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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 16 al 20 settembre 2008

20 settembre 2008 - Ansa

ALITALIA:VOLI REGOLARI, ASS.VOLO IN PRESIDIO A FIUMICINO

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 20 SET - Voli regolari per Alitalia in questa giornata prefestiva, ma anche una calma carica di attesa e preoccupazione tra i dipendenti. È la fotografia della giornata all'aeroporto di Fiumicino, caratterizzata per ore, nel pomeriggio, dal presidio spontaneo, di assistenti di volo ed alcuni piloti, arrivati a toccare quota 200 in alcuni momenti, che hanno colloquiato con i propri rappresentanti sindacali di Sdl, Avia e Cub Trasporti, sugli sviluppi della vertenza. Dopo la grande assemblea di giovedì scorso, coincisa con l'annuncio dell'offerta della Cai, è durata infatti meno di 48 ore la «pausa» dei dipendenti Alitalia tornati spontaneamente a riunirsi in un numero nutrito dinanzi al varco equipaggi, diventato il crocevia degli umori e dei timori di gran parte del personale. Sin dal primo mattino l'avvio dell'operativo è stato regolare e nel corso della giornata, tranne qualche volo ritardato, non ci sono state cancellazioni. Da mezzogiorno è scattato il tam tam dinanzi al varco equipaggi, dove spiccano cartelli sarcastici ed interrogativi sulla Cai: è stato un avvicendarsi di assistenti di volo, fuori dal turno di lavoro, per lo più in borghese. Tanti bambini al seguito di mamme e papà, con i volti tirati. Nessun megafono ma quà e là capannelli intorno ai sindacalisti, per informarsi, scambiarsi pareri. E domani il presidio proseguirà, annunciano. A molti non è andato giù l'annuncio dell'Anpav, disposta a firmare l'accordo quadro. «Noi rimaniamo compatti, anche con i piloti, sul no a quell'accordo - ha detto un'hostess, appena giunta da Firenze -ora ci auguriamo che qualcuno si faccia avanti, può essere di nuovo anche la Cai, ma non in questo modo che fa di noi solo carne da macello. Continuiamo però a lavorare, non vogliamo il fallimento della nostra compagnia. L'esultanza? È stata solo la liberazione da una tensione accumulata: c'è poco da esultare, siamo nel dramma». Ed altre voci: 'Fantozzi ora riapra la gara d'acquisto«. »Sono mamma di due figli - aggiunge una collega, Alessia, 18 anni in Alitalia - firmando questo accordo da caporalato sparirebbe la vita privata: hanno proposto 1033 euro lordi di base con dei parametri più bassi, ma rispetto ad oggi, con la mia anzianità, andrei a guadagnare mille euro in meno. Si fa solo demagogia sui presunti privilegi, ad esempio la navetta che ci paghiamo ognuno con una trattenuta mensile di 30 euro«. »L'Anpav pagherà sindacalmente la decisione di firmare l'accordo quadro con Cai - ha rincarato la dose Fabrizio Tomaselli, rappresentante sindacale dell'Sdl - la maggior parte dei lavoratori è estremamente contrariata. A mio avviso l'Anpav era già piccola prima, ora penso che diventerà quasi nulla«. »Sappiamo che molti aderenti ad Anpav hanno rassegnato le dimissioni«, aggiunge Cesare Albanese, Sdl.

ALITALIA: ASSEMBLEA HOSTESS E STEWARD A FIUMICINO

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 20 SET - All'aeroporto di Fiumicino, dove l'operativo voli Alitalia continua ad essere regolare, poco dopo mezzogiorno è cominciata un'assemblea degli assistenti di volo. Fuori dall'orario di lavoro, una cinquantina di hostess e steward si sono radunati davanti al varco equipaggi, lontani quindi dal transito dei passeggeri, per essere informati dai rappresentanti sindacali di Sdl, Avia e Cub Trasporti sugli sviluppi della vertenza Alitalia.


20 settembre 2008 - Agi

ALITALIA: ASSEMBLEA DEGLI ASSISTENTI DI VOLO A FIUMICINO

(AGI) - Roma, 20 set. - All'aeroporto di Fiumicino, dove l'operativo voli Alitalia continua ad essere regolare, poco dopo mezzogiorno e' cominciata un'assemblea degli assistenti di volo. Fuori dall'orario di lavoro, una cinquantina di hostess e steward si sono radunati davanti al varco equipaggi, lontani quindi dal transito dei passeggeri, per essere informati dai rappresentanti sindacali di Sdl, Avia e Cub Trasporti sugli sviluppi della vertenza Alitalia.


20 settembre 2008 - Il Manifesto

PUBBLICO IMPIEGO
Ieri lo sciopero dei precari Assemblea a Roma
di Francesco Piccioni

Centinaia di delegati dei lavoratori precari - sia pubblici che «privati» - si sono visti ieri a Roma in occasione dello sciopero dei precari del pubblico impiego, indetto dalla RdB-Cub. Numerose anche le iniziative locali, come a Bologna (assemblea e poi corteo verso la prefettura), o a Torino, con un presidio regionale. Un confronto di esperienze simili, nella più completa frammentazione, che sfocerà nella confluenza nello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base (RdB-Cub, Sdl, Cobas) il 17 di ottobre, con manifestazione nazionale a Roma. Impossibile dar conto di tutte le storie, ma ci torneremo sopra. Le lavoratrici di Legnano - call center di una Asl - sono diventate famose solo preché hanno organizzato una strip conference per far sapere come erano state liquidate dalla Regione Lombardia. «All'improvviso, dalla sera alla mattina, ci hanno lasciato a casa. E dire che da un mese avevamo chiesto cosa sarebbe successo alla scadenza. Ci avevavno rassicurato fino all'ultimo giorno. A quel punto abbiamo deciso di lottare». Da giorni continuano con presidi all'azienda ospedaliera e alla Regione, ma intanto sono fuori. Moltissimi gli attestati di solidarietà, grazie anche all'utilizzo di YouTube. Nel frattempo il subappalto è stato girato a un call center di Paternò, in Sicilia. Ma visto che per rispondere alle domande dell'utenza in materia sanitaria occorre un costoso e non breve periodo di formazione (lo stesso fatto a suo tempo da queste lavoratrici), per il momento il servizio è coperto da alcuni dirigenti dell'azienda ospedaliera (genialmente stupido, il tutto). «Un calcio nel sedere e neanche ciao». Problemi ancora più vasti nella scuola. «Se vogliamo difendere la scuola pubblica, dobbiamo lottare per la stabilizzazione dei precari». I calcoli sono «ballerini», vista la dispersione degli istituti sul territorio, ma si ipotizzano oltre 200.000 persone. Non solo e non tanto docenti, quanto personale amministrativo e tecnico. «La loro condizione di ricattati perenni trascina verso il basso la condizione di tutti, sia sul piano salariale che su quello dei diritti». Un classico ruolo da esercito industriale di riserva. «Nei prossimi anni, da qui al 2012, andranno in pensione almeno 300.000 persone; quindi, anche stabilizzando da qui ad allora tutti i precari, ci troveremo in una situazione uguale a quella attuale». A questo livello non si sono viste particolari differenze tra le politiche di centrodestra e centrosinistra, «entrambe vogliono arrivare alle fondazioni, ossia alla privatizzazione della scuola». Questo implica la «cancellazione del contratto nazionale», fino all'eliminazione delle rsu («cui già oggi i precari non possono essere eletti»). Con conseguenze anche sulla qualità del servizio («ci sono proposte per introdurre l'intramoenia, così come i subappalti per le pulizie») e i diritti democratici e costituzionali. Nell'editoria la giungla diventa ancora più fitta. In Lombardia si è formato un coordinamento di precari, vista l'alta concentrazione di case editrici. «In teoria siamo liberi professionisti, in realtà siamo vincolati quanto a orari e ritmi redazionali. Abbiamo dei picchi di produzione, ma anche mesi in cui non si batte un chiodo». La concorrenza è spietata, tra lavoratori che hanno una laurea in tasca. «Nei periodici sono quasi tutti i precari; con il paradosso che al sabato non riescono a lavorare perché un precario non può avere le chiavi della redazione». La voglia esagerata di profitto, insomma, diventa un ostacolo alla stessa produzione. «Siamo completamente ignorati, senza alcun tipo di riconoscimento; tutti pensano che facciamo un lavoro fico. Noi non vogliamo rinunciare al nostro lavoro, ma nemmeno essere sottopagati». Il sogno, qui, diventa «un vero contratto a progetto, con orari e incarichi contrattati. Non come adesso, che facciamo da camera di compensazione per i problemi contingenti del livello "regolare"». Il problema più grosso, comunque, «è negli studi; quattro o cinque persone in un appartamento, nascosti, come cinesi nelle cantine». Ma con la partita Iva, in modo che l'azienda non paga contributi né altro.

SCUOLA · Le slide del ministro per illustrare il piano non convincono. Continua la protesta di maestri e studenti
I sindacati a Gelmini: «Incontro fallimentare»
di Andrea Gangemi

ROMA - Mentre la ministra dell'Istruzione presentava ieri ai sindacati quello che a loro è sembrato «un piano fantasia» sulla scuola, in tutta Italia continuavano le proteste anti-Gelmini. A Napoli, all'interno del Duomo migliaia di fedeli attendevano il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro e fuori le maestre chiedevano «la riduzione degli stipendi dei politici così come è stato ridotto il nostro numero». A Roma l'assemblea nazionale dei precari indetta dalla Rdb-cub ha ottenuto, secondo le stime del sindacato, circa il 50% di adesioni «da tutti i comparti della scuola e della pubblica amministrazione». La «Rete degli studenti», invece, ha appeso nelle scuole superiori di molte città striscioni alle finestre con scritto «Siamo la soluzione, non il problema», e volantinato contro «l'emergenza ballismo»: «Le azioni di oggi (ieri, ndr ) per svelare le balle del governo sulla scuola - dicono i Reds - sono solo l'inizio di un anno di mobilitazioni per fermare i tagli e portare al ritiro del decreto sul voto in condotta». Quanto all'incontro Gelmini-sindacati, Enrico Panini, segretario generale Flc-Cgil, è stato lapidario: «Fallimentare da tutti i punti di vista». Senza mostrare il testo scritto del piano-scuola, ma illustrandolo solo attraverso una serie di slide , la ministra si è prodigata a difendere la bontà del suo intervento «razionalizzatore»: «Due miliardi di euro di risparmi realizzati col piano - ha assicurato - saranno reinvestiti in formazione, nuove tecnologie e premialità per docenti». Ma per i sindacati è solo fumo negli occhi. «Il ministro ci ha negato una trattativa - dice Panini - dicendo che è vincolata alla finanziaria, che taglia 8 miliardi di euro in tre anni». Le tabelle del ministro, continua Panini, «non nascondono la realtà di fatto di 150 mila tagli al personale scolastico, che potrebbero arrivare addirittura a 200 mila». Molto critici anche Francesco Scrima e Massimo Di Menna, segretari generali rispettivamente di Cisl e Uil scuola. Per Di Menna «ci vorrebbe la magia per tenere insieme i tagli e migliorare la qualità dell'istruzione. I tagli delle risorse, di cui comunque non si è parlato oggi - ha aggiunto - pesano come macigni». Nell'attesa del prossimo incontro con la ministra previsto per l'inizio della settimana prossima, le sigle sindacali rilanciano l'appello alla mobilitazione, anche se per una data unitaria bisogna attendere ancora. E sul maestro unico, Gelmini sembra aver fatto un piccolo passo indietro annunciando che verrà affiancato dall'insegnante di inglese. E ha annunciato orari più ridotti anche per le superiori.


20 settembre 2008 - La Repubblica

Genitori e insegnanti contro la Gelmini. Ieri lo sciopero precari Rdb
Scuola, appello ai sindaci in piazza con la fascia tricolore

Bologna - Non è bastato l´annuncio del ministro dei nuovi posti: genitori e insegnanti confermano la manifestazione di venerdì 26 settembre, e lanciano l´appello ai sindaci, da Cofferati agli amministratori della provincia, a scendere in piazza insieme a loro con la fascia tricolore al braccio, vista la "rilevanza costituzionale" dell´attacco alla scuola. La protesta bolognese si terrà venerdì prossimo in piazza XX settembre alle 17.30, contro il decreto Gelmini che istituisce il maestro unico e in difesa della scuola pubblica. L´appello ai sindaci si è deciso ieri durante un´assemblea di insegnanti e genitori alle scuole Guido Reni: tra le altre richieste, anche quella ai sindacati di uno sciopero generale unitario e al consiglio di facoltà di Scienze della formazione di esprimersi sul decreto e di organizzare delle iniziative in accademia. Intanto la mobilitazione continua: le scuole del quartiere Saragozza si riuniranno giovedì 25 alle Carracci, mentre il 23 ci sarà un´assemblea alle scuole Albertazzi. Ieri, inoltre, hanno scioperato i precari delle cooperative sociali e della pubblica amministrazione, con un corteo indetto dagli autonomi delle Rdb che ha sfilato da via San Felice alla prefettura, dove alcuni delegati hanno incontrato il viceprefetto. A loro si sono aggiunti gli insegnanti Rdb, dopo aver rinunciato a manifestare all´aula Santa Lucia per la mancata presenza del Ministro Gelmini, annullata all´ultimo momento.(s.sc.)


20 settembre 2008 - Il Bologna

Sindacati. I 7000 dipendenti delle cooperative sociali preoccupati per il loro futuro
Sit-in e sfilata dei precari a rischio migliaia di lavoratori
Inizia l'autunno caldo dopo i cobas dal 22 settembre e fino al 15 ottobre sitin dei confederali
di Gian Basilio Nieddu
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Bologna - "Questo è l'inizio dell'autunno caldo", gridano dal megafono i precari. Anche se piove la temperatura della rabbia dei manifestanti, ieri mattina hanno sfilato per la città, è molto alta. Un gruppo si sfila dall'assemblea, che precede il corteo, e si da appuntamento in via Castiglione per contestare il Ministro dell'Istruzione Gelmini. Ma lei non arriva, deve incontrare i sindacati a Roma, e ci si limita a innalzare striscioni, cantare e slogan e poi di corsa raggiungere i compagni per il corteo e il presidio sotto la Prefettura. Scuola, comune, sanità e lavoratori delle cooperative sono rappresentati dai manifestanti, neanche un centinaio, che in delegazione salgono le scale della Prefettura. Dove li accoglie la viceprefetto aggiunta Paola Berardino che dopo l'incontro ha promesso di una relazione a Roma: "Ci ha detto che invierà al governo una relazione con le nostre richieste - spiega Luigi Marinelli (Rdb) - in modo che la nostra protesta possa integrarsi con la giornata di sciopero nazionale". I problemi delle coop sociali sono tra i più rilevanti. Si tratta di circa 7000 lavoratori che chiedono di essere assunti dalle Asp (aziende servizi alle persone) ma queste possono assumere solo per concorso e non è detto che tutti possano essere assorbiti. "Hanno fatto un esperimento a San Donato e su 12 sono passati la metà - spiega un lavoratore - basti pensare che per le esperienze professionali nella prova danno solo 7 punti su 100 mentre il colloquio orale vale 50". Un futuro molto incerto per migliaia di lavoratori che si occupano di assistenza ai disabili, del disagio degli adulti. Attività esternalizzate dal comune tramite convenzioni e appalti. Un sistema che fino ad oggi ha retto ma potrebbe creare non pochi problemi ai lavoratori.. Altri presidi sono in programma per le prossime settimane. Questa volta organizzati dai sindacati confederali che il 22 - 29 settembre e il 6 -15 ottobre porteranno sotto la Prefettura i lavoratori delle agenzie fiscali, dei Ministeri, degli enti locali e della Sanità.


20 settembre 2008 - La Gazzetta di Modena/Nuova Ferrara

Protesta di una settantina sotto la pioggia
I precari in corteo contestano le cooperative e vanno in prefettura

BOLOGNA - Saltano e urlano sotto la pioggia ma i passanti sembrano ignorarli: «No al maestro unico; no alla distruzione delle scuole; no al tempo pieno a pagamento». Sono 70 in tutto: irridicibili, rappresentanti del precari della scuola, lavoratori delle coop, delle Asl e del Comune di Bologna e ieri si sono fatti sentire di fronte alla Prefettura raggiunta con un corteo, indetto nel giorno dello sciopero generale promosso dal sindacalismo di base. «Una nostra delegazione sta già parlando con il viceprefetto aggiunto- dice un lavoratore delle coop- è una violenza quello che ci stanno facendo. Solo 130 euro lordi a rate tra luglio e agosto? E’ questo il contenuto del contratto firmato dai sindacati e dalle Cooperative il 30 luglio?». Un suo collega aggiunge: «Perchè non dicono che il giorno prima che ci svendessero, il 29 luglio, i quadri dirigenti delle cooperative si sono attribuiti 650 euro al mese in più e un’indennità forfettaria di 2.300 euro per il 2006/2007? A noi hanno tolto 180 euro per il biennio 2006/2007 perchè ‘non li abbiamo calcolati nel bilancio’ ci hanno comunicato». La viceprefetto aggiunta, Paola Berardino, «ci ha detto che invierà al governo una relazione con le nostre richieste- riferisce Luigi Marinelli (Rdb) - in modo che la nostra protesta possa integrarsi con la giornata di sciopero nazionale».


20 settembre 2008 - Tempo Stretto

Sciopero nazionale dei vigili del Fuoco
RdB/Cub in rotta con il Dipartimento

Impossibile trovare un accordo sulle regole per la mobilità. Per questa ragione le Rdb/Cub dei vigili del Fuoco hanno proclamato per il 10 ottobre uno sciopero di 4 ore, dalle 10,00 alle 14,00, di tutto il personale, compreso quello aeroportuale, mentre per il personale amministrativo solo delle ultime due ore di fine turno.
Lo comunicano le Rappresentanze di Base con una lettera inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro ministro dell'Interno Roberto Maroni, al Ministero del Lavoro - Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sul diritto di sciopero, al Ministero della Funzione Pubblica e al capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco Soccorso Pubblico e Difesa Civile Giuseppe Pecoraro
Lo sciopero è l'atto finale di un tentativo di confronto tra sindacato e Dipartimento nazionale vigili del Fuoco, iniziato il 4 settembre con la richiesta di attivazione del tavolo di conciliazione e raffreddamento dei conflitti. L'obiettivo, spiega l'organizzazione, era la negoziazione sulle procedure di mobilità del personale qualificato del Corpo Nazionale, in virtù del fatto che allo stato attuale non esistono regole in materia.
Dalla riunione con il Dipartimento, però è emersa, anche se solo verbalmente, l'impossibilità di trovare un accordo scritto per dare certezze ai lavoratori da anni in attesa di rientro nelle sedi di residenza. Da qui la decisione, rafforzata, sostiene il sindacato, anche dal fatto che il Decreto Brunetta discrimina i lavoratori del Corpo Nazionale.


20 settembre 2008 - Il Nuovo Salernitano

LA PROTESTA
Disoccupati si incatenano per dire "no" al processo per l'occupazione dei binari

Salerno - Erano circa un centinaio i disoccupati che ieri mattina si sono incatenati sotto i portici del Comune e davanti alla Provincia di Salerno per dire "no" al procedimento penale a carico di alcuni di loro che si terrà il prossimo 23 settembre per l'occupazione fatta lo scorso anno, di un tratto della linea ferroviaria nella zona orientale di Salerno. Il blocco della circolazione dei treni, per i disoccupati dovrebbero essere processati, fu messo in atto per accelerare l'arrivo di fondi per progetti rivolti ai senza lavoro. Intanto le organizzazioni sindacali Cobas, Rdb Cub, RSU Cobas del Comune di Salerno, Rsu Cgil Azienda Ospedaliera e Cobas Cub Poste hanno indetto, per stamattina presso la sede della Casa della Sinistra a Torrione, un'assemblea cittadina per solidarietà al movimento dei disoccupati di Salerno.


20 settembre 2008 - La Nazione

Spolettificio: lavoratori preoccupati

SPOLETO — VISITA LAMPO allo stabilimento militare di Baiano di Marco Airaghi, direttore generale dell’agenzia industrie difesa. Non più di mezz’ora di colloquio con i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Rdb che hanno apprezzato la prima visita ufficiale del capo dell’agenzia. Le parti sociali non hanno nascosto preoccupazione per il futuro dello stabilimento e ribadito «le difficoltà che impediscono una conduzione di stampo privatistico di un ente che si occupa di manufatti esplosivi e che non può e non deve eludere le norme sulla sicurezza». All’ingegner Airaghi hanno consegnato un lettera in cui chiedono «una revisione del bilancio di previsione e conseguentemente della programmazione per l’anno prossimo; l’assegnazione di finanziamenti necessari al raggiungimento degli obiettivi; l’assegnazione allo stabilimento militare di Baiano di una direzione in grado di assolvere al meglio a un compito non certo facile. In assenza di positivi riscontri in tempi brevi — annunciano — saremo costretti ad intraprendere incisive iniziative percorrendo tutte le strade a disposizione tese alla salvaguardia dell’Ente, dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori».


20 settembre 2008 - Tribuna di Treviso

SICUREZZA AL CA’ FONCELLO
Sindacati: «Vigilantes al pronto soccorso»

Treviso - «E’ impossibile far sicurezza al Ca’ Foncello, al massimo si possono mettere i vigilantes in pronto soccorso». Federico Martelletto, responsabile sindacale di RdB-Cub, allarga le braccia dopo gli episodi di microcriminalità in ospedale: il furto dei soldi e dei vestiti all’obitorio e poi l’invasione dei rom in Ostetricia. «Il Ca’ Foncello è un grande ospedale: si entra e si esce di continuo, senza sosta, e nessuno ferma i visitatori per un controllo - spiega Martelletto - sarebbe impossibile monitorare tutti, bisognerebbe chiudere a chiave i reparti. Assumere vigilantes? Non è una soluzione praticabile, i costi sarebbero alti per una struttura che già fa le acrobazie per far quadrare i bilanci. Si può comunque agire in pronto soccorso: lì basta un solo vigilante per controllare qualche esagitato che dopo tre ore di attesa per una visita comincia ad arrabbiarsi».(m.g.)


20 settembre 2008 - Il Mattino

I disoccupati: «Lavoro non processi»
di GIANLUCA SOLLAZZO

Salerno - Lo slogan è inequivocabile, ricorrente. «Le lotte sociali non devono essere ostacolate». É la spinta che innesca l'intera protesta, civile, garbata. «Salerno reclama case, redditi, spazi sociali», e ancora, «Chiediamo lavoro non camorra». Si mobilita dal primo mattino, il Movimento dei Disoccupati Salernitani, mettendo in atto un'azione dimostrativa che ha come tema principale quello che viene ormai definito il «dramma della disoccupazione». Piaga dolorosa che affligge non solo il salernitano, ma l'intero Meridione. «A Palermo, Bari e nelle restanti province della Campania c'è grande agitazione. Siamo uniti e pronti a farci sentire, dobbiamo essere aiutati e non processati». Fa da spola tra palazzo Sant'Agostino e il Comune, i luoghi dove ieri sono stati organizzati i sit-in, Francesco Cittadino, rappresentante del movimento dei disoccupati salernitani. Non si dà pace. Lui, come altri 15 membri del movimento, martedì 23 settembre saranno processati al Tribunale di Salerno per «aver commesso invasione di suolo pubblico al fine di eseguire il delitto di interruzione di pubblico servizio» in data 14 marzo 2007. Una forma di protesta attuata al fine di sollecitare l'Amministrazione Comunale di Salerno a mettere in campo interventi destinati a favorire il reinserimento socio-occupazionale degli ex detenuti e dei disoccupati e la Regione Campania affinchè avviasse nel comune capoluogo, come a Napoli, i corsi inerenti il «Progetto Conoscenza e Lavoro - I.S.O.L.A» «Il risultato di quell'azione di lotta - dichiara Francesco Cittadino - attuata da ben 525 disoccupati di tutta la provincia è stato di far arrivare a Salerno ben 3 milioni e mezzo di euro di fondi destinati all'avvio di corsi di formazione professionali retribuiti che garantiranno col tempo un inserimento lavorativo stabile ed un reddito sicuro». Cercano sostegno nella battaglia per la difesa del diritto di manifestare. Sono circa un centinaio di senza lavoro, tra questi anche donne. «Andando avanti così - dicono - senza lavoro, senza l'appoggio delle istituzioni, la situazione si aggraverà». Sfilano coi loro manifesti, diffondono volantini, si incatenano davanti a Palazzo di Città, con compostezza. C'è il presidio di polizia e vigili urbani, tutto è sotto controllo. Poi giunge l'invito di lasciare libera la zona, di slegare le catene. «Ma non ci muoveremo, restiamo qui», Francesco Cittadino parla da padre di famiglia: «Non siamo criminali, viviamo un disagio sociale e vogliamo uscirne. Il lavoro è un diritto per tutti e va reclamato a gran voce». Intanto arriva l'appoggio di Cobas, Rdb, Rsu, Cgil che hanno convocato per lunedì prossimo un'assemblea cittadina, alle 18, presso la «Casa della Sinistra» in via Falvo a Torrione. Obiettivo: esprimere solidarietà al movimento dei disoccupati di Salerno e discutere dei temi dell'occupazione e della precarietà.


20 settembre 2008 - Il Giorno

«Non siamo pezzi da museo»
ARESE LA FLM UNITI CHIEDE ALLA FIAT DI RIDARE LAVORO A 930 EX ALFA

ARESE — BEN VENGA il rilancio del museo storico dell'Alfa Romeo, ma Fiat si ricordi che sotto il Biscione di Arese ci sono ancora 930 lavoratori. È questa la posizione del sindacato alla vigilia di un incontro che si terrà nei prossimi giorni a Milano con i vertici della casa automobilistica torinese per discutere sul futuro dello stabilimento aresino. «L'iniziativa è interessante - spiega Carlo Pariani della Flm Uniti Cub - perchè finalmente Fiat si è ricordata che c'è il museo storico, se non fosse che contemporaneamente il progetto prevede la chiusura definitiva delle attività di progettazione, sperimentazione e stile delle vetture Alfa. Questi reparti sono la testa pensante di Alfa. Fiat intende fare una grande operazione di immagine senz’anima, che prevede l’espulsione di centinaia di lavoratori». Com’è noto da alcuni mesi, Fiat intende celebrare l'anno prossimo i 100 anni della prestigiosa marca automobilistica Alfa Romeo con una serie di importanti manifestazioni. Tra queste è previsto il rilancio del museo storico con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, la realizzazione dell'Alfa Romeo Village, cioè un albergo tematico con officine dedicate alla manutenzione delle auto storiche. Arese tornerà dunque a essere il «cuore» dell'Alfa Romeo, ma la Fiat dovrà fare i conti anche con i lavoratori che oggi progettano e sperimentano motori e vetture Alfa. Nonostante la chiusura dei reparti, lo smantellamento delle catene di produzione e il taglio di migliaia di posti di lavoro, nello stabilimento aresino ci sono 930 lavoratori, di cui 750 legati a Fiat Auto e Powertrain. «Ogni discussione deve affrontare anche il problema occupazionale - aggiunge il sindacalista - vogliamo conoscere il futuro degli impiegati e degli operai rimasti in fabbrica».(Ro.Ramp.)


20 settembre 2008 - Italia Oggi

Contro il riciclaggio filtro doganale ai flussi finanziari

Roma - Sui flussi finanziari dall'Italia l'occhio delle dogane. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri uno schema di decreto legislativo che razionalizza ed integra le norme vigenti in materia di controlli sui flussi di denaro in entrata e in uscita dalla Comunità....
....Le nomine
Il Consiglio ha inoltre deliberato, su proposta del presidente del Consiglio, la nomina a componenti del Cnel di Pierpaolo Leonardi (rappresentante della Confederazione unitaria di base) e di Albino Gorini, Giovanni Carlo Panero e Paolo Tesi (rappresentanti della Cisl).


20 settembre 2008 - Gazzetta del Sud

Il ministro ha compiuto 67 anni
In Cdm si brinda al compleanno di Umberto Bossi

ROMA - Piccolo fuori programma al termine del Cdm. I ministri, prima di lasciare la sede del governo, si sono fermati a festeggiare con un brindisi....
....Inoltre, il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta del presidente del Consiglio, la nomina a componenti del Cnel del signor Pierpaolo Leonardi (rappresentante della Confederazione unitaria di base) e dei signori Albino Gorini, Giovanni Carlo Panero e Paolo Tesi (rappresentanti della Cisl).....


19 settembre 2008 - Ansa

SCUOLA: PRECARI; RDB-CUB, 50% ADESIONE SCIOPERO DI OGGI

(ANSA) - ROMA, 19 SET - La RdB-Cub parla di ''forte partecipazione all'assemblea nazionale dei lavoratori precari indetta per oggi a Roma''. L'adesione allo sciopero di tutti i comparti della scuola e della pubblica amministrazione e' stata, secondo il sindacato, del 50%. ''Non vogliamo diventare caballeros, rivendichiamo il lavoro che ci spetta di diritto - ha detto in assemblea Carmela Bonvino, rappresentante Rdb-Cub - perche' dopo 10 anni di precariato non c'e' bisogno di concorso, visto che la prova e' stata fatta giorno dopo giorno al lavoro''. Bonvino ha attaccato la legge 133 per il privato, ''che permette di mettere alla porta con una mancia quei lavoratori a cui un giudice ha riconosciuto il diritto al lavoro a tempo indeterminato che le aziende, violando la legge, gli avevano negato. Non si puo' dire ai precari del pubblico impiego - ha aggiunto Bonvino - che alla scadenza dei contratti se ne devono andare a casa''. ''L'obiettivo comune dei sindacati di base - ha concluso la rappresentante RdB-Cub - e' proseguire la mobilitazione, per rivendicare la stabilizzazione senza concorso per tutti i lavoratori e cancellare la legge Treu e la legge 30''.


19 settembre 2008 - Dire

ACT REGGIO. SCIOPERO BUS, CUB: ADESIONE AL 60%
E DENUNCIA: HANNO SOSTITUITO LAVORATORI IN AGITAZIONE

(DIRE) Reggio Emilia, 19 set. - Adesione al 60% per lo sciopero degli autobus organizzato oggi dalla Cub di Reggio Emilia. Il sindacato autonomo nel comunicare l'esito della protesta denuncia inoltre: "Pur di ostacolare la riuscita dello sciopero Ae ha sostituito alcuni lavoratori in sciopero", ma la partecipazione "e' la dimostrazione concreta di quanto siano sentiti e gravi i problemi da tempo sollevati dalla Cub". Gli autonomi hanno aperto una vertenza nel gruppo che gestisce il trasporto pubblico Act, chiedendo l'applicazione di un contratto unico per tutti i dipendenti e la riassunzione di alcuni autisti di una ditta che lavora in sub appalto, licenziati quest'estate. Gli autonomi criticano anche gli enti locali: "Nessun politico che governa in Provincia e in Comune puo' fare finta che questa dirigenza sia in grado di gestire una realta' cosi' economicamente e socialmente rilevante come il trasporto pubblico locale con il consenso di chi quest'attivita' la fa funzionare materialmente ogni giorno: le lavoratrici e i lavoratori".

SCUOLA. RDB CUB: ADESIONI DEL 50% DEI PRECARI ALLO SCIOPERO
BONVINO: DOPO 10 ANNI NON C'E' BISOGNO DI CONCORSO

(DIRE) Roma, 19 set. - Una "forte partecipazione" ha caratterizzato l'assemblea nazionale di tutti i lavoratori precari indetta per oggi a Roma dalla RdB-Cub. L'adesione allo sciopero, proclamato per l'intera giornata in tutti i comparti della Pubblica Amministrazione e nella Scuola, si e' attestata sul 50%. E' quanto rende noto Rdb-Cub con una nota. All'assemblea nazionale hanno preso parte delegati provenienti dal precariato sia del settore pubblico che del privato: agli interventi dei lavoratori di Scuola, Sanita', Universita', Ricerca, Enti Locali, di Lsu e degli esternalizzati, cantieristi e dipendenti delle societa' appaltatrici, si sono alternati quelli di precari Alitalia, Rai, Call center, Editoria, Telecomunicazioni. "Al governo diciamo che non vogliamo certo diventare caballeros, ma rivendichiamo il lavoro che ci spetta di diritto- ha detto Carmela Bonvino, della Federazione nazionale RdB-Cub- Perche' dopo 10 anni di precariato non c'e' bisogno di concorso, visto che la prova e' stata fatta giorno dopo giorno sul posto di lavoro. La forte e determinata partecipazione di oggi dimostra che i precari sono pronti a dare battaglia e non si lasceranno dividere da contrapposizioni create ad arte". Altre iniziative territoriali si susseguiranno nelle prossimo settimane fino allo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base (Cub, Cobas, SdL) per il prossimo 17 ottobre, con manifestazione nazionale a Roma.

LAVORO BOLOGNA. SOTTO LA PIOGGIA LA PROTESTA DEI PRECARI
CORTEO FINO ALLA PREFETTURA, CONTRO I TAGLI A SCUOLA E LE COOP

(DIRE) Bologna, 19 set. - Saltano e urlano sotto la pioggia per ottenere l'attenzione dei passanti che, per le vie di Bologna, sembrano ignorarli: "No al maestro unico; no alla distruzione delle scuole; no al tempo pieno a pagamento". Sono settanta in tutto: irridicibili, decisi a scioperare e protestare anche se piove e, in fin dei conti, non sono tantissimi. Sono rappresentanti del precari della scuola, lavoratori delle coop, delle Asl e del Comune di Bologna e questa mattina si sono fatti sentire di fronte alla Prefettura raggiunta con un corteo partito da via San Felice, indetto nel giorno dello sciopero generale promosso dal sindacalismo di base. "Una nostra delegazione sta gia' parlando con il viceprefetto aggiunto- dice un lavoratore delle coop- e' una violenza quello che ci stanno facendo. Solo 130 euro lordi a rate tra luglio e agosto? Sarebbe questo il contenuto del contratto firmato dai sindacati e dalle Cooperative il 30 luglio?". Un suo collega aggiunge: "Perche' non dicono che il giorno prima che ci svendessero, il 29 luglio, i quadri dirigenti delle cooperative si sono attribuiti 650 euro al mese in piu' e un'indennita' forfettaria di 2.300 euro per il 2006/2007? A noi hanno tolto 180 euro per il biennio 2006/2007 perche' 'non li abbiamo calcolati nel bilancio' ci hanno comunicato". Intanto le urla non si attenuano: "Basta ai tagli alla scuola e al pubblico impiego". Quest'ultimo e' il settore piu' colpito, si legge in una nota delle Rdb bolognesi, "17 miliardi di euro in meno in tre anni e nessuno stanziamento per i rinnovi contrattuali". La viceprefetto aggiunta, Paola Berardino, "ci ha detto che inviera' al governo una relazione con le nostre richieste- riferisce Luigi Marinelli (Rdb)- in modo che la nostra protesta possa integrarsi con la giornata di sciopero nazionale". Prima del corteo, alle 10, al circolo Dozza di via S.Felice, un'assemblea cittadina, promossa dalle Rappresentanze sindacali di base, si era riunita per decidere i contenuti delle rivendicazioni e per discutere le scelte degli ultimi governi in materia di stato sociale e lavoro precario. "Per quanto riguarda il settore delle coop sociali- ha detto Marinelli- nell'assemblea di questa mattina si e' posto l'accento sulla riorganizzazione del Welfare, sul nuovo regolamento comunale sui servizi e sul ruolo delle Asp, Aziende servizi alle persone".

MINORI. SCUOLA, OGGI SCIOPERO SIGLE SINDACALI DI BASE

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 19 set. - Per oggi, venerdi' 19 settembre, la RdB-Cub e la Cub Scuola hanno indetto una giornata di sciopero nazionale dei precari della Pubblica Amministrazione e della Scuola. L'astensione dal lavoro sara' articolata da inizio a fine turno di ciascun turno, con orari diversi a seconda dei comparti, e verranno garantiti i servizi minimi previsti. In concomitanza con la giornata di sciopero la RdB-CUB ha indetto a Roma un'assemblea nazionale di tutti i precari, sia del settore pubblico che di quello privato, a cui parteciperanno delegati e lavoratori di tutta Italia. L'assemblea si terra' a partire dalle ore 9.30 presso il Centro Congressi Cavour in via Cavour a Roma.


19 settembre 2008 - Agi

SCUOLA: COBAS, PIANO GELMINI E' DEVASTANTE

(AGI) - Roma, 19 set. - "Dopo i tagli annunciati, si alza la cortina fumogena dietro cui la neoministra cerca di nascondere il devastante piano previsto per la scuola pubblica". Il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi, boccia senza appello il piano del ministro Maria Stella Gerlmini. "Mentre i posti tagliati per i docenti risultano essere 87.400, quelli per gli ATA 44.500 e quelli derivanti dall'introduzione del maestro unico e non riportati nel testo, ulteriori 50.000, la ministra, con grande disinvoltura, dichiara che ci saranno 2 miliardi di incentivi, che il tempo pieno aumentera' del 50 per cento, che ci sara' piu' matematica e inglese al classico", si legge in una nota, "Tutto cio' si traduce nella massiccia espulsione di precari(in 200.000 saranno infatti definitivamente cancellati con un colpo di spugna) oltre che, nell'aumento a dismisura degli alunni per classe e nella totale dequalificazione della scuola pubblica". Da questo giudizio, l'appello alla mobilitazione: "A questo inaudito attacco deve percio' corrispondere una poderosa mobilitazione degli/delle insegnanti, dei genitori, degli ATA, degli studenti e delle studentesse. Mobilitazione che e' gia' iniziata con assemblee, manifestazioni, sit-in, volantinaggi". La protesta proseguira' con una miriade di iniziative locali che sfoceranno il 26 settembre in una giornata di mobilitazione generale con manifestazioni cittadine in tutta Italia. Per il giorno seguente a Roma i Cobas organizzeranno un convegno con le varie strutture dei precari, per definire "le linee della lotta d'autunno". Il 17 ottobre il grande sciopero generale della scuola, convocato dai Cobas e dalle altre strutture del sindacalismo alternativo, Cub e SdL, con la manifestazione nazionale a Roma.


19 settembre 2008 - Adnkronos

SANITA': OLTRE 50% PRECARI SSN ADERISCE A SCIOPERO NAZIONALE RDB-CUB
BONVINO, NON CI ASPETTAVAMO ADESIONE COSI' MASSICCIA

Roma, 19 set. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sono almeno 15 mila i lavoratori precari della sanita' pubblica che stanno aderendo allo sciopero nazionale dei dipendenti 'a tempo determinato' del pubblico impiego, indetto per l'intera giornata di oggi dalla Federazione Rdb-Cub. Tutti lavoratori che chiedono la stabilizzazione del loro contratto.


19 settembre 2008 - NSD.it

VIGILI DEL FUOCO: SCIOPERO DI 4 ORE IL 10 OTTOBRE

Roma - La Rdb/Cub Vigili del fuoco ha proclamato uno sciopero di quattro ore (dalle 10 alle 14) per il prossimo 10 ottobre. Il sindacato ha criticato fortemente le procedure di mobilità del personale spiegando che il decreto Brunetta discrimina i lavoratori del corpo e sottolineando che non è stato aperto il secondo biennio economico, con risorse aggiuntive.


