BOLOGNA - Disagi in vista all'aeroporto ‘Marconi'. Martedì 25 novembre RdB-Cub per i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service ha proclamato uno sciopero di 24 ore. La direzione dell'Aeroporto ha reso noto che cercherà di ridurre al minimo i disagi per lo sciopero che cadrà "in concomitanza con quello nazionale di piloti ed assistenti di volo di alcune compagnie aeree".
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21 novembre 2008 - Repubblica.it

TRASPORTO AEREO: MATTEOLI DIFFERISCE SCIOPERI 25/11

Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli,ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero nel settore aereo indetto per il 25 novembre prossimo dalle organizzazioni sindacali Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub trasporti e Apm che rappresentano i lavoratori dell'Alitalia, di Air One, di Meridiana e di Eurofly. In particolare vengono differiti: lo sciopero dei piloti Meridiana della durata di 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato dall'Anpac; quello dei piloti Eurofly della durata di 4 ore dalle 12 alle 16 proclamato dall'Anpac quello dei lavoratori del Gruppo Alitalia della durata di 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Cub trasporti; quello dei lavoratori del settore amministrativo Alitalia e Alitalia Servizi della durata di 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Cub trasporti; quello dei lavoratori del settore informatico di Alitalia e Alitalia Servizi della durata di 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Cub trasporti; quello dei lavoratori del Call Center di Alitalia Servizi della durata 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Cub trasporti; quello dei lavoratori di Alitalia Airport della durata 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Cub trasporti; l'adesione a quello dei lavoratori del Gruppo Alitalia della durata di 24 ore indetto dal Cub trasporti, formulata da Anpac, Up, Avia, Anpav e SDL; quello dei piloti Air One della durata di 24 ore dalle 00.01 alle 23.59 proclamato da Up; l'adesione a quello dei piloti Meridiana del della durata di 24 ore indetto da Anpac formulata da Up; l'adesione a quello dei piloti Meridiana della durata di 24 ore indetto da Anpac formulata da Apm. "Il provvedimento", spiega una nota, "si e' reso necessario ed urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito".


21 novembre 2008 - Il Giornale.it

Alitalia, Matteoli ordina il rinvio dello sciopero previsto per martedì 25
La Commissione di Garanzia della legge sullo sciopero apre un procedimento di valutazione sullo sciopero bianco. Slitta a lunedì la chiusura della procedura di cassa integrazione per i 17.500 dipendenti

Roma - Indagine su su ritardi e cancellazioni, ora si muove il Garante. La Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero apre un procedimento di valutazione del comportamento delle organizzazioni sindacali e di categoria dell’Alitalia. Il presidente Antonio Martone, infatti, si legge nella nota, "ha trasmesso oggi alle organizzazioni sindacali e di categoria e all’Alitalia il provvedimento di apertura del procedimento di valutazione per accertare quali siano state le cause degli improvvisi ritardi e delle soppressioni dei voli, non tempestivamente preannunciate, che hanno determinato una gravissima violazione del diritto alla libertà di circolazione garantito dalla Costituzione". "Controlli esasperati" Nel provvedimento si sottolinea "come l’iniziativa della effettuazione di controlli sugli aeromobili in forma esasperata e, comunque, diversa dalla prassi sempre seguita all’interno dell’azienda, abbia assunto carattere collettivo e sindacale, anche in considerazione dell’iniziativa assunta da alcuni dirigenti sindacali". Nei confronti dell’Alitalia, si legge ancora, "è stata contestata la mancata tempestiva risposta alle richieste di dettagliate notizie, reiteratamente formulate, dalla Commissione. In occasione del procedimento la Commissione valuterà se le parti abbiano rispettato le singole disposizioni della legge e della regolamentazione del settore". Posticipata chiusura cassaintegrazione Slitta a lunedì la chiusura della procedura di cassa integrazione per i 17.500 dipendenti di Alitalia. L’incontro di oggi tra i tecnici del ministero del Lavoro e le nove sigle sindacali di Alitalia non ha portato alla attesa chiusura dell’iter. I sindacati vogliono prendersi tutto il tempo disponibile e chiudere lunedì 24 novembre termine ultimo per la procedura che può durare 12 giorni. Secondo quanto riferiscono fonti presenti all’incontro, i sindacati vogliono chiarimenti sulle garanzie per la tredicesima e per gli otto mesi di mancato preavviso. Con la chiusura della procedura partiranno le lettere per la cassa integrazione dopo le quali la Cai potrà inviare le lettere di assunzione a chiamata individuale per i 12.639 dipendenti da riassumere. Enac, noi siamo pronti Cai garantisca L’Enac è pronta a gestire la transizione in continuità tra la vecchia e la nuova Alitalia, al momento prevista al primo dicembre, ma chiede alla cai delle garanzie su risorse e operatività. "Per quanto ci riguarda - ha detto il presidente dell’ente, vito riggio dopo un incontro il commissario straordinario di alitalia, augusto fantozzi e l’a.D. Di cai, rocco sabelli - è tutto pronto, le procedure sono state istruite in senso positivo sia per il certificato di volo che per la licenza. Cai deve tuttavia garantire la disponibilità materiale di risorse per fare fronte agli impegni per almeno tre mesi al netto dei ricavi, una struttura organizzativa, l’elenco del personale operativo e degli aerei di proprietà". Per gestire la transizione l’enac ha istituito con alitalia e cai un comitato permanente di monitoraggio. Matteoli differisce lo sciopero del 25 Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha ordinato il differimento ad altra data dello sciopero nel settore aereo indetto per il 25 novembre prossimo dalle organizzazioni sindacali Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub Trasporti E Apm che rappresentano i lavoratori dell’Alitalia, di Air One, di Meridiana e di Eurofly. "Il provvedimento si è reso necessario ed urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito", si legge nella nota del ministero.


