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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 30 settembre 2008


30 settembre 2008 - ROMA Uno

Servizio TV ROMA Uno sui precari del policlinico Tor Vergata
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30 settembre 2008 - Adnkronos

SANITÀ: PRECARI POLICLINICO TOR VERGATA ROMA IN CIMA A CASTEL S.ANGELO PER PROTESTA
DOMANI INCONTRO CON REGIONE PER CHIEDERE STABILIZZAZIONE 300 LAVORATORI

Roma, 30 set. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sono riusciti a ottenere un incontro, fissato per domani con i vertici della Regione Lazio, e dunque hanno terminato la loro protesta che li aveva portati a manifestare in cima a Castel Sant'Angelo, a Roma. I precari del policlinico di Tor Vergata chiedevano un incontro con il presidente Piero Marrazzo, impegnato però a discutere dei destini della sanità regionale con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Otterranno di discutere della stabilizzazione di 300 lavoratori con il vicepresidente Esterino Montino, l'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi, il collega al Bilancio Luigi Nieri e il direttore generale del policlinico Enrico Bollero. «Il gesto - spiega una nota delle rappresentanze di base (Rdb-Cub) - dettato dalla esasperazione di lavoratori da tempo in lotta per la stabilizzazione, in sciopero della fame da una settimana e a rischio di perdita del posto di lavoro dal 2 ottobre prossimo, è costato a due di loro una denuncia per procurato allarme. Finalmente - commenta il sindacato - dalla Regione Lazio è arrivata l'apertura a un incontro con i lavoratori e le Rdb-Cub, da tempo impegnate nella vertenza». Il 2 ottobre la società Arcobaleno cesserà a tutti gli effetti la sue funzioni al policlinico di Tor Vergata, in un appalto giudicato illecito dall'Ispettorato del lavoro. «All'incontro di domani - riferiscono ancora le Rdb-Cub - saranno presenti anche lavoratori della ex Anni Verdi ora dipendenti del consorzio RiRei, esternalizzati della sanità del Lazio, che oggi hanno manifestato davanti alla Regione e sono stati ricevuti dall'assessore Tibaldi, in un incontro in cui sono stati individuati una serie di punti che domani verranno rappresentati a Montino». Ma il fronte di protesta sfocerà in un'assemblea cittadina, con relativa conferenza stampa, indetta dal sindacato per l'8 ottobre alle 10.00, alla Sala Tevere della presidenza della Regione Lazio, in Via Rosa Raimondi Garibaldi 7.

RICERCA: PRECARI ALL'ASTA SU EBAY, IN VENDITA PER 10 EURO
ARGENTINI, AZIONE PROVOCATORIA CONTRO EMENDAMENTO ANTI-STABILIZZAZIONI

Roma, 30 set. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Occasionissima! Vendesi su Ebay.it lavoratori precari della ricerca a soli 10 euro. Ricercatori, tecnologi e tecnici con esperienza pluriennale maturata in vari istituti come l'Iss, l'Inran, l'Enea, l'Inea, l'Isfol. È la provocatoria azione dei precari del pubblico impiego contro l'emendamento in Finanziaria presentato dal Governo che «annulla tutte le norme sulla stabilizzazione contenute nelle due ultime manovre». «Un'azione - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Claudio Argentini, della segreteria nazionale dell'Usi-Rdb Ricerca - che vuole sensibilizzare l'opinione pubblica sulla difficile situazione che stanno vivendo i lavoratori a termine della ricerca». «L'asta - recita l'offerta - parte da 1 centesimo di euro. Non perdere questa irripetibile offerta. Il ritiro dell'oggetti acquistati potrà avvenire direttamente il 7 ottobre 2008 alle ore 9.30 davanti al ministero della Funzione Pubblica a Roma in Piazza Vidoni». Per protestare contro l'emendamento «anti-stabilizzazioni», i precari della ricerca del pubblico impiego hanno organizzato per domani un presidio davanti al ministero del Lavoro a Roma.

TRASPORTO LOCALE: A MILANO METRÒ REGOLARI DOPO AVVIO SCIOPERO

Milano, 30 set. (Adnkronos) - «Alle 18,10 circolazione regolare sulle tre linee metropolitane» di Milano. «Lievi disagi possibili per chi si muove con i mezzi di superficie». Lo comunica l'Atm circa l'attuazione dello sciopero nazionale proclamato ddallo Sdl, Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub Trasporti per le 18 di oggi, che si concluderà alle 22.


30 settembre 2008 - Dire

SANITÀ. PRECARI TOR VERGATA PROTESTANO SU CASTEL SANT'ANGELO

(DIRE) Roma, 30 set. - Un gruppo di lavoratori della ditta Arcobaleno, operatori socio sanitari e ausiliari del Policlinico di Tor Vergata si e' arrampicato per protesta in cima a Castel Sant'Angelo. Lo rende noto un comunicato delle Rdb. I lavoratori precari, in sciopero della fame da una settimana, hanno srotolato uno striscione con su scritto "Reinternalizzati subito i precari del Policlinico di Tor Vergata" e hanno chiesto un incontro urgente con il presidente della Regione Lazio e commissario ad acta Piero Marrazzo. La protesta, si legge nella nota, giunge dopo ripetute richieste di incontro con Marrazzo per risolvere una vertenza che vede circa 300 operatori, di cui era stata profilata la reinternalizzazione, ad imminente rischio di perdita del posto di lavoro.


30 settembre 2008 - Ansa

IMMIGRATI: PIANURA; OGGI SITUAZIONE TRANQUILLA MA C'E' PAURA

(ANSA) - NAPOLI, 30 SET - ''La situazione e' tranquilla, ma siamo spaventati''. Lo rivela Aboubakar Soumahoro, sindacalista di RdB e rappresentante degli immigrati, che occupano gli edifici di via dell'Avvenire nel quartiere napoletano di Pianura (Napoli). ''Dopo gli episodi di violenza di ieri, continua il presidio delle forze dell'ordine - prosegue - ma noi abbiamo il terrore di uscire e camminare da soli in strada''. Sulle condizioni del ragazzo aggredito ieri mentre andava a fare la dialisi, Aboubakar racconta: ''non ha dormito tutta la notte e stamattina e' tornato in ospedale per un controllo: siamo preoccupati per le sue condizioni, e i nostri parenti in Africa ci hanno chiamato dopo aver visto le scene di questi giorni su internet. Rinnoviamo l'appello al Comune perche' renda capillari i controlli e trovi presto per noi un alloggio decoroso'', conclude. ''La situazione e' stabile - rassicura anche Fabiana Vanni, presidente del comitato Centro storico di Pianura di serie B - sono tranquilli loro e siamo tranquilli noi. Ma da qua fuori non ci muoviamo, perche' protestiamo anche per loro''.

GIUSTIZIA: DIPENDENTI TRIB.ROMA, CON TAGLI RISCHIO PARALISI

(ANSA) - ROMA, 30 SET - Con i tagli previsti dalla Finanziaria si va verso ''la morte dell'amministrazione della giustizia. C'e' il rischio che i tribunali chiudano''. Lo sostengono i dipendenti del tribunale di Roma riuniti in assemblea con magistrati e sindacalisti per fare il punto sulle conseguenze previste dai tagli delle piante organiche. Secondo lavoratori e dipendenti, i quali lamentano anche la mancata riqualificazione professionale e dicono di essere pronti alla mobilitazione, la riduzione dei posti di lavoro nel settore Giustizia va al di la' del dieci percento previsto, ma potrebbe toccare la soglia del 25 percento. Cio' se si tiene conto che l'adeguamento della piante organiche prevede l'assorbimento di precari, del personale Lsu e di quello proveniente da Poste e Zecca. ''Delle attuali 47.384 unita' in organico, ma i posti vacanti sono 6.700, si scendera' a 44.354 unita'- hanno detto i sindacalisti di Cgil, Uil, Rdb, Flp e Ugl - ma non tutti saranno effettivi se si considera' il personale dislocato per altre funzioni''. Solo a Roma, dalla Cassazione fino all'ufficio del giudice di Pace, mancano 837 unita'. ''Dal 1998, quando in organico c'erano 52 mila unita' - hanno detto ancora i sindacati - la riduzione raggiungera' quasi diecimila posti''.

RICERCA: PRECARI;USI-RDB,PROTESTA 7 OTTOBRE E SCIOPERO IL 17

(ANSA) - ROMA, 30 SET - Precari della ricerca «all'asta» su e-Bay, poi in piazza il 7 ottobre davanti al ministero della Funzione pubblica e il 17 ottobre per la manifestazione e lo sciopero. Le proteste contro l'emendamento che abolisce la procedura di stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione sono annunciate nella nota diffusa oggi da Claudio Argentini, della segreteria dell'Usi RdB Ricerca. «La determinazione con cui i lavoratori precari stanno rispondendo - rileva Argentini - dovrà costringere il governo a ritornare indietro ritirando l'emendamento e a riprendere le stabilizzazioni. Solo in Italia i 'cervellì vanno su e-Bay per avere un posto di lavoro». Per il sindacalista «è paradossale che mentre la fuga dei cervelli viene denunciata in continuazione, poi gli stessi cervelli il governo Berlusconi Fini Bossi li getta sul lastrico con loro stesse famiglie». Argentini osserva infine: «siamo costretti a bandire un'asta al pubblico, perchè la poca lungimiranza governativa preferisce avere cervelli disoccupati piuttosto che assumerli stabilmente».

IMMIGRAZIONE: 'MARCIA PER LA CONVIVENZÀ SABATO A ANCONA

(ANSA) - ANCONA, 30 SET - «Vivere insieme si può!». È lo slogan scelto da un ampio cartello di sigle e forze sociali che hanno indetto per sabato 4 ottobre alle 17 ad Ancona la «Marcia per la convivenza». Tante le sigle che si sono messe in rete per l'evento: Cgil, Cisl, Arci, Caritas, Casa delle Culture, Circolo Culturale Africa, Scuola di pace, Anolf Cisl, Rdb, e altre ancora, insieme alle comunità locali di Senegal, Bangladesh, Camerun, Togo, Perù, Romania, Donne Africa Subsahariana, Guinea. All'iniziativa, che vuole lanciare un forte segnale contro la xenofobia e il razzismo e per il rispetto di tutti al di là del Paese di origine o del credo religioso, ha aderito anche il consiglio regionale. Secondo uno dei promotori, Leonardo Donati, segretario Cisl di Ancona, « provvedimenti del governo in materia sono da rigettare perchè peggiorano le condizioni degli immigrati, dal prolungamento della detenzione nei Cpt (che vanno chiusi) fino a 18 mesi, al ricongiungimento familiare reso sempre più difficile, fino al calvario del rinnovo dei permessi di soggiorno, rispetto al quale i cittadini immigrati si scontrano con una burocrazia assurda e costi sempre più onerosi, 75 euro a persona!». Secondo Corrado Manzotti, segretario della Cgil Ancona, «fino a quando sono dentro il posto di lavoro, gli immigrati sono accettati, perchè producono ricchezza e danno un contributo fondamentale alla nostra economia. Poi finito il loro turno si vorrebbe che scomparissero, come se non avessero anche loro il diritto ad una casa, ad una famiglia, ad una vita come tutti». E se i dati Inail indicano una diminuzione generale degli infortuni (-1,7%), per quanto riguarda i lavoratori immigrati si registra un significativo quanto allarmante aumento: +8%. La «Marcia per la convivenza» avrà tragitto e modalità fuori dai percorsi abituali. Concentramento alle 17 davanti alla Chiesa dei Salesiani, al Piano San Lazzaro dove è più marcata la presenza di cittadini di origine straniera. Da lì il coreto si snoderà lungo gli Archi, fino al centro. Ci saranno delle soste durante le quali prenderanno la parola una giovane immigrata, una lavoratore straniero delegato sindacale, una insegnante anconetana e una giovane immigrata di seconda generazione. Concluderà gli interventi il contributo di Nazzareno Guarnieri, presidente della Comunità Rom e Sinti di Pescara. La marcia terminerà a Piazza del Papa, dove dalle 19:30 in poi suoneranno il gruppo bengalese Boishki e gli italo-senegalesi Anima Equal.

SANITÀ: PRECARI A CASTEL S'ANGELO, MARRAZZO CI INCONTRI

(ANSA) - ROMA, 30 SET - È un gruppo di lavoratori della ditta Arcobaleno, operatori socio sanitari e ausiliari del policlinico di Tor Vergata, in sciopero della fame e presidio permanente con le RdB-Cub da una settimana, quello che si è arrampicato in cima a castel Sant'Angelo. I lavoratori, che chiedono un incontro urgente con il presidente della Regione Lazio e commissario ad acta Piero Marrazzo, che hanno srotolato uno striscione su cui c'è scritto «Reinternalizzati subito precari del Policlinico di Tor Vergata». La protesta messa in atto stamani giunge - secondo quanto riferiscono i lavoratori - dopo ripetute richieste di incontro con Marrazzo per risolvere una vertenza che vede circa 300 operatori, di cui era stata profilata la reinternalizzazione, ad imminente rischio di perdita del posto di lavoro.

SANITÀ: PRECARI A CASTEL S'ANGELO; FINITA PROTESTA, SCESI

(ANSA) - ROMA, 30 SET - Sono scesi da Castel Sant'Angelo i lavoratori della ditta Arcobaleno in sciopero della fame e presidio permanente con le RdB-Cub da una settimana. Il gruppo di lavoratori erano saliti in cima al monumento circa un'ora fa.

TRASPORTI: SCIOPERO; ATM, REGOLARE MM A MILANO

(ANSA) - MILANO, 30 SET - Circolazione regolare sulle tre linee metropolitane, ma disagi possibili con i mezzi di superficie. Lo rende noto l'Atm diffondendo i primi dati sullo sciopero nazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali Sindacato dei lavoratori intercategoriale (SdL), Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub Trasporti dalle 18 alle 22. Atm ha attivato il servizio di Infomobilità per comunicare in tempo reale, attraverso le emittenti radiofoniche, il web e i messaggi audio a bordo dei mezzi e nelle banchine, i livelli di servizio per il trasporto di superficie e nelle metropolitane.


30 settembre 2008 - Omniroma

GIUSTIZIA, ANM E SINDACATI: A ROMA 837 POSTI VACANTI

(OMNIROMA) Roma, 30 set - Sono 837 i posti vacanti nel comparto giustizia della capitale per quanto riguarda il personale amministrativo. Su 5.979 persone previste nell'organico del ministero, della cassazione, del tribunale e della procura nelle diverse qualifiche, le presenze sono 5.041. Il dato è stato elaborato e reso noto nel corso di un incontro per discutere sulla riduzione degli organici prevista dalla nuova finanziaria organizzato nell'aula magna della corte d'appello dalla sezione distrettuale di Roma e Lazio dell'associazione nazionale magistrati e da 5 sigle sindacali (Cgil, Uil, Rdb pubblico impiego, Flp e Ugl) nonché dal «Comitato di lotta per la riqualificazione» della capitale. Per quanto riguarda il Lazio in generale l'organico previsto è di 7.545, con 6.331 presenze e quindi con 1.214 posti vacanti. Nella procura di Roma sono 500 gli impiegati previsti nell'organico e di questi 91 sono comandati o distaccati ad altra amministrazione e nonostante questo risultano comunque nella pianta organica. Per fare alcuni esempi in tribunali più piccoli della regione, al giudice di pace di Ostia su nove posti previsti, il personale effettivamente in servizio sono quattro persone; negli stessi uffici di Poggi Mirteto su quattro persone previste quale personale amministrativo, in realtà risulta presente un solo impiegato. In un'affollata assemblea, che ha visto l'aula adibita strapiena di partecipanti, con tanti posti in piedi e alcuni addirittura praticamente fuori, si è discusso, magistrati e personale amministrativo hanno discusso della norma della finanziaria che prevede una riduzione degli organici fino al dieci per cento. In particolare, secondo i partecipanti all'assemblea «di fatto la riduzione è pari al 25 per cento, in quanto la norma prevede l'assunzione dei precari, che comunque sono già contati nel computo generale dell'organico. Ciò determina il fatto che quindi in pratica vi è forte riduzione del personale passando da 47.366 impiegati in tutto il comparto in Italia a 44.354. Senza contare che negli ultimi dieci anni il personale si è ridotto di 10mila unità. Senza contare la drastica riduzione finanziaria prevista». «I cittadini devono sapere che con questa riforma i tribunale chiudono - è stato detto in assemblea - e quindi andrà perso il diritto alla giustizia, che un diritto costituzionale». Tra le altre lamentele il fatto «che è bloccata ormai da anni la riqualificazione del personale e quindi anche gli avanzamenti di carriera. Le riforme non si possono fare a costo zero».


30 settembre 2008 - Agi

SANITA': PRECARI TOR VERGATA SI ARRAMPICANO SU CASTEL S.ANGELO

(AGI) - Roma, 30 set. - Un gruppo di lavoratori della ditta Arcobaleno, operatori socio sanitari e ausiliari del Policlinico di Tor Vergata a Roma, in sciopero della fame e presidio permanente con le RdB-CUB da una settimana, si e' arrampicato in cima a Castel Sant'Angelo. I lavoratori, che hanno srotolato uno striscione con su scritto 'Reinternalizzate subito i precari del Policlinico di Tor Vergata', hanno chiesto un incontro urgente con il Presidente della Regione Lazio e Commissario ad acta Marrazzo Marrazzo. La protesta giunge dopo ripetute richieste di incontro con Marrazzo per risolvere una vertenza che vede circa 300 operatori, di cui era stata profilata la reinternalizzazione, ad imminente rischio di perdita del posto di lavoro.

GIUSTIZIA: TAGLI PERSONALE, ALLARME DI ANM E SINDACATI

(AGI) - Roma, 30 set. - "Un sistema giudiziario che si e' andato deteriorando negli anni non puo' piu' funzionare a fronte dei tagli delle piante organiche che, secondo la legge 133 del 2008, prevede la riduzione del personale amministrativo dipendente del Ministero della Giustizia. Confidiamo che questa realta' di disagio spinga il legislatore a un ripensamento urgente della materia se vuole che gli uffici giudiziari siano ancora gestibili ed efficienti". L'appello e' del pm Paolo Auriemma, presidente della giunta distrettuale di Roma e Lazio dell'Associazione nazionale magistrati presente all'assemblea indetta questa mattina dal personale amministrativo e da tutte le componenti sindacali (Cgil, Uil, Rdb pubblico impiego, Flp, Ugl piu' vari Comitati di Lotta) riuniti nell'aula magna della corte d'appello della capitale, preoccupati dalle ricadute che il decreto Tremonti avra' sul comparto giustizia. "La riduzione delle piante organiche, oggi in buona parte scoperte (gia' ci sono 6791 vacanze su un organico sulla carta di 47384 unita' a livello nazionale e ben 837 vacanze solo a Roma su 1214 nel Lazio), evidenziera' anzitutto un depauperamento delle risorse umane e materiali di un sistema che gia' non e' sufficiente - e' l'analisi di Auriemma -. Cio' significa livellamento del personale amministrativo verso il basso con l'assunzione dei precari (che pure gia' lavorano da dieci anni nel settore ma non sono adeguatamente preparati) e la diminuzione dei posti del personale laureato o piu' qualificato professionalmente. E significa anche l'impossibilita' per il lavoratore di avere motivazioni sapendo che non potra' piu' beneficiare di scatti di carriera e che continuera' a non godere della riqualificazione di cui si sono giovati altri dipendenti pubblici". Analogo allarme viene anche dai sindacati dei lavoratori: "Non ci saranno nuove assunzioni ne' progressioni professionali dei dipendenti ne' ricollocazioni o trasferimenti del personale. Con i tagli previsti delle ultime riforme, la giustizia sara' rappresentata da 34mila lavoratori".

SCIOPERO ATM: MILANO, CIRCOLAZIONE REGOLARE IN METROPOLITANA

(AGI) - Milano, 30 set. - Circolazione regolare sulle tre linee metropolitane all'avvio dello sciopero dei mezzi pubblici a Milano. Lo rende noto Atm secondo cui "lievi disagi sono possibili per chi si muove con i mezzi di superficie". Lo sciopero nazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali Sindacato dei lavoratori intercategoriale (SdL), Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub Trasporti si concludera' alle 22. ATM ha attivato come di consueto il servizio di Infomobilita' per comunicare in tempo reale, attraverso le emittenti radiofoniche, il web e i messaggi audio a bordo dei mezzi e nelle banchine, i livelli di servizio per il trasporto di superficie e nelle metropolitane.


30 settembre 2008 - Apcom

Trasporto locale/ Atm: lo sciopero si conclude senza disagi
Regolare servizio metropolitana, minime adesioni mezzi superficie

Milano, 30 set. (Apcom) - Ha avuto effetti poco percettibili lo sciopero di 4 ore proclamato dalle 18 alle 22 di oggi a Milano da alcune organizzazioni sindacali. La circolazione sulle tre linee metropolitane della città è stata regolare. Adesioni al minimo nei servizi di superficie, senza particolari effetti sulla regolarità di bus, tram e filobus. E' quanto riporta mediante una nota Atm, l'azienda che gestisce i trasporti locali milanesi. Lo sciopero nazionale è stato indetto dalle organizzazioni sindacali Sindacato dei lavoratori intercategoriale (SdL), Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub Trasporti.


30 settembre 2008 - Repubblica.it

Rivolta contro l'emendamento del disegno di legge che abolisce la procedura di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione
Ricercatori in rivolta, assedio al Cnr. E in mille "all'asta" su eBay

ROMA - Manifestazioni e proteste contro l'emendamento Brunetta "ammazza precari" del disegno di legge che abolisce la procedura di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Nel Lazio si sono mobilitati all'Ispra, dove sindacati e precari hanno occupato la sede delle presidenze ex Apat e ex Icram e all'Ingv, dove l'assemblea unitaria con i 400 precari che rischiano il lavoro ha proclamato lo stato di agitazione generale del settore. Ma anche all'Inaf, al Cnr e all'Isfol, dove sono 300 i lavoratori che rischiano il posto. Ma anche all'Enea e all'Istat, spiega la nota sindacale, sono in atto iniziative di mobilitazione dei precari. "Tutti chiedono di fermare il Governo nella scellerata intenzione di mettere per strada lavoratori che da anni, senza prospettive di carriera, con retribuzioni da fame, precari per legge, fanno ricerca o la supportano e permettono di dire che la produttività del settore è tra le più alte d'Europa", conclude la nota della Flc-Cgil del Lazio. L'occupazione del Cnr. Oggi pomeriggio a Roma ricercatori e precari hanno occupato la presidenza del CNR, il Consiglio Nazionale della ricerche. Una biologa, che ha voluto rimanere anonima (che ha fatto il concorso per ottenere almeno un contratto da amministrativa per avere un contratto a tempo determinato) ha raccontato come sono andate le cose. "I precari hanno occupato la presidenza del Cnr. E' stata chiesta una presa di posizione da parte del presidente. Ora il presidente e i rappresentati dei sindacati e una delegazione sono chiusi a discutere". E la biologa-amministrativa continua: "I precari chiedevano almeno che venissero confermati e prolungati i contratti a tempo determinato". La rivolta di oggi pomeriggio dei precari del Cnr è stata un'iniziativa dei sindacati: questa mattina è girata una e-mail che avvertiva di presentarsi ad un'assemblea alle 14,30. Agitazione anche per i dipendenti Infn. Intanto anche i dipendenti dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) sono in agitazione permanente. Alla manifestazione - si apprende in una nota dei sindacati - aderiscono Cgil, Cisl, Uil, rappresentanti del personale dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'Infn e il coordinamento dei precari degli stessi Laboratori. Con l'emendamento 37 bis al disegno di legge 1441, approvato il 26 settembre scorso nell'Infn - si legge nella nota - "sparisce il 30% del personale", con "250 posti di lavoro in meno subito e nessuna nuova assunzione per assorbire altri 350 precari nei prossimi quattro anni". Il provvedimento per i sindacati è "un atto gravissimo con il quale si colpisce uno dei settori di punta della ricerca italiana" e "va esattamente contro il criterio di meritocrazia sostenuto dal governo". Il taglio, osservano, "si abbatte su lavoratori di altissimo profilo che, con la loro passione, il loro lavoro e la loro professionalità hanno consentito all'Italia di avere un ruolo da protagonista nelle attività di ricerca di punta in ambito internazionale".
Precari in vendita su eBay. E intanto, c'è chi ha trovato un modo diverso per protestare contro emendamento al ddl 1441. Sono oltre mille i lavoratori che hanno deciso di mettersi all'asta su eBay con aste a partire da un centesimo di euro. Lavorano in cinque diversi istituti di ricerca: Istituto Superiore di Sanità, Istituto Nazionale di Economia Agraria, Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione, Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente, Consiglio di Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura. Sono il fiore all'occhiello della ricerca pubblica in Italia. "Visto che i Ministri Brunetta, Sacconi e Tremonti mettono per strada migliaia di precari e la stessa ricerca pubblica italiana, da oggi chi vorrà potrà tentare di aggiudicarsi le prestazioni altamente professionali degli ormai quasi ex precari degli enti di Ricerca" dichiara Claudio Argentini della segreteria dell'USI RdB Ricerca. Per trovarli basta navigare sul sito di eBay nella categoria oggetti stravaganti. E come "oggetti" si mettono in vendita in cinque diverse inserzioni, una per ciascun istituto, per raccontare la propria vita, le proprie competenze e la paura di rimanere senza un lavoro. L'asta scadrà il 7 ottobre giorno in cui è prevista una manifestazione presso il Ministero della Funzione Pubblica e momento in cui, come nella tradizione di eBay, sarà possibile ritirare la merce.


30 settembre 2008 - Il Giornale del Lazio

PRECARI P.I.: PRIME REAZIONI ALL’EMENDAMENTO ANTI-STABILIZZAZIONI
Mercoledì 1 ottobre presidio precari della Ricerca al Ministero del Lavoro - ore 10.00
Martedì 7 ottobre presidio di tutti precari del settore pubblico davanti al Ministero della Funzione Pubblica – Ore 9.30

Roma - Non si fanno attendere le reazioni dei precari pubblici contro l’emendamento presentato dal governo all'art. 37 del Ddl 1441-quater, che con la foglia di fico dei concorsi annulla tutte le norme sulla stabilizzazione contenute nelle ultime due finanziarie ed introduce un meccanismo di licenziamento a fine proroga e non oltre tre mesi dopo l'approvazione del disegno di legge collegato alla Finanziaria. Hanno cominciato i lavoratori della Ricerca, Comparto fra i più colpiti dall’emendamento, dove al blocco totale delle attività deciso ieri all'ISFOL, si aggiunge oggi la protesta del personale dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha visto un’assemblea a cui hanno partecipato 500 lavoratori, e quella dell’IRAN, dove è stato proclamato lo stato di agitazione ed assemblea permanente a partire da oggi. I lavoratori, con l’Usi-RdB Ricerca, hanno deliberato per domani, 1 ottobre, una manifestazione dei precari della Ricerca davanti al Ministero del Lavoro. "Dopo aver deciso di liquidare i precari del settore privato e ridotto risorse e possibilità di copertura del tur-over in quello pubblico, adesso il Governo intende impedire anche le stabilizzazioni già avviate mandando a casa tutti i precari pubblici in proroga", dichiara Carmela Bonvino della Federazione nazionale RdB-CUB. "Contro questi provvedimenti, che profilano una vera catastrofe sociale, la RdB ha chiamato i precari alla mobilitazione immediata, in un percorso di lotta di tutti i lavoratori che culminerà nello sciopero generale del 17 ottobre", conclude la dirigente RdB-CUB. Intanto per martedì 7 ottobre, la RdB-CUB ha indetto un presidio di tutti i precari della Pubblica Amministrazione davanti al Ministero della Funzione Pubblica, contro i licenziamenti, il taglio dei bilanci, e l’emendamento "ammazza-precari" e "ammazza-stabilizzazioni".

SANITA’LZ: PRECARI DEL PTV SI ARRAMPICANO SU CASTEL SANT’ANGELO
In sciopero della fame da una settimana chiedono incontro con Marrazzo

Roma - Un gruppo di lavoratori della ditta Arcobaleno, operatori socio sanitari e ausiliari del Policlinico di Tor Vergata, in sciopero della fame e presidio permanente con le RdB-CUB da una settimana, si è arrampicato in cima a Castel Sant’Angelo. I lavoratori, che hanno srotolato uno striscione con su scritto "REINTERNALIZZATI SUBITO I PRECARI DEL POLICLICINCO DI TOR VERGATA", hanno chiesto un incontro urgente con il Presidente della Regione Lazio e Commissario ad acta Marrazzo Marrazzo. La protesta giunge dopo ripetute richieste di incontro con Marrazzo per risolvere una vertenza che vede circa 300 operatori, di cui era stata profilata la reinternalizzazione, ad imminente rischio di perdita del posto di lavoro.


30 settembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 34 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Un progetto di legge lacrime e sangue blocca le assunzioni e licenzia i precari
* L'Italia è un paese senza più diritti
* All'Isfol è blocco totale dell'attività
* Per risanare la ricerca manifestazione Usi/RdB
* Per gli impiegati pubblici aumenti di 50 euro lordi
* Brunetta vigila sull'Istat e utilizza risorse dell'ente
* Il Cra tace, ma Singh deve essere riassunto
* Il Libro bianco per il Cnr vale solo 1,4 punti


30 settembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Pianura, assalto al corteo degli immigrati
Extracomunitario picchiato davanti alla polizia. Aggredito un giornalista Violenza e tensione. Fermato dai carabinieri uno degli aggressori. La sindaca: c'è un clima non degno di una città civile
di Luca Marconi

NAPOLI — Su Pianura l'attenzione è ormai alta. Denunce circostanziate di minacce e intimidazioni gravi si alternano a «vie di fatto». E sotto accusa finisce l'opposizione, mentre l'assessore alle municipalità, il pianurese Giorgio Nugnes, ottiene una scorta della Digos dopo aver riferito, tra l'altro, di una nota pregiudicata che l'avrebbe atteso sotto casa con una catena. L'assessore ha consegnato i progetti del Contratto di Quartiere — la riqualificazione di Pianura — agli inquirenti ed oggi visiterà via dell'Avvenire con la sua scorta, per poi conferire col sindaco subito dopo in giunta comunale.
Dagli sgomberi di ottobre in via dell'Avvenire è un crescendo di violenze, culminate nei raid di venerdì scorso. Il bilancio di ieri, invece, è di cinque refertati in ospedale: tra questi, un immigrato con regolare permesso, un giornalista ed un commissario ferito ad un piede. Il corteo antirazzista coi centri sociali, le Rdb e le associazioni si ferma contro un posto di blocco improvvisato da una trentina di donne nei pressi di piazza San Giorgio. La polizia rimuove i cassonetti dopo una trattativa col presidente di quartiere Tirelli, i consiglieri di maggioranza e quello comunale di An, Marco Nonno. Ma a manifestazione finita, un cordone umano di residenti cerca di impedire agli immigrati di rientrare nelle case di via dell'Avvenire. Uno di loro resta indietro. È un dializzato in attesa di trapianto. Viene accerchiato, gettato a terra e picchiato. E nel parapiglia, vengono aggrediti anche un abitante bianco di via dell'Avvenire ed il giornalista de "Il Napoli" Arnaldo Capezzuto. «Sono stato circondato da 30 persone — racconta il cronista — che riuscivano fortunatamente a prendermi solo a calci, perché tre pianuresi mi facevano da scudo. Quando mi ha salvato la polizia, la furia dei facinorosi si è scatenata su un commissario». Anche il poliziotto ed un carabiniere si faranno medicare, ma il militare arresta il suo aggressore. Capezzuto aveva già ricevuto minacce, come anche il leader degli immigrati, Aboubakar Soumahoro: «Sarà una Castelvolturno bis, ti taglieremo la testa », gli hanno ripetuto ieri i pianuresi. Si tratta di «pochi facinorosi strumentalizzati dai politici locali», commenta Rifondazione con Tirelli. «Pianura non è affatto razzista, ma lo è diventata sotto pressione di qualcuno», ripete l'assessore Nugnes, aggiungendo: «Ci andrò subito per vedere cosa si può fare per allentare la tensione, il disagio c'è ed è evidente per tutti, italiani ed extracomunitari, ma è il momento di abbassare i toni». De Vincenzo della federazione regionale della Rdb-Cub invece li alza e rileva la presenza di «noti esponenti della criminalità locale» alla contromanifestazione degli abitanti. «Abbiamo paura — dice Soumahoro degli immigrati —. Chiediamo al prefetto di mantenere un presidio delle forze dell'ordine in via dell'Avvenire, non vogliamo morti come a Milano». Ma la rabbia della gente del posto è anche per lo stato pietoso di via Giorgio Di Grassi, corso Duca d'Aosta e della stessa di via dell'Avvenire, pericolante e senza fogne come le altre. E mentre le donne del quartiere raccolgono firme da presentare in Questura «per denunciare le forze dell'ordine », Pianura diventa «un problema» per la sindaca Iervolino, che ha convocato gli assessori per oggi: «Un clima del genere non è tollerabile in una città civile».

Sciopero nazionale

Napoli - Oggi disagi dalle 8.30 alle 12.30. L'Azienda napoletana di Mobilità invia un comunicato in cui si annunciano possibili disagi per oggi: «Si comunica che la Cub Trasporti (Rappresentanze Sindacali di Base – settore autoferrotranvieri) ha proclamato uno sciopero nazionale del trasporto pubblico locale per martedì 30 settembre 2008; l'astensione dal lavoro sarà attuata nella misura di 4 ore, dalle ore 8.30 alle ore 12.30 per il personale viaggiante.
L'Anm si scusa con i disagi che potrebbero derivarne alla clientela».


30 settembre 2008 - Il Manifesto

SCUOLA · Per ReteScuole: «Bisogna scioperare il 17 ottobre»
Per lo sciopero generale il tempo è già scaduto
di Michele Corsi *

Gli avversari della scuola stanno correndo a passo di carica, ma quelli che dovrebbero contrastarli, in primis le organizzazioni sindacali maggioritarie, rimangono prigionieri di tempi da prima repubblica. E questo è particolarmente grave per la Cgil che al contrario di Cisl e Uil ha una vasta base di iscritti che non è abituata a starsene con le mani in mano mentre la destra combina sfracelli. I «un momento, stiamo sondando», e anche i «se proprio non ci stanno allora, forse, andremo da soli», e pure i «non possiamo apparire come quelli che rompono l'unità sindacale», non possono più essere considerati solo parte di una stanca liturgia: aiutano direttamente, anche se involontariamente, l'avversario. Non possiamo nasconderci che il ritardo con cui le confederazioni stanno rispondendo alla soppressione di 130.000 posti di lavoro nella scuola pubblica, con tutte le conseguenze sulla qualità della stessa che ciò comporta, abbia incoraggiato la determinazione del governo ad andare dritto per la sua strada. Lo sciopero doveva essere proclamato subito dopo l'annuncio dei tagli, quindi un mese fa. Ogni giorno che passa senza una iniziativa di lotta degna di questo nome rafforza la convinzione dell'avversario di aver fatto bene ad osare, che il potere sindacale che tanto temeva alla fine è solo un gigante d'argilla e che tanto più forte lo schiaffo che gli si assesta tanto più lo si paralizza. Lo stesso ragionamento l'avevano messo in pratica dei tipi in camicia nera settant'anni fa, e hanno vinto. Sono circolati vari appelli interni alle confederazioni che chiedevano di indire lo sciopero generale della scuola e che hanno raccolto in pochi giorni migliaia di adesioni. Del resto, nelle assemblee che le stesse confederazioni stanno promuovendo non si fa che evocare la parola sciopero, e ieri, 27 settembre, il presidio convocato dalla Cgil a Milano contro le politiche governative, una iniziativa che di solito porta in piazza qualche decina di funzionari, ha fatto il pienone e s'è dovuto improvvisare un corteo per le vie cittadine. Eppure Epifani nella manifestazione romana dello stesso giorno diceva «Se le cose non cambiano nella scuola andremo allo sciopero generale». Se le cose non cambiano? Ma le cose stanno cambiando ogni giorno: in peggio. Che aspettano: che la Gelmini tiri fuori una mitragliatrice? Abbiamo aspettato abbastanza. Lo sciopero di Cub, Sdl e Cobas del 17 ottobre è stato proclamato contro la politica del governo su una piattaforma che certo non poteva comprendere la massa degli iscritti alle confederazioni. Del resto era stato redatto prima dei provvedimenti più gravi della Gelmini e dunque non aveva la scuola al suo centro, né ce l'ha attualmente. Non si può però negare che quell'appuntamento sta crescendo nelle scuole, proprio a causa dell'inerzia confederale. In assenza di un canale dove esprimere la rabbia e lo sconcerto la gente utilizza, come sempre è accaduto, quel che le si offre. E' successo molti anni fa anche in occasione della lotta contro il concorsone. All'epoca la base degli iscritti alle organizzazioni confederali sfuggì alle strutture e scioperò coi cobas, autorganizzando a Milano, dove i cobas non esistevano, una manifestazione così grande che contribuì a far retrocedere immediatamente ministero e vertici sindacali. Credo che oggi si debba fare lo stesso. Lo sciopero del 17 sarà vissuto non solo dentro la scuola, ma anche fuori, anche dai nostri avversari, come il primo terreno di verifica della capacità di reazione del mondo della scuola. Per questo non solo vi dobbiamo partecipare, ma dobbiamo convincere i nostri colleghi a scioperare e dobbiamo agire in modo che la scuola il 17 sia ben visibile. Dobbiamo darci da fare perché quello sciopero sia un successo. So che molti temono che semplicemente possa servire per darsi visibilità a sigle sindacali di cui non si condividono posizioni o modalità. A costoro dico che se lo sciopero del 17 nella scuola sarà un successo di massa, nessuno, tantomeno la Gelmini, potrà seriamente sostenere che si è trattato solo del successo di sigle di cui la gran parte dei lavoratori ignora l'esistenza. Del resto, se un po' di visibilità quelle sigle se la guadagneranno, lasciatemi dire che, beh, se la meritano, dato che han fatto quello che altri avrebbero dovuto fare. E' chiaro che lo sciopero del 17 non potrà essere l'appuntamento decisivo del movimento antigelmini. Quegli appuntamenti dovranno essere stabiliti dai movimenti nelle sedi che si stanno costruendo per ora a livello cittadino, poi a livello nazionale. Dovranno essere appuntamenti che coinvolgano in pieno la massa dei genitori e degli studenti. E uno sciopero della scuola non è in grado di coinvolgere i genitori. Sappiamo molto bene che l'attacco ha una tale dimensione e l'avversario è così forte che questa battaglia non riusciremo a vincerla senza la partecipazione diretta di tutto il popolo della scuola. E non possiamo nasconderci che la coscienza della gravità dell'attacco alla scuola pubblica è ormai avanzata tra i docenti, ma ancora arretrata tra i genitori, spesso condizionati dalla propaganda governativa che vorrebbe far loro credere che le misure della Gelmini colpiscono solo una massa di fannulloni, e non il destino e la felicità dei loro figli. C'è ancora molto lavoro da fare a quel livello. Ma se come lavoratori della scuola direttamente colpiti dall'attacco non dimostreremo una capacità di reazione immediata, che speranza avremo di costruire un'alleanza più ampia e più forte? Circolano vari appelli molto condivisibili che chiedono alle confederazioni di convergere sulla data del 17 ottobre. Credo che se ciò accadesse sarebbe un segnale davvero positivo, per noi, e allarmante per la controparte. Significherebbe che nell'emergenza si lasciano da parte le preoccupazioni di sigla, ci si accinge ad ignorare con un'alzata di spalle i prevedibili attacchi dei media («la Cgil prigioniera delle posizioni radicali!») e ci si rimette in sintonia con la propria base. Eppure ho il sospetto che il tempo degli appelli sia scaduto e che ognuno, qualsiasi posizione occupi, debba semplicemente assumersi le proprie responsabilità. Per questo anche gli iscritti alle confederazioni credo debbano dichiarare pubblicamente e nelle proprie scuole che il 17 sciopereranno e penso che le mozioni nelle scuole durante le assemblee che si stanno organizzando dovrebbero essere orientate in questo senso. Così che sia chiaro a chiunque che tutti speriamo che i sindacati ai quali siamo iscritti ci seguiranno, ma, se questo non accadrà, sciopereremo lo stesso.
* Rete Scuole

RAZZISMO ALL'ITALIANA
L'assedio di Pianura
Nel quartiere napoletano esplode l'odio contro gli africani. Aggressioni e minacce, «faremo come a Castelvolturno», 200 immigrati barricati e protetti dalla polizia. Per la questura un'unica regia, di destra, dietro il razzismo e la battaglia contro la discarica di dicembre. E domani arriva Berlusconi
di Francesca Pilla

NAPOLI - Le donne si danno manforte, urlano e inveiscono contro gli abitanti "abusivi" di via dell'Avvenire, in quella zona di Pianura, degrado nel degrado, che solo i residenti conoscono. Lanciano anatemi con frasi irripetibili e la voce roca: «Arrivano 'e nir', ma entro stasera 'e bruciamm'» . I «neri» hanno organizzato un corteo di protesta perché da oltre cinque giorni vivono rintanati, in quel lotto disastrato che hanno occupato fin dagli anni '90 e non ce la fanno più. Scritte sui muri: «Nero merda», «Nero morto», fanno da eco a una situazione non più sostenibile. Odio instillato in un sottoproletariato urbano dove è facile identificare nel diverso un nemico. An ha cavalcato il clima e affiancato la faida dei poveri: «Abbiamo raccolto le istanze del territorio», dicono loro. Secondo indiscrezioni, dalla questura sarebbero convinti che la regia sia la stessa della guerriglia urbana durante la protesta contro la discarica nel quartiere partenopeo, lo scorso dicembre, anche se gli obiettivi non sono chiari. Ma è pericoloso aizzare gli animi in una Pianura fatiscente, in un centro storico dove manca tutto, anche lo stato. Con palazzi che cadono a pezzi, una rete fognaria da ricostruire, un arredo urbano che farebbe arrendere il migliore degli architetti. Dove gran parte degli abitanti di questa strada ha la terza media ed è disoccupata. Per l'area sono stati da poco stanziati 8 milioni di euro. Niente per quello che ci sarebbe da fare. Fondi che non basterebbero nemmeno a ricostruire le pareti di quella sfilza di costruzioni abbandonate. Abbattere tutto potrebbe essere una soluzione, ma in ogni caso le colpe del comune sono evidenti. «Quando a fine luglio era stato sgomberato il lotto T1 di via Trencia e gli immigrati erano stati lasciati in strada prima di occupare il Duomo, avevamo fatto notare che la vera situazione esplosiva era proprio in via dell'Avvenire», spiegano dalla Rete antirazzista. Sono passati due mesi, non è stato mosso un dito e la situazione si è incancrenita. Ora c'è chi vorrebbe linciarli, quei ragazzi della Costa D'avorio e del Burkina Faso che in molti casi il rione ha visto nascere e crescere. Loro sono usciti allo scoperto con una manifestazione di denuncia per il clima crescente di razzismo che attanaglia il quartiere. Una provocazione per i loro vicini autoctoni, che non l'hanno presa bene. Già alle undici di mattina alcune decine di donne inferocite aspettano l'arrivo del corteo e non hanno buone intenzioni. Mettono i cassonetti di traverso, fanno casino, in quella piazzetta San Giorgio dove i migranti vorrebbero fermarsi in raccoglimento per i fratelli morti a Castelvolturno. Facce scure, motorini che sfrecciano nei vicoli, qualche testa rasata. Piccoli contatti. C'è chi urla «ve ne dovete andare», chi accusa «fate schifo, spacciate la droga», chi insulta le poche migranti: «Siete tutte puttane». In realtà loro sono quelli che all'alba già li puoi trovare alla rotonda di Quarto. In fila uno dietro l'altro ad aspettare che i masti , caporali senza scrupoli, li prendano per lavorare, al nero nei cantieri edili, per 20 euro. I pianuresi lo sanno, ma oggi lo hanno dimenticato. Aboubakar Soumahoro, della Rdb immigrati, dal megafono serra le fila: «Non cedete alle provocazioni». Un ragazzotto tarchiato si avvicina a due africani per strappare il cartello con su scritto «No al razzismo». E' un mezzo parapiglia, intervengono le forze dell'ordine, lo identificano. Ma lui non si allontana, anzi incalza: «C'aggia schiatta' a cap'» . «Facciamo come a Castelvolturno», «'anna murì ». Piovono minacce contro quegli immigrati che conoscono da venti anni, ma che ora non si capisce bene per quale motivo «se n'anna 'j ». Donne, grosse e incazzate , uomini che si nascondono nelle vie laterali e aspettano la sera per «uscire allo scoperto». Se la prendono con il presidente della municipalità Fabio Tirelli del Prc, reo di essere alla testa del corteo di «chilli là» . Inveiscono contro la Iervolino. «Noi non strumentalizziamo nessuno. La verità è che qui i migranti non possono vivere, lo facciamo anche per loro. Queste costruzioni sono inagibili», dice Vincenzo Diodato, consigliere di municipio e fratello di quel Pietro agguerrito sostenitore delle cause di "destra" nel quartiere. In realtà, se si fa perno sugli istinti primordiali di poveri cristi, sulla subcultura che regna in una periferia di frontiera, può succedere di tutto. E il primo a farne le spese è Arnaldo Capezzuto, giornalista di una free press, colpevole di aver scritto un paio di articoli a favore dei migranti. «Non siamo razzisti, sei una merda». Gli saltano addosso in quattro, lui cade per terra e sono calci e pugni. Capezzuto viene tratto in salvo dai poliziotti, mentre i migranti sono rintanati nelle loro case con un fitto cordone di agenti a proteggerli. Verrà scortato in ospedale da una volante con ematomi sul viso e un braccio messo male. Non si fa in tempo a riportare la calma che un uomo sulla cinquantina e sua moglie aggrediscono un migrante. Kasmir, in attesa di trapianto ai reni che stava tornando dopo una dialisi. «'E mazzat'» urla la folla che corre per dare una mano, mentre le forze dell'ordine riescono a proteggere il ragazzo ivoriano, e un carabiniere le prende. Una donna cerca di intonare uno slogan: «La camorra è bella, viva la camorra». Almeno non trova consenso esplicito. «Noi andiamo via. Non condividiamo queste violenze», dice Pasquale Strazzullo, dirigente di An. Ma la "guerra tribale" è già iniziata e non sarà facile placarla ora. A via dell'Avvenire restano spaccati in due per tutto il pomeriggio, con schermaglie e tensioni. Dalla questura sanno che se li lasciano soli potrebbe succedere qualsiasi cosa. E i "neri" restano intrappolati come topi. Abou lancia un appello alla prefettura: «Abbiamo paura». Mohamed, uno degli abitanti storici avverte: «Qui può scapparci il morto». Il sindaco condanna il clima di intolleranza e si mette al lavoro per cercare nuovi alloggi. Ma secondo Tirelli «al momento non ci sono soluzioni in vista. Abbiamo ancora gli sgomberati del T1 da sistemare e trovare un ricovero per 200 persone è impossibile».


30 settembre 2008 - Liberazione

Brunetta abolisce la ricerca scientifica

I sindacati di base hanno già indetto uno sciopero generale per il 17 ottobre. La Cgil, dopo l'ondata di azioni di sabato scorso, ha spedito ieri una richiesta unitaria, con Cisl e Uil, ai gruppi parlamentari chiedendo di intervenire per scongiurare l'approvazione della norma.
«Nella ricerca e nell'università, dov'è più alto il rapporto tra precarti e stabili, si bloccherebbe il servizio. Didattica e ricerca sarebbero fortemente compromesse», spiega ancora Pantaleo che si dice pronto ad andare sotto Palazzo Chigi dove il governo sta procedendo a tappe forzate, bypassando il più possibile sindacato e parlamento - anche nei gruppi di maggioranza ci sarà chi trasalirà di fronte all'emendamento. L'obiettivo è accorciare i tempi di discussione di un disegno di legge che riguarda i lavori usuranti ma che contiene misure importanti per tutta la pubblica amministrazione. Le reti dei precari insistono a chiamare alla reazione tutto il pubblico impiego contro una norma di dubbia legittimità che non si limita a mettere in discussione i contratti in essere ma anche i diritti pregressi. Il barometro sociale annuncia anche una pioggia di ricorsi oltre all'ondata di mobilitazioni scattate già ieri con l'occupazione, a Roma, della sede dell'Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dove sono 700 i precari a rischio solo nel neo Istituto, quasi il 50% del personale tutto schierato, tempi indeterminati compresi, contro l'emendamento che compromette le attività di monitoraggio e protezione ambientale, controllo nucleare, rifiuti, difesa del suolo e delle risorse idriche. Sono gia' in mobilitazione i 500 precari dell'Isfol (Istituto per la formazione professionale dei lavoratori) dove la sede è stata occupata e tutte le attività sono bloccate. All'Isfol, segnala l'Usi Rdb, viene vantata la precarietà più lunga dell'intero comparto. Occupano anche i 400 precari dell'Ingv (istituto nazionale di geofisca e vulcanologia). Oggi, tra le varie manifestazioni, la più clamorosa potrebbe essere quella annunciata sotto il Cnr alla 14.30. Ad Ancona, 400 precari di comune, provincia e Regione, hanno dato vita a un'assemblea contro le esternalizzazioni, la sottostima dell'inflazione programmata (1/3 di quella regsitrata dall'Istat) e contro il blocco delle stabilizzazioni. Mille lavoratori degli enti pubblici della provincia di Milano hanno protestato sotto Palazzo Marino in Piazza della Scala per le medesime ragioni.
Intanto Brunetta - inviperito per una vignetta satirica sull'Unità che lo riguardava - si giustifica dicendo che lui vorrebbe chiarire l'ambiguità delle norme sulla stabilizzazione ereditate dalla gestione Prodi. Così, da vero azzeccagarbugli, si richiama al principio costituzionale del concorso pubblico che sabota a sua volta col medesimo emedamento subordinando ai limiti delle risorse stanziate dal governo.(che.ant.)


30 settembre 2008 - La Repubblica

La vertenza
Tranvieri in sciopero dalle 18 alle 22 possibili disagi per bus e metrò

Milano - Dalle 18 alle 22 oggi mezzi pubblici a rischio. Il sindacato dei lavoratori intercategoriale (Sdl), i Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub trasporti hanno indetto uno sciopero nazionale, che interesserà in quella fascia anche il servizio Atm.
Non aderiscono i sindacati confederali. Lo sciopero intende sollecitare l´apertura di un negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli autoferrotranvieri. In occasione dell´agitazione sindacale l´azienda fa sapere che «attiverà il servizio di Infomobilita per comunicare in tempo reale, attraverso le emittenti radiofoniche, il web e i messaggi audio a bordo dei mezzi e nelle banchine, i livelli di servizio attivo per il trasporto di superficie e nelle metropolitane».

Dalle 12,30 alle 16,30
Sciopero Rdb e Sdl oggi bus a rischio

Bologna - Nubi sui trasporti pubblici. Oggi bus a rischio per lo sciopero Rdb e Sdl. E il futuro non è roseo dato che la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo è al palo. Inevitabili i disagi per i passeggeri.
Il personale viaggiante è chiamato a incrociare le braccia dalle 12.30 alle 16.30. E da via Saliceto avvertono: «In tali orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti».
Più precisamente, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno sicure soltanto le corse dal capolinea centrale verso la periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 12 e 15. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione o dall´autostazione, fino alle 12 e 20. Durante lo sciopero saranno comunque garantiti i servizi "riservati scolastici" e le attività di rilascio di contrassegni e vetrofanie per le aree regolamentate dal piano sosta. Per il call center Atc è assicurata la presenza di un operatore fino alle 13 e dalle 16 al termine del servizio. L´Atc promette di adottare «ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio».

La protesta Avvocati e magistrati in assemblea
"Troppi tagli Giustizia ko" sì allo sciopero
"Non ci sono più soldi per pagare gli straordinari e molte udienze rischiano il rinvio: i primi danneggiati sono i cittadini"

Bari - Dai sindacati è arrivata una proposta: un giorno di sciopero, di astensione dal lavoro per protestare contro i tagli alle spese di giustizia e alla pianta organica del personale amministrativo. Si è conclusa così l´assemblea, convocata ieri al palazzo di giustizia di piazza De Nicola, da Anm, ordine degli avvocati e dai rappresentanti dei cancellieri e degli impiegati. I dati non sono ancora ufficiali, ma secondo le stime dei rappresentanti sindacali, i provvedimenti del governo causeranno una riduzione di 150, 200 cancellieri. Il taglio alla pianta organica provocherà disagi anche ai cittadini.
«È difficile - afferma Roberto Rolli, rappresentante della Cgil - spiegare all´utente il rinvio delle udienze. Non ci sono soldi neanche per pagare gli straordinari». Chi andrà in pensione non verrà sostituito, il turn over è infatti bloccato. E il carico di lavoro aumenta. Saverio Cutrone, rappresentante a Palazzo di Giustizia della Rdb, afferma «che nel penale ci sono 900 processi in più». Eppure il personale non viene potenziato. E con l´applicazione del decreto Brunetta Tremonti, sarà ridotto. Cutrone ha alcuni esempi pratici, sostenendo come nelle sezioni distaccate la situazione sia ancora più grave.
A Modugno da 18 anni manca un cancelliere di categoria 2, a San Severo, invece, non c´è l´ufficiale giudiziario che viene sostituito da quello di Trinitapoli. Quella dei tagli alla pianta organica è solo l´ultima «emergenza» in ordine di tempo, perché poi c´è il problema delle spese di giustizia. Le difficoltà sono quelle di sempre. Mancano le buste per spedire gli atti. Ci sono le fotocopiatrici che non vanno, i computer che funzionano male. L´assemblea è stato il primo passo per protestare contro i tagli, una manifestazione sostenuta anche dai magistrati, rappresentati dall´Anm guidata a Bari da Isabella Ginefra, e dall´ordine degli avvocati.(g.d.m.)


30 settembre 2008 - Il Piccolo

In sciopero i bus tra le 18 e le 22
I sindacati di base chiedono il rinnovo del contratto

Trieste - Si terrà oggi, dalle 18 alle 22, lo sciopero nazionale del trasporto pubblico locale. Anche gli autisti della Trieste Trasporti, dunque, incroceranno le braccia, per prendere parte alla protesta indetta dalle quattro maggiori organizzazioni sindacali di base: sdl, cobas lp, cub e slai cobas.
I dipendenti della Trieste Trasporti sciopereranno quindi nelle ultima quattro ore di servizio. Quali sono le ragioni della protesta? I motivi della sciopero sono numerosi. Li spiega bene Willy Puglia (delle Rdb della Trieste Trasporti). «C’è la necessità di ottenere il rinovo del contratto nazionale, scaduto a dicembre del 2007. Gli autoferrotranvieri - spiega Puglia - chiedono aumenti salariali dignitosi, in linea con quelli europei e con il costo della vita. Oltre a un miglioramento delle condizioni di lavoro senza precarietà».
Ma non finisce qui. Tra le richieste avanzate dai sindacati ci sono anche «garanzie per la sicurezza sul posto di lavoro e tutela della salute - afferma ancora il sindacalista della Trieste Trasporti - e il rispetto della dignità dei lavoratori. Fondamentale è inoltre la ridiscussione della normativa disiplinare risalente al 1931 e - continua Willy Puglia - il riconoscimento di pari dignità e diritti a tutte le organizzazioni sindacali».


30 settembre 2008 - La Stampa

Sciopero di quattro ore dei mezzi di trasporto

Torino - Oggi sarà una giornata nera per chi si sposta sui mezzi pubblici: lo sciopero proclamato dal sindacato Cub-RdB, 4 ore, interessa tutti i servizi di Gtt. Gli orari. Metropolitana e servizio urbano e suburbano (escluse linee 19, 43 e 46 barrato): 17,45-21,45. Autolinee extraurbane e linee urbane 19, 43 e 46 barrato: 10,30-14,30. Ferrovie Torino-Ceres e Canavesana: 9-13....


30 settembre 2008 - Il Giorno

OSPEDALE, LA DENUNCIA DEI SINDACATI
Infermieri, nessun concorso
«In 14 con contratto a termine e poche prospettive»
di SILVIA VIGNATI

Legnano - PRECARIATO: ancora di scena all'ospedale di Legnano. Questa volta non parliamo delle ex centraliniste del call center, ma del personale infermieristico. È questo uno dei punti "caldi" che ha fatto proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale dell'Azienda ospedaliera di Legnano, indetto dalle Rappresentanze di base (rdb). «Abbiamo complessivamente 14 nuovi infermieri, tutti laureati: 10 a giugno, e 4 lo scorso novembre - spiega Riccardo Germani -. Al momento stanno solo facendo sostituzioni, dunque tutti lavorano con contratti in scadenza. L'Azienda non bandisce il concorso e gli infermieri, che pure sono stati formati a Legnano, si vedono costretti a cercare lavoro altrove. Uno di loro è passato all'Azienda ospedaliera di Varese, un altro sta facendo il concorso per lavorare all'ospedale di Gallarate. Secondo noi è assurdo formare personale qualificato e poi non permettergli di lavorare nei nostri quattro ospedali». «CONTRATTO a tempo determinato, o in sostituzione: è già la seconda sessione di laurea in Scienze infermieristiche della nostra scuola alla quale non corrisponde un concorso pubblico - rimarca Maurizio Zucca, sindacalista Rdb -. Il rischio è che questi giovani infermieri neolaureati, non solo potrebbero essere attratti da altre aziende della zona, ma anche scegliere di lavorare in strutture private. Come organizzazione sindacale, chiediamo che venga indetto nel più breve tempo possibile un concorso pubblico per assumere a tempo indeterminato questo personale, al fine di non perdere importanti risorse. Siamo stanchi di sentirci rispondere che non esiste carenza infermieristica nella nostra Azienda ospedaliera, quando invece è palese nei reparti». MA LO STATO di agitazione è determinato anche da altri motivi. «Per esempio l'accordo di produttività 2008: i progetti delle unità operative devono essere previsti all'interno dell'orario di lavoro e senza prestazioni aggiuntive - afferma Gianfranco Cattaneo, Rdb -. E poi: a più di un anno non è stato ancora riesaminato il progetto di omogeneizzazione di alcune sale operatorie. Sussistono problematiche inerenti il personale amministrativo e tecnico, si devono dare delucidazioni su come si intende procedere all'accorpamento dei servizi e sulle esternalizzazioni. Ci preoccupa il futuro delle ore effettuate dagli infermieri con salti di riposo mai pagati: a oggi non esiste alcun progetto per il pagamento di queste prestazioni, e la Regione ha bocciato il progetto. E poi i passaggi di fascia: vanno stabiliti da subito i criteri per i passaggi di fascia orizzontali, considerato anche l'accordo sottoscritto il 14 luglio».

Oggi, attenti a bus e metrò Stop dai sindacati di base
A rischio i mezzi dell’Atm nella fascia 18-22

MILANO — BUS E METRÒ a rischio, oggi, a causa di uno sciopero nazionale indetto dalle diverse organizzazioni sindacali di base. Sdl (Sindacato dei lavoratori intercategoriale), Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub Trasporti hanno proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 18 alle 22. UNO SCIOPERO CHE SEGUE di pochi mesi l’altro proclamato per motivi diversi (contratto unico del trasporto) dai confederali. «Il nostro - dichiara Claudio Signore, coordinatore regionale Al-Cobas - è a sostegno dell’apertura del negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Autoferrotranvieri. Naturalmente ci aspettiamo una buona risposta, c’è troppo malcontento fra i lavoratori dell’Atm e noi puntiamo ad intercettare gli scontenti». L’esponente sindacale punta il dito contro la «riorganizzazione del lavoro interno che aumenta le ore lavorative e taglia le giornate di riposo», progetto bocciato dai dipendenti durante le ultime consultazioni. Non solo: un restyling fatto con tagli alla spesa «soprattutto nel settore manutenzione. Ma sia chiaro - mette in guardia Signore - non ci sono problemi di sicurezza ma aumentano i guasti ai mezzi. Le officine sono sguarnite». Intanto, Atm, ha attivato per lo sciopero il servizio di Infomobilità per comunicare in tempo reale, attraverso le emittenti radiofoniche, il web e i messaggi audio a bordo dei mezzi e nelle banchine, i livelli di servizio per il trasporto di superficie e nelle metropolitane. L’azienda ha messo a disposizione anche un numero verde 800.80.81.81, operativo tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30. Dai trasporti ai servizi pubblici gestiti dal Comune di Milano. IERI CENTINAIA di lavoratori hanno manifestato davanti a Palazzo Marino. E si preannuncia un ottobre «caldo», con uno sciopero nazionale che, dice Adriano Sgrò, segretario Fp-Cgil del Comune di Milano, «oltre ad incidere sulla legge finanziaria farà emergere il malcontento che c’è negli uffici pubblici della città. Dai nidi alle materne, sino alla esternalizzazione dei servizi funebri, progetto quest’ultimo che ci vede decisamente contrari, sono tanti i problemi sul tappeto».(St.Con.)


30 settembre 2008 - Corriere della Sera

Autonomi
Bus e metrò oggi si fermano per quattro ore

Oggi sciopero nazionale di quattro ore per il trasporto pubblico locale.
L'agitazione è indetta dallo Sdl, Slai-Cobas e Cub trasporti. Con l'agitazione i sindacati chiedono l'apertura del confronto per il rinnovo del contratto della categoria.
Disagi sono quindi possibili per chi prende i mezzi pubblici dalle 18 alle 22. In occasione dello sciopero Atm attiverà come di consueto il servizio di Infomobilità per comunicare in tempo reale, attraverso le emittenti radiofoniche, il web e i messaggi audio a bordo dei mezzi e nelle banchine, i livelli di servizio per il trasporto di superficie e nelle metropolitane....


30 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

Autisti in sciopero Bus a rischio
DALLE 12.30 ALLE 16.30

Bologna - AUTOBUS a rischio fra le 12.30 e le 16.30 per lo sciopero nazionale indetto dalle sigle sindacali Rdb e Sdl. «Nelle ore dello sciopero — avverte l’Atc — i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti». Più precisamente per le tratte extraurbane saranno garantite soltanto le corse dal capolinea centrale verso la periferia e viceversa con orario di partenza fino alle 12.15. Per quanto riguarda le linee urbane in città, saranno garantite invece solo le corse in partenza dalla stazione Fs o dall’autostazione fino alle 12.20. Durante lo sciopero saranno comunque garantiti i servizi cosiddetti ‘riservati scolastici’. Per quanto riguarda il call center Atc, è assicurata la presenza di un operatore fino alle 13 e dalle 16 al termine del servizio. L’Atc promette inoltre di adottare «ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, il ripristino veloce e integrale del servizio».

Bologna. LA TRATTATIVA tra Atc e sindacati...

Bologna - LA TRATTATIVA tra Atc e sindacati sul rinnovo del contratto integrativo (sfociata nello sciopero nel primo giorno di scuola) resta ferma al palo. La seduta del cda di Atc del 19 settembre e la trattativa fissata per mercoledì scorso sono saltate. Il 24 il nuovo round azienda-sindacati non c’è stato per «impegni improcastinabili» di Atc. Il cda è stato spostato a domani e la trattativa a data da destinarsi. In questo clima si inseriscono un nuovo sciopero e altre proteste. Oggi infatti i bus saranno ancora a rischio per lo sciopero nazionale indetto da Rdb e Sdl: il personale viaggiante di Atc è chiamato a incrociare le braccia dalle 12,30 alle 16,30. MA INTANTO Atc si chiama fuori dalla ‘Family card’, con gli sconti per le famiglie numerose, che dall’1 dicembre dovrebbe arrivare nelle case dei bolognesi: tra le facilitazioni previste non ci saranno quelle sui biglietti del bus. Bocciata anche la proposta di regalare l’abbonamento autobus a tutti gli alunni delle elementari, operazione che Atc valuta da mezzo milione in tutta la provincia. «Non abbiamo stime di un possibile risultato di crescita dell’uso del bus da non far cadere questi 500mila euro dall’alto verso il basso», ha spiegato ieri il presidente Francesco Sutti alla commissione territorio, ambiente e infrastrutture di Palazzo d’Accursio.

Modena. OGGI l’organizzazione sindacale Cub trasporti...

Modena - OGGI l’organizzazione sindacale Cub trasporti, che non è presente in Atcm, ha proclamato uno sciopero di quattro ore. L’azienda sottolinea che potrebbero comunque verificarsi adesioni spontanee da parte di singoli lavoratori non è pertanto possibile prevedere l’entità dell’astensione che dovrebbe verificarsi dalle 16 alle 20 sia sulla linea urbana che extraurbana.

Rovigo. LE RSU e i sindacati...
di Maristella Carbonin

Rovigo - LE RSU e i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, strigliano l’amministrazione comunale. E chiedono che gli accordi presi nel maggio 2007 e poi rinnovati nel marzo 2008, e relativi all’incremento del fondo salario accessorio dei dipendenti comunali, siano rispettati. L’aumento del fondo, nel 2008 (escluso ogni altro incremento contrattuale obbligatorio), doveva essere di almeno 140mila euro. La preoccupazione di Rsu e sindacati è motivata dal fatto che «queste risorse non trovano stanziamento nell’attuale bilancio in corso». Pertanto nei giorni scorsi è stata consegnata ai consiglieri comunali, al sindaco e agli assessori competenti, una lettera nella quale è chiesto il «rispetto degli impegni sottoscritti in occasione del riequilibrio di bilancio». «A distanza di due anni — sottolinea Stefano Malagugini , coordinatore del Rsu — l’amministrazione si è mossa in modo del tutto insufficiente, sia per l’impegno nato nel 2007 per integrare il fondo produttività, sia per la riorganizzazione della macchina del personale. Non ci risulta che nel riequilibrio di bilancio ci sia una copertura sufficiente per mantenere i patti. E’ vero che l’ultima tappa è quella di novembre, per l’assestamento. Però oggi chiediamo un impegno concreto del consiglio comunale, una mozione, per trovare le risorse». Critiche anche sulla riorganizzazione del personale presentata ai sindacati: «Per ora si parla solo di macrostruttura: in sostanza — spiega Romano Aio (Uil Fpl) — si tratta di una rivisitazione dell’assegnamento dei compiti ai dirigenti. Se il Comune fosse un’azienda privata, sarebbe già fallita; non è che vogliamo mandare a casa i dirigenti ma si possono diversificare gli stipendi». Critico anche Fabio Raule, delle Rdb (rappresentanze di base): «Le risorse per la classe dirigente si trovano sempre e la stessa, in tutte le occasioni, si promuove dandosi il 100% del raggiungimento degli obiettivi. Non sarebbe ora di sopprimere definitivamente la figura del direttore generale, che costa al Comune 200mila euro all’anno?». Proprio ieri mattina Cgil-Fp, Cisl-Fps e Uil-Fpl hanno organizzato una mobilitazione, davanti alla Provincia, riguardante tutti i lavoratori delle Autonomie Locali e delle Ipab della provincia di Rovigo e hanno incontrato il vicesindaco di Rovigo e il presidente della Provincia.


30 settembre 2008 - Corriere del Veneto

Sciopero Servizi a rischio dalle 10
Actv, tre ore di stop e domani tocca agli sportelli di Vela

VENEZIA - Disagi in vista, oggi, per chi prende l'autobus o il vaporetto dell'Actv: dalle 10 alle 13 del mattino sono previste tre ore di sciopero dei dipendenti che aderiscono al sindacato Rdb Cub; la protesta è nazionale (riguarda l'intero settore del trasporto pubblico locale) e molto dipenderà dall'effettiva adesione. E se oggi tocca ad Actv, domani è la volta di Vela, sempre a causa di uno sciopero proclamato dallo stesso sindacato: il personale incrocerà le braccia per ventiquattro ore, pertanto alcuni sportelli di vendita e il call center potrebbero non essere regolari. Il disagio maggiore potrebbe verificarsi per chi, trattandosi del primo giorno del mese, deve rinnovare l'abbonamento, ma l'azienda assicura che non dovrebbero esserci particolari problemi dal momento che «gli iscritti Rdb Cub in Vela rappresentano solo il cinque per cento dei dipendenti totali ». Lo sciopero del sindacato di base del resto era nell'aria già da qualche settimana, dopo che gli ultimi incontri con l'azienda in merito a Imob e alle difficoltà che il nuovo sistema elettronico di bigliettazione creerebbe al personale addetto al front office non avevano dato, secondo il sindacato, l'esito sperato; Rdb Cub denuncia infatti le falle di Imob, a suo dire numerose, a partire dal malfunzionamento delle macchine validatrici fino ai problemi di rendicontazione. Al punto che il sindacato aveva chiesto qualche settimana fa a Vela di ripristinare il sistema cartaceo, finché non fossero stati del tutto risolti i guai con il nuovo sistema elettronico. Per Actv e la sua controllata si prospetta dunque un autunno caldo, perché Rdb Cub non è l'unico sindacato ad essere sul piede di guerra. Lo stato di agitazione investe infatti anche le altre sigle sindacali – Cgil, Cisl, Uil – che più di una settimana fa hanno avviato la procedura di raffreddamento nei confronti di Actv, anticamera dello sciopero vero e proprio; Imob e linea tre sono in testa alle preoccupazioni e al malumore dei dipendenti, ma l'intesa con i vertici sembra difficile da raggiungere; gli incontri con le sigle sindacali si succedono ormai da diverse settimane, l'ultimo risale a venerdì scorso conclusosi però con un sostanziale niente di fatto. Domani la convocazione è prevista per le 9.30. «Se la trattativa - annuncia Valter Novembrini, Filt Cgil - dovesse andare a vuoto sarà rottura».(P.V.)

Bus, sciopero dalle 17 alle 21 di oggi
Lo hanno proclamato i sindacati di base. Ma per la Saf i disagi saranno minimi

Udine - Sciopero del trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano, oggi, dalle 17 alle 21: a proclamarlo sono le Rappresentanze sindacali di base, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto il 31 dicembre 2007.
L’iniziativa, che nulla ha a che fare con lo sciopero indetto invece da Cgil, Cisl, Uil e alcune sigle autonome per il 10 novembre prossimo, punta a ottenere, tra l’altro, «aumenti salariali proporzionati al costo della vita, il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali, le 36 ore di lavoro settimanale senza flessibilità nè saturazione dell’orario di servizio e il contenimento del lavoro straordinario, l’uguaglianza economica e normativa per i nuovi assunti».
I disagi per gli utenti dei bus udinesi, comunque, dovrebbero essere minimi. Le organizzazioni sindacali che hanno promosso lo sciopero, infatti, non contano alcun iscritto alla Saf, la società che gestisce il trasporto pubblico in città e provincia. Non è escluso, comunque, che qualche dipendente decida di aderire ugualmente alla manifestazione di protesta, lasciando così fermo nel parcheggio il bus.

Il progetto finisce in Parlamento
Wisco e rifiuti, Sbrollini interroga il ministro: «Verifichi i controlli della commissione Via»
di Andrea Alba

VICENZA – Il caso «Wisco» arriva in Parlamento. Il progetto della società partecipata Enel e Trenitalia, per la realizzazione di un impianto di smaltimento rifiuti liquidi anche pericolosi nelle Grandi Officine Trenitalia di Vicenza, nel quartiere Ferrovieri, è al centro di un'interrogazione parlamentare presentata dalla deputata del Pd Daniela Sbrollini. L'onorevole vicentina chiede al ministro dell'Ambiente di interessarsi del caso e verificare l'operato della Commissione regionale Via, cui dopo un primo parere favorevole il progetto è stato inviato nuovamente, per un secondo esame.
La proposta di realizzare l'impianto Wisco a Vicenza risale al 2005, ma solo a marzo di quest'anno i tecnici regionali si sono espressi con un primo parere favorevole.
Il progetto, a cui si oppongono i sindacati Cgil, Uil, Orsa e Cub, e una parte dei cittadini residenti ai Ferrovieri, prevede che le vasche di lavaggio carrozze ferroviarie delle Grandi Officine, dietro la stazione, vengano adattate per il trattamento di circa 62mila tonnellate di rifiuti all'anno. Tra le tipologie di scorie trattate si prevedono anche 10mila tonnellate di percolati di discarica e 2mila 500 tonnellate di rifiuti con cromo esavalente. «Premesso – osserva Sbrollini che l'area individuata si trova situata tra un'area industriale, artigianale e commerciale e un'altra immediatamente attigua densamente abitata con numerosi condomini, parchi giochi per bambini e un asilo per l'infanzia, e che le amministrazioni locali hanno più volte sollecitato la Regione Veneto ad esprimere un parere negativo, nonostante questo la Commissione regionale per la Valutazione d'impatto ambientale ha dato invece un primo parere favorevole all'impianto di trattamento rifiuti».
Fatte queste considerazioni, la parlamentare chiede che «il ministro dell'Ambiente e il ministro per gli Affari regionali si attivino per una verifica dell'operato della Commissione regionale Via del Veneto, e che siano effettuati tutti i dovuti controlli sul progetto».

Possibili disagi
Aps, sciopero Cub alle 17.30

PADOVA - Possibili disagi oggi pomeriggio per gli utenti di Aps: dalle 17,30 alle 21.30 gli autisti che aderiscono all'organizzazione sindacale autonoma Cub Trasporti (minoritaria tra i dipendenti di Aps Holding) hanno proclamato uno sciopero a livello nazionale. Non sono interessate quindi le fasce di garanzia.


30 settembre 2008 - Il Mattino di Padova

Cobas in lotta disagi sui bus

Padova - Non sarà uno sciopero totale che bloccherà il servizio, ma quello che i Cobas annunciano oggi, dalle 17.30 alle 21.30, creerà ugualmente qualche disagio agli utenti dell’Aps, soprattutto ai passeggeri dei bus che tornano a casa a fine lavoro. «E’ uno sciopero nazionale per protestare contro i tagli al trasporto locale attuati dal Governo e per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro», afferma dice Stefano Pieretti, leader Cobas «confidiamo sull’adesione volontaria di tutti gli autisti, visti anche i buoni rapporti che a Padova intratteniamo con i confederali e in particolare con la Cgil».

Ultimatum per lo sfratto di tre famiglie
Occupano abusivamente alloggi Ater in via San Giacomo, sgombero entro l’8 ottobre

MONSELICE - Questa volta la minaccia è ordine e sembra più perentoria che mai: le tre famiglie che attualmente vivono negli alloggi Ater di via San Giacomo dovranno lasciare gli appartamenti entro e non oltre l’8 ottobre. Ieri mattina alle 10, l’ufficiale giudiziario, accompagnato dalle forze dell’ordine, ha presentato l’ultimatum agli otto «residenti abusivi». Assieme a questi ultimi c’erano i volontari dell’Associazione difesa lavoratori Cobas, che da tempo incalzano l’amministrazione comunale a trovare una soluzione definitiva.
Ai civici 41 e 43 di via San Giacomo vivono attualmente tre nuclei familiari, due dei quali composti da cittadini di origini marocchine. Fino a due mesi fa le famiglie erano quattro: grazie al contributo di 1.500 elargito dal Comune per l’anticipo di un affitto, un gruppo è riuscito a trovare alloggio in un altro paese. «Questo dimostra che la volontà di risolvere la situazione c’è e parte soprattutto dai residenti di questi alloggi - spiegano dall’associazione - ma quando le condizioni mancano ci si trova con le mani legate». La maggior parte dei residenti, immigrati regolari, ha lavoro precario e non può garantire condizioni economiche di sicurezza tali da trovare facilmente un tetto. E’ il caso di Hafid Azuigui, già sgomberato dallo stabile di via Piave (via «S. Precario»): «Ho fatto il giro di decine di agenzie ma con il mio stipendio nessuna ha avuto il coraggio di affidarmi un appartamento, per il quale sono disposto a pagare un affitto, nel limite delle mie possibilità. L’assessore Mamprin aveva assicurato che si sarebbe fatto garante, ma così non è stato». Fatto sta che dall’8 ottobre otto persone rischiano di finire letteralmente in strada: «Qui ci sono anche tre bambini - incalza l’associazione - e l’unica cosa che i servizi sociali hanno saputo dire è che in caso di sfratto questi piccoli verranno affidati a qualche istituto e quindi tolti alle rispettive famiglie». «Hanno detto che per i bambini si arrangiano loro - spiega disgustata Mafalda, ragazza madre italiana - ma forse non capiscono quanto disumano sia togliere un figlio ad una madre». La richiesta è chiara: l’amministrazione deve intervenire sulla questione ben prima dell’8 ottobre e con un gesto quanto più risolutivo: «Altrimenti quel giorno saremo tutti qui - chiude l’associazione - e non saremo soltanto in quattro».(n.c.)


30 settembre 2008 - Redattore Sociale

Pianura, gli immigrati chiedono un presidio permanente: ''Siamo terrorizzati''
Dopo gli scontri con la polizia durante il corte antirazzista di ieri a Napoli parla il sindacalista Aboubakar Soumahoro, responsabile dell'immigrazione per l’RdB. ''Non ricorreremo alle ronde o ai metodi fai da te''
di Maria Nocerino

NAPOLI – Terrore. Questo è il termine che meglio definisce la situazione nel quartiere napoletano di Pianura per Aboubakar Soumahoro, responsabile dell’immigrazione per l’RdB, che spiega: "Stiamo vivendo ore di vero terrore, non siamo tranquilli neanche a camminare per strada o andare a fare la spesa". Più che un commento è una denuncia quella del sindacalista e portavoce degli immigrati africani, all’indomani dei fatti di Via dell’Avvenire, dove ieri durante il corteo antirazzista organizzato dagli immigrati si sono verificati momenti di forte tensione con la polizia, sfociati in aggressioni ai danni di cinque persone, tra cui un immigrato, con regolare permesso di soggiorno, e il cronista di un quotidiano cittadino. "I parenti dei nostri compagni – sottolinea Aboubakar Soumahoro - hanno visto le immagini degli scontri su internet, ora sono spaventati e lo siamo anche noi, visto che si è passati dalle scritte sui muri alle aggressioni fisiche". "Ieri uno di noi è stato aggredito, era dializzato e ora è ricoverato all’ospedale San Paolo – continua – ci sono finiti dentro anche il poliziotto che cercava di proteggerlo e un giornalista che faceva il suo lavoro". I rappresentanti dei Comitati riconoscono, infatti, di poter contare sull’appoggio della stragrande maggioranza dei napoletani e sostengono che si tratti di una campagna organizzata da un gruppo isolato, con una precisa regia politica. La situazione è peggiorata – dicono - sopratutto dallo scorso 24 settembre, in occasione della partita Napoli - Palermo, e lanciano pesanti accuse nei confronti di alcuni esponenti di An che, proprio quella sera, si sarebbero resi responsabili dei primi episodi di intolleranza nei loro confronti. "Hanno approfittato - denuncia il responsabile dell’immigrazione per l’RdB - di un momento in cui tutta Napoli è stata bloccata davanti alla televisione e ci hanno tagliato la luce, sabotato i tubi dell’acqua e alcuni ragazzi sono stati aggrediti a sassate e bastonate". Gli immigrati ora si rivolgono al prefetto, per chiedere un presidio permanente nel quartiere che non ritengono più sicuro per loro, al questore e al sindaco di Napoli, perché si possa trovare una soluzione al problema. Aboubakar Soumahoro non demorde: "Non ricorreremo alle ronde o ai metodi fai da te come i nostri aggressori, noi crediamo nello stato". Via dell’Avvenire, con le sue case fatiscenti abitate sia da italiani che da stranieri, è dunque diventato il terreno di uno scontro, ormai sempre più fisico ma soprattutto politico e culturale, che inevitabilmente riapre a Napoli il dibattito sul tema della tolleranza. Sulla stampa, locale e nazionale, si rincorrono intanto le reazioni politiche. "Quello che è successo – ha commentato ieri l'imam della comunità islamica di Napoli Abdullah Ammarm - è un episodio isolato che, sono sicuro, non rappresenta il sentimento di tutti i cittadini. Una questione di ignoranza che deve essere risolta al più presto. Spero che il comune di Napoli trovi al più presto una sistemazione più adeguata per i fratelli di Pianura per garantire a tutti uguale dignità". Molto più lapidario il giudizio del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino: "Devo constatare con dolore che la città sta facendo passi indietro. Avevo già definito il clima a Pianura inaccettabile, ma oggi lo considero ancora più inaccettabile perché senza dubbio dietro le manifestazioni c'è del razzismo che non è degno di una città ricca di storia e voglia di pace come Napoli". Non la pensano così gli abitanti di Via dell'Avvenire che continuano a rivendicare: "Non siamo razzisti. Gli immigrati occupano questo edificio abusivamente da oltre 15 anni e non gli è mai successo niente. Ma quelle costruzioni sono pericolanti. I proprietari sono stati evacuati dopo il terremoto del 1980 per essere occupate ora da quasi 200 persone che vivono in condizioni non degne di un paese civile". A questo la Comunità degli immigrati di via dell’Avvenire della Rete antirazzista napoletana risponde attraverso una lettera che oggi ha fatto il giro di tutti i maggiori quotidiani. "Siamo immigrati e rifugiati che vivono in questo quartiere da molti anni. Lavoriamo duramente nei cantieri, sfruttati e malpagati, per sostenere le nostre famiglie come altri meridionali lo hanno fatto in Germania, nel Nord Italia, negli Stati Uniti".


30 settembre 2008 - Il Giornale di Monza

OGGI L'ASSEMBLEA DELLA CUB IN PREPARAZIONE ALLO SCIOPERO

Monza - In vista dello sciopero generale del 17 ottobre di tutte le categorie pubbliche e private, proclamato dalla Confederazione unitaria di base, da Cobas e da Sdl, la Cub ed Usis (Unione sindacale italiana sanità Cub) indicono un'assemblea pubblica. L'appuntamento è per oggi, martedì 30 settembre, alle 20,30, presso il salone Cub di via Piave 17 a Monza.
Lo sciopero è a sostegno della piattaforma che le tre organizzazioni sindacali di base hanno unitariamente consegnato al Governo il 20 giugno scorso e che prevede: forti aumenti per salari e pensioni; rilancio del contratto nazionale; abolizione della Legge Treu e della Legge 30. Altri temi toccati dalla piattaforma sono la sicurezza nei luoghi di lavoro, la lotta al razzismo e la difesa del diritto di sciopero. Info: 039-832267.


30 settembre 2008 - Il Gazzettino

MONSELICE Ieri è stata concessa una proroga fino all’8 ottobre alle famiglie che hanno occupato le case Ater di via San Giacomo
«Ho 25 anni, un figlio e vivo con 400 euro al mese»
La storia di Mafalda Mele, unica italiana del gruppo, che lavora part time in un call center ed è ragazza madre
di Orfeo Meneghetti

Monselice - Una proroga, l'ultima, è stata concessa alle tre famiglie africane che occupano abusivamente gli alloggi dell'Ater di via San Giacomo a Monselice. Ieri mattina l'ufficiale giudiziario, Camilla Ranzato, ed un funzionario dell'Ater accompagnati da due carabinieri ha comunicato verbalmente agli occupanti le volontà del presidente dell'ente di via Raggio di Sole, Roberto Pavan. I tre appartamenti su quattro che formano l'immobile dovranno essere lasciati liberi entro il prossimo 8 ottobre. In caso contrario si procederà allo sgombero forzato dell'immobile. La comunicazione è stata contestata duramente dagli occupanti. Le persone che vivono nei tre alloggi sono dieci e tra loro ci sono tre bambini. Una situazione delicata. Un problema, che i rappresentanti dell'Associazione difesa dei lavoratori (Adl) di Monselice hanno tentato di spiegare al funzionario dell'Ater. I margini per giungere ad un compromesso, però, non c'erano. Pertanto la tensione è cominciata a salire. Sono volate parole grosse. I carabinieri sono intervenuti ed hanno riportato la calma. L'ufficiale giudiziario e il funzionario Ater alla fine se ne sono andati. In via San Giacomo tra gli occupanti abusivi degli alloggi, la rabbia era contenuta a stento. «Da quasi due anni ho trovato alloggio in questo appartamento afferma Mafalda Mele, l'unica italiana presente, 25 anni ed è l'unico modo che mi permettere di garantire un'esistenza normale a me è a mio figlio, Gied di cinque anni. Non ho nessun'altra soluzione abitativa. Lavoro part time in un call center a Padova. Il mio stipendio è di 400 euro al mese. Non posso pagare un affitto. Lo stipendio mi serve per vivere e per garantire un'esistenza decente a mio figlio». E la giovane donna aggiunge: «Prima di arrivare a Monselice vivevo a Villafranca Padovana. Ho rivolto a più amministrazioni comunali la richiesta di avere un alloggio popolare. Nessuna risposta. I giovani del gruppo No global di Monselice mi hanno offerto quest'opportunità e non mi sono fatta pregare. Nel biennio in cui ho vissuto all'interno dell'appartamento di via San Giacomo ho acquistato mobili e attrezzature per renderlo confortevole. Adesso mi vogliono sfrattare e perdo tutto. Non ci sono garanzie per un possibile alloggio a Monselice. Non so davvero cosa farò dopo l'8 ottobre. Mi hanno invitata a collocare mio figlio a Casa amica, la struttura d'accoglienza per minori di Monselice. Io non intendo staccarmi da lui. Il distacco sarebbe un trauma per lui. Il solo pensiero di staccarmi da Gied mi angoscia. È terribile sapere che dopo tante promesse da parte degli amministratori di Monselice, che ci avevano assicurato un intervento per dar soluzione al mio problema casa, adesso mi accorgo che non è stato fatto nulla». I rappresentanti dell'Adl sono già mobilitati. Intendono opporsi allo sgombero forzato degli appartamenti di via San Giacomo. La situazione nei prossimi giorni rischia di infiammarsi, se non interverranno fatti nuovi. Le persone che occupano i tre appartamenti dell'Ater a Monselice sono pronti a lottare pur di non lasciare gli appartamenti, occupati abusivamente.

Trasporti, i Cub oggi scioperano per quattro ore

Trieste - Avrà ripercussioni anche in Friuli Venezia Giulia lo sciopero dei di quattro ore dei trasporti proclamato dalle organizzazioni sindacali di base Sdl, Cobas LP, Cub e Slai Cobas per oggi. A Trieste lo sciopero riguarderà il servizio urbano ed extraurbano dalle 18 alle 22, mentre a Udine, Gorizia e Pordenone gli eventuali disagi cominceranno alle 17 per finire alle 21. «Gli autoferrotranvieri - afferma Willy Puglia del Cub Fvg - chiedono aumenti salariali dignitosi, in linea con quelli europei e con il costo della vita, e garanzie per la sicurezza sul posto di lavoro».

TRASPORTI
Sciopero di 4 ore per bus e vaporetti, disagi nelle biglietterie

Venezia - Trasporti a rischio, oggi, per uno sciopero nazionale di tre ore proclamato dai sindacati RdB Cub. A Venezia, sia per quanto riguarda il settore automobilistico che quello della navigazione di Actv, l'agitazione sarà dalle ore 10 alle 13. Ma a rischio disagio saranno anche anche le biglietterie: Vela, infatti, informa che è stato proclamato sempre da RdB Cub uno sciopero aziendale di 48 ore che interesserà il personale Vela dalla mezzanotte di oggi fino alla mezzanotte di domani, mercoledì 1. ottobre. Per questo motivo alcuni sportelli di vendita Hellovenezia e il call center 041.2424 potrebbero non essere operativi o svolgere servizio irregolare nel periodo indicato.

SCIOPERO NAZIONALE
Aps Mobilità, qualche disagio possibile

Padova - Per effetto dello sciopero generale nazionale proclamato dall'organizzazione sindacale autonoma, Cub Trasporti, oggi disagi saranno possibili nel servizio di trasporto pubblico erogato da Aps Mobilità. In particolare, l'astensione dal lavoro è stata proclamata per 4 ore, dalle 17.30 alle 21.30, senza interessare quindi le fasce di garanzia.

SCIOPERO
Trasporto pubblico locale

Pordenone - Sciopero nazionale, oggi, dei dipendenti del trasporto pubblico locale aderenti a Cobas, Cub e Sdl per ottenere il rinnovo del contratto nazionale, scaduto lo scorso dicembre. In provincia di Pordenone l'astensione dal lavoro del servizio di bus urbano ed extraurbano sarà effettuata dalle 17 alle 21.

Sciopero trasporti nel pomeriggio

Vicenza - Oggi dalle 15.30 alle 19.30 si tiene uno sciopero del trasporto pubblico sia urbano che extraurbano. L' sciopero è organizzato dal sindacato RDB Cub.


30 settembre 2008 - Il Mattino

Cantieri e sciopero dei bus trappola in pieno centro
di FABIO JOUAKIM

Napoli - Cantieri e cortei, incendi e incidenti: la paralisi è servita. Traffico impazzito ieri, in un’ampia zona della città tra il centro e la ferrovia. E oggi un doppio incubo incombe sui napoletani: l’apertura del cantiere in via Nicotera, che bloccherà di fatto la circolazione in direzione di Chiaia e lo sciopero dei mezzi pubblici di quattro ore. La Cub, settore autoferrotranvieri, ha proclamato un’agitazione nazionale: astensione dal lavoro oggi per quattro ore, dalle 8.30 alle 12.30 per il personale viaggiante. L’Anm si scusa per i disagi che la clientela dovrà subire.
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30 settembre 2008 - La Nazione

C’è l’intesa: stop ai concorsiper dirigenti
I SINDACATI OTTENUTO UN TAVOLO PERMANENTE PER COSTRUIREUNA STRATEGIA SCACCIA-CRISI

Siena - I PRECARI in corso di stabilizzazione, alcune centinaia non sarebbero all’origine dell’improvviso squilibrio nel bilancio. Gli ultimi avrebbero firmato solo pochi giorni fa l’ingresso. Le cifre ufficiali parlano di 261 assunzioni dal dicembre 2007 ad oggi, tutte persone che lavoravano già nell’Università al momento dell’uscita del bando e che possedevano i requisiti richiesti dal regolamento, ossia almeno tre anni di anzianità con contratti a tempo determinato. Da aggiungere rispetto a questi 261 un ulteriore bando di concorso uscito lo scorso agosto, l’ultimo per completare la stabilizzazione. La graduatoria non è stata ancora stilata ma le domande pervenute risultano 31. INSOMMA, QUESTE PERSONE già gravavano sulle spalle dell’ateneo, non sono nuovi ingressi ma, appunto, stabilizzazioni. Un argomento molto delicato di cui si è parlato anche ieri mattina nell’incontro avvenuto con i sindacati al completo dopo che il rettore e il direttore amministrativo erano stati in procura. Una lunghissima riunione al termine della quale le parti (esclusa la Cisal che da venerdì’ aveva evidenziato le ragioni della sua presa di distanza) hanno raggiunto un accordo da portare al vaglio del cda che si sarebbe svolto più tardi. Le richieste sono facili da intuire vista la gravità della situazione economico-finanziaria emersa nell’ateneo. Prima di tutto si chiede la garanzia degli stipendi e la continuità del rapporto lavorativo per tutti. A settembre sono stati pagati regolarmente mentre sul fronte dei fornitori le difficoltà sarebbero palpabili. ALTRA QUESTIONE importante contenuta nell’intesa il blocco di tutti i concorsi per dirigenti da accompagnare ad una verifica della fattibilità, alla luce del nuovo quadro, della riorganizzazione del lavoro in atto. Ovviamente si lancia una mano tesa perché si chiede la costruzione di una strategia condivisa per uscire dalla crisi nel breve-medio periodo senza dismettere il patrimonio immobiliare. Apriamo una parentesi. Una risposta chiara al riguardo è venuta proprio al termine del cda quando nella nota ufficiale si evidenzia che non è stata presa in considerazione «alcuna ipotesi di alienazione del patrimonio immobiliare dell’Ateneo». INSOMMA, PRIMA si tenta di incassare almeno i residui attivi (127 milioni dal 2002 ad oggi?), poi si vedrà. E’ stata anche concordata la creazione di un cosiddetto tavolo di lavoro permanente con il compito di verificare lo stato reale della salute finanziaria della culla del sapere senese. In ultimo, ma non per importanza, il nodo della trasformazione dell’ateneo in Fondazione: è secco il no all’uso di tale risorsa offerta dalla legge dell’agosto 2008, n.133, da parte di Cisapuni, Cisl università, Flc-Cgil, Rdb pubblico impiego, Rsu, Ugl e Uil-Pa-Ur. Quello che tutti invocano, in attesa della riunione odierna del Senato accademico e dell’assemblea dei dipendenti è una sola: individuare dove sta l’errore e chi ha sbagliato.(La.Valde.)


30 settembre 2008 - Sanità Lazio

Rdb-Cub scendono in piazza nel Viterbese contro gli effetti dei tagli decisi dalla Giunta Marrazzo
Questa riconversione è un bluff
DI PAOLA ORLANDI

Viterbo - Èbagarre anche nella Tuscia per i tagli della sanità pubblica. Sarà una battaglia contro i mulini a vento? Per il momento la RdB-Cub, il sindacato autonomo, ci prova con la manifestazione che si è svolta lo scorso venerdì a Viterbo di fronte alla Prefettura. Il piatto offerto al territorio dalla regione Lazio è ricco e indigesto. Troppi gli ospedali che dovrebbero chiudere secondo il Piano di rientro del commissario ad acta, Piero Marrazzo. Il no alla chiusura dei nosocomi di Acquapendente, Montefiascone e Ronciglione e delle cliniche Salus e Santa Teresa è chiaro e forte da parte della cittadinanza, delle istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali. "La RdBCub, insieme ai lavoratori e ai cittadini, intende respingere con forza un progetto che sacrifica il diritto alla salute e al posto di lavoro sull'altare di un risparmio che è tutto da dimostrare", ha detto Sabino Venezia del Coordinamento Regionale RdB-Cub Sanità. "Il territorio del viterbese è infatti già carente di posti letto, ben al di sotto della media nazionale, e la scelta di chiudere ospedali di confine come quelli di Acquapendente, Montefiascone e Ronciglione, e di predisporre alla chiusura quelli di Civitacastellana e Tarquinia, sottoposti negli ultimi cinque anni ad una continua depauperazione di posti letto, avrebbe conseguenze pesantissime – prosegue Venezia - determinando l'aumento esponenziale della migrazione sanitaria verso Grosseto, Terni e Siena, con gravi disagi per la popolazione ed aumento della spesa sanitaria a carico di tutti i cittadini del Lazio". Sulla promessa di riconversione delle strutture ospedaliere che verrebbero dimesse il sindacato autonomo ha delle perplessità. "Quello che Marrazzo chiama riconversione è un grande bluff: i letti di onco-ematologia, dialisi e psichiatria non si riconvertono. A meno che non si miri a darli in convenzione ai privati - ipotizza Venezia – disegnando così un sitema sanitario alternativo basato sul profitto", conclude il dirigente RdBCUB.


30 settembre 2008 - Il Venezia

Trasporti. Bus e vaporetti fermi dalle 10 alle 13, senza corse garantite.
Biglietterie chiuse fino alle 24 di domani
Oggi giornata nera dei pendolari duplice sciopero di Vela e Actv
Niente ticket fino a giovedì, possibili disagi legati al rinnovo degli abbonamenti

Venezia - I conducenti di Actv incrociano le braccia per tre ore, in linea con la protesta indetta a livello nazionale dalla Cub-Rdb. E oggi non si vedranno in giro nè autobus nè vaporetti dalle 10 alle 13, nemmeno le corse abitualmente garantite. Lo sciopero infatti sarà totale, per il rinnovo del contratto. Dalla mezzanotte di ieri invece, i dipendenti di Vela (compresi quelli distaccati di Actv) si sono fermati «per le precarie condizioni lavorative, aggravate dall' introduzione dell'Imob», spiegano i sindacati. Biglietterie, call center e uffici resteranno chiusi anche per tutta la giornata di domani, riapriranno regolarmente i battenti giovedì mattina. I disagi, su traffico, viabilità e spostamenti dei pendolari che ogni giorno fanno la spola tra Venezia e Mestre saranno pesanti. Nel primo caso perchè lo stop comprende giusto giusto l'orario che precede la pausa pranzo, ma anche quello dell'uscita dalle scuole degli studenti. Nel secondo perchè cade proprio a cavallo della fine del mese, con gli utenti alle prese con il rinnovo dell'abbonamento per ottobre. Quelli che dentro la "contestata" tessera con microchip hanno già caricato qualche biglietto "di riserva" forse potranno anche farcela ad arrivare a giovedì, gli altri resteranno senza. Donato Rodino, Rdb Cub di Vela, spiega i motivi dello stop di 48 ore: «Oltre ai soliti problemi legati all'entrata in vigore dell'Imob, con tutti i disagi che il sistema comporta sia per i passeggeri che per i lavoratori delle biglietterie, costretti a lunghe e macchinose procedure per caricare i biglietti - commenta Rodino - Siamo anche di fronte al mancato rispetto di alcuni accordi sottoscritti dall'azienda durante i mesi estivi» Tanto per fare un esempio la questione della "cassa moneta", richiesta dai lavoratori per avere sottomano il resto da consegnare ai clienti, evitando così ulteriori perdite di tempo e l'allungarsi delle code agli sportelli: «Già ai primi di agosto avevano dato disponibilità, ma fino ad adesso non abbiamo ancora avuto alcun riscontro», conclude il sindacalista. In tutto, tra persone impiegate al front line, call center e uffici amministrativi, si parla di quasi duecento persone che potrebbero decidere di astenersi dal lavoro. ? le previsioni dei sindacati parlano già di un'adesione che, se non sarà totale, sarà comunque molto alta. Ennesimo atto di un braccio di ferro che prosegue già da qualche mese, contestazioni inasprite a causa dei problemi legati alla bigliettazione elettronica.(E.C.)

Protesta nazionale

Lo sciopero nazionale, al massimo di quattro ore, dei servizi di trasporto pubblico locale è stato indetto dalla Cub-Rdb per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Lo stop vale, con modalità diverse, in tutte le città d'Italia.


30 settembre 2008 - Il Bologna

Oggi lo stop. Le Rdb hanno incontrato Sutti di Atc
che ha promesso impegno per il reintegro di un operaio
Nuovo sciopero degli autobus
La Cepu non rinnova 20 contratti e le operatrici dei Nidi occupano il consiglio comunale
di Gian Basilio Nieddu

Bologna - Nuovo stop degli autobus Atc che si fermano oggi, per lo sciopero indetto dai Cobas, dalle 12,30 alle 16,30 mentre ieri il presidio davanti alla sede di via Saliceto ha portato qualche risultato: «Abbiamo incontrato il Presidente Sutti che ha promesso di intervenire sulla Saes per il reintegro di Jelette - spiego Luigi Marinelli - e il massimo controllo in caso di cessione di ramo d'azienda ad un 'altra ditta che deve avere gli stessi requisiti della Saes». Quasi una buona notizia, per il reintegro dell'operaio licenziato dalla ditta di Bari, ma in città c'è chi forse ha già perso il posto di lavoro.Sono venti insegnanti precari della Cepu a cui non è stato rinnovato il contratto: «Un atto di una gravità inaudita - sostengono Anna Morelli dell'Alai, Associazione lavoratori atipici interinali della Cisl, e Simone Vecchi della Cgil NIdiL, Nuove identità di lavoro - i lavoratori che coraggiosamente erano scesi in piazza per denunciare un'irregolarità , che si protraeva da tempo, sono stati puniti con il mancato rinnovo del contratto». Blitz in Consiglio comunale per le operatrici precarie dei Nidi che dopo 10 anni non sono ancora assunte e vivono nell'incertezza. Più classico il corteo dei dipendenti delle Autonomie Locali che ieri hanno animato il centro della città. Secondo gli organizzatori erano 5000 i partecipanti alla manifestazione, poi ricevuti, una delegazione, dal Presidente della Provincia Draghetti. I sindacati temono per i dipendenti delle Comunità Montane e per il destino dei precari della Provincia.


30 settembre 2008 - EPolis nazionale

La violenza. Scoppiano i tafferugli durante la manifestazione anti-razzista a Pianura
Napoli, scontri al corteo, donne pestano immigrato
Alcuni residenti lanciano sassi e ribaltano i cassonetti. Colpito anche il cronista di EPolis

Napoli - Taniche di plastica e secchi di metallo usati come tamburi per scandire il ritmo afro della protesta. Cartelli e striscioni di denuncia contro i razzismi. È cominciata così la manifestazione degli immigrati di via Dell'Avvenire a Napoli. Un corteo colorato e pacifico che ha attraversato le strade di Pianura. Uomini e donne in fuga dai loro paesi in guerra, storie di sfruttamento, di povertà, di sopravvivenza, volti affaticati ma fieri e dignitosi. Lo slogan invocato dai 300 che diventa un martello : "Stop, stop, stop razzismi". Le associazioni, il sindacato Rdb, le reti degli immigrati riuniti per lanciare un appello alla stragrande maggioranza dei residenti onesti di Pianura insomma quelli che non vanno ad imbrattare i muri con le minacce : "Negri morte", "Neri via", "Neri m...". Il clima è pesante. A molti non è piaciuto il corteo. Poi le contraddizioni che esplodono in una guerra tra poveri. «Mia figlia è andata a Torino perchè non trovava lavoro - dice Lucia , 60 anni - ora sopravvive. Io non sono razzista però gli immigrati non posso pretendere cose che non hanno neppure i nostri figli». E ancora: «Abito in via Dell'Avvenire - dice Giusy appena 20 anni - e i neri ci danno fastidio sono sempre ubriachi». Intanto il corteo prosegue e arriva in una strada larga dove svetta l'edificio disabitato "T1". Qui vi risiedevano fino due mesi fa immigrati e napoletani. Un incendio ha gettato tutti per strada. Aboubakar Soumahoro (Rdb) denuncia le violenze e aggressioni che nelle ultime settimane hanno come obiettivo gli immigrati. «Abbiamo paura - urla - ci sono esponenti politici della destra che fomentano la folla inneggiando all'odio razziale». «La voglia di mandare via noi neri - continua - è dovuta ai tanti interessi legati alla riqualificazione del centro antico di Pianura». Mentre la manifestazione giunge nel cuore del quartiere una pattuglia di donne trascina i cassonetti per bloccare il corteo. Tra loro c'è qualcuno come Assunta che cerca di ragionare, di discutere, di mediare. Ammettere anche che le scritte razziste vanno cancellate subito. Una voce non ascoltata. Compaiono strani personaggi che aizzati ad arte preparano la trappola. Cristian, 32 anni, della Romania stringe tra le mani un cartello: "Ragazzi non buttate le pietre". Un auspicio caduto nel vuoto. In via Dell'Avvenire si scatena la guerriglia. I residenti vogliono evitare che gli immigrati rioccupino le case. Sassi contro gli agenti e caccia al nero. Nella bolgia anche il cronista del quotidiano "Il Napoli" (gruppo EPolis) viene brutalmente malmenato. I militari riescono a fare un cordone per salvare gli immigrati, ma uno di loro resta indietro. Kasmir, doveva fare la dialisi, attende un trapianto di reni, è in Italia con regolare permesso di soggiorno ma viene brutalmente malmenato. Un carabiniere lo salva dal linciaggio.


30 settembre 2008 - La Nuova Venezia

ASTENSIONE RDB-CUB
Vaporetti fermi e biglietterie chiuse fino a domani per sciopero

Venezia - Disagi in vista in queste ore per i passeggeri dei mezzi Actv e fruitori dei servizi Vela a seguito degli scioperi indetti da Rdb-Cub. Quello legato al trasporto pubblico si concretizzerà nella mattinata dalle 10 alle 13 anche se, come sempre è accaduto, i mezzi termineranno le corse una mezz’ora prima per rientrare in deposito. Idem per il rientro ai capolinea. Uno sciopero nazionale per il contratto di lavoro, cui Rdb-Cub ha aggiunto quello a carattere aziendale e di 48 ore che, iniziato stanotte, si concluderà solo alla mezzanotte di domani. Coinvolti saranno i dipendenti degli uffici e delle biglietterie di Vela e del call-centre. «Nell’ultima astensione con Vela aderì alla protesta l’80 per cento dei dipendenti, anche se noi ne copriamo un quinto - sostiene Piero Antonini dall’Rdb-Cub - Protestiamo per tutto ciò che sta accadendo con il sistema Imob, per la sicurezza agli sportelli, i turni e i precari che non vedono il loro contratto passare a tempo indeterminato. Uno sciopero contro l’azienda che non ascolta le richieste e le garanzie richieste dal personale». Possibili sportelli chiusi per le operazioni di ricarica degli abbonamenti Imob, l’acquisto dei biglietti dei mezzi pubblici ma anche le richieste di informazioni al call-centre e i servizi connessi. Actv ricorda però che sono ben 900 i concessionari, come tabaccherie e giornalai, che dispongono del servizio. Disagi effettivi forse solo per i turisti. (s.b.)


30 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

Ferrara. DISAGI IN VISTA, oggi, per gli utenti del trasporto pubblico...

Ferrara - DISAGI IN VISTA, oggi, per gli utenti del trasporto pubblico. Il coordinamento regionale dei sindacati di base ha infatti proclamato uno sciopero di 4 ore, sia per i servizi urbani che extraurbani, che si svolge dalle 11 alle 15. Ad annunciare la possibilità di disservizi è innanzitutto l’Acft — che afferma di aver posizionato sulle principali fermate delle proprie linee e nelle autostazioni gli avvisi per i cittadini —, ma ovviamente la manifestazione riguarda anche la Fer. Lo sciopero, spiega una nota del Cub Trasporti di Ferrara, si lega al rinnovo contrattuale scaduto addirittura il 31 dicembre dello scorso anno: «Nel frattempo i salari sono dimezzati mentre il rincaro dei prodotti di prima necessità è arrivato al 6%», afferma il segretario provinciale Claudio Grabinski. Ma accanto alla vertenza di carattere nazionale e regionale, «rileviamo anche che a Ferrara l’Acft ha discriminato in modo pregiudizievole la nostra categoria — afferma il segretario dei ‘Cobas’ trasporti —, non applicando nei tempi dovuti gli avvisi rivolti all’utenza. Abbiamo già segnalato alla Commissione di Garanzia l’accaduto: è probabile che l’Acft venga sanzionata con una multa, che sarà pagata tuttavia con denaro pubblico, non dai dirigenti che assumono tali decisioni».


30 settembre 2008 - Gazzetta di Reggio

Oggi sciopero di quattro ore della Cub trasporti pubblici

Reggio E. - Uno sciopero di 4 ore del trasporto pubblico locale è stato proclamato per oggi, martedì, dalla Cub, la confederazione unitaria di base.
Il sindacato vuole protestare perchè il contratto nazionale della categoria, scaduto il 31 dicembre scorso, non trova soluzioni. «Nel frattempo - sostiene la Cub - i salari vengono dimezzati dall’inflazione, e il reale rincaro dei prezzi nei prodotti di prima necessità è attorno al 6 per cento».
Come risposta alla situazione, i sindacati Cub trasporti, Cobas Sdl e Siasl Cobas presentano una loro piattaforma per il rinnovo del contratto e chiedono aumenti salariali realmente proporzionati al costo della vita e il superamento del precariato.


30 settembre 2008 - Leggo

Napoli. Nuovo sciopero nel settore dei trasporti pubblici...

Napoli - Nuovo sciopero nel settore dei trasporti pubblici. Si tratta di un’agitazione nazionale che, però, avrà ripercussioni anche sul sistema dei collegamenti cittadini oltre che tra Napoli ed il resto della Campania. Quattro le ore di possibili disagi annunciati per oggi, dalle 8.30 alle 12.30, in seguito alla proclamazione dello stato di agitazione del Cub Trasporti (Sindacati di base - settore autoferrotramvieri). Soprattutto l’Anm (l’Azienda Napoletana Mobilità) prevede meno bus in circolazione.

VENEZIA. Vaporetti e autobus a rischio oggi...

VENEZIA - Vaporetti e autobus a rischio oggi dalle 10 alle 13 per lo sciopero di tre ore dei lavoratori Actv aderenti a Rdb-Cub. I lavoratori incrociano le braccia per il rinnovo del contratto di lavoro nazionale. Anche il servizio di vendita Hellovenezia oggi potrà essere irregolare o non garantito. Il personale di Vela, infatti, incrocia le braccia per 48 ore per protestare contro il sistema di biglietti elettronici Imob, per i problemi che comporta agli utenti di bus e vaporetti.
Lo sciopero di due giorni, che interesserà il call-center Vela e le biglietterie Hellovenezia, è scattato alla mezzanotte di oggi e si concluderà alle 24 di domani.(M.Fer./ass)

Oggi quattro ore senza bus

Torino - Sciopero di 4 ore oggi dei mezzi pubblici, promosso dal sindacato Cub-Rdb nell’ambito della vertenza del contratto integrativo aziendale, scaduto ormai da 20 mesi. I bus urbani e il metrò si fermeranno dalle 17,45 alle 21,45, quelli extraurbani dalle 10,30 alle 14,30, mentre per le ferrovie Torino-Ceres e Canavesana lo sciopero andrà dalle 9 alle 13.


30 settembre 2008 - L'Unione Sarda

La vertenza Per il contratto nazionale
Trasporto locale, anche in Sardegna oggi sarà sciopero

Si avranno ripercussioni anche in Sardegna per lo sciopero nazionale di 4 ore del trasporto pubblico locale. Alla protesta, che si inserisce nella vertenza per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri, scaduto nel 2007, hanno aderito le organizzazioni sindacali Rdb/Cub Trasporti e Fts/Css.
GLI ORARI In un comunicato, le due sigle spiegano come verrà articolato lo sciopero. Al Ctm (Cagliari e area vasta) il personale viaggiante si asterrà dal lavoro dalle 11.30 alle 15.30. All'Arst Spa, sciopero degli autisti dalle 9.01 alle 13.29. All'Arst gestione Fds, il personale viaggiante nel compartimento di Cagliari si fermerà dalle 9.01 alle 12.49, nel compartimento di Macomer dalle 9 alle 13 e nel nel compartimento di Sassari dalle 8.31 alle 12.29. All'ex Fms (ormai Arst), il personale viaggiante del "movimento" di Iglesias e di Carbonia sciopererà dalle 9 alle 13. In tutte le aziende, impiegati e addetti agli impianti fissi e alle officine si fermeranno nelle ultime 4 ore del servizio.
LA PROTESTA Le organizzazioni sindacali tengono distinte le rivendicazioni aziendali (che non mancano) dalla protesta nazionale sul rinnovo del contratto. «Questa politica del rinvio dei rinnovi contrattuali», si legge in un comunicato delle segreterie territoriali di Rdb/Cub e Fts/Css, «unita a una flessibilità del lavoro, incentrata sempre più su prestazioni lavorative che saturano l'orario di lavoro, che prevedono come normale il lavoro subordinato, il mancato riposo, ha determinato una sempre più difficile vita sociale sia per i lavoratori che per le loro famiglie».
LA PIATTAFORMA La Cub Trasporti, che ha presentato una sua piattaforma per il rinnovo del contratto 2008-2011, ritiene essenziali «gli aumenti salariali realmente proporzionati e agganciati alla dinamica del costo della vita, il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali, la tutela della salute, la continuità del percorso lavorativo maturato, con il mantenimento della dignità professionale, l'uguaglianza economica e normativa per i nuovi assunti». Tra gli altri punti considerati inderogabili della Cub Trasporti, anche «una competività di settore con regole certe, nella quale non sia il lavoratore a pagare» e «la professionalità nella gestione del servizio, in riferimento alle reali risorse interne».

Il caso. In due anni 27 segnalazioni di infrazioni della privacy da parte di lavoratori
Spiati al lavoro, dipendenti in rivolta
I sindacati: «Le telecamere vìolano l'articolo 4 dello statuto»
di MICHELE RUFFI

Cagliari - Qualcuno ha fatto causa all'azienda. Ispezioni della Finanza nei centri commerciali.
Le telecamere di sorveglianza dei grandi magazzini sono puntate sugli scaffali e sulle casse: riprendono i taccheggiatori e i ladri da supermercato. In molti casi però, anche i dipendenti. Esigenze di sicurezza, certo. Ma in questo modo, oltre a tener d'occhio le forme di parmigiano reggiano e il reparto detersivi, si può controllare anche se la cassiera dà qualche busta in più ai clienti. O se la pausa caffè dura qualche minuto in più di cinque-minuti-cinque.
«Succede in molte aziende. Ed è vietato». Piero Marconcini, consulente della privacy, negli ultimi due anni ha esaminato 27 casi di video-sorveglianza "irregolare". Obiettivi puntati su camerieri, magazzinieri e addetti alle pulizie invece che sulla merce esposta nelle corsie. «In aperta violazione dell'articolo 4 dello statuto dei lavoratori». Che, per la cronaca, dice: «È vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei dipendenti». Da poco, nel suo ufficio si è presentata una cassiera. «Era ripresa durante tutto l'orario di lavoro. Il capo reparto sapeva quante volte andava in bagno in una giornata». Così si è rivolta all'agenzia di consulenze. Dopo qualche mese è stata licenziata e ha deciso di iniziare una causa di fronte al giudice del lavoro. «Ma in pochi hanno il coraggio di farlo: si arriva alla tutela legale solo se si perde il posto, altrimenti si tollera tutto. Anche le violazioni della privacy».
Carlo Serra, segretario del sindacato Flaica Cub, racconta che all'interno dei centri commerciali è difficile scambiare due chiacchiere con i clienti: «Mi è capitato di essere rimproverato per pochi minuti di conversazione. Il dirigente del settore mi aveva visto grazie alle immagini del circuito chiuso». All'Auchan le telecamere scorrono su due binari imbullonati al tetto del grande magazzino, al Carrefour gli obiettivi sono dentro una sfera capace di ruotare a 360 gradi. Video-sorveglianza regolare: «L'ispettorato del lavoro le ha autorizzate, anche se spesso vengono usate per controllare il personale. C'è un danno per la salute, è stressante: i dipendenti non si possono fermare due minuti per paura di essere richiamati. Tra di noi scherziamo, dicendo "siamo ad Alcatraz", ma in realtà c'è poco da stare allegri. E non penso che i clienti siano contenti di essere ripresi e registrati mentre fanno la spesa». Secondo Maria Francesca Ticca, segretario generale della Uil, «è vero che lo statuto vieta l'uso di telecamere puntate sui dipendenti, ma esiste anche il problema della tutela del patrimonio aziendale. La sicurezza è fondamentale e diventa un interesse del lavoratore stesso. Anche se non è detto che i migliori strumenti di controllo siano le telecamere».
Giovanni Matta, segretario confederale della Cisl, ha visto passare per il suo ufficio diversi lavoratori controllati grazie al "circuito chiuso": «In alcune circostanze abbiamo segnalato che la video sorveglianza è in conflitto con lo statuto del lavoratori, è una violazione palese della privacy. Spesso si tratta di una presenza ossessiva, questa documentazione deve essere utilizzata solo per le indagini della magistratura, non per misurare la produttività delle singole persone. Questo è un uso distorto».
Ma l'ispettorato del lavoro (a cui spetta il controllo delle videocamere), ha autorizzato l'installazione degli obiettivi. «Ma a volte dovrebbero stare più attenti, mi pare che abbiano delle maglie troppo larghe», chiosa Sergio Codonesu, rappresentante della Cgil per la grande distribuzione. E le ispezioni della Guardia di finanza, richieste il mese scorso dal Garante della privacy (gli esiti non sono ancora stati resi noti), hanno riguardato - oltre al Municipio - anche i centri commerciali della città.


30 settembre 2008 - Il Secolo XIX

Manifestazione di extracomunitari "sfrattati" da un alloggio pericolante

Napoli - È finito con una aggressione a un giornalista da parte degli abitanti dell'area di via dell'Avvenire nel quartiere di Pianura un corteo di extracomunitari sgomberati da un alloggio che occupavano abusivamente programmato ieri a Napoli. La manifestazione con la quale gli immigrati chiedevano alle autorità cittadine un'abitazione in sostituzione delle strutture fatiscenti che i vigili del fuoco hanno dichiarato pericolanti era partita in mattinata dalla stazione di Pianura della Cumana ed era organizzata dall'associazione «Rdb immigrati di Napoli». Nessun problema e nessuna tensione fino a via dell'Avvenire. Qui era in attesa un gruppo di abitanti del luogo, che da giorni protesta per la situazione di degrado dell'area che attribuiscono anche al soggiorno degli immigrati nelle strutture abbandonate dal terremoto degli anni '80, con cassonetti dell'immondizia rovesciati. Il lancio di un sanpietrino ha aperto un varco tra gli agenti che scortavano il corteo e Arnaldo Capezzuto, redattore de «il Napoli», che da giorni scrive del sospetto di una speculazione edilizia intorno alla vicenda dello sgombero, è stato aggredito da un gruppo di donne. Il giornalista ha evitato il peggio grazie all'intervento di un agente.


29 settembre 2008 - Ansa

ALITALIA: CUB, NETTA CONTRARIETÀ INTESA,TAGLI INACCETTABILI

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 29 - «A fronte della firma di Sdl e Avia dell'accordo con Cai, la Cub Trasporti conferma la sua netta contrarietà all'intesa che penalizza i contribuenti e i lavoratori»: lo ha detto all'aeroporto di Fiumicino Fabio Frati, coordinatore nazionale CUB Trasporti. «Riteniamo inaccettabili i tagli occupazionali e salariali previsti e le norme che consentiranno alla CAI di scegliere liberamente il personale da riassumere non rispettando nessuna legge o normativa esistente - prosegue Fabio Frati - È una brutta pagina per tutto il Paese e per i lavoratori: con questo accordo, infatti, oltre 10 mila persone non saranno assunte in CAI. Un accordo del genere non dovrebbe essere stato sottoscritto da nessun sindacato. Da parte sua la CUB Trasporti - conclude il sindacalista - continuerà la mobilitazione insieme con i lavoratori a partire dallo sciopero generale indetto per il 17 ottobre».


29 settembre 2008 - Dire

ATC BOLOGNA. DOMANI BUS A RISCHIO PER SCIOPERO RDB E SDL
INTANTO TRATTATIVA PER RINNOVO CONTRATTO INTEGRATIVO E' AL PALO

(DIRE) Bologna, 29 set. - La trattativa tra Atc e sindacati sul rinnovo del contratto integrativo (sfociata nello sciopero nel primo giorno di scuola) resta ferma al palo. La seduta del cda di Atc del 19 settembre che, dopo la giornata di lotta (con adesione del 90% dei lavoratori) doveva mettere a punto e strategie per il nuovo incontro con i sindacati e la trattativa fissata per mercoledi' scorso sono entrambi saltati. Il 24 il nuovo round azienda-sindacati non c'e' stato per "impegni improcastinabili" di Atc. Il cda e' stato spostato all'1 ottobre e la trattativa a data da destinarsi. In questo clima si inseriscono un nuovo sciopero e altre proteste. Domani infatti gli autobus saranno ancora a rischio per lo sciopero nazionale indetto da Rdb ed Sdl: il personale viaggiante di Atc e' chiamato a incrociare le braccia dalle 12.30 alle 16.30. E da via Saliceto avvertono: "In tali orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti". Piu' precisamente, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 12.15. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall'autostazione, fino alle 12.20. Durante lo sciopero saranno comunque garantiti i servizi "riservati scolastici" e le attivita' di rilascio di contrassegni e vetrofanie per le aree regolamentate dal piano sosta. Per il call center Atc e' assicurata la presenza di un operatore fino alle 13 e dalle 16 al termine del servizio. L'Atc promette di adottare "ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un piu' celere ed integrale ripristino del servizio". Intanto oggi davanti alle finestre di via Saliceto si terra' il sit-in di protesta promosso dalle Rappresentanze sindacali di base per chiedere la riassunzione di un lavoratore straniero. Si tratta Jellette Abdelhak, dipendente di una ditta in appalto all'Atc, la Saes: ha ottenuto, in Tribunale, un provvedimento di reintegro ma, denuncia il sindacato, "nonostante l'ordinanza del giudice la Saes, non ha ancora rispettato la sentenza" e invece "ha annunciato la cessione dell'appalto: nuovi problemi per i 50 lavoratori". Di qui la protesta in programma oggi alle 16 in via Saliceto. Il sindacato di base accusa la Saes di aver "sbattuto sulla strada Jellette Abdelhak pochi giorni dopo il suo subentro nell'appalto dei depositi degli autobus" e ora "rifiuta di procedere alla riassunzione. E' un altro esempio di arroganza di una delle ditte che approfittano del regime degli appalti per ricavare il massimo vantaggio e profitto dai lavoratori messi sotto ricatto ad ogni cambio di appalto, lavoratori in gran parte immigrati". Per le Rdb, l'Atc "non puo' lavarsi le mani di fronte al mancato rispetto di una ordinanza del giudice, e deve intervenire per il ripristino della legalita' e dei diritti contrattuali e sindacali".

MINORI. A BOLOGNA OLTRE 5.000 PERSONE AL CORTEO ANTI-'GELMINI'
TANTI BAMBINI ALLA MANIFESTAZIONE E UNA CRITICA A COFFERATI

(DIRE - notiziario Minori) Bologna, 29 set. - Sono state oltre 5.000, secondo gli organizzatori, le persone che il 26 settembre pomeriggio a Bologna si sono ritrovate in piazza XX Settembre per manifestare contro il decreto Gelmini di cui si sentono "vittime". Docenti, genitori, alunni, precari, e sindacati (Cgil, Cisl, Rdb) hanno dato vita ad un corteo che sta letteralmente invadendo via Indipendenza nel tratto che va da piazza XX Settembre a piazza VIII Agosto. "Tremonti fai bene i tuoi conti, non tagliare piu' maestri o saremo delle pesti"; "Avvocato Gelmini, giu' le mani dei bambini": questi gli slogan piu' gettonati dai manifestanti e urlati da centinaia di bambini scatenati. C'e' chi porta una bandiera, chi urla in un megafono, chi indossa come uomini-sandwich i cartelloni pitturati a mano contro il ministro e chi, con ogni sorta di strumento musicale, da vita alla protesta. E' molto colorato e gioioso il corteo anti-Gelmini e la cittadinanza non sembra turbata ne' preoccupata dalla manifestazione.


29 settembre 2008 - Agi

STATALI: RDB CUB, BLOCCO TOTALE ATTIVITA' LAVORATORI ISFOL

(AGI) - Roma, 29 set. - Il personale dell'Isfol riunito in assemblea permanente dal 26 settembre scorso ha deciso oggi all'unanimita' il blocco totale delle attivita'. Lo riferisce una nota dell'Rdb Cub che sottolinea come la protesta sia "in relazione alla gravissima situazione determinata dalla presentazione, da parte del governo, dell'emendamento all'art.37 del ddl 1441-quater con cui si vuole di fatto impedire la stabilizzazione del personale a tempo determinato in possesso dei requisiti previsti dal comma 519 della legge 296/06". L'emendamento rappresenta un vero e proprio attacco "finale" al precariato visto che circa 120.000 lavoratori vedrebbero risolto il proprio contratto entro 90 giorni dalla sua entrata in vigore. Quanto sta cercando di definire il Governo e' una chiara provocazione che assumera', nell'ipotesi dovesse andare in porto, i connotati di una vera castrofe sociale, con buona pace della ricerca pubblica visto che gli enti di ricerca sono i bersagli privilegiati di questo impianto legislativo. I lavoratori dell'Isfol che gia' vantano il precariato di piu' lunga durata all'interno del comparto, una pianta organica ancora non approvata dopo un iter procedurale di un anno, vedono ora come unica reale prospettiva quella di un imminente licenziamento.

IMMIGRATI: CORTEO A PIANURA, GENTE AGGREDISCE GIORNALISTA

(AGI) - Napoli, 29 set. - E' finito con una aggressione a un giornalista da parte degli abitanti dell'area di via dell'Avvenire nel quartiere di Pianura un corteo di extracomunitari sgomberati da un alloggio che occupavano abusivamente programmato oggi a Napoli. La manifestazione con la quale gli immigrati chiedevano alle autorita' cittadine un'abitazione in sostituzione delle strutture fatiscenti che i vigili del fuoco hanno dichiarato pericolanti era partita in mattinata dalla stazione di Pianura della Cumana ed era organizzata dall'associazione "Rdb immigrati di Napoli". Nessun problema e nessuna tensione fino a via dell'Avvenire. Qui era in attesa un gruppo di abitanti del luogo, che da giorni protesta per la situazione di degrado dell'area che attribuiscono anche al soggiorno degli immigrati nelle strutture abbandonate dal terremoto degli anni '80, con cassonetti dell'immondizia rovesciati. Il lancio di un sanpietrino ha aperto un varco tra gli agenti che scortavano il corteo e Arnaldo Capezzuto, redattore de "il Napoli", che da giorni scrive del sospetto di una speculazione edilizia intorno alla vicenda dello sgombero, e' stato aggredito da un gruppo di donne. Il giornalista ha evitato il peggio grazie all'intervento di un agente del commissariato San Paolo e di un napoletano che occupava una abitazione nell'edificio sgomberato. I carabinieri hanno anche fermato per resistenza a pubblico ufficiale una persona.


29 settembre 2008 - Omniroma

ISFOL, USI-RDB: CONTRO DDL GOVERNO DECISO BLOCCO TOTALE ATTIVITÀ

(OMNIROMA) Roma, 29 set - «Il personale dell'ISFOL riunito in assemblea permanente dal 26 settembre scorso oggi ha deciso all'unanimità il blocco totale delle attività. Ciò in relazione alla gravissima situazione determinata dalla presentazione, da parte del Governo, dell'emendamento all'art.37 del ddl 1441-quater con cui si vuole di fatto impedire la stabilizzazione del personale a Tempo Determinato in possesso dei requisiti previsti dal comma 519 della Legge 296/06». Lo comunica, in una nota, l'Usi Rdb Isfol. «L'emendamento al ddl - prosegue la nota - rappresenta un vero e proprio attacco 'finalè al precariato visto che circa 120.000 lavoratori vedrebbero risolto il proprio contratto entro 90 giorni dalla sua entrata in vigore. Quanto sta cercando di definire il Governo è una chiara provocazione che assumerà, nell'ipotesi dovesse andare in porto, i connotati di una vera castrofe sociale, con buona pace della ricerca pubblica visto che gli enti di ricerca sono i bersagli privilegiati di questo impianto legislativo. I lavoratori dell'ISFOL che già vantano il precariato di più lunga durata all'interno del comparto, una pianta organica ancora non approvata dopo un iter procedurale di un anno, vedono ora come unica reale prospettiva quella di un imminente licenziamento».


29 settembre 2008 - Leggo

Milano. Dalle assemblee dei lavoratori comunali passando per lo stop dei bus...
di Dina Perrotta

Milano - Dalle assemblee dei lavoratori comunali passando per lo stop dei bus fino alla scuola. Settimana problematica per i milanesi. Si comincia oggi con un’assemblea dei lavoratori del pubblico impiego e degli enti locali che potrebbe provocare disagi nelle materne e nei nidi, con servizio saltato. Disagi nelle mense scolastiche, dato che le scodellatrici partecipano all’assemblea, indetta dai sindacati confederali in via S. Fedele, così come tra le fila dei ghisa e delle municipalizzate. Domani tocca all’Atm: il sindacato dei lavoratori intercategoriale (Sdl), i Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub trasporti hanno indetto per il 30 settembre uno sciopero nazionale, che interesserà dalle 18 alle 22 il servizio Atm a Milano. Infine, sempre sul fronte caldo-scuola, assemblee studentesche cittadine sono in programma venerdì in vista della manifestazione del 10 ottobre.

Torino. Disagi in vista, domani, per chi utilizza i mezzi pubblici...

Torino - Disagi in vista, domani, per chi utilizza i mezzi pubblici. A bloccare tram, autobus e metropolitana è uno sciopero di quattro ore proclamato dal sindacato Cub-RdB. L’agitazione interesserà tutti i servizi di trasporto Gtt. Metrò e servizio urbano e suburbano (escluse linee 19, 43 e 46 barrato) si fermano dalle 17,45 alle 21,45, mentre per le autolinee extraurbane e le linee urbane 19, 43, 46 barrato lo stop andrà dalle 10,30 alle 14,30.
Lo sciopero interesserà anche le linee su rotaia gestite dal Gtt: la Torino-Ceres e la Canavesana si fermeranno dalle 9 alle 13. Sarà sempre assicurato il completamento delle corse in partenza prima dell’inizio dello sciopero. Per informazioni si può chiamare il numero verde del Gtt 800-019152.(C.Fer./ass)


29 settembre 2008 - Il Piccolo

AGITAZIONE INDETTA DALLE SIGLE DI BASE: POSSIBILI DISAGI
Bus, domani sera uno sciopero di quattro ore

Trieste - Possibili disagi per chi utilizza gli autobus, nella giornata di domani: per martedì 30 settembre infatti è stato indetto uno sciopero nazionale del trasporto pubblico locale da parte delle organizzazioni sindacali di base Sdl, Cobas Lp, Cub e Slai Cobas. A Trieste gli aderenti a queste sigle sciopereranno dalle 18 alle 22, il personale interno incrocerà le braccia invece nelle ultime quattro ore di servizio.
Gli autoferrotranvieri - si legge in una nota - chiedono tr al’altro aumenti salariali «dignitosi in linea con quelli europei e con il costo della vita», miglioramento delle condizioni di lavoro «senza precarietà», garanzie per la «sicurezza sul posto di lavoro e tutela della salute», e riconoscimento della «pari dignità e diritti a tutte le organizzazioni sindacali».


29 settembre 2008 - La Nuova Ferrara

LA DENUNCIA
Cub trasporti contro Acft: ci discrimina

Ferrara - Il coordinamento provinciale Cub trasporti aderisce allo sciopero nazionale indetto domani per il rinnovo del contratto scaduto un anno fa. «Vogliamo auenti salariali agganciati alla dinamica del costo della vita - dice Claudio Gabrinski, del coordinamento Cub trasporti - il superamento del precariato e loa tutela dei livelli occupazionali, ma anche relazioni industriali senza pregiudizi. A Ferrara - sostiene Gabrinski - l’Acft ha discriminato pregiudizievolmente la nostra componente non attivando le procedure relatie alla comunicazione di adesione alla sciopero nazionale, su bus e fernate dovevano afffigere le locandine di avviso e non l’hanno fatto. Abbiamo pertanto denunciato la cosa alla Commissione di garanzia e prevediamo che Acft sarà multata».


29 settembre 2008 - Romagna Oggi

Bologna: trasporto pubblico a rischio martedì

BOLOGNA - Autobus a rischio martedì a Bologna per lo sciopero nazionale indetto da Rdb ed Sdl. Il personale viaggiante di Atc è chiamato a incrociare le braccia dalle 12.30 alle 16.30. E da via Saliceto avvertono: "in tali orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano edextraurbano non saranno garantiti". Più precisamente, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 12.15.
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29 settembre 2008 - La Stampa

STOP PER METROPOLITANA E BUS
Domani sciopero di 4 ore dei mezzi di trasporto

Torino - Domani sarà una giornata nera per chi si sposta sui mezzi pubblici: lo sciopero proclamato dal sindacato Cub-RdB, 4 ore, interesserà tutti i servizi di Gtt. Gli orari.
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In azienda un controllo ogni 15 anni
Rallentano i blitz contro gli incidenti sul lavoro. E troppe industrie trascurano la prevenzione

di FRANCESCA SCHIANCHI

ROMA - Il rischio di un’azienda di essere controllata dagli ispettori del lavoro ricorre, più o meno, una volta ogni quindici anni. Più saltuaria c’è solo l’eclissi di sole. L’ultimo concorso per reclutare nuovi ispettori è stato indetto nel 2006: ora chissà per quanto tempo non arriveranno rinforzi. La proporzione è qualche migliaio di ispettori per qualche milione di imprese.
Meno di un anno fa la tragedia ThyssenKrupp: tutti a invocare misure di sicurezza, più controlli nelle aziende, verifiche stringenti. Di ispettori ne vennero assunti almeno 1200, facendo segnare un’impennata di verifiche. E solo nell’edilizia diverse centinaia di cantieri furono costretti a fermarsi per mettersi in regola. Lo stillicidio di morti bianche, nell’edilizia e non solo, però continua: gli ultimi in ordine di tempo sono Vitaly, 19 anni, Marco, 40 anni, e Aldo, 55 anni. Uno investito dal crollo di un muro, l’altro travolto da un camion sul ciglio dell’autostrada, il terzo ucciso da un lampione. In agosto il ministro La Russa propose l’esercito nei cantieri. Oggi i sindacati invocano più ispezioni: «La sicurezza è fatta anche di controlli, si è persa la spinta degli ultimi anni - osserva Walter Schiavelli, il nuovo segretario nazionale della Fillea-Cgil - adesso bisogna che continui a crescere il ritmo delle verifiche, e che venga garantita l’effettività delle sanzioni».
Non solo caschi
A eseguire le visite di controllo sul lavoro sono soggetti diversi. Sicurezza non significa solo caschi in testa e scarpe antinfortuni. Anche regolarità dei contratti, per esempio, perché «lavoro nero e sicurezza sono strettamente legati: chi viola la legge sui contributi difficilmente investirà in sicurezza», spiega Aldo Di Napoli delle RdB del pubblico impiego.
Al ministero del Welfare oggi sono assunti circa 3500 ispettori del lavoro: di questi quasi 500 sono «tecnici», cioè si occupano solo della sicurezza nei cantieri edili, nelle ferrovie, dove ci sono radiazioni ionizzanti (laboratori dentistici e radiografici). Della sicurezza in tutti gli altri luoghi di lavoro si occupano anche le Asl. Affiancano gli ispettori del lavoro 350 carabinieri, 1700 ispettori dell’Inps (verificano contratti e contributi), 440 dell’Inail, 50 dell’Enpals e 25 dell’Inpgi, l’istituto autonomo dei giornalisti. Non è certo un esercito, e devono occuparsi anche di mansioni diverse dai controlli sulla sicurezza. Come denunciano le Rdb solo a Roma 20 ispettori sono stati assegnati all’Isfol per verifiche contabili sulle spese per i corsi di formazione della Regione Lazio. Insomma, mandati in ufficio tra le scartoffie anziché in giro per controlli.
Nei primi sei mesi del 2007 le aziende ispezionate dal ministero aumentarono rispetto all’anno prima di oltre il 39%. Quasi il 50% in più furono i controlli effettuati dai funzionari dell’Enpals, e in generale ci fu una variazione positiva del 25%: da 130.307 a 162.895 aziende controllate. Quest’anno, nello stesso periodo, hanno migliorato solo gli uomini del ministero (+3.29%, da 89.549 a 92.494). Inps, Inail ed Enpals hanno peggiorato, con un saldo complessivo di -1.91% (si è scesi a 159.789).
Il sito
Insomma, i controlli non si fermano ma la spinta prodotta dai mille e più assunti del 2006-2007 sembra essere calata. Nel frattempo è cambiato il governo, e anche il sito del ministero. Fino alla gestione Damiano in homepage campeggiava un contatore, che misurava a tempo reale i cantieri visitati dagli ispettori e le aziende irregolari riscontrate. Oggi resta un bel sito istituzionale, il contatore è scomparso. Alcuni giorni fa il ministro Maurizio Sacconi, che già ha eliminato libri paga e matricola per creare il libro unico del lavoro, ha emanato una direttiva con lo scopo di creare «un’innovativa policy per l’ispezione sul lavoro». Basta con le segnalazioni anonime, la risposta sarà: «Si ritiene di non dover dar seguito». Anche in caso di denunce firmate, se non «presentano i caratteri dell’oggettiva attendibilità dei fatti esposti e della concreta possibilità di provare quanto denunciato», niente ispezione.
Il ministero invita l’ispettore a creare «un clima collaborativo» e a distinguere «il trasgressore occasionale ed episodico da colui che persegue disegni criminosi o elusivi su larga scala». Quanto basta per far insorgere i sindacati.
Nuova filosofia
«Il ministero ora sembra avere come filosofia di fondo quella di dissuadere - sottolinea Schiavelli - l’indicazione è di fare il meno male possibile alle aziende». «Si peggiora la possibilità di tutelare i lavoratori, non accettando le segnalazioni anonime, e si va verso una depenalizzazione oggettiva», sbotta Di Napoli.
Quello che ai sindacalisti interessa è la certezza dei controlli «perché Stato e Asl sul territorio sono un deterrente», dice Di Napoli. Il segretario nazionale della Feneal-Uil, Francesco Gullo, suggeriosce: «Bisogna aumentare le ispezioni e per farlo sarebbe sufficiente che riuscissero a coordinarsi fra di loro, Asl, ministero e via dicendo». «Il senso d’impunità non aiuta», denuncia Domenico Pesenti della Filca-Cisl: «Ci vogliono più controlli per tutelare le imprese regolari». E un controllo ogni 15 anni, in effetti, non è un gran deterrente


29 settembre 2008 - Il Bologna

Protesta. Rdb contro la Saes, che cura la manutenzione dei mezzi Atc,
per il licenziamento di un dipendente
Presidio per l'operaio Jelette
Il giudice ha reintegrato il lavoratore ma secondo il sindacato l'azienda non lo riassume
di Gian Basilio Nieddu

Bologna - Licenziato poi reintegrato dal giudice ma resta comunque senza lavoro e stipendio per far campare la numerosa famiglia e una bimba di pochi mesi. È la storia di Jelette Abdelhak, operaio marocchino, che viene resa pubblica dalle Rdb che questo pomeriggio, alle 16 in via Saliceto, hanno organizzato un presidio davanti ad Atc. Nel mirino del sindacato non è l'azienda comunale di trasporto ma la Saes, una ditta di Bari. «L'Atc da in appalto la manutenzione degli autobus, fino a qualche tempo fa la curava L'Operosa - spiega il sindacalista Luigi Marinelli - oggi invece si hanno diverse ditte. Anche la Saes che nel passaggio dell'appalto ha licenziato Jelette». L'operaio che ha visto chiudersi il rapporto di lavoro. «Abbiamo fatto ricorso e il giudice in primo grado non ci ha dato ragione ma in appello abbiamo vinto perchè siamo riusciti a dimostrare che il rapporto di lavoro non si limitava a due giorni. Nonostante il verdetto del giudice la Saes si rifiuta di riassumerlo». In attesa di un nuovo grado di giudizio: «ma un lavoratore non può aspettare i tempi dei tribunali». Si denuncia anche un clima generale non positivo per i 50 lavoratori di questa dit a barese: «Adesso vogliono fare una cessione di ramo d'azienda. A pensar male ci si aspettano altri problemi per i lavoratori». Sempre sul fronte Atc si segnala lo sciopero del sindacato UILTuCS-UIL, a supporto della vertenza della Coop Coopertone del deposito Tanari, da oggi fino a domani alle 6 del mattino. L'azienda segnala probabili disservizi alle attività di depositeria dei veicoli rimossi.


29 settembre 2008 - Guida Viaggi.it

Cai deve trovare la licenza di volo
Attese per oggi le decisioni di Sdl e Cub sul piano

E' attesa per oggi la firma degli assistenti di volo al piano Cai, anche se le posizioni sono diverse. Fortemente convinta a non firmare è la Cub Trasporti, che ha già indetto per il 3 e il 17 ottobre due scioperi per tutto il personale del Gruppo Alitalia: il primo di 8 ore (dalle 10 alle 18) e il secondo di 24 ore. Più aperta la Sdl: "Non abbiamo ancora una posizione - ha fatto sapere il sindacato -: stiamo valutando i rischi rispetto ad una eventuale firma. Certo è che se non firmiamo la battaglia potrebbe durare mesi". La trattativa prosegue, oggi la Sdl sarà a Palazzo Chigi.
Intanto, però, spunta un'altra ombra sul futuro della Cai: scrive infatti Il Sole-24 Ore che, essendo per ora una società finanziaria, la Cai deve ottenere l'abilitazione a volare. La questione è stata sollevata anche dall'Enac: il presidente Vito Riggio ha infatti sollecitato i vertici ad un incontro. Le vie d'uscita ci sarebbero, ma occorre tener conto del fattore tempo, e con l'Unione europea: ereditare il vecchio certificato di Alitalia sarebbe infatti semplice, grazie alla modifica della legge Marzano, ma metterebbe in allarme Bruxelles sulla mancata discontinuità aziendale.


29 settembre 2008 - Gazzetta di Parma

ALITALIA MA PASSERA, AD DI INTESA, DICE: «IL PRIMO NOVEMBRE DECOLLA IN NUOVO PIANO»
Un'altra giornata in trincea per gli assistenti di volo

ROMA - Il presidente del Consiglio ottimista: «Alla fine firmeranno tutti». Nove ore di dibattito. Ancora un’altra giornata di discussione: i vertici e le strutture di base del sindacato autonomo Sdl hanno continuato per tutta la giornata di ieri ad esaminare i punti della proposta della Cai. Al momento c'è un’unica certezza: oggi la Sdl (950 assistenti di volo e 850 dipendenti di terra di Alitalia) andrà all’appuntamento a Palazzo Chigi per proseguire la trattativa con la Cai.
Mentre la Cai annuncia che a novembre sarà pronta a prendere il volo, gli ultimi a tenere duro impedendo sul fronte sindacale il decollo del piano restano hostess e steward, i più penalizzati dal passaggio necessario per la rinascita della compagnia. Mancano ancora le loro firme per chiudere la trattativa. è soprattutto sul numero degli esuberi che il salvataggio di Alitalia messo in piedi dalla cordata italiana non convince tutte le sigle di categoria.
Dopo una lunga domenica trascorsa a Fiumicino tra riunioni ed assemblee sono oggi chiamate - per quella che viene presentato come l’ennesimo ma probabilmente non «ultimo» ultimatum - a decidere se aderire al varo della nuova Alitalia.
L’obiettivo è di guadagnare ancora tempo, almeno fino a domani, nonostante ogni giorno sia prezioso per tentare di recuperare i debiti stratorsferici della compagnia. I dipendenti iscritti ad Avia e Sdl si dicono comunque pronti ad andare a Palazzo Chigi «con un’unica risposta». Non lo dicono apertamente, ma quel 93% di indicazioni raccolte sarebbe per il sì all’accordo, ovvero firmare, tornare a lavorare con qualche certezza in più mettendo alle spalle oltre un mese di battaglia sindacale.
Se da Avia si registra un atteggiamento omogeneo, più problematico risulta l’atteggiamento della Sdl, il sindacato che politicamente si colloca a sinistra del Pd. «Vedremo, vedremo per ora l’indicazione è quella di proseguire la trattativa» ha detto Tomaselli. In realtà tempo ce ne è poco. Duro invece l’atteggiamento del Cub Trasporti fortemente convinta di non firmare e già pronta a scioperare per il 3 (otto ore) e il 17 ottobre (l'intera giornata): «Quell'accordo è un cappio al collo». Le sigle più dure e integraliste hanno criticato la decisione presa dal sindacato piloti («Hanno firmato l’infirmabile pur di mantenere i loro diritti sindacali») e hanno avanzato la proposta di formare una cooperativa di dipendenti che tassandosi potrebbero depositare 10 mila euro per poi chiedere di entrare nella Cai con una quota simbolica.
Anche se manca il via libera la politica dà per chiusa la prima fase e si concentra adesso sulla fase operativa. Per Corrado Passera, ad di Intesa san Paolo, advisor e azionista Cai, «il primo novembre Cai può alzarsi in volo. A metà ottobre dovrebbero risolversi i problemi operativi: «Sono parecchi ma ce la possiamo fare». Il superamento dello stallo sindacale dipende molto anche dalla scelta del partner straniero.
Il premier Silvio Berlusconi è ottimista: «Manca poco, ma sono fiducioso» dice. «Per quanto riguarda la trattativa di Alitalia credo che si possa dire che abbiamo concluso anche questo impegno. Manca poco, ma sono fiducioso che si concluderà con tutti, e poi ci metteremo presto al lavoro sulle altre cose» aggiunge.


29 settembre 2008 - Giornale Vicenza/Brescia Oggi/Arena

ALITALIA. Gli assistenti di volo a Palazzo Chigi
Ultima chiamata per la firma al piano di Cai

ROMA - Cai annuncia che in novembre prenderà il volo, ma gli ultimi a tener duro impedendo il decollo del piano sono hostess e steward, i più penalizzati dal passaggio necessario per la rinascita della compagnia. Mancano le loro firme per chiudere la trattativa. È soprattutto sul numero degli esuberi che il piano di salvataggio di Alitalia non li convince.
Dopo una domenica di riunioni e assemblee a Fiumicino, le sigle sindacali che non hanno firmato sono chiamate a decidere, ma l’obiettivo è guadagnare tempo, almeno fino a domani. I dipendenti iscritti ad Avia e Sdl si dicono pronti ad andare a Palazzo Chigi «con un’unica risposta». Non lo dicono apertamente ma il 93 per cenro di indicazioni raccolte sarebbe per firmare e tornare al lavoro con qualche certezza in più, mettendo alle spalle oltre un mese di battaglia sindacale. Se da Avia si registra un atteggiamento omogeneo, più problematico è quello di Sdl, sindacato a sinistra del Pd. «Vedremo, per ora l’indicazione è proseguire la trattativa», ha dichiarato Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale. Duro l’atteggiamento del Cub Trasporti convinto di non firmare e pronto a scioperare otto ore il 3 ottobre e tutto il 17. Le sigle del no hanno criticato il sindacato piloti («Hanno firmato l’infirmabile pur di mantenere i loro diritti sindacali») e proposto di formare una cooperativa di dipendenti che tassandosi potrebbero depositare 10 mila euro per chiedere di entrare nella Cai con una quota simbolica.
Per Corrado Passera, ad di Intesa san Paolo, «il primo novembre Cai può alzarsi in volo. A metà ottobre dovrebbero risolversi i problemi operativi: sono parecchi ma ce la possiamo fare». Il superamento dello stallo dipende anche dalla scelta del partner straniero: Air France o Lufhtansa. «Ciò che conta è scegliere chi potrà dare il maggior sviluppo alla nuova Compagnia», ha dichiarato Passera con Rocco Sabelli, ad di Cai, che ha ribadito come il partner internazionale entrerà con una «quota minoritaria». Garanzia ribdita ieri anche da Berlusconi: «No a maggioranza straniera per almeno cinque anni». Il gioco per la fetta è già iniziato (con Lufthansa in pole position puntando a una quota vicina al 40 per cento) anche se sulle prossime mosse Bruxelles vigila.


29 settembre 2008 - Tempo Stretto

Atm, è guerra tra sindacati: gli autonomi attaccano i confederali
OrSA, Ugl, Cub Trasporti, Rsu e Faisa Cisal contro Cgil, Cisl e Uil: «Chi ha prodotto il fallimento non può gestire il risanamento». L'invito al consiglio comunale: sia "incosciente" e voti il consuntivo
di Sebastiano Caspanello

Messina - E' ormai una guerra interna, quella che si sta consumando all'Atm tra i sindacati, con gli autonomi da una parte e i confederali dall'altra. Oggi i segretari di OrSA, Ugl, Cub Trasporti, Rsu e Faisa Cisal si scagliano contro Cgil, Cisl e Uil, ritenute le sigle "colpevoli" del fallimento dell'azienda. Ma vanno anche oltre, e chiedono ai consiglieri, con una provocazione, un atto di "incoscienza", ovvero il voto favorevole al conto consuntivo che staserà sbarcherà in aula e che dovrebbe aprire le porte al pagamento degli stipendi. «La demagogia e il buonismo organizzato da "rappresentanti dei lavoratori" lontani anni luce dalla realtà operaia - si legge in una nota - non sono gli strumenti adatti per far fronte alle esigenze di 700 famiglie che da oltre 2 mesi non percepiscono lo stipendio e non ricevono nessun segnale di soluzione definitiva per un futuro che appare sempre più nebuloso. Risulta quasi provocatoria la posizione della triplice confederale che dopo l’incontro avuto con il Sindaco Buzzanca, si esibisce in una vuota propaganda spacciando evidenti passi indietro in conquiste per i lavoratori che solo loro riescono a vedere. Dall’incontro che l’amministrazione Comunale ha avuto con i sindacati autonomi e di base, si registra un ulteriore rinvio di due giorni della data indicata per l’erogazione delle spettanze economiche dovute ai lavoratori». Il riferimento è aò fatto che «al confronto con le scriventi l’Assessore Capone assicurava gli stipendi di agosto entro il 6 ottobre, causando, fra l’altro, la legittima reazione dei dipendenti che da due mesi garantiscono il servizio senza percepire il salario; c’è voluto l’intervento di Cgil, Cisl e Uil per consentire al Comune di protrarre l’indecorosa melina per altre 48 ore che non sono poche se da due mesi in casa non entra un centesimo». Gli autonomi definiscono «ancora più "circense" l’euforia confederale sulla programmazione del futuro aziendale, a loro modo di pensare i pannicelli caldi proposti dall’Amministrazione Comunale, il servizio ganasce e qualche cartellone pubblicitario, dovrebbero risolvere i problemi e coprire gli oltre 30 milioni di debito che gravano sul groppone dell’Atm. E’ ora di smetterla con le parole e le vuote promesse che saranno utili solo ad accelerare il fallimento, il Sindacato Autonomo e di Base resta compatto nel rivendicare un vero piano di produzione che rilanci l’azienda e garantisca mensilmente i salari; operazione ambiziosa che può concretizzarsi solo mettendo alla porta gli attori politici, dirigenziali e sindacali che hanno co-gestito l’allegro governo dell’azienda pubblica e ripartire con idee chiare progetti concreti e personaggi nuovi. Lo affermeremo fino alla noia: chi ha prodotto il fallimento non può gestire il risanamento!». I toni sono duri. «Il rifiuto a partecipare alle assemblee unitarie e il tavolo sindacale separato, più volte richiesto ed ottenuto da Cgil, Cisl e Uil - prosegue la nota - sono i chiari segnale di debolezza di coloro che non hanno argomenti per sostenere il confronto con chi rappresenta realmente i lavoratori impegnati sul campo, quei lavoratori etichettati come fannulloni ma che nei fatti stanno stringendo la cinghia per evitare di privare i cittadini di un servizio pubblico essenziale. E’ nostro costume non disperdere energie in propaganda o pubblicità politica subliminale, il nostro interesse coincide con le aspettative dei lavoratori, pertanto chiediamo chiarezza su alcuni punti poco comprensibili che potrebbero far slittare ulteriormente l’erogazione dei salari: se è vero che il pagamento degli stipendi ATM dipende dall’approvazione, da parte del Consiglio Comunale, del bilancio consuntivo, se è vero che per approvare il consuntivo sono necessari gli allegati dei bilanci delle partecipate, se è vero che ad oggi nessuna partecipata, men che meno l’ATM, hanno prodotto i bilanci aziendali, se è vero che l’assessore Miloro e il consigliere Milazzo hanno proposto un emendamento che invita il Consiglio Comunale ad accollarsi il rischio di approvare il consuntivo senza i bilanci delle partecipate, se è vero che nella relazione del Revisore dei Conti si evidenzia che l’approvazione del bilancio consuntivo non può prescindere dagli allegati delle partecipate». «Ci sembra di capire che l’approvazione del bilancio consuntivo - continuano i sindacati - quindi l’erogazione degli stipendi ATM, dipendano esclusivamente da un atto "d’incoscienza" del Consiglio Comunale che dovrebbe approvare "sulla fiducia" un bilancio senza averne visionato una parte integrante e assumendosi ogni responsabilità di eventuali illegalità. Pur coscienti "dell’insano" gesto richiesto ai Consiglieri Comunali, le scriventi, fisiologicamente dalla parte dei lavoratori, auspicano tanta "incoscienza" nei banchi del Consiglio Comunale in modo da permettere ai dipendenti ATM di percepire il salario, in caso contrario siamo pronti alla mobilitazione al fianco delle famiglie dei lavoratori che non possono attendere oltre».


29 settembre 2008 - Agrigento notizie

Rientra lo stato di agitazione dei vigili del fuoco

Agrigento - Dopo l'incontro avvenuto il 24 settembre scorso tra le segreterie provinciali Cgil, Cisl, Rdb e Confsal dei Vigili del Fuoco di Agrigento, il direttore regionale e il comandante provinciale è rientrato lo stato di agitazione proclamato nei giorni scorsi. Al termine dell'incontro soddisfatti i sindacati visto che sono state approvate in pieno le richieste avanzate.


28 settembre 2008 - Ansa

ALITALIA: ASSEMBLEA HOSTESS E STEWARD A FIUMICINO

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 28 SET - Un'assemblea di hostess e steward dell'Alitalia liberi dal servizio, è in corso da mezzogiorno davanti al varco equipaggi dell'aeroporto di Fiumicino dove da giorni continua il presidio del personale di volo. Al megafono, davanti ad una platea di ottantina di persone sia in divisa sia in borghese, si stanno alternando gli interventi di assistenti di volo e rappresentanti sindacali dell'Sdl Intergategoriale e della Cub Trasporti.

ALITALIA: FIUMICINO; ASSEMBLEA ASSISTENTI VOLO, DILEMMA FIRMA

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 28 SET - Diverse posizioni, tra chi è deciso a non firmare l'accordo con CAI e chi, invece, ne sta valutando gli effetti rispetto ad una eventuale firma, si sono confrontati in una assemblea di hostess e steward all'aeroporto di Fiumicino nella zona riservata al varco equipaggi. Una seconda assemblea, a quanto si apprende, si terrà nel pomeriggio. Fortemente convinta a non firmare è la Cub Trasporti, che, tra l'altro, ha già indetto per il 3 e il 17 ottobre due scioperi per tutto il personale del Gruppo Alitalia: il primo di 8 ore (dalle 10 alle 18) e il secondo di 24 ore. "Quell'accordo - ha detto Fabio Frati della Cub Trasporti - lo consideriamo una sorta di cappio al collo. Per questo siamo decisi a non firmarlo". Chi, invece, non si è ancora espresso per un "sì " o per un "no" alla firma, è l'Sdl Intercategoriale che, attraverso Francesco Staccioli, rappresentante sindacale degli assistenti di volo, fa sapere: "Non abbiamo ancora una posizione: stiamo valutando i rischi rispetto ad una eventuale firma. Certo è che se non firmiamo la battaglia potrebbe durare mesi. Per questo - ha aggiunto - oggi siamo qui per confrontarci con voi". Dalla platea qualcuno ha poi proposto di rimandare tutto al 30 settembre. "Perché tutta questa fretta di firmare domani? - ha chiesto uno steward appena atterrato da Caracas - Abbiamo ancora tempo fino a martedì". Qualcun altro ha anche criticato la decisione presa da Anapc e UP che, a suo dire, avrebbero firmato "l'infirmabile" pur di mantenere i diritti sindacali. Da altri è stata poi avanzata la proposta di formare una cooperativa di dipendenti che, tassandosi, potrebbero depositare 10 mila euro per poi poter chiedere di entrare nella CAI con una quota simbolica.


28 settembre 2008 - Agi

ALITALIA: A FIUMICINO HOSTESS E STEWARD IN ASSEMBLEA

(AGI) - Roma, 27 set. - Un'assemblea di hostess e steward dell'Alitalia, liberi dal servizio, e' in corso da mezzogiorno davanti al varco equipaggi dell'aeroporto di Fiumicino dove da giorni continua il presidio del personale di volo. Davanti ad una platea di ottantina di persone, si stanno alternando al megafono gli interventi di assistenti di volo e rappresentanti sindacali dell'Sdl Intergategoriale e della Cub Trasporti.


28 settembre 2008 - Corriere.it

ALITALIA, ASSEMBLEA A FIUMICINO
Assistenti di volo, il dilemma della firma. Berlusconi: no a maggioranza straniera
Diverse posizioni sull'accordo con Cai: la Cub trasporti è contraria, l'Sdl sta ancora valutando

ROMA - Diverse posizioni, tra chi è deciso a non firmare l'accordo con Cai e chi, invece, ne sta valutando gli effetti rispetto ad una eventuale firma, si sono confrontate in una assemblea di hostess e steward all'aeroporto di Fiumicino nella zona riservata al varco equipaggi. Fortemente convinta a non firmare è la Cub Trasporti, che, tra l'altro, ha già indetto per il 3 e il 17 ottobre due scioperi per tutto il personale del Gruppo Alitalia: il primo di 8 ore (dalle 10 alle 18) e il secondo di 24 ore. «Quell'accordo - ha detto Fabio Frati della Cub Trasporti - lo consideriamo una sorta di cappio al collo. Per questo siamo decisi a non firmarlo». Chi, invece, non si è ancora espresso per un «sì » o per un «no» alla firma, è l'Sdl Intercategoriale che, attraverso Francesco Staccioli, rappresentante sindacale degli assistenti di volo, fa sapere: «Non abbiamo ancora una posizione: stiamo valutando i rischi rispetto ad una eventuale firma. Certo è che se non firmiamo la battaglia potrebbe durare mesi. Per questo - ha aggiunto - oggi siamo qui per confrontarci con voi».
FORMARE UNA COOPERATIVA - Dalla platea qualcuno ha poi proposto di rimandare tutto al 30 settembre. «Perché tutta questa fretta di firmare domani? - ha chiesto uno steward appena atterrato da Caracas - Abbiamo ancora tempo fino a martedì». Qualcun altro ha anche criticato la decisione presa da Anapc e UP che, a suo dire, avrebbero firmato «l'infirmabile» pur di mantenere i diritti sindacali. Da altri è stata poi avanzata la proposta di formare una cooperativa di dipendenti che, tassandosi, potrebbero depositare 10 mila euro per poi poter chiedere di entrare nella CAI con una quota simbolica.
BERLUSCONI E GLI STRANIERI - La scelta di un possibile alleato straniero per la futura Alitalia «compete» alla cordata di Cai. È l'opinione del premier Silvio Berlusconi, intervistato in un centro benessere in Umbria. Il premier esclude però che un gruppo straniero possa, anche tra cinque anni, detenere la maggioranza di Alitalia. «È chiaro che Alitalia si aprirà all'alleanza con altre compagnie internazionali: noi ci dobbiamo fermare qui, abbiamo dato il nostro contributo e vi ricordate come ci avevano schernito e irriso quando avevo detto che ci sarebbe stata una compagine italiana che avrebbe messo dei capitali importanti. Tutto si è verificato». A chi gli chiedeva un commento sulla presunta intenzione di Lufthansa di avere una quota significativa di oltre il 40% nel capitale della futura compagnia di bandiera, mentre Berlusconi aveva espresso la necessità che il partner straniero restasse di «assoluta minoranza», il presidente del Consiglio ha risposto: «Sì, ho detto questo perché c'è una clausola che impone ai partecipanti di non cedere la maggioranza per un periodo di almeno cinque anni. Ma successivamente - ha aggiunto - la decisione di cedere la maggioranza dovrebbe essere approvata dai due terzi. Quindi - ha sottolineato - io escludo, perché questo è stato proprio il significato della nostra azione di governo su Alitalia, che la nostra compagnia di bandiera possa essere detenuta in maggioranza da gruppi o compagnie straniere».


28 settembre 2008 - Estense.com

Ma il 17 i pompieri tornano in piazza
RdB Vigili del Fuoco, revocato lo sciopero del 10 ottobre

In seguito all’avviso della Commissione di garanzia sulla rarefazione dello sciopero, l'RdB/CUB ha effettuato le procedure di annullamento dello sciopero indetto per il 10 di ottobre. Ma la protesta delle rappresentanze di base dei pompieri continua con lo sciopero generale della RdB/CUB indetto per il 17 ottobre.


28 settembre 2008 - Roma Città

Alitalia, a Fiumicino assemblee di hostess e steward. Cub decisi a non firmare l'accordo con Cai: "E' un cappio al collo"

C'è chi è deciso a non firmare l'accordo con Cai e chi sta valutando nell'assemblea di hostess e steward all'aeroporto di Fiumicino. Per il "no" è la Cub Trasporti, che ha indetto per il 3 e il 17 ottobre due scioperi per tutto il personale del Gruppo Alitalia: "L'accordo lo consideriamo un cappio al collo - ha detto Fabio Frati della Cub Trasporti - Siamo decisi a non firmarlo". Domani la Sdl (950 assistenti di volo e 850 dipendenti di terra di Alitalia) andrà all'appuntamento a Palazzo Chigi per proseguire la trattativa: "Vedremo domani come andrà il negoziato, per ora l'indicazione emersa dai lavoratori è quella di proseguire la trattativa", ha detto il coordinatore Fabrizio Tomaselli.


28 settembre 2008 - Il Gazzettino

Domattina il Comune, con l’ausilio della forza pubblica,
procederà a liberare gli alloggi di via San Giacomo
Case Ater occupate, pronto lo sgombero
Sono famiglie di immigrati con quattro bambini. I militanti di Adl contestano duramente l’operazione
di Orfeo Meneghetti

Monselice - Tutto è pronto. Domani l'amministrazione comunale di Monselice dovrebbe attuare lo sfratto degli appartamenti Ater di via San Giacomo. Gli immobili - tre su quattro - sono occupati abusivamente da un più di un anno da famiglie senza casa, una decina di africani tra cui quattro bambini. Gli immobili dovrebbero essere abbattuti per realizzare un nuovo piano Ater. Al tentativo di sfratto tenteranno di opporsi i rappresentanti dell'associazione difesa dei lavoratori (Adl). Gli aderenti all'organizzazione di estrema sinistra si stanno già mobilitando. Il tam tam dell'informazione legata allo sfratto è stata veicolato dal passaparola. «Gli appartamenti di via San Giacomo sono occupati in parte da famiglie con bambini che avevano un'esigenza abitativa e in parte da immigranti che non trovavano case in affitto. Persone - affermano i rappresentanti dell'Adl - che stavano tentando di inserirsi nel tessuto sociale di Monselice. La nostra organizzazione prima ha tentato di ospitarli nella struttura di prima accoglienza "San Precario" di via Piave e in seguito, cercando di trovargli un alloggio dove poter vivere». Nel ricordo di quanto avvenuto lo scorso mese di giugno all'ombra della Rocca gli esponenti dell'associazione aggiungono: «L'assessore Mamprin assieme al sindaco Conte, invece di ascoltare monsignor Angelo Bagnasco che predica l'accoglienza, la dove si può, hanno attuato lo sgombero dell'immobile di via Piave e successivo abbattimento. L'unica soluzione trovata dall'attuale amministrazione per tentare di offrire agli extracomunitari che vivevano nell'immobile destinato alla prima accoglienza ha ottenuto pochi risultati. L'intervento si è ridotto ad un'offerta di 1500 euro ad ogni famiglia, sottoforma di contributo per l'anticipo per una casa in affitto. Una sola famiglia ha accettato l'offerta, in quanto per sua fortuna è riuscita a trovare una sistemazione fuori da Monselice». Lo sfratto creerà altri problemi come affermano i giovani dell'Adl: «Se a giugno quest'amministrazione è riuscita a mettere per strada dei tranquilli immigrati, - concludono - adesso c'è il rischio di trovarsi anche con delle famiglie che bivaccano in macchina e che faranno fare i compiti di scuola ai propri figli, sulle panchine dei giardini».


28 settembre 2008 - La Sicilia

I sindacati tornano alla carica
Roccalumera. Dal prefetto si riparlerà dell’apertura del distaccamento permanente dei vigili del fuoco
di Carmelo Caspanello

Roccalumera - I sindacati tornano a chiedere l'apertura di un distaccamento permanente dei vigili del fuoco a Roccalumera, nell'ambito di un potenziamento dell'organico della sede centrale di Messina. Il Coordinamento provinciale dei sindacati Vigili del fuoco composto da Cgil, Cisl, Uil, Rdb, Confsal e Conapo ha chiesto al prefetto di Messina la convocazione di una conferenza di servizi «che possa tracciare un percorso finalizzato al miglioramento del soccorso in tutta la provincia di Messina», richiedendo al responsabile regionale e al ministero degli Interni il potenziamento dell'organico. Anche in virtù di una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, «è destinata ad aggravarsi ulteriormente per imminenti pensionamenti di personale».
I sindacati hanno puntato i riflettori, in particolare, sul distaccamento di Roccalumera, divenuto negli ultimi anni un punto di riferimento di fondamentale importanza per l'hinterland jonico, nel tratto fra Alì Terme e S. Alessio. «Il presidio roccalumerese - scrivono i rappresentanti sindacali Carmelo Ciappina, Giuseppe De Salvo, Nicola Bellinghieri, Giuseppe Abate, Giuseppe Crisafulli e Nicola Abate - è definito stagionale e il mancato riconoscimento di sede permanente non consente l'assegnazione di ulteriore personale».
Cgil, Cisl, Uil, Rdb, Confsal e Conapo lamentano «la necessità di potenziare l'apparato del soccorso nella provincia di Messina». A loro avviso, il dipartimento dei vigili del fuoco avrebbe «disatteso quanto concertato con l'approvazione del progetto "Soccorso Italia in venti minuti". Il mancato potenziamento del numero degli operatori e l'aumento degli interventi - concludono i sindacati - non consentono al personale attualmente in servizio di garantire gli standard minimi di sicurezza».
Sull'argomento è intervenuto anche il sindaco di Roccalumera, Gianni Miasi: «Sono sicuro - ha esordito - che, grazie al coordinamento tra il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Messina, ing. Antonino Casella, le organizzazioni sindacali e le amministrazioni comunali locali, il distaccamento di Roccalumera diventerà presto realtà. A breve - ha aggiunto il primo cittadino - mi incontrerò con il comandante Casella, il quale, dal canto proprio, si sta impegnando fattivamente per la realizzazione di un'opera ormai improcrastinabile e strategica nell'ambito dei servizi di soccorso che sono dislocati lungo la costa jonica messinese».


28 settembre 2008 - Il Piccolo

TRASPORTO URBANO ED EXTRAURBANO
Martedí sciopero degli autobus

Gorizia - L’Azienda provinciale trasporti di Gorizia rende noto che che la Cub, Federazione Rappresentati di base trasporti Friuli Venezia Giulia ha comunicato la proclamazione di uno sciopero di quattro ore per la giornata di martedì 30 settembre.
Pertanto il servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano potrebbe subire interruzioni, in quella giornata, nella seguente fascia oraria: dalle 17 alle 20.59. Saranno comunque portate a termine tutte le corse iniziate e non concluse nelle fasce orarie antecedenti le sospensioni previste.
Il servizio della biglietteria centrale di Gorizia potrà essere a sua volta sospeso dalle 13.30 alle 17.30....


28 settembre 2008 - Il Mattino di Padova

Mobilitazione in difesa degli occupanti gli alloggi Ater a Monselice
Domani sfratti in via San Giacomo. I Cobas però non ci stanno

MONSELICE - Domani, annuncia l’Associazione difesa lavoratori-Cobas (fed. RdB-Cub), ci sarà l’ennesimo tentativo di sfratto negli appartamenti di proprietà dell’Ater in via San Giacomo a Monselice. «Sono appartamenti vissuti in parte da famiglie con bambini che avevano l’esigenza abitativa e in parte da migranti (regolari) - è scritto in un volantino diffuso ieri - che per il semplice fatto di essere "immigrati" non trovavano case in affitto. Migranti, che come associazione stavamo tentando di inserire nel tessuto sociale del paese, prima ospitandoli nella struttura di prima accoglienza "San Precario" di via Piave e successivamente, cercando di trovargli un alloggio dove poter vivere».
Lo scorso giugno, ricorda l’Associazione-Cobas, l’assessore Mamprin assieme e il sindaco Conte, «invece di ascoltare monsignor Bagnasco che predica l’accoglienza, la dove si può, hanno attuato lo sgombero dello stabile di via Piave con l’immediato abbattimento».
E domani? I Cobas annunciano battaglia: «Noi riterremo l’Amministrazione comunale di Monselice responsabile di quanto potrà succedere lunedì prossimo, ma allo stesso tempo invitiamo le persone che conoscono il significato della parola accoglienza a venire davanti alle case di via San Giacomo per evitare un altro atto odioso e disumano».


28 settembre 2008 - L'Unione Sarda

Su Idanu. Contro la mobilità annunciata dall'azienda
Cassieri in sciopero a Carrefour

Quartu s.elena - L'avevano annunciato e l'hanno fatto: ieri mattina cinque cassieri del Carrefour hanno abbandonato improvvisamente la propria postazione, mentre i clienti erano in fila. È l'ennesima iniziativa di protesta organizzata dal sindacato autonomo Flaica Cub contro l'avvio della mobilità per ventotto dipendenti.
Il duro braccio di ferro riguarda soprattutto i contratti part-time per chi lavora esclusivamente la mattina: la multinazionale francese sostiene da tempo che il calo delle vendite, nella fascia antimeridiana, richiederebbe urgentemente di un adeguamento dei turni dei cassieri.
«Considerato l'afflusso di clientela al momento dello sciopero», contesta il segretario provinciale della Flaica Cub, Carlo Serra, «sembra quanto mai pretestuoso parlare della necessità dei licenziamenti per far fronte a un calo delle vendite tutto da dimostrare».
Non mancano le prese di posizione da parte delle forze politiche: ieri, a dare solidarietà ai cinque cassieri in sciopero c'erano gli esponenti di Sinistra critica, ma anche nell'ultima seduta del Consiglio comunale non sono mancate le tensioni legate allo stato d'agitazione in corso all'ipermercato di Su Idanu. «Il Comune», ha ribadito in aula l'assessore allo Sviluppo economico Tonio Lai, «non ha il potere di intervenire su questioni sindacali in un'azienda privata. Le strumentalizzazioni politiche sono fuori luogo».
Parole contestate in maggioranza dal capogruppo dello Sdi Guido Sarritzu, che si è schierato a difesa dei cassieri. «Siamo alla frutta», contesta polemicamente l'esponente socialista, «se la politica non riesce a intervenire in situazioni dove sono a rischio decine di posti di lavoro».(g.mdn.)


27 settembre 2008 - Il Piccolo

BUS, SCIOPERO IL 30

Trieste - Interesserà l’intero Friuli Venezia Giulia (e, nello specifico, anche la provincia di Trieste) lo sciopero nazionale del trasporto pubblico locale prevista per la giornata di martedì. Gli autoferrotranvieri delle quattro maggiori organizzazioni sindacali di base (Sindacato dei lavoratori intercategoriale, Cobas del lavoro privato, Cub e Slai Cobas) entreranno in agitazione per ottenere il rinnovo del contratto nazionale scaduto nel dicembre dello scorso anno.
Lo sciopero che riguarderà Trieste si verificherà tra le 18 e le 22 del 30 settembre mentre a Gorizia, Udine e Pordenone la protesta si verificherà tra le 17 e le 21. Il personale interno, inoltre, si asterrà dal lavoro nelle ultime quattro ore del servizio.
Le rivendicazioni degli autoferrotranvieri, così espresse in una comunicazione di Willy Puglia (Cub Federazione Rdb Trasporti Fvg), sono rivolte all’esplicita richiesta di «aumenti salariali dignitosi in linea con quelli europei e con il costo della vita», di un «miglioramento delle condizioni di lavoro senza precarietà», di «garanzie per la sicurezza sul posto di lavoro e tutela della salute», del «rispetto per la dignità dei lavoratori», della «ridiscussione della normativa disciplinare risalente al 1931» e, infine, del «riconoscimento della pari dignità e dei diritti a tutte le organizzazioni sindacali».


27 settembre 2008 - Il Cittadino

Sant’Angelo. Preoccupa la scelta di portare la chirurgia plastica a Lodi, alla riunione anche i politici
«Non toccate l’ospedale Delmati»
L’appello durante l’assemblea dei lavoratori di ieri
di Lorenzo Rinaldi

Sant’angelo L. - «Basta tagli all’ospedale Delmati». È il grido di allarme che si è levato ieri mattina durante l’assemblea dei lavoratori dell’ospedale santangiolino organizzata dai sindacati. A partire dalle 10 del mattino, davanti al nosocomio barasino si sono radunati un’ottantina di dipendenti, tra medici, infermieri e personale amministrativo. La manifestazione è stata organizzata da Gianfranco Bignamini, referente "Rdb cub pubblico impiego": l’obiettivo era sensibilizzare i lavoratori dopo la notizia trapelata nei giorni scorsi che il reparto di chirurgia plastica sarà trasferito da Sant’Angelo a Lodi. Un trasferimento che dovrebbe essere compensato dal potenziamento del day surgery e dall’arrivo della riabilitazione polmonare a Sant’Angelo. «L’assemblea è andata bene - ha commentato Bignamini- siamo riusciti a spiegare ai lavoratori la situazione. Abbiamo dichiarato la nostra contrarietà alla scelta della direzione generale dell’Azienda ospedaliera di spostare il reparto di chirurgia plastica senza informare i sindacati. Non dimentichiamo - ha aggiunto Bignamini - che proprio la chirurgia plastica contribuisce a tenere aperte le sale operatorie del Delmati. Su questa battaglia andremo avanti con due iniziative: un’interpellanza regionale per la quale abbiamo chiesto aiuto al consigliere regionale dei Verdi Carlo Monguzzi e un referendum per i cittadini di Sant’Angelo». A difesa del Delmati si sono schierati anche il sindaco di Sant’Angelo Domenico Crespi e l’ex sindaco Giuseppe Carlin, presente in assemblea a nome del gruppo Sviluppo santangiolino. Crespi ha promesso a tutti i presenti che l’amministrazione comunale metterà tra le proprie priorità la difesa del Delmati. Il primo cittadino si è poi impegnato a portare all’attenzione del consiglio comunale, convocato per ieri sera, l’ipotesi del taglio della chirurgia plastica. «I sindacati - ha detto Crespi - hanno motivato le loro preoccupazioni. Da parte nostra ribadiamo che l’ospedale di Sant’Angelo è il più funzionale tra i quattro presenti nella nostra provincia. Non ha senso fare la coda e subire ritardi all’ospedale di Lodi e poi tagliare i reparti nelle altre strutture. Le eccellenze presenti a livello territoriale, e tra queste la chirurgia plastica di Sant’Angelo, devono essere mantenute». L’ex sindaco Carlin ha invece promesso che il suo gruppo di impegno civico, Sviluppo santangiolino, organizzerà un’assemblea pubblica sul futuro dell’ospedale. «Il Delmati è il miglior ospedale del Lodigiano - ha detto - e temiamo che pian piano venga svuotato. Vogliamo capire cosa sta succedendo, quali obiettivi ha il direttore generale dell’Azienda ospedaliera per Sant’Angelo. Ed è necessario che i sindaci della zona si impegnino a vigilare. Non è giusto infatti che da sempre i santangiolini sono obbligati ad usufruire di certi servizi ospedalieri a Lodi, mentre i cittadini di Lodi non sono affatto obbligati a venire a Sant’Angelo». Anche il sindacato Confsal di Stefano Lazzarini ha protestato per l’ipotesi di spostare la chirurgia plastica senza concordare con i sindacati stessi l’effetto dell’operazione sui dipendenti.


27 settembre 2008 - Il Messaggero

Roma. Un occhio a Brunetta, due ai guai del pubblico impiego, ai mali della sanità...
di LUCA BENEDETTI

Roma - Un occhio a Brunetta, due ai guai del pubblico impiego, ai mali della sanità che si chiamano uffici e non solo corsie, e così l’ottobre diventa caldo sul fronte dei dipendenti pubblici. Tra accelerazioni e frenate, ci si muove anche alla giornata per arrivare alla soluzione di mali vecchi ed emergenze nuove.
Prendete il caso della Asl 2, dove la guerra dei buoni pasto rischia di diventare una battaglia di trincea per novantacinque centesimi. La battaglia l’hanno messa in piedi, con tanto di raccolta di firme, quelli del sindacato Rdb-Cub.Il nodo è quello del valore del ticket da utilizzare per il pranzo. Un valore che per anni è rimasto a livello bassissimi. I sindacati di base hanno chiesto otto euro, l’accordo (con l’ok della Rsu) si va stringendo sui 7,05 euro di valore. Si litiga per novantacinque centesimi e gli autonomi vanno all’assalto: «Nell’accordo aziendale la proposta della Rsu è di 7,05 euro, cifra indignitosa visto il recente, farraginoso, complicato e impossibile accordo con l’Adisu per i dipendenti del Dipartimento di prevenzione che fissa il valore di un pasto completo a 8 euro più Iva per usufruire della mensa universitaria». Un prezzo che è superiore ai 7 euro e cinque centesimi, cifra che non permette di mangiare alla mensa universitaria, a meno che non si faccia la differenza. «A qualcuno- affonda la Rdb- potrebbe andare il boccone di traverso a sentir parlare di mercato dei buoni pasto». Che in Italia, secondo uno studio dell’Adoc porta ai rimborsi mensa più bassi d’Europa. Per l’associazione di difesa dei consumatori un ritocco del valore dei buoni darebbe anche una mano ai consumatori che si trovano in un momento di grande difficoltà economiche. Chissà come finirà la guerra dei centesimi.
E’ di migliaia di euro, invece, la guerra non dichiarata che si gioca nella stanze affrescate del consiglio regionale, centodieci dipendenti, la vista su piazza Italia e una sfida di inizio autunno che rasenta il record. Perché sarebbe la prima volta, raccontano i bene informati, che dal 2002 (cioè da quando il consiglio ha una vita autonoma e non più legata alla giunta regionale) che verrebbero attivati i corsi di formazione dei dipendenti. Tra leggi che cambiano e mondo che corre l’aggiornamento professionale diventa decisivo.
Ma, i più attenti, ricordano che dal 2000 i fondi non sono stai mai attivati e che, gli storni ottenuti, finivano, a volte, anche tra le spese di rappresentanza. Possibile? Stavolta la grande impresa sembra in dirittura d’arrivo visto che c’è un piano che ha messo nero su bianco il Comitato di direzione guidato da Maria Balsamo e che finirà sul tavolo del sindacato per l’approvazione. Ma il batticuore non sarebbe finito e c’è chi teme agguati da vecchie abitudini
Sempre sul fronte del consiglio regionale. Prima del ciclone Brunetta c’erano state le grandi manovre per arrivare all’accordo sul Cid, il contratto integrativo decentrato.
Tra una frenata e l’altra, radio palazzo Cesaroni racconta che la delegazione trattante si sarebbe trovata di fronte a un via libera di massima di Cgil e Cisl e di qualche dubbio della Uil. Sul tavolo, si dice, la richiesta di 20 mila euro in più da destinare ad alcune categorie professionali. Logico che la delegazione abbia preso cappello e fatto un passo indietro per chiedere il via libera politico al riconteggio che ha fermato la trattativa. Con un dubbio contabile niente male: i soldi per il Cid garantiti dalle economie sulle voci di spesa, dovranno essere trovati, invece, con una variazione di bilancio? Ecco perché si guarda con grande attenzione alle mosse di Brunetta.
L’ultimo fronte caldo, ma non l’unico, è quello del Comune di Perugia. Che esce da un’estate bollente per quanto riguarda la riorganizzazione del personale. Ieri faccia a faccia tra delegazione trattante guidata dall’assessore al Personale, Monia Ferranti e dal direttore generale Antonella Pedini e sindacati interni per affrontare il nodo del riassetto del Settore vigilanza, cioè il futuro della polizia municipale. Che pesa sempre di più anche viste le ultime attribuzioni ai sindaci in tema di sicurezza, dalle ordinanze anti-prostituzione in avanti.
Sul tavolo almeno tre partire pesanti. In testa quella della catena di comando da ricostituire. Si apre la partita per la scelta del vice comandante che affiancherà il comandante Nicoletta Caponi e la giunta è pronta a dare spinta ad altre due posizioni organizzative da affiancare a una già presente nella dotazione organica, insomma altri due dirigenti di seconda fascia. L’altra fetta dello snodo è relativo alle responsabilità dei graduati che coordinano colleghi dello stesso livello. Una partita che può valere anche 2.500 euro lordi nello stipendio di un anno. Alcuni marescialli attendono che alle funzioni sul campo segua il riconoscimento formale e l’aumento in busta paga. I sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil hanno dato un via libera di massima alla proposta della giunta, gli autonomi di Csa-Ospol e Sulpm hanno preso un’altra strada. Resta scoperto anche il nervo delle promozione interne. Da sei anni giace in un cassetto un accordo per i concorsi interni che portano al grado di tenente.
Il sottorganico cronico del Corpo racconta che ad oggi, potrebbero essere 8 i posto da ricoprire. Ma, c’è anche la graduatoria di un fresco concorso esterno che resta in vigore. C’è da trovare una soluzione che faccia fare un passo avanti alla graduatoria del concorso ma non un passo indietro da chi, negli uffici di Madonna Alta, aspetta da anni la possibilità di concorrere per il salto in alto. Come finirà? A proposito di personale del Comune di Perugia: lunedì Cgil, Cisl e Uil hanno indetto un’assemblea del personale che si terrà dalle 11,30 alle 14 nella sala del consiglio provinciale. Tema dell’incontro i problemi della contrattazione nazionale.


27 settembre 2008 - Corriere del Veneto

La protesta Mobilitazione ai Ferrovieri dei lavoratori delle Officine grandi riparazioni e dei residenti: «Andremo a Venezia»
«La Regione dica no all'impianto Wisco»
Centinaia di persone in corteo: «Troppo pericoloso farlo in mezzo a scuole e case». Il progetto prevede l'ampliamento dell'impianto di smaltimento fanghi presente nell'officina
di Giulio Todescan

VICENZA — Quattro ore di sciopero e un corteo che ha attraversato il quartiere dei Ferrovieri, sfilando fra cori e striscioni lungo via Vaccari, e concludendosi nell'arena all'aperto di via Giaretta. Si è fatta sentire così, ieri mattina, la rabbia dei lavoratori delle Officine Grandi Riparazioni dell'arsenale ferroviario di Trenitalia, che da mesi - insieme ai comitati di quartiere - si oppongono al progetto di Wisco (una società di proprietà di Trenitalia e Enel) la cui intenzione è di ampliare il piccolo impianto di smaltimento dei fanghi presente nell'officina, per estendere il business allo smaltimento di rifiuti tossico-nocivi provenienti da altre fonti.
«Il caso Dal Molin insegna, siamo stanchi di progetti calati dall'alto - dice Massimo D'Angelo, segretario generale della Filt Cgil di Vicenza - . La Regione deve dire definitivamente no al progetto Wisco. Aveva già tutta la documentazione per respingerlo, ma ha preferito rimandare la pratica alla commissione Valutazione d'impatto ambientale. Ha fatto come Ponzio Pilato, se n'è lavata le mani».
Il 13 marzo la commissione veneta per la Valutazione d'Impatto Ambientale aveva dato parere favorevole all'impianto di smaltimento rifiuti, pensato per trattare fino a settantaduemila metri cubi all'anno di liquami tossici: scarti farmaceutici, cianuri, cromature. L'impianto attualmente in uso si limita a lavorare cinquanta metri cubi al giorno di acque sporche, residui del lavaggio delle carrozze. Le proteste di Comune e Provincia, che hanno preso posizione contro il progetto Wisco, ha poi spinto l'assessore veneto ai trasporti Renato Chisso a rispedire il dossier alla commissione Via per una nuova valutazione. Per i sindacati, però, c'è puzza di bruciato: «La politica regionale non parla, solo i consiglieri vicentini hanno preso posizione. Abbiamo chiesto più volte la documentazione sulla Via, ma abbiamo trovato mille ostacoli dice Germano Raniero della Cub - . La decisione è politica, e in Regione hanno scelto di delegare ai tecnici della Via. Ma se il progetto passerà anche questa volta, poi non ci sarà più niente da fare. Per questo andremo a Venezia a farci sentire».
Fra i cinquecento che hanno animato il corteo, circa 250 erano lavoratori che hanno aderito allo sciopero di quattro ore indetta dai sindacati Cgil, Cub, Uil e Orsa (non ha aderito la Cisl). C'erano delegazioni dell'Ogr di Bologna, e di fabbriche vicentine come la Campagnolo e della Olivotto, e uno striscione dei comitati contrari al Dal Molin. Gli altri erano residenti dei Ferrovieri, un quartiere che già in passato ha dovuto pagare sotto il profilo ambientale, per l'amianto un tempo contenuto nelle carrozze che si lavoravano all'arsenale. «Sono entrato a lavorare in arsenale nel '44, e ne sono uscito nel '79 – racconta un residente, Dino Dregolini - . Molti colleghi sono morti per l'amianto. Ora le lavorazioni sono più sicure, ma se portano qui i rifiuti tossici basterà un po' di vento per spargere gli odori nel quartiere. Qui ci sono case, tre asili e una scuola media». Il concetto è ripreso da un'altra residente, Gabriella Secondin: «La struttura del depuratore attuale è inadeguata. È una bomba che prima o poi potrebbe esplodere. Non è un impianto da costruire in mezzo alle case». A destare allarme è anche la mole di rifiuti che andrebbe a gravare sul depuratore di S. Agostino: il timore è che il delicato equilibrio di batteri che depurano le acque della città non regga all'urto di acidi e fanghi tossici «aggressivi» di provenienza industriale.


27 settembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

PRIMA UDIENZA
Ex dirigente Marcolin contro RdB Cub

Vicenza - Si è aperto, con la prima udienza, il procedimento che vede imputato Germano Raniero, quale rappresentante del sindacato RdB Cub, chiamato in causa dalla ex dirigente del Comune di Vicenza, Carla Marcolin. Un processo con richiesta di risarcimento danni.
Raniero è difeso dall’avv. Lino Roetta; mentre la Marcolin è patrocinata dall’avv. Michele Dalla Negra, all’epoca dei fatti assessore comunale nella giunta Hüllweck.
L’accusa che è stata mossa dalla ex dirigente comunale nei confronti del sindacalista e del sindacato RdB Cub è di diffamazione, attraverso una serie di volantini e articoli; e soprattutto di avere causato all’ex dirigente la perdita del posto di lavoro.
Con le dimissioni del sindaco Hüllweck, la posizione di Carla Marcolin dove va essere ridefinita. E il commissario prefettizio che era subentrato, prima di arrivare alle elezioni, aveva deciso di non confermare nel suo incarico la dirigente.
Secondo la difesa del sindacalista, il contratto della Marcolin non era stato rinnovato a seguito di una sentenza del Tar, che aveva dichiarato la nullità del suo contratto di lavoro, perchè l’iter legato alla sua nomina non sarebbe stato del tutto corretto.
Sulle diverse valutazioni della vicenda, quindi, dovrà ora esprimersi il giudice. La prima udienza è stata decisamente interlocutoria; e sembra che questa vicenda processuale sia destinata a protrarsi abbastanza a lungo.

IERI MATTINA. Manifestazione contro il progettato impianto di trattamento rifiuti
I Ferrovieri si fermano per dire no alla Wisco
di Gian Maria Maselli

Vicenza - La protesta anti-Wisco arriva a bloccare il traffico. Ieri mattina un corteo di quattrocento persone, in gran parte lavoratori dell'Arsenale scesi in sciopero, ha percorso le vie dei quartieri Ferrovieri e Sant'Agostino.
Gli organizzatori della manifestazione, partita dai cancelli dell'Arsenale e conclusasi con un'assemblea pubblica nell'anfiteatro all'aperto di via Baracca a S. Agostino, volevano attirare l'attenzione dei residenti del quartiere Ferrovieri e di quelli limitrofi. «Vicino alle loro case- spiegano i sindacati Cgil- Uil-Cub e Orsa- nell'area dell'Arsenale di proprietà di Trenitalia, la società Wisco, partecipata al 49% dalla stessa Trenitalia e al 51% da Enel Hydro, vuole installare un impianto di trattamento di rifiuti liquidi speciali, anche nocivi, capace di smaltire 250 tonnellate al giorno. Tutto ciò a quattrocento metri da asilo e parco giochi, e a duecento metri dalle case. I rischi per la salute dei cittadini sono alti, soprattutto se per un errore umano venissero a contatto liquidi che non dovrebbero, creando nubi tossiche. E sicuramente l'impianto creerà odori fastidiosi. Che senso ha proporre tutto ciò nel bel mezzo di un quartiere ?».
I sindacati sono angustiati per chi dovrà lavorare proprio di fianco all'impianto: gli operai dell'Arsenale: «Saranno i più esposti ai rischi- affermano i sindacati- e un domani non avranno neanche più il lavoro, perché la strategia di Trenitalia su alcune piazze come Vicenza è chiara: sposare il business dello smaltimento rifiuti, trasformando gli innocui impianti di sgrassamento e pulizia delle carrozze Fs in impianti speciali, che raccolgono rifiuti liquidi da un'intera Regione. Il documento che analizza l'area dell'impianto dell'Arsenale indica che in un breve futuro essa risulterà insufficiente, poiché la società prevede un incremento annuo di lavoro dell'8%. "Piatto ricco mi ci ficco", con 600 milioni di euro l'anno di giro d'affari a livello nazionale, dice Trenitalia, per la quale la sicurezza viene in secondo piano».
Gli organizzatori hanno fatto notare che al corteo non ha partecipato la Cisl: «Si dice preoccupata dall'impianto - attacca Claudio Sacchiero delegato Cub all'Arsenale - ma non scende in strada con i lavoratori. Chi spera nella soluzione politica non tiene presente che la mobilitazione dei cittadini a Voghera ha fermato l'impianto Wisco, mentre la Regione scarica la decisione sulla Commissione di valutazione impatto ambientale».


27 settembre 2008 - Il Giornale di Brescia

TRAGEDIA DEL LAMINATOIO
ThyssenKrupp: alla terza udienza l’azienda non vuole le parti civili

TORINO - Nessuna parte civile al processo per la strage alla ThyssenKrupp: lo hanno chiesto i quattro avvocati che, per conto della multinazionale tedesca dell’acciaio, ieri sono intervenuti nella maxiaula del Palazzo di Giustizia di Torino alla ripresa dell’udienza preliminare. I legali si sono opposti in particolare, a quei 54 operai che, avendo firmato un verbale (assai contestato dai sindacati) di conciliazione, a loro giudizio debbono venire estromessi. Ma non hanno detto nulla - creando un alone di mistero - sugli altri 47 lavoratori in attesa tra cui spicca Antonio Boccuzzi (oggi deputato Pd) sopravvissuto al rogo che lo scorso 6 dicembre uccise sette suoi compagni. L’udienza (la terza) è stata interamente dedicata alle questioni sulle parti civili. Bisognerà aspettare prima di scendere nel merito delle gravi accuse - come l’omicidio volontario - contestate ai dirigenti. Ieri una ventina di avvocati, a turno, hanno manifestato le proprie ragioni al gup Francesco Gianfrotta, che nei prossimi giorni dirà con apposita ordinanza chi entra e chi sta fuori. Il veto della ThyssenKrupp, oltre ai 54, riguarda Comune, Provincia, Regione, sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Flmu), Codacons e Medicina Democratica. Il silenzio sul resto lascia ben sperare il gruppo dei 47. «Sembra ormai davvero possibile - spiega uno dei loro legali, Roberto Lamacchia - che per la prima volta in Italia un operaio possa entrare in un processo per aver lavorato a rischio di gravissimi incidenti».


26 settembre 2008 - Ansa

IMMIGRAZIONE: PIANURA; UN NERO DENUNCIA, PRESO A SASSATE

(ANSA) - NAPOLI, 26 SET - Aggressione ai danni di un cittadino extracomunitario residente in via dell'Avvenire a Pianura, periferia occidentale di Napoli, dove gia' c'erano stati nei giorni scorsi momenti di tensione, da parte di un gruppo di giovani della zona. Lo denuncia il rappresentante sindacale Rdb, Aboubakar Soumahoro. Yakuba, 28enne del Burkina Faso, secondo quanto riferito, e' stato vittima di un lancio di sassi nei pressi di piazza San Giorgio, non lontano dai muri su cui nei giorni scorsi sono apparse scritte razziste. Vistosa fasciatura alla nuca, il giovane si presenta con un sasso sporco di sangue in mano. ''Mi hanno colpito con questa pietra ieri sera, verso mezzanotte, mentre andavo a casa di mio fratello'', dice. A detta del rappresentande Rdb, ''e' solo l'ultimo di una serie di episodi di intolleranza registratisi negli ultimi tempi a Pianura''. Vittime designate delle aggressioni, si sostiene, gli extracomunitari residenti in via dell'Avvenire. ''Abbiamo paura anche solo ad uscire di casa'', dice una ragazza ghanese. E intanto la tensione resta alta. Un cordone di poliziotti resta a presidiare la zona. Domani in piazza del Gesu' a Napoli si terra' un incontro dove le vittime delle aggressioni racconteranno pubblicamente la loro esperienza, fa sapere Aboukabar.

SANITÀ: ASL TARANTO; AGITAZIONE RDBCUB SU ORARIO NOTTURNO

(ANSA) - TARANTO, 26 SET - Le rappresentanze sindacali di base (Rdbcub) dell'Azienda sanitaria locale di Taranto hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dipendente per protestare contro la delibera dirigenziale che ha determinato una sostanziale modifica dell'orario di lavoro. Una nota è stata inviata al prefetto di Taranto, Alfonso Pironti e, per conoscenza, alla Commissione di garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, al direttore generale dell'Asl Taranto e all'assessore regionale alla Sanità per sollecitare l'avvio delle procedure di conciliazione. «La nuova articolazione dell'orario notturno - sottolinea il sindacato di base - non implica alcun miglioramento alla fruibilità del servizio da parte dei cittadini malati e la delibera sull'orario di lavoro non è stata accompagnata da una necessaria riorganizzazione del lavoro e da nuovi piani di lavoro, fatto che comporterà notevoli difficoltà ai lavoratori e gravi rischi per l'utenza». Le rappresentanze sindacali di base comunicano, infine, che «qualora la richiesta di conciliazione avrà esito negativo, si riterranno espletate le procedure per la proclamazione dello sciopero».


26 settembre 2008 - Dire

ATC BOLOGNA. RDB: LICENZIATO VINCE CAUSA MA NIENTE REINTEGRO
LUNEDI' PRESIDIO DI PROTESTA PER UN LAVORATORE STRANIERO

(DIRE) Bologna, 26 set. - Presidio di protesta, lunedi', organizzato dalle Rappresentanze sindacali di base contro Atc. L'azienda di trasporto pubblico locale di Bologna e' accusata di non aver ancora reintegrato un lavoratore straniero, Jellete Abdehlak, licenziato dopo un cambio di appalto. A denunciare il fatto e' Luigi Marinelli delle Rdb. "Atc ha rinnovato di recente l'appalto per la manutenzione e la pulizia degli autobus- spiega il sindacalista- prima era della cooperativa Operosa, ora e' stato vinto dalla Saes, un'azienda". Con il cambio di appalto, attacca Marinelli, "l'Atc ha approfittato per risparmiare e ha licenziato qualche lavoratore", tra cui appunto il ragazzo straniero, "padre di una bambina appena nata e unico reddito in famiglia", fanno sapere le Rdb. "Abbiamo fatto ricorso e abbiamo vinto- racconta ancora Marinelli- ma da fine luglio, Atc non ha ancora ottemperato alle disposizioni del giudice e pensiamo che non le voglia rispettare affatto". Per questo, lunedi' alle 16, davanti alla sede Atc in via del Saliceto, Rdb sara' in presidio per protestare contro questo caso e piu' in generale contro la situazione degli appalti. "Lanciamo un appello- conclude Marinelli- e speriamo aderiscano anche altre sigle sindacali".

SCUOLA BOLOGNA. OLTRE 5.000 PERSONE AL CORTEO CONTRO GELMINI
TANTI BAMBINI ALLA MANIFESTAZIONE E UNA CRITICA A COFFERATI

(DIRE) Bologna, 26 set. - Sono oltre 5.000, secondo gli organizzatori, le persone che oggi pomeriggio a Bologna si sono ritrovate in piazza XX Settembre per manifestare contro il decreto Gelmini di cui si sentono "vittime". Docenti, genitori, alunni, precari, e sindacati (Cgil, Cisl, Rdb) hanno dato vita ad un corteo che sta letteralmente invadendo via Indipendenza nel tratto che va da piazza XX Settembre a piazza VIII Agosto. "Tremonti fai bene i tuoi conti, non tagliare piu' maestri o saremo delle pesti"; "Avvocato Gelmini, giu' le mani dei bambini": questi gli slogan piu' gettonati dai manifestanti e urlati da centinaia di bambini scatenati. C'e' chi porta una bandiera, chi urla in un megafono, chi indossa come uomini-sandwich i cartelloni pitturati a mano contro il ministro e chi, con ogni sorta di strumento musicale, da vita alla protesta. E' molto colorato e gioioso il corteo anti-Gelmini e la cittadinanza non sembra turbata ne' preoccupata dalla manifestazione. Oltre i volantini per spiegare i punti salienti della riforma e le menomazioni che subira' il mondo della scuola, i manifestanti uno e' rivolto anche al sindaco di Bologna Sergio Cofferati che ieri ha detto, rispetto ai promotori della manifestazione: "A me hanno chiesto un incontro e mi risulta che il comitato abbia gia' deciso la delegazione che dovrebbe venire. Lo faremo nei prossimi giorni". Ma in corteo la versione dei manifestanti e' differente: la lettera di invito alla manifestazione di oggi "e' stata inoltrata via mail a tutti i sindaci dei Comuni della provincia di Bologna", quindi anche Cofferati era esortato a scendere in piazza, non a fare un incontro. "Cofferati dove sei? Vieni in piazza insieme a noi", si sente cantare in coro. In corteo c'e', tra gli altri, il sindaco di Casalecchio di Reno Simone Gamberini e il suo collega di San Lazzaro, Marco Macciantelli, e i manifestanti ricordano che dell'invito dell'assemblea delle scuole bolognesi ai primi cittadini se ne era dato notizia anche nella conferenza stampa di presentazione dell'evento di oggi.

ATCM MODENA. MARTEDI' SCIOPERO CUB, POSSIBILI DISAGI
L'AZIENDA TEME ADESIONI SPONTANEE

(DIRE) Modena, 26 set. - "Possibili disagi per il trasporto pubblico modenese nella giornata di martedi' 30 settembre". Ad annunciarlo e' Atcm Spa che in un comunicato informa di "uno sciopero generale nazionale di 4 ore indetto dall'organizzazione sindacale Cub Trasporti". Pur "non essendo tale organizzazione presente nell'azienda, potrebbero verificarsi adesioni spontanee da parte dei singoli lavoratori" per questo "non e' possibile prevedere l'entita' dello stato di agitazione". Le astensioni dal lavoro, continua il comunicato "potrebbero verificarsi dalle 15 alle 20. Sia sul servizio urbano che su quello extraurbano". Infine, garantiti comunque "i servizi scolastici. Per informazioni rivolgersi al numero verde 800.111.101".


26 settembre 2008 - Omniroma

VITERBO, RDB-CUB:CONTRO PIANO SANITÀ MARRAZZO PRESIDIO IN PREFETTURA

(OMNIROMA) Roma, 26 set - «Si è svolto questa mattina sotto la prefettura, alla presenza delle istituzioni locali, presenti il presidente della Provincia ed i sindaci dei Comuni interessati, il presidio di protesta della Rdb/Cub contro il piano di chiusura di 13 ospedali laziali e di 22 cliniche accreditate. Abbiamo voluto rappresentare con l'iniziativa di oggi le maggiori contraddizioni di questo piano di rientro che depaupera ulteriormente un territorio già pesantemente investito negli ultimi anni da tagli e ristrutturazioni del sistema sanitario». Lo dichiara, in una nota, Sabino Venezia del coordinamento Rdb/Cub Sanità. «Nonostante le rassicurazioni di questi giorni del vice presidente di Giunta - prosegue Venezia - non vi è cenno di revoca della delibera con la quale il commissario Marrazzo dispone la chiusura degli ospedali di Montefiascone, Acquapendente e Ronciglione, né risulta dove si ricollocheranno i posti letto in chiusura entro fine anno. Una delegazione della Rdb/Cub e dei lavoratori della sanità pubblica e convenzionata, è stata ricevuta dal prefetto di Viterbo che ha garantito di rappresentare alla Regione ed al ministro Sacconi le contraddittorie applicazioni di un piano di rientro che rischia di diminuire ulteriormente il numero dei posti letto pubblici e convenzionati del viterbese, già notevolmente al di sotto dei parametri nazionali, determinando di fatto lo smantellamento del servizio sanitario pubblico e delle piccole strutture private a favore dei grandi proprietari della sanità privata». «La lotta dei lavoratori organizzati con la RdB contro il piano Marrazzo - conclude Venezia - proseguirà nei prossimi giorni negli ospedali e nelle Asl interessate dalla manovra, fino alla assemblea regionale dell'8 ottobre ed allo sciopero generale del 17 ottobre».


26 settembre 2008 - Adnkronos

TRASPORTO LOCALE: TORINO, MARTEDI' STOP DI 4 ORE INDETTO DA CUB-RDB

Torino, 26 set. - (Adnkronos) - Tram, autobus e metropolitana fermi per 4 ore martedi' prossimo a Torino per lo sciopero proclamato dal sindacato Cub-RdB. L'agitazione interessera' tutti i servizi di trasporto Gtt. Metro e servizio urbano fermo dalle 17.45 alle 21.45, il servizio extraurbano dalle 10.30 alle 14.30, le ferrovie Torino-Ceres e Canavesana dalle 9 alle 13.

VIGILI DEL FUOCO: REVOCATO SCIOPERO 10 OTTOBRE, CONFERMATO PER IL 17

Roma, 26 set. (Adnkronos) - E' stato revocato lo sciopero nazionale di quattro ore dei corpi dei Vigili del fuoco che era stato indetto dalla Uil per il 10 ottobre unitamente alle rappresentanze di base Rdb-Cub. Resta confermata invece l'astensione per il 17 ottobre. E' quanto si legge in una nota sindacale della Uil.


26 settembre 2008 - Comunicato stampa Prefettura Viterbo

Una delegazione della RdB della Sanità Viterbese ricevuta in Prefettura

Viterbo, 26 settembre 2008 – Una delegazione dell’ Organizzazione Sindacale RdB della Sanità Viterbese è stata ricevuta oggi in Prefettura al termine di una manifestazione svoltasi in Piazza del Plebiscito. I rappresentanti sindacali hanno rivolto vive premure al Rappresentante del Governo in provincia per farsi interprete presso gli organi competenti, Commissario ad acta On. Marrazzo -Presidente della Regione Lazio e Ministeri del Lavoro e della Sanità, del forte malcontento ,disagio e preoccupazione della categoria in ordine ai paventati tagli dei posti letto per malati "acuti" in provincia dove già c’è un indice basso di soli 2,4 posti letto ogni mille abitanti rispetto ai 3,5 posti letto previsti. In particolare verrebbero colpite le strutture sanitarie di Ronciglione, Montefiascone ed Acquapendente, nonché le strutture private accreditate dalla Regione quali le cliniche Salus e Santa Teresa di Vietrbo.Tutto ciò con la ulteriore conseguente perdita di oltre cento dipendenti che verrebbero licenziati. Il Prefetto ha assicurato che si renderà interprete presso le suindicate competenti sedi governative e regionali della situazione di criticità rappresentata dai sindacati di base.


26 settembre 2008 - Leggo

Ripartono gli scioperi del trasporto pubblico locale

Milano - Il sindacato dei lavoratori intercategoriale (Sdl), i Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub trasporti hanno indetto per martedì prossimo, 30 settembre, un fermo nazionale di quattro ore. A Milano l’agitazione sarà indetta dalle 18 alle 22. L’agitazione è stata indetta nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli autoferrotranvieri. In base a quanto accaduto in occasione di altri scioperi proclamati dalle stesse sigle a Milano, i disagi dovrebbero concentrarsi soprattutto sui mezzi di superficie. Atm attiverà comunque il servizio di "infomobilità" per comunicare in tempo reale la situazione su metropolitane, autobus e tram. Le informazioni saranno reperibili attraverso le emittenti radiofoniche, il web e i messaggi audio a bordo dei mezzi e nelle banchine.(P.Dir.)

Martedì sciopero dei bus

PADOVA - Aps mobilità informa che un’organizzazione sindacale autonoma, la Cub Trasporti, ha proclamato 4 ore di astensione dal lavoro, dalle 17,30 alle 21,30, martedì prossimo per cui sono previsti disagi alla circolazione. Non saranno interessate le fasce di garanzia.


26 settembre 2008 - Il Giorno

Bus e metrò, sciopero di 4 ore indetto dai Cobas e Cub trasporti

Milano - Le organizzazioni sindacali, sindacato dei lavoratori intercategoriale (SdL), Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub Trasporti hanno dichiarato per il prossimo martedì 30 settembre uno sciopero nazionale di 4 ore a sostegno dell’apertura del negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Autoferrotranvieri. In occasione dello sciopero Atm attiverà come di consueto il servizio di Infomobilità per comunicare in tempo reale, i livelli di servizio per il trasporto di superficie e nelle metropolitane.


26 settembre 2008 - Left

sanità
Il buco nero dei precari
Aspettavano la stabilizzazione.Ora rischiano il licenziamento. Il piano di rientro dal deficit della Regione Lazio lascia per strada trecento co.co.co.esternalizzati.Nonostante un’indagine degli ispettori abbia condannato il policlinico Tor Vergata ad assumerli e a pagare una ricca penale
di Sara Picardo

Non avevano più fretta. Dopo un anno di lotte i trecento co.co.co. della cooperativa Arcobaleno Srl, infermieri del policlinico Tor Vergata di Roma, aspettavano tranquilli l’ormai prossima stabilizzazione, la sicurezza dopo anni di precarietà e salari stracciati. Nessuno di loro, però, aveva fatto i conti con l’ansia, questa sì frettolosa, del commissario e presidente della Regione Piero Marrazzo, di far quadrare i conti della sanità del Lazio, nel tentativo disperato di rientrare da un deficit diventato cronico. Ora per molti di loro si alza lo spettro della disoccupazione. «Prima dell’estate - racconta Pio Congi dell’Rdb - gli ispettori del lavoro avevano dichiarato illecito l’appalto di servizi affidato all’Arcobaleno Srl, obbligando il policlinico Tor Vergata a regolarizzare entro il 2 ottobre la situazione dei 300 lavoratori», assunti irregolarmente con contratti da pulitori, mentre svolgevano in realtà funzioni di operatori socio sanitari e operatori tecnico assistenziali; pagati la miseria di 6 euro 55 l’ora a fronte dei 16 percepiti dalla cooperativa, per un appalto complessivo di 36 milioni di euro in 3 anni. Gli ispettori avevano anche dimostrato che l’appalto nascondeva un’illecita somministrazione di manodopera, una nuova forma di caporalato vietata dalla legge Biagi. A quel punto l’assunzione sembrava certa: gli ispettori avevano dato al Ptv solo sei mesi di tempo per rimettere ordine nel far west contrattuale dell’istituto sanitario. «Solo che il commissario Marrazzo quest’estate ha bloccato le assunzioni e ogni altro concorso futuro - aggiunge il sindacalista – a causa del piano di rientro dal deficit». Ma se entro il 2 ottobre la direzione del Ptv o la Regione non chiederanno almeno una proroga il rischio non è solo la disoccupazione dei precari, ma anche la chiusura di interi reparti di uno degli ospedali più grandi della Capitale. Portato avanti dalle gambe, e le braccia, dei precari. Come se non bastasse, il policlinico è presieduto, da quando si è trasformato in "fondazione", dallo stesso Marrazzo mentre nel cda siede l’ex assessore alla sanità laziale Augusto Battaglia. Entrambi consci, certamente, che anche le fondazioni sono obbligate a indire concorsi e a offrire ai propri dipendenti contratti pubblici. «Dal 24 settembre siamo in presidio permanente davanti al Ptv e abbiamo cominciato uno sciopero della fame», continua Pino Congi. «Marrazzo non può giustificare con la politica dei tagli il blocco di ogni stabilizzazione, quando è proprio a causa di questo appalto che il policlinico paga una multa di 50 euro al giorno per ogni lavoratore irregolarmente assunto». La contrastata decisione di chiudere molte cliniche e ospedali romani, in attesa della riconversione promessa dalla Regione, sarà pagata non solo dai cittadini (che dovranno subire il ritorno di un ticket di 3,50 euro per i medicinali) ma anche dai precari e dagli esternalizzati, le centinaia di lavoratori della sanità appaltati a cooperative e aziende esterne. Una prassi che, molto spesso, porta un aggravio di spesa per le casse pubbliche. «Eppure un altro modo per risparmiare c’è - chiosa Sabino Venezia, responsabile della sanità dell’rdb Cub -. Un esempio ce lo dà la Regione Piemonte, che ha avviato un percorso di auto-sourcing, o meglio, autogestione. All’ospedale Sant’Anna di Torino, infatti, sono stati reinternalizzati tutti i servizi, anche quelli paralleli alla cura alla persona, come le mense e le lavanderie, con un risparmio notevole e una gestione migliore». Anche l’Asur (Azienda sanitaria uncia regionale) delle Marche ha avviato un processo di reinternalizzazione simile, arrivando a risparmiare migliaia di euro. E mentre alcune regioni virtuose riescono a far quadrare i bilanci garantendo i diritti dei lavoratori, nel Lazio continuano a succedersi appalti su appalti. È il caso del Cup (Centro unico di prenotazione) dell’Asl Rmb di Roma, appaltato a Telecom e poi subappaltato alla cooperativa La Begonia: costo per il pubblico 21.600 euro annui per assunto. Mentre nelle tasche dei lavoratori ne vanno solo 6mila. O come l’appalto dei servizi informatici del Sant’Eugenio, al centro questa estate di un’indagine dei Nas, conclusasi con l’arresto di 5 persone. Allora perché si continua a esternalizzare, se il buon senso, e le magre tasche dello Stato, spingono a fare il contrario?

LAVORO NERO
ISPETTORI IN UFFICIO

Venti nuovi ispettori, appena assunti per rafforzare i controlli sui cantieri e sul lavoro nero, costretti a far lavoro d’ufficio. È la denuncia dell’ Rdb Cub del ministero del Lavoro. Secondo il sindacato, i nuovi ispettori, assunti presso la sede centrale del ministero del Lavoro, saranno impegnati all’Isfol, Istituto per lo sviluppo e la formazionedei lavoratori, dove si limiteranno a un’attività di verifiche contabili e amministrative presso gli enti che gestiscono la formazione a Roma e nel Lazio. Secondo Rdb negli utlimi 2 anni circa cento ispettori dalla Direzione provinciale del lavoro di Roma sono stati trasferiti presso gli apparati burocratici del ministero del Lavoro. Inoltre, spiega una nota «molti ispettori vengono impegnati in altre attività che niente hanno a che vedere con la prevenzione e il contrasto al lavoro nero (per esempio commissioni e arbitrati), remunerate al di fuori della busta paga, quando invece sarebbe necessario aumentare la loro retribuzione ordinaria (1400 euro con quaranta anni di servizio) equiparandola a quella degli ispettori dell’Inps, Inail e Asl». Secondo il sindacato di base «l’obiettivo è quello di non disturbare le aziende che continuano a nuotare nel mare tranquillo dell’illegalità». Tra i primi atti del nuovo ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, c’è anche l’abolizione del libro matricola e l’abrogazione de facto della maxisanzione contro il sommerso (da 3 a 12mila euro per ogni lavoratore in nero). Le aziende colte in fragrante possono regolarizzare la posizione dei propri dipendenti entro il 16 del mese successivo all’ispezione.(m.b.)

VOGLIAMO TUTTO
Senza diritti sul lavoro, senza possibilità di ribellione. Ricattati, sfruttati, minacciati: e ora dicono basta
di Paola Mirenda

«Saremo nelle piazze, in tutte le piazze, dalla manifestazione sindacale del 27 a quella antirazzista del 4 ottobre. E anche oltre. Non ci arrendiamo, questo è certo». Le parole di Ibrahima Djallo, responsabile ufficio stranieri della Cgil di Brescia, fanno capire che, nonostante l’aria che si respira, i migranti non ci stanno a farsi mettere da parte. Tre milioni e seicentomila, questo il numero degli stranieri per l’ultima inchiesta Caritas/Migrantes, di cui1,3 milioni con un impiego regolare, secondo i dati diffusi dal rapporto Istat 2007. Ma per l’Inail sono molti di più, ben 2,2 milioni. E in alcuni settori rappresentano una percentuale notevole della forza lavoro: se nei servizi sono ormai la maggioranza assoluta, il loro peso arriva al 12 per cento nel settore metalmeccanico (con 160mila lavoratori stranieri) e al 20 per cento in quello edile. «Ma si arriva anche all’80 per cento in alcune regioni, come nel Veneto», precisa Mouday El Akkioui, segretario nazionale della Fillea Cgil. «Senza poi contare coloro che lavorano in nero, ancora troppi, nei cantieri». Tuttavia, alla forza dei numeri non corrisponde quella dei diritti: pur producendo il 7 per cento del Pil del nostro Paese, non possono certo contare su molte garanzie. Un’inchiesta Fiom dello scorso maggio rileva come il 20 per cento abbia subito negli ultimi due anni intimidazioni sul posto di lavoro, e quasi il 30 per cento discriminazioni legate alla nazionalità. Per non parlare delle violenze fisiche da parte dei colleghi, denunciate dal 5 per cento dei lavoratori intervistati. «C’è una difficoltà a far valere i propri diritti», conferma Adama Mbodj, senegalese, segretario della Fiom di Biella e presidente del Comitato centrale dell’organizzazione dei metalmeccanici. «Nel nostro Paese, l’indice di democrazia in una fabbrica si misura dalla presenza al suo interno del sindacato. Ma qui, dove il permesso di soggiorno è legato al lavoro, la protesta può significare la fine di tutto quello che un lavoratore straniero ha conquistato». Essere licenziati significa perdere la casa, l’assistenza sanitaria, la scuola per i figli: troppe cose tutte insieme per dare la forza di rivendicare. «Non è un mistero che spesso ci si limita a combattere battaglie di retroguardia, di conservazione delle conquiste passate, piuttosto che fare un passo avanti, chiedere maggiore considerazione», commenta Mbodj. Gli fa eco il rappresentante degli edili Akkioui: «Non possiamo chiedere a un lavoratore straniero di scioperarein settori come il nostro, dove il lavoro è già a termine, precario, dove un contratto vale il tempo che dura un cantiere. "E se poi non mi richiamano?" è la risposta che ci sentiamo dare più spesso. Gli immigrati devono rispondere a una specificità imposta loro dalla legislazione e creare forme di lotta che non mettano a repentaglio la loro posizione». Un compito che spetta alla politica: difficile far fare rivendicazioni comuni quando le leggi dividono. «Il rischio di una guerra tra operai è sempre forte», aggiunge Akkioui. «Il messaggio che passa è "questi rubano il lavoro", mentre noi cerchiamo di spiegare che il lavoratore è ricattato, non è certo una sua scelta. Questo governo toglie diritti a tutti i lavoratori, ma soprattutto agli stranieri. Il sindacato deve fare la sua parte, ma anche la politica. Ci si dimentica che l’immigrazione non è di passaggio, ma è una scelta duratura. Negare l’integrazione significa provocare danni la cui dimensione non è prevedibile». L’immagine di Castelvolturno, la rivolta dei "disperati", echeggia nelle parole dei sindacalisti. «Se dicessi che non sono preoccupato mentirei», ammette Djallo.«Senza un cambiamento delle politichenazionali, se non si smetterà di criminalizzare chi è straniero, rendendo la vita un inferno anche a chi ha tutti i documenti in regola, dovremo aspettarci il peggio. Perché prima o poi si scoppia. Per quanto come sindacalisti possiamo essere abituati a trovare conflitti e rabbie e cercare di canalizzarle, per arrivare a forme di protesta democratiche, non riusciremo a governare tutto questo. Le norme che vengono fuori ogni giorno vanificano tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi anni ». Sono le delibere regionali e locali, più ancora che la legge nazionale sull’immigrazione, a esasperare i lavoratori stranieri. A Brescia, dove il movimento dei migranti è stato il più forte d’Italia, da un paio d’anni la situazione è cambiata. Le conquiste ottenute sono state vanificate da regolamenti cittadini che cambiano nel raggio di pochi chilometri, rese schizofreniche da amministratori "creativi". Da un giorno all’altro le cose che si credevano acquisite sfuggono di mano, lasciando chi ha lottato con un pugno di mosche. «I migranti ormai ci accusano di essere dello Stato, ai loro occhi non siamo più attendibili, non si fidano», è l’amara considerazione di Djallo. «Coloro che si affacciano oggi al mondo del lavoro ci sfuggono di mano, perché la nuova generazione non è come quella di prima, calma, che aspetta. È la generazione che ti dice "se lavoro voglio, pretendo". I compromessi non gli piacciono e hanno anche ragione. Solo bisogna che le loro rivendicazioni diventino una lotta democratica, e per farlo serve un segnale di fiducia, che dia speranza. Qui non è una questione culturale, è una questione materiale. Se non gli dai le cose, cercano di ottenerle da soli. O si prende coscienza di questo o lo scenario è pessimo. Altro che la Francia. Mi aspetto molto peggio». Seconda generazione. Cittadini italiani, ma stranieri. "Estranei" per il colore della pelle, per religione, magari anche per diverse abitudini alimentari o di vestiario. Oltre 600mila nelle scuole italiane, si preparano a prendere il posto dei genitori nella catena produttiva. Secondo la Fondazione Migrantes, se oggi rappresentano il 10 per cento circa di tutti gli alunni, entro il 2020 gli stranieri potrebbero essere la maggioranza. «Tra pochi anni, episodi come quello di Milano non passeranno più nell’indifferenza», spiega Siddique Nure Alam Bachu, dell’associazione Dhuumcatu, molto attiva nella comunità bangladese della Capitale. Il riferimento è alla morte del giovane Abdul Graibe, ucciso a Milano al grido di "sporco negro". «I ragazzi stranieri che oggi vanno a scuola sono ancora una minoranza, che ha poche relazioni con il resto della propria classe. Il fenomeno della solidarietà ancora non scatta. Ma lo farà. Allora in piazza non ci saranno 4.000 persone, ma quattrocentomila». Forse non basteranno pochi anni, ma la composizione sociale del nostro Paese sta già cambiando. Oggi, nelle occupazioni delle case, i migranti e i cittadini italiani di seconda generazione rappresentano una quota non indifferente, che ha assorbito le lotte degli anni Settanta e Ottanta facendole proprie. Nelle manifestazioni studentesche, lentamente vengono fuori anche le istanze della "differenza", dalla richiesta di integrazione di altri continenti nei libri di storia a quella dei menu etnici. E persino nelle manifestazioni di disoccupati, anche se in modo non organizzato, la loro presenza si fa sentire. «Dove la disoccupazione è alta, come nel Sud», spiega Aboubakar Soumahoro, della Rdb-Cub campana, «è inevitabile che le due rivendicazioni, di salario e di diritti civili, si incontrino. Il primo diritto è quello al lavoro e questo vale per gli stranieri come per gli autoctoni. Solo, per i primi è più difficile ottenerlo, e sono due volte penalizzati. Qui è un miracolo se ti danno un lavoro, figuriamoci un contratto». In Campania lotte sociali e dei migranti si sono incontrate grazie anche a un lavoro capillare nei territori, costruendo coordinamenti regionali dei lavoratori stranieri. «In questo percorso, stiamo cercando di coinvolgere tutti, a partire dall’associazionismo locale - specifica Akkioui - perché è dal territorio che si deve partire, è inutile aspettarsi a livello nazionale che si risolva il problema». Parlare, spiegare, lottare insieme è la parola d’ordine dei sindacati. Perché, come dice Aboubakar, «è inutile nascondercelo: sulla pelle dei migranti stanno sperimentando oggi quello che faranno un domani su quella del resto dei lavoratori. Se non ci si ribella ora, dopo sarà troppo tardi».


26 settembre 2008 - Tuscia web

Viterbo - Rischio taglio posti letto
Sanità, rappresentanti Rdb dal prefetto

Una delegazione dell’ organizzazione sindacale RdB della sanità viterbese è stata ricevuta oggi in Prefettura al termine di una manifestazione svoltasi in Piazza del Plebiscito. I rappresentanti sindacali hanno rivolto vive premure al Rappresentante del Governo in provincia per farsi interprete presso gli organi competenti, commissario ad acta Marrazzo, presidente della Regione Lazio e Ministeri del Lavoro e della Sanità, del forte malcontento ,disagio e preoccupazione della categoria in ordine ai paventati tagli dei posti letto per malati "acuti" in provincia dove già c’è un indice basso di soli 2,4 posti letto ogni mille abitanti rispetto ai 3,5 posti letto previsti. In particolare verrebbero colpite le strutture sanitarie di Ronciglione, Montefiascone ed Acquapendente, nonché le strutture private accreditate dalla Regione quali le cliniche Salus e Santa Teresa di Viterbo. Tutto ciò con la ulteriore conseguente perdita di oltre cento dipendenti che verrebbero licenziati. Il Prefetto ha assicurato che si renderà interprete presso le suindicate competenti sedi governative e regionali della situazione di criticità rappresentata dai sindacati di base.


26 settembre 2008 - Corriere del Veneto

La denuncia. Due sindacalisti della Rsu lamentano ritorsioni sul lavoro
«Vittime di mobbing a Palazzo Barbieri»

VERONA — Denunciano un accanimento nei loro confronti, che a loro giudizio è determinato dall'attività sindacale che svolgono. I due esponenti Rdb-Cub eletti nell'Rsu del Comune di Verona ritengono di essere vittime di «mobbing »: secondo loro l'amministrazione avrebbe avviato una serie di procedimenti disciplinari nei loro confronti allo scopo di ostacolarne l'azione. Daniele Todesco nell'ultimo anno ha collazionato ben tre procedimenti: «Il primo – afferma – era dovuto al fatto che avevo inviato una e-mail spedendola a troppi indirizzi e in questo modo avevo intasato il sistema. La stessa cosa è capitata anche a un assessore, che però è stato semplicemente rimproverato. La seconda volta è stata più inquietante: durante un'assemblea sindacale in un momento di pausa ho chiesto appuntamento a un assessore e quest'ultimo mi ha denunciato dicendo che volevo parlare con lui durante l'orario di lavoro». L'ultimo episodio è stato affrontato in commissione disciplinare ieri mattina: «In aprile e maggio – prosegue il sindacalista – da sedi esterne al Comune e fuori dall'orario di lavoro abbiamo spedito due comunicati, che secondo l'amministrazione contenevano espressioni ingiuriose».
«Se il Comune di Verona si sente offeso – attacca Paola Palmieri, coordinatrice nazionale Rdb pubblico impiego – che sporga pure querela contro la nostra organizzazione: il comunicato è stato scritto da noi e ci difenderemo con i nostri legali. Di certo non può prendersela con due lavoratori per l'attività che svolgono fuori dal luogo di lavoro. Se l'amministrazione prenderà provvedimenti, noi li impugneremo e denunceremo il Comune per atteggiamento antisindacale». In particolare, le espressioni considerate ingiuriose si riferirebbero a un comunicato sindacale dello scorso 22 aprile in cui si scriveva: «Basta con le balle del direttore generale…» e un altro del 13 maggio in cui si criticava la scelta di mettere i crocifissi in tutte le stanze con la battuta: «Non crocifissi ma Gesù bambini. In Comune le mangiatioie non mancano». Tiziana Riolfi della federazione provinciale Rdb chiarisce: «Noi non volevamo offendere nessuno, ma se ciò è successo siamo disposti a rettificare e chiedere scusa, purché il provvedimento disciplinare venga chiuso. Ho avanzato questa proposta in commissione disciplinare, ma i commissari hanno voluto prender tempo».
Al di là dell'episodio specifico, i sindacati di base denunciano un clima che ritengono sfavorevole: «La campagna del ministro Brunetta contro i dipendenti pubblici – attacca Paola Palmieri – è cominciata anni fa con gli articoli del professor Ichino, che oggi fa parte del Pd. In realtà lo scopo vero della loro battaglia è esternalizzare sempre di più i servizi. Contro questa politica Cub, Cobas e Sdl hanno indetto per il 17 ottobre uno sciopero generale con manifestazione a Roma ».(D.P.)


26 settembre 2008 - L'Unione Sarda

Nuove proteste alle Poste e nei trasporti

Si mobilitano i lavoratori del servizio di pulizia degli uffici postali della Sardegna. Oggi alle 10 si ritroveranno per un sit-in di fronte alla sede delle Poste centrali, in piazza del Carmine, a Cagliari. I 170 addetti contestano, in particolare, i tagli alle ore di lavoro e alle retribuzioni previsti dal primo ottobre, quando la Global Service, società cooperativa che si è aggiudicata l'appalto, subentrerà nella gestione del servizio.
LA CGIL «Poste Italiane, con un bando di gara nazionale», è scritto in una nota della Filcams-Cgil che ha indetto la protesta, «hanno ridotto le prestazioni del servizio di pulizie, con gravi conseguenze sociali per i lavoratori che subiranno una ulteriore riduzione del lavoro del 35-40%». «Se si considera che la retribuzione attuale è di 250-300 euro su un orario già ridotto a due o tre ore al giorno», ha dichiarato Simona Fanzecco, segretario generale della Filcams Cgil di Cagliari, «è chiaro quanto questi tagli incideranno sulle 170 famiglie, per lo più con un solo reddito, che già vivono al limite della sopravvivenza».
TRASPORTI Riflessi anche in Sardegna per lo sciopero nazionale di 4 ore, il 30 settembre, proclamato nel settore dei trasporti dagli autonomi di Cub. All'Arst gestione Fds comunicano che, sulla base delle indicazioni della Rdb/Cub, il personale viaggiante si asterrà dal lavoro, nel compartimento di Cagliari, dalle 9.01 alle 12.49, a Macomer dalle 9 alle 13, a Sassari dalle 8,31 alle 12.29. Impiegati, impianti fissi e officine si fermeranno nelle ultime 4 ore. Al Ctm, invece, il Cub Trasporti comunica, sempre per il 30 settembre, uno sciopero dalle 11.30 alle 15.30 per il personale viaggiante, per gli altri lavoratori astensione nelle ultime 4 ore del turno.

Ancora molti i dipendenti contrari. I rappresentanti di Sdl vogliono un referendum
E a Fiumicino resiste il fronte del no

ROMA - Un'assemblea interlocutoria quella svoltasi ieri all'aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up ha dato indicazione per un sì all'accordo solo se verrà accettato un documento integrativo, dall'altra i rappresentanti di Sdl hanno proposto comunque un referendum tra i lavoratori per arrivare ad una decisione.
E alla fine, poco dopo le 17, l'assemblea, che ha visto radunarsi per circa 2 ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, è stata sciolta con l'invito ai partecipanti, da parte del sindacato Sdl, a recarsi a piazza Montecitorio.
Ma quello che è apparso comunque chiaro è stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti ed assistenti di volo sia durante i discorsi dal palco sia in molti commenti finali. Il passaggio più evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, ad un ipotesi di referendum è stato il «No, no, no» scandito e gridato da molti dei presenti. Nel corso dell'assemblea, infatti, più volte sono stati sottolineati con fischi, mugugni e urla i punti relativi al nuovo riferimento contrattuale prospettato, ai riposi programmati inamovibili, alle modalità di trasferimento sulle basi di servizio, mentre è stato salutato con applausi il fatto che per i stagionali di terra e di volo, che non verranno impiegati, ci saranno ammortizzatori sociali per due anni, oltre alla creazione di un serbatoio per le nuove assunzioni.
Sul palco si sono alternati Fabrizio Tomaselli ed Andrea Cavola, della Sdl, Antonio Divietri, presidente di Avia, Fabio Frati, della Cub, e Roberto Spinazzola, vice presidente Up. Con loro, in alcuni passaggi, la platea ha instaurato un dibattito con richieste di chiarimenti, ad esempio sui punti relativi alle retribuzioni e alle modalità di servizio. «Qualsiasi decisione per quanto riguarda Sdl, sarà comunque sottoposta alla consultazione dei lavoratori: sulla garanzia del posto di lavoro nessun dirigente sindacale si può appropriare infatti una decisione che riguarda il futuro di ognuno». Questa la posizione espressa dal sindacato Sdl per voce di Andrea Cavola, della segreteria nazionale, sottolineando che «Alitalia e tutti i lavoratori si trovano oggi in questa situazione per l'incapacità dei management che hanno fallito».
Da parte del sindacato dei piloti, Up, per voce del vice presidente Roberto Spinazzola, l'indicazione è stata quella che si «potrà firmare l'accordo solo se verrà accettato il documento integrativo che abbiamo presentato, con cose importanti a partire dalla gestione degli esuberi e dalla discussione del contratto, e che non altera l'accordo quadro. Vedremo se ci sarà un minimo di attenzione. Fino ad oggi le aspettative per noi piloti sono state vane».
Sciolta l'assemblea molti i pareri di dissenso da parte del personale navigante: «Il no è un senso di responsabilità - afferma Paolo, pilota da 11 anni in servizio - non mi fido di questa cordata, senza competenza; la proposta di questo accordo non dà garanzie per lo sviluppo industriale». «Il giudizio rimane negativo: ci è stato prospettato un contratto vessatorio che penalizza la qualità della nostra vita privata, che rischia di sparire», ha commentato Silvia, un assistente di volo da 18 anni in Alitalia.


26 settembre 2008 - La Repubblica

Atm, autonomi in sciopero martedì prossimo per 4 ore

Milano - Sciopero dell´Atm per quattro ore martedì prossimo, 30 settembre. Lo hanno indetto i sindacati autonomi Sdl, Slai Cobas, Cub trasporti e i Cobas del lavoro privato per la fascia oraria dalle 18 alle 22.
Lo sciopero è di livello nazionale e intende sollecitare l´apertura di un negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli autoferrotranvieri. In occasione dell´agitazione sindacale Atm attiverà il servizio di "infomobilità" per comunicare in tempo reale, attraverso le emittenti radiofoniche, il web e i messaggi audio a bordo dei mezzi e nelle banchine, i livelli di servizio attivo per il trasporto di superficie e nelle metropolitane.

Annunciata una manifestazione il 4 ottobre
La "base" contesta i vertici sindacali "Subito in piazza contro la Gelmini"
Vivace assemblea di insegnanti e personale tecnico "Bisogna bloccare la brutta riforma"
di STEFANO PAROLA

Torino - C´è chi sa e non vede l´ora di passare all´azione e chi invece non è al corrente di nulla. Il decreto Gelmini corre come un treno verso la conversione in legge e i sindacati sono schiacciati da questa morsa: da un lato la necessità di far sentire la propria voce, dall´altro il bisogno di garantire che un eventuale sciopero non sia un flop a causa di una scarsa partecipazione. Una situazione che è emersa chiaramente ieri, nel corso dell´assemblea unitaria delle Rappresentanze sindacali unitarie delle scuole torinesi: duecento persone raccolte nella sala conferenze della scuola media Negri di Torino, che mugugnavano - e qualche volta protestavano vivacemente - nei confronti dei rappresentati di Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola.
L´annuncio della grande manifestazione unitaria del 4 ottobre non è bastato a placare gli animi più accesi. Le tre sigle sindacali hanno organizzato per quel sabato pomeriggio un corteo (o comunque un presidio) di protesta da svolgere in nome di tutte le scuole del Piemonte. Il tutto anticipato da un presidio in piazza Castello, il 29 settembre, per sollecitare una manifestazione più ampia a livello nazionale. Troppo poco secondo molti dei partecipanti.
La platea di docenti e assistenti tecnico-amministrativi, ha iniziato a rumoreggiare già quando il segretario provinciale della Flc-Cgil, Igor Piotto, ha svelato la data del probabile sciopero nazionale del settore scuola: «Secondo le indiscrezioni che arrivano dalla segreteria generale, verrà indetto per la fine di ottobre». Alcuni dei presenti hanno chiesto di aderire allo sciopero del 17 ottobre indetto dalla Cub scuola, ma i sindacalisti hanno spiegato che si tratta di una manifestazione decisa unilateralmente dai Cobas, senza alcun accordo con le tre sigle principali.
Insomma, quella di ieri è stata un´assemblea difficile per i sindacati torinesi della scuola, che comunque nell´ultima settimana si sono dati da fare, mettendo in piedi oltre 330 assemblee all´interno delle scuole cittadine per informare il personale sui cambiamenti che porterà nella scuola pubblica la "rivoluzione" Gelmini. «Spesso capita - ha commentato Piotto - che, nei momenti di recessione come quello in cui stiamo vivendo, il sindacato vada in difficoltà. Il nostro lavoro è difficile perché da una parte i mezzi di informazione agiscono in maniera distorsiva, mentre dall´altra c´è una disponibilità alla mobilità e al conflitto. Noi stiamo cercando di far maturare una proposta sindacale in grado di contenere questi due elementi».

Scuola e welfare, la sinistra torna in piazza
Oggi corteo in difesa del maestro unico, domani mobilitazione Cgil. Ci saranno i sindaci di molti Comuni dell´hinterland, non Cofferati che ha detto: non mi hanno invitato
di ILARIA VENTURI e SARA SCHEGGIA

Bologna - La piazza si risveglia con due giornate di manifestazioni, oggi e domani. Prima la protesta del mondo della scuola: l´agitazione di mamme e insegnanti ha fatto il pieno di adesioni, tanto che oggi accanto a loro ci saranno anche alcuni sindaci dei comuni della cintura urbana. Sergio Cofferati però non ci sarà, «perché non mi hanno invitato al corteo - ha detto - ma incontrerò una delegazione di genitori e insegnanti la settimana prossima». Domani invece toccherà alla Cgil, nell´ambito della giornata di mobilitazione nazionale, in 150 piazze d´Italia.
Il corteo odierno partirà da piazza XX Settembre alle 17.30 e terminerà in Piazza Nettuno. In prima fila, lo striscione delle "occupanti" delle scuole elementari XXI Aprile: «No ai tagli, no al maestro unico». Intanto, aumentano le adesioni alla protesta contro il decreto Gelmini e i tagli, sui quali i sindacati hanno già fatto i conti: a Bologna nel 2009, denunciano, saranno tagliati più di 200 maestri. In piazza ci saranno anche il segretario della Camera del lavoro Cesare Melloni, il segretario della Cisl bolognese Alessandro Alberani, Cobas e Cub-Rdb; aderisce il Pd di Bologna e tutta la sinistra. Con un documento si oppongono i presidi dell´Emilia Romagna: «Non siamo preoccupati solo per i tagli ma per gli effetti devastanti del decreto, che eliminerebbe ogni attività di recupero e comporterebbe il blocco delle uscite didattiche, dei progetti per gli stranieri e delle attività extrascolastiche che diventeranno a carico delle famiglie». Sabato la Cgil sarà l´unico dei sindacati confederali a mobilitarsi: «Andiamo da soli perché non c´è stata un´intesa - ha spiegato Danilo Barbi, segretario generale della Cgil regionale - ma speriamo che le prossime puntate siano unitarie». Appuntamento alle 9.30 in piazza Nettuno, da dove partirà alle 10 un corteo che attraverserà via Zamboni e, girando intorno alla zona universitaria, riprenderà via Indipendenza per tornare a piazza Maggiore, dove ci saranno gazebo informativi su diversi dei settori mobilitati e una serie di dibattiti a "microfono aperto". I tagli contro i quali la Cgil annuncia battaglia riguardano soprattutto scuola e sanità: «Con 500 milioni in meno in tre anni - ha continuato Barbi - non manterremo più i buoni standard dei servizi sanitari di questa regione». All´iniziativa aderiscono tutti i partiti del centrosinistra, molte associazioni cittadine tra cui quelle femminili bolognesi, l´Anpi e il Comitato per la difesa della Costituzione. Nel frattempo, in Piazza Verdi, manifesteranno anche gli studenti delle scuole superiori, alle ore 9.


26 settembre 2008 - Il Piccolo

TRASPORTI
Sciopero annunciato, martedì bus a rischio

Gorizia - L’Azienda provinciale trasporti di Gorizia rende noto che che la Cub, Federazione Rdb Trasporti Fvg ha comunicato la proclamazione di uno sciopero di 4 ore per la giornata di martedì 30 settembre. Pertanto il servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano potrebbe subire interruzioni, in quella giornata, nella seguente fascia oraria: dalle 17 alle 20.59. Saranno comunque portate a termine tutte le corse iniziate e non concluse nelle fasce orarie antecedenti le sospensioni previste. Il servizio della biglietteria centrale di Gorizia potrà essere a sua volta sospeso dalle 13.30 alle 17.30.
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26 settembre 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa
Prosegue il censimento dei palazzi abbandonati

Roma - Prosegue il censimento dal basso dei casali abbandonati: ieri è stata la volta di un palazzo abbandonato da 14 anni a Centocelle, in via dei Castani. A organizzare l'occupazione il Blocco Precario Metropolitano. "A Roma si muore di mutui e di sfratti, si delega la politica abitativa ai grandi speculatori, non si investe nell'edilizia popolare - dice Fabio Nobile, segretario romano del Pdci -. Non possiamo non solidarizzare con quei giovani precari, studenti, uomini e donne che hanno trasformato immobili dismessi e in disuso da anni", prosegue. E sempre ieri, circa cinquanta famiglie del Comitato obiettivo casa e del Coordinamento cittadino di lotta hanno occupato per tutta la mattina l'assessorato alla Casa. "38 famiglie aspettano da giugno l'assegnazione delle case a Ponte di Nona, hanno già iscritto i bambini a scuola", spiegano. E l'assessore alla Casa Alfredo Antoniozzi ha assicurato che entro oggi verrà resa nota la graduatoria degli assegnatari di Ponte di Nona.(M.R.)


26 settembre 2008 - La Nazione

Perugia. DOPO aver partecipato all’assemblea nazionale dei precari...

Perugia - DOPO aver partecipato all’assemblea nazionale dei precari della pubblica amministrazione, i lavoratori socialmente utili dell’Umbria si sono riuniti in assemblea nella sede dei sindacati di base Rdb-Cub e Cobas. I lavoratori hanno deciso di organizzare un presidio (durante la prima settimana di ottobre) in Piazza Italia davanti alla sede del Consiglio regionale per dare voce alla loro condizione.

Firenze. UNA LAVORATRICE della sanità privata è stata licenziata...

Firenze - UNA LAVORATRICE della sanità privata è stata licenziata dopo che l’Inail le ha riconosciuto una malattia professionale. La vicenda è resa nota dalla Confederazione unitaria di base (Cub) del settore sanità. La donna era dipendente dal 2001 della cooperativa La Tenda, facente parte del Consorzio Zenit che gestisce in appalto la residenza santario-assistenziale «San Lorenzo» di via del Guarlone. Circa un anno fa si ammala alla schiena e le viene diagnosticato un danneggiamento alla colonna vertebrale. Dopo mesi di malattia e due operazioni, l’Inail le riconosce la malattia professionale. La cooperativa, sostenendo di non avere un posto per collocare la donna, le ha inviato il licenziamento.


26 settembre 2008 - Corriere della Sera

Le cinque sigle contrarie
L'assemblea dei mille ribelli «Non dite sì a quell'intesa»

ROMA — «No, no, no». Piloti in uniforme con la faccia scura, hostess con le lacrime agli occhi, assistenti di volo infuriati, operai in tuta da lavoro sudati al termine del turno, stagionali terrorizzati da un futuro senza nuovi contratti. Eccoli i ribelli. Ieri pomeriggio a Fiumicino più di mille dipendenti di Alitalia hanno risposto all'appello di Sdl, Cub, Avia, Anpac e Up, cioè le 5 sigle recalcitranti all'accordo con la Cai di Roberto Colaninno. E hanno affollato l'assemblea che si è svolta nello stesso piazzale dell'aeroporto dove mercoledì pomeriggio il «fronte del sì» guidato dalla Cisl era stato contestato dai precari. Dopo un'ora e mezza di confronto, il mandato affidato ai cinque sindacati è stato chiaro: «Non firmate».
Incertezza. Rabbia. Preoccupazione. Sgomento.
I lavoratori hanno chiesto informazioni sul nuovo contratto. Hanno cercato di capire quanto guadagneranno. Hanno chiesto chi sarà mandato a casa e chi invece finirà nella nuova compagnia. E soprattutto hanno cercato speranze e rassicurazioni nelle parole dei sindacalisti. Ma i delegati che si sono alternati sul palco hanno gelato ogni aspettativa. «La situazione è compromessa dal comportamento di alcuni sindacalisti che prima ancora di sedersi al tavolo, prima ancora di conoscere la proposta della Cai, hanno detto che avrebbero firmato», ha urlato dal palco Fabrizio Tomaselli, dell'Sdl, che rappresenta oltre 1700 addetti di Alitalia, perlopiù personale di terra. «Le condizioni non sono ancora chiare nemmeno a noi», ha aggiunto Andrea Cavola, segretario nazionale.


26 settembre 2008 - La Sicilia

Coro di «No, no, no» alla firma e c'è chi vuole un referendum

Fiumicino. Un'assemblea interlocutoria quella svoltasi ieri all'aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up ha dato indicazione per un sì all'accordo solo se verrà accettato un documento integrativo, dall'altra i rappresentanti di Sdl hanno proposto comunque un referendum tra i lavoratori per arrivare ad una decisione.
E alla fine, poco dopo le 17, l'assemblea, che ha visto radunarsi per circa 2 ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, è stata sciolta con l'invito ai partecipanti, da parte del sindacato Sdl, a recarsi a piazza Montecitorio.
Ma quello che è apparso comunque chiaro è stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti e assistenti di volo. Il passaggio più evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, a un'ipotesi di referendum è stato il «No, no, no» scandito e gridato da molti dei presenti. Nel corso dell'assemblea, infatti, più volte sono stati sottolineati con fischi, mugugni e urla i punti relativi al nuovo riferimento contrattuale prospettato, ai riposi programmati inamovibili, alle modalità di trasferimento sulle basi di servizio, mentre è stato salutato con applausi il fatto che per gli stagionali di terra e di volo, che non verranno impiegati, ci saranno ammortizzatori sociali per due anni, oltre alla creazione di un serbatoio per le nuove assunzioni.
Sul palco si sono alternati Fabrizio Tomaselli ed Andrea Cavola, della Sdl, Antonio Divietri, presidente di Avia, Fabio Frati, della Cub, e Roberto Spinazzola, vice presidente Up. Con loro, in alcuni passaggi, la platea ha instaurato un dibattito con richieste di chiarimenti, ad esempio sui punti relativi alle retribuzioni e alle modalità di servizio. «Qualsiasi decisione per quanto riguarda Sdl, sarà comunque sottoposta alla consultazione dei lavoratori: sulla garanzia del posto di lavoro nessun dirigente sindacale si può appropriare infatti una decisione che riguarda il futuro di ognuno». Questa la posizione espressa dal sindacato Sdl per voce di Andrea Cavola, della segreteria nazionale, sottolineando che «Alitalia e tutti i lavoratori si trovano oggi in questa situazione per l'incapacità dei management che hanno fallito».
Da parte del sindacato dei piloti, Up, per voce del vice presidente Roberto Spinazzola, l'indicazione è stata quella che si «potrà firmare l'accordo solo se verrà accettato il documento integrativo che abbiamo presentato, con cose importanti a partire dalla gestione degli esuberi e dalla discussione del contratto, e che non altera l'accordo quadro».
La Cub Trasporti invece ritiene che «le modifiche apportate al protocollo siano insufficienti e non danno garanzie alle sorti del personale di terra - ha sostenuto il delegato sindacale, Fabio Frati - in particolare per ciò che concerne il numero degli esuberi e i criteri di selezione del personale; dall'assemblea a Fiumicino è emerso chiaro che la gente non vuole firmare: forse qualche organizzazione sindacale si è presentata sperando di avere un mandato a chiudere, ma così non è stato; il consenso a tutti i costi è inaccettabile e il referendum sarebbe una farsa».
Sciolta l'assemblea molti i pareri di dissenso del personale navigante: «Il no è un senso di responsabilità - afferma Paolo, pilota da 11 anni - non mi fido di questa cordata, senza competenza; la proposta di questo accordo non dà garanzie per lo sviluppo industriale». «Il giudizio rimane negativo: non ci sembra che in quanto ci è stato prospettato è un contratto vessatorio che penalizza la qualità della nostra vita privata, che rischia di sparire», ha commentato Silvia, assistente di volo da 18 anni in Alitalia, al termine dell'assemblea a Fiumicino. A sua volta Andrea, steward da 15 anni in compagnia: «Rimane lo stato di angoscia perché le aperture presentateci sono state insoddisfacenti. Ciò che delude di più e il fatto che i molti sacrifici non sono finalizzati allo sviluppo della nostra compagnia».


26 settembre 2008 - Corriere Adriatico

Assemblea interlocutoria ieri pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino
su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl
Tra piloti e hostess ci sono ancora dissensi significativi

ROMA - Un’assemblea interlocutoria quella svoltasi ieri all’aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up ha dato indicazione per un sì all’accordo solo se verrà accettato un documento integrativo, dall’altra i rappresentanti di Sdl hanno proposto comunque un referendum tra i lavoratori per arrivare ad una decisione. Ed alla fine, poco dopo le 17, l’assemblea, che ha visto radunarsi per circa 2 ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, è stata sciolta con l’invito ai partecipanti, da parte del sindacato Sdl, a recarsi a piazza Montecitorio. Ma quello che è apparso comunque chiaro è stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti ed assistenti di volo sia durante i discorsi dal palco sia in molti commenti finali. Il passaggio più evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, ad un ipotesi di referendum è stato il "No, no, no" scandito e gridato da molti dei presenti. Nel corso dell’assemblea, infatti, più volte sono stati sottolineati con fischi, mugugni e urla i punti relativi al nuovo riferimento contrattuale prospettato, ai riposi programmati inamovibili, alle modalità di trasferimento sulle basi di servizio, mentre è stato salutato con applausi il fatto che per i stagionali di terra e di volo, che non verranno impiegati, ci saranno ammortizzatori sociali per due anni, oltre alla creazione di un serbatoio per le nuove assunzioni. Sul palco si sono alternati Fabrizio Tomaselli ed Andrea Cavola, della Sdl, Antonio Divietri, presidente di Avia, Fabio Frati, della Cub, e Roberto Spinazzola, vice presidente Up. Con loro, in alcuni passaggi, la platea ha instaurato un dibattito con richieste di chiarimenti, ad esempio sui punti relativi alle retribuzioni e alle modalità di servizio. "Qualsiasi decisione per quanto riguarda Sdl, sarà comunque sottoposta alla consultazione dei lavoratori". Questa la posizione espressa dal sindacato Sdl per voce di Andrea Cavola, della segreteria nazionale, sottolineando che "Alitalia e tutti i lavoratori si trovano oggi in questa situazione per l'incapacità dei management che hanno fallito". Da parte del sindacato dei piloti, Up, per voce del vice presidente Roberto Spinazzola, l’indicazione è stata quella che si "potrà firmare l’accordo solo se verrà accettato il documento integrativo che abbiamo presentato, con cose importanti a partire dalla gestione degli esuberi e dalla discussione del contratto, e che non altera l’accordo quadro".


26 settembre 2008 - Sannio online

Fortore: «BN3: un consorzio allo sfascio»

Benevento - La raccolta differenziata si caratterizza per il porta a porta. Quindi, sulla partecipazione attiva dei cittadini. Per permettere ai cittadini di effettuare correttamente la raccolta differenziata bisogna rifornirli di sacchetti.
Da molti mesi il Consorzio BN3 non fornisce le buste ai cittadini.
Per salvaguardare l’incolumità degli operatori che lavorano sulle strade, bisogna dotarli delle divise ad alta visibilità. Una estiva ed una invernale.
Il Consorzio BN3 è inadempiente.
I lavoratori dipendenti di questo Consorzio non si meravigliano di questo particolare modo di amministrare.
Il 30 giugno scorso è stato firmato il nuovo CCLN Federambiente. I dirigenti del Consorzio hanno fatto finta di niente. I dipendenti non hanno incassato ciò che gli spetterebbe: circa seicento euro. Una cifra enorme in proporzione a quanto guadagnano gli operatori: circa mille euro al mese.
È questo, oggettivamente, un comportamento gravissimo.
Gli operatori sono stati costretti a reclamare i loro diritti, utilizzando l’unica strada rimasta: una vertenza.
Tutto ciò è scandaloso e avvilente!
Il Consorzio BN3 è un centro di potere di non secondaria importanza. Il presidente Cocca è un consigliere provinciale ed esponente di punta del PD. Il vicepresidente Cirocco è assessore provinciale e sindaco di Molinara. Amministratori che rivestono cariche importanti che non dovrebbero comportarsi in questo esecrabile modo con dei lavoratori che già sono costretti a tirare la cinghia.
Cocca puntava a incarichi nell’Amministrazione provinciale. A suo dire li meritava perché il Consorzio, sotto la sua direzione, aveva raggiunto risultati eccezionali.
Un vertenza è forse un risultato eccezionale? Se non si dotano i lavoratori delle divise prescritte dal CCLN è un risultato eccezionale? Se ai cittadini non vengono date le buste per effettuare la raccolta differenziata è un risultato eccezionale? Ci chiediamo, come vengono gestiti i soldi nel Consorzio BN3?
Si chiede al consigliere provinciale Cocca e all’assessore provinciale Cirocco di chiarirlo pubblicamente.
Piero Mancini - Coordinatore provinciale RdB Ambiente


26 settembre 2008 - Giornale Vicenza/Brescia Oggi/Arena

ASSEMBLEA A FIUMICINO
Molte le voci contrarie. Alcune sigle di categoria propongono l’effettuazione di un referendum
Ma tra i lavoratori c’è ancora malcontento

ROMA - Un’assemblea interlocutoria quella svoltasi ieri all’aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up ha dato indicazione per un sì all’accordo solo se verrà accettato un documento integrativo; dall’altra i rappresentanti di Sdl propongono comunque un referendum tra i lavoratori. E alla fine, poco dopo le 17, l’assemblea, che ha riunito per circa due ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, è stata sciolta con l’invito del sindacato Sdl ad andare tutti a piazza Montecitorio.
Ma quello che è apparso comunque chiaro è stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti e assistenti di volo. Il passaggio più evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, a un’ipotesi di referendum è stato il «no, no, no» scandito e gridato da molti dei presenti. Nel corso dell’assemblea, infatti, più volte sono stati sottolineati con fischi, mugugni e urla i punti relativi al nuovo riferimento contrattuale prospettato, ai riposi programmati inamovibili, alle modalità di trasferimento sulle basi di servizio, ed è stato salutato con applausi il fatto che per gli stagionali di terra e di volo che non verranno impiegati, ci saranno ammortizzatori sociali per due anni, oltre alla creazione di un serbatoio per le nuove assunzioni.
Sul palco si sono alternati Fabrizio Tomaselli ed Andrea Cavola, della Sdl, Antonio Divietri, presidente di Avia, Fabio Frati, della Cub, e Roberto Spinazzola, vicepresidente Up. «Qualsiasi decisione, per quanto riguarda Sdl, sarà comunque sottoposta alla consultazione dei lavoratori: sulla garanzia del posto di lavoro nessun dirigente sindacale si può appropriare infatti di una decisione che riguarda il futuro di ognuno». Questa la posizione espressa da Cavola della segreteria nazionale. Dal sindacato dei piloti, Up, il vicepresidente Roberto Spinazzola dice che si «potrà firmare l’accordo solo se verrà accettato il documento integrativo che abbiamo presentato». La Cub Trasporti invece ritiene che «le modifiche apportate al protocollo siano insufficienti e non danno garanzie alla sorti del personale di terra».


26 settembre 2008 - Il Giornale di Brescia

IL FRONTE DEI CONTRARI
Ma a Fiumicino l’assemblea ribadisce la voglia di dire «No»

FIUMICINO - Un’assemblea interlocutoria quella svoltasi ieri all’aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up ha dato indicazione per un sì all’accordo solo se verrà accettato un documento integrativo, dall’altra i rappresentanti di Sdl hanno proposto comunque un referendum tra i lavoratori per arrivare ad una decisione.
Ed alla fine, poco dopo le 17, l’assemblea, che ha visto radunarsi per circa 2 ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, è stata sciolta con l’invito ai partecipanti, da parte del sindacato Sdl, a recarsi a piazza Montecitorio. Ma quello che è apparso comunque chiaro è stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti ed assistenti di volo sia durante i discorsi dal palco sia in molti commenti finali.
Il passaggio più evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, ad un ipotesi di referendum è stato il «No, no, no» scandito e gridato da molti dei presenti.
«Qualsiasi decisione per quanto riguarda Sdl, sarà comunque sottoposta alla consultazione dei lavoratori: sulla garanzia del posto di lavoro nessun dirigente sindacale si può appropriare infatti una decisione che riguarda il futuro di ognuno». Questa la posizione espressa dal sindacato Sdl per voce di Cavola, della segreteria nazionale. La Cub Trasporti invece ritiene che «le modifiche apportate al protocollo siano insufficienti e non danno garanzie alla sorti del personale di terra - ha sostenuto il delegato sindacale, Fabio Frati - in particolare per ciò che concerne il numero degli esuberi e i criteri di selezione del personale; dall’assemblea di oggi è emerso chiaro che la gente non vuole firmare: forse oggi qualche organizzazione sindacale si è presentata qui sperando di avere un mandato a chiudere, ma così non è stato».


26 settembre 2008 - L'Adige

L'assemblea Assistenti e piloti a Fiumicino contro l'accordo.
I sindacati autonomi vogliono il referendum
La base dei lavoratori è infuriata: no, no, no

FIUMICINO - Un'assemblea interlocutoria quella svoltasi ieri all'aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up che ha dato indicazione per un sì all'accordo solo se verrà accettato un documento integrativo, dall'altra i rappresentanti di Sdl hanno proposto comunque un referendum tra i lavoratori per arrivare ad una decisione. Ed alla fine, poco dopo le 17, l'assemblea, che ha visto radunarsi per circa 2 ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, è stata sciolta con l'invito ai partecipanti, da parte del sindacato Sdl, a recarsi a piazza Montecitorio. Ma quello che è apparso comunque chiaro è stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti ed assistenti di volo sia durante i discorsi dal palco sia in molti commenti finali. Il passaggio più evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, ad un ipotesi di referendum è stato il «No, no, no» scandito e gridato da molti dei presenti. Nel corso dell'assemblea, infatti, più volte sono stati sottolineati con fischi, mugugni e urla, i punti relativi al nuovo riferimento contrattuale prospettato, ai riposi programmati inamovibili, alle modalità di trasferimento sulle basi di servizio, mentre è stato salutato con applausi il fatto che per i stagionali di terra e di volo, che non verranno impiegati, ci saranno ammortizzatori sociali per due anni, oltre alla creazione di un serbatoio per le nuove assunzioni. Sul palco si sono alternati alcuni sindacalisti. La platea ha instaurato un dibattito con richieste di chiarimenti, ad esempio sui punti relativi alle retribuzioni e alle modalità di servizio. «Qualsiasi decisione per quanto riguarda Sdl, sarà comunque sottoposta alla consultazione dei lavoratori: sulla garanzia del posto di lavoro nessun dirigente sindacale si può appropriare di una decisione che riguarda il futuro di ognuno». Questa la posizione espressa dal sindacato Sdl per voce di Andrea Cavola, sottolineando che «Alitalia e tutti i lavoratori si trovano in questa situazione per l'incapacità dei manager che hanno fallito». Da parte del sindacato dei piloti, Up, per voce del vice presidente Roberto Spinazzola, l'indicazione è stata quella che si «potrà firmare l'accordo solo se verrà accettato il documento integrativo che abbiamo presentato, con cose importanti a partire dalla gestione degli esuberi e dalla discussione del contratto. Fino ad oggi le aspettative per noi piloti sono state vane». La Cub Trasporti invece ritiene che «le modifiche apportate al protocollo siano insufficienti e non danno garanzie al personale di terra - ha sostenuto il delegato sindacale, Fabio Frati - in particolare per ciò che concerne il numero degli esuberi e i criteri di selezione del personale; dall'assemblea oggi a Fiumicino è emerso chiaro che la gente non vuole firmare: forse oggi qualche organizzazione sindacale si è presentata qui sperando di avere un mandato a chiudere, ma così non è stato; il consenso a tutti i costi è inaccettabile e il referendum sarebbe una farsa». Sciolta l'assemblea molti i pareri di dissenso da parte del personale navigante.


26 settembre 2008 - La Provincia di Cremona

Fra i lavoratori dissidenti spunta l’ipotesi referendum

ROMA — Un'assemblea interlocutoria quella svoltasi ieri all'aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up ha dato indicazione per un sì all'accordo solo se verrà accettato un documento integrativo, dall'altra i rappresentanti di Sdl hanno proposto comunque un referendum tra i lavoratori per arrivare ad una decisione. E alla fine, poco dopo le 17, l'assemblea, che ha visto radunarsi per circa 2 ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, è stata sciolta con l'invito ai partecipanti, da parte del sindacato Sdl, a recarsi a piazza Montecitorio. Ma quello che è apparso comunque chiaro è stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti ed assistenti di volo sia durante i discorsi dal palco sia in molti commenti finali. Il passaggio più evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, ad un ipotesi di referendum è stato il «No, no, no» scandito e gridato da molti dei presenti. Nel corso dell'assemblea, infatti, più volte sono stati sottolineati con fischi, mugugni e urla i punti relativi al nuovo riferimento contrattuale prospettato, ai riposi programmati inamovibili, alle modalità di trasferimento sulle basi di servizio, mentre è stato salutato con applausi il fatto che per i stagionali di terra e di volo, che non verranno impiegati, ci saranno ammortizzatori sociali per due anni, oltre alla creazione di un serbatoio per le nuove assunzioni. Sul palco si sono alternati i rappresentanti delle diverse sigle sindacali. Con loro, in alcuni passaggi, la platea ha instaurato un dibattito con richieste di chiarimenti, ad esempio sui punti relativi alle retribuzioni e alle modalità di servizio. «Qualsiasi decisione per quanto riguarda Sdl, sarà comunque sottoposta alla consultazione dei lavoratori: sulla garanzia del posto di lavoro nessun dirigente sindacale si può appropriare infatti una decisione che riguarda il futuro di ognuno». Questa la posizione espressa dal sindacato Sdl per voce di Andrea Cavola, della segreteria nazionale. Da parte del sindacato dei piloti, Up, per voce del vice presidente Roberto Spinazzola, l'indicazione è stata quella che si «potrà firmare l'accordo solo se verrà accettato il documento integrativo che abbiamo presentato». La Cub Trasporti invece ritiene che «le modifiche apportate al protocollo siano insufficienti e non danno garanzie alla sorti del personale di terra», ha sostenuto il delegato sindacale, Fabio Frati. Sciolta l'assemblea molti i pareri di dissenso da parte del personale navigante: «Il no è un senso di responsabilità — afferma Paolo, pilota con 11 anni di servizio — non mi fido di questa cordata, senza competenza»». «Il giudizio rimane negativo: non ci sembra che in quanto ci è stato prospettato è un contratto vessatorio che penalizza la qualità della nostra vita privata, che rischia di sparire», ha commentato Silvia, un assistente di volo da 18 anni in Alitalia, al termine dell'assemblea a Fiumicino.


26 settembre 2008 - L'Eco di Bergamo

A Fiumicino 500 riuniti in assemblea Tra «sì» condizionato e referendum

FIUMICINO - Un'assemblea interlocutoria quella che si è svolta ieri all'aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up ha dato indicazione per un sì all'accordo solo se verrà accettato un documento integrativo, dall'altra i rappresentanti di Sdl hanno proposto comunque un referendum tra i lavoratori per arrivare ad una decisione.
E alla fine l'assemblea, che ha visto radunarsi per circa due ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, è stata sciolta. Quello che però è apparso comunque chiaro è stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti e assistenti di volo sia durante i discorsi dal palco, sia in molti commenti finali. Il passaggio più evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, a un'ipotesi di referendum è stato il «No, no, no» scandito e gridato da molti dei presenti. Nel corso dell'assemblea, infatti, più volte sono stati sottolineati con fischi, mugugni e urla i punti relativi al nuovo riferimento contrattuale prospettato, ai riposi programmati inamovibili, alle modalità di trasferimento sulle basi di servizio, mentre è stato salutato con applausi il fatto che per i stagionali di terra e di volo, che non verranno impiegati, ci saranno ammortizzatori sociali per due anni, oltre alla creazione di un serbatoio per le nuove assunzioni.
Sul palco si sono alternati Fabrizio Tomaselli ed Andrea Cavola, della Sdl, Antonio Divietri, presidente di Avia, Fabio Frati, della Cub, e Roberto Spinazzola, vicepresidente Up. «Qualsiasi decisione per quanto riguarda Sdl – dice Andrea Cavola, della segreteria nazionale – sarà sottoposta alla consultazione dei lavoratori: nessun dirigente sindacale si può appropriare infatti di una decisione sulla garanzia del posto di lavoro». Il sindacato dei piloti, Up, per voce del vicepresidente Roberto Spinazzola, si «potrà firmare l'accordo solo se verrà accettato il documento integrativo che abbiamo presentato, con cose importanti a partire dalla gestione degli esuberi e dalla discussione del contratto, e che non altera l'accordo quadro. Finora le aspettative per noi piloti sono state vane». La Cub Trasporti invece ritiene che «le modifiche apportate al protocollo siano insufficienti e non danno garanzie alla sorti del personale di terra –- dice il delegato sindacale, Fabio Frati – in particolare per ciò che concerne il numero degli esuberi e i criteri di selezione del personale; dall'assemblea è emerso chiaro che la gente non vuole firmare: forse qualche organizzazione sindacale si è presentata qui sperando di avere un mandato a chiudere, ma così non è stato; il consenso a tutti i costi è inaccettabile e il referendum sarebbe una farsa».
Sciolta l'assemblea, molti i pareri di dissenso da parte del personale navigante: «Il no è un senso di responsabilità –- afferma Paolo, pilota da 11 anni in servizio –. Non mi fido di questa cordata, senza competenza; la proposta di questo accordo non dà garanzie per lo sviluppo industriale». «Il giudizio rimane negativo: non ci sembra che in quanto ci è stato prospettato è un contratto vessatorio che penalizza la qualità della nostra vita privata, che rischia di sparire», commentato Silvia, assistente di volo da 18 anni. E ad Andrea, steward da 15 anni, «Rimane lo stato di angoscia, perché le aperture presentateci sono state insoddisfacenti. Ciò che delude di più e il fatto che i molti sacrifici non sono finalizzati allo sviluppo della nostra compagnia».


26 settembre 2008 - Gazzetta del Sud

Nel corso dell'assemblea non sono mancati fischi e mugugni assieme ad applausi e consensi
Fiumicino, reazioni contrastanti tra i lavoratori
di Teresa Magistri

FIUMICINO (ROMA) - È stata interlocutoria l'assemblea che si è svolta all'aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up ha dato indicazione per un sì all'accordo solo se verrà accettato un documento integrativo, dall'altra i rappresentanti di Sdl hanno proposto comunque un referendum tra i lavoratori per arrivare ad una decisione. Ed alla fine, poco dopo le 17, l'assemblea, che ha visto radunarsi per circa 2 ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, è stata sciolta con l'invito ai partecipanti, da parte del sindacato Sdl, a recarsi a piazza Montecitorio. Ma quello che è apparso comunque chiaro è stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti ed assistenti di volo, sia durante i discorsi dal palco sia in molti commenti finali. Il passaggio più evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, ad un ipotesi di referendum è stato il «no, no, no» scandito e gridato da molti dei presenti. Nel corso dell'assemblea, infatti, più volte sono stati sottolineati con fischi, mugugni e urla i punti relativi al nuovo riferimento contrattuale prospettato, ai riposi programmati inamovibili, alle modalità di trasferimento sulle basi di servizio, mentre è stato salutato con applausi il fatto che per i stagionali di terra e di volo, che non verranno impiegati, ci saranno ammortizzatori sociali per due anni, oltre alla creazione di un serbatoio per le nuove assunzioni. Sul palco si sono alternati Fabrizio Tomaselli ed Andrea Cavola, della Sdl, Antonio Divietri, presidente di Avia, Fabio Frati, della Cub, e Roberto Spinazzola, vice presidente Up. Con loro, in alcuni passaggi, la platea ha instaurato un dibattito con richieste di chiarimenti, ad esempio sui punti relativi alle retribuzioni e alle modalità di servizio. «Qualsiasi decisione per quanto riguarda Sdl, sarà comunque sottoposta alla consultazione dei lavoratori: sulla garanzia del posto di lavoro nessun dirigente sindacale si può appropriare infatti una decisione che riguarda il futuro di ognuno». Questa la posizione espressa dal sindacato Sdl per voce di Andrea Cavola, della segreteria nazionale, sottolineando che «Alitalia e tutti i lavoratori si trovano oggi in questa situazione per l'incapacità dei management che hanno fallito». Da parte del sindacato dei piloti, Up, per voce del vice presidente Roberto Spinazzola, l'indicazione è stata quella che si «potrà firmare l'accordo solo se verrà accettato il documento integrativo che abbiamo presentato, con cose importanti a partire dalla gestione degli esuberi e dalla discussione del contratto, e che non altera l'accordo quadro. Vedremo se ci sarà un minimo di attenzione. Fino ad oggi le aspettative per noi piloti sono state vane». Sciolta l'assemblea, molti i pareri di dissenso da parte del personale navigante.


26 settembre 2008 - La Stampa

Martedì sciopero Gtt

Torino - Sciopero di 4 ore, martedì prossimo, degli autisti del Gtt. Lo hanno promosso Cub-Rdb nell’ambito della vertenza del contratto integrativo aziendale, scaduto ormai da 20 mesi, e per adesione allo sciopero nazionale. I mezzi urbani e la metropolitana si fermeranno dalle 17.45 alle 21.45, quelli extraurbani dalle 10.30 alle 14.30, mentre per le ferrovie lo scioperò scatterà dalle 9 alle 13. Saranno rispettate le fasce di garanzia.


26 settembre 2008 - Il Giornale

Tra Sestri e Sampierdarena con il bus al posto del treno

Genova - Domani dalle 13.40 alle 14.30 circolazione interrotta sulla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia tra Sampierdarena e Sestri Ponente per consentire la demolizione di una grossa trave metallica di un ponte dismesso da anni sul torrente Polcevera. L’intervento è preliminare alla costruzione di un nuovo ponte. Per i viaggiatori sarà disponibile un servizio bus sostitutivo.
Martedì prossimo, invece, è previsto uno sciopero che riguarda il servizio Amt a Genova. Il sindacato Cub Trasporti, infatti ha proclamato un’agitazione di 4 ore: il personale viaggiante si fermerà dalle 11.35 alle 15.35 mentre il restante personale si asterrà dal lavoro per le ultime quattro ore del turno. Durante l’ultimo sciopero nazionale le astensioni del Cub hanno pesato nel servizio urbano per il 12 per cento.


26 settembre 2008 - Corriere Fiorentino

Sanità. Il sindacato «Va ricollocata»
Si ammala al lavoro, licenziata dall'azienda «Qualcuno mi aiuti»

Firenze - Non ha più un lavoro, Angela Filiddani, fiorentina di 44 anni, madre di tre figli e invalida. Lei, una lavoratrice della sanità privata licenziata dopo che l'Inail le ha riconosciuto una malattia professionale, adesso è disperata: «Non so veramente come fare. Abbiamo grosse difficoltà ad andare avanti. Cerco un lavoro: spero che qualcosa mi aiuti». Della vicenda se ne sta occupando la Confederazione unitaria di base (Cub) del settore sanità. La donna, spiega una nota di Cub sanità, era dipendente dal 2001 della cooperativa La tenda, del Consorzio Zenit che gestisce in appalto la residenza santario-assistenziale «San Lorenzo » di via del Guarlone a Firenze. «Nello svolgere il suo lavoro, che — si legge nella nota — comporta molti momenti di pesante sforzo fisico nell'alzare, sollevare, spostare i ricoverati, circa un anno fa si ammala alla schiena» e le viene diagnosticato un danneggiamento alla colonna vertebrale. Angela si opera la prima volta a Bologna il 15 luglio dello scorso anno. Poi torna di nuovo in ospedale il 5 ottobre del 2007. Spiega Angela: «Dopo la degenza e alcuni giorni di ferie, torno a lavorare. Ma mi faccio nuovamente male. Vado allora all'Inail che mi riconosce la malattia professionale».
La cooperativa La Tenda, sostenendo di non avere un posto per collocare la donna, le ha inviato la lettera di licenziamento il 15 aprile scorso. Ma Maurizio Barsella, coordinatore Cub, non ci sta: «I casi di licenziamento di questo tipo sono pochissimi. Noi pensiamo che Angela possa essere ricollocata, se non all'interno della stessa azienda, magari all'interno di una cooperativa dello stesso consorzio. Ma che sia chiaro: deve essere assunta alle stesse condizioni del 2001».
Lei, Angela, avrebbe voglia di tornare a lavorare. «Non mi è mai mancata la voglia, per necessità prima di tutto, perché crescere tre ragazzi non è facile». Ha un tono dignitoso, nonostante la sua storia. «Spero che qualcuno mi aiuti».(S.I.)


26 settembre 2008 - Strill.it

Messina, vigili del fuoco scrivono al Prefetto

Potenziare l’organico della sede centrale dei vigili del fuoco di Messina e provvedere all’apertura di un distaccamento permanente a Roccalumera. Lo chiede il Coordinamento provinciale dei Sindacati Vigili del Fuoco composto da Cgil, Cisl, Uil, Rdb, Confsal e Conapo che lamentano la necessità di potenziale l’apparato del soccorso nella provincia di Messina. "Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco – scrivono i rappresentanti sindacali Carmelo Ciappina, Giuseppe De Salvo, Nicola Bellinghieri, Giuseppe Abate, Giuseppe Crisafulli e Nicola Abate – ha disatteso quanto concertato con l’approvazione del progetto Soccorso Italia in venti minuti. Il mancato potenziamento del numero degli operatori e l’aumento degli interventi non consentono al personale attualmente in servizio di garantire gli standard minimi di sicurezza. Il presidio di Roccalumera – sottolineano – è definito stagionale e il mancato riconoscimento di sede permanente non consente l’assegnazione di ulteriore personale". La situazione secondo il Coordinamento Provinciale dei Vigili del Fuoco è destinata ad aggravarsi ulteriormente per imminenti pensionamenti di personale. Per questo le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto al Prefetto di Messina la convocazione di una conferenza di servizi che possa tracciare un percorso finalizzato al miglioramento del soccorso in tutta la provincia di Messina, richiedendo al responsabile regionale e al Ministero degli Interni il potenziamento dell’organico.


26 settembre 2008 - Libertà

Questa sera
Cassintegrati Fiat: solidarietà anche a Piacenza

Piacenza - (pin) La campagna di solidarietà nazionale per i cassaintegrati Fiat approda anche a Piacenza. La confederazione Cobas piacentina ha organizzato, per stasera, la proiezione del video documentario "Non cederemo né ora né mai", che racconta in maniera critica come Fiat e Tata Motors operino nella regione del Singur in India.
La serata, che vedrà la presenza dell'autore del documentario, Danilo Licciardello, si terrà a partire dalle 21 e 30 nella cooperativa di Sant'Antonio (via Emilia Pavese 238). L'iniziativa servirà anche per lanciare lo sciopero generale promosso per il 17 ottobre dalle organizzazioni sindacali di base e dai Cobas (Conf Cobas, Cub Sdl). «Le nostre richieste - spiegano gli organizzatori - puntano ad ottenere forti aumenti a salari e pensioni, difesa e potenziamento dei servizi pubblici, dei beni comuni, del diritto a prestazioni sanitarie, alla casa e all'istruzione».


25 settembre 2008 - Adnkronos

TRASPORTO LOCALE: IL 30 SETTEMBRE SCIOPERO NAZIONALE DEI COBAS
DELLA DURATA DI 4 ORE

Milano, 25 set. - (Adnkronos)- Le organizzazioni sindacali: Sindacato dei lavoratori intercategoriale (SdL), Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub Trasporti hanno dichiarato per il prossimo martedi' 30 settembre uno sciopero nazionale di 4 ore a sostegno dell'apertura del negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Autoferrotranvieri. In occasione dello sciopero Atm, l'azienda dei trasporti milanese, attivera' come di consueto il servizio di Infomobilita' per comunicare in tempo reale, attraverso le emittenti radiofoniche, il web e i messaggi audio a bordo dei mezzi e nelle banchine, i livelli di servizio per il trasporto di superficie e nelle metropolitane.

Apc-Scioperi/ Il 10 ottobre agitazione Rdb Cub dei Vigili del fuoco
Dalle ore 10 alle 14, fermo anche il personale aeroportuale

Roma, 25 set. (Apcom) - Il sindacato OS Rdb Cub dei Vigili del fuoco ha indetto uno sciopero nazionale per il 10 ottobre dalle ore 10 alle 14. L'agitazione riguarderà anche il personale aeroportuale. Lo sciopero è stato proclamato il 18 settembre.

Scioperi/ Revocata astensione lavoro Vigili fuoco il 10 ottobre
Resta confermata agitazione per il 17 ottobre

Roma, 25 set. (Apcom) - E' stato revocato lo sciopero dei Vigili del Fuoco proclamato per il prossimo 10 ottobre. In base alle osservazioni della Commissione di garanzia, l'RdB/CUB, ha effettuato le procedure di annullamento dello sciopero indetto per il 10 di ottobre 2008. Resta invece confermata l'astensione dal lavoro per il 17 ottobre 2008.


25 settembre 2008 - Ansa

TRASPORTI: MARTEDÌ 30 SCIOPERO IN ATM DALLE 18 ALLE 22

(ANSA) - MILANO, 25 SET - Il sindacato dei lavoratori intercategoriale (Sdl), i Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub trasporti hanno indetto per martedì prossimo, 30 settembre, uno sciopero nazionale, che interesserà dalle 18 alle 22 il servizio Atm a Milano. Lo sciopero - informa Atm in un comunicato - intende sollecitare l'apertura di un negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli autoferrotranvieri. In occasione dell'agitazione sindacale Atm attiverà il servizio di 'infomobilità per comunicare in tempo reale, attraverso le emittenti radiofoniche, il web e i messaggi audio a bordo dei mezzi e nelle banchine, i livelli di servizio attivo per il trasporto di superficie e nelle metropolitane.

ALITALIA:FIUMICINO;TRA PILOTI E HOSTESS ANCORA DISSENSI
UP PER SI' CON DOCUMENTO INTEGRATIVO, SDL PROPONE REFERENDUM

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 25 SET - Un'assemblea interlocutoria quella svoltasi oggi all'aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up ha dato indicazione per un si' all'accordo solo se verra' accettato un documento integrativo, dall'altra i rappresentanti di Sdl hanno proposto comunque un referendum tra i lavoratori per arrivare ad una decisione. Ed alla fine, poco dopo le 17, l'assemblea, che ha visto radunarsi per circa 2 ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, e' stata sciolta con l'invito ai partecipanti, da parte del sindacato Sdl, a recarsi a piazza Montecitorio. Ma quello che e' apparso comunque chiaro e' stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti ed assistenti di volo sia durante i discorsi dal palco sia in molti commenti finali. Il passaggio piu' evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, ad un ipotesi di referendum e' stato il ''No, no, no'' scandito e gridato da molti dei presenti. Nel corso dell'assemblea, infatti, piu' volte sono stati sottolineati con fischi, mugugni e urla i punti relativi al nuovo riferimento contrattuale prospettato, ai riposi programmati inamovibili, alle modalita' di trasferimento sulle basi di servizio, mentre e' stato salutato con applausi il fatto che per i stagionali di terra e di volo, che non verranno impiegati, ci saranno ammortizzatori sociali per due anni, oltre alla creazione di un serbatoio per le nuove assunzioni. Sul palco si sono alternati Fabrizio Tomaselli ed Andrea Cavola, della Sdl, Antonio Divietri, presidente di Avia, Fabio Frati, della Cub, e Roberto Spinazzola, vice presidente Up. Con loro, in alcuni passaggi, la platea ha instaurato un dibattito con richieste di chiarimenti, ad esempio sui punti relativi alle retribuzioni e alle modalita' di servizio. ''Qualsiasi decisione per quanto riguarda Sdl, sara' comunque sottoposta alla consultazione dei lavoratori: sulla garanzia del posto di lavoro nessun dirigente sindacale si puo' appropriare infatti una decisione che riguarda il futuro di ognuno''. Questa la posizione espressa dal sindacato Sdl per voce di Andrea Cavola, della segreteria nazionale, sottolineando che ''Alitalia e tutti i lavoratori si trovano oggi in questa situazione per l'incapacita' dei management che hanno fallito''. Da parte del sindacato dei piloti, Up, per voce del vice presidente Roberto Spinazzola, l'indicazione e' stata quella che si ''potra' firmare l'accordo solo se verra' accettato il documento integrativo che abbiamo presentato, con cose importanti a partire dalla gestione degli esuberi e dalla discussione del contratto, e che non altera l'accordo quadro. Vedremo se ci sara' un minimo di attenzione. Fino ad oggi le aspettative per noi piloti sono state vane''. La Cub Trasporti invece ritiene che ''le modifiche apportate al protocollo siano insufficienti e non danno garanzie alla sorti del personale di terra - ha sostenuto il delegato sindacale, Fabio Frati - in particolare per cio' che concerne il numero degli esuberi e i criteri di selezione del personale; dall'assemblea oggi a Fiumicino e' emerso chiaro che la gente non vuole firmare: forse oggi qualche organizzazione sindacale si e' presentata qui sperando di avere un mandato a chiudere, ma cosi' non e' stato; il consenso a tutti i costi e' inaccettabile e il referendum sarebbe una farsa''. Sciolta l'assemblea molti i pareri di dissenso da parte del personale navigante: ''Il no e' un senso di responsabilita' - afferma Paolo, pilota da 11 anni in servizio - non mi fido di questa cordata, senza competenza; la proposta di questo accordo non da' garanzie per lo sviluppo industriale''. ''Il giudizio rimane negativo: non ci sembra che in quanto ci e' stato prospettato e' un contratto vessatorio che penalizza la qualita' della nostra vita privata, che rischia di sparire'', ha commentato Silvia, un assistente di volo da 18 anni in Alitalia, al termine dell'assemblea a Fiumicino. A sua volta Andrea, steward da 15 anni in compagnia: ''Rimane lo stato di angoscia - sostiene - perche' le aperture presentateci sono state insoddisfacenti. Cio' che delude di piu' e il fatto che i molti sacrifici non sono finalizzati allo sviluppo della nostra compagnia''.


25 settembre 2008 - Dire

COMUNE ROMA. SINDACATI BASE ADERISCONO A SCIOPERO 17 OTTOBRE

(DIRE) Roma, 25 set. - Adesione unanime allo sciopero generale nazionale del sindacalismo di base del 17 ottobre "contro la manovra economica del governo, le norme anti pubblico impiego e l'estinzione dei servizi pubblici" e alla manifestazione nazionale "contro ogni forma di razzismo" del 4 ottobre. Queste le due decisioni prese ieri nel corso di una partecipata assemblea del personale del Comune di Roma che si e' tenuta nella sala del Carroccio su convocazione delle sigle del sindacalismo di base presenti al Comune di Roma (reteComune, Usi e Rdb).

CASA. BLOCCHI PRECARI OCCUPANO STABILE IN VIA DEI CASTANI
PROSEGUE CENSIMENTO DAL BASSO IMMOBILI LASCIATI VUOTI

(DIRE) Roma, 25 set. - Questa mattina i Blocchi Precari Metropolitani "sono entrati nello stabile di via dei Castani 44, uno dei tanti edifici vuoti a Roma da anni e regalati alla rendita immobiliare, chiedendo immediatamente l'apertura di un tavolo di trattativa con il Municipio VII e la proprieta'". Lo fa sapere una nota diffusa dagli stessi Blocchi, che prosegue: "Siamo lavoratori, precari, studenti, disoccupati che hanno deciso di non farsi prendere per il collo da un affitto impossibile o da un mutuo da strozzini. Questo scenario drammatico e' il frutto delle politiche urbanistiche delle giunte Rutelli e Veltroni, subalterne agli interessi della rendita immobiliare. Scelte confermate dal neo sindaco Alemanno- prosegue la nota- che, messa da parte la demagogia elettoralistica, si e' subito allineato agli interessi dei privati e della speculazione. La promessa di 40.000 alloggi popolari e' rimasta nel cassetto. In cambio, pero', Alemanno e la destra hanno aperto la caccia contro poveri, emarginati, chi vive il disagio sociale. Con la scusa della 'sicurezza' vogliono colpire i diritti e le liberta' di tutti". "L'affitto di un alloggio equivale ad un salario medio, una stanza o peggio ancora un posto letto arriva fino a 400 euro anche a Centocelle, una zona considerata una volta popolare e quindi piu' accessibile. La precarizzazione del lavoro, sempre piu' flessibile e mal retribuito non permette, pur volendo, l'acquisto di un appartamento. Le speculazione edilizie hanno moltiplicato il costo di una casa- sottolinea la nota- L'edilizia residenziale pubblica soddisfa solo il 4% degli aventi diritto. Dal 2001 ad oggi sono stati assegnati solo poche centinaia di alloggi a fronte di oltre 30.000 domande di casa popolare. L'aumento degli affitti sta provocando un'ondata di sfratti per morosita' e dal 15 di ottobre anche le categorie cosiddette protette saranno a rischio". "Le dismissioni immobiliari avviate dai gruppi assicurativi, fondi di investimento e fondazioni come Enasarco (17.000 alloggi messi in vendita a prezzi di mercato) stanno allargando l'emergenza abitativa a settori sociali che sembravano garantiti- insiste la nota dei Blocchi- L'iniziativa di oggi vuole rilanciare la campagna di censimento dal basso degli alloggi inutilizzati a Roma. Siamo entrati in questa palazzina per conquistare un diritto fondamentale e per recuperare quella parte di reddito, spesso precario, che molti di noi sono costretti a cedere con affitti da rapina e in nero. Troppi studenti e studentesse, anche in questo quartiere, sono ricattati da affitti da rapina che garantiscono ai proprietari di casa profitti enormi. E' ora di dire basta". Blocchi precari metropolitani e Asia-Rdb chiedono lo stop degli sfratti e degli sgomberi, il recupero degli alloggi inutilizzati (270 mila solo a Roma), il rilancio dell'autorecupero ("il cantiere di via dei Lauri deve essere riavviato con urgenza"), la destinazione all'emergenza abitativa delle aree dismesse, del patrimonio demaniale e delle caserme.

PROVINCIA BOLOGNA. DOPO PRC, RDB: DISASTROSA GESTIONE GIUNTA
"PRECARI A CASA E PREMIO PRODUZIONE DIMEZZATO, MA ASSESSORI MUTI"

(DIRE) Bologna, 25 set. - Provincia di Bologna "sull'orlo del baratro" per colpa della Giunta. Peccato che, da parte della Giunta, attacca Betti, "non c'e' alcuna assunzione di responsabilita', sia amministrativa che politica". Invece dovrebbe "riconoscere pubblicamente gli errori che hanno portato all'attuale disastrosa situazione e trarne le conseguenze". Dopo Rifondazione Comunista, le Rdb lanciano un nuovo affondo contro l'esecutivo di Beatrice Draghetti. Lo spunto e' offerto dalla vicenda del personale precario della Provincia, la stessa su cui si sta catalizzando lo scontro tra Pd e Prc e che potrebbe comportare la fine dell'attuale maggioranza di Palazzo Malvezzi. E anche per il sindacato di base, le responsabilita' vanno ricercate tra gli assessori del Palazzo. "Ai lavoratori interessati, e parliamo di collaboratori che lavorano negli uffici dell'amministrazione provinciale oramai da molti anni- scrive Massimo Betti, responsabile Rdb- non verranno rinnovati neppure i contratti a tempo determinato: se ne andranno a casa". Senza contare, aggiunge Betti, che "sono ormai gia' molti i lavoratori che in questi mesi hanno cessato il rapporto di lavoro con la Provincia". Il mancato rispetto del patto di stabilita', continua il sindacalista, "avra' comunque pesanti conseguenze anche per gli altri lavoratori della Provincia, ad esempio per l'anno 2008-2009 il fondo per la produttivita' collettiva diminuira' di 595.000 euro, in sostanza sara' dimezzato". L'amministrazione provinciale "e con essa i lavoratori e' sull'orlo del baratro, a causa dell'insipienza degli assessori ed e' stucchevole assistere al rimpallo di responsabilita' con il Governo nazionale". Le Rdb propongono quindi la convocazione immediata di un tavolo interistituzionale, "per trovare rapida e positiva soluzione" per i lavoratori che "non possono pagare per errori commessi dall'attuale Giunta". Per i dipendenti, invece, l'invito a partecipare ad un'assemblea il 2 ottobre per decidere le forme della mobilitazione, e poi allo sciopero generale del 17 "contro le politiche antisociali del governo Berlusconi".


25 settembre 2008 - Omniroma

CASA, ASIA RDB: «PROSEGUE CENSIMENTO DAL BASSO»

(OMNIROMA) Roma, 25 set - «Questa mattina i Blocchi precari metropolitani sono entrati nello stabile di via dei Castani 44, uno dei tanti edifici vuoti a Roma da anni chiedendo immediatamente l'apertura di un tavolo di trattativa con il Municipio VII e la proprietà. Siamo lavoratori, precari, studenti, disoccupati che hanno deciso di non farsi prendere per il collo da un affitto impossibile o da un mutuo da strozzini. Questo scenario drammatico è il frutto delle politiche urbanistiche delle giunte Rutelli e Veltroni. Scelte confermate dal neo sindaco Alemanno. La promessa di 40.000 alloggi popolari è rimasta nel cassetto. In cambio, però, Alemanno e la destra hanno aperto la caccia contro poveri, emarginati, chi vive il disagio sociale. Con la scusa della 'sicurezzà vogliono colpire i diritti e le libertà di tutti». Lo comunica, in una nota, l'Asia Rdb. «L'affitto di un alloggio - prosegue la nota - equivale ad un salario medio, una stanza o peggio ancora un posto letto arriva fino a 400 euro anche a Centocelle, una zona considerata una volta popolare e quindi più accessibile. La precarizzazione del lavoro, sempre più flessibile e mal retribuito non permette, pur volendo, l'acquisto di un appartamento. Le speculazione edilizie hanno moltiplicato il costo di una casa». «L'edilizia residenziale pubblica soddisfa solo il 4% degli aventi diritto - continua la nota - Dal 2001 ad oggi sono stati assegnati solo poche centinaia di alloggi a fronte di oltre 30.000 domande di casa popolare. L'aumento degli affitti sta provocando un'ondata di sfratti per morosità e dal 15 ottobre anche le categorie cosiddette protette saranno a rischio. Le dismissioni immobiliari avviate dai gruppi assicurativi, fondi di investimento e fondazioni come Enasarco (17.000 alloggi messi in vendita a prezzi di mercato) stanno allargando l'emergenza abitativa a settori sociali che sembravano garantiti. L'iniziativa di oggi vuole rilanciare la campagna di censimento dal basso degli alloggi inutilizzati a Roma. Siamo entrati in questa palazzina per conquistare un diritto fondamentale e per recuperare quella parte di reddito, spesso precario, che molti di noi sono costretti a cedere con affitti da rapina ed in nero. Troppi studenti e studentesse, anche in questo quartiere, sono ricattati da affitti da rapina che garantiscono ai proprietari di casa profitti enormi. È ora di dire basta!».


25 settembre 2008 - Sesto Potere

Differito sciopero dei trasporti di domani

(Sesto Potere) - Roma - 25 settembre 2008 -Con propria ordinanza, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha differito lo sciopero indetto per venerdì 26 settembre, dalle ore 9,00 alle ore 17,00, dalle organizzazioni sindacali del personale dipendente del Gruppo Fs (RSU/RSL dell’Assemblea nazionale dei Ferrovieri, SDL e CUB trasporti). E’ stato inoltre differito lo sciopero indetto per il medesimo giorno ed ore dall’ Orsa che rappresenta il personale di Macchina e di Bordo del Gruppo Fs della Regione Toscana. Tra i motivi che hanno reso necessario il provvedimento, oltre ai preoccupanti disservizi che sarebbero derivati ai viaggiatori in un giorno in cui l’affluenza è elevata, anche la concomitante e pesante congiuntura che caratterizza il trasporto aereo dovuto alla crisi di Alitalia. Crisi, quest’ultima, acuita dalla disposizione emessa dall’Enac in ordine al rischio di perdita delle licenze provvisorie di volo concesse alla compagnia di bandiera in data 2 settembre 2008. Tale provvedimento ha fatto registrare - si legge nell’ordinanza del Ministro – picchi di affluenza di passeggeri specie sul tratto Roma-Milano, che hanno portato alla saturazione dei treni tra le due città. Onde evitare quindi possibili gravi conseguenze anche in termini di ordine pubblico da parte di un numero considerevole di passeggeri, si è reso necessario differire le predette astensioni lavorative. Ne dà notizia un comunicato dell’Ufficio Stampa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.


25 settembre 2008 - LaStampa.it

Gli autisti Gtt annunciano sciopero per martedì prossimo
Chiedono il rinnovo del contratto integrativo scaduto da venti mesi: i mezzi urbani si fermeranno dalle 17.45, quelli extraurbani dalle 10.30

TORINO - Sciopero di 4 ore, martedì prossimo, tra gli autisti del Gruppo Torinese Trasporti (Gtt). Lo hanno promosso Cub-Rdb nell’ambito della vertenza del contratto integrativo aziendale, scaduto ormai da 20 mesi, e per adesione allo sciopero nazionale. I mezzi urbani e la metropolitana si fermeranno dalle 17.45 alle 21.45, quelli extraurbani dalle 10.30 alle 14.30, mentre per le ferrovie lo scioperò scatterà dalle 9 alle 13. Saranno rispettate le fasce di garanzia. Quello di martedì non è il primo sciopero indetto per il rinnovo del contratto integrativo. Il primo, di 4 ore, è stato proclamato il 6 marzo scorso. Un altro ancora, di 8 ore, si è svolto il 4 aprile.


25 settembre 2008 - Repubblica.it

Atm, quattro ore di sciopero martedì 30
La protesta a sostegno dell'apertura del negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale autoferrotranvieri

Milano - Sindacato dei lavoratori intercategoriale (SdL), Cobas del lavoro privato, Slai Cobas e Cub Trasporti hanno dichiarato per martedì 30 settembre uno sciopero nazionale di quattro ore, dalle 18 alle 22, a sostegno dell'apertura del negoziato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale autoferrotranvieri. In occasione dello sciopero Atm attiverà come di consueto il servizio di Infomobilità per comunicare in tempo reale, attraverso le emittenti radiofoniche, il web e i messaggi audio a bordo dei mezzi e nelle banchine, i livelli di servizio per il trasporto di superficie e nelle metropolitane.
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25 settembre 2008 - L'Unità.it

Fiumicino, dissensi tra piloti e hostess in assemblea

Un'assemblea interlocutoria quella svoltasi giovedì all'aeroporto di Fiumicino su iniziativa di Anpav, Up, Avia e Sdl. Dal palco, da una parte il sindacato dei piloti Up ha dato indicazione per un sì all'accordo solo se verrà accettato un documento integrativo, dall'altra i rappresentanti di Sdl hanno proposto comunque un referendum tra i lavoratori per arrivare ad una decisione. Ed alla fine, poco dopo le 17, l'assemblea, che ha visto radunarsi per circa 2 ore oltre 500 tra piloti e assistenti di volo, è stata sciolta con l'invito ai partecipanti, da parte del sindacato Sdl, a recarsi a piazza Montecitorio. Ma quello che è apparso comunque chiaro è stato il dissenso espresso ai nuovi contenuti del protocollo dalla prevalenza dei piloti ed assistenti di volo sia durante i discorsi dal palco sia in molti commenti finali. Il passaggio più evidente di dissenso, quasi un anticipo di risposta, ad un ipotesi di referendum è stato il «No, no, no» scandito e gridato da molti dei presenti. Nel corso dell'assemblea, infatti, più volte sono stati sottolineati con fischi, mugugni e urla i punti relativi al nuovo riferimento contrattuale prospettato, ai riposi programmati inamovibili, alle modalità di trasferimento sulle basi di servizio, mentre è stato salutato con applausi il fatto che per i stagionali di terra e di volo, che non verranno impiegati, ci saranno ammortizzatori sociali per due anni, oltre alla creazione di un serbatoio per le nuove assunzioni. Sul palco si sono alternati Fabrizio Tomaselli ed Andrea Cavola, della Sdl, Antonio Divietri, presidente di Avia, Fabio Frati, della Cub, e Roberto Spinazzola, vice presidente Up. Con loro, in alcuni passaggi, la platea ha instaurato un dibattito con richieste di chiarimenti, ad esempio sui punti relativi alle retribuzioni e alle modalità di servizio. «Qualsiasi decisione per quanto riguarda Sdl, sarà comunque sottoposta alla consultazione dei lavoratori: sulla garanzia del posto di lavoro nessun dirigente sindacale si può appropriare infatti una decisione che riguarda il futuro di ognuno». Questa la posizione espressa dal sindacato Sdl per voce di Andrea Cavola, della segreteria nazionale, sottolineando che «Alitalia e tutti i lavoratori si trovano oggi in questa situazione per l'incapacità dei management che hanno fallito». Da parte del sindacato dei piloti, Up, per voce del vice presidente Roberto Spinazzola, l'indicazione è stata quella che si «potrà firmare l'accordo solo se verrà accettato il documento integrativo che abbiamo presentato, con cose importanti a partire dalla gestione degli esuberi e dalla discussione del contratto, e che non altera l'accordo quadro. Vedremo se ci sarà un minimo di attenzione. Fino ad oggi le aspettative per noi piloti sono state vane». La Cub Trasporti invece ritiene che «le modifiche apportate al protocollo siano insufficienti e non danno garanzie alla sorti del personale di terra - ha sostenuto il delegato sindacale, Fabio Frati - in particolare per ciò che concerne il numero degli esuberi e i criteri di selezione del personale; dall'assemblea oggi a Fiumicino è emerso chiaro che la gente non vuole firmare: forse oggi qualche organizzazione sindacale si è presentata qui sperando di avere un mandato a chiudere, ma così non è stato; il consenso a tutti i costi è inaccettabile e il referendum sarebbe una farsa». Sciolta l'assemblea molti i pareri di dissenso da parte del personale navigante: «Il no è un senso di responsabilità - afferma Paolo, pilota da 11 anni in servizio - non mi fido di questa cordata, senza competenza; la proposta di questo accordo non dà garanzie per lo sviluppo industriale». «Il giudizio rimane negativo: non ci sembra che in quanto ci è stato prospettato è un contratto vessatorio che penalizza la qualità della nostra vita privata, che rischia di sparire», ha commentato Silvia, un assistente di volo da 18 anni in Alitalia, al termine dell'assemblea a Fiumicino. A sua volta Andrea, steward da 15 anni in compagnia: «Rimane lo stato di angoscia - sostiene - perchè le aperture presentateci sono state insoddisfacenti. Ciò che delude di più e il fatto che i molti sacrifici non sono finalizzati allo sviluppo della nostra compagnia»


25 settembre 2008 - Carta

Giornata di mobilitazione per il diritto alla casa
di Manuela Campitelli

Roma - Il Blocco precario metropolitano ha occupato questa mattina un edificio vuoto a Roma, in via dei Castani. L'iniziativa fa parte di una giornata di mobilitazione per chiedere più edilizia residenziale pubblica. Questa mattina i Blocchi precari metropolitani sono entrati nello stabile di via dei Castani 44, uno dei tanti edifici vuoti di Roma regalati alla rendita immobiliare, chiedendo l’apertura di un tavolo di trattativa con il Municipio VII e la proprietà. «Siamo lavoratori, precari, studenti, disoccupati che hanno deciso di non farsi strozzare da un affitto impossibile o da un mutuo da strozzini – affermano Unders/Blocchi precari metropolitani e Asia Rdb – Questo scenario drammatico è il frutto delle politiche urbanistiche delle giunte Rutelli e Veltroni, subalterne agli interessi della rendita immobiliare. Scelte confermate dal neo sindaco Alemanno che, messa da parte la demagogia elettoralistica, si è subito allineato agli interessi dei privati e della speculazione. La promessa di 40 mila alloggi popolari è rimasta nel cassetto. In cambio, però, Alemanno e la destra hanno aperto la caccia contro poveri, emarginati, chi vive il disagio sociale. Con la scusa della ‘sicurezza’ vogliono colpire i diritti e le libertà di tutti». L’edilizia residenziale pubblica soddisfa solo il 4 per cento degli aventi diritto. Dal 2001 ad oggi sono stati assegnati solo poche centinaia di alloggi a fronte di oltre 30 mila domande di casa popolare. L’aumento degli affitti sta provocando un’ondata di sfratti per morosità e dal 15 di ottobre anche le categorie cosiddette protette saranno a rischio. Le dismissioni immobiliari avviate dai gruppi assicurativi, fondi di investimento e fondazioni come Enasarco [17 mila alloggi messi in vendita a prezzi di mercato] stanno allargando l’emergenza abitativa a settori sociali che sembravano garantiti. «L’iniziativa di oggi – hanno detto i movimenti – vuole rilanciare la campagna di censimento dal basso degli alloggi inutilizzati a Roma». Blocchi precari metropolitani e Asia-Rdb chiedono lo stop degli sfratti e degli sgomberi, il recupero degli alloggi inutilizzati [270 mila solo a Roma], il rilancio dell’autorecupero [«il cantiere di via dei Lauri deve essere riavviato con urgenza»], la destinazione all’emergenza abitativa delle aree dismesse, del patrimonio demaniale e delle caserme. Il presidente del municipio VII, Roberto Mastrantoni, ha incontrato in tarda mattinata gli occupanti e ha deciso di presentare una risoluzione di appoggio alle loro richieste, impegnandosi a inserire l’immobile nel tavolo di trattativa aperto dal prefetto Mosca sul censimento degli immobili vuoti. Le richieste verranno portate all’attenzione del Prefetto sabato prossimo. Nel frattempo, oltre 400 famiglie del Coordinamento cittadino lotta per la casa e del Comitato obiettivo casa hanno occupato oggi l’assessorato comunale al patrimonio «per protestare contro i ritardi della nuova giunta nel procedere alla consegna di 246 alloggi popolari già assegnati nel quartiere di Ponte di Nona». Gli occupanti hanno ottenuto un incontro con il gabinetto del sindaco e l’Ufficio speciale casa, al termine del quale è stato deciso, domani, di inviare una lettera all’Ater per l’assegnazione di 259 alloggi a Ponte di Nona. Le assegnazioni vere e proprie cominceranno lunedì. Durante l’incontro, si è parlato anche del destino dell’ex-ospedale Regina Elena, occupato da mesi da 300 senza casa. «L’amministrazione ha ribadito la volontà di liberare la struttura e la ricerca di una soluzione per le famiglie – hanno detto ancora i manifestanti – anche se volessero trasferirli in qualche residence, vogliamo garanzie sull’assegnazione definitiva di un alloggio».


25 settembre 2008 - Spoleto online

I vigili del fuoco revocano lo sciopero del 10 ottobre...
... ma Rdb-Cub rilancia per quello del 17

Lavoratori, ci è pervenuta una comunicazione da parte dalla Commissione di garanzia in cui si richiama all'attenzione della norma sulla rarefazione dello sciopero, e quindi sugli scioperi generali indetti precedentemente per il 17 ottobre 2008. Causa a ciò L'RdB/CUB, ha effettuato le procedure di annullamento dello sciopero indetto per il 10 di ottobre 2008. Tuttavia dobbiamo rappresentare l'ottimo risultato raggiunto a favore di tutti capi reparto e capi squadra, poiché (noi) abbiamo ottenuto l' impegno scritto, non verbale, sulla mobilità di questi ultimi che avverrà prima delle feste natalizie, entro fine 2008. La rinuncia dello sciopero, comunque, non blocca la nostra attività, in quanto rimangono ancora aperte tante problematiche a partire dalla finanziaria triennale, la quale assorbe tutti i diritti dei lavoratori e recupera, a scapito degli stessi, 40 mlrd. Altro punto dolente è il decreto "brunetta", che discrimina i lavoratori del Corpo rispetto altre categorie. Non ultimo problema è il contratto nazionale (posto che riteniamo auspicabili sostanziali modifiche alla parte normativa - 217/05), considerata la scarsità di risorse stanziate per i rinnovi contrattuali, e in quanto ad oggi non è ancora stato aperto il secondo biennio economico 2008/09. Ribadiamo inoltre la necessità che questo Governo stanzi risorse aggiuntive. Pertanto si conferma la revoca dello sciopero del 10 ottobre, tuttavia tutte le rivendicazioni sindacali del settore Vigili del Fuoco verranno comprese nello sciopero generale della RdB/CUB indetto per il 17 ottobre 2008.
NON PIEGHIAMOCI ALLE VOLONTÀ DEL GOVERNO! ESPRIMIAMO IL NOSTRO DISAGIO CON IL CONFLITTO! SCIOPERARE PER RESTITUIRE DIGNITÀ E POTERE D'ACQUISTO AI LAVORATORI. SCIOPERARE CONTRO LA SOTTRAZIONE DEI NOSTRI DIRITTI, DELLA NOSTRA LIBERTÀ DI CITTADINI. PER UNA VERA DEMOCRAZIA! PARTECIPATE! PARTECIPATE! PARTECIPATE!
Roma 25/9/2008 Antonio Jiritano


25 settembre 2008 - TG Roseto

Vigili del fuoco: revocato lo sciopero del 10 di ottobre

Riceviamo e pubblichiamo - Ci è pervenuta una comunicazione da parte dalla Commissione di garanzia in cui si richiama all’attenzione della norma sulla rarefazione dello sciopero, e quindi sugli scioperi generali indetti precedentemente per il 17 ottobre 2008. Causa a ciò L’RdB/CUB, ha effettuato le procedure di annullamento dello sciopero indetto per il 10 di ottobre 2008. Tuttavia dobbiamo rappresentare l’ottimo risultato raggiunto a favore di tutti capi reparto e capi squadra, poiché (noi) abbiamo ottenuto l’ impegno scritto, non verbale, sulla mobilità di questi ultimi che avverrà prima delle feste natalizie, entro fine 2008. La rinuncia dello sciopero, comunque, non blocca la nostra attività, in quanto rimangono ancora aperte tante problematiche a partire dalla finanziaria triennale, la quale assorbe tutti i diritti dei lavoratori e recupera, a scapito degli stessi, 40 mlrd. Altro punto dolente è il decreto "brunetta", che discrimina i lavoratori del Corpo rispetto altre categorie. Non ultimo problema è il contratto nazionale (posto che riteniamo auspicabili sostanziali modifiche alla parte normativa - 217/05), considerata la scarsità di risorse stanziate per i rinnovi contrattuali, e in quanto ad oggi non è ancora stato aperto il secondo biennio economico 2008/09. Ribadiamo inoltre la necessità che questo Governo stanzi risorse aggiuntive. Pertanto si conferma la revoca dello sciopero del 10 ottobre, tuttavia tutte le rivendicazioni sindacali del settore Vigili del Fuoco verranno comprese nello sciopero generale della RdB/CUB indetto per il 17 ottobre 2008.
Antonio Jiritano - RdB/CUB Vigili del Fuoco


25 settembre 2008 - Toscana TV

Licenziata perche' malata
Una lavoratrice della sanita' privata e' stata licenziata dopo che l'Inail le ha riconosciuto una malattia professionale

Firenze - Una lavoratrice della sanita' privata e' stata licenziata dopo che l'Inail le ha riconosciuto una malattia professionale. La vicenda e' resa nota dalla Confederazione unitaria di base (Cub) del settore sanita'. La donna, spiega una nota di Cub sanita', era dipendente dal 2001 della cooperativa La tenda, facente parte del Consorzio Zenit che gestisce in appalto la residenza santario-assistenziale 'San Lorenzo' di via del Guarlone a Firenze. ''Nello svolgere il suo lavoro, che - si legge nella nota - comporta molti momenti di pesante sforzo fisico nell'alzare, sollevare, spostare i ricoverati, circa un anno fa si ammala alla schiena'' e le viene diagnosticato un danneggiamento alla colonna vertebrale. Dopo alcuni mesi di infortunio e malattia e due interventi chirurgici, l'Inail le riconosce la malattia professionale. La cooperativa La tenda, sostenendo di non avere un posto per collocare la donna, le ha inviato il licenziamento.


25 settembre 2008 - Il Mattino di Padova

Dipendenti Inps, no a Brunetta

Padova - Sono pronti a insorgere contro il ministro Brunetta e i tagli del governo ai redditi dei dipendenti pubblici. E il 17 ottobre scenderanno a Roma per partecipare alla grande manifestazione dei sindacati confederali. Duecento lavoratori dell’Inps di Padova si sono mobilitati ieri per manifestare la propria rabbia contro la manovra del governo. Un coro di protesta si è levato dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e rappresentanze di base del pubblico impiego con un solo slogan: «Difendere la dignità del lavoratore pubblico e la qualità dei servizi offerti». A evidenziare i punti salienti che hanno contraddistinto l’assemblea sono Beggiato (Cgil), Mezzapesa (Cisl), Tangari (Uil) e Vidaich per le Rdb: «Il governo taglia i redditi dei dipendenti pubblici dal 10 al 30% proprio nella parte dello stipendio legata alla produttività - dicono insieme - inoltre blocca la stabilizzazione dei precari e azzera le sostituzioni di chi va in pensione. Non ci stiamo: noi siamo da sempre impegnati a migliorare l’efficienza del servizio che è un diritto dei cittadini. L’attacco del governo è, invece, finalizzato a disintegrare la pubblica amministrazione e ha come obiettivo finale lo smantellamento dello stato sociale». I lavoratori hanno quindi lanciato insieme un appello: «Gli assenteisti, i fannulloni sono ovunque, sia nel pubblico che nel privato. Siamo noi che chiediamo il licenziamento dei fannulloni che danneggiano soprattutto chi lavora seriamente».(m.n.)


25 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

Domani corteo e giocolieri

Bologna - DOMANI l’Assemblea delle scuole bolognesi scende in piazza contro il decreto Gelmini. L’appuntamento è alle 17,30 in piazza XX Settembre, sotto le finestre dell’Ufficio scolastico regionale. Da lì, lungo via Indipendenza, genitori con bambini e insegnanti urleranno il loro no al decreto per il ripristino del maestro unico. Ad attenderli, sotto il Nettuno, niente comizi, ma giochi per i bimbi. Piovono intanto le adesioni al corteo-festa: Cobas, Cub-Rdb, Flc Cgil e Cisl Scuola. Nessuno notizia di Snals, Gilda e Uil Scuola. Sul fronte politico: Prc, Partito socialista, Sd e Pd regionale.


25 settembre 2008 - Leggo

Allarme codice rosso per la sanità del Lazio
di Lorena Loiacono

Allarme codice rosso per la sanità del Lazio. Sembra non esserci cura per sanare i debiti della Regione: esplodono le polemiche, ospedali in tilt ed assistenza e farmaci a rischio già dalla prossima settimana.
Al San Giacomo occupato prosegue la battaglia dei lavoratori e dei pazienti del nosocomio di via del Corso, da tre giorni in occupazione contro la chiusura fissata per il 30 ottobre. Oggi, dalle 14, il comitato "Salviamo il San Giacomo" sarà in sit-in di fronte all’Ara Pacis: «Spesi inutilmente 8 milioni per la recente ristrutturazione – denunciano i lavoratori – ed ora smantellano tutto».
Si rischia il black out assistenza se «la copertura finanziaria per l’assistenza sanitaria - come annunciato da Marrazzo - arriva fino al 30 settembre». Non cambia di molto la situazione dei farmaci, anch’essi a rischio black out: «Le farmacie, sovraesposte con le banche, non potranno più erogare i farmaci - denuncia Federfarma - i cittadini potrebbero essere costretti a pagarli per intero da ottobre». E c’è il ricorso al Tar per le cliniche private: in guerra sono 22 strutture accreditate del Lazio con meno di 90 posti letto, condannate alla chiusura da una delibera regionale: «Con il ricorso al Tar - spiega il direttore di Villa Valeria – vogliamo difendere 3000 posti di lavoro». Problemi anche a Tor Vergata, sciopero della fame per i precari: digiuno per protesta, in presidio davanti alla struttura, per i 300 operatori sanitari in forze al PTV: «Non sono stati ancora reinternalizzati e da ottobre rischiano il posto – denuncia RdB – il policlinico, ancora in attesa dell’apertura del Dea di II livello, dovrà interrompere molte attività». Anche ex Anni Verdi senza stipendio: in presidio domani sotto la Regione, in cui si discuterà il «rifinanziamento del consorzio Ri.Rei., ex Anni Verdi, i lavoratori - annuncia Claudio Laurenti, Cgil fp - che pur portando avanti un’importante assistenza alle gravi disabilità, non prendono lo stipendio da luglio».(ass)


25 settembre 2008 - L'Unità

FERROVIE
Stop differito, domani treni regolari

Domani collegamenti ferroviari regolari. Con una propria ordinanza, il ministro dei Trasporti ha differito lo sciopero indetto dalle 9:00 alle 17:00, dalle organizzazioni sindacali del personale del gruppo Fs (Assemblea nazionale dei Ferrovieri, Sdl e Cub trasporti). È stato inoltre differito lo sciopero indetto lo stesso giorno e nelle stesse ore dall'Orsa, che rappresenta il personale di Macchina e di Bordo del gruppo Fs della Regione Toscana.
Tra i motivi che hanno reso necessario il provvedimento, oltre ai preoccupanti disservizi che sarebbero derivati ai viaggiatori in un giorno in cui l'affluenza è elevata, anche la concomitante e pesante congiuntura che caratterizza il trasporto aereo dovuto alla crisi di Alitalia. Crisi, quest'ultima, acuita dalla disposizione emessa dall'Enac in ordine al rischio di perdita delle licenze provvisorie di volo concesse alla compagnia di bandiera in data 2 settembre 2008.

Sanità, il governo decide su Marrazzo
Oggi incontro con Sacconi. Sciopero della fame per 300 lavoratori
del policlinico Tor Vergata senza lavoro
di Gioia Salvatori

Roma - UNO SCIOPERO della fame e un sit-in. Il primo iniziato ieri dal sindacato di base Rdb-Cub fuori il policlinico di Tor Vergata per chiedere l’internalizzazione di 300 operatori socio-sanitari e ausiliari, il secondo da oggi in piazza Augusto Imperatore per dire no alla chiusura dell’ospedale San Giacomo. Se sarà ancora Marrazzo a confrontarsi, non solo in veste di governatore, ma anche in veste di commissario ad acta per la sanità laziale, con chi protesta per il posto di lavoro o contro chiusure d’ospedali, si saprà a breve. Oggi alle 10 al ministero del lavoro il titolare Maurizio Sacconi, che ieri ha espresso la volontà di trovare un "percorso condiviso" con la Regione per riparare il deficit sanità, comunicherà al governatore il responso dei tecnici sui conti. Sarà il governo, poi, a decidere se cambiare commissario. Dal ministro e dall’opposizione in aula alla Pisana, sembrano arrivare delle aperture: «A mio avviso il governo dovrebbe mettere il presidente della Regione nelle condizioni tecniche e finanziarie necessarie per attuare le riforme». Ma nel giorno prima del giudizio finale, con lo spettro di un licenziamento da commissario ancora presente, anche Marrazzo ha rilanciato: "Se ci sarà l’intesa avremo fatto il bene dei cittadini, altrimenti no. C’è una drammatica carenza di cassa: senza trasferimenti da parte dello Stato, il sistema sanitario entrerà in sofferenza". Sofferenza di cassa e fratture sociali provocate da un piano di tagli, anche con questo si dovrà confrontare qualunque commissario. Dal presidio di Tor Vergata i 300 lavoratori della ditta Arcobaleno chiedono internalizzazione in ottemperanza a una prescrizione dell’ispettorato del lavoro. Saranno in sciopero della fame, con Rdb-Cub, fino a quando Marrazzo non li incontrerà. E anche il San Giacomo si chiude inderogabilmente, mentre il vice-presidente della Regione Esterino Montino tratta con i sindacati il destino dei lavoratori, da oggi all’Ara Pacis c’è il presidio Fials-comitati, contro la chiusura e in settimana Marrazzo si farà vedere al San Giacomo, dove pure manifesti e proteste non mancano. Intanto la Regione ha rassicurato i 46 dializzati in cura nel nosocomio di via del Corso: tutti verranno curati in altre strutture della Asl Rm A, al Nuovo Regina Margherita e al Sant’Eugenio, presidi dove verranno trasferiti i reparti di nefrologia, e nella Diagest in via Roncinotto oltre che nella clinica Nostra Signora della Mercede di via Tagliamento. Per chi ha problemi di spostamento ci sarà il servizio navetta e anche le cure a domicilio saranno garantite.


25 settembre 2008 - Il Gazzettino

Conegliano. Niente slogan, niente urla ma un picchetto silenzioso...

Conegliano - (el.ga.) Niente slogan, niente urla ma un picchetto silenzioso e qualche striscione che sintetizzava le loro richieste: hanno manifestato così, ieri mattina, i rappresentanti delle Rdb, le Rappresentanze sindacali di base, new entry tra le sigle sindacali dell'Usl7. Siamo in pochi, perché molti hanno paura e manifestare il loro disagio per quello che non va all'interno dell'Azienda sanitaria, hanno esordito i circa dieci tra infermieri, operatori socio-sanitarie e tecnici che, per un paio d'ore, hanno manifestato davanti all'ospedale. E' toccato a loro, dunque, farsi portavoce dei malumori: Ci sono grossi problemi in tutti i reparti ha ribadito Federico Martelletto, responsabile regionale dell'Rdb manca personale, quello che c'è viene usato anche per mansioni improprie, infermieri e operatori socio-sanitari vengono spostati da un reparto all'altro per tamponare le carenze di organico. Noi chiediamo che, invece, si proceda con nuove assunzioni. Lavoro nel reparto di psichiatria - ha denunciato una delle manifestanti - reparto per il quale la legge prevede che ci siano tre infermieri e due operatori socio-sanitari sia al mattino che al pomeriggio e due infermieri e un operatore la notte. Numeri che, al Santa Maria dei Battutti, non vengono mai rispettati con tutte le conseguenze che ciò comporta, sia per i carichi di lavoro che sul versante sicurezza. Noi operatori socio-sanitari veniamo usati anche per compiti di pulizia, che non ci spettano e che dovrebbero venir svolti dalle apposite squadre pulizie, ha rincarato un altro dipendente. Le situazioni che più richiedono una sistemazione urgente sono presenti alla De Gironcoli - hanno fatto presente alcuni dipendenti dell'ex clinica -: dobbiamo lasciare sguarniti i reparti per scendere a prendere i pazienti portati in ambulanza perché non li trasportano ai piani, quelli tra noi che sono inquadrati nel ruolo tecnico A svolgono mansioni superiori, a volte anche infermieristiche e da due anni aspettano una riqualificazione che non è ancora arrivata.


25 settembre 2008 - Il Mattino

Nessun problema, domani, per i collegamenti ferroviari

Con una propria ordinanza, infatti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha differito lo sciopero indetto per venerdì, dalle 9 alle 17, da alcune organizzazioni sindacali autonome del personale dipendente del gruppo Fs. E cioè Rsu/Rsl dell’assemblea nazionale dei ferrovieri, Sdl e Cub trasporti. È stato inoltre differito lo sciopero indetto per lo stesso giorno e nelle stesse ore da un’altra organizzazione sindacale autonoma, l’Orsa, che rappresenta il personale di macchina e di bordo delle Ferrovie dello Stato della regione Toscana. La buona notizia per gli utenti dei treni è stata data dallo stesso ministero delle Infrastrutture e Trasporti. In una nota si spiega che tra i motivi che hanno reso necessario il provvedimento, oltre ai preoccupanti disservizi che sarebbero derivati ai viaggiatori in un giorno in cui abitualmente l’affluenza è elevata, c’è stata anche la concomitante e pesante congiuntura che caratterizza il trasporto aereo dovuta alla crisi di Alitalia. Crisi, quest’ultima, acuita dalla disposizione emessa dall’Enac in ordine al rischio di perdita delle licenze provvisorie di volo concesse alla compagnia di bandiera il 2 settembre scorso. Molti utenti delle linee aree gestite da Alitalia per non correre rischi hanno pensato - com’è già acaduto durante la settimana - di prenotare il viaggio con il treno. Una scelta - si legge nell’ordinanza del ministro Matteoli - che ha fatto registrare picchi di affluenza di passeggeri specie sul tratto Roma-Milano, che hanno portato alla saturazione dei treni tra le due città. «Onde evitare quindi possibili gravi conseguenze anche in termini di ordine pubblico da parte di un numero considerevole di passeggeri - conclude la nota - si è reso necessario differire le predette astensioni lavorative».


25 settembre 2008 - L'Unione Sarda

Differita la protesta dei lavoratori Tirrenia. Fs, assemblea a Chilivani
Navi e treni, scioperi sospesi

È stato sospeso lo sciopero dei lavoratori del gruppo Tirrenia previsto per oggi. Le segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno diffuso un comunicato nel quale si precisa che «a seguito dell'incontro svoltosi con il Ministro Matteoli, è stato sospeso lo sciopero. Alla riunione, presenti oltre al ministro Matteoli, il gruppo Tirrenia, la Fedarlinea, e i presidenti e rappresentanti delle Regioni Toscana, Lazio, Campania, Sardegna e Sicilia è stata valutata l'ipotesi di scorporare le società regionali dal gruppo Tirrenia».
Sempre nella stessa riunione, il ministro Matteoli, fanno sapere i sindacati, ha detto che «non ha intenzione di creare nuovi traumi occupazionali, vista la situazione di Alitalia ancora in corso» e ha assicurato «che garantirà il confronto necessario con i sindacati al fine di ricercare comunemente tutte le soluzioni idonee e condivise per gestire le problematiche del Gruppo Tirrenia».
TRENI Differito invece, lo sciopero dei treni proclamato per domani da alcune sigle autonome. Con un'ordinanza, infatti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha rinviato a nuova data l'astensione del personale dipendente del Gruppo Fs (Rsu/rsl dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri, Sdl e Cub trasporti). La decisione del ministero delle Infrastrutture e Trasporti è stata presa per evitare che, vista la concomitanza della crisi Alitalia, possano verificarsi eccessivi disservizi per i viaggiatori in un giorno in cui l'affluenza è elevata.
CHILIVANI Intanto, questa mattina alle 10.30 a Chlivani, è prevista un'assemblea del personale aderente alle sigle autonome per discutere dell'emergenza che riguarda il taglio del servizio merci sui cargo ferroviari, trasportati dalla nave Garibaldi nella tratta Golfo Aranci-Civitavecchia.


25 settembre 2008 - Corriere della Sera

Pisana Sono gli ultimi 77 dei 480 promossi, senza titoli e senza concorso,
da una legge della giunta Storace
Dirigenti regionali, la grande mediazione
Mozione della Pdl, aperture da parte del Pd, per sanare le qualifiche
di Francesco Di Frischia

Roma - Il Tar a luglio ha detto che quel provvedimento è illegittimo perché spettava al Consiglio regionale approvarlo. Torna alla ribalta la storia dei «perequati», i dipendenti regionali molti dei quali sono diventati dirigenti sebbene senza averne i titoli e senza concorso, ma grazie a una legge approvata dalla giunta Storace. Mentre la magistratura sta verificando se non siano state violate le regole, molti dei 480 che diventarono graduati sono andati in pensione. Tra i 77 rimasti, una cinquantina hanno già maturato il diritto alla pensione, ma continuano a lavorare. Dei restanti 27, 11 sono laureati e 16 diplomati. Oggi il Consiglio regionale esaminerà lo spinoso problema, simbolo di sprechi: nel 2005 la Regione aveva un dirigente ogni 7 dipendenti, mentre nelle altre Regioni italiane il rapporto era 1 a 16.
Il Tar a luglio ha detto che il provvedimento targato centrodestra è illegittimo perchè spettava al Consiglio regionale approvarlo: l'applicazione del provvedimento causerebbe l'immediata revoca delle nomine. Alla Pisana nel frattempo 9 consiglieri dell'opposizione (Robilotta, Brancati, Celli, Prestagiovanni, Cicchetti, D'Ovidio, Maselli, Del Balzo e Gigli) hanno presentato due differenti proposte di legge per sanare la situazione. Ma anche ambienti del Pd, che avevano fatto le barricate contro la legge storaciana, oggi sarebbero favorevoli a risolvere il problema. Marrazzo apre uno spiraglio: «Spero che il Consiglio regionale riesca a dare una risposta alla vicenda dei perequati». «Bisognerebbe trovare una via d'uscita che tenga conto della situazione generale - aggiunge Giuseppe Parroncini, capogruppo Pd alla Pisana - . Il 90% dei dirigenti nominati dal centrodestra è già in pensione e di quelli rimasti, molti sono bravi e preziosi. Dobbiamo salvaguardare la loro professionalità e il ruolo che svolgono negli assessorati».
Ottimismo anche da parte di Guido Milana (Pd), presidente del Consiglio regionale, che propone: «Dobbiamo mettere la parole fine a questa vicenda: non c'è solo la strada di una sanatoria sotto forma di legge. Esistono anche altre possibilità di carattere amministrativo che non umiliano i dipendenti e non mettono a rischio l'amministrazione». Di più Milana non vuole dire, ma secondo indiscrezioni lui starebbe lavorando a una mozione che applichi la sentenza del Tar, revochi le nomine, ma permetta al personale di rimanere al lavoro per almeno un anno in modo da partecipare al concorso da dirigenti che la giunta Marrazzo sta preparando.
La querelle si era aperta durante la giunta Badaloni: nel luglio del 1996 il Consiglio regionale aveva approvato una legge (la numero 25) che prevedeva di «superare situazioni di sperequazione esistenti nel personale». Ma allora la misura valeva per un centinaio di dipendenti. Con Storace, invece, il provvedimento ha finito per interessarne 480. Secondo il sindacato dei dirigenti Dire, i costi del personale sono esplosi: dai 17 milioni di euro del 1999 ai 40 del 2003.
Dal 2005 ad oggi Marco Di Stefano, assessore al Personale, ha dato un bel colpo di forbice ai quasi 500 dirigenti: oggi ne sono rimasti 270. «A fine mandato nel 2010 saranno 190», promette. Ma oggi alla Pisana spirano venti di battaglia tra i perequati e chi, come la Rdb-Cub, non vuole sanatorie.


25 settembre 2008 - La Repubblica

Le mamme occupano contro la Gelmini
Garagnani insorge: "Clima di terrorismo, la polizia sgomberi" E domani il corteo di protesta al quale hanno aderito sindacato e partiti di sinistra

Bologna - GENITORI, con i bambini, e insegnanti occupano, ma senza interrompere le lezioni, le elementari XXI Aprile. Contro il maestro unico e la riforma Gelmini, perché «non sia distrutta la scuola che i nostri figli hanno già e che funziona». Come a gennaio del 2004, quando ministro era la Moratti e furono occupate le Fortuzzi, monta la protesta nelle scuole bolognesi. In vista della manifestazione di domani: il corteo, con treni già organizzati anche dalle scuole della provincia, partirà alle 17.30 da piazza XX Settembre, percorrerà via dell´Indipendenza e arriverà in piazza Nettuno. Una manifestazione a cui hanno già aderito il centro sinistra (Pd regionale, Prc, socialisti, Pdci e sinistra democratica) e i sindacati (Cobas, Cub-Rdb, Cgil e Cisl).
Ma l´appello di genitori e insegnanti è a anche al sindaco Cofferati e a tutti gli amministratori: «Sfilino in strada al nostro fianco». Per lanciare un segnale ancora più forte, alle XXI Aprile maestri e genitori hanno deciso di rimanere a scuola dopo l´orario di lezione, dalle 16.30 del pomeriggio, e di notte sino al giorno del corteo. Per accendere i riflettori non «solo sull´Alitalia, ma anche sulla scuola». Lo striscione davanti ai cancelli recita: «Scuola XXI Aprile occupata, in assemblea permanente contro la scuola a 24 ore, contro il maestro unico». «Non è un´occupazione vera e propria, ma un´assemblea permanente aperta a tutti: a chi non ha capito gli effetti del decreto ma anche a chi difende il maestro unico, per un momento di informazione e di confronto», spiegano i promotori.
La protesta scatena Fabio Garagnani, il parlamentare del Pdl che in passato aprì il telefono-spia contro gli insegnanti comunisti. Garagnani parla di «clima di terrorismo e strategia della tensione», minaccia di denunciare gli insegnanti per «violazione d´atti d´ufficio e occupazione abusiva di suolo pubblico» e dichiara di aver chiesto al questore un intervento per rimuovere lo striscione davanti alla scuola. In realtà la protesta alle XXI Aprile non ferma l´attività didattica né invade le aule dei bambini (la palestra servirà per dormire). Il preside Stefano Mari ha inviato un´informativa agli assessori di Comune e Provincia, all´ufficio scolastico provinciale e regionale, alla prefettura e alla questura. Gli agenti della Digos sono passati nel pomeriggio. «Ho assicurato loro che non c´era nessuna interruzione del servizio», spiega Mari parlando di autogestione della scuola.(il.ve.)


25 settembre 2008 - Il Napoli

Sanità. Veicoli di soccorso portati da Fuorigrotta a Capodichino. Scatta la protesta
Il San Paolo senza ambulanze l'Asl le sposta per risparmiare
Il Comitato Cinzia Fico: «Diritto all'assistenza negato, si rischia di non poter salvare vite»
di Alessandro Migliaccio

Napoli - «La direzione dell'Asl 1 sposta le ambulanze dell'ospedale "San Paolo" per risparmiare mettendo a rischio la salute dei cittadini». La denuncia è di Rdb Cub Sanità e "Comitato per l'assistenza Cinzia Fico". Gaetano Marati, responsabile del sindacato e tra i fondatori del comitato, ricorda il grave episodio del passato che riguarda Cinzia Fico, una giovane che venti anni fa non fu soccorsa a dovere proprio a causa dell'assenza di un'ambulanza di tipo rianimativo al "San Paolo". «Venti anni fa - spiega il sindacalista - al pronto soccorso dell'ospedale di Fuorigrotta giunse Cinzia Fico, venti anni, colpita da ictus cerebrale. L'ospedale allora era privo di una Tac e di un'ambulanza di tipo rianimativo - aggiunge Gaetano Marati - e così, quando serviva questo tipo di ambulanza, veniva richiesta all'autoparco centrale degli allora ospedali riuniti, nel Cardarelli, per portare l'ammalato dove c'erano le attrezzature necessarie per intervenire. A Cinzia Fico, questa situazione "da terzo mondo" probabilmente fu fatale». Certo è che il suo dramma sensibilizzò cittadinanza e istituzioni. In seguito, il padre di Cinzia Fico lanciò l'appello per creare un comitato che si impegnasse per cambiare la situazione, affinchè non ci fossero più altri casi come quello di sua figlia. L'appello fu raccolto dal sindacato di base dell'ospedale "San Paolo", ma anche da parlamentari e consiglieri comunali e regionali. Quindi, la direzione del "San Paolo" acquistò sia la Tac che l'ambulanza rianimativa. Che, però, adesso, per motivi economici, viene di nuovo spostata in un altro presidio ospedaliero. «L'Asl Napoli 1 - spiega Marati - ha deciso per risparmiare, di spostare le ambulanze (compresa quella rianimativa) dall'ospedale "San Paolo" all'autoparco centrale dell'Asl 1, nell'ex "Leonardo Bianchi" a Capodichino. Da dove partirebbe l'ambulanza rianimativa, per giungere al "San Paolo", nel caso arrivi un'altra Cinzia Fico, dal momento che l'ospedale non ha una neurochirurgia?». Per il sindacalista si tratta di «un ritorno alla situazione di venti anni fa» .Contro tale decisione, che «mina il diritto all'assistenza dei cittadini», il comitato "Cinzia Fico" chiede un incontro urgente con il direttore dell'Asl 1 ed avvia, già da stamattina, volantinaggio e petizione.


25 settembre 2008 - Il Giorno

«Parlamentari, basta con le illusioni Aiutateci davvero a tenere il posto»
APPELLO I LAVORATORI DELL’ARSENALE IN VISTA DI UNA VISITA ISTITUZIONALE

PAVIA — «VENITE PURE, ma senza illuderci e purché si affronti il problema». Oltre cento lavoratori dell’Arsenale che ieri si sono riuniti in assemblea, hanno deciso di inviare questo messaggio ai parlamentari di maggioranza che lunedì arriveranno in via Riviera. Poche parole schiette da parte di chi, da dieci anni, aspetta di sapere se lo stabilimento resterà in attività o verrà dismesso e, in tal caso dove saranno ricollocati i dipendenti. «In realtà - dice Massimiliano Preti della Cgil Funzione pubblica - la soluzione per l’Arsenale di Pavia sarebbe racchiusa nel decreto del 2001 in cui si dice che lo stabilimento dovrebbe essere riconvertito in struttura per la protezione civile, ma quel provvedimento di fatto è stato cancellato dall’attuale presidente del Consiglio e, considerando la chiusura che questo governo mostra nei rapporti con le parti sociali e come sostiene la riduzione degli stipendi dei lavoratori pubblici, forse le speranze per lo stabilimento sono ridotte a un lumicino». Per questo la lotta dei 230 dipendenti in questi giorni si sta intensificando. Non lasciano il colpo e sono decisi a difendere i loro diritti. L’ASSEMBLEA INDETTA da Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Rsu ha dato mandato perché venga riconfermato lo stato d'agitazione, oltre a un calendario di iniziative da programmare, che portino a capire quali sono le intenzioni del ministero della Difesa sull'Arsenale e quali le ambizioni sull'area che potrebbe risultare particolarmente appetibile per speculazioni immobiliari.(M.M.)


25 settembre 2008 - Gazzetta di Reggio

Sfruttamento degli apprendisti multate le Autolinee dell’Emilia

Reggio E. - Non conoscono tregua le polemiche sull’Act, l’azienda di trasporto pubblico di Reggio. Questa volta a finire nella bufera è Ae (Autolinee dell’Emilia) che insieme a Til gestisce la maggior parte delle linee del servizio degli autobus.
La Direzione provinciale del Lavoro ha infatti notificato alla società reggiana, controllata al 65 per cento dal gruppo Act (i cui principali soci pubblici di riferimento sono Comune e Provincia di Reggio), una serie di «irregolarità» relative alla posizione di alcuni autisti in apprendistato.
I fatti emergono da una lettera inviata dalla stessa direzione al sindacato autonomo Cub, che il 20 dicembre ha sollecitato le ispezioni.
Le violazioni accertate riguarderebbero in particolar modo «le disposizioni di legge sulla formazione in apprendistato» e la «reiterata violazione delle norme sulla durata massima dell’orario giornaliero di lavoro effettivo per 26 dipendenti tra luglio 2006 e maggio 2008».
All’azienda la Direzione del Lavoro contesta in pratica di aver richiesto agli apprendisti «ore di lavoro eccedenti l’orario di servizio, definite anticipo di formazione», al fine di poter maturare il monte di 120 ore previsto dall’apprendistato.
Ad Autolinee dell’Emilia, che ha trenta giorni di tempo per contestare le accuse, è stato dunque inviato un verbale che dispone che l’azienda versi ai lavoratori i «contributi e le somme aggiuntive (gli straordinari)» dovuti per le ore lavorate in più del normale orario di servizio e registrate sotto la voce della formazione. Anche per il secondo aspetto, cioè il superamento del limite di legge delle ore lavorate viene chiesto un risarcimento. L’importo delle multe non è dato conoscerlo, ma dipende dalla natura delle violazioni accertate che possono essere amministrative (fino ad un massimo di 2 mila euro) o relative ad aspetti più gravi e dunque più salate.
La possibilità di effettuare l’apprendistato al di fuori dei turni, per non sottrarre ore lavorative agli autisti, sarebbe inoltre stata avallata da alcuni accordi integrativi aziendali firmati da Cgil, Cisl e Uil. Oggi intanto si riunisce l’assemblea periodica dei soci di Act.


25 settembre 2008 - Il Manifesto

FERROVIE
Il rebus della gara per le pulizie: tagli e lavoro precario
di Alessandra Fava

GENOVA - Scade domani il bando per la gara europea indetta da Trenitalia che punta entro un anno e mezzo a rinnovare tutti i contratti per le pulizie dei treni in Italia, con la promessa di efficentare il servizio. Il bando tocca alcune regioni chiave (Lombardia, Liguria, Lazio, Campania e Puglia) con un valore totale di oltre 218 milioni spalmati su tre anni. Chi nelle pulizie ci lavora però resta scettico e sorge il dubbio che l'operazione serva solo a mutare qualche assetto dopo il cambio di governo: «Non ci aspettiamo molto di nuovo da questa gara - spiega Mauro Milani Fltu-Cub trasporti - In questi anni la pulizia non è migliorata, i costi non sono diminuiti, mentre sono scesi gli addetti. Se a un treno ci lavoravano in 9, oggi sono in meno, fino a 4 nei casi più disperati». Di questi, a seconda della regione in questione, la quota di precari si aggira dal 20 al 40% e molti di loro sono stranieri (a Milano si stima quasi il 70%). A fronte di 7 mila assunti a tempo indeterminato c'è un numero imprecisato di precari legati a cooperative in subappalto che secondo alcuni arrivano a un totale di 15 mila addetti. Un lavoro normato da ben sette contratti diversi, con disparità evidenti visto che un lavoratore a tempo indeterminato guadagna sui 1100 euro, quello precario prende 700 euro circa e quando il contratto è di apprendista ai contributi ci pensa lo stato. Oltre a tutto questo, si lesina sul personale e i risultati li constatano quotidianamente i viaggiatori. Oggi si dà addirittura la colpa ai cani dei passeggeri. In Liguria, la Regione ha incaricato il Rina, già responsabile del registro navale e oggi certificatore d'imprese, di monitorare la pulizia sino a dicembre, e i risultati sono allarmanti: su 95 ispezioni nel mese di giugno il 49% ha rilevato situazioni non conformi (sceso al 43% in luglio) e il 38% gravemente non conformi. Tradotto: sedili sporchi (12% a giugno, 14% a luglio) e bagni non agibili (26% due mesi fa, 23% a luglio). Visto dai lavoratori è un vero casino: «Gli ispettori arrivano ogni tot - racconta uno di loro - passano il fazzoletto sotto i tavolini o negli interstizi e se salta fuori un po' di grigio bocciano il nostro lavoro con penalità di vario tipo nei confronti dell'azienda appaltatrice. Se si supera il 60% è come se il lavoro non fosse neanche stato iniziato». Intanto macchinari e utensili sono restati gli stessi di trent'anni fa, mentre il treno è di passaggio, e i lavaggi più a fondo con acqua corrente sono possibili soltanto al parco lavaggio. Così tra tagli al personale e alle strutture, i treni spesso non sono puliti. Gli operai raccontano ad esempio che se il treno è in ritardo o mancano gli addetti alle manovre, arriva in ritardo al parco lavaggio e ti saluto. Spesso poi all'ultimo momento, si viene incaricati della sostituzione degli accumulatori che forniscono luce e aria condizionata sui vagoni. Ma le stazioni di ricarica sono state ridotte e non sono più in tutte le stazioni maggiori. Perciò nel Nord Italia, nelle diverse regioni dove l'appalto sinora è stato affidato alla Mazzoni Ambiente, in tanti si augurano che finalmente si faccia «un'unica azienda a livello nazionale per poter fornire la stessa attrezzatura e la stessa copertura sanitaria», come spiega un lavoratore lombardo, «di recente abbiano assistito persino a visite mediche nei vagoni letto per fare prima». Sinora la situazione viene descritta come una specie di Far West contrattuale. A Milano (40 i parchi lavaggio con quasi mille lavoratori) la Mazzoni ha riunito tutti i precari in una cooperativa, la decima dal 2002 a oggi, e in questi anni ci sono stati casi in cui non sono stati pagati gli stipendi, non sono state date le tredicesime, alcuni sono stati mandati a casa e poi ripresi, si è visto un abuso della cassa integrazione (avallato da sindacati confederali e Orsa) a fronte di lavoro che non manca di certo. In tanti allora si chiedono che cosa cambierà con l'arrivo dei nuovi appalti. Anche se si vocifera che il bando di settembre potrebbe slittare a gennaio, per permettere l'entrata a Cordero di Montezemolo e ai francesi.


25 settembre 2008 - Gazzetta del Sud

Domani non ci sarà il previsto stop dalle 9 alle 17 annunciato da alcune sigle autonome
Differito lo sciopero dei treni

ROMA - Nessun problema, domani, per i collegamenti ferroviari. Con una propria ordinanza, infatti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha differito lo sciopero indetto domani, dalle 9 alle 17, dalle organizzazioni sindacali del personale dipendente del Gruppo Fs (Rsu/Rsl dell'Assemblea nazionale dei Ferrovieri, SDL e CUB trasporti). È stato inoltre differito lo sciopero indetto lo stesso giorno e nelle stesse ore dall'Orsa, che rappresenta il personale di Macchina e di Bordo del Gruppo Fs della Regione Toscana. Ne dà notizia un comunicato del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, spiegando che, tra i motivi che hanno reso necessario il provvedimento, oltre ai preoccupanti disservizi che sarebbero derivati ai viaggiatori in un giorno in cui l'affluenza è elevata, anche la concomitante e pesante congiuntura che caratterizza il trasporto aereo dovuto alla crisi di Alitalia. Crisi, quest'ultima, acuita dalla disposizione emessa dall'Enac in ordine al rischio di perdita delle licenze provvisorie di volo concesse alla compagnia di bandiera in data 2 settembre 2008. Tale provvedimento – si legge nell'ordinanza del ministro – ha fatto registrare picchi di affluenza di passeggeri specie sul tratto Roma-Milano, che hanno portato alla saturazione dei treni tra le due città. Onde evitare quindi possibili gravi conseguenze anche in termini di ordine pubblico da parte di un numero considerevole di passeggeri – conclude la nota – si è reso necessario differire le predette astensioni lavorative.
Inoltre, è stato sospeso lo sciopero dei lavoratori del gruppo Tirrenia previsto per oggi. Le segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno diffuso un comunicato nel quale si precisa che «a seguito dell'incontro svoltosi con il Ministro Matteoli, è stato sospeso lo sciopero. Alla riunione, presenti oltre al ministro Matteoli, il gruppo Tirrenia, la Fedarlinea, e i presidenti e rappresentanti delle Regioni Toscana, Lazio, Campania, Sardegna e Sicilia è stata valutata l'ipotesi di scorporare le società regionali dal gruppo Tirrenia».


24 settembre 2008 - Ansa

FERROVIE: DIFFERITI SCIOPERI, VENERDI' SERVIZI REGOLARI

(ANSA) - ROMA, 24 SET - Nessun problema, venerdì, per i collegamenti ferroviari. Con una propria ordinanza, infatti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha differito lo sciopero indetto dopodomani, dalle 9:00 alle 17:00, dalle organizzazioni sindacali del personale dipendente del Gruppo Fs (RSU/RSL dell'Assemblea nazionale dei Ferrovieri, SDL e CUB trasporti). E' stato inoltre differito lo sciopero indetto lo stesso giorno e nelle stesse ore dall'Orsa, che rappresenta il personale di Macchina e di Bordo del Gruppo Fs della Regione Toscana. Ne dà notizia un comunicato del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, spiegando che, tra i motivi che hanno reso necessario il provvedimento, oltre ai preoccupanti disservizi che sarebbero derivati ai viaggiatori in un giorno in cui l'affluenza è elevata, anche la concomitante e pesante congiuntura che caratterizza il trasporto aereo dovuto alla crisi di Alitalia. Crisi, quest'ultima, acuita dalla disposizione emessa dall'Enac in ordine al rischio di perdita delle licenze provvisorie di volo concesse alla compagnia di bandiera in data 2 settembre 2008. Tale provvedimento - si legge nell'ordinanza del ministro - ha fatto registrare picchi di affluenza di passeggeri specie sul tratto Roma-Milano, che hanno portato alla saturazione dei treni tra le due città. Onde evitare quindi possibili gravi conseguenze anche in termini di ordine pubblico da parte di un numero considerevole di passeggeri - conclude la nota - si è reso necessario differire le predette astensioni lavorative.


24 settembre 2008 - Adnkronos

L'astensione indetta da alcuni sindacati autonomi e dall'Orsa
Fs, differito lo sciopero: venerdì treni regolari
Il provvedimento deciso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli, anche ''per la concomitante e pesante congiuntura che caratterizza il trasporto aereo dovuto alla crisi di Alitalia''

Roma, 24 set. - (Adnkronos) - Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha differito lo sciopero indetto per venerdì 26 settembre, dalle 9 alle 17, dalle organizzazioni sindacali del personale dipendente del Gruppo Fs (RSU/RSL dell'Assemblea nazionale dei Ferrovieri, SDL e CUB trasporti). E' stato inoltre differito lo sciopero indetto per il medesimo giorno ed ore dall'Orsa che rappresenta il personale di Macchina e di Bordo del Gruppo Fs della Regione Toscana. Tra i motivi che hanno reso necessario il provvedimento, oltre ai preoccupanti disservizi che sarebbero derivati ai viaggiatori in un giorno in cui l'affluenza è elevata, anche la concomitante e pesante congiuntura che caratterizza il trasporto aereo dovuto alla crisi di Alitalia. Crisi, quest'ultima, acuita dalla disposizione emessa dall'Enac in ordine al rischio di perdita delle licenze provvisorie di volo concesse alla compagnia di bandiera in data 2 settembre 2008. Tale provvedimento ha fatto registrare, si legge nell'ordinanza del Ministro, picchi di affluenza di passeggeri specie sul tratto Roma-Milano, che hanno portato alla saturazione dei treni tra le due città. Onde evitare quindi possibili gravi conseguenze anche in termini di ordine pubblico da parte di un numero considerevole di passeggeri, si è reso necessario differire le predette astensioni lavorative.

SANITÀ: ROMA, DIPENDENTI IN SCIOPERO DELLA FAME
AL POLICLINICO TOR VERGATA
PRESIDIO DI 300 LAVORATORI ESTERNALIZZATI,
DIGIUNO FINO A INCONTRO CON MARRAZZO

Roma, 24 set. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sciopero della fame e presidio permanente per i dipendenti della ditta Arcobaleno, operatori socio-sanitari e ausiliari che, dopo il provvedimento di prescrizione dell'Ispettorato del lavoro che ha rilevato la irregolare somministrazione di manodopera mascherata da appalto per servizi al Policlinico di Roma Tor Vergata, «non solo non sono stati ancora reinternalizzati, ma dal mese di ottobre potrebbero perdere il posto di lavoro», spiega una nota di Rappresentanze sindacali di base pubblico impiego - Confederazione unitaria di base (Rdb-Cub). Così gli ex dipendenti in forza al Policlinico sosteranno in un camper posteggiato davanti all'ospedale capitolino tutti i giorni, dalle 9.30 alle 18, e inizieranno a digiunare come ulteriore segno di protesta. In sciopero della fame, assicurano, fin quando il governatore e commissario ad acta della Regione Lazio, Piero Marrazzo, non si deciderà a incontrarli. La questione «determinerà un problema occupazionale per 300 famiglie e inevitabili ripercussioni sulla funzionalità dell'intero Policlinico, che oltre a restare ancora in attesa della apertura del Dea di secondo livello - sottolinea Rdb-Cub - dovrà interrompere molte attività oggi garantite dai lavoratori esternalizzati». «Il totale disinteresse manifestato sulla vicenda dal commissario ad acta Piero Marrazzo, che è anche presidente della Fondazione del Policlinico - denuncia la nota - unitamente al blocco delle assunzioni, ha vanificato anche le parziali soluzioni messe in atto dalla direzione del Policlinico Tor Vergata. La scure della Giunta Marrazzo si abbatte infatti anche sui dipendenti dalla ditte in appalto con le strutture sanitarie, che dopo aver garantito per anni il servizio sanitario pubblico e ricevuto in cambio promesse, sfruttamento e abusi, vedono nuovamente bloccata la reinternalizzazione. Per queste ragioni, a partire da oggi i lavoratori dell'Arcobaleno e del Policlinico, insieme alla Rdb-Cub, pur continuando a garantire le prestazioni, danno vita a un presidio permanente fuori l'ospedale con sciopero della fame, fino a quando il commissario Marrazzo non deciderà di fissare un incontro per il ripristino della legalità, reinternalizzando il servizio e i lavoratori anche in applicazione delle stesse delibere regionali».


24 settembre 2008 - Omniroma

TOR VERGATA, RDB: 300 ESTERNALIZZATI POLICLINICO RISCHIANO POSTO

(OMNIROMA) Roma, 24 set - «Dopo il provvedimento di prescrizione dell'Ispettorato del Lavoro, che ha rilevato la irregolare somministrazione di manodopera mascherata da appalto per servizi al Policlinico di Tor Vergata, i lavoratori della ditta Arcobaleno, operatori socio sanitari e ausiliari, non solo non sono stati ancora reinternalizzati ma dal mese di ottobre potrebbero perdere il posto di lavoro. Ciò determinerà un problema occupazionale per 300 famiglie ed inevitabili ripercussioni sulla funzionalità dell'intero policlinico di Tor Vergata, che oltre a restare ancora in attesa della apertura del Dea di 2° livello dovrà interrompere molte attività oggi garantite dai lavoratori esternalizzati». Lo denuncia in una nota Rdb Cub Pubblico impiego. «Il totale disinteresse manifestato sulla vicenda dal Commissario ad acta, che è anche Presidente della Fondazione del Policlinico - continua la nota - unitamente al blocco delle assunzioni, ha vanificato anche le parziali soluzioni messe in atto dalla Direzione del policlinico Tor Vergata. La scure della Giunta Marrazzo infatti si abbatte anche sui dipendenti dalla ditte in appalto con le strutture sanitarie, che dopo aver hanno garantito per anni il servizio sanitario pubblico e ricevuto in cambio promesse, sfruttamento ed abusi, vedono nuovamente bloccata la reinternalizzazione. A partire dal 24 settembre i lavoratori dell'Arcobaleno e del policlinico Tor Vergata, insieme alla RdB-CUB, pur continuando a garantire le prestazioni, inizieranno un presidio permanente fuori l'ospedale con sciopero della fame, fino a quando il commissario Marrazzo non deciderà di fissare un incontro per il ripristino della legalità, reinternalizzando il servizio e i lavoratori anche in applicazione delle stesse delibere regionali».

SICUREZZA LAVORO, RDB: «MINISTERO SOTTRAE ISPETTORI DA VIGILANZA»

(OMNIROMA) Roma, 24 set - «A Roma il Ministero del Lavoro continua a sottrarre ispettori dalla vigilanza sui cantieri edili ed su altri settori produttivi ad alto rischio di infortuni, sfruttamento e omicidi bianchi. In questi giorni infatti altri venti neo-ispettori sono stati risucchiati dalla macchina amministrativa e il contingente di personale ispettivo assunto per potenziare un organico drammaticamente insufficiente si va assottigliando a vista d'occhio. I venti neo-ispettori, giovani, preparati e motivati a svolgere la funzione di vigilanza, sono stati destinati per diversi mesi all'ISFOL, l'Istituto per lo Sviluppo e la Formazione dei Lavoratori, per una attività di verifiche amministrative contabili presso gli Enti che gestiscono la formazione a Roma e nel Lazio, attività che dovrebbe essere svolta da funzionari amministrativi del Ministero». Lo denuncia in una nota Rdb Cub Pubblico impiego. «La stessa cosa era avvenuta la scorsa primavera - continua la nota - con la richiesta dell'utilizzo per attività amministrative di decine di ispettori del lavoro provenienti da tutta Italia, puntualmente denunciata dalla RdB-CUB Coordinamento Ministero del Lavoro. Ma il Ministero persevera nella distrazione »coordinata e continuativa« dall'attività di controllo sulla sicurezza e di contrasto al lavoro nero proprio dei funzionari assunti per queste finalità. Secondo la RdB-CUB tali distrazioni di ispettori sono volte a non 'disturbarè le aziende che continuano a nuotare nel mare tranquillo dell'illegalità, nonostante le norme a loro favore, le forti depenalizzazioni e le agevolazioni economiche di cui già godono. Va rimarcato inoltre che presso l'Isfol, ente pubblico che promuove anche ricerche sul fenomeno del precariato, operano da molti anni centinaia di precari i quali ancora aspettano di essere stabilizzati e assunti a tempo indeterminato».

REGIONE, RDB CUB: «NO A SPERPERO PEREQUAZIONI»

(OMNIROMA) Roma, 24 set - «Domani, 25 settembre, il Consiglio Regionale del Lazio discuterà una proposta di legge finalizzata reintrodurre il provvedimento di perequazione assunto dalla giunta Storace, che permise a 480 dipendenti regionali di diventare dirigenti nonostante la maggior parte di questi non fosse in possesso dei titoli necessari. La discussione avverrà nonostante sia il Tar che il Consiglio di Stato abbiano sancito, nel corso di quest'anno, l'illegittimità di quel provvedimento della passata Giunta». Lo denuncia una nota Rdb Cub della Regione Lazio «Fino ad ora la Giunta non ha assunto alcuna posizione al riguardo, né nel senso di ottemperare alle sentenze, né di far rientrare dalla finestra la perequazione - dichiara Domenico Farina, responsabile RdB-CUB della Regione Lazio - Abbiamo offerto al Presidente e all'Assessore al Personale la nostra disponibilità a riaprire una trattativa sindacale che ridefinisse globalmente la politica del Personale, a partire dalle recenti progressioni di carriera che si sono svolte con criteri discutibili, pseudomeritocratici, e che hanno penalizzano le legittime aspettative della maggioranza dei lavoratori. Ma fino ad ora non abbiamo ricevuto alcun segnale. Crediamo che la cittadinanza mal comprenderebbe la tempestività con cui il Consiglio Regionale si appresta a discutere una sanatoria per le posizioni di alcuni dipendenti con sperpero di denaro pubblico, mentre contemporaneamente colpisce tutti i cittadini con nuovi ticket e taglio di pesti letto negli ospedali regionali. Riteniamo inoltre che il Consiglio e la Giunta farebbero bene ad esprimere la stessa tempestività per intervenire nelle questioni relative al personale precario, o nella vicenda Alitalia, od ancora nell'emergenza ambientale della nostra Regione», conclude il responsabile delle RdB. La RdB-CUB ha pertanto dato appuntamento a tutti i dipendenti della davanti alla sede regionale di Via della Pisana 1401, dalle 14.


24 settembre 2008 - Apcom

Lazio/ Protesta dipendenti davanti Regione contro perequazione
Domani manifestazione mentre sarà discussa la legge in consiglio

Roma, 24 set. (Apcom) - Domani protesteranno davanti alla sede della Regione Lazio tutti i dipendenti che si oppongono alla proposta di legge che potrebbe reintrodurre il provvedimento di perequazione, che in contemporanea sarà discussa in consiglio regionale. La misura assunta dalla giunta Storace permise a 480 dipendenti regionali di diventare dirigenti nonostante la maggior parte di questi non fosse in possesso dei titoli necessari. "La discussione avverrà nonostante sia il Tar che il Consiglio di Stato abbiano sancito, nel corso di quest'anno, l'illegittimità di quel provvedimento della passata Giunta - dice Domenico Farina, responsabile RdB-CUB della Regione Lazio - Fino ad ora la Giunta non ha assunto alcuna posizione al riguardo. Abbiamo offerto al presidente e all'assessore al Personale la nostra disponibilità a riaprire una trattativa sindacale che ridefinisse globalmente la politica del personale". "Crediamo che la cittadinanza mal comprenderebbe la tempestività con cui il consiglio regionale si appresta a discutere una sanatoria per le posizioni di alcuni dipendenti con sperpero di denaro pubblico, mentre contemporaneamente colpisce tutti i cittadini con nuovi ticket e taglio di posti letto negli ospedali regionali - prosegue Farina -.Riteniamo inoltre che il Consiglio e la Giunta farebbero bene ad esprimere la stessa tempestività per intervenire nelle questioni relative al personale precario, o nella vicenda Alitalia, od ancora nell'emergenza ambientale della nostra Regione", conclude il responsabile delle RdB.


24 settembre 2008 - Iniziativa

Sciopero della fame per trecento dipendenti del Policlinico Tor Vergata
di Elena Ritondale

Roma - Sono trecento gli operatori del Policlinico Tor Vergata che oggi sono entrati in sciopero della fame per difendere il proprio posto di lavoro. Fanno tutti parte della ditta Arcobaleno, una delle tante realtà che gestiscono "in appalto" il lavoro all’interno di numerose aziende sanitarie pubbliche e private. Sono sempre più numerosi, infatti, i casi in cui queste strutture, in nome di un presunto contenimento dei costi di gestione, "esternalizzano" interi settori del proprio servizio, come le pulizie, le mense e l’assistenza diretta ai pazienti, affidandoli a cooperative o ditte terze che dovrebbero "prestare" manodopera specializzata ma a prezzi ridotti. Da molto tempo, invece, i dipendenti di queste organizzazioni e i sindacati di base, hanno dichiarato che, lontane dal favorire un effettivo contenimento della spesa, queste ditte appaltatrici riducono sensibilmente la qualità del servizio minando allo stesso tempo i diritti sindacali dei propri dipendenti. A dare ragione ai lavoratori del Policlinico Tor Vergata, in questo caso, è stato l’Ispettorato del Lavoro, che ha rilevato di recente una "irregolare somministrazione di manodopera mascherata da appalto", da parte di Arcobaleno. Tuttavia sono proprio gli operatori socio sanitari e ausiliari che, ora, vedono a rischio il proprio stipendio, non essendo ancora stati "reinternalizzati", cioè assunti direttamente dal Policlinico. Il forte indebitamento della Regione Lazio, da cui dipendono tutte le strutture sanitarie del territorio, ha infatti determinato il blocco delle assunzioni, il che lascia poco spazio alle speranze dei trecento lavoratori attualmente in agitazione e delle loro famiglie. Tutti loro, appoggiati da RdB-Cub, assicurano che continueranno a garantire la continuità del servizio ma che proseguiranno il presidio all’esterno dell’ospedale fino a quando non otterranno un incontro con il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, attualmente anche commissario alla Sanità regionale, per discutere della propria assunzione diretta da parte del Policlinico.


24 settembre 2008 - Repubblica.it

Matteoli ha rinviato l'astensione dal lavoro di otto ore indetta dai sindacati Fs.
"Provocherebbe troppi disagi ai viaggiatori, colpa anche della crisi Alitalia"
Trasporti, treni regolari venerdì. Il ministro differisce lo sciopero

ROMA - Treni regolari venerdì. Con un'ordinanza, il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha differito lo sciopero di otto ore indetto per il 26 settembre dai sindacati autonomi RSU/RSL dell'Assemblea nazionale dei Ferrovieri, SDL e CUB trasporti. Rinviata anche l'astensione dal lavoro proclamata per lo stesso giorno dall'Orsa che rappresenta il personale di macchina e di bordo Fs della Regione Toscana. Tra i motivi che hanno reso necessario il provvedimento, si legge in una nota, "oltre ai preoccupanti disservizi che sarebbero derivati in un giorno in cui l'affluenza è elevata, anche la crisi di Alitalia" che ha indirizzato sul trasporto ferroviario una buona fetta di viaggiatori, in particolare sulla tratta tra Roma e Milano. "Onde evitare quindi possibili gravi conseguenze anche in termini di ordine pubblico da parte di un numero considerevole di passeggeri - conclude la nota - si è reso necessario differire le predette astensioni lavorative". Lo sciopero di otto ore (dalle 9 alle 17) era stato proclamato contro i licenziamenti degli otto ferrovieri delle Officine di Genova accusati di farsi timbrare il cartellino da un collega e contro l'allontanamento del leader storico dei macchinisti Dante De Angelis che aveva denunciato guasti sugli Eurostar. Ma anche per un diverso piano di manutenzione ferroviaria "che preveda una massiccia reinternalizzazione delle lavorazioni ed ingenti assunzioni di lavoratori", e contro "lo smantellamento progressivo del servizio ferroviario merci".


24 settembre 2008 - L'UnioneSarda online

Roma: scioperi differiti, venerdì servizi regolari

Nessun problema, venerdì, per i collegamenti ferroviari. Con una propria ordinanza, infatti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha differito lo sciopero indetto dopodomani, dalle 9 alle 17, dalle organizzazioni sindacali del personale dipendente del Gruppo Fs (RSU/RSL dell'Assemblea nazionale dei Ferrovieri, SDL e CUB trasporti). È stato inoltre differito lo sciopero indetto lo stesso giorno e nelle stesse ore dall'Orsa, che rappresenta il personale di Macchina e di Bordo del Gruppo Fs della Regione Toscana.


24 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

Martedì sciopero trasporti
Bus fermi dalle 12.30 alle 16.30

Bologna - SCIOPERO nazionale dei trasporti indetto da Cub-Trasporti e Sdl-Trasporti per il prossimo martedì 30 settembre. Dunque dalle 12,30 alle 16,30 il servizio di autobus non sarà garantito. In particolaree, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle ore 12,15. Garantiti comunque i servizi scolastici.


24 settembre 2008 - La Tribuna di Treviso

OGGI DALLE 10 ALLE 12
Sit-in di protesta davanti all’ospedale
La contestazione del sindacato: «Mansioni improprie al De Gironcoli». «Serve un corso concorso di 20 ore per il passaggio ad altra categoria»

CONEGLIANO - Sit-in di protesta oggi, dalle 10 alle 12, davanti all’ospedale civile di Conegliano. Rdb, rappresentanze sindacali di base, protesta per la situazione di una parte del personale dell’ospedale De Gironcoli. «Alcuni ausiliari specializzati a nostro giudizio compiono mansioni improprie, come assistenza diretta ai malati, cure igieniche, rifacimento di letti e piccoli interventi di medicazione - spiega il responsabile veneto della Rdb, Federico Martelletto - mansioni che sono di competenza del personale Oss categoria B. La questione si ripete da due anni. Noi proponiamo un corso-concorso interno con 20 ore di formazione per il passaggio di questo personale in categoria B come operatore tecnico addetto ai servizi socio sanitari. Si darebbe più dignità a questi lavoratori e all’azienda non costerebbe molto di più». L’altro problema sollevato riguarda il trasporto civile-De Gironcoli di pazienti, che avviene, per certi casi, con l’utilizzo di una vettura Nissan Almera. «Nella macchina - aggiunge Martelletto - c’è solo l’autista, per noi questi trasporti devono avvenire in ambulanza e chiediamo tra l’altro il ripristino del trasporto interno tramite i dipendente. Ora viene utilizzato anche il personale di una cooperativa, che noi riteniamo non abbastanza qualificato». L’Ulss 7 risponde subito, ricordando di aver ereditato dal De Gironcoli, che aveva gestione e regole contrattuali diverse da quelle del pubblico impiego, alcune figure non facilmente inquadrabili nell’organico aziendale. «Tuttavia - replica il direttore sanitario Sandro Cinquetti - per queste figure sono state adottate linee di lavoro compatibili con le loro competenze e inquadramento giuridico. La questione è all’attenzione degli uffici amministrativi, per eventuali aggiustamenti su singoli casi». Sui trasporti Cinquetti afferma che se alla luce di segnalazioni, anche sindacali, c’è qualche miglioramento da introdurre, l’Ulss 7 sarebbe disposta a farlo. «In ambulanza vanno persone che hanno bisogno di andare in ambulanza e in auto persone che chepossono andare in auto - puntualizza il direttore - ad esempio, nel caso di un paziente che necessiti di un banale controllo oculistico, senza problemi saluti rilevanti di carattere generale, può essere certamente trasporto in auto».(sa.b.)

In viale Fratelli Bandiera vivono lavoratori e precari in regola, dopo che una retata ha allontanato i clandestini: si autogestiscono dal 2004
Ex Croce Rossa, l’ora dello sgombero
Ma i 23 inquilini immigrati sfidano l’ultimatum: «Da qui non ci muoviamo». Zulian (Adl) accusa: «Gioco al massacro per residenze di lusso Trattativa e spazi per chi non ha casa»

Treviso - «Noi da qui non ci muoveremo». Questa la sfida lanciata dai 23 algerini che occupano la sede della ex Croce Rossa di via Fratelli Bandiera. «L’ultimatum delle Forze dell’ordine scade domani - dicono - Dopo ci sarà lo sgombero». Ma gli algerini, tutti uomini, lavoratori precari con permesso di soggiorno, annunciano un presidio alle 8.
«Non sappiamo dove andare - dice Merouane - Saremo costretti a dormire all’aperto. A Treviso non ci sono dormitori o posti letto per accoglierci».
A Treviso si apre un nuovo fronte di protesta: anche questo da parte degli stranieri. Nessuna trattativa per gli occupanti dello stabile della ex Croce Rossa e nessuna mediazione. La Polizia procederà con lo sgombero se gli inquilini non lasceranno libero lo spazio entro giovedì. L’annuncio è stato fatto la scorsa settimana, dopo l’ennesimo sopralluogo di Polizia e vigili del fuoco nella palazzina di via Fratelli Bandiera. In quell’occasione è scattato l’ultimatum, l’ultimo capitolo di una vicenda iniziata lo scorso 28 agosto, quando gli uomini delle forze dell’ordine avevano fatto un blitz nell’immobile di proprietà della Croce Rossa, occupato dal 2002 da immigrati. L’operazione aveva portato alla scoperta di 3 clandestini, a cui è stato dato il foglio di via. Gli altri hanno continuato a usufruire dell’edificio come dormitorio. Nei giorni successivi era partita una richiesta all’Usl 9 e Comune di Treviso per avviare controlli mirati a valutare le condizioni in cui vivevano gli immigrati. Obiettivo delle indagini, lo sgombero per ragioni igienico-sanitarie, annunciato e finora mai attuato. Ma la scorsa settimana sarebbe arrivato l’ultimatum. «Forse la Croce Rossa vuole vendere questo posto, che si trova vicino alle mura e che è diventato di pregio dopo la sistemazione del Dal Negro - dice Sergio Zulian, dell’associazione Difesa Lavoratori - Ma questo sgombero è un gioco al massacro. Quando è scoppiato il caso del Sant’Artemio, almeno lì c’è stata trattativa. In questo caso invece si procede diritti verso lo sgombero. Gli inquilini non hanno mai dato problemi a nessuno. Si autogestiscono da anni (dal 2002, ndr). Lo stabile è rimasto l’unico centro di accoglienza a Treviso, dove gli affitti sono troppo elevati per lavoratori precari come loro e dove le case popolari sono poche. Queste persone non sapranno dove sbattere la testa». Per queste ragioni gli algerini annunciano una resistenza. La maggior parte di loro lavora nelle aziende del posto. Dopo la retata di agosto (avvenuta dopo quattro denunce fatte dai responsabili della Croce Rossa negli anni), ad occupare lo stabile sono rimasti i regolari. «Gli amministratori pubblici, invece di intervenire, si disinteressano delle emergenze sociali - continua Zulian - lasciando famiglie e lavoratori in balia di un mercato che è ostaggio di speculatori, sfruttatori e parassiti».


24 settembre 2008 - On Tuscia

SANITA', ROCCHI (RdB):
"LE RASSICURAZIONI DI MARRAZZO E ALOISIO NON CI CONVINCONO"

(OnTuscia) – VITERBO – (md) Non ci convincono le rassicurazioni di Marrazzo ed Aloisio, dichiara Lino ROCCHI della federazione RdB di Viterbo, ne convincono i cittadini della provincia di Viterbo, che hanno deciso di partecipare in massa alla Manifestazione Cittadina del 26 settembre 2008 in Piazza del Plebiscito a Viterbo, sotto la Prefettura, con inizio alle ore 10.00 per gridare forte il proprio dissenso a qualsiasi tentativo di smantellamento della Sanità nel nostro territorio. Il nostro territorio è già carente di posti letto, ben al di sotto della media nazionale, e non può essere ancor più penalizzato. Dopo decenni di sprechi e di ristrutturazioni mai completate, quando c’è da tagliare si taglia sempre il servizio sanitario della Tuscia: prima l’ospedale di Vetralla, poi Orte, ora rischiano Ronciglione, Montefiascone ed Acquapendente. Non ci convincono né le politiche sanitarie di Centro-destra né quelle di Centro-sinistra; non ci convincono i sindacati confederali, da sempre ostaggi della politica; non ci convincono le rassicurazioni sull’ipotesi di riconversione degli Ospedali non correlate da fatti tangibili, per risparmiare saranno costretti ad "allontanare" da Viterbo i reparti per acuti che costano di più – come l’onco-ematologia – per riaccentrare la specialistica su Roma e giustificare il soprannumero di posti letto della Capitale. Saremo così sempre più costretti ad una mobilità sanitaria verso altre regioni o a rivolgerci a strutture private pagando di tasca nostra le prestazioni sanitarie. Ma come faremo per le emergenze di pronto soccorso? O per le patologie complesse? Nel breve futuro, visto che i Consigli Comunali dei tre Comuni ora a rischio si stanno orientando per un no secco ai tagli di Marrazzo, toccherà a Civita Castellana, e Tarquinia? Gira voce, prosegue Rocchi, che Marrazzo ha vita breve come Commissario Governativo per la Sanità del Lazio, perché non fa un atto di coraggio e di dimette prima che gli tolgano l’incarico? E le cliniche Salus e S. Teresa? Altre decine di posti letto persi ed oltre 100 dipendenti da licenziare. Registriamo con favore la disponibilità a partecipare a questa manifestazione del Presidente della Provincia, degli Amministratori dei Comuni Interessati, dei Comitati in difesa dei vari ospedali, di molti politici Locali e regionali, ed il sostegno incondizionato della Federazione Provinciale dell’Associazione Consumatori e Utenti. Venerdì, conclude Rocchi, incontreremo Il Prefetto di Viterbo ed a lui chiederemo di rappresentare al governo le esigenze della cittadinanza ed a vigilare sui futuri sviluppi. Ci aspettiamo una buona partecipazione dei cittadini che ritengono che debba essere la Sanità ad andare incontro ai bisogni del cittadino e non il cittadino a quelli della sanità.


24 settembre 2008 - Tuscia web

Sanità - Rdb prepara la manifestazione contro i tagli ai posti letto - Il 26 settembre a piazza del Comune
"Ecco perché scendiamo in piazza"

Viterbo - Riceviamo e pubblichiamo - Non ci convincono le rassicurazioni di Marrazzo e Aloisio, ne convincono i cittadini della provincia di Viterbo, che hanno deciso di partecipare in massa alla manifestazione cittadina del 26 settembre in piazza del Plebiscito a Viterbo, sotto la Prefettura, con inizio alle ore 10.00 per gridare forte il proprio dissenso a qualsiasi tentativo di smantellamento della Sanità nel nostro territorio. Il nostro territorio è già carente di posti letto, ben al di sotto della media nazionale, e non può essere ancor più penalizzato. Dopo decenni di sprechi e di ristrutturazioni mai completate, quando c’è da tagliare si taglia sempre il servizio sanitario della Tuscia: prima l’ospedale di Vetralla, poi Orte, ora rischiano Ronciglione, Montefiascone ed Acquapendente. Non ci convincono né le politiche sanitarie di Centro-destra né quelle di Centro-sinistra; non ci convincono i sindacati confederali, da sempre ostaggi della politica; non ci convincono le rassicurazioni sull’ipotesi di riconversione degli ospedali non correlate da fatti tangibili, per risparmiare saranno costretti ad "allontanare" da Viterbo i reparti per acuti che costano di più – come l’onco-ematologia – per riaccentrare la specialistica su Roma e giustificare il soprannumero di posti letto della Capitale. Saremo così sempre più costretti ad una mobilità sanitaria verso altre regioni o a rivolgerci a strutture private pagando di tasca nostra le prestazioni sanitarie. Ma come faremo per le emergenze di pronto soccorso? O per le patologie complesse? Nel breve futuro, visto che i Consigli Comunali dei tre Comuni ora a rischio si stanno orientando per un no secco ai tagli di Marrazzo, toccherà a Civita Castellana, e Tarquinia? Gira voce, prosegue Rocchi, che Marrazzo ha vita breve come Commissario Governativo per la Sanità del Lazio, perché non fa un atto di coraggio e di dimette prima che gli tolgano l’incarico? E le cliniche Salus e S. Teresa? Altre decine di posti letto persi ed oltre 100 dipendenti da licenziare. Registriamo con favore la disponibilità a partecipare a questa manifestazione del Presidente della Provincia, degli Amministratori dei Comuni Interessati, dei Comitati in difesa dei vari ospedali, di molti politici Locali e regionali, ed il sostegno incondizionato della Federazione Provinciale dell’Associazione Consumatori e Utenti. Venerdì, conclude Rocchi, incontreremo Il Prefetto di Viterbo ed a lui chiederemo di rappresentare al governo le esigenze della cittadinanza ed a vigilare sui futuri sviluppi. Ci aspettiamo una buona partecipazione dei cittadini che ritengono che debba essere la Sanità ad andare incontro ai bisogni del cittadino e non il cittadino a quelli della sanità.
Lino Rocchi - Rdb


24 settembre 2008 - Il Manifesto

FIRENZE ASSEMBLEA FERROVIERI

Oggi alle 14.30, presso il saloncino del Dopolavoro Ferroviario in via Alamanni 32/r, c'è un'assemblea di ferrovieri con la partecipazione di Dante De Angelis, il macchinista Rls licenziato. Organizzano i sindacati di base Cub, Orsa, Cobas e Sdl. Dalle 17 porta aperte ai cittadini.


24 settembre 2008 - Il Mattino

LE ACCUSE: INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO E INVASIONE DI AREE PUBBLICHE
Blocco ferroviario, via al processo per diciotto manifestanti
Gli imputati: «Lottiamo per il lavoro, vigileremo su tutti i progetti degli enti pubblici»
di SALVATORE DE NAPOLI

Salerno - È iniziato ieri il processo per 18 imputati per blocco ferroviario del 14 marzo dello scorso anno al passaggio a livello di via De Carrari. Mentre in aula si rinviava il processo al tre febbraio prossimo, un centinaio di manifestanti in via Garibaldi tra cui la Rdb, Rsu-Cgil dell'ospedale San Leonardo, Rsu-Cobas del Comune di Salerno, collettivo studenti di Asilo Politico, rete studenti salernitani, esponenti della sinistra e movimento dei disoccupati hanno portato la solidarietà agli imputati affermando che "Le lotte non si processano". I manifestanti vogliono cogliere l'occasione di ieri per costruire una rete tra varie realtà sociali e singoli cittadini per reclamare la libertà di manifestare per i diritti civili e chiedere un serio controllo sui finanziamenti europei da utilizzarsi per creare nuovi posti di lavoro legati soprattutto alle esigenze ambientali del territorio e alla salute, impedendo che questi fondi vengano utilizzate per altro come inceneritori, o cementificazioni selvagge. Sul fronte giudiziario, quel 14 marzo 2007, dalle nove e mezzo alle 11,30 del mattino, a bloccare la ferrovia Salerno-Battipaglia (rimase bloccato un solo treno) fu un centinaio di persone che chiedeva corsi di formazione per i disoccupati e per far impegnare il Comune di Salerno su politiche per la casa, i senza reddito e l'assistenza sociale ai bisognosi. Tra quelle cento persone c'erano Francesco (Franz) Cittadino del Movimento di lotta per il lavoro e il reinserimento sociale, Gennaro Caserta di 42 anni, Onofrio Infantile di 61 anni, Giovani Maisto di 55 anni, i cinquantatreenni Michelangelo Iovine e Pietro Pastore, Angelo Rinaldi di 31 anni, Luigi Maffei di 49 anni, Luca Longo di 27 anni, il trentenne Claudio Schiavo, Giuseppe Apicella di (del 1951), Giuseppe Pastore di 48 anni, Maurizio D'Alessio (del 1961), Francesco Adinolfi di 44 anni, Mario Esposito di 41 anni e i quarantasettenni Gerardo Orilia, Ivano Pfeifer e Giuseppe Caracciolo, tutti di Salerno, che oggi sono imputati di interruzione di pubblico servizio, invasione di aree pubbliche e di adunata sediziosa. Proprio quest'ultimo reato, l'articolo n.655 del codice penale, da tempo non si vedeva circolare con facilità nelle aule di giustizia: «In nessuno dei manifestanti c'è stata la volontà di avversare alle istituzioni - affermano Valentina Restaino e Gianfranco Filippo, tra gli avvocati degli imputati -, quindi appare preoccupante l'accusa di adunata sediziosa. Sia prima che dopo il 14 marzo del 2007, il movimento di lotta per il lavoro ha ottenuto incontri di concertazione con istituzioni provinciali e comunali, altro che sedizione. Si ha l'impressione, quindi, che la contestazione di questo reato anacronistico sia sintomatico della deriva emergenzialista cui si assiste oggi in Italia».


24 settembre 2008 - Liberazione

Monterotondo, l'operaio: «Mi sento morto»
Assunto da un ente pubblico, licenziato perché non italiano
di Maurizio Mequio

Una famiglia, un lavoro a tempo indeterminato, un'abitazione: tutto all'aria perché non italiano, anche se regolare. E' la storia di Singh Sukdev, un indiano di 46 anni, a cui la Cra - Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura - ha comunicato senza preavviso lo scorso 18 settembre l'interruzione del rapporto di lavoro. «Sono partito dall'India perché povero, vivo in Italia dal 1990», racconta l'operaio. «Nel gennaio '99 sono stato assunto per sei mesi dall'Istituto sperimentale per la Zootecnia, per lavorare in una tenuta agricola a Monterotondo. Ho continuato il mio lavoro di sempre, il mungitore. Come mio nonno, solo che lui aveva a che fare con due, tre bestie, io con più di 200». A novembre dello stesso anno, la svolta: l'assunzione a tempo indeterminato. «Mi è stato concesso un alloggio, dove insieme a mia moglie ho cresciuto due bambini, che ora hanno 9 e 10 anni. Avevo uno stipendio di 1400 euro e i buoni pasto». Una vita onesta, la sua: «Inizialmente facevo doppi durni, la mattina mi alzavo alle 3 e rientravo alle 9. Il pomeriggio stavo fuori dalle 15 alle 19.30. Poi l'anno scorso è cambiato l'orario, per via di qualche legge. Mi è stato detto che potevo fare solo 6 ore. Tutto ok, fino a settembre: il primo, mi avvertono che qualcosa non andava, ma che non dovevo smettere di lavorare. Il 18, alle 9, mi cadono addosso poche, secche parole: "qui non puoi continuare perché non sei italiano". Ho timbrato per l'ultima volta il cartellino e ho iniziato a piangere». E ora? Dovrà lasciare casa, cambiare scuola ai figli: «Uno della mia età nessuno è disposto a prenderlo: mi sento come un morto». Dietro a questa vicenda, un intreccio di enti pubblici, tutti vigilati dal Ministero dell'agricoltura. Nel 2004 il Cra, ente attualmente presieduto da Romualdo Coviello (Pd), aveva incorporato diversi istituti sperimentali e i loro dipendenti. Tra cui Singh. Dopo quattro anni si sono accorti che chi «non ha il requisito della nazionalità italiana non può conseguire il diritto all'inquadramento nei ruoli della Cra», di fronte all'intoppo si è scelta la soluzione più semplice. «Una discriminazione bella e buona», commenta Rocco Tritto, segretario dell'Usi-Rdb Ricerca. «Un licenziamento che urta non solo contro principi costituzionalmente sanciti, ma altresì contro norme ordinarie, comunitarie e non, come quelle della Convenzione dei diritti dell'uomo. La legislazione parla chiaro: preclude qualsiasi discriminazione tra gli operatori già assunti». L'uomo, in possesso del permesso di soggiorno, aveva avviato le pratiche per ottenere la cittadinanza italiana nel 2006. «Ora si complicherà, naturalmente», prosegue Tritta. «Singh aveva aspettato due anni perché dall'India gli arrivasse il solo certificato di nascita. Ha ancora un fratello lì, ma ha avuto un brutto incidente. Gli hanno amputato la gamba e Singh gli mandava ogni mese del denaro per curarsi. E' una situazione assurda, un orribile accanimento della burocrazia italiana nei confronti dei più deboli».


24 settembre 2008 - Corriere del Veneto

La denuncia Decine di dipendenti dell'Usl sarebbero impiegati in modo «improprio»
«Addetti alla mensa usati come infermieri»
Protesta all'ospedale: «Pronti allo sciopero»

CONEGLIANO — Decine di dipendenti dell'Usl addetti al servizio mensa ed a mansioni logistiche he sarebbero impiegati come infermieri.
Personale che per contratto non potrebbe venire a contatto con i pazienti che invece si occuperebbe delle cure igieniche e di piccole medicazioni.
Il caso scoppia all'ospedale De Gironcoli a Conegliano, gestito dall'Usl 7, ed è sollevato dal sindacato di base Rdb. Questa mattina, a partire dalle 10, davanti all'ingresso principale il sindacato sarà protagonista assieme ai delegati dei lavoratori in un presidio di protesta.
A finire nel mirino è l'inquadramento professionale di diversi dipendenti che operano soprattutto nei reparti di Lungodegenza e nelle Medicine: secondo il sindacato di base, essi sono chiamati a svolgere oltre ai loro compiti, inquadrati nel contratto denominato di tipo «A», anche quelli degli operatori sociosanitari e del personale infermieristico. Sembrerebbe addirittura che in alcuni casi i dipendenti con un contratto di tipo «A» si siano trovati costretti ad eseguire degli elettrocardiogrammi e a fare delle flebo.
«Se malauguratamente dovesse succedere qualcosa, tutto ricadrebbe sulle loro spalle » spiega il delegato Rdb Federico Martelletto. Senza contare il disagio per i pazienti, affidati alle cure di dipendenti che non potrebbero occuparsi di loro ma solo di servizi di tipo logistico.
Quello che le parti sociali chiedono ora è una riqualificazione e un diverso inquadramento contrattuale per il personale ausiliario al centro della polemica. «Ormai è due anni e mezzo che aspettiamo e che questi lavoratori vengono sfruttati, se i vertici dell'azienda sanitaria non ci ascolteranno procederemo con lo stato di agitazione e se necessario con lo sciopero».
La speranza è quella di ottenere un corso di formazione di 20 ore gratuito e poi il passaggio alla qualifica di operatore tecnico addetto ai servizi socio sanitari, categoria B.
Il sindacato si è anche rivolto con una lettera al prefetto Vittorio Capocelli per il problema del trasporto dei pazienti dal De Gironcoli all'ospedale civile: «Che avviene su di un'auto non attrezzata, da personale non specializzato e a volte dall'autista senza accompagnatore. Vogliamo che venga ripristinato l'equipaggio per i trasporti interni in via definitiva con dipendenti della Usl, com'era prima che fosse assorbito il Gironcoli nella Usl, e come già avviene nella sede di Vittorio Veneto».
Una questione per la quale i sindacati avevano chiesto spiegazioni alla direzione dell'azienda sanitaria già a Marzo, ma che non ha ancora ottenuto una risposta.(S.P.)


24 settembre 2008 - Il Cittadino

Venerdì presidio al Delmati: «No al trasloco dei reparti»

Sant’angelo L. - Assemblea davanti al Delmati di Sant’Angelo. "Per evitare che diventi un ospedale da campo". Per venerdì, Rdb cub pubblico impiego e il suo referente Gianfranco Bignamini hanno organizzato un assemblea, dalle 10 alle 12, per chiedere chiarezza sul trasloco del reparto di chirurgia plastica da Sant’Angelo a Lodi. «Abbiamo diffidato l’amministrazione dell’Azienda ospedaliera ad attivare qualsiasi procedura, prima della discussione all’interno della Rsu aziendale – fa sapere l’organizzazione sindacale in una nota -. Abbiamo portato l’amministrazione davanti al prefetto di Lodi per una conciliazione lunedì 22 settembre. Abbiamo ottenuto che entro fine mese la direzione amministrativa manderà alla Rsu aziendale e alle organizzazioni sindacali l’informazione sulle procedure. Contestualmente partirà la concertazione: entro 30 giorni bisognerà trovare l’accordo. Quindi si riporta tutto a bocce ferme. Siamo d’accordo che venga potenziata la day surgery, ma chiediamo che la chirurgia plastica resti a Sant’Angelo».
Secondo Bignamini in questi anni l’ospedale di Sant’Angelo «è stato smembrato. Se la plastica si sposta, i lavoratori che fine faranno? Saranno trasferiti? Questo porterebbe un peso economico di 7mila chilometri l’anno. Con costi del carburante avranno una perdita economica e se resteranno avranno dai 300 ai 400 euro in meno in busta paga».


24 settembre 2008 - Il Gazzettino

Oggi un sit in di protesta
Poco personale, inquadramenti e trasporti: l'Usl 7 finisce nel mirino

Conegliano - Presidio di protesta dei dipendenti, stamane dalle 10 alle 12, davanti all'ospedale Santa Maria dei Battuti. A indire la manifestazione è stato l'ultimo nato tra i sindacati presenti all'interno dell'Usl7, l'Rdb, ovvero le Rappresentanze sindacali di base. Tre le ragioni della protesta di infermieri e operatori socio-sanitari riuniti nella sigla che ha indetto il presidio: la carenza di personale in quasi tutti i reparti, le modalità del trasporto dei pazienti dal Santa Maria dei Battuti al De Gironcoli, l'inquadramento di parte del personale del De Gironcoli.«Si tratta di problematiche che abbiamo già più volte sottoposto all'attenzione della Direzione dell'Usl 7 sottolinea Federico Martelletto, responsabile dell'Rdb ma rispetto alle quali, finora, non abbiamo avuto alcun riscontro. Di qui la decisione di attuare questo presidio domani (oggi per chi legge, ndr) in modo da sensibilizzare l'utenza'».«Dobbiamo fare quotidianamente i conti con la carenza di infermieri e operatori socio-sanitari in numerose Unità operative sottolineano i delegati Rdb dell'Usl 7 -, carenza a fronte della quale non arriva, dalla direzione, alcuna risposta. Per quanto concerne invece aggiungono l'inquadramento nel ruolo tecnico in categoria A di numerosi colleghi del De Gironcoli chiediamo il loro passaggio in categoria B, visto che svolgono mansioni superiori e sono già due anni che l'ex clinica è stata acquisita dall'Usl7». Per quanto riguarda, invece, i trasporti dei pazienti tra i due nosocomi cittadini, l'Rdb chiede che non vengano più fatti in auto, con il solo autista ma con l'ambulanza e che venga ripristinato l'equipaggio com'era prima dell'acquisizione del De Gironcoli e come avviene nella sede di Vittorio Veneto. «Non ci sono gravi criticità nei reparti replica il direttore sanitario, Sandro Cinquetti . Abbiamo appena completato l'assunzione di una trentina di infermieri, tutti quelli disponibili in graduatoria e domani (oggi, ndr) valuteremo l'eventuale assunzione anche di alcuni operatori socio-sanitari. Per quanto riguarda, invece, i trasporti tra gli ospedali essi vengono fatti, sempre, nel rispetto dei protocolli e in condizioni di assoluta sicurezza».(El.Ga.)

«Senza soldi per pagare l'affitto, non sappiamo dove andare»
di Maura Bertanzon

Treviso - Ancora poche ore e Marouane, 46 anni, non avrà più un tetto sopra la testa. È algerino, è regolare, è precario. Come gli altri venti connazionali che insieme a lui abitano nella vecchia sede della Croce Rossa in viale Fratelli Bandiera. Per loro è una casa. Per le autorità un'occupazione abusiva. E insicura. Tanto che la Croce Rossa, proprietaria dell'immobile, ha ricevuto la settimana scorsa dall'Ulss un ordine perentorio di sgombero.La lettera è arrivata mercoledì, dice la presidente Annamaria Stefanelli. La mattina dopo sono andata ad avvisarli della situazione. C'era anche la Polizia e i Vigili del fuoco: hanno portato via moltissime bombole del gas. Bombole abbandonate, usate per scaldarsi e per cucinare. E pericolose. I vigili torneranno domani per completare il lavoro perché molte stanze erano chiuse. Ma la situazione è rischiosa, anche per chi sta nei palazzi intorno, spiega la presidente. Che vorrebbe poter fare qualcosa di più per questa gente ma deve seguire disposizioni precise: Ho l'ordine di liberare lo stabile, pulirlo e murare tutti gli accessi. L'unico aiuto che ora possiamo dare a queste persone è offrire cibo e vestiti. Ma non ospitalità. Dentro quel palazzo ci sono ancora documenti archiviati. Anche il garage, che pure ci servirebbe, non è più accessibile da quando ci sono loro. Il futuro è già segnato: La direzione nazionale metterà l'immobile all'asta. Il ricavato servirà per acquistare una sede definitiva qui a Treviso. L'edificio era stato occupato abusivamente nel 2002, quando la Croce Rossa si è spostata provvisoriamente a Lancenigo. Da allora non è più agibile. Manca l'acqua corrente. E' rimasta solo la luce. Servizi inadeguati, ma sufficienti per gli extracomunitari che vi hanno trovato riparo in questi anni. Sempre meglio che dormire in una casa diroccata o per strada, quando il lavoro è precario e i soldi per un affitto normale non li avremo mai, racconta Marouane, che abita da quattro anni ai piedi del cavalcavia. Ora, però, si avvicina il punto di non ritorno: Non sappiamo dove andare. Mancano sia i dormitori che i centri di prima accoglienza. Non abbiamo amici o parenti che possono aiutarci, aggiunge. Rimane solo la strada, come quella dove è rimasta Naima El Zahir, marocchina, con un bimbo di tre anni con crisi respiratorie e incinta di quattro mesi. Il Comune di Maserada li ha sfrattati due giorni fa perché non pagavano l'affitto. Lo stipendio del marito non basta. Lei si è appostata davanti al municipio. Spera di ricevere un aiuto dal sindaco, ma la soluzione sembra ben lontana. Per lei e per gli algerini di viale Fratelli Bandiera. Vorremmo evitare di aumentare un'emergenza casa che è già presente, afferma Sergio Zulian, dell'associazione Adl-Invisibili, accorso a sostegno degli occupanti. Vorremmo che il problema non fosse risolto solo con lo sgombero, con la violenza. Ma l'unica parola d'ordine che arriva dalle istituzioni sembra essere: arrangiatevi' .

IL LIBRO
Pischiatria e legge Basaglia "Tanto scappo lo stesso"
Diario di una matta di Alice Banfi

Vicenza - (E.S.) Trent'anni fa nasceva la legge 180 sui manicomi e Franco Basaglia si avviava a concludere la sua esperienza triestina. Morì poco dopo, nel 1980, ma non mancano i seguaci pronti ancora oggi a difendere i risultati ottenuti dallo psichiatra veneziano. Uno di questi è il direttore del Dsm di Merano, Lorenzo Toresini, che venerdì scorso è stato a Vicenza per presentare il libro Tanto scappo lo stesso di Alice Banfi, romanzo di una matta che affronta per esperienza diretta il tema della contenzione negli Spdc, le strutture per le fasi acute. L'appuntamento, organizzato da Rdb-Cub in saletta Lampertico ( vedi cinema Odeon in corso Palladio), ha riscosso un'ottima risposta di pubblico. Il tema è evidentemente ancora molto attuale se il 75\% dei servizi di diagnosi e cura utilizzano ancora forme di contenzione, che per Toresini spesso equivalgono a maltrattamento e tortura.Per questo la Banfi, che degli Spdc è stata assidua frequentatrice, sta cercando di promuovere una classificazione dei servizi a stelline, come per l'ospitalità degli alberghi: Ad esempio chi offre un sacco per i pugni merita un punteggio superiore. La contenzione aumenta l'aggressività- dice l'autrice- Io ero talmente abituata alla porte chiuse che, una volta trovata una porta aperta, per uscire dalla stanza ho comunque rotto la finestra in plexiglass. Spesso la contenzione non viene denunciata per paura di ritorsioni. Alcuni infermieri diventano ostaggio del reparto e legano controvoglia i pazienti.


24 settembre 2008 - EPolis Roma

Testaccio. Le macchinette sono state installate quest'estate
Col cartellino a scuola i docenti del Cattaneo "Noi non timbriamo"
Incontro il 2 ottobre con i sindacati per fare chiarezza sul provvedimento piovuto dall'alto
di Delfina Santoro

Roma - Tornati dalle vacanze hanno trovato le macchinette per timbrare il cartellino, una sorpresa perché nessuno li aveva avvisati. Gli insegnanti della scuola media Carlo Cattaneo, di Testaccio, sono in mobilitazione contro la decisione di introdurre la regola del timbro d'ingresso e d'uscita e contestano la totale mancanza d'informazione sul provvedimento. LA situazione si è poi ingarbugliata nel labirinto delle responsabilità. L'Rsu della scuola, l'albo, una delibera del Consiglio d'Istituto da ritrovare, insomma attualmente i docenti non hanno preso visione di come sono andate esattamente le cose e chiedono chiarezza. La scuola ha quattro sezioni, fino alla D e si trova in una zona molto trafficata a tutte le ore del giorno e della notte. Ragion per cui timbrare in orario non è una passeggiata per nessuno. Della vicenda sono stati avvertiti i sindacati e il prossimo 2 ottobre Cgil, Snals e Unicobas si ritroveranno con i docenti della scuola per affrontare la questione. Per ora, i docenti firmano solo il registro di classe perché ancora non è stato completato l'inserimento del nuovo meccanismo. LA REGOLA del cartellino non piace agli insegnanti della Capitale. Anche nella scuola media Virgilio l'inserimento delle macchinette è vissuto male. Cosimo Scarinzi, coordinatore nazionale Cub Scuola, segue da tempo la vicenda: «Le macchinette possono essere inserite a due condizioni: previa delibera del Consiglio d'Istituto, organo di autogoverno della scuola, e dopo un accordo sindacale. Sotto il profilo legale il dirigente scolastico non può decidere da solo». Il Cub contesta l'efficacia stessa del metodo. «La funzione docente ha delle sue peculiarità che la distinguono dall'impiegato di un ufficio pubblico. Inoltre si timbra e poi si va al bar, l'efficacia è solo ideologica non reale. Addirittura a Torino, dove il cartellino era stato inserito per gli studenti, poi tolto, si è registrato un aumento del ritardo. L'effetto proibizionista è fallito». I dirigenti scolastici giustificano spesso l'adozione del provvedimento in base all'articolo 22 della legge n. 724/1994, ma una sentenza del giudice di Torino, 20 giugno 2006, ha stabilito che «manca un'espressa norma di legge che preveda la verifica dell'orario degli insegnanti a mezzo cartellino orario».


24 settembre 2008 - Il Giorno

Ibm e Borghi, la protesta ora sale anche sul Carroccio
Per la prima volta ai cancelli le bandiere di un partito, la Lega
SCIOPERO NEGLI STABILIMENTI DI VIMERCATE
di BARBARA CALDEROLA

VIMERCATE — VOGLIONO un rilancio vero e non un pateracchio, con l’università e produzioni di qualità per competere ad armi pari sul mercato globale e dare un futuro alle loro famiglie che vivono con la spada di Damocle sulla testa di una reindustrializzazione che non va. Per attrarre nuove imprese sono pronti a sedersi a un tavolo e a discutere. Ieri i lavoratori della Borghi di Cavenago e Vimercate (180), e parte di quelli di Ibm (1.600 in totale) hanno rotto gli indugi. Due ore di sciopero con 300 persone mobilitate. E per la prima volta nel sito di via Lecco sono comparse le bandiere di un partito: la Lega Nord, che ha raccolto senza indugio la richiesta di aiuto degli operai. «Siamo delusi – dice Annamaria Bonacquisto, 53 anni, tuta blu Borghi di Vimercate – al di là dei problemi contingenti, ci preoccupa il futuro. Mi mancano quattro anni alla pensione, non sono sicura di arrivarci». Un sentimento condiviso, il suo. «Non ci sono prospettive – aggiunge Adriano Sbarra dell’rsu Borghi, 33 anni, in cassa integrazione – se non ci rimbocchiamo le maniche, tra un anno, saremo tutti in mezzo alla strada». I LAVORATORI stanno organizzando una maxi-assemblea pubblica allargata alle istituzioni, ai sindacati, alle associazioni, da tenere entro metà ottobre a Vimercate. «Il progetto di sviluppo che chiediamo non vuole essere di parte – spiega Sbarra – vorremmo far capire a politici e imprenditori che dobbiamo muoverci insieme per il bene del territorio». Tutto ruota attorno alla Brianza Est, cuore della Silicon Valley italiana, oggi in difficoltà. Inutile nasconderselo: ha perso smalto e appeal per i capitali, ma gli operai non si rassegnano e vogliono riguadagnare terreno. «È indispensabile creare un ponte con il mondo della formazione, sia con la scuola superiore che con ambienti accademici – aggiungono i lavoratori – non vogliamo finire a imbustare reggiseni come ci è capitato ultimamente, abbiamo una professionalità di altissimo livello che va fatta rendere al meglio». CONCORDANO i tecnici di Ibm. «La società trasloca 461 persone a Segrate e Cesano Boscone – spiega Mimmo Tiberio dell’rsu – per 134 lavoratori, come dice la stessa azienda, saranno guai seri. Temiamo che questo trasferimento sia solo il preludio all’abbandono del sito di Vimercate». Per risolvere i problemi contingenti il Cub (Confederazione unitaria di base), che ha già chiesto un incontro con la dirigenza del colosso a stelle e strisce, vuole soluzioni concrete: «Il telelavoro ad esempio – dice Angelo Pedrini – ma anche navette per i dipendenti che risiedono in Brianza, costretti alla trasferta». LA MATASSA è ingarbugliata, ma sulle responsabilità i lumbard non hanno dubbi e sparano a zero sul sindaco Paolo Brambilla e sulla sua giunta. «Si comportano come se volessero fare un’altra Bassetti da queste parti – attacca Claudio Andreoni, militante in forza alla sezione cittadina – sono impegnati a cementificare e non hanno tempo di occuparsi dei posti di lavoro». Brambilla non ci sta e gli risponde a tono: «la vocazione dell’area è e resta industriale, non come ai tempi del Carroccio che in via Lecco e dintorni prevedeva una maxi espansione residenziale».


23 settembre 2008 - Adnkronos

TRASPORTO LOCALE: BOLOGNA, FERMI GLI AUTOBUS IL PROSSIMO MARTEDI'

Bologna, 23 set. - (Adnkronos) - In occasione dello sciopero nazionale di categoria indetto dalle Organizzazioni sindacali Cub-Trasporti e Sdl-Trasporti per il prossimo martedi' 30 settembre, dalle 12,30 alle 16,30 il servizio di autobus non sara' garantito. In particolaree, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle ore 12.15. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall'autostazione, fino alle ore 12.20. Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantiti i servizi 'riservati scolastici', le attivita' di rilascio di contrassegni e vetrofanie per le aree regolamentate dal piano sosta, nei consueti orari di apertura degli sportelli; per il call center Atc la presenza di un operatore fino alle 13 e dalle 16 al termine del servizio.


23 settembre 2008 - Ansa

INPDAP: RDB-CUB, OCCUPATA PRESIDENZA COLLEGIO SINDACALE

(ANSA) - ROMA, 23 SET - Una delegazione di lavoratori Inpdap questa mattina ha occupato in segno di protesta l'ufficio del Presidente del collegio sindacale dall'ente. Lo comunica in una nota il sindacato autonomo per il pubblico impiego Rdb-Cub. A causare l'iniziativa dei dipendenti, il taglio al finanziamento del fondo incentivante, che, si legge nella nota, ''colpisce pesantemente anche i dipendenti Inpdap con riduzione del salario accessorio sui seimila euro annui dal 2009''. Dal sindacato arriva la richiesta di intervento da parte del neo commissario straordinario Paolo Crescimbeni per ''recuperare completamente le risorse relative al fondo incentivante''.


23 settembre 2008 - Omniroma

INPDAP, RDB-CUB:TERMINATA OCCUPAZIONE PRESIDENZA COLLEGIO SINDACALE

(OMNIROMA) Roma, 23 set - «È terminata nel pomeriggio l'occupazione dell'ufficio del presidente del Collegio sindacale dell'Inpdap, attuata questa mattina a Roma da una delegazione della RdB-CUB dopo una assemblea presso la direzione generale dell'Inpdap, che ha visto la presenza di oltre 150 dipendenti delle sedi romane». Lo comunica, in una nota, l'Inpdap. «La RdB - prosegue la nota - aveva occupato la stanza del presidente del collegio sindacale, oggetto di lavori di ristrutturazione con messa in opera di parquet e nuovi arredi, per protestare contro il taglio di circa 6.000 euro sui salari dei dipendenti, che verrà operato dal 2009 per effetto della Legge 133/2008, e contro una gestione clientelare che porta ad attribuire incarichi dirigenziali senza concorso, mentre il concorso viene posto come unica strada di accesso alla Pubblica Amministrazione per i lavoratori precari. Nel corso dell'occupazione i manifestanti sono stati invitati dal neo commissario Straordinario dell'Inpdap, avvocato Crescimbeni, ad un colloquio per chiarire l'oggetto dell'iniziativa. Nell'incontro il Commissario ha espresso il suo impegno per concordare insieme con gli altri Commissari degli Enti Previdenziali l'apertura di un confronto con il Governo, nel più breve lasso di tempo, sulle ricadute della l. 133/2008, sia per quanto riguarda il taglio del salario, sia per il recupero della piena operatività dell'Istituto per il 2009, messa seriamente a rischio dal provvedimento. Il Commissario tuttavia ha espresso la difficoltà e la complessità della situazione, dopo il forte effetto mediatico negativo per i dipendenti pubblici e la loro stessa dignità. Dopo l'azione dimostrativa di oggi la Rdb-Cub proseguirà nelle iniziative di lotta, prossima quella davanti al Parlamento del 10 ottobre, indetta per protestare contro la riduzione dei diritti legati alla Legge 104, a cui seguirà lo sciopero generale del sindacalismo di base, con manifestazione nazionale a Roma il 17 ottobre».


23 settembre 2008 - Dire

SCUOLA BOLOGNA. PD, PRC E RDB ALLA PROTESTA ANTI-GELMINI
ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE DI VENERDI'

(DIRE) Bologna, 23 set. - "I drastici tagli ai fondi per la scuola, le decine di migliaia di insegnanti che resteranno a casa, la chiusura di moltissime scuole (specialmente nei piccoli Comuni), la riduzione del tempo pieno e il ritorno al maestro unico": sono motivi che spingono in piazza il Pd di Bologna che sara' alla manifestazione di venerdi' contro i provvedimenti del Governo. A rappresentare i democratici nella manifestazione di Bologna saranno il segretario, Andrea De Maria, e Daniela Turci, responsabile scuola del partito. Ma arrivano anche altre adesioni. "La scuola statale non ha bisogno di tagli, ma di finanziamenti e risorse", si legge in una nota del Prc schierato contro i tagli. Si tratta di "un vero e proprio smantellamento del sistema d'istruzione pubblica statale. Anche la reintroduzione della figura del maestro unico 'tuttologo' va in questa direzione e portera' ad una dequalificazione devastante, nei contenuti e nelle modalita', del percorso educativo", continua il Prc. "Tagliare la scuola significa annullare lo sforzo di portare tutti i nostri ragazzi, indipendentemente dalle possibilita' economiche delle famiglie, ad un buon livello culturale", scrivono le le Rdb aderendo anche loro. "Ai pesanti tagli di personale scolastico praticati dal Governo Prodi se ne aggiungono ora nuovi e piu' devastanti e a farne le spese saranno in special modo centinaia di migliaia di precari che in questi anni hanno sostenuto col loro lavoro la scuola e che ora si vedono gettare via e cancellare ogni possibile futuro lavorativo", lamenta il sindacato di base. Tutto cio', aggiunge, "con la benedizione esplicita della Confindustria che sa gia' che le risorse sottratte alla scuola (circa 8 miliardi) saranno regalate alle imprese e alle scuole private".


23 settembre 2008 - Agi

ZOOTECNIA: CRA LICENZIA INDIANO, NON HA NAZIONALITA' ITALIANA

(AGI) - Roma, 23 sett. - Lo hanno licenziato perche' non in possesso di cittadinanza italiana. E' quanto spiega una nota della segreteria nazionale del sindacato Usi/RdB-Ricerca illustrando il 'caso' di Singh, lavoratore di ruolo da dieci anni, licenziato dal Cra. 'E' cittadino indiano' Singh Sukdev e' un operaio di 46 anni, nato in India, sposato, con due figli, che dal 1990 e' in Italia. Ha un regolare permesso di soggiorno, paga le tasse ed e' in attesa di diventare cittadino del nostro Paese. A gennaio del 1999, l'Istituto sperimentale per la zootecnia, un ente pubblico di ricerca vigilato dal ministero dell'Agricoltura, lo assunse con un contratto di sei mesi, tramite collocamento, come operaio mungitore, con tanto di alloggio all'interno della maxi tenuta agricola di Tor Mancina a Monterotondo, alle porte della capitale. Un'area agricola immensa, un tempo di proprieta' dei Boncompagni-Ludovisi. Nel novembre dello stesso anno, Singh e' diventato dipendente a tempo indeterminato, status che ha conservato ininterrottamente fino al 18 settembre scorso quando gli e' stato comunicato che dal 1' settembre doveva considerarsi licenziato per non essere in possesso del requisito della nazionalita' italiana. Autore della missiva il Cra - Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura - un ente, attualmente presieduto dall'ex senatore della Margherita (ora Pd) Romualdo Coviello, che, per legge, nell'ottobre 2004 aveva incorporato, con tutti i dipendenti, i numerosi istituti sperimentali, tra i quali quello per la Zootecnia (dove lavorava Singh). Dopo quattro anni, il Cra ha eccepito che Singh non ha il requisito della nazionalita' italiana e per questo 'non puo' conseguire il diritto all'inquadramento nei ruoli del Cra e alla conseguente costituzione del rapporto di lavoro'. Morale della favola, Singh da venerdi' scorso e' senza lavoro e presto potrebbe ritrovarsi anche senza alloggio. Una vicenda davvero sconcertante, scrive nella nota l'Usi-RdbUn esempio classico di mala burocrazia che rischia di sfociare in un dramma umano.
Immediata la reazione di Usi/RdB che ha offerto assistenza a Singh, ha chiesto di incontrare il presidente del Cra e che parla 'di provvedimento sommario, del tutto arbitrario, che urta non solo contro principi costituzionalmente sanciti, ma altresi' contro norme ordinarie, comunitarie e non, come quelle di cui alla Convenzione dei diritti dell'uomo'. A Singh, dunque, deve essere riconosciuto il diritto alla prosecuzione del contratto di ruolo in ambito Cra, in base alla vigente legislazione'.


23 settembre 2008 - Avvisatore.it

Ispettori del lavoro assunti e distolti da attività di controllo
Denuncia dei RdB-Cub del Pubblico impiego

A Roma il Ministero del Lavoro continua a sottrarre ispettori dalla vigilanza sui cantieri edili ed su altri settori produttivi ad alto rischio di infortuni, sfruttamento e omicidi bianchi. In questi giorni infatti altri venti neo-ispettori sono stati risucchiati dalla macchina amministrativa e il contingente di personale ispettivo assunto per potenziare un organico drammaticamente insufficiente si va assottigliando a vista d’occhio. I venti neo-ispettori, giovani, preparati e motivati a svolgere la funzione di vigilanza, sono stati destinati per diversi mesi all’ISFOL, l’Istituto per lo Sviluppo e la Formazione dei Lavoratori, per una attività di verifiche amministrative contabili presso gli Enti che gestiscono la formazione a Roma e nel Lazio, attività che dovrebbe essere svolta da funzionari amministrativi del Ministero. La stessa cosa era avvenuta la scorsa primavera, con la richiesta dell’utilizzo per attività amministrative di decine di ispettori del lavoro provenienti da tutta Italia, puntualmente denunciata dalla RdB-CUB Coordinamento Ministero del Lavoro. Ma il Ministero persevera nella distrazione "coordinata e continuativa" dall’attività di controllo sulla sicurezza e di contrasto al lavoro nero proprio dei funzionari assunti per queste finalità. Secondo la RdB-CUB tali distrazioni di ispettori sono volte a non "disturbare" le aziende che continuano a nuotare nel mare tranquillo dell’illegalità, nonostante le norme a loro favore, le forti depenalizzazioni e le agevolazioni economiche di cui già godono. Va rimarcato inoltre che presso l’ISFOL, ente pubblico che promuove anche ricerche sul fenomeno del precariato, operano da molti anni centinaia di precari i quali ancora aspettano di essere stabilizzati e assunti a tempo indeterminato.


23 settembre 2008 - Romagna Oggi

Bologna: bus fermi martedì prossimo

BOLOGNA - Trasporto pubblico a rischio martedì prossimo a Bologna. In occasione dello sciopero nazionale di categoria indetto dalle Organizzazioni sindacali Cub-Trasporti e Sdl-Trasporti, dalle 12,30 alle 16,30, il servizio di autobus non sarà garantito.
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23 settembre 2008 - Sassuolo 2000

Bologna: martedì sciopero personale viaggiante di Atc

Bologna - Per martedì 30 settembre, le Organizzazioni Sindacali CUB-Trasporti e SDL-Trasporti, hanno indetto uno sciopero nazionale della categoria che, per il personale viaggiante di ATC, si svolgerà dalle ore 12.30 alle ore 16.30. In tali orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti.
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23 settembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 33 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Singh, lavoratore di ruolo da dieci anni, licenziato dal Cra: "E' cittadino indiano"
* Lo tsunami della finanza americana
* Stati Uniti d'America, gli ultimi socialisti
* Per il salario accessorio, 10% in meno dal 2009
* Riscritta la storia d'Italia, al via la nuova sede Istat
* Completo il cda del Cnr. Via i direttori in proroga
* Evasione fiscale record in Italia: è il 23% del Pil
* Deleghe sottratte a Usi/RdB, intervento del sen. Lannutti


23 settembre 2008 - La Stampa

DIPENDENTI PUBBLICI
In piazza contro il ministro Brunetta

Alessandria - Dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, del Tesoro, del Tribunale e della Dogana, rappresentati da Cgil-Cisl-Uil e Rdb Cub, ieri hanno manifestato davanti alla Prefettura contro la legge «antifannulloni» del ministro Brunetta.

SINDACATO. STATO DI AGITAZIONE
Pompieri protestano per gli organici carenti

Alessandria - Protesta dei vigili del fuoco di Alessandria aderenti al sindacato Rdb Cub. Dicono: «Siamo di fronte ad una drammatica carenza di personale operativo e amministrativo. Alle quaranta unità operative mancanti si aggiunge l’assenza di 7 colleghi impegnati per tre mesi al corso alla scuola di polizia di Nettuno per il passaggio alla qualifica di capo squadra, e presto due colleghi andranno in pensione». E’ stata quindi dichiarato uno stato di agitazione e un documento è stato presentato al comandante Marco Cavriani; al prefetto Francesco Castaldo; a Francesco Palma, senatore e sottosegretario; a Giuseppe Pecoraro capo dipartimento.


23 settembre 2008 - Il Manifesto

FIRENZE. ASSEMBLEA FERROVIERI

Firenze - Domani alle 14.30, presso il saloncino del Dopolavoro Ferroviario in via Alamanni 32/r, c'è un'assemblea di ferrovieri con la partecipazione di Dante De Angelis, il macchinista Rls licenziato. Organizzano i sindacati di base Cub, Orsa, Cobas e Sdl. Dalle 17 porta aperte ai cittadini.


23 settembre 2008 - CorriereAl

C.U.B., un sit in davanti alla Prefettura

Alessandria - Sit-in alessandrino delle rappresentanze sindacali di base e della confederazione unitaria di base (Rdb/Cub) del pubblico impiego per promuovere una manifestazione nazionale a Roma il 17 ottobre 2008.

guarda il video nell'archivio


23 settembre 2008 - L'Unione Sarda

Costeranno 260 mila euro
Bufera sindacale sui soldi extra per gli alti dirigenti
di GIOVANNI MANCA DI NISSA

Quartu S.E. - In quindici si divideranno più di 260 mila euro: in Municipio divampa la polemica sulle indennità dei dirigenti. Sono i "premi extra", rispetto allo stipendio, che gli alti funzionari riceveranno per il lavoro svolto nel 2006 e nel 2007. Quanto basta, però, per far scoppiare l'ira dei sindacati dei dipendenti comunali: se per gli alti funzionari le risorse sono state trovate, il resto dell'organico di via Porcu è restato a bocca asciutta.
«Sembra quasi che i dirigenti portino avanti tutto il lavoro da soli», contesta il rappresentante dell'RdB Giorgio Matta, «spiace constatare che per determinate categorie non arriva mai il momento della dieta, nonostante l'amministrazione comunale continui a ripetere che di soldi in cassa ce ne sono pochi». Non mancano le rivendicazioni. «Per i dipendenti», prosegue Matta, «le indennità sono ancora da discutere, ma restano bloccate anche importanti partite come il blocco delle promozioni per chi è nella categoria "A". Ancora più incredibile la situazione che riguarda le divise degli autisti: è da tre anni che attendiamo le nuove».
Secondo i sindacati, questa situazione di sofferenza va a cozzare con le indennità appena concesse ai quindici dirigenti: in tutto 266 mila euro, con singoli premi che vanno da poco meno di seimila a oltre venticinquemila. Anche nell'ultima seduta di Consiglio comunale non sono mancate le polemiche su questo provvedimento: a chiederne conto è stato il consigliere del Gruppo misto Ugo Scarpa. «Siamo al limite dell'assurdo», accusa l'esponente di minoranza, «si stanziano 266 mila euro per i dirigenti quando si ha difficoltà a concedere i contributi per i libri scolastici alle famiglie in difficoltà».
Al centro delle polemiche non poteva che finire anche l'indennità concessa al direttore generale Gino Meloni: tredicimila euro per il 2007. Oltre che i lavori di riaccertamento dei residui di bilancio e alla lotta all'evasione, tra i meriti riconosciuti al city manager nel decreto firmato dal sindaco Gigi Ruggeri, ci sono anche le attività relative agli appalti della raccolta differenziata e del verde pubblico. Replicando alle accuse, in aula il sindaco Gigi Ruggeri ha invitato a non strumentalizzare la vicenda delle indennità. «Non c'è nulla di straordinario», commenta il primo cittadino, «i soldi che abbiamo stanziato sono previsti dai contratti».
Tutti d'accordo, tranne il solito Scarpa, invece sugli ottantamila euro stanziati per i gruppi consiliari: ventimila in più rispetto a due anni fa. Una sorta di contropartita per i tagli, sicuramente ben più consistenti, che le ultime Finanziarie hanno introdotto per gettoni e indennità dei consiglieri comunali.

Municipio. In 15 si spartiranno 260 mila euro di indennità per il lavoro svolto nel 2006 e nel 2007
Scontro sugli extra ai dirigenti
Dipendenti all'asciutto, i sindacati insorgono
di GIOVANNI MANCA DI NISSA

Quartu S.E. - Se per gli alti funzionari le risorse sono state trovate, il resto dell'organico di via Porcu resta al palo. I sindacati: «Sembra quasi che i dirigenti facciano tutto il lavoro da soli». Polemica anche sul premio di 13 mila euro al city manager.
In quindici si divideranno più di 260 mila euro: in Municipio divampa la polemica sulle indennità dei dirigenti. Sono i "premi extra", rispetto allo stipendio, che gli alti funzionari riceveranno per il lavoro svolto nel 2006 e nel 2007. Quanto basta, però, per far scoppiare l'ira dei sindacati dei dipendenti comunali: se per gli alti funzionari le risorse sono state trovate, il resto dell'organico di via Porcu è restato a bocca asciutta.
LE CONTESTAZIONI «Sembra quasi che i dirigenti portino avanti tutto il lavoro da soli», contesta il rappresentante dell'RdB Giorgio Matta, «spiace constatare che per determinate categorie non arriva mai il momento della dieta, nonostante l'amministrazione comunale continui a ripetere che di soldi in cassa ce ne sono pochi». Non mancano le rivendicazioni. «Per i dipendenti», prosegue Matta, «le indennità sono ancora da discutere, ma restano bloccate anche importanti partite come il blocco delle promozioni per chi è nella categoria "A". Ancora più incredibile la situazione che riguarda le divise degli autisti: è da tre anni che attendiamo le nuove».
LE INDENNITÀ Secondo i sindacati, questa situazione di sofferenza va a cozzare con le indennità appena concesse ai quindici dirigenti: in tutto 266 mila euro, con singoli premi che vanno da poco meno di seimila a oltre venticinquemila. Anche nell'ultima seduta di Consiglio comunale non sono mancate le polemiche su questo provvedimento: a chiederne conto è stato il consigliere del Gruppo misto Ugo Scarpa. «Siamo al limite dell'assurdo», accusa l'esponente di minoranza, «si stanziano 266 mila euro per i dirigenti quando si ha difficoltà a concedere i contributi per i libri scolastici alle famiglie in difficoltà».
IL DIRETTORE GENERALE Al centro delle polemiche non poteva che finire anche l'indennità concessa al direttore generale Gino Meloni: tredicimila euro per il 2007. Oltre che i lavori di riaccertamento dei residui di bilancio e alla lotta all'evasione, tra i meriti riconosciuti al city manager nel decreto firmato dal sindaco Gigi Ruggeri, ci sono anche le attività relative agli appalti della raccolta differenziata e del verde pubblico. Replicando alle accuse, in aula il sindaco Gigi Ruggeri ha invitato a non strumentalizzare la vicenda delle indennità. «Non c'è nulla di straordinario», commenta il primo cittadino, «i soldi che abbiamo stanziato sono previsti dai contratti».
FONDI PER I GRUPPI Tutti d'accordo, tranne il solito Scarpa, invece sugli ottantamila euro stanziati per i gruppi consiliari: ventimila in più rispetto a due anni fa. Una sorta di contropartita per i tagli, sicuramente ben più consistenti, che le ultime Finanziarie hanno introdotto per gettoni e indennità dei consiglieri comunali.


23 settembre 2008 - Il Giorno

Sindacati in assemblea: no al trasloco dei reparti
Chirurgia plastica da Sant’Angelo a Lodi

SANT’ANGELO LODIGIANO — UNO SCIOPERO contro le scelte del Governo e un’assemblea per dire «no» al trasferimento del reparto di Chirurgia plastica dall’ospedale di Sant’Angelo a Lodi. La prima questione sta a cuore alla Cgil, la seconda alle Rappresentanze sindacali di base (Rdb). Su quest’ultima questione, ieri si è tenuto un incontro in Prefettura fra Rdb e il direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera, che ha assicurato di voler mandare entro venerdì ai sindacati il piano del trasferimento di Chirurgia plastica. «Non sarà una scelta univoca - spiega il sindacalista Gianfranco Bignamini -. L’Ao ci interpella e avremo 30 giorni per replicare». Quindi, par di capire che l’eventuale trasferimento scatterebbe solo dopo Natale. «E non senza un confronto fra azienda e sindacati», promette Bignamini, «perché Sant’Angelo perderebbe 15 posti-letto e il personale non potrebbe più fare turni di notte e domeniche, con un taglio di 400 euro in busta paga». ALTRO PUNTO della disputa sono i trasferimenti da Sant’Angelo a Lodi: «I vertici ci hanno assicurato che il personale resta a Sant’Angelo. Ma come faranno a Lodi, si affideranno ad atipici e cooperative? O - si chiede - faranno fare 6mila chilometri l’anno in auto ai dipendenti del Delmati?». Bignamini, in un volantino firmato giorni fa, non ha risparmiato accuse all’unilateralismo della Azienda ospedaliera: «Diffidiamo l’Amministrazione e qualsiasi medico ad avviare trasformazioni o spostamenti perché i lavoratori non sono pacchi postali, e soprattutto i soldi dei lodigiani non possono essere sprecati da piccoli feudatari di passaggio». Venerdì ci sarà assemblea dalle 10 alle 12 davanti al «Delmati». Invitati sindaco e Provincia. A LODI, in piazza Vittoria, sabato dalle 10 la Cgil scende in campo contro il Governo e contro «una manovra che riduce potere d’acquisto di salari e pensioni, aumenta cassa integrazione e disoccupazione, taglia 8 miliardi alla scuola pubblica e risorse a sanità, welfare, infrastrutture e retribuzioni dei dipendenti pubblici.

Cagi, l’incognita posti pesa sul trasferimento
L’AZIENDA ACCORPA LA PRODUZIONE IN PIAZZA GARIBALDI
di Silvia Lodi Pasini

MOTTA VISCONTI — «NOI SIAMO CONTENTI COSÌ». Così ha risposto la sindacalista dei Cub Piera Bruno, 54 anni, al culmine del suo intervento all'assemblea sulla Cagi convocata venerdì sera al Centro civico dall'Amministrazione Cazzola. A quello che doveva essere un momento di confronto e di chiarificazione sul futuro dello stabilimento di proprietà dell'immobiliare Marcellina in piazza Garibaldi, nonché su quello delle 65 dipendenti della Cagi che vi lavorano, non si è registrato il pienone che era lecito attendersi. Nonostante in ballo ci siano le sorti della più importante fabbrica presente in paese dagli anni Sessanta ad oggi, che ai tempi d'oro arrivava a dar lavoro a 450 operaie, solo il 30 per cento delle lavoratici che ancora stanno in piazza Garibaldi hanno ascoltato dalla bocca del sindaco Laura Cazzola e dell'assessore all'Urbanistica privata Dante Gilardi l'illustrazione del Piano integrato d'intervento predisposto dall'esecutivo in carica, in accordo con l'immobiliare Marcellina Srl, per trasferire da piazza Garibaldi lo stabilimento della Cagi Spa e farlo riaprire in un altro punto di Motta. Moderatore della serata, il capogruppo della lista civica "Per il Nostro Paese Centro Sinistra", Carlo Bianchi. Non è intervenuto, invece, Francesco Di Salvo della Filtea-Cgil, impegnato nella stessa serata a seguire la vertenza sindacale relativa a un altro storico brand del tessile italiano, la Zucchi, come da lui stesso spiegato alla vigilia dell'incontro sulla Cagi di Motta. «Per la Cagi ci rivediamo lunedì (ieri 22 settembre, ndr) all'Unione industriali di Pavia - ha spiegato il sindacalista Cgil -. L'incontro di mercoledì scorso non ha portato alcuna novità, la situazione è in stallo. Il trasferimento a Motta della fabbrica di Cilavegna comporta un esubero e la ristrutturazione dell'azienda. Nel Pavese il reparto tintoria ha già chiuso. Ad oggi la Cagi dovrebbe dare lavoro a 84 lavoratrici, ma in prospettiva "ballano" 14 posti».


23 settembre 2008 - L'Unità online

Sciopero (già precettato) per riassumere Dante
di Massimo Franchi

Lo hanno licenziato per la seconda volta a ferragosto. Mentre l'Italia era al mare, lui andava a ritirare la lettera delle Fs: procurato allarme per le denunce sulla sicurezza dei "Pendolini" alta velocità che si "spezzavano". Per giorni la vicenda del macchinista Dante De Angelis ha occupato le prime pagine di giornali e telegiornali: sul fatto che la punizione fosse eccessiva tutti d'accordo, da Cicchitto a Epifani. Poi? Poi il silenzio: quello dei media e dell'azienda. I suoi colleghi e i tanti lavoratori che fanno della sicurezza sul lavoro un principio invalicabile hanno raccolto firme, 8 mila in calce ad una petizione che chiede a Trenitalia il reintegro immediato. Ma anche lì da qualche tempo l'oblio sembra sceso e man mano che passano i giorni le firme sono meno frequenti.
Per ridestare l'attenzione i macchinisti del Sdl e del Cub (autonomi, ma molto rappresentativi della categoria) hanno deciso di scioperare venerdì 26 settembre. Otto ore per «la riassunzione del macchinista Dante De Angelis e degli otto operai dell'Oml di Genova» (altri licenziati dell'ultim-ora perché accusati di farsi timbrare il cartellino da altre persone, senza però essere accusati di non lavorare), per un diverso piano di manutenzione ferroviaria «che preveda una massiccia reinternalizzazione delle lavorazioni ed ingenti assunzioni di lavoratori», e contro «lo smantellamento progressivo del servizio ferroviario merci». Ma quasi sicuramente anche questo non succederà. La burocrazia, la Commissione di garanzia sullo sciopero, il ministero dei Trasporti si sono messi di traverso. Prima la richiesta di differirlo perché troppo vicino ad un altro sciopero, quello dell'intero settore dei trasporti. L'ultimo è nel fax appena ricevuto dal ministero dei Trasporti che intima la precettazione. Una precettazione già annunciata dal ministro Altero Matteoli a Omnibus La7 con la scusa della crisi Alitalia. Un blocco dei voli che sarebbe in concomitanza con lo sciopero dei ferrovieri di venerdì che potrebbero essere precettati. Per questo, ha spiegato oggi il ministro dei Trasporti ad Omnibus su La7, «stiamo lavorando a un piano d'emergenza, ma se venisse confermato lo sciopero dei ferrovieri indetto per venerdì, sarei costretto a precettare». Invece di «precettarci, Matteoli revochi i licenziamenti che sono il motivo per cui scioperiamo», chiedono i delegati Rsu-Rls dell'Assemblea Nazionale dei ferrovieri che, riferendosi ai casi degli otto operai delle officine di Genova e del macchinista Dante De Angelis, hanno aggiunto che «per evitare lo sciopero basterebbe una semplice telefonata a Mauro Moretti per ottenerne la revoca».
Dura la critica dei sindacati nei confronti dell'atteggiamento del ministro Matteoli «rimasto immobile di fronte alla denuncia di numerosi Rls su importanti questioni di sicurezza ferroviaria», dalle porte killer agli Eurostar 'spezzatì ai ricorrenti guasti dei pendolini in corsa. «La delicata questione Alitalia - hanno sottolineato i delegati Rsu - non può essere utilizzata oggi come argomento per impedire ai ferrovieri di difendersi dai violenti attacchi aziendali sulla sicurezza e sui diritti sindacali». E un'altra petizione, che finora ha raccolto più di 1500 firme, è stata lanciata on line dai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Marco Bazzoni, Andrea Coppini, Mauro Marchi. Si chiede il reintegro immediato del macchinista. «Se adesso un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, non si può più permettere neanche di andare in assemblea, e dire i problemi che ci sono per la sicurezza sul lavoro nella sua azienda, che in questo caso riguardano anche tutti i cittadini, dato che i treni, bene o male, li prendiamo tutti, significa che siamo messi davvero male». Sul sito di Trenitalia la notizia ha avuto molto spazio. Si parla dello sciopero, sì, ma si parla solo dei disagi, senza fare alcun accenno alle motivazioni. "Sarà di otto ore, dalle 9 alle 17, lo sciopero nazionale proclamato da alcune sigle autonome per venerdì 26 settembre. Chi vorrà partire dovrà informarsi in anticipo", si legge nel messaggio. Tanto delle ragioni di uno sciopero non frega più niente a nessuno. Anche se è fatto per far riassumere un collega ingiustamente licenziato. Ma per fortuna almeno 8 mila persone che la pensano diversamente in Italia ci sono. E hanno deciso che continueranno a lottare.


23 settembre 2008 - Aprile online

Sciopero per De Angelis, si rimanda
Per il 27 settembre i macchinisti del Sdl e del Cub avevano indetto un'astensione dal lavoro per il reintegro del loro collega licenziato da Trenitalia per aver denunciato la scarsa sicurezza. Ma il ministero minaccia di precettarli perchè ci sarebbe una altra protesta nello stesso giorno. Sul sito del dicastero non si fa menzione delle cause dell'iniziativa
di Matilde Giovenale

La crisi dell'Alitalia, con il timore che ci possa essere una drastica riduzione del servizio, e un altro sciopero già indetto dal settore che risulterebbe troppo vicino nei tempi. Sono queste le motivazioni con cui la Commissione di garanzia e il ministero dei Trasporti hanno scoraggiato i macchinisti del Sdl e del Cub dalla loro iniziativa di protesta, indetta per il 27 settembre per chiedere il reintegro a lavoro del loro collega Dante De Angelis e degli altri otto operai dell'Oml di Genova, tutti licenziati, anche se per motivazioni diverse, da Trenitalia. A gravare sulla scelta di scioperare o meno, che adesso pesa sulle spalle dei macchinisti, si aggiunge anche la minaccia di precettazione annunciata dal ministro Altero Matteoli. Così le ragioni burocratiche, oltre al rischio di venir perseguiti legalmente, peseranno sulla scelta futura cioè se organizzare o meno l'astensione di otto ore dall'attività. Le due vicende sono state al centro dell'attenzione mediatica durante il mese di agosto per finire poi, già a settembre, nel dimenticatoio. De Angelis è stato licenziato per aver sollevato critiche verso lo scarso rispetto delle misure di sicurezza attuate da Trenitalia sui pendolini ad alta velocità (l'occasione è stata fornita dall'incidente verificatosi alla stazione di Milano centrale questa estate, quando si è spezzato un Etr 500), ed è stato inoltre denunciato per procurato allarme. Misure che hanno spinto ad intervenire criticamente verso l'azienda sia la politica che il sindacato, in modo per altro trasversale: da Cicchitto a Epifani, tanto per intenderci, era stato un coro di no nei confronti delle decisioni prese da Trenitalia e giudicate eccessive. Dopo di che, il silenzio ha regnato sovrano. Quello dei media e dell'azienda. Un buco di informazione che ha spinto i colleghi di De Angelis e degli altri otto operai di Genova (licenziati perché accusati di farsi timbrare il cartellino da altri lavoratori) sul piede di guerra. La prima mossa è stata quella di lanciare una petizione per chiedere il loro reintegro immediato (sono state raccolte 8mila firme), la seconda la convocazione di uno sciopero, quello appunto del 26 settembre, che oggi pare sfumato. La burocrazia, la Commissione di garanzia sullo sciopero, il ministero dei Trasporti si sono messi di traverso, chiedendo prima di differirlo, minacciando poi la precettazione in caso contrario. Sul sito di Trenitalia la notizia ha avuto molto spazio. O meglio parte di essa. Si parla infatti dello sciopero, ma soltanto dei disagi che esso potrebbe provocare, senza fare alcun accenno alle motivazioni che lo hanno determinato. Sarà casuale?


22 settembre 2008 - Reuters

Ferrovie, venerdì treni a rischio per sciopero autonomi

ROMA, 22 settembre (Reuters) - Venerdì si preannunciano disagi per chi viaggia in treno, a causa di uno sciopero indetto dai sindacati autonomi.
Negli uffici il personale del Gruppo Fs sciopererà per l'intera giornata, mentre il resto del personale incrocerà le braccia dalle 9 alle 17, si legge in un comunicato sul sito di Cub Trasporti, che ha indetto la protesta insieme a SdL e agli Rsu/Rls.
Lo sciopero è stato deciso per "la riassunzione del macchinista Dante De Angelis e degli otto operai dell'Oml di Genova", per un diverso piano di manutenzione ferroviaria "che preveda una massiccia reinternalizzazione delle lavorazioni ed ingenti assunzioni di lavoratori", e contro "lo smantellamento progressivo del servizio ferroviario merci".


22 settembre 2008 - Adnkronos

ALITALIA: FERRANDO (PCL), SÌ A RICHIESTA CUB DI NAZIONALIZZARE

Roma, 22 set. - (Adnkronos) - «Il fatto che il sindacato Cub di Alitalia abbia avanzato la richiesta di nazionalizzazione della compagnia, è una novità positiva e importante. La richiesta di nazionalizzazione -sinora sostenuta sul piano politico dal solo Pcl- inizia a farsi largo tra i lavoratori. Chiediamo ai partiti della sinistra di appoggiare la richiesta avanzata dalla Cub». Lo afferma Marco Ferrando, del Partito comunista dei lavoratori Pcl. «La nazionalizzazione di Alitalia, senza indennizzo per i grandi azionisti, è infatti l'unica vera alternativa alla nazionalizzazione dei suoi debiti, pretesa dalla Cai -prosegue- E l'unica soluzione che può tutelare i posti di lavoro e i diritti contrattuali per i lavoratori. L'affidamento al mercato e a nuovi eventuali compratori -come chiede Epifani e una parte del Pd- esporrebbe i lavoratori a nuovi inaccettabili ricatti e sacrifici».


22 settembre 2008 - Omniroma

REGIONE, RDB CUB: APRIRE TRATTATIVA NUOVA POLITICA DEL PERSONALE

(OMNIROMA) Roma, 22 set - «Giovedì 18 settembre il consiglio regionale si è riunito in seduta straordinaria per approvare all'unanimità l'urgenza di portare in discussione per il 25 proposte di legge finalizzate a contrastare ed eludere la sentenza del Tar e l'ordinanza del Consiglio di Stato che sanciscono l'illegittimità della cosiddetta perequazione con la quale la giunta Storace ha promosso alla dirigenza la scandalosa cifra di 480 unità per lo più senza titoli. Oggi è iniziata la discussione in commissione personale della Regione Lazio, senza che la giunta esprima una posizione e ottemperi alle sentenze dei giudici». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Il Consiglio regionale, ignorando i veri problemi dei cittadini (precarietà - sanità - Alitalia) - prosegue - si preoccupa di dare una risposta alle aspettative di carriera di una piccola parte del personale regionale, ignorando tutti gli altri che per avanzare nella carriera sono invece sottoposti a prove con criteri discutibili ed iniqui, che variano ogni volta, all'interno di procedure di dubbia trasparenza e che ne penalizzano le aspettative. Ancora una volta questa organizzazione sindacale chiede che venga aperta una trattativa per una nuova politica del personale regionale che garantisca regole certe, legittime, democratiche e trasparenti per una giusta possibilità di carriera per tutti».


22 settembre 2008 - Agenfax

VIGILI DEL FUOCO: AGITAZIONE E SCIOPERO

Alessandria - Con un comunicato il sindacato dei Vigili del Fuoco rede noto che il Comando Provinciale di Alessandria, conta una drammatica carenza di personale sia operativo che amministrativo, carenza accentuata a seguito dell'applicazione della riforma del Corpo, con il passaggio al regime pubblicistico ed ingresso nel nuovo comparto di contrattazione; carenza oggi quantificabile, per la parte riguardante il soccorso tecnico urgente in oltre 40 unità operative rispetto al Dpcm. 97, che prevedeva per lo stesso comando 237 unità e nel settore amministrativo, una carenza stimabile in un 5%.
Dal giorno 22 settembre, poi, alle attuali 40 unità operative mancanti sulle partenze si aggiunge anche l'assenza del personale (7 unità) che parteciperà al corso per il passaggio alla qualifica di Capo Squadra presso la scuola di Polizia di Nettuno, per una durata di tre mesi.
Inoltre entro l'autunno altre unità operative (2 unità) verranno collocate in quiescenza.
Ed ancora dal giorno 29 settembre p.v., una media di 3 unità operative a turno fino al 16 ottobre, andranno in missione a Roma per l'ulteriore selezione per il passaggio di qualifica.
La RdB\CUB ha cercato, prima di arrivare alla dichiarazione di stato di agitazione, di sollecitare il locale Dirigente a mettere in atto: una progettualità, condivisa con i rappresentanti dei lavoratori, dell'organizzazione del lavoro e del soccorso a fronte della drammatica carenza di personale sopra citata (non ultima la nota Prot. 27/08 del 11-09-08); l'accoglimento delle domande esistenti di mobilità interna, che avrebbero contribuito anticipatamente e su base volontaria al riequilibrio dei turni; non avendo trovato riscontro, ricorrendo solo ad un uso sconsiderato dello straordinario in violazione delle normative vigenti sull'orario di lavoro, avviando nonostante quanto sopra esposto corsi di formazione per tutto l'autunno\inverno, distogliendo altre unità importanti dal soccorso, inviando con abilitazione NR in missione a Roma e a Napoli, riducendo così di fatto la sicurezza degli operatori stessi e dell'intera squadra ma anche e soprattutto riducendo la qualità della risposta dei soccorsi ai cittadini. Per le ragioni sopra evidenziate ha deciso l'immediato stato di agitazione della categoria, con l'intendimento di ricorrere alla protesta sindacale con un'azione di sciopero da effettuarsi nel rispetto della vigente normativa.


22 settembre 2008 - LSSN.net

Dichiarazione stato di agitazione, Comando provinciale Vigili del Fuoco Alessandria

Alessandria - Premesso che il Comando Provinciale di Alessandria, conta una drammatica carenza di personale sia operativo che amministrativo, carenza accentuata a seguito dell'applicazione della riforma del Corpo, con il passaggio al regime pubblicistico ed ingresso nel nuovo comparto di contrattazione; carenza oggi quantificabile, per la parte riguardante il soccorso tecnico urgente in oltre 40 unità operative rispetto al Dpcm. 97, che prevedeva per detto comando 237 unità e nel settore amministrativo, una carenza stimabile in un 5%.
Premesso che il giorno 22 settembre, alle attuali 40 unità operative mancanti sulle partenze si aggiunge anche l'assenza del personale (7 unità) che parteciperà al corso per il passaggio alla qualifica di Capo Squadra presso la scuola di Polizia di Nettuno, per una durata di tre mesi.
Premesso che entro l'autunno altre unità operative (2 unità) verranno collocate in quiescenza.
Premesso che dal giorno 29 settembre p.v., una media di 3 unità operative a turno fino al 16 ottobre, andranno in missione a Roma per l'ulteriore selezione per il passaggio di qualifica.
Premesso che la scrivente RdB\CUB ha cercato prima di arrivare alla dichiarazione di stato di agitazione di sollecitare il locale Dirigente a mettere in atto: una progettualità, condivisa con i rappresentanti dei lavoratori, dell'organizzazione del lavoro e del soccorso a fronte della drammatica carenza di personale sopra citata (non ultima la nota Prot. 27/08 del 11-09-08); l'accoglimento delle domande esistenti di mobilità interna, che avrebbero contribuito anticipatamente e su base volontaria al riequilibrio dei turni; non avendo trovato riscontro, ricorrendo solo ad un uso sconsiderato dello straordinario in violazione delle normative vigenti sull'orario di lavoro, avviando nonostante quanto sopra esposto corsi di formazione per tutto l'autunno\inverno, distogliendo altre unità importanti dal soccorso, inviando con abilitazione NR in missione a Roma e a Napoli, riducendo così di fatto la sicurezza degli operatori stessi e dell'intera squadra ma anche e soprattutto riducendo la qualità della risposta dei soccorsi ai cittadini.
Per le ragioni sopra evidenziate, nel comunicare l'immediato stato di agitazione della categoria, manifestiamo l'intendimento di ricorrere alla protesta sindacale con un'azione di sciopero da effettuarsi nel rispetto della vigente normativa.
Il presente atto costituisce altresì invito all'avvio della procedura di conciliazione preventiva prevista dalla Legge 146/90 e sue successive modifiche.
In attesa di riscontro riteniamo sospese tutte le relazioni sindacali con il Dirigente provinciale del Corpo, assegnato al Comando Provinciale di Alessandria.
il Coordinamento Provinciale RdB CUB PI Vigili del Fuoco


22 settembre 2008 - Ecomatrix

I vigili del fuoco in sciopero dal 10 Ottobre

Le organizzazioni sindacali hanno proclamato l'astensione dal lavoro per la giornata del 10 ottobre, dalle ore 10 alle ore 14. Il prossimo 10 ottobre dunque i pompieri scenderanno in sciopero. L'organizzazione sindacale interna Rdb-Cub, dopo aver richiesto senza esito l'attivazione del tavolo di conciliazione e raffreddamento dei conflitti, ha indetto, dalle ore 10 alle ore 14, la prima giornata di astensione dal lavoro di tutto il personale operativo dei vigili del fuoco. Il contenzioso sindacale è legato alla negoziazione sulle procedure di mobilità del personale, per il quale allo stato attuale non esistono regole in materia.


22 settembre 2008 - Tempo Stretto

I dipendenti del Comparto Stato e delle Agenzie fiscali stamattina in Prefettura
Oggi anche sciopero nazionale di tutti i lavoratori precari a Roma. La Rdb/Cub prepara un documento da presentare tramite alcuni deputati regionali all'Ars

Messina - Stamattina davanti alla prefettura di Messina, così come negli altri palazzi del Governo d'Italia, si sono riuniti i dipendenti del Comparto Stato e delle Agenzie fiscali. Taglio indiscriminato dei salari, mancato stanziamento di risorse per finanziare il rinnovo contrattuale, attacchi generalizzati alla professionalità e serietà dei pubblici dipendenti: questi i temi al centro dell'iniziativa unitaria della Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa. I sindacati chiedono il ripristino delle somme tagliate, lo stanziamento in Finanziaria di risorse sufficienti all'adeguamento al costo della vita e il riconoscimento dell'impegno e della serietà di tanti lavoratori pubblici. Alla fine della manifestazione, una delegazione ha incontrato il prefetto Francesco Alecci per far presente difficoltà e problemi affinché faccia da tramite con il governo. Adesione allo sciopero che si è attestata intorno al 50% e una forte partecipazione hanno caratterizzato invece l’assemblea nazionale di tutti i lavoratori precari indetta per oggi a Roma dalla Rdb-Cub, che ha proclamato per l’intera giornata lo stop in tutti i comparti della Pubblica Amministrazione e nella Scuola. Dove non è stato possibile raggiungere la capitale sono state organizzate iniziative locali. All’assemblea nazionale hanno preso parte delegati provenienti dal precariato sia del settore pubblico che del privato: agli interventi dei lavoratori di Scuola, Sanità, Università, Ricerca, Enti Locali, di Lsu e degli esternalizzati, cantieristi e dipendenti delle società appaltatrici, si sono alternati quelli di precari Alitalia, Rai, Call center, Editoria, Telecomunicazioni. Intanto la Rdb/Cub ha preparato un ordine del giorno da presentare tramite deputati regionali al presidente dell'Ars e al presidente della regione Sicilia, per avviare in tempi brevi la stabilizzazione di tutti i precari dell'Isola. Il documento impegnerebbe la Giunta della Regione a presentare entro la fine del mese di Ottobre una proposta di Legge che recepisca e renda attuabili sul territorio Siciliano le previsioni di stabilizzazione delle Leggi Finanziarie nazionali 2007 e 2008, prevedendo percorsi di stabilizzazione a domanda anche per il personale socialmente utili (ASU) e per il personale contrattualizzato, vale a dire contratti di diritto privato a tempo determinato e parziale, e più dettagliatamente: i lavoratori utilizzati in A.S.U.; i lavoratori ex A.S.U. della L.R. 85/95 (ex art.23) stabilizzati con contratti di diritto privato a tempo determinato e parziale ai sensi della L.R. 16/06 oppure ai sensi dell’ art.25 della L.R. 21/03; i lavoratori ex PUC stabilizzati con contratti di diritto privato a tempo determinato e parziale ai sensi della L.R. 85/95 e della L.R. 16/06; i lavoratori ex FNO stabilizzati con contratti di diritto privato quinquennali ai sensi della C.A. n.39/2004 e della L.R. 24/2000; a garantire la continuità lavorativa ed occupazionale dei precari presenti, nonché l’incremento orario di utilizzo fino alla concorrenza con il personale di ruolo. Inoltre si invita la Giunta regionale a convocare una Conferenza Regionale per le stabilizzazioni, che coinvolga tutti gli Enti che utilizzano il personale suddetto al fine di fornire supporto e indirizzo nella realizzazione di opportune politiche del personale volte, in coerenza e in attuazione di quanto stabilito dalle disposizioni nazionali, a giungere nel triennio 2008-2010 alla stabilizzazione del personale precario utilizzato nei vari Enti del territorio della Regione Sicilia.


22 settembre 2008 - Tuscia web

Viterbo - Il 26 settembre sotto la Prefettura
Sanità, Mazzoli alla manifestazione della Rdb

Viterbo - Il presidente della Provincia, Alessandro Mazzoli, ha incontrato questa mattina Aurelio Neri e Lino Rocchi della federazione Rdb per discutere di sanità.
Nel corso della riunione, il sindacato ha detto che le rassicurazioni del presidente della Regione, Piero Marrazzo, e del direttore della Asl, Giuseppe Aloisio, non sono convincenti. I sindacalisti hanno ribadito che la provincia di Viterbo è già troppo penalizzata in termini di posti letto, inferiori alla media nazionale e, in modo particolare, regionale. Hanno sottolineato che il bilancio della Asl di Viterbo è il più virtuoso di tutte le Asl del Lazio. "Proprio per questo – hanno detto Neri e Rocchi - non si capisce perché Viterbo debba essere la più penalizzata. Oltretutto, in queste strutture sanitarie che dovrebbero essere ridimensionate, sono occupate delle figure professionali valide, che rischiano di non essere giustamente valorizzate".
"Abbiamo invitato il presidente Mazzoli – hanno continuato - alla manifestazione del 26 settembre sotto la Prefettura a difesa della sanità viterbese. Il presidente ha risposto che parteciperà.
Abbiamo poi ribadito la necessità dell’istituzione di un tavolo permanente nella nostra provincia sulla sanità, necessità concordata da Mazzoli, per partecipare in maniera attiva alla costruzione del nuovo piano sanitario regionale". La Rdb ha anche ricordato il tentativo di smantellamento dei laboratori analisi sul territorio e il conseguente documento costruito da tutte le organizzazioni sindacali su una corretta razionalizzazione di questo servizio. "Abbiamo – concludono - anche espresso la nostra preoccupazione, condivisa dal presidente, sui lavoratori delle strutture private che rischiano il posto di lavoro sia nel piano Marrazzo che nel documento di Aloisio".


22 settembre 2008 - On Tuscia

SANITA’: MAZZOLI INCONTRA IL SINDACATO RDB

VITERBO – (A.O.) - Il presidente della Provincia, Alessandro Mazzoli, ha incontrato questa mattina Aurelio Neri e Lino Rocchi della federazione Rdb per discutere di sanità. Nel corso della riunione, il sindacato ha detto che le rassicurazioni del presidente della Regione, Piero Marrazzo, e del direttore della Ausl, Giuseppe Aloisio, non sono convincenti. I sindacalisti hanno ribadito che la provincia di Viterbo è già troppo penalizzata in termini di posti letto, inferiori alla media nazionale e, in modo particolare, regionale. Hanno sottolineato che il bilancio della Ausl di Viterbo è il più virtuoso di tutte le Ausl del Lazio. "Proprio per questo – hanno detto Neri e Rocchi - non si capisce perché Viterbo debba essere la più penalizzata. Oltretutto, in queste strutture sanitarie che dovrebbero essere ridimensionate, sono occupate delle figure professionali valide, che rischiano di non essere giustamente valorizzate". "Abbiamo invitato il presidente Mazzoli – hanno continuato - alla manifestazione del 26 settembre sotto la Prefettura a difesa della sanità viterbese. Il presidente ha risposto che parteciperà. Abbiamo poi ribadito la necessità dell’istituzione di un tavolo permanente nella nostra provincia sulla sanità, necessità concordata da Mazzoli, per partecipare in maniera attiva alla costruzione del nuovo piano sanitario regionale". La Rdb ha anche ricordato il tentativo di smantellamento dei laboratori analisi sul territorio e il conseguente documento costruito da tutte le organizzazioni sindacali su una corretta razionalizzazione di questo servizio. "Abbiamo – concludono - anche espresso la nostra preoccupazione, condivisa dal presidente, sui lavoratori delle strutture private che rischiano il posto di lavoro sia nel piano Marrazzo che nel documento di Aloisio".


22 settembre 2008 - CronacaQui

Manca personale, oltre alle già carenti 40 unità operative: è allarme nell'alessandrino
I vigili del fuoco in fermento: proclamato lo stato di agitazione

ALESSANDRIA 22/09/2008 - I vigili del fuoco sono in pieno fermento, e non per una questione di eccesso di interventi. Lo stato di agitazione è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali Rdb-Cub pompieri dell'alessandrino e provincia per protestare contro quella che viene definita "una drammatica carenza di personale operativo e amministrativo".
Al momento - spiega una nota - "alle attuali quaranta unità operative mancanti sulle partenze si aggiunge l'assenza del personale (nello specifico setteunità) che parteciperà per tre mesi al corso presso la scuola di polizia di Nettuno per il passaggio alla qualifica di capo squadra, ed entro l'autunno altre due unità operative verranno collocate in quiescenza".
Secondo i sindacati di base, i problemi si sono aggravati dopo l'ultima riforma del corpo "con il passaggio al regime pubblicistico e l'ingresso nel nuovo comparto di contrattazione".


22 settembre 2008 - Estense

Per il 10 ottobre dalle ore 10 alle ore 14
Scioperano gli autonomi del VVFF

Le RdBCUB Vigili del Fuoco hanno chiesto l'attivazione del tavolo di conciliazione e raffreddamento dei conflitti per richiedere una negoziazione sulle procedure di mobilità del personale qualificato del Corpo Nazionale e relazioni sindacali, in virtù del fatto che allo stato attuale non esistono regole in materia.