19 settembre 2008 - Ami

Precari. Ieri sciopero nazionale per i lavoratori dei call center. In piazza a Roma per la 'buona occupazione'
Guarda il video

Scioperano i lavoratori dei call center per la 'stabilizzazione e maggiori controlli ispettivi'. Contemporaneamente si riunisce l'assemblea nazionale precari del settore pubblico e privato. L'autunno caldo è già cominciato e i lavoratori organizzano lo sciopero generale previsto per il prossimo 17 ottobre....
....Nel frattempo a poca distanza dal luogo del concentramento, in via Cavour presso il centro Congressi, si tiene l'assemblea nazionale dei precari a cui aderiscono lavoratori sia del settore pubblico - hanno già dato la loro adesione Sanità, Enti Locali, Università e Ricerca, Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Scuola - che del lavoro privato come Poste, Rai, SKY, Alitalia, editoria e telecomunicazioni, senza tralasciare il settore degli esternalizzati e dei lavori socialmente utili. Obiettivo dell'incontro riportare all'attenzione dell'agenda politica la questione precarietà, «'rimossa' dal centro destra come dal centro sinistra» ma soprattutto sarà il momento per costruire lo sciopero generale previsto per il 17 ottobre prossimo.
In particolare viene messo sotto accusa il decreto legge 112 con cui il governo avrebbe «provveduto al blocco delle stabilizzazioni di oltre 200.000 precari della Pubblica Amministrazione e all'introduzione di norme anti-precari che bloccano ogni speranza di trasformazione a tempo indeterminato di centinaia di migliaia di lavoratori precari anche nel privato».


19 settembre 2008 - Bologna Oggi.it

Bologna: precari in protesta sotto la pioggia

BOLOGNA - Nonostante la pioggia, una corteo di manifestanti composto da una settantina tra precari della scuola, lavoratori delle coop, delle Ausl e del Comune di Bologna ha deciso di far sentire le loro voci davanti al Prefettura di Bologna, manifestando contro il maestro unico, la distribuzione delle scuole ed il tempo pieno a pagamento. Prima del corteo, un'assemblea cittadina, promossa dalle Rappresentanze sindacali di base, si era riunita al circolo Dozza di via S.Felice per decidere i contenuti delle rivendicazioni e per discutere le scelte degli ultimi governi in materia di stato sociale e lavoro precario. Il settore del pubblico impiego, si legge in una nota delle Rdb bolognesi, è il più colpito con "17 miliardi di euro in meno in tre anni e nessuno stanziamento per i rinnovi contrattuali". "Per quanto riguarda il settore delle coop sociali- ha detto Marinelli - nell'assemblea si è posto l'accento sulla riorganizzazione del Welfare, sul nuovo regolamento comunale sui servizi e sul ruolo delle Asp, Aziende servizi alle persone".


19 settembre 2008 - Il Tempo.it

A Fiumicino in scena la festa dell'assurdo
Un mix di sollievo e di ansia, un picco di esultanza seguito dalla ricaduta nel limbo dell'incertezza. Queste le emozioni che hanno espresso i lavoratori in protesta al varco equipaggi dell'aeroporto di Fiumicino. «La rinuncia della Cai è una mancata rapina», questo è il parere di Fabio Frati, rappresentante nazionale della Cub Trasporti, il giorno dell'addio alla trattativa.
di Veronica Moro

Il viso segnato dai giorni di protesta, il megafono al collo e ancora tanta voglia di farsi sentire: «La Lega lombarda ha spinto affinché la Cai rilevasse l'Alitalia per incrementare i voli su Malpensa», dice Frati «ma per fortuna alla fine non ce l'hanno fatta. Noi chiediamo al governo di assumersi le proprie responsabilità e nazionalizzare la compagnia». Le stesse aspettative di Emilio che, come tanti altri, accetta di raccontarsi ma senza dichiarare il cognome: «Lavoro in Alitalia da 35 anni. Ora aspettiamo che la politica faccia quello che si dovrebbe fare in un paese serio e democratico, senza scaricare la colpa sui cinque sindacati». «Non siamo arrabbiati - precisa Marina, da dieci anni al call center della compagnia di bandiera - abbiamo "solo" l'ansia addosso 24 ore su 24 ma, attualmente, qualsiasi proposta alternativa a quella di Cai è migliore. Non credo che ci sia da gioire per il naufragio della trattativa ma almeno per noi potrebbero esserci nuove speranze». Tra i manifestanti anche Diana, incinta di 4 mesi, e da undici anni dipendente della Federdistribution: «Anche mio marito lavora per l'Alitalia, senz'altro non è il momento migliore per mettere in cantiere un figlio visto che rischiamo di perdere il lavoro entrambi. È anche difficile sapere, con esattezza, a cosa andiamo incontro perché noi i documenti non li vediamo mai: sappiamo le cose "per sentito dire"». Amarezza e tristezza, questo riflettono gli occhi di Luigi, revisore di motori da nove anni, mentre gira le dita e racconta: «Ci hanno detto di non intervenire sull'ultimo motore, di rimballarlo e di farlo tornare in Germania e nelle mie condizioni ci sono altri 450 lavoratori. Se le cose stanno come credo, tra due giorni non ci sarà più lavoro e io ho una famiglia da mantenere». «Sono contento che Cai non abbia firmato - esordisce Angelo, 40 anni, dal '94 in Alitalia servizi - e spero che adesso arrivino delle proposte migliori. Ho due figli da mantenere e alla mia età trovare un altro posto non è certo semplice». E il futuro dei figli è senza dubbio il punto nevralgico delle famiglie che rischiano di perdere lo stipendio come testimonia anche Silvia De Andreis, assistente di volo da 25 anni e mamma di tre ragazzi: «Il più grande, di 21 anni, mi ha chiesto se, data la situazione, era il caso che andasse a lavorare per dare una mano». «Anche Alitalia è una grande famiglia - dice Silvia - se ci fosse una madre ai vertici, taglierebbe i rami secchi e la farebbe rinascere».


19 settembre 2008 - Il Gazzettino

Applausi e abbracci tra i dipendenti

Roma - Un boato di gioia, braccia che sventolano allegre, trombette da stadio, sorrisi, abbracci, telefonate: la Cai ha ritirato l'offerta e piloti e assistenti di volo gioiscono, esultano, urlano. E piangono di gioia, perché - come gridava la trentina di manifestanti davanti al palazzo milanese in cui era riunita l'assemblea della Cai - «meglio falliti che in mano ai banditi».Assemblee spontanee e presidi - mai meno di duecento persone, tra piloti, hostess e steward - anche a Fiumicino. E anche qui il fallimento della trattativa è accolto con soddisfazione: «Bene così, ora tocca agli stranieri». E si spiega che il progetto della Cai non andava bene anche perché «in realtà, si voleva gettare a mare Fiumicino, per dare spazio, ancora una volta, a Malpensa, che ha già fallito tutti i suoi obiettivi». E anche qui, piloti e hostess esultano. Poco prima avevano ascoltato - e acclamato - il leader dell'Idv, Di Pietro, che in maniche di camicia inveiva contro il governo e i furbetti di Fiumicino. E assicurava di essere pronto a denunciare il commissario straordinario di Alitalia, Fantozzi, per danni erariali. Ora che tutto è azzerato e il futuro è incerto, la platea si divide tra chi è convinto che Alitalia «è di nuovo sul mercato» e chi più prudente spera comunque «in un accordo migliore». Dal palco improvvisato, il rappresentate nazionale del Cub Trasporti, Frati, grida: «Noi siamo contenti, non perché gli imprenditori se ne sono andati. Tutto sommato questi non hanno mai presentato un'offerta credibile, ma di prepotenza e di rapina che i lavoratori non avrebbero mai potuto accettare. Adesso ci aspettiamo che il governo faccia il suo dovere e il suo compito: nazionalizzi questa compagnia e tuteli l'azienda che è un bene pubblico dell'Italia».


19 settembre 2008 - Tribuna Treviso/Mattino Padova/Gazzetta Reggio, Modena, Mantova/Nuova Sardegna, Venezia, Ferrara/Città Salerno/Centro/Corriere Alpi/Alto Adige/trentino/Piccolo/Tirreno/Provincia Pavese

Alle 17 in piazza scatta l’applauso
Hostess e piloti: e ora continueremo a lavorare, nell’interesse di tutti. «Meglio così, era un’offerta di rapina» A Milano contestati i soci Cai: «Buffoni» Castelli (Lega): allibito dalle scene di giubilo

ROMA - Applausi scroscianti e pugni levati in segno di vittoria. È stata un’ovazione quella con cui i dipendenti Alitalia di Fiumicino hanno accolto l’annuncio del ritiro dell’offerta Cai. Ai lavoratori dello scalo romano, da giorni riuniti in assemblea permanente davanti ai varchi equipaggi, la notizia dei ritiro è stata data dai megafoni dei sindacati autonomi, quelli esclusi dal tavolo del confronto. E subito dalla folla di hostess, steward, piloti e personale di terra in attesa si è levato un lungo e rumoroso applauso carico di nervosismo, di tensione e di preoccupazioni per il futuro. «Scene di giubilo che lasciano allibiti», ha polemizzato il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Roberto Castelli.
«Questi imprenditori che se ne sono andati non hanno mai presentato un’offerta credible, ma un’offerta di prepotenza e di rapina che i lavoratori non avrebbero mai potuto accettare. E adesso ci aspettiamo che il governo faccia il suo dovere nazionalizzando questa compagnia e tutelando l’azienda», ha detto il rappresentante nazionale della Cub Trasporti, Fabrizio Frati, invitando i lavoratori a ponderare le prossime mosse. Nel frattempo, e mentre le sei sigle sindacali che d’intesa con la Cgil hanno detto no al piano hanno già chiesto un incontro urgente al commissario Fantozzi, si continuerà a volare, anche senza stipendio. «Continueremo a lavorare stasera, domani, dopodomani, senza interrompere il servizio e nell’interesse di tutti, dell’azienda e di noi dipendenti», ha ribadito Giampalo Guerra, comandante Cargo dell’Anpac, prendendo la parola in assemblea. «Certo i tempi del fallimento sono molto stretti e i soldi in cassa sono pochi - ha aggiunto Guerra - ma visto che l’azionista di maggioranza è il Tesoro il commissario può sicuramente prendere tempo. In questo modo sarà possibile indire una gara di vendita trasparente». Nella certezza «che alle condizioni di Cai si farà avanti più di un interessato», ha ribadito Guerra ricordando che «i francesi avrebbero comprato accollandosi debiti per un miliardo e mezzo di debiti mentre per lo stesso bene Cai avrebbe sborsato, al netto, 350 milioni di euro».
L’uscita di scena della Cai, è stata applaudita anche a Milano, dove una rappresentanza di lavoratori ha presidato Palazzo Clerici, sede dell’assemblea, dando vita ad un’accesa protesta condita da slogan e insulti. Gli industriali impegnati nella cordata sono stati accolti al grido di «Buffoni, buffoni». E da Roberto Colaninno a Marco Tronchetti Provera nessuno è stato risparmiato. «Via la casta, riapre l’asta», «Meglio falliti che in mano coi banditi» hanno urlato i manifestanti al passaggio dei potenti.
Ma a sostenere che il fallimento è preferibile alla proposta Cai, c’è anche Antonio Di Pietro che nel pomeriggio di ieri si è presentato a sorpresa all’assemblea dei lavoratori di Fiumicino per invitarli a non mollare. «Credo che sul piano tecnico l’offerta Cai sia persino inferiore a quella che potrebbe stabilire il curatore fallimentare», ha detto Di Pietro annunciando che le violazioni di legge presenti nella procedura di vendita saranno denunciate alla Corte dei conti, alla procura generale della Repubblica e all’Antitrust. «Violazioni che, siamo convinti, siano tali da ingenerare una responsabilità erariale, contabile ed amministrativa, con risvolti che rasentano l’interesse privato in atti d’ufficio, da parte degli organi di governo che l’hanno posta in essere», ha aggiunto il leader dell’Italia dei Valori più volte interrotto dagli applausi.(n.a)

I CUB
Ora torni in mano pubblica

Ora che «gli imprenditori della cordata italiana hanno ritenuto impossibile realizzare nel silenzio il loro progetto di mettere le mani sul ricco mercato del trasporto aereo del nostro Paese, di scaricare i debiti sulla collettività e di licenziare migliaia di lavoratori, polverizzando l’ex-compagnia di bandiera», tocca al governo intervenire, prendendo atto del «fallimento del progetto di privatizzazione di Alitalia». Lo afferma Antonio Amoroso, del CUB Trasporti. «Solo dopo averla risanata e rilanciata attraverso l’intervento pubblico - ha aggiunto - si potrà procedere a stipulare accordi e alleanze commerciali con altri vettori europei e non solo».


19 settembre 2008 - Corriere della Sera

L'attesa e l'esultanza
A Fiumicino il boato da stadio «Meglio falliti che con quelli»
di Fabrizio Caccia

ROMA — Un boato da stadio, a Fiumicino, accoglie la notizia che la Cai ha appena ritirato l'offerta. Sono le cinque del pomeriggio e parte un coro che ha il fragore di una cascata: «L'Alitalia siamo noi, l'Alitalia siamo noi...». Situazione paradossale. Il fallimento della compagnia ora sembra davvero imminente, eppure esultano le hostess eleganti in giacca verde e i piloti con l'aquila d'oro sul cappello, gli assistenti di volo e gli operai della manutenzione, i precari dei call-center e gli stagionali, tutti insieme autoconvocatisi davanti al varco degli equipaggi, eletto ieri a cuore della protesta, a piazza della lotta e della speranza.
Centinaia di persone in assemblea permanente. Canti, slogan, striscioni: «Meglio falliti che in mano ai banditi», «Giustizia», «Resistere », «Questo è solo l'inizio », «Tutti col treno, andate tutti col treno... ». Già, quest'ultima è la minaccia più torva, per adesso comunque i voli sono garantiti, le piste libere, l'autodisciplina dei lavoratori è massima e così continuerà ad essere anche nei prossimi giorni, promettono i manifestanti.
Accanto ai baci e agli abbracci, però, non mancano le lacrime. La realtà è brutale e ne sono consapevoli. Ci sono madri di famiglia sinceramente preoccupate: «Non sappiamo se domani potremo ancora dar da mangiare ai nostri figli — si sfoga una giovane hostess con 11 anni di servizio —. Ma l'ultimatum della Cai era un ricatto che non potevamo accettare. Qui non ci sono in gioco soltanto i posti di lavoro e gli stipendi, qui c'è in gioco anche la nostra dignità. Altro che compagnia di bandiera, a forza di esuberi e di tagli volevano trasformare Alitalia in una low-cost». Sul piazzale, è venuta pure un'intera famigliola col passeggino: Massimo Domenici (personale di terra), Francesca Busello (assistente di volo) e il piccolo Edoardo di 2 anni e mezzo («Siamo qui per lui», dicono i genitori). «La gente ci è vicina — racconta Gabriele Gierse, hostess di Colonia da 25 anni in Italia —. Non solo i passeggeri, anche le altre categorie. Se dici che sei di Alitalia, scopri subito intorno a te un'enorme solidarietà».
In mezzo ai lavoratori, a metà pomeriggio, piomba Antonio Di Pietro, il leader dell'Italia dei Valori, che fa il pieno di applausi: «Grazie, grazie», gli gridano hostess e piloti, mentre lui col megafono in mano annuncia di voler ricorrere alla magistratura per quello che «non è un ultimatum ma un'estorsione aggravata », per quella che «non è una cordata ma un cappio al collo...». C'è chi strappa la propria tessera della Cisl, chi confessa di essere iscritto all'Ugl ma di non riconoscersi più nel sindacato della Polverini che voleva firmare l'accordo con la Cai. Andrea Cavola, del Sindacato dei Lavoratori (Sdl), uno dei sei che invece ha detto no all'ultimatum, invita alla calma, alla moderazione.
Ma ciò che più colpisce, tra tutte queste persone in piedi sul piazzale, che col passare delle ore si alternano, perché c'è chi deve imbarcarsi per San Paolo e c'è chi invece è arrivato da Buenos Aires, ciò che più colpisce — dicevamo — è lo spirito di corpo, il senso d'appartenenza, l'orgoglio Alitalia che li permea tutti. Alessandro Cataldo, 44 anni, assistente di volo, prende il microfono e dice: «Sono pronto a dare il mio stipendio di ottobre al commissario Fantozzi, purché lui sappia trovare un'alternativa e non continui a dire che l'alternativa non esiste e il carburante sta per finire». A decine, allora, alzano le mani: anche loro sono pronti a lavorare gratis per un mese. Ma non è una colletta. È l'ultima, disperata, orgogliosa, dimostrazione d'attaccamento ai colori («L'Alitalia siamo noi...»).
«Nazionalizzare la compagnia», è l'appello rivolto al governo da Fabio Frati e Antonio Amoroso, dei Cub, i comitati di base, che l'altro giorno hanno lasciato a terra 50 voli con uno sciopero. Poi ecco il comandante Massimo Notaro, del sindacato Up, con i suoi bei galloni d'oro sulla divisa. Annuncia che i piloti sono pronti a fare la loro parte («Ogni tre voli, uno gratis», è lo slogan). E Alessandra Pinci, 32 anni, hostess stagionale da una vita, 600 euro al mese di minimo, è disposta anche lei a decurtarsi la paga («Altro che privilegi...», sospira). Oggi, ancora sit-in. In attesa di sviluppi.


19 settembre 2008 - La Gazzetta di Reggio

Oggi sciopero dei trasporti Autobus e treni Act a rischio

REGGIO E. - Scatta oggi a Reggio la protesta targata Cub. La confederazione unitaria di base del settore trasporti ha infatti proclamato un’intera giornata di sciopero del personale di autobus e treni di Act. La Cub prosegue nella rivendicazione di un contratto unico per tutti i dipendenti del gruppo, a tutela in particolare dei lavoratori del consorzio Orfeo. Le cui condizioni salariali e contrattuali risultano svantaggiate rispetto a quelle degli altri lavoratori. Gli autonomi polemizzano inoltre duramente con le altre sigle sindacali: «E’ ormai chiaro come i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa, spalleggiatori indefessi di una politica aziendale dettata dalle istituzioni locali, Comune e Provincia, proprietari delle aziende di Act, hanno con la loro indifferenza concertativa e il loro immobilismo strategico contribuito scientemente al peggioramento delle condizioni dei lavoratori, alla riduzione del personale e all’aumento del precariato».

Presidio davanti alla prefettura contro il ministro Gelmini

REGGIO E. - «Pare ormai che l’attività prediletta dall’alta dirigenza del ministero dell’Istruzione (non più pubblica) consista nel calcolare quanti posti di lavoro dovranno essere tagliati nella scuola. Apprendiamo così che, mediante il ritorno al maestro unico, si conta di tagliare da 40mila a 50mila insegnanti, che la riduzione delle ore alla scuola superiore produrrà l’eliminazione di altre 35mila cattedre, che l’applicazione del decreto Moratti garantirà altri 15mila posti in meno, che gli Ata verranno ridotti di 43mila». L’attacco arriva dalla Cub di Reggio, che ha proclamato per oggi uno sciopero generale dei precari della scuola e del pubblico impiego, con tanto di presidio davanti alla prefettura di Reggio, in corso Garibaldi, alle ore 10.
«Maria Stella Gelmini si slancia intanto in affermazioni sul fatto che le spese per le retribuzioni del personale sono una parte eccessiva della spesa complessiva per la scuola, sulla necessità di garantire retribuzioni adeguate al personale, sull’esigenza di rigore e serietà. Il progetto del governo, del padronato, del blocco che sostiene la scuola privata è assolutamente chiaro e non permette a noi ambiguità di sorta. O difendiamo la scuola pubblica e i diritti di insegnanti ed ata o ci pieghiamo alle loro scelte. Se è vero che, di fronte alla violenza di quest’attacco alla scuola pubblica, lo stato d’animo di molte colleghe e colleghi oscilla fra lo sconforto e la rabbia, è anche vero che lo sconforto va contrastato e la rabbia deve trasformarsi in azione».


19 settembre 2008 - La Repubblica

Organizzato dai Cub. Lezioni a rischio
Sit-in in piazza Castello dei precari della scuola

Torino - I precari delle scuole scendono in piazza contro la "rivoluzione Gelmini". La Cub scuola ha infatti organizzato oggi alle 10 un presidio in piazza Castello, davanti alla prefettura per, si legge in un comunicato, «opporsi a un piano che prevede il taglio, fra docenti e personale amministrativo, tecnico ed ausiliario di oltre 130 mila posti di lavoro, che si sommano ai tagli già effettuati dai precedenti governi». Il corteo si sposterà poi in via Pietro Micca, davanti alla sede dell´Ufficio scolastico regionale.


19 settembre 2008 - Left

L’assicurazione che ti sfratta
A Roma la Generali vende un immobile abitato da trecento famiglie a prezzi di mercato.La paura degli inquilini che rischiano di perdere il tetto. La proposta del presidente del municipio XI Catarci: «L’Ater acquisisca gli appartamenti»
di Rossella Anitori e Valeria Morando

Roma - Speculazione edilizia e carovita: ecco il mix letale che fa bruciare l’emergenza abitativa nella Capitale. Roma. Via Pincherle 153, a due passi dell’Eur. Uno stabile di 293 appartamenti, che non versa certo in condizioni ottimali, sta per essere venduto. E le famiglie che lo abitano temono di perdere il tetto. Non si tratta di un caso isolato. Sono sempre di più le persone che impegnano una quota consistente del proprio reddito per l’affitto e che, sprovviste di qualsiasi forma di tutela, di fronte a passaggi di proprietà temono il peggio: dal rincaro del canone di locazione allo sfratto. Come è accaduto in via dei Colli Portuensi 187 (67 appartamenti di proprietà della Cassa di risparmio di Trieste messi in vendita dall’immobiliare Gabetti ai proibitivi prezzi di mercato) e come potrebbe avvenire con l’annunciata dismissione dei 17.000 alloggi dell’Enasarco, l’ente previdenziale degli agenti di commercio. La realtà è destinata ad aggravarsi con le misure varate nella manovra economica del governo, che prevede «l’alienazione del patrimonio abitativo pubblico» degli enti locali. Rema in direzione contraria il presidente dell’XI municipio, Andrea Catarci, che chiede all’Ater (l’istituto delle case popolari di Roma) di rilevare le proprietà di via Pincherle che gli inquilini non sono in grado di acquistare. Il sindacato degli inquilini Asia-Rdb è dello stesso parere: «La Regione Lazio e il Comune di Roma potrebbero acquisire gli alloggi». «Nonostante nel tempo non siano state eseguite le necessarie manutenzioni, la proposta di vendita che gli inquilini di Via Pincherle hanno ricevuto è calcolata sul valore di mercato - afferma Andrea Catarci -. È certo che il prezzo non sarà accessibile per la maggioranza delle persone, parecchi anziani e famiglie con redditi medio-bassi. Il rischio è quello di un aggravamento della già tremenda emergenza abitativa che si vive nel nostro municipio e nella città di Roma». Il gruppo Fata - Generali, proprietario dell’immobile, nel mese di luglio ha inviato alle famiglie comunicazione di vendita in blocco dello stabile. Agli inquilini sono stati concessi sessanta giorni per decidere se acquistare o meno gli appartamenti in cui vivono da anni. Agli acquirenti viene chiesto di versare entro il 15 settembre un anticipo del 5 per cento, pena la perdita dello sconto dell’8 per cento e il diritto di prelazione sull’acquisto dell’immobile concessi agli attuali inquilini. «L’avviso di vendita è arrivato in estate, - racconta Roberta Cecili, presidente del comitato inquilini di Via Pincherle - e non tutti gli affittuari erano in città. Senza il minimo preavviso ci siamo trovati a dover decidere cosa fare. Sessanta giorni non sono un margine di tempo sufficiente per valutare opportunamente la compravendita di un’immobile». «Come se non bastasse - continua il presidente Catarci - alcuni giorni dopo aver ricevuto notizia della vendita, veniamo a sapere che lo stabile è già stato venduto». Sul sito della Giacomazzi Re, una società che opera nella gestione dei patrimoni immobiliari, viene pubblicato il comunicato dell’avvenuto acquisto degli appartamenti: «Il gruppo Giacomazzi ha comprato dalla società Fata assicurazione danni Spa, facente parte del gruppo assicurazioni Generali Spa, il compendio immobiliare sito in Via Pincherle per un valore di 43 milioni di euro». Preoccupati dall’evolversi della vicenda e dalla poca trasparenza della transazione, il comitato degli inquilini e il sindacato Asia rdb, dopo una serie di proteste hanno ottenuto l’apertura di un tavolo interistituzionale per chiedere al Prefetto di Roma di farsi garante nel processo di alienazione. «Il prezzo di vendita per gli inquilini varia dai 2.800 ai 3.200 euro al metro quadrato, Giacomazzi invece pare abbia comprato a 2.200 euro, un valore decisamente inferiore - spiega Roberta Cecili -. Abbiamo chiesto spiegazioni e tempo per decidere, ma la Fata assicurazione non si è detta disposta a trattare, dicono di dover capitalizzare e per questo ci ha concesso una proroga di soli quindici giorni»


19 settembre 2008 - Il Messaggero

ROMA. Sciopero nazionale oggi di RdB- Cub e Cub Scuola in difesa dei precari...

ROMA - Sciopero nazionale oggi di RdB- Cub e Cub Scuola in difesa dei precari della Pubblica Amministrazione e della scuola. Molte le categorie coinvolte, dagli Lsu (lavoratori socialmente utili) ai Co.Co.Co. e Co.Co.Pro., ai lavoratori interinali e titolari di assegni di ricerca.
L'astensione dal lavoro sarà articolata da inizio a fine turno di ciascun turno, con orari diversi a seconda dei comparti. I sindacati, però, garantiscono i servizi minimi. Parallelamente allo sciopero, oggi a Roma, a partire dalle 9:30 presso il Centro Congressi Cavour, si svolgerà un'assemblea nazionale di tutti i precari, sia del settore pubblico che del privato.
«Con l'assemblea di domani (oggi per chi legge, ndr) - ha sottolineato Carmela Bonvino della federazione nazionale RdB-Cub - i lavoratori precari daranno la migliore risposta: mobilitazione per una sanatoria generalizzata e per l'abolizione delle leggi che causano la precarietà, e costruzione del percorso che porterà allo sciopero generale ed alla grande manifestazione nazionale a Roma del prossimo 17 ottobre».

Roma. Sriscioni calati dalle finestre, volantinaggi...

Roma - Sriscioni calati dalle finestre, volantinaggi, azioni dimostrative «per svelare le balle del Governo» in materia di istruzione. Partirà stamattina dal liceo scientifico Righi e dal classico Russell, l’ondata di mobilitazione dell’associazione studentesca, la Rete degli Studenti Medi, contro le riforme messe in atto dal ministro Gelmini.
Alle otto, puntuali con il suono della campanella, decine di studenti romani saranno davanti all’ingresso di via Campania e di via Tuscolana per distribuire volantini, simili ad una prima pagina di giornale, che denunciano «l’emergenza ballismo». Le proteste partiranno in tutta Italia, in attesa della giornata di mobilitazione del 4 ottobre che si svolgerà davanti al ministero dell’Istruzione. E non solo. Ai cancelli dei due istituti verranno appesi anche degli striscioni per ricordare alle istituzioni «che gli studenti sono la soluzione e non il problema».
Al centro della protesta, «una riforma che riporta la scuola indietro di vent’anni». «Il ministro Gelmini - affermano i responsabili delle Rete degli studenti medi - propone una scuola seria e formativa ma in realtà sta portando al disastro l’istruzione pubblica con i tagli devastanti agli organici e alla didattica, parla di dare senso alla scuola ma taglia laboratori e lascia le strutture fatiscenti e gli studenti senza strumenti per il diritto allo studio, mette il voto in condotta per l'emergenza bullismo, ma la vera emergenza sono le sue scelte politiche sbagliate». Oltre che a Roma le iniziative degli studenti sono in programma anche a Torino, Padova, Venezia, Verona. E poi ancora Reggio Emilia, Perugia, Siracusa e Cosenza. «La scuola è appena cominciata - dicono dall’associazione - e proprio in questi giorni è importante far capire agli studenti a cosa stanno andando incontro. Quella di oggi è solo una prima ondata di mobilitazione in attesa della giornata del 4 ottobre, quando organizzeremo un sit-in davanti al ministero dell’Istruzione, a cui chiediamo la partecipazione degli studenti di tutta Roma».
Intanto, sempre stamattina, alle 9.30, la Rdb-Cub, sindacato di base dei lavoratori precari, ha indetto un’assemblea generale dei precari che si terra a via Cavour. A rischio le lezioni in molte scuole della città. Sono infatti invitati a partecipare tutti gli insegnanti precari e i rappresentanti del personale Ata. Le scuole in questi giorni hanno informato le famiglie su possibili disagi.(Ve.Cur.)


19 settembre 2008 - Giornal.it

Scioperi in arrivo
Periodo di scioperi, sia a livello locale, regionale e nazionale
di M.Z.

Alessandria - ....
....Oggi, 19 settembre, alle ore 10 a Torino, presidio da parte del Cub Scuola in Piazza Castello davanti alla Prefettura per preparare lo sciopero generale del 17 ottobre per la difesa della scuola, dei servizi sociali, delle retribuzioni, dei diritti. Sciopero dei precari e della scuola per opporsi a un piano che prevede il taglio, fra docenti e personale amministrativo, tecnico ed ausiliario di oltre 130.000 posti di lavoro che si sommano, in negativo, ai tagli già effettuati dai precedenti governi; per l'immediata assunzione di tutto il personale necessario a garantire una scuola pubblica di qualità; per la parità di diritti e retribuzione, a parità di mansione e di anzianità, per tutti i lavoratori della scuola.
E ancora sciopero nazionale dei Vigili del Fuoco. In data 4 settembre 2008, la RdB\CUB Vigili del Fuoco, ha chiesto l'attivazione del tavolo di conciliazione e raffreddamento dei conflitti per richiedere una negoziazione sulle procedure di mobilità del personale qualificato del Corpo Nazionale e relazioni sindacali, in virtù del fatto che allo stato attuale non esistono regole in materia. Il Dipartimento dei Vigili del fuoco in data 16 settembre 2008, in forma del tutto inusuale, ovvero verbale, ha richiesto un incontro per illustrare alcuni dati riguardanti il personale in attesa di mobilità. Dalla riunione è emerso, sempre verbalmente, quanto già risaputo e l'impossibilità di trovare un accordo scritto per dare certezze ai lavoratori Vigili del Fuoco da anni in attesa di rientro nelle sedi di residenza. Considerato che: non è possibile trovare un accordo con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco; il tavolo di raffreddamento non è stato attivato nei tempi previsti; non è fattibile ottenere alcun verbale di impegni, da parte del Dipartimento, in materia di mobilità che si ripercuoterà su tutto il personale negli anni a venire; ad oggi non è stato aperto il secondo biennio economico 2008/09, con risorse aggiuntive. Si indice la prima giornata di sciopero per il giorno 10 ottobre 2008 dalle ore 10,00 alle ore 14,00 di tutto il personale operativo Vigili del Fuoco compreso quello aeroportuale.


19 settembre 2008 - Il Fatto.net

MOLFETTA. Vigili del Fuoco in sciopero il 10 ottobre

Molfetta- Vigili del Fuoco in agitazione. E questa volta la protesta non riguarda solo il Distaccamento di Molfetta. E' stato infatti indetto uno sciopero su tutto il territorio nazionale per il prossimo 10 ottobre. Lo stato di agitazione è cominciato il 4 settembre quando la Rappresentanza di Base CUB dei Vigili del Fuoco, ha chiesto l'attivazione del tavolo di conciliazione e raffreddamento dei conflitti per richiedere una negoziazione sulle procedure di mobilità del personale qualificato del Corpo Nazionale e relazioni sindacali, in virtù del fatto che allo stato attuale non esistono regole in materia. Il Dipartimento dei Vigili del fuoco in data 16 settembre 2008, in forma verbale, metodo del tutto inusuale secondo quanto denunciato dai sindacati, ha richiesto un incontro con la Rappresentanza di Base, per illustrare alcuni dati riguardanti il personale in attesa di mobilità. Dalla riunione è emerso, sempre verbalmente, quanto già risaputo e l'impossibilità di trovare un accordo scritto per dare certezze ai lavoratori Vigili del Fuoco da anni in attesa di rientro nelle sedi di residenza. "Considerato che non è possibile trovare un accordo con il Dipartimento dei Vigili del Fuoco -hanno dichiarato i sindacati- che il tavolo di raffreddamento non è stato attivato nei tempi previsti, che non è fattibile ottenere alcun verbale di impegni, da parte del Dipartimento, in materia di mobilità che si ripercuoterà su tutto il personale negli anni a venire, ed ancora che il decreto 'Brunetta' discrimina i lavoratori del Corpo Nazionale e che ad oggi non è stato aperto il secondo biennio economico 2008/09, con risorse aggiuntive, si indice la prima giornata di sciopero per il giorno 10 ottobre 2008 dalle ore 10 alle ore 14 di tutto il personale operativo Vigili del Fuoco compreso quello aeroportuale mentre per il personale amministrativo le ultime due ore di fine turno".


19 settembre 2008 - Libertà

Scrivo in merito all'articolo apparso in prima pagina di Libertà il 18 settembre 2008 dal titolo "'Fannulloni' nel mirino"...
di PAOLO CAMPIONI*

Piacenza - Scrivo in merito all'articolo apparso in prima pagina di Libertà il 18 settembre 2008 dal titolo "'Fannulloni' nel mirino" relativo al blitz effettuato dai Carabinieri di Piacenza e Parma presso la Ausl di barriera Milano e all'ospedale di Piacenza.
L'operazione, come si legge anche nell'articolo, "precede di una decina di giorni l'arrivo in città del ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, l'ispiratore della battaglia contro i cosiddetti "fannulloni" nel pubblico impiego".
Così come al giornalista, anche al sottoscritto è apparso evidente che tale operazione è servita soltanto per fare pubblicità e propaganda al nuovo ministro in arrivo a Piacenza il 27 settembre.
Tale iniziativa, che ha comportato l'impiego di decine di agenti delle forze dell'ordine ed ha bloccato il lavoro di centinaia di persone ha portato al risultato che, forse, e sottolineo forse in quanto sono in corso ancora accertamenti, tre persone erano uscite senza permesso (anche se il loro direttore ha dichiarato che erano fuori per servizio). Se consideriamo che i dipendenti dell'Ausl di Piacenza sono circa 1.800 possiamo dare una giusta dimensione all'entità del fenomeno delle assenze ingiustificate dei pubblici dipendenti di Piacenza.
Il ministro Brunetta, invece di utilizzare l'arma dei carabinieri, che potrebbe essere impiegata in controlli più utili alla comunità, perché non si serve dei dirigenti e degli ispettori della Funzione Pubblica? Non sono pagati per svolgere anche quest'azione di controllo?
Le affermazioni di questo ministro sono tra le più gradite dall'opinione pubblica perché Brunetta è riuscito con slogan, frasi d'effetto ed interviste senza contraddittorio a raccontare alla gente di saper combattere i fannulloni, mentre nella realtà ha emanato provvedimenti che colpiscono indiscriminatamente tutti i lavoratori pubblici annullando con un colpo di spugna diritti riconosciuti in tutti i paesi civili.
Diritto alla malattia. I dipendenti pubblici che si ammalano si trovano decurtata una parte cospicua di stipendio, così gli onesti oltre a pagarsi le medicine e le cure si trovano anche quest'altra spesa sulle spalle.
Sarebbe come dire che in considerazione del fatto che in Italia esistono molti evasori fiscali viene introdotta una tassa in più per chi dichiara ogni anno meno di un certo reddito. Ai dipendenti pubblici e quindi anche ai Vigili del fuoco, tale decurtazione viene applicata anche se l'assenza per malattia è conseguenza di cause di servizio o di esercitazioni.
Diritto a donare il sangue. La "tassa" sulla malattia è applicata anche ai donatori di sangue.
Diritto alla contrattazione. Brunetta con un Decreto Legge ha modificato in maniera unilaterale centinaia di Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, frutto di mediazione e accordi tra lavoratori e governo senza alcun confronto con le parti sociali interessate.
Premi di produttività. I lavoratori delle Agenzie fiscali che continuano senza sosta la lotta contro l'evasione fiscale, facendo recuperare allo Stato nei primi 8 mesi del 2008 3,9 miliardi di euro pari all'8,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2007 e che da 8 anni sono soggetti ad un meccanismo di misurazione ed incentivazione della produttività hanno avuto un taglio ingiustificato per quest'anno di 800 euro e per il 2009 di 3.000 euro medi anni pro capite.
Negare diritti indistintamente a tutti i lavoratori non permette di far funzionare meglio la Pubblica Amministrazione, anzi crea sconforto e delusione specialmente tra chi lavora da anni con dedizione e spirito di servizio e l'opera di smantellamento del servizio pubblico porterà solo maggiori costi e minori servizi a tutti i cittadini.
La delusione e l'indignazione delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici piacentini si trasformerà in una manifestazione che si svolgerà il 27 settembre in Piazza Cavalli alle ore 11 in occasione della visita del ministro Brunetta che, ironia della sorte, parteciperà al festival del diritto.
Sarebbe stato più opportuno invitarlo all'incontro sui "diritti negati" in modo da potersi esprimere per esperienza diretta.
* Rappresentante sindacale regionale A. F. RdB-CUB


19 settembre 2008 - Il Napoli

Pianura, Un clima di apartheid tra indifferenza e intolleranza
Commercianti che si rifiutano di vendere ai neri, la Caritas che didtribuisce esclusivamente riso ma in determinati giorni, la paura di aggressioni notturne a colpi di sassi e molotov, le manifestazioni razziste
di Arnaldo Capezzuto

Napoli - Vivono in abitazioni sgarrupate. Un budello di catapecchie accatastate l'una sull'altra. Quando escono su via Dell'Avvenire lo fanno in gruppo. Qui si rischia la vita per niente. Pianura sembra Casal di Principe. Strade deserte e freddo addosso. L'aria è immobile e gli occhi sono bassi. I blitz delle ronde sono improvvisi. Spranghe, sassi e molotov. È caccia all'immigrato. I raid sono organizzati, suggeriti, ordinati. Di mezzo c'è anche la politica - da queste parti è organizzata come un clan - fomenta la povera gente e aizza la folla dei disperati. «Abbiamo paura di essere uccisi - sussurra Ibraim, 34 anni, faceva il poliziotto quando viveva nel Bukina Faso - ci aggrediscono di notte a colpi di sassi e benzina». Annuisce Bambara, 31 anni, anche lui del Bukina Faso e con tanto dolore negli occhi. Dalla tv - domenica pomeriggio - ha appreso dell'uccisione di suo cugino Abdul Guiebre, 19 anni, il ragazzo giustiziato a sprangate dai titolari del bar Shining a Milano. «È una campagna di odio - sussurra con amarezza - il clima è ostile quando entriamo in un negozio per la spesa ci riempiono di parolacce». «Non era così - interrompe Ibraim - eppure noi paghiamo in euro mica in dollari». La preoccupazione irrompe e tormenta i pensieri. «Prima dormivamo con le porte aperte - continua Ibraim - ora dopo il lancio di molotov e sassi facciamo i turni di guardia. Ci diamo il cambio e stiamo con gli occhi aperti». «Siamo soli - confida Bambara - in via Dell'Avvenire le forzedell'ordine non intervengono». La discriminazione corre sui binari dei distinguo, delle sottili differenze e accelera con la negazione dei diritti. «L'ufficio della Caritas della chiesa di San Giorgio - dice Ibraim - da alcune settimane ha stabilito che la distribuzione degli alimenti dev'essere separata: ci sono i giorni per i bianchi e quelli per i neri. Inoltre a noi immigrati ci tocca solo il riso». Lui si è fatto un'idea: «Ci sono esponenti di An che organizzano manifestazioni, sit-in e raduni razzisti ma noi cosa c'entriamo con la politica?». E proprio - ieri notte - donne e bambini per ore hanno circondato i ruderi di via Dell'Avvenire e assediato i settanta immigrati. E pensare che loro sono fuggiti da paesi in guerra per ritrovarsi in mezzo ad una guerra d''intolleranza. Tocca a Basile, 43 anni, della Costa D'Avorio e odontoiatra raccontare la sua storia. Nel monolocale dove vive c'è una foto che lo ritrae in camice bianco. Si inorgoglisce e con un filo di voce dice: «Lavoravo di notte in un distributore di benzina a viale Kennedy stavo seduto e aspettavo i clienti quando arriva la polizia e mi prende e porta in carcere. Resto in cella due giorni poi il giudice legge il verbale e scopro che sono accusato di rapina». Si ferma, concentra le forze e dice: «Non ho precedenti, sono una persona perbene pago perchè ho la pelle nera ma combatterò in tribunale e difenderò la mia dignità». E conclude: «In Italia la tenaglia si ta stringendo - spiega - l'odio razziale è invisibile ma chi vuole lo può vedere».
E mentre il sindacato RdB e le reti antirazziste organizzano una grande assemblea provinciale a Santa Chiara per il 27 settembre prossimo, gli uffici della Prefettura di Napoli indagano per capire cosa accade veramente a Pianura. Il sospetto è che dietro l'onda anomala di razzismo che imperversa nel quartiere ci sia un calcolo preciso.
Qualcuno "lavora" per creare un'incompatibilità ambientale sul modello dei rom a Ponticelli. Aizzare la folla e fare ammuina. Sullo sfondo c'è il piano di riqualificazione della zona e l'apertura dei cantieri edili. Un film già visto. Chi contesta gli immigrati lo fa agitando i disperati. È il caso delle famiglie sfrattate a luglio dall'edificio "T1" di via Trencia. Vivono da due mesi barricati nelle aule del 72esimo circolo didattico. E pensare che il Comune di Napoli li aveva rassicurati: "Meno di due settimane e troveremo una sistemazione". «Aspetto l'assegnazione di una casa da 17 anni - racconta Antonella, 36 anni con tre figli - l'ufficio abitativo di piazza Sant'Eligio dice che il Comune di Napoli non ha appartamenti». «Siamo meno della spazzatura - aggiunge - almeno quella la differenziano. Non sono razzista però i neri vivono in albergo e presto andranno ad abitare in via Stadera. E noi?». C'è anche Andrea, 44 anni con due figli: «Sono in graduatoria da 18 anni - afferma - da due mesi sono accampato a Bagnoli in condizioni assurde non abbiamo neppure la doccia».