21 novembre 2008 - Leggo

Torna in piazza il personale precario della scuola...
di Lorena Loiacono

Torna in piazza il personale precario della scuola, oggi è il turno degli invisibili, in sit-in al Ministero migliaia di lavoratori dimenticati dalla Finanziaria. Uno sciopero di 24 ore ed un presidio sotto le finestre del ministero del Lavoro di via XX Settembre per far sentire la voce di quanti, con contratti esterni o da ex lavoratori socialmente utili, rischiano di sparire dalle scuole a partire dal 1° gennaio. In Finanziaria infatti non è prevista la copertura per questa tipologia di lavoratori. Eppure si tratta di migliaia di persone.
«La nostra regione è quella maggiormente interessata dai lavoratori ex Lsu e co.co.co. impiegati nelle scuole per le pulizie e per le mansioni di segreteria - denuncia Carmela Bonvino, responsabile Rdb per i precari del pubblico impiego - sono circa tremila, su un totale di 18mila in tutta Italia, ma non rientrano nei conteggi della Finanziaria 2009 e si vanno quindi ad aggiungere ai tagli di cui tanto si parla».
Le proroghe per questa tipologia di lavoratori non seguono il calendario scolastico, ma quello solare: da gennaio quindi le scuole rischiano di ritrovarsi "decimato" personale ausiliario. «Il rischio è più che mai concreto - continua la Bonvino - le aziende per i servizi di pulizia hanno già inviato ai sindacati le procedure di mobilità che sfoceranno a breve nel licenziamento».


21 novembre 2008 - Il Messaggero

Rieti. Oltre mille firme raccolte...
di RAFFAELLA DI CLAUDIO

Rieti - Oltre mille firme raccolte a Magliano Sabina e 534 a Fara Sabina. Con un faldone pieno di sottoscrizioni i lavoratori socialmente utili sabini questa mattina presidieranno la prefettura di Rieti insieme agli amministratori degli enti locali, mentre i loro delegati delle Rappresentanze sindacali di base chiederanno l’intervento deciso del prefetto Silvana Riccio sul Governo. Obiettivo: la prosecuzione delle attività lsu e il finanziamento delle assunzioni in deroga alle disposizioni attuali.
Intanto, ieri mattina, i socialmente utili di Fara Sabina hanno ricevuto la visita dell’assessore provinciale Luigi Taddei e del consigliere regionale Mario Perilli. Quest’ultimo si è fatto portavoce dell'assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi. «L’assessore - ha riferito agli lsu, Perilli - mi ha comunicato che entro novembre la giunta regionale delibererà la proroga delle attività socialmente utili fino a giugno 2009. Inoltre, mi ha assicurato che i voucher di integrazione all’assegno di funzione saranno garantiti: c’è solo da aspettare qualche giorno ancora». In compenso, sempre dalla Regione, comunicano che per chiunque fosse ormai stanco di lavorare senza contratto e senza contributi per 500 euro al mese e voglia lasciare il posto da lsu, «l’assegno per la fuoriuscita è stato portato a 30mila euro e non più a 20mila».
Tutte notizie, quelle del consigliere regionale Perilli che, per il momento, rimangono "parole". Gli lsu aspettano quindi che si tramutino in provvedimenti concreti, nero su bianco. Fino a quel momento preferiscono non gioire. Anche perché la loro paura più grande resta quella che qualora questa proroga arrivi, a giugno, una volta scaduta, si ritrovino a vivere la stessa situazione di queste ore. Non li tranquillizza neanche la vicina stabilizzazione degli lsu della Provincia di Rieti.
«Ormai siamo a buon punto - ha detto a Fara Sabina, Luigi Taddei - entro dicembre avvieremo il percorso di stabilizzazione per 100 lsu, mentre 20 hanno richiesto la fuoriuscita. Chiudere la partita in Provincia significa semplificare lo scenario e rendere più semplice intervenire sulle altre situazioni. Se sono qui è perché credo nell’importanza del vostro lavoro e farò di tutto perché si trovi una soluzione». Per gli lsu, radunati attorno a Taddei per ascoltare quanto aveva da dire l’amministratore provinciale, «la paura più grande è che una volta che molti lsu saranno stabilizzati per gli altri il percorso sia molto più difficile». «Se restiamo in pochi - temono - nessuno ci ascolterà più».
Per avere maggiori garanzie chiedono quindi «un impegno amministrativo». Per il momento non sarà convocato un consiglio comunale straordinario come avevano richiesto gli lsu, ma nell’assise già fissata per giovedì prossimo, la loro protesta sarà al primo punto dell’ordine del giorno. Lo scopo dei socialmente utili è che i consiglieri comunali licenzino una relazione nella quale, alla stregua di quanto sta avvenendo a Magliano Sabina, si illustrino le mansioni affidate dagli lsu, riconoscendo il ruolo fondamentale che svolgono nel funzionamento della macchina amministrativa. E tale relazione sia poo spedita alla Regione.

