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Il Sindacato di Base e Indipendente

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21/11/08

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dicono di noi - le notizie
dal 16 al 20 novembre 2008


20 novembre 2008 - Apcom

Scuola/ Domani sciopero nazionale ex Lsu, a Roma corteo
Rdb-Cub: Governo eviti loro licenziamento

Roma, 20 nov. (Apcom) - Sciopero nazionale domani degli ex lavoratori socialmente utili (Lsu) dipendenti delle ditte appaltatrici ed i co.co.co. del mondo della scuola. Dopo le mobilitazioni della scorsa settimana in decine di città del centro-sud con presidi ed incontri presso le prefetture, venerdì sarà giornata di sciopero nazionale, indetta da RdB-Cub, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale. I lavoratori, impegnati nelle pulizie e nelle segreterie di oltre 400 tra direzioni scolastiche e istituti superiori, protestano perché i ministri Gelmini (Istruzione) e Tremonti (Economia) "non hanno ancora predisposto nella Finanziaria 2009 le risorse economiche necessarie alla continuità dei servizi, incuranti delle drammatiche conseguenze che i tagli dei finanziamenti alle scuole produrranno con il licenziamento di 18.000 tra dipendenti dei consorzi e co.co.co. (tutti ex lsu) e con concrete possibilità di chiusura degli istituti scolastici". La RdB-CUB chiede l'inserimento in Finanziaria delle risorse necessarie per evitare i licenziamenti di questi lavoratori, una vera stabilizzazione attraverso l'internalizzazione dei servizi e l'assunzione diretta di tutti gli ex Lsu. Domani, in diverse città d'Italia, sono previste numerose iniziative di mobilitazione: a Roma dalle ore 10 presidio davanti al Ministero del Lavoro, da cui partirà un corteo fino al Ministero dell'Economia; a Cagliari presidio dalle ore 10 in piazza del Carmine, di fronte alla sede del Rappresentante del Governo; a Palermo dalle ore 10 presidio in Piazza Indipendenza, sotto la sede della Regione Sicilia. Assemblee dei lavoratori si svolgeranno inoltre in tutte regioni.


20 novembre 2008 - Dire

COMUNE BOLOGNA. RDB: COFFERATI STIA CON L'ANCI, DISOBBEDISCA
BETTI: E' L'UNICA STRADA, NON APPROVARE IL BILANCIO DEI TAGLI

(DIRE) Bologna, 20 nov. - "Cofferati obbedisca all'Anci". Di fronte all'ipotesi di 'disobbedire' al Governo non approvando il bilancio comunale, il sindacato di base Rdb torna alla carica. La richiesta era partita infatti dal sindacato qualche settimana fa, non appena si erano fatti i primi calcoli sui tagli da fare. "Come gia' avevamo detto nei giorni scorsi l'unica strada possibile per contrastare i tagli al Governo e' la disobbedienza, esattamente come chiede l'Anci: non approvare il bilancio entro il 31 dicembre- scrive in una nota Massimo Betti delle Rdb- Nei giorni scorsi diversi politici hanno etichettato la nostra posizione come irresponsabile. Ora, di fronte alla richiesta dell'Anci nazionale, tacciono". Il bilancio del Comune di Bologna "non puo' produrre tagli al welfare e non deve attuare politiche contro la precarieta' e il caro vita- prosegue la nota- Esattamente cio' che non sta avvenendo. Sono infatti disattesi molti degli impegni presi negli accordi siglati con RdB/Cub in tema di bilancio. La precarieta' non deve esistere nel comune di Bologna".

ATC BOLOGNA. DOMANI SCIOPERO DEI BUS E TRE CORTEI

(DIRE) Bologna, 20 nov. - Bus fermi per lo sciopero e tre cortei per la citta'. Sono le iniziative che saranno attuate domani dai lavoratori di Atc, che incrociano le braccia. Le motivazioni sono diverse, come elencano in una nota le organizzazioni sindacali (cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl, Sdl e Cub): "rottura del confronto sul rinnovo del contratto integrativo aziendale; minaccia di revocare il Premio di risultato (560 euro pro capite); totale indisponibilita' a riconoscere ogni altro aumento economico o miglioramento lavorativo; scorporo del Reparto Sosta tra poche settimane senza alcuna garanzia per i lavoratori; fusione al buio con l'Azienda di Ferrara (Acft)". In occasione dello sciopero i lavoratori di Atc organizzano anche una manifestazione con tre cortei che partiranno da tre punti diversi della citta' per ricongiungersi poi tutti in via dell'Indipendenza, all'altezza di via dei Mille, e raggiungere dopo piazza del Nettuno dove "una delegazione sara' ricevuta dallo staff del Sindaco Cofferati".

LAVORO. CUB:SABATO SCIOPERO E MANIFESTAZIONE A IKEA ANAGNINA

(DIRE) Roma, 20 nov. - Sabato si terra' lo sciopero dei lavoratori Ikea nell'unita' produttiva di Roma Anagnina dalle 11 alle 15. Ad annunciarlo e' la Flaica Cub. "I lavoratori- spiega Giancarlo Desiderati- scioperano perche' l'azienda, al contrario dei principi etici diffusi sulle pubblicita', sta applicando invece esempi di sfruttamento del lavoro senza pari nel panorama, anche esacerbato, delle altre multinazionali di vendita al minuto ad esempio: lavoratori messi in sospensione e non retribuiti dal medico aziendale nonostante l'attestazione di idoneita' dei medici Asl, lettere di contestazione disciplinare nei confronti dei dipendenti usando futili e pretestuosi motivi come un solo minuto di ritardo". "Questo avviene- si legge in una nota- in una multinazionale che vende i propri prodotti con prezzi quasi eguali nelle varie nazioni europee mentre in Italia gli stipendi dei dipendenti sono all'ultimo posto in Europa arrivando (dato che al 70% i lavoratori rimangono part-time a 16 o 20 ore) a stipendi quasi cinesi.... malgrado l'azienda vanti profitti come nessun'altra azienda in Europa". La manifestazione che si terra' davanti all'unita' produttiva sara' caratterizzata dalla presenza dei dipendenti tutti in divisa con i sarcastici slogan tratti dalle pubblicita' proprie di Ikea ("Ikea, lavoratori italiani, mobili svedesi, stipendi cinesi") e si terra' uno spettacolo teatrale, musica, animazioni e centro ristoro.


20 novembre 2008 - Ansa

SCUOLA: DOMANI SCIOPERO EX LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI

(ANSA) - ROMA, 20 NOV - Gli ex Lsu (lavoratori socialmente utili) dipendenti delle ditte appaltatrici e i Co.co.co. della Scuola domani incroceranno le braccia. Lo sciopero nazionale è stata indetta da RdB-Cub, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale. I lavoratori, impegnati nelle pulizie e nelle segreterie di oltre 400 tra Direzioni scolastiche e istituti superiori, protestano «perchè i Ministri Gelmini e Tremonti non hanno ancora predisposto nella Finanziaria 2009 le risorse economiche necessarie alla continuità dei servizi, incuranti delle drammatiche conseguenze che i tagli dei finanziamenti alle scuole produrranno con il licenziamento di 18.000 tra dipendenti dei consorzi e Co.co.co. (tutti ex LSU) e con concrete possibilità di chiusura degli istituti scolastici». In concomitanza con le 24 ore di sciopero sono previste numerose iniziative di mobilitazione. A Roma è in programma, in mattinata, un presidio davanti al Ministero del Lavoro da cui partirà un corteo fino al Ministero dell'Economia.

COMUNI: MILANO; SCIOPERO CIMITERI,NO A 'BUSINESS SU DEFUNTI'

(ANSA) - MILANO, 20 NOV - I cimiteri di Milano rischiano di restare chiusi per un'intera giornata il 27 novembre prossimo. I sindacati confederali e le sigle di base Csa, Sdl, Rdb e Diccap hanno infatti proclamato per quella data una giornata di agitazione all'insegna dello slogan 'No al business dei defuntì per contrastare la nascita di Misef, l'azienda speciale alla quale il Comune intende conferire i servizi funebri. Per i rappresentanti dei lavoratori, riuniti oggi in assemblea al Cimitero Maggiore, la nuova società, su cui oggi inizia la discussione nell'aula di palazzo Marino, non solo mette a repentaglio il futuro degli addetti, oggi dipendenti comunali, ma comporterebbe un vertiginoso aumento delle tariffe per i cittadini. «Il piano finanziario allegato alla delibera - ha affermato Adriano Sgro, segretario generale della Cisl-Fp di Milano - non è realistico. Paradossalmente il Comune fa una privatizzazione non per favorire la concorrenza del mercato e abbassare le tariffe, ma per aumentarle: questa è una operazione di cannibalizzazione sulle pelle dei cittadini».


20 novembre 2008 - La Provincia di Varese

BUSTO ARSIZIO. «Servo, servo di Berlusconi, servo di m...»...
di Laura Campiglio

BUSTO ARSIZIO - «Servo, servo di Berlusconi, servo di m...». A far da contraltare ai fiori bianchi e rossi, al pranzo di gala, ai sorrisi, alle pacche sulle spalle e alle strette di mano di circostanza, ci sono state anche le proteste. Che hanno assunto toni accesi in un unico momento: quando il ministro della Giustizia Angelino Alfano, arrivato in tribunale da via Volturno così da 'dribblare' i manifestanti che lo attendevano invece in largo Giardino, è entrato a Palazzo e si è beccato qualche fischio, oltre agli epiteti di cui sopra. In piazza anche i lavoratori del tribunale bustese, contrari ai continui tagli al personale.
i soliti ignoti
Autori del gesto, tre manifestanti che gli organizzatori del corteo, prendendone le distanze, tengono a definire 'autonomi'. Non appartenenti, quindi, al coordinamento «E adesso ammazzateci tutti», e nemmeno all'associazione «Liberi di pensare», promotori della manifestazione di protesta a cui hanno partecipato anche Pd, Idv, Prc, Alterlist e il Meet up di Beppe Grillo. Al corteo, partito alle 11 da piazza San Giovanni inalberando un significativo striscione listato a lutto con la scritta «La legge è uguale per tutti», è stato permesso di arrivare solo fino a Largo Giardino, ben lontano dalla zona transennata oltre la quale poteva entrare solo chi era stato invitato alla cerimonia del taglio del nastro. Il che vuol dire che, urla a parte, il ministro e i dimostranti non si sono incrociati.
sognando il referendum
«Siamo stati un po' confinati in un angolo - ammette Massimo Brugnone, portavoce di "E adesso ammazzateci tutti" - ma per noi era comunque importante esserci per dire no al lodo Alfano, che di fatto sancisce l'impunità per le quattro più alte cariche dello Stato. Il lodo va abrogato: siamo qui anche per invitare i cittadini a sottoscrivere la raccolta firme per chiedere il referendum». Alla manifestazione hanno partecipato una cinquantina di persone.
personale in piazza
Altra protesta andata in scena ieri, quella del personale amministrativo di viale della Gloria: «Dal 1994 a oggi la giustizia ha subito tagli di personale pari a 15 mila lavoratori mai sostituite - fa notare il sindacalista Giovanni Scialdone (Rdb Cub giustizia) - mentre dal 2000 le risorse economiche per le spese come bollette, carta e penne sono state tagliate del 50%».
Lapidaria la risposta del ministro Alfano: «Il diritto alla protesta è sacrosanto. Poi c'è chi protesta e chi lavora: noi siamo qui a lavorare».


20 novembre 2008 - Il Tempo

Trasporto scolastico, assistenti scioperano un giorno
Dopo settimane di mobilitazione contro il bando di concorso redatto dal Comune di Fiumicino che prevede la privatizzazione del servizio di accompagno sugli scuolabus, le assistenti hanno deciso di scioperare un'intera giornata
di Giulia Bianconi

FIUMICINO - L'astensione dal lavoro inizierà giovedì prossimo alle 15.30 e terminerà il giorno seguente alla stessa ora così da permettere alle insegnanti di manifestare ancora una volta davanti alla sede comunale di via Portuense. «Le maestre sostenute dai comitati dei genitori di Fiumicino - hanno fatto sapere dalla Rdb-Cub, sigla sindacale che sostiene le assistenti - si vedono costrette allo sciopero di fronte all'insensibilità della Giunta Canapini che, con la complicità di Cgil Cisl Uil e indifferente alle richieste dei suoi stessi concittadini, ha deciso di privatizzare il servizio sbarazzandosi delle lavoratrici». A detta del sindacato «il bando di gara non lascia infatti nessuna speranza alle dipendenti comunali che dopo tanti anni di precariato vengono messe alla porta senza altra opportunità di lavoro».


20 novembre 2008 - Il Resto del Carlino

BUS, OGGI NUOVO SCIOPERO E’ IL QUINTO DA METÀ SETTEMBRE

Bologna - ANCORA DISAGI in vista per gli utenti degli autobus dell’Atc: domani, infatti, è in programma uno sciopero, ed e’ il quinto da meta’ settembre. A proclamarlo sono le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Cub-Trasporti. Llo sciopero si svolgera’ dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio.


20 novembre 2008 - Metro

Sciopero dei mezzi a Bologna

Bologna - Domani sciopero del trasporto pubblico, proclamato dai confederali e inoltre da Ugl, Sdl e Cub-trasporti. Per il personale viaggiante di Atc nei settori urbani ed extraurbani, gli orari di astensione sono 8.30- 16.30 e 19.30-fine servizio. Garantite le corse con partenza fino alle 8.15 e fino alle 19.15. E garantiti, inoltre, i servizi "riservati scolastici".


20 novembre 2008 - Il Bari

LA PROTESTA
Gli immigrati a Bari rivendicano i diritti

Bari - Lo Sportello immigrati RdB-Cub ha organizzato per sabato prossimo, alle 9,30, la manifestazione "We can". Gli immigrati protesteranno contro «l’assenza di strutture di seconda accoglienza, la carenza di organico negli uffici della Questura per il rilascio di permessi di soggiorno e la scarsa attenzione del Comune ai problemi dei lavoratori ambulanti».


20 novembre 2008 - Il Messaggero

Viterbo. Tre proposte per salvare tutti i 25 posti di lavoro alla Vetralla Servizi...

Viterbo - Tre proposte per salvare tutti i 25 posti di lavoro alla Vetralla Servizi. Sono le carte che i sindacati hanno giocato ieri al tavolo del sindaco Massimo Marconi, chiamato a valutare qual è l’opzione economicamente meno dispendiosa per il Comune. Una prima svolta positiva nell’intricata vicenda della municipalizzata, dopo l’intervento dell’assessore regionale alle Politiche del lavoro, Alessandra Tibaldi, che ha risposto alla richiesta d’aiuto. «Un incontro che attendevamo da tempo», hanno commentato Massimiliano Venanzi (Filcams-Cgil), Giorgio Petroselli (Fisascat-Cisl), Maria Elvira Fatiganti (Uil-Tucs), Lino Rocchi (Rdb) e Paola Selvaggini (Ugl) dopo la riunione. «Il sindaco - dicono - si è scusato per non averci convocato prima, ma l’importante è essersi confrontati, dimostrando di avere un obiettivo comune: salvaguardare i livelli occupazioni. Di licenziamenti non abbiamo parlato».
Tre le soluzioni prospettate ed elaborate con la Regione, disponibile a mediare tra le parti. Soluzioni su cui i sindacati mantengono il riserbo fino alla prossima riunione. «Il punto - concludono - è uno solo: se c’è la volontà politica, possiamo uscirne. Il sindaco ha ribadito che lavorerà con noi per salvaguardare i lavoratori». Anche in vista della scadenza della cassa integrazione per 12 dipendenti. Che però sembrano non fidarsi più: alcuni di loro ieri hanno alzato i toni verso i sindacalisti.

Rieti. «Un allungamento dei tempi»...
di ALESSANDRA LANCIA

Rieti - «Un allungamento dei tempi», insomma, «solo un po’ di ritardo rispetto al termine che ci eravamo dati che era metà ottobre»: gliela incarta così la "novità", il presidente Fabio Melilli ai 124 lavoratori socialmente utili della Provincia ai quali ancora il 5 agosto, solo per stare all’ultima volta, aveva garantito la stabilizzazione in una delle società dell’ente entro l’anno oppure 30mila euro di "buonuscita".
In realtà non sono le settimane di ritardo a fare la differenza ma i soldi che la Regione si era impegnata a mettere nel capitolo "assorbimento dei precari" e che al momento non ci sono. Vero, c’è stato il taglio dei fondi governativi e il ritardo nel loro trasferimento «ma ora l’assessore regionale Tibaldi mi garantisce che quei soldi sono stati accreditati, quindi aspettiamo atti conseguenti nella finanziaria regionale di prossima discussione». Intanto, però, c’è da scegliere se restare lsu o chiudere con i lavori socialmente utili «e farlo subito, anche domattina, senza aspettare il bando della Regione. Lo dobbiamo sapere per vedere come distribuire il personale che resta nelle nostre società, che prima del 22 ottobre hanno deliberato ciascuna l’assunzione di un numero tot di lsu». I soldi della Regione (20mila euro a lavoratore più la metà dei contributi) serviranno per avviare e incardinare quelle società, ancora scatole vuote visto che le uniche caselle ad essere piene già da un po’ sono quelle dei rispettivi consigli di amministrazione.
E qui veniamo all’altro problema: «Il rischio di creare società solo per captare personale c’è - dice Melilli - ma io non voglio ripetere errori già fatti con le multiservizi regionali. Lavoro da fare ce n’è e noi lo moduleremo per pacchetti così da riempire di funzioni le società. Poi semmai il problema sarà come colmare le lacune che si verranno ad aprire nei ranghi della Provincia». Da fare ce n’è, con i passi carrabili che aspettano di essere censiti, le caldaie controllate (e le rispettive spettanze riscosse), la cartellonistica stradale rimodulata, i sentieri naturalistici e turistici da armonizzare, il Cammino di Francesco da mantenere, i villaggi della Protezione civile da gestire. Eccole le magnifiche sorti progressive del reatino, da affidare a quelle società cui la Provincia demanda l’assorbimento degli lsu non potendoli assumere tutti e adesso (subito suonerebbe un po’ come una presa in giro dopo 10, 12 anni di servizio).
«Cosa avrei dovuto fare, assumervi e poi farmi denunciare per aver violato la legge? Oppure mettere tutti dentro e fare bancarotta domani?». In piccionaia i lavoratori ascoltano, ribattono, chiedono, mugugnano e Melilli ha buon gioco nel ricondurre tutto nell’alveo del buon presidente di famiglia che tutto ascolta e tutto compone. Persino il lavoratore della comunità montana del Velino imbucato, che parla in nome e per conto della Rdb si becca i rimbrotti dei colleghi reatini. Non va meglio al consigliere provinciale Paolo Trancassini, che insieme a Gianfranco Gatti, Michele Nicolai e Vincenzo Lodovisi assiste all’incontro: accenna alla difficoltà di fare scelte senza conoscere le alternative, ma quando si dilunga appena un po’ sulla querelle tra Provincia e territorio c’è chi lo stoppa: «Aho, la politica andatela a fare da un’altra parte».


20 novembre 2008 - Bari live

Manifestazione - corteo della Sinistra cittadina
Bari contro il razzismo
La stampa cattolica ha già definito indegne le norme sulla sicurezza del Governo Berlusconi, fra le quali rientrano le disposizioni in materia di migranti

Bari - Si terrà Sabato 22 novembre, ore 9.30, promossa da diverse realtà politiche e associative, una manifestazione corteo sui temi dell’immigrazione. Come è noto la Città di Bari è fortemente coinvolta da questa problematica in quanto sede sia del CPT che del Cara (per i richiedenti asilo), che creano numerose ricadute sull’intera collettività. Assenza di strutture di seconda accoglienza, carenza di organico negli uffici della Questura di Bari per il rilascio di permessi di soggiorno, scarsa attenzione dell’amministrazione comunale alle problematiche dei lavoratori ambulanti, sono solo alcuni dei problemi che le associazioni di volontariato affrontano quotidianamente per aiutare i cittadini migranti residenti in città. Per questi motivi un ampio fronte di associazioni, forze politiche e comunità migranti residenti in città ha promosso una manifestazione - corteo per sabato 22 novembre a Bari dalle ore 9.00 , in piazza Umberto. "Ancora più gravi sono i contenuti del pacchetto sicurezza, che ora è all'esame del Senato" ha dichiarato Sabino de Razza Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista - " che rappresentano un atto di vero razzismo istituzionale. Non altrimenti si può definire un disegno di legge che prevede una tassa di 200 euro per chi chiede il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno; l'allungamento del periodo di permanenza nei centri di identificazione fino a 18 mesi, anche per i bambini ed i minori; l'arresto o la multa fino a 10.000 euro per chi entra irregolarmente in Italia; anni di carcere per l'immigrato espulso che venga trovato di nuovo nel nostro paese; esami di conoscenza della lingua italiana per i nuovi ingressi; il permesso di soggiorno a "punti" per gli stranieri ". A queste norme, che la sinistra giudica già pesantissime, vanno aggiunte altre disposizioni quali l'obbligo per le agenzie di denunciare gli immigrati irregolari che spediscono soldi alle loro famiglie. "Ma neppure questo basta alle forze più xenofobe di questo governo; la Lega infatti è tornata alla carica con una serie di emendamenti con cui chiedono, ad esempio, di bloccare per due anni i decreti flussi e la concessione di nuovi permessi di ingresso, vista la "crisi economica"; l'obbligo per i senza fissa dimora di dichiarare un domicilio pena il divieto di accesso ai servizi sociali, sanitari, ecc ; l'obbligo per i medici di denunciare i pazienti extracomunitari irregolari; il requisito di 10 anni di residenza per gli immigrati che vogliono partecipare ai bandi per le case popolari; l'arresto fino a 6 mesi e multe fino a 3.000 euro per chi circola con il volto coperto dal velo; prestazioni sanitarie a pagamento,anche quelle di pronto soccorso, per gli irregolari" - continua De Razza. "Se a questo aggiungiamo la proposta della Lega Nord, fatta propria dalla Ministra Gelmini di classi differenziali per i bambini ed i ragazzi che non superano il test di ammissione nelle scuole, appare chiaro il proposito di questo Governo di marginalizzare e criminalizzare i migranti, senza distinzione di età o sesso, regolari e non".
Alla Manifestazione hanno aderito: Comunità Migranti Bari, Bangladesh, Senegal, Marocco, Pachistan, Algeria, Circolo Rifondazione Comunista sez. Marx Bari,Rifondazione comunista circolo B. Petrone Bari, Sabino De Razza e Paolo Marra Consiglieri Comunali, Rete 28 aprile CGIL, Federazione Regionale RdB-CUB, Partito dei Comunisti Italiani sez.Bari R.Scionti Bari, Sinistra Critica Bari, Collettivo studenti Scienze Politiche,Rete Legalità e Diritti Negati Bari, Sinistra Democratica Bari.Sportello Immigrati RdB-CUB - VIA De Napoli 3/a tel. 080 5422875 - sportelloimmigratiba@libero.it


20 novembre 2008 - Agrigento notizie

Agrigento, i vvf presto alla zona Asi

Agrigento - Dopo un incontro con i sindacati Cgil, Cisl, Rdb e Confsal, il presidente dell'Asi di Agrigento, Stefano Catuara, sta volgendo al termine l'iter burocratico che porterà alla ristrutturazione della sede dei vigili del fuoco nella zona nord della città, con la consegna dei lavori alla ditta appaltatrice.


20 novembre 2008 - Il Giorno

Fra cassa integrazione e scioperi all’Alfa torna lo spettro chiusura
Lo stop andrà dal 15 dicembre all’11 gennaio, stamattina presidio
di ROBERTA RAMPINI

ARESE — TORNA LO SPETTRO della cassa integrazione e tornano gli scioperi, sotto il Biscione dell’Alfa Romeo di Arese. Martedì pomeriggio la Fiat, nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali nazionali, ha reso noto il calendario delle chiusure obbligate in tutti gli stabilimenti del Gruppo a causa dell’andamento negativo del mercato automobilistico. Ad Arese, dove sono rimasti 750 lavoratori legati a Fiat Auto e Powertrain, impiegati nella progettazione, sperimentazione, parte commerciale e centro stile, la «mente pensante» del Gruppo si fermerà dal 15 dicembre all’11 gennaio. Immediata la risposta delle parti sociali, lo Slai Cobas ha annunciato uno sciopero di quattro ore per questa mattina, dalle 6 alle 10, con presidio davanti alla portineria. La cassa integrazione, ovviamente, alimenta nuove preoccupazioni sul futuro dello stabilimento milanese, «a prima vista sembrerebbe la stessa cosa che avviene negli altri stabilimenti ma non è così - spiega Carlo Pariani, della FlmUniti Cub di Arese - con la scusa della crisi generale Fiat sta iniziando lo smantellamento di quel che rimane ad Arese. Infatti alle continue richieste di spiegare i progetti sul futuro dello stabilimento l’azienda continua a tacere e questo silenzio non promette nulla di buono». Il sindacato di base chiederà un incontro all’Assolombarda per discutere la vicenda della cassa integrazione. «Sarà anche vero che il mercato dell’auto è in difficoltà però la crisi del marchio Alfa risente del disimpegno della Fiat - conclude Pariani -. In Italia le produzioni vanno a picco perché le macchine che si vendono, la Panda, la 500, il Doblò, si fanno all’estero mentre a noi lasciano le briciole. Infine la Fiat continua a confermare l’utile di bilancio scaricando i costi della crisi sui lavoratori. SU TUTTO QUESTO dovrebbe intervenire il Governo se vuole salvaguardare non solo la borsa ma i lavoratori italiani". Dipendenti Fiat, ma non solo. Nell’area industriale ex Alfa Romeo, l’autunno sindacale caldo è solo all’inizio. Ieri mattina, i 73 dipendenti della Rina srl, una società di servizi che si è insediata nell’area industriale aresina ex Fiat e ha assunto ex operai della carrozzeria, hanno fatto due ore si sciopero con blocco della strada, dalle 8 alle 10, per protestare contro gli annunciati licenziamenti. «A gennaio - quando scade l’appalto con l’Abp, proprietaria dell’area, la Rina licenzierà i lavoratori - spiega Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale dei Cobas - ancora una volta sono stati "beffati" da accordi che non vengono rispettati. Non possiamo stare zitti di fronte a tutto ciò».


20 novembre 2008 - Cronaca Qui

Flaica Cub: "Le esternalizzazioni provocano il degrado degli automezzi"
Un presidio davanti all'Amsa di Milano contro la riorganizzazione dei servizi

Milano - Un presidio davanti alla sede dell'Amsa di via Olgettina si ètenuto oggi a Milano. La mobilitazione della FLAICA CUB del Gruppo AMSA ha contestato le esternalizzazioni delle officine che provocano il degrado del parco automezzi. "Il sindacato - hanno detto - è contrario anche alle riorganizzazioni dei servizi, che aumentano i ritmi di lavoro e determinano minori risultati in termini di pulizia, in particolar modo nelle periferie". Altri obiettivi dei lavoratori della FLAICA CUB del Gruppo AMSA, oltre alla lotta al clientelismo, sono la difesa, e l’estensione, della raccolta differenziata, e per il miglioramento di efficacia ed efficienza dei servizi per la città di Milano.(GM)


19 novembre 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. SCIOPERO RDB MARTEDI', DOMANI PRESIDIO

(DIRE) Bologna, 19 nov. - Il sindacato di base prepara lo sciopero di 24 ore proclamato all'Aeroporto di Bologna per martedi' 25 novembre con un presidio che domani si terra' dalle 10 alle 13 nell'atrio partenze. Rdb-Cub mobiliteranno nuovamente i lavoratori delle societa' che operano all'interno dello scalo (Sab, Bas, Marconi Handling, Giacchieri, Koop Service) per protestare contro il mancato riconoscimento della sigla (esclusa dai tavoli di concertazione), ma anche contro il sistema di organizzazione del lavoro "che ha peggiorato le condizioni del personale". Preoccupati anche per le ricadute del piano industriale elaborato dal management del marconi e in aperto contrasto con la linea seguita dai confederali, Rbd-Cub in occasione del presidio distribuira' ai passeggeri dei volantini per informarli della situazione e spiegare che le responsabilita' dei disagi vanno attribuiti "all'incapacita' dell'attuale dirigenza di organizzare le risorse, bilanciare i carichi di lavoro e adeguare le strutture".

SCUOLA BOLOGNA. CUB TORNA IN PIAZZA CONTRO LA LEGGE GELMINI
DOPODOMANI SIT IN A PORTA RAVEGNANA DALLE 17 ALLE 19

(DIRE) Bologna, 19 nov. - La Cub Scuola chiama a raccolta tutti i lavoratori del mondo dell'istruzione e lancia un nuovo appello per riprendere la mobilitazioni anti-Gelmini. I sindacati di base si ritroveranno dopodomani dalle 17 alle 19 in piazza di Porta Ravegnana, per "informare la cittadinanza di quanto accade nella scuola e della nostra volonta' di non smobilitare". "Faremo sentire a Gelmini che non basta il voto di 162 'portaborse' per piegare la resistenza della scuola", spiega, in una nota, la Cub. Il sindacato chiede con forza "l'abrogazione della legge 169 e dell'articolo 64 della legge 133, l'assunzione di tutti i precari sui posti disponibili, aumenti salariali al passo con l'aumento del costo della vita ed una scuola pubblica gratuita e di qualita' per tutti". Per la Cub e' infatti "necessario rilanciare le lotte dei lavoratori, riportando al centro dell'attenzione la minaccia della perdita del lavoro dei precari ed il disagio di tutti quelli di ruolo". Il piano attualmente in esame chiarisce infatti che "moltissimi saranno i colleghi di ruolo perdenti posto che dovranno accettare ruoli in tutta la provincia, magari spezzettati in tre scuole; inoltre ci vogliono imporre tre anni di corso di inglese obbligatorio e non retribuito". A cio' si aggiunge "l'accordo sul rinnovo contrattuale firmato da Cisl e Uil che prevede poco piu' di 40 euro di aumento a partire dal 2010 e la decurtazione delle buste paga per chi non superera' le valutazioni dei dirigenti, anticipando di fatto la proposta di legge Aprea".


19 novembre 2008 - Omniroma

FIUMICINO, RDB-CUB: 27 NOVEMBRE SCIOPERO MAESTRE INFANZIA

(OMNIROMA) Roma, 19 nov - «Le insegnanti della scuola d'infanzia del Comune di Fiumicino che prestano assistenza a bordo degli scuolabus sciopereranno 24 ore il prossimo 27 novembre. L'astensione dal lavoro, che inizierà alle 15.30 per concludersi alla stessa ora di venerdì 28, sarà accompagnata da una manifestazione davanti alla sede del Comune. Dopo settimane di mobilitazione le maestre, sostenute della RdB-CUB e dai comitati dei genitori di Fiumicino, si vedono costrette allo sciopero di fronte all'insensibilità della Giunta Canapini che, con la complicità di Cgil Cisl Uil ed indifferente alle richieste dei suoi stessi concittadini, ha deciso di privatizzare il servizio di trasporto scolastico sbarazzandosi delle lavoratrici in esso impegnate». Lo rende noto un comunicato RdB-CUB Pubblico impiego. «Il bando di gara per l'appalto del servizio, pubblicato in questi giorni - si legge - non lascia infatti nessuna speranza alle lavoratrici, che dopo tanti anni di precariato vengono messe alla porta senza nessun'altra opportunità di lavoro. Tanta la rabbia delle maestre, che venerdì scorso si sono recate in corteo sotto la sede del Municipio. Una rabbia aumentata dal ricordo ancora vivo dei discorsi pronunciati in campagna elettorale dall'attuale sindaco Canapini, il quale definiva il funzionamento del servizio scuolabus come 'un fiore all'occhiello dell'amministrazionè. Le lavoratrici si oppongono fortemente a questa operazione di privatizzazione e continueranno nella mobilitazione fino a quando non otterranno risposte certe e dignitose sul loro futuro lavorativo».


19 novembre 2008 - Asca Normanno

MESSINA: DIPENDENTI ATM SENZA STIPENDIO, ANCORA FERMI BUS E TRAM

(ASCA-NORMANNO) - Messina, 19 nov - Si prospetta un'altra giornata di disagi nel trasporto pubblico di Messina. I dipendenti dell'Atm, senza stipendio da circa tre mesi, sono rimasti ''delusi'' dall'incontro di ieri tra il sindaco e il vice presidente della Regione Siciliana e assessore ai Trasporti, Titti Bufardeci, dove e' emerso che i fondi a disposizione sono appena 2 milioni e mezzo sui 9 che servirebbero per pagare gli stipendi, quindi anche oggi bus e tram fermi. Intanto e' stato approvato in commissione all'Ars un emendamento proposto da Giuseppe Buzzanca, sindaco di Messina e anche deputato regionale del Pdl, che richiede alla Regione 5 milioni di euro. Manca, pero', l'approvazione dell'aula prima che i fondi siano resi disponibili. Dall'incontro con l'assessore Bufardeci e' anche emersa la necessita' di convocare un tavolo regionale, con il prefetto, il Comune ed i sindacati, che ''accompagni'' la Municipalizzata verso la trasformazione in Spa. Ieri, durante la manifestazione di protesta davanti il Municipio, e' rimasto ferito il sindacalista della Cub Franco Urdi'. ''Verso le 11 e 30 - raccontano alcuni colleghi sindacalisti di Urdi' - durante le fasi interlocutorie con i vigili urbani riguardo le modalita' di fare intervenire i lavoratori all'incontro, questi inaspettatamente decidevano di chiudere i cancelli del Municipio per lasciare fuori la massa dei lavoratori ATM; il responsabile della CUB-Trasporti Franco Urdi' rimaneva pressato tra i cancelli, riportando delle ferite che lo costringevano ad un immediato ricovero in ospedale''.


19 novembre 2008 - Il Bologna

Provincia. Tensione durante la riunione del Consiglio: i lavoratori contestano la Giunta
Precari, sì al nuovo piano assunto il 95% in tre anni
Draghetti spiega: «Verranno presi entro il 2011, più di questo non potevamo fare»
di Francesco Mura
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Bologna - La Giunta discute il suo Piano Triennale delle assunzioni, i precari di Palazzo Malvezzi urlano inferociti tutto il loro disappunto e bloccano il Consiglio provinciale, i sindacati si frantumano e tra Cgil e Rifondazione comunista si apre l'ennesima diatriba. Quella vissuta ieri tra striscioni, malumori e spaccature altro non è stata che la cronaca di una giornata già annunciata. Da tempo. Una giornata, per molti versi, da dimenticare. Nei loro cartelli i precari, dopo neanche un'ora di consiglio, raccontano la loro rabbia. "Siamo sempre noi a pagare i vostri errori", scrivono all'indirizzo della Giunta per poi passare allo sbeffeggio con un eloquente "Patto di stabilità? Io non c'ero e non c'entro. Dimettetevi e vergognatevi". Un momento di tensione molto alta seguito da un fitto lancio di volantini colorati, accolto da uno scrosciare di applausi, con la scritta "I precari non sono tutti uguali". Il presidente del Consiglio Maurizio Cevenini, invita tutti alla calma e a fare sparire striscioni e cartelli. Ma il suo invito, chiesto dal regolamento, viene percepito come una provocazione e la risposta è una sonora bordata di fischi seguito dal coro "Assunzioni, assunzioni". La seduta viene bloccata, i precari lasciano l'aula e si riversano nel cortile. Saranno almeno 150. Rumoreggiano, qualcuno urla, qualcun altro impreca. Per molti di questi lavoratori c'è in gioco il loro futuro, la loro famiglia, la loro vita. La tensione non cala. Anzi, tocca un picco altissimo sulla doppia proposta di Rdb da un lato e Cgil-Cisl-Uil dall'altro. L'accordo salta e i sindacati si frantumano. Da un lato le Rdb che chiamano allo sciopero e accusano i confederali di non starci, dall'altra Cgil, Cisl e Uil che si difendono. «Cgil, Cisl e Uil - fa sapere Pasquini, della Fp-Cgil - hanno cercato di mantenere unito il fronte sindacale. Sono le Rdb che hanno ritenuto di indire uno sciopero senza confrontarsi con le altre organizzazioni sindacali». Così, mentre la guerra tra Rdb e confederali continua, la Giunta approva il Piano assunzioni. Alla fine, la presidente Draghetti, appare esausta. «Più di questo - ha spiegato - non si poteva fare». Quello sforamento del patto di stabilità, infatti, pesa come un macigno e frena ogni possibile soluzione che non sia quella presentata ai sindacati e approvata dalla Giunta: realizzazione, nel triennio 2009-2011, di tutte le assunzioni da concorso previste; trasformazione nel 2009 di tutti i contratti di formazione-lavoro in essere; realizzazione di otto delle 10 assunzioni da collocamento previste e realizzazione di quattro ulteriori stabilizzazioni da Finanziaria. «Che significa - puntualizza la Draghetti - realizzare 30 delle 40 assunzioni». Una proposta che lascia fuori qualche lavoratore ma che forse, alla fine, era anche la migliore fra quelle proponibili.

I dati
Disavanzo di 17 milioni
«Il disavanzo previsto ad oggi per il 2009 - secondo la presidente Draghetti - è stimato in 17 milioni di euro, che sarebbe più del 10% dell'intera spesa corrente».

Meno dirigenti
Dei 17 milioni da tagliare, 4 milioni riguarderanno spese di personale. Ecco gli interventi: riduzione delle assunzioni a tempo determinato, dei dirigenti e delle assunzioni.


19 novembre 2008 - Tempo Stretto

È Franco Urdì, responsabile della Cub Trasporti,
ad essere rimasto ferito durante la protesta dei lavoratori Atm
Nel tentativo di "forzare" il blocco dei vigili di fronte l’entrata di palazzo Zanca, l’uomo è rimasto schiacciato tra i cancelli
di Elena De Pasquale

Messina - Nella mattinata di ieri si era diffusa la notizia, passata in secondo piano per il concitato evolversi delle vicende, di un malore occorso ad uno dei dipendenti in protesta. Più che di un malore,si è trattato di un vero e proprio ferimento ai danni di un lavoratore Atm giunto, come gran parte dei colleghi, di fronte ai cancelli di Palazzo Zanca con il corteo partito da via La Farina. Si tratta di Franco Urdì, responsabile della Cub Trasporti rimasto schiacciato tra i cancelli e riportando delle ferite che hanno immediatamente reso necessario il suo ricovero in ospedale.
Un episodio decisamente preoccupante che, considerando anche il non certo rassicurante esito dell’incontro di ieri tra il sindaco Buzzanca, l’assessore Bufardeci e un rappresentanza dei sindacati, rischia di non rimanere isolato.
La Cub Trasporti ha condananto l’attegiamento assunto sia dal primo cittadino che dai vigili urbani in quanto solo utile ad esasperare ulteriormente il livello, già giunto al limite, di esasperazione dei lavoratori che, perdurando, potrà provocare risposte incontrollabili, di cui gli stessi amministratorti saranno i soli a doversi assumere tutta la responsabilità.


19 novembre 2008 - Romagna Oggi

Bologna: venerdì si fermano gli autobus

BOLOGNA - Disagi in vista venerdì a Bologna. Dalle 8.30 alle ore 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio le Organizzazioni Sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Cub-Trasporti, hanno proclamato uno sciopero del trasporto pubblico. In tali orari, precisa una nota di Atc, l'azienda dei trasporti pubblici bolognese, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti.
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19 novembre 2008 - Il Gazzettino

Torta da spartire tra impiegati e dirigenti ma la pasticceria inverte le porzioni

Rovigo - L'idea l'ha avuta Fabio Raule della Rappresentanza di base, gli autonomi insomma, dei sindacati comunali (gli altri non condividevano l'iniziativa). L'effetto, però, è riuscito a metà (oltre all'aver fatto un dolce break a metà mattina). In municipio, infatti, è arrivata una grande torta che doveva essere divisa in due parti, una grande con scritto "dirigenti" e una piccola con la dicitura "dipendenti", a significare che le risorse stanziate per il personale in Comune non sarebbero equamente divise. Quando la torta è stata aperta, però, la sorpresa: le scritte erano state invertite, così la fetta piccola finiva ai dirigenti e quella grande al resto degli impiegati. Morale: vai subito di taglio e mangiare.

Trattativa sempre più difficile sul salario accessorio tra tensioni e vincoli imposti dai decreti del Governo
Guerra aperta tra giunta e personale
I dipendenti manifestano durante il consiglio comunale. La maggioranza prova a stanziare i fondi

Rovigo - È una partita infinita quella tra giunta e personale sul salario accessorio, ma ieri i dipendenti hanno cercato di sparigliare le carte andando a manifestare in consiglio comunale, come fecero anche a marzo dell'anno scorso. L'effetto ottenuto, però, è difficile da decifrare, perché le due parti sono rimaste sulle rispettive posizioni, ma parallelamente è spuntata una mozione che porta le firme dei capigruppo di maggioranza e che mira a trovare una soluzione che serva a dare delle garanzie ai dipendenti sull'esistenza dei fondi che chiedono, ma che allo stesso tempo li congeli in attesa di capire in quali modi possano essere erogati. Lo scontro è tutto su un punto solo, alla fine: i sindacati chiedono il rispetto di un impegno preso ancora nel 2007 e che prevedeva 140mila euro di premio di poduttività allora e altrettanti quest'anno. Come ha affermato in aula il coordinatore delle Rsu Stefano Malagugini, «in ballo c'è un premio annuo di 1.300 euro lordi, perché in Comune lavorano tutti, ma alla fine le risorse sono per pochi (i dirigenti, ndr). Vengono penalizzati i redditi bassi, non quelli alti, ci sono poche trasparenza ed equità nella divisione dei fondi». L'amministrazione replica che non può più dare soldi "a pioggia" quando da giugno il Governo obbliga a ridurre le spese dell'1 per cento (a partire dal 2004) iniziando proprio dal salario accessorio. «Non si tratta di non volerli dare per scelta politica - ribatte l'assessore al Personale Graziano Azzalin - le norme lo vietano, abbiamo sottoposto a parere legale la proposta del sindacato ed è stata ritenuta illecita. E poiché sono proprio i dirigenti a dover firmare gli atti per dare questi fondi, considerando che la Corte dei conti è già al lavoro in tutta Italia per vigilare, nessuno autorizza procedure contro le norme. E oltre ai decreti Tremonti e Brunetta, c'è una legge in discussione al parlamento, che sta nascendo trasversalmente tra maggioranza e opposizione, perché il premio incentivante sia legato a criteri, non una cifra divisa tra tutti, in base a parametri, miglioramenti dei servizi, risultati raggiunti e così via, come avviene in altri posti di lavoro». Azzalin evidenzia che tale problema assume una dimensione così solo a Rovigo. «Mentre da noi alla fine salario accessorio sarebbe di 1.898 euro lordi, a Verona è di mille euro lordi, a Treviso di 257, a Padova di 1.595, a Venezia 2.068, a Belluno lo prendono solo i dipendenti di certi servizi e lo stesso alla Provincia di Ferrara. Nell'amministrazione provinciale di Rovigo è dal 2001 che non lo prendono e la maggior parte dei Comuni polesani non lo danno tra mancanza di fondi e norme che lo vietano». A tutto ciò i sindacati rispondono a muso duro. Giuseppe Franchi della Cgil, Romano Aio della Uil e Francesco Malin della Cisl ribattono che «siamo totalmente insoddisfatti per le non-risposte. Le iniziative proseguono e si intensificheranno finché non si aprirà una soluzione vera. Se qualcuno dei consiglieri comunali molla sui dipendenti, sarà molto grave». «Si disconosce un impegno firmato in due anni - si allaccia Fabio Raule delle Rdb - è la rottura delle relazioni sindacali, si disconosce il ruolo costruttivo del sindacato. L'amministrazione va avanti da sola con i dirigenti disinteressandosi dei lavoratori». Di sciopero, però, on se ne parla, almeno per ora. Sul tavolo, però, c'è la mozione preparata dalla maggioranza che partendo dal niet dei dirigenti e del direttore generale perché fuori norma, ma volendo rispondere agli accordi sottoscritti prima che il quadro di legge cambiasse, propone alla giunta di inserire, con il bilancio previsionale 2009, una cifra adeguata nel fondo di riserva (che per sua natura è un salvadanaio senza vincoli) da prelevare a favore del personale «in caso siano soddisfatti i presupposti normativi necessari». Una proposta che andrà al vaglio nella prossima seduta consiliare a fine mese. La seduta ha riservato anche momenti di tensione quando il personale che manifestava è stato "richiamato" al lavoro perché andato oltre l'orario autorizzato di assemblea, negando la proroga richiesta. «Ci sono intimidazioni contro i dipendenti - è sbottato il capogruppo di FI Paolo Avezzù - e la giunta fa come Ponzio Pilato verso questi atteggiamenti». Tutto poi si è risolto: la proroga è stata concessa per un'altra ora di assemblea. Al pomeriggio, invece, la seduta è saltata per mancanza del numero legale. C'erano meno di una decina di consiglieri di maggioranza, e una decina di opposizione. Con quest'ultima a insorgere contro il centrosinistra: «È una vergogna: poiché sono divisi sulla fondazione per la cultura, non si presentano in aula».


19 novembre 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. E’ STATA la protesta dei dipedenti comunali...
di Maristella Carbonin

Bologna - E’ STATA la protesta dei dipedenti comunali e dei sindacati a tenere banco, ieri, in consiglio comunale. La questione è quella che da un po’ di tempo sta dando non pochi grattacapi all’amministrazione: l’aumento del fondo salario accessorio dei dipendenti (in sostanza una sorta di premio produttività). Centoquaranta mila euro che lavoratori e sindacati, impugnando gli accordi presi nel 2007 e rinnovati nel 2008, chiedono al Comune. Ma l’amministrazione più volte ha ribadito di avere le ‘mani legate’: a fronte di una normativa che impone la riduzione della spesa, la manovra rischierebbe di risultare illegittima. E così ieri dipendenti, sindacati, Rsu ed Rdb, hanno prima sfilato in corteo, e poi hanno occupato, con tanto di striscioni, il consiglio. Mentre fuori dall’aula le Rdb avevano improvvisato un banchetto con tanto di torta già divisa in fette: quelle più grandi, naturalmente, per i dirigenti. Un’iniziativa da cui, comunque, i sindacati hanno preso le distanze («in un momento in cui la contrattazione è ancora aperta, iniziative di questo tipo non servono»). A rendere ancora più teso il clima la notizia che ad alcuni dipendenti comunali sarebbero arrivate telefonate che minacciavano provvedimenti disciplinari per chi, al termine dell’orario previsto per l’assemblea, non fosse tornato ‘alla scrivania’. E su questo ha fatto leva, nelle critiche, anche l’opposzione e, in particolare, il capogruppo di Forza Italia ed ex sindaco, Paolo Avezzù: «Ci sono stati atti intimidatori e la giunta ha fatto come Ponzio Pilato». Eppure una soluzione (magari ‘tampone’) alla questione del salario accessario, ieri si è intravista. I capigruppo di maggioranza, infatti, hanno preparato una mozione nella quale il consiglio si impegna a «costituire in sede di formazione del bilancio di previsione 2009 il fondo di riserva in misura tale da poter prelevare, in caso in cui siano soddisfatti i presupposti normativi necessari, la somma per incrementare il fondo». Un accantonamento che «rappresenta la garanzia al fine di adempiere gli impegni assunti». Ma la mozione non è stata discussa nel consiglio di ieri, per l’opposizione della minoranza che ha fatto appello al regolamento del consiglio comunale facendo, di fatto, slittare la discussione di quella che, forse, sarà la soluzione (almeno provvisoria) alla questione del salario accessorio. Chiusa la questione dei dipendenti comunali, la seduta del consiglio è poi proseguita. All’ordine del giorno il punto, forse più succuso, era quello della Fondazione Cultura, su cui, come già scritto in precedenza, gli attriti, nella stessa maggioranza, non sono pochi. Ma il consiglio ha dovuto interrompere la seduta per la mancanza legale del numero dei consiglieri. Un fatto non casuale, secondo il capogruppo del Pdl, Andrea Bimbatti: «Ciò dimostra che anche sulla questione della Fondazione cultura la maggioranza, nonostante il ‘rinforzo’ Stocco, è spaccata».

Bologna. «CHISSÀ perchè...

Bologna - «CHISSÀ perchè per la stragrande maggioranza dei dipendenti l’amministrazione fa sempre fatica a trovare le risorse. I soldi che chiediamo non portano ad un incremento del salario mensile, ma solo a mantenere una produttività annua di 1300 euro lordi». Stefano Malagugini, coordinatore delle Rsu, ha preso il microfono, ieri, in consiglio, ricordando i motivi della protesta e ribadendo anche la necessità della stabilizzazione dei precari. Ma la risposta dell’assessore al Personale, Graziano Azzalin, non ha lasciato soddisfatti i sindacati. «E’ una non risposta — è stato il commento dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil (rappresentati, rispettivamente, da Michele Franchi, Francesco Malin e Romano Aio) — Le iniziative che avevamo in atto proseguiranno e verranno incrementate fino a quando la questione non sarà risolta». E in merito alla mozione ‘fantasma’, annunciata da Azzalin ma non discussa per l’opposizione di alcuni consiglieri di minoranza, i sindacati dicono: «Se qualcuno oggi, tra i consiglieri, ha fatto saltare l’accordo allora la nostra diventa una dichiarazione di guerra». Deluse anche la Rdb, rappresentate da Fabio Raule: «L’amministrazione sta disconoscendo nella sostanza gli impegni presi e sta anche disconoscendo un ruolo costruttivo del sindacato. Evidentemente c’è la volontà di andare avanti, con i loro dirigenti. Tutta la rimanente parte dei lavoratori non è stata tenuta minimamente in considerazione. Le organizzazione sindacali si stanno organizzando per andare avanti nella protesta».


19 novembre 2008 - Corriere del Veneto

Stipendi, i dipendenti del Comune protestano in consiglio
di Nicola Chiarini

ROVIGO – Vivace protesta dei dipendenti comunali ieri mattina a margine del consiglio comunale. Organizzati sotto le insegne di Cgil, Cisl, Uil e Rdb-Cub i lavoratori hanno rimarcato la richiesta di un aumento del fondo salario accessorio di 140mila euro, dando conto all'accordo firmato con l'amministrazione nel 2007. Una richiesta che l'assessore al Personale, Graziano Azzalin, si dice anche pronto a soddisfare nei limiti degli spazi lasciati aperti dalle proposte del ministro Renato Brunetta, che il Parlamento discute: «L'ultima parola non spetta a noi o ai sindacati. Come maggioranza avevamo preparato una mozione in cui ci si impegnava a costruire con il bilancio 2009 il fondo di riserva per aumentare il salario accessorio 2008».
Ma la mozione non è arrivata in aula, aumentando ancor più la delusione dei sindacati. «Questa fuga dalle responsabilità è una dichiarazione di guerra. Le proteste viste finora non sono nulla», sottolinea Giuseppe Franchi, segretario Fp-Cgil. Durissimo anche Fabio Raule, Rdb-Cub: «Si disconosce il ruolo costruttivo del sindacato. Eppure a suo tempo i soldi per i dirigenti sono stati trovati. Andremo avanti con la protesta finché la giunta non si risolverà a rispettare i patti».
Paolo Avezzù, capogruppo di Fi, censura la giunta: «Non bisognerebbe firmare accordi che poi non si riesce a mantenere. Rinviare al 2009 significa non rispettare la parola: non ci saranno più margini per stanziare queste risorse». Azzalin replica: «Voglio il confronto, ma devo tener conto di norme e pareri». Intanto protesta anche in Comune a Ceregnano: i sindacati hanno chiesto l'interessamento del consiglio per un aumento del loro premio di produttività, a fronte della diminuzione da 17 a 13 dipendenti: «Il fondo è stato ridotto di novemila euro».


19 novembre 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. «Chiedo formalmente al sindaco...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - «Chiedo formalmente al sindaco Moscherini di convocare urgentemente l’assemblea dei soci dell’Etm per rimuovere l’intero consiglio d’amministrazione della società di trasporti comunali, per dare un segno di cambiamento nella gestione della società di trasporti e per evitare che il danno erariale accertato dalla Guardia di Finanza, sia accresciuto dal proseguimento dell’attività del presente vertice». La vicenda della municipalizzata dei trasporti approda in Regione, all’attenzione del presidente della Commissione Mobilità, Enrico Luciani.
«Se quanto emerso dalle indagini fosse confermato, - afferma - il danno erariale accertato di circa 2,7 milioni di euro rischia di accrescersi nel tempo e non riesco a comprendere come il sindaco non abbia ancora preso dei provvedimenti almeno per sospendere dagli incarichi coloro che si sono macchiati di un così grave e documentato danno alle casse del comune di Civitavecchia e della Regione che finanzia il 65% dal Tpl». Luciani auspuica un intervento che in realtà c’è già stato, oltre un anno fa, quando il Pincio sciolse di fatto il cda di Etm e lo sostituì con l’amministratore unico Massimo Lombardi. A chiedere l’intervento del consigliere regionale erano stato l’altro giorno la Rdb e la consigliera della Seconda Circoscrizione, Gabriella Rossi. Durante una conferenza stampa, la sigla sindacale, ha ripercorso le tappe salienti dell’inchiesta ancora in corso, di Guardia di Finanza e Carabinieri, mirata ad accertare se i finanziamenti erogati dalla Regione, alla muncipalizzata, siano stati utilizzati per i fini preposti. La Spa, infatti, avrebbe ricevuto un contributo regionale per l’acquisto di quattro pullman da impiegare per il tpl e che ionvece verrebbero utilizzati per scopi diversi.


19 novembre 2008 - City

Provincia, precari in rivolta e sciopero

Bologna - Clima bollente in Provincia sul piano triennale delle assunzioni, approvato ieri dalla giunta di Beatrice Draghetti. I precari hanno interrotto i lavori del Consiglio provinciale, subito dopo un’assemblea dei lavoratori molto partecipata. I sindacati si sono divisi, con le sole Rdb verso lo sciopero del 5 dicembre.


19 novembre 2008 - Il Giorno

Un film-documentario sui giovani e il lavoro

MILANO — VENERDÌ prossimo, al Circolo della Stampa, in corso Venezia 16, alle 10, sarà proiettato il film-documentario "Caro Parlamento" realizzato da Giacomo Faenza. Il tema affrontato è quello dei giovani e del loro rapporto col lavoro, oggi. La pellicola è stata realizzata anche col contributo della Confederazione Unitaria di Base (Cub) e ha ottenuto il finanziamento del ministero per i Beni e le Attività culturali. Il film, che dura 55 minuti, è suddiviso in nove capitoli presentati sottoforma di favole, in realtà sono articoli della nostra Costituzione, che trattano il tema del lavoro. Ogni capitolo del film è seguito da interviste a giovani — sono stati sentiti 158 cittadini italiani tra i 20 e i 40 anni — che esprimono senza riserve cosa pensano, descrivendo la difficile situazione economica e lavorativa in cui vivono e ragionando su un futuro lavorativo sempre più precario. Nell’ultimo capitolo, che dà il titolo al film, i protagonisti segnalano i problemi più urgenti da risolvere legati al mondo del lavoro. Alla proiezione ci sarà il regista Giacomo Faenza, il quale ha dichiarato di aver deciso di girare il documentario, dopo aver letto la Costituzione e averla trovata bellissima: «Lavoro garantito, salari che permettono di mantenere una famiglia. Ho pensato di girare l’Italia e vedere cosa ne pensano i giovani di parole simili».


18 novembre 2008 - Omniroma

FINANZIARIA, RDB-CUB:200 LAVORATORI IN PRESIDIO DAVANTI MINISTERO

(OMNIROMA) Roma, 18 nov - «Oltre 200 fra lavoratori di ministeri, parastato e agenzie fiscali stanno manifestando questa mattina a Roma davanti al ministero dell'Economia e Finanze per il presidio cittadino indetto dalla Rdb-Cub P.I ed una delegazione sta incontrando il Capo di Gabinetto del MEF. Il presidio è stato organizzato nell'ambito di un percorso di lotta contro i tagli salariali derivanti dalla legge 133 ed i rinnovi contrattuali in perdita ed intende sostenere la richiesta di intervento, avanzata dalla Rdb-Cub P.I. ai responsabili delle Amministrazioni, per sollecitare un l'inserimento in Finanziaria di un emendamento atto ad annullare gli effetti dei tagli al salario accessorio. A questo scopo l'organizzazione sindacale ha inviato ieri una lettera in cui si propone di 'valutare le possibili iniziative comuni o convergentì. Analoga lettera verrà indirizza ai capigruppo al Senato». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «La Rdb-Cub P.I - prosegue - preannuncia una giornata di mobilitazione nazionale che vedrà un presidio davanti al Senato in concomitanza con la discussione della legge Finanziaria. La giornata sarà preceduta da assemblee cittadine nei luoghi di lavoro ed iniziative di mobilitazione a carattere regionale».


18 novembre 2008 - Dire

PROVINCIA BOLOGNA. PRECARI INTERROMPONO IL CONSIGLIO
MA I SINDACATI SI SPACCANO; RDB VERSO SCIOPERO, POLEMICA CGIL-PRC

(DIRE) Bologna, 18 nov. - Clima bollente, in Provincia di Bologna, sul tema del piano triennale delle assunzioni, approvato questa mattina dalla Giunta guidata da Beatrice Draghetti. I precari di Palazzo Malvezzi hanno interrotto i lavori del Consiglio provinciale, subito dopo un'assemblea dei lavoratori dell'ente molto partecipata ma che ha sancito anche una profonda spaccatura del fronte sindacale, nonche' l'apertura di una polemica tra Cgil e Prc. I precari, dopo neanche un'ora di consiglio, hanno esposto diversi cartelli in aula: "Non ci sono scuse", "Sempre noi a pagare i vostri errori", "Alla faccia del centrosinistra", "Patto di stabilita'? Io non c'ero e non c'entro. Dimettetevi e vergognatevi". Nello stesso momento, qualcuno dall'alto fa volare tra i banchi decine di volantini colorati con scritto "I precari non sono tutti uguali", tra gli applausi delle decine di precari all'interno. Il presidente del Consiglio, Maurizio Cevenini, come da regolamento invita ad abbassare i cartelli ma in tutta risposta parte il coro: "Assunzioni, assunzioni". A quel punto Cevenini deve interrompere. Dopo pochi minuti, ottenuto il loro scopo, i precari escono. "Riprendete pure- spiega Antonio Dalmasso, Rsu- ma ricordatevi che noi siamo qui tutti i giorni". Intanto, un gruppo di precari si ferma in sala Giunta per approfittare "simbolicamente" del buffet solitamente apparecchiato per i consiglieri. Poco prima, il nervosismo dei lavoratori era montato gia' nell'assemblea convocata dalle Rsu dopo l'annuncio della rottura delle trattative sindacali. Nel cortile di Palazzo Malvezzi, affollato da almeno 150 persone (si ragiona su come "dare battaglia a questa Giunta- urla qualcuno dal megafono- che si comporta come Confindustria"), la tensione sale sulla doppia proposta di Rdb da un lato e Cgil-Cisl-Uil dall'altro. "I lavoratori chiedevano di votare una mozione in cui la Rsu aderisce allo sciopero gia' indetto da Rdb per il 5 dicembre", racconta in seguito Dalmasso (che del sindacato di base fa parte). I sindacati confederali, invece, hanno proposto un altro pacchetto. Una piattaforma "a piu' largo respiro", commenta polemicamente una delle lavoratrici: "Peccato che per noi lavoratori l'ossigeno e' finito". Nel mezzo del cortile volano urla e fischi, e qualcuno si deve frapporre tra i piu' agitati. L'ordine del giorno confederale viene messo ai voti e, a spanne, le mani a favore e quelle contrarie si equivalgono. Insomma, un accordo non si raggiunge e i sindacati si spaccano. "Noi andiamo avanti- ribadisce Dalmasso- e il 5 chiameremo i lavoratori allo sciopero". Marco Pasquini, della Fp-Cgil, respinge al mittente le accuse. "Cgil, Cisl e Uil hanno cercato di mantenere unito il fronte sindacale", spiega. Sono invece le Rdb che "hanno ritenuto di indire uno sciopero senza confrontarsi con le altre organizzazioni sindacali". Decisione "piu' che legittima", continua Pasquini, "ma non si puo' accusare il sindacato confederale di non essere unitario". La piattaforma proposta da Pasquini prevede assemblee, presidi al Consiglio provinciale, all'Upi, in Prefettura e in Regione per arrivare infine ad "un pacchetto di 12 ore di sciopero da articolare in base alle risposte dell'Ente". Piano che al momento, vista la situazione determinatasi oggi, viene congelato. "Ne discuteremo all'interno delle nostre sigle- spiega Pasquini- e chiederemo alle Rsu di convocarci per vedere se ci sono i presupposti per andare avanti uniti o per possibili mediazioni". Altrimenti, "le varie organizzazioni sindacali convocheranno i propri iscritti e decideranno cosa mettere in piedi". Numeri alla mano, le Rsu di Palazzo Malvezzi sono cosi' distribuite: nove della Cgil, quattro delle Rdb, due della Cisl, una della Uil e una del Sulpm. E le trattative con l'ente? Se il tavolo verra' riconvocato dalla presidente Draghetti "con elementi di novita' che vanno verso la soluzione del problema", manda a dire Pasquini, "non ci sottrarremo al confronto". Intanto, rimane la "tensione" e la "forte contrapposizione" di oggi. Per Pasquini "un segnale di una situazione molto al limite per i lavoratori, a cui l'amministrazione dovra' dare risposta". Su quando accaduto oggi, pero', Pasquini lancia anche una frecciata al Prc, dicendosi "molto sgomento del fatto che ad ad un'assemblea di lavoratori fosse presente il segretario di un partito politico, nello specifico Tiziano Loreti" (numero uno provinciale di Rifondazione). "Non mi sembra luogo- chiude Pasquini- a cui debba partecipare una parte politica".

SANITA'. AUDIZIONI IN COMMISSIONE REGIONE CON IPASVI E RDB

(DIRE) Roma, 18 nov. - La commissione Sanita', presieduta da Luigi Canali, ha ricevuto in audizione una delegazione del Collegio provinciale Ipasvi di Roma e dei sindacati Rdb. Per l'Ipasvi, a rappresentare il presidente Gennaro Rocco, e' intervenuta la segretaria Maria Grazia Proietti, che ha illustrato un'articolata relazione consegnata ai presenti circa le osservazioni del Collegio sul Piano sanitario regionale 2008-2010. Nello specifico, sono stati richiesti: investimenti adeguati nella formazione post base di infermieri specialisti e esperti clinici (legge 43/2006) e la corresponsione di un'indennita' di esperto da riconoscere in sede di contrattazione integrativa; valorizzazione e riconoscimento delle competenze infermieristiche; attivazione di case-famiglia sanitarie a gestione e direzione infermieristica, a parziale copertura della carenza attuale dei servizi sanitari rivolti al cittadino fragile; maggiore definizione del ruolo e delle competenze degli infermieri case manager, degli infermieri di comunita', degli infermieri esperti inseriti nell'Ospedale per complessita'. I sindacati di base hanno invece centrato il proprio intervento sull'ipotesi di affidamento-accreditamento del servizio pubblico di riabilitazione (ex Anni Verdi) al consorzio Ri.Rei. La prevista audizione con la 'Cabina di regia' della Sanita' laziale e' stata invece rimandata a venerdi' 21 novembre, alle 11. Le relazioni presentate nel corso delle audizioni saranno disponibili integralmente sul sito del consiglio regionale (www.consiglio.regione.lazio.it), nelle pagina della commissione Sanita'.


18 novembre 2008 - Ansa

SANITÀ: LAZIO: AUDIZIONI IN COMMISSIONE CON IPASVI E RDB

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - La commissione regionale Sanità, presieduta da Luigi Canali, ascoltato in audizione una delegazione del Collegio provinciale Ipasvi di Roma e dei sindacati Rdb. Per l'Ipasvi è intervenuta la segretaria Maria Grazia Proietti, che ha illustrato le osservazioni del Collegio sul Piano sanitario regionale 2008-2010. In particolare ha chiesto che vi siano «investimenti adeguati nella formazione post base di infermieri specialisti ed esperti clinici (legge 43/2006) e la corresponsione di un'indennità di esperto da riconoscere in sede di contrattazione integrativa; oltre alla valorizzazione e al riconoscimento delle competenze infermieristiche; l'attivazione di case-famiglia sanitarie a gestione e direzione infermieristica, a parziale copertura della carenza attuale dei servizi sanitari rivolti al cittadino fragile; una maggiore definizione del ruolo e delle competenze degli infermieri case manager, degli infermieri di comunità, degli infermieri esperti inseriti nell'Ospedale per complessità. I sindacati di base hanno centrato il proprio intervento sull'ipotesi di affidamento-accreditamento del servizio pubblico di riabilitazione (ex Anni Verdi) al consorzio Ri.Rei. La prevista audizione con la 'Cabina di regià della sanità laziale è stata invece rimandata a venerdì 21 novembre. Le relazioni presentate nel corso delle audizioni saranno disponibili integralmente sul sito del consiglio regionale (www.consiglio.regione.lazio.it), nelle pagina della commissione Sanità.


18 novembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 41 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Singh Sukhdev è stato riassunto dal Cra. Decisivo l'intervento dei legali di Usi/RdB
* C'è grande felicità per un nostro fratello
* La lotta degli indici dei prezzi al consumo
* Cresce la preoccupazione per la ricerca italiana
* Le parole della Gelmini non convincono Usi/RdB
* In un anno, dipendenti pubblici diminuiti di oltre 26mila unità
* Non c'è democrazia senza i diritti dell'uomo
* La Commissione s'è desta: Cogis ergo sum


18 novembre 2008 - Liberazione

Cub, Cobas e SdL in piazza lo stesso giorno della Cgil ma con cortei distinti
Finanziaria, il 12 in sciopero anche i sindacati di base
di Roberto Farneti

I lavoratori italiani a cui non piace la politica economica del governo Berlusconi possono fare a meno di Cisl e Uil. Dopo il grande successo dello sciopero generale dello scorso 17 ottobre, Cub, Cobas e SdL Intercategoriale hanno infatti deciso di chiamare di nuovo alla lotta tutte le categorie indicando loro questa volta la data del 12 dicembre, lo stesso giorno scelto dalla Cgil.
Nessuna iniziativa comune, però, con il sindacato guidato da Guglielmo Epifani. Le tre organizzazioni del sindacalismo di base e alternativo manifesteranno a livello regionale e provinciale per conto proprio «cercando la massima unità - si legge nel comunicato che annuncia lo sciopero generale - con le mobilitazioni degli studenti e del popolo della scuola pubblica che sarà in piazza in tutta Italia».
Diverse anche le modalità di attuazione dello sciopero stesso. Mentre Cub, Cobas e SdL chiedono ai lavoratori di incrociare le braccia per l'intera giornata del 12 dicembre, la segreteria della Cgil ha confermato ieri le quattro ore minime di sciopero decise dal direttivo, con possibilità di innalzamento a otto ore a seconda delle esigenze particolari delle categorie e delle aree.
A fermarsi per otto ore saranno di sicuro i metalmeccanici della Fiom. La conferma arriva dalla direzione dell'organizzazione guidata da Gianni Rinaldini, che ieri ha preso atto della novità dello sciopero generale proclamato dalla Cgil e ha quindi deliberato di sospendere «la manifestazione nazionale indetta per la stessa data», dando al tempo stesso «mandato alla segreteria nazionale Fiom di concordare con la segreteria nazionale della Funzione pubblica, che ha annunciato iniziative di mobilitazione generale per i prossimi mesi, un'iniziativa comune di sciopero generale di 8 ore, con manifestazione nazionale a Roma, da svolgersi nel mese di febbraio 2009».
Cub, Cobas e SdL da alcuni mesi hanno dato vita a un Patto di Consultazione permanente. La decisione di di scioperare in contemporanea con la Cgil ha prodotto tuttavia un piccolo strappo interno alla Cub. Tre dei sei coordinatori nazionali - Pierpaolo Leonardi, Umberto Fascetti e Giampiero Antonini - fanno sapere che «non tutte le organizzazioni aderenti» alla Cub parteciperanno alla protesta.
Secondo i tre coordinatori (di area RdB) quello del 12 dicembre sarebbe uno «sciopero a difesa della Cgil e per sostenere lo scontro politico in atto tra opposizione e governo, che nulla ha a che vedere con le reali esigenze di lotta dei lavoratori per non pagare la crisi in atto». Inoltre, aggiungono, «non è a sostegno della piattaforma su cui centinaia di migliaia di lavoratori sono scesi in piazza nello sciopero generale del 17 ottobre».
Piero Bernocchi, portavoce Cobas, smorza i toni della polemica: «Abbiamo scelto la stessa giornata della Cgil - spiega - perché ci è giunta una forte richiesta in tal senso da parte del pezzo più significativo di movimento in campo in queste settimane, vale a dire il popolo della scuola. Ci chiedono di non costringere i lavoratori a scegliere tra due date diverse per scioperare. Però le differenze tra noi e la Cgil - assicura Bernocchi - si vedranno nei diversi cortei».
Non è la prima volta che il sindacalismo di base organizza una mobilitazione in contemporanea con i sindacati confederali. «E' una delle modalità possibili, già usata in passato», taglia corto il portavoce Cobas. L'obiettivo, si legge nel comunicato unitario siglato da Cub, Cobas e SdL, è anche fare in modo che si esprima «la più ampia protesta dei lavoratori dipendenti pubblici e privati contro la Finanziaria e l'intera politica economica e sociale del governo Berlusconi».
Quanto alla piattaforma, non ci sono particolari differenze rispetto a quella del 17 ottobre. Anche lo sciopero generale del 12 dicembre, spiegano Cub, Cobas e Sdl, è «contro la Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e università, per la cancellazione della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini), per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici, per scuola, sanità e servizi sociali e non per salvare banche fraudolente e speculatori, contro la precarietà e per l'abolizione delle leggi Treu e 30, per la sicurezza nei posti di lavoro, per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi».


18 novembre 2008 - Varese news

Alcuni manifestanti attendono l’arrivo del Guardasigilli in città per un’inaugurazione.
Blindate le strade, controlli sui tetti
Arriva il ministro Alfano, proteste in piazza

Busto Arsizio - Città sorvegliata speciale per l’arrivo del ministro Angelino Alfano. Il Guardasigilli arriverà a Busto Arsizio in tarda mattinata per una cerimonia che riguarda l’inaugurazione del palazzo di giustizia, già attivo da alcuni mesi.
Nella mattinata di oggi, 18 novembre, alcuni manifestanti aderenti alla sigla sindacale Rdb-Cub hanno posizionato uno striscione in via Volturno, strada che porta al tribunale, con la scritta: "Contro lo smantellamento della giustizia, per riqualificare i lavoratori e il servizio".
Discreto, ma imponente lo spiegamento di uomini di polizia e carabinieri che hanno blindato le strade adiacenti al Palazzo di giustizia e controllano i tetti della zona. Una sessantina di persone si è radunata in piazza San Giovanni intorno alle 11; il corteo, formato da rappresentanti di PD, Italia Dei Valori, e dall' associazione "Ammazzateci tutti", sfilerà verso il tribunale dove attenderà l'arrivo del ministro.


18 novembre 2008 - Corriere di Rieti

Lsu fermi, Comuni paralizzati
Da ieri sono partite le assemblee permanenti che continueranno fino a giovedì. La Rdb: "Adesione oltre il 90 per cento: ora facciamoci sentire".
di Leonardo Ranalli

Rieti - Continua l’assemblea permanente dei lavoratori socialmente utili. "Qualcuno si è accorto dell’economia reale prodotta dal lavoro delle attività socialmente utili: chi si ferma...esiste!". E’ questo il messaggio lanciato dalle rappresentanze sindacali di base che continuano ad alimentare la protesta degli Lsu che hanno bloccato il loro operato, creando non pochi disagi, contro i provvedimenti della Finanziaria che non prevede fondi aggiuntivi per le loro attività. Altissima la percentuale di adesione alla protesta, si parla di cifre che sfiorano il 100percento nei piccoli Comuni. A fare eccezione è stata la Provincia dove comunque i lsu si tengono stretti il loro posto per non rischiare magari di perdere quanto guadagnato con l’avvio delle procedure di stabilizzazione. La protesta si sta articolando in maniera assolutamente alternativa e nello specifico vede si i lavoratori sul posto di lavoro, ma a braccia conserte in quanto non devono, e non potrebbero nemmeno, svolgere attività che vadano ad ammortizzare le carenze d’organico delle amministrazioni. Così sarà fino alla giornata di giovedì. Venerdì cambierà il programma ed i lavoratori si recheranno, a partire dalle 10, sotto la Prefettura di Rieti per iniziare un presidio e per avviare una raccolta di firme a loro sostegno. La mobilitazione compatta dei lavoratori, intanto, come nota il sindacato, "ha determinato la reazione convulsa e scomposta di qualche amministratore locale che ora si trova di fronte alla realtà: gli lsu mandano avanti i Comuni e non costano nulla e se si limitano a non sostituire le carenze di organico come previsto per legge e, come invece illegittimamente e regolarmente avviene, scoppia il panico e si invoca la legge mai rispettata". La situazione quindi risulterebbe essere proprio scomoda e gran parte degli amministratori che starebbero accusando di colpo il venir meno di servizi ritenuti essenziali per i quali veniva comunque impiegato personale che in teoria avrebbe solo dovutro integrare il lavoro di altri. "Quando i lavoratori alzano il tiro - prosegue il sindacato - c'è qualcuno che perde il controllo e non riesce a frenare la spinta reazionaria, dalla minaccia di chiamare i carabinieri a quella di richiedere all’Inps la decurtazione dell’assegno: i carabinieri dovrebbero chiamarli per il lavoro nero che c'è dentro i Comuni! Nessuno può dichiarare all’Inps l’assenza dal lavoro perché i lavoratori sono sul posto di lavoro e da 12 anni hanno fatto sempre più di quello che hanno avuto in cambio". Oltre al danno la beffa quindi e alla protesta scaturita dal rischio concreto di perdere il posto di lavoro si aggiunge ora qualche pressione fuori posto degli amministratori. "Qualcuno prova a frenare con il ricatto la protesta degli lsu, questi tentativi di arginare la lotta ci inducono a pensare che siamo sulla strada giusta per ottenere un decreto per la sanatoria dei lsu. Se si dà ascolto a chi finora ha remato e continua a remare contro questa soluzione, la precarietà non si cancellerà mai. L'atteggiamento di qualche irresponsabile del personale e pochi sindaci non cancella però la grande risposta a sostegno dei lsu da parte della totalità degli amministratori in tutte le regioni, anche con appelli al prefetto, indizione di consigli straordinari e partecipazione al presidio di venerdì 21 sotto le prefetture."

Venerdì sit-in davanti alla Prefettura
I lavoratori annunciano: fino a venerdì non ci fermeremo

Rieti - (pdb) Uno dietro l’altro i Comuni ieri mattina si sono trovati a fare i conti con la protesta degli lsu, lavoratori "in nero" utilizzati dagli Enti per servizi essenziali. Una mobilitazione annunciata dalla Rdb (rappresentanze unitarie di base) la scorsa settimana e che, già da allora si preannunciava partecipata. Specie in quei centri come Antrodoco, Magliano o Fara Sabina dove il nodo legato agli lsu è ancora tutto da sciogliere. ieri i lavoratori hanno timbrato il cartellino poi si sono riuniti in assemblea permanente. Tecnicamente non si tratta di uno sciopero anche perché gli lsu, giuridicamente, non sono lavoratori ma disoccupati a cui viene assegnato un sussidio. Una situazione al limite che in caso di mobilitazione si complica sempre di più. Nella mattinata di ieri la Questura ha contattato i vertici dei sindacati per sapere come si intende portare avanti la protesta: "Abbiamo ribadito - dice Elisabetta Callari - che porteremo avanti la protesta fino a venerdì quando è in programma il sit-in davanti alla Prefettura di Rieti". Dalla Prefettura ancora ieri mattina non è arrivata nessuna posizione ufficiale e non è ancora chiaro se ci sarà un incontro tra i lavoratori socialmente utili e il prefetto Silvana Riccio. Rimane infine il problema di come portare avanti la protesta in maniera "legale": infatti non è ancora chiaro se si continuerà con le assemblee, come sembra, o si passerà allo sciopero. Lo status lsu è talmente ingarbugliato che nemmeno la Pubblica amministrazione sembra capirci più di tanto.


18 novembre 2008 - Il Nolano

Lsu, la protesta arriva dal Prefetto
di Giuseppe Ariola
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MARIGLIANO - E’ ancora la mobilitazione degli Lsu rimasti esclusi dall’accordo di stabilizzazione, siglato il 14 novembre tra il Commissari prefettizio Giuseppe Sacchi e alcune delle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil), in primo piano nella pagina locale. I lavoratori socialmente utili, in assemblea permanente da ieri, sono stati raggiunti stamani da due rappresentanti sindacali della RDB Cub con i quali si sono intrattenuti nello spiazzale antistante il Municipio. Il sindacato in questione ha infatti organizzato per il prossimo venerdì un presidio presso la prefettura, in occasione dell’incontro previsto tra una delegazione di Lsu ed il Prefetto stesso. "Non si può continuare a parlare di numeri – ha spiegato agli intervenuti Enzo Scamardella, responsabile regionale per gli enti locali del RDB Cub -, in ballo ci sono persone e famiglie. A distanza di 13 anni è giusto che arrivi, con la stabilizzazione, il giusto riconoscimento". Anche a proposito degli accordi stipulati c’è un certo scetticismo da parte dei più che si domandano se essi siano effettivamente frutto di un’oculata scelta dei criteri da seguire per la stabilizzazione, o se invece rispecchino motivazioni esclusivamente clientelari. Ad ogni modo l’intenzione dei lavoratori socialmente utili è quella di spostare la questione del loro inquadramento dagli enti locali per trasferirla direttamente al governo centrare, come ci riferisce Mimmo Chinelli, rappresentante degli Lsu in Campania per il sindacato RDB Cub, anch’egli presente in piazza stamattina. "Il 9 ottobre – spiega Chinelli – è stato siglato un accordo tra l’assessore regionale al Lavoro, Corrado Gabriele e le parti sociali, per la stabilizzazione di 2500 lavoratori socialmente utili. Il numero non ci soddisfa e inoltre siamo preoccupati per il futuro, perché non è dato sapere tra tre anni cosa accadrà. Il timore - conclude il rappresentante sindacale - è che i lavoratori socialmente utili giungano a costituire una nuova forma di precariato". Gli Lsu mariglianesi in agitazione sembrano aver accolto con entusiasmo l’idea di spostare l’asse della questione dalla Regione Campania a Roma e ci tengono a sottolineare quanto il loro ruolo ed il loro lavoro siano importanti, a maggior ragione dal momento che essi sono incardinati in qualsiasi tipo di servizio pubblico.


18 novembre 2008 - La Repubblica

Accertatori della sosta blitz in consiglio comunale

Bologna - Blitz degli accertatori della sosta di Rdb, Cub e Fisal in consiglio comunale per protestare contro la fusione tra Atc e Aftc, le aziende municipalizzate dei trasporti di Bologna e Ferrara. Circa una quarantina di persone ha bloccato la seduta per più di mezzora, gridando slogan e esponendo striscioni come 'No allo scorporo, oggi la sosta, domani gli autobus´, 'Berlusconi taglia l´Ici, Zamboni taglia la sostà e 'Non ci dicono cosa succedera´. In ballo, infatti, ci sono circa 150 posti di lavoro il cui futuro, a detta dei lavoratori, non è ancora stato chiarito. L´incontro con i sindacati fissato dall´assessore ai trasporti Maurizio Zamboni per il 28 novembre è, a loro dire, troppo a ridosso della presentazione del progetto di fusione ai due Cda, previsto per l´1 dicembre.


18 novembre 2008 - L'Unione Sarda

Assolto un infermiere di anestesia

Olbia - Un ex infermiere del reparto di anestesia dell'ospedale di Olbia, Sisinnio Bitti, è stato assolto nei giorni scorsi dai giudici della Corte d'appello di Sassari, era accusato di abuso della professione medica. Nel 2002, nel corso di un intervento chirurgico, Bitti intervenne somministrando una dose di anestetico ad un paziente, in una situazione di emergenza, in assenza dello specialista che seguiva l'operazione. La somministrazione di medicinale ebbe un effetto positivo, ma per Bitti iniziarono i guai. Dopo i primi provvedimenti, partì anche la denuncia e il procedimento avviato dalla Procura della Repubblica di Tempio. In primo grado per Bitti arrivò una sentenza di condanna. Nei giorni scorsi i giudici della Corte d'appello di Sassari hanno ribaltato la decisione dei colleghi tempiesi, assolvendo Bitti perché il fatto non costituisce reato. Le Rappresentanze sindacale di base, presenti all'interno della Asl gallurese con un consistente numero d'iscritti, hanno subito preso posizione su una vicenda che aveva coinvolto la sigla. Lo stesso Bitti, infatti, nella sua carriera si era occupato più volte di questioni sindacali. «La sentenza - si legge in un comunicato della Rdb - costituisce un importante riconoscimento della professionalità e deontologia dell'infermiere, mentre punisce l'arroganza e il senso di onnipotenza della classe medica». Nel comunicato sindacale si parla anche del procedimento disciplinare al quale venne sottoposto Bitti subito dopo l'episodio avvenuto in sala operatoria. Secondo l'Rdb, l'infermiere rimediò ad una situazione che si verifica spesso, ossia l'allontanamento degli anestesisti dalla sala operatoria. (a.b.)


18 novembre 2008 - Tuscia web

Consiglio regionale del Lazio
Sanità, audizioni in commissione con Ipasvi e Rdb

Roma - La commissione Sanità, presieduta da Luigi Canali (Pd), ha ricevuto in audizione una delegazione del collegio provinciale Ipasvi di Roma e dei sindacati Rdb. Per l’Ipasvi, a rappresentare il presidente Gennaro Rocco, è intervenuta la segretaria Maria Grazia Proietti, che ha illustrato un’articolata relazione consegnata ai presenti circa le osservazioni del Collegio sul Piano sanitario regionale 2008-2010. Nello specifico, sono stati richiesti: investimenti adeguati nella formazione post base di infermieri specialisti ed esperti clinici (legge 43/2006) e la corresponsione di un’indennità di esperto da riconoscere in sede di contrattazione integrativa; valorizzazione e riconoscimento delle competenze infermieristiche; attivazione di case-famiglia sanitarie a gestione e direzione infermieristica, a parziale copertura della carenza attuale dei servizi sanitari rivolti al cittadino fragile; maggiore definizione del ruolo e delle competenze degli infermieri case manager, degli infermieri di comunità, degli infermieri esperti inseriti nell’ospedale per complessità. I sindacati di base hanno invece centrato il proprio intervento sull’ipotesi di affidamento-accreditamento del servizio pubblico di riabilitazione (ex Anni Verdi) al consorzio Ri.Rei. La prevista audizione con la ‘Cabina di regia’ della Sanità laziale è stata invece rimandata a venerdì 21 novembre, alle ore 11.


18 novembre 2008 - Amantea.net

Senza soldi ed organici c'è un'unica sicurezza: di morire!!

Lavoratori, il 17 corrente mese il coordinamento nazionale RdB/CUB, ha indetto una giornata di protesta nella città di Venezia, dove, alla presenza dei massimi dirigenti di tutti settori che si occupano di sicurezza, (VV.F:, Inail, Ministero del lavoro, Confindustria.) dell'on. Treu, padre della precarietà nel paese, e del ministro Sacconi si dibatteva in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro "il rischio non è un lavoro". Abbiamo cercato di mettere in evidenza come oggi nel paese più aumentano gli enti che si occupano di sicurezza, più sono le morti bianchi nei luoghi di lavoro (dopo la Thyssen ieri a Bologna altri morti sul lavoro.. e l'elenco si allunga) . A dimostrazione che l'anno della sicurezza indetto dal governo non è altro che propaganda mediatica, ed il messaggio che viene trasmesso al paese è che la colpa spesso è dello stesso lavoratore che non usa i dispositivi di sicurezza, oppure in alcuni casi i datori di lavoro nemmeno conoscono il malcapitato che è caduto dall'impalcatura, (era li per caso a passeggiare sul cornicione).... altri ancora quando si occupano di sicurezza nei luoghi di lavoro vengono licenziati perché incompatibili con l'azienda !! Casi del genere ne potremmo annoverare a migliaia, ma la contestazione della RdB/CUB, al governo è stata ancora più significativa, entrando nel merito delle attività del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco; la sicurezza nei luoghi di lavoro non la realizza con tagli: al Ministero dell'Interno e precarietà del servizio; agli organici; ai mezzi ed alle attrezzature; alla formazione ed al mantenimento delle specializzazioni. Abbiamo ribadito che i Vigili del fuoco sono il braccio operativo della popolazione, non sono al servizio di confindustria e dei padroni; (cosi come dichiarato dal sottosegretario agli Interni), sono per garantire i lavoratori nei luoghi di lavoro; per prevenire gli infortuni; per la prevenzione nel paese; per evitare altre morti bianche; per evitare altre morti per asbestosi, avvelenamenti, intossicazioni. anche degli stessi operatori. A conclusione della manifestazione oltre alla protesta abbiamo affrontato la questione delle attività di prevenzione, quelle attività che oggi nel paese non sembrano sfiorare l'idea di nessuno; da molto tempo nel paese non si parla più di attività di prevenzione, ed oggi la situazione con la chiusura di uffici e dismissione di fabbriche la questione diventa ancora di più pregnante, manca materialmente chi deve svolgere queste attività. Un caso per tutti, abbiamo dimostrato come una tra le attività del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, la prevenzione (la più grande azienda con figure professionali che svolgono attività di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, fatta da dirigenti e funzionari e tecnici professionalmente formati, messi insieme) viene sempre meno attuata per mancanza di organici e quando interviene spesso non interagisce con altri enti che operano nel campo della prevenzione dei rischi. Per tali motivi come RdB/CUB, pensiamo sia utile al fine di salvaguardare l'incolumità dei lavoratori di questo paese predisporre un DISEGNO DI LEGGE, come federazione nazionale che possa accomunare sotto un unico - centro nazionale dell'emergenza e della sicurezza nei luoghi di lavoro - tutti i professionisti dentro gli enti che si occupano di sicurezza che garantisca maggiore professionalità e comunque migliori risultati in termini di minimizzazione dei rischi. Questo governo invece di perseguitare i lavoratori che si occupano di sicurezza come "fannulloni", al posto della solita propaganda, metta a disposizione le necessarie risorse sia umane che economiche!!!
Antonio Jiritano


18 novembre 2008 - La Nuova Venezia

Il ministro Sacconi dà forfait, Rifondazione e Rdb protestano fuori
A lezione di sicurezza sul lavoro i consiglieri guadagnano il gettone
SCUOLA GRANDE A San Giovanni Evangelista

Il ministro al Lavoro Maurizio Sacconi non arriva - causa «improrogabili impegni improvvisi» - a concludere il convegno sulla sicurezza sul lavoro, organizzato dal consiglio comunale a San Giovanni Evangelista. Resta così con i fischietti muti, bandiere e striscioni, il «comitato accoglienza» organizzato da Rdb-Cub e Rifondazione comunista. «Il governo Berlusconi spinge sulla deregulation più spinta», incalza il segretario Rdb Giampietro Antonini, «il precariato non fa che aumentare i rischi per la sicurezza del lavoro. Qui si taglia, invece di investire». Nel salone della Scuola Grande si discute di sicurezza sul lavoro: il consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria, con tanto di gettoni di presenza. Il che fa storcere il naso al consigliere di Rifondazione, Sebastiano Bonzio: «Non mi faccio pagare per parlare di morti bianche». «E’ un appuntamento formativo importante per i consiglieri», replica Silvia Spignesi, vicepresidente del Consiglio e organizzatrice del convegno. Parla Sedo Sicic, macedone, responsabile Sicurezza del lavoro nel settore Edile della Provincia: «Servono istruzioni in più lingue sul funzionamento dei macchinari, servono corsi di formazione prima che i lavoratori stranieri entrino nei cantieri, perché all’estero la cultura sulla sicurezza non c’è».
Giulio Giglio, dell’associazione vittime incidenti sul lavoro, per la prima volta racconta della profonda depressione «e dei guai fisici che non so se mai passeranno, dopo che sono caduto da quella scala: erano settimane che segnalavo invano al cantiere che i bulloni si stavano svitando». Per il prefetto Guido Nardone «l’incidente sul lavoro è una bestemmia da debellare: la sicurezza è una priorità». Il sindaco Cacciari chiarisce: in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, è inutile «versare lacrime di coccodrillo»: «Si cambino queste sciagurate normative sui lavori pubblici che abbiamo in Italia e si permetta a un Comune di appaltare sulla base di requisiti essenzialmente qualitativi, soprattutto in città delicate come Venezia».
I responsabili di Spisal, Inail, vigili del fuoco hanno evidenziato con il procuratore Borraccetti come - a Venezia - «sta dando frutti importanti il tavolo di concertazione tra le strutture che si occupano di sicurezza».
Duro, infine, il senatore Pd Felice Casson: «Il governo Berlusconi sta distruggendo quel poco che ha fatto Prodi, non si vede nulla per fare prevenzione né repressione. I controlli sono lo strumento fondamentale per la sicurezza nei luoghi di lavoro, invece si preoccupa di tagliare guardando solo agli aspetti economici».(r.d.r.)


18 novembre 2008 - City

Accertatori Atc blitz in Comune

Blitz degli accertatori della sosta di Rdb, Cub e Fisal in consiglio Comunale per protestare contro la fusione tra Atc e Aftc, le aziende municipalizzate dei trasporti di Bologna e Ferrara. In ballo secondo i sindacati ci sono circa 150 posti di lavoro il cui futuro, a detta dei lavoratori, non è ancora stato chiarito.


18 novembre 2008 - La Nuova Sardegna

Conclusa l’odissea giudiziaria di Sisinnio Bitti
Abuso di professione medica infermiere assolto in appello

OLBIA - Assolto perché il fatto non sussiste. La sentenza della corte d’appello di Sassari ha chiuso definitivamente l’odissea giudiziaria di Sisinnio Bitti, infermiere professionale oggi in pensione, accusato di abuso di professione medica. La sentenza d’appello ha ribaltato l’esito del processo in primo grado, davanti al tribunale di Tempio, concluso con la condanna di Bitti.
I fatti risalgono al 2002, Sisinnio Bitti allora era infermiere nel reparto di anestesia quando, durante un intervento, su richiesta dei chirurghi, poiché l’anestesista si era allontanato senza avvisare l’infermiere, somministrò una dose del farmaco già prescritto perché la paziente si muoveva. In quella circostanza l’intervento proseguì regolarmente grazie anche all’intervento proprio dell’infermniere di anestesia, ma la cosa provocò la reazione del primario e dell’anestesista che si era allontanato dalla sala. «Da subito abbiamo difeso l’operato di Bitti - ricorda la Rappresentanza sindacale di base, di cui lo stesso infermiere è attivista - davanti al responsabile del servizio personale che, verificata la veridicità dei fatti e ravvisando un comportamento grave da parte del medico, non dava corso ad alcun procedimento disciplinare. Il caso finì in tribunale e poi in corte d’appello dove Bitti è stato assolto». «La sentenza - conclude la Rdb - costituisce un importante riconoscimento della professionalità e deontologia dell’infermiere, mentre punisce l’arroganza e il senso di onnipotenza della classe medica».


18 novembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

TRATTATIVA. Oggi nuovo incontro tra l’assessore e le rappresentanze
Cub e i salari comunali «Si gioca al ribasso»
di Gian Maria Maselli

Vicenza - È polemica sui criteri di riorganizzazione della macchina amministrativa comunale.
Ad accenderla è il sindacato Rdb-Cub proprio oggi, giorno in cui si riunisce il tavolo tra le rappresentanze unitarie sindacali del migliaio di dipendenti comunali e l'assessore al Personale Tommaso Ruggeri.
Mentre gli altri sindacati sembrano procedere verso l' accordo, Rdb Cub scrive una lettera aperta al sindaco Variati: «Speravamo che una Giunta di centrosinistra fosse più attenta a migliorare i salari più bassi, e invece sta aumentando il fondo a disposizione delle posizioni organizzative e delle alte professionalità.
Un usciere di Palazzo Trissino dopo 40 anni di servizio a fine mese continua a percepire 1.040 euro al mese. Un ausiliario guadagna 900 euro, un cuoco non arriva ai 1.000. Sempre più congiunti perdono il lavoro o finiscono in cassa integrazione, e il dipendente comunale si trova con una famiglia mono-reddito. Non si arriva a fine mese, ma l'assessore Ruggeri non pensa al grosso dei dipendenti. Su mille di essi, ci sono 24 dirigenti, 4 alte professionalità e ben 44 posizioni organizzative. In media ci sono 1 dirigente ogni 40 lavoratori, e 1 posizione organizzativa ogni 20 dipendenti. Infine, i tanti precari restano tali».
Ruggeri risponde spiegando cosa è stato fatto anche per i dipendenti con redditi e mansioni inferiori, ma prima ancora illustra la linea dell'amministrazione: «Stiamo creando, a partire dai livelli dirigenziali e dai quadri intermedi, una macchina amministrativa più efficiente. Dando un budget ai dirigenti li responsabilizziamo, lasciandoli decidere dove investire risorse per ottenere risultati». Ma Cub insiste: «Si pensa a chi guadagna di più».
Ruggeri ricorda: «S’inizia dall'alto perché le posizioni organizzative scadono il 31 dicembre. In precedenza, abbiamo sbloccato i concorsi per gli usceri, stabilizzato 8 precari mentre altrove vengono lasciati a casa, e concesso scatti salariali ai livelli inferiori al D».
«Il fondo per dirigenti e quadri - conclude l’assessore Ruggeri - non aumenta le posizioni di responsabilità. Le riorganizza, introducendo le indennità di posizione, e prevedendo aumenti medi di stipendio di 250 euro al mese, per dipendenti che guadagnano mediamente sui 2 mila euro, a seconda dell'anzianità e delle responsabilità».

IL CASO. Dopo il ricorso di Cisl, Uil e Faisa
Ftv, Cgil in difesa delle Rsu votate «Elezioni libere»

Vicenza - Non si placa la polemica sulle elezioni delle Rsu all’interno di Ftv. Lo scrutinio che ha dato il 40% dei consensi alla Filt Cgil e il 30% ai Cub, relegando la Cisl al 15% e le altre sigle a livelli più bassi, è stato giudicato non valido da Cisl, Uil e Faisa che hanno presentato ricorso all’Ufficio del lavoro di Vicenza, in quanto 24 ore prima quelle sigle avevano ritirato le loro liste.
Ora interviene con una nota la segreteria vicentina della Cgil: «Siamo molto amareggiati che organizzazioni sindacali confederali passino dal confronto anche acceso, all'insulto personale». La Cgil ricorda che nei giorni precedenti il voto, Fit Cisl e Uil Trasporti avevano firmato un accordo con Ftv sul pagamento delle multe in caso di sovraffollamento sui bus. Accordo non siglato dalla Filt Cgil e comunque poi revocato dall’azienda. In questo clima di poco nobili accuse incrociate anche a mezzo stampa, si sono svolte le elezioni, le cui procedure, ricorda la Cgil «sono in mano ad una Commissione elettorale che rappresenta tutte le sigle e che verifica la correttezza dei procedimenti. A meno di ventiquattro ore dalle elezioni, il giorno 12 novembre alle 9.40, Fit Cisl, Uil trasporti e Faisa Cisal hanno ritirato le proprie liste, pretendendo la revoca delle elezioni. La Commissione elettorale (non la Filt) dice: è troppo tardi, la procedura è avviata e le elezioni si fanno. Partecipa il 72,29% degli aventi diritto, il più alto dato in Ftv. I lavoratori hanno dimostrato di non volersi far sottrarre il diritto di voto, hanno partecipato liberamente. Sappiamo di un ricorso e restiamo in serena e rispettosa attesa. I lavoratori meritano che le rappresentanze si mettano a lavorare subito, senza beghe».


18 novembre 2008 - La Nazione

Macchinari guasti, niente endoscopie a Careggi
Tutte le sterilizzatrici sonosaltate contemporaneamente. I pazienti inviati in altre strutture sanitarie
di Manuela Plastina

Firenze - «GUASTO contemporaneo di tutte le lavaendoscopi dell’Azienda». E’ questo il motivo ufficiale per il quale, in questi due giorni, non è possibile sottoporsi a Careggi a un’endoscopia digestiva. Tutte e sei le sale che servono per disinfettare gli strumenti utilizzati per questa delicata e invasiva analisi sono fuori uso da venerdì scorso: non è possibile ripulire gli endoscopi dopo ogni utilizzo. I pazienti che avevano prenotato l’esame ed erano a Careggi venerdì sono stati visitati, seppur con ritardo, perché gli strumenti diagnostici sono stati inviati alla disinfezione metà al vicino Meyer e metà in una clinica privata. SABATO la direzione ha avvisato i reparti che almeno per tutta la giornata di ieri e oggi non sarebbero state fatte le endoscopie digestive: sospesa l’attività programmata del 17 e 18 novembre e rinviati gli appuntamenti. Garantite solo le urgenze grazie all’aiuto da centri esterni a Careggi. Così da 5 giorni sono ferme 6 sale di endoscopia digestiva, di cui tre afferenti al nuovo San Luca, due alle cliniche chirurgiche e una al pronto soccorso. Com’è possibile che tutte e sei le lavaendoscopi (lavatrici sterilizzanti per questi delicati strumenti) siano contemporaneamente fuori uso, visto anche che sono macchine nuove? Sono entrate a Careggi neanche un anno fa, sono ancora in garanzia. Saranno i tecnici della ditta fornitrice, arrivati in ospedale solo ieri mattina, a far luce sulle cause che hanno interrotto tutta l’attività endoscopica nell’ospedale più grande della Toscana. E NON È neanche detto che questi macchinari per disinfettare abbiano smesso di funzionare proprio venerdì. Pare infatti che l’allarme delle ‘lavatrici dell’endoscopia’ fosse disattivato. Questi macchinari sono molto pericolosi: utilizzano acidi nocivi che, in caso di fuga, se vengono inalati sono dannosi per la salute. Lo sanno bene quattro infermiere che il 17 gennaio 2005, una settimana solo dopo l’inaugurazione del San Luca, finirono al pronto soccorso per aver inalato l’acido paracetico usato per disinfettare le macchine per colpa di un insufficiente sistema di aspirazione. Ma stavolta l’allarme non ha funzionato. Chi l’avrebbe disinserito? E quando? Com’è possibile che apparecchi nuovi si guastino e non funzionino neanche gli allarmi? Da tempo i sindacati chiedono chiarimenti all’azienda sull’acquisto dei macchinari diagnostici. «Temiamo siano fatti solo in base al prezzo più economico — dice Aurelio Minichiello di Rdb —, risparmiando a discapito della qualità, della garanzia, dell’assistenza tecnica. L’Estav, l’ente che dovrebbe occuparsi anche della razionalizzazione e efficienza degli acquisti, a cosa serve? E’ un reale risparmio, o solo una spesa inutile in più?». POCO DOPO l’inaugurazione, Rdb aveva denunciato anche la mancata schermatura di ambienti dove vengono usate sostanze radioattive e la mancanza di adeguata aerazione delle sostanze tossiche. Careggi aveva cercato soluzioni immediate ai problemi delle sale endoscopiche e all’inizio di quest’anno si son conclusi i lavori di ristrutturazione totale della struttura sostituendo anche i macchinari, tra cui le lavaendoscopi. La spesa solo per la parte edile è stata di circa 500 mila euro. ma forse di verifiche ne vanno fatte ancora molte altre.


18 novembre 2008 - Il Gazzettino

Sciopero notturno alla Coop All Service

Palmanova - (al) Un comunicato sindacale dell'Associazione Difesa Lavoratori Comitato di Base, a firma Massimo Cristian e Mauro Bussani informa che nella notte tra mercoledì e giovedì scorso i lavoratori della Coop All Service, impiegati nello stabilimento magazzino della Ditta Bartolini trasporti di Palmanova, hanno dato vita ad uno sciopero spontaneo del turno notturno con conseguente blocco delle attività e del transito delle merci da e per il magazzino. Una decina di camion sono stati, pertanto, costretti a sostare dalle 2 alle 5 intorno alla zona industriale di Palmanova con disagi pressocché inesistenti, mentre i Carabinieri, presenti sul posto, non hanno avuto motivo di intervenire. Questa prima iniziativa sindacale recita il comunicato si è resa necessaria in quanto la Cooperativa non solo non si è resa disponibile ad affrontare alcuni dei problemi sottolineati dal sindacato, segnalati in due lettere, rifiuta, in toto, di riconoscere e discutere con l'Adl- Cobas, che rappresenta 30 degli 80 lavoratori, come controparte. Per il comitato le questioni aperte vanno dal riconoscimento dei diritti maturati in precedenza ad ogni cambio di cooperativa al pagamento dell'una tantum prevista dal contratto, dalla giusta retribuzione dello straordinario alla piena libertà e pieno riconoscimento di qualsivoglia forma sindacale i lavoratori decidano di darsi.

Il procuratore Borraccetti invita lavoratori e imprenditori a nuovi comportamenti

Venezia - (al.va.) «È inutile versare lacrime di coccodrillo quando succedono incidenti sul lavoro: serve piuttosto una diversa normativa per l'assegnazione degli appalti pubblici che punti alla qualità dei servizi offerti dalle imprese e non al massimo ribasso». Massimo Cacciari si rivolge alla platea della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, il tema è la sicurezza sul lavoro e a Venezia ancora non è giunta la notizia dell'ennesima tragedia: due morti nel bolognese per una esplosione in una fabbrica di gomme, mentre a Torino per la strage alla Thyssen si decide il rinvio a giudizio con l'accusa di omicidio volontario. A Venezia, che in termini di morti ha pagato salato - basti ricordare i due operai asfissiati nella stiva di una nave a Marghera lo scorso inverno - si parla di prevenzione, coordinamento, legislazione. Un convegno intitolato "Il rischio non è un lavoro" e voluto dalla presidenza del consiglio comunale che in molti, però, disertano: i primi assenti sono i lavoratori e i sindacati del Cub che, con gli esponenti di Rifondazione comunista, organizzano un sit-in: «Noi vogliamo un consiglio comunale a Marghera tra le fabbriche». E protestano anche i comitati di base dei vigili del fuoco: «Siamo i primi ad intervenire e a rischiare, in compenso ci tagliano mezzi e uomini». Ma assente è anche Maurizio Sacconi: era il ministro che doveva concludere il convegno, ma il titolare del dicastero del Lavoro per sopraggiunti impegni istituzionali non riesce ad arrivare in laguna. Le proteste non mancano: «Gravissima assenza, la dimostrazione che questo governo non vuole fare nulla sul tema della sicurezza del lavoro», dice il senatore del Pd Felice Casson. E il verde Beppe Caccia: «Grave che il ministro si sottragga al confronto». Accuse al governo sono giunte anche dal senatore Tiziano Treu: «Si sta tornando indietro». Ma per l'ex ministro del Lavoro ci sono ancora troppi enti di controllo mentre servirebbe una razionalizzazione. Protesta pure il leghista Alberto Mazzonetto: «Questo convegno è mera propaganda». La sicurezza - affermano poi i relatori - poggia su due pilastri: la tolleranza zero e l'investimento in formazione. Dai dati è emerso che il Veneto è una regione - nonostante i tanti morti - a suo modo virtuosa e in provincia di Venezia addirittura gli incidenti sono calati, come dato assoluto, del 25%. «Ma l'obiettivo deve essere di ridurre del 100% gli incidenti», ha detto il prefetto Guido Nardone. Per Carlo Alberto Tesserin, vice presidente del Consiglio regionale veneto, serve «tolleranza zero a patto che si facciano norme di facile ed immediata applicazione». Il Procuratore capo di Venezia Vittorio Borraccetti ha sottolineato come i vari enti preposti alla sicurezza, a Venezia, abbiano cominciato a lavorare assieme conseguendo risultati più efficaci: «Ma ci vuole un nuovo comportamento da parte di imprenditori e lavoratori».


18 novembre 2008 - L'Unità

Metalmeccanici e statali della Cgil preparano un altro sciopero

Avanti con gli scioperi. Mentre si prepara quello del 12 dicembre, in Cgil i metalmeccanici si alleano con gli statali e ne mettono in cantiere un altro. La Fiom propone infatti alla Fp di «concordare» uno stop di 8 ore, con manifestazione a Roma, da farsi entro febbraio.
La Fp deciderà nei prossimi giorni, sarà verosimilmente un sì visto che una protesta nazionale l’organizzazione guidata da Carlo Podda l’aveva già in programma (con i colleghi di Cisl e Uil poi defilati) dopo gli scioperi regionali che si sono tenuti le settimane scorse. Allo stato degli atti, si tratterebbe quindi di una conferma, così come per la Fiom di Gianni Rinaldini, che lo stop delle tute blu lo aveva fissato per il 5 dicembre, con corteo nella capitale, sospendendo poi tutto per confluire in quello deciso dalla Cgil. Guardando ai fatti, è chiaro che la mobilitazione non finisce il 12 dicembre. Un segnale per governo e Confindustria. Ma anche una scelta destinata a pesare dentro la Cgil, visto che la fanno le due maggiori categorie.
Lo sciopero del 12 incontra intanto il pieno sostegno di una parte del Pd: ha preso posizione l’associazione «A sinistra» cui partecipano, tra gli altri, Paolo Nerozzi, Livia Turco e Vincenzo Vita. Con una piattaforma distinta, il 12 sciopereranno anche i Cobas, Sdl e una parte della Cub: l’altra, che fa capo a Leonardi, Fascetti e Antonini non aderisce perché - a suo avviso - «è a difesa della Cgil» e per uno scontro tra opposizione e governo «che nulla ha a che vedere con le esigenze dei lavoratori».(FE.M.)


18 novembre 2008 - Il Manifesto

Cobas, Cub e Sdl proclamano lo stop di otto ore il 12 dicembre
Il sindacalismo di base contro il governo

(fr.pi.) L'onda lunga della contestazione alla politica economica del governo cresce ormai di settimana in settimana. Il sindacalismo di base, che aveva riportato un grande successo con lo sciopero generale del 17 ottobre (ben oltre le 300.000 persone in corteo, a Roma), prova ora il bis. Cobas. Sindacato dei lavoratori e Cub hanno indetto ieri un altro sciopero generale di otto ore. L'aspetto politicamente rilevante è che la data scelta - il 12 dicembre - coincide con quella già indicata dai metalmeccanici della Fiom e dalla Funzione pubblica Cgil, e fatta propria da tutta la confederazione diretta da Guglielmo Epifani.
Per chi ha esperienza del movimento operaio, oltretutto, la data del 12 riporta immediatamente a Piazza Fontana, quando fascisti e servizi segreti misero in atto la strage (16 morti) che diede ufficialmente il via alla «strategia della tensione» (anche se diversi attentati, fortunatamente senza vittime, si erano già verificati prima).
Le tre organizzazioni (il comunicato porta le firme dei coordinatori nazionali Piero Bernocchi, Piergiorgio Tiboni e Fabrizio Tomaselli) «intendono rispondere positivamente alla corale richiesta proveniente dall'intero popolo della scuola pubblica», collegandolo a un più generale momento di lotta «contro la finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e università, per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici, per scuola, sanità e servizi pubblici e non per salvare banche fraudolente e speculatori», «contro la precarietà e per l'abolizione della legge 30 e del pacchetto Treu, per la sicurezza nei posti di lavoro, per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali». Il 12 verranno organizzate manifestazioni regionali e provinciali, «cercando la massima unità con le mobilitazioni degli studenti e del popolo della scuola pubblica». La decisione non è stata comunque indolore. All'interno della Cub forti perplessità sono state espresse da altri tre coordinatori nazionali, che giudicano questo sciopero «in difesa della Cgil» e «per sostenere lo scontro politico in atto tra opposizione e governo».
I conflitti sociali si sono rimessi in moto e mettono sotto stress tutte le organizzazioni - quelle politico-partitiche così come quelle sindacali - che si erano strutturate, nel corso degli ultimi decenni, in condizioni assai più statiche e ripetitive. E' una crisi di crescita che può essere salutare, se si tiene d'occhio - come si diceva un tempo - «l'unità della classe e dei movimenti».


18 novembre 2008 - La Provincia Pavese

Lettere. Pavia, caso di Villa Flavia. E’ scontro tra sindacati

Sabato è stata pubblicata una lettera firmata da Diego Di Pierro e Sante Marangon, esponenti rispettivamente di Uil e Cgil, in merito alle vicende del licenziamento di un lavoratore che prestava servizio presso il centro diurno integrato «Villa Flavia», a Pavia, che ci lascia alquanto perplessi.
Prima di tutto sembra che i due sindacalisti prendano posizione su un fatto sul quale sono stati informati solo dalla dirigenza della cooperativa in quanto non hanno nemmeno chiesto informazioni al lavoratore, cosa che un’organizzazione sindacale dovrebbe fare e, in ogni caso, di fronte ad un licenziamento, non è sufficiente esprimere solidarietà.
Crediamo poi che il ruolo di un delegato sindacale debba sempre essere sostenuto, perciò in questo caso non si stanno accampando giustificazioni, ma si sta difendendo chi portava i problemi dei soci lavoratori nelle sedi opportune dando, alla luce dei fatti, molto fastidio.
Per quanto riguarda il documento a sostegno del socio, ci stupiamo che due esponenti sindacali possano dare peso ad un documento a sostegno del coordinatore che ha sempre fatto, e continua a fare, le veci del padrone, se poi anche loro lo definiscono «vittima dell’aggressione», si è già capito da che parte si sono schierati.
Appellarsi esclusivamente al diritto del lavoro significa aver perso quella che dovrebbe essere la prerogativa di un’organizzazione sindacale che non è quella di fermarsi a questa o quella legge, ma di approfondire le motivazioni di quello che succede per difendere al meglio i lavoratori e, nel caso di «Villa Flavia», come di altre strutture, di garantire ai lavoratori di poter prestare un servizio ottimale agli utenti che per usufruire di questo servizio spesso affrontano notevoli problemi economici.
Ci chiediamo come mai, con Pavia che continua a perdere posti di lavoro, ultimo l’Arsenale, i segretari della Funzione pubblica di Cgil e Uil si siano scomodati per un episodio sì grave ma di certo marginale di fronte alla situazione generale della nostra città, ci viene il sospetto che il motivo della lettera non è tanto legato al fatto in particolare, ma è un tentativo di difendere interessi politici più elevati.
La Flaica-Cub non è soggetta a sudditanze politiche ed è intenzionata a continuare la difesa del lavoratore sia a livello legale che sindacale.
Flaica-Cub Pavia


18 novembre 2008 - La Stampa

CRITICHE AI SINDACATIDALL’EX CONSIGLIERE GIORGIO MAGNI
Fabbrica occupata e sciopero a oltranza "Solo così si poteva salvare la Ferrania"

Cairo M. - «L’unico modo per salvare la Ferrania era l’occupazione della fabbrica e lo sciopero ad oltranza». Ad affermarlo l’ex consigliere comunale cairese, nonchè membro della Confederazione unitaria di base e militanti del Partito comunista dei Lavoratori, Giorgio Magni. «Purtroppo - spiega - il metodo della concertazione portato avanti dai sindacati confederali ha scelto la strada degli ammortizzatori sociali e della calma più o meno piatta nella protesta dei lavoratori. Ha stimolato continue speranze di rinascita e ha tolto ai lavoratori l’unica arma per difendere il posto di lavoro mentre situazione dell’azienda valbormidese ha continuato a deteriorarsi, acuita dallo spargimento di false illusioni: prima sulla rinascita della azienda; poi sul presunto intervento salvifico del quartetto Gambardella Malacalza Messina e Gavio, con un piano industriale mai finanziato da alcuno di loro, all’interno di un accordo di programma, mai partito, ma reiterato in forme diverse. Tra piani industriali più o meno fasulli, accordi di programma mai rispettati, fantasmagorici interventi finanziari mai visti, speranze arditamente mantenute vive dai sindacati confederali che hanno favorito il gioco dei padroni, oggi "la fine è ormai nota" con l’ultimo piano industriale del gruppo Messina».
Un piano - prosegue Magni - al quale non crede nessuno perché, eliminata la centrale termoelettrica, le centrali a biomasse, la piattaforma tecnologica e il laminatoio, quello che rimane sono le produzioni ancora possibili (laboratorio chimico) e forse i pannelli fotovoltaici per i quali Ferrania arriverebbe comunque buona ultima sul mercato senza innovazioni apprezzabili».


17 novembre 2008 - Comunicato Stampa CUB

NON TUTTA LA CUB SCIOPERA IL 12 DICEMBRE

Pierpaolo LEONARDI, Umberto FASCETTI e Giampiero ANTONINI, tre dei sei Coordinatori nazionali CUB comunicano che non tutte le organizzazioni aderenti parteciperanno allo sciopero generale indetto dai sindacati di base per il 12/12 in concomitanza con quello della CGIL.
Secondo i tre Coordinatori nazionali il 12 dicembre si terrà uno sciopero a difesa della Cgil, e per sostenere lo scontro politico in atto tra opposizione e governo, che nulla ha a che vedere con le reali esigenze di lotta dei lavoratori per non pagare la crisi in atto e non è a sostegno della piattaforma su cui centinaia di migliaia di lavoratori sono scesi in piazza nello sciopero generale del 17 ottobre.


17 novembre 2008 - Ansa

CRISI: CUB-COBAS-SDL, SCIOPERO GENERALE IL 12 DICEMBRE

(ANSA) - ROMA, 17 NOV - Sciopero generale del sindacalismo di base il 12 dicembre prossimo, per l'intera giornata e di tutte le categorie: lo hanno indetto congiuntamente Cub, Cobas ed Sdl intercategoriale, per esprimere «la più ampia protesta dei lavoratori dipendenti pubblici e privati contro la Finanziaria e l'intera politica economica e sociale del governo Berlusconi», ma anche per «raccogliere la spinta del possente movimento in difesa della scuola e dell'università pubbliche». L'iniziativa, che fa seguito allo sciopero generale del 17 ottobre scorso già promosso dai tre sindacati di base e che coincide con lo sciopero generale proclamato dalla Cgil, ha infatti una piattaforma ampia. È, spiegano Cub, Cobas e Sdl intercategoriale, «contro la Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e università, per la cancellazione della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini), per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici, per scuola, sanità e servizi sociali e non per salvare banche fraudolente e speculatori, contro la precarietà e per l'abolizione delle leggi Treu e 30, per la sicurezza nei posti di lavoro, per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi». Nella giornata del 12 dicembre le tre organizzazioni manifesteranno a livello regionale e provinciale.
Allo sciopero generale indetto dai sindacati di base per il 12 dicembre, in concomitanza con quello della Cgil, «non tutte le organizzazioni aderenti» alla Cub parteciperanno: lo comunicano, in una nota, Pierpaolo Leonardi, Umberto Fascetti e Giampiero Antonini, tre dei sei coordinatori nazionali Cub. Secondo i tre coordinatori, «il 12 dicembre si terrà uno sciopero a difesa della Cgil e per sostenere lo scontro politico in atto tra opposizione e governo, che nulla ha a che vedere con le reali esigenze di lotta dei lavoratori per non pagare la crisi in atto». Inoltre, aggiungono, «non è a sostegno della piattaforma su cui centinaia di migliaia di lavoratori sono scesi in piazza nello sciopero generale del 17 ottobre».


17 novembre 2008 - Apcom

Finanziaria/ Sciopero generale di Cub, Cobas e Sdl il 12 dicembre
Per intera giornata. Cortei con studenti e 'popolo della scuola'

Roma, 17 nov. (Apcom) - La Cub, i Cobas e la Sdl hanno proclamato per l'intera giornata del 12 dicembre lo sciopero generale di tutte le categorie, "contro la Finanziaria e l'intera politica economica e sociale del governo". Lo comunicano con una nota congiunta le tre sigle sindacali, spiegando che quel giorno "manifesteranno a livello regionale e provinciale, cercando la massima unità con le mobilitazioni degli studenti e del popolo della scuola pubblica che sarà in piazza in tutta Italia". La protesta - sottolineano Cub, Cobas e Sdl - è "contro la Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e università, per la cancellazione della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini), per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici, per scuola, sanità e servizi sociali e non per salvare banche fraudolente e speculatori, contro la precarietà e per l'abolizione delle leggi Treu e 30, per la sicurezza nei posti di lavoro, per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi". "Dopo il grande successo dello sciopero generale e l'enorme numero di manifestanti in piazza il 17 ottobre scorso - continua la nota - Cub, Cobas e Sdl, le tre organizzazioni del sindacalismo di base e alternativo che hanno stipulato il Patto di consultazione permanente, ritengono indispensabile che si giunga a una seconda giornata di sciopero generale che esprima la più ampia protesta dei lavoratori dipendenti pubblici e privati contro la Finanziaria e l'intera politica economica e sociale del governo Berlusconi". I tre sindacati, inoltre, "intendono rispondere positivamente alla corale richiesta proveniente dall'intero popolo della scuola pubblica (studenti, docenti, Ata, ricercatori, genitori e cittadini) per uno sciopero generale che sappia raccogliere la spinta del possente movimento in difesa della scuola e dell'università pubbliche, che ormai da settimane è incessantemente mobilitato".


17 novembre 2008 - Asca-Normanno

MESSINA: LAVORATORI ATM IN ASSEMBLEA PERMANENTE, DOMANI SCIOPERO

(ASCA-NORMANNO) - Messina, 17 nov - Alcuni lavoratori dell'Atm dopo il flop dei fondi regionali che avrebbero dovuto pagare i loro arretrati si sono trincerati in assemblea permanente nell'Auditorium della sede aziendale, dalle 9 di questa mattina. In cento all'interno della sala annunciano: ''domani sara' sciopero''. La stessa forma di protesta, quella di bloccare i mezzi all'interno del deposito, ricalca quella messa in atto meno di due settimane fa, quando dopo l'annuncio dell'arrivo dei fondi da Palermo, i lavoratori si erano sentiti beffati dai nuovi ''intoppi'' che avevano impedito il trasferimento delle somme. Somme che a questo punto iniziano a farsi consistenti, proprio come il ritardo nella loro corresponsione, giunto a piu' di due mesi e mezzo. I sindacati autonomi hanno riunito motivi del disagio ed intenzioni di protesta in un'unico documento, inviato sabato alle segreterie di Cgil, Cisl e Uil, al Prefetto, ai vertici aziendali ed all'amministrazione comunale, in cui si leggeva: ''Non si fa mistero del timore di reazioni inconsulte, dettate dalla disperazione dei lavoratori, privati da oltre due mesi del giusto salario, che potrebbero compromettere il normale esercizio del trasporto pubblico''. I rappresentanti sindacali parlano di ''un'indecorosa melina'' per definire l'atteggiamento di azienda ed istituzioni nei confronti dei lavoratori e, in quest'ambito, le ultime notizie che addebiterebbero ad un ''errore di trascrizione'' la mancata corresponsione dei compensi, sa davvero di beffa. All'assemblea di oggi Cub Trasporti, Ugl, Orsa, Cisas e Rsu/Rls Atm hanno invitato anche i colleghi appartenenti ad altre organizzazioni sindacali, per comporre un fronte di lotta compatto.


17 novembre 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa. Dopo quattro giorni di occupazione, le 27 famiglie hanno lasciato l'assessorato
Via Sorel, l'ultimatum è giovedì "O blocchiamo le graduatorie"
«Siamo scomparsi dagli elenchi: al tavolo con i movimenti, si deve trovare una soluzione»
di Marta Rossi
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Roma - Hanno dormito nei locali dell'assessorato alla Casa per quattro giorni. E ora, dopo averlo liberato sabato pomeriggio, aspettano il tavolo di giovedì prossimo tra il sindaco e i movimentidi lotta per la casa per sapere se entreranno definitivamente in graduatoria o meno. Sono le 27 famiglie della scuola di via Sorel, al Collatino. La loro è una storisa che inizia nel 1997, quando i bandi speciali ancora non esistevano. Con la loro introduzione, nel 2000, le 121 famiglie (tante erano in quel momento) entrarono con il bando speciale nella graduatoria per l'assegnazione di un alloggio popolare. E quasi cento nuclei hanno ottenuto la casa. Poi, però, accade l'intoppo. Perché durante la campagna elettorale, «viene fatta una riunione - spiega Angelo Fascetti di Asia Rdb che insieme con i Blocchi precari metropolitani sta seguendo le famiglie - durante la quale vengono cambiati i criteri di assegnazione delle case popolari, anche se la delibera di riferimento del 2007 dice che la case vanno date in base all'anzianità di occupazione». Cambia l'amministrazione, e «Marra (direttore dell'ufficio Politiche abitative, ndr) riconferma quanto deciso in quella riunione: ma è un procedimento illegale, perché solo un'altra delibera può cambiare il contenuto di una precedente».Raccontano le famiglie: «Abbiamo maturato il diritto per l’assegnazione, abbiamo tutti i requisiti e la documentazione necessari per avere finalmente un alloggio popolare dopo aver abitato per dieci anni in una struttura fatiscente pur avendo diritto alla casa non sappiamo bene che fine abbia fatto la nostra lista, ci hanno detto che una misteriosa determinazione dirigenziale abbia di fatto cancellato la delibera comunale che ci vedeva assegnatari». «Certo che la fiducia ora è venuta meno - spiegano ancora - è pure vero, però, che adesso c'è il tavolo convocato dal sindaco ». Giovedì prossimo, infatti, Alemanno ha convocato un tavolo con i movimenti di lotta e gli assessori Antoniozzi (Patrimonio e Politiche abitative) e Corsini (Urbanistica). Ed è stata proprio la garanzia del sindaco che la loro situazione verrà affrontata giovedì a far abbandonare l'occupazione alle famiglie. Sabato mattina, tramite «attraverso il suo rappresentante Lucarelli - spiegano dall'Asia Rdb - Alemanno ha fatto pervenire una nota all'assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative in cui si chiede di rendere noto agli occupanti che la questione delle assegnazioni di alloggi ai nuclei residenti di via Sorel sarà affrontata sul tavolo con i movimenti». E se ciò non dovesse accadere,«siamo pronti a ricorrere al Tar: in questo modo si bloccherebbero tutte le graduatorie delle assegnazioni. Bisogna vedere se a loro converrà più trovare una soluzione per le famiglie o trovarsi tutte le graduatorie ferme».


17 novembre 2008 - La Repubblica

La nuova sfida di Brunetta "I fannulloni stanno a sinistra"
Epifani: tiri fuori le prove altrimenti è un bugiardo Il ministro: "I sindacati hanno sempre difeso i casi più clamorosi di inefficienza"
di FRANCESCO BEI LUCA IEZZI

ROMA - «La mia lotta contro i fannulloni dà fastidio. Il paese è con me, ma un pezzo del paese no, e me ne sono fatto una ragione: è il paese delle rendite e dei poteri forti, quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra». Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta scatena l´ovazione dei sostenitori dei circoli del buongoverno di Marcello dell´Utri a Montecatini e fortissime polemiche nel resto del paese.
L´attacco del ministro è contro i sindacati in generale: «Credevano che tutto girasse intorno a loro, ma io gli ho dedicato il 5% del mio tempo». Ma si scaglia in particolare contro la Cgil e contro le altre formazioni ancora più a sinistra, colpevoli di difendere i fannulloni. «Mi insultano perché ho toccato i santuari del potere della sinistra» dice Brunetta definendosi «un socialista che sta in Forza Italia».
Immediata la reazione del segretario della Cgil Guglielmo Epifani: «Brunetta ci dia una prova di quello che afferma, perché se non ha prove di quello che afferma è un bugiardo. Questi toni o queste modalità non sono quelle che sono necessarie per un Paese che sta attraversando crisi molto inquietante e molto grave».
Il ministro torna a precisare le sue accuse: «Quanto nervosismo per una frase. La mia era una considerazione sociologica, i "Comitati dei fannulloni operosi" nati su Internet sono vicini alla sinistra, le rappresentanze di base e molti altri sindacati hanno sempre difeso la fannulloneria, anche i più clamorosi casi di assenteismo, doppi e tripli lavori, i falsi invalidi. D´altronde atteggiamenti antiefficienza, antiproduttività, favorevoli al salario garantito sono tutte filosofie di sinistra e infatti il "fannulonismo" da quella parte trova sempre giustificazioni, mentre a destra non trova sponde».
L´etichettatura politica dei fannulloni viene paventata da Linda Lanzillotta ministro ombra della funzione pubblica: «La lotta ai fannulloni non può essere né di destra nè di sinistra. Se divenisse il pretesto per fare spoils system, o escludere chi non la pensa come il ministro noi ci opporremo in maniere fortissima». Più duro è invece il deputato dell´Italia dei Valori, Franco Barbato che lo definisce un «deputato fannullone» che «percepisce due stipendi, quello da parlamentare e quello da ministro, ma a Montecitorio non si presenta mai». Una critica anche dall´estrema destra per Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova: «Qualificare milioni di italiani come fannulloni di sinistra oltre ad essere ridicolo, semplicistico e falso, è una categorizzazione da osteria».
L´altro tema di scontro con la Cgil è il rinnovo dei contratti. «Nell´arco di un mese - annuncia Brunetta - chiuderemo gli otto contratti. Questo vuol dire che i 3 milioni 650mila lavoratori pubblici avranno dal 1 gennaio un contratto rinnovato con 70 euro in più al mese: non sono tantissimi, ma non sono neanche pochi, se si pensa che nel settore privato tanti lavoratori subiscono licenziamenti o vanno in cassa integrazione. Lo abbiamo ottenuto senza lunghe discussioni, senza grandi scioperi se non quelli della Cgil. È stato un errore per loro tirarsi fuori, dovrebbero avere un atteggiamento più responsabile». La Cgil, però, conferma lo sciopero generale contro il governo per chiedere risposte contro la crisi e in favore dei lavoratori.


17 novembre 2008 - Il Quotidiano della Calabria

I precari montebellesi in agitazione. Il comune rischia la paralisi
di Fabio Macheda

Montebello Jonico –Settimana nera la prossima per gli utenti dei numerosi servizi che, nel comune del reggino, vengono erogati grazie all’impegno e alla dedizione dei lavoratori socialmente utili (Lsu). A partire dal prossimo lunedì, e fino a venerdì 21 novembre, i Lsu-Lpu del comune di Montebello Jonico saranno in agitazione e se l’iniziativa dovesse riuscire potrebbe bloccare numerosi servizi erogati dall’ente. Infatti anche i precari montebellesi, che nei mesi scorsi avevano sperato invano in un provvedimento di stabilizzazione generalizzato poi disatteso dall’amministrazione comunale per mancanza di fondi, hanno aderito alla settimana di mobilitazione indetta, a livello nazionale, dagli autonomi delle Rappresentanze Sindacali di Base (RdB) che, secondo una nota diffusa dalla stessa sigla sindacale, è «motivata dal rischio di disoccupazione determinato dall'assenza, nella finanziaria 2009, della proroga delle convenzioni regionali che permettono la continuità lavorativa dei Lsu». In base all'ultimo conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato, sono 36 mila i Lsu presenti in tutto il territorio nazionale, che ricevono un sussidio di circa 500 euro mensili senza contributi previdenziali. Per le RdB, che denunciano «la chiusura del Ministero al confronto sull’intera piattaforma e la totale indisponibilità del Governo a rendersi conto della gravissima condizione dei precari Lsu», è indispensabile «una sanatoria, da attuare con assunzioni sostenute da finanziamenti statali e legata alla rideterminazione delle piante organiche che tenga conto dei Lsu già assegnati agli enti locali, per dare diritti e dignità a lavoratori che svolgono servizi essenziali in assenza di un vero contratto di lavoro e privati anche della prospettiva di una pensione». Queste le rivendicazioni avanzate dalle RdB e pienamente condivise anche dai precari montebellesi che si sono uniti alla protesta. L'iniziativa di lotta, a cui ha aderito la quasi totalità dei Lsu-Lpu impiegati presso il comune di Montebello Jonico, vedrà i lavoratori riuniti in assemblea straordinaria permanente fino a giovedì e si concluderà il giorno seguente con un presidio presso il Palazzo del Governo di Reggio Calabria. In quella sede i lavoratori montebellesi, come quelli che presidieranno le prefetture del resto d’Italia, presenteranno una petizione e domanderanno al prefetto di farsi da tramite col governo per chiedere la modifica dell'emendamento che, bloccando le stabilizzazioni a partire dal 1 luglio 2009, li rende dei precari a vita. Secondo gli intendimenti delle RdB a quest’incontro con i prefetti dovrebbero partecipare anche gli amministratori degli enti locali. Bruno Sergi, coordinatore amministrativo dei Lsu-Lpu del comune di Montebello e delegato delle RdB, interpellato sulla questione e su un eventuale presenza dell’amministrazione comunale al fianco dei lavoratori ha dichiarato: «il sindaco ed il responsabile del settore amministrativo sono stati informati dell'adesione alla manifestazione di tutti i lavoratori Lpu del Comune di Montebello e contestualmente è stato presentato il manifesto delle iniziative». «Il sindaco Nisi – ha continuato il dr. Sergi – non più di un anno fa è già stato presente ad una riunione in prefettura con l'allora prefetto De Sena, l'allora assessore regionale al lavoro De Gaetano ed i sindaci dell'Area Grecanica per rappresentare la nostra situazione e sollecitare un intervento forte da parte delle istituzioni. E' auspicabile – ha concluso il coordinatore degli Lsu-Lpu montebellesi – un suo ulteriore intervento così come quello degli amministratori di altri enti». Parole, queste del delegato sindacale, che sottintendono come un eventuale sostegno alla causa da parte dell’amministrazione comunale sarebbe, oltre che gradito, anche rafforzativo delle legittime istanze dei lavoratori.


17 novembre 2008 - Il Mattino di Padova

Lo scontro ieri tra corso del Popolo e via Trieste. Immediata la reazione dei sindacati e delegati Aps
Tram contro un’auto: solo paura
Nessun ferito nella collisione. È il terzo incidente in pochi giorni Nicola Rigoni (Uil) Abbiamo consigliato più volte Comune e Aps di potenziare la segnaletica agli incroci

Padova - Tram contro un’auto ieri mattina intorno alle 10.45. L’incidente è accaduto all’incrocio tra corso del Popolo e via Trieste: il mezzo pubblico stava arrivando dal centro mentre un’Opel Zafira proveniva da viale Codalunga. Uno dei due veicoli non ha rispettato il semaforo o forse ha accelerato quando stava diventando rosso. Inevitabile l’impatto: la parte anteriore del tram è finita sulla fiancata sinistra della Zafira. Tanta paura ma nessun ferito. Sul posto sono i vigili urbani con l’ufficio Mobilità di Aps.
Giovedì scorso un tram era stato coinvolto in un altro incidente, finendo contro un bus all’incrocio tra corso del Popolo e via Giotto. Pure in questo caso uno dei due mezzi era passato con il rosso.
Due incidenti in tre giorni, anzi tre se si tiene conto dell’episodio accaduto sulle strisce pedonali di corso del Popolo venerdì pomeriggio quando due immigrati, per scansare il tram, sono finiti contro un bus. I due sono stati ricoverati in ospedale. Immediata la reazione di sindacati e dei delegati di Aps Holding. Il giudizio più duro arriva da Nicola Rigon (Uil), esperto autista. «Il tram circola da circa un anno - sottolinea il delegato delle Rsu - È tempo di effettuare una verifica sistematica sia sui lati positivi che su quelli negativi del mezzo. Noi autisti lo andiamo ripetendo da sempre: il tratto di corso del Popolo, in cui la corsia tramviaria interseca due strade trafficatissime quali sono le vie Tommaseo e Trieste, rappresenta l’anello debole del tram. Abbiamo consigliato più volte al Comune ed all’Aps, anche attraverso un documento firmato da tutte le Rsu, di posizionare le barriere lungo i marciapiedi per rendere più sicuro il camminamento dei passanti e di potenziare la segnaletica stradale agli incroci. Neanche dopo il morto che c’è stato all’incrocio con via Tommaseo, davanti alla farmacia, Comune e dirigenti Aps hanno provveduto a migliorare la sicurezza. Si sono limitati a ingrandire il cartello di divieto di transito agli altri veicoli nella corsia riservata al tram». Anche Stefano Pieretti, coordinatore dei Cobas (72 iscritti), si scaglia contro l’attuale gestione del tram. «L’azienda ha fatto poco per garantire la massima sicurezza al percorso del tram e agli stessi autisti - spiega - Non abbiamo avuto ancora nessuna risposta sui fenomeni elettromagnetici all’interno della cabina del tram e non è stato fatto niente per migliorare la circolazione nella zona tra la stazione e le poste». Ilario Simonaggio, segretario regionale di Fil-Cgil sostiene che sarebbe ora di effettuare un check up all’intero sistema tram.(f.pad.)


17 novembre 2008 - Varese news

Sciopero di 2 ore lunedì 20 novembre alla Honeywell, multinazionale Usa produttrice dei controlli di sicurezza di Palazzo Chigi. Flmu Cub e Fiom contro 8 licenziamenti
L'azienda dei tornelli di Brunetta licenzia, i sindacati scioperano

Cassano Magnago - L’azienda che produce i tornelli di Palazzo Chigi licenzia, ma i sindacati gridano forte il loro dissenso. Si tratta della Honeywell Srl, multinazionale statunitense con una sede anche a Cassano Magnago (le altre sono a Monza e Roma), specializzata nel controllo e automazione nel settore industriale o domestico, componenti per il settore aeronautico e automobilistico, materiali speciali ad elevate prestazioni. In Italia l’azienda occupa circa 400 persone, 80 delle quali impiegate a Cassano in via Tintoretto. Questa mattina buona parte di questi lavoratori hanno manifestato per due ore di sciopero proclamato da Flmu Cub e Fiom Cgil: i sindacati infatti non accettano la possibilità che 8 lavoratori del settore ricerca vengano licenziati. L’azienda infatti vuole portare questo settore in India: dal 24 novembre arriveranno alcuni tecnici indiani che dovranno essere formati dagli esperti italiani in previsione dello spostamento. La procedura di mobilità non è ancora partita per questioni tecniche, ma in 12 sono a rischio, 8 dei quali verranno licenziati. Allo sciopero hanno partecipato in una sessantina di lavoratori: «La multinazionale Honeywell approfitta delle commesse pubbliche e licenzia scaricando sulla collettività i licenziamenti – spiegano i sindacati -. Ciò non è condivisibile per questo intendiamo chiedere un piano industriale che salvaguardi le attività presenti e la prosecuzione in Italia della attività eventualmente sostitutive. Non è possibile che una multinazionale non riesca a trovare un settore dove ricollocare 8 persone invece che lasciarle a casa. Faremo altre assemblee: se non ci ascolteranno andremo avanti con altre iniziative d lotta».(t.g.)


17 novembre 2008 - Gazzetta della Martesana

NOKIA SIEMENS Fumata nera per i lavoratori del settore pulizie: l'incontro del 10 novembre non ha prodotto alcun accordo
«NO AL TAGLIO DEL 20 PER CENTO DELL'ORARIO E DEL SALARIO»
Rimandato lo sciopero per ora, ma sindacati e dipendenti proseguiranno le attività di protesta

Cassina de' Pecchi - No al taglio del 20 per cento dell'orario e del salario dei lavoratori. Fumata nera per i lavoratori delle pulizie alla Nokia Siemens. L'incontro del 10 novembre, infatti, non ha prodotto alcun accordo.
«La delegazione Cm Service si trincera dietro al fatto che da Nokia Siemens Network ancora non ci sono novità, né incontri fissati per rivedere il capitolato, fatto salvo per i reparti produttivi di Jabil per i quali si profila una revisione - hanno detto Angelo Pedrini e i lavoratori della Cm. Servizi Filcams-Cgil e FlaicaUniti-Cub - Giungono voci di interessamenti e verifiche in corso, ma è chiaro che un passo avanti decisivo ci potrà essere con il coinvolgimento diretto e la revisione del contratto. Le persone che frequentano il sito di Cassina sono aumentate dall'estate da 900 a 1.100. La metratura non è cambiata, ma lo sono i numeri degli addetti e delle persone che circolano nel sito. Quindi, se non rafforzato l'organico, va almeno mantenuto il monte ore lavorativo se si vuole un servizio decente e di qualità. Le direzioni non possono trincerarsi dietro le differenze tra i due capitolati o verbali di ispezione sulla qualità fatti a campione e di parte, che non tengono conto della realtà. Con il taglio di oltre il 20 per cento delle ore lavorative, e nonostante la foga delle responsabili nel cercare di completare le pulizie, ci sono e ci saranno aree non pulite regolarmente o solo superficialmente e, nel tempo, il degrado sarà inevitabile. La delegazione sindacale e i lavoratori durante l'incontro hanno ribadito la necessità di trovare un accordo conclusivo e soddisfacente con il ritorno agli orari precedenti. La direzione ha tentato di proporre modifiche parziali per tre dei cinque lavoratori che si sono visti tagliare l'orario da 8 a 4 ore giornaliere, e di circa dieci ore settimanali per gli altri. La direzione ha sbagliato per la fretta e le modalità di passaggio da un'impresa all'altra con qualche lavoratore, e non può pretendere di far accettare il taglio omogeneo per tutti in modo unilaterale. Continuiamo il confronto e le iniziative di pressione con volantinaggio al mercato, con una conferenza stampa per proporre la riunione delle strutture sindacali e delle Rsu del gruppo e un'assemblea per decidere quali iniziative preparare. Nei prossimi giorni cercheremo una soluzione positiva con il concorso di tutte le parti; per ora, quindi, lo sciopero è solo rinviato. La busta paga arriverà ai lavoratori con una decurtazione del 20 per cento per chi aveva 5 ore ed è costretto a lavorarne 4 (il taglio sarà del 50 per cento per chi ne aveva 8 e oggi solo 4). Il danno provocato da questa scelta di Nokia e applicata da Cm Service mette in serio pericolo la stabilità delle famiglie coinvolte».


16 novembre 2008 - Corriere di Rieti

Niente soldi, 160 ex lsu a rischio
Si tratta dei lavoratori dei consorzi che gestiscono i servizi per le scuole reatine. Il Governo non ha garantito la copertura per rinnovare gli appalti.
di Paolo Di Basilio

Rieti - Nel Reatino sono 160 gli ex Lsu in ansia per il loro posto di lavoro nelle scuole. Il ministero dell’Economia infatti, non ha ancora garantito la copertura finanziaria per la prosecuzione degli appalti con i consorzi per i quali lavorano queste persone che perciò, dal 1° gennaio prossimo, rischiano di restare a casa. I sindacati di base Rdb-Cub, Cobas e Sdl si stanno perciò mobilitando in tutta Italia per avere garanzie certe per il futuro. Nel 2000 sembrava fatta. Dopo anni di precariato con lo status di lsu (lavoratori socialmente utili), per loro una speranza si era aperta. O meglio sembrava essersi aperta. Gran parte di quelli che operavano nelle scuole, infatti, furono assunti dai consorzi privati a cui vennero affidati vari servizi nelle scuole (dalle pulizie fino alla segreteria). Solo che, alla fin fine, la situazione di precariato non è mai cambiata. I contratti vengono rinnovati anno per anno e tra l’altro sono per la stragrande maggioranza part-time. I tagli - a detta dei sindacati di base - sono previsti nella legge Finanziaria in discussione in Parlamento e in tutto "mettono a rischio 15mila ex lsu e 3mila co.co.co. che operano nelle segreterie per i quali sono state già avviate le procedure di licenziamento collettivo". I consorzi infatti, non avendo la garanzia della copertura finanziaria, hanno avviato tutte le procedure per la mobilità mettendo in conto il mancato rinnovo degli appalti e perciò l’allontanamento dei lavoratori. Lavoratori - specialmente gli lsu - che a quel punto difficilmente potrebbe "ridiventare" lavoratori socialmente utili perché sono usciti dai progetti all’epoca in cui furono assunti dagli stessi consorzi. In questa situazione a Rieti - secondo i dati forniti dalla Rdb - verserebbero circa 160 lavoratori. "Chiediamo al Governo di coprire immediatamente gli appalti per il prossimo anno - dice Elisabetta Callari, referente della Rdb per il Reatino - anzi, noi come sindacato autonomo siamo andati sempre oltre chiedendo che questi servizi non vengano più esternalizzati. Costerebbe molto meno assumere queste persone, che svolgono compiti fondamentali nella scuola, piuttosto che continuare con gli appalti esterni, costosi e che soprattutto non danno garanzie ai lavoratori". Per venerdì prossimo è stata organizzata una giornata di sciopero dei lavoratori che si trovano in questa situazione. Mobilitazione quella degli ex Lsu della scuola che si incrocia, manco a farlo apposta, con quelle degli ex "colleghi" lsu che per tutta la prossima settimana si asterranno dal lavoro, timbrando comunque il cartellino per poi convocare assemblee sindacali permanenti nei luoghi di lavoro. Nel contempo partirà una petizione di solidarietà. Firme che saranno poi consegnate ai vari Prefetti - compreso quello di Rieti - venerdì prossimo. Il motivo della mobilitazione degli lsu - lavoratori senza contratto e senza contributi (nelle imprese sarebbero considerati in nero) - è la mancanza di garanzie rispetto alla proroga semestrale del progetto. Ad oggi non ci sarebbero i fondi governativi - secondo la Rdb - per attuarla. Inoltre i lavoratori socialmente utili protestano anche contro l’eliminazione di quelle misure che garantivano e facilitavano in qualche modo la stabilizzazione e che invece sarebbero state congelate dall’attuale Governo fino al prossimo giugno.


16 novembre 2008 - Il Messaggero

Si annuncia una settimana di fuoco nei Comuni del Reatino...
di RAFFAELLA DI CLAUDIO

Rieti - Si annuncia una settimana di fuoco nei Comuni del Reatino. I tantissimi lavoratori socialmente utili che garantiscono il funzionamento degli Enti locali della provincia di Rieti, da domani al 21 novembre, attueranno lo sciopero bianco. Spegneranno i computer, scenderanno dagli scuolabus, appenderanno i grembiuli, poseranno scope e piumini ed entreranno in assemblea straordinaria permanente per una settimana, con l’obiettivo di raccogliere le firme che il 21 novembre saranno consegnate al prefetto di Rieti, Silvana Riccio.
Il loro futuro è a rischio, ma non hanno più voglia di aspettare e hanno deciso di protestare. Forse, è solo ingessando le attività amministrative che sarà possibile, a loro avviso, far capire l’essenzialità di un lavoro pagato 500 euro al mese e che non garantisce i contributi per la pensione. La mobilitazione, organizzata dalle rappresentanze sindacali di base riguarderà tantissimi Comuni reatini: da Antrodoco a Borgorose a Borbona fino alla Sabina. Qui incroceranno le braccia gli lsu di Forano, Collevecchio, Selci, Magliano e Fara Sabina. Ed è in questi ultimi due Comuni, due fra i tre più grandi della Bassa Sabina, che la protesta dei lavoratori si vedrà maggiormente.
Magliano Sabina Si fermeranno 34 lsu su 38. Tradotto in prestazioni amministrative, vuol dire che per tutta la settimana nel centro sabino non sarà garantito il servizio scuolabus, perché le assistenti di viaggio sono lsu. E così la mensa, tenuta in piedi dai socialmente utili. Stessa situazione per gli impiegati dei servizi sociali, di raccolta, culturali, di manutenzione e delle pulizie.
Fara Sabina Sono 33 gli lsu e sciopereranno in massa. Si fermano quindi l’ufficio servizi sociali, il protocollo, l’ufficio affissioni, il museo, il servizio pulizie, e l’ufficio relazioni col pubblico. Rallentano la farmacia comunale, la segreteria, e il servizio manutenzione.
«Per il 2009 non c’è alcuna disposizione che permetta agli enti di proseguire le attività lsu o di stabilizzare il personale lsu con assunzioni in deroga al patto di stabilità e al limite di spesa - si legge nella nota diffusa dalle rappresentanze sindacali di base -. La mobilitazione ha lo scopo di sollecitare gli amministratori locali e regionali a chiedere l’intervento del prefetto sul governo per ottenere garanzie sulla proroga delle attività lsu e disposizioni finanziate dallo Stato che consentano ai Comuni di stabilizzarci». Si scusano «per i disagi inevitabili della protesta», ma decidono di lottare per il posto di lavoro e per il futuro delle loro famiglie. E pensare che lo scorso anno la stabilizzazione degli lsu (fascia A e B) dei piccoli Comuni aveva fatto ben sperare. Inutilmente.
Perché la maggior parte dei lavoratori socialmente utili delle Comunità montane, delle Unioni e dei Comuni più grandi ancora aspettano risposte. A questo punto, stanchi di assicurare servizi a costo zero, provano a far sentire il peso del loro lavoro. Non lavorando.


16 novembre 2008 - Corriere del Veneto

Manifestazione in città
«Siamo belli abbronzati» In 200 contro il razzismo

TREVISO — Contro il razzismo, per i diritti sociali degli immigrati: «Non pagheremo noi per la vostra crisi», questo lo slogan dietro il quale si sono riunite e hanno sfilato circa duecento persone ieri pomeriggio nel cuore di Treviso. Una manifestazione di protesta organizzata dall'Ubik Lab e dall'associazione per i diritti dei lavoratori a cui hanno preso parte in gran numero extracomunitari che vivono e lavorano nella Marca. A sorvegliare i manifestanti un imponente dispiegamento di forze dell'ordine: polizia ferroviaria, carabinieri, agenti della questura (presente anche il questore Damiano), vigili urbani. «Anche se siamo qui da tanto tempo, dobbiamo aspettare due anni per ottenere un permesso di soggiorno»: questo uno dei leit motiv che hanno animato il corteo, partito dalla stazione ferroviaria per arrivare in piazza Duomo, passando per via Manin. «L'onda vi travolgerà», «Anche io sono bello, giovane e abbronzato», «Nessun uomo è illegale»: sono alcuni dei cartelli apparsi durante la sfilata. Sul banco degli imputati anche le classi separate per gli stranieri e la cultura della «tolleranza zero». «A Treviso la situazione del rilascio dei permessi di soggiorno è vergognosa – ha dichiarato Sergio Zulian di Adl – senza contare le difficoltà che hanno molti immigrati, magari costretti ad un lavoro interinale, con difficoltà a pagare l'affitto». Qualche attimo di tensione in piazza Duomo, dov'era previsto il sit-in: i partecipanti avrebbero voluto continuare fino alla Loggia dei Cavalieri nonostante il parere contrario delle forze dell'ordine. Un compromesso si è raggiunto quando i manifestanti hanno accettato di attraversare il Calmaggiore dopo aver arrotolato striscioni e bandiere.(S.P.)


16 novembre 2008 - Caserta news

Rdb-Cub: "Messaggi De Luca su Lira TV sono gravissimi"

Salerno – "I messaggi lanciati dal Sindaco De Luca su Lira TV sono gravissimi. Tutto bene quando si tratta di pomposa celebrazione del suo doveroso operato. La politica è anche il suo mestiere. Tutto bene quando esalta l'applicazione efficiente che riesce a dare al suo mandato con risultati che danno concretezza alla sua retorica. Buca lo schermo e fa sognare la Salerno protesa nella gloria della storia urbanistica europea. Intollerabile e senza scuse sono le piroette linguistiche che gettano l'ordine inquietante della repressione su ogni forma di dissenso, anche quello formalmente legittimo. Invocare il licenziamento in tronco ai lavoratori che protestano è l'ennesima espressione autoritaria che lo denuda rispetto alle sue capacità, per esempio, di contrastare lo scempio operato su Salerno dalla politica regionale della sanità. Conosciamo bene le sue accese battaglie politiche che diventano azioni dure ed efficaci sui deboli "molestatori" ma chiacchiere contro i potenti burattini politicanti e contro le loro smisurate corruzioni. Anzi, le guerre intestine, i balletti e i picchetti di onore si sprecano quando poi dentro e fuori dal suo ruolo istituzionale di Sindaco, governa tutte le relazioni con il sistema politico e le investiture che quel sistema gli affida. Se poi le relazioni sindacali dentro il Comune di Salerno sono problematiche per dei semplici passaggi di stanza dei lavoratori, ancora più preoccupante è la sua ammissione di un livello di rappresentanza sindacale che lo imprigiona, lo sottomette e lo depotenzia. I conti non tornano e non tornano mai per i lavoratori cui viene espropriata ogni partecipazione reale ai processi decisionali che impattano sull'organizzazione del lavoro, sul loro salario, sulle assunzioni e su tutto ciò che viene offerto come alternativa alla disoccupazione: la precarietà spietata e lo sfruttamento a tempo indeterminato. Il controllo dei lavoratori si paga caro e salato, magari in cambio di una banale ma potente compiacenza agnostica del bilancio comunale. Quello che succede in Alitalia è che il sistema confederale del sindacato italiano ha perso il controllo dei lavoratori e questo preoccupa non solo il sindaco di Salerno ma tutta la politica nazionale. Fanno bene a preoccuparsi perché stavolta la crisi economica non è un venticello ciclico ma un uragano di proporzioni immense che ha bisogno si di rigore, ma di vero rigore verso i grandi e i potenti che hanno la responsabilità di fermare i processi di precarizzazione ed impoverimento diffuso che da tempo dilagano nella nostra società. E' molto più semplice trasformare la struttura e la forma di una città che il suo livello di equità e giustizia sociale. E' fin troppo semplice semplice picchiare sui lavoratori e non sui responsabili dello sciacallaggio dei beni e delle risorse pubbliche. Con la repressione si condizionano i comportamenti ma, allo stesso tempo, s'incendia l'insofferenza di chi subisce le crisi economiche, di chi vede ristretti gli spazi della libera espressione, di chi fa parte dell'impoverimento generale dello stato sociale. Chi sciopera, chi protesta, chi sente l'operazione del Maestro Daniel Oren come uno sfregio alla miseria e non un'operazione culturale di prestigio, ha bisogno di risposte serie e non di sberleffi televisivi avallati da un saccente giovanotto che pensa di fare il libero giornalista ma che non si rende conto di essere la prima vittima dello sfruttamento, fisico e mentale, imposto a lui e alla sua piccola redazione di provincia."
Fonte : comunicato stampa


16 novembre 2008 - La Nuova Ferrara

L’assemblea degli autisti Acft iscritti ai sindacati di base
«Contratti uguali all’Atc»

Ferrara - «Numerose perplessità dovute al nuovo assetto dell’azienda futura, cioè l’Atc». E’ questa la valutazione prevalente emersa dall’assemblea di Rbd Cub, svoltasi nei giorni scorsi sul tema della fusione tra Acft e l’azienda bolognese. Al centro della discussione: la salvaguardia del posto di lavoro è stata posta al primo punto delle aspettative, la clausola sociale (il diritto di essere comparati contrattualmente con i colleghi di Bologna), la modifica dell’assetto organizzativo (orari, turni di lavoro, riposi) «per la quale è stata sollecitata l’apertura di un confronto, su un tavolo aperto tra Comune, Provincia, Acft e Atc, con la presenza dei lavoratori».
L’assemblea ha chiesto «che i lavoratori abbiano un ruolo e una rappresentanza in questa trattativa che, di fatto, fa cessare una realtà consolidata e una proprietà dei cittadini ferraresi. Abbiamo già avviato - si legge nella conclusioni - le procedure per le elezioni delle Rsu/Rls all’interno di Acft, costringendo la dirigenza aziendale ad accettare, tramite la mediazione avvenuta alla Direzione Provinciale del Lavoro di Ferrara, l’avvio delle norme attivate dalla nostra organizzazione sindacale». In vista del tavolo tra la dirigenza dell’Acft e quella di Atc, gli assessori provinciali e comunali ai trasporti di Bologna e Ferrara presso l’Atc di Bologna, l’assemblea ha chiesto di «consentire un democratico confronto aperto alle aspettative dei lavoratori».


16 novembre 2008 - La Tribuna di Treviso

In 200 al corteo contro tagli, razzismo, crisi
Attimi di tensione al Duomo tra manifestanti e Digos. Si replica il 12 dicembre

Treviso - Hanno sfilato in oltre 200 ieri pomeriggio dietro lo striscione «Non pagheremo noi la vostra crisi». Rappresentanti del centro sociale Ubik Lab, lavoratori ma soprattutto tanti immigrati di varie etnie. Tutti uniti nel corteo che dalla stazione ha attraversato il centro storico per fermarsi prima al Duomo e poi sotto la Loggia dei Cavalieri. Una manifestazione pacifica, che ha creato attimi di tensione solo davanti alla cattedrale quando le forze dell’ordine hanno stretto un cordone per controllare il movimento dei manifestanti.
Mancanza di strutture di accoglienza per gli stranieri immigrati, mancanza di una politica seria e programmata sull’emergenza abitativa e sul problema casa in genere, lentezza dell’ufficio stranieri della questura per il rilascio dei permessi di soggiorno, razzismo. Queste le accuse e le recriminazioni contro cui s’è mosso il corteo guidato dai microfoni del centro sociale Ubik, dell’Adl Cobas e dei tanti immigrati che hanno voluto intervenire. «Anch’io sono bello, giovane e abbronzato» recitava uno dei tanti cartelli innalzati sulle teste della gente, un modo per richiamare la gaffe del presidente del consiglio, ma anche per chiedere «uguali diritti», come hanno ripetuto molti extracomunitari nel sit-in organizzato a metà manifestazione davanti al Duomo. Lì l’unico momento di tensione di un pomeriggio di protesta pacifica scortato da decine di poliziotti, carabinieri e vigili urbani. Nel tentativo di controllare il movimento dei manifestati dal piazzale della cattedrale (dove si fermava il corteo), alla Loggia dei Cavalieri (dove era previsto il secondo momento della manifestazione), le forze dell’ordine hanno realizzato un imbuto fatto con cordoni d’agenti e mezzi. Un modo per diluire l’accesso dei manifestanti al Calmaggiore. Necessario? Strategia esagerata? I capicorteo non hanno digerito. Di qui il brusco faccia a faccia con i dirigenti della digos su cui pesava l’occhio del questore Carmine Damiano in borghese in cima alle scalinata del Duomo. Attimi di tensione presto scemati. Passato attraverso l’imbuto, il corteo si è riunito sotto la Loggia arrivando a fumogeni accesi. Prove generali della grande manifestazione del 12 dicembre. «Non accetteremo che si tagli il sociale per aver salvati speculatori e borghesi».(f.d.w.)


16 novembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

SINDACATI. Comunicato con la Uil contro la Cgil
Elezioni Ftv, la Cisl: «Non sono valide»

Vicenza - Le elezioni delle rappresentanze sindacali in seno alle Ferrotranvie vicentine, per le quali la Filt Cgil ha comunicato di aver ottenuto una larga maggioranza, ha subito dato il via alle polemiche. Contro la Cgil si sono mosse la Cisl, la Uil e la Faisa Cisal, i cui segretari provinciali hanno diffuso un comunicato.
Le tre organizzazioni precisano innanzi tutto che le elezioni sono da ritenersi non valide, in quanto prima dell’inizio delle votazioni le tre segreterie avevano ritirato i propri scrutatori e le proprie liste elettorali, in quanto era venuta meno l’unitarietà. Successivamente è stato poi depositato il ricorso all’ufficio di garanzia dell’Ufficio del lavoro di Vicenza.
Nel contempo, Cisl, Uil e Faisa Cisal avevano chiesto al segretario della Cgil, Massimo D’Angelo, di interrompere le elezioni. «Ma il segretario Filt Cgil - sottolinea la nota unitaria delle tre organizzazioni - decideva di proseguire con l’elezione al grido "ci servono le ore di permesso dell’Rsu". Ma ci risulta che in alcuni seggi (per esempio a Bassano) ci fosse un solo scrutatore».
Cisl, Uil e Faisa Cisal avanzano quindi alcune considerazioni in merito. Innanzi tutto, i sindacati ritengono le elezioni non valide («altrimenti qualcuno ci spiegherà che ha controllato i risultati a Bassano, per esempio»).
Le tre organizzazioni sindacali ritengono inoltre scandaloso che «per giochi legati ad ore di permesso retribuito, la Filt Cgil di Vicenza completi l’iter elettivo non rispettando il protocollo di intesa confederale firmato a livello nazionale tra i firmatati del contratto nazionale di lavoro autoferrotranvieri, dialogando piuttosto con Rdb/Cub».
Il comunicato delle tre siglie sindacali si conclude con l’accusa alla Filt Cgil di «avere irresponsabilmente dato un’altra prova di volontà di spaccatura tra le sigle confederali, prestando il fianco a sindacati autonomi non firmatari di alcun contratto nazionale di lavoro e/o accordo aziendale di produttività, incentivi e altro, nonostante i ripetuti solleciti all’unità del suo segretario Massimo D’Angelo».


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