19 settembre 2008 - Corriere del Veneto

La riforma Oggi tutti fuori a metà mattina, domani presidio per l'arrivo dei ministri
Scioperi, cortei, proteste Le scuole si fermano
Il 10 ottobre lungo il ponte della Libertà. La Rete dei precari consegna al presidente Napolitano un documento sulla realtà degli istituti
di M. Paola Scaramuzza

VENEZIA — Prima i dipendenti pubblici, poi i docenti e gli studenti universitari; e infine, con il futuro blocco del Ponte della Libertà, saranno le parti contrarie alla riforma Gelmini dell'intera città a manifestare, in una protesta giunta ieri fino al Capo dello Stato.
La scuola si ferma. Due giornate di fuoco sono quelle previste per oggi e domani nella scuola veneziana. Oggi i dipendenti pubblici del Cub sciopereranno contro i tagli alla scuola, in una protesta che coinvolgerà tutti gli istituti. Ieri, invece, il primo successo incassato dalla Rete dei Precari veneziani, la cui voce è arrivata, a nome di tutti i docenti senza posto fisso del paese, direttamente agli orecchi del Presidente Naplitano. L'appello dei precari è stato recapitato al Capo dello Stato direttamente dal suo consigliere personale dopo l'incontro dei rappresentati dei docenti con il capo di Gabinetto della Prefettura di Venezia Albrizzi. «Crediamo sia importante sottolineare questo piccolo successo di una Rete che in tasca non ha nessuna tessera, non è politicamente schierata ed ha anzi le tasche bucate» ribadisce Alessandra Michieletto portavoce dei precari veneziani. «Se negli ultimi anni la spesa per l'istruzione fosse rimasta inalterata le casse delle scuole e delle università italiane, direttamente o indirettamente, avrebbero ricevuto 12 miliardi di euro in più che si sarebbero tradotti in un miglioramento dell'efficacia educativa » scrivono i precari nel «Manifesto per la scuola di tutti», consegnato ieri al Presidente. «Gli investimenti italiani invece si discostano in maniera vistosa dalla media dei 32 paesi Ocse».
Una scuola italiana scadente, e in «sovrappeso» rispetto ai sistemi europei in termini di spesa pubblica e di risorse? Un'idea secondo i docenti viziata da una spesa pubblica passata dal 5,5 per cento del Pil di 15 anni fa al 4,7 per cento di oggi, e distorta dalle condizioni diverse in cui versa la scuola italiana rispetto agli altri sistemi europei.
Solo nel Nord est gli insegnanti precari sono passati dall'essere il 9,5 per cento nell'anno scolastico 1998/1999 al 20,3 dell'anno scorso. Le percentuali più alte sono bella scuola di primo e secondo grado: dal 21 al 19 per cento. I numeri dicono che c'è un prof precario ogni sei docente impegnati nella scuola.
Per questi stessi motivi, fortemente critici anche contro la riforma del maestro unico, i sindacati uniti agli studenti universitari e ad altre componenti civili manifesteranno domani proprio nel giorno in cui una parte consistente del Governo, è attesa a Venezia a discutere di scuola (il presidente Berluscono non ci sarà, farà solo un giro in elicottero sopra i cantieri del Mose dopo quelli del Passante).
Domani, a partire dalle ore 9 in Campo San Maurizio a Venezia, sarò il turno della Rete dei Precari Veneti; in contemporanea si unirà nello stesso luogo la protesta degli studenti universitari assieme ad Assemblea Permanente NoMose, Coordinamento Cittadino Contro le Grandi Navi e AmbienteVenezia.
L'incontro avuto ieri tra i rappresentati di tutte le sigle sindacali confederali e autonome ha decretato invece il colpo finale: «Vogliamo manifestare il 10 ottobre sul Ponte della Libertà - spiega Sandra Biolo segretaria provinciale della Cisl - per rendere le nostre istanze visibili così come ci è richiesto dalle famiglie ».


19 settembre 2008 - Il Venezia

La visita. Mancano ancora programma e conferme ufficiali per l'arrivo domani di Berlusconi e Gelmini
Istruzione, grandi opere e precari le proteste frenano Palazzo Chigi
Presenza in forse per le manifestazioni in programma e per l'emergenza di Alitalia
di Francesca Fungher

Venezia - Punto di domanda sull'attesissima visita di Silvio Berlusconi e Mariastella Gelmini prevista per domani a Venezia. Sarà l'accumularsi delle proteste annunciate, sarà la crisi Alitalia che all'ultimo momento potrebbe trattenere a Roma gli esponenti del Governo, fatto sta che mancano ancora programma e conferme ufficiali dell'arrivo del premier e del ministro all'Istruzione. La segreteria del ministro Gelmini non sa nulla della capatina veneziana. E dalle stanze di Palazzo Chigi non sono ancora partite le richieste per la questura legate alle misure di sicurezza. Niente trapela neppure sulla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Unica certezza per ora è la presenza del titolare del dicastero alle Attività produttive Claudio Scajola, che sbarcherà in Laguna già questa sera, per spostarsi domani nel Rodigino sul percorso del rigassificatore di Porto Tolle. Altrettanto certe sono solo le manifestazioni di protesta in programma per domani. In primo piano la scuola, che è al centro del forum "L'emergenza educativa" organizzato dai Giovani imprenditori di Confcommercio a Ca' Corner a cui sono stati invitati Berlusconi, Gelmini e pure Giorgia Meloni, ministro alle Politiche giovanili. Chi la scuola la vive sulla propria pelle si è dato appuntamento domani alle 9 in campo San Geremia per un presidio di protesta promosso dai Cobas cittadini a cui aderisce anche la Rete organizzata docenti e ata precari della provincia di venezia. «Insieme agli studenti medi e universitari, ai genitori e a tutte le altre componenti della scuola e della società civile porteremo anche in quella sede la protesta già in corso negli istituti - spiega Stefano Michieletti, Cobas Venezia - contro l'introduzione del maestro unico e i tagli di 160mila tra docenti e Ata nel prossimi tre anni, che porteranno alla espulsione definitiva dei precari».
Pianificheranno iniziative analoghe anche i precari aderenti alla Rdb Cub della pubblica amministrazione, che si sono dati appuntamento per questa mattina all'auditorium Monteverdidi Marghera.
Scendono in campo anche No Mose e Assemblea cittadina contro le grandi navi, che si uniscono al presidio davanti alla Rai per puntare il dito «contro le grandi opere che devastano il nostro territorio come il Mose, il Passante e il rigassificatore di Porto Tolle». Pronti a cogliere al volo l'occasione di avere in Laguna il capo del Governo e il ministro alle Attività produttive anche i sindacati di Porto Marghera. Franco Baldan (Filcem Cgil), Massimo Meneghetti (Femca Cisl) e Maurizio Don (Uilcem Uil), hanno scritto al Prefetto di Venezia per ottenere un incontro prima dell'inizio del Forum. «Il nostro obbiettivo è ribadire a Berlusconi che è indispensabile un intervento urgente e forte del Governo sull'emergenza che sta interessando ormai da mesi la chimica veneziana - ribadisce Meneghetti - ci sono in ballo migliaia di posti di lavoro e Palazzo Chigi deve fare pressione su Eni perché si assuma tutte le sue responsabilità nel passaggio di consegne di Ineos al futuro acquirente».


19 settembre 2008 - Il Sole 24 Ore

Istruzione. Oggi il faccia a faccia fra il ministro Gelmini e i sindacati
Scuola, il ciclo di studi scende a dodici anni
In vista la riduzione a quattro anni delle superiori
di Luigi Illiano

ROMA - È il giorno del faccia a faccia sul futuro della scuola tra il ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, e i sindacati. L'appuntamento è per le 15 di oggi: in agenda la presentazione del piano programmatico in cui saranno descritte le mosse con le quali Viale Trastevere intende centrare gli obiettivi previsti dalla manovra d'estate. Sarà la road map che dovrà portare ai 130mila tagli programmati nel periodo 2009/11. E inevitabilmente la discussione porterà sul tavolo anche il decreto legge 137/08 e le novità introdotte, come il maestro unico (dal 2009) e il voto in condotta.
Il ministro ha detto che «si tratta di una proposta aperta al contributo di tutti» e ha spiegato che «il principio cardine» è l'individuazione di una spesa standard per ogni studente, cioè il minimo indispensabile per farlo andare a scuola, «non un euro di più e non uno di meno».
E il piano programmatico incrocia la volontà di far debuttare da settembre 2009 la nuova scuola superiore (si veda «Il Sole 24 Ore » del 16 settembre). Decisione che restringe ancora di più il tempo a disposizione: entro la fine di gennaio ci saranno le iscrizioni per il 2009/10 e le famiglie dovranno essere informate sul modello proposto. Significa che entro la fine di dicembre il nuovo assetto dovrà essere pronto. Il tutto in un clima che sembra di muro contro muro.
«Nelle scuole c'è molta tensione. L'incontro non si potrà ridurre a un'informativa sul piano, ci aspettiamo un confronto concreto», ha detto Massimo Di Menna (Uil). Secondo Enrico Panini (Flc-Cgil) «sui numeri il ministro mente». Il piano programmatico che sarà presentato oggi prevederebbe, tra l'altro, il ritorno degli anticipiall'asilo,secondo la legge Moratti, la conferma delle sezioni primavera per i bambini tra i due e i tre anni, il maestro unico alle elementari (con la salvaguardia del tempo pieno), più istituti comprensivi, per ridurre il personale dirigente, menoore di lezione e meno indirizzi di studio alle superiori, riordino delle classi di concorso per l'insegnamento. Secondo voci insistenti, ci sarebbe anche l'ipotesi della riduzione a 12 anni (rispetto ai 13 attuali) dell'intero percorso di studi: significherebbe l'abbassamento del ciclo delle superiori da 5 a 4 anni.
Intanto, sul maestro unico o prevalente è intervenuto ieri l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, definenedolo una figura utile a una «sintesi educativa » perché il bambino «possa recepire meglio», e non finalizzata a «escludere altre voci».
Infine, in tema di integrazione la Lega chiede un test d'accesso per gli studenti stranieri nelle scuole dell'obbligo e,in caso di "bocciatura", la frequenza di una«classe ponte»nella qualesi studierà l'italiano e si impartiranno insegnamenti mirati all'educazione alla legalità e alla cittadinanza, al rispetto delle tradizioni territoriali e regionali e per la «diversità morale e la cultura religiosa del Paese accogliente ». È quanto si chiede al Governo con una mozione presentata alla Camera dal capogruppo della Lega Roberto Cota. Nella mozione si afferma che la scuola italiana dovrà essere in grado di supportare una «politica di discriminazione transitoria positiva» nei confronti dei minori immigrati, che abbia come obiettivo «la riduzione dei rischi di esclusione».
Oggi scioperano intanto i precari aderenti ai Cub. A ottobre incroceranno le braccia altre sigle sindacali e associazioni di precari: gli specializzandi dell'Anief (i docenti delle Ssis), l'Unicobas, la Gilda degli insegnanti e i Cobas.


19 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

Studenti stranieri, come integrarli?
IN PREFETTURA
di FRANCESCO GERARDI

Bologna - SI PREPARA un autunno caldo per la scuola. La ‘cura’ Gelmini-Tremonti-Bossi non è stata digerita dalla Cgil, che per bocca del segretario provinciale del sindacato scuola, Roberto Bussetti, ha annunciato una serie di iniziative di mobilitazione contro i recenti provvedimenti del Governo. CAPITOLO TAGLI. La legge Brunetta, la 133, prevede un taglio del 10 per cento dei docenti e del 17 per cento del personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario). «Nella nostra provincia — spiega Bussetti — questa misura dovrebbe comportare tagli agli organici per 7-800 persone nel prossimo triennio. Per fare qualche numero, su 1701 docenti delle superiori, 170 saranno tagliati. Fra i 1237 insegnanti delle medie, i tagli saranno 124. I tagli alla scuola primaria saranno 211 su 2114 maestri. Il personale Ata perderà 306 posti. Non è solo un problema occupazionale, ma è anche una perdita di qualità, che si riflette su tutti noi». RIFORME. Solo slogan. Bussetti stigmatizza la scuola della Gelmini e giudica l’intervento governativo disastroso: «E’ un ritorno al passato, ma a un passato che non conosceva tutti i problemi di oggi, integrazione degli stranieri in primis. Quando Brunetta andava a scuola non credo avesse molti compagni che non parlavano l’italiano. I portatori di handicap dell’epoca, poi, venivano messi da parte nelle classi differenziali. Non si possono usare soluzioni di trent’anni fa per dare risposte alla complessità dei problemi attuali». La posizione del sindacato è che quella promossa dal Governo sia solo una controriforma pensata per risparmiare. Rincara la dose Maria Nella Casali, della segreteria provinciale: «Stanno demolendo tutto il nostro sistema pubblico di istruzione. Sarà ridotto l’orario delle lezioni, aumentato il numero degli alunni per classe, ridotto il sostegno, soppresse le scuole più piccole, abolito l’obbligo scolastico a 16 anni. E’ inaccettabile. Viene leso il diritto allo studio e le pari opportunità garantite dalla Costituzione». MOBILITAZIONE. La Cgil reggiana sta organizzando tutta una serie di assemblee e incontri per spiegare le proprie ragioni. Il 27 settembre, poi, è prevista una manifestazione nazionale contro il Governo, in cui la scuola sarà uno dei temi forti. Intanto oggi la Cub, la Confederazione unitaria di base, ha proclamato lo sciopero generale dei precari della scuola e dei trasporti. Verrà attivato un presidio davanti alla prefettura a partire dalle 10.


19 settembre 2008 - Il Secolo XIX

"Fannulloni" licenziati il giudice prova a mediare
il caso degli otto ferrovieri di genova. Rinviata la sentenza. Il sottosegretario Giovanardi invia un osservatore
di Graziano Cetara

Genova - Potrebbe risolversi con un compromesso extragiudiziale la vicenda degli otto lavoratori licenziati da Trenitalia perché uno aveva timbrato il cartellino di uscita per i colleghi. Un tentativo di conciliazione sul quale vige il più stretto riserbo, ma che potrebbe risolvere la questione in una maniera tutt'altro che programmata: accettazione da parte degli otto del licenziamento (e di fatto ritiro del ricorso presentato al tribunale del lavoro) e successiva riassunzione (ma in altra mansione rispetto a quella di operai manutentori). In pratica si tratterebbe, da ambo le parti, di un passo indietro rispetto alla posizione tenuta fino a oggi, una scelta che, tuttavia, terrebbe l'azienda dei treni in una posizione privilegiata e sostanzialmente vincente.
Ieri a Genova erano in programma le udienze di cinque degli otto ferrovieri (per gli altri tre, apprendisti, non è mai stato presentato un ricorso) dell'officina di Genova Brignole licenziati la scorsa estate, ma sono state rinviate dai giudici del lavoro di Genova al 26 settembre. Il giudice Marco Gelonesi che si occupa del ricorso del ferroviere che per primo ha presentato il ricorso ha avanzato una proposta di mediazione e le parti hanno preso tempo. I giudici Carla Pastorini alla quale sono stati presentati altri tre ricorsi e Maria Ida Scotto che ha il ricorso del quinto ferroviere si sono adeguati al rinvio. Tutti i ricorsi sono stati presentati dai legali della Cgil Agostino Califano e Massimiliano Aloi, che ieri hanno accettato la decisione e la cui difesa punta a dimostrare la sproporzione del provvedimento di Trenitalia. Ieri in tribunale era presente anche il più stretto collaboratore del sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, Luigi De Nitto: «Se la versione è quella che si è appresa dai giornali e dal sindacato il licenziamento risulta ingiustificato a prescindere da quello che può essere la decisione finale». De Nitto ha riferito che lo stesso Giovanardi aveva chiesto gli atti della vicenda alle Ferrovie «ma non sono mai arrivati». «Le dichiarazioni di Luigi De Nitto che definiscono "ingiustificato" il provvedimento di licenziamento nei confronti degli 8 dipendenti delle Officine genovesi e Liguri, si basano - si legge in una nota delle Ferrovie - come lo stesso De Nitto afferma, su quanto riportato dai giornali. In realtà la posizione delle segreterie regionali liguri di tutte le sei organizzazioni sindacali è ben diversa». «I sindacati - prosegue l'azienda - approfondita la questione, affermano di aver compreso come le dichiarazioni anche da loro rilasciate nell'immediatezza dei provvedimenti, fossero basate sul presupposto, poi da loro verificato erroneo che l'irregolare utilizzo del badge avesse un valore meramente formale e che fosse dunque possibile ricostruire l'effettiva presenza dei lavoratori utilizzando due diversi moduli. I provvedimenti adottati dalla società risultano quindi fondati su un presupposto sostanziale e non meramente formale».
Ora tutto è teso al prossimo passo, un passo che, se si concretizzerà nella soluzione prospettata, potrà costituire un episodio senza precedenti. Che qualcuno sul fronte sindacale considera pericoloso. E per la vicenda di dante De Angelis, il responsabile sicurezza licenziato per dichirazioni rilasciate alla stampa sullo stato dei treni. De Angelis sarà oggi a Genova, dove interverrà a un dibattito nei locali del circolo Giacomo Matteotti, organizzato dal sindacato Cub Trasporti, sul tema "Costituzione e garanzie: il diritto di espressione vale anche per i lavoratori del servizio pubblico?".


18 settembre 2008 - Repubblica.it

Fiumicino. Annuncio del ritiro CAI all'assemblea lavoratori Alitalia
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18 settembre 2008 - Ansa

ALITALIA: CUB, ORA COMPAGNIA TORNI PROPRIETÀ DELLO STATO

(ANSA) - ROMA, 18 SET - Ora che «gli imprenditori della cordata italiana hanno ritenuto impossibile realizzare nel silenzio il loro progetto di mettere le mani sul ricco mercato del trasporto aereo del nostro Paese, di scaricare i debiti sulla collettività e di licenziare migliaia di lavoratori, polverizzando l'ex-compagnia di bandiera», tocca al governo intervenire, prendendo atto del «fallimento del progetto di privatizzazione di Alitalia». Lo afferma Antonio Amoroso, del Coordinamento nazionale CUB Trasporti. «Il costo del lavoro - dice Amoroso - non è mai stato il problema di Alitalia che, debitamente rilanciata e guidata da un management serio e lontano da logiche di lottizzazione sindacale e politica, è in grado di stare sul mercato, di fare utili e di continuare ad assicurare la continuità del servizio pubblico del trasporto aereo. Solo dopo averla risanata e rilanciata attraverso l'intervento pubblico, alla stregua di quanto è successo ad Air France dopo il 1993, si potrà procedere a stipulare accordi e alleanze commerciali con altri vettori europei e non solo».

ALITALIA:ASSEMBLEA A FIUMICINO,CUB,GOVERNO FACCIA SUO DOVERE

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 18 SET - Dopo la prima manifestazione di gioia tra i dipendenti Alitalia in assemblea permanente all'aeroporto di Fiumicino, appena saputa la notizia del fallimento della trattativa, i diversi sindacalisti che stanno intervenendo, parlando da una platea con gli altoparlanti, hanno anche invitato i lavoratori alla ponderazione. "Noi siamo contenti, non perché gli imprenditori se ne sono andati. Tutto sommato questi non hanno mai presentato un'offerta credibile, ma un'offerta di prepotenza e di rapina che i lavoratori non avrebbero mai potuto accettare - spiega Fabio Frati, rappresentante nazionale della Cub Trasporti -. Adesso ci aspettiamo che il Governo faccia il suo dovere e il suo compito: nazionalizzi questa compagnia e tuteli l'azienda che è un bene pubblico dell'Italia, non solo di Alitalia".

P.A.:RDB-CUB, DOMANI SCIOPERO E ASSEMBLEA NAZIONALE PRECARI

(ANSA) - ROMA, 18 SET - Al Ministro Brunetta «mandiamo a dire forte e chiaro che i precari non ci stanno a prendere il benservito». Questo il messaggio che RdB- Cub e Cub Scuola porteranno avanti domani nella giornata di sciopero nazionale che riguarderà i precari della Pubblica Amministrazione e della scuola. Molte le categorie coinvolte, dagli Lsu (lavoratori socialmente utili) ai Co.Co.Co. e Co.Co.Pro., ai lavoratori interinali e titolari di assegni di ricerca. L'astensione dal lavoro, si legge in una nota di RdB-Cub, sarà articolata da inizio a fine turno di ciascun turno, con orari diversi a seconda dei comparti. I sindacati, però, garantiscono i servizi minimi. Parallelamente allo sciopero, domani a Roma, a partire dalle 9:30 presso il Centro Congressi Cavour, si svolgerà un'assemblea nazionale di tutti i precari, sia del settore pubblico che del privato. Dal lavoro pubblico sono arrivate adesioni dai precari del settore della Sanità, degli Enti Locali, del mondo universitario, dei Vigili del Fuoco; per il privato, hanno dato il loro sì i precari di Poste, Sky, Alitalia, Editoria e Telecomunicazioni. «Con l'assemblea di domani - ha sottolineato Carmela Bonvino della federazione nazionale RdB-Cub - i lavoratori precari daranno la migliore risposta: mobilitazione per una sanatoria generalizzata e per l'abolizione delle leggi che causano la precarietà, e costruzione del percorso che porterà allo sciopero generale ed alla grande manifestazione nazionale a Roma del prossimo 17 ottobre».

VIGILI DEL FUOCO: RDB, SCIOPERO 4 ORE IL 10 OTTOBRE

(ANSA) - ROMA, 18 SET - Uno sciopero di quattro ore, dalle 10 alle 14, per il prossimo 10 ottobre è stato indetto dalla Rdb/Cub Vigili del fuoco . In una nota l'organismo sindacale spiega che lo scorso 4 settembre ha chiesto formalmente un incontro per discutere le procedure di mobilità del personale e che il 16 in una riunione il Dipartimento ha sostenuto che non sarà possibile procedere a un accordo scritto sulla questione. La Rdb/Cub aggiunge che il decreto Brunetta discrimina i lavoratori del corpo e che non è stato aperto il secondo biennio economico, con risorse aggiuntive. Per questo ha indetto lo sciopero al quale è chiamato tutto il personale operativo, compreso quello aeroportuale.


18 settembre 2008 - Asca

ALITALIA: CUB TRASPORTI, ORA TORNI AD ESSERE DELLO STATO

(ASCA) - Roma, 18 set - ''Gli imprenditori della cordata italiana hanno ritenuto impossibile realizzare nel silenzio il loro progetto di mettere le mani sul ricco mercato del trasporto aereo del nostro Paese, di scaricare i debiti sulla collettivita' e di licenziare migliaia di lavoratori, producendo peraltro la polverizzazione della ex-compagnia di bandiera''. Lo ha dichiarato Antonio Amoroso del Coordinamento nazionale CUB Trasporti. ''E' ora importante ed urgente - ha aggiunto - che l'Esecutivo, assumendosi le dovute responsabilita' per l'epilogo di questa vicenda, prenda atto del fallimento del progetto di privatizzazione di Alitalia. ''Il costo del lavoro non e' mai stato il problema di Alitalia la nostra Compagnia, debitamente rilanciata e guidata da un management serio e lontano da logiche di lottizzazione sindacal-politica, e' in grado di stare sul mercato, di fare utili e di continuare ad assicurare la continuita' del servizio pubblico del trasporto aereo. Solo dopo averla risanata e rilanciata attraverso l'intervento pubblico, alla stregua di quanto e' successo ad Air France dopo il 1993, si potra' procedere a stipulare accordi e alleanze commerciali con altri vettori europei e non solo''.


18 settembre 2008 - Adnkronos

ALITALIA: CUB, DETERMINANTI AZIONI LOTTA PER EVITARE SVENDITA
BISOGNA RINAZIONALIZZARE LA COMPAGNIA

Roma, 18 set. (Adnkronos) - «La riuscita mobilitazione e la rinnovata disponibilità dei lavoratori Alitalia alla lotta in difesa della compagnia e delle loro condizioni di lavoro è stata determinante nell'orientare alla non firma gran parte delle organizzazioni presenti al tavolo di trattativa». Lo afferma il coordinatore nazionale Cub (Confederazione Unitaria di Base), Pierpaolo Leonardi, dopo la decisione della Cai di ritirare l'offerta su Alitalia. Ieri i lavoratori, aderendo allo sciopero della Cub settore Trasporti, «hanno rotto con la passività e la subordinazione che avevano fino a quel momento impedito una risposta efficace ai piani della Cai e del Governo, afferma Leonardi. Ora »bisogna rinazionalizzare Alitalia. Il Governo si impegni a salvare la compagnia di bandiera e ad affidarla a manager capaci, affinchè il rilancio di Alitalia possa diventare un obiettivo condiviso da tutti«, conclude il coordinatore Cub.


18 settembre 2008 - Agi

P.A.: RDB-CUB, DOMANI SCIOPERO NAZIONALE PRECARI

(AGI) - Roma, 18 set. - Per domani la Rdb-Cub e la Cub Scuola hanno indetto una giornata di sciopero nazionale dei precari della pubblica amministrazione e della scuola. Lo annuncia una nota del sindacato, secondo cui lo sciopero riguardera' tutti i comparti della Pa e i lavoratori Lsu-Lpu, Co.Co.Co., Contratto a progetto, partita iva, Interinali (in somministrazione), Cfl (contratti formazione lavoro), tempo determinato, precari della scuola, titolari di assegni di ricerca o similari, cantieristi, e i dipendenti di ditte e cooperative appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati delle pubbliche amministrazioni. L'astensione dal lavoro sara' articolata da inizio a fine turno di ciascun turno, con orari diversi a seconda dei comparti, e verranno garantiti i servizi minimi previsti. In concomitanza con la giornata di sciopero la Rdb-Cub ha poi indetto a Roma un'assemblea nazionale di tutti i precari, sia del settore pubblico che di quello privato, a cui parteciperanno delegati e lavoratori di tutta Italia. All'assemblea, che si terra' a partire dalle ore 9.30 presso il Centro Congressi Cavour, precisa la nota, sono giunte adesioni da realta' di precariato del settore pubblico come sanita', enti locali, universita' e ricerca, vigili del fuoco, Croce Rossa, scuola e del lavoro privato, fra cui Poste, Sky, Rai, Alitalia, editoria e telecomunicazioni. "Al ministro Brunetta - ha dichiarato Carmela Bonvino della Federazione Nazionale Rdb-Cub - che annuncia la presentazione di norme per cancellare i gia' del tutto insufficienti provvedimenti di stabilizzazione del precariato, e prepara il licenziamento collettivo e senza buonuscita per centinaia di migliaia di precari storici con la foglia di fico dei concorsi, mandiamo a dire forte e chiaro che i precari non ci stanno a prendere il benservito". "Non ci aspettavamo nulla di buono - prosegue Bonvino - da un governo che lavora per smantellare la pubblica amministrazione e che dopo aver introdotto le norme anti-precari nel privato, con l'assurdo condono per Poste e Rai, ora vuole condonare anche se' stesso. Ma nessun precario deve andare a casa". Con l'assemblea di domani, conclude la dirigente Rdb-Cub, i lavoratori precari "daranno la migliore risposta: mobilitazione per una sanatoria generalizzata e per l'abolizione delle leggi che causano la precarieta', e costruzione del percorso che portera' allo sciopero generale ed alla grande manifestazione nazionale a Roma indetti dal sindacalismo di base per il prossimo 17 ottobre".


18 settembre 2008 - Dire

ALITALIA. LAVORATORI A SIT-IN FIUMICINO: CHIEDIAMO UN FUTURO

(DIRE) Fiumicino, 18 set. - "No privatizzazione e precarieta', nazionalizzazione unica soluzione", "Precari? Non parti" e "Chiediamo un futuro". Sono solo alcuni degli striscioni e degli slogan dei circa 1.000 lavoratori Alitalia, fra piloti e hostess, riuniti nel piazzale antistante il Terminal A dell'aeroporto romano 'Leonardo Da Vinci'. Contrariamente alle prime intenzioni i manifestanti, dopo l'arrivo della notizia del ritiro della Cai, sono sul punto di abbandonare il piazzale. Tra gli altri cartelli affissi, vicino alle bandiere dei Cub e del sindacato dei lavoratori uno recita: "Assistenti di volo precari dal 2000 ci siamo anche noi non siamo fantasmi", un secondo annuncia ironicamente "Ultime notizie: l'intera flotta della compagnia di bandiera dirottata su Arcore. I terroristi chiedono la pelle dei lavoratori". E un ultimo chiede: "Pier Silvio al check-in a 6 euro al mese".

Domani lo sciopero delle sigle sindacali di base

Roma - Per domani, venerdi' 19 settembre, la RdB-Cub e la Cub Scuola hanno indetto una giornata di sciopero nazionale dei precari della Pubblica Amministrazione e della Scuola. L'astensione dal lavoro sara' articolata da inizio a fine turno di ciascun turno, con orari diversi a seconda dei comparti, e verranno garantiti i servizi minimi previsti. In concomitanza con la giornata di sciopero la RdB-CUB ha indetto a Roma un'assemblea nazionale di tutti i precari, sia del settore pubblico che di quello privato, a cui parteciperanno delegati e lavoratori di tutta Italia. L'assemblea si terra' a partire dalle ore 9.30 presso il Centro Congressi Cavour in via Cavour a Roma. (DIRE)


18 settembre 2008 - Apcom

Statali/ Rdb-Cub e Cub-scuola: domani sciopero nazionale precari
Con assemblea a Roma; garantiti servizi minimi previsti

Roma, 18 set. (Apcom) - Domani sciopero nazionale dei precari della Pubblica amministrazione e della Scuola. Ad indirlo la RdB-CUB e la CUB Scuola, che sempre per domani hanno organizzato una assemblea a Roma. Lo sciopero, si precisa nella nota inviata dalle due organizzazioni sindacali, riguarderà tutti i comparti della pubblica amministrazione e le seguenti categorie di lavoratori: Lsu-Lpu, Co.Co.Co., Contratto a progetto, partita iva, Interinali (in somministrazione), contratti formazione lavoro, tempo determinato, precari della scuola, titolari di assegni di ricerca o similari, cantieristi, e i dipendenti di ditte e cooperative appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati delle pubbliche amministrazioni. L'astensione dal lavoro sarà articolata da inizio a fine turno di ciascun turno, con orari diversi a seconda dei comparti, e verranno garantiti i servizi minimi previsti. Per l'assemblea, si sottolinea, sono giunte adesioni da realtà di precariato del settore pubblico (come Sanità, Enti Locali, Università e Ricerca, Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Scuola) e del lavoro privato, fra cui Poste, SKY, Rai, Alitalia, Editoria e Telecomunicazioni. "Al ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, che annuncia la presentazione di norme per cancellare i già del tutto insufficienti provvedimenti di stabilizzazione del precariato, e prepara il licenziamento collettivo e senza buonuscita per centinaia di migliaia di precari storici con la foglia di fico dei concorsi, mandiamo a dire forte e chiaro che i precari non ci stanno a prendere il benservito", dichiara Carmela Bonvino della Federazione nazionale RdB-CUB.

Lavoro/ Vigili del fuoco, Rdb-Cub annuncia sciopero il 10 ottobre
"Serve tavolo conciliazione per negoziare procedure di mobilità"

Roma, 18 set. (Apcom) - La Rdb/Cub Vigili del fuoco annuncia uno sciopero per il 10 ottobre, dalle 10 alle 14. Lo annuncia la stessa organizzazione sindacale in una nota, spiegando di aver chiesto "l'attivazione del tavolo di conciliazione e raffreddamento dei conflitti per richiedere una negoziazione sulle procedure di mobilità del personale qualificato del corpo nazionale e relazioni sindacali, in virtù del fatto che allo stato attuale non esistono regole in materia".

Scuola/ Al via autunno caldo: domani si ferma Cub e Rete studenti
Nel mese di ottobre programmate altre quattro giornate sciopero

Roma, 18 set. (Apcom) - La scuola è appena iniziata e già da domani prende il via il fitto e 'spezzettato' programma di mobilitazioni del personale scolastico e di contestazioni studentesche contro le iniziative legislative ed i tagli decisi dal governo nel settore dell'istruzione: a fermarsi per primi saranno i precari aderenti ai Cub, che per domani hanno organizzato una giornata di sciopero ed un'assemblea a Roma assieme alle altre pubbliche amministrazioni. Poi, nelle prossime settimane, incroceranno le braccia altre sigle sindacali ed associazioni di precari: il 2 ottobre manifesteranno a Roma gli specializzandi dell'Anief (i docenti delle Ssis); il giorno dopo si fermeranno l'Unicobas; il 16 ottobre sarà la volta della Gilda degli insegnanti ed il 17 dei Cobas. La protesta potrebbe inoltre allargarsi i confederali, che in questi giorni hanno messo in preallarme il personale attraverso un fitto programma di assemblee scolastiche e che sempre domani (con inzio alle 15) incontreranno il ministro Gelmini, assieme a tutte le parti sociali: al centro dell'incontro ci sarà il previsto confronto sul piano attuativo dei vari interventi avviati ed in parte approvati già in parlamento (come il dl 137 che introduce il maestro unico). Il confronto si preannuncia difficile e gli stessi sindacati, soprattutto la Flc-Cgil e la Cisl Scuola, hanno fatto già sapere che se l'amministrazione dovesse rimanere ferma sulle proprie posizioni il ricorso alla mobilitazione dei lavoratori diventerebbe inevitabile. Su questi nodi si è espresso chiaramente il leader della Flc-Cgil, Enrico Panini, il quale ha detto che i sindacati stanno lavorando "unitariamente per una manifestazione nazionale e, se non saranno cambiate le intenzioni del governo, per uno sciopero generale". Le motivazioni delle proteste si riconducono in prevalenza ai forti tagli al personale (circa 130 mila posti in tre anni tra docenti ed Ata), alla modifica del sistema della assunzioni (che si prevede saranno sempre più ridotte) e ad importati revisioni all'attuale ordinamento scolastico come il ritorno al maestro unico e la riduzione dell'offerta formativa in tutti gli ordini di scuola. "Il governo propone all'opinione pubblica una 'soluzione' dei problemi della scuola ai limiti del surreale: il ritorno ai voti in decimi, al voto di condotta ed all'esame di riparazione", dichiara Cosimo Scarinzi, coordinatore nazionale della Cub Scuola. "Nel frattempo - continua il rappresentante sindacale della Cub Scuola - il ministro Gelmini lamenta il fatto che le retribuzioni del personale assorbono una quota eccessiva di risorse dimenticando, o fingendo di dimenticare, i tagli agli investimenti per la scuola che da anni ne mettono a repentaglio il quotidiano funzionamento. Questo mentre il contratto è scaduto ormai da otto mesi e si preparano ulteriori e massicci tagli all'organico". Per opporsi ai tagli agli organici sono previste iniziative anche a livello locale organizzate da associazioni, comitati e sindacati: in alcune regioni, ad iniziare da Sicilia e la Campania, i docenti, in prevalenza precari, continuano infatti ad organizzare presidi e manifestazioni di piazza nell'intento di sensibilizzare gli uffici scolastici, i sindaci ed in alcuni casi anche i prefetti. Domani inizieranno le contestazioni anche gli studenti aderenti al neo-sindacato Rete degli studenti medi, che ha organizzato una serie di iniziative simboliche nelle scuole di tutta Italia per esprimere il proprio dissenso contro principalmente i tagli ed il voto in condotta. Le azioni della Rete degli studenti si concretizzeranno attraverso degli striscioni calati dalle finestre, volantinaggi e azioni dimostrative: l'intento è quello di "svelare le balle del governo in materia di istruzione - dice Giulia Tosoni, portavoce del sindacato studentesco -: il ministro Gelmini propone una scuola seria e formativa ma in realtà porta al disastro la scuola pubblica con i tagli devastanti agli organici e alla didattica". Secondo gli studenti della Rete l'attuale politica degli studenti taglierà risorse ai laboratori, lascerà le strutture fatiscenti e gli studenti senza strumenti per il diritto allo studio. Lunga la lista delle città dove si svolgerà la protesta studentesca: sicuramente vi saranno iniziative in istituti situati a Torino, Padova, Venezia, Verona, Roma, Reggio Emilia, Imola, Faenza, Forlì, Teramo, Perugia, Prato, Massa Carrara, Sassari, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Cosenza. La Rete degli studenti ha inoltre già programmato una manifestazione nazionale per il 4 ottobre a Roma, a viale Trastevere sotto il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. E nei prossimi giorni si annunciano altre mobilitazioni analoghe anche da parte dell'Unione degli studenti.