Civitavecchia. L’Etm (Etruria Trasporti e mobilità) querela Zeppa...

Civitavecchia - L’Etm (Etruria Trasporti e mobilità) querela Zeppa per diffamazione a mezzo stampa e danneggiamento dell'immagine aziendale e professionale degli amministratori della spa comunale. «E stavolta - precisa Salvatore Andrea Renda - ogni dirigente presenterà una querela nominativa. Paolo Iarlori ed io con tanto di richiesta di risarcimento danni». Non si fa attendere la risposta di Etm alle accuse di "danno erariale" lanciate contro la municipalizzata dei trasporti dalla consigliera circoscrizionale, Gabriella Rossi, e dal sindacalista della Rdb, Flavio Zeppa. Tutto nasce da una relazione della guardia di finanza che secondo Zeppa «attesta e certifica la mancata idoneità professionale per svolgere il servizio di trasporto pubblico locale». «Di più - sostiene a gran voce il rappresentante della Rdb - perché la Gdf certifica che Etm ha acquisito 5 pullman da adibire a trasporto pubblico locale con finanziamenti regionali poi utilizzati per Ncc».
La Corte dei Conti? Non c'entra niente, replica Zeppa, «qui si parla di un esposto presentato da Gabriella Rossi e da me alla procura di Civitavecchia». «L'undicesimo», sostengono Renda e Iarlori, «no il secondo», ribatte immediatamente Zeppa.
Di sentenza definitiva per ora però neanche l'ombra perché le indagini che la magistratura di via Terme di Traiano ha affidato agli inquirenti sono ancora in corso. «Zeppa ogni tre mesi presenta un esposto - sostiene Renda - e uno ogni tanto lo trasforma in sentenza definitiva e condanna. L'esito delle verifiche effettuate dagli inquirenti su Etm è noto a tutti. Dieci su undici infatti hanno dato esito assolutamente positivo sull'operato dell'azienda e dei suoi amministratori. Tanto da far sostenere alla procura di Civitavecchia che l'operato di Etm dal 2005 al 2007 sia stato regolare e trasparente. Ma l'accanimento contro un'azienda locale fa sorgere troppi dubbi. Dubbi che a questo appunto appurerà la magistratura».(F.Og.)


21 novembre 2008 - Corriere di Bologna

Scontro sulla linea dura dell'Anci
Mazzanti: «Bilancio entro fine anno». E Cofferati: «Tutto da decidere»

Bologna - La richiesta di «disobbedienza civile» fatta dall'Anci, non approvare i bilanci 2009 entro il 31 dicembre se il governo non rivedrà i tagli agli enti locali, divide ancora una volta il fronte dei Quartieri e il sindaco Sergio Cofferati. Ieri mattina, al termine del summit sul bilancio tra l'assessore Paola Bottoni e i Quartieri, il presidente del Navile Claudio Mazzanti ha tirato un sospiro di sollievo. In arrivo, infatti, ci sono oltre 2,4 milioni di euro recuperati con una misura dell'ex governo Prodi, grazie ai quali verranno evitati i tagli che rischiavano di colpire i nidi e le materne. Ma anche se il governo non risponderà alle richieste dell'Anci, ha aggiunto il presidente del Navile, «noi vogliamo chiudere lo stesso il bilancio 2009. I Quartieri sono già d'accordo con la giunta su questo: abbiamo lavorato tanto e non vogliamo sprecare il lavoro fatto. La proposta dell'Anci è tardiva, si sono svegliati in ritardo». Una sconfessione della linea stabilita dall'associazione dei Comuni italiani, da parte della giunta guidata da un sindaco che è il presidente regionale di quella stessa associazione? Tutt'altro, visto che più tardi è lo stesso Cofferati a intervenire per smontare la linea annunciata dal presidente del Navile. «Mazzanti non può parlare della giunta, forse ha già eletto Merola a sindaco», sorride sornione il primo cittadino. La via cofferatiana al bilancio verrà svelata solo lunedì mattina, alla manifestazione contro i tagli del governo convocata a Palazzo D'Accursio. L'indicazione dell'Anci di non approvare i bilanci è subordinata a una fumata nera sulle richieste presentate al governo, ricorda Cofferati, un incontro nel quale l'Anci spera che vengano assicurati i finanziamenti mancanti (in particolare quelli legati all'abolizione dell'Ici sulla prima casa) e una proroga dei termini per l'approvazione delle manovre comunali. «Il problema non è se chiudere il bilancio, ma quando — insiste il primo cittadino — se non viene concesso l'incontro vedremo cosa fare, ma decideremo comunque lunedì». Dal fronte sindacale, intanto, le Rdb chiedono al sindaco di «obbedire all'Anci». L'unica strada possibile contro i tagli del governo è la disobbedienza, dice Massimo Betti delle Rdb, «esattamente come chiede l'Anci: non approvare il bilancio entro il 31 dicembre». La manovra comunale, insiste il leader del sindacato di base, «non può produrre tagli al welfare e non deve attuare politiche contro la precarietà e il carovita».(F.Ro.)


21 novembre 2008 - Il Giorno

Referendum sul futuro del Civile: «Il sindaco ci ascolti»
SANITÀ LA RAPPRESENTANZA SINDACALE DI BASE SI RIVOLGE A VITALI
STASERA DIBATTITO SUL NUOVO PRESIDIO
di Silvia Vignati

Legnano - UNA RICHIESTA di incontro urgente con il sindaco, Lorenzo Vitali, è stata protocollata in Comune mercoledì. È firmata dalle Rappresentanze di base (Rdb) dell’Azienda ospedaliera di Legnano e da Laura Guzzetti, ex centralinista del Civile. Obiettivo della richiesta: concordare modalità e tempi per l’indizione di referendum consultivi da sottoporre ai cittadini che fanno riferimento al Civile. Spiega Germani: «Azienda ospedaliera e Comune dovranno decidere come utilizzare gli stabili che verranno dimessi del "vecchio ospedale", compresa la possibile vendita di parte di essi. Sarà di competenza del Comune di Legnano indicare la destinazione d’uso dell’area di via Candiani, attraverso il Nuovo governo territoriale. Come cittadini e lavoratori, vogliamo porre l´attenzione sulle scelte sanitarie di Legnano e dei Comuni limitrofi indicendo un referendum tra i cittadini, in modo da orientare le decisioni in maniera partecipata e attenta ai reali bisogni». COSÌ IL QUESITO numero uno: «Volete voi che la struttura ospedaliera di via Candiani rimanga una struttura pubblica e utilizzata per servizi e attività sociosanitarie?». Numero due: «Volete voi che all´interno dell’ospedale di via Candiani rimangano strutture sociosanitarie pubbliche, e se ne aprano delle nuove non contemplate nel nuovo ospedale, quali: riabilitazione post-operatoria, lungo degenza, servizi psichiatrici, ambulatori infermieristici, ambulatori polispecialistici, ambulatori per gli esami ematici e radiodiagnostica, un centro per l´Alzheimer, una rsa per gli anziani, un pronto soccorso stomatologico, uffici tecnici e palazzina per gli amministrativi, una facoltà universitaria di Scienze infermieristiche?». Del nuovo ospedale di San Paolo si parlerà oggi alle 21 in Associarma, Largo Medaglie d’Oro: alla presenza del direttore generale dell’Azienda, Carla Dotti, e del sindaco Vitali.

I lavoratori dei servizi funebri contro i cimiteri privatizzati

Milano - "No alla privatizzazione dei cimiteri di Milano e all’esternalizzazione dell’intero settore, con la nascita dell’azienda speciale Misef". E’ quanto chiedono i lavoratori del settore servizi funebri aderenti alle sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil, Csa, Sdl, Rdb e Diccap, che questa mattina si sono riuniti in assemblea presso il cimitero Maggiore e hanno confermato lo sciopero per l’intera giornata di giovedì 27 novembre.


21 novembre 2008 - La Nuova Ferrara

ALL’ACFT Sciopero bus

Ferrara - Oggi scioperano gli addetti dell’Acft che aderiscono a Cub Trasporti. Sono garantiti i servizi per i pendolari (6-9 e 17-20). Lo sciopero è indetto per chiedere chiarezza sulla fuzione tra Acft e Atc.


21 novembre 2008 - La Nuova Venezia

AEROPORTO Sciopero dei Cub

Venezia - Martedì 25 novembre il Marco Polo sarà interessato da uno sciopero di 24 ore - proclamato dai Cub dei Trasporti -, del personale Save e degli handling Sav, Gh e Aviapartner.


21 novembre 2008 - Guida Viaggi

Disagi per scioperi il 25 novembre all'aeroporto Marconi
Un'agitazione locale si aggiunge a quella nazionale di piloti ed assistenti di volo di alcune compagnie

L’Aeroporto di Bologna informa che martedì 25 novembre, a causa di uno sciopero locale di 24 ore proclamato da RdB-CUB per i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service, tra l’altro in concomitanza con lo sciopero nazionale di piloti ed assistenti di volo di alcune compagnie aeree, i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti.
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21 novembre 2008 - EPolis Roma

Casa. Primo incontro tra Comune e movimenti di lotta
Tor Sapienza, Via Sorel le emergenze primarie
«L'assessore Corsini ci ha detto che le Torri dell'Eur verranno adibite a spazi per uffici»
di Marta Rossi

Roma - Più che un tavolo vero e proprio, si è trattato di un «incontro per calendarizzare altri appuntamenti», spiega Andrea Alzetta. ?n «colloquio, dove si è concluso poco, e il Comune ha illustrato quello che intendono fare», spiegano dal Comitato cittadino di Lotta per la casa. «Corsini ci ha illustrato il piano, ci è stata promessa la documentazione per poi avere un altro incontro da qui a un mese». Alemanno non c'era, al suo posto il capo della segreteria, Antonio Lucarelli. «Si è poi parlato di emergenze pregresse - spiega il Comitato obiettivo casa - come via Sorel e Tor Sapienza, per queste due situazioni storiche, siamo stati convocati martedì prossimo in Campidoglio». Si è parlato di sfratti e e pignoramenti: «Loro non ne hanno fatto parola, ma noi lo abbiamo portato come argomento di discussione - prosegue il Coc - Al riguardo non ci sono proposte e i residence non possono essere la panacea di tutti i mali. Se l'incontro di martedì non darà i frutti sperati, siamo pronti a una grande mobilitazione nella città». «Si è trattato di un nuovo passaggio - spiega il Blocco Precario Metropolitano, presente al tavolo con l'Asia Rdb - nel quale abbiamo messo sul piatto l'Erp, le aree e gli investimenti. Oltre alle due emergenze di via Sorel e Tor Sapienza. Corsini - proseguono - entra nel merito delle questioni. Come sui piani di zona, abbiamo chiesto che la cessione di cubature non sia l'ennesimo regalo ai privati». Si è parlato anche delle Torri dell'Eur, «e Corsini ci ha detto che resteranno a uso uffici - prosegue il Bpm -. Abbiamo anche discusso delle densificazioni, per evitare di toccare le aree di riserva. Abbiamo anche chiesto perché il tavolo non diventi deliberativo e l'assessore ci ha detto che si tratta di una soluzione alla quale si può pensare». Si è affrontato anche il discorso delle graduatorie: «Giusto - precisa il Bpm - togliere la casa a chi non ha i requisiti, ma non si può dimenticare chi ha nove punti, anche loro vanno tutelati».


21 novembre 2008 - La Nazione

Corteo antirazzista in centro

Pisa - UN CORTEO antirazzista, promosso da un cartello di sigle e realtà locali, si svolgerà domani alle 16 con partenza da piazza Sant’Antonio e arrivo sotto la Torre. Obiettivo: il ritiro dell’ordine del giorno approvato da Pd e Pdl sulla sicurezza, il rifiuto dell’ordinanza anti-borsoni e dell’uso della Polizia Municipale per l’ordine pubblico. Tra i promotori, associazioni che si occupano di migranti (Africa Insieme, Rebeldia e Newroz), sindacati (Cobas Unione Inquilini, Rdb), studenti medi e universitari, Arcigay, Agorà, Gas, la comunità senegalese, sudamericana, africana, rom e sinti, Pdci, Rifondazione Comunista e Verdi.


21 novembre 2008 - La Sicilia

Vigili del fuoco a Carlino
Il Viminale ha stanziato i fondi: da gennaio il distaccamento si può trasferire
di Carmelo Vella

Canicattì - Via libera al trasferimento del distaccamento dei vigili del fuoco di Canicattì nella nuova sede di contrada Carlino. I pompieri inizieranno il trasloco a breve ed entro il mese di gennaio del 2009 saranno nella nuova struttura. Lo hanno reso noto i sindacati Cgil, Cisl, Rdb e Confsal. L'iter per l'affidamento dei locali da parte del Comune di Canicattì ai vigili del fuoco è stato alquanto movimentato. Era stata necessaria l'autorizzazione del Consiglio comunale per il cambio di destinazione d'uso dei locali di contrada Carlino i quali potranno ospitare la nuova sede dei vigili del fuoco mentre nello stesso tempo il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, che aveva incontrato il sindaco Corbo ed il presidente Lalicata, si era interessato per sollecitare l'intervento del ministero dell'Interno che doveva concedere il finanziamento necessario, di circa 53 mila euro, per adeguare la nuova caserma dei pompieri. Da sottolineare poi come l'Amministrazione comunale di Canicattì aveva fatto eseguire una serie di lavori all'interno della struttura di contrada Carlino per consentire il trasferimento del distaccamento dei pompieri. All'interno della Casa Albergo lo ricordiamo attualmente vi sono gli uffici del comando di polizia municipale e quelli della Protezione civile. Per quanto riguarda i locali di contrada Carlino questi ultimi ospiteranno i vigili del fuoco in maniera temporanea, per permettere nel frattempo i lavori di costruzione della nuova struttura al Foro Boario. I sindacati, infatti, sottolineano come le condizioni dell'attuale distaccamento dei pompieri che si trova al Foro Boario non siano idonee ad accogliere il personale che vi presta servizio giorno e notte. Su questa vicenda il segretario provinciale della Uil Vigili del Fuoco, Nuccio Piazza ha chiesto ufficialmente che venga effettuata una ispezione al distaccamento che possa accertare se vi siano le condizioni igienico - sanitarie idonee a poter far operare i pompieri che lavorano all'interno.


21 novembre 2008 - Tuscia web

Ausl - I sindacati puntano l'attenzione sui lavoratori della sanità
"Il precariato non abita qui"

Viterbo - Il precariato non abita qui. Parola di Sergio Riccardi della Cgil, Mario Malerba della Cisl, Angelo Sambuci di Uil Fpl, Vittorio Ricci di Fials, Mario Cappuccini di Ugl sanità, Aurelio Neri di Rdb sanità e Mauro Filippo Perazzoni di Fsi-Cisas. I sindacalisti stamattina, in conferenza stampa, hanno puntato l'attenzione sulla sanità viterbese e in particolare sul futuro dei lavoratori precari del settore. Un problema che nell'ultimo periodo ha suscitato grande clamore. Il dibattito è stato incentrato sul ruolo dei sindacati, che avrebbero dato la possibilità a oltre 300 lavoratori precari del settore di passare dal tempo determinato a quello indeterminato. "Il clima di discussione sul precariato – dice Angelo Sambuci Uil Fpl - sta creando disagio tra i lavoratori, poiché a essere messa in discussione è la meritocrazia dei ruoli che i dipendenti ricoprono. Le polemiche sono nate in merito alla questione se tutti i precari che sono passati di grado siano effettivamente qualificati per ricoprire gli incarichi a loro assegnati". "Non è escluso che all'interno della Asl ci sia il cosiddetto fenomeno di parentopoli, ma rilevare questa problematica non è di competenza dei sindacati – continua Sambuci -, è la dirigenza che deve controllare l'operato dei suoi dipendenti". La problematica sollevata dovrebbe quindi prescindere da ciò che riguarda la sicurezza dei lavoratori. "I problemi dalla sanità di Viterbo sono gli stessi di tutte le Asl del territorio nazionale – ribadisce Mario Malerba Csl Fp – anzi la Asl viterbese è riuscita a eliminare una buona fetta di precariato, ottenendo anche un risparmio di oltre 300mila euro, grazie al processo di internalizzazione dei dipendenti e di quelle attività peculiari che si occupano dei dati sensibili". Aurelio Neri (Rdb Sanità) ha inoltre osservato che il lavoro per essere stabile, deve avere lavoratori stabili. "Il precariato – spiega il sindacalista - non può esistere in un ospedale. Ogni lavoratore ha il suo valore e il suo ruolo. Anche il semplice ausiliario". L'accordo di stabilizzazione tra Regione e sindacati, terminato nel marzo 2008, ha seguito alla lettera i vari protocolli, dando la possibilità ai dipendenti del settore sanitario di raggiungere la serenità tanto auspicata. E, inoltre, tale accordo è stato rispettato da ambo le parti. "Da questo momento - conclude Aureli - non è il sindacato che deve sorvegliare l'operato dei dipendenti della Asl, ma la dirigenza, e la magistratura laddove sia necessario. Al sindacato spetta il compito di promuovere attività che riducano al minimo il lavoro precario e continuare a garantire il diritto al lavoro del cittadino".


21 novembre 2008 - Bologna 2000

Assessore Virgilio sulla stabilizzazione personale precario servizi educativi

Bologna - Nella fase conclusiva dei percorsi di stabilizzazione dei rapporti di lavoro del personale "precario" dei servizi educativi scolastici, l’Amministrazione comunale fa il punto della situazione. Si tratta di un impegno che ha consentito all’A.C. di coniugare due obiettivi: da un lato qualificare il servizio e dall’altra rispondere all’esigenza dei lavoratori di stabilità del rapporto di lavoro; impegno sancito con un accordo sindacale sottoscritto da RSU CGIL, FP CGIL, CISL FPS, UIL FPL, RSU RDB ad aprile 2007. Ad oggi non sono ancora conclusi i percorsi relativi ai collaboratori e alle maestre della scuola dell’infanzia, sono stati invece già tutti coperti con assunzioni a tempo indeterminato i posti vacanti degli educatori dei nidi d’infanzia. Gli educatori assunti sono stati selezionati attraverso una procedura speciale riservata a tutti gli educatori che avevano almeno 3 anni di anzianità, così come prevedeva la legge finanziaria e la conseguente regolamentazione interna. L’accordo è pertanto pienamente applicato per quello che riguarda gli educatori, non essendoci più posti vacanti. Il Comune di Bologna, tuttavia, al fine di assorbire nella stabilizzazione tutte le possibili posizioni di precariato, tenuto conto anche delle sollecitazioni ricevute dalle OO.SS, ha formulato la seguente proposta alle medesime organizzazioni sindacali. Da un lato si considereranno vacanti anche i posti ricoperti da educatrici che, entro la scadenza dell’anno educativo in corso, od eventualmente alla scadenza prevista dalle norme sovraordinate, abbiamo presentato dimissioni irrevocabili accolte dall’Amministrazione. Dall’altro lato l’A.C. si impegna a coprire con assunzioni a tempo indeterminato una parte delle posizioni di lavoro che tutti gli anni in numero variabile vengono attivate per integrazione dell’organico a fronte della presenza di bambini disabili. Il numero è stato valutato congruo in 10 unità, tenuto conto sia del numero consolidato di assunzioni necessarie sia degli aspetti di flessibilità che contraddistinguono queste posizioni di lavoro. Tale operazione è funzionale ad una maggiore qualificazione del servizio consentendo da lato una maggior stabilità e continuità delle figure di riferimento del personale assegnato a sostegno delle situazioni di handicap e dall’altro di poter promuovere – con apposite iniziative formative - una maggiore qualificazione professionale del personale che stabilmente è assegnato su tale servizio.


21 novembre 2008 - CronacaQui

La protesta dei sindacati chiude il cancello in faccia ai parenti
Saltano le esumazioni programmate al Cimitero Maggiore, è il caos
di Marianna Vazzana

Milano - Si sono presentati ai cancelli del cimitero Maggiore, ieri, i parenti dei defunti da esumare. Ma, giunti sul posto, hanno avuto un’amara sorpresa: operazioni rinviate al 4 dicembre, causa agitazione sindacale. Così, mentre i lavoratori del settore servizi funebri aderenti a Cgil, Cisl, Uil, Casa, Sdl, Rdb e Diccap si riunivano in assemblea, i parenti degli estinti da trasferire nei loculi sono rimasti con un palmo di naso. «L’assemblea - attaccano i sindacalisti presenti - era in programma da tempo, il Comune si sarebbe dovuto preoccupare di avvertire i familiari perché non si creassero disagi». E i fastidi non sono mancati. «Avrebbero potuto avvisarci prima - commenta Corrado Cola, 71enne recatosi al cimitero insieme alla moglie e alla nipote - perché avevano i nostri contatti fin da quando abbiamo pagato il loculo. Ho perso un’intera mattinata, girando per gli uffici in cerca di spiegazioni». La moglie Adriana Gremola, di 73 anni, continua: «Mia nipote ha due bambini piccoli e ha dovuto chiedere un giorno di ferie sapendo che oggi ci sarebbe stata l’esumazione del padre. Ora dovrà assentarsi nuovamente dal lavoro il 4 dicembre». Ieri gli operatori funebri hanno confermato lo sciopero previsto per l’intera giornata del 27 novembre. Incroceranno le braccia per dire «No alla privatizzazione dei cimiteri di Milano e all’esternalizzazione dell’intero settore, con la nascita dell’azienda speciale Misef». I sindacati sostengono che «L’amministrazione deve garantire l’accessibilità dei servizi essenziali, mentre nella documentazione consegnata al tavolo delle trattative sindacali propone l’esatto contrario; alcuni costi, infatti, aumenteranno dal 100 per cento fino ad un massimo del 500 per cento». «Gli uffici - dichiara l’assessore ai Servizi civici Stefano Pillitteri - hanno collocato i cartelli informativi per tempo, secondo la procedura standard. Il disagio è inevitabile in questi casi. Abbiamo potuto garantire una squadra di tre persone, che si è occupata delle operazioni più urgenti. Sui servizi funebri siamo all’osso, addirittura il giorno dei morti ci siamo serviti delle guardie giurate per tenere aperti i cancelli laterali al cimitero Maggiore. Quindi, difendere lo status quo non darà ai cittadini un servizio adeguato. L’obiettivo di Misef è garantirne uno migliore senza aumento di costi».


21 novembre 2008 - Il Tempo

Respinge le accuse Salvatore Renda, ex presidente e attuale direttore amministrativo della società dei trasporti
«Polverone mediatico sull'Etm»
Un altro polverone mediatico. Così Salvatore Andrea Renda, ex presidente di Etm ed attuale direttore amministrativo della municipalizzata, ha definito la polemica che si è sviluppata in questi giorni sui presunti danni erariali provocati dall'azienda durante la sua gestione e contestati da Guardia di Finanza e Corte dei Conti.

Civitavecchia - Renda, in particolare, se la prendere con il sindacalista delle RdB, Flavio Zeppa che lo avrebbe «praticamente preso di mira» presentando presso la Procura della Repubblica «un esposto ogni tre mesi». «La tecnica è veramente geniale - ha dichiarato Renda in conferenza stampa - e tipica di chi non ha molto da fare. Ogni tre mesi, un esposto. Poi quando si attivano i controlli sul suo esposto, si grida allo scandalo ed alla truffa, e quando è tutto verificato come regolare si inizia di nuovo. Siamo arrivati all'undicesimo esposto e ci tengo a ricordare che le dieci verifiche relative alla gestione tra il 2005 ed il 2007 hanno dato esito assolutamente positivo per l'operato dell'azienda e dei suoi amministratori». «Fino a questo momento - ha spiegato ancora - l'unica cosa emersa è la diffamazione verso una quindicina tra i migliori professionisti del comprensorio, che in quel periodo fecero di Etm la prima azienda del Lazio in termini di crescita percentuale. Ha prodotto circa 60 posti di lavoro, ha incrementato i ricavi di oltre il 50% ed il patrimonio aziendale di circa il 150%, con due bilanci in perfetto equilibrio. In tutta risposta - conclude Renda - Zeppa ha presentato undici esposti, facendo passare le verifiche come condanne».


21 novembre 2008 - Corriere della Sera

«Niente esternalizzazione»
«No al business dei defunti» Cimiteri chiusi contro il Comune

Milano - Problemi a non finire per la nascita di Misef, l'azienda speciale che si occuperà dei servizi funerari e cimiteriali del Comune. Sia in aula sia tra i lavoratori dei cimiteri. I sindacati confederali e le sigle di base Csa, Sdl, Rdb e Diccap hanno proclamato per il 27 novembre una giornata di agitazione all'insegna dello slogan «No al business dei defunti» per contrastare la nascita di Misef. I camposanti milanesi potrebbero restare chiusi. Per i rappresentanti dei lavoratori, riuniti ieri in assemblea al Cimitero Maggiore, la nuova società non solo mette a repentaglio il futuro degli addetti, oggi dipendenti comunali, ma comporterebbe un vertiginoso aumento delle tariffe per i cittadini. «Il piano finanziario allegato alla delibera - ha affermato Adriano Sgro, segretario generale della Cisl-Fp - non è realistico. Paradossalmente il Comune fa una privatizzazione non per favorire la concorrenza del mercato e abbassare le tariffe, ma per aumentarle: questa è una operazione di cannibalizzazione sulle pelle dei cittadini». Replica l'assessore ai Servizi civici, Stefano Pillitteri: «Chi parla di business dice scempiaggini, sono cose che non esistono, perché il core business di Misef sarà quello di portare i servizi a maggiore efficienza senza aumentare la tariffa di concessione». Ma anche in aula ci sono molti dubbi, all'interno della stessa maggioranza. Il sindaco Letizia Moratti ritiene il voto sulla delibera fondamentale per il prossimo bilancio.
Con l'azienda il Comune risparmierebbe 4 milioni di euro in un bilancio che deve recuperarne 160. Al punto da lanciare un ultimatum ai suoi: chi non voterà la delibera su Misef si vedrà tagliati i fondi in bilancio. Ma sia Lega, sia nel Pdl ci sono molti dubbi e la maggioranza vorrebbe chiedere uno slittamento almeno di un'altra settimana.(M.Gian.)


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