data
di creazione |
a |
20 novembre 2008 - Apcom Scuola/ Domani sciopero nazionale ex Lsu, a Roma corteoRdb-Cub: Governo eviti loro licenziamento Roma, 20 nov. (Apcom) - Sciopero nazionale domani degli ex lavoratori socialmente utili (Lsu) dipendenti delle ditte appaltatrici ed i co.co.co. del mondo della scuola. Dopo le mobilitazioni della scorsa settimana in decine di città del centro-sud con presidi ed incontri presso le prefetture, venerdì sarà giornata di sciopero nazionale, indetta da RdB-Cub, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale. I lavoratori, impegnati nelle pulizie e nelle segreterie di oltre 400 tra direzioni scolastiche e istituti superiori, protestano perché i ministri Gelmini (Istruzione) e Tremonti (Economia) "non hanno ancora predisposto nella Finanziaria 2009 le risorse economiche necessarie alla continuità dei servizi, incuranti delle drammatiche conseguenze che i tagli dei finanziamenti alle scuole produrranno con il licenziamento di 18.000 tra dipendenti dei consorzi e co.co.co. (tutti ex lsu) e con concrete possibilità di chiusura degli istituti scolastici". La RdB-CUB chiede l'inserimento in Finanziaria delle risorse necessarie per evitare i licenziamenti di questi lavoratori, una vera stabilizzazione attraverso l'internalizzazione dei servizi e l'assunzione diretta di tutti gli ex Lsu. Domani, in diverse città d'Italia, sono previste numerose iniziative di mobilitazione: a Roma dalle ore 10 presidio davanti al Ministero del Lavoro, da cui partirà un corteo fino al Ministero dell'Economia; a Cagliari presidio dalle ore 10 in piazza del Carmine, di fronte alla sede del Rappresentante del Governo; a Palermo dalle ore 10 presidio in Piazza Indipendenza, sotto la sede della Regione Sicilia. Assemblee dei lavoratori si svolgeranno inoltre in tutte regioni. 20 novembre 2008 - Dire COMUNE BOLOGNA. RDB: COFFERATI STIA CON L'ANCI, DISOBBEDISCABETTI: E' L'UNICA STRADA, NON APPROVARE IL BILANCIO DEI TAGLI (DIRE) Bologna, 20 nov. - "Cofferati obbedisca all'Anci". Di fronte all'ipotesi di 'disobbedire' al Governo non approvando il bilancio comunale, il sindacato di base Rdb torna alla carica. La richiesta era partita infatti dal sindacato qualche settimana fa, non appena si erano fatti i primi calcoli sui tagli da fare. "Come gia' avevamo detto nei giorni scorsi l'unica strada possibile per contrastare i tagli al Governo e' la disobbedienza, esattamente come chiede l'Anci: non approvare il bilancio entro il 31 dicembre- scrive in una nota Massimo Betti delle Rdb- Nei giorni scorsi diversi politici hanno etichettato la nostra posizione come irresponsabile. Ora, di fronte alla richiesta dell'Anci nazionale, tacciono". Il bilancio del Comune di Bologna "non puo' produrre tagli al welfare e non deve attuare politiche contro la precarieta' e il caro vita- prosegue la nota- Esattamente cio' che non sta avvenendo. Sono infatti disattesi molti degli impegni presi negli accordi siglati con RdB/Cub in tema di bilancio. La precarieta' non deve esistere nel comune di Bologna". ATC BOLOGNA. DOMANI SCIOPERO DEI BUS E TRE CORTEI (DIRE) Bologna, 20 nov. - Bus fermi per lo sciopero e tre cortei per la citta'. Sono le iniziative che saranno attuate domani dai lavoratori di Atc, che incrociano le braccia. Le motivazioni sono diverse, come elencano in una nota le organizzazioni sindacali (cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl, Sdl e Cub): "rottura del confronto sul rinnovo del contratto integrativo aziendale; minaccia di revocare il Premio di risultato (560 euro pro capite); totale indisponibilita' a riconoscere ogni altro aumento economico o miglioramento lavorativo; scorporo del Reparto Sosta tra poche settimane senza alcuna garanzia per i lavoratori; fusione al buio con l'Azienda di Ferrara (Acft)". In occasione dello sciopero i lavoratori di Atc organizzano anche una manifestazione con tre cortei che partiranno da tre punti diversi della citta' per ricongiungersi poi tutti in via dell'Indipendenza, all'altezza di via dei Mille, e raggiungere dopo piazza del Nettuno dove "una delegazione sara' ricevuta dallo staff del Sindaco Cofferati". LAVORO. CUB:SABATO SCIOPERO E MANIFESTAZIONE A IKEA ANAGNINA (DIRE) Roma, 20 nov. - Sabato si terra' lo sciopero dei lavoratori Ikea nell'unita' produttiva di Roma Anagnina dalle 11 alle 15. Ad annunciarlo e' la Flaica Cub. "I lavoratori- spiega Giancarlo Desiderati- scioperano perche' l'azienda, al contrario dei principi etici diffusi sulle pubblicita', sta applicando invece esempi di sfruttamento del lavoro senza pari nel panorama, anche esacerbato, delle altre multinazionali di vendita al minuto ad esempio: lavoratori messi in sospensione e non retribuiti dal medico aziendale nonostante l'attestazione di idoneita' dei medici Asl, lettere di contestazione disciplinare nei confronti dei dipendenti usando futili e pretestuosi motivi come un solo minuto di ritardo". "Questo avviene- si legge in una nota- in una multinazionale che vende i propri prodotti con prezzi quasi eguali nelle varie nazioni europee mentre in Italia gli stipendi dei dipendenti sono all'ultimo posto in Europa arrivando (dato che al 70% i lavoratori rimangono part-time a 16 o 20 ore) a stipendi quasi cinesi.... malgrado l'azienda vanti profitti come nessun'altra azienda in Europa". La manifestazione che si terra' davanti all'unita' produttiva sara' caratterizzata dalla presenza dei dipendenti tutti in divisa con i sarcastici slogan tratti dalle pubblicita' proprie di Ikea ("Ikea, lavoratori italiani, mobili svedesi, stipendi cinesi") e si terra' uno spettacolo teatrale, musica, animazioni e centro ristoro. 20 novembre 2008 - Ansa SCUOLA: DOMANI SCIOPERO EX LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI (ANSA) - ROMA, 20 NOV - Gli ex Lsu (lavoratori socialmente utili) dipendenti delle ditte appaltatrici e i Co.co.co. della Scuola domani incroceranno le braccia. Lo sciopero nazionale è stata indetta da RdB-Cub, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale. I lavoratori, impegnati nelle pulizie e nelle segreterie di oltre 400 tra Direzioni scolastiche e istituti superiori, protestano «perchè i Ministri Gelmini e Tremonti non hanno ancora predisposto nella Finanziaria 2009 le risorse economiche necessarie alla continuità dei servizi, incuranti delle drammatiche conseguenze che i tagli dei finanziamenti alle scuole produrranno con il licenziamento di 18.000 tra dipendenti dei consorzi e Co.co.co. (tutti ex LSU) e con concrete possibilità di chiusura degli istituti scolastici». In concomitanza con le 24 ore di sciopero sono previste numerose iniziative di mobilitazione. A Roma è in programma, in mattinata, un presidio davanti al Ministero del Lavoro da cui partirà un corteo fino al Ministero dell'Economia. COMUNI: MILANO; SCIOPERO CIMITERI,NO A 'BUSINESS SU DEFUNTI' (ANSA) - MILANO, 20 NOV - I cimiteri di Milano rischiano di restare chiusi per un'intera giornata il 27 novembre prossimo. I sindacati confederali e le sigle di base Csa, Sdl, Rdb e Diccap hanno infatti proclamato per quella data una giornata di agitazione all'insegna dello slogan 'No al business dei defuntì per contrastare la nascita di Misef, l'azienda speciale alla quale il Comune intende conferire i servizi funebri. Per i rappresentanti dei lavoratori, riuniti oggi in assemblea al Cimitero Maggiore, la nuova società, su cui oggi inizia la discussione nell'aula di palazzo Marino, non solo mette a repentaglio il futuro degli addetti, oggi dipendenti comunali, ma comporterebbe un vertiginoso aumento delle tariffe per i cittadini. «Il piano finanziario allegato alla delibera - ha affermato Adriano Sgro, segretario generale della Cisl-Fp di Milano - non è realistico. Paradossalmente il Comune fa una privatizzazione non per favorire la concorrenza del mercato e abbassare le tariffe, ma per aumentarle: questa è una operazione di cannibalizzazione sulle pelle dei cittadini». 20 novembre 2008 - La Provincia di Varese BUSTO ARSIZIO. «Servo, servo di
Berlusconi, servo di m...»... BUSTO ARSIZIO - «Servo, servo di Berlusconi, servo di
m...». A far da contraltare ai fiori bianchi e rossi, al pranzo di gala, ai sorrisi, alle
pacche sulle spalle e alle strette di mano di circostanza, ci sono state anche le
proteste. Che hanno assunto toni accesi in un unico momento: quando il ministro della
Giustizia Angelino Alfano, arrivato in tribunale da via Volturno così da 'dribblare' i
manifestanti che lo attendevano invece in largo Giardino, è entrato a Palazzo e si è
beccato qualche fischio, oltre agli epiteti di cui sopra. In piazza anche i lavoratori del
tribunale bustese, contrari ai continui tagli al personale. 20 novembre 2008 - Il Tempo Trasporto scolastico, assistenti
scioperano un giorno FIUMICINO - L'astensione dal lavoro inizierà giovedì prossimo alle 15.30 e terminerà il giorno seguente alla stessa ora così da permettere alle insegnanti di manifestare ancora una volta davanti alla sede comunale di via Portuense. «Le maestre sostenute dai comitati dei genitori di Fiumicino - hanno fatto sapere dalla Rdb-Cub, sigla sindacale che sostiene le assistenti - si vedono costrette allo sciopero di fronte all'insensibilità della Giunta Canapini che, con la complicità di Cgil Cisl Uil e indifferente alle richieste dei suoi stessi concittadini, ha deciso di privatizzare il servizio sbarazzandosi delle lavoratrici». A detta del sindacato «il bando di gara non lascia infatti nessuna speranza alle dipendenti comunali che dopo tanti anni di precariato vengono messe alla porta senza altra opportunità di lavoro». 20 novembre 2008 - Il Resto del Carlino BUS, OGGI NUOVO SCIOPERO E IL QUINTO DA METÀ SETTEMBRE Bologna - ANCORA DISAGI in vista per gli utenti degli autobus dellAtc: domani, infatti, è in programma uno sciopero, ed e il quinto da meta settembre. A proclamarlo sono le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Cub-Trasporti. Llo sciopero si svolgera dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. 20 novembre 2008 - Metro Sciopero dei mezzi a Bologna Bologna - Domani sciopero del trasporto pubblico, proclamato dai confederali e inoltre da Ugl, Sdl e Cub-trasporti. Per il personale viaggiante di Atc nei settori urbani ed extraurbani, gli orari di astensione sono 8.30- 16.30 e 19.30-fine servizio. Garantite le corse con partenza fino alle 8.15 e fino alle 19.15. E garantiti, inoltre, i servizi "riservati scolastici". 20 novembre 2008 - Il Bari LA PROTESTA Bari - Lo Sportello immigrati RdB-Cub ha organizzato per sabato prossimo, alle 9,30, la manifestazione "We can". Gli immigrati protesteranno contro «lassenza di strutture di seconda accoglienza, la carenza di organico negli uffici della Questura per il rilascio di permessi di soggiorno e la scarsa attenzione del Comune ai problemi dei lavoratori ambulanti». 20 novembre 2008 - Il Messaggero Viterbo. Tre proposte per salvare tutti i 25 posti di lavoro alla Vetralla Servizi... Viterbo - Tre proposte per salvare tutti i 25 posti di
lavoro alla Vetralla Servizi. Sono le carte che i sindacati hanno giocato ieri al tavolo
del sindaco Massimo Marconi, chiamato a valutare qual è lopzione economicamente
meno dispendiosa per il Comune. Una prima svolta positiva nellintricata vicenda
della municipalizzata, dopo lintervento dellassessore regionale alle Politiche
del lavoro, Alessandra Tibaldi, che ha risposto alla richiesta daiuto. «Un incontro
che attendevamo da tempo», hanno commentato Massimiliano Venanzi (Filcams-Cgil), Giorgio
Petroselli (Fisascat-Cisl), Maria Elvira Fatiganti (Uil-Tucs), Lino Rocchi (Rdb) e Paola
Selvaggini (Ugl) dopo la riunione. «Il sindaco - dicono - si è scusato per non averci
convocato prima, ma limportante è essersi confrontati, dimostrando di avere un
obiettivo comune: salvaguardare i livelli occupazioni. Di licenziamenti non abbiamo
parlato». Rieti. «Un allungamento dei
tempi»... Rieti - «Un allungamento dei tempi», insomma, «solo
un po di ritardo rispetto al termine che ci eravamo dati che era metà ottobre»:
gliela incarta così la "novità", il presidente Fabio Melilli ai 124 lavoratori
socialmente utili della Provincia ai quali ancora il 5 agosto, solo per stare
allultima volta, aveva garantito la stabilizzazione in una delle società
dellente entro lanno oppure 30mila euro di "buonuscita". 20 novembre 2008 - Bari live Manifestazione - corteo della
Sinistra cittadina Bari - Si terrà Sabato 22 novembre, ore 9.30, promossa da
diverse realtà politiche e associative, una manifestazione corteo sui temi
dellimmigrazione. Come è noto la Città di Bari è fortemente coinvolta da questa
problematica in quanto sede sia del CPT che del Cara (per i richiedenti asilo), che creano
numerose ricadute sullintera collettività. Assenza di strutture di seconda
accoglienza, carenza di organico negli uffici della Questura di Bari per il rilascio di
permessi di soggiorno, scarsa attenzione dellamministrazione comunale alle
problematiche dei lavoratori ambulanti, sono solo alcuni dei problemi che le associazioni
di volontariato affrontano quotidianamente per aiutare i cittadini migranti residenti in
città. Per questi motivi un ampio fronte di associazioni, forze politiche e comunità
migranti residenti in città ha promosso una manifestazione - corteo per sabato 22
novembre a Bari dalle ore 9.00 , in piazza Umberto. "Ancora più gravi sono i
contenuti del pacchetto sicurezza, che ora è all'esame del Senato" ha dichiarato
Sabino de Razza Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista - " che rappresentano