18 settembre 2008 - Sesto Potere

Bologna: Rdb/Cub e Cub Scuola proclamano sciopero per l'intera giornata di domani

(Sesto Potere) - Bologna - 18 settembre 2008 - L'Amministrazione comunale di Bologna rende noto che le Organizzazioni sindacali Rdb/Cub e Cub Scuola hanno proclamato uno sciopero nazionale per l'intera giornata di domani venerdì 19 settembre 2008.
Lo sciopero interessa tutti i lavoratori precari delle Pubbliche Amministrazioni e della Scuola.
L'effettuazione dello sciopero comporta il rispetto degli accordi sulle norme di garanzia per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali sottoscritti tra la delegazione trattante del Comune di Bologna e le Organizzazioni sindacali.


18 settembre 2008 - Omniroma

ALITALIA, CODICI: IERI CANCELLATI 50 VOLI,CITTADINI CHIEDANO DANNI

(OMNIROMA) Roma, 18 set - «Ieri sono stati cancellati 50 voli a causa dello sciopero indetto dalla Cub trasporti cui si sono aggiunte nella stessa fascia oraria le agitazioni del personale di terra di tutte le compagnie italiane. Una situazione che prende i consumatori in ostaggio. Comprendiamo il diritto di sciopero e a manifestare i propri diritti ma a patto che non si creino disagi ai consumatori». Lo dichiara, in una nota, il segretario nazionale del Codici, Ivano Giacomelli. «È evidente - aggiunge - che il caso Alitalia si ripercuote gravemente non solo sui dipendenti ma anche sugli utenti che utilizzano l'aereo come mezzo di trasporto per risolvere questioni di lavoro importanti ed è risaputo che la perdita di un volo può essere oneroso per l'utente. Il Codici, pur credendo nel diritto allo sciopero, crede che questo debba essere regolamentato al fine di non arrecare troppi danni ai cittadini consumatori e pertanto invia una nota alla commissione garanzia sciopero evidenziando i disagi di questi giorni e invita i cittadini a rivolgersi al Codici per risarcimento danni».


18 settembre 2008 - Agenfax

PRECARI IN SCIOPERO. MA SERVIZIO ASILI GARANTITO IN CITTA'

Alessandria - Il Governo Berlusconi, approvando il dpf, il ddl fiscale e il d.l. 112 ha bloccato le stabilizzazioni di oltre 200.000 precari della Pubblica Amministrazione, tempi determinati, co.co.co., interinali, lsu, cantieristi, ricercatori, precari della scuola, ecc.. Per rispondere a queste manovre, come sappiamo, le Organizzazioni Sindacali RDB/CUB e CUB Scuola hanno proclamato per domani una giornata di Sciopero Generale Nazionale dei precari con una mobilitazione di massa nella capitale. Tuttavia, mamme, niente allarmi: in città gli Asili Nido e le Scuole Comunali dell'Infanzia garantiranno il servizio.


18 settembre 2008 - Liberazione

Via libera di Cisl Uil e Ugl al piano Cai, la Cgil resiste. Sciopero Cub, cancellati 50 voli a Fiumicino Alitalia, l'ultimatum di Colaninno: «Firma entro 24 ore o ritiro l'offerta». Steward e piloti: se non cambia è no
di Roberto Farneti

«Non c’è più nulla su cui discutere, non c’è una lira in più da condividere. Senza consenso domani ritiro l’offerta ». E’ con queste ruvide parole che Roberto Colaninno, presidente di Compagnia Aerea Italiana, si è rivolto ieri pomeriggio alle nove sigle sindacali dell’Alitalia sedute al tavolo di Palazzo Chigi. Un ultimatum vero e proprio, con tanto di "deadline" fissata per le ore 15.50 di oggi pomeriggio, dieci minuti prima dell’inizio dell’assemblea di Cai. Entro quell’ora, ha avvertito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sindacati e associazioni professionali dovranno dare la loro risposta. «Un ricatto inaccettabile», tuona il segretario del Prc, Paolo Ferrero, che aggiunge: «Colaninno e il governo stanno solo cercando di scaricare sulle spalle del sindacato un dato di fatto, cioè che il loro piano pseudo-industriale fa acqua da tutte le parti». La proposta-ricatto di Colaninno e del governo «è, dunque, inaccettabile e irricevibile, e va rifiutata. Rifondazione - assicura Ferrero - farà la propria parte, stando dalla parte dei lavoratori e dei sindacati in lotta contro questo piano». Il problema è che i sindacati sono divisi. «Noi ci stiamo», fanno subito sapere Cisl Uil e Ugl. «C’è un altro pezzo di protocollo che necessita ancora di chiarimenti - ammette il leader della Uil Luigi Angeletti - ma non faremo dire alla Cai che deve ritirare l’offerta perché i sindacati non hanno accettato la proposta conclusiva». Per parte sua Raffaele Bonanni giustifica l’assenso della Cisl con le - a suo dire - «importanti modifiche» al piano conquistate durante la trattativa, compresa l’ultima novità comunicata ieri dal presidente della Cai e cioè la redistribuzione ai dipendenti del 7% dell’utile netto della nuova Alitalia. Questa percentuale di profitti verrebbe assegnata per il 45% alla categoria dei piloti, per il 30% agli assistenti di volo e per il 25% ai lavoratori di terra. Una mossa che, però, non ha impressionato più di tanto piloti e assistenti di volo, che assieme alla Cgil chiedono di poter proseguire la trattativa. Ieri Sdl, Anpac, Up, Avia, Anpav hanno portato al tavolo di palazzo Chigi una loro controproposta sul fronte del contratto di lavoro. E cioé lavorare di più allo stesso prezzo. Esempio per il personale di terra: 30 minuti in più al giorno che equivale a un giorno e mezzo in più al mese e 18 giorni in più all’anno. Il governo ha risposto chiedendo un assenso su due documenti uno dei quali, quello sui contratti, non è neanche stato mai preso in visione dalle cinque sigle sindacali. «Non possono chiederci di firmare su ciò che non abbiamo mai trattato - ribatte il coordinatore nazionale di SdL, Fabrizio Tomaselli - la trattativa non c’è mai stata, gli incontri sono durati minuti. La gestione del Governo - aggiunge Tomasellinon ci ha aiutato e non ha aiutato neanche la situazione dei lavoratori. Siamo noi ora a fare appello a Cisl, Uil e Ugl perchè non è possibile avere un tavolo nel quale si dà un ok sui contratti, che sono una prerogativa sindacale, senza aver mai trattato». Stessa posizione da parte della Cgil: «Le ultime 24 ore saranno spese per lavorare e spiegare ai lavoratori i sacrifici, anziché siglare un’intesa che possa trovare un no dei lavoratori. Se non cambia nulla, è un no», avverte il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari. «Il problema - spiega Guglielmo Epifani - non è firma sì, firma no, ma se dal giorno dopo l’azienda può ripartire e avere un futuro e avere un futuro o torna il caos. E un’azienda nel caos è un azienda che non si risolleva». Tira dritto invece il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, secondo cui si può fare tranquillamente a meno sia della firma della Cgil che di quella delle altre organizzazioni professionali: «La trattativa è chiusa - ribadisce Sacconi - abbiamo individuato un’importante base di consenso con Cisl, Uil e Ugl. Spero che la Cai vorrà considerare positivamente questo risultato». Pur di sostenere la tesi della mancanza di alternative, il ministro si è spinto ad affermare durante il question time di ieri alla Camera che, sulla base di una ricognizione effettuata dal commissario straordinario Augusto Fantozzi, nè Air France, nè Lufthansa nè British Airways sarebbero interessate a una proposta di acquisto per Alitalia, «ma solo a partecipazioni minoritarie». Sacconi finge di non sapere che, finché è in campo la proposta di Cai, sostenuta dal governo italiano, è impensabile che qualche grande compagnia europea si faccia avanti. Nel frattempo monta la protesta dei lavoratori. Ieri uno sciopero di quattro ore indetto dalla Cub ha lasciato a terra 50 aerei all’aeroporto di Roma Fiumicino. Un corteo, composto da un migliaio di persone tra impiegati, assistenti di volo e steward, è sfilato poco dopo mezzogiorno sia all’interno delle aerostazioni sia all’esterno. Non ci sta il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli: «E’ un gesto di irresponsabilità - commenta Matteoli su Affaritaliani.it - mentre si tratta non si fanno gli scioperi». Contro replica della Cub che accusa il governo di fornire cifre false sugli esuberi: secondo i calcoli del sindacato di base, sarebbero «10.040 i lavoratori scaricati» con il nuovo piano. Sul sentiero di guerra anche i dipendenti di Atitech, che anche ieri hanno attuato un blocco stradale, impedendo l’accesso alle auto all’aeroporto napoletano di Capodichino. L’ipotesi di acquisizione da parte di "Investimenti e Sviluppo Mediterraneo" non tranquillizza i lavoratori, che chiedono «l’intervento di Finmeccanica». Su quest’ultimo punto sono arrivare ieri aperture da parte di Cai. La newco che dovrebbe rilevare le attività della manutenzione pesante della compagnia, oggi sotto il cappello societario di Atitech, vedrebbe infatti Finmeccanica e Fintecna come soci forti e Cai come socio di minoranza.


18 settembre 2008 - Corriere di Bologna

La protesta Stop delle Rdb per la vertenza sui servizi a terra mentre i piloti Cub si fermano per la crisi della Compagnia
Handling, Alitalia: tandem di scioperi svuota l'aeroporto
Cancellati 34 voli, 2 dirottati, dipendenti e passeggeri che lasciano lo scalo deserto
di Federica Vandini

Bologna - Oltre trenta voli saltati, in un'atmosfera surreale di chek-in, sale d'aspetto e gate abbandonati. È una protesta tutta bolognese quello che ha inchiodato fino a ieri pomeriggio il Marconi, causando la cancellazione di 34 voli e il dirottamento di altri tre su Verona e Forlì. A contribuire però all'insolito scenario di arrivi e partenze deserte deve aver contribuito anche l'incertezza del destino di Alitalia, i cui piloti aderenti a Cub hanno incrociato le braccia dalle 12 alle 16 facendo annullare 40 voli in tutta Italia, quattro dei quali a Bologna. Al di là della concomitanza degli scioperi, è stata forse una sfiducia nel trasporto aereo dettata dal clima di questi giorni a lasciare vuoti anche alcuni voli garantiti in mattinata: niente bagarre agli imbarchi, semplicemente i passeggeri non si sono presentati. Lo stesso hanno fatto i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service che, chiamati all'astensione dalle Rdb-Cub, non hanno presidiato la zona, ma sono rimasti a casa. Inizialmente la commissione di garanzia aveva chiesto loro di concentrare lo stop in quattro ore, richiesta poi non raccolta dalle rappresentanze di base che l'hanno allargata all'intera giornata. Le ragioni dell'adesione pressoché totale che ha portato al black-out sono le stesse da mesi: l'applicazione di un unico contratto per gli addetti di tutte le aziende che operano nello scalo, il rinnovo degli integrativi scaduti, un piano industriale giudicato «fumoso» e lo strascico della vicenda Doro Group: in attesa che la magistratura concluda le indagini (che hanno portato a sei arresti) non sono ancora stati pagati gli stipendi di agosto e settembre 2007. Ma a evocare, in un duro attacco al management dello scalo, anche il precipizio sul quale si trova la compagnia di bandiera sono le sigle stesse: «Non aspetteremo in silenzio che accada ciò che in grande è già avvenuto in Alitalia — afferma il responsabile di Rdb, Massimo Betti — Non accetteremo che a rimetterci a causa dell'insipienza della classe dirigente del Marconi e della propaganda elettorale dei politici siano lavoratori e cittadini».
In serata la situazione è tornata alla norma, ma i sindacati cantano vittoria: «La partecipazione dei lavoratori alla protesta — sostiene Betti — dimostra quanto siano sentiti e gravi i problemi da tempo sollevati dalla Cub e di quanto sia condivisa la piattaforma dello sciopero», che comprende anche la preoccupazione delle rappresentanze di base per il bando di selezione del partner industriale di Marconi Handling: «Vogliono vendere la società senza nessuna clausola sociale che preservi i posti di lavoro».


18 settembre 2008 - Nuova Ferrara/Gazzetta Modena, Reggio

SCIOPERO ALITALIA
Disagi al Marconi cancellati 34 voli

BOLOGNA - Disagi ieri all’aeroporto Marconi di Bologna per lo sciopero dei lavoratori di Alitalia. 34 i voli in partenza e in arrivo cancellati, più tre aerei in arrivo che sono stati dirottati su altri scali. Nello scalo bolognese, all’iniziativa nazionale di Cub si è aggiunto lo sciopero locale del personale di terra, anch’esso proclamato dal sindacato di base, dei dipendenti di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. Nel dettaglio sono stati annullati 16 voli in arrivo e 18 in partenza. Quattro erano aerei Alitalia, sei Lufthansa, sei Iberia/Air Nostrum, quattro Klm, quattro Tap, quattro Air France, tre Austrian, due British Airways e uno Czech Airlines.


18 settembre 2008 - Il Gazzettino

Sciopero, oltre trenta voli cancellati
Marco Polo in tilt ieri per la mobilitazione del personale di Save e di Sav, Gh e Aviapartner, gestori dei servizi a terra

Alla vigilia della visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, una giornata da dimenticare all'aeroporto di Tessera. Lo sciopero di 24 ore indetto da Cub trasporti, amplificato delle agitazioni in atto sul fronte caldissimo di Alitalia, ha letteralmente mandato in tilt lo scalo veneziano. A incrociare le braccia, dalla mezzanotte, il personale di Save ma anche e soprattutto quello dei tre handler, vale a dire Sav, Gh e Aviapartner. Cioè della società che gestiscono i servizi a terra: carico e scarico bagagli, check-in, trasporto passeggeri e posizionamento dei velivoli in pista. La punta di massima criticità in tarda mattinata e nel primo pomeriggio, intervallo di tempo in cui si concentra il maggior numero di partenze e decolli. A una prima stima risultano oltre trenta i voli nazionali e internazionale cancellati, senza contare quelli partiti o atterrati con notevole ritardo o dirottati su altre basi.

Fiumicino, Bologna e Venezia l’impatto più pesante della protesta della sigla autonoma
La Cub sciopera, saltano decine di voli: «Irresponsabile escluderci dal confronto»

Roma - Ha provocato numerose cancellazioni di voli e ritardi lo sciopero indetto, ieri, dalla CubTrasporti nel settore aereo. Secondo la Confederazione unitaria di base, le astensioni indette per i dipendenti Alitalia dalle 12 alle 16, e lo sciopero di 24 ore per i lavoratori addetti ai servizi, agli aeromobili e ai passeggeri degli aeroporti di Venezia e Bologna, ha portato nella mattinata alla cancellazione di 40 voli a Fiumicino, dove oltre mille lavoratori hanno sfilato in corteo. Secondo la Cub, inoltre, il Marconi di Bologna è rimasto deserto, per la pressoché totale adesione di tutto il personale di terra e degli appalti, con 35 voli cancellati. Al Marco Polo di Venezia sono stati cancellati 13 voli ed 8 hanno subito ritardi fra i 20 e i 60 minuti. Alle critiche mosse dal ministro delle Infrastrutture, Matteoli (An), il coordinatore della Cub Trasporti, Antonini, replicava che «irresponsabile è un governo che esclude dal confronto e dalla trattativa la Cub Trasporti ed i lavoratori che questa rappresenta ed intende difendere. Irresponsabili sono un governo e dei politici che hanno determinato lo sfacelo di Alitalia ed ora vogliono addossarne i costi ai cittadini e ai lavoratori, mentre regalano beni e proprietà pubbliche a pirati imprenditoriali nostrani. Irresponsabili sono il governo e chi avalla accordi che, invece di quantificare il numero dei lavoratori che rimarranno a spasso, parlano solo di quelli che verranno assunti dalla nuova società Cai». La Cub ricorda di aver inutilmente chiesto per tre volte un incontro al ministro Matteoli, mentre il coordinatore nazionale Leonardi attacca: «In un mondo in cui gli Stati Uniti, ovvero il paese capitalista per eccellenza, sborsano 85 miliardi di dollari per salvare una compagnia assicurativa privata, non si comprende perché il nostro governo non possa salvare con l'intervento di Stato la compagnia di bandiera, che opera in un settore strategico per l'economia del Paese». L'iniziativa della CUB continuerà con l'adesione allo sciopero del 17 ottobre promosso dal sindacalismo di base, contro le scelte «irresponsabili di chi partigianamente sostiene gli appetiti mai esausti dell'imprenditoria famelica italiana».

Silvia Spignesi (Pd) chiede di conoscere le alternative in Consiglio comunale. I sindacati Cub e Cisal: «Chi ha sbagliato se ne vada»
La linea 3 diventa un caso politico

Venezia - Se Actv e Comune non sono stati molto chiari sul futuro della linea 3 al termine della sperimentazione, qualcuno in Consiglio comunale si è preso la briga di chiederlo esplicitamente. Si tratta di Silvia Spignesi, vicepresidente del consiglio in forza al Pd, che nelle ultime settimane si è data molto da fare per raccogliere firme a favore della linea di navigazione dedicata ai residenti. In un'interpellanza all'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi, chiede quali siano le intenzioni dell'amministrazione riguardo la linea 3 dopo i vari tentativi effettuati per aumentare l'utilizzo da parte dei veneziani. «Vorrei sapere - chiede Spignesi - se, al fine di migliorare complessivamente l'offerta del servizio attualmente in essere rendendo maggiormente compatibile la presenza di un sostenuto flusso turistico con le esigenze di mobilità della popolazione residente e considerando l'analisi dei dati rilevati nel periodo di sperimentazione della linea 3 (frequentazione, approdi), il Comune abbia valutato la possibilità di rivedere l'attuale servizio sperimentale di linea 3 con una conseguente diversa strutturazione delle linee 1 e 2». Questa, infatti, era stata la notizia anticipata dai giornali prima e dopo l'incontro di lunedì in cui i vertici di Comune e Actv avevano analizzato i dati di affluenza relativi all'estate. «Vorrei sapere in particolare - conclude - se l'assessorato alla Mobilità consideri valida ed attuabile, in alternativa alla linea 3, l'ipotesi di un potenziamento della linea 1 sull'intero percorso Lido P. Roma e viceversa, e della linea 2 sul tratto P. Roma Rialto e viceversa». Intanto, anche i sindacati autonomi Cub e Faisa-Cisal si schierano con l'utenza attaccando Actv, Vela e il Comune per la scelta prima di adottare Imob e poi per la gestione della linea 3. «Siamo convinti - affermano i segretari provinciali di Cub trasporti e Faisa Cisal - che nonostante Actv, vela e Comune continuino a difendere il proprio operato a spada tratta, sia ormai tempo che i nodi vengano al pettine e come è giusto che sia, chi ha sbagliato deve avere il coraggio di ammetterlo, fare le valige e andare a far danni da qualche altra parte. Noi qui non li vogliamo più».


18 settembre 2008 - L'Avvenire

Ancora proteste a Fiumicino, restano a terra una cinquantina di voli I sindacati divisi
Una parte degli utili ai lavoratori. I dubbi di Epifani
di NICOLA PINI

ROMA - A lla fine forse sarà Guglielmo Epifani, segretario del sindacato più a sinistra, a dire «no» alla nuova Alitalia targata Roberto Colaninno, imprenditore considerato vicino al partito democratico. Un apparente paradosso in una vicenda dove, sin dai tempi dell’offerta Air France, i piani della politica e quelli economico-sindacali si sono intrecciati. A poche ore dalla scadenza (le 16 di oggi) del prendere o lasciare dichiarato dal presidente della Cai i giochi non sono ancora fatti. Contatti e riunioni proseguono e c’è ancora spazio per un accordo in extremis. Ma il fronte delle nove sigle sindacali è spaccato e le previsioni, a questo punto, sono difficili. I riflettori sono puntati soprattutto sulla Cgil. Il segretario confederale Fabrizio Solari ha annunciato ieri sera che «se non cambia nulla » non firmerà l’intesa sulla nuova Alitalia. Dando così una copertura alle posizioni critiche delle sigle professionali – piloti, steward e personale di terra – che già da giorni contestano il piano presentato dalla Cai. Il sindacato di Epifani domenica scorsa aveva detto sì all’accordo quadro presentato dalla cordata italiana. Poi, quando si è cominciato a parlare dei nuovi contratti di lavoro, ha tirato il freno.
Dalle nove sigle di Alitalia arrivano per ora solo tre sì espliciti al piano Colaninno. Sono quelli di Cisl, Uil e Ugl. La Cai fin dall’inizio aveva subordinato la validità del-- l’offerta al consenso dei sindacati. Secondo il ministro Maurizio Sacconi i via libera espressi ieri rappresentano un prima «importante base di consenso». Ma non è detto che possano bastare alla cordata di imprenditori che chiedono un sì magari non unanime ma almeno di una «parte significativa».
Ieri poi a tenere alta la tensione ci sono stati lo sciopero e le manifestazioni dei cobas di Alitalia. Un corteo di un migliaio di lavoratori è sfilato a Fiumicino mentre il blocco di quattro ore indetto dai Cub ha fatto saltare una cinquantina di voli in Italia.
«Abbiamo dato l’adesione perchè abbiamo avuto rassicurazione sulle cose più importanti e non vogliamo dare il fianco a nessuno per far fallire l’Alitalia», ha spiegato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, nella conferenza stampa che è seguita all’incontro a Palazzo Chigi. Sul fronte del contratto, ha detto, l’azienda ci ha «posto dei limiti molto molto forti ma per noi il dato essenziale era l’invarianza salariale e l’azienda l’ha confermata». Per la Cisl poi è un dato «molto importante» la proposta della Cai di far partecipare i lavoratori agli utili dell’azienda (per una percentuale del 7%).
«Non è il punto d’arrivo sperato », ha detto Luigi Ange-- letti, assicurando però che non sarà la Uil a far fallire il piano di salvataggio di Alitalia.
Epifani invece non ha partecipato al vertice ma intervenendo in Tv in serata ha ammonito che «se tutti non fanno un passo di responsabilità l’azienda corre il rischio di non salvarsi». Il capo della Cgil ha annunciato «una valutazione quando ci verrà formalmente consegnato un documento» e assicurato che «lavoreremo fino all’ultimo per allargare il consenso. Il problema però – ha aggiunto – non è firma sì, firma no, ma se dal giorno dopo l’azienda può ripartire e avere un futuro o se torna il caos».
Tra i piloti pesano le parole di Colaninno che nel corso del confronto ha detto: «Nel nostro modello aziendale i piloti sono dipendenti, non associazioni professionali». Una franchezza che non è piaciuta ad Anpac e Up: «Vogliono imporre un sistema di governance, c’è una strategia contro le associazioni», hanno detto. Anche per loro se non ci saranno cambiamenti il piano della Cai non va bene. Posizioni simili da Sdl, Anpav e Avia.


18 settembre 2008 - Gazzetta di Parma online

Ultima chiamata: o si firma o si muore
di Giuliano Molossi

Ultima chiamata per Alitalia. Il tempo è scaduto. La risposta dei sindacati al piano presentato dalla cordata di imprenditori dovrà arrivare entro e non oltre le 15.50 di oggi, e cioè dieci minuti prima dell'assemblea di Cai, la Compagnia Aerea Italiana guidata da Roberto Colaninno. «Non c'è più molto da discutere, ha detto ieri quest'ultimo, c'è solo una proposta che può essere accettata o no». Non è un ricatto. Il fatto è che non c'è più alcun margine per la trattativa, perché i sindacati hanno già ottenuto il massimo che potevano sperare di ottenere. «Rien ne va plus». Questa volta o si firma o si muore. In questo clima da ultima spiaggia, con l'incubo del fallimento alle porte, mentre l'Alitalia perde qualcosa come due milioni e mezzo di euro al giorno, c'è stato chi ha brillato per irresponsabilità. Ci riferiamo ai sindacalisti del Cub, quelli che ieri con l'ennesimo sciopero selvaggio hanno lasciato a terra centinaia di passeggeri, impedendo il decollo, solo a Fiumicino, di una cinquantina di aerei. Ma come è possibile scioperare in una situazione del genere? Il sindacato autonomo dimostra di non aver compreso la drammaticità della situazione. Questa non è una trattativa come un'altra, qui non c'è più niente da chiedere. Le pretese dei manifestanti, niente tagli allo stipendio, niente tagli al personale, sono tardive e irricevibili. Il sindacato non è certo il solo responsabile di questo sfacelo, ma in passato ha sciaguratamente difeso rendite di posizione e privilegi assurdi, ha protetto schiere di nullafacenti, di falsi malati, di imboscati. Adesso la festa è finita, non c'è più un soldo, nemmeno per pagare il carburante degli aerei. Forse quella del Cai non sarà la migliore offerta possibile ma di fatto non ce ne sono altre. O si dice di sì a questa o si portano i libri in tribunale. Non si può dar torto al ministro Sacconi quando dice che non c'è più posto per tatticismi e bizantinismi e che qualcuno forse non ha ancora capito che razza di tsunami stiamo vivendo, che siamo in una fase di recessione a livello mondiale, che vede fallire un colosso come Lehman Brothers, precipitare le Borse, perdere migliaia di posti di lavoro. Ebbene, in questa situazione c'è ancora chi va, con fischietto e trombetta d'ordinanza, davanti ai check in degli aeroporti, davanti ai passeggeri giustamente inferociti per i voli improvvisamente cancellati a urlare slogan quali «Meglio falliti che con 'sti banditi»? Fortunatamente non tutte le sigle sindacali (all'Alitalia ce ne sono ben nove, un record tutto italiano) dimostrano la stessa miopia. La Cisl ad esempio, ha già comunicato la sua adesione al piano, apprezzando in particolare la proposta di Colaninno di distribuire il 7% degli utili, dopo il primo biennio, ai lavoratori per farli partecipare alla governance aziendale. Anche l'Ugl sembra sulle stesse posizioni, mentre ci sono ancora resistenze nella Cgil, secondo la quale «la partecipazione agli utili non può essere in alcun modo barattata con il salario». Da parte sua la cordata di imprenditori si dice disposta a concedere gli stessi salari, ma solo di fronte a un chiaro e netto aumento della produttività. Il governo, per venire incontro ai lavoratori, potrebbe garantire l’introduzione di alcuni correttivi al regime previdenziale per facilitare l'uscita di dipendenti con il pensionamento, e potrebbe anche confermare l’impegno a lavorare per il reimpiego del personale in esubero. Questo è il massimo che piloti, assistenti di volo e personale di terra possono portare a casa. In queste due settimane di trattative no-stop hanno già fatto significativi passi avanti. Ma adesso dovrebbero avere il senso di responsabilità di fermarsi perché davanti a loro c'è un baratro. Il baratro del fallimento.

Colaninno: "Entro le 16 intesa su Alitalia, oppure ritiro l'offerta"
Cisl, Uil e Ugl accettano, Cgil è più cauta
L'ULTIMATUM DI IERI

«Senza consenso domani ritiro l'offerta». Il presidente di Compagnia aerea italiana (Cai) Roberto Colaninno con i sindacati è stato chiaro, durante l’incontro su Alitalia a Palazzo Chigi. «Alitalia è un’azienda insolvente e non una speculazione finanziaria», avrebbe detto ancora il presidente Colaninno, secondo quanto si apprende da fonti presenti all’incontro. Per l’imprenditore, inoltre, un principio fondamentale è che «il rispetto dei conti sia prioritario». Colaninno avrebbe anche evidenziato ai sindacati che «l'andamento dei mercati internazionali sarà negativo per i prossimi due anni». Sembra che l'offerta di Cai preveda che la nuova Alitalia destini il 7% del futuro utile netto ai lavoratori. Un 7% che sarà così suddiviso: il 40% ai piloti, il 30% agli assistenti di volo e il 30% al personale di terra.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha detto ai sindacati che la loro risposta deve arrivare entro le 15,50 di domani (alle 16 di questo giovedì 18 settembre, infatti, è prevista l'assemblea di Cai per decidere se procedere o meno sull'offerta).
Il sindacato resta diviso. Cisl, Uil e Ugl sono pronte a chiudere l’intesa per tutelare i lavoratori e l’azienda. Al termine della riunione plenaria di tre ore a Palazzo Chigi, lo hanno annunciato i rispettivi segretari generali Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Renata Polverini che hanno lanciato un appello al senso di responsabilità delle categorie. La Cgil prende tempo: «Lavoreremo fino all’ultimo per allargare il consenso» ha annunciato il leader Guglielmo Epifani al Tg3. Spaccati i piloti: l’Anpac apre, l’Up conferma il no ad un piano che «spolpa il mercato». Secca la replica a distanza di Colaninno: «Per noi sono dipendenti non un’associazione professionale».
Intanto lo sciopero effettuato fra mezzogiorno e le 16 ha infiammato la trattativa sul salvataggio di Alitalia. I dipendenti che aderiscono alla Cub Trasporti hanno indetto uno sciopero: Alitalia ha cancellato una cinquantina di voli (ma nessuna ripercussione c'è stata sui voli fra Parma e Roma in calendario per oggi). Il sindacato autonomo critica in particolare l’intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che «segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale». Commentando la notizia dello sciopero, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli ha attaccato la Cub. «Chi durante una trattativa indice uno sciopero dimostra grande irresponsabilità - ha dichiarato il ministro a Sky Tg24 Mattina -. Le parti stanno trattando, il Governo è impegnato in prima persona e indire uno sciopero in questo momento dimostra solamente un senso di irresponsabilità». Quanto ai sindacati in generale, Matteoli ha sottolineato che «anche se in maniera dura, stanno facendo il loro mestiere. Hanno cercato di portare a casa tutto ciò che era possibile in favore dei loro iscritti. Adesso o si firma o sarà molto difficile proseguire le trattative. Mi rendo conto delle grandi difficoltà e che su questa vicenda ci sono aspetti politici che comprendo anche se non condivido. Se alla fine trionferà il buon senso arriveremo al voto, se non da parte di tutti, almeno da una parte che consenta a Cai di poter proseguire». Lo sciopero inizialmente indetto fra i dipendenti della Sea è stato posticipato al 17 ottobre prossimo. In questo periodo infatti erano previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl.


18 settembre 2008 - Il Giornale di Brescia

Disagi soprattutto a Fiumicino e Linate sulla tratta Milano-Roma. La protesta guidata dai Cub
Scioperi e cortei, cancellati quaranta voli
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ROMA - Altra giornata di passione per Alitalia, per i suoi dipendenti ma anche per i passeggeri, alle prese ieri con scioperi, cortei e proteste, mentre a Palazzo Chigi andava in scena l’affondo finale tra i sindacati e la Cai di Roberto Colaninno. Ben tre le azioni di sciopero messe in campo ieri (anche se in programma da tempo), in concomitanza con "l’ultima chiamata" per Alitalia nella sede del Governo.
La compagnia commissariata comunica di aver cancellato 40 voli, tra nazionali e internazionali per lo sciopero Cub Trasporti (dalle 12 alle 16), disagi e ritardi si sono registrati in molti aeroporti. Cortei e manifestazioni a Fiumicino, dove circa un migliaio di lavoratori è sfilato con slogan e cartelli tra i viaggiatori. Un’iniziativa di sciopero ha riguardato anche i dipendenti di AirOne, preoccupati per la quota di esuberi: la compagnia comunica tuttavia di non aver cancellato alcun collegamento.
Agli scioperi già in calendario, si sono aggiunti manifestazioni e presidi di assistenti di volo, lavoratori di terra e piloti che protestavano contro le proposte contrattuali della Cai e l’accordo-quadro concordato con i sindacati.
Capannelli e slogan hanno stazionato a lungo anche davanti alla sede del Governo. «Compagnia Avvoltoi Italiani», uno degli slogan inalberati da hostess e steward in divisa. E ancora: «Meglio falliti che in mano a questi partiti», «Silvio, manderesti tua figlia a lavorare per 600 euro?». 34 i voli annullati a Bologna, 5 a Linate, cancellazioni e disagi anche a Venezia e in altri scali. A Napoli 300 dipendenti dell’Atitech, gruppo Alitalia, hanno occupato gli accessi all’aeroporto di Capodichino. I Cub hanno mobilitato i lavoratori di Alitalia, protestando per l’esclusione della sigla di base dal tavolo della trattativa.


18 settembre 2008 - L'Opinione

ALITALIA: LA TRATTATIVA ALLA STRETTA FINALE
L’ultimatum di Colaninno ha convinto i sindacati
di Alessandra Mieli

Al 90° minuto è entrato in campo Roberto Colaninno e ha segnato il gollonzo che ha sbloccato la partita. Nel primo pomeriggio il presidente della Cai ha incontrato i rappresentanti dei sindacati e ha detto senza giri di parole: "Non c’è più nulla di cui discutere e non c’è più una lira da condividere". Aggiungendo "Avete ottenuto in queste due settimane quello che non era previsto concedere"; Cai "non sta comprando un gioiello ma una azienda in dissesto". E per evitare fraintendimenti o appigli dilatori ha sintetizzato "abbiamo fatto una proposta con tutti i limiti e i difetti che volete ma non ho una lira in più da mettere". Gettando sul piatto della bilancia l’ultima opportunità , l’offerta di destinare ai dipendenti il 7% degli utili quando saranno realizzati dei profitti (non prima di due anni, ndr). L’ammontare della quota di plusvalenza sarà destinato per il 40-45% ai piloti, per il 30% agli assistenti di volo e per il 25-30% al personale di terra. Dopo questa premessa la comunicazione si è chiusa con un ultimatum, se dai sindacati non fosse pervenuto entro domani alle 15.50 precise il consenso, il presidente avrebbe proposto all’assemblea dei soci della Cai di ritirare l’offerta. Insomma, rien va plus, le jeux sont faits come ha sintetizzato al termine dell’incontro l’Ad Rocco Sabelli, "abbiamo fatto tutto quello che ci veniva chiesto: abbiamo trattato con tutti, 24 ore su 24, per 13 giorni", adesso basta. Il momento di dire un sì o un no definitivo era arrivato e i sindacati si sono spaccati. Il primo a uscire allo scoperto è stato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni dichiarando che il sindacato di via Po dava "la sua adesione alla proposta di Cai" perché a suo giudizio "i giorni della trattativa non sono stati spesi invano" e "la parola data va mantenuta". Anche l’Ugl per bocca del segretario Renata Polverini ha fatto sapere di condividere il piano proposto da Colaninno e Sabelli. Obtorto collo si è praticamente dichiarato favorevole anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, mentre i mal di pancia continuano a disturbare la Cgil che intende proseguire nella ricerca del consenso di tutte le sigle fino all’ultimo momento. Un sì con il condizionale, "all’ultimo momento riteniamo di poter dare il contributo con la nostra serietà" è stato quello del presidente dei piloti dell’Anpac Fabio Berti, mentre il presidente dell’Unione Piloti, Massimo Notaro, auspica che "emergano elementi che ci consentano di dare un differente giudizio che allo stato attuale è negativo". "Chiediamo di essere messi a conoscenza nel dettaglio - ha aggiunto Notaro - dei contenuti di quanto sottoscritto da coloro che hanno accettato sia l’accordo quadro sia il nuovo contratto". Soddisfatti del risultato, la cancellazione di 50 voli dall’aeroporto di Fiumicino a conclusione dello sciopero di 4 ore, i Cub del settore trasporti, mentre nello scalo napoletano di Capodichino un gruppo di 250 lavoratori Atitech ha bloccato nel pomeriggio l’accesso all’aeroporto manifestando a favore di un ingresso della società nel gruppo Finmeccanica.


18 settembre 2008 - Il Mattino

la protesta
Riunione nella notte con le sigle indipendenti: possibile stesura in extremis di un documento alternativo
di ALESSIO FANUZZI

Un centinaio di voli cancellati e tanti, tantissimi disagi. La rabbia dei lavoratori Alitalia e Air One ha paralizzato per quattro ore quasi tutti gli aeroporti d’Italia. Fiumicino come Linate, Bologna come Napoli e come Venezia, sono stati annullati voli e tanti altri sono partiti in ritardo. Da qui l’affondo del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che ha definito «irresponsabili» i sindacati che hanno indetto lo sciopero «durante la trattativa». Pronta la replica del coordinatore della Cub trasporti Giampietro Antonini: «Irresponsabile è un governo che esclude dal confronto e dalla trattativa i sindacati di base e tutti i lavoratori che questi rappresentano e vogliono difendere». Bandiere e striscioni alla mano, armati di fischietti e trombette, i lavoratori della compagnia di bandiera e di quella fondata da Toto hanno invaso gli aeroporti d’Italia poco prima di mezzogiorno urlando «vergogna, vergogna» e scandendo cori contro i ministri e il management della Compagnia aerea italiana. Tre le azioni di sciopero, proclamate da sigle diverse e con motivazioni differenti: i Cub hanno mobilitato i lavoratori di Alitalia protestando per l’esclusione della sigla di base dal tavolo della trattativa. La Filt Cgil ha chiamato all’astensione gli assistenti di volo Air One per la mancata applicazione di regole contrattuali e, nel caso di Air One Cityliner, per l’assenza di contratto. Tutte le sigle, poi, hanno indetto un ulteriore sciopero del personale di terra delle compagnie aeree straniere presenti in Italia per la mancata convocazione del tavolo della trattativa per il contratto. Tenuti costantemente sotto controllo dagli uomini delle forze dell’ordine, i manifestanti hanno sfilato tra i varchi degli arrivi e quelli delle partenze dei vari scali italiani invitando allo sciopero anche i colleghi al lavoro ai banchi dei check-in. «Chiediamo che anche in Cai siano applicati il contratto nazionale del trasporto aereo e le normative relative al passaggio da un’azienda all’altra», ripete a ogni intervista il responsabile nazionale della Cub trasporti Fabio Frati, impegnato alla testa del corteo a Roma Fiumicino. Proprio nello scalo della capitale si sono concentrati la gran parte dei manifestanti e dei disagi. Solo nella tarda mattinata, dalle 12 alle 16, sono stati cancellati quaranta voli Alitalia tra nazionali e internazionali e tre voli Meridiana diretti verso la Sardegna. Disagi e aerei fermi in pista anche all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, dove sono stati annullati trentaquattro voli e tre vettori sono stati dirottati verso altre destinazioni (quello proveniente da Napoli, ad esempio, è stato fatto atterrare a Forlì). Più contenuti i danni al Marco Polo di Venezia, dove tredici voli sono stati cancellati e altri otto hanno subito ritardi compresi tra i 20 e i 60 minuti. Disagi prossimi allo zero, invece, a Milano Linate, dove sono stati fermati solo cinque aerei diretti a Fiumicino. Diversa la situazione a Napoli, dove i lavoratori Atitech sono scesi in piazza all’esterno dell’aeroporto di Capodichino bloccando i varchi di accesso allo scalo e mandando in tilt il traffico ma senza causare la cancellazione dei voli. Capannelli e slogan hanno stazionato a lungo anche davanti alla sede del governo sotto un cartello con su scritto «Compagnia avvoltoi italiani», inalberato da hostess e steward in divisa nel piazzale d’ingresso a Palazzo Chigi. Tanti gli striscioni: «Meglio falliti che in mano a questi partiti», «Silvio, manderesti tua figlia a lavorare per 600 euro?», «Apprendista per sette anni e ora? Un bel calcio nel sedere!». Tra i dimostranti anche un gruppo di hostess con un cappio simbolicamente annodato attorno al collo e un cartello che recitava «Questa è la vera cordata italiana»: «Questa italianità è una falsita», hanno scandito sottolineando come «l’accordo sia stato fatto da persone che non ci rappresentano». «Per colpa loro - hanno detto in coro - ci troviamo davanti ad un contratto vergognoso. Chi viene pagato meno di 3 euro l’ora?». A differenza delle altre volte, tra le divise verdi e blu dell’Alitalia hanno sfilato anche i dipendenti dell’Air One, indispettiti dalla marginalità cui sono stati relegati: «Noi siamo stati cancellati del tutto - ha detto una giovane stagionale della compagnia di Toto - In quindici giorni di trattativa non s’è mai parlato di Air One». «In questa vicenda noi verremo completamente cancellati», le ha fatto eco un collega parlando di «seicento licenziamenti su tremila addetti».


