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Il Sindacato di Base e Indipendente

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22/11/08

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dicono di noi - le notizie
dall'11 al 15 novembre 2008


15 novembre 2008 - Asca

GOVERNO: BLOCK NOTES DELL'ATTIVITA' DAL 10 AL 14/11/2008

(ASCA) - Roma, 15 nov -....  MARTEDI' 11: INCONTRO GELMINI CON SINDACATI UNIVERSITA' E RICERCA:
il Ministro Mariastella Gelmini ha avviato un lungo confronto con le organizazioni sindacali di universita' e ricerca per la definizione di un documento condiviso. Usi-Rdb Ricerca, Rdb/Cub P.I. Universita' (Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego - Confederazione Unitaria di Base) al termine del confronto hanno dirmato una nota in cui giudicano ''insoddisfacenti'' le assicurazioni date dal Ministro e hanno confermato lo sciopero indetto per il 5 dicembre preannunciando una manifestazione per il 13 novembre in coincidenza con l'incontro del Ministro Brunetta con gli enti di ricerca.
....


15 novembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

LA PROTESTA. Le rappresentanze di base si sono unite in assemblea
«Tribunale, astensione contro la carenza d’organico»

Vicenza - Le rappresentanze sindacali di base (Rdb cub) del tribunale hanno annunciato una giornata di sciopero per il prossimo 5 dicembre, d’intesa con i colleghi nazionali. Il motivo? Sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla disastrosa situazione relativa all’organico degli impiegati amministrativi a palazzo di Giustizia.
L’altra mattina, in una sala affollata dagli iscritti, la delegata nazionale Pina Todisco ha spiegato i motivi della «grave crisi della giustizia». «La lentezza dei processi non può essere addebitata ai dipendenti dei tribunali. Se Brunetta licenziasse i fannulloni, non saremmo contenti perché si dimostrerebbe che qui non ce ne sono. Ma si comprenderebbe che in queste condizioni, con i carichi di lavoro in costante aumento e l’organico sempre più ridotto, non è possibile essere più efficienti di quello che siamo. Basti pensare che in molti premono per una giustizia più tecnologica, e annunciano l’invio di atti giudiziari attraverso la posta elettronica. Bene, ma moltissimi di noi non hanno un computer, o non hanno l’accesso ad internet, oppure non è stato fornito loro un indirizzo e-mail protetto. Ma di cosa parliamo, allora?». Todisco ha ricordato che Vicenza è una delle città che maggiormente soffrono della carenza di personale. «Eppure il ministro finora non ha mai voluto incontrare i sindacati».

IL VOTO. Nell’elezione delle Rsu bene anche i Cub. Cisl ferma al 15%
Cgil primo sindacato in Ftv dopo le polemiche infuocate

Cgil al 40 per cento, Cub al 30, Cisl al 15 e le altre sigle su livelli inferiori. È questo il risultato delle elezioni delle rappresentanze sindacali all’interno dell’azienda Ftv.
Era una tornata elettorale molto attesa, quella andata in scena ieri, e preceduta da settimane di accese polemiche tra le sigle, con Cgil da un lato e Cisl-Uil dall’altro. Motivo del contendere, in particolare, l’accordo con l’azienda sui sovraccarichi negli autobus, da cui la Cgil si era chiamata fuori e che comunque Ftv ha revocato.
Sui 274 lavoratori chiamati ad esprimersi per scegliere i loro rappresentanti sindacali interni, i voti validi sono stati 205, cioè oltre il 70% del totale. E si sono così ripartiti: 82 alla Filt Cgil, 68 ai Cub, 33 alla Fit Cisl, 12 alla Uil Trasporti e 10 alla Faisa. I seggi sono stati così attribuiti: quattro alla Filt Cgil e altrettanti ai Cub; due alla Cisl, uno alla Uil e un’altro alla Faisa.
Soddisfatti i Cub, che confermano una buona posizione all’interno di Ftv, e soprattutto la Filt Cgil che sottolinea, oltre alla propria affermazione come prima sigla, anche la grande partecipazione.
«La Filt-Cgil vede premiato con la partecipazione di massa al voto, in un momento difficile per il settore, il proprio impegno nella salvaguardia del reddito, dell’occupazione e della sicurezza», scrive il segretario Massimo D’Angelo in una nota, assicurando «impegno in un quadro di regole democratiche e auspicando che le organizzazioni sindacali possano in un percorso unitario trovare un dialogo costruttivo guardando al futuro, sui tre grandi temi: la salvaguardia sociale in vista delle eventuali gare di appalto o di nuovi riassetti societari; le risorse e regole per il settore e la sicurezza».

LA POLEMICA. Viafora replica a Porto (Cisl): non siamo come i Cub
«La Cgil guarda dentro gli accordi»

Il segretario generale della Cgil Veneto , Emilio Viafora, prende posizione a proposito delle dichiarazioni di Franca Porto, segretaria della Cisl Veneto, a proposito delle vicende sindacali dei giorni scorsi riportate dal nostro Giornale.
«Sono alquanto meravigliato del fatto che l'amica e collega Franca Porto si interroghi sul pericolo che la Cgil sia come Cub e Rdb - scrive Viafora in una nota - La segretaria della Cisl ci conosce fin troppo bene per sapere che la Cgil non ha mai rinunciato, ne rinuncerà ad essere un sindacato che contratta, che fa accordi, che aspira ad una funzione più generale».
« Quello che ci guida - prosegue Viafora - è sempre il merito degli accordi che sottoscriviamo o che non firmiamo. Perché è sempre il merito che dovrebbe determinare gli orientamenti di un sindacato che vuole continuare a trovare legittimazione alle sue proposte dal consenso dei lavoratori. Tutto il resto è chiacchiera politicistica a cui non siamo interessati così come non siamo interessati a far discendere l'esercizio del nostro ruolo dal "benevolo" atteggiamento delle nostre controparti o dei Governi nazionali e regionali di qualsiasi colore politico».


15 novembre 2008 - Il Resto del Carlino

Nidi, le precarie verso lo sciopero. E la giunta diserta il confronto
ASSESSORE E DIRIGENTI ASSENTI. LE RDB: «RISOLVIAMO QUESTO NODO O NIENTE BILANCIO»
di Nicola Cappellini

Bologna - LE INSEGNANTI precarie dei nidi comunali bussano a Palazzo d’Accursio nella speranza di trovare un po’ di stabilità, ma la giunta comunale si fa di nebbia. Assenti i dirigenti del settore e assente anche l’assessore alla Scuola, Milly Virgilio, che diserta l’udienza convocata dal presidente del Consiglio comunale, Gianni Sofri, per non trasformare l’incontro in una sede di trattativa sindacale (vista la presenza delle Rdb che il 5 dicembre hanno indetto lo sciopero degli operatori scolastici). Motivazioni comunicate a Roberto Panzacchi, presidente della commissione Istruzione, che non convincono i consiglieri comunali. «Mi pare un atteggiamento sbagliato», commenta lo stesso Panzacchi, dei Verdi. «E’ già sgradevole che l’assessore non sia presente, ma ancora di più che non abbia pensato di inviare qualche dirigente», scuote la testa Roberto Sconciaforni di Rifondazione. Che giudica «del tutto strampalate, per non dire ridicole» le giustificazioni della Virgilio (respinte anche dalle Rdb). «Sarebbe ora — gli fa eco Valerio Monteventi (Prc) — che il consiglio comunale richiamasse la giunta alle sue responsabilità. Il mandato amministrativo non è ancora finito e la città dev’essere governata». Mentre altre bordate arrivano dal capogruppo di FI, Daniele Carella, deciso a sollevare la questione dei dirigenti comunali davanti alla segreteria generale (anche ai fini del premio di produttività). «Pazienza per l’assessore — tuona Carella — ma i dirigenti non sono alle dipendenze della giunta. Non possono rifiutarsi di partecipare». NEL CORSO dell’udienza, le insegnanti — 112 lavoratrici che hanno vinto il concorso a maggio (ma sono rimaste fuori dai 62 posti disponibili) — hanno chiesto la trasformazione di 55 posti part-time in tempi indeterminati e la creazione di una graduatoria permanente da cui attingere per le future assunzioni. «Le nostre richieste rientrano nell’accordo firmato col Comune nel 2007 e in tutti quelli precedenti», ha ricordato Massimo Betti delle Rdb. Che ha, poi, minacciato la giunta: «Se non si risolve questo problema, non c’è accordo sul bilancio». La questione approderà ora in consiglio comunale sotto forma di odg.

TRASPORTI. Fusione con l’Atc, perplessità tra i lavoratori ferraresi

Ferrara - «I LAVORATORI dell’Acft sono stati tenuti fuori dalle decisioni politiche ed all’oscuro di cosa li aspetta nel futuro lavorativo». E’ una ‘cassandra’ polemica, quella con cui il coordinamento del Cub Trasporti affronta il nodo della fusione con l’Atc di Bologna. L’altra sera, nella sala conferenze dell’ex Canapificio di viale Marconi, si è svolta un’animata assemblea alla quale hanno preso parte numerosi lavoratori, non solo aderenti al sindacato di base. «La tematica relativa alla salvaguardia del posto di lavoro — afferma la segreteria provinciale dei Cobas — è stata posta inevitabilmente al primo posto tra le aspettative, seguita dal diritto di essere comparati dal punto di vista contrattuale con i colleghi di Bologna». Negli interventi è stata sollecitata l’apertura di un confronto urgente «sugli aspetti più squisitamente organizzativi: orari, turni di lavoro, riposi. Argomenti su cui è necessario — prosegue la segreteria Cub Trasporti — un ‘tavolo’ aperto tra Comune, Provincia, Acft e Atc». Magari questo ‘tavolo’, solleticano i sindacalisti di base, «potrebbe essere insediato a Ferrara visto che con una scelta che non è stata molto apprezzata dai lavoratori del nostro territorio, il confronto sulla fusione si è svolta tutta a Bologna, tra palazzo d’Accursio sede del Comune e gli uffici dell’Atc». Ma del resto, ammettono gli esponenti del Cub, le prospettive sono quelle della fusione per incorporazione in Atc a partire dal 28 febbraio del prossimo anno: «A Ferrara circoleranno gli stessi bus di oggi, ma con le insegne dell’Atc. E’ un altro pezzo della nostra storia che se ne va». Resta però qualche incognita. Dai sindacati confederali vengono ipotizzate infatti le ultime resistenze, a Bologna, in merito allo ‘scorporo’ della sosta. Il provvedimento, fondamentale per la fusione, rischierebbe di essere bocciato in sede di voto in Consiglio comunale. E questo metterebbe l’intera operazione a rischio.


15 novembre 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa. La società doveva erogare i fondi per gli inquilini dei Colli Portuensi e via Pincherle
Sviluppo Lazio, mutui bloccati «Deve intervenire la Regione»
L'Asia Rdb: «Sessantacinque famiglie hanno chiesto di poter accedere al fondo»
di Marta Rossi
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Roma - Ieri mattina, gli inquilini di viale dei Colli Portuensi e di via Pincherle hanno protestato sotto la sede di Sviluppo Lazio. Scrive il sindacato Asia Rdb: «Sessanta inquilini di via Pincherle e cinque di viale Colli Portuensi hanno deciso di acquistare l’alloggio messo in vendita nelle rispettive dismissioni, utilizzando il fondo agevolato rotativo deliberato dalla regione Lazio nell’agosto 2008 - spiegano -. Questo importante atto amministrativo regionale rischia di essere vanificato dalla mancata convenzione tra Sviluppo Lazio, società cui la Regione ha affidato la definizione degli accordi con le banche, e gli istituti di credito». A settembre, infatti, la giunta regionale ha approvato una delibera per favorire i mutui agevolati per gli inquilini che vorranno acquistare alloggi in dismissione da parte degli enti proprietari come prima casa. «Abbiamo inserito l’innalzamento del tetto massimo del mutuo richiedibile a Sviluppo Lazio da 100mila a 200mila euro - spiegava l’assessore regionale alle Politiche per la casa Mario Di Carlo - di cui 100mila avranno un tasso dell’1 per cento e gli altri un tasso normale». E lo stesso fondo rotativo serve anche per permettere all’Ater di acquistare l’invenduto, per cui «a rischiare non sono solo coloro che acquistano e che possono farlo grazie al mutuo agevolato della Regione Lazio, ma anche coloro che non potendo comprare avevano visto l’opportunità di rimanere in affitto come inquilini Ater», spiegano ancora dal sindacato confermando quanto già detto da Di Carlo: «L’Ater potrà acquistare le abitazioni che rimarranno invendute, e subentrare così agli enti alle stesse condizioni. Il fondo stanziato dalla Regione e’ di 160 milioni di euro per l’Ater e di 50 milioni per i singoli inquilini. Tra gli alloggi in dismissione se ne contano attualmente 47 in via dei Colli Portuensi, 271 in via delle Pincherle». Subito dopo la manifestazione, gli inquilini e l'Asia Rdb sono stati ricevuti dal direttore generale di Sviluppo Lazio, che ha comunicato di un incontro in corso con le banche per stipulare la convenzione e ha assunto l’impegno a garantire la soluzione per l’avvio delle procedure, tenendo conto della scadenza del 30 novembre per gli inquilini di via Pincherle». L'Asia RdB chiede dunque, «alla Fata assicurazioni, proprietaria degli alloggi di via Pincherle, di procrastinare la data ultimativa del 30 novembre 2008 per effettuare i rogiti. Ritenendo inaccettabili le lentezze operative di Sviluppo Lazio, chiede all’amministrazione regionale di farsi garante di questo processo con le banche al fine di accelerare i procedimenti. L’assessore di Carlo deve comprendere che questi "contrattempi" potevano essere previsti ed evitati perché rischiano di penalizzare l’importante cambio di passo nelle politiche abitative regionali».

Via Sorel, le 27 famiglie rimangono all'assessorato
Occupazione

Dopo aver incontrato l'assessore Antoniozzi dopo il consiglio comunale straordinario, le 27 famiglie di via Sorel hanno deciso di restare ancora all'assessorato alla Casa. E questo, almeno fino a giovedì prossimo, giorno in cui il sindaco e gli assessori alla Casa e all'Urbanistica incontreranno i movimenti di lotta. «Se alle famiglie non sarà garantito il diritto acquisito a un alloggio popolare, oltre a proseguire le iniziative di lotta daranno mandato al loro legale di predisporre il ricorso al Tar», fanno sapere le famiglie.


15 novembre 2008 - Estense

Fusione Atc e Acft
Le RdB chiedono un tavolo di confronto coi lavoratori

Ferrara - Mercoledì scorso si è svolta presso la sala conferenze del Dipartimento Manutenzioni del Comune di Ferrara, in via Marconi (ex Canapificio) una assemblea organizzata dalla Cub Trasporti e aperta a tutti i lavoratori dell'Acft per discutere e affrontare la problematica della fusione tra le aziende Atc e Acft. All'assemblea ha partecipato un nutrito numero di dipendenti, non solo iscritti alla Cub Trasporti, i quali hanno sottoposto numerose perplessità dovute al nuovo assetto dell'azienda futura. La tematica della salvaguardia del posto di lavoro è stata posta al primo punto delle aspettative, la clausola sociale (il diritto di essere comparati contrattualmente con i colleghi di Bologna) ha sviluppato un approfondimento della tematica sul testo unico scaduto ormai da due anni (contratto aziendale). La modifica dell'assetto organizzativo (orari, turni di lavoro, riposi) è stato l'argomento più significativo della serata, per la quale è stata sollecitata l'apertura di un confronto, su un tavolo aperto tra Comune, Provincia, Acft e AtC, con la presenza dei lavoratori. "In sintesi, la fusione con l'azienda Atc di Bologna è cosa fatta – affermano dalla Cub -. L' Acft verrà assorbita da Atc per incorporazione dal 28 febbraio 2009; a Ferrara, gireranno gli stessi autobus di oggi, ma con le insegne di Atc. Un ulteriore pezzo della storia di Ferrara che se ne va. I lavoratori dl Acft sono stati tenuti fuori dalle decisioni politiche e allo scuro di cosa li aspetta nel futuro lavorativo". L'assemblea ha deliberato che i lavoratori "abbiano un ruolo e una rappresentanza in questa trattativa che, di fatto, fa cessare una realtà consolidata e una proprietà dei cittadini ferraresi. Non é più possibile che i lavoratori non abbiano voce in capitolo e una vera rappresentanza. I lavoratori devono avere la possibilità di scegliere da chi farsi rappresentare". Intanto sono già state avviate le procedure per le elezioni delle Rsu/Rls all'interno di Acft. L’assemblea infine ha chiesto l’apertura di un tavolo tra la dirigenza dell'Acft e quella di Atc e gli assessori provinciali e comunali ai trasporti di Bologna e Ferrara presso I'Atc di Bologna, per consentire un democratico confronto aperto alle aspettative dei lavoratori.


15 novembre 2008 - La Repubblica

In polemica con le Rdb. La Virgilio salta la commissione sui nidi

Bologna - Nuovo round tra l´assessore comunale alla Scuola, Milly Virgilio, e le Rdb sulle 112 maestre precarie dei nidi. Ma il faccia in commissione consiliare è saltato. Alle 18 di ieri, fa sapere il presidente della commissione Roberto Panzacchi, l´assessore ha annunciato che oggi non sarebbe stata presente perché le Rdb hanno proclamato uno sciopero nei nidi per il 5 dicembre. «Nella sua lettera - riferisce Panzacchi - Virgilio sostiene che la sua presenza sarebbe inopportuna e non consona alle buone relazioni sindacali. Mi pare comunque un atteggiamento sbagliato, sembra più che altro una ritorsione contro le Rdb».


15 novembre 2008 - La Nuova Sardegna

NUORO. Assemblea Rdb

Questo pomeriggio, alle ore 17.30, nei locali del circolo Madrike, in via Convento 50, a Nuoro, si terrà un’assemblea degli iscritti e simpatizzanti e dei precari delle Rappresentanze sindacali di base-Cub. Il tema dell’incontro sarà il «Ruolo e compiti della Rdb-Cub nell’attuale situazione locale e nezionale» e vuole essere l’occasione non solo per uno scambio di esperienze e conoscenza tra le singole realtà lavorative, ma un momento per dare alla Rdb-Cub una prospettiva programmatica e organizzativa. Sarà presente alla riunione Enrico Rubiu, coordinatore regionale della Rdb, Ivan Medici, coordinatore del pubblico impiego e Federico Angius del coordinamento precari.


15 novembre 2008 - Il Bologna

Comune. Il contratto delle insegnanti dura fino al 30 giugno: chiedono una "graduatoria permanente"
Asili, 112 precarie in scadenza ma l'assessore diserta l'incontro
Milli Virgilio non ha partecipato a causa dello sciopero indetto mercoledì.Polemiche
di Paola Benedetta Manca
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Bologna - «Sono precaria e scado il 30 giugno». Questa la scritta dipinta sopra le maglie delle insegnanti precarie degli asili nido che, ieri, hanno partecipato, a Palazzo D’Accursio, all’udienza conoscitiva convocata per parlare della loro situazione. Sono 112 in tutto e attendono di essere stabilizzate, secondo un accordo stipulato con il Comune che scade a giugno. Chiedono poi, come ha spiegato la loro rappresentante, Cristina Mambrini, che in attesa dell’assunzione possano far parte di una "graduatoria permanente", mantenendo così la priorità alla stabilizzazione, non appena si libereranno dei posti di lavoro. Ieri, in commissione Istruzione doveva esserci, oltre ai sindacati, anche l’assessore alla Scuola Milli Virgilio che però ha brillato per la sua assenza, insieme ai dirigenti del settore. Il motivo: l’annuncio, mercoledì, dello sciopero indetto da Rdb, l’unica sigla sindacale presente in commissione. I consiglieri della Sinistra Arcobaleno e Daniele Carella (Fi), hanno stigmatizzato duramente l’assenza dell’assessore. Panzacchi l’ha definito un comportamento «inopportuno e sbagliato». Più dura la valutazione del Prc. «È estremamente sgradevole che l’assessore non sia venuto e non abbia mandato neanche un tecnico per riferire ai consiglieri e ai lavoratori cosa sta succedendo» ha detto il capogruppo, Roberto Sconciaforni. D’accordo con lui, Valerio Monteventi: «È vergognoso che la Giunta, a fronte delle richieste dei cittadini, si sottragga sempre. Propongo che il Consiglio Comunale, con un ordine del giorno, la richiami alle sue responsabilità». «Mi ero impegnata ad andare in commissione - si è difesa Virgilio - ma visto che Rdb ha indetto lo sciopero non sarebbe stato corretto parteciparvi e lasciare uno spiraglio alla trattativa che fra l’altro è ancora aperta con gli altri sindacati. Hanno scelto loro di rompere le relazioni sindacali». Così i lavoratori, intervenuti per avere delle risposte, sono rimasti senza interlocutori. Intanto Virgilio fa sapere che quando ci saranno dei posti vacanti saranno assegnati alle 112 precarie ma dice no alla "graduatoria permanente": «Il prossimo bando per le supplenze è pubblico, perciò i partecipanti devono avere le stesse opportunità. Loro, però, partiranno con un maggior punteggio». Massimo Betti di Rdb non è per niente d’accordo. «I posti vacanti ci sono - afferma - e sono 55 part-time. La Giunta non vuole fare assunzioni per poter, eventualmente, tagliare i posti nei nidi per esigenze di bilancio». E riguardo la graduatoria permanente, fa sapere che il Comune di Roma l’ha introdotta, perciò «è perfettamente legale».


15 novembre 2008 - Corriere di Rieti

Lsu, parte una settimana di scioperi
Da lunedì 17 al 21 incroceranno le braccia. La mobilitazione indetta dalle Rdb. Assemblee sui luoghi di lavoro, raccolta di firme e presidi.
di Paolo Di Basilio

Rieti - Una settimana di sciopero con assemblee permanenti nei luoghi di lavoro. I lavoratori socialmente utili dissotterrano l'ascia di guerra e scelgono la lotta. Da lunedì fino al 21 novembre incroceranno le braccia per chiedere certezze per il futuro che si fa sempre più a tinte fosche. La mobilitazione è stata indetta dalle Rappresentanze sindacali di base al grido "è finito il tempo delle attese! E' l'ora della protesta". Una protesta alla quale hanno aderito - secondo la referente della Rdb nel Reatino, Elisabetta Callari - i "precari" che operano in numerosi Comuni ed amministrazioni del Reatino: dai lavoratori non ancora stabilizzati della Provincia a quelli della Comunità Salto Cicolano, da Magliano (dove hanno aderito tutti i 38 lavoratori) ad Antrodoco (stesso discorso), poi Collevecchio, Fara Sabina, Selci, Forano, Borbona, Borgorose. "Tanti Comuni - dice la Callari - ci devono dare ancora la risposta, ma ci aspettiamo un'adesione massiccia alle nostre adesioni". Sì perché questa volta sembra esserci in gioco non tanto la stabilizzazione, sulla quale ovviamente i lavoratori insistono, ma l'esistenza stessa dei progetti Lsu. "Per il 2009 - scrive la Rdb in una nota che sta facendo il giro di tutti i Comuni - non c'è alcuna disposizione che permetta agli enti di proseguire le attività lsu o stabilizzare il personale lsu con assunzioni in deroga al patto di stabilità o al limite di spesa. Nel mirino finisce l'emendamento per i precari recentemente approvato che ‘dimentica gli lsu’ e blocca le stabilizzazioni a giugno 2009. "Perciò – concludono i lavoratori – se dobbiamo tornare disoccupati facciamo i disoccupati subito: blocco delle prestazioni in tutti i servizi pubblici che sono assicurati dagli enti con il lavoro degli lsu, la cui attività è diventata strumento esclusivo di risparmio per gli enti locali e per lo Stato che sopperisce con i ‘disoccupati lsu"’ alle storiche carenze di organico. Perciò spegniamo i computer, scendiamo dagli scuolabus, appendiamo grembiuli, scope e piumini e compatti lottiamo per mantenere il nostro posto di lavoro". Dal 17 gli lsu timbreranno, poi convocheranno assemblee permanenti nei luoghi di lavoro, contemporaneamente partirà una raccolta firme in tutti i Comuni coinvolti e per venerdì 21 è previsto un presidio con gli amministratori che aderiranno davanti alle Prefetture, compresa quella di Rieti. Una protesta che rischia di "paralizzare" i servizi di molte amministrazioni, per questo dalla Rdb si scusano preventivamente per "gli inevitabili disagi della protesta, ma non abbiamo altra scelta: di fronte al 'licenziamento' siamo costretti a sospendere le nostre prestazioni"


15 novembre 2008 - Il Giorno

Buste paga sì, soldi niente
L’azienda consegna i cedolini ma non fa gli accrediti. EX DIPENDENTI NTL IN PIAZZA
di CRISTIANA MARIANI

LEGNANO — BEFFATI. Di nuovo. Una rappresentanza dei 98 ex dipendenti della tintoria Ntl, meglio conosciuta come ex Mottana, sono scesi di nuovo in piazza San Magno, davanti a palazzo Malinverni, per manifestare la loro rabbia per una situazione che ha del paradossale. Con loro Giuseppe Tampanella, rappresentante della Confederazione unitaria di base, a cui alcuni lavoratori hanno affidato il proprio futuro ormai segnato da un accordo che a loro parere non rende giustizia. «Cgil, Cisl e Uil hanno firmato con l’azienda un patto che non tiene minimamente conto delle nostre reali esigenze - affermano - e per di più questo accordo non viene per nulla rispettato visto che non abbiamo ancora avuto lo stipendio di ottobre». Nei giorni scorsi un timido segnale dall’azienda si è avuto, seguito subito dopo dall’ennesima doccia fredda. «Abbiamo ricevuto i cedolini di pagamento degli stipendi - raccontano gli ex dipendenti -, ma nessun accredito bancario è stato fatto: la busta paga c’è, ma i soldi non si vedono». ALLA FINE DI OTTOBRE i lavoratori avevano chiesto al sindaco Lorenzo Vitali di organizzare un incontro con proprietà e sindacati confederali per tentare di rivedere l’accordo. «Non abbiamo avuto risposte fino a ieri mattina - spiega Giuseppe Tampanella della Cub - quando l’assessore alle Attività produttive, Giovanni Grassi, ci ha fatto recapitare una lettera in cui si comunicava che la proprietà ha espresso la propria indisponibilità ad un nuovo incontro». In sostanza, l’azienda ritiene di non dover modificare l’accordo, in quanto già sottoscritto anche da Cgil, Cisl e Uil. Ecco quindi la seconda beffa. «Non solo il documento non prevede nessun anticipo della Cassa Integrazione - prosegue Tampanella - e sancisce la "diluizione" della buonuscita in dodici mesi, ma addirittura non viene neanche mantenuta fede alla parola data. La proprietà deve pagare gli stipendi, altrimenti la nostra lotta continuerà». Dal canto suo, l’assessore Grassi si è dimostrato disponibile al dialogo, pur con alcune eccezioni. «Non possiamo costringere l’azienda a un nuovo confronto, anche perchè ha già ribadito di non volerlo - dichiara -. Di certo parlerò di nuovo coi sindacati confederali, ma più di così non si può fare. Abbiamo già sentito tutte le parti in causa. L’accordo è stato firmato. Il Comune si impegna a mettere a disposizione i Servizi sociali per tutti i lavoratori residenti a Legnano e ad avviare, come è già stato fatto, un percorso con Eurolavoro».


14 novembre 2008 - Adnkronos

STATALI: RDB-CUB, ELIMINAZIONE TAGLIO SALARIO ACCESSORIO IN FINANZIARIA
MARTEDÌ 18 PRESIDIO LAVORATORI

Roma, 14 nov. - (Adnkronos) - La RdB-CUB Pubblico Impiego ha indetto per martedì 18 novembre un presidio dei lavoratori di Ministeri, Parastato e Agenzie Fiscali davanti al Ministero dell'Economia e Finanze per sostenere l'impegno richiesto dall'organizzazione sindacale ai responsabili delle Amministrazioni (Ministri, Commissari straordinari degli Enti pubblici non economici, Direttori delle Agenzie Fiscali) ed ai capigruppo del Senato, al fine di sollecitare il Governo ad inserire in Finanziaria un emendamento atto ad annullare gli effetti dei tagli al salario accessorio operati con la Legge 133. A questo scopo, nella giornata di lunedì 17, la RdB-CUB P.I.. invierà ai responsabili delle Amministrazioni una richiesta di incontro, in cui valutare le possibili iniziative comuni o convergenti per intervenire sul problema dei tagli salariali. Analoga lettera verrà indirizza ai capigruppo al Senato. «Il grave problema salariale dei lavoratori pubblici aggravato dalla legge 133 non viene certo risolto dalle dichiarazioni d'intenti del protocollo sul rinnovo contrattuale del Pubblico Impiego», commenta Giuliano Greggi, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. «Come pure è illusorio il recupero dei tagli sbandierato per il contratto dei Ministeri, che scatterà solo nella difficile eventualità che le Amministrazioni riescano ad effettuare altri tagli al proprio bilancio oltre a quelli già imposti dalla 133, che per i Ministeri ammontano alla considerevole cifra di 15 miliardi di Euro», conclude.

LAVORO: DAL 17 NOVEMBRE SETTIMANA MOBILITAZIONE CONTRO PRECARIETÀ
RDB-CUB, ASSEMBLEE PERMANENTI PRESSO ENTI LOCALI PER LSU

(Adnkronos/Labitalia) - Settimana di mobilitazione anche per la RdB-Cub, che rilancia l'iniziativa nazionale di lotta dei lavoratori socialmente utili. Si comincia da una settimana di mobilitazione che da lunedì 17 vedrà assemblee permanenti in tutti i luoghi di lavoro presso gli enti locali, con conseguente blocco delle prestazioni, per concludersi venerdì 21 novembre con presidi sotto le Prefetture delle principali province. «L'agitazione -si legge in una nota del sindacato- è motivata dal rischio di disoccupazione determinato dall'assenza nella Finanziaria 2009 della proroga delle convenzioni regionali che permettono la continuità lavorativa dei lsu e chiede la modifica dell'emendamento del governo che, bloccando le stabilizzazioni dal 1° luglio 2009, renderebbe questi lavoratori dei precari a vita». «In base all'ultimo Conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato -continua la nota- sono 36.000 i lsu presenti in tutto il territorio nazionale, precari storici del nostro paese (alcuni anche da 15 anni), che ricevono un sussidio di circa 500 euro mensili senza contributi previdenziali. Sulle loro prestazioni si reggono interi servizi erogati dagli enti locali: da quelli di carattere amministrativo a quelli sociali, come assistenza agli anziani, trasporti e mense scolastici; o la raccolta dei rifiuti e il lavoro presso musei, biblioteche. Negli anni -conclude il sindacato- l'attività di questi lavoratori è diventata strumento esclusivo di risparmio per gli enti, che tramite i lsu sopperiscono alle storiche carenze di organico». Per la RdB-Cub, è indispensabile una sanatoria, da attuare con assunzioni sostenute da finanziamenti statali e legata alla rideterminazione delle piante organiche che tenga conto dei lsu già assegnati agli enti locali, per dare diritti e dignità a lavoratori che svolgono servizi essenziali in assenza di un vero contratto di lavoro e privati anche della prospettiva di una pensione.


14 novembre 2008 - Agi

TRASPORTI: PROTESTA AMC CATANZARO, IL SINDACO RASSICURA

(AGI) - Catanzaro, 14 nov. - C’ e’ il sostanziale impegno dell’amministrazione comunale a fare in modo che si realizzi in tempi brevi un incontro tra la rappresentanza sindacale RdB/Club, il Consiglio di amministrazione e la direzione dell’Amc. Lo ha ribadito con un fax il sindaco di Catanzaro, Rosario Olivo, dopo che ieri in mattinata, il delegato del Primo cittadino, Vittorio Todaro, si era portato nella sede dell’Azienda municipalizzata di trasporto per ascoltare gli autori della protesta. Nella circostanza Todaro ha assicurato il massimo impegno dell’amministrazione di palazzo De Nobili a fare da tramite con i vertici dell’Azienda affinche’ i lavoratori siano informati sulle determinazioni dell’azienda in merito ai programmi di rilancio della stessa. Assicurazioni confermate dal sindaco Olivo che ha inviato, sempre in mattinata, alla RdB/Club, un fax con il seguente testo: "Assicuro la Vs Associazione che saranno instaurate relazioni informative, formali e continue, con il CdA e la Direzione della nostra societa’ di trasporto locale Amc Spa, in particolare in contemporanea o subito dopo le normali convocazioni sindacali. Mi impegno, altresi’, affinche’ un primo incontro possa essere realizzato entro la prossima settimana. Auguro, inoltre, che la Vs Associazione possa al piu’ presto ottenere i riconoscimenti formali ai quali aspira".


14 novembre 2008 - Omniroma

VIA PINCHERLE, ASIA: REGIONE GARANTISCA ITER CONVENZIONE CON BANCHE

(OMNIROMA) Roma, 14 nov - «Questa mattina gli inquilini di via Pincherle e di viale Colli Portuensi hanno tenuto una manifestazione di protesta presso la sede di Sviluppo Lazio, in via Bellini n. 22». Lo comunica Asia Rdb con una nota. «Sessanta inquilini di via Pincherle e cinque di viale Colli Portuensi hanno deciso di acquistare l'alloggio messo in vendita nelle rispettive dismissioni, utilizzando il fondo agevolato rotativo deliberato dalla regione Lazio nell'agosto 2008 - continua il comunicato - Questo importante atto amministrativo regionale rischia di essere vanificato dalla mancata convenzione tra Sviluppo Lazio, società cui la Regione ha affidato la definizione degli accordi con le banche, e gli istituti di credito. Lo stesso fondo serve anche per permettere all'Ater di acquistare l'invenduto, per cui a rischiare non sono solo coloro che acquistano e che possono farlo grazie al mutuo agevolato della Regione Lazio, ma anche coloro che non potendo comprare avevano visto l'opportunità di rimanere in affitto come inquilini Ater. In seguito all'iniziativa, gli inquilini e Asia Rdb sono stati ricevuti dal direttore generale di Sviluppo Lazio, che ha comunicato dell'incontro attualmente in corso con le banche per stipulare la convenzione e ha assunto l'impegno già in giornata a garantire la soluzione per l'avvio delle procedure, tenendo conto della scadenza del 30 novembre per gli inquilini di via Pincherle». L'Asia Rdb chiede «alla Fata assicurazioni, proprietaria degli alloggi di via Pincherle, di procrastinare la data ultimativa del 30 novembre 2008 per effettuare i rogiti. Ritenendo inaccettabili le lentezze operative di Sviluppo Lazio, chiede all'amministrazione regionale di farsi garante di questo processo con le banche al fine di accelerare i procedimenti. L'assessore di Carlo deve comprendere che questi 'contrattempì potevano essere previsti ed evitati perché rischiano di penalizzare l'importante cambio di passo nelle politiche abitative regionali».

VIA PINCHERLE, DI CARLO: «STIPULA MUTUI POSSIBILE GIÀ LUNEDÌ»

(OMNIROMA) Roma, 14 nov - «Questa mattina presso la »Direzione Regionale Piani ed Edilizia Residenziale« della Regione Lazio è stato raggiunto un accordo per rendere immediatamente operativa la convenzione che consentirà ai 60 inquilini di Via Pincherle e ai 5 di Viale dei Colli Portuensi, le cui case sono interessate dalle dismissioni del Gruppo Fata e del Fondo Pensionistico di Trieste, di accedere ai mutui agevolati all'1% entro il 30 Novembre. termine ultimo previsto per il rogito». Così in una nota della Regione. «La Regione Lazio aveva reperito le risorse necessarie già dall'Agosto 2008 - dichiara Mario Di Carlo, Assessore Regionale alle Politiche Abitative - oggi abbiamo compiuto l'ultimo passo del complesso e innovativo iter che consentirà agli inquilini interessati dalle dismissioni di acquistare gli immobili e all'Ater di acquisire l'invenduto. Da oggi gli inquilini di via Pincherle possono dormire sonni tranquilli. Già da lunedì sarà possibile stipulare mutui agevolati con Banca del Credito Cooperativo e Banca Intesa. La BCC per andare incontro alle esigenze degli inquilini sarà presente in loco per accettare le domande dei cittadini interessati sia lunedì che martedì». «Possiamo rassicurare gli inquilini ed Asia RdB che stamattina hanno manifestato preoccupazione per le lentezze operative - conclude Di Carlo - La riuscita dell'operazione non è mai stata in discussione. E il risultato raggiunto questa mattina è una vittoria per tutti».


14 novembre 2008 - Dire

NIDI BOLOGNA. PRECARIE VERSO SCIOPERO E VIRGILIO SI ASSENTA
NE' ASSESSORE NE' TECNICI IN COMMISSIONE; PROTESTA SINISTRA E FI

(DIRE) Bologna, 14 nov. - Nuovo round tra l'assessore comunale alla Scuola, Milly Virgilio, e le Rdb sulle 112 maestre precarie dei nidi bolognesi. Ma il faccia a faccia previsto per oggi pomeriggio in commissione a Palazzo D'Accursio e' saltato. Alle 18 di ieri sera, fa sapere il presidente della commissione Roberto Panzacchi, l'assessore ha annunciato che oggi non sarebbe stata presente perche' le Rdb hanno proclamato uno sciopero nei nidi per il 5 dicembre. "Nella sua lettera- riferisce Panzacchi- Virgilio sostiene che la sua presenza sarebbe inopportuna e non consona alle buone relazioni sindacali. Mi pare comunque un atteggiamento sbagliato, sembra piu' che altro una ritorsione contro le Rdb". La contemporanea presenza dell'assessore e del sindacato, assicura Panzacchi, "non avrebbe trasformato la commissione in una sede di trattative sindacali". A mandare su tutte le furie le maestre (una ventina quelle presenti in Comune, con una maglietta che recita: "Precaria: scado il 30/06/2009"), ma anche i consiglieri dell'Altra Sinistra e del centrodestra, e' anche l'assenza dei dirigenti comunali del settore Istruzione. "Ci dispiace per l'assenza di Virgilio- attacca Massimo Betti, numero uno delle Rdb- non avremmo trasformato questo incontro che non c'e' in una contrattazione sindacale. E' evidente che l'assessore non regge il confronto sul merito". Il nocciolo del problema, spiega Betti insieme a Maria Cristina Mambrini, una delle maestre precarie, riguarda le 174 maestre precarie che hanno superato il concorso per la stabilizzazione: solo 62 sono state assunte, mentre per le altre 112 (con contratto annuale fino al 30 giugno) non ci sono possibilita', se non sperare ogni anno in una supplenza. Le Rdb rivendicano pero' il fatto che "55 maestre sarebbero assumibili", grazie alla presenza di altrettanti posti vacanti di part-time (di cui pero' il Comune nega l'esistenza). "La verita' e' che le assunzioni non vengono fatte perche' il Comune vuole tagliare i posti nido- punta il dito Betti- l'amministrazione si tiene le mani libere per poter fare tagli anche su questo servizio. Ma per noi e' una questione dirimente: se non si risolve questo problema, non c'e' accordo sul bilancio". E aggiunge: "Le nostre richieste rientrano perfettamente nell'accordo firmato con il Comune il 5 aprile 2007". In parallelo, Rdb e precari chiedono anche la creazione di una graduatoria permanente delle maestre supplenti, come e' stato fatto dal Comune di Roma lo scorso aprile (accordo con tutti i sindacati) e come Palazzo D'Accursio ha gia' fatto per le insegnanti delle proprie scuole materne. "Capiamo la situazione e non chiediamo l'assunzione di tutti subito- spiega Mambrini- ma almeno di avere una stabilita' nella precarieta'". Tra i consiglieri comunali, pero', tiene banco soprattutto l'assenza di assessore e dirigenti. "E' sgradevole che non ci sia Virgilio, ma lo e' ancora di piu' il fatto che non sia stato mandato neanche un dirigente a spiegarci la situazione- attacca il capogruppo del Prc, Roberto Sconciaforni- la commissione era convocata per conoscere le ragioni dei precari e capire se ci sono possibilita' di mediazione. L'assenza di Virgilio, motivata con ragioni strampalate e ridicole, e' invece una rappresaglia e un'interferenza nel legittimo diritto di sciopero di un sindacato". Anche per Valerio Monteventi, consigliere indipendente del Prc, "e' vergognoso che la Giunta si sottragga sempre al confronto con i cittadini, quando c'e' un problema. Ci vorrebbe l'approvazione di un Ordine del giorno in Consiglio comunale che richiami l'amministrazione al suo dovere". Il capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella, oltre a chiedere le dimissioni di Virgilio, suggerisce he sia chiesta al segretario generale del Comune, Marcello Napoli, una giustificazione per l'assenza dei dirigenti. "Che un assessore sia assente per scelte politiche ci sta- accusa Carella- ma che lo facciano i dirigenti non sta ne' in cielo ne' in terra". Sia le maestre precarie sia le Rdb, dunque, non possono far altro che sfogarsi con i consiglieri comunali presenti in commissione.

CASA. DI CARLO: TROVATO ACCORDO PER INQUILINI VIA PINCHERLE

(DIRE) Roma, 14 nov. - Questa mattina presso la Direzione regionale Piani ed edilizia residenziale' della Regione Lazio e' stato raggiunto un accordo per rendere immediatamente operativa la convenzione che consentira' ai sessanta inquilini di Via Pincherle e ai cinque di Viale dei Colli Portuensi, le cui case sono interessate dalle dismissioni del Gruppo Fata e del Fondo Pensionistico di Trieste, di accedere ai mutui agevolati all'1% entro il 30 novembre, termine ultimo previsto per il rogito. L'assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo, spiega che "la Regione aveva reperito le risorse necessarie gia' dall'agosto 2008. Oggi abbiamo compiuto l'ultimo passo del complesso e innovativo iter che consentira' agli inquilini interessati dalle dismissioni di acquistare gli immobili e all'Ater di acquisire l'invenduto. Da oggi gli inquilini di via Pincherle possono dormire sonni tranquilli. Gia' da lunedi' sara' possibile stipulare mutui agevolati con Banca del Credito Cooperativo e Banca Intesa. La BCC per andare incontro alle esigenze degli inquilini sara' presente in loco per accettare le domande dei cittadini interessati sia lunedi' che martedi'". "Possiamo rassicurare gli inquilini ed Asia RdB che stamattina hanno manifestato preoccupazione per le lentezze operative- conclude Di Carlo- La riuscita dell'operazione non e' mai stata in discussione. E il risultato raggiunto questa mattina e' una vittoria per tutti".


14 novembre 2008 - Apcom

Precari/ Settimana di mobilitazione lavoratori socialmente utili. Da 17 al 21 novembre

Roma, 14 nov. (Apcom) - La Rdb-Cub rilancia l'iniziativa nazionale di lotta dei lavoratori socialmente utili, a cominciare da una settimana di mobilitazione che da lunedì 17 vedrà assemblee permanenti in tutti i luoghi di lavoro presso gli enti locali del paese con conseguente blocco delle prestazioni, e si concluderà venerdì 21 novembre con presidi sotto le Prefetture delle principali province. L'agitazione è motivata, spiega una nota, "dal rischio di disoccupazione determinato dall'assenza nella finanziaria 2009 della proroga delle convenzioni regionali che permettono la continuità lavorativa dei Lsu e chiede la modifica dell'emendamento del governo che, bloccando le stabilizzazioni dal 1 luglio 2009, renderebbe questi lavoratori dei precari a vita". In base all'ultimo Conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato, sono 36.000 i Lsu presenti in tutto il territorio nazionale, che ricevono un sussidio di circa 500 euro mensili senza contributi previdenziali. Per la RdB-CUB è indispensabile una sanatoria, da attuare con assunzioni sostenute da finanziamenti statali e legata alla rideterminazione delle piante organiche che tenga conto dei Lsu già assegnati agli Enti locali, per dare diritti e dignità a lavoratori che svolgono servizi essenziali in assenza di un vero contratto di lavoro e privati anche della prospettiva di una pensione.


14 novembre 2008 - Ansa

LAVORO: NOKIA-SIEMENS; ADDETTE PULIZIE, NO A TAGLIO SALARIO

(ANSA) - MILANO, 14 NOV - Stato di agitazione per i lavoratori della C.m.Servizi, la ditta che svolge le pulizie nella sede di Cassina dè Pecchi (Milano) della Nokia Siemens: l'agitazione è stata proclamata da Filcams-Cgil e FlaicaUniti-Cub. Una quindicina di addetti, soprattutto donne, protesta per dire 'nò al taglio del 20% dell'orario di lavoro e conseguentemento del salario.. I sindacati denunciano, in un comunicato, che, dopo la scadenza dell'appalto con la precedente ditta di pulizie, alla subentrante C.m.Servizi è stato imposto una riduzione dell'orario «nonostante le persone che frequentano la sede siano aumentate da 900 a 1.100» e «nonostante la foga delle lavoratrici nel cercare di completare le pulizie in tempo, il degrado sarà inevitabile». La scelta adottata dai lavoratori, dopo la fumata nera dell' ultimo incontro tra le parti il 10 novembre scorso, è quella di continuare il confronto per trovare una soluzione positiva «al danno che in questa fase di crisi mette in serio pericolo la stabilità delle famiglie coinvolte», e lo sciopero, affermano, «è solo rinviato».


14 novembre 2008 - Bologna 2000

Bologna: sciopero trasporto pubblico venerdì 21 novembre

Bologna - Per venerdì 21 novembre, le Organizzazioni Sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTrasporti, FAISA-CISAL, UGL, SDL, CUB-Trasporti, hanno proclamato uno sciopero del trasporto pubblico. Per il personale viaggiante di ATC, lo sciopero si svolgerà dalle ore 8.30 alle ore 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio.
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14 novembre 2008 - Il Resto del Carlino online

SCIOPERO DELLE MAESTRE DEI NIDI
Anche le 'dade' precarie scenderanno in piazza
Il faccia a faccia previsto in commissione a Palazzo D’Accursio tra l’assessore comunale alla scuola e le 112 insegnanti è saltato. Il 5 dicembre si preannuncia la mobilitazione degli Istituti d'infanzia

Bologna, 14 novembre 2008 - Nuovo round tra l’assessore comunale alla Scuola, Milly Virgilio, e le Rdb sulle 112 maestre precarie dei nidi bolognesi. Ma il faccia a faccia previsto per oggi pomeriggio in commissione a Palazzo D’Accursio è saltato. Alle 18 di ieri sera, fa sapere il presidente della commissione Roberto Panzacchi, l’assessore ha annunciato che oggi non sarebbe stata presente perchè le Rdb hanno proclamato uno sciopero nei nidi per il 5 dicembre. "Nella sua lettera - riferisce Panzacchi - Virgilio sostiene che la sua presenza sarebbe inopportuna e non consona alle buone relazioni sindacali. Mi pare comunque un atteggiamento sbagliato, sembra piu’ che altro una ritorsione contro le Rdb". La contemporanea presenza dell’assessore e del sindacato, assicura Panzacchi, "non avrebbe trasformato la commissione in una sede di trattative sindacali". A mandare su tutte le furie le maestre (una ventina quelle presenti in Comune, con una maglietta che recita: "Precaria: scado il 30/06/2009"), ma anche i consiglieri dell’Altra Sinistra e del centrodestra, è anche l’assenza dei dirigenti comunali del settore Istruzione. "Ci dispiace per l’assenza di Virgilio - attacca Massimo Betti, numero uno delle Rdb - non avremmo trasformato questo incontro che non c’è in una contrattazione sindacale. E’ evidente che l’assessore non regge il confronto sul merito". Il nocciolo del problema, spiega Betti insieme a Maria Cristina Mambrini, una delle maestre precarie, riguarda le 174 maestre precarie che hanno superato il concorso per la stabilizzazione: solo 62 sono state assunte, mentre per le altre 112 (con contratto annuale fino al 30 giugno) non ci sono possibilità, se non sperare ogni anno in una supplenza. Le Rdb rivendicano però il fatto che "55 maestre sarebbero assumibili", grazie alla presenza di altrettanti posti vacanti di part-time (di cui pero’ il Comune nega l’esistenza). "La verita’ è che le assunzioni non vengono fatte perchè il Comune vuole tagliare i posti nido - punta il dito Betti - l’amministrazione si tiene le mani libere per poter fare tagli anche su questo servizio. Ma per noi è una questione dirimente: se non si risolve questo problema, non c’e’ accordo sul bilancio". E aggiunge: "Le nostre richieste rientrano perfettamente nell’accordo firmato con il Comune il 5 aprile 2007". In parallelo, Rdb e precari chiedono anche la creazione di una graduatoria permanente delle maestre supplenti, come è stato fatto dal Comune di Roma lo scorso aprile (accordo con tutti i sindacati) e come Palazzo D’Accursio ha già fatto per le insegnanti delle proprie scuole materne. "Capiamo la situazione e non chiediamo l’assunzione di tutti subito - spiega Mambrini - ma almeno di avere una stabilità nella precarietà". Tra i consiglieri comunali, però, tiene banco soprattutto l’assenza di assessore e dirigenti. "E’ sgradevole che non ci sia Virgilio, ma lo è ancora di più il fatto che non sia stato mandato neanche un dirigente a spiegarci la situazione - attacca il capogruppo del Prc, Roberto Sconciaforni - la commissione era convocata per conoscere le ragioni dei precari e capire se ci sono possibilità di mediazione. L’assenza di Virgilio, motivata con ragioni strampalate e ridicole, è invece una rappresaglia e un’interferenza nel legittimo diritto di sciopero di un sindacato". Anche per Valerio Monteventi, consigliere indipendente del Prc, "è vergognoso che la Giunta si sottragga sempre al confronto con i cittadini, quando c’è un problema. Ci vorrebbe l’approvazione di un Ordine del giorno in Consiglio comunale che richiami l’amministrazione al suo dovere". Il capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella, oltre a chiedere le dimissioni di Virgilio, suggerisce he sia chiesta al segretario generale del Comune, Marcello Napoli, una giustificazione per l’assenza dei dirigenti. "Che un assessore sia assente per scelte politiche ci sta - accusa Carella - ma che lo facciano i dirigenti non sta né in cielo né in terra". Sia le maestre precarie sia le Rdb, dunque, non possono far altro che sfogarsi con i consiglieri comunali presenti in commissione.

DIFFICOLTA' NEI TRASPORTI
Venerdì 21 sciopero degli autobus
I sindacati hanno proclamato l'agitazione dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. Saranno garantite soltanto le corse dal capolinea centrale verso la periferia, e viceversa, con partenza fino alle 8.15 e fino alle 19.15

Bologna, 14 novembre 2008 -I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Cub-Trasporti hanno proclamato uno sciopero del trasporto pubblico di Bologna dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. saranno garantite soltanto le corse dal capolinea centrale verso la periferia, e viceversa, con partenza fino alle 8.15 e fino alle 19.15. Fra i motivi della protesta anche il mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale.


14 novembre 2008 - Il Manifesto

EMERGENZA CASA A ROMA
«Tarzan»: il Campidoglio si confronterà con i movimenti
di andrea gangemi

Roma - Duemila ombrelli sui gradini di piazza del Campidoglio si fanno scudo dalla pioggia, i portici sono gremiti: ci sono Action, il Coordinamento cittadino di lotta per la casa e il Blocco precario metropolitano, Rdb-Cub, gli inquilini assegnatari (Asia) e tanti altri gruppi più piccoli. Tutti insieme a presidiare il consiglio comunale straordinario sull'emergenza abitativa, che il sindaco Gianni Alemanno ha convocato per ieri pomeriggio dopo mesi di attese. Sono partiti in corteo dal Colosseo per celebrare, con tanto di drappo nero e corona floreale «il funerale dell'edilizia residenziale pubblica». E per dire no al «social housing», il piano sovvenzionato da governo nazionale e Regione per realizzare, previe varianti al piano regolatore approvato solo pochi mesi fa, «edilizia sociale a prezzi calmierati»: mutui a 5-600 euro, ma senza accessi differenziati per reddito. Una risposta del tutto insufficiente, per i manifestanti, alla promessa di trentacinquemila alloggi popolari: «Altro che aiutare la povera gente - dicono -: è solo un modo per ricompensare il voto degli speculatori edilizi che si apprestano a distruggere l'Agro romano». Così com'è da respingere la proposta «transitoria» indicata dalla giunta: residence privati a prezzi proibitivi. Per trovare soluzioni, invece, non c'è bisogno di uscire dal Grande raccordo anulare: «Ci sono molte aree vuote nelle cosiddette centralità», dice Andrea Alzetta, detto Tarzan, capogruppo al comune della Sinistra arcobaleno ed esponente di Action. Tra le tante proposte concrete del «contropiano» che Tarzan ha presentato ieri al consiglio straordinario, c'è anche quella dell'«autorecupero» degli stabili inutilizzati e di quelli attualmente già occupati da centinaia di famiglie. E a fronte della rimozione, sempre ieri, di un prefetto particolarmente sensibile al dialogo come Carlo Mosca, manovra che ha destato non poche perplessità nei movimenti, sembra che questi ultimi abbiano indotto Alemanno ad ammettere, racconta Tarzan, che «L'emergenza casa non è questione di ordine pubblico». E che abbiano anche incassato l'impegno, da parte del primo cittadino, di convocare un tavolo di confronto a cadenza bisettimanale: giovedì prossimo il primo incontro. Insomma, Tarzan è il vero assessore alla Casa e anche quello all'Urbanistica.


14 novembre 2008 - Corriere della Sera

L'emergenza Consiglio straordinario in Campidoglio
Casa, slogan e polemiche Action in piazza e in aula è scontro Pd-Pdl
Alemanno incontra una delegazione del movimento
di Ilaria Sacchettoni

Roma - Emergenza casa: maggioranza e opposizione si scontrano. Movimenti protagonisti, fuori e dentro l'aula
Emergenza casa: il giorno delle soluzioni diventa il pomeriggio della contestazione, tra gli «Alemanno vaf...» strillati in aula e «il criterio dell'italianità » per l'assegnazione di case popolari proposto da La Destra di Storace.
Tramontano soluzioni comuni e rimedi auspicati e, anzi, traballano le cifre stesse del dramma - alloggi: «Delle 36000 famiglie in graduatoria solo circa 3000 risultano avere 10 punti- legge in aula l'assessore Alfredo Antoniozzi - Dopo attenta verifica solo 945 sono in effettivo possesso dei requisiti. Abbiamo dato 30 giorni per la presentazione di documentazione integrativa». «La maggioranza non ha fretta di risolvere il problema - dice Umberto Marroni, capogruppo Pd-. Gli espropri per i 6.500 alloggi dei Piani di Zona approvati e le procedure per costruire i 3.700 alloggi popo-lari, sono ferme da 6 mesi». Nella mozione presentata il Pd chiedeva l'impegno «ad attivare tutti gli atti previsti dalla delibera 110 del 2005».
In risposta la maggioranza denuncia le cifre veltroniane dell'emergenza («milioni di euro spesi»). Antoniozzi confida nel nuovo bando per il reperimento delle aree di riserva, onde «poter costruire gli alloggi per il ceto medio» smentendo in contemporanea la nuova cementificazione temuta. «Ci vorranno sette otto anni» incalza l'opposizione.
Un corteo (sorvegliatissimo dalle forze dell'ordine) di stranieri, precari e famiglie di occupanti senza casa organizzato da Action, Blocco Precario Metropolitano, Asia Rappresentanze di base, sfila per i Fori. Alla testa una coppia in lutto: «si seppellisce oggi l'edilizia residenziale pubblica». In aula Gianni Alemanno è sollecitato da una manifestante a rispondere in merito alla sua condizione di senza-un-tetto e l'attenzione dei cronisti si concentra su quello che il sindaco risponderà. Quindi, ricevendo una delegazione dei manifestanti rassicura anche Action: «Il sindaco ci ha dato la sua parola che non taglierà fuori dalla discussione i movimenti » dice Andrea Alzetta «Tarzan».
II consigliere Marroni presenterà stamani un'interrogazione in merito all'appalto (5 milioni di euro) «per l'affidamento del servizio di apertura anche forzosa degli ingressi degli alloggi da recuperare» nonché «imballaggio e immagazzinamento dei beni». Segue.

La privatizzazione Cai sarebbe pronta a mandare le lettere di assunzione da martedì
«Alitalia, alt allo sciopero bianco»
L'ultimatum del garante. Rimosso Privitera, il pilota dei voli del Papa. Fermi 90 aerei. Il fronte del no: nessun blocco collettivo. Ryan Air contro il via libera Ue: decisione corrotta
di Antonella Baccaro

ROMA — La nuova Alitalia volerà a fine mese tra le braccia di Air France-Klm, ma intanto anche ieri a Fiumicino le cancellazioni per lo «sciopero bianco» sono state più di 90. E lo scontro s'inasprisce: Riccardo Privitera, il comandante che ha effettuato 14 voli con Giovanni Paolo II e finora tutti i collegamenti di medio raggio di Benedetto XVI, è stato rimosso dall'incarico di «responsabile della linea di medio- raggio». Un ruolo che gli aveva consentito un così alto onore, ma anche l'onere di coordinare i voli sulle tratte internazionali.
Non è dato sapere se l'azienda, come sembrerebbe, abbia messo in discussione il lavoro svolto in questi giorni di grandi disagi o addirittura abbia attribuito a Privitera la responsabilità di rallentamenti. Di certo nell'Anpac, il sindacato piloti cui Privitera è più vicino, c'è molto malumore e sospetto. Secondo i piloti, ieri la polizia aeroportuale avrebbe interrogato a lungo un comandante del volo Roma- Catania che aveva chiesto la sostituzione dei ruotini procurando un ritardo. Ma Alitalia smentisce, sostenendo che la Polaria si sarebbe limitata a chiedere informazioni su quel volo all'azienda.
Insomma il clima resta teso anche se dal presidente della Commissione sugli scioperi, Antonio Martone, che ieri ha ricevuto i sindacati «ribelli» è giunto un richiamo: anche uno «sciopero bianco» può essere considerato «una grave lesione dei diritti dei cittadini», quindi è sanzionabile. Quanto allo sciopero improvviso proclamato dal Comitato di lotta, l'ipotesi penale sarebbe la «turbativa del regolare svolgimento dei servizi pubblici ». Intanto Martone ha aperto una procedura nei confronti di Fabio Frati, segretario Cub. L'Enac (ente aviazione civile) prepara una multa da 255 mila euro nei confronti di Alitalia, ma soprattutto oggi valuterà se esistono motivi per ritirare la licenza provvisoria.
L'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, ieri ricevuto dal sottosegretario Gianni Letta, ha chiamato come consulente l'ex deputato di An, Gigi Martini, storico oppositore degli attuali vertici Anpac. La prossima settimana potrebbero partire le lettere di assunzione e, a fine, mese dovrebbe essere annunciata l'alleanza con Air France-Klm. A riprova che la «pace dei cieli» è stata sancita, Austrian andrà a Lufthansa. Ryanair invece ricorrerà contro il via libera al salvataggio di Alitalia.


14 novembre 2008 - Corriere di Bologna

Bottoni striglia gli assessori: aspettino a parlare dei tagli
Ma Virgilio, che ha lanciato l'sos nidi: la gente deve sapere
di Olivio Romanini

Bologna - I tagli di bilancio provocano scintille tra gli assessori della giunta Cofferati. Dopo che nei giorni scorsi tutti avevano parlato dei possibili tagli ai servizi provocati dall'esigenza di coprire il buco da 13,4 milioni di euro, ieri è arrivato lo stop dell'assessore comunale al Bilancio Paola Bottoni. Intervistata dall'emittente Città del Capo radio metropolitana, l'assessore ha sostenuto che «è intempestivo » parlare ora dei tagli. In particolare, ha spiegato, «dire adesso che si chiuderanno degli asili nido che si sono aperti» non va bene. Anche perché «noi non stiamo usando la calcolatrice ma stiamo cercando di applicare il criterio del minor danno per la città delle scelte politiche fatte a livello centrale. La riduzione ci sarà, ma trarre adesso le conclusioni, mentre il lavoro è in corso, è troppo presto». Il richiamo di Bottoni vale per tutti gli assessori e in particolare per l'assessore alla Scuola, Milli Virgilio che aveva fatto l'ipotesi del taglio di 200 posti negli asili nido. La diretta interessata però mantiene il punto e replica: «Capisco Bottoni e in parte ha ragione. Ma penso anche che sia giusto che i cittadini di Bologna sappiano quali servizi siamo costretti a tagliare per colpa del governo. Cercherò di fare di tutto per evitare questi provvedimenti ma ripeto, è giusto che la gente sappia. Ed è necessaria che si sappia anche che i tagli non sono uguali per tutte le città».
Nella sua intervista alla radio, Bottoni ha messo un altro punto fermo sulla manovra economica, chiarendo che le richieste provenienti dal sindacato Rdb e dal Prc che suggeriscono atti di disobbedienza civile verso il governo non possono essere accettate: «C'è un unico requisito per fare il bilancio — ha detto Bottoni — ed è che sia vero. Ci apprestiamo a fare il bilancio 2009 con le riduzioni che il quadro normativo ci consegnerà».
Nei prossimi giorni l'amministrazione comunale dovrà cominciare la trattativa con i sindaci e dovrà concincere i consiglieri di Sd a votare il bilancio. Ma c'è un altro fronte aperto ed è quello dei quartieri. Ieri i presidenti dei municipi hanno incontrato Bottoni e come sintetizza il presidente del Porto, Sergio Palmieri, «è stato un vertice interlocutorio nel quale abbiamo messo a punto il metodo da seguire prima della discussione della manovra nelle commissioni dei quartieri». Nel corso dell'incontro però l'assessore ha anche confessato un obiettivo ambizioso: salvare i posti negli asili nido.
Non ricorre invece a giri di parole il presidente del quartiere Navile, Claudio Mazzanti, che da un lato approva la strategia del Comune e spiega che «noi dovremo chiudere i bilanci perché altrimenti ci commissariano » ma dall'altro invita a lasciare da parte le diplomazie. «Insomma — taglia corto il presidente del quartiere Navile — qui siamo di fronte ad una rapina a mano armata. E quindi dopo l'approvazione dei bilanci bisogna studiare degli atti di disobbedienza civile. Bisogna sparare, intendo metaforicamente. Non sarebbe altro che legittima difesa».


14 novembre 2008 - Diagonal

ENTREVISTA // PAOLO LEONARDI, SOBRE LA HUELGA DE ESTUDIANTES
"Este movimiento tiene las ideas claras y es transversal"
Paolo Leonardi es el responsable de empleo público del sindicato Rappresentanze Sindicali di Base-Confederazione Unitaria di Base (RDB-CUB).

DIAGONAL: El 17 de octubre el sindicalismo de base organizó la huelga y la manifestación más grandes de su historia. ¿Qué factores han determinado el éxito?
PAOLO LEONARDI: Hemos realizado un sondeo en la calle sobre el índice de aceptación de Berlusconi por parte de los italianos, y el resultado ha sido excepcional. Creo que ha sido posible porque hemos captado el sufrimiento que los decretos ley del Gobierno Berlusconi han creado en los ciudadanos de a pie. La política de recortes, el ataque a la educación y a los servicios públicos, la precarización... ocultan la voluntad del Gobierno y de los poderes fácticos de hacer pagar la crisis financiera a los trabajadores.
D.: Italia parecía un país dormido, conquistado por el ‘berlusconismo’. ¿De dónde sale este movimiento de oposición?
P.L.: El resultado electoral de abril, con la aplastante afirmación del centro-derecha, la derrota del centro- izquierda y la expulsión del Parlamento de la izquierda, parecía haber cerrado la larga temporada de mayoría del pensamiento y de las prácticas de izquierda. En cambio, la violencia de las decisiones del Gobierno ha sido un estímulo importante, ha conseguido arrastrar a las fuerzas políticas y sindicales históricas, a las que les ha costado mucho entender lo que estaba pasando.
D.: ¿Cómo piensa el sindicalismo de base enfrentar esta dinámica?
P.L.: Estamos convencidos de que el movimiento que se está expresando en la calle tiene las ideas claras y es realmente transversal. El hecho de que, sin ningún tipo de presión, jóvenes, trabajadores, inmigrantes y precarios hayan participado en la manifestación del 17 nos hace esperar que se trate de un conflicto duradero. No es sólo cuestión de echar a Berlusconi y a su Gobierno, aunque ésta sea hoy una prioridad, sino de cambiar una tendencia de empobrecimiento social y subordinación que se viene afirmando desde hace tiempo.
D.: En un movimiento que no quiere ser representado por ninguna fuerza, ¿cómo os posicionáis ante este fenómeno?
P.L.: Los hechos de Piazza Navona, donde los estudiantes de izquierda han conseguido por fin echar a los ‘fachas’ de la calle y de las manifestaciones, cierran la temporada de las protestas indistintas, alimentadas sobre todo por las uniones de estudiantes ligadas al Partito Democrático (PD). Una vez echados los fascistas, persiste, sin embargo, el problema de la incapacidad que tiene la política para comprender los cambios sociales y de relacionarse con éstos.(G.L./Roma)


14 novembre 2008 - La Repubblica

Due milioni per pre pensionare 12 manager: lo prevede un vecchio accordo
Buonuscita con i fiocchi per i dirigenti del Comune
di ERNESTO FERRARA

Firenze - Sono più di centocinquantamila euro che il Comune pagherà ad un dirigente che lascia il lavoro prima del tempo. La spesa è già inserita sul bilancio triennale di previsione 2008-2010. E il sindacato autonomo Rdb si infuria: «L´ennesimo schiaffo ai diritti dei lavoratori: quei soldi sono pari a 9 anni di stipendio di un dipendente medio di categoria C. E in due anni ormai è andata così per 12 dirigenti: in tutto gli abbiamo regalato 2 milioni di euro», protesta il portavoce Stefano Cecchi. Tutto questo inoltre accade in un momento drammatico per le casse comunali: proprio oggi il Senato inizia a votare la manovra finanziaria 2008, che imporrà sul bilancio di previsione del prossimo anno un taglio di 16 milioni di euro.
E´ l´ennesimo caso di un manager «rottamato» con cifre a due zeri sulla base del contratto nazionale del 1999, per cui un dirigente degli enti pubblici locali che sceglie di andare in pensione in anticipo percepisce, oltre alla liquidazione, un bonus. L´obiettivo di partenza di quel contratto era quello di risparmiare sul personale diminuendo il numero di dirigenti con alti compensi favorendo il turn over. Ma il sindacato autonomo Rdb non è d´accordo: «Dal 2007 ad oggi il Comune di Firenze ha accettato il prepensionamento di 12 dirigenti spendendo una cifra pari a 2 milioni di euro: una regalia immotivata e immorale», fa notare Cecchi. L´ultimo caso è quello di Melosi, che per andare in pensione a 58 anni percepirà 152 mila e rotti euro. Quest´estate era accaduto lo stesso per Piero Cipriani, fino al 7 luglio scorso direttore del personale, e Oberdan Armanni, dirigente tecnico fino al 16 luglio. Anche loro andarono in pensione anticipatamente e il Comune gli concesse la buona uscita: 122 mila euro a Cipriani, poco più di 92 mila ad Armanni. In tutto, secondo il conto che fanno le Rdb, dal 2007 Palazzo Vecchio avrebbe «elargito» quasi 2 milioni di euro di buonuscita a dirigenti. Tutto frutto dell´articolo 17 del contratto nazionale dei dirigenti delle autonomie locali, firmato nel 1999 da Cgil, Cisl, Uil, Cida, Confedir e Cisal. Solo le Rdb e i Cobas non sottoscrissero quell´accordo, convinti che alla fine il conto non tornasse e che fosse ingiusto mandare in pensione 50enni con gruzzoletti d´oro. Per questo oggi, dieci anni dopo, le Rdb continuano la loro protesta e ogni volta che il Comune sborsa un euro per mandare in pensione qualche dirigente col bonus vanno su tutte le furie: «E´ un privilegio della casta che si perpetua», denunciano.
L´assessore comunale al personale Riccardo Nencini, che pure è un ex sindacalista (fino a 5 anni fa era il segretario nazionale della Fiom), pur ricordando l´obbligo a liquidare i dirigenti con quelle somme come previsto dal contratto, sottolinea che «quel contratto fu approvato in un momento di vacche grasse per gli enti locali, e che oggi certo è di meno immediata comprensione». «Se non liquido col bonus i dirigenti pre-pensionati sono passibile di denuncia al giudice del lavoro», fa notare Nencini, che ricorda pure che dal 2004 ad oggi il Comune è passato da 99 a 78 dirigenti e ha comunque ridotto la spesa per il personale qualificato. «Certo - conclude l´assessore - in futuro si dovrà pensare a forme diverse di contrattualità e risoluzione consensuale dei rapporti di lavoro».

"Intempestivo parlare di tagli ai nidi"
L´assessore Bottoni: non faremo un bilancio remissivo

Bologna - «Non stiamo usando la calcolatrice, ma il criterio del minor danno per la città delle scelte politiche fatte a livello centrale». E, ad esempio, «dire adesso che si chiuderanno dei posti di asilo nido che sono aperti mi sembra intempestivo». Da Radio Città del Capo, Paola Bottoni, assessore comunale al Bilancio, scaccia l´immagine di una giunta concentrata solo sul 12% di tagli da applicare a ciascun settore senza guardare a cosa verrà a mancare per i cittadini. I tagli ci saranno, conferma, e nell´ordine del 12%, quindi «ci saranno riduzioni sui servizi, ma probabilmente sui servizi continuativi. Cerchiamo di lavorare di cesello per un´azione di contenimento del danno. La riduzione ci sarà, ma trarre ora le conclusioni, mentre il lavoro è in corso, è troppo presto».
L´esempio sui nidi è centrale: dopo la giunta-fiume di martedì, l´assessore all´Istruzione, Milly virgilio, aveva spiegato che un taglio del 12% significherebbe non aprire 95 posti di asilo e dire a 100 bambini che lo hanno ottenuto che invece lo perderanno. Nessun allarme, ribatte Bottoni: il Comune ha già fatto una manovra da 26 milioni con cui «abbiamo assestato molte situazioni tra cui quella del personale, e questo è molto importante poiché significa che nei nidi», dove la voce di costo maggiore è proprio quella degli operatori, la spesa necessaria «è già coperta. Per questo dico che è intempestivo dire che si chiuderanno posti nido attualmente aperti». In ogni caso, «il problema ci sarà», ma «è ancora troppo presto per dire dove andrà a cadere la riduzione, in quale forma e con quale profondità, sui servizi offerti», insiste Bottoni. Di certo Palazzo d´Accursio non farà un bilancio in cui mette soldi che non ha: «Sarebbe un bilancio falso con conseguenze di credibilità politica e amministrativa».
Niente da fare, dunque, per Prc e Rdb che chiedono atti di disobbedienza al patto di stabilità. «C´è un unico requisito per fare il bilancio ed è che sia vero. Noi - chiarisce Bottoni - ci apprestiamo a fare il bilancio del 2009 con le riduzioni che il quadro normativo ci consegnerà». Tuttavia, avverte, «questo non vuole affatto dire fare un bilancio remissivo: non c´è rassegnazione in questa riduzione. Il bilancio di previsione è un´istantanea e noi lavoreremo, anche in contrasto con il governo, perché nel 2009 ciò che è dovuto ai comuni torni a casa, in primo luogo la restituzione integrale dell´Ici». Insomma, l´intenzione è «non rassegnarsi» ai tagli del governo.
L´assessore Bottoni, in questo, tende la mano a maggioranza e sindacati: «Speriamo che comprendano i dati oggettivi che abbiamo condiviso per un quadro comune di iniziativa politica e sindacale». Del resto, «Siamo di fronte ad un problema che Bologna non viveva da decenni: non era mai successo che, in corso di gestione, il governo intervenisse a gamba tesa riducendo risorse proprie dei comuni. Il governo ci sta mettendo alla prova ponendoci davanti un ostacolo alto, è necessario saltarlo» ricordandosi che «i comuni non hanno chiesto al governo un euro in più di ciò che è stato tolto».


14 novembre 2008 - EPolis Roma

Campidoglio. Il piano del Comune: censimento e acquisto dei residence e centri di accoglienza temporanea
L'emergenza casa arriva in Aula "In tre anni pronti 4mila alloggi"
Il sindaco: «Ci sono 120mila case sfitte. Gli imprenditori agiscano nell'interesse pubblico»
di Marta Rossi
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Roma - Censimento delle presenze nei residence, valutazione della possibile acquisizione degli stabili da parte del Comune, realizzazione di centri di accoglienza temporanei come le caserme, e prevenzione della compravendita e delle occupazioni abusive di case popolari. Il piano per fronteggiare l'emergenza casa dell'amministrazione Alemanno arriva in aula Giulio Cesare nel consiglio straordinario. La svolta all'emergenza sarà l'alienazione del patrimonio immobiliare: 8mila alloggi e «da gennaio 2009 con un investimento di 500 milioni di euro (che il consiglio approva con un ordinde del giorno del Pdl, ndr), in tre anni sarà possibile fornire alla graduatoria dai 3500 ai 4mila alloggi, esaurendo ampiamente le richieste di coloro che possiedono dieci punti». «Il nostro tentativo di un piano casa deve trovare un approccio diverso: non si può urlare all'emergenza e attivare la cultura del sospetto», spiega il sindaco Alemanno. «Dobbiamo dare risposte per evitare una bomba sociale». Si rivolge a tutto il consiglio: «Facciamo il piano casa, non facciamoci la guerra». E conclude: «Ci sono tra le 100mila e le 120mila case sfitte. Chiediamo agli imprenditori di agire nell?interesse pubblico e non in quello di mercato». A illustrare la strategia della giunta è l'assessore alla Casa Alfredo Antoniozzi. «In questi anni dal 2005 a oggi - denuncia - mille alloggi assegnati dalla graduatoria tutti, purtroppo, risultano irregolari. Sulle tremila famiglie in graduatoria con dieci punti, in seguito alla verifica fatta dagli uffici solo 945 a oggi risultano avere i requisiti per il punteggio, duemila circa non hanno i documenti a posto, e il 25-30 per cento non è in grado di poter riconfermare i documenti». Per questo serve «un nuovo bando con nuovi criteri oggettivi e soggettivi come prevede la delibera della Regione, ma prima bisogna chiudere il vecchio». Per la parte "tecnica" c'è l'assessore all'Urbanistica Marco Corsini: «Vogliamo completare i 32 piani di zona già approvati, che sono fermi perché non ci sono i soldi per gli espropri, circa 180 milioni. Per questo abbiamo trovato un sistema alternativo e gli espropri verranno pagati in cubatura. In sostanza - spiega - si tratta di fare più cubature di quelle previste utilizzando le aree ex standard che destineremo ad housing sociale». Ancora, «il cambio di destinazione di una parte di cubature destinate a commerciale» e infine, «il famoso o famigerato bando per il reperimento di aree agricole che in realtà agricole non sono». Il piano casa non soddisfa il Pd. «L'assessore deve fare chiarezza: la graduatoria deve essere rispettata e soprattutto pubblicata», dice il capogruppo Umberto Marroni. «Per realizzare le loro idee ci vorranno dai cinque ai sette anni - spiega Marroni -, un tempo troppo lungo che chi ha problemi non si può permettere». La soluzione: «Non fare retromarcia su quanto già deciso in passato: sbloccare i piani di zona, le procedure degli uffici e i cambi di destinazione d'uso. In questo modo nel giro di 18-24 mesi si avrebbero a disposizione circa 17mila alloggi». Alla fine, il consiglio approva anche l'ordine del giorno presentato da Storace per prendere in considerazione il mutuo sociale e quello di Mirko Coratti, per bloccare lo sfratto ai custodi della scuola.

Incontro sindaco-movimenti "Serve un punto di sintesi" Giovedì prossimo

In contemporanea al consiglio comunale straordinario, dal Colosseo è partito un corteo contro l'emergenza casa. Diverse centinaia di persone sono arrivate fin sotto le finestre del Campidoglio per poi, con una delegazione, prendere parte alla seduta. Durante il dibattito, una ragazza ha iniziato a urlare: allontanata dai vigili è stata raggiunta dal sindaco che ha promesso un incontro con una delegazione dei movimenti. Al termine, la decisione di istituire un tavolo, sotto la responsabilità del sindaco e con gli assessori competenti, a partire da giovedì prossimo. Spiegano i manifestanti: «Abbiamo detto al sindaco che non si può presentare un piano sull'emergenza abitativa senza parlare con i Movimenti che da anni si battono contro questo problema Alemanno non ha parlato di housing sociale e ha ribadito di non voler intervenire cementificando una parte dell'Agro Romano. Vedremo. In ogni caso siamo soddisfatti per aver ottenuto un percorso condiviso con questa amministrazione attraverso i tavoli che si terranno sotto l'egida del sindaco. Comunque speriamo che l'apertura del tavolo si trasformi in una soluzione costruttiva più generale».


14 novembre 2008 - Nuova Sardegna, Ferrara/Gazzetta Mantova/Libertà/Città Salerno/Trentino/Corriere Alpi/Gazzetta Modena, Reggio/Alto Adige

Prime multe per i ribelli Alitalia
Il garante: quella dello sciopero bianco è una protesta illegittima. Dall’Enac sanzioni alla compagnia per mancata assistenza

ROMA - Un buon numero di passaggeri Alitalia è rimasto a terra. Prima delle 18 erano stati cancellati 30 voli. Stessa sorte potrebbe capitare a breve a chi vola Meridiana o AirOne. I piloti delle due compagnie, infatti, da un paio di giorni hanno deciso di applicare in modo rigido le procedure di sicurezza. E’ sciopero bianco? Secondo i sindacati ribelli no, semmai il contrario. I lavoratori eseguono solo tutte le fasi di preparazione al volo, «per garantire voli sicuri», è scritto in un documento di Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl.
Il garante degli scioperi Antonio Martone ha intanto aperto un’istruttoria sulla giornata di lunedì e sul compartamento dei Cub e del loro leader Fabio Frati. Questo mentre l’Enac annuncia sanzioni da 225 mila euro contro Alitalia per mancata assistenza dei passeggeri. Sul fronte estero, Ryanair ricorrerà contro il via libera concesso da Bruxelles alla Compagnia aerea italiana perché generato da una «decisione corrotta. «Alla fine la commissione verrà smascherata - è scritto in un nota diffusa dalla compagnia irlandese - nella sua aplicazione corrotta e faziosa delle norme sugli aiuti di Stato a favore delle compagnie di bandiera come Alitalia». E il numero uno di Air France Jean Cyril Spinetta ricorda che non vi è stata ancora alcuna decisione sul partner estero, lasciando intendere di essere ancora in gioco.
Gli ultimi giorni di Alitalia, insomma, sono tutt’altro che sereni. Gli aerei, secondo la Cai, dovrebbero cambiare simbolicamente le insegne all’inizio di dicembre ma non è detto che le cose filino lisce. La compagnia di Roberto Colaninno si sta comunque organizzando. Oggi dovrebbero partire le prime lettere di assunzione per i 12.639 lavoratori che salveranno il posto. La Compagnia aerea italiana ha scelto la procedura della chiamata individuale e la selezione riguarderà sia i dipendenti Alitalia che quelli AirOne.
Sulle modalità di assunzione e di esclusione continua la polemica. Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che pure ha firmato il Lodo Letta, ha detto esplicitamente che «c’è bisogno che Cai diventi più adulta». Secondo il suo giudizio la Compagna «è troppo fragile» visto che non ha ancora un capo del personale. Critiche neppure tanto velate anche a Gianni Letta. Serve che il sottosegretario alla Presidenza del consiglio «fornisca interpretazioni corrette del contratto e che si dica ai piloti di finirla con queste lotte che danneggiano i cittadini». I piloti, ovviamente, respingono ogni accusa e ributtano su Alitalia la responsabilità del caos di questi giorni. Nel documento si parla di «scenario predeterminato» che amplifica e sfrutta «le fisiologiche inefficienze di un sistema già degradato» per «colpevolizzare i dipendenti e il sindacato dei disservizi subiti dai cittadini».
Secondo la nota «sono in atto pressioni e forzature di ogni tipo da parte del mondo politico e istituzionale che potrebbero indurre gli equipaggi Alitalia, ad operare contravvenendo a quanto previsto dai manuali operativi e dalle norme nazionali e internazionali». Quanto al personale Alitalia, questo sarebbe «l’ultimo baluardo a salvaguardia della sicurezza delle operazioni di volo».
Non la pensa così il garante degli scioperi. Antonio Martone continua a considerare le agitazioni di questi giorni come uno «sciopero illegittimo» e annuncia a breve sanzioni.(l.v.)


14 novembre 2008 - Zeroventiquattro.it

I VIGILI DEL FUOCO DI MILANO SCRIVONO A MARONI
Lettera aperta

Egr. Ministro Maroni, vorremmo rubarLe poco tempo in quanto sappiamo che ha molti impegni, però Le ricordiamo che in occasione dell'incontro avvenuto presso il Comando di Milano in data 24 luglio u.s., dove ascoltò con attenzione le nostre numerose problematiche, al termine anticipò alcuni suoi impegni nei confronti della categoria, in particolare dei VVF milanesi e lombardi, rimandandoci ad un successivo incontro che si sarebbe dovuto svolgere nel mese di settembre.
Ora, settembre è passato, ma abbiamo saputo dei sui impegni. Anche ottobre è trascorso, e ci hanno edotto circa le sue incombenze.
Adesso siamo arrivati a metà novembre, e certamente gli impegni saranno sempre intensi, però incominciamo ad avere dubbi sul fatto che magari, date le ristrettezze della pubblica amministrazione, la Sua auto blu non sia dotata di navigatore, così come la maggior parte dei nostri automezzi, tanto che per svolgere soccorso ci basiamo su vecchi atlanti con le scritte piccole, piccole, che a volte nemmeno si riescono a leggere.
Se così fosse, per aiutarLa, Le ricordiamo che la nostra sede è sempre in via Messina 37, si sempre quella un pò vecchiotta e malandata che ci avevano promesso di cambiare, ma che è ancora lì.
Aggiungiamo che anche tutti gli altri problemi sono ancora da risolvere, a partire dalla legge di riordino del CNVVF (252/04 - 217/05), che si sta rivelando sempre più un pozzo di sabbie mobili, arrecando immensi disagi alla categoria, ma anche al cittadino che fruisce del nostro servizio.
E che dire della famosa Protezione Civile di cui, a detta di tutti ed anche della legislazione vigente, dovremmo essere la struttura portante, ma che invece ci vede coma la cenerentola, e invece ad essa le si attribuiscono risorse e competenze che in buona parte dovrebbero essere nostre?
E gli organici? Sempre quelli, anzi sempre peggio.
I vari uffici e settori di Comando Provinciale, Direzione Regionale e Ispettorato Aeroportuale, si stanno contendendo il personale operativo, che viene strattonato da una parte all'altra, per cercare di coprire buchi sempre più grandi.
E le nuove assunzioni che ci aveva promesso? Il nuovo corso nemmeno è partito. In compenso grazie a mobilità nazionali, passaggi di qualifica, e pensionamenti, siamo sempre meno, tanto che alcune qualifiche sono in via di estinzione, tipo il panda.
In compenso stanno aumentando i Volontari e i Precari, cioè si sta trasformando il Corpo nazionale VVF da professionista, in un agglomerato di cittadini sparsi qua e la, che con un corso di 120 ore e una retribuzione a cottimo (pagati a intervento), si mettono a fare soccorso, o di Discontinui/Precari che con contratti di 20 giorni, riempiono le voragini di personale con la speranza di un'assunzione che, per la maggior parte di essi, non avverrà mai.
Ed anche i pochi soldini che ci sono, potrebbero essere spesi meglio; veda ad esempio alcuni mezzi acquistati e lasciati in rimessa perchè inadatti allo scopo, oppure lo scempio dei recenti passaggi di qualifica da Vigile a Capo Squadra tuttora in corso dove, a fronte di poche centinaia di posti, si stanno mobilitando migliaia (oltre 7.000) di Vigili da tutta l'Italia per andare a Roma, quindi con un costo di milioni di euro, per compilare delle schede che poi sembrerebbe si siano rivelate una truffa, tanto da dover coinvolgere Procura e Corte dei Conti.
E che dire dei corsi dei neo VP e CS svolti in strutture della Polizia di Stato, quando avremmo poli didattici in ogni regione, oltre alle scuole nazionali, che però stanno diventando un monumento all'inefficienza ed allo spreco? Certamente nulla accade per caso e ci sono responsabilità ad ogni livello.
La cosa però che, nonostante tutto, è riuscita a sorprenderci è la recente decisione del Consiglio dei Ministri del 13 novembre u.s., dove abbiamo appreso della nomina del nostro Capo Dipartimento a prefetto di Roma.
In effetti la categoria dei prefetti è l'unica in costante espansione, visto che in pochi anni sono passati da 3 (tre) a 137 (centotrentasette) unità! E come vediamo, a differenza dei pompieri, hanno la possibilità di brucianti carriere lampo. Buon per loro.
Terminiamo questa nostra breve lettera, scusandoci per il tempo sottratto, e Le porgiamo distinti saluti.
Per il Coordinamento Provinciale RdB/CUB Vigili del Fuoco Milano Massimo Berto


14 novembre 2008 - La Nazione

Firenze. LA LEGGE lo consente, l’Rdb di Palazzo Vecchio grida allo scandalo...

Firenze - LA LEGGE lo consente, l’Rdb di Palazzo Vecchio grida allo scandalo. L’assessore al personale Riccardo Nencini si stringe nelle spalle e ammette: «Dobbiamo pagare». La vicenda fa parte dell’ennesima «risoluzione consensuale del rapporto di lavoro» richiesta da un dirigente tecnico. Andare in pensione con qualche anno di anticipo gli frutterà circa 152mila euro lordi oltre, naturalmente, alla normale liquidazione. Quel dirigente ha infatti chiesto l’applicazione della norma che prevede il pagamento di una quota del suo stipendio per ogni anno di lavoro che il Comune non dovrà corrispondergli per intero. Secondo l’Rdb l’operazione ‘rottamazione’ dirigenti ha già impegnato oltre due milioni di euro dalle casse di Palazzo Vecchio. Troppi in tempi di vacche magre come quelli che la pubblica amministrazione sta vivendo. Intanto l’assessore Nencini cita qualche numero: «In pochi anni il numero dei dirigenti in Comune è stato ridotto da 99 a 78 con una consistente diminuzione di costi per la macchina comunale».(Pa.Fi.)


14 novembre 2008 - Liberazione

Sostituito il prefetto che disse no alle impronte per i bambini rom
AVVICENDAMENTO. Neppure Gianni Letta è riuscito ad evitare al prefetto di Roma, Carlo Mosca, di pagare il prezzo delle sue posizioni su immigrati e interventi nelle scuole. Al suo posto Giuseppe Pecoraro
di Matteo Valerio

Roma - «Non serve una sicurezza verticale, fatta di atti autoritari, ma una sicurezza orizzontale, all'interno della quale tutti vengano sensibilizzati alle loro responsabilità». Si riassume in queste poche parole, più volte espresse ai suoi funzionari, il motivo che è costato al prefetto di Roma, Carlo Mosca, la revoca del suo incarico nella capitale. Ieri il Consiglio dei ministri ha infatti nominato al suo posto Giuseppe Pecoraro, fino a oggi capo del dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, mettendo fine al prolungato gelo nei rapporti tra il governo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e l'ormai ex inquilino di Palazzo Valentini.
La rimozione era da tempo nell'aria, e a nulla è valsa l'intercessione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, grande estimatore e amico di Mosca, che tra ieri e oggi lo ha chiamato più volte al telefono: dai corridoi di Palazzo Chigi trapela infatti che Maroni avrebbe portato al Cdm un vero e proprio dossier, con le dichiarazioni di Mosca alla stampa che avrebbero contraddetto le linea del governo: ultima, in ordine di tempo, quella rilasciata dopo l'annuncio (poi smentito) del premier Berlusconi di voler inviare le forze dell'ordine nelle scuole occupate. «Dobbiamo garantire a tutti la libertà di manifestazione», aveva ribattuto il prefetto.
Uomo delle istituzioni, nei suoi 14 mesi di incarico Mosca non ha mai smesso di sostenere la necessità della mediazione e il rispetto dei diritti fondamentali di tutti: concetti che evidentemente mal si conciliano con le necessità, anche d'immagine, dell'azione politica. Tant'è che lo stesso sindaco Alemanno avrebbe più volte manifestato al suo entourage il disappunto sul mancato sostegno da parte del prefetto ai sui provvedimenti: «Alemanno si sarebbe aspettato dichiarazioni di sostegno- dicono negli ambienti del Pdl - sulle ordinanze antiborsoni (per gli ambulanti abusivi) e antiprostitute, e invece il silenzio di Mosca e' stato interpretato come una non condivisione».
Ma i dissidi più insanabili, sia con Alemanno che con Maroni, sono nati dalla questione del censimento dei campi rom: nominato commissario straordinario per l'emergenza a Roma, Mosca ha prima opposto rilievi di carattere giuridico alla pratica delle impronte per i bambini rom (la sua linea poi è prevalsa), quindi ha tenuto un comportamento più moderato sul problema degli sgomberi. E se Alemanno premeva per partire subito dopo il censimento, Mosca sosteneva che «si devono prima trovare sistemazioni alternative e dignitose per coloro che vivono nei campi».Non è un caso, dunque, che si fosse guadagnato le simpatie non solo del centrosinistra, ma anche di quanti hanno sempre trovato in prefettura un tavolo aperto al confronto.
Proprio ieri Mosca ha ricevuto a Palazzo Valentini una delegazione degli inquilini Enasarco dell'Asia Rdb-Cub, vittime dell'ultimo ente pubblico cartolarizzato nella capitale, che chiedono l'apertura di un tavolo con la proprietà. E forse non è un caso neanche il fatto che ieri, partecipando alla trasmissione "Uno mattina", il sindaco di Roma abbia fatto gli auguri al nuovo prefetto Pecoraro, dimenticandosi di ringraziare Mosca. Per l'ex prefetto, che proprio nel giorno della sua defenestrazione ha incontrato Maroni nel corso di un'iniziativa al Quirinale, la prossima destinazione sarà il Consiglio di Stato. Lui, con l'aplombe di sempre, ribadisce: «Obbedirò alle decisioni del governo». Però un sassolino dalla scarpa se lo toglie, e a chi gli chiede se ha sentito il sindaco Alemanno risponde un secco "no", precisando poi che «a Roma le impronte digitali ai bambini rom non sarebbero comunque state prese».


14 novembre 2008 - La Stampa

BORGOMANERO.PROTESTA
Son scesi in agitazione lavoratori di Acque Spa

Sono scesi in stato di agitazione i dipendenti di «Acque spa» di Borgomanero, che contestano all’azienda l’aumento degli oneri di lavoro e la diminuzione degli addetti.
A protestare sono i tredici dipendenti della società che si occupa della gestione dell’acquedotto e del ciclo idrico di Borgomanero e dei Comuni della zona, e il loro disagio è stato raccolto dalla Rdb, il sindacato di base provinciale.
«Da quando è stata avviata la nuova società abbiamo subito un trattamento peggiorativo ed il dialogo si è interrotto - dice Claudio Schiavi, rappresentante dei lavoratori - perchè non veniamo ascoltati. In questo periodo ci hanno raddoppiato gli oneri lavorativi: i Comuni da gestire da nove che erano sono diventati 19, ma la reperibilità viene effettuata con una squadra di sole due persone: come possono arrivare dappertutto? Nel momento in cui si verifica un’emergenza la situazione diventa critica». Schiavi aggiunge che anche gli addetti complessivi sono diminuiti, passando da tredici ad otto: «Quando abbiamo cercato di capire le motivazioni di questo atteggiamento - aggiunge il delegato - non solo non abbiamo avuto una risposta motivata, ma ci è stato negato qualsiasi confronto. A quel punto non abbiamo accettato la reperibilità, ed allora ci è stato imposto un ordine di servizio peggiorativo». E conclude: «Noi chiediamo il riconoscimento della professionalità, ma dall’altra parte non troviamo risposta. A questo punto abbiamo deciso di applicare il contratto di lavoro alla lettera sino a quando la società non accetterà di incontrarci almeno per discutere questa situazione. Noi continuiamo a mettere la buona volontà, ci auguriamo che la società ne prenda atto ed avvii la discussione».


14 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore

Alitalia. Il Garante avverte le sigle autonome - Per il Cub rischio multa di 25mila euro
«Lo sciopero bianco è illegale»

ROMA - Il Cub trasporti finisce nel mirino della Commissione di garanzia per il blocco selvaggio dei voli Alitalia del 10 novembre. Se al termine della procedura di valutazione ( entro 60 giorni) dovesse essere considerato responsabile dovrà pagare una multa di 25mila euro. Mentre i dipendenti che hanno partecipato al blocco selvaggio, se identificati, rischiano provvedimenti disciplinari (da 1 a 10 giorni di sospensione).
È questo il quadro sanzionatorio che il presidente della commissione di garanzia, Antonio Martone, ha illustrato ieri ai vertici di Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl che si sono dissociate dal blocco improvviso del 10 novembre. Sui disservizi che si stanno verificando negli aeroporti i Garanti si riservano di decidere dopo aver ottenuto da Alitalia e dalle altre compagnie aeree interessate una dettagliata relazione al riguardo. Se dovessero proseguire – è il monito di Martone – si potrebbe applicare l'articolo 340 del codice penale che punisce chi turba la regolarità di un servizio pubblico con la reclusione fino a 1 anno ( fino a 5 anni gli organizzatori). L'appello rivolto da Martone a sospendere il cosiddetto sciopero bianco secondo le cinque sigle autonome è «legittimo ma improprio», perchè si tratta di una applicazione dei regolamenti con i dipendenti in servizio: «Molte delle cancellazioni dei voli sono da addebitare a decisioni prese da Alitalia – sostengono le cinque sigle – anche con aeromobili efficienti ed equipaggi di volo completi e presenti. C'è il sospetto che si voglia drammatizzare la situazione ». Le associazioni dei naviganti rilanciano, invitando i colleghi di AirOne e Meridiana ad applicare alla lettera le disposizioni del regolamento: secondo due comunicati affissi all'ingresso del varco equipaggi a Fiumicino «non c'è più spazio per mediazioni, persa questa battaglia sarà perduta definitivamente la guerra».
Il tempo stringe: potrebbero scattare già martedì le chiamate individuali dei lavoratori che saranno assunti nella Nuova Alitalia, secondo fonti sindacali. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Ugl Trasporti puntano a chiudere entro lunedì il tavolo tecnico con Cai sui criteri di definizione dei contratti, poi potranno partire le lettere individuali per l'assunzione dei 12.600 dipendenti.
Intanto proseguono i disagi: ieri all'aeroporto di Fiumicino su sono registrate ben 94 cancellazioni di voli Alitalia, di cui 53 in arrivo e 41 in partenza, con lunghe code di passeggeri di fronte alle biglietterie. L'Enac – che ha comminato una prima multa da 255mila euro ad Alitalia per la mancata assistenza ai passeggeri lo scorso 10 novembre – oggi incontrerà i vertici della compagnia di bandiera commissariata: se non saranno in grado di assicurare i voli rischiano il ritiro della licenza provvisoria (si veda «Il Sole-24 ore» di ieri). Il Governo conferma la linea dura: «Continueremo ad agire per tutelare i diritti dei viaggiatori – spiega il ministro Altero Matteoli (Trasporti) – per impedire che chiunque possa esercitare un inesistente diritto di veto contro un'operazione di salvataggio e di rilancio della compagnia» Il problema a questo punto è di ordine pubblico, secondo il ministro Maurizio Sacconi (Lavoro): lo sciopero bianco merita di essere «considerato con attenzione dalla magistratura».(G.Pog.)


14 novembre 2008 - La Sicilia

DISMISSIONE FERROVIE
«Scali merci, contratti nulli»

Ragusa - Un'agonia continua. Che non viene risparmiata neppure dall'attuale stato di crisi. Gli scali merci di Ragusa e Comiso è come se fossero sostanzialmente dismessi. Adesso, però, rischiano la chiusura ufficiale. Quello della Cub trasporti, che ha denunciato la cosa con un documento ufficiale, non è più un allarme ma la presa d'atto di una situazione che, di fatto, è già in essere. All'orizzonte, e questo è il fatto più grave, non si intravede alcuno spiraglio relativo alla ripresa delle attività. I contratti con "Polimeri Europa", infatti, potrebbero essere disdettati in quanto per motivi di ordine tecnico (stanno per essere cambiati, in alcuni tratti, le traversine, oltre ad altri adempimenti del genere) lo scalo merci di Ragusa non ha funzionato. Comiso, dal canto suo, ha chiuso i battenti cinque mesi fa e non li ha ancora riaperti. "Alle passerelle e agli impegni verbali della classe politica, quando segnalammo il declassamento dei due scali merci e l'assenza nella campagna elettorale del tema ferroviario - dice il coordinatore provinciale della Cub trasporti, Pippo Gurrieri - non è seguita alcuna azione concreta. A fine anno si potrebbe avere la chiusura ufficiale degli scali. Trentamila tonnellate di merci nazionali, 29 mila di merci estere e 20 mila di riblene della Polimeri, oltre alle 100 tonnellate di marmo giunte a Comiso negli ultimi cinque anni, nono sono state un servizio all'economia del territorio?"
La Cub trasporti spiega che continuerà a denunciare queste cose, almeno fino a quando non si registrerà una inversione di tendenza. Il problema, però, è che più tempo passa, più le difficoltà sono consistenti. La realtà ferroviaria, oggi, potrebbe essere una risorsa in più per l'economia locale.(G.L.)


14 novembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

SINDACATO. La Cisl critica la rottura di Epifani
«Ora lo strappo della Cgil diventa pericoloso»
di Leandra Pelle

«La Cgil deve scegliere se tornare ad essere un sindacato confederato o una Rdb- Cub».
È netta la presa di posizione di Franca Porto segretaria generale della Cisl Veneto sulla fine della corrispondenza di amorosi sensi con uno dei membri storici della triade confederata.
Anche se si pensa ad andare avanti perchè il momento economico attuale e le condizioni del mondo del lavoro non permettono di indugiare, non si può evitare di rifletterci. La possibilità si è creata ieri a Vicenza durante l’incontro organizzato presso il Jolly Tiepolo dalla Cisl regionale funzione pubblica per illustrare e discutere del rinnovo del contatto di lavoro dei ministeriali e del protocollo del 30 ottobre 2008 e parlare dei problemi del comparto degli enti locali e sanità che aspetta il rinnovo.
La firma del contratto (che ha ricevuto soddisfazione da parte dei lavotori della categoria) in sede separata arriva in un clima politico sindacale rovente, che però non intacca l’operato della Cisl nei riguardi dei lavoratori che rappresenta.
«È un momento difficile per il Paese - prosegue Franca Porto - e che la Cgil torni o no non dipende da noi. Vogliamo continuare a contrattare».
Di sicuro la scelta della protesta rispetto alla via della contrattazione e del confronto sta contribuendo a creare uno strappo che sarà difficile recuperare in un prossimo futuro.
«La posizione della Cgil - sottolinea Mauro Giuliettini segretario nazionale Cisl Fp- Aci- è pericolosa non solo perchè rompe il fronte sindacale storico ma perchè le manifestazioni di piazza possono diventare una polveriera. La Cgil tornerà a sedersi al tavolo - aggiunge Giuliettini - ma bisogna vedere quando e non saremo noi a dover tornare».
E davanti ad un distacco evidente per vedute e decisioni si può magari pensare ad una futura riappacificazione?
«Come in una coppia può esserci un distacco- sottolinea Maurizio De Zotti segretario generale della Cisl FP- ma in questo modo pesiamo di meno e lasciamo spazio agli autonomi di turno di portare avanti singoli discorsi frammentari. Noi chiediamo che ci si debba sedere ad un tavolo e non anteporre lo sciopero».
Le strade si dividono e le opinioni divergono anche se lo sblocco dell’altra notte arriva come una luce nella notte perchè «rispecchia i punti del protocollo del 30 ottobre -specifica Daniela Volpato segretario nazionale Cisl FP nazionale- perchè chiederemo coerenza al Governo e dovremmo arrivare alla firma per gli enti pubblici e sanità prossimamente». Sulla questione Cgil la Volpato parla di «rottura ideologica molto politicizzata. Ci spiace, ma non possiamo fermarci per le sue ragioni - sottolinea Volpato - si deve comunque andare avanti».


14 novembre 2008 - Il Messaggero Veneto

Il fronte del no: seguite le norme. La Cai dà il via alle assunzioni.
Ryanair: l’Ue ha sbagliato, faremo ricorso
Alitalia, ancora "sciopero bianco" Fioccano le prime multe dell’Enac

ROMA - Ancora cancellazioni e ritardi. Mentre lo sciopero bianco degli equipaggi di Alitalia, che da giorni applicano alla lettera le regole del manuale operativo, si allarga anche ai dipendenti di Air One (destinati a confluire nella «Nuova Alitalia») e di Meridiana (che avvierà la procedura di mobilità per 150 dipendenti).
Il pressing della Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici non è servito. Il presidente Antonio Martone lo ha definito «sciopero pignolo», e non sembra avere dubbi: è «una evidente violazione delle regole», piloti e assistenti di volo «non stanno rispettando gli obblighi contrattuali di buona fede e correttezza», non è esclusa «l'ipotesi penale della turbativa del regolare svolgimento di servizi pubblici». Ma il fronte del no all'accordo con la Cai non cede: le sigle autonome dei piloti Anpac e Up, gli assistenti di volo di Avia e Anpav e l'SdL hanno ribadito che «non è in corso alcuna forma di sciopero bianco o di comportamento collettivo di tipo illegale». Per le cinque sigle «molte delle cancellazioni dei voli sono da addebitare a decisioni direttamente prese dall'azienda Alitalia».
Fioccano intanto le prime multe: l'Enac ha annunciato che sono in arrivo 16 sanzioni per i disagi provocati dalle agitazioni lunedì 10 novembre. La compagnia dovrà pagare 255 mila euro per la mancata assistenza dei passeggeri. Il presidente dell'ente Vito Riggio ha fatto inoltre sapere che le verifiche saranno estese anche alle giornate successive e che l'azienda sarebbe chiamata a pagare complessivamente tra i 500 mila e 1 milione di euro
Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il problema «a questo punto è di ordine pubblico»: lo sciopero bianco c'è, e deve essere valutato «con attenzione dalla magistratura». Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, parla di «azioni di vero e proprio boicottaggio», che giudica «deprecabili», e avverte: se si insiste «nel commettere reati le forze dell'ordine e la magistratura hanno l'obbligo di intervenire».
Il presidente della Commissione di Garanzia ha chiesto «una dettagliata relazione» alle compagnie aeree e ai prefetti di Roma, Milano e Varese, sui disagi negli aeroporti di Fiumicino, Linate e Malpensa, poi deciderà se intervenire. Ha invece avviato «un procedimento di valutazione» sullo sciopero di 24 ore indetto a sorpresa e al di fuori delle regole lunedì scorso: riguarda la Cub Trasporti e non le altre sigle autonome perchè il Garante «ha preso atto che si sono dissociate». Non ci sarebbe alcun problema di regole, invece, per i 15 giorni di sciopero preannunciati dal fronte del no perchè formalmente lo stop è stato indetto solo per la prima data, il 25 novembre.
E la Cai («troppo gracile», dice Epifani) va avanti con il solo sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl (che non rappresentano la maggioranza dei lavoratori coinvolti): martedì partiranno le lettere per l'assuzione dei dipendenti che passeranno dalla «vecchia» alla «nuova» Alitalia, mentre sarebbe ormai definita la scelta di un partner straniero. Sarà Air France-Klm, secondo le ultime indiscrezioni di stampa. «Nessuna decisione è stata presa», dice però da Parigi il numero uno del gruppo franco-olandese Jean-Cyril Spinetta.
Nuovo ostacolo il ricorso di Ryanair contro il via libera di Bruxelles al piano di salvataggio: una «decisione apertamente disonesta» sostiene il gigante europeo delle lowcost.


14 novembre 2008 - Il Messaggero

ROMA - Non si ferma il caos sui voli Alitalia...

ROMA - Non si ferma il caos sui voli Alitalia: almeno altri 94 i collegamenti cancellati solo a Fiumicino. Ma a questo punto scatta il monito del Garante sugli scioperi. Lo sciopero bianco attuato da piloti e assistenti di volo di Alitalia è «strumentale», «viola le regole di buona fede e correttezza», e «lede i diritti dei cittadini». E sullo stesso piano è anche «lo sciopero pignolo» di dipendenti che applicano alla lettera le regole del manuale operativo. Il presidente della commissione di Garanzia, Antonio Martone, anticipa con questo giudizio, prima di incontrare i rappresentanti delle cinque sigle sindacali del fronte del no (Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav), la decisione che di lì a poco arriva dalla riunione di ieri della stessa commissione: l’apertura di un procedimento di valutazione nei confronti del «comitato di sciopero e di lotta» coordinato dal CUB trasporti. Sotto i riflettori è l’agitazione dello scorso 10 novembre, che prefigura una «turbativa delle regole di svolgimento di servizio pubblico». Ma mentre Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl continuano a dissociarsi dalla protesta improvviso di lunedì scorso, rispediscono al mittente anche la definizione di sciopero bianco legato ai disagi degli ultimi giorni.
Per quanto riguarda ulteriori scioperi, dopo quello già proclamato per il 25 novembre, «le stesse sigle autonome - avverte una nota della commissione - si sono riservate di operare singole e tempestive proclamazioni». Ma per «i disservizi e i gravi disagi che si stanno verificando a Fiumicino, Malpensa e Linate, la Commissione si è riservata ogni decisione «sollecitando l’Alitalia e le altre compagnie a trasmettere con urgenza una dettagliata relazione».
Intanto, il ministro dei trasporti, Altero Matteoli continua a definire «deprecabile boicottaggio» il comportamento delle sigle dei sindacati autonomi. Mentre per il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi c’è un «problema di ordine pubblico» che merita di essere «considerato con attenzione dalla magistratura».
Ma Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl non ci stanno: non è in corso alcuna forma di sciopero bianco o di comportamento collettivo di tipo illegale, ribadiscono. Piuttosto, «molte delle cancellazioni dei voli sono da addebitare a decisioni direttamente prese dall’azienda Alitalia, anche con aeromobili efficienti ed equipaggi di volo completi e presenti al lavoro». Per il momento è l’Alitalia a pagare caro il caos di questi giorni, oltre ai viaggiatori. A partire dalla multa dell’Enac, da oltre 250 mila euro, per la mancata assistenza ai passeggeri in occasione dello sciopero improvviso dei lavoratori.
Sullo sfondo, la Cai va avanti con il solo sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl (ieri sera c’è stato un nuovo round di incontri con la Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl). Martedì partiranno le prime lettere per l’assunzione dei dipendenti (12.639) che passeranno dalla «vecchia» alla «nuova» Alitalia. Ma le prossime tappe per il decollo della nuova Alitalia sono state ieri sera al centro dell’incontro a Palazzo Chigi tra l’amministratore delegato della Cai, Rocco Sabelli, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Compresa la scelta del partner straniero che vede Air France in pole position («Nessuna decisione è stata presa», dice Parigi).
Spunta infine un nuovo ostacolo sulla strada della Cai: il ricorso di Ryanair contro il via libera di Bruxelles al piano di salvataggio. (R.Amo.
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14 novembre 2008 - Il Giorno

Lavoratore licenziato a Villa Flavia, i sindacati: va reintegrato

PAVIA — «REINTEGRATE subito il lavoratore ingiustamente licenziato». Lo ha chiesto ieri pomeriggio la Flaica-Cub Pavia volantinando davanti a Villa Flavia, struttura in un cui si è verificato un increscioso episodio. «Da tre anni lavoravo come autista per la cooperativa Attiva - racconta il protagonista della vicenda, Flavio Torchio di 40 anni, rappresentante della Flaica Cub in seno alla Rsu -, andando a prendere un’anziana mi aveva manifestato le sue preoccupazioni perché temeva di perdere l’assistente domiciliare che aveva da molto tempo. Ho chiesto un incontro con il coordinatore al quale ho raccontato i timori dell’ospite e ho rimediato una manata in faccia che mi ha fatto scivolare e fratturare la mano. All’aggressione ho reagito male e gli ho sferrato due pugni. Ho sbagliato e me ne dispiace molto, ma è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Secondo i sindacati, infatti, come si legge nel volantino «all’interno della struttura i soci lavoratori vivono un disagio causato da contratti non rispettati, pessime condizioni di lavoro e persino pressioni psicologiche per obbligare i non accondiscendenti alle dimissioni che vanno anche ad influire negativamente sul servizio offerto all’utenza che paga rette elevate». «Di fronte a questa situazione - si legge ancora - è incomprensibile che siano stati presi provvedimenti solo nei confronti del socio e non del coordinatore, la persona che con il suo comportamento crea tensione all’interno della struttura».(M.M.)

Mobilità per 37 lavoratrici
L’accordo prevede l’accompagnamento alla pensione. CRISI INDUSTRIALE ALLA CAGI
di SILVIA LODI PASINI

MOTTA VISCONTI — ALLA CAGI MAGLIERIE è mobilità. L’accordo definitivo sull’importante azienda tessile alle prese con una crisi che neppure il ricorso alla cassa integrazione straordinaria è riuscita a risolvere è stato raggiunto pochi giorni fa a Motta, nella sola fabbrica che la famiglia Giudice ha deciso di mantenere in paese. PER L’ALTRA, quella che ha deciso di chiudere a Cilavegna (Pv), lo smantellamento definitivo è solo una formalità ormai. Il primo gruppo di 13 lavoratrici provenienti dallo stabilimento pavese si è trasferito a Motta all’indomani dell’intesa che l’azienda, assistita dall’Unione industriali della Provincia di Pavia, ha raggiunto con la Femca Cisl, la Filtea Cgil e i Cub. Intesa che prende atto della necessità, allo stato attuale, di tagliare complessivamente 37 posti di lavoro. Il taglio, quindi, non riguarda esclusivamente le 45 donne che fino al 29 ottobre scorso lavoravano a Cilavegna, bensì anche le 66 di Motta. DELLE 37 destinate a restare senza lavoro, la procedura di mobilità è già stata avviata per 26, mentre per le restanti 11 scatterà entro il 31 dicembre. I sindacati sono riusciti ad ottenere l’accompagnamento alla pensione per tutte. Risolta anche la questione relativa agli spostamenti che penalizzano le dipendenti costrette a viaggiare a causa della "concentrazione produttiva" decisa dal piano di risanamento della Cagi che ha segnato la sorte dello stabilimento di Cilavegna. Per le 13 che dalla Lomellina devono ogni giorno raggiungere il posto di lavoro nello stabilimento di piazza Garibaldi a Motta, la Cagi non ha istituito un pullman, ma visto che devono viaggiare con le proprie macchine a titolo di rimborso spese dà loro 5 euro al giorno. Problema che, invece, non si pone per le 66 lavoratrici di Motta. Su di loro la mobilità cala come una livella e, tutto considerato, non rappresenta neanche una novità. Di Salvo della Filtea Cgil aveva preannunciato fin dall’inizio della crisi che, per effetto della chiusura del 50% degli stabilimenti e la contestuale concentrazione nel Milanese, alcune figure sarebbero risultate "doppie". DELLE 66 LAVORATRICI almeno 6 sono destinate a non trovare posto nel nuovo stabilimento che la Cagi, in accordo col Comune, costruirà ex novo. Infatti, in base all’accordo in forza del quale il Comune concede alll’immobiliare Marcellina srl (composta dagli stessi soci Cagi) di costruire appartamenti box e negozi in piazza Garibaldi, la Marcellina s’impegna a riaprire in paese una fabbrica con 60 posti di lavoro.


14 novembre 2008 - Il Cittadino

Confermata l’intenzione di affidarsi alle cooperative:
fallito il tentativo di salvataggio di 19 lavoratori che oggi sciopereranno
Esuberi alla San Carlo, rotte le trattative
L’azienda non cambia idea e respinge le proposte dei sindacati
di Giulia Cerboni

Esuberi alla San Carlo di Sesto Ulteriano: è scontro aperto tra sindacati e azienda. La trattativa tra i rappresentanti dei lavoratori e la nota società delle patatine fritte, in cui sono stati messi in atto tentativi di salvataggio per 19 posti di lavoro, si è rotta nella giornata di mercoledì. È stato quindi indetto lo stato di agitazione con uno sciopero di 8 ore proclamato per la giornata di oggi, in cui i lavoratori dell’unità di stoccaggio, che conta circa 200 dipendenti, scenderanno in manifestazione di fronte alla Unicip, la sede amministrativa del noto marchio, che ha sede in via Turati a Milano. «Abbiamo riscontrato una chiusura totale rispetto alle nostre richieste - spiega il funzionario della Filcams Cgil, Nicola Cappelletti -, in quanto l’azienda è ferma nella decisione, che noi non condividiamo assolutamente, di affidare il magazzino a cooperative esterne. Al personale, è stato offerto un incentivo rigido, che non è stato condiviso in assemblea, pertanto daremo avvio ad una protesta che conterà anche sulla solidarietà dei dipendenti dell’unità di stoccaggio Vf Italia di Peschiera Borromeo, dove è aperta un’altra procedura di mobilità, a seguito del trasferimento del magazzino a Praga». Del resto, le due vertenze, entrambe legate al settore della logistica nelle vicine aree industriali del Sudmilano, sono corse parallele, sebbene per quanto riguarda la Vf Italia, la procedura sia iniziata e si sia chiusa qualche settimana prima e abbia pertanto già all’attivo alcuni partecipati scioperi, con manifestazioni che hanno coinvolto le vie centrali della metropoli. Pertanto domani, i dipendenti delle due insegne, dove in ciascuna pesa un licenziamento collettivo di una ventina di addetti, si alleeranno nel dar voce alle rispettive istanze. I dipendenti della San Carlo, stazioneranno qualche ora anche davanti alla Vf Italia, mentre l’appuntamento a Milano coinvolgerà entrambi i gruppi, pronti a compattarsi per dare maggiore visibilità al disagio che coinvolge una cordata di lavoratori giovani, lontani dalla pensione, tutti a rischio disoccupazione. Per la Vf rimane infatti solo un appuntamento finale, che vedrà i rappresentanti sindacali recarsi in regione, per un ultimo tentativo. In nessuno dei due casi le aziende hanno accolto la richiesta di mobilità volontaria, che avrebbe evitato la manovra coatta, che vede i diretti interessati costretti ad abbandonare il posto di lavoro. Se quindi nei giorni scorsi, a seguito di alcuni picchetti, si parlava di pagina grigia nel Sudmilano, la piega che ha preso la situazione della San Carlo appesantisce ulteriormente la situazione. Anche perché, se l’attività passa nelle mani di terzi, anche coloro che fanno capo alle cooperative, lamentano in generale una serie di disagi, legati talvolta alla precarietà e a retribuzioni inadeguate. La stessa Cub (Confederazione unitaria di base) nei giorni scorsi proprio a Sesto Ulteriano ha promosso un evento per tenere alta l’attenzione sulle condizioni di lavoro inadeguate degli addetti alle cooperative che operano nell’area industriale del territorio.


14 novembre 2008 - L'Eco di Bergamo

Alitalia, è scontro sullo sciopero bianco
Il Garante Martone: va interrotto, viola le regole Prime multe per la mancata assistenza ai passeggeri

ROMA - Ancora cancellazioni e ritardi. Mentre lo sciopero bianco degli equipaggi di Alitalia, che da giorni applicano alla lettera le regole del manuale operativo, si allarga anche ai dipendenti di Air One (destinati a confluire nella «Nuova Alitalia») e di Meridiana (che avvierà la procedura di mobilità per 150 dipendenti).
Il pressing della Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici non è servito. Il presidente Antonio Martone lo ha definito «sciopero pignolo», e non sembra avere dubbi: è «una evidente violazione delle regole», piloti ed assistenti di volo «non stanno rispettando gli obblighi contrattuali di buona fede e correttezza», non è esclusa «l'ipotesi penale della turbativa del regolare svolgimento di servizi pubblici». Secondo Martone lo sciopero bianco degli equipaggi di Alitalia «può essere considerato in tutto e per tutto come uno sciopero, quindi in violazione delle regole».
Il fronte del no va avanti
Ma il fronte del no all'accordo con la Cai, la compagnia creata per far rinascere Alitalia in una nuova azienda, non cede: le sigle autonome dei piloti Anpac e Up, gli assistenti di volo di Avia e Anpav e l'SdL, convocati da Martone per «un caldo invito» a fare un passo indietro, hanno ribadito che «non è in corso alcuna forma di sciopero bianco o di comportamento collettivo di tipo illegale». Il caos negli aeroporti, gli aerei rimasti a terra, i ritardi, per Paolo Maras dell'SdL sono solo il risultato della «situazione di forte disagio» dei lavoratori. Per le cinque sigle di «improprio e strumentale» ci sono solo le accuse di sciopero bianco, anche perché «molte delle cancellazioni dei voli sono da addebitare a decisioni direttamente prese dall'azienda Alitalia».
Matteoli: è boicottaggio
Per il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi il problema «a questo punto è di ordine pubblico»: lo sciopero bianco c'è, e deve essere valutato «con attenzione dalla magistratura». Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli parla di «azioni di vero e proprio boicottaggio», che giudica «deprecabili», e avverte: se si insiste «nel commettere reati le forze dell'ordine e la magistratura hanno l'obbligo di intervenire».
Il presidente della Commissione di Garanzia ha chiesto «una dettagliata relazione» alle compagnie aeree e ai prefetti di Roma, Milano e Varese, sui disagi negli aeroporti di Fiumicino, Linate e Malpensa, poi deciderà se intervenire. Ha invece avviato «un procedimento di valutazione» sullo sciopero di 24 ore indetto a sorpresa e al di fuori delle regole lunedì scorso: riguarda la Cub Trasporti e non le altre sigle autonome perché il Garante «ha preso atto che si sono dissociate». Alitalia, comunque, dovrà pagare 16 sanzioni, per un totale di 255 mila euro, per i disagi provocati dallo sciopero del 10 novembre con la mancata assistenza dei passeggeri. Lo ha annunciato il presidente dell'Enac, Vito Riggio: «È intollerabile quanto è accaduto finora», ha sottolineato Riggio, secondo cui con le altre agitazioni le sanzioni alla fine potrebbero salire anche a un milione di euro.


14 novembre 2008 - L'Arena

CAOS DEI CIELI. In arrivo sanzioni per un milione.
Le sigle del no: nessuno sciopero bianco. Al via le assunzioni individuali
Enac, multe salate all’Alitalia

ROMA - Ancora cancellazioni e ritardi, a causa dell’applicazione alla lettera del manuale operativo, che si estende dagli equipaggi dell’Alitalia a quelli dell’Air One e della Meridiana (che avvierà la procedura di mobilità per 150 dipendenti). Il presidente della commissione di garanzia Antonio Martone parla di «sciopero pignolo», e di «evidente violazione delle regole»: piloti e assistenti di volo «non stanno rispettando gli obblighi di buona fede e correttezza», non è esclusa «l’ipotesi penale della turbativa del regolare svolgimento di servizi pubblici». Ma il fronte del no all’accordo con la Cai non cede: le sigle autonome dei piloti Anpac e Up, gli assistenti di volo di Avia e Anpav e l’Sdl, convocati da Martone per «un caldo invito» a fare un passo indietro, hanno ribadito che «non è in corso alcuna forma di sciopero bianco o di comportamento di tipo illegale». È la stessa azienda che - dicono - cancella autonomamente molti voli, «anche con aeromobili efficienti ed equipaggi di volo completi e presenti al lavoro», magari per la «drammatizzazione della situazione». Ma intanto sono in arrivo dall’Enac per l’Alitalia 16 sanzioni relative al «lunedì nero» dei voli: la compagnia dovrà pagare 255.000 euro per la mancata assistenza ai passeggeri, e per il presidente Vito Riggio si potrebbe alla fine arrivare al milione di euro di sanzioni. Per il ministro del Lavoro Sacconi, il problema «a questo punto è di ordine pubblico»: per lui lo sciopero bianco c’è, e deve essere valutato «con attenzione dalla magistratura». Il ministro dei Trasporti Matteoli parla di «azioni di boicottaggio deprecabili». Il presidente della commissione di garanzia ha chiesto «una dettagliata relazione» sui disagi negli aeroporti di Fiumicino, Linate e Malpensa. E ha avviato «un procedimento di valutazione» sullo sciopero di 24 ore indetto a sorpresa lunedì dalla Cub. Non c’è invece alcun problema di regole per i 15 giorni di sciopero preannunciati perché lo stop è stato indetto per ora solo per la prima data, il 25 novembre.
Anche il segretario Cgil Epifani disapprova lo sciopero bianco, «che si ritorce contro i lavoratori». Ma, dice, il governo e la Cai devono «prendere un’iniziativa». Il segretario generale dell’Ugl Renata Polverini, chiede a tutti «maggiore senso di responsabilità». Per il numero uno della Cisl Bonanni, «bisogna essere rapidissimi» perché «ci sono persone che vogliono prospettive». E la Cai («troppo gracile», dice Epifani) va avanti con il solo sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl (che non rappresentano la maggioranza dei lavoratori): martedì partiranno le lettere per l’assuzione dei dipendenti dalla «vecchia» alla «nuova» Alitalia, e pare definita la scelta di un partner straniero, che indiscrezioni indicano in Air France-Klm. «Nessuna decisione è stata presa», dice però il numero uno del gruppo Spinetta.
Nuovo ostacolo il ricorso di Ryanair contro il via libera di Bruxelles: una «decisione apertamente disonesta», sostiene il gigante europeo delle low-cost.


13 novembre 2008 - Ansa

GIUSTIZIA: RDB-CUB; ALFANO RIFIUTA CONFRONTO, SCIOPERO IL 5/12

(ANSA) - ROMA, 13 NOV - Il ministro della Giustizia ''rifiuta il confronto con le organizzazioni sindacali'' sullo ''sfacelo degli uffici giudiziari'', motivo per cui la Rappresentanza di base del pubblico impiego (RdB-CUB) ha indetto uno sciopero per il prossimo 5 dicembre mentre in tutta Italia proseguono le assemblee di mobilitazione dei lavoratori giudiziari. ''E' da lungo tempo che la RdB-CUB P.I. denuncia lo sfacelo degli uffici giudiziari italiani, a cui anni di politiche sconsiderate hanno continuato a sottrarre risorse e personale, dove si lavora senza strumenti adeguati e in locali fatiscenti, che spesso non vedono applicate le piu' elementari norme di sicurezza'', dichiara Pina Todisco, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. ''Mentre le cronache di questi giorni, accantonando finalmente il comodo capro espiatorio del dipendente fannullone, danno conto delle ragioni per cui il Garante della Privacy mette il dito sulla piaga delle penose condizioni del Tribunale di Roma, o ci raccontano le carenze che determinano l'enorme arretrato di quello di Milano, il Ministro della Giustizia - sottolinea Todisco in una nota - rifiuta il confronto con le organizzazioni sindacali, confronto che dal canto nostro abbiamo ripetutamente sollecitato''. ''Di fronte a questa indifferenza - conclude - unita alla inaccettabile decisione di una ulteriore diminuzione delle piante organiche, lo sciopero indetto per il 5 dicembre prossimo e' una reazione doverosa da parte dei lavoratori''.

ALITALIA: SCONTRO SU SCIOPERO BIANCO; CAI VA AVANTI
SACCONI, MATTEOLI, INTERVENGA MAGISTRATURA; ASSUNZIONI DA MARTEDÌ

(ANSA) - ROMA, 13 NOV - Ancora cancellazioni e ritardi. Mentre lo sciopero bianco degli equipaggi di Alitalia, che da giorni applicano alla lettera le regole del manuale operativo, si allarga anche ai dipendenti di Air One (destinati a confluire nella «Nuova Alitalia») e di Meridiana (che avvierà la procedura di mobilità per 150 dipendenti). Il pressing della Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici non è servito. Il presidente Antonio Martone lo ha definito «sciopero pignolo», e non sembra avere dubbi: è «una evidente violazione delle regole», piloti ed assistenti di volo «non stanno rispettando gli obblighi contrattuali di buona fede e correttezza», non è esclusa «l'ipotesi penale della turbativa del regolare svolgimento di servizi pubblici». Ma il fronte del no all'accordo con la Cai, la compagnia creata per far rinascere Alitalia in una nuova azienda, non cede: le sigle autonome dei piloti Anpac e Up, gli assistenti di volo di Avia e Anpav e l'SdL, convocati da Martone per «un caldo invito» a fare un passo indietro, hanno ribadito che «non è in corso alcuna forma di sciopero bianco o di comportamento collettivo di tipo illegale». Il caos negli aeroporti, gli aerei rimasti a terra, i ritardi, per Paolo Maras dell'SdL sono solo il risultato della «situazione di forte disagio» dei lavoratori. Per le cinque sigle di «improprio e strumentale» ci sono solo le accuse di sciopero bianco, anche perchè «molte delle cancellazioni dei voli sono da addebitare a decisioni direttamente prese dall'azienda Alitalia». Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il problema «a questo punto è di ordine pubblico»: lo sciopero bianco c'è, e deve essere valutato «con attenzione dalla magistratura». Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, parla di «azioni di vero e proprio boicottaggio», che giudica «deprecabili», e avverte: se si insiste «nel commettere reati le forze dell'ordine e la magistratura hanno l'obbligo di intervenire». Il presidente della Commissione di Garanzia ha chiesto «una dettagliata relazione» alle compagnie aeree e ai prefetti di Roma, Milano e Varese, sui disagi negli aeroporti di Fiumicino, Linate e Malpensa, poi deciderà se intervenire. Ha invece avviato «un procedimento di valutazione» sullo sciopero di 24 ore indetto a sorpresa e al di fuori delle regole lunedì scorso: riguarda la Cub Trasporti e non le altre sigle autonome perchè il Garante «ha preso atto che si sono dissociate». Non ci sarebbe alcun problema di regole, invece, per i 15 giorni di sciopero preannunciati dal fronte del no perchè formalmente lo stop è stato indetto solo per la prima data, il 25 novembre. Anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, non approva lo sciopero bianco, «che si ritorce contro i lavoratori». Ma, dice, il Governo e la Cai devono «prendere una iniziativa». Il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, chiede «maggiore senso di responsabilità da parte di tutti». Mentre per il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, «bisogna essere rapidissimi» nel portare avanti il piano di salvataggio perchè «oltre a quelli che fanno storie in Alitalia ci sono persone che, invece, vogliono prospettive». E la Cai («troppo gracile», dice Epifani) va avanti con il solo sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl (che non rappresentano la maggioranza dei lavoratori coinvolti): martedì partiranno le lettere per l'assuzione dei dipendenti che passeranno dalla «vecchia» alla «nuova» Alitalia, mentre sarebbe ormai definita la scelta di un partner straniero. Sarà Air France-Klm, secondo le ultime indiscrezioni di stampa. «Nessuna decisione è stata presa», dice però da Parigi il numero uno del gruppo franco-olandese Jean-Cyril Spinetta. Nuovo ostacolo il ricorso di Ryanair contro il via libera di Bruxelles al piano di salvataggio: una «decisione apertamente disonesta» sostiene il gigante europeo delle lowcost.

ALITALIA: GARANTE SCIOPERI, ISTRUTTORIA SU STOP CUB LUNEDÌ

(ANSA) - ROMA, 13 NOV - La Commissione di garanzia sugli scioperi «ha deliberato l'apertura di un procedimento di valutazione» nei confronti del «comitato di sciopero e di lotta», ed in particolare del segretario nazionale della Cub trasporti Fabio Frati, dopo lo sciopero di 24 ore indetto lunedì pomeriggio nell'ambito delle vertenze su Alitalia. Nell'incontro di oggi con le sigle autonome del fronte del no la commissione «ha preso atto che Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl hanno dichiarato che si sono dissociate e si dissociano dallo sciopero improvviso del 10 novembre».


13 novembre 2008 - Agi

GIUSTIZIA: RDB-CUB, ALFANO RIFIUTA INCONTRO CON SINDACATI

(AGI) - Roma, 13 nov. - "Mentre le cronache di questi giorni, accantonando finalmente il comodo capro espiatorio del dipendente fannullone, danno conto delle ragioni per cui il Garante della privacy mette il dito sulla piaga delle penose condizioni del Tribunale di Roma, o ci raccontano le carenze che determinano l'enorme arretrato di quello di Milano, il ministro della Giustizia rifiuta il confronto con le organizzazioni sindacali, confronto che dal canto nostro abbiamo ripetutamente sollecitato". Lo dichiara, in una nota, Pina Todisco, della Direzione nazionale Rdb-Cub P.I., spiegando che "di fronte a questa indifferenza, unita alla inaccettabile decisione di una ulteriore diminuzione delle piante organiche, lo sciopero indetto per il 5 dicembre prossimo dalla Rdb-Cub P.I.. e' una reazione doverosa da parte dei lavoratori, che non intendono essere complici della distruzione definitiva della Giustizia". Nel percorso di mobilitazione che condurra' allo sciopero del 5 dicembre, proseguono, si spiega ancora nella nota, in tutta Italia le assemblee dei lavoratori giudiziari: oggi a Vicenza e a Padova, domani a Firenze e Bologna, il 17 a Milano, il 18 a Busto Arsizio, il 19 a Brescia, il 21 a Genova, il 24 a Palermo e Brindisi, il 25 a Siracusa e Lecce, il 27 a Bari, il 28 a Foggia, il 1 dicembre a Bari presso il Giudice di pace, il 2 a Trani. Dal 1 al 4 dicembre, poi, sono organizzate assemblee in tutti gli uffici giudiziari della Capitale: Tribunale civile e penale, Cassazione, Corte d'appello, ministero e Procura generale.


13 novembre 2008 - Apcom

Giustizia/ Rdb: Sciopero reazione doverosa a indifferenza Alfano
il ministro alfano rifuta l'incontro con i sindacati

Roma, 13 nov. (Apcom) - Davanti al rifiuto del Ministro della Giustizia Angelino Alfano di "confrontarsi con le organizzazioni sindacali" e "alla inaccettabile decisione di una ulteriore diminuzione delle piante organiche" l'Rdb-Cub P.i. considera lo sciopero indetto per il 5 dicembre prossimo "una reazione doverosa da parte dei lavoratori, che non intendono essere complici della distruzione definitiva della Giustizia". "E' da lungo tempo che la RdB-CUB P.I. denuncia lo sfacelo degli uffici giudiziari italiani - spiega Pina Todisco, della Direzione nazionale RdB-CUB P.i. - a cui anni di politiche sconsiderate hanno continuato a sottrarre risorse e personale, dove si lavora senza strumenti adeguati e in locali fatiscenti, che spesso non vedono applicate le più elementari norme di sicurezza. Mentre le cronache di questi giorni - prosegue - accantonando finalmente il comodo capro espiatorio del dipendente fannullone, danno conto delle ragioni per cui il Garante della Privacy mette il dito sulla piaga delle penose condizioni del Tribunale di Roma, o ci raccontano le carenze che determinano l'enorme arretrato di quello di Milano, il Ministro della Giustizia - conclude - rifiuta il confronto con le organizzazioni sindacali, confronto che dal canto nostro abbiamo ripetutamente sollecitato". Proseguono intanto in tutta Italia le assemblee dei lavoratori giudiziari, mentre dal 1 al 4 dicembre sono organizzate assemblee in tutti gli uffici giudiziari della capitale: Tribunale civile e penale, Cassazione, Corte d'appello, Ministero, Procura generale.


13 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore/Radiocor

Alitalia: Garante scioperi avvia procedimento contro Cub trasporti

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 13 nov - Il Garante sugli scioperi ha deliberato l'apertura del procedimento di valutazione nei confronti del "comitato di sciopero e di lotta" in persona di Fabio Frati segretario nazionale CUB trasporti. L'agitazione e' quella dello scorso 10 novembre.
La Commissione aggiunge di aver incontrato le altre sigle sindacali Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl ed ha preso atto che le medesime hanno dichiarato che si sono dissociate e si dissociano dallo sciopero improvviso del 10 novembre. Per quanto riguarda ulteriori scioperi, dopo quello gia' proclamato per il 25 novembre, le sigle si sono riservate di operare singole e tempestive proclamazioni con riferimento alle date gia' comunicate alla stampa.
Per quanto riguarda, infine, i disservizi e i gravi disagi che si stanno verificando presso gli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Linate, la Commissione ha riservato ogni decisione sollecitando l'Alitalia e le altre compagnie aeree interessate a trasmettere con urgenza una dettagliata relazione al riguardo.


13 novembre 2008 - Reuters

Alitalia, Garante sciopero "indaga" capo dei Cub

ROMA (Reuters) - La Commissione di Garanzia sullo sciopero ha deciso oggi di aprire un "procedimento di valutazione" a carico del leader dei Cub Trasporti Fabio Frati per lo sciopero "selvaggio" dei dipendenti Alitalia scattato lunedì scorso, nonostante la precettazione del ministero dei Trasporti. Lo riferisce un comunicato della stessa Commissione. Ma nonostante la condanna espressa oggi dal presidente, Antonio Martone, della protesta "bianca" messa in atto in questi giorni da una parte dei dipendenti della compagnia aerea, i garanti la Commissione per il momento non ha assunto alcuna decisione su "i disservizi e i gravi disagi che si stanno verificando presso gli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Linate". Per il momento, i garanti hanno soltanto invitato Alitalia e le altre compagnie aeree "a trasmettere con urgenza una dettagliata relazione al riguardo". Frati, sindacalista vicino a Rifondazione comunista, è "indagato" in quanto animatore del "comitato di sciopero e di lotta" di Alitalia, dice la Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Ieri, Alitalia ha annunciato di aver dato mandato ai suoi legali di procedere contro ignori per "danneggiamenti e turbamenti dell'ordinaria attività" legati alle proteste di lunedì. Intanto, sempre oggi, i sindacati Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl - che rappresentano in gran parte piloti e assistenti di voto, e che non hanno firmato l'accordo con Cai, la cordata di imprenditori che rileverà l'Alitalia - hanno ribadito di essersi dissociate dallo "sciopero improvviso". Il cosiddetto "fronte del no" ha anche assicurato a Martone, come dice lo stesso comunicato della Commissione, che per quanto riguarda i prossimi scioperi annunciati, a partire da quello del 25 novembre, informeranno tempestivamente gli utenti delle loro iniziative di lotta.
PER GARANTE "SCIOPERO PIGNOLO" VIOLA LEGGE
Questa mattina, prima di incontrare i sindacati di piloti e assistenti di volo, Martone ha detto che la rigidità con cui una parte del personale di bordo di Alitalia sta applicando il contratto e le regole di sicurezza viola la legge sull'astensione dal lavoro nel servizio pubblico.


13 novembre 2008 - Omniroma

CASA, CORTEO ACTION-MOVIMENTI PARTITO DA COLOSSEO

(OMNIROMA) Roma, 13 nov - Una corona di fiori con la dedica ai figli delle case occupate «morte dell'alloggio popolare»: così si apre il corteo sull'emergenza abitativa partito pochi minuti fa dal Colosseo e diretto a piazza Venezia. Alla manifestazione organizzata da Action, Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Comitato Obiettivo Casa, Blocchi Precari Metropolitani, Asia-Rdb partecipano centinaia di senza casa italiani e stranieri provenienti da scuole e palazzi occupati, alloggi cartolarizzati degli enti previdenziali.

PREFETTURA, ASIA RDB: MOSCA RIMOSSO COME IL PROBLEMA CASA

(OMNIROMA) Roma, 13 nov - «Apprendiamo che questa mattina il consiglio dei ministri ha dato il via libera alla nomina di Giuseppe Pecoraro a nuovo prefetto di Roma. La notizia, già nell'aria da diverso tempo, ci lascia comunque sgomenti anche perché arriva proprio nel giorno in cui gli inquilini degli immobili in dismissione, Enasarco in testa, hanno promosso un presidio a piazza Santi Apostoli per chiedere un incontro al prefetto Mosca, prima di unirsi alla manifestazione in Campidoglio in occasione del consiglio comunale straordinario sull'emergenza abitativa. Consideriamo questa decisione come un provvedimento punitivo soprattutto nei confronti di quelle persone che avevano trovato nel prefetto un importante punto di riferimento». Così in una nota AS.I.A. RdB. «Se vale la considerazione che gli uomini che sanno fare il loro lavoro vanno lasciati proseguire e anzi incentivati, riteniamo privo di senso l'avvicendamento, a meno che la necessità di aumentare la pressione securitaria e di trasformare le questioni sociali in problemi di ordine pubblico, come avvenuto al San Giacomo, non sia l'obiettivo primario del governo - prosegue - Al prefetto Mosca va tutta la nostra solidarietà».

MALAGROTTA, RETE REGIONALE RIFIUTI:DOVE SARANNO SMALTITE SCORIE?

(OMNIROMA) Roma, 13 nov - «L'unico gassificatore in Europa costruito dalla Thermoselect a Karlsruhe è stato chiuso nel Novembre 2004 dopo aver accumulato una perdita di 500 milioni di dollari. I problemi operativi dell'impianto hanno indotto i giornali tedeschi a soprannominarlo 'Thermodefect'. Per quello di Malagrotta ci penserà il finanziamento statale 'CIP 6' destinato alle tecnologie 'rinnovabilì o aumenterà la Tari? Nel 2006 la tariffa di accesso alla discarica di Malagrotta è stata di 81,79 euro/tonnellata. La diossina complessivamente emessa dal gassificatore di Malagrotta sarà pari ad almeno 313 mg/anno. Il gassificatore di Malagrotta, se tutto andasse bene, smaltirebbe 500 tonnellate al giorno di CDR (plastica e carta) a fronte di una produzione di rifiuti della città di Roma pari a 4.500 tonnellate/giorno». Lo comunica, in una nota, la Rete regionale rifiuti. «Il gassificatore di Malagrotta - prosegue - produrrà circa 40 tonnellate al giorno di granulati metallico e minerale il cui utilizzo a tutt'oggi non è definito né da parte della COLARI (che parla di deposito temporaneo) né pare autorizzato dalle autorità competenti. Forse queste scorie saranno smaltite nell'area 'Testa di Canè (allargamento di Malagrotta in base all'Ordinanza 14)? Il gassificatore di Malagrotta necessita per funzionare di 1000 metri cubi di acqua al giorno. Dopo il suo trattamento e recupero restano da reintegrare 40 metri cubi/giorno di acqua e da smaltire circa 30 tonnallate/giorno fra fanghi, zolfo e sale industriale classificati come rifiuti speciali (contengono diossine e metalli pesanti) da smaltire in discariche speciali. Quali? Si prevede anche per queste scorie lo smaltimento a Testa di Cane? Il gassificatore di Malagrotta consumerà 11,5 milioni di metri cubi di metano in un anno e, se tutto va bene, l'efficienza elettrica sarà del 21% contro il 40-45% degli impianti più moderni attualmente in costruzione in molte parti d'Italia».


13 novembre 2008 - Dire

COMUNE BOLOGNA. BOTTONI: INTEMPESTIVO PARLARE DI TAGLIO NIDI
"FAREMO UN BILANCIO VERO, MA NON PER QUESTO SARA' REMISSIVO"

(DIRE) Bologna, 13 nov. - "Non stiamo usando la calcolatrice, ma il criterio del minor danno per la citta' delle scelte politiche fatte a livello centrale". E, ad esempio, "dire adesso che si chiuderanno dei posti di asilo nido che sono aperti mi sembra intempestivo". Da Radio Citta' del Capo, Paola Bottoni, assessore comunale al bilancio, scaccia l'immagine di una Giunta concentrata solo sul 12% di tagli da applicare a ciascun settore senza guardare a cosa verra' a mancare per i cittadini. I tagli ci saranno, conferma, e nell'ordine del 12%, quindi "ci saranno riduzioni sui servizi, ma probabilmente sui servizi continuativi. Cerchiamo di lavorare di cesello per un'azione di contenimento del danno. La riduzione ci sara', ma trarre ora le conclusioni, mentre il lavoro e' in corso, e' troppo presto". L'esempio sui nidi e' centrale: dopo la giunta-fiume di martedi', l'assessore all'Istruzione, Milly Virgilio, aveva spiegato che un taglio del 12% significherebbe non aprire 95 posti di asilo e dire a 100 bambini che lo hanno ottenuto che invece lo perderanno. Nessun allarme, ribatte Bottoni: il Comune ha gia' fatto una manovra da 26 milioni con cui "abbiamo assestato molte situazioni tra cui quella del personale, e questo e' molto importante poiche' significa che nei nidi", dove la voce di costo maggiore e' proprio quella degli operatori, la spesa necessaria "e' gia' coperta. Per questo dico che e' intempestivo dire che si chiuderanno posti nido attualmente aperti". In ogni caso, "il problema ci sara'", ma "e' ancora troppo presto per dire dove andra' a cadere la riduzione, in quale forma e con quale profondita', sui servizi offerti", insiste Bottoni. Di certo Palazzo d'Accursio non fara' un bilancio in cui mette soldi che non ha: "Sarebbe un bilancio falso con conseguenze di credibilita' politica e amministrativa". Niente da fare, dunque, per Prc e Rdb che chiedono atti di disobbedienza al patto di stabilita'. "C'e' un unico requisito per fare il bilancio ed e' che sia vero. Noi- chiarisce Bottoni- ci apprestiamo a fare il bilancio del 2009 con le riduzioni che il quadro normativo ci consegnera'". Tuttavia, avverte, "questo non vuole affatto dire fare un bilancio remissivo: non c'e' rassegnazione in questa riduzione. Il bilancio di previsione e' un'istantanea e noi lavoreremo, anche in contrasto con il Governo, perche' nel 2009 cio' che e' dovuto ai Comuni torni a casa, in primo luogo la restituzione integrale dell'Ici". Insomma, l'intenzione e' "non rassegnarsi" ai tagli del Governo. Bottoni, in questo, tende la mano a maggioranza e sindacati: "Speriamo che comprendano i dati oggettivi che abbiamo condiviso per un un quadro comune di iniziativa politica e sindacale". Del resto, "siamo di fronte ad un problema che Bologna non viveva da decenni: non era mai successo che, in corso di gestione, il Governo intervenisse a gamba tesa riducendo risorse proprie dei Comuni. Il Governo ci sta mettendo alla prova ponendoci davanti un ostacolo alto, e' necessario saltarlo" ricordandosi che "i Comuni non hanno chiesto al Governo un euro in piu' di cio' che e' stato tolto". Intanto, ricorda, i bolognesi possono star certi che nel 2009 il costo delle tariffe dei servizi "sara' quello del 2004" e cio' significa "restituire ai redditi familiari un 10% del valore delle tariffe pagate".


13 novembre 2008 - Asca

ALITALIA: GARANTE SCIOPERI AVVIA PROCEDIMENTO SU SCIOPERO SELVAGGIO

(ASCA) - Roma, 13 nov - Il garante sugli scioperi ha aperto un procedimento nei confronti del comitato di sciopero e di lotta nella persona del segretario nazionale Cub Trasporti Frati in merito allo sciopero selvaggio dei dipendenti Alitalia iniziato lunedi' scorso. Il garante dopo gli incontri con i sindacati autonomi prende atto che ''Anpac, UP, Anpav, Avia e Sdl hanno dichiarato che si sono dissociate e si dissociano dallo sciopero improvviso del 10 novembre''; per quanto riguarda ulteriori scioperi gli autonomi si sono riservate di operare singole e tempestive proclamazioni con riferimento alle date gia' comunicate alla stampa.


13 novembre 2008 - Adnkronos

I sindacati: ''I lavoratori stanno solo applicando puntualmente le regole''
Alitalia, il Garante: ''Sciopero illecito''. Dall'Enac multa da 250mila euro
Dopo lo sciopero senza preavviso proclamato lunedì scorso da alcuni lavoratori arrivano i primi provvedimenti. Intanto, a quanto apprende Aki-Adnkronos International, la società tedesca Taylor Wessing è stata incaricata ufficialmente dal governo italiano per vigilare sulla correttezza della vendita degli asset di Alitalia

Bruxelles, 13 nov. - (Adnkronos/Ign) - Dopo lo sciopero senza preavviso proclamato lunedì scorso da alcuni lavoratori Alitalia, oggi è il giorno delle conseguenze. Dall'Enac, è stata comminata alla compagnia una multa di oltre 250 mila euro per la mancata assistenza ai passeggeri, mentre il garante degli scioperi ha aperto un procedimento di valutazione nei confronti del segretario nazionale della Cub trasporti Fabio Frati, rappresentante del ''movimento di sciopero e di lotta'' che aveva dato il via all'agitazione. Per quanto riguarda invece, i disservizi e i gravi disagi che si stanno verificando in questi giorni a Fiumicino, Malpensa e Linate, per lo 'sciopero bianco' di piloti e assistenti di volo, la Commissione di garanzia ''ha riservato ogni decisione sollecitando Alitalia e le altre compagnie aeree interessate a trasmettere con urgenza una dettagliata relazione al riguardo''. In mattinata, prima di incontrare i rappresentanti delle cinque sigle sindacali che compongono il fronte del no il presidente della Commissione di garanzia Antonio Martone, aveva giudicato "strumentale" lo sciopero bianco attuato in questi giorni. Una forma di protesta che rappresenta "una violazione delle regole e una lesione dei diritti dei cittadini". E, aveva ammonito, "se il fenomeno diventa collettivo, come sta diventando, si tratta di uno sciopero illegittimo e quindi ci saranno i provvedimenti da parte della Commissione". "Ci devono spiegare perché - aveva affermato il garante - viene cambiata da un giorno all'altro l'applicazione delle regole. Potremo valutare se questa forma di protesta si configuri come uno sciopero a tutti gli effetti". Immediata la risposta dei sindacati: quello che i lavoratori stanno facendo in questi giorni non è altro che il "puntuale rispetto delle regole" che impropriamente viene definito 'sciopero bianco'. E' quindi improprio l'appello rivolto alle organizzazioni sindacali affinché venga sospesa questa iniziativa, ha detto il coordinatore dell'Sdl Paolo Maras. Insieme alla protesta di Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl prosegue di pari passo il confronto tra Cai e Cgil, Cisl Uil e Ugl sui nuovi contratti e sui criteri di assunzione dei dipendenti della nuova Alitalia. Dopo gli incontri di ieri e l'altro ieri, un nuovo round è fissato anche per questa sera. L'obiettivo che si sarebbero posti azienda e sindacati è, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, chiudere la partita all'inizio della prossima settimana: si parla di lunedì anche se non è da escludere uno slittamento. Dopo la definizione dei criteri di assunzione, la Cai procederà all'invio delle lettere di chiamata nominativa del personale. Intanto la società tedesca Taylor Wessing è stata incaricata ufficialmente dal governo italiano, a quanto apprende AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL come 'monitoring trustee' per vigilare sulla correttezza della vendita degli asset di Alitalia. La decisione è stata assunta con decreto del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. ''Gli asset, le attività della compagnia devono essere vendute alla Cai a un prezzo di mercato'', spiega infatti il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Per questi ''per vigilare viene nominato un osservatore esterno dal governo italiano con il consenso della Commissione europea perché entro quindici giorni dica se la vendita è stata effettuata o meno a prezzo di mercato. Insistiamo sul prezzo di mercato perché è importante che Alitalia, la vecchia Alitalia, abbia i mezzi necessari per pagare i debiti pregressi compresi i 300 milioni di prestito-ponte, visto che si tratta di un prestito-ponte illegittimo dal punto di vista comunitario, e dovrà restituire allo Stato italiano''. Così, sottolinea Tajani, ''i cittadini saranno sgravati dal peso di dover pagare loro i 300 milioni. Quindi se Alitalia vende a prezzo di mercato tutta la compagnia, come è previsto nel progetto, il 70% va alla Cai, il 30% agli altri che hanno fatto delle offerte, perché bisogna sapere che per Alitalia sono state fate sessanta offerte. Dunque c'è un dibattito aperto dal punto di vista economico per acquistare le attività di Alitalia, quindi il 30% dovrà essere venduto anch'esso a prezzo di mercato e il resto alla Cai''.

ALITALIA: COMM. GARANZIA, AL VIA PROCEDIMENTO SU SCIOPERO IMPROVVISO

Roma, 13 nov. - (Adnkronos) - La Commissione interviene sullo sciopero improvviso di 24 ore indetto lunedi' scorso e apre un procedimento di valutazione nei confronti del ''comitato di sciopero e di lotta'' in persona di Fabio Frati, segretario nazionale della Cub trasporti. A deliberarlo sono stati i garanti nel corso della riunione che si e' svolta questa mattina.


13 novembre 2008 - TG Fin

13.33 - Garante scioperi: lunedì l'istruttoria sullo sciopero selvaggio

La Commissione di garanzia sugli scioperi "ha deliberato l'apertura di un procedimento di valutazione" nei confronti del "comitato di sciopero e di lotta", e in particolare del segretario nazionale della Cub trasporti Fabio Frati, dopo lo sciopero di 24 ore indetto lunedì pomeriggio nell'ambito delle vertenze su Alitalia. Nell'incontro con le sigle autonome del fronte del no la commissione "ha preso atto che Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl hanno dichiarato che si sono dissociate e si dissociano dallo sciopero improvviso del 10 novembre".


13 novembre 2008 - AMI agenzia multimediale italiana

Pubblico impiego. Ennesima spaccatura. Cgil e Rdb non firmano
di giovanni malagisi, valeria morando
guarda il video (dichiarazione RdB PI)

Contratto in dirittura d'arrivo per i quasi 190 mila dipendenti dei ministeri, che farà da apripista a tutti gli altri comparti del pubblico impiego. La trattativa è cominciato nel pomeriggio all'Aran e il negoziato ad oltranza al momento non sembra avere una data di scadenza. L'eventuale intesa dovrebbe essere sottoscritta da Cisl, Uil e Confsal, ma non dalla Cgil e dalle Rdb che non hanno neanche firmato il protocollo quadro raggiunto nei giorni scorsi a palazzo Chigi. Contraria anche la Fls-Cse. L'aumento economico previsto è di 70 euro lorde a regime per il biennio 2008-2009 (60 euro sul tabellare e 10 sul salario accessorio per la produttività). A tale cifra si aggiunge un aumento di 8 euro che rappresenta una coda del precedente contratto. È previsto anche il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi unici di amministrazione. Si riconferma l'impegno a recuperare anche le risorse dei fondi unici di amministrazione di leggi speciali sempre per premiare la produttività e utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento dell'amministrazione. Il presidente dell'Aran, Massimo Massella Ducci Teri, ha confermato che si sta «lavorando alacremente» ed ha auspicato «di poter giungere ad una intesa prima possibile». Per il segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco, ci potrebbero essere le condizioni «per arrivare ad una intesa purchè non ci siano modifiche sostanziali alla parte normativa su ruolo e materie di competenza della contrattazione integrativa. Chiediamo inoltre - ha aggiunto - che l'accordo a Palazzo Chigi faccia parte integrante del contratto e in particolare la garanzia che le somme tagliate dalla manovra economica (circa 700 milioni) sui fondi della produttività siano integralmente restituite alle amministrazioni». La Fp-Cgil con il segretario nazionale Alfredo Garzi ribadisce la valutazione negativa alla proposta dell'Aran perchè «riprende il protocollo di Palazzo Chigi del 30 ottobre: l'incremento resta fermo al 3,2% distanti, quindi, dall'inflazione reale, e non c'è certezza sul recupero del salario accessorio tanto che nel testo si rimanda a successive leggi». Garzi sottolinea anche il fatto che nella proposta «è prevista l'indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2010-2011 e ciò manifesta l'intenzione di non fare il prossimo contratto a scadenza naturale. Ma anche sulla parte normativa non c'è alcuna proposta coraggiosa. Non c'è - ha insistito - nessuna novità annunciata pomposamente dal ministro Brunetta perchè si riconferma di fatto quanto unitariamente previsto nel contratto precedente nè ci sono i possibili miglioramenti del memorandum Prodi». Giudizio negativo anche dal segretario generale della Flp-Csl, Marco Carlomagno, perchè «non è previsto il recupero dei tagli sul salario accessorio e si cancella la contrattazione sull'assegnazione dei fondi negli uffici».

Giustizia. Rdb Cub indice uno sciopero il 5 dicembre

Uno sciopero contro lo «sfacelo degli uffici giudiziari», Con questa motivazione la la Rappresentanza di base del pubblico impiego (Rdb-CUB) ha indetto una manifestazione per il prossimo 5 dicembre.
Secondo Pina Todisco, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I «Il Garante della Privacy mette il dito nella piaga sulle penose condizioni del Tribunale di Roma, o sulle carenze che determinano l'enorme arretrato di quello di Milano» Per i sindacati di base la colpa sta in «anni di politiche sconsiderate che hanno continuato a sottrarre risorse e personale» al punto che «si lavora senza strumenti adeguati e in locali fatiscenti, che spesso non vedono applicate le più elementari norme di sicurezza».
Lo sciopero è anche indetto contro la mancanza di un interlocutore affidabile nel ministero della giustizia. Secondo la CUB, il ministro Alfano continua a voler rifiutare il confronto con le organizzazioni sindacali. Dunque, conclude la Todisco, «di fronte a questa indifferenza unita alla inaccettabile decisione di una ulteriore diminuzione delle piante organiche, lo sciopero indetto per il 5 dicembre prossimo è una reazione doverosa da parte dei lavoratori».


13 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore

Rinnovi contrattuali
Ministeriali, ancora un accordo separato

MILANO - L'infiammarsi dei rapporti sindacali produce i suoi primi effetti concreti anche sui tavoli delle trattative per il rinnovo del pubblico impiego. Ieri sera all'Aran è stata siglata l'ipotesi di rinnovo del contratto nazionale per i circa 190mila lavoratori del comparto ministeri. L'intesa, che per il biennio economico 2008/2009 prevede un aumento medio a regime di 70 euro, a cui si aggiungono 8 euro per una precedente coda contrattuale, ha ricevuto il via libera di Cisl, Uil e Confsal. Cgil, Rdb-Cub e FlpCse si sono invece attestati sulla linea del «no», ribadendo le posizioni che già avevano assunto la scorsa settimana a Palazzo Chigi in occasione del protocollo quadro sui rinnovi contrattuali del pubblico impiego.
Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, commentando la firma dell'accordo, non entra direttamente nel merito delle polemiche sindacali ma parla di «evento importante, che avvia la chiusura definitiva dei contratti per tutti i comparti pubblici». Nell'agenda di Palazzo Vidoni, le intese sul 2008/2009 vanno archiviate entro l'anno, per liberare da gennaio il campo al confronto sul nuovo modello contrattuale, da applicare a partire dal 2010.
Tornando al merito del testo, le risorse certe, 78 euro a regime, sono interamente inglobate dallo stipendio tabellare, ma viene assicurato anche il recupero di risorse sui fondi legati alla produttività. Per il fondo unico di amministrazione l'intesa prevede, entro il giugno dell'anno prossimo, il recupero dei circa 200 milioni tagliati dalla manovra d'estate e, sempre in tema di produttività, viene ribadito l'impegno a recuperare anche i 500 milioni correlati a leggi speciali. In questo ultimo caso, a finanziare l'obiettivo saranno i risparmi ottenuti con il dimagrimento delle strutture e la riduzione dei fondi di finanziamento.
Per la distribuzione dei fondi aggiuntivi, poi, l'intesa (articolo 2) prevede la creazione di un nuovo sistema di valutazione, che non potrà «avere una valenza meramente formale» ma dovrà assicurare «una concreta verifica della gestione delle risorse» e degli standard dei servizi.
«Nei fatti –sottolinea Carlo Podda, segretario generale della Fp-Cgil – tutte le risorse che Palazzo Chigi aveva destinato alla produttività sono inglobate nel tabellare, e non c'è alcun aumento reale della quota variabile rispetto alle vecchie intese». A motivare il «no» della Cgil, comunque, è soprattutto l'entità delle risorse messe in campo dall'accordo, «che non sono sufficienti a difendere il potere d'acquisto dei salari».
Le critiche di chi non ha firmato sono ovviamente respinte al mittente dagli altri sindacati. Salvatore Bosco, segretario generale della UilPa, parla di «opposizione strumentale, dettata da finalità che poco hanno a che fare con l'attività di un sindacato libero e autonomo». Dal canto suo la Cisl-Fp, per bocca del suo segretario Giovanni Faverin, rivendica «il nuovo ruolo riconosciuto al sindacato », a cui i criteri per l'erogazione delle risorse integrative danno il compito di «negoziare i risparmi di funzionamento dell'amministrazione per distribuirne una parte al salario dei dipendenti».(G.Tr.)


13 novembre 2008 - Dalla trasmissione EXIT su La7

La crisi al Nord
con interventi di RdB e CUB Piemonte


13 novembre 2008 - Il Tempo

Contratti
Ministeri, accordo fatto sugli aumenti ma solo con Cisl e Uil
Raggiunto l'accordo per il rinnovo del contratto dei quasi 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare Cisl, Uil, Confsal, ma non la Cgil, le Rdb e la Flp-Cse. L'accordo prevede un aumento di 70 euro per intero sullo stipendio tabellare più 8 euro che rappresentano una coda del precedente contratto

L'intesa è arrivata in serata dopo un pomeriggio di contrattazione a oltranza all'Aran. È previsto anche il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi unici di amministrazione. Si riconferma l'impegno a recuperare anche le risorse dei fondi unici di amministrazione di leggi speciali sempre per premiare la produttività e utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento dell'amministrazione. La Fp-Cgil con il segretario nazionale Alfredo Garzi ribadisce la valutazione negativa alla proposta dell'Aran perchè «riprende il protocollo di Palazzo Chigi del 30 ottobre: l'incremento resta fermo al 3,2% distanti, quindi, dall'inflazione reale, e non c'è certezza sul recupero del salario accessorio tanto che nel testo si rimanda a successive leggi». Garzi sottolinea anche il fatto che nella proposta «è prevista l'indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2010-2011 e ciò manifesta l'intenzione di non fare il prossimo contratto a scadenza naturale».

I piloti in sciopero bianco: a rischio ritardo tutti i voli
Sulla nuova Alitalia la prenotazione di British Airways
Non è un colpo di scena l'arrivo della British Airways nella delicata partita del decollo della nuova Alitalia. Da ieri però è ufficiale che nella scelta del partner estero, Roberto Colaninno, dovrà mettere sul tavolo anche la terza opzione oltre a quella di Air France e di Lufthansa
di Filippo Caleri

A fare chiarezza sulle intenzioni del vettore britannico è stato ieri l'ad Willie Walsh che secondo, quanto riportato dal Financial Times, avrebbe proposto un'alleanza commerciale alla nuova compagnia italiana. «Crediamo di aver fatto una proposta molto credibile e potenzialmente attraente per la nuova compagnia» ha dichiarato Walsh.
Se i pretendenti non mancano a mancare all'appello è ancora la compagnia che sorgerà dalle ceneri della vecchia Alitalia. Le posizioni sindacali restano ancora distanti. Di passi avanti si parlerà la prossima settimana quando dovrebbe arrivare una convocazione del ministero del Welfare alle nove sigle sindacali per definire le procedure sulla cassa integrazione e la mobilità per i dipendenti della compagnia. Questo almeno l'orientamento emerso dalla riunione di ieri con i rappresentanti dei lavoratori del commissario straordinario, Augusto Fantozzi. Che ha ricevuto il decreto di ammissione alla Cigs (Cassa integrazione) e nei prossimi giorni la procedura dovrà essere definita in sede ministeriale.
Per quanto riguarda l'offerta Cai, prima di esprimere un parere di congruità sull'offerta il commissario aspetta le perizie degli advisor Banca Leonardo e Rothschild che dovrebbero arrivare nelle prossime ore. Intanto sono partite le prime forme di mobilitazione da parte dei sindacati autonomi. Anpac e Up hanno iniziato da ieri l'applicazione letterale di quanto previsto dal manuale operativo. Con il risultato di rallentare la partenza dei voli e far accumulare ritardi ai viaggiatori. Le cinque sigle del «fronte del no» lunedì torneranno a riunirsi in assemblea e hanno annunciato l'adesione allo sciopero di 24 ore del 25 novembre della Cub trasporti.


13 novembre 2008 - Brescia Oggi/Giornale Vicenza/Arena

CONTRATTI. I 190 mila dipendenti del settore avranno 70 euro di aumento. La Cisl: abbiamo recuperato i soldi che Tremonti ci aveva tolto
Ministeriali, firmano Cisl, Uil e Confsal

ROMA - Accordo separato sul rinnovo del contratto dei circa 190 mila lavoratori dei ministeri. Firmano la Cisl, la Uil, la Confsal; ribadiscono il loro no la Cgil, le RdB-Cub e la Flp-Cse, che non avevano sottoscritto nei giorni scorsi neanche il protocollo-quadro a Palazzo Chigi. L’intesa prevede un aumento medio a regime di 70 euro, che incrementerà per intero lo stipendio tabellare, e in più otto euro sul salario accessorio, che rappresenta una coda del precedente contratto. È previsto anche il recupero, entro giugno 2009, dei tagli stabiliti nella manovra ai fondi unici di amministrazione (circa 200 milioni); confermato anche l’impegno a recuperare le risorse per premiare la maggior produttività (circa 500 milioni), utilizzando i risparmi da razionalizzazione.
Secondo il segretario della Fps-Cisl, Giovanni Faverin, il contratto «conferma l’accordo già siglato a Palazzo Chigi e ci sono il recupero integrale dei soldi tagliati da Tremonti, il finanziamento contrattuale nel biennio di 78 euro e soprattutto il nuovo ruolo del sindacato, di negoziare risparmi di funzionamento dell’amministrazione per distribuirne una parte al salario dei dipendenti». È soddisfatto anche il segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco, perché il contratto «recepisce gran parte delle nostre rivendicazioni. Non siamo d’accordo con chi si oppone alle intese in modo strumentale». Ovviamente diversa la valutazione della Fp-Cgil: «Non si possono sommare i soldi che non erano stati erogati dal precedente contratto, pari a otto euro, con l’aumento economico che resta di 70 euro. La verità», dice il segretario nazionale, Alfredo Garzi, «è che i lavoratori riceveranno questi arretrati con due anni di ritardo». Proprio domani si svolgerà il terzo sciopero regionale indetto dalla Cgil a sostegno della vertenza contrattuale, cui seguirà lo sciopero generale. Per Brunetta, «la firma è un evento importante per i dipendenti pubblici perché avvia la chiusura dei contratti nazionali di lavoro per tutti i comparti pubblici». Auspicabile, per lui, «che entro dicembre si chiudano le restanti trattative».


13 novembre 2008 - EPolis nazionale

La spaccatura. Il leader del più grande sindacato italiano escluso dal vertice del premier a Palazzo Grazioli
Epifani infuriato contro il governo la Cgil proclama lo sciopero generale
I confederali si dividono anche sul rinnovo dei contratti dei ministeriali. Mobilitazione fissata per il 12 dicembre. Cisl e Uil negano l'incontro "segreto" con Confindustria e respingono le accuse al mittente. Sorpresa anche l'Ugl
di Serena Martucci

Sindacati sempre più divisi. Proprio quando la situazione di crisi richiederebbe la massima unità. Invece il fronte di chi è chiamato a difendere gli interessi dei lavoratori si spacca e la separazione diventa sempre più netta: Cisl e Uil da una parte, Cgil dall'altra. Inutili perfino gli appelli reciproci al dialogo; gli strappi non sembrano ricucirsi. Ieri i confederali si sono ancora una volta allontanati: l'accordo per il rinnovo del contratto dei quasi 190mila lavoratori dei ministeri è stato siglato da Cisl, Uil, Confsal, ma non dalla Cgil, Rdb e dalla Flp-Cse. Un aumento di 70 euro sullo stipendio, più 8 euro che rappresentano una "coda" del precedente contratto. Insufficienti però rispetto l'inflazione galoppante per la Cgil. E così il sindacato guidato da Guglielmo Epifani rilancia: per far fronte alla crisi economica e sociale proclama lo sciopero generale per il 12 dicembre, insieme ai metalmeccanici della Fiom. Il clima, già rovente, è stato poi peggiorato dall'incontro informale di martedì sera a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, i ministri di Economia, Sviluppo e Welfare, insieme ai leader di Confindustria, Cisl e Uil. Al centro della discussione i rinnovi dei contratti, Alitalia e la crisi delle banche. Escluse la Cgil, il più grande sindacato italiano, e l'Ugl che reagiscono duramente. «Quello che è accaduto l'altra sera è gravissimo,una cosa senza precedenti» ha tuonato il segretario della Cgil, Epifani. «Berlusconi - ha aggiunto - dimostra di non avere alcun rispetto dei suoi interlocutori, quando esprimono opinioni diverse dalle sue. Sulla crisi il governo non prevede momenti formali di confronto con tutte le parti sociali, mentre quelli riservati li tiene solo con alcuni soggetti». L'incontro "segreto" a Palazzo Grazioli, che la Uil continua a negare, ha suscitato anche l'irritazione dell'Ugl, il sindacato più vicino politicamente alla maggioranza di governo che accusa «pensavamo che la stagione degli incontri riservati fosse terminata con la scorsa legislatura». La Cisl, invece preferisce non commentare e nega il faccia a faccia, mentre si difende il segretario della Uil, Luigi Angeletti: «È colpa della Cgil. Invece di fantasticare di inviti perché non si interroga sul suo comportamento?».

La privatizzazione. Bruxelles: il prestito ponte è un aiuto di Stato, dev'essere restituito entro 4 mesi
Alitalia, blocchi e cancellazioni dall'Ue il via libera al salvataggio
Un'altra giornata nera: tra Fiumicino, Linate e Malpensa sono stati annullati oltre 50 voli
di Cristina Cossu

Bruxelles promuove ufficialmente il piano di salvataggio per Alitalia ma boccia il prestito ponte. I 300 milioni di euro concessi dal Governo Prodi su richiesta di Berlusconi dovranno essere rimborsati dalla "bad company", cioè non dai nuovi padroni dell'ex compagnia di bandiera, Colaninno e soci. E ieri il vettore ha archiviato un'altra giornata nera. Tra Fiumicino, Linate e Malpensa, sono stati cancellati oltre cinquanta voli, e i ritardi e i disagi per i passeggeri si sono accumulati. Lo sciopero bianco messo in atto da piloti ed assistenti di volo, che si attengono alla lettera al rispetto delle leggi e dei regolamenti per il volo, continuerà a provocare il caos negli aeroporti anche nei prossimi giorni. A cinque mesi dall'apertura dell'indagine sul denaro concesso per dare ossigeno alla compagnia aerea sull'orlo del fallimento, «la Commissione europea ha ritenuto che il prestito da 300 milioni di euro è un aiuto di Stato incompatibile con il trattato e deve essere recuperato», ha spiegato il commissario per i Trasporti, Antonio Tajani, sottolineando che per la Commissione la discontinuità tra Cai e Alitalia è tale che il prestito ponte dovrà essere restituito dalla vecchia compagnia, entro 4 mesi. Inoltre, gli aiuti di Stato ricevuti in passato «non possono essere ascritti alla responsabilità patrimoniale della nuova Cai». Tajani ha aggiunto che la privatizzazione «è un messaggio molto positivo», poiché dimostra che «nonostante le difficoltà finanziarie», continuano a nascere compagnie aeree private sul mercato europeo, dimostrando «che si può reagire alla crisi». L'Italia dovrà ora procedere alla cessione dei beni secondo le regole approvate da Bruxelles. A vigilare sarà un monitoring trustee - cioè «un fiduciario garante esterno totalmente indipendente» - che sarà nominato entro due giorni dal governo italiano «per assicurarsi che la vendita degli asset avvenga a prezzi di mercato». Intanto continua il braccio di ferro tra Cai e il "fronte del no" mentre il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, ha ribadito la validità del piano Cai che «va avanti», ammonendo «i facinorosi del Cub che la resistenza di questi settori è destinata a perdere, a crollare davanti all'unico modo possibile di dare una prospettiva alla compagnia di bandiera». E se per i confederali il primo incontro avuto con Cai sul contratto è stato positivo, le cinque sigle del no continuano a resistere e a lottare.


13 novembre 2008 - Il Messaggero

Chieti. Pochi cancellieri e altre figure professionali...
di ADRIANO CICCARONE

Chieti - Pochi cancellieri e altre figure professionali amministrative, mancanza di risorse materiali, carriere bloccate, niente torn-over: l'attività degli uffici giudiziari soffre molto, «malgrado la disponibilità e i sacrifici dei dipendenti in servizio», sottolineano i sindacati. E la situazione «è destinata a peggiorare con i tagli al settore della giustizia contemplati nella legge 133/2008», denuncia Mario Rinonapoli del Coordinamento regionale del sindacato Rdb che assieme al collega Silvio Di Primio, a Ivana Giardino (Cgil) e Franca Pasquini (Flp) ha parlato l’altro gionro ai lavoratori del Tribunale di Chieti riuniti in assemblea. Decisa la proclamazione dello stato di agitazione e l’adesione allo sciopero nazionale del 14 novembre indetto dalla Cgil e allo sciopero del 5 dicembre - con manifestazione nazionale a Roma - del solo comparto giustizia.
I problemi secondo il sindacalista di Rdb sono soprattutto di due ordini, entrambi molto gravi e che determinano inevitabili disservizi per i cittadini. Il primo riguarda la mancanza di personale «assolutamente insufficiente rispetto alle tante competenze». Dice Rinonapoli: «I 65 lavoratori degli uffici di Chieti, Ortona e Orsogna non bastano per tutte le attività. Si pensi che mancano ben 11 cancellieri. Aggiungo che non solo le carenze, rispetto alla pianta organica, non verranno sanate, ma la legge 133 impone anche una riduzione del 10% delle spese del personale a partire dal gennaio prossimo. Noi protestiamo e denunciamo anche la mancata riqualificazione del personale esistente, a noi negata, mentre in altri ministeri i passaggi di livello avvengono. E sono previsti tagli pure alla contrattazione integrativa. Insomma, la situazione è pesante e insostenibile».
Altro fattore di crisi: il materiale strumentale di lavoro. «Manca la cancelleria perché i fondi sono scarsi, mancano i toner, i computer sono spesso vecchi e lenti», dice Rinonapoli. E aggiunge: «Giorni fa gli uffici del giudice di pace hanno avuto problemi di collegamento con il centro de L'Aquila, non potendo così inserire i dati nel programma informatico. Situazioni del genere si ripercuotono su tutto il funzionamento giudiziario». I lavoratori si dicono «gravati di compiti e non gratificati».
Conclude il dirigente di Rdb: «Il personale spesso svolge mansioni superiori, si sacrifica nell'interesse dell'ufficio e degli utenti, è costretto a operare in condizioni di oggettiva difficoltà e poi deve sentirsi dire dal signor ministro Brunetta che siamo dei fannulloni. Questo è grave e ci amareggia tantissimo. Perché il ministro non viene a vedere in quali condizioni lavoriamo, facciamo di più del nostro dovere. Ma ci faremo sentire con lo sciopero».


13 novembre 2008 - Corriere di Bologna

Servizi Fallita la conciliazione per 163 precarie. Virgilio: «È il sindacato che ricusa un accordo»
Emergenza nidi, scioperano le Rdb
di Marina Amaduzzi

Bologna - E ora sui nidi piomba anche uno sciopero. Dopo i calcoli «puramente ipotetici» di una riduzione di circa 200 posti, fatti dall'assessore alla scuola Milli Virgilio applicando «in via teorica il taglio del 12% conseguenza dei provvedimenti governativi», sul futuro immediato del servizio comunale arriva la decisione del sindacato Rdb di proclamare lo sciopero per il 5 dicembre, a seguito del fallito tentativo di conciliazione, ieri davanti al prefetto, per la vertenza precarie.
«Di fronte alla richiesta di assunzione, anche part-time, per 112 educatrici vincitrici di concorso e 51 collaboratori scolastici specializzati, abbiamo avuto solo risposte negative dal Comune», spiega Massimo Betti di Rdb: «Dietro questa rigidità c'è la volontà politica di procedere nei tagli ai servizi, partendo dal licenziamento dei propri dipendenti precari». Ma Virgilio non ci sta. «È Rdb che si rimangia un accordo firmato da tutti i sindacati — ribatte l'assessore —, abbiamo assunto 58 persone, perché quelli erano i posti vacanti».
All'indomani dell'annuncio del sindaco Sergio Cofferati del taglio del 12% dappertutto per coprire un buco di bilancio di 13,4 milioni di euro, causato dai tagli governativi (di questo e del precedente), l'assessore alla Scuola cerca di difendere il suo settore. Ma i sindacati mettono le mani avanti. «Sono contrariato — dice Alberto Schincaglia della Cisl —, è una politica sbagliata quella di tagliare i servizi, in particolre quelli dell'infanzia che sono un'emergenza a Bologna, faremo di tutto perché ciò non avvenga». «Il mio calcolo di 200 posti in meno era puramente astratto — argomenta Virgilio — è un'ipotesi teorica nel caso si applicasse il taglio del 12%, mi auguro che si trovi una soluzione per cui i nidi siano considerati una priorità». Aumentare di 700 i posti nido in città era un impegno di mandato della giunta Cofferati, «ora siamo oltre quota 500 — dice Virgilio — farò di tutto per aprirne altri, la previsione ottimistica era di avvincinarci a 800». Se Rdb vede in salita il confronto sul bilancio, i confederali ricordano l'impegno preso dall'assessore Bottoni nel loro incontro di martedì. «Ci dobbiamo incontrare tra una settimana, dieci giorni, con una piattaforma da cui partirà la discussione — ricorda Mauro Alboresi della segreteria della Camera del lavoro —, oltre a difendere il potere d'acquisto di salari e pensioni, va difeso il sistema di welfare e per noi sono decisivi i servizi all'infanzia». «Guai a tagliare i posti nei nidi — attacca Luciano Roncarelli della Uil —, se vediamo i consuntivi dal 2006 siamo sempre andati oltre i 12 milioni di attivo, non ci possono essere criticità oggi, visto che il Comune in questi anni ha fatto cassa». «Anche nella conferenza dei sindaci dell'altro giorno è stato ribadito che i servizi sociali non vanno tagliati — conclude Schincaglia —, è un impegno che va rispettato».

Trattativa saltata
Assunzioni, è rottura in Provincia

Bologna - È ufficialmente rottura tra sindacati e Provincia di Bologna sulla stabilizzazione dei precari. Decisione presa due sere fa, dopo l'ultimo incontro con la presidente Beatrice Draghetti. Tutte le sigle e le Rsu (Cgil, Cisl, Uil e Rdb) hanno ritenuto non raggiungibile un accordo con l'amministrazione provinciale.
«Contrariamente all'annunciato principio di stabilizzazione, con la proposta di Draghetti— spiega Marco Pasquini della Cgil — rimarrebbe sulla strada un numero consistente di persone».
Palazzo Malvezzi ha proposto la stabilizzazione di 48 precari, in tre anni, sui 63 previsti. Un tentativo di ritocco in extremis non ha salvato la situazione: Palazzo Malvezzi si è detto disponibile ad inserire in verbale sei stabilizzazioni in più per il 2011. Ma per il sindacato non basta.
Le Rdb hanno già annunciato uno sciopero per il 5 dicembre.


13 novembre 2008 - City

Controlli anti-fannulloni Precari in sciopero

Bologna - Il Comune di Bologna sguinzaglia il proprio ispettore negli uffici per verificare che i dipendenti non svolgano "attività non autorizzate o incompatibili" (come dice la legge) e controllare il rispetto dell’orario di lavoro, "in particolare le assenze". Obiettivi e mandato all’Ispettore dei servizi", così si chiama, sono fissati da uno specifico documento della Direzione generale di Palazzo d’Accursio del 4 novembre scorso. Intanto proprio in Comune è sciopero dopo la rottura di ieri con i sindacati sull’assunzione dei 163 precari in forze all’amministrazione (la maggior parte educatrici nei nidi): l’astensione dal lavoro è stata indetta per il 5 dicembre dal sindacato Rdb. E anche in Provincia è rottura sullo stesso tema.


13 novembre 2008 - Il Quaderno

Benevento: stato di agitazione per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili

Benevento - Continua l’impegno della federazione provinciale RdB/Cub di Benevento al fianco dei lavoratori socialmente utili. Nonostante entro il 15 novembre gli enti dovranno procedere alla stabilizzazione dei lavoratori così come deciso dalla Regione Campania, il sindacato sottolinea che non è stata aperta alcuna forma di dialogo e di confronto.
"Per questo denunciamo pubblicamente tale incomprensibile condotta, ritenendo moralmente ed eticamente inaccettabile tale atteggiamento – si legge in una nota -. Non si può tollerare che si prendano decisioni unilaterali , o meglio il mancato rispetto nell’assolvere ai propri doveri istituzionali. Non si può pregiudicare una concreta possibilità nel riconoscere il tanto sospirato lavoro.
Non è ammissibile né eticamente tollerabile che questi lavoratori, utilizzati, sfruttati e sottopagati da oltre 12 anni, continuano a percepire una paga di 500 euro al mese a totale carico del Governo, senza un contratto, senza contributi e senza diritti". Perciò continuerà la protesta attraverso assemblee straordinarie permanenti sui posti di lavoro fino al 21 novembre che si concluderanno in Prefettura con la consegna delle firme raccolte a sostegno della stabilizzazione dei lavoratori.


13 novembre 2008 - Il Manifesto

PRECARI PUBBLICI
Denuncia RdB: «Assunti in pochi»

«Dal Conto annuale 2007 della Ragioneria Generale dello Stato emerge quanto sia indispensabile continuare sulla strada della stabilizzazione del precariato nel Pubblico Impiego», afferma la Federazione nazionale RdB-Cub. «Solo 10.982 precari sono stati stabilizzati a fronte di 38.956 aventi diritto in base alla finanziaria 2007 e 56.281 quelli che dovrebbero esserlo per i conti 2008».

PISA. LEGGERE PER

Oggi a Pisa alle 21.15 alla stazione Leopolda la presentazione del secondo Quaderno dell'associazione marxista "Politica e classe", dedicato al sindacalismo di base e con interventi di Antonio Piro dei Cobas, Emidia Papi delle Rdb Cub, un esponente della rete 28 Aprile in Cgil, introduce Cinzia Della Porta.


13 novembre 2008 - Liberazione

Oltre 500 persone a casa. La società è in crisi (il mercato pure) vuole affittare il marchio ai suoi ex-dipendenti che non ci stanno
Gabetti chiude e passa al franchising. La middle class licenziata scopre il sindacato
di Daniele Nalbone

Roma - Oggi il consiglio comunale di Roma si riunirà in una seduta straordinaria per affrontare il tema dell'emergenza abitativa. In contemporanea, i movimenti e le associazioni sindacali di base aderenti alla Rete cittadina per il diritto all'abitare scenderanno in piazza, annunciano, «con gli inquilini degli immobili in dismissione (Enasarco), gli sfrattati, gli occupanti senza titolo, le famiglie escluse dai bonus casa e quelle in graduatoria in attesa di un alloggio popolare, oltre alle migliaia di persone che hanno occupato per necessità stabili lasciati colpevolmente vuoti».
Due i concentramenti: uno alle 14.30 al Colosseo da dove un corteo, autorizzato dalla questura solo fino a piazza San Marco, si muoverà cercando di raggiungere il Campidoglio; l'altro alle 15 a piazza Santi Apostoli, davanti la sede della Prefettura, dove As.i.a. RdB e il Bpm si ritroveranno per chiedere al prefetto Carlo Mosca, «viste le recenti indiscrezioni che lo vedono in procinto di lasciare il proprio incarico», di proseguire nell'impegno fin qui dimostrato e al governo «di lasciarlo lì dove ha dimostrato di saper stare, cioè vicino a chi ha bisogno». Quindi al passaggio del corteo, spiegano, «ci uniremo alla manifestazione per seguire i lavori del consiglio straordinario sulla casa dove, ci immaginiamo, il sindaco avrà invitato anche la Prefettura».
Sarà una mobilitazione generale che si muoverà alla ricerca dell'edilizia popolare pubblica, ormai cancellata da tutti i programmi politico-amministrativi, sostituita dalla «grande truffa», come la definisce il consigliere comunale Andrea Alzetta, dell'housing sociale, «un immenso regalo ai costruttori e ai proprietari delle aree agricole che, grazie alla cementificazione dell'Agro Romano, vedranno il valore dei propri terreni aumentare del mille per cento. Con gli "alloggi sociali" non solo Alemanno non si è per nulla distaccato dall'operato di Veltroni, ma sta facendo addirittura peggio»: queste nuove costruzioni, spiega Angelo Fascetti di As.i.a. RdB, «serviranno a dare risposte a un ceto medio troppo ricco per la casa popolare ma troppo povero per gli affitti o i mutui attuali. Lo ha affermato senza pudore l'assessore alla Casa del Comune di Roma, Antoniozzi». Il motivo? «In emergenza abitativa ci sono "solo" 35mila famiglie, mentre di quel "ceto medio" fanno parte, a detta dell'Assessore, 500mila nuclei».
La Rete cittadina arriva a questo appuntamento «dopo aver ripreso in mano la politica abitativa romana», spiegano da Action, «riscrivendone priorità e necessità che non possiamo né vogliamo più delegare a nessuno». Sabato, 120 nuclei familiari di italiani e migranti con il Coordinamento cittadino di lotta per la casa hanno occupato un edificio ex-Asl vuoto da due anni nel quartiere Monteverde, continuando in quel censimento dal basso volto a individuare soluzioni possibili che da subito potrebbero essere messe a disposizione di politiche abitativa pubbliche. Domenica, Action ha occupato, in zona San Giovanni, un palazzo vuoto di proprietà dell'Istituto Postelegrafonici, cartolarizzato a metà degli anni novanta e da allora disabitato: oggi vi hanno trovato rifugio 37 famiglie, tutte con nove o dieci punti nella graduatoria, ormai bloccata "da secoli", per l'assegnazione di case popolari. Lunedì l'As.i.a. RdB ha occupato ancora una volta l'assessorato alla Casa del comune di Roma con 27 famiglie in attesa dell'assegnazione di un alloggio popolare dal 1998, per sottolineare, dicono, «l'atteggiamento "sfascista" dell'assessorato e del delegato del sindaco, più impegnati a scaricare le colpe su Veltroni che ad affrontare seriamente l'emergenza casa a Roma».
Come ulteriore tappa di avvicinamento alla mobilitazione odierna, e per sottolineare come «il rincaro continuo dei prezzi stia costringendo sempre più famiglie sotto la soglia di sopravvivenza», ieri mattina Action e i Gruppi d'acquisto popolare hanno occupato la Borsa merci di Roma per protestare contro il carovita e la speculazione alimentare. «Il rumoroso silenzio della politica e degli amministratori» spiegano in un volantino distribuito durante l'occupazione «denuncia il peso preponderante dei potentati economici che governa ormai questa città in barba a qualsiasi interesse generale». Nella Borsa merci, gestita direttamente dalla Camera di commercio di Roma, ogni mercoledì «si decide il prezzo della nostra sopravvivenza, dal pane alla pasta, dalla frutta alla verdura, dal latte alla carne». Oggi «pretendiamo che questa rapina finisca: si sottragga il grano alle quotazioni della Borsa, si coinvolgano consumatori e agricoltori nelle decisioni sui prezzi, si approvi un paniere locale di prodotti e di beni di prima necessità garantiti a tutti».
All'orizzonte uno sciopero generale contro il carovita.

Reggio Emilia. Per riflettere sul movimento di insegnanti, studenti, genitori...

Per riflettere sul movimento di insegnanti, studenti, genitori che sta attraversando la scuola italiana: La scuola oltre i privati, l'educazione oltre lo Stato . Alle 21 Fai via Don Minzoni 1d con Cosimo Scarinzi della Cub, l'insegnante Giuseppe Terranova e lo studente Lorenzo Coniglione.


13 novembre 2008 - La Provincia

Ministeri, è arrivata l'intesa solo con Cisl, Uil e Confsal. In busta 70 euro di aumento

ROMA - Contratto siglato per i quasi 190 mila dipendenti dei ministeri, che quindi fa da apripista a tutti gli altri comparti del pubblico impiego. È cominciato ieri pomeriggio all'Aran il negoziato ad oltranza, conclusosi ieri sera poco dopo le 20. L'intesa è stata sottoscritta da Cisl, Uil e Confsal, ma non dalla Cgil e dalle Rdb che non hanno neanche firmato il protocollo quadro raggiunto nei giorni scorsi a palazzo Chigi. Contraria anche la Fls-Cse.
L'aumento economico previsto è di 70 euro lorde a regime per il biennio 2008-2009 (60 euro sul tabellare e 10 sul salario accessorio per la produttività). A tale cifra si aggiunge un aumento di 8 euro che rappresenta una "coda" del precedente contratto. È previsto anche il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi unici di amministrazione. Si riconferma l'impegno a recuperare anche le risorse dei fondi unici di amministrazione di leggi speciali sempre per premiare la produttività e utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi. Secondo il segretario della Fps-Cisl, Giovanni Faverin, è un «importante risultato perchè il contratto conferma l'accordo già siglato a Palazzo Chigi e c'è il recupero integrale dei soldi tagliati da Tremonti e soprattutto l'apertura del ruolo nuovo del sindacato di negoziare risparmi di funzionamento delle amministrazioni per distribuirne una parte al salario dei dipendenti».


13 novembre 2008 - La Sicilia

INTESA SUL RINNOVO DEL CONTRATTO. LA CGIL NON HA FIRMATO
Ministeriali, aumenti da 70 euro

Roma - Raggiunto l'accordo per il rinnovo del contratto dei quasi 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare Cisl, Uil, Confsal, ma non la Cgil, le Rdb e la Flp-Cse. L'accordo prevede un aumento di 70 euro per intero sullo stipendio tabellare più 8 euro che rappresentano una «coda» del precedente contratto. L'accordo prevede anche il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi unici di amministrazione per la produttività (circa 200 milioni). C'è anche l'impegno a recuperare le risorse dei fondi previsti da leggi speciali sempre per la maggiore produttività, utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento dell'amministrazione.
Secondo il segretario della Fps-Cisl, Giovanni Faverin, «il contratto conferma l'accordo già siglato a Palazzo Chigi e c'è il recupero integrale dei soldi tagliati da Tremonti». Il sindacalista sottolinea il «finanziamento contrattuale nel biennio di 78 euro e soprattutto l'apertura del ruolo nuovo del sindacato di negoziare risparmi di funzionamento delle amministrazioni per distribuirne una parte al salario dei dipendenti dei settori interessati».
Secondo il segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco, sono state recepite gran parte delle rivendicazioni sindacali.
«Si conferma - ha affermato - l'impegno sul recupero integrale delle somme tagliate dai fondi per la produttività. Si garantisce un incremento retributivo dal 2009 di 78 euro medi pro capite e il pagamento della vacanza contrattuale per il 2008». «La firma del contratto del personale dei ministeri rappresenta un evento importante per i dipendenti pubblici perchè avvia la chiusura definitiva dei contratti nazionali di lavoro per tutti i comparti pubblici», commenta il ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta. "Mi auguro che entro dicembre si chiudano le restanti trattative relative al biennio economico 2008-2009».


13 novembre 2008 - Corriere Adriatico

Ministeri, accordo da 70 euro

ROMA - Accordo separato sul rinnovo del contratto dei circa 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare la Cisl, la Uil, la Confsal, mentre hanno ribadito il loro 'nò la Cgil, le RdB-Cub e la Flp-Cse, che non avevano sottoscritto nei giorni scorsi neanche il protocollo-quadro a Palazzo Chigi. L’intesa prevede un aumento medio a regime di 70 euro, che andrà ad incrementare lo stipendio tabellare, e in più otto euro sul salario accessorio, che rappresenta una coda del precedente contratto. E’ previsto anche il recupero, entro giugno, dei tagli che erano stati stabiliti nella manovra economica ai fondi unici di amministrazione (circa 200 milioni); confermato anche l'impegno a recuperare le risorse dei fondi stabiliti da leggi speciali, sempre per premiare la maggior produttività, utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento. Secondo il segretario della Fps-Cisl, Giovanni Faverin, il contratto "conferma l’accordo già siglato a Palazzo Chigi e ci sono il recupero integrale dei soldi tagliati da Tremonti, il finanziamento contrattuale nel biennio di 78 euro e soprattutto il nuovo ruolo del sindacato, di negoziare risparmi per distribuirne una parte al salario dei dipendenti".


13 novembre 2008 - Il Mattino

Epifani non ci sta. Anzi, questa volta è davvero infuriato...
di MARCO TORIELLO

Epifani non ci sta. Anzi, questa volta è davvero infuriato e annuncia per il 12 dicembre uno sciopero generale che era nell’aria da tempo, ma che arriva proprio nel giorno della rottura totale con il governo e con Cisl e Uil, con la Cgil che dice no anche al rinnovo del contratto dei 190mila lavoratori dei ministeri, sottoscritto invece dalle altre due sigle confederali. Al leader della Cgil non va giù l’esclusione del suo sindacato dall’incontro di martedì sera a Palazzo Grazioli tra il premier Silvio Berlusconi, alcuni ministri, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i segretari di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Un vertice che, «se confermato, è gravissimo, una cosa senza precedenti», attacca Epifani, parlando ieri mattina al direttivo dell’organizzazione. Il segretario della Cgil chiede «un immediato incontro» con il governo e annuncia l’invio di una lettera alla Marcegaglia, a Bonanni e ad Angeletti per chiedere conferma dell’incontro di martedì, che «apre un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria». Con la mancata convocazione della Cgil alla riunione di Palazzo Grazioli, continua Epifani, il governo «esprime la volontà di non aprire un confronto con noi». Un comportamento «particolarmente grave, perché abbiamo inviato al governo e alle altre parti sociali un documento le nostre proposte per affrontare la crisi». Ed è proprio per protestare contro la manovra finanziaria e l’assenza di interventi a sostegno delle fasce più deboli della popolazione, messe in ginocchio dalla crisi, che il direttivo della Cgil ha proclamato lo sciopero generale del 12 dicembre. Uno stop di almeno 4 ore, le cui modalità saranno stabilite dalla segreteria confederale che si riunirà lunedì prossimo. L’obiettivo è comunque quello di organizzare la mobilitazione a livello provinciale, coinvolgendo capillarmente le strutture territoriali. Sarebbe quindi esclusa la possibilità che ci sia una manifestazione nazionale a Roma. La data dello sciopero generale coincide con quello proclamato dai metalmeccanici della Fiom, che dovrebbero quindi confluire nello stop di tutte le categorie. Stesso discorso per lo sciopero generale del pubblico impiego, anch’esso previsto a dicembre, ma di cui non era stata ancora precisata la data. Confermati invece gli scioperi dell’università (14 novembre, da cui ieri si è sfilata la Cisl) e dei lavoratori del commercio (15 novembre). «Di fronte ai problemi del Paese, il governo ha il dovere di aprire un confronto serio e trasparente con le grandi forze di rappresentanza sociale - si legge nel documento finale del direttivo Cgil, che ritorna sulla riunione di Palazzo Grazioli -. La scelta di non aprire questi tavoli, di sostituirli con incontri, più o meno riservati, che tendono a escludere i più, a partire dalla Cgil, e dalle altre associazioni di impresa, rappresenta un fatto di eccezionale gravità». Secondo la Cgil, l’esecutivo ha «la volontà di dividere» il sindacato e di «premere in direzione di un accordo separato» sulla riforma del modello contrattuale. Accordo separato, intanto, che ieri c’è stato sul rinnovo del contratto dei lavoratori dei ministeri, firmato da Csil, Uil e Confsal, ma non da Cgil, Rdb-Cub e Flp-Cse, che nei giorni scorsi non avevano sottoscritto neanche il protocollo quadro a Palazzo Chigi. L’intesa prevede un aumento medio a regime di 70 euro, che andrà ad incrementare per intero lo stipendio tabellare, e in più 8 euro sul salario accessorio. «Se c’è, da molti mesi a questa parte, un piano preordinato di divisione del sindacato, questo è quello posto in essere dalla sola Cgil», contrattacca Angeletti. Per Bonanni non c’è alcuna trattativa con il governo: «Epifani lo dice per coprire un suo errore - spiega il numero della Cisl - cioè uno sciopero generale velleitario che farà da solo». Prende invece le distanze dall’esecutivo Renata Polverini, leader dell’Ugl, che non è stata convocata al vertice di Palazzo Grazioli, ma, precisa, nella serata di martedì è stata contattata telefonicamente da Berlusconi: «Pensavamo che la stagione degli incontri riservati fosse terminata con la scorsa legislatura - sottolinea -. Nel rapporto tra governo e parti sociali c’è ormai un problema di metodo, che, se possibile, viene prima ancora di quello di merito». La polemica sull’incontro segreto tra governo, Confindustria, Cisl e Uil infuria anche nei palazzi della politica. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi prova prima a gettare acqua sul fuoco, sostenendo che «incontri informali ci sono e ci saranno sempre, quel che contano sono i dati politici». Ma nel pomeriggio, dopo la proclamazione dello sciopero da parte della confederazione di Epifani, attacca: «Rispetto le libere decisioni della Cgil, tuttavia le considero mosse da valutazioni più politiche che sindacali». In difesa della Cgil scende invece in campo il Pd, attraverso il capogruppo al Senato, Anna Finocchiaro, che giudica «gravissima» l’esclusione del sindacato dalla riunione di martedì. Secondo la Finocchiaro, in questa fase di crisi «ci sarebbe bisogno di un confronto con tutte le realtà sindacali, mentre il governo Berlusconi gioca sulle divisioni e le alimenta». Esprime «totale e piena solidarietà» alla Cgil il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, che accusa governo e Confindustria di voler spaccare il sindacato.


13 novembre 2008 - La Tribuna di Treviso

Scuola, tagli e razzismo manifestazione in centro

Treviso - «Non pagheremo noi la vostra crisi». Questo lo slogan della manifestazione contro il razzismo e per i diritti di tutti i cittadini che si svolgerà sabato in centro a Treviso. Il corteo, organizzato dal sindacato autonomo dell’Adl, partirà dal piazzale della stazione dei treni in direzione Loggia dei Cavalieri, dove si terranno comizi e riunioni. Una mobilitazione collettiva, che coinvolgerà ragazzi, docenti, insegnanti e anche i lavoratori stranieri. «La grande onda di mobilitazione sul fronte scuola ha lanciato la parola d’ordine che non possono e non devono essere i cittadini a pagare una gravissima crisi finanziaria prodotta dalle banche e dagli speculatori», Sergio Zulian, segretario dell’Adl. Nel mirino dei manifestanti anche i decreti sicurezza. (l.c.)


13 novembre 2008 - Il Giornale

Ghisa in sciopero, City Marathon a rischio caos
Sindacati in guerra su pattuglie e indennità. De Corato: «Più vigili in strada». La replica: «Pronti al blocco»
di Chiara Campo

Milano - Un’assemblea di quattro ore, dalle 6 alle 10 del mattino. Neanche a dirlo, i sindacati autonomi (Csa e Sulpm) e di base (Rdb e Sdl) dei vigili l’hanno convocata per il prossimo 23 novembre, quando si corre la City Marathon e senza i ghisa a controllare il traffico il rischio caos è quasi assicurato. Ieri i sindacalisti hanno incontrato il prefetto Gian Valerio Lombardi, e quando il funzionario comunale al tavolo ha riferito che il sindaco Letizia Moratti non intende incontrarli, come hanno chiesto, per discutere di indennità economiche e riconoscimenti di carriera bloccati da anni e delle pattuglie ridotte, questione non del tutto risolta. Ma, conferma anche il vicesindaco Riccardo De Corato, sull’ultimo punto «il sindaco non intende fare passi indietro, servono più vigili sulle strade. Vogliono protestare? Facciano pure». I rappresentanti del Csa Roberto Miglio e del Sulpm Daniele Vincini avvisano che l’assemblea del 23 è il primo passo, se non ci sarà una riapertura delle trattative potrebbero scioperare il 7 dicembre, bloccando di fatto la città nel giorno di Sant’Ambrogio, Prima della Scala e Oh Bej Oh Bej.
Con o senza proteste, domenica 23 la «Samsung Milano City Marathon» parte e arriva in piazza Castello - prima novità dell’edizione 2008 - dopo un percorso circolare che attraversa il capoluogo.
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13 novembre 2008 - La Nazione

Giustizia, gli impiegati riprotestano

PERUGIA — CONTINUA in Umbria la protesta dei lavoratori degli uffici giudiziari dell’Umbria che da lunedì scorso hanno deciso di attenersi strettamente ai compiti previsti dal contratto di lavoro, dalle leggi e dai regolamenti. Lo si legge in una nota del sindacato Rdb-Cub. Tema centrale della protesta è la mancata riqualificazione del personale del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, definito discriminato rispetto a tutti i lavoratori pubblici e nell’ambito dello stesso ministero. Una protesta che ha trovato la solidarietà della sezione distrettuale dell’Umbria dell’Associazione nazionale magistrati.


13 novembre 2008 - La Provincia Pavese

Licenziato per il pugno al direttore
E’ un lavoratore di Villa Flavia, oggi presidio del sindacato

PAVIA - Perde la pazienza con il direttore e viene licenziato. Accade a Villa Flavia, il centro per anziani gestito dalla cooperativa sociale Attiva. La vicenda, che rischia di scatenare un putiferio, è già in mano a un legale, l’avvocato Alessandro Arrigo di Pavia, e all’attenzione dei sindacati. La Flaica-Cub sarà presente, oggi pomeriggio, alle 15, davanti alla residenza con volantini e bandiere.
Ma partiamo dai fatti. Pochi giorni fa, all’interno della struttura, avviene uno scambio di "vedute" tra un socio lavoratore della cooperativa, Flavio Torchio, e il direttore Dario Balzamo. Il pomo della discordia riguarda la gestione del caso di una signora ospite della struttura. Il lavoratore chiede spiegazioni al direttore. Le voci si alzano, e in breve la situazione degenera. Si va alle mani. Non è chiaro chi sia il primo a cominciare, ma è certo che il dipendente si lascia scappare un cazzotto. La versione del lavoratore è che la sua sarebbe stata solo una reazione, seppure esagerata, ad una spinta. Torchio sarebbe caduto, e a confermarlo è la prognosi di 30 giorni per una frattura alla mano. Anche il direttore deve ricorrere alle cure dei medici: sette giorni di prognosi per un’ecchimosi. La faccenda è seria e non può essere priva di conseguenze. Il consiglio di amministrazione della cooperativa, che definisce «grave» il comportamento del lavoratore, decide «con rammarico» che il dipendente va licenziato. Una misura che, per il sindacato Flaica-Cub, non tiene conto di tutti i fatti. E soprattutto del contesto in cui la vicenda è avvenuta. L’alterco, per la sigla che rappresenta i lavoratori, sarebbe solo l’esplosione di una situazione di malcontento che serpeggia tra i soci-lavoratori.
«Si va dai lavoratori che vengono assunti per 38 ore alla settimana e invece ne fanno solo tre - spiega Pasquale Di Tomaso, segretario provinciale Flaica-Cub - fino al caso di una dipendente licenziata dopo una "prova" durata tre mesi. Tutto questo si ripercuote sul servizio che viene offerto agli utenti. Tra il lavoratore licenziato e il direttore ci sono stati in passato diversi dissapori, ma il litigio dell’altro ieri assomiglia tanto a un’occasione: si è presa la palla al balzo per licenziare un lavoratore che evidentemente dava fastidio». Oggi si realizzerà il primo faccia a faccia tra sindacati e cooperativa dopo il licenziamento. In questi giorni il "confronto" è passato solo attraverso le carte e i fax. Quello della coop che comunica la disdetta del rapporto di lavoro e quello dei sindacati che si oppongono al licenziamento. Ora la questione potrebbe arrivare davanti a un giudice.(m.fio.)


13 novembre 2008 - Avvenire

Contratto dei ministeriali, raggiunto l’accordo Aumento di 70 euro. Ma la Cgil dice ancora no

ROMA - Ormai è spaccatura su tutto nel fronte sindacale. Ieri, dopo l’intesaquadro delle scorse settimane per i dipendenti pubblici, è stato siglato il primo accordo di settore ( quello che fa partire in concreto gli aumenti) sul contratto del personale dei ministeri: ma a firmare sono state soltanto Cisl, Uil e Confsal ( per un aumento medio mensile di 70 euro, più 8 euro di ' coda' del precedente contratto). Resta fuori la Cgil che non ha firmato, mentre la Rdb- Cub ha lasciato il tavolo. Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, annuncia che la firma avvenuta in serata «rappresenta un evento importante perché avvia la chiusura definitiva dei contratti per tutti i comparti pubblici». Brunetta auspica ora che entro dicembre «si chiuda» pure per gli altri comparti, in modo che con il nuovo anno «si possa lavorare per avviare nel 2010 il nuovo modello contrattuale» . A far notizia, però, è soprattutto la divisione, per quanto scontata dopo che la Cgil aveva già detto no al protocollo firmato il 30 ottobre e che, per questo, la Fp- Cgil aveva dato vita da sola a una serie di scioperi regionali. Il contratto prevede anche il recupero delle ' indennità accessorie', così come previsto nel protocollo firmato il 30 ottobre


13 novembre 2008 - La Nuova Sardegna/Corriere delle Alpi/Centro/Alto Adige/Tirreno/Nuova Ferrara/Gazzetta Reggio, Mantova/Trentino/Città Salerno/Provincia Pavese

Indignato Epifani che anticipa al 12 lo sciopero generale
Contratto, i ministeriali firmano Assente la Cgil «non invitata»

ROMA - Raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto dei quasi 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare Cisl, Uil, Confsal, ma non la Cgil, le Rdb e la Flp-Cse. 70 euro per intero sullo stipendio tabellare più 8 euro che rappresentano una «coda» del vecchio contratto. L’incontro «ad eslcudendum» tra governo-Cisl-Uil-Confindustria senza la Cgil ha scatenato un putiferio.
La Cgil ha reagito accorciando i tempi per la proclamazione dello sciopero generale da parte della confederazione diretta da Guglielmo Epifani. Il direttivo dell’organizzazione sindacale ha infatti dato mandato alla segreteria di proclamare la mobilitazione nazionale a sostegno della piattaforma «anti-crisi» indicando già la data: il 12 dicembre, giornata in cui si sarebbe dovuto svolgere lo sciopero dei metalmeccanici della Fiom. Restano invece confermate le altre iniziative di lotta, a partire da quella «unitaria» del 14 novembre per l’università, da cui si è tuttavia sfilata la Cisl, e quella di sabato 15 novembre dei lavoratori del commercio, settore in cui Cisl e Uil sono andati alla firma separata sul contratto. La proclamazione dello sciopero ha messo l’accento sulla spaccatura tra Cgil da un lato e Cisl e Uil dall’altro «Quello che è accaduto l’altra sera, se confermato, è gravissimo, una cosa senza precedenti», dice Guglielmo Epifani, convinto che ciò apra «un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria».


13 novembre 2008 - Italia Oggi

Sindacati nello scompiglio, la Cgil non firma sui travet. E sull'università la Uil rompe con la Cisl
Statali, salta l'aumento diversificato
Rinnovato il contratto, i 70 euro in più al mese vanno a tutti

Sono 70 euro di aumento mensile. E sono per tutti. L'aumento di salario del 3,2%, a copertura dell'inflazione 2008/2009, non sconterà il pedaggio a favore della produttività -come invece il governo aveva preventivato nel protocollo d'intesa firmato il 30 ottobre scorso con Cisl, Uil, Confsal e Ugl-che prevedeva 60 euro sul tabellare e 10 euro solo per i più bravi, da valutare in ogni ufficio. Il merito sarà spostato tutto sul salario accessorio, quello che sarà ripristinato nelle singole amministrazioni con la riattivazione dei fondi integrativi. Una riattivazione che costerà alle case dello stato circa 750 milioni di euro, secondo stime ufficiose, quelli che la manovra estiva, targata Giulio Tremonti, aveva tagliato. E che «specifiche disposizione di legge», precisa il contratto, dovranno ridare. A decorrere da gennaio 2009. Sono le novità più importanti del contratto dei dipendenti statali, il primo del pubblico impiego rinnovato dal governo Berlusconi IV. L'intesa ora inizia la trafila dei controlli, a partire da quello della Corte dei conti che dovrà certificarne la copertura finanziaria. «Mi auguro che entro dicembre si chiudano le restanti trattative», ha commentato il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, «e che si possa lavorare proficuamente con le parti sociali per avviare nel 2010 il nuovo modello contrattuale». A firmare Cisl, Uil, Confsal e Ugl. Non ha sottoscritto l'intesa la Cgil e neanche Rdb, che ha abbandonato la trattativa. La Cgil di Gugliemo Epifani dopo aver partecipato in queste settimane ai tavoli dell'Aran, l'agenzia governativa per la contrattazione guidata da Massimo Ducci Teri, ieri ha annunciato che non ci sono le condizioni per dire sì al contratto: pochi i 70 euro medi di aumento al mese, poco anche la promessa del governo di rimettere sul piatto della bilancia i soldi degli integrativi nelle singole amministrazioni. Ma questa spaccatura del fronte sindacale era tutto sommato nell'aria, visto che la Cgil non aveva firmato neanche il protocollo d'intesa di Palazzo Chigi. E invece ieri, a sorpresa, si è registrata un nuova rottura, che fa saltare gli schemi che in queste settimana, a partire dal caso Alitalia, erano stati costruiti. La Uil di Luigi Angeletti ha interrotto infatti il sodalizio con la Cisl Raffaele Bonanni. E lo ha fatto su un terreno scottante, quello che ha mobilitato le piazze in questi giorni contro la riforma Gelmini. Si tratta del mondo dell'università e la ricerca, che domani incrocerà le braccia, con una manifestazione nazionale a Roma. Uno sciopero inizialmente unitario, che vedeva insieme Cgil, Cisl e Uil. Ma dopo l'incontro di martedì dei segretari di settore con il ministro dell'istruzione università, Mariastella Gelmini, e gli impegni ratificati nel verbale dell'incontro (che la Cgil non aveva sottoscritto), la Cisl ieri si è sfilata, revocando lo sciopero. La Uil, invece, lo ha confermato. A spiegarne le ragioni, Alberto Civica, segretario della Uil università. «Nel verbale la Gelmini si è impegnata a darci una serie di risposte, dal rispristino dei fondi delle università alla garanzia che tutti i 2 mila precari della ricerca, che hanno i requisiti per essere stabilizzati, lo saranno. Servono risposte concrete, altrimenti la protesta resta», dice Civica, che repinge le accuse di portare avanti uno sciopero politico, antigovernativo:«Per motivi analoghi abbiamo scioperato contro il governo presieduto da Romano Prodi».


13 novembre 2008 - Il Messaggero Veneto

Università in piazza, ma senza la Cisl
La Cgil assente al vertice governo-Confidustria: sciopero generale il 12 dicembre IL SINDACATO DIVISO La Gelmini incontra la sigla di Bonanni che si ritira dalla protesta di domani Ministeriali, raggiunto l’accordo sul contratto per 190 mila: il no di Epifani

ROMA - L’incontro "ad eslcudendum" tra governo-Cisl-Uil-Confindustria senza la Cgil scatena un putiferio nel sindacato e accorcia i tempi per la proclamazione dello sciopero generale da parte della confederazione diretta da Guglielmo Epifani. Il direttivo dell’organizzazione sindacale ha infatti dato mandato alla segreteria di proclamare la mobilitazione nazionale a sostegno della piattaforma "anti-crisi" indicando già la data: il 12 dicembre, giornata in cui si sarebbe dovuto svolgere lo sciopero dei metalmeccanici della Fiom. Restano invece confermate le altre iniziative di lotta, a partire da quella «unitaria» di domani per l’università, da cui si è tuttavia sfilata la Cisl - dopo un incontro del sindacato di Bonanni con il ministro Gelmini -, e quella di sabato dei lavoratori del commercio, settore in cui Cisl e Uil sono andati alla firma «separata» sul contratto. Una divisione quella del sindacato che si è vista anche nell’accordo raggiunto per il rinnovo del contratto dei quasi 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare infatti Cisl, Uil, Confsal, ma non la Cgil, le Rdb e la Flp-Cse. L’accordo prevede un aumento di 70 euro per intero sullo stipendio tabellare più 8 euro che rappresentano una "coda" del precedente contratto.
La proclamazione dello sciopero generale ha messo, dunque, l’accento sulla spaccatura tra Cgil da un lato e Cisl e Uil dall’altro, aggravata dall’incontro che martedì si è tenuto a palazzo Grazioli tra esponenti del governo, i segretari di Cisl e Uil e Confindustria. «Quello che è accaduto ieri sera, se confermato, è gravissimo, una cosa senza precedenti», dice avviando in mattinata i lavori del direttivo Cgil il segretario Guglielmo Epifani, convinto che ciò apra «un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria». Di più, sostiene l’organizzazione nel documento finale del direttivo, «questo fatto, insieme, racchiude l’esistenza di una conseguente relazione tra lo stato del confronto sulla riforma del modello contrattuale e la volontà del governo di dividere le organizzazioni sindacali e premere in direzione di un accordo separato».
Un accordo senza la Cgil che arriverebbe quindi dopo quello sugli statali e dopo quello sul commercio di questa estate, mentre proprio ieri la Cisl e l’Ugl si sono sfilate dallo sciopero indetto per l’università a cui, per il momento, continua ad aderire invece la Uil. L’incontro "segreto" a palazzo Grazioli, che la Uil continua a negare, ha suscitato però anche l’irritazione dell’Ugl, il sindacato più vicino politicamente alla maggioranza di governo. «Pensavamo che la stagione degli incontri riservati fosse terminata con la scorsa legislatura. Nel rapporto tra governo e parti sociali c'è ormai un problema di metodo che, se possibile, viene prima ancora di quello di merito», afferma il segretario, Renata Polverini, che ieri mattina ha convocato d’urgenza la segreteria. Si difende invece il segretario della Uil, Luigi Angeletti: «se c’è, da molti mesi a questa parte, un piano preordinato di divisione del Sindacato, questo è quello posto in essere dalla sola Cgil», dice, definendo «sconsiderata» l’affermazione di Gianni Pagliarini, responsabile lavoro del Pdci, secondo il quale il mancato invito, ieri, della Cgil è «in linea col programma della P2». Il ministro del Lavoro, Sacconi, tenta in un primo momento di smorzare i toni: «Incontri informali ci sono e ci saranno sempre, quel che contano sono i dati politici», dice inizialmente ma poi, a fine giornata, attacca sullo sciopero. «Rispetto le libere decisioni della Cgil, tuttavia le considero mosse da valutazioni più politiche che sindacali». La Gelmini ha, dunque, spuntato una lancia: quella della Cisl che, con Ugl e Snals, ha deciso di revocare lo sciopero proclamato per domani. Ma gli altri - Cgil, Uil e, soprattutto, gli studenti - scenderanno in piazza per protestare contro la legge 133 e anche perchè poco convinti delle novità introdotte con il decreto legge «tecnico» numero 1.180 varato la scorsa settimana dal consiglio dei ministri e pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale (quello su concorsi e alleggerimento del blocco del "turn over"). Oltre che dalla rappresentanza istituzionale dei rettori, un’apertura di credito al governo è arrivata dunque anche dalla Cisl. «Abbiamo deciso la revoca dello sciopero - ha spiegato Antonio Marsilia, segretario generale Cisl Università - perchè il ministro con il documento sottoscritto ieri si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della manovra governativa sull’università e a dare risposte concrete alle richieste contenute nella piattaforma per lo sciopero del 14 novembre».
Infine, accordo separato sul rinnovo del contratto dei circa 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare la Cisl, la Uil, la Confsal, mentre hanno ribadito il loro «no» la Cgil di Guglielmo Epifani, le RdB-Cub e la Flp-Cse, che non avevano sottoscritto nei giorni scorsi neanche il protocollo-quadro a Palazzo Chigi. L’intesa prevede un aumento medio a regime di 70 euro, che andrà ad incrementare per intero lo stipendio tabellare, e in più otto euro sul salario accessorio, che rappresenta una coda del precedente contratto. È previsto anche il recupero, entro giugno 2009, dei tagli che erano stati stabiliti nella manovra economica ai fondi unici di amministrazione (circa 200 milioni).

«Disabili discriminati» Uildm attacca l’Alitalia

Udine - La Uildm di Udine, unione per la lotta alla distrofia muscolare, prende posizione dicendosi «indignata» riguardo ai criteri annunciati da Cai (Compagnia aerea italiana nata da Alitalia) per selezionare e riassumere 12.500 dipendenti del Gruppo Alitalia e Airone.
Stando alle notizie diffuse dal Cub Trasporti, «il personale sarà scelto con criteri di assoluta discrezionalità gestionale" e, tra l'altro, non saranno riassunti "i lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di legge 104", "i genitori con figli invalidi a carico (legge 104)", "i lavoratori con familiari invalidi a carico (legge 104)"».
Il sodalizio di Udine, considerato che non sono pervenute smentite o precisazioni al riguardo, non può che esprimere la propria indignazione sugli annunciati criteri di esclusione dal lavoro delle persone disabili e dei loro familiari in palese contrasto con la legge sulla non discriminazione di categorie deboli e in totale spregio dei principi di solidarietà sociale del nostro ordinamento.
La Uildm – fa sapere in una nota – si augura inoltre che le organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l'accordo con la Cai vogliano al più presto fare chiarezza rispetto a scelte che, se confermate, si presenterebbero come una grave violazione delle norme in vigore e un pericoloso arretramento culturale. Allo stesso modo ci si augura una chiara presa di posizione da parte delle autorità di Governo e delle forze politiche.


13 novembre 2008 - La Provincia di Cremona

Ministeriali, accordo separato Il contratto firmato da Uil e Cisl

ROMA — Accordo separato sul rinnovo del contratto dei circa 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare la Cisl, la Uil, la Confsal, mentre hanno ribadito il loro no la Cgil, le RdB-Cub e la Flp-Cse, che non avevano sottoscritto nei giorni scorsi neanche il protocollo-quadro a Palazzo Chigi. L'intesa prevede un aumento medio a regime di 70 euro e in più otto euro sul salario accessorio, che rappresenta una coda del precedente contratto. È previsto anche il recupero, entro giugno 2009, dei tagli che erano stati stabiliti nella manovra economica ai fondi unici di amministrazione (circa 200 milioni). Secondo il segretario della Fps-Cisl, Giovanni Faverin, nel contratto «ci sono il recupero integrale dei soldi tagliati da Tremonti, il finanziamento contrattuale nel biennio di 78 euro e soprattutto il nuovo ruolo del sindacato, di negoziare risparmi di funzionamento dell'amministrazione per distribuirne una parte al salario dei dipendenti». Ma secondo il segretario nazionale Fp-Cgil, Alfredo Garzi, «per riavere il salario accessorio tagliato con la legge 133 del 2008 sarà, comunque necessario, reperire le risorse e uno specifico intervento legislativo». «Inoltre, «nell'accordo è confermato l'incremento del 3,2% per il biennio, a fronte di un'inflazione reale pari al doppio. Poco più di 40 euro netti non garantiranno il potere d'acquisto delle retribuzioni». Soddisfatto il ministro Brunetta secondo il quale «la firma del contratto avvia la chiusura definitiva dei contratti nazionali di lavoro per tutti i comparti pubblici».


13 novembre 2008 - Libertà

Ministeri, accordo sul contratto
Aumento di 70 euro, ma la Cgil è rimasta fuori. Soddisfatto Brunetta

ROMA - Accordo separato sul rinnovo del contratto dei circa 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare la Cisl, la Uil, la Confsal, mentre hanno ribadito il loro "no" la Cgil, le RdB-Cub e la Flp-Cse, che non avevano sottoscritto nei giorni scorsi neanche il protocollo-quadro a Palazzo Chigi.
L'intesa prevede un aumento medio a regime di 70 euro, che andrà ad incrementare per intero lo stipendio tabellare, e in più otto euro sul salario accessorio, che rappresenta una coda del precedente contratto.
È previsto anche il recupero, entro giugno 2009, dei tagli che erano stati stabiliti nella manovra economica ai fondi unici di amministrazione (circa 200 milioni); confermato anche l'impegno a recuperare le risorse dei fondi stabiliti da leggi speciali, sempre per premiare la maggior produttività (circa 500 milioni), utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento dell'amministrazione.
Secondo il segretario della Fps-Cisl, Giovanni Faverin, il contratto «conferma l'accordo già siglato a Palazzo Chigi e ci sono il recupero integrale dei soldi tagliati da Tremonti, il finanziamento contrattuale nel biennio di 78 euro e soprattutto il nuovo ruolo del sindacato, di negoziare risparmi di funzionamento dell'amministrazione per distribuirne una parte al salario dei dipendenti».
È soddisfatto anche il segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco, perchè il contratto «recepisce gran parte delle nostre rivendicazioni». «Si chiude una vertenza - ha aggiunto Bosco - che si è trascinata da quasi un anno, sono stati ottenuti, pur in presenza di una grave crisi economica, risultati importanti». Polemico il sindacalista nei confronti di chi non ha firmato: «Non siamo d'accordo con chi si oppone alle intese in modo strumentale e per finalità che poco hanno a che fare con l'attività di un sindacato autonomo e libero da condizionamenti politici ed ideologici» ha concluso Bosco.
Ovviamente diversa la valutazione della Fp-Cgil, che torna a bocciare l'intesa e sottolinea che «non si possono sommare i soldi che non erano stati erogati dal precedente contratto, pari a otto euro, con l'aumento economico che resta di 70 euro». «La verità - afferma il segretario nazionale, Alfredo Garzi - è che i lavoratori riceveranno questi arretrati con due anni di ritardo». Proprio domani si svolgerà il terzo sciopero regionale indetto dalla Cgil a sostegno della vertenza contrattuale, cui seguirà lo sciopero generale.
Soddisfatto il ministro Brunetta secondo il quale «la firma del contratto rappresenta un evento importante per i dipendenti pubblici perchè avvia la chiusura definitiva dei contratti nazionali di lavoro per tutti i comparti pubblici». E ora il titolare della Funzione Pubblica si augura «che entro dicembre si chiudano le restanti trattative relative al biennio economico 2008-2009 e che con il nuovo anno si possa lavorare proficuamente con le parti sociali per avviare nel 2010 il nuovo modello contrattuale».


13 novembre 2008 - Il Resto del Carlino

Stasera nella sede dell’associazione un film dedicato alle morti bianche
‘PER IL BENE COMUNE’

Ferrara - Stasera alle 21, nella sala riunioni dell’associazione ‘Per il bene comune’, in piazzale stazione 15, verrà presentato il libro ‘Lavorare uccide’ di Marco Rovelli dedicato alle morti sul lavoro. Con l’autore parteciperanno Ermidia Papi, Rdb nazionale; Stefano Cecchi, responsabile area lavoro di ‘Per il bene comune’; Gianni Barotti del comitato ‘Amici di Marco Galan’ e un rappresentante Rdb dei vigili del fuoco.

‘Soccorso rosso’
di Luca Orsi

Bologna - NON VOTARE il bilancio 2009, portando il Comune al commissariamento, «sarebbe come denunciare per primi e apertamente un fallimento». Mauro Zani, ex Ds, eurodeputato, gela quanti (fra cui Rifondazione) chiedono le dimissioni del sindaco, Sergio Cofferati. E chi — come Sinistra democratica — minaccia di non votare il budget 2009. L’ex leader diessino avverte: «Nei lunghi mesi che ci separano dalle elezioni molte cose potrebbero ancora succedere, e chi chiede le dimissioni immediate del sindaco rischia di aprire una pericolosa spirale il cui esito potrebbe non essere del tutto scontato». Insomma, una clamorosa fine anticipata della legislatura potrebbe comportare elevati rischi elettorali. Zani non discute il casus belli, le ordinanze di chiusura alle 22 di alcune osterie del Pratello, che hanno creato tensioni in giunta e richieste di dimissioni di Cofferati, accusato dal Prc di acuire «in modo insostenibile» le tensioni sociali in città. «Non vi è dubbio — commenta Zani — che un sindaco potrebbe astenersi dal prendere decisioni repentine che costituiranno un ulteriore fardello sulle spalle del successore». Ma un «certo grado di compostezza», avverte l’eurodeputato, «andrebbe comunque mantenuto, specie da parte di chi è stato scelto, secondo legge, dal titolare di Palazzo d’Accursio». Cioè il sindaco. VA AVANTI, intanto, la discussione sul bilancio. Oggi pomeriggio, le commissioni Bilancio dei nove Quartieri incontrano l’assessore Paola Bottoni, che darà le linee di indirizzo per una manovra che deve coprire un buco di 13,4 milioni di euro. Le sedute del consiglio comunale necessarie per arrivare all’approvazione del budget potrebbero tenersi il 24 e il 29 dicembre. Il termine fissato dalla legge è il 31 dicembre. Accusa Paolo Foschini (FI): «La Finanziaria è stata presentata in estate. Arrivare all’ultimo secondo dà l’idea di una giunta allo sbando». Al momento, l’ipotesi è un taglio del 12% ai budget di tutti i settori. Per Carlo Monaco (LtB) «togliere lo stesso a tutti è una scelta mediocre e continuista. In momenti di difficoltà il bilancio va ristrutturato». E mentre Enrico Postacchini (Ascom) invita a «tagliare le inefficienze, non i servizi», Massimo Betti (RdB) denuncia «il no del Comune all’assunzione dei 163 precari dei nidi». Primo effetto dei tagli, afferma Betti, «provocazione inaccettabile che mette a rischio l’esito della contrattazione sul bilancio». Preoccupato anche Danilo Gruppi (Cgil): «I tagli annunciati sono un ulteriore problema in un ciclo economico già preoccupante».


13 novembre 2008 - Milano Finanza MF

Ok Ue alla Magliana. Ma è ancora caos nei voli

Il piano di salvataggio per la nascita della nuova Alitalia ha incassato l'ok di Bruxelles che tuttavia, come era nelle previsioni, ha bocciato il prestito ponte da 300 milioni di euro: dovrà essere rimborsato. Mentre l'Alitalia ieri ha vissuto un'altra giornata difficile a causa della cancellazione di oltre 50 voli tra Fiumicino, Linate e Malpensa, dall'Unione europea è arrivato il via libera a Cai ad andare avanti perché la discontinuità aziendale è garantita e non sarà la nuova società a dover restituire il prestito ponte. Ma lo sciopero bianco messo in atto da piloti e assistenti di volo, che si attengono alla lettera al rispetto delle leggi e dei regolamenti per il volo, continuerà a provocare il caos negli aeroporti anche nei prossimi giorni. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha ribadito la validità del piano Cai, ammonendo gli aderenti al sindacato autonomo Cub che «la resistenza di questi settori è destinata a perdere, a crollare davanti all'unico modo possibile di dare una prospettiva alla compagnia di bandiera». E se per i confederali il primo incontro avuto con Cai sulla definizione del contratto è stato positivo, le cinque sigle del no hanno attribuito la responsabilità della situazione «assurda e tragica» di Alitalia alla Cai, nonché «al governo, che non ha mediato, e ai sindacati confederali, che hanno firmato l'intesa». Oggi Anpav, Avia, Anpac, Up ed Sdl vedranno il garante della legge sullo sciopero, Antonio Martone, sui 15 giorni di stop annunciati fino a maggio 2009.


13 novembre 2008 - La Repubblica

Caos Alitalia, Fantozzi denuncia i ribelli
"Danneggiata l´attività della compagnia". Ieri cancellati cinquanta voli
di BARBARA ARDÙ

ROMA - Non c´è pace nei cieli italiani. Lo sciopero selvaggio è finito da un pezzo, ma anche ieri sono stati una cinquantina i voli cancellati. Durissima la reazione del governo e del Commissario straordinario di Alitalia. Augusto Fantozzi, ha dato mandato ai legali di procedere contro ignoti per danneggiamenti e turbamenti dell´ordinaria attività di volo e danni agli utenti. Nel mirino i ribelli. Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, ha detto che «il progetto Cai va avanti», che verranno «inasprite le sanzioni» per gli scioperi selvaggi, mentre è pronto un progetto di revisione della legge. Anche l´Enac vuole comprendere cosa stia accadendo. Ha convocato venerdì i vertici Alitalia «per avere un quadro analitico dell´andamento operativo della compagnia», mentre il presidente Vito Riggio, in un´intervista alla Stampa, dichiara che se il caos dovesse continuare «sarà costretto a ritirare la licenza provvisoria».
Sul banco degli imputati i lavoratori, "colpevoli" di applicare il contratto alla lettera. Lo "sciopero bianco" di piloti e assistenti di volo starebbe mandando in caos l´operatività: questa l´accusa che arriva da più parti. «Non è vero, non c´è alcuno sciopero bianco in corso», ribatte piccato Fabio Berti, presidente dell´Anpac, che insieme a Up, Anpav, Avia e Sdl fa parte di quel fronte del "no" che ha chiesto con insistenza la mediazione del governo per rivedere i contratti proposti da Cai, diversi da quelli sottoscritti a Palazzo Chigi. Cinque sigle che hanno votato no allo sciopero selvaggio. Non dichiara nient´altro Berti, mentre Antonio Divietri, presidente dell´Avia va giù più duro. «Anche la compagnia mette qualcosa di suo. Ieri - ha detto - un volo in partenza con l´equipaggio a bordo è stato cancellato e non si capisce bene perché». Non solo. «In tempi normali - aggiunge - il personale faceva Superman, oggi si attiene a quanto previsto dalle norme». Perplesso anche Fabio Frati, coordinatore nazionale Cub trasporti: «Si stanno drammatizzando gli effetti della mobilitazione di lunedì». Ignorati dal governo e dalla Cai i sindacati del "fronte del no" lanciano un´accusa. «Qualcuno - scrivono in una nota - sta tentando di trasformare la questione Alitalia, da vertenza sindacale in un problema di ordine pubblico».
La condanna del mondo politico sugli scioperi selvaggi è unanime, anche se con molti distinguo. Per Antonio Di Pietro (Idv) «sembra di essere tornati ai tempi della tratta degli schiavi quando i giovani venivano scelti per lavorare, mentre gli anziani venivano buttati in mare». E per Andrea Martella, ministro delle Infrastrutture del governo ombra, il Paese «paga a caro prezzo la decisione del premier di aver sabotato l´accordo con Air France al grido di «non passa lo straniero».
Saranno i confederali a verificare se e cosa è cambiato nei contratti Cai. Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt Cgil, ha spiegato che è in corso una verifica «sull´invarianza salariale per il personale di terra e la riduzione del 7 per cento per i naviganti, mentre sui criteri d´assunzione è confermato che non ci saranno discriminazioni per lavoratrici madri, personale in malattia e tutele sociali». Venerdì i confederali incontreranno il ministero del Welfare per approfondire gli aspetti relativi alla copertura degli ammortizzatori sociali. Intanto superato lo scoglio di Bruxelles - che ha dato l´ok all´operazione Cai e lasciato ad Alitalia il pagamento del prestito ponte da 300 milioni ritenendolo aiuto di Stato, la Cai guarda ora a inserire i tasselli che mancano per completare il quadro che consentirà il decollo

Il bilancio appeso alla settimana bianca
Voto previsto il 24 o il 29 dicembre con l´incognita del sì di Sinistra Democratica Mazzanti: se un anziano resta senza assistenza lo porto in prefettura
di SILVIA BIGNAMI

Bologna - A rischio il voto sul bilancio 2009. Il 24 o il 29 dicembre, quando è fissata l´approvazione della manovra in consiglio comunale, all´appello rischiano di mancare i consiglieri in partenza per la settimana bianca. E i voti, quelli di Sinistra Democratica. Non piace a tutti la manovra pensata dal sindaco Sergio Cofferati e dalla sua giunta, che prevede il 12% di tagli a settori e quartieri, e che mette a rischio anche nidi a servizi assistenziali. Sd detta le sue condizioni: niente tagli ai servizi sociali e "verifica" sugli impegni del programma di fine mandato. Ma anche i quartieri si ribellano: «Gli accordi presi con l´assessore erano diversi. E´ assurdo tagliare i nidi, piuttosto alziamo le tariffe» attacca il presidente del San Vitale Carmelo Adagio. Tutti "ribelli" che l´europarlamentare Mauro Zani, "gela" con una battuta: «Andare alle elezioni con il commissario prefettizio equivarrebbe alla denuncia di un fallimento».
Parte insomma la maratona di approvazione della manovra di bilancio, su cui pesano sempre quei 13,4 milioni di euro di buco (dovuto ai tagli del governo) da far gravare sulla spesa corrente di Palazzo d´Accursio. Ieri mattina, in commissione, l´assessore Paola Bottoni ha chiuso il conto economico del 2008 in pareggio, ma non senza scossoni. Ad accendere la miccia è l´ex Prc Valerio Monteventi, che chiede alla giunta «un report preciso per controllare il rispetto degli impegni di spesa su tutte le voci dell´accordo di fine mandato». Insorge la consigliera Sd Milena Naldi, che attacca: «La verifica sugli accordi di fine mandato la facciamo noi, visto che noi votammo il bilancio dell´anno scorso». «La stampella del Pd traballa» ribatte Monteventi. Risultato: entro mercoledì prossimo la Bottoni spunterà insieme ai mussiani tutte le voci di spesa sugli accordi di fine mandato. Un compromesso necessario, visto che i due voti di Sd in consiglio comunale sono necessari all´approvazione della manovra 2009. Per licenziare il bilancio e scacciare lo spettro del commissariamento infatti serve una maggioranza di 24 voti. Il Pd, da solo, sarebbe sotto di uno. E Sinistra Democratica, che nel 2007 salvò la maggioranza in corner, quest´anno può di nuovo dettare le sue condizioni. «Non vogliamo tagli ai servizi sociali - detta la Naldi - vogliamo il mantenimento dell´impegno di spesa di un milione di euro sulle case Acer, e una analisi approfondita delle priorità». «Non si può applicare indifferentemente il 12% di tagli a ogni settore» conferma l´altro consigliere, Gianguido Naldi.
Ma anche quartieri e sindacati sono sul piede di guerra. «Io spenderò tutto quello che ho, e se un solo anziano resterà senza assistenza lo porterò dal Prefetto. Non taglio i servizi» dice Claudio Mazzanti del Navile. Si unisce Adagio, del San Vitale: «Con la Bottoni avevamo detto di non tagliare nella prima parte dell´anno. E in ogni caso è assurdo tenere fermo l´impegno di non alzare le tariffe per poi tagliare i nidi». Le Rdb non vogliono chiudere il bilancio «per disubbidienza» al governo Berlusconi e lanciano l´allarme sui precari dei nidi: «Salta la stabilizzazione di 163 persone». Mentre la Cgil è decisa: «Niente rialzo delle tariffe e niente tagli ai servizi sociali e al welfare. Stabiliamo delle priorità» dice Mauro Alboresi. Intanto le tappe sono fissate. Il bilancio sarà presentato in consiglio il 24 novembre, e approvato il 24 o il 29 dicembre. Protesta il Pdl, con Paolo Foschini, FI: «La Finanziaria è stata approvata in estate. Assurdo che la Bottoni non riesca a terminare la manovra prima».


13 novembre 2008 - L'Eco di Bergamo

Divisi anche sul contratto dei ministeriali

Divisi anche sul rinnovo del contratto dei circa 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare Cisl, Uil, Confsal, mentre hanno ribadito il loro «no» Cgil, RdB-Cub e Flp-Cse, che non avevano sottoscritto nei giorni scorsi neanche il protocollo-quadro a Palazzo Chigi. L'intesa prevede un aumento medio a regime di 70 euro, che andrà ad incrementare per intero lo stipendio tabellare, e in più otto euro sul salario accessorio, una coda del precedente contratto. Confermato anche l'impegno a recuperare le risorse dei fondi stabiliti da leggi speciali, per premiare la maggior produttività (circa 500 milioni), utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento dell'amministrazione.
Soddisfatte Cisl e Uil soprattutto per «il nuovo ruolo del sindacato, di negoziare risparmi di funzionamento dell'amministrazione per distribuirne una parte al salario dei dipendenti». Ovviamente diversa la valutazione della Fp-Cgil: «Non si possono sommare i soldi che non erano stati erogati dal precedente contratto, pari a otto euro, con l'aumento economico che resta di 70 euro». Proprio dopodomani si svolgerà il terzo sciopero regionale indetto dalla Cgil. Soddisfatto il ministro Brunetta: «La firma rappresenta un evento importante per i dipendenti pubblici perché avvia la chiusura definitiva dei contratti nazionali di lavoro per tutti i comparti pubblici».

«Una rete di aiuto concreto agli stranieri»
Così don Mario Marossi ha presentato il «Coordinamento 1000 popoli un mondo» Un pool di diverse associazioni che va dalla Missione Santa Rosa da Lima alla Cgil
di Giulia Gritti

Bergamo - «Il "Coordinamento 1000 popoli un mondo" è costituito da anime molto diverse tra loro che collaborano senza sottostare a bandiere politiche, bensì unite dall'intento comune di costituire una rete trasversale di sostegno e aiuto concreto agli immigrati. Unendo le nostre conoscenze ed esperienze noi associazioni possiamo rafforzarci e promuovere un'azione che coinvolga un numero sempre maggiore di persone», ha dichiarato don Mario Marossi, della Missione Santa Rosa da Lima, durante la conferenza stampa per presentare il nuovo Coordinamento che si è tenuta proprio nel Centro San Lazzaro di Bergamo gestito da don Mario.
Le associazioni che compongono il «Coordinamento 1000 popoli un mondo» sono, oltre alla Missione Santa Rosa da Lima, Il Porto, il Centro delle Culture di Bergamo, Mondo senza guerre, Associazione Madre Tierra, Coordinamento immigrati Bergamo, Tavola della Pace, Ufficio Diritti-Cgil e Fiom-Cgil, Associazione boliviani, Cub, Associazione Yoruba, Partito della Rifondazione comunista e Socialismo rivoluzionario. Il Coordinamento si presenta quindi come un soggetto unitario ma molto eterogeneo al suo interno e che ha come collante l'obiettivo comune di opporsi alla discriminazione razziale e al contempo di diffondere una cultura dell'integrazione. Giuseppe Errico dell'Ufficio Diritti Cgil durante la conferenza stampa ha spiegato: «L'esperienza del "Coordinamento 1000 popoli un mondo" è nata nel giugno 2008, poco dopo la pubblicazione del cd Decreto sicurezza, per l'esigenza comune di molti attori sociali di capire la situazione giuridica, di sensibilizzare e di confrontarsi. Un primo ciclo di incontri del Coordinamento è stato destinato al processo di conoscenza reciproca e di analisi degli obiettivi in comune, attività che ha dato origine, nel luglio 2008, a un incontro di formazione sul pacchetto sicurezza avvenuto alla Cgil di Bergamo».
Ilenia Zanoletti del Centro delle Culture, ha dichiarato: «Durante l'incontro di luglio l'avvocato Guido Bertinetti ha illustrato le norme del nuovo decreto legge sull'immigrazione. L'iniziativa è stata tanto utile quanto efficace e, ciò che più importa, ha riscontrato l'interesse e la partecipazione dei diretti interessati: gli immigrati. Riteniamo che il silenzio in merito a certe tematiche sia molto pericoloso e quindi abbiamo deciso di dedicare degli eventi alle parole: parole ragionate, parole che mettono a nudo una realtà di cui siamo tutti, volenti o nolenti, un po' artefici, ma in cui possiamo diventare attori positivi. Per questa ragione abbiamo organizzato anche l'evento Vite globali paure locali (con don Andrea Gallo e l'avvocato Ballerini, vedi articolo sotto, ndr) e continueremo a organizzare incontri sulla situazione legislativa e dibattiti sull'evoluzione della situazione sociale».
Non è la prima volta che a Bergamo nascono dei gruppi di associazioni che si uniscono con l'intento di perseguire una determinata causa sociale o politica ma la difficoltà principale che spesso incontrano è la complessità del sistema decisionale che si viene a creare al loro interno e che può arrivare a paralizzarne le attività. Riguardo a questa problematica Sandro Santus de Il Porto ha dichiarato: «Lavorare assieme significa dover mettere in discussione le modalità e i tempi operativi delle singole associazioni per favorire la condivisione dei contenuti e le decisioni comuni. Questo può costituire un ulteriore impegno ma ne vale la pena perché possiamo raggiungere risultati più significativi assieme piuttosto che divisi. In particolare cercheremo di coinvolgere il più possibile nel Coordinamento gli immigrati e le loro associazioni. Solo così possiamo conoscere i loro reali bisogni e le loro difficoltà e aiutarli concretamente».
Errico infine, in merito all'evoluzione del Coordinamento nel prossimo futuro, ha spiegato: «Miriamo a coinvolgere il più alto numero possibile di realtà presenti sul territorio perché il Coordinamento arrivi a costituire una struttura davvero utile e stabile. Lo faremo unendo le forze dei sostenitori e i contatti delle singole associazioni, raccogliendo un numero sempre maggiore di adesioni nel corso degli incontri informativi e aprendo le porte a tutte le associazioni presenti sul territorio bergamasco che vorranno partecipare».


12 novembre 2008 - Apcom

Ricerca/ Usi-RdB conferma sciopero del 5 dicembre
Ieri incontro con Gelmini dagli "esiti insoddisfacenti"

Roma, 12 nov. (Apcom) - L'Usi-RdB Ricerca conferma lo sciopero del settore indetto per il prossimo 5 dicembre. Ieri il sindacato ha incontrato con RdB/CUB P.I. Università il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, ma la riunione ha avuto "esiti insoddisfacenti" e sono state ritenute "insufficienti le proposte ricevute in sede di conciliazione, che riguardano solo le stabilizzazione già previste dalle due scorse leggi finanziarie e non il fenomeno precariato nella sua globalità". "Il ministro - spiega una nota del sindacato - ha aperto l`incontro con l`invito ad un confronto costruttivo, che la delegazione ha accolto evidenziando tuttavia che la legge 133 rappresenta un macigno sulla strada del dialogo: in merito al decreto legge 180 recentemente emanato dal governo, RdB ha sottolineato che appaiono assolutamente insufficienti le timide aperture del governo in materia di Università. In particolare viene ritenuto inaccettabile il meccanismo della 'premialità' degli atenei virtuosi, che rischia di penalizzare studenti e lavoratori e non i veri responsabili della cattiva conduzione degli Atenei, aprendo così la strada alla trasformazione delle università pubbliche in fondazioni". "Il confronto è proseguito sulla soluzione di situazioni patologiche presenti sia negli Enti di Ricerca che negli Atenei, prima tra tutte la questione precariato, per la quale ci sono circa 15.000 i precari di cui due terzi con contratti atipici che mascherano lavoro subordinato. La delegazione ha inoltre chiesto di avviare urgentemente la chiusura del Contratto del comparto Ricerca biennio 2006/2007, scaduto da 35 mesi. USI/RdB e RdB hanno inoltre sottolineato - conclude la nota - la necessità di riforme che consentano un vero rilancio della Ricerca e dell`Università pubblica". Lo sciopero verrà preceduto da un presidio dei lavoratori della Ricerca, che si svolgerà giovedì 13 ottobre alle ore 16 davanti al Ministero della Funzione Pubblica, in occasione della riunione fra presidenti degli Enti e il ministro Brunetta.


12 novembre 2008 - Asca

UNIVERSITA': RDB, DOPO INCONTRO GELMINI
CONFERMATO SCIOPERO 5 DICEMBRE

(ASCA) - Roma, 12 nov - Si e' concluso nella serata di ieri l'incontro fra Usi-Rdb Ricerca, Rdb/Cub P.I. Universita' (Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego - Confederazione Unitaria di Base) e il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini sui problemi dell'Universita' e della Ricerca. Il ministro, spiega in una nota il sindacato, ha aperto l'incontro con l'invito ad un confronto costruttivo, che la delegazione ha accolto evidenziando tuttavia che la legge 133 rappresenta un macigno sulla strada del dialogo. In merito al decreto legge 180 recentemente emanato dal governo, Rdb ha sottolineato che ''appaiono assolutamente insufficienti le timide aperture del governo in materia di Universita'. In particolare viene ritenuto inaccettabile il meccanismo della 'premialita'' degli Atenei virtuosi, che rischia di penalizzare studenti e lavoratori e non i veri responsabili della cattiva conduzione degli Atenei, aprendo cosi' la strada alla trasformazione delle universita' pubbliche in fondazioni''. Il confronto e' proseguito sulla soluzione di situazioni patologiche presenti sia negli Enti di Ricerca che negli Atenei; prima tra tutte la questione precariato, vera emergenza negli Enti di Ricerca, dove sono circa 15.000 i precari di cui due terzi con contratti atipici che mascherano lavoro subordinato. La delegazione ha inoltre chiesto di avviare urgentemente la chiusura del Contratto del comparto Ricerca biennio 2006/2007, scaduto da 35 mesi. Usi/RdB e RdB hanno inoltre sottolineato la necessita' di riforme che consentano un vero rilancio della Ricerca e dell'Universita' pubblica. ''A fronte degli esiti insoddisfacenti dell'incontro - sottolinea la nota - e ritenendo insufficienti le proposte ricevute in sede di conciliazione, che riguardano solo le stabilizzazione gia' previste dalle due scorse leggi finanziarie e non il fenomeno precariato nella sua globalita', USI/RdB Ricerca conferma lo sciopero indetto per il 5 dicembre. Lo sciopero verra' preceduto da un presidio dei lavoratori della Ricerca, che si svolgera' giovedi' 13 ottobre alle ore 16.00 davanti al Ministero della Funzione Pubblica, in occasione della riunione fra Presidenti degli Enti e il Ministro Brunetta''.


12 novembre 2008 - Ansa

MINISTERI:RDB-CUB ABBANDONA TAVOLO; CONFSAL, POSSIBILE INTESA

(ANSA) - ROMA, 12 NOV - La Federazione delle rappresentanze di base del pubblico impiego Rdb-Cub ha deciso di abbandonare il tavolo sul quale si discute il rinnovo del contratto dei ministeriali. L'iniziativa è stata assunta per protestare contro la proposta dell'Aran che prevede un aumento di 70 euro a regime. «Stiamo ragionando su iniziative di lotta che interessino tutto il pubblico impiego», ha detto lasciando la riunione uno dei rappresentanti delle Rdb, Giuliano Greggi. Possibilista, invece, rispetto ad un'intesa è la Confsal. «La trattativa è su un binario - ha rilevato il vice segretario della confederazione Renato Plaja - se le proposte di modifica che abbiamo avanzato insieme a Cisl e Uil saranno accolte si potrà arrivare alla definizione della trattativa nel corso della serata».

GIUSTIZIA: SINDACATO, PROSEGUE PROTESTA LAVORATORI UMBRIA

(ANSA) - PERUGIA, 12 NOV - Continua in Umbria la protesta dei lavoratori degli uffici giudiziari dell'Umbria che dal 10 novembre hanno deciso di attenersi strettamente alle mansioni ed ai compiti previsti dal contratto di lavoro, dalle leggi e dai regolamenti. Lo si legge in una nota del sindacato Rdb-Cub. Tema centrale della protesta è la mancata riqualificazione del personale del dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, definito discriminato rispetto a tutti i lavoratori pubblici e nell'ambito dello stesso ministero. Una protesta che - ha riferito il sindacato - ha trovato la solidarietà della sezione distrettuale dell'Umbria dell'Associazione nazionale magistrati. La decisione di attuare la protesta è stata «assunta, unanimemente dai lavoratori giudiziari dell'Umbria, non a cuor leggero». «Siamo infatti consapevoli - sostiene la Rdb-Cub - che ci saranno utenti che soffriranno di questo comportamento, poichè siamo a nostra volta cittadini e utenti di pubblici servizi, ma il non dare risposta a questa insostenibile situazione significa aggravare la funzionalit… del servizio e avallare il disegno di progressivo smantellamento della giustizia».

MINISTERI: ACCORDO VICINO SENZA FIRMA CGIL

(ANSA) - ROMA, 12 NOV - Contratto in dirittura d'arrivo per i quasi 190 mila dipendenti dei ministeri, che farà da apripista a tutti gli altri comparti del pubblico impiego. È cominciato nel pomeriggio all'Aran il negoziato ad oltranza che potrebbe portare ad un accordo anche in serata. L'eventuale intesa dovrebbe essere sottoscritta da Cisl, Uil e Confsal, ma non dalla Cgil e dalle Rdb che non hanno neanche firmato il protocollo quadro raggiunto nei giorni scorsi a palazzo Chigi. Contraria anche la Fls-Cse. L'aumento economico previsto è di 70 euro lorde a regime per il biennio 2008-2009 (60 euro sul tabellare e 10 sul salario accessorio per la produttività). A tale cifra si aggiunge un aumento di 8 euro che rappresenta una 'codà del precedente contratto. È previsto anche il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi unici di amministrazione. Si riconferma l'impegno a recuperare anche le risorse dei fondi unici di amministrazione di leggi speciali sempre per premiare la produttività e utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento dell'amministrazione. Il presidente dell'Aran, Massimo Massella Ducci Teri, ha confermato che si sta «lavorando alacremente» ed ha auspicato «di poter giungere ad una intesa prima possibile». Per il segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco, ci potrebbero essere le condizioni «per arrivare ad una intesa purchè non ci siano modifiche sostanziali alla parte normativa su ruolo e materie di competenza della contrattazione integrativa. Chiediamo inoltre - ha aggiunto - che l'accordo a Palazzo Chigi faccia parte integrante del contratto e in particolare la garanzia che le somme tagliate dalla manovra economica (circa 700 milioni) sui fondi della produttività siano integralmente restituite alle amministrazioni». La Fp-Cgil con il segretario nazionale Alfredo Garzi ribadisce la valutazione negativa alla proposta dell'Aran perchè «riprende il protocollo di Palazzo Chigi del 30 ottobre: l'incremento resta fermo al 3,2% distanti, quindi, dall'inflazione reale, e non c'è certezza sul recupero del salario accessorio tanto che nel testo si rimanda a successive leggi». Garzi sottolinea anche il fatto che nella proposta «è prevista l'indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2010-2011 e ciò manifesta l'intenzione di non fare il prossimo contratto a scadenza naturale. Ma anche sulla parte normativa non c'è alcuna proposta coraggiosa. Non c'è - ha insistito - nessuna novità annunciata pomposamente dal ministro Brunetta perchè si riconferma di fatto quanto unitariamente previsto nel contratto precedente nè ci sono i possibili miglioramenti del memorandum Prodi». Giudizio negativo anche dal segretario generale della Flp-Csl, Marco Carlomagno, perchè «non è previsto il recupero dei tagli sul salario accessorio e si cancella la contrattazione sull'assegnazione dei fondi negli uffici».

MINISTERI:INTESA;AUMENTO 70 EURO,8 ARRETRATI; NO CGIL

(ANSA) - ROMA, 12 NOV - Raggiunto l'accordo per il rinnovo del contratto dei quasi 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare Cisl, Uil, Confsal, ma non la Cgil, le Rdb e la Flp-Cse. L'accordo prevede un aumento di 70 euro per intero sullo stipendio tabellare più 8 euro che rappresentano una 'codà del precedente contratto.

ALITALIA: CANCELLAZIONI; BERTI (ANPAC), NESSUNO SCIOPERO BIANCO
DIVIETRI (AVIA) MA COMPAGNIA CI METTE QUALCOSA DI SUO

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 12 NOV - «Nessuno sciopero bianco, il nostro non è sciopero bianco. Per il resto, oggi non intendo fare dichiarazioni». È la replica secca e infastidita del presidente dell'Anpac, Fabio Berti, interpellato all'aeroporto di Fiumicino davanti al centro equipaggi a proposito delle code delle cancellazioni e ritardi dei voli Alitalia ancora a due giorni dall'assemblea di lunedì. Più articolata, invece, la risposta di Antonio Divietri, presidente dell'Avia. «Queste sono, purtroppo, le code dell'evento dell'altro ieri, perchè quello del trasporto aereo è un sistema molto fragile e complesso - spiega - quindi basta innescare un ritardo che poi riverbera sull'operativo per due o tre giorni. Ma anche la compagnia mette qualcosa di suo: ho appena avuto notizie di un volo in partenza ieri per Istanbul con l'equipaggio a bordo pronto a partire che è stato cancellato e non si capisce bene perchè». Si parla da giorni di sciopero bianco dei piloti. «Se vogliamo essere leali, sappiamo che i turni e i transiti sono stressatissimi - replica il Presidente di Avia - Vuol dire in parole povere che i tempi che intercorrono tra un volo e l'altro in queste condizioni sono oggettivamente insufficienti. In tempi normali il personale faceva 'superman', correva in una maniera straordinaria per mettere le pezze a un sistema che ha mille falle. Oggi si sta semplicemente attenendo a quanto è previsto dalle norme». Da parte sua il coordinatore nazionale del Cub Trasporti, Fabio Frati esprime «perplessità per le prolungate difficoltà operative di Alitalia» e parla di «drammatizzazione degli effetti della mobilitazione di lunedì».


12 novembre 2008 - Dire

COMUNE BOLOGNA. RDB: SALTA STABILIZZAZIONE DI 163 PERSONE
BETTI: TAGLI INIZIANO DA EDUCATRICI NIDI E OPERATORI SCOLASTICI

(DIRE) Bologna, 12 nov. - Il Comune di Bologna "ha detto 'no' a tutte le richieste di assunzione, anche a part-time del personale precario dei nidi: 112 educatrici vincitrici di concorso e 51 collaboratori scolastici specializzati". L'allarme lo lancia Massimo Betti, responsabile delle Rdb, al termine di un incontro in Prefettura a cui a preso parte l'assessore comunale all'Istruzione Milly Virgilio. Visto lo stop, Betti annuncia che ora e' a rischio la trattativa sulla manovra economica di Palazzo D'Accursio per il 2009: "Dalla giunta comunale arriva una provocazione inaccettabile che mette a rischio l'esito della contrattazione sul bilancio". Il sindacato di base riversa sul Comune le stesse accuse lanciate contro la Provincia per la mancata stabilizzazione dei precari: "I costi della crisi economica non possono essere scaricati sui lavoratori e tantomeno su quelli precari" e invece "a causa di questa decisione e della finanziaria cosi' come annunciata dal governo, questi lavoratori, dall'1 luglio saranno licenziati". Secondo Betti, "dietro la rigidita' dell'amministrazione comunale c'e' la volonta' politica di procedere nei tagli ai servizi annunciati ieri, partendo dal licenziamento dei propri dipendenti precari che fra l'altro, sono estremamente qualificati e da anni contribuiscono a tenere in piedi i servizi di questa citta'". Contro queste scelte le Rdb hanno indetto uno sciopero per il 5 dicembre. "Il confronto sul bilancio che per noi significa anche politiche a sostegno del lavoro e di contrasto alla precarieta', non poteva cominciare peggio di cosi'", commenta intanto Betti.

COMUNE BOLOGNA. VIRGILIO: RDB RICUSANO ACCORDO DEL 2007
L'ASSESSORE: ABBIAMO STABILIZZATO TUTTI QUELLI CHE POTEVAMO

(DIRE) Bologna, 12 nov. - "Le Rdb stanno ricusando un accordo che loro stessi hanno sottoscritto". Cosi', Milly Virgilio, assessore alla Scuola del Comune di Bologna, risponde alle accuse delle Rdb in merito alla non assunzione del personale precario dei nidi: 112 educatrici vincitrici di concorso e 51 collaboratori scolastici specializzati. "Abbiamo stabilizzato tutti quelli che potevamo, 62 persone, secondo i posti disponibili, gli altri rimarranno nelle liste e saranno possibili candidati per le supplenze", spiega l'assessore. Inoltre, l'operazione e' stata portata a termine "in conformita' di un accordo sulle stabilizzazioni del luglio 2007, redatto dall'Ufficio del personale secondo il principio di fare tutte le assunzioni possibili". L'accordo in questione, aggiunge infine Virgilio, "e' stato sottoscritto da tutte le rappresentanze sindacali, Rdb comprese".

PROVINCIA BOLOGNA. ROTTURA IN PREFETTURA, RDB: E' SCIOPERO
IL 5 DICEMBRE; IL SINDACATO DI BASE: NON PAGHEREMO VOSTRI ERRORI

(DIRE) Bologna, 12 nov. - La rottura di ieri tra sindacati e Provincia di Bologna viene certificata oggi in Prefettura e apre la strada ad uno sciopero, indetto dalle Rdb, per il prossimo 5 dicembre. Oggi infatti si e' tenuto in Prefettura un tentativo di conciliazione per evitare la giornata di lotta indetta dal sindacato di base su mandato dell'assemblea dei lavoratori del 2 ottobre "per trovare una soluzione alla disastrosa situazione che si e' venuta a creare a seguito del mancato rispetto del patto di stabilita'". Ma oggi, "e' emersa la volonta' dell'amministrazione di voler far pagare direttamente ai lavoratori, sia in termini di salario che di occupazione", il costo del problema economico che grava sulle casse di Palazzo Malvezzi. Per questo viene confermato lo sciopero. In una nota, Antonio Dalmasso e Sergio Simoni (entrambi delle Rappresentanze sindacali di base) accusano la Provincia di voler "scaricare sui piu' deboli il costo di scelte avventante". Anche per le Rdb, infatti, sono "inaccettabili" il blocco delle progressioni verticali fino al 2011, la mancata attuazione dell'accordo di maggio per prevedeva l'assunzione di tutti i lavoratori precari e "la certezza della decurtazione del 50% del salario di produttivita' per il 2008 e 2009". La Provincia di Bologna, aggiungono Dalmasso e Simoni, "si ostina a voler affrontare una situazione oggettivamente straordinaria con gli strumenti normali di confronto sindacale, invece di assumersi la responsabilita' politica che ricade interamente su questa Giunta". Di qui la risposta presa a presto dagli slogan degli anti-Gelmini: "Non pagheremo i vostri errori".

PROVINCIA BOLOGNA. ROTTURA, SINDACATI: PRECARI SULLA STRADA
CGIL: NIENTE INTESA SU ASSUNZIONI PER TUTTI; MARTEDI' ASSEMBLEA

(DIRE) Bologna, 12 nov. - E' ufficialmente rottura tra sindacati e Provincia di Bologna sulla stabilizzazione dei precari. Decisione presa ieri sera, dopo l'ultimo incontro con la presidente Beatrice Draghetti. Tutte le sigle e le Rsu (Cgil, Cisl, Uil e Rdb) hanno ritenuto non raggiungibile un accordo con l'amministrazione provinciale. "Rotta la trattativa con la presidente Draghetti", fa sapere Marco Pasquini della Cgil. Contrariamente all'annunciato principio di stabilizzazione, "con la proposta dell'amministrazione- spiega Pasquini- rimarrebbe sulla strada un numero consistente di persone". Palazzo Malvezzi ha proposto la stabilizzazione di 48 precari, in tre anni, sui 63 previsti "anche nell'ultimo piano approvato con delibera di Giunta solo lo scorso maggio". Un tentativo di ritocco in extremis non ha salvato la situazione: Palazzo Malvezzi si e' detto disponibile ad inserire in verbale sei stabilizzazioni in piu' per il 2011. "Ma un verbale non e' un accordo", commenta Pasquini. Dal canto loro i sindacati, spiega l'esponente della Cgil, hanno proposto un loro piano "senza toccare i quattro milioni di tagli alle spese per il personale assunti dalla Giunta". Pero' "non c'e' stata intesa sull'assunzione di tutti" e la Provincia non ha comunque chiarito i criteri di assunzione in base ai quali procedere alla stabilizzazione parziale. Consumata la rottura, i sindacati hanno convocato un'assemblea di tutti i lavoratori di Palazzo Malvezzi, naturalmente precari compresi, per spiegarne le motivazioni. L'assemblea si terra' il prossimo martedi' pomeriggio, in contemporanea con il Consiglio provinciale a cui prendera' parte, anticipa Pasquini, "una cospicua delegazione di lavoratori".


12 novembre 2008 - Reuters

Ministeri: raggiunto accordo rinnovo contratto, Cgil non firma

MILANO (Reuters) - Cisl, Uil e Confsal hanno raggiunto in serata l'accordo per il rinnovo del contratto dei lavoratori dei ministeri relativo al biennio economico 2008-2009. Lo ha detto a Reuters Giovanni Faverin, segretario Fp Cisl nazionale che ha preso parte alla trattativa. L'accordo è stato firmato da Cisl, Uil e Confsal ma non da Cgil, Rdb e Flp-Cse. "L'accordo raggiunto questa sera è positivo e lo è anche l'aumento raggiunto di 70 euro ai quali si aggiungono altri 8 euro che sono il recupero di una 'coda' contrattuale precedente", ha commentato Faverin. "L'accordo è positivo perché recupera anche nel contratto i soldi sulla produttività che (il ministro dell'Economia Giulio) Tremonti aveva tagliato a luglio con la manovra triennale", ha aggiunto Faverin. Per Faverin, "per la prima volta in un contratto di settore la controparte accetta che i risparmi del funzionamento della macchina della amministrazioni interessate possano essere utilizzati per finanziare la contrattazione integrativa". "Questo dà al sindacato la possibilità di rinegoziare servizi ai cittadini e alle imprese e sui risparmi che nel pubblico diventano dividendi premiare i lavoratori", ha detto il sindacalista.


12 novembre 2008 - Agi

SCUOLA: TRIBUNALE CONFERMA LICENZIAMENTO PER SCARSO RENDIMENTO

(AGI) -Bari, 12 nov. -Non sara' riammesso in servizio l'ex Direttore dei Servizi Generali Amministrativi dell'Istituto Magistrale "Don Lorenzo Milani" di Acquaviva delle Fonti, licenziato, per scarso rendimento, poco meno di un anno fa, dalla Direzione Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia. Lo ha stabilito il Tribunale di Bari, Sezione del Lavoro, con sentenza depositata il 16 ottobre scorso, che ha accolto il reclamo presentato dalla Direzione Generale contro la sentenza del giudice del lavoro che, ad aprile scorso, in sede cautelare, aveva sospeso l'efficacia del decreto di licenziamento ed aveva ordinato di riammettere il ricorrente in servizio. Un caso - come si legge in una nota della Direzione Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia- che ha fatto discutere e che si trascina ormai da oltre un anno, a colpi di carte bollate e avvocati: da una parte l'Avvocatura dello Stato, in difesa dell'Amministrazione scolastica regionale, dall'altra il DSGA, sostenuto dal sindacato FIS-CAB che, assieme alla CISAL, INTESA, con l'adesione della UNAMS, IUNISCUOLA, RdB-CUB Scuola e SAB, hanno proclamato, il 24 maggio scorso, uno sciopero regionale del personale della scuola contro il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale pugliese. Il Collegio giudicante ha invece ritenuto la motivazione del provvedimento di licenziamento, logica, corretta ed esaustiva, avendo l'Amministrazione gia' piu' volte diffidato l'ex Direttore dei Servizi Generali Amministrativi dell'Istituto Magistrale di Acquaviva delle Fonti, a regolarizzare la gestione finanziaria e patrimoniale dell'Istituto, la cui situazione di irregolarita' era risalente nel tempo e perdurava, producendo da un lato la paralisi di funzionamento della scuola e dall'altro l'impossibilita' per l'organo di controllo di effettuare le dovute verifiche. Il Direttore Regionale, Lucrezia Stellacci, commenta con soddisfazione la sentenza nella quale riconosce l'affermazione dei valori della responsabilita' e della giustizia.


12 novembre 2008 - La Nuova Ferrara

Domani alla presentazione di «Lavorare Uccide»
Gli amici di Marco Galan fanno sentire la loro voce

Ferrara - Sarà il comitato "Amici di Marco Galan" a far sentire la sua voce domani sera (ore 21) nella sala riunioni dell’associazione "Per il Bene Comune" (piazzale stazione 15), in occasione della presentazione del libro di Marco Rovelli "Lavorare uccide". All’iniziativa, oltre all’autore, parteciperanno Emidia Papi (Rdb nazionale), Stefano Cecchi (responsabile Area Lavoro di "Per Il Bene Comune), un rappresentante Rdb del vigili del fuoco di Ferrara e, appunto, Gianni Barotti del Comitato Amici di Marco Galan. Un Comitato, ricordano gli organizzatori della serata «nato per volontà di parenti, amici, colleghi e simpatizzanti di Marco, un giovane vigile del fuoco del Comando di Ferrara, con notevole esperienza e in possesso di numerose specializzazioni (tre anni fa ha anche partecipato alla spedizione italiana in Antartide). Il 26 luglio 2006 Marco stava effettuando, regolarmente comandato, il controllo dei cavi di trazione di una campagnola dei vigili all’interno del cortile della caserma quando, all’improvviso, il furgone di un corriere è entrato a velocità sostenuta e, non accorgendosi del cavo in trazione, ha provocato l’investimento del vigile. I danni riportati da Marco sono stati gravissimi: rianimato due volte nelle 24 ore successive, ricoverato per oltre due mesi in Rianimazione, è tuttora in stato vegetativo». "Lavorare uccide", attraverso storie, testimonianze e dati, è un’inchiesta appassionata e atipica che si addentra nelle logiche più feroci della produzione e del profitto, nel perverso labirinto dei subappalti e delle norme di sicurezza ignorate. «Durante la serata - spiega Monia Benini, presidente di "Per Il Bene Comune" - tutti gli interventi saranno trasmessi in diretta via internet sul canale www.mogulus.com/perilbene comune, e i cittadini presenti in sala o collegati avranno la possibilità di intervenire o porre domande su un argomento che riteniamo di assoluta priorità: le "morti bianche", rispetto alle quali si sprecano fiumi di parole di solidarietà, senza tuttavia intervenire alla radice del problema, ossia senza realmente prendere provvedimenti in materia di controlli sul posto di lavoro»


12 novembre 2008 - La Repubblica

Sono 300, fuori dal sindacato e difficilmente identificabili, i protagonisti della lotta
Gli irriducibili non si arrendono "Riappariremo come Zorro"
di BARBARA ARDÙ

ROMA - S´è preso la scena per un giorno. Ha delegittimato i sindacati e indetto uno sciopero selvaggio. Quindi è tornato nell´ombra. Sembra essersi dissolto nel nulla il Comitato di sciopero e di lotta dei lavoratori Alitalia. Almeno per ora. «Ma riapparirà, come Zorro», dice sottovoce una hostess, rigorosamente anonima, che lunedì se ne stava seduta davanti al varco imbarchi per bloccare l´accesso agli equipaggi. Ma sarà duro identificare i ribelli. Non c´è un leader né una mente pensante. Non è un sindacato, è un comitato spontaneo fatto di singoli lavoratori, personale di terra e viaggiante, precari. Esasperati. Perché quella di lunedì doveva essere una giornata di lotta. E non lo è stata. «I sindacati non hanno dato risposte - accusa Mario - e la decisione dello sciopero è nata spontaneamente, sull´onda dell´esasperazione e della stanchezza. Tant´è che al briefing center, dopo che il sit-in s´è sciolto, e bisognava decidere le modalità non c´era nessuno a dare indicazioni».
Identificarli non sarà facile. Ma possibile sì. Ci sono filmati e foto. Fino a lunedì però il sit-in è andato avanti senza problemi. «Identificarli? Ma se li conosciamo tutti», dichiarava un poliziotto della Polaria. C´era anche il Comandante dello scalo a osservare, ma l´idea di chiedere i documenti non gli è passato per la testa. C´è stato solo un fermo in serata, quello di Fabio Frati, coordinatore nazionale Cub trasporti. Lui ha votato per lo sciopero, ma stenta a pensare che sia riuscito. «La precettazione è arrivata quasi subito - dichiara - non so quanti abbiano aderito anche perché i lavoratori, anche quelli che hanno votato per il sì, sono stati abbandonati a se stessi. Rimane il dato politico. La base ha votato contro i suoi rappresentanti». Enac, Procura e il ministro dei Trasporti quei nomi però li vogliono. Li attende anche il Garante degli scioperi nei servizi pubblici Antonio Martone. «Ma se la polizia cerca un leader - dichiara Frati - non lo troverà. Ci sono solo singoli lavoratori».
Che ora un po´ di paura ce l´hanno. «Certo non sono tranquilli- aggiunge Frati - c´è una sanzione e il rilievo penale». E anche chi ieri ha votato no allo sciopero spera che le identificazioni non si facciano. «C´è stato un sit-in, un atto nel pieno della legalità. Sarebbe una forzatura», dice Daniele. Certo il blocco al varco imbarchi c´è stato. «Ma anche questa è una forzatura - spiega Mario - ci sono sei varchi a Fiumicino». E alcuni naviganti, arrivati con la valigia pronti a partire, non se la sono sentita di "forzare il blocco". Che poi lo sciopero sia "riuscito" sono in molti a metterlo in dubbio. «Non ha aderito nessuno - afferma Francesco - votata la mozione gli stessi che avevano preso il megafono hanno dato indicazione di continuare a lavorare». La verità è che il caos di ieri è la conseguenza dell´assemblea di lunedì e del fatto che tutti i lavoratori si attengono strettamente al contratto: niente straordinari, procedure eseguite alla lettera. L´Enac sta verificando chi s´è astenuto ieri dal lavoro, ma non ha ancora dati. Antonio Martone aspetta i nomi. «Ma credo - dichiara in serata - che siano pochi quelli che ieri hanno incrociato le braccia».

In giunta l´assessore Bottoni presenta il bilancio deciso col sindaco. Nemmeno un cenno alla chiusura dei cinque pub
A Cofferati il primo round
Tagli del 12% in ogni settore. Gli assessori tacciono sul Pratello

Bologna - Passa la linea Cofferati sul bilancio. Tagli del 12% a tutti i settori, «anche se con modulazioni diverse», e rialzo della Tarsu (la tassa sui rifiuti). Lo annuncia il sindaco dopo la giunta di ieri. Bocciata la linea delle Rdb, che chiedevano un «bilancio di disubbidienza». Protesta Sd: «Non ci convince». Passa in secondo piano il caso-Pratello. Ieri gli assessori "ribelli" non hanno contestato il primo cittadino sull´ordinanza coprifuoco contro cinque locali della zona. «Non ne abbiamo parlato» conferma anche la vicesindaco Adriana Scaramuzzino.

Bilancio, tagli del 12 per cento
Ma in giunta gli assessori tacciono sull´ordinanza Pratello Non verranno toccate le tariffe né l´Irpef, subirà un ritocco all´insù la tassa sui rifiuti
di SILVIA BIGNAMI

Bologna - Nella riunione di giunta sul Pratello si parla solo di bilancio. Gli assessori che volevano un chiarimento sull´ordinanza coprifuoco di Sergio Cofferati contro locali della "via della notte", non l´hanno chiesto. Dopo il botta e risposta sui giornali, nessuno ha alzato la mano per affrontare il primo cittadino faccia a faccia. Nemmeno la sua vice, Adriana Scaramuzzino, che aveva contestato il pugno duro del Cinese tanto da essere invitata a dimettersi. Il giorno dopo, tutti zitti. All´ordine del giorno c´è il buco da 13,4 milioni di euro che imporrà tagli del 12% a tutti i settori. Servizi sociali compresi. E un aumento della Tarsu. Il match-Pratello è solo rimandato, forse a domani, quando si aprirà la commissione con i commercianti. Ma il primo round se lo aggiudica il sindaco, e senza nemmeno bisogno di indossare i guantoni. Ubi maior minor cessat, come si dice. In questo caso il bilancio ha la meglio sull´affaire-Pratello, l´ordinanza di Cofferati che ha imposto la chiusura anticipata alle 22 di cinque pub per un anno. Si è parlato solo di conti durante le tre ore di giunta di ieri pomeriggio. E anche in questo campo ha vinto la linea del sindaco. Quella cioè di una "finanziaria" di tagli immediati, coerenti con le indicazioni del governo. Non il bilancio "disobbediente" e di "lotta" chiesto dai quartieri e invocato ieri anche dalle Rdb, che avrebbero voluto addirittura «non chiudere la manovra come atto di protesta contro il governo». «L´impianto generale è confermato - ha detto Cofferati ieri uscendo dal suo ufficio - l´ordine di grandezza dei tagli sarà del 12% per tutti i settori e i quartieri». Anche se, aggiunge, «l´entità del ridimensionamento avrà una modulazione diversa, perché non tutti i tagli sono uguali».
In sintesi, non verranno toccate le tariffe né l´Irpef, mentre subirà un ritocco all´insù la Tarsu, tassa sui rifiuti. Tagli, tagli, tagli anche sui servizi sociali. L´assessore alla scuola Milli Virgilio fa la conta dei danni e calcola che, «a fare una prova di masochismo», tagliare il 12% significa «non aprire 95 nuovi posti nido e dire a 100 bambini di andare a casa». Vale a dire non raggiungere più l´obiettivo di mandato di 800 nuovi posti nido. Anzi, «ridurre i quasi 600 già creati. Sto lavorando per evitarlo» dice la Virgilio. La scure si abbatte anche sui servizi di assistenza per gli anziani, alcuni dei quali potrebbero non essere confermati. E sul settore Sport, dove l´assessore Anna Patullo medita di sacrificare le vacanze studio per bambini e il monitoraggio sulla qualità dell´aria. Scontro invece sui contratti di manutenzione, che il sindaco aveva citato per primi tra i costi da tagliare, seppure a titolo di esempio. L´assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni ha chiesto che questo settore fosse "salvato", almeno in parte. La titolare del Bilancio Paola Bottoni «studierà» una soluzione. Mentre Sinistra Democratica, i cui voti sono fondamentali per l´approvazione del bilancio, già scalpita: «Non ci convince affatto» dice Gianguido Naldi.
Passa invece in secondo piano il dibattito sull´ordinanza al Pratello. Almeno apparentemente. Ieri mattina la vicesindaco Adriana Scaramuzzino ha incontrato i collaboratori del progetto Open Space. «Vogliamo proseguire con quel progetto di mediazione» assicura. Anche se ai gestori dei 5 locali che le chiedono un incontro lei risponde tiepida: «Vedremo. Anche se c´è già un assessore con delega al commercio». Quanto al litigio a mezzo stampa con il sindaco, la Scaramuzzino non parla: «Io non mi dimetto e continuo a lavorare. Un chiarimento? Conosco gli aspetti bruschi del carattere del sindaco. La necessità di lavorare insieme ci porterà a chiarire, prima o poi». Al lavoro sul Pratello anche l´assessore Libero Mancuso, che sta facendo da «mediatore» con i baristi, e che anche ieri mattina assicurava: «Sarebbe troppo chiudere quei locali anche per sei mesi. Rischiano di fallire». Ed è proprio sui tempi dell´ordinanza che anche il Pd nicchia. Se ne discuterà domani, durante l´udienza conoscitiva ottenuta dai commercianti. Ma alcuni consiglieri Democratici già parlano di «esagerazione». Con loro l´assessore alla Cultura Angelo Guglielmi, che assicura: «Un anno di chiusura alle 22 è troppo. Basterebbe una settimana».


12 novembre 2008 - EPolis Roma

La mobilitazione. Alzetta, Sa, presenta la manifestazione di domani
Piattaforma per la casa «No all'housing sociale»
«Con la nomina di Di Maggio si completa l'assalto all'agro romano della giunta»

Roma - «No all’Housing sociale, un regalo che il sindaco Alemanno vuole fare ai grandi costruttori romani»: è questa la premessa che il consigliere capitolino della Sa, Andrea Alzetta fa per la manifestazione del 13 novembre. Una grande mobilitazione che partirà alle 15 dal Colosseo per arrivare sotto le finestre del Campidoglio dove è prevista una seduta straordinaria del consiglio comunale proprio sull'emergenza casa. «E' evidente - ha aggiunto Angelo Fascetti dell’Asia RdB - che la questione della casa è usata per risolvere i problemi dei gruppi che in campagna elettorale hanno sostenuto Alemanno e che oggi battono cassa». Aggiunge Tarzan: «Giovedì (domani, ndr) arriveremo in aula Giulio Cesare avvelenati, ma anche molto determinati. Per ogni problematica relativa all’emergenza casa avremo una proposta concreta», ribadisce sottolineando la sua preoccupazione «per l’evidente intenzione dell’amministrazione comunale di andare in variante al Prg, che invece già individua aree sufficienti per risolvere il problema abitativo». «Quello che si sta consumando - continua Alzetta - è un vero e proprio attacco alle aree agricole, è l'ennesima truffa, perché anche realizzando abitazioni non si tratterà di case di edilizia popolare». «Vogliono smantellare il meccanismo dell’intervento pubblico - ha concluso il consigliere capitolino - e noi saremo in piazza per dire basta». Alla manifestazione della rete cittadina di domani ci saranno anche gli inquilini Enasarco che, sempre domani, inizieranno un presidio sotto la sede della Prefettura per chiedere a Carlo Mosca la rinconvocazione di un tavolo di concertazione. E all'indomani della nomina di Antonio Di Maggio a capo dell'ufficio anti-abusivismo edilizio, Alzetta commenta: «Il cambio della guardia nella lotta all’abusivismo edilizio completa quell'assalto all’Agro Romano autorizzato e messo in scena dal sindaco e dalla giunta. Servirà, come in una partita a scacchi, a questo governo per preparare il terreno ad un nuovo condono, il terzo per Berlusconi, necessario almeno per supplire alle mancate entrate procurate dall’abolizione dell’Ici. La cosa gravissima non è aver messo un vigile urbano, sicuramente meritevole, a capo di un ufficio antiabuso, ma l'aver smantellato una struttura che era alle dirette dipendenze del sindaco, mettendo in discussione e smembrando le effettive competenze capitoline».(M.R.)

La privatizzazione. Il ministro dei Trasporti: se non basterà la precettazione ricorreremo a norme penali
Alitalia, sono 124 i voli cancellati e il governo adotta la linea dura
Le Procure di Roma e Civitavecchia hanno aperto un fascicolo per interruzione di servizio
di Cristina Cossu

Un'altra giornata di passione negli aeroporti italiani. Lo sciopero a sorpresa messo in atto lunedì, per ventiquattr'ore, dal Comitato di lotta dei lavoratori Alitalia, ha portato al caos. Il Governo risponde a muso duro. Il ministro Matteoli fa sapere che «se la precettazione non basta, si ricorrerà a norme di ordine penale», mentre le Procure di Roma e Civitavecchia hanno aperto un fascicolo per "interruzione di servizio". Sono stati centoventiquattro i voli cancellati a ?iumicino, Linate e Malpensa, e tutti gli altri hanno avuto ritardi infiniti. E la società ha deciso di annullare, oggi, altri 50 voli, «per consentire un ulteriore riallineamento operativo». La protesta spontanea arriva da un gruppo di dipendenti, si parla di alcune centinaia di assistenti di volo e di terra aderenti al Cub, che nulla c'entra con i sindacati dissidenti, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl, che non hanno sottoscritto l'accordo con Cai (la società guidata da Roberto Colaninno che sta acquisendo l'ex compagnia di bandiera) e che ieri hanno presentato un esposto al commissario europeo Tajani proprio contro gli aspiranti proprietari del vettore. Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha sottolineato che, se la precettazione non dovesse bastare a fermare gli scioperi, i lavoratori «si metteranno nella completa illegalità e allora ci saranno norme anche di ordine penale». E dopo l'avviso, la precettazione è partita. «Il governo non consentirà che una sigla sindacale autonoma possa paralizzare gli aeroporti e soprattutto non consentirà che una sigla possa mettere il veto ad una società che vuole investire e che salva 12.600 posti di lavoro con un piano industriale apprezzabile». Intanto, la Procura di Roma, così come quella di Civitavecchia, ha aperto un fascicolo, procedendo contro ignoti, per interruzione di servizio. E i leader sindacali non restano in silenzio. C'è chi sollecita, come Guglielmo Epifani (Cgil) un intervento del governo: «Ci sono tre responsabilità: quella della Cai e della sua incapacità a gestire un problema di personale; quella di una parte del governo che minaccia in continuazione; e quella di un radicalismo estremo che non fa gli interessi nè della compagnia, nè dei lavoratori e che mette i cittadini contro il futuro della compagnia aerea ». Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl hanno chiesto un incontro al ministero del lavoro. A rischio ci sono le tredicesime e gli stipendi di dicembre per i dipendenti in esubero.


12 novembre 2008 - Il Tempo

Latina. Addetti alle pulizie nelle scuole. Rischio "tagli"
Un corteo di cinquanta persone ed un'adesione totale allo sciopero indetto per la giornata di ieri: in questo modo i 187 addetti alle pulizie degli istituti scolastici della provincia di Latina hanno dato sostegno alla manifestazione nazionale organizzata dai circa 15000 colleghi di tutta Italia che rischiano, da gennaio, di restare senza lavoro.
di M. Grazia Di Blasio
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Latina - Lavoratrici e lavoratori ex Lsu, furono stabilizzati nel 2001: le varie Finanziarie hanno poi previsto soldi annualmente per pagare i loro stipendi. Quella nuova, di Finanziaria, per la quale inizia oggi l'iter parlamentare, non prevederebbe invece neanche un euro per i loro stipendi. Da qui la protesta che a Latina si è sviluppata ieri mattina intorno alle dieci davanti al Palazzo del Governo di piazza della Libertà a Latina, sotto la regia del sindacato RdB e del suo coordinatore provinciale Patrizio Cacciotti. I 187 addetti alle pulizie sono così suddivisi in provincia di Latina: 107 nel comprensorio di Sezze, Sabaudia, Priverno e Prossedi; 80 fra Terracina, Lenola, San Cosma, Cisterna, Latina e Cori. Sono tutti dipendenti delle società Team Service e Coop Service. Sono occupati nelle scuole elementari, in quelle medie, in molti istituti superiori (per Latina si ricorda per esempio l'Itc Vittorio Veneto). La Finanziaria in vigore garantisce loro lo stipendio fino al 31 dicembre (stanziati 370 milioni di euro per il triennio 2006-2007-2008), dopodiché, qualora si decida di «evitare» la spesa e di procedere ad una riorganizzazione del servizio, i 187 operai della provincia pontina perderanno il lavoro. Una ulteriore «botta» all'occupazione di questo territorio insomma, come spiega lo stesso Cacciotti. Tutti i dipendenti pontini ieri hanno scioperato: cinquanta hanno partecipato al corteo. Una delegazione ha avuto un colloquio con il segretario del Prefetto, che ha chiesto un documento da inoltrare a Bruno Frattasi affinché, come rappresentante del Governo in terra pontina, faccia proprie le istanze della categoria degli ex Lsu. Nella lettera in questione, inviata ieri pomeriggio a firma di Patrizio Cacciotti, si fa presente che le due società Team Service e Coop Service hanno già fatto richiesta di attivazione delle procedure di licenziamenti collettivi. Già nei giorni scorsi in un incontro al Ministero della Pubblica Istruzione il ministro Gelmini aveva assicurato di scrivere a Tremonti per far presente il problema e cercare una soluzione che evitasse una nuova mannaia sull'occupazione. «Comunque sia - ha detto ancora Patrizio Cacciotti dell'RdB - il problema è grave e necessita di una immediata presa di posizione da parte delle istituzioni, dal momento che già si parla di un «blocco» della Finanziaria e conseguentemente della disoccupazione (immediata) per tutti, quindi anche per i 187 dipendenti pontini. Adesso restiamo a guardare, vediamo già da oggi cosa succede, e intanto programmiamo altre forme di protesta. Un altro sciopero è già stato indetto per esempio per il 21 di questo mese. L'augurio è che il prossimo non sia un Natale di «tagli» per tutta questa gente». Si tenga presente che gran parte dei lavoratori pontini sono donne. ieri mattina davanti alla Prefettura hanno fatto sentire, anche se con estremo garbo, la propria voce. Basterà per ottenere dei provvedimenti? Il sindacato mette in guardia: questa provincia è fin troppo «flagellata» dai colpi inferti dalla crisi economica. Centottantasette persone in più senza lavoro non sono cosa da niente, tutt'altro.


12 novembre 2008 - L'Unione Sarda

Sit-in dei lavoratori precari in tutta Italia. In città manifestazione davanti alla Prefettura
Scuola, tagli anche alle pulizie
A rischio mille posti: «Non pensate solo agli insegnanti»
di NICOLA PERROTTI

Cagliari - Dopo gli studenti anche gli addetti alle segreterie e alle pulizie delle scuole scendono in piazza. Sciopero il 21 novembre.
Nuovo sciopero in arrivo nel mondo della scuola e lezioni a rischio nelle elementari, medie e superiori di tutta l'Iisola: dopo studenti e insegnanti, stavolta a incrociare le braccia sarà il personale che lavora nelle segreterie, assieme a quello che si occupa della pulizia degli istituti. I primi sono collaboratori coordinati e continuativi, gli altri ex lavoratori socialmente utili poi assorbiti dal settore privato, vale a dire da alcune ditte di pulizia: venerdì 21 interromperanno il servizio per una protesta organizzata a livello nazionale dall'Rdb-Cub contro i tagli della finanziaria ai servizi nella scuola pubblica.
LO SCIOPERO Secondo il sindacato di base, la mancanza di finanziamenti per le collaborazioni e di un percorso di stabilizzazione mette a rischio mille posti di lavoro in tutta la Sardegna: «L'Rdb ha cercato il confronto per impedire questo atto inaccettabile, ma il governo è stato irremovibile costringendo i lavoratori, utilizzati da 7 anni e oggi senza alcuna garanzia, alla mobilitazione», spiega il coordinatore regionale Rdb per il settore privato Federico Angius. «Senza un provvedimento immediato, dal 31 dicembre tutte queste persone saranno disoccupate, perché Il governo non ha previsto i fondi per la continuazione degli appalti, fatto confermato nell'ultimo incontro ministeriale dalla netta opposizione a prevedere emendamenti in tal senso», aggiunge il sindacalista. In Sardegna i lavoratori delle pulizie sono la maggior parte, circa 950, di cui quasi 400 lavorano in provincia di Cagliari nelle ditte del consorzio Ciclat, che comprende Manutencoop, Medigas, Eurocoop.
IL SIT-IN Intanto, ieri, in contemporanea con altre città (Roma, Bari, Benevento, Cosenza, Foggia, Frosinone, Latina, Napoli, Potenza, Rieti) una rappresentanza degli ex Lsu ha manifestato davanti alla prefettura, in piazza Palazzo, senza provocare interruzioni del servizio e disagi nelle scuole. «Abbiamo consegnato al vice prefetto una lettera con la quale chiediamo che la Prefettura avvii un'interlocuzione con il governo per sollecitare un intervento in favore dei lavoratori ex Lsu, tale da assicurare la proroga delle attività per il 2009 e l'approvazione di disposizioni che consentano la salvaguardia dei posti di lavoro e la stabilizzazione vera e definitiva», ricorda ancora Angius. La manifestazione del 21 si terrà in piazza Costituzione, di fronte alla rappresentanza del governo in Sardegna.

Alitalia è nel caos: 124 voli cancellati
Non basta la precettazione, sciopero bianco di piloti e hostess
Seconda giornata consecutiva di caos negli aeroporti italiani: Alitalia ha cancellato ieri 124 voli e anche oggi ne farà saltare almeno 50.

ROMA - Un'altra giornata nera: 124 cancellazioni e forti ritardi anche ieri per i voli Alitalia con forti disagi e lunghe attese per i passeggeri per lo sciopero selvaggio di 24 ore proclamato dai Cub e da un sedicente comitato di lotta nonostante la precettazione decisa lunedì sera dal ministro dei trasporti, Altero Matteoli, che ipotizza sanzioni penali.
L'ESCAMOTAGE La situazione è aggravata dal fatto che piloti e assistenti di volo stanno attuando una sorta di sciopero bianco, pretendendo che vengano applicate alla lettera le regole del manuale operativo. E non è finita: Alitalia ha previsto di cancellare anche per oggi circa 50 voli «per consentire un ulteriore riallineamento operativo». Intanto la precettazione non osservata, assieme all'interruzione di pubblico servizio, ha fatto aprire alla Procura della Repubblica di Roma un fascicolo contro ignoti. Così come ha fatto anche la Procura di Civitavecchia.
Comportamenti illegali che il governo intende contrastare per garantire il diritto dei cittadini a muoversi. E se la precettazione non serve, si ricorrerà al codice penale, ha detto anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni secondo il quale «gli aeroporti non potranno essere occupati».
MIRE IMPOSSIBILI Ai lavoratori che pensano alla nazionalizzazione della compagnia, Matteoli ha replicato che «è impossibile sotto tutti i punti di vista, per l'Europa, e perchè il governo non ne ha intenzione» anche perchè «Alitalia finora è stata nazionalizzata e i risultati sono questi. La verità è che chi ha lavorato in Alitalia fino ad ora ha sempre avuto un proprietario astratto, oggi Cai è un proprietario con un nome e un cognome, ha soci che investono e naturalmente lo fanno per guadagnare. Nessuno può chiedere di investire senza avere il presupposto del guadagno». Mentre il fronte del no attende segnali dal governo - dopo che Cai ha detto no alla richiesta di incontro - le cinque sigle (Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl) hanno preso carta e penna e scritto una lettera, indirizzata al commissario Ue per i trasporti, Antonio Tajani, facendo una serie di osservazioni in relazione alla necessaria discontinuità tra la nuova e vecchia Alitalia. Tema questo su cui oggi l'Ue dovrà dare il suo parere.
I sindacati confederali e l'Ugl nel frattempo vanno avanti. Ieri sera hanno incontrato Cai per la verifica dei contratti e dei criteri di assunzione-selezione dei lavoratori destinati alla nuova Alitalia. Matteoli ha intanto affermato di ricevere telefonate di piloti che dicono che vogliono lavorare e che aspettano Cai per avere un minimo di tranquillità. E il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli si è chiesto perchè il personale di Air One che confluirà nella nuova Cai non ha niente da dire mentre gli altri fanno scioperi selvaggi osservando che «chi fa sciopero non vuole rassegnarsi a perdere privilegi e condizioni contrattuali molto vantaggiose che però oggi non possono più permettere alla nuova compagnia di operare in un mercato in cui tutte le compagnie aeree sono con l'acqua alla gola».
I CONFEDERALI Dal fronte confederale, il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha auspicato che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si assuma il compito di mediatore «sulle parti del contratto che non corrispondono all'accordo firmato». Per il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, gli scioperi selvaggi sono «iniziative senza regole, spontanee, che creano un clima avvelenato», e che - ha aggiunto il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini - «vanno a danno dei cittadini e degli stessi lavoratori che ne fanno un giusto utilizzo quando è necessario».


12 novembre 2008 - Il Denaro

Enti pubblici, lavoratori Lsu ricevuti in Prefettura

Benevento - Prima la manifestazione organizzata dalle Rappresentanze di base per i lavoratori ex Lsu / Ata impegnati nelle scuole e dei lavoratori socialmente utili impegnati nei vari enti pubblici davanti alla Prefettura di Benevento, poi
una delegazione del gruppo di lavoratori presenti è stata ricevuta dalla vice prefetto Circelli che ha ascoltato e ha preso atto delle motivazioni della protesta.
"La delegazione ha esposto in maniera dettagliata le questioni rilevanti e tra esse il mancato stanziamento, in Finanziaria, delle risorse necessarie a garantire la continuità lavorativa di quanti già contribuiscono concretamente al funzionamento delle strutture pubbliche – si legge in una nota - in particolare, l'attenzione è rivolta ai lavoratori della scuola e a quelli che sulla carta avrebbero mansioni destinate al sociale e che, nei fatti, vengono utilizzati per supplire alle croniche carenze di organico nei vari enti".
A Circelli è stato chiesto di farsi tramite di quanto esposto nei confronti del Governo per risolvere finanziariamente il problema, anche in previsione dello sciopero già programmato per il 21 novembre. E' stata chiesta inoltre la convocazione di un tavolo di confronto tra i portatori delle istanze e gli enti utilizzatori degli Lsu nonché una partecipazione attiva al tavolo stesso tesa all'avvio delle procedure di stabilizzazione della posizione dei lavoratori, come peraltro previsto dall'Accordo Quadro siglato lo scorso 9 ottobre con l'assessorato al Lavoro della Regione Campania.


12 novembre 2008 - Il Mattino di Padova

Tavolo Komatsu disertato

ESTE - Tavolo Komatsu a vuoto ieri in Provincia. Convocato dall’assessore provinciale al lavoro Roberto Tosetto, all’incontro si è presentato solo il sindacalista Stefano Pieretti dello Slai Cobas, assenti invece i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil oltrechè la direzione aziendale. «Un fatto grave vista la situazione in cui versa l’azienda», commenta deluso Pieretti.
L’assessore provinciale, dal canto suo, si impegna a convocare davanti al Prefetto il Tavolo per chiarire con le parti interessate, incluso il Comune, i problemi aperti. La Cassa Integrazione è stata richiesta per tre settimane ogni mese sino al 19 gennaio. Per il 2009 è prevista una produzione di 4.000 macchine, un terzo di quelle prodotte quest’anno.(b.a.)

Vertenza Komatsu A vuoto l’incontro voluto dai Cobas

Este - vuoto l’incontro fra le parti sociali sulla crisi della Komatsu di Este, convocato dall’assessore Roberto Tosetto in Provincia. Alla riunione, sollecitata dai Cobas, era presente solo Stefano Pieretti, il coordinatore del sindacato di base, che alla Komatsu ha 60 iscritti. Assenti sia Cgil, Cisl e Uil che la proprietà. «I confederali hanno fatto malissimo a non presentarsi», critica Pieretti. «Per noi l’unico tavolo è quello che abbiamo istituito in Comune ad Este», è la replica di Acco (Cgil).


12 novembre 2008 - Leggo

Roma. Arriva la Notte Bianca dei ricercatori...

Roma - Arriva la Notte Bianca dei ricercatori mentre i precari della scuola protestano dal Prefetto. Una maratona in difesa della ricerca, organizzata dai sindacati dei lavoratori precari, Cgil, Cisl e Uil, presso l’aula ed anti-aula Pocchiari dell’Iss in viale Regina Elena: dalle 19 di domani sera alle 2 di giovedì mattina i ricercatori dei maggiori enti come Cnr, Inran, Inaf, Ingv, Enea, Apat, Ispesl, Isfol daranno vita ad una tavola rotonda sulle criticità del precariato. Ieri intanto, una delegazione RdB del personale precario delle scuole romane, addetto alle segreterie ed alla pulizia, ha protestato sotto le finestre della Prefettura in difesa del proprio lavoro a tempo determinato, ormai in scadenza.(L.Loi./ass)


12 novembre 2008 - Friuli news.it

I disabili discriminati nelle riassunzioni. L'Unione italiana lotta alla distrofia muscolare di Udine indignata per le scelte annunciate dalla nuova proprietà

Udine - Secondo un comunicato del sindacato di base Cub Trasporti il 22 ottobre scorso si sarebbe svolto un incontro durante il quale i rappresentanti della Cai (Compagnia aerea italiana) hanno informato le organizzazioni sindacali sui criteri che la nuova società intende adottare per selezionare e riassumere 12.500 dipendenti del Gruppo Alitalia e Airone.
Stando alle notizie diffuse dal Cub Trasporti, si legge in un comunicato della Uildm di Udine, "il personale sarà scelto con criteri di assoluta discrezionalità gestionale" e, tra l'altro, non saranno riassunti "i lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di legge 104", "i genitori con figli invalidi a carico (legge 104)", "i lavoratori con familiari invalidi a carico (legge 104)". "A tutt'oggi, prosegue la nota della associazione degli invalidi, malgrado siano passate alcune settimane dalla diffusione della notizia, non risulta che dalla Cai siano pervenute smentite o precisazioni, in mancanza delle quali la Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) di Udine non può che esprimere la propria indignazione sugli annunciati criteri di esclusione dal lavoro delle persone disabili e dei loro familiari in palese contrasto con la legge sulla non discriminazione di categorie deboli e in totale spregio dei principi di solidarietà sociale del nostro ordinamento". "La Uildm di Udine, conclude la note, si augura inoltre che le organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l'accordo con la Cai vogliano al più presto fare chiarezza rispetto a scelte che, se confermate, si presenterebbero come una grave violazione delle norme in vigore e un pericoloso arretramento culturale. Allo stesso modo ci si augura una chiara presa di posizione da parte delle autorità di Governo e delle forze politiche".


12 novembre 2008 - Estense.com

Per discutere le problematiche di interesse dei lavoratori e dei cittadini
Fusione Acft-Atc, Cub in assemblea

Ferrara - Mercoledì 12 novembre dalle ore 21 alle ore 24, presso la sala del Dipartimento Manutenzioni del Comune di Ferrara in via Marconi, 39 (ex Canapificio), si terrà l'assemblea aperta del coordinamento provinciale Cub Trasporti per discutere le problematiche di interesse dei lavoratori e dei cittadini in merito alla fusione Acft-Atc.


12 novembre 2008 - Corriere della Sera

Personaggi Accanto al rappresentante dei piloti Berti, vicino ad An, il ruolo del sindacalista vicino a Rifondazione
Frati, il trotzkista del check-in che blocca mezza Italia
di Lorenzo Salvia
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ROMA — Lì sulle barricate di Alitalia si è affacciato un nuovo leader. Le poltroncine bianche di Porta a porta ci avevano fatto conoscere Fabio Berti, il pilota dalla mascella volitiva, l'ex parà che piace alle donne e ad Alleanza nazionale. Quel volto che si intravede adesso tra i fumi di un assemblea e gli scoppi di uno sciopero selvaggio è di un altro Fabio, Fabio Frati. C'è lui dietro lo stop immediato dell'altra sera che ha bloccato mezza Italia con la valigia in mano. Addetto al check-in, maratoneta dilettante, simpatizzante di Rifondazione anche se adesso si sta spostando ancora più a sinistra, vicino ai trotzkisti. Ecco, dall'ex parà di An al maratoneta trotzkista: uno di quei corsi e ricorsi che avrebbero fatto posare la penna sul tavolo e sorridere Giambattista Vico. Sempre la stessa Storia, anche con la esse maiuscola. Nasce un movimento di protesta, la piazza fa sentire la sua voce. Ma se i risultati non arrivano la medesima protesta si fa sempre più dura. Ricorso storico e percorso logico. La Rivoluzione francese era partita con l'assemblea nella sala della pallacorda per approdare alla ghigliottina. La Rivoluzione americana era cominciata con la protesta contro il bollo per poi procedere con le cannonate. «Le cannonate no — dice Frati — ma moriremo in piedi. Non ci possono chiedere di schiattare in silenzio senza sporcare per terra». Toni da barricata perché bisogna prendere la Bastiglia?
«E come dovrei parlare? Tra 20 giorni resteranno a casa in 10 mila». L'altro Fabio, l'ex parà che tifa An, rischia di veder oscurato il suo astro nascente. Non ha appoggiato lo sciopero selvaggio di lunedì sera ma quella scelta, fa sapere, non è dovuta ad ordini politici. Sembra quasi rassegnato ad accettare il passaggio delle consegne. «Troverai sempre uno più puro che ti epura » diceva Pietro Nenni ai giovani socialisti durante un convegno del Psi. Ci risiamo? «Non si tratta di essere duri e puri — risponde Frati — ma solo di fare il sindacato. E qui c'è chi ha detto che avrebbe firmato a prescindere ». Dal Fabio di An al Fabio trotzkista. Ma a raccontare lo slittamento a sinistra della protesta è la stessa storia personale del nuovo leader. Romano, 54 anni, sposato con due figli, Frati ha cominciato a fare sindacato con la Cgil. Poi è stato tra i fondatori del Sulta, sigla più a sinistra della Cgil. Da lì venne cacciato nel 2004, e di quell'espulsione è ancora orgoglioso: il sindacato aveva appena firmato un accordo per 2.490 esuberi. «Traditori» aveva urlato lui. Dopo il Sulta si è spostato ancora più a sinistra con il Cub, dove adesso occupa la poltrona di coordinatore nazionale. Ma, anche senza cambiare sigla, a sinistra ha continuato a guardare. «Alle ultime elezioni — racconta — ho votato Sinistra arcobaleno, Bertinotti presidente». Ma adesso forse non farebbe la stessa scelta. A settembre era di passaggio a Fiumicino Paolo Ferrero. Il nuovo segretario di Rifondazione aveva bocciato come «ideologica» la nazionalizzazione proposta dal Cub per risolvere i guai di Alitalia. Da lì sono cominciati i contatti con Marco Ferrando. Sì, proprio lui, il trotzkista che due anni fa Bertinotti cancellò all'ultimo momento dalle candidature di Rifondazione per la sua linea troppo a sinistra. Ferrando, con il suo Partito comunista dei lavoratori, è stato invitato più volte a parlare alle assemblee di Fiumicino. Lui lo slittamento a sinistra della protesta lo teorizza con una certa soddisfazione: «È inevitabile e con il moltiplicarsi delle crisi aziendali non riguarderà solo Alitalia ». Così, dopo Cgil e dopo Rifondazione, Frati e la sua protesta si fanno trotzkisti. «Non sono io che mi sposto a sinistra — chiosa Frati — ma tutti gli altri che vanno a destra. Guarda quelli di "Famiglia cristiana": erano tutti preti e adesso, a forza di criticare Berlusconi, so' diventati communisti pure loro».


12 novembre 2008 - Il Messaggero

ROMA. Finito lo sciopero selvaggio del "Comitato di lotta". Forse...
di LUCIANO COSTANTINI

ROMA - Finito lo sciopero selvaggio del "Comitato di lotta". Forse. Finito il caos dei voli. Forse. Perchè piloti, assistenti di volo e una fetta del personale di terra sono determinati a proseguire nella loro "protesta bianca" che sta rallentando le operazioni di imbarco e sbarco degli aerei. E, dunque, atterraggi e decolli. Anche ieri disagi pesantissimi per gli aspiranti passeggeri. A fine giornata i voli cancellati sono stati oltre 124, secondo l’Alitalia. Che ha puntualizzato: «Stiamo facendo il massimo sforzo per ridurre al minimo i disagi dei clienti». Per oggi previste altre 50 cancellazioni. I più penalizzati, naturalmente, lo scalo milanese di Linate e quello romano di Fiumicino. Una conseguenza e dello stop attuato dagli "irriducibili (duecento o trecento) e delle operazioni al ralenty decise dalle cinque sigle del "fronte del no". Un mix micidiale che ha procurato danni pesantissimi all’operativo di Alitalia che ha lasciato sulle piste centinaia di migliaia di euro. Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl continuano a contestare il presunto stravolgimento del protocollo di palazzo Chigi con particolare riguardo degli assetti contrattuali della nuova compagnia. Intanto però la protesta colpisce direttamente la vecchia Alitalia e non Cai e colpisce migliaia di passeggeri che sono costretti a pagare pesantemente le ricadute di una vertenza che dieci giorni fa sembrava chiusa. Molti hanno dovuto trascorrere la notte dormendo a terra e sulle poltrone delle sale di attesa.
«Le responsabilità - ha rimarcato il presidente dell’Unione Piloti, Massimo Notaro - sono in capo ai ministri e alla Cai che ha deciso di arrivare allo scontro. Noi abbiamo provato per due mesi a trovare una soluzione». Up come le altre quattro sigle autonome confermano la presa di distanza dai "ribelli" del "Comitato di lotta", ma intendono portare avanti le loro rivendicazioni nel rispetto delle norme: intanto aderiranno alla protesta dei Cub prevista per il 25 novembre e poi proseguiranno con un rosario di altre quattordici scioperi, da dicembre a maggio. Precettazione permettendo. Nel frattempo la vecchia Alitalia potrebbe esalare l’ultimo respiro per mancanza di ossigeno. E potrebbero non essere pagati stipendio di dicembre e tredicesime ai dipendenti in esubero. A lanciare l’allarme i sindacati confederali che hanno chiesto un incontro al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per chiarire tutte le incognite che gravano sulla cassa integrazione e la messa in mobilità del personale dell’ex aviolinea. Gli stessi sindacati, in serata, hanno incontrato i vertici di Cai per una prima verifica sui testi dei contratti. Altre riunioni sono previste per i prossimi giorni.
Lo staff di Colaninno non sembra assolutamente intenzionato a riaprire la partita dei contratti come chiesto da piloti a assistenti di volo. «E’ venuto il momento - ha sottolineato il leader della Cgil Epifani - che il sottosegretario Letta si assuma il compito di mediare». «Mi sembra però - ha osservato il numero uno della Uil Angeletti - assolutamente naturale che in una fase di incertezza ci siano queste reazioni». «Sono iniziative spontanee - ha rilevato il segretario generale della Cisl Bonanni - che creano un clima avvelenato, senza regole». Secondo Renata Polverini dell’Ugl «lo sciopero selvaggio è una iniziativa che alla fine danneggia solo i cittadini e i lavoratori che ne fanno un giusto uso».
Intanto il "fronte del no" ha inviato al Commissario Ue ai Trasporti Tajani una lettera per sottoporgli il problema del passaggio delle bande orarie tra la vecchia e nuova Alitalia. Secondo Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdd le norme comunitarie «non paiono essere applicabili alla nuova concorrente Cai».


12 novembre 2008 - Il Riformista

SCIOPERI SELVAGGI. PANICO AI CHECK IN, VIAGGIATORI SBALLOTTATI E IMBUFALITI: CRONACA DI UN'ALTRA GIORNATA ALLUCINANTE
Gli accampati di Fiumicino «Qui ci vorrebbe l'esercito»
CAOS ALITALIA. All'aeroporto Leonardo da Vinci decine di voli cancellati. La gente dorme per terra e inganna il tempo come può. C'è il turista inferocito e la parlamentare in ritardo. Un bambino si sente male. E ai nazionali va in scena il primo storico imbarco «in doppia fila»: per Napoli si parte in pullman.
di Paolo Rodari

«Sono pochi, privilegiati e si permettono di bloccare il paese fregandosene della precettazione. Ci ho impiegato due ore a partire da Bari per Roma, proprio oggi che alla Camera c'è la Finanziaria. Ma peggio è andata alla collega Paola Frassinetti. Lei, è stata fatta imbarcare sul mio stesso volo ma doveva partire due ore prima di me». Così, ieri mattina, l'onorevole Elvira Savino mentre aspettava fuori dall'aeroporto che una macchina la portasse, assieme a Frassinetti, alla Camera. Sulla strada poco via vai. Molti taxi erano fermi perché la maggior parte dei voli, per colpa dello sciopero indetto dal "comitato di lotta" i cui componenti aderiscono al Cub e ad altri gruppetti autonomi (tra loro nessun pilota), non è atterrata. Stesso destino per molti arerei che dovevano partire da Fiumicino: poche partenze e grandi disagi soprattutto ai voli internazionali dove, ancora ieri mattina, erano "parcheggiati" da 24 ore i passeggeri il cui volo faceva scalo a Roma. Teheran, Atene, Tel Aviv, Madrid, New York, Toronto, erano alcuni voli i cui passeggeri (parecchio incazzati) erano fermi a terra. Alcuni hanno dormito in albergo, altri no: si sono dovuti accontentare delle "poltrone" dell'aeroporto. In loro soccorso, nemmeno i monitor: beffardamente tutti i voli continuavano a essere segnalati in perfetto orario.
Giorgio è partito da Genova, destinazione Toronto. Suo malgrado il volo per il Canada doveva partire da Fiumicino. «Prima di partire da Genova - racconta - ho chiesto assicurazioni sul volo in partenza da Roma per Toronto: "Tutto a posto" mi hanno detto. "Il volo partirà in orario e lei pure". E, invece, eccomi qua. Ho passato la notte su sta' sedia (una poltroncina di plastica coi braccioli, ndr). Sono incazzato nero e prima o poi mi deciderò». A cosa? «A chiedere la cittadinanza canadese. Qui siete tutti matti. E questi dell'Alitalia poi sono una manica di str..zi».
Le code per il check-in sono lunghissime. Perché i voli non ci sono e, dunque, il personale addetto al check-in non sa dove dirottare la gente. Sotto il cartello "Si prega di attendere qui il proprio turno", c'è un musulmano che segue alla lettera l'indicazione: attende e, nell'attesa, prega su un panno messo per terra. Dietro di lui, alcuni dormono su delle valige. Altri giocano a carte. A un certo punto un bambino si sente male. Arrivano i sanitari. Tutto risolto ma la tensione è alta. Due giapponesi sorridono. Perché ridete? «Italia è bella ma molto casino - dicono ridendo -. A noi piace aeroporto Fiumicino e piace casino. Siamo in vacanza e facciamo shopping: belli negozi qui dentro. No fretta, noi». Contenti loro…
Gli italiani, invece, sono parecchio arrabbiati. Michele, a New York, ci deve andare per lavoro. Fa il gelataio. Li c'ha la famiglia che lo aspetta: «Da quando vivo in America - dice -, non riesco più a sopportare queste cose. Gli scioperi senza preavviso che paralizzano tutto non si concepiscono. Secondo me i turisti ci prendono per un popolo di esauriti: e c'hanno ragione. Se fossi in Maroni l'esercito lo manderei qui. Darei ai soldati delle scope in mano e fare sculacciare quelli che scioperano davanti a tutti. Sono dei bambini e devono essere puniti».
Se dagli internazionali si passa ai voli nazionali si assiste a un episodio surreale. Ovvero: il primo imbarco in doppia fila, on the road, e cioè sulla strada antistante l'aeroporto con le macchine parcheggiate da un parte e altre che sfrecciano dall'altra. Il volo è l'AZ1633. Destinazione Napoli. L'aereo non parte e così i cento passeggeri, dopo diverse ore di attesa al check-in, vengono fatti accomodare su due pullman della Di Tommaso, fermi, appunto, in doppia fila con le quattro frecce accese. Prima escono in strada gli invalidi. L'hostess che li accompagna chiede gentilmente a uno dei due autisti se, una volta arrivati a Capodichino, può accompagnare una signora non vedente agli arrivi «dove ci sarà un signore con in mano un cartello "Crociera": la signora - spiega - non può vedere il cartello e il signore non sa che la signora è una non vedente». Per fortuna l'autista acconsente.
Sui pullman si sale in fila. Non serve il biglietto. Basta dire il cognome. Spetta a un'altra hostess verificare che combaci con la lista del ceck-in. Passa circa mezz'ora. Gli autisti delle macchine parcheggiate sulla strada vorrebbero uscire e lasciare l'aeroporto, ma i pullman hanno l'indicazione di non muoversi. Quando finalmente tutto sembra pronto, salta giù Pasquale. Napoletano, 75 anni, deve andare a fare pipì. Un addetto del check-in gli intima di risalire, «altrimenti - spiega - il pullman partirà senza di lei». A Pasquale viene da piangere. La pipì gli scappa davvero. E così ecco che ci pensa l'autista a risolvere il tutto. «Garantisco io - dice all'addetto del check-in -. Lei vada a fare pipì che io l'aspetto. Insomma, con tutto quello che ha pagato per il volo, una pisciata proprio non gliela si può negare». Pasquale scavalca la balaustra che divide la strada dalla corsia riservata ai taxi. Va in bagno e in due minuti è di ritorno. «Di volante oggi - dice risentito guardando l'addetto al check-in - c'è stata soltanto la mia pisciata».


11 novembre 2008 - Ansa

SCUOLA: PRECARI MANIFESTANO DAVANTI PREFETTURA ROMA

(ANSA) - ROMA, 11 NOV - Chiedono la stabilizzazione del contratto in scadenza il 31 dicembre o una sua proroga e, per questo, si rivolgono al prefetto di Roma. A manifestare, davanti alla sede della prefettura, sono i precari delle scuole superiori di Roma, che questa mattina si sono dati appuntamento in Piazza Ss.Apostoli, indossando una pettorina blu con su scritto 'Giù le mani dai precarì. Una delegazione di cinque rappresentanti si trova già in riunione dal prefetto di Roma, Carlo Mosca, perchè «possa fare da intermediario con il governo», spiegano dalla piazza. «Sono circa 15 mila i lavoratori, in Italia, che rischiano il posto di lavoro» si legge nel volantino distribuito questa mattina. «È necessaria una forte e dura protesta per chiedere la copertura economica, già nella prossima finanziaria, in modo da garantire continuità di lavoro» si legge ancora. Ad organizzare la manifestazione è stata la RdB Cub, la rappresentanza sindacale di base.

SANITÀ: DOMANI PROTESTA A BARI LAVORATORI APPALTI TARANTO

(ANSA) - TARANTO, 11 NOV - Una delegazione di esponenti di RdbCub-Sanità, RdbCub e Confederazione Cobas della provincia di Taranto domani terranno un sit in nei pressi della sede del Consiglio regionale pugliese a sostegno della vertenza e delle proteste dei lavoratori 'esternalizzatì dell'Azienda sanitaria locale di Taranto, in particolare della ditta Cascina. La Asl Taranto 1 ha deliberato il bando di gara per l'appalto dei servizi di ausiliariato e pulizie, mentre i lavoratori della 'Cascinà chiedono la 'reinternalizzazionè del servizio. Secondo Rdbcub non sarebbero stati rispettati gli impegni per il mantenimento dei livelli occupazionali relativi alle attività di pulizie e ausiliariato presso i comprensori sanitari della Azienda sanitaria locale, da tempo in appalti oggetto di proroghe.

CASA: ALZETTA, HOUSING SOCIALE È REGALO A COSTRUTTORI

(ANSA) - ROMA, 11 NOV - «No all'housing sociale, un regalo che Alemanno vuole fare ai costruttori». Con queste parole il consigliere comunale Andrea Alzetta ha presentato la piattaforma politica della manifestazione che si terrà giovedì per ribadire i diritti all'abitare. A due giorni dal corteo che partirà alle 15 dal Colosseo, percorrerà Via dei Fori Imperiali per arrivare in Campidoglio durante il Consiglio straordinario sulla casa, Alzetta ha chiamato a raccolta Action, il coordinamento cittadino Lotta per la casa e Asia Rdb. Il portavoce di quest'ultimo movimento Angelo Fascetti ha annunciato che gli inquilini Enasarco «presidieranno lo spazio antistante la Prefettura per ribadire l'impegno di Carlo Mosca e poi si uniranno al corteo». «Il nostro - ha spiegato Alzetta - non è un no all'uso del terreno agricolo per la costruzione di nuove abitazioni, ma al consumo di altro suolo non previsto come edificabile nel piano regolatore che quindi necessita di una variazione».

RADIOUNO: SCIOPERI ALITALIA, SE NE PARLA A RADIO ANCH'IO

(ANSA) - ROMA, 11 NOV - Gli scioperi selvaggi dei dipendenti Alitalia e le loro conseguenze nei servizi pubblici, sulla rappresentatività dei sindacati e sull'efficacia delle sanzioni. Saranno questi gli argomenti della nuova puntata di Radio Anch'Io, il programma di attualità condotto da Giorgio Zanchini, in onda domani, alle 9.05, su Rai RadioUno. Interverranno in studio: Altero Matteoli (ministro Infrastrutture e Trasporti), Maurizio Sacconi (ministro Lavoro, Salute e Politiche Sociali), Massimo Notaro (presidente Unione Piloti), Roberto Spinazzola (segretario Generale Unione Piloti), Antonio Martone (presidente Commissione di Garanzia sugli scioperi nel servizio pubblico essenziale), Pietro Ichino (Giuslavorista e Senatore del Pd), Fabio Frati (coordinatore Nazionale Cub) e Luigi Angeletti (segretario Generale Uil).


11 novembre 2008 - Dire

SCUOLA. RDB-CUB: PROTESTE IN TUTTA ITALIA PER EX LSU E PRECARI
A RISCHIO 15 MILA LAVORATORI SERVIZI PULIZIA E 3.000 SEGRETERIA

(DIRE) Roma, 11 nov. - Oggi in molte citta' italiane i lavoratori ex Lsu e i co.co.co del mondo della scuola "hanno messo in atto una forte protesta" contro i tagli ai servizi nella scuola pubblica previsti dalla legge Finanziaria in discussione in Parlamento "che mettono a rischio moltissimi lavoratori: 15.000 ex Lsu impegnati nei servizi di pulizia e 3.000 co.co.co nelle segreterie, per i quali sono state gia' avviate le procedure di licenziamento collettivo". E' quanto sottolineano Rdb-Cub, Cobas e Sdl in una nota. "A Roma, Napoli, Bari, Cosenza, Cagliari, Benevento, Potenza, Foggia, Latina, Rieti, Frosinone- sottolineano- si sono tenuti presidi, manifestazioni e sit-in davanti alle Prefetture, organizzati dai sindacati di Base RdB-Cub, Cobas e SdL, ai quali hanno partecipato migliaia di lavoratori". In concomitanza con le iniziative si sono tenuti una serie di incontri con i Prefetti, "ai quali sono state illustrate le ragioni della protesta, le richieste e le preoccupazioni dei lavoratori insieme a quelle per il mantenimento dei servizi nelle scuole, dove il lavoro di segreteria e di pulizia e' svolto quasi esclusivamente dai lavoratori a rischio licenziamento". Carmela Bonvino, della Federazione nazionale RdB-Cub sottolinea che "un vero risparmio si puo' ottenere solo con l'internalizzazione dei servizi e l'assunzione in pianta stabile degli ex Lsu e dei co.co.co., riconoscendo a questi lavoratori dignita' e le professionalita' acquisite in tanti anni come collaboratori scolastici". I sindacati hanno gia' intrapreso le procedure per proclamare lo sciopero dei lavoratori dei consorzi e dei co.co.co, che si terra' per l'intera giornata di venerdi' 21 novembre.

ATC BOLOGNA. SOCIETA' SOSTA, LAVORATORI OCCUPANO SALA CDA
SUTTI: SONO IMPEGNATO VERSO IL COMUNE SU GARANZIE CONTRATTUALI

(DIRE) Bologna, 11 nov. - Una sessantina di lavoratori di Atc Bologna hanno occupato la sala del consiglio nella sede dell'azienda in via Saliceto. 'Armati' di bandiere, fischietti, trombe da stadio e megafoni, dopo un picchetto di oltre un'ora di fronte ai cancelli dell'azienda, lavoratori e rappresentati sindacali (Rdb, Faisa-Cisal, Sdl, Filt-Cgil, Ugl e Uil Trasporti, Fit-Cisl), hanno fatto irruzione nella sede Atc ed hanno chiesto "rumorosamente" udienza al presidente, Francesco Sutti, con cui si sono confrontati per piu' di un'ora. I lavoratori sono intenzionati a rimanere in agitazione finche' l'assessore alla Mobilita' del Comune, Maurizio Zamboni, non inviera' il documento con le garanzie sul trattamento contrattuale dei dipendenti destinati a passare nella nuova societa' per la gestione della sosta a seguito della fusione Atc-Acft. Le "aspettiamo da piu' di una settimana", spiega Maurizio Lunghi, della Filt-Cgil. Dal canto suo, il presidente Sutti si difende. "Le voci che sono in giro, che il Comune aspetterebbe dei dati da Atc, sono prive di fondamento, il Comune ha gia' tutti i dati". Questo perche' "il contratto in affidamento diretto prevede il controllo analogo, cioe' un controllo sistematico dei dati relativi all'attivita' stessa che forniamo come minimo mensilmente: l'attivita' in se' non ha segreti". Dunque, chiarisce Sutti, "appena il Comune sara' pronto per avviare un confronto dettagliato su queste garanzie, non fara' altro che convocare riunioni che consentano un'analisi e un confronto che, non ho dubbi, portera' ad un accordo". Sutti ha poi promesso ai lavoratori che si spendera' "in maniera personale perche' le garanzie che chiedono siano reali". Dunque il presidente non abbandonera' i suoi dipendenti nella fase di transizione verso la nuova societa' della sosta. "Io lavoro a questo progetto dal settembre 2005, l'operazione voglio continuare a farla, ma la sua concretizzazione e' faticosissima, visto l'insieme di regole in cui operiamo". Sutti vuole dunque garantire "continuita'", anche dopo lo scorporo dell'attivita' di controllo della sosta, che pensa, in un futuro, possa essere nuovamente incorporata. "Atc e' l'unica azienda di trasporto pubblico locale italiana, che non ha una metropolitana, che produce reddito per investire, e negli ultimi tre anni abbiamo assunto a tempo indeterminato 285 persone", spiega il presidente, intenzionato a portare il modello bolognese anche a Ferrara.

ATC BOLOGNA. SOCIETA' SOSTA, RDB: ZAMBONI RINVIA CONFRONTO
CREMONINI: VOGLIONO ESCLUDERE LAVORATORI DA PIANO TRASFORMAZIONE

(DIRE) Bologna, 11 nov. - L'assessore alla Mobilita' del Comune di Bologna, Maurizio Zamboni, rinvia il confronto con i lavoratori di Atc, sullo scorporo dell'attivita' di controllo della sosta nella prossima fusione tra l'azienda di trasposto pubblico locale bolognese e la ferrarese Acft. L'assessore, il 31 ottobre scorso, si era impegnato a sottoscrivere un documento contenente le garanzie previste per il personale coinvolto nello scorporo, ma finora i sindacati non hanno visto alcun documento. Oggi, dopo l'ennesima manifestazione di protesta dei lavoratori, che questa mattina hanno occupato la sala del consiglio di amministrazione di Atc, Zamboni "ha fatto pervenire solo una generica disponibilita' al confronto a partire dal prossimo 27 novembre, per discutere di uno scorporo che si annuncia imminente", spiega, in una nota, Gianni Cremonini, delle Rdb. "Siamo di fronte ad un atteggiamento che mira ad escludere i lavoratori e le organizzazioni sindacali ad ogni decisione e confronto su uno scorporo grottesco di un reparto da tutti e da tempo ritenuto di fondamentale importanza nella gestione del trasporto pubblico locale", aggiunge Cremonini. Per il sindacalista, in questo quadro "gli unici a pagare le conseguenze di questo comportamento irresponsabile sono i lavoratori, privi di ogni informazione sulle loro prospettive lavorative e contrattuali". Contro questo, i sindacati annunciano che estenderanno "la mobilitazione a tutto il personale Atc, consapevoli che lo scorporo della sosta potrebbe essere solo il primo di una serie", spiega ancora Cremonini. E' gia' infatti proclamato per venerdi' 21 novembre uno sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori Atc, "contro uno fusione che sembra mirare a smembrare il settore".

COMUNE BOLOGNA. BILANCIO, ANCHE RDB CHIEDONO DISOBBEDIENZA
UIL: MA SE ARRIVA L'ICI IL 'BUCO' PUO' RIDURSI A 6-7 MILIONI

(DIRE) Bologna, 11 nov. - "Serve un atto di disobbedienza, lo spauracchio del commissariamento non ci deve intimidire". Le Rdb, dopo aver incontrato l'amministrazione comunale sul bilancio 2009 e aver sentito le ragioni dell'assessore comunale Paola Bottoni sui 13,4 milioni di euro di tagli che si renderanno necessari, alzano il tiro. "Siamo perche' di fronte a queste ipotesi di tagli si arrivi anche a non fare il bilancio- propone Massimo Betti, leader del sindacato di base- se col Governo Prodi ci fu uno scontro politico oggi deve essere ancora piu' forte". Mentre prepara una piattaforma di "resistenza sociale", come annuncia in una nota redatta al termine dell'incontro ("no" ai tagli al sociale, ai lavoratori e alla casa, tanto per cominciare), il sindacato chiede insomma all'amministrazione Cofferati di mettersi contro le regole. "Servono atti di disobbedienza politica. Il sindaco non puo' fare lo sceriffo di Nottingham per conto di Tremonti, Bossi e Berlusconi", si legge nella nota Rdb. "Si deve uscire dagli ambiti istituzionali- spiega Betti- e fare parte dell'opposizione sociale che e' molto forte nel paese". Molto piu' caute le posizioni di Cgil, Cisl e Uil, anche loro a Palazzo D'Accursio in mattinata per la partita del bilancio. I confederali hanno sostanzialmente gia' pronta una piattaforma su cui sfidare l'amministrazione. Tra l'altro la Uil sottolinea come, visto l'impegno del Governo a risarcire i fondi Ici, il taglio effettivo lamentato dall'amministrazione possa essere ridotto "a 6-7 milioni di euro". In questo, annota Luciano Roncarelli (Uil), "c'e' un po' di speculazione politica. Non che la situazione sia tranquilla, ma parliamo di un'amministrazione che negli ultimi anni ha aumentato le tasse e reintrodotto i passi carrai. I soldi ci sono". Nella piattaforma potrebbe trovare posto anche quest'anno la richiesta, caldeggiata dall Uil, di limitare la no tax area dai 12 mila euro ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. "Non e' vero che non si puo' fare, gia' molti Comuni italiani lo hanno fatto", assicura Roncarelli. Oggi comunque, aggiunge Mauro Alboresi, della segreteria della Cgil, "ci siamo limitati a prendere atto delle considerazioni di Bottoni. Ha ribadito che mancano 13,4 milioni. Insieme, abbiamo condiviso che e' necesaria un'azione forte sul Governo per garantire agli Enti locali i trasferimenti statali promessi", Ici in primis. Senza, far quadrare il bilancio sara' dura. Gia' il consuntivo 2008 "sara' chiuso non senza difficolta'. Per il 2009, c'e' lo scenario dei tagli mentre sul 2010, come emerso ieri nella Conferenza dei sindaci, i Comuni faranno enorme fatica a redigere i bilanci", rimarca Alboresi. Nei prossimi giorni Cgil-Cisl-Uil faranno avere al Comune la loro piattaforma di rivendicazioni. Tra le proposte contenute, oltre alla no tax area, ci sono le ipotesi di aumento di fondo per il sostegno all'affitto e di un fondo per sostenere le famiglie in difficolta' a pagare il mutuo.

LAVORO. PRECARI SCUOLE SUPERIORI INCONTRANO PREFETTO

(DIRE) Roma, 11 nov. - Circa 30 lavoratori, rappresentanti del personale amministrativo delle scuole superiori e appartenenti alle Rdb-Cub, hanno organizzato un presidio in piazza Santi Apostoli per chiedere la stabilizzazione o il rinnovo del contratto di lavoro, che scade il 31 dicembre. Una delegazione di 5 rappresentanti e' in questo momento a colloquio con il prefetto di Roma, Carlo Mosca. "In tutta Italia- dicono i manifestanti- sono 15 mila i posti a rischio. E' necessaria- proseguono- una forte e dura protesta per chiedere la copertura economica, gia' nella prossima Finanziaria, in modo da garantire continuita' di lavoro a tutti".


11 novembre 2008 - Omniroma

CASA, ALZETTA PRESENTA PIATTAFORMA CORTEO: «NO HOUSING SOCIALE»

(OMNIROMA) Roma, 11 nov - «No all'Housing sociale, un regalo che il sindaco Alemanno vuole fare ai grandi costruttori romani». Così il consigliere capitolino di Action Andrea Alzetta ha presentato in una conferenza stampa a Palazzo Valentini il cuore della piattaforma della manifestazione organizzata della rete cittadina per il diritto all'abitare che giovedì 13 novembre partirà alle 15 dal Colosseo e si concluderà di fronte al Campidoglio dove è prevista la seduta straordinaria del consiglio comunale sul tema della casa. «È evidente - ha aggiunto Angelo Fascetti dell'Asia RdB - che la questione della casa è usata per risolvere i problemi dei gruppi che in campagna elettorale hanno sostenuto Alemanno e che oggi battono cassa». Gli fa eco Alzetta: «Giovedì arriveremo in aula Giulio Cesare avvelenati, ma anche molto determinati. Per ogni problematica relativa all'emergenza casa avremo una proposta concreta», ha detto ribadendo la sua preoccupazione «per l'evidente intenzione dell'amministrazione comunale di andare in variante al Prg, che invece già individua aree sufficienti per risolvere il problema abitativo». «Quello che si sta consumando - ha continuato Alzetta - è un vero e proprio attacco alle aree agricole, è l'ennesima truffa, perché anche realizzando abitazioni non si tratterà di case di edilizia popolare». «Vogliono smantellare il meccanismo dell'intervento pubblico - ha concluso il consigliere capitolino - e noi saremo in piazza per dire basta». Alla manifestazione della rete cittadina giovedì prossimo si uniranno anche gli inquilini Enasarco che nella stessa giornata daranno vita ad un presidio sotto la sede della Prefettura per chiedere a Carlo Mosca la rinconvocazione di un Tavolo di concertazione.

SCUOLA, PRECARI IN PRESIDIO A PREFETTURA CHIEDONO INCONTRO MOSCA

(OMNIROMA) Roma, 11 nov - A Palazzo Valentini presidio di circa 30 lavoratori precari, tra personale Ata e amministrativo delle scuole superiori di Roma e Provincia. Sono arrivati alle 9.30 sventolando bandiere dell'RdB Cub e indossando pettorine blu con scritto «Giù le mani dai precari». Intanto, secondo quanto riferito, una delegazione di lavoratori è stata già ricevuta dal prefetto di Roma Carlo Mosca al quale chiedono di farsi portavoce con il Governo perchè venga rinnovato il contratto in scadenza. «Sono 12 anni che siamo precari - ha spiegato Carolina, impiegata come personale Ata dal '96 presso l'Istituto superiore Gioberti - il 31 dicembre scade il nostro contratto e non vogliono rinnovarcelo. La nostra è una condizione critica, veniamo pagati 11 mesi l'anno, siamo senza Tfr e senza ferie pagate. Il Governo deve intervenire» ha concluso.


11 novembre 2008 - Adnkronos

ALITALIA: CANCELLATI A LINATE ALTRI 29 VOLI

Milano, 11 nov. (Adnkronos) - Ancora disagi all'aeroporto di Linate dopo lo sciopero di 24 ore proclamato ieri sera dai Cub di Alitalia. Alle 10.30 di questa mattina risultano cancellati 29 voli, di cui 17 in partenza e 12 in arrivo.


11 novembre 2008 - Asca

SCUOLA: IN TUTTA ITALIA PROTESTE RDB COBAS CONTRO FINANZIARIA

(ASCA) - Roma, 11 nov - Oggi in molte citta' italiane i lavoratori ex Lsu e i Co.co.co del mondo della scuola hanno protestato contro i tagli ai servizi nella scuola pubblica previsti dalla legge Finanziaria in discussione in Parlamento che, si legge in una nota, ''mettono a rischio moltissimi lavoratori: 15.000 ex Lsu impegnati nei servizi di pulizia e 3.000 Co.co.co. nelle segreterie, per i quali sono state gia' avviate le procedure di licenziamento collettivo''. A Roma, Napoli, Bari, Cosenza, Cagliari, Benevento, Potenza, Foggia, Latina, Rieti, Frosinone si sono tenuti presidi, manifestazioni e sit-in davanti alle Prefetture, organizzati dai sindacati di Base RdB-Cub, Cobas e SdL, ai quali hanno partecipato migliaia di lavoratori. In concomitanza con le iniziative si sono tenuti una serie di incontri con i Prefetti, ai quali sono state illustrate le ragioni della protesta, le richieste e le preoccupazioni dei lavoratori insieme a quelle per il mantenimento dei servizi nelle scuole, dove il lavoro di segreteria e di pulizia e' svolto quasi esclusivamente dai lavoratori a rischio licenziamento. ''E' stata ribadita in modo chiaro l'esigenza non solo di assicurare continuita' a tutti questi lavoratori, prevedendo la copertura economica gia' nella prossima Finanziaria, ma anche di finirla con una politica di tagli ed esternalizzazioni'', riferisce Carmela Bonvino, della Federazione nazionale RdB-Cub''. RdB-Cub, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale hanno gia' intrapreso le procedure per proclamare lo sciopero dei lavoratori dei consorzi e dei Co.co.co, che si terra' per l'intera giornata di venerdi' 21 novembre.


11 novembre 2008 - Agi

ALITALIA: ANCORA DISAGI A MILANO, CANCELLATI 19 VOLI

(AGI) - Milano, 11 nov. - Ancora disagi negli aeroporti milanesi a seguito dello sciopero di 24 ore proclamato alle 18 di ieri dai Cub (250 iscritti) dell'Alitalia e nonostante la precettazione avviata dal ministero dei Trasporti. Tra Linate e Malpensa, i due aeroporti gestiti dalla Sea, risultano cancellati 19 voli, di cui 12 in partenza e sette in arrivo, sia per destinazioni interne che internazionali.


11 novembre 2008 - Apcom

Scuola/ In molte città proteste RdB-Cobas contro finanziaria
Sit-in sotto prefetture, venerdì 21 sciopero categoria

Roma, 11 nov. (Apcom) - Oggi in diverse città italiane i lavoratori ex Lsu ed i precari del mondo della scuola hanno messo in atto proteste contro i tagli ai servizi nella scuola pubblica previsti dalla legge finanziaria che per il sindacato mette a rischio il posto di lavoro di 15.000 ex Lsu impegnati nei servizi di pulizia e 3.000 co.co.co. nelle segreterie. A Roma, Napoli, Bari, Cosenza, Cagliari, Benevento, Potenza, Foggia, Latina, Rieti, Frosinone si sono tenuti presidi, manifestazioni e sit-in davanti alle prefetture, organizzati dai sindacati di Base RdB-CUB, Cobas e SdL, ai quali hanno partecipato migliaia di lavoratori. In concomitanza con le iniziative si sono tenuti una serie di incontri con i prefetti, ai quali sono state illustrate le ragioni della protesta, le richieste e le preoccupazioni dei lavoratori insieme a quelle per il mantenimento dei servizi nelle scuole, dove il lavoro di segreteria e di pulizia è svolto quasi esclusivamente dai lavoratori a rischio licenziamento. Da parte dei sindacati "è stata ribadita in modo chiaro l'esigenza non solo di assicurare continuità a tutti questi lavoratori, prevedendo la copertura economica già nella prossima Finanziaria, ma anche di finirla con una politica di tagli ed esternalizzazioni", riferisce Carmela Bonvino, della federazione nazionale RdB-CUB: "Un vero risparmio si può ottenere solo con l'internalizzazione dei servizi e l'assunzione in pianta stabile degli ex LSU e dei Co.co.co., riconoscendo a questi lavoratori - conclude la dirigente sindacale - dignità e le professionalità acquisite in tanti anni come collaboratori scolastici". RdB-CUB, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale ricordano infine di aver aver intrapreso le procedure per proclamare lo sciopero dei lavoratori dei consorzi e dei co.co.co, che si terrà per l'intera giornata di venerdì 21 novembre.


11 novembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 40 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* "Educare l'uomo è impedirgli la libera espressione della sua personalità"
* Sorpresa, il governo aziona la retromarcia
* Brunetta «scopre» disagio e sofferenza
* Gelmini prima decreta, poi convoca i sindacati
* Il lungo e difficile cammino dei diritti umani
* Per il ccnl della ricerca solo promesse dal governo
* Poveri assoluti e relativi per l'Istat pari sono?
* Per il 7° membro del cda il Cnr può attendere


11 novembre 2008 - Repubblica.it

Nonostante la precettazione, e nonostante sia esiguo il numero degli aderenti al 'comitato di lotta' costituito a Fiumicino, sono molte le cancellazioni
L'alleanza tra 200 irriducibili e lo 'sciopero bianco' blocca i voli
I sindacati autonomi non avallano lo stop selvaggio: "Siamo per il rispetto delle regole". Ma ne condividono le motivazioni: "Dà il senso della rabbia dei lavoratori"
di ROSARIA AMATO

ROMA - Sono pochissimi, "duecento o trecento", azzardano alcuni rappresentanti sindacali Alitalia, gli appartenenti al 'comitato di lotta' che ieri hanno proclamato uno sciopero immediato di 24 ore. Troppo pochi per bloccare gli aeroporti, ma abbastanza per provocare notevoli disagi. Finora sono stati cancellati da stamane un centinaio di voli sopratutto tra Roma Fiumicino, Milano Linate, Palermo e Napoli Capodichino. Ma chi sono questi duecento, o trecento irriducibili? Tra loro non c'è alcun pilota. Sono divisi a metà tra personale di terra e assistenti di volo. Si tratta di aderenti al Cub, ma anche di ex aderenti a un sindacato che a un certo punto si sono dissociati dalle scelte dei loro dirigenti. Molti di loro non hanno alcuna tessera sindacale. Rallentamenti e cancellazioni però, sostengono invece i rappresentanti dei cinque sindacati che si oppongono al piano della Cai, sono piuttosto uno strascico dell'assemblea di ieri, e una conseguenza del mai proclamato ma scrupolosamente osservato "sciopero bianco". "Il personale di volo e di terra si sta scrupolosamente attenendo alle norme - osserva Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale SdL intercategoriale - oggi più che mai, all'indomani dell'assemblea. Quanto allo sciopero, noi non lo condividiamo, non è stato avallato da alcuna organizzazione sindacale, non perché le motivazioni non siano tutte sacrosante, ma perché riteniamo che sia dovuto il rispetto delle norme. Certo, ci aspetteremmo un analogo rispetto e un analogo senso di responsabilità da parte del governo e della Cai". Ciò non toglie che, osserva Tomaselli, lo sciopero 'selvaggio' proclamato ieri, "dia comunque il senso della rabbia, dello stato emotivo dei lavoratori. C'è un senso d'impotenza rispetto al fronte che si è costituito contro i lavoratori dell'Alitalia". Intanto, siano i duecento del 'comitato di lotta', o i tanti in 'sciopero bianco', le cancellazioni fioccano.


11 novembre 2008 - L'Unione Sarda

Alitalia: iniziata l'identificazione degli aderenti allo sciopero

A quanto si è appreso, l'ufficio di polizia giudiziaria dell'aeroporto di Fiumicino ha avviato la procedura per l'identificazione degli aderenti al "Comitato di sciopero e di lotta" a cui notificare l'ordinanza della Commissione di garanzia che dichiara illegittimo lo sciopero. Sarebbero stati interpellati per telefono alcuni rappresentanti sindacali del 'Fronte del nò, mentre è stato ascoltato di persona il rappresentante nazionale del Cub Trasporti, Fabio Frati, presente ancora in aeroporto. All'uscita dagli uffici, Frati non ha rilasciato dichiarazioni.


11 novembre 2008 - La Repubblica

Dopo la rottura con i confederali, i nuovi Cobas lacerano il fronte del no
Saltati anche gli autonomi "È il Vietnam sindacale"
di ROBERTO MANIA

ROMA - «Questo è il Vietnam per il sindacato», dice Giuseppe Berta, storico dell´industria alla Bocconi di Milano. «L´arena sindacale - aggiunge - è diventata terra di nessuno, e lì ciascuno si scopre nemico dell´altro». E l´arena di ieri è stata l´assemblea dei ribelli dell´Alitalia, convocata a Fiumicino nell´area di imbarco di hostess, steward e piloti. C´era il fronte del no, quello che ha già "scavalcato" Cgil, Cisl, Uil e Ugl non firmando gli accordi contrattuali proposti dalla Cai di Roberto Colaninno. Sembrava questa l´ultima frontiera della resistenza e, invece, è stata "scavalcata" dal neonato Comitato di lotta promosso, tra gli altri, dai Cub, la confederazione unitaria di base, che non sono proprio i Cobas ma ci assomigliano. Comunque loro vogliono la nazionalizzazione dell´Alitalia, non la vendita ai privati. E ieri hanno deciso lo sciopero selvaggio. Come gli uomini radar ai tempi di Ronald Reagan, come i minatori di Arthur Scargill, battuti dalla Thatcher. Tutte "eroiche sconfitte" finite negli archivi sindacali.
Di scavalco in scavalco si assiste così alla frantumazione della rappresentanza sindacale. La questione l´aveva sollevata - dividendosi da Cisl e Uil - il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: «Non posso firmare - disse - per chi non rappresento. E io non rappresento i piloti». Poi di questo non si è più parlato. Anche la Cgil ha firmato l´accordo, riveduto e corretto, e poi il "lodo" di Gianni Letta.
Eppure la lotta continua. «Perché quell´accordo non ha alcuna legittimità democratica. Ci vuole un referendum», sostiene Giorgio Cremaschi, uno dei segretari della Fiom, capo della corrente minoritaria "Rete 28 aprile", che si è schierata con i resistenti di Fiumicino e chiede alla Cgil di prendere l´iniziativa per riaprire la trattativa. La confederazione tace. Ma tutti sanno che i problemi sollevati da Epifani sulla rappresentatività sindacale non sono stati risolti. L´esecutivo non ha alcuna intenzione di presentare una legge sulla rappresentatività sindacale, mentre punta ad approvare la riforma della legge sullo sciopero. Dalla prossima settimana il ministro del Lavoro Sacconi, inizierà il confronto con le parti sociali. C´è il rischio di un nuovo scontro e forse anche nuove divisioni. «Lo sciopero è un diritto sindacale - ricorda Cesare Damiano (Pd) - e se si vogliono cambiare le regole si devono coinvolgere i sindacati».
Fabio Berti, il comandante leader dell´Anpac ora chiede l´intervento del governo. «Di un governo moderatore», precisa. «Se fossimo arrivati con un fronte sindacale unito oggi non saremmo in questa situazione. Si sono messi insieme il potere politico e finanziario, oltre a tre quarti di quello sindacale: ci stanno massacrando». L´ultimo "scavalco" ha scolorito le leadership dei sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo. Loro pensavano che sarebbe bastato proseguire con lo "sciopero bianco", rispettando alla lettera il regolamento. Scavalcati.
Molti piloti accetteranno le proposte di Cai, altri - si dice - stanno già trattando con le compagnie del Qatar e degli Emirati. Dubai vuole rubare un pezzo del mercato aereo europeo, collegando l´Africa con gli Stati Uniti. Scavalcando Roma e Parigi.
Di fronte all´ultima lacerazione sindacale il governo ricorre alla precettazione e l´opposizione si divide. L´Italia dei Valori sta con i nuovi Cobas e pensa che lo sciopero sia «la risposta al ricatto della Cai e del governo» (Massimo Donadi, capogruppo alla Camera); il Pd «non condivide quelle forme di lotta perché il conto, salatissimo, lo pagano ancora i cittadini» (Andrea Martella, ministro ombra dei Trasporti). «Perché - spiega Pier Luigi Bersani - non si può essere bastonati sia come contribuenti sia come utenti. Ma il pasticcio l´ha fatto il governo».

Alitalia, sciopero selvaggio avviata la precettazione
Si spacca il fronte del no, voli cancellati a Roma e Milano Via libera della Ue alla cessione: non c´è continuità aziendale
di BARBARA ARDÙ

ROMA - Sono passate da poco le cinque del pomeriggio quando i lavoratori Alitalia, rubando la scena ai sindacati, votano uno sciopero immediato che scatta un´ora dopo, alle 18. Il traffico aereo va in tilt, inizia la conta dei voli cancellati, un centinaio. E si annunciano 24 ore di passione che il ministro dei Trasporti tenta di evitare subito. Sono le 20 quando Matteoli annuncia di aver avviato la procedura per la precettazione del personale di volo e di terra. È l´epilogo di una giornata tesa, iniziata presto, con l´assemblea del Comitato di sciopero e di lotta dei lavoratori Alitalia, quello che ha votato lo sciopero. Non una sigla sindacale storica, ma lavoratori, o almeno una parte, convinti che le azioni di lotta non possano più attendere. I leader di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, contrari allo sciopero selvaggio, fanno fatica a governare l´assemblea.
Che il rischio di una frattura con la base ci fosse s´era capito fin dall´inizio. Tant´è che i leader sindacali c´erano tutti. La proposta di sciopero immediato s´è infatti materializza già alle 11. È il momento più affollato dell´assemblea. Ci sono 900-1.000 persone. Piloti, assistenti di volo e personale di terra. Il luogo scelto è strategico, il varco imbarchi. È da lì che gli equipaggi passano per raggiungere gli aerei e fino al pomeriggio è praticamente off-limit. Ma è solo alle cinque che il Comitato chiede il voto sullo sciopero. La folla s´è più che dimezzata, ma la mozione passa: 137 voti favorevoli e 88 contrari.
Sei ore tra l´annuncio dello sciopero e la sua proclamazione in cui le sigle sindacali del "fronte del no" fanno di tutto per ricompattare i lavoratori, per non arrivare a uno strappo, per seguire vie legali e soft, come lo sciopero bianco, che sta mettendo in crisi l´operativo che fatica a formare gli equipaggi. Sforzo inutile. Massimo Notaro, segretario dell´Unione piloti, prende il megafono due volte. La prima va male. Partono fischi e insulti quando chiede di creare dei varchi per far passare gli equipaggi in partenza. Lo chiede la polizia, spiega, perché se il blocco continua le forze dell´ordine passeranno all´identificazione (e lo faranno per Fabio Frati, rappresentante del Cub trasporti). Ma la minaccia non spaventa nessuno.
C´è anche Paolo Madras (Sdl) che chiede ai suoi di votare no, perché «quando si hanno poteri così forti davanti, il governo, i confederali, gli imprenditori Cai, bisogna restare uniti». Ma i lavoratori non ci stanno. Esigono risposte dai sindacati qui e ora. Si alternano al megafono. «Dobbiamo far capire alla Cai che quello che vedono qui oggi sarà la vita futura che l´aspetta». «Dobbiamo decidere oggi perché quando arriverà la lettera Cai sarà troppo tardi». La lettera in arrivo. È questo l´incubo dei lavoratori. Perché allora ci sarà chi verrà chiamato e chi no. «E quelli che non entreranno come li difenderemo?». Fabio Berti, segretario Anpac non la pensa così. Il suo ragionamento è più sottile. «Non siamo d´accordo con il blocco - spiega - ma non ci siamo arresi. Chiediamo l´intervento del governo che deve verificare, e con noi, i contratti proposti da Cai. Chiediamo di poter gestire, insieme a Cai, gli esuberi perché questo era nell´accordo. Devo dire che Gianni Letta, che è stato il mediatore di questa vicenda, mi ha sorpreso. Non me lo aspettavo». La Cai intanto va avanti, forte anche della decisone che la Ue prenderà martedì: un sostanziale ok all´operazione Cai e la bocciatura del prestito ponte considerato aiuto di stato e che dovrà essere rimborsato dalla bad company.


11 novembre 2008 - Caserta news

RdB/CUB Università: per gli studenti, orgoglio pubblico

Salerno – "L'Università di Salerno inaugura le nuove residenze per gli studenti. E' l'apoteosi dell'orgoglio pubblico per l'università. La costruzione di nuovi beni pubblici e la loro difesa è da sempre uno dei principali argomenti di lotta e di conflitto sindacale delle RdB/CUB. Difendere la pubblica amministrazione, il lavoro pubblico, la pubblica amministrazione e i beni comuni contro lo smantellamento dello stato sociale è la nostra missione. Le nuove residenze per gli studenti dell'Università di Salerno hanno attraversato 3 governi e, sebbene sono una goccia nel buco enorme della persistente violazione del diritto allo studio che si conferma anche quest'anno con una erogazione delle borse di studio che non arriva al 50% in Campania, le nuove residenze rappresentano una nuova struttura pubblica da difendere con i denti contro l'ingordigia che muove tutti i processi di privatizzazione che da decenni erodono stato sociale a tutta la collettività."


11 novembre 2008 - Estense.com

Interverranno anche gli amici di Marco Galan
Lavorare uccide, iniziativa di Pbc

Ferrara - Giovedì 13 novembre, alle ore 21 nella sala riunioni dell'associazione Per il Bene Comune, in piazzale Stazione 15, verrà presentato il libro "Lavorare uccide", di Marco Rovelli. Con l'autore parteciperanno Emidia Papi, Rdb nazionale; Stefano Cecchi, responsabile area lavoro di Per il bene comune; Gianni Barotti, Comitato Amici di Marco Galan; un rappresentante Rdb dei Vigili del Fuoco di Ferrara. Negli ultimi anni le vittime per incidenti sul lavoro sono state più di quelle occidentali in Iraq. Peggio di una guerra. "Morti bianche", senza voce, relegate a poche righe sui giornali, miseri loculi anagrafici. Per queste vittime del silenzio, della negligenza e della distrazione, Marco Rovelli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del Paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all’impotenza di chi è rimasto. "Lavorare uccide" si addentra nelle logiche più feroci della produzione e del profitto: dal just in time al perverso labirinto di appalti e subappalti, dalla crisi dei sindacati all’omertà dei colleghi, dalle norme di sicurezza ignorate a una giustizia che troppo spesso non viene fatta. Attraverso storie, testimonianze e dati, un’inchiesta appassionata e atipica che ci aiuta a capire per quali barbari meccanismi la vita di un uomo vale solo pochi euro, e quanta strada resta ancora da fare per mettere fine a questa vergogna. E per non dimenticare, ma soprattutto per evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi, sarà dato ampio spazio al comitato amici di Marco Galan. Il comitato nasce per volontà di parenti, amici, colleghi e simpatizzanti di Marco, un giovane Vigile del Fuoco del Comando di Ferrara, con notevole esperienza e in possesso di numerose specializzazioni (tre anni fa, ha anche partecipato alla spedizione italiana in Antartide). Il 26 luglio 2006, Marco stava effettuando, regolarmente comandato, il controllo dei cavi di trazione di una campagnola VF all’interno del cortile della caserma quando all’improvviso un furgone di un corriere è entrato a velocità sostenuta e, non accorgendosi del cavo in trazione, ha provocato l’investimento del vigile da parte del mezzo a cui era collegato il cavo. I danni riportato da Marco sono stati gravissimi: rianimato due volte nelle 24 ore successive all’incidente, ricoverato per oltre due mesi presso il reparto di rianimazione, è tuttora in stato vegetativo, senza che al momento vi siano ragionevoli possibilità di ripresa. "Durante la serata – spiega Monia Benini, presidente di Per il Bene Comune - tutti gli interventi saranno trasmessi in diretta via internet sul canale www.mogulus.com/perilbenecomune , e i cittadini presenti in sala o collegati avranno la possibilità di intervenire o porre domande su un argomento che "Per il bene comune" ritiene di assoluta priorità: le "morti bianche", rispetto alle quali si sprecano fiumi di parole di solidarietà, senza tuttavia intervenire alla radice del problema, ossia senza realmente prendere provvedimenti in materia di controlli sul posto di lavoro".


11 novembre 2008 - Varese news

Malpensa - Negli scali lombardi gli strascichi dello sciopero spontaneo proclamato lunedì 10 novembre dai dipendenti della compagnia di bandiera
Sciopero Alitalia: caos nei cieli, cancellati 19 voli

Ancora disservizi nei collegamenti aerei per la protesta selvaggia dei dipendenti di Alitalia. Dopo lo sciopero a sorpresa di ieri, lunedì 10 novembre, che ha gettato nel caos gli scali italiani, questa mattina tra Linate e Malpensa sono stati cancellati 19 voli nelle prime ore della giornata, 12 in partenza e 7 in arrivo. La maggior parte delle cancellazioni sarebbe da imputare allo strascico del blocco improvviso di ieri, con diversi aerei Alitalia in uno scalo e gli equipaggi in altri. Nell'aeroporto varesino non si registrano, al momento, assemblee o altre agitazioni. Le proteste dei dipendenti Alitalia sta, però, esasperando gli animi dei passeggeri per la mancanza o il ritardo del proprio volo. I lavoratori Alitalia aderenti al Cub (circa 250 iscritti in tuttta Italia) sono in sciopero per 24 ore dalle 18 di ieri sera. L'agitazione è stata decisa senza l'assenso dei sindacati, gettando gli aeroporti nel caos. Le cinque sigle del 'fronte del no' - Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl - hanno preso le distanze, ma non riescono a governare parte dei lavoratori. A poco serve la precettazione decisa nella serata di ieri dal Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, che annuncia ulteriori iniziative.


11 novembre 2008 - Liberazione

A furia di soffiare sul fuoco il governo ha ottenuto quello che voleva: dividere i lavoratori dell'Alitalia, facendo leva sulla loro sacrosanta esasperazione...
di Roberto Farneti

A furia di soffiare sul fuoco il governo ha ottenuto quello che voleva: dividere i lavoratori dell'Alitalia, facendo leva sulla loro sacrosanta esasperazione. Con l'obiettivo di indurli a compiere gesti che potessero offrire pretesti per interventi autoritari in nome dei diritti dei passeggeri. I risultati di questa strategia della provocazione si sono visti ieri con la proclamazione di uno sciopero spontaneo immediato, deciso con appena 130 voti favorevoli e 80 contrari, al termine di una drammatica assemblea che all'inizio aveva visto la partecipazione di oltre un migliaio di persone assiepate nel piazzale antistante il varco equipaggi dell'aeroporto di Roma Fiumicino. Come era facile prevedere lo sciopero, iniziato alle 18, ha avuto vita breve. Appena due ore, il tempo tecnico perchè il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, avviasse le procedure di precettazione.
A proporre lo sciopero era stato il comitato di lotta costituito una decina di giorni fa nello scalo romano e di cui fanno parte singoli lavoratori e rappresentanti del sindacato di base Cub. Inascoltato l'invito a restare uniti giunto dai rappresentanti di Anpac, UP, Anpav, Avia e SdL Intercategoriale, le cinque sigle che formano il "fronte del no" al ricatto della Cai di Roberto Colaninno - ricatto sostenuto dal governo - e che hanno fissato un percorso di lotta articolato che prevede 15 giorni di sciopero dal prossimo 25 novembre fino al 26 maggio 2009.
Non basta: da alcuni giorni i piloti stanno attuando uno "sciopero bianco", con l'applicazione letterale del manuale operativo. La protesta sindacale ha già determinato la cancellazione di numerosi voli, oltre cento nella sola giornata di ieri tra Fiumicino e Linate. «Non tappando le inefficienze aziendali, non reggono - ha provato a spiegare Fabio Berti, presidente dell'Anpac, ai lavoratori riuniti in assemblea - ci sono assistenti di volo che fanno le pulizie, piloti che trainano e si sostituiscono al personale di terra mancante. La nostra professione è irrinunciabile e si è visto. Cai vuol far credere di poter gestire la compagnia senza personale navigante e di terra ma non è così».
Il comandante Berti ha quindi rivolto un appello all'unità: «Abbiamo un obiettivo che è identico - ha sottolineato ancora il presidente dell'Anpac - stiamo pianificando le cose giuste, la lotta non finisce oggi perchè con un'azione traumatica avremmo una precettazione dopo 20 minuti. Non ci deve essere spaccatura, c'è una strada precisa, dovete avere fiducia».
Altrettanto appassionato l'intervento di Paolo Maras, di SdL: «Al ministro Matteoli - ha detto Maras - diciamo che è inaccettabile che migliaia di lavoratori debbano ingoiare l'inferno che è stato loro preparato. Qui non ci sono i ribelli del no ma chi vuole difendere la democrazia, libertà e il diritto al lavoro. Tutti devono sapere che Alitalia è un banco di prova. C'è una santa alleanza tra poteri forti e i sindacati complici contro quei principi ai quali noi vogliamo rinunciare». In chiusura, Maras ha anche ricordato che Cai «verserà 275 milioni di euro di risorse liquide e incasserà 200 milioni grazie agli sgravi fiscali che otterrà assumendo personale in cassa integrazione». Parole, queste, che hanno scatenato la reazione dei lavoratori che hanno cominciato a urlare «ladri, ladri».
Non solo i lavoratori. Anche le istituzioni locali del Lazio sono preoccupate per le pesanti ricadute che il piano Cai per l'Alitalia avrà sul territorio, in termini occupazionali ed economici. L'argomento è stato affrontato ieri nel corso di una iniziativa organizzata dal Prc presso il Teatro Traiano di Fiumicino città. «Scriverò una lettera a Berlusconi per chiedere la riapertura delle trattative», ha annunciato il governatore del Lazio Piero Marrazzo. «Nessuno pensi di dare a Cai anche le rotte che non utilizza», ha quindi ammonito Marrazzo. Unanime la richiesta rivolta al governo da parte dei rappresentanti del Prc nelle amministrazioni locali affinché siano garantiti ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori, proprio per dare il tempo alle stesse amministrazioni di predisporre politiche industriali nei servizi.
Per il segretario del Prc, Paolo Ferrero, quella Alitalia è una vertenza emblematica: «Se passano questi principi e queste pratiche qualsiasi azienda italiana - ha spiegato Ferrero - può rivendicare rispetto ai lavoratori e pretendere l'appoggio del governo a decidere qualsiasi cosa togliendo qualsiasi forma di democrazia, diritti, trasparenza. Per questo la lotta dei lavoratori Alitalia è anche la lotta di tutti i lavoratori dei trasporti», ieri in sciopero per un contratto che non arriva. «Le lotte - ha concluso Ferrero - dimostrano che non è il governo ma i lavoratori che non si fanno intimidire».
Intanto Cai si appresta a incassare il via libera dalla Commissione Europea all'acquisto di Alitalia. A quanto si apprende, Bruxelles rileva che «non c'è continuità» tra la vecchia e la nuova Alitalia, e che la vendita a Cai può procedere, sia pure sotto stretto controllo. Quanto al prestito ponte, confermato che dovrà essere restituito dalla vecchia Alitalia, quella cioè guidata dal commissario straordinario Augusto Fantozzi, e a prezzi di mercato che si applicano a un'azienda destinata a fallire.


11 novembre 2008 - Il Manifesto

AUTUNNO CALDO «Sciopero» fantasma nella compagnia aerea, dove invece viene confermata la mobilitazione «nel pieno rispetto delle regole». Decine i voli cancellati. Bloccati anche i trasporti pubblici, per il contratto della mobilità. Intanto l'industria registra un nuovo crollo
L'Alitalia in lotta, senza sciopero
di Francesco Piccioni

FIUMICINO - La stupidaggine arriva ad assemblea conclusa. Dopo ore ed ore di discussioni, serie, appassionate e intelligenti come sanno esserlo soltanto quelle tra persone che si giocano il posto di lavoro. Ossia la vita. E sorprende che ci sia sempre, anche in queste condizioni, chi non capisce dove si trova; o la portata della posta in gioco. Eppure gioca.
Non è difficile spiegare da dove venga quel fantomatico «sciopero» dichiarato all'improvviso, verso le 16 di ieri, da un «comitato» che non a caso non comprende nessuna delle organizzazioni che da giorni - non avendo sottoscritto i contratti imposti dalla Compagnia aerea italiana (Cai) - stanno sviluppando la mobilitazione all'interno di Alitalia. Una battaglia difficile, contro un'azienda che non c'è più (e che quindi non subisce alcun danno da uno sciopero) e una che non c'è ancora; con il governo come vero dominus di uno scontro fuori di ogni regola. Una battaglia che alla fin fine ha stabilito un percorso, fissando lo sciopero legalmente indetto al 25 (data prenotata dalla Cub, cui tutte le sigle «ribelli» hanno dato adesione), e stabilendo fin lì un «codice di comportamento» improntato al rigido rispetto delle norme fissate nei manuali operativi. Non è poco, in un lavoro dove alla fin fine ognuno è solo con se stesso e un gruppo di colleghi che si può contare sulle dita di una mano. E' molto, invece. Tant'è vero che ieri quasi tutti i voli hanno portato ritardi più o meno apprezzabili; alcuni sono stati cancellati. Senza sciopero.
Una situazione che comincia a farsi difficile per il governo (la Cai, come spiegano i dipendenti, aveva rinunciato già due volte a presentare l'offerta; solo Berlusconi li ha sempre riportati in gioco), ancora «padrone» del pacchetto azionario e al tempo stesso «garante» degli accordi stracciati un attimo dopo la firma. Al punto che molti - nel governo - puntano sul possibile «incidente» in grado di trasformare un complesso problema di relazioni industriali in una «questione di ordine pubblico». Basta far caso a quanti politici parlano della mobilitazione abusando di metafore militari («non ci faremo intimidire», «andremo avanti lo stesso», ecc).
L'assemblea di ieri doveva comunque far conto anche con una esasperazione vera. Mesi di finte trattative «con un pistola puntata alla tempia», di acquirenti che vanno e vengono, prospettive di vita che si disfano... Eppure prevaleva nettamente il ragionamento. Fa effetto vedere all'opera certi meccanismi. La «lotta» non è un dovere ideologico. «Si fa», cresce con in capannelli di persone che discutono tra loro; prende corpo e si modifica secondo gli interventi. Dipende da chi sei, che storia hai, che mansione copri nella «produzione» (c'è poco da fare: in una compagnia aerea il personale di volo è la «figura centrale»; i piloti in primis), quanto pesi come sindacato. Ma dipende anche dagli umori, dalle presenze. E dagli osservatori - i media - quasi mai disinteressati.
E' qui che le proposte «estreme» possono diventare «di destra». La polizia è a 5 metri. Un gruppo - nemmeno numeroso - propone il «blocco totale subito». Si siedono in terra vicino al varco degli equipaggi. E' un gesto poco meno che simbolico (i varchi sono sei: chi deve salire su un aereo ha altre cinque alternative), ma eccita le «forze dell'ordine». Basterebbe identificare i protagonisti della mini-protesta per veder partire altrettante lettere di licenziamento che metterebbero in difficoltà tutti gli altri.
Partono le discussioni. Da un lato si cerca di convincere la polizia ad attendere, dall'altro di far tornate indietro la manifestazione improvvisata. Ci si riesce: tutti d'accordo nel togliere il «blocco». Poi ci si scioglie, di fatto. Poco più di cento restano sul piazzale. Qualcuno mette ai voti una «mozione» per lo sciopero subito. C'è chi la contesta (Paolo Maras, dell'Sdl). Passa per un pelo. Un attimo dopo Alitalia informa i passeggeri (e soprattutto le agenzie di stampa) che per oggi non garantisce i voli. La stupidaggine era davvero molto attesa. Basti pensare che tra gli scioperanti a sorpresa non c'è un solo pilota. Gli aerei, oggi, decolleranno lo stesso. Un po' in ritardo magari, come deciso in assemblea.
Il resto è cronaca. Il «garante» per gli scioperi nei servizi pubblici apre un'inchiesta (ne sono stati dichiarati 15, da qui a maggio) e convoca le parti. E siccome interpreta in modo originale il ruolo di «garante» chiede preventivamente la precettazione dei lavoratori (pensate voi se fosse stato un giudice...). Il ministro dei trasporti, Altero Matteoli, approva il suggerimento a tambur battente. L'Enac - come da copione - si è messa ad indagare sugli «scioperi» che ancora non ci sono. Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav confermavano il tipo di mobilitazione già in atto, dove la parola «sciopero» ricorre solo per la scadenza del 25.
Di reale c'è solo il numero degli aerei che portano ritardo, in crescita. Sono iniziate anche le cancellazioni, perché i ritardi - in questo settore - tendono ad accumularsi, fino a non essere recuperabili nel corso della giornata. Per oggi è previsto un ncontro tra i sindacati confederali - firmatari dei contratti-capestro proposti da Cai - per discutere su cassa integrazione e mobilità (le procedure sono state avviate da Alitalia, con l'invio delle lettere ai dipendenti per «cessata attività»), con molti probllemi per quel che riguarda il pagamento delle tredicesime e i carichi di lavoro di novembre (che finiranno probabilmente nelle «insinuazioni al passivo»). Come dicevano ieri a Fiumicino: «se magari qualche sindacato confederale si fosse fatto vivo per illustrarci, in assemblea, cos'è che hanno firmato quella notte a palazzo Chigi...».


11 novembre 2008 - Il Mattino

Caivano. Ancora proteste dei circa 70 Lavoratori socialmente utili...
di ANTONIO PARRELLA

Caivano - Ancora proteste dei circa 70 Lavoratori socialmente utili che, dopo il sit-in al Comune dei giorni scorsi, ieri hanno manifestato per la strade cittadine per chiedere all'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pippo Papaccioli, la stabilizzazione nella pianta organica del Palazzo di piazza Battisti. «Sono 13 anni che prestiamo servizio presso i vari uffici comunali - sottolinea Gaetano Ponticiello, coordinatore sindacale della Cgil-Rdbcub - Pertanto chiediamo, così come già avvenuto in altri comuni del circondario, l'assunzione a tempo indeterminato». «Abbiamo sempre lavorato per contribuire a rendere più efficienti i servizi erogati ai cittadini - dicono altri Lsu - Inoltre per l'assunzione di ogni lavoratore la Regione stanzia un contributo di 20mila euro per tre anni con l'obiettivo di consentirne l'assunzione a tempo indeterminato da parte dei comuni». Proclamato lo stato di agitazione permanente con l'astensione dal lavoro. «Da parte dell'amministrazione c'è un'ampia disponibilità a risolvere la questione positivamente, tenendo conto anche dei contributi previsti dalla Regione - assicura il sindaco Papaccioli - Certamente è necessario verificare accuratamente i costi dell'operazione, perché non possiamo assumere tutti i 70 Lsu con il reale rischio di provocare un dissesto finanziario al Comune. Infatti ciò comporterebbe un aggravio del 40% di spese fisse mensili per i dipendenti. Comunque potranno essere effettuate assunzioni graduali anche attraverso le esternalizzazioni dei servizi». Intanto la Regione ha emanato un avviso per i Comuni che intendono effettuare azioni di reimpiego e di stabilizzazione dei Lsu. Tali manifestazioni di interesse da parte degli enti pubblici dovranno pervenire entro sabato prossimo al Palazzo di Santa Lucia.


11 novembre 2008 - L'Unità

L’assedio di Fiumicino
Prima il blocco, poi lo sciopero di 24 ore. I «duri» della protesta fermano il Paese. Sindacati contrari, piloti anche. Il governo precetta. E la gente snervata aspetta voli che non partiranno mai.
di MARCO BUCCIANTINI

«Venite quaaa...si votaaa...». La voce affievolita da ore di orazione si serve del megafono per l’ultima prova. Sono rimasti in pochi, i piloti chiedono di evitare lo sciopero, «un errore», ma si deve scrivere un finale a questo dramma. «Chi ci sta?», alzano le mani una trentina, qualcuno ne alza due, si conta a occhio. «Chi è contrario?»: alzano le mani grossomodo altrettanti. Lo sciopero passa. L’Italia è ferma, tutti vincono: i duri hanno il loro sciopero, i piloti giovano dell’asprezza dello scontro, senza sporcarsi le mani. Il governo può fare la faccia feroce, precettare («la protesta è dichiarata senza preavviso né garanzia delle prestazioni minime») ed evitare il merito della questione, i sindacati perdono pezzi che nessuno difenderà. Al piano delle partenze, c’è gente che aspetta da nove ore, mortificata: c’è sempre qualcuno che perde.
Sono le cinque del pomeriggio di una giornata lunga per chi lotta e lunghissima per chi aspetta un aereo che non parte mai. La fiumana di hostess, steward e personale di terra al sit-in davanti al varco degli equipaggi si cristallizza per le votazioni. Questa è l’ultima scena, dunque. Prima, ognuno aveva fatto la sua parte, volente o nolente. Sono le dieci di mattina quando in 400 si radunano in assemblea per votare la mozione. I sindacati, anche gli autonomi, non vogliono fermarsi subito e diluire 15 giorni di sciopero fino a maggio . «Ragioniamo col cervello, non con le palle», ci prova Massimo Notaro, dell’Unione Piloti. «Con le palle godo di più», è la risposta. Nasce un comitato di lotta, un parasindacato trasversale di falchi della protesta. Una rottura del fronte che fa gioco a molti. Il trotzkista Marco Ferrando s’aggira con la giacca di velluto, il maglioncino scuro e il pantalone con l’orlo in fondo consumato. Può rispolverare un guardaroba e un frasario d’altri tempi, i suoi tempi: «Oggi è giorno di lotta, cerchiamo la sponda della Fiom: una rottura storica della mitologia corporativa». Caspita. La Fiom tace, ma la frase funziona: «Sono orgoglioso di essere qui, unico della sinistra», fa il leader del Partito comunista dei lavoratori, «parte la locomotiva, poi arriveranno le carrozze». Eccolo, il treno lanciato a bomba contro l’ingiustizia. «Insieme, come gli operai e gli studenti: siamo più vicini alla tradizione francese...». Ma più lontani dalla Francia, perché non si vola e la fila alla biglietteria si gonfia di ritardi e bestemmie. Il senatore Stefano Pedica è a pesca di consensi per l’Italia dei valori. Il massimalismo di Pedica arringa: «Scioperiamo tutti i giorni, da oggi fino a maggio». Monta il coro: «Blocco, blocco». Fabio Berti, il sindacalista dei piloti da salotto tv, scuote la testa.
Carlo Semeraro è steward da vent’anni. Si presentò al colloquio d’assunzione con la giacca del cugino. Non è un privilegiato, anche questo dev’essere detto. Davanti c’è un uomo di 44 anni in difficoltà, «due figli, separato, l’unico reddito è il mio. Con il loro accordo il mio stipendio sarebbe sui mille e 700 euro». Fa l’elenco: «Dobbiamo rinunciare ad un terzo delle ferie, dieci giorni. Ci azzerano l’anzianità. Ci tagliano la paga del 40%. Mandano a casa gli stagionali, i criteri di esclusione sono disumani. Eppoi per fare lo steward un tempo serviva conoscere due lingue, e un titolo di studio adeguato. La Cai dice che va bene anche la terza media: degradano il nostro lavoro. Voi, che fareste?». La ricerca diretta di solidarietà è ripetuta, perfino "smodata": «I giornalisti non hanno mai fatto un giorno di precariato! Che farebbero, loro?» urla il capo dei Cub (i comitati di base). Un altro ci addita come «spie della digos». Quattro hostess ci guardano torve: «Oggi scriverete che siamo qui per prendere il sole. In fondo è lunedì, i parrucchieri sono chiusi». «Sono un elettore del Pd deluso. Lo scriverai?», sfida Roberto Valenti, assistente di volo, «quello col sigaro», per tutti.
Giusy Infante è consulente della Value Team, azienda romana che fa affari con la Turkcell, la compagnia di telefonia mobile di Istanbul. È arrivata alle sette e mezzo a Fiumicino, emozionata, sono i primi viaggi di lavoro importanti. La commessa è grossa, prestigiosa. Va all’imbarco, ritardano il volo delle 10. Mezz’ora, poi ancora mezz’ora. Così fino alle 14. Poi l’annullano, «ce n’è un altro alle 21», la rassicurano, e intanto ci sono i bagagli da recuperare al cimitero delle valigie, tutte in fila come croci in un camposanto. Migliaia. Il blocco ha danneggiato anche le altre compagnie, che si lamentano. Adesso Giusy è nel girone dei disperati, nella fila che cresce inesorabile e asfissia il Terminal C, quello delle partenze internazionali. La rabbia trova sfogo nei malcapitati allo sportello. Dennis: «Nessuno ci dice niente, è una vergogna». Paola: «Avevo quattro giorni di vacanza, dopo dieci mesi di lavoro: li passo a Fiumicino, mi viene l’ulcera». Anonimo: «La libertà di un individuo finisce dove comincia quella degli altri, chi lo disse?». Non certo quello col megafono. La polizia giudiziaria di Fiumicino procede all’identificazione dei capi del comitato di lotta. Come quasi tutti i voli in partenza dopo le 18, l’aereo di Giusy per Istanbul non è mai partito.


11 novembre 2008 - Il Secolo XIX

Rivolta dei piloti Alitalia nel caos
Alla decisione di sciopero immediato scatta la precettazione
di Michele Lombardi

Roma - Alitalia: si rischia il caos. Piloti e assistenti procedono a testa bassa contro la Cai e il governo ma il fronte del no si spacca: dopo una giornata campale, l'assemblea del ribelli, riunita a Fiumicino, ha suonato la carica ed è partita con un blocco immediato dei voli di 24 ore. Dura la reazione del governo che ha precettato i lavoratori aderenti allo sciopero proclamato dalle 18 di ieri, senza preavviso: «Nessuna manifestazione sindacale può prendere in ostaggio un Paese. La paralisi degli aeroporti è un atto illegale, che deve essere rimosso e sanzionato», ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Anche la Procura di Roma starebbe per aprire un fascicolo per interruzione di pubblico servizio, mentre il ministro di Trasporti, Altero Matteoli, ha risposto con la procedura di precettazione.
Ma intanto i passeggeri hanno vissuto una giornata di ritardi, cancellazioni e disagi. La situazione è sfuggita di mano anche ai sindacati autonomi, che pure hanno proclamato 14 giorni di sciopero nei prossimi mesi. In pratica, è passata la proposta del Comitato del no, che aveva proposto in mattinata di incrociare le braccia e giocare la carta degli scioperi da subito. Una linea di scontro, che le cinque sigle del no (Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl) non hanno voluto assecondare con la motivazione che così si rischia di spaccare i lavoratori. Meglio procedere, hanno spiegato i vertici sindacali, con gli scioperi annunciati sabato: due settimane a partire dal 25 novembre fino alla fine di maggio. Ma in serata i Comitati di base, che non hanno firmato mai nessuna intesa, hanno optato per un atto di forza immediato, ottenendo il disco verde dell'assemblea alla quale erano presenti 3-400 lavoratori. Le sigle autonome di piloti, steward e hostess sono state scavalcate dal sindacato di base, più oltranzista, che è deciso a usare subito le armi pesanti contro Roberto Colaninno e soci. Ma anche contro il governo. I vari leader sindacali di piloti e assistenti, Paolo Berti, Massimo Notaro, Paolo Maras e via dicendo, non sono riusciti così imporre una rotta meno drastica alla lotta dei lavoratori di Alitalia. «Non è il momento, la lotta non finisce oggi perché un'azione traumatica rischia di provocare una precettazione dopo 20 minuti. Evitiamo una spaccatura», ha spiegato Berti. E invece la spaccatura c'è stata: una costola importante del fronte del no è andato per la sua strada, che porta a uno scontro frontale ed è in grado di gettare gli aeroporti nel caos.
Intanto, tra lo "sciopero bianco" deciso nei giorni scorsi, le assemblee e i sit-in agli imbarchi, i passeggeri si sono trovati coinvolti in un vortice di ritardi e voli cancellati: un centinaio solo a Fiumicino mentre allo scalo milanese di Linate le cose non sono andate meglio, tra ritardi e cancellazioni. A Genova sono stati cancellati un volo ieri sera e uno stamane alle 7.45. E a chiudere in bellezza è piombato sui passeggeri in attesa di imbarcarsi lo sciopero improvviso. Per dirne una: anche un cargo MD11 della Banca d'Italia con 10 miliardi di euro a bordo è rimasto bloccato per ore su una pista di Fiumicino per effetto dell'assemblea in corso. In campo anche il presidente dell'Autorità garante degli scioperi nei servizi pubblici, Antonio Martone, ha rivolto ai sindacati in lotta un fermo invito a tornare sui loro passi: «Basta con queste iniziative, che violano le regole vigenti e danneggiano i cittadini», ha detto. Le sigle ribelli sono state convocate per giovedì dal Garante, che intanto non ha perso tempo ed ha fatto partire una richiesta di precettazione per lo sciopero non annunciato di oggi perchè lo considera «improvviso, senza preavviso e senza garanzie delle prestazioni minime». Richiesta subito esaudita dal ministro Matteoli.
Di fronte a questa situazione, che non può che peggiorare, il governo non è disposto a fare marcia indietro chiamando a palazzo Chigi i ribelli del volo e Cai non intende riaprire la trattativa. Domani, l'Ue dovrebbe bocciare il prestito ponte di 300 milioni concesso in aprile ad Alitalia ma senza creare problemi a Cai perché il rimborso sarà accollato alla bad company, cioè al commissario Augusto Fantozzi. Colaninno si prepara a procedere con le chiamate nominali: Cai proporrà di firmare il contratto a piloti e assistenti di volo, chiamati a sottoscrivere le stesse condizioni d'ingaggio e lavoro, già accettate da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Sarà questo il vero banco di prova, su cui misurare la tenuta del fronte del no, che da ieri non è più così compatto perchè la fuga in avanti dei Cub, i comitati di base, rischia ora di aprire un delicato fronte di scontro anche con l'opinione pubblica.


11 novembre 2008 - Corriere della Sera

Caos Alitalia, stop ai voli Ma il sindacato è diviso
Matteoli: precettazione. Berti: ci stiamo massacrando. Il blocco improvviso deciso dai Cub. Prosegue lo sciopero bianco. Primo via libera dell'Europa a Cai: c'è discontinuità
di Antonella Baccaro

ROMA — Il primo sciopero in Alitalia, dall'inizio del commissariamento, è stato proclamato ieri pomeriggio alle 18 da una sigla, la Cub, che conta 250 iscritti sui 16.745 dipendenti. Durerà fino alle 17.59 di oggi, sempre che la precettazione richiesta dal Garante e accordata dal ministero dei Trasporti non produca i suoi effetti. Ma intanto gli scali sono stati paralizzati. Non poteva esserci un momento peggiore per fermare il trasporto aereo, visto che ieri si sono bloccate anche le ferrovie e i mezzi pubblici.
La protesta, partita in sordina e in forme legali, per iniziativa del «fronte del no» (Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl) attraverso la pedissequa applicazione dei regolamenti, è sfuggita di mano quando, a Fiumicino, è iniziata l'assemblea. È stata questa a bloccare il varco per gli equipaggi per tutta la giornata, provocando i primi ritardi. È stata sempre l'assemblea, e in particolare la Cub, a proclamare lo sciopero illegittimo, perché senza preavviso, da cui «il fronte del no» ha preso le distanze. Per la Cub tutti gli accordi sono da rigettare e la compagnia deve essere nazionalizzata.
Sui disagi il presidente dell'Enac (ente aviazione civile), Vito Riggio, ha aperto un'inchiesta per accertare le responsabilità e individuare le relative sanzioni. Ma intanto per Alitalia è stato un giorno da dimenticare. «A questo punto siamo di fronte a un problema di ordine pubblico e come tale verrà affrontato» ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. «Questo governo ha perso il controllo della situazione» ha replicato il suo omologo del «governo- ombra» del Pd, Enrico Letta.
«Ci stiamo massacrando— ha commentato il leader dei piloti dell'Anpac, Fabio Berti —: il governo deve fare da moderatore: qui si stanno decidendo le sorti della compagnia senza il consenso di chi rappresenta il 90% degli iscritti ». Ma Cai (la compagnia aerea italiana) non intende riaprire le trattative e punta dritta a assumere piloti e hostess tramite chiamata individuale. La procedura prevede che tutti i lavoratori di Alitalia vengano messi in cassa integrazione a rotazione. Poi, una volta individuati i 12.639 lavoratori da assumere, Cai invierà loro delle lettere per chiamarli al lavoro. Spetterà al singolo decidere se aderire o meno. Se lo farà, dovrà dimettersi subito da Alitalia e accettare la proposta di Cai. Ma su questa strada ieri si sono messi di traverso anche i quattro sindacati che finora hanno firmato tutti gli accordi: Cgil, Cisl, Uil e Ugl, dopo aver incontrato il commissario Augusto Fantozzi, hanno chiesto di bloccare le procedure di mobilità perché prima serve un confronto al ministero del Welfare per sciogliere una serie di nodi, come il mancato preavviso e il pagamento delle tredicesime. Dunque la situazione complessiva resta mossa.
L'unica buona notizia è venuta da Bruxelles: i capi di gabinetto della Commissione europea hanno dato il via libera al salvataggio di Alitalia e stabilito che la restituzione del prestito-ponte, definito illegale, sarà a carico della «bad company» e non di Cai. La decisione approderà alla riunione della Commissione di domani e sarà adottata senza più essere messa in discussione.

L'assemblea a Fiumicino
A decidere il blocco sono 130 «irriducibili»
di Francesco Di Frischia

ROMA — Alla fine, a Fiumicino, vince lo sciopero selvaggio. Inutile il tentativo dei sindacati autonomi (Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav) di fare ragionare l'ala oltranzista dei lavoratori Alitalia. La replica del governo non si fa attendere: il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, in serata precetta i lavoratori che hanno incrociato le braccia senza preavviso.
Con 130 voti a favore e 87 contrari verso le cinque del pomeriggio passa una mozione che stabilisce lo stop per 24 ore, con inizio quasi immediato: appena un'ora dopo. A decidere la protesta estrema un'assemblea indetta dal comitato di lotta autoproclamato, oltre 200 persone. Assistenti di volo e piloti, molti in divisa, dalle dieci di mattina bloccano con un sit-in, fino alle quattro, l'ingresso al centro equipaggi del Leonardo da Vinci, tra i terminal B e C degli arrivi: strada sbarrata ai colleghi di altre compagnie, anche straniere. Tutti sono costretti a raggiungere gli aerei da un ingresso secondario. Ma nel frattempo lo sciopero bianco, deciso dai piloti, manda in tilt lo scalo: alla fine della giornata saranno un centinaio i voli cancellati solo a Fiumicino. Nella decisone dello sciopero selvaggio c'è invece lo zampino di Marco Ferrando, segretario del Partito comunista dei lavoratori, che partecipa all'assemblea. Il clima è teso sin dal mattino, quando un migliaio di lavoratori si riunisce nella piazzola degli equipaggi. Domenica i duri avevano proclamato 14 giorni di sciopero. Adesso, a sorpresa, spunta la mozione sul blocco immediato. I sindacati autonomi restano spiazzati. A stendere il documento è Roberto Valenti, ex Cgil ed ex Sult, oggi «senza alcuna tessera sindacale ». I piloti sono contrari, gli assistenti di volo favorevoli. «Qui si fa il blocco oppure è finita— tuona Valenti col megafono —. Siamo davanti a un licenziamento di almeno diecimila lavoratori e ancora non siamo stati capaci di fare un'ora di sciopero». Applausi.
Fabio Berti, presidente dell'Anpac, prova a placare gli animi: «Rispettiamo le regole: la battaglia è lunga e dobbiamo essere uniti. Se scioperiamo ora, facciamo un errore: le iniziative che stiamo portando avanti servono». «No, non bastano », gli grida dalla platea una hostess bionda. Fabio Frati, Cub Trasporti, rincara la dose: «La partita va giocata prima che Cai subentri: scioperiamo subito. I confederali hanno accettato criteri di assunzione inaccettabili. E il governo deve vendere l'Alitalia con un'asta pubblica, non regalarla ad un gruppo di imprenditori, amici del Cavaliere». La gente applaude.
Dalle piste arrivano le prime notizie: decine di voli annullati. Il trucco è applicare le regole con pignoleria. Un pilota sussurra: «Abbiamo sempre garantito la sicurezza. Ma prendendoci le nostre responsabilità a volte voliamo anche se, per dirne una, il computer del meteo è fuori uso. Chiaro, non siamo pazzi: basta vedere il meteo da un altro computer qualsiasi, quando c'è il sole, al decollo e all'arrivo, si può andare sereni. Da oggi, invece, basta: rimarremo a terra». Sciopero bianco, dunque. Massimo Notaro, leader dell'Unione piloti, è soddisfatto delle tante cancellazioni: «Quello che è successo oggi capiterà tutti i giorni: noi facciamo solo il nostro dovere perché crediamo in questa azienda. Se tutto non è in regola, non si vola. La Cai è avvisata». Ma, attorno alle cinque, l'assemblea vota la mozione per lo sciopero tout court: inutile l'arringa finale di Paolo Maras dell'Sdl. Si va al muro contro muro.


11 novembre 2008 - L'Arena/Brescia Oggi/Giornale di Vicenza

LA COMPAGNIA NELLA BUFERA. Giornata convulsa di assemblee. Il Cub proclama una protesta di 24 ore. Le altre sigle si dissociano. Caos a Fiumicino e Linate
Vertenza Alitalia, scatta lo sciopero selvaggio

ROMA - La protesta contro l’accordo del 31 ottobre su contratti e criteri di assunzione per la nuova Alitalia spacca il «fronte del no». Il comitato di lotta ha indetto uno sciopero improvviso di 24 ore che scadrà alle 18 di oggi. Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl si sono dissociate dichiarando «una completa estraneità alla protesta». Pesanti le ripercussioni sul traffico aereo.
A Fiumicino sono stati cancellati decine e decine di voli. Una raffica di ritardi con punte di tre ore ha colpito i collegamenti nazionali e internazionali. I passeggeri hanno preso d’assalto i check-in e le operazioni di consegna dei bagagli sono state interrotte. Problemi anche nei due scali milanesi: a Linate non sono decollati 33 voli, a Malpensa tre.
Immediatamente il presidente della commissione di garanzia, Antonio Martone, ha fatto scattare la richiesta di precettazione in base alla legge 146 perché lo sciopero è stato dichiarato «in modo improvviso, senza preavviso e garanzie delle prestazioni minime».
Subito dopo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha attivato le procedure di precettazione del personale di volo e di terra di Alitalia «che ha proclamato astensioni dal lavoro che stanno procurando una grave lesione al diritto di circolazione dei cittadini, costituzionalmente garantito». L’Enac intanto ha aperto un’inchiesta.
Al termine di una giornata convulsa prevale la linea dello scontro portata avanti dagli assistenti di volo e dal personale di terra del comitato di lotta e dei Cub. La mozione, da essi presentata, è stata approvata con 130 sì su 200 partecipanti all’assemblea pomeridiana riunita dopo il blocco del varco equipaggi dell’aeroporto di Fiumicino.
Il grande sconfitto di questa giornata è il leader dei piloti, Fabio Berti, che non è riuscito a tenere sotto controllo le spinte oltranziste come una settimana fa. «Il problema è fare le cose in modo giusto: spaccarci sarebbe un grave errore», ammette.
Le cinque sigle di piloti, assistenti di volo e personale di terra, non hanno appoggiato neanche la mozione votata in mattinata all’unanimità dall’assemblea di circa 600 persone che chiedeva il blocco totale ed immediato del trasporto aereo.
Con un appello all’unità Berti l’ha stoppata in extremis. «Abbiamo un obiettivo che è identico. La lotta non finisce oggi perché con un’azione traumatica avremmo una precettazione dopo 20 minuti. C’è una strada precisa, dovete avere fiducia», ha urlato a un’assemblea di 600 lavoratori, carica di nervosismo. Inascoltati anche gli inviti alla calma degli altri leader Andrea Cavola (Sdl), Antonio Divietri (Avia), Massimo Muccioli (Anpav) e Massimo Notaro (Up). La voglia di farsi sentire con ogni mezzo ha avuto la meglio. E gli «irriducibili» hanno bloccato con un sit-in l’ingresso al centro equipaggi. Per la prima volta il comandante Berti appare in difficoltà. Ma Cavola avverte: «Alitalia non volerà per molto se si continua con la irragionevolezza della Cai».
Intanto, da Bruxelles è giunto il «via libera» condizionato alla vendita della parte buona di Alitalia alla Cai.
Bocciato invece il prestito ponte di 300 milioni fatto dal governo ad Alitalia, che l’Unione europea considera come un aiuto di Stato. A restituirlo sarà la «bad company» in cui confluirà la parte «cattiva» della compagnia di bandiera. Questa doppia decisione, salvo colpi di scena, l’esecutivo comunitario ufficializzerà nella riunione di domani.

Scioperi, Italia in panne
Alitalia: i piloti proclamano lo stop immediato. Il ministro li precetta

GIORNATA DIFFICILE. Italia in tilt nell’ennesimo lunedì nero per chi doveva servirsi dei mezzi pubblici per viaggiare. Traffico e impazzito e disagi per moltissimi cittadini italiani: lo sciopero nazionale del trasporto ferroviario e del trasporto pubblico locale ha registrato in tutta Italia alti tassi di adesione, superiori, secondo i dati forniti dal sindacato, all’80 per cento. Forti disagi si sono registrati anche Verona, ma nessuna paralisi del traffico. Ai problemi creati dallo stop di treni e bus, si è aggiunto in serata a livello nazionale anche lo «sciopero selvaggio» proclamato dai Cub Alitalia con decine di voli cancellati a Fiumicino e Linate, e forti ritardi nei decolli per gli aerei che sono potuti decollare. 2 e 11
VERTENZA ALITALIA. Precipita lo scontro sulla vertenza Alitalia. Ieri sera, dopo una giornata convulsa di assemblee, il «fronte del no» all’intesa con Cai si è rotto, e i Cub hanno proclamato uno sciopero immediato dalle 18 di ieri, per 24 ore, dal quale si sono dissociate le altre sigle del «no». Pronta la reazione del ministro Matteoli che ha precettato il personale viaggiante.


11 novembre 2008 - Il Riformista

Ultrà Dopo la decisione degli irriducibili, alle venti già cancellati oltre cento voli tra Milano e Roma
Alitalia come il Bounty ci sono gli ammutinati contro il fronte del no
ARREMBAGGI. Arriva una mozione dalla base. Chiede prima che lo Stato compri la compagnia (privatizzanda) e poi lo sciopero immediato contro il calendario di agitazioni degli autonomi anti-Colaninno. Il garante per gli scioperi precetta.
di Tonia Mastrobuoni

Nella mattinata, dopo il primo colpo di scena della mozione "spontaneista" approvata all'unanimità, la presa di distanza dei sindacati autonomi che avevano organizzato l'assemblea è stata immediata. Negando l'evidenza, cioè la spaccatura netta del "fronte del no", il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, ha definito «non opportuno» il blocco dei cieli ed ha precisato che «abbiamo un obiettivo identico» ma che con un'azione traumatica «avremmo una precettazione dopo 20 minuti». Nel tentativo di riassorbire le divisioni, Berti ha chiesto di «avere fiducia» nell'Anpac e nelle altre sigle ribelli, senza ricorrere a forme di lotta estreme. Andrea Cavola, del Sdl, ha sottilizzato che «la nostra risposta è decisa, molto dura e determinata ma nel rispetto della legge e nella volontà dei lavoratori». Ed ha chiosato: «credo che Alitalia sarà destinata a non volare per molto tempo se si continua con la irragionevolezza della Cai».
Il rappresentante della Cub Trasporti, Antonio Amoroso - l'unica sigla sindacale che ha invece sottoscritto quella mozione - spiega le ragioni dello strappo: «dal momento in cui sono stati annunciati mesi fa 7mila esuberi che ad oggi, tra cassintegrati e esternalizzati, sono saliti a 10mila, le nove sigle sindacali non hanno proclamato un'ora di sciopero e hanno condotto una vertenza senza dibattito».
Amoroso spiega al Riformista che l'estremizzazione dello scontro non deve sorprendere: «i lavoratori di Alitalia sono sotto pressione da mesi. Ora che la Cai ha sbattuto la porta in faccia alle cinque sigle che avevano chiesto una riapertura del tavolo, ci aspettavamo una reazione molto più forte di 14 giorni di sciopero da novembre a maggio». Per Amoroso c'è addirittura puzza di inciucio: «mi chiedo se i piloti non stiano trattando sottobanco con Cai. Non si spiega altrimenti questa cautela».
La divisione tra i due schieramenti si è immediatamente palesata nelle forme di protesta assunte a Fiumicino. Mentre il "comitato di lotta" impediva con un sit-in l'accesso al centro equipaggi di tutti i piloti e gli assistenti di volo, anche stranieri, costretti a raggiungere un ingresso secondario dell'aeroporto, i capi dei sindacati autonomi tentavano una inutile moral suasion sulla base rivoltosa. A vuoto i tentativi di Massimo Notaro, numero uno dell'Unione piloti e di Berti di sciogliere i sit-in. Risultato: oltre cento i voli soppressi solo a Roma entro le otto di sera, enormi ritardi e disagi anche a Linate e Malpensa, con passeggeri infuriati ovunque che hanno preso d'assalto i banchi informazione. L'infelice, concomitante sciopero del personale delle Ferrovie e dei mezzi pubblici ha inoltre paralizzato le vie d'accesso agli aeroporti.
Vista la drammaticità della situazione, il direttore generale dell'Enac, Silvano Manera, ha chiesto al commissario straordinario, Augusto Fantozzi, di fornire informazioni «in maniera continuativa» agli utenti della compagnia aerea. Ad Alitalia è stato richiesto di «diramare ogni due ore dei comunicati stampa per aggiornare i passeggeri sulla situazione operativa del vettore in termini di cancellazioni, ritardi, stato dei voli, riprotezione passeggeri e ogni altra informazione di servizio e di utilità». E il presidente dell'ente nazionale dell'aviazione civile, Vito Riggio, ha annunciato un inchiesta sul caos negli aeroporti di ieri.
Novità sul fronte Cai sono arrivate ieri anche da Bruxelles: secondo un'anticipazione di Radiocor la Commissione Ue si appresta a dare il via libera all'operazione Cai e a bocciare il prestito-ponte da 300 milioni di euro che dovrà essere rimborsato quindi da Alitalia, non da Cai. Secondo una fonte Cai, le agitazioni in atto dovrebbero invece placarsi già dalla prossima settimana, quando cominceranno le chiamate nominali dei lavoratori che da Alitalia dovrebbero passare alla Cai. «La maggioranza dei lavoratori, anche tra i piloti, sottoscriverà i nuovi contratti», osserva, fiduciosa, la fonte.


11 novembre 2008 - L'Unione Sarda

Sciopero selvaggio, Matteoli precetta
Cobas e ribelli di Alitalia gettano nel caos Fiumicino e Linate

ROMA - La base va avanti da sola, alza il livello dello scontro e dichiara uno sciopero immediato di 24 ore. Per Alitalia è il caos. Le cinque sigle del fronte del no - Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl - prendono le distanze, contrarie a iniziative che giudicano dannose in vista di una lunga battaglia, e non riescono a governare parte dei lavoratori. E in serata il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, precetta i dipendenti della compagnia.
IL CAOS A Fiumicino, passa a maggioranza la mozione di un autoproclamato Comitato di sciopero e di lotta dei lavoratori Alitalia per uno stop di 24 ore dalle 18 di ieri, che ha portato alla cancellazione di un centinaio di voli. E i disagi per i passeggeri, già alle prese con lo sciopero bianco del fronte del no, si moltiplicano: lunghe file davanti ai banchi e, in serata, i primi bivacchi dei passeggeri dei voli cancellati in attesa di essere riprotetti e che probabilmente non riusciranno a partire prima di oggi. Mentre tra i passeggeri cresce la rabbia, anche per la mancanza di indicazioni, la situazione è difficile anche a Linate dove sono stati cancellati circa 50 voli.
VIA LIBERA A CAI Da Bruxelles, intanto, sembra essere confermato - la decisione ufficiale arriverà mercoledì prossimo - il sostanziale via libera all'operazione Cai, la cui realizzazione sarà però sorvegliata da un gruppo di esperti indipendenti, e la bocciatura del prestito ponte, considerato un aiuto di Stato contrario alle norme Ue e che quindi dovrà essere rimborsato dalla vecchia Alitalia.
IL CONFRONTO Molti voli ritardati di ore e un centinaio cancellati per il blocco del varco equipaggi nello scalo di Roma (impedito l'accesso anche agli stranieri) da parte di lavoratori che hanno partecipato all'assemblea convocata dalle cinque sigle. Infruttuosi i tentativi dei presidenti di Anpac ed Up, Fabio Berti e Massino Notaro, e dei segretari di Sdl Andrea Cavola e Paolo Maras, di far desistere la base. I disservizi hanno costretto i passeggeri, arrabbiati, a lunghe file ai terminal e alle biglietterie.
Una prima mozione per il blocco totale e immediato del trasporto aereo era stata votata all'unanimità, ieri mattina, dal Comitato di lotta (eletto nella scorsa assemblea convocata dalle cinque sigle del fronte del no) ma era stato fermato dai rappresentanti delle sigle autonome. Al varco equipaggi, si respirava un'atmosfera di attesa. In assenza di novità, e non convinti dai richiami dei vertici professionali e sindacali, che in alcuni momenti sono stati anche contestati, nel pomeriggio la base ha deciso da sola lo sciopero selvaggio.
LA PRECETTAZIONE Il presidente della Commissione di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici, Antonio Martone, che ieri sera ha chiesto la precettazione, aveva prima convocato le cinque organizzazioni autonome per giovedì prossimo alle 10 annunciando che adotterà eventuali provvedimenti sui 15 scioperi indicati ieri fra il 25 novembre e maggio 2009. L'Enac, intanto, ha aperto un'inchiesta sullo sciopero selvaggio di ieri e invitato la compagnia a comunicare, almeno ogni due ore, l'evoluzione della situazione per informare i passeggeri. «Se passa Cai è tutto finito - aveva detto in assemblea il segretario nazionale (responsabile degli assistenti di volo) del sindacato dei lavoratori Paolo Maras - la nostra risposta finirà quando avremo deciso se ci sono le condizioni per farla finire». Di fronte ai lavoratori (400 secondo la polizia, 5-600 secondo gli organizzatori), aveva sottolineato che «è inaccettabile che migliaia di lavoratori debbano ingoiare e stare zitti per quell'inferno che ci è stato preparato».
L'OFFERTA Parlando dell'offerta di Cai per la parte buona di Alitalia, il dirigente sindacale ha spiegato che la cordata di imprenditori pagherà «275 milioni liquidi per gli asset», parole accolte dall'assemblea con «ladri, ladri». Maras aveva aggiunto che «Cai risparmierà 200 milioni per decontribuzioni e defiscalizzazioni per l'assunzione dei lavoratori dalla cassa integrazione». Oggi le quattro sigle confederali incontreranno Cai per la verifica dei contratti e dei criteri di assunzione.
IDENFITICATI Ieri sera l'ufficio di polizia giudiziaria dell'aeroporto di Fiumicino ha avviato la procedura per l'identificazione degli aderenti al "Comitato di sciopero e di lotta" a cui notificare l'ordinanza della Commissione di garanzia che dichiara illegittimo lo sciopero. Sarebbero stati interpellati per telefono alcuni rappresentanti sindacali del Fronte del no, mentre è stato ascoltato di persona il rappresentante nazionale del Cub Trasporti, Fabio Frati.


11 novembre 2008 - La Nuova Sardegna

SCUOLA. Sit-in di Rdb-Cub

CAGLIARI - I tagli ai finanziamenti a favore della scuola pubblica non garantiranno più i servizi di pulizia svolti finora dagli ex Lsu e neanche quelli di segreteria degli ex "co.co.co.", ed ecco perché Rdb-Cub ha organizzato oggi un sit-in nel piazzale della prefettura e venerdì una giornata di sciopero.


11 novembre 2008 - Il Mattino di Padova

Azienda meccanica sotto tiro
Komatsu di Este in crisi, incontro oggi in Provincia

Padova - Questa mattina le parti sociali della Komatsu si incontreranno, nella sede della Provincia, davanti all’assessore provinciale al lavoro Roberto Tosetto. L’azienda meccanica più grande del Padovano (700 dipendenti con sede a Este da circa vent’anni) produce escavatori per la movimentazione della terra. La sede centrale è a Tokyo, in Giappone e il gruppo industriale ha stabilimenti in quasi tutto il mondo. In Europa è presente in Italia, Germania, Gran Bretagna e Repubblica Ceca. «Purtroppo, dopo decenni di salute produttiva e di mercato, la Komatsu nostrana scricchiola - dice Stefano Pieretti, leader dei Cobas -. La cassa integrazione è in continuo aumento. I lavoratori hanno il pieno diritto di conoscere quale sarà il loro futuro e qual è la strategia aziendale per i prossimi anni».(f.pad.)


11 novembre 2008 - Il Piccolo

Trasporti in sciopero, fermo un bus su due
Più disagi per i treni In città la percentuale di astensioni dal lavoro è rimasta al di sotto della media regionale
di ELISA COLONI

Trieste - Per una volta tutti i soggetti coinvolti concordano: l’adesione di ferrovieri e autoferrotranvieri triestini allo sciopero di ieri non è stata alta, non ha superato il 50%. Una percentuale lontana dalla media regionale del 70% (la Cgil ha detto del 90%) come confermato dalle sigle sindacali e dalla Trieste Trasporti. Circa la metà dei bus in città hanno acceso i motori e percorso i tragitti previsti. Un numero maggiore di soppressioni di viaggi si è registrato invece nelle stazioni ferroviarie. Ci sono stati alcuni momenti critici, sia in mattinata che nel pomeriggio, in cui molti dei treni regionali e a lunga percorrenza sono risultati cancellati anche a Trieste. Ma complessivamente si può dire che l’adesione alla protesta non è stata massiccia. Nonostante questo, però, i disagi per gli utenti non sono mancati. In tanti si sono armati di pazienza e hanno camminato (così hanno fatto molti croceristi sbarcati dalla Msc, percorrendo a piedi le Rive, dalla Stazione Marittima alla Stazione centrale). Altri hanno preferito mettere mano al portafoglio e salire su un taxi, come confermato dai tassisti, che hanno parlato di un aumento degli introiti del 20% circa. Altri ancora hanno optato per la «partenza intelligente», timbrando il biglietto di treni e autobus nelle fasce protette. Andando in perlustrazione tra le banchine della stazione di piazza Libertà, ieri a metà pomeriggio, non si assisteva a nessuna scena da «bivacco». L’impressione era quella che i triestini avessero cautamente deciso di «dribblare» il trasporto pubblico per arrangiarsi in altro modo: tirando fuori l’automobile dal garage, ad esempio. Un aumento sensibile del traffico, complici anche i lavori in Costiera e sulle Rive, si è notato sulle strade cittadine e lungo le vie d’accesso alla città. A confermare che la situazione è stata difficile, ma non da bollino rosso, sono stati anche alcuni dipendenti di Trenitalia. L’irritazione degli utenti, più che verso la soppressione dei viaggi, sembrava essere indirizzata verso gli «handicap» tecnologici della Stazione centrale. Delle sei biglietterie automatiche presenti nell’atrio ieri ne funzionavano tre, di cui una esclusivamente con carta di credito. «È ridicolo - ha affermato Lorenzo, studente veneto -. La biglietteria è chiusa e le macchinette non funzionano. Salirò sul treno sperando che non mi facciano una multa (durate uno sciopero si può comunque acquistare il titolo di viaggio a bordo, senza ammenda, ndr.)». Carenze tecnologiche a parte, la protesta (conclusasi alle 21 per i treni e a mezzanotte per gli autobus), esclusi alcuni inevitabili disagi, non ha provocato il caos previsto. Alle fermate dei bus non si sono viste code chilometriche.
«A Trieste l’adesione è stata la più bassa della Regione - ha spiegato Gianpiero Fanigliulo della Uilt -. Continueremo a lottare per il contratto unico del trasporto locale, ovvero un’unica forma contrattuale per ferrovieri e autoferrotranvieri. Ci sono ben sette sigle sindacali che hanno aderito alla piattaforma unitaria (Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl, Orsa e Fast, ndr.)». «In pochi hanno incrociato le braccia perché alla mobilitazione non hanno partecipato i sindacati di base e le Rdb, ma solo i sindacati confederali e gli autonomi - ha voluto sottolineare Willy Puglia, delle Rdb Trieste Trasporti -. Noi sciopereremo il primo dicembre e ci aspettiamo un’adesione più alta. Perché non diamo vita a un’unica forma di protesta? Perché i confederali non intendono ascoltare le nostre istanze. Loro chiedono un contratto unico, che non condividiamo e insistono sulla necessità di un aumento salariale irrisorio. Noi vogliamo adeguare gli stipenndi agli standard europei». La Trieste Trasporti ha confermato le cifre indicate dai sindacati, ovvero che per quanto riguarda i bus in città «la percentuale di adesione del personale viaggiante è stata del 49%».


11 novembre 2008 - La Nazione

Cgil e Cisl: «Il rettore accusa le istituzioni di volerlo strozzare»
L’INCONTRO FIDUCIA NEL «TAVOLO» ODIERNO. GLI ALTRI SINDACATI: «DISTORSIONE STRUMENTALE DEL RESOCONTO»

Siena - «DESIDERIAMO INFORMARVI circa il preoccupante incontro avvenuto alle 13 tra sindacato e Rettore sul piano di risanamento 2009-2012 proposto agli organi di governo dell’Università». Inizia così la nota molto dura di Flc-Cgil e Cisl-Università. «A poche ore dal delicatissimo incontro del tavolo interistituzionale di domani (oggi, ndr) alle 9 con Comune, Provincia, Regione, Banca Mps, Camera di Commercio, Università e sindacati, il Rettore ha sferrato un attacco senza precedenti al ruolo delle istituzioni locali e della Banca Mps, rei secondo lui, di ’strozzarlo per la gola’, negandogli soldi ed altre forme di aiuto e/o collaborazione. Siamo rimasti allibiti di fronte a tale comportamento che rischia di compromettere la funzione vitale del tavolo ed il ruolo prezioso e responsabile delle istituzioni e della banca nel costruire un percorso condiviso in grado di dare un futuro al nostro Ateneo». Proseguono: «La drammaticità del momento richiederebbe ben altri comportamenti e la capacità di promuovere sinergie e soluzioni piuttosto che conflitti e confusione. Al contrario del Rettore abbiamo grande fiducia nel tavolo con le istituzioni e siamo convinti che sia l’unico luogo ove discutere un piano di risanamento credibile che eviti di produrre, così come prevedono i tagli deliberati dall’ultimo cda, una «macelleria sociale». Il piano deve essere autorevole e condiviso per produrre effetti positivi sia in relazione agli interventi economici esterni all’Ateneo sia rispetto alla nuova identità che l’Università dovrà assumere con un progetto coraggioso e capace di guardare al futuro, valorizzando però il grande patrimonio di storia, di idee e di persone che lo hanno sempre caratterizzato. Ferma restando la responsabilità di chi ha gestito l’Ateneo in questi anni siamo convinti della necessità di un impegno da parte delle istituzioni e della Banca, nel rispetto delle loro possibilità e delle norme vigenti, affinchè si ottengano le giuste garanzie per un’adeguata copertura degli obblighi previsti dalla legge (pienezza degli stipendi) e per superare questa fase». «Pur essendo presenti non abbiamo ravvisato l’attacco del rettore alle istituzioni — scrivono Cisal, Cisapuni, Rdb Università e Ugl in una nota inviata alle 22,40. «Riteniamo che la distorsione del resoconto sia strumentale e volta ad alterare le eventuali risultanze del tavolo interistituzionale», dicono giudicando «grave» il fatto che la lettera di dimissioni della Di Benedetto «sia giunta a conoscenza dei lavoratori attraverso la Flc-Cgil come se la rappresentante in cda fosse di una sola sigla e non di tutto il personale tecnico-amministrativo». Di conseguenza si dissociano dalla nota di Cgil e Cisl «deprecandone il contenuto».


11 novembre 2008 - Il Messaggero

Roma. Sulla carta la Vetralla Servizi è salva...
di FEDERICA LUPINO

Roma - Sulla carta la Vetralla Servizi è salva. Dimagrita di un servizio, quello della manutenzione stradale, e degli immobili, eppur sopravvissuta. Nei fatti però, ora si apre la delicata fase di rimodulazione degli organici. Dati alla mano, per mantenere le attuali 24 unità i soldi non ci sono. I 444.336 euro stanziati in bilancio per la municipalizzata bastano per pagare all'incirca 14 lavoratori a tempo pieno. In attesa che l'amministratore unico, Stefano Quintarelli, rinviate le dimissioni, proceda alla stesura del nuovo piano industriale, pare che tra le ipotesi ventilate ci sia quella di una riduzione dell'orario di lavoro pro-tempore, in attesa del rilancio dell'azienda. Ma, in mancanza di una presa di posizione ufficiale, tra le sigle sindacali circolano voci discordanti. Da una parte, Cgil, Cisl e Uil che avvertono: «Siamo pronti alle barricate, qualora il Comune opti per la mobilità di parte dei lavoratori». Dall'altra, la RdB che sostiene: «La situazione è meno grave di quello che si vuole far sembrare». Insomma, un'orgia informativa per mancanza di informazioni ufficiali.
Quello che per ora c'è di sicuro è contenuto nella delibera approvata nel corso del consiglio comunale straordinario di venerdì. Delibera che ha spianato la strada per l'aggiramento della messa in liquidazione volontaria. Innanzitutto, la certezza che di soldi ce ne sono pochi. «Attualmente - si legge nelle premesse - l'amministrazione non dispone di risorse finanziarie sufficienti». Di qui, la necessità di riconsiderare i servizi, con l'esclusione della manutenzione. Questa settimana spetterà a Quintarelli incontrare i capiservizio, rimodulare l'attuale piano industriale, predisporre quello per il 2009 e il 2010 e completare la procedura per l'affidamento dei servizi che rimarranno in house, stipulando i relativi contratti.
Intanto i sindacati, sentitisi accerchiati tra le critiche di immobilismo arrivate da parte dei lavoratori e da alcuni politici sempre pronti a cavalcare l'altrui malcontento, mettono nel mirino il sindaco. «Siamo stufi - fa sapere Maria Elvira Fatiganti, della Uil-Tucs - di ricevere informazioni di seconda mano. Pretendiamo che Marconi ci riceva, ma il suo atteggiamento non stupisce: già mesi fa ci ribadì che per lui la Vetralla Servizi era solo un peso». Anche Giorgio Petroselli, della Fisascat-Cisl, non bada a mezzi termini: «Siamo pronti a manifestare, a chiamare il prefetto e l'ufficio provinciale del lavoro: non accetteremo alcun licenziamento. L'atteggiamento del Comune, a partire dal sindaco che neanche risponde alle nostre richieste - conclude - è inaccettabile». Massimiliano Venanzi, della Filcams-Cgil, fa luce su un altro risvolto della vicenda: «Ci giungono voci allarmanti - dice - di messa in mobilità e contemporanea apertura di un bando da parte del Comune per assumere personale a tempo determinato. La situazione è esplosiva e, sicuramente, poco trasparente». Altra storia quella raccontata da Lino Rocchi della Rdb: «Tre sono le ipotesi al vaglio per salvare tutti i lavoratori. L'allarmismo che circola - sostiene - deriva dalle strumentalizzazioni politiche».
A oggi la Vetralla Servizi appare un puzzle disordinato sparso sul tavolo del Comune. Al di là del disegno finale, già evitare la ridda di ipotesi sarebbe un segnale di rispetto per i lavoratori. Su cui comunque, ricadranno i risvolti dei delitti e delle pene dell'ennesima municipalizzata mal riuscita


11 novembre 2008 - Corriere di Bologna

Il reggente Piro Sulla lettera con i quesiti per i presidi: «Solo accertamenti»
La procura: Digos a scuola, proteste ingenerose

Bologna - Il procuratore reggente Silverio Piro difende il suo ufficio dagli attacchi di chi, nei giorni scorsi, lo ha accusato di voler «intimidire» il fronte No-Gelmini e trasformare i presidi in spie. «Se adesso non possiamo neanche più fare gli accertamenti preliminari, allora chiudiamo gli uffici della Procura», ha osservato ieri. E ha fatto scudo attorno al pm Luigi Persico, accusato da alcune realtà della scuola di essere la mente di questo «complotto intimidatorio».
La polemica nasce da una lettera inviata da Persico alla Digos in cui elenca una serie di questiti da sottoporre ad alcuni presidi. 15 per la precisione: i dirigenti di quelle scuole finite in altrettanti fascicoli in seguito a un esposto cumulativo di Fabio Garagnani (Pdl). Come precisato subito dal pm, i questiti (girati dalla Digos ai presidi) altro non sono che un banale modo per effettuare degli accertamenti. Ma in molti, dalla Cub-scuola ad Asabo, hanno gridato all'intimidazione. Ieri Piro ha difeso a spada tratta l'operato del collega che «opportunamente ha fatto accertamenti per capire se si è trattato delle solite iniziative o di qualcosa di diverso». «Che si protesti parlando di stato di polizia mi pare ingeneroso nei nostri confronti, visto che abbiamo dimostrato il massimo equilibrio. Sappiamo bene che gli scontri in piazza o il blocco dei treni sono una cosa molto diversa», ha detto il procuratore reggente.
Intanto ieri Garagnani ha espresso apprezzamento «per le iniziative della Procura in merito alle eventuali violazioni di leggi accadute durante l'occupazione delle scuole bolognesi». Il parlamentare ha anche presentato un'interpellanza sul liceo classico Minghetti, preso ad esempio di «un persistente clima di condizionamento ideologico nella realtà scolastica bolognese, nella quale docenti e studenti che non condividono le motivazioni eversive e protestatarie dei colleghi di sinistra sono isolati».


11 novembre 2008 - Il Bologna

Scuola. Dalla procura risposta amara dopo le denunce di "gravi intimidazioni" per le indagini negli istituti
«Fare accertamenti non è stato di polizia»

Bologna - «Se non possiamo fare nemmeno gli accertamenti preliminari per capire, allora chiudiamo gli uffici della Procura». E’ il ragionamento venato da una certa amarezza del procuratore reggente Silverio Piro dopo che il sindacato Cub-Scuola e il Coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori bolognesi hanno parlato di "gravi intimidazioni". Le richieste della procura, pm Luigi Persico, sono state girate dalla Digos via fax ai presidi degli istituti oggetto degli esposti dell’onorevole Fabio Garagnani del Pdl. Il parlamentare ha infatti denunciato diverse iniziative tra quelle che sono avvenute nelle ultime settimane negli istituti bolognesi per protestare contro i provvedimenti del ministro Mariastella Gelmini. «Il collega, opportunamente - ha spiegato Piro - ha fatto accertamenti per capire se si è trattato delle solite iniziative o di qualcosa di diverso. Che si protesti parlando di stato di polizia mi pare ingeneroso nei nostri confronti, visto che abbiamo dimostrato il massimo equilibrio. Certamente sono un fatto diverso gli scontri in piazza o il blocco dei treni». Insomma il segnale che viene lanciato dalla Procura è che queste richieste rientrino in un normale lavoro di conoscenza dei fatti e non in una criminalizzazione del dissenso. Quel concetto di "routine" sintetizzato dallo stesso pm Persico che era rimasto stupito dalla reazione alle sue disposizioni. Da parte sua l’on. Garagnani ha fatto sapere di «apprezzare le iniziative della Procura in merito alle eventuali violazioni di leggi accadute durante l'occupazione delle scuole bolognesi» ribadendo «che lo Stato non può tollerare l'interruzione di un pubblico servizio». Ma Garagnani insiste e ha anche presentato un' interpellanza sul Liceo classico Minghetti, preso ad esempio di «un persistente clima di condizionamento ideologico nella realtà scolastica bolognese».(GM)


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