un atto di vero razzismo istituzionale. Non altrimenti si può definire un disegno di
legge che prevede una tassa di 200 euro per chi chiede il rilascio o il rinnovo del
permesso di soggiorno; l'allungamento del periodo di permanenza nei centri di
identificazione fino a 18 mesi, anche per i bambini ed i minori; l'arresto o la multa fino
a 10.000 euro per chi entra irregolarmente in Italia; anni di carcere per l'immigrato
espulso che venga trovato di nuovo nel nostro paese; esami di conoscenza della lingua
italiana per i nuovi ingressi; il permesso di soggiorno a "punti" per gli
stranieri ". A queste norme, che la sinistra giudica già pesantissime, vanno
aggiunte altre disposizioni quali l'obbligo per le agenzie di denunciare gli immigrati
irregolari che spediscono soldi alle loro famiglie. "Ma neppure questo basta alle
forze più xenofobe di questo governo; la Lega infatti è tornata alla carica con una
serie di emendamenti con cui chiedono, ad esempio, di bloccare per due anni i decreti
flussi e la concessione di nuovi permessi di ingresso, vista la "crisi
economica"; l'obbligo per i senza fissa dimora di dichiarare un domicilio pena il
divieto di accesso ai servizi sociali, sanitari, ecc ; l'obbligo per i medici di
denunciare i pazienti extracomunitari irregolari; il requisito di 10 anni di residenza per
gli immigrati che vogliono partecipare ai bandi per le case popolari; l'arresto fino a 6
mesi e multe fino a 3.000 euro per chi circola con il volto coperto dal velo; prestazioni
sanitarie a pagamento,anche quelle di pronto soccorso, per gli irregolari" - continua
De Razza. "Se a questo aggiungiamo la proposta della Lega Nord, fatta propria dalla
Ministra Gelmini di classi differenziali per i bambini ed i ragazzi che non superano il
test di ammissione nelle scuole, appare chiaro il proposito di questo Governo di
marginalizzare e criminalizzare i migranti, senza distinzione di età o sesso, regolari e
non". 20 novembre 2008 - Agrigento notizie Agrigento, i vvf presto alla zona Asi Agrigento - Dopo un incontro con i sindacati Cgil, Cisl, Rdb e Confsal, il presidente dell'Asi di Agrigento, Stefano Catuara, sta volgendo al termine l'iter burocratico che porterà alla ristrutturazione della sede dei vigili del fuoco nella zona nord della città, con la consegna dei lavori alla ditta appaltatrice. 20 novembre 2008 - Il Giorno Fra cassa integrazione e scioperi
allAlfa torna lo spettro chiusura ARESE TORNA LO SPETTRO della cassa integrazione e tornano gli scioperi, sotto il Biscione dellAlfa Romeo di Arese. Martedì pomeriggio la Fiat, nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali nazionali, ha reso noto il calendario delle chiusure obbligate in tutti gli stabilimenti del Gruppo a causa dellandamento negativo del mercato automobilistico. Ad Arese, dove sono rimasti 750 lavoratori legati a Fiat Auto e Powertrain, impiegati nella progettazione, sperimentazione, parte commerciale e centro stile, la «mente pensante» del Gruppo si fermerà dal 15 dicembre all11 gennaio. Immediata la risposta delle parti sociali, lo Slai Cobas ha annunciato uno sciopero di quattro ore per questa mattina, dalle 6 alle 10, con presidio davanti alla portineria. La cassa integrazione, ovviamente, alimenta nuove preoccupazioni sul futuro dello stabilimento milanese, «a prima vista sembrerebbe la stessa cosa che avviene negli altri stabilimenti ma non è così - spiega Carlo Pariani, della FlmUniti Cub di Arese - con la scusa della crisi generale Fiat sta iniziando lo smantellamento di quel che rimane ad Arese. Infatti alle continue richieste di spiegare i progetti sul futuro dello stabilimento lazienda continua a tacere e questo silenzio non promette nulla di buono». Il sindacato di base chiederà un incontro allAssolombarda per discutere la vicenda della cassa integrazione. «Sarà anche vero che il mercato dellauto è in difficoltà però la crisi del marchio Alfa risente del disimpegno della Fiat - conclude Pariani -. In Italia le produzioni vanno a picco perché le macchine che si vendono, la Panda, la 500, il Doblò, si fanno allestero mentre a noi lasciano le briciole. Infine la Fiat continua a confermare lutile di bilancio scaricando i costi della crisi sui lavoratori. SU TUTTO QUESTO dovrebbe intervenire il Governo se vuole salvaguardare non solo la borsa ma i lavoratori italiani". Dipendenti Fiat, ma non solo. Nellarea industriale ex Alfa Romeo, lautunno sindacale caldo è solo allinizio. Ieri mattina, i 73 dipendenti della Rina srl, una società di servizi che si è insediata nellarea industriale aresina ex Fiat e ha assunto ex operai della carrozzeria, hanno fatto due ore si sciopero con blocco della strada, dalle 8 alle 10, per protestare contro gli annunciati licenziamenti. «A gennaio - quando scade lappalto con lAbp, proprietaria dellarea, la Rina licenzierà i lavoratori - spiega Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale dei Cobas - ancora una volta sono stati "beffati" da accordi che non vengono rispettati. Non possiamo stare zitti di fronte a tutto ciò». 20 novembre 2008 - Cronaca Qui Flaica Cub: "Le
esternalizzazioni provocano il degrado degli automezzi" Milano - Un presidio davanti alla sede dell'Amsa di via Olgettina si ètenuto oggi a Milano. La mobilitazione della FLAICA CUB del Gruppo AMSA ha contestato le esternalizzazioni delle officine che provocano il degrado del parco automezzi. "Il sindacato - hanno detto - è contrario anche alle riorganizzazioni dei servizi, che aumentano i ritmi di lavoro e determinano minori risultati in termini di pulizia, in particolar modo nelle periferie". Altri obiettivi dei lavoratori della FLAICA CUB del Gruppo AMSA, oltre alla lotta al clientelismo, sono la difesa, e lestensione, della raccolta differenziata, e per il miglioramento di efficacia ed efficienza dei servizi per la città di Milano.(GM) 19 novembre 2008 - Dire AEROPORTO BOLOGNA. SCIOPERO RDB MARTEDI', DOMANI PRESIDIO(DIRE) Bologna, 19 nov. - Il sindacato di base prepara lo sciopero di 24 ore proclamato all'Aeroporto di Bologna per martedi' 25 novembre con un presidio che domani si terra' dalle 10 alle 13 nell'atrio partenze. Rdb-Cub mobiliteranno nuovamente i lavoratori delle societa' che operano all'interno dello scalo (Sab, Bas, Marconi Handling, Giacchieri, Koop Service) per protestare contro il mancato riconoscimento della sigla (esclusa dai tavoli di concertazione), ma anche contro il sistema di organizzazione del lavoro "che ha peggiorato le condizioni del personale". Preoccupati anche per le ricadute del piano industriale elaborato dal management del marconi e in aperto contrasto con la linea seguita dai confederali, Rbd-Cub in occasione del presidio distribuira' ai passeggeri dei volantini per informarli della situazione e spiegare che le responsabilita' dei disagi vanno attribuiti "all'incapacita' dell'attuale dirigenza di organizzare le risorse, bilanciare i carichi di lavoro e adeguare le strutture". SCUOLA BOLOGNA. CUB TORNA IN PIAZZA
CONTRO LA LEGGE GELMINI (DIRE) Bologna, 19 nov. - La Cub Scuola chiama a raccolta tutti i lavoratori del mondo dell'istruzione e lancia un nuovo appello per riprendere la mobilitazioni anti-Gelmini. I sindacati di base si ritroveranno dopodomani dalle 17 alle 19 in piazza di Porta Ravegnana, per "informare la cittadinanza di quanto accade nella scuola e della nostra volonta' di non smobilitare". "Faremo sentire a Gelmini che non basta il voto di 162 'portaborse' per piegare la resistenza della scuola", spiega, in una nota, la Cub. Il sindacato chiede con forza "l'abrogazione della legge 169 e dell'articolo 64 della legge 133, l'assunzione di tutti i precari sui posti disponibili, aumenti salariali al passo con l'aumento del costo della vita ed una scuola pubblica gratuita e di qualita' per tutti". Per la Cub e' infatti "necessario rilanciare le lotte dei lavoratori, riportando al centro dell'attenzione la minaccia della perdita del lavoro dei precari ed il disagio di tutti quelli di ruolo". Il piano attualmente in esame chiarisce infatti che "moltissimi saranno i colleghi di ruolo perdenti posto che dovranno accettare ruoli in tutta la provincia, magari spezzettati in tre scuole; inoltre ci vogliono imporre tre anni di corso di inglese obbligatorio e non retribuito". A cio' si aggiunge "l'accordo sul rinnovo contrattuale firmato da Cisl e Uil che prevede poco piu' di 40 euro di aumento a partire dal 2010 e la decurtazione delle buste paga per chi non superera' le valutazioni dei dirigenti, anticipando di fatto la proposta di legge Aprea". 19 novembre 2008 - Omniroma FIUMICINO, RDB-CUB: 27 NOVEMBRE SCIOPERO MAESTRE INFANZIA (OMNIROMA) Roma, 19 nov - «Le insegnanti della scuola d'infanzia del Comune di Fiumicino che prestano assistenza a bordo degli scuolabus sciopereranno 24 ore il prossimo 27 novembre. L'astensione dal lavoro, che inizierà alle 15.30 per concludersi alla stessa ora di venerdì 28, sarà accompagnata da una manifestazione davanti alla sede del Comune. Dopo settimane di mobilitazione le maestre, sostenute della RdB-CUB e dai comitati dei genitori di Fiumicino, si vedono costrette allo sciopero di fronte all'insensibilità della Giunta Canapini che, con la complicità di Cgil Cisl Uil ed indifferente alle richieste dei suoi stessi concittadini, ha deciso di privatizzare il servizio di trasporto scolastico sbarazzandosi delle lavoratrici in esso impegnate». Lo rende noto un comunicato RdB-CUB Pubblico impiego. «Il bando di gara per l'appalto del servizio, pubblicato in questi giorni - si legge - non lascia infatti nessuna speranza alle lavoratrici, che dopo tanti anni di precariato vengono messe alla porta senza nessun'altra opportunità di lavoro. Tanta la rabbia delle maestre, che venerdì scorso si sono recate in corteo sotto la sede del Municipio. Una rabbia aumentata dal ricordo ancora vivo dei discorsi pronunciati in campagna elettorale dall'attuale sindaco Canapini, il quale definiva il funzionamento del servizio scuolabus come 'un fiore all'occhiello dell'amministrazionè. Le lavoratrici si oppongono fortemente a questa operazione di privatizzazione e continueranno nella mobilitazione fino a quando non otterranno risposte certe e dignitose sul loro futuro lavorativo». 19 novembre 2008 - Asca Normanno MESSINA: DIPENDENTI ATM SENZA STIPENDIO, ANCORA FERMI BUS E TRAM(ASCA-NORMANNO) - Messina, 19 nov - Si prospetta un'altra giornata di disagi nel trasporto pubblico di Messina. I dipendenti dell'Atm, senza stipendio da circa tre mesi, sono rimasti ''delusi'' dall'incontro di ieri tra il sindaco e il vice presidente della Regione Siciliana e assessore ai Trasporti, Titti Bufardeci, dove e' emerso che i fondi a disposizione sono appena 2 milioni e mezzo sui 9 che servirebbero per pagare gli stipendi, quindi anche oggi bus e tram fermi. Intanto e' stato approvato in commissione all'Ars un emendamento proposto da Giuseppe Buzzanca, sindaco di Messina e anche deputato regionale del Pdl, che richiede alla Regione 5 milioni di euro. Manca, pero', l'approvazione dell'aula prima che i fondi siano resi disponibili. Dall'incontro con l'assessore Bufardeci e' anche emersa la necessita' di convocare un tavolo regionale, con il prefetto, il Comune ed i sindacati, che ''accompagni'' la Municipalizzata verso la trasformazione in Spa. Ieri, durante la manifestazione di protesta davanti il Municipio, e' rimasto ferito il sindacalista della Cub Franco Urdi'. ''Verso le 11 e 30 - raccontano alcuni colleghi sindacalisti di Urdi' - durante le fasi interlocutorie con i vigili urbani riguardo le modalita' di fare intervenire i lavoratori all'incontro, questi inaspettatamente decidevano di chiudere i cancelli del Municipio per lasciare fuori la massa dei lavoratori ATM; il responsabile della CUB-Trasporti Franco Urdi' rimaneva pressato tra i cancelli, riportando delle ferite che lo costringevano ad un immediato ricovero in ospedale''. 19 novembre 2008 - Il Bologna Provincia. Tensione durante la riunione del Consiglio: i lavoratori contestano la GiuntaPrecari, sì al nuovo piano assunto il 95% in tre anni Draghetti spiega: «Verranno presi entro il 2011, più di questo non potevamo fare» di Francesco Mura
Bologna - La Giunta discute il suo Piano Triennale delle assunzioni, i precari di Palazzo Malvezzi urlano inferociti tutto il loro disappunto e bloccano il Consiglio provinciale, i sindacati si frantumano e tra Cgil e Rifondazione comunista si apre l'ennesima diatriba. Quella vissuta ieri tra striscioni, malumori e spaccature altro non è stata che la cronaca di una giornata già annunciata. Da tempo. Una giornata, per molti versi, da dimenticare. Nei loro cartelli i precari, dopo neanche un'ora di consiglio, raccontano la loro rabbia. "Siamo sempre noi a pagare i vostri errori", scrivono all'indirizzo della Giunta per poi passare allo sbeffeggio con un eloquente "Patto di stabilità? Io non c'ero e non c'entro. Dimettetevi e vergognatevi". Un momento di tensione molto alta seguito da un fitto lancio di volantini colorati, accolto da uno scrosciare di applausi, con la scritta "I precari non sono tutti uguali". Il presidente del Consiglio Maurizio Cevenini, invita tutti alla calma e a fare sparire striscioni e cartelli. Ma il suo invito, chiesto dal regolamento, viene percepito come una provocazione e la risposta è una sonora bordata di fischi seguito dal coro "Assunzioni, assunzioni". La seduta viene bloccata, i precari lasciano l'aula e si riversano nel cortile. Saranno almeno 150. Rumoreggiano, qualcuno urla, qualcun altro impreca. Per molti di questi lavoratori c'è in gioco il loro futuro, la loro famiglia, la loro vita. La tensione non cala. Anzi, tocca un picco altissimo sulla doppia proposta di Rdb da un lato e Cgil-Cisl-Uil dall'altro. L'accordo salta e i sindacati si frantumano. Da un lato le Rdb che chiamano allo sciopero e accusano i confederali di non starci, dall'altra Cgil, Cisl e Uil che si difendono. «Cgil, Cisl e Uil - fa sapere Pasquini, della Fp-Cgil - hanno cercato di mantenere unito il fronte sindacale. Sono le Rdb che hanno ritenuto di indire uno sciopero senza confrontarsi con le altre organizzazioni sindacali». Così, mentre la guerra tra Rdb e confederali continua, la Giunta approva il Piano assunzioni. Alla fine, la presidente Draghetti, appare esausta. «Più di questo - ha spiegato - non si poteva fare». Quello sforamento del patto di stabilità, infatti, pesa come un macigno e frena ogni possibile soluzione che non sia quella presentata ai sindacati e approvata dalla Giunta: realizzazione, nel triennio 2009-2011, di tutte le assunzioni da concorso previste; trasformazione nel 2009 di tutti i contratti di formazione-lavoro in essere; realizzazione di otto delle 10 assunzioni da collocamento previste e realizzazione di quattro ulteriori stabilizzazioni da Finanziaria. «Che significa - puntualizza la Draghetti - realizzare 30 delle 40 assunzioni». Una proposta che lascia fuori qualche lavoratore ma che forse, alla fine, era anche la migliore fra quelle proponibili. I dati Meno dirigenti 19 novembre 2008 - Tempo Stretto È Franco Urdì, responsabile della
Cub Trasporti, Messina - Nella mattinata di ieri si era diffusa la
notizia, passata in secondo piano per il concitato evolversi delle vicende, di un malore
occorso ad uno dei dipendenti in protesta. Più che di un malore,si è trattato di un vero
e proprio ferimento ai danni di un lavoratore Atm giunto, come gran parte dei colleghi, di
fronte ai cancelli di Palazzo Zanca con il corteo partito da via La Farina. Si tratta di
Franco Urdì, responsabile della Cub Trasporti rimasto schiacciato tra i cancelli e
riportando delle ferite che hanno immediatamente reso necessario il suo ricovero in
ospedale. 19 novembre 2008 - Romagna Oggi Bologna: venerdì si fermano gli autobus BOLOGNA - Disagi in vista venerdì a Bologna. Dalle 8.30
alle ore 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio le Organizzazioni Sindacali Filt-Cgil,
Fit-Cisl, Uil-Trasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Cub-Trasporti, hanno proclamato uno
sciopero del trasporto pubblico. In tali orari, precisa una nota di Atc, l'azienda dei
trasporti pubblici bolognese, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed
extraurbano non saranno garantiti. 19 novembre 2008 - Il Gazzettino Torta da spartire tra impiegati e dirigenti ma la pasticceria inverte le porzioni Rovigo - L'idea l'ha avuta Fabio Raule della Rappresentanza di base, gli autonomi insomma, dei sindacati comunali (gli altri non condividevano l'iniziativa). L'effetto, però, è riuscito a metà (oltre all'aver fatto un dolce break a metà mattina). In municipio, infatti, è arrivata una grande torta che doveva essere divisa in due parti, una grande con scritto "dirigenti" e una piccola con la dicitura "dipendenti", a significare che le risorse stanziate per il personale in Comune non sarebbero equamente divise. Quando la torta è stata aperta, però, la sorpresa: le scritte erano state invertite, così la fetta piccola finiva ai dirigenti e quella grande al resto degli impiegati. Morale: vai subito di taglio e mangiare. Trattativa sempre più difficile sul
salario accessorio tra tensioni e vincoli imposti dai decreti del Governo Rovigo - È una partita infinita quella tra giunta e personale sul salario accessorio, ma ieri i dipendenti hanno cercato di sparigliare le carte andando a manifestare in consiglio comunale, come fecero anche a marzo dell'anno scorso. L'effetto ottenuto, però, è difficile da decifrare, perché le due parti sono rimaste sulle rispettive posizioni, ma parallelamente è spuntata una mozione che porta le firme dei capigruppo di maggioranza e che mira a trovare una soluzione che serva a dare delle garanzie ai dipendenti sull'esistenza dei fondi che chiedono, ma che allo stesso tempo li congeli in attesa di capire in quali modi possano essere erogati. Lo scontro è tutto su un punto solo, alla fine: i sindacati chiedono il rispetto di un impegno preso ancora nel 2007 e che prevedeva 140mila euro di premio di poduttività allora e altrettanti quest'anno. Come ha affermato in aula il coordinatore delle Rsu Stefano Malagugini, «in ballo c'è un premio annuo di 1.300 euro lordi, perché in Comune lavorano tutti, ma alla fine le risorse sono per pochi (i dirigenti, ndr). Vengono penalizzati i redditi bassi, non quelli alti, ci sono poche trasparenza ed equità nella divisione dei fondi». L'amministrazione replica che non può più dare soldi "a pioggia" quando da giugno il Governo obbliga a ridurre le spese dell'1 per cento (a partire dal 2004) iniziando proprio dal salario accessorio. «Non si tratta di non volerli dare per scelta politica - ribatte l'assessore al Personale Graziano Azzalin - le norme lo vietano, abbiamo sottoposto a parere legale la proposta del sindacato ed è stata ritenuta illecita. E poiché sono proprio i dirigenti a dover firmare gli atti per dare questi fondi, considerando che la Corte dei conti è già al lavoro in tutta Italia per vigilare, nessuno autorizza procedure contro le norme. E oltre ai decreti Tremonti e Brunetta, c'è una legge in discussione al parlamento, che sta nascendo trasversalmente tra maggioranza e opposizione, perché il premio incentivante sia legato a criteri, non una cifra divisa tra tutti, in base a parametri, miglioramenti dei servizi, risultati raggiunti e così via, come avviene in altri posti di lavoro». Azzalin evidenzia che tale problema assume una dimensione così solo a Rovigo. «Mentre da noi alla fine salario accessorio sarebbe di 1.898 euro lordi, a Verona è di mille euro lordi, a Treviso di 257, a Padova di 1.595, a Venezia 2.068, a Belluno lo prendono solo i dipendenti di certi servizi e lo stesso alla Provincia di Ferrara. Nell'amministrazione provinciale di Rovigo è dal 2001 che non lo prendono e la maggior parte dei Comuni polesani non lo danno tra mancanza di fondi e norme che lo vietano». A tutto ciò i sindacati rispondono a muso duro. Giuseppe Franchi della Cgil, Romano Aio della Uil e Francesco Malin della Cisl ribattono che «siamo totalmente insoddisfatti per le non-risposte. Le iniziative proseguono e si intensificheranno finché non si aprirà una soluzione vera. Se qualcuno dei consiglieri comunali molla sui dipendenti, sarà molto grave». «Si disconosce un impegno firmato in due anni - si allaccia Fabio Raule delle Rdb - è la rottura delle relazioni sindacali, si disconosce il ruolo costruttivo del sindacato. L'amministrazione va avanti da sola con i dirigenti disinteressandosi dei lavoratori». Di sciopero, però, on se ne parla, almeno per ora. Sul tavolo, però, c'è la mozione preparata dalla maggioranza che partendo dal niet dei dirigenti e del direttore generale perché fuori norma, ma volendo rispondere agli accordi sottoscritti prima che il quadro di legge cambiasse, propone alla giunta di inserire, con il bilancio previsionale 2009, una cifra adeguata nel fondo di riserva (che per sua natura è un salvadanaio senza vincoli) da prelevare a favore del personale «in caso siano soddisfatti i presupposti normativi necessari». Una proposta che andrà al vaglio nella prossima seduta consiliare a fine mese. La seduta ha riservato anche momenti di tensione quando il personale che manifestava è stato "richiamato" al lavoro perché andato oltre l'orario autorizzato di assemblea, negando la proroga richiesta. «Ci sono intimidazioni contro i dipendenti - è sbottato il capogruppo di FI Paolo Avezzù - e la giunta fa come Ponzio Pilato verso questi atteggiamenti». Tutto poi si è risolto: la proroga è stata concessa per un'altra ora di assemblea. Al pomeriggio, invece, la seduta è saltata per mancanza del numero legale. C'erano meno di una decina di consiglieri di maggioranza, e una decina di opposizione. Con quest'ultima a insorgere contro il centrosinistra: «È una vergogna: poiché sono divisi sulla fondazione per la cultura, non si presentano in aula». 19 novembre 2008 - Il Resto del Carlino Bologna. E STATA la protesta
dei dipedenti comunali... Bologna - E STATA la protesta dei dipedenti comunali e dei sindacati a tenere banco, ieri, in consiglio comunale. La questione è quella che da un po di tempo sta dando non pochi grattacapi allamministrazione: laumento del fondo salario accessorio dei dipendenti (in sostanza una sorta di premio produttività). Centoquaranta mila euro che lavoratori e sindacati, impugnando gli accordi presi nel 2007 e rinnovati nel 2008, chiedono al Comune. Ma lamministrazione più volte ha ribadito di avere le mani legate: a fronte di una normativa che impone la riduzione della spesa, la manovra rischierebbe di risultare illegittima. E così ieri dipendenti, sindacati, Rsu ed Rdb, hanno prima sfilato in corteo, e poi hanno occupato, con tanto di striscioni, il consiglio. Mentre fuori dallaula le Rdb avevano improvvisato un banchetto con tanto di torta già divisa in fette: quelle più grandi, naturalmente, per i dirigenti. Uniniziativa da cui, comunque, i sindacati hanno preso le distanze («in un momento in cui la contrattazione è ancora aperta, iniziative di questo tipo non servono»). A rendere ancora più teso il clima la notizia che ad alcuni dipendenti comunali sarebbero arrivate telefonate che minacciavano provvedimenti disciplinari per chi, al termine dellorario previsto per lassemblea, non fosse tornato alla scrivania. E su questo ha fatto leva, nelle critiche, anche lopposzione e, in particolare, il capogruppo di Forza Italia ed ex sindaco, Paolo Avezzù: «Ci sono stati atti intimidatori e la giunta ha fatto come Ponzio Pilato». Eppure una soluzione (magari tampone) alla questione del salario accessario, ieri si è intravista. I capigruppo di maggioranza, infatti, hanno preparato una mozione nella quale il consiglio si impegna a «costituire in sede di formazione del bilancio di previsione 2009 il fondo di riserva in misura tale da poter prelevare, in caso in cui siano soddisfatti i presupposti normativi necessari, la somma per incrementare il fondo». Un accantonamento che «rappresenta la garanzia al fine di adempiere gli impegni assunti». Ma la mozione non è stata discussa nel consiglio di ieri, per lopposizione della minoranza che ha fatto appello al regolamento del consiglio comunale facendo, di fatto, slittare la discussione di quella che, forse, sarà la soluzione (almeno provvisoria) alla questione del salario accessorio. Chiusa la questione dei dipendenti comunali, la seduta del consiglio è poi proseguita. Allordine del giorno il punto, forse più succuso, era quello della Fondazione Cultura, su cui, come già scritto in precedenza, gli attriti, nella stessa maggioranza, non sono pochi. Ma il consiglio ha dovuto interrompere la seduta per la mancanza legale del numero dei consiglieri. Un fatto non casuale, secondo il capogruppo del Pdl, Andrea Bimbatti: «Ciò dimostra che anche sulla questione della Fondazione cultura la maggioranza, nonostante il rinforzo Stocco, è spaccata». Bologna. «CHISSÀ perchè... Bologna - «CHISSÀ perchè per la stragrande maggioranza dei dipendenti lamministrazione fa sempre fatica a trovare le risorse. I soldi che chiediamo non portano ad un incremento del salario mensile, ma solo a mantenere una produttività annua di 1300 euro lordi». Stefano Malagugini, coordinatore delle Rsu, ha preso il microfono, ieri, in consiglio, ricordando i motivi della protesta e ribadendo anche la necessità della stabilizzazione dei precari. Ma la risposta dellassessore al Personale, Graziano Azzalin, non ha lasciato soddisfatti i sindacati. «E una non risposta è stato il commento dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil (rappresentati, rispettivamente, da Michele Franchi, Francesco Malin e Romano Aio) Le iniziative che avevamo in atto proseguiranno e verranno incrementate fino a quando la questione non sarà risolta». E in merito alla mozione fantasma, annunciata da Azzalin ma non discussa per lopposizione di alcuni consiglieri di minoranza, i sindacati dicono: «Se qualcuno oggi, tra i consiglieri, ha fatto saltare laccordo allora la nostra diventa una dichiarazione di guerra». Deluse anche la Rdb, rappresentate da Fabio Raule: «Lamministrazione sta disconoscendo nella sostanza gli impegni presi e sta anche disconoscendo un ruolo costruttivo del sindacato. Evidentemente cè la volontà di andare avanti, con i loro dirigenti. Tutta la rimanente parte dei lavoratori non è stata tenuta minimamente in considerazione. Le organizzazione sindacali si stanno organizzando per andare avanti nella protesta». 19 novembre 2008 - Corriere del Veneto Stipendi, i dipendenti del Comune
protestano in consiglio ROVIGO Vivace protesta dei dipendenti comunali
ieri mattina a margine del consiglio comunale. Organizzati sotto le insegne di Cgil, Cisl,
Uil e Rdb-Cub i lavoratori hanno rimarcato la richiesta di un aumento del fondo salario
accessorio di 140mila euro, dando conto all'accordo firmato con l'amministrazione nel
2007. Una richiesta che l'assessore al Personale, Graziano Azzalin, si dice anche pronto a
soddisfare nei limiti degli spazi lasciati aperti dalle proposte del ministro Renato
Brunetta, che il Parlamento discute: «L'ultima parola non spetta a noi o ai sindacati.