18 settembre 2008 - Corriere Adriatico

A protestare tra le divise verdie blu dell’Alitaliaci sono stati anche gli addetti dell’AirOne di Carlo Toto che si sentono in parte dimenticati. Ieri nuovi scioperi e manifestazioni, cancellati numerosi voli
Tensione a Fiumicino
Creati disagi anche alla circolazione stradale
di PAOLA BARBETTI

ROMA - Altra giornata di passione per Alitalia, per i suoi dipendenti ma anche per i passeggeri, alle prese ieri con scioperi, cortei e proteste, mentre a Palazzo Chigi andava in scena l’affondo finale tra i sindacati e la Cai di Roberto Colaninno. Ben tre le azioni di sciopero messe in campo ieri (anche se in programma da tempo), in concomitanza con l'ultima chiamata per Alitalia nella sede del governo. La compagnia commissariata comunica di aver cancellato 40 voli, tra nazionali e internazionali per lo sciopero Cub Trasporti (dalle 12 alle 16), disagi e ritardi si sono registrati in molti aeroporti. Cortei e manifestazioni a Fiumicino, dove circa un migliaio di lavoratori è sfilato con slogan e cartelli tra i viaggiatori. Un’iniziativa di sciopero ha riguardato anche i dipendenti di Air One, preoccupati per la quota di esuberi: la compagnia comunica tuttavia di non aver cancellato alcun collegamento. Agli scioperi già in calendario, si sono aggiunti manifestazioni e presidi di assistenti di volo, lavoratori di terra e piloti che protestavano contro le proposte contrattuali della Cai e l’accordo-quadro concordato con i sindacati. Capannelli e slogan hanno stazionato a lungo anche davanti alla sede del governo. "Compagnia Avvoltoi Italiani", uno degli slogan inalberati da hostess e steward in divisa. E ancora: "Meglio falliti che in mano a questi partiti", "Silvio, manderesti tua figlia a lavorare per 600 euro?", "Apprendista per 7 anni e ora? Calcio in culo!". Questa volta a protestare, a Linate e Fiumicino (dove risultano 50 cancellazioni), tra le divise verdi e blu dell’Alitalia, anche gli addetti dell’ AirOne di Carlo Toto. "Noi siamo stati cancellati del tutto - ha detto una giovane stagionale della compagnia di Toto - in 15 giorni di trattativa non si è mai parlato di AirOne". "In questa vicenda noi verremo completamente cancellati" le ha fatto eco un collega parlando di "600 licenziamenti su 3.000 addetti". Nel piano della Cai, la Nuova Alitalia dovrebbe infatti nascere dalla fusione tra le due compagnie, Alitalia e Air One. Un gruppo di hostess sfilavano con un cappio al collo e un cartello che recitava: "questa è la vera cordata italiana".


18 settembre 2008 - Help Consumatori

TRASPORTI. CODICI chiede risarcimento per i consumatori danneggiati dallo sciopero Alitalia

Il CODICI chiede il risarcimento per i cittadini che hanno subito danni a causa dello sciopero indetto ieri dalla Cub trasporti, per cui sono stati cancellati 50 voli Alitalia. L'Associazione dei consumatori ricorda che il diritto di sciopero è importante, ma crede che questo debba essere regolamentato al fine di non arrecare troppi danni ai cittadini consumatori e pertanto invia una nota alla commissione garanzia sciopero evidenziando i disagi di questi giorni e invita i cittadini a rivolgersi al CODICI per risarcimento danni. "Una situazione che prende i consumatori in ostaggio - ha commentato il Segretario nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli. "Comprendiamo il diritto di sciopero e a manifestare i propri diritti ma a patto che non si creino disagi ai consumatori". E' evidente che il caso Alitalia si ripercuote gravemente non solo sui dipendenti ma anche sugli utenti che utilizzano l'aereo come mezzo di trasporto per risolvere questioni di lavoro importanti ed è risaputo che la perdita di un volo può essere oneroso per l'utente.(GA)


18 settembre 2008 - Gazzetta del Mezzogiorno

Il dg di Adp, Franchini: dopo Alitalia salari al ribasso negli aeroporti pugliesi
di Franco Giuliano

BARI - Nulla potrebbe essere più come prima in Italia, nel mondo dell'Aviazione civile. Quello che sta per essere deciso in queste ore per i ventimila addetti dell'Alitalia (personale di terra, piloti, assistenti di volo, addetti alla manutezione, all'handling, ai cal center e così via) avrà effetti a catena sull'intero sistema. I risultati della trattativa (salari, ore di lavoro, ferie, riposi, privilegi e così via) rappresenteranno una base contrattuale in tutte le future vertenze sindacali delle altre compagnie aeree italiane. Comprese le 37 società aeroportuali e i loro 15mila dipendenti, e i 200 addetti nei due scali di Bari e Brindisi della società aeroportuale pugliese (Adp). Per i quali, potrebbe essere adottato lo stesso contratto previsto per i dipendenti di terra dell'Alitalia, di gran lunga inferiore di quello attualmente praticato in Puglia. Ad ipotizzare un adeguamento al ribasso degli stipendi di tutti gli addetti dei due aeroporti pugliesi è il direttore generale di Adp, Marco Franchini. Il quale non esclude che già nelle prossime ore la stessa società pugliese possa «avviare una nuova trattativa con gli stessi sindacati che hanno sottoscritto il contratto del personale di terra dell'Alitalia». «Non è pensabile - argomenta Franchini - che in uno stesso scalo, per esempio a Bari o a Brindisi ci possano essere trattamenti salariali diversi tra il personale della nuova Cai (che secondo le indiscrezioni avrebbero un salario orario ridotto rispetto all'attuale), e il personale della società aeroportuale. Non possono convivere nella stessa struttura impiegati di serie A, quali sarebbero quelli della società aeroportuale pugliese e personale di serie B». Una ipotesi questa che potrebbe essere applicata in molti altri aeroporti italiani. Fonti vicine alla «Sea», la Società di gestione degli scali milanesi (Linate e Malpensa) che conta 6 mila addetti, non prevedono che gli effetti di questa trattativa si avranno solo sul personale. «Questa pagina di storia dell'Alitalia - spiega uno dei massimi dirigenti della Sea - avrà un riflesso sulle condizioni contrattuali e salariali del personale di terra e di volo di tutte le altre compagnie italiane». La domanda che in questo momento si pone il mondo dell'aviazione commerciale è: «Che faranno le piccole compagnie come Meridiana, Neos, Blu Panorama»? «L'effetto di trasmissione - dice il dirigente Sea - potrebbe essere immediato. Sulle compagnie così come anche sugli aeroporti. Non è pensabile che possa convivere nello stesso scalo personale della società di handling che guadagna di più di quello di un'altra compagnia a parità di mansione». Che la trattativa Alitalia rappresenti una rivoluzione in questo Paese lo pensano tutti. I più preoccupati sono gli addetti ai lavori. Ma al presidente di Assaeroporti, Mimmo Di Paola, per il momento interessa di più sapere cosa avverrà per quanto riguarda i crediti vantati dalle società e gli slot (i diritti di atterraggio). «Innanzi tutto - dice Di Paola - bisogna aspettare l'esito di questa vicenda. Inoltre non conosciamo cosa prevede per il personale di terra il nuovo piano industriale. Se cioè la nuova Cai avrà personale di terra o se invece non si affiderà a terzi come fa attualmente Air One che utilizza il personale delle società di gestione degli scali. Certo è che nulla sarà come prima nel mondo aeroportuale italiano». Puglia compresa. Per il momento non ha causato alcun disagio, cancellazioni di voli o ritardi, lo sciopero indetto ieri dalla «Cub Trasporti» nel settore aereo. La manifestazione dei dipendenti Alitalia che si è svolta dalle 12 alle 16, e di 24 ore per i lavoratori addetti ai servizi, agli aeromobili e ai passeggeri degli aeroporti di Bologna e Venezia, non ha avuto alcun effetto sui collegamenti della compagnia da e per i due scali pugliesi di Bari e Brindisi. «Qui - ha detto in serata un addetto Alitalia dello scalo di Brindisi - non abbiamo registrato ritardi». Stessa risposta a Bari: sui terminali dello scalo nessuna ricaduta della cancellazione dei 40 voli in partenza da Fiumicino decollati nella fascia interessata dallo sciopero. Gli effetti della vertenza Alitalia potrebbero aversi nei due scali pugliesi nelle prossime ore anche se in molti hanno già dirottato le loro prenotazioni su altre compagnie, a partire da Air One che in questi giorni sta registrando un boom storico di passeggeri.

Il sequestro L'intervento della Guardia di Finanza a Grazzanise. Ad Aversa raccolta dell'Esercito
Scoperte due grandi discariche abusive
di Antonio Marfuggi

Caserta - Due discariche abusive di circa 25.000 metri quadri nelle quali erano stati sversati 44 mila metri cubi di rifiuti sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza di Capua in una zona periferica di Grazzanise, nel Casertano, a poca distanza dalla strada provinciale Capua- Castelvolturno. Nelle due vaste aree erano stati sversati rifiuti di ogni genere, in gran parte batterie esauste, rottami di lastre di amianto in stato di disgregazione, pneumatici, scarti di lavorazione edile, nonchè residui bruciati di materiale gommoso e plastico, abbandonati al suolo, secondo le Fiamme Gialle, al solo scopo di evitare i costi necessari per il regolare smaltimento nelle discariche autorizzate. Sono in corso indagini per identificare i proprietari dei terreni e individuare i responsabili delle sversamento illegale.
Intanto l'ennesimo scandalo legato all'emergenza rifiuti, che ha colpito Aversa e l'Agro, registra qualche timida risposta. Dopo i primi interventi dell'esercito, ieri mattina è partita la pulizia straordinaria che ha interessato le aree dove degli istituti scolastici e dell'ospedale «Moscati». In quest'ultimo caso, infatti, i rifiuti non venivano prelevati da giorni, con gravi rischi igienico- sanitari. «Dopo il pessimismo dei giorni scorsi — conferma l'assessore alla nettezza urbana, Guglielmo Moschetti — qualche spiraglio si è aperto grazie alla fine dell'agitazione degli operatori ecologici e ad una maggiore disponibilità di mezzi che in quattro giorni dovrebbe consentirci di liberare dai cumuli di rifiuti l'intero territorio». In strada restano, tuttavia, oltre 500 tonnellate di rifiuti deciso di riprendere a lavorare. «Entro la fine mese — dice Raffaele Docimo del sindacato Flaica-Cub — in base all'accordo raggiunto in prefettura martedì scorso, riceveremo le spettanze arretrate. Ma in futuro occorrerà aprire anche la discussione legata alla sicurezza dei lavoratori».


18 settembre 2008 - Libertà

Scioperi e proteste, decine di voli cancellati
Cinquanta a Fiumicino, 34 a Bologna e 13 a Venezia. Tensione nello scalo romano

ROMA - Ha provocato tensioni, ritardi e disagi ai passeggeri lo sciopero di 4 ore indetto ieri dal Cub Trasporti.
Soltanto allo scalo romano di Fiumicino la protesta del personale di volo Alitalia ha fatto saltare cinquanta voli, almeno dieci dei quali sulla tratta per Milano. «Una decisione che in questo momento dimostra grave irresponsabilità», ha accusato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Ma numerose sono state anche le cancellazioni internazionali. Altri 34 voli sono stati annullati al Marconi di Bologna, dove l'alta adesione allo sciopero ha di fatto paralizzato l'aeroporto, mentre 13 sono stati quelli soppressi al Marco Polo di Venezia.
Con lo sciopero indetto dalle sigle autonome di piloti, hostess e steward ha inoltre coinciso una seconda agitazione, quella proclamata da tutto il personale di terra aderente alla Filt Cgil, alla Fit Cisl, alla Uil Trasporti, all'Ugl e alla Uilt Apm (Associazione piloti Meridiana).
Attorno all'una lo scalo di Fiumicino è stato quindi teatro di un rumoroso corteo: un migliaio di lavoratori armati di fischietti e trombette che al grido di «Vergogna Vergona» ha invaso prima la hall degli arrivi e poi quella delle partenze, con qualche problema per il traffico automobilistico. Qui, in un crescendo di tensione, i manifestanti hanno iniziato a battere le mani e ad urlare «Fuori, fuori» per invitare i colleghi in servizio ai banchi del check-in ad unirsi alla protesta.
«Scioperiamo affinché venga applicato anche in Cai il contratto nazionale del trasporto aereo, nonché le normative che regolano il passaggio da un'azienda ad un'altra. E scioperiamo per dire no all'atteggiamento della Lega che sta portando avanti la propria battaglia contro Fiumicino per trasferire i voli di Alitalia a Malpensa», ha dichiarato Paolo Frati, responsabile nazionale della Cub Trasporti, sostenendo che l'offerta Cai porterebbe almeno diecimila esuberi in azienda più altrettanti nell'indotto.
La manifestazione si è sciolta attorno alle 16, in attesa di notizie da Palazzo Chigi. Ma i disagi si sono fatti sentire anche a Napoli dove per diverse ore i passeggeri sono stati costretti a raggiungere l'aeroporto di Capodichino percorrendo a piedi le rampe di accesso. Motivo del blocco in tangenziale il presidio dei lavoratori Atitech, preoccupati per la manifestazione di interesse avanzata dalla IeS Mediterraneo. I dipendenti temono che la cordata di privati napoletani possa nascondere un'operazione speculativa e invocano l'intervento di Finmeccanica.
Gabriele Paolini, meglio conosciuto come il «disturbatore», il giovane noto per avere nei giorni scorsi più volte interrotto le dirette televisive di alcuni giornalisti, è stato fermato ieri all'aeroporto di Fiumicino dagli uomini della Polaria mentre era in corso la manifestazione della Cub Trasporti. Secondo quanto si è appreso Paolini, 34 anni, dopo essere stato allontanato da due investigatori prima che potesse infastidire alcuni cronisti, è stato condotto negli uffici di Polizia giudiziaria, dove gli è stato notificato il foglio di via con il divieto di tornare sul territorio del comune di Fiumicino.


18 settembre 2008 - Il Giorno

Il sindacato di base denuncia «Futuro incerto»
VOCE CONTRARIA

Legnano - UN VOLANTINO infilato sotto i tergicristalli delle macchine. Lo abbiamo trovato ieri dopo l'incontro nel cantiere del nuovo ospedale. La missiva è firmata Rdb, Rappresentanze di base. "Panem et circenses", ha per titolo. Il sindacato usa le parole di Giovenale per commentare il pomeriggio con medici e stampa. «I giochi circensi nell'impero romano avevano il potere di distogliere il popolo dai reali problemi che incombevano nell'urbe - si legge -. E così la nostra amministrazione, avendo qualche problema, ricorre ai giochi circensi, convocando la conferenza stampa per il nuovo ospedale. A quando i lavoratori mangiati dai leoni? INIZIERANNO dagli infermieri, dai tecnici o dagli amministrativi? Il casus belli è il licenziamento delle 11 operatrici del call center. Quello che stanno facendo è sotto l'occhio di tutti, stanno mandando a rotoli l'Azienda ospedaliera di Legnano! Attaccando i diritti, diminuendo i salari, smantellando gli uffici, bloccando per mesi (prima) la produttività (poi) decurtandola, infine proponendo progetti che se sottoscritti equivalgono al suicidio, rendendo infine incerto il futuro di tecnici e amministrativi attraverso le esternalizzazioni, e non per ultimo, licenziando». Secondo il sindacato, l'intenzione aziendale è creare nuove strutture. «Se da un lato usano il bastone per smantellare, dall'altra si vuole creare nuovi dipartimenti, addirittura sette, come il dipartimento di Direzione sanitaria». La lotta di Rdb si è trasferita in Regione: da ieri è presente con un gazebo all'ingresso. Sempre ieri si è tenuto un incontro con l'Ufficio relazioni sindacali del Pirellone.(S.V.)

LA CAGI RESTA A MOTTA, ma nel nuovo stabilimento non è garantito...
di SILVIA LODI PASINI

MOTTA VISCONTI — LA CAGI RESTA A MOTTA, ma nel nuovo stabilimento non è garantito che le sue 65 lavoratrici tornino ancora tutte al loro posto. Il perché le operaie mottesi non abbiano di che stare allegre di fronte alla "concentrazione produttiva" che per risollevare le sorti del maglificio attivo dal '25 sacrifica lo stabilimento di Cilavegna e salva invece quello di Motta, sta nei numeri. Delle 110 dipendenti che in totale ancora la Cagi conta, per 65 soltanto ci sarà posto a Motta nel nuovo stabilimento che la Marcellina srl, la società composta dagli stessi soci Cagi, è previsto che debba costruire in paese prima di iniziare a costruire case al posto dell'attuale Cagi di piazza Garibaldi. E poiché la chiusura a Cilavegna non può tradursi in un taglio netto dei 45 posti di lavoro che conta, è chiaro che le 19 per le quali nell'incontro di martedì scorso a Pavia tra azienda e sindacato è emersa l'esigenza di ricollocazione all'interno dell'azienda laddove le altre 26 accettino volontariamente gli incentivi alla mobilità in via di definizione, determinano un esubero di altrettante lavoratrici nello stabilimento mottese. DESTA PREOCCUPAZIONE a Motta la dichiarazione di Francesco Di Salvo della Filtea Cgil, per cui «il sito produttivo di Motta non è discussione, ma con la ricaduta di Cilavegna alcune figure potrebbero diventare doppie». A detta dello stesso sindacalista il 30% delle lavoratrici mottesi ha aderito allo sciopero di 8 ore che la scorsa settimana si è accompagna al riaprirsi della trattativa all'Unione Industriali di Pavia. «Loro non hanno aiutato noi a suo tempo - dice Centina Cellario, 55 anni, da 30 anni in piazza Garibaldi -, perché adesso dovremmo preoccuparci di loro». «Nel '93 siamo state noi a doverci trasferire a Cilavegna - spiegano le donne di Motta - e quelle di Cilavegna non ci hanno aiutato nell'opporsi a una decisione che penalizzava noi e favoriva il loro stabilimento». Guerra tra poveri, sfiducia nei sindacati o immobilistica resa a un destino ineluttabile e già segnato? La rappresentante sindacale dei Cub (Comitati unitari di base), Piera Bruno, 54 anni, c'era quando la Cagi 15 anni fa ha effettuato il primo grande taglio di personale, e c'era anche ieri a Pavia attorno al tavolo delle trattative, riprese sulla proposta di trovare 26 volontarie a Cilavegna da accompagnare alla pensione. «LAVORO ALLA CAGI dal '76 - dice la Cub mottese -. Aveva 6 stabilimenti: Milano, Cilavegna, Motta, Rosate, Palestro e Mede. Più di 1250 operaie, di cui 420 a Motta». «Negli ultimi 30 anni la Cagi di periodi critici ne ha avuti tanti - ricorda la Bruno -. Prima che nel 2005 scoprissimo che aveva un bilancio disastroso, la crisi più brutta l'ha avuta nel '93-'94. Allora le operaie di Motta sono state trasferite a Cilavegna e quelle là non hanno fatto niente per loro. Dopo qualche anno a Cilavegna ha chiuso un reparto composto quasi interamente da mottesi e la Cagi ha offerto 12 milioni alle licenziate. Le donne hanno minacciato di fare causa e la Cagi per evitarla ha alzato l'offerta a 35 milioni. Solo la delegata dei Cub Maria Goi ha fatto causa, ha vinto e ha riavuto il posto fino alla pensione». Sul procedere della trattativa tra Cagi, Filtea-Cgil e Femca-Cisl, i Cub si dicono "freddini". «Rispettiamo però la volontarietà delle persone - dicono i Cub -. La nostra politica è: fatevi i vostri conti e decidete». «Non mi piace il modo di operare dell'azienda - aggiunge la Bruno -. La Cagi gioca al risparmio e basta e questo non mi dà certezza per il futuro». In base all'accordo per il Pii comunale, la Cagi resta a Motta. Qualcosa di più preciso sul fututro delle 65 lavoratrici mottesi potrà forse uscire questo venerdì dall'assamblea pubblica che l'Amministrazione organizza al Centro civico di via San Giovanni.


18 settembre 2008 - La Nuova Ferrara

Domani nel pubblico impiego lo sciopero indetto da Rdb Cub

Ferrara - L’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Ferrara ha ricevuto dalla Regione Emilia Romagna la comunicazione di uno sciopero generale dei lavoratori precari delle pubbliche Amministrazioni, per la giornata di domani proclamato dalla Federazione Nazionale RdB/Cub. L’azione è rivolta a tutti i comparti del pubblico impiego.
La Regione ha invitato la struttura sanitaria ad attivare le procedure idonee a garantire all’utenza i servizi individuati dalla legge.
L’Azienda sta dunque attivando tutte le misure idonee a consentire il rispetto delle normative vigenti in materia.
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18 settembre 2008 - La Provincia

manifestazione dei dipendenti
Protesta del personale, 100 voli bloccati

Roma - Tensione e disagi a Fiumicino per lo sciopero indetto dai Cub. Si è conclusa intorno alla 14.30 la manifestazione all'aeroporto dei dipendenti Alitalia alla quale ha preso parte anche il personale tecnico e di cabina di Air One.
Oltre 50 i voli cancellati solo a Fiumicino, deserto il Marconi di Bologna, dove è stato pressoché totale l'adesione di tutto il personale di terra e degli appalti. Ai 35 voli cancellati del mattino se ne sono aggiunti altri nell'arco della serata. Al Marco Polo di Venezia sono stati cancellati 13 voli ed 8 hanno subito ritardi fra i 20 e i 60 minuti.
A Roma intanto, parte dei lavoratori a quanto si è appreso si sono recati a Roma davanti a Palazzo Chigi, mentre un presidio di un centinaio di persone circa ha sostato fuori dall'uscita del terminal Arrivi. Il corteo, composto da un migliaio di persone tra impiegati, assistenti di volo e steward, ieri poco dopo le 12,30 ha iniziato a sfilare sia all'interno delle aerostazioni sia all'esterno, creando in alcuni momenti qualche disagio alla circolazione stradale.
I manifestanti, armati di fischietti e trombette, cartelloni con scritte come «Meglio casellante che in Cai navigante», «Assistenti di volo precari dal 2000, ci siamo anche noi, non siamo fantasmi», sotto gli occhi di centinaia di passeggeri gridavano «buffoni», «buffoni» ma anche «fuori», «Fuori», rivolgendosi ai loro colleghi di Alitalia che stavano lavorando dietro ai banchi dei check in.
Alcuni passeggeri al passaggio del corteo rivolgevano loro applausi e parole di sostegno. «Fanno bene a fare tutto questo baccano - il commento di un viaggiatore in partenza per Napoli - qui il governo sta decidendo le sorti di migliaia di lavoratori. Tanto a loro, che guadagnano cifre stratosferiche, cosa importa!». Altri due passeggeri alla vista dei manifestanti hanno iniziato a scattare fotografie con i loro telefonini e ad applaudire.
«È a dir poco vergognoso quello che sta accadendo alla nostra bella compagnia di bandiera - dice Marco Galeffi, in procinto di partire insieme con la moglie per Monaco - Non saremmo dovuti arrivare fino a questo punto e la classe politica dovrebbe riflettere a fare «mea culpa» perché ha delle enormi responsabilità».
Alle 14, dopo che il corteo è sfilato nella hall Partenze internazionali, si è quindi spostato fuori dal terminal e ha sostato per una ventina di minuti lungo la banchina stradale, prima di tornare nuovamente al punto di partenza, al piano inferiore.
«Il prezzo da pagare per questo accordo con la Cai, che di fatto ridimensionerebbe anche lo scalo di Fiumicino, è davvero troppo alto - ha affermato Antonio Amoroso, sindacalista
Cub Trasporti - qui si parla di almeno diecimila persone coinvolte che rischiano di andare a spasso e altrettante nell'indotto. È inaccettabile, diciamo giù le mani dal nostro contratto, chiediamo maggiore tutela dei diritti salariali e normativi acquisiti, respingendo con forza l'ulteriore abbattimento del costo del lavoro perseguito attraverso il peggioramento dei contratti».


18 settembre 2008 - Irpinia news

Il 10 ottobre sciopero nazionale dei Vigili del Fuoco

Il 4 settembre 2008, la Rdb-Cub Vigili del Fuoco, ha chiesto l'attivazione del tavolo di conciliazione e raffreddamento dei conflitti per richiedere una negoziazione sulle procedure di mobilità del personale qualificato del Corpo Nazionale e relazioni sindacali, in virtù del fatto che allo stato attuale non esistono regole in materia. Il Dipartimento dei Vigili del fuoco il 16 settembre ha richiesto un incontro con la federazione per illustrare alcuni dati riguardanti il personale in attesa di mobilità. Dalla riunione è emerso quanto già risaputo: l'impossibilità di trovare un accordo scritto per dare certezze ai lavoratori Vigili del Fuoco, da anni in attesa di rientro nelle sedi di residenza. "Considerato che non è possibile trovare un accordo con il Dipartimento dei caschi rossi – dice una nota della Rdb-Cub -; che il tavolo di raffreddamento non è stato attivato nei tempi previsti; e che non è possibile ottenere alcun verbale di impegni da parte del Dipartimento in materia di mobilità che si ripercuoterà su tutto il personale negli anni a venire; che il decreto Brunetta discrimina i lavoratori del Corpo Nazionale (ad oggi non è stato aperto il secondo biennio economico 2008/09, con risorse aggiuntive); i Vigili del Fuoco, il 10 ottobre, dalle 10.00 alle 14.00, hanno indetto la prima giornata di sciopero per manifestare il proprio dissenso. Lo sciopero sarà esteso a tutti i posti di lavoro compresi gli aeroporti".


18 settembre 2008 - Agrigento notizie

300mila euro per il distaccamento dei Vigili del Fuoco

Agrigento - Il presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, ha ricevuto questa mattina i rappresentanti sindacali dei Vigili del fuoco di Agrigento. Oggetto dell'incontro i lavori già finanziati dal dipartimento di Protezione civile della Regione Sicilia, per la realizzazione nell'area industriale a nord della città di un distaccamento. All'incontro erano presenti Mario Aversa della Cisl e Calogero Sanzo della Cgil. Da tempo, inoltre, la battaglia viene sostenuta dalle altre sigle sindacali quali la Rdb con Carlo Vitello e la Confsal con Giovanni Buongiorno. Il presidente D'Orsi ha dato piena assicurazione che interverrà per sbloccare la vicenda del mancato avvio dei lavori, il cui finanziamento di trecentomila euro è da tempo disponibile. Domani, intanto, D'Orsi incontrerà Stefano Catuara, presidente dell'Asi di Agrigento, per affrontare il problema, tenuto conto che è già stata individuata anche la palazzina che ospiterà questo importante distaccamento, data anche la stretta vicinanza all'Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento.


18 settembre 2008 - Il Giornale

Colaninno: «Non c’è più una lira Chiudiamo o amici come prima»
Il leader Cai: ai dipendenti il 7% degli utili. I piloti non sono un’associazione
di Gian Maria De Francesco

Roma - «Non c’è più nulla di cui discutere, non c’è una lira in più da condividere». Il presidente di Cai, Roberto Colaninno, ha spiegato alle nove sigle sindacali riunite a Palazzo Chigi per discutere del salvataggio di Alitalia che non ci sono ulteriori margini di modifica della proposta. In due settimane di trattative, ha aggiunto, le organizzazioni dei lavoratori hanno già ottenuto «più di quello che era previsto potessero ottenere». Certo, anche se Colaninno ha iniziato la sua relazione sottolineando che «non è un aut aut ma un tentativo di rilanciare Alitalia con il consenso dei lavoratori», il tempo a disposizione è scaduto. «La risposta deve arrivare entro le 15.50 di domani (oggi, ndr)», ha precisato, a scanso di equivoci, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Alle 16, infatti, si riunirà il vertice di Cai per stabilire se proseguire con l’offerta oppure desistere. Il giorno fatidico si avvicina e gli auspici non sono i migliori. Ieri lo sciopero indetto dal sindacato Cub ha costretto la ex compagnia di bandiera a cancellare 40 voli. I disagi negli aeroporti sono stati acuiti anche dalle manifestazioni di protesta di assistenti di volo e personale di terra che sono proseguite in serata. Un’ultima concessione, però, è stata fatta: Cai è disponibile a redistribuire ai lavoratori il 7% degli utili al netto delle tasse dopo il primo biennio. Il 45% andrebbe ai piloti, il 30% agli assistenti di volo e il 25% al personale di terra. E va detto che, in parallelo, si è continuato a lavorare per il salvataggio di Atitech, la controllata attiva nella manutenzione. Cai intenderebbe ancora affidarle ancora dei contratti, mentre nella compagine societaria dovrebbe entrare il tandem pubblico Fintecna-Finmeccanica. Non tutti gli 800 posti di lavoro a Napoli sono a rischio. I toni ultimativi hanno determinato un ulteriore sgretolamento del fronte sindacale. Cisl, Uil e Ugl hanno aderito. «Proposta suggestiva» per Bonanni, «disponibilità totale» di Polverini mentre per Angeletti «non è il punto d’arrivo sperato» ma, tutto sommato, l’invarianza dei salari in cambio di un aumento della produttività è un accettabile compromesso. Compromesso che le altre sei sigle tardano ad accettare. Per la Filt-Cgil il segretario Solari ha rilevato che «è necessario allargare il consenso» non nel numero delle sigle ma in quello dei lavoratori. Anpac, Anpav, Avia e Sdl si sono lamentate di non essere a conoscenza del secondo documento stilato da Cai oltre all’accordo quadro e relativo alla stipula dei contratti. Una questione di lana caprina considerato che nella successiva riunione intersindacale è stato portato a conoscenza di tutti. Le linee guida sono le stesse anticipate nei giorni scorsi. L’Unione piloti è propensa al rifiuto. «Senza elementi nuovi diciamo di no», ha affermato il presidente Massimo Notaro. Ma il vero problema è che nessuna delle sigle «resistenti» vuole scontentare la propria base, a partire dalla Cgil che cerca di guadagnare tempo per far digerire ai suoi l’amara pillola. Allo stesso modo, le rappresentanze dei piloti sanno che il loro potere di interdizione, in caso di esito positivo del negoziato, sarà praticamente azzerato. Di qui il diktat di Cai che, senza un assenso della Cgil, sarebbe propensa ad abbandonare. Anche per questo motivo ieri sera, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe detto ai suoi che «se la Cgil non firmerà l’intesa se ne dovrà assumere ogni responsabilità, se ne dovrà assumere il peso». D’altronde, sempre lo stesso Berlusconi ha espresso soddisfazione per come il sottosegretario Letta e i ministri Sacconi, Scajola e Matteoli hanno condotto il negoziato. «Credo che già ci sia una importante base di consenso», ha chiosato il titolare del Welfare, Maurizio Sacconi, «perché ormai è chiaro che non ci sono alternative se non il fallimento». Proprio nella giornata nella quale lo sciopero indetto dal Cub ha bloccato 50 voli a Fiumicino, si comprende bene che non è possibile andare oltre. O accordo o libri in tribunale. Anche se nel governo c’è chi spera, se Cai dovesse ritirarsi, in un nuovo «cavaliere bianco».


18 settembre 2008 - Dolomiten

Alitalia: Chaotische Zustände

Rom (APA) - In der Zitterpartie um Alitalia ist es gestern in Rom zu chaotischen Zuständen gekommen. Alitalia musste wegen eines Streiks einer kleineren Gewerkschaft 40 Flüge streichen. Die Belegschaft protestierte somit gegen den Rettungsplan, den das Unternehmerbündnis CAI vorgelegt hat. Während des Streiks demonstrierten rund 1000 Menschen auf dem römischen Flughafen Fiumicino. Ausgerufen wurde der Streik von dem Gewerkschaftsverband CUB. Er bezeichnete die Zustimmung der vier stärksten Gewerkschaftsverbände zum Rettungsplan und damit zur Streichung von 3250 Jobs als "unannehmbar und gefährlich". Indes hat CAI hat den Gewerkschaften bis heute Zeit gegeben, um über den Plan zu entscheiden. "Wir wollen kein Juwel, sondern eine bankrotte Gesellschaft kaufen. Es gibt nicht mehr viel zu besprechen, auf dem Tisch liegt ein Vorschlag, der angenommen werden kann oder nicht. Die Zustimmung des Personals ist für die Gründung einer neuen Gesellschaft ausschlaggebend", sagte CAI-Präsident Roberto Colaninno.


18 settembre 2008 - Le Figaro

Vingt-quatre heures pour sauver Alitalia
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Le gouvernement italien a indiqué aux syndicats qu'ils avaient jusqu'à jeudi pour statuer sur l'offre de reprise, qui prévoit plus de 3.000 licenciements.
Lors de la réunion mercredi qui a eu lieu au siège du gouvernement italien, le palais «Chigi», les neufs syndicats de la compagnie aérienne ont été sommés de prendre une décision concernant le plan de sauvetage d'Alitalia proposé par les repreneurs. «Il n'y a plus de négociations», a prévenu le ministre Sacconi, faisant comprendre que l'offre était désormais à prendre ou à laisser, avant une réunion cruciale jeudi de la Compagnie aérienne italienne, (Cai), l'alliance des entrepreneurs italiens disposés à reprendre les activités de transport de passagers d'Alitalia, prévue à 16h00 jeudi. Au terme de la réunion qui s'est achevée vers 18h45, trois syndicats d'Alitalia ont déjà affirmé qu'ils acceptaient ce plan, tandis qu'un autre syndicat a appelé les pilotes, qui sont les plus réticents, à faire preuve de «responsabilité». La première centrale syndicale CGIL a en revanche affirmé, par la voix de son secrétaire national, Fabrizio Solari, qu'elle pourrait dire non à ce plan si, d'ici demain «rien ne change». «Il reste 24 heures. Nous dépenserons chaque minute qui reste pour trouver un point d'équilibre», a-t-il ajouté.
Le plan de la dernière chance
Le ministre du travail Maurizio Sacconi a affirmé que si les syndicats refusent la proposition de la Cai, aucun autre plan de reprise ne sera proposé. D'après la chaine Sky TG 24, des syndicats proposeront une solution alternative lors de la réunion de la dernière chance qui aura lieu jeudi. Mercredi, plus d'une centaine de vols ont déjà été annulés à l'appel du syndicat CUB Trasporti, tandis que des milliers de manifestants protestaient devant le palais du gouvernement et sous les fenêtres où se déroulaient les négociations. Dimanche, la Cai avait proposé un plan comprenant le licenciement de 3000 employés. Les candidats à la reprise pensent ainsi conserver 12500 employés et mettre 1 milliard de d'euros au pot. Les 4 syndicats majeurs ont acceptés, mais les syndicats de pilotes et de personnel navigant sont très réticents. En cas d'accord sur le plan de la Cai, une compagnie étrangère pourrait prendre une participation minoritaire. «Lufthansa, Air France-KLM et British Airways sont intéressées» a déclaré Maurizio Sacconi, mais «elles ne feront pas d'offres de rachat». La compagnie italienne est détenue à 49,9% par l'état et a été placée sous administration extraordinaire depuis la fin du mois d'août.


18 settembre 2008 - EPolis nazionale

Astensione. Indetto dalla Cub Trasporti, adesioni altissime anche negli scali di Bologna e Venezia
Sciopero a Fiumicino 40 i voli cancellati
Protestano anche i dipendenti AirOne
Manifestazione dei lavoratori del vettore di Toto: «Non sappiamo nulla del nostro futuro»
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«Numerose le cancellazioni di voli e i ritardi» a causa dello sciopero nazionale indetto ieri dalla Cub Trasporti per i dipendenti Alitalia e per i lavoratori addetti ai servizi, agli aeromobili e ai passeggeri degli aeroporti di Bologna e Venezia. A tracciare il bilancio dell'astensione è lo stesso sindacato di base che accusa di «irresponsabilità» l’esecutivo, rispondendo alle critiche del ministro Altero Matteoli. «Quaranta i voli cancellati a Fiumicino solo nella mattinata. Oltre mille lavoratori hanno sfilato in corteo nello scalo romano. Deserto il Marconi di Bologna, dove è stata pressoché totale l’adesione di tutto il personale di terra e degli appalti. Ai 35 voli cancellati sinora se ne sono aggiunti altri nell’arco della serata. Al Marco Polo di Venezia sono stati cancellati 13 voli e 8 hanno subito ritardi fra i 20 e i 60 minuti, con un bilancio ancora da completare». Secondo il coordinatore Giampietro Antonini, è «irresponsabile un governo che esclude dal confronto e dalla trattativa la Cub Trasporti e i lavoratori che questa rappresenta ed intende difendere. Irresponsabili sono un Governo e dei politici che hanno determinato lo sfacelo di Alitalia ed ora vogliono addossarne i costi ai cittadini e ai lavoratori, mentre regalano beni e proprietà pubbliche a pirati imprenditoriali nostrani». Intanto anche i dipendenti di AirOne sono scesi sul sentiero di guerra. Circa 100 assistenti di volo della compagnia che fa capo a Carlo Toto hanno manifestato ieri a Fiumicino, dalle 12 alle 14, con un corteo interno allo scalo e per la via con cui si accede alle tratte nazionali. I dipendenti, che si sono poi spostati a Palazzo Chigi, denunciano di essere stati inglobati, a loro insaputa, nell’accordo quadro relativo alla Cai, la newco guidata da Colaninno. «Nessuno - dice uno dei manifestanti - sta parlando delle compagnie che ruotano intorno ad Alitalia. Si è parlato di estendere la cassa integrazione e la mobilità anche ad AirOne, ma per la compagnia non c'è stata nessuna procedura fallimentare. Il presidente Toto, intanto, continua ad assicurarci il mantenimento delle qualifiche e dei posti di lavoro per tutti e 1.900 occupati a tempo indeterminato nella compagnia». «Sugli esuberi - aggiunge un altro assistente divolo - non ci hanno detto nulla, in questi giorni lavoriamo e scioperiamo senza avere certezze sul nostro futuro occupazionale».


