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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dall'11 al 15 ottobre 2008


15 ottobre 2008 - Ansa

SCIOPERI: CUB-COBAS-SDL, MODALITÀ FERMO GENERALE VENERDÌ

(ANSA) - ROMA, 15 OTT - Lo sciopero generale nazionale di 24 ore indetto da CUB, Cobas e SdL per dopodomani, 17 ottobre, riguarderà tutte le categorie dei lavoratori pubblici e privati. Lo ricordano le tre sigle sindacali in una nota in cui definiscono i dettagli del fermo. L'astensione dal lavoro sarà articolata con le seguenti modalità: - TRASPORTO FERROVIARIO - addetti agli impianti fissi e uffici: intera giornata; restante personale: dalle 9.01 alle 17.00. - TRASPORTO AEREO - 8 ore, dalle ore 10.00 alle 18.00 (tranne personale di terra non soggetto alla 146/90). - TRASPORTO MARITTIMO - dalle ore 8.00 alle 16.00. - TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E TRASPORTO MERCI E LOGISTICA - articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. - VIGILI DEL FUOCO - personale operativo turnista (compresi aeroporti): dalle 10 alle 14; personale a servizio giornaliero: intera giornata. - SANITÀ: dall'inizio del primo turno del giorno 17 alla fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Saranno garantiti i servizi minimi essenziali, le emergenze e i contingenti minimi stabiliti in ogni azienda. - PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (Scuola, Università, Ministeri, Enti Locali, Parastato, Agenzie Fiscali) - intera giornata. La manifestazione nazionale si terrà a Roma, con un corteo che partirà alle ore 10.00 da piazza della Repubblica, percorrerà via Cavour, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto e terminerà in Piazza San Giovanni.

SCIOPERI: TIBONI (CUB), DA SACCONI PIA ILLUSIONE

(ANSA) - MILANO, 15 OTT - Il disegno di legge sullo sciopero annunciato ieri dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi è una «pia illusione». È quanto sostiene il coordinatore nazionale Cub, Piergiorgio Tiboni, che ha illustrato oggi le rivendicazioni della Confederazione Unitaria di Base che ha proclamato lo sciopero generale per dopodomani, secondo il quale «non si riuscirà mai a mettere il bavaglio alla protesta». «Quella di Sacconi - ha spiegato il sindacalista di base - è una proposta liberticida, che vuole privare i lavoratori dell'unico strumento che hanno, lo sciopero». Secondo Tiboni «è una proposta inaccettabile perchè il conflitto è l'unico strumento per ricomporre interessi contrapposti in una società democratica», inoltre «è una pia illusione voler mettere il bavaglio ai lavoratori, perchè non si riesce a imbavagliare la protesta».


15 ottobre 2008 - Asca

TRASPORTI: LE MODALITA' DELLO SCIOPERO DEL 17 OTTOBRE

(ASCA) - Roma, 15 ott - Lo sciopero generale nazionale di 24 ore indetto da CUB, Cobas e SdL per il prossimo 17 ottobre riguardera' tutte le categorie dei lavoratori pubblici e privati. L'astensione dal lavoro sara' articolata con le seguenti modalita': Nel Trasporto ferroviario gli addetti agli impianti fissi e uffici sciopereranno l'intera giornata mentre il restante personale dalle ore 9.01 alle 17.00. Nel Trasporto aereo lo sciopero sara' di 8 ore dalle ore 10.00 alle 18.00 (tranne personale di terra non soggetto alla 146/90) mentre in quello marittimo iniziera' dalle ore 8.00 fino alle 16.00. Nel Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica - articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette - variera' da citta' a citta'. Il personale operativo turnista (compresi aeroporti) dei Vigili del fuoco scioperera' dalle ore 10 alle 14 mentre quello a servizio giornaliero per l'intera giornata. Nella Sanita' l'astensione dal lavoro partira' da inizio del primo turno del giorno 17 a fine dell'ultimo turno dello stesso giorno ma saranno garantiti i servizi minimi essenziali, le emergenze e i contingenti minimi stabiliti in ogni azienda. La Pubblica Amministrazione infine (Scuola, Universita', Ministeri, Enti Locali, Parastato, Agenzie Fiscali) scioperera' per l'intera giornata. La manifestazione nazionale si terra' a Roma, con corteo che partira' alle ore 10.00 da piazza della Repubblica, percorrera' via Cavour, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto e terminera' in Piazza San Giovanni.


15 ottobre 2008 - Dire

LAVORO. SCIOPERO 17, RDB-COBAS: "A ROMA IN 1.000 DA BOLOGNA"
'INIZIATIVA RIUSCIRA''; POLEMICA CON FS: NIENTE SCONTI PER TRENI

(DIRE) Bologna, 15 ott. - A dispetto della scaramanzia, i sindacati di base bolognesi prevedono ottimi risultati per lo sciopero generale in calendario per dopodomani, venerdi' 17 ottobre: chiusura totale di molti uffici pubblici e scuole con un migliaio di persone pronte a spostarsi dalle Due Torri per prendere parte alla manifestazione nazionale di Roma. Ad oggi, infatti, sono gia' 12 i pullman riempiti da Rdb, Cobas e Sdl. Niente treni organizzati: "Siamo molto arrabbiati con le Ferrovie- tuona Massimo Betti di Rdb- ci hanno impedito di raggiungere Roma con i treni". Per i manifestanti "nessun tipo di sconto e prezzi incredibili", aggiunge Alessandro Palmi dei Cobas. Difficolta' logistiche a parte, i sindacati di base prevedono una partecipazione "mai cosi' alta" alla giornata di mobilitazione. La delegazione bolognese, insomma, si annuncia importante. "E non si tratta di andare ad una manifestazione del sabato pomeriggio- rimarca Betti- ma di rimetterci una giornata di paga partendo alle quattro di mattina". Uno dei settori con piu' braccia incrociate sara' quello dei trasporti, e a Bologna lo sciopero' si fara' sentire sia all'Atc che all'aeroporto. Al Marconi l'astensione dal lavoro e' prevista da mezzanotte alle 7, dalle 10 alle 18 e dalle 21 a mezzanotte. "E all'ultimo sciopero- sottolinea Betti- abbiamo lasciato a terra piu' di 40 aerei". Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, in questi giorni i sindacati stanno distribuendo volantini agli utenti per spiegare perche' venerdi' troveranno "molti servizi chiusi": dal settore giudiziario agli ospedali, passando per Hera e gli enti locali. A proposito di questi ultimi, si prevede "un'adesione altissima" alla Provincia di Bologna, dove i precari sono in agitazione per la mancata stabilizzazione. Poi, naturalmente, il mondo della scuola: tra i banchi la tensione e' gia' alta e secondo Palmi molti portoni rimarrano chiusi, come negli istituti comprensivi 11 e 13. Sciopero anche all'Universita': rispetto ai provvedimenti governativi, Betti giudica "troppo blanda" la risposta del Rettore dell'Alma Mater, Pier Ugo Calzolari, che "dovrebbe dichiarare la chiusura almeno per una giornata, atto simbolico ma politicamente rilevante". Nel privato, i sindacati di base si aspettano buone notizie dalle telecomunicazioni e "a macchia di leopardo- spiega Betti- anche nelle fabbriche". A scaldare gli animi sono arrivate le recenti proposte del ministro Sacconi sulla regolamentazione degli scioperi. Per Betti, "siamo all'incostituzionalita' totale e ad un tentativo autoritario, quasi da regime". Non mancano bordate neanche per i sindacati confederali. Per Palmi "il loro sciopero del 30 ottobre appare sempre piu' una farsa", mentre Betti parla del "tentativo di un nuovo patto sociale tra sindacati concertativi e Governo, sulla pelle dei lavoratori". Un sostegno concreto a Cobas-Rdb-Sdl arrivera' anche dalle scuole superiori. Stefano, del Coordinamento studenti medi bolognesi, annuncia che in preparazione per venerdi' mattina c'e' un sit-in in piazza Maggiore. "Andando a toccare in maniera devastante i lavoratori della scuola- spiega Stefano- i provvedimenti del Governo andranno a toccare anche noi studenti, che vediamo cosi' una scuola senza futuro". Mentre il Coordinamento ha deciso l'occupazione simultanea di piu' scuole, allo sciopero del 17 va quindi "tutto il nostro appoggio".

ATC BOLOGNA. VENERDI' SCIOPERO, E SE NE PREPARANO ALTRI
PREFETTURA MEDIA CON AZIENDA-COMUNE; SINDACATI: MONTA MALCONTENTO

(DIRE) Bologna, 15 ott. - ....
Dopodomani, infatti, sara' di nuovo sciopero dopo quello del primo giorno di scuola (15 settembre) e dopo l'ultimo in ordine di tempo del 30 settembre: entrambi hanno avuto successo (adesione del 90% il primo, tra il 70% e il 90% il secondo) e, viste le premesse, il rischio che anche lo stop dei bus di venerdi' si faccia sentire e' concreto. Le prospettive poi non sono migliori: all'orizzonte ci sono almeno altre due giornate di sciopero: il 10 novembre (indetto dai Confederali e da alcune sigle autonome per il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri) e, o prima o dopo questa data, una nuova fermata dei bus a livello locale (per la partita del contratto integrativo), il "quando" dipende dal prossimo incontro in Prefettura. Intanto, l'Atc mette in guardia per venerdi' (17). L'iniziativa di lotta in questione, uno sciopero generale di 24 ore, la hanno indetta Rdb, Cobas, Sdl e per il personale viaggiante di Atc si svolgera' dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. "In tali orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti", specifica una nota dell'azienda di via Saliceto. E, a sentire i sindacati che promuovono lo sciopero, di autobus sotto le Due Torri ne gireranno pochi: "Quello del trasporto locale e' uno dei settori in cui puntiamo alla partecipazione piu' alta", fa sapere Massimo Betti, responsabile delle Rdb. Del resto, aggiunge Daniele Galletti (Faisa-Cisal), in Atc "il malumore e' forte e in aumento, la situazione e' delicata e lo abbiamo detto al Prefetto"....


15 ottobre 2008 - Adnkronos

''Migliaia di scuole resteranno chiuse''
Scuola, ''venerdì una marea in sciopero e in corteo''
Lo annunciano i Cobas: ''Attesi a Roma centinaia di pullman, treni e navi. Molti operai sciopereranno in difesa dei salari, dei servizi pubblici e contro lo scandalo delle morti bianche''

Roma, 15 ott. (Adnkronos) - ''Lo sciopero generale del 17 ottobre sarà il più partecipato di tutta la storia del sindacalismo antagonista e la manifestazione nazionale di Roma (da piazza della Repubblica, ore 10, a S.Giovanni) la più grande che abbiamo mai organizzato''. Così il portavoce nazionale dei Cobas della Scuola, Piero Bernocchi, parla della mobilitazione prevista per dopodomani sottolineando come ''da tutta Italia una marea di lavoratori e lavoratrici convergerà a Roma con centinaia di pullman, treni, navi e con migliaia di automezzi privati''. ''Massiccia - prosegue Bernocchi - sarà sopratutto la presenza del popolo della scuola pubblica, docenti, Ata, studenti, genitori e cittadini impegnati a difendere e a migliorare la scuola, a impedirne la distruzione programmata da Tremonti-Gelmini, i catastrofici tagli di duecentomila posti di lavoro, di scuole, classi, orari, la riesumazione della anacronistica 'maestra unica', l'espulsione in massa dei precari. Migliaia di scuole resteranno chiuse e la maggioranza di docenti ed Ata non farà per 24 ore lezione''. ''Essi -aggiunge il leader dei Cobas- si raccoglieranno in testa al corteo, che sara' aperto dallo striscione 'Basta con la distruzione di lavoro, salari, scuola e servizi pubblici' e da uno spezzone unitario con le bandiere e gli obiettivi delle tre organizzazioni promotrici (Cobas, Cub e SdL). Il popolo della scuola pubblica sfilerà dietro lo striscione 'No alla distruzione della scuola'''. ''Insieme ad esso -prosegue Bernocchi- saranno in piazza tantissimi lavoratori/trici che trovano intollerabile che il governo, mentre decide di investire somme stratosferiche per salvare le banche fraudolente e i banchieri corsari, continui a tagliare posti di lavoro, salari, scuola e servizi pubblici. Oltre alla scuola, lo sciopero coinvolgerà sopratutto il pubblico impiego e i trasporti: nelle citta' i mezzi pubblici si fermeranno con modalità differenti (a Roma dalle 8.30 alle 16.30), i ferrovieri dalle 9 alle 17, il trasporto marittimo dalle 8 alle 16, quello aereo tra le 10 e le 18''. ''Ma anche molti operai sciopereranno in difesa dei salari, della scuola e dei servizi pubblici, contro l'orrenda strage che ogni giorno gli omicidi 'bianchi' compiono nei posti di lavoro. Sarà una grande iniezione di fiducia -conclude Bernocchi- per quei milioni di cittadini/e che vogliono invertire radicalmente le catastrofiche politiche liberiste che da decenni provocano l'impoverimento dei salariati e dei pensionati e la disgregazione della Stato sociale, della scuola e dei servizi pubblici''.

LAVORO: «RINASCITA», SACCONI E PDL ATTENTANO AL DIRITTO DI SCIOPERO

Roma, 15 ott. (Adnkronos) - «Le destre attaccano apertamente il diritto di sciopero. Si punta ad importare in Italia misure restrittive che mirano a cancellare un diritto soggettivo sancito dalla Costituzione. Siamo di fronte ad uno dei più gravi attacchi alla democrazia e ai lavoratori». Così l'apertura del quotidiano on line del Pdci, «Rinascita on line», che commenta la proposta del ministro Sacconi. «Alla vigilia dello sciopero generale del sindacalismo di base Cobas, Cub Sdl del prossimo 17 ottobre contro Berlusconi e Confindustria, il Governo -scrive 'Rinascita- annuncia un disegno di legge delega per riformare l'attuale regolazione del diritto di sciopero nei servizi di pubblica utilità». «Un attacco diretto al diritto dei lavoratori di manifestare il proprio dissenso e di concretizzarlo nella forma di protesta sancita dalla Costituzione. Un diritto soggettivo da esercitare collettivamente. Quello che oggi vogliono cambiare sono i rapporti di forza, facendo leva su un'organizzazione del lavoro sempre più frammentata, delocalizzata e parcellizzata». Sacconi, conclude 'Rinascita on linè, lancia lo «sciopero virtuale», in realtà, «c'è di più, il tentativo di delegittimare il sindacato, inteso come struttura organizzativa dei lavoratori capace di mobilitarsi unitariamente nella difesa dei propri interessi».


15 ottobre 2008 - Omniroma

RI.REI, RDB-CUB:LAVORATORI E FAMILIARI RICEVUTI DA PREFETTO ROMA

(OMNIROMA) Roma, 15 ott - «A seguito dell'occupazione da parte dei lavoratori di tutti i centri di assistenza ai disabili di Roma e provincia del Consorzio RI.REI (ex Anni Verdi), iniziata lo scorso 10 ottobre, una delegazione della RdB-CUB con i lavoratori e i familiari degli assistiti è stata ricevuta ieri, dal prefetto di Roma Carlo Mosca». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «La delegazione - prosegue - ha illustrato al prefetto la grave situazione in cui versa la gestione di questo importante servizio alla disabilità, che dopo il fallimento della onlus Anni Verdi di oltre due anni fa è stato affidato senza gara dalla Regione Lazio al consorzio RI.REI.. I mancati pagamenti ai lavoratori, la scarsa qualità del servizio, i locali non conformi alla legge 626 sono stati confermati dalle testimonianze dirette di lavoratori e familiari, e raccolti in un dossier che è stato consegnato al Prefetto Mosca. Il prefetto ha ascoltato le testimonianze e ricevuto la documentazione, impegnandosi a sollecitare la Regione Lazio, cui fa capo il Servizio, ed auspicando che dalla stessa Regione possa scaturire una soluzione delle problematiche sia a medio che a lungo termine. I lavoratori e la RdB-CUB hanno ribadito lo stato di occupazione dei centri di assistenza e la contemporanea continuità lavorativa sino all'auspicata soluzione, il cui mancato arrivo in tempi brevi potrebbe mettere a rischio lo stesso Servizio Pubblico».


15 ottobre 2008 - Apcom

Trasporti/ Orari e modalità sciopero venerdì Cub, Cobas e Sdl
Stop anche per scuola, p.a. e vigili del fuoco

Roma, 15 ott. (Apcom) - Sciopero dei trasporti venerdì 17 ottobre per lo stop generale dei sindacati di base Cub, Confederazione Cobas ed Sdl Intercategoriale. L'astensione dal lavoro sarà articolata con le seguenti modalità: Trasporto ferroviario - addetti impianti fissi e uffici per intera giornata; restante personale dalle 9.01 alle 17.00; Trasporto aereo 8 ore, dalle ore 10.00 alle 18.00 (tranne personale di terra non soggetto alla 146/90); Trasporto marittimo dalle ore 8.00 alle 16.00; Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica, articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Lo sciopero di venerdì interessa anche i vigili del fuoco, con il personale operativo turnista (compresi aeroporti) che incrocia le braccia dalle 10 alle 14, la sanità "da inizio del primo turno del giorno 17 a fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Saranno garantiti i servizi minimi essenziali, le emergenze e i contingenti minimi stabiliti in ogni azienda" e la pubblica amministrazione per l'intera giornata. La manifestazione nazionale si terrà a Roma, con corteo che partirà alle ore 10 da piazza della Repubblica.


15 ottobre 2008 - Panorama.it

Sciopero generale di venerdì 17: tutti gli orari in cui si ferma l’Italia

Lo sciopero generale nazionale di 24 ore indetto dai Cobas (Cub, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale) per il prossimo venerdì, 17 ottobre contro i provvedimenti del governo in materia di scuola, pubblico impiego e precarietà riguarderà tutte le categorie dei lavoratori pubblici e privati. La manifestazione nazionale si terrà a Roma. Ecco come si articolerà, in tutte le categorie, la protesta.Trasporto ferroviario: gli addetti ad impianti fissi e uffici si fermeranno per l’intera giornata; il resto del personale scipererà dalle 9 del mattino alle 17.00. Trasporto aereo: sono previste 8 ore di fermo, dalle o10.00 alle 18.00. Trasporto marittimo: le navi e i traghetti si fermeranno dalle ore 8.00 alle 16.00. Trasporto pubblico locale : articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città (Leggi il file in pdf con le fasce protette in tutte le città). Vigili del fuoco: intera giornata. Sanità: gli addetti scioperano dall’inizio del primo turno alla fine dell’ultimo. Saranno però garantiti i servizi minimi essenziali e le emergenzea. Pubblica Amministrazione (Scuola, Università, Ministeri, Enti Locali, Parastato, Agenzie Fiscali): si fermeranno per l’intera giornata.


15 ottobre 2008 - Il Manifesto

SCIOPERO GENERALE Intervista a Leonardi, coordinatore della Rdb-Cub. «Sacconi vuole impedire il conflitto per legge, mentre si licenzia»
«Il 17 in piazza un blocco sociale che paga le politiche di Berlusconi»
di Francesco Piccioni

Paolo Leonardi è coordinatore nazionale della Rdb-Cub, che come confederazione la proclamato lo sciopero generale del 17 ottobre, insieme a Cobas e Sdl. «E' la prima uscita ufficiale - spiega - del patto di consultazione permanente tra le tre organizzazioni; a differenza del passato, stavolta è stato costruito unitariamente tutto il percorso che ha portato allo sciopero: l'assemblea del 18 maggio, la costruzione della piattaforma comune e quindi lo sciopero generale».
Quali sono i settori più importanti, per voi?
Noi riuniamo soprattutto scuola, pubblico impiego e precari; saranno la spina dorsale dello sciopero e della manifestazione. Sono i tre soggetti che più stanno subendo l'offensiva del governo, pagando i costi della riorganizzazione produttiva della pubblica amministrazione (P.A.) messa in campo da Berlusconi. Saranno presenti anche industria, commercio, trasporti, ecc.
Com'è la situazione dei precari?
E' molto molto brutta perché il decreto ammazza-precari prova a scrivere la parola fine su un'esperienza che ha visto centinaia di migliaia di giovani e meno giovani transitare per la P.A., venir formati, dare un contributo straordinario alla tenuta degli uffici pubblici. Alcuni uffici sono tenuti aperti soltanto da personale precario; e il decreto Brunetta rischia davvero di mettere in crisi la funzione della P.A.. Lì si gioca pure la partita sull'idea che ne ha questo governo, perché non solo attacca i salari e le condizioni di lavoro dei pubblici dipendenti a tempo indeterminato, ma impedisce la stabilizzazone dei precari. Vuol dire che la loro ipotesi è di rendere assolutamente inefficace la P.A. per poi poter procedere rapidamente alla privatizzazione totale di qualsiasi servizio pubblico redditizio.
Sacconi presenta un ddl di riforma del diritto di sciopero nei servizi pubblici.
Sacconi fa due operazioni. La prima è rendere definitivamente impossibile scioperare; già ora i vincoli posti dalla normativa lo rendono difficile,se non attraverso una serie di alchimie complicatissime. La seconda predetermina una condizione di alleggerimento del conflitto in una fase in cui la crisi economica e finanziaria verrà ovviamente scaricata sui lavoratori e sui ceti popolari; perciò si prova sin d'ora a impedire qualsiasi forma di conflitto che possa essere una risposta a questo attacco. Quindi fa due cose: da una parte tranquillizza i padroni sul conflitto, dall'altra - di fronte a crisi economica, modificazione strutturale della P.A., privatizzazioni, esclusione dei precari - cerca di togliere ogni strumento conflittuale vero, in grado di spostare sul fattore lavoro la forza contrattuale. Il soggetto più debole, nel confronto tra lavoro e capitale, viene pure depotenziato definitivamente nell'unico strumento che ha: lo sciopero.
Il 17 saranno in piazza con voi anche gli studenti medi e universitari...
C'è un blocco sociale in sofferenza, composto dai mondi del lavoro, della scuola, dei cittadini che vivono con grande apprensione le ricadute delle scelte di Brunetta, Gelmini, Sacconi; e stanno confluendo sullo sciopero generale del 17, l'unico che abbia una piattaforma compiuta su questi terreni. E anche l'unico finora proclamato e in preparazione. Noi ci aspettiamo una grandissima manifestazione. Tutto ci dice che nei trasporti, nella P.A., nella scuola, in molte aziende, in molti supermercati e ipermercati, ci sarà il blocco totale della produzione. Crediamo che questo sia l'avvio di una fase nuova anche sul terreno della rappresentanza sindacale, che non potrà più essere essere riservata solo a Cgil, Cisl, Uil; e a una Ugl tirata fuori dal cappello perché utile ai «giochetti» sulla rappresentanza.

in AGENDA

PISA VERSO IL 17 OTTOBRE In vista dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base per venerdì prossimo 17 ottobre, con una manifestazione nazionale a Roma, sono organizzati alcuni pullman in partenza per la capitale, infotel 347.1621.914 di Sinistra critica, 050.563.083 dei Cobas. Anche la Rete dei Comunisti organizza un pullman, info 329.6947.952, e così fa il circolo Agorà, infotel 050.500.442. PISTOIA VERSO IL 17 OTTOBRE In vista dello sciopero generale di venerdì prossimo 17 ottobre organizzato da tutto il sindacalismo di base, per la manifestazione nazionale a Roma i Cobas e le Rdb-Cub organizzano un pullman, info 333.3552.897 (Cobas) e 329.7911.063 (Rdb-Cub). EMPOLI VERSO IL 17 OTTOBRE In vista dello sciopero nazionale del sindacalismo di base di venerdì prossimo 17 ottobre, con manifestazione a Roma, anche a Empoli si organizzano pullman per la capitale, info e prenotel dopo le 21 al 0571.931.021 di Cobas Empoli Valdelsa. FIRENZE VERSO IL 17 OTTOBRE In vista dello sciopero nazionale del sindacalismo di base di venerdì 17 ottobre prossimo, anche da Firenze si organizzano pullman per la manifestazione di Roma. Infotel 328.4578.948 e 338.1981.886 (Cobas), 329.229.8331 (Rdb Cub), 328.433.3474 (Sdl).


15 ottobre 2008 - Liberazione

Sotto il governo Berlusconi è messo in discussione anche il diritto di sciopero
di Fabio Sebastiani

Per Cesare Damiano, viceministro del governo-ombra, «il Governo continua la sua opera di smantellamento delle tutele sociali». L'attenzione del Pd, però, è concentrata sull'allargamento dei lavori usuranti alle forze dell'ordine, bocciato ieri in aula dalla maggioranza.
Nel disegno di legge la competenza dei giudici del lavoro sarà limitata "esclusivamente all'accertamento del presupposto di legittimità", quindi a una funzione simile a quella della Corte di Cassazione rispetto alle sentenze dei giudici di primo grado. Questo di fatto consente alle aziende di avere più mano libera su trasferimenti di rami d'azienda, appalto e subappalto. Rispetto ai licenziamenti, poi, il ddl introduce norme che limitano l'intervento dei giudici sul licenziamento disciplinare diretto costringendolo a valutare "il comportamento complessivo del lavoratore" e non più il solo fatto specifico. Più complessa ancora la vicenda dei contratti collettivi nazionali che, come prevede l'ultimo accordo tra Cisl, Uil e Confindustria, hanno più forza di legge attraverso la figura della Commissione arbitrale. «Al peggio non c'è mai fine», sottolinea un volantino dell'Sdl, che rilancia la manifestazione collegata allo sciopero del sindacalismo di base del 17 ottobre come la prima occasione di rispondere al disegno ammazzadiritti del Governo Berlusconi. Richiamo alla mobilitazione del 17 anche da parte della Cub. «Già oggi scioperare è pressochè impossibile, tanti sono i vincoli frapposti dalle leggi al libero esercizio di un diritto fondamentale come lo sciopero», ora si «legge la Costituzione alla rovescia e si consente al ministro del Lavoro di portare un affondo definitivo a questo diritto», ha commentato Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub, sul ddl delega sulla riforma della regolazione del diritto di sciopero nei servizi di pubblica utilità. «Profonda contrarietà alla proposta del ministro Sacconi di riformare la regolamentazione sul diritto allo sciopero» è stata espressa anche dal senatore del Pd Paolo Nerozzi. Per Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, «è evidente, infatti, che questa misura la si fa perchè si prevede che ci saranno scioperi e lotte e queste ci saranno perchè crescerà il disagio e l'ingiustizia sociale». «Reagire alla crisi economica e sociale con l'attacco al diritto di sciopero è un classico della cultura reazionaria, ed è la dimostrazione che questo governo parla di responsabilità e dialogo ma poi prepara una cura di bastonate per i lavoratori», ha aggiunto.
Ieri, intanto, la Camera ha approvato l'articolo 32 del ddl 1441, che introduce sanzioni amministrative salate per i datori di lavoro che non ottemperino l'obbligo di comunicazione preventiva di instaurazione di rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione del lavoro domestico. La sanzione sarà da 1.500 a 12mila euro per ciascun lavoratore, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo.

Sardegna. "Difendiamo la scuola pubblica dalla ministra Gelmini!"

Alle 17.30 nei giardinetti in via Brianza a Cagliari (di fronte al mercato di via Quirra, dietro la scuola media statale) assemblea e dibattito contro i tagli all'istruzione e all'orario scolastico. Intervengono: Peppino Loddo, Cgil Scuola; Giancarlo Della Corte, Cobas Scuola Sardegna; Federico Angius, Rdb/Cub; Gennaro Loffredo, responsabile nazionale Prc Dipartimento Scuola e Formazione professionale. Coordina Irma Ibba, del circolo Prc "Antonio Gramsci". A seguire, alle 21 circa, concerto con Rtp Acoustic Ensemble, ska-reggae.


15 ottobre 2008 - Corriere del Veneto

Sciopero Venerdì trasporti a rischio

VENEZIA — Si preannuncia un altro venerdì nero per i trasporti veneziani. Le sigle sindacali di base – Rdb-Cub, Cobas, Sdl intercategoriale – hanno infatti proclamato uno sciopero generale nazionale per venerdì 17 ottobre che coinvolgerà tutti i settori, sia quello pubblico che quello privato. Ma a soffrire a Venezia saranno soprattutto i trasporti, visto che molti autisti Actv sono iscritti ai Cub e quindi il servizio sarà «a singhiozzo» per tutta la giornata. Saranno garantite solamente le solite fasce «protette» di rispetto per i pendolari (6-9, 16,30-19,30). A rischio anche i servizi in aeroporto (dove le fasce garantite saranno diverse: 7-10 e 18-21) e nelle stazioni. Si sciopera anche nel comparto scuola, tanto che l'università di Ca' Foscari ha già annunciato che alcuni servizi potrebbero essere a rischio, pur salvaguardando esami e certificazioni. I sindacati di base protestano «contro lo smantellamento dello stato sociale da parte del governo Berlusconi» e per denunciare le difficoltà di arrivare a fine mese, visto lo scarso potere d'acquisto degli stipendi. Ma non mancano di attaccare anche i colleghi confederali di Cgil, Cisl e Uil, accusati di «svuotare il contratto collettivo nazionale di lavoro».
Oggi invece potrebbero subire alcuni disagi i servizi dell'Asl 12 di Venezia, a causa di un'assemblea di tutto il personale sanitario e amministrativo che si terrà dalle 8 alle 14.


15 ottobre 2008 - Corriere della Sera

La riforma: consultazione preventiva, adesione individuale e astensione virtuale tra le misure previste
«Scioperi solo con il referendum»
Il ministro: più regole per i servizi. Alt della Cgil: tratti autoritari Nel disegno di legge del Welfare le sanzioni verrebbero applicate dai prefetti e non più dai datori di lavoro
di Enrico Marro

ROMA — A pochi giorni dallo sciopero generale proclamato per venerdì prossimo da Cub, Cobas e Sdl, che potrebbe creare non pochi disagi in alcuni settori come i trasporti, il governo annuncia una stretta sulla regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Lo ha fatto ieri il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, dicendo che in una delle prossime riunioni del consiglio dei ministri porterà un disegno di legge delega con importanti novità rispetto alla normativa attuale che risale alla legge 146 del 1990 già modificata nel 2000. Col nuovo provvedimento Sacconi vuole introdurre, tra l'altro, il referendum obbligatorio consultivo tra i lavoratori prima di proclamare uno sciopero e il vincolo per gli stessi lavoratori che aderiranno all'agitazione di dichiararlo in anticipo. Con queste due misure si scongiurerebbero gli scioperi proclamati da piccoli sindacati, eliminando del tutto l'effetto annuncio. Si saprebbe infatti prima dello sciopero quanti sono gli aderenti e quindi che disagi può provocare. Col disegno di legge il ministro vorrebbe anche rafforzare il sistema di prevenzione dei conflitti, attraverso il ricorso alla conciliazione e all'arbitrato, potenziare le sanzioni, prevedendo che siano i prefetti ad applicarle, e favorire lo sciopero «virtuale», che non danneggia l'utenza.
L'annuncio di Sacconi ha colto di sorpresa i sindacati e l'opposizione. I sindacati di base hanno reagito molto negativamente, così anche la Cgil, che accusa il governo di mettere in discussione un diritto garantito dalla Costituzione, mentre Cisl, Uil e Ugl chiedono al governo di aprire un confronto. Nel Pd c'è chi come Paolo Nerozzi (ex Cgil) boccia senza appello l'iniziativa di Sacconi e chi invece, come l'ex ministro del Lavoro Tiziano Treu che pur criticando molti aspetti delle proposte del ministro ritiene che si debba aprire «una discussione per risolvere i problemi che, soprattutto nel settore dei Trasporti, ancora ci sono». Treu, per esempio, pensa che il referendum prima della proclamazione dello sciopero sarebbe utile, «ma lo farei su base negoziale e non come obbligo di legge». E aggiunge che bisognerebbe finalmente fare anche una legge sulla rappresentanza sindacale, che Sacconi invece ha sempre escluso.
Il ministro ha annunciato il disegno di legge delega ieri intervenendo a un convegno sul diritto di sciopero che si è svolto al Cnel, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Benché si tratti di un provvedimento che delega il governo a riformare la normativa, Sacconi ha già in mente il dettaglio dei provvedimenti, tutti tesi a evitare che soggetti poco rappresentativi possano bloccare servizi pubblici essenziali in
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: nel disegno di legge gli scioperi nei servizi pubblici scatterebbero solo dopo un referendum consultivo
un regime di sostanziale irresponsabilità. In questo quadro il ministro punta a stringere anche la disciplina della revoca degli scioperi, che dovrà avvenire con sufficiente anticipo, altrimenti i lavoratori subiranno ugualmente la trattenuta. Finora, ha spiegato, «troppo spesso si annuncia uno sciopero e poi lo si revoca all'ultimo minuto secondo, in modo che il danno è stato fatto senza pagare il pegno della perdita del salario ». Inoltre, ha aggiunto, «deve essere più robusto e granitico l'intervallo tra uno sciopero e l'altro». Quanto allo sciopero virtuale, ha spiegato il ministro, «si può fare ad esempio con un fazzoletto al braccio per dire che sono in sciopero e perdo il salario e però il mio datore di lavoro paga una cifra congrua per ogni lavoratore che sciopera», ma il servizio non ne risente.

Emergenza Lettera congiunta Nieri, Di Carlo e Antoniozzi all'esecutivo. L'incontro con gli inquilini
Casa, prove d'intesa Comune-Regione
Domani scade il blocco degli sfratti. Alemanno: venerdì la proroga del governo Alloggi: Regione e Comune dialogano all'incontro promosso da Asia Rdb. Dopo aver chiesto una nuova proroga al blocco degli sfratti
di Ilaria Sacchettoni

Roma - Prima la lettera al presidente del consiglio («perchè rinnovi la proroga anti-sfratto»). Poi le telefonate al prefetto («per sensibilizzarlo ancora all'emergenza romana»). Infine, tutti all'assemblea organizzata da Asia Rdb nei locali Inpdap a Santa Croce in Gerusalemme.
Alla scadenza della proroga anti- sfratto (oggi), un mese dopo il via libera alla vendita delle diciassettemila case Enasarco, regione e comune accettano l'invito a discutere dell'emergenza abitativa romana, accantonando polemiche e divergenze, superando biasimo e accuse e accettando l'invito a discutere il «problema casa» di comitati inquilini, rappresentanze di base (Asia) e movimenti.
Alle diciotto, l'assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri, quello alla casa Mario Di Carlo, il presidente dell'Ater Luca Petrucci e l'assessore al comune Alfredo Antoniozzi, siedono al tavolo davanti alla fitta platea di inquilini di enti, ex fondi pensione e banche che vorrebbero rimpiazzarli con nuovi acquirenti. Solo una precisazione dall'assessore Antoniozzi, poco prima di entrare nel teatro (Inpdap) di santa Croce in Gerusalemme. Una mano avanti per pararsi dalle accuse di benevolenza verso ospiti poco «ortodossi »: «Siamo sempre disposti a dialogare sull'emergenza abitativa ma non tollereremo altre occupazioni. Lo sgombero del Regina Elena verrà a costare al comune sei milioni di euro - dice Antoniozzi seicento famiglie da trasferire».
Intanto gli inquilini si rivolgono agli assessori: «Ci obbligano all'acquisto dell'appartamento - dice la presidente del comitato di via Pincherle - Ma perchè? Dopo tanti anni, molti di noi vogliono restare semplici affittuari». Ammettono alcuni oratori, tra cui lo stesso Mario Di Carlo: «La percentuale di proprietari in questo paese è anomala. Regione e comune non possono eludere il problema».
L'assessore regionale alla casa tira dritto, deciso: «Noi enti pubblici dobbiamo tornare a occuparci di alloggi. Chi altro se no?». Il suo collega in comune, Alfredo Antoniozzi, Popolo della Libertà, non si tira indietro: «Sull'emergenza abitativa noi ci siamo». Il bando per il reperimento delle nuove aree di riserva è pronto. «Un favore ai piccoli proprietari da parte della nuova amministrazione » dice l'ex consigliera comunale Adriana Spera. Di Carlo sogna una legge regionale: «in cui all'articolo uno sia contenuto l'obiettivo: destinare 100 mila alloggi ai cittadini del Lazio. Case di proprietà della regione, si capisce. Petrucci non batte ciglio. In mattinata ha consegnato 328 nuovi alloggi di edilizia popolare a Ponte di Nona, finanziati dal ministero delle Infrastrutture «in linea con la nuova stagione dell'edilizia popolare » dice il comunicato regionale e l'agenzia territoriale «leggera» che non può più essere «mamma Ater» sbiadisce all'orizzonte. Ater intanto acquisterà per conto della Regione Lazio gli appartamenti invenduti degli inquilini di Colli Portuensi né, ribadisce, si tirerà indietro con gli altri di via Pincherle.

Venerdì sciopero Trasporti a rischio

Milano - Mezzi pubblici a rischio dopodomani per lo sciopero di Cub, Cobas e Sdl. Il metrò sarà garantito da inizio servizio alle 18, bus e tram da inizio turno alle 8.45 e dalle 15 alle 18.


15 ottobre 2008 - Agrigento notizie

Sciopero generale, aderiscono anche i vigili del fuoco
di Silvio Schembri

Anche i vigili del fuoco saranno presenti allo sciopero generale nazionale, indetto per venerdì, 17 ottobre, a Roma, contro la dequalificazione degli operatori del soccorso, per rivendicare il ruolo centrale del Corpo nazionale dei Vvf nel sistema protezione civile del paese, e per un salario dignitoso. "Oggi non si discute più di previsione dei rischi, della prevenzione del territorio, dei piani di rischio comunali o, ancora peggio, di vera prevenzione nei luoghi di lavoro" ha detto Antonio Jiritano, segretario della RdB-Cub Vvf, con un comunicato stampa. "Eppure, mentre tutta l'attenzione appare concentrata sul business della spazzatura,- continua -ci sono circa quattro morti al giorno sul lavoro, basta un po' più d'acqua e diventa subito emergenza e per far fronte agli incendi estivi, come in questa ultima estate di fuoco, il personale viene costretto a lavorare fuori dall'orario ordinario e straordinario con turni massacranti". Per queste ed altre ragioni, i vigili del fuoco saranno presenti in modo massiccio alla manifestazione nazionale di venerdì 17 ottobre.


15 ottobre 2008 - Gazzetta di Parma online

Pubblico impiego in sciopero - Venerdì possibili disservizi in Comune

Parma - Venerdì 17 ottobre è stato proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata dall’Unione Sindacale Italiana – Usi Ait Enti Locali e, contestualmente, l’astensione facoltativa da Cub per tutto il personale a tempo indeterminato, determinato e atipico/precario di tutti i comparti e le aree delle pubbliche Amministrazioni e per tutto il personale a tempo indeterminato, determinato, con contratti atipici e precari delle categorie e dei settori privati. Pertanto, potrebbero verificarsi dei disservizi anche presso gli uffici del Comune di Parma. Saranno comunque garantiti i servizi essenziali,....


15 ottobre 2008 - Il Venezia

La protesta. Sui treni invece tutto regolare
Venerdì sciopero generale
si ferma anche l'università

Venezia - Conto alla rovescia per lo sciopero generale di venerdì 17 ottobre, che rischia di paralizzare Venezia e il resto del Paese dalle 9 alle 17. A proclamarlo i sindacati di base tra cui Cub, Cobas, Rdb e Sdl. Qualche disagio potrebbe esserci anche nelle aule e agli sportelli universitarie, come rende noto Ca' Foscari. Garantiti però gli esami di laurea, il rilascio di certificazioni per la partecipazione a concorsi, le manutenzioni e gli esperimenti irripetibili in corso, il pagamento di stipendi e contributi. Nessuna ripercussione invece sul trasporto ferroviario a media e lunga percorrenza, con Trenitalia che ricorda pure come i convogli locali delle fasce orarie a maggiore mobilità pendolare non saranno interessati dalla protesta. Promettono invece battaglia i lavoratori della scuola, con i Cobas della provincia di Venezia che «invitano docenti, Ata, genitori, studenti e tutti cittadini interessati alla difesa della scuola pubblica a partecipareallo sciopero generale e alla manifestazione nazionale a Roma».


15 ottobre 2008 - Provincia Pavese/Corriere Alpi/Alto Adige/Città Salerno/Mattino Padova/Nuova Ferrara, Venezia/Tirreno/Trentino/Tribuna Treviso/Gazzetta Reggio, Modena, Mantova

Centrali elettriche. Il ministro Scajola blocca i Cobas
Piombino, scatta la precettazione

ROMA - Per assicurare il regolare funzionamento del sistema elettrico nazionale, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha precettato i lavoratori turnisti delle centrali elettriche di Portoscuso e Piombino di Enel Produzione, e Torrevaldaliga Sud di Tirreno Power, in relazione allo sciopero generale proclamato per venerdì prossimo 17 ottobre dalla Confederazione Unitaria di Base, alla quale hanno aderito le organizzazioni sindacali "RdB-Cun-Energia» e «Cobas Lavoro Privato».
La precettazione - si legge in una nota del ministero - è stata adottata ai sensi della normativa vigente per le vertenze nel settore elettrico, dopo aver esperito senza esito il previsto tentativo di conciliazione. Gli impianti per i quali è stata ordinata la precettazione - spiega la nota - sono quelli per i quali Terna spa ha valutato, secondo le procedure vigenti, l’incompatibilità dell’astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale.
Il ministro - conclude il comunicato - valuterà nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 24 ottobre prossimo in relazione alle valutazioni di compatibilità fornite da Terna.


15 ottobre 2008 - Tuscia web/New Tuscia/On Tuscia

Il 17 ottobre manifestazione dei sindacati di base "Sarà sciopero in ogni settore"
SCIOPERO GENERALE DEL 17 OTTOBRE, ROCCHI (RdB):
"UNA MAREA DI LAVORATORI INVADERA' ROMA"
La federazione RdB aderisce allo sciopero nazionale del pubblico impiego di venerdì

Viterbo - Sono molte le adesioni allo sciopero generale del 17 ottobre che stanno giungendo, dichiara Lino ROCCHI (nella foto) della federazione Rdb di Viterbo visibilmente entusiasta, dalle assemblee effettuate nei giorni scorsi è emersa molta attenzione ai temi dello sciopero promosso dai Sindacati di Base per il 17 ottobre prossimo, e molti lavoratori hanno espresso la volontà di partecipare alla manifestazione nazionale di Roma. Le Scuole di ogni ordine e grado, il trasporto pubblico, l’ACI, l’agenzia delle Entrate, il Tesoro, il Tribunale, la Provincia, la Sanità, l’Università, l’INPS, l’INPDAP, l’INAIL, l’Ufficio del Lavoro, il Territorio, Fabbriche, supermercati, ecc. sono a rischio chiusura. Sono in molti i Lavoratori, studenti e pensionati che hanno già aderito allo sciopero e che si sono prenotati per gli autobus che la Federazione RdB di Viterbo ha organizzato per la Manifestazione Nazionale, prosegue ROCCHI, domani alle 7.30 partiremo dal piazzale della Questura di Vt per esprimere con la nostra presenza tutta la contrarietà allo smantellamento dei Servizi Pubblici, all’imbarbarimento delle condizioni economiche degli strati più deboli della società, contro l’attacco ai diritti ed a tutto il mondo del lavoro dipendente, contro l’attacco alla scuola pubblica ed a favore di pensioni dignitose, una sanità per il cittadino e non dei soldi, stipendi e salari che consentano di arrivare alla fine del mese, una ridistribuzione delle risorse finanziarie di questo Paese, che non vedano i nostri Politici tutti d’accordo, quando si tratta di regalare soldi alle Banche, ma che li veda insensibili alle richieste di una vita dignitosa di milioni di pensionati, lavoratori, disoccupati e precari. Lo stato sociale è ostacolo allo sviluppo economico: questo il messaggio che sedicenti industriali e "pappagalli della sottopolitica", finanziati dallo stato e spalleggiati dalle "finte proteste" di cgil cisl e uil, vanno ripetendo per convincerci che bisogna accettare di ritornare alle condizioni degli anni cinquanta. Vogliono far passare la competitività del sistema Italia attraverso la devastazione sociale, la negazione dei diritti, l’abbandono della solidarietà, la sconfitta dei dipendenti pubblici. Saremo in piazza domani 17 ottobre e saremo in tanti, conclude Rocchi, per dire basta ad una trasformazione profonda che pagheranno tutti, lavoratori pubblici e privati ed i cittadini ad un sistema sociale senza garanzie e senza diritti, per ripristinare un patto fra tutti i soggetti interessati alla trasformazione, un patto capace di riaprire una nuova e forte stagione di lotte in grado di riconquistare i diritti sociali e di invertire una politica, fino ad oggi, ad esclusivo favore delle classi più forti del paese.
RdB CUB Viterbo (Lino ROCCHI)


15 ottobre 2008 - Il Riformista

statale
Carla Franzoni, tra i leader della protesta. Studiava col ministro, oggi la contesta
di Alessandro Da Rold

Milano - Carla Franzoni ha trentacinque anni. È coetanea del ministro dell'Università Mariastella Gelmini (e come lei, bresciana). Hanno studiato Giurisprudenza assieme, proprio a Brescia, più di quindici anni fa («Una facoltà di quattro stanze, tutti ci conoscevamo», spiega). Presa la laurea, è diventata avvocato. «E l'esame l'ho passato a Brescia - precisa - testimonianza che non c'era bisogno di andare a Reggio Calabria». Ora sta studiando per la seconda laurea in Filosofia. «Mariastella me la ricordo come una ragazza tranquilla. Se devo essere sincera non era tanto brillante negli studi. All'epoca non mi pareva neppure appassionata di politica. Preferirei che invece di fare il ministro, prendesse anche lei un'altra laurea». La politica le ha fatte ritrovare, questa volta però una contro l'altra. Carla Franzoni è la leader degli studenti dell'Università degli Studi di Milano in protesta da un paio di giorni contro i tagli nel settore universitario promessi dal governo Berlusconi. In un centinaio, tra ragazzi e ragazze, l'ascoltano in cerchio e l'applaudono. È lei che li incita a continuare nella contestazione, dopo che il rettore Enrico Decleva si è rifiutato di accogliere nel suo ufficio cinque loro rappresentanti.
Ore 16, nel chiosco di via Festa del Perdono ci saranno sì e no una cinquantina di persone. Sono studenti della Statale, ma anche di altre università milanesi e lombarde. Ci sono rappresentanze studentesche del Politecnico, dell'Accademia di Brera, qualcuno di Bergamo e appunto alcuni da Brescia. C'è pure qualche ricercatore e un sindacalista della Cub, confederazione unitaria di base, in rappresentanza di un cinque per cento dei lavoratori dell'Università. La Digos, sette agenti in borghese, li controlla a vista. Per tutta la giornata hanno provato a parlare con Decleva: chiedono che il senato accademico dell'Università degli Studi, organo di governo dell'Ateneo, accolga un documento in sei punti contro la riforma universitaria del ministro Gelmini. Niente da fare. «Prima volevano entrare in massa - spiega Decleva al Riformista - poi in cinque e promettevano di non andarsene se non avessimo firmato il loro documento. Ho preferito che restassero fuori. È da ieri che gli organi di stampa dicono che la Statale è occupata: mi sembrano notizie totalmente prive di fondamento».
L'attività didattica continua regolarmente e nel chiostro adiacente qualche studente non si è neppure accorto della protesta. In ogni caso, a fine serata, dal senato accademico uscirà una mozione firmata all'unanimità. Nel testo si legge: «Ribadiamo la linea sviluppata dalla Crui, (Conferenza dei rettori delle università Italiane, di cui Decleva è presidente, ndr) contro i tagli previsti per il sistema universitario dalla manovra finanziaria di fine luglio e dalla legge finanziaria in corso di elaborazione. Tagli che, se attuati, determinerebbero una situazione del tutto insostenibile per gli atenei, con effetti irreversibili sulle loro funzioni scientifiche e un degrado irrimediabile dell'offerta formativa e di servizi per gli studenti». Nei prossimi giorni gli studenti promettono assemblee e occupazioni. Alcuni vorrebbero interrompere le lezioni. La proposta però divide e l'esigua partecipazione non aiuta. «Mi pare che si siano accorti un po' troppo tardi dei tagli previsti per l'Università», conclude Decleva. Ivano Maccarone, della Cub, ex segretario alla facoltà di Chimica, precisa: «La politica dei tagli va avanti da anni. Già Modica, sottosegretario di Fabio Mussi sotto il governo Prodi parlava di privatizzazioni. Non è come il '68, quando gran parte degli studenti aveva genitori operai. Ora ci accomuna il senso di precarietà nel futuro».


15 ottobre 2008 - Giornal.it

Sciopero generale del 17 ottobre: ecco i servizi garantiti

Alessandria - In occasione dello Sciopero Generale, proclamato dalle Confederazioni ed Organizzazioni Sindacali CUB – Confederazione COBAS – SDL Intercategoriale, per l'intera giornata del 17 ottobre 2008, nel Comune di Alessandria saranno garantiti i seguenti servizi:
- Stato Civile: limitatamente al raccoglimento delle registrazioni di nascita e morte.
- Cimiteriali: limitatamente al trasporto, al ricevimento e inumazione delle salme.
- Polizia Municipale, limitatamente ad attività richiesta dall'autorità giudiziaria e in caso di trattamenti sanitari obbligatori, attività di rilevazione relativa all'infortunistica stradale, attività di pronto intervento, attività di funzionamento della centrale operativa, attività di vigilanza della Casa Municipale, attività di assistenza al servizio attinente alla rete stradale e situazioni di emergenza.
- Pronto Intervento Stradale, limitatamente all’attività di una squadra di pronto intervento sulla rete stradale ed esclusivamente per le operazioni di messa in sicurezza.
- Protezione Civile: attività di presidio.
Anche i Vigili del Fuoco aderiscono allo sciopero generale nazionale di 24 ore dei sindacati di base, da tempo fissato per il 17 ottobre e saranno in piazza a Roma contro la dequalificazione degli operatori del soccorso, per rivendicare il ruolo centrale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco nel sistema protezione civile del paese e per un salario dignitoso.


15 ottobre 2008 - La Stampa

Sciopero nelle biblioteche d’ateneo

Torino - I dipendenti delle cooperative impiegati nelle biblioteche dell'Università aderenti alla Cub scioperano il 17 ed il 23. Sono in stato d'agitazione da luglio, quando il cda dell'ateneo di via Po ha deciso la riduzione del 10% dell’appalto per il 2009. Da anni in più di metà delle 40 biblioteche dell'Università c’è personale esternalizzato, secondo il quale il taglio avrà conseguenze sui salari di 73 dipendenti, e altri posti di lavoro rischiano la soppressione.


15 ottobre 2008 - La Nuova Ferrara

Lettera. Uno sciopero per la scuola, adesso

Vorrei spiegare perchè un’insegnante di scuola primaria, iscritta Cgil, aderisce allo sciopero indetto per venerdì 17 ottobre dai Cobas, dai Cub e SDL inercategoriale. Perchè forse venerdì 17 il decreto Gelmini non sarà ancora legge come invece potrebbe già esserlo il 30 ottobre, giorno previsto per lo sciopero dei sindacati confederali, già con qualche distinguo da parte della UIL.
La mia impressione è che all’interno della scuola dell’obbligo non sia sia ancora pienamente compresa la svolta autoritaria che la conversione del decreto in legge comporterà, al di là del dato di fatto del taglio di posti. Che la categoria degli insegnanti non goda della massima stima della società è arcinoto, si salvano forse un po’ le maestre e sottolineo maestre, dato che il 98% delle addette è di sesso femminile! Ma se non l’hanno capito ancora tutte e tutti gli insegnanti la responsabilità ricade indubbiamente su un sindacato, mi riferisco ai confederali, che in questi ultimi dieci anni, di fronte al succedersi di riforme o proposte di riforme, non ha mai osato fare fronte comune per porre alcune condizioni non negoziabili.
Questo perchè ogni volta uno dei tre sindacati si trova a fare i conti col "fuoco amico", che sappiamo, non risparmia vittime sul campo!
Faccio l’insegnante da 12 anni e ogni anno ho dovuto modificare formule di comportamento senza che nella sostanza sia mutato alcunchè nella didattica, anzi se qualcosa è mutato posso - a ragione - imputarlo al fatto che le insegnanti hanno fatto di necessità virtù e in proprio si sono attrezzate a far fronte ad un enorme ingresso di stranieri non alfabetizzati all’italiano, a situazioni sociali e familiari sempre più conflittuali, a mutamenti tecnologici vertiginosi, il tutto a fronte di una dimunzione continua e costante di risorse.
Mentre i governi si preoccupano di trovare fondi pubblici (soldi nostri) per salvare le banche artefici di speculazioni finanziare oltre ogni dire, alla categoria, ma soprattutto alla società, viene chiesto di rinunciare al suo patrimonio più importante per il futuro: la formazione delle nuove generazioni.
A fronte di un progresso tecnologico che ha portato in dieci anni a saturare il mercato dei cellulari, le scuole dell’obbligo navigano a vista accontentandosi di computer di scarto, senza soldi per pagarsi sussidi didattici banali come un impianto hi-fi per classe, a volte senza fotocopiatore per non parlare dei laboratori o degli atelier. Fare didattica in futura perfetta solitudine all’interno della propria aula chiusa alle altre agenzie educative territoriali, per mancanza di soldi e di personale (il rapporto per le uscite è di 1/15 mentre le classi sono in media di 20 allievi) è l’intento perseguito da una politica che mira a tenere le masse in un livello educativo funzionale agli interessi del capitale. Si vogliono programmare generazioni di consumatori e utenti docili, possibilmente sapientemente divisi per etnie in quanto più facilmente controllabili. Questo è il futuro che ci prospetta la signora Gelmini, vittima ella stessa di un sistema che prevede carriere precostituite a chi si adegua alla legge del più forte.
Per questo invito colleghe e colleghi, genitori e cittadini a far sentire la propria voce e ad opporsi a questa strategia, a partire dall’adesione allo sciopero del 17. A questo dovrà tuttavia seguire una resistenza passiva e nonviolenta che preveda la non applicazione delle misure previste dal decreto, così come coraggiosamente ha già fatto la direttrice della scuola Iqbal Masih di Roma, aprendo le porte della sua scuola al confronto tra genitori e insegnanti e dimostrando che un’altra scuola è possibile!
Marzia Marchi scuola "G.Matteotti" Ferrara

Porto, venerdì sciopero in Comune

PORTOMAGGIORE - Venerdì prossimo le organizzazioni sindacali Cub, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale, Unione sindacale italiana-Usi Ait hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private. Per l’intera giornata non sarà pertanto assicurato il regolare andamento delle attività comunali. Saranno garantiti i servizi indispensabili previsti dalla vigente normativa quali: servizi di Vigilanza Urbana; Assistenza domiciliare; Assistenza scuolabus; servizio di Stato Civile.


15 ottobre 2008 - Gazzetta di Reggio

Venerdì lo sciopero

REGGIO E. - Sciopero dei trasporti - indetto dalla Cub reggiana - venerdì 17 ottobre. L’Act pertanto fa sapere che i servizi urbani, extraurbani e ferroviario del bacino reggiano «potranno subire disagi nelle fasce orarie interessate». Vale a dire dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 fino al termine del servizio. Quanto al personale addetto agli impianti fissi (uffici e officina), di Ae, Act, Til e Dinazzano Po, l’attività sarà sospesa per l’intera giornata. «Pertanto - chiude Act - per esigenze organizzative, ripercussioni potranno aversi anche sulle corse immediatamente precedenti o successive».


15 ottobre 2008 - Il Gazzettino

Anm e sindacati uniti nella protesta del 24 ottobre. Anche le toghe lamentano la carenza di organico e le condizioni di lavoro negli uffici giudiziari veneziani
Giustizia, magistrati a fianco degli impiegati
di Giulia Quaggio

Venezia - Ad appoggiare in pieno i lavoratori e lavoratrici veneziani del ministero della Giustizia, in stato d'agitazione per l'insostenibile carenza di organico, c'è anche l'Associazione dei magistrati veneziani.«La difficile condizione in cui operano gli uffici giudiziari veneziani tocca chiunque sia in servizio per la giustizia italiana spiega Vartan Giacomelli, presidente dell'associazione veneta dei magistrati mai avrei pensato di partecipare a delle assemblee sindacali. Ma la situazione è diventata urgente. È incalzante la difficoltà del sistema e alla base non c'è alcun desiderio corporativo ma la volontà di far capire ai cittadini il difficile stato in cui si trova a lavorare la giustizia italiana».Giacomelli fa riferimento a quanto segnalano le sigle sindacali unite (Cgil, Cisl, Uil, Rdb/Cub e Unsa) circa una carenza del 25-30 per cento negli uffici giudiziari veneziani che renderebbe lento e macchinoso il sistema della giustizia italiana. Sotto accusa, poi, i tagli indiscriminati sul materiale tecnico e informatico per gli uffici, oltre che i templi biblici per le udienze che al momento per i contenziosi civili sono fissate al 2015 e la mutevole normativa sulla formazione e la progressione di carriera. Per tutte queste ragioni, oltre che per gli effetti nel pubblico impiego dei decreti Brunetta e Tremonti, i dipendenti degli uffici veneziani si sono incontrati ieri a discutere le prossime mosse dell'agitazione, con la solidarietà dei magistrati veneziani.Per il prossimo 24 ottobre, come già preannunciato, viene confermata una grande manifestazione con presidio di fronte al Tribunale di Venezia a Rialto. «Vogliamo che i veneziani sappiamo come si lavora oggi negli uffici del ministero della Giustizia spiega Nicola Lombardi, segretario Cgil FP di Venezia senza organico e senza materiale, lo stato d'agitazione poi si sposterà alla Provincia. La giustizia italiana è ormai alla bancarotta e il ministro Brunetta si concentra esclusivamente sulla nomea di fannulloni dei pubblici dipendenti. Mentre negli uffici veneziani ormai i dipendenti, con i salari tagliati, debbono svolgere mansioni che non sono a volte nemmeno le loro».Nel corso della manifestazione del 24, le sigle sindacali consegneranno al sindaco, Massimo Cacciari, un documento con le rivendicazioni dei dipendenti.«In Italia ormai si è creato un clima dove il magistrato è visto come un individuo politicizzato aggiunge Giuseppe Paone, dipendente dell'Ufficio notifiche della Corte d'Appello di Venezia (Cisl) il dipendente come un fannullone: questo è l'humus ideale perché dall'alto vengano assunte scelte unilaterali senza tenere conto delle conseguenze nel sistema della giustizia».

UNITÀ SANITARIA LOCALE 7
Conciliazione in Prefettura su tre punti: sospeso lo stato di agitazione sindacale

Conegliano - È stato sospeso lo stato di agitazione sindacale dichiarato nei giorni corsi dagli aderenti alle Rappresentanze sindacali di base che operano alle dipendenze dell'Usl 7. La decisione dei delegati Rdb è stata presa ieri mattina al termine dell'incontro di conciliazione svoltosi in Prefettura, e al quale hanno preso parte, oltre l prefetto vicario Vittorio Zappalorto e al capo di gabinetto Michele Campanaro, Mariagrazia Carraro, Lionello Faliero e Cristina Bortoluzzi (per l'Usl 7), Germano Raniero, Caterina Carniel e Antonio Serafin (per le Rdb-Cub). Sul tavolo, tre punti: l'uso delle auto dell'azienda sanitaria per l'accompagnamento dei pazienti, l'impiego di personale con qualifica di ausiliario in mansioni superiori, e le carenze di organico nel reparto psichiatrico. Per quanto riguarda il primo punto, è emerso che si tratta di "meri trasporti secondari" e non di trasporti di emergenza, e pertanto regolari. Sul secondo punto è stata raggiunta un'intesa con l'amministrazione che sancisce l'impegno a promuovere una selezione interna (concorso) che permetta il passaggio in categoria B a tutti gli operatori tecnici che attualmente sono inquadrati in categoria A: «È stato pertanto riconosciuto - affermano i delegati sindacali - che essi svolgono mansioni superiori; nel prossimo incontro previsto con le organizzazioni sindacali verrà discussa, previsa consultazione con la Regione, la nostra proposta: in altre Usl con un corso di 20 ore abbiamo concordato il passaggio in categoria B con la qualifica di operatore tercnico addetto ai servizi socio sanitari e i dipendenti interessati hanno avuto la tutela giuridica delle mansioni che già svolgevano abitualmente». Sul terzo punto, la direzione si è resa disponibile a concordare un incontro specifico.

Ieri incontro con i sindacati: piano da 200mila euro per informatizzare gli uffici
Anagrafe, il futuro è on-line

Vicenza - (r.c.) Duecentomila euro per informatizzare dati e documenti dell'ufficio anagrafe del Comune di Vicenza. E, in futuro, attivazione di servizi on line per scaricare i certificati direttamente da casa. Dopo le polemiche sulle difficoltà di lavoro degli sportelli al piano terra del palazzo comunale di piazza Biade, alle prese con archivi cartacei che occupano gran parte degli spazi, ieri, in Comune, amministratori e rappresentanti sindacali e comunali hanno siglato un'ipotesi di accordo per la riorganizzazione del settore da avviare a partire dal prossimo anno. Il piano sarà definito a breve, e prevede, tra l'altro, la stabilizzazione di due dipendenti oggi a tempo determinato (in tutto i responsabili dell'anagrafe sono 18, di cui 5 part-time). Ma la vera rivoluzione dell'accordo sta nell'intenzione del Comune di trasferire dalla carta al digitale i dati in possesso dell'anagrafe, come ha confermato l'assessore ai Servizi demografici Tommaso Ruggeri, presente all'incontro: «Oggi l'ufficio lavora solo sul cartaceo e questo è un problema, perché manca il supporto informatizzato e i dipendenti sono costretti a convivere con gli archivi». Per l'operazione, è stato detto, Palazzo Trissino stanzierà 200mila euro e tutto dovrà essere pronto entro il 2009. «In caso di tagli di bilancio, che non dipenderanno dalla nostra volontà, dovremo assumere un dipendente in più», ha aggiunto l'assessore. Soddisfatto Claudio Scambi della Uil: «Con l'informatizzazione, saranno liberati spazi a beneficio dei lavoratori e saranno ridotti i tempi per l'elaborazione dei dati - ha detto - La situazione sarà costantemente monitorata. Saranno effettuate verifiche anche sotto l'aspetto della sicurezza. Per noi l'impegno raggiunto è un passo in avanti». Non è escluso, come ha spiegato ancora Ruggeri, che, grazie alla digitalizzazione degli archivi, gli utenti potranno scaricare certi documenti da casa. Inoltre i servizi di anagrafe decentrata potrebbero essere attivati in tutti i centri civici della città.
Patrizia Cammarata e Maria Teresa Turetta, esponenti delle Rappresentanze sindacali di base, nel corso della riunione di ieri hanno infine chiesto che venga messo agli atti il loro invito all'Amministrazione di attivarsi «per prevenire eventuali episodi di razzismo che, come accaduto altrove, potrebbero registrarsi anche fra i dipendenti comunali, vista l'alta affluenza di lavoratori stranieri».


15 ottobre 2008 - Libertà

Sciopero del 17, adesione a Castelsangiovanni
Contro la precarizzazione da parte delle amministrazioni locali
di PAOLO LOLLI*

Castelsangiovanni - Il giorno 17 ottobre è stato indetto dal sindacalismo di base - CUB, COBAS e SDL, uno sciopero generale di tutte le categorie che vedrà lo svolgimento di una grande manifestazione nazionale a Roma (con partenza da piazza della Repubblica alle ore 10). Questo sciopero, indetto su una piattaforma unitaria presentata dalle tre sigle sindacali è contro la "finanziaria" e le politiche sempre più aggressive e liberiste dell'attuale governo di centro destra spalleggiato da Confindustria che proseguono e accentuano le politiche antipopolari del governo precedente. Queste politiche vanno contro lo stato sociale - welfare e i diritti di lavoratori e cittadini (attacco ai salari, ai contratti nazionali, alle pensioni, alla scuola e alla sanità pubblica, ai servizi e ai lavoratori pubblici, alla stabilità del posto di lavoro alla sicurezza nei posti di lavoro ecc.).
Questo sciopero è una importante occasione che i lavoratori hanno per contestare le politiche di smantellamento e privatizzazione dei servizi pubblici, precarizzazione del mondo del lavoro condotte dalle amministrazioni locali (regionali provinciali, comunali). Politiche che sono "sinergiche" a quelle nazionali e contribuiscono a smantellare diritti dati per acquisiti (alla salute, all'istruzione, alla mobilità sul territorio, alla casa ecc.) e a trasformare i cittadini da "utenti" a "clienti" dei servizi erogati, il tutto a favore di mere logiche di profitto.
A livello locale, come sindacato, abbiamo contestato l'intenzione recente dell'amministrazione comunale di Castelsangiovanni di privatizzare l'asilo nido comunale; nel mese di giugno insieme al comitato di genitori dell'Asilo nido abbiamo organizzato un incontro pubblico sulla questione, incontro a cui l'amministrazione locale invitata ha dato "forfait". La scelta di privatizzare la scuola della prima infanzia è in linea di continuità con le precedenti operazioni fatte dal Comune di appaltare all'esterno servizi a diretto contatto con l'utenza "debole", come il servizio trasporto alunni e ridurre l'organico operaio con la scellerata "espulsione o coatto trasferimento" di parte del personale dipendente in occasione del trasferimento ad Enìa dei servizi "acqua e rifiuti". Riteniamo importante e fondamentale agire contro "politiche" di Amministrazioni locali che prediligono investire milioni di euro "pubblici" per la costruzione di strutture come il "palatenda" e smantellano, per converso, strutture quali lo "storico" asilo nido di Castelsangiovanni a gestione pubblica per sostituirle con un nuovo asilo nido fatto costruire con soldi dei privati e gestito da privati.
Contro politiche di questo profilo che preludono ad un futuro fatto sempre più di lavoratori precari e di servizi a costi maggiorati occorre che anche i lavoratori pubblici del Comune (con sempre meno diritti e problemi in più grazie al mitico ministro Renato Brunetta) diano delle risposte chiare e concrete. L'adesione allo sciopero del 17 è un modo che essi hanno per mandare un chiaro messaggio a questi amministratori e ad altre amministrazioni locali, un'agire che può solo sostenere e rafforzare le iniziative già intraprese con gli utenti contro la privatizzazione del nido di Castelsangiovanni e dei servizi comunali più in generale ( iniziative che hanno prodotto il sopraccitato incontro pubblico e vari articoli sui quotidiani locali ), un chiaro messaggio per il mantenimento e il rafforzamento dei servizi pubblici, di coscienza del ruolo dei lavoratori pubblici e di lotta contro la precarizzazione del lavoro. Invitiamo quindi i lavoratori ad aderire allo sciopero ed a partecipare alla manifestazione nazionale di Roma.
*Delegato RdB /CUB pubblico impiego Castelsangiovanni - Componente del coordinamento regionale RdB Enti Locali


15 ottobre 2008 - Il Messaggero Veneto

Sciopero dei trasporti il 17

Trieste - La Cub (Federazione Rdb trasporti Fvg) ha proclamato uno sciopero di 24 ore per la giornata di venerdì 17. Il servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano potrà subire interruzioni da mezzanotte alle 5.59, dalle 9 alle 11.59 e dalle 15 alle 23.59. Il servizio della biglietteria centrale di Gorizia potrà essere sospeso per l’intera giornata. Il numero verde 800955957 per informazioni all’utenza effettuerà regolare servizio dalle 7.30 alle 19.15.


15 ottobre 2008 - Il Giorno

Il Comando dei pompieri nasce zoppo
Protesta del sindacato: costruiranno 70 uffici, ma nessuno spazio per i vigili
di DARIO CRIPPA

Monza - UNA PALAZZINA nuova di zecca da 7 milioni di euro. Alta quattro piani, con settanta uffici (70!), ma nessun magazzino in cui ospitare le attrezzature, nessuno spazio per parcheggiare autopompe e autoscale, nessuna mensa, nessun alloggio in più. E, in generale, spazi risicatissimi per accogliere un organico che sarà raddoppiato. È la nuova sede del Comando provinciale prossimo venturo dei Vigili del fuoco di Monza. Uno spreco enorme e insensato, almeno a sentire Enrico Vergani, rappresentante monzese del coordinamento provinciale Rdb/Cub dei Vigili del fuoco. «Sono due anni - spiega Vergani - che tentiamo inutilmente di farci sentire, da quando abbiamo avuto modo di visionare il progetto della nuova sede». Il sindacalista fa la cronaca di tutti gli incontri ottenuti in questi due anni: con il commissario governativo della nuova Provincia Luigi Piscopo - tre volte -, con l’assessore regionale all’Urbanistica Davbide Boni, con il deputao leghista Paolo Grimoldi. Risultati? Nessuno. «La nuova sede, che sorgerà proprio di fianco a quella attuale, in via Mauri, è stata concepita dai dirigenti del Corpo Nazionale Vigili del fuoco: che però stanno a Roma e non si sono mai mossi di lì per venire a vedere di cosa ci fosse veramente bisogno: si tratta di un progetto, ad esempio, che abbatte l’unico magazzino esistente e non crea autorimesse per gli automezzi pesanti di cui il nostro Distaccamento verrà dotato non appena si trasformerà, con la nuova Provincia, in Comando. In compenso - affonda Vergani - ci ritroveremo con 70 uffici nuovi di zecca: in pratica, ci saranno sei uffici per persona!». I numeri del nuovo e tanto atteso Comando dei Vigili del fuoco di Monza sono importanti: dalle 50 unità che attualmente compongono il Distaccamento, si passerà infatti alle almeno cento del nuovo Comando. «Ma l’idea - insiste Vergani - è che si tratti per la maggior parte pompieri operativi, non impiegati! Su Monza graviteranno sei distaccamenti: Carate, Lissone, Desio, Seregno, Bovisio Masciago, Vimercate. E TUTTI dovranno portare il loro equipaggiamento nella nostra sede, che però sarà priva dei magazzini necessari...». Il nuovo Comando, in soldoni, rischia di nascere zoppo. «Il paradosso - fa notare il sindacalista - è che la parte operativa della sede, quella di proprietà della Provincia, resterà uguale anche se dovrà ospitare uomini e mezzi (almeno 40) in più, mentre a crescere saranno soltanto gli uffici, costruiti dal Ministero degli Interni: l’appalto è già stato assegnato, a una ditta di Catanzaro, la Procopio srl, e i lavori dovrebbero cominciare fra ototbre e novembre. Il commissario governativo ci ha scritto che in sostanza i nostri rilievi sono giusti, ma che i correttivi necessari verranno fatti soltanto in seguito, in corso d’opera: uno spreco enorme di denaro pubblico». Un ultima stilettata, il sindacato la riserva al ministro Maroni e alla Lega: «Sono stati quelli che più ci sono stati vicini nei momenti di difficoltà, ma da quando sono passati al Governo, alle promesse non sono ancora seguiti i fatti».