Come maggioranza avevamo preparato una mozione in cui ci si impegnava a costruire con il
bilancio 2009 il fondo di riserva per aumentare il salario accessorio 2008». 19 novembre 2008 - Il Messaggero Civitavecchia. «Chiedo formalmente
al sindaco... Civitavecchia - «Chiedo formalmente al sindaco Moscherini
di convocare urgentemente lassemblea dei soci dellEtm per rimuovere
lintero consiglio damministrazione della società di trasporti comunali, per
dare un segno di cambiamento nella gestione della società di trasporti e per evitare che
il danno erariale accertato dalla Guardia di Finanza, sia accresciuto dal proseguimento
dellattività del presente vertice». La vicenda della municipalizzata dei trasporti
approda in Regione, allattenzione del presidente della Commissione Mobilità, Enrico
Luciani. 19 novembre 2008 - City Provincia, precari in rivolta e sciopero Bologna - Clima bollente in Provincia sul piano triennale delle assunzioni, approvato ieri dalla giunta di Beatrice Draghetti. I precari hanno interrotto i lavori del Consiglio provinciale, subito dopo unassemblea dei lavoratori molto partecipata. I sindacati si sono divisi, con le sole Rdb verso lo sciopero del 5 dicembre. 19 novembre 2008 - Il Giorno Un film-documentario sui giovani e il lavoro MILANO VENERDÌ prossimo, al Circolo della Stampa, in corso Venezia 16, alle 10, sarà proiettato il film-documentario "Caro Parlamento" realizzato da Giacomo Faenza. Il tema affrontato è quello dei giovani e del loro rapporto col lavoro, oggi. La pellicola è stata realizzata anche col contributo della Confederazione Unitaria di Base (Cub) e ha ottenuto il finanziamento del ministero per i Beni e le Attività culturali. Il film, che dura 55 minuti, è suddiviso in nove capitoli presentati sottoforma di favole, in realtà sono articoli della nostra Costituzione, che trattano il tema del lavoro. Ogni capitolo del film è seguito da interviste a giovani sono stati sentiti 158 cittadini italiani tra i 20 e i 40 anni che esprimono senza riserve cosa pensano, descrivendo la difficile situazione economica e lavorativa in cui vivono e ragionando su un futuro lavorativo sempre più precario. Nellultimo capitolo, che dà il titolo al film, i protagonisti segnalano i problemi più urgenti da risolvere legati al mondo del lavoro. Alla proiezione ci sarà il regista Giacomo Faenza, il quale ha dichiarato di aver deciso di girare il documentario, dopo aver letto la Costituzione e averla trovata bellissima: «Lavoro garantito, salari che permettono di mantenere una famiglia. Ho pensato di girare lItalia e vedere cosa ne pensano i giovani di parole simili». 18 novembre 2008 - Omniroma FINANZIARIA, RDB-CUB:200 LAVORATORI IN PRESIDIO DAVANTI MINISTERO(OMNIROMA) Roma, 18 nov - «Oltre 200 fra lavoratori di ministeri, parastato e agenzie fiscali stanno manifestando questa mattina a Roma davanti al ministero dell'Economia e Finanze per il presidio cittadino indetto dalla Rdb-Cub P.I ed una delegazione sta incontrando il Capo di Gabinetto del MEF. Il presidio è stato organizzato nell'ambito di un percorso di lotta contro i tagli salariali derivanti dalla legge 133 ed i rinnovi contrattuali in perdita ed intende sostenere la richiesta di intervento, avanzata dalla Rdb-Cub P.I. ai responsabili delle Amministrazioni, per sollecitare un l'inserimento in Finanziaria di un emendamento atto ad annullare gli effetti dei tagli al salario accessorio. A questo scopo l'organizzazione sindacale ha inviato ieri una lettera in cui si propone di 'valutare le possibili iniziative comuni o convergentì. Analoga lettera verrà indirizza ai capigruppo al Senato». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «La Rdb-Cub P.I - prosegue - preannuncia una giornata di mobilitazione nazionale che vedrà un presidio davanti al Senato in concomitanza con la discussione della legge Finanziaria. La giornata sarà preceduta da assemblee cittadine nei luoghi di lavoro ed iniziative di mobilitazione a carattere regionale». 18 novembre 2008 - Dire PROVINCIA BOLOGNA. PRECARI
INTERROMPONO IL CONSIGLIO (DIRE) Bologna, 18 nov. - Clima bollente, in Provincia di Bologna, sul tema del piano triennale delle assunzioni, approvato questa mattina dalla Giunta guidata da Beatrice Draghetti. I precari di Palazzo Malvezzi hanno interrotto i lavori del Consiglio provinciale, subito dopo un'assemblea dei lavoratori dell'ente molto partecipata ma che ha sancito anche una profonda spaccatura del fronte sindacale, nonche' l'apertura di una polemica tra Cgil e Prc. I precari, dopo neanche un'ora di consiglio, hanno esposto diversi cartelli in aula: "Non ci sono scuse", "Sempre noi a pagare i vostri errori", "Alla faccia del centrosinistra", "Patto di stabilita'? Io non c'ero e non c'entro. Dimettetevi e vergognatevi". Nello stesso momento, qualcuno dall'alto fa volare tra i banchi decine di volantini colorati con scritto "I precari non sono tutti uguali", tra gli applausi delle decine di precari all'interno. Il presidente del Consiglio, Maurizio Cevenini, come da regolamento invita ad abbassare i cartelli ma in tutta risposta parte il coro: "Assunzioni, assunzioni". A quel punto Cevenini deve interrompere. Dopo pochi minuti, ottenuto il loro scopo, i precari escono. "Riprendete pure- spiega Antonio Dalmasso, Rsu- ma ricordatevi che noi siamo qui tutti i giorni". Intanto, un gruppo di precari si ferma in sala Giunta per approfittare "simbolicamente" del buffet solitamente apparecchiato per i consiglieri. Poco prima, il nervosismo dei lavoratori era montato gia' nell'assemblea convocata dalle Rsu dopo l'annuncio della rottura delle trattative sindacali. Nel cortile di Palazzo Malvezzi, affollato da almeno 150 persone (si ragiona su come "dare battaglia a questa Giunta- urla qualcuno dal megafono- che si comporta come Confindustria"), la tensione sale sulla doppia proposta di Rdb da un lato e Cgil-Cisl-Uil dall'altro. "I lavoratori chiedevano di votare una mozione in cui la Rsu aderisce allo sciopero gia' indetto da Rdb per il 5 dicembre", racconta in seguito Dalmasso (che del sindacato di base fa parte). I sindacati confederali, invece, hanno proposto un altro pacchetto. Una piattaforma "a piu' largo respiro", commenta polemicamente una delle lavoratrici: "Peccato che per noi lavoratori l'ossigeno e' finito". Nel mezzo del cortile volano urla e fischi, e qualcuno si deve frapporre tra i piu' agitati. L'ordine del giorno confederale viene messo ai voti e, a spanne, le mani a favore e quelle contrarie si equivalgono. Insomma, un accordo non si raggiunge e i sindacati si spaccano. "Noi andiamo avanti- ribadisce Dalmasso- e il 5 chiameremo i lavoratori allo sciopero". Marco Pasquini, della Fp-Cgil, respinge al mittente le accuse. "Cgil, Cisl e Uil hanno cercato di mantenere unito il fronte sindacale", spiega. Sono invece le Rdb che "hanno ritenuto di indire uno sciopero senza confrontarsi con le altre organizzazioni sindacali". Decisione "piu' che legittima", continua Pasquini, "ma non si puo' accusare il sindacato confederale di non essere unitario". La piattaforma proposta da Pasquini prevede assemblee, presidi al Consiglio provinciale, all'Upi, in Prefettura e in Regione per arrivare infine ad "un pacchetto di 12 ore di sciopero da articolare in base alle risposte dell'Ente". Piano che al momento, vista la situazione determinatasi oggi, viene congelato. "Ne discuteremo all'interno delle nostre sigle- spiega Pasquini- e chiederemo alle Rsu di convocarci per vedere se ci sono i presupposti per andare avanti uniti o per possibili mediazioni". Altrimenti, "le varie organizzazioni sindacali convocheranno i propri iscritti e decideranno cosa mettere in piedi". Numeri alla mano, le Rsu di Palazzo Malvezzi sono cosi' distribuite: nove della Cgil, quattro delle Rdb, due della Cisl, una della Uil e una del Sulpm. E le trattative con l'ente? Se il tavolo verra' riconvocato dalla presidente Draghetti "con elementi di novita' che vanno verso la soluzione del problema", manda a dire Pasquini, "non ci sottrarremo al confronto". Intanto, rimane la "tensione" e la "forte contrapposizione" di oggi. Per Pasquini "un segnale di una situazione molto al limite per i lavoratori, a cui l'amministrazione dovra' dare risposta". Su quando accaduto oggi, pero', Pasquini lancia anche una frecciata al Prc, dicendosi "molto sgomento del fatto che ad ad un'assemblea di lavoratori fosse presente il segretario di un partito politico, nello specifico Tiziano Loreti" (numero uno provinciale di Rifondazione). "Non mi sembra luogo- chiude Pasquini- a cui debba partecipare una parte politica". SANITA'. AUDIZIONI IN COMMISSIONE REGIONE CON IPASVI E RDB (DIRE) Roma, 18 nov. - La commissione Sanita', presieduta da Luigi Canali, ha ricevuto in audizione una delegazione del Collegio provinciale Ipasvi di Roma e dei sindacati Rdb. Per l'Ipasvi, a rappresentare il presidente Gennaro Rocco, e' intervenuta la segretaria Maria Grazia Proietti, che ha illustrato un'articolata relazione consegnata ai presenti circa le osservazioni del Collegio sul Piano sanitario regionale 2008-2010. Nello specifico, sono stati richiesti: investimenti adeguati nella formazione post base di infermieri specialisti e esperti clinici (legge 43/2006) e la corresponsione di un'indennita' di esperto da riconoscere in sede di contrattazione integrativa; valorizzazione e riconoscimento delle competenze infermieristiche; attivazione di case-famiglia sanitarie a gestione e direzione infermieristica, a parziale copertura della carenza attuale dei servizi sanitari rivolti al cittadino fragile; maggiore definizione del ruolo e delle competenze degli infermieri case manager, degli infermieri di comunita', degli infermieri esperti inseriti nell'Ospedale per complessita'. I sindacati di base hanno invece centrato il proprio intervento sull'ipotesi di affidamento-accreditamento del servizio pubblico di riabilitazione (ex Anni Verdi) al consorzio Ri.Rei. La prevista audizione con la 'Cabina di regia' della Sanita' laziale e' stata invece rimandata a venerdi' 21 novembre, alle 11. Le relazioni presentate nel corso delle audizioni saranno disponibili integralmente sul sito del consiglio regionale (www.consiglio.regione.lazio.it), nelle pagina della commissione Sanita'. 18 novembre 2008 - Ansa SANITÀ: LAZIO: AUDIZIONI IN COMMISSIONE CON IPASVI E RDB (ANSA) - ROMA, 18 NOV - La commissione regionale Sanità, presieduta da Luigi Canali, ascoltato in audizione una delegazione del Collegio provinciale Ipasvi di Roma e dei sindacati Rdb. Per l'Ipasvi è intervenuta la segretaria Maria Grazia Proietti, che ha illustrato le osservazioni del Collegio sul Piano sanitario regionale 2008-2010. In particolare ha chiesto che vi siano «investimenti adeguati nella formazione post base di infermieri specialisti ed esperti clinici (legge 43/2006) e la corresponsione di un'indennità di esperto da riconoscere in sede di contrattazione integrativa; oltre alla valorizzazione e al riconoscimento delle competenze infermieristiche; l'attivazione di case-famiglia sanitarie a gestione e direzione infermieristica, a parziale copertura della carenza attuale dei servizi sanitari rivolti al cittadino fragile; una maggiore definizione del ruolo e delle competenze degli infermieri case manager, degli infermieri di comunità, degli infermieri esperti inseriti nell'Ospedale per complessità. I sindacati di base hanno centrato il proprio intervento sull'ipotesi di affidamento-accreditamento del servizio pubblico di riabilitazione (ex Anni Verdi) al consorzio Ri.Rei. La prevista audizione con la 'Cabina di regià della sanità laziale è stata invece rimandata a venerdì 21 novembre. Le relazioni presentate nel corso delle audizioni saranno disponibili integralmente sul sito del consiglio regionale (www.consiglio.regione.lazio.it), nelle pagina della commissione Sanità. 18 novembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
41 - Anno V
18 novembre 2008 - Liberazione Cub, Cobas e SdL in piazza lo stesso
giorno della Cgil ma con cortei distinti I lavoratori italiani a cui non piace la politica
economica del governo Berlusconi possono fare a meno di Cisl e Uil. Dopo il grande
successo dello sciopero generale dello scorso 17 ottobre, Cub, Cobas e SdL
Intercategoriale hanno infatti deciso di chiamare di nuovo alla lotta tutte le categorie
indicando loro questa volta la data del 12 dicembre, lo stesso giorno scelto dalla Cgil. 18 novembre 2008 - Varese news Alcuni manifestanti attendono
larrivo del Guardasigilli in città per uninaugurazione. Busto Arsizio - Città sorvegliata speciale per
larrivo del ministro Angelino Alfano. Il Guardasigilli arriverà a Busto Arsizio in
tarda mattinata per una cerimonia che riguarda linaugurazione del palazzo di