18 settembre 2008 - Il Venezia

Tessera. Aeroporto in tilt per la protesta dei dipendenti Save, Sav, Gh e Aviapartner
aderenti alla Rdb Cub
Sciopero e disagi al Marco Polo, rimane a terra un volo ogni sei
Cancellazioni e lunghi ritardi. Antonini: aziende che si prendono gioco dei lavoratori

Venezia - Marco Polo ieri in tilt per lo sciopero di 24 ore proclamato dal personale di Save e delle società di handling Sav, Gh e Aviapartner aderente alla Rdb Cub Trasporti. Con ritardi già dalla prima mattinata e un volo su cinque cancellato, sia tra le partenze che tra gli arrivi. E disagi anche per chi è riuscito a salire a bordo e allacciare la cintura di sicurezza, per i problemi, le code e i rallentamenti nelle procedure di assistenza ai passeggeri (check in, imbarco, controlli) e agli aeromobili. Ale 21 di ieriI erano rimasti a terra 15 aerei sul totale di 103 previsti. Quindi uno su sei. Decine le rischedulazioni e le partenze posticipate, da un minimo di 20 minuti fino a un'ora e mezza, come il volo per Londra decollato alle 16.33 invece che alle 15. Dirottato invece a Verona quello per Monaco. Nemmeno sul fronte degli arrivi la situazione è stata molto più rosea. Il volo in arrivo da Barcellona in mattinata è stato dirottato sull'aeroporto di Treviso mentre è atterrato a Verona, invece che a Tessera, quello proveniente da Monaco. E a metà pomeriggio le cancellazioni erano già a quota 16, su un totale di 105 arrivi giornalieri. Un'altra giornata di passione, quindi, per chi ieri doveva decollare o atterrare appoggiandosi allo scalo di Tessera. Tanto più che la protesta veneziana - adesione altissima per il sindacato - è andata a sovrapporsi allo sciopero di 12 pre proclamato dai dipendenti Alitalia. La sigla sindacale indipendente ha proclamato lo sciopero per le questioni aperte da mesi e legate a turni di lavoro ritenuti troppo gravosi, a croniche carenze di organico e comportamenti antisindacali delle aziende. Ma anche in concomitanza allo stallo della vertenza sulla compagnia di bandiera, situazione che avrà ripercussioni anche sull'indotto e sulla situazione di Tessera. Gh ad esempio, che gestisce l'handling per i voli Alitalia, non potrà non soffrire per la riduzione dell'attività, con probabili conseguenze di taglio sul personale. «Intanto respingiamo al mittente le accuse del ministro ai Trasporti Altero Matteoli, che ha puntato il dito contro chi sciopera con un tavolo di trattative aperto - tuona Giampietro Antonini, Rdb Cub Trasporti Venezia - perché noi al tavolo nemmeno ci siamo. Scendiamo in campo contro aziende che stanno giocando con i lavoratori, denunceremo Sav per comportamento antisindacale perché ha trasmesso ai lavoratori la falsa informazione che lo sciopero era stato ridotto a sole quattro ore. Mentre Gh oggi ha tenuto in servizio 32 persone, di cui 17 sono contratti a tempo determinato o interinali costretti a lavorare con il ricatto del mancato rinnovo, prolungando loro l'orario o mettendoli in servizio».(F.FU.)


18 settembre 2008 - L'Unità

La protesta esplode a Fiumicino: cancellati 50 voli
Mai così affollato il presidio di piloti e personale di terra nello scalo romano: «Se firmano è rivolta»
di Gioia Salvatori

«UNITI,UNITI» urla un uomo col megafono mentre davanti la sala equipaggi Alitalia dell’aeroporto romano di Fiumicino, un presidio di trecento dipendenti della
compagnia di bandiera, applaude. Hostess, stewards, personale di terra, tanti piloti come mai se ne erano visti negli altri giorni e anche impiegati venuti dal centro direzionale di via Magliana hanno superato le storiche rivalità di categoria. Sono lì per dire che non credono che non ci siano altre possibilità, per la loro compagnia, oltre all’offerta Cai. Se il governo riconoscerà valido «un accordo non sottoscritto da tutte le sigle sindacali, andranno alla lotta dura» - dicono. «Qui siamo tutti Sdl e Anpac. Chi li porta gli aeroplani se non c’è il consenso di queste sigle, Bonanni? -dice uno steward». Si è conclusa così, ieri sera all’aeroporto di Roma, un’altra giornata di mobilitazione del settore del volo. Una giornata segnata da 4 ore (12-16) di sciopero del sindacato di base Cub, con 50 voli Alitalia cancellati, ritardi,cancellazioni ancora in serata e manifestazione all’aeroporto di Roma fino al primo pomeriggio. Sono slogan e cori da stadio: «Chi non salta Cai» e «Andate col treno, andate tutti col treno». Alla protesta si sono uniti, senza scioperare, i piloti e gli assistenti di volo Air One quelli che «di noi nessuno parla, ma negli esuberi ci siamo anche noi - dicono». Nel pomeriggio qualcuno di loro timidamente osserva che fanno i colleghi della compagnia di bandiera: «Se vanno a palazzo Chigi per manifestare magari ci uniamo», dice una hostess. «Siamo tra color che son sospesi», fa una sua collega Alitalia, e ieri, infatti, per i dipendenti della compagnia di bandiera, è stata l’ennesima giornata di attesa, delusione, disillusione e amarezza. Nessuno crede ai «proclami della politica». «Air France si prendeva questa compagnia con tutti i debiti - dicono piloti e stewards - Non crediamo che non sia interressata a rilevarla ripulita dai debiti per 400 milioni. È il governo che non gliela vuole dare». «Il governo se la trattativa Cai non va bene deve trovare altri acquirenti: cerchi bene ci pare strano che non ci sia nessuno che voglia una compagnia con alte professionalita’ e i voli in overbooking piu’ tutti gli slot di Alitalia, Air One e Volare che da soli rappresentano un patrimonio di un miliardo - aggiunge uno steward». Aquila selvaggia senza l’accordo? «Siamo abituati a mediare - dicono cauti tre piloti - ma che il governo e gli imprenditori non calpestino la nostra dignità . Il pilota pieno di privilegi degli anni 60 non esiste più. Lavoriamo in sott’organico, con turni di 14 ore e ogni sei mesi siamo sottoposti a esami fisici e check col simulatore. Siccome chi lavora a terra, pulitori e handling, stanno peggio di noi, se vogliamo che gli aerei partano in orario dobbiamo curarci di coordinare e galvanizzare anche operazioni di terra. Lo stress è continuo». E ieri anche gli operai iscritti al sindacato Sdl spezzavano una lancia per i piloti, fino a ieri considerati i privilegiati , e numerosi sono accorsi al presidio. Tutti uniti. Sempre che qualche categoria che conta «non rompa il patto e firmi un accordo favorevole solo per sé - dice uno steward- Allora si, siete avvertiti, che ci faremo sentire con lo sciopero selvaggio».

CENTRALINISTE
Presidio dopo lo strip-tease

Legnano - La protesta aveva fatto scalpore. Licenziate dall’ospedale di Legnano dove lavoravano con un contratto precario in seguito al decreto Brunetta, undici centraliniste si erano messe all’asta su Youtube per trovare un nuovo impiego, poi si erano prodigate in uno strip-tease al Teatro della Cooperativa di Milano, dietro un lenzuolo bianco in controluce e nonostante il forte imbarazzo. Ora i sindacati autonomi hanno indetto un presidio in loro sostegno davanti alla sede della regione Lombardia, con iniziative in preparazione dello sciopero nazionale dei precari pubblici indetto da RdB-Cub per domani.


18 settembre 2008 - La Repubblica

Prove di "aquila selvaggia" a Fiumicino
Lo sciopero dei Cub blocca 40 voli. Agitazioni anche a Capodichino Le proteste Sfilano anche hostess-mamme con i figli in carrozzina. E gli steward mostrano i Cud 2008 Nello scalo romano manifestano in mille: blocco-lampo del traffico e corteo nei terminal
di CARLO PICOZZA

ROMA - Lo sciopero di duemila dipendenti Alitalia, indetto dalla Confederazione unitaria di base (Cub), il primo dall´avvio del negoziato con la Cai, è scattato ieri in contemporanea con nuovi ultimatum e altri "prendere o lasciare" lanciati da Palazzo Chigi ai sindacati. Quattro ore di fermo (dalle 12 alle 16) e a Fiumicino in oltre mille hanno animato un blocco-lampo del traffico e un corteo nei terminal di imbarchi e sbarchi. Il tutto di fronte ai colleghi dei check-in invitati a lasciare il lavoro con un «Fuori, fuori» scandito tra la solidarietà dei passeggeri italiani, lo stupore degli stranieri in transito e i sorrisi solidali al di là degli sportelli. Quaranta i voli soppressi, cancellati già due giorni fa dalla compagnia in vista dello sciopero. Proteste anche a Capodichino, con blocco per tre ore del viale di accesso allo scalo napoletano da parte di 250 dipendenti della società di manutenzione Atitech, contrari all´intervento della cordata partenopea additato come «speculativo»: «Meglio Finmeccanica».
Nell´aeroporto della capitale, sotto decine di bandiere della Cub (ma ce ne sono anche altre del Sindacato dei lavoratori), si sono radunati gli assistenti di volo, qualche comandante, gli addetti ai check-in, al carico-scarico, alle manutenzioni, quelli del call center, del centro informatico, dell´amministrazione. Pochi mezzi e tanta rabbia. Ognuno protesta come può. Un gruppo di lavoratori ha infilato in una busta di plastica trasparente i Cud del 2008 e li agita in aria. Fabrizio Teresi, steward da 12 anni, ha un reddito di 23 mila 367 euro e 94 centesimi «per 870 ore di volo, mille e 500 di servizio». Alberto Romano Coderoni non ha scatti di anzianità perché neoassunto dopo sei anni di precariato: 13 mila 653 euro e 84 centesimi, «con un figlio a carico». Federica Mattiuzzi (Alitalia Fly) mostra la busta paga di agosto: mille 243 euro con 11 anni di anzianità e due figli a carico. Micaela Petrocchi, 12 anni al call center (9 da precaria), di euro ne ha incassati 840. Le hostess in divisa tengono alzati piccoli cartelli fatti al computer: «Vogliamo Ali pulite», «Cai: cordata avvoltoi italiani», «Non è una trattativa, è un ricatto». In un micro-poster c´è una Panda con le Ali che, con i colori dell´Alitalia, sfreccia alta. Sotto: «Nuovi collegamenti Roma-Ostia a 99 euro».
Tra carabinieri e poliziotti, delle hostess-mamme sfilano con i figli in carrozzina. Qualche piccolo indossa la divisa da steward con mostrine, gradi e cartellino di riconoscimento sotto il marchio Alitalia. Con megafoni a pile, davanti al Centro equipaggi dove il personale di volo continua a prendere servizio, l´ironia lascia il posto all´ira. «Siamo pronti», avvertono i coordinatori nazionali della Cub Trasporti, Antonio Amoroso e Fabio Frati, «a rispondere con una lotta dura agli aut aut del governo o a colpi di mano sul nostro futuro». E Andrea Spadoni, impiegato, ricorda «il blocco delle piste parigine che, nell´autunno del ´93, portò alla vittoria i colleghi di Air France e fece decollare la compagnia mantenendola sotto il controllo pubblico». Nella notte in aeroporto è rimasto un «presidio di lavoratori in attesa vigile» della annunciata conclusione della trattativa.

Marconi, lo sciopero fa saltare 34 voli
di SARA SCHEGGIA

Bologna - Lo sciopero di ieri al Marconi ha fatto saltare 34 voli. Molti i ritardi e i disagi in tutta Italia, dal momento che i sindacati avevano convocato in contemporanea proteste anche in altri scali. E se a Roma sono stati cancellati 50 voli, i 16 arrivi e le 18 partenze annullate al Marconi, a cui si devono aggiungere tre dirottamenti su altri aeroporti, non sono stati pochi per uno scalo che ne gestisce mediamente 150 al giorno. Le sigle Cub, in rappresentanza dei dipendenti Alitalia, e le Rdb per i lavoratori bolognesi dei servizi di terra di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service, hanno giudicato «pressoché totale» l´adesione alla protesta, che ha creato disagi anche oltre le 4 ore di stop, dalle 12 alle 16, accordate dalla commissione garanzia per l´attuazione della legge sullo sciopero. L´ultimo volo ieri cancellato a Bologna è stato infatti quello della compagnia Air France delle 17.55, diretto a Lione, solo dopo si è tornati alla normalità. La giornata è stata dunque segnata dai disagi causati a chi doveva mettersi in viaggio proprio ieri, anche se il Marconi ha parlato di una «situazione non drammatica, visto che i passeggeri erano informati delle proteste in atto». Più nello specifico, lo sciopero ha fatto saltare 6 voli Lufthansa, altrettanti per Iberia/Air Nostrum, 4 rispettivamente per le compagnie Alitalia, Klm, Tap e Air France, 3 dell´Austrian Airlines, 2 della British Airways e uno per la Czech Airlines. I tre dirottamenti, invece, hanno colpito tre aeromobili in arrivo a Bologna: i voli AirOne da Lamezia Terme e da Napoli sono stati fatti atterrare a Forlì, mentre quello della Germanwings da Colonia è stato dirottato all´aeroporto di Verona.

Due molotov per gli immigrati
Raid a Pianura. "Contro di noi anche manifesti razzisti" "Le forze dell´ordine non intervenute". La denuncia in prefettura
di Maria Pirro

Napoli - Lanciano due molotov contro gli immigrati e scappano a bordo di un scooter. Una bottiglia piena di benzina si accende, l´altra no. Per i bersagli umani sono attimi di terrore. Cadono a terra, urlano: «Razzisti. Pianura è razzista». Chiamano le forze dell´ordine. Ma, raccontano le vittime, nessuno interviene sul momento, in via dell´Avvenire. Gli extracomunitari insistono: l´episodio è stato denunciato ieri mattina in prefettura. È l´ultimo raid nella guerra che va avanti da tempo tra residenti e immigrati nel centro storico di Pianura. Il raid incendiario nella notte tra lunedì e martedì.
Fino al giorno prima, la strada era sotto la vigilanza della "Security" di viale Kennedy. Per tre notti, infatti, due guardie giurate sono state pagate dai residenti proprio per garantire la sicurezza nella strada, per sorvegliare gli immigrati accusati di provocare improvvisi black-out, rubando la corrente. Alla quarta notte, però, quando la vigilanza è andata via, il raid è scattato contro gli extracomunitari. Nel mirino, un ragazzo del Burkina Faso, Bambara, e un suo amico. Hanno denunciato in prefettura nell´incontro di ieri: «L´odio contro di noi cresce».
Bambara è un conterraneo di Abdoul Guiebre, il 19enne ucciso a Milano e i fatti di Milano scuotono gli animi della comunità di extracomunitari che vivono a Napoli. «Abdoul, tra l´altro, è un parente di Honoré, un ragazzo che vive in via dell´Avvenire», spiega Aboubakar Souahoro, leader del comitato immigrati e sindacalista della Rdb-Cub. E Honoré afferma con un filo di voce: «Temiamo di fare la fine di Abdoul».
A Pianura sono già le due aggressioni gravi nelle ultime settimane. Domenica 31 agosto quattro giovani erano stati arrestati con l´accusa di aver tentato di investire con l´auto e lanciato un fumogeno acceso contro un extracomunitario nei pressi della Cumana. I quattro, tutti incensurati di Pianura, di età compresa tra i 19 e i 21 anni, dopo alcuni giorni agli arresti domiciliari sono tornati liberi, sia pure con obbligo di firma. Anche l´ultimo raid, secondo le testimonianze delle due vittime è stato messo a segno da una banda di giovanissimi. «Episodi simili non sono più tollerabili - protesta Aboubakar - A Pianura sono comparsi manifesti razzisti, ma ora sono passati dalle minacce alle violenze. Ecco perché abbiamo chiesto aiuto al prefetto e lui si è impegnato a intervenire per spezzare questa sequenza di attacchi razzisti, ma anche a contattare gli assessori comunali alla Protezione civile, Giorgio Nugnes, e alle Politiche sociali, Giulio Riccio, per affrontare il problema casa». La delegazione formata da 5 immigrati ieri ha parlato con il viceprefetto Gabriella D´Orso, responsabile dell´ufficio immigrazione, che ben conosce la situazione. In via dell´Avvenire vivono da anni 500 immigrati in condizioni disperate, favelas nel terzo millennio. Sugli episodi razziali e sulle loro condizioni di vita precarie sabato 27, alle 9, si terrà una assemblea pubblica nella sala Santa Chiara, a piazza del Gesù.


18 settembre 2008 - Corriere del Veneto

LO SCIOPERO Al Marco Polo trenta voli cancellati e lunghe attese al check-in
RITARDI E CODE, AEROPORTO IN GINOCCHIO

Venezia – Trenta voli cancellati, ritardi fino a due ore, code agli imbarchi. Lo sciopero di 24 ore della CUB Trasporti ha messo ieri in ginocchio l'aeroporto Marco Polo Tessera. Una giornata di passione, che si intreccia con la crisi dell'Alitalia: le sorti della compagnia di bandiera, infatti, potrebbero avere ripercussioni anche a Venezia.  Nonostante le fasce di garanzia, nonostante il dirottamento di alcuni voli – in arrivo e in partenza – sugli scali di Treviso e Verona, lo sciopero del sindacato di base crea pesanti disagi: Si fermano i lavoratori di SAVE, SAV, GH e AVIAPARTNER che supera il 50% della forza lavoro. Le ripercussioni al trasporto bagagli e ai check-in si fanno sentire già dalle prime ore del mattino, ma fino a tarda sera la situazione resta difficile. A fine giornata, su 103 partenze, i voli cancellati sono 15, mentre tra gli arrivi le cancellazioni sono 16 su 104. Grossi ritardi accumulati, soprattutto sulle tratte internazionali: il volo per Parigi delle 17.55 parte con un'ora e mezza di attesa. Ma la sorte peggiore capita ai viaggiatori di un volo nazionale, diretti a Catania: il volo delle 7.10, decolla alle 13, dopo sei ore di estenuanti attesa in aeroporto. "Sono mesi – spiega Giampietro Antonini della CUB Trasporti -che chiediamo un riconoscimento ai lavoratori dell'aeroporto. E' grazie a loro che SAVE, anche nel 2007, ha chiuso il bilancio in attivo, con circa 40 milioni di euro di utili". Un risultato che ha permesso "l'elargizione di un premio da 2,5 milioni di euro al presidente Marchi. Anche i lavoratori – aggiunge il sindacalista – devono essere gratificati con un tangibile riconoscimento, misurabile in stipendi ed orari dignitosi". Alla protesta locale si sovrappone anche quella nazionale, organizzata sempre dal sindacato di base, dei lavoratori Alitalia., che dalle 12 alle 16 protestano contro le ipotesi di accordo sottoscritte dai sindacati confederali. "Non conosciamo ancora il destino della vecchia Alitalia – spiega Antonini – né quali saranno le rotte della Cai. L'unica cosa certa è che tanti lavoratori addetti al check-in e al trasporto bagagli potrebbero perdere il proprio posto". A Venezia sono circa 400, divisi tra Sav, GH e Aviapartner, ma l'handler ad avere il contratto con l'Alitalia è solo Gh: nel caso di un ridimensionamento dei voli e dei servizi della nuova compagnia aerea nello scalo di Tessera, le ripercussioni occupazionali potrebbero essere drammatiche.


18 settembre 2008 - Il Sole 24 Ore

Proteste spontanee. A Fiumicino più tagli
Tornano i Cobas e bloccano 97 aerei

ROMA - Un'altra giornata da dimenticare ieri per il trasporto aereo. La protesta dei Cub dei Trasporti, con lo sciopero indetto tra le 12 e le 16, ha creato disagi in tre scali italiani e comportato complessivamente la cancellazione di 97 voli, se si include la chiusura dell'aeroporto di Bologna.
Soltanto nello scalo romano di Fiumicino, dove la protestaè stata maggiore, sono stati cancellati 50 voli; di questi 40 voli (con destinazione o origine sullo scalo romano) sono stati annullati da Alitalia. Forti i disagi anche nell'aeroporto di Bologna, dove l'adesione quasi totale allo sciopero ha comportato la chiusura dello scalo con la cancellazione di 34 voli. All'aeroporto Marco Polo di Venezia il bilancio finale della giornata ha fatto registrare la cancellazione di 13 voli e numerosi ritardi nelle partenze.
La compagnia AirOne di Carlo Toto, di cui una parte dei dipendenti ieri è scesa in sciopero, sostiene di non aver cancellato alcun volo: le partenze e gli arrivi sullo scalo di Bologna, sempre secondo la compagnia, sono stati dirottati sugli aeroporti limitrofi.
Agli scioperi già in calendario, ieri si sono aggiunti manifestazioni e presidi di assistenti di volo, personale di terra e piloti che protestano contro la proposta di acquisto avanzata da Cai. Capannelli e slogan hanno anche di fronte alle sede del Governo a palazzo Chigi. Proteste anche nello scalo napoletano di Capodichino, dove circa 300 dipendenti di Atitech, la società che fa manutenzione per Alitalia, hanno occupato per alcune ore l'accesso all'aeroporto.(AP)


18 settembre 2008 - Nuova Venezia / Mattino Padova

Tredici i voli cancellati al Marco Polo di Venezia

VENEZIA - Tredici i voli cancellati e otto quelli che hnno subito pesanti ritardi all’aeroporto di Venezia. Il Marco Polo non è stato secondo tra gli aeroporti italiani che ieri hanno subito la protesta indetta dai lavoratori aderenti ai Comitati unitari di base (Cub). I lavoratori di terra e dei servizi che si riconoscono nei Cub temono un drastico ridimendisanamento, e una esternalizzazione ulteriore, il che limerebbe ulteriormente i salari. Basti citare le parole del coordinatore Giampietro Antonini: «Irresponsabile il governo che ci esclude dal confronto e dalla trattativa e che ora vuole addossare i costi dello sfacelo ai cittadini e ai lavoratori, mentre regalano beni e proprietà pubbliche a pirati imprenditoriali nostrani».


18 settembre 2008 - La Tribuna di Treviso

Tredici i voli cancellati al Marco Polo di Venezia

VENEZIA - Tredici i voli cancellati e otto quelli che hnno subito pesanti ritardi all’aeroporto di Venezia. Il Marco Polo non è stato secondo tra gli aeroporti italiani che ieri hanno subito la protesta indetta dai lavoratori aderenti ai Comitati unitari di base (Cub). I lavoratori di terra e dei servizi che si riconoscono nei Cub temono un drastico ridimendisanamento, e una esternalizzazione ulteriore, il che limerebbe ulteriormente i salari. Basti citare le parole del coordinatore Giampietro Antonini: «Irresponsabile il governo che ci esclude dal confronto e dalla trattativa e che ora vuole addossare i costi dello sfacelo ai cittadini e ai lavoratori, mentre regalano beni e proprietà pubbliche a pirati imprenditoriali nostrani».


18 settembre 2008 - Il Secolo XIX

50 voli cancellati e ora protestano pure i lavoratori airone
cortei e scioperi. l'altra compagniaI dipendenti di Toto: «Noi dimenticati, 600 licenziamenti su 3.000 addetti»
di paola barbetti

ALTRA GIORNATA di passione per Alitalia, per i suoi dipendenti ma anche per i passeggeri, alle prese ieri con scioperi, cortei e proteste, mentre a Palazzo Chigi andava in scena l'affondo finale tra i sindacati e la Cai di Roberto Colaninno. Ben tre le azioni di sciopero messe in campo (anche se in programma da tempo), in concomitanza con "l'ultima chiamata" per Alitalia nella sede del governo.
La compagnia commissariata ha comunicato di aver cancellato 50 voli, tra nazionali e internazionali per lo sciopero Cub Trasporti (dalle 12 alle 16), disagi e ritardi si sono registrati in molti aeroporti. Cortei e manifestazioni a Fiumicino, dove circa un migliaio di lavoratori è sfilato con slogan e cartelli tra i viaggiatori. Un'iniziativa di sciopero ha riguardato anche i dipendenti di AirOne, preoccupati per la quota di esuberi: la compagnia comunica tuttavia di non aver cancellato alcun collegamento.
Agli scioperi già in calendario, si sono aggiunti manifestazioni e presidi di assistenti di volo, lavoratori di terra e piloti che protestavano contro le proposte contrattuali della Cai e l'accordo-quadro concordato con i sindacati.
Capannelli e slogan hanno stazionato a lungo anche davanti alla sede del governo. "Compagnia Avvoltoi Italiani", uno degli slogan inalberati da hostess e steward in divisa. E ancora: «Meglio falliti che in mano a questi banditi», «Silvio, manderesti tua figlia a lavorare per 600 euro?», «Apprendista per 7 anni e ora? Calcio in culo!». Questa volta a protestare, a Linate e Fiumicino (dove risultano 50 cancellazioni), tra le divise verdi e blu dell' Alitalia, anche gli addetti dell'AirOne di Carlo Toto.
«Noi siamo stati cancellati del tutto - ha spiegato una giovane stagionale della compagnia di Toto - in 15 giorni di trattativa non si è mai parlato di AirOne». «In questa vicenda noi verremo completamente cancellati» le ha fatto eco un collega parlando di «600 licenziamenti su 3.000 addetti». Nel piano della Cai, la Nuova Alitalia dovrebbe infatti nascere dalla fusione tra le due compagnie, Alitalia e AirOne. Un gruppo di hostess sfilavano con un cappio al collo e un cartello che recitava: «Questa è la vera cordata italiana».
Trentaquattro i voli annullati a Bologna, 5 a Linate, cancellazioni e disagi anche a Venezia e in altri scali. A Napoli 300 dipendenti dell'Atitech, gruppo Alitalia, hanno occupato gli accessi all'aeroporto di Capodichino.
Tre le azioni di sciopero di ieri e con motivazioni diverse: i Cub hanno mobilitato i lavoratori di Alitalia, protestando per l'esclusione della sigla di base dal tavolo della trattativa. La Filt Cgil ha chiamato all'astensione gli assistenti di volo Air One per la mancata applicazione di regole contrattuali e, nel caso di Air One Cityliner, per l'assenza di contratto. Tutte le sigle sindacali hanno indetto un ulteriore sciopero dei lavoratori di terra delle compagnie aeree straniere presenti in Italia, «perché non si siedono al tavolo della trattativa per il contratto», spiega la Filt. A Linate, gruppi di hostess e steward hanno contestato l'accordo-quadro sottoscritto a Roma da parte dei sindacati: «Questa italianitàè una falsità», hanno scandito. «Persone che non ci rappresentano hanno fatto l'accordo, è un contratto vergognoso, chi viene pagato meno di 3 euro l'ora?».


18 settembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale

In aeroporto esplode la rabbia Voli nel caos per gli scioperi
Raffica di cancellazioni a Roma, Bologna, Venezia e Linate

ROMA — IN DIVISA, ma anche con le magliette e le camicie da libera uscita, con cartelli in mano e fischietti in bocca per assordare i passeggeri allibiti di Fiumicino. Qualcuno si è portato la mascherina per la bocca con l’intento di illustrare ai passanti che «ci stanno togliendo anche l’aria». Ieri nello scalo romano è andata in onda la rabbia di piloti, hostess e assistenti di volo contro l’ipotesi di accordo con la Cai. «Meglio casellante che con Cai navigante» recitavano alcuni degli striscioni portati dai circa mille dipendenti che hanno scioperato aderendo alla manifestazione organizzata dai Cub. Ma erano soprattutto gli slogan come «Vergogna, vergogna» a scaldare gli animi di quanti non si riconoscono nell’ipotesi di accordo sulla quale stanno lavorando i sindacati. Ieri, però, la questione non si è limitata alle proteste perché l’astensione dal lavoro ha mandato in tilt il traffico aereo con pesanti ripercussioni in tutta Italia. E chi non ha scioperato, come alcuni assistenti delegati alle operazioni di terra, è stato «circondato» dai colleghi al grido di «fuori, fuori». LE ASTENSIONI erano indette per i dipendenti Alitalia dalle 12 alle 16, e per 24 ore per i lavoratori addetti ai servizi, agli aeromobili e ai passeggeri degli aeroporti di Bologna e Venezia. Solo nella mattinata a Fiumicino sono stati cancellati 40 voli e in serata i collegamenti saltati erano ulteriormente aumentati. Migliore la situazione a Linate, dove sono stati appena cinque (e tutti con destinazione Fiumicino) i voli cancellati. Deserto, invece, il Marconi di Bologna, dove è stata pressochè totale l’adesione di tutto il personale di terra e degli appalti. In mattinata erano stati cancellati o deviati 35 voli. Al Marco Polo di Venezia sono stati cancellati 13 voli e 8 hanno subito ritardi fra i 20 e i 60 minuti, con un bilancio ancora aperto. A Fiumicino, inoltre, alla rabbia dei dipendenti Alitalia si è aggiunta quella dei lavoratori AirOne che vogliono chiarezza sul proprio futuro. I lavoratori, dopo le prime manifestazioni all’interno dello scalo dove è stato improvvisato un corteo, hanno raggiunto Palazzo Chigi per seguire da vicino il vertice convocato dal Governo. «Si è parlato di estendere la cassa integrazione e la mobilità anche ad AirOne, ma per la compagnia non è in atto alcuna procedura fallimentare» spiegavano gli assistenti di volo in agitazione. «Vogliamo certezze sul nostro futuro occupazionale»: i dipendenti accusano i dirigenti della Cai di non aver spiegato espressamente come si intende procedere con AirOne e si chiedono per quale motivo anche questa sigla sia stata inserita nell’ambito di ipotesi di patto per Alitalia. Collegata alla vertenza anche la protesta dei lavoratori dell’Atitech, che hanno occupato la strada di accesso all’aereoporto Capodichino di Napoli costringendo i passeggeri a lunghe camminate con le valigie al seguito. Il blocco è stato rimosso solo nel tardo pomeriggio. La società si occupa della manutenzione pesante degli aerei e i lavoratori vogliono essere inseriti nel perimetro occupazione della Cai con garanzie per il futuro occupazionale. ALLA FINE della giornata, densa di disagi per chi ha deciso di affidarsi agli aerei per i propri spostamenti, i dirigenti del Cub Trasporti hanno ribadito la valenza della loro azione accusando il governo di irresponsabilità per la mancata convocazione dell’organizzazione alle trattative. Una nota positiva per i viaggiatori che abbiano già prenotato (e pagato) il biglietto Alitalia per i prossimi giorni: Volagratis ha fatto sapere che chi ha comprato il biglietto con la carta di credito sarà eventualmente rimborsato mentre ci sarà un impegno dell’azienda, nel caso si renda necessario, per dirottare su altri voli le persone già prenotate.(s.m.)


18 settembre 2008 - Leggo

Oggi è il D-day. Se non si raggiunge un accordo...

Oggi è il D-day. Se non si raggiunge un accordo, volare su cieli italiani diventerà un’impresa. Già ieri, però, la giornata per i passeggeri non è stata facile. Le proteste dei dipendenti e lo sciopero di quattro ore degli aderenti a Cub Trasporti hanno lasciato a terra numerosi aerei costringendo la compagnia ad annullare diversi voli. Solo da Fiumicino sono stati 40, ma altrettanti sono stati cancellati dal Marconi di Bologna e dal Marco Polo di Venezia. Nello scalo della Capitale circa mille dipendenti hanno organizzato un corteo e addirittura alcuni hanno raggiunto Roma a piedi.

Bologna. In attesa che oggi la situazione Alitalia...

Bologna - In attesa che oggi la situazione Alitalia si definisca, numerosi sono stati i disagi all’aeroporto Marconi di Bologna per lo sciopero dei lavoratori promosso da Cub Trasporti e dal sindacato di base, dei dipendenti di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. Alle 14 erano già 34 i voli in partenza e in arrivo cancellati. Rdb-Cub ha fatto sapere che « l’adesione è stata pressochè totale».


18 settembre 2008 - Il Cittadino

Scioperi e manifestazioni di hostess e piloti
Tra Bologna e Linate restano a terra 40 voli

ROMA - Altra giornata di passione per Alitalia, per i suoi dipendenti ma anche per i passeggeri, alle prese con scioperi, cortei e proteste, mentre a Palazzo Chigi andava in scena l’affondo finale tra i sindacati e la Cai di Roberto Colaninno. Ben tre le azioni di sciopero messe in campo oggi (anche se in programma da tempo), in concomitanza con "l’ultima chiamata" per Alitalia nella sede del governo. La compagnia commissariata comunica di aver cancellato 40 voli, tra nazionali e internazionali per lo sciopero Cub Trasporti (dalle 12 alle 16), disagi e ritardi si sono registrati in molti aeroporti. Cortei e manifestazioni a Fiumicino, dove circa un migliaio di lavoratori è sfilato con slogan e cartelli tra i viaggiatori. Un’iniziativa di sciopero ha riguardato anche i dipendenti di Air One, preoccupati per la quota di esuberi: la compagnia comunica tuttavia di non aver cancellato alcun collegamento. Agli scioperi già in calendario, si sono aggiunti manifestazioni e presidi di assistenti di volo, lavoratori di terra e piloti che protestavano contro le proposte contrattuali della Cai e l’accordo-quadro concordato con i sindacati.Capannelli e slogan hanno stazionato a lungo anche davanti alla sede del Governo. "Compagnia Avvoltoi Italiani", uno degli slogan inalberati da hostess e steward in divisa. E ancora: "Meglio falliti che in mano a questi partiti", "Silvio, manderesti tua figlia a lavorare per 600 euro?". Questa volta a protestare, a Linate e Fiumicino (dove risultano 50 cancellazioni), tra le divise verdi e blù dell’Alitalia, anche gli addetti dell’AirOne di Carlo Toto. «Noi siamo stati cancellati del tutto - ha detto una giovane stagionale della compagnia di Toto - in 15 giorni di trattativa non si è mai parlato di AirOne». «In questa vicenda noi verremo completamente cancellati» le ha fatto eco un collega parlando di «600 licenziamenti su 3mila addetti». Nel piano della Cai, la Nuova Alitalia dovrebbe infatti nascere dalla fusione tra le due compagnie, Alitalia e Air One. Un gruppo di hostess sfilavano con un cappio al collo e un cartello che recitava: «Questa è la vera cordata italiana».Trentaquattro i voli annullati a Bologna, 5 a Linate, cancellazioni e disagi anche a Venezia e in altri scali.

Oggi alle 16 l’ultima parola sul futuro della compagnia, ma l’accordo è vicino
Alitalia, ultimatum di Colaninno Altolà della Cgil, sindacati divisi
Il presidente Cai: «Non ho una lira in più da mettere»

Roma - Se Alitalia sarà salvata dalla cordata di imprenditori della Cai si saprà questo pomeriggio alle 16. I margini di trattativa sono ormai chiusi e ieri il presidente della Compagnia Roberto Colaninno ha avvertito i sindacati che senza il loro consenso questo pomeriggio proporrà all’assemblea della società di ritirare l’offerta. «Non è un aut aut ma il tentativo di salvare l’azienda con il consenso dei lavoratori» ha spiegato Colaninno. Il presidente della Cai durante l’incontro coi sindacati è stato netto: «Non c’è più nulla di cui discutere. Avete ottenuto in queste due settimane quello che non era previsto concedere» ha aggiunto sottolineando che Cai «non sta comprando un gioiello ma una azienda in dissesto». Il presidente della compagnia aerea italiana poi ha ribadito: «Abbiamo fatto una proposta con tutti i limiti e i difetti che volete ma non ho una lira in più da mettere». Colaninno ha offerto in più la redistribuzione ai dipendenti del 7% degli utili realizzati dalla societa (in particolare il 45% ai piloti, il 30% agli assistenti di volo e il 25% ai lavoratori di terra). L’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, ha sottolineato che la società ha «trattato con tutti per 13 giorni, 24 ore al giorno». La vertenza su Alitalia potrebbe però portare anche a una rottura nel sindacato. Tra i confederali infatti Cisl e Uil sono orientati ad accettare il piano mentre rimane l’incognita della Cgil. Bonanni esprime soddisfazione e dice che a questo punto «la parola data va mantenuta». Il numero uno della Cisl giudica «importante» la proposta di Colaninno di distribuire il 7% degli utili futuri ai lavoratori: «Così si apre una prospettiva per la partecipazione anche dei lavoratori alla governance aziendale». Quanto all’ipotesi di un accordo separato Bonanni afferma: «Non vogliamo dare il fianco a nessuno per far fallire Alitalia». Anche la Uil non vuole correre il rischio che la Cai ritiri l’offerta per colpa dei sindacati e quindi, anche se con alcuni dubbi, è disposta a dire sì al piano di salvataggio della compagnia aerea. Via libera al piano anche dall’Ugl, che chiede ai piloti di fare uno sforzo in più. La Cgil però prende tempo e avverte che senza ulteriori cambiamenti non potrà dare l’ok all’accordo. «Lavoreremo fino all’ultimo per avere quegli spazi che consentano un maggior accordo possibile per salvare Alitalia – afferma il segretario generale Guglielmo Epifani - Se tutti non fanno un passo di responsabilità l’azienda corre il rischio di non salvarsi». Ancora più chiaro il segretario confederale Fabrizio Solari, secondo cui se non cambia nulla, quello di Corso d’Italia sarà un no. "Se la Cgil fosse d’accordo su un testo si prenderebbe la responsabilità di andarlo a spiegare ai lavoratori" ha detto Solari. Anche i piloti dell’Anpac vogliono trattare ancora e lamentano il modo in cui è stata condotta la trattativa che "ha prodotto un documento che non condividiamo perché – come spiega il presidente Fabio Berti - si è trattato in maniera riservata con i confederali". Un no alla Cai arriva anche dall’Up, secondo cui non è possibile accettare il licenziamento di mille piloti. Intanto ieri Alitalia è stata costretta a cancellare oltre 40 voli a causa dello sciopero di 4 ore dei Cub. Una decisione duramente criticata dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che ha accusato il sindacato di «grave irresponsabilità». Per il coordinatore Giampietro Antonini però «irresponsabile è un governo che esclude dal confronto e dalla trattativa la Cub Trasporti e i lavoratori che questa rappresenta e intende difendere».


18 settembre 2008 - L'Unione Sarda

In Sardegna sono saltati otto voli. La protesta dei Cub provoca pesanti disagi ai passeggeri
Alitalia Giornata di caos, sciopera anche Meridiana
di LANFRANCO OLIVIERI

Caos nei cieli italiani: ieri uno sciopero di quattro ore ha mandato in tilt numerosi aeroporti nazionali. Alitalia, a causa delle protesta indetta dal sindacato Cub Trasporti, ha cancellato quaranta voli, mentre Meridiana ne ha soppresso un'altra decina in Sardegna. Ridotti invece i disagi per Air One, che ha dovuto fare a meno di due voli da Roma diretti a Torino e a Berlino.
IN SARDEGNA Nello scalo di Alghero e di Cagliari, Air One non ha registrato cancellazioni. Al contrario, Meridiana - a Cagliari e a Olbia - ha lasciato a terra diversi aerei. In totale sono stati annullati otto voli (andata e ritorno): due tratte Cagliari-Roma, un collegamento Olbia-Milano Linate e un volo Olbia-Roma.
I DISAGI Nonostante la mobilitazione, negli aeroporti isolani l'attività non ha subito particolari ritardi. «Ce lo aspettavamo», commenta Fabrizio Corradini, numero uno dell'Apm, l'associazione dei piloti di Meridiana federata alla Uil Trasporti: «Questo sciopero è stato proclamato per far capire che in Meridiana i problemi non sono stati risolti: l'obiettivo non era quello di generare particolari danni o disagi all'attività della compagnia». Un fatto è certo: i nodi sul tappeto sono ancora tanti.
LA VERTENZA Resta infatti alta la tensione tra lavoratori e vertici di Meridiana. «Non condividiamo le scelte fatte dai manager», spiega Roberto Casotto, rappresentante dei piloti dell'Anpac. «L'amministratore delegato, Gianni Rossi, ha trasferito i voli più remunerativi alla controllata Eurofly, impoverendo l'azienda olbiese». Casotto snocciola alcuni numeri: «Nella prima semestrale di Eurofly si nota un aumento di 230 mila passeggeri trasportati. Si tratta, in sostanza, dei clienti sulle linee Linate-Palermo, Linate-Catania, Linate-Napoli e Linate-Parigi, un tempo gestite da Meridiana». Lo «spolpamento di Meridiana», incalza il leader dell'Anpac, «ci costa 5 milioni di euro all'anno».
I TIMORI Le preoccupazioni di Roberto Casotto sono condivise anche dal numero uno dell'Apm: «Le incertezze sono tante», sbotta Fabrizio Corradini: «Finora i vertici di Meridiana si sono concentrati soltanto su come tagliare le spese per il personale. Ora l'azienda sta lavorando a un nuovo piano industriale e presto avremo modo di valutarne l'efficacia e soprattutto la serietà».
Le incognite, insomma, sono numerose. «Servono scelte precise», rincara la dose Casotto: «Alitalia è alla canna del gas, Meridiana invece viene da anni di utili. Ci sembra però che questi profitti siano stati per gran parte sprecati in operazioni finanziarie, come ad esempio l'acquisizione di Eurofly: un'azienda comprata a 6 euro per azione ma che oggi vale meno di un euro».
ALITALIA Sulle sorti di Alitalia, infine, i rappresentanti di Filt Cgil di Meridiana e di Eurofly esprimono solidarietà e vicinanza. «Sappiamo che i lavoratori Alitalia appartengono a un presente in cui più che soluzioni aziendali si cercano espedienti di annientamento professionale e impoverimento della dignità umana, di cui il lavoro rappresenta uno dei beni imprescindibili», scrivono in una nota. «Rimane ferma e attenta la nostra speranza di un futuro foriero di buone notizie nel raggiungimento di quei doverosi quanto concreti presupposti di tutela del lavoro e di ogni singola donna e uomo che in esso si esprimono».


18 settembre 2008 - L'Arena/Brescia Oggi/Giornale Vicenza

COMPAGNIA A TERRA
Oggi scadono i termini. La Cisl: «Il piano va bene». Gelo della Cgil. Disagi per lo sciopero
L’ultimatum di Colaninno: «Firmate o lascio Alitalia»

Ultimatum di Colaninno, presidente della Compagnia Aerea Italiana, ai sindacati di Alitalia: «Se non c’è consenso domani (oggi-NdR) propongo di ritirare la nostra offerta». Il presidente di Cai non ha usato mezzi termini nell’incontro di ieri a Palazzo Chigi con governo e sindacati. Siamo in una fase di recessione a livello mondiale, ha aggiunto Colaninno, «non c’è più un euro a disposizione, non abbiamo più nulla da discutere». La Cisl ha già detto sì. «Disponibilità totale a chiudere» dall’Ugl e sostanzialmente anche dalla Uil. Per la Cgil, se non cambia nulla, arriverà un no al piano di salvataggio. Un no ribadito invece dall’Unione piloti. A Fiumicino ieri cancellati 50 voli per la protesta dei Cub.


18 settembre 2008 - Corriere della Sera

La protesta Tensione allo scalo, cinquanta voli cancellati
Scioperi e corteo interno «Pronti a bloccare le piste»
di Alessandro Fulloni

Cinquanta voli cancellati, centinaia di passeggeri appiedati. È il pesante bilancio dei tre differenti scioperi indetti da personale Alitalia e Airone che ieri pomeriggio hanno paralizzato l'aeroporto di Fiumicino. Il timore è che le agitazioni possano ripetersi in maniera decisamente più incandescente dopo le 16 di oggi. La scadenza è quella fissata dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi entro la quale i sindacati dovranno pronunciarsi sul piano Fenice. Durante la protesta circa mille dipendenti hanno sfilato per i terminal dello scalo, gridando slogan contro il premier Berlusconi e contro l'ipotesi di accordo. In tanti hanno urlato: «Se firmano, bloccheremo le piste».
Nella protesta si sono mescolate tre agitazioni differenti: una prima indetta dai Cub-Alitalia (i comitati unitari di base, che non sono stati convocati alle trattative), la seconda dal personale di terra iscritto a Cgil, Cisl, Uil e Ugl e la terza dagli assistenti di volo di Airone preoccupati della fusione con Alitalia e dei provvedimenti di cassa integrazione e mobilità. Assieme agli steward hanno sfilato anche diversi piloti tra cui comandanti con contratti a tempo determinato scaduti a giugno e non rinnovati. «In questa situazione siamo circa in 60, avevamo tutti ricevuto la promessa che saremmo stati riconfermati » diceva angosciato uno di loro che per pagarsi i brevetti di volo ha speso «150 mila euro e oggi, per estinguere il prestito con la banca, pago rate mensili di 2 mila euro».
Concluso il corteo, i dipendenti si sono raccolti al varco equipaggi. Una folla che sventolava le bandiere di tutti i sindacati ascoltando in «diretta» dai megafoni gli aggiornamenti della trattativa in corso al ministero del Lavoro. «Ci ritroviamo qui domani alle 16, poi vedremo che fare» è stato il passaparola conclusivo.
Ma al Leonardo da Vinci l'atmosfera è tesissima in tutti i comparti. Nell'indotto i licenziamenti sono già scattati. Sei dipendenti della Condim, azienda che per Alitalia Servizi opera in hangar, nel settore della manutenzione, sono rimasti senza occupazione al ritorno dalla ferie. In altre ditte si sta ricorrendo alla cassa integrazione. Tribolazioni anche all'area cargo, che complessivamente impiega circa 3500 persone e dove le merci per circa il 50 per cento si spostano con aerei Alitalia. Ma da qualche giorno le agenzie di import export internazionale stanno previlegiando altri vettori. «E il calo operativo comincia a farsi sentire: sono a rischio perlomeno 500 posti di lavoro», dicono in ansia alla Confetra, l'associazione degli spedizionieri del Lazio.

Colaninno: «Sì all'intesa o ritiro l'offerta Alitalia»
L'ultimatum scade oggi. L'ottimismo di Sacconi «Non c'è una lira da condividere. I piloti? Dipendenti come gli altri». I comandanti preparano la protesta

ROMA — Calerà alle 16 di oggi il sipario sulla trattativa sindacale, durata due settimane, tra la Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati. Comunque vada, a quell'ora, a Milano, l'assemblea dei soci dovrà decidere se ci sono i margini per procedere con l'offerta. O no.
Il termometro del consenso sindacale segna sereno per Cisl, Uil e Ugl, incerto per Cgil, Sdl e gli assistenti di volo di Avia e Anpav. Il maggior sindacato ha preso l'impegno di cercare di allargare il consenso alle categorie finora escluse, lavorando sullo schema di contratto già concordato da Cai con i confederali e l'Ugl. È burrasca invece per i piloti di Anpac e Up, che già da oggi potrebbero effettuare una forma di protesta non passibile di precettazione: bloccare gli aerei al decollo per motivi tecnici.
È questo il quadro emerso dal vertice di ieri pomeriggio a palazzo Chigi, dove il presidente di Cai, Roberto Colaninno, ha incontrato le 9 sigle, rappresentate da tutti i «generali» tranne quello della Cgil, Guglielmo Epifani, alla presenza dei ministri competenti e del sottosegretario Gianni Letta. A Fiumicino intanto lo sciopero della Cub, piccola sigla, aveva un esito insperato: 1.500 lavoratori in corteo e 50 voli cancellati a Roma.
Colaninno ha esordito spiegando che il suo non sarebbe stato un «aut aut» ma che comunque «non c'è più nulla di cui discutere, non c'è una lira in più da condividere». Il capo-cordata è stato chiaro: «Senza consenso ritiro l'offerta», e ha aggiunto che se in America il colosso assicurativo Aig non fosse stato salvato, la proposta sarebbe già stata ritirata per le conseguenti difficoltà mondiali. Poi Colaninno ha calato l'ultimo asso: la disponibilità a distribuire il 7% degli utili ai lavoratori dopo il primo biennio. Una novità definita «epocale», per la sua portata, dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni che è stato il primo a dire «sì» all'accordo. Un duro scontro ha poi opposto l'imprenditore alle «aquile»: «Nel nostro modello di azienda i piloti sono dipendenti e non un'associazione professionale — ha detto Colaninno —. Le compagnie in cui c'è cogestione, non funzionano». Per Anpac e Up è stato un segnale di guerra: «Oggi sappiamo che c'è una strategia contro di noi» ha detto il presidente di Anpac, Fabio Berti. «Non si può firmare senza una vera trattativa» è stata invece la posizione di Sdl, Avia e Anpav. Anche per loro è intervenuto Fabrizio Solari della Filt-Cgil, chiedendo «fino all'ultimo istante» per «spiegare ai lavoratori i sacrifici» e «ricreare il clima» sollecitato da Colaninno. In serata la Cgil avrebbe già tenuto un incontro riservato con gli autonomi per concordare una posizione comune. «Firmeremo anche senza alcune sigle» ha anticipato Solari, forse alludendo ai piloti cui ha rivolto un appello Renata Polverini, (Ugl). Intanto ieri sono circolate ulteriori conferme di una partecipazione Finmeccanica e Fintecna nella nuova società della manutenzione. Ci sarebbe un'offerta anche per Az Express, forse di WindJet.(A.Bac.)


18 settembre 2008 - Tribuna Treviso/Trentino/Messaggero Veneto/Piccolo/Nuova Sardegna, Ferrara, Venezia/Centro/Gazzetta Modena, Mantova, Reggio/Città Salerno/Tirreno/Mattino Padova/Alto Adige/Corriere Alpi/Provincia Pavese

A Fiumicino esplode la protesta
Caos, decine di voli cancellati. Matteoli: «Irresponsabili»

ROMA - Ha provocato tensioni, ritardi e disagi ai passeggeri lo sciopero di 4 ore indetto ieri dal Cub Trasporti. Soltanto allo scalo romano di Fiumicino la protesta del personale di volo Alitalia ha fatto saltare cinquanta voli, almeno dieci dei quali sulla tratta per Milano. «Una decisione che in questo momento dimostra grave irresponsabilità», ha accusato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli.
Ma numerose sono state anche le cancellazioni internazionali. Altri 34 voli sono stati annullati al Marconi di Bologna, dove l’alta adesione allo sciopero ha di fatto paralizzato l’aeroporto, mentre 13 sono stati quelli soppressi al Marco Polo di Venezia.
Con lo sciopero indetto dalle sigle autonome di piloti, hostess e steward ha inoltre coinciso una seconda agitazione, quella proclamata da tutto il personale di terra aderente alla Filt Cgil, alla Fit Cisl, alla Uil Trasporti, all’Ugl e alla Uilt Apm (Associazione piloti Meridiana).
Attorno all’una lo scalo di Fiumicino è stato quindi teatro di un rumoroso corteo: un migliaio di lavoratori armati di fischietti e trombette che al grido di «Vergogna Vergona» ha invaso prima la hall degli arrivi e poi quella delle partenze, con qualche problema per il traffico automobilistico. Qui, in un crescendo di tensione, i manifestanti hanno iniziato a battere le mani e ad urlare «Fuori, fuori» per invitare i colleghi in servizio ai banchi del check-in ad unirsi alla protesta.
«Scioperiamo affinchè venga applicato anche in Cai il contratto nazionale del trasporto aereo, nonchè le normative che regolano il passaggio da un’azienda ad un’altra. E scioperiamo per dire no all’atteggiamento della Lega che sta portando avanti la propria battaglia contro Fiumicino per trasferire i voli di Alitalia a Malpensa», ha dichiarato Paolo Frati, responsabile nazionale della Cub Trasporti, sostenendo che l’offerta Cai porterebbe almeno diecimila esuberi in azienda più altrettanti nell’indotto.
La manifestazione si è sciolta attorno alle 16, in attesa di notizie da Palazzo Chigi. Ma i disagi si sono fatti sentire anche a Napoli dove per diverse ore i passeggeri sono stati costretti a raggiungere l’aeroporto di Capodichino percorrendo a piedi le rampe di accesso. Motivo del blocco in tangenziale il presidio dei lavoratori Atitech, preoccupati per la manifestazione di interesse avanzata dalla IeS Mediterraneo. I dipendenti temono che la cordata di privati napoletani possa nascondere un’operazione speculativa e invocano l’intervento di Finmeccanica.(n.a.)


18 settembre 2008 - Il Manifesto

PUBBLICO IMPIEGO
Rdb, atipici in sciopero «Sono oltre 250 mila, il governo dia risposte»
di Francesco Piccioni

Domani scioperano i precari del pubblico impiego. Ne parliamo con Carmela Bonvino, della federazione nazionale RdB, che ha proclamato questa agitazione.
Quanti sono i precari nel pubblico impiego?
E in quali condizioni? Ne rimangono ancora tantissimi. Rispetto alle stime dell'anno scorso - 250.000 - e nonostante alcuni provvedimenti inseriti nelle finanziarie 2007 e 2008, questa platea non si è ridotta più di tanto in seguito ai provvedimenti miranti alla stabilizzazione: circa 10-12mila, secondo le nostre valutazioni. Hanno inciso più pesantemente le norme «ammazzaprecari», che prevedono il non rinnovo dei contratti a fine termine. Il numero quindi non cala. Semplicemente i «vecchi» precari vengono sostituiti dai nuovi. E' un dato con forte valenza politica.
Lo sciopero che avete proclamato per venerdì prevede solo un'assemblea nazionale...
E' alle porte uno sciopero generale del sindacalismo di base, con una manifestazione nazionale. Probabilmente aderiremo a questa scadenza più larga, anche come mobilitazione. Facciamo per ora un'assemblea pubblica che faccia parlare i precari, ma che parli soprattutto a chi deve decidere sulla loro sorte: alla politica e all'opinione pubblica. Un'assemblea per delegati aperta a fette consistenti del precariato privato, ormi anch'esso cronicizzato. Entrambi vengono colpiti dalla finanziaria 2008 e dal dl 112. Il problema è comune, cerchiamo di mettere insieme tutte le facce di questa condizione.
Cosa è cambiato con Brunetta ministro?
Diciamo che si è abbassato il livello del confronto. Sulla questione dei precari, nel corso dell'unico incontro con noi, quando gli abbiamo chiesto cosa intendesse fare per risolvere la situazione, ci ha risposto con un'alzata di spalle. In realtà non fa nulla, ma continua con la prassi del precedente ministro. Probabilmente pensa che il precariato sarà eliminato con la ristrutturazione, fra taglio dei fondi e blocco del turnover. Forse non ci saranno tanti licenziamenti di dipendenti pubblici, ma i precari difficilmente si vedranno rinnovare i contratti.
Cosa prevede la finanziaria 2009 di Tremonti?
Per ora si mantiene la possibilità di stipulare contratti atipici, ma limitando a soli tre anni la possibilità di rinnovo, in modo impedirne il possibile inserimento in pianta stabile. In più, tagli agli organici e riduzione delle nuove assunzioni. I casi eclatanti sono scuola e sanità, con i piani di rientro dal deficit che costringono le regioni a non dare seguito alle stabilizzazioni già previste per legge. Una situazione che si aggraverà, pensiamo, con la prossima finanziaria.
Avete trovato qualche risposta nella politica?
Se pensiamo a come è stata affrontata la questione della precarietà in campagna elettorale, con Berlusconi che proponeva la mano del figlio e Veltroni che prometteva una compensazione del salario fino a 800 euro - quando il precario ha il problema soprattutto della continuità del reddito - si vede una pentola che nessuno vuol scoperchiare. Le due leggi-madri della precarietà sono la legge 30 e il pacchetto Treu: una fatta dalla destra e l'altra dal centrosinistra.
E' difficile organizzare i precari?
La precarietà è una condizione che rende difficile passare dalla preoccupazione individuale per la continuità del lavoro all'idea che si possa ottenerla con una lotta collettiva. Prevale spesso una difficoltà a superare una condizione oggettiva; dall'altra c'è rabbia. Organizzarla è un lavoro difficile, perché si tratta dimettere insieme un lavoro frantumato, con 20 contratti diversi, datori di lavoro che vanno dalla grande impresa al pubblico, al piccolo privato. Però dalle adesioni che stiamo ricevendo, ci sembra che ci sia un'attenzione dei lavoratori che va ormai soprattutto organizzata.

LA TRATTATIVA · Firmano solo Cisl, Uil e Ugl. Colaninno sta per lasciare
La Cai non convince piloti, hostess e Cgil
Nuova giornata concitata, ieri, per i dipendenti dell'Alitalia. Manifestazioni a Fiumicino e cancellazione di decine di voli, e intanto la trattativa ha raggiunto un punto morto. Solo Cisl, Uil e Ugl firmano il testo della Cai, mentre la Cgil e tutte le sigle autonome lo respingono. Il presidente Colaninno oggi potrebbe uscire dall'affare
di Francesco Piccioni

ROMA - Il dado è quasi tratto. Roberto Colaninno, presidente della Compagnia aerea italia (Cai), ovvero capo della «cordata» voluta da Berlusconi, aveva chiesto e ottenuto una riunione plenaria a palazzo Chigi con tutte e nove le sigle sindacali rappresentative dei lavoratori Alitalia. Sapeva, entrando, che solo tre sindacati - Cisl, Uil e Ugl - erano pronti a inchinarglisi in nome delle «relazioni complici» teorizzate dal ministro del welfare Sacconi e dalla Confindustria. Nonostante questo, si è presentato a muso duro: «Non abbiamo più niente da discutere, la nostra proposta può essere accettata o no; ma io non ho un euro in più da mettere sul tavolo». Fine della riunione. Il governo, tramite il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, ha comunicato che i sindacati dovranno dare una risposta entro oggi alle 15,50. Ora insolita, ma dieci minuti dopo si riunirà il consiglio di amministrazione di Cai per decidere se andare avanti o mollare tutto. Non ci sono molte incertezze. Al tavolo, infatti, Colaninno s'è lasciato sfuggire una considerazione di troppo: «Se il governo americano non fosse intervenuto stanotte su Aig (colosso assicurativo Usa, di fatto nazionalizzato dalla Federal Reserve, ndr ), stamattina avrei ritirato l'offerta su Alitalia». La traduzione è fin troppo semplice: se crollavano i mercati finanziari io scappavo. Il problema è che sono crollati lo stesso, appena 12 ore dopo; e una decisione come questa - infilarsi nel business aereo o no - non si prende sulla base di una giornata di borsa andata storta. Colaninno, insomma, stava solo cercando una via «onorevole» per il ritiro. Berlusconi e Sacconi gliel'hanno preparata per una settimana, con una gestione della «trattativa» (mai iniziata) chiaramente indirizzata a trovare un «colpevole del fallimento» da indicare «al popolo». Sindacati e sinistra, ovviamente. anche se tra le sigle del «fronte del no» spiccano Anpac e Up, sindacati dei piloti da sempre molto vicini ad Alleanza nazionale; oppure, tra gli assistenti di volo, gli apolitici Avia e Anpav. Queste quattro organizzazioni, insieme all'Sdl e alla Cgil, si sono immediatamente riunite per decidere insieme il da farsi, pronti a esaminare anche «eventuali controproposte». Una mossa analoga fu fatta ad aprile anche nella trattativa con Air France-Klm, che poi prese il cappello e se andò. Le altre tre (Uil, Ugl e Cisl) hanno invece garantito la firma dell'accordo. Già, ma firmano cosa? Per Fabio Berti, leader dell'Anpac, «la proposta di Cai si basava su due documenti; uno lo abbiamo, l'altro non l'abbiamo mai visto; non so cosa c'è, ma credo che parli di contratti». Poi l'affondo: «oggi è emerso un dato fondamentale: non c'è sul tavolo solo un piano industriale di Alitalia, c'è altro, un sistema di governance che vogliono imporre, che ritengono assolutamente necessario e primario». L'aveva spiegato bene Colaninno: «per noi non ci sono associazioni, ma solo dipendenti», ovvero singoli individui senza alcun potere davanti all'impresa. Parlava dei piloti, ovvero degli «indispensabili» in una compagnia aerea. Figuriamoci come possa considerare le altre figure professionali e i relativi sindacati. Sulla qualità del «piano industriale» della Cai si soffermava Massimo Notaro, presidente dell'altra associazione dei piloti, l'Up: «55 aeromobili verrebbero fermati e un minuto dopo avremo qualche low cost che verrebbe a spolpare il nostro mercato». Notaro ha ricordato anche che le associazioni professionali, che secondo il modello Cai «devono essere cancellate», rappresentano l'80% dei piloti e quasi la totalità degli assistenti di volo. Confermato dunque il legame tra vicenda Alitalia e tentativo di «fissare un precedente» esemplificativo di cosa intendono le imprese per «riforma del sistema contrattuale». Il contratto di lavoro, del resto, è il mistero finale di questa finta trattativa. Ancora ieri Sacconi andava spiegando che sarebbero stati «mantenuti gli stessi livelli retributivi», a fronte solo di «aumenti della produttività». L'unico testo conosciuto è circolato nei giorni scorsi e parlava di riduzioni della paga base di circa il 40-50% e della parte variabile per almeno il 25%. Non risultano cambiamenti; né Sacconi ha prodotto un solo foglio di carta a supporto della sua tesi. L'unica polpetta avvelenata ha preso la forma di una promessa: la «distribuzione ai dipendenti del 7% degli eventuali utili». Quanto basta per far dire a Cisl, Uil e Ugl (oltre all'immancabile Sacconi) che era stato «aggiunto un elemento qualificante nelle future relazioni indsutriali», come «doveroso collegamento tra salari e utili di impresa». Quasi una confessione sulla natura tutta politica di questa partita. La Cgil, tramite il segretario della Filt Fabrizio Solari e il segretario generale Guglielmo Epifani, giurava di voler usare fino all'ultimo minuto utile per «allargare il consenso». Poi lo stesso Solari chiariva meglio: «cercare l'allargamento del consenso non significa allargare il numero delle sigle che sottoscrivono, ma il numero dei lavoratori che ritengono quell'accordo sufficiente». Per tutta la mattinata almeno 2.000 lavoratori avevano invece percorso in corteo il terminal di Fiumicino, chiedendo ai sindacati di non firmare niente per loro conto. C'era stato anche il breve sciopero (4 ore) indetto dalla Cub fin da giugno. 40 voli sono stati cancellati dalla compagnia, scegliendo tra quelli con meno prenotazioni. La partita Cai sembra quindi chiusa. I berluscones giurano che non c'è più alternativa al fallimento perché non ci sarebbero altri vettori interessati. Ma è risaputo che nessuno si è fin qui mosso perché il governo - proprietario del 49,9% delle azioni - ha sempre mostrato di «non gradire» alternative. Un minuto dopo il ritiro di Colaninno, c'è da scommetterci, si faranno avanti. Del resto, il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha l'obbligo giuridico di tentare tutte le strade per valorizzare gli asset della compagnia. «FIRMA O LASCIO» Roberto Colaninno, presidente della Cai, il gruppo che dovrebbe acquisire la nuova Alitalia, ha mosso ieri il suo ultimatum ai sindacati. Subito dopo ha incontrato il premier Berlusconi.


18 settembre 2008 - L'Eco di Bergamo

Scioperi e cortei Aeroporti nel caos
Hostess e piloti scatenati, passeggeri a terra I dipendenti Air One: «Dimenticati 600 esuberi»
di Paola Barbetti

ROMA - Altra giornata di passione per Alitalia, per i suoi dipendenti, ma anche per i passeggeri, alle prese ieri con scioperi, cortei e proteste, mentre a Palazzo Chigi andava in scena l'affondo finale tra i sindacati e la Cai di Roberto Colaninno. Ben tre le azioni di sciopero messe in campo (anche se in programma da tempo), in concomitanza con «l'ultima chiamata» per Alitalia nella sede del governo.
A TERRA 40 VOLI
La compagnia commissariata comunica di aver cancellato 40 voli, tra nazionali e internazionali per lo sciopero Cub Trasporti (dalle 12 alle 16), disagi e ritardi si sono registrati in molti aeroporti. Cortei e manifestazioni a Fiumicino, dove circa un migliaio di lavoratori è sfilato con slogan e cartelli tra i viaggiatori. Un'iniziativa di sciopero ha riguardato anche i dipendenti di Air One, preoccupati per la quota di esuberi: la compagnia comunica tuttavia di non aver cancellato alcun collegamento.
slogan e cartelli
Agli scioperi già in calendario, si sono aggiunti manifestazioni e presidi di assistenti di volo, lavoratori di terra e piloti che protestavano contro le proposte contrattuali della Cai e l'accordo-quadro concordato con i sindacati.
Capannelli e slogan hanno stazionato a lungo anche davanti alla sede del governo. «Compagnia Avvoltoi Italiani», uno degli slogan inalberati da hostess e steward in divisa.
E ancora: «Meglio falliti che in mano a questi partiti», «Silvio, manderesti tua figlia a lavorare per 600 euro?», «Apprendista per sette anni e ora? Calcio in c...!».
airone
Questa volta a protestare, a Linate e Fiumicino (dove risultano 50 cancellazioni), tra le divise verdi e blu dell' Alitalia, anche gli addetti dell'AirOne di Carlo Toto. «Noi siamo stati cancellati del tutto – ha detto una giovane stagionale della compagnia di Toto – in 15 giorni di trattativa non si è mai parlato di AirOne».
SEICENTO LICENZIAMENTI
«In questa vicenda noi verremo completamente cancellati» le ha fatto eco un collega parlando di «600 licenziamenti su 3.000 addetti». Nel piano della Cai, la Nuova Alitalia dovrebbe infatti nascere dalla fusione tra le due compagnie, Alitalia e Air One. Un gruppo di hostess sfilavano con un cappio al collo e un cartello che recitava: «questa è la vera cordata italiana». Trentaquattro i voli annullati a Bologna, cinque a Linate, cancellazioni e disagi anche a Venezia e in altri scali. A Napoli 300 dipendenti dell'Atitech, gruppo Alitalia, hanno occupato gli accessi all'aeroporto di Capodichino.
Tre le azioni di sciopero odierne e con motivazioni diverse, i Cub hanno mobilitato i lavoratori di Alitalia, protestando per l'esclusione della sigla di base dal tavolo della trattativa. La Filt Cgil ha chiamato all'astensione gli assistenti di volo Air One per la mancata applicazione di regole contrattuali e, nel caso di Air One Cityliner, per l'assenza di contratto.
un'altra giornata di stop
Tutte le sigle sindacali hanno indetto un ulteriore sciopero dei lavoratori di terra delle compagnie aeree straniere presenti in Italia, «perché non si siedono al tavolo della trattativa per il contratto», spiega la Filt.
A Linate, gruppi di hostess e steward hanno contestato l'accordo-quadro sottoscritto a Roma da parte dei sindacati: «Questa italianità è una falsità», hanno scandito. «Persone che non ci rappresentano hanno fatto l'accordo, è un contratto vergognoso, chi viene pagato meno di 3 euro l'ora?».


18 settembre 2008 - La Provincia di Cremona

Scioperi, piloti e hostess in corteo 600 esuberi anche per AirOne

ROMA — Altra giornata di passione per Alitalia, per i suoi dipendenti ma anche per i passeggeri, alle prese oggi con scioperi, cortei e proteste, mentre a Palazzo Chigi andava in scena l'affondo finale tra i sindacati e la Cai di Roberto Colaninno. Ben tre le azioni di sciopero messe in campo ieri (anche se in programma da tempo), in concomitanza con 'l'ultima chiamata per Alitalia nella sede del Governo. La compagnia commissariata comunica di aver cancellato 40 voli, tra nazionali e internazionali per lo sciopero Cub Trasporti (dalle 12 alle 16), disagi e ritardi si sono registrati in molti aeroporti. Cortei e manifestazioni a Fiumicino, dove circa un migliaio di lavoratori è sfilato con slogan e cartelli tra i viaggiatori. Un'iniziativa di sciopero ha riguardato anche i dipendenti di AirOne, preoccupati per la quota di esuberi: la compagnia comunica tuttavia di non aver cancellato alcun collegamento. Agli scioperi già in calendario, si sono aggiunti manifestazioni e presidi di assistenti di volo, lavoratori di terra e piloti che protestavano contro le proposte contrattuali della Cai e l'accordo-quadro concordato con i sindacati. Capannelli e slogan hanno stazionato a lungo anche davanti alla sede del Governo. ‘Compagnia Avvoltoi Italiani’, uno degli slogan inalberati da hostess e steward in divisa. E ancora: 'Meglio falliti che in mano a questi partiti’, ‘Silvio, manderesti tua figlia a lavorare per 600 euro?’. Questa volta a protestare, a Linate e Fiumicino (dove risultano 50 cancellazioni), tra le divise verdi e blu dell'Alitalia, anche gli addetti dell'AirOne di Carlo Toto. «Noi siamo stati cancellati del tutto — ha detto una giovane stagionale della compagnia di Toto — in 15 giorni di trattativa non si è mai parlato di AirOne». «In questa vicenda noi verremo completamente cancellati» le ha fatto eco un collega parlando di «600 licenziamenti su 3.000 addetti». Nel piano della Cai, la Nuova Alitalia dovrebbe infatti nascere dalla fusione tra le due compagnie, Alitalia e Air One.


18 settembre 2008 - Il Messaggero

Roma. Lezioni a rischio domani in tutte le scuole...

Roma - Lezioni a rischio domani in tutte le scuole di Roma. Le Rdb-cub, sindacato di base dei lavoratori precari, ha indetto infatti per domani mattina alle 9.30, un’assemblea nazionale dei precari, che si terrà al centro congressi Cavour di via Cavour. Sono invitati a partecipare tutti gli insegnanti precari e i rappresentanti del personale Ata. In questi giorni le scuole stanno inviando circolari informative alle famiglie per rendere noto che potrebbero esserci dei disagi.
«I lavoratori scenderanno in piazza - dicono dal sindacato - contro i tagli del governo Berlusconi. Organizzeremmo la risposta dei precari a questo ennesimo attacco alla prospettiva di vita e di lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori, in vista dello sciopero generale del 17 ottobre indetto da tutto il sindacalismo di base».

ROMA. Ultimatum del presidente di Cai...

ROMA - Ultimatum del presidente di Cai, Roberto Colaninno, ai sindacati: o oggi arriva una risposta positiva sul piano di salvataggio di Alitalia o la cordata si ritirerà. «Il tempo della trattativa è finito. Non stiamo comprando un gioiello, ma un’azienda in dissesto». Colaninno, al tavolo di palazzo Chigi, ha fatto un’ultima offerta: il 7% degli utili sarà redistribuito tra i dipendenti. Sindacati divisi con Cisl, Uil, Ugl pronte a firmare, la Cgil incerta e i piloti verso il no. Suspense fino all’ultimo minuto. Cortei a Fiumicino, Linate e Napoli. Uno sciopero dei Cub fa saltare 50 voli.


18 settembre 2008 - Il Napoli

La denuncia. I rappresentati degli extracomunitari consegnano in Prefettura un dossier sulle violenze
Molotov, botte e ronde notturne immigrati nel mirino a Pianura
Raid armati e pestaggi contro i cittadini stranieri di via Dell'Avvenire e via Trencia
di Arnaldo Capezzuto

Napoli - È caccia al nero nel quartiere Pianura. Non sono più episodi occasionali ma azioni manovrate da un'attenta regia. Il clima è pesante in via Dell'Avvenire, via Trencia e piazza San Giorgio dove in condizioni disumane risiedono - da anni - un centinaio di immigrati africani. Ronde di ragazzini, spalleggiati da adulti, armati di spranghe, coltelli e pistole ad aria compressa setacciano - al calar del sole - i luoghi frequentati dagli extracomunitari. Un vero coprifuoco che non risparmia nessuno. Con le spalle larghe, l'arroganza e i modi da piccoli boss si muovono in sella a scooter e gironzolano davanti alle catapecchie abitatedalle famiglie africane. Azioni dimostrative e atti intimidatori che somigliano a quelli messi in pratica contro i campi nomadi di Ponticelli. Tre notti fa in moto e con i volti bendati sono penetrati all'interno di un cortile di una palazzina ed hanno lanciato due molotov per poi fuggire. Paura e terrore con i bagliori del fuoco che rischiaravano il buio e le inutili chiamate ai centralini delle forze dell'ordine. Anche questa denuncia è contenuta in un corposo dossier che Aboubakar Souahoro, responsabile dell'RdB - settore immigrazione ha consegnato - ieri mattina - al viceprefetto Gabriella D'Urso, responsabile dell’ufficio immigrazione della Prefettura di Napoli. Una lunga serie di gravi episodi di violenza di matrice razziale. «Un clima pesante ben cavalcato anche da rappresentanti eletti di An sottolinea Souahoro - c'è il consigliere comunale Marco Nonno, il consigliere regionale Pietro Diodato, il consigliere della Municipalità Maurizio Lezzi, esponenti sempre presenti a manifestazioni e a sit-in che molto spesso degenerano in insulti e invettive contro gli e?tracomunitari». Il prefetto Alessandro Pansa non nasconde le proprie preoccupazioni per l'escalation. Poi c'è il capitolo dei manifesti e volantini affissi e diffusi che inneggiano alla violenza. «Abbiamo documentato - continua Souahoro - le aggressioni e le minacce che molti della comunità africana hanno ricevuto. Abbiamo paura che attorno a questa vicenda cali il silenzio e diventi il lasciapassare di violenze generalizzate contro gli immigrati». L'altro ieri pomeriggio un ragazzo africano mentre era in bicicletta con delle borse della spesa è stato affrontato da tre giovani. Gettato a terra e preso a calci e pugni. «Una spedizione punitiva - aggiunge - carica di odio razziale e violenza». Poi denuncia: «In via dell'Avvenire - continua - i tecnici dell'Enel accompagnati dai carabinieri hanno scollegato tutte le utenze degli immigrati perchè sostengono che gli extracomunitari rubano l'energia elettrica». «Abbiamo fatto avere ai tecnici - afferma - gli indirizzi dei napoletani collegati abusivamente alla linea elettrica ma loro forse in quanto noi neri hanno ritenuto giusto non accertare la verità». Soffia un vento pericoloso nelle strade di Pianura c'è chi sospetta che i tanti soldi stanziati per la riqualificazione del territorio possano essere utilizzati per gli immigrati. Allora l'idea di fomentare la gente e innescare una rivolta come per i rom di Ponticelli. «La strategia è chiara: cacciare gli extracomunitari a colpi di molotov - conclude Souahoro - con la complicità di settori della politica».


18 settembre 2008 - La Nuova Sardegna

Il Ctm affiderà all’esterno la manutenzione dei mezzi
«Il contratto dei nuovi bus mette a rischio 100 posti»
di Pablo Sole

CAGLIARI - I 33 pullman nuovi di zecca che il Ctm presenterà questa mattina nel largo Carlo Felice non sono nemmeno entrati in servizio e già scatenano polemiche. Un record. Da scrivere nel palmares delle sigle sindacali - spicca però l’assenza della Cgil - che stemperano i toni entusiastici sbandierati dai vertici aziendali e tagliano corto: «C’è ben poco da festeggiare». Il fatto: il Consorzio mobilità e trasporti ha acquistato «con fondi propri», come sottolineato con velato orgoglio dall’azienda, 33 pullman che entreranno in servizio a breve. Non basta, perché alla flotta si aggiungeranno entro un anno altri 170 mezzi da acquistare col contributo della Regione. Ed è proprio questa operazione a sollevare dubbi, perplessità e una malcelata rabbia delle sigle di categoria: «Per prima cosa - si legge in una nota firmata da Cisl, RdB, Faisa, Ugl, Css e Uil - appare opportuno specificare che gli autobus si sono potuti acquistare con le sole forze economiche del Ctm solo per il determinante contributo che hanno dato in questi anni tutti i lavoratori dell’azienda. Ma nella vicenda che riguarda il rinnovo del parco mezzi ci sono aspetti di scarsa trasparenza che preoccupano fortemente i dipendenti: l’acquisto in full service e dunque con la garanzia della manutenzione a vita, di circa 170 autobus». Va da sé che una scelta del genere potrebbe mettere a rischio il posto di lavoro dei dipendenti che, fino ad oggi, hanno seguito la manutenzione del parco mezzi Ctm: «Tale opzione, che a detta dei dirigenti del Consorzio parrebbe imposta dall’assessorato ai Trasporti della Regione, se confermata metterebbe in seria discussione circa cento posti di lavoro - denunciano i sindacati - per questo abbiamo chiesto un incontro urgente con l’assessore Sandro Broccia. In un clima così nebuloso, dove a pagare sono sempre e solo i lavoratori, riteniamo ci sia ben poco da festeggiare».
Le organizzazioni di categoria ricordano inoltre che lo stato di agitazione dei dipendenti, proclamato diversi mesi orsono, è ancora in atto. Oggetto del contendere: «Turni per i conducenti massacranti - si legge nella nota - condizioni di lavoro che minano la sicurezza e la salute di lavoratori e varie vertenze ancora irrisolte».


18 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

«Sant’Anna, a rischio i servizi dell’attività ambulatoriale»
DOMANI SCIOPERO

Ferrara - L’AZIENDA ospedaliero -universitaria di Ferrara ha ricevuto dalla Regione Emilia-Romagna la comunicazione di uno sciopero generale dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni, per la giornata di domani, proclamato dalla Federazione nazionale RdB/CUB . L’azione è rivolta a tutti i comparti del publbico impiego per le seguenti categorie di lavoratori: lsu-lpu, co.co.co., contratto a progetto, partita Iva, interinali (in somministrazione), cfl, tempo determinato, lavoratori precari della scuola, titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze delle università o degli enti pubblici di ricerca, cantieristi e dipendenti di ditte e coop appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati delle pubbliche amminstrazioni. La Regione ha invitato la struttura sanitaria ad attivare le procedure idonee a garantire all’utenza i servizi individuati dall’articolo 1 della legge del 12 giugno ’90 n. 146, come modificata ed integrata dalla legge 11 aprile 2000 n. 83. Saranno garantiti i servizi di assistenza sanitaria d’urgenza (attività chirurgica solo d’urgenza, le prestazione di terapia intensiva, i servizi di trasporto del 118, le unità coronariche, il Pronto Soccorso e tutto ciò che è legato alle urgenze) ed ordinaria solo rispetto ai pazienti ricoverati. Tutta l’attività programmata (attività specialista ambulatoriale prenotata tramite il Cup o dai reparti) non è garantita ma è strettamente in correlazione all’adesione allo sciopero.


18 settembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

PSICHIATRIA. Lo racconta un libro che sarà presentato domani
Manicomi, gli orrori restano ancora attuali
di Franco Pepe

Vicenza - "L’orrore e gli orrori della psichiatria che resiste al cambiamento, che sopravvive a se stessa mentre annienta le persone". Scrive così Peppe Dell’Acqua, capo del dipartimento di salute mentale di Trieste, nella prefazione al libro di Alice Banfi che verrà presentato domani alle 18 in sala Lampertico, in corso Palladio 178.
L’iniziativa è del Forum salute mentale, in collaborazione con la cooperativa Con-tatto e RdB-Cub. Ricco di significati e atmosfere il titolo: "Tanto scappo lo stesso - romanzo di una matta". È il racconto sincero, senza sconti per se stessa e per gli altri, di un’esperienza vissuta da una giovane donna fra i servizi psichiatrici del Nord Italia, fra "luoghi buoni" che si dispongono all’ascolto e "luoghi cattivi" in cui "si chiude, sequestra, imbavaglia, contiene", fra visioni angeliche e diaboliche, fra voci ora suadenti ora paurose, fra abissi, luci e derive, fra deserti sconfinati e sofferenze indicibili.
Sono pagine che, a 30 anni dall’approvazione della legge 180, smascherano una psichiatria nascosta; e che, attraverso la storia di un dolore trasfigurato, diventano così l’occasione per sensibilizzare la gente e aprire un dibattito su una cultura manicomiale che continua a rigenerarsi come l’araba fenice sui metodi militarizzati di cura fatti passare per inevitabili, sugli operatori non preparati a comprendere, sulle pratiche di quella psichiatria che fa fatica a rinnovarsi.
Oggi in Italia i servizi psichiatrici davvero aperti sono 3 su 10. Altrove («a Vicenza come in altre parti d’Italia», confessa un infermiere che lavora in un reparto del S. Bortolo) resta la contenzione fisica e meccanica "per necessità" delle porte e finestre chiuse. Far entrare dentro questa enclave sconosciuta dei tanti misteri è l’obiettivo della Banfi, che ne discuterà con Lorenzo Toresini, direttore del dipartimento di salute mentale di Merano; Mariano De Mattia, infermiere del Servizio psichiatrico di Iseo; Gianfranco Bignamini, coordinatore nazionale del Comparto sanità RdB CuB.


17 settembre 2008 - CNN Europe

Bankrupt Alitalia cancels 40 flights
Guarda il video

ROME, Italy (AP) -- Bankrupt Alitalia canceled 40 flights on Wednesday after a small union called a four-hour strike to protest layoffs and other tough measures in a rescue plan by potential investors. The Italian airline is fighting for its survival as unions balk at accepting terms including longer hours, layoffs and reductions in routes and in the number of aircraft. Alitalia's Web site warned passengers about the walkout by the Cub union, scheduled to last from noon to 4 p.m. (1000 GMT to 1400GMT). Affected flights included domestic routes and flights across Europe. The strike was the latest headache for the Italian government, which is trying to unload its 49.9-percent stake in Alitalia while keeping the airline from collapsing. "Whoever calls a strike during negotiations shows great irresponsibility," Transport Minister Altero Matteoli told Sky TG24 TV. Alitalia's new administrator, August Fantozzi, warned that either the unions sign a deal with the potential investors on Thursday or the company will go down. If an agreement isn't reached on Thursday, "we'll have to bring the books to (bankruptcy) court," the Italian news agency ANSA quoted Fantozzi as saying. Alitalia's funds will last "for just a little." Italian Premier Silvio Berlusconi told reporters in Paris, where he met with President Nicolas Sarkozy, that the government's guarantees of 80 percent pay for up to eight years for 3,250 workers who would be laid off under a reorganization plan could not be extended to all of Alitalia's 20,000 employees. The government and Italian investors are prepared to inject euro1 billion (US$1.4 billion) into the loss-making airline assuming unions go along with the deal. But the various unions have bickered among themselves over which concessions to make. The rescue plan foresees the takeover of profitable assets by a group of Italian investors and a merger with Alitalia's main domestic competitor, Air One. The investors are also shopping around for one or more foreign airlines to take a minority stake. Air France-KLM has expressed interest, but Berlusconi on Monday night also pointed to Lufthansa as an "ideal partner." Air France walked away from a deal last spring to buy the government's controlling stake following union objections and in the heat of a national election campaign during which Berlusconi pledged to find an Italian solution.


17 settembre 2008 - AMISnet

Caso Alitalia: le scomode verità rese note dalla Cub - Trasporti
A cura di Marzia Coronati

Oltre diecimila gli esuberi, circa quattromila miliardi le passività in carico allo stato. Ecco i numeri da capogiro resi noti della Cub Trasporti riguardo al piano salvataggio Alitalia. E oggi il sindacato scende in piazza di fronte all’aeroporto di Fiumicino. "Il piano distrugge un patrimonio nazionale unico e ne scarica i costi sulla cittadinanza".
Dopo l’opposizione ferma dei sindacati, ieri notte un nuovo accordo quadro è stato concordato tra governo, CAI (Compagnia Aerea Italiana, il nuovo nome previsto per l’Alitalia) e sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl. L’accordo prevede, tra l’altro, un taglio meno pesante da un punto di vista retributivo:dal 40% previsto inizialmente al 20% circa.
Diverse però le sigle sindacali escluse: la Cub - trasporto aereo sta fuori dalla trattativa perchè non avendo mai voluto sottoscrivere i piani proposti dall’azienda fino ad oggi, l’Alitalia non gli riconosce i diritti sindacali e la rappresentatività in azienda; escluse anche le sigle categoriali, piloti e assistenti di volo, che oltre alla perdita economica vedrebbero radicalmente ridotta l’agibilità sindacale di cui godono al momento. "L’Alitalia da questo punto di vista è sempre stata molto generosa" dice Andrea Spadoni, Cub Trasporti, "rispetto ai minimi stabiliti dalla legge 300, ai sindacati della compagnia di bandiera sono riconosciute quantità esorbitanti di rappresentanti: una media di uno ogni trenta lavoratori. "Questi rappresentanti godono di un distacco assoluto dal lavoro, sono pagati, ma stanno fuori dal ciclo produttivo, e addirittura, nel caso del personale navigante, ricevono delle retribuzioni superiori a quelle che percepirebbero se volassero" aggiunge il portavoce della Cub.
"Lo Stato ha il compito di risanare l’azienda e rimetterla in sesto, così come è successo all’Air France negli anni ‘90?. Oggi l’azienda francese ha un azionariato che è per il 60% popolare (piccoli azionisti), 20% istituzionale (banche, assicurazioni), e per il restante 20% si divide tra stato e enti locali, questo fa di Air France un’azienda privata sulla carta, ma di fatto controllata dallo Stato. Perchè l’Italia ha scelto di rivolgersi proprio a Air France? L’alleanza con Air France è iniziata anni fa, quando Silvio Berlusconi firmò un accordo quadro con il governo francese che comprendeva trasporti, energia e telecomunicazioni; in questo accordo era previsto anche il passaggio di Alitalia e Air France, in quella fase ci fu uno scambio azionario del 2%, e i due amministratori delegati sedevano l’uno nel consiglio d’amministrazione dell’altro.
Secondo i calcoli della Cub, il nuovo piano salvataggio prevederà 10.500 lavoratori in meno rispetto alla situazione attuale. "La Cai ha intenzione di assumere circa 12.500 persone. Il gruppo Alitalia e Air One contano un totale di 22.865 lavoratori. La differenza è di 10.000 abbondanti" spiega Spadoni, "i numeri forniti dai rappresentanti del governo in realtà sono più alti, soprattutto perchè non sono considerati nel loro conteggio i contratti a tempo indeterminato".
La Cub è convinta che un servizio pubblico essenziale come il trasporto debba essere gestito dallo stato, e che ogni valore aggiunto che possa scaturire dalla fornitura di questo servizio debba essere reinvestito nei servizi stessi, e non diventare fonte di speculazioni finanziarie.

Audio (mp3):

1.Le sigle sindacali escluse dal nuovo accordo quadro temono perdite economiche e di rappresentatività. Ascolta l’intervista a Andrea Spadoni, Cub-Trasporti

2. Le trattive tra Alitalia e Air France sono iniziate anni fa. E a metterle in piedi fu Silvio Berlusconi. Ascolta l’intervento del portavoce della Cub-Trasporti

3. A.Spadoni sui calcoli elaborati dalla Cub rispetto agli esuberi previsti dal piano salvataggio

4. La posizione della Cub-Trasporti


17 settembre 2008 - Ansa

ALITALIA: SCIOPERI,CORTEI HOSTESS E PILOTI,VOLI A TERRA
PROTESTE ANCHE DIPENDENTI AIR ONE: NOI DIMENTICATI, 600 ESUBERI
di Paola Barbetti

(ANSA) - ROMA, 17 SET - Altra giornata di passione per Alitalia, per i suoi dipendenti ma anche per i passeggeri, alle prese oggi con scioperi, cortei e proteste, mentre a Palazzo Chigi andava in scena l'affondo finale tra i sindacati e la Cai di Roberto Colaninno. Ben tre le azioni di sciopero messe in campo oggi (anche se in programma da tempo), in concomitanza con 'l'ultima chiamata' per Alitalia nella sede del Governo. La compagnia commissariata comunica di aver cancellato 40 voli, tra nazionali e internazionali per lo sciopero Cub Trasporti (dalle 12 alle 16), disagi e ritardi si sono registrati in molti aeroporti. Cortei e manifestazioni a Fiumicino, dove circa un migliaio di lavoratori e' sfilato con slogan e cartelli tra i viaggiatori. Un'iniziativa di sciopero ha riguardato anche i dipendenti di Air One, preoccupati per la quota di esuberi: la compagnia comunica tuttavia di non aver cancellato alcun collegamento. Agli scioperi gia' in calendario, si sono aggiunti manifestazioni e presidi di assistenti di volo, lavoratori di terra e piloti che protestavano contro le proposte contrattuali della Cai e l'accordo-quadro concordato con i sindacati. Capannelli e slogan hanno stazionato a lungo anche davanti alla sede del Governo. 'Compagnia Avvoltoi Italiani', uno degli slogan inalberati da hostess e steward in divisa. E ancora: 'Meglio falliti che in mano a questi partiti', 'Silvio, manderesti tua figlia a lavorare per 600 euro?', 'Apprendista per 7 anni e ora? Calcio in culo!'. Questa volta a protestare, a Linate e Fiumicino (dove risultano 50 cancellazioni), tra le divise verdi e blu' dell' Alitalia, anche gli addetti dell' AirOne di Carlo Toto. ''Noi siamo stati cancellati del tutto - ha detto una giovane stagionale della compagnia di Toto - in 15 giorni di trattativa non si e' mai parlato di AirOne''. ''In questa vicenda noi verremo completamente cancellati'' le ha fatto eco un collega parlando di ''600 licenziamenti su 3.000 addetti''. Nel piano della Cai, la Nuova Alitalia dovrebbe infatti nascere dalla fusione tra le due compagnie, Alitalia e Air One. Un gruppo di hostess sfilavano con un cappio al collo e un cartello che recitava: ''questa e' la vera cordata italiana''. Trentaquattro i voli annullati a Bologna, 5 a Linate, cancellazioni e disagi anche a Venezia e in altri scali. A Napoli 300 dipendenti dell'Atitech, gruppo Alitalia, hanno occupato gli accessi all'aeroporto di Capodichino. Tre le azioni di sciopero odierne e con motivazioni diverse, i Cub hanno mobilitato i lavoratori di Alitalia, protestando per l'esclusione della sigla di base dal tavolo della trattativa. La Filt Cgil ha chiamato all'astensione gli assistenti di volo Air One per la mancata applicazione di regole contrattuali e, nel caso di Air One Cityliner, per l'assenza di contratto. Tutte le sigle sindacali hanno indetto un ulteriore sciopero dei lavoratori di terra delle compagnie aeree straniere presenti in Italia, ''perche' non si siedono al tavolo della trattativa per il contratto'', spiega la Filt. A Linate, gruppi di hostess e steward hanno contestato l'accordo-quadro sottoscritto a Roma da parte dei sindacati: ''Questa italianita' e' una falsita'', hanno scandito. ''Persone che non ci rappresentano hanno fatto l'accordo, e' un contratto vergognoso, chi viene pagato meno di 3 euro l'ora ?''.

ALITALIA: CUB, ALTE ADESIONI SCIOPERO,GOVERNO IRRESPONSABILE

(ANSA) - ROMA, 17 SET - ''Numerose le cancellazioni di voli e i ritardi'' a causa dello sciopero nazionale indetto oggi dalla Cub Trasporti per i dipendenti Alitalia e per i lavoratori addetti ai servizi, agli aeromobili e ai passeggeri degli aeroporti di Bologna e Venezia. A tracciare il bilancio mentre l'astensione e' ancora in corso e' lo stesso sindacato di base che accusa di ''irresponsabilita''' l'esecutivo, rispondendo alle critiche del ministro Altero Matteoli. ''Quaranta i voli cancellati a Fiumicino solo nella mattinata, con una prospettiva di aumento nel corso dello sciopero. Oltre mille lavoratori hanno sfilato in corteo nello scalo romano. Deserto il Marconi di Bologna, dove e' pressoche' totale l'adesione di tutto il personale di terra e degli appalti. Ai 35 voli cancellati sinora se ne aggiungeranno altri nell'arco della serata. Al Marco Polo di Venezia sono stati cancellati 13 voli ed 8 hanno subito ritardi fra i 20 e i 60 minuti, con un bilancio da completare al termine dell' astensione''. Secondo il coordinatore Giampietro Antonini, e' ''irresponsabile un governo che esclude dal confronto e dalla trattativa la Cub Trasporti e i lavoratori che questa rappresenta ed intende difendere. Irresponsabili sono un Governo e dei politici che hanno determinato lo sfacelo di Alitalia ed ora vogliono addossarne i costi ai cittadini e ai lavoratori, mentre regalano beni e proprieta' pubbliche a pirati imprenditoriali nostrani''.

ALITALIA: FRATI (CUB), VALUTEREMO ESITO INCONTRO P.CHIGI

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 17 SET - ''Rispetto a quello che uscira' oggi dall'incontro a Palazzo Chigi tra il ministro del Lavoro Sacconi e tutte e nove le sigle sindacali, noi, che siamo la decima e non siamo stati convocati, valuteremo assieme con i lavoratori il da farsi. E' certo che se una cosa non ci piace oggi, non e' che poi ci puo' piacere domani''. Lo ha detto Fabio Frati, della Cub Trasporti, parlando a Fiumicino davanti a un gruppo di oltre duecento dipendenti Alitalia, personale sia di terra sia di volo, che hanno aderito allo sciopero di quattro ore (dalle 12 alle 16) indetto dal sindacato autonomo. ''Stanno cercando disperatamente di trovare persone all' interno di questa organizzazione sindacale che rompano il fronte di unita' che c'e' fra tutti i lavoratori. I lavoratori - ha sottolineato - questo piano non lo vogliono; non lo approvano e non vogliono che venga firmato. Vogliono, altresi', che venga firmato un documento che tuteli la continuita' dell'azienda, la salvezza della compagnia, che e' poi quella dei lavoratori''. Il rappresentante della Cub Trasporti ha quindi chiesto che ''la Cai venga obbligata ad applicare il contratto del trasporto aereo e che non faccia tagli sullo stipendio. La Cai - ha aggiunto - deve inoltre essere obbligata ad assumere tutto il personale come la normativa recita, e non sceglierne uno per uno. Per ultimo, vogliamo evitare che questo piano, con il trasferimento della maggioranza dei voli a Malpensa, si traduca in un vero e proprio 'massacro' per Fiumicino, con migliaia e migliaia di esuberi''.

ALITALIA: CANCELLATI 34 VOLI A FIUMICINO PER SCIOPERO CUB

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 17 SET - A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16, sono 34 i voli AZ, tra arrivi e partenze, che risultano cancellati al Leonardo da Vinci. Nel dettaglio, i voli soppressi sono 16 in partenza, di cui 7 internazionali e 9 nazionali) e 18 in arrivo (8 internazionali e 10 nazionali). Da registrare anche la cancellazione di due voli Air One per Torino (AP6862) e Berlino (AP4226).

ALITALIA: DALLE 12 SCIOPERO 4 ORE CUB, CANCELLATI 40 VOLI

(ANSA) - ROMA, 17 SET - Dalle 12 alle 16 di oggi scioperano i dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti e la compagnia aerea ha già previsto la cancellazione di 40 voli (la lista è sul sito Internet della compagnia). Il sindacato autonomo critica in particolare l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che "segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale". Inoltre sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all'operatività dei voli di tutte le compagnie. AirOne prevede solo disagi limitati. Tra gli altri scioperi, che si sovrappongono tutti dalle 12 alle 14, secondo quanto si legge sul sito del Garante, è previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la società di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa.

ALITALIA: SCIOPERO; DISAGI A BOLOGNA, 34 VOLI CANCELLATI

(ANSA) - BOLOGNA, 17 SET - Disagi all'aeroporto Marconi di Bologna per lo sciopero dei lavoratori di Alitalia, promosso da Cub Trasporti. Alle 14 sono 34 i voli in partenza e in arrivo cancellati, piu' tre aerei in arrivo che sono stati dirottati su altri scali. Il bilancio e' tuttavia provvisorio perche' l'agitazione prosegue durante la giornata. Nello scalo bolognese, all'iniziativa nazionale di Cub si aggiunge lo sciopero locale del personale di terra, anch'esso proclamato dal sindacato di base, dei dipendenti di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. Rdb-Cub fa sapere con una nota che ''l'aeroporto e' deserto e l'adesione e' pressoche' totale''. L'agitazione terminera' alle 16.

ALITALIA: FIUMICINO;MANIFESTANTI A COLLEGHI CHECK-IN,'FUORI'

(ANSA) - ROMA, 17 SET - Sono circa un migliaio i manifestanti, aderenti allo sciopero indetto dai Cub Trasporti, che stanno dando vita ad un corteo nello scalo romano di Fiumicino. I manifestanti si sono radunati davanti ai banchi del check-in delle partenze nazionali, dove alcuni colleghi stanno lavorando, invitandoli a scioperare e urlando ''Fuori, Fuori''.

ALITALIA: SCIOPERO; POCHI DISAGI A LINATE, CANCELLATI 5 VOLI

(ANSA) - MILANO, 17 SET - Disagio sostanzialmente contenuto, a Linate, per lo sciopero indetto - dalle 12 alle 16 - dai dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti. Dei quaranta voli per cui e' stata prevista la cancellazione - come riportato dal sito Internet della compagnia di bandiera - solo cinque riguardano direttamente l'aeroporto di Linate. Dallo scalo milanese, infatti, non partiranno cinque voli diretti all'aeroporto romano di Fiumicino. Sempre cinque voli in partenza pero' dallo scalo capitolino, in direzione Linate, sono stati a loro volta cancellati. Il sindacato autonomo promotore dello sciopero critica in particolare l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che ''segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sara' ridotta ad un vettore poco piu' che nazionale''.

ALITALIA: COMINCIATO SCIOPERO CUB A FIUMICINO

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 17 SET - ''Scioperiamo affinche' venga applicato anche in Cai il contratto nazionale del trasporto aereo, nonche' le normative relative al passaggio da un'azienda all'altra; scioperiamo per dire no all'atteggiamento della Lega Lombarda che sta portando avanti la propria battaglia contro l'aeroporto di Fiumicino per trasferire i voli Alitalia nello scalo milanese di Malpensa''. Lo ha detto all'aeroporto di Fiumicino, Fabio Frati, responsabile nazionale della Cub Trasporti a pochi minuti dall'inizio dello sciopero di 4 ore proclamato dalla Cub Trasporti. ''Qui nessuno vuole dire - riprende a parlare Frati - che con la sottoscrizione dell'accordo di un'intesa in cui e' prevista la possibilita' per la CAI di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di un'assoluta discrezionalita' e senza alcun vincolo rispetto all'esistente normativa contrattuale e legislativa, si rischiano migliaia di esuberi, circa diecimila e altrettanti con l'indotto. Diciamo no a tutto questo, per riaprire l'accordo, difendere il nostro contratto e il nostro posto di lavoro''. Intanto nello scalo romano, fuori dall'uscita della hall Arrivi, si stanno radunando tra impiegati di terra, hostess e steward in divisa e in borghese, circa 300 persone.

CENTRALINISTE LICENZIATE: PRESIDIO CUB IN LOMBARDIA

(ANSA) - MILANO, 17 SET - Si sono messe su Youtube per protesta, si sono spogliate, pur in modo casto, in un teatro, ma adesso le 11 precarie licenziate dal call center dell'azienda ospedaliera di Legnano sono pronte a rifarlo per strada davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Sanità. Lo ha spiegato Gianfranco Bignamini, che è il responsabile lombardo Rdb/Cub per la sanità, oggi nel primo giorni di presidio permanente organizzato davanti all'assessorato dal sindacato di base per presentare due richieste: un posto di lavoro per le 11 precarie e l'apertura di un tavolo regionale sui call center e i centri di prenotazione della Lombardia. Con le delibere regionali e il provvedimento della Funzione pubblica Brunetta, infatti, «altre persone che lavorano nei call center - ha detto Bignamini - saranno a rischio: noi ne abbiamo contate 80». Le prossime aziende che vanno verso l'esternalizzazione del servizio sono, secondo la Cub, sono fra l'altro Brescia, Bergamo e Melegnano. «Abbiamo consegnato le nostre richieste - ha concluso il responsabile del sindacato -. Aspettiamo una risposta dal direttore generale della Sanità Lucchina, altrimenti faremo assembramenti o strip nella via».

ALITALIA: POSTICIPATO A 17 OTTOBRE SCIOPERO SEA

(ANSA) - MILANO, 17 SET - Lo sciopero del personale Sea, indetto originariamente per oggi dalle sigle Sdl, Cub-Trasporti e Slai Cobas, e' stato posticipato di un mese, al 17 ottobre prossimo.


17 settembre 2008 - Dire

SANITA' MODENA. VENERDI' SCIOPERO DEL PERSONALE PRECARIO
L'AGITAZIONE PROCLAMATA DA RDB-CUB

(DIRE) Bologna, 17 set. - Scioperano i precari della pubblica amministrazione. L'agitazione e' stata indetta da Rdb-Cub per venerdi'. Allo sciopero sono interessati anche i titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze delle universita' e degli enti pubblici di ricerca, cantieristi, dipendenti di ditte e coop appaltatrici, o gestori dei servizi esternalizzati dalle pubbliche amministrazioni. L'azienda ospedaliero-universitaria di Modena e l'azienda Uls di Modena al fine di scongiurare disagi agli utenti consigliano di informarsi prima di presentarsi agli ambulatori, telefonando al reparto che eroga la prestazione. Come prevedono le norme vigenti saranno garantiti i servizi minimi essenziali.

PUBBLICO IMPIEGO. VENERDI' A BOLOGNA PRESIDIO IN PREFETTURA
NELL'AMBITO DELLO SCIOPERO NAZIONALE DEI PRECARI PUBBLICI-PRIVATI

(DIRE) Bologna, 17 set. - Giornata di mobilitazione anche a Bologna per sostenere la causa dei precari e dei lavoratori esternalizzati. Venerdi' prossimo, 19 settembre, giorno dello sciopero nazionale dei precari nella Pubblica amministrazione e nel settore privato, a Bologna, nella sala teatro del Circolo Dozza in via San Felice 11, alle 10 si terra' un'assemblea cittadina. Dopodiche' un corteo di manifestanti raggiungera' la Prefettura di Bologna, per protestare contro il Governo Berlusconi, che, accusa il sindacato di base delle Rdb, con Dpef, Ddl fiscale e Dl 112, ha bloccato le stabilizzazioni di oltre 200.000 precari della Pubblica amministrazione. "Il nostro bersaglio sono le norme anti-precari che nel settore privato precludono ogni speranza di trasformazione dei contratti a tempo indeterminato per centinaia di migliaia di lavoratori, e il blocco delle assunzioni negli enti pubblici e nelle societa' pubbliche controllate- spiega Luigi Marinelli delle Rdb di Bologna- penso, ad esempio, alla vertenza riguardante, qui a Bologna, i servizi socio-sanitari in appalto alle cooperative sociali, secondo l'ultima proroga, fino a fine anno. Dopo pero' non sappiamo cosa accadra'. Vogliamo contare di piu' nelle decisioni sul nostro futuro". Le Rdb chiedono "la rimozione dei tagli agli organici, del blocco delle stabilizzazioni, e l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari". A questo scopo "lo sciopero e le iniziative dei precari del 19 settembre intendono essere una prima risposta unitaria dei lavoratori, per rilanciare con forza la richiesta della sanatoria generalizzata e dell'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari pubblici e privati", conclude Marinelli.

AEROPORTO BOLOGNA. SALTANO 34 VOLI, TRE DIROTTATI ALTROVE

(DIRE) Bologna, 17 set. - L'Aeroporto di Bologna stila il bilancio dello sciopero di 24 ore indetto per oggi dalle Rdb per i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service: 34 voli cancellati, tra nazionali e internazionali (16 arrivi e 18 partenze), e tre dirottamenti in altri scali. La mobilitazione, che e' andata a sommarsi agli scioperi che hanno riguardato alcune compagnie aeree (tra le quali Alitalia), ha fermato sei voli Lufthansa, sei Iberia, quattro Alitalia, quattro Klm, quattro Air France, tre Austrian, due British Airways e un Czech Airlines. I Voli AirOne da Lamezia e da Napoli sono stati dirottati a Forli', mentre il volo Germanwings da Colonia e' stato costretto ad atterrare a Verona.

REGGIO. SCUOLA E BUS, VENERDI' TRA SCIOPERI E PRESIDI
LE AGITAZIONE INDETTE DALLA CUB

(DIRE) Reggio Emilia, 17 set. - Doppia protesta, targata Cub, venerdi' a Reggio Emilia. Gli autonomi del settore trasporti hanno infatti proclamato una intera giornata di sciopero del personale di autobus e treni di Act. La Cub prosegue nella rivendicazione di un contratto unico per tutti i dipendenti del gruppo, a tutela in particolare dei lavoratori del consorzio Orfeo. Le cui condizioni salariali e contrattuali risultano svantaggiate rispetto a quelle degli altri lavoratori. Gli autonomi polemizzano inoltre duramente con le altre sigle sindacali: "È ormai chiaro come i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa spalleggiatori indefessi di una politica aziendale, dettata dalle istituzioni locali, Comune e Provincia, proprietari delle aziende di Act, hanno con la loro indifferenza concertativa e il loro immobilismo strategico contribuito scientemente al peggioramento delle condizioni dei lavoratori, alla riduzione del personale, all'aumento del precariato, al mancato rinnovo contrattuale, al non rispetto degli accordi, al voluto mancato rinnovo delle Rsu" dicono. Nella stessa giornata di dopodomani la Cub Scuola organizzera' inoltre un presidio davanti alla Prefettura per protestare contro i tagli previsti dal Governo. L'iniziativa prelude ad una serie di manifestazioni che si protrarranno fino al 17 ottobre, quando il sindacato effettuera' uno sciopero generale di tutte le categorie.

ALITALIA. MATTEOLI: SCIOPERO CUB DIMOSTRA GRANDE IRRESPONSABILITÀ

(DIRE) Roma, 17 set. - "Chi durante una trattativa indice uno sciopero dimostra grande irresponsabilita'". Lo ha detto Altero Matteoli a Sky Tg24 Mattina in riferimento allo sciopero, dalle 12 alle 16 di oggi, dei dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti. "Le parti stanno trattando- aggiunge il ministro dei Trasporti- il governo e' impegnato in prima persona e indire uno sciopero in questo momento dimostra solamente un senso di irresponsabilita'". Quanto alle richieste dei sindacati, Matteoli sostiene che "anche se in maniera dura, stanno facendo il loro mestiere. Hanno cercato di portare a casa tutto cio' che era possibile in favore dei loro iscritti. Adesso o si firma o sara' molto difficile proseguire le trattative". Quanto ai possibili sviluppi futuri del negoziato, il ministro conclude: "Mi rendo conto delle grandi difficolta' e che su questa vicenda ci sono aspetti politici che comprendo anche se non condivido. Se alla fine trionfera' il buon senso arriveremo al voto, se non da parte di tutti, almeno da una parte che consenta a Cai di poter proseguire".


17 settembre 2008 - Agi

SANITA': RDB-CUB, MARRAZZO? MENO POSTI LETTO MA CENTRO ACNE

(AGI) - Roma, 17 set. - Il risanamento di Marrazzo? Taglia otto ospedali e ventidue cliniche convenzionate, rimette nuovi ticket sui farmaci ma inaugura un centro specialistico per l'acne, per la cura e la ricerca sulle ghiandole sebacee. E' quanto spiega una nota delle Rdb-Cub, il sindacato di base, riferendosi all'inaugurazione del centro acne al San Gallicano di Roma che per Sabino Venezia dirigente delle Rdb-Cub e' "l'esempio perfetto dell'operazione complessa che stiamo facendo sul sistema sanitario della nostra regione". Purtroppo, "non dice il Commissario Marrazzo che i cittadini di questa Regione saranno investiti da un processo di devastazione del Servizio Sanitario pubblico attraverso chiusure, dismissioni e tentativi di riconversione che non garantiranno il bene salute - aggiunge Venezia - e dimentica che la chiusura delle ventidue cliniche convenzionate contribuira' ad impoverire questo sistema con una ricaduta sul livello occupazionale simil-Alitalia, e con l'obiettivo di riconcentrare nelle mani di note famiglie di imprenditori romani l'imponente giro di affari che si nasconde dietro tali strutture". Insomma, "mentre loda le doti dei centri trapianti regionali per l'alto numero di interventi svolti - prosegue Venezia - non dice che la chiusura di posti letto di rianimazione nella provincia viterbese compromette le corrette procedure di prelievo di organi e i conseguenti trapianti, come pure dimentica di dire che da oggi i cittadini saranno costretti a compartecipare la spesa farmaceutica con 3.5 euro segno evidente che le politiche dei tagli non producono risparmi".

SANITA': RDB-CUB MEDICI, SCIOPERO IL 19 PER COLLASSO LAZIO

(AGI) - Roma, 17 set. - La sanita' nel Lazio e' ormai prossima al collasso: dopo il taglio di 2 mila posti letto rischia di non essere garantita un'adeguata assistenza al cittadino. A farsi interprete di questa preoccupazione e' la Rdb-Cub Medici che invita i medici a partecipare agli scioperi indetti il 19 settembre e il 17 ottobre. "Le carenze assistenziali del SSN verranno aggravate da questa scelta - dichiara Rita Chiavoni della RdB Medici - con l'effetto che le liste di attesa negli ospedali spariranno per l'impossibilita' di programmare in tempo risposte adeguate e tempestive ai bisogni di cura del cittadino che inevitabilmente si rivolgera' al privato con oneri a suo carico". Dunque, la Rdb-Cub Sanita' ritorna in piazza contro i tagli. "Questa situazione - spiega Chiavoni - si ripercuotera' su tutti i lavoratori del settore con aumento dei carichi di lavoro e di condizioni di lavoro disagiate. Soprattutto per i medici, che con il programma di mobilita' rischieranno di trovarsi nella paradossale condizione di essere assegnati in reparti o servizi che non utilizzeranno a pieno le loro professionalita', accentuando tra l'altro la crisi nel settore dei contratti a tempo determinato". Inoltre, "ci si domanda quale sara' il destino dei molti medici che da anni coprono posti in pianta organica senza un'effettiva stabilizzazione", conclude la dirigente della Rbd-Cub Medici che chiede percio' ai medici del SSN una partecipazione significativa allo sciopero e all'assemblea dei precari del prossimo 19 settembre ed allo sciopero generale del sindacalismo di base indetto per il 17 ottobre prossimo.

ALITALIA: CANCELLAZIONI E RITARDI PER SCIOPERO CUB TRASPORTI

(AGI) - Roma, 17 set. - Numerose cancellazioni di voli e ritardi per lo sciopero indetto dalla Cub Trasporti nel settore aereo. I dipendenti Alitalia si sono astenuti dalle 12 alle 16, mentre sciopereranno per l'intera giornata i lavoratori addetti ai servizi, agli aeromobili e ai passeggeri degli aeroporti di Bologna e Venezia. A Fiumicino sono stati 50 i voli cancellati. Deserto il Marconi di Bologna, dove e' pressoche' totale l'adesione di tutto il personale di terra e degli appalti. Ai 35 voli cancellati sinora se ne aggiungeranno altri nell'arco della serata. Al Marco Polo di Venezia sono stati cancellati 13 voli ed 8 hanno subito ritardi fra i 20 e i 60 minuti, con un bilancio da completare al termine dell'astensione. "Irresponsabile e' un governo che esclude dal confronto e dalla trattativa la Cub Trasporti ed i lavoratori che questa rappresenta ed intende difendere - ha dichiarato in una nota il coordinatore della Cub Trasporti Giampietro Antonini, rispondendo alle critiche del ministro Matteoli - Irresponsabili sono un governo e dei politici che hanno determinato lo sfacelo di Alitalia ed ora vogliono addossarne i costi ai cittadini e ai lavoratori, mentre regalano beni e proprieta' pubbliche a pirati imprenditoriali nostrani". "Irresponsabili - prosegue Antonini - sono il governo e chi avvalla accordi che invece di quantificare il numero dei lavoratori che rimarranno a spasso parlano solo di quelli che verranno assunti dalla nuova societa' Cai". Gli fa eco Antonio Amoroso, del coordinamento nazionale Cub Trasporti: "Per ben tre volte la Cub ha richiesto al Ministro Matteoli un incontro che non e' stato mai concesso e quattro volte abbiamo chiamato la sua segreteria senza risultato: chi e' l'irresponsabile?". "In un mondo in cui gli Stati Uniti, il paese capitalista per eccellenza sborsano 85 miliardi di dollari per salvare una compagnia assicurativa privata - conclude il coordinatore nazionale Cub Pierpaolo Leonardi - non si comprende perche' il nostro governo non possa salvare con l'intervento di stato la compagnia di bandiera, che opera in un settore strategico per l'economia del paese". L'iniziativa della Cub, si legge a margine della nota, continuera' con l'adesione allo sciopero del 17 ottobre promosso dal sindacalismo di base, "contro le scelte irresponsabili di chi partigianamente sostiene gli appetiti mai esausti dell'imprenditoria famelica italiana".

ALITALIA: CANCELLAZIONI E RITARDI PER SCIOPERO CUB TRASPORTI

(AGI) - Roma, 17 set. - Numerose cancellazioni di voli e ritardi per lo sciopero indetto dalla Cub Trasporti nel settore aereo. I dipendenti Alitalia si sono astenuti dalle 12 alle 16, mentre sciopereranno per l'intera giornata i lavoratori addetti ai servizi, agli aeromobili e ai passeggeri degli aeroporti di Bologna e Venezia. A Fiumicino sono stati 50 i voli cancellati. Deserto il Marconi di Bologna, dove e' pressoche' totale l'adesione di tutto il personale di terra e degli appalti. Ai 35 voli cancellati sinora se ne aggiungeranno altri nell'arco della serata. Al Marco Polo di Venezia sono stati cancellati 13 voli ed 8 hanno subito ritardi fra i 20 e i 60 minuti, con un bilancio da completare al termine dell'astensione. "Irresponsabile e' un governo che esclude dal confronto e dalla trattativa la Cub Trasporti ed i lavoratori che questa rappresenta ed intende difendere - ha dichiarato in una nota il coordinatore della Cub Trasporti Giampietro Antonini, rispondendo alle critiche del ministro Matteoli - Irresponsabili sono un governo e dei politici che hanno determinato lo sfacelo di Alitalia ed ora vogliono addossarne i costi ai cittadini e ai lavoratori, mentre regalano beni e proprieta' pubbliche a pirati imprenditoriali nostrani". "Irresponsabili - prosegue Antonini - sono il governo e chi avvalla accordi che invece di quantificare il numero dei lavoratori che rimarranno a spasso parlano solo di quelli che verranno assunti dalla nuova societa' Cai". Gli fa eco Antonio Amoroso, del coordinamento nazionale Cub Trasporti: "Per ben tre volte la Cub ha richiesto al Ministro Matteoli un incontro che non e' stato mai concesso e quattro volte abbiamo chiamato la sua segreteria senza risultato: chi e' l'irresponsabile?". "In un mondo in cui gli Stati Uniti, il paese capitalista per eccellenza sborsano 85 miliardi di dollari per salvare una compagnia assicurativa privata - conclude il coordinatore nazionale Cub Pierpaolo Leonardi - non si comprende perche' il nostro governo non possa salvare con l'intervento di stato la compagnia di bandiera, che opera in un settore strategico per l'economia del paese". L'iniziativa della Cub, si legge a margine della nota, continuera' con l'adesione allo sciopero del 17 ottobre promosso dal sindacalismo di base, "contro le scelte irresponsabili di chi partigianamente sostiene gli appetiti mai esausti dell'imprenditoria famelica italiana".

ALITALIA: INIZIATO SCIOPERO CUB, CAI APPLICHI CONTRATTO

(AGI) - Fiumicino, 17 set. - "Scioperiamo affinche' venga applicato anche in Cai il contratto nazionale del trasporto aereo, nonche' le normative relative al passaggio da un'azienda all'altra. Scioperiamo per dire no all'atteggiamento della Lega che sta portando avanti la propria battaglia contro l'aeroporto di Fiumicino per trasferire i voli Alitalia nello scalo milanese di Malpensa". Lo ha detto all'aeroporto di Fiumicino, Fabio Frati, responsabile nazionale della Cub Trasporti, dopo l'inizio dello sciopero di 4 ore proclamato dalla Cub Trasporti. "Qui nessuno vuole dire - riprende Frati - che con la sottoscrizione dell'accordo di un'intesa in cui e' prevista la possibilita' per la Cai di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di un'assoluta discrezionalita' e senza alcun vincolo rispetto all'esistente normativa contrattuale e legislativa, si rischiano migliaia di esuberi, circa diecimila e altrettanti con l'indotto. Diciamo no a tutto questo, per riaprire l'accordo, difendere il nostro contratto e il nostro posto di lavoro". Intanto, nello scalo romano, fuori dall'uscita della hall Arrivi, si stanno radunando tra impiegati di terra, hostess e steward in divisa e in borghese, circa 300 persone.

ALITALIA: A FIUMICINO SFILANO CONTRO LA CAI 1.000 MANIFESTANTI

(AGI) - Roma, 17 set. - Circa 1.000 dipendenti dell'Alitalia stanno sfilando in corteo all'aeroporto di Fiumicino per protestare contro la Cai. I manifestanti, muniti di fischietti bandiere e cartelloni ("Meglio casellante che in Cai navigante" recita uno striscione) stanno creando qualche disagio alla circolazione automobilistaica al piano delle partenze nazionali. Insieme alle bandiere del Cub, che oggi ha indetto un o sciopero di 4 ore, sventolano quelle della Cgil e dello Sdl. Sono presenti tutte le categorie di lavoratori: impiegati, hostess stewart e piloti.

ALITALIA: DEI 40 VOLI CANCELLATI, 10 SU TRATTA ROMA-MILANO

(AGI) - Roma, 17 set. - Difficolta' per chi deve volare oggi con Alitalia. A causa dello sciopero indetto dai Cub, dalle 12 alle 16, e da altre mobilitazioni del personale di terra, 40 voli sono stati cancellati. Sono 21 i collegamenti diretti a Roma annullati mentre 19 quelli cancellati a Fiumicino. In particolare, difficolta' per i collegