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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 1 al 10 novembre 2008


10 novembre 2008 - MF Down Jones

Alitalia: Comitato Lotta indice sciopero 24 ore dalle 18h00

FIUMICINO (MF-DJ)--Il Comitato di Lotta e Sciopero dei lavoratori di Alitalia ha approvato a forte maggioranza una mozione che prevede l'astensione dal lavoro per 24 ore a partire dalle 18h00 di oggi. Lo sciopero non ha l'appoggio dei 5 sindacati del cosiddetto "Fronte del no", i cui rappresentanti sono stati pesantemente contestati mentre cercavano di dissuadere i lavoratori da questa forma di protesta. Al Comitato aderiscono soprattutto assistenti di volo e personale di terra, appartenenti soprattutto al Cub.


10 novembre 2008 - Omniroma

CASA, ASIA RDB: 27 FAMIGLIE OCCUPANO ASSESSORATO

(OMNIROMA) Roma, 10 nov - «Questa mattina, 27 famiglie in attesa dell'assegnazione di un alloggio popolare dal 1998, e che dovevano essere inserite negli appartamenti consegnati a Ponte di Nona, hanno occupato per l'ennesima volta l'assessorato alla Casa del comune di Roma, in Lungotevere dè Cenci 5. L'iniziativa si è resa necessaria a causa dell'incapacità dell'assessore e del delegato del sindaco di fornire soluzioni immediate e garanti del diritto acquisito da queste famiglie». Così in una nota AS.I.A. RdB. «Questa volta, la mobilitazione assume una forma permanente. Gli occupanti non lasceranno l'assessorato fino a quando non riceveranno una formale e definitiva assicurazione sul loro futuro - prosegue la nota - L'AS.I.A. RdB, tra i promotori della manifestazione del 13 novembre, definisce l'atteggiamento dell'assessorato e del delegato del sindaco come 'sfascistà, più impegnato a scaricare le colpe su Veltroni che ad affrontare seriamente l'emergenza alloggiativa in questa città».


10 novembre 2008 - Dire

MINORI. ROMA, EDUCATRICI DEI NIDI OCCUPANO DIPARTIMENTO
CHIESTO CONFRONTO CON L'ASSESSORE LAURA MARSILIO

(DIRE) Roma, 10 nov. - Di seguito riportiamo i lanci relativi alla protesta degli operatori del settore nidi di Roma che si e' svolta lo scorso 6 novembre. "Dopo una folta e animata assemblea del personale di nidi e scuole di infanzia, indetta per questo pomeriggio dalla Rdb-Cub del Comune di Roma, un gruppo di educatrici ha occupato la sede del Dipartimento alle Politiche scolastiche ed educative in via Capitan Bavastro 94". Questo quanto dichiarato da una nota della stessa Rdb-Cub. "La protesta deriva dall'assenza di risposte ai numerosi problemi che da tempo coinvolgono il personale del settore- spiega la nota- dal blocco della stabilizzazione di 1.000 precarie gia' sancita dall'accordo sindacale del febbraio scorso, alle mancate sostituzioni nelle scuole dell'infanzia con il conseguente aumento del carico di lavoro per le lavoratrici; dalla non avvenuta pubblicazione del bando per il corso-concorso riservato alle precarie dei nidi alla mancata erogazione del buono pasto". "Su questi problemi la Rdb-Cub ha chiesto piu' volte un confronto con l'assessore Marsilio- conclude la nota- L'occupazione proseguira' in attesa di una convocazione da parte dell'assessore".
La delegazione di circa cinquanta educatrici di nidi e scuole d'infanzia, che nel tardo pomeriggio di oggi aveva occupato con la RdB-CUB la sede del Dipartimento alle Politiche Scolastiche ed Educative del Comune di Roma, ha terminato la protesta dopo aver ottenuto un incontro con l'assessore Marsilio. Le lavoratrici presenti all'incontro- si legge in una nota- hanno messo in risalto la propria amarezza per il fatto di dover ricorrere ad una occupazione per ottenere un confronto su problemi gravi e noti ormai da tempo. Da parte dell'assessore- dice sempre la nota della RdB-CUB e' stato affermato che e' in corso un intenso lavoro, ma che il buco di bilancio costituisce un forte ostacolo alla risoluzione dei problemi del settore. "Non e' credibile- dichiara Caterina Fida della RdB-CUB- questo continuo trincerarsi dietro il buco di bilancio di fronte ai 292.135 euro destinati al nuovo capo di Gabinetto del Comune di Roma ritiene prioritari. La Giunta rifletta su quali sono le reali priorita' per la cittadinanza, e fra queste includa un servizio educativo di qualita' per lavoratrici, bambini e genitori". La RdB-CUB ha chiesto all'assessore segnali di disponibilita' concreta che verranno verificati nei prossimi giorni. Intanto mantiene lo stato di agitazione non escludendo il possibile ricorso allo sciopero.

CASA. ASIA E BLOCCHI PRECARI: GOVERNO NON TOCCHI PREFETTO
GIOVEDI' INCONTREREMO MOSCA PRIMA DI MANIFESTARE IN CAMPIDOGLIO

(DIRE) Roma, 10 nov. - In concomitanza con la seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata all'emergenza abitativa, in programma giovedi' prossimo, l'Asia RdB e i Blocchi precari metropolitani "si mobiliteranno per capire quali misure la nuova amministrazione intende adottare. Prima di recarci in Campidoglio- si legge in una nota- vogliamo pero', insieme agli inquilini Enasarco, incontrare il prefetto Carlo Mosca per chiedergli di proseguire nell'impegno fin qui dimostrato sul tema casa, a partire dalla convocazione del tavolo sull'emergenza abitativa che ha visto discutere amministrazioni, costruttori e movimenti. Per questa ragione chiediamo al governo di lasciare il prefetto Mosca li' dove ha dimostrato di saper stare, cioe' vicino a chi ha bisogno". Gli inquilini e l'Asia RdB si danno appuntamento alle 15 a piazza Santi Apostoli. "Al passaggio del corteo proveniente dal Colosseo- fa sapere ancora il comunicato- ci uniremo alla manifestazione diretta in Campidoglio, per seguire i lavori del consiglio straordinario sulla casa. Invitiamo la citta' alla mobilitazione generale per il diritto all'abitare".

COMMERCIO BOLOGNA. RDB: IL COPRIFUOCO TAGLIA POSTI DI LAVORO
"ERA INIZIATO ITER REGOLALIZZAZIONE... COMUNE CONGELI ORDINANZE"

(DIRE) Bologna, 10 nov. - Dopo Ascom e Confesercenti, ora anche le Rdb lanciano l'allarme: le ordinanze coprifuoco del Comune di Bologna imposte ai locali di via del Pratello faranno perdere dei posti di lavoro. Eppure, ricorda Luigi Marinelli (Rdb), l'amministrazione "si era impegnata a introdurre, con le norme sugli orari dei locali, anche un percorso per la messa in regola dei rapporti di lavoro, spesso in nero ed irregolari, nel settore del commercio e dei pubblici esercizi", tanto che tra le regole per l'esercizio prolungato delle aperture "vi era giustamente anche un ulteriore verifica della regolarita' dei contratti di lavoro". E questa regolarizzazione, sottolinea il sindacalista in una nota, "si era avviata, anche se non completata. Ma ora?". Ora, i posti di lavoro a un passo dall'emersione dal 'nero' vengono rimessi in discussione dall'ordine, per cinque locali, di chiusura alle 22. "La situazione occupazionale, invece di migliorare, peggiora drasticamente e drammaticamente: dalla precarieta', alla perdita del posto di lavoro", riassume l'esponente delle Rappresentanze sindacali di base. "Avremmo voluto vedere una tale rigidita' e rigore nel voler vedere rispettate le norme contrattuali di lavoro e quelle sulla salute e sicurezza come previsto dal regolamento comunale, ed invece prendiamo atto che le priorita' sono state ben altre", aggiunge Marinelli. Insomma, per le Rdb il Comune non doveva procedere con le ordinanze "senza tener conto delle conseguenze occupazionali, senza promuovere un confronto con i sindacati come anche previsto dagli accordi". Per questi, le Rdb chiedono "un congelamento dei provvedimenti" e l'apertura di un confronto sindacale che affronti le problematiche dei diritti dei lavoratori del settore.

ATC BOLOGNA. AUSILIARI SOSTA, SINDACATI: ASSORDANTE SILENZIO
DOMANI SCIOPERO E PRESIDIO: 'NO ALLO SCORPORO SENZA TUTELE'

(DIRE) Bologna, 10 nov. - "Nessuno scorporo senza tutele per i lavoratori". Con questo imperativo, le sette sigle sindacali presenti in Atc hanno indetto per domani uno primo sciopero degli accertatori della sosta e degli addetti al servizio di Car sharing (in totale 150 addetti). Nelle intenzioni del Comune di Bologna, infatti, questi lavoratori dovranno passare alle dipendenze di una nuova azienda una volta conclusa la fusione tra Atc e Acft. Ma sul loro destino "continua l'assordante silenzio del Comune e di Atc": il progetto c'e', ma e' stato annunciato "senza alcun confronto, a tutt'oggi, con i sindacati". Inoltre, fanno notare i rappresentanti dei lavoratori in una nota, "dopo avere per anni teorizzato l'importanza di integrare i vari servizi inerenti il trasporto pubblico e la rilevanza della gestione della sosta per un efficace servizio pubblico, la Giunta comunale oggi si contraddice senza alcuna motivazione plausibile, smembrando la nostra azienda". I lavoratori chiedono dunque garanzie contrattuali e ora alzano la voce con lo sciopero di domani con presidio davanti alla sede dell'Atc. "A questa prima giornata di lotta seguira' la mobilitazione di tutta la categoria, ugualmente coinvolta in un futuro dell'Atc sempre piu' incerto per quanto riguarda i diritti e le tutele contrattuali dei lavoratori, con un ulteriore sciopero dell'intera azienda di 24 ore il 21 novembre", dicono in coro Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl trasporti, Rdb e Sdl.


10 novembre 2008 - Agi

ALITALIA: CONTINUA IL SIT-IN AL VARCO EQUIPAGGI DI FIUMICINO

(AGI) - Roma, 10 nov. - Al grido di "non si passa, non si passa", continua il sit-in davanti al varco equipaggi, mentre poco distante si e' conclusa l'assemblea. Al sit-in partecipano circa 300 persone, tra hostess, personale di terra e qualche pilota. Fabio Frati, della Cub Trasporti, uno dei promotori del 'Comitato di lotta' respinge le accuse di "scorrettezza nell'approvazione della mozione. Il documento - dice - e' stato votato all'unanimita'. Se l'assemblea veniva giudicata non corretta, avrebbero potuto dirlo al microfono". Frati aggiunge che "le decisioni del Comitato sono prese in divenire. Se si interrompe il sit-in si dovrebbe programmare lo sciopero". Lo stesso rappresentate sindacale spiega che il 'comitato' si e' costituito spontaneamente per indire le assemblee in modo che nessuna sigla sindacale possa mettere il cappello sulle iniziative da prendere. A questa manifestazione partecipano molti dipendenti Alitalia non iscritti a sindacati.

ALITALIA: ASSEMBLEA A VARCO EQUIPAGGI, 150 DIPENDENTI IN ATTESA

(AGI) - Roma, 10 nov. - L’assemblea dei lavoratori Alitalia aderenti alle cinque sigle sindacali del ‘fronte del no’ si svolgera’ all’aeroporto di Fiumicino nel piazzale antistante il varco equipaggi, anziche’ nella palazzina della mensa della compagnia. In attesa dell’inizio, sono almeno 150 i dipendenti di volo e di terra in attesa nel piazzale poco distante dalle uscite dei voli in arrivo. Molti i comandanti a quattro strisce. Per Fabio Frati della Cub Trasporti "si prevede un blocco dei voli". Intanto sono gia’ pronte molte bandiere e il piazzale e’ tappezzato di striscioni, tra le scritte: "Basta precarieta’", "Assistenti di volo in lotta", "I precari rivendicano il diritto al lavoro".


10 novembre 2008 - Ansa

ALITALIA:FIUMICINO ASSEMBLEA; CUB, SI PREVEDE BLOCCO VOLI

ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 10 NOV - "Si prevede un blocco dei voli", dice Fabio Frati della Cub Trasporti. Già pronte molte bandiere, mentre il piazzale è tappezzato di striscioni, tra le scritte: "Basta precarietà", "Assistenti di volo in lotta", "I precari rivendicano il diritto al lavoro".

ALITALIA: COMITATO DI LOTTA, DA CUB A SINGOLI LAVORATORI

(ANSA) - ROMA, 10 NOV - Il comitato di sciopero e di lotta dei lavoratori del gruppo Alitalia si è costituito il primo novembre scorso al termine di un'assemblea spontanea svoltasi all'aeroporto di Fiumicino. È composto da alcuni rappresentanti dei sindacati di base, in particolare Cub, qualche fuoriuscito dal Sindacato dei lavoratori e singoli dipendenti Alitalia fra assistenti di volo e personale di terra. Obiettivo del Comitato è «dare vita ad una serie di iniziative mirate a contrastare il piano Fenice presentato dalla Cai e sottoscritto dai sindacati confederali».

ALITALIA: SIT-IN IMPEDISCE ACCESSO EQUIPAGGI ALTRI VETTORI

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 10 NOV - Al grido di «non si passa, non si passa», continua il sit-in davanti al varco equipaggi, mentre poco distante si è conclusa l'assemblea. Al sit-in partecipano circa 300 persone, tra hostess, personale di terra e qualche pilota. Fabio Frati, della Cub Trasporti, uno dei promotori del «Comitato di lotta» respinge le accuse di «scorrettezza nell'approvazione della mozione. Il documento - dice - è stato votato all'unanimità. Se l'assemblea veniva giudicata non corretta, avrebbero potuto dirlo al microfono». Frati aggiunge che «le decisioni del Comitato sono prese in divenire. Se si interrompe il sit-in si dovrebbe programmare lo sciopero». Lo stesso rappresentate sindacale spiega che il «comitato» si è costituito spontaneamente per indire le assemblee in modo che nessuna sigla sindacale possa mettere il cappello sulle iniziative da prendere. A questa manifestazione partecipano molti dipendenti Alitalia non iscritti a sindacati».


10 novembre 2008 - Rainews 24

Partono le precettazioni. Il garante convoca i sindacati

A quanto si è appreso, l'ufficio di polizia giudiziaria dell'aeroporto di Fiumicino ha avviato la procedura per l'identificazione degli aderenti al "Comitato di sciopero e di lotta" a cui notificare l'ordinanza della Commissione di garanzia che dichiara illegittimo lo sciopero. Sarebbero stati interpellati per telefono alcuni rappresentanti sindacali del 'Fronte del no', mentre è stato ascoltato di persona il rappresentante nazionale del Cub Trasporti, Fabio Frati, presente ancora in aeroporto. All'uscita dagli uffici, Frati non ha rilasciato dichiarazioni. Intanto è partita la richiesta di precettazione che scatterà domani. Giovedì alle 10 le organizzazioni dei piloti, degli assistenti di volo e le associazioni sindacali autonome sono state convocate alla commissione di garanzia per gli scioperi. Al vaglio del garante anche l'ipotesi di interruzione di pubblico servizio che porta anche a responsabilità penali.


10 novembre 2008 - Corriere.it

cicchitto: «autentico ricatto». enrico letta: «priorità è partner»
Alitalia, si spacca il fronte del no: «Sciopero subito». «Non opportuno»
Assemblea a Fiumicino, ritardi e disagi per chi vola. Appello all'unità di Berti (Anpac): «Abbiamo lo stesso obiettivo»
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ROMA - Alitalia, si spacca il fronte del no. Le cinque sigle che rappresentano piloti, assistenti di volo e personale di terra non ritengono opportuno appoggiare la mozione votata all'unanimità dall'assemblea riunita a Fiumicino per il blocco totale immediato del trasporto aereo. Il presidente dell'Anpac Fabio Berti e il segretario nazionale Sdl Andrea Cavola hanno preso la parola richiamando tutti all'unità perché «abbiamo un obiettivo che è identico - ha spiegato Berti -: bisogna capire qual è il modo giusto visto che non siamo qui in una condizione normale di assemblea. Stiamo pianificando le cose giuste, la lotta non finisce oggi perché con un'azione traumatica avremmo una precettazione dopo 20 minuti. Non ci deve essere spaccatura, c'è una strada precisa, dovete avere fiducia».
SIT-IN AL CENTRO EQUIPAGGI - Il blocco del trasporto era stato proposto dal «comitato di lotta», cui l'assemblea ha dato mandato di indire lo sciopero immediato di tutto il personale. Fabio Frati, della Cub Trasporti ha spiegato che il comitato si è costituito spontaneamente per indire le assemblee in modo che nessuna sigla sindacale possa mettere il cappello sulle iniziative da prendere. Cavola (Sdl) ha detto che l'assemblea dei dipendenti Alitalia «continua ad oltranza», mentre il piazzale del varco equipaggi si divide tra i «fedeli» di Anpac, Avia, Up e Sdl, e il gruppo del «comitato di lotta» che blocca con un sit-in l'ingresso al centro equipaggi impedendo l'accesso anche a piloti e hostess di altre compagnie aeree, come Thai e Klm, costretti a raggiungere un altro ingresso dell'aeroscalo. È stata una spaccatura? «No - replica Cavola -, noi abbiamo la nostra posizione e la nostra strategia che prevede una durata nel tempo. La risposta che avevamo è decisa, molto dura e determinata ma nel rispetto della legge e nella volontà dei lavoratori. Credo che Alitalia sarà destinata a non volare per molto tempo se si continua con la irragionevolezza della Cai». Il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi ha convocato nel pomeriggio tutte e nove le sigle sindacali per discutere della cassa integrazione.
«BATTAGLIA VA AVANTI» - L'assemblea era cominciata intorno alle 10.30. Circa 600 i partecipanti, tra cui un gruppo numeroso di operai di AZ Airport, riuniti sotto lo striscione «Alitalia. No a privatizzazione e precarietà. Nazionalizzazione». Le sigle sindacali presenti, Anpav, Avia, Anpac, Up e Sdl, sono quelle che non hanno firmato l’accordo con la Cai sui contratti, sottoscritto invece dai sindacati confederali. «La nostra risposta finirà quando avremo deciso che ci sono le condizioni per farla finire: quando saranno rispettati i principi di solidarietà, democrazia e di diritto al lavoro» ha detto il segretario nazionale dello Sdl, Paolo Maras. Capillari misure di sicurezza sono state predisposte dalle forze dell'ordine in tutta l'area e sono stati aumentati i controlli all'interno e all'esterno dei terminal.
RITARDI E VOLI CANCELLATI - Enormi i disagi per chi vola. Fino alle 13 sono una dozzina i voli soppressi in partenza diretti a Francoforte, Bologna, Monaco, Bari, Firenze, Verona, Varsavia, Catania, Boston, Praga e due a Palermo. Si sono formate delle file davanti ai banchi d'informazione, sia ai voli nazionali che internazionali. Molti anche i ritardi, dalle 8 in avanti, con punte di due ore per altrettanti voli diretti a Istanbul e Tel Aviv. Bloccato a Fiumicino anche un aereo cargo MD11 Alitalia con 10 miliardi di euro della Banca d'Italia: il velivolo dovrebbe partire come volo di Stato. Regolare la circolazione sull'autostrada Roma-Fiumicino, sia pure con traffico assai sostenuto anche per il concomitante sciopero del personale delle Ferrovie e dei mezzi pubblici, che coinvolge i collegamenti della linea regionale Roma-Orte-Fara Sabina. Regolari i treni del Leonardo express tra Fiumicino e la stazione Termini.
LUPI: «IRRESPONSABILI» - «La posizione dei piloti nella vicenda Alitalia è irresponsabile e senza giustificazioni. Se si proseguirà con questo atteggiamento ostile e di chiusura pregiudiziale si metterà a serio rischio il destino di migliaia di lavoratori che perderanno il posto - ha commentato Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera -. È sconcertante non comprendere che la proposta della Cai è l'unica risolutiva per evitare il fallimento dell'Alitalia».
CICCHITTO: «RICATTO» - Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, attacca il fronte del no. «È evidente quello che sta succedendo nel trasporto aereo: l'associazione dei piloti preferisce il fallimento dell'operazione Cai pur di non rinunciare ad avere un potere determinante nella nuova società. È evidente che ci troviamo di fronte a un autentico ricatto di fronte al quale la direzione Cai, il governo, le autorità preposte alla regolarità del traffico aereo, gli altri sindacati e lo stesso Pd devono resistere perché se lo subissero la Cai nascerebbe già morta». «Mi auguro che prevalga anche nelle sigle dei sindacati autonomi il senso di responsabilità» ha detto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, in diverse interviste ai quotidiani, afferma che lo sciopero annunciato di due settimane «è una vera e propria dichiarazione di guerra, ma il governo non permetterà che un sindacato autonomo ponga dei veti a un'operazione che salva un'azienda e 12.600 posti di lavoro». «La legge non consente di dichiarare scioperi in più date, la cosiddetta dichiarazione plurima» sottolinea al MessaggeroAntonio Martone, garante della legge sugli scioperi nei servizi pubblici, commentando l'annuncio della protesta proclamata da Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl.
CASTELLI: «TROVARE ACCORDO» - Anche Roberto Castelli, sottosegretario per le Infrastrutture, ha parlato di Alitalia su Gr Parlamento. «O i piloti cercano di trovare un accordo ragionevole, cosa che hanno fatto le sigle confederali, oppure l'Italia resterà senza una compagnia italiana. I piloti dovrebbero oramai prendere atto che quel mondo non c'è più e che le compagnie aeree in tutto il mondo ormai operano su logiche come quelle proposte da Cai. Quindi generare profitto e non enormi perdite». E il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: «Approvati i provvedimenti dal Parlamento e consolidata una cordata forte e autorevole bisogna andare avanti. L'ostruzionismo in atto e il calendario di scioperi sono una risposta non accettabile. Bene fa il governo a rifiutare autentici atti di intimidazione e su questo avrà il convinto sostegno del Parlamento».
LETTA: «PARTNER PRIORITÀ» - Per Enrico Letta, ministro ombra del Welfare, «bisogna sostenere il buon esito di una trattativa finale e della vicenda Cai, ma sapendo che c'è bisogno di un partner straniero come prima priorità. Mi sembra che purtroppo i problemi stiano venendo al pettine, i grandi annunci su miracoli e sulle soluzioni miracolistiche fatti dal governo hanno lasciato il campo a una cruda e triste realtà. Credo che in questo momento vada sostenuta una soluzione di continuità e quindi bisogna sostenere il buon esito di una trattativa finale».


10 novembre 2008 - On Tuscia

FONDI PENSIONI A RISCHIO, L'RdB CUB:
"SE I LAVORATORI PERDERANNO PARTE DEL LORO TFR LA COLPA E' DEI SINDACATI"
Per la RdB CUB intervengono Paola Celletti e Lino Rocchi
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(OnTuscia) – VITERBO – (md) Le dichiarazioni rassicuranti della Filcem Cgil ai ceramisti sugli investimenti a rischio dei fondi pensioni sono troppo semplicistiche perchè se i lavoratori perderanno parte del loro TFR dovranno ringraziare proprio chi oggi si affretta a dare dubbie rassicurazioni. CGIL, CISL e UIL, invece di esercitare il loro ruolo di tutela difendendo il TFR garantito per legge, hanno sostenuto il piano di svendita del TFR al mondo del mercato finanziario e il risultato non è quindi colpa del fallimento della Lemhan Brothers ma di chi ha collaborato e sostenuto il progetto di "giocare in borsa" i soldi dei lavoratori. Già nei primi mesi dell’anno, quando i mercati erano ancora in una fase di bonaccia, i fondi avevano perso, in media, il 2,7%, quasi cinque punti in meno rispetto al + 2% reso dal Trattamento di fine rapporto garantito per legge. Agli inizi di ottobre, con il terremoto delle borse, Cometa e Fonchim, fondi dei metalmeccanici e dei chimici, avevano già perso 7 milioni di Euro in obbligazioni della Lemhan Brothers e quello dei ferrovieri si è salvato, rimettendoci di meno, solo perché a Luglio si era sbarazzato delle stesse obbligazioni. Il paradosso è che, nel bel mezzo della burrasca finanziaria, nulla ha impedito ai sindacati confederali di proseguire sulla stessa strada. Infatti, ARAN, CGIL, CISL, UIL hanno recentemente sottoscritto l’accordo istitutivo dei fondi pensioni per il Pubblico Impiego: il fondo pensione "Sirio" (per ministeri, parastato, agenzie fiscali) e "Perseo" (per enti locali e sanità), primo passo per andare, poi, alla raccolta delle adesioni. I sostenitori della previdenza complementare invitano a non disperare a patto, naturalmente, che il lavoratore abbia un arco di tempo sufficientemente lungo, 30/40 anni, per implementare la sua pensione e vedere fruttare quello che ha versato nei fondi. Sono gli stessi che avevano assicurato e fornito garanzie ai lavoratori sulla bontà degli investimenti, gli stessi che oggi sconsigliano di chiedere riscatti o anticipazioni ossia di rinunciare a sacrosanti diritti perché, grazie al ribasso della quota del fondo, l’associato subirebbe una vera e propria perdita. La crisi finanziaria è lungi dall’essere risolta anzi, gli analisti dicono che il peggio non è ancora arrivato; sempre più banche, a livello internazionale, stanno fallendo e l’unico rimedio trovato dai cantori del liberismo e del mercato per impedire che il sistema salti del tutto, è l’intervento pubblico: ovvero, il salvataggio delle banche e delle finanziarie tramite l’intervento dello Stato. Questa, del resto, è la logica del mercato: privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Il risultato è che saranno ancora una volta i lavoratori a pagare. Ci auguriamo che coloro che hanno optato per i fondi pensione non debbano pagare due volte. Abbiamo sempre sostenuto che la trappola ideata da governo, padronato e CGIL, CISL e UIL, si sarebbe rivelata dannosa per i lavoratori che avrebbero perso la certezza del compenso spettante al termine della loro vita lavorativa. Una trappola gestita con ogni mezzo compreso quello subdolo del famigerato meccanismo del silenzio-assenzo. Ed ora chi si è fatto convincere si trova nell’impossibilità di uscire dal fondo a cui ha aderito. Riteniamo che oggi, con i dati alla mano, chi ha sbagliato debba ammettere i propri errori e cambiare rotta invece di minimizzare i danni fatti dietro incerte, per non dire ipocrite, rassicurazioni.


10 novembre 2008 - Il Gazzettino

NUOVO OSPEDALE
«Si darà in gestione per vent'anni ai privati la sanità pubblica»

Padova - Rdb Cub Sanità e Rete Cittadina dei Comitati per il Mutuo Soccorso organizzano un presidio informativo con distribuzione di volantini e striscioni in occasione dell'incontro pubblico di presentazione del nuovo polo ospedaliero che avrà luogo al centro culturale san Gaetano, di via Altinate, domani pomeriggio alle 17. "Denunciamo quello che si dimenticano di dire: il nuovo ospedale sarà dato in concessione ai privati per almeno venti anni attuando una privatizzazione del servizio sanitario pubblico ospedaliero", si legge in una nota. "Chiediamo che Ruscitti indica un concorso pubblico di idee non banalmente sul nome per il nuovo ospedale ma sulle reali priorità dei cittadini utenti, liste di attesa, continuità delle cure, assistenza primaria, integrazione sociale e sanitaria (paradossalmente sarà favorito di più un malato di trapianto cardiaco rispetto a un anziano con polipatologia)". "Condividiamo quello che afferma il nuovo presidente degli Stati Uniti, Obama: «Potenziare la sanità pubblica sarà uno dei primari obiettivi del mio mandato presidenziale», conclude la nota.


10 novembre 2008 - Il Tempo

A piccoli passi, tra mezze ammissioni e versioni edulcorate, alla fine i piloti dell'Alitalia hanno pronunciato la parola che mancava nel confronto ingaggiato con la Cai e il governo: sciopero. E non sarà solo uno ma una lunga serie.
di Filippo Caleri

Il calendario delle astensioni prevede, infatti, ben 14 date da dicembre al maggio del 2009 in cui i comandanti insieme a hostess e steward incroceranno le braccia. Con i viaggiatori costretti a subire in silenzio e a rimanere con molta probabilità a terra. Sì perché la minaccia di lasciare gli aerei negfli hangar è molto concreta se si tiene conto che, sulla carta, le sigle sindacali che hanno messo la firmato il comunicato dello sciopero (Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, Sdl) rappresentano il 90% del personale viaggiante. Non solo. Le 14 giornate di stop proclamate in realtà sono 15. Gli autonomi hanno stabilito che le due settimane di stop partiranno dallo sciopero del 25 novembre prossimo promossso dalla RdB-Cub.
Da quel giorno - spiega la nota sindacale - «ulteriori azioni di sciopero verranno opportunamente proclamate nel rispetto della normative vigente». Le date da tenere a memoria sono: 6 dicembre 2008; 7-16-27 Gennaio 2009; 9-20 Febbraio 2009; 3-16-27 Marzo 2009; 7-20 Aprile 2009; 4-15-26 Maggio 2009. Il problema è capire se nel momento in cui cominceranno la compagnia esisterà ancora. Per ora si va avanti. Le organizzazioni sindacali hanno denunciato nella nota «la gravissima situazione che si è venuta a creare con il perpetuarsi dell'atteggiamento di rigida chiusura adottato dalla Cai, fortemente sostenuta dal Governo. Cai - si legge ancora - con la complicità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl ha stravolto e disatteso i Contratti Collettivi di Lavoro già concordati e sottoscritti nel mese di settembre a Palazzo Chigi da tutte le sigle sindacali e dal Governo».
Il «fronte del no», che ha alzato dunque il tono dello scontro dopo l'avvio dello sciopero bianco dei piloti (e cioè l'osservanza stretta del manuale delle operazioni di decollo che rallenta gli orari di tutti i voli) oggi alle 9 ha convocato l'assemblea degli iscritti per un aggiornamento sulla vertenza Alitalia con Cai. Un'assemblea che si preannuncia molto partecipata e di forte intensità, con i lavoratori invitati a raggiungere la mensa di Fiumicino in auto. Intanto non si ferma la procedura di liquidazione della vecchia compagnia nella prospettiva di cessione alla Cai della parte più sana. Oggi alle 11 il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha convocato le nove sigle sindacali sulla procedura di mobilità di oltre 16 mila lavoratori. E in settimana, sono attese le valutazioni degli advisor sugli asset di Alitalia, il parere di Fantozzi sull'offerta di Cai che scade il 30 novembre, e la decisione della Ue su prestito ponte e operazione della cordata.
Per ora la Cai è rimasta insensibile alla richiesta delle cinque sigle autonome per un incontro «urgentissimo» per riaprire il tavolo su contratti e criteri di selezione del personale che sarà assunto nella Nuova Alitalia.


10 novembre 2008 - La Nazione

Protestano i piloti, voli Alitalia in ritardo
Primi disagi per lo sciopero bianco. Trasporti: stop a treni e servizi locali

ROMA — LA PROTESTA dei piloti comincia a provocare i primi disagi ai passeggeri Alitalia: rallentamenti diffusi, oltre la media fisiologica, nelle operazioni di decollo dei voli, questa mattina, all’aeroporto di Fiumicino. E domani, in occasione dell’assemblea degli iscritti alle cinque sigle del «fronte del no», la situazione potrebbe essere caotica già sull’autostrada Roma-Fiumicino e fuori dall’aeroporto. Con lo sciopero di treni e mezzi pubblici, gli iscritti ad Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl potrebbero raggiungere alle 9 la mensa di Fiumicino in auto: se saranno centinaia potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi. SULLE PISTE, i piloti potrebbero applicare il ‘decalogo’ indicato dalle due associazioni di rappresentanza per l’applicazione rigida delle operazioni da manuale, dal briefing al rullaggio del velivolo, provocando inevitabilmente ritardi all’operativo Alitalia. Ieri, tra le 9 e le 10, quasi la metà delle partenze (10 su 22) hanno fatto registrare ritardi compresi tra i 15 e i 40 minuti con punte anche di un’ora. In attesa di una risposta da Compagnia aerea italiana, a cui le cinque sigle autonome hanno rinnovato la richiesta di un incontro urgentissimo per riaprire il tavolo sui contratti a cui l’azienda ha finora risposto no, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno avviato la mobilitazione e vogliono aggiornare i propri iscritti anche sull’adesione allo sciopero indetto dalla Cub per il 25 novembre. Intanto Cai va avanti con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti nella verifica dei contratti sottoscritti il 31 ottobre. Le parti si incontreranno martedì mentre si accorciano i tempi della chiamata da parte di Cai dei 12.639 dipendenti che saranno assunti nella Nuova Alitalia. In assenza di novità, sarà anche il banco di prova per vedere come reagiranno singolarmente piloti, primi ufficiali e comandanti. Domani alle 11, invece, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha convocato le nove sigle sindacali presenti nella compagnia sull’avvio delle procedure di mobilità di 16.075 dipendenti (Alitalia, Az Express, Az Servizi, Az Airport, Volare) in attesa di essere chiamati, in settimana, al ministero del Welfare. I lavoratori saranno messi in cassa integrazione, bacino da cui Cai attingerà per le assunzioni.
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LA CRISI DELL’ATENEO
di Laura Valdesi

Siena - NODO STABILIZZAZIONI, nodo stipendi. In attesa del tavolo interistituzionale di domani in Comune che consentirà di dare il là definitivo al processo di risanamento dell’Università, saranno questi i temi caldi della giornata odierna. Partiamo dal primo. Il cda ha decretato lo stop venerdì e i sindacati, Cgil in primis, proveranno oggi alle 13, nell’incontro nell’anticamera del rettore, a invertire la rotta. Sarà uno scontro duro, se ne trovava conferma già ieri nelle parole dell’Rdb che chiedeva: «Tutte le questioni inerenti al personale tecnico-amministrativo passino per il tavolo sindacale, poi in cda. Non accettiamo più di dover discutere all’interno di un recinto predeterminato». E AL SENATO che si riunisce stamani per valutare la manovra, sempre l’Rdb domandava «di riconoscere ai precari della ricerca e ai tecnici una rappresentanza che permetta di discutere insieme i criteri per intervenire sulla ricerca stessa». Secondo nodo: stipendi e tredicesime. RESTIAMO alla cronaca. Nell’ultimo consiglio di amministrazione il professor Antonio Barretta ha assicurato il raggiungimento di un’intesa con la banca circa la somma da concedere come anticipazione di cassa che si aggira — il condizionale è d’obbligo — intorno ai 40 milioni e viene calcolata, come prevede la legge, sulla base delle entrate previste nel 2008 visto che il bilancio è in deficit. Sarà però al tavolo interistituzionale, questa l’impressione, che arriverà l’eventuale ufficialità dell’accordo destinato a tranquillizzare i sonni dei dipendenti. Che ieri, a conferma dello stato di fibrillazione creato dal susseguirsi di voci, in una breve nota congiunta a firma di Cisal, Cisapuni, Rdb, Ugl e Uil annunciavano la propria piena disponibilità a scendere a fianco dei colleghi sostenendoli nella loro battaglia di fronte «ai tagli profondamente dolorosi approvati dal cda» nel caso venissero a mancare le risorse per far fronte agli impegni verso il personale. Timori a parte, sembra in realtà che ciascuno dei protagonisti stia lavorando per consentire, seppure in presenza di paletti giustamente rigidi, l’uscita dal guado. Il bilancio dell’Ateneo, comunque sia, dovrà essere in pareggio nel 2008 e non solo perché ciò consente con probabilità di ottenere benefici dalla «Gelmini». A TALE SCOPO serve infatti una manovra complessiva da 60 milioni che rende indispensabile una vendita a breve termine. Non saranno sicuramente i lotti del policlinico a consentire di incassare i milioni subito necessari, sebbene la Regione non si tiri indietro e rilanci, per voce del presidente Martini, il sostegno agli Atenei guardando più lontano, alla creazione di un polo unico e al taglio di doppioni e sprechi. Le Scotte, dicevamo. Possono anche passare alla Regione che, nel caso, effettuerà una sorta di rateizzazione del pagamento, per l’Università importantissimo ma non risolutivo. Riecco allora la vendita (o anticipazione di vendita, oppure un’altra soluzione) di un immobile. Che non sarà il policlinico. E che forse già entro questa settimana la società Reag indicherà. A metà dicembre l’intero percorso deve essere avviato.


10 novembre 2008 - Corriere di Siena

"Mps anticipi gli stipendi"
Alcuni sindacati dalla parte degli universitari

Siena - Una parte dei sindacati dell’università reagisce all’ipotesi che la Banca Monte dei Paschi non possa concedere un anticipo all’ateneo per pagare i prossimi stipendi. L’università, a qesto punto dell’anno, fa segnare un meno venti milioni di euro e chiede un anticipazione di 34 milioni di euro. E’ un ente pubblico e, a fine anno, le entrate devono essere pari alle uscite. In difesa degli stipendi scendono in campo Cisal, Cisapuni, Rdb, Ugl, Uil. In un comunicato diffuso ieri pomeriggio hanno scritto: "Oggi la Banca Monte dei Paschi potrebbe decidere di non dare la liquidità per i prossimi stipendi, nonostante l'enorme patrimonio immobiliare che l'Università dà in garanzia per almeno 120 anni ed i tagli profondamente dolorosi approvati dal consiglio di amministrazione di venerdì scorso. Ai nostri colleghi vogliamo garantire che saremo lì a guardare negli occhi chi potrà sostenere un eventuale diniego e saremo ancora lì a fare altrettanto con le istituzioni di fronte a questa eventuale, seppur ingiustificabile, possibilità". Insomma, anche quella di oggi sarà una giornata calda per l’università di Siena che è sempre più sull’orlo del baratro. Un piano di risanamento è stato approvato ma dell’enorme buco ci si è accorti solo al decimo mese dell’anno. E’ possibile? E chi se n’è accorto solo ora può garantire il risanamento?


10 novembre 2008 - La Repubblica

Alitalia, nuova sfida dei piloti in arrivo 15 giorni di sciopero
Matteoli: "Non ci faremo intimidire, nessuno può avere diritto di veto" Le agitazioni verranno scaglionate tra il 25 novembre e il 26 maggio A rischio anche i voli a ridosso dell´8 dicembre, dell´Epifania e di Pasqua 2009
di BARBARA ARDU

ROMA - È stato solo il primo assaggio lo sciopero bianco messo in atto dai piloti di Anpac e Up che, applicando il contratto alla lettera, hanno creato disagi e ritardi nei voli. Da novembre si cambia e incrociano le braccia davvero. Le date sono già state annunciate, 15 giorni (compreso quello già indetto del 25 novembre) alcuni scelti con cura perché cadono in giornate a ridosso di ponti o festività. E il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, replica che «il governo non si farà intimidire» e «garantirà i diritti dei viaggiatori».
Il "fronte del no", però, è compatto. Apre le ostilità con Cai, che ha posizioni «troppo rigide» e con il governo «che le sostiene». In quella che chiamano Unità di crisi ci sono tutti: Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, Sdl. Quelle sigle che Compagnia aerea italiana, ha ignorato. Colaninno sembra continuare dritto per la sua strada, forte della firma dei sindacati confederali. E lo stesso fanno i lavoratori Alitalia, che questa mattina si riuniranno di nuovo in assemblea a Fiumicino. Piloti e assistenti di volo sono decisi a rendere la vita difficile alla Nuova Alitalia.
Il primo fermo sarà per il 25 novembre. Allo sciopero già indetto dai Cub hanno aderito tutti, ma i piloti vogliono tenere alta l´attenzione. E nel rispetto delle regole del trasporto aereo hanno programmato già le date, altre 14: sabato 6 dicembre, giornata che mette in difficoltà chi vuole partire per il Ponte dell´Immacolata. Il 7 (subito dopo l´Epifania), 16 e 27 gennaio 2009; il 9 e 20 febbraio; il 3-16 e 27 marzo e ancora il 7 e il 20 aprile (in mezzo c´è la settimana di Pasqua), per finire con il 4 maggio (rientro dal ponte della Festa dei lavoratori) e il 15 e 26 maggio. Sono i nuovi contratti Cai a muovere la protesta. Contratti «diversi» da quelli sottoscritti il 31 ottobre a Palazzo con la firma del lodo Letta. Le organizzazioni sindacali denunciano che l´accordo rappresenta «il punto più basso mai raggiunto in termini di rispetto della democrazia e della rappresentanza» sindacale. Le cose che non vanno, dicono, sono molte. I criteri di assunzione definiti «iniqui e non rispettosi delle anzianità aziendali». Il rifiuto «posto dalla Cai a utilizzare il part-time nelle assunzioni senza oneri aggiuntivi per l´azienda». Le eccedenze di personale «ingigantite» e che finiranno per rappresentare «costi aggiuntivi a carico della collettività». Un accordo tutto a spese dei lavoratori perché la Cai, al contrario, denuncia la nota sindacale, «beneficerà di enormi vantaggi in materia di decontribuzione previdenziale e defiscalizzazione». L´operazione finirà dunque per «generare paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia indebitata e inefficiente».
Annunci che lasciano «sconcertati», afferma il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, dichiarando che il governo non si lascerà intimidire e assumerà, al momento opportuno, tutti i provvedimenti necessari per non danneggiare i viaggiatori. Sulla stessa linea Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia. «Se questi signori pensano di poter ricattare il governo e la Cai con qualche sciopero selvaggio, si sbagliano».
Una dichiarazione di guerra quella di piloti e assistenti di volo che non ferma la nascita della Nuova Alitalia. Oggi il commissario straordinario Augusto Fantozzi incontrerà le nove sigle sindacali sulla procedura di mobilità di oltre 16mila lavoratori. In settimana, sono attese le valutazioni degli advisor sugli asset di Alitalia e forse il parere di Fantozzi sull´offerta Cai. E mercoledì dovrebbe arrivare il parere dell´Europa: la Ue dovrà stabilire se l´offerta è in regola con le norme comunitarie e dare o negare l´ok al prestito ponte di 300 milioni.


10 novembre 2008 - La Nuova Ferrara

Ferrara- ....E sempre in tema di trasporti...

....E sempre in tema di trasporti, in particolare per la fusione tra Acgt e Atc si mobilita anche Cub Trasporti: e per mercoledì 12 novembre alle 21 (sala del Dipartimento manutenzioni del Comune, in via Marconi 39) il coordinamento provinciale ha indetto una assemblea aperta per discutere le problematiche di interesse per i lavoratori. In particolare Rdb Trasporti chiede l’apertura di un tavolo con Acft, Atc e Province di Bologna e Ferrara per individuare i percorsi e i processi necessari alla riorganizzazione.


10 novembre 2008 - Leggo

Roma. Allarme sfratto per il 118 dell’ospedale oftalmico...

Roma - Allarme sfratto per il 118 dell’ospedale oftalmico: restano fuori 50 operatori e 3 ambulanze. La postazione del 118 di via Vittor Pisani, vicino piazzale degli Eroi nella Asl Rm E, ha ricevuto una lettera di sfratto dalla direzione dell’Ospedale oftalmico: «I locali inizialmente proposti per il trasferimento non sono poi risultati idonei alla verifica dei rappresentanti della sicurezza del 118 - spiega Licia Pera, dirigente sindacale RdB - troppo piccoli per ospitare 50 operatori e 3 ambulanze. Eppure la nostra postazione è basilare per buona parte del Centro di Roma, soprattutto dopo la chiusura del San Giacomo: nel 2007 abbiamo effettuato 13 mila soccorsi e dall’inizio dell’anno ad oggi ben 10 mila, nonostante la carenza di personale e di ambulanze». Oggi le Rsu incontreranno la direzione dell’oftalmico per affrontare la questione. (L.Loi./ass)


10 novembre 2008 - Tuscia web

Viterbo - Rdb Cub attacca i sindacati: "Hanno giocato in borsa i soldi dei lavoratori"
"Pensioni a rischio, colpa di Cgil Cisl e Uil"

Riceviamo e pubblichiamo - Le dichiarazioni rassicuranti della Filcem Cgil ai ceramisti sugli investimenti a rischio dei fondi pensioni sono troppo semplicistiche perchè se i lavoratori perderanno parte del loro Tfr dovranno ringraziare proprio chi oggi si affretta a dare dubbie rassicurazioni. Cgil, Cisl e Uil, invece di esercitare il loro ruolo di tutela difendendo il Tfr garantito per legge, hanno sostenuto il piano di svendita del Tfr al mondo del mercato finanziario e il risultato non è quindi colpa del fallimento della Lemhan Brothers ma di chi ha collaborato e sostenuto il progetto di "giocare in borsa" i soldi dei lavoratori. Già nei primi mesi dell’anno, quando i mercati erano ancora in una fase di bonaccia, i fondi avevano perso, in media, il 2,7%, quasi cinque punti in meno rispetto al + 2% reso dal Trattamento di fine rapporto garantito per legge. Agli inizi di ottobre, con il terremoto delle borse, Cometa e Fonchim, fondi dei metalmeccanici e dei chimici, avevano già perso 7 milioni di euro in obbligazioni della Lemhan Brothers e quello dei ferrovieri si è salvato, rimettendoci di meno, solo perché a Luglio si era sbarazzato delle stesse obbligazioni. Il paradosso è che, nel bel mezzo della burrasca finanziaria, nulla ha impedito ai sindacati confederali di proseguire sulla stessa strada. Infatti, Aran, Cgil, Cisl, Uil hanno recentemente sottoscritto l’accordo istitutivo dei fondi pensioni per il pubblico impiego: il fondo pensione "Sirio" (per ministeri, parastato, agenzie fiscali) e "Perseo" (per enti locali e sanità), primo passo per andare, poi, alla raccolta delle adesioni. I sostenitori della previdenza complementare invitano a non disperare a patto, naturalmente, che il lavoratore abbia un arco di tempo sufficientemente lungo, 30/40 anni, per implementare la sua pensione e vedere fruttare quello che ha versato nei fondi. Sono gli stessi che avevano assicurato e fornito garanzie ai lavoratori sulla bontà degli investimenti, gli stessi che oggi sconsigliano di chiedere riscatti o anticipazioni ossia di rinunciare a sacrosanti diritti perché, grazie al ribasso della quota del fondo, l’associato subirebbe una vera e propriaperdita. La crisi finanziaria è lungi dall’essere risolta anzi, gli analisti dicono che il peggio non è ancora arrivato. Sempre più banche, a livello internazionale, stanno fallendo e l’unico rimedio trovato dai cantori del liberismo e del mercato per impedire che il sistema salti del tutto, è l’intervento pubblico, ovvero, il salvataggio delle banche e delle finanziarie tramite l’intervento dello Stato. Questa, del resto, è la logica del mercato: privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Il risultato è che saranno ancora una volta i lavoratori a pagare. Ci auguriamo che coloro che hanno optato per i fondi pensione non debbano pagare due volte. Abbiamo sempre sostenuto che la trappola ideata da governo, padronato e Cgil, Cisl e Uil, si sarebbe rivelata dannosa per i lavoratori che avrebbero perso la certezza del compenso spettante al termine della loro vita lavorativa. Una trappola gestita con ogni mezzo, compreso quello del famigerato meccanismo del silenzio-assenso. E ora chi si è fatto convincere si trova nell’impossibilità di uscire dal fondo a cui ha aderito. Riteniamo che oggi, con i dati alla mano, chi ha sbagliato debba ammettere i propri errori e cambiare rotta invece di minimizzare i danni fatti dietro incerte, per non dire ipocrite, rassicurazioni.
Rdb Cub


10 novembre 2008 - UnoNotizie

FONDO PENSIONI A RISCHIO, IL PREZZO DELLE BUGIE

Viterbo - Le dichiarazioni rassicuranti della Filcem Cgil ai ceramisti sugli investimenti a rischio dei fondi pensioni sono troppo semplicistiche perchè se i lavoratori perderanno parte del loro TFR dovranno ringraziare proprio chi oggi si affretta a dare dubbie rassicurazioni. CGIL, CISL e UIL, invece di esercitare il loro ruolo di tutela difendendo il TFR garantito per legge, hanno sostenuto il piano di svendita del TFR al mondo del mercato finanziario e il risultato non è quindi colpa del fallimento della Lemhan Brothers ma di chi ha collaborato e sostenuto il progetto di "giocare in borsa" i soldi dei lavoratori. Già nei primi mesi dell’anno, quando i mercati erano ancora in una fase di bonaccia, i fondi avevano perso, in media, il 2,7%, quasi cinque punti in meno rispetto al + 2% reso dal Trattamento di fine rapporto garantito per legge. Agli inizi di ottobre, con il terremoto delle borse, Cometa e Fonchim, fondi dei metalmeccanici e dei chimici, avevano già perso 7 milioni di Euro in obbligazioni della Lemhan Brothers e quello dei ferrovieri si è salvato, rimettendoci di meno, solo perché a Luglio si era sbarazzato delle stesse obbligazioni. Il paradosso è che, nel bel mezzo della burrasca finanziaria, nulla ha impedito ai sindacati confederali di proseguire sulla stessa strada. Infatti, ARAN , CGIL, CISL, UIL hanno recentemente sottoscritto l’accordo istitutivo dei fondi pensioni per il Pubblico Impiego: il fondo pensione "Sirio" (per ministeri, parastato, agenzie fiscali) e "Perseo" (per enti locali e sanità), primo passo per andare, poi, alla raccolta delle adesioni. I sostenitori della previdenza complementare invitano a non disperare a patto, naturalmente, che il lavoratore abbia un arco di tempo sufficientemente lungo, 30/40 anni, per implementare la sua pensione e vedere fruttare quello che ha versato nei fondi. Sono gli stessi che avevano assicurato e fornito garanzie ai lavoratori sulla bontà degli investimenti, gli stessi che oggi sconsigliano di chiedere riscatti o anticipazioni ossia di rinunciare a sacrosanti diritti perché, grazie al ribasso della quota del fondo, l’associato subirebbe una vera e propriaperdita. La crisi finanziaria è lungi dall’essere risolta anzi, gli analisti dicono che il peggio non è ancora arrivato; sempre più banche, a livello internazionale, stanno fallendo e l’unico rimedio trovato dai cantori del liberismo e del mercato per impedire che il sistema salti del tutto, è l’intervento pubblico: ovvero, il salvataggio delle banche e delle finanziarie tramite l’intervento dello Stato. Questa, del resto, è la logica del mercato: privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Il risultato è che saranno ancora una volta i lavoratori a pagare. Ci auguriamo che coloro che hanno optato per i fondi pensione non debbano pagare due volte. Abbiamo sempre sostenuto che quanto programmato da governo, padronato e CGIL, CISL e UIL, si sarebbe rivelato dannoso per i lavoratori che avrebbero perso la certezza del compenso spettante al termine della loro vita lavorativa. Una trappola gestita con ogni mezzo compreso quello subdolo del famigerato meccanismo del silenzio-assenzo. Ed ora chi si è fatto convincere si trova nell’impossibilità di uscire dal fondo a cui ha aderito. Riteniamo che oggi, con i dati alla mano, chi ha sbagliato debba ammettere i propri errori e cambiare rotta invece di minimizzare i danni fatti dietro incerte, per non dire ipocrite, rassicurazioni.
Paola Celletti - Lino Rocchi (RdB CUB Viterbo)


10 novembre 2008 - Viterbo Oggi

Fondi pensione a rischio
La RdB teme che saranno di nuovo i lavoratori a pagare

Riceviamo e pubblichiamo: Le dichiarazioni rassicuranti della Filcem Cgil ai ceramisti sugli investimenti a rischio dei fondi pensioni sono troppo semplicistiche perchè se i lavoratori perderanno parte del loro TFR dovranno ringraziare proprio chi oggi si affretta a dare dubbie rassicurazioni. CGIL, CISL e UIL, invece di esercitare il loro ruolo di tutela difendendo il TFR garantito per legge, hanno sostenuto il piano di svendita del TFR al mondo del mercato finanziario e il risultato non è quindi colpa del fallimento della Lemhan Brothers ma di chi ha collaborato e sostenuto il progetto di "giocare in borsa" i soldi dei lavoratori. Già nei primi mesi dell’anno, quando i mercati erano ancora in una fase di bonaccia, i fondi avevano perso, in media, il 2,7%, quasi cinque punti in meno rispetto al + 2% reso dal Trattamento di fine rapporto garantito per legge. Agli inizi di ottobre, con il terremoto delle borse, Cometa e Fonchim, fondi dei metalmeccanici e dei chimici, avevano già perso 7 milioni di Euro in obbligazioni della Lemhan Brothers e quello dei ferrovieri si è salvato, rimettendoci di meno, solo perché a Luglio si era sbarazzato delle stesse obbligazioni. Il paradosso è che, nel bel mezzo della burrasca finanziaria, nulla ha impedito ai sindacati confederali di proseguire sulla stessa strada. Infatti, ARAN , CGIL, CISL, UIL hanno recentemente sottoscritto l’accordo istitutivo dei fondi pensioni per il Pubblico Impiego: il fondo pensione "Sirio" (per ministeri, parastato, agenzie fiscali) e "Perseo" (per enti locali e sanità), primo passo per andare, poi, alla raccolta delle adesioni. I sostenitori della previdenza complementare invitano a non disperare a patto, naturalmente, che il lavoratore abbia un arco di tempo sufficientemente lungo, 30/40 anni, per implementare la sua pensione e vedere fruttare quello che ha versato nei fondi. Sono gli stessi che avevano assicurato e fornito garanzie ai lavoratori sulla bontà degli investimenti, gli stessi che oggi sconsigliano di chiedere riscatti o anticipazioni ossia di rinunciare a sacrosanti diritti perché, grazie al ribasso della quota del fondo, l’associato subirebbe una vera e propriaperdita. La crisi finanziaria è lungi dall’essere risolta anzi, gli analisti dicono che il peggio non è ancora arrivato; sempre più banche, a livello internazionale, stanno fallendo e l’unico rimedio trovato dai cantori del liberismo e del mercato per impedire che il sistema salti del tutto, è l’intervento pubblico: ovvero, il salvataggio delle banche e delle finanziarie tramite l’intervento dello Stato. Questa, del resto, è la logica del mercato: privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Il risultato è che saranno ancora una volta i lavoratori a pagare. Ci auguriamo che coloro che hanno optato per i fondi pensione non debbano pagare due volte. Abbiamo sempre sostenuto che la trappola ideata da governo, padronato e CGIL, CISL e UIL, si sarebbe rivelata dannosa per i lavoratori che avrebbero perso la certezza del compenso spettante al termine della loro vita lavorativa. Una trappola gestita con ogni mezzo compreso quello subdolo del famigerato meccanismo del silenzio-assenzo. Ed ora chi si è fatto convincere si trova nell’impossibilità di uscire dal fondo a cui ha aderito. Riteniamo che oggi, con i dati alla mano, chi ha sbagliato debba ammettere i propri errori e cambiare rotta invece di minimizzare i danni fatti dietro incerte, per non dire ipocrite, rassicurazioni.
Paola Celletti Lino Rocchi


10 novembre 2008 - Il Messaggero

ROMA. Cominciano il 25 novembre aderendo allo sciopero proclamato dalla Cub...
di ROSSELLA LAMA

ROMA - Cominciano il 25 novembre aderendo allo sciopero proclamato dalla Cub. E non si fermano. Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e SDl preannunciano anche altri quattordici giorni di astensione dal lavoro fino al 26 maggio del 2009. Piloti e assistenti di volo denunciano «il perpetuarsi dell’atteggiamento di rigida chiusura adottato dalla Cai», che non vuole riaprire la trattativa dopo aver già ottenuto la firma di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. E «l’adozione di criteri di assunzione iniqui, socialmente inaccettabili e non rispettosi delle anzianità aziendali maturate dai lavoratori», compreso il rifiuto posto dalla cordata guidata da Colaninno di utilizzare il part-time nelle assunzioni, «senza oneri aggiuntivi per l’azienda». Secondo il "fronte del no" l’operazione Cai «genererà paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia, indebitata ed inefficiente». Il calendario degli scioperi che seguono quello del 25 novembre è già fatto: 6 dicembre, 7-16-27 gennaio dell’anno prossimo, poi 9 e 20 febbraio, 3-16 e 27 marzo, 7 e 20 aprile, 4-15 e 26 maggio.
Giovedì piloti e assistenti di volo avevano chiesto un incontro alla società guidata da Colaninno per riaprire il tavolo di confronto su contratti e selezione del personale per la nuova Alitalia. Ieri sera è arrivata la risposta. Ed è un no. «Non possiamo che ribadire, conclusivamente, che la fase di definizione dei criteri di scelta e della disciplina collettiva applicabile al personale dipendente della Compagnia Aerea italiana deve ritenenrsi conclusa il 31 ottobre scorso».
Nessuna riapertura della trattativa, dunque. L’accordo resta quello firmato a palazzo Chigi con Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e che i sindacati autonomi non hanno voluto sottoscrivere. Nella lettera che porta la firma di Rocco Sabelli, l’amministratore delegato di Cai, si sottolinea che i 12.639 lavoratori che la nuova società assumerà «saranno selezionati in coerenza con le esigenze del nuovo progetto industriale». Che «si terrà contro, tra l’altro, anche dell’anzianità aziendale», e che «sarà favorità l’assunzione di chi è portatore di particolari esigenze di carattere sociale».
Per questa mattina il commissario straordinario, Augusto Fantozzi ha convocato tutte e nove le sigle sindacali per avviare le procedure di mobilità di 16.075 dipendenti. I lavoratori sanno messi in cassa integrazione e da questo bacino attingerà la nuova Alitalia per procedere alle assunzioni, in nome di quella discontinuità aziendale chiesta dalla Ue che dopodomani dovrebbe pronunciarsi su tutta l’operazione. Contemporaneamente a Fiumicino il "fronte del no" tiene una nuova assemblea di lavoratori.


9 novembre 2008 - L'Unità

Bologna, la Digos «interroga» i presidi. «Un’intimidazione»

Bologna - Dopo una vita in cattedra, i presidi di Bologna tornano sui banchi. Questa volta però, a «interrogarli» (anche se via posta) non sarà il professore di turno, ma Digos e Procura. E l’interrogazione verterà sull’ondata di manifestazioni e occupazioni scattate dalla fine di settembre per protestare contro il decreto Gelmini, ormai diventato legge.
Nei giorni scorsi il Pm Luigi Persico (titolare dei 15 fascicoli sulle altrettante occupazioni registrate sotto le due Torri) ha incaricato la Digos di svolgere accertamenti nei diversi istituti, dopo che alla fine di ottobre il deputato forzista Fabio Garagnani aveva presentato in Procura un nuovo esposto sulle proteste.
INCHIESTE E MANIFESTAZIONI
A Bologna i magistrati hanno scelto di aprire inchieste singole su ogni manifestazione, fuori e dentro le mura scolastiche (compreso il corteo di giovedì 30 per cui sono già scattate 21 denunce). E dopo l’archiviazione disposta dal Gip sull’occupazione di mamme, bimbi e insegnanti alle elementari XXI Aprile, la Digos ha ora inviato a quindici presidi una lettera in cui chiede, fra le altre cose, i nomi dei membri dei consigli d’istituto, l’elenco delle riunioni avvenute a scuola (con le date e gli orari delle iniziative), le delibere dei consigli d’istituto che autorizzavano le manifestazioni, l’indicazione dei partecipanti (alunni, docenti e genitori), gli eventuali danni alle strutture, il contenuto degli striscioni esposti. Infine, se e perchè erano intervenute le forze dell’ordine.
LA PROTESTA DEGLI INSEGNANTI
La richiesta di informazioni non è però piaciuta al Coordinamento degli insegnanti bolognesi, che riunisce venti istituti fra città e provincia, e che non esita a bollare la mossa della Procura come minacciosa. «Si tratta di un’intimidazione della rivolta che ha accomunato insegnanti, genitori e studenti - dice il Coordinamento - contro il tentativo di smantellare la scuola pubblica». E contro chi «ipotizza incidenti, danni, minacce, striscioni di carattere penalmente rilevante», i professori sottolineano «il carattere pacifico delle agitazioni che si sono svolte e si stanno svolgendo nelle scuole».
Di intimidazione parla anche il sindacato autonomo Cub-scuola, che critica il tentativo di «trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del Governo, e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del ministro Gelmini». Anzichè «intervenire su reali situazioni di illegalità esistenti - attacca il sindacato - si sperpera il denaro pubblico, procedendo ad una "schedatura" di massa con presunzione di colpevolezza. La partecipazione legittima di genitori e alunni alla vita della scuola viene vista come elemento sul quale indagare».


9 novembre 2008 - Il Giorno

Tutti insieme contro il governo ma in piazza scendiamo da soli
Il sindacato Cub: manifesteremo il 29 novembre
di LUCA SALVI

MILANO — TUTTI INSIEME contro la politica scolastica del governo ma rimarcando le differenze. Ieri la Cub (Confederazione unitaria di base), quarto sindacato in Italia, ha discusso, insieme ai rappresentanti delle categorie del mondo dell’istruzione, le leggi appena approvate e le iniziative da prendere per contrastarle. La manifestazione principale per la Cub sarà il 29 novembre e non il 14, come per gli altri sindacati. «Abbiamo stabilito una nostra data – spiega Cosimo Scarinzi, coordinatore nazionale Cub – perché il 30 ottobre scorso, mentre manifestavamo tutti insieme, Cisl, Uil e Snals si sono accordati con il Governo per un aumento delle retribuzioni pagato con i tagli dei lavoratori pubblici». Il protocollo d’intesa di quel giorno prevede che gli stipendi del prossimo biennio aumentino del 3,2 per cento. «Un aumento molto minore rispetto a quello dell’inflazione reale. E pagato con i soldi ottenuti dai tagli degli ultimi anni». «Ora - aggiunge - tutti i sindacati vengono dietro al movimento partito dagli studenti. Ma l’anno scorso, a protestare contro i tagli decisi dal ministro Fioroni, eravamo solo noi». Comunque, nonostante le divergenze, il ritiro della legge rimane l’obiettivo principale per tutti. «Nonostante quello che si dice, una legge, se anche viene approvata, deve essere ancora applicata. E in passato, sia la riforma Moratti che alcune leggi del precedente governo, dopo essere passate in Parlamento, non sono state attuate. Se devono fare tagli, comincino dai casi di clientelismo e corruzione. O dai docenti delle scuole private, che non vengono mai toccati». Tutti d’accordo sulla contrapposizione alla riforma. «Noi andremo a Roma – fa sapere Cosimo Nicolini, del collettivo studentesco Climax – e stiamo cercando di capire come trovare i biglietti. Il 12 ci uniremo alla manifestazione della Fiom». «Settimana prossima ci saranno altre lezioni pubbliche – aggiunge Lara Rossi, della Bicocca –. Il movimento è sicuramente aumentato: nel numero e nella consapevolezza. Stiamo facendo capire a molti studenti perché questa legge sta distruggendo l’università». «SE QUESTO GOVERNO è saldo – osserva Michele Corsi, professore all’Itsos Steiner e rappresentante di Retescuole – e ha dalla sua la maggioranza degli italiani, noi contiamo però di smuovere a poco a poco l’opinione pubblica».


9 novembre 2008 - Corriere di Bologna

L'inchiesta Lettera della Procura agli agenti con i quesiti da porre ai dirigenti degli istituti indicati nell'esposto di Garagnani (Pdl)
Proteste no-Gelmini, la Digos interpella i presidi
La polizia indaga su 15 scuole. Cub: «È un'intimidazione». Il pm Persico: «Solo routine»
di Amelia Esposito

Bologna - La Digos indaga su quindici scuole. Gli istituti bolognesi che hanno organizzato proteste contro il decreto Gelmini e che, per questo, sono finiti in un esposto dell'onorevole Fabio Garagnani (Pdl). È stata la Procura, proprio in seguito a questo esposto, a incaricare la polizia di fare degli accertamenti. Per l'esattezza, e banalmente, di porre ai presidi di queste scuole una serie di quesiti. Ordinaria attività investigativa. Eppure, a molti è parsa talmente minacciosa e invasiva da parlare di «grave intimidazione».
A pensarla così sono il sindacato barricadero Cub-Scuola e il «coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori bolognesi», che rappresenta venti istituti tra città e provincia. Entrambi leggono nelle indagini disposte dal pm Persico (titolare di quindici fascicoli sull'argomento, uno per ogni istituto proprio per non fare di tutta l'erba un fascio e valutare caso per caso) un tentativo di «criminalizzare il movimento di opposizione a Gelmini» e di «trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del governo», in spie, insomma. Accuse che Persico respinge con forza: «Macché intimidazione», osserva un po' stupito di tutto il clamore suscitato dalle sue disposizioni. In una lettera inviata nei giorni scorsi in Questura, Persico invitava la Digos a raccogliere alcuni dati e a chiarire una serie di aspetti relativi alle proteste anti- Gelmini. Ossia: nomi degli istituti e dei rispettivi dirigenti, date e ore delle riunioni sul decreto Gelmini, chi vi abbia preso parte (se solo genitori, alunni e docenti o anche esterni), se nelle attività fuori orario scolastico vi sia stata la vigilanza dei bidelli e, infine, se in queste occasioni si siano verificati incidenti o danneggiamenti e se, infine, si sia mai reso necessario l'intervento di forze dell'ordine. Quesiti che si potrebbero tradurre in una domanda sola: cosa è accaduto durante le proteste organizzate nelle scuole finite nel mirino di Garagnani? «Una schedatura di massa con presunzione di colpevolezza», «una caccia alle streghe», per la Cub. «Nessuna intimidazione ci toglierà il diritto di continuare la nostra giusta protesta», è quanto ha affermato il coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori bolognesi dopo aver appreso della lettera della Procura, girata dalla Digos ai presidi.
Intanto, l'assemblea delle scuole, tutt'altro che rassegnata al decreto, lancia nuove iniziative. La più importante si terrà il 22 novembre: si chiamerà «la scuola in piazza» e sarà, appunto, una giornata di lezioni all'aperto che coinvolgerà tutti gli istituti. «Dalle 10 alle 18, saranno organizzate nelle piazze, nei mercati e nelle strade di Bologna e provincia lezioni e laboratori con genitori, bambini, insegnanti, ricercatori e studenti — fa sapere l'assemblea —. Invaderemo il centro, i quartieri e i comuni della provincia per far vedere alla città che cosa vogliono distruggere con questa legge».
L'invito a fare la stessa cosa è rivolto «alle scuole di tutta Italia». Inoltre, nei prossimi collegi dei docenti si presenteranno delle mozioni per riproporre ai nuovi iscritti il tempo pieno e i moduli. E si chiederà ai consigli di circolo e di istituto di fare altrettanto. Infine, all'inizio di dicembre, ci saranno gli Open Day, cioè la presentazione della scuola per le famiglie dei futuri iscritti nelle prime: giornate di informazione in cui saranno distribuiti moduli di iscrizione dove saranno ancora presenti le opzioni tempo pieno e moduli.


9 novembre 2008 - Il Messaggero

ROMA. Non chiamatelo sciopero bianco, per carità...
di LUCIANO COSTANTINI

ROMA - Non chiamatelo sciopero bianco, per carità: i piloti precisano che dall’altra mattina si attengono solo scrupolosamente alle mansioni previste dal contratto di lavoro. Niente di più e niente di meno di quello che loro spetta. Fatto è che da ieri gli aerei Alitalia stanno accumulando ritardi su ritardi: pochi minuti in mattinata che in serata hanno sfiorato l’ora su qualche tratta. Il rischio, ammesso anche dalla compagnia, è che, con il trascorrere delle ore, i ritardi possano provocare delle cancellazioni. Soprattutto se alla protesta silenziosa aderiranno anche gli assistenti di volo. Il tutto, comunque, nella massima regolarità contrattuale. Cioè i piloti non sono in sciopero.
Domani mattina una nuova assemblea a Fiumicino, alla quale parteciperanno anche hostess e assistenti di volo, deciderà le future strategie: se proseguire nello sciopero bianco o proclamarne uno vero per i prossimi giorni. In effetti, il "fronte del no" ha già dato la propria adesione alla protesta proclamata dalla Cub per il 25 novembre e che potrebbe paralizzare completamente il trasporto aereo, ma i "comandanti" hanno la necessità di tenere alta la pressione sulla già infuocata questione dei contratti. Quindi potrebbero rilanciare utilizzando l’arma dello sciopero senza abbandonare però il canale della diplomazia. Ieri l’altro hanno scritto a Cai e al governo per chiedere un «incontro urgente». Difficile assai che Roberto Colaninno, dopo aver raggiunto un’intesa con i sindacati confederali, riapra il tavolo. Non sembra questa la volontà del presidente di Cai che rischierebbe, tra l’altro, il ritiro della firma da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Lo schema dei nuovi contratti prvede accordi a termine, part time, di apprendistato e di telelavoro, inserimento di portatori di handicap, rispetto delle tutele per i lavoratori a tempo indeterminato (esclusi i piloti) per i quali sia accertato lo stato di tossicodipendenza e che vogliano accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione. E, ancora, permessi di studio (10 giorni l'anno non retribuiti a chi è iscritto all'università e permessi retribuiti per sostenere gli esami in aggiunta ai riposi mensili spettanti). A comandanti, piloti e assistenti di volo Cai viene riconosciuta una retribuzione per gli anni di anzianità maturati nell'azienda di provenienza. A parità di attività di volo effettuata mensilmente, al personale navigante compete un trattamento complessivo non inferiore al 93% di quello precedente. E in più una "indennità di volo ex ristrutturazione" per 12 mesi.
Per il personale di terra, che potrà avere al massimo 7 anni di anzianità, le voci retributive del trattamento Alitalia prima dell'assunzione in Cai confluiranno in una singola voce "superminimo ristrutturazione" erogata per 12 mensilità e priva di effetti riflessi e di trascinamento. Cai prevede un'unica rappresentanza sindacale aziendale per i piloti ed un'altra per gli assistenti di volo. I rappresentanti delle Rsu avranno 3.000 ore di permessi retribuiti, quelli della Rsu assistenti di volo 700 giornate e quelli della Rsu piloti di 240 giornate. Ogni giornata di permesso del personale navigante sarà retribuita dividendo per 20 la retribuzione mensile. Ai componenti degli organi direttivi delle organizzazioni e associazioni professionali saranno concessi permessi nel limite annuo di 660 giornate da dividere fra le sigle.


9 novembre 2008 - Il Resto del Carlino

Scontro prof-Procura: «No alle intimidazioni»

Bologna - «SIAMO molto preoccupati che si vada a verificare la legittimità burocratica di una discussione, interna alla scuola, che c’è sempre stata e sempre ci sarà. Oltretutto mentre la legittimità degli atti è garantita dal nostro operato di presidi, quelli illegittimi (le occupazioni; ndr) li abbiamo già segnalati alla Questura». E’ alla presidente dell’Asabo (Associazione scuole bolognesi), Maria Luisa Quintabà (nella foto), che i dirigenti delle superiori delegano il compito di commentare la pioggia di lettere, inviate dalla Digos attivata dalla Procura, caduta sui loro tavoli in merito alle proteste anti Gelmini dei mesi scorsi. In quella paginetta che ha sorpreso i presidi, il numero uno della Digos, Vincenzo Ciarambino, chiede di indicare tempi e modi delle assemblee, gli atti normativi di riferimento e se si sono verificati incidenti o episodi meritevoli di valutazione (striscioni offensivi, danneggiamenti, imbrattamenti, minacce). La Cub-Scuola parla di «un atto di grave intimidazione». Così come il Coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori, «a cui fanno riferimento — dice una nota — 20 Istituti di città e provincia», che «respinge ogni tentativo di intimidazione della rivolta che ha accomunato insegnanti, genitori e studenti. Nessuna intimidazione ci toglierà il diritto di continuare la nostra protesta». «La scuola — aggiunge la Quintabà — è già fortemente burocratizzata, non burocratizziamola di più». I presidi, che hanno scritto all’Ufficio scolastico regionale e provinciale, temono «un’eventuale sollecitazione politico-ideologica che crei un clima negativo. Siamo perplessi perché la lettera è arrivata a tutti indistintamente e non laddove si sono verificati fatti specifici». Non molla, invece, la presa sulla riforma Gelmini l’Assemblea delle scuole bolognesi che il 22 novembre porterà ‘La scuola in piazza’, tenendo le lezioni all’aperto.


9 novembre 2008 - Gazzetta di Reggio, Modena/La Nuova Ferrara

La Digos indaga negli istituti di Bologna
I Cub-Scuola: grave intimidazione, manifestare contro i tagli è un diritto

BOLOGNA - La Procura di Bologna ha incaricato la Digos di svolgere indagini negli istituti superiori. Sono arrivate ai Dirigenti Scolastici richieste di informazioni sui nominativi dei membri dei Consigli d’Istituto, l’elenco delle riunioni, le date e gli orari delle iniziative di discussione e protesta contro le politiche di tagli alla scuola, l’indicazione dei partecipanti, i danni alle strutture.
A riferirlo è un comunicato della Cub-Scuola di Bologna, secondo cui «si tratta di un atto di grave intimidazione, che tenta di trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del Governo e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del Ministro Gelmini nato nelle scuole». Secondo quanto si è appreso, è stato il Pm Luigi Persico a incaricare la Digos della raccolta di informazioni dopo che nei giorni scorsi la Procura aveva aperto quindici fascicoli d’inchiesta, anche dopo gli esposti presentati dal deputato di Forza Italia Fabio Garagnani, sulle occupazioni e sulle manifestazioni organizzate in città nelle ultime settimane da studenti e universitari per protestare contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. Le richieste di informazioni riguardano appunto le occupazioni al centro dei 15 fascicoli. La linea della Procura è stata quella di trattare e valutare caso per caso. Di qui la scelta di aprire un numero così alto di fascicoli, tutti contro ignoti. Tra questi anche l’occupazione dei binari da parte dei collettivi universitari il 21 ottobre scorso.
Secondo la Cub-Scuola, però, si assiste «al rovesciamento delle regole della giustizia. Anziché intervenire su reali situazioni di illegalità esistenti e denunciate, si sperpera il denaro pubblico, procedendo ad una ‘schedatura’ di massa con presunzione di colpevolezza. La partecipazione spontanea e legittima di genitori e alunni alla vita della scuola viene vista come elemento oscuro sul quale svolgere delle indagini. La Cub Scuola condanna questa iniziativa che tende a spostare le discussioni sulla scuola dalle questioni di merito a quelle giudiziarie. Le pressioni intimidatorie non potranno certo nascondere i tagli all’Istruzione pubblica per quasi 8 miliardi di euro e la perdita del posto di lavoro per 150mila lavoratori, frutto delle politiche Gelmini-Tremonti. È incredibile che i fautori del massacro della scuola siano così privi di argomenti da dover ricorrere a queste pratiche». «Chiediamo - conclude il comunicato - a tutto il movimento di difesa della scuola pubblica, alle forze politiche e sindacali e ai rappresentanti delle Amministrazioni Locali di esprimere la propria ferma contrarietà a questa caccia alle streghe e ai suoi ideatori».
Intanto ieri il rettore dell’università di Bologna, Pier Ugo Calzolari, è intervenuto sui tagli agli atenei: «Le linee guida sull’università approvate dal Governo sono un primo corretto passo verso una riforma meritocratica - ha detto il rettore - Ma sui recenti provvedimenti incombe già la spada di Damocle dei tagli della legge 133 voluti dallo stesso governo, che si abbatteranno sull’ università molto pesantemente a partire dal 2010».


9 novembre 2008 - Il Centro

LA VERTENZA DELLA GIUSTIZIA

Chieti - Domani alle 11,30, nell’aula 1 del tribunale di Chieti, incontro-assemblea sulla vertenza giustizia con la mobilitazione dei lavoratori degli uffici giudiziari regionali su iniziativa dei sindacati Cgil ed Rdb. Sotto tiro i tagli economici che il governo ha inflitto alla macchina giudiziaria. Domani saranno studiate una serie di manifestazioni contro il contratto siglato da una minoranza sindacale.


9 novembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale

Protestano i piloti, voli Alitalia in ritardo
Primi disagi per lo sciopero bianco. Trasporti: stop a treni e servizi locali

ROMA — LA PROTESTA dei piloti comincia a provocare i primi disagi ai passeggeri Alitalia: rallentamenti diffusi, oltre la media fisiologica, nelle operazioni di decollo dei voli, questa mattina, all’aeroporto di Fiumicino. E domani, in occasione dell’assemblea degli iscritti alle cinque sigle del «fronte del no», la situazione potrebbe essere caotica già sull’autostrada Roma-Fiumicino e fuori dall’aeroporto. Con lo sciopero di treni e mezzi pubblici, gli iscritti ad Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl potrebbero raggiungere alle 9 la mensa di Fiumicino in auto: se saranno centinaia potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi. SULLE PISTE, i piloti potrebbero applicare il ‘decalogo’ indicato dalle due associazioni di rappresentanza per l’applicazione rigida delle operazioni da manuale, dal briefing al rullaggio del velivolo, provocando inevitabilmente ritardi all’operativo Alitalia. Ieri, tra le 9 e le 10, quasi la metà delle partenze (10 su 22) hanno fatto registrare ritardi compresi tra i 15 e i 40 minuti con punte anche di un’ora. In attesa di una risposta da Compagnia aerea italiana, a cui le cinque sigle autonome hanno rinnovato la richiesta di un incontro urgentissimo per riaprire il tavolo sui contratti a cui l’azienda ha finora risposto no, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno avviato la mobilitazione e vogliono aggiornare i propri iscritti anche sull’adesione allo sciopero indetto dalla Cub per il 25 novembre. Intanto Cai va avanti con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti nella verifica dei contratti sottoscritti il 31 ottobre. Le parti si incontreranno martedì mentre si accorciano i tempi della chiamata da parte di Cai dei 12.639 dipendenti che saranno assunti nella Nuova Alitalia. In assenza di novità, sarà anche il banco di prova per vedere come reagiranno singolarmente piloti, primi ufficiali e comandanti. Domani alle 11, invece, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha convocato le nove sigle sindacali presenti nella compagnia sull’avvio delle procedure di mobilità di 16.075 dipendenti (Alitalia, Az Express, Az Servizi, Az Airport, Volare) in attesa di essere chiamati, in settimana, al ministero del Welfare. I lavoratori saranno messi in cassa integrazione, bacino da cui Cai attingerà per le assunzioni. MA NON E’ solo il caso Alitalia a scaldare il fronte dei trasporti: da stasera parte, infatti, lo stop di 24 ore di treni e mezzi pubblici che comincerà alle 21 di oggi. La protesta, indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, UglTrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast, è legata alla vertenza per il nuovo contratto unico della mobilità per gli addetti al trasporto locale e ferroviario e ai servizi. Saranno, comunque, garantiti i treni a lunga percorrenza e i servizi minimi del trasporto locale nelle fasce orarie di maggiore frequentazione (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21) previsti dalla legge. Le Ferrovie dello Stato invitano i viaggiatori a informarsi sui treni nazionali e internazionali in circolazione recandosi nei punti informativi e negli uffici di assistenza delle principali stazioni, telefonando al numero verde gratuito 800 892 021, attivo fino alle 23 di domani, o consultando il sito Internet www.ferroviedellostato.it. Autobus, metropolitane e tram si fermeranno, invece, per 24 ore a partire da domani con modalità diverse città per città.


9 novembre 2008 - Il Gazzettino

Giornalisti allontanati, il ministro: «È una scelta dell’organizzazione». La Fnsi: il governo ci lasci lavorare
Scuola, Confindustria promuove la riforma
La presidente Marcegaglia incontra la Gelmini: taglia i costi e fa ordine

Roma - Non bastavano gli studenti. È scontro tra Mariastella Gelmini e i giornalisti. Il ministro dell'Istruzione sostiene di non aver mai chiesto di allontanare i giornalisti dall'Hotel Royal di Sanremo, dove era ospite agli Stati generali della Confindustria. «È stata una scelta dell'organizzazione», spiega il ministero dell'Istruzione in una nota ufficiale. L'associazione di Viale dell'Astronomia conferma: il seminario doveva svolgersi a porte chiuse. Storie, ribadisce la Federazione nazionale della stampa, che difende i suoi associati. È tutta colpa della Gelmini, dicono la Fnsi, l'associazione dei giornalisti liguri, l'opposizione: è stata lei a pretendere l'allontanamento. Intanto Emma Marcegaglia, presidente degli industriali e padrona di casa, interviene sui provvedimenti del governo, tendendo una mano al ministro: «È un decreto che taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri. La scuola italiana così com'è non va bene: a chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello europeo. Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non possiamo più andare avanti così». Intanto la Procura di Bologna invia la Digos negli istituti superiori, facendo infuriare i Cub-scuola.
Per la Gelmini, che da 20 giorni è sulla graticola, si apre un nuovo fronte di polemica: quello con la stampa. Già ampiamente battuto dal premier Silvio Berlusconi. Venerdì ha praticamente dato dell'imbecille in diretta a un giornalista americano, che gli chiedeva conto della battuta sull'abbronzatura di Barack Obama. La Fnsi manda un mesaggio alla Gelmini e all'esecutivo tutto: «Chiediamo fermamente al governo di abbandonare questo atteggiamento di fastidio. Lasciateci lavorare». Alla protesta degli uomini dei media si aggiunge quella tutta politica dell'opposizione: «Siamo curiosi di sapere che cosa dovesse dire in gran segreto il ministro Gelmini agli industriali - si domanda Roberto Di Giovanpaolo - perché il ministro dell'Istruzione ha paura dei giornalisti?». Tutti contro Mariastella? Non proprio. La Marcegaglia - che ha incontrato i giornalisti per raccontare i colloqui, tutt'altro che segreti, con la Gelmini - ritiene il decreto, inviso all'Onda e al Pd, sacrosanto. Ma solo un passo avanti verso una meta ancora lontana. Dice la Marcegaglia: «Va proseguita la volontà di riforma del sistema. Le ultime aperture fatte sui ricercatori, l'attenzione al merito e all'efficienza degli Atenei sono significative e siamo convinti che la riforma della scuola e dell'Università sia molto importante. Abbiamo chiesto anche una riforma degli Istituti Tecnici per le nostre imprese è un elemento fondamentale». Per quello che riguarda i tagli alla ricerca, Marcegaglia ha sottolineato che «ci sono riduzioni di spese che andavano fatte perché se guardiamo i parametri europei rispetto a quelli italiani, i nostri sono assolutamente fuori luogo. Adesso bisogna investire nel merito, nella qualità, nella tecnologia e nella autonomia».(B.d.V.)


9 novembre 2008 - America Oggi

Alitalia. Disagi per lo sciopero bianco dei piloti

ROMA - La protesta dei piloti comincia a provocare i primi disagi ai passeggeri Alitalia: rallentamenti diffusi, oltre la media fisiologica, nelle operazioni di decollo dei voli, ieri mattina, all'aeroporto di Fiumicino. E lunedì, in occasione dell'assemblea degli iscritti alle cinque sigle del "fronte del no", la situazione potrebbe essere caotica già sull'autostrada Roma-Fiumicino e fuori dall'aeroporto. Con lo sciopero di treni e mezzi pubblici, gli iscritti ad Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl potrebbero raggiungere alle 9 la mensa di Fiumicino in auto: se saranno centinaia potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi. Sulle piste, i piloti potrebbero applicare il "decalogo" indicato dalle due associazioni di rappresentanza per l'applicazione rigida delle operazioni da manuale, dal briefing al rullaggio del velivolo, provocando inevitabilmente ritardi all'operativo Alitalia.
Ieri, tra le 9 e le 10, quasi la metà delle partenze (10 su 22) hanno fatto registrare ritardi compresi tra i 15 e i 40 minuti con punte anche di un'ora. In attesa di una risposta da Compagnia aerea italiana, a cui le cinque sigle autonome hanno rinnovato la richiesta di un incontro urgentissimo per riaprire il tavolo sui contratti a cui l'azienda ha finora risposto no, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno avviato la mobilitazione e vogliono aggiornare i propri iscritti anche sull'adesione allo sciopero indetto dalla Cub per il 25 novembre. Ma il dialogo fra vertici e base - in particolare nella categoria dei piloti - non sembra essere così fluido. Alcuni piloti lamentano da qualche giorno la chiusura dei forum di categoria su Internet, o meglio, l'impossibilità di scrivere la propria opinione e la sola possibilità di ricevere informazioni dai vertici che hanno le chiavi per la gestione del forum, con la conseguenza del blocco del dibattito e di eventuali dissensi. Intanto, Cai va avanti con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti nella verifica dei contratti sottoscritti il 31 ottobre (cioé della rispondenza alle intese sottoscritte a palazzo Chigi in settembre e il contratto di AirOne per le parti da integrare). Le parti si incontreranno martedì. Si accorciano i tempi della chiamata da parte di Cai dei 12.639 dipendenti che saranno assunti nella Nuova Alitalia. In assenza di novità, sarà anche il banco di prova per vedere come reagiranno singolarmente piloti, primi ufficiali e comandanti. Domani mattina, alle 11, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha convocato le nove sigle sindacali presenti nella compagnia sull'avvio delle procedure di mobilità di 16.075 dipendenti (Alitalia, Az Express, Az Servizi, Az Airport, Volare) in attesa di essere chiamati, in settimana, al ministero del Welfare. I lavoratori saranno messi in cassa integrazione, bacino da cui Cai attingerà per le assunzioni dimostrando una discontinuità fra le due aziende come richiesto dalla Ue, da cui mercoledì prossimo è attesa una pronuncia sull'operazione e sul prestito ponte.


9 novembre 2008 - Corriere Adriatico

Alitalia: i piloti protestano, ritardo nei voli. Domani possibile caos

ROMA - La protesta dei piloti comincia a provocare i primi disagi ai passeggeri Alitalia: rallentamenti diffusi, oltre la media fisiologica, nelle operazioni di decollo dei voli, ieri mattina, all’aeroporto di Fiumicino. E domani, in occasione dell’assemblea degli iscritti alle cinque sigle del "fronte del no", la situazione potrebbe essere caotica già sull'autostrada Roma-Fiumicino e fuori dall’aeroporto. Con lo sciopero di treni e mezzi pubblici, gli iscritti ad Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl potrebbero raggiungere alle 9 la mensa di Fiumicino in auto: se saranno centinaia potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi. Sulle piste, i piloti potrebbero applicare il decalogo indicato dalle due associazioni di rappresentanza per l'applicazione rigida delle operazioni da manuale, dal briefing al rullaggio del velivolo, provocando inevitabilmente ritardi all’operativo Alitalia. Ieri, tra le 9 e le 10, quasi la metà delle partenze (10 su 22) hanno fatto registrare ritardi compresi tra i 15 e i 40 minuti con punte anche di un’ora. In attesa di una risposta da Compagnia aerea italiana, a cui le cinque sigle autonome hanno rinnovato la richiesta di un incontro urgentissimo per riaprire il tavolo sui contratti a cui l'azienda ha finora risposto no, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno avviato la mobilitazione e vogliono aggiornare i propri iscritti anche sull'adesione allo sciopero indetto dalla Cub per il 25 novembre. Ma il dialogo fra vertici e base - in particolare nella categoria dei piloti - non sembra essere così fluido. Si accorciano i tempi della chiamata da parte di Cai dei 12.639 dipendenti che saranno assunti nella Nuova Alitalia. In assenza di novità, sarà anche il banco di prova per vedere come reagiranno singolarmente piloti, primi ufficiali e comandanti. Domani mattina, alle 11, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha convocato le nove sigle sindacali presenti nella compagnia sull'avvio delle procedure di mobilità di 16.075 dipendenti (Alitalia, Az Express, Az Servizi, Az Airport, Volare) in attesa di essere chiamati, in settimana, al ministero del Welfare. I lavoratori saranno messi in cassa integrazione, bacino da cui Cai attingerà per le assunzioni dimostrando una discontinuità fra le due aziende come richiesto dalla Ue, da cui mercoledì è attesa una pronuncia sull'operazione e sul prestito ponte.


9 novembre 2008 - Libertà

Alitalia, ritardi nei voli
La protesta dei piloti. Domani assemblea del fronte del no

ROMA - La protesta dei piloti comincia a provocare i primi disagi ai passeggeri Alitalia: rallentamenti diffusi, oltre la media fisiologica, nelle operazioni di decollo dei voli, ieri mattina, all'aeroporto di Fiumicino. E lunedì, in occasione dell'assemblea degli iscritti alle cinque sigle del "fronte del no", la situazione potrebbe essere caotica già sull'autostrada Roma-Fiumicino e fuori dall'aeroporto. Con lo sciopero di treni e mezzi pubblici, gli iscritti ad Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl potrebbero raggiungere alle 9 la mensa di Fiumicino in auto: se saranno centinaia potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi.
Sulle piste, i piloti potrebbero applicare il "decalogo" indicato dalle due associazioni di rappresentanza per l'applicazione rigida delle operazioni da manuale, dal briefing al rullaggio del velivolo, provocando inevitabilmente ritardi all'operativo Alitalia. Ieri, tra le 9 e le 10, quasi la metà delle partenze (10 su 22) hanno fatto registrare ritardi compresi tra i 15 e i 40 minuti con punte anche di un'ora.
In attesa di una risposta da Compagnia aerea italiana, a cui le cinque sigle autonome hanno rinnovato la richiesta di un incontro urgentissimo per riaprire il tavolo sui contratti a cui l'azienda ha finora risposto no, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno avviato la mobilitazione e vogliono aggiornare i propri iscritti anche sull'adesione allo sciopero indetto dalla Cub per il 25 novembre.
Ma il dialogo fra vertici e base - in particolare nella categoria dei piloti - non sembra essere così fluido. Alcuni piloti lamentano da qualche giorno la chiusura dei forum di categoria su Internet, o meglio, l'impossibilità di scrivere la propria opinione e la sola possibilità di ricevere informazioni dai vertici che hanno le chiavi per la gestione del forum, con la conseguenza del blocco del dibattito e di eventuali dissensi.
Intanto, Cai va avanti con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti nella verifica dei contratti sottoscritti il 31 ottobre (cioè della rispondenza alle intese sottoscritte a palazzo Chigi in settembre e il contratto di AirOne per le parti da integrare). Le parti si incontreranno martedì. Si accorciano i tempi della chiamata da parte di Cai dei 12.639 dipendenti che saranno assunti nella Nuova Alitalia. In assenza di novità, sarà anche il banco di prova per vedere come reagiranno singolarmente piloti, primi ufficiali e comandanti.


9 novembre 2008 - Il Secolo XIX

Alitalia, continua lo sciopero biancodei "piloti ribelli"

Roma. Inizia domani una settimana decisiva per Alitalia. Per mercoledì 12 è atteso infatti il verdetto dell'Unione europea sul prestito ponte da 300 milioni di euro. Mentre domani i sindacati del "fronte del no", che hanno annunciato l'adesione allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub per il 24 novembre, torneranno a riunirsi in assemblea per fare il punto della situazione con i propri associati. Intanto, in mancanza della convocazione da parte della Cai e del governo, i piloti di Anpac e Up hanno iniziato da venerdì le prime forme di mobilitazione attenendosi «in maniera letterale» a quanto previsto dal manuale operativo. Una protesta che proseguirà nei prossimi giorni e che potrebbe avere come effetto il rallentamento delle operazioni e il conseguente ritardo dei voli; eventualità che, come hanno riferito ieri sera fonti della compagnia, al momento non si è ancora verificata in maniera significativa.


9 novembre 2008 - Il Messaggero Veneto

La protesta comincia a provocare i primi disagi ai passeggeri. Ieri a Fiumicino molti i ritardi
Alitalia, i piloti rallentano i voli
In mattinata, quasi la metà delle partenze è slitatta anche di un’ora
PRIVATIZZAZIONE Intanto Cai va avanti con gli altri contratti

ROMA - La protesta dei piloti comincia a provocare i primi disagi ai passeggeri Alitalia: rallentamenti diffusi, oltre la media fisiologica, nelle operazioni di decollo dei voli, ieri mattina, all’aeroporto di Fiumicino. E domani, in occasione dell’assemblea degli iscritti alle cinque sigle del "fronte del no", la situazione potrebbe essere caotica già sull’autostrada Roma-Fiumicino e fuori dall’aeroporto. Con lo sciopero di treni e mezzi pubblici, gli iscritti ad Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl potrebbero raggiungere alle 9 la mensa di Fiumicino in auto: se saranno centinaia potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi.
Sulle piste, i piloti potrebbero applicare il "decalogo" indicato dalle due associazioni di rappresentanza per l’applicazione rigida delle operazioni da manuale, dal briefing al rullaggio del velivolo, provocando inevitabilmente ritardi all’operativo Alitalia. Ieri, tra le 9 e le 10, quasi la metà delle partenze (10 su 22) hanno fatto registrare ritardi compresi tra i 15 e i 40 minuti con punte anche di un’ora.
In attesa di una risposta da Compagnia aerea italiana, a cui le cinque sigle autonome hanno rinnovato la richiesta di un incontro urgentissimo per riaprire il tavolo sui contratti a cui l’azienda ha finora risposto no, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno avviato la mobilitazione e vogliono aggiornare i propri iscritti anche sull’adesione allo sciopero indetto dalla Cub per il 25 novembre. Ma il dialogo fra vertici e base - in particolare nella categoria dei piloti - non sembra essere così fluido. Alcuni piloti lamentano da qualche giorno la chiusura dei forum di categoria su Internet, o meglio, l’impossibilità di scrivere la propria opinione e la sola possibilità di ricevere informazioni dai vertici che hanno le chiavi per la gestione del forum, con la conseguenza del blocco del dibattito e di eventuali dissensi.
Intanto, Cai va avanti con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti nella verifica dei contratti sottoscritti il 31 ottobre (cioè della rispondenza alle intese sottoscritte a palazzo Chigi in settembre e il contratto di AirOne per le parti da integrare). Le parti si incontreranno martedì. Si accorciano i tempi della chiamata da parte di Cai dei 12.639 dipendenti che saranno assunti nella Nuova Alitalia. In assenza di novità, sarà anche il banco di prova per vedere come reagiranno singolarmente piloti, primi ufficiali e comandanti. Domani, alle 11, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha convocato le nove sigle sindacali presenti nella compagnia sull’avvio delle procedure di mobilità di 16.075 dipendenti (Alitalia, Az Express, Az Servizi, Az Airport, Volare) in attesa di essere chiamati, in settimana, al ministero del Welfare. I lavoratori saranno messi in cassa integrazione, bacino da cui Cai attingerà per le assunzioni dimostrando una discontinuità fra le due aziende come richiesto dalla Ue.


9 novembre 2008 - Il Giornale di Brescia

La protesta dei piloti ritarda i voli Alitalia

ROMA - La protesta dei piloti comincia a provocare i primi disagi ai passeggeri Alitalia: rallentamenti diffusi, oltre la media fisiologica, nelle operazioni di decollo dei voli, si sono registrati ieri mattina, all’aeroporto di Fiumicino. E domani, in occasione dell’assemblea degli iscritti alle cinque sigle del «fronte del no», la situazione potrebbe essere caotica già sull’autostrada Roma-Fiumicino e fuori dall’aeroporto.
Con lo sciopero di treni e mezzi pubblici, gli iscritti ad Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl potrebbero raggiungere alle 9 la mensa di Fiumicino in auto: se saranno centinaia potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi. Sulle piste, inoltre, i piloti potrebbero applicare il «decalogo» indicato dalle due associazioni di rappresentanza per l’applicazione rigida delle operazioni da manuale, dal briefing al rullaggio del velivolo, provocando inevitabilmente ritardi all’operativo Alitalia.
In attesa di una risposta da Compagnia aerea italiana, a cui le cinque sigle autonome hanno rinnovato la richiesta di un incontro urgentissimo per riaprire il tavolo sui contratti a cui l’azienda ha finora risposto no, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno avviato la mobilitazione e vogliono aggiornare i propri iscritti anche sull’adesione allo sciopero indetto dalla Cub per il 25 novembre. Ma il dialogo fra vertici e base, in particolare nella categoria dei piloti, non sembra essere così fluido. Alcuni piloti lamentano da qualche giorno la chiusura dei forum di categoria su Internet, o meglio, l’impossibilità di scrivere la propria opinione.
Intanto, Cai va avanti con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti nella verifica dei contratti sottoscritti il 31 ottobre. Le parti si incontreranno martedì. Si accorciano i tempi della chiamata da parte di Cai dei 12.639 dipendenti che saranno assunti nella Nuova Alitalia. Domani, alle 11, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha convocato le nove sigle sindacali presenti nella compagnia sull’avvio delle procedure di mobilità di 16.075 dipendenti (Alitalia, Az Express, Az Servizi, Az Airport, Volare) in attesa di essere chiamati, in settimana, al Ministero del welfare. I lavoratori saranno messi in cassa integrazione.


9 novembre 2008 - Gazzetta del Sud

Ritardi diffusi, oltre la media fisiologica, nelle operazioni di decollo dei voli all'aeroporto di Fiumicino
Alitalia, protesta silenziosa: partenze rallentate

ROMA - La protesta dei piloti comincia a provocare i primi disagi ai passeggeri Alitalia: rallentamenti diffusi, oltre la media fisiologica, nelle operazioni di decollo dei voli, ieri mattina, all'aeroporto di Fiumicino. E domani, in occasione dell'assemblea degli iscritti alle cinque sigle del «fronte del no», la situazione potrebbe essere caotica già sull'autostrada Roma-Fiumicino e fuori dall'aeroporto. Con lo sciopero di treni e mezzi pubblici, gli iscritti ad Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl potrebbero raggiungere alle 9 la mensa di Fiumicino in auto: se saranno centinaia potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi. Sulle piste, i piloti potrebbero applicare il "decalogo" indicato dalle due associazioni di rappresentanza per l'applicazione rigida delle operazioni da manuale, dal briefing al rullaggio del velivolo, provocando inevitabilmente ritardi all'operativo Alitalia. Ieri, tra le 9 e le 10, quasi la metà delle partenze (10 su 22) hanno fatto registrare ritardi compresi tra i 15 e i 40 minuti con punte anche di un'ora. In attesa di una risposta da Compagnia aerea italiana, a cui le cinque sigle autonome hanno rinnovato la richiesta di un incontro urgentissimo per riaprire il tavolo sui contratti a cui l'azienda ha finora risposto no, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno avviato la mobilitazione e vogliono aggiornare i propri iscritti anche sull'adesione allo sciopero indetto dalla Cub per il 25 novembre. Ma il dialogo fra vertici e base – in particolare nella categoria dei piloti – non sembra essere così fluido. Alcuni piloti lamentano da qualche giorno la chiusura dei forum di categoria su Internet, o meglio, l'impossibilità di scrivere la propria opinione e la sola possibilità di ricevere informazioni dai vertici che hanno le chiavi per la gestione del forum, con la conseguenza del blocco del dibattito e di eventuali dissensi. Intanto, Cai va avanti con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti nella verifica dei contratti sottoscritti il 31 ottobre (cioè della rispondenza alle intese sottoscritte a palazzo Chigi in settembre e il contratto di AirOne per le parti da integrare). Le parti si incontreranno martedì. Si accorciano i tempi della chiamata da parte di Cai dei 12.639 dipendenti che saranno assunti nella Nuova Alitalia. In assenza di novità, sarà anche il banco di prova per vedere come reagiranno singolarmente piloti, primi ufficiali e comandanti. Domani mattina, alle 11, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha convocato le nove sigle sindacali presenti nella compagnia sull'avvio delle procedure di mobilità di 16.075 dipendenti (Alitalia, Az Express, Az Servizi, Az Airport, Volare) in attesa di essere chiamati, in settimana, al ministero del Welfare.


8 novembre 2008 - Ansa

SCUOLA: CUB BOLOGNA, INDAGINI NEGLI ISTITUTI SUPERIORI

(ANSA) - BOLOGNA, 8 NOV - La Procura di Bologna ha incaricato la Digos di svolgere indagini negli istituti superiori. Sono arrivate ai Dirigenti Scolastici richieste di informazioni sui nominativi dei membri dei Consigli d'Istituto, l'elenco delle riunioni, le date e gli orari delle iniziative di discussione e protesta contro le politiche di tagli alla scuola, gli estremi delle delibere dei Consigli d'Istituto di autorizzazione delle manifestazioni, l'indicazione dei partecipanti (alunni, docenti e genitori), i danni alle strutture (pure l'esposizione di striscioni). A riferirlo è un comunicato della Cub-Scuola di Bologna, secondo cui «si tratta di un atto di grave intimidazione, che tenta di trasformare i Dirigenti Scolastici in guardiani del Governo e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del Ministro Gelmini nato nelle scuole». Secondo quanto si è appreso, è stato il Pm Luigi Persico a incaricare la Digos della raccolta di informazioni dopo che nei giorni scorsi la Procura aveva aperto quindici fascicoli d' inchiesta, anche dopo gli esposti presentati dal deputato di Forza Italia Fabio Garagnani, sulle occupazioni e sulle manifestazioni organizzate in città nelle ultime settimane da studenti e universitari per protestare contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. Le richieste di informazioni riguardano appunto le occupazioni al centro dei 15 fascicoli. La linea della Procura è stata quella di trattare e valutare caso per caso. Di qui la scelta di aprire un numero così alto di fascicoli, tutti contro ignoti. Tra questi anche l'occupazione dei binari da parte dei collettivi universitari il 21 ottobre scorso.

SCUOLA: BOLOGNA; COORDINAMENTO INSEGNANTI,NO A INTIMIDAZIONI

(ANSA) - BOLOGNA, 8 NOV - Il Coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori di Bologna, «a cui fanno riferimento 20 Istituti di città e provincia, respinge ogni tentativo di intimidazione della rivolta che ha accomunato insegnanti, genitori e studenti contro il tentativo di smantellamento della scuola pubblica statale, confermando il carattere pacifico delle agitazioni che si sono svolte e si stanno svolgendo nelle scuole». A sottolinearlo è un comunicato del Coordinamento. «Abbiamo saputo della lettera della Questura di Bologna del 6/11/08, che, su mandato della Procura - spiega il comunicato - chiede informazioni ai Dirigenti scolastici delle scuole superiori di Bologna sulle recenti proteste del personale e degli studenti contro i tagli per 8 miliardi di euro ai finanziamenti alle scuole statali, che comportano la riduzione generalizzata del tempo scuola per gli studenti di tutti gli ordini, dalle scuole dell'infanzia alle superiori. Tale informativa ipotizza incidenti, danni, minacce, striscioni di carattere penalmente rilevante». «Nel ribadire che tutte le iniziative in corso - si sottolinea - non hanno mai bloccato l'attività didattica e si sono prefisse di dimostrare l'alto livello dell'offerta didattica offerto delle nostre scuole e messo in discussione dai provvedimenti del governo, confermiamo le nostre proteste contro ogni tentativo di distruzione del sistema scolastico statale affermato dalla nostra Costituzione. Nessuna intimidazione ci toglierà il diritto di continuare la nostra giusta protesta».

ALITALIA: I PILOTI PROTESTANO, RITARDO NEI VOLI
LUNEDI'ASSEMBLEA 'FRONTE NO' A FIUMICINO,POSSIBILE CAOS TRAFFICO

(ANSA) - ROMA, 8 NOV - La protesta dei piloti comincia a provocare i primi disagi ai passeggeri Alitalia: rallentamenti diffusi, oltre la media fisiologica, nelle operazioni di decollo dei voli, questa mattina, all'aeroporto di Fiumicino. E lunedi', in occasione dell'assemblea degli iscritti alle cinque sigle del 'fronte del no', la situazione potrebbe essere caotica gia' sull'autostrada Roma-Fiumicino e fuori dall'aeroporto. Con lo sciopero di treni e mezzi pubblici, gli iscritti ad Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl potrebbero raggiungere alle 9 la mensa di Fiumicino in auto: se saranno centinaia potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi. Sulle piste, i piloti potrebbero applicare il 'decalogo' indicato dalle due associazioni di rappresentanza per l'applicazione rigida delle operazioni da manuale, dal briefing al rullaggio del velivolo, provocando inevitabilmente ritardi all'operativo Alitalia. Oggi, tra le 9 e le 10, quasi la meta' delle partenze (10 su 22) hanno fatto registrare ritardi compresi tra i 15 e i 40 minuti con punte anche di un'ora. In attesa di una risposta da Compagnia aerea italiana, a cui le cinque sigle autonome hanno rinnovato la richiesta di un incontro urgentissimo per riaprire il tavolo sui contratti a cui l'azienda ha finora risposto no, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno avviato la mobilitazione e vogliono aggiornare i propri iscritti anche sull'adesione allo sciopero indetto dalla Cub per il 25 novembre. Ma il dialogo fra vertici e base - in particolare nella categoria dei piloti - non sembra essere cosi' fluido. Alcuni piloti lamentano da qualche giorno la chiusura dei forum di categoria su Internet, o meglio, l'impossibilita' di scrivere la propria opinione e la sola possibilita' di ricevere informazioni dai vertici che hanno le chiavi per la gestione del forum, con la conseguenza del blocco del dibattito e di eventuali dissensi. Intanto, Cai va avanti con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti nella verifica dei contratti sottoscritti il 31 ottobre (cioe' della rispondenza alle intese sottoscritte a palazzo Chigi in settembre e il contratto di AirOne per le parti da integrare). Le parti si incontreranno martedi'. Si accorciano i tempi della chiamata da parte di Cai dei 12.639 dipendenti che saranno assunti nella Nuova Alitalia. In assenza di novita', sara' anche il banco di prova per vedere come reagiranno singolarmente piloti, primi ufficiali e comandanti. Lunedi' mattina, alle 11, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha convocato le nove sigle sindacali presenti nella compagnia sull'avvio delle procedure di mobilita' di 16.075 dipendenti (Alitalia, Az Express, Az Servizi, Az Airport, Volare) in attesa di essere chiamati, in settimana, al ministero del Welfare. I lavoratori saranno messi in cassa integrazione, bacino da cui Cai attingera' per le assunzioni dimostrando una discontinuita' fra le due aziende come richiesto dalla Ue, da cui mercoledi' prossimo e' attesa una pronuncia sull'operazione e sul prestito ponte.


8 novembre 2008 - Apcom

Scuola/ Digos Bologna indaga in istituti superiori dopo proteste
Sindacato: Grave atto intimidazione contro dirigenti scolastici

Roma, 8 nov. (Apcom) - La Digos di Bologna sta svolgendo, su incarico della Procura, una serie di indagini negli istituti superiori del capoluogo emiliano in merito alla partecipazione degli studenti alle manifestazioni di piazza contro i tagli del Governo all'istruzione e il decreto Gelmini. Lo rendono noto in un comunicato i Cub Scuola di Bologna, spiegando che sono arrivate ai dirigenti scolastici degli istituti bolognesi richieste di informazioni sui nominativi dei membri dei consigli d'istituto, l'elenco delle riunioni, le date e gli orari delle iniziative di discussione e protesta contro le politiche di tagli alla scuola, gli estremi delle delibere dei consigli d'istituto di autorizzazione delle manifestazioni, l'indicazione dei partecipanti tra alunni, docenti e genitori e l'elenco dei danni subìti dalle strutture. "Questo è un atto di grave intimidazione - dicono i Cub - che tenta di trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del Governo e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del Ministro Gelmini nato nelle scuole".

Alitalia/ Attesa per Ue su prestito, lunedì assemblea autonomi
Nei prossimi giorni perizia advisor su valore compagnia

Roma, 8 nov. (Apcom) - La prossima sarà un settimana importante, l'ennesima, nella vicenda Alitalia. Per mercoledì 12 è atteso infatti il verdetto dell'Unione europea sul prestito ponte da 300 milioni di euro. Mentre lunedì i sindacati del 'fronte del no', che hanno annunciato l'adesione allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub per il 24 novembre, torneranno a riunirsi in assemblea per fare il punto della situazione con i propri associati. Intanto, in mancanza della convocazione da parte della Cai e del Governo, i piloti di Anpac e Up hanno iniziato da ieri le prime forme di mobilitazione attenendosi "in maniera letterale" a quanto previsto dal manuale operativo. Una protesta che proseguirà nei prossimi giorni e che potrebbe avere come effetto il rallentamento delle operazioni e il conseguente ritardo dei voli; eventualità che, riferiscono fonti della compagnia, al momento non si è ancora verificata in maniera significativa. Ma la situazione potrebbe peggiorare nelle prossime ore anche in vista dell'assemblea di lunedì. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali inoltre, i partecipanti all'assemblea intenderebbero raggiungere lo scalo di Fiumicino in auto allo scopo di creare intasamenti e rallentamenti in concomitanza con lo sciopero nazionale dei trasporti pubblici. Per quanto riguarda la decisione dell'Ue sul prestito, secondo indiscrezioni non smentite l'orientamento di Bruxelles sarebbe quello di bocciare il prestito come aiuto di stato e, in tal caso, la somma dovrà essere restituita al governo dalla cosiddetta 'bad company' cioè la vecchia Alitalia. Un passaggio, questo, visto con particolare attenzione dalla Cai la cui offerta è condizionata a una decisione 'favorevole' da parte dell'Europa e all'assenza di prescrizioni da parte dell'Antitrust. Nel frattempo, in attesa del verdetto europeo, le carte si stanno muovendo sia sul fronte aziendale che su quello sindacale. Nei prossimi giorni sul tavolo del commissario straordinario Augusto Fantozzi, dovrebbero arrivare le perizie degli advisor incaricati di stimare il valore degli asset della compagnia; per le attività di Alitalia Banca Leonardo (per conto del ministero dello Sviluppo Economico) e Rothschild (per conto del commissario) avrebbero individuato un valore tra 900 milioni e un miliardo. Dopodiché in tempi rapidi Fantozzi dovrà pronunciarsi: l'offerta Cai prevede un corrispettivo complessivo di un miliardo di euro ed è vincolante e irrevocabile fino al 30 novembre. La partita si gioca poi sul tavolo dell'Antitrust: mercoledì scorso si è tenuto un primo incontro tra il presidente Antonio Catricalà e l'amministratore delegato della Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli. La questione delle tariffe, in particolare sulla tratta Roma-Milano, sarà il nodo più delicato da sciogliere visto che dopo l'integrazione con Air One, la nuova compagnia avrà il monopolio pressoché totale su quella che è una tra le più redditizie rotte d'Europa. Intanto la Cai, che nei giorni scorsi ha incassato la 'benedizione' della Iata (l'Associazione del trasporto aereo internazionale) e manterrà il codice di volo 'Az', si appresta a definire la scelta del partner internazionale. Air France-Klm sembra favorita ma i sostenitori di Malpensa, Lega in testa, non si danno per vinti e continuano a spingere per Lufthansa. British Airways, il terzo pretendente, ha annunciato ieri di aver presentato alla Cai una proposta di alleanza commerciale. Resta alta intanto la tensione sul fronte sindacale. Ieri le sigle del 'fronte del no' Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno chiesto a Cai, commissario e governo un "incontro urgentissimo" per la "stesura tecnica di dettaglio" dei contratti collettivi secondo quanto previsto dagli accordi di palazzo Chigi dello scorso settembre. Un incontro che, per il momento, le controparti non intendono concedere mentre invece Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti, i firmatari degli accordi di palazzo Chigi, vedranno i rappresentanti della Cai martedì 11 per la verifica applicativa dell'intesa sui contratti. Sempre la prossima settimana, le nove sigle sindacali potrebbero essere convocate al ministero del Welfare per definire le procedure sulla cassa integrazione e la mobilità per i dipendenti della compagnia. Mentre per lunedì mattina alle 11 le nove sigle vedranno i rappresentanti del commissario per l'apertura della procedura di Cigs e mobilità per i 16.075 dipendenti di Alitalia, Az Express, Az Servizi, Az Airport, Volare.


8 novembre 2008 - Adnkronos

SCUOLA: PM BOLOGNA INVIA DIGOS NELLE SCUOLE, PER CUB ATTO DI GRAVE INTIMIDAZIONE

Bologna, 8 nov. - (Adnkronos) - Sarà la Digos a svolgere indagini negli istituti superiori di Bologna in cui nei giorni scorsi sono state fatte delle occupazioni. Su delega del pm della Procura felsinea, Luigi Persico, la polizia ha inviato ai dirigenti scolastici richieste di informazioni sui nominativi dei membri dei consigli d'istituto, l'elenco di tutte le riunioni svolte, le date e gli orari delle iniziative di discussione e protesta contro le politiche di tagli alla scuola svolte nei mesi di settembre e ottobre, gli estremi delle delibere di autorizzazione delle manifestazioni da parte dei consigli d'istituto, l'indicazione dei partecipanti (alunni, docenti e genitori), i danni riportati dalle strutture (compresa l'esposizione di striscioni). Il magistrato ha preso tale decisione dopo gli esposti dell'onorevole del Pdl Fabio Garagnani. In virtù di tali denunce la Procura ha aperto 15 distinti fascicoli su cui adesso deve fare accertamenti prima di decidere cosa fare. Per il Cub Scuola di Bologna «si tratta di un atto di grave intimidazione che tenta di trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del governo e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del ministro Gelmini nato nelle scuole». Da qui la sensazione di «assistere al rovesciamento delle regole della giustizia: anzichè intervenire su reali situazioni di illegalità esistenti e denunciate, si sperpera il denaro pubblico, procedendo ad una schedatura di massa con presunzione di colpevolezza». «La partecipazione spontanea e legittima (sancita dalle norme sugli organi collegiali) di genitori e alunni alla vita della scuola viene vista come elemento oscuro sul quale svolgere delle indagini», continua. In virtù di ciò la Cub Scuola «condanna questa iniziativa che tende a spostare le discussioni sulla scuola dalle questioni di merito a quelle giudiziarie. Le pressioni intimidatorie non potranno certo nascondere i tagli all'istruzione pubblica per quasi 8 miliardi di euro e la perdita del posto di lavoro per 150.000 lavoratori, frutto delle politiche Gelmini-Tremonti».


8 novembre 2008 - Dire

SCUOLA BOLOGNA. SINDACATI E DOCENTI: INTIMIDAZIONE DA DIGOS
GARAGNANI: PROF. POLITICIZZATI CONDIZIONANO STUDENTI SUPERIORI

(DIRE) Bologna, 8 nov. - Un'intimidazione. E' cosi' che il coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori di Bologna giudica la richiesta di informazioni recapitata dalla Digos ai dirigenti scolastici degli 15 istituti bolognesi in cui ci sono state proteste anti-Gelmini. Si tratta, scrive in una nota il coordinamento insegnanti dei 20 istituti di citta' e provincia, di una "intimidazione della rivolta che ha accomunato insegnanti, genitori e studenti contro il tentativo di smantellamento della scuola pubblica". Stesse parole per il sindacato di base della scuola, Cub Bologna: le domande della Digos sono "un grave atto di intimidazione che tenta di trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del Governo e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del Ministro Gelmini nato nelle scuole". Per la Cub questa iniziativa va "condannata", perche' non e' altro che "una caccia alle streghe e ai suoi ideatori". E di certo, aggiunge la Cub, "le pressioni intimidatorie non potranno nascondere i tagli all'istruzione pubblica per quasi otto miliardi di euro". Mentre la Cub annuncia che lunedi' alle 18 ci sara' un incontro dell'assemblea dei lavoratori per decidere le prossime mobilitazioni, il Coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori assicura che continuera' a protestare. Anche perche', ricorda, "tutte le iniziative in corso non hanno mai bloccato la didattica e si sono prefisse di dimostrare l'alto livello dell'offerta didattica delle nostre scuole". Altro che gli eventuali "incidenti, danni, minacce, striscioni di carattere penalmente rilevante" di cui si chiede conto nella richiesta fatta partire da Digos e Procura. Se genitori, insegnanti e sindacalisti continuano a mobilitarsi contro la riforma Gelmini e si scandalizzano per la richiesta di Procura-Digos, c'e' chi invece si rallegra per l'opera degli inquirenti e continua a far di tutto perche' queste proteste finiscano. E' il deputato di Forza Italia, Fabio Garagnani, che dopo aver presentato esposti su esposti alla Procura di Bologna, oltre che svariate interrogazioni al Parlamento, ieri e' tornato di nuovo all'attacco. Con un'interpellanza diretta proprio al Ministro dell'Istruzione e dell'universita', Maria Stella Gelmini e punta il dito contro i "docenti estremamente politicizzati" che "condizionano gli studenti". Nell'interpellanza Garagnani scrive: "Soprattutto nelle scuole superiori, minoranze di docenti estremamente politicizzati e collegati a gruppi di studenti in piena sintonia con le loro idee, determinano un clima di oggettivo condizionamento ideologico". Il deputato azzurro parla di "forme di condizionamento subdole" e "intolleranti" e fa l'esempio del liceo Minghetti di Bologna, dove lui stesso e' stato testimone del clima difficile. Al Ministro, Garagnani chiede di intervenire per riportare "un clima piu' disteso" e, se necessario, anche di "attivare ispezioni".


8 novembre 2008 - Liberazione

Il 25 novembre stop di 24 ore, lunedì assemblea a Fiumicino
Alitalia, Colaninno non tratta e si becca il primo sciopero
di Roberto Farneti

«Io non sto acquistando un gioiello ma voglio renderlo produttivo. E per farlo, non posso avere contro i lavoratori». Non sono passati neanche due mesi da quando Roberto Colanninno pronunciò questa frase, piena di buon senso, in risposta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che gli chiedeva di andare avanti e di prendersi l'Alitalia comunque, anche senza il via libera della Cgil e degli altri sindacati. Superato quello scoglio, la Cgil ha poi firmato tutto quello che c'era da firmare, compresa la recente resa sui contratti e sui criteri di assunzione del personale all'interno della nuova compagnia. E così oggi Colaninno si sente in diritto di dire a piloti e assistenti di voli che non c'è più niente da trattare. Scatenando la giusta reazione dei lavoratori e compiendo un piccolo capolavoro nella storia delle relazioni industriali: quello di beccarsi uno sciopero contro prima ancora di avere iniziato l'attività. Ieri Anpac, Up, Avia, Anpav e SdL - vale a dire le cinque sigle del "fronte del no" alle intese del 31 ottobre scorso, sottoscritte da Filt Cgil, Fit Cisl, UilT e UglT - hanno reso noto di avere aderito allo sciopero di 24 ore del 25 novembre prossimo proclamato dalla Cub. Decisione inevitabile, di fronte all'arroganza della controparte. «La proposta di Cai sui contratti non corrisponde agli accordi di settembre di palazzo Chigi, il lodo Letta è un trucchetto per far passare le interpretazioni unilaterali dell'azienda», ribadisce Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale di SdL. Altrettanto scandalosa è la questione di come verranno assunte le 12.628 persone che continueranno a lavorare nella Nuova Alitalia. «Chi è in aspettativa per maternità fuori dal cosiddetto "periodo obbligatorio" (tre mesi prima del parto e due mesi dopo) - spiega Tomaselli - verrà tenuto fuori. Se hai un figlio handicappato maggiorenne o un marito con gli stessi problemi Cai non ti assume. Questi discorsi odiosi sono solo la punta dell'iceberg. Il punto di fondo - accusa il sindacalista di SdL - è che con i criteri sottoscritti l'azienda può scegliere chiunque e operare discriminazioni di qualunque tipo». Anche politiche. Visto il "niet" di Colaninno e del governo di fronte alla richiesta di riaprire la trattativa - richiesta rinnovata anche ieri con una lettera inviata ai vertici di Cai e, per conoscenza, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi - l'obiettivo del "fronte del no" è ora, principalmente, quello di contrastare in blocco l'eventuale chiamata diretta dei lavoratori da parte di Cai. Possibilità indicata dallo stesso Colaninno, che ha anche ventilato l'ipotesi di assunzione di piloti stranieri. La mobilitazione è quindi già partita, ieri, con uno "sciopero bianco" dei piloti, mentre lunedì mattina alle 9 a Fiumicino ci sarà una nuova assemblea per decidere altre eventuali forme di lotta.


8 novembre 2008 - Il Manifesto

RICERCA. Precari in presidio, sciopero il 5-12

Roma - Oltre 500 lavoratori hanno manifestato ieri a Roma con l'Usi RdB davanti all'Istituto Superiore di Sanità. «Oltre alla prosecuzione del processo di stabilizzazione dei 2.000 contrattisti a tempo determinato, abbiamo chiesto l'immediata conversione a tempo determinato di tutti i co.co.co, gli assegnisti di ricerca, i borsisti e gli esternalizzati, ed un piano assunzioni straordinario». Un personale di altissima professionalità (circa 10.000 unità), insieme a circa 4.000 a tempo determinato. L'Usi RdB conferma lo sciopero del 5 dicembre, la cui piattaforma è totalmente imperniata sul precariato.

ALITALIA I piloti iniziano a «rispettare i manuali». Assemblea lunedì a Fiumicino
Lo sciopero è bianco
di Francesco Piccioni

Il tempo passa e lo stato d'agitazione prende forma. Alitalia ha inviato il 4 novembre le lettere a tutto il personale per la messa «in mobilità per cessazione delle attività». L'azienda chiude i battenti il 30 novembre e nessuno l'ha perciò «salvata». Tantomeno il governo in carica, che anzi ha inventato una procedura a trattativa privata - con tanto di dispositivi legislativi tesi a «bloccare» eventuali risposte di sindacati e lavoratori -per regalare la «parte buona» della compagnia a una cordata di imprenditori «disponibili». Diciamo «regalare» a ragione veduta, perché i debiti sono stati «nazionalizzati» e scaricati sui conti pubblici, mentre il nuovo operatore entrante (Compagnia aerea italiana, ovvero Cai) pagherà soltanto 100 milioni in contanti al momento di far partire il «nuovo» vettore. Con la garanzia, però, di ricevere almeno il doppio entro due-tre anni come defiscalizzazione degli oneri sociali, visto che «assume» personale messo in cassa integrazione.
Ieri tutte le sigle sindacali (firmatarie e non dei contratti proposti da Cai) sono state ricevute dal vice del commissario straordinario, Paparella. Tema centrale della riunione, l'«insinuazione al passivo» di tutti i dipendenti. In pratica, con la messa in mobilità, ogni lavoratore ha tempo cinque giorni per chiedere «tempestivamente» di essere «insinuato» tra i creditori della società in liquidazione; in modo tale da poter ricevere il tfr e quant'altro gli sia dovuto. Il problema, per una azienda dove è alta la quantità di personale «navigante», è che questi tempi sono tecnicamente troppo stretti (qualcuno potrebbe ricevere fisicamente la lettera a data utile scaduta). Esiste la possibilità di avanzare la stessa richiesta come «tardiva», ma in tal caso le pratiche verrebbero esaminate dopo quelle «tempestive». E si calcola - lo hanno fatto alcuni avvocati - che solo per vedersi dare la liquidazione potrebbero passare cinque anni, si capisce bene che il problema è non solo serio, ma «stringente».
Altra pessima notizia. Da quando il commissario ha ricevuto l'«offerta vincolante» da Cai, Alitalia è tornata sotto il controllo della Consob (autorità sulla borsa, visto che la compagnia era quotata). E quindi il commissario non risponde più a domande sulla sorte di singoli pezzi della compagnia. Per esempio Cargo, che rischia di veder sparire il certificato di operatore aereo (a quel punto sarebbe preda ancora più appetibile, perché a prezzo ancor più ribassato).
La mobilitazione, si diceva. I piloti hanno iniziato ieri a «rispettare scrupolosamente» le norme di compagnia e i cosiddetti «mansionari». Niente di clamoroso, di per sé. Ma questo significa che non svolgeranno alcun «ruolo di supplenza» davanti a eventuali manchevolezze organizzative della compagnia o dell'aeroporto. esempio minimo: i pullman che portano i passeggeri all'aereo spesso vengono «sollecitati» dai piloti che devono decollare, anche se non è un loro compito. Basta non farlo e i ritardi cominciano ad accumularsi.
Le cinque sigle non firmatarie -Anpac, Up, Sdl, Avia, Anpav - hanno chiesto anche ieri un incontro «urgentissimo» con Cai (tramite lettere indirizzate a Roberto Colaninno e Rocco Sabelli) «al fine di pervenire a una stesura tecnica di dettaglio dei testi dei contratti». Un atto formale dovuto ma mai avvenuto, nelle forsennate ore a palazzo Chigi. Lì, al massimo, era venuto fuori un «lodo Letta» che affidava al sottosegretario alla presidenza del consiglio il ruolo di «interprete» sull'eventuale corrispondenza dei testi contrattuali a quanto concordato - un mese prima - in sede di «accordo quadro». Identica lettera è stata inviata anche al governo, ma da quel pulpito una risposta è già arrivata. Il vice di Sacconi al welfare, Pasquale Viespoli, ha fatto sapere che i« non firmatari» non saranno più convocati. Punto.
In questo quadro di sordità completa, da parte di azienda e governo, la tensione tra i lavoratori cresce. Il «fronte del no» ha intanto aderito allo sciopero già proclamato dalla Cub il 25 ottobre (prima scadenza utile). Lunedì mattina ci saranno due assemblee. Una a Palermo, con al centro i tagli previsti in quello scalo, nonché le ricadute della «liquidazione» di Alitalia sul call center Alicos. La principale, però, vedrà di nuovo piloti, assistenti di volo e personale di terra di Fiumicino - lo scalo principale, ovvero l'hub internazionale - riuniti nella sala mensa, alle 9, per decidere nuove iniziative di lotta. Anche il personale di terra, infatti, che fin qui era stato «rassicurato» da azienda e sindacati «firmatari», sta scoprendo che nel contratto Cai - a parte la quantità spaventosa di «esuberi» lì prevista - non c'è neppure l'ombra della decantata «invarianza salariale». I primi calcoli sui tagli in busta paga sono impietosi: centinaia di euro in meno l'anno per ogni voce. In alcuni casi si può arrivare a 6.000 euro in meno rispetto ad oggi. Fanno 500 euro al mese, non spiccioli.


8 novembre 2008 - Bologna 2000

Digos indaga in istituti superiori Bologna

Bologna - I Cub Scuola di Bologna rendono noto che la Digos di Bologna sta svolgendo, su incarico della Procura, una serie di indagini negli istituti superiori di Bologna in merito alla partecipazione degli studenti alle manifestazioni di piazza contro i tagli del Governo all'istruzione e il decreto Gelmini. I Cub Scuola spiegano che sono arrivate ai dirigenti scolastici degli istituti bolognesi richieste di informazioni sui nominativi dei membri dei consigli d'istituto, l'elenco delle riunioni, le date e gli orari delle iniziative di discussione e protesta contro le politiche di tagli alla scuola, gli estremi delle delibere dei consigli d'istituto di autorizzazione delle manifestazioni, l'indicazione dei partecipanti tra alunni, docenti e genitori e l'elenco dei danni subìti dalle strutture. Per i Cub "questo è un atto di grave intimidazione che tenta di trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del Governo e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del Ministro Gelmini nato nelle scuole".


8 novembre 2008 - Repubblica.milano.it

SCUOLA, CUB: "RIFORMA GELMINI SMANTELLA QUELLA PUBBLICA"

Milano - Questa mattina, presso la Sala Montanelli del Circolo della Stampa si è tenuto il seminario, organizzato dalla Confederazione Unitaria di Base, dal titolo "La scuola e l'università di Tremonti e Gelmini e quelle che vogliamo - I caratteri reali della manovra del governo. L'azione comune fra lavoratori, genitori e studenti". Relatori del convegno Cosimo Scarinzi, Coordinatore Nazionale CUB Scuola, Elisabetta Daina, di CUB Scuola, Michele Corsi, di Rete Scuole, Alfio Massaro, di CUB Scuola, Orazio Maccarone, RdB-CUB Università, Barbara Biscotti, docente di Diritto Romano presso l'Univerità Bicocca, e gli studenti Lara Rossi, Università Bicocca, e Cosimo Nicolini, Collettivo Studenti Medi Climax. All'interno di un quadro eterogeneo, è emerso "uno scenario allarmante determinato soprattutto dagli ultimi interventi legislativi, ultimo dei quali la cosiddetta legge Gelmini, una falsa riforma all'insegna di indiscriminati interventi di bassa macelleria, seguita dalla proposta di una recentissima 'riformina' che aprirebbe la strada a ulteriori peggioramenti", si legge in una nota che riassume l'esito del seminerio. "La discussione ha affrontato il passaggio al cosiddetto maestro unico alle elementari, ai prossimi quanto pesanti tagli al personale ATA fino a un insieme di accorpamenti del tutto irrazionali previsto per i docenti delle superiori, a danno degli studenti, oltre che dei lavoratori della scuola - si legge ancora -. Nei fatti, la scuola pubblica sconterà la riduzione del tempo che gli alunni trascorreranno a scuola, associato all'aumento del numero di allievi per classe, e la conseguente riduzione del numero di scuole sul territorio, in particolar modo nelle zone distanti dai centri urbani. Con l'obiettivo di destinare ad altri ambiti le risorse sottratte all'istruzione, vedi i salvataggi indiscriminati di imprese, come Alitalia, e di banche, si prevede il chiaro smantellamento della scuola pubblica in favore di quella privata, che in realtà non risparmierà nemmeno l'università".(omnimilano.it)


8 novembre 2008 - Il Messaggero

ROMA. I piloti insistono. Pressing su Cai (e anche sul governo)...
di LUCIANO COSTANTINI

ROMA - I piloti insistono. Pressing su Cai (e anche sul governo) per riaprire il confronto sui contratti della nuova Alitalia. E si muovono su un doppio fronte: della lotta e della diplomazia. Ieri hanno fatto scattare uno "sciopero bianco" che andrà avanti almeno sino a lunedì quando si riuniranno nuovamente in assemblea per fare il punto della situazione ed, eventualmente, proclamare uno sciopero. Questa volta vero, con tanto di stop del trasporto aereo. E intanto hanno annunciato (insieme alle sigle degli assistenti di volo) di aderire alla protesta - indetta dalla Cub - del 25 novembre prossimo. Ventiquattro ore di blocco totale che paralizzerebbe tutto il trasporto aereo. Anche se, molto probabilmente, partirebbe la precettazione.
Comunque ieri i "comandanti" iscritti ad Anpac e Up hanno iniziato di attenersi scrupolosamente al mansionario. Svolgono cioè rigidamente quanto prescritto dal contratto di lavoro: nessuna attività spontanea e individuale, nessuna collaborazione con le altre strutture aeroportuali. Manterranno questo atteggiamento almeno fino a lunedì. La protesta ieri non ha provocato danni, nel senso che non si sono registrati ritardi e cancellazioni dell’operativo di Alitalia. Ma, con il trascorrere delle ore, la situazione potrebbe diventare assai delicata.
Lo "sciopero bianco" durerà almeno per tutto il week end. Poi, lunedì, sarà un’assemblea a decidere il da farsi. Perchè nel frattempo potrebbe arrivare la convocazione di Cai, chiesta nei giorni scorsi, e sollecitata anche ieri con una lettera inviata al presidente Roberto Colaninno, al commissario Augusto Fantozzi e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Nella lettera piloti (e anche assistenti di volo) insistono per riaprire il tavolo sui contratti «con particolare riguardo alle norme di impiego e al sistema retributivo, coerenti con gli indirizzi di palazzo Chigi e con la tempistica di avvio dell’attività Cai». Assai difficile comunque che Colaninno riapra il confronto e, tanto meno, conceda qualcosa in più di quanto concordato con i sindacati confederali. Cai, invece, martedì incontrerà Cgil, Cisl, Uil e Ugl per la verifica applicativa dei contratti e dei criteri di selezione del personale della nuova Alitalia. Le stesse sigle hanno chiesto di vedere il ministro per lo Sviluppo Scajola («per valutare lo stato di avanzamento dei riflessi industriali contenuti nell’accordo») e del Welfare Sacconi («per una verifica sugli ammortizzatori sociali»).
I confederali ieri pomeriggio hanno incontrato anche il commissario Fantozzi per discutere in particolare del passivo dei dipendenti. Per quanto riguarda le liquidazioni, i legali dell’aviolinea avrebbero parlato di circa cinque anni: l’iter prevederebbe, infatti, una ventina di udienze che solitamente hanno una scadenza trimestrale. Sul fronte delle alleanze c’è da segnalare il «forte interesse» della British. «Crediamo - ha precisato il numero uno della compagnia britannica, Willie Walsh - di aver fatto una proposta commerciale molto credibile. Sono molto soddisfatto dei colloqui avuti con Rocco Sabelli».


8 novembre 2008 - Avvenire

Alitalia, piloti in sciopero. E avanza British
di NICOLA PINI

ROMA - Un «incontro urgentissimo» chiesto alla Cai per discutere dei contratti e sciopero di 24 ore il prossimo 25 novembre, quando rischia di fermarsi l’intero trasporto aereo. Intanto, un’applicazione scrupolosa e fiscale di tutte le procedure da parte dei piloti, uno «sciopero bianco» che può rallentare l’operatività dei voli. In vista della nuova assemblea del personale di lunedì mattina a Fiumicino i sindacati del «fronte del no» aumentano il pressing contro l’accordo per la nuova Alitalia. Anche l’Anpav è tornata a fianco di Anpac, Up, Avia e Sdl. Le 5 sigle che rifiutano l’intesa firmata invece da confederali e Ugl, ieri hanno aderito allo sciopero già indetto dai Cub per martedì 25 (evitando così il preavviso richiesto per nuove agitazioni).
Nella stessa giornata erano già previste anche astensioni dei piloti di Meridiana ed Eurofly. L’effetto combinato delle proteste (per Alitalia riguarderanno tutto il personale) rischia di bloccare l’operatività di gran parte del trasporto aereo. Mentre alzano il livello dello scontro le cinque sigle lanciano una sorta di «ultimo appello» al confronto. In una lettera ai vertici Cai chiedono di riaprire il tavolo sui contratti «con particolare riguardo alle norme di impiego e al sistema retributivo, in coerenza con gli accordi siglati» a settembre a Palazzo Chigi e per «individuare criteri di assunzione condivisi che consentano di dare adeguata valenza all’anzianità aziendale e a tutte le tutele sociali previste». Nei giorni scorsi il presidente della Cai Roberto Colaninno aveva già escluso supplementi di trattativa.
Ieri pomeriggio tutte le nove sigle sindacali di Alitalia (Cgil, Cisl e Uil comprese) sono state ricevute dall’azienda commissariata (non c’era Fantozzi). Il confronto si è concentrato sull’'insinuazione al passivo' dei lavoratori: per riavere indietro i crediti maturati come la tredicesima e la liquidazione, i circa 18.500 dipendenti della compagnia (compresi quelli che saranno assunti in Cai) devono presentare istanza di ammissione alla procedura falimentare. I crediti dei dipendenti hanno la precedenza sugli altri ma per i rimborsi, hanno spiegato i legali, ci vorranno circa 5 anni.
Riguardo al partner estero, intanto, rispunta British Airways. La compagnia inglese è tornata a proporre alla Cai un’alleanza commerciale. Ma favorita resta Air France, pronta a entrare in Alitalia 2 con il 20-25% del capitale.


8 novembre 2008 - EPolis nazionale

La privatizzazione. Le cinque sigle che non hanno firmato l'accordo con Cai protestano il 25 novembre
Alitalia, piloti e assistenti di volo annunciano lo sciopero del "no"
Astensione dal lavoro già decisa dalla Cub. Colaninno martedì incontra Cgil,Cisl,Uil e Ugl
di Cristina Cossu

Come promesso il "fronte del no" scende in sciopero. Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl - le sigle autonome di piloti e assistenti di volo che non hanno formato l'accordo con Cai per la nuova Alitalia - hanno annunciato di aderire alla protesta del gruppo, già precedentemente proclamata dalla Cub per il 25 novembre. I sindacati non allineati hanno comunicato la decisione in una lettera inviata al commissario straordinario dell'ex compagnia di bandiera, Augusto Fantozzi, ai ministeri dei Trasporti e del Lavoro, alla Commissione di Garanzia, all'Osservatorio sui Conflitti Sindacali. Intanto i nuovi proprietari del vettore, cioè Colaninno e soci, incontreranno Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl (che hanno sottoscritto l'accordo) martedì prossimo, per affrontare nei dettagli le questioni sui nuovi contratti di lavoro e i criteri di selezione del personale. L'appuntamento è stato chiesto dagli stessi sindacati, che hanno anche scritto al ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, per chiedere una «verifica dello stato di avanzamento dei riflessi industriali» degli accordi, con particolare riferimento alle attività di Ams, Atitech e Alitalia Cargo. Un?altra lettera è stata poi inviata al ministro del Lavoro,Maurizio Sacconi, per una verifica degli ammortizzatori sociali. Ieri, durante una riunionecon i rappresentanti di tutte e nove le sigle, l'azienda ha fattosapere che Fantozzi ha ricevuto il decreto di ammissione alla cigs. Per quanto l'offerta presentata da Cai, i rappresentanti di Alitalia non hanno fornito ulteriori indicazioni. Prima di esprimere un parere di congruità sull'offerta vincolante (un miliardo di euro), il commissario dovrà esaminare le perizie degli advisor Banca Leonardo e Rothschild. Perizie che dovrebbero arrivare sul tavolo di Fantozzi nelle prossime ore.


8 novembre 2008 - Il Secolo XIX

Sindacati "ribelli" verso lo sciopero «il governo ci convochi con urgenza»

Roma - Alitalia: i sindacati ribelli giocano l'ultima carta e si preparano allo sciopero, annunciato per il 25 novembre dai Cub, i sindacati di base della compagnia. Non c'è pace sul fronte sindacale. Prima di far partire le azioni di lotta, piloti e assistenti di volo hanno chiesto «un incontro urgentissimo» ai vertici di Cai e al governo. Da ieri, la lettera è sulle scrivanie di Roberto Colaninno e del sottosegretario Gianni Letta, che tra oggi e domani devono decidere se rimettersi a un tavolo o se andare allo scontro con il fronte del no. Lunedì si terrà infatti una nuova assemblea delle cinque sigle ribelli, cioè Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl, che devono decidere se procedere con la linea dura nei confronti di Cai, accettando o rifiutando definitivamente l'accordo siglato la scorsa settimana da Cgil, Cisl, Uil e Ugl a palazzo Chigi, noto come il lodo Letta. Se il governo, come sembra, non rimetterà in moto la macchina del negoziato allora il clima rischia di farsi pesante per il trasporto aereo. Intanto, i piloti hanno iniziato una sorta di sciopero bianco che prevede «l'applicazione alla lettera di quanto è previsto dal manuale operativo». Ma il vero sciopero, se non ci saranno novità, si terrà il 25 novembre: le sigle ribelli hanno infatti deciso di aderire al blocco di 24 ore indetto dal Cub trasporti, che interesserà l'intero gruppo Alitalia. E per quel giorno sono previste anche altre agitazioni: i piloti di Meridiana si fermeranno per 24 ore mentre quelli di Eurofly incroceranno le braccia per quattro ore, dalle 12 alle 16. Se tra Cai e ribelli si confermerà la rottura, il decollo della Nuova Alitalia sarà molto problematico perché la cordata degli imprenditori italiani dovrà procedere per chiamata nominale e non sarà facile reclutare 1550 piloti per questa via se il fronte dei ribelli resterà compatto. Nel caso di una convocazione, i piloti chiederanno di tornare al protocollo d'intesa, firmato da tutti a settembre, che prevedeva l'applicazione del contratto AirOne.
La maratona di Colaninno e soci non è dunque vicina al traguardo. Anche i confederali, martedì 11, incontreranno i vertici di Cai per una verifica sull'applicazione dei nuovi contratti e sui criteri di selezione. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno chiesto anche di incontrare i ministri Claudio Scajola (Sviluppo) e Maurizio Sacconi (Lavoro). Al tavolo del governo, si parlerà di piano industriale e ammortizzatori sociali. Sulla strada di Cai c'è anche il parere dell'Antitrust: anche se il governo ha esentato Cai dall'obbligo di autorizzazione dell'Autorità anti monopoli, in ogni caso Antonio Catricalà vuole dire la sua su biglietti e tariffe, che rischiano di rincarare con la concentrazione Alitalia-AirOne.(M.Lo.)


8 novembre 2008 - La Repubblica

Il corteo Anche a Salerno scuole in campo

Salerno - Cortei di studenti non solo a Napoli. I ragazzi sono scesi in piazza in varie città d´Italia, ed anche a Salerno. Dove erano oltre 3 mila, secondo i dati forniti dagli studenti stessi. Ragazzi delle scuole superiori e universitari, uniti, anche qui, contro i provvedimenti della Gelmini. In molti si sono mossi dalla sede universitaria di Fisciano (foto) per raggiungere la città. Studenti, ma anche lavoratori. Specie quelli vicini alle rappresentanze sindacali di base. E poi i ricercatori ed i dottori di ricerca. Per niente "placati" dagli aggiustamenti ai provvedimenti sugli atenei proposti dal governo appena due giorni fa.

Tornelli elettronici per i comunali
Badge di controllo nella nuova sede di Piazza Liber Paradisus
di SILVIA BIGNAMI

Bologna - Non saranno i tornelli sognati da Brunetta per tenere a bada i "fannulloni" del pubblico impiego, ma poco ci manca. Il Comune installa nuovi dispositivi di «gestione del personale» nella nuova sede di via Fioravanti. Non bastavano «i dispositivi elettronici di controllo degli ingressi» ai singoli piani di palazzo Bonaccorso e persino negli ascensori. Ora la giunta mira a presidiare tutti gli accessi, e controllare l´edificio a 360 gradi. L´obiettivo è duplice: controllare chi entra e controllare chi esce. Scoraggiare i dipendenti a svignarsela senza marcare il cartellino dagli ingressi non custoditi. Ma anche evitare che intrusi si introducano nelle tre torri del nuovo Comune approfittando di un accesso libero.
L´assessore Paola Bottoni, con delega alla gestione del personale, sdrammatizza: «Non c´è nessun giro di vite in stile Brunetta». Ma poi ammette le finalità del nuovo impianto: «Si tratta chiaramente di un sistema teso a migliorare la gestione delle presenze del personale. Un progetto che tende a ripensare e adattare il sistema degli accessi alle caratteristiche della nuova sede. Ovviamente potenziandoli rispetto al passato». Il nuovo software costerà al Comune circa 4.500 euro, ed è stato acquistato dalla ditta Artech di Zola Predosa. Tra le sue caratteristiche si legge che «il programma è in grado di gestire e aggiornare le liste di autorizzati, di connettersi con il sistema di rilevazione delle presenze, e con il sistema di gestione del personale».
Un vero e proprio Grande Fratello, visto che tra le possibilità dell´impianto ci sarebbe anche quella del "tracciamento", che consente di monitorare gli spostamenti dei dipendenti, e di ricercarli all´interno dell´edificio. Un occhio invisibile per controllare la produttività dei colletti bianchi? Secondo Raffaela Bruni, dirigente dei Lavori Pubblici, non è così. «Non useremo quella opzione del sistema, anche se l´azienda fornisce anche questo tipo di tecnologia». Più che per il controllo sui dipendenti, assicura la Bruni, il nuovo software è pensato «per la loro sicurezza». «La nuova sede è molto grande e c´erano ancora ingressi non custoditi. Porte che restavano aperte. Il pericolo è che intrusi si introducano nell´edificio. Per questo i marcatori per i badge sono stati installati in entrata e non in uscita».
Che a Palazzo Bonaccorso ci sia un problema di sicurezza del resto lo denunciano anche le Rdb in una nota per l´amministrazione. «I dipendenti continuano ad accusare malesseri psicofisici. E sono 11 anni che nel Comune di Bologna non si eleggono i rappresentanti per la sicurezza. A marzo, dopo ripetute richieste all´amministrazione, si è aperto un tavolo di confronto a cui non è stato dato seguito». Per questo, il sindacato di base chiede prima di tutto «l´intervento della medicina del lavoro e di tutti gli enti preposti alla sicurezza e prevenzione nell´ambiente di lavoro».

Alitalia, autonomi sul piede di guerra voli rallentati con lo sciopero bianco
British vuole intesa commerciale, Air France fa rotta su Austrian. Ultimatum di piloti e steward a Cai: "Trattativa o da lunedì si rischia la paralisi dei cieli" I comandanti: "Ci atteniamo solo alle regole del manuale". Il 25 blocco totale
di LUCIO CILLIS

ROMA - Lo sciopero bianco dei piloti Alitalia è iniziato ieri. Voli rallentati, in alcuni casi, ma ancora nessun blocco. Da qui a lunedì, il quadro potrebbe però peggiorare ulteriormente per i passeggeri: se lo scenario sindacale non dovesse cambiare nelle prossime 48 ore si verificheranno forti disagi, con giornate molto pesanti, fatte di ritardi e cancellazioni. Fino al blocco previsto in occasione dello sciopero proclamato dai Cub e condiviso dagli autonomi, fissato per l´intera giornata di lunedì 25 novembre.
Più o meno la data nella quale Cai toglierà il velo dal nome del partner estero. In pole position resta il gruppo Air France-Klm, che però sarebbe tornato all´attacco anche sul dossier Austrian. Nel contempo, British Airways ieri ha ribadito il «forte interesse per un´alleanza commerciale con la nuova Alitalia», come ha spiegato l´amministratore delegato Willie Walsh. British ha presentato a Cai «una proposta molto credibile e potenzialmente emozionante per la nuova società».
Ma nei prossimi giorni sarà la strategia dei comandanti di Anpac e Up, degli assistenti di volo e degli addetti di terra delle altre sigle (Anpav, Avia ed Sdl) a ritmare gli ultimi giorni della "vecchia" compagnia di bandiera. «Noi ci atteniamo alle norme del manuale» dicono i piloti. «Nessuno sciopero selvaggio», avvertono «ma rigida applicazione delle regole». In queste ore si tratta solo di un assaggio, che in assenza di una convocazione da parte di Cai e governo potrebbe tramutarsi in una Caporetto dei cieli.
Il fronte del no, infatti, ha inviato alle controparti la richiesta di un «incontro urgentissimo» per giungere ad una condivisione «dei contratti collettivi di lavoro». In sostanza, le sigle chiedono di discutere e firmare l´intesa raggiunta il 30 settembre, non l´ultima versione, siglata ad ottobre da confederali e Ugl a Palazzo Chigi. I leader autonomi mettono così il governo e il presidente di Cai Roberto Colaninno di fronte ad un bivio: o si torna a trattare oppure comincia a saltare la rete del trasporto aereo nazionale.
La protesta degli equipaggi di Alitalia resterà confinata entro le regole di sicurezza. Ad esempio, il comandante di un volo appena atterrato non chiederà, come accade oggi, l´intervento della "rampa" ovvero l´addetto che in ogni scalo ha l´onere di far agganciare l´aereo al "trattore", alla scaletta o al finger usati per far uscire i passeggeri dal velivolo.
Altro caso: così come avviene su strade ed autostrade per le comuni auto, anche gli aerei devono rispettare dei limiti di velocità sulle vie o sui raccordi che portano alla pista di decollo. È il cosiddetto "rullaggio di sicurezza", che in media dovrebbe avvenire attorno ai 20 nodi. Normalmente questo limite viene superato, sempre nel rispetto delle norme, per non rallentare l´alternanza dei decolli. Ma da lunedì prossimo, giorno di una nuova assemblea degli autonomi a Fiumicino, i ritardi accumulati dall´operativo nelle ultime ore potrebbero aumentare esponenzialmente, fino a bloccare diversi voli nel corso della settimana.


8 novembre 2008 - Il Denaro

Lavoratori Lsu, pronto il presidio sotto la Prefettura

Benevento - Le rappresentanze sindacali di base di Benevento annunciano per martedì 11 novembre, dalle 10 alle 14, un' assemblea dei lavoratori ex Lsu/Ata e degli Lsu con presidio e sit in sotto la Prefettura di Benevento.
"Le politiche dei tagli imposte dal Governo Berlusconi – si legge in una nota - colpiscono la scuola pubblica nella sua interezza. Ad aggiungersi al taglio del personale Atae degli insegnanti, il ministro Tremonti inserisce tagli al Bilancio del servizio di pulizia nelle scuole, oggi per lo più svolto dagli ex Lsu/Ata, e a quello di segreteria dei co.co.co., non prevedendo i finanziamenti necessari per garantire la continuità del servizio di pulizia e la proroga dei contratti di collaborazione già da gennaio. Questo ci è stato confermato nell'incontro tenutosi con il Ministero dell'Istruzione".
Molte ditte e coop hanno avviato ingiustificatamente "procedure di licenziamento, pregiudicando la continuità delle attività di pulizia nelle Scuole, attività affidate già dal 2001, secondo il conclamato concetto di esternalizzazione dei servizi, a Ditte e Cooperative di servizi - prosegue la nota - in modo diametralmente opposto a questi lavoratori ex Lsu/Ata, che rischiano seriamente di rimanere in mezzo alla strada, per gli Lsu, le cui attività vengono svolte, sempre da anni, negli Enti Locali nessuna soluzione concreta si intravede, profilandosi una continuazione della precarietà lavorativa e della vita. E' necessaria una forte e dura protesta per riaprire un percorso di vera stabilizzazione".


8 novembre 2008 - Il Resto del Carlino

La Procura scrive ai presidi

Bologna - ATMOSFERA ancora tesa per le proteste anti-Gelmini che hanno interessato in settembre e ottobre le scuole bolognesi, dalle elementari alle superiori. Francesco Bonfini della Cub Scuola denuncia infatti che «la Procura ha incaricato la Digos di chiedere per iscritto a tutti i presidi le modalità con cui si sono svolte le riunioni e le occupazioni contro la riforma». «Stanno schedando tutti quelli che hanno partecipato» è la dura accusa. La Procura di fatto chiede di chiarire ad esempio se hanno partecipato insegnanti, genitori o estranei; indicazione dell’ora e i dati sullo svolgimento delle assemblee, se c’era personale non docente, gli atti normativi di riferimento e le relative delibere. Ovviamente anche se ci sono stati incidenti o episodi meritevoli di valutazione, «ad esempio striscioni o cartelli con contenuti penalmente rilevanti». «Chiedono ai presidi di fare i magistrati» protesta ancora Bonfini. I dirigenti scolastici si trincerano dietro i no comment, ma dovranno rispondere entro la prossima settimana. Da segnalare anche che all’Ufficio scolastico provinciale sarebbero arrivate segnalazioni da parte di studenti che durante le assemblee volevano invece fare lezione.

NUOVA SEDE
Il Comune aumenta i controlli sui dipendenti

Bologna - SE IL governo pensa ai tornelli nei Tribunali, il Comune serra i controlli sui suoi dipendenti nella nuova sede di piazza Liber Paradisus. Dopo i «dispositivi elettronici per il controllo degli ingressi» ai piani e negli ascensori del personale, il Comune fa un passo in più. Per 4.500 euro ha dotato i sistemi presenti alle porte d’accesso di un «programma in grado di gestire e aggiornare le liste di autorizzati, di connettersi con il sistema di rilevazione delle presenze e il sistema di gestione del personale». Un’iniziativa che suona anche come una maggiore garanzia dai furti avvenuti negli uffici a Palazzo d’Accursio. Nel frattempo, però, le Rappresentanze sindacali di base accusano l’amministrazione di una mancanza di sicurezza sul lavoro nella nuova sede. Due giorni fa, riferiscono le Rdb, sarebbe addirittura scattato l’allarme antincendio al sesto piano della Torre A, facendo evacuare i dipendenti degli uffici coinvolti senza però che fossero chiare le cause dell’accaduto. Oltre a questo, «sono ormai tanti — denunciano le Rdb — i lavoratori che quotidianamente accusano sintomi di malessere psicofisico come mal di testa, bruciore agli occhi, riacutizzazione di artriti cervicali, stanchezza e sonnolenza» e non sono state risolte «le altre problematiche riguardanti il caldo, il freddo, l’illuminazione inadeguata e l’odore di fogna a cui i dipendenti hanno ormai dovuto fare l’abitudine». Tra l’altro, sottolineano le Rdb, al Comune «sono 11 anni che non si eleggono i rappresentanti per la sicurezza. A marzo, dopo ripetute richieste all’amministrazione, si è aperto un tavolo di confronto a cui non e’ stato dato seguito». Per questo, il sindacato chiede «l’intervento della medicina del lavoro e di tutti gli enti preposti alla sicurezza e prevenzione nell’ambiente di lavoro» nella nuova sede del Comune.


8 novembre 2008 - Il Bologna

Via Fioravanti. La denuncia dei sindacati: «Sintomi di malessere quotidiani per tanti lavoratori»
Sicurezza a rischio nella sede comunale

Bologna - Si chiamerà pure Liber Paradisius ma, stando a quanto denunciano le rappresentanze di base, i dipendenti della nuova sede comunale si sentono come se avessero fatto il viaggio in senso opposto: tornando cioè ad essere servi della gleba. Mentre infatti si discute sull'opportunità o meno di dotare di tornelli la nuova Sede Unica di via Fioravanti, in un documento il sindacato denuncia il disagio che i dipendendi pubblici si trovano a dover affrontare ogni giorno nella nuova locazione. La sicurezza è una chimera, secondo RdB: «Sono ormai tanti i lavoratori - scrivono infatti in una nota - che quotidianamente accusano sintomi di malessere». E ne offrono l'elenco: «Mal di testa, bruciore agli occhi, riacutizzazione di artriti cervicali, stanchezza, sonnolenza». E aggiungono un caso che definiscono «di particolare gravità: due giorni fa (tre per chi legge ndr.) è scattato l’allarme di evacuazione a seguito dell’attivazione del sistema antincendio al sesto piano della torre A. Tutti i dipendenti del piano, autonomamente , si sono precipitati per uscire dall’edificio, visto che l’amministrazione non ha ancora provveduto ad informare i dipendenti circa le modalità di evacuazione. L’allarme riguardava solo il sesto piano, per cui i dipendenti dei piani inferiori erano ignari del pericolo». Il sindacato scrive ancora del perdurare di altri disagi riguardanti «il caldo, il freddo, l’illuminazione inadeguata, oltre all’odore di fogna a cui i dipendenti hanno ormai dovuto fare l’abitudine». Ne scaturisce una dura diffida sindacale rivolta al Comune: «L’amministrazione sta proprio giocando col fuoco - scrive Rdb - probabilmente non ha interesse per la salute dei propri dipendenti» E sottolinea come «da 11 anni non si eleggono i rappresentanti per la sicurezza che ormai sono insufficienti a seguire tutte le problematiche riguardanti un tema così importante ed urgente».(DG)


8 novembre 2008 - Corriere Canadese

Alitalia: piloti all’attacco, blocco vicino
Sciopero il 25 novembre

I piloti vanno all’attacco. Anpac e Up hanno avviato ieri mattina uno "sciopero bianco" applicando in modo fiscale le regole sui controlli e rallentando, così, i voli. Per il 25 novembre, invece, intendono bloccare il trasporto aereo: hanno infatti aderito allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub nel gruppo Alitalia, che si andrà ad aggiungere a quello di 24 ore già proclamato dall’Anpac dei piloti Meridiana e di quattro ore (12-16) di quelli Eurofly. Lunedì prossimo, alle 9, intanto, Anpac e Up assieme alle altre sigle del "fronte del no" - Avia, Anpav e Sdl - hanno indetto una nuova assemblea per fare il punto sulla vertenza Alitalia e decidere eventuali forme di lotta. È arrivata, ieri, da British Airways un’offerta per una collaborazione commerciale con la Nuova Alitalia, a conclusione della settimana di lavoro tra Cai, Alitalia ed AirOne con il vettore britannico per verificare possibili future sinergie. Saranno quindi Air France-Klm e Lufthansa, sondate nelle due settimane passate, a contendersi l’ingresso al 20% nel capitale di Cai. La scelta dovrebbe avvenire la prossima settimana, quando è attesa anche la valutazione degli assett di Alitalia da parte degli advisor del ministero dello Sviluppo economico e di Fantozzi, e la decisione di Bruxelles sul prestito da 300 milioni e sulla discontinuità fra vecchia e nuova Alitalia. Il modello giuridico applicato sul caso della Olympic Airlines potrebbe andar bene per Alitalia, ha detto oggi ad Atene il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Lunedì mattina, alle 11, le nove sigle sindacali sono state convocate dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi, per un incontro preliminare sull’espletamento della procedura di mobilità e in settimana dovrebbero essere convocate al ministero del Lavoro. Alle 9 di lunedì prossimo, invece, nella mensa di Fiumicino, il "fronte del no" aggiornerà i propri iscritti anche alla luce di un incontro urgentissimo chiesto a Cai per la stesura tecnica dei contratti e per affrontare i criteri di assunzione del personale della Nuova Alitalia, che dovrebbe avvenire molto presto, vista l’imminenza dell’avvio delle procedure di licenziamento collettivo-mobilità di tutti i lavoratori della compagnia.


8 novembre 2008 - Dedalo news

Alitalia: e alla fine arrivò lo sciopero. All'orizzonte spunta British

I sindacati autonomi hanno dato il via alle prime azioni di protesta contro il contratto di lavoro della nuova Alitalia siglato da CAI con i confederali, annunciando in rapida sequenza l’applicazione letterale del manuale operativo e l’adesione allo sciopero proclamato per il 25 novembre dal CUB. I passi successivi potrebbero scaturire da una nuova assemblea fissata per lunedì mattina a Fiumicino. Intanto sul fronte industriale si registra l’interesse di British per un’alleanza commerciale, senza partecipazione azionaria. La notizia è stata data dall’a.d. Willie Walsh al Financial Times, al quale ha parlato di una «proposta molto credibile e potenzialmente attraente per la nuova compagnia». Di fronte al rifiuto di governo e azienda di riceverli ANPAC, UP, AVIA, ANPAV e SDL - che fino a giovedì speravanno chiedevano «un incontro urgentissimo al fine di pervenire ad una stesura tecnica di dettaglio dei testi dei suddetti Contratti Collettivi Aziendali di Lavoro, con particolare riguardo alle norme di impiego ed al sistema retributivo, coerente con i succitati accordi e con la tempistica di avvio dell’attività di CAI» - hanno deciso di aderire allo sciopero di 24 ore proclamato dal CUB per il 4 novembre ma poi differito. Lo sciopero Alitalia - che interesserà Alitalia, Alitalia Servizi, Alitalia Airport e il call center - si sovrapporrà tra l’altro con quelli già proclamati per Meridiana da ANPAC e APM e dalla sola ANPAC per Eurofly. Sino a quella data il personale di volo si atterrà strettamente al manuale operativo Alitalia, senza alcun tentativo di trovare soluzioni a problemi operativi o carenze organizzativi. La protesta, difficile da contrastare in quanto legata al più rigoroso rispetto delle norme, potrebbe causare forti ritardi alla compagnia. Intanto l’Autorità Garante della Concorrenza - che ha ricevuto l’a.d. Rocco Sabelli già l’altroieri - si prepara ad affrontare gli effetti sui prezzi della concentrazione delle prime due compagnie aeree italiane. L’istruttoria formale, la cui durata massima è stabilita in 30 giorni, si aprirà in seguito all’invio formale di una notifica preventiva da parte di CAI. La discontinuità formale con la vecchia Alitalia richiesta dall’UE si è intanto trasformata in nuove difficoltà con la IATA, l’associazione mondiale delle compagnie aeree, oggi presieduta dall’ex a.d. Alitalia Giovanni Bisignani. Come "new entry" la nuova Alitalia dovrà infatti chiedere di poter indicare i propri voli con il codice AZ della vera Alitalia, ma anche prestare un deposito cauzionale per i servizi IATA, in particolare per la biglietteria.


8 novembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale

ROMA. I PILOTI vanno all’attacco...

ROMA — I PILOTI vanno all’attacco. Anpac e Up hanno avviato ieri mattina uno ‘sciopero bianco’ applicando in modo fiscale le regole sui controlli e rallentando, così, i voli. Per il 25 novembre, invece, intendono bloccare il trasporto aereo: hanno infatti aderito allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub nel gruppo Alitalia, che si andrà ad aggiungere a quello di 24 ore già proclamato dall’Anpac dei piloti Meridiana e di quattro ore (12-16) di quelli Eurofly. QUALCOSA SI MUOVE, invece, sul fronte delle alleanze per Cai. Ieri è arrivata da British Airways un’offerta per una collaborazione commerciale con la Nuova Alitalia, a conclusione della settimana di lavoro tra Cai, Alitalia e AirOne con il vettore britannico per verificare possibili future sinergie. Saranno quindi Air France-Klm e Lufthansa, sondate nelle due settimane passate, a contendersi l’ingresso al 20% nel capitale di Cai. La scelta dovrebbe avvenire la prossima settimana, in cui è attesa anche la valutazione degli assett di Alitalia da parte degli advisor del ministero dello Sviluppo economico e di Fantozzi, e la decisione di Bruxelles sul prestito da 300 milioni e sulla discontinuità fra vecchia e nuova Alitalia. Il modello giuridico applicato sul caso della Olympic Airlines potrebbe andar bene per Alitalia, ha detto ieri ad Atene il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Lunedi’ mattina, alle 11, le nove sigle sindacali sono state convocate dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi, per un incontro preliminare sull’espletamento della procedura di mobilità e in settimana dovrebbero essere convocate al ministero del Lavoro. Alle 9 di lunedì prossimo, invece, nella mensa di Fiumicino, il ‘fronte del ‘no’ aggiornerà i propri iscritti anche alla luce di un incontro urgentissimo chiesto a Cai per la stesura tecnica dei contratti e per affrontare i criteri di assunzione del personale della Nuova Alitalia, che dovrebbe avvenire molto presto, vista l’imminenza dell’avvio delle procedure di licenziamento collettivo-mobilità di tutti i lavoratori della compagnia. Naturalmente, hanno ribadito le sigle autonome, il punto di partenza sono gli accordi sottoscritti a palazzo Chigi nel settembre scorso. Un nuovo incontro con Cai è, invece, già fissato per martedì prossimo, 11 novembre, con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti, che il 31 ottobre scorso hanno firmato a palazzo Chigi le intese su contratti e criteri di selezione. Si dovrebbe entrare nel merito degli argomenti. Le stesse sigle hanno chiesto un incontro anche al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per la verifica dello stato di avanzamento dei riflessi industriali contenuti nell’accordo quadro di Palazzo Chigi in relazione alle attività di Ams, Atitech e Alitalia Cargo. E un’altra lettera con richiesta di incontro è stata inviata al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per la verifica dell’impianto degli ammortizzatori sociali per il trasporto aereo, e in particolare per Alitalia.


8 novembre 2008 - L'Unione Sarda/Gazzettino/CorriereAdriatico

Alitalia. Piloti in rivolta, British in pista

I piloti vanno all'attacco. Anpac e Up hanno avviato ieri mattina uno sciopero bianco applicando in modo fiscale le regole sui controlli e rallentando, così, i voli. Per il 25 novembre, invece, intendono bloccare il trasporto aereo: hanno infatti aderito allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub nel gruppo Alitalia, che si andrà ad aggiungere a quello di 24 ore già proclamato dall'Anpac dei piloti Meridiana e di quattro ore (12-16) di quelli Eurofly. Per le 9 di lunedì Anpac e Up assieme alle altre sigle del fronte del no - Avia, Anpav e Sdl - hanno indetto una nuova assemblea per fare il punto sulla vertenza Alitalia e decidere eventuali forme di lotta.
L'ALLEANZA È arrivata, ieri, da British Airways, un'offerta per una collaborazione commerciale con la Nuova Alitalia, a conclusione della settimana di lavoro tra Cai, Alitalia ed Air One con il vettore britannico per verificare possibili future sinergie. Saranno quindi Air France-Klm e Lufthansa, sondate nelle due settimane passate, a contendersi l'ingresso al 20% nel capitale di Cai. La scelta dovrebbe avvenire la prossima settimana, in cui è attesa anche la valutazione degli assett di Alitalia da parte degli advisor del ministero dello Sviluppo economico e di Fantozzi, e la decisione di Bruxelles sul prestito da 300 milioni e sulla discontinuità fra vecchia e nuova Alitalia. Il modello giuridico applicato sul caso della Olympic Airlines potrebbe andar bene per Alitalia, ha detto ieri ad Atene il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani.
IL VERTICE Martedì nuovo incontro tra Cai con Filt Cgil, Fit Cisl, Uil e Ugl, che il 31 ottobre avevano firmato a palazzo Chigi le intese su contratti e criteri di selezione. Si dovrebbe entrare nel merito degli argomenti. Le stesse sigle hanno chiesto un incontro anche al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per la verifica dello stato di avanzamento dei riflessi industriali contenuti nell'accordo quadro di Palazzo Chigi in relazione alle attività di Ams, Atitech e Alitalia Cargo. E un'altra lettera con richiesta di incontro è stata inviata al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per la verifica dell'impianto degli ammortizzatori sociali per il trasporto aereo, e in particolare per Alitalia. Ieri, in Alitalia, sindacati e azienda (non c'era Fantozzi) hanno affrontato questioni tecniche sull'insinuazione al passivo per i crediti maturati (tfr, tredicesima) da parte dei dipendenti che deve avvenire entro il 16 novembre, un mese prima dell'udienza al tribunale fallimentare. Per la liquidazione, i dipendenti dovrebbero aspettare circa cinque anni.


8 novembre 2008 - Il Mattino

Roma. Il "fronte del no" in Alitalia affila le armi
di GIUSY FRANZESE

Roma - Il "fronte del no" in Alitalia affila le armi. E inizia anche ad usarle: da ieri è partito lo "sciopero bianco" dei piloti, oltre ad una lettera di tutte e cinque le sigle "ribelli" per annunciare l’adesione allo sciopero tradizionale già indetto dalla Cub per il 25 novembre. E non è finita qui: lunedì ci sarà una nuova assemblea degli iscritti alle cinque sigle (Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav) che non hanno firmato l’accordo del 31 ottobre scorso a Palazzo Chigi per decidere ulteriori iniziative di lotta. Intanto le stesse sigle hanno spedito altre lettere - a Cai, al governo e al commissario straordinario di Alitalia, Fantozzi - per chiedere «un incontro urgentissimo» in vista della definizione della stesura tecnica dei contratti collettivi di lavoro e dei criteri applicativi di selezione del personale e dato l’avvio della procedura di mobilità e licenziamento collettivo da parte della vecchia Alitalia. Insomma, la protesta contro Cai, che - ribadiscono - «non ha rispettato i patti», non solo non si placa, ma come prevedibile si alza di tono. Lo sciopero "bianco" dei piloti è solo l’assaggio di quello che potrebbe accadere. La protesta, di cui si vociferava da giorni, consiste nel rispetto alla lettera di tutte le procedure e i mansionari: le "aquile" osservano rigidamente quanto previsto dal proprio ruolo, senza svolgere funzioni di supplenza rispetto a carenze organizzative sia della compagnia che della catena operativa del trasporto aereo. Secondo i piloti tutto ciò dovrebbe portare a ritardi e problemi nell’operativo dei voli. In realtà ieri, almeno a Fiumicino, non si registravano grandi disagi. Diverso è lo scenario che si preannuncia per il 25 novembre. Piloti e assistenti di volo, aderendo allo sciopero già proclamato dalla Cub, incroceranno le braccia per l’intera giornata. E visto che alla Sdl aderiscono anche lavoratori di terra si prevedono enormi disagi anche nei call center e nei servizi in genere. Inoltre l’Anpac, la maggiore associazione dei piloti, aveva già proclamato per la stessa giornata uno scipero di 24 ore in Meridiana e di quattro ore (dalle 12 alle 16) in Eurofly. Il rischio, quindi, è la paralisi dei voli italiani. Salvo che qualcosa non si smuova prima. Martedì prossimo infatti è previsto un incontro tra i quattro sindacati che hanno firmato l’accordo del 31 ottobre (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti) con Cai, «per la verifica applicativa dei contratti e dei criteri di selezione». Potrebbe essere l’occasione - allargando l’incontro anche ai non firmatari - per mandare un segnale di distensione. Intanto la nuova Alitalia ristrutturata inizia seriamente a far gola ai colossi dei cieli europei. La scelta del partner industriale straniero, che Cai si appresta a fare a breve, sarà determinante per il futuro della nuova compagnia. Finora si è sempre dato per scontato che i veri contendenti fossero due: AirFrance-Klm e Lufthansa. Ma ieri la British Airways ha fatto trapelare di essere molto interessata: non come socio di minoranza, però, ma come alleato commerciale. Il Financial Times online riporta una frase molto significativa del numero uno della compagnia britannica Willie Walsh: «Crediamo di aver fatto una proposta molto credibile e potenzialmente interessante per la nuova compagnia». Walsh si è detto «molto soddisfatto dai colloqui diretti» avuti con nei giorni scorsi con l’ad Cai, Rocco Sabelli, e ha precisato di puntare ad una solida alleanza commerciale. Nelle prossime ore, infine, dovrebbe iniziare a dipanarsi anche il capitolo Antitrust. L’Authority presieduta da Antonio Catricalà deve infatti valutare l’impatto della fusione tra Alitalia Fly e AirOne sulla concorrenza e sulle tariffe. Si temono rincari dei biglietti in particolare sulla rotta Roma-Milano.


8 novembre 2008 - Il Tempo

I piloti in sciopero bianco: a rischio ritardo tutti i voli
Sulla nuova Alitalia la prenotazione di British Airways
Non è un colpo di scena l'arrivo della British Airways nella delicata partita del decollo della nuova Alitalia. Da ieri però è ufficiale che nella scelta del partner estero, Roberto Colaninno, dovrà mettere sul tavolo anche la terza opzione oltre a quella di Air France e di Lufthansa.
di Filippo Caleri

A fare chiarezza sulle intenzioni del vettore britannico è stato ieri l'ad Willie Walsh che secondo, quanto riportato dal Financial Times, avrebbe proposto un'alleanza commerciale alla nuova compagnia italiana. «Crediamo di aver fatto una proposta molto credibile e potenzialmente attraente per la nuova compagnia» ha dichiarato Walsh.
Se i pretendenti non mancano a mancare all'appello è ancora la compagnia che sorgerà dalle ceneri della vecchia Alitalia. Le posizioni sindacali restano ancora distanti. Di passi avanti si parlerà la prossima settimana quando dovrebbe arrivare una convocazione del ministero del Welfare alle nove sigle sindacali per definire le procedure sulla cassa integrazione e la mobilità per i dipendenti della compagnia. Questo almeno l'orientamento emerso dalla riunione di ieri con i rappresentanti dei lavoratori del commissario straordinario, Augusto Fantozzi. Che ha ricevuto il decreto di ammissione alla Cigs (Cassa integrazione) e nei prossimi giorni la procedura dovrà essere definita in sede ministeriale.
Per quanto riguarda l'offerta Cai, prima di esprimere un parere di congruità sull'offerta il commissario aspetta le perizie degli advisor Banca Leonardo e Rothschild che dovrebbero arrivare nelle prossime ore. Intanto sono partite le prime forme di mobilitazione da parte dei sindacati autonomi. Anpac e Up hanno iniziato da ieri l'applicazione letterale di quanto previsto dal manuale operativo. Con il risultato di rallentare la partenza dei voli e far accumulare ritardi ai viaggiatori. Le cinque sigle del «fronte del no» lunedì torneranno a riunirsi in assemblea e hanno annunciato l'adesione allo sciopero di 24 ore del 25 novembre della Cub trasporti.


8 novembre 2008 - Il Riformista

Alitalia, il 25 novembre lo sciopero dei dissidenti

Si terrà lunedì alle 9 una nuova assemblea delle cinque sigle sindacali che non hanno sottoscritto i contratti con Cai, la Compagnia aerea italiana. Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav si riuniranno nella sala mensa di Fiumicino per fare il punto sulla situazione. Intanto fonti sindacali fanno sapere che i piloti di Anpac e Up hanno iniziato una sorta di sciopero bianco: hanno deciso cioè di applicare alla lettera quanto previsto dal manuale operativo, senza sforzi aggiuntivi nelle attività svolte.
Ma il vero sciopero si terrà il 25 novembre: Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav hanno deciso infatti di aderire allo protesta di 24 ore indetta dal Cub-Trasporti. Per quel giorno potrebbero esserci dei problemi nei voli, visto che sono previste anche altre astensioni dei piloti Meridiana e di quelli Eurofly. Martedì 11 la Cai incontrerà le sigle che hanno sottoscritto l'accordo sui contratti (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti) per definire gli ultimi dettagli. E in serata, ieri, è arrivato l'annuncio dell'amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh, che ha detto di aver presentato una proposta al consorzio Cai differente dagli schemi seguiti da Air France e Lufthansa, per un'alleanza di tipo commerciale.


8 novembre 2008 - L'Adige

Fantozzi incontrerà i sindacati
Sciopero bianco dei piloti Alitalia Chiesto un incontro

ROMA - I piloti vanno all'attacco. Anpac e Up hanno avviato ieri uno «sciopero bianco» applicando in modo fiscale le regole sui controlli e rallentando, così, i voli. Per il 25 novembre, invece, intendono bloccare il trasporto aereo: hanno infatti aderito allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub nel gruppo Alitalia, che si andrà ad aggiungere a quello di 24 ore già proclamato dall'Anpac dei piloti Meridiana e di quattro ore (12-16) di quelli Eurofly. Lunedì prossimo intanto, Anpac e Up assieme alle altre sigle del «fronte del no» - Avia, Anpav e Sdl - hanno indetto una nuova assemblea per fare il punto sulla vertenza Alitalia e decidere eventuali forme di lotta. È arrivata, ieri, da British Airways un'offerta per una collaborazione commerciale con la Nuova Alitalia, a conclusione della settimana di lavoro tra Cai, Alitalia ed AirOne con il vettore britannico per verificare possibili future sinergie. Saranno quindi Air France-Klm e Lufthansa, sondate nelle due settimane passate, a contendersi l'ingresso al 20% nel capitale di Cai. La scelta dovrebbe avvenire la prossima settimana, in cui è attesa anche la valutazione degli assett di Alitalia da parte degli advisor del ministero dello Sviluppo economico e di Fantozzi, e la decisione di Bruxelles sul prestito da 300 milioni e sulla discontinuità fra vecchia e nuova Alitalia. Il modello giuridico applicato sul caso della Olympic Airlines potrebbe andar bene per Alitalia, ha detto ieri ad Atene il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Lunedì mattina le nove sigle sindacali sono state convocate dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi, per un incontro preliminare sull'espletamento della procedura di mobilità e in settimana dovrebbero essere convocate al ministero del Lavoro.


8 novembre 2008 - Giornale di Vicenza/Brescia Oggi/Arena/Gazzetta Parma

PRIVATIZZAZIONE. Lunedì assemblea a Fiumicino. Martedì Cai incontra Cgil,Cisl, Uil e Ugl
Alitalia, piloti in sciopero per riaprire il dialogo
di Antonio Pennacchioni

Comandanti, primi ufficiali e piloti Alitalia passano all’azione. Anpac e Up hanno indetto uno sciopero bianco contro gli accordi del 31 ottobre siglati a Palazzo Chigi da confederali e Ugl. Le procedure di controllo prima del volo sono state applicate alla lettera «senza svolgere funzioni di supplenza», hanno precisato fonti sindacali, «come avviene di frequente a causa delle carenze organizzative della compagnia e degli addetti al trasporto aereo». La protesta è stata morbida: si sono lamentati numerosi ritardi e qualche cancellazione di volo in partenza da Fiumicino. Ma il 25 novembre piloti e assistenti faranno sul serio, aderendo allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub.
L’obiettivo degli autonomi è impedire la chiamata diretta dei lavoratori annunciata dal presidente di Cai, Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno. Messi alle strette dalla linea dura di governo e azienda, i sindacati Anpac e Up cercano una via d’uscita. Ieri hanno inviato una lettera a Colannino, al sottosegretario Gianni Letta e al commissario straordinario Augusto Fantozzi per chiedere la riapertura del tavolo per discutere nuovi contratti e assunzioni. Intanto, preparano l’inasprimento della mobilitazione di cui discuterà l’assemblea convocata lunedì a Fiumicino con assistenti di volo di Avia e Anpav e personale dei terra di Sdl. Martedì 11 sarà la Cai a fare il punto con Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-t e Ugl-t su contratti e criteri di assunzione. Restano in sospeso le verifiche chieste dai confederali ai ministri Scajola, Sviluppo, sull’avanzamento del piano industriale con riferimento ai nodi Ams, Atitech e cargo e Sacconi, Lavoro, sugli ammortizzatori sociali a cui avviare i 3.250 esuberi.
Intanto, psosegue la procedura di amministrazione straordinaria. Ieri Fantozzi ha incontrato le nove sigle sindacali per discutere tempi e modi dell’insinuazione al passivo dei dipendenti Alitalia. La prossima settimana sarà reso noto il giudizio di congruità per l’offerta presentata da Cai. Subito dopo è atteso il via libera dell’Ue all’operazione. Il commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani ha espresso apprezzamento per lo schema giuridico seguito nella privatizzazione della compagnia greca Olympic Airlines. Un esempio, ha sottolineato, da applicare «anche al caso Alitalia»
Sul fronte alleanze, invece British Airways sarebbe fortemente interessata a stringere un accordo commerciale con un’Alitalia ristrutturata. Lo ha riferito ieri il Financial Times online, citando il numero uno della compagnia britannica Willie Walsh, secondo il quale si tratterebbe di una mossa di consolidamento per allinearsi a quanto già fatto dalle maggiori rivali europee Air France-Klm e Lufthansa. «Crediamo di aver fatto una proposta credibile e interessante per la nuova compagnia», ha dichiarato Walsh, che si è detto «molto soddisfatto dai colloqui diretti» avuti con l’ad Rocco Sabelli. Walsh ha anche chiarito di non essere interessato a investire una quota azionaria nell’ex compagnia di bandiera italiana.


8 novembre 2008 - La Gazzetta del Sud/Giornale di Sondrio

Applicano in modo fiscale le regole sui controlli rallentando i voli.
Il 25 novembre, invece, bloccheranno il trasporto aereo
Alitalia, sciopero bianco dei piloti Anpac e Up
British Airways offre alla Cai una collaborazione commerciale. Martedì vertice con Fantozzi
di Stefania De Francesco

ROMA - I piloti vanno all'attacco. Anpac e Up hanno avviato ieri mattina uno "sciopero bianco" applicando in modo fiscale le regole sui controlli e rallentando, così, i voli. Per il 25 novembre, invece, intendono bloccare il trasporto aereo: hanno infatti aderito allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub nel gruppo Alitalia, che si andrà ad aggiungere a quello di 24 ore già proclamato dall'Anpac dei piloti Meridiana e di quattro ore (12-16) di quelli Eurofly. Lunedì prossimo, alle 9, intanto, Anpac e Up assieme alle altre sigle del "fronte del no" – Avia, Anpav e Sdl – hanno indetto una nuova assemblea per fare il punto sulla vertenza Alitalia e decidere eventuali forme di lotta. È arrivata, ieri, da British Airways un'offerta per una collaborazione commerciale con la Nuova Alitalia, a conclusione della settimana di lavoro tra Cai, Alitalia ed AirOne con il vettore britannico per verificare possibili future sinergie. Saranno quindi Air France-Klm e Lufthansa, sondate nelle due settimane passate, a contendersi l'ingresso al 20% nel capitale di Cai. La scelta dovrebbe avvenire la prossima settimana, in cui è attesa anche la valutazione degli asset di Alitalia da parte degli advisor del ministero dello Sviluppo economico e di Fantozzi, e la decisione di Bruxelles sul prestito da 300 milioni e sulla discontinuità fra vecchia e nuova Alitalia. Il modello giuridico applicato sul caso della Olympic Airlines potrebbe andar bene per Alitalia, ha detto ieri ad Atene il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Lunedì mattina, alle 11, le nove sigle sindacali sono state convocate dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi, per un incontro preliminare sull'espletamento della procedura di mobilità e in settimana dovrebbero essere convocate al ministero del Lavoro. Alle 9 di lunedì prossimo, invece, nella mensa di Fiumicino, il "fronte del no" aggiornerà i propri iscritti anche alla luce di un incontro urgentissimo chiesto a Cai per la stesura tecnica dei contratti e per affrontare i criteri di assunzione del personale della Nuova Alitalia, che dovrebbe avvenire molto presto, vista l'imminenza dell'avvio delle procedure di licenziamento collettivo-mobilità di tutti i lavoratori della compagnia. Naturalmente, hanno ribadito le sigle autonome, il punto di partenza sono gli accordi sottoscritti a palazzo Chigi nel settembre scorso. Un nuovo incontro con Cai è, invece, già fissato per martedì prossimo, 11 novembre, con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti, che il 31 ottobre scorso hanno firmato a palazzo Chigi le intese su contratti e criteri di selezione. Si dovrebbe entrare nel merito degli argomenti. Le stesse sigle hanno chiesto un incontro anche al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per la verifica dello stato di avanzamento dei riflessi industriali contenuti nell'accordo quadro di Palazzo Chigi in relazione alle attività di Ams, Atitech e Alitalia Cargo. E un'altra lettera con richiesta di incontro è stata inviata al ministro Sacconi per la verifica dell'impianto degli ammortizzatori sociali per il trasporto aereo, e in particolare per Alitalia.


8 novembre 2008 - La Provincia di Cremona

Piloti Alitalia, sciopero bianco British Airways apre alla Cai

ROMA — I piloti vanno all’attacco. Anpac e Up hanno avviato ieri uno «sciopero bianco» applicando in modo fiscale le regole sui controlli e rallentando, così, i voli. Per il 25 novembre, invece, intendono bloccare il trasporto aereo: hanno infatti aderito allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub nel gruppo Alitalia, che si andrà ad aggiungere a quello di 24 ore già proclamato dall'Anpac dei piloti Meridiana e di quattro ore (12-16) di quelli Eurofly. Lunedì prossimo, alle 9, intanto, Anpac e Up assieme alle altre sigle del «fronte del no» — Avia, Anpav e Sdl — hanno indetto una nuova assemblea per fare il punto sulla vertenza Alitalia e decidere eventuali forme di lotta. È arrivata intanto da British Airways un’offerta per una collaborazione commerciale con la Nuova Alitalia, a conclusione della settimana di lavoro tra Cai, Alitalia ed AirOne con il vettore britannico per verificare possibili future sinergie. Saranno quindi Air France-Klm e Lufthansa, sondate nelle due settimane passate, a contendersi l'ingresso al 20% nel capitale di Cai. La scelta dovrebbe avvenire la prossima settimana, in cui è attesa anche la valutazione degli assett di Alitalia da parte degli advisor del ministero dello Sviluppo economico e di Fantozzi, e la decisione di Bruxelles sul prestito da 300 milioni e sulla discontinuità fra vecchia e nuova Alitalia. Il modello giuridico applicato sul caso della Olympic Airlines potrebbe andar bene per Alitalia.


8 novembre 2008 - Il Cittadino

Alitalia, al via i primi scioperi British Airways tende la mano

ROMA - Alitalia, i piloti vanno all'attacco. Anpac e Up hanno avviato ieri mattina uno "sciopero bianco" applicando in modo fiscale le regole sui controlli e rallentando, così, i voli. Per il 25 novembre, invece, intendono bloccare il trasporto aereo: hanno infatti aderito allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub nel gruppo Alitalia, che si andrà ad aggiungere a quello di 24 ore già proclamato dall'Anpac dei piloti Meridiana e di quattro ore (12-16) di quelli Eurofly. Lunedì alle 9, intanto, Anpac e Up assieme alle altre sigle del "fronte del no" - Avia, Anpav e Sdl - hanno indetto una nuova assemblea per fare il punto sulla vertenza Alitalia e decidere eventuali forme di lotta. È inoltre arrivata ieri, da British Airways, un'offerta per una collaborazione commerciale con la Nuova Alitalia, a conclusione della settimana di lavoro tra Cai, Alitalia ed AirOne con il vettore britannico per verificare possibili future sinergie. Saranno quindi Air France-Klm e Lufthansa, sondate nelle due settimane passate, a contendersi l'ingresso al 20% nel capitale di Cai. La scelta dovrebbe avvenire la prossima settimana, in cui è attesa anche la valutazione degli assett di Alitalia da parte degli advisor del ministero dello Sviluppo economico e di Fantozzi, e la decisione di Bruxelles sul prestito da 300 milioni e sulla discontinuità fra vecchia e nuova Alitalia. Il modello giuridico applicato sul caso della Olympic Airlines potrebbe andar bene per Alitalia, ha detto ieri ad Atene il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Lunedì alle 11 le nove sigle sindacali sono state convocate dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi, per un incontro preliminare sull'espletamento della procedura di mobilità e in settimana dovrebbero essere convocate al ministero del Lavoro.Alle 9 di lunedì, invece, nella mensa di Fiumicino, il "fronte del no" aggiornerà i propri iscritti anche alla luce di un incontro urgentissimo chiesto a Cai per la stesura tecnica dei contratti e per affrontare i criteri di assunzione del personale della Nuova Alitalia, che dovrebbe avvenire molto presto, vista l'imminenza dell'avvio delle procedure di licenziamento collettivo-mobilità di tutti i lavoratori della compagnia. Naturalmente, hanno ribadito le sigle autonome, il punto di partenza sono gli accordi sottoscritti a palazzo Chigi nel settembre scorso. Un nuovo incontro con Cai è, invece, già fissato per martedì con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti, che il 31 ottobre scorso hanno firmato a palazzo Chigi le intese su contratti e criteri di selezione. Si dovrebbe entrare nel merito degli argomenti. Le stesse sigle hanno chiesto un incontro anche al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.


8 novembre 2008 - Il Giornale di Sondrio

Pubblico Impiego
CGIL E CUB CONTRO L'«ACCORDO TRUFFA»

Sondrio - Cgil Funzione Pubblica e Rdb-Cub hanno manifestato con lo sciopero di ieri, venerdì 7 novembre, il proprio dissenso a quello che hanno definito un «accordo truffa» sul protocollo d'intesa firmato invece da Cisl e Uil relativo al rinnovo del biennio economico 2008-2009 per il pubblico impiego. In particolare, tanto dalla Cgil che dai sindacati di base sono arrivate critiche alla decisione delle altre sigle sindacali di accettare la proposta del Governo, che prevede aumenti economici definiti «irrisori» e nessuna garanzia per i 57mila precari, che «verranno inevitabilmente licenziati nel mese di luglio vista l'assenza di qualsiasi misura di garanzia loro dedicata», come sostengono gli esponenti di RdB-Cub Sondrio. Sul fronte degli aumenti, i circa 8 euro netti per il 2008 e gli ulteriori 31 euro per l'anno prossimo sono considerati non adeguati alle aspettative dei lavoratori. Oltre a ciò resta ancora aperta la questione legata alla ormai famosa Legge 133, quella unanimamente conosciuta come Legge anti-fannulloni, che contiene, secondo Cgil e Cub, norme vessatorie nei confronti dei lavoratori del settore pubblico.


7 novembre 2008 - Ansa

GIUSTIZIA: RDB, IL 5 DICEMBRE SCIOPERO NAZIONALE

(ANSA) - ROMA, 7 NOV - La RdB-CUB Pubblico Impiego ha proclamato per il prossimo 5 dicembre lo sciopero nazionale dei lavoratori della Giustizia. L'astensione - dice una nota - sarà preceduta da un mese di iniziative di lotta in tutta Italia. «Alla mancata progressione di carriera, alla riduzione delle piante organiche, alle insostenibili condizioni di lavoro, al blocco dei trasferimenti, alla insalubrità e poca sicurezza dei posti di lavoro e ai danni derivanti dalla legge 133 - spiega Pina Todisco, della direzione nazionale - si è aggiunta la beffa del protocollo d'intesa firmato il 30 ottobre scorso da alcune organizzazioni sindacali. Da questo protocollo, che la RdB-CUB non ha sottoscritto, deriva un ridicolo aumento di circa 6,5 euro netti medi pro capite mensili per il 2008, e per il 2009 di circa 39 netti, comprensivi degli 6,5 Euro del 2008». «Nessuno si aspetti di poter devastare la Pubblica Amministrazione senza reazione da parte dei lavoratori - sottolinea la sindacalista -. Di fronte al dissolvimento del servizio a scapito di tutta la collettività i lavoratori della Giustizia non rimarranno inerti ed aderiranno in gran numero allo sciopero del 5 dicembre». In vista dello sciopero, già dalla prossima settimana la Rdb-Cub ha indetto una serie di iniziative: a Roma, dal 10 al 14 novembre si terrà un presidio quotidiano davanti al Ministero della Giustizia, a cui seguiranno i presidi davanti alle sedi giudiziarie di Napoli e Busto Arsizio (18 novembre), Torino (19 novembre), Bari (20 novembre) Palermo (21 novembre). Assemblee di tutti i lavoratori giudiziari si svolgeranno a partire dall'11 novembre in varie città d' Italia e dal 1 al 4 dicembre sono in programma assemblee in tutti gli uffici giudiziari della capitale.

RICERCA: USI-RDB; PRESIDIO A ISS, 5 DICEMBRE SCIOPERO

(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Oltre 500 lavoratori hanno manifestato oggi davanti all'Istituto Superiore di Sanità (Iss) ottenendo un incontro con il presidente dell'Iss Enrico Garaci, anche componente della commissione nominata dal ministro Brunetta e presidente del Comitato di Settore degli Enti di Ricerca. Lo rende noto il sindacato Usi Rdb Ricerca, promotore dell'iniziativa, annunciando per il 5 dicembre uno sciopero del settore Ricerca «contro tutte le forme di precarietà». «Al professor Garaci abbiamo presentato una piattaforma chiara. - afferma Claudio Argentini della Segreteria Nazionale USI RdB Ricerca - Oltre alla prosecuzione del processo di stabilizzazione dei 2000 contrattisti a tempo determinato, abbiamo chiesto l'immediata conversione a tempo determinato di tutti i Co.co.co, gli assegnisti di ricerca, i borsisti e gli esternalizzati, ed un piano assunzioni straordinario. Tutto questo personale di altissima professionalità, circa 10.000 unità, insieme a circa 4000 a tempo determinato non inseriti nella stabilizzazione - ha commentato - rappresenta una risorsa indispensabile per la Ricerca Pubblica italiana che non può andare perduta». A causa della «incompletezza delle norme sinora predisposte e dell'inerzia degli Enti di Ricerca, l'USI RdB - conclude Argentini - conferma lo sciopero del 5 dicembre, l'unico sciopero la cui piattaforma è totalmente imperniata sul precariato».

ALITALIA:ANPAC-UP-AVIA-ANPAV-SDL ADERISCONO A STOP CUB 25/11

(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Anche Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl aderiscono allo sciopero di 24 ore del 25 novembre prossimo proclamato dalla Cub. Lo hanno reso noto le cinque sigle del 'fronte del no' alle intese del 31 ottobre scorso con Cai sui contratti e i criteri di selezione del personale, sottoscritte da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti. Il 25 novembre prossimo potrebbe esserci una paralisi dei voli, perchè oltre allo sciopero proclamato dalla Cub e relativo al gruppo Alitalia (Alitalia, Alitalia servizi, Alitalia Airport, Call center), sono previste altre astensioni dal lavoro in aziende del trasporto aereo. L'Anpac, infatti, ha proclamato uno sciopero di 24 ore dei piloti Meridiana, e di quattro ore (12-16) dei piloti Eurofly.

ALITALIA:PILOTI ALL'ATTACCO,BRITISH OFFRE ALLEANZA VOLI
PARTE SCIOPERO BIANCO E STOP IL 25/11, FRONTE NO CHIEDE TAVOLO
di Stefania De Francesco

(ANSA) - ROMA, 7 NOV - I piloti vanno all'attacco. Anpac e Up hanno avviato questa mattina uno 'sciopero biancò applicando in modo fiscale le regole sui controlli e rallentando, così, i voli. Per il 25 novembre, invece, intendono bloccare il trasporto aereo: hanno infatti aderito allo sciopero di 24 ore indetto dalla Cub nel gruppo Alitalia, che si andrà ad aggiungere a quello di 24 ore già proclamato dall'Anpac dei piloti Meridiana e di quattro ore (12-16) di quelli Eurofly. Lunedì prossimo, alle 9, intanto, Anpac e Up assieme alle altre sigle del 'fronte del nò - Avia, Anpav e Sdl - hanno indetto una nuova assemblea per fare il punto sulla vertenza Alitalia e decidere eventuali forme di lotta. È arrivata, oggi, da British Airways un'offerta per una collaborazione commerciale con la Nuova Alitalia, a conclusione della settimana di lavoro tra Cai, Alitalia ed AirOne con il vettore britannico per verificare possibili future sinergie. Saranno quindi Air France-Klm e Lufthansa, sondate nelle due settimane passate, a contendersi l'ingresso al 20% nel capitale di Cai. La scelta dovrebbe avvenire la prossima settimana, in cui è attesa anche la valutazione degli assett di Alitalia da parte degli advisor del ministero dello Sviluppo economico e di Fantozzi, e la decisione di Bruxelles sul prestito da 300 milioni e sulla discontinuità fra vecchia e nuova Alitalia. Il modello giuridico applicato sul caso della Olympic Airlines potrebbe andar bene per Alitalia, ha detto oggi ad Atene il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Lunedì mattina, alle 11, le nove sigle sindacali sono state convocate dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi, per un incontro preliminare sull'espletamento della procedura di mobilità e in settimana dovrebbero essere convocate al ministero del Lavoro. Alle 9 di lunedì prossimo, invece, nella mensa di Fiumicino, il 'fronte del 'nò aggiornerà i propri iscritti anche alla luce di un incontro urgentissimo chiesto a Cai per la stesura tecnica dei contratti e per affrontare i criteri di assunzione del personale della Nuova Alitalia, che dovrebbe avvenire molto presto, vista l'imminenza dell'avvio delle procedure di licenziamento collettivo-mobilità di tutti i lavoratori della compagnia. Naturalmente, hanno ribadito le sigle autonome, il punto di partenza sono gli accordi sottoscritti a palazzo Chigi nel settembre scorso. Un nuovo incontro con Cai è, invece, già fissato per martedì prossimo, 11 novembre, con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti, che il 31 ottobre scorso hanno firmato a palazzo Chigi le intese su contratti e criteri di selezione. Si dovrebbe entrare nel merito degli argomenti. Le stesse sigle hanno chiesto un incontro anche al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per la verifica dello stato di avanzamento dei riflessi industriali contenuti nell'accordo quadro di Palazzo Chigi in relazione alle attività di Ams, Atitech e Alitalia Cargo. E un'altra lettera con richiesta di incontro è stata inviata al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per la verifica dell'impianto degli ammortizzatori sociali per il trasporto aereo, e in particolare per Alitalia. Oggi, in Alitalia, sindacati e azienda (non c'era Fantozzi) hanno affrontato questioni tecniche sull'insinuazione al passivo per i crediti maturati (tfr, tredicesima mensilità) da parte dei dipendenti che deve avvenire entro il 16 novembre, esattamente un mese prima dell'udienza al tribunale fallimentare. Per la liquidazione, i dipendenti dovrebbero aspettare circa 5 anni.


7 novembre 2008 - Omniroma

PREFETTURA, ASIA: «GOVERNO LASCI MOSCA VICINO A CHI HA BISOGNO»

(OMNIROMA) Roma, 07 nov - «Il 13 novembre 2008 si svolgerà una seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata all'emergenza abitativa. In quell'occasione l'Asia Rdb e i Blocchi Precari Metropolitani si mobiliteranno per capire quali misure la nuova amministrazione intende adottare. Prima di recarci in Campidoglio, vogliamo però, insieme agli inquilini Enasarco, incontrare il prefetto Carlo Mosca per chiedergli di proseguire nell'impegno fin qui dimostrato sul tema casa, a partire dalla convocazione del tavolo sull'emergenza abitativa che ha visto discutere amministrazioni, costruttori e movimenti. Per questa ragione chiediamo al governo di lasciare il prefetto Mosca lì dove ha dimostrato di saper stare, cioè vicino a chi ha bisogno». Così in una nota dell'Asia Rdb. «Gli inquilini e l'Asia Rdb - continua la nota - si danno appuntamento alle ore 15 a piazza Santi Apostoli. Al passaggio del corteo proveniente dal Colosseo, ci uniremo alla manifestazione diretta in Campidoglio, per seguire i lavori del consiglio straordinario sulla casa. Invitiamo la città alla mobilitazione generale per il diritto all'abitare».

SANITÀ, RDB: «SOTTO SFRATTO POSTAZIONE 118 PIAZZALE DEGLI EROI»

(OMNIROMA) Roma, 07 nov - «Sotto sfratto (esecutivo da oggi) la postazione del 118 di via Vittor Pisani nella zona Nord di Roma, a piazzale degli Eroi. La Asl Rm/E, precisamente la direzione dell'ospedale Oftalmico, pretende la restituzione dei locali dove sono attualmente ubicate 3 ambulanze di soccorso, proponendo in cambio locali non idonei e sicuri alla permanenza dei circa 50 Operatori/ici del servizio». Così Rdb con una nota. «Un territorio i cui cittadini - prosegue la nota - hanno già subito un recente ridimensionamento del servizio in luogo della chiusura dell'ospedale San Giacomo e del conseguente spostamento dell'unica ambulanza al Nuovo Regina Margherita (ospedale già chiuso e privo di pronto soccorso) e che ora rischia di vedere, di fatto, un'ulteriore riduzione proprio nel momento in cui, grazie ai tagli imposti dal Piano di Rientro, si intensificano le ore d'attesa nei pronto soccorso della capitale, le liste d'attesa si allungano e l'accesso alle cure appare sempre meno garantito. Una postazione, quella di Vittor Pisani, che ha fra il più alto numero di soccorsi a Roma (circa 13.000 nel 2007) e che solo per carenza di mezzi e personale non riesce ad attivare l'indispensabile 4° ambulanza». Questa mattina si è svolta nella postazione un'assemblea indetta dalla Rsu alla presenza dei lavoratori/ici che hanno ribadito con forza la volontà di non lasciare i locali in assenza di reali alternative. «È incredibile l'assordante silenzio delle istituzioni su questa vicenda - dichiara nella nota Rosita Di Gregorio Rsu della RdB presente all'assemblea - ci dica Marrazzo se, oltre agli encomi che puntualmente ci invia, è davvero interessato alla presenza di un servizio pubblico d'emergenza o se, invece, tra la chiusura di un ospedale e i tagli ai posti letto non intenda anche ridimensionare il 118 magari favorendo l'entrata di croci private e volontariato. Come RdB - prosegue Di Gregorio - sosterremo fino all'ultimo la battaglia dei lavoratori di Vittor Pisani e non accetteremo soluzioni che non garantiscano il diritto dei cittadini al servizio pubblico e la sicurezza degli operatori. La direzione dell'Ares 118 batta un colpo e ci faccia capire forte e chiaro da che parte sta, visto che 2 anni di sedicenti trattative non hanno impedito l'arrivo, direttamente ai lavoratori, di una comunicazione di fratto esecutivo a far data da oggi. Per lunedì prossimo è previsto un incontro della Rsu del 118 con la direzione dell'Oftalmico ed iniziative che prevedano il coinvolgimento della popolazione interessata».

RICERCA, RDB-CUB: «OLTRE 500 PRECARI MANIFESTANO DAVANTI ISS»

(OMNIROMA) Roma, 07 nov - «Oltre 500 lavoratori hanno manifestato questa mattina a Roma con l'Usi Rdb Ricerca davanti all'Istituto Superiore di Sanità ottenendo un incontro con Garaci, componente della commissione nominata dal Ministro Brunetta e Presidente del Comitato di Settore degli Enti di Ricerca». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Al professor Garaci abbiamo presentato una piattaforma chiara - dichiara Claudio Argentini della segreteria nazionale dell'Usi RdB Ricerca - Oltre alla prosecuzione del processo di stabilizzazione dei 2000 contrattisti a Tempo Determinato, ottenuta grazie alla lotta di USI RdB Ricerca, abbiamo chiesto l'immediata conversione a Tempo Determinato di tutti i Co.co.co, gli assegnisti di ricerca, i borsisti e gli esternalizzati, ed un piano assunzioni straordinario da attuarsi attraverso la valutazione prevista dall'articolo 5 del CCNL. Tutto questo personale di altissima professionalità (circa 10000 unità), insieme a circa 4000 a Tempo Determinato non inseriti nella stabilizzazione, rappresenta una risorsa indispensabile per la Ricerca Pubblica italiana che non può andare perduta». «Finora il governo e gli Enti di ricerca hanno risposto con piccoli miglioramenti che riguardano 1 precario su 7 - prosegue Argentini - ma adesso gli Enti devono fare un passo in avanti: va abolito il lavoro nero che si cela dietro ai contratti atipici e bisogna passare ad un piano assunzioni graduale ma generale. Non accetteremo concorsi clientelari né il mantenimento dello stato attuale di precarietà che pervade gli Enti pubblici di ricerca». «A causa dell'incompletezza delle norme sinora predisposte e dell'inerzia degli Enti di Ricerca - conclude la nota - l'Usi Rdb conferma lo sciopero del 5 dicembre, l'unico sciopero la cui piattaforma è totalmente imperniata sul precariato».

GIUSTIZIA, RBD-CUB: «IL 5 DICEMBRE SCIOPERO NAZIONALE»

(OMNIROMA) Roma, 07 nov - «La Rdb-Cub Pubblico Impiego ha proclamato per il prossimo 5 dicembre lo sciopero nazionale dei lavoratori della Giustizia». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Alla mancata progressione di carriera, alla riduzione delle piante organiche, alle insostenibili condizioni di lavoro, al blocco dei trasferimenti, alla insalubrità e poca sicurezza dei posti di lavoro e ai danni derivanti dalla legge 133 - dice Pina Todisco, della direzione Nazionale - si è aggiunta la beffa del protocollo d'intesa firmato il 30 ottobre scorso da alcune organizzazioni sindacali». «Da questo protocollo, che la Rdb-Cub non ha sottoscritto, deriva un ridicolo aumento di circa 6,5 euro netti medi pro capite mensili per il 2008, e per il 2009 di circa 39 netti, comprensivi degli 6,5 Euro del 2008. Inoltre - aggiunge Todisco - nello stesso protocollo si stabilisce il superamento in peggio degli accordi del 1993 e si avvia la modifica degli assetti contrattuali per differire il rinnovo economico da due a tre anni. Nessuno si aspetti di poter devastare la Pubblica Amministrazione senza reazione da parte dei lavoratori. Di fronte al dissolvimento del servizio a scapito di tutta la collettività i lavoratori della Giustizia non rimarranno inerti ed aderiranno in gran numero allo sciopero del 5 dicembre». «Nelle settimane antecedenti lo sciopero - prosegue la nota - la Rdb-Cub ha indetto molteplici iniziative su tutto il territorio nazionale, con partenza già dalla prossima settimana: A Roma, dal 10 al 14 novembre si terrà un presidio quotidiano davanti al Ministero della Giustizia, a cui seguiranno i presidi davanti alle sedi giudiziarie di Napoli e Busto Arsizio (18 novembre), Torino (19 novembre), Bari (20 novembre) Palermo (21 novembre). Assemblee di tutti i lavoratori giudiziari si svolgeranno a partire dall'11 novembre a Venezia, seguita dal 12 a Mestre, il 13 a Vicenza e a Padova, il 14 a Firenze e Bologna, il 17 a Milano, il 18 a Busto Arsizio, il 19 a Brescia, il 21 a Genova, il 24 a Palermo e Brindisi, il 25 a Siracusa e Lecce; il 27 a Bari, il 28 a Foggia; il 1 dicembre a Bari presso il Giudice di pace, il 2 a Trani. Dal 1 al 4 dicembre sono organizzate assemblee in tutti gli uffici giudiziari della capitale: Tribunale civile e penale, Cassazione, Corte d'appello, Ministero, Procura generale».


7 novembre 2008 - Dire

CASA BOLOGNA. NUOVA RETE: LISTE AUTONOME PER LE ASSEGNAZIONI
E MOBILITAZIONE CONTRO CARO MUTUI, NEL 'MIRINO' LE BANCHE

(DIRE) Bologna, 7 nov. - Sotto le Due Torri si torna a parlare di occupazioni (e sgomberi) di abitazioni, e nasce la rete "Bologna prende casa". L'annuncio in una nota dell'Asia, sindacato inquilini delle Rdb, che parla della costruzione di una struttura di coordinamento, di uno "spazio di sintesi e di promozione del lavoro comune sulla lotta per il diritto alla casa". La nuova rete cittadina propone la "creazione di liste indipendenti di inquilini, per promuovere direttamente una auto-assegnazione di case". Intende anche: dare vita ad una "mobilitazione intorno al problema del caro-mutui, individuando nelle banche un obiettivo di mobilitazione e vertenza"; mettere al centro l'edilizia pubblica; realizzare un'inchiesta "sulle forme di gestione del territorio urbano", per depotenzare "il controllo da parte delle amministrazioni e delle lobby del mattone". Se oggi essere precario "e' una condizione di vita generale che attraversa diverse fasce sociali", spiega la nota, lo spazio metropolitano "e' il luogo dove si acutizzano le contraddizioni sociali, creando tuttavia un nuovo processo di omogeneizzazione del precariato sociale, che si trova a dover subire gli stessi problemi".

COMUNE BOLOGNA. STRINGE CONTROLLI SU DIPENDENTI NUOVA SEDE
INTANTO RDB ACCUSANO: MALESSERE TRA LAVORATORI E CLIMA OPPRIMENTE

(DIRE) Bologna, 7 nov. - Mentre il Governo studia di installare tornelli nei Tribunali, il Comune di Bologna serra i controlli sui suoi dipendenti che lavorano nella nuova sede di piazza Liber paradisus. Dopo aver installato "dispositivi elettronici per il controllo degli ingressi" ai singoli piani della nuova sede, e anche negli ascensori riservati al personale, il Comune ora fa un passo in piu'. Al costo di 4.500 euro, ha dotato i sistemi presenti alle porte d'accesso di un "programma in grado di gestire e aggiornare le liste di autorizzati, di connettersi con il sistema di rilevazione delle presenze e con il sistema di gestione del personale". Un'iniziativa che puo' suonare anche come una maggiore garanzia dai furti che negli ultimi tempi sono avvenuti negli uffici comunali a Palazzo D'Accursio. La fornitura e l'installazione dei dispositivi e' affidata alla ditta Artech di Zola Predosa, da cui il Comune aveva gia' acquistato gli altri sistemi di controllo degli ingressi. Nel frattempo, pero', le Rappresentanze sindacali di base accusano in una nota l'amministrazione di una mancanza di sicurezza sul lavoro nella nuova sede. Due giorni fa, riferiscono le Rdb, sarebbe addirittura scattato l'allarme antincendio al sesto piano della Torre A, facendo evacuare i dipendenti degli uffici coinvolti senza pero' che fossero chiare le cause dell'accaduto. Oltre a questo, "sono ormai tanti- denunciano le Rdb- i lavoratori che quotidianamente accusano sintomi di malessere psicofisico come mal di testa, bruciore agli occhi, riacutizzazione di artriti cervicali, stanchezza e sonnolenza" e non sono state risolte "le altre problematiche riguardanti il caldo, il freddo, l'illuminazione inadeguata e l'odore di fogna a cui i dipendenti hanno ormai dovuto fare l'abitudine". Tra l'altro, sottolineano le Rdb, al Comune di Bologna "sono 11 anni che non si eleggono i rappresentanti per la sicurezza. A marzo, dopo ripetute richieste all'amministrazione, si e' aperto un tavolo di confronto a cui non e' stato dato seguito". Per questo, il sindacato di base chiede prima di tutto "l'intervento della medicina del lavoro e di tutti gli enti preposti alla sicurezza e prevenzione nell'ambiente di lavoro" nella nuova sede del Comune in piazza Liber paradisus. Inoltre, le Rdb chiedono che Palazzo D'Accursio "si prenda le sue responsabilita' mettendo al centro della sua attivita' la salute delle lavoratrici e dei lavoratori".

RICERCA. RDB-CUB:IN 500 DAVANTI A ISS PER STABILIZZAZIONE PRECARI
CONFERMATO SCIOPERO 5 DICEMBRE CONTRO INCOMPLETEZZA NORME

(DIRE) Roma, 7 nov. - Oltre 500 lavoratori hanno manifestato questa mattina a Roma con l'Usi RdB Ricerca davanti all'Istituto superiore di sanita' ottenendo un incontro con Enrico Garaci, componente della commissione nominata dal ministro Brunetta e presidente del comitato di settore degli enti di ricerca. "Al professor Garaci abbiamo presentato una piattaforma chiara- riferisce Claudio Argentini della segreteria nazionale dell'Usi RdB Ricerca- Oltre alla prosecuzione del processo di stabilizzazione dei 2.000 contrattisti a tempo determinato, ottenuta grazie alla lotta di Usi RdB Ricerca, abbiamo chiesto l'immediata conversione a tempo determinato di tutti i 'cococo', gli assegnisti di ricerca, i borsisti e gli esternalizzati, ed un piano assunzioni straordinario da attuarsi attraverso la valutazione prevista dall'articolo 5 del Ccnl". Spiega Argentini: "Tutto questo personale di altissima professionalita', circa 10.000 unita', insieme a circa 4.000 a tempo determinato non inseriti nella stabilizzazione, rappresenta una risorsa indispensabile per la ricerca pubblica italiana che non puo' andare perduta". E conclude Argentini: "A causa dell'incompletezza delle norme sinora predisposte e dell'inerzia degli enti di ricerca, l'Usi RdB conferma lo sciopero del 5 dicembre, l'unico sciopero la cui piattaforma e' totalmente imperniata sul precariato".


7 novembre 2008 - Adnkronos

ALITALIA: 'FRONTE NO' ADERISCE A SCIOPERO 25 NOVEMBRE

Roma, 7 nov. (Adnkronos)- Scende in sciopero il 'fronte del nò. Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl hanno annunciato di aderire a uno sciopero del gruppo Alitalia già precedentemente proclamato dalla Cub per il 25 novembre prossimo. Le cinque sigle hanno comunicato la decisione in una lettera inviata al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ai ministeri dei Trasporti e del Lavoro, alla Commissione di Garanzia , all'Osservatorio sui Conflitti Sindacali. «Con la presente le scriventi aderiscono allo sciopero in oggetto- scrivono facendo riferimento alla protesta del 25 novembre- rispettando le stesse modalità comunicate all'atto della proclamazione». Lo sciopero della Cub era stato, inizialmente, proclamato per il 4 novembre ed è stato poi differito al 25 novembre. L'astensione dal lavoro è di 24 ore e interessa i lavoratori di Alitalia e Alitalia Servizi, del call center, di Alitalia Airport, di Alitalia Airport.


7 novembre 2008 - Agi

GIUSTIZIA: RDB-CUB, 5 DICEMBRE SCIOPERO NAZIONALE

(AGI) - Roma, 7 nov. - Le Rappresentanze sindacali di base - Confederazione Unitaria di Base Pubblico Impiego (Rdb-Cub) hanno proclamato per il prossimo 5 dicembre lo sciopero nazionale dei lavoratori della Giustizia. Pina Todisco, della Direzione Nazionale, spiega le ragioni della mobilitazione: 'Alla mancata progressione di carriera, alla riduzione delle piante organiche, alle insostenibili condizioni di lavoro, al blocco dei trasferimenti, alla insalubrita' e poca sicurezza dei posti di lavoro e ai danni derivanti dalla legge 133, si e' aggiunta la beffa del protocollo d'intesa firmato il 30 ottobre scorso da alcune organizzazioni sindacali'. 'Da questo protocollo, che la RdB-CUB non ha sottoscritto, deriva un ridicolo aumento di circa 6,5 euro netti medi pro capite mensili per il 2008, e per il 2009 di circa 39 netti, comprensivi degli 6,5 Euro del 2008. Inoltre - aggiunge Todisco - nello stesso protocollo si stabilisce il superamento in peggio degli accordi del 1993 e si avvia la modifica degli assetti contrattuali per differire il rinnovo economico da due a tre anni'. Conclude la dirigente RdB-CUB: 'Nessuno si aspetti di poter devastare la Pubblica Amministrazione senza reazione da parte dei lavoratori. Di fronte al dissolvimento del servizio a scapito di tutta la collettivita' i lavoratori della Giustizia non rimarranno inerti ed aderiranno in gran numero allo sciopero del 5 dicembre'. Nelle settimane antecedenti lo sciopero la RdB-CUB ha indetto varie iniziative su tutto il territorio nazionale, con partenza gia' dalla prossima settimana: a Roma, dal 10 al 14 novembre si terra' un presidio quotidiano davanti al Ministero della Giustizia, a cui seguiranno i presidi davanti alle sedi giudiziarie di Napoli e Busto Arsizio (18 novembre), Torino (19 novembre), Bari (20 novembre) Palermo (21 novembre). Assemblee di tutti i lavoratori giudiziari si svolgeranno a partire dall'11 novembre a Venezia, seguita dal 12 a Mestre, il 13 a Vicenza e a Padova, il 14 a Firenze e Bologna, il 17 a Milano, il 18 a Busto Arsizio, il 19 a Brescia, il 21 a Genova, il 24 a Palermo e Brindisi, il 25 a Siracusa e Lecce; il 27 a Bari, il 28 a Foggia; il 1 dicembre a Bari presso il Giudice di pace, il 2 a Trani. Dal 1 al 4 dicembre sono organizzate assemblee in tutti gli uffici giudiziari della capitale: Tribunale civile e penale, Cassazione, Corte d'appello, Ministero, Procura generale.

ALITALIA: AUTONOMI ADERISCONO A SCIOPERO DEL 25 INDETTO DA CUB

(AGI) - Roma,7 nov. - Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav hanno deciso di aderire allo sciopero di 24 ore indetto per il 25 novembre dal Cub-Trasporti. La protesta e’ stata decisa per "la ristrutturazione aziendale di Alitalia, i problemi occupazionali, la cessione del settore azienda e l’organizzazione del lavoro".


7 novembre 2008 - Asca

RICERCA: PRECARI ISS, PRESIDIO DI PROTESTA DAVANTI ALL'ISTITUTO

(ASCA) - Roma, 7 nov - La mobilitazione dei precari della ricerca ha indotto il Ministro Brunetta a costituire una commissione composta da cinque Presidenti degli Enti di Ricerca a cui e' stato affidato il compito di approfondire le peculiarita' del lavoro precario nel mondo della ricerca. Lo ricorda in una nota Cristiano Fiorentini della Direzione Nazionale di RdB-CUB Pubblico Impiego, specificando pero' che ''le notizie che ci arrivano sui lavori di questa Commissione sono tutt'altro che rassicuranti''. ''Per coloro che hanno i requisiti per la stabilizzazione - spiega - si parla di concorsi, e noi riteniamo intollerabile ed offensivo che questi lavoratori che hanno gia' superato una selezione pubblica e lavorano negli Enti in media da 10 anni debbano sottoporsi ad un nuovo concorso. Inoltre - prosegue Fiorentini - si continua ad ignorare la stragrande maggioranza dei precari della ricerca, che ha contratti di varia natura, dai Co.co.co agli assegnisti fino agli esternalizzati. Tutte forme contrattuali che nascondono un rapporto di lavoro subordinato e che sono escluse dai processi di stabilizzazione''. Questi i motivi del presidio organizzato oggi davanti all'ISS a partire dalle 11.00. I precari chiedono il confronto su questi temi con il Prof. Garaci, Presidente del Comitato di Settore degli Enti di Ricerca nonche' membro della commissione istituita da Brunetta. ''Si tratta di capire'' conclude il dirigente sindacale ''se si vuole davvero superare la precarieta' o se si vuole mantenere il precariato cosi' com'e', una situazione che fa comodo a tanti''.

ALITALIA: PILOTI E ASSISTENTI VOLO ADERISCONO A SCIOPERO

(ASCA) - Roma, 7 nov - I piloti e gli assistenti di volo di Anpac, Up, Anpav, Avia ed Sdl aderiscono allo sciopero di 24 ore di martedi' 25 novembre indetto in Alitalia dalla Cub trasporti. Lo rendono noto, gli stessi sindacati autonomi, in una lettera inviata al commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, al Ministero dei Trasporti, al Ministero del Lavoro, alla Commissione di Garanzia e all'Osservatorio sui Conflitti Sindacali.

ALITALIA: PILOTI E ASSISTENTI VOLO ADERISCONO A SCIOPERO CUB 25/11

(ASCA) - Roma, 7 nov - I piloti e gli assistenti di volo di Anpac, Up, Anpav, Avia ed Sdl aderiscono allo sciopero di 24 ore di martedi' 25 novembre indetto in Alitalia dalla Cub trasporti. Lo rendono noto, gli stessi sindacati autonomi, in una lettera inviata al commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, al Ministero dei Trasporti, al Ministero del Lavoro, alla Commissione di Garanzia e all'Osservatorio sui Conflitti Sindacali.


7 novembre 2008 - Apcom

Alitalia/ Piloti e assistenti volo aderiscono sciopero Cub 25/11
Lettera inviata a Fantozzi, ministero Trasporti, Lavoro e Garante

Roma, 7 nov. (Apcom) - I piloti e gli assistenti di volo di Anpac, Unione Piloti, Avia, Anpav e Sdl aderiscono allo sciopero di 24 ore indetto in Alitalia dalla Cub trasporti per il 25 novembre. L'adesione, si legge in una lettera inviata al commissario straordinario Augusto Fantozzi, al ministero dei Trasporti, al ministero del Lavoro, alla Ccommissione di Garanzia e all'Osservatorio sui conflitti sindacali, avverrà "rispettando le stesse modalità comunicate all'atto della proclamazione".


7 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore/Radiocor

Alitalia: fronte del no chiede incontro urgente a Cai, ma sciopero 25/11

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 07 nov - Anpac, Up, Sdl, Anpav e Avia chiedono un "incontro urgentissimo" per "pervenire ad una stesura tecnica di dettaglio dei testi" dei contratti di lavoro per Alitalia "con particolare riguardo alle norme di impiego ed al sistema retributivo, coerente" con gli accordi di settembre di Palazzo Chigi e "con la tempistica di avvio dell'attivita' di Cai". Lo scrive il fronte del no alla cordata che sta per rilevare la compagnia in una lettera inviata per conoscenza anche al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e al commissario straordinario, Augusto Fantozzi. "Nel medesimo ambito - si legge ancora nella lettera - dovranno altresi' essere individuati criteri di assunzione condivisi che consentano, anche attraverso una chiara esplicitazione delle 'limitazioni all'impiego richiesto dalla Cai', di dare adeguata valenza all'anzianita' aziendale ed a tutte le tutele sociali previste dalle norme in vigore". Allo stesso tempo le cinque sigle hanno annunciato la loro adesione allo sciopero di 24 ore del personale Alitalia proclamato dalla Cub Trasporti per il 25 novembre.


7 novembre 2008 - Primadanoi

Giustizia: il 5 dicembre è sciopero nazionale

ABRUZZO - La RdB-CUB Pubblico Impiego ha proclamato per il prossimo 5 dicembre lo sciopero nazionale dei lavoratori della Giustizia.
Pina Todisco, della Direzione Nazionale, spiega le ragioni della mobilitazione. «Alla mancata progressione di carriera, alla riduzione delle piante organiche, alle insostenibili condizioni di lavoro, al blocco dei trasferimenti, alla insalubrità e poca sicurezza dei posti di lavoro e ai danni derivanti dalla legge 133, si è aggiunta la beffa del protocollo d’intesa firmato il 30 ottobre scorso da alcune organizzazioni sindacali». «Da questo protocollo, che la RdB-CUB non ha sottoscritto», continua Todisco, «deriva un ridicolo aumento di circa 6,5 euro netti medi pro capite mensili per il 2008, e per il 2009 di circa 39 netti, comprensivi degli 6,5 Euro del 2008. Inoltre – aggiunge Todisco – nello stesso protocollo si stabilisce il superamento in peggio degli accordi del 1993 e si avvia la modifica degli assetti contrattuali per differire il rinnovo economico da due a tre anni». «Nessuno si aspetti di poter devastare la Pubblica Amministrazione senza reazione da parte dei lavoratori», ha concluso la dirigente sindacale, «di fronte al dissolvimento del servizio a scapito di tutta la collettività i lavoratori della Giustizia non rimarranno inerti ed aderiranno in gran numero allo sciopero del 5 dicembre». Nelle settimane antecedenti lo sciopero La RdB-CUB ha indetto molteplici iniziative su tutto il territorio nazionale, con partenza già dalla prossima settimana. A Roma, dal 10 al 14 novembre si terrà un presidio quotidiano davanti al Ministero della Giustizia, a cui seguiranno i presidi davanti alle sedi giudiziarie di Napoli e Busto Arsizio (18 novembre), Torino (19 novembre), Bari (20 novembre) Palermo (21 novembre). Assemblee di tutti i lavoratori giudiziari si svolgeranno a partire dall’11 novembre a Venezia, seguita dal 12 a Mestre, il 13 a Vicenza e a Padova, il 14 a Firenze e Bologna, il 17 a Milano, il 18 a Busto Arsizio, il 19 a Brescia, il 21 a Genova, il 24 a Palermo e Brindisi, il 25 a Siracusa e Lecce; il 27 a Bari, il 28 a Foggia; il 1 dicembre a Bari presso il Giudice di pace, il 2 a Trani. Dal 1 al 4 dicembre sono organizzate assemblee in tutti gli uffici giudiziari della capitale: Tribunale civile e penale, Cassazione, Corte d’appello, Ministero, Procura generale.


7 novembre 2008 - LiberaRoma

Le maestre dei nidi chiedono risposte e l’assessora Marsilio chiama la polizia.
Poi cambia idea e si confronta con le lavoratrici delle RdB
di Serena Salucci
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Roma - L’assemblea sindacale delle educatrici e delle maestre di nidi e materne comunali, riunita ieri pomeriggio nella sede dell’assessorato alle politiche educative, era stata convocata dalle RdB Cub già da qualche settimana. Ma il fatto che si sia svolta all’indomani della firma del nuovo accordo sul personale, firmato da giunta comunale e sindacati (escluse le RdB), ha contribuito di certo ad aumentare il malumore, in modo particolare di quelle lavoratrici precarie che vedono allontanarsi ancora una volta la sperata stabilizzazione. Il lungo pomeriggio delle maestre è iniziato con una relazione dei delegati RdB dei dipendenti comunali Roberto Betti e Caterina Fida, educatrice all’infanzia, sugli sviluppi di alcune vertenze che stanno lasciando in sospeso il destino lavorativo di molte precarie dei nidi e delle materne: la ormai famigerata stabilizzazione di mille precarie; l’altrettanto famigerato corso concorso per altre stabilizzazioni; la reintroduzione della tredicesima unità in ogni nido, in modo da coprire la pianta organica necessaria al funzionamento regolare della struttura; il part-time a tre ore e il "lavoro a chiamata" delle supplenti. In particolare l’accordo siglato il 5 novembre rimanda ancora al 31/12/2008 il termine delle stabilizzazioni e ignora totalmente la delibera del febbraio 2008 che prevedeva l’emanazione del bando di concorso entro giugno. All’assemblea hanno partecipato circa 300 maestre, molti gli interventi relativi alle condizioni di lavoro al limite che tutti i giorni si trovano ad affrontare, dal costante superamento del rapporto ottimale educatrice-bambini, all’obbligo di turni spezzati, dalla pesante situazione delle supplenti che hanno l’obbligo di reperibilità per poter effettuare le sostituzioni, fino alla denuncia di sprechi inammissibili nelle forniture. Alla neoassessora era stato chiesto di scendere dal suo ufficio al settimo piano per incontrare le lavoratrici e rispondere ad alcune domande, ma evidentemente ha ritenuto di non doversi concedere, fino a quando 50 educatrici non sono andate a piazzarsi davanti al suo ufficio, pretendendo di essere ricevute. Nell’assessorato sono comparsi dapprima una pattuglia di carabinieri, poi una coppia di agenti di polizia chiamati dall’assessorato per intimidire le manifestanti. Solo allora Laura Marsilio ha deciso di rispondere all’assemblea delle lavoratrici. L’incontro è stato orchestrato con maestria dalla dirigente del dipartimento, che ha tratto d’impaccio più volte l’assessora. L’onorevole Marsilio, da par suo, non ha evitato di cedere ad intemperanze che mal si addicono al suo ruolo. A tutte le questioni è stata data pronta risposta, "stabilizzazioni e assunzioni verranno fatte entro l’anno se il "buco" in bilancio e i sindacati lo permetteranno", questo il succo del discorso. "Ora abbiamo avuto delle risposte – ha dichiarato Roberto Betti al termine della lunga giornata di mobilitazione – vedremo se il comune manterrà le promesse fatte. In caso contrario metteremo in atto le forme di protesta che riterremo più necessarie".
Postilla: la dirigente del dipartimento politiche educative ha evidentemente deciso di dedicarsi anima e corpo alla sua missione, ieri durante l’assemblea, prima ha fatto togliere la bandiera delle RdB, poi ha voluto impedire a tutti i costi che venissero scattate delle fotografie. Alla obiezione che quella era una iniziativa pubblica e che fossi una giornalista, per tutta risposta si è avventata sulla mia macchinetta digitale e l’ha artigliata con inusitata prepotenza. …In perfetta linea con lo stile della nuova assessora.


7 novembre 2008 - Il Gazzettino

Chi deve pagare quando sul mezzo Ftv c’è un numero di studenti superiore al consentito?
È scontro tra le sigle sindacali dei trasporti
Pullman sovraffollati, la grana-multe
Fit Cisl e Uil Trasporti ai ferri corti con Filt Cgil e Cub durante un incontro con i vertici dell’azienda
di Pietro Rossi

Vicenza - Fit Cisl e Uil Trasporti sono arrivati a ferri corti con Filt Cgil e Cub Trasporti per la questione delle multe agli autisti degli autobus Ftv sovraccarichi. Le quattro sigle sindacali ieri si sono trovate nella sede di Ftv con il direttore del personale ed il presidente dell'azienda. Obiettivo, trovare un'intesa sull'accordo, promosso da Cisl e Uil e rifiutato da Cgil e Cub, con cuie Ftv si sarebbe impegnata a pagare le sanzioni (quelle già prese e quelle future) emesse ai conducenti fermati dalle forze dell'ordine con la corriera eccedente i posti disponibili. Ma il tentativo di convincere le due sigle contrarie a firmare un protocollo - la cui bozza era già stata siglata dalle altre due con il direttore del personale Ftv - si è trasformato in un bisticcio tra sindacalisti. Tanto che la Fit Cisl sta valutando l'ipotesi di rompere tutti i tavoli di contrattazione e le iniziative, in tutti i settori dei trasporti, con Filt Cgil. L'ultima parola l'ha messa il presidente dell'azienda di trasporti Valter Baruchello, "congelando" l'accordo e riservandosi un passaggio con la proprietà, cioè la Provincia, per decidere. Nei prossimi giorni, quindi, la discussa "intesa" sarà passata prima al vaglio dell'assessore provinciale ai trasporti Cristiano Sandonà e poi al presidente della Provincia Attilio Schneck. Ma nel frattempo la questione multe è già un caso, con accuse reciproche tra i rappresentanti dei lavoratori. «L'azienda non si può accollare la multe se non c'è un accordo - spiega Lino Cederle della Uil Trasporti - Il fatto è che ci troviamo nella condizione che l'autista non è in grado di controllare i passeggeri. Per questo con la Cgil abbiamo tentato di ricucire tenendo presente che non c'entra la sicurezza ma la responsabilità dell'autista». Cucitura che invece non c'è stata. Per Massimo D'Angelo, della Filt Cgil, infatti «con questo accordo si torna indietro perché non tutela le condizioni di sicurezza dei lavoratori e si vuole legittimare un illecito, mettendo una pezza su problemi che vanno risolti alla radice». D'Angelo è così deciso di far valutare dagli avvocati l'effettiva legalità dell'accordo che autorizzerebbe le Ftv a pagare le eventuali contravvenzioni. Ma Matteo Adami, della Fit Cisl, non si dà per vinto e considera il verbale di accordo, firmato dal direttore del personale, come valido: «Se domani un autista Cisl dovesse prendere una multa, la pagherà l'azienda - dice il sindacalista - il vero problema è che la Cgil si impunta su due multe e con un sovraccarico minimo, quando le emergenze sono altre, visto il periodo di crisi economica». Cisl e Uil hanno poi ad esempio un altro accordo, firmato anche dalla Cgil 10 anni fa , con cui Ftv si è impegnata a pagare le multe agli autisti nei casi di eccesso di velocità. «Se sarà il caso ritireremo anche quello» ha risposto D'Angelo. La decisone adesso sta all'azienda. E ieri Baruchello è stato chiaro: «Se questo accordo viene interpretato come una modalità per chiudere un occhio si sbagliano tutti, comunque il problema del sovraffollamento è superato se non a Bassano. Adesso deciderà la Provincia».

È stato proclamato lo stato di agitazione per rivendicare il rispetto degli accordi sul salario accessorio
Comune, dipendenti sul piede di guerra
Per i sindacati manca la volontà politica di andare incontro alle esigenze dei lavoratori
di Federica Broglio

Rovigo - Hanno proclamato lo stato di agitazione e non è escluso che a breve si arrivi allo sciopero. I dipendenti del Comune si sono riuniti in assemblea ieri, alla presenza dei segretari della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Rdb e delle Rsu per discutere sul mancato rispetto degli accordi con l'amministrazione in merito al fondo salario accessorio. Una questione che ogni anno sembra ripresentarsi, con la giustificazione da parte della giunta di carenza di risorse da destinare ai premi produttività, ma che a questo punto non convince più. Secondo le organizzazioni sindacali non ci sarebbe la volontà politica di andare incontro alle esigenze del personale che non rivendica solo un migliore trattamento economico, ma il rispetto di un accordo che l'amministrazione ha sottoscritto e sta disattendendo. «Non ci sono lavoratori di serie A e di serie B - dicono i segretari di categoria - non si capisce perché i soldi si trovino sempre per premiare i dirigenti e il direttore generale, quando i risultati da loro raggiunti sono il frutto di un lavoro di squadra che viene richiesto e portato a compimento da tutto il personale». L'accordo, siglato nel 2007, prevedeva di rimpinguare il fondo di 280mila euro nel biennio. «Se non si trovano queste risorse - spiega Giuseppe Franchi della Fp Cgil in nome di tutte le sigle sindacali - non iniziano nemmeno a discutere il contratto decentrato perché non ci sono nemmeno le basi su cui partire. Già i lavoratori scontano i tagli al personale per effetto del provvedimento del ministro Brunetta, non si può chiedere loro di sacrificare altri diritti». E non basta nemmeno la riorganizzazione proposta dall'assessore al personale Graziano Azzalin, basato su una macrostruttura con una previsione di riduzione dei dirigenti di due unità, a convincere i dipendenti. «È un'altra cosa, non c'entra nulla con il fondo. Ne abbiamo discusso con l'assessore, con il sindaco, in commissione - afferma Franchi - sembra ci siano problemi tecnici perché il limite della spesa per il personale è fissato dalla legge sulla base di quanto previsto e speso nel 2004 meno l'1 per cento. A noi quelli non competono, devono trovare una soluzione altrimenti l'agitazione è destinata ad inasprirsi». I lavoratori lanciano quindi un ultimatum: o ricevono risposte entro il 30 novembre prossimo, data ultima per le variazioni di bilancio, o sarà sciopero. Non è detto che l'astensione si possa presentare anche in tempi rapidi nel caso in cui non si intravveda un margine di trattativa. E intanto inizia il presidio in Comune, pronti a occupare la prossima riunione del consiglio, mentre lunedì saranno ricevuti dalla prima commissione consiliare.


7 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore

Alitalia, ex dipendenti in coda per i recuperi

Tutti in fila per insinuarsi nel passivo dell'Alitalia. Non solo i creditori della compagnia e delle sue controllate in amministrazione straordinaria, ma anche i dipendenti del gruppo Alitalia. Circa 18.500 lavoratori devono presentare al Tribunale fallimentare di Roma un'istanza di ammissione del credito alla procedura di insolvenza per i crediti maturati quali: indennità di fine rapporto (Tfr), permessi, ferie, retribuzioni non corrisposte, indennità varie e altre voci della busta paga, ricorda un volantino della Cub Trasporti.Anche coloro che saranno riassunti dalla Cai (con chiamata individuale) dovranno fare domanda al Tribunale. Perché la procedura prevista dal decreto che ha rimodellato la legge Marzano per favorire il passaggio di Alitalia alla cordata italiana (la Cai), prevede un'interruzione del vecchio rapporto di lavoro e una ripresa con la «nuova Alitalia». Una discontinuità creata per evitare che la Ue contesti alla nuova società privata di aver beneficiato di aiuti di Stato. Le domande di ammissione al passivo devono essere presentate dai creditori di Alitalia, tra cui i dipendenti, entro il 16 novembre al Tribunale fallimentare. I creditori delle altre società in amministrazione straordinaria hanno due mesi in più: il 13 gennaio 2009 per Volare e Alitalia Express, il 19 gennaio per Az Servizi e Az Airport. Questo lavoro rende più complessa la procedura di amministrazione straordinaria e probabilmente allungherà i tempi per la liquidazione dei crediti. I crediti dei dipendenti hanno la precedenza sugli altri, tuttavia la possibilità di rimborso potrebbe essere limitata dall'effettiva liquidità presente nella società. Il commissario, Augusto Fantozzi, ha comunicato che a fine settembre il gruppo aveva 245 milioni di liquidità. Fantozzi non potrà contare sull'arrivo di consistenti risorse dalla vendita di Alitalia alla Cai, che dovrebbe avvenire il 30 novembre, salvo imprevisti. Nell'offerta vincolante di cui il commissario ha reso noto i complessi dettagli finanziari l'altra sera, affermando che la società presieduta da Roberto Colaninno «ha proposto un corrispettivo complessivo pari a un miliardo di euro», è previsto il pagamento in danaro di circa 275 milioni complessivi. Di questi, solo 100 milioni al «closing», il 30 novembre. Il resto delle somme da versare in danaro sarà «determinato sulla base delle partite creditorie e debitorie» e pagato in varie scadenze, al più tardi entro 24 mesi. Gaetano Miccichè, responsabile della divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo, ha cercato di stemperare la tensione con i sindacati autonomi che non hanno firmato il contratto con Cai rispetto alle dichiarazioni di Colaninno, che ha parlato di «trattativa chiusa». «Sono fiducioso che si possa addivenire a un accordo», ha detto. L'a.d. della Cai, Rocco Sabelli, insieme a Fantozzi ha incontrato a Ginevra Giovanni Bisignani, numero uno Iata. «Siamo pronti a collaborare con la Cai per far sì che la nuova Alitalia possa avere pieno accesso al sistema Iata», ha detto Bisignani.(G.D.)


7 novembre 2008 - Il Quaderno

Benevento: martedì protesta e sit in dei lavoratori Lsu ed ex Lsu/Ata

Le rappresentanze sindacali di base (RdB) di Benevento hanno annunciato per martedì 11 novembre, dalle 10 alle 14, un’ assemblea dei lavoratori ex LSU/ATA e degli LSU con presidio e sit in sotto la Prefettura di Benevento. "Le politiche dei tagli imposte dal Governo Berlusconi – si legge in una nota di RdB/CUB - colpiscono la scuola pubblica nella sua interezza. Ad aggiungersi al taglio del personale ATA e degli insegnanti, Tremonti inserisce tagli al Bilancio del servizio di pulizia nelle scuole, oggi per lo più svolto dagli ex LSU/ATA, e a quello di segreteria dei co.co.co., non prevedendo i finanziamenti necessari per garantire la continuità del servizio di pulizia e la proroga dei contratti di collaborazione già da gennaio. Questo ci è stato confermato nell’incontro tenutosi con il Ministero dell’Istruzione. Già molte ditte e coop hanno avviato ingiustificatamente "procedure di licenziamento", pregiudicando la continuità delle attività di pulizia nelle Scuole, attività affidate già dal 2001, secondo il conclamato concetto di esternalizzazione dei servizi, a Ditte e Cooperative di servizi. In modo diametralmente opposto a questi lavoratori ex LSU/ATA, che rischiano seriamente di rimanere in mezzo alla strada, per gli LSU, le cui attività vengono svolte, sempre da anni, negli Enti Locali nessuna soluzione concreta si intravede, profilandosi una continuazione della precarietà lavorativa e della vita". "E’ necessaria - conclude la nota - una forte e dura protesta per riaprire un percorso di vera stabilizzazione: per gli ex LSU/ATA - per prevedere nell’immediato alla copertura economica, atta a garantire la continuità lavorativa a tutti senza lasciare a casa nessun lavoratore; e per gli LSU per avviare e porre in essere le aspettative prospettate, seppur minime, di un avvio concreto al lavoro".

Benevento, la lettura pubblica di Gomorra fallisce: scarsa sensibilità e deficit organizzativo
di Pellegrino Giornale

Benevento - E’ andata deserta la lettura pubblica di "Gomorra", il bestseller firmato da Roberto Saviano, prevista per l’intera giornata di oggi presso la Biblioteca Provinciale di Benevento. L’iniziativa, annunciata dalla Sezione Ambiente delle Rappresentanze di Base, sarebbe dovuta iniziare alle 9,30 ma la concomitanza con il corteo studentesco ha convinto gli organizzatori in un primo momento a rimandarla al pomeriggio. Anche in questo caso, però, si è trattato di un flop visto che la lettura non è proprio cominciata: manifestazione fallita. Un brutto segnale, quindi, parte dal capoluogo sannita considerato che la lettura collettiva del volume è stata ripetuta in numerose città d’Italia riscuotendo un evidente successo per la partecipazione e la risonanza mediatica. Un’occasione sprecata per gli organizzatori che non sono riusciti a creare consenso sull’iniziativa ma anche per le forze istituzionali, sociali, sindacali ed economiche che avrebbero potuto lanciare un forte messaggio a favore della legalità contro le infiltrazioni malavitose a cui anche il nostro territorio sta assistendo nel silenzio generale. E pensare che proprio oggi è emersa la notizia (con un articolo di Conchita Sannino su La Repubblica) secondo cui il clan dei casalesi sarebbe pronto a usare 50 chili di tritolo per compiere una strage di camorra senza precedenti. Un allarme inquietante lanciato dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia tanto è vero che sono state avviate indagini specifiche per capire dove sia custodito e a chi sia destinato il materiale esplosivo. Tanti gli interrogativi anche perché sono state rafforzate le misure di protezione per Saviano finito nel mirino della criminalità organizzata dopo aver rivelato al mondo i suoi affari illeciti. Per la verità, non è una novità per lo scrittore che già un mese fa era stato destinatario di una minaccia di morte attraverso la confessione di un pentito che aveva parlato di un attentato ai danni di Saviano sull’autostrada Napoli/Roma. Tanti gli attestati di solidarietà nei confronti del giovane che, tuttavia, aveva annunciato la decisione di voler abbandonare il Paese per un periodo. Nonostante le azioni di sensibilizzazione, il clima non è favorevole a Saviano e alla lotta per la legalità. Due giorni fa a Villa Literno sono stati strappati alcuni manifesti affissi per la manifestazione sulla legalità promossa da Sinistra Democratica mentre su altri sono comparse scritte ingiuriose. Sui poster c’era scritto: "Saviano è amico mio". Tenuto conto di tutti questi elementi, ci auguriamo che la lettura di "Gomorra" possa tenersi nella nostra città, magari senza velleitarismo e con un’organizzazione più attenta e puntuale, perché anche dal Sannio possa partire un messaggio a favore dello Stato democratico in cui i cittadini, nonostante le tante ingiustizie, continuano a credere.


7 novembre 2008 - Il Giorno

Arsenale, il futuro è ancora incerto Lavoratori a rischio trasferimento
Tanti progetti per la maxiarea, ora bisogna sedersi a un tavolo
di MANUELA MARZIANI

PAVIA — DA UNA PARTE i lavoratori, dall’altra gli interessi sull’area, in mezzo un’amministrazione civica che non vorrebbere ritrovarsi con un’altra area dismessa da recuperare. E’ il triste epilogo dell’Arsenale, che il ministero della Difesa ha deciso di dismettere, trasferendo i 234 lavoratori in altre strutture di Pavia, Milano e Picenza. «Durante l’incontro avuto la scorsa settimana a Roma - ha detto il sindaco Piera Capitelli intervenendo a una conferenza dei capigruppo convocata d’urgenza per discutere il caso-Arsenale - il sottosegretario Cossiga ha detto che esiste una legge che prevede la vendita dei beni del demanio, compreso l’Arsenale. Se ne dovrà occupare il sottosegretario, Crosetti, con delega ai beni demaniali, che in base alla normativa potrà vendere direttamente, senza consultarsi con le amministrazioni locali». «Lo abbiamo saputo anche noi - ha commentato Faustino Giani della Rdb-Cub e dell’Rsu presenta all’incontro ministeriale -, ma di questa vendita non esiste traccia nei documenti ufficiali e il sottosegretario nell’incontro ufficiale che ha avuto con le rappresentanze sindacali, non ne ha parlato. Il problema, comunque, per noi resta il piano economico finanziario del governo che per gli enti pubblici con meno di 50 dipendenti, prevede la chiusura entro l’anno, mentre per gli altri o una riconversione attraverso un piano ben preciso o la dismissione». Da questo destino, quindi, se ne non si trova una "missione" per l’Arsenale non si scappa. «PROGETTI NE abbiamo tanti - ha aggiunto Giani parlando mercoledì davanti alla commissione provinciale Attività produttive - non sappiamo se siano attuabili o meno e con quali fondi, ma siamo disposti a discuterne». E per la struttura di via Riviera c’è chi ha in mente una trasformazione in centro multiservizi a disposizione degli enti pubblici e chi vorrebbe riprendere il "vecchio" progetto che prevedeva di realizzare sui 14.500 metri quadri un polo per la protezione civile. E’ stato il presidente della Provincia Vittorio Poma a rilanciare l’idea in un fax inviato al ministero. UN PRIMO SASSO, ma è certo che per questa vicenda la politica è rimasta troppo a lungo con le mani in mano. «Perché prima si pensava di poter vendere quell’area immersa nel verde e non troppo lontana dal centro - ha sottolineato alla conferenza dei capigruppo, Irene Campari -. Ora, però il vento è cambiato e tutti i progetti di recupero sulle aree dismesse sono fermi al palo, perché i costi di bonifica superano persino il prezzo d’acquisto e gli immobili si vendono a fatica. Lo dimostra quanto sta accadendo all’ex Marelli, ma anche alla Neca o alla Snia». Per riutilizzare l’area, Irene Campari ha proposto di realizzare in via Riviera quel polo tecnologico di cui Pavia ha tanto bisogno.


7 novembre 2008 - Il Sole 24 Ore

Privatizzazioni. Corsa in tribunale per insinuarsi nel passivo del vecchio vettore
Ex dipendenti Alitalia in coda per i «recuperi»
Circa 18.500 lavoratori si affiancheranno ai creditori

ROMA - Tutti in fila per insinuarsi nel passivo dell'Alitalia.Nonsolo i creditori della compagnia e delle sue controllate in amministrazione straordinaria, ma anche i dipendenti del gruppo Alitalia. Circa 18.500 lavoratori devono presentare al Tribunale fallimentare di Roma un'istanza di ammissione del credito alla procedura di insolvenza per i crediti maturati quali: indennità di fine rapporto (Tfr), permessi, ferie, retribuzioni non corrisposte, indennità varie e altre voci della busta paga, ricorda un volantino della Cub Trasporti.
Anche coloro che saranno riassunti dalla Cai (con chiamata individuale) dovranno fare domanda al Tribunale. Perché la procedura prevista dal decreto che ha rimodellato la legge Marzano per favorire il passaggio di Alitalia alla cordata italiana (la Cai), prevede un'interruzione del vecchio rapporto di lavoro e una ripresa con la «nuova Alitalia ». Una discontinuità creata per evitare che la Ue contesti alla nuova società privata di aver beneficiato di aiuti di Stato. Le domande di ammissione al passivo devono essere presentate dai creditori di Alitalia, tra cui i dipendenti, entro il 16 novembre al Tribunale fallimentare. I creditori delle altre società in amministrazione straordinaria hanno due mesi in più: il 13 gennaio 2009 per Volare e Alitalia Express, il 19 gennaio per Az Servizi e Az Airport.
Questo lavoro rende più complessa la procedura di amministrazione straordinaria e probabilmente allungherà i tempi per la liquidazione dei crediti. I crediti dei dipendenti hanno la precedenza sugli altri, tuttavia la possibilità di rimborso potrebbe essere limitata dall'effettiva liquidità presente nella società. Il commissario, Augusto Fantozzi, ha comunicato che a fine settembre il gruppo aveva 245 milioni di liquidità. Fantozzi non potrà contare sull'arrivo di consistenti risorse dalla vendita di Alitalia alla Cai, che dovrebbe avvenire il 30 novembre, salvo imprevisti. Nell'offerta vincolante di cui il commissario ha reso noto i complessi dettagli finanziari l'altra sera, affermando che la società presieduta da Roberto Colaninno «ha proposto un corrispettivo complessivo pari a un miliardo di euro», è previsto il pagamento in danaro di circa 275 milioni complessivi. Di questi, solo 100 milioni al «closing », il 30 novembre. Il resto delle somme da versare in danaro sarà «determinato sulla base delle partite creditorie e debitorie » e pagato in varie scadenze, al più tardi entro 24 mesi. Gaetano Miccichè, responsabile della divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo, ha cercato di stemperare la tensione con i sindacati autonomi che non hanno firmato il contratto con Cai rispetto alle dichiarazioni di Colaninno, che ha parlato di «trattativa chiusa». «Sono fiducioso che si possa addivenire a un accordo », ha detto. L'a.d. della Cai, Rocco Sabelli, insieme a Fantozzi ha incontrato a Ginevra Giovanni Bisignani, numero uno Iata. «Siamo pronti a collaborare con la Cai per far sì che la nuova Alitalia possa avere pieno accesso al sistema Iata», ha detto Bisignani.(G.D.)


7 novembre 2008 - Corriere di Siena

In piena crisi un consigliere di amministrazione vince il concorso
Le stranezze della crisi dell’ateneo: nel bel mezzo della bufera la rappresentante del personale tecnico amministrativo sale di grado

Siena - Non tutto è finito nel buco nero dell’ateneo. Nonostante il marasma generale la vita accademica è andata avanti, tanto è vero che nel bel mezzo della bufera si sono portati a compimento ben tre concorsi, banditi a giugno. Strano ma vero. Uno di questi è stato vinto da una esponente sindacale (Cisl), rappresentante del personale tecnico amministrativo ecomponente del consiglio di amministrazione dell’università. In regime di austerità dovevano essere congelati: invece i concorsi sono andati avanti ed hanno prodotto nuovi costi, per il sistema del vacillante impero accademico. Il fatto più discutibile è che una delle vincitrici ha sottoscritto, come rappresentante della sigla sindacale, la richiesta di blocco e la verifica dell'applicabilità della nuova organizzazione del lavoro. Si dirà che il concorso era stato bandito in precedenza. Ma è singolare che chi fa parte del cda non sappia lo stato finanziario dell’ateneo. Ecco l’accordo sottoscritto con il rettore Silvano Focardi a fine settembre: "Vista la gravità della situazione economico-finanziaria emersa all'interno del nostro Ateneo le parti si impegnano a: garantire la continuità di tutte le forme di retribuzione dei dipendenti oltrechè la continuità del loro rapporto di lavoro con l'ateneo. Non utilizzare lo strumento della Fondazione rinunciando alla possibilità contemplata dall'art. 16 della legge 133 del 6 agosto del 2008. Operare da subito il blocco di tutte le procedure concorsuali che riguardano i dirigenti e verificare l'applicabilità della nuova organizzazione del lavoro alla luce del nuovo scenario economico-finanziario. Istituire da subito un tavolo di lavoro permanente con il compito di verificare la reale entità della condizione economico-finanziaria, avendo a disposizione tutta la necessaria documentazione, e di costruire un strategia condivisa . L’accordo è stato firmato da Cisapuni Università, Cisl-Università, Flc-Cgil Siena, Rdb Pubblico Impiego, Rsu di Ateneo, Ugl Università, Uil-Pa-Ur".(F.C.)


7 novembre 2008 - Basilicatanet

LA FLMU-CUB ESPRIME SOLIDARIETA’ A DON COZZI

"La Federazione lavoratori metalmeccanici uniti di Melfi esprime solidarietà nei confronti di Don Marcello Cozzi per il grave atto d’intimidazione posto in essere nei suoi confronti. E’ sicuramente un avvertimento - si legge in una nota del sindacato di categoria - che si è voluto dare all’uomo che ha messo in atto una serie di iniziative contro la criminalità, sfidando con i suoi ragionamenti la delinquenza autoctona e forestiera.
Abbiamo partecipato – prosegue la Flmu - Cub - all’iniziativa del 9 Ottobre a Rionero contro tutte le mafie e ci è sembrato che Don Marcello Cozzi non avesse con sè la massa dei cittadini. I presenti non erano molti, pertanto non ci è sembrato assolutamente un quadro favorevole nei confronti del sacerdote.
Non è sufficiente – conclude la nota - la semplice solidarietà formale, ma occorre la partecipazione di tutti, cittadini ed istituzioni al fine di sostenere un’iniziativa solidale e tangibile nei confronti di chi come Don Marcello Cozzi con le proprie azioni rischia la pelle per dare una risposta concreta alla malavita".


6 novembre 2008 - Adnkronos

RICERCA: DOMANI PRECARI ISS DI NUOVO IN PRESIDIO
LAVORATORI 'A TEMPÒ CHIEDONO INCONTRO CON GARACI

Roma, 6 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Un nuovo presidio di protesta per rivendicare il loro diritto al lavoro. I ricercatori precari dell'Iss si sono dati appuntamento domani alle 11, davanti all'Istituto superiore di sanità a Roma, per manifestare contro i provvedimenti che bloccano la stabilizzazione dei lavoratori a termine, e per chiedere un confronto con il presidente del Comitato di settore degli enti di ricerca, Enrico Garaci. Il presidio è organizzato dall'Usi/Rdb. Le continue proteste dei lavoratori della ricerca con contratti a termine hanno indotto il ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta, a costituire una commissione composta da cinque presidenti degli enti di ricerca, tra cui Garaci, a cui è stato affidato il compito di approfondire le peculiarità del lavoro precario nel mondo della ricerca. «Le notizie che ci arrivano sui lavori di questa commissione - sottolinea in una nota Cristiano Fiorentini, della direzione Nazionale di Rdb-Cub pubblico impiego - sono tutt'altro che rassicuranti. Per coloro che hanno i requisiti per la stabilizzazione si parla di concorsi, e noi riteniamo intollerabile e offensivo che questi lavoratori che hanno già superato una selezione pubblica e lavorano negli enti in media da 10 anni, debbano sottoporsi a un nuovo concorso». «Inoltre - aggiunge Fiorentini - si continua a ignorare la stragrande maggioranza dei precari della ricerca, che ha contratti di varia natura, dai Co.co.co agli assegnisti fino agli esternalizzati. Tutte forme contrattuali che nascondono un rapporto di lavoro subordinato e che sono escluse dai processi di stabilizzazione. Si tratta di capire - conclude Fiorentini - se si vuole davvero superare la precarietà o se si vuole mantenere il precariato così com'è, una situazione che fa comodo a tanti».

ALITALIA: SDL CUB E COBAS, AZIENDA NON RISPETTA ACCORDI
NON PUÒ UTILIZZARE SOLDI PUBBLICI, BANCO DI PROVA PER TUTTI LAVORATORI

Roma, 6 nov. - (Adnkronos) - «Un'azienda che si permette di ricattare i lavoratori, che non rispetta gli accordi sottoscritti, che infrange i fondamentali criteri di solidarietà e tutela sociale, non può essere messa nelle condizioni di utilizzare soldi pubblici, di tutti i cittadini, per perseguire i propri obiettivi finanziari». Lo affermano Sdl intercategoriale, Cub e confederazione Cobas esprimono la massima preoccupazione per come si sta sviluppando la vertenza Alitalia Cai e per le «ripercussioni che essa avrà sui lavoratori interessati e sull'intero mondo del lavoro». È evidente, secondo i sindacati, che Confindustria, Governo e sindacati confederali «stanno tentando di sperimentare un 'nuovo modellò di relazioni industriali fondato su una concertazione sempre più accentuata e verticistica che calpesta il diritto e le più elementari forme di democrazia sindacale. Altrettanto pericolosa è la sperimentazione di contenuti e modalità contrattuali che di fatto applicano quanto di più deleterio è già stato concordato da Cisl, Uil e Confindustria nell'ambito della trattativa sui nuovi modelli di contrattazione e di rappresentanza sindacale». Sdl intercategoriale, Cub e confederazione Cobas esprimono quindi «massima solidarietà e sostegno ai lavoratori del gruppo Alitalia ed alle organizzazioni sindacali di settore che non hanno accettato le condizioni di Cai e del Governo e che stanno conducendo una vertenza di giorno in giorno sempre più difficile. La lotta dei lavoratori del trasporto aereo non è e non può essere racchiusa nell'ambito degli aeroporti ma deve coinvolgere tutti i lavoratori italiani che si troveranno tra poco tempo a subire le stesse condizioni sia in termini contrattuali, sia rispetto ad un progressivo ed ormai evidente imbarbarimento dei rapporti tra aziende e forze del lavoro». È ormai indispensabile, conludono i sindacati, «iniziare a saldare le lotte e le mobilitazioni di coloro che vivono le stesse condizioni di estremo disagio sociale, degli studenti, dei precari, dei lavoratori della scuola, di quelli dell'Alitalia, di quelli di centinaia di aziende che nei prossimi mesi si troveranno in piena crisi economica».


6 novembre 2008 - Apcom

Scuola/ Roma, educatrici occupano sede dipartimento via Bavastro
Chiesto incontro con assessore Marsilio

Roma, 6 nov. (Apcom) - Dopo un'assemblea del personale di nidi e scuole di infanzia, indetta per questo pomeriggio dalla RdB-CUB del Comune di Roma, un gruppo di educatrici ha occupato la sede del dipartimento alle politiche scolastiche ed educative, in via Capitan Bavastro 94. La protesta, spiegano in una nota le RdB Cub, deriva "dall`assenza di risposte ai numerosi problemi che da tempo coinvolgono il personale del settore: dal blocco della stabilizzazione di 1.000 precarie già sancita dall`accordo sindacale del febbraio scorso, alle mancate sostituzioni nelle scuole dell`infanzia con il conseguente aumento del carico di lavoro per le lavoratrici; dalla non avvenuta pubblicazione del bando per il corso-concorso riservato alle precarie dei nidi alla mancata erogazione del buono pasto". Su questi problemi la RdB-CUB ha chiesto "più volte un confronto con l`assessore Marsilio". L`occupazione proseguirà quindi in attesa di una convocazione da parte dell`assessore.

Università/ RdB-Cub: Basta decreti, serve vera riforma
Che però parta da lavoratori, precari e studenti

Roma, 6 nov. (Apcom) - Il sindacato RdB-CUB Università dice "no a qualsiasi ulteriore intervento per decreto legge" nel settore e "rivendica l'abrogazione totale della 133, per una vera riforma dell'università che sarà possibile solo a partire dalla rimessa in discussione delle passate riforme e del potere delle baronie: la parola va data a quel movimento di lavoratori, precari e studenti che si vorrebbe mettere da parte". In una nota Orazio Maccarone (RdB-CUB Università) denuncia che le misure previste nel 'pacchetto unviersità' dal governo "dovrebbe favorire il dialogo con quanti, come rettori e Partito Democratico, stanno cercando di trattare col governo saltando a piè pari il movimento reale di lavoratori, precari e studenti che in due settimane ha saputo rimettere in discussione la legge 133". "Ma chi si è messo sulla linea del dialogo adesso dovrà fare i conti con questo ennesimo decreto che rafforzerà l'impianto della 133 - prosegue Maccarone - una legge che destruttura la pubblica amministrazione e cancella quel poco di stato sociale sopravvissuto. E' inutile continuare a riproporre quelle formule aziendalistiche che in 20 anni hanno portato gli atenei e l'intero sistema universitario sull'orlo del fallimento, legittimando così la svendita dell'università Pubblica alle fondazioni private deliberata dal governo. E non convincono nemmeno quei sindacati che, dopo 20 anni di appoggio incondizionato alle riforme privatistiche, oggi - conclude la RdB-CUB - chiamano i lavoratori allo sciopero restringendo la protesta ai tagli economici".


6 novembre 2008 - Omniroma

ASILI NIDO, PROTESTA EDUCATRICI RDB: «NO A TAGLI PERSONALE»

(OMNIROMA) Roma, 06 nov - «No ai tagli e alle privatizzazioni. Dai Nidi alle università la scuola pubblica non si arrende». Con questo striscione, un gruppo di una trentina di educatrici degli asili nido del Comune di Roma aderenti alle Rdb sta manifestando sotto la sede del dipartimento capitolino alle Politiche educative in via Capitan Bavastro per contestare «l'accordo che i sindacati Cgil Cisl e Uil hanno firmato durante l'amministrazione Veltroni - ha detto Caterina Fida, rappresentante Rdb settore scolastico - che prevedeva sì stabilizzazioni, ma anche il taglio del personale degli asili per circa 400 unità». «L'accordo - ha proseguito Fida - prevedeva il taglio di due educatrici per ognuno dei 180 asilo nido della città, oltre alla riduzione delle ore di supplenza». Ora le manifestanti, riunite in assemblea, hanno chiesto di essere ricevute dall'assessore capitolino alle Politiche educative, Laura Marsilio. «Ma non abbiamo ricevuto risposta. Marsilio - ha concluso Fida - ha fatto un sacco di promesse, speravamo fosse disponibile a cambiare i contenuti dell'accordo, invece niente».

ASILI NIDO, RDB-CUB: TERMINATA OCCUPAZIONE DOPO INCONTRO MARSILIO

(OMNIROMA) Roma, 06 nov - «La delegazione di circa cinquanta educatrici di nidi e scuole d'infanzia, che nel tardo pomeriggio di oggi aveva occupato con la Rdb-Cub la sede del Dipartimento alle Politiche Scolastiche ed Educative del Comune di Roma, ha terminato la protesta dopo aver ottenuto un incontro con l'assessore Marsilio». Così in una nota Rdb-Cub. «Le lavoratrici presenti all'incontro hanno messo in risalto la propria amarezza per il fatto di dover ricorrere ad una occupazione per ottenere un confronto su problemi gravi e noti ormai da tempo - continua la nota - Da parte dell'assessore è stato affermato che è in corso un intenso lavoro, ma che il buco di bilancio costituisce un forte ostacolo alla risoluzione dei problemi del settore». «Non è credibile questo continuo trincerarsi dietro il buco di bilancio di fronte ai 292.135 Euro destinati al nuovo capo di Gabinetto - ha dichiarato Caterina Fida della Rdb-Cub del Comune - La Giunta rifletta su quali sono le reali priorità per la cittadinanza, e fra queste includa un servizio educativo di qualità per lavoratrici, bambini e genitori». La Rdb-Cub ha chiesto all'assessore «segnali di disponibilità concreta che verranno verificati nei prossimi giorni. Intanto mantiene lo stato di agitazione non escludendo il possibile ricorso allo sciopero».


6 novembre 2008 - Dire

SCUOLA. EDUCATRICI DEI NIDI OCCUPANO DIPARTIMENTO
CHIESTO CONFRONTO CON L'ASSESSORE LAURA MARSILIO

(DIRE) Roma, 6 nov. - "Dopo una folta e animata assemblea del personale di nidi e scuole di infanzia, indetta per questo pomeriggio dalla Rdb-Cub del Comune di Roma, un gruppo di educatrici ha occupato la sede del Dipartimento alle Politiche scolastiche ed educative in via Capitan Bavastro 94". E' quanto fa sapere una nota della stessa Rdb-Cub. "La protesta deriva dall'assenza di risposte ai numerosi problemi che da tempo coinvolgono il personale del settore- spiega la nota- dal blocco della stabilizzazione di 1.000 precarie gia' sancita dall'accordo sindacale del febbraio scorso, alle mancate sostituzioni nelle scuole dell'infanzia con il conseguente aumento del carico di lavoro per le lavoratrici; dalla non avvenuta pubblicazione del bando per il corso-concorso riservato alle precarie dei nidi alla mancata erogazione del buono pasto". "Su questi problemi la Rdb-Cub ha chiesto piu' volte un confronto con l'assessore Marsilio- conclude la nota- L'occupazione proseguira' in attesa di una convocazione da parte dell'assessore".

SCUOLA. EDUCATRICI NIDI TERMINANO OCCUPAZIONE DIPARTIMENTO

(DIRE) Roma, 6 nov. - La delegazione di circa cinquanta educatrici di nidi e scuole d'infanzia, che nel tardo pomeriggio di oggi aveva occupato con la RdB-CUB la sede del Dipartimento alle Politiche Scolastiche ed Educative del Comune di Roma, ha terminato la protesta dopo aver ottenuto un incontro con l'assessore Marsilio. Le lavoratrici presenti all'incontro- si legge in una nota- hanno messo in risalto la propria amarezza per il fatto di dover ricorrere ad una occupazione per ottenere un confronto su problemi gravi e noti ormai da tempo. Da parte dell'assessore- dice sempre la nota della RdB-CUB e' stato affermato che e' in corso un intenso lavoro, ma che il buco di bilancio costituisce un forte ostacolo alla risoluzione dei problemi del settore. "Non e' credibile- dichiara Caterina Fida della RdB-CUB- questo continuo trincerarsi dietro il buco di bilancio di fronte ai 292.135 euro destinati al nuovo capo di Gabinetto del Comune di Roma ritiene prioritari. La Giunta rifletta su quali sono le reali priorita' per la cittadinanza, e fra queste includa un servizio educativo di qualita' per lavoratrici, bambini e genitori". La RdB-CUB ha chiesto all'assessore segnali di disponibilita' concreta che verranno verificati nei prossimi giorni. Intanto mantiene lo stato di agitazione non escludendo il possibile ricorso allo sciopero.


6 novembre 2008 - Agi

ALITALIA: SDL-CUB-COBAS, CAI RICATTA E NON RISPETTA ACCORDI

(AGI) - Roma, 6 nov. - "Un'azienda che si permette di ricattare i lavoratori, che non rispetta gli accordi sottoscritti, che infrange i fondamentali criteri di solidarieta' e tutela sociale, non puo' essere messa nelle condizioni di utilizzare soldi pubblici, di tutti i cittadini, per perseguire i propri obiettivi finanziari". Lo affermano in auna nota congiunta, SdL intercategoriale, Cub e Confederazione Cobas nell'esprimere la massima preoccupazione per come si sta sviluppando la vertenza Alitalia/Cai e per le ripercussioni che essa avra' sui lavoratori interessati e sull'intero mondo del lavoro. "E' evidente - si legge nella nota - che Confindustria, Governo e sindacati confederali stanno tentando di sperimentare un "nuovo modello" di relazioni industriali fondato su una concertazione sempre piu' accentuata e verticistica che calpesta il diritto e le piu' elementari forme di democrazia sindacale. Altrettanto pericolosa e' la sperimentazione di contenuti e modalita' contrattuali che di fatto applicano quanto di piu' deleterio e' gia' stato concordato da Cisl, Uil e Confindustria nell'ambito della trattativa sui nuovi modelli di contrattazione e di rappresentanza sindacale". SdL intercategoriale, Cub e Confederazione Cobas esprimono quindi massima solidarieta' e sostegno ai lavoratori del Gruppo Alitalia ed alle organizzazioni sindacali di settore che non hanno accettato le condizioni di CAI e del Governo e che stanno conducendo una vertenza di giorno in giorno sempre piu' difficile. "La lotta dei lavoratori del trasporto aereo - dice ancora la nota - non e' e non puo' essere racchiusa nell'ambito degli aeroporti ma deve coinvolgere tutti i lavoratori italiani che si troveranno tra poco tempo a subire le stesse condizioni sia in termini contrattuali, sia rispetto ad un progressivo ed ormai evidente imbarbarimento dei rapporti tra aziende e forze del lavoro. E' ormai indispensabile iniziare a saldare le lotte e le mobilitazioni di coloro che vivono le stesse condizioni di estremo disagio sociale, degli studenti, dei precari, dei lavoratori della scuola, di quelli dell'Alitalia, di quelli di centinaia di aziende che nei prossimi mesi si troveranno in piena crisi economica".


6 novembre 2008 - MF-Dow Jones News

Alitalia: autonomi, e' banco di prova per tutti lavoratori

ROMA (MF-DJ)--La vertenza Alitalia avra' ripercussioni "sull'intero mondo del lavoro": e' quanto affermano i sindacati autonomi Sdl, Cub e Cobas, che in una nota unitaria "esprimono la massima preoccupazione per come si sta sviluppando la vertenza". "Un'azienda che si permette di ricattare i lavoratori, che non rispetta gli accordi sottoscritti, che infrange i fondamentali criteri di solidarieta' sociale - affermano i 3 sindacati riferendosi a Cai - non puo' essere messa nelle condizioni di utilizzare soldi pubblici per perseguire i propri obiettivi finanziari". "E' evidente - proseguono - che Confindustria, Governo e sindacati confederali stanno tentando di sperimentare un nuovo modello di relazioni industriali, fondato su una concertazione sempre piu' accentuata e verticistica, che calpesta le piu' elementari forme di democrazia sindacale". Per questo, concludono Sdl, Cub e Cobas, "la lotta dei lavoratori del trasporto aereo non puo' essere racchiusa nell'ambito degli aeroporti, ma deve coinvolgere tutti i lavoratori italiani, che si troveranno tra poco tempo a subire le stesse condizioni sia in termini contrattuali, sia rispetto a un progressivo imbarbarimento dei rapporti tra aziende e forze del lavoro".


6 novembre 2008 - La Repubblica

La denuncia del sindacato: "Ma non c´era il buco di bilancio?"
Comune, stipendio d´oro al nuovo capo di gabinetto

Roma - È un j´accuse durissimo quello lanciato ieri dal sindacato di base del Comune di Roma. Che in una nota scrive: «Dopo aver sostenuto che Veltroni ha lasciato un buco di bilancio tale da non permettere di rispettare gli accordi sindacali - tra cui la stabilizzazione dei precari, la riqualificazione del personale interno, l´assunzione dei vincitori di concorsi pubblici - la giunta Alemanno, con la delibera n. 323 del 15 ottobre scorso, confeziona l´incarico per il suo nuovo capo di gabinetto Sergio Gallo, che riceverà 292.135 euro l´anno (oltre mezzo miliardo di vecchie lire)». Cifra che, sostiene l´RdB, «surclassa i compensi di ogni dirigente comunale, compresi i due precedenti capi di gabinetto: sia per Maurizio Meschino, nominato da Veltroni, che per il dimissionario Sergio Santoro, nominato da Alemanno, era previsto un compenso di 75mila euro annui onnicomprensivi». Anche se, a dire il vero, il capo di gabinetto del sindaco Veltroni prendeva ancora meno, così come risulta dal testo delle ordinanze pubblicate sul sito del Campidoglio: dal 2001 al 2006 appena 51.500 euro lordi l´anno, ritoccati a 65mila nel corso del secondo mandato interrotto nel febbraio scorso.
Dati «erronei e strumentali» secondo il portavoce del sindaco, Simone Turbolente: «Il capo di gabinetto Sergio Gallo, come magistrato in aspettativa senza assegni, percepisce una retribuzione annua lorda pari a 210mila euro, e non quella di 292mila che, in realtà, costituisce un massimale previsto per questo tipo di incarico. Lo stipendio lordo effettivo è in linea con quello percepito dal magistrato per l´incarico da lui ricoperto presso il ministero della Giustizia». Chi ha ragione tra il sindacato e il portavoce? Entrambi. Perché è vero che Gallo percepirà "solo" 210mila euro lordi, ma la spesa complessiva a carico del bilancio comunale, comprensiva dunque di oneri riflessi e Irap, sarà di 292.135,49 euro.(gio.vi.)


6 novembre 2008 - Leggo

Roma. Asili nido comunali verso lo sciopero...
di Lorena Loiacono

Roma - Asili nido comunali verso lo sciopero, le educatrici sul piede di guerra: «Gli accordi con il Comune sono stati disattesi - denunciano i sindacati - il personale in mobilitazione si prepara al blocco degli asili». Una vertenza sindacale che mira a difendere il lavoro delle educatrici di asili nido e scuole dell’infanzia comunali ed a tutelare il servizio di assistenza per i bambini: all’ordine del giorno di un’assemblea sindacale prevista per oggi c’è la mancata stabilizzazione, prevista da un accordo di febbraio scorso, di mille educatrici e la mancate sostituzioni del personale assente nelle scuole dell’infanzia. «Sui nidi il Comune continua a temporeggiare da mesi - denuncia Caterina Fida, responsabile RdB-CUB del settore capitolino – alla fine di giugno prese l’impegno di ripristinare un’unità lavorativa in più per ciascun nido comunale: ad oggi quell’intesa viene disattesa provocando gravi ripercussioni sulla qualità del servizio erogato». Già avviate le procedure di conciliazione, atto preliminare per arrivare allo sciopero.(ass)


6 novembre 2008 - DNews

Il sindacato: il Capo di Gabinetto costa caro
Ma per il Campidoglio è "stipendio dovuto" Polemiche sui 210mila euro. Il Pd: che austerity è?

Roma - Non sono - dice il portavoce di Alemanno - i 292 mila euro citati dal sindacato Rdb-cub, bensì 210 mila lordi, cioè quanto spetta a un magistrato in aspettativa senza assegni. Comunque una bella cifra quella che percepirà il nuovo capo di Gabinetto del Comune, Sergio Gallo. Cifra che, nella versione 292 mila euro, aveva indotto il sindacato ad affermare che, dopo aver denunciato l’eccessivo ricorso a consulenze esterne da parte di Veltroni, ora toccava ad Alemanno surclassare le cifre destinate ai predecessori di Gallo. «Lo stipendio lordo effettivo dell'attuale capo di Gabinetto - replica il Campidoglio - è in linea con quello percepito per l'incarico da lui ricoperto al ministero della Giustizia». Polemica chiusa? Non proprio. Il consigliere pd Massimiliano Valeriani incalza: «Si predica austerity per poi superpagare i collaboratori». Il Campidoglio risponde: «Nel 2007 solo in consulenze esterne la giunta Veltroni ha erogato quasi due milioni».


6 novembre 2008 - Roma notizie

RDB-CUB : INSEGNANTI DI FIUMICINO IN PRESIDIO PERMANENTE

Fiumicino - Le insegnanti della scuola d’infanzia del Comune di Fiumicino sono in presidio permanente davanti alla sede comunale di via Portuense 2498. Le lavoratrici, che attualmente prestano assistenza a bordo dei pulmini per il trasporto scolastico, protestano contro la prospettiva di privatizzazione delineata dalla Giunta, che dopo aver affidato ai privati la gestione dei mezzi di trasporto scolastico nel Comune di Fiumicino ora intende esternalizzare completamente il servizio. Alle maestre, precarie da anni (alcune anche da 10 o 15), vengono lasciate due alternative : andare con i privati e perdere così un 20/30 % dello stipendio che attualmente si aggira tra gli 800/900 Euro, oppure aspettare che la "lotteria" delle sostituzioni di insegnanti che si ammalano gravemente o vanno in maternità premi qualcuna. Contro questo progetto della Giunta Canepini, concertato con Cgil Cisl Uil, le maestre si sono organizzate con la RdB-CUB. Hanno già raccolto un migliaio di firme tra i cittadini di Fiumicino ed hanno tentato di portare la propria voce all’interno del Consiglio comunale, dove il 16 ottobre scorso è stato loro impedito l’accesso, con il conseguente abbandono dell’aula per protesta da parte dei consiglieri di opposizione. La RdB-CUB contrasta la privatizzazione del servizio e chiede di tutelare le maestre mantenendo in ogni caso la modalità attualmente in vigore, che consente di lavorare del trasporto scolastico accumulando punteggio in graduatoria e poter così far parte dei futuri percorsi di stabilizzazione. La RdB-CUB ha inoltre dichiarato lo stato di agitazione ed ha avviato le procedure di conciliazione che preludono a forme più incisive di mobilitazione.
Tutti i giorni davanti alla sede comunale di via Portuense 2498 - Ore 9.00/12.00 e 13.30/16.00


6 novembre 2008 - Il Resto del Carlino

Le precarie dei nidi in maglietta per protesta
AL QUARTIERE PORTO: SELEZIONATE IN 174, ASSUNTE IN 67. E IN PROVINCIA PRONTI ALLA LOTTA
di Rita Bartolomei

Bologna - SI ALZANO in piedi tutte insieme e restano in T-shirt bianca. Con una scritta: «Precaria, scado il 30-06-2009». Maria Cristina Mambrini, educatrice di nido, portavoce di un gruppetto di colleghe, prende la parola all’assemblea del Porto e la butta sull’ironia: «Abbiamo la stessa scadenza del sindaco Sergio Cofferati... Gli regaleremo una maglietta». E a lui è dedicata questa protesta pacifica. Mambrini rivolge un appello a Cofferati, una replica di quel che aveva già spiegato nell’incontro al Saragozza. «SIAMO precarie e rappresentiamo 112 educatrici — spiega —. Abbiamo incontrato l’assessore Virgilio. Le abbiamo fatto due proposte. Ha detto di no a entrambe». La vicenda è nota. A primavera il concorso per il nido ha selezionato 174 educatrici ma per ora ne sono state assunte solo 67. «Chiediamo la copertura dei posti vacanti — chiede Mambrini —. Sono sessanta part time. E per le altre, una graduatoria permanente, per aprire nuove possibilità via via che si liberano posti. Ma l’assessore Virgilio ha detto no. Perché? Vuol far largo ai giovani, così ci ha spiegato. Non ci pare accettabile. E la gavetta? Speriamo nel sindaco e nei conti. L’assessore dice che per qualcuno c’è posto ma non per tutte. Difficile che ci entri in testa questo concetto. Siamo in scadenza...». «Ma non scadenti», duetta quasi galante Cofferati. Mambrini riprende, rinfrancata: «Speriamo. Noi ci rivolgiamo a lei per i chiarimenti. Quasi tutti i posti nuovi sono a gestione privata e noi restiamo precarie». NELLA risposta, alla fine, Cofferati mette al primo punto l’argomento. «Se ne deve riparlare prima della scadenza — promette —. Ma in quell’occasione è bene non ci sia il sindaco. Credo molto nel principio della responsabilità». Insomma è giusto che faccia l’assessore. Anche se «poi il sindaco può dire la sua opinione, che non è irrilevante». Ma il fronte dei precari resta caldissimo anche in Provincia. «Basta. Si va allo sciopero», minacciano le Rdb. Non è servito l’incontro di lunedì con la presidente Beatrice Draghetti. «Risposte totalmente insufficienti in merito alle assunzioni dei lavoratori precari», spiega in una nota Massimo Betti, responsabile del sindacato di base. Ricorda quindi «l’approvazione da parte del Consiglio provinciale di una variazione di bilancio che taglia tre milioni di euro per le spese del personale». Le Rdb hanno già avviato le procedure per convocare lo scina - opero «contro un’amministrazione che, ricordiamo, non ha rispettato il patto di stabilità facendo pagare un prezzo altissimo alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ente». Per Betti «l’attuale Giunta ha combinato un disastro ed ora cerca in tutti i modi di nascondere le proprie responsabilità».


6 novembre 2008 - Inviato speciale.com

Lotte studenti: cronaca 6 novembre

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RdB-CUB
Il sindacato RdB-CUB Università dice "no a qualsiasi ulteriore intervento per decreto legge" nel settore e "rivendica l`abrogazione totale della 133, per una vera riforma dell`università che sarà possibile solo a partire dalla rimessa in discussione delle passate riforme e del potere delle baronie: la parola va data a quel movimento di lavoratori, precari e studenti che si vorrebbe mettere da parte". In una nota Orazio Maccarone (RdB-CUB Università) denuncia che le misure previste nel ‘pacchetto unviersità’ dal governo "dovrebbe favorire il dialogo con quanti, come rettori e Partito Democratico, stanno cercando di trattare col governo saltando a piè pari il movimento reale di lavoratori, precari e studenti che in due settimane ha saputo rimettere in discussione la legge 133?. "Ma chi si è messo sulla linea del dialogo adesso dovrà fare i conti con questo ennesimo decreto che rafforzerà l`impianto della 133 - prosegue Maccarone - una legge che destruttura la pubblica amministrazione e cancella quel poco di stato sociale sopravvissuto. E` inutile continuare a riproporre quelle formule aziendalistiche che in 20 anni hanno portato gli atenei e l`intero sistema universitario sull`orlo del fallimento, legittimando così la svendita dell`università Pubblica alle fondazioni private deliberata dal governo. E non convincono nemmeno quei sindacati che, dopo 20 anni di appoggio incondizionato alle riforme privatistiche, oggi - conclude la RdB-CUB - chiamano i lavoratori allo sciopero restringendo la protesta ai tagli economici".
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6 novembre 2008 - Campania press

A Benevento organizzata la lettura collettiva di Gomorra di Roberto Saviano

Anche Benevento, così come è accaduto in altre città d’Italia, è stata organizzata la lettura pubblica e collettiva del libro "Gomorra" scritto da Roberto Saviano. L’iniziativa, annunciata dal coordinatore provinciale delle Rappresentanze di Base – Sezione Ambiente Piero Mancini, si terrà venerdì 7 novembre nella Biblioteca Provinciale al Corso Garibaldi dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. "Da tempo, anche nella nostra città e nella nostra provincia, in modo soft e non eclatante, avviene la penetrazione di una criminalità sofisticamente strutturata – scrive Mancini in una nota –. Proprio per questo riteniamo che bisogna schierarsi, far sentire la propria voce e dar vita a un dibattito che coinvolga trasversalmente tutta la nostra comunità. Quindi non solo una giusta e doverosa solidarietà allo scrittore Saviano minacciato di morte e per questo da due anni sotto protezione".


6 novembre 2008 - Tvsette.net

Giuseppe Addabbo (RC): solidarietà a De Lorenzo

Benevento - "Esprimo vicinanza e solidarietà a nome di tutta la Federazione provinciale di Rifondazione Comunista a Giuseppe De Lorenzo colpito, oramai da alcuni giorni, da insistenti e continui atti intimidatori. La misura di protezione, oltretutto, accresce la nostra preoccupazione ma, di contro, esorta a non abbassare la guardia. Serve una presa di coscienza generale capace contrastare ogni tipo di violenza, con ogni mezzo, anche con la sensibilizzazione delle coscienze. Proprio per questo credo sia opportuno rispondere all'appello rivolto ai cittadini di Benevento e provincia dall'RdB Ambiente e partecipare in massa alla lettura collettiva di Gomorra in calendario domani presso la biblioteca provinciale".


6 novembre 2008 - La Città di Salerno

VERTENZA asl. Alcune sigle chiedono un incontro con Russo e parlano di una situazione "illegale"
Riunione senza convocare i sindacati

Salerno - Si inasprisce la vertenza all’interno dell’Asl. In una nota indirizzata al manager Russo alcune sigle sindacali fanno una denuncia forte. L’oggetto è il verbale della seduta della delegazione trattante. I sindacati in questione, rsu Fsi - Fials - Nursing Up - Rdb Cub - Ugl «denunciano che mai alcuna convocazione relativa alla seduta di delegazione Trattante per il giorno 25/09/2008 è loro pervenuta». Si legge ancora: «I delegati, dalla lettura del verbale loro notificato hanno rilevato che: l’atteggiamento assunto dall’azienda ha violato le più elementari norme legali e contrattuali di diritti e relazioni sindacali». Ancora: «La presenza nella riunione dei componenti di parte pubblica evidenzia un errore di convocazione nei confronti degli stessi; è stata dichiarata valida una seduta di delegazione trattante dove risultavano assenti - perché non convocati - la maggioranza degli aventi diritto a parteciparvi; è stata effettuata una convocazione ed aperta una discussione su un unico argomento posto all’ordine del giorno; l’azienda ha in tal modo dimostrato di aver dimenticato che vi sono diversi ed importanti argomenti rimasti insoluti e portati in evidenza con forza a seguito di una occupazione della Direzione Generale e di una conseguente proclamazione di stato di agitazione che è ancora in essere». Si chiede quindi «l’immediato annullamento della seduta di Delegazione Trattante del 25/09/2008; l’immediata rimozione dall’incarico dell’attuale segretario della delegazione trattante e la costituzione di un vero, effettivo e reale Ufficio di relazioni sindacali». Ancora: «La convocazione della delegazione trattante da effettuarsi con all’ordine del giorno tutti gli argomenti di cui al documento di occupazione della direzione generale e della proclamazione dello stato di agitazione. Al coordinatore della rsu Asl si chiede di convocare la rsu per una discussione su quanto si è verificato».


6 novembre 2008 - Il Secolo XIX

L'Acquario chiuso per sciopero

Genova - LAVORATORI dell'Acquario hanno dichiarato sciopero questa mattina per due ore e mezza (a partire dalle 10) per protestare contro la gestione di Costa Edutainment «poco trasparente» nella gestione dei precari. E lanciano, nello stesso tempo, un "gemellaggio" con i colleghi e gli studenti dell'Università in subbuglio, sancito dalla scelta della sede di Lettere in via Balbi 4 come luogo di incontro per le iniziative di presentazione della protesta. «Perché molte delle nostre lavoratrici - dice Giampiero Cunati, delegato Flaica Cub - sono scese in strada con i loro figli, in difesa dell'Università».
La protesta nasce da un singolo episodio, ma si allarga ai rapporti tra sindacati ed azienda e, più in generale, ai problemi di regolarizzazione dei precari. «Una lavoratrice del settore acquariologico, che lavora da oltre quattro anni con contratti a termine in azienda, oggi viene lasciata a casa senza motivazione alcuna - scrivono le rappresentanze Uiltucs Uil e Flaica Cub - riteniamo inaccettabile ed incomprensibile che questo avvenga in un'azienda che occupa circa cento lavoratori e che crea indirettamente, nell'indotto, ulteriori e diffusi posti di lavoro, presentandosi come azienda "etica"».
Da qui la richiesta di garantire maggiormente i diritti di chi ha messo già un piede in azienda, «una gestione più trasparente e più normata dei contratti a tempo determinato e interinali, attraverso accordi sindacali che migliorino gli accordi esistenti, quali il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato, basato sull'anzianità di servizio (assunzione secondo graduatoria in base a sommatoria mesi lavorati) e sul monitoraggio del percorso professionale dei contratti a termine, che deve essere finalizzato all'assunzione».


6 novembre 2008 - Il Giorno

I dipendenti: «Siamo esclusi dalle trattative»
CRISI NTL. IN COSTANTE ATTESA

Legnano - Da alcuni giorni gli ex lavoratori della Ntl aspettano di conoscere la data dell’incontro con proprietà e rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, ma tutto tace. «Siamo profondamente irritati nei confronti di chi ci ha preso in giro per diverso tempo - protestano i dipendenti -. I sindacalisti non solo non ci hanno comunicato nulla, ma hanno addirittura sottoscritto accordi che non ci salvaguardano». L’accusa mossa dalle dipendenti in questione nei confronti delle rappresentanze sindacali delle tre sigle è di immobilismo. «Non abbiamo mai avuto intenzione di mettere in cattiva luce i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil - proseguono -, però pretendiamo il riconoscimento della nostra dignità. Per questo motivo abbiamo contattato la Confederazione unitaria di base e vorremmo ottenere, come promessoci dal sindaco Lorenzo Vitali, un incontro con la proprietà di Ntl e tutti i sindacati». L’intenzione di ex dipendenti e della Cub è chiedere il pagamento immediato di tutte le spettanze. «Almeno saremmo sicuri di ricevere qualcosa, sperando che l’azienda non sia diretta verso il fallimento» concludono.(C.M.)


6 novembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Le reazioni Commentano l'elezione del senatore dem
"È un simbolo"

NAPOLI — «Quando sono arrivato in Italia, nel 1960, ricordo bene che incontrai a Roma un cittadino americano. Ero un semplice studente proveniente dall'Etiopia, dove sono nato. Mi disse quell'americano che, a suo parere, sarebbero occorsi 200 anni prima che nel suo paese il razzismo fosse sconfitto. Ecco, ho pensato a questo episodio, quando ho appreso che Obama è stato eletto alla presidenza degli Usa. Posso dire che, fortunatamente, quel mio amico aveva sbagliato previsione». Yaqob Beyene, il direttore del dipartimento di studi e ricerche sui paesi arabi all'università Orientale, docente di Amarico, guarda da Napoli, dove italiana sia ancora costituita da ottantenni: è possibile che un quarantenne non abbia più forza, idee e capacità di interpretare le nuove tendenze di un ottantenne? È per questo che l'Italia perde il meglio di sé: i giovani, i ‘‘cervelli'' in fuga, il vero patrimonio di un paese».
Lei pure lasciò gli Usa per Napoli.
«Ebbi un'occasione di lavoro e venni qui per fare esperienza. Ma non per rimanere. Quella Napoli lì era del tutto diversa: estranea alla città come appare oggi. Allora la gente era reattiva, si ribellava. Era sorridente e appassionata. Oggi no. È rassegnata, appiattita. Lo spartiacque è stato il terremoto: con il crollo dei palazzi è crollato tutto, si è lacerato anche il tessuto sociale. Le nuove generazioni non amano la città. Non hanno memoria».
Di Berlusconi ha già detto. E del Pd italiano che tenta di emulare quello americano?
«Ah, non confondiamo, come si dice qui, la lana con la seta. Lo scimmiottamento vive ed insegna, agli eventi americani e gioisce. «La vittoria di Obama è un messaggio importante anche per l'Africa — commenta — dove purtroppo ancora la vera democrazia manca in quasi tutti i paesi nati dal movimento di liberazione anticoloniale».
Aboubakar Soumahoro, il sindacalista della Rappresentanza di base che vive a Napoli dal 2000, ha sposato recentemente una ragazza napoletana (la cerimonia è stata officiata dalla sindaca Rosa Russo Iervolino), ma è nato in Costa d'Avorio, gioire è assurdo. Invece di pensare a come risolvere i tanti problemi italiani, qui i politici pensano ad Obama e alle convention all'americana. Per non dire di Bassolino e Iervolino».
In che senso?
«Peggio di Bassolino ha fatto solo la Iervolino. Se si fossero dimessi in tempo avrebbero consentito agli altri di recuperare la situazione. Invece, hanno preferito ancorarsi alla poltrona. Io giro il mondo. E tutte le volte sono costretta a difendere Napoli. A Londra, dove vivono due mie sorelle, pensano addirittura che Napoli non si trovi in Italia. Il danno che questi signori hanno arrecato alla città e alla nazione produrrà effetti per molti anni ».
Ci vorrebbe un Obama anche per Napoli?
«Certo, ma se non si lascia spazio ai giovani tutto sarà vano. Una mera illusione che si aggiungerà al conto del danno».


5 novembre 2008 - Ansa

COMUNI: ROMA; RDB-CUB,TROPPO ALTO COMPENSO A CAPO GABINETTO

(ANSA) - ROMA, 5 NOV - Riceverà 292.135,49 euro annui il nuovo capo di Gabinetto Sergio Gallo. Lo ha riferito in una nota Roberto Betti, dirigente dell'organizzazione sindacale RdB-CUB del Comune di Roma, il quale ha spiegato: «Questa cifra surclassa i compensi di ogni dirigente comunale, compresi i due precedenti capo di Gabinetto: sia per Meschino, nominato da Veltroni, che per il dimissionario Santoro, nominato da Alemanno, era previsto un compenso di 75.000 Euro annui». «È chiaro che i risparmi di cui vanno riempiendosi la bocca il sindaco e i suoi assessori - ha proseguito Betti - servono invece a garantire le copiose prebende degli esterni. In qualità di Commissario Straordinario per il rientro del debito, Alemanno continua a tenersi irregolarmente in cassa i soldi della produttività dei dipendenti che avrebbero dovuto essere erogati ad aprile. Allo stesso tempo giacciono congelati nelle casse comunali oltre 18 milioni di euro del salario accessorio del 2007». «Per questo - ha concluso il dirigente di Rdb-Cub - insieme alle assemblee dei lavoratori e alle altre iniziative di lotta, abbiamo avviato le procedure per lo sciopero».

ALITALIA: CUB; ACCORDO RICATTO, MEGLIO NAZIONALIZZAZIONE

(ANSA) - MILANO, 5 NOV - La Cub Trasporti chiede la nazionalizzazione di Alitalia e afferma che la proposta della Cai ha «il sapore di un ricatto» sottolineando di «essere l' unico sindacato che non ha ratificato l'accordo». La Confederazione unitaria di base definisce infatti «inaccettabile» il riassetto proposto dalla Cai, che «prevede 10.000 espulsioni, di cui 8.000 licenziamenti e la cessione dei restanti 2.000 lavoratori ad aziende di fatto senza futuro» e denuncia un taglio salariale per i lavoratori di terra e per gli assistenti di volo, e una frantumazione del contratto nazionale delle gestioni aeroportuali. Inoltre la Cub, che ha indetto tre giorni di sciopero di cui non sono ancora state decise le date, definisce «sconcertanti» i criteri che potrebbero essere applicati per la scelta dei 12.500 dipendenti da assumere nella nuova compagnia aerea. Criteri che, secondo la Cub, «evidenziano la chiara volontà di lasciare a casa tutti coloro che hanno rigidità gestionali intrinseche, cosa che è un gravissimo attacco contro i portatori di handicap, i lavoratori part-time e contro tutto il personale con ridotte capacità lavorative».


5 novembre 2008 - Apcom

Comune Roma/ Rdb-Cub: Oltre 292mila euro a nuovo capo gabinetto
I precedenti non prendevano più di 75mila euro l'anno

Roma, 5 nov. (Apcom) - Il nuovo capo di gabinetto del Comune di Roma, Sergio Gallo, guadagnerà oltre 292mila euro l'anno. Un compenso che "surclassa i compensi di ogni dirigente comunale, compresi i due precedenti capo di Gabinetto: sia per Meschino, nominato da Veltroni, che per il dimissionario Santoro, nominato da Alemanno, era previsto un compenso di 75mila euro annui". A lanciare l'accusa è Roberto Betti, dirigente Rdb-Cub del Comune di Roma. "Dopo aver sostenuto - sottolinea Betti - che Veltroni ha lasciato un buco di bilancio tale da non permettere di rispettare gli accordi sindacali, tra cui la stabilizzazione dei precari, la riqualificazione del personale interno, l'assunzione dei vincitori di concorsi pubblici, la giunta Alemanno, con la delibera 323 del 15 ottobre scorso, confeziona su misura l'incarico per il suo nuovo capo di gabinetto Sergio Gallo, che riceverà ben 292.135,49 euro l'anno". "A questo punto - prosegue - è chiaro che i risparmi di cui vanno riempiendosi la bocca il sindaco e i suoi assessori servono invece a garantire le copiose prebende degli esterni, anche a spese del personale direttamente impegnato nei servizi. In qualità di commissario straordinario per il rientro del debito - aggiunge - Alemanno continua a tenersi irregolarmente in cassa i soldi della produttività dei dipendenti che avrebbero dovuto essere erogati ad aprile. Allo stesso tempo giacciono congelati nelle casse comunali oltre 18 milioni di euro del salario accessorio del 2007, ma l'inoperoso assessore al personale - conclude - si guarda bene dall'avviare costruttivi tavoli negoziali".


5 novembre 2008 - Asca

ROMA: BETTI (RDB-CUB), TROPPO ALTI COMPENSI A CAPO GABINETTO

(ASCA) - Roma, 5 nov - ''Dopo aver sostenuto che Veltroni ha lasciato un buco di bilancio tale da non permettere di rispettare gli accordi sindacali - tra cui la stabilizzazione dei precari, la riqualificazione del personale interno, l'assunzione dei vincitori di concorsi pubblici - la Giunta Alemanno, con la delibera n. 323 del 15 ottobre scorso, confeziona su misura l'incarico per il suo nuovo capo di Gabinetto Sergio Gallo, che ricevera' ben 292.135,49 Euro l'anno (oltre mezzo miliardo di vecchie Lire)''. A denunciarlo Roberto Betti, dirigente RdB- CUB al Comune di Roma, sottolineando che ''questa cifra surclassa i compensi di ogni dirigente comunale, compresi i due precedenti capo di Gabinetto: sia per Meschino, nominato da Veltroni, che per il dimissionario Santoro, nominato da Alemanno, era previsto un compenso di 75.000 Euro annui onnicomprensivi''. ''A questo punto - sottolinea - e' chiaro che i risparmi di cui vanno riempiendosi la bocca il sindaco ed i suoi assessori servono invece a garantire le copiose prebende degli esterni, anche a spese del personale direttamente impegnato nei servizi. In qualita' di Commissario Straordinario per il rientro del debito, Alemanno continua a tenersi irregolarmente in cassa i soldi della produttivita' dei dipendenti che avrebbero dovuto essere erogati ad aprile. Allo stesso tempo giacciono congelati nelle casse comunali oltre 18 milioni di Euro del salario accessorio del 2007, ma l'inoperoso assessore al personale si guarda bene dall'avviare costruttivi tavoli negoziali''. ''La RdB-CUB - rileva Betti - e' l'unica organizzazione sindacale ad avere mani libere, oggi come ieri. Cosi' come ieri criticavamo D'Ubaldo per i suoi attacchi al personale mentre numerosi incarichi venivano affidati a consulenti esterni, oggi siamo nella piena ragione e nel pieno diritto di censurare l'operato di Alemanno. Per questo, insieme alle assemblee dei lavoratori e alle altre iniziative di lotta abbiamo avviato le procedure per lo sciopero'', conclude il dirigente RdB-CUB.

ROMA: VALERIANI (PD), ALEMANNO PAGA BENE... MA PREDICA MALE

(ASCA) - Roma, 5 nov - ''L'attitudine migliore di questo sindaco sembra proprio quella di dire una cosa e di farne un'altra. Predicare l'austerity e poi superpagare, come non era mai stato fatto prima, uno dei suoi piu' stretti collaboratori e' davvero l'esempio piu' calzante per far capire a chi ci ascolta esattamente il contrario''. Lo dichiara in una nota il consigliere comunale del Pd, Massimiliano Valeriani. ''Se quanto annunciato oggi da Rdb-Cub Pubblico impiego - aggiunge Valeriani - risultasse vero, avremmo a che fare, e non sarebbe certo la prima volta per Alemanno e la sua Giunta, con uno nuovo gravissimo scandalo proprio sotto gli occhi dei cittadini, che si stanno rendendo conto di quanti danni l'Amministrazione scellerata e sconsiderata della destra in Campidoglio ha provocato e purtroppo, mi pare di capire, continuera' a provocare''.


5 novembre 2008 - Omniroma

COMUNE, RDB-CUB: «SU INCARICHI ESTERNI SURCLASSATO VELTRONI»

(OMNIROMA) Roma, 05 nov - «Dopo aver sostenuto che Veltroni ha lasciato un buco di bilancio tale da non permettere di rispettare gli accordi sindacali - tra cui la stabilizzazione dei precari, la riqualificazione del personale interno, l'assunzione dei vincitori di concorsi pubblici - la Giunta Alemanno, con la delibera n. 323 del 15 ottobre scorso, confeziona l'incarico per il suo nuovo capo di Gabinetto Sergio Gallo, che riceverà 292.135 euro l'anno (oltre mezzo miliardo di vecchie lire). Questa cifra surclassa i compensi di ogni dirigente comunale, compresi i due precedenti capo di Gabinetto: sia per Meschino, nominato da Veltroni, che per il dimissionario Santoro, nominato da Alemanno, era previsto un compenso di 75.000 euro annui onnicomprensivi». È quanto si legge in una nota Rdb-Cub Pubblico impiego. «A questo punto è chiaro che i risparmi di cui vanno riempiendosi la bocca il sindaco e i suoi assessori servono invece a garantire le copiose prebende degli esterni, anche a spese del personale direttamente impegnato nei servizi - dichiara Roberto Betti, dirigente RdB-Cub al Comune di Roma - In qualità di Commissario Straordinario per il rientro del debito, Alemanno continua a tenersi irregolarmente in cassa i soldi della produttività dei dipendenti che avrebbero dovuto essere erogati ad aprile. Allo stesso tempo giacciono congelati nelle casse comunali oltre 18 milioni di euro del salario accessorio del 2007, ma l'inoperoso assessore al personale si guarda bene dall'avviare costruttivi tavoli negoziali». «La RdB-Cub - prosegue Betti - è l'unica organizzazione sindacale ad avere mani libere, oggi come ieri. Così come ieri criticavamo D'Ubaldo per i suoi attacchi al personale mentre numerosi incarichi venivano affidati a consulenti esterni, oggi siamo nella piena ragione e nel pieno diritto di censurare l'operato di Alemanno. Per questo, insieme alle assemblee dei lavoratori e alle altre iniziative di lotta abbiamo avviato le procedure per lo sciopero».

COMUNE, FOSCHI (PD): «GRAVE DENUNCIA RDB SU STIPENDI»

(OMNIROMA) Roma, 05 nov - «Se quanto denunciato oggi da una nota di Rdb-Cub Pubblico impiego fosse confermato, ancora una volta il sindaco avrebbe dato prova di come sia possibile smentire se stessi. Prima infatti parla del bilancio del Campidoglio come di un bilancio in crisi, paventando l'esistenza di un buco miliardario che in realtà non è mai esistito, poi aggiunge che bisogna rimboccarsi le maniche e quindi annuncia tagli alla cultura e al sociale. Infine scopriamo che ci sono anche le eccezioni, come quella del suo Capo di Gabinetto, che può vantare uno stipendio che nessun altro dirigente del Comune ha mai percepito fino ad ora, e cioè quasi 300mila euro. Ecco un altro esempio di come si predica bene e si razzola male». Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del Pd Enzo Foschi.

COMUNE, VALERIANI (PD): «GRAVE DENUNCIA RDB»

(OMNIROMA) Roma, 05 nov - «L'attitudine migliore di questo sindaco sembra proprio quella di dire una cosa e di farne un'altra. Predicare l'austerity e poi superpagare, come non era mai stato fatto prima, uno dei suoi più stretti collaboratori è davvero l'esempio più calzante per far capire a chi ci ascolta esattamente il contrario». Lo dichiara in una nota il consigliere comunale del Pd, Massimiliano Valeriani. «Se quanto annunciato oggi da Rdb-Cub Pubblico impiego - aggiunge Valeriani - risultasse vero, avremmo a che fare, e non sarebbe certo la prima volta per Alemanno e la sua Giunta, con uno nuovo gravissimo scandalo proprio sotto gli occhi dei cittadini, che si stanno rendendo conto di quanti danni l'Amministrazione scellerata e sconsiderata della destra in Campidoglio ha provocato e purtroppo, mi pare di capire, continuerà a provocare».

COMUNE, PORTAVOCE SINDACO: «SINISTRA RECORD PER INCARICHI ESTERNI»

(OMNIROMA) Roma, 05 nov - «In merito alle polemiche sugli incarichi esterni conferiti dall'attuale Amministrazione, si rende noto che lo scorso 23 luglio la Giunta ha deliberato una drastica riduzione dei dirigenti esterni che passano dai precedenti 31 agli attuali 12, con un risparmio pari a 2 milioni e 470mila euro annui. Solo nel 2007, così come rilevato da un importante quotidiano finanziario, per le spese dei consulenti esterni l'Amministrazione Veltroni ha erogato una cifra pari a 1 milione e 980mila euro: la più alta in assoluto per tutti i Comuni d'Italia. Più in generale, per tutti gli incarichi esterni la Giunta di centrosinistra, ha complessivamente messo a disposizione la sbalorditiva somma di 30 milioni di euro, dei quali 15 effettivamente spesi». Lo dichiara in una nota Simone Turbolente, portavoce del Sindaco di Roma. «In particolare - aggiunge - per quanto riguarda il compenso percepito dal Capo di Gabinetto del Comune di Roma, dottor Sergio Gallo, le notizie diffuse dal sindacato RdB-CUB sono erronee e strumentali. Il Capo di Gabinetto, infatti, come magistrato in aspettativa senza assegni - così come da delibera del plenum del Csm di oggi - percepisce una retribuzione annua lorda pari a 210mila euro, e non quella di 292mila e 135 euro che, in realtà, costituisce un massimale previsto per questo tipo di incarico. Lo stipendio lordo effettivo dell'attuale Capo di Gabinetto è in linea con quello percepito dal magistrato per l'incarico da lui ricoperto presso il ministero della Giustizia».


5 novembre 2008 - Dire

PROVINCIA BOLOGNA. PRECARI, FURIA RDB: SI VA ALLO SCIOPERO
BETTI: NON SOLO TAGLI SUI PRECARI, SARANNO ANCHE SULLE SCUOLE

(DIRE) Bologna, 5 nov. - La vertenza dei precari della Provincia di Bologna si inasprisce: "Basta. Si va allo sciopero", tuonano le Rdb. Dopo l'incontro di lunedi' con la presidente Beatrice Draghetti, il sindacato di base decide di alzare il livello della "mobilitazione contro la giunta provinciale di Bologna". LO annuncia poche ore prima dalla commissione che a Palazzo Malvezzi, oggi pomeriggio, fara' incontrare i rappresentanti dei lavoratori con tutti i gruppi consiliari. La decisione di incrociare le braccia (probabilmente ai primi di dicembre) arriva "dopo le risposte totalmente insufficienti da parte della presidente Draghetti in merito alle assunzioni dei lavoratori precari- spiega in una nota Massimo Betti, responsabile delle Rdb- e dopo l'approvazione da parte del Consiglio provinciale di una variazione di bilancio che taglia tre milioni di euro per le spese del personale". Le Rdb hanno gia' avviato le procedure per convocare lo sciopero "contro un'amministrazione che, ricordiamo, non ha rispettato il patto di stabilita' facendo pagare un prezzo altissimo alle lavoratrici e ai lavoratori dell'Ente". E ai licenziamenti, alle mancate assunzioni, alla diminuzione del salario e all'aumento dei carichi di lavoro, le Rdb aggiungono pure che "sara' inevitabile un taglio delle risorse per i servizi ai cittadini a partire dalle strutture scolastiche". Per Betti, in altre parole, "l'attuale Giunta ha combinato un disastro ed ora cerca in tutti i modi di nascondere le proprie responsabilita'", tanto che non c'e' stata "nessuna minima assunzione di responsabilita' da parte della Giunta, a partire dalla presidente Draghetti". Le lavoratrici e i lavoratori, incalza Betti, sono "colpiti dai frutti avvelenati di una amministrazione insipiente". Da qui l'appello, duro, ai partiti: "Nessuna forza politica, magari con la scusa della campagna elettorale- scrive Betti- puo' permettersi di agire come le tre scimmiette (non vedo, non sento, non parlo) a fronte di un disastro che colpira' duramente la condizione di vita di centinaia di lavoratrici e lavoratori". Stesso discorso per le istituzioni locali (cioe' Prefettura, Anci, Upi e Regione Emilia-Romagna), alle quali le Rdb hanno chiesto di aprire un tavolo interistituzionale: "Non possono permettersi un comportamento di indifferenza".

COMUNE ROMA. RDB:A NUOVO CAPO GABINETTO PIÙ DI 292 MLN ANNUI
"ALEMANNO SUPERA VELTRONI NEGLI INCARICHI AFFIDATI ALL'ESTERNO"

DIRE) Roma, 5 nov. - "Dopo aver sostenuto che Veltroni ha lasciato un buco di bilancio tale da non permettere di rispettare gli accordi sindacali, tra cui la stabilizzazione dei precari, la riqualificazione del personale interno, l'assunzione dei vincitori di concorsi pubblici, la Giunta Alemanno, con la delibera 323 del 15 ottobre scorso, confeziona su misura l'incarico per il suo nuovo capo di Gabinetto, Sergio Gallo, che ricevera' ben 292.135,49 euro l'anno (oltre mezzo miliardo di vecchie lire)". E' quanto afferma in una nota Roberto Betti, dirigente del sindacato RdB-Cub al Comune di Roma, secondo il quale "questa cifra surclassa i compensi di ogni dirigente comunale, compresi i due precedenti capo di Gabinetto: sia per Meschino, nominato da Veltroni, che per il dimissionario Santoro, nominato da Alemanno, era previsto un compenso di 75.000 Euro annui onnicomprensivi". "A questo punto- puntualizza l'esponente sindacale- e' chiaro che i risparmi di cui vanno riempiendosi la bocca il sindaco e i suoi assessori servono invece a garantire le copiose prebende degli esterni, anche a spese del personale direttamente impegnato nei servizi". Continua Betti: "In qualita' di commissario straordinario per il rientro del debito, Alemanno continua a tenersi irregolarmente in cassa i soldi della produttivita' dei dipendenti che avrebbero dovuto essere erogati ad aprile. Allo stesso tempo giacciono congelati nelle casse comunali oltre 18 milioni di euro del salario accessorio del 2007, ma l'inoperoso assessore al Personale si guarda bene dall'avviare costruttivi tavoli negoziali". "La Rdb-Cub- conclude Betti- e' l'unica organizzazione sindacale ad avere mani libere, oggi come ieri. Cosi' come ieri criticavamo D'Ubaldo per i suoi attacchi al personale mentre numerosi incarichi venivano affidati a consulenti esterni, oggi siamo nella piena ragione e nel pieno diritto di censurare l'operato di Alemanno. Per questo, insieme alle assemblee dei lavoratori e alle altre iniziative di lotta abbiamo avviato le procedure per lo sciopero".

COMUNE ROMA. FOSCHI:SU STIPENDI ALEMANNO SMENTISCE SE STESSO
CAPO GABINETTO PRENDE QUASI 300.000 EURO, LIMITE NON ERA 120.000?

(DIRE) Roma, 5 nov. - "Se quanto denunciato oggi da una nota di Rdb-Cub Pubblico impiego fosse confermato, ancora una volta il sindaco avrebbe dato prova di come sia possibile smentire se stessi. Prima infatti parla del bilancio del Campidoglio come di un bilancio in crisi, paventando l'esistenza di un buco miliardario che in realta' non e' mai esistito, poi aggiunge che bisogna rimboccarsi le maniche e quindi annuncia tagli alla cultura e al sociale. Infine scopriamo che ci sono anche le eccezioni, come quella del suo Capo di Gabinetto, che puo' vantare uno stipendio che nessun altro dirigente del Comune ha mai percepito fino ad ora, e cioe' quasi 300mila euro. Ecco un altro esempio di come si predica bene e si razzola male". E' quanto afferma in una nota il consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi, che prosegue: "Dulcis in fundo, sempre se la notizia fosse confermata, il sindaco questa volta smentirebbe il suo stesso portavoce, che non meno di 3 mesi fa ha pubblicamente dichiarato che gli stipendi dei dirigenti del Comune di Roma non avrebbero superato la cifra lorda annua di 120mila euro. D'altronde se chi si somiglia si piglia, adesso comprendiamo perche' il sindaco e il suo portavoce lavorano insieme. La capacita' di mistificare- conclude Foschi- la realta' e' la stessa" .

DISABILI. ASSUNZIONI CAI, SINDACATI: RISCHIO DICRIMINAZIONI

(DIRE-notiziarioSanita') Roma, 5 nov. - Su Cai e Alitalia non si placa la bufera. Mentre Colaninno annuncia le imminenti assunzioni di 12.000 lavoratori alza i toni contro chi - lavoratore o sindacato che sia - non accetta le sue condizioni, non si smorza l'allarme sui criteri discriminatori annunciati il 22 ottobre dall'azienda. Criteri che si prospettavano fortemente penalizzanti per chi avesse carichi familiari, in particolare per lavoratori disabili e beneficiari della legge 104 per l'assistenza a familiari con disabilita'. Proviamo a fare un po' di chiarezza sulla questione, che ha destato la preoccupazione e lo sdegno di associazioni e sindacati. Tutto e' iniziato il 22 ottobre, quando nel corso di una riunione sono state esplicitate alle organizzazioni sindacali le modalita' e i criteri con cui sarebbero stati selezionati e riassunti i dipendenti del Gruppo Alitalia e Airone al netto delle espulsioni gia' dichiarate. Tra questi criteri dominava l'assoluta discrezionalita' dell'azienda: non sarebbero quindi stati riassunti, tra gli altri, i lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di legge 104, i genitori con figli invalidi a carico (legge 104), i lavoratori con familiari invalidi a carico (legge 104). Sarebbero inoltre state valutate discrezionalmente le percentuali di assenze per malattia dell'ultimo triennio e sara' valutata l'anzianita' aziendale. Una linea dura, quindi, che ha incontrato l'opposizione di alcuni sindacati ('http://www.superabile.it/CANALI_TEMATICI/Lavoro/News/info-8252204')>http://www.superabile.it/CANALI_TEMATICI/Lavoro/News/info-8252204 7.html) e ha portato a un ulteriore confronto. L'onda di protesta ha provocato un ammorbidimento dei toni e una esigenza di chiarimento da parte dei vertici aziendali, testimoniati dall' "Accordo sui criteri di assunzione a tempo indeterminato", siglato da Cai e sindacati, d'intesa con il governo, il 31 ottobre a Palazzo Chigi e reso noto, per motivi di trasparenza, sul Sole 24 ore e altre testate. Il testo finale indica, tra i criteri di selezione dei 12.500 dipendenti della Nuova Alitalia, anche i carichi familiari, dando priorita' al "genitore di minore coná handicap grave, a nuclei monoreddito", alla "presenza di minori in famiglia, comprese le situazioni di affido e adozioni" (si veda www.ilsole24ore.com). Inoltre le limitazioni indicate da Cai nei criteri di assunzione non varranno per "le lavoratici in astensione obbligatoria " e per "i lavoratori o le lavoratrici inidonei al servizio per una durata massima di 365 giorni". Un ripensamento? Un chiarimento? Non sono molto ottimisti, a questo proposito, ne' i sindacati piu' agguerriti ne' le associazioni dei disabili. "Le smentite di Sabelli confermano le intenzioni dell'azienda", commenta Pietro Barbieri, presidente della Fish e autore di una lettera inviata proprio ieri al presidente Colaninno. "D'altra parte non e' una novita': in ogni momento di crisi aziendale tutti, sindacati compresi, sono pronti a sacrificare i diritti dei lavoratori disabili. E' un meccanismo ordinario: lo ha fatto la Fiat negli anni '60, creando reparti riservati a disabili e sindacalisti. Lo ha fatto, recentemente, la Telecom, spostando disabili e sindacalisti in un'azienda poi esternalizzata, che fara' una brutta fine". Ma l'accordo del 31 ottobre non segna un passo avanti rispetto alla linea dura annunciata da Cai il 22 ottobre? "Sono parole, la sostanza resta. E la sostanza sono le liste di proscrizione di cui abbiamo notizia: liste che identificano le persone beneficiarie della 104 e le inscrivono nell'elenco degli esuberi. O quelle carte vanno al macero, oppure e' evidente che quei criteri saranno applicati". Le garanzie promesse dall'accordo del 31 ottobre non convincono neanche il Cub Trasporti, l'unico sindacato che fin dal principio ha detto no alle condizioni di Cai. "Secondo l'accordo siglato a palazzo Chigi, le tutele sono riservate ai lavoratori cin un minore disabile in famiglia. - spiega Antonio Amoroso, della segreteria nazionale del Cub-Trasporti . Ma se il figlio e' maggiorenne? Le stesse garanzie saranno estese a tutti i beneficiari della legge 104? Di questo l'accordo non parla e dunque non sgombra il campo da possibili discriminazioni". Lo scenario, insomma, non e' rassicurante: e c'e' motivo di credere che le esigenze tecnico-organizzative dell'azienda prevarranno sulle tutele previste dalla legge per i lavoratori con carichi familiari.


5 novembre 2008 - Leggo

Assunti 39 precari

Roma - 39 precari e 8 vincitori di concorso del comparto artistico del coro del Teatro dell’Opera sono stati stabilizzati. Lo ha comunicato il sindacato Rdb-Cub.


5 novembre 2008 - Corriere di Bologna

La polemica Protesta contro lo stop alle assunzioni per i vincitori di concorso
Provincia, i precari bloccano il Consiglio
La Provincia ha sforato nel 2007 il patto di stabilità. Il decreto Brunetta le impone di conseguenza il blocco delle assunzioni

Bologna - Proteste, striscioni, consiglio provinciale bloccato, polemica tra gruppi consiliari e giunta. A Palazzo Malvezzi ieri è andato in onda lo stesso film del 30 settembre, quando la sessantina di lavoratori precari che non verrà riconfermata aveva fatto sentire la propria voce contro il blocco delle assunzioni deciso dalla presidente Draghetti in seguito al decreto Brunetta.
La trama è nota, il finale (forse) già scritto. La Provincia «non può» — hanno detto più volte la presidente e il direttore generale — assumere lavoratori a contratto in seguito ai nuovi parametri introdotti dalla legge 122 sul (mancato, in questo caso) rispetto del patto di stabilità. Risultato: 63 precari a rischio, 38 dei quali vincitori di regolare concorso. Una novità è però sopraggiunta due giorni fa. Oltre 250 dipendenti dell'ente (un quarto del totale), ha indirizzato ai vertici una lettera di fuoco in cui si esprime solidarietà ai contrattisti e si criticano le scelte della stessa giunta.
Una commissione si occuperà del caso dei precari questa mattina, ma ieri pomeriggio una trentina di loro ha interrotto la seduta del Consiglio chiedendo di parlare con i capigruppo.
«Ci hanno proposto un piano di stabilizzazioni dai numeri improponibili, bassi e molto dilatati nel tempo », ha detto Antonio Dalmasso delle Rdb. I precari chiedono l'assunzione di tutti i lavoratori coinvolti (come la stessa presidente aveva iniziato a fare nel 2007 e 2008, salvo poi bloccare il piano).
Ma ieri sulla polemica è intervenuto anche il capogruppo di An Sergio Guidotti. Il consigliere ha chiesto alla presidente una risposta alla lettera dei 250 dipendenti. «Ricordo — ha detto — le responsabilità storiche delle amministrazioni che si sono succedute alla guida dell'ente e che hanno pesantemente contribuito a determinare l'attuale insostenibile situazione di bilancio».(Si.Sa.)


5 novembre 2008 - Roma notizie

CUB-RDB, EDUCATRICI DI NIDI E SCUOLE DI INFANZIA IN ASSEMBLEA

Roma - Si svolge giovedì 6 novembre presso la sede dell’Assessorato alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma, in via Capitan Bavastro 94, dalle ore 15.00 alle 18.00, l’assemblea del personale degli asili nido e delle scuole dell’infanzia del Comune di Roma indetta dalla RdB-CUB. Molti i temi che saranno toccati nel corso dell’Assemblea. Si va dalle questioni più rilevanti quale il mancato rispetto dell’accordo sindacale del 21 febbraio 2008 (recepito con delibera di Giunta n. 88 del 25/2/2008) che prevedeva la stabilizzazione di 1000 lavoratrici precarie del settore, a questioni più specifiche quali la mancata pubblicazione del bando per il corso-concorso riservato al personale precario dei nidi, le mancate sostituzioni nelle scuole dell’infanzia con il conseguente aumento del carico di lavoro per il personale, o la mancata erogazione del buono pasto. "Per quanto riguarda in particolare i nidi, l’assessore Marsilio continua a temporeggiare da mesi", evidenzia Caterina Fida, responsabile RdB-CUB del settore per il Comune di Roma. "Nonostante alla fine di giugno l’assessore avesse assunto l’impegno a ripristinare una unità lavorativa in più per ciascun nido comunale, ad oggi quell’intesa, che RdB giudicò insufficiente a correggere i guasti provocati dagli accordi intercorsi tra Cgil Cisl e Uil e l’ex assessore Coscia, viene disattesa provocando gravi ripercussioni sulla qualità del servizio erogato", conclude Fida. La RdB ha contemporaneamente sollecitato il sindaco Alemanno e l’assessore Marsilio ad un confronto sindacale ed ha avviato le procedure obbligatorie di conciliazione, atto preliminare per mobilitare il personale capitolino e giungere, in caso di esito negativo, allo sciopero.


5 novembre 2008 - Il Salvagente

I piloti: ''Se il contratto non è un sudoku, lo firmiamo'' Berlusconi: ''Vedrò i soci Cai''
Assemblea di Anpac e Up a Fiumicino. Parla anche Cavola, segretario Sdl.
di Michela Rossetti

C'è voluta soltanto un'ora di assemblea dei due sindacti dei piloti per consentire ai 4 sindacati autonomi di Alitalia (quindi anche a quelli degli assistenti di volo) per stilare un documento unitario da inviare al governo e alla Cai. I 4 rifiutano di farsi etichettare come "fronte del No" e chiedono chiarimenti sul testo da sottoscrivere. Che ritengono ambiguo.
Ma andiamo con ordine. Nel primo pomeriggio si riuniscono i piloti del fronte del no (Up e Anpac), dopo la rigida chiusura di governo e Cai alla richiesta d’incontro da parte dei sindacati autonomi per chiarire le discrepanze tra l’accordo quadro di settembre e quello firmato venerdì scorso dai confederali (Cisl, Uil, Cgil e Ugl).
Autonomi: non siamo noi il fronte del no
Appena un’ora dopo l’inizio della riunione, ecco una nota congiunta dalle 4 sigle autonome di piloti e assistenti di volo criticare la chiusura di Cai e ministri dell’esecutivo: "Alcuni importanti esponenti del governo, facendo eco ed amplificando le dichiarazioni del presidente di Cai, Roberto Colaninno, nelle ultime ore hanno comunicato la totale indisponibilità al dialogo con quello che è stato definito impropriamente il Fronte del no. Queste esternazioni evidenziano, chiaramente e per tutti, chi è ragionevole e dimostra buon senso e chi no".
Disponibili a sottoscrivere i documenti, se Cai dice il vero
Anpac, Unione Piloti, Avia e Sdl Intercategoriale, firmano unitariamente il documento che richiama al dialogo, nonostante che le rigide posizioni di Cai e ministri non facciano altro che "gettare benzina sul fuoco", scrivono i sindacati. "Le sigle autonome sono e resteranno disponibili a redigere i necessari documenti di stesura tecnica, se coerenti con quanto concordato e sottoscritto a settembre 2008, purché vengano esplicitamente esclusi quei criteri di assunzione, oggi presenti iniqui e discriminatori anche sotto il profilo sociale". Chiara la posizione dei sindacati. Se Cai dice il vero e vuole rispettare le tutele sociali previste dalla legge, "non vedremmo alcun problema nell'esplicitarle chiaramente e formalmente nel verbale di intesa".
Riunione informativa
La riunione era iniziata alle 14, all'hotel Hilton di Fiumicino. Si è trattato di un incontro di soli piloti (Up e Anpac) senza assistenti di volo. "Una riunione informativa per i lavoratori della nostra categoria", ci spiega Nelson Ferrera, portavoce dell’Anpac, l’Associazione nazionale piloti aviazione commerciale. "Come muoverci a seguito della chiusura che abbiamo registrato nei giorni scorsi sarà deciso in un secondo tempo dal consiglio generale". Non si pronuncia la parola "sciopero", alla nostra domanda su eventuali astensioni dal lavoro; ma si ribadisce come l’incontro di oggi servirà a informare sui "tanti punti disattesi venerdì scorso rispetto all’accordo quadro di settembre".
Contratto come un sudoku
"Un contratto che assomiglia a un sudoku", ci spiega il portavoce dell’Anpac; perché l’adeguamento con i contratti Air One promessi a settembre sono vaghi e imprecisi. Ci sono parti che si riferiscono ai contratti attuali della compagnia; mentre altre sono dei contratti del 2001; scaduti e arretrati di quasi 9 anni".
Colaninno insiste sui piloti Ryanair
Non si scompone Ferrera quando gli chiediamo un commento sulla dichiarazione di Colaninno, che oggi afferma: "Non ci sentiamo responsabili del fallimento dell'Alitalia di oggi, noi ci sentiamo responsabili dell'Alitalia che andremo a gestire. Noi diciamo al mercato che abbiamo bisogno di 12.635 persone. Potremmo assumere anche un pilota Ryanair". Si ribadisce quindi un chiaro messaggio per i piloti, non siete indispensabili.
E il portavoce Anpac è altrettanto cristallino: "Simili dichiarazione si giustificano esclusivamente perché il presidente Cai non conosce la realtà delle compagnie. Ryanair ha un bacino di piloti esperti e più anziani, di circa 60 anni, che vengono da altre compagnie, come British; e una grande parte composta da piloti giovanissimi. Se questo significa italianità….".
Un nuovo intervento di Berlusconi
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ringraziato pubblicamente gli imprenditori raccolti nella cordata in Cai e ha annunciato che li vedra' presto: "ho pensato che gli imprenditori avrebbero rinunciato, invece sono rimasti, e li incontrerò la prossima settimana", ha annunciato il Premier durante il suo intervento al Salone del motociclo di Milano. Berlusconi ha detto "grazie a questi coraggiosi imprenditori che vogliono fare di Alitalia una compagnia dedita al profitto per portare qui i turisti stranieri".
Alitalia, ha sostenuto, "non l'abbiamo svenduta ai francesi: conosciamo i nostri cugini, loro, gli stranieri e i nuovi ricchi dei Paesi emergenti, non li avrebbero portati a visitare le nostre attrazioni turistiche". Il Presidente del Consiglio, inoltre, ha confessato di aver avuto "i brividi quando ho visto lo striscione 'meglio falliti che con i banditi', perché gli imprenditori si sarebbero potuti lavare le mani. Fate come me - è il suo appello - 'amo l'Italia, volo Alitalia'".
Gli assistenti di volo non sono "gelosi" dei piloti
Anche Sdl e Avia, i due sindacati autonomi degli assistenti di volo che fanno parte del "Fronte del No", concordano sulla decisione di Anpac ed Up di convocare un'assemblea informativa dei propri iscritti.
"È un'iniziativa concordata - dice Andrea Cavola, della segreteria nazionale Sdl - ne conosciamo le motivazioni, le condividiamo e rientra nella strategia delle quattro organizzazioni sindacali".
Da parte sua, il presidente di Avia, Antonio Divietri, definisce l'iniziativa legittima: "Un passaggio di comunione con i propri associati".
Iniziative? Il presidente dell’Avia risponde all’Ansa: "È possibile. Ma a quel punto le risposte saranno corali, non solo da parte del personale di Alitalia, ma con il coinvolgimento di tutto il trasporto aereo. Ovviamente, con preavviso per il cittadino e nel rispetto della legge. La gente è stanca della telenovela Alitalia, ma lo sono anche i dipendenti".
Le posizioni di ieri di Scajola e Colaninno
Quello che emerge è che le organizzazioni degli autonomi sentono il bisogno di fare il punto subito, dopo che, sia da parte del governo (con i ministri Scajola e Sacconi) che da parte della Cai (Colaninno da Hanoi), sono arrivati soltanto dei no alle richieste di chiarimento arrivate dall'assemblea di lunedì scorso Fiumicicno. Su Alitalia, ormai, non si risparmiano minacce e frasi ad effetto, dopo la richista di chiarimenti dei sindacati autonomi di hostess (Sdl, Avia, Anpav e Cub) e piloti (Anpac e Up) sulle discrepanze tra l'accordo firmato a palazzo Chigi e quello presentato a ottobre. L'azienda guidata da Colaninno è ferma: "non ci sono discrepanze sugli accordi"; e il manager in persona oggi si lancia in poco velate intimidazioni: i piloti non accettano? "Chiameremo quelli di Ryanair…". Alla posizione di Cai si affianca il ministro dello Sviluppo Economico Scajola che si esprime senza mezzi termini: "nessuna trattativa, ormai le opere di mediazione sono state fatte". Giornata quantomeno convulsa, dichiarazioni alla mano. E gli assistenti di volo? Ieri la parola sciopero è stata pronunciata con cautela. Quali saranno le prossime mosse, ci si aspettava posizioni tanto rigide? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Cavola, segretario nazionale e presidente del sindacato assistenti di volo Sdl. Che non si risparmia su spiegazioni pratiche e scenari politici. E ribadisce richieste che confermano un "fronte del no" deciso e motivato. Andiamo con ordine. Presidente, oggi si registra una posizione di forte chiusura. Come vi muoverete?
Noi ci stiamo già muovendo. Legittime le posizioni di Cai e governo, ma mi lasci dire come sia quantomeno curioso che il governo smentisca sé stesso. Noi non chiediamo la riapertura di una trattativa; ma l'applicazione di quanto concordato a Palazzo Chigi a settembre.
Non sembra che la vostre richiesta abbia però trovato riscontro. Tanto Cai quanto il governo non sembrano voler accettare alcun incontro.
Se il governo e Cai insistono con questa posizione di chiusura, le 5 sigle sindacali sapranno rispondere in modo congruo.
Sembra una dichiarazione di guerra.
Non è dipeso da noi. Se a Colaninno piace interpretare lo sceriffo Tex Willer, noi ci adeguiamo. Uno dei punti più discussi riguarda la discrezionalità di assunzione, che secondo Sdl e le altre sigle autonome consentirebbe a Cai di non assumere chi è gravato da condizioni sociali particolari o di evidente disagio (ad esempio le hostess con figli piccoli, che sono esonerate dal lavoro notturno in base alla legge 104). Colaninno vi smentisce, come replicate?
Se si legge con attenzione quella parte del contratto, è vero che si concede la priorità a determinate categorie "svantaggiate"; ma solo dopo aver soddisfatto tutti i punti precedenti; in un secondo tempo e in seguito alle esigenze tecnico-organizzative dell'azienda. Quindi la nostra contestazione rimane immutata.
Tra l'altro è facile smentirci a parole, a voce. Lo facciano per iscritto, riscriviamo questo contestatissimo passaggio in modo chiaro; perché noi vogliamo solo il rispetto della legge italiana.
Però anche i sindacati confederali si schierano con Cai su questo particolare punto. Sembrate in minoranza, e non crede sia lecito dubitare delle vostre parole?
Non sono parole; ma un testo scritto nero su bianco. E la posizione dei confederali nasce da esigenze politiche. Cisl e Uil stanno cercando di escludere Cgil, e non solo sulla trattativa Alitalia. È una battaglia continua, dalla scuola agli statali. La Cgil ha paura, come naturale, di rimanere isolata. E Ugl, con la Polverini, pur di sedersi ad un tavolo di trattativa firmerebbe qualunque accordo. Quello di cui non di rendono conto è che su Alitalia si sta giocando una partita fondamentale; se passassero questi principi di discrezionalità nelle assunzioni, sarebbe un precedente gravissimo. In altri Paesi una cosa del genere sarebbe intollerabile, le assicuro che in Francia si bloccherebbe tutto.
Il secondo punto cruciale è il part-time. Voi lo richiedete come forma di contenimento degli esuberi, per assumere, in altre parole, un maggior numero di personale. Ma qual è la vera discordanza con l'accordo firmato a settembre?
Non è una discordanza; ma una mancata chiarezza. Se Cai rispondesse in merito: "Mi stai chiedendo condizioni contrattuali diverse, o la riapertura di una trattativa", noi concorderemmo con loro. Ma all'azienda non si richiede nulla di tutto questo; perché non si tratta di aumentare le spese, semplicemente di assumere, con la stessa cifra, più persone. Sembra legittimo, no?


5 novembre 2008 - Metro

Piloti fermi sul ''no'' , Cai decollo per Natale
di VALERIO MINGARELLI

Le sigle sindacali di piloti, steward e hostess Up, Anpac, Avia, Sdl e Cub rimagono ferme nel "no" al Lodo Letta e al piano Cai. Così Roberto Colaninno ha optato per la linea dura: «Il discorso è chiuso, andiamo avanti per la nostra strada. Li convocheremo uno a uno: chi non accetta è fuori». Il presidente di Cai si è espresso anche sulla scelta del partner estero, specificando che sia Lufthansa che Air France hanno le caratteristiche giuste ma una scelta verrà presa solo a fine mese. «Entro Natale però la nuova Alitalia potrà decollare » ha detto lo stesso Colaninno. Tornando al no dei piloti intanto il ministro del Welfare Sacconi ha puntualizzato che chi rifiuta perderà di diritto gli ammortizzatori sociali. Questa affermazione ha scatenato subito la bagarre, con Di Pietro sul piede di guerra che ha parlato di «ricatto politico». Sulle assunzioni dunque Cai rimane ferma sulle sue posizioni: 12.628 persone, tra personale di terra, assistenti di volo e piloti. Intanto nella diatriba Cai-piloti si è inserita Eurofly, che si è detta pronta ad assumere piloti e comandanti di Alitalia. Non solo, ma il gruppo controllato da Meridiana si è detto interessato anche agli slot attualmente in possesso di Alitalia, nell'ambito della procedura di vendita avviata dal Commissario Straordinario Fantozzi. A questo punto è tutto nelle mani dei piloti: un’altra trattativa non ci sarà, quindi o accettano o sarà scontro frontale.


5 novembre 2008 - Il Secolo XIX

«Al vostro posto i piloti di Ryanair»
braccio di ferro sindacati-cai. Colaninno: chi non accetta è fuori. Il governo: lo prevede la legge
di Michele Lombardi

Roma - Alitalia: piovono pietre sul fronte del no. L'offensiva contro le sigle ribelli di piloti e assistenti di volo, che restano in trincea, comincia di buon mattino con il presidente di Cai, Roberto Colaninno, che avverte: «Non c'è nessuna convocazione. Il problema è chiuso, è finito. Chi non accetta finirà fuori, i piloti li prenderemo da Ryanair». «Ci vuole tempo per addestrare i piloti di Ryanair a volare con gli aerei Alitalia», replica Massimo Notaro, uno dei leader dei piloti. Ma non per questo Cai farà marcia indietro. Anzi, l'assedio prosegue e si fa ancora più duro con l'intervento del governo, che vuole mettere i ribelli con le spalle al muro: «Niente cassa integrazione per chi rifiuta il lavoro», dice il ministro Maurizio Sacconi. Si stringe la morsa di Cai e del governo dopo che l'assemblea di lunedì ha chiesto una nuova convocazione a Cai, nel tentativo di appianare le divergenze sui nuovi contratti proposti dalla cordata italiana ai 12 mila 500 lavoratori che potranno salire a bordo della Nuova Alitalia. La Cai però non intende sedersi di nuovo al tavolo con le sigle del no (Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, più i Cub, i comitati di base). E i giochi sono chiusi anche per il governo: «Non c'è spazio per un'altra mediazione, bisogna accelerare il decollo», dice il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola. Se il malessere si trasformerà in scioperi, come qualcuno ha proposto lunedì a Fiumicino, il governo non starà a guardare: «Se dovesse accadere, dovrò riflettere sulla precettazione», avverte il ministro Altero Matteoli. Il quale è convinto che la partita dei contratti non può essere riaperta: «Il negoziato è terminato. Non ci sarà alcuna nuova convocazione», aggiunge il ministro di An, uno che in passato non ha negato il suo appoggio ai piloti. «Chi non firma sbaglia anche se vicino da An», taglia corto Matteoli.
Tra il muro alzato da Colaninno e i colpi sferrati dal governo, le sigle del no risultano ora strette in un angolo e non è chiaro come ne usciranno. Per come stanno ora le cose, non si riescono a immaginare molti altri sbocchi a parete due: o i dissidenti si piegano e firmano, anche loro, l'intesa accettata da Cgil, Cisl, Uil e Ugl o rischiano di essere scaricati e di rimanere senza il paracadute degli ammortizzatori sociali. Una scialuppa di soccorso ancora può arrivare dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani, al quale i sindacati hanno chiesto una mano in frangente drammatico: via la firma della Cgil dal protocollo di Cai per riavviare la trattativa. L'unica voce che si leva a difesa dei sindacati ribelli è quella del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che invita i lavoratori a «fermare gli aerei», se necessario: «Da parte del governo c'è un ricatto politico nei confronti. Matteoli dovrebbe rispondere a un giudice delle sue parole. A Matteoli si è aggiunto il monito esplicito di Sacconi. Ma il concetto non cambia. Un invito a non «gettare benzina sul fuoco» arriva, però, dal ministro ombra del Pd, Pierluigi Bersani, che probabilmente si rivolge anche a Di Pietro. Il governo però precisa che non ci sarà un'altra puntata della telenovela sindacale, che si trascina da mesi e non si chiude mai. La pressione sui ribelli aumenta e si fa sentire. Pesa non poco il fatto che il governo non intenda stanziare un euro in più per dare la cassa integrazione di chi non accetterà l'offerta di lavoro di Colaninno e soci. Sacconi è molto deciso: «Chi non accetterà il lavoro, perderà il diritto agli ammortizzatori sociali. E' la legge», spiega. In ogni caso, il patron di Cai tira dritto per la sua strada: «La nuova compagnia decollerà prima di Natale». Anche se i ribelli non scenderanno dall'Aventino.


5 novembre 2008 - Il Giornale

Colaninno: «Il problema è chiuso Non convochiamo i sindacati»
I ministri Matteoli e Sacconi avvertono: niente ammortizzatori per chi rifiuta il contratto. «Fronte del no» diviso, oggi i piloti da soli in assemblea

Quanto al «fronte del no» e agli ultimi bellicosi spasmi sindacali, Colaninno ha escluso nuove convocazioni dei sindacati: «Il problema è chiuso», ha affermato in maniera definitiva. Da Roma gli hanno dato man forte non uno, non due ma tre ministri: prima quello alle attività produttive, Claudio Scajola, che ha dichiarato: «Non c’è più spazio per una mediazione». Poi quello dei Trasporti, Altero Matteoli, che ha rincarato: «Coloro che non firmano ho qualche dubbio che possano accedere alla cassa integrazione. La norma è chiara: se viene offerto un posto di lavoro, chi dice no non può accedere alla cassa». Infine, quello del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha confermato: «Non è né un’opinione, né una minaccia, né un ricatto. È la legge che così è stata voluta anche da governi diversi». Matteoli ha anche espresso vibranti parole di gratitudine: «Il governo non solo approva, ma ringrazia Cai per la decisione di andare avanti nonostante il no di alcune sigle sindacali».
E veniamo a queste. I sindacati che hanno rifiutato gli accordi sottoscritti un mese fa - Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl e Cub - sanno di essersi cacciati in un cul de sac. L’Anpav - il sindacato degli assistenti di volo che lunedì ha abbandonato l’assemblea di Fiumicino - per bocca del suo presidente Massimo Muccioli fa sapere di essere alla «ricerca di soluzioni che possano determinare la condivisione degli accordi». Per oggi Anpac e Up (piloti) hanno convocato un’altra assemblea a Fiumicino, ma riservata ai propri iscritti, non alle altre categorie. «E questo la dice lunga - mette in evidenza Muccioli - sulla diversità di interessi presenti all’interno del "fronte del no"». Anpac e Up intendono illustrare agli iscritti le motivazioni del rifiuto degli accordi sui contratti firmati da Cai e dai sindacati confederali.
Uno dei tanti fronti ancora aperti riguarda il partner estero per la Nuova Alitalia. Si era detto che la scelta sarebbe scaturita dall’assemblea di Cai del 28 ottobre: così non è stato. Ieri Colaninno ha spostato la previsione alla fine di novembre, osservando che «sia Air France che Lufthansa hanno caratteristiche estremamente interessanti». Ma la scelta, al di là delle dichiarazioni, sembra ormai caduta su Air France, che acquisterebbe il 20% di Cai reso disponibile da un aumento di capitale. Air France, che sarà a quel punto l’acquirente naturale di Alitalia allo scadere delle clausole di lock up sottoscritte dai soci di Cai, promette di essere un socio molto discreto; ma è inevitabile che la sua preferenza di Fiumicino rispetto a Malpensa pesi sui piani industriali, a dispetto di tutti i tentativi leghisti e lombardi di ridare fiato all’ex hub del Nord.
Eurofly (46% Meridiana) ha fatto sapere ieri di essere pronta ad assumere piloti e ad acquistare slot da Alitalia. Un’offerta è stata presentata il 29 settembre al commissario ma non ha ancora ottenuto risposta.


5 novembre 2008 - Redattore Sociale

Assunzioni Cai, i sindacati: ''Le discriminazioni sono un rischio reale''
Anche le associazioni non guardano con ottimismo all'accordo del 31 ottobre. Cub: ''Le tutele sono limitate a genitori di minori disabili. E tutti gli altri beneficiari della 104?''. Barbieri (Fish): ''Ci sono liste di proscrizione''

ROMA – Su Cai e Alitalia non si placa la bufera. Mentre Colaninno annuncia le imminenti assunzioni di 12.000 lavoratori alza i toni contro chi – lavoratore o sindacato che sia – non accetta le sue condizioni, non si smorza l’allarme sui criteri discriminatori annunciati il 22 ottobre dall’azienda. Criteri che si prospettavano fortemente penalizzanti per chi avesse carichi familiari, in particolare per lavoratori disabili e beneficiari della legge 104 per l’assistenza a familiari con disabilità. Proviamo a fare un po’ di chiarezza sulla questione, che ha destato la preoccupazione e lo sdegno di associazioni e sindacati. Tutto è iniziato il 22 ottobre, quando nel corso di una riunione sono state esplicitate alle organizzazioni sindacali le modalità e i criteri con cui sarebbero stati selezionati e riassunti i dipendenti del Gruppo Alitalia e Airone al netto delle espulsioni già dichiarate. Tra questi criteri dominava l’assoluta discrezionalità dell’azienda: non sarebbero quindi stati riassunti, tra gli altri, i lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di legge 104, i genitori con figli invalidi a carico (legge 104), i lavoratori con familiari invalidi a carico (legge 104). Sarebbero inoltre state valutate discrezionalmente le percentuali di assenze per malattia dell'ultimo triennio e sarà valutata l'anzianità aziendale. Una linea dura, quindi, che ha incontrato l’opposizione di alcuni sindacati e ha portato a un ulteriore confronto. L’onda di protesta ha provocato un ammorbidimento dei toni e una esigenza di chiarimento da parte dei vertici aziendali, testimoniati dall’ "Accordo sui criteri di assunzione a tempo indeterminato", siglato da Cai e sindacati, d’intesa con il governo, il 31 ottobre a Palazzo Chigi e reso noto, per motivi di trasparenza, sul Sole 24 ore e altre testate. Il testo finale indica, tra i criteri di selezione dei 12.500 dipendenti della Nuova Alitalia, anche i carichi familiari, dando priorità al "genitore di minore con handicap grave, a nuclei monoreddito", alla "presenza di minori in famiglia, comprese le situazioni di affido e adozioni" (si veda www.ilsole24ore.com). Inoltre le limitazioni indicate da Cai nei criteri di assunzione non varranno per "le lavoratici in astensione obbligatoria " e per "i lavoratori o le lavoratrici inidonei al servizio per una durata massima di 365 giorni". Un ripensamento? Un chiarimento? Non sono molto ottimisti, a questo proposito, né i sindacati più agguerriti né le associazioni dei disabili. "Le smentite di Sabelli confermano le intenzioni dell’azienda", commenta Pietro Barbieri, presidente della Fish e autore di una lettera inviata proprio ieri al presidente Colaninno. "D’altra parte non è una novità: in ogni momento di crisi aziendale tutti, sindacati compresi, sono pronti a sacrificare i diritti dei lavoratori disabili. E’ un meccanismo ordinario: lo ha fatto la Fiat negli anni ’60, creando reparti riservati a disabili e sindacalisti. Lo ha fatto, recentemente, la Telecom, spostando disabili e sindacalisti in un’azienda poi esternalizzata, che farà una brutta fine". Ma l’accordo del 31 ottobre non segna un passo avanti rispetto alla linea dura annunciata da Cai il 22 ottobre? "Sono parole, la sostanza resta. E la sostanza sono le liste di proscrizione di cui abbiamo notizia: liste che identificano le persone beneficiarie della 104 e le inscrivono nell’elenco degli esuberi. O quelle carte vanno al macero, oppure è evidente che quei criteri saranno applicati". Le garanzie promesse dall’accordo del 31 ottobre non convincono neanche il Cub Trasporti, l’unico sindacato che fin dal principio ha detto no alle condizioni di Cai. "Secondo l’accordo siglato a palazzo Chigi, le tutele sono riservate ai lavoratori cin un minore disabile in famiglia. – spiega Antonio Amoroso, della segreteria nazionale del Cub-Trasporti . Ma se il figlio è maggiorenne? Le stesse garanzie saranno estese a tutti i beneficiari della legge 104? Di questo l’accordo non parla e dunque non sgombra il campo da possibili discriminazioni". Lo scenario, insomma, non è rassicurante: e c’è motivo di credere che le esigenze tecnico-organizzative dell’azienda prevarranno sulle tutele previste dalla legge per i lavoratori con carichi familiari. (cl)


5 novembre 2008 - Corriere di Viterbo

Precari, è guerra tra Rdb e Uil
Dura risposta di De Paola (Cub) al comunicato di Sambuci sulla situazione in Provincia. "Noi vogliamo che nessuno debba essere escluso dalla stablizzazione".

Botta e riposta tra Rdb e Uil sulla situazione dei precvari in Provincia. Appare davvero strano che, qualche giorno fa Rdb chiedeva all’Amministrazione trasparenza sulla procedura di assunzione con contratto a tempo determinato di alcuni cococo e oggi la Uil pubblica un comunicato stampa, infarcito di non verità, contro Rdb sulla questione dei precari. E’ Sergio De Paola (Rdb Cub) ad attaccare duramente la Uil. "Verrebbe da chiedersi se l’autore di detto comunicato stampa ‘non comprenda’ gli articoli dei giornali oppure per il gusto della polemica avrebbe sostenuto anche l’insostenibile, oppure se la Uil colta in fallo sulla vicenda non abbia dato una risposta rabbiosa. Innanzi tutto ribadiamo che siamo favorevoli a ogni ipotesi che faccia fuoriuscire dal precariato il maggior numero di lavoratori. Tale affermazione però è valida nel rispetto delle decine di precari della Provincia, nel rispetto dei loro diritti". "In tal senso - continua De Paola - ci è sembrato strano che l’11 settembre ancor prima della delegazione trattante tenutasi il 14 ottobre la Provincia con protocollo 0082386 avesse già stilato una lista di 15 lavoratori cococo ‘da assumere’ con contratto a tempo determinato senza fornirla ai sindacati per una contro verifica da cui potrebbero (e secondo noi esistono) essere individuati ulteriori nominativi. Abbiamo chiesto anche di capire, visto che sono mesi che lo richiediamo uil compresa, come sono state attribuite le ore di collaborazione nel Fondo sociale europeo in relazione agli obiettivi dei progetti perchè un diverso e magari immotivato trattamento oggi comporterebbe l’esclusione di alcuni da un processo di assunzione a tempo determinato". "Infine, per sintesi abbiamo richiesto semplicemente dove queste persone lavoreranno una volta assunte, per poter efficacemente, come ente, ricevere il massimo dei risultati". "Queste scandalose domande hanno infastidito evidentemente la Uil che si ritiene palesemente unica titolata a discutere dei precari, solo di quei quindici però, tanto è che ci risulta non ha ritenuto opportuno convocare o informare la maggior parte di loro, magari pure iscritta, di quanto andava maturando sull’argomento. Una fretta eccessiva a concludere che getta un po’ di sospetto su chi vuole dare lezioni di tutela dei diritti. La Rdb pertanto al contrario della Uil prima ancora del sacro diritto all’assunzione di quindici persone, ritiene doveroso far si che nessun precario possa ritenere di essere stato escluso immotivatamente o che alcune opportunità nel tempo si sono consolidate solo per i più fortunati. Qualora fosse tutto in regola, come ci auguriamo, avremmo fatto solo del bene alla cosa pubblica, se invece emergessero altre problematiche permetteremmo alle parti deboli del mondo del lavoro di tutelarsi. Questo, vorremmo ricordare alla Uil -conclude DePaola - è il sindacato dei diritti, non quello di accettare per alcuni i pasticcini non chiedendosi se gli altri hanno diritto almeno alla pagnotta"


5 novembre 2008 - Il Mattino di Padova

STRISCIA... IL TRAM

Padova - E’ andato in onda ieri sera sulla trasmissione televisiva «Striscia la notizia» il servizio che «indagava» sulle emissioni elettromagnetiche del tram. Il tg satirico di Canale 5 ha mandato qualche giorno fa in città i suoi «inviati» Moreno Morello e Capitan Ventosa. Una denuncia, quella delle onde emesse dal Sir1, ripresa anche da Adl Cobas: Cobas: il sindacato ha chiesto un’indagine approfondita sui rischi per gli autisti che viaggiano diverse ore sul tram.


4 novembre 2008 - Ansa

TEATRO OPERA: RDB-CUB, FINALMENTE STABILIZZATI 39 LAVORATORI

(ANSA) - ROMA, 4 NOV - Con la firma dei verbali di conciliazione presso la Direzione provinciale del lavoro di Roma si è concluso il processo di stabilizzazione di 39 precari «storici» e di 8 vincitori di concorso del comparto artistico del coro del Teatro dell'Opera di Roma. Lo comunica, in una nota, la RdB-Cub. Il sindacato ha espresso «soddisfazione per la conclusione di una vertenza in cui da subito è stato a fianco dei lavoratori, rivendicando la stabilizzazione dei precari sulla base di graduatorie trasparenti per anzianità e ruoli». Il sindacato ha ricordato che «le negoziazioni erano iniziate con una proposta della direzione aziendale per la stabilizzazione di soli 22 lavoratori». La RdB-Cub, che domani incontrerà la direzione della fondazione sul problema degli attrezzisti precari, continuerà «a sostenere i lavoratori nella battaglia per la fine del lavoro a chiamata, per la stabilizzazione progressiva di tutti i precari e per la definizione della pianta organica del Teatro dell'Opera». Secondo la RdB-Cub, infine, «il processo di stabilizzazione potrebbe essere reso possibile utilizzando le ingenti risorse che attualmente vengono destinate ad appalti esterni, il cui ricorso viene favorito anche da una cattiva programmazione ed attingendo alle alte professionalità già presenti nel teatro».


4 novembre 2008 - Omniroma

TEATRO OPERA, RDB-CUB: «STABILIZZATI 39 PRECARI»

(OMNIROMA) Roma, 04 nov - «Con la firma dei verbali di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Roma si è concluso il processo di stabilizzazione di 39 precari 'storicì e di 8 vincitori di concorso del comparto artistico del coro presso il Teatro dell'Opera di Roma. La Rdb-Cub esprime soddisfazione per la conclusione di una vertenza in cui da subito è stata a fianco dei lavoratori, rivendicando la stabilizzazione dei precari sulla base di graduatorie trasparenti per anzianità e ruoli. Si ricorda che le negoziazioni erano iniziate con una proposta della Direzione aziendale per la stabilizzazione di soli 22 lavoratori, e che solo dopo una lunga ed estenuante trattativa si è arrivati a concordare l'assunzione di 39 precari, a tempo indeterminato dal 1 novembre». Lo comunica Rdb-Cub. «La Rdb-Cub - continua la nota - che domani incontrerà nuovamente la Direzione della Fondazione sul problema degli attrezzisti precari, continuerà a sostenere i lavoratori nella battaglia per la fine del lavoro a chiamata, per la stabilizzazione progressiva di tutti i precari e per la definizione della pianta organica del Teatro dell'Opera. Secondo la Rdb-Cub il processo di stabilizzazione potrebbe essere reso possibile utilizzando le ingenti risorse che attualmente vengono destinate ad appalti esterni, il cui ricorso viene favorito anche da una cattiva programmazione, ed attingendo alle alte professionalità già presenti nel Teatro».


4 novembre 2008 - Dire

PROVINCIA BOLOGNA. PROTESTANO I PRECARI, CONSIGLIO SOSPESO
CHIESTE ASSUNZIONI "PER TUTTI", DOMANI NUOVO ROUND IN COMMISSIONE

(DIRE) Bologna, 4 nov. - I dipendenti precari della Provincia di Bologna hanno interrotto, per qualche minuto, i lavori del Consiglio di oggi pomeriggio. Nel corso delle dichiarazioni di apertura, proprio quando il capogruppo del Prc Sergio Spina ne sottolinea la presenza in aula, circa 30 dipendenti si alzano in piedi e dalla prima fila espongono un cartellone: "Cara Provincia, solo in ottobre sono andati a casa..." e seguono i nomi di dieci lavoratori. Cioe' "dieci nuovi disoccupati". Il presidente del Consiglio, Maurizio Cevenini, invita piu' volte "per cortesia" ad abbassare il cartellone. Dopo alcuni tentativi a vuoto, Cevenini e' costretto a sospendere la seduta tra gli applausi dei precari. Dopo un breve colloquio con Spina e con il suo collega di partito Lorenzo Grandi, i dipendenti scambiano alcune battute con lo stesso Cevenini e gli consegnano il cartellone con i dieci nomi. "Abbiamo interrotto il Consiglio- spiega Barbara Gualandi, una delle dipendenti- perche' volevamo parlare con i capigruppo". Cevenini, pero', ha ricordato ai precari che proprio per domani e' convocata una commissione ad hoc sul tema delle stabilizzazioni, con la presenza di tutti i gruppi consiliari. Quindi "ci hanno detto che e' inutile fare un incontro oggi- continua Gualandi- e di fidarci". Il Consiglio riprende quindi la propria attivita'. I lavoratori torneranno a farsi vivi domani. Alla commissione parteciperanno le Rsu, i sindacati e due rappresentanti del Coordinamento dei precari che e' nato negli ultimi mesi. "E una buona delegazione dei lavoratori", aggiunge Antonio Dalmasso delle Rdb, che ribadisce "l'esito assolutamente negativo" dell'incontro di ieri con la presidente: "I numeri prospettati sono improponibili, bassi e molto dilatati nel tempo". Il tavolo sui precari e' stato aggiornato a lunedi' prossimo, ma non si respira un gran ottimismo. Da parte della Provincia "ci sara' il solito giochetto del 'cercheremo di fare qualche sforzo in piu''- prevede Dalmasso- ma sostanzialmente le problematiche permangono". La posizione e le richieste dei precari sono ribadite da un volantino firmato Rdb che anche oggi, come nelle ultime settimane, e' stato distribuito ad inizio Consiglio. "I lavoratori non devono pagare per i vostri errori", si legge sul volantino, con la richiesta precisa di "assunzione di tutti i lavoratori precari, apertura immediata di un tavolo interistituzionale, convocazione di un tavolo di contrattazione aziendale a carattere permanente e straordinario". La Giunta provinciale, in conclusione, "si assuma le proprie responsabilita', senza scaricare le conseguenze di questo disastro sui lavoratori. Non ci sono scuse". Sul tema, quando il Consiglio riprende, interviene anche Sergio Guidotti (An). Il capogruppo finiano chiede alla presidente Beatrice Draghetti una risposta pubblica alla lettera firmata da 250 dipendenti contro le politiche del personale e "contro la presidente dunque", visto che e' Draghetti stessa a gestirne la delega, e ricorda le "responsabilita' storiche delle amministrazioni (tutte di sinistra) che si sono succedute alla guida dell'Ente e che hanno pesantemente contribuito a determinare l'attuale insostenibile situazione di bilancio". La risposta della presidente non trova spazio nella seduta di oggi poiche', come anticipato in apertura, Draghetti ha lasciato da poco l'aula per impegni istituzionali.

SCUOLA. GIOVEDI' PERSONALE ASILI NIDO COMUNALI IN ASSEMBLEA
VERTENZA ANCORA BLOCCATA, AVVIATE PROCEDURE PRELIMINARI SCIOPERO

(DIRE) Roma, 4 nov. - Si svolgera' giovedi' 6 novembre presso la sede dell'assessorato alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma, in via Capitan Bavastro 94, dalle 15 alle 18, l'assemblea del personale degli asili nido e delle scuole dell'infanzia del Comune di Roma indetta dalla Rdb-Cub. Molti i temi che saranno toccati nel corso dell'assemblea -spiega una nota sindacale- Si va dalle questioni piu' rilevanti quale il mancato rispetto dell'accordo sindacale del 21 febbraio 2008 (recepito con delibera di Giunta n.88 del 25/2/2008) che prevedeva la stabilizzazione di 1.000 lavoratrici precarie del settore, a questioni piu' specifiche quali la mancata pubblicazione del bando per il corso-concorso riservato al personale precario dei nidi, le mancate sostituzioni nelle scuole dell'infanzia con il conseguente aumento del carico di lavoro per il personale, o la mancata erogazione del buono pasto. "Per quanto riguarda in particolare i nidi, l'assessore Marsilio continua a temporeggiare da mesi- evidenzia Caterina Fida, responsabile Rdb-Cub del settore per il Comune di Roma- Nonostante alla fine di giugno l'assessore avesse assunto l'impegno a ripristinare una unita' lavorativa in piu' per ciascun nido comunale, ad oggi quell'intesa, che Rdb giudico' insufficiente a correggere i guasti provocati dagli accordi intercorsi tra Cgil Cisl e Uil e l'ex assessore Coscia, viene disattesa provocando gravi ripercussioni sulla qualita' del servizio erogato". La Rdb ha contemporaneamente sollecitato il sindaco Alemanno e l'assessore Marsilio ad un confronto sindacale ed ha avviato le procedure obbligatorie di conciliazione, atto preliminare per mobilitare il personale capitolino e giungere, in caso di esito negativo, allo sciopero.

TEATRO OPERA. RDB-CUB: FINALMENTE STABILIZZATI 39 LAVORATORI

(DIRE) Roma, 4 nov. - Con la firma dei verbali di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Roma si e' concluso il processo di stabilizzazione di 39 precari "storici" e di 8 vincitori di concorso del comparto artistico del coro presso il Teatro dell'Opera di Roma. Lo annuncia la Rdc-Cub che esprime "soddisfazione per la conclusione di una vertenza in cui da subito e' stata a fianco dei lavoratori, rivendicando la stabilizzazione dei precari sulla base di graduatorie trasparenti per anzianita' e ruoli. Si ricorda- si legge in una nota- che le negoziazioni erano iniziate con una proposta della Direzione aziendale per la stabilizzazione di soli 22 lavoratori, e che solo dopo una lunga ed estenuante trattativa si e' arrivati a concordare l'assunzione di 39 precari, a tempo indeterminato dal 1 novembre". La Rdb-Cub, che domani incontrera' nuovamente la Direzione della Fondazione sul problema degli attrezzisti precari, "continuera' a sostenere i lavoratori nella battaglia per la fine del lavoro a chiamata, per la stabilizzazione progressiva di tutti i precari e per la definizione della pianta organica del Teatro dell'Opera". Secondo il sindacato "il processo di stabilizzazione potrebbe essere reso possibile utilizzando le ingenti risorse che attualmente vengono destinate ad appalti esterni, il cui ricorso viene favorito anche da una cattiva programmazione, ed attingendo alle alte professionalita' gia' presenti nel Teatro".


4 novembre 2008 - Agi

ALITALIA: COLANINNO, NON CONVOCHEREMO HOSTESS E PILOTI

(AGI) - Hanoi, 4 nov. - Cai non intende convocare il fronte del 'no' di Alitalia. Lo ha detto il presidente della societa' Roberto Colaninno, incontrando i giornalisti in Vietnam nell'ambito della missione imprenditoriale organizzata da Abi, Confindustria e Ice. 'No, no, no. Non c'e' nessuna convocazione: il problema e' finito, chiuso', ha cosi' risposto Colaninno a chi gli chiedeva se fosse imminente una convocazione dei sindacati autonomi. Quanto alle proteste preannunciate dai duemila dipendenti aderenti a Up, Anpac, Avia, Sdl e Cub, Colaninno ha tenuto a precisare: 'Quando Cai sara' ufficialmente il proprietario di quei beni che abbiamo comprato da Alitalia e da Air One - ha spiegato - quelli che saranno assunti potranno manifestare i loro interessi. Quelli che non saranno assunti, non potranno neanche entrare. Voglio dire, se uno non e' assunto cosa viene a reclamare? Andranno cioe' a reclamare in casa d'altri?'.


4 novembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 39 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Rinnovo contratti, salta l'unità sindacale. Da Cisl e Uil sì a 70 euro lordi di aumenti
* Nessuno vuole vedere i veri sprechi pubblici
* La vicenda Istat approda in Parlamento
* L'Ingv di Enzo Boschi manda sotto il governo
* Per il Cnr il telelavoro è sempre un'araba fenice
* Le statistiche di Brunetta oscurano Trilussa
* Il riscatto della laurea? Ora si fa dal tabaccaio
* Il povero "codesto" sempre più bistrattato


4 novembre 2008 - Corriere della Sera

La storia Dentro l'assemblea
Urla e mozioni, poi Berti disse: trattiamo
Il capo dei piloti prima studia la platea, poi la frena. Dal palco: «Gli italiani non sono con noi»

ROMA — Sono le sette della sera e andiamo via dal tanfo di questa enorme sala mensa, nell'area tecnica dello scalo respiriamo tutti finalmente l'odore buono della salsedine che arriva dal mare, da Fiumicino: sugli appunti, quattro ore di un'assemblea prima eccitata, nervosa, quasi irragionevole, che gridava all'insurrezione, allo sciopero, alle barricate, e poi però di colpo piatta, mansueta, e con gli incendiari spenti, a testa china, in un angolo.
Andiamo via dopo aver votato una mozione assai diplomatica, moderata, quasi governativa, che vince con centinaia di voti a favore, quattordici contro e quattro, al massimo cinque (se quella mano laggiù non è di uno che sta salutando) astenuti. Abbiamo votato pure noi perché costretti, perché ad un certo — quando il comitato di lotta e quelli dei Cub han cominciato a fomentare la folla di piloti, assistenti di volo e personale di terra contro i mass-media — s'è scatenata la caccia al cronista infiltrato e allora in due o tre abbiamo davvero dovuto metterci nella parte, e fare i finti tonti.
Ma adesso che usciamo la sensazione è precisa: quest'assemblea è stata un piccolo capolavoro del comandante Fabio Berti, il gran capo dell'Anpac, l'ex parà della Folgore (vicino, dicono, ad An) con moglie e tre figli e poi soprattutto con la faccia perfetta per una fiction televisiva; ma che — viene da scriverlo con una certa sicurezza — non è solo un fenomeno mediatico: all'opera, in un pomeriggio sindacale delicatissimo, Berti si dimostra infatti abile, spregiudicato e furbo. Anzi, furbissimo.
Per capirci: l'assemblea comincia con toni tosti, a porte chiuse. Fotografi e telecamere fuori. Si entra solo mostrando un tesserino dell'Alitalia. Molti dipendenti senza la divisa, alcune hostess con i figlioletti in carrozzina. Primi interventi: Antonio Di Vietri, leader dell'Avia (assistenti di volo), che arringa e poi, posato il microfono, si volta e fa: «Oggi è la nostra linea del Piave. La Cai deve fare marcia indietro sia sui contratti, sia sui criteri di scelta del personale... Vedrete, prenderemo decisioni di lotta durissime...». Quindi tocca a Berti: che però parte piano, laconico. Racconta la dinamica degli avvenimenti, una cronaca asciutta, indecifrabile.
Che, infatti, agita qualche animo. «Ci avete stufato!». Poi qualche brutta parola. Poi, davanti al tavolo della presidenza, si scatena, improvvisa, addirittura una piccola rissa. Fatta di spinte e insulti (con due schiaffi, forse). La Gloria De Marchis, 51 anni, hostess da 31 in azienda, sbuffa preoccupata: «Stiamo perdendo tempo. Parole inutili e litigi stupidi. Possibile non si riesca ad essere più propositivi e determinati?».
Accontentata. Ecco il suo collega Roberto Valenti, che l'altro giorno ha fondato il comitato di lotta. Un tipo alto, i capelli biondi, la mascella larga (insomma il genere di steward che rende meno allarmanti certi vuoti d'aria): e però pure con un eloquio notevole, le idee chiare da Che Guevara dei cieli, i toni giusti. Infatti l'assemblea si scalda, ondeggia. Ci sono grida di evviva, la Cai deve andarsene a casa, «noi siamo tanti e incazzati...». Proposta: insorgere, scioperare, comunque fare casino.
Prende la parola un tipo che parla lentamente: «Attenti... gli italiani... non sono... con noi». Ma la folla ascolta distrattamente. Si coglie una scarsa abitudine al rito dell'assemblea: ci sono facce già annoiate, c'è quello che telefona alla moglie, il comandante che chiama l'amante, le hostess si raccontano dell'ultimo volo a Osaka, e di come si mangia, divinamente, in quel tal ristorante.
È a questo punto — in questo preciso, studiato momento dell'assemblea — che il comandante Berti si impossessa, nuovamente, della scena. È a questo punto che il burattinaio (a un sindacalista, suoni come un complimento) cala la maschera.
Ora è assai meno laconico di prima. Ora urla. «Allora, cerchiamo di capirci! Io qui sento fare un mucchio di discorsi tosti, mi pare di capire che qui si chieda azione, azione pesante... e io vi dico va bene, certo... ma prima vi dico però anche un'altra cosa: io farò l'azione pesante (leggi, sott'inteso, lo sciopero, ndr) quando sarò sicuro di non avere solo vittime...».
Lo ascoltano in silenzio. «Voglio dire: noi facciamo i duri, e va bene. Ma sapete Cai cosa fa? Comincia a chiamarci uno ad uno. E ci chiede: tu vieni, sì o no? E io, beh, non voglio arrivarci a questa lacerazione, a questa tragedia umana con dentro quelli che diranno sì e quelli che, invece, risponderanno no...».
Perciò adesso votiamo, per alzata di mano, una mozione finale unitaria ma assai annacquata. Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl bocciano l'accordo sottoscritto a Palazzo Chigi da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. «E danno inoltre mandato, ai dirigenti sindacali, di continuare a trattare con...».
Dovreste vedere lo sguardo di Berti. Lo sguardo di un pilota venuto via da una bufera e che dice: torre di controllo, passo... proseguiamo il volo.


4 novembre 2008 - Provincia Pavese/Gazzetta Modena, Mantova, Reggio/Corriere Alpi/Centro/Mattino Padova/Città Salerno/Tribuna Treviso/Alto Adige/Trentino/Tirreno/Nuova Venezia, Sardegna, Ferrara/Libertà/Messaggero Veneto

I piloti decisi: noi non firmiamo
Assemblea a Fiumicino. Si parla di sciopero, l’Anpav se ne va. Il fronte del no chiede un nuovo tavolo e invita la Cgil a ripensarci
di Lucia Visca

ROMA - Promettono battaglia i lavoratori Alitalia. Promettono mobilitazioni e fantasia. Qualsiasi cosa pur di dire «no» all’accordo della Compagnia aerea italiana. Vogliono essere riconvocati, tornare a discutere di esuberi, inquadramento economico, criteri di assunzione, rientro dalla cassa integrazione. Niente di tutto questo, secondo un migliaio di irriducibili riuniti in assemblea ieri pomeriggio, è garantito dal Lodo Letta, sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. E intanto il commissario Augusto Fantozzi ha ricevuto la lettera di offerta della Cai, irrevocabile e vincolante fino al 30 novembre.
Poi, in teoria, si ricomincia a ballare. Forse su questo breve lasso di tempo contano i ribelli, che in passato hanno fatto saltare qualsiasi accordo convinti che il male minore, per Alitalia e per i suoi lavoratori, sia che la compagnia resti nelle salde mani dello Stato. Quello che l’Europa non vuole e neanche il Tesoro, determinato a non alimentare ulteriormente il rosso senza fondo della compagnia aerea.
Il fronte del «no» è compatto salvo una piccola crepa. L’assemblea ha costretto Roberto Muccioli, presidente dell’Anpav, assistenti di volo, a lasciare la riunione. La sua colpa è aver firmato, a settembre, la prima ipotesi di accordo con i confederali, quella poi emendata dall’Anpac e dall’Unione piloti.
Intemperanze a parte, l’assemblea di ieri, riunita in sala mensa, è stata molto chiara nelle posizioni espresse. Contrarietà assoluta, secondo i lavoratori, a un accordo che a loro dire mortifica madri e malati, chi è impegnato nelle cure domestiche di fasce deboli e chi è troppo vicino alla pensione per avere garantito il rientro al lavoro.
Piloti, assistenti di volo e personale di terra ribelli vogliono tornare a discutere, vogliono una nuova convocazione perché l’accordo del 31 ottobre secondo loro è carta straccia e deve essere rinegoziato. Allontanato Muccioli, nell’assemblea a porte chiuse non c’è stata una sola voce di dissenso sulla linea dura.
I lavoratori intendono giocare sulla sorpresa, come nei momenti più tesi della privatizzazione italiana più lunga, si cominciò nel 1997. Per questo, pur avendo pronunciato molte volte la parola «sciopero» nel corso degli interventi non hanno proclamato alcuna astensione dal lavoro, limitandosi a una più generica formula che indice «ogni azione sindacale utile alla cancellazione degli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi». Il documento è sottoscritto da Anpac e Unione Piloti, Avia, Sdl e Cub.
Nel tentativo di cercare alleanze, le sigle autonome ribelli hanno anche fatto appello alla Cgil perché si dissoci dagli altri confederali e dall’Ugl. Chiedono il ritiro della firma sotto il Lodo Letta, chiedendo a Guglielmo Epifani coerenza sulle molte dichiarazioni a favore della democrazia e della rappresentanza sindacale. A proposito di rappresentanza, in campo anche il segretario generale della Fiom Giorgio Cremaschi, che suggerisce un referendum sull’accordo Cai.
Nel dettaglio, la lavoratori riuniti in assemblea vogliono un maggiore ricorso al part time. In questo modo si potrebbe recuperare un maggior numero di posti di lavoro. Contrari anche al metodo del «contratto unilaterale» proposto da Cai, chiedono la riapertura della trattativa sfruttando il mese di tempo durante il quale gli advisor di Fantozzi, Banca Leonardo e Rothschild, dovranno valutare l’offerta Cai.


4 novembre 2008 - Il Secolo XIX

Si divide il fronte del no
alitalia. Ma resta la minaccia di scioperi. Epifani: anche il sindacato deve diventare adulto
di michele lombardi

Roma. Alitalia: il fronte del no si spacca ma non molla. Dopo un'infuocata assemblea a porte chiuse di piloti e assistenti di volo, riuniti a Fiumicino, i duemila lavoratori aderenti a Up, Anpac Avia, Sdl e Cub hanno deciso per la mobilitazione contro l'intesa firmata a palazzo Chigi da Cisl, Cisl , Uil e Ugl.
Rabbia, alta tensione, nervosismo gli ingredienti, che hanno dominato tutti i passaggi dell'assemblea convocata dalle cinque sigle ribelli, che si sono perse per strada un pezzo, l'Anpav. Dopo oltre tre ore, le conclusioni che suonano come una sfida: o il negoziato con Cai riparte a palazzo Chigi o ci sarà una «risposta decisa e ferma».
La parola sciopero non compare in attesa di una convocazione. Ma il senso è quello. Inoltre, alla Cgil le sigle ribelli chiedono di ritirare la firma dall'accordo. Le contestazioni più dure sono state per Massimo Muccioli, leader dell'Anpav, che non è riuscito a parlare ed è stato costretto ad abbandonare la riunione. «A livello personale denuncio un vero e proprio agguato predisposto dai compagni e amici del "fronte del no". Tutto questo perché a settembre abbiamo sottoscritto l'accordo di palazzo Chigi qualche ora prima degli altri».
Vecchie ruggini che vengono a galla e nuovi rancori, nonostante sia chiaro che la vertenza è approdata all'ultima spiaggia: Cai è decisa a procedere con le chiamate nominali se non si arriverà a un'intesa con tutti i sindacati Alitlia. È improbabile che si rimetta in discussione il protocollo blindato con la "garanzia" di Gianni Letta. Nei casi di controversia le parti potranno avvalersi del "lodo Letta" ma questa garanzia politica non è bastata alle sigle ribelli, che accusano Cai di proporre criteri discriminatori nelle assunzioni. E non piace neanche al segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che invita tutti ad approdare a un terreno di normali relazioni industriali: «Un'azienda che vuole ripartire deve risolvere i problemi con il proprio personale da sola. Non può sempre ricorrere a "zio Letta", anche perché non è questo il ruolo della Presidenza del Consiglio». Insomma, è arrivato il momento di voltare pagine: «La Cai deve diventare adulta come lo devono diventare le organizzazioni sindacali di Alitalia, altrimenti non si va da nessuna parte».
Il fallimento non sembra però più all'ordine del giorno perché Cai ha fatto la sua offerta vincolante e vuole tirare avanti con i sindacati che ci stanno. L'ostacolo finanziario più serio, quello del prestito ponte di 300 milioni, è in fase di smantellamento: Bruxelles bollerà il prestito come aiuto di Stato ma dovrebbe scaricare il fardello sulle spalle della bad company affidata al commissario, Augusto Fantozzi, che sarà obbligato a rimborsare il Tesoro, dopo aver soddisfatto tutti gli altri creditori della società. Se i soldi infine non salteranno fuori, lo Stato non riavrà i 300 milioni e a pagare saranno i contribuenti.
Un finale che quasi tutti danno per scontato e mette al riparo il bilancio di Roberto Colaninno e soci da oneri sgraditi. Il "verdetto" della Commissione Ue è atteso per il 12 novembre ma non ci dovrebbero essere sorprese: il dossier Alitalia è sulla scrivania del commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, un fedelissimo di Silvio Berlusconi, che sta lavorando alla soluzione "aiuto di Stato-rimborso a carico della bad company": quasi uno scambio, che passa attraverso la rinuncia a fare ricorso contro la bocciatura del prestito.
Schivata la tagliola dell'Unione europea, la cordata italiana imbarcherà alla fine di novembre l'alleato internazionale, scegliendo tra Air France-Klm e Lufthansa, che entrerà in gioco con una quota del 20 per cento in aggiunta all'investimento di 1 miliardo già messo nel piatto dalla Cai. Quando tutti i tasselli saranno a posto, la Nuova Alitalia potrà finalmente decollare con i 12 mila 500 lavoratori che troveranno posto bordo in un modo o nell'altro.
Chi resta a terra, dovrà rassegnarsi alla cassa integrazione e pensionamento anticipato. Ma c'è anche chi volerà sotto altre insegne: Ryanair è pronta ad assumere i piloti Alitalia che non firmeranno la pace con i nuovi padroni di Cai.


4 novembre 2008 - La Provincia di Sondrio, Como, Lecco, Varese

l'assemblea di Fiumicino Piloti e hostess in trincea: non si placa il fronte dei «no»
Oggi il confronto fra i lavoratori, col timore di 20mila posti a rischio

Roma - È stata una domenica di attesa preoccupata quella di ieri all'aeroporto di Fiumicino, sia tra i rappresentanti sindacali sia tra il personale navigante e di terra di Alitalia. Oggi il commissario straordinario Fantozzi comincerà l'esame dell'offerta Cai sottoscritta dai sindacati confederali e da Ugl, e sempre per oggi alle 15 i rappresentanti di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, che non hanno firmato l'accordo, daranno vita all'assemblea nei locali della mensa centrale Alitalia. Una assemblea, questa del ricostituito «Fronte del No», che a detta di molti già si preannuncia molto accesa. «Prevediamo una larga partecipazione del personale di volo e di terra - spiega Cesare Albanese, sindacalista della Sdl -. Perché sarà una giornata di confronto con i lavoratori sulle questioni più scottanti del Piano Fenice: dal numero enorme di esuberi, che penalizzerà i lavoratori ben oltre quanto era stato concordato a settembre a Palazzo Chigi, alla condizione dei precari e alle incertezze per il futuro di migliaia di lavoratori che, dopo l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, si troveranno senza un lavoro e senza la pensione».
Non lesina critiche anche il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia, il più rappresentativo sindacato degli assistenti di volo. «In queste ore stiamo lavorando soprattutto per mantenere calmi i lavoratori - dice - per non far partire azioni avventuristiche che in questo momento non gioverebbero a nessuno: gli aerei devono continuare a volare e ad essere puntuali. Quanto all'assemblea - prosegue - credo che il personale sia già informato e consapevole della situazione, ma faremo comunque luce in particolare su alcuni punti del Piano forse ancora poco chiari. Per fare solo un esempio, i criteri di riassunzione: ci sono norme grazie alle quali la Cai, forte di una eccessiva discrezionalità, non riassumerebbe coloro che sono gravati da condizioni sociali particolari, come una donna separata con i figli a carico, oppure una persona con in casa un familiare portatore di handicap. Ci sono, poi, altri aspetti a dir poco incomprensibili. Uno tra i tanti: il piano Cai non prevede riassunzioni di personale part-time, condizione che, invece, permetterebbe di evitare tanti esuberi. Dietro tutto questo sembra esserci un'ideologia mirata a creare disagio: noi lavoriamo per includere, la Cai per escludere».
Parole pesanti anche dalla Cub Trasporti. «Lo diciamo da sempre, noi siamo per la nazionalizzazione della compagnia, il Piano Fenice è inaccettabile - sostiene Fabio Frati, rappresentante nazionale del sindacato autonomo -. Il governo continua a imporre una soluzione che non sta in piedi, i criteri di selezione del personale sono contro ogni logica. Senza contare che il piano, dietro la forzatura della Lega, privilegerebbe Milano Malpensa e di fatto smantellerebbe Fiumicino, con inevitabili ricadute occupazionali pesanti: circa 20mila esuberi tra personale Alitalia e indotto. Quello che auspichiamo, a questo punto, è anche un intervento da parte della Comunità europea».
Davanti al Centro equipaggi dello scalo, a differenza di sabato, ieri i gruppetti di hostess, piloti e impiegati sono pochi e con scarsa voglia di commentare la situazione con i reporter.
«C'è poco da dire - afferma una hostess con 20 anni di anzianità, mentre fuma nervosamente una sigaretta -. Mi domando soltanto se i rappresentanti dei sindacati che hanno apposto la loro firma si rendono conto che con questo Piano rischiano di non essere più riassunte centinaia di persone con problemi reali, come ragazze-madri o donne separate con figli a carico, oppure colleghi con un familiare in casa gravato da una malattia grave. È questo lo chiamiamo ancora un Paese democratico?»


4 novembre 2008 - Il Riformista

Alitalia I dipendenti sono pronti a paralizzare gli aeroporti
Aquila selvaggia si prepara «a fare il danno»
RICATTI. Blocco totale di tutto il trasporto aereo nazionale. È questa la minaccia, non ufficializzata, ma chiaramente prospettata, arrivata dall'assemblea tenutasi ieri all'aeroporto di Fiumicino dai sindacati autonomi contrari alla firma del contratto con la Cai.
di Giuseppe Cordasco

Che quello di ieri non fosse un appuntamento non di semplice routine si è capito fin dall'inizio, quando nella mensa Alitalia dell'Aeroporto di Roma si sono riunite più di mille persone, appartenenti a tutte le categorie lavorative ribelli: dai piloti ai controllori di volo, agli assistenti di terra. A rappresentarli in assemblea c'erano le sigle sindacali autonome: Anpac, Anpav e Up per i piloti, Avia, Sdl e Cub Trasporti per tutte le altre categorie.
Alle 15.50 inizia un accesso dibattito, dal quale vengono da subito esclusi i giornalisti, invitati energicamente a restare all'esterno dell'enorme sala. A scaldare subito gli animi ci pensa un delegato, la cui voce si può chiaramente percepire anche all'esterno, visto che la temperatura estiva impone ai lavoratori di tenere aperte le finestre: «Ci sono delle cose che noi non possiamo dire ma che faremo». Applausi scroscianti, che raddoppiano d'intensità quando lo stesso delegato aggiunge: «La nostra controparte è la Cai, a loro dobbiamo rompere la schiena. Da oggi deve partire la mobilitazione per arrivare a fare il danno». Il danno in questione è proprio il blocco di tutto il trasporto aereo, che però nessuno annuncia ufficialmente all'esterno, ma che trova indiretta conferma nelle parole concesse ai giornalisti, in una breve pausa dell'assemblea, da Antonio Divietri, presidente del sindacato Avia: «Oggi qui sono presenti rappresentanti di tutte le compagnie aeree con base in Italia, dall'Air Dolomiti a Volare, da Air One a Meridiana. Se decideremo una qualche azione, sarà di comune accordo con loro e sarà qualcosa di mai visto prima in Italia».
Divietri prova anche a spiegare le ragioni della dura protesta. È stato completamente stravolto e tradito l'accordo firmato a fine settembre a Palazzo Chigi. «Sono stati cambiati i criteri di selezione, per cui molte categorie deboli, tipo famiglie con handicappati, resterebbero fuori dalle assunzioni. Non è stata tenuta in debito conto l'anzianità di servizio, soprattutto per quanto concerne la dislocazione delle forze lavoro a livello geografico». E ancora, in un lungo elenco: «È stata negata la volontarietà del part-time e sono state poste condizioni inaccettabili sui contratti a termine». Tutte questioni sulle quali, invece, i quattro sindacati confederali hanno deciso di accettare il compromesso mettendo in atto quella che Divietri definisce «la Caporetto del sindacato, contro la quale da oggi partirà la nostra linea del Piave».
Intanto il confronto all'interno della sala prosegue, con momenti di tensione. Massimo Muccioli, presidente dell'Anpav viene costretto ad abbandonare l'assemblea, con fischi e contestazioni. Nessuno perdona alla sua sigla di essere stata, nel corso della prima fase della trattativa, la prima a recedere dal fronte del no. Si arriva anche alle mani tra qualche delegato sovraeccitato. Lo raccontano un paio di giornalisti che si sono avventurati sulla soglia della sala in cui si svolge l'assemblea: i due, una volta scoperti, vengono allontanati in malo modo, e la circostanza è l'occasione per alcuni partecipanti all'assemblea per rivolgere improperi e minacce a tutti i giornalisti presenti all'esterno, accusati di non aver fornito una corretta informazione sulla vicenda.
Gli interventi proseguono e ancora una volta le parole che si possono sentire appaiono inequivocabili. «I lavoratori - dice un altro delegato - chiedono che l'offerta Cai venga modificata, altrimenti gli aerei smetteranno di volare». E ancora, con gli applausi che aumentano: «Ci sarà una mobilitazione senza precedenti che porterà al blocco totale delle attività, con la responsabilità che ricadrà tutta sul governo, sui confederali e sulla Cai». Alla fine l'assemblea rende noto un documento nel quale in sostanza si conferma la contrarietà all'impianto dell'offerta Cai, preannunciando forme di lotta per le quali ogni decisione ufficiale verrà presa nei prossimi giorni.


4 novembre 2008 - L'Arena

Rientra la protesta a Neurologia
Infermieri in più e slitta l’apertura della stroke unit

Verona - Gli infermieri e gli operatori sociosanitari della clinica Neurologica di Borgo Roma hanno sospeso lo stato di agitazione, proclamato dalla Raprpesentanza sindacale di base. «La decisione è stata presa», informano i delegati delle Rsu dell’Azienda ospedaliera, Davide Franchini e Paola Piazzola, «è stata presa alla luce del positivo esito dell’incontro di conciliazione convocato su nostra richiesta dal prefetto, Italia Fortunati. Venerdì scorso siamo stati convocati a Borgo Trento, presenti il direttore generale, Sandro Caffi, i direttori sanitario e del personale, quello di sede, i responsabili degli uffici infermieristici, i delegati sindacali Rdb e diversi infermieri della Neurologia».
«È stato un confronto piuttosto dibattuto di quasi due ore», chiarisce il responsabile regionale delle Rdb, Federico Martelletto, «al termine del quale si è deciso di sospendere temporaneamente lo stato di agitazione sindacale. La direzione generale ha preso atto che le condizioni attuali di lavoro dei dipendenti non erano più sostenibili ed è stata disponibile a accogliere le loro necessità. In particolare», aggiunge Martelletto, «non verranno collocati nel reparto i quattro posti letto subintensivi della stroke unit, anche perchè manca la relativa delibera regionale. Già in novembre verrà assegnata al reparto un’unità infermieristica aggiuntiva nel turno del mattino e in gennaio verrà potenziato l’organico dopo una rivalutazione dei carichi di lavoro e dell’organizzazione».


4 novembre 2008 - Il Tempo

Sit-in di protesta delle assistenti al trasporto scolastico
Lo avevano annunciato che avrebbero usato le maniere forti, e così è stato. Con cartelloni del tipo «Insegnanti svendute al privato» o «Vendita promozionale. Il Comune vende assistenti al trasporto» è partito ieri mattina proprio davanti all'ingresso principale della sede comunale di via Portuense il presidio organizzato dalle assistenti al trasporto scolastico.

FIUMICINO - Un sit-in di protesta a oltranza, tra fischietti e megafoni, contro il nuovo bando di concorso che prevede la riassegnazione del trasporto e il passaggio delle dipendenti addette all'accompagnamento a scuola dei bambini a un privato. «Rimarremo qui davanti fino a quando le cose non cambieranno» ha detto Sabrina, da 15 anni a servizio del Comune, che aspetterà insieme alle altre colleghe una risposta da parte dell'amministrazione, dopo la richiesta di conciliazione avanzata ieri mattina dalla Rdb Cub, sigla sindacale che ora le rappresenta. «Se nessuno ci darà ascolto, partiremo con gli scioperi» hanno ribadito le assistenti.(Giu.Bia.)


4 novembre 2008 - Bisceglie live

I lavoratori ex Ccr chiedono un'altra proroga della mobilità
Per tutti coloro che non sono stati inseriti nel piano di stabilizzazione in quanto non appartenenti ai ruoli sanitari (*)

Si è svolto a Bari presso l’Assessorato regionale al lavoro, un incontroe tra l'Assessore Marco Barbieri e i rappresentanti della RdB-CUB per la predisposizione della richiesta della proroga della mobilità per l'anno 2009 in favore dei restanti 600 ex dipendenti delle CCR di cui 13 appartenenti al Nord-Barese che non sono stati inseriti nel piano di stabilizzazione in quanto non appartenenti ai ruoli sanitari e che per i quali il 31 dicembre scadrà la mobilità. L’Assessore Marco Barbieri nel tracciare i traguardi raggiunti nel 2008 grazie alla L. R. n. 20/05 e della L. R. 1657/08 con il ricollocamento presso le ASL della Regione Puglia di circa 200 ex dipendenti delle CCR, ha assicurato che completerà il processo di stabilizzazioni anche per quei lavoratori che non hanno avuto la possibilità di essere ricollocati, attraverso ulteriori direttive indirizzate ai Direttori Generali delle ASL. Il Rappresentante della RdB-CUB Sergio Di Liddo esprime piena soddisfazione per il piano di assunzione presso le ASL del personale sanitario e ausiliario del comparto e informa che in questi giorni sono state effettuate le assunzione di altre 70 unità alla ASL BA che vanno ad aggiungersi alle 130 assunzione già effettuate da altre ASL pugliesi. Sergio Di Liddo evidenzia che nella vertenza delle ex CCR è ancora aperto un contenzioso per gli stipendi arretrati relativi all'anno 1994 e che per la quale sono state sollecitate agli enti preposti le procedure di liquidazione di tali spettanze..
(*) Si ringrazia il Rappresentante RdB-CUB Sergio Di Liddo.


4 novembre 2008 - Il Tirrreno

Sea, l’unico camion finisce... al tappeto

VIAREGGIO - Il camion della Sea della foto era ancora al suo posto, sotto il Cavalcavia, ieri mattina. Triangolo rosso a terra, nastro bianco e rosso intorno al mezzo bloccato da un guasto con il cassonetto mezzo su e mezzo giù.
A problema verificato, all’operatore non è rimasto che arrangiasi chiamando i colleghi spazzini che nel frattempo operavano da un’altra parte della città. In seguito alla riorganizzazione del servizio recentemente decisa dall’azienda presieduta da Ermindo Tucci, l’autista del camion monoperatore era il solo ad operare nella notte tra domenica e lunedì. Il camion in questione è di quelli recentemente acquistati dall’azienda dei rifiuti: «Nuovo solo all’anagrafe - commenta un gruppo di dipendenti che ha aderito al sindacato autonomo Rdb - perché in realtà sono due anni che lavora diciotto ore al giorno, con un logoramento che lo fa diventare ormai un mezzo vecchio considerando anche che la manutenzione viene effettuata in maniera discontinua e insufficiente. La procedura interna tanto strombazzata per la segnalazione dei guasti rimane fine a se stessa, in quanto nessuno legge quei report sui guasti e o anomalie tanto che può capitare di trovare mezzi dove tali guasti vengono riparati solo quando l’autista arriva a minacciare di non uscire in servizio fino a che il mezzo è a posto».(D.F.)


4 novembre 2008 - Il Centro

La Provincia: no al ridimensionamento

L’AQUILA - La Provincia dell’Aquila ribadisce il suo no al provvedimento del governo che impone alle Province di indicare alle Regioni un piano di ridimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre. Questa la posizione ribadita ieri mattina in un incontro con le organizzazioni sindacali, dalla Provincia dell’Aquila, che ha anche annunciato una forte mobilitazione contro il piano dei tagli e la convocazione del "Parlamento dei sindaci" il prossimo martedì 11 novembre.
Convocato dal presidente della Provincia Stefania Pezzopane e dall’assessore provinciale all’Istruzione Benedetto Di Pietro, all’incontro sono intervenuti i rappresentanti di Flc, Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Cobas, Cub e Gilda degli insegnanti. «Il provvedimento sulla soppressione dei plessi scolastici è assurdo e viola anche i dettami della Costituzione. Non sottoporremo nessun piano di ridimensionamento alla Regione: se una razionalizzazione della rete scolastica ci dovrà essere, andrà discussa con il territorio».


4 novembre 2008 - Il Messaggero

L'Aquila. No al provvedimento del Governo che impone...

L'Aquila - No al provvedimento del Governo che impone alle Province di indicare alle Regioni un piano di ridimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre. Questa la posizione ribadita ieri, nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali, dalla Provincia dell’Aquila, che ha anche annunciato una forte mobilitazione contro il piano dei tagli e la convocazione del Parlamento dei sindaci per l’11 novembre. Convocato dalla presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e dall’assessore provinciale all’Istruzione, Benedetto Di Pietro, all’incontro erano presenti i rappresentanti di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals, Cobas e Cub e Gilda degli insegnanti. «Il provvedimento sulla soppressione dei plessi scolastici è assurdo e viola anche i dettami della Costituzione - ha spiegato la presidente Pezzopane ai sindacati -. Non sottoporremo alcun piano di ridimensionamento alla Regione entro il 30 novembre. Non siamo disposti a piegarci ai diktat del Governo, ma intendiamo avviare un confronto democratico e trasparente con le organizzazioni sindacali, i dirigenti scolastici, i sindaci, i genitori».


4 novembre 2008 - Il Mattino

Caivano. Lavoratori socialmente utili sul piede di guerra...
di ANTONIO PARRELLA

Caivano - Lavoratori socialmente utili sul piede di guerra. Ieri sera il sit-in al Comune dei circa 70 Lsu, che chiedono all'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pdl, Pippo Papaccioli, la stabilizzazione nella pianta organica del Palazzo di piazza Battisti di tutti i lavoratori, così come già avvenuto in altri comuni del circondario. «Qui non ci sono lavoratori di serie A e di serie B - spiega Gaetano Ponticiello, coordinatore sindacale della Cgil-Rdbcub - Sono ben 13 anni che lavoriamo nei vari settori al servizio del Comune, per contribuire a rendere sempre più efficienti i servizi erogati ai cittadini dall'ente pubblico. Pertanto chiediamo la stabilizzazione del nostro posto di lavoro. Inoltre per ogni Lsu la Regione ha stanziato ben 20mila euro per tre anni per consentirne l'assunzione a tempo indeterminato». Proclamato lo stato di agitazione. «La giunta Papaccioli - assicura il vicesindaco, Sabatino Peluso - sta già esaminando le istanze dei Lsu con l'obiettivo di risolvere il problema. Naturalmente l'assunzione a tempo indeterminato dovrà avvenire se ci sarà la relativa e totale copertura finanziaria». Intanto la Regione ha emanato un avviso con il quale chiede ai Comuni di manifestare il loro «interesse» al reimpiego e alla stabilizzazione degli Lsu. «Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire entro il 15 novembre - aggiunge Ponticiello - E in base alle domande dei Comuni, la Regione provvederà, poi, ad elargire i contributi previsti». Attualmente i lavoratori socialmente utili in forza al Comune sono ripartiti nei seguenti settori.


4 novembre 2008 - On Tuscia

STABILIZZAZIONE PRECARI IN PROVINCIA: E' POLEMICA TRA RdB E UIL
Interviene l'RdB CUB Viterbo

(OnTuscia) – VITERBO – (md) Appare davvero strano che qualche giorno fa Rdb chiedeva all’Amministrazione trasparenza sulla procedura di assunzione con contratto a tempo determinato di alcuni cococo e oggi la Uil pubblica un comunicato stampa, infarcito di non verità, contro Rdb sulla questione dei precari. Verrebbe da chiedersi se l’autore di detto comunicato stampa "non comprenda" gli articoli dei giornali oppure per il gusto della polemica avrebbe sostenuto anche l’insostenibile, oppure se la Uil colta in fallo sulla vicenda non abbia dato una risposta rabbiosa. Innanzi tutto ribadiamo che siamo favorevoli a ogni ipotesi che faccia fuoriuscire dal precariato il maggior numero di lavoratori. Tale affermazione però è valida nel rispetto delle decine di precari della Provincia, nel rispetto dei loro diritti. In tal senso ci è sembrato strano che in data 11/09/08 ancor prima della delegazione trattante tenutasi il 14/10/08 la provincia con protocollo 0082386 avesse già stilato una lista di 15 lavoratori cococo "da assumere" con contratto a tempo determinato senza fornirla alle organizzazioni sindacali per una contro verifica da cui potrebbero (e secondo noi esistono) essere individuati ulteriori nominativi. Abbiamo chiesto anche di capire, visto che sono mesi che lo richiediamo Uil compresa, come sono state attribuite le ore di collaborazione nel Fondo sociale europeo in relazione agli obiettivi dei progetti perché un diverso e magari immotivato trattamento oggi comporterebbe l’esclusione di alcuni da un processo di assunzione a tempo determinato. Infine, per sintesi, abbiamo richiesto semplicemente dove queste persone avrebbero lavorato una volta assunte, per poter efficacemente, come ente, ricevere il massimo dei risultati. Queste scandalose domande hanno infastidito evidentemente la Uil che si ritiene palesemente unica titolata a discutere dei precari, solo di quei quindici però, tanto è che ci risulta non ha ritenuto opportuno convocare o informare la maggior parte di loro, magari pure iscritta, di quanto andava maturando sull’argomento. Una fretta eccessiva a concludere che getta un pò di sospetto su chi vuole dare lezioni di tutela dei diritti. La Rdb pertanto al contrario della UIL prima ancora del sacro diritto all’assunzione di quindici persone, ritiene doveroso far si che nessun precario possa ritenere di essere stato escluso immotivatamente o che alcune opportunità nel tempo si sono consolidate solo per i più fortunati. Qualora fosse tutto in regola, come ci auguriamo, avremmo fatto solo del bene alla cosa pubblica, se invece emergessero altre problematiche permetteremmo alle parti deboli del mondo del lavoro di tutelarsi! Questo, vorremmo ricordare alla UIL, è il sindacato dei diritti, non quello di accettare per alcuni i pasticcini non chiedendosi se gli altri hanno diritto almeno alla pagnotta! A proposito invece di Rdb che solleva tanti problemi senza mai concludere possiamo cavarcela con una battuta: forse i problemi esistono ma spesso restiamo soli a chiedere trasparenza, correttezza e diritti. A ognuno le proprie responsabilità! A chiusura di una polemica da noi non cercata, ritorniamo a rivolgere alla Amministrazione questa domanda: tutti i precari cococo, cooperative, interinali su cui si regge parte sostanziale dell’attività della Provincia che prospettiva hanno? Dimenticavamo, forse anche su questo la UIL si potrebbe innervosire viste pure le scelte nazionali, scusate la domanda!


4 novembre 2008 - Tuscia web

Viterbo - Rdb Cub replica e si difende: "Questo è il sindacato di tutti"
"La Uil ha a cuore solo pochi lavoratori..."

Riceviamo e pubblichiamo - Appare davvero strano che, qualche giorno fa Rdb chiedeva all’amministrazione trasparenza sulla procedura di assunzione con contratto a tempo determinato di alcuni cococo e oggi la Uil pubblica un comunicato stampa, infarcito di non verità, contro Rdb sulla questione dei precari. Verrebbe da chiedersi se l’autore di detto comunicato stampa "non comprenda" gli articoli dei giornali. Oppure, per il gusto della polemica, avrebbe sostenuto anche l’insostenibile. Oppure se la Uil, colta in fallo sulla vicenda, non abbia dato una risposta rabbiosa. Innanzi tutto ribadiamo che siamo favorevoli a ogni ipotesi che faccia fuoriuscire dal precariato il maggior numero di lavoratori. Tale affermazione però è valida nel rispetto delle decine di precari della Provincia, nel rispetto dei loro diritti. In tal senso, ci è sembrato strano che l'11 settembre scorso, ancor prima della delegazione trattante tenutasi il 14 ottobre 2008, la Provincia con protocollo 0082386 avesse già stilato una lista di 15 lavoratori cococo "da assumere" con contratto a tempo determinato, senza fornirla alle organizzazioni sindacali, per una contro verifica da cui potrebbero (e secondo noi esistono) essere individuati ulteriori nominativi. Abbiamo chiesto anche di capire, visto che sono mesi che lo richiediamo, Uil compresa, come sono state attribuite le ore di collaborazione nel Fondo sociale europeo, in relazione agli obiettivi dei progetti, perché un diverso e magari immotivato trattamento oggi comporterebbe l’esclusione di alcuni da un processo di assunzione a tempo determinato. Infine, per sintesi, abbiamo richiesto semplicemente dove queste persone lavoreranno una volta assunte, per poter efficacemente, come ente, ricevere il massimo dei risultati. Queste scandalose domande hanno infastidito evidentemente la Uil, che si ritiene palesemente unica titolata a discutere dei precari. Solo di quei quindici però, tanto è che, ci risulta, non ha ritenuto opportuno convocare o informare la maggior parte di loro, magari pure iscritta, di quanto andava maturando sull’argomento. Una fretta eccessiva a concludere che getta un po' di sospetto su chi vuole dare lezioni di tutela dei diritti. La Rdb pertanto, al contrario della Uil, prima ancora del sacro diritto all’assunzione di quindici persone, ritiene doveroso far sì che nessun precario possa ritenere di essere stato escluso immotivatamente o che alcune opportunità nel tempo si sono consolidate solo per i più fortunati. Qualora fosse tutto in regola, come ci auguriamo, avremmo fatto solo del bene alla cosa pubblica. Se invece emergessero altre problematiche permetteremmo alle parti deboli del mondo del lavoro di tutelarsi. Questo, vorremmo ricordare alla Uil, è il sindacato dei diritti, non quello di accettare per alcuni i pasticcini, non chiedendosi se gli altri hanno diritto almeno alla pagnotta. Invece di Rdb, che solleva tanti problemi senza mai concludere, possiamo cavarcela con una battuta: forse i problemi esistono ma spesso restiamo soli a chiedere trasparenza, correttezza e diritti. A ognuno le proprie responsabilità. A chiusura di una polemica da noi non cercata, ritorniamo a rivolgere all'amministrazione questa domanda: tutti i precari cococo, cooperative, interinali su cui si regge parte sostanziale dell’attività della Provincia che prospettiva hanno? Dimenticavamo, forse anche su questo la Uil si potrebbe innervosire viste pure le scelte nazionali. Scusate la domanda...
Sergio De Paola - RdB Cub Viterbo


4 novembre 2008 - Corriere del Veneto

Ftv, sindacati contro Cisl pronta allo sciopero
Nel mirino l'accordo sulle multe ai conducenti
di Andrea Alba

VICENZA – Spaccatura sempre più profonda fra i sindacati che tutelano i 230 autisti delle Ferrotranvie Vicentine: si inizia a parlare di sciopero. L'accordo sul pagamento da parte dell'azienda delle multe inflitte ai conducenti di autobus sovraffollati vede da un lato Fit Cisl e Uil Trasporti, favorevoli, dall'altro Filt Cgil, contraria. «Un ulteriore, maldestro tentativo del segretario della Filt di rompere i rapporti fra sindacati, stavolta per motivi elettorali – accusa Matteo Adami, Fit Cisl – speriamo la Cgil torni sui suoi passi: se l'azienda non ratifica il verbale, Cisl e Uil non potranno che dire agli autisti di fermare le corriere a ogni fermata e contare tutti i presenti. Sarà il caos, e se ancora non basta arriveremo allo sciopero».
Il verbale in questione è stato firmato la scorsa settimana dai responsabili dell'ufficio personale Ftv con le maestranze, eccetto Cgil e Cub. Il testo, in riferimento ai tre recenti casi di autisti multati per bus sovraffollati da studenti, prevede che in casi eccezionali sia l'azienda a pagare al conducente l'eventuale sanzione. Massimo D'Angelo, segretario Filt Cgil, si è rifiutato di firmare dichiarando che «si crea un precedente pericoloso di deroga alle condizioni di sicurezza».
Il presidente di Ftv, Valter Baruchello, ha quindi «congelato » la ratifica da parte del CdA, rifiutando venga messa in discussione la sicurezza sui veicoli Ftv e chiedendo un incontro di chiarimento alle tre sigle. Ora Cisl e Uil replicano parlando di «mettere il freno a mano agli autobus». «A questo punto, diciamo agli autisti di non mostrare alcuna disponibilità – dichiara Lino Cederle, Uil - e di lasciar giù la gente. Questa faccenda è stata completamente strumentalizzata: noi però abbiamo un testo firmato dall'azienda che chiediamo venga rispettato. Se Ferrotranvie finge che l'accordo non ci sia, allora inviteremo il conducente a fare il suo dovere e spegnere il motore ogni volta abbia dubbi sul numero di utenti ».
Più che a Ftv, il messaggio sembra un segnale rivolto alla Filt Cgil. «Massimo D'Angelo ha inscenato tutto ciò proprio alla vigilia dell'elezione delle rappresentanze sindacali Rsu – aggiunge infatti Adami, Cisl – la sicurezza in realtà non viene messa in discussione, si parla di superamenti di due o tre persone per bus e non di 200: limiti fisiologici, casi eccezionali. Ci sono cose molto più importanti come la prossima mobilitazione per il contratto, il 10 novembre».


4 novembre 2008 - Mediterraneo news

Ragusa - Vertenza Metra, posizioni cristallizzate
guarda il video

Ragusa - Posizioni cristallizzate per la vertenza dei lavoratori della Metra di Ragusa. E’ quanto emerso dall’incontro di oggi pomeriggio nella sede dell’Assindustria tra i sindacati di cgil, cisl e uil, della cub metalmeccanici e le rsu con i vertici aziendali.
La direzione rimane ferma sui trenta licenziamenti, venendo incontro alle richieste sindacali di fornire i piani industriale e occupazionale nel prossimo incontro fissato per giovedi mattina.


3 novembre 2008 - Tiscali notizie

Alitalia: gli autonomi ribadiscono il no alla Cai

Il "fronte del No alla Cai" ribadisce la sua posizione. Le sigle autonome Up, Anpac, Avia, Sdl e Cub riunite in assemblea rifiutano ancora l'accordo sottoscritto dagli altri sindacati sui contratti e i criteri di assunzione a tempo indeterminato. Le sigle si sono accordate per proseguire nell'azione sindacale e nei prossimi giorni potrebbero indire degli scioperi. Momenti di tensione, l'Anpav lascia l'assemblea - L'associazione degli assistenti di volo Anpav ha lasciato l'assemblea "per l'impossibilità di manifestare le proprie ragioni, a fronte di una contestazione sicuramente precedentemente organizzata, che non ha permesso di esprimere la propria posizione". Lo ha detto il presidente dell'Anpav, Massimo Muccioli, parlando di "un vero e proprio agguato predisposto dai compagni e amici della cordata del 'no'". A questo punto, "l'Anpav - ha aggiunto - in piena autonomia deciderà nelle prossime ore e nei prossimi giorni in base a chiarimenti e novità che possano eventualmente convincerci ad aderire o meno all'accordo".


3 novembre 2008 - Omniroma

ALITALIA, LAVORATORI IN ASSEMBLEA PER DISCUTERE PIANO CAI

(OMNIROMA) Roma, 03 nov - Comincerà fra poco nella sala mensa l'assemblea dei piloti, degli assistenti di volo e di parte del personale di terra appartenenti alle sigle Anpac, Up, Avia, Anpav, Cub e Sdl. Un'aula mensa già gremita per il «fronte del no» che si è riunito proprio oggi che il commissario Fantozzi prenderà in esame l'offerta Cai. La protesta vede schierate le sigle di settore divise ormai da tempo dai sindacati confederati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e che sono in contrasto con il «Piano Fenice» proposto dalla cordata di imprenditori. Esuberi, condizioni generali di lavoro e assorbimento dei precari sono questi i punti di maggiore contrasto con la cordata guidata da Colaninno. L'esponente di Cub trasporti Fabio Massimo Frati annuncia una giornata di battaglia «non chiediamo la luna ma solo che vengano rispettate le leggi di questo paese. Faremo battaglia. Daremo spiegazione ai lavoratori di quello che è sul tavolo e poi decideremo cosa fare. Per noi non c'è nessun margine di contrattazione non si avallano 10mila esuberi quello che sta accadendo è una cosa vergognosa e Cai quello che assicura alla stampa dovrebbe metterlo per iscritto perché noi leggiamo cose diverse e fino alla fine daremo battaglia con tutte le forme di protesta che si possono attuare».

ALITALIA, ANPAV ABBANDONA ASSEMBLEA MA RESTA CON «FRONTE NO»

(OMNIROMA) Roma, 03 nov - «L'Anpav resta sul fronte del no, ma personalmente lascio questa assemblea perchè mi è stato impossibile parlare e sono stato contestato solo per il fatto di aver firmato, a settembre, l'accordo con la Cai solo qualche ora prima dei miei colleghi sindacalisti». Lo ha detto il presidente Anpav, Massimo Muccioli abbandonando, al grido «buffone, buffone» la sala mensa dove è in corso l'assemblea sindacale dei dipendi Alitalia appartenenti alle sigle Up, Anpav, Anpac, Avia, Sdl e Cub. «Questa assemblea - continua Muccioli - non rappresenta la totalità della categoria».


3 novembre 2008 - Dire

ALITALIA. INIZIATA ASSEMBLEA FIUMICINO CONSULTAZIONE BASE

(DIRE) Roma, 3 nov. - E' iniziata nella sala mensa di Fiumicino l'assemblea sindacale dei lavoratori Alitalia indetta dalle sigle autonome dei piloti e degli assistenti di volo Up, Anpac, Avia, Anpav, Sdi e Cub-trasporti: scopo dell'incontro, voluto dai rappresentanti sindacali, illustrare alla base lo stato delle trattattive con Cai sul contratto e decidere le eventuali contromosse di protesta. "Siamo qui- spiega Fabio Frati del Cub- per verificare con la base le cose che Cai ci sta proponendo e vedere se ci stanno bene. In caso contrario dall'assemblea di oggi emergeranno anche le decisioni per le eventuali azioni di protesta. Non vogliamo la luna- continua Frati- ma solo che venga rispettata la legge di questo Paese: Cai ai giornalisti assicura che non ci saranno esuberi per le fasce deboli, ma queste cose le dovrebbe mettere per iscritto visto che noi leggiamo cose differenti. Dal nostro punto di vista- conclude Frati- ormai non ci sono piu' margini per una firma".

ALITALIA. FORTE TENSIONE DENTRO E FUORI ASSEMBLEA FIUMICINO
I SINDACATI: TRA MEZZ'ORA CONFERENZA STAMPA

(DIRE) Roma, 3 nov. - Volano parole grosse dentro l'assemblea dei lavoratori Alitalia in corso nella mensa di Fiumicino e momenti di tensione si sono vissuti anche al di fuori, quando alcuni lavoratori hanno insultato i giornalisti che aspettavano l'esito dell'incontro. L'assemblea voluta da Up, Anpav, Anpac, Avia, Sdl e Cub-Trasporti e' ancora in corso e tra circa mezz'ora e' prevista una conferenza stampa sul piazzale antistante le mense per spiegare le contromosse dei sindacati. Intanto la tensione resta alta: "Dentro si sono anche menati", racconta una lavoratrice uscita dall'assemblea; mentre un pilota spiega che "dentro sono molto arrabbiati e la tensione e' altissima". Parole grosse anche all'indirizzo dei giornalisti: alcuni lavoratori non hanno gradito le interviste fuori dalla mensa e sono volati insulti pesanti verso alcuni rappresentanti della stampa.


3 novembre 2008 - Ansa

Alitalia: assemblea lavoratori a porte chiuse
Sigle autonome in sala mensa compagnia a Fiumicino

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 3 NOV - Si svolgera' a porte chiuse l'assemblea dei lavoratori Alitalia convocata per oggi a Fiumicino dai sindacati autonomi. Poco prima delle 15 e' cominciato l'ingresso dei lavoratori nella sala mensa della Compagnia. L'assemblea e' stata convocata da Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl e Cub Trasporti, le sigle sindacali che non hanno firmato l'accordo per la nascita della Nuova Alitalia. Si prevede una forte partecipazione sia dei dipendenti di terra sia del personale di volo.

ALITALIA:ALLE 15 ASSEMBLEA A FIUMICINO,ATTESA ALTA AFFLUENZA

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 3 NOV - Si svolgerà alle 15 nei locali della mensa centrale di Alitalia, all'aeroporto di Fiumicino, l'assemblea di tutto il personale della compagnia organizzata da Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl e Cub Trasporti, le sigle sindacali che non hanno firmato l'accordo. Stando a quanto riferito da alcuni sindacalisti, nello scalo romano, all'assemblea si prevede già una forte partecipazione sia dei dipendenti di terra sia del personale di volo. Al centro del dibattito il Piano Fenice sottoscritto dai sindacati confederali e da Ugl, che a detta del ricostituito «Fronte del No», che si riferisce in particolare all'accordo su contratti e selezione del personale per la nascita della Nuova Alitalia, non rispetterebbe l'accordo siglato a settembre a palazzo Chigi

SCUOLA: PROVINCIA L'AQUILA, NO A PIANO RIDIMENSIONAMENTO

(ANSA) - L'AQUILA, 3 NOV - 'Nò al provvedimento del Governo, che impone alle Province di indicare alle Regioni un piano di ridimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre: è la posizione ribadita oggi, nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali, dalla Provincia dell'Aquila, che ha anche annunciato una forte mobilitazione contro il piano dei tagli e la convocazione del Parlamento dei Sindaci il prossimo 11 novembre. Convocato dalla presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e dall'assessore provinciale all'Istruzione Benedetto Di Pietro, all'incontro odierno erano presenti i rappresentanti di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals, Cobas e Cub e Gilda degli insegnanti. «Il provvedimento sulla soppressione dei plessi scolastici è assurdo - ha spiegato la Pezzopane - e viola anche i dettami della Costituzione. Non sottoporremo nessun piano di ridimensionamento alla Regione entro il 30 novembre. Non siamo disposti a piegarci ai diktat del Governo, ma intendiamo avviare un confronto democratico e trasparente con le organizzazioni sindacali, i dirigenti scolastici, i sindaci, i genitori e con tutti i soggetti interessati, per stabilire il da farsi, nei tempi che riterremo opportuni. Il Parlamento dei Sindaci rappresenta il primo passo». «Non si può tener conto solo del criterio numerico per i tagli - ha aggiunto l'assessore Di Pietro - Ci sono tante scuole montane, che rischiano di essere spazzate via, perchè sono sotto i parametri numerici. Realtà indispensabili, che invitiamo il Ministro Gelmini a venire a conoscere, per rendersi conto di persona delle conseguenze. Se una razionalizzazione della rete scolastica ci dovrà essere, andrà discussa con il territorio».


3 novembre 2008 - Asca

CALABRIA/UNIVERSITA': DOMANI ASSEMBLEA SINDACALE UNITARIA

(ASCA) - Rende (Cs), 3 nov - Le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, CISAL, RDB e la RSU dell'Universita' della Calabria hanno convocato, per domani, 4 novembre, con inizio alle ore 11,30, nella sala stampa dell'aula magna, un incontro aperto al personale tecnico- amministrativo per riferire sugli esiti dell'incontro di contrattazione, svoltosi lo scorso 27 ottobre con il Rettore, prof. Giovanni Latorre, avente per oggetto il problema delle stabilizzazioni e delle progressioni.


3 novembre 2008 - Repubblica.it

Duemila persone all'assembela di piloti e assistenti di volo che hanno rifiutato l'intesa. Tensione, molti chiedono la lotta dura. Appello a Epifani: "Ritiri la firma"
Alitalia, ribadito il no alla Cai. "O ci chiamano a parte lo sciopero"
Il presidente dell'Anpav Muccioli costretto ad andar via denuncia l'"agguato"

ROMA - No al lodo Letta e alla Cai, sì alla mobilitazione. Dopo oltre tre ore di un'assemblea molto animata, nel corso della quale sono volati insulti e in qualche momento si è sfiorata la rissa, i duemila dipendenti aderenti a Up, Anpac, Avia, Sdl e Cub hanno deciso per la mobilitazione di steward, hostess e piloti. I sindacati attendono ora la riconvocazione al tavolo da parte del governo e di Cai. "Se non lo faranno, la nostra risposta sarà decisa e ferma", avvertono. Fuori dall'accordo odierno l'Anpav: il presidente Roberto Muccioli è stato duramente contestato, e costretto ad abbandonare l'assemblea poco dopo l'inizio. Ci saranno probabilmente anche scioperi nei prossimi giorni contro il piano di salvataggio già firmato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, nella riformulazione mediata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. "Siamo pronti a tutte le iniziative necessarie fin dalle prossime ore perché siano rispettati gli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi a settembre", ha detto Andrea Cavola, dell'Sdl. Da decidere ancora tempi e modi della protesta: l'accordo si è trovato per il momento solo su un piano di iniziative di lotta sindacale da mettere a punto nei prossimi giorni. Tenendo presente che lo sciopero ha tempi dettati dalla normativa vigente, mentre altre iniziative, come le assemblee, hanno tempi di attuazione più rapidi e possono portare a disagi immediati anche gravi. Up, Anpac, Avia, Sdl e Cub non nascondono inoltre la speranza che anche la Cgil torni sul fronte del 'no'. Nel documento redatto alla fine dell'assemblea chiedono infatti esplicitamente al sindacato di ritirare la firma apposta il 31 ottobre a Palazzo Chigi al cosidetto 'lodo Letta'. Una richiesta motivata, si legge nella mozione, dalle "dichiarazioni più volte rilasciate dal segretario generale, Guglielmo Epifani, relativamente al concetto di democrazia e di rappresentanza sindacale". Mentre però oggi il fronte del 'no' potrebbe aver perso una sigla, l'Anpav. Infatti poco dopo l'inizio dell'assemblea il presidente del sindacato degli assistenti di volo, Massimo Muccioli, è stato contestato, e ha abbandonato la sala, denunciando di aver subito un vero e proprio "agguato". "L'Anpav resta sul fronte del no, ma personalmente lascio questa assemblea perché mi è stato impossibile parlare e sono stato contestato solo per il fatto di aver firmato, a settembre, l'accordo con la Cai solo qualche ora prima dei miei colleghi sindacalisti", ha spiegato Muccioli. Secondo il presidente dell'Anpav, che conta 580 iscritti degli assistenti di volo, "questa assemblea non è espressione reale della totalità della categoria o del pensiero dei lavoratori, ma è una espressione pilotata". L'Anpav si è pertanto riservato di decidere nelle prossime ore, in piena autonomia, se aderire o no al piano di salvataggio predisposto dalla Cai. E intanto i sindacati che hanno firmato l'accordo con la Cai, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti, hanno diffuso nel tardo pomeriggio un appello all'unità sindacale: "Dopo l'offerta di Cai i molti problemi connessi al passaggio di azienda richiedono il recupero della massima convergenza di tutti i sindacati e la coesione di tutte le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia, all'interno del solco tracciato dagli accordi di settembre e del 31 ottobre". I sindacati che hanno aderito all'accordo ammettono tuttavia che permane "un'area di sofferenza in particolare per gli esuberi e per quei precari che resteranno fuori dall'azienda, così come per i lavoratori dell'indotto interessati ai ridimensionamenti per i quali il sindacato è fortemente impegnato a trovare le necessarie soluzioni ed ora è ancora più necessario uno straordinario contributo e la responsabilità di tutti per consolidare risultati raggiunti e con essi realizzare le migliori tutele del lavoro". Alla componente "ribelle" si è rivolto stamane anche il segretario della Uil Luigi Angeletti, per rivendicare la correttezza della scelta fatta. "Siamo arrivati all'ultimo appuntamento utile" e "spero che da parte di piloti e steward prevalga il buon senso, anche perché non c'è alternativa", ha sottolineato parlando a Canale5. "Non c'è altra alternativa - ha proseguito - l'unica è che Fantozzi liquidi Alitalia totalmente: questa è l'unica strada per evitare di perdere tutti i posti di lavoro. Cosa accadrà dopo il fallimento chiunque se lo può immaginare, ma sarà certamente molto peggio di questa soluzione". Intanto nella polemica con i sindacati autonomi è intervenuta oggi la Cai per smentire che i criteri di assunzione, i livelli occupazionali e i criteri di selezione del personale della nuova Alitalia previsti nell'intesa siano diversi da quelli concordati nei mesi scorsi. "Sono esattamente quelli fissati negli accordi di Palazzo Chigi del 14 settembre e sottoscritti da tutte le sigle sindacali", hanno ribadito dalla Compagnia aerea italiana. Il trascinarsi della vertenza Alitalia continua a creare motivo di imbarazzo anche al Pd, che schiera nel "governo ombra", con la delega allo Sviluppo economico, il giovane imprenditore Matteo Colaninno, il figlio dell'industriale a capo della cordata Cai. "Non sono portatore di alcun conflitto di interesse - è tornato a difendersi oggi l'esponente del Partito democratico parlando con il Tempo - Nel tentare di confondere su questa materia o si è ignoranti o si è in malafede. Dato che chi l'ha detto non è ignorante, probabilmente è in malafede".


3 novembre 2008 - Il Tempo.it

Alta tensione a Fiumicino Ora tremano anche i lavoratori delle imprese dell'indotto
È una giornata di fervida attesa quella di ieri all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, sia tra i rappresentanti sindacali sia tra il personale di volo e di terra della compagnia Alitalia. Oggi alle ore 15, i rappresentanti di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, sigle che non hanno sottoscritto l'accordo, hanno organizzato un'assemblea nella mensa centrale Alitalia dello scalo romano.

«Prevediamo una larga partecipazione del personale di volo e di terra - spiega Cesare Albanese, sindacalista della Sdl -, perchè sarà una giornata di confronto con i lavoratori sulle questioni più scottanti del Piano Fenice: dal numero enorme di esuberi, che penalizzeranno i lavoratori ben oltre quanto era stato concordato a settembre a Palazzo Chigi, alla condizione dei precari e alle incertezze per il futuro di migliaia di lavoratori, i quali, dopo l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, si troveranno senza un lavoro e senza la pensione.
Non risparmia critiche anche il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia, il più rappresentativo sindacato degli assistenti di volo. «In queste ore stiamo lavorando soprattutto per mantenere calmi i lavoratori - dice - per non far partire azioni avventuristiche che non gioverebbero a nessuno: gli aerei devono continuare a volare e ad essere puntuali. Quanto all'assemblea - prosegue - credo che il personale sia già informato e consapevole della situazione ma faremo comunque luce in particolare su alcuni punti del Piano forse ancora poco chiari. Per fare solo un esempio, i criteri di riassunzione: ci sono norme grazie alle quali la Cai, forte di una eccessiva discrezionalità, non riassumerebbe coloro che sono gravati da condizioni sociali particolari».
Parole dure anche dalla CUB Trasporti: «Noi siamo per la nazionalizzazione della compagnia, il Piano Fenice è inaccettabile - sostiene Fabio Frati, rappresentante nazionale del sindacato autonomo - Senza contare che il piano, dietro la forzatura della Lega lombarda, privilegerebbe Milano Malpensa e di fatto smantellerebbe Fiumicino, con inevitabili ricadute occupazionali pesanti: circa 20mila esuberi tra personale Alitalia e indotto».


3 novembre 2008 - Il Messaggero Veneto

Attesa nervosa a Fiumicino, oggi assemblea
IL FRONTE DEL NO

ROMA - È una domenica di attesa preoccupata quella di ieri all’aeroporto di Fiumicino, sia tra i rappresentanti sindacali sia tra il personale navigante e di terra di Alitalia. Oggi il commissario straordinario Fantozzi comincerà l’esame dell’offerta Cai sottoscritta dai sindacati confederali e da Ugl, e sempre per oggi alle 15 i rappresentanti di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, che non hanno firmato l’accordo, daranno vita all’assemblea nei locali della mensa centrale Alitalia. Una assemblea, questa del ricostituito "Fronte del No", che a detta di molti già si preannuncia molto accesa. «Prevediamo una larga partecipazione del personale di volo e di terra - spiega Cesare Albanese, sindacalista della Sdl -. Perchè quella di oggi sarà una giornata di confronto con i lavoratori sulle questioni più scottanti del Piano Fenice: dal numero enorme di esuberi, che penalizzerà i lavoratori ben oltre quanto era stato concordato in settembre a Palazzo Chigi, alla condizione dei precari e alle incertezze per il futuro di migliaia di lavoratori che, dopo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, si troveranno senza un lavoro e senza la pensione».
Non lesina critiche anche il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia, il più rappresentativo sindacato degli assistenti di volo. «In queste ore stiamo lavorando soprattutto per mantenere calmi i lavoratori - dice - per non far partire azioni avventuristiche che in questo momento non gioverebbero a nessuno: gli aerei devono continuare a volare e ad essere puntuali. Quanto all’assemblea - prosegue - credo che il personale sia già informato e consapevole della situazione, ma faremo comunque luce in particolare su alcuni punti del Piano forse ancora poco chiari. Per fare solo un esempio, i criteri di riassunzione: ci sono norme grazie alle quali la Cai, forte di una eccessiva discrezionalità, non riassumerebbe coloro che sono gravati da condizioni sociali particolari, come una donna separata con i figli a carico, oppure una persona con in casa un familiare portatore di handicap. Ci sono, poi, altri aspetti a dir poco incomprensibili. Uno fra i tanti: il piano Cai non prevede riassunzioni di personale part-time, condizione che, invece, permetterebbe di evitare tanti esuberi. Dietro tutto questo sembra esserci un’ideologia mirata a creare disagio: noi lavoriamo per includere, la Cai per escludere».
Parole pesanti anche dalla Cub Trasporti. «Lo diciamo da sempre, noi siamo per la nazionalizzazione della compagnia, il Piano Fenice è inaccettabile - sostiene Fabio Frati, rappresentante nazionale del sindacato autonomo -. Il Governo continua a imporre una soluzione che non sta in piedi, i criteri di selezione del personale sono contro ogni logica. Senza contare che il piano, dietro la forzatura della Lega, privilegerebbe Milano Malpensa e di fatto smantellerebbe Fiumicino, con inevitabili ricadute occupazionali pesanti: circa 20 mila esuberi tra personale Alitalia e indotto. Quello che auspichiamo, a questo punto, è anche un intervento da parte della Comunità europea».


3 novembre 2008 - EPolis nazionale

La privatizzazione. Oggi inizia l'esame dell'offerta presentata da Colaninno e soci
Alitalia, si decolla a dicembre. Sabelli: con i piloti ci capiremo
Alle 15 assemblea di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, le sigle che non hanno firmato l'accordo
di Cristina Cossu

Una domenica di attesa ansiosa. Tutti con il fiato sospeso in vista degli appuntamenti di oggi per scrivere il futuro di Alitalia. Il commissario straordinario dell'ex compagnia di bandiera inizierà l'esame dell'offerta di Cai, presentata venerdì scorso e sottoscritta dai sindacati confederali e da Ugl. Inoltre, alle tre del pomeriggio, i rappresentanti di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, che non hanno firmato l'accordo, si riuniranno in assemblea. Un'assemblea, quella del ricostituito "fronte del no", che si preannuncia molto accesa. «Prevediamo una larga partecipazione del personale di volo e di terra - sottolinea Cesare Albanese, sindacalista della Sdl - perchè sarà una giornata di confronto con i lavoratori sulle questioni più scottanti del Piano Fenice: dal numero enorme di esuberi, che penalizzerà i lavoratori ben oltre quanto era stato concordato a settembre a Palazzo Chigi, alla condizione dei precari e alle incertezze per il futuro di migliaia di persone che, dopo l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, si troveranno senza un lavoro e senza la pensione». Critico anche il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia: «In queste ore stiamo lavorando soprattutto per mantenere calmi i lavoratori - dice - per non far partire azioni avventuristiche che in questo momento non gioverebbero a nessuno: gli aerei devono continuare a volare e ad essere puntuali. Quanto all'assemblea, faremo luce in particolare su alcuni punti del Piano forse ancora poco chiari. Per fare solo un esempio, i criteri di riassunzione: ci sono norme grazie alle quali la Cai, forte di una eccessiva discrezionalità, non riassumerebbe coloro che sono gravati da condizioni sociali particolari, come una donna separata con i figli a carico, oppure una persona con in casa un familiare portatore di handicap. Ci sono, poi, altri aspetti a dir poco incomprensibili. Uno tra i tanti: il piano Cai non prevede riassunzioni di personale part-time, condizione che, invece, permetterebbe di evitare tanti esuberi. Dietro tutto questo sembra esserci un'ideologia mirata a creare disagio: noi lavoriamo per includere, la Cai per escludere». Parole pesanti anche dalla Cub Trasporti. «Il Governo continua a imporre una soluzione che non sta in piedi, i criteri di selezione del personale sono contro ogni logica. Senza contare che il piano, dietro la forzatura della Lega, privilegerebbe Milano Malpensa e di fatto smantellerebbe Fiumicino, con inevitabili ricadute occupazionali pesanti: circa 20 mila esuberi tra personale Alitalia e indotto. Quello che auspichiamo, a questo punto, è anche un intervento da parte della Comunità europea». I nuovi proprietari vanno avanti. «La nuova Alitalia potrebbe partire il primo dicembre», sottolinea Rocco Sabelli, amministratore delegato di Cai. E con i piloti «mi auguro che al momento di stringere con le assunzioni ci si possa capire». Perquanto riguarda il prezzo «penso non ci saranno problemi. Come sono ragionevolmente tranquillo anche sul fronte della Ue e dell'Antitrust». Per Sabelli la fase sindacale è comunque chiusa. «Grazie alla ragionevolezza e alla firma di confederali e Ugl abbiamo i criteri di selezione, i contratti e il lodo Letta, del quale tra l'altro spero non avremo bisogno».


3 novembre 2008 - La Nuova Sardegna

Mentre il commissario esamina l’offerta della Cai
Assemblea a Fiumicino «Patti non rispettati»

FIUMICINO - È stata una domenica di attesa preoccupata quella all’aeroporto di Fiumicino, sia tra i rappresentanti sindacali sia tra il personale navigante e di terra di Alitalia. Oggi il commissario straordinario Fantozzi comincerà l’esame dell’offerta Cai sottoscritta dai sindacati confederali e da Ugl, e sempre per oggi alle 15 i rappresentanti di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, che non hanno firmato l’accordo, daranno vita all’assemblea nei locali della mensa centrale Alitalia.
Una assemblea, questa del ricostituito fronte del no, che a detta di molti già si preannuncia molto accesa. «Prevediamo una larga partecipazione del personale di volo e di terra - spiega Cesare Albanese, sindacalista della Sdl -. Sarà una giornata di confronto con i lavoratori sulle questioni più scottanti del Piano Fenice: dal numero enorme di esuberi, che penalizzerà i lavoratori ben oltre quanto era stato concordato a settembre a Palazzo Chigi, alla condizione dei precari e alle incertezze per il futuro di migliaia di lavoratori».
Non lesina critiche anche il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia, il più rappresentativo sindacato degli assistenti di volo. «In queste ore stiamo lavorando soprattutto per mantenere calmi i lavoratori - dice - per non far partire azioni avventuristiche che in questo momento non gioverebbero a nessuno: gli aerei devono continuare a volare e ad essere puntuali. Quanto all’assemblea credo che il personale sia già informato e consapevole della situazione, ma faremo comunque luce in particolare su alcuni punti del Piano forse ancora poco chiari. Per fare solo un esempio, i criteri di riassunzione. Ci sono, poi, altri aspetti a dir poco incomprensibili. Uno tra i tanti: il piano Cai non prevede riassunzioni di personale part-time, condizione che permetterebbe di evitare tanti esuberi».
Parole pesanti anche dalla Cub Trasporti: «Lo diciamo da sempre, noi siamo per la nazionalizzazione della compagnia, il Piano Fenice è inaccettabile - sostiene Fabio Frati, rappresentante nazionale del sindacato autonomo -. Il governo continua a imporre una soluzione che non sta in piedi, i criteri di selezione del personale sono contro ogni logica. Senza contare che il piano, dietro la forzatura della Lega, privilegerebbe Milano Malpensa e di fatto smantellerebbe Fiumicino, con inevitabili ricadute occupazionali pesanti: circa 20 mila esuberi tra personale Alitalia e indotto. Quello che auspichiamo, a questo punto, è anche un intervento da parte della Comunità europea».
Davanti al Centro equipaggi dello scalo, a differenza di sabato, ieri i gruppetti di hostess, piloti e impiegati erano pochi e con scarsa voglia di commentare la situazione con i reporter. «C’è poco da dire - afferma una hostess con 20 anni di anzianità, mentre fuma nervosamente una sigaretta -. Mi domando soltanto se i rappresentanti dei sindacati che hanno apposto la loro firma si rendono conto che con questo Piano rischiano di non essere più riassunte centinaia di persone con problemi reali, come ragazze-madri o donne separate con figli a carico, oppure colleghi con un familiare in casa gravato da una malattia grave. E questo lo chiamiamo ancora un Paese democratico?».


3 novembre 2008 - Trentino/Città Salerno/Corriere Alpi/Centro/Gazzetta Mantova, Reggio/Alto Adige

Il nodo: donne con figli a carico
Le hostess temono discriminazioni. Sabelli: non è così. I CRITERI DI ASSUNZIONE

ROMA - Ma di cosa si lamentano principalmente i sindacati autonomi? Soprattutto i criteri di assunzione. Spiega il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia, il più rappresentativo sindacato degli assistenti di volo che, comunque, spiega di lavorare per tenere calmi i lavoratori. «Ci sono norme grazie alle quali la Cai, forte di una eccessiva discrezionalità - spiega -, non riassumerebbe coloro che sono gravati da condizioni sociali particolari, come una donna separata con i figli a carico, oppure una persona con in casa un familiare portatore di handicap. Ci sono, poi, altri aspetti a dir poco incomprensibili. Uno tra i tanti: il piano Cai non prevede riassunzioni di personale part-time, condizione che, invece, permetterebbe di evitare tanti esuberi. Dietro tutto questo sembra esserci un’ideologia mirata a creare disagio: noi lavoriamo per includere, la Cai per escludere». Parole pesanti anche dalla Cub Trasporti. «Lo diciamo da sempre, noi siamo per la nazionalizzazione della compagnia, il Piano Fenice è inaccettabile - sostiene Fabio Frati, rappresentante nazionale del sindacato autonomo -. Il Governo continua a imporre una soluzione che non sta in piedi, i criteri di selezione del personale sono contro ogni logica».
Davanti al Centro equipaggi dello scalo, a differenza di ieri, ieri i gruppetti di hostess, piloti e impiegati erano pochi e con scarsa voglia di commentare la situazione con i reporter. «C’è poco da dire - afferma una hostess con 20 anni di anzianità, mentre fuma nervosamente una sigaretta -. Mi domando soltanto se i rappresentanti dei sindacati che hanno apposto la loro firma si rendono conto che con questo Piano rischiano di non essere più riassunte centinaia di persone con problemi reali, come ragazze-madri o donne separate con figli a carico, oppure colleghi con un familiare in casa gravato da una malattia grave. E’ questo lo chiamiamo ancora un Paese democratico?».
Ma l’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, in serata precisa che non ci saranno discriminazioni di tipo sociale, al contrario è previsto un canale privilegiato per i lavoratori monoreddito.


3 novembre 2008 - Il Tirreno

«Continueremo a far volare gli aerei»

FIUMICINO. E’ una domenica di attesa preoccupata quella all’aeroporto di Fiumicino, sia tra i rappresentanti sindacali sia tra il personale navigante e di terra di Alitalia. L’assemblea del fronte del no di oggi si preannuncia molto accesa. «Prevediamo una larga partecipazione del personale di volo e di terra - spiega Cesare Albanese, sindacalista della Sdl -. Perchè quella di domani sarà una giornata di confronto con i lavoratori sulle questioni più scottanti del Piano Fenice: dal numero enorme di esuberi, che penalizzerà i lavoratori ben oltre quanto era stato concordato a settembre a Palazzo Chigi, alla condizione dei precari e alle incertezze per il futuro di migliaia di lavoratori che, dopo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, si troveranno senza un lavoro e senza la pensione».
Non lesina critiche anche il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia, il più rappresentativo sindacato degli assistenti di volo. «In queste ore stiamo lavorando soprattutto per mantenere calmi i lavoratori - dice - per non far partire azioni avventuristiche che in questo momento non gioverebbero a nessuno: gli aerei devono continuare a volare e ad essere puntuali. Quanto all’assemblea - prosegue - credo che il personale sia già informato e consapevole della situazione, ma faremo comunque luce in particolare su alcuni punti del Piano forse ancora poco chiari. Per fare solo un esempio, i criteri di riassunzione: ci sono norme grazie alle quali la Cai, forte di una eccessiva discrezionalità, non riassumerebbe coloro che sono gravati da condizioni sociali particolari, come una donna separata con i figli a carico, oppure una persona con in casa un familiare portatore di handicap. Ci sono, poi, altri aspetti a dir poco incomprensibili. Uno tra i tanti: il piano Cai non prevede riassunzioni di personale part-time, condizione che, invece, permetterebbe di evitare tanti esuberi. Dietro tutto questo sembra esserci un’ideologia mirata a creare disagio: noi lavoriamo per includere, la Cai per escludere».
Parole pesanti anche dalla Cub Trasporti. «Lo diciamo da sempre, noi siamo per la nazionalizzazione, il Piano Fenice è inaccettabile», sostiene Fabio Frati, rappresentante nazionale del sindacato autonomo. «Il governo - aggiunge - continua a imporre una soluzione che non sta in piedi.»


3 novembre 2008 - Basilicata.net

LOMBARDI (PRC): I GAP CONTRO LA CRISI

"La crisi provocata da scelte politiche sbagliate che hanno lasciato la politica in mano ai banchieri, noi non la paghiamo, l’abbiamo pagata in questi anni e non abbiamo intenzione di farlo ancora. Bisogna cambiare rotta". Lo afferma, in un comunicato stampa, Angela Lombardi, responsabile nazionale Prc per Consumo, sportelli e servizio legale.
"L’esperienza che si sta costruendo in giro per l’Italia e che è nata anche a Potenza – afferma l’esponente di Rifondazione comunista - insieme alle mobilitazioni di questi giorni ci dicono che possiamo, dobbiamo riprenderci la politica e riportarla nei quartieri, nelle scuole e nelle fabbriche. La battaglia contro il carovita si organizza anche nella città di Potenza (Rdb, Cobas, WWF, Comitato NO Oil, singoli cittadini etc) dove è stato anche promosso un primo GAP, (Gruppo d’ Acquisto Popolare), quello partito nel rione Cocuzzo. Il Gap appunto dimostra che il prezzo si può abbattere e bisogna continuare ad estendere i gap quartiere per quartiere, non per danneggiare i fornai, ma perché anche questi ultimi si uniscano a noi e chiedano l’intervento immediato di regione e comuni sui prezzi dei beni di prima necessità, perché promuovano e allarghino mercati di filiera corta, perchè riducano i costi delle bollette di acqua e gas, migliorino i trasporti per i pendolari e ne abbattano i costi ormai troppo alti, perché contribuiscano con norme e politica alla risoluzione della crisi sociale".


2 novembre 2008 - Ansa

Alitalia: a Fiumicino attesa nervosa, domani assemblea

(ANSA) - ROMA, 2 NOV - Domenica di attesa e preoccupata oggi allo scalo di Fiumicino tra i sindacalisti e tra il personale navigante e di terra Alitalia. Domani il commissario straordinario Fantozzi comincera' l'esame dell'offerta Cai e alle 15 i rappresentanti di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, che non hanno firmato l'accordo, daranno vita all'assemblea nei locali della mensa centrale Alitalia. Una assemblea, questa del ricostituito 'Fronte del No', che a detta di molti gia' si preannuncia molto accesa. E' molto critica la Sdl ma anche Avia, il piu' rappresentativo sindacato degli assistenti di volo. Il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia, sostiene che sta lavorando 'soprattutto per mantenere calmi i lavoratori'. E sull' accordo sottolinea i criteri di riassunzione: 'Ci sono norme grazie alle quali la Cai, forte di una eccessiva discrezionalita', non riassumerebbe coloro che sono gravati da condizioni sociali particolari, come una donna separata con i figli a carico, oppure una persona con in casa un familiare portatore di handicap'. Inoltre, 'il piano Cai non prevede riassunzioni di personale part-time, condizione che, invece, permetterebbe di evitare tanti esuberi'. Parole dure anche dalla CUB Trasporti: 'Il Piano Fenice e' inaccettabile' e 'dietro la forzatura della Lega' sarebbe privilegiato Malpensa con lo smantellamento di Fiumicino.


2 novembre 2008 - Il Giorno

L’infermiere del Civile: «La sanità pubblica non rincorre il business»
LA TESTIMONIANZA
di Silvia Vignati

LEGNANO — «CREDO che l’Ospedale di Legnano sia uscito bene da quella trasmissione». Il riferimento è ad "Annozero", programma televisivo di Michele Santoro, che ha trattato il caso delle ex centraliniste disoccupate. Parla un infermiere di lunga esperienza al Civile, molto stimato. «Se deve affrontare un’operazione critica, la gente sceglie l’Ospedale pubblico - prosegue -. Il 118, il grosso trauma, lo porta qui (perché sa che c’è Neurochirurgia, Rianimazione, Unità coronarica) e non nel privato accreditato. Noi lavoriamo sulla qualità delle prestazioni, non sulla quantità, con la logica «più operazioni fai, più rimborsi regionali ottieni». Questo è business, non sanità. Nell’ospedale pubblico l’esame clinico deve essere fatto perfettamente. Le cure offerte sono importanti. La clinica Santa Maria di Castellanza può permettersi di offrire la consulenza di una psicologo che tratta i problemi sessuali dei cardiopatici. Noi qui operiamo testa e cuore, salvando vite». Conclude l’operatore sanitario: «Per fortuna esiste ancora il sistema pubblico della sanità: ed è qui che dovrebbero confluire le maggiori risorse economiche». In ultimo una replica da parte delle ex centraliniste disoccupate: la proposta di Cgil, Cisl e Uil per un’attività «non penalizzante a livello professionale finalizzata a una fuoriuscita dal precariato» non sarebbe mai giunta loro. «Non l’abbiamo mai vista, e non sappiamo in che cosa consista concretamente - afferma Ornella Cameran, delle Rappresentanze di base (Rdb) -. Non è nel temperamento delle donne licenziate rifiutare proposte di lavoro, in un momento così difficile».

«Non siamo mai stati remissivi»
Risposta alle accuse dei lavoratori dell’ex azienda tessile. CGIL E CISL SULLA VERTENZA NTL
di Luca Di Falco

LEGNANO — CGIL E CISL NON ACCETTANO di essere indicati come la parte più remissiva nella vertenza della Ntl, l’ultima azienda del settore tessile che ha chiuso i battenti. L’accusa era stata mossa da alcuni lavoratori in occasione della manifestazione organizzata nei primi giorni della settimana. PER QUESTO, durante un incontro nella sede della Cisl in via 29 maggio, il rappresentante della Femca-Cisl, Giuseppe Oliva e quello della Filtea-Cgil, Francesco Di Salvo, con i rispettivi delegati aziendali, Antonino Rizzo e Mario Mastrorosa, hanno fatto alcune precisazione anche in risposta ai Cub, che ha portato in piazza le maestranze. «Non vogliamo fare polemica perché sarebbe sgradevole in una vertenza in cui è prevista la perdita di posti di lavoro - ha spiegato Di Salvo - Piutosto si intende precisare che se qualcuno gioca sulla comprensibile amarezza dei lavoratori è libero di farlo. Le organizzazioni sindacali confederali, però, non intendono seguire questa strada perché non è con la disperazione dei lavoratori che si può acquisire consenso. Mettere in cattiva luce le organizzazioni sindacali è soltanto un favore che si fa alla controparte la quale ne può solo trarre vantaggio». I SINDACALISTI hanno poi ripercorso la vicenda della Ntl, che era subentrata alla Mottana, sottolineando i recenti sviluppi che hanno portato alla chiusura. «Nelle assemblee con i lavoratori sono state prospettate le varie ipotesi possibili e si è concordato, votando, di tentare di gestire la vicenda per evitare che si trasformi in un fallimento». INSOMMA, vista la situazione, i sindacati confederali hanno fatto il possibile per assicurare ai lavoratori dell’ex Mottana una completa tutela utilizzando gli ammortizzatori sociali. «Se i lavoratori hanno cambiato idea ce lo spiegheranno nella prossima assemblea - ha concluso Di Salvo -. Il 24 settembre, in occasione di un incontro con l’assessore Grassi, è stato chiesto alla Giunta comunale di Legnano un impegno per tutti i lavoratori della città».


2 novembre 2008 - Il Messaggero

Roma. Resta un presidio dei carabinieri a controllare l’ex San Giacomo...

Roma - Resta un presidio dei carabinieri a controllare l’ex San Giacomo, l’ospedale del centro chiuso venerdì scorso. Questo per scongiurare nuovi tentativi di occupazione dopo il blitz dei senza-casa del Blocco precario metropolitano legato a Rdb e Action. Da ieri, intanto, Oliva Salviati, discendente del cardinale Antonio Maria Salvati, fondatore del nosocomio, ha trasferito in segno di protesta la sua residenza in via Canova. Al posto dell’ospedale nascerà la prima casa dei servizi socio-sanitari integrati.


2 novembre 2008 - La Nuova Venezia

LA POLEMICA
«Ferry garantito o pagano i deboli»

Venezia - Nei giorni scorsi il consigliere municipale del Lido, Luciano Francescon, si era rivolto ai sindacati e all’Actv per fare inserire il ferry boat tra i servizi fondamentali durante gli scioperi. Dopo la replica di Rdb-Cub che escludeva questa ipotesi salvo modifiche, comunque difficili, della legge 146, il consigliere del Pdl torna alla carica. «C’è chi continua a farsi scudo di una normativa come fosse un cardine della ragion di sciopero non considerando che, come tutte le prescrizioni, può essere rivista e corretta. Ritengo sia fondamentale la libertà di movimento di ogni cittadino del Lido, e col il suo mezzo, del quale ne deve poter far uso a sua discrezione, come succede in tutto il mondo civile». Quindi, rivolgendosi ai sindacati, Luciano Francescon aggiunge: «Ritengo che a essere colpito sia come sempre il più debole e che ne guadagni ancora una volta, in questo caso, l’azienda del trasporto pubblico che, non dando un completo servizio agli utenti, molti dei quali abbonati, viene meno a un suo compito istituzionale».(s.b.)


1 novembre 2008 - Il Messaggero.it

Fiumicino, naviganti e personale di terra divisi
di Giulio Mancini

FIUMICINO (1 novembre) - Da una parte i "naviganti", rumorosi e insoddisfatti sino al punto di concordare sul blocco dell’accordo. Dall’altra il personale di terra, rimasto alla finestra a cercare di capire. In mezzo i passeggeri che dicono "basta" al tira e molla sul cadavere della compagnia di bandiera. Gli autonomi non ci stanno. Almeno quelli di piloti e degli assistenti di volo. E subito dopo aver negato la firma al contratto per Cai, a Fiumicino piomba lo sconforto. Eppure il fronte del "no" non è così compatto. «Come al solito, certi personaggi preferiscono tutelare i propri privilegi piuttosto che pensare all’intera categoria» ringhia furibondo un pilota appena sbarcato da un volo Alitalia di medio raggio. «Se i confederali hanno firmato ci sarà pure una ragione osserva Roberto dell’Az Airport Secondo me il personale di volo sta tirando troppo la corda». «Pensino a lavorare invece di protestare per tutelare i loro privilegi si indigna Franco Riccardi alle Partenze del molo B I signorini dell’Alitalia non hanno capito che il mondo, l’economia, la competitività hanno cambiato lo scenario occupazionale? Dopo tanti anni di magna magna anche loro devono tirare la cinghia». Al varco equipaggi la notizia della rottura è arrivata verso le cinque del pomeriggio; troppo tardi per dare corpo a manifestazioni e proteste. In ogni caso due blindati dell’Esercito sono parcheggiati davanti al corridoio d’ingresso ad ammonire che la situazione è sotto controllo. La reazione più "colorita" che gli scontenti riescono a produrre è l’abbattimento sul pavimento delle bandiere della Cgil, usate a mo’ di stuoino per le scarpe. L’appuntamento per approfondire le strategie di lotta l’SdL ed il Cub l’hanno fissato per oggi a mezzogiorno. «Siamo avvelenati sbotta Fabio Frati del Cub e la tentazione di bloccare l’aeroporto è forte ma agiremo in modo intelligente, senza far ricadere sulla testa dei passeggeri il nostro malcontento. Non ci faremo scippare l’azienda dalle mani: vogliamo che il Governo svolga il suo ruolo di garante degli accordi, in una posizione eticamente corretta». «La parola d’ordine è garantire l’operatività rassicura Massimiliano Ercolani, assistente di volo dell’SdL La nostra serietà non intendiamo metterla in discussione. Qualcuno sta difendendo i propri privilegi sindacali? Falso: di questo non si è neanche parlato al tavolo del contratto. Chi non ha rispettato i patti, semmai, non siamo noi: i criteri d’assunzione sono stati manomessi e la parte economica è molto più svantaggiosa della riduzione del 7 per cento dei salari che avevamo concordato». «Abbiamo già perso la tutela dei nostri diritti visto che entro il 16 novembre dobbiamo presentare la richiesta al Tribunale per ottenere la liquidazione osserva uno steward ma qui è in ballo la difesa della dignità e quella non vogliamo certo perderla».


1 novembre 2008 - EPolis Roma

San Giacomo.
Gli infermieri: «Costretti a scappare via dopo il blitz dei celerini, in fuga dal nostro ospedale»
Fra le botte e le cariche di polizia "Ci hanno cacciato come ladri"
L'assessore Nieri: «L'emergenza abitativa non diventi questione di ordine pubblico»
di Paolo Anastasio
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Roma - Tre anziani pazienti ricoverati al Santo Spirito con le gambe fratturate. Questa l'immagine eloquente del disastro San Giacomo, l'ospedale di via Canova chiuso ieri con la forza dagli agenti antisommossa, intervenuti dopo l'occupazione dell'ospedale da parte di circa 200 militanti dei movimenti per la casa (Action, Asia Rdb e Blocco precario metropolitano). Ed è proprio l'antico ospedale, dopo 70 giorni di proteste ininterrotte contro la chiusura, ad uscirne con le ossa rotte: «Lavoro qui da vent'anni - dice un'infermiera del reparto endoscopia, accartocciata in terra fuori dall'ospedale - questo era l'ultimo giorno, lo sapevamo tutti. E siamo stati cacciati via come ladri, dopo il blitz dei celerini». Un'altra infermiera, da qualche mese al San Giacomo e ricollocata al Grassi di Ostia, aggiunge: «Gli agenti sono entrati nel cortile da via di Ripetta - dice la donna - e hanno cominciato a spintonare la folla di gente che si trovava lì, dopo l'irruzione degli occupanti. Manganellavano un po' alla rinfusa. Hanno colpito anche dei colleghi in servizio. La folla era mista, formata da pazienti, medici, infermieri e in mezzo gli occupanti. Una vergogna, ma la colpa non è dei celerini, che ne sanno loro, ma di chi li manda». Scene surreali anche all'ingresso di via Canova, dove un'anziana paziente è arrivata all'ospedale, che ieri era ancora operativo, passando attraverso il cordone degli agenti antisommossa della Guardia di Finanza, in mezzo alla calca urlante: «Ho una visita - ha detto la signora - fatemi passare». Idem per un'anziana signora, portata dentro dalla figlia perchè colta da un malore in via del Corso. Intanto, diversi infermieri e pazienti uscivano, trolley alla mano, portando via effetti personali e vestiti di una vita di lavoro. «Siamo contrari all'uso pubblico dell'immobile, come stabilito dalla delibera di giunta regionale - ha detto al megafono Gianfranco Calligaris del comitato Salviamo il San Giacomo - non si capisce perchè un ospedale debba essere riconvertito in struttura pubblica, quando è già pubblico e ben funzionante». Insomma, amaro in bocca da parte di medici, infermieri e pazienti. Ma anche da parte degli occupanti: «Non possiamo fare niente che subito ci menano - ha detto Nunzio D'Erme leader di Action - oggi (ieri ndr) hanno fermato due ragazzi, uno dell'Horus e un altro pischello. Hanno fatto sdraiare gli occupanti e hanno chiesto a tutti i documenti». «Ma l'emergenza abitativa non è una questione di ordine pubblico», hanno detto a due vociLuigi Nieri, assessore regionale al Bilancio, e Andrea Alzetta "Tarzan", consigliere comunale della Sinistra Arcobaleno e militante di Action, che ha lanciato un'ultima stoccata: «L'intervento degli agenti antisommossa è arrivato per ordine del consiglio dei ministri - ha detto Tarzan - e il risultato sono le quattro ambulanze arrivate qui oggi (ieri ndr)». Dopo la mediazione di Nieri, il corteo si è allontanato: «Noi la crisi non la paghiamo». Lo stesso slogan degli studenti anti-Gelmini.


1 novembre 2008 - Il Manifesto

ROMA Blitz al S.Giacomo. Ferito paziente
E la polizia carica nell'ospedale occupato
di Andrea Gangemi

ROMA - «Vergogna, vergogna». La polizia ha appena caricato e ci sono tre pazienti feriti. Per il San Giacomo, storico ospedale nel cuore di Roma, ieri è stato l'ultimo giorno prima della prevista chiusura. Gli ultimi ricoverati, trasferiti dalle ambulanze, hanno lasciato una struttura presidiata. Alcuni hanno fronteggiato il cordone di agenti in assetto anti-sommossa che sbarra il portone d'ingresso insieme agli infermieri e agli altri manifestanti.
Per protestare «contro il taglio dei posti letto e la chiusura degli ospedali pubblici» e per chiedere un utilizzo sociale dell'immobile, è scattata verso mezzogiorno un'occupazione-lampo da parte di duecento militanti di tre associazioni di lotta per la casa (Action, i Blocchi precari metropolitani e la Rete cittadina per il diritto all'abitare), insieme a Rdb-Cub Sanità, Asia RdB e ai lavoratori della struttura. Ma non è stata possibile «nessuna trattativa», racconta un manifestante. Sono passati solo pochi minuti: «Non si sono neppure schierati, sono entrati e hanno incominciato a menare, con dentro donne e bambini». Nel fuggi fuggi generale, un anziano è caduto e si è fratturato il femore, un altro uomo è stato centrato da un motorino di passaggio e si è rotto un omero, mentre una anziana è svenuta ferendosi un ginocchio. Tutti e tre si trovavano nell'ambulatorio per delle analisi.
Dopo le cariche subite nel cortile, dove i manifestanti avevano srotolato uno striscione dei Blocchi precari con la scritta «No alla città merce, San Giacomo bene comune», quelli rimasti dentro hanno riparato nell'ex reparto di medicina e breve degenza al terzo piano dell'edificio, insieme al primario e alla guardia medica. Dove sono stati braccati e identificati da una quarantina di agenti. Fuori la tensione non si smorzava e tra gli slogan risuonava anche quello dell'Onda: «Noi la crisi non la paghiamo». Tra i primi a uscire dal portone c'è stato Andrea «Tarzan» Alzetta, membro di Action e consigliere comunale indipendente di Sinistra Arcobaleno. «I lavoratori del San Giacomo hanno chiesto di sospendere almeno per tre giorni le procedure di chiusura - ha detto - siamo intervenuti questa mattina come "custodi giudiziari" di un bene pubblico. Qui ci sono servizi di eccellenza, macchinari ancora nuovi: non si capisce perché - ha aggiunto "Tarzan" - sono stati spesi tanti milioni per ristrutturarlo, se poi lo si vuole chiudere». Sull'intervento delle forze dell'ordine Alzetta ha detto che «l'ordine è arrivato dal consiglio dei ministri».
Poi al terzo piano è salito anche l'assessore regionale al bilancio Luigi Nieri: ha portato la proposta di legge votata proprio ieri mattina dalla Giunta regionale, che sancisce «permanentemente» l'uso pubblico» del San Giacomo; presto, assicura, all'es