giustizia, già attivo da alcuni mesi. 18 novembre 2008 - Corriere di Rieti Lsu fermi, Comuni paralizzati Rieti - Continua lassemblea permanente dei lavoratori socialmente utili. "Qualcuno si è accorto delleconomia reale prodotta dal lavoro delle attività socialmente utili: chi si ferma...esiste!". E questo il messaggio lanciato dalle rappresentanze sindacali di base che continuano ad alimentare la protesta degli Lsu che hanno bloccato il loro operato, creando non pochi disagi, contro i provvedimenti della Finanziaria che non prevede fondi aggiuntivi per le loro attività. Altissima la percentuale di adesione alla protesta, si parla di cifre che sfiorano il 100percento nei piccoli Comuni. A fare eccezione è stata la Provincia dove comunque i lsu si tengono stretti il loro posto per non rischiare magari di perdere quanto guadagnato con lavvio delle procedure di stabilizzazione. La protesta si sta articolando in maniera assolutamente alternativa e nello specifico vede si i lavoratori sul posto di lavoro, ma a braccia conserte in quanto non devono, e non potrebbero nemmeno, svolgere attività che vadano ad ammortizzare le carenze dorganico delle amministrazioni. Così sarà fino alla giornata di giovedì. Venerdì cambierà il programma ed i lavoratori si recheranno, a partire dalle 10, sotto la Prefettura di Rieti per iniziare un presidio e per avviare una raccolta di firme a loro sostegno. La mobilitazione compatta dei lavoratori, intanto, come nota il sindacato, "ha determinato la reazione convulsa e scomposta di qualche amministratore locale che ora si trova di fronte alla realtà: gli lsu mandano avanti i Comuni e non costano nulla e se si limitano a non sostituire le carenze di organico come previsto per legge e, come invece illegittimamente e regolarmente avviene, scoppia il panico e si invoca la legge mai rispettata". La situazione quindi risulterebbe essere proprio scomoda e gran parte degli amministratori che starebbero accusando di colpo il venir meno di servizi ritenuti essenziali per i quali veniva comunque impiegato personale che in teoria avrebbe solo dovutro integrare il lavoro di altri. "Quando i lavoratori alzano il tiro - prosegue il sindacato - c'è qualcuno che perde il controllo e non riesce a frenare la spinta reazionaria, dalla minaccia di chiamare i carabinieri a quella di richiedere allInps la decurtazione dellassegno: i carabinieri dovrebbero chiamarli per il lavoro nero che c'è dentro i Comuni! Nessuno può dichiarare allInps lassenza dal lavoro perché i lavoratori sono sul posto di lavoro e da 12 anni hanno fatto sempre più di quello che hanno avuto in cambio". Oltre al danno la beffa quindi e alla protesta scaturita dal rischio concreto di perdere il posto di lavoro si aggiunge ora qualche pressione fuori posto degli amministratori. "Qualcuno prova a frenare con il ricatto la protesta degli lsu, questi tentativi di arginare la lotta ci inducono a pensare che siamo sulla strada giusta per ottenere un decreto per la sanatoria dei lsu. Se si dà ascolto a chi finora ha remato e continua a remare contro questa soluzione, la precarietà non si cancellerà mai. L'atteggiamento di qualche irresponsabile del personale e pochi sindaci non cancella però la grande risposta a sostegno dei lsu da parte della totalità degli amministratori in tutte le regioni, anche con appelli al prefetto, indizione di consigli straordinari e partecipazione al presidio di venerdì 21 sotto le prefetture." Venerdì sit-in davanti alla
Prefettura Rieti - (pdb) Uno dietro laltro i Comuni ieri mattina si sono trovati a fare i conti con la protesta degli lsu, lavoratori "in nero" utilizzati dagli Enti per servizi essenziali. Una mobilitazione annunciata dalla Rdb (rappresentanze unitarie di base) la scorsa settimana e che, già da allora si preannunciava partecipata. Specie in quei centri come Antrodoco, Magliano o Fara Sabina dove il nodo legato agli lsu è ancora tutto da sciogliere. ieri i lavoratori hanno timbrato il cartellino poi si sono riuniti in assemblea permanente. Tecnicamente non si tratta di uno sciopero anche perché gli lsu, giuridicamente, non sono lavoratori ma disoccupati a cui viene assegnato un sussidio. Una situazione al limite che in caso di mobilitazione si complica sempre di più. Nella mattinata di ieri la Questura ha contattato i vertici dei sindacati per sapere come si intende portare avanti la protesta: "Abbiamo ribadito - dice Elisabetta Callari - che porteremo avanti la protesta fino a venerdì quando è in programma il sit-in davanti alla Prefettura di Rieti". Dalla Prefettura ancora ieri mattina non è arrivata nessuna posizione ufficiale e non è ancora chiaro se ci sarà un incontro tra i lavoratori socialmente utili e il prefetto Silvana Riccio. Rimane infine il problema di come portare avanti la protesta in maniera "legale": infatti non è ancora chiaro se si continuerà con le assemblee, come sembra, o si passerà allo sciopero. Lo status lsu è talmente ingarbugliato che nemmeno la Pubblica amministrazione sembra capirci più di tanto. 18 novembre 2008 - Il Nolano Lsu, la protesta arriva dal Prefetto MARIGLIANO - E ancora la mobilitazione degli Lsu rimasti esclusi dallaccordo di stabilizzazione, siglato il 14 novembre tra il Commissari prefettizio Giuseppe Sacchi e alcune delle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil), in primo piano nella pagina locale. I lavoratori socialmente utili, in assemblea permanente da ieri, sono stati raggiunti stamani da due rappresentanti sindacali della RDB Cub con i quali si sono intrattenuti nello spiazzale antistante il Municipio. Il sindacato in questione ha infatti organizzato per il prossimo venerdì un presidio presso la prefettura, in occasione dellincontro previsto tra una delegazione di Lsu ed il Prefetto stesso. "Non si può continuare a parlare di numeri ha spiegato agli intervenuti Enzo Scamardella, responsabile regionale per gli enti locali del RDB Cub -, in ballo ci sono persone e famiglie. A distanza di 13 anni è giusto che arrivi, con la stabilizzazione, il giusto riconoscimento". Anche a proposito degli accordi stipulati cè un certo scetticismo da parte dei più che si domandano se essi siano effettivamente frutto di unoculata scelta dei criteri da seguire per la stabilizzazione, o se invece rispecchino motivazioni esclusivamente clientelari. Ad ogni modo lintenzione dei lavoratori socialmente utili è quella di spostare la questione del loro inquadramento dagli enti locali per trasferirla direttamente al governo centrare, come ci riferisce Mimmo Chinelli, rappresentante degli Lsu in Campania per il sindacato RDB Cub, anchegli presente in piazza stamattina. "Il 9 ottobre spiega Chinelli è stato siglato un accordo tra lassessore regionale al Lavoro, Corrado Gabriele e le parti sociali, per la stabilizzazione di 2500 lavoratori socialmente utili. Il numero non ci soddisfa e inoltre siamo preoccupati per il futuro, perché non è dato sapere tra tre anni cosa accadrà. Il timore - conclude il rappresentante sindacale - è che i lavoratori socialmente utili giungano a costituire una nuova forma di precariato". Gli Lsu mariglianesi in agitazione sembrano aver accolto con entusiasmo lidea di spostare lasse della questione dalla Regione Campania a Roma e ci tengono a sottolineare quanto il loro ruolo ed il loro lavoro siano importanti, a maggior ragione dal momento che essi sono incardinati in qualsiasi tipo di servizio pubblico. 18 novembre 2008 - La Repubblica Accertatori della sosta blitz in consiglio comunale Bologna - Blitz degli accertatori della sosta di Rdb, Cub e Fisal in consiglio comunale per protestare contro la fusione tra Atc e Aftc, le aziende municipalizzate dei trasporti di Bologna e Ferrara. Circa una quarantina di persone ha bloccato la seduta per più di mezzora, gridando slogan e esponendo striscioni come 'No allo scorporo, oggi la sosta, domani gli autobus´, 'Berlusconi taglia l´Ici, Zamboni taglia la sostà e 'Non ci dicono cosa succedera´. In ballo, infatti, ci sono circa 150 posti di lavoro il cui futuro, a detta dei lavoratori, non è ancora stato chiarito. L´incontro con i sindacati fissato dall´assessore ai trasporti Maurizio Zamboni per il 28 novembre è, a loro dire, troppo a ridosso della presentazione del progetto di fusione ai due Cda, previsto per l´1 dicembre. 18 novembre 2008 - L'Unione Sarda Assolto un infermiere di anestesia Olbia - Un ex infermiere del reparto di anestesia dell'ospedale di Olbia, Sisinnio Bitti, è stato assolto nei giorni scorsi dai giudici della Corte d'appello di Sassari, era accusato di abuso della professione medica. Nel 2002, nel corso di un intervento chirurgico, Bitti intervenne somministrando una dose di anestetico ad un paziente, in una situazione di emergenza, in assenza dello specialista che seguiva l'operazione. La somministrazione di medicinale ebbe un effetto positivo, ma per Bitti iniziarono i guai. Dopo i primi provvedimenti, partì anche la denuncia e il procedimento avviato dalla Procura della Repubblica di Tempio. In primo grado per Bitti arrivò una sentenza di condanna. Nei giorni scorsi i giudici della Corte d'appello di Sassari hanno ribaltato la decisione dei colleghi tempiesi, assolvendo Bitti perché il fatto non costituisce reato. Le Rappresentanze sindacale di base, presenti all'interno della Asl gallurese con un consistente numero d'iscritti, hanno subito preso posizione su una vicenda che aveva coinvolto la sigla. Lo stesso Bitti, infatti, nella sua carriera si era occupato più volte di questioni sindacali. «La sentenza - si legge in un comunicato della Rdb - costituisce un importante riconoscimento della professionalità e deontologia dell'infermiere, mentre punisce l'arroganza e il senso di onnipotenza della classe medica». Nel comunicato sindacale si parla anche del procedimento disciplinare al quale venne sottoposto Bitti subito dopo l'episodio avvenuto in sala operatoria. Secondo l'Rdb, l'infermiere rimediò ad una situazione che si verifica spesso, ossia l'allontanamento degli anestesisti dalla sala operatoria. (a.b.) 18 novembre 2008 - Tuscia web Consiglio regionale del Lazio Roma - La commissione Sanità, presieduta da Luigi Canali (Pd), ha ricevuto in audizione una delegazione del collegio provinciale Ipasvi di Roma e dei sindacati Rdb. Per lIpasvi, a rappresentare il presidente Gennaro Rocco, è intervenuta la segretaria Maria Grazia Proietti, che ha illustrato unarticolata relazione consegnata ai presenti circa le osservazioni del Collegio sul Piano sanitario regionale 2008-2010. Nello specifico, sono stati richiesti: investimenti adeguati nella formazione post base di infermieri specialisti ed esperti clinici (legge 43/2006) e la corresponsione di unindennità di esperto da riconoscere in sede di contrattazione integrativa; valorizzazione e riconoscimento delle competenze infermieristiche; attivazione di case-famiglia sanitarie a gestione e direzione infermieristica, a parziale copertura della carenza attuale dei servizi sanitari rivolti al cittadino fragile; maggiore definizione del ruolo e delle competenze degli infermieri case manager, degli infermieri di comunità, degli infermieri esperti inseriti nellospedale per complessità. I sindacati di base hanno invece centrato il proprio intervento sullipotesi di affidamento-accreditamento del servizio pubblico di riabilitazione (ex Anni Verdi) al consorzio Ri.Rei. La prevista audizione con la Cabina di regia della Sanità laziale è stata invece rimandata a venerdì 21 novembre, alle ore 11. 18 novembre 2008 - Amantea.net Senza soldi ed organici c'è un'unica sicurezza: di morire!! Lavoratori, il 17 corrente mese il coordinamento nazionale
RdB/CUB, ha indetto una giornata di protesta nella città di Venezia, dove, alla presenza
dei massimi dirigenti di tutti settori che si occupano di sicurezza, (VV.F:, Inail,
Ministero del lavoro, Confindustria.) dell'on. Treu, padre della precarietà nel paese, e
del ministro Sacconi si dibatteva in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro "il
rischio non è un lavoro". Abbiamo cercato di mettere in evidenza come oggi nel paese
più aumentano gli enti che si occupano di sicurezza, più sono le morti bianchi nei
luoghi di lavoro (dopo la Thyssen ieri a Bologna altri morti sul lavoro.. e l'elenco si
allunga) . A dimostrazione che l'anno della sicurezza indetto dal governo non è altro che
propaganda mediatica, ed il messaggio che viene trasmesso al paese è che la colpa spesso
è dello stesso lavoratore che non usa i dispositivi di sicurezza, oppure in alcuni casi i
datori di lavoro nemmeno conoscono il malcapitato che è caduto dall'impalcatura, (era li
per caso a passeggiare sul cornicione).... altri ancora quando si occupano di sicurezza
nei luoghi di lavoro vengono licenziati perché incompatibili con l'azienda !! Casi del
genere ne potremmo annoverare a migliaia, ma la contestazione della RdB/CUB, al governo è
stata ancora più significativa, entrando nel merito delle attività del Corpo nazionale
dei Vigili del Fuoco; la sicurezza nei luoghi di lavoro non la realizza con tagli: al
Ministero dell'Interno e precarietà del servizio; agli organici; ai mezzi ed alle
attrezzature; alla formazione ed al mantenimento delle specializzazioni. Abbiamo ribadito
che i Vigili del fuoco sono il braccio operativo della popolazione, non sono al servizio
di confindustria e dei padroni; (cosi come dichiarato dal sottosegretario agli Interni),
sono per garantire i lavoratori nei luoghi di lavoro; per prevenire gli infortuni; per la
prevenzione nel paese; per evitare altre morti bianche; per evitare altre morti per
asbestosi, avvelenamenti, intossicazioni. anche degli stessi operatori. A conclusione
della manifestazione oltre alla protesta abbiamo affrontato la questione delle attività
di prevenzione, quelle attività che oggi nel paese non sembrano sfiorare l'idea di
nessuno; da molto tempo nel paese non si parla più di attività di prevenzione, ed oggi
la situazione con la chiusura di uffici e dismissione di fabbriche la questione diventa
ancora di più pregnante, manca materialmente chi deve svolgere queste attività. Un caso
per tutti, abbiamo dimostrato come una tra le attività del Corpo nazionale dei Vigili del
fuoco, la prevenzione (la più grande azienda con figure professionali che svolgono
attività di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, fatta da dirigenti e funzionari
e tecnici professionalmente formati, messi insieme) viene sempre meno attuata per mancanza
di organici e quando interviene spesso non interagisce con altri enti che operano nel
campo della prevenzione dei rischi. Per tali motivi come RdB/CUB, pensiamo sia utile al
fine di salvaguardare l'incolumità dei lavoratori di questo paese predisporre un DISEGNO
DI LEGGE, come federazione nazionale che possa accomunare sotto un unico - centro
nazionale dell'emergenza e della sicurezza nei luoghi di lavoro - tutti i professionisti
dentro gli enti che si occupano di sicurezza che garantisca maggiore professionalità e
comunque migliori risultati in termini di minimizzazione dei rischi. Questo governo invece
di perseguitare i lavoratori che si occupano di sicurezza come "fannulloni", al
posto della solita propaganda, metta a disposizione le necessarie risorse sia umane che
economiche!!! 18 novembre 2008 - La Nuova Venezia Il ministro Sacconi dà forfait,
Rifondazione e Rdb protestano fuori Il ministro al Lavoro Maurizio Sacconi non arriva - causa
«improrogabili impegni improvvisi» - a concludere il convegno sulla sicurezza sul
lavoro, organizzato dal consiglio comunale a San Giovanni Evangelista. Resta così con i
fischietti muti, bandiere e striscioni, il «comitato accoglienza» organizzato da Rdb-Cub
e Rifondazione comunista. «Il governo Berlusconi spinge sulla deregulation più spinta»,
incalza il segretario Rdb Giampietro Antonini, «il precariato non fa che aumentare i
rischi per la sicurezza del lavoro. Qui si taglia, invece di investire». Nel salone della
Scuola Grande si discute di sicurezza sul lavoro: il consiglio comunale è stato convocato
in seduta straordinaria, con tanto di gettoni di presenza. Il che fa storcere il naso al
consigliere di Rifondazione, Sebastiano Bonzio: «Non mi faccio pagare per parlare di
morti bianche». «E un appuntamento formativo importante per i consiglieri»,
replica Silvia Spignesi, vicepresidente del Consiglio e organizzatrice del convegno. Parla
Sedo Sicic, macedone, responsabile Sicurezza del lavoro nel settore Edile della Provincia:
«Servono istruzioni in più lingue sul funzionamento dei macchinari, servono corsi di
formazione prima che i lavoratori stranieri entrino nei cantieri, perché allestero
la cultura sulla sicurezza non cè». 18 novembre 2008 - City Accertatori Atc blitz in Comune Blitz degli accertatori della sosta di Rdb, Cub e Fisal in consiglio Comunale per protestare contro la fusione tra Atc e Aftc, le aziende municipalizzate dei trasporti di Bologna e Ferrara. In ballo secondo i sindacati ci sono circa 150 posti di lavoro il cui futuro, a detta dei lavoratori, non è ancora stato chiarito. 18 novembre 2008 - La Nuova Sardegna Conclusa lodissea giudiziaria
di Sisinnio Bitti OLBIA - Assolto perché il fatto non sussiste. La sentenza
della corte dappello di Sassari ha chiuso definitivamente lodissea giudiziaria
di Sisinnio Bitti, infermiere professionale oggi in pensione, accusato di abuso di
professione medica. La sentenza dappello ha ribaltato lesito del processo in
primo grado, davanti al tribunale di Tempio, concluso con la condanna di Bitti. 18 novembre 2008 - Il Giornale di Vicenza TRATTATIVA. Oggi nuovo incontro tra
lassessore e le rappresentanze Vicenza - È polemica sui criteri di riorganizzazione
della macchina amministrativa comunale. IL CASO. Dopo il ricorso di Cisl,
Uil e Faisa Vicenza - Non si placa la polemica sulle elezioni delle Rsu
allinterno di Ftv. Lo scrutinio che ha dato il 40% dei consensi alla Filt Cgil e il
30% ai Cub, relegando la Cisl al 15% e le altre sigle a livelli più bassi, è stato
giudicato non valido da Cisl, Uil e Faisa che hanno presentato ricorso allUfficio
del lavoro di Vicenza, in quanto 24 ore prima quelle sigle avevano ritirato le loro liste. 18 novembre 2008 - La Nazione Macchinari guasti, niente endoscopie
a Careggi Firenze - «GUASTO contemporaneo di tutte le lavaendoscopi dellAzienda». E questo il motivo ufficiale per il quale, in questi due giorni, non è possibile sottoporsi a Careggi a unendoscopia digestiva. Tutte e sei le sale che servono per disinfettare gli strumenti utilizzati per questa delicata e invasiva analisi sono fuori uso da venerdì scorso: non è possibile ripulire gli endoscopi dopo ogni utilizzo. I pazienti che avevano prenotato lesame ed erano a Careggi venerdì sono stati visitati, seppur con ritardo, perché gli strumenti diagnostici sono stati inviati alla disinfezione metà al vicino Meyer e metà in una clinica privata. SABATO la direzione ha avvisato i reparti che almeno per tutta la giornata di ieri e oggi non sarebbero state fatte le endoscopie digestive: sospesa lattività programmata del 17 e 18 novembre e rinviati gli appuntamenti. Garantite solo le urgenze grazie allaiuto da centri esterni a Careggi. Così da 5 giorni sono ferme 6 sale di endoscopia digestiva, di cui tre afferenti al nuovo San Luca, due alle cliniche chirurgiche e una al pronto soccorso. Comè possibile che tutte e sei le lavaendoscopi (lavatrici sterilizzanti per questi delicati strumenti) siano contemporaneamente fuori uso, visto anche che sono macchine nuove? Sono entrate a Careggi neanche un anno fa, sono ancora in garanzia. Saranno i tecnici della ditta fornitrice, arrivati in ospedale solo ieri mattina, a far luce sulle cause che hanno interrotto tutta lattività endoscopica nellospedale più grande della Toscana. E NON È neanche detto che questi macchinari per disinfettare abbiano smesso di funzionare proprio venerdì. Pare infatti che lallarme delle lavatrici dellendoscopia fosse disattivato. Questi macchinari sono molto pericolosi: utilizzano acidi nocivi che, in caso di fuga, se vengono inalati sono dannosi per la salute. Lo sanno bene quattro infermiere che il 17 gennaio 2005, una settimana solo dopo linaugurazione del San Luca, finirono al pronto soccorso per aver inalato lacido paracetico usato per disinfettare le macchine per colpa di un insufficiente sistema di aspirazione. Ma stavolta lallarme non ha funzionato. Chi lavrebbe disinserito? E quando? Comè possibile che apparecchi nuovi si guastino e non funzionino neanche gli allarmi? Da tempo i sindacati chiedono chiarimenti allazienda sullacquisto dei macchinari diagnostici. «Temiamo siano fatti solo in base al prezzo più economico dice Aurelio Minichiello di Rdb , risparmiando a discapito della qualità, della garanzia, dellassistenza tecnica. LEstav, lente che dovrebbe occuparsi anche della razionalizzazione e efficienza degli acquisti, a cosa serve? E un reale risparmio, o solo una spesa inutile in più?». POCO DOPO linaugurazione, Rdb aveva denunciato anche la mancata schermatura di ambienti dove vengono usate sostanze radioattive e la mancanza di adeguata aerazione delle sostanze tossiche. Careggi aveva cercato soluzioni immediate ai problemi delle sale endoscopiche e allinizio di questanno si son conclusi i lavori di ristrutturazione totale della struttura sostituendo anche i macchinari, tra cui le lavaendoscopi. La spesa solo per la parte edile è stata di circa 500 mila euro. ma forse di verifiche ne vanno fatte ancora molte altre. 18 novembre 2008 - Il Gazzettino Sciopero notturno alla Coop All Service Palmanova - (al) Un comunicato sindacale dell'Associazione Difesa Lavoratori Comitato di Base, a firma Massimo Cristian e Mauro Bussani informa che nella notte tra mercoledì e giovedì scorso i lavoratori della Coop All Service, impiegati nello stabilimento magazzino della Ditta Bartolini trasporti di Palmanova, hanno dato vita ad uno sciopero spontaneo del turno notturno con conseguente blocco delle attività e del transito delle merci da e per il magazzino. Una decina di camion sono stati, pertanto, costretti a sostare dalle 2 alle 5 intorno alla zona industriale di Palmanova con disagi pressocché inesistenti, mentre i Carabinieri, presenti sul posto, non hanno avuto motivo di intervenire. Questa prima iniziativa sindacale recita il comunicato si è resa necessaria in quanto la Cooperativa non solo non si è resa disponibile ad affrontare alcuni dei problemi sottolineati dal sindacato, segnalati in due lettere, rifiuta, in toto, di riconoscere e discutere con l'Adl- Cobas, che rappresenta 30 degli 80 lavoratori, come controparte. Per il comitato le questioni aperte vanno dal riconoscimento dei diritti maturati in precedenza ad ogni cambio di cooperativa al pagamento dell'una tantum prevista dal contratto, dalla giusta retribuzione dello straordinario alla piena libertà e pieno riconoscimento di qualsivoglia forma sindacale i lavoratori decidano di darsi. Il procuratore Borraccetti invita lavoratori e imprenditori a nuovi comportamenti Venezia - (al.va.) «È inutile versare lacrime di coccodrillo quando succedono incidenti sul lavoro: serve piuttosto una diversa normativa per l'assegnazione degli appalti pubblici che punti alla qualità dei servizi offerti dalle imprese e non al massimo ribasso». Massimo Cacciari si rivolge alla platea della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, il tema è la sicurezza sul lavoro e a Venezia ancora non è giunta la notizia dell'ennesima tragedia: due morti nel bolognese per una esplosione in una fabbrica di gomme, mentre a Torino per la strage alla Thyssen si decide il rinvio a giudizio con l'accusa di omicidio volontario. A Venezia, che in termini di morti ha pagato salato - basti ricordare i due operai asfissiati nella stiva di una nave a Marghera lo scorso inverno - si parla di prevenzione, coordinamento, legislazione. Un convegno intitolato "Il rischio non è un lavoro" e voluto dalla presidenza del consiglio comunale che in molti, però, disertano: i primi assenti sono i lavoratori e i sindacati del Cub che, con gli esponenti di Rifondazione comunista, organizzano un sit-in: «Noi vogliamo un consiglio comunale a Marghera tra le fabbriche». E protestano anche i comitati di base dei vigili del fuoco: «Siamo i primi ad intervenire e a rischiare, in compenso ci tagliano mezzi e uomini». Ma assente è anche Maurizio Sacconi: era il ministro che doveva concludere il convegno, ma il titolare del dicastero del Lavoro per sopraggiunti impegni istituzionali non riesce ad arrivare in laguna. Le proteste non mancano: «Gravissima assenza, la dimostrazione che questo governo non vuole fare nulla sul tema della sicurezza del lavoro», dice il senatore del Pd Felice Casson. E il verde Beppe Caccia: «Grave che il ministro si sottragga al confronto». Accuse al governo sono giunte anche dal senatore Tiziano Treu: «Si sta tornando indietro». Ma per l'ex ministro del Lavoro ci sono ancora troppi enti di controllo mentre servirebbe una razionalizzazione. Protesta pure il leghista Alberto Mazzonetto: «Questo convegno è mera propaganda». La sicurezza - affermano poi i relatori - poggia su due pilastri: la tolleranza zero e l'investimento in formazione. Dai dati è emerso che il Veneto è una regione - nonostante i tanti morti - a suo modo virtuosa e in provincia di Venezia addirittura gli incidenti sono calati, come dato assoluto, del 25%. «Ma l'obiettivo deve essere di ridurre del 100% gli incidenti», ha detto il prefetto Guido Nardone. Per Carlo Alberto Tesserin, vice presidente del Consiglio regionale veneto, serve «tolleranza zero a patto che si facciano norme di facile ed immediata applicazione». Il Procuratore capo di Venezia Vittorio Borraccetti ha sottolineato come i vari enti preposti alla sicurezza, a Venezia, abbiano cominciato a lavorare assieme conseguendo risultati più efficaci: «Ma ci vuole un nuovo comportamento da parte di imprenditori e lavoratori». 18 novembre 2008 - L'Unità Metalmeccanici e statali della Cgil preparano un altro sciopero Avanti con gli scioperi. Mentre si prepara quello del 12
dicembre, in Cgil i metalmeccanici si alleano con gli statali e ne mettono in cantiere un
altro. La Fiom propone infatti alla Fp di «concordare» uno stop di 8 ore, con
manifestazione a Roma, da farsi entro febbraio. 18 novembre 2008 - Il Manifesto Cobas, Cub e Sdl proclamano lo stop
di otto ore il 12 dicembre (fr.pi.) L'onda lunga della contestazione alla politica
economica del governo cresce ormai di settimana in settimana. Il sindacalismo di base, che
aveva riportato un grande successo con lo sciopero generale del 17 ottobre (ben oltre le
300.000 persone in corteo, a Roma), prova ora il bis. Cobas. Sindacato dei lavoratori e
Cub hanno indetto ieri un altro sciopero generale di otto ore. L'aspetto politicamente
rilevante è che la data scelta - il 12 dicembre - coincide con quella già indicata dai
metalmeccanici della Fiom e dalla Funzione pubblica Cgil, e fatta propria da tutta la
confederazione diretta da Guglielmo Epifani. 18 novembre 2008 - La Provincia Pavese Lettere. Pavia, caso di Villa Flavia. E scontro tra sindacati Sabato è stata pubblicata una lettera firmata da Diego Di
Pierro e Sante Marangon, esponenti rispettivamente di Uil e Cgil, in merito alle vicende
del licenziamento di un lavoratore che prestava servizio presso il centro diurno integrato
«Villa Flavia», a Pavia, che ci lascia alquanto perplessi. 18 novembre 2008 - La Stampa CRITICHE AI SINDACATIDALLEX
CONSIGLIERE GIORGIO MAGNI Cairo M. - «Lunico modo per salvare la Ferrania era
loccupazione della fabbrica e lo sciopero ad oltranza». Ad affermarlo lex
consigliere comunale cairese, nonchè membro della Confederazione unitaria di base e
militanti del Partito comunista dei Lavoratori, Giorgio Magni. «Purtroppo - spiega - il
metodo della concertazione portato avanti dai sindacati confederali ha scelto la strada
degli ammortizzatori sociali e della calma più o meno piatta nella protesta dei
lavoratori. Ha stimolato continue speranze di rinascita e ha tolto ai lavoratori
lunica arma per difendere il posto di lavoro mentre situazione dellazienda
valbormidese ha continuato a deteriorarsi, acuita dallo spargimento di false illusioni:
prima sulla rinascita della azienda; poi sul presunto intervento salvifico del quartetto
Gambardella Malacalza Messina e Gavio, con un piano industriale mai finanziato da alcuno
di loro, allinterno di un accordo di programma, mai partito, ma reiterato in forme
diverse. Tra piani industriali più o meno fasulli, accordi di programma mai rispettati,
fantasmagorici interventi finanziari mai visti, speranze arditamente mantenute vive dai
sindacati confederali che hanno favorito il gioco dei padroni, oggi "la fine è ormai
nota" con lultimo piano industriale del gruppo Messina». 17 novembre 2008 - Comunicato Stampa CUB NON TUTTA LA CUB SCIOPERA IL 12 DICEMBREPierpaolo LEONARDI, Umberto FASCETTI e Giampiero ANTONINI,
tre dei sei Coordinatori nazionali CUB comunicano che non tutte le organizzazioni aderenti
parteciperanno allo sciopero generale indetto dai sindacati di base per il 12/12 in
concomitanza con quello della CGIL. 17 novembre 2008 - Ansa CRISI: CUB-COBAS-SDL, SCIOPERO GENERALE IL 12 DICEMBRE (ANSA) - ROMA, 17 NOV - Sciopero generale del sindacalismo
di base il 12 dicembre prossimo, per l'intera giornata e di tutte le categorie: lo hanno
indetto congiuntamente Cub, Cobas ed Sdl intercategoriale, per esprimere «la più ampia
protesta dei lavoratori dipendenti pubblici e privati contro la Finanziaria e l'intera
politica economica e sociale del governo Berlusconi», ma anche per «raccogliere la
spinta del possente movimento in difesa della scuola e dell'università pubbliche».
L'iniziativa, che fa seguito allo sciopero generale del 17 ottobre scorso già promosso
dai tre sindacati di base e che coincide con lo sciopero generale proclamato dalla Cgil,
ha infatti una piattaforma ampia. È, spiegano Cub, Cobas e Sdl intercategoriale, «contro
la Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e università, per la cancellazione
della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini), per usare il denaro pubblico per forti
aumenti salariali e pensionistici, per scuola, sanità e servizi sociali e non per salvare
banche fraudolente e speculatori, contro la precarietà e per l'abolizione delle leggi
Treu e 30, per la sicurezza nei posti di lavoro, per la difesa del diritto di sciopero e
il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi». Nella giornata
del 12 dicembre le tre organizzazioni manifesteranno a livello regionale e provinciale. 17 novembre 2008 - Apcom Finanziaria/ Sciopero generale di
Cub, Cobas e Sdl il 12 dicembre Roma, 17 nov. (Apcom) - La Cub, i Cobas e la Sdl hanno proclamato per l'intera giornata del 12 dicembre lo sciopero generale di tutte le categorie, "contro la Finanziaria e l'intera politica economica e sociale del governo". Lo comunicano con una nota congiunta le tre sigle sindacali, spiegando che quel giorno "manifesteranno a livello regionale e provinciale, cercando la massima unità con le mobilitazioni degli studenti e del popolo della scuola pubblica che sarà in piazza in tutta Italia". La protesta - sottolineano Cub, Cobas e Sdl - è "contro la Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e università, per la cancellazione della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini), per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici, per scuola, sanità e servizi sociali e non per salvare banche fraudolente e speculatori, contro la precarietà e per l'abolizione delle leggi Treu e 30, per la sicurezza nei posti di lavoro, per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi". "Dopo il grande successo dello sciopero generale e l'enorme numero di manifestanti in piazza il 17 ottobre scorso - continua la nota - Cub, Cobas e Sdl, le tre organizzazioni del sindacalismo di base e alternativo che hanno stipulato il Patto di consultazione permanente, ritengono indispensabile che si giunga a una seconda giornata di sciopero generale che esprima la più ampia protesta dei lavoratori dipendenti pubblici e privati contro la Finanziaria e l'intera politica economica e sociale del governo Berlusconi". I tre sindacati, inoltre, "intendono rispondere positivamente alla corale richiesta proveniente dall'intero popolo della scuola pubblica (studenti, docenti, Ata, ricercatori, genitori e cittadini) per uno sciopero generale che sappia raccogliere la spinta del possente movimento in difesa della scuola e dell'università pubbliche, che ormai da settimane è incessantemente mobilitato". 17 novembre 2008 - Asca-Normanno MESSINA: LAVORATORI ATM IN ASSEMBLEA PERMANENTE, DOMANI SCIOPERO(ASCA-NORMANNO) - Messina, 17 nov - Alcuni lavoratori dell'Atm dopo il flop dei fondi regionali che avrebbero dovuto pagare i loro arretrati si sono trincerati in assemblea permanente nell'Auditorium della sede aziendale, dalle 9 di questa mattina. In cento all'interno della sala annunciano: ''domani sara' sciopero''. La stessa forma di protesta, quella di bloccare i mezzi all'interno del deposito, ricalca quella messa in atto meno di due settimane fa, quando dopo l'annuncio dell'arrivo dei fondi da Palermo, i lavoratori si erano sentiti beffati dai nuovi ''intoppi'' che avevano impedito il trasferimento delle somme. Somme che a questo punto iniziano a farsi consistenti, proprio come il ritardo nella loro corresponsione, giunto a piu' di due mesi e mezzo. I sindacati autonomi hanno riunito motivi del disagio ed intenzioni di protesta in un'unico documento, inviato sabato alle segreterie di Cgil, Cisl e Uil, al Prefetto, ai vertici aziendali ed all'amministrazione comunale, in cui si leggeva: ''Non si fa mistero del timore di reazioni inconsulte, dettate dalla disperazione dei lavoratori, privati da oltre due mesi del giusto salario, che potrebbero compromettere il normale esercizio del trasporto pubblico''. I rappresentanti sindacali parlano di ''un'indecorosa melina'' per definire l'atteggiamento di azienda ed istituzioni nei confronti dei lavoratori e, in quest'ambito, le ultime notizie che addebiterebbero ad un ''errore di trascrizione'' la mancata corresponsione dei compensi, sa davvero di beffa. All'assemblea di oggi Cub Trasporti, Ugl, Orsa, Cisas e Rsu/Rls Atm hanno invitato anche i colleghi appartenenti ad altre organizzazioni sindacali, per comporre un fronte di lotta compatto. 17 novembre 2008 - EPolis Roma Emergenza casa. Dopo quattro giorni di occupazione, le 27 famiglie hanno lasciato l'assessoratoVia Sorel, l'ultimatum è giovedì "O blocchiamo le graduatorie" «Siamo scomparsi dagli elenchi: al tavolo con i movimenti, si deve trovare una soluzione» di Marta Rossi
Roma - Hanno dormito nei locali dell'assessorato alla Casa per quattro giorni. E ora, dopo averlo liberato sabato pomeriggio, aspettano il tavolo di giovedì prossimo tra il sindaco e i movimentidi lotta per la casa per sapere se entreranno definitivamente in graduatoria o meno. Sono le 27 famiglie della scuola di via Sorel, al Collatino. La loro è una storisa che inizia nel 1997, quando i bandi speciali ancora non esistevano. Con la loro introduzione, nel 2000, le 121 famiglie (tante erano in quel momento) entrarono con il bando speciale nella graduatoria per l'assegnazione di un alloggio popolare. E quasi cento nuclei hanno ottenuto la casa. Poi, però, accade l'intoppo. Perché durante la campagna elettorale, «viene fatta una riunione - spiega Angelo Fascetti di Asia Rdb che insieme con i Blocchi precari metropolitani sta seguendo le famiglie - durante la quale vengono cambiati i criteri di assegnazione delle case popolari, anche se la delibera di riferimento del 2007 dice che la case vanno date in base all'anzianità di occupazione». Cambia l'amministrazione, e «Marra (direttore dell'ufficio Politiche abitative, ndr) riconferma quanto deciso in quella riunione: ma è un procedimento illegale, perché solo un'altra delibera può cambiare il contenuto di una precedente».Raccontano le famiglie: «Abbiamo maturato il diritto per lassegnazione, abbiamo tutti i requisiti e la documentazione necessari per avere finalmente un alloggio popolare dopo aver abitato per dieci anni in una struttura fatiscente pur avendo diritto alla casa non sappiamo bene che fine abbia fatto la nostra lista, ci hanno detto che una misteriosa determinazione dirigenziale abbia di fatto cancellato la delibera comunale che ci vedeva assegnatari». «Certo che la fiducia ora è venuta meno - spiegano ancora - è pure vero, però, che adesso c'è il tavolo convocato dal sindaco ». Giovedì prossimo, infatti, Alemanno ha convocato un tavolo con i movimenti di lotta e gli assessori Antoniozzi (Patrimonio e Politiche abitative) e Corsini (Urbanistica). Ed è stata proprio la garanzia del sindaco che la loro situazione verrà affrontata giovedì a far abbandonare l'occupazione alle famiglie. Sabato mattina, tramite «attraverso il suo rappresentante Lucarelli - spiegano dall'Asia Rdb - Alemanno ha fatto pervenire una nota all'assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative in cui si chiede di rendere noto agli occupanti che la questione delle assegnazioni di alloggi ai nuclei residenti di via Sorel sarà affrontata sul tavolo con i movimenti». E se ciò non dovesse accadere,«siamo pronti a ricorrere al Tar: in questo modo si bloccherebbero tutte le graduatorie delle assegnazioni. Bisogna vedere se a loro converrà più trovare una soluzione per le famiglie o trovarsi tutte le graduatorie ferme». 17 novembre 2008 - La Repubblica La nuova sfida di Brunetta "I
fannulloni stanno a sinistra" ROMA - «La mia lotta contro i fannulloni dà fastidio.
Il paese è con me, ma un pezzo del paese no, e me ne sono fatto una ragione: è il paese
delle rendite e dei poteri forti, quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra».
Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta scatena l´ovazione dei
sostenitori dei circoli del buongoverno di Marcello dell´Utri a Montecatini e fortissime
polemiche nel resto del paese. 17 novembre 2008 - Il Quotidiano della Calabria I precari montebellesi in
agitazione. Il comune rischia la paralisi Montebello Jonico Settimana nera la prossima per gli utenti dei numerosi servizi che, nel comune del reggino, vengono erogati grazie allimpegno e alla dedizione dei lavoratori socialmente utili (Lsu). A partire dal prossimo lunedì, e fino a venerdì 21 novembre, i Lsu-Lpu del comune di Montebello Jonico saranno in agitazione e se liniziativa dovesse riuscire potrebbe bloccare numerosi servizi erogati dallente. Infatti anche i precari montebellesi, che nei mesi scorsi avevano sperato invano in un provvedimento di stabilizzazione generalizzato poi disatteso dallamministrazione comunale per mancanza di fondi, hanno aderito alla settimana di mobilitazione indetta, a livello nazionale, dagli autonomi delle Rappresentanze Sindacali di Base (RdB) che, secondo una nota diffusa dalla stessa sigla sindacale, è «motivata dal rischio di disoccupazione determinato dall'assenza, nella finanziaria 2009, della proroga delle convenzioni regionali che permettono la continuità lavorativa dei Lsu». In base all'ultimo conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato, sono 36 mila i Lsu presenti in tutto il territorio nazionale, che ricevono un sussidio di circa 500 euro mensili senza contributi previdenziali. Per le RdB, che denunciano «la chiusura del Ministero al confronto sullintera piattaforma e la totale indisponibilità del Governo a rendersi conto della gravissima condizione dei precari Lsu», è indispensabile «una sanatoria, da attuare con assunzioni sostenute da finanziamenti statali e legata alla rideterminazione delle piante organiche che tenga conto dei Lsu già assegnati agli enti locali, per dare diritti e dignità a lavoratori che svolgono servizi essenziali in assenza di un vero contratto di lavoro e privati anche della prospettiva di una pensione». Queste le rivendicazioni avanzate dalle RdB e pienamente condivise anche dai precari montebellesi che si sono uniti alla protesta. L'iniziativa di lotta, a cui ha aderito la quasi totalità dei Lsu-Lpu impiegati presso il comune di Montebello Jonico, vedrà i lavoratori riuniti in assemblea straordinaria permanente fino a giovedì e si concluderà il giorno seguente con un presidio presso il Palazzo del Governo di Reggio Calabria. In quella sede i lavoratori montebellesi, come quelli che presidieranno le prefetture del resto dItalia, presenteranno una petizione e domanderanno al prefetto di farsi da tramite col governo per chiedere la modifica dell'emendamento che, bloccando le stabilizzazioni a partire dal 1 luglio 2009, li rende dei precari a vita. Secondo gli intendimenti delle RdB a questincontro con i prefetti dovrebbero partecipare anche gli amministratori degli enti locali. Bruno Sergi, coordinatore amministrativo dei Lsu-Lpu del comune di Montebello e delegato delle RdB, interpellato sulla questione e su un eventuale presenza dellamministrazione comunale al fianco dei lavoratori ha dichiarato: «il sindaco ed il responsabile del settore amministrativo sono stati informati dell'adesione alla manifestazione di tutti i lavoratori Lpu del Comune di Montebello e contestualmente è stato presentato il manifesto delle iniziative». «Il sindaco Nisi ha continuato il dr. Sergi non più di un anno fa è già stato presente ad una riunione in prefettura con l'allora prefetto De Sena, l'allora assessore regionale al lavoro De Gaetano ed i sindaci dell'Area Grecanica per rappresentare la nostra situazione e sollecitare un intervento forte da parte delle istituzioni. E' auspicabile ha concluso il coordinatore degli Lsu-Lpu montebellesi un suo ulteriore intervento così come quello degli amministratori di altri enti». Parole, queste del delegato sindacale, che sottintendono come un eventuale sostegno alla causa da parte dellamministrazione comunale sarebbe, oltre che gradito, anche rafforzativo delle legittime istanze dei lavoratori. 17 novembre 2008 - Il Mattino di Padova Lo scontro ieri tra corso del Popolo
e via Trieste. Immediata la reazione dei sindacati e delegati Aps Padova - Tram contro unauto ieri mattina intorno alle
10.45. Lincidente è accaduto allincrocio tra corso del Popolo e via Trieste:
il mezzo pubblico stava arrivando dal centro mentre unOpel Zafira proveniva da viale
Codalunga. Uno dei due veicoli non ha rispettato il semaforo o forse ha accelerato quando
stava diventando rosso. Inevitabile limpatto: la parte anteriore del tram è finita
sulla fiancata sinistra della Zafira. Tanta paura ma nessun ferito. Sul posto sono i
vigili urbani con lufficio Mobilità di Aps. 17 novembre 2008 - Varese news Sciopero di 2 ore lunedì 20 novembre alla Honeywell, multinazionale Usa produttrice dei controlli di sicurezza di Palazzo Chigi. Flmu Cub e Fiom contro 8 licenziamentiL'azienda dei tornelli di Brunetta licenzia, i sindacati scioperano Cassano Magnago - Lazienda che produce i tornelli di Palazzo Chigi licenzia, ma i sindacati gridano forte il loro dissenso. Si tratta della Honeywell Srl, multinazionale statunitense con una sede anche a Cassano Magnago (le altre sono a Monza e Roma), specializzata nel controllo e automazione nel settore industriale o domestico, componenti per il settore aeronautico e automobilistico, materiali speciali ad elevate prestazioni. In Italia lazienda occupa circa 400 persone, 80 delle quali impiegate a Cassano in via Tintoretto. Questa mattina buona parte di questi lavoratori hanno manifestato per due ore di sciopero proclamato da Flmu Cub e Fiom Cgil: i sindacati infatti non accettano la possibilità che 8 lavoratori del settore ricerca vengano licenziati. Lazienda infatti vuole portare questo settore in India: dal 24 novembre arriveranno alcuni tecnici indiani che dovranno essere formati dagli esperti italiani in previsione dello spostamento. La procedura di mobilità non è ancora partita per questioni tecniche, ma in 12 sono a rischio, 8 dei quali verranno licenziati. Allo sciopero hanno partecipato in una sessantina di lavoratori: «La multinazionale Honeywell approfitta delle commesse pubbliche e licenzia scaricando sulla collettività i licenziamenti spiegano i sindacati -. Ciò non è condivisibile per questo intendiamo chiedere un piano industriale che salvaguardi le attività presenti e la prosecuzione in Italia della attività eventualmente sostitutive. Non è possibile che una multinazionale non riesca a trovare un settore dove ricollocare 8 persone invece che lasciarle a casa. Faremo altre assemblee: se non ci ascolteranno andremo avanti con altre iniziative d lotta».(t.g.) 17 novembre 2008 - Gazzetta della Martesana NOKIA SIEMENS Fumata nera per
i lavoratori del settore pulizie: l'incontro del 10 novembre non ha prodotto alcun accordo Cassina de' Pecchi - No al taglio del 20 per cento
dell'orario e del salario dei lavoratori. Fumata nera per i lavoratori delle pulizie alla
Nokia Siemens. L'incontro del 10 novembre, infatti, non ha prodotto alcun accordo. 16 novembre 2008 - Corriere di Rieti Niente soldi, 160 ex lsu a rischio Rieti - Nel Reatino sono 160 gli ex Lsu in ansia per il loro posto di lavoro nelle scuole. Il ministero dellEconomia infatti, non ha ancora garantito la copertura finanziaria per la prosecuzione degli appalti con i consorzi per i quali lavorano queste persone che perciò, dal 1° gennaio prossimo, rischiano di restare a casa. I sindacati di base Rdb-Cub, Cobas e Sdl si stanno perciò mobilitando in tutta Italia per avere garanzie certe per il futuro. Nel 2000 sembrava fatta. Dopo anni di precariato con lo status di lsu (lavoratori socialmente utili), per loro una speranza si era aperta. O meglio sembrava essersi aperta. Gran parte di quelli che operavano nelle scuole, infatti, furono assunti dai consorzi privati a cui vennero affidati vari servizi nelle scuole (dalle pulizie fino alla segreteria). Solo che, alla fin fine, la situazione di precariato non è mai cambiata. I contratti vengono rinnovati anno per anno e tra laltro sono per la stragrande maggioranza part-time. I tagli - a detta dei sindacati di base - sono previsti nella legge Finanziaria in discussione in Parlamento e in tutto "mettono a rischio 15mila ex lsu e 3mila co.co.co. che operano nelle segreterie per i quali sono state già avviate le procedure di licenziamento collettivo". I consorzi infatti, non avendo la garanzia della copertura finanziaria, hanno avviato tutte le procedure per la mobilità mettendo in conto il mancato rinnovo degli appalti e perciò lallontanamento dei lavoratori. Lavoratori - specialmente gli lsu - che a quel punto difficilmente potrebbe "ridiventare" lavoratori socialmente utili perché sono usciti dai progetti allepoca in cui furono assunti dagli stessi consorzi. In questa situazione a Rieti - secondo i dati forniti dalla Rdb - verserebbero circa 160 lavoratori. "Chiediamo al Governo di coprire immediatamente gli appalti per il prossimo anno - dice Elisabetta Callari, referente della Rdb per il Reatino - anzi, noi come sindacato autonomo siamo andati sempre oltre chiedendo che questi servizi non vengano più esternalizzati. Costerebbe molto meno assumere queste persone, che svolgono compiti fondamentali nella scuola, piuttosto che continuare con gli appalti esterni, costosi e che soprattutto non danno garanzie ai lavoratori". Per venerdì prossimo è stata organizzata una giornata di sciopero dei lavoratori che si trovano in questa situazione. Mobilitazione quella degli ex Lsu della scuola che si incrocia, manco a farlo apposta, con quelle degli ex "colleghi" lsu che per tutta la prossima settimana si asterranno dal lavoro, timbrando comunque il cartellino per poi convocare assemblee sindacali permanenti nei luoghi di lavoro. Nel contempo partirà una petizione di solidarietà. Firme che saranno poi consegnate ai vari Prefetti - compreso quello di Rieti - venerdì prossimo. Il motivo della mobilitazione degli lsu - lavoratori senza contratto e senza contributi (nelle imprese sarebbero considerati in nero) - è la mancanza di garanzie rispetto alla proroga semestrale del progetto. Ad oggi non ci sarebbero i fondi governativi - secondo la Rdb - per attuarla. Inoltre i lavoratori socialmente utili protestano anche contro leliminazione di quelle misure che garantivano e facilitavano in qualche modo la stabilizzazione e che invece sarebbero state congelate dallattuale Governo fino al prossimo giugno. 16 novembre 2008 - Il Messaggero Si annuncia una settimana di fuoco
nei Comuni del Reatino... Rieti - Si annuncia una settimana di fuoco nei Comuni del
Reatino. I tantissimi lavoratori socialmente utili che garantiscono il funzionamento degli
Enti locali della provincia di Rieti, da domani al 21 novembre, attueranno lo sciopero
bianco. Spegneranno i computer, scenderanno dagli scuolabus, appenderanno i grembiuli,
poseranno scope e piumini ed entreranno in assemblea straordinaria permanente per una
settimana, con lobiettivo di raccogliere le firme che il 21 novembre saranno
consegnate al prefetto di Rieti, Silvana Riccio. 16 novembre 2008 - Corriere del Veneto Manifestazione in città TREVISO Contro il razzismo, per i diritti sociali degli immigrati: «Non pagheremo noi per la vostra crisi», questo lo slogan dietro il quale si sono riunite e hanno sfilato circa duecento persone ieri pomeriggio nel cuore di Treviso. Una manifestazione di protesta organizzata dall'Ubik Lab e dall'associazione per i diritti dei lavoratori a cui hanno preso parte in gran numero extracomunitari che vivono e lavorano nella Marca. A sorvegliare i manifestanti un imponente dispiegamento di forze dell'ordine: polizia ferroviaria, carabinieri, agenti della questura (presente anche il questore Damiano), vigili urbani. «Anche se siamo qui da tanto tempo, dobbiamo aspettare due anni per ottenere un permesso di soggiorno»: questo uno dei leit motiv che hanno animato il corteo, partito dalla stazione ferroviaria per arrivare in piazza Duomo, passando per via Manin. «L'onda vi travolgerà», «Anche io sono bello, giovane e abbronzato», «Nessun uomo è illegale»: sono alcuni dei cartelli apparsi durante la sfilata. Sul banco degli imputati anche le classi separate per gli stranieri e la cultura della «tolleranza zero». «A Treviso la situazione del rilascio dei permessi di soggiorno è vergognosa ha dichiarato Sergio Zulian di Adl senza contare le difficoltà che hanno molti immigrati, magari costretti ad un lavoro interinale, con difficoltà a pagare l'affitto». Qualche attimo di tensione in piazza Duomo, dov'era previsto il sit-in: i partecipanti avrebbero voluto continuare fino alla Loggia dei Cavalieri nonostante il parere contrario delle forze dell'ordine. Un compromesso si è raggiunto quando i manifestanti hanno accettato di attraversare il Calmaggiore dopo aver arrotolato striscioni e bandiere.(S.P.) 16 novembre 2008 - Caserta news Rdb-Cub: "Messaggi De Luca su Lira TV sono gravissimi" Salerno "I messaggi lanciati dal Sindaco De
Luca su Lira TV sono gravissimi. Tutto bene quando si tratta di pomposa celebrazione del
suo doveroso operato. La politica è anche il suo mestiere. Tutto bene quando esalta
l'applicazione efficiente che riesce a dare al suo mandato con risultati che danno
concretezza alla sua retorica. Buca lo schermo e fa sognare la Salerno protesa nella
gloria della storia urbanistica europea. Intollerabile e senza scuse sono le piroette
linguistiche che gettano l'ordine inquietante della repressione su ogni forma di dissenso,
anche quello formalmente legittimo. Invocare il licenziamento in tronco ai lavoratori che
protestano è l'ennesima espressione autoritaria che lo denuda rispetto alle sue
capacità, per esempio, di contrastare lo scempio operato su Salerno dalla politica
regionale della sanità. Conosciamo bene le sue accese battaglie politiche che diventano
azioni dure ed efficaci sui deboli "molestatori" ma chiacchiere contro i potenti
burattini politicanti e contro le loro smisurate corruzioni. Anzi, le guerre intestine, i
balletti e i picchetti di onore si sprecano quando poi dentro e fuori dal suo ruolo
istituzionale di Sindaco, governa tutte le relazioni con il sistema politico e le
investiture che quel sistema gli affida. Se poi le relazioni sindacali dentro il Comune di
Salerno sono problematiche per dei semplici passaggi di stanza dei lavoratori, ancora più
preoccupante è la sua ammissione di un livello di rappresentanza sindacale che lo
imprigiona, lo sottomette e lo depotenzia. I conti non tornano e non tornano mai per i
lavoratori cui viene espropriata ogni partecipazione reale ai processi decisionali che
impattano sull'organizzazione del lavoro, sul loro salario, sulle assunzioni e su tutto
ciò che viene offerto come alternativa alla disoccupazione: la precarietà spietata e lo
sfruttamento a tempo indeterminato. Il controllo dei lavoratori si paga caro e salato,
magari in cambio di una banale ma potente compiacenza agnostica del bilancio comunale.
Quello che succede in Alitalia è che il sistema confederale del sindacato italiano ha
perso il controllo dei lavoratori e questo preoccupa non solo il sindaco di Salerno ma
tutta la politica nazionale. Fanno bene a preoccuparsi perché stavolta la crisi economica
non è un venticello ciclico ma un uragano di proporzioni immense che ha bisogno si di
rigore, ma di vero rigore verso i grandi e i potenti che hanno la responsabilità di
fermare i processi di precarizzazione ed impoverimento diffuso che da tempo dilagano nella
nostra società. E' molto più semplice trasformare la struttura e la forma di una città
che il suo livello di equità e giustizia sociale. E' fin troppo semplice semplice
picchiare sui lavoratori e non sui responsabili dello sciacallaggio dei beni e delle
risorse pubbliche. Con la repressione si condizionano i comportamenti ma, allo stesso
tempo, s'incendia l'insofferenza di chi subisce le crisi economiche, di chi vede ristretti
gli spazi della libera espressione, di chi fa parte dell'impoverimento generale dello
stato sociale. Chi sciopera, chi protesta, chi sente l'operazione del Maestro Daniel Oren
come uno sfregio alla miseria e non un'operazione culturale di prestigio, ha bisogno di
risposte serie e non di sberleffi televisivi avallati da un saccente giovanotto che pensa
di fare il libero giornalista ma che non si rende conto di essere la prima vittima dello
sfruttamento, fisico e mentale, imposto a lui e alla sua piccola redazione di
provincia." 16 novembre 2008 - La Nuova Ferrara Lassemblea degli autisti Acft
iscritti ai sindacati di base Ferrara - «Numerose perplessità dovute al nuovo assetto
dellazienda futura, cioè lAtc». E questa la valutazione prevalente
emersa dallassemblea di Rbd Cub, svoltasi nei giorni scorsi sul tema della fusione
tra Acft e lazienda bolognese. Al centro della discussione: la salvaguardia del
posto di lavoro è stata posta al primo punto delle aspettative, la clausola sociale (il
diritto di essere comparati contrattualmente con i colleghi di Bologna), la modifica
dellassetto organizzativo (orari, turni di lavoro, riposi) «per la quale è stata
sollecitata lapertura di un confronto, su un tavolo aperto tra Comune, Provincia,
Acft e Atc, con la presenza dei lavoratori». 16 novembre 2008 - La Tribuna di Treviso In 200 al corteo contro tagli,
razzismo, crisi Treviso - Hanno sfilato in oltre 200 ieri pomeriggio dietro
lo striscione «Non pagheremo noi la vostra crisi». Rappresentanti del centro sociale
Ubik Lab, lavoratori ma soprattutto tanti immigrati di varie etnie. Tutti uniti nel corteo
che dalla stazione ha attraversato il centro storico per fermarsi prima al Duomo e poi
sotto la Loggia dei Cavalieri. Una manifestazione pacifica, che ha creato attimi di
tensione solo davanti alla cattedrale quando le forze dellordine hanno stretto un
cordone per controllare il movimento dei manifestanti. 16 novembre 2008 - Il Giornale di Vicenza SINDACATI. Comunicato con la Uil
contro la Cgil Vicenza - Le elezioni delle rappresentanze sindacali in
seno alle Ferrotranvie vicentine, per le quali la Filt Cgil ha comunicato di aver ottenuto
una larga maggioranza, ha subito dato il via alle polemiche. Contro la Cgil si sono mosse
la Cisl, la Uil e la Faisa Cisal, i cui segretari provinciali hanno diffuso un comunicato.
|