15 ottobre 2008 - Il Mattino di Padova

Delegata a Log System la gestione delle merci. Così il cartello delle coop monopolizza le piattaforme
Magazzini, contratti fuori norma
I Cobas: «Facchini stranieri inquadrati Unci. E’ illegale» Perché il Comune non fa controlli? Inps, Inail, Spisal hanno ricevuto le segnalazioni rimaste inevase
di ERNESTO MILANESI

Padova - Lavoro in barba alla legge. Logistica sul filo del rasoio. Magazzini Generali «spreme» mano d’opera e allunga la «filiera» con due società.
IL TUNNEL. Oltre il cancello di Corso Stati Uniti, si lavora al buio fino all’alba. Carico e scarico. Muletti in azione. Magazzini funziona a pieno regime nel cuore della notte, come il contiguo mercato. Un bar aperto garantisce chi lavora mentre la città dorme. Sono svegli e pronti a guadagnarsi la giornata i migranti (extracomunitari neri, ma anche europei dell’Est) che "ruotano" intorno alle merci da stoccare. Verso le 3 o 4 si anima d’improvviso il piazzale. La richiesta di mano d’opera è squillata: arrivano gli uomini. Ci sono i facchini delle coop censite nella galassia di Magazzini, ma anche lavoratori «a singhiozzo». Entrano perché c’è chi li «riconosce». Fanno quel che serve. E prima dell’alba sono tutti fuori.
Mano d’opera che letteralmente entra nel tunnel di Magazzini. E’ la struttura coperta che collega due piattaforme. Sotto la tettoia, una «zona grigia» con il mercato del lavoro più flessibile. Stranieri assoldati da chi sa come far combaciare domanda e offerta. Il tunnel è il luogo dell’altra logistica. Una linea d’ombra difficile da scoprire nei rapporti del controllo gestione. Un «valore» ben incistato nei rendiconti che contabilizzano costi di produzione ed elencano contratti fatturati dalle due società. Anche se Magazzini s’è affidato a Piergiorgio Cargasacchi, ex presidente dell’Amniup: come consulente si preoccupa di ottimizzare le piattaforme.
CONTRATTO UNCI. Il facchinaggio, i servizi, le coop sono essenziali per la vita di Magazzini. Il «mercato della logistica» ha il suo tariffario e viene regolato da precise normative contrattuali. In Corso Stati Uniti, affiorano margini di manovra rispetto al quadro di riferimento. Un problema di utilità, che però coinvolge direttamente l’ente controllato da palazzo Moroni. Chi «lima» sui volumi d’affari è anche chi schiude il cancello al facchinaggio just in time, agli stranieri contrattualizzati in modo più che discutibile.
Si tratta del contratto Unci: fa scattare un notevole taglio del costo del lavoro (notturno e straordinari azzerati, monte-ore di lavoro indipendente da quelle effettuate) e insieme "erode" oneri contributivi e previdenziali. Il minimo salariale viene decurtato da 1.247 a 1.108 euro lordi.
Era il contratto stipulato tra Unci e la Federazione autonoma dei sindacati dei trasporti. «Adottato» dalle coop, in alternativa al contratto nazionale. Il «decreto milleproroghe 2008» ne ha sancito lo stop: normativa illecita. Inapplicabile anche a Magazzini dalle coop di fiducia.
LOG SYSTEM. E’ il ramo d’azienda che Magazzini ha, di fatto, ceduto liberandosi della gestione quotidiana dei contratti stipulati con i clienti. Così la coop a responsabilità limitate "governa" lavoro, movimento delle merci, servizi su misura. In Log System, Magazzini possiede la quota del 18% e conta sul direttore Renzo Sartori nel CdA. Tuttavia, dentro la Scarl compiano sigle eredi della cooperazione «rossa» che esprimono al vertice Loris Cervato (ex Lega Coop). Non passa inosservato nel CdA il nome di Moreno Lando, socio di Leonardo Padrin in Servizi Logistici e fino al 28 settembre 2007 nel CdA di Cosecon Formazione. Al vertice della Scarl, infine, Floriano Pomaro che ritrova Sartori dentro MyNet Srl.
In vista dell’«aggregazione» con Interporto, i soci pubblici di Magazzini (Comune, Provincia e Camera di commercio) dovrebbero avere tutto l’interesse a chiarire ogni dettaglio della gestione. Log System nel bilancio 2005 indicava un valore della produzione di 515 mila euro, con 1.100 euro di utile e 300 mila di debiti. Nel bilancio 2006, il valore era salito a 625 mila, l’utile dichiarato era di 305 euro e il debito lievitato fino a 1,4 milioni. Il bilancio 2007 parla di 1,248 milioni di valore della produzione (ma a costi raddoppiati), 12.743 euro di utile con un debito di 1,695 milioni.
CATENA. Le visure certificano che Log System Scarl vanta 1.155 euro di quote nominali di Logycop Srl che ha sede legale in via Forcellini 150 con 50 mila euro di capitale versato. Il pacchetto di maggioranza appartiene a Tiesse Srl, ma quote di proprietà risultano a Hotel Turist Spa, Immobilgroup Srl e Work Crossing cooperativa sociale. Si torna, quindi, nel mondo della Compagnia delle Opere. Il presidente del CdA è Marco Baratella, 42 anni di San Bellino (Rovigo) affiancato dai consiglieri Maurizio Di Marino, 40 anni, Noventa, via Cappello 3/4, e Andrea Luigi Maso, 40 anni, Noventa, via Cappello 3/10. Maso e Di Marino risultano consiglieri di amministrazione in Eurocoop Scarl (sede in via Svezia 9 nella zona industriale sud) che detiene 660 euro di quote di Log System Srl. Presidente del CdA è Vincenzo Silvestri, 56 anni, residente in Corso Stati Uniti 18; vice presidente Luisa Schiavon, 37 anni, Noventa, via Cappello 3/5; consigliere Fiorenza Gobbi, 46 anni, Saonara, vicolo don Sturzo 7.
SINDACATO. Vigilanza e controllo non si rivelano così fiscali. Tant’è che interviene Stefano Pieretti da palazzo Moroni, membro della Rsu del Comune e coordinatore provinciale di Adl-Cobas: «E’ davvero strano come il Comune si sia fatto carico di esercitare controlli sulle coop che lavorano al suo interno, mentre lì preferisce non mettere il naso. Come mai due pesi e due misure?». Pieretti segnala un’altra zona d’ombra: «Per l’ufficio anagrafe del Comune abbiamo presentato una precisa denuncia sulla situazione fuori norma. Gli organi deputati ad intervenire hanno fatto finta di nulla. A Magazzini Generali, ente controllato dal Comune, non mancano episodi segnalati a Inps, Inail e Spisal sul mancato rispetto delle normative. Finora, nessun riscontro».
POLITICA. La fusione Interporto-Magazzini è stata ormai decisa dai tre soci pubblici, affidando a Sergio Giordani il ruolo di "traghettatore". Spetta a lui il compito di verificare conti, organici, patrimoni, fatturato e sinergie. Da presidente di Interporto, ha ben presente metà "fotografia". Forse, Giordani farebbe bene a controllare il controllo di gestione di Magazzini. Provincia e Camera di commercio possono aiutarlo con Mg Logistica Srl, l’altra società di Corso Stati Uniti. Fino al 31 dicembre governata da un CdA dosato politicamente. Al vertice, Giampietro Battaglia nominato presidente del Mercato giusto un anno fa. Fra i consiglieri, l’ex socialista Gianfranco Bardelle (più noto come presidente regionale del Coni) e Claudio D’Ascanio (vice presidente degli agricoltori Cia).
CdA. Venanzio Rosina ha convocato domani sera - giusto un anno dopo la perquisizione della Guardia di finanza - il CdA di Magazzini, chiamato a ratificare la mole di verbali arretrati e soprattutto a misurarsi con l’imminente fusione con Interporto. Lo staff (Stefania Sorze, Maria Di Paolo, Elena Cassandro, Paola Toson) è sotto pressione con i conti del bilancio 2008.
A fine anno, si scioglie il primo nodo: Renzo Sartori scade come direttore di Mg Logistica. In primavera, si replicherà con il contratto da direttore generale di Magazzini. Nel mezzo, la chiusura delle indagini da parte della Procura sui fondi europei.


15 ottobre 2008 - Il Padova

LA VERTENZA
Lavoratori della Tnt vertice in prefettura

Lavoratori Tnt e Gianni Boetto di Adl hanno incontrato ieri il vice prefetto Soldà per chiedere garanzie sull'avvio dell'hub logistico di Monselicee l'assegnazione dei lavori alla coop Corso già operante a Limena, con conseguente riassorbimento a tempo pieno di tutti e 70 i dipendenti. Soldà chiederà al prefetto di contattare direttamente i vertici aziendali, che hanno informato dell'apertura dell'hub entro fine anno. Per giovedì è fissato un nuovo incontro in prefettura.


15 ottobre 2008 - Vivere Senigallia

Scuola: un pulman per partecipare alla manifestazione del 17 Ottobre

I Cobas della scuola invitano docenti, Ata, genitori, studenti e tutti i cittadini interessati alla difesa della scuola pubblica a partecipare allo sciopero generale del 17 ottobre e alla manifestazione nazionale a Roma, per la quale hanno organizzato un pullman in partenza da Senigallia (tel. 3358110981). Massiccia si annuncia la partecipazione allo sciopero in provincia di Ancona con la chiusura di intere scuole. Lo sciopero di Cobas, RdB, Cub e SdL punta all’abrogazione del decreto sul maestro unico e dell’art. 64 della legge 133/2008, che prevede un taglio di 8 miliardi di euro per la scuola pubblica, 131.841 posti di lavoro in meno (a cui vanno aggiunti quelli già tagliati da Prodi per un tot di quasi 160000 posti), la disoccupazione per 200.000 precari, l’aumento sino a 33-34 del n degli alunni per classe, la chiusura di 4500 plessi con meno di 50 alunni e di 2500 istituti con meno di 500 alunni, la riforma della scuola tramite regolamenti, la dequalificazione della scuola pubblica e il potenziamento della scuola privata. Siamo, inoltre, contrari al ddl Aprea, che prevede la trasformazione delle scuole in fondazioni con ingresso dei privati e la gerarchizzazione dei docenti. Lo sciopero del 17 è stato identificato come lo sciopero del popolo della scuola pubblica e ad esso parteciperanno moltissimi lavoratori anche aderenti ad altri sindacati. Rispetto a tale mobilitazione l’indizione dello sciopero del 30 è tardiva (il DL sarà già convertito in legge) e caratterizzata dal desiderio di far prevalere la competizione tra le sigle sindacali rispetto alla difesa della scuola pubblica e all’unità della mobilitazione. Inoltre, la piattaforma dello sciopero del 30 non chiede l'abrogazione dell'art.64 della legge 133, ma "l'apertura di un tavolo negoziale con il governo per una vera riqualificazione della spesa nella scuola, in grado di coniugare la lotta agli sprechi e alle diseconomie con la garanzia del giusto tempo scuola". Non si chiede la cancellazione e neanche la riduzione dei tagli e nemmeno si dice che quello attuale è il "giusto" tempo scuola, ma si vuole contrattare come tagliare. Non sorprende, quindi, che sia Bonanni che Angeletti hanno dichiarato che revocheranno lo sciopero se verranno convocati dal governo per contrattare, appunto, come tagliare. D’altronde la Gelmini ha sottolineato la continuità con le Finanziarie del governo Prodi e il Libro bianco di Fioroni, che ebbero il pieno avallo della Cisl, della Cgil e della Uil, nonché di quel Partito Democratico che con la sua ministra-ombra Garavaglia ha ieri ricordato che era d'accordo sui tagli nella scuola, ma fino a 6 miliardi e che la rottura è avvenuta perché Gelmini si è rifiutata di concordarli insieme.


15 ottobre 2008 - Tempo Stretto

A rischio più di trecento precari del Comune,
Rdb chiede il piano triennale di stabilizzazione
L'emendamento Brunetta avvia la strada verso il licenziamento. Laudini: «Nella pianta organica mancano 972 unità, l'amministrazione provveda ad assumere gli attuali 304 precari». Pronto un odg per l'Ars
di Sebastiano Caspanello

Messina - Sono 304 i dipendenti precari del Comune di Messina, e tutti quanti rischiano il licenziamento in virtù dell'emendamento "ammazzastabilizzazioni" firmato Renato Brunetta. Di questo si è discusso quest'oggi nel salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, durante l'incontro convocato dal segretario di Rdb-Cub Roberto Laudini e al quale hanno partecipato Giacomo Di Leo dei Cobas, Daniele Ialacqua di Rifondazione Comunista e alcuni consiglieri comunali (il sindaco, invitato, non si è presentato perché a Palermo). «Le due finanziarie del 2007 e del 2008 - spiega Laudini - prevedevano la programamzione della stabilizzazione attraverso un piano triennale. Con l'emendamento Brunetta, tutto questo verrà abolito, dunque alla scadenza del contratto i precari verranno tutti licenziati». Il che avverà nell'agosto 2010 per 159 lavoratori, fra cinque anni per gli altri 145. Una realtà brutale ma comunque una realtà, a meno che l'amministrazione non intervenga per tempo. «La Regione Sicilia - continua Laudini - come spesso accade non ha recepito la norma sulla stabilizzazione, ma Messina, essendo esente dal patto di stabilità in virtù del commissariamento, potrebbe procedere comunque all'assunzione, anche perché nella pianta organica del Comune mancano 972 unità. All'amministrazione chiediamo, attraverso una bozza di proposta di delibera che noi stessi abbiamo predisposto e che fa riferimento alle norme nazionali, di predisporre entro il 31 ottobre un piano triennale di stabilizzazione. Contemporaneamente - conclude Laudini - ci è stato assicurato che il centrosinistra presenterà un Ordine del giorno all'Ars che chiederà o di recepire la legge nazionale o di predisporre una delibera ad hoc per i precari degli enti pubblici siciliani».


15 ottobre 2008 - Notizie on line

Riceviamo e pubblichiamo
LE DICHIARAZIONI E GLI IMPEGNI DELL’ASSESSORE TEDESCO

Per quanto riguarda il NUOVO OSPEDALE DELLA MURGIA ED I PRECARI DELLA SANITA’ PUGLIESE, l’Assessore alle politiche della salute Alberto Tedesco, in occasione della festa del P.D. di Altamura, ha fatto dichiarazioni, che sono impegni precisi della Giunta Regionale.
- OSPEDALE DELLA MURGIA: ha dichiarato: "sarebbe assurdo e controproducente costruire un nuovo ospedale, con nuove tecnologie e non metterci dentro, qualità, ricche specialità e professionalità". " L’ospedale della Murgia, non deve essere la semplice sommatoria degli ospedali di Altamura, Gravina, più Santeramo, non lo fa migliore." " L’ospedale della Murgia deve attirare utenza, deve puntare sulla qualità, per arginare la mobilità verso la Lucania, che attira sempre più professionisti dalla Puglia e quindi utenza, in quanto ha organizzato la sanità intorno ai due grandi e tecnologici ospedali, Potenza e Matera."
- PRECARI: ha dichiarato: " sono 5000 da stabilizzare in Puglia. Il percorso di stabilizzazione è fermo per un ricorso di alcuni infermieri di Brindisi, accolto dal Consiglio di Stato, che ha posto il problema alla Corte Costituzionale." " Il tutto è bloccato in attesa del pronunciamento della Corte, che è lungo, sulla costituzionalità della legge regionale sul precariato." " In attesa del pronunciamento della Corte, la Regione modificherà la legge, nei suoi punti deboli entro Ottobre e concluderà il percorso di stabilizzazione entro Giugno 2009." " Il Ministro Brunetta, la questione la voleva chiudere subito, con la prossima finanziaria, ( ovvero bloccando il percorso con un emendamento che modificava la precedente legge finanziaria )ma ha slittato il tutto a Giugno 2009.
Come R.d.B-C.U.B. prendiamo atto delle dichiarazioni-impegni dell’Assessore Tedesco sull’Ospedale della Murgia, l’augurio è che questo impegno venga mantenuto e soprattutto dia fiducia alla Comunità ed agli Operatori, infatti abbiamo inviato un comunicato al Sindaco di Altamura, perché si attivi a breve ad organizzare una conferenza dei servizi, con l’obiettivo di proporre alla Direzione ASL,( in previsione della realizzazione del P.A.L. Piano attuativo locale )un piano dei servizi e delle specialistiche ospedaliere e territoriali da istituire sul nostro territorio. Per quanto riguarda la stabilizzazione dei precari, le rassicurazioni dell’Assessore, ci confortano, la speranza è che vengano mantenuti i tempi per evitare l’incursione devastante del Ministro Brunetta. Noi come R.d.B.-C.U.B. vigileremo e ci batteremo perché gli impegni vengano mantenuti, in caso contrario mobiliteremo i lavoratori, come abbiamo fatto in passato per far approvare la legge sul precariato e come faremo CON LO SCIOPERO DEL 17 PROSSIMO CONTRO LE MISURE IMPOPOLARI, CHE PENALIZZANO I LAVORATORI, APPROVATE DAL GOVERNO BERLUSCONI.
Altamura 13 ottobre ’08 X il Coordinamento R.d.B.-C.U.B. ASL BA - Michele Lospalluto


15 ottobre 2008 - Il Giornale di Vicenza

Ieri mattina l’assessore al personale Ruggeri ha presentato la sua "ricetta". Soddisfatti i sindacati
Anagrafe: la nuova era . Basta carte, sì al digitale
di Chiara Roverotto

Vicenza - Questa volta i sindacati hanno detto un mezzo sì. Certo, dovranno essere i lavoratori a decidere se sospendere o meno lo stato di agitazione e lo faranno nel corso di un’assemblea che si terrà durante la settimana, ma la strada per risolvere i problemi dell’ufficio anagrafe appare in discesa. Appare. Almeno di fronte ad un documento di sette punti con il quale l’assessore al Personale Tommaso Ruggeri si è presentato ieri mattina al tavolo con una nutrita schiera di sindacalisti: Merendino, Dei Zotti e Scambi per Cgil, Cisl e Uil, Urbani per il Csa, Chemello per Diccap-Sulpm , Pancera per le Rsu e infine Cammarata e Turetta per i Rdb-Cub.
Due i punti all’ordine del giorno: la spinosa situazione dell’anagrafe e l’annosa questione dei turni della polizia municipale che si trascina da un paio d’anni. La parte del leone - viste le ricadute sui cittadini - l’ha fatta l’anagrafe, per il quale l’assessore ha previsto una cura intensiva, abbastanza costosa, ma quantomeno fattibile e, soprattutto, attuabile in tempi brevi.
Il problema fondamentale resta quello della copertura economica, ma i 200 mila euro necessari per digitalizzare gli archivi storici sono già stati messi nel bilancio preventivo per il 2009. La ricetta è semplice e guarda all’informatica come sola via possibile per dare un’accelerazione fondamentale ad un ufficio che si ritrova a dover sbrigare 70 mila pratiche all’anno con un organico ridotto all’osso, in spazi angusti e con una mole di lavoro in continuo aumento.
Innanzitutto, l’assessore ha messo sul tavolo l’assunzione a tempo indeterminato di due persone che già lavoravano negli uffici, ha descritto come avverrà il processo di dematerializzazione dei documenti cartacei, in modo che tutto sia consultabile su ogni terminale senza controllare i vecchi schedari cartacei. «Per la digitalizzazione - spiega Ruggeri - indiremo una gara a breve, ed entro la fine dell’anno contiamo di avere un assegnatario, ferma restando la copertura finanziaria. Se durante i lavori ci saranno problemi sposteremo negli uffici un altro addetto. Inoltre, verrà avviato un rapporto di assistenza con il Ced, verranno verificati la sicurezza dei locali e, quindi, eseguiti i lavori sulla base delle risorse disponibili».
L’assessore conta di mettere a punto la "nuova anagrafe" entro agosto del prossimo anno. Le sedi decentrate, con il sistema modernizzato, saranno collegate con il terminale centrale per cui potranno fornire tutti i certificati.
«Finalmente una proposta articolata - ammette Claudio Scambi della Uil - e sulla quale esistono tempi e metodi, che avremo modo di seguire e valutare attentamente». I lavoratori da quest’estate hanno proclamato lo stato di agitazione. «Saranno loro a decidere durante l’assemblea, che verrà indetta in settimana se interrompere la forma di protesta oppure no» conclude il rappresentante della Uil.
Poco si è detto, invece, sulla questione vigili e turni, dove il problema rimane di natura prettamente finanziaria. E si sa, le casse comunali piangono...
Su quest’ultimo punto da registrare una domanda che le rappresentanti dei Rdb-cub (Cammarata e Turetta) hanno rivolto all’Amministrazione. «Ci sono troppi episodi di razzismo in Italia, alcuni potrebbero presentarsi anche nel Vicentino vista l’alta affluenza di lavoratori stranieri - scrivono - e allora come prevenire eventuali episodi di intolleranza, soprattutto nei confronti dei vigili?».


15 ottobre 2008 - Il Messaggero

ROMA. Il prossimo potrebbe essere un venerdì nero...

ROMA - Il prossimo potrebbe essere un venerdì nero per i trasporti pubblici. I sindacati di base Cub e l’Sdl hanno infatti proclamato una serie di scioperi. Il trasporto aereo si fermerà per 8 ore, dalle 10 alle 18; il trasporto marittimo dalle 8 alle 16; il trasporto pubblico locale per 24 ore nel rispetto delle fasce protette; il trasporto ferroviario dalle 9 alle 17. Secondo le Fs non ci sarà però alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni e media e lunga percorrenza.

Perugia. Sciopero...

Perugia - Sciopero. Uno sciopero generale di 24 ore nel settore trasporti è stato proclamato per venerdì prossimo dai sindacati nazionali Cobas, Cub e Sdl. L’ Apm comunica che i propri servizi e le corse del minimetrò sono assicurati soltanto nelle fasce orarie 6-9 e 12-15. Funzioneranno invece normalmente le scale mobili, l' ascensore della galleria Kennedy ed il servizio navigazione sul Lago Trasimeno.

Civitavecchia. Alla fine non è stato necessario...

Civitavecchia - Alla fine non è stato necessario l’intervento del ministro Brunetta auspicato dalla Rdb. Il sindaco Gianni Moscherini ha infatti dovuto rinunciare ai suoi articoli 90, e senza bisogno di scomodare alti esponenti del governo. A far desistere il primo cittadino dalle nuove assunzioni è stata ieri una visita a palazzo del Pincio dei Revisori dei Conti.
I revisori avrebbero infatti riscontrato come, in questa fase nella quale il Comune sta predisponendo bandi e concorsi per la stabilizzazione del personale e l’assunzione di nuovi vigili urbani, procedere ad ulteriori assunzioni, porterebbe al superamento del tetto imposto dalla finanziaria per la spesa del personale.
Ieri dunque dopo la visita dei revisori dei conti le pratiche per i nuovi otto articoli 90 (la maggior parte dei quali avrebbero trovato posto all’interno della segreteria del sindaco) sono state subito stoppate. Ad eccezione di una assunzione a tempo per la quale ci sarebbero i requisiti economici.


15 ottobre 2008 - La Tribuna di Treviso

Cobas sanità, agitazione sospesa Ieri la conciliazione con l’Ulss 7

CONEGLIANO - Il sindacato Rappresentanze di Base (Rdb) va dal Prefetto, sospeso momentaneamente lo stato di agitazione. Ieri mattina si è svolto in Prefettura l’incontro di conciliazione con l’Ulss 7. Su quasi tutti i fronti si è trovato l’accordo, meno che nei trasporti tra i due poli ospedalieri di Conegliano. «E’ stata raggiunta un’intesa con l’azienda che sancisce l’impegno a promuovere un concorso che permetta il passaggio in categoria B a tutti gli Operatori tecnici che sono attualmente inquadrati in categoria A - dicono i delegati Rdb dell’Ulss 7, Caterina Carniel, Antonio Serafini e il responsabile Federico Martelletto - per quanto riguarda la Psichiatria dell’Ospedale di Conegliano la Direzione è disponibile a concordare un incontro specifico per risolvere le problematiche sulla carenza di personale».(sa.b.)


15 ottobre 2008 - L'Avvenire

Il percorso che ha portato all’accordo non è stato semplice...
di ANDREA DI TURI

Il percorso che ha portato all’accordo non è stato semplice. E soprattutto non è stato breve, se si considera che sono trascorsi 31 mesi dalla scadenza del precedente contratto. Alla fine, però, le organizzazioni sindacali ( Fisascat- Cisl, Funzione pubblica- Cgil, Cisl- Fp e Uil- Fpl) e le centrali cooperative ( Federsolidarietà- Confcooperative, Legacoopsociali e Agci Solidarietà) hanno siglato il 30 luglio scorso l’intesa per il rinnovo del Ccnl per il settore sociosanitario assistenzialeeducativo e di inserimento lavorativo. Un contratto importante per tutto il non profit, che riguarda circa 200mila lavoratori e che sembra aver fornito risposte congrue sia all’emergenza salariale, resa ancora più acuta da un’inflazione che ha rialzato la testa, sia ad alcuni nodi che da tempo aspettavano di essere affrontati. E ora, con la ripresa in pieno dell’attività dopo la pausa estiva, se ne iniziano a saggiare tutte le implicazioni.
Anche se una parte, minoritaria, delle organizzazioni sindacali, cioè le Rdb/ Cub coop. sociali e terzo settore, hanno criticato severamente l’accordo specie per quanto concerne le integrazioni salariali, in generale sia i rappresentanti del mondo cooperativo, sia i sindacati maggiori ( vedere le interviste in pagina) si sono detti ragionevolmente soddisfatti per i risultati raggiunti. Soprattutto perché sono state formalmente gettate le basi affinché la prossima trattativa di rinnovo del contratto possa non solo partire per tempo, cioè da luglio del prossimo anno ( il Ccnl appena rinnovato scadrà a fine 2009), ma anche farlo sulla base di un’approfondita verifica che verrà svolta congiuntamente, entro giugno 2009, e farà il punto su come le novità appena introdotte saranno state metabolizzate dal sistema.
Ma vediamo i punti salienti del nuovo Ccnl. Per la parte salariale, entro fine 2008 vengono riconosciuti arretrati per il periodo 2006/ 2007 pari a 200 euro lordi per il 4° livello. Per il biennio 2008/ 2009 si riconosce un aumento complessivo, ripartito in tre tranche, che a regime, cioè dal 1° dicembre 2009, sarà di 130 euro lordi. Aumenti fissati assumendo un’inflazione al 2,8% per il 2008 e al 3,3% per il 2009.
La dinamica inflattiva sarà comunque uno dei punti oggetto della verifica di giugno 2009. Per la parte legata alla classificazione del personale, il nuovo Ccnl prevede un’innovazione strutturale: dal 1° gennaio 2009 si passerà dall’attuale classificazione degli inquadramenti professionali su 10 livelli ad una articolata su 6 aree/ categorie ( A- F), ciascuna composta da più posizioni economiche, fra le quali non sono previsti automatismi di scorrimento. Una classificazione che nelle aspettative delle parti favorirà un più efficace riconoscimento delle competenze professionali dei lavoratori, fondata sui requisiti indispensabili che un lavoratore di ogni area/ categoria deve possedere, con inquadramenti determinati dalle mansioni svolte dal lavoratore stesso. In particolare, una posizione economica specifica ( C2) è prevista per la figura dell’O. s. s.
( Operatore socio sanitario) effettivamente operante in servizi e strutture sociosanitarie.
Un’altra novità importante, attesa da molti anni, è quella legata al riconoscimento del lavoro festivo e feriale, che alcune cooperative già avevano deciso di riconoscere senza che fosse previsto dal contratto nazionale: a partire dal 1° dicembre 2009, le ore di lavoro svolte di domenica o in giorni festivi verranno retribuite con una maggiorazione del 15%.
A restare aperta, oltre alla definizione delle nuove tabelle ministeriali di costo del lavoro, che il dicastero del Lavoro, già sollecitato dalle parti, dovrebbe presto rendere note, è la questione dell’apprendistato professionalizzante, materia su cui sindacati e cooperative proseguiranno gli incontri e si sono formalmente impegnate ad individuare una specifica normativa contrattuale.
Ora non rimane che attendere il passaggio dalla lettera al campo.
In questo, però, giocheranno un ruolo decisivo anche i tempi, oltre che i modi, con cui la committenza pubblica si adeguerà alle novità, specie quelle salariali, previste dal nuovo Ccnl.


15 ottobre 2008 - Il Centro

ANGELO PICCOLI (FLP)
«Va potenziato l’organico degli ispettori del lavoro»

L’AQUILA - Solo 18 ispettori del lavoro, per una provincia vasta come quella aquilana. Un servizio ancora più a rischio, se a livello nazionale non passa l’accordo per la ricollocazione di nuove figure professionali, che permetterebbe di incrementare l’attuale personale di altre 7 unità. A lanciare l’allarme è il coordinatore nazionale della Flp Lavoro, Angelo Piccoli, che ha inviato al ministero del lavoro la richiesta di convocare un tavolo urgente. «Nell’ultimo incontro a Roma», spiega Piccoli,«Cgil, Cisl e Uil e Rdb, il sindacato di base, non hanno firmato il necessario accordo. Gli ispettori sono pochi, per coprire le tante esigenze di controllo, soprattutto nei confronti del lavoro nero. Ci sono però 7 persone che ricoprono il ruolo di accertatori e che potrebbero diventare ispettori, se viene raggiunta l’intesa. Tra l’altro, i pochi ispettori aquilani, oltre a sopportare carichi di lavoro pesanti, sono anche costretti a svolgere il servizio utilizzando i propri mezzi».(r.s.)


15 ottobre 2008 - La Nazione

«Voragine nota fin dal 2006? Allora dimissioni»
LA BUFERA ALL’UNIVERSITA’ DURO ATTACCO DEI SINDACATI DI FRONTE ALLE NUOVE CIFRE DEL BUCO DI BILANCIO
di Giulia Maestrini

Siena - SE GLI STUDENTI occupano il Rettorato, i sindacati non stanno certo a guardare: ci pensano loro, anzi, a sganciare un'altra bomba su una giornata tutt'altro che tranquilla. Riuniti in assemblea per l'intero pomeriggio di ieri, tutte le sigle sindacali del mondo universitario chiedono adesso un tavolo inter-istituzionale che garantisca la volontà cittadina di trovare una soluzione per risanare l'Università. «La paura concreta – afferma in rappresentanza dei sindacati Marco Iacoboni, della Flc-Cgil – è che ci sia la volontà di andare verso un commissariamento ed una conseguente trasformazione dell'Ateneo in Fondazione: questo significherebbe consegnare l'Università nelle mani del Governo ed è inaccettabile». Ecco quindi la convocazione urgente di un tavolo di confronto, che segue l'analisi accurata delle relazioni e dei documenti discussi la scorsa settimana nel CdA. «In queste relazioni – prosegue Iacoboni – ci sono due dati sconcertanti. Innanzitutto, tra imposte, interessi e sanzioni, l'ammontare del debito è di 14 milioni superiore a quello che è stato reso pubblico: 96 milioni anziché 90 per l'Inpdap, 28 milioni anziché 20 per l'Irap (cifre peraltro già anticipate dal nostro giornale, ndr). Inoltre, nella Relazione preliminare finanziaria si legge che l'amministrazione dell'Università, alla fine del 2006, era già a conoscenza del buco: se questo fosse vero, il Rettore e tutti i consiglieri devono dimettersi». Una presa di posizione forte che aggiunge agitazione ad un periodo certamente difficile. «Questa situazione – conclude Iacoboni – interessa oltre 3mila persone, tra personale tecnico amministrativo, docenti, precari e dipendenti delle cooperative. Avevamo chiesto risposte al Rettore, ma non si è presentato al nostro tavolo, salvo poi incontrare gli studenti». A questo punto ai sindacati non resta che attendere la risposta delle istituzioni – tutte – al progetto di costruzione di questa "governance per l'emergenza": Senza l'immediata attivazione di tale percorso – fanno sapere Flc-Cgil, Cisl-Università, Uil-Pa-Ur, Rdb-Pubblico impiego, CisapunI, Ugl – intraprenderemo tutte le iniziative opportune per la salvaguardia dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori».


14 ottobre 2008 - Ansa

SCIOPERI: CUB, DA SACCONI AFFONDO PER DISARMARE LAVORATORI

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - «Già oggi scioperare è pressochè impossibile, tanti sono i vincoli frapposti dalle leggi al libero esercizio di un diritto fondamentale come lo sciopero», ora si «legge la costituzione alla rovescia e si consente al ministro del Lavoro di portare un affondo definitivo a questo diritto». Lo afferma Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub, commentando il ddl delega sulla riforma della regolazione del diritto di sciopero nei servizi di pubblica utilità. «Il disegno di legge annunciato oggi da Sacconi - sottolinea Leonardi dopo aver partecipato al convegno 'Diritto di sciopero e assetto costituzionalè promosso dalla Commissione di garanzia - arriva proprio nel momento in cui ci si appresta a scaricare sui lavoratori italiani e sulle loro famiglie, nei prossimi mesi ed anni, i costi della crisi economico-finanziaria in atto». Un fatto, aggiunge, «che non potrà non generare fortissimi conflitti nel mondo del lavoro» e con cui «si intraprende una sorta di guerra preventiva per disarmare definitivamente il movimento dei lavoratori». Secondo Leonardi, «migliore risposta a questa ennesima provocazione non può che essere una straordinaria partecipazione allo sciopero generale del 17 ottobre indetto da Cub, Cobas, Sdl ed alla manifestazione nazionale a Roma».

SCIOPERI: SACCONI, PIÙ ARBITRATO,STOP EFFETTO ANNUNCIO
MINISTRO, PRESTO DDL, SINDACATI, ATTENTATO A COSTITUZIONE

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Nuove regole sono in arrivo per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. A formularle sarà un disegno di legge delega che, come ha annunciato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sarà varato a giorni. Un ddl «per riformare l'attuale regolazione del diritto di sciopero nei servizi di pubblica utilità, quanto mai necessario in questa stagione», ha detto, «che richiede di mettere ordine». Immediata la risposta dei sindacati, secondo cui l'intervento del governo mette in discussione un diritto costituzionale, come sostiene la Cgil, e quantomeno chiedono un confronto tra le parti. Il provvedimento affronterebbe più capitoli: dal ricorso alla conciliazione e arbitrato, all'obbligo di referendum e adesione individuale; dalla disciplina della revoca e degli intervalli temporali tra uno stop e l'altro, all'applicazione delle sanzioni, da affidare ai prefetti, sino all'istituzione dello sciopero virtuale con relativo fondo solidaristico. «Anche in relazione a questa stagione di scioperi, credo che già nei prossimi giorni vareremo questo ddl da sottoporre al Parlamento», ha affermato Sacconi, sottolineando che «è un punto di equilibrio tra diritti costituzionalmente garantiti». Per la segreteria nazionale della Cgil, invece, «il governo palesa un tratto illiberale fino al rischio di mettere in discussione il diritto di sciopero garantito per Costituzione», afferma, denunciando «il pericolo dell'introduzione di tratti autoritari anche nel governo del conflitto sociale che, invece, richiederebbe regole condivise e consenso». Anche per la Cisl, le materie che riguardano il diritto di sciopero ed eventuali modifiche «devono innanzitutto vedere aperto un tavolo di confronto, di condivisione con le organizzazioni», come sostiene il segretario confederale Annamaria Furlan. Sulla stessa linea la Uil che, pur ritenendo «essenziale aggiornare» le attuali norme, osserva che occorre realizzare «un accordo tra le parti, prima dell'intervento legislativo». Altrimenti, afferma il segretario confederale Paolo Pirani, si avrebbe «l'effetto opposto di accrescere la conflittualità». Anche l'Ugl chiede al ministro di aprire una consultazione, mentre la Cub parla di «affondo» per «disarmare i lavoratori». Questi, in sintesi, gli obiettivi del ddl delega, come illustrati dal ministro Sacconi. CONCILIAZIONE E ARBITRATO. Prevenire il conflitto attraverso forme di conciliazione e di arbitrato. STOP AD ANNUNCI E REVOCHE ULTIMO MINUTO. Evitare l'annuncio di scioperi che determinano un danno ai servizi e che vengono interrotti all'ultimo momento, magari da soggetti poco rappresentativi. La revoca va «disciplinata» e «per poter evitare la trattenuta del salario, deve essere adeguatamente anticipata, tranne nel caso si faccia un accordo definitivo». OBBLIGO REFERENDUM E ADESIONE INDIVIDUALE. È necessario rendere obbligatorio il referendum consultivo preventivo e l'adesione individuale allo sciopero dei singoli lavoratori. INTERVALLO GARANTITO E CONGRUO. L'intervallo tra uno sciopero e l'altro, «pur agendo soggetti diversi, deve essere più robusto e garantito» affinchè ci sia «un congruo» periodo senza interruzioni di servizio. SCIOPERO VIRTUALE. Va «favorito lo sciopero virtuale, che ad esempio si può fare con un fazzoletto al braccio. Il lavoratore perde il salario, il datore paga una cifra congrua» e «queste risorse vanno ad un fondo solidaristico». SANZIONI PREFETTIZIE. Per le sanzioni ad oggi «applicate dal datore di lavoro» ma «non effettive», «l'ipotesi è di incaricare i prefetti» per la loro applicazione.

TRASPORTI: VENERDÌ SCIOPERO GENERALE, APM E MINIMETRÒ

(ANSA) - PERUGIA, 14 OTT - Uno sciopero generale di 24 ore nel settore trasporti è stato proclamato per venerdì prossimo dai sindacati nazionali Cobas, Cub e Sdl. L' Apm comunica che i propri servizi e le corse del minimetrò sono assicurati soltanto nelle fasce orarie 6-9 e 12-15. Funzioneranno invece normalmente le scale mobili, l' ascensore della galleria Kennedy ed il servizio navigazione sul Lago Trasimeno.


14 ottobre 2008 - Adnkronos

SCIOPERI: CUB, DA GOVERNO ATTACCO AI DIRITTI PER DISARMARE LAVORATORI

Roma, 14 ott. - (Adnkronos) - «Già oggi scioperare è pressochè impossibile, tanti sono in vincoli frapposti dalle leggi vigenti al libero esercizio di un diritto fondamentale come lo sciopero. Adesso hanno scomodato fior di costituzionalisti per leggere la costituzione alla rovescia e consentire al Ministro del Lavoro di portare un affondo definitivo a questo diritto». È questa la critica che Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale Cub, rivolge all'annuncio del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, di mettere mano ad un ddl di delega per riformare l'attuale regolazione del diritto di sciopero nei servizi di pubblica utilità. «Il disegno di legge annunciato oggi da Sacconi arriva proprio nel momento in cui ci si appresta a scaricare sui lavoratori italiani e sulle loro famiglie, nei prossimi mesi ed anni, i costi della crisi economico-finanziaria in atto. Un fatto che non potrà non generare fortissimi conflitti nel mondo del lavoro, e dunque si intraprende una sorta di guerra preventiva per disarmare definitivamente il movimento dei lavoratori», aggiunge ribadendo come la «migliore risposta a questa ennesima provocazione non può che essere una straordinaria partecipazione allo sciopero generale del 17 ottobre indetto da CUB Cobas SdL ed alla manifestazione nazionale a Roma».

SANITÀ: VENERDÌ SCIOPERO NAZIONALE LAVORATORI PUBBLICI E PRIVATI
INDETTO DAI SINDACATI DI BASE

Roma, 14 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Si annuncia un venerdì 'nerò per la sanità nazionale, sia pubblica che privata. Anche i medici, gli infermieri, i biologi e il personale amministrativo delle Asl e delle strutture sanitarie private, aderiscono allo sciopero generale di 24 ore indetto dalla Federazione nazionale Rdb-Cub, Cobas e Sdl intercategoriale. La protesta riguarda oltre 700.000 lavoratori del settore sanità che chiedono maggiore salario, fine della precarietà e il rilancio del Servizio sanitario nazionale. Saranno comunque garantiti i servizi essenziali, le emergenze e i contingenti minimi stabiliti dalle singole Asl. Oltre allo sciopero di 24 ore, venerdì è in programma anche una manifestazione per le vie della Capitale. «Il corteo - riferiscono all'ADNKRONOS SALUTE dal sindacato Rdb-Cub - partirà alle 9.30 da piazza della Repubblica per concludersi a piazza San Giovanni, dove sarà allestito un palco per gli interventi». Alla manifestazione sono attese «centinaia di migliaia di persone, che giungeranno con un numero eccezionale di pullman, ma ridotto di treni». A questo proposito i coordinatori hanno messo in rilievo il comportamento di Trenitalia, «che ha rifiutato qualunque vera contrattazione per l'approntamento di treni speciali, impedendo di fatto a moltissimi lavoratori di raggiungere la Capitale».

TRASPORTO LOCALE:
TORINO, VENERDÌ MEZZI PUBBLICI FERMI PER SCIOPERO CUB

Torino, 14 ott. - (Adnkronos) - Mezzi pubblici fermi per 24 ore venerdì anche a Torino per lo sciopero procalamto da Cub-Rdb che interesserà tutti i servizi di Gtt, il Gruppo torinese trasporti. In base alla legge di regolamentazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, sarà comunque garantito il servizio nelle seguenti fasce orarie: metropolitana, servizio urbano e suburbano dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15, autolinee extraurbane e ferrovie Torino-Ceres e Canavesana da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30.

VIGILI DEL FUOCO: RDB CUB PI ADERISCE A SCIOPERO DEL 17

Roma, 14 ott. - (Adnkronos) - La Rdb Cub Pi dei Vigili del Fuoco aderisce allo sciopero generale nazionale di 24 ore dei sindacati di base, da tempo fissato per il 17 ottobre, e sarà in piazza a Roma «contro la dequalificazione degli operatori del soccorso, per rivendicare il ruolo centrale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco nel sistema protezione civile del paese e per un salario dignitoso. Oggi non si discute più di previsione dei rischi, della prevenzione del territorio, dei piani di rischio comunali o, ancora peggio, di vera prevenzione nei luoghi di lavoro», afferma Antonio Jiritano della Rdb Cub dei Vigili del Fuoco. «Eppure -rileva Jiritano- mentre tutta l'attenzione appare concentrata sul business della spazzatura, ci sono circa quattro morti al giorno sul lavoro, basta un pò più d'acqua e diventa subito emergenza e per far fronte agli incendi estivi, come in questa ultima estate di fuoco, il personale viene costretto a lavorare fuori dall'orario ordinario e straordinario con turni massacranti. E le prospettive non sono certo soddisfacenti, visto il blocco del turn-over rischiamo un depotenziamento del dispositivo di soccorso in un Corpo che è già sotto organico». «A ciò aggiungiamo che già precedentemente si parlava di un debito dei Vigili del Fuoco nei confronti dei fornitori di oltre 100 milioni, un debito che oggi nessuno sa stimare. Inoltre -conclude Jiritano- dall'insediamento di questo governo sono stati sottratti 30 milioni di euro al Ministero dell'Interno ed altri verranno recuperati nella finanziaria, mentre gli aumenti salariali prospettati non superano l'elemosina di 8 euro mensili per tutto il 2008».

ENERGIA: SCAJOLA PRECETTA LAVORATORI DI TRE CENTRALI ELETTRICHE
IN VISTA DELLO SCIOPERO DI VENERDÌ PROSSIMO PROCLAMATO DAI CUB

Roma, 14 ott. (Adnkronos) - Per assicurare il regolare funzionamento del sistema elettrico nazionale, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola «ha precettato i lavoratori turnisti delle centrali elettriche di Portoscuso e Piombino di Enel Produzione e Torrevaldaliga Sud di Tirreno Power, in relazione allo sciopero generale proclamato per venerdì 17 ottobre dalla Confederazione Unitaria di Base, al quale hanno aderito le organizzazioni sindacali 'RdB-Cub-Energià e 'Cobas Lavoro Privatò. La precettazione, si legge in una nota del ministero, è stata adottata ai sensi della legge 146/90 e in base alla delega conferita con Dpcm del 18 luglio scorso dal presidente del Consiglio al ministro per lo Sviluppo economico per le vertenze nel settore elettrico, dopo aver esperito senza esito il previsto tentativo di conciliazione. Gli impianti per i quali è stata ordinata la precettazione sono quelli per i quali Terna spa ha valutato, secondo le procedure vigenti, l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Il ministro valuterà nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 24 ottobre prossimo in relazione alle valutazioni di compatibilità fornite da Terna.


14 ottobre 2008 - Sole 24 Ore Radiocor

ENERGIA: SCAJOLA PRECETTA ADDETTI 3 CENTRALI PER SCIOPERO DI VENERDÌ
Fallito il tentativo di conciliazione

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 ott - «Per assicurare il regolare funzionamento del sistema elettrico nazionale, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha precettato i lavoratori turnisti delle centrali elettriche di 'Portoscusò e 'Piombinò di Enel Produzione e 'Torrevaldaliga Sud' di Tirreno Power, in relazione allo sciopero generale proclamato per venerdì prossimo 17 ottobre dalla Confederazione Unitaria di Base, al quale hanno aderito le organizzazioni sindacali 'RdB-Cub-Energià e 'Cobas Lavoro Privatò». Lo afferma una nota del ministero nella quale si precisa che la precettazione è stata adottata «dopo aver esperito senza esito il previsto tentativo di conciliazione».


14 ottobre 2008 - Globalpress

ALLO SCIOPERO GENERALE ADERISCONO I VIGILI DEL FUOCO

ROMA (AGG) 14.10.2008 - Anche i Vigili del Fuoco aderiscono allo sciopero generale nazionale di 24 ore dei sindacati di base, da tempo fissato per il 17 ottobre e saranno in piazza a Roma contro la dequalificazione degli operatori del soccorso, per rivendicare il ruolo centrale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco nel sistema protezione civile del paese e per un salario dignitoso. "Oggi non si discute più di previsione dei rischi, della prevenzione del territorio, dei piani di rischio comunali o, ancora peggio, di vera prevenzione nei luoghi di lavoro", dichiara Antonio Jiritano della RdB-CUB VVF. "Eppure - prosegue - mentre tutta l’attenzione appare concentrata sul business della spazzatura, ci sono circa 4 morti al giorno sul lavoro, basta un po’ più d’acqua e diventa subito emergenza e per far fronte agli incendi estivi, come in questa ultima estate di fuoco, il personale viene costretto a lavorare fuori dall’orario ordinario e straordinario con turni massacranti. E le prospettive non sono certo soddisfacenti - aggiunge Jiritano - visto il blocco del turn-over rischiamo un depotenziamento del dispositivo di soccorso in un corpo che è già sotto organico. A ciò aggiungiamo che già precedentemente si parlava di un debito dei VVF nei confronti dei fornitori di oltre 100 Milioni, un debito che oggi nessuno sa stimare. Inoltre dall’insediamento di questo governo sono stati sottratti 30 milioni di euro al Ministero dell’Interno ed altri verranno recuperati nella finanziaria, mentre gli aumenti salariali prospettati non superano l’elemosina di 8 euro mensili per tutto il 2008".


14 ottobre 2008 - Omniroma

LAVORO, RDB-CUB: VIGILI DEL FUOCO ADERISCONO A SCIOPERO GENERALE

(OMNIROMA) Roma, 14 ott - «Anche i vigili del fuoco aderiscono allo sciopero generale nazionale di 24 ore dei sindacati di base, da tempo fissato per il 17 ottobre, e saranno in piazza a Roma contro la dequalificazione degli operatori del soccorso, per rivendicare il ruolo centrale del corpo nazionale dei vigili del fuoco nel sistema protezione civile del paese e per un salario dignitoso». Così Rdb Cub con una nota. «Oggi - prosegue nella nota Antonio Jiritano della RdB-CUB Vvf - non si discute più di previsione dei rischi, della prevenzione del territorio, dei piani di rischio comunali o, ancora peggio, di vera prevenzione nei luoghi di lavoro. Eppure, mentre tutta l'attenzione appare concentrata sul business della spazzatura, ci sono circa quattro morti al giorno sul lavoro, basta un pò più d'acqua e diventa subito emergenza e per far fronte agli incendi estivi, come in questa ultima estate di fuoco, il personale viene costretto a lavorare fuori dall'orario ordinario e straordinario con turni massacranti. E le prospettive non sono certo soddisfacenti - prosegue Jiritano - visto il blocco del turn-over rischiamo un depotenziamento del dispositivo di soccorso in un corpo che è già sotto organico. A ciò aggiungiamo che già precedentemente si parlava di un debito dei Vvf nei confronti dei fornitori di oltre 100 milioni, un debito che oggi nessuno sa stimare. Inoltre dall'insediamento di questo governo sono stati sottratti 30 milioni di euro al Ministero dell'Interno ed altri verranno recuperati nella finanziaria, mentre gli aumenti salariali prospettati non superano l'elemosina di 8 euro mensili per tutto il 2008. Per queste ragioni i Vigili del Fuoco saranno massicciamente presenti alla manifestazione nazionale di venerdì 17 ottobre, e diranno il loro no alle politiche che li voglio ancora di più militarizzati e senza diritti sindacali», conclude il dirigente RdB-CUB.


14 ottobre 2008 - Dire

CASA. PROTESTA ANTI-SFRATTI SI SPOSTA A PALAZZO CHIGI

(DIRE) Roma, 14 ott. - "Nella serata di ieri, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha annunciato che venerdi' prossimo il consiglio dei ministri discutera' della proroga del blocco degli sfratti. Crediamo che questa sia una prima risposta alla mobilitazione che ha visto ripartire una tendopoli per il diritto all'abitare nel centro di Roma, ma riteniamo che il provvedimento, qualora venisse votato, giunge tardivo, dal momento che il blocco previsto dal precedente Governo termina domani e che nella sola Capitale sono decine gli sfratti previsti proprio nei giorni successivi alla scadenza della proroga". E' quanto si legge in una nota di Asia-Rdb, che prosegue: "Considerando, poi, che circa il 70% dei provvedimenti di sfratto riguarda le morosita', il decreto che il Governo si appresta a discutere risulta assolutamente insufficiente ad affrontare l'emergenza abitativa in atto". "La tendopoli allestita ieri mattina a piazza San Marco per noi non e' un luogo simbolico della protesta, ma un momento di rilancio della mobilitazione- sottolinea la nota- Proprio da li' partiranno i picchetti metropolitani per fermare gli sfratti previsti a Roma nei prossimi giorni e da li' vogliamo costruire la generalizzazione dello sciopero del 17 ottobre indetto dai sindacati di base, spostandoci al termine del corteo in delegazione sotto Palazzo Chigi per presidiare la discussione sulla proroga". Intanto l'appuntamento e' per oggi, alle 17.30, nella Sala Teatro dell'Inpdap (via Santa Croce in Gerusalemme, 55) dove si discutera' di "Casa, l'insostenibile emergenza. Questione di ordine pubblico o di intervento pubblico?". Sara' presente anche l'assessore regionale Mario Di Carlo.

EMILIA-ROMAGNA. APPUNTAMENTI DI MERCOLEDI' 15 OTTOBRE

(DIRE) Bologna, 14 ott. - Questi gli appuntamenti in Emilia-Romagna:
....
12.00- Bologna (Federazione RdB-Cub/via Monterumici 36/10)- Conferenza stampa di illustrazione delle motivazioni e modalita' di partecipazione allo sciopero generale nazionale indetto dal sindacalismo di base.
16.30- Parma (Sede RdB-Cub/via Baratta 7)- Conferenza stampa indetta da RdB-Cub per illustrare le ragioni dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base per venerdi' 17.
....

CENTRALE CIVITAVECCHIA. SCAJOLA PRECETTA LAVORATORI CUB

(DIRE) Roma, 14 ott. - "Per assicurare il regolare funzionamento del sistema elettrico nazionale", il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha precettato i lavoratori turnisti delle centrali elettriche di Portoscuso e Piombino di Enel Produzione e Torrevaldaliga Sud di Tirreno Power, in relazione allo sciopero generale proclamato per venerdi' 17 ottobre dalla Confederazione Unitaria di Base, al quale hanno aderito le organizzazioni sindacali RdB-Cub-Energia e Cobas Lavoro Privato. "La precettazione- si legge in una nota- e' stata adottata ai sensi della legge 146/90 e in base alla delega conferita con Dpcm del 18 luglio scorso dal presidente del Consiglio al Ministro per lo Sviluppo economico per le vertenze nel settore elettrico, dopo aver esperito senza esito il previsto tentativo di conciliazione". Gli impianti per i quali e' stata ordinata la precettazione sono quelli per i quali Terna spa, la societa' che gestisce la rete di trasmissione elettrica, ha valutato, secondo le procedure vigenti, "l'incompatibilita' dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale". Il ministro Scajola valutera' nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 24 ottobre prossimo in relazione alle valutazioni di compatibilita' fornite da Terna.

CENTRALI. SCAJOLA PRECETTA OPERAI IMPIANTI ENEL E TIRRENO POWER
PROVVEDIMENTO RIGUARDA PORTOSCUSO, PIOMBINO E CIVITAVECCHIA

(DIRE) Roma, 14 ott. - "Per assicurare il regolare funzionamento del sistema elettrico nazionale", il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha precettato i lavoratori turnisti delle centrali elettriche di Portoscuso e Piombino di Enel Produzione e Torrevaldaliga Sud di Tirreno Power, in relazione allo sciopero generale proclamato per venerdi' 17 ottobre dalla Confederazione unitaria di base, al quale hanno aderito le organizzazioni sindacali RdB-Cub-Energia e Cobas lavoro privato. "La precettazione- si legge in una nota- e' stata adottata ai sensi della legge 146/90 e in base alla delega conferita con Dpcm del 18 luglio scorso dal presidente del Consiglio al Ministro per lo Sviluppo economico per le vertenze nel settore elettrico, dopo aver esperito senza esito il previsto tentativo di conciliazione". Gli impianti per i quali e' stata ordinata la precettazione sono quelli per i quali Terna spa, la societa' che gestisce la rete di trasmissione elettrica, ha valutato, secondo le procedure vigenti, "l'incompatibilita' dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale". Il ministro Scajola valutera' nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 24 ottobre prossimo in relazione alle valutazioni di compatibilita' fornite da Terna.


14 ottobre 2008 - Apcom

Scioperi/Cub:Da Sacconi affondo definitivo a diritto fondamentale
"Legge la Costituzione alla rovescia"

Roma, 14 ott. (Apcom) - Già oggi scioperare è "pressoché impossibile", tanti sono i vincoli delle leggi vigenti al "libero esercizio" di un "diritto fondamentale" come lo sciopero. Lo dichiara il coordinatore della Cub, Pierpaolo Leonardi, che aggiunge: "Adesso hanno scomodato fior di costituzionalisti per leggere la costituzione alla rovescia e consentire al ministro del Lavoro di portare un affondo definitivo a questo diritto". "Il disegno di legge annunciato oggi da Sacconi - prosegue - arriva proprio nel momento in cui ci si appresta a scaricare sui lavoratori italiani e sulle loro famiglie, nei prossimi mesi e anni, i costi della crisi economico-finanziaria in atto. Un fatto che non potrà non generare fortissimi conflitti nel mondo del lavoro, e dunque si intraprende una sorta di guerra preventiva per disarmare definitivamente il movimento dei lavoratori". Conclude Leonardi: "Migliore risposta a questa ennesima provocazione non può che essere una straordinaria partecipazione allo sciopero generale del 17 ottobre indetto da Cub, Cobas e Sdl e alla manifestazione nazionale a Roma".

Energia/Scajola precetta dipendenti centrali per sciopero 17/10
Di Portoscuso e Piombino di Enel. Torrevaldaliga di Tirreno Power

Roma, 14 ott. (Apcom) - Per assicurare il regolare funzionamento del sistema elettrico nazionale, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha precettato i lavoratori turnisti delle centrali elettriche di Portoscuso e Piombino di Enel Produzione e Torrevaldaliga Sud di Tirreno Power, in relazione allo sciopero generale proclamato per venerdì prossimo 17 ottobre dalla Confederazione Unitaria di Base, al quale hanno aderito le organizzazioni sindacali "RdB-Cub-Energia" e "Cobas Lavoro Privato". La precettazione - si legge in una nota - è stata adottata ai sensi della legge 146/90 e in base alla delega conferita con Dpcm del 18 luglio scorso dal presidente del Consiglio al ministro per lo Sviluppo economico per le vertenze nel settore elettrico, dopo aver esperito senza esito il previsto tentativo di conciliazione. Gli impianti per i quali è stata ordinata la precettazione sono quelli per i quali Terna spa ha valutato, secondo le procedure vigenti, l`incompatibilità dell`astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Il Ministro valuterà nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 24 ottobre prossimo in relazione alle valutazioni di compatibilità fornite da Terna.


14 ottobre 2008 - Asca

RICERCA: RDB-CUB, BRUNETTA VUOL MANDARE A CASA
MAGGIORANZA DEI PRECARI

(ASCA) - Roma, 14 ott - ''Il Ministro Brunetta ha finalmente fatto chiarezza dichiarando che vuole mandare a casa la stragrande maggioranza dei precari della Ricerca'': cosi' Cristiano Fiorentini della Direzione Nazionale di RdB/CUB Pubblico Impiego riguardo alle recenti dichiarazioni del Ministro della Funzione Pubblica. ''Ma quali capitani di ventura, i precari della ricerca e le loro famiglie vivono del magro e saltuario stipendio che percepiscono e sono essenziali per gli Enti nei quali operano, e non meritano di essere presi in giro''. Relativamente ai numeri dati dal Ministro il dirigente sindacale ne contesta qualita' e quantita': ''Innanzitutto il numero dei precari va ben oltre i dati di Brunetta, arrivando a rappresentare circa il 40% della forza lavoro in seno agli Enti pubblici di ricerca. In questi enti i precari lavorano in media da dieci anni e spesso con contratti atipici che nascondono un rapporto di lavoro dipendente a tutti gli effetti. Noi abbiamo criticato aspramente le norme parziali del Ministro Nicolais dietro alle quali si nasconde oggi il nuovo Ministro, proprio perche' lasciavano fuori la stragrande maggioranza dei precari - prosegue Fiorentini - quindi o si ragiona su un piano di stabilizzazione dei precari come investimento nella Ricerca Pubblica o continueremo a dare battaglia negli Enti e nelle piazze. E sia chiaro che i precari non intendono farsi cacciare senza opporre resistenza. Lo hanno gia' dimostrato e lo ribadiranno il 17 ottobre- conclude il sindacalista- partecipando massicciamente allo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base''.

ENERGIA: SCAJOLA PRECETTA PER IL 17
LAVORATORI TRE CENTRALI ELETTRICHE

(ASCA) - Roma, 14 ott - ''Per assicurare il regolare funzionamento del sistema elettrico nazionale'', il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha precettato i lavoratori turnisti delle centrali elettriche di 'Portoscuso' e 'Piombino' di Enel Produzione e 'Torrevaldaliga Sud' di Tirreno Power, in relazione allo sciopero generale proclamato per venerdi' prossimo 17 ottobre dalla Confederazione Unitaria di Base, al quale hanno aderito le organizzazioni sindacali 'RdB-Cub-Energia' e 'Cobas Lavoro Privato'''. Lo afferma una nota del ministero nella quale si precisa che la precettazione e' stata adottata ''dopo aver esperito senza esito il previsto tentativo di conciliazione''. Gli impianti per i quali e' stata ordinata la precettazione sono quelli, precisa ancora la nota, ''per i quali Terna ha valutato, secondo le procedure vigenti, l'incompatibilita' dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale''.


14 ottobre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 36 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Uno sciopero per non piegare la testa di fronte al governo che can cella i diritti
* Crisi finanziaria o maxi stangata?
* Sui precari della ricerca Brunetta dà i numeri
* "I titoli potevano anche non essere letti"
* C'era ua volta l'indennità di contingenza
* Angelo Guerrini al Cnr guida un manipolo del Pdl
* L'Enea chiude i battenti? Sta per nascere l'Enes
* Progetto bocciato per colpa dell'addizione
* Per il questionario sul Cnr, estratti a sorte i buoni-libro


14 ottobre 2008 - EPolis nazionale

La protesta. Sciopero generale
I sindacati di base, venerdì prossimo si fermano i trasporti
Tra le richieste: aumento di salari e pensioni, rilancio del ruolo del contratto nazionale

Stop dei trasporti venerdì prossimo per lo sciopero nazionale dei sindacati di base Cub, Confederazione Cobas ed Sdl Intercategoriale. Nel settore aereo i dipendenti incroceranno le braccia dalle 10 alle 18. Nel trasporto marittimo, lavoratori fermi dalle 8 alle 16. Per il trasporto pubblico locale e per quello merci il fermo è di 24 ore. Nel settore ferroviario gli addetti a impianti fissi e uffici incroceranno le braccia per l'intera giornata, il restante personale dalle 9 alle 17. A Roma, dove si svolgerà una manifestazione nazionale, lo sciopero comincerà alle 8.30 e terminerà alle 16.30. Già fissata l'astensione successiva: lo sciopero di treni e trasporto pubblico, annunciato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Ugl Trasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast per ieri, è stato differito dal garante Antonio Martone al dieci novembre. Lo sciopero generale - sottolineano i sindacati - è indetto per sollecitare forti aumenti generalizzati per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica, rilancio del ruolo del contratto nazionale come strumento di redistribuzione del reddito, difesa e potenziamento dei servizi pubblici, dei beni comuni, del diritto a prestazioni sanitarie, del diritto alla casa e all'istruzione. Ancora: abolizione delle leggi Treu e 30, continuità del reddito e lotta alla precarietà lavorativa e sociale, con forme di reddito legate al diritto alla casa, allo studio, alla formazione e alla mobilità; sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali; per fermare il razzismo che, oltre a negare diritti uguali e la dignità delle persone, scarica sui migranti la responsabilità dei principali problemi sociali. Per restituire ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare - pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori - difesa del diritto di sciopero. Durante lo sciopero generale saranno garantiti i servizi minimi essenziali.


14 ottobre 2008 - Il Sole 24 Ore

Lavoro. Allo sciopero non aderiscono Cgil, Cisl e Uil
Venerdì trasporti a rischio per la protesta dei Cobas

MILANO - Mancano tre giorni all'ennesima giornata difficile del trasporto pubblico: per venerdì 17 ottobre è previsto uno sciopero generale di tutte le categorie, indetto dai sindacati di base Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale. Si fermeranno bus, tram, metropolitane, aerei e navi, anche se con orari differenti da città a città e con disagi con ogni probabilità limitati. Allo sciopero manca infatti l'adesione delle sigle confederali, Cgil, Cisl e Uil, con le quali i sindacati di base sono da tempo in aperta polemica e quasi totale disaccordo.
Nel settore aereo, lo sciopero durerà otto ore con modalità diversa a seconda delle categorie di lavoratori. Sciopererà il personale navigante su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10 e le 18; il personale di terra turnista, sempre dalle 10 alle 18; il personale di terra "normalista" sull'intero turno.
Quanto al trasporto marittimo, la protesta si svolgerà dalle 8 alle 16, mentre per il trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica il blocco sarà per tutte le 24 ore ma «nel rispetto delle fasce protette localmente definite, che saranno comunicate singolarmente », spiega Sdl Intercategoriale in una nota.
Nel settore ferroviario, gli addetti agli impianti fissi e uffici sciopereranno per l'intera giornata del 17, mentre il resto del personale dalle 9 alle 17. Il gruppo Ferrovie dello Stato ha subito precisato che non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza e che per quanto riguarda i convogli locali, le fasce orarie a maggiore mobilità pendolare non saranno interessate dallo sciopero.
A Roma si terrà inoltre una manifestazione nazionale, annunciata insieme allo sciopero nazionale, che partirà alle 10 da piazza della Repubblica e in città la protesta inizierà alle 8.30 e terminerà alle 16.30 (e si incrocerà con la manifestazione indetta dagli insegnanti, a loro volta in sciopero). Ma «ulteriori ed eventuali articolazioni saranno comunicate a cura delle rappresentanze delle singole aziende e durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali, come previsti dalla legge 146/90 e successive modifiche 83/2000», si legge sempre nella nota di Sdl Intercategoriale.
Secondo gli organizzatori quello di venerdì «sarà il più grande sciopero mai organizzato dai sindacati antagonisti », una prima risposta alle «politiche economiche e sociali del governo Berlusconi».
Il nodo principale resta però il rinnovo del contratto del trasporto pubblico locale, scaduto il 31 dicembre 2007. In occasione dell'ultimo sciopero nazionale indetto dai sindacati di base, il 30 settembre scorso, le richieste spaziavano dagli aumenti salariali al superamento del precariato e alla tutela dei livelli occupazionali; dalla tutela della salute alla alla richiesta di «36 ore di lavoro settimanale, uguale e vincolante per tutti, senza flessibilità e senza saturazione dell'orario di servizio, con un contenimento del lavoro straordinario».(R.E.)


14 ottobre 2008 - L'Unione Sarda

Trasporti .Venerdì 17 sarà sciopero per Sdl e Cub

Stop dei trasporti venerdì 17 ottobre per lo sciopero generale dei sindacati di base Cub, Confederazione Cobas ed Sdl Intercategoriale, che hanno anche indetto una manifestazione nazionale a Roma. Ecco la "mappa". Trasporto aereo: 8 ore dalle 10 alle 18, personale navigante (su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10 e le 18), personale di terra turnista (8 ore dalle 10 alle 18), personale di terra (intero turno). Trasporto marittimo: dalle 8 alle 16. Trasporto pubblico locale, merci e logistica: 24 ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite. In una nota, l'Arst gestione Fds segnala l'adesione di Rdb/Cub e Fts/Css delle direzioni di esercizio di Cagliari, Macomer e Sassari. Trasporto ferroviario: addetti agli impianti fissi ed uffici intera giornata; restante personale 8 ore dalle 09,01 alle 17.
SAREMAR Uno sciopero di otto ore del personale della Saremar, dalle 8 alle 16 di venerdì 17 ottobre, è stato proclamato dalla segreteria nazionale Sdl Mare. Lo sciopero - spiega una nota della Saremar - potrebbe incidere sulla normale programmazione dei servizi previsti in quella fascia oraria, mentre è confermata la regolarità degli altri collegamenti. Saranno comunque assicurati i servizi essenziali tra Santa Teresa e Bonifacio (ore 9.30); La Maddalena-Palau (8, 13 e 14) e Palau-La Maddalena (8, 8.30, 13.30 e 14.30); Carloforte-Portovesme (13.15) e ritorno 14.30; Carloforte-Calasetta (12.40) e ritorno 13.20.

L'agitazione I Cobas contro la riforma Gelmini
Scuola, venerdì sciopero in Sardegna
di NICOLA PERROTTI

Si trovano nei piccoli centri di montagna e nelle zone scarsamente popolate: in Sardegna sono 520 le scuole elementari e medie che potrebbero scomparire in seguito alla riforma disegnata dal ministro Gelmini. Secondo le stime dei Cobas, tanti sono gli istituti destinati a chiudere o essere accorpati ad altri, in modo da ottenere la riduzione di dirigenti scolastici, segretari e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. «È inaccettabile», attacca il rappresentante della segreteria regionale Giancarlo Della Corte, che ieri ha annunciato lo sciopero dei docenti e di tutto il personale, in programma per venerdì. Sempre venerdì ci sarà lo sciopero generale organizzato a livello nazionale da Rdb-Cub, Cobas e Sdl, al quale aderisce anche la Confederazione sindacale sarda: dal settore pubblico al privato sino ai trasporti, annunciano i sindacati, i lavoratori sardi incroceranno le braccia per 24 ore chiedendo al governo l'aumento di stipendi e pensioni, il potenziamento del sistema sanitario e interventi contro il precariato.
«In Sardegna il settore scuola conta già 1.300 precari, vale a dire il 16 per cento su base nazionale», ricorda Della Corte, «destinati ad aumentare se dovessero essere approvate le disposizioni sul maestro unico e sulla diminuzione dell'orario settimanale. Oltre a quelle che prevedono la chiusura dei plessi con meno di 100 alunni, che faranno aumentare il pendolarismo a discapito delle famiglie». Come sottolinea il segretario regionale dell'Rdb Enrico Rubiu, l'attenzione dei sindacati è rivolta anche altri settori: «L'attacco è ormai generalizzato. Si vogliono ripianare le economie dello Stato solo a carico dei lavoratori. Con lo sciopero generale vogliamo contrastare anche lo smantellamento del comparto pubblico, a vantaggio di quello privato che prevede tra l'altro la chiusura degli uffici pubblici con meno di 50 dipendenti, come le sedi Inps e i Dipartimenti provinciali del tesoro».


14 ottobre 2008 - Corriere della Sera

Mezzi pubblici a rischio
E venerdì sciopero dei Cobas

Milano - Sciopero generale e dunque anche di bus, tram e metrò venerdì 17 ottobre. L'hanno indetto i sindacati di base Cub, Cobas e Sdl: astensione dal lavoro di 24 ore. Le linee metropolitane saranno garantite da inizio servizio alle 18. I mezzi di superficie circoleranno da inizio turno alle 8,45 e dalle 15 alle 18. Venerdì Atm attiverà il sistema di Infomobilità su emittenti radio e Internet....


14 ottobre 2008 - QN Quotidiano Nazionale

Trasporti e scuola, sarà un venerdì nero Incrociano le braccia autonomi e Cobas
DISAGI IN VISTA PER LO SCIOPERO NAZIONALE DEL 17 OTTOBRE

ROMA — SI ANNUNCIA un venerdì nero, o comunque, una giornata ad alto rischio quella di venerdì 17 ottobre (e non solo per i superstiziosi). È previsto infatti lo sciopero di 8 ore per tutte le categorie pubbliche (scuola compresa) e private, indetto dalle sigle dei sindacati autonomi e di base Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale, con tanto di manifestazione nazionale a Roma. La protesta riguarderà la mobilità in tutti i settori: ferrovie, aerei, metro, bus e traghetti. Trenitalia, in una nota, informa che «non ci saranno ripercussioni sui treni a media e lunga percorrenza» e ricorda che i convogli delle fasce orarie a maggiore mobilità pendolare non saranno interessati allo sciopero. Insomma, l’entità dei disagi, anche per bus e metro, dipenderà fortemente dall’adesione all’astensione dal lavoro che può variare da zona a zona. Per quanto riguarda il settore aereo, lo sciopero durerà otto ore per il personale navigante e il personale turnista con orario di decollo compreso tra le 10 e le 18; per il personale di terra normalista sull’intero turno. QUANTO al trasporto marittimo, lo sciopero si svolgerà dalle 8 alle 16, mentre per il trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica il blocco sarà per tutte le 24 ore ma «nel rispetto delle fasce protette localmente definite — spiega Sdl in una nota — che saranno comunicate singolarmente».


14 ottobre 2008 - La Nuova Ferrara

Scatta lo sciopero in corsia
Proclamato da alcune sigle al S. Anna per venerdì 17

Ferrara - L’azienda S. Anna ha ricevuto dalla Regione Emilia Romagna la comunicazione di uno sciopero generale nazionale del personale di tutte le categorie, pubbliche e private, a tempo determinato e indeterminato, compresi atipici e precari proclamato dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali Cub, Confederazione Cobas Sdl intercategoriale e Confederazione sindacale Usi Ait per l’intera giornata di venerdì 17 ottobre.
La Regione ha invitato la struttura sanitaria ad attivare le procedure idonee a garantire all’utenza i servizi individuati dall’articolo 1 della legge del 12 giugno ’90 n. 146, come modificata ed integrata dalla legge 11 aprile 2000 n. 83. L’azienda spiega che sta attivando tutte le misure idonee a consentire il rispetto delle normative vigenti.
Saranno garantiti i servizi di assistenza sanitaria d’urgenza (attività chirurgica solo d’urgenza, le prestazione di terapia intensiva, i servizi di trasporto del 118, le unità coronariche, il Pronto Soccorso e tutto ciò che è legato alle urgenze) ed ordinaria solo rispetto ai pazienti ricoverati. Sui avvisa che tutta l’attività programmata (attività specialista ambulatoriale prenotata tramite il Cup o dai reparti) non è garantita ma è strettamente in correlazione all’adesione allo sciopero.


14 ottobre 2008 - La Repubblica

Lo sciopero. Venerdì fermi i trasporti

Firenze - Difficile muoversi venerdì prossimo per lo sciopero generale di tutti i settori dei trasporti, proclamato dai sindacati autonomi e di base. Sempre nella stessa giornata i Cobas hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà tutti i settori, compresa la scuola. A Roma confluiranno migliaia di persone per la manifestazione nazionale. La protesta riguarderà ferrovie, aerei, metro, bus e traghetti.
Già da ora Trenitalia fa sapere che «non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza», così come verranno salvaguardate le fasce orarie dei treni pendolari a più alta frequenza.
Ecco le modalità con cui verranno effettuate le astensioni dal lavoro per lo sciopero indetto da Cub, confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale, nel comparto dei trasporti.
Treni: addetti agli impianti fissi e uffici, intera giornata. Tutto il resto del personale, 8 ore di sciopero dalle 9 alle 17.
Autobus: 24 ore di sciopero articolate territorialmente e nel rispetto delle fasce orarie garantite.
Aerei: 8 ore, dalle 10 alle 18 con le seguenti articolazioni: Personale navigante: su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10.00 e le 18.00; Personale di terra turnista: 8 ore dalle 10 alle 18; Personale di terra normalista: intero turno.
Trasporto marittimo: dalle 8 alle 16.
I sindacati informano che eventuali variazioni saranno comunicate dalle rappresentanze delle singole aziende. Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali, come previsto dalla legge.


14 ottobre 2008 - Il Secolo XIX

Venerdì. Gli autonomi vanno a roma a manifestare
di Angelica Giambelluca

Genova - QUATTRO pullman partiranno da Genova per portare a Roma i partecipanti alla manifestazione indetta per venerdì prossimo, 17 ottobre, in concomitanza con lo sciopero generale nazionale generale da Cub, Cobas e Sindacato dei lavoratori stracarichi di militanti, simpatizzanti ma anche di genitori infuriati con il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e la sua riforma della scuola. Tra le motivazioni della protesta i sindacalisti autonomi hanno citato oltre alla riforma della scuola, «Tremonti che smantella il sistema pubblico», «la scelta di publicizzare i debiti e privatizzare i guadagni come succede per Alitalia», «e il taglio ai premi di produttività in diversi settori tra cui quello delle Agenzie fiscali piuttosto che la chiusura 288 ospedali tra il 1989 e il 2006». Tra le richieste al Governo i sindacati di base chiedono un aumento di 300 euro per salari e pensioni e la reintroduzione della scala mobile. Sul precariato e sui docenti del futuro mercoledì prossimo i sindacati di base incontreranno gli studenti universitari delle Facoltà di Lettere e Scienze della Formazione dell'Università di Genova. I sindacati chiederanno anche 300 euro mensili di aumento per salari e pensioni, rilancio del contratto nazionale di lavoro, sicurezza nei luoghi di lavoro e il ritorno alla "scala mobile".
E puntano il dito contro la politica del Ministro alla Funzione Pubblica Renato Brunetta, tesa, secondo loro, a colpire incondizionatamente il settore pubblico.

Sindacati di base. Venerdì di sciopero nel settoredei trasporti

Roma. Si preannuncia un venerdì nero per i trasporti. I sindacati di base Cub, Cobas e Sdl intercategoriale hanno indetto uno scioperto generale di tutte le categorie pubbliche e private con manifestazione nazionale a Roma. Per quanto riguarda il settore aereo, lo sciopero durerà otto ore con le seguenti articolazioni: per il personale navigante su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10 e le 18; per il personale di terra turnista sempre dalle 10 alle 18; per il personale di terra normalista sull'intero turno. Quanto al trasporto marittimo, lo sciopero si svolgerà dalle 8 alle 16, mentre per il trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica il blocco sarà per tutte le 24 ore ma «nel rispetto delle fasce protette localmente definite - spiega Sdl in una nota - che saranno comunicate singolarmente». Quanto al settore ferroviario, gli addetti agli impianti fissi e uffici sciopereranno per l'intera giornata del 17, mentre il restante del personale dalle 9 alle 17. Lo sciopero, assicura Fs, non avrà ripercussioni sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza.


14 ottobre 2008 - Il Tirreno

Disagi nei servizi e trasporti
VENERDÌ SCIOPERO

Le confederazioni e organizzazioni sindacali Cub, confederazione Cobas, Sdl Intercategoriale proclamano uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata di venerdì 17 venerdì 2008


14 ottobre 2008 - La Nuova Sardegna

Scuola, mobilitazione no stop in via Brianza Dibattito con Cgil, Cobas, Rdb/Cub

CAGLIARI - Un happening in grande stile per «difendere la scuola pubblica dalla ministra Gelmini» organizzato dal circolo di Rifondazione «Gramsci» in collaborazione con la Federazione lavoratori della conoscenza Cgil, Cobas Scuola e RdB/Cub. Si vuol difendere la scuola pubblica da una riforma che riporta la scuola italiana indietro di trent’anni, che mette in discussione il diritto ad un’istruzione democratica e laica e che riduce ulteriormente le risorse economiche e gli investimenti sulla conoscenza. Appuntamento alle 17.30 nei giardinetti di via Brianza.


14 ottobre 2008 - La Voce

Un ottobre di scioperi preannuncia un autunno caldo?
Venerdi' sciopero dei trasporti
In questo mese, a partire dal settore trasporto, e' prevista una serie di agitazioni lavorative
di Giambattista Salis

Un rosario di scioperi e disagi che riguardano i trasporti e anche gli statali sono previsti a partire da questo venerdì: più di 185 i voli annullati a Malpensa e 54 a Linate, così come a Ciampino e Fiumicino. Sciopero nazionale anche per i controllori di volo dell'Enav aderenti alla Ugl e del personale di cabina Alitalia aderente a Cisal-Assovolo. Scuola, ospedali, farmacie e uffici pubblici e chi più ne ha più ne metta: sei milioni di lavoratori dipendenti, incroceranno le braccia il 26 ottobre per chiedere il rinnovo dei contratti in scadenza a fine anno e più risorse nella Finanziaria. Il 30 ottobre toccherà alle tute blu; il 9 novembre sarà la volta del pubblico impiego e del sindacato autonomo dei trasporti (Sdl); 16 e il 17 novembre protesteranno i sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil. Finita qua? Assolutamente no: sciopereranno anche i vigili del fuoco aderenti alle Rdb-Cub. Gli ultimi giorni di ottobre sarà in campo il settore pubblico della sanità prima, della scuola e dell’università poi, che scenderanno in piazza per protestare contro il Governo. Nel settore medico saranno garantite le urgenze; nella scuola a rischio le lezioni alle scuole primarie, medie e superiori poco prima del ponte di Tutti i Santi.


14 ottobre 2008 - La Sicilia

Scioperi, venerdì disagi nei trasporti
Stop a ferrovie, aerei, metro, bus e traghetti per la protesta dei sindacati autonomi e di base. Manifestazione a Roma

Roma - Mobilità a rischio venerdì prossimo, per lo sciopero generale di tutti i settori dei trasporti, proclamato dai sindacati autonomi e di base. Sempre nella stessa giornata, inoltre, i Cobas hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà tutti i settori, compresa la scuola. A Roma confluiranno migliaia di persone per la manifestazione nazionale.
La protesta riguarderà la mobilità in tutti i settori: ferrovie, aerei, metro, bus e traghetti. Secondo una nota diramata ieri dal Gruppo Ferrovie dello Stato, non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza, precisando che i convogli locali delle fasce orarie a maggiore mobilità pendolare non saranno invece interessati dallo sciopero.
Ecco le modalità con cui verranno effettuate le astensioni dal lavoro per lo sciopero indetto da Cub, confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale, nel comparto dei trasporti.
TRASPORTO AEREO: 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00 con le seguenti articolazioni: Personale navigante: su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10.00 e le 18.00; Personale di terra turnista: 8 ore dalle 10 alle 18; Personale di terra normalista: intero turno.
TRASPORTO MARITTIMO: dalle 8,00 alle 16,00.
TRASPORTO FERROVIARIO: Addetti agli impianti fissi e uffici, intera giornata; Resto del personale, 8 ore dalle 09,01 alle 17,00.
TRASPORTO LOCALE: 24 ore di sciopero articolate territorialmente e nel rispetto delle fasce orarie garantite. A Roma, sede della manifestazione nazionale, lo sciopero inizierà alle ore 8.30 e terminerà alle ore 16.30.
Ulteriori ed eventuali articolazioni, segnalano ancora i sindacati, saranno comunicate dalle rappresentanze delle singole aziende. Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali, come previsto dalla legge.
Proseguono, intanto, le agitazioni spontanee nelle fabbriche del torinese contro l'ipotesi di un accordo separato sulle regole contrattuali e contro la riduzione programmata del salario ipotizzata dal documento di Confindustria. Dopo le manifestazioni di venerdì scorso, la Fiom comunica che altri scioperi ed assemblee si sono avute nelle aziende Itca, alla Scm Volvera Gruppo Marelli, alla Tyco, alla Aries.


14 ottobre 2008 - La Provincia di Sondrio

disagi annunciati
Sciopero trasporti: è un venerdì a rischio
La protesta riguarderà la mobilità in tutti i settori: ferrovie, aerei, metro, bus e traghetti

Mobilità a rischio venerdì prossimo, per lo sciopero generale di tutti i settori dei trasporti, proclamato dai sindacati autonomi e di base. Sempre nella stessa giornata, inoltre, i Cobas hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà tutti i settori, compresa la scuola. A Roma confluiranno migliaia di persone per la manifestazione nazionale. La protesta riguarderà la mobilità in tutti i settori: ferrovie, aerei, metro, bus e traghetti. Anche se le Ferrovie fanno sapere che «non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza», così come verranno salvaguardate le fasce orarie dei treni pendolari a più alta frequenza. Ecco le modalità con cui verranno effettuate le astensioni dal lavoro per lo sciopero indetto da Cub, confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale, nel comparto dei trasporti.
Trasporto aereo: 8 ore, dalle 10 alle 18 con le seguenti articolazioni. Personale navigante: su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10 e le 18; personale di terra turnista: 8 ore dalle 10 alle 18; personale di terra normalista: intero turno. Trasporto marittimo: dalle 8 alle 16. Trasporto ferroviario: addetti agli impianti fissi e uffici, intera giornata; resto del personale, 8 ore dalle 09,01 alle 17. Trasporto locale: 24 ore articolate territorialmente e nel rispetto delle fasce orarie garantite. Ulteriori ed eventuali articolazioni, segnalano ancora i sindacati, saranno comunicate dalle rappresentanze delle singole aziende. Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali, come previsto dalla legge.


14 ottobre 2008 - Corriere Adriatico

Gli aerei fermi otto ore dalle 10 alle 18
Trasporti, stop venerdì per lo sciopero generale

ROMA - Stop dei trasporti venerdì per lo sciopero generale dei sindacati di base Cub, Confederazione Cobas ed Sdl Intercategoriale che hanno anche indetto una manifestazione nazionale a Roma. Ecco di seguito le modalità di effettuazione dello sciopero di tutte le categorie pubbliche e private nel comparto dei trasporti. Trasporto aereo: 8 ore dalle 10 alle 18 con le seguenti articolazioni: Personale Navigante: su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10 e le 18; Personale di Terra Turnista: 8 ore dalle 10 alle 18; Personale di Terra Normalista: intero turno. Trasporto marittimo: dalle 8 alle 16. Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica: 24 ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite, che saranno comunicate singolarmente. Trasporto ferroviario: addetti agli impianti fissi ed uffici intera giornata; restante personale 8 ore dalle 09,01 alle 17. A Roma, dove si svolgerà la manifestazione nazionale, lo sciopero comincerà alle 8,30 e terminerà alle 16,30.


14 ottobre 2008 - Il Mattino

DISAGI IN VISTA PER LO STOP DEI SINDACATI DI BASE
Trasporti, sciopero il 17 ottobre

Disagi in vista sul fronte del trasporto. Lo stop del settore è previsto per il prossimo venerdì 17 ottobre per lo sciopero generale dei sindacati di base Cub, Confederazione Cobas ed Sdl Intercategoriale che hanno anche indetto per la stessa giornata una manifestazione nazionale a Roma. Ecco di seguito le modalità di effettuazione dello sciopero di tutte le categorie pubbliche e private nel comparto dei trasporti. Trasporto aereo: 8 ore dalle 10 alle 18 con le seguenti articolazioni: personale di bordo su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10 e le 18; personale di terra turnista: 8 ore dalle 10 alle 18; personale di terra normalista: intero turno. Trasporto marittimo: dalle 8 alle 16. Trasporto pubblico: 24 ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite che saranno comunicate singolarmente. Trasporto ferroviario: addetti agli impianti fissi e uffici intera giornata; restante personale 8 ore dalle 9,01 alle 17. Ma Trenitalia avverte che «non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza per lo sciopero del personale dell’intera rete di Trenitalia indetto da alcuni sindacati autonomi dalle 9 alle 17 di venerdì 17 ottobre». A Roma, dove si svolgerà la manifestazione nazionale, lo sciopero comincerà alle 8,30 e terminerà alle 16,30.


14 ottobre 2008 - La Nazione

MASSA. E’ STATO PROCLAMATO uno sciopero generale...

MASSA — E’ STATO PROCLAMATO uno sciopero generale per venerdì dalle ore 10 alle ore 14 da Confederazione unitaria di base Cub, Confederazione Cobas, Sdl. Il Cat ( Consorio apuano trasporti) in un comunicato fa sapere alla citatdinanza che durante lo sciopero del prossimo venerdì l’azienda non sarà in grado di garantire il regolare svolgimento del servizio degli autobus.

Carrara - SCIOPERO generale del Cat...

Carrara - SCIOPERO generale del Cat dalle 10 alle 14 di venerdì prossimo, 17 ottobre. L’agitazione è stata indetta dalla Confederazione Unitaria di base (Cub), dai Cobas e dall’Sdl. «Pertanto — si precisa in una nota dell’azienda — in quella fascia oraria non sarà possibile garantire il regolare svolgimento del servizio».

Siena. NON HANNO mandato giù...

Siena - NON HANNO mandato giù il mancato voto del documento che avevano presentato e discusso con il rettore Silvano Focardi e il direttore amministrativo. In esso i sindacati chiedevano continuità delle forme di retribuzione, dicevano fra l’altro «no» all’ipotesi di trasformazione in fondazione dell’ateneo, sì al blocco dei concorsi per dirigenti.Quel documento è stato portato nel cda di venerdì scorso ma nessun voto, solo una valutazione ampia della quale rettore e direttore amministrativo avrebbero riferito poi ai sindacati. Che hanno reagito ieri intimando in pratica al Magnifico di rispettare in futuro gli impegni assunti, secondo Rdb, Ugl, Cisl e Cgil, altrimenti valuteranno le azioni da intraprendere a tutela dei lavoratori. In pratica una diffida. Che arriva dopo una breve riunione mattutina della Rsu nel quale l’argomento stipendi è stato all’ordine del giorno. Ribadita la garanzia che saranno erogati nel prossimo trimestre (fino a dicembre 2008), sospiro di sollievo anche per 220 operatori delle cooperative che gestiscono portineria, aule, vigilano nelle biblioteche: sì al pagamento. La convenzione con loro per il servizio scade a fine anno (è in regime di prorogatio). Quanto al cda Marina Borgogni, chiamata dal rettore ad occuparsi del comparto contabile dopo lo spostamento di due figure apicali, avrebbe fatto un passo indietro all’interno del consiglio dove rappresentava il personale tecnico amministrativo, uscendo. AD INSERIRE nel dibattito un’ulteriore elemento di valutazione è stato ieri il rettore dell’ateneo di Verona Alessandro Mazzucco, membro della giunta Crui. In particolare con due affermazioni: non esclude del tutto l’ipotesi di trasformare le università in fondazioni («Potrebbe funzionare, permetterebbe di aprire delle partnership ma andrebbe formulata secondo un progetto più preciso»), sulla riforma dei policlinici osserva: «Si tratta di una voce di spesa impropria per il bilancio delle università. Credo sia auspicabile che passino alle Regioni». Idea ripetutamente ventilata anche per sanare i conti di Siena. Che, sostiene Mazzucco, «spende per il personale il 104% del suo finanziamento statale e la Federico II di Napoli il 101%. Se le cose continueranno a seguire questa direzione senza interventi, come riduzione dei corsi di laurea, delle sedi decentrate e blocco del turn over, nel 2010 tutte e 66 le università statali saranno in emergenza». La Crui sta cercando di concertare misure con il governo in particolare per quanto attiene nuovi meccanismi di reclutamento del personale docente e modifiche allo status giuridico dei dipendenti per razionalizzare le risorse». Ciliegina: gli altri sei atenei in grave difficoltà, ha concluso, sono Bari, Cassino, Firenze, l’Orientale di Napoli, Pisa e Trieste.(La.Valde.)


14 ottobre 2008 - Il Sardegna

MOBILITAZIONE
Sciopero generale Cobas e Rdb a Roma

Cobas e Rappresentanze di base allo sciopero generale di venerdì. Almeno in 300 partiranno da Cagliari e Olbia per la manifestazione di Roma. "La demonizzazione del dipendente pubblico che è quello che paga le tasse - ha spiegato Enrico Rubiu, dirigente Rdb-Cub - ha lo scopo di distruggere e di trasferire settori profittevoli al privato, seguendo il modello di Alitalia del socializzare le perdite e di privatizzare i guadagni".


14 ottobre 2008 - Il Giorno

Sciopero in vista. Le sigle di base: «Contratto capestro»
AZIENDA OSPEDALIERA

LODI — ANCORA una volta spirano venti di sciopero all’Azienda ospedaliera di Lodi. Questa volta, l’astensione dal lavoro, non coinvolge le sigle confederali, ma riguarda i sindacati autonomi del settore sanità e dovrebbe essere svolto in contemporanea in tutte le sedi della sanità pubblica e privata. La data scelta è venerdì. A Lodi, a proclamare lo sciopero sono Rdb Cub, Cobas e Sdl intercategoriale. Nello sciopero entra anche l’Unione sindacale italiana, e riguarda anche i lavoratori privati e pubblici che hanno un contratto precario. L’astensione dal lavoro non riguarda solo i lavoratori della sanità, ma è stata proclamata come sciopero generale. LA SANITÀ resta però al centro dell’azione del sindacato di base. «Sta per passare l’ennesimo contratto capestro per la categoria, passaggio propedeutico a una massiva privatizzazione della sanità», affermano gli organizzatori, sottolineando che per molti medici «il contratto sarà ad aumenti zero». L’Azienda ospedaliera, comunque, comunica che, come sempre in questi casi, i servizi essenziali e d’urgenza saranno tutti garantiti.(Gui.Ba.)


14 ottobre 2008 - Il Cittadino

SCIOPERO
Ospedale, dipendenti in piazza per i tagli

Lodi - Scenderanno ancora in piazza contro il decreto Brunetta e la finanziaria di Tremonti che taglia i salari. Ottanta, tra infermieri, medici e operatori del pubblico impiego di Rdb parteciperanno allamanifestazione nazionale del pubblico impiego che si svolgerà giovedì 17, a Roma. L’azienda ospedaliera ha fatto sapere che i servizi d’emergenza verranno garantiti comunque. «È impegno dell’azienda ospedaliera – comunica la nota garantire tutte le prestazioni sanitarie indispensabili a tutelare la salute dei cittadini. L’azienda, pur nella consapevolezza di aver attivato tutte le misure necessarie per assicurare gli adempimenti dovuti, si scusa fin da ora per gli inevitabili problemi». I lavoratori, spiega il segretario di Rdb Gianfranco Bignamini, prenderanno il treno alle 12.11 da Piacenza. Dal Lodigiano ci sono 80 persone,mentre comprese quelle diMelegnano e Cremona, solo per il settore sanità, saremo in 480. C’è un pullman, poi, che raccoglie anche 48 lavoratori lodigiani delle fabbriche».


14 ottobre 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa
Tendopoli in centro per la città della dignità

Roma - Tende da campeggio in piazza San Marco: riparte, alla vigilia della fine del blocco degli sfratti di domani, la "città della dignità" promossa dai movimenti di lotta per la casa. Inizia così una settimana di manifestazioni e proteste in vista di domani. "Che fine hanno fatto i 30mila alloggi sbandierati in campagna elettorale?", si chiedono i movimenti. Ciò che preoccupa è soprattutto l'housing sociale, spiega Angelo Fascetti di Asia Rdb: "Pensiamo che sia un grimaldello per arrivare al Prg e attaccare l'agro romano". Il tutto inserito, appunto, nel contesto della fine del blocco degli sfratti per le categorie protette. E mentre il governo "tace". Anzi, "prepara un piano casa che riduce i fondi per il sostegno all'affitto, dispone la vendita di alloggi pubblici e trasferisce i diritti edificatori ai privati".(M.R.)


14 ottobre 2008 - Il Giornale di Brescia

L’ASTENSIONE TOCCA VARI SETTORI, TRA I QUALI ANCHE QUELLO AEREO E DELLA SCUOLA
Trasporti pubblici, mobilità a rischio venerdì per lo sciopero dei cobas

ROMA - Mobilità a rischio venerdì prossimo, per lo sciopero generale di tutti i settori dei trasporti, proclamato dai sindacati autonomi e di base. Sempre nella stessa giornata, inoltre, i cobas hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà tutti i settori, compresa la scuola. A Roma confluiranno migliaia di persone per la manifestazione nazionale.
La protesta riguarderà la mobilità in tutti i settori: ferrovie, aerei, metro, bus e traghetti. Anche se le Ferrovie fanno sapere che «non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza», così come verranno salvaguardate le fasce orarie dei treni pendolari a più alta frequenza.
Ecco le modalità con cui verranno effettuate le astensioni dal lavoro per lo sciopero indetto da Cub, confederazione cobas e Sdl Intercategoriale, nel comparto dei trasporti.
TRASPORTO AEREO. 8 ore, dalle 10 alle 18 con le seguenti articolazioni: personale navigante: su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10 e le 18; Personale di terra turnista: 8 ore dalle 10 alle 18; Personale di terra normalista: intero turno.
TRASPORTO MARITTIMO. dalle 8 alle 16.
TRASPORTO FERROVIARIO. Addetti agli impianti fissi e uffici, intera giornata; il resto del personale, 8 ore dalle 9 alle 17.
TRASPORTO LOCALE. 24 ore di sciopero articolate territorialmente e nel rispetto delle fasce orarie garantite. A Roma, sede della manifestazione nazionale, lo sciopero inizierà alle ore 8.30 e terminerà alle ore 16.30. Ulteriori ed eventuali articolazioni, segnalano ancora i sindacati, saranno comunicate dalle rappresentanze delle singole aziende. Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali, come previsto dalla legge.
SCUOLA. Ieri a Roma si è tenuto il sit-in davanti al Senato «per fermare Tremonti-Gelmini» e il 17 ottobre si ricorda che sarà posto in essere uno sciopero dei lavoratori della scuola. Il programma dei cobas è raccolto in una nota diffusa ieri, tornando a contestare i sindacati confederali: le dichiarazioni del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, e del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti dimostrano che sono pronti a rinunciare alla mobilitazione del 30 ottobre. «Che la convocazione dello sciopero del 30, del tutto fuori tempo massimo, fosse strumentale, finalizzata solo a disturbare il vero sciopero utile, quello del 17, era per noi chiaro - afferma Piero Bernocchi portavoce nazionale dei cobas della scuola -. D’altra parte Gelmini ha sottolineato che lei prosegue la linea imposta dalle Finanziarie del governo Prodi e dal Libro bianco di Fioroni, che ebbero il pieno avallo della Cisl, della Cgil e della Uil, nonchè di quel Partito democratico che con la sua ministra-ombra (in senso letterale) Garavaglia ha ieri ricordato che era d’accordo sui tagli nella scuola (la "razionalizzazione della spesa", li ha chiamati) ma fino a 6 miliardi e non a 8 e che la rottura è avvenuta perché Gelmini si è rifiutata di concordarli insieme».


14 ottobre 2008 - La Gazzetta del Sud

Sciopero generale di Cub, Confederazione Cobas e Sdl.
Indetta una manifestazione nazionale a Roma
Trasporti, venerdì stop dei sindacati di base
Ferrovie dello Stato: non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni

ROMA - Mobilità a rischio venerdì prossimo, per lo sciopero generale di tutti i settori dei trasporti, proclamato dai sindacati autonomi e di base. Sempre nella stessa giornata, inoltre, i Cobas hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà tutti i settori, compresa la scuola. A Roma confluiranno migliaia di persone per la manifestazione nazionale. La protesta riguarderà la mobilità in tutti i settori: ferrovie, aerei, metro, bus e traghetti. Anche se le Ferrovie fanno sapere già da oggi che «non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza», così come verranno salvaguardate le fasce orarie dei treni pendolari a più alta frequenza. Ecco le modalità con cui verranno effettuate le astensioni dal lavoro per lo sciopero indetto da Cub, confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale, nel comparto dei trasporti.
Trasporto aereo: 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00 con le seguenti articolazioni: Personale navigante, su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10.00 e le 18.00; Personale di terra turnista: 8 ore dalle 10 alle 18; Personale di terra normalista: intero turno.
Trasporto marittimo: dalle 8,00 alle 16,00.
Trasporto ferroviario: Addetti agli impianti fissi e uffici, intera giornata; Resto del personale, 8 ore dalle 09,01 alle 17,00.
Trasporto locale: 24 ore di sciopero articolate territorialmente e nel rispetto delle fasce orarie garantite. A Roma, sede della manifestazione nazionale, lo sciopero inizierà alle ore 8.30 e terminerà alle ore 16.30.
Ulteriori ed eventuali articolazioni, segnalano ancora i sindacati, saranno comunicate dalle rappresentanze delle singole aziende. Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali, come previsto dalla legge. Non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza per lo sciopero del personale dell'intera rete di Trenitalia indetto da alcuni sindacati autonomi dalle 9 alle 17 di venerdì 17 ottobre. Lo afferma il Gruppo Ferrovie dello Stato precisando in una nota che i convogli locali delle fasce orarie a maggiore mobilità pendolare non saranno invece interessati dallo sciopero.


14 ottobre 2008 - Il Messaggero Veneto

Venerdì trasporti difficili: si fermeranno gli autonomi

ROMA - Mobilità a rischio venerdì prossimo, per lo sciopero generale di tutti i settori dei trasporti, proclamato dai sindacati autonomi e di base. Sempre nella stessa giornata, inoltre, i Cobas hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà tutti i settori, compresa la scuola. A Roma confluiranno migliaia di persone per la manifestazione nazionale.
La protesta riguarderà la mobilità in tutti i settori: ferrovie, aerei, metro, bus e traghetti. Anche se le Ferrovie hanno fanno sapere già ieri che «non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza», così come verranno salvaguardate le fasce orarie dei treni pendolari a più alta frequenza.
Ecco le modalità con cui verranno effettuate le astensioni dal lavoro per lo sciopero indetto da Cub, confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale, nel comparto dei trasporti.
Trasporto aereo: 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00 con le seguenti articolazioni: Personale navigante: su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10.00 e le 18.00; Personale di terra turnista: 8 ore dalle 10 alle 18; Personale di terra normalista: intero turno.
Trasporto marittimo: dalle 8,00 alle 16,00.
Trasporto ferroviario: Addetti agli impianti fissi e uffici, intera giornata. Resto del personale, 8 ore dalle 09,01 alle 17,00.
Trasporto locale: 24 ore di sciopero articolate territorialmente e nel rispetto delle fasce orarie garantite. A Roma, sede della manifestazione nazionale, lo sciopero inizierà alle ore 8.30 e terminerà alle ore 16.30.
Ulteriori ed eventuali articolazioni, segnalano ancora i sindacati, saranno comunicate dalle rappresentanze delle singole aziende. Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali, come previsto dalla legge.


14 ottobre 2008 - Il Giornale

Venerdì Cobas in sciopero: caos e disagi

Le confederazioni e le organizzazioni sindacali Cub, Confederazione Cobas, sindacato dei Lavoratori Intercategoriale (SdL) e Cobas Lavoro Privato hanno dichiarato uno sciopero generale di ventiquattro ore per venerdì prossimo. Il trasporto pubblico è incluso tra le categorie che possono aderire allo sciopero. Potranno quindi verificarsi disagi anche per metro, bus e tram. Per le metropolitane, riferisce Atm, il servizio sarà garantito dall’apertura del mattino fino alle ore 18 e, per i mezzi di superficie, dall’inizio del servizio fino alle ore 8,45 e dalle 15 alle 18.


14 ottobre 2008 - La Stampa

Sciopero Gtt venerdì

Torino - La Cub-Rdb ha proclamato uno sciopero di 24 ore degli autisti del Gtt per venerdì. Saranno rispettate le fasce di garanzia: bus, tram e metropolitana saranno interessati dallo sciopero dalle 9 alle 12 e dalle 15 fino a fine turno, mentre per i mezzi extraurbani e le ferrovie l’astensione dal lavoro sarà dalle 8 alle 14,30 e poi a ripartire dalle 17,30.

Notti bianche alle elementari. Un presidio accoglierà il ministro

A Torino la scuola è di fronte a una decina di giorni di mobilitazione continua contro i provvedimenti del governo che culmineranno nello sciopero generale del 30. Il 28 ci sarà un presidio dell’Assemblea degli studenti/esse medi e universitari No Gelmini in occasione della giornata torinese del ministro Gelmini, all’Unione Industriale.
Domani, accogliendo la proposta di Rete Scuola di Bologna, i genitori e gli insegnanti di decine di scuole dell’obbligo, organizzate dal Coordinamento Genitori di Torino, si mobilitano per una notte bianca all’insegna dell’informazione e della protesta. All’IC Tommaseo dalle 16,30 alle 21 si terrà un’assemblea con la partecipazione degli assessori all’Istruzione della Regione Gianna Pentenero e alle Risorse Educative del Comune Luigi Saragnese. Per i bambini, concorso di disegno «La scuola che vorrei». Alla Toscanini, assemblea e momenti teatrali fino alle 23, mentre la succursale Margherita di Savoia resterà aperta tutta la notte. Aperture di protesta con assemblee e merende anche per la Gobetti di via Romita, Baricco, Duca d’Aosta-Manzoni, Gabelli, Mazzini, Gambaro, Kennedy, Castello di Mirafiori, Muratori, Padre Gemelli, Pacchiotti-Sclopis, Turoldo, Parri, Costa, Mazzarello. Aperte anche le materne comunali di Villa Genero e via Plana.
«A Piossasco e in altre cittadine della provincia - dice Silvia Bodoardo, presidente del Coogen - ci saranno fiaccolate e scuole a luci accese. Ovunque saranno appese lenzuola. Lo slogan della notte bianca è: perché la scuola pubblica non sia ridotta a un fantasma». Ancora Bodoardo: «Stiamo facendo tre-quattro assemblee al giorno, le famiglie delle piccole realtà sono molto preoccupate e vogliono essere informate. Questa mobilitazione parte dal basso, i genitori non ci stanno all’idea di veder smantellare la scuola dei loro figli».
Gli studenti medi No Gelmini stanno lavorando per «notti bianche» domani, giovedì e venerdì in vari istituti superiori, dove continuano le assemblee informative. Istituti come l’Itc Luxemburg, il Galfer e alcuni licei dove sono presenti i collettivi studenteschi dovrebbero essere coinvolti.
Venerdì, sciopero di docenti e Ata aderenti a Cub e Cobas. È prevista una folta partecipazione al corteo di Milano.
Ieri, all’assemblea generale delle Province italiane, «gli assessori all’Istruzione - spiega l’assessore Umberto D’Ottavio - hanno messo a punto la richiesta al governo di sospendere la razionalizzazione delle sedi scolastiche che il decreto 154 vorrebbe realizzata entro il 30 novembre. Un’altra richiesta è che i risparmi che il governo intende ottenere siano reinvestiti nella scuola».


14 ottobre 2008 - Liberazione

Scade il decreto Ferrero che impedì ai soggetti deboli di essere cacciati
Una tenda in piazza per la casa, blocco sfratti e requisizioni
di Daniele Nalbone

Roma - A Piazza San Marco torna la città della dignità. Una tendopoli per avvertire i vertici della politica cittadina e nazionale che l’emergenza casa non può e non deve essere usata per permettere ai privati di edificare nelle aree verdi. Non deve essere usata per costruire nell’agro romano. Striscioni per ricordare, per chi se ne fosse dimenticato, come domani scadrà il "decreto Ferrero" che un anno fa bloccò gli sfratti per i soggetti deboli. Ora questi si aggiungeranno alle migliaia di sfrattati per morosità (circa il 70%) aggravando ulteriormente la situazione. «Sono passati sei mesi dall’insediamento del sindaco Alemanno – spiega Angelo Fascetti di Asia Rdb – e dei 30 mila alloggi promessi dal sindaco in campagna elettorale non c’è traccia». Oggi si parla solo di housing sociale, il che significa nuovo cemento «che servirà ancora una volta ai costruttori e non a chi vive in emergenza abitativa: i nuclei a basso reddito o monoreddito, le giovani coppie, gli anziani, gli studenti, gli sfrattati, gli immigrati non potranno mai permettersi di pagare 700 euro di affitto per 50 metri quadri». E’ per questo che da oggi la rete romana dei movimenti per il diritto all’abitare ha allestito questa tendopoli: «Per tornare a presidiare il centro di Roma e per chiedere al Comune e al governo il blocco degli sfratti, la tutela pubblica nei processi di dismissione degli alloggi e un freno alla cementificazione dell’agro romano». L’assessore regionale alla casa, Mario Di Carlo spiega come «anziché pensare a decreti per fronteggiare questa emergenza il governo si sta accaparrando competenze che riguardano gli enti locali, arrivando addirittura a utilizzare per la costruzione di nuove residenze popolari il 30% dei ricavi ottenuti dalla dismissione del patrimonio Ater». Per questo «domani ci sarà una riunione nazionale degli assessori regionali alla casa in cui si presenterà una delibera per impugnare questo decreto davanti alla Corte Costituzionale ». Non solo: «Come Regione invieremo una lettera alla Presidenza del Consiglio per chiedere una proroga contro gli sfratti». A riguardo anche il prefetto di Roma, Carlo Mosca, in queste ore, e come lui decine di Prefetti in tutta Italia, sta preparando una lettera per far presente alla Presidenza a quali conseguenze di ordine pubblico si andrà incontro con la scadenza del blocco degli sfratti. A peggiorare la già grave situazione negli ultimi mesi si sono aggiunte le dismissioni del patrimonio pubblico, come nel caso degli immobili di proprietà dell’Enasarco: «Ho incontrato personalmente il presidente e il direttore dell’ente – afferma l’assessore Di Carlo – che mi hanno spiegato come una parte degli introiti derivanti dalle vendite saranno investiti per l’edilizia popolare: in tempi brevi arriveremo a un accordo interistituzionale con la Provincia e, speriamo, col Comune di Roma». Ma per fronteggiare l’emergenza servirà ben altro: in primis il blocco generalizzato degli sfratti, ma in seguito una vera politica di finanziamento pubblico nazionale per la determinazione del piano casa. «Basta piani che invece di guardare all’emergenza abitativa guardano a chi le case le costruisce: così facendo, di riflesso, a Roma arriverà nuovo cemento» affermano i Blocchi Precari Metropolitani e RdB. «Per questo chiediamo l’acquisizione pubblica degli alloggi inutilizzati e la destinazione delle aree demaniali e delle caserme in dismissione all’emergenza abitativa». Ieri è stato solo l’inizio di una campagna cittadina per il diritto alla casa e al reddito.


14 ottobre 2008 - Riviera 24

Anche i Vigili del Fuoco aderiscono allo sciopero generale nazionale del 17 ottobre
di Manuela Consonni

Imperia - Per rivendicare il ruolo centrale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco nel sistema protezione civile del paese e per un salario dignitoso. Il 17 ottobre in piazza a Roma per salario, diritti e difesa del soccorso alla popolazione. Anche i Vigili del Fuoco aderiscono allo sciopero generale nazionale di 24 ore dei sindacati di base, da tempo fissato per il 17 ottobre, e saranno in piazza a Roma contro la dequalificazione degli operatori del soccorso, *per rivendicare il ruolo centrale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco nel sistema protezione civile del paese e per un salario dignitoso*. "Oggi non si discute più di previsione dei rischi, della prevenzione del territorio, dei piani di rischio comunali o, ancora peggio, di vera prevenzione nei luoghi di lavoro", dichiara Antonio Jiritano della RdB-CUB VV.F.. "Eppure, mentre tutta l'attenzione appare concentrata sul business della spazzatura, ci sono circa quattro morti al giorno sul lavoro, basta un po' più d'acqua e diventa subito emergenza e per far fronte agli incendi estivi, come in questa ultima estate di fuoco, il personale viene costretto a lavorare fuori dall'orario ordinario e straordinario con turni massacranti". "E le prospettive non sono certo soddisfacenti - prosegue Jiritano - visto il blocco del turn-over rischiamo un depotenziamento del dispositivo di soccorso in un Corpo che è già sotto organico. A ciò aggiungiamo che già precedentemente si parlava di un debito dei VV.F. nei confronti dei fornitori di oltre 100 Milioni, un debito che oggi nessuno sa stimare. Inoltre dall'insediamento di questo governo sono stati sottratti 30 milioni di euro al Ministero dell'Interno ed altri verranno recuperati nella finanziaria, mentre gli aumenti salariali prospettati non superano l'elemosina di 8 euro mensili per tutto il 2008. Per queste ragioni i Vigili del Fuoco saranno massicciamente presenti alla manifestazione nazionale di venerdì 17 ottobre.


14 ottobre 2008 - Sassuolo 2000

Bologna: venerdì 17 ottobre, sciopero generale di 24 ore del comparto sanità

Bologna - Venerdì 17 ottobre, sciopero generale di 24 ore del comparto sanità (personale infermieristico, sanitario, tecnico e amministrativo), proclamato dalla organizzazione sindacale RDB – CUB. L’Azienda USL di Bologna garantisce comunque, oltre alle urgenze, parte dell’attività programmata. Saranno infatti garantiti i livelli di attività, previsti in caso di sciopero dall’accordo sindacale, che si allinea alle disposizioni normative di riferimento.


14 ottobre 2008 - Savona news

Savona: scuola, pronti allo sciopero generale del 17/10

Giornata campale venerdì 17 ottobre per lo sciopero generale della scuola e di tutto il mondo del lavoro pubblico e privato. Anche Savona e la Valbormida parteciperanno alla grande manifestazione nazionale che da piazza della Repubblica si snoderà sino a piazza San Giovanni, luogo storico delle grandi manifestazioni del movimento operaio. Oltre a Cobas,Cub ed Sdl, questa volta hanno aderito tutte le organizzazioni dei precari della scuola. I devastanti tagli del governo Berlusconi,che si sommano a quelli del governo Prodi,mettono in grave pericolo i posti di lavoro dei precari della scuola. Anche i bidelli sono sotto il tiro del governo.Tutto il pubblico impiego deve difendersi dalle continue offese del Ministro Brunetta,che non rispondono a verità.Un grande sciopero generale che faccia ritirare il decreto legge del ministro Gelmini,che rispolvera il maestro unico, reintroduce i voti nelle scuole elementari e medie, rimette un voto in condotta,che non ferma il bullismo,ma è un'arma contro il movimento degli stu denti.I sindacati confederali costretti a indire uno scio pero 13 giorni dopo,grazie alla determinazione dei Cobas,vacillano per l'incredibile incertezza della Cisl sullo stesso sciopero,aumentando la potenza dello sciopero del 17.(f.x.)


14 ottobre 2008 - Sabato sera online

Sciopero treni: Fs "nessuna ripercussione sui treni a lunga e media percorrenza"

Italia. Il Gruppo Ferrovie dello Stato rende noto che non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenzanonostante lo sciopero del personale dell’intera rete di Trenitalia indetto da da Cub, confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale per il prossimo venerdì 17, dalle ore 9.00 alle ore 17.00. I convogli locali delle fasce orarie a maggiore mobilità pendolare non saranno invece interessati dallo sciopero.


14 ottobre 2008 - Tutto Scuola

Sciopero generale del 30 ottobre/1. Convergenza di confederali e autonomi

Quello del 30 ottobre 2008 sarà uno degli scioperi a più larga adesione da parte delle diverse organizzazioni sindacali della scuola, confederali e autonome. Raccogliendo la proposta di uno sciopero generale unitario per la fine di ottobre, lanciata per prima dall'autonoma Gilda degli insegnanti, i sindacati scuola confederali Cgil, Cisl e Uil e l'autonomo Snals, insieme alla stessa Gilda, hanno concordato la data dello sciopero e della collegata manifestazione nazionale di protesta a Roma per la giornata di giovedì 30 ottobre, ottenendo anche l'adesione dell'Unicobas. Non quella di Cobas e Cub, che scioperano da soli il 17, anch'essi con manifestazione nazionale a Roma. Secondo queste organizzazioni la decisione degli altri sindacati di scioperare il 30 ottobre è "sconcertante" e giunge "fuori tempo massimo" perché "sorvola sullo scontro in atto in questi giorni e cancella la fortissima richiesta di unità nella data del 17, l'unico giorno efficace a disposizione". Sarà interessante vedere quale sarà il seguito di questo sciopero, che i Cobas stanno preparando con cura e da tempo. Quello promosso dai concorrenti Unicobas per il 3 ottobre ha ricevuto scarse ma non insignificanti adesioni, soprattutto in alcune scuole romane. Segno di una forte disponibilità alla mobilitazione. Ma ad ostacolare lo sciopero del 17 sta ora il fatto che tutti gli altri sindacati, Unicobas inclusa, convergono sul 30 ottobre.


14 ottobre 2008 - Help consumatori

TRASPORTI. Sciopero venerdì 17, FS: no ripercussioni per treni a media e lunga percorrenza

Stop dei trasporti venerdì 17. I sindacati di base Cub, Confederazione Cobas ed Sdl Intercategoriale, hanno infatti indetto uno sciopero nazionale dalle ore 9.00 alle 17.00 di venerdì prossimo. Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha reso noto in un comunicato che non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza per lo sciopero del personale dell'intera rete di Trenitalia. Nel settore aereo i dipendenti incroceranno le braccia dalle 10 alle 18. Nel trasporto marittimo, lavoratori fermi dalle 8 alle 16. Per il trasporto pubblico locale e per quello merci stop di 24 ore. Nel settore ferroviario gli addetti a impianti fissi e uffici si fermeranno per l'intera giornata, il restante personale dalle 9 alle 17. FS ha precisato che i convogli locali delle fasce orarie a maggiore mobilità pendolare non saranno invece dallo sciopero.(LM)


14 ottobre 2008 - Il Manifesto

Posta prioritaria
Quale sinistra?

Ho letto l'articolo «Domande alla sinistre» di R. Rossanda (11/10), e mi chiedo di quale sinistre parla? Se si riferisce anche al Pd credo che si continui a volere credere che «i ciucci volano» e a fare un cattivo servizio di informazione al popolo di sinistra (quelli che si riconoscono nel pacifismo, che vogliono un vero stato sociale ecc.). La domanda, quindi, potrebbe essere indirizzata, non so quanto giustamente, a tutti gli altri (Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi, Sinistra critica). Io la trovo molto più idonea se rivolta pari pari ai sindacati Cgil in primis (Uil e Cisl sono come il Pd), che in questi anni hanno fatto digerire al «popolo di sinistra» (pensionati, lavoratori pubblici e privati, disoccupati) una serie di nefandezze e accettare la subalternità all'impresa. Credo che una grande responsabilità sia anche dell'informazione di sinistra (il manifesto, Liberazione, L'Unità) che ha alimentato l'ambiguità e non è stata capace di fare chiarezza. Non è più periodo di grigi, il pericolo è troppo grande, la gente comune non sta dietro alle sfumature e sceglie il colore netto: o bianco o nero. Allora l'informazione di sinistra ha il compito di dire chiaramente chi è di sinistra e chi «lavora per il re di Prussia». Se non riesce a tradurre in modo chiaro la complessità di quanto si muove nel mondo politico e sindacale, manca al suo compito principale e abbandona alle destre il popolo di sinistra, inutile fare poi i «grilli parlanti». Dite come stanno le cose con la massima chiarezza. Attaccate frontalmente i falsi partiti di sinistra, che ci portano via energia e voti e i sindacati, che nei fatti, tutti i giorni tirano fregature rovinose al popolo di sinistra. Il prossimo 17 ottobre ci sarà lo sciopero generale indetto dalla Cub, Cobas e SdL: parlatene e anche bene, perché è un pezzo importante del popolo di sinistra che lotta e si muove per i valori che indicate da sempre: antifascismo, antirazzismo, pacifismo, stato sociale, solidarietà.
Claudio De Iulio


14 ottobre 2008 - Il Resto del Carlino

Il popolo anti Gelmini prepara i sacchi a pelo
Domani notte bianca per mamme, insegnanti e studenti
di FEDERICA GIERI

Bologna - ULTIME ORE per la messa a punto de ‘La notte per la scuola pubblica’, la maratona anti Gelmini che, dall’alba del 15 ottobre all’alba del 16, vedrà impegnate migliaia di mamme, papà, insegnanti e studenti dai 6 ai 18 anni nel tentativo di impedire (o per lo meno ostacolare) l’approvazione del disegno di legge che ripristina il maestro unico. Per ventiquattro ore il ‘Fantasmino’, simbolo della notte bianca, volerà dalle materne alle medie, dalla città a Bazzano, Calderara, Casalecchio, Castel San Pietro, Crespellano, Funo, Marzabotto, Medicina, Monteveglio, Monzuno, Pianoro, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro, Zola Predosa per aiutare gli anti Gelmini a tenere aperti i portoni la notte per ospitare assemblee, fiaccolate, dibattiti, animazioni per i bambini, performance teatrali e favole della buonanotte. Altri, invece, non avendo forze a sufficienza, hanno pensato a iniziative a spot. Dopo la fine delle lezioni pomeridiane, le scuole del quartiere San Donato usciranno in parata (partenza da via Panzini 1 ore 17). Lo stesso faranno, per le strade delle Lame, le elementari Bottego e Silvani e i ricercatori precari. Partiranno forse, con un giorno d’anticipo, le superiori. Qui il «modello» di protesta è quello classico: occupazioni e autogestioni. Quanto ai nomi, se per le elementari e le medie vige il più assoluto riserbo, per i più grandi, da un’assemblea al Vag, escono i soliti licei Minghetti, Sabin, Fermi, Righi e Copernico. Con l’aggiunta di un inedito Galvani. Voci corrono anche sugli istituti Belluzzi, Aldini e Fioravanti. Dove, nei giorni scorsi, ci sarebbero già stati un paio di tentativi «sventati» dalla preside, Antonella Agostinis. Occupazione o autogestione che sia, l’obiettivo è arrivare a venerdì 17 ottobre, allo sciopero nazionale della scuola indetto dai Cobas. Le Rdb annunciano che da Bologna partiranno per la Capitale almeno dieci pulmann. Durante la notte bianca, cammineranno invece sui carboni ardenti i presidi, riuniti ieri per trovare un punto in comune. A fronte di eventuali occupazioni «essendo noi un presidio di legalità e consapevoli che il rispetto delle regole della convivenza civile ha un grande valore educativo — premette Maria Luisa Quintabò, presidente dell’Associazione delle scuole bolognesi che, insieme al Collegio dei presidi ha redatto un documento ad hoc —, le segnaleremo a Prefettura, Questura, Ufficio scolastico regionale e provinciale, Provincia e Comune». Per il resto prevarrà il dialogo. «Noi dobbiamo — prosegue — saper colloquiare con tutte le componenti della comunità scolastica. E’ ciò che la scuola stessa insegna ogni giorno». A ingrossare lo tsnumani contro il ministro dell’Istruzione, ci sarà anche il mondo universitario, dai collettivi ai ricercatori precari, che riuniti sotto la sigla No Gelmini occuperanno Lettere. Così come i ricercatori del Cnr-Isac occuperanno con lo slogan «Calpestano la ricerca». Al Borgo Panigale (sala civica via Lepido 25/2, ore 20,30), l’istituto comprensivo 2 ha organizzato «quattro chiacchiere in tema di istruzione».

Denuncia Rdb: «Al Marconi 11 persone perderanno il lavoro»
di Nicola Cappellini

Bologna - L’AEROPORTO Marconi si appresta ad aggiudicare la gara per la gestione delle attività di smistamento bagagli e pulizia degli aeromobili e i sindacati di base tornano a rumoreggiare. Ad accendere la miccia sono i rappresentanti delle Rdb che denunciano il taglio di 11 addetti, parlano di «un ulteriore sottorganico che metterà in crisi tutto il sistema» e chiedono un incontro urgente a Cofferati. Oltre ai vertici dello scalo, nel mirino ci sono anche le aziende che si occupano dei servizi a terra: Koop Service e Giacchieri. La prima è accusata di aver definito con la Sab, la società che guida il Marconi, «una sorta di proroga dell’attuale appalto che di fatto è un’anticipazione dell’assetto, con personale ridotto, ipotizzato nella gara ancora in corso». Il risultato è un calo da 20 a 16 degli addetti al carico e scarico bagagli, motivato dalla messa in funzione di linee automatizzate di smistamento. Scelta che, per Luigi Marinelli, vuol dire «una sola persona per linea», costretta in caso di problemi a interrompere il lavoro per «andare a sbloccarla e poi tornare al proprio posto per riavviarla». Ma il dito è puntato anche contro Giacchieri, subentrata al consorzio Doro Group (coinvolto nell’inchiesta sul mancato pagamento dei contributi ai dipendenti della controllata Gesticoop). L’azienda, spiega Marinelli, «ha deciso di non rinnovare i contratti in scadenza per 7 lavoratori, licenziati di fatto a prescindere da ogni formale contestazione disciplinare o lavorativa». Il conto finale è dunque di 11 addetti che perderanno il posto, lamenta il sindacato, nel giro di una settimana, con inevitabili ricadute sul servizio agli utenti. Sui temi sollevati, le Rdb hanno chiesto «un incontro urgente» a Cofferati (azionista di minoranza dello scalo). «Deve saperci dire come pensa di intervenire», afferma Marinelli. Ma la prima replica ad arrivare è quella del Marconi. In una nota, i vertici Sab ricordano di aver proceduto in estate al «potenziamento dell’impianto di smistamento bagagli», passando dalla capacità massima di 12 mila colli al giorno a 17 mila. E anche se non si nega che «tale soluzione ha significato una maggiore automatizzazione del sistema» e che, tenendo conto della nuova situazione, Koop Service «ha ritenuto congruo l’utilizzo di 16 unità», la società ricorda che l’attività svolta «non ha mai dato luogo a disservizi».


14 ottobre 2008 - Il Giornale di Vicenza

S. BORTOLO. Rdb-Cub e Nursind protestano: il direttore generale deve imporsi in Regione
«Sempre più medici e meno infermieri»
di Franco Pepe

Vicenza - Dopo la centrale di sterilizzazione, il personale. Rdb e Nursind ancora arrabbiati e delusi. La protesta riguarda il diverso metro di misura che l’Ulss userebbe per le assunzioni. Sempre più medici, dicono, e sempre meno infermieri.
«Nel 2008 - denuncia il segretario di Rdb-Cub, Germano Raniero - sono stati assunti o stabilizzati in ruolo 97 fra medici e dirigenti sanitari. La dotazione organica è aumentata di 22 medici e 13 psicologi. Gli infermieri, invece, restano 30 in meno. Facendo i conti, e considerando i turni di lavoro, vuol dire che due reparti sono completamente sguarniti. Gli operatori socio-sanitari sono solo uno di meno, ma ricadono sulle loro spalle i carichi di lavoro degli infermieri che mancano. Fra l’altro, per far funzionare il reparto dei dozzinanti non si parla di assumere nuovi infermieri, ma di acquistare prestazioni: noi non lo accettiamo».
«E c’è un grosso punto di crisi al pronto soccorso. Pensano di trasformare l’astanteria in una nuova sala con 4 posti-letto, tutto e sempre a carico degli infermieri. Il problema è molto serio. Questo è un reparto ad alta tensione. Passano più di 10 pazienti all’ora, di giorno e di notte. L’altro giorno 28 persone avevano bisogno contemporaneamente di essere visitate da uno specialista. Si pensi solo che una volta il sabato si toglieva un infermiere. Oggi si è dovuto reintegrarlo».
Anche il Nursind reclama: «Noi ci opponiamo fortemente - dichiara il segretario provinciale Andrea Gregori - al potenziamento di servizi in carenza di personale. L’aver autorizzato l’apertura di altri 4 posti-letti in astanteria, pur essendo nota la difficoltà da parte del pronto soccorso di trovare posti in alcune specialità dell’ospedale, non può che trovare la nostra contrarietà, perché si tratta di pazienti non stabilizzati che richiedono spesso il continuo monitoraggio dei parametri».
«Aumentare il carico di lavoro in un servizio di urgenza come il pronto soccorso senza prevedere un aumento di personale, significa esporre l’utente al pericolo di non ricevere cure adeguate; ed esporre il personale a responsabilità penali e civili, cui è tenuto rispondere personalmente».
Per Raniero la soluzione è una sola: «Il direttore generale Alessandri deve assumersi responsabilità se vuole mantenere al S. Bortolo la qualità che tutti gli riconoscono. Deve battere i pugni sul tavolo regionale e farsi togliere i vincoli alle assunzioni. Ormai hanno raschiato tutto ciò che potevano. Non ci sono più neppure le briciole da risparmiare. O si inverte la tendenza o si chiudono i servizi».


14 ottobre 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. L'Rdb enti locali, lancia l'ennesima accusa all'amministrazione...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - L'Rdb enti locali, lancia l'ennesima accusa all'amministrazione.
La sigla sindacale riporta l'attenzione sulla questione della spesa pubblica e stigmatizza l'operato del sindaco che, in questi giorni, ha assunto 8 collaboratori con l'articolo 90. «Assistiamo ancora una volta - si legge in comunicato stampa dell'Rdb - alla nuova riorganizzazione della macro e micro struttura dell'ente che questa amministrazione sta portando avanti con provvedimenti che non rispettano gli accordi sindacali e i criteri di trasferimento del personale interno. Oggi ci sono nuovi assessori, nuovi dirigenti e nuove posizioni organizzative che vengono pagati con i soldi dei contribuenti». L'organizzazione, soprattutto, punta il dito contro lo spostamento dei dipendenti che serve a «mascherare i soliti carrozzoni politici che penalizzano solo coloro che fanno parte delle cordate che non contano. Tutto questo - si legge nella nota - non fa altro che provocare la nuova paralisi di tutto il comparto con conseguenze che ricadono sulla qualità e l'efficienza dei servizi».
Inoltre la sigla denuncia il clima teso, creatosi all'interno degli uffici comunali, fatto di «malcontento e lotte tra poveri», che le azioni dell'amministrazione hanno provocato.
L'Rdb, infine, chiede l'intervento del governo, per visionare la spesa complessiva di tutto il personale, visto che, secondo l'organizzazione sindacale, l'attuale amministrazione ha di gran lunga superato la soglia imposta dalle direttive nazionali. Infatti, secondo le nuove direttive imposte dal ministro Brunetta, le amministrazioni locali avrebbero dovuto ridurre la spesa del personale di circa il 10% rispetto a quella dello scorso anno. Non solo, il decreto, tenuto conto del deficit delle amministrazioni locali, fa divieto «agli enti nei quali la spesa del personale è pari o superiore al 50% delle spese correnti, di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo». La sigla ha rilevato che la spesa del personale cresce in modo esponenziale di anno in anno e soprattutto ad ogni nuova riorganizzazione aumentano le aree e i settori e di conseguenza i dirigenti.
«L'amministrazione comunale - si legge nella nota - arrogante e poco riguardosa della dignità dei dipendenti e della città, procede senza tener conto di nulla, con atti che non rispettano le direttive nazionali e per questo chiediamo l'intervento del ministro Brunetta per visionarne l'operato».

Perugia. Il silenzio diventa allarme...

Perugia - Il silenzio diventa allarme e al Comune di Perugia si apre una partita che è da 800mila euro e spiccioli e che riguarda il personale. I numeri spuntano dal riequilibrio di bilancio passato nei giorni scorsi anche in consiglio comunale. C’è una voce che ha attivato le antenne di alcune sigle sindacali e apre le porte al giallo. Tra le variazioni in aumento ci sono 671 mila euro dedicati al personale. Che vuol dire? Che quei soldi saranno costi in più? Oppure che la previsione di spesa iniziale era stata tenuta tropo bassa? C’è una lettera degli autonomi del Sulpm, firmata dal responsabile territoriale Pietro Martani, che chiede all’assessore al Bilancio, Marco Vinicio Guasticchi di conoscere dettagliatamente la natura dell’aumento e la sua destinazione. Il Sulpm si dice certo che quell’incremento sia «finalizzato a dare dignitosa risposta, seppur tardiva, a tutte le richieste avanzate negli ultime periodi di contrattazione». Di più: tra le variazioni in aumento, ci sono 207 mila euro in più per gli incarichi professionali esterni.
Ultime dal Comune: rinviato a lunedì il consiglio comunale sulle circoscrizioni. L’opposizione, in conferenza dei capigruppo, Calabrese in testa, ha scoperto che la convocazione per il consiglio di domani non era corretta.
Sanità. L’ultima battaglia sul trasferimento del laboratorio analisi da piazzale Europa al "Silvestrini", è ancora innescata. Si muovono gli autonomi dell’Rdb- Cub. Che rilanciano la sfida. «Occorre fare chiarezza che non si tratta di una razionalizzazione vera e propria, ma si vuole chiudere un servizio già funzionante da sempre e non perché è inadeguato - spiega Luigi Fucchi- ma principalmente per attenuare lo sperpero di denaro fatto per il mega laboratorio unico del "Silvestrini" decisamente sovradimensionato rispetto all’utenza». Il sindacato chiede di attivare la mobilità volontaria per lo spostamento del personale.(L.Ben.)


14 ottobre 2008 - Italia Oggi

Ieri una nota del mineconomia ha informato i sindacati. Futuro incerto per gli esperti tributari
I dipendenti Secit alle Finanze
Dopo la soppressione dell'ente personale trasferito pro-tempore

Comincia la cura dimagrante del Secit. Il personale del servizio consultivo e ispettivo tributario del mineconomia, soppresso dal dl n. 112/2008 (poi convertito nella legge n. 133/2008), è da ieri assegnato in via temporanea agli uffici del dipartimento delle finanze. Lo ha stabilito una nota inviata ieri dal Df del ministero dell'economia, ufficio amministrazione delle risorse, alle sigle sindacali Cgil-Fp, Cisl-Fps, Uil-Pa, Confsal-Unsa, Rdb-Pi e Flp, unitamente a un ordine di servizio che assegna le nuove posizioni al centinaio di dipendenti dell'ex Secit. «Come preannunciato nella riunione del 25 settembre 2008», si legge nella nota dell'ufficio amministrazione risorse del dicastero guidato da Giulio Tremonti, «il personale dell'ex Secit, assegnato al dipartimento delle finanze, in applicazione dell'art. 45 del dl 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella legge del 6 agosto 2008, n. 133, è collocato a prestare servizio in via temporanea, negli uffici di cui all'ordine di servizio allegato, nelle more della generale riallocazione del personale del dipartimento delle finanze, per effetto del dpr 30 gennaio 2008 n. 43». Un provvedimento che ha suscitato subito il malumore delle organizzazioni sindacali, già in stato di agitazione per le note vicende legate alla vertenza fisco (taglio degli organici e dei salari accessori ex-comma 165). Al centro delle lamentele, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, ci sarebbero tempi e modi della riassegnazione del personale Secit, avvenuta senza la preventiva concertazione con le rappresentanze. D'altro canto, fanno sapere ambienti sindacali, il mancato confronto potrebbe essere dovuto all'esigenza di tempestività dettata dal contenimento della spesa pubblica: continuare a mantenere in piedi una struttura soppressa ex-lege a luglio, con i relativi costi di funzionamento, avrebbe potuto generare l'azione della magistratura contabile per un possibile danno erariale. In attesa del generale riassetto del personale del dipartimento delle finanze, resta anche da capire il destino dei cinquanta esperti tributari del Secit, inquadrati come dirigenti di prima fascia e tutti con contratti triennali (i più recenti scadono nel 2011).


14 ottobre 2008 - Il Padova

La manifestazione. L'annunciato sit-in alla stazione
si è trasformato in marcia sul Liston fino alla Prefettura
Protesta pacifica degli immigrati il corteo dei 400 invade il Centro
Al grido di "Basta razzismo" hanno sfilato sotto il controllo di poliziotti in borghese
di Silvia Fabbi

Padova - Un pacifico corteo di 400 persone al grido di "Basta razzismo" ha attraversato ieri sera la città, dalla stazione lungo corso del Popolo e il Liston, fino a piazza Antenore. Il sit-in di protesta organizzato per le 18 dall'associazione Razzismo Stop davanti all'hotel Grand'Italia si è trasformato in una manifestazione itinerante, non annunciata e non autorizzata, ma senza i temuti scontri. Al primo gruppo di 200 persone che si sono date appuntamento alla stazione si sono aggiunti via via i pendolari in arrivo in città e, a corteo avviato, decine di stranieri "raccolti" lungo corso del Popolo. Il tutto sotto la sorveglianza di uomini della questura in borghese coordinati dal capo della Digos Lucio Pifferi, che hanno seguito passo passo lo svolgimento della manifestazione fino alla sua conclusione davanti alla prefettura. Alla testa del corteo, che ha preso le mosse alle 18.30 dalla stazione ferroviaria, c'erano gli organizzatori di Razzismo Stop con Luca Bertolino. Presenti anche alcuni studenti del collettivo di Scienze Politiche, i no global di Max Gallob e sindacalisti di Adl, ma la grande maggioranza dei manifestanti erano cittadini stranieri, soprattutto africani, e qualche orientale: operatori della logistica, come Josef Ibre, 32 anni, che lavora alla Tnt di Limena per mantenere la sua famiglia rimasta in Nigeria; parrucchieri, come Tayo Okuo, 34 anni, che dall'Africa è arrivata a Padova 14 anni fa. "Persone, siamo persone" gli slogan urlati dai partecipanti al corteo, che ha fatto una prima pausa in piazza De Gasperi. "Una pausa simbolica" hanno sottolineato i giovani di Razzismo Stop come Alain, che hanno tenuto insieme e guidato il fiume umano a suon di musica e slogan anti razzisti. Il corteo si è fermato una seconda volta davanti a palazzo Moroni. Qui si sono avuti i primi scambi fra le donne africane e alcuni padovani, seduti per l'aperitivo ai tavolini dei bar: "non siamo tutte prostitute", "non siamo tutti spacciatori" gli slogan urlati, sotto gli sguardi allibiti, talora addirittura intimoriti, degli italiani a passeggio sul Liston per lo shopping serale. A ciascuno è stato consegnato il volantino con le motivazioni della protesta. La manifestazione è poi proseguita fino a piazza Antenore, sede della Prefettura. Ancora slogan contro il razzismo, per l'integrazione, ancora un momento di tensione stavolta all'interno del gruppo dei manifestanti: un giovane è stato allontanato. Alle 19.30 i promotori hanno decretato la fine del corteo, i partecipanti hanno lasciato il Centro e sono tornati verso casa. All'accusa che la manifestazione sia stata strumentalizzata politicamente Bertolino replica: "Queste sono solo chiacchiere da palazzo, quelle che protestano qui oggi sono persone vere di questa città, che lavorano e pagano per la sicurezza di tutti: anche loro hanno il diritto di essere protetti".


14 ottobre 2008 - Il Bologna

Aeroporto. Tensione alta dopo il benservito ad alcuni lavoratori del servizio bagagli.
L'accusa delle Rdb
Licenziati 11 operai al Marconi "Da noi peggio del caporalato"
Caduta nel vuoto anche la richiesta di un incontro fatta al sindaco Sergio Cofferati
di Francesco Mura

Bologna - Ci hanno sperato tutti fino all'ultimo che non accadesse ma alla fine anche i lavoratori del servizio bagagli dell'aeroporto Marconi sono finiti nella mannaia del taglio dei posti di lavoro. "Così, dalla giornata di ieri - denunciano le Rdb - i venti dipendenti sono diventati sedici subendo così un ulteriore sottorganico che metterà in crisi tutto il sistema dei servizi". Una denuncia che non è casuale ma che, al contrario, arriva proprio nel momento in cui si sta espletando l'aggiudicazione dei servizi di smistamento bagagli in partenza, movimentazione carrelli e pulizie. Nel frattempo, però, Sab e Coop Service sarebbero arrivate a un accordo. "Una sorta di proroga dell'attuale appalto - fanno sapere le Rdb - che di fatto è un'anticipazione dell'assetto con personale ridotto ipotizzato nella gara ancora in corso". Che da venti unità, appunto, si ridurrebbero a sedici. Una brutta tegola alla quale si aggiunge anche quella arrivata, tra capo e collo, sui lavoratori della Giacchieri. "Contemporaneamente - spiega Luigi Marinelli (Rdb)- la Giacchieri ha deciso di licenziare.. "pardon non rinnovare", i contratti in scadenza per sette lavoratori licenziati di fatto e a prescindere da ogni formale contestazione disciplinare o lavorativa". Il tutto, a quanto pare, secondo l'accordo firmato da Cgil-Cisl-Uil ma non da Rdb. Salgono così a undici i lavoratori che in meno di una settimana, lamenta il sindacato di base, sono stati licenziati. "Questo, naturalmente - fanno sapere le Rdb - comporta inevitabili ricadute sui servizi agli utenti". Una situazione difficile che getta nello sconforto i lavoratori i quali hanno chiesto (cinque giorni fa ndr.) anche un incontro al sindaco Sergio Cofferati. "Deve saperci dire che ne pensa lui di questa situazione - conclude Marinelli- e come pensa di intervenire". Già, sarebbe utile saperlo. Purtroppo, ha avuto alcuna risposta.

Record di licenziamenti

Undici licenziamenti in sette giorni: per l'Aeroporto Marconi si tratta di un vero e proprio record. Adesso ci sarà anche il taglio dei voli?

Sciopero generale

I lavoratori del servizio bagagli hanno deciso di aderire allo sciopero di venerdì ma già pensano a indirne uno nel mese novembre.


14 ottobre 2008 - La Gazzetta di Reggio

Ancora striscioni contro il ministro
Sindacati sul piede di guerra: si sciopera il 17 e il 30 ottobre

REGGIO E. - Sono spuntati un po’ ovunque, in provincia. Striscioni contro il ministro all’istruzione Mariastella Gelmini e contro i recenti decreti che ridisegneranno a breve la scuola italiana sono stati affissi davanti a parecchi istituti della città e dei centri della Bassa e fino al crinale.
A protestare sono gli insegnanti che temono la mannaia che si sta per abbattere sulla scuola. Migliaia i posti di lavoro a rischio.
La legge 133 ha previsto il taglio di circa 130mila posti di lavoro: oltre 87mila docenti e più di 40mila Ata, il personale ausiliario e tecnico in servizio negli istituti statali di ogni grado.
Troppo, secondo decine di insegnanti reggiani che sono pronti a scendere in campo. Soprattutto dopo che il governo ha affondato la lama. Lo scorso 7 ottobre, infatti, è stato approvato il decreto-legge che contiene le disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali nel quale è stato «infilato» un articolo dedicato alla riduzione della istituzioni scolastiche sottodimensionate. E che nel Reggiano porterà alla chiusura di almeno 18 scuole, dislocate soprattutto nei piccoli centri.
Troppo, secondo i sindacati della scuola che anche ieri hanno ribadito necessità e urgenza di scendere in piazza e protestare contro le scelte del governo.
I sindacati di base Cub e Cobas protesteranno venerdì con uno sciopero generale della scuola proclamato nei giorni scorsi, mentre Cgil, Cisl e Uil l’hanno indetto per venerdì 30. «Vogliomo sottrarre alla scuola pubblica otto miliardi di euro in tre anni - tuonano - compiendo così un portentoso passo in avanti verso la sua distruzione e aprendo ulteriormente le porte ai privati. Per raggiungere questo obiettivo si apprestano a tagliare oltre 130mila posti di lavoro, più del 10% di tutti gli addetti al settore, oltre il 17% degli Ata. A questo si accompagna il tentativo di contrapporre i lavoratori pubblici, considerati tutti fannulloni, agli altri cittadini».


14 ottobre 2008 - Il Trentino

Il contenzioso riguarda i criteri di assegnazione del fondo per la produttività 2005
«Bocciati» gli elogi di Brunetta
Premi produzione: la Cgil vince contro l’Agenzia delle entrate

TRENTO - La Cgil ha vinto il ricorso contro l’Agenzia delle entrate per comportamento antisindacale tenuto dall’amministrazione. La sentenza del giudice del lavoro ha così imposto la disdetta dell’accordo per il premio della produttività presso l’ufficio di Trento, un progetto premiato anche dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Il contenzioso riguardava la distribuzione del fondo per la produttività del 2005 che sarà così rivisto e ridistribuito a fronte della vittoria del sindacato e a testimonianza «che il metro utilizzato per calcolare la produttività non era così scientifico come voleva far credere il direttore provinciale dell’agenzia delle entrate», spiega Giampaolo Mastrogiuseppe, segretario provinciale della Fp Cgil.
Nel 2007 fu firmato un accordo con le linee guida che avrebbero dovuto avere lo scopo di individuare un sistema che premiasse l’impegno individuale delle persone, oltre che la produttività collettiva. Si è deciso di attribuire ai lavoratori, a prescindere dalla qualifica rivestita, un’indennità in base all’attività svolta. «Alla prova pratica - spiega Mastrogiuseppe - il metro è risultato sbagliato, il premio non teneva effettivamente conto né delle diverse difficoltà né del tempo necessario a svolgere la singola pratica. Così già a febbraio 2008 qualcuno aveva già raggiunto il 200%».
Da qui è nata la contrarietà della Fp Cgil, Rdb e della Rsu ad applicare l’accordo, ma c’è stata la piena disponibilità nel rivedere tale intesa. Dall’ufficio di Trento la contrattazione venne così spostata a livello provinciale, senza però la Rsu. Dopo tale diniego il sindacato decise quindi di chiedere la sospensione dei lavori per mancanza della necessaria serenità e lasciò il tavolo chiedendo un aggiornamento. La contrattazione proseguì comunque, ma l’accordo ora è stato censurato dal giudice in ben due gradi di giudizio. È stata così sancita l’insindacabilità del comportamento del direttore provinciale dell’agenzia delle entrate, Antonio Gentile, mentre è stata resa valida l’applicazione degli accordi secondo le modalità recate dalle linee guida provinciali per il 2005 e dell’accordo nazionale per il 2006. Per questo accordo però il direttore Gentile è stato premiato dal Forum della pubblica amministrazione, quale innovatore. «Di fronte a questa sentenza la coerenza vorrebbe che il direttore restituisse i premi», conclude Mastrogiuseppe.(m.b.)


13 ottobre 2008 - Ansa

SCIOPERI: STOP COBAS VENERDÌ, MOBILITÀ A RISCHIO
SI FERMANO ANCHE ADDETTI SETTORI TRASPORTI,A ROMA MANIFESTAZIONE

(ANSA) - ROMA, 13 OTT - Mobilità a rischio venerdì prossimo, per lo sciopero generale di tutti i settori dei trasporti, proclamato dai sindacati autonomi e di base. Sempre nella stessa giornata, inoltre, i Cobas hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà tutti i settori, compresa la scuola. A Roma confluiranno migliaia di persone per la manifestazione nazionale. La protesta riguarderà la mobilità in tutti i settori: ferrovie, aerei, metro, bus e traghetti. Anche se le Ferrovie fanno sapere già da oggi che «non ci sarà alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni a media e lunga percorrenza», così come verranno salvaguardate le fasce orarie dei treni pendolari a più alta frequenza. Ecco le modalità con cui verranno effettuate le astensioni dal lavoro per lo sciopero indetto da Cub, confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale, nel comparto dei trasporti. TRASPORTO AEREO: 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00 con le seguenti articolazioni: Personale navigante: su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10.00 e le 18.00; Personale di terra turnista: 8 ore dalle 10 alle 18; Personale di terra normalista: intero turno. TRASPORTO MARITTIMO: dalle 8,00 alle 16,00. TRASPORTO FERROVIARIO: Addetti agli impianti fissi e uffici, intera giornata; Resto del personale, 8 ore dalle 09,01 alle 17,00. TRASPORTO LOCALE: 24 ore di sciopero articolate territorialmente e nel rispetto delle fasce orarie garantite. A Roma, sede della manifestazione nazionale, lo sciopero inizierà alle ore 8.30 e terminerà alle ore 16.30. Ulteriori ed eventuali articolazioni, segnalano ancora i sindacati, saranno comunicate dalle rappresentanze delle singole aziende. Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali, come previsto dalla legge.

SCIOPERI: TRASPORTI; 17 OTTOBRE STOP SINDACATI BASE

ROMA - Stop dei trasporti venerdi' 17 ottobre per lo sciopero generale dei sindacati di base Cub, Confederazione Cobas ed Sdl Intercategoriale che hanno anche indetto una manifestazione nazionale a Roma. Ecco di seguito le modalita' di effettuazione dello sciopero di tutte le categorie pubbliche e private nel comparto dei trasporti.
- TRASPORTO AEREO: 8 ore dalle 10 alle 18 con le seguenti articolazioni: Personale Navigante: su tutti i voli con orario di decollo compreso tra le 10 e le 18; Personale di Terra Turnista: 8 ore dalle 10 alle 18; Personale di Terra Normalista: intero turno.
- TRASPORTO MARITTIMO: Dalle 8 alle 16.
- TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E TRASPORTO MERCI E LOGISTICA: 24 ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite, che saranno comunicate singolarmente.
- TRASPORTO FERROVIARIO: addetti agli impianti fissi ed uffici intera giornata; restante personale 8 ore dalle 09,01 alle 17. A Roma, dove si svolgera' la manifestazione nazionale, lo sciopero comincera' alle 8,30 e terminera' alle 16,30. Ulteriori ed eventuali articolazioni saranno comunicate a cura delle rappresentanze delle singole aziende. Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali.

DOMANI NEL LAZIO

(ANSA) - ROMA, 13 OTT - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL LAZIO:
....
17:30 - Roma, sede dell'Inpdap, sala Teatro, via santa Croce in Gerusalemme, 55. Incontro pubblico organizzato da As.i.a. / Rdb 'Casa, l'insostenibile emergenza. Questione di ordine pubblico o di intervento pubblico?'.
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13 ottobre 2008 - Omniroma

CASA, ASIA RDB: «ALLESTITA TENDOPOLI A PIAZZA SAN MARCO»

(OMNIROMA) Roma, 13 ott - «Questa mattina, la rete romana dei movimenti per il diritto all'abitare ha allestito una tendopoli a piazza San Marco per lanciare una campagna cittadina per il diritto alla casa e al reddito, in continuità con il percorso intrapreso da Asia Rdb e dai Blocchi Precari Metropolitani, che vede al centro la contrapposizione tra la rendita finanziaria e immobiliare e il reddito». Lo comunica Asia Rdb. «Oggi torniamo a piazza San Marco - si legge nella nota - dove lo scorso aprile, durante la campagna elettorale, una tendopoli allestita dai senza casa che avevano aperto lo scontro con la grande proprietà, presidiando duecento appartamenti dei fratelli Santarelli a Bufalotta, venne brutalmente sgomberata dalle forze dell'ordine e nove attivisti finirono in carcere per campeggio abusivo e resistenza. A sei mesi dall'insediamento dell'amministrazione Alemanno, contrariamente alle dichiarazioni dell'assessore Antoniozzi sullo studio per un nuovo bando di assegnazione di alloggi popolari, sulla programmazione di un nuovo 'piano casà, su un gruppo di lavoro sull'Housing sociale e altro, sono spariti i 50 milioni destinati ai cambi di destinazione d'uso e quindi per il 2009 non si vedranno nuove case. Risultano invece spesi i soldi sia per le assunzioni di nuovi addetti (da 50 a 126) per potenziare la struttura organizzativa sull'emergenza abitativa, che per il gruppo di lavoro sull'Housing sociale. Il 15 ottobre scade anche il blocco degli sfratti per le cosiddette categorie protette, una proroga peraltro insufficiente (la maggioranza degli sfratti è per morosità) e il Governo tace. Anzi, prepara un piano casa che riduce i fondi per il sostegno all'affitto, dispone la vendita di alloggi di proprietà pubblica, trasferisce i diritti edificatori in favore dei privati che concorrono al piano, propone la costruzione di fondi immobiliari per incrementare l'offerta abitativa legando così a meccanismi di mercato la nuova edilizia residenziale pubblica. A Roma, dunque, arriverà nuovo cemento, che servirà ancora una volta ai costruttori più che a chi vive in emergenza abitativa. I nuclei a basso reddito o monoreddito, le giovani coppie, gli anziani, gli studenti, gli sfrattati, gli immigrati non potranno mai permettersi di pagare 700 euro per 50 metri quadrati. Per questo, da oggi, con la tendopoli allestita a piazza San Marco, presidiamo il centro di Roma per chiedere al Comune e al Governo: il blocco generalizzato degli sfratti; un finanziamento pubblico nazionale con almeno 3 miliardi di euro nella determinazione del piano casa; la tutela pubblica nei processi di dismissione degli alloggi; l'acquisizione pubblica di alloggi inutilizzati; la destinazione delle aree demaniali e delle caserme in dismissione all'emergenza abitativa; stop alla cementificazione dell'agro romano.


13 ottobre 2008 - Adnkronos

SCUOLA: COBAS, OGGI SIT-IN AL SENATO E IL 17 SCIOPERO GENERALE
BERNOCCHI, NO A DISTRUZIONE ISTRUZIONE PUBBLICA

Roma, 13 ott. - (Adnkronos) - «Inizia oggi una settimana cruciale nella vera e propria battaglia in corso tra i difensori della scuola pubblica e i suoi distruttori, Gelmini e Tremonti in testa». Lo annuncia il portavoce nazionale dei Cobas della scuola, Piero Bernocchi, ricordando che al Senato arriva il decreto Gelmini «approvato nei giorni scorsi in fretta e furia grazie al ricorso alla fiducia da parte di un governo che ostenta sicurezza ma che vede crescere ogni giorno la mobilitazione del popolo della scuola pubblica contro la sua intera politica scolastica: mobilitazione che avrà il suo culmine e la sua rappresentazione visiva più efficace nello sciopero generale del 17 ottobre e nella manifestazione nazionale a Roma (P.della Repubblica ore 10, corteo fino a P.S.Giovanni), promossi dai Cobas insieme a Cub e SdL»'. «E oggi a Roma alle ore 17 -prosegue Bernocchi- davanti al Senato, si svolgerà il sit-in promosso dall'Assemblea delle scuole di Roma, dai Cobas e da numerosi collettivi e comitati di scuola, di docenti, Ata, studenti e genitori. Ai senatori/trici -spiega- mostreremo la totale opposizione del popolo della scuola pubblica ai tremendi tagli di posti di lavoro (200 mila), di scuole (tutte quelle con meno di 500 alunni/e), di orario di lezione; il rifiuto netto della riesumazione della novecentesca 'maestra unicà e del ripristino della scuola 'libro Cuorè, con grembiulini e bocciature per la 'condottà; nonchè della trasformazione delle scuole in Fondazioni private dirette da Consigli di amministrazione aziendale». «La mobilitazione -aggiunge- proseguirà davanti al Senato e in tutta Italia nei giorni seguenti, in una miriade di forme differenti, dalle occupazioni di scuola alle 'notti bianchè, dai sit-in alle fiaccolate: e sfocierà nella grande manifestazione nazionale a Roma del 17 ottobre, che accompagnerà uno sciopero generale in cui la difesa e il miglioramento della scuola sarà al centro dell'attenzione collettiva, dove il popolo della scuola pubblica si radunerà massicciamente a P. della Repubblica dietro lo striscione unitario 'No alla distruzione della scuola pubblicà».


13 ottobre 2008 - L'Unità.it

Venerdì nero per viaggiare: sciopera l'intero settore trasporti

Venerdì muoversi sarà molto difficile: i sindacati di base Cub, Confederazione Cobas ed Sdl Intercategoriale hanno proclamato lo sciopero generale nel settore trasporti. A Roma è previsto un corteo a cui prenderanno parte migliaia di persone. Secondo gli organizzatori, si tratterà del «più grande sciopero mai organizzato dai sindacati antagonisti». I lavoratori del settore trasporti incroceranno le braccia per protestare, sottolineano le organizzazioni sindacali, contro «le politiche economiche e sociali del governo Berlusconi».A fermarsi sarò tutto il settore: trasporto locale, aerei, treni, navi. Nelle città i mezzi pubblici si fermeranno con modalità differenti: nella Capitale dalle 8.30 alle 16.30. A seconda delle città saranno garantite delle fasce protette.Per quanto riguarda i treni lo sciopero sarà di otto ore, dalle 9.01 alle 17 mentre il trasporto marittimo si ferma dalle 8 alle 16. Anche volare non sarà affatto facile: a rischio i voli compresi tra le 10 e le 18. Lo sciopero rischia di bloccare molti spostamenti a lungo raggio visto che sono coinvolti i lavoratori delle Ferrovie, il personale viaggiante e di terra della società Sea agli aeroporti di Linate e Malpensa, i dipendenti del gruppo Alitalia e Air One e i lavoratori marittimi iscritti al SdL. E sicuramente, con bus, tram e metro fermi, anche nelle città i disagi non mancheranno. Infine sempre venerdì è previsto lo sciopero dei lavoratori della scuola indetto dai Cobas.


13 ottobre 2008 - Brindisium.net

Verso lo sciopero generale di venerdì

Mercoledì 15 Ottobre ore 18,00 all’incrocio dei corsi a Brindisi Cobas , Cub , Sdl organizzano una assemblea pubblica allo scopo di illustrare i contenuti dello Sciopero Generale di tutte le categorie con manifestazione nazionale a Roma Venerdì 17 Ottobre ,ore 10,00 Piazza San Giovanni.
Si stanno organizzando pullman per Roma e ci si può rivolgere a Via Lucio Strabone, 38 a Brindisi oppure telefonare a 368 582406 (Cobas ), 3805168490 (Cub) , 3476877066(Sdl) Confederazione Cobas,Cub , SdL Intercategoriale hanno proclamato lo SCIOPERO GENERALE di tutte le categorie pubbliche e private per l’ intera giornata del 17 ottobre 2008. Lo sciopero è a sostegno della piattaforma che le tre organizzazioni sindacali di base hanno unitariamente consegnato al governo il 20 giugno scorso e che prevede:
- forti aumenti per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica
- rilancio del contratto nazionale
- difesa e potenziamento dei servizi pubblici, dei beni comuni, del diritto a prestazioni sanitarie, del diritto alla casa e all'istruzione;
- abolizione delle leggi Treu e 30 - continuità del reddito e lotta alla precarietà lavorativa e sociale;
- sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali;
- lotta al razzismo che nega diritti uguali e scarica sui migranti il maggior peso sociale;
- restituire ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare - pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori - difesa del diritto di sciopero.
La trattativa in corso tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil per svuotare il contratto nazionale di lavoro, l’affondo del governo sulle privatizzazioni, la profonda crisi salariale che vivono i lavoratori e le loro famiglie, il dilagare della precarietà, il tentativo di smantellare definitivamente la pubblica amministrazione anche attraverso l’attacco ai lavoratori pubblici ed i tagli al personale della scuola e della sanità, il razzismo diffuso a piene mani, i rinnovati venti di guerra, ci fanno prevedere un autunno in cui il confronto tra mondo del lavoro, padronato e governo dovrà essere all’ altezza della sfida mobilitando lavoratrici e lavoratori per difendere quanto sin qui acquisito con le lotte e per conquistare salario e nuovi diritti.


13 ottobre 2008 - Tempo Stretto

I precari contro Brunetta, nelle Amministrazioni di tutta Italia
RdB/CUB spinge la proposta di Delibera per la stabilizzazione al Comune

È stato già battezzato emendamento ammazzastabilizzazioni. L'emendamento alla Finanziaria del ministro della pubblica Amministrazione Renato Brunetta (nella foto), che blocca il processo di stabilizzazione per i precari nel settore pubblico, continua a sollevare polemiche al livello locale e nazionale. In una nota a firma di Roberto Laudini, RdB/CUB fa sapere che dall'ultimo incontro tra i sindacati e il ministro «è emerso chiaramente che non c'è nessuna volontà politica ad una reale marcia indietro, mentre i precari hanno rappresentato la necessità di un ritiro in toto dell'emendamento e di una definitiva stabilizzazione di tutti lavoratori, decidendo quindi di proseguire nella mobilitazione. Le annunciate modifiche all'emendamento ammazzastabilizzazioni del ministro Brunetta sono solo un inutile tentativo di arginare la protesta dei lavoratori». «Di fronte a questa finta marcia indietro - continua la nota - la RdB-CUB mantiene tutti gli appuntamenti di mobilitazione a livello categoriale e locale, ma soprattutto lo sciopero generale con manifestazione nazionale a Roma il 17 ottobre». Il 14 ottobre, invece, sarà la volta dell' assemblea dei precari del Comune di Messina nel Salone delle Bandiere, dalle ore 9,30 alle ore 13,00. Interverranno: Roberto Laudini (RdB/CUB), Giacomo Di Leo (COBAS) Daniele Ialacqua (PRC) e alcuni consiglieri comunali di Centrodestra e Centrosinistra. Invitato anche il sindaco, per discutere dell'Ordine del giorno all'Ars e della presentazione della Delibera di assunzione per tutti i precari da parte di RdB/CUB.


13 ottobre 2008 - Repubblica.it

Proclamata un'astensione nazionale dal lavoro per i trasporti urbani. Si fermano anche i lavoratori dei comparti marittimo, aereo e ferroviario
Venerdì nero per i trasporti. I Cobas incrociano le braccia

ROMA - Venerdì nero per i trasporti. Fermi bus, aerei e navi. I Cobas e il Sindacato dei lavoratori hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore che, nel trasporto urbano, si articolerà con modalità diverse da città a città ma ovunque saranno garantite le fasce protette. Al corteo per le strade della capitale attese migliaia di persone. Proteste venerdì anche tra i lavoratori della scuola. "Sarà il più grande sciopero mai organizzato dai sindacati antagonisti", annunciano gli organizzatori che contestano "le politiche economiche e sociali del governo Berlusconi". Coinvolto il personale viaggiante e di terra della società Sea agli aeroporti di Linate e Malpensa; i dipendenti del gruppo Alitalia e Air One; quello delle Ferrovie e il personale marittimo iscritto ai SdL. Fermi anche gli autisti degli autobus, compresi gli extraurbani, dei tram e delle metropolitane.


13 ottobre 2008 - Sesto Potere

Atm Ravenna sciopero generale il 17 ottobre 2008

(Sesto Potere) - Ravenna - 13 ottobre 2008 - Il Comune di ravenna comunica che le Organizzazioni sindacali CUB, Confederazione Cobas, Sdl intercategoriale hanno proclamato uno sciopero generale nazionale di 24 ore per la giornata di venerdì 17 ottobre 2008.
In sede locale la Segreteria Regionale CUB Trasporti ha comunicato l'adesione allo sciopero, precisandone le modalità di svolgimento con garanzia dei servizi qualificati come prestazioni essenziali ai sensi della Legge 12.06.1990 n. 146 e successive modifiche. A.T.M. non è in grado di quantificare le ripercussioni di tale sciopero sul normale svolgimento dei servizi gestiti....


13 ottobre 2008 - Dire

Oggi al Senato sit-in dei Cobas e degli Studenti

(Dire) Roma - Ancora proteste contro le riforme del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Questo pomeriggio, alle 17, davanti al senato, si svolgera' infatti il sit-in promosso dall'assemblea delle scuole di Roma, dai Cobas della scuola, dai comitati dei genitori e dai collettivi degli studenti. I manifestanti contesteranno il decreto Gelmini sul maestro unico che proprio oggi approda al Senato. "Oggi- spiega il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi- inizia una settimana cruciale nella vera e propria battaglia in corso tra i difensori della scuola pubblica e i suoi distruttori, Gelmini e Tremonti in testa". Al Senato arriva il decreto Gelmini, "approvato nei giorni scorsi in fretta e furia grazie al ricorso alla fiducia da parte di un governo che ostenta sicurezza- aggiunge- ma che vede crescere ogni giorno la mobilitazione del popolo della scuola pubblica contro la sua intera politica scolastica". Mobilitazione, continua Bernocchi, "che avra' il suo culmine e la sua rappresentazione visiva piu' efficace nello sciopero generale del 17 ottobre e nella manifestazione nazionale a Roma, promossi dai Cobas insieme a Cub e Sdl".


13 ottobre 2008 - Il Piccolo

OGGI ASSEMBLEA
Venerdì sciopero generale del sindacato di base

Trieste - È stato presentato lo sciopero generale indetto per venerdì da Cub, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale. Sono intervenuti i coordinatori regionali delle tre organizzazioni promotrici: Ferdinando Zebochin per la Cub, Daniela Antoni per la Confederazione Cobas, Mario Ferrucci per SdL Intercategoriale.
Lo sciopero – è stato spiegato – rivendica principalmente «maggiore salario, la fine della precarietà, degli omicidi sul lavoro, il rilancio della scuola, della previdenza e della sanità pubblica, il forte impulso alla contrattazione nazionale e la reintroduzione della scala mobile per lavoratori e pensionati, diritti uguali per cittadini italiani e migranti, il diritto alla casa». «Sarà il più grosso sciopero mai organizzata dal sindacato di base e antagonista», ha annunciato Daniela Antoni della Confederazione Cobas. Oggi alle 17, nella sala del Multicultura Center di via Valdrivo 30 si terrà un’assemblea pubblica in vista dello sciopero generale.


13 ottobre 2008 - Leggo

Roma. Ex "anni verdi" nel caos...

Roma - Ex "anni verdi" nel caos: i lavoratori, senza stipendio da luglio, occupano per protesta le sedi di Roma e provincia. Dopo il fallimento nel 2006 della onlus Anni verdi, i 500 operatori vennero ricollocati dalla Regione Lazio nel consorzio Ri.Rei. ma i problemi economici sono tornati: «Mancati pagamenti, scarsa qualità del servizio, locali non conformi alla legge 626 – denuncia la Rdb sanità di Roma - con in più l’aggravante del piano di rientro dal deficit della Regione, che centellina i pagamenti alle strutture sanitarie». I lavoratori, che assistono un migliaio di disabili, hanno deciso di occupare per protesta le sedi A Corviale, Marconi, Torre Angela, Tor Bella Monaca e la sede di Santa Severa.

Napoli. Per il giorno 17 ottobre è stato indetto uno sciopero...

Napoli - Per il giorno 17 ottobre è stato indetto uno sciopero nazionale autoferrotranviari di 24 ore, da parte di CUB trasporti, con rispetto delle fasce di garanzia (5:30 - 08:30 e 17:00 - 20:00). L’Anm (Azienda Napoletana Mobilirà) avverte che vi saranno disagi.

Sciopero bus e vaporetti

VENEZIA - Venerdì sciopero di 24 ore nei trasporti, a cui ha aderito Rdb-Cub. Garantite le corse dalle 6 alle 9 e dalle 16,30 alle 19,30.

Roma. Venerdì prossimo trasporti a rischio...

Roma - Venerdì prossimo trasporti a rischio dalle 8.30 alle 16.30 a Roma: possibili disagi per bus, tram, metro e treni per lo sciopero indetto dai sindacati Cub, Cobas e Sdl. Il servizio di trasporto pubblico sarà garantito fino alle 8.29 e dopo le 16.30. Addetti alla verifica dei titoli di viaggio, addetti ai parcheggi, ausiliari del traffico e lavoratori delle biglietterie si asterranno dal lavoro dalle 8.30 alle 16.30. Sono esclusi dall'agitazione portieri, guardiani, addetti ai centralini telefonici, ingegneri centrali e capitecnici principali. Operai e impiegati si asterranno dal lavoro per l'intero turno.


13 ottobre 2008 - La Provincia di Cremona

Sindacati di Base. Serie di incontri di preparazione
Sciopero generale
Il 17 in difesa del pubblico impiego

Cremona - Confermato lo sciopero generale nazionale del 17 ottobre, indetto da CUB, Confederazione COBAS e SDL. In preparazione dello sciopero sono previste le seguenti iniziative: 14 ottobre - Cremona sede SDL in via Cavo Cerca 8/A - ore 21 - assemblea pubblica per illustrare le ragioni dello sciopero; 15 ottobre - Crema sede CUB in via Rampazzini 12/D - ore 21 - assemblea pubblica per illustrare le ragioni dello sciopero Relatori alle assemblee pubbliche saranno Piergiuseppe Bettenzoli (SDL), Carmine Fioretti (CUB), Giorgio Riboldi (A.L. Cobas-CUB). Lo sciopero generale vuole costituire un primo segnale di risposta contro l'attacco ossessivo e strumentale ai lavoratori della Pubblica Amministrazione, attraverso il quale si vogliono in realtà colpire i servizi pubblici, facilitandone ed accelerandone il processo di privatizzazione e di esternalizzazione, spianando la strada allo smantellamento delle protezioni sociali. Con la legge 133 (ex decreto 112) si supera il limite della tollerabilità: Brunetta vuole introdurre un controllo totalitario sull'attività lavorativa e sulla vita privata dei lavoratori.


13 ottobre 2008 - Il Tempo

Venerdì prossimo dalle 8.30 alle 16.30
Atac, Met.ro, Trambus, proclamato lo sciopero generale
Venerdì prossimo trasporti a rischio dalle 8,30 alle 16,30: possibili disagi per bus, tram, metro e treni per Ostia, Giardinetti e Viterbo poichè è in programma lo sciopero di tutte le aziende di trasporto: Atac, MetRo, Tevere Tpl e Trambus. Nell'ambito dello sciopero generale dei dipendenti pubblici e privati indetto dai sindacati Cub, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, è in programma una protesta di 8 ore del trasporto pubblico.

Roma - Il servizio di trasporto pubblico, quindi, - informa una nota dell'Atac - sarà garantito fino alle 8:29 e dopo le 16:30, quando bus, tram e treni coinvolti nello sciopero lasceranno i depositi e le rimesse di appartenenza. Operai e impiegati che aderiranno alla protesta, si asterranno dal lavoro per l'intero turno. Addetti alla verifica dei titoli di viaggio, addetti ai parcheggi, ausiliari del traffico e lavoratori delle biglietterie, si asterranno dal lavoro dalle 8:30 alle 16:30.
Sono, invece, esclusi dall'agitazione i portieri, i guardiani, gli addetti ai centralini telefonici e ai servizi di sicurezza.


13 ottobre 2008 - La Nazione

Disagi all’ospedale, le contromisure di Contini
SCIOPERO GENERALE

Pisa - DISAGI al Santa Chiara e a Cisanello per lo sciopero nazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali Cub, Confederazione Cobas, Sdl intercategoriale e dalla confederazione sindacale Unione sindacale italiana usi-Ait per l’intera giornata di venerdì. Il direttore dell’ospedale, Vairo Contini, ha diramato una nota sottolineando che in quell’occasione dovranno comunque essere garantiti i servizi sanitari essenziali. Per quanto riguarda le attività connesse all’assistenza diretta dei degenti, dovrà essere data priorità alle emergenze e alla cura dei malati più gravi non dimissibili, secondo quanto stabilito da un accordo tra le organizzazioni sindacali mediche e non mediche e la direzione sanitaria dell’Aoup. LO SCIOPERO generale riguarda tutte le categorie pubbliche e private e tutto il personale a tempo determinato, indeterminato e atipico-precario.


13 ottobre 2008 - Spoleto online

Il ''Cinema &/è lavoro'' aTerni
'Il Festival cinematografico dell'Umbria
Indubbiamente, il Festival Cinematografico dell'Umbria è una rassegna unica nel suo genere. Infatti, dal 14 al 18 ottobre sarà un succedersi di proiezioni, anteprime, manifestazioni e dibattiti che avranno come filo conduttore la realtà lavorativa e sociale.

L'impegno di "Cinema &/è lavoro", a parere della RdB-CUB, è quello di interrogarsi ed offrire motivi di riflessione sul "come" viene raccontato e comunicato il lavoro nel 2008. Il Festival di Terni è davvero meritorio: mai come oggi c'è l'esigenza che le tematiche del lavoro, rappresentate con le capacità e le sensibilità del cinema, rendano più consapevoli della dura realtà i lavoratori e soprattutto i giovani. E' terribile il resoconto sulla "insicurezza" sul lavoro: al giorno si contano 2500 infortuni, 27 invalidità permanenti e 3 morti con condizioni durissime e umilianti per chi subisce le invalidità e per i familiari. Altrettanto grave la difficoltà sociale determinata dal lavoro precario, con l'incertezza nel progettare un futuro e l'incapacità a guardare avanti che sta soffocando ed opprimendo una intera generazione. La predominanza del profitto sulla salute e sulla dignità dei lavoratori è sotto gli occhi di tutti! L'auspicio è che manifestazioni come "cinema &/è lavoro" ci aiutino a leggere quanto sta avvenendo per contribuire a riaggregare il mondo del lavoro e a conquistare diritti fondamentali per tutti i cittadini. All'interno della rassegna cinematografica, in anteprima assoluta, il 15 ottobre, al cinema Fedora, ore 21,15, verrà proiettato "Caro Parlamento", un documentario di Giacomo Faenza. Per realizzare il documentario (a cui ha contribuito in minima parte anche la RdB-CUB) sono stati intervistati 158 giovani dai 20 ai 40 anni, per lo più precari. Il Regista Giacomo Faenza, con pochissimi mezzi (economici e tecnologici), ha voluto raccontare cosa pensano i giovani del lavoro, della Costituzione e delle Istituzioni. "Caro Parlamento" è un vero e proprio "pugno sullo stomaco", presentato sotto forma di favole (gli articoli della Costituzione che parlano di lavoro) e mette a nudo le difficoltà lavorative, sociali e culturali dei giovani di oggi. La RdB-CUB invita tutti i cittadini a partecipare al Festival Cinematografico di Terni dichiaratamente sensibile a temi così dirompenti, ma spesso trascurati dalla Comunicazione.
Spoleto, 12/10/08 - RdB Territoriale Ettore Magrini


12 ottobre 2008 - Apcom

Roma/ Atac: Bus e metro a rischio per sciopero venerdì 17 ottobre
Indetto da Cub, Cobas e Sdl intercategoriale

Roma, 12 ott. (Apcom) - Trasporti a rischio a Roma venerdì 17 ottobre. Uno sciopero generale di 8 ore dei dipendenti pubblici e privati è stato indetto dai sindacati Cub, confederazione Cobas e Sdl intercategoriale. Coinvolte le aziende Atac, Trambus, Tevere Tpl e Metropolitana di Roma. Dalle 8.30 alle 16.30, saranno possibili disagi per il servizio di bus, tram, filobus, metropolitane A e B e ferrovie regionali Roma-Lido di Ostia, Roma-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo. Il servizio di trasporto pubblico sarà garantito fino alle 8.29 e dopo le 16.30, quando bus, tram e treni coinvolti nello sciopero lasceranno i depositi e le rimesse di appartenenza. Operai e impiegati che aderiranno alla protesta, si asterranno dal lavoro per l'intero turno. Addetti alla verifica dei titoli di viaggio, addetti ai parcheggi, ausiliari del traffico e lavoratori delle biglietterie, si asterranno dal lavoro dalle 8.30 alle 16.30. Sono esclusi dell'agitazione i portieri, i guardiani, gli addetti ai centralini telefonici ed ai servizi di sicurezza compresi quelli della Metropolitana, gli ingegneri centrali, i capitecnici principali.


12 ottobre 2008 - Ansa

SCIOPERI: ROMA; VENERDÌ TRASPORTI PUBBLICI A RISCHIO

(ANSA) - ROMA, 12 OTT - Venerdì prossimo trasporti a rischio dalle 8,30 alle 16,30 a Roma: possibili disagi per bus, tram, metro e treni per Ostia, Giardinetti e Viterbo poichè è in programma lo sciopero DI tutte le aziende di trasporto: Atac, MetRo, Tevere Tpl e Trambus. Nell'ambito dello sciopero generale dei dipendenti pubblici e privati indetto dai sindacati Cub, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, a Roma è in programma una protesta di 8 ore nel settore del trasporto pubblico. Il servizio di trasporto pubblico, quindi, - informa una nota dell'Atac - sarà garantito fino alle 8:29 e dopo le 16:30, quando bus, tram e treni coinvolti nello sciopero lasceranno i depositi e le rimesse di appartenenza. Operai e impiegati che aderiranno alla protesta, si asterranno dal lavoro per l'intero turno. Addetti alla verifica dei titoli di viaggio, addetti ai parcheggi, ausiliari del traffico e lavoratori delle biglietterie, si asterranno dal lavoro dalle 8:30 alle 16:30. Sono, invece, esclusi dall'agitazione i portieri, i guardiani, gli addetti ai centralini telefonici ed ai servizi di sicurezza compresi quelli della metropolitana, gli ingegneri centrali, i capitecnici principali.


12 ottobre 2008 - Adnkronos

ROMA: ATAC, VENERDÌ TRASPORTI A RISCHIO E POSSIBILI DISAGI PER SCIOPERI

Roma, 12 ott. -(Adnkronos) - Venerdì prossimo nell'ambito dello sciopero generale dei dipendenti pubblici e privati indetto dai sindacati Cub, confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, a Roma è in programma una protesta di 8 ore nel settore del trasporto pubblico. Coinvolte le aziende Atac, Trambus, Tevere Tpl e Metropolitana di Roma. Lo comunica Atac spiegando che dalle 8,30 alle 16,30, saranno possibili disagi per il servizio di bus, tram, filobus, metropolitane A e B e ferrovie regionali Roma -Lido di Ostia, Roma - Giardinetti e Roma - Civitacastellana -Viterbo. Il servizio di trasporto pubblico, quindi, sarà garantito fino alle 8,29 e dopo le 16,30, quando bus, tram e treni coinvolti nello sciopero lasceranno i depositi e le rimesse di appartenenza. Operai e impiegati che aderiranno alla protesta, si asterranno dal lavoro per l'intero turno. Addetti alla verifica dei titoli di viaggio, addetti ai parcheggi, ausiliari del traffico e lavoratori delle biglietterie, si asterranno dal lavoro dalle 8,30 alle 16,30. Sono, invece, esclusi dell'agitazione i portieri, i guardiani, gli addetti ai centralini telefonici ed ai servizi di sicurezza compresi quelli della Metropolitana, gli ingegneri centrali, i capitecnici principali....


12 ottobre 2008 - Agi

ROMA: VENERDI' 17 POSSIBILI DISAGI PER SCIOPERO TRASPORTI

(AGI) - Roma, 12 ott. - Venerdi' prossimo 17 ottobre, nell'ambito dello sciopero generale dei dipendenti pubblici e privati indetto dai sindacati Cub, confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, a Roma e' in programma una protesta di 8 ore nel settore del trasporto pubblico. Coinvolte le aziende Atac, Trambus, Tevere Tpl e Metropolitana di Roma. Dalle 8,30 alle 16,30, saranno possibili disagi per il servizio di bus, tram, filobus, metropolitane A e B e ferrovie regionali Roma - Lido di Ostia, Roma - Giardinetti e Roma - Civitacastellana - Viterbo. Il servizio di trasporto pubblico, quindi, sara' garantito fino alle 8,29 e dopo le 16,30, quando bus, tram e treni coinvolti nello sciopero lasceranno i depositi e le rimesse di appartenenza. Operai e impiegati che aderiranno alla protesta, si asterranno dal lavoro per l'intero turno. Addetti alla verifica dei titoli di viaggio, addetti ai parcheggi, ausiliari del traffico e lavoratori delle biglietterie, si asterranno dal lavoro dalle 8,30 alle 16,30. Sono, invece, esclusi dell'agitazione i portieri, i guardiani, gli addetti ai centralini telefonici ed ai servizi di sicurezza compresi quelli della Metropolitana, gli ingegneri centrali, i capitecnici principali.


12 ottobre 2008 - Omniroma

TRASPORTI, ATAC: VENERDÌ A RISCHIO PER SCIOPERO DALLE 8,30 ALLE 16,30

(OMNIROMA) Roma, 12 ott - Venerdì prossimo 17 ottobre, nell'ambito dello sciopero generale dei dipendenti pubblici e privati indetto dai sindacati Cub, confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, a Roma è in programma una protesta di 8 ore nel settore del trasporto pubblico. Coinvolte le aziende Atac, Trambus, Tevere Tpl e Metropolitana di Roma. Lo comunica Atac. Dalle 8,30 alle 16,30, saranno possibili disagi per il servizio di bus, tram, filobus, metropolitane A e B e ferrovie regionali Roma - Lido di Ostia, Roma - Giardinetti e Roma - Civitacastellana - Viterbo. Il servizio di trasporto pubblico, quindi, sarà garantito fino alle 8,29 e dopo le 16,30, quando bus, tram e treni coinvolti nello sciopero lasceranno i depositi e le rimesse di appartenenza. Operai e impiegati che aderiranno alla protesta, si asterranno dal lavoro per l'intero turno. Addetti alla verifica dei titoli di viaggio, addetti ai parcheggi, ausiliari del traffico e lavoratori delle biglietterie, si asterranno dal lavoro dalle 8,30 alle 16,30. Sono, invece, esclusi dell'agitazione i portieri, i guardiani, gli addetti ai centralini telefonici ed ai servizi di sicurezza compresi quelli della Metropolitana, gli ingegneri centrali, i capitecnici principali.


12 ottobre 2008 - Repubblica.it

VENERDI' 17 POSSIBILI DISAGI ROMA PER SCIOPERO TRASPORTI

Venerdi' prossimo 17 ottobre, nell'ambito dello sciopero generale dei dipendenti pubblici e privati indetto dai sindacati Cub, confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, a Roma e' in programma una protesta di 8 ore nel settore del trasporto pubblico. Coinvolte le aziende Atac, Trambus, Tevere Tpl e Metropolitana di Roma. Dalle 8,30 alle 16,30, saranno possibili disagi per il servizio di bus, tram, filobus, metropolitane A e B e ferrovie regionali Roma - Lido di Ostia, Roma - Giardinetti e Roma - Civitacastellana - Viterbo. Il servizio di trasporto pubblico, quindi, sara' garantito fino alle 8,29 e dopo le 16,30, quando bus, tram e treni coinvolti nello sciopero lasceranno i depositi e le rimesse di appartenenza. Operai e impiegati che aderiranno alla protesta, si asterranno dal lavoro per l'intero turno. Addetti alla verifica dei titoli di viaggio, addetti ai parcheggi, ausiliari del traffico e lavoratori delle biglietterie, si asterranno dal lavoro dalle 8,30 alle 16,30. Sono, invece, esclusi dell'agitazione i portieri, i guardiani, gli addetti ai centralini telefonici ed ai servizi di sicurezza compresi quelli della Metropolitana.


12 ottobre 2008 - Il Mattino

LA MOBILITAZIONE A ROMA CONTRO LA RIFORMA GELMINI DELLA SCUOLA
Cobas venerdì in piazza: inutile scioperare il 30
di GIANLUCA SOLLAZZO

Salerno - Sono pronti a sfilare per le vie della capitale con un corteo che partirà da piazza della Repubblica per terminare a piazza San Giovanni. Appuntamento fissato alle 10 di venerdì prossimo, per dire "no" alla riforma della scuola e ai tagli imposti all'istruzione. Comitato di base della scuola, insegnanti precari e comitato dei genitori alunni disabili sono in fermento, pronti a partecipare alla manifestazione nazionale di Roma e a scendere in piazza con i propri simboli, muniti di bandiere, volantini. Dietro lo striscione unitario «No alla distruzione della scuola», «No al maestro unico e ai tagli». I Cobas si compattano in vista dello sciopero generale del 17, promosso anche con l'appoggio di Cub e Sdl, e fanno appello a tutti i docenti e al personale Ata perché «scioperino nell'unico giorno efficace a disposizione per contrastare la riforma del ministro Gelmini». «La decisione dei sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil, di scioperare il 30 ottobre è sconcertante, oltreché inutile. Il decreto sulla scuola andrà in discussione a partire dal 21 fino al 23, quindi sarà tardivo». Divampa la polemica tra sindacati confederali e Cobas, con quest'ultimi convinti che l'iniziativa prevista per il 30 ottobre «abbia solo un intento di disturbo in vista della manifestazione di giovedì». Si muove intanto la macchina organizzativa del comitato di base della scuola in vista di quello che Teresa Vicidomini, rappresentante provinciale dell'organizzazione, definisce «il giorno della verità». «Sarà una manifestazione dura, decisiva - aggiunge - alla quale parteciperanno anche genitori e alunni». Ieri, a palazzo Piantanova in piazza del Crocifisso, si è svolta un'assemblea pubblica alla quale hanno preso parte docenti del capoluogo e della provincia, uniti sotto la sigla dei Cobas Scuola. Una tappa di avvicinamento alla data segnata in "rosso" di venerdì prossimo e che è servita per mettere a punto gli ultimi dettagli. Distribuiti volantini e manifesti, mentre si è pianificato un piano di propaganda informativa davanti alle scuole per sensibilizzare docenti e famiglie nei prossimi giorni. Le adesioni non mancano e per l'occasione saranno allestiti più di cinque pullman. «Saremo in tanti, pronti a far sentire la nostra voce - dichiara Alessandro D'Auria dei Cobas - e a portare avanti una grande mobilitazione permanente». Prevista per giovedì 16 anche una riunione a palazzo Sant'Agostino cui prenderanno parte tutti i rappresentanti delle sigle sindacali della scuola e dei Cobas. Per avere maggiori informazioni: 3288449831 o 3492344625.


12 ottobre 2008 - Il Manifesto

Agenda

....PISTOIA VERSO IL 17 OTTOBRE In vista dello sciopero generale del 17 ottobre prossimo organizzato dal sindacalismo di base, per la manifestazione nazionale a Roma i Cobas e le RdbCub organizzano un pullman, info 333.3552.897 (Cobas) e 329.7911.063 (Rdb-Cub)....
FIRENZE VERSO IL 17 OTTOBRE In vista dello sciopero nazionale del sindacalismo di base del 17 ottobre prossimo, anche da Firenze si organizzano pullman per la manifestazione di Roma. Infotel 328.4578.948 e 338.1981.886 (Cobas), 329.229.8331 (Rdb Cub)...


12 ottobre 2008 - Corriere di Bologna

L'inaugurazione Oltre mille persone (compreso Gianni Morandi)
al taglio del nastro delle torri di Cucinella
Via Fioravanti, show (doppio) per Guazza

Bologna - Davanti, ballerini e funamboli che piovevano dalle pareti di vetro. A fianco, il Pd frantumato da un'inattesa doppia candidatura alla poltrona di sindaco. Per Giorgio Guazzaloca, candidato del centrodestra in pectore alla sfida per Palazzo d'Accursio, ieri sera, all'inaugurazione della nuova sede del Comune in via Fioravanti, sono andati in scena due show.
Al taglio del nastro dei palazzi progettati da Mario Cucinella, Guazzaloca non poteva mancare: come ha ricordato dal palco il sindaco in carica, Sergio Cofferati, il progetto, «realizzato in condizioni straordinarie», «è stato deciso dall'amministrazione precedente ». Come da copione, ormai, all'arrivo dell'ex le strette di mano tra i lui e Cofferati si sono sprecate, così come le pose per i fotografi.
Ma Guazzaloca, appena salito sulla tribuna d'onore in attesa dell'arrivo della fanfara dei Carabinieri, ha ricevuto anche un altro saluto: quello di Virginio Merola, che dopo poco, con una mossa imprevista, avrebbe annunciato la propria candidatura alle primarie del Pd, sparigliando le carte all'interno del partito.
Davanti al palco, intanto, un altro scambio di battute, con Cofferati, questa volta, come protagonista. Qui si parlava del primo colpo di scena in casa Pd: «Stando a Bologna, mi sarei sentito in colpa per non essere vicino alla mia famiglia e stando a Genova mi sarei sentito in colpa per non essere a Bologna», diceva il sindaco. Ad ascoltare Gianni Morandi, che si è fatto spiegare perché la faccenda non si fosse potuta risolvere con il trasferimento sotto le Due Torri di tutta la famiglia Cofferati.
Prima dell'inizio della cerimonia, c'è stato tempo anche per una piccola protesta. Un gruppo di educatrici dei nidi delle Rdb ha srotolato lo striscione: «Donne da 10 anni». Firmato: «Precarie». Poi, il via alla serata: l'inno di Mameli, la benedizione e il taglio del nastro davanti all'ingresso principale illuminato di rosso e di blu. Con quattro primi cittadini affiancati: Renato Zangheri, Walter Vitali, Guazzaloca e Cofferati.
Verso le 19,30, davanti a più di mille persone, il via allo spettacolo. Quello suggestivo, con i percussionisti e i danzatori che hanno invaso la nuova piazza Liber Paradisus e gli acrobati che a ritmo di musica si sono calati dalle pareti di vetro del palazzo principale.
In prima fila, sopra alla scalinata, Guazzaloca guardava. Con espressione soddisfatta. Mentre attorno a lui molti uomini del Pd, alle prese con la sortita di Merola, cominciavano a sgranare gli occhi.


12 ottobre 2008 - La Repubblica

Quattro sindaci e migliaia di cittadini inaugurano il nuovo Comune
Gazebo dei volontari del Pdl per il ministro Gelmini Il taglio del nastro di Cofferati, Vitali, Guazzaloca e Zangheri. Assente Fanti indisposto
di VALERIO VARESI

Bologna - Lo spettacolo è toccante, suggestivo, e quando appare sul palco Sergio Cofferati con una entrée da divo sullo sfondo in ferrovetro della nuova sede comunale, sembra davvero un peccato che questa grande kermesse non possa costituire il trampolino di lancio per la sua campagna elettorale. Malgrado l´impeccabile regia, la presenza di tre ex sindaci come Giorgio Guazzaloca, Walter Vitali e Renato Zangheri (Guido Fanti, pur invitato, non poteva intervenire) e la cornice di un pubblico da partita di cartello, un´aura di addio ha gravitato su tutta questa cerimonia che è apparsa più un congedo che un nuovo inizio. Eppure Cofferati ce la mette tutta per far sembrare il taglio del nastro un´alba e non un tramonto. Certo è un´alba per la logistica amministrativa e per i dipendenti che non «saranno più sparsi per la città», ma la prima inaugurazione sotto il segno del marketing della storia comunale, è contemporaneamente la cerimonia di congedo del sindaco che ha appena annunciato di non ricandidarsi. Qualcosa traspare anche dal suo discorso, per altro incentrato in gran parte sulla «nuova casa» dei bolognesi, sia «quelli nati in questa città, che quelli venuti da fuori». Alludendo all´aria insolitamente mite e al cielo sereno, si lascia andare a un´interpretazione tra l´esoterico e lo zodiacale: «È un buon augurio per il futuro e io auguro buon futuro a tutti». Lì sotto, in uno scenario avveniristico e tutto spigoli, con le luci da palcoscenico che illuminano alternativamente l´enorme fondale di vetro del palazzo e il prato digradante verso la piazza centrale, Cofferati sembra sfumare come un´immagine in dissolvenza.
Già fra i duecento che hanno animato il corteo da palazzo d´Accursio alla nuova sede, con la fanfara dei carabinieri in testa (perlopiù dipendenti comunali), la discussione più frequente verteva proprio sul futuro sindaco, sui candidati, sul dopo Cofferati. La banda, previa esibizione nel cortile di palazzo d´Accursio, è sfilata in via Indipendenza sostando all´angolo con Augusto Righi e in piazza Venti Settembre. Dalle finestre tanti flash e qualche applauso. Poi, in via Matteotti, il corteo e i carabinieri sono stati contestati da un gruppo di ciclisti «critical mass» bloccati dalle forze dell´ordine all´angolo con via Tiarini. Quindi l´arrivo in musica in via Fioravanti e la contemporanea accensione delle luci di tutto l´edifico: un «fiat lux» degno di Storaro. Luci che si accendono anche su un´altra piccola contestazione delle «Rdb» riguardante le maestre precarie dei nidi. Nella piazza intitolata al «Liber paradisus» (in onore al documento che liberò i servi della gleba nel 1257), il discorso di Cofferati davanti a migliaia di bolognesi e la benedizione di quello che sarà il centro nevralgico dell´attività amministrativa del futuro. Quindi il pezzo forte con lo spettacolo della compagnia di danza aerea «Retouramont» e cinque acrobati che hanno volteggiato sulle facciate del palazzo librandosi come angeli su una cupola correggesca. Anche il taglio del nastro avviene in una perfetta regia delle luci con il sindaco munito di forbici e gli altri tre predecessori alle spalle ad assisterlo come una sorta di rappresentanza della storia della città.
«Occorre dare continuità a questa bellissima comunità - spiega Cofferati - una città dal cuore antico ma proiettata verso il futuro. Le nostre diverse storie sono importanti per Bologna e dovranno esserlo anche in avvenire» ha aggiunto alludendo a una società multietnica. E di questo avvenire bolognese non farà parte Cofferati. Il Pdl ripensa la tre giorni di festa in programma dal 24 al 26 ottobre ai Giardini Margherita e "spalma" l´iniziativa in diverse date. Mentre la kermesse vera andrà in scena ad aprile. Il 25 ottobre, all´hotel Europa, arriverà il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e lo stesso giorno militanti e volontari del Pdl allestiranno una serie di gazebo in città e provincia, per distribuire materiale informativo sulla riforma Gelmini.
«Vogliamo contrastare la disinformazione che circola sui cambiamenti che il decreto ha apportato alla scuola» dice Paolo Foschini, vicepresidente del consiglio comunale. Un altro appuntamento è fissato invece per il 13 dicembre, con l´arrivo sotto le Due torri del ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto.(ale.co.)


11 ottobre 2008 - Ansa

AGENDA ECONOMICA, FINANZIARIA E SINDACALE DELLA SETTIMANA

(Ansa) ROMA:....
ROMA: Conferenza stampa sull sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l'intera giornata proclamato per il 17 ottobre dai sindacati Cub, Confederazione Cobas, Sdl Intercategoriale.
....


11 ottobre 2008 - Dire

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI LUNEDI' 13 OTTOBRE

(DIRE) Bologna, 11 ott. - Questi gli appuntamenti a Bologna e Provincia:...
11.00- Bologna (Sede Rdb-Cub/via Monterumici 36/10)- Conferenza stampa su "La ristrutturazione dei servizi in appalto all'Aeroporto Marconi, con ulteriori tagli al personale, si prepara la paralisi dei servizi bagagli e sicurezza" promossa da Rdb-Cub Bologna.
....


11 ottobre 2008 - Il Gazzettino

SINDACATO
Sciopero dei Cobas. Illustrata la piattaforma

Trieste - Cub, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale hanno presentato ieri a Trieste lo sciopero generale indetto per venerdì 17 ottobre. Illustrata la piattaforma dello sciopero, approvata lo scorso 17 maggio. Lo sciopero rivendica principalmente maggiore salario, la fine della precarietà, misure atte a porre termine agli infortuni sul lavoro, ma anche il rilancio della scuola, della previdenza e della sanità pubblica, un forte impulso alla contrattazione nazionale e la reintroduzione della scala mobile per lavoratori e pensionati, accanto a diritti uguali per cittadini italiani e migranti e al diritto alla casa. Lo sciopero - è stato detto - "è stato indetto contro i provvedimenti del Governo in materia di scuola, pubblico impiego e precarietà, contro l'attacco e dei padroni al mondo del lavoro e per impedire che siano i lavoratori a pagare la crisi del capitale".

Assistenza ai disabili Sit-in dei genitori

Vicenza - (e.s.) Anche i famigliari degli handicappati vittime della demagogia di Brunetta. Rdb-Cub di Vicenza, aderendo alla giornata nazionale in difesa della legge 104/1992, ha manifestato ieri davanti alla sede della Prefettura, in contrà Gazzolle, presenti alcuni lavoratori che hanno figli con handicap al 100\%. L'antifannulloni sta facendo danni colpendo soggetti che non possono difendersi- dice Raniero Germano del sindacato di base- Prima la legge concedeva tre giorni di libertà al mese retribuiti a queste persone per permettere loro di seguire i problemi degli sfortunati famigliari. Adesso Brunetta ha deciso di intaccare la retribuzione dei lavoratori che usufruiscono di quei giorni. Per chi si prende i permessi a ore è stato inoltre fissato il limite a diciotto. I manifestanti hanno illustrato le loro difficoltà al viceprefetto Lo Russo affinchè quest'ultimo se ne faccia portavoce nei confronti del governo. Il danno economico di vedere il proprio salario diminuire come se si fosse assenti dal lavoro, si estende anche alle pensioni visto che nel libro verde di Sacconi è previstala modifica della stessa 104 per quanto riguarda i contributi, che sarannofigurativi e non retributivi.Il governo vuole introdurre anche la compartecipazione alle spese per l'assistenza. E' chiaro a tutti che la 104 da diritto si vuole trasformarle in gentile' concessione' e in spesaperchi ne ha bisogno. I lavoratori che si trovano in questa situazione sono "becchi e bastonati". E questo sembra essere solo il preludio a ulteriori peggioramentiche il governo vuole attuare su questa legge e che riguarderanno pure i dipendenti privati.L'iniziativa di ieri ha inoltre presentato lo sciopero generale del 17 ottobre proclamato dal sindacalismo di base.


11 ottobre 2008 - L'Arena

La RdB in piazza contro misure disciplinari a sindacalisti del Comune

Verona - Manifestazione sindacale, ieri davanti a Palazzo Babieri, organizzata da RdB il più antico sindacato di base in rappresentanza del pubblico impiego.
L'associazione, che conta oltre 76 mila iscritti nel pubblico impiego, nei trasporti, nell'energia, nei servizi, soprattutto nel Veneto, in Campania, in Puglia, nel Lazio, è sceso in campo per difendere i diritti di alcuni dipendenti comunali che sarebbero stati sottoposti a procedimento disciplinare in seguito alla diffusione di un volantino sindacale.
«Lo scopo è attaccare il dipendente pubblico per smantellare la pubblica amministrazione e consegnarla ai privati, questo è il vero obiettivo del Governo», ha detto Paola Palmieri coordinatrice nazionale dell' ufficio legale del sindacato. «Il modello è quello di Alitalia, svendere ai privati le prestazioni remunerative e distruggere quelle sociali. Ma noi non ci fermeremo sono più di dieci gli autobus previsti da Verona per la manifestazione del 17 ottobre a Roma e vediamo come risponderanno i politici».(e.co.)


11 ottobre 2008 - Corriere del Veneto

Scuola Ieri hanno sfilato gli studenti del Reds e del Blocco studentesco
Sinistra contro la Gelmini, destra «per proporre»
di Anna Martellato

VERONA - Il No-Gelmini day si è concluso senza scontri. Nessuno screzio, ieri, tra gli studenti di destra e sinistra che alle 8,30 si sono ritrovati gomito a gomito in stazione, per dividersi poi in due differenti cortei. I circa 200 studenti del Reds (meno dei 1.500 stimati) hanno sfilato circondati da una quarantina di uomini della polizia di stato e municipale. Insieme per protestare, contro il ministro Gelmini, portando striscioni con lo slogan «preparate i bagagli che arrivano i tagli», fino a piazza Dante, dove li attendeva la Cgil. Prima, una tappa a Porta Leoni, per deporre uno striscione con la scritta «we care», «anche Nicola Tommasoli è stato studente», dice Nicolò Moroni, coordinatore Reds. L'altro corteo, circa 150 ragazzi del Blocco Studentesco, ha marciato non per protestare, ma per proporre: tra le bandiere del leone di San Marco e il Tricolore è arrivato in piazza Bra. I ragazzi hanno consegnato le loro proposte a Palazzo Barbieri, dove ieri anche l'Rdb Cub ha distribuito volantini informativi sullo sciopero del 17. «Un'idea propositiva – commenta il capogruppo Andrea Miglioranzi, con il consigliere Francesco Spangaro - . Faremo da portavoce con l'ufficio scolastico, l'assessore Benetti e il sindaco ». Dalla parte degli studenti del Blocco, anche gli assessori Padovani e Di Dio: «Meno male che si sta attuando la controriforma Gelmini – dice Di Dio - ; spero che le prossime generazioni siano scevre da falsità imparate sui libri di scuola, come quelle sulle foibe. Deve essere svelata la vera storia, non quella strumentalizzata dalla sinistra».


11 ottobre 2008 - La Sicilia

Multiservizi, operai in sciopero
La protesta. Da quattro mesi senza stipendio: avviate le iniziative di lotta annunciate dai sindacati
di GIORGIO BUSCEMA

Modica - Hanno incrociato le braccia gli oltre cento dipendenti della Modica Multiservizi per uno sciopero che ieri ha bloccato numerosi servizi. Lo scorso 30 settembre, le segreterie provinciali della funzione pubblica Cgil e Cub Trasporti, avevano notificato al presidente della società comunale ed al sindaco le iniziative di lotta programmate nel breve periodo. Oltre allo stato di agitazione, le due sigle sindacali, hanno annunciato una giornata di sciopero che ieri è stata confermata. I dipendenti della Multiservizi, da quattro mesi non percepiscono le spettanze maturate: quelle dei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Una nuova giornata di sciopero, è in programma mercoledì prossimo, qualora non si verificassero novità in termini di pagamento delle retribuzioni.
Si sono fermati, dunque, alcuni servizi essenziali per la città, primo fra tutti, il trasporto scolastico. Le quattordici linee che garantiscono il trasporto degli alunni della scuola dell'obbligo sono state bloccate. Vano il tentativo di mediazione dell'assessore alla pubblica istruzione Antonio Calabre, il quale ha dichiarato: "Chiedo scusa e, se è possibile. comprensione alla cittadinanza soprattutto ai piccoli studenti e alle loro famiglie per il grave disagio provocato per il mancato servizio nel trasporto scuolabus per via dello sciopero". Fermo anche il settore delle manutenzioni e quello del controllo dei parcheggi a pagamento. Più fortunati i dipendenti comunali che, una decina di giorni fa, hanno ricevuto la mensilità di luglio, ma devono percepire gli arretrati contrattuali cosi come denunciato nei giorni scorsi dalle segreterie provinciali di Cgil e Cisl; oltre al lavoro straordinario; ad esempio gli emolumenti delle due precedenti edizioni di Eurochocolate. Le organizzazioni sindacali dei dipendenti comunali, a tal proposito, hanno indetto per martedì, dalle 9 alle 11.30, un'assemblea dei lavoratori, nell'aula consiliare. In discussione, appunto, il mancato puntuale pagamento degli stipendi.
E sul piede di guerra ci sono anche gli operatori ecologici dell'impresa Busso, appaltatrice del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Si stanno predisponendo le azioni di protesta da attuare. I lavoratori devono percepire gli emolumenti di luglio ed agosto e, il 15 ottobre, scade il termine per il pagamento dello stipendi di settembre, il che fa scattare la terza mensilità.


11 ottobre 2008 - Il Tirreno

AUTUNNO DI LOTTA
L’ottobre caldo fra assemblee e manifestazioni

LIVORNO - L’ottobre caldo della scuola sta entrando nella sua fase bollente. La prossima settimana è in programma una girandola di eventi anti-decreto Gelmini che vedrà protagoniste tutte le sigle sindacali e vari comitati e associazioni del mondo scuola. Ma gli ingranaggi sono già in movimento in vista degli scioperi nazionali che i sindacati di base (Rdb, Cub, Cobas, Sdl) e le organizzazioni degli insegnanti precari (Cip, Rete Docenti Precari 11 Luglio) hanno messo in agenda per il 17 ottobre. Per i confederali (Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda) invece il d-day è fissato al 30 ottobre.
Salviamo la scuola! Ieri pomeriggio intanto l’ennesimo round sul ring della protesta si è consumato al grido di "salviamo la scuola della Costituzione" nel salone del Palazzo della Provincia. Un assemblea cittadina a cui hanno partecipato un centinaio di persone tra docenti, genitori e personale Ata. L’evento è stato messo in cantiere dal Comitato livornese per la difesa della scuola pubblica per dire no «ai rozzi provvedimenti» del «Ministero della pubblica D-istruzione» attraverso i quali «si prevede complessivamente il taglio di oltre 200mila posti nella scuola italiana».
Intanto crescono di giorno in giorno le adesioni al Comitato: dentro ci sono già Cidi, Mce, Legambiente Scuola e Formazione, Comitato Difesa della Costituzione, Cittadinanzattiva, Cesdi, Wilpf Italia, Prc, Sinistra Democratica, Sinistra Critica, Pdci, Unicobas, Cobas scuola, Gilda, Rete 28 Aprile.
La maxi-assemblea. Tutto è pronto anche per la assemblea extra-large che mercoledì prossimo (15 ottobre) proverà a bloccare per 4 ore (dalle 8 alle 12) tutte le scuole della Provincia. Una formula inedita che i sindacati confederali provinciali (Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola) hanno tirato fuori dal cilindro per sottolineare l’emergenza di tutto il comparto. L’appuntamento è al cinema teatro 4 Mori.
Il 17: in corteo a Roma. La "rete docenti precari 11 luglio" di Livorno e il "Movimento cittadino di lotta dei genitori studenti e docenti contro la riforma Gelmini" firmano invece un appello che invita alla partecipazione allo sciopero generale di venerdì 17.
«In pochi giorni abbiamo già riempito due pullman - si legge nell’appello - oltre a docenti e Ata partiranno da Livorno molti genitori, precari e studenti universitari, molti provenienti da Scienze della Formazione, insomma, i prossimi insegnanti che la Gelmini ha deciso di escludere dalla scuola per sempre».
Nell’appello non si risparmia un duro affondo ai sindacati confederali che indicono «uno sciopero "a babbo morto"». «Una decisione - si legge - frettolosa e tardiva che non capiamo e che non si giustifica assolutamente con la necessità di consultarsi tra più sigle». Il riferimento telefonico per prenotarsi è 328 7453339(G.d.M.)

Promosso dai sindacati di base
Sciopero del 17, Rifondazione va all’attacco

LIVORNO - Rifondazione Comunista scende in campo al fianco dei sindacati di base (Rdb, Cub, Cobas, Sdl) e delle organizzazioni degli insegnanti precari (Cip, Rete Docenti Precari 11 Luglio): lo fa annunciando l’adesione allo sciopero in agenda per il 17 ottobre.
Nel mirino dell’iniziativa di lotta - che culmina nella manifestazione nazionale a Roma alla quale parteciperà anche un folto gruppo livornese - è soprattutto la «lotta contro il decreto Gelmini che vuole distruggere la scuola pubblica della Costituzione e privatizzare l’istruzione e la formazione del nostro paese».
Alessandro Trotta, segretario provinciale di Rifondazione, sottolinea che «l’unità tra tutti i lavoratori e le lavoratrici con i genitori, insegnanti e studenti» deve diventare «la base su cui costruire una forte opposizione a questo governo reazionario».
A giudizio del leader provinciale del Prc, risulta «indispensabile, in questo momento difficile, rafforzare, insieme all’unità e alla solidarietà tra i lavoratori, anche l’unità politica e sindacale tra tutti i soggetti disposti a contrastare il governo». Per questo motivo - tiene a sottolineare - bisogna «allargare il fronte e l’intensità delle lotte, intorno all’obiettivo di arrestare, senza ambiguità e tentennamenti, l’opera di demolizione di diritti sociali e democratici fondamentali per il nostro Paese».


11 ottobre 2008 - Bergamo news

Movimento sudentesco - Il grembile è simbolo di un ritorno al passato. Perchè con la riforma Gelmini si ritorna a un modello di scuola anni '50, reintroducendo il maestro unico. Non è un atto violento, ma simbolico della nostra rabbia verso questo Decreto che distrugge la scuola pubblica
"Orgogliosi d'aver bruciato il grembiule"

Bergamo - Il Movimento studentesco è orgoglioso per aver bruciato il grembiule perchè esso è il simbolo di un ritorno al passato. Perchè con la riforma Gelmini si ritorna a un modello di scuola anni '50, reintroducendo il maestro unico. Non è un atto violento, ma simbolico della nostra rabbia verso questo Decreto che distrugge la scuola pubblica. Venerdì 10 ottobre sono scesi in piazza, in cento città, 500.000 studenti e studentesse, nell'ambito dello sciopero nazionale indetto dall'Unione degli Studenti. A Bergamo, è stata una manifestazione consapevole e molto partecipata (3.000 persone) che apre la lotta per respingere l'assalto frontale del Governo nei confronti della scuola pubblica, democratica, di tutte/i. I prossimi appuntamenti sono gli scioperi dei sindacati: 17 ottobre (di base: Cub, Cobas, SdL) a Milano e Roma e 30 ottobre (Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda) a Roma. Per preparare le mobilitazioni ci troveremo tutti i venerdì alle 15.30 presso l'Arci di Bergamo, via Quarenghi 34; le riunioni sono aperte agli studenti, e tutti gli insegnanti e i genitori.
Movimento studentesco di Bergamo


11 ottobre 2008 - Il Giornale

Altri scioperi in arrivo questo mese

Si allarga intanto il fronte della protesta nella scuola, dopo la manifestazione di ieri che ha portato complessivamente in piazza 300mila studenti in tutta Italia. L’altro ieri Cgil Cisl Uil scuola insieme a Snals e Gilda hanno proclamato lo sciopero generale per il 30 ottobre, con manifestazione nazionale a Roma. Ieri, si sono aggiunti alla protesta anche gli insegnanti di Unicobas.
Rimane fissata al 17 ottobre lo sciopero generale del sindacalismo dibase (Cub, Cobas, Sdl) che avrà riflessi anche sulla scuola.Gli studenti sciopereranno assieme ai sindacati il 30 ottobre e proseguiranno la mobilitazione nella settimana del 17 novembre, giornata internazionale di mobilitazione studentesca.
Intanto, la Confederazione degli studenti, una delle associazioni universitarie, ha deciso di lanciare lunedì una raccolta di firme per chiedere le dimissioni del ministro Gelmini.


11 ottobre 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. IL MOMENTO più critico è stato il passaggio in zona Piazzola...

Bologna - IL MOMENTO più critico è stato il passaggio in zona Piazzola. Un cordone di under 18 blocca il fughino verso via Irnerio. «Chi va in Montagnola appoggia la Gelmini», urlano al microfono dal camion in testa al corteo che ha visto sfilare per il centro, mandando in tilt il traffico, 10mila anti Gelmini delle superiori. Un richiamo per far capire agli studenti che la manifestazione, partita da piazza San Francesco e diretta sotto il Gigante, non era un pretesto per saltare interrogazioni e compiti. ‘Liberiamo la scuola. Liberiamo i cittadini. Liberiamoci della Gelmini’, recita uno degli striscioni. Nel pomeriggio, invece, presidio Cub Scuola sotto le Due Torri contro il «massacro della scuola pubblica». Durante la notte bianca del 15 ottobre, gli studenti di lettere occuperanno la facoltà, il comico Vito indosserà i panni del maestro unico, mentre altri artisti saranno nelle sc uole. Tra loro Matteo Belli. E’ prevista anche una doppia parata per le vie del San Donato e al Navile. Il comprensivo 2 ha organizzato, dalle 20,30, alla sala civica (via M.E. Lepido 25/2) , «quattro chiacchiere in tema di istruzione» con Luigi Guerra, preside di Scienze della Formazione. Infine, l’Assemblea delle Scuole bolognesi ha scritto una lettera ai presidi per chiedere di essere presenti alla notte, facendosi testimoni-garanti della protesta; un’altra al sindaco per invitare l’Anci a far pressione sul Governo per ritirare il decreto e infine a Prefetto e Questore per ribadire che la notte bianca si svolgerà in un clima sereno. E’ partita la raccolta di firme all’appello ‘Siamo tutti coinvolti’ per solidarizzare con le occupazioni delle scuole XXI Aprile e don Marella.


11 ottobre 2008 - Il Venezia

Ancora sciopero venerdì 17 ottobre
Dai sindacati di base

Venezia - Tra una settimana i dipendenti di Actv incroceranno ancora una volta per braccia, per 24 ore venerdì 17 ottobre. La protesta è stata indetta dal Coordinamento Nazionale Sindacati di Base, che ha proclamato uno sciopero generale di 24 ore. L'organizzazione sindacale RdB-CUB Trasporti ha già comunicato la propria adesione.


11 ottobre 2008 - Il Giornale di Vicenza

I CUB IN PREFETTURA
«Handicap, discriminati i lavoratori pubblici»

Vicenza - «La legge Brunetta crea un’inaccettabile riduzione dei diritti dei lavoratori pubblici con handicap o che assistono famigliari con disabilità grave. Qui si pone un problema di costituzionalità».
È questo il messaggio che una delegazione di lavoratori vicentini del settore pubblico aderenti al sindacato Rdb Cub, guidata dal segretario provinciale Germano Raniero, ha portato all’attenzione della prefettura. La delegazione era composta da lavoratori e lavoratrici che hanno figli disabili o genitori affetti da gravi invalidità a causa di malattie come tumori, Alzheimer o altre.
Ieri la mobilitazione contro la legge 133 del 2008 ha puntato il dito contro «i dannosi effetti che essa esercita sull’applicazione della legge 104, quella rivolta a lavoratori disabili o che assistono in famiglia persone disabili», sottolineano gli esponenti Cub.
La legge 104 riguarda tanto i lavoratori del settore pubblico quanto quelli del privato. «Con la legge 133, però, noi dipendenti pubblici veniamo penalizzati - sottolinea Giuliano Fratantonio, dipendente della Provincia -. Ogni mese, visto che a casa abbiamo una situazione di "disagio sanitario", abbiamo diritto a 3 giorni di permessi retribuiti. Con la riforma Brunetta, però, ci hanno tolto la retribuzione accessoria, cioè quella legata alla produttività, relativa a quei giorni di permesso».
Ma non è finita: «Il governo sta studiando l’ipotesi di toglierci anche il versamento dei contributi per i giorni di permesso - aggiunge Giorgio Fradellin - Sono 36 giorni all’anno, cioè più di un mese. Che ai fini del calcolo della pensione diventerebbe un grave danno».(M.SC.)


11 ottobre 2008 - Il Giorno

Niente tram per la protesta E l’azienda blocca la Cub
SINDACATI DI BASE IN VIA LEONCAVALLO
di ALBINA OLIVATI

MILANO — LO SLOGAN era "Con la Cub sul tram contro il solito tran tran", però non solo il tram non è mai uscito dal deposito, ma c’è stato anche qualche momento di tensione. IERI MATTINA alle 10, una trentina fra tranvieri e sindacalisti della Confederazione unitaria di base-Cub si sono recati al deposito Atm di via Leoncavallo, per ritirare un onesto k35, che avevano noleggiato, per un piccolo tour in centro. Scopo: propagandare lo sciopero nazionale di venerdì 17. Dopo averlo bardato con bandiere e striscioni, erano pronti a partire, ma è arrivato il contrordine: il tram non si muove. L’Azienda ha motivano il no, affermando che il noleggio era stato richiesto da un altro soggetto e poi: «Le condizioni contrattuali non ne permettono l’uso per attività politica o sindacale, quindi l’abbiamo bloccato, cosa che avremmo fatto per qualunque organizzazione, ente o privato che non avesse rispettato le condizioni contrattuali». I sindacalisti hanno tolto le bandiere, ma il divieto riguardava lo scopo per il quale sarebbe stato utilizzato il mezzo pubblico. La discussione, a quel punto, si è fatta animata. È stata chiamata la polizia e dal commissariato di Lambrate è arrivato qualche agente, che ha riportato la calma. l’Atm sta valutando la possibilità di intraprendere azioni legali. LA CUB parla di «Boicottaggio» e di «Gravissimo e pesante attentato alla libertà di espressione». Alla Confederazione aggiungono che il contratto di noleggio è stato sottoscritto da loro e non da altri: «La Cub non è il club di Topolino, siamo la quarta organizzazione sindacale nazionale dopo Cgil, Cisl e Uil. Abbiamo 700 mila iscritti e una quindicina di organizzazioni di categoria. Lo sapevano che eravamo noi, quando abbiamo chiesto il tram. Poi, per non farci uscire, ci hanno detto che non potevano essere trasportati neanche i volantini». L’idea era di raggiungere piazza Castello, poi via Cantù e per ultimo piazza Fontana. A ogni fermata sarebbero state spiegate le ragioni dello sciopero generale. «Non era una manifestazione contro l’Atm». La Cub ricorda quindi i motivi della protesta nazionale, che è stata organizzata per chiedere la riduzione dei prezzi a partire dai beni di prima necessità e le tariffe sociali per gas, energia elettrica e trasporti. Lo sciopero è anche contro la precarietà nel lavoro e il decreto Gelmini. La Cub poi propone, tra l’altro, il rilancio del ruolo del contratto nazionale.


11 ottobre 2008 - Italia Oggi

manifestazioni di scuole superiori e università
Studenti in piazza contro il ministro Gelmini

La riforma della scuola del ministro Mariastella Gelmini proprio non piace. E così, in attesa dello sciopero generale, proclamato giovedì da Cgil, Cisl, Uil scuola insieme con Snals e Gilda (a cui si sono aggiunti gli insegnanti aderenti a Unicobas), ieri sono scesi in piazza gli studenti di scuole superiori e università. Decine di migliaia, 300 mila, per la precisione, secondo l'Unione degli studenti (Uds), hanno manifestato su e giù per l'Italia: a Roma, sempre per l'Unione degli studenti, in 40 mila hanno preso parte alla manifestazione davanti al ministero dell'istruzione. Qui una delegazione di studenti è stata ricevuta dal dirigente generale del personale della scuola, Luciano Chiappetta, e il vicedirettore generale degli studenti, Sergio Scala. Ma al termine della riunione gli studenti si sono detti insoddisfatti e hanno ribadito l'intenzione di continuare le proteste. E poi ancora in 30 mila hanno manifestato a Milano, 40 mila a Napoli e altrettanti a Torino, 15 mila a Salerno, Firenze e Genova, 10 mila a Bologna, Bari e Trieste, 2 mila a Brindisi, 3 mila a Bergamo. Altre migliaia di studenti hanno manifestato nelle altre città. Anche la Rete degli studenti ha aderito alla mobilitazione contro la riforma targata Gelmini, annunciando: oggi siamo in 500 mila in oltre 90 piazze. «Ci mobilitiamo contro i tagli di 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, che è la vera riforma messa in campo dal governo Gelmini-Tremonti-Berlusconi». Lo slogan della protesta è stato: «Ci ribelliamo alle balle scendendo in piazza in tutta Italia. Ci ribelliamo a un governo che approva riforme della scuola a colpi di fiducia», hanno spiegato dalla Rete. «Suoniamole alla Gelmini. Nessun voto in condotta, maestro unico, riforma o privatizzazione potrà fermare la nostra musica. Se la ministra vuole cambiare la nostra scuola gliele suoneremo»: questo un altro degli slogan che hanno accompagnato le manifestazioni. E altre ne sono previste: è fissato per il 17 ottobre lo sciopero generale del sindacalismo di base (Cub, Cobas, Sdl) che avrà riflessi anche sulla scuola. Mentre sempre gli studenti sciopereranno assieme ai sindacati il 30 ottobre e proseguiranno la mobilitazione nella settimana del 17 novembre, giornata internazionale di mobilitazione studentesca. In particolare, gli studenti contestano i tagli per la scuola previsti dalla Finanziaria (8 miliardi in tre anni, con conseguente taglio di 140 mila lavoratori), il ritorno del maestro unico e del voto in condotta, l'abbassamento dell'obbligo scolastico a 14 anni e i finanziamenti agli istituti privati. Ancora più aspra la presa di posizione degli studenti universitari, che hanno promosso una petizione per chiedere le dimissioni della Gelmini. L'idea è stata della Confederazione degli studenti, la quale ha annunciato che da lunedì raccoglierà le firme in tutta Italia, partendo da Napoli, «per una petizione con la quale chiederemo al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, di rimuovere dall'incarico il ministro», responsabile, per l'associazione nazionale, di creare «danni enormi alla scuola e alle università italiane». Ieri mattina, intanto, il ministro della semplificazione Roberto Calderoli ha gettato altra benzina sul fuoco: in Italia «il numero dei bidelli è 160 mila. Un parametro non in linea con il resto del mondo. Tantissimi», ha aggiunto, «anche se poi ci dobbiamo rivolgere a strutture esterne per le pulizie o per la gestione della mensa. Ma a questo punto mi chiedo qual è il compito dei bidelli?».


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