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31 ottobre 2008 - Omniroma SAN GIACOMO, RDB-CUB: MANIFESTANTI CARICATI DA FORZE ORDINE(OMNIROMA) Roma, 31 ott - «Un gruppo di manifestanti di Rdb-Cub Sanità, Asia Rdb e Blocco Precario Metropolitano, che insieme ai lavoratori San Giacomo hanno occupato questa mattina l'ospedale romano, sono stati caricati dalle forze dell'ordine all'interno del cortile del nosocomio». Così in una nota Rdb-Cub. «Parte dei manifestanti ha dovuto riparare al terzo piano dell'edificio, mentre l'esterno dell'ospedale è presidiato un cospicuo schieramento di agenti - continua - L'iniziativa è stata attuata per protestare contro la chiusura dell'ospedale, contro il piano di rientro dal deficit sanitario che penalizza lavoratori e cittadini e per chiedere un utilizzo sociale del patrimonio immobiliare». S.GIACOMO,RDB-CUB:OCCUPAZIONE TAPPA MOBILITAZIONE PER SANITÀ PUBBLICA (OMNIROMA) Roma, 31 ott - «La RdB-CUB Sanità ha partecipato questa mattina insieme ai lavoratori del San Giacomo, ai senza casa, all'Asia RdB ed al Blocco Precario Metropolitano all'occupazione dell'ospedale romano, attuata contro la speculazione privata e per la riappropriazione del bene comune all'interno della città». Così in una nota della Rdb-Cub. «Ci chiediamo quali siano gli interessi in gioco che abbiano determinato un intervento così massiccio e aggressivo nei confronti di lavoratori, malati e famiglie con bambini che manifestavano pacificamente», ha dichiarato al termine dell'occupazione Teresa Pascucci, del Coordinamento RdB-CUB Sanità. «La nostra - ha proseguito - è stata un'iniziativa contro la macelleria sociale operata da Marrazzo e Berlusconi con il piano di rientro dal deficit, contro il taglio dei posti letto e la chiusura degli ospedali pubblici, contro la mobilità dei lavoratori della sanità pubblica, il rischio di licenziamento di migliaia di lavoratori della sanità privata, la mancata stabilizzazione di migliaia di precari». «La lotta del san Giacomo - ha proseguito Pascucci - è solo una tappa del percorso a difesa della Sanità Pubblica della regione, del diritto alla salute dei cittadini, del diritto al lavoro. Se la Giunta Marrazzo non modificherà questa operazione di tagli tutta a carico dei cittadini e dei lavoratori, continueremo con le iniziative di lotta e di mobilitazione perché non intendiamo pagare un deficit costruito con gli appalti, le consulenze e gli sprechi, per regalare alla sanità privata il servizio sanitario pubblico», ha concluso la sindacalista RdB-CUB. SAN GIACOMO, ASIA RDB: NON ANDREMO A INCONTRO CON REGIONE (OMNIROMA) Roma, 31 ott - «Questa mattina, con l'occupazione dell'ospedale San Giacomo, i Blocchi Precari Metropolitani e la rete cittadina per il diritto all'abitare hanno voluto dichiarare a chi governa questa città l'indisponibilità ad accettare che un altro bene pubblico venga consegnato alla speculazione e alla rendita». Così in una nota Asia Rdb. «Ancora una volta, a pochi giorni dallo sgombero di Horus, abbiamo avuto prova dell'incapacità delle istituzioni pubbliche di dare risposte ai diritti - prosegue il comunicato - Ancora una volta, la gestione di una protesta che riteniamo legittima è diventata una questione di ordine pubblico e di certo i pochi pazienti rimasti all'interno della struttura, i lavoratori del San Giacomo, le famiglie e i precari in emergenza abitativa non si aspettavano le cariche a freddo eseguite dalle forze dell'ordine, che non hanno guardato in faccia nessuno, malati e bambini compresi. Con grande senso di responsabilità, abbiamo deciso, insieme agli altri, di opporre resistenza passiva e dopo essere stati identificati abbiamo lasciato volontariamente la struttura. Successivamente si è svolta un'assemblea, durante la quale l'assessore al Bilancio della Regione Lazio, Luigi Nieri, ha comunicato la propria disponibilità e quella di Montino a incontrare una delegazione di lavoratori e dei movimenti per il diritto all'abitare, che avevano invece chiesto di parlare con il presidente Marrazzo. Reputando insufficiente la rappresentatività regionale, la rete cittadina per il diritto all'abitare insieme al comitato 'Salviamo il San Giacomò ha deciso di non partecipare all'incontro. I Blocchi Precari Metropolitani proseguiranno la mobilitazione per impedire che un bene comune come il San Giacomo venga consegnato alla città merce e vigileranno affinché la struttura mantenga una funzione sociale e pubblica». 31 ottobre 2008 - Adnkronos ROMA: PASCUCCI, MOBILITAZIONE SAN
GIACOMO A DIFESA SANITÀ PUBBLICA Roma, 31 ott. - (Adnkronos) - «Ci chiediamo quali siano gli interessi in gioco che abbiano determinato un intervento così massiccio e aggressivo nei confronti di lavoratori, malati e famiglie con bambini che manifestavano pacificamente». È quanto ha dichiarato al termine dell'occupazione del San Giacomo Teresa Pascucci, del Coordinamento RdB-Cub Sanità. «La nostra è stata un'iniziativa contro la macelleria sociale operata da Marrazzo e Berlusconi con il piano di rientro dal deficit - ha aggiunto - contro il taglio dei posti letto e la chiusura degli ospedali pubblici, contro la mobilità dei lavoratori della sanità pubblica, il rischio di licenziamento di migliaia di lavoratori della sanità privata, la mancata stabilizzazione di migliaia di precari». «La lotta del San Giacomo - ha proseguito Pascucci - è solo una tappa del percorso a difesa della Sanità Pubblica della Regione, del diritto alla salute dei cittadini, del diritto al lavoro. Se la Giunta Marrazzo non modificherà questa operazione di tagli tutta a carico dei cittadini e dei lavoratori, continueremo con le iniziative di lotta e di mobilitazione perchè non intendiamo pagare un deficit costruito con gli appalti, le consulenze e gli sprechi - ha concluso - per regalare alla sanità privata il servizio sanitario pubblico». Questa mattina era stato occupato da
un gruppo di manifestanti Roma, 31 ott. - (Adnkronos) - E' stato sgomberato dalla polizia l'ospedale 'San Giacomo' di Roma dopo che questa mattina era stato occupato da un gruppo di manifestanti. In questo momento gli agenti stanno identificando gli occupanti. L'ospedale era stato occupato questa mattina da un gruppo di manifestanti di Rdb-Cub Sanita', Asia RdB e Blocco Precario Metropolitano. ''Un gruppo di manifestanti di Rdb-Cub Sanita', Asia RdB e Blocco Precario Metropolitano - afferma Rdb-Cub - che insieme ai lavoratori San Giacomo hanno occupato questa mattina l'ospedale romano, sono stati caricati dalle forze dell'ordine all'interno del cortile del nosocomio. Parte dei manifestanti ha dovuto riparare al terzo piano dell'edificio, mentre l'esterno dell'ospedale e' presidiato da un cospicuo schieramento di agenti''. ''L'iniziativa e' stata attuata per protestare contro la chiusura dell'ospedale, contro il piano di rientro dal deficit sanitario che penalizza lavoratori e cittadini e per chiedere un utilizzo sociale del patrimonio immobiliare'', conclude il sindacato. ROMA: POLIZIA SGOMBERA SAN GIACOMO (Adnkronos) - È stato sgomberato dalla polizia l'ospedale 'San Giacomò di Roma dopo che questa mattina era stato occupato da un gruppo di manifestanti. In questo momento gli agenti stanno identificando gli occupanti. L'ospedale era stato occupato questa mattina da un gruppo di manifestanti di Rdb-Cub Sanità, Asia RdB e Blocco Precario Metropolitano. «Un gruppo di manifestanti di Rdb-Cub Sanità, Asia RdB e Blocco Precario Metropolitano - afferma Rdb-Cub - che insieme ai lavoratori San Giacomo hanno occupato questa mattina l'ospedale romano, sono stati caricati dalle forze dell'ordine all'interno del cortile del nosocomio. Parte dei manifestanti ha dovuto riparare al terzo piano dell'edificio, mentre l'esterno dell'ospedale è presidiato da un cospicuo schieramento di agenti». «L'iniziativa è stata attuata per protestare contro la chiusura dell'ospedale, contro il piano di rientro dal deficit sanitario che penalizza lavoratori e cittadini e per chiedere un utilizzo sociale del patrimonio immobiliare», conclude il sindacato. 31 ottobre 2008 - Apcom S. Giacomo,Cobas: intervento polizia
massiccio e aggressivo Roma, 31 ott. (Apcom) - L'intervento della polizia al San Giacomo, dove le forze dell'ordine sono intervenute per portare a termine lo sgombero del nosocomio, è stato "massiccio e aggressivo nei confronti di lavoratori, malati e famiglie con bambini che manifestavano pacificamente". Lo denuncia in una nota l'RdB-CUB Sanità che ha partecipato questa mattina insieme ai lavoratori del San Giacomo, ai senza casa, all'Asia RdB ed al Blocco Precario Metropolitano all'occupazione dell'ospedale romano, attuata "contro la speculazione privata e per la riappropriazione del bene comune all'interno della città". Ci chiediamo quali siano gli interessi in gioco che abbiano determinato un intervento di questo tipo", ha dichiarato al termine dell'occupazione Teresa Pascucci, del coordinamento RdB-CUB Sanità. "La nostra è stata un'iniziativa contro la macelleria sociale operata da Marrazzo e Berlusconi con il piano di rientro dal deficit, contro il taglio dei posti letto e la chiusura degli ospedali pubblici, contro la mobilità dei lavoratori della sanità pubblica, il rischio di licenziamento di migliaia di lavoratori della sanità privata, la mancata stabilizzazione di migliaia di precari". La lotta del san Giacomo - ha proseguito Pascucci - è solo una tappa del percorso a difesa della sanità pubblica della regione, del diritto alla salute dei cittadini, del diritto al lavoro. Se la Giunta Marrazzo non modificherà questa operazione di tagli tutta a carico dei cittadini e dei lavoratori, continueremo con le iniziative di lotta e di mobilitazione perché non intendiamo pagare un deficit costruito con gli appalti, le consulenze e gli sprechi, per regalare alla sanità privata il servizio sanitario pubblico", ha concluso la sindacalista RdB-CUB. E critiche all'operazione voluta dal commissario straordinario Piero Marrazzo arrivano anche da Federico Guidi, presidente della commissione Bilancio del Comune di Roma, che in una nota afferma: "Con quanto mai sospetta coincidenza, mentre la giunta regionale approvava la norma con la quale si destina permanentemente a uso pubblico il San Giacomo, ecco arrivare l'occupazione dell'ormai ex ospedale da parte dei centri sociali. Voglio fare i miei complimenti al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che ha chiuso un ospedale storico senza ottenere un reale beneficio economico dal taglio dei posti letto per ridurre il deficit sanitario ottenendo, invece, il "brillante" risultato di regalare ad Action un pregevole complesso immobiliare nel centro della città". Per Guidi il governatore ha di fatto "cacciato i malati e indirettamente aperto le porte ai centri sociali. Complimenti vivissimi per la sua gestione così oculata della cosa pubblica". Critco anche Luigi Celori, presidente della commissione per la Riforma del sistema sanitario della Regione Lazio, che parla di una sorta di 'occupazione annunciata': "Eppure c'era già stata l'esperienza del Regina Elena - dice - I timori di una possibile occupazione l'avevamo già espressa al presidente Marrazzo. Ci dispiace rilevare che, ancora una volta, i provvedimenti sulla sanità di Marrazzo non solo non comportano alcun risparmio ma aggravano ulteriormente i problemi. Pretendiamo - conclude Celori - che il presidente Marrazzo venga ora in aula per coinvolgere tutto il Consiglio regionale su scelte che mai come in questo settore pesano sulla qualità della vita di tutti i cittadini del Lazio". Positivo invece il parere di Giovanni Carapella, presidente della commissione lavori pubblici e casa della Regione Lazio, secondo il quale la chiusura del San Giacomo "deve segnare l'inizio di una nuova storia da costruire sul caposaldo irrinunciabile dell'uso pubblico e sociale della struttura". L'ex ospedale, dice, deve rimanere unpatrimonio pubblico al servizio dei cittadini di Roma, lanciando "l'ideazione e la progettazione di un nuovo centro polifunzionale, di quella che dovrà essere una vera e propria casa della solidarietà urbana". Carapella rileva anche "con soddisfazione che anche il sindaco di Roma sta cominciando a prendere in seria considerazione l'opzione di un uso pubblico del San Giacomo, e spero - conclude - che a fronte di un obiettivo così importante, le istituzioni tutte si ritrovino a lavorare insieme, per mettere in campo un progetto partecipato di riuso del San Giacomo che lo faccia rivivere, nelle mutate condizioni dell'oggi, al servizio della città e dalla parte dei più deboli". S.Giacomo, Montino: grave
occupazione ospedale in attività Roma, 31 ott. (Apcom) - L'occupazione di un ospedale, come il San Giacomo, che è ancora "in piena attività" è una "azione grave" e nel caso specifico "del tutto impropria perché ha messo a rischio l'incolumità dei pazienti lì presenti per curarsi". Lo afferma in una nota il vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino, commentando l'occupazione di questa mattina nell'ospedale capitolino ad opera di alcuni lavoratori, militanti di Action, dei movimenti per la case e delle RdB-Cub. Tre paziente, sottolinea Montino, "sono stati ricoverati al S. Spirito ed a loro esprimo la mia solidarietà. Tutte le procedure per la dismissione della struttura - precisa - erano già predisposte da tempo sia per quanto riguarda il trasferimento degli ultimi 6 pazienti, avvenuta oggi ed ai quali è stata garantita un assistenza adeguata ai propri bisogni, sia per il personale". Per quanto riguarda i dipendenti del S. Giacomo, a tutti "è stata comunicata la prossima destinazione di lavoro liberamente scelta, cosi come previsto dall'accordo con i sindacati". "L'emergenza casa a Roma è un problema grave - conclude Montino - e non va fatta confusione perché la soluzione del problema non è l'occupazione di una struttura destinata a restare al servizio della città, come prevede la proposta di legge regionale approvata oggi dalla Giunta. Per il S. Giacomo ora si apre la prospettiva del futuro non quella dell'abbandono". 31 ottobre 2008 - Dire SAN GIACOMO. RDB-CUB: COME MAI INTERVENTO COSÌ AGGRESIVO? (DIRE) Roma, 31 ott. - La RdB-CUB Sanita' ha partecipato questa mattina insieme ai lavoratori del San Giacomo, ai senza casa, all'Asia RdB ed al Blocco Precario Metropolitano all'occupazione dell'ospedale romano, "attuata contro la speculazione privata e per la riappropriazione del bene comune all'interno della citta'". "Ci chiediamo- si legge in una nota- quali siano gli interessi in gioco che abbiano determinato un intervento cosi' massiccio e aggressivo nei confronti di lavoratori, malati e famiglie con bambini che manifestavano pacificamente". "La nostra- dichiara al termine dell'occupazione Teresa Pascucci, del Coordinamento RdB-CUB Sanita'- e' stata un'iniziativa contro la macelleria sociale operata da Marrazzo e Berlusconi con il piano di rientro dal deficit, contro il taglio dei posti letto e la chiusura degli ospedali pubblici, contro la mobilita' dei lavoratori della sanita' pubblica, il rischio di licenziamento di migliaia di lavoratori della sanita' privata, la mancata stabilizzazione di migliaia di precari". "La lotta del San Giacomo- prosegue Pascucci- e' solo una tappa del percorso a difesa della Sanita' Pubblica della regione, del diritto alla salute dei cittadini, del diritto al lavoro. Se la Giunta Marrazzo non modifichera' questa operazione di tagli tutta a carico dei cittadini e dei lavoratori, continueremo con le iniziative di lotta e di mobilitazione perche' non intendiamo pagare un deficit costruito con gli appalti, le consulenze e gli sprechi, per regalare alla sanita' privata il servizio sanitario pubblico", conclude la sindacalista RdB-CUB. BOLOGNA. TERMINATO SGOMBERO IN
PALAZZINA ACER DI VIA TIBALDI (DIRE) Bologna, 31 ott. - Due agenti della Polizia Municipale che portano fuori in braccio le due occupanti di via Tibaldi 44: Si conclude cosi' lo sgombero di un appartamento collocato all'interno di una palazzina di proprieta' Acer. "Hanno distrutto il bagno- urla da dentro una ragazza- perche' non vogliamo uscire". Dopo un po' dall'interno dell'abitazione alcuni dei ragazzi del collettivo Famiglia Bresci portano fuori le poche cose presenti in casa: un materasso, alcuni mobili e un fornello da campeggio. Nel frattempo i vigili cercano di convincere le ragazze ad uscire volontariamente: "La resistenza passiva e' sempre resistenza", "o uscite o do l'ordine di farvi portare fuori", spiega una vigilessa. Le due ragazze sono sedute a terra nell'ingresso dell'appartamento al quarto piano, si tengono per mano e ogni tanto chiedono una sigaretta ai ragazzi fuori. L'avvocato Danilo Camplese, dell'Asia-RdB, spiega cosa hanno detto i funzionari dell'Acer entrati nell'abitazione: "Dicono che c'e' flagranza di reato, con un'interpretazione volitiva del reato di invasione di edificio, e si ritengono in diritto di intervenire in qualsiasi momento indipendentemente dalla permanenza piu' o meno lunga degli occupanti". Camplese conferma inoltre che alcuni sanitari del bagno sono stati distrutti. Intanto all'interno continua la trattativa con gli agenti: "Ci hanno minacciato di arresto", fa sapere urlando una ragazza. Dopo qualche minuto l'accordo: il gruppetto di ragazzi radunati fuori dalla porta arretreranno di qualche metro ed i vigili porteranno via le occupanti in maniera non violenta. Subito dopo i vigili le portano fuori in braccio, mentre gli altri presenti continuano a cantare in coro "Vergogna". Nel frattempo una decina di ragazzi di Famiglia Bresci e' entrata nell'edificio insieme ad un avvocato di Asia-RdB. E alcuni operai sono al lavoro per murare l'ingresso dell'appartamento, spiega uno di loro ai ragazzi affacciati alla finestra. L'arrivo dei muratori e dei materiali e' stato accolto dai cori dei ragazzi: "Vergogna, vergogna". La ragazza di Famiglia Bresci spiega: "Il funzionario Acer sostiene che l'appartamento e' stato assegnato, ma allora perche' lo stanno murando?". 31 ottobre 2008 - Agi SAN GIACOMO: RDB-CUB, O SI CAMBIA STRADA O ALTRE INIZIATIVE (AGI) - Roma, 31 ott. - O la Regione cambia strada e modifica la grave operazione di tagli a carico di cittadini e lavoratori, o continueremo con le iniziative di lotta e mobilitazione perche' non intendiamo pagare un deficit costruito con gli appalti, le consulenze e gli sprechi, per regalare al privato il servizio sanitario pubblico. Lo dice Teresa Pascucci, del Coordinamento RdB-Cub Sanita' che stamane ha partecipato con i lavoratori del San Giacomo, ai senza casa, all'Asia Rdb ed al 'Blocco Precario Metropolitano' all'occupazione dell'ospedale romano, contro la speculazione privata e per la riappropriazione del bene comune all'interno della citta'. "La lotta del San Giacomo - prosegue Pascucci - e' solo una tappa del percorso a difesa della Sanita' Pubblica della regione, del diritto alla salute dei cittadini, del diritto al lavoro: la nostra e' stata un'iniziativa contro la macelleria sociale operata da Marrazzo e Berlusconi con il piano di rientro dal deficit - conclude - contro il taglio dei posti letto e la chiusura degli ospedali pubblici, la mobilita' dei lavoratori della sanita' pubblica, il rischio di licenziamento di migliaia di lavoratori della sanita' privata, la mancata stabilizzazione di migliaia di precari" PROTESTA RDB INPS, PC SPENTI PER UNORA CONTRO TAGLI MANOVRA(AGI) - Roma, 31 ott. - "Spegneremo per unora i PC in modo da accendere la mobilitazione contro i tagli agli organici ed al salario accessorio previsti dalla Legge 133?. Lo comunica Luigi Romagnoli, coordinatore nazionale della RdB-CUB INPS . "Chiediamo - aggiunge - labrogazione della norma che taglia gli incentivi e rinnovi contrattuali adeguati allaumento del costo della vita. Nellora di protesta garantiremo lapertura degli sportelli - assicura - ritirando la documentazione e fornendo informazioni allutenza, senza tuttavia consultare le procedure informatiche. Chiediamo ai cittadini comprensione e solidarieta contro una manovra economica che finisce per minare il diritto alla pensione, alla salute, allistruzione. Non ci accontenteremo di eventuali promesse che il governo dovesse fare oggi pomeriggio ai sindacati riuniti a Palazzo Chigi - conclude Luigi Romagnoli - ma chiediamo atti concreti e modifiche sostanziali alla manovra". 31 ottobre 2008 - Rainews 24 La polizia di Roma in azione per sgomberare l'ospedale San Giacomo E' stata fatta intervenire la polizia per sgomberare l'ospedale San Giacomo di Roma, destinato alla chiusura dal piano di rientro dal deficit sanitario messo a punto dal commissario straordinario Piero Marrazzo, governatore della Regione. Questa mattina, per impedire lo sgombero e il trasferimento degli ultimi degenti in altre strutture, alcuni militanti di Action, di movimenti per il diritto alla casa, dei lavoratori del nosocomi ed esponenti di Rdb-Cub Sanita', Asia RdB e Blocco Precario Metropolitano hanno messo in piedi una occupazione per protestare contro la chiusura dell'ospedale, prevista per la mezzanotte di oggi, contro il piano di rientro dal deficit sanitario che "penalizza lavoratori e cittadini e per chiedere un utilizzo sociale del patrimonio immobiliare". I Cobas affermano di essere stati caricati dalle forze dell'ordine all'interno del cortile del nosocomio. "Parte dei manifestanti ha dovuto riparare al terzo piano dell'edificio - dicono - mentre l'esterno dell'ospedale era presidiato da un cospicuo schieramento di agenti" e la polizia avrebbe proceduto alla identificazione degli occupanti. Tre persone che facevano parte dei circa 100 manifestanti e uno dei degenti sono state portate dai sanitari del 118 all'ospedale Santo Spirito. A calmare gli animi e' giunto l'assessore al Bilancio Luigi Nieri, che ha annunciato la prevista decisione della giunta regionale del Lazio, che questa mattina ha approvato una proposta di legge che vincola l'utilizzo della struttura del San Giacomo "permanentemente a una destinazione di uso pubblico", su proposta del presidente della Regione. Il provvedimento sara' esaminato al piu' presto dal consiglio regionale per l'approvazione definitiva. Dopo l'annuncio i manifestanti hanno sgomberato l'ospedale e hanno formato un piccolo corteo che ha percorso le vie di Roma fino a piazza del Popolo. Oggi pomeriggio i lavoratori del San Giacomo incontreranni l vicepresidente della giunta regionale Esterino Montino. Cisl e Uil firmano il contratto degli statali, Cgil no: "Pronti allo sciopero generale" Sindacato spaccato sul rinnovo del contratto degli statali. Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae firmano il protocollo d'intesa a Palazzo Chigi, mentre la Cgil conferma il suo 'no' e si prepara allo sciopero generale della categoria a dicembre. Ma già a novembre si preannunciano scioperi a livello regionale, a cominciare da lunedi' prossimo. Inevitabili le ripercussioni nei rapporti fra tra sigle sindacali: per Guglielmo Epifani, la firma del nuovo contratto da parte di Cisl e Uil è stato "un errore che non resterà senza conseguenze". L'aumento medio di stipendio mensile previsto dal nuovo contratto per i ministeriali è di 70 euro. "La Cgil sta smettendo di essere un sindacato", attacca Angeletti, che rincara: "Speriamo che a forza di sbattere la testa si ravvedano. La Cgil, ha deciso o non può (e se non può è peggio che se non vuole, come diceva Nenni) fare accordi". Bonanni si dice molto dispiaciuto per la Cgil: "Abbiamo evitato - afferma - che il sindacato potesse essere scavalcato in una sorta di qualunquismo imperante". Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, saluta il protocollo come "un grande risultato", con l'unico rammarico di non aver avuto la firma di tutti: "Io sono per avere tutte sigle a firmare un contratto, se si può. Se non si può, si va avanti con chi firma'. A indurre la Cisl e la Uil a firmare il protocollo d'intesa che rappresenta una sorta di accordo quadro ponte, il ripristino delle risorse per la produttivita': circa 200 milioni tagliati dal fondo unico di amministrazione con il decreto Tremonti prima dell'estate, che, se la decurtazione fosse stata confermata, avrebbe comportato un alleggerimento pesante delle buste paga da gennaio. Mentre c'è l'impegno a recuperare i 530 milioni previsti da leggi speciali. L'aumento per i ministeri previsto è di 70 euro circa e complessivamente dal prossimo anno le retribuzioni saranno piu' pesanti per 6 miliardi. Dai sindacati firmatari e' stata sottolineata anche l'importanza sul nuovo modello contrattuale, a cui si sta lavorando anche per il settore pubblico. Saranno definite, infatti, linee guida che poi faranno parte dell'eventuale accordo generale con Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali. La Cgil però boccia senza mezzi termini l'intesa. "Non c'e' nessun motivo per cambiare idea", ha scandito Epifani, che ha spiegato le ragioni del dissenso: "L'aumento e' inferiore all'inflazione reale e non c'è alcuna certezza sulla restituzione degli oneri accessori del maltolto. Nessuna novità anche per i precari". Per l'Ugl quella di ieri è una "firma politica": "il governo - ha sottolineato il numero uno Renata Polverini - ha preso un impegno solenne, con Brunetta e Letta, per restituire le risorse ed evitare che per la prima volta a gennaio i lavoratori del pubblico impiego vedessero una decurtazione reale del loro salario". E rivolgendosi alla Cgil, Polverino ha detto che in questo momento di grande preoccupazione era "necessario dare a questi lavoratori la certezza di vedere il rinnovo contrattuale". A non firmare anche le Rdb-Cub, che giudicano l'aumento "irrisorio" e sottolineano "le esplosive conseguenze delle politiche economiche e sociali intraprese dal governo a senso unico in favore di banche e imprese". 31 ottobre 2008 - America Oggi Sindacati divisi sul rinnovo del
contratto degli statali. ROMA - Sindacato spaccato sul rinnovo del contratto degli statali: Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae firmano il protocollo d'intesa a Palazzo Chigi, mentre la Cgil conferma il suo 'no' e si prepara allo sciopero generale della categoria a dicembre, preceduto a novembre dagli stop regionali, a cominciare da lunedi' prossimo. Una divisione quella tra i tre sindacati confederali che rievoca il Patto per l'Italia e che non potra' non avere ripercussioni pesanti tra le organizzazioni. Lo dice senza mezzi termini il leader di Corso d'Italia, Guglielmo Epifani, secondo cui la firma e' stato ''un errore che non restera' senza conseguenze'' perche' rappresenta un ''ulteriore elemento di divisione che naturalmente incidera' sui nostri rapporti''. Ma non sono meno dure le repliche dei segretari generali di Uil e Cisl, Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni. Anzi. ''La Cgil sta smettendo di essere un sindacato'', afferma Angeletti, che aggiunge e rincara: ''speriamo che a forza di sbattere la testa si ravvedano. La Cgil, ha deciso o non puo' (e se non puo' e' peggio che se non vuole, come diceva Nenni) fare accordi''. Bonanni si dice molto dispiaciuto per la Cgil: ''Abbiamo evitato - afferma - che il sindacato potesse essere scavalcato in una sorta di qualunquismo imperante''. Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, saluta il protocollo come ''un grande risultato'', con l'unico rammarico di non aver avuto la firma di tutti: ''Io sono per avere tutte sigle a firmare un contratto, se si puo'. Se non si puo', si fa avanti con chi firma'. A indurre la Cisl e la Uil a firmare il protocollo d'intesa che rappresenta una sorta di accordo quadro ponte, il ripristino delle risorse per la produttivita': circa 200 milioni tagliati dal fondo unico di amministrazione con il decreto Tremonti prima dell'estate, che, se la decurtazione fosse stata confermata, avrebbe comportato un alleggerimento pesante delle buste paga da gennaio. Mentre c'e' l'impegno a recuperare i 530 milioni previsti da leggi speciali. L'aumento per i ministeri previsto e' di 70 euro circa e complessivamente dal prossimo anno le retribuzioni saranno piu' pesanti per 6 miliardi. Dai sindacati firmatari e' stata sottolineata anche l'importanza sul nuovo modello contrattuale, a cui si sta lavorando anche per il settore pubblico. Saranno definite, infatti, linee guida che poi faranno parte dell'eventuale accordo generale con Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali. Secondo Bonanni, e' importante il ripristino dei fondi per il salario accessorio che ''unilateralmente erano stati tolti''. Ha ammesso che l'aumento di 70 euro e' basso, ma la ''premessa - ha osservato - e' che venivamo da un biennio di difficolta'''. Il sindacalista ha chiesto, quindi, il taglio delle tasse sul salario di produttivita' pure per il pubblico impiego. Anche per Angeletti, l'accordo e' una soluzione ''molto positiva: per i lavoratori, prima delle ferie, c'era una legge che riduceva i salari con l'eliminazione del salario accessorio. E questo e' stato il principale motivo di opposizione dei sindacati. L'unica macchiolina, dunque, l'atteggiamento della Cgil''. Tira dritto per la sua strada la Cgil che boccia senza mezzi termini l'intesa. ''Non c'e' nessun motivo per cambiare idea'', ha scandito Epifani, che ha spiegato le ragioni del dissenso: ''l'aumento e' inferiore all'inflazione reale e non c'e' alcuna certezza sulla restituzione degli oneri accessori del maltolto. Nessuna novita' anche per i precari''. Per l'Ugl si e' trattato di una ''firma politica''. ''Il governo - ha sottolineato il numero uno Renata Polverini - ha preso un impegno solenne, con Brunetta e Letta, per restituire le risorse ed evitare che per la prima volta a gennaio i lavoratori del pubblico impiego vedessero una decurtazione reale del loro salario''. E rivolgendosi alla Cgil, ha detto in questo momento di grande preoccupazione era ''necessario dare a questi lavoratori la certezza di vedere il rinnovo contrattuale''. A non firmare anche le Rdb-Cub, che giudicano l'aumento ''irrisorio'' e sottolineano ''le esplosive conseguenze delle politiche economiche e sociali intraprese dal governo a senso unico in favore di banche e imprese''. 31 ottobre 2008 - Gazzetta del Sud Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae
firmano il protocollo d'intesa a Palazzo Chigi. Soddisfatto il ministro Brunetta ROMA - Sindacato spaccato sul rinnovo del contratto degli statali: Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae firmano il protocollo d'intesa a Palazzo Chigi, mentre la Cgil conferma il suo no e prepara lo sciopero generale della categoria a dicembre, preceduto a novembre dagli stop regionali, a cominciare da lunedì prossimo. Una divisione quella tra i tre sindacati confederali che rievoca il Patto per l'Italia e che non potrà non avere ripercussioni pesanti tra le organizzazioni. Lo dice senza mezzi termini il leader di Corso d'Italia, Guglielmo Epifani, secondo cui la firma è stato «un errore che non resterà senza conseguenze» perché rappresenta un «ulteriore elemento di divisione che naturalmente inciderà sui nostri rapporti». Ma non sono meno dure le repliche dei segretari generali di Uil e Cisl, Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni. Anzi. «La Cgil sta smettendo di essere un sindacato», afferma Angeletti, che aggiunge e rincara: «Speriamo che a forza di sbattere la testa si ravvedano. La Cgil, ha deciso o non può (e se non può è peggio che se non vuole, come diceva Nenni) fare accordi». Bonanni si dice molto dispiaciuto per la Cgil: «Abbiamo evitato afferma che il sindacato potesse essere scavalcato in una sorta di qualunquismo imperante». Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, saluta il protocollo come «un grande risultato», con l'unico rammarico di non aver avuto la firma di tutti: «Io sono per avere tutte sigle a firmare un contratto, se si può. Se non si può, si fa avanti con chi firma». A indurre la Cisl e la Uil a firmare il protocollo d'intesa che rappresenta una sorta di accordo quadro ponte, il ripristino delle risorse per la produttività: circa 200 milioni tagliati dal fondo unico di amministrazione con il decreto Tremonti prima dell'estate, che, se la decurtazione fosse stata confermata, avrebbe comportato un alleggerimento pesante delle buste paga da gennaio. Mentre c'è l'impegno a recuperare i 530 milioni previsti da leggi speciali. L'aumento per i ministeri previsto è di 70 euro circa e complessivamente dal prossimo anno le retribuzioni saranno più pesanti per 6 miliardi. Dai sindacati firmatari è stata sottolineata anche l'importanza sul nuovo modello contrattuale, a cui si sta lavorando anche per il settore pubblico. Saranno definite, infatti, linee guida che poi faranno parte dell'eventuale accordo generale con Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali. Secondo Bonanni, è importante il ripristino dei fondi per il salario accessorio che «unilateralmente erano stati tolti». Ha ammesso che l'aumento di 70 euro è basso, ma la «premessa ha osservato è che venivamo da un biennio di difficoltà». Il sindacalista ha chiesto, quindi, il taglio delle tasse sul salario di produttività pure per il pubblico impiego. Anche per Angeletti, l'accordo è una soluzione «molto positiva: per i lavoratori, prima delle ferie, c'era una legge che riduceva i salari con l'eliminazione del salario accessorio. E questo è stato il principale motivo di opposizione dei sindacati. L'unica macchiolina, dunque, l'atteggiamento della Cgil». Tira dritto per la sua strada la Cgil che boccia senza mezzi termini l'intesa. «Non c'è nessun motivo per cambiare idea», ha scandito Epifani, che ha spiegato le ragioni del dissenso: «l'aumento è inferiore all'inflazione reale e non c'è alcuna certezza sulla restituzione degli oneri accessori del maltolto. Nessuna novità anche per i precari». Per l'Ugl si è trattato di una «firma politica». «Il governo ha sottolineato il numero uno Renata Polverini ha preso un impegno solenne, con Brunetta e Letta, per restituire le risorse ed evitare che per la prima volta a gennaio i lavoratori del pubblico impiego vedessero una decurtazione reale del loro salario». E rivolgendosi alla Cgil, ha detto in questo momento di grande preoccupazione era «necessario dare a questi lavoratori la certezza di vedere il rinnovo contrattuale». A non firmare anche le Rdb-Cub, che giudicano l'aumento «irrisorio» e sottolineano «le esplosive conseguenze delle politiche economiche e sociali intraprese dal governo a senso unico in favore di banche e imprese». Intanto, la Uil enti locali e sanità conferma gli scioperi previsti per la prima metà di novembre per protestare contro le regioni, i comuni e le province a sostegno della vertenza per il rinnovo contrattuale. Il segretario generale, Carlo Fiordaliso, ha spiegato che la protesta resta in piedi «non perché ci sia un dissenso con il protocollo d'intesa che riguarda i dipendenti delle amministrazioni centrali, ma perché la loro controparte sono le regioni, l'Anci e l'Upi. Siccome si sono date alla macchia, io non posso che confermare lo sciopero». 31 ottobre 2008 - Il Secolo XIX Statali, la Cgil va sola allo
sciopero Roma - Sugli statali - 3,6 milioni di
lavoratori in Italia - il sindacato si spacca. Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae firmano il
protocollo d'intesa proposto dal governo per il rinnovo (2008-2009) del contratto del
pubblico impiego. La Cgil mantiene il suo giudizio negativo e va verso lo sciopero
generale. Niente firma anche per Rdb-Cub. 31 ottobre 2008 - Il Messaggero Veneto Sindacati divisi sullipotesi
di contratto. Epifani: «Questo fatto avrà delle conseguenze sui rapporti sindacali.
Iniziamo le procedure per lo sciopero generale» ROMA - Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae hanno firmato il
protocollo dintesa proposto dal governo per il rinnovo del contratto del pubblico
impiego 2008-2009. Non ha firmato invece la Cgil che ha mantenuto il suo giudizio negativo
di fronte a un testo che non ha registrato modifiche rispetto alla presentazione dei
giorni scorsi. Niente firma anche per Rdb-cub. 31 ottobre 2008 - Il Cittadino Via libera delle due sigle
confederali al protocollo dintesa proposto dal governo per il rinnovo del pubblico
impiego Roma - Sì di Cisl, Uil, Ugl e Confsal al protocollo dintesa proposto dal governo per il rinnovo del contratto del pubblico impiego 2008-2009. Non ha firmato invece la Cgil, che ha mantenuto il suo giudizio negativo di fronte a un testo che non ha registrato modifiche rispetto alla presentazione dei giorni scorsi.Palazzo Chigi ha confermato infatti laumento salariale di 70 euro lordi in media al mese per gli statali e il recupero, già in legge Finanziaria, dei 200 milioni di euro tagliati dal decreto Tremonti al fondo unico di amministrazione. È questa la proposta che il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha messo sul tavolo. Il governo si è impegnato inoltre a recuperare anche i tagli al trattamento economico accessorio che ammontano a circa 530 milioni di euro.Proposta bocciata dalla Cgil: «Confermo lopinione negativa sul protocollo - spiega il leader Guglielmo Epifani, sottolineando come con la proposta il governo - recupera solo di un terzo quanto perso con linflazione e il mancato recupero del fiscal drag». Per la Cgil «non si vuole investire nel settore pubblico. Ci dispiace che Cisl e Uil abbiano fatto una scelta diversa, una divisione che peserà sul futuo dei rapporti tra i sindacati. Non resteremo fermi e confermiamo gli scioperi programmati». Per il ministro Brunetta la firma di ieri «è un grande risultato»: un accordo quadro che consente di erogare i 6 miliardi previsti per il rinnovo del contratto. «La firma al Protocollo ci consente di procedere ora con i singoli comparti e di realizzare il pagamento di quanto previsto dalla finanziaria da gennaio» ha aggiunto, ricordando che sarà erogata a dicembre, in unica soluzione, lindennità di vacanza contrattuale e la tredicesima. E «abbiamo deciso di lavorare a un modello unico contrattuale tra pubblico e privato» aggiunge Brunetta, con «la stessa durata e lo stesso riferimento allinflazione. Questo ci consente di evitare ritardi nei rinnovi». Di «rammarico» per la mancata firma del protocollo dintesa da parte di tutte le tre sigle parla il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Mentre per il numero uno della Uil, Angeletti, «è una soluzione molto positiva. Si tratta di un accordo quadro che servirà per fare i contratti veri e propri».Un no al protocollo arriva invece da Paola Palmieri della direzione nazionale Rdb-pubblico impiego. «Gli aumenti sono pari a 68 euro lordi medi e meglio farebbe il governo a riflettere sugli effetti esplosivi delle sue politiche economiche e sociali che fino ad ora sono state a senso unico a favore di banche e imprese».(AdnKronos) 31 ottobre 2008 - QN Quotidiano Nazionale Contratto statali: firma senza la
Cgil ROMA CISL, UIL, Ugl, Confsal e Usae hanno firmato il protocollo dintesa proposto dal governo per il rinnovo del contratto del pubblico impiego 2008-2009. Non ha firmato invece la Cgil che ha mantenuto il suo giudizio negativo di fronte ad un testo che non ha registrato modifiche rispetto alla presentazione dei giorni scorsi. Niente firma anche per Rdb-cub. Laccordo prevede per il biennio economico 2008-2009 un aumento di 70 euro mensili a regimeper tredici mensilità. Lindennità di vacanza contrattuale, che sarà data a dicembre con la tredicesima, sarà di 140-160 euro circa. Le risorse stanziate per il rinnovo del contratto sono circa 2,8 miliardi e consentono un incremento complessivo delle retribuzioni pari a 3,2%. Stessa cifra è a disposizione per il settore non statale (Regioni, enti locali, sanità). La divisione tra i tre sindacati confederali rievoca il Patto per lItalia e non potrà non avere ripercussioni pesanti tra le organizzazioni. Lo dice senza mezzi termini il leader Cgil, Guglielmo Epifani, secondo cui la firma è stato «un errore che non resterà senza conseguenze» perché rappresenta un «ulteriore elemento di divisione che naturalmente inciderà sui nostri rapporti». Il segretario della Fp-Cgil, Carlo Podda, ha poi annunciato che la Cgil si prepara a uno sciopero generale del pubblico impiego per i primi di dicembre. Non sono meno dure le repliche dei segretari generali di Uil e Cisl, Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni. Anzi. «La Cgil sta smettendo di essere un sindacato», afferma Angeletti. Bonanni si dice molto dispiaciuto per la Cgil: «Abbiamo evitato afferma che il sindacato potesse essere scavalcato in una sorta di qualunquismo imperante». A INDURRE la Cisl e la Uil a firmare il protocollo dintesa che rappresenta una sorta di accordo quadro ponte, il ripristino delle risorse per la produttività: circa 200 milioni tagliati dal fondo unico di amministrazione con il decreto Tremonti prima dellestate, che, se la decurtazione fosse stata confermata, avrebbe comportato un alleggerimento pesante delle buste paga da gennaio. Mentre cè limpegno a recuperare i 530 milioni previsti da leggi speciali. Per lUgl si e trattato di una «firma politica». «IL GOVERNO ha sottolineato il numero uno Renata Polverini ha preso un impegno solenne, con Brunetta e Letta, per restituire le risorse ed evitare che per la prima volta a gennaio i lavoratori del pubblico impiego vedessero una decurtazione reale del loro salario». E rivolgendosi alla Cgil, ha detto in questo momento di grande preoccupazione era «necessario dare a questi lavoratori la certezza di vedere il rinnovo contrattuale». A non firmare anche le Rdb-Cub, che giudicano laumento «irrisorio» e sottolineano «le esplosive conseguenze delle politiche economiche e sociali intraprese dal governo a senso unico in favore di banche e imprese». I sindacati di base sparano a zero: «Tanto fumo e niente arrosto» Lodi - SE LE RISPOSTE dei medici - come dice il dg Rossi - sono spaccate «fra entusiasti e chi fa resistenza perché non è facile mettersi in gioco», Gianfranco Bignamini (nella foto), sindacalista delle Rdb, è netto: «Esprimiamo parere contrario, è lennesimo piano in 10 anni: tanto fumo e poco arrosto». Gli interventi di chirurgia plastica più difficili spostati a Lodi? «Svuoteranno SantAngelo: i bassaioli andranno a Cremona o Piacenza e lAo perderà soldi». Sul fronte dei progetti, Bignamini è secco: «Tante parolone, ma mancano gli introiti per riqualificare gli spazi liberi al Maggiore di Lodi» La dice lunga - secondo lui - «la svendita da parte dellAo dei beni immobili. E poi a noi hanno presentato il piano in 4 paginette, due giorni prima di portarlo in Regione». 31 ottobre 2008 - La Stampa AL PROTOCOLLO DINTESA PROPOSTO DA BRUNETTA ADERISCONO ANCHE CONFSAL E USAEContratto statali, il sindacato si spacca di ROBERTO GIOVANNINI ROMA - È scontro frontale tra il governo e la Cgil, che senza tanti complimenti non firma - come del resto aveva annunciato - il protocollo dintesa per il rinnovo dei contratti di lavoro dei pubblici dipendenti. È scontro frontale tra la Cgil e il blocco Cisl-Uil-Ugl-Confsal-Usae, che non solo hanno sottoscritto lo schema sottoposto ai sindacati dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, ma sparano a zero sulla linea seguita dal sindacato di Guglielmo Epifani. "Un buon accordo - dice il leader Uil Luigi Angeletti - peccato che cè la macchiolina rappresentata dalla mancata firma della Cgil. Mi sembra che Epifani abbia la sindrome da accordo, secondo me la Cgil vuole smettere di fare il sindacato e non difende i lavoratori perché non fa gli accordi". Il numero uno Cgil ribadisce che le risorse sono troppo scarse, non risponde polemicamente ai colleghi di Cisl e Uil, ma conferma gli scioperi regionali già programmati. Scioperi che la Cgil (come nel 2002, ai tempi di Sergio Cofferati) "farà da sola". Il protocollo in realtà è soltanto la cornice generale per le trattative vere e proprie, che i sindacati svilupperanno con lAran (lagenzia contrattuale pubblica) comparto per comparto a partire dai prossimi giorni. Ovviamente, stabilendo una quantità definita di risorse (sei miliardi per il biennio 2008-2009) già si capisce più o meno quanto "getterà" ogni contratto: ad esempio, per il settore dei ministeri con questi soldi saranno possibili aumenti medi di 60 euro mensili per lo stipendio e di 10 euro mensili per la parte accessoria della busta paga. A dicembre verrà erogata lindennità di vacanza contrattuale 2008 - il bonus per rimborsare parzialmente i dipendenti dei mancati recuperi di inflazione - in ununica soluzione con la tredicesima. Se (comè probabile, visto che la Cgil si oppone, e in alcuni casi rende impossibile il raggiungimento del 51% dei consensi come prescritto dalla legge) i contratti non saranno rinnovati entro il mese di gennaio, il governo pagherà comunque sempre in gennaio il 90% degli aumenti previsti. Ovvero, in media 61 euro. Laumento delle retribuzioni previsto, complessivamente e in media, sarà del 3,2%. Abbastanza per Cisl-Uil-Ugl, troppo poco per la Cgil, quanto basta per Brunetta. "Anche se le risorse non sono generosissime - ha detto - viene mantenuto il potere d'acquisto. Con questi chiari di luna, distribuire 6 miliardi di euro è onesto. Libera la Cgil di dire che non bastano. Noi siamo per avere tutti i sindacati alla firma del contratto, se si può. Se non si può si va avanti con chi ci sta". Detto di Angeletti, Raffaele Bonanni (Cisl) esprime "rammarico" per il no della Cgil: "ognuno di noi vorrebbe di più, ma bisogna saper soppesare le situazioni". Da parte sua, Epifani ribadisce: "Si prevede un aumento del 3% nel biennio, che è meno dell'inflazione reale; non c'è nessuna certezza sugli oneri accessori; non c'è nulla sui precari; si confermano tutti i tagli". Dunque, conclude Epifani, "la Cgil non firma, non c'è nessun motivo per cambiare opinione. Ci dispiace che Cisl e Uil abbiano fatto questa scelta che non ha precedenti nel settore pubblico. È una scelta e un errore che non resterà senza conseguenze: un'ulteriore divisione in una giornata che doveva essere di grande unità". Non ha firmato, peraltro, nemmeno la Rdb-Cub. E presto la rottura diventerà più effettiva e concreta. Il sindacato di categoria Cgil dei pubblici ha infatti deciso di confermare gli scioperi "macroregionali" di Nord, Centro e Sud del 3, del 7 e del 14 novembre e si prepara ad uno sciopero generale nel pubblico impiego con manifestazione nazionale a Roma. 31 ottobre 2008 - Il Messaggero Da gennaio in busta paga 60 euro lordi in più. E a dicembre un'una tantum di 115 euro ROMA - A partire da gennaio, gli aumenti entreranno nelle
buste paga degli statali. Le cifre sono note: 60 euro di aumento lordo mensile (gli altri
10 euro arriveranno molto dopo, con i contratti integrativi, e distribuiti in modo
diseguale fra i dipendenti). E a dicembre ci sarà già una sorta di anticipo: 115 euro
lordi, che rappresentano in realtà gli arretrati maturati nel corso dellintero
2008. 31 ottobre 2008 - Liberazione Contratto statali, sì di Cisl e Uil No della Cgil: sciopero generale Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae hanno firmato il protocollo d'intesa proposto dal governo per il rinnovo del contratto del pubblico impiego 2008-2009. Non ha firmato invece la Cgil che ha mantenuto il suo giudizio negativo di fronte ad un testo che non ha registrato modifiche rispetto alla presentazione dei giorni scorsi. Niente firma anche per Rdb-cub. «Abbiamo confermato che la Cgil non firma, non c'è nessun motivo per cambiare opinione», ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. «Il perché ? Si prevede un aumento del 3% nel biennio, meno dell'inflazione reale; nessuna certezza sugli oneri accessori; non c'è nulla sui precari; si confermano tutti i tagli». Successo straordinario, in 30mila
hanno invaso la città. Fischi a Grillo: nessun divo Bologna - Trentamila persone hanno sfilato per ore nel
centro di Bologna. «Gelmini, Tremonti, rifate bene i conti!», suggerivano studenti,
insegnanti e ricercatori ai ministri autori dei tagli alla scuola, all'università e alla
ricerca. Alle il 10.30 il corteo è partito dietro allo striscione: «Noi la crisi non la
paghiamo. Indietro non si torna». Verso le 13 la testa, tenendo fede allo slogan, ha
provato a raggiungere l'obiettivo che il coordinamento cittadino «no Gelmini» si era
dato: passare sotto la sede di Unindustria, «perché questa crisi la vogliamo far pagare
a loro», spiegava al megafono un manifestante. Un cordone di polizia ha sbarrato la
strada. La testa ha continuato ad avanzare a mani alzate. Gli agenti hanno respinto con
gli scudi e a manganellate; i manifestanti hanno lanciato bottiglie e un fumogeno che ha
superato lo sbarramento. Una giornalista è stata ferita lievemente alla testa,
probabilmente da una bottiglia, e 6 manifestanti sono rimasti contusi. Dopo pochi minuti
è tornata la calma. Al corteo è rimasto il divieto di passare nel vicolo dove ha sede
l'associazione degli industriali, protetto da un cordone di carabinieri. La manifestazione
è proseguita in direzione dei viali che circondano il centro. Alcune migliaia di persone
hanno raggiunto la stazione, già presidiata dagli agenti. Poi sono tornati in piazza
Maggiore, dove il corteo si è sciolto solo a metà pomeriggio. Tanta creatività, ironia e allegria
per il giorno di lotta intergenerazionale più denso del decennio Milano - Come cantava De Andrè "Il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta si gonfiava in un coro di vibrante protesta". O se preferite «Il
vento non si può fermare» come diceva un cartello a Milano in una delle manifestazioni
più partecipate e con più striscioni del decennio (piazza Duomo piena veramente).
Difficile fare la somma finale. Forse una giornata storica di ribellione
intergenerazionale. Un capolavoro politico. Che mette insieme mamme ed adolescenti che a
casa fanno fatica a parlarsi, lavoratrici e professoroni (pochi come sempre) storicamente
su opposte barricate. E poi un mare d'insegnanti. Davanti i girotondi di bambini con un
camion a pompare i classici under 14 di Crapapelata. Dietro i sound system, i fumogeni, le
kefie. Uno degli unici striscioni tradizionali in plastica e caratteri stampati era quello
di apertura: "Scuola e università non pagheranno la vostra crisi". Ovviamente
oltre a quelli di partiti (Rifondazione e Pdci) e sindacati (tanta Cgil, Cub-Rdb, Sdl, non
pervenuti Cisl e Uil). Il resto è un florilegio di libera creatività e
"sovversione" fai da te. Merito delle maestre, dei bambini, dei genitori.
L'alleanza è saldissima. E allegra. "La scuola non molla però tra poco
crolla". "Non abbiamo tempo pieno da perdere". "Voglio 2 maestre
uniche". "Rimedio Enterogelmini attenzione non somministrare in età
scolare". Enormi forbici di cartone per tagliare le teste di chi passa e un
travestimento da "babau Gelmini che spaventa i bambini" che si aggira tra gli
striscioni facendo ridere e scappare i più piccoli. Tanti, tutti strumentalizzati
ovviamente. Col loro piccolo striscione e i cori. Agenda Presentazione del secondo quaderno prodotto da Politica e Classe: Il sindacalismo indipendente in Italia. Tra competizione globale e fine dei diritti del lavoro : alle 17 al Centro congressi Cavour in via Cavour 50 con Mauro Casadio di Politica e Classe, Giorgio Cremaschi della Fiom Rete 28 Aprile, Pierpaolo Leonardi di Cub, Piero Bernocchi di Cobas, Fabrizio Tomaselli SdL intercategoriale, Paolo di Vetta di Blocchi precari metropolitani, Salvatore Cannavò di Sinistra critica, Gianni Pagliarini di PdCI e Mimmo Provenzano di Rete dei Comunisti. 31 ottobre 2008 - Corriere della Sera Amoroso (Cub) ROMA «La soluzione per Alitalia c'è: la
nazionalizzazione ». Lo pensa Antonio Amoroso, leader della Cub-Trasporti, sindacato di
base ( nella foto una manifestazione). 31 ottobre 2008 - Il Gazzettino ACTV «I ricavi sono positivi Nessun danno da Imob» Venezia - «Sono in corso di progressiva e rapida soluzione le criticità connesse all'avviamento del nuovo sistema di bigliettazione Imob sia per quanto concerne gli impianti tecnologici che gli aggiornamenti delle procedure di utilizzo sviluppate nel corso di questi mesi per soddisfare le esigenze degli utenti». Lo afferma in una nota Actv, rispondendo a distanza alle perplessità di una parte del consiglio comunale. «L'andamento dei ricavi da vendita di titoli di viaggio è positivo - spiega l'azienda - Dai dati finora riscontrati in questo mese di ottobre emerge che i ricavi da abbonamenti sono in linea con il periodo gennaio-aprile in cui vigeva esclusivamente il sistema cartaceo, mentre i ricavi da vendita dei biglietti di corsa semplice per residenti presentano una leggera flessione ampiamente compensata da un aumento del 14,7 per cento dei ricavi da biglietti di corsa semplice turistici». «Tutti i verificatori, trascorso il periodo transitorio caratterizzato da un approccio informativo e flessibile - aggiunge la nota - dall'inizio del mese hanno ripreso i controlli con il tradizionale rigore». Dai rapporti sui controlli emerge una sostanziale stabilità dell'evasione tariffaria con aumenti di circa l'1 per cento nell'urbano Mestre e dello 0,6 pèer cento in navigazione e una diminuzione dello 0,05 per cento nell'extraurbano.Per ridurre l'attesa e agevolare le vendite dei titoli di viaggio, entro novembre saranno inoltre avviate le installazioni di emettitrici automatiche nei principali terminal cittadini acquei e di terra. «Gli allarmi sollevati a proposito di un aumento dell'evasione tariffaria - spiega ancora Actv - sembrano pertanto smentiti ed è del tutto inesistente il rischio che una diminuzione dei ricavi possa determinare una situazione di cassa tale da compromettere il normale funzionamento dell'azienda e il regolare pagamento degli stipendi dei dipendenti. Ogni voce immotivatamente allarmistica è pertanto frutto di irresponsabilità politica e amministrativa». Con riferimento infine alla lettera aperta di Giampiero Antonini, responsabile Cub Trasporti di Venezia, che aveva sottolineato come Actv avesse assunto due elettricisti facendoli lavorare di notte per scaricare i dati e riparare i palmari in dotazione al personale di bordo, Actv ribatte: «Gli elettricisti sono stati assunti per far fronte a diverse esigenze operative e, in questo momento specifico, contribuiscono anche alla riparazione dei palmari danneggiati. È peraltro facilmente dimostrabile che la rottura di un numero significativo di apparecchi corrisponde ad un utilizzo quantomeno disattento da parte di alcuni dipendenti, dal momento che invece i palmari assegnati al gruppo dei verificatori sono tutti perfettamente funzionanti». 31 ottobre 2008 - Il Resto del Carlino «Tagli indiscriminati, il governo
ci ripensi» Reggio E. - E STATA ALTISSIMA ladesione alla manifestazione e allo sciopero contro la riforma Gelmini, approvata mercoledì scorso al Senato. Dall Ufficio scolastico provinciale (ex Provveditorato agli studi) i dati ufficiali. Per 39 scuole prese a campione su 68, hanno scioperato il 10,25% dei dirigenti scolastici, il 71,75% dei docenti, cioè 2.638 su 3.300 che avrebbero dovuto essere in servizio e il 67,46% del personale Ata (assistenti tecnici e amministrativi) che corrispondono a 539 degli 879 previsti come operativi. Non in tutte le scuole sono state raggiunte queste percentuali. In alcune come il Galvani o lo Scaruffi (i dati sono delle 13 di ieri mattina, manca il conteggio dei corsi pomeridiani e serali) si è raggiunto, rispettivamente il 66% e il 68% dei docenti scioperanti mentre al Bus gli insegnanti hanno scioperato al 79,80%; in altri istituti superiori la media, invece, si è attesta intorno al 50%. «Oggi è stata una manifestazione molto partecipata - spiega Monica Leonardi, segretaria provinciale della Cisl scuola mentre torna dalla manifestazione di Roma - Da Reggio sono partiti 11 pullman di cui tre di studenti e il rimamanente di docenti, personale Ata e genitori. Abbiamo manifestato contro questo attacco alla scuola statale, si tratta di unoperazione di tagli.Un altro grosso problema è il metodo: non cè confronto pubblico e sociale, viene approvato tutto per decreto. Noi siamo disponibili a riformare il sistema, ma occorre la disponibilità a parlare. Lo sciopero e la manifestazione di oggi sono per noi un buon risultato per continuare questa protesta, per fermare i decreti attuativi. Speriamo che per questi si apra un tavolo di concertazione. Oggi abbiamo inviato un messaggio forte al ministro perchè ciò porti lo ad una riflessione, un ripensamento perché si apra il tavolo della discussione». Oltre alla manifestazione nazionale ce nè stata una anche locale. Ecco la voce degli studenti di Sx studenti di sinistra i quali dicono:«Anche a Reggio gli studenti sono scesi in piazza per dare voce alle proprie idee e al dissenso nei confronti della legge Gelmini». Il corteo si è ritrovato in piazza Prampolini, insediando un presidio in piazza del Monte con genitori e insegnanti. Contro la riforma Gelmini, in città, hanno manifestato anche i Cub scuola, che si battono per la stabilizzazione di tutto il personale docente precario e non, promettendo lotta dura per i prossimi giorni per attivare una controriforma. 31 ottobre 2008 - Il Padova Salute. Secondo le misurazioni di Adl il tram ha emissioni elettromagnetiche dannose per i lavoratori"Onde fuori norma a rischio gli autisti" Padova - Il motore del metrotram ha emissioni elettromagnetiche di gran lunga superiori ai limiti di legge consentiti. A rivelarlo è il sindacato Adl Cobas, che nei giorni scorsi ha effettuato misurazioni con uno strumento omologato a una frequenza di 50 Hertz. Secondo i dati emersi dalle perizie effettuate, le emissioni elettromagnetiche del mezzo della Lohr comporterebbero sul lungo periodo gravi danni alla salute dei lavoratori, che svolgono in cabina di comando turni di sei ore seduti proprio sopra il motore del veicolo. Una lettera è stata inviata immediatamente ad ApsHolding che gestisce il servizio. «Vogliamo capire se l'azienda abbia effettuato tutte le verifiche necessarie per garantire la salute dei lavoratori - chiarisce il sindacalista Stefano Pieretti - e soprattutto se la Lohr abbia effettuato tutte le schermature prescritte dalla normativa in vigore». Una seconda missiva è stata inviata allo Spisal. «Chiediamo che anche i medici del lavoro effettuino al più presto le misurazioni che noi stessi abbiamo svolto: in questo modo avremo i dati confermati da più soggetti e quindi più efficaci» prosegue Pieretti. Secondo le misurazioni effettuate dai sindacati il motore del metrotram emetterebbe in partenza, quindi nel momento di massima potenza, onde tra 25 e 45 Microtesla. Il limite stabilito dalla legge per evitare rischi alla popolazione è di 3 Microtesla. Valore che il metrotram non supera solo nel momento in cui è fermo: allora emette onde per 1,3 Microtesla. Valori superiori invece in tutte le altre condizioni: in marcia a velocità normale (fra 11 e 15 Microtesla) e in marcia a velocità ridotta (fra 7 e 9 Mircotesla). Il sussiste solo per l'autista, mentre per i passeggeri non vi sarebbe alcun problema: i valori registrati dal sindacato sono tali solo a distanza ravvicinata al motore, mentre nei vagoni le emissioni sono inferiori rispetto ai limiti di legge.(SIL.A.) La manifestazione. Marcia pacifica
da Prato della Valle a piazza Insurrezione per scuola e università Padova - Un corteo di oltre 10mila persone ha sfilato ieri da Prato della Valle a piazza Insurrezione. Insegnanti, studenti e genitori, dalle scuole d'infanzia all'università: tutti uniti contro il decreto 137 convertito giovedì in legge dal Senato. Il passaggio legislativo non scoraggia però i promotori della protesta, decisi anzi a «continuare la battaglia finché il governo non tornerà sui propri passi». Fin dalle 9 del mattino i partecipanti sono confluiti alla Loggia Amulea: le nuove delegazioni venivano accolte con cori e applausi. La marcia, pacifica, colorata e apolitica, ha preso le mosse dal Prato della Valle poco prima delle 10. In testa i bambini delle elementari, armati di palloncini e guidati da una squadra di saltimbanchi e giocolieri. Presenti rappresentanze di tutti gli istituti cittadini: dalla Salvo D'Acquisto alla Bertacchi, dalla Lambruschini agli istituti comprensivi. «Protestiamo contro una vera e propria dismissione della scuola pubblica a fronte di continue regalie agli istituti privati» spiega Maurizio Peggion, maestro alla Manin. Subito dietro, delegazioni delle medie insieme ai sindacalisti della scuola (Adl Cobas). Niente bandiere né stemmi politici (tranne alcuni antifascisti), a sottolineare l'universalità della contestazione al ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini. Al centro gli studenti delle superiori, subito dietro al furgone con amplificatori e microfoni, fra striscioni, megafoni e rullanti a dettare il ritmo alla processione. In coda gli universitari, dottorandi e specializzandi. «L'unico dialogo parte dal ritiro della 133», «Non vedo, non sento ma taglio», «Sono un facinoroso, non fatemi arrabbiare» accanto al disegno di un bebè con il ciuccio in bocca: alcuni degli slogan stampati, dipinti, tracciati sugli striscioni che hanno attraversato la città. Solo polemiche a distanza, ma niente scontri fra le diverse anime della manifestazione. Un appello per una mobilitazione anti-Gelmini a Exposcuola il prossimo giovedì 6 novembre è partito dai promotori del corteo: «Gelmini a Padova non sei desiderata, non ti vogliamo». Dopo l'arrivo in piazza Insurrezione verso le 11.30, un gruppo di circa 300 persone si è staccato dalla manifestazione principale, proseguendo la marcia attraverso via Martiri della Libertà, largo Europa, via Giotto e piazza Mazzini fino a viale Codalunga. Alla testa della frangia "non autorizzata" i no global con Max Gallob insieme agli studenti del Collettivo di Scienze Politiche e delle scuole superiori. Dopo un breve sit-in in piazza Mazzini gli studenti si sono fermati all'incrocio fra via Trieste e viale Codalunga, dove si sono seduti a terra bloccando il traffico per un'ora. «Il governo blocca il nostro futuro, noi blocchiamo la città: non è una rottura con il resto della manifestazione, solo un modo diverso di protestare» chiarisce Sebastian Kohlscheen. Poliziotti in tenuta anti sommossa all'imbocco di piazzale Stazione hanno scoraggiato il contingente dal tentativo di bloccare i binari. Dopo un'ora il gruppo "non autorizzato", intanto rimpinguato da un milgialio di persone provenienti da piazza Insurrezione, ha svoltato per viale Trieste e attraverso corso del Popolo e corso Milano si è ricongiunto verso le 12.30 alla manifestazione principale che si è conclusa poco dopo. 31 ottobre 2008 - Corriere di Bologna Scuola, 15 mila in corteo
Tafferugli con la polizia Bologna - Era filato tutto liscio. Il corteo, più
folto del previsto, era partito da piazza del Nettuno lungo via Indipendenza e via
Irnerio, poi aveva risalito via Zamboni. Slogan e striscioni contro il ministro Gelmini e
la Confindustria, in piazza studenti medi e universitari ma anche mamme con i bambini, i
Cobas e le Rdb che hanno disertato la sfilata romana dei confederali. I sindacati di base
dicono trentamila, la questura sette-ottomila. La verità sta nel mezzo: c'erano almeno
quindicimila persone che hanno bloccato la città per otto ore. 31 ottobre 2008 - Corriere del Veneto Elettromagnetismo PADOVA «Inquinamento elettromagnetico del tram? 45 microtesla quando il limite si ferma a 3». Lo denuncia Stefano Pieretti dell'Adl-Cobas, che chiede un intervento dello Spisal: «Gli autisti del tram rischiano seriamente di ammalarsi». 31 ottobre 2008 - La Gazzetta di Reggio Tanti reggiani in corteo cancelli
chiusi nelle scuole Reggio E. - Traffico scorrevole e bus semivuoti.
Questa, ieri, la prima conferma che molte scuole elementari e medie inferiori reggiane
erano rimaste chiuse per lo sciopero indetto dai sindacati Cgil, Cisl Uil, Gilda e Snals
che hanno partecipato alla manifestazione nazionale che si è svolta ieri a Roma con 11
pullman zeppi di insegnanti, genitori, studenti e pensionati. 31 ottobre 2008 - La Nuova Venezia «Bene ottobre, in arrivo
biglietterie automatiche» Venezia - Una boccata dossigeno al bilancio di Actv
che, nei premi semestre dellanno, ha incassato 7 milioni di euro in meno. Ottobre,
infatti, ha visto un aumento del 14,7% dei ricavi da biglietti per turisti. Dai dati
dellultimo mese emerge che i ricavi da abbonamenti sono in linea con il periodo
gennaio-aprile in cui vigeva esclusivamente il sistema cartaceo, mentre i ricavi da
vendita dei biglietti di corsa semplice per residenti presentano una leggera flessione
ampiamente compensata da un aumento del 14,7% dei ricavi da biglietti. 31 ottobre 2008 - Leggo PADOVA - Livelli di elettrosmog
altissimi... PADOVA - Livelli di elettrosmog altissimi nelle "cabine di pilotaggio" del tram. Leggo e lassociazione Apple prima e successive verifiche dei sindacati poi hanno scoperto che gli autisti del metrobus lavorano in un campo elettromagnetico con punte di 45 microtesla, contro un limite di legge di 3 e una soglia scientifica di 0,2 microtesla. Colpa dei potenti motori elettrici del mezzo che si trovano proprio in testa e in coda dei vagoni. Soprattutto in fase di partenza, sviluppano tensioni potenzialmente pericolose. La notizia si è già diffusa tra i lavoratori Aps impegnati per ore e ore ogni giorno sul mezzo della Translohr. Sono preoccupati, vogliono vederci chiaro, vogliono essere rassicurati che il loro ambiente di lavoro sia salubre. «Abbiamo scritto allazienda e allo Spisal - dice Stefano Pieretti, coordinatore provinciale Cobas - perchè vengano al più presto sui mezzi a fare altri rilievi tecnici, è un nostro diritto chiederli ed è un loro dovere farli. Da quelli che avete affettuato voi di Leggo martedì e quelli fatti da noi ieri risultano valori allucinanti: 3 microtesla con mezzo fermo, 8 nei tratti lenti, 12 nei tratti veloci e punte da 40/45 microtesla in partenza da fermo». 30 ottobre 2008 - Adnkronos STATALI: RDB-CUB, NO A PROTOCOLLO AUMENTI SALARI IRRISORI Roma, 30 ott. - (Adnkronos) - No al protocollo che definisce aumenti salariali «irrisori» e contemplando gli stessi assetti contrattuali. È Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb pubblico impiego, a giudicare così, al tavolo di confronto, la proposta del governo per il rinnovo del contratto del pubblico impiego. «Gli aumenti sono pari a 68 euro lordi medi e meglio farebbe il governo a riflettere sugli effetti esplosivi delle sue politiche economiche e sociali che fino ad ora sono state a senso unico a favore di banche e imprese», ha aggiunto. No anche dalle Rappresentanze
sindacali di base: ''Aumenti salari irrisori'' Roma, 30 ott. (Adnkronos) - Sì di Cisl, Uil, Ugl e Confsal al protocollo d'intesa proposto dal governo per il rinnovo del contratto del pubblico impiego 2008-2009. Non ha firmato invece la Cgil che ha mantenuto il suo giudizio negativo di fronte a un testo che non ha registrato modifiche rispetto alla presentazione dei giorni scorsi. Palazzo Chigi ha confermato infatti l'aumento salariale di 70 euro lordi in media al mese per gli statali e il recupero, già in legge finanziaria, dei 200 milioni di euro tagliati dal decreto Tremonti al fondo unico di amministrazione. E' questa la proposta che il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta (nella foto) ha messo sul tavolo di confronto con i sindacati. Il governo si è impegnato inoltre a recuperare anche i tagli al trattamento economico accessorio che ammontano a circa 530 milioni di euro. Una proposta bocciata dalla Cgil. "Confermo l'opinione negativa sul protocollo", spiega al tavolo di confronto il leader Guglielmo Epifani che sottolinea come con la proposta il governo "recupera solo di un terzo quanto perso con l'inflazione e il mancato recupero del fiscal drag". Per la Cgil, inoltre,"non ci sarebbe nessuna garanzia sulla restituzione del maltolto", dei tagli cioè sia al Fondo unico amministrativo che al salario accessorio, "e niente per i precari". Dunque ''Cgil denuncerà ai lavoratori che non si vuole investire nel settore pubblico. Ci dispiace che Cisl e Uil abbiano fatto una scelta diversa, una divisione che peserà sul futuo dei rapporti tra i sindacati. Non resteremo fermi e confermiamo gli scioperi programmati''. Per il ministro Brunetta quello raggiunto oggi "è un grande risultato". Un accordo quadro che consente di erogare i 6 miliardi previsti per il rinnovo del contratto. "La firma al Protocollo ci consente di procedere ora con i singoli comparti e di realizzare il pagamento di quanto previsto dalla finanziaria, da gennaio prossimo", ha aggiunto nel corso di una breve conferenza stampa al termine dell'incontro ricordando come verra' erogata a dicembre, in una unica soluzione, l'indennità di vacanza contrattuale e la tredicesima. ''In più abbiamo deciso di lavorare a un modello unico contrattuale tra pubblico e privato -continua Brunetta- ci sara' la stessa durata e lo stesso riferimento all'inflazione. Questo ci consente di evitare ritardi nei rinnovi''. No al protocollo che definisce aumenti salariali "irrisori" e contemplando gli stessi assetti contrattuali, arriva anche da Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb pubblico impiego. "Gli aumenti sono pari a 68 euro lordi medi e meglio farebbe il governo a riflettere sugli effetti esplosivi delle sue politiche economiche e sociali che fino ad ora sono state a senso unico a favore di banche e imprese", ha aggiunto. RICERCA: PARTITO A ROMA CORTEO PRECARI ISS, OBIETTIVO STABILIZZAZIONE Roma, 30 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - È partito da pochi minuti il corteo dei precari dell'Istituto superiore di Sanità diretto verso la Direzione provinciale del lavoro di Roma, a poche centinaia di metri di distanza, in via Cesare De Lollis. Circa un centinaio di manifestanti con cartelli e striscioni contro la legge 133 e gli emendamenti 'ammazza-precarì chiedono la novazione del contratto, dalla forma attuale a quella di lavoratore dipendente. Il tentativo di conciliazione all'Ispettorato del lavoro riguarda circa 300 precari che chiedono il riconoscimento anche pregresso della loro posizione, ai fini dell'anzianità, ma sono disposti a rinunciare al corrispettivo economico. «La spesa per l'Iss - calcola Cristiano Fiorentini, sindacalista della Usi-Rdb ricerca - dovrebbe essere di circa 10 milioni di euro, in parte però già assorbita dagli stipendi corrisposti ai lavoratori. La nostra è una battaglia contro la precarietà. I ricercatori, non solo all'Iss, hanno spesso forme contrattuali atipiche che noi definiamo esternalizzate, quando non sono Co.co.co o assegni di ricerca. Il problema qui all'Iss riguarda 600 lavoratori, molti dei quali pur avendo contratti a progetto sono assegnati a servizi che hanno carattere continuativo». Fiorentini fa l'esempio del Centro di controllo vaccini «la cui equipe conta sei o sette ricercatori Co.co.co o esternalizzati, eppure - conclude - si tratta di un progetto che rientra nelle finalità istituzionali dell'ente». RICERCA: FALLITO TENTATIVO
CONCILIAZIONE TRA PRECARI ISS ED ENTE Roma, 30 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - È fallito il tentativo di conciliazione tra i precari dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e lo stesso ente. Stamattina l'incontro alla Direzione provinciale del lavoro, dove i precari in corteo sono giunti dalla sede dell'Iss con cartelloni e manifesti. A darne notizia è Cristiano Fiorentini, sindacalista dell'Usi-Rdb Ricerca. «L'Iss ha sostenuto il carattere di libera professione dei contratti in discussione. Noi abbiamo le prove del contrario - afferma all'ADNKRONOS SALUTE - e le porteremo davanti al giudice del lavoro. E oltretutto proseguiremo nella protesta». SCUOLA: BOLOGNA, IN MIGLIAIA IN
PIAZZA PER CORTEO NO-GELMINI Bologna, 30 ott. - (Adnkronos) - Sono già diverse migliaia gli studenti medi e universitari che si sono concentrati in piazza Nettuno e in Piazza Magiore a Bologna, pronti a partire per il corteo no-Gelmini che sfilerà lungo via Indpendenza, Irnerio e Zamboni. La manifestazione è diretta alla sede di Confindustria, ma al momento i ragazzi hanno avuto l'autorizzazione a marciare fino a via Castiglione davanti alla Chiesa di Santa Lucia. «L'idea è riuscire ad attaccare uno striscione davanti alla sede degli industriali - spiega Lisa Dorigatti, studentessa di Scienze Politiche, tra i promotori dll'iniziativa - ma è più importante che il corteo sia nutrito e compatto». Sono presenti moltissimi studenti delle scuole superiori, ma anche gli universitari tra cui alcuni studenti delle facoltà scientifiche che si sono presentati in piazza con il camice. 'No alla fondazione, sì alla formazionè, 'Tremonti-Gelmini giù le mani dai bambinì. Sono questi alcuni degli slogan che campeggiano sugli struscioni esposti dai manifestanti. In piazza anche alcuni rappresentanti dei sindacati Rdb e Cobas che hanno esposto alcune bandiere, nonostante i ragazzi avessro chiesto di non esporre simboli sindacali. Pronto partire, dietro i primi striscioni, anche un camioncino che diffonderà musica e dal quale, a turno, gli studenti parleranno al microfono. 30 ottobre 2008 - Asca STATALI: CISL, UIL E CONFSAL FIRMANO PROTOCOLLO. CGIL RESPINGE ACCORDO (ASCA) - Roma, 30 ott - Cisl, Uil, Ugl e Confsal hanno firmato il protocollo d'intesa sul pubblico impiego proposto dal ministro Brunetta, mentre Cgil e RdB-Qub hanno confermato il loro 'no'. Irrisori aumenti salariali, nessuna certezza su restituzione oneri accessori e sul destino dei precari tagliati dalle precedenti finanziarie: sono questi i motivi illustrati in conferenza stampa dal segretario della Cgil Guglielmo Epifani che hanno portato al rifiuto dell'accordo. ''Decideremo quali misure di protesta adottare, mi dispaice che Cisl e Uil abbiano fatto una scelta diversa: e' un errore che non rimarra' senza conseguenze'' ha detto Epifani. 30 ottobre 2008 - Ansa STATALI: RDB-CUB, NO A AUMENTI IRRISORI (ANSA) - ROMA, 30 OTT - La federazione delle rappresentanze di base del pubblico impiego, Rdb-Cub, conferma il suo no al protocollo di intesa Brunetta che prevede «aumenti contrattuali irrisori». Il sindacato dice anche no ad «assetti dei contratti che prevedono una durata triennale». Le Rdb che partecipano all'incontro con il governo hanno richiamato l'attenzione sulle «esplosive conseguenze delle politiche economiche e sociali intraprese a senso unico in favore di banche e imprese». STATALI: INTESA SPACCA
SINDACATO;SI'DA CISL-UIL,NO CGIL (ANSA) - ROMA, 30 OTT - Sindacato spaccato sul rinnovo del contratto degli statali: Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae firmano il protocollo d'intesa a Palazzo Chigi, mentre la Cgil conferma il suo 'no' e si prepara allo sciopero generale della categoria a dicembre, preceduto a novembre dagli stop regionali, a cominciare da lunedi' prossimo. Una divisione quella tra i tre sindacati confederali che rievoca il Patto per l'Italia e che non potra' non avere ripercussioni pesanti tra le organizzazioni. Lo dice senza mezzi termini il leader di Corso d'Italia, Guglielmo Epifani, secondo cui la firma e' stato ''un errore che non restera' senza conseguenze'' perche' rappresenta un ''ulteriore elemento di divisione che naturalmente incidera' sui nostri rapporti''. Ma non sono meno dure le repliche dei segretari generali di Uil e Cisl, Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni. Anzi. ''La Cgil sta smettendo di essere un sindacato'', afferma Angeletti, che aggiunge e rincara: ''speriamo che a forza di sbattere la testa si ravvedano. La Cgil, ha deciso o non puo' (e se non puo' e' peggio che se non vuole, come diceva Nenni) fare accordi''. Bonanni si dice molto dispiaciuto per la Cgil: ''Abbiamo evitato - afferma - che il sindacato potesse essere scavalcato in una sorta di qualunquismo imperante''. Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, saluta il protocollo come ''un grande risultato'', con l'unico rammarico di non aver avuto la firma di tutti: ''Io sono per avere tutte sigle a firmare un contratto, se si puo'. Se non si puo', si fa avanti con chi firma'. A indurre la Cisl e la Uil a firmare il protocollo d'intesa che rappresenta una sorta di accordo quadro ponte, il ripristino delle risorse per la produttivita': circa 200 milioni tagliati dal fondo unico di amministrazione con il decreto Tremonti prima dell'estate, che, se la decurtazione fosse stata confermata, avrebbe comportato un alleggerimento pesante delle buste paga da gennaio. Mentre c'e' l'impegno a recuperare i 530 milioni previsti da leggi speciali. L'aumento per i ministeri previsto e' di 70 euro circa e complessivamente dal prossimo anno le retribuzioni saranno piu' pesanti per 6 miliardi. Dai sindacati firmatari e' stata sottolineata anche l'importanza sul nuovo modello contrattuale, a cui si sta lavorando anche per il settore pubblico. Saranno definite, infatti, linee guida che poi faranno parte dell'eventuale accordo generale con Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali. Secondo Bonanni, e' importante il ripristino dei fondi per il salario accessorio che ''unilateralmente erano stati tolti''. Ha ammesso che l'aumento di 70 euro e' basso, ma la ''premessa - ha osservato - e' che venivamo da un biennio di difficolta'''. Il sindacalista ha chiesto, quindi, il taglio delle tasse sul salario di produttivita' pure per il pubblico impiego. Anche per Angeletti, l'accordo e' una soluzione ''molto positiva: per i lavoratori, prima delle ferie, c'era una legge che riduceva i salari con l'eliminazione del salario accessorio. E questo e' stato il principale motivo di opposizione dei sindacati. L'unica macchiolina, dunque, l'atteggiamento della Cgil''. Tira dritto per la sua strada la Cgil che boccia senza mezzi termini l'intesa. ''Non c'e' nessun motivo per cambiare idea'', ha scandito Epifani, che ha spiegato le ragioni del dissenso: ''l'aumento e' inferiore all'inflazione reale e non c'e' alcuna certezza sulla restituzione degli oneri accessori del maltolto. Nessuna novita' anche per i precari''. Per l'Ugl si e' trattato di una ''firma politica''. ''Il governo - ha sottolineato il numero uno Renata Polverini - ha preso un impegno solenne, con Brunetta e Letta, per restituire le risorse ed evitare che per la prima volta a gennaio i lavoratori del pubblico impiego vedessero una decurtazione reale del loro salario''. E rivolgendosi alla Cgil, ha detto in questo momento di grande preoccupazione era ''necessario dare a questi lavoratori la certezza di vedere il rinnovo contrattuale''. A non firmare anche le Rdb-Cub, che giudicano l'aumento ''irrisorio'' e sottolineano ''le esplosive conseguenze delle politiche economiche e sociali intraprese dal governo a senso unico in favore di banche e imprese''. P.A: RDB, SPEGNERE COMPUTER INPS PER UN'ORA CONTRO LEGGE 133 (ANSA) - BOLOGNA, 30 OTT - Domani computer spenti in tutte le sedi dell'Inps dalle 8 alle 9: è la singolare protesta promossa dalle RdB contro la legge 133 e contro lo smantellamento della pubblica amministrazione. Ad annunciarlo, in una nota, è Luigi Romagnoli, coordinatore nazionale della RdB-Cub Inps. «Domani in tutte le sedi spegneremo per un'ora i pc per accendere la mobilitazione contro i tagli agli organici e al salario accessorio previsti dalla legge 133 del 2008 - spiega Romagnoli -. Chiediamo l'abrogazione della norma che taglia gli incentivi e rinnovi contrattuali adeguati all'aumento del costo della vita». «Nell'ora di protesta - prosegue il delegato di RdB - garantiremo l'apertura degli sportelli ritirando la documentazione e fornendo informazioni all'utenza, senza tuttavia consultare le procedure informatiche. Chiediamo ai cittadini comprensione e solidarietà contro una manovra economica che finisce per minare il diritto alla pensione, alla salute, all'istruzione». RICERCA: ISS, CATENA UMANA PRECARI MA VERTENZA IN ALTO MARE (ANSA) - ROMA, 30 OTT - Stamane hanno sfilato in oltre 300 per dire 'nò all'emendamento del ministro Brunetta che blocca la stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca e per chiedere un riconoscimento dei propri diritti di lavoratori. Sono i precari dell'Istituto superiore di sanità (Iss), la cui vertenza resta però ancora in alto mare dopo l'esito negativo del tentativo di conciliazione con l'Iss appena terminato presso gli uffici della Direzione provinciale del lavoro di Roma. «Abbiamo formato una catena umana di oltre 300 ricercatori precari - ha affermato Cristiano Fiorentini del sindacato Rdb-Ricerca, che ha promosso l'iniziativa - che è culminata con un presidio presso gli uffici del lavoro». I precari chiedono venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche: «All'Iss - ha sottolineato Fiorentini - sono circa 600 i precari con contratti atipici ma che, nella realtà, lavorano essendo perfettamente integrati in Istituto da 3-10 anni e svolgendo anche compiti istituzionali». La conciliazione è però fallita: «L'amministrazione - ha detto Fiorentini - si è appellata alla natura del contratto co.co.co, che non prevede vincoli con l'Istituto. Questa - ha commentato - è una chiara mistificazione». La protesta dunque, annuncia il rappresentante sindacale, andrà avanti: «Proseguiremo con i ricorsi, al momento 300, e con le forme di lotta». Il punto, ha concluso Fiorentini, è che «il ministro Brunetta, con i suoi provvedimenti, insiste a non voler considerare la grande platea dei circa 8.000 ricercatori precari con contratti atipici che lavorano negli enti. Di questi ricercatori, ulteriore categoria rispetto a quelli con contratti a tempo determinato, finora si sono tutti completamente dimenticati». SCUOLA: BOLOGNA; DOPO SETTE ORE CORTEO SI SCIOGLIE PROTESTA (ANSA) - BOLOGNA, 30 OTT - La manifestazione contro la riforma Gelmini a Bologna è proseguita per circa sette ore, con un maxi-corteo che ha bloccato il traffico in città e si è sciolta verso le 17, con il ritorno in piazza Maggiore. Dalla mattinata gli studenti universitari e delle scuole superiori, insieme ai Cobas e a Rdb-Cub, hanno percorso le vie di Bologna in un lungo corteo. Per la Questura i partecipanti erano ottomila, per gli organizzatori 30 mila. Anche prima della tentata occupazione della stazione, la gente si erano gradualmente dispersa, e ad arrivare in piazza erano meno di un migliaio. 30 ottobre 2008 - Agi STATALI: NO RDB-QUB A BOZZA BRUNETTA "AUMENTI IRRISORI" (AGI) - Roma, 30 ott. - La proposta di rinnovo del contratto degli statali del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, incassa anche il no di RdB-Qub. "Abbiamo nuovamente respinto il protocollo Brunetta - e' la posizione del sindacato - per gli irrisori aumenti salariali, pari a 68 euro medi mensili. I nostri rappresentanti sono intervenuti per sollecitare il governo a mostrare maggiore attenzione per gli effetti esplosivi sulle dinamiche economiche e sociali della proposta". 30 ottobre 2008 - Dire Contratto statali, protocollo
firmato (ma non dalla Cgil) ROMA - "Nuntio vobis gaudium magnum". Con queste parole, entrando in sala stampa a Palazzo Chigi, il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, annuncia la firma del protocollo sul contratto del pubblico impiego da parte di governo, Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae. Non hanno sottoscritto il protocollo Cgil e Rdb-Cub. A disposizione per l'attuazione, spiega il ministro, "ci sono 6 miliardi di euro". Secondo Brunetta, quanto successo oggi nell'incontro a Palazzo Chigi rappresenta "un grande risultato". Ma Epifani è rimasto fermo sulle sue posizioni: "Abbiamo confermato che la Cgil non firma, non c'e' nessun motivo per cambiare opinione", ha detto il segretario. E queste sono le motivazioni: "Si prevede un aumento del 3% nel biennio, che e' meno dell'inflazione reale; non c'e' nessuna certezza sugli oneri accessori; non c'e' nulla sui precari; si confermano tutti i tagli". Dunque, ribadisce Epifani, "la Cgil non firma". Soddisfatto invece Brunetta. "Un contratto onesto, con modalita' chiare e oneste, che ripristina i salari dei pubblici dipendenti". Così sintetizza il 'Protocollo d'intesa' per il rinnovo contrattuale degli statali, tenendo conto- puntualizza- che si tratta dell'ultimo biennio, di un "biennio ponte che ci proietta verso il nuovo modello contrattuale ancora tutto da definire". A giudizio di Brunetta, i pubblici dipendenti ora "possono avere certezza del rinnovo del loro contratto e certezza della cifra, 60 piu' 10" piu' il "recupero del dividendo di efficienza" che sara' distribuito in sede di contrattazione di secondo livello. Per il segretario della Cisl Raffaele Bonanni "e' importante aver chiuso questa intesa, dopo 3 anni di difficolta' del pubblico impiego". E, quanto alla spaccatura con Cgil, "una organizzazione deve saper capire anche dove si trova", aggiunge Bonanni dicendosi "molto dispiaciuto" per la scelta della Cgil di non firmare il Protocollo d'intesa: "Mi dispiace davvero- ripete il leader della Cisl- perche' nel pubblico impiego c'e' stata molta unita'". Certo, osserva Bonanni, "ognuno di noi vorrebbe di piu', pero' poi c'e' il senso di responsabilita' e il saper soppesare le condizioni di contesto". Conseguenze nei rapporti tra le tre organizzazioni sindacali, come dice Epifani? "La vera conseguenza che ho voluto evitare- replica il segretario della Cisl- e' che si potesse scavalcare il sindacato in una sorta di qualunquismo imperante" contro gli statali. STATALI. BRUNETTA: NUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM, GRANDE RISULTATO (DIRE) Roma, 30 ott. - "Nuntio vobis gaudium magnum". Con queste parole, entrando in sala stampa a Palazzo Chigi, il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, annuncia la firma del protocollo sul contratto del pubblico impiego da parte di governo, Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae. Non hanno sottoscritto il protocollo Cgil e Rdb-Cub. A disposizione per l'attuazione, spiega il ministro, "ci sono 6 miliardi di euro". Insomma, quanto successo oggi nell'incontro a Palazzo Chigi rappresenta "un grande risultato". SCUOLA BOLOGNA. MIGLIAIA DI MANIFESTANTI IN CORTEO (DIRE) Bologna, 30 ott. - Sono diverse migliaia i manifestanti che stano sfilando per le vie del centro storico di Bologna nel giorno della marcia degli studenti universitari e Cobas contro Unindustria. Per la questura sono 7-8 mila, ma gli organizzatori dai megafoni urlano: "Siamo oltre 30 mila". Fatto sta che via Indipendenza, nel tratto che va da via Irnerio a piazza Nettuno, e' completamente piena di manifestanti, almeno 15 mila. Capeggiano il corteo bandiere antifasciste, come a voler stigmatizzare gli scontri di piazza avvenuti ieri a Roma e Milano. Tra le altre bandiere che sventolano lungo il serpentone anche quelle degli anarchici, dei Cobas e delle Cub-Rdb. I sindacati di base hanno dunque voluto mettere un cappello alla protesta, anche se in precedenza si erano detti disposti a sfilare senza simboli distintivi. In corteo, oltre a studenti universitari, medi, insegnanti e docenti, ci sono anche alcuni esponenti politici cittadini, tra cui il segretario del Pd Andrea De Maria, l'indipendente del Prc, Valerio Monteventi, e il capogruppo di Rifondazione in Provincia, Sergio Spina. Bologna, in corteo per 10 ore contro il decreto Gelmini BOLOGNA - E' durata dieci ore la protesta anti Gelmini a Bologna. Una lunga giornata tra cortei, striscioni, slogan, scontri e sit-in: partita in piazza Nettuno alle 9 di stamattina, la protesta è finita in piazza Maggiore verso le 19. Nel mezzo, ha attraversato due vie centrali della città come via Indipendenza e via dei Mille, la zona universitaria, i viali di circonvallazione, arrivando a toccare anche la stazione ferroviaria. Ci sono stati momenti di tensione in via Castiglione, culminati negli scontri con la Polizia; c'è stata "l'incursione" di Beppe Grillo, che è stato contestato ma poi si è ripresentato in coda al corteo; e c'è stato il sit-in cruciale nell'incrocio tra i viali e il ponte di Galliera, che ha completamente paralizzato il traffico della città. Insomma, è successo un po' di tutto in questa giornata, anche dal punto di vista meteorologico: questa mattina il corteo è partito sotto il sole e con il vento. Dopo gli scontri con la Polizia, è venuto a piovere e i manifestanti hanno percorso i viali sotto l'acqua. Poi, però, è tornato il sole. Erano almeno 15 mila i manifestanti che stamattina sono partiti da piazza Nettuno per dire "no" al decreto Gelmini, approvato ieri dal Senato. Dagli studenti medi ai licei, dagli universitari ai ricercatori, dai sindacati di base alle mamme con bambini. "Noi la crisi non la paghiamo" lo striscione d'apertura e lo slogan più urlato. Tanti colori, cartelloni, striscioni, facce dipinte e travestimenti. Le facoltà universitarie c'erano quasi tutte, ognuna con una "trovata" diversa per protestare. Quelli di Veterinaria hanno le orecchie da asino e reggono lo striscione "Ai veterinari non piacciono i somari", mentre i ragazzi di Chimica sono schierati in camice bianco e la scritta "I chimici reagiscono". Gli studenti di Scienze politiche camminano dietro lo striscione "Coscienze politiche" e quelli di Ingegneria si affidano al messaggio "Lasciateci la facoltà di inventare". I ragazzi dell'Accademia di belle arti regalano uno spettacolo di colori, dipinti nelle facce e nei loro striscioni. I precari dell'università si sono dipinti la faccia di bianco, vestono di nero e ciascuno di loro ha addosso il cartello "Tagliato": durante il corteo improvvisano a più riprese una marcia in fila indiana. Ma a manifestare contro la riforma della scuola e dell'università a Bologna ci sono anche tanti ragazzi delle scuole medie e superiori, tante mamme con bambini al seguito e tanti cittadini. Tra i cartelli più originali, ce n'è uno che dice "Il mio maestro unico è comunista e mi vuole mangiare, aiuto". Poi c'è lo striscione "Siamo giovani, non stupidi", il ricorrente "entero Gelmini" e "la riforma della vergogna". C'è chi si appella al latino ("Quod non fecit Moratti, fecit Gelmini") e c'è chi sfila con in mano i fiori da cimitero. Il corteo bolognese è stato partecipato e affollato: dal megafono i Cobas sostengono di essere in 30 mila, la Digos ne conta almeno 8-10 mila. In testa al corteo i ragazzi dei collettivi universitari, a seguire gli studenti di tutte le diverse facoltà e i precari dell'Alma Mater ("Naufraghi del sapere"). A seguire, le scuole superiori e medie, le elementari (una per tutte le "Longhena") e i sindacati Cobas e Rdb. I manifestanti, partiti da piazza Maggiore verso le 10.20, hanno percorso tra fischi e slogan via Indipendenza, via Irnerio e via Zamboni. E' qui che è avvenuto il siparietto dell'incontro con Beppe Grillo, duramente contestato dalle prime file del corteo che lo hanno fischiato, gridandogli "Buffone". Grillo a quel punto è tornato sui suoi passi e si è avviato verso le Scuderie. Ai giornalisti, a proposito dei pochi che l'hanno contestato, dice che "sbagliano la comunicazione" ma che "hanno perfettamente ragione, è la loro manifestazione e la gestiscono loro". Una volta fatto passare il nocciolo duro dei collettivi, però, Grillo trova il modo di rinfilarsi nel corteo. Poco dopo, infatti, si avvicina agli studenti di Chimica, che lo applaudono a gran voce ("Beppe Grillo uno di noi") e lo dotano di camice bianco e cartello. Con loro percorre via Zamboni fino alle Due Torri. E sotto le torri il corteo arriva alle 12.30. La parte finale(studenti medi, Cobas e mamme) gira a destra e confluisce in piazza Maggiore. Il grosso del corteo va dritto in via Castiglione scandendo "Confindustria stiamo arrivando". E qui il clima si fa teso. All'altezza dell'aula di Santa Lucia i manifestanti si trovano di fronte una quindicina di poliziotti in tenuta antisommossa a sbarrargli la strada. La strada è stretta e, tra scalinata della chiesa, portico e transenne dei lavori in corso, si crea una specie di imbuto (in cui tra l'altro rimangono incastrati anche i giornalisti). Poco dopo scatta il parapiglia: i leader dei manifestanti stanno ancora trattando con i vertici della Digos, ma nel frattempo il corteo, dietro lo striscione "Noi la crisi non la paghiamo", ha continuato ad avanzare, in parte per la pressione da dietro. Le manganellate partono quando c'è il contatto e durano il tempo di un minuto. Feriti alcuni manifestanti e colpita alla testa anche la giornalista Benedetta Boldrin, al lavoro per il Corriere di Bologna e Radio Bruno. Per qualche minuto volano bottiglie e sacchi di vernice, sopraggiungono Carabinieri in tenuta antisommossa a chiudere le stradine laterali. La tensione, però, si stempera in fretta. I manifestanti scendono per via Cartoleria, sfilando poi lungo via Santo Stefano e si fermano all'altezza di via Dante. "Siamo tantissimi, continuiamo a bloccare la città" dicono al megafono i leader dei collettivi universitari. Il corteo, ricompattato, verso le 14 riparte alla volta di porta Santo Stefano e dei viali. Un quarto d'ora di pioggia raffredda il clima, poi torna il sole e i ragazzi (sono almeno un migliaio) continuano a camminare lungo i viali di circonvallazione in direzione della stazione. Dopo una serie di incertezze, il corteo decide di arrivare fino davanti alla stazione, blindata dalla Polizia. Davanti a piazza Medaglie d'Oro il movimento si spacca. I capi dei collettivi esortano a proseguire in corteo, evitando di entrare in stazione, tutt'al più l'idea è quella di sedersi in strada segno di protesta. Ma dalle fila del corteo partono incitamenti a entrare. Qua e là c'è qualche anarchico. Dopo una quarantina di minuti di tira e molla e discussioni, il corteo riparte verso via Indipendenza. All'incrocio del ponte di Galliera, alle 16, scatta il sit-in (blocco totale del traffico e una coda di sette autobus lungo tutto il ponte). Poi, dopo mezz'oretta, metà dei ragazzi si rialza e riparte alla volta di piazza Maggiore, dove arriva fischiando alle 17. L'altra metà li raggiunge una mezz'ora dopo, improvvisa un sit-in nell'incrocio della "T", bloccando il traffico tra le vie Indipendenza, Ugo Bassi e Rizzoli per un'ora, e poi entra in Sala Borsa. Per Marco del Cua la giornata di protesta è stato un successo: "Abbiamo dimostrato di essere compatti, abbiamo bloccato la città e la circolazione per due ore". Sui momenti di tensione dice: "Avevamo detto che il nostro obiettivo era Confindustria e che ci saremmo arrivati nonostante le prescrizioni. Lo abbiamo fatto, forzando il blocco della Polizia". Ora, assicura, "continueremo a farci sentire". SCUOLA REGGIO. CONTRO LEGGE GELMINI
IN 500 AL PRESIDIO CUB (DIRE) Reggio Emilia, 30 ott. - Vasta mobilitazione anche a Reggio Emilia oggi, per protestare contro l'approvazione della riforma della scuola licenziata ieri dal Senato. E mentre circa 600 reggiani, con 12 pullman organizzati dai sindacati, si sono recati a Roma aderendo allo sciopero generale di Cgil, Cisl e Uil, anche in citta' non sono mancati i momenti di protesta. In piazza del Monte si e' radunato sotto le bandire della Cub scuola un nutrito gruppo di studenti, docenti e genitori che ha preso parte al presidio degli autonomi il quale ha visto la partecipazione, nel momento di massima affluenza, di circa 500 persone. Ad esso si e' aggiunta una "manifestazione spontanea" degli studenti delle scuole superiori di tutto il comprensorio, dal Canossa al Chierici. Sul fronte politico si fa sentire invece l'Italia dei valori che, con la coordinatrice provinciale Liana Barbati, annuncia la presenza di una propria delegazione a Roma e si dice pronta sostenere il referendum del Pd. Non cosi' la Cub, il cui coordinatore provinciale della scuola, Giuseppe Terranova, spiega: "La nostra piattaforma e' diversa in alcuni punti da quella di Cgil, Cisl e Uil; ad esempio, per quanto riguarda i precari, noi non chiediamo garanzie, ma che vengano assunti in base alla disponibilita' di posti". Anche la Cub pero' e' d'accordo: "Con i tagli imposti dal Governo (oltre 1.000 i licenziamenti solo a Reggio nel giro dei prossimi tre anni) la scuola pubblica non potra' che peggiorare, a tutto vantaggio delle scuole private, che rappresentano le principali beneficiarie di questo decreto". Il referendum del Pd? "Uno strumento limitato- osserva Terranova- la vera possibilita' per fermare l'applicazione della riforma e' la piazza, la protesta concereta della gente". A proposito di atti concreti la Cub lancia inoltre a partire dalle prossime settimane "scioperi di un'ora all'inizio e alla fine della giornata con assemblee e blocco immediato dello straordinario e di tutte le attivita' non obbligatorie a partire dalle gite scolastiche". Da "giorni si sta combattendo contro il decreto Gelmini, purtroppo una maggioranza prepotente ed ignorante, cieca e sorda alle richieste del Paese, ha deciso che la scuola pubblica deve morire a favore della privata" aggiunge Barbati. Per questo "l'Italia dei valori cerchera' con tutti i mezzi previsti dalla Costituzione di ribaltare la decisione del Governo: se servira', anche con un referendum abrogativo". Sull'universita' infine i dipietristi chiedono "di non privatizzare e trasformare in Fondazioni le Universita' che diventerebbero serve dei finanziatori e non del sapere e della ricerca, ma di pensare ad un'Universita' pubblico-sociale, sostenuta non solo dall'intervento dello Stato, ma con la partecipazione azionaria dei docenti e degli studenti e dei cittadini". 30 ottobre 2008 - Repubblica.it Sindacati divisi sull'ipotesi di
contratto. Epifani: "Questo fatto avrà delle consegueze sui rapporti
sindacali". Brunetta soddisfatto ROMA - Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae hanno firmato il protocollo d'intesa proposto dal governo per il rinnovo del contratto del pubblico impiego 2008-2009. Non ha firmato invece la Cgil che ha mantenuto il suo giudizio negativo di fronte ad un testo che non ha registrato modifiche rispetto alla presentazione dei giorni scorsi. Niente firma anche per Rdb-cub. "Abbiamo confermato che la Cgil non firma, non c'è nessun motivo per cambiare opinione", ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani in una conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine dell'incontro. "Il perché? Si prevede un aumento del 3% nel biennio, che è meno dell'inflazione reale; non c'è nessuna certezza sugli oneri accessori; non c'è nulla sui precari; si confermano tutti i tagli". Dunque, conclude Epifani, "la Cgil non firma. Ci dispiace che Cisl e Uil l'abbiano fatto: è un errore che non resterà senza conseguenze" perchè rappresenta un "ulteriore elemento di divisione che naturalmente inciderà sui nostri rapporti". "Nuntio vobis gaudium magnum", ha esordito da parte sua il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. "Abbiamo raggiunto un grande risultato che ci consente ora di procedere con i singoli comparti. Abbiamo ripristinato le risorse per il 2009 riguardanti i salari dei pubblici dipendenti e abbiamo aggiunto 6 mld euro per il biennio 2008-2009. In più abbiamo deciso di lavorare ad un modello unico contrattuale tra pubblico e privato: ci sarà la stessa durata e lo stesso riferimento all'inflazione. Questo ci consente di evitare ritardi nei rinnovi". "Anche se le risorse non sono generosissime viene mantenuto il potere d'acquisto", ha aggiunto Brunetta. Le risorse disponibili, ha affermato il ministro, "consentono una dinamica salariale sensibilmente migliore rispetto al settore privato. Con questi chiari di luna, distribuire 6 miliardi di euro è onesto. Libera la Cgil di dire che non bastano. Noi siamo per avere tutti i sindacati alla firma del contratto, se si può. Se non si può si va avanti con chi ci sta". Intanto la Fp-Cgil conferma gli scioperi regionali del 3, del 7 e del 14 novembre e si prepara ad uno sciopero generale nel pubblico impiego con manifestazione nazionale a Roma. "Iniziamo le procedure per lo sciopero generale", ha detto il segretario generale, Carlo Podda. Dal canto suo il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che pure ha siglato l'accordo, sollecita il governo a specificare nel Protocollo modalità e decorrenza dell'erogazione del salario accessorio nel 2009. Il governo "pagherà comunque con la tredicesima di dicembre l'indennità di vacanza contrattuale per l'anno 2008, con un conseguente beneficio medio di 190 euro lordi l'anno", si legge nei documenti diffusi dal ministro Brunetta al termine della trattativa. "In termini netti, l'importo medio è pari a circa 113 euro l'anno". Gli stessi documenti spiegano anche che "le pubbliche amministrazioni, in caso di mancato accordo sui contratti collettivi, potranno pagare comunque nel mese di gennaio il 90% degli aumenti previsti. In media l'aumento sarà di circa 61 euro". 30 ottobre 2008 - Gazzetta di Reggio online LA RIFORMA DELLA SCUOLA Reggio E. - Vasta mobilitazione a Reggio Emilia per protestare contro l'approvazione della riforma della scuola licenziata ieri dal Senato. E mentre circa 600 reggiani, con 12 pullman organizzati dai sindacati, si sono recati a Roma aderendo allo sciopero generale di Cgil, Cisl e Uil, anche in città non sono mancati i momenti di protesta. In piazza del Monte si è radunato sotto le bandire della Cub scuola un nutrito gruppo di studenti, docenti e genitori che ha preso parte al presidio degli autonomi il quale ha visto la partecipazione, nel momento di massima affluenza, di circa 500 persone. Ad esso si è aggiunta una "manifestazione spontanea" degli studenti delle scuole superiori di tutto il comprensorio, dal Canossa al Chierici. Sul fronte politico si fa sentire invece l'Italia dei valori che, con la coordinatrice provinciale Liana Barbati, annuncia la presenza di una propria delegazione a Roma e si dice pronta a sostenere il referendum del Pd. Non così la Cub, il cui coordinatore provinciale della scuola, Giuseppe Terranova, spiega: "La nostra piattaforma è diversa in alcuni punti da quella di cgil, cisl e uil; ad esempio, per quanto riguarda i precari, noi non chiediamo garanzie, ma che vengano assunti in base alla disponibilità di posti". Anche la Cub però è d'accordo: "Con i tagli imposti dal governo (oltre 1.000 I licenziamenti solo a reggio nel giro dei prossimi tre anni) la scuola pubblica non potrà che peggiorare, a tutto vantaggio delle scuole private, che rappresentano le principali beneficiarie di questo decreto". Il referendum del Pd? "Uno strumento limitato - osserva Terranova - la vera possibilità per fermare l'applicazione della riforma è la piazza, la protesta concereta della gente". A proposito di atti concreti la Cub lancia inoltre a partire dalle prossime settimane "scioperi di un'ora all'inizio e alla fine della giornata con assemblee e blocco immediato dello straordinario e di tutte le attività non obbligatorie a partire dalle gite scolastiche". Da "giorni si sta combattendo contro il decreto Gelmini, purtroppo una maggioranza prepotente ed ignorante, cieca e sorda alle richieste del paese, ha deciso che la scuola pubblica deve morire a favore della privata" aggiunge barbati. Per questo "l'italia dei valori cercherà con tutti i mezzi previsti dalla costituzione di ribaltare la decisione del governo: se servirà, anche con un referendum abrogativo". Sull'università infine i dipietristi chiedono "di non privatizzare e trasformare in fondazioni le università che diventerebbero serve dei finanziatori e non del sapere e della ricerca, ma di pensare ad un'università pubblico-sociale, sostenuta non solo dall'intervento dello stato, ma con la partecipazione azionaria dei docenti e degli studenti e dei cittadini". 30 ottobre 2008 - Il Gazzettino «Actv, due elettricisti al lavoro di notte per cercare di riparare i palmari di Imob» VENEZIA - «Actv ha assunto due elettricisti e li fa lavorare di notte per scaricare i dati dai palmari Imob in dotazione al personale di bordo dei mezzi pubblici e per riparare eventuali guasti». Lo afferma Giampietro Antonini, responsabile Cub Trasporti di Venezia. La vicenda, nota, è quella delle macchinette elettroniche date in dotazione al personale di Actv per la lettura delle tessere Imob e per il caricamento dei biglietti. I palmari, dal costo di mille euro l'uno, sono per la maggior parte guasti: 85 macchinette si sono rotte e sono andate perdute, più della metà di quelle date in dotazione al personale dall'azienda. Antonini ha scritto così una lettera aperta al sindco Massimo Cacciari dopo i due articoli pubblicati da "Il Gazzettino" martedì e ieri. «Actv - dice Antonini - ha comunicato le difficoltà del personale di bordo nella gestione dei palmari solo in un incontro del 27 ottobre, informandoci tra l'altro dell'assunzione degli elettricisti, ma mai ha fatto cenno alla situazione di questa delicata strumentazion e elettronica. In sostanza, non ci ha mai detto che più della metà delle macchinette era rotta o era stata persa. Ora, imputare questo anche alla cattiva gestione da parte del personale di bordo, è poco responsabile per quanto riguarda la dirigenza di Actv, che presuppone forme di boicottaggio da parte dei suoi dipendenti». LE CONSEGUENZE DELLA
"CURA" BRUNETTA CHE PREVEDE TAGLI IN BUSTA PAGA Padova - Fatta la legge, trovato... l'escamotage, anche se tutt'altro che indolore. Sono molti, infatti, i dipendenti pubblici che, dovendo stare forzatamente a casa quando sono ammalati, non utilizzano il certificato medico, ma usufruiscono delle ferie di cui hanno diritto. Questo da quando sono entrati in vigore i provvedimenti del ministro Renato Brunetta, cioè la cura anti-fannulloni, che prevede riduzioni salariali, in caso appunto di assenze per malattia. La situazione è presente pure nel Comune di Padova, anche se si tratta di un ente da questo punto di vista fra i più virtuosi, visto che i suoi dipendenti fanno mediamente al massimo una settimana all'anno di assenze per malattia, con dati che sono addirittura inferiori a quelli che si registrano nel comparto privato. «Molti dei nostri dipendenti - ha confermato Marco Carrai, assessore al Personale - per evitare di vedersi decurtare lo stipendio, nel momento in cui si ammalano preferiscono non rimanere assenti per malattia, ma consumano le ferie che dovrebbero utilizzare in altri momenti. Tutto questo viola i principi della Costituzione e situazioni di questo tipo calpestano i più elementari ditti dei lavoratori. Siamo arrivati a questo punto a causa dei provvedimenti di Brunetta, che parte dalla logica che i lavoratori comunali siano dei fannulloni. Purtroppo non si possono criminalizzare gli ultimi, ma sarebbe molto meglio riorganizzare gli uffici». «Per colpa della legge-Brunetta - aggiunge il sindacalista Stefano Pieretti dell'Adl Cobas - la gente si mette in ferie e non in malattia, per non perdere il 30\% della produttività e le indennità che sono riconosciute a certe categorie, come ad esempio agli agenti della Polizia Municipale. Chi lavora a tempio pieno ha diritto a 32 giorni l'anno di ferie l'anno, mentre 28 ne hanno coloro che effettuano i rientri. In caso di malattia, particolarmente penalizzati sono i lavoratori della scuola, che comunque in determinati periodi dell'anno, come a Natale, devono stare a casa forzatamente. Una settimana di assenza per malattia comporta una decurtazione in busta paga che va dai 200 euro di un Vigile, ai 60 di un dipendente di livello più basso. Noi, intanto, abbiamo avviato una causa legale chiedendo l'incostituzionalità della legge 133, partendo dal caso di due lavoratori di comparti diversi, che vengono discriminati nella perdita del salario».(Ni.Co.) Nei guai un collaboratore di vertice Venezia - Era un uomo di fiducia, un collboratore di vertice. Insomma, un dipendente di cui l'azienda si fidava al punto da avergli assegnato il ruolo di fornitore ufficiale dei biglietti ai marinai che poi avevano il compito di venderli a bordo. Peccato che questa fiducia sia costata cara, perché il dipendente di Alilaguna, che si è licenziato dopo essere stato scoperto, per mesi ha fatto la cresta sui tagliandi. Proprio come quei suoi colleghi di Actv finiti nel mirino della magistratura per lo stesso motivo. Con la differenza che un tagliando di Alilaguna costa 12 euro, mentre quello di Actv costa al massimo 6 euro per corsa. E con l'altra differenza che il dipendente di Alilagun a non è stato denunciato, per ora, perchè avrebbe già iniziato a restituire il maltolto, pur se a piccole tranche: c'è chi parla di 700mila euro, chi di 400. Chi, invece, tra i vertici di Alilaguna, di molto meno. Fatto sta che il meccanismo era semplice: il dipendente finito nei guai faceva da raccordo con i marinai e consegnava a loro i blocchetti con i biglietti, facendosi pagare contestualmente per un importo che poi risultava superiore ai tagliandi dichiarati ufficialmente all'azienda. In questo modo, a forza di 12 euro per ogni biglietto, la "cresta" si era fatta consistente. L'uomo però avrebbe agito da solo. Alilaguna - anche se manca una dichiarazione ufficiale - esclude complici e tantomeno legami con il caso dei bigliettai di Actv. Ma il sindacato di base Cub, attraverso il suo responsabile del settore trasporti - Giampietro Antonini - vuole vederci chiaro e chiede che il sindaco convochi una seduta pubblica in Comune a cui invitare anche le aziende, i sindacati, i consiglieri comunali e i lavoratori per fare chiarezza su questi episodi. 30 ottobre 2008 - Il Mattino Caserta. «Noi non pagheremo la
vostra crisi»... Caserta - «Noi non pagheremo la vostra crisi». È questo lo slogan dello striscione che aprirà il corteo di questa mattina. Appuntamento ore 9.30 alla stazione ferroviaria: poi la manifestazione percorrerà le strade del centro fino ad arrivare al Provveditorato agli Studi, in via Ceccano. Studenti in piazza, quindi, anche a Caserta nella giornata nazionale di mobilitazione contro il maestro unico, la reintroduzione del voto in condotta e i pesanti tagli alla scuola pubblica. La manifestazione è indetta dai Collettivi Studenteschi Casertani «No Pasaran», Rete dal Basso, Cub Caserta, Cobas Scuola, Comitato Precari Scuola Primaria, Collettivi Universitari Casertani. Con una bara e la fascia nera al braccio gli studenti della facoltà di Psicologia celebreranno il funerale della Seconda Università degli Studi di Napoli. Dicono: «Anche se la legge è passata al Senato, la nostra battaglia va avanti perchè è una lotta di civiltà e di democrazia». «Tagliare fino a privatizzare è la soluzione che il governo propone per la crisi - si legge nel documento a firma unitaria dei comitati studenteschi e comitati docenti precari-. Noi siamo stufi di essere il capro espiatorio». In questi giorni nelle scuole superiori della provincia si stanno svolgendo assemblee di istituto nelle quali gli studenti discutono e si confrontano sulla proposta della riforma della scuola. Il direttore dell'Usr, Alberto Bottino, ha inviato una circolare ai dirigenti scolastici con la richiesta di essere informato «quotidianamente» in caso di agitazioni studentesche. E in prima linea, per evitare che il piano di ridimensionamento in preparazione porti ad uno smantellamento scriteriato della rete scolastica, ci sono i piccoli comuni delle aree interne. Ieri mattina, nella sede della Comunità Montana del Matese, all'incontro coordinato dal presidente Fabrizio Pepe e da quello del consiglio generale Marco Fusco, erano presenti numerosi sindaci dell'area del Matese insieme ai dirigenti scolastici del territorio. Un confronto a più voci, in vista del summit che si terrà il prossimo 5 novembre in Provincia. Al termine dell'assemblea è stato creato un gruppo di lavoro ristretto che, nel pomeriggio, ha redatto un documento sottoscritto da tutte le realtà locali, comuni e istituzioni scolastiche, nel quale si prende atto delle esigenze di contenimento della spesa pubblica ma, nel contempo, si propone di lavorare alla redazione del piano di ridimensionamento cercando di incidere il meno possibile sulle piccole realtà di montagna. Un'ipotesi che, cifre alla mano, potrebbe portare alla soppressione di due dirigenze a Piedimonte Matese (al momento ve ne sono 4) e di una ad Ailano, dove convivono nello stesso edificio una direzione didattica ed una presidenza. La vigilia dello sciopero è stata animata infine dalla polemica tra Pizza e Graziano. «Anche dal sottosegretario Pizza, uomo del Sud, arriva un attacco al Mezzogiorno. Per il dottor Pizza le facoltà di Architettura e Ingegneria della Seconda Università di Napoli, che hanno sede ad Aversa, sono destinate a fallire. Probabilmente - ha commentato il deputato del Pd - il sottosegretario parla di cose di cui non conosce». 30 ottobre 2008 - Il Manifesto Il ministro Gelmini diserta il
dibattito Torino . La Gelmini non si presenta, ma il movimento c'è. Questa frase racchiude in sé un po' tutto quello che sta avvenendo in questi giorni a Torino. Martedì sera il ministro doveva presenziare ad un dibattito sulla meritocrazia, presso l'Unione Industriale, ma non si è presentato. C'era invece il movimento studentesco. Alle otto di sera, sotto la pioggia, cinquemila persone, scandivano cori e agitavano striscioni all'indirizzo di un'Unione Industriale vuota. «Anche se la Gelmini non è venuta - spiega Andrea - noi abbiamo voluto dimostrare che ci siamo. Che siamo in tanti. Che siamo incazzati». Un corteo, quello che si è fermato sotto l'Unione Industriale, partito qualche ora prima dalla sede di Giurisprudenza e che, attraversando la città, ha fatto tappa in quasi tutte le sedi universitarie, per poi raggiungere piazza Castello ed unirsi ai presidi del Coordinamento genitori, degli studenti medi e dei sindacati. Solo un assaggio di quello che avverrà oggi. Lo sciopero della scuola è stato allargato anche alle università, su esplicita richiesta dei sindacati di base, e per Torino si troveranno a sfilare uno di fianco all'altro docenti universitari e studenti, maestre delle elementari personale del Politecnico. «Oggi, finalmente, non ci saranno sigle sindacali a dividerci - continua Andrea - saremo tutti in piazza, Cgil, Uil, noi dei Cub, con un unico obiettivo: far sentire la nostra voce, far vedere che non ci fermiamo anche se ora il decreto si è trasformato in legge». Almeno per un giorno, quindi, nessuna divisione sindacale. Un po' come sta avvenendo nel movimento studentesco. Nonostante qualche tentativo di infiltrazione da parte di giovani di destra, nonostante il governo stia tentando di rompere l'unità del movimento, questo, sembra sempre più unito. Docenti, ricercatori, studenti, tutti convinti e d'accordo sulle modalità di lotta. Perfino gli studenti di Economia, di sicuro non un covo di comunisti, provano ad alzare la testa. La protesta si sta allargando. È sotto gli occhi di tutti. Non sono solo più Palazzo Nuovo e Palazzo Campana ad essere il centro della contestazione. Il Politecnico è mobilitato da giorni, si sono susseguite assemblee autoconvocate una dopo l'altra. Prima hanno riempito l'aula magna, poi il cortile. Hanno chiesto spiegazioni e chiarimenti al rettore Profumo che, prima un po' titubante, ha lanciato un ultimatum al governo: o ritirano il decreto o i rettori, lui in primis, si dimetteranno. Assemblee, corteo e blocco dei
binari. «La lotta continua» NAPOLI - All'inizio c'è un po' di caos. Due assemblee,
alla Federico II e all'Orientale, quindi cortei in ordine sparso, 7 o 8 si perde il conto,
tra licei, atenei e arrivi dalla provincia. Piazza Dante, Del Gesù, via Monteoliveto, il
centro storico di Napoli viene travolto dalle proteste dello stop Gelmini. La notizia
dell'approvazione del decreto in senato piomba così nei diversi tronconi e quando si
riuniscono, confluendo insieme in Piazza Plebiscito, la rabbia cresce. «Ora bloccheremo
tutto, e per prima cosa andremo alla stazione Garibaldi». Valerio urla al megafono e
chiede a tutti di ricompattarsi per riprendere la marcia, perché non è ancora finita. Si
guardano tra loro i ragazzi, con decine di striscioni, cartelli, lenzuola che sono
accomunati da un unico messaggio: l'istruzione è pubblica e tale deve restare. Loro
manifestano per garantirsi un futuro che si fonda sul sapere, accessibile a tutti senza
svendite. In breve Firenze - Una delegazione di lavoratori e sindacati di base (Orsa, Sdl, Rdb Cub) ma anche confederali (Uil) delle ferrovie ha manifestato l'altroieri davanti al Consiglio regionale contro i tagli ai servizi ferroviari, e per il diritto alla mobilità dei pendolari. Dopo un incontro con i gruppi del coordinamento della sinistra (Prc, Pdci, Sd e Verdi) che si sono impegnati a sostenere la loro lotta, hanno visto l'assessore regionale ai trasporti Riccardo Conti, con cui hanno condiviso, nel rispetto dei ruoli, l'impegno per impedire qualsiasi taglio del trasporto regionale ed anche del servizio Intercity, valorizzare l'uso della linea veloce e della linea lenta da e per Roma per tutti i treni, allo scopo di non penalizzare i tempi di percorrenza dei treni regionali e Intercity, bloccare gli aumenti tariffari.Ieri anche Silt-Cgl e Fit-CIsl con Uiltrasporti hanno chiesto a Fs più attenzione a Firenze e Toscana. 30 ottobre 2008 - Liberazione Cgil Cisl Uil chiamano alla
mobilitazione. E Rinaldini invita Da ieri la "riforma" Gelmini è legge. La
voce del "popolo della scuola", in larga maggioranza contrario al provvedimento,
come dimostra la straordinaria partecipazione di studenti, insegnanti e genitori alle
proteste di questi giorni, è rimasta inascoltata per precisa scelta di un governo
arrogante e della maggioranza di destra che lo sostiene. E tuttavia la battaglia in difesa
dell'istruzione pubblica, dell'università e della ricerca non si ferma qui. Già oggi
centinaia di migliaia di persone sfileranno per le vie di Roma nel giorno dello sciopero
generale proclamato da Cgil Cisl Uil insieme a Snals Confsal, Gilda. In sciopero anche
Unicobas e Comitati degli insegnanti precari (Cip), mentre hanno dato la loro adesione
alla protesta le associazioni Cittadinanzattiva e Federconsumatori. Appuntamenti Roma - Presentazione del secondo quaderno prodotto da Politica e Classe: Il sindacalismo indipendente in Italia. Tra competizione globale e fine dei diritti del lavoro . Domani alle 17 al Centro congressi Cavour in via Cavour 50 con Mauro Casadio di Politica e Classe, Giorgio Cremaschi della Fiom Rete 28 Aprile, Pierpaolo Leonardi di Cub, Piero Bernocchi di Cobas, Fabrizio Tomaselli SdL intercategoriale, Paolo di Vetta di Blocchi precari metropolitani, Salvatore Cannavò di Sinistra critica, Gianni Pagliarini di PdCI e Mimmo Provenzano di Rete dei Comunisti. 30 ottobre 2008 - Corriere del Veneto Dipendenti «in ferie» per non
perdere lo stipendio PADOVA «Costretti» a prendersi alcuni giorni
di ferie per guarire da una banale influenza. Nel timore, superando gli ormai famosi dieci
giorni di malattia, di vedersi decurtato del 30% lo stipendio mensile. E' quanto accade,
da qualche settimana, in parecchi Comuni italiani, come spiegato ieri da un articolo de
«La Stampa», ironicamente intitolato «Sopravvivere a Brunetta». Ed è quanto succede
anche a palazzo Moroni, dove alcuni dei quasi duemila dipendenti comunali hanno già messo
in pratica, con successo (pur sempre a loro spese), diversi escamotage per «dribblare»
il discusso decreto voluto dal ministro veneziano della Pubblica Amministrazione. La
denuncia, in coro con le forze sindacali presenti in municipio, arriva direttamente anche
dall'assessore comunale alle Risorse Umane Marco Carrai: «Diversi nostri impiegati,
specie da dopo le vacanze estive fino ad oggi, hanno preferito usufruire di alcuni giorni
di ferie piuttosto che mettersi in malattia. Tutti per paura che l'eventuale sforamento
dei dieci giorni di mutua concessi dal decreto Brunetta facesse loro perdere una buona
parte della paga mensile, equivalente circa ad un terzo del totale. Forse, non ci siamo
capiti bene sbotta Carrai Sto dicendo che parecchi dipendenti comunali, per
restare a casa e riprendersi come si deve da un'influenza o da un qualsiasi altro malanno,
sono costretti a mangiarsi alcuni giorni delle ferie che si sono guadagnati con grande
fatica. Penso soprattutto ai vigili urbani che lavorano quotidianamente all'aria aperta,
che per guarire bene magari da un semplice raffreddore scelgono di sacrificare una parte
delle loro meritate vacanze». «Purtroppo è vero confermano in coro D'Emanuele
Scarparo della Uil e Stefano Pieretti dell'Adl- Cobas Molti colleghi vengono a
lavorare anche se hanno la febbre e, se proprio non ce la fanno, si prendono due-tre
giorni di ferie, pur di non mettersi in malattia e rischiare di perdere un bel po' di
soldi a fine mese. E' singolare che tutto ciò accada in un Comune virtuoso come quello di
Padova, dove lo scorso anno i dipendenti sono stati mediamente assenti per malattia non
più di sette giorni». Furto E' un dipendente sospettato di
aver sottratto gli incassi dei biglietti VENEZIA Era un dipendente di vertice. Avrebbe
derubato la sua azienda, Alilaguna, per alcune decine di migliaia di euro. Non è stato
denunciato ma consensualmente licenziato con l'accordo di restituire il denaro sottratto.
Un altro addetto ai biglietti, dopo i sette denunciati di Actv, ma questa volta esplode la
polemica: per lui nessuna denuncia nonostante le cifre sottratte (le voci interne, non
confermate) parlano di 700 mila euro. «Questo dipendente sembra essere un collaboratore
di vertice, forse per questo si è optato per un trattamento diverso? esordisce
Giampietro Antonini, Rdb Cub - mi risulta che questo episodio sia coevo a quello dei sette
bigliettai Actv, che detiene il 25 per cento delle quote Alilaguna, pizzicati a fare la
cresta sulla vendita dei biglietti». Le parole del sindacalista sono scritte nere su
bianco su una lettera aperta indirizzata a Cacciari, insieme ad un lungo elenco di
disservizi che riguardano le società del trasporto pubblico, a cominciare da Imob. Il
presidente di Alilaguna, Fabio Sacco, fa sapere che la società ha preferito risolvere la
faccenda senza ricorrere alla denuncia penale per «evitare conseguenze pesanti
soprattutto per i familiari». Ftv, nuova bufera sui pullman
sovrafollati VICENZA «Ftv chiede agli autisti di chiudere un
occhio, anzi entrambi, sul numero di utenti che salgono nelle corriere, pagando in cambio
le eventuali multe: un verbale d'accordo che apre una strada pericolosa, quella
dell'illegalità». 30 ottobre 2008 - Il Messaggero Roma. Giornata decisiva per le sorti dei centri per disabili... Roma - Giornata decisiva per le sorti dei centri per disabili di Roma e Santa Severa. Scade oggi il temine indicato dal consorzio Rirei che si era impegnato a pagare entro il 30 ottobre tutti gli stipendi arretrati. Alcuni giorni fa, a seguito dell'incontro avuto in Regione, i lavoratori avevano deciso di sospendere, solo momentaneamente, l'occupazione dei centri sanitari e le rappresentanze sindacali di base avevano giudicato in modo cautamente positivo anche l'intento della Regione di eseguire una ispezione tecnico amministrativa per verificare la gestione delle strutture sanitarie da parte del consorzio. Dipendenti e familiari dei degenti hanno insistito sulle modalità dei sopralluoghi che andranno eseguiti a sorpresa e non come in passato comunicando in anticipo i controlli ai responsabili della Rirei. Se gli accordi non saranno rispettati i sindacati annunciano proteste ad oltranza fino alla sospensione totale del servizio. 30 ottobre 2008 - Il Giorno Incontro al Ministero Ultima
spiaggia per i 235 lavoratori PAVIA CÈ CHI LO DEFINISCE il «giorno del giudizio» e chi ancora spera che da Roma si possa portare a casa una «missione». Per tutti, comunque, domani dovrebbe essere il momento della verità per lArsenale, quello in cui dopo anni dattesa, si dovrebbe conoscere il futuro dello stabilimento di via Riviera e dei suoi 235 dipendenti. Alle 10, nella sala Quadri del ministero della Difesa, si terrà una riunione presieduta dal sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, Giuseppe Cossiga, alla quale parteciperanno i rappresentanti nazionali e territoriali dei sindacati. Inoltre, allincontro saranno presenti alcuni lavoratori dellArsenale delegati della Rappresentanza unitaria di base, il sindaco Piera Capitelli e un rappresentante della Provincia. Tutti insieme per ragionare del futuro dello stabilimento e sapere se il ministero intende mantenerlo in vita o chiuderlo. Da un lato il fatto che la problematica di Pavia sia stata accomunata a quella di Capua potrebbe lasciare aperto uno spiraglio di speranza. Le due strutture, infatti, nel decreto del 2001 approvato e messo in un cassetto, erano state ritenute idonee per diventare centri operativi per la protezione civile. NEL FRATTEMPO, però, a Piacenza è partito un Centro europeo per la protezione civile mentre a Pavia le commesse sono state dirottate ai privati e anche opere che avrebbero potuto essere effettuate dal personale, sono state appaltate allesterno. «E noi non abbiamo neanche il riscaldamento», lamentano i dipendenti. Anche di questi problemi domani i lavoratori discuteranno in unassemblea organizzata a sostegno dei loro rappresentanti impegnati a discutere a Roma. Intanto, si prospetta un pericolo amianto. Come come il segretario provinciale del comparto per la Cgil, Massimiliano Preti ha scritto al direttore dello stabilmento, infatti, «la copertura sui laboratori e magazzini è realizzata con lastre di cemento e amianto che presentano un grave deterioramento e conseguentemente una possibile causa di rischio per la salute dei dipendenti». 30 ottobre 2008 - Il Mattino di Padova Dipendenti comunali in ferie con
linfluenza Padova - Ferie e permessi per non perdere lo stipendio: i dipendenti comunali reagiscono così al decreto Brunetta che decurta la produttività nei primi dieci giorni di malattia. Insomma piuttosto che darsi malati e vedere ridotta la busta paga è meglio utilizzare un giorno di ferie. Una denuncia che arriva da Stefano Pieretti, di Adl Cobas, il sindacato che contro il decreto «anti-fannulloni» del ministro ha promosso due ricorsi. «Un vigile se si ammala perde diverse indennità e il premio di produttività: per 10 giorni può arrivare a 200 euro in meno», sottolinea Pieretti. Vietato ammalarsi? I dipendenti regiscono a modo loro: negli ultimi mesi è stato boom di permessi e ferie. In Comune i congedi parentali sono passati a luglio dai 1.381 del 2007 ai 1510 di questanno, ad agosto il gap è stato di 367 permessi in più. Le assenze per malattia diminuite del 20%. «Anche se a Padova - sottolinea il sindacalista - Abbiamo una media di assenze tra le più basse dItalia». Solidarietà ai dipendenti arriva dallassessore al personale Marco Carrai: «La normativa Brunetta lede il principio costituzionale del diritto alla salute e calpesta lo Statuto dei lavoratori. E incredibile che un dipendente che sta male debba mettersi in ferie per non perdere lo stipendio».(c.mal.) 30 ottobre 2008 - La Nuova Venezia Critiche anche sulla disparità di
trattamento fra i dipendenti di Vela e limpiegato Alilaguna Un Consiglio comunale straordinario sullImob e la
situazione finanziaria Actv. Lo hanno chiesto le opposizioni, formalizzando la richiesta
con 10 firme inviate al sindaco presentate ieri alla conferenza dei capigruppo. «Ho
firmato anchio», dice il presidente del Consiglio comunale Renato Boraso, «bisogna
essere trasparenti. E il presidente dellActv non può rispondere minacciando
querele. Io al posto del sindaco gli avrei già tolto lincarico». La richiesta è
di relazionare sugli effetti del nuovo sistema elettronico di bigliettazione. Secondo
alcuni consiglieri si tratta di un sistema che ha fatto diminuire gli incassi, aumentando
levasione. Frattanto Giampietro Antonini, responsabile Cub Trasporti, ha scritto una
lettera aperta al sindaco per parlare di calo degli incassi di Actv (7 milioni nel 2008) e
puntare lindice contro il nuovo sistema di bigliettazione. Ma anche per chiedere
conto del dirigente Alilaguna scoperto a derubare la società (che ha Actv e Vela tra i
suoi soci) consegnando ai marinai biglietti per la vendita non fatturati: collaboratore
costretto alle dimissioni, ma non denunciato, in cambio della restituzione del maltolto.
Antonini prende spunto dalla decisione di Actv di concentrare luso dei palmari per
lemissione e il controllo dei biglietti a bordo solo sulle linee servite da
motoscafi (linee 41-42, 51-52, 61-62 e Diretto Murano, 32 mezzi), essendo andati distrutti
o persi (13) finiti in acqua (3) la bellezza di 85 palmari del valore di mille euro
luno, restandone operativi solo 61, tanto da aver presentato denuncia contro ignoti
per danneggiamento. «E alquanto singolare, sconcertante e preoccupante che Actv
abbia comunicato tali novità alla Rsu solo nellincontro del 27 ottobre, per la
rottura di metà degli apparecchi», attacca Antonini, «un disastro che sarebbe avvenuto
nei 25 giorni di tempo intercorsi dallaccordo del 2 ottobre, nel quale
lazienda simpegnava a risolvere entro novembre la questione relativa alla
miglior gestione dei palmari. Mi preoccupa che dopo mesi di sperimentazione sulle spalle
degli utenti, con conseguenze sui ricavi Actv, si proponga unulteriore
sperientazione per un paio di mesi, adombrando uno scarico di responsabilità per
difficoltà e malfunzionamenti sui lavoratori». Rdb-Cub ricorda al sindaco come i ricavi
dalla vendita di oltre 200 mila tessere, «falsino la reale entità delle conseguenze
economiche del mal funzionamento di imob, subito colto dai soliti portoghesi». 30 ottobre 2008 - Il Cittadino Il presidio di solidarietà agli
operai delle cooperative si terrà a Sesto Ulteriano dalle 16 alle 19.30 San Giuliano - Contro il lavoro nero, con lobiettivo di difendere i diritti dei lavoratori che fanno capo alle cooperative, oggi scenderà in campo la Cub (Confederazione unitaria di base), con un presidio organizzato dalle 16 alle 19.30 a Sesto Ulteriano. Lobiettivo è sensibilizzare la collettività, mediante volantinaggio e altre forme di divulgazione, sui grandi problemi che affliggono i lavoratori. Levento è stato appositamente organizzato nella zona industriale, con appuntamento allangolo tra le vie Sele e Basento. E levento stesso è stato promosso a fronte di alcune situazioni critiche che, anche recentemente, hanno toccato nel vivo i lavoratori di cooperative che operano per alcune aziende locali. Risale alle scorse settimane il picchetto promosso dai lavoratori del Consorzio Cecis, addetti alla movimentazione merci nel settore della logistica, i quali lamentavano il mancato pagamento dello stipendio di settembre, manifestando grosse preoccupazioni anche per la retribuzione di ottobre. Esempi che hanno alle spalle una serie di precedenti, a cui si sommano casi di attualità, che coinvolgono sempre il territorio, con note aziende che stanno effettuando tagli del personale, con lintento di esternalizzare il lavoro - soprattutto per quanto riguarda lattività di magazzinaggio - a cooperative esterne. Situazioni tenute vive nei giorni scorsi anche dai Comunisti lavoratori di San Giuliano, i quali hanno lamentato una crescente tendenza «che produce precarietà».(G.C.) 30 ottobre 2008 - Il Tirreno La votazione. Il Pd con la
maggioranza, contraria solo la Sinistra Arcobaleno VIAREGGIO - Alla fine, scissione fu. Quello che per tre
volte non è riuscito a Marco Marcucci, in un colpo solo ha fatto Luca Lunardini. In
comunione dintenti con il partito che Marcucci appoggiò (ma che il provvedimento
non gli avrebbe votato) visto che il Pd si è espresso favorevolmente alla scissione di
Sea nei rami "rifiuti" e "reti gas" in cambio di un ok della
maggioranza sugli emendamenti presentati e a loro volta smorzati dallintervento del
sindaco stesso. Parere contrario hanno invece espresso i consiglieri della Sinistra
Arcobaleno Caprili, Cortopassi e Lazzerini. 30 ottobre 2008 - Gazzetta del Sud Alcuni teppisti hanno aggredito i
coetanei con bastoni scaricati da un camion ROMA - Sbarre avvolte da bandiere tricolori, caschi, cinte, una catasta di sedie di vimini e perfino un pinocchio di legno, altezza uomo: si è usato di tutto durante gli scontri tra gli studenti di opposte fazioni a Piazza Navona. La tensione è salita improvvisamente quando un gruppo di giovani di estrema destra, arrivati con un camion, hanno scaricato dall'automezzo bastoni e oggetti contundenti: si è passati da decine di ragazze che ballavano in girotondo, alle mani alzate degli universitari che entravano nella piazza allo scontro fisico che ha spinto gl studenti ad usare di tutto di picchiarsi. Intanto polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, con scudi e manganelli, cercavano di dividere gli uni dagli altri. Intorno al camion di Blocco Studentesco, molti degli aderenti imbracciavano sbarre, avvolte da bandiere tricolori, altri cinte e caschi. Dall'altra parte, quelli di sinistra, molti con il volto coperto ed i caschi, hanno lanciato decine e decine di sedie di vimini di uno dei più noti bar della piazza ed anche un enorme Pinocchio di legno, di colore rosso, preso da un noto negozio di giocattoli sulla piazza, finito durante gli scontri sotto i piedi di studenti e forze dell'ordine. «Come sia possibile che sia riuscito ad arrivare in Piazza Navona un camion con mazze e bastoni?». Lo chiede il senatore del Pd Luigi Lusi riferendosi allo scontro tra studenti di destra e di sinistra nei pressi del Senato che invita ad «aprire una inchiesta per sapere come è stato possibile che nel salotto di Roma, in una piazza chiusa al traffico per i romani, controllata anche in vista delle manifestazione, sia potuto entrare un camion con le mazze bianche rosse e verdi come si vede in tutti i telegiornali». «Perché non è stato fermato? Dove erano i vigili? O si è forse chiuso più di un occhio conclude Lusi nella speranza che ci fosse un incidente?». Di «gravissimo attacco agli studenti» parla, riferendosi agli incidenti di Roma durante la manifestazione, il Cub Scuola: in una nota firmata dal coordinatore nazionale, Cosimo Scarinzi, il sindacato si chiede anche se non stiano tornando «le squadracce fasciste». «Un gruppo di persone a viso coperto e munito di bastoni scaricati da un camion così viene descritto l'accaduto è entrato nel corteo e, in evidente stile squadrista, ha caricato tutti gli studenti che gli sono capitati a tiro». 30 ottobre 2008 - Caserta news Decreto Gelmini, forte mobilitazione studenti Napoli E' un'onda di parole, di
rabbia, di sudore, di grida, di canti, di slogan. Dateci l'istruzione a costo zero. Fuori
i padroni dalle università. Scuola pubblica. Scuola libera. Università pubblica.
Università libera. Siamo noi. Siamo noi il futuro dell'Italia. Contro Germini. Contro
Berlusconi. Contro Tremonti. Contro la destra e contro la sinistra. Non pagheremo noi la
crisi. Came impazziti per le strade di Napoli i cortei spontanei usciti dalle scuole
secondarie (licei, istituti tecnici e professionali) e dalle università, si incrociano e
si alimentano. Salta l'assembea regionale organizzata dagli studenti all'Università
Orientale di Napoli. Siamo troppi, altri arrivano. E allora tutti in piazza del
Plebiscito. La notizia corre sui telefonini. Stupore e meraviglia: è un caos senza
organizzazione; non si vedeva niente di simile da decenni e decenni. A mezza mattinata
arriva la notizia che il senato ha approvato il decreto Gelmini. Nessuno si scoraggia,
anzi. Più rabbia, più grida e canti. I cortei si muovono e travolgono le pochissime
forze dell'ordine schierate ma senza nessuna intenzione di provare a formare questa onda
di giovani che travolge. Fermano le macchine e squarciano il traffico per farli passare.
Precedono con tranquillità l'onda. Arrivano notizie. Aumentano gli slogan. Altri
istituti, altre facoltà occupate. Lettere alla Federico II. Ancora slogan. Occupiamo,
occupiamo la città. Resistenza. Resistenza. resistenza. Poche telecamere, pochi
giornalisti, o almeno non si fanno vedere. Mi arrivano notizie dal Campus di Salerno.
L'aula delle lauree di Ingegneria non basta, l'assemblea è enorme. In migliaia divorano
il nostro manifesto per una nuova Università con la lotta generalizzata di studenti,
precari, ricercatori, disoccupati, lavoratori e docenti. Dopo lo sciopero generale e la
manifestazione di Roma del 17 ottobre, i ragazzi della rete studenti ci avevano chiesto di
intervenire nell'assemblea regionale per spiegare coso sano le Rappresentanze di Base.
Eppure lo sanno già. L'autonomia di questo movimento ha scoperto e smascherato la
frammentazione operata dalle associazioni studentesche che hanno mutuato la spartizione e
l'ideologia partitica. Lo manifestano con domande ingenue come quella che chiede se è
possibile spostare i soldi dalle associazioni alle borse di studio che non vengono date
per mancanza di fondi. Questo è il Diritto allo Studio in Campania. Tagli, sempre tagli,
eppure milioni e milioni di euro sembrano svanire come per magia nel malaffare e nella
corruzione che mortifica da troppo tempo questa grande regione del Sud. Divorano i
volantini che abbiamo portato. Vogliono leggere, vogliono sapere, vogliono informazione,
vogliono capire e vogliono essere ascoltati. C'è Ingegneria, c'è Scienze di Monte S.
Angelo, c'è Agraria, c'è Medicina della S.U.N. Sembrava finita a piazza del Plebiscito.
Invece il corteo riprende. Si ricarica e riparte. Piazza Municipio. Il Rettifilo, si
aggiungono gli studenti della Centrale, tutti verso la stazione. Ad ogni banca: non
pagheremo noi la crisi. Sempre più forte. Sempre più in coro con sempre più gioia e
rabbia. Sempre più uniti. Un'onda che travolge. 30 ottobre 2008 - Romagna Oggi Bologna: migliaia di studenti in piazza contro il decreto Gelmini BOLOGNA - Migliaia di studenti universitari e delle scuole superiori hanno partecipato giovedì mattina a Bologna alla manifestazione contro il decreto Gelmini. I manifestanti si sono radunati in piazza Nettuno e Piazza Maggiore. Il corteo è stato autorizzato marciare fino a via Castiglione davanti alla Chiesa di Santa Lucia. "No alla fondazione, sì alla formazione", "Tremonti-Gelmini giù le mani dai bambini", "Noi la crisi non la paghiamo. Indietro non si torna", sono alcuni degli slogan che campeggiano sugli struscioni esposti dai manifestanti. Il serpentone è stato controllato a distanza da un cordone di poliziotti che hanno proceduto la prima linea di manifestanti armati di fischietti, megafono e fumogeni. Presenti anche alcuni rappresentanti dei sindacati Rdb e Cobas che hanno esposto alcune bandiere malgrado gli studenti avessero chiesto di non esporre simboli sindacali. 30 ottobre 2008 - La Gazzetta di Reggio Cancelli chiusi contro la riforma
Gelmini Reggio E. - Molte scuole elementari e secondarie
inferiori nel Reggiano resteranno chiuse questa mattina, per ladesione di
insegnanti, personale ausiliare e collaboratori scolastici alla manifestazione nazionale
indetta dai tre sindacati confederali e da Gilda e Snals in programma oggi a Roma per la
scuola. Una chiusura che è già avvenuta in modo meno prevedibile in alcune scuole anche
in occasione dello sciopero indetto dal sindacato autonomo Cub del 17 ottobre e che oggi,
secondo le previsioni degli addetti ai lavori, sarà ben più massiccia. A dirlo, non sono
tanto i sindacati che hanno comunicano la partenza da Reggio di 12 pullman, oltre ai
gruppi che arriveranno autonomamente a Roma in treno ed auto, ma i dirigenti scolastici
stessi. 30 ottobre 2008 - Corriere di Bologna San Petronio Bologna - Nessun riferimento esplicito alla mobilitazione studentesca di questi giorni nell'omelia del Cardinale Carlo Caffarra, durante la messa per l'inaugurazione dell'anno accademico. Panche piene di studenti ieri sera in San Petronio, per quello che ormai è diventato un appuntamento tradizionale; in rappresentanza dell'Alma Mater, in prima fila, c'era, tra gli altri, il pro-rettore Luigi Busetto. Mentre a pochi passi, intorno alla fontana del Nettuno qualche decina di manifestanti del sindacato Cub esprimevano il loro dissenso contro la riforma della scuola e dell'università, all'interno della Basilica, il Cardinale ha richiamato i ragazzi all'essenza della vita vera, quella che ha definito «non a buon mercato». Caffarra ha invitato i giovani a riconoscere nell'Università un momento fondamentale «per la formazione della persona», li ha spronati a passare, senza paura, dalla «porta stretta», quella di chi «non erige a criterio delle sue scelte solo l'utile e/o il piacevole, ma il bene ed il giusto». Poi, la raccomandazione, dura e affettuosa: «Liberatevi da una delle più pericolose menzogne con cui il "politicamente corretto" vi sta ingannando, che cioè tutto possa essere ad esperimento, che esista solo il provvisorio ha detto il cardinale C'è una definitività per cui l'attimo che vivete, una volta passato non ritornerà più: si vive solo una volta».(Mi.Ro.) 29 ottobre 2008 - Ansa P.A.: LAVORATORI GIUSTIZIA MANIFESTANO DAVANTI AL MINISTERO(ANSA) - ROMA, 29 OTT - Decine di lavoratori del comparto giustizia sono scese in piazza davanti a palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione Pubblica, per protestare contro i tagli di risorse e organico stabiliti dal decreto Brunetta, e «la campagna diffamatoria del ministro contro il pubblico impiego». A manifestare, con il lutto al braccio, Cgil, Uil, Ugl, Flp e Rdb. Davanti al ministero è stata deposta una bara di cartone coperta da una toga da magistrato. Tra gli slogan, «Caro Brunetta, per risparmiare leva soldi al parlamentare», e «Alfano, Alfano, non ti conosciamo». «La giustizia - dice Claudio Meloni, segretario della Cgil Funzione pubblica Roma Centro - soffre problemi strutturali per carenze di organico. Ora i tagli, in particolare all'organico (3.500 unità in meno), porteranno la situazione allo sfascio. Mentre i lavoratori subiscono una campagna diffamatoria vergognosa». «È la morte della giustizia - aggiunge Piero Piazza, della Flp Giustizia -, e il ministro Alfano non ha ancora trovato il tempo di incontrarci. Oggi la giustizia funziona, pur con affanno, anche perchè molti di noi si sottopongono a carichi di lavoro straordinari. Il problema principale, oltre alla carenza di organico, è la mancata riqualificazione del personale». RICERCA:RDB, DOMANI CATENA UMANA 'ANTI-BRUNETTÀ PRECARI ISS (ANSA) - ROMA, 29 OTT - Una catena umana per resistere all«ondata Brunetta». È quella promossa per domani dal sindacato Usi-Rdb a sostegno dei precari dell'Istituto superiore di sanità (Iss). A sostegno della vertenza dei precari ISS, l'Usi-RdB ha infatti organizzato per domani, dalle ore 11.00, una catena umana che partirà dalla sede dell'Istituto e raggiungerà la Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, dove si terrà un presidio dei lavoratori. La protesta, spiega il sindacato, è «contro tutti i provvedimenti del ministro Brunetta, che bloccano le stabilizzazioni e licenziano i precari della ricerca, per arrivare alla stabilizzazione di tutti i precari degli Enti di Ricerca, qualsiasi sia la forma contrattuale loro applicata». E proprio per domani, rende noto il sindacato, «presso gli uffici della Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, si svolgerà il tentativo di conciliazione tra l'Iss e circa 300 precari, che chiedono venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche». L'ISS, sottolinea l'Usi-Rdb, «si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Istituto e svolgono le normali attività al pari dei loro colleghi di ruolo. Grazie a questi lavoratori l'ISS è infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attività istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale». Questi lavoratori, conclude il sindacato, «sono a pieno titolo dipendenti dell'ISS e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalità e garantisca i loro diritti finora negati». SCUOLA: ROMA; CUB, TORNANO LE SQUADRACCE FASCISTE? (ANSA) - TORINO, 29 OTT - Di «gravissimo attacco agli studenti» parla, riferendosi agli incidenti di Roma durante la manifestazione di oggi, il Cub Scuola: in una nota firmata dal coordinatore nazionale, Cosimo Scarinzi, il sindacato si chiede anche se non stiano tornando «le squadracce fasciste». «Un gruppo di persone a viso coperto e munito di bastoni scaricati da un camion - così viene descritto l'accaduto - è entrato nel corteo e, in evidente stile squadrista, ha caricato tutti gli studenti che gli sono capitati a tiro. Ma colpisce in particolare una questione: come ha fatto un gruppo armato, con tanto di camion, a entrare in una zona sotto stretta sorveglianza della polizia, zona nella quale addirittura i lavoratori e le lavoratrici hanno avuto difficoltà a introdurre innocenti bandiere?». SCUOLA: BOLOGNA; CUB, OGGI DI NUOVO IN PIAZZA (ANSA) - BOLOGNA, 29 OTT - Il sindacato Cub Scuola di Bologna ha invitato i lavoratori della scuola, gli studenti e i genitori a tornare in piazza Nettuno questa sera, a partire dalle 18.30, dopo la manifestazione di ieri, per «far vedere immediatamente al Governo che non basta il voto di qualche centinaio di senatori per sottomettere la scuola di milioni di cittadini». Domani mattina, manifestazione-corteo cittadina promossa dagli universitari dell'assemblea 'No Gelminì insieme ai Cobas: partenza da piazza Nettuno alle 9.30, obiettivo la sede di Unindustria. Hanno aderito i sindacati di base, gli studenti medi, la consulta dei migranti e i centri sociali. I giovani delle Acli bolognesi promuovono invece un incontro alle 17.30, nella propria sede provinciale, su 'Scuola e università, quale futuro?'. «Non possiamo accettare nessun tipo di riforma della scuola - dicono - che non metta al centro gli studenti e le famiglie. Non siamo d'accordo sul ritorno al maestro unico, sull'introduzione di classi separate per extracomunitari, sulla riduzione degli investimenti nell' università e nella ricerca». E alle 17 assemblea della Facoltà di Scienze, nell'aula magna 'Ciamician', convocata dal preside su richiesta degli studenti. Numerose anche oggi le lezioni universitarie fuori dalle aule. 29 ottobre 2008 - Agi STATALI: RDB CUB, RIBADIREMO NO A PROTOCOLLO BRUNETTA (AGI) - Roma, 29 ott. - "Se il governo intende sottoporci lo stesso protocollo gia' presentato da Brunetta, la nostra risposta sara' di nuovo un netto no'": lo afferma Pierpaolo Leonardi della RdB-CUB, in merito alla convocazione delle confederazioni sindacali maggiormente rappresentative nel Pubblico Impiego fissata per domani a Palazzo Chigi. "Abbiamo gia' respinto quel documento del Ministro della Funzione Pubblica - precisa Leonardi - in quanto prevede un irrisorio aumento di soli 68 Euro lordi mensili mentre introduce la modifica del modello il contrattuale con la previsione della triennalizzazione. Chiederemo al governo, che ha preannunciato aiuti miliardari per banche e imprese, di trovare le risorse per un rinnovo contrattuale decente. Chiederemo inoltre di modificare l'atteggiamento sprezzante fin qui assunto nei confronti delle grandi mobilitazioni contro lo smantellamento dello stato sociale che stanno attraversando il paese", conclude il dirigente RdB-CUB. RICERCA: DOMANI 'CATENA UMANA' DEI PRECARI ISS (AGI) - Roma, 29 ott. - Domani, 30 ottobre, presso gli uffici della Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, si svolgera' il tentativo di conciliazione tra l'Istituto Superiore di Sanita' e circa 300 precari, che chiedono venga loro riconosciuta la qualita' di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche. A sostegno della vertenza dei precari ISS l'Usi-RdB ha organizzato per domani, dalle ore 11.00, una catena umana che partira' dalla sede dell'ISS, in Viale Regina Elena 299, e raggiungera' la Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, dove si terra' un presidio dei lavoratori. L'USI/RdB, spiega in una nota, "continuera' a lottare contro tutti i provvedimenti del Ministro Brunetta, che bloccano le stabilizzazioni e licenziano i precari della ricerca, per arrivare alla stabilizzazione di tutti i precari degli Enti di Ricerca, qualsiasi sia la forma contrattuale loro applicata. L'ISS si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Istituto e svolgono le normali attivita' al pari dei loro colleghi di ruolo. Grazie a questi lavoratori l'ISS e' infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attivita' istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale". Per l'Usi-RdB "questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell'ISS e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalita' e garantisca i loro diritti finora negati". PRECARI: RDB-CUB, 300 DELL'ISS DOMANI FANNO CATENA UMANA (AGI) - Roma, 29 ott.- Una catena umana di circa 300 precari per resistere alla 'ondata Brunetta': domani da Viale Regina Elena a via De Lollis, sede degli uffici della Direzione Provinciale del Lavoro, si svolge il tentativo di conciliazione con l'Istituto Superiore di Sanita', l'Iss. Lo si legge in una nota del sindacato di base Rdb-Cub in cui si precisa, "circa 300 precari chiedono venga riconosciuta loro la qualita' di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche". L'Iss, "si avvale da anni di questi lavoratori che - si dice - contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Istituto e svolgono le normali attivita' al pari dei loro colleghi di ruolo". Grazie a questi lavoratori "l'Iss e' infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attivita' istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale". Insomma, secondo le Rdb-Cub, "questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell'Iss e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalita' e garantisca i loro diritti finora negati". 29 ottobre 2008 - Omniroma VIA PINCHERLE, ASIA RDB: «REGIONE COMPRERÀ INVENDUTO TRAMITE ATER» (OMNIROMA) Roma, 29 ott - «Si è svolto ieri pomeriggio alle 16.30, presso l'assessorato alla Casa della Regione Lazio, l'incontro su via Pincherle al quale hanno preso parte l'assessore regionale alla Casa Di Carlo, il presidente dell'Ater Petrucci, un portavoce di Area Mestre s.r.l.- Giacomazzi (proprietà subentrata a Fata assicurazioni sull'invenduto dal 15 ottobre), AS.I.A. RdB e il comitato degli inquilini. Nella prima parte dell'incontro è stata posta a verifica la situazione riguardante le 47 famiglie interessate all'acquisto, che hanno versato 5mila euro per l'opzione alla Fata assicurazioni e hanno chiesto il mutuo agevolato della Regione Lazio. Su questo tema gli uffici dell'assessorato hanno garantito che Sviluppo Lazio - la società preposta all'erogazione dei mutui agevolati - sta operando per autorizzare la concessione del mutuo verso le 47 famiglie». È quanto si legge in una nota Rdb. «Successivamente - continua - è stato affrontato il tema delle circa 140 famiglie che non sono in grado di acquistare e alle quali bisogna garantire la tutela dell'alloggio. L'assessore Di Carlo ha presentato al portavoce della proprietà Subentrata, la Giacomazzi, la volontà di acquistare tramite l'Ater tutto l'invenduto, compresi i locali che ospitano gli esercizi commerciali e i magazzini. Il rappresentante della Giacomazzi, prendendo atto delle intenzioni regionali, ha chiesto di avviare immediatamente un percorso teso a definire tempi e modalità di acquisto. La riunione è poi proseguita senza la presenza dei rappresentanti sindacali di AS.I.A. RdB e degli inquilini per consentire alle parti contraenti di avviare la trattativa serenamente. L'AS.I.A. RdB giudica l'esito dell'incontro decisamente positivo. Preso atto che l'iniziativa precedentemente presa dalla Regione Lazio su viale dei Colli Portuensi 187 non era un colpo di teatro ma un reale cambio di passo, auspica che le soluzioni trovate per gli inquilini di Colli Portuensi e di via Pincherle possano servire per definire un'autorevole partecipazione regionale anche sulla vicenda Enasarco». VIA PINCHERLE, CATARCI: «HANNO VINTO INQUILINI» (OMNIROMA) Roma, 29 ott - «Finalmente la vicenda della dismissione degli appartamenti di via Pincherle (quartiere San Paolo - Marconi) di proprietà della Fata Assicurazioni (Gruppo Generali) sembra arrivata ad una positiva conclusione. Mentre sono in corso le procedure per garantire l'accesso ai mutui agevolati previsti dalla normativa regionale alle 47 famiglie che hanno aderito alla proposta d'acquisto, ieri l'assessore regionale alla Casa Di Carlo ha formalmente espresso alla Società Area Mestre Srl, subentrata alla Fata Assicurazioni, la volontà di acquistare l'invenduto, compresi esercizi commerciali e magazzini, attraverso l'ATER. La trattativa è stata immediatamente avviata e se ne auspica una rapida e positiva conclusione». Lo dichiara, in una nota, il presidente del Municipio XI Andrea Catarci. «È una vittoria importante per i sindacati - prosegue - in particolare l'Asia RdB, che ha seguito la vicenda e per il Municipio XI, ma soprattutto per gli inquilini, che si sono organizzati in Comitato e hanno dato vita a mobilitazioni ed iniziative che hanno costretto la proprietà alla trattativa. Ora, grazie alla disponibilità della Regione Lazio, quella che era cominciata come una pessima dismissione può concludersi senza che si aggravi la già pesantissima emergenza abitativa cittadina». 29 ottobre 2008 - Adnkronos SANITÀ: DOMANI CATENA UMANA PRECARI
ISS CONTRO 'ONDATA BRUNETTÀ Roma, 29 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Una catena umana per arginare 'l'ondata Brunettà. I precari dell'Istituto superiore di sanità (Iss) si sono dati appuntamento domani, a partire dalle 11.00, per manifestare contro i provvedimenti che bloccano la stabilizzazione dei lavoratori, messi a punto dal ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta. La protesta partirà dalla sede dell'Iss, in viale Regina Elena 299, e raggiungerà la direzione provinciale del lavoro di Roma, in via Cesare De Lollis 12, dove si terrà un presidio dei lavoratori. Nella sede di via De Lollis domani si svolgerà il tentativo di conciliazione tra l'Iss e circa 300 precari, che chiedono venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co e altre forme atipiche. L'ente di ricerca, rileva una nota delle rappresentanze sindacali di base pubblico impiego-confederazione unitaria di base (Rdb-Cub), «si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Iss e svolgono le normali attività al pari dei loro colleghi di ruolo». «Grazie a questi lavoratori -sottolinea il sindacato- l'Iss è infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attività istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale». Dunque per il sindacato «questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell'Iss e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalità e garantisca i loro diritti finora negati». Allo stesso tempo la sigla sindacale coglie l'occasione per schierarsi «contro tutti i provvedimenti del ministro Brunetta, che bloccano le stabilizzazioni e licenziano i precari della ricerca, per arrivare alla loro stabilizzazione in tutti gli enti di ricerca, qualsiasi sia la forma contrattuale loro applicata». 29 ottobre 2008 - Apcom Sanità/ Domani 'catena umana'
precari dell'Iss a Roma Roma, 29 ott. (Apcom) - Non solo la scuola. Domani presso gli uffici della direzione provinciale del lavoro di Roma, scendono in piazza anche i circa 300 lavoratori precari dell'Istituto superiore di sanità che formeranno una 'catena umana' davanti all'Iss chiedendo che venga loro riconosciuta la qualità di lavoro subordinato per il servizio svolto con contratti Co.co.co ed altre forme atipiche. L'Iss, spiegano le Rdb Cub in una nota, si avvale ormai da anni di questi lavoratori che, "contrariamente a quanto previsto dai loro contratti, sono perfettamente interni all'organizzazione del lavoro dell'Istituto e svolgono le normali attività al pari dei loro colleghi di ruolo. Grazie a questi lavoratori l'Iss è infatti in grado di affrontare i compiti previsti dalla sua missione, comprese le attività istituzionali: dal controllo dei vaccini al controllo ambientale, le emergenze sanitarie e le ricerche di rilievo internazionale". Per l'Usi-RdB questi lavoratori sono a pieno titolo dipendenti dell'ISS e devono pertanto avere un contratto che li restituisca alla legalità e garantisca i loro diritti finora negati. A sostegno della vertenza dei precari ISS l'Usi-RdB ha organizzato per domani, dalle 11.00, una catena umana che partirà dalla sede dell'Iss, in Viale Regina Elena 299, e raggiungerà la direzione provinciale del lavoro di Roma, in via Cesare De Lollis 12, dove si terrà un presidio dei lavoratori. 29 ottobre 2008 - Dire EMILIA-ROMAGNA. APPUNTAMENTI DI GIOVEDI' 30 OTTOBRE (DIRE) Bologna, 29 ott. - Questi gli appuntamenti in
Emilia-Romagna:... 29 ottobre 2008 - Il Resto del Carlino on line PROTESTA ANTI-GELMINI Bologna, 29 ottobre 2008 - Ancora aule a cielo aperto a Bologna per protestare contro i provvedimenti del ministro Gelmini. In piazza Maggiore, nel cuore della città, un centinaio di studenti si sono radunati attorno al professor Gianfranco Pasquino, docente di Scienza politica. Una lavagna con scritto «No Gelmini. Sì a università pubblica» è stata portata in piazza San Francesco dove si stanno tenendo lezioni di ingegneria. Dopo la fiaccolata anti Gelmini di ieri, il sindacato Cub scuola di Bologna ha promosso, una manifestazione contro il ministro della pubblica istruzione, invitando questo pomeriggio studenti, genitori e personale scolastico a tornare in piazza Nettuno, dove ieri sera, nonostante la pioggia, circa 5000 persone, con fiaccole e lumini, hanno scritto sul «crescentone» della piazza «Fermatevi». Poco distante, nella basilica di San Petronio, larcivescovo di Bologna, cardinale Carlo Caffarra, celebrerà una messa per linizio dellanno accademico 2008-2009. Altra mobilitazione studentesca, organizzata dagli universitari dellassemblea «No Gelmini» e dai Cobas è prevista per domani. Il corteo - secondo quanto è stato annunciato - si concluderà davanti alla sede di Unindustria. 29 ottobre 2008 - Tuscia web Viterbo - Vasanello - I sindacati
Rdb, Cisl e Cgil attaccano il Comune Riceviamo e pubblichiamo - La Federazione Rdb Cub,
Cgil Fp, Cisl Fp di Viterbo respingono con forza la strumentalizzazione fatta dalla
maggioranza consigliare del Comune di Vasanello circa il costo dei dipendenti comunali
derivanti da aumenti contrattuali. I Lavoratori del Comune di Vasanello non sono un costo!
Sono una ricchezza di professionalità, competenza ed efficienza, non devono essere
strumentalizzati per beghe partitiche né dalla destra né dalla sinistra! La maggioranza
consigliare che firma il manifesto: "la sinistra..incomincia.. a dare.. i
numeri" dimostra poco rispetto, lungimiranza, e stima per i lavoratori che sono gli
ingranaggi della macchina amministrativa comunale. I dipendenti comunali, di Vasanello
come del resto dItalia, non sono la causa dellaumento delle tasse locali,
perché il loro costo è finanziato dal Ministero dellInterno. Chiediamo ai politici
locali di non mortificare, per le loro scaramucce, chi quotidianamente è impegnato a
fornire un servizio pubblico essenziale per la vita della Cittadina ed a fare pubblica
ammenda su questa caduta di stile. 29 ottobre 2008 - L'Unità Hanno vinto il concorso ma il
Campidoglio non li vuole Roma - Una laurea, 42 anni e un lavoro in un
autonoleggio appena perso. Tutte le speranze riposte in un concorso da impiegato comunale
bandito nel 2005 e vinto nel 2008. Federico, se non verrà stabilizzato, ricorrerà. «Per
quello che mi riguarda io sono a pezzi. Sono andato avanti per anni con 800 euro al mese,
avendo una casa e una moglie. Ho vinto un concorso preparato studiando la notte, Veltroni
ha fatto una delibera per farci assumere entro il 2008 e ora ci dicono che non ci sono i
soldi. Io non ci sto, sono pronto a dare battaglia». Federico, 42 anni, è uno dei 400
istruttori amministrativi, cioè impiegati comunali, citati nel piano assunzioni di
febbraio 2008. Uno degli ultimi atti della giunta Veltroni rimasto, ad oggi, lettera
morta. I 400 aspiranti impiegati, che un ufficio al comune di Roma non lhanno mai
avuto, hanno istituito un comitato che si chiama «Articolo 97»; uno sta nascendo anche
tra i 400 vigili che, secondo il piano, dovrebbero essere assunti per fine anno, e tra gli
assistenti sociali, 68, alcuni già precari del comune di Roma, a cui doveva spettare la
stessa sorte. Le Rsu dei comunali e Rdb, la scorsa settimana, hanno indetto lo stato di
agitazione. I sindacati sono intenzionati a non mollare e gli aspiranti impiegati fanno
sapere di avere già i ricorsi pronti. In un incontro del 20 ottobre, lassessore
capitolino al personale Enrico Cavallari, ha fatto sapere al comitato «articolo 97» che
di assunzioni, per il 2008, non se ne parla. Che i soldi non ci sono, la pianta organica
è da rifare e che lintenzione è quella di bandire un nuovo concorso. Intanto in
più di 1000 tra amministrativi, insegnanti di nidi e materne, geometri, assistenti
sociali, aspettano di essere stabilizzati. Ma quello che ha mandato più su di giri il
comitato «articolo 97» è la minaccia di un nuovo concorso. «Perché un nuovo concorso
quando ci siamo noi, che labbiamo già vinto? Non vorremmo che si trattasse di una
vendetta politica contro un atto della giunta Veltroni - dice Giulio del comitato -
Cavallari dice che non cè copertura economica, ci spieghi allora che fine hanno
fatto i soldi che, nella delibera di febbraio, erano destinati alla nostra assunzione». 29 ottobre 2008 - Il Resto del Carlino Bologna. A QUALUNQUE costo, anche se la Questura dovesse opporsi... Bologna - A QUALUNQUE costo, anche se la Questura dovesse opporsi, la sede di rappresentanza di Unindustria in via San Domenico rimane lobiettivo politico del corteo di domani. «Gelmini e Tremonti operano i tagli, ma chi muove i fili è Confindustria», tuona il coordinamento No Gelmini dalla scuola dellinfanzia, firma dietro cui spuntano i collettivi universitari e i Cobas. Realtà che, insieme ai centri sociali Crash, Tpo e Vag 61 e al coordinamento Migranti, domani sfileranno da piazza Nettuno (appuntamento ore 9,30) a via san Domenico, passando per via Indipendenza, porta San Donato, via Zamboni, Due Torri e Castiglione. La Questura sta valutando il percorso, per cui è stato presentato regolare preavviso per lautorizzazione. Ma gli organizzatori hanno anticipato che non lo combieranno anche in caso di bocciatura da parte di piazza Galilei. Aderisce in parte, invece, il coordinamento degli studenti medi che sfilerà con slogan anti Gelmini, ma lascerà libera scelta se andare o meno sotto la casa degli industriali. Nel giorno dello sciopero nazionale della scuola, indetto da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals, i No Gelmini spostano il mirino della contestazione dal Governo a Confindustria. Un modo, spiegano, «per generalizzare il conflitto e per unaltra idea di sviluppo». E, nel farlo, scrivono una lettera aperta alla città, invitandola a «schierarsi e scendere in strada». Alla manifestazione aderisce anche il Cub/Rdb scuola, che fa di più e invita tutti «in piazza Nettuno oggi alle 18,30 per lottare» nel giorno in cui potrebbe essere approvato il decreto Gelmini. Intanto, sempre in tema di scuola, ma passando alluniversità, oggi alle 18,30 nella basilica di San Petronio larcivescovo Carlo Caffarra celebrerà la santa messa di inizio dellanno accademico 2008-2009 dellAlma Mater. 29 ottobre 2008 - Il Mattino Caserta. «Noi non pagheremo la
vostra crisi»... Caserta - «Noi non pagheremo la vostra crisi». È lo slogan dello striscione, firmato dai collettivi studenteschi casertani, che aprirà il corteo che partirà domani, alle 9.30, dalla stazione ferroviaria di Caserta per manifestare contro la riforma della scuola contenuta nel decreto del ministro dellIstruzione, Mariastella Gelmini. Il corteo si snoderà per le strade del centro fino ad arrivare al Provveditorato, in via Ceccano. Studenti in piazza, quindi, anche a Caserta contro la riforma della scuola che prevede, tra laltro, lintroduzione del maestro unico, la reintroduzione del voto in condotta e tagli alla scuola pubblica. La manifestazione è organizzata dai Collettivi Studenteschi Casertani «No Pasaran», Rete dal Basso, Cub Caserta, Cobas Scuola, Comitato Precari Scuola Primaria, Collettivi Universitari Casertani. «Tagliare fino a privatizzare è la soluzione che il governo propone per la crisi - si legge nel documento a firma unitaria dei comitati studenteschi e comitati docenti precari - siamo stufi di essere il capro espiatorio su cui i governi fanno i tagli alla spesa. Non tutti potremo permetterci unistruzione. Se il sistema capitalista è in crisi a noi non importa. Non vogliamo pagare noi. Non vogliamo che il diritto allistruzione, già così comè molto precario, sia sacrificato sullaltare degli interessi politico-economici». In particolare precari e studenti contestano al decreto legge della Gelmini i tagli ai fondi per la scuole pubbliche e università, la reintroduzione del maestro unico, il dimensionamento delle scuole nei piccoli centri montani, il taglio del personale Ata, laccorpamento delle classi di concorso, la reintroduzione del voto in condotta e le assunzioni in ruolo promesse ai docenti precari. Una giornata di mobilitazione che vedrà coinvolte tutte le scuole della provincia perché in concomitanza con lo sciopero nazionale di tutto il personale della scuola indetto da Cgil, Cisl e Uil e dai sindacati autonomi Snals e Gilda che, dopo diversi anni, si ritroveranno tutti uniti per la stessa causa. Sciopereranno anche gli Unicobas, i collaboratori coordinati e continuativi (Co.co.co) e i lavoratori parasubordinati (ex Lsu) del comparto scuola. Intanto, nelle scuole superiori si stanno svolgendo assemblee di istituto nelle quali gli studenti discutono e si confrontano sulla proposta della riforma. Nessuna autogestione o occupazione. Il direttore dellUsr, Alberto Bottino, ha inviato una circolare ai dirigenti scolastici delle scuole secondarie superiori della Campania di informare quotidianamente lufficio scolastico regionale in caso di agitazioni studentesche. Si preannuncia per domani una grande e allargata adesione che avrà il suo momento più importante nella manifestazione romana dove tantissime sono state le adesioni da parte di docenti, personale ata e dirigenti scolastici della provincia di Caserta. 29 ottobre 2008 - Il Sannio online Benevento. Bn3, attacco frontale a
Cocca "Egregio direttore, 29 ottobre 2008 - Il Giorno Ntl: restano per strada cento
persone e il tessile LEGNANO HA UFFICIALMENTE chiuso i battenti lultimo baluardo del tessile nella città del Carroccio. Dal luglio 2005 la sua denominazione era Ntl - Nobilitazione tessile legnanese -, ma da tutti è sempre stata conosciuta come Mottana, una delle aziende più famose del territorio nel settore della tintura dei tessuti. La ditta era uno dei simboli della Legnano che fu, una delle poche ad aver resistito per centanni. Sono stati i primi anni del nuovo secolo a nuocere gravemente alla sua salute. Nel 2005 lazienda aveva iniziato a cambiare volto con la chiusura della Mottana e lapertura della Ntl. Di fatto, però, non si è mai verificato un vero e proprio taglio netto, visto che la nuova società ha visto come titolari Ezio Morandi, che nella Mottana ricopriva incarichi dirigenziali, e Barbara Codecasa, figlia del patron Alfredo. Questultimo, pochi mesi prima di "cedere" la ditta, aveva manifestato in piazza insieme ai propri dipendenti per difendere il tessile "Made in Italy" contro le minacce provenienti dal Sol Levante. «Proprio per invogliarci ad aderire a quella manifestazione - raccontano alcuni ormai ex dipendenti che ieri mattina si sono riuniti in presidio davanti ai cancelli della ditta - Codecasa e Morandi decisero di concedere a tutti il pagamento della giornata. Ci sentivamo tutti parte di una famiglia, ma nel giro di poco tempo tutto laffetto che ci legava si è sgretolato». Il passaggio da Mottana a Ntl non è stato indolore. «I lavoratori sono stati praticamente costretti ad accettare il licenziamento di 50 loro colleghi - spiega il sindacalista Giuseppe Tampanella della Confederazione unitaria di base -. Si è trattato di uno stratagemma messo in atto dalla proprietà di allora per liberarsi di alcuni costi. I dipendenti hanno dovuto scegliere se accettare i 50 licenziamenti salvando il posto delle restanti 100 persone oppure perdere tutto». Con un terzo di colleghi in meno, ma con la speranza di poter avere un futuro, i 100 fra operai e impiegati hanno continuato a lavorare negli stabilimenti legnanesi. «La loro speranza era riuscire in questo modo a superare il momento di crisi» prosegue il sindacalista. Così non è accaduto, anche perchè già da prima dellestate lazienda aveva espresso lintenzione di mettere i dipendenti in mobilità. «IL 4 SETTEMBRE proprietà e rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno avuto un incontro allAli di Legnano - ricordano alcuni dipendenti -. Il giorno seguente nessun sindacalista era venuto a dirci costa stava succedendo. Abbiamo appreso la terribile notizia da un collega: Benetton, principale cliente i cui ordini costituivano il 30% del portafoglio Ntl, aveva deciso di delocalizzare la produzione in Romania e quindi di abbandonarci». Da qui la crisi, poi sfociata nella chiusura e nella cassa integrazione con possibilità di mobilità per i dipendenti. «Non è vero che nessuno dei lavoratori è stato informato - afferma Francesco Di Salvo di Cgil -. La situazione era già problematica prima dellestate tanto che abbiamo sottoscritto un accordo con la proprietà per luscita di dieci dipendenti dietro pagamento di una somma di migliaia di euro. Fra luglio e agosto lazienda ha fatto le opportune verifiche e ha capito di non poter andare avanti. A quel punto Cgil, Cisl e Uil si sono battute per evitare la mobilità immediata e per ottenere lapplicazione di alcuni ammortizzatori sociali. Obiettivo raggiunto». «Nulla è stato deciso solo dai sindacati. Tutto è stato fatto coi dipendenti - chiarisce Di Salvo -. Alcuni di loro pensano di aver sbagliato e vogliono fare la guerra, ma ormai è troppo tardi».(C.M.) Vitali: «Ho le mani legate ma contatterò la Provincia» LEGNANO «PURTROPPO LE AZIENDE, quando decidono di chiudere, spesso lo fanno senza considerare la situazione dei singoli lavoratori. Il Comune non può di certo costringere le imprese a restare in vita. Abbiamo le mani legate. Lunico strumento che abbiamo è quello di rivolgerci alla Provincia per organizzare corsi di formazione anche tramite Eurolavoro». Lorenzo Vitali, sindaco di Legnano, non ha avanzato false promesse nè fatto proclami durante lincontro di ieri mattina a palazzo Malinverni con i lavoratori e alcuni rappresentanti della Confederazione unitaria di base. «La situazione è assolutamente critica, però nella nostra città non esistono soltanto aziende in crisi - ha spiegato -. Imprese come quella di Dolce e Gabbana, ad esempio, vanno a gonfie vele. Dal canto nostro, abbiamo pochi strumenti per porre rimedio alla chiusura delle fabbriche». Su proposta dei rappresentanti della Confederazione unitaria di base, inoltre, il primo cittadino legnanese si è detto disponibile fissare un appuntamento con la proprietà di Ntl e i sindacati. «Il nostro intento è almeno quello di cercare di riaprire le trattative per fare in modo che i lavoratori ricevano subito i 960 euro di buonuscita, il denaro del trattamento di fine rapporto e ciò che spetta loro. Sarà difficile, ma ci proveremo» ha dichiarato il Giuseppe Tampanella del Cub.(C.M.) Giovanni Crespi, a Buscate non cè posto per tutti LEGNANO NTL, ATER, Giovanni Crespi e Cromos. Quel che restava del tessile nel Legnanese sta vivendo uno dei periodi più neri della propria storia. Probabilmente questo momento è frutto di scelte aziendali poco felici o forse di una fase del mercato in cui la disponibilità economica delle aziende non è tale da riuscire a sostenere gli attuali costi di produzione italiani. Per quanto riguarda la Cromos - che allinizio del 2008 ha cambiato proprietà - per ora non filtrano notizie, anche se la situazione non sembra delle più rosee visto che le voci in merito a una imminente crisi sono abbastanza insistenti. Certezze sul momento difficile che sta attraversando arrivano invece dalla Giovanni Crespi di Legnano. La storica azienda legnanese ha ormai praticamente chiuso il proprio stabilimento di viale Pasubio nella città del Carroccio per concentrare lattività a Buscate, dove si trova laltro polo produttivo del gruppo con macchinari moderni e linee di produzione più efficienti. LABBANDONO della sede legnanese, però, non comporta soltanto un cambio di destinazione. «Anche questa azienda ha vissuto un percorso simile a quello della Ntl - ha raccontato Giuseppe Tampanella del Cub -. Tre anni fa lazienda ha firmato un accordo che le concedeva di mettere in mobilità 55 dipendenti e licenziarne una quindicina. In cambio, però, la proprietà non avrebbe mai dovuto chiudere il polo legnanese. Ora invece ci troviamo a dover pensare alla sorte di un centinaio di lavoratori che stanno perdendo il posto». Il nuovo piano aziendale e il conseguente adeguamento degli organici si sono resi necessari per rilanciare lazienda. Per raggiungere questo obiettivo si sono rivelati indispensabili due aspetti: il contenimento dei costi e lammodernamento degli impianti per far fronte alla crescente concorrenza dei Paesi emergenti. Tutto questo, come spesso avviene, a spese dei lavoratori.(C.M.) «A questo punto cosa dobbiamo
fare?» LEGNANO «NELLE ULTIME notti non riesco a dormire perchè mando curricula a molte aziende, ma non sono convinta di aver fatto tutto ciò che posso per trovare un nuovo lavoro». Le preoccupazioni di Patrizia, ex lavoratrice 45enne della Ntl di corso Sempione a Legnano, sono comuni a quasi tutti i 98 ex operai e impiegati che, dopo la chiusura della Ntl avvenuta qualche giorno fa a causa dellabbandono di Benetton, cliente principale. Il restante 70% degli ordinativi, secondo la proprietà, non avrebbe potuto portare avanti gli affari e quindi lunica soluzione praticabile è stata la cessazione dattività. «Molti di noi sono entrati in questa azienda trentanni fa - raccontano quelli che fino a settimana scorsa erano suoi colleghi -. La chiusura rappresenta la fine di una parte consistente della vita e lallontanamento da una vera e propria famiglia». Nel luglio del 2005, alcuni degli ex dipendenti Ntl si sono visti diminuire lo stipendio. «Di fatto il passaggio da Mottana a Ntl ha significato per noi il licenziamento e la riassunzione - ricordano -. In 50 hanno perso il posto, ma gli altri 100 sono stati riassunti a condizioni modificate. Non è stato facile neppure per le nostre famiglie, però abbiamo accettato per due motivi: la necessità di dover lavorare e il sentimento che ci legava alla ditta». ORA LAFFETTO si è tramutato in rabbia, ma il bisogno di uno stipendio rimane. Questo il motivo del presidio di ieri mattina davanti agli stabilimenti di corso Sempione 239, poi sfociati in un corteo che ha bloccato la principale arteria legnanese per mezzora. La delegazione di lavoratori ha quindi raggiunto palazzo Malinverni dove ha incontrato il sindaco Vitali. «Abbiamo famiglia e figli - commentano -, mutui da pagare. Ci ritroviamo con unetà compresa fra i 40 e i 50 anni a doverci rimettere in gioco. A settembre i dirigenti sono venuti in lacrime a pregarci di finire gli ordini rimasti in azienda. Hanno persino detto che non ci avrebbero dato ciò che ci spettava se non lo avessimo fatto. Una volta finito, hanno chiuso tutto». «Cosa devo fare? Non so nemmeno come si scrive un curriculum. Non ho mai cercato unoccupazione, ho sempre lavorato alla Mottana» afferma una delle poche lavoratrici dellazienda legnanese. La speranza che anima operai, impiegati e sindacalisti è quella di scongiurare il fallimento. «Nel caso in cui dovesse accadere, i dipendenti rischiano di non avere nulla della somma che spetta loro» spiega Giuseppe Tampanella del Cub. Nei prossimi giorni potrebbe avere luogo fra proprietà, sindacati e Comune. 29 ottobre 2008 - Varese news Presidio di una cinquantina di
ex-lavoratori che accusano sindacati e proprietà di averli presi in giro Legnano - La Ntl (già Mottana) chiude ma i lavoratori non si arrendono e anche questa mattina si sono presentati davanti ai cancelli della loro ex-azienda che li ha lasciati a casa a inizio settembre per manifestare con i sindacati Cobas contro la situazione che, ai lavoratori, è stata presentata senza alcun preavviso. La chiusura dell'azienda, infatti, è arrivata come una scure su un centinaio di lavoratori a inizio settembre ma, su richiesta dell'azienda stessa, i lavoratori hanno portato a termine le commesse in corso. I lavoratori, infatti, accusano i sindacati unitari e la dirigenza di averli "addormentati" non raccontando loro tutta la verità. Secondo gli ex-operai, infatti, il lavoro non mancava e l'azienda, addirittura, non riusciva a consegnare per tempo i lavori assegnati a causa del troppo lavoro. Nonostante la buona volontà dei dipendenti, che hanno continuato a lavorare nonostante fossero stati ormai licenziati e in cerca di una ricollocazione che, ad oggi, non è ancora arrivata. Ai lavoratori è andato un misero incentivo da 960 euro, gli stessi hanno accettato di non ricevere la buonauscita che agli altri dipendenti licenziati nel 2005 è stata di 5000 euro. Gli operai, dopo il picchetto davanti all'entrata dell'azienda, sono stati ricevuti dall'amministrazione comunale che ha preso in carico la loro situazione avviando un tavolo con le imprese della zona per una ricollocazione dei licenziati. 29 ottobre 2008 - Il Messaggero Si è accesa anche a Viterbo la
miccia della protesta studentesca... Viterbo - Si è accesa anche a Viterbo la miccia della
protesta studentesca innescata in tutta Italia contro il decreto Gelmini. L'appello
lanciato lunedì dalle aule di Beni culturali dai laureandi di "Tuscia in
Protesta", in difesa del diritto allo studio, ha radunato più di 700 ragazzi ieri
mattina a piazza del Comune. Latina - La ditta Sodexho, che gestisce la preparazione... Latina - La ditta Sodexho, che gestisce la preparazione e la distribuzione dei pasti per le mense scolastiche di Latina, ha accettato di sospendere le procedure di licenziamento per 50 dei suoi dipendenti. Iter avviato dopo il calo, di circa mille pasti al giorno, originato dal rifiuto di molti genitori di pagare il servizio mensa aumentato, rispetto allo scorso anno, di circa il 40%. La decisione è arrivata dopo lincontro tenutosi laltra sera, fra i vertici aziendali, i rappresentati del Cub e lassessore comunale alla Scuola Bruno Creo. Lazienda, che come da contratto dovrà garantire il servizio fino alla fine dellanno, ha deciso di posticipare ogni decisione fino al prossimo 15 novembre caricandosi i costi dellesubero del personale. Oltre due settimane di tempo per permettere al Comune di trovare una soluzione definitiva che soddisfi le richieste manifestate dai genitori sin dallinizio dellanno scolastico. Se non si dovesse raggiungere laccordo la Sodexho proseguirà liter dei licenziamenti mandando a casa oltre la metà, sono attualmente 120 i dipendenti della ditta, dei suoi lavoratori. «Cercheremo di evitare in ogni modo spiega Amedeo Rossi del Cub- unaltra crisi occupazionale, cinquanta disoccupati in più sarebbe un ulteriore peso per la città e per lamministrazione». E intanto continuano incessanti le visite dei genitori negli uffici comunali. Ieri mattina una delegazione del comitato spontaneo è stata ricevuta da Agostino Marcheselli, Capo di Gabinetto, che ha consigliato ai genitori di far usufruire ai loro figli del servizio mense fino a dicembre garantendogli lapplicazione degli stessi costi dello scorso anno, nellattesa che venga presa una decisione sulle nuove tariffe. Variazione di costi e fasce di reddito che se approvata andrà in vigore a partire da gennaio. Marcheselli ha inoltre garantito loro la non morosità per il ritardo dei pagamenti.(V.Don.) 29 ottobre 2008 - La Provincia di Varese riforma contestata Gallarate - Nel giorno della chiusura
al traffico di piazza Risorgimento, le auto hanno lasciato il posto alla manifestazione
studentesca di protesta contro la riforma Gelmini. Di fronte all'ingresso del teatro
Condominio si sono dati appuntamento non soltanto i ragazzi di diversi istituti
gallaratesi, ma anche alcune rappresentanze sindacali e politiche. Qui infatti sarebbe
dovuto intervenire il ministro della Pubblica Istruzione nell'ambito di Duemilalibri, ma
la sua presenza era stata cancellata dal calendario qualche giorno fa per impegni
governativi. Gli studenti hanno mantenuto comunque la promessa di far sentire la loro voce
contro un provvedimento «sbagliato», che mina «le risorse e i mezzi della scuola
pubblica, in quanto garanzie di una buona formazione culturale» insieme «a quella di
tutti gli altri numerosissimi studenti che hanno deciso di prendere coscienza di una
questione che ci coinvolge pienamente e ci lede in profondità» come dimostrano i presidi
e le occupazioni in atto in varie parti della provincia. 28 ottobre 2008 - Ansa GIUSTIZIA: ROMA, DOMANI MANIFESTAZIONE SINDACATI A MINISTERO(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Una manifestazione contro i tagli previsti in Finanziaria nel settore della giustizia è prevista per domani alle 15 a Palazzo Vidoni a Roma, sede del ministero della Funzione pubblica. La manifestazione che avrà il concentramento alle 15 nella zona del dicastero del ministro Renato Brunetta è stata organizzata dal Comitato di lotta degli uffici giudiziari romani e dai sindacati di categoria Cgil, Uil, RdB e Ugl. 28 ottobre 2008 - Dire SCUOLA BOLOGNA. UNIVERSITARI-COBAS CONTRO UNINDUSTRIA (DIRE) Bologna, 28 ott. - La manifestazione cittadina di giovedi' prossimo non ha nulla a che vedere con lo sciopero dei sindacati confederali e la manifestazione di Roma. "E' un corteo unitario-spiega ancora Lisa- di tutti i soggetti che si riconoscono sulla piattaforma comune", illustrata nella lettera aperta alla citta' di Bologna scritta dall'assemblea no-Gelmini dell'Alma Mater. Alessandro Palmi, insegnante all'Itis Belluzzi e rappresentante dei Cobas, lancia oggi anche "l'ipotesi che circola, per organizzare una manifestazione nazionale sull'onda di quella di Bologna, per portare in piazza a Roma tutto il mondo della scuola". Palmi storce pero' il naso quando gli studenti universitari identificano come possibile data di una mobilitazione nazionale il 15 novembre, uscita come possibile dagli Atenei romani, giorno in cui i sindacati confederali hanno indetto lo sciopero nazionale del mondo delle Universita' e della ricerca. "Non boicottiamo iniziative di lotta che sono sentite, ma non accettiamo la piattaforma di Roma", aggiunge il rappresentante dei Cobas. Inoltre, dopo la manifestazione del 30, "credo che questa cosa dovra' proseguire, perche' ci sara' da lottare contro tutti i decreti attuativi, come si fece contro la Moratti", aggiunge infine Palmi. Aderisce invece alla manifestazione di Roma l'associazione professionale Proteo Fare Sapere Emilia-Romagna, che ha anche organizzato una raccolta firme tra i cittadini a sostegno di tutto il personale che opera nella scuola, universita', e ricerca. L'associazione e' al fianco dei genitori, degli studenti e dei cittadini nelle loro proteste. Tra i firmatari molti docenti universitari e presidi, esponenti del Partito democratico, sindacalisti e magistrati. Domani sera alle 18.30 scenderanno in piazza Nettuno anche i Cub-Rdb... 28 ottobre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
38 - Anno V
28 ottobre 2008 - Il Bologna Trasporti. Il sindacato tuona:
«Prima il rinnovo dell'integrativo e il rispetto delle promesse, poi l'accordo» Bologna - Non accenna a placarsi il duro scontro sindacale tra le sigle dei lavoratori e i vertici di Atc. Ora la partita relativa all'integrativo e al riconoscimento ai dipendenti dell'azienda trasporti del premio pattuito per l'aumento dei passeggeri investe anche la fusione tra Atc e Acft, l'omologa del Comune di Ferrara. Dopo gli scioperi della scorsa settimana, la minaccia si sposta sulla fusione tra le due aziende che il sindacato promette di bloccare se non verranno rispettate le promesse. La fusione comporta lo scorporo da Atc della gestione della sosta e dunque secondo le forze sociali mette a repentaglio il destino di 150 verificatori. «Sarà importante - dice il sindacato - inserire una clausola sociale a tutela dei lavoratori, al momento della fusione». Il malumore serpeggia anche perchè il piano di aggregazione non è stato presentato alle forze sociali. Galletti (Fiasa): «Si profila lo smembramento dell'azienda. E anche il piano di messa in sicurezza del personale sui bus ha subìto un rallentamento». Ora arriva il tempo delle assemblee sul piano: «E come facciamo a spiegare che vogliono togliere una parte dello stipendio?» dice Giuseppe DAmbrosio (Sdl). Lo stesso Sutti aveva ammesso che l'accordo del 2004 non era stato rispettato, rileva il sindacalista. Non solo, aveva ammesso che c'erano i presupposti perchè i lavoratori ricorressero all'avvocato. Ma è difficile che lo ammetta coram populo, dice il sindacato, visto che deve la sua nomina alle amministrazioni che hanno deciso" il taglio. Inutile in somma tagliarsi lo stipendio, aggiunge Cremonini -Cub- se poi non ci sono i soldi per il rinnovo del contratto dei lavoratori. 28 ottobre 2008 - Il Resto del Carlino Bologna. A ROMA il Partito
democratico tuona... Bologna - A ROMA il Partito democratico tuona contro il Governo perché aumenti i salari degli italiani e a Bologna gli enti locali proprietari dellAtc Comune e Provincia tagliano il premio di produttività di 560 euro lanno, corrisposto ai lavoratori dellazienda, in base a un accordo siglato ai tempi dellamministrazione Guazzaloca. «E inaccettabile», replicano i sindacati. Il pensiero va ai giovani tramvieri part-time che non guadagnano più di 7-800 euro al mese. La promessa è quella di ostacolare la fusione con lAcft di Ferrara, prevista entro febbraio, se prima non verrà siglato laccordo per il contratto integrativo. Il confronto tra lazienda di trasporto e le sigle sindacali impegnate nella trattativa è arrivato ad un punto di rottura la scorsa settimana, quando gli assessori ai trasporti Maurizio Zamboni (Comune) e Giacomo Venturi (Provincia) hanno ribadito, durante il tentativo di conciliazione in Prefettura, lintenzione di non confermare le risorse (1,5 milioni di euro) utilizzate finora per premiare laumento dei passeggeri trasportati. Di conseguenza, spiegano i sindacati, gli enti locali proprietari dellazienda hanno «messo in discussione il premio di 560 euro lanno corrisposto ai lavoratori in base ad un accordo del 2004». «E inaccettabile sbotta Maurizio Lunghi (Filt-Cgil) anche perché siamo di fronte ad unazienda che sta facendo utili ed è in condizione di andare ad un accordo. Ma qui si decide di investire dappertutto, tranne che sulle risorse umane». Mentre Gianni Cremonini (Rdb-Cub) riserva una stoccata al presidente Francesco Sutti (nella foto). «Ha fatto uno show sui giornali ricorda per la riduzione del proprio stipendio, ma non cè una lira per il contratto dei lavoratori che hanno portato lazienda a questo livello». LE INIZIATIVE di lotta per portare a casa lintegrativo verranno decise nei prossimi giorni, nel corso di un ciclo di assemblee che i sindacati terranno per informare i lavoratori. Ma la strategia appare chiara. «Non cè fusione con lAcft senza accordo aziendale. Ci metteremo di traverso», promettono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl e Cub-Rdb. Ma i sindacati si dicono pronti anche a dar battaglia sullannunciato scorporo da Atc della gestione della sosta. «Allorizzonte vediamo un progetto di smembramento dellazienda», sostiene Daniele Galletti (Faisa), che punta il dito anche contro il «rallentamento» degli interventi promessi per la sicurezza degli autisti dei bus. 28 ottobre 2008 - L'Arena PROTESTA. I delegati sindacali del
Cub scrivono al prefetto affinchè convochi un tavolo di conciliazione per discutere
dellorganizzazione del lavoro in Neurologia Verona - Una lettera-esposto al prefetto di Verona, Italia
Fortunati, affinchè li aiuti «a lavorare meglio, garantendo la necessaria assistenza ai
degenti». È uniniziativa del Cub-confederazione unitaria di base, che lanno
scorso - per la prima volta - ha eletto due rappresentanti tra le Rsu dellAzienda
ospedaliera. «Un passo obbligato a fronte del silenzio dellAzienda ospedaliera»,
annota Paola Piazzola, una dei due delegati sindacali, «che non si è degnata di
rispondere a una delle tante lettere scritte dallagosto 2005 a oggi». Lettere che
hanno lo stesso oggetto. «Nella clinica Neurologica di Borgo Roma il personale paramedico
è carente al punto che siamo costretti a saltare turni di riposo e ferie», denuncia
Piazzola, «per garantire adeguata assistenza ai ricoverati. Che nove volte su dieci sono
totalmente non autosufficienti: parliamo di malati di Alzheimer o morbo di Parkinson,
malati di sclerosi multipla, soggetti in stato vegetativo permanente che richiedono
assitenza al cento per cento, di giorno e di notte». Nella lettera-esposto, il
responsabile regionale della Sanità dei Cub, Federico Martelletto, chiede al prefetto di
convocare entro cinque giorni il tavolo sindacale di conciliazione e annuncia, nel
contempo, la proclamazione dello stato di agitazione «del personale dellAzienda
ospedaliera». 28 ottobre 2008 - La Stampa Il questore spiega
limpossibilità di frenare il flusso dei tremila francesi POZZOLO FORMIGARO - «Ad un certo punto la scelta è
stata tra una situazione di illegalità o rischiare la tragedia. Come questore di questa
città ho preferito la prima ipotesi. Tra i partecipanti al rave, quasi tutti francesi,
cerano molte famiglie con bambini piccoli, alcuni con meno di una anno. Noi eravamo
meno di 40, compresi i rinforzi, loro come minimo in 3000». 28 ottobre 2008 - La Repubblica Le reazioni dei magistrati alla
proposta del ministro Brunetta Bari - È una battuta il commento più frequente all´idea
del ministro Brunetta. «Se venissero introdotti i tornelli, sicuramente lavoreremo di
meno» scherzano negli uffici giudiziari. «Poi, però, dovrebbero pagare gli
straordinari» dice ad esempio il gip Giuseppe De Benedictis. Perché è questo il punto.
Magistrati e giudici non sono vincolati da un orario di lavoro. Non hanno un obbligo di
presenza in ufficio. «Ma di fatto siamo sempre qui. E non solo la mattina, ma anche nel
pomeriggio, basta fare un giro negli uffici. Il magistrato di turno è reperibile anche di
notte. Magari ci dicessero qual è il nostro orario di lavoro» dice il procuratore
aggiunto, Marco Dinapoli. E quello in ufficio è solo una parte dell´impegno di giudici e
magistrati. 28 ottobre 2008 - Il Messaggero Viterbo. Anche l'Università della
Tuscia alza i picchetti... Viterbo - Anche l'Università della Tuscia alza i picchetti
contro il decreto Gelmini. Il movimento studentesco "Tuscia in protesta", nato
spontaneamente negli ultimi mesi per i corridoi delle diverse facoltà viterbesi, si è
dato appuntamento stamani alle 9 a piazza del Comune per dire un secco no ai tagli alla
scuola pubblica, previsti dalla legge 133 firmata dal ministro dell'Istruzione e in
procinto di essere approvata domani al Senato. Un coro unanime che verrà ben scandito in
mattinata per il centro della città, a rimarcare il radicale dissenso di chi vive e fa
vivere l'ateneo verso una riforma che si limita esclusivamente a una drastica riduzione
degli investimenti da parte dell'attuale Governo al mondo del sapere e della ricerca. Si
comincia alla buon'ora con una lezione tenuta all'aperto davanti a Palazzo dei Priori, da
cui alle 10 si snoderà il corteo in direzione del Rettorato di via S. Maria in Gradi,
dove alle 11 è in programma un'assemblea aperta a docenti, ricercatori, precari e
personale tecnico amministrativo. 27 ottobre 2008 - Dire ATC BOLOGNA.SINDACATI: NO FUSIONE CON ACFT SENZA INTEGRATIVO(DIRE) Bologna, 27 ott. - E' scontro aperto tra Atc e sindacati, che promettono di ostacolare il processo di fusione con Acft di Ferrara, se prima non verra' siglato l'accordo sull'integrativo aziendale. "Non c'e' fusione senza accordo aziendale, i sindacati si metteranno di traverso", promette il segretario della Filt-Cgil, Maurizio Lunghi. Sulla stessa linea tutte le sigle impegnate nella trattativa con via Saliceto, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal- Ugl, Sdl, Cub-Rdb. Il confronto la scorsa settimana e' arrivato ad un punto di rottura quando, nel corso del tentativo di conciliazione in Prefettura, Comune e Provincia hanno ribadito l'intenzione di non confermare la provvigione da 1,5 milioni di euro in riconoscimento dell'aumento del numero dei passeggeri. Di conseguenza, spiegano i sindacati, il presidente di Atc, Francesco Sutti, "ha messo in discussione il premio di 560 euro all'anno corrisposto ai lavoratori in base ad un accordo del 2004". Insomma, e' la conclusione, i dipendenti della societa' di trasporti non solo vedono a raschio il rinnovo dell'integrativo, ma rischiano di perdere anche la somma che in questi anni e' stata loro riconosciuta per l'incremento dei passeggeri. "E' inaccettabile- sbotta Lunghi- anche perche' siamo di fronte ad un'azienda che sta facendo utili ed e' in condizione di andare ad un accordo. Sutti decide di investire l'utile dappertutto, tranne che sulle risorse umane". E poi, il mancato stanziamento del milione e mezzo di euro da parte degli enti locali soci (Comune e Provincia) e' una questione che non "deve essere fatta precipitare sul tavolo sindacale, perche' con la trattativa per l'integrativo non c'entra". Il clima delle relazioni sindacali va, dunque, surriscaldandosi, proprio mentre le amministrazioni bolognesi si apprestano ad avviare il processo di fusione con l'azienda ferrarese. Fusione che prevede lo scorporo da Atc della gestione della sosta. Anche su questo i sindacati sono pronti a dare battaglia, preoccupati del destino dei 150 accertatori in servizio all'Atc. "E' fondamentale- spiegano i rappresentanti dei tramvieri- che al momento della fusione ci sia il rinnovo, con l'inserimento di una clausola sociale a tutela dei lavoratori". I sindacati spiegano di non conoscere i dettagli del piano di aggregazione ("l'abbiamo saputo dai giornali", dicono). "All'orizzonte vediamo un progetto di smembramento dell'azienda", osserva Daniele Galletti della Fiasa, che punta il dito anche contro il "rallentamento" degli interventi per la sicurezza del personale sui bus. Nei prossimi giorni iniziera' un ciclo di assemblee per informare i lavoratori. "Ma come spieghiamo che rischiano di perdere parte della retribuzione?", si chiede Giuseppe D'Ambrosio di Sdl, riferendo anche che in uno dei precedenti incontri con l'azienda Sutti aveva ammesso "che c'erano i presupposti legali per ricorrere contro gli enti locali per il mancato rispetto dell'accordo del 2004. Ma e' difficile che lo faccia, visto che il presidente di Atc e' nominato dalle stesse amministrazioni che hanno deciso" il taglio. Puntuale la stoccata sui compensi al manager piacentino. "Il presidente- attacca Gianni Cremonini della Cub- ha fatto uno show sui giornali per la riduzione del proprio stipendio, ma non c'e' una lira per il contratto dei lavoratori, che hanno portato l'azienda a questo livello". 27 ottobre 2008 - Varese news Legnano - L'iniziativa presentata
con una lettera aperta dei dipendenti a quasi due mesi dalla chiusura. "Abbiamo
lavorato fino a venerdì per garantire le ultime commesse, ora vogliamo garanzie" Legnano - Domani, martedì 28 ottobre, dalle ore 10 in corso Sempione, fuori dai cancelli della NTL di Legnano, si terrà un incontro fra gli ex dipendenti e la stampa locale. A convocarlo sono il sindacato Cub e i 98 lavoratori che il 5 settembre hanno dovuto apprendere da un collega membro della rappresentanza sindacale la notizia della cessazione dell'attivtà da parte della storica tintostamperia. Fino al luglio 2005 infatti l'azienda era la Mottana, un secolo di vita alle spalle e pagine di storia industriale scritte con il lavoro quotidiano. In quella data si cessò l'attività, due mesi dopo fu costituita la N.T.L. S.p.A che proseguì l'attività in sede, con gli stessi macchinari ma con personale ridotto dai circa 150 della Mottana ad un centinaio di dipendenti. Nel 2005 Varesenews aveva intervistato l'allora titolare della Mottana, quando già la crisi si profilava in tutta la sua serietà. I lavoratori escono allo scoperto di concerto con Cub solo dopo quasi due mesi, ma spiegano il perchè dell'attesa, senza risparmiare dure reprimende. Le condizioni ottenute appaiono insoddisfacenti. "Abbiamo avvertito lesigenza di far sentire forte e chiara la nostra voce, dopo che gli ex titolari, i sindacalisti e i politici si sono preoccupati solo che la propria immagine e il proprio ruolo non venissero scalfiti e messi in discussione" scrivono. "In queste settimane trascorse ci siamo finalmente risvegliati dall effetto delle dosi massicce di "sedativi" propinateci dalla direzione aziendale e dai rappresentanti sindacali; siamo stati costretti a subire una scelta traumatica, continuando a lavorare per evadere le commesse in corso consentendo così alla azienda di ottenere ulteriori entrate e garantire il pagamento delle nostre spettanze". Polemiche intra-sindacali a parte, il timore per il futuro è grande. I lavoratori avevano ottenuto, tramite gli accordi siglati da Cgil-Cisl-Uil, cassa integrazione e mobilità, e, come conferma per Cub il sindacalista Giuseppe Tampanella, «fino a venerdì hanno lavorato per chiudere le ultime commesse, rabboniniti dall'avvertimento che solo così facendo si poteva recuperare il proprio». Senza che ciò purtroppo garantisca definitivamente da eventuali brutte sorprese. «In una città in cui ormai del tessile è rimasto ben poco, e in cui si chiude a raffica, spesso per la mera convenienza di delocalizzare» accusa Tampanella «ora un centinaio di lavoratori chiede garanzie almeno per quel minimo di buonuscita, quegli 80 euro al mese per un anno previsti dagli accordi. Se l'azienda dovesse fallire, andrebbero persi pure quelli». Le due successive cessazioni d'attività (2005 e 2008) erano state gestite in modo "liscio" anche per il buonsenso mostrato in primo luogo dai lavoratori, spesso impiegati da decenni in fabbrica. "Oggi" rimarca al contrario nel comunicato il comitato dei lavoratori, "con lucidità e consapevolezza riteniamo che le uniche persone che hanno diritto di esprimere sentimenti quali indignazione, rabbia, incazzatura (sic) e mancanza di fiducia in una futura ricollocazione siamo noi e le nostre 100 famiglie lasciate su una strada con un ridicolo incentivo economico di 960 lorde". Obiettivo del comunicato e dell'incontro di domani è dunque di sensibilizzare le istituzioni e lopinione pubblica sulla situazione, e fare in modo che in futuro altri lavoratori "non si lascino ricattare e intimorire, bensì scelgano la strada migliore in totale autonomia e libertà. Siamo certi che anche se sono trascorse alcune settimane sia giusto che la città di Legnano ascolti la nostra voce e conosca lunica verità sulla fine dellultima azienda tessile!" 27 ottobre 2008 - Il Sardegna Quartucciu. Flaica-Cub contro la
multinazionale che mette in mobilità 24 cassiere Cagliari - «Disertare il Carrefour di Quartucciu che licenzia le cassiere "scomode"». È l'appello lanciato ai clienti dal sindacato Flaica-Cub, impegnato da mesi a scongiurare la mobilità per 28 addette alle casse, il cui numero nel frattempo è sceso a 24. Mobilità annunciata dalla multinazionale francese proprietaria del market a Le Vele dopo il ricorso al giudice vinto da alcunedipendenti che chiedevano il rispetto del part-time mattutino. Dopo la causa intentata dal legale Giovanni Benevole, l'annuncio dell'esubero. Per dicembre sono previste una serie di iniziative: sciopero a sorpresa, volantinaggio alle casse, cortei. «Il licenziamento influirà sui tempi d'attesa dei clienti», scrive in un comunicato il segretario Carlo Serra. «Abbiamo già denunciato violazioni sulle norme di sicurezza e comportamenti mobbizzanti». 27 ottobre 2008 - Il Mattino Napoli. Il caso del consorzio di
Bacino Napoli 5... Napoli - Il caso del consorzio di Bacino Napoli 5 finisce sotto i riflettori della Corte dei Conti e ai nomi dei tre sindaci che hanno ricoperto le cariche dal 1993 al 2001 si aggiungono ora anche quelli di quattro assessori comunali: Ferdinando Balzamo, Massimo Paolucci, Ferdinando Di Mezza e Gennaro Mola. Anche loro - come Antonio Bassolino, Riccardo Marone e Rosa Russo Iervolino - hanno ricevuto qualche giorno fa un «invito a controdedurre», formula che per la magistratura inquirente contabile corrisponde a qualcosa di molto vicino a quello che nel penale si chiama avviso di garanzia. Sono sette, dunque, gli amministratori comunali avvicendatisi negli ultimi tre lustri che devono chiarire le rispettive posizioni davanti al magistrato Bucarelli, titolare del fascicolo aperto nel marzo scorso dalla Procura presso la Corte dei Conti. E sono quattro gli assessori che, per delega assunta, hanno avuto competenze in materia di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Analogamente ai sindaci cui facevamo riferimento quando ricoprivano cariche allinterno della giunta municipale, anche gli assessori titolari alla delega per la raccolta dei rifiuti rischiano una citazione in giudizio. I sospetti dellaccusa si basano sulla considerazione che lassegnazione dei servizi per la raccolta differenziata ad Asìa, in presenza di un ente già costituito e - almeno sulla carta - operativo come il Bacino Napoli 5 abbia di fatto causato un danno erariale. Una spesa inutile, superflua e dannosa. Tanto più dannosa se si pensa allo scandalo che ha accompagnato lintera storia dellente che vedeva arruolati 362 dipendenti. Pagati, in buona sostanza, per non fare niente. Al termine di questo supplemento dindagine la Procura potrebbe chiedere la citazione in udienza dei sette amministratori locali. Già quantificato dalla Procura diretta da Arturo Martucci di Scarfizzi il danno economico che ora si chiede venga risarcito. Quattro milioni e 225.827 euro. Questo il totale. Ma non tutti i possibili citati dovranno contribuire a saldare il maxi-risarcimento. I magistrati indicano infatti in quote le proporzioni dovute. E così se per Antonio Bassolino, Ferdinando di mezza e Gennaro Mola la quota è del 60 per cento, per Marone, Balzamo e Paolucci la cifra si assesta sul 30 per cento. Alla sola Iervolino la Procura intende chiedere un risarcimento del 10 per cento, pari a 422mila euro. Oggi, intanto, i lavoratori del consorzi di bacino rappresentati da Sindacato azzurro, Rdb, Slai Cobas Uap Cesil e Confsal annunceranno di voler promuovere una class action contro la Regione Campania. 26 ottobre 2008 - La Repubblica Il ministro saluta i contestatori.
"In Emilia assenteismo ridotto del 44%" Bologna - Due contestazioni fuori e due standing ovation dentro. Questa la giornata bolognese del Ministro per la pubblica amministrazione e l´innovazione Renato Brunetta, intervenuto ieri mattina al Forum della piccola impresa e, nel pomeriggio, ad un incontro con gli esponenti locali del Popolo della Libertà. Il Ministro ha portato gli ultimi dati della sua crociata contro l´assenteismo nel pubblico impiego, che per l´Emilia Romagna nel mese di settembre ha segnato un -44%., e a rassicurare i suoi sulla «rivoluzione culturale del Governo», che va avanti. Ieri mattina davanti al Palazzo dei Congressi ad aspettarlo c´erano ricercatori precari del Cnr e dell´Istituto di Astrofisica, insieme a lavoratori pubblici e dell´università della Cgil. Non gli hanno consegnato la loro busta paga, come annunciato, perché Brunetta è entrato da dietro, mentre è andata meglio al centinaio di manifestanti delle Rdb, riuniti con trombe e fischietti dalle ore 15 sotto l´Hotel Unaway in piazza della Costituzione. Uscendo dall´incontro con i forzisti, dove Brunetta ha scherzato sui contestatori «fannulloni, che dovrebbero stare a Roma e non qui», il ministro ha sorpreso la sicurezza e si è avvicinato al picchetto sorridendo e salutando con la mano: trenta secondi che hanno accesso slogan come «buffone» o «vergogna». Del resto, l´aveva detto lui stesso: «Sono un democratico, le proteste mi piacciono». 27 ottobre 2008 - Parsifal Disabilità La Cai non assume lavoratori invalidi La nuova Compagnia aerea italiana detta i nuovi criteri di
assunzione: no a lavoratori invalidi, genitori con figli invalidi o lavoratori con
familiari invalidi a carico. Saranno scelti secondo questi criteri i 12.500 dipendenti da
assumere, al netto delle 10 mila espulsioni già dichiarate. Il sindacato Cub Trasporti
denuncia: "Stravolta e stracciata ogni tutela legale e normativa" e ribadisce
che nessuna discrezionalità gestionale dovrà essere attuata da Cai nella selezione del
personale, che dovrà essere tutto riassunto rispettando anzianità, carichi familiari,
invalidità, legge 104 (legge quadro per lassistenza, lintegrazione sociale e
i diritti delle persone handicappate), ridotte capacità lavorative (anche a causa di
infortuni sul lavoro), ecc.. 26 ottobre 2008 - La Provincia di Como La Gelmini oggi diserta Lariofiere Il ministro Gelmini ha mandato 15 righe a Confartigianato per giustificare la sua assenza, «per altri impegni istituzionali», al convegno sulla formazione in programma questa mattina a Lariofiere di Erba. Ma il forfait, già nell'aria da qualche giorno, non spegne la volontà degli studenti e della sinistra di cogliere l'occasione per contestare i tagli alla scuola. I ragazzi che stanno occupando il «Giovio» contano di recarsi a Erba almeno in delegazione. Mentre per le 9 è annunciato un presidio a Lariofiere promosso da Sinistra unita e plurale Como, Iskra Cantù, Pd, Italia dei valori, Cub Scuola, Cgil Flc, Cisl Scuola, Arci. «La Gelmini non chiuda quelle 14 elementari sul Lario»A differenza dell'occupazione del liceo
Giovio, il presidio anti Gelmini di ieri a Lariofiere, non è stato un'iniziativa
spontanea degli studenti, ma ha visto tra gli organizzatori la Sinistra unita e plurale di
Como, il Pd, l'Italia dei valori, il Collettivo Iskra, l'Arci, il Cub Scuola, Cgil Flc,
Cisl Scuola. 26 ottobre 2008 - Il Manifesto CONFINDUSTRIA Marcegaglia chiede
sgravi fiscali e un fondo anti-crisi. Poi attacca le banche ROMA - Soldi dal governo e soldi dalle banche. E i soldi
che il governo darà alle banche, o che comunque metterà a garanzia: anche quelli. Nel
vortice della crisi finanziaria, che si sta trasformando in crack dell'economia reale, la
Confindustria teme come la peste il congelamento del credito, ma trova anche un buon
motivo per chiedere aiuti diretti all'esecutivo: c'è un disperato bisogno di
finanziamenti, che la presidente Emma Marcegaglia declina in due richieste. La prima, più
classica: sgravi fiscali per chi investe. E poi, legato all'emergenza, un fondo di
garanzia anti-crisi: in entrambi i casi, a muoversi deve essere il governo, con le banche
che - ricevuti i sostegni - non dovranno poi fare i capricci. L'appello viene dal Forum
della Piccola Industria di Bologna: «Intanto - ha affermato Marcegaglia - ci aspettiamo
già dai prossimi giorni decisioni forti e chiare da parte del governo per sostenere il
credito alle imprese. In particolare, pensiamo all'istituzione di un fondo di garanzia. Ci
aspettiamo poi dall'esecutivo, anche qui a breve, un pacchetto di sostegni fiscali per
tutte quelle imprese che investono in ricerca, innovazione, in risparmio energetico e che
aumentano anche il proprio capitale». «Infine - ulteriore richiesta - ci aspettiamo che
il governo stanzi fondi importanti sulle infrastrutture che a oggi hanno subito tagli
pesanti». 26 ottobre 2008 - portadiMare La RdB/CUB P.I. di Nardò esprime
piena solidarietà NARDO' - No allo stato di polizia contro il conflitto
sociale, piena solidarietà agli studenti delle scuole superiori e alle università in
lotta. "Si sta affacciando un'emergenza democratica fatta di manganelli, di sgomberi,
di provocazioni, di attacco al diritto di sciopero e di manifestazione. Noi siamo dalla
parte di chi lotta per non pagare la crisi, per la difesa della scuola e della università
pubblica, degli spazi sociali autogestiti. Quella annunciata da Berlusconi è la risposta
del governo alla ripresa del conflitto sociale esploso con forza con la straordinaria
partecipazione allo sciopero generale e alla manifestazione del 17 ottobre".
Ieri mattina all'Istituto Superiore servizi sociali di Nardò "Moccia" senza che
i dirigenti scolastici chiamassero la polizia, comunque le forze dell'ordine si sono
presentate lo stesso e aiutati anche da qualche professore "troppo prudente"
hanno impedito che gli studenti esprimessero la loro contestazione alla Legge Gelmini.
"Quanto sta accadendo oggi nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro
contro il decreto Gelmini e la legge 133 di Brunetta è il miglior sondaggio possibile sul
gradimento del governo. Le piazze sono piene, le scuole e le università occupate e i
lavoratori lottano contro i tentativi di far pagare loro la crisi; come tutti i governi
reazionari anche questo pensa di poter risolvere tutto con i manganelli". 26 ottobre 2008 - La Nuova Sardegna Il sindacato «Flaica» rischia di scomparire QUARTU - La Flaica, Federazione lavoratori agro-industria,
commercio e affini, rischia il fallimento. È la sigla sindacale che città, tra le altre,
ha seguito le vertenze Carrefour e Vigilanza SantElena. 26 ottobre 2008 - La Provincia di Varese La protesta camaleonte MALPENSA - Una volta erano i sindaci,
stretti nelle fasce tricolori portate a tracolla, a sfilare tra i piloni dei ponti di
Malpensa 2000, prima ancora della sua inaugurazione. Gridavano la loro esigenza di essere
ascoltati, chiedevano che quell'infrastruttura pagata e voluta dal governo italiano (ma
anche dall'Unione europea) nascesse e crescesse senza strappi con la gente del posto. 26 ottobre 2008 - La Stampa Imperia. Una strada fa litigare vigili del fuoco e dipendenti del Ministero... Imperia - Una strada fa litigare vigili del fuoco e
dipendenti del Ministero delle Finanze e dellEconomia a Imperia. Da quando si sta
lavorando alla realizzazione della nuova caserma dei pompieri, gli stessi chiudono a
singhiozzo la strada daccesso, coincidente con la porta carraia, al termine della
quale si arriva alle palazzine dove lavorano una quarantina di dipendenti
dellufficio della Ragioneria di Stato (sono quelli che controllano i conti degli
enti pubblici) e della Direzione Territoriale dellEconomia e Finanze da cui
dipendono le paghe di circa cinquemila impiegati delle amministrazioni, compresi quelli
delle scuole. Un provvedimento preso unilateralmente, almeno questa è la convinzione di
chi dice di aver subìto la scelta, e giustificato dalla vicinanza con il cantiere e dal
passaggio dei mezzi pesanti. «Negli ultimi giorni impiegati ed utenti dei due uffici
hanno trovato l'accesso al posto di lavoro inspiegabilmente chiuso per il contemporaneo
svolgimento di alcuni lavori di sistemazione della futura caserma dei pompieri - si legge
in un comunicato stampa del sindacato Cisl - dovendo così ricorrere, di fatto, ad un
raccordo costruito a monte sul rio Baitè, sulla cui agibilità non vi è peraltro alcuna
certezza». 25 ottobre 2008 - Adnkronos STATALI: BOLOGNA, UN CENTINAIO A SIT IN RDB CONTRO BRUNETTAMINISTRO, QUELLI CHE SONO QUI SONO CONTESTATORI FANNULLONI Bologna, 25 ott. - (Adnkronos) - Sono circa un centinaio le persone che si sono riunite davanti all'Hotel Unaway di Bologna per partecipare al sit in di protesta organizzato dalle Rdb contro il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, impegnato per una iniziativa di Forza Italia che si tiene all'interno dell'albergo. I contestatori non hanno minimamente incrociato Brunetta che è entrato da un ingresso lontano dal presidio. La manifestazione pacifica e controllata dalle forze dell'ordine si è svolta con l'ausilio di un camioncino con sistema di diffusione della musica, bandiere delle Rdb e fischietti. «Questi sono quelli che non sono andati a Roma -ha commentato Brunetta, nel corso di una conferenza stampa disturbata solo in lontananza da qualche fischio delle Rdb- e per salvarsi l'anima sono venuti da me. Siccome io sono democratico sono felice perchè gli ho salvato l'anima, ma loro sono contestatori fannulloni perchè il contestatore vero è a Roma, quelli finti sono qui». 25 ottobre 2008 - Ansa P.A.: BRUNETTA SALUTA PRESIDIO E FA ARRABBIARE CONTESTATORI (ANSA) - BOLOGNA, 25 OTT - Il presidio dell'Rdb che contestava a Bologna il ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta si è infiammato per alcuni minuti quando il ministro è uscito dall'albergo dove stava incontrando gli esponenti del Pdl locale. Alla fine dell'incontro, prima di salire in macchina, il ministro ha dribblato la sicurezza e si è affacciato sulla strada dove, protetto da un cordone di polizia, era in corso il presidio, e ha salutato con un gesto della mano i manifestanti. A quel punto quelli che stavano protestando si sono arrabbiati, hanno alzato i toni della contestazione (urlando 'vergognà e 'buffonè) e si sono avvicinati al cordone di polizia, pur senza nè contatti, nè particolari momenti di tensione. 25 ottobre 2008 - Dire BOLOGNA. BRUNETTA: CONTESTATORI
FANNULLONI, NON SONO A ROMA (DIRE) Bologna, 25 ott. - Contestato a Bologna nel pomeriggio da un piccolo gruppo di rappresentanti delle Rdb, il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, reagisce con una battuta: "Giu'- scherza con i cronisti- ci sono i contestatori fannulloni che non sono andati a Roma e per salvarsi l'anima sono venuti qui". Ma il ministro non si scompone: "Io sono contento- fa sapere- perche' sono democratico". GOVERNO. BRUNETTA 'SALUTA' I
CONTESTATORI BOLOGNESI (DIRE) Bologna, 25 ott. - Per una contestazione mancata in mattinata, una riuscita nel pomeriggio. Questa mattina, i dipendenti pubblici e i precari dell'universita' iscritti alla Cgil hanno organizzato un picchetto per contestare il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, intervenuto al forum delle piccole imprese organizzato da Confindustria al Palazzo dei congressi di Bologna. Ma l'incontro con i manifestanti non c'e' stato, perche' l'automobile su cui viaggiava il ministro e' entrata da un altro ingresso e, intorno alle 11.30, il picchetto della Cgil si e' rapidamente sciolto. Sono stati piu' fortunati i manifestanti radunati nel pomeriggio dalle Rappresentanze sindacali di Base di Bologna, "armati" di trombe da stadio, bandiere e cartelli provocatori indirizzati al ministro. Alle 15 hanno promosso un presidio per "salutare" Brunetta, impegnato all'hotel Unaway in una conferenza stampa e in un incontro con i militanti azzurri assieme a due parlamentari di Forza Italia, Fabio Garagnani e Giampaolo Bettamio. Al termine dell'incontro, Brunetta, che in precedenza aveva dichiarato di apprezzare le manifestazioni in quanto "sale della democrazia", ha deciso di uscire dall'albergo per incontrare i contestatori, che gli sono subito andati incontro. Il ministro pero' e' stato immediatamente circondato dai numerosi poliziotti presenti e da alcune guardie del corpo, evitando il contatto con i manifestanti, che aspettavano di parlargli. Dopo il fugace incontro, avvenuto intorno alle 17, il picchetto si e' sciolto. 25 ottobre 2008 - Agi BOLOGNA: BRUNETTA SALUTA CONTESTATORI E LORO SI INFIAMMANO (AGI) - Bologna, 25 ott. - Invece di salire subito in auto per lasciare l'albergo dove si era svolta, in precedenza, una conferenza stampa, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, si e' affacciato sulla strada e ha salutato il gruppo di manifestanti che si erano riuniti, gia' da alcune ore, per protestare contro i provvedimenti sul pubblico impiego. Al saluto del ministro i contestatori - alcune decine di persone appartenenti alle Rdb - si sono arrabbiati ed hanno piu' volte scandito "vergogna". 25 ottobre 2008 - Tuscia web Legge 133, Rdb scende in piazza con "Tuscia in protesta" Riceviamo e pubblichiamo - RdB Cub aderisce alle iniziative
del movimento studentesco "Tuscia in protesta" contro i provvedimenti adottati
dal governo sulla scuola e luniversità. I devastanti contenuti del decreto Gelmini
e in particolare della legge 133 sanciscono di fatto la rovina della scuola pubblica, la
negazione dei diritti del lavoro e la messa in liquidazione delluniversità pubblica
tramite i gravissimi tagli programmati e lavvio delle Fondazioni di diritto privato.
Attraverso questa ultima disposizione si apre lingresso agli investitori privati
anche in questo delicato settore. Ne conseguirà un intervento diretto nella gestione che
determinerà una ricerca ed una formazione finalizzata allinteresse del privato. Si
impone, pertanto, una riflessione sullimpatto che questa riforma potrebbe avere, ad
esempio, sulla ricerca sanitaria, sullincerto destino dei policlinici universitari
che oggi costituiscono un pezzo importante del nostro servizio sanitario nazionale. Rdb
Cub è già scesa in piazza il 17 ottobre a Roma in una straordinaria manifestazione che
ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia di lavoratori, precari, studenti e
famiglie in difesa della scuola pubblica e dello stato sociale. A Viterbo la battaglia per
rivendicare un futuro con servizi pubblici garantiti e senza precarietà continua a fianco
degli studenti del movimento Tuscia in Protesta, martedì 28 ottobre 2008 alle 9 in piazza
del Comune. 25 ottobre 2008 - Il Gazzettino Manifestazione a Rialto e
delegazione ricevuta dal sindaco Massimo Cacciari per denunciare le croniche carenze di
personale e il cattivo utilizzo delle risorse Venezia - «Vogliono una giustizia che non dia fastidio ai potenti, anzi subordinata alle esigenze di imprenditori vivaci e spregiudicati!». Lo denunciano le rappresentanze sindacali del personale amministrativo di Tribunale e Corte d'Appello di Venezia che, ieri mattina, ha manifestato a Rialto per protestare contro lo stato di abbandono in cui è lasciata l'amministrazione della Giustizia e il trattamento poco dignitoso riservato ai dipendenti che da anni chiedono invano corsi di riqualificazione e dal 1980 non beneficiano di alcuna progressione di carriera o aumento di retribuzione. «Eppure è solo grazie all'impegno personale di ciascun lavoratore della Giustizia se, nonostante tutto, la baracca sta ancora in piedi!», hanno ricordato i rappresentanti dei cancellieri. Oltre duecento lavoratori della Giustizia si sono ritrovati sotto il Tribunale per poi sfilare sul ponte di Rialto e concludere il corteo davanti a Ca' Farsetti, dove una delegazione è stata ricevuta da Massimo Cacciari, al quale sono stati illustrati i principali problemi degli uffici giudiziari, tra cui la carenza degli organici superiori al 30 per cento, conseguente al blocco delle assunzioni e i problemi connessi alle sedi giudiziarie. A conclusione dell'incontro, il sindaco ha inviato una lettera ai ministri Angelino Alfano (Giustizia) e Renato Brunetta (Innovazione) per sottoporre le questioni alla loro attenzione, confidendo in un personale impegno per risolverle. Nel corso della manifestazione, alla quale ha aderito anche l'Associazione nazionale magistrati, hanno preso la parola Nicola Lombardi della Cgil, Paolo Alliata della Cisl, Vincenzo Evola della Uil, Giovanni Martullo e Pina Todesco di Rdb, Alberto Ponticello del sindacato autonomo. Hanno lamentato «i pesantissimi carichi di lavoro in condizioni ambientali troppo spesso inaccettabili», ricordando che dal 1998 ad oggi il personale della Giustizia è diminuito in tutta Italia da 53mila a 41mila unità e le spese per il funzionamento della Giustizia si sono più che dimezzate: «Risulta però che il ministero è indebitato verso terzi per oltre due miliardi di euro - denunciano i sindacati - Di chi è la colpa? Dei fannulloni o delle politiche scellerate dei vari governi? Peccato che a farne le spese sono i lavoratori amministrativi». I rappresentanti dei lavoratori della Giustizia hanno auspicato un utilizzo più razionale del personale, ma soprattutto la firma di «un patto tra tutti i soggetti interessati alla trasformazione; un patto capace di aprire una nuova, forte stagione di lotte in grado di riconquistare i diritti sociali e di invertire una politica fino ad oggi ad esclusivo favore delle classi più forti del Paese». In portafoglio 23 milioni in titoli di banche italiane e americane Padova - Oltre al crack di Lehman Brothers, per il Comune di Padova si prospetta un altro "tsunami" finanziario. Se il Comune decidesse di incassare subito i restanti 23 milioni di euro investiti in obbligazioni di altre banche, italiane e americane, e che scadranno tra il 2010 e il 2014, rischierebbe di perdere circa il cinquanta per cento del capitale iniziale. Fare calcoli esatti non è facile. La documentazione ufficiale fornita dal Comune non evidenzia le date e il valore d'acquisto dei titoli, il che non aiuta ad effettuare una valutazione precisa. Ma secondo Francesca Di Marzio, gestore Plus della Banca popolare di Milano, il Comune in caso di vendita rischierebbe una perdita intorno al 40\%. La somma iniziale si assottiglierebbe a 15 milioni. Ipotesi che formula anche Fabio Di Stasio, direttore generale di Artigianfidi ed ex assessore al bilancio nell'amministrazione di Giustina Destro. Per gli esperti, insomma, la via da intraprendere è una sola: non cedere le obbligazioni fino alla loro scadenza naturale. Ma non è detto che sarà possibile mettere in pratica i consigli vista la già difficile situazione economica degli enti pubblici. Duplice ora il problema per il Comune di Padova: ripianare la perdita subita con il crack di Lehman Brothers e portare a compimento le importanti opere pubbliche già programmate. Ma pronte arrivano le rassisurazioni. Secondo Marzio Pilotto, caposettore e amministratore unico di Aps Finanziaria, non ci sarà nessuna necessità di vendere. «Il Comune ce la farà», assicura. «Palazzo Moroni probabilmente non dovrà rinunciare a nulla - aggiunge Di Stasio - Ma se quelle risorse investite in obbligazioni erano destinate ai lavori pubblici, dovranno essere recuperate. È chiaro che questo onere non deve cadere sui cittadini e che, accanto a un'accurata verifica, si dovrà procedere a una riduzione dei costi interni». Da registrare il duro intervento dei delegati Acegas-Aps e Aps Holding - Adl Cobas i quali in una lettera aperta ricordano come al tempo della "svendita di Aps ad Acegas", l'attuale amministrazione e il sindaco avesse protestato e non condiviso quel percorso "considerandolo deleterio per la città, poco utile per i cittadini e dequalificante per la qualità dei servizi da sempre noi resi alla città". "Per tutti questi motivi riteniamo ancor più grave e deleterio per i cittadini, per noi e per la città aver pensato di usare i soldi derivanti da quell'operazione come un piccolo tesoretto da far frutttare e crescere impegnandoli in obbligazioni anche se garantite da agenzie di rating (private e pagate dalle varie banche), invece che usarlo peer restituire alla città quei servizi e quella qualità che le erano stati tolti". Padova. Lettera aperta al sindaco ed alla amministrazione Noi lavoratori di Acegas-Aps e di Aps Holding abbiamo
vissuto in prima persona la svendita di APS ad Acegas e ricordiamo benissimo come a quel
tempo l'attuale Amministrazione e lei come Sindaco abbiate protestato e non condiviso quel
percorso, considerandolo deleterio per la città, poco utile per i cittadini e
dequalificante per la qualità dei servizi da sempre da noi resi alla città. Per tutti
questi motivi riteniamo ancor più grave e deleterio per i cittadini, per noi e per la
città aver pensato di usare i soldi derivanti da quell'operazione come un piccolo
tesoretto da far fruttare e crescere impegnandoli in obbligazioni anche se garantite da
agenzie di rating (private e pagate dalle varie banche), invece che usarlo per restituire
alla città quei servizi e quella qualità che le erano stati tolti. Non sono sufficienti
le varie scuse o giustificazioni che Lei ed i suoi funzionari sarete in grado di
accampare, non sono sufficienti le assicurazioni che dite vi erano state date, perchè
quelli erano soldi pubblici, ed interessa relativamente poco sapere che comunque nessuna
opera sarà rallentata, quello che interessa è che una parte di quei soldi costati
sudore, fatica, lavoro e tasse pagate dai cittadini non ci sono più e sono finiti nel
buco nero dei mercati finanziari e della crisi delle borse. Intanto noi continuiamo a
vendere o per meglio dire a svendere pezzi più o meno grandi di quelli che erano una
volta i gioielli della nostra città, per ripianare i bilanci in rosso a causa dei tagli
imposti agli Enti Locali dalle varie Finanziarie, anche se questo in teoria era contro
quello che allora lei e la sua Amministrazione volevate. Non possiamo soprassedere ad una
situazione come questa che ci ha visto vittime due volte prima in occasione della
svendita, poi per ottenere il massimo dei risparmi possibili visto che non vi erano,a
detta degli Amministratori soldi disponibili. I soldi persi con investimenti a dir poco,
azzardati, non ci saranno restituiti probabilmente mai, ma crediamo sia giusto almeno
tentare di salvare quel poco di valore che all'interno di Acegas-Aps e di Aps Holding è
rimasto alla città di Padova, per questo pensiamo sia meglio ridare peso e qualità a
queste aziende che tanto hanno dato alla città, ed abbandonare quei sogni di grandi e
remunerativi investimenti finanziari per recuperare denaro facile, o di essere a tutti i
costi capofila di società di servizi venete che in realtà non vogliono appartenere a
nessun capofila.Vogliamo chiarezza sul futuro dei servizi a Padova, vogliamo trasparenza
sull'impiego dei soldi ricavati dalla svendita di APS. 25 ottobre 2008 - La Sicilia VERTICE ALLA PROVINCIA REGIONALE Ragusa - Facce sconsolate quelle dei dipendenti del Gruppo Metra. Facce che hanno fatto capolino, ieri mattina, a palazzo della Provincia dove il presidente Franco Antoci ha convocato un confronto tra i lavoratori dell'azienda metallurgica della zona industriale la cui proprietà ha annunciato l'avvio delle procedure di mobilità per trenta unità, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e la deputazione regionale dell'area iblea, per una volta presentatasi in maniera massiccia. "Cosa ci aspettiamo da incontri del genere? - ha detto Roberto La Terra della Flmu Cub -. Ci aspettiamo che, una volta tanto, possano produrre atti concreti, azioni efficaci, anche se, tecnicamente, la politica non è titolata a trattare con la controparte. Ma può esercitare pressioni legittime su certi fronti". I deputati regionali hanno dipinto un quadro a tinte fosche. Roberto Ammatuna ha parlato di una situazione complessiva disastrosa. Anche Pippo Digiacomo ha citato i numeri che la Camcom ha reso noti nelle ultime settimane, evidenziando le difficoltà di una prospettiva in deficit destinata a non risparmiare neppure l'area iblea. Il presidente della I commissione Affari istituzionali all'Ars, Riccardo Minardo, ha sottolineato che non è necessario tagliare alcuni rami dell'azienda. "Occorre invece ristrutturare e rinnovare i reparti, attingendo a fondi strutturali europei - ha affermato - in modo che la Metra diventi un punto di riferimento importantissimo per la produzione visto che la provincia di Ragusa si trova una posizione strategica e può rappresentare il collegamento migliore tra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Importante, quindi, un confronto tra il Governo regionale e i titolari della Metra di Ragusa, affinchè si trovino tutte le condizioni a che l'azienda continui la sua attività". L'assessore regionale al Lavoro, Carmelo Incardona, ha messo in luce tutta la solidarietà del Governo siciliano rispetto ad una vertenza che mette a dura prova i lavoratori e le proprie famiglie. Il presupposto da cui partire è rappresentato da un confronto con l'azienda di cui si farà carico il presidente Antoci nei prossimi giorni. "E' emersa la proposta - ha detto ancora Incardona - di conoscere dall'azienda il piano industriale che dovrà essere presentato in una prossima riunione alla quale verrà invitato anche l'assessore regionale all'Industria Pippo Gianni". 25 ottobre 2008 - La Repubblica "Non ci assume per svecchiare i
nidi" Bologna - Non assunte per «svecchiare» il personale degli
asili nido. Sarebbe questa, secondo le Rdb, la risposta che l´amministrazione comunale ha
dato a 112 maestre precarie dei nidi, già vincitrici di concorso ma non ancora assunte.
Al punto che ora le dipendenti si preparano allo sciopero per protestare contro la
decisione della giunta comunale. 25 ottobre 2008 - La Nuova Venezia I cancellieri in corteo dal sindaco
e Cacciari scrive al ministro Alfano Venezia - Dopo un incontro con i rappresentanti dei
lavoratori degli Uffici giudiziari veneziani, che ieri hanno scioperato tre ore e hanno
manifestato con un corteo che da Rialto è arrivato fin sotto CaFarsetti, il sindaco
ha preso carta e penna e ha scritto al ministro della Giustizia Angelino Alfano e a quello
dellInnovazione Renato Brunetta. Nella sua lettera Massimo Cacciari chiede ai due
esponenti del governo di Berlusconi il loro massimo impegno per risolvere la situazione
«quasi insostenibile» in cui operano e lavorano i dipendenti di Procure, Tribunali e
Corte in particolare a causa di «piante organiche non coperte per il 30-40 per cento». 25 ottobre 2008 - Il Manifesto STATALI Calcolo Cgil sull'aumento offerto al tavolo. Confermano gli scioperi anche Cisl e UilDa Brunetta solo 40 euro netti in busta paga ROMA - «L'aumento che il governo elargirà unilateralmente ai lavoratori in busta paga sarà di 40 euro netti, più 7 euro per la produttività, che sarà evidentemente riservata a chi è produttivo». Il segretario della Funzione Pubblica Cgil, Carlo Podda, calcola a quanto corrisponde l'aumento di 70 euro lordi previsto dal ministro Brunetta due giorni fa: il no della Cgil all'accordo «preconfezionato» e blindato in partenza, è insomma quanto mai motivato da un incremento troppo basso, che non recupera il potere di acquisto già perso e anzi aggrava la crisi dei salari pubblici. «Per il biennio 2008/2009 - spiega Michele Gentile (anche lui Fp Cgil) - si tratta di un aumento pari al 3,2%, ovvero meno della metà dell'inflazione reale del 2008 e di quella prevedibile per l'anno successivo, comprensivi dei soldi stanziati per l'indennità di vacanza contrattuale». Ai no della Cgil e della Rdb, si sono aggiunti ieri quelli della Sdl e della Confsal, mentre restano confermati gli scioperi unitari di novembre (il 3, il 7 e il 14, divisi per macro-regioni), nonostante le aperture mostrate da Cisl e Uil al protocollo e agli aumenti proposti dal ministro. Ma la perdita di potere d'acquisto non sarà solo quella appena descritta. I dipendenti pubblici, infatti, subiranno un'ulteriore decurtazione sul salario accessorio: «Dall'1 gennaio 2009, dagli stipendi saranno decurtati in base alla legge 133 mediamente da 80 a 250 euro e il recupero della somma tagliata, ovvero con decorrenza non garantita da giugno per un valore di un terzo del totale, è solo per i lavoratori dei ministeri, delle agenzie fiscali e del parastato», ha spiegato Podda. La Fp Cgil ricorda inoltre che «l'intesa non ha il 51% dei consensi necessari per fare il contratto, secondo le attuali leggi sulla rappresentanza sindacale, e il ministro Brunetta ha già dichiarato di voler procedere unilateralmente». E poi Podda si chiede: «Se l'intesa è davvero positiva, perché Cisl e Uil della scuola non hanno aderito al protocollo e perché la Cisl e la Uil del pubblico impiego, pur aderendo, non sospendono nè revocano lo sciopero?». Cisl e Uil giustificano la conferma degli scioperi di novembre spiegando che «non è stato ancora scritto niente nero su bianco: dunque aspettiamo che dagli impegni del ministro si passi a dati di fatto». Brunetta replica che «gli impegni presi nel protocollo saranno confermati nei contratti». 25 ottobre 2008 - Corriere di Bologna L'assemblea di vicolo Bolognetti Bologna - «Illuminiamo con le fiaccole il buio della legge
Gelmini». È il motto con cui l'Assemblea delle scuole torna in piazza, dopo la
trasmissione di Santoro Annozero e la Notte Bianca della scorsa settimana. Una fiaccolata,
o veglia, dal titolo «Fermatevi, non approvatelo», per martedì 28 ottobre dalle 18,30
alle 21,30, alla vigilia del giorno di approvazione del contestato decreto 137, quello che
reintroduce il maestro unico, le 24 ore settimanali, il grembiule e il voto in condotta.
La proposta, che girava da giorni sul sito retescuole, è stata approvata ieri
dall'Assemblea riunita nella Sala del Silenzio di vicolo Bolognetti. Mamme, babbi, bambini
e maestri illumineranno la notte con fiaccole, candele, torce, led luminosi, elemetti da
minatore, cerini, insomma, qualunque oggetto luminoso. Il tam tam tra le scuole è già
partito ufficialmente. 24 ottobre 2008 - Omniroma RICERCA, RDB-CUB: «A RISCHIO 700 PRECARI ISPRA»(OMNIROMA) Roma, 24 ott - «L'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale nato dall'accorpamento di Apat, Icram ed Infs, ha oggi comunicato la cancellazione dei diritti alla stabilizzazione per i lavoratori a tempo determinato derivanti dal comma 519 della legge Finanziaria 2007, con l'annullamento della relativa graduatoria ed il probabile mancato rinnovo per i Co.co.co. dell'Ente. L'Usi-Rdb Ricerca ha indetto l'immediata mobilitazione del personale Ispra, indicando come azioni di lotta la sospensione delle attività ed il presidio continuativo sotto il ministero dell'Ambiente a partire da lunedì 27 ottobre». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «I precari dell'Ispra hanno acquisito il diritto alla stabilizzazione con anni di lavoro sottopagato e precario nell'ente - dichiara Claudio Argentini della Segreteria Nazionale dell'USI-RdB Ricerca - Più di 200 lavoratori a tempo determinato hanno diritto alla stabilizzazione e per il nuovo ente deve essere delineata una graduatoria unica, in cui siano certificati tutti gli aventi diritto». «Chiediamo inoltre - prosegue Argentini - la conversione a tempo determinato dei circa 390 collaboratori coordinati e continuativi, che di fatto prestano lavoro di tipo subordinato, e la contestuale indizione di un concorso pubblico per l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari che non rientrano nella stabilizzazione prevista dalla Finanziaria 2007. Nel frattempo l'ISPRA deve rinnovare qualunque tipologia di contratto precario per un anno». Aggiunge il dirigente sindacale: «Il segnale che arriva dall'Ente è estremamente pericoloso ed indicativo su quello che questo governo intende fare della ricerca pubblica. Stiamo andando alla dismissione e alla cessione al privato di importanti settori che, per il bene del paese, devono invece essere rilanciati e mantenuti sotto il diretto controllo della collettività. Di fronte a questo grave stato di cose richiediamo un intervento urgente del ministro Prestigiacomo». 24 ottobre 2008 - Ansa DOGANE: RDB-CUB, TAGLI PERSONALE METTONO E RISCHIO CONTROLLI (ANSA) - ROMA, 24 OTT - I tagli al personale delle Dogane mettono a rischio i controlli su merci e viaggiatori. Lo sostiene Rdb-Cub in una nota spiegando che «a seguito delle legge 133, l'Agenzia delle Dogane ha proposto un drastico taglio delle dotazioni organiche dell'amministrazione doganale. Per la Rdb-Cub questo taglio riduce drammaticamente le possibilità di assunzioni di nuovo personale, colpisce le aspettative di carriera dei lavoratori doganali e contemporaneamente mette a rischio il normale svolgimento dei compiti istituzionali di controllo sulla regolarità dei traffici. I lavoratori delle Dogane, che in questi anni si sono dimostrati all'altezza della sfida imposta dalla globalizzazione del mercato e dall'enorme espansione del traffico passeggeri, vengono costantemente disincentivati da una politica di tagli economici e al personale», osserva Francesco Serino dell'esecutivo nazionale RdB-CUB Agenzie Fiscali. «Il Governo sostiene a parole la logica della produttività, ma nei fatti la scoraggia proprio sul fronte della lotta all'evasione fiscale, alla contraffazione e all'adulterazione delle merci. Il taglio alle dotazioni organiche - prosegue Serino - desta preoccupazione anche alla luce di casi recenti come quelli dei giocattoli al piombo o degli alimenti per bambini adulterati importati dalla Cina. Per questo la RdB-CUB chiede ai cittadini di far sentire la propria voce contro un processo di demolizione della Pubblica Amministrazione che inevitabilmente determinerà anche minori controlli, mettendo a rischio la sicurezza e la salute della cittadinanza», conclude il rappresentante RdB-CUB. Sulla base di queste considerazioni la RdB-CUB ha avviato una campagna di protesta fra i lavoratori doganali, che stanno inviando al Direttore dell'Agenzia delle Dogane e-mail e cartoline per chiedere l'ampliamento delle dotazioni organiche, il diritto alla carriera e un salario migliore. RICERCA: USI-RDB, MOBILITAZIONE ISTITUTO PROTEZIONE AMBIENTE (ANSA) - ROMA, 24 OTT - Il sindacato Usi-Rdb Ricerca ha indetto l'immediata mobilitazione del personale dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), indicando come «azioni di lotta» la sospensione delle attività ed il presidio continuativo sotto il Ministero dell'Ambiente a partire da lunedì 27 ottobre. L'Ispra, sottolinea il sindacato in una nota, ha oggi infatti comunicato la cancellazione dei diritti alla stabilizzazione per i lavoratori a tempo determinato derivante dal comma 519 della legge Finanziaria 2007, con l'annullamento della relativa graduatoria. «I precari dell'Ispra hanno acquisito il diritto alla stabilizzazione con anni di lavoro sottopagato e precario nell'ente - dichiara Claudio Argentini della Segreteria Nazionale dell'Usi-Rdb Ricerca - più di 200 lavoratori a tempo determinato hanno diritto alla stabilizzazione e per il nuovo ente deve essere delineata una graduatoria unica, in cui siano certificati tutti gli aventi diritto». Argentini chiede quindi «la conversione a tempo determinato dei circa 390 collaboratori coordinati e continuativi, che di fatto prestano lavoro di tipo subordinato, e l'intervento urgente del Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo». 24 ottobre 2008 - Dire NIDI BOLOGNA. 112 MAESTRE PRECARIE SI PREPARANO A SCIOPERARERDB: COMUNE SI RIFIUTA DI ASSUMERLE "PERCHE' VUOL SVECCHIARE" (DIRE) Bologna, 24 ott. - Si preparano allo sciopero 112 maestre precarie degli asili nido del Comune di Bologna, gia' vincitrici di concorso ma non ancora assunte. L'iniziativa di lotta prende corpo dopo che la delegazione di maestre aderenti alle Rdb, che lunedi' scorso ha incontrato l'assessore alla Scuola Milli Virgilio per chiedere l'assunzione o la costituzione di una graduatoria permanente, ha incassato un rifiuto. "Ci chiediamo quale sia la differenza tra Virgilio e Gelmini" commentano dal sindacato in una nota. "E rispondiamo: una sola. La platea di lavoratrici cui si riferisce la nostra assessore e', per fortuna, di gran lunga piu' limitata". Come si legge in una nota diffusa oggi dalle Rdb, alla richiesta di assunzione, le lavoratrici "si sono sentite incredibilmente rispondere che cio' non e' possibile in quanto l'amministrazione intende svecchiare il personale degli asili nido". Insomma, dopo oltre dieci anni di lavoro, fa sapere il sindacato, "queste precarie (112) vengono buttate in mezzo ad una strada". Evidentemente, conclude la nota "la 'rottamazione' dei precari, come quella degli elettrodomestici del governo Berlusconi, e' la strada 'innovativa' di questa giovane assessora. Se poi cio' comporta un inevitabile peggioramento del servizio, poco importa". Dopo aver messo in campo diverse iniziative, le educatrici precarie hanno convocato per lunedi' prossimo un'assemblea in cui discutere la data dello sciopero. 24 ottobre 2008 - Asca RICERCA: ISPRA, A RISCHIO 700 PRECARI (ASCA) - Roma, 24 ott - L'ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale nato dall'accorpamento di APAT, ICRAM ed INFS, ha oggi comunicato la cancellazione dei diritti alla stabilizzazione per i lavoratori a tempo determinato derivanti dal comma 519 della legge Finanziaria 2007, con l'annullamento della relativa graduatoria ed il probabile mancato rinnovo per i Co.co.co. dell'Ente. L'USI-RdB Ricerca ha indetto l'immediata mobilitazione del personale ISPRA, indicando come azioni di lotta la sospensione delle attivita' ed il presidio continuativo sotto il Ministero dell'Ambiente a partire da lunedi' prossimo. ''I precari dell'ISPRA hanno acquisito il diritto alla stabilizzazione con anni di lavoro sottopagato e precario nell'ente'', dichiara Claudio Argentini della Segreteria Nazionale dell'USI-RdB Ricerca. ''Piu' di 200 lavoratori a tempo determinato hanno diritto alla stabilizzazione e per il nuovo ente deve essere delineata una graduatoria unica, in cui siano certificati tutti gli aventi diritto. Chiediamo inoltre - prosegue Argentini - la conversione a tempo determinato dei circa 390 collaboratori coordinati e continuativi, che di fatto prestano lavoro di tipo subordinato, e la contestuale indizione di un concorso pubblico per l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari che non rientrano nella stabilizzazione prevista dalla Finanziaria 2007. Nel frattempo l'ISPRA deve rinnovare qualunque tipologia di contratto precario per un anno''. Il segnale che arriva dall'Ente, secondo il sindacalista, e' estremamente pericoloso ed indicativo ''su quello che questo governo intende fare della ricerca pubblica''. Stiamo andando ''alla dismissione e alla cessione al privato di importanti settori che, per il bene del paese, devono invece essere rilanciati e mantenuti'': ecco perche' ''Di fronte a questo grave stato di cose richiediamo un intervento urgente del Ministro Prestigiacomo''. 24 ottobre 2008 - Agi CANTIERI NAVALI PALUMBO: SI RIASSORBIMENTO MAESTRANZE EX SMEB (AGI) - Messina, 24 ott. - Il riassorbimento di tutte le maestranze ex Smeb in mobilita e previsto dallaccordo siglato oggi nella sede di Confindustria da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Flmu Cub con la societa Cantieri Navali Palumbo. Lintesa chiude un lungo periodo di trattative e prevede il rientro in servizio di sette lavoratori il prossimo 3 novembre e dei rimanenti entro la fine anno e comunque "entro il termine di scadenza della percezione dellindennita di mobilita". 24 ottobre 2008 - Il Manifesto Alle briciole di Brunetta Cgil e Rdb
dicono no ROMA - Si complica il quadro del pubblico impiego,
perché ieri il ministro Renato Brunetta ha messo sul tavolo gli aumenti - 70 euro lordi
per il biennio 2008-2009 - e i sindacati si sono divisi. La Cisl ha detto subito sì, la
Uil si è accodata subito dopo, mentre la Cgil dice no: «Risorse troppo basse», hanno
spiegato Guglielmo Epifani e Carlo Podda (segretario Fp Cgil) uscendo dall'incontro con il
ministro a Palazzo Vidoni. No anche da Rdb Cub, che annuncia nuovi scioperi: il
coordinatore Paolo Leonardi ha protestato per l'ammissione al tavolo di Renata Polverini
(Ugl), che secondo le regole del settore non potrebbe trattare, dato che non ha
rappresentanza. Inoltre, ai sindacati è stato prospettato anche un cambio di modello
contrattuale, per unificare il settore pubblico con il privato, sulla falsariga delle
«linee guida» presentate da Confindustria: la Cgil ha aderito al «tavolo tecnico» che
si riunirà presso il ministero, ma ha fatto capire che si potranno ipotizzare sbocchi
positivi solo nel caso in cui sia Palazzo Chigi a convocare un «tavolone» che discuta le
regole generali. Perché, come ha ribadito Epifani, «c'è una parte consistente che non
ha condiviso quelle linee guida, e questo non è un buon risultato per il governo». 24 ottobre 2008 - Il Gazzettino Roma. Sì di Cisl-Fp, Uil Pa e Ugl settore pubblico... Roma - Sì di Cisl-Fp, Uil Pa e Ugl settore pubblico al percorso tracciato dal protocollo presentato ieri dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego, ministeriali in testa. Hanno avanzato riserve, invece, Cofsal, Usae e Cse, mentre da parte di Fp-Cgil è arrivato un no alla proposta. Per quel che riguarda invece la stesura delle linee guida di riforma del modello contrattuale per il pubblico impiego che dovrebbero poi confluire nel 'tavolone' generale con il governo e le associazioni datoriali, la proposta del ministro Brunetta di avviare un'istruttoria a breve da chiudere entro metà novembre è stata accolta dalle confederazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Sempre a metà novembre è intenzione del governo di chiudere anche la partita complessiva sul rinnovo del contratto del pubblico impiego 2008-2009. È questo, in sintesi, il quadro che emerge al termine dell'incontro tra il ministro della Funzione pubblica e i sindacati e che segue la riunione di ieri mattina all'Aran, dove era stato presentato un protocollo d'intesa complessivo sia sul rinnovo del contratto degli statali 2008-2009, sia su un possibile percorso che dovrebbe portare alla riforma del modello contrattuale. Secondo Brunetta, per il rinnovo dei contratti la pubblica amministrazione ha a disposizione 6 miliardi di euro. In particolare sono previsti 2,8 miliardi di euro per il comparto ministeri e 3 miliardi per il resto della pubblica amministrazione. Per i ministeri, nel dettaglio, l'incremento salariale, che nel caso di una intesa condivisa partirà dal 1 gennaio 2009, prevede un aumento di 70 euro medi lordi mensili, di cui 60 sulla busta paga e 10 euro relativi alla parte accessoria. «Oggi è stato un incontro importante. C'è stata una grande condivisione e giudizi positivi sulle apertura fatte per i rinnovi deicontratti, al di là dell'adesione o meno di alcune sigle sindacali», ha commentato Brunetta che spera «in una o al massimo due settimane, entro metà novembre» di poter chiudere l'intera partita contrattuale. Il governo ha inoltre ripristinato altri 200 milioni di euro da destinare alla contrattazione di secondo livello. Inoltre, a dicembre prossimo, sarà in pagamento anche l'indennità di vacanza contrattuale 2008 per un totale di 100-110 euro. «È emersa una preoccupazione per la limitatezza delle risorse a disposizione, ma data l'attuale congiuntura è importante poter fare un rinnovo con cifre positive», ha proseguito Brunetta che ha ribadito come l'incontro di ieri sia stato un incontro «positivo e di dialogo pur nella non unanimità». Ma, al termine dell'incontro, non sono mancate le critiche. A cominciare dalla Cgil. «C'è una parte consistente dei sindacati che non ha condiviso le linee per il rinnovo contrattuale, e questo non è un buon risultato per il governo», ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, secondo il quale le risorse per il contratto sono «troppo basse e non c'è chiarezza sulla restituzione dei soldi». Ancora più dura la federazione delle Rdb-Cub, che si dice pronta ad un nuovo sciopero se «dovesse passare il progetto illustrato da Brunetta». Secondo uno dei leader dell'organizzazione, Pierpaolo Leonardi, il governo tenta di introdurre «surrettiziamente un nuovo modello contrattuale». Leonardi ha respinto anche le risorse previste per il rinnovo dei contratti. «Al no della Cgil sono abituato soprattutto quando non ci sono governi amici. Ma il loro no significa non accettare il quadro economico esistente, vorrebbe dire nulla in busta paga per molto tempo. E mi auguro che non sia questo che voglia», ha replicato subito il ministro Brunetta. «Per fortuna c'è la norma che prevede che in caso di mancato consenso generale si possa anticipare il 90\% delle risorse stanziate, il 90\% di quei 6 miliardi previsti per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione da gennaio». Le regole, infatti, «al contrario del passato sono cambiate perché si è aperta una trattativa a risorse date», aggiunge. «Quindi non c'è un euro in più e questo mi preoccupa, perché se in passato il no serviva a spuntare qualche soldo in più, oggi le risorse sono date». 24 ottobre 2008 - Corriere Adriatico Statali, Cisl e Uil dicono sì al
contratto ROMA - Accordo separato sul rinnovo del contratto degli statali. La Cisl, la Uil e lUgl hanno detto sì al protocollo presentato ieri ai sindacati dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che invece ha ricevuto un no dalla Cgil e dalle Rdb-Cub. Il protocollo - che in mattinata era stato illustrato dallAran ai sindacati di categoria - è composto da due parti: una relativa al rinnovo del contratto, laltra sul nuovo modello contrattuale. La spaccatura tra le sigle sindacali si è consumata, in particolare, sulla parte relativa al rinnovo del contratto che prevede per i ministeriali un aumento di 70 euro (60 sul tabellare e dieci sul trattamento accessorio) e complessivamente 6 miliardi per i contratti dei circa 3,5 milioni di dipendenti. Il governo si è anche impegnato a recuperare i tagli ai fondi per la contrattazione integrativa che avrebbero determinato un alleggerimento pesante della busta paga da gennaio. Una assicurazione che ha portato alcuni sindacati a dare la propria adesione al documento. E stato, inoltre, deciso di aprire un tavolo tecnico per giungere ad un nuovo modello contrattuale come per il settore privato. La Cgil non condivide il protocollo ma ha spiegato, comunque, che non si sottrarrà al confronto: starà al tavolo sul contratto nella sede dellAran e parteciperà allistruttoria sul modello contrattuale. Per ora, in ogni caso, gli scioperi regionali previsti entro la metà novembre non sono stati revocati da nessuna sigla. Brunetta - che ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl - ha detto che da gennaio ci saranno 6 miliardi in più nelle tasche dei lavoratori. Ma prima, a dicembre, sarà pagata con la tredicesima lindennità di vacanza contrattuale pari a 100-110 euro per il 2008. Se non si riuscirà ad arrivare ad un consenso generale, ha spiegato ancora, a gennaio sarà anticipato comunque il 90% dei 6 miliardi (come previsto in Finanziaria). Il ministro punta a stringere i tempi anche per tutti gli altri contratti e già lunedì partirà il negoziato per la scuola. Entro metà novembre, quindi, spera di chiudere i contratti e le linee generali del modello contrattuale. Riguardo la posizione della Cgil, Brunetta ha detto che non si piegherà ad un braccio di ferro. "Se un sindacato non vuole dare ai lavoratori 6 miliardi, se ne assuma le responsabilita", ha osservato. "Ai no della Cgil ahimè... sono abituato, soprattutto quando non ci sono i governi amici - ha aggiunto -. Contrariamente al passato oggi si è aperta una trattativa a risorse date e non c'è un euro in più. Per questo il no mi stupisce, significa non accettare il quadro esistente e, dati i tempi, è un no impegnativo verso i lavoratori". Diversa ovviamente la valutazione sull'esito della giornata tra il ministro e la Cgil: per il primo, è stata una "giornata positiva di dialogo tra governo e sindacati pur nella non unanimita"; per il leader di Corso dItalia, Guglielmo Epifani, invece, c'è una parte consistente dei sindacati "che non ha condiviso le linee per il rinnovo: non è un buon risultato per il governo". Il segretario della Fp-Cgil, Carlo Podda, fa notare che, in base alla legge, laccordo per i ministeri non può essere sottoscritto perchè i contratti devono essere firmati da organizzazioni che rappresentano almeno il 51% dei lavoratori. Secondo Podda, inoltre, il governo può anche aver reperito i circa 200 milioni del fondo unico di amministrazione, ma non i 500 milioni delle leggi speciali. Per il segretario generale della Fps-Cisl, Rino Tarelli, sul documento c'è stata una valutazione positiva da parte della Cisl. 24 ottobre 2008 - L'Unione Sarda Il ministro: «Chi non vuole 6
miliardi per il contratto se ne assuma le responsabilità» Sul rinnovo del contratto degli statali si va verso un
accordo separato. La Cgil volta le spalle alla proposta di intesa del ministro Brunetta. 24 ottobre 2008 - La Provincia di Cremona Pubblica amministrazione. La
spaccatura sul rinnovo che prevede un aumento di 60 euro, più 10 sul trattamento
accessorio ROMA Accordo separato sul rinnovo del contratto degli statali. La Cisl, la Uil e l'Ugl hanno detto sì al protocollo presentato ieri ai sindacati dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che invece ha ricevuto un no dalla Cgil e dalle Rdb-Cub. Il protocollo in mattinata illustrato dall'Aran ai sindacati di categoria è composto da due parti: una relativa al rinnovo del contratto, l'altra sul nuovo modello contrattuale. La spaccatura tra le sigle sindacali si è consumata, in particolare, sulla parte relativa al rinnovo del contratto che prevede per i ministeriali un aumento di 70 euro (60 sul tabellare e dieci sul trattamento accessorio) e complessivamente 6 miliardi per i contratti dei circa 3,5 milioni di dipendenti. Il governo si è anche impegnato a recuperare i tagli ai fondi per la contrattazione integrativa che avrebbero determinato un alleggerimento pesante della busta paga da gennaio. Una assicurazione che ha portato alcuni sindacati a dare la propria adesione al documento. È stato, inoltre, deciso di aprire un tavolo tecnico per giungere ad un nuovo modello contrattuale come per il settore privato. La Cgil non condivide il protocollo ma ha spiegato, comunque, che non si sottrarrà al confronto: starà al tavolo sul contratto nella sede dell'Aran e parteciperà all'istruttoria sul modello contrattuale. Per ora, in ogni caso, gli scioperi regionali previsti entro la metà novembre non sono stati revocati da nessuna sigla. Brunetta che ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl ha detto che da gennaio ci saranno 6 miliardi in più nelle tasche dei lavoratori. Ma prima, a dicembre, sarà pagata con la tredicesima l'indennità di vacanza contrattuale pari a 100-110 euro per il 2008. Se non si riuscirà ad arrivare ad un consenso generale, ha spiegato ancora, a gennaio sarà anticipato comunque il 90% dei 6 miliardi (come previsto in Finanziaria). Il ministro punta a stringere i tempi anche per tutti gli altri contratti e già lunedì partirà il negoziato per la scuola. Entro metà novembre, quindi, spera di chiudere i contratti e le linee generali del modello contrattuale. Riguardo la posizione della Cgil, Brunetta ha detto che non si piegherà ad un braccio di ferro. «Se un sindacato non vuole dare ai lavoratori 6 miliardi, se ne assuma le responsabilità», ha osservato. Per il leader del maggiore sindacato, Guglielmo Epifani, invece, c'è una parte consistente dei sindacati «che non ha condiviso le linee per il rinnovo: non è un buon risultato per il governo». Il segretario della Fp-Cgil, Carlo Podda, fa notare che, in base alla legge, l'accordo per i ministeri non può essere sottoscritto perchè i contratti devono essere firmati da organizzazioni che rappresentano almeno il 51% dei lavoratori. 24 ottobre 2008 - America Oggi Contratto statali. Accordo separato,
sì di Cisl e Uil. ROMA - Accordo separato sul rinnovo del contratto degli
statali. La Cisl, la Uil e l'Ugl hanno detto sì al protocollo presentato ieri ai
sindacati dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che invece ha
ricevuto un no dalla Cgil e dalle Rdb-Cub. Il protocollo - che in mattinata era stato
illustrato dall'Aran ai sindacati di categoria - è composto da due parti: una relativa al
rinnovo del contratto, l'altra sul nuovo modello contrattuale. 24 ottobre 2008 - Corriere Canadese Contratto statali, sì di Cisl, Uil e Ugl Epifani: «È un insuccesso per il governo» ROMA - Accordo separato sul rinnovo del contratto degli statali. La Cisl, la Uil e lUgl hanno detto sì al protocollo presentato ieri ai sindacati dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che invece ha ricevuto un no dalla Cgil e dalle Rdb-Cub. Il protocollo - che in mattinata era stato illustrato dallAran ai sindacati di categoria - è composto da due parti: una relativa al rinnovo del contratto, laltra sul nuovo modello contrattuale. La spaccatura tra le sigle sindacali si è consumata, in particolare, sulla parte relativa al rinnovo del contratto che prevede per i ministeriali un aumento di 70 euro (60 sul tabellare e dieci sul trattamento accessorio) e complessivamente 6 miliardi per i contratti dei circa 3,5 milioni di dipendenti. Il governo si è anche impegnato a recuperare i tagli ai fondi per la contrattazione integrativa che avrebbero determinato un alleggerimento pesante della busta paga da gennaio. Una assicurazione che ha portato alcuni sindacati a dare la propria adesione al documento. È stato, inoltre, deciso di aprire un tavolo tecnico per giungere ad un nuovo modello contrattuale come per il settore privato. La Cgil non condivide il protocollo ma ha spiegato, comunque, che non si sottrarrà al confronto: starà al tavolo sul contratto e parteciperà allistruttoria sul modello contrattuale. Il leader di Corso dItalia, Guglielmo Epifani, ha commentato ieri lesito dellincontro: «Una parte consistente dei sindacati non ha condiviso le linee per il rinnovo: non è un buon risultato per il governo». Per il segretario generale della Fps-Cisl, Rino Tarelli, invece, sul documento cè stata una valutazione positiva da parte della Cisl. Per ora, in ogni caso, gli scioperi regionali previsti entro la metà novembre non sono stati revocati da nessuna sigla. 24 ottobre 2008 - Superabile.it I criteri della Cai per la
riassunzione del personale? Selettive: fuori i disabili! ROMA - "Incredibili e sconcertanti sono state le dichiarazioni dei rappresentanti della CAI sui criteri che verranno applicati per la scelta dei 12500 dipendenti da assumere nella nuova compagnia": la denuncia proviene dal sindacato di base Cub Trasporti, all'indomani della riunione del 22 ottobre, in cui sono state esplicitate alle organizzazioni sindacali le modalità e i criteri con cui saranno selezionati e riassunti i dipendenti del Gruppo Alitalia e Airone al netto delle espulsioni già dichiarate. Questa la proposta nel dettaglio: il personale sarà scelto con criteri di assoluta discrezionalità gestionale. Non saranno riassunti i part time, non saranno riassunti genitori affidatari unici di minori, non saranno riassunti lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di legge 104, non saranno riassunti genitori con figli invalidi a carico (legge 104), non saranno riassunti lavoratori con familiari invalidi a carico (legge 104), saranno valutate discrezionalmente le percentuali di assenze per malattia dell'ultimo triennio e sarà valutata l'anzianità aziendale. "E' davvero difficile commentare questa incredibile proposta della Cai, che stravolge e straccia ogni tutela legale e normativa esistente in materia - commenta il sindacato in una nota - Gravissimo attacco contro invalidi, portatori di handicap, genitori monoaffidatari di minori, genitori con minori con handicap, part time per necessità, personale con ridotte capacità lavorative (anche a causa di infortuni sul lavoro). . sindacato in una nota - eria.rti, all'La Cub Trasporti ribadisce che nessuna discrezionalità gestionale dovrà essere attuata da CAI nella selezione del personale, che dovrà essere tutto riassunto rispettando anzianità, carichi familiari, invalidità, legge 104, ridotte capacità lavorative". 24 ottobre 2008 - Cronache del Mezzogiorno RdB e studenti a braccetto contro il
ministro Salerno - «Le RdB dell'Università di Salerno salutano con entusiasmo ed esprimono la propria solidarietà e vicinanza agli studenti, ricercatori, precari e docenti che continuano la protesta contro ogni ipotesi di taglio e privatizzazione dell'Università. Nelle dichiarazioni del Rettore cogliamo lo spirito veramente rivoluzionario di chi ammonisce che : "tutte le proteste saranno inutili [ ] senza una politica nuova [ ] per un diverso reclutamento del personale [ ] per una valutazione della didattica e della ricerca [ ] e senza una modifica della governance [ ] Dal basso nasce una protesta che deve dare forza alle richieste istituzionali delle risorse necessarie alla sopravvivenza ma, deve riuscire a non farsi strumentalizzare da chi negli ultimi 20 anni con l'autonomia, il dialogo e la concertazione ha prodotto: dequalificazione e gerarchia verticale del sapere, processi devastanti di esternalizzazione, di precarizzazione e di consegna ai privati delle parti profittevoli dell'Università e di tutta la Pubblica Amministrazione». Per l'RdB «la soluzione non può che passare per un progetto/manifesto di rilancio dell'Università pubblica, rigettando fin da ora ogni altra ipotesi di ulteriore privatizzazione, chiedendo l'abrogazione della legge 133 ma senza lasciarsi sedurre da scaltri "pifferai magici" che dicono di avversare il Governo ma nei fatti propongono e perseguono le stesse ricette». «Gli studenti, ricercatori, precari e docenti che oggi esprimono questa analisi e questa prospettiva - prosegue -sono parte essenziale del movimento espresso dalle lotte degli stessi lavoratori universitari e dei lavoratori dipendenti pubblici e privati che hanno scioperato e manifestato il 17 ottobre a Roma. L'ansia di cambiamento è forte e la mobilitazione nazionale sta crescendo: più forte e determinante quindi sarà la responsabilità dell'intervento degli "intellettuali " e delle organizzazioni sindacali e politiche che si candidano a rappresentare la "base sociale" del nostro paese oggi e nell'immediato futuro affinché le "eccellenze" non siano più l'eccezione di una corrotta e devastante realtà accademica ma, la regola fondamentale di un'Italia che riconquisti il suo primato nel mondo». 24 ottobre 2008 - Radio Nostalgia Toscana Trenitalia. Tagli e declassamenti in tutta la Toscana Toscana Diciotto treni eurostar che non fermerebbero a Firenze e in Toscana; intercity dirottati sulla linea lenta tra il capoluogo toscano e Roma con il rischio di aumentare ritardi e con probabili ripercussioni per i pendolari; problemi di carattere occupazionale. E' lo scenario paventato da Orsa, Uil Trasporti, Sdl, Cub, Ugl, insieme a rappresentati dei pendolari e Legambiente Toscana, che a Firenze hanno espresso preoccupazione per la scelte di Trenitalia di separare la linea dell'alta velocita' da quella lenta sulla tratta Firenze-Roma con l'inizio del nuovo orario invernale il 14 dicembre. I sindacati hanno annunciato un presidio davanti alla Regione per il prossimo martedì, 28 ottobre, per dire no al 'declassamento' di Firenze e della Toscana e per chiedere maggiori garanzie all'ente regionale sul mantenimento dei servizi. 24 ottobre 2008 - Tempo Stretto Cantieri Palumbo, ok al contratto di
integrazione aziendale e al riassorbimento delle maestranza ex-Smeb Messina - Sul fronte lavoro, o meglio lavoratori, si fa spazio una buona notizia. Non si è infatti rivelato un nulla di fatto lincontro di oggi, nella sede di Confindustria tra le organizzazioni sindacali di Fim, Cisl, Fiom, Cgil, Uilm, Uil e Flmu Cub con la società cantieri navali Palumbo. E stato infatti siglato laccordo che, dopo mesi di trattative e riunioni, prevede il riassorbimento di tutte le maestranze dellex-Smeb in mobilità. Lintesa firmata dai segretari generali di categoria Antonino Alibrandi, Vincenzo Isgrò, Pasquale Rizzo, Federico Magro e Filippo Sutera prevede il rientro in servizio di sette lavoratori il prossimo 3 novembre e le rimanenti unità saranno riassorbite entro la fine anno e comunque "entro il termine di scadenza della percezione dellindennità di mobilità". «Laccordo raggiunto oggi affermano i sindacalisti - segue lintesa sul contratto integrativo aziendale siglata appena ieri con la quale lazienda crea i presupposti per lo sviluppo del cantiere e, si spera, anche dellincremento dei livelli occupazionali. Questo dimostra come lazione sindacale tesa alla riattivazione dellindustria cantieristica sul nostro territorio è stata ed è una fondamentale scelta per lo sviluppo produttivo della città». 24 ottobre 2008 - Giornale Vicenza/Brescia Oggi/Arena Accordo separato sullipotesi
che garantirebbe «sei miliardi di euro in più nelle tasche dei lavoratori» ROMA - Accordo separato sul rinnovo del contratto degli
statali: Cisl, la Uil e lUgl hanno detto sì al protocollo presentato ai sindacati
dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che invece ha ricevuto un
no dalla Cgil e dalle Rdb-Cub. Il protocollo - che in mattinata era stato illustrato
dallAran ai sindacati di categoria - è composto da due parti: una relativa al
rinnovo del contratto e laltra sul nuovo modello contrattuale. 24 ottobre 2008 - Il Giornale di Brescia Contratto statali, accordo separato ROMA - Anche sul rinnovo del contratto degli statali si
profila un accordo separato (come per il settore commercio). Ieri, infatti, la Cisl, la
Uil e lUgl hanno detto sì al protocollo presentato ai sindacati dal ministro per la
Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che invece ha ricevuto un no dalla Cgil e dalle
Rdb-Cub (Cobas). 24 ottobre 2008 - L'Eco di Bergamo Sindacati spaccati: no Cgil al contratto degli statali Il rinnovo dei contratti degli statali divide, ancora una volta, i sindacati. Cisl, Uil e Ugl hanno detto sì al protocollo presentato dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che invece ha ricevuto un no dalla Cgil e dalle Rdb-Cub. Il documento è composto da due parti: una sul rinnovo del contratto, l'altra sul nuovo modello contrattuale. Brunetta ha detto che da gennaio ci saranno 6 miliardi in più nelle tasche dei lavoratori e con la tredicesima sarà pagata l'indennità di vacanza contrattuale di 100-110 euro per il 2008. Se non si giungerà a un consenso generale, a gennaio sarà anticipato comunque il 90% dei 6 miliardi, come previsto in Finanziaria. Per il leader della Cgil Guglielmo Epifani, le risorse sono però «troppo basse e non c'è chiarezza sulla distribuzione». Contratto statali, sindacati divisi ROMA - Accordo separato sul rinnovo del contratto degli
statali. La Cisl, la Uil e l'Ugl hanno detto sì al protocollo presentato ieri ai
sindacati dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che invece ha
ricevuto un no dalla Cgil e dalle Rdb-Cub. Il protocollo che in mattinata era stato
illustrato ai sindacati di categoria dall'Aran è composto da due parti: una
relativa al rinnovo del contratto, l'altra sul nuovo modello contrattuale. La spaccatura
tra le sigle sindacali si è consumata, in particolare, sulla parte relativa al rinnovo
del contratto che prevede per i ministeriali un aumento di 70 euro (60 sul tabellare e
dieci sul trattamento accessorio) e complessivamente 6 miliardi per i contratti dei circa
3,5 milioni di dipendenti. Il governo si è anche impegnato a recuperare i tagli ai fondi
per la contrattazione integrativa che avrebbero determinato un alleggerimento pesante
della busta paga da gennaio. Una assicurazione che ha portato alcuni sindacati a dare la
propria adesione al documento. È stato, inoltre, deciso di aprire un tavolo tecnico per
giungere a un nuovo modello contrattuale come per il settore privato. La Cgil non
condivide il protocollo ma ha spiegato, comunque, che non si sottrarrà al confronto:
starà al tavolo sul contratto nella sede dell'Aran e parteciperà all'istruttoria sul
modello contrattuale. 24 ottobre 2008 - L'Opinione Asl, per la mancata stabilizzazione LAQUILA - La mancata stabilizzazione dopo una promessa, il motivo della protesta di un gruppo di precari della Regione Abruzzo e della Asl di Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro. Gli stessi che in settimana hanno occupato la terrazza del nuovo palazzo della presidenza del Consiglio, facendo anche rinviare una riunione in programma. La nutrita rappresentanza, chiedeva lattuazione dei provvedimenti di stabilizzazione sui cui si era già impegnato lo stesso Consiglio. A circa 300 ammontano i precari del palazzo abruzzese. Quelli delle Asl sfiorano i 700, gli stessi questi che avrebbero dovuto incontrare il commissario della sanità Redigolo, insieme ai capigruppo regionali. Riunione che forse si terrà nel pomeriggio di oggi. Il contratto dei precari della Asl di Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro è in scadenza il 31 ottobre prossimo, motivo per il quale Giuseppe Gentile, sindacalista della Rdb-Cub ha accusato il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, di insensibilità istituzionale. "Il Consiglio regionale non riesce neppure a svolgere il ruolo di tramite per risolvere un problema sul tappeto da 11 anni - ha sostenuto Gentile -. Il dottor Redigolo si è reso disponibile per incontrarci venerdì ma la presidenza del Consiglio non ci conferma la presenza dei consiglieri e quindi non ufficializza la riunione. È vergognoso -, ha concluso il sindacalista - una istituzione non può trattare così persone in difficoltà". 24 ottobre 2008 - Il Grecale Preoccupazione a San Severo per i
licenziamenti dei dipendenti Tre Fiammelle San Severo - Cè preoccupazione in città per la situazione di ben cinquantasette dipendenti della Società Cooperativa Tre Fiammelle impegnati nella pulizia degli edifici scolastici. Con una nota inviata nei giorni scorsi ai sindacati lazienda ha comunicato di aver avviato le procedure di licenziamento collettivo per riduzione di personale secondo larticolo 24 della legge 223 del 1991. Ad essere a rischio 167 posti di lavoro su 585 unità totali dislocati nei comuni di San Severo, Manfredonia e Sannicandro Garganico. Tra le motivazioni citate dallazienda la mancata previsione in Finanziaria di "indicazioni delle risorse finanziare relative agli affidamenti dei servizi svolti dalla medesima". A San Severo il sindacato RdB con i suoi rappresentanti locali ha già avuto mercoledì sera un incontro con i lavoratori sanseveresi nella sala consiliare di Palazzo Celestini. "Abbiamo trenta trentacinque giorni per mobilitarci ed evitare che questi lavoratori e le proprie famiglie subiscano questi licenziamenti. Nei prossimi giorni contatteremo spiegano i sindacalisti anche i dipendenti di Sannicandro e Manfredonia, per attivare azioni comuni per evitare tali licenziamenti". 24 ottobre 2008 - Il Denaro Ficomirrors, cassa integrazione per 105 lavoratori Benevento - Provvedimento di cassa integrazione per
centocinque lavoratori della Ficomirrors di Morcone. Si tratta di una misura che colpisce
la società metalmeccanica più grande del Sannio. In particolare, secondo quanto rileva
la Federazione dei Metalmeccanici Uniti di Benevento, il provvedimento risulta poco chiaro
specie nei criteri di scelta dei lavoratori colpiti. Inoltre, manca una comunicazione
preventiva ai dipendenti posti in cassa integrazione. Secondo il coordinatore provinciale
della Flm Uniti CUB Benevento, Marcelo Amendola, inoltre, tale provvedimento rappresenta
il preludio di un licenziamento. 24 ottobre 2008 - Settegiorni Il Cub: «Sarebbe bastato
predisporre un'impalcatura» Magenta - La morte sul lavoro del giovane marocchino
Mustafà Dadouche ha sollevato le proteste dei lavoratori dipendenti della fonderia
«Parola e Luraghi» vicini alla realtà sindacale della Cub e della Cgl i quali,
chiedendo una maggior sicurezza sul luogo di lavoro, nella giornata di martedì 21 ottobre
hanno dato vita dapprima a un'assemblea interna alla fonderia per discutere dell'avvenuta
tragedia e poi a uno sciopero durato ore. «Abbiamo parlato per pochi minuti con Riccardo
Parola ha asserito Massimo Lettieri del Cub ci ha riferito che si è
trattato solo di un incidente sul lavoro. Nel caso specifico saranno i magistrati a far
luce sugli eventi. Il fatto è che la sicurezza non è sempre garantita in caso di
subappalto di opere. Sta di fatto che qui in fonderia la pulizia e la manutenzione del
forno è stata affidata ad una ditta esterna la quale a sua volta ha riappaltato il lavoro
alla Re-fractories per la quale lavorava Mustafà. Ciò che penso è che sarebbe bastato
predisporre un'impalcatura e il materiale che si è staccato dal forno non sarebbe caduto
in testa al lavoratore marocchino». Subito dopo l'intervento del titolare della fonderia
all'assemblea generale, abbiamo cercato di contattarlo per un commento sull'accaduto ma
ogni tentativo è stato inutile. A farlo è stato invece il segretario generale regionale
della Cisl Gigi Petteni il quale, riferendosi al caso magentino, ha affermato che «siamo
costretti a rilevare che anche in un'area come quella dell'Alto Milanese la
destrutturazione del sistema economico sta facendo prosperare il triste fenomeno del
subappalto con tutte le nefaste conseguenze del caso. C'è una zona grigia d'illegalità
che si sta diffondendo sempre di più. Da parte nostra, moltiplicheremo le forze per
chiedere alle imprese di mettere la sicurezza dei lavoratori come principale priorità».
Solidarietà alla famiglia della vittima è stata espressa anche dal sindaco Luca Del
Gobbo. 24 ottobre 2008 - Il Bari Lavoro. Oggi "assemblea degli
incassati" cioè delle vittime della cassa integrazione Bari - Un'assemblea per dare voce agli 'incassati' - ossia a quelli che sono in cassa integrazione - della zona industriale di Bari dove, lentamente ma inesorabilmente, la situazione lavorativa sta precipitando. È quanto ha deciso di organizzare, per oggi alle 17,30, la sezione di Rifondazione del San Paolo. Il grido d'allarme è stato lanciato qualche settimana fa e riguardava i lavoratori della Bosch - su 2400 lavoratori, 1600 in cassa integrazione saltuaria - ma non è l'unico. Proprio ieri pomeriggio è stata confermata la cassa integrazione per nove giorni a dicembre, per tutti i lavoratori della Bridgestone. La manifestazione è stata presentata, oltre che dal capogruppo di Rifondazione al Comune, Sabino De Razza, anche dal rappresentante della Rete 28 aprile Massimo Paparella, dal segretario provinciale della Flm Uniti/Cub Bari Vincenzo Pecorella e dal rappresentante dei circoli Prc San Paolo e San Pasquale Ettore Foggetti. "L'incontro - hanno spiegato - nasce con tre obiettivi. Il primo è chiedere alle aziende di integrare l'indennità di cassa integrazione fino ai normali livelli salariali già miseri, visto che dicono che 'siamo tutti sulla stessa barca' e visto che, fino ad oggi, hanno fatto il pieno di profitti". "Il secondo - è stato detto ancora - è chiedere alle isitituzioni centrali ed al governo regionale di utilizzare i soldi pubblici per sussidiare i lavoratori ed i disoccupati in difficoltà economica, e non per incentivare ancora i profitti delle imprese e salvare le banche". Infine, il terzo obiettivo dell'assemblea - che è comunque aperta a tutti - sarà quello di ribadire che "la ricchezza prodotta dai lavoratori è stata loro sottratta: con quella ricchezza si sono costruiti enormi castelli di carta finanziari che adesso, crollando, trascinano nella rovina tutti noi. Perchè tutto questo non si ripeta, i lavoratori devono ricominciare a riunirsi, a discutere, a organizzarsi e a lottare per i propri interessi riappropriandosi del proprio futuro". "Ciò che sta succedendo alla Bosch - è stato ribadito ancora - deve essere di monito per tutti: il padronato sta utilizzando la tattica di mettere in contrapposizione Rsu e segreteria provinciali, giocando al ribasso sulla pelle dei lavoratori. Il sindacato concertativo - è stato sottolineato - non riesce più a difenedere la stabilità del lavoro". "Non siamo incoscienti da non capire che la crisi sussiste - ha dichiarato Foggetti - ma loro sarebbero in grado quantomeno di coprire la differenza salariale tra lo stipendio e lindennità da cassa integrazione". E si ntrattarebbe di un salto non da poco tra il salario di 1.200 euro e lindennità di 700, uno scarto di 500 euro, un milione delle vecchie lire. "Dal verbale degli azionisti Bosch di aprile 2008 - ha spiegato - Pecorella - risulta che sono state deliberati 30 milioni di euro di dividendi tra gli azionisti: penso che una parte di questo denaro potrebbe colmare tranquillamente quel divario". 24 ottobre 2008 - La Repubblica Pendolari, Legambiente, sindacati uniti contro il taglio dei treni Firenze - Legambiente, sindacati, comitati dei pendolari. Tutti uniti contro i "tagli" di 18 Eurostar Roma-Milano che con l´Alta velocità non fermerebbero più a Firenze e degli Intercity dirottati sulla linea lenta «con il rischio di aumentare ritardi e disagi». Insomma secondo Orsa, Uil Trasporti, Sdl, Cub, Ugl, pendolari e Legambiente Toscana è Trenitalia che «sta sbagliando tutto, scegliendo di separare la linea superveloce da quella lenta con l´inizio del nuovo orario invernale il 14 dicembre». All´assessore regionale ai Trasporti Riccardo Conti i sindacati chiedono un incontro urgente e intanto annunciano un presidio davanti alla Regione il 28. Crisi, tremila in cassa integrazione Bari - Tremila operai sul baratro della cassa integrazione.
Lo spettro della recessione è già realtà nella zona industriale di Bari. Le cattive
notizie, nelle ultime ore, si sono succedute ad una velocità devastante. La Getrag ieri
è stata messa in crisi da un improvviso ritiro di una commessa milionaria della Chrysler.
A poche centinaia di metri di distanza, nel fortino della Bridgestone, i sindacati
riunivano gli operai per annunciare che la produzione sarà bloccata nelle ultime due
settimane di dicembre per smaltire la produzione, in attesa che passi la tempesta.
Improvvisamente duemila famiglie sono state catapultate nel cuore della crisi. Ad
attenderli hanno trovato gli operai della Bosch che in cassa integrazione sono arrivati
prima di loro. Dovranno affrontare l´arrivo dell´inverno con in mano una busta paga da
700 euro. Mentre saranno almeno duecento i lavoratori interinali e i co.co.pro. che non
avranno diritto neanche a quello. In poche ore, il cuore produttivo della città,
l´industria pesante dei motori e delle tute blu, è salita sulle montagne russe dei
mercati, degli indici telematici e dei mutui spazzatura. 24 ottobre 2008 - La Nazione Pendolari, unaltra mazzata con
i nuovi orari invernali FIRENZE I PENDOLARI, soprattutto quelli di Valdarno, Arezzo e Chiusi, con lintroduzione del nuovo orario ferroviario che è prevista a dicembre si potrebbero trovare ad affrontare nuovi disagi. La denuncia arriva da Legambiente, dai comitati dei pendolari della Toscana e dai sindacati di categoria di Sdl, Orsa, Cub e Ugl. «Con il dirottamento degli intercity dalla direttissima sulla linea lenta tra Firenze e Roma spiegano aumenta, oltre al tempo di percorrenza, anche la probabilità di avere ritardi e disservizi e questo soprattutto durante le ore di punta, quando la linea lenta, oltre agli intercity, dovrà sostenete i treni regionali, utilizzati in gran parte dai pendolari». E LALTA VELOCITÀ non potrà peraltro in alcun modo sostituirsi agli intercity. Soprattutto perché, fanno notare ambientalisti, comitati dei pendolari, Uil e sindacalisti di base, con il nuovo orario, saranno 18, su una stima complessiva di 50, gli Eurostar che ogni giorno non si fermeranno a Firenze, ma andranno diretti da Milano a Roma. «Si sta arrivando a una situazione paradossale», commenta Raniero Casini, della segreteria nazionale del Sindacato dei lavoratori. «Tutti dice pagano le tasse, lo Stato paga le infrastrutture, ma lAlta Velocità serve solo a chi si sposta da Roma a Milano, mentre tutti gli altri viaggiatori vedono peggiorare il servizio, e addirittura sborsare altri soldi attraverso le Regioni per mantenere una qualità decente». Ma se le sofferenze maggiori saranno per i pendolari, i 18 Eurostar in meno potrebbero avere ripercussioni anche sui posti di lavoro del personale che dalla stazione di Firenze solitamente sale a bordo dei treni diretti a Roma o a Milano. Su un totale di 160 lavoratori, circa 50 potrebbero essere infatti a rischio. Senza contare, poi, le possibili ricadute sui macchinisti, gli addetti alla manutenzione e il personale della stazione di Santa Maria Novella, tra biglietteria e uffici. «SIAMO preoccupati spiega Tommaso Lanni, ferroviere e delegato della Uil-trasporti a proposito dellintenzione di Trenitalia di non dare a Firenze la centralità che merita». «Si mettono in primo piano prosegue Lanni Napoli, Roma e Milano, ma non Bologna né tanto meno il capoluogo di una regione che pure ha pagato cara lAlta Velocità, in termini di danni ambientali, in particolare in Mugello». La protesta dei sindacati di base, Uil e Ugl e delle associazioni ambientaliste e dei pendolari alla quale non partecipano Fit-Cgil e Filt-Cisl, che, però, saranno comunque impegnate in nuove iniziative sul tema insieme alla Uil-trasporti culminerà il 28 ottobre prossimo, con un sit-in sotto la sede della Regione Toscana, in via Cavour. 24 ottobre 2008 - Il Mattino di Padova Allarme per i lavoratori dellex Magrini Galileo in cassa integrazione BATTAGLIA - Uninterrogazione alla giunta provinciale
di Padova per capirne di più sulla situazione degli ultimi lavoratori dellex Nuova
Magrini Galileo ancora da ricollocare, dopo la chiusura della fabbrica disposta dalla
Siemens. Il documento è stato presentato da Paolo De Marchi, consigliere dei Verdi, che
si è detto preoccupato dei «tempi dilatati per il rispetto del protocollo dintesa
firmato un anno fa» e del fatto che sembra stiano arrivando «proposte di ricollocazione
peggiorative». Inoltre «la scarsa trasparenza nei criteri di assunzione può favorire
favoritismi e clientelismi». 24 ottobre 2008 - Liberazione Cisl, Uil e Ugl siglano protocollo che dà elemosinaPubblici, tutti cedono a Brunetta Ma la Cgil non firma di Fabio Sebastiani Un aumento lordo di sessanta euro mensili, più dieci
di produttività, per il biennio economico 2008-2009 e nessuna certezza per quanto
riguarda il recupero delle risorse tolte ai dipendenti pubblici dalla finanziaria di
Tremonti. E' su questo "contenuto" che ieri si è consumato l'ennesimo accordo
separato nel giro di quattro mesi. Da una parte Cisl, Uil e Ugl, dall'altra la Cgil. Come
da copione, il ministro Brunetta, utilizzando lo schema dell'avviso comune con
Confindustria e quello del contratto del commercio, ha messo in atto un'altra pugnalata
alle spalle del più grande sindacato italiano dei lavoratori. In questo caso l'aggettivo
è d'obbligo perché i numeri danno ragione a Corso d'Italia. L'accordo separato, che per
ora rimane sul protocollo d'intesa, quindi non sul contratto vero e proprio, non ha il 51%
dei consensi. Il pubblico impiego, infatti, a differenza del privato, ha una legge sulla
rappresentanza. Milano. "Silvio siamo qui, fa
no il ganassa... ti aspettiamo"... Milano - "Silvio siamo qui, fa no il ganassa... ti
aspettiamo". Il murales davanti alla Statale dice bene come gli studenti in lotta
hanno reagito alla provocazione di Stato. Sberleffi, ironia, qualche guasconata.
D'altronde polizia e carabinieri sono in forze in borghese in tutte le assemblee, negli
atrii, seduti sulle panchine. Gli studenti lo sanno, li vedono. Non fosse per questo
sinistro dejà vu, la protesta universitaria che monta è qualcosa di diverso e altro dal
passato. Almeno a Milano. Primo perché è molto variegata, tra facoltà scientifiche ed
umanistiche, come è sempre stato. Poi perché pone la generazione di studenti forgiati
dalle lotte anti-Moratti davanti alla prova delle politica. Alla maturità. Perché la
legge c'è già. E adesso bisogna trovare il modo di terremotarla, fargliela rimangiare,
renderla come la peste. Inavvicinabile. E bisogna farlo praticamente da soli. E non è
facile. 24 ottobre 2008 - Corriere del Mezzogiorno Zona industriale di Bari Le
crisi di Bosch, Bridgestone, Gertrag BARI I 3mila lavoratori in cassa integrazione delle aziende della zona industriale di Bari (Bosch, Bridgestone, Gertrag) si riuniranno oggi in un'assemblea promossa dalla Flmuniti-Cub di Bari (Federazione lavoratori metalmeccanici uniti), dai Circoli Prc di San Pasquale e del San Paolo e dalla Rete 28 aprile. «Chiediamo alle aziende di integrare le indennità di cassa integrazione fino ai normali livelli salariali - spiegano Ettore Foggetti del circolo Prc e Vincenzo Pecorella della Filmuniti Cub - utilizzando i soldi che vengono girati agli azionisti». I manifestanti si rivolgono anche alle istituzioni pubbliche. «Potrebbero cominciare a utilizzare i fondi statali e europei - continuano - per salvare tutti coloro che non ce la faranno ad arrivare a fine mese». Ieri inoltre le parlamentari del Pdl, Paola Pelino e Gabriella Carlucci, hanno presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sulla situazione occupazionale della Bosch. «Dalla risposta del ministro - spiega Carlucci - abbiamo capito che le organizzazioni sindacali non hanno chiesto alcun incontro al governo per trovare una soluzione al problema della Bosch. Bisogna invece aprire al più presto un tavolo di confronto».(S.Del.) 24 ottobre 2008 - L'Adige ROMA. Accordo separato sul rinnovo del contratto degli statali... ROMA - Accordo separato sul rinnovo del contratto degli statali. La Cisl, la Uil e l'Ugl hanno detto sì al protocollo presentato ai sindacati dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che invece ha ricevuto un no dalla Cgil e dalle Rdb-Cub. Il protocollo è composto da due parti: una relativa al rinnovo del contratto, l'altra sul nuovo modello contrattuale. La spaccatura tra le sigle sindacali si è consumata, in particolare, sulla parte relativa al rinnovo del contratto che prevede per i ministeriali un aumento di 70 euro (60 sul tabellare e dieci sul trattamento accessorio) e complessivamente 6 miliardi per i contratti dei circa 3,5 milioni di dipendenti. Il governo si è anche impegnato a recuperare i tagli ai fondi per la contrattazione integrativa che avrebbero determinato un alleggerimento pesante della busta paga da gennaio. Una assicurazione che ha portato alcuni sindacati a dare la propria adesione al documento. È stato, inoltre, deciso di aprire un tavolo tecnico per giungere ad un nuovo modello contrattuale come per il settore privato. La Cgil non condivide il protocollo ma ha spiegato, comunque, che non si sottrarrà al confronto: starà al tavolo sul contratto nella sede dell'Aran e parteciperà all'istruttoria sul modello contrattuale. Per ora, in ogni caso, gli scioperi regionali previsti entro la metà novembre non sono stati revocati da nessuna sigla. Brunetta - che ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl - ha detto che da gennaio ci saranno 6 miliardi in più nelle tasche dei lavoratori. Ma prima, a dicembre, sarà pagata con la tredicesima l'indennità di vacanza contrattuale pari a 100-110 euro per il 2008. Se non si riuscirà ad arrivare ad un consenso generale, ha spiegato ancora, a gennaio sarà anticipato comunque il 90% dei 6 miliardi (come previsto in Finanziaria). Il ministro punta a stringere i tempi anche per tutti gli altri contratti e già lunedì partirà il negoziato per la scuola. Entro metà novembre, quindi, spera di chiudere i contratti e le linee generali del modello contrattuale. Riguardo la posizione della Cgil, Brunetta ha detto che non si piegherà ad un braccio di ferro. «Se un sindacato non vuole dare ai lavoratori 6 miliardi, se ne assuma le responsabilita», ha osservato. «Ai no della Cgil ahimè... sono abituato, soprattutto quando non ci sono i governi amici - ha aggiunto -. Contrariamente al passato si è aperta una trattativa a risorse date e non c'è un euro in più. Per questo il no mi stupisce, significa non accettare il quadro esistente e, dati i tempi, è un no impegnativo verso i lavoratori». Diversa ovviamente la valutazione sull'esito della giornata di ieri tra il ministro e la Cgil: per il primo, è stata una «giornata positiva di dialogo tra governo e sindacati pur nella non unanimita»; per il leader di Corso d'Italia, Guglielmo Epifani, invece, c'è una parte consistente dei sindacati «che non ha condiviso le linee per il rinnovo: non è un buon risultato per il governo». 24 ottobre 2008 - L'Unità Sindacati divisi sul contratto degli
statali Roma - LA MOSSA Il ministro Renato Brunetta chiama,
dice che per i lavoratori pubblici ci sono i 6 miliardi di sempre, cioè 8 euro lordi di
aumento per il 2008 e 70 lordi per il 2009, e che ha fretta di rinnovare i contratti. E di
spaccare il sindacato. La Cisl dice subito sì al 24 ottobre 2008 - Caserta news Rdb esprimono vicinanza a precari scuola e ricercatori Salerno Le RdB dell'Università di Salerno salutano con entusiasmo ed esprimono la propria solidarietà e vicinanza agli studenti, ricercatori, precari e docenti che continuano la protesta contro ogni ipotesi di taglio e privatizzazione dell'Università. Nelle dichiarazioni del Rettore cogliamo lo spirito veramente rivoluzionario di chi ammonisce che : "tutte le proteste saranno inutili [ ] senza una politica nuova [ ] per un diverso reclutamento del personale [ ] per una valutazione della didattica e della ricerca [ ] e senza una modifica della governance [ ] Dal basso nasce una protesta che deve dare forza alle richieste istituzionali delle risorse necessarie alla sopravvivenza ma, deve riuscire a non farsi strumentalizzare da chi negli ultimi 20 anni con l'autonomia, il dialogo e la concertazione ha prodotto: dequalificazione e gerarchia verticale del sapere, processi devastanti di esternalizzazione, di precarizzazione e di consegna ai privati delle parti profittevoli dell'Università e di tutta la Pubblica Amministrazione. La soluzione non può che passare per un progetto/manifesto di rilancio dell'Università pubblica, rigettando fin da ora ogni altra ipotesi di ulteriore privatizzazione, chiedendo l'abrogazione della legge 133 ma senza lasciarsi sedurre da scaltri "pifferai magici" che dicono di avversare il Governo ma nei fatti propongono e perseguono le stesse ricette. Gli studenti, ricercatori, precari e docenti che oggi esprimono questa analisi e questa prospettiva sono parte essenziale del movimento espresso dalle lotte degli stessi lavoratori universitari e dei lavoratori dipendenti pubblici e privati che hanno scioperato e manifestato il 17 ottobre a Roma. L'ansia di cambiamento è forte e la mobilitazione nazionale sta crescendo: più forte e determinante quindi sarà la responsabilità dell'intervento degli "intellettuali " e delle organizzazioni sindacali e politiche che si candidano a rappresentare la "base sociale" del nostro paese oggi e nell'immediato futuro affinché le "eccellenze" non siano più l'eccezione di una corrotta e devastante realtà accademica ma, la regola fondamentale di un'Italia che riconquisti il suo primato nel mondo. " 23 ottobre 2008 - Ansa STATALI: RDB RESPINGE PROTOCOLLO INTESA(ANSA) - ROMA, 23 OTT - La RdB-Cub ha respinto il documento proposto dal ministro Brunetta, «sia per quanto attiene il tentativo di introdurre surrettiziamente nel Pubblico Impiego la stessa modifica del modello contrattuale sia per la parte strettamente contrattuale». Lo precisa la sigla sindacale in una nota, spiegando che il documento «conferma gli irrisori stanziamenti previsti in Finanziaria, con la sola vacanza contrattuale di 8-10 euro lordi medi mensili per il 2008, fino a raggiungere l'iperbolica cifra media lorda di 60 euro in busta paga a fine 2009, ed ulteriori 10 euro destinati alla lotteria del salario accessorio». STATALI: RDB-CUB, PRONTI A NUOVO SCIOPERO (ANSA) - ROMA, 23 OTT - La federazione delle Rdb-Cub si dice pronta ad un nuovo sciopero se «dovesse passare il progetto illustrato oggi da Brunetta». Lo ha detto uno dei leader dell'organizzazione, Pierpaolo Leonardi, secondo il quale il governo tenta di introdurre «surrettiziamente un nuovo modello contrattuale». Leonardi ha respinto anche le risorse previste per il rinnovo dei contratti. «È grave poi - ha concluso - che il ministro abbia incontrato il segretario dell'Ugl che non ha alcuna titolarità nel pubblico impiego». STATALI: ACCORDO SEPARATO, SÌ DA
CISL E UIL NO DA CGIL (ANSA) - ROMA, 23 OTT - Accordo separato sul rinnovo del contratto degli statali. La Cisl, la Uil e l'Ugl hanno detto sì al protocollo presentato oggi ai sindacati dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che invece ha ricevuto un no dalla Cgil e dalle Rdb-Cub. Il protocollo - che in mattinata era stato illustrato dall'Aran ai sindacati di categoria - è composto da due parti: una relativa al rinnovo del contratto, l'altra sul nuovo modello contrattuale. La spaccatura tra le sigle sindacali si è consumata, in particolare, sulla parte relativa al rinnovo del contratto che prevede per i ministeriali un aumento di 70 euro (60 sul tabellare e dieci sul trattamento accessorio) e complessivamente 6 miliardi per i contratti dei circa 3,5 milioni di dipendenti. Il governo si è anche impegnato a recuperare i tagli ai fondi per la contrattazione integrativa che avrebbero determinato un alleggerimento pesante della busta paga da gennaio. Una assicurazione che ha portato alcuni sindacati a dare la propria adesione al documento. È stato, inoltre, deciso di aprire un tavolo tecnico per giungere ad un nuovo modello contrattuale come per il settore privato. La Cgil non condivide il protocollo ma ha spiegato, comunque, che non si sottrarrà al confronto: starà al tavolo sul contratto nella sede dell'Aran e parteciperà all'istruttoria sul modello contrattuale. Per ora, in ogni caso, gli scioperi regionali previsti entro la metà novembre non sono stati revocati da nessuna sigla. Brunetta - che ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl - ha detto che da gennaio ci saranno 6 miliardi in più nelle tasche dei lavoratori. Ma prima, a dicembre, sarà pagata con la tredicesima l'indennità di vacanza contrattuale pari a 100-110 euro per il 2008. Se non si riuscirà ad arrivare ad un consenso generale, ha spiegato ancora, a gennaio sarà anticipato comunque il 90% dei 6 miliardi (come previsto in Finanziaria). Il ministro punta a stringere i tempi anche per tutti gli altri contratti e già lunedì partirà il negoziato per la scuola. Entro metà novembre, quindi, spera di chiudere i contratti e le linee generali del modello contrattuale. Riguardo la posizione della Cgil, Brunetta ha detto che non si piegherà ad un braccio di ferro. «Se un sindacato non vuole dare ai lavoratori 6 miliardi, se ne assuma le responsabilita», ha osservato. «Ai no della Cgil ahimè... sono abituato, soprattutto quando non ci sono i governi amici - ha aggiunto -. Contrariamente al passato oggi si è aperta una trattativa a risorse date e non c'è un euro in più. Per questo il no mi stupisce, significa non accettare il quadro esistente e, dati i tempi, è un no impegnativo verso i lavoratori». Diversa ovviamente la valutazione sull'esito della giornata di oggi tra il ministro e la Cgil: per il primo, è stata una «giornata positiva di dialogo tra governo e sindacati pur nella non unanimita»; per il leader di Corso d'Italia, Guglielmo Epifani, invece, c'è una parte consistente dei sindacati «che non ha condiviso le linee per il rinnovo: non è un buon risultato per il governo». Il segretario della Fp-Cgil, Carlo Podda, fa notare che, in base alla legge, l'accordo per i ministeri non può essere sottoscritto perchè i contratti devono essere firmati da organizzazioni che rappresentano almeno il 51% dei lavoratori. Secondo Podda, inoltre, il governo può anche aver reperito i circa 200 milioni del fondo unico di amministrazione, ma non i 500 milioni delle leggi speciali. Per il segretario generale della Fps-Cisl, Rino Tarelli, sul documento c'è stata una valutazione positiva da parte della Cisl. «L'impostazione è utile - ha detto - e abbiamo dato la nostra disponibilità ad un impianto da percorrere che apre una fase che andrà realizzata e giudicata su fatti concreti». Per la Uil-P.A., Salvatore Bosco, il documento «può costituire una valida base di discussione per riprendere il confronto sui rinnovi contrattuali delle categorie». Renata Polverini, leader dell'Ugl, ha affermato: «Sul contratto è un passo in avanti, siamo disponibili ad avviare un percorso sul modello contrattuale». La Confsal, la Cse e l'Usae si sono riservate di aderire al protocollo. ALITALIA: CUB CONTRO CRITERI CAI PER RIASSUNZIONE PERSONALE (ANSA) - FIUMICINO (ROMA),23 OTT - ''Sono incredibili e sconcertanti le dichiarazioni dei rappresentanti della CAI sui criteri che verranno applicati per la scelta dei 12.500 dipendenti da assumere nella nuova compagnia'': E' quanto sostiene il sindacato autonomo Cub Trasporti, all'indomani della riunione svoltasi tra i rappresentanti della CAI e le organizzazioni sindacali. ''Nella riunione di ieri sono stati annunciati i criteri per la riassunzione del personale - spiega Fabio Frati, rappresentante nazionale della Cub Trasporti - a quanto abbiamo saputo nel dettaglio, per fare solo qualche esempio, non saranno riassunti i part-time, i genitori affidatari unici di minori, i lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di legge 104, ne' tantomeno i lavoratori con famigliari invalidi a carico.E' davvero difficile commentare questa incredibile proposta della CAI - aggiunge Frati - che stravolge e straccia ogni tutela legale e normativa esistente in materia. Per questo la Cub Trasporti rispedisce al mittente queste provocatorie volonta' aziendali e diffida la CAI dal mettere in atto comportamenti discriminatori e lesivi dello spirito di ogni legge e normative esistente''. REGIONI: MARRAZZO AI SINDACATI, CONTRO CRISI SERVE VELOCITÀ (ANSA) - ROMA, 23 OTT - Sostegno al credito e questione mutui, tenuta della coesione sociale ed effetti della crisi economica, con particolare riferimento alla vicenda Alitalia e allo scalo di Fiumicino, sono alcuni dei temi affrontati dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, nel corso dell' incontro stamani con le organizzazioni sindacali per individuare iniziative a difesa di lavoratori e famiglie. Un incontro, seguito a quello dei giorni scorsi con le associazioni degli imprenditori, «caratterizzato - ha detto Marrazzo - da un clima di senso di responsabilità». «Sappiamo - ha detto il presidente della Regione rivolto ai rappresentanti sindacali - che per intervenire sulla crisi c'è bisogno di velocità. Oggi abbiamo parlato dell'impatto che ha la crisi economica sulle famiglie e dell'accesso al credito». In questo senso, «chiediamo a tutti - ha aggiunto - nel rispetto dell'autonomia e delle posizioni, di lavorare perchè si possano raggiungere risultati». All'incontro hanno partecipato Claudio Di Berardino (Cgil), Francesco Simeoni (Cisl), Luigi Scardaone (Uil), Luca Malcotti (Ugl), Francesco Gagnasso (Confsal), Domenico Farina (Rdb), Franco Calandri (Cisal), Roberta Bernardeschi (Confedir) e Giuseppe D'Addio (Cida). 23 ottobre 2008 - Dire SCUOLA. CUB: EMERGENZA DEMOCRATICA, NO ALLO STATO DI POLIZIA (DIRE) Roma, 23 ott. - "Si sta affacciando un'emergenza democratica fatta di manganelli, di sgomberi, di provocazioni come quelle attuate al Centro sociale Horus di Roma, di attacco al diritto di sciopero e di manifestazione. Noi siamo dalla parte di chi lotta per non pagare la crisi, per la difesa della scuola e della universita' pubblica, degli spazi sociali autogestiti. Quella annunciata da Berlusconi e' la risposta del governo alla ripresa del conflitto sociale esploso con forza con la straordinaria partecipazione allo sciopero generale e alla manifestazione del 17 ottobre". Questa la dichiarazione di Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale Cub, in ordine all'annunciato ricorso alla polizia per riportare l'ordine nelle universita'. "Quanto sta accadendo oggi nelle scuole, nelle universita' e nei luoghi di lavoro contro il decreto Gelmini e la legge 133 di Brunetta e' il miglior sondaggio possibile sul gradimento del governo". Le piazze- ricorda- "sono piene, le scuole e le universita' occupate e i lavoratori lottano contro i tentativi di far pagare loro la crisi; come tutti i governi reazionari anche questo pensa di poter risolvere tutto con i manganelli", conclude Leonardi. CASA. ASIA-RDB: CAMPIDOGLIO ALIMENTA
GUERRA TRA POVERI (DIRE) Roma, 23 ott. - "Questa mattina 27 famiglie organizzate con Asia-Rdb hanno appreso in maniera ufficiale dal direttore dell'Ufficio politiche abitative del Comune di Roma, Raffaele Marra, che dopo 10 anni di attesa per un alloggio popolare dovranno rassegnarsi a vivere a tempo indeterminato dentro una scuola occupata". E' quanto fa sapere una nota della stessa Asia-Rdb, che prosegue: "Queste famiglie, in attesa di un alloggio popolare dal 1998, erano state inserite in un bando speciale che ha gia' garantito ad altri aventi diritto l'assegnazione di una casa. Lo scorso aprile, invece, una determinazione del direttore ha stravolto i criteri di assegnazione, in primis quello cronologico, lasciando fuori le 27 famiglie". "L'attuale giunta ha avallato questa operazione. Il rischio, in assenza di risposte adeguate al fabbisogno abitativo, e' quello di alimentare una guerra tra poveri- conclude la nota- Pertanto, le famiglie hanno deciso di rimanere dentro l'ufficio di via del Quadrato della Concordia all'Eur fino a quando non riceveranno assicurazioni sui tempi e le modalita' di assegnazione dell'alloggio di cui hanno diritto". PUBBLICO IMPIEGO. NON SOLO RDB-CUB
SABATO CONTRO BRUNETTA (DIRE) Bologna, 23 ott. - Non saranno solo le Rappresentanze sindacali di base a manifestare, dopodomani a Bologna, contro il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per i provvedimenti che ha preso in materia di Pubblico impiego e contratti collettivi. Fp Cgil, Fp Cisl, Fpl Uil, Uil Pa, Flc Cgil, Cisl Universita' e Uil Pa-Ur annunciano che "in occasione della partecipazione del ministro Brunetta ai lavori della seconda giornata del convegno '(Ri)nati per esportare'", alle ore 9 di dopodomani, presso il Palazzo dei Congressi in piazza della Costituzione, si svolgera' "un presidio di lavoratori pubblici e dell'Universita'". REGIONE. MARRAZZO A SINDACATI: CONTRO CRISI SERVE VELOCITA' (DIRE) Roma, 23 ott. - Sostegno al credito e questione mutui, tenuta della coesione sociale ed effetti della crisi economica, con particolare riferimento alla vicenda Alitalia e allo scalo di Fiumicino. Di questo si e' discusso per circa due ore in un incontro in Regione tra il presidente Piero Marrazzo e le organizzazioni sindacali per individuare iniziative a difesa di lavoratori e famiglie. Un incontro, seguito a quello dei giorni scorsi con le associazioni degli imprenditori, "caratterizzato- ha affermato Marrazzo- da un clima di senso di responsabilita'. Sappiamo che per intervenire sulla crisi c'e' bisogno di velocita'. Oggi abbiamo parlato dell'impatto che ha la crisi economica sulle famiglie e dell'accesso al credito". In questo senso, "chiediamo a tutti- ha aggiunto- nel rispetto dell'autonomia e delle posizioni, di lavorare perche' si possano raggiungere risultati". Marrazzo ha poi sottolineato di aver proposto "al sindaco di Roma Gianni Alemanno, al presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti e al presidente della Camera di Commercio di Roma Andrea Mondello un piano emergenziale di investimenti per le infrastrutture tra Roma e Fiumicino". All'incontro hanno partecipato Claudio Di Berardino (Cgil), Francesco Simeoni (Cisl), Luigi Scardaone (Uil), Luca Malcotti (Ugl), Francesco Gagnasso (Confsal), Domenico Farina (Rdb), Franco Calandri (Cisal), Roberta Bernardeschi (Confedir) e Giuseppe D'Addio (Cida). 23 ottobre 2008 - Omniroma CASA, ASIA: 27 FAMIGLIE «OCCUPANO» UFFICIO POLITICHE ABITATIVE (OMNIROMA) Roma, 23 ott - «Questa mattina 27 famiglie organizzate con AS.I.A. RdB hanno appreso in maniera ufficiale dal direttore dell'ufficio Politiche abitative del comune di Roma, Raffaele Marra, che dopo 10 anni di attesa per un alloggio popolare dovranno rassegnarsi a vivere a tempo indeterminato dentro una scuola occupata». Lo comunica Asia Rdb che sottolinea che «le famiglie hanno deciso di rimanere dentro l'ufficio di via del Quadrato della Concordia all'Eur fino a quando non riceveranno assicurazioni sui tempi e le modalità di assegnazione dell'alloggio di cui hanno diritto». «Queste famiglie, in attesa di un alloggio popolare dal 1998, erano state inserite in un bando speciale che ha già garantito ad altri aventi diritto l'assegnazione di una casa - prosegue la nota - Lo scorso aprile, invece, una determinazione del direttore ha stravolto i criteri di assegnazione, in primis quello cronologico, lasciando fuori le 27 famiglie. L'attuale giunta ha avallato questa operazione. Il rischio, in assenza di risposte adeguate al fabbisogno abitativo, è quello di alimentare una guerra tra poveri». 23 ottobre 2008 - Adnkronos ROMA: ASIA RDB, UFFICIO 'CASA' DEL COMUNE NEGA ALLOGGI POPOLARI A 27 FAMIGLIE Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - «Questa mattina 27 famiglie organizzate hanno appreso in maniera ufficiale dal direttore dell'Ufficio Politiche abitative del comune di Roma, Raffaele Marra, che dopo 10 anni di attesa per un alloggio popolare dovranno rassegnarsi a vivere a tempo indeterminato dentro una scuola occupata». Lo riferisce l'Asia rdb, il sindacato di base che rappresenta le famiglie. «Queste famiglie - afferma l'Asia - erano state inserite in un bando speciale che ha già garantito ad altri aventi diritto l'assegnazione di una casa. Lo scorso aprile, invece, una determinazione del direttore ha stravolto i criteri di assegnazione, in primis quello cronologico, lasciando fuori le 27 famiglie». «L'attuale giunta - continua - ha avallato questa operazione. Il rischio, in assenza di risposte adeguate al fabbisogno abitativo, è quello di alimentare una guerra tra poveri. Pertanto, le famiglie hanno deciso di rimanere dentro l'ufficio di via del Quadrato della Concordia all'Eur fino a quando non riceveranno assicurazioni sui tempi e le modalità di assegnazione dell'alloggio di cui hanno diritto». 23 ottobre 2008 - IMG Press NO ALLO STATO DI POLIZIA CONTRO IL CONFLITTO SOCIALE "Si sta affacciando unemergenza democratica fatta di manganelli, di sgomberi, di provocazioni come quelle attuate al Centro sociale Horus di Roma, di attacco al diritto di sciopero e di manifestazione. Noi siamo dalla parte di chi lotta per non pagare la crisi, per la difesa della scuola e della università pubblica, degli spazi sociali autogestiti. Quella annunciata da Berlusconi è la risposta del governo alla ripresa del conflitto sociale esploso con forza con la straordinaria partecipazione allo sciopero generale e alla manifestazione del 17 ottobre", questa la dichiarazione di Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale CUB, in ordine allannunciato ricorso alla polizia per riportare lordine nelle università. "Quanto sta accadendo oggi nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro contro il decreto Gelmini e la legge 133 di Brunetta è il miglior sondaggio possibile sul gradimento del governo. Le piazze sono piene, le scuole e le università occupate e i lavoratori lottano contro i tentativi di far pagare loro la crisi; come tutti i governi reazionari anche questo pensa di poter risolvere tutto con i manganelli", conclude Leonardi. 23 ottobre 2008 - Rainews Statali, sì da Cisl e Uil. No da Cgil Accordo separato sul rinnovo del contratto degli statali. La Cisl, la Uil e l'Ugl hanno detto sì al protocollo presentato oggi ai sindacati dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che invece ha ricevuto un no dalla Cgil e dalle Rdb-Cub. Il protocollo - che in mattinata era stato illustrato dall'Aran ai sindacati di categoria - è composto da due parti: una relativa al rinnovo del contratto, l'altra sul nuovo modello contrattuale. La spaccatura tra le sigle sindacali si è consumata, in particolare, sulla parte relativa al rinnovo del contratto che prevede per i ministeriali un aumento di 70 euro (60 sul tabellare e dieci sul trattamento accessorio) e complessivamente 6 miliardi per i contratti dei circa 3,5 milioni di dipendenti. Il governo si è anche impegnato a recuperare i tagli ai fondi per la contrattazione integrativa che avrebbero determinato un alleggerimento pesante della busta paga da gennaio. Una assicurazione che ha portato alcuni sindacati a dare la propria adesione al documento. E' stato, inoltre, deciso di aprire un tavolo tecnico per giungere ad un nuovo modello contrattuale come per il settore privato. La Cgil non condivide il protocollo ma ha spiegato, comunque, che non si sottrarrà al confronto: starà al tavolo sul contratto nella sede dell'Aran e parteciperà all'istruttoria sul modello contrattuale. Per ora, in ogni caso, gli scioperi regionali previsti entro la meta' novembre non sono stati revocati da nessuna sigla. Brunetta - che ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl - ha detto che da gennaio ci saranno 6 miliardi in più nelle tasche dei lavoratori. Ma prima, a dicembre, sarà pagata con la tredicesima l'indennità di vacanza contrattuale pari a 100-110 euro per il 2008. Se non si riuscirà ad arrivare ad un consenso generale, ha spiegato ancora, a gennaio sarà anticipato comunque il 90% dei 6 miliardi (come previsto in Finanziaria). Il ministro punta a stringere i tempi anche per tutti gli altri contratti e già lunedì partirà il negoziato per la scuola. Entro metà novembre, quindi, spera di chiudere i contratti e le linee generali del modello contrattuale. Riguardo la posizione della Cgil, Brunetta ha detto che non si piegherà ad un braccio di ferro. "Se un sindacato non vuole dare ai lavoratori 6 miliardi, se ne assuma le responsabilita", ha osservato. "Ai no della Cgil ahimè... sono abituato, soprattutto quando non ci sono i governi amici - ha aggiunto -. Contrariamente al passato oggi si è aperta una trattativa a risorse date e non c'è un euro in più. Per questo il no mi stupisce, significa non accettare il quadro esistente e, dati i tempi, è un no impegnativo verso i lavoratori". Diversa ovviamente la valutazione sull'esito della giornata di oggi tra il ministro e la Cgil: per il primo, è stata una "giornata positiva di dialogo tra governo e sindacati pur nella non unanimita"; per il leader di Corso d'Italia, Guglielmo Epifani, invece, c'è una parte consistente dei sindacati "che non ha condiviso le linee per il rinnovo: non è un buon risultato per il governo". 23 ottobre 2008 - La Repubblica Sabato presidio in fiera contro il ministro Brunetta Bologna - IL ministro Brunetta a Bologna? E subito scatta
la mobilitazione. Ad annunciarlo sono i sindacati di base che hanno indetto un
presidio-manifestazione sabato, alle ore 15, in piazza della Costituzione, in concomitanza
con un convegno organizzato da Forza Italia. Le Rdb/Cub pubblico impiego ieri hanno
diffuso un volantino nei luoghi di lavoro, tra i dipendenti pubblici: Centri sociali, rivolta dopo lo
sfratto blitz alla "prima" del Festival del film Roma - Gliel´avevano annunciato, l´hanno fatto: il
sindaco li caccia dai centri sociali occupati, loro vanno «a rovinargli la Festa» sul
tappeto rosso dell´Auditorium, davanti ai giornalisti di tutto il mondo e ad Al Pacino:
contro il sindaco urlano una cinquantina di giovani dell´Horus in trasferta di protesta,
tentando di scavalcare le transenne e di varcare la sacra soglia del red carpet, nel
momento in cui a calpestarlo ci sono "Scarface" e Simona Ventura, Matthew Modine
e Adriano Giannini. Un cordone di agenti li tiene a bada, recupera un ragazzo e una
ragazza arrivati troppo oltre e li rimanda indietro, ripristina il confine tra vip e
pubblico senza caricare, senza alzare ulteriormente lo scontro. Loro sollevano fogli
bianchi con gli slogan: "Horus e ovunque", "Non pagheremo noi",
"Chi uccide la cultura uccide la libertà". E cantano: insulti ad Alemanno,
«Horus libero» e «Roma Libera». Simona Ventura si avvicina, incuriosita. E si avvicina
anche Modine: sorride, si fa spiegare cosa vogliano e poi si allontana salutandoli. 23 ottobre 2008 - La Nuova Venezia UFFICI GIUDIZIARI A RISCHIO DI
BLOCCO VENEZIA. Continua la protesta del personale amministrativo degli uffici giudiziari (in foto il tribunale), contro i tagli alla giustizia, gli organici ridotti allosso, il blocco delle assunzioni. Per domani, dalle 9 alle 12, tutti i sindacati del settore Pubblica amministrazione - Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Rdb-Cub, Flp - hanno organizzato un presidio con manifestazione: appuntamento davanti al tribunale, breve corteo fino a Ca Farsetti, dove una delegazione sindacale chiederà di essere ricevuta dal sindaco per spiegare i motivi della protesta e consegnare un documento da trasmettere al governo. Per il personale di Tribunali, Corte dappello e Procure «la misura è colma». La mobilitazione va «contro gli atti emanati dal governo che stanno destrutturando e smantellando lo stato sociale, la conseguenza degli interventi è la paralisi degli uffici pubblici». In coincidenza con la protesta di domani, lattività degli uffici veneziani è a rischio di blocco, dal momento che il personale è in assemblea e non sono previsti i servizi minimi. «Sciopero ferry, è un sequestro» LIDO - «Un vero e proprio illecito». Così definisce il
blocco della linea 17 del ferry boat nel corso degli scioperi di 24 o più ore, il
consigliere municipale del Pdl Luciano Francescon. Un attacco che fa direttamente ai
sindacati e a un accordo sullinserimento del ferry tra i servizi indispensabili per
la mobilità di lidensi e pellestrinotti che finora Actv e organi competenti non hanno
ancora siglato malgrado i numerosi solleciti giunti dalle due isole. «Desidererei un
chiarimento - scrive Francescon - Fermo il diritto dei lavoratori allevidenziare i
loro malesseri, chiedo perchè la protesta debba penalizzare lutente e non il datore
di lavoro, togliendo ai cittadini la libertà di movimento e quella di usare la propria
macchina di fatto sequestrata al Lido». In molti, negli ultimi anni, hanno sollevato
questa tematica, tanto che il presidente del Comitato per il ferry boat al Lido
sottoscrive la richiesta del consigliere del Pdl. «Sono daccordo - afferma Riccardo
Palma - Il ferry boat è una linea che deve essere considerata indispensabile. E parliamo
di un concetto non politico, e comunque trasversale, per la mobilità dei residenti e per
gli approvvigionamenti dei negozi per i beni primari». «Spero che queste richieste
vengano recepite da prefetto, sindaco e questore» aggiunge Francescon. Il delegato
municipale alla Mobilità, Angelo Ghezzo, rincara: «Lo abbiamo fatto notare anche anni fa
allazienda, ma ci hanno detto che il trasporto dei mezzi non equivale a quello delle
persone che è invece indispensabile. Ma il cittadino non può stare al terminal ore ad
attendere speranzoso una corsa per andare in terraferma. Quindi è essenziale che il
traghetto venga garantito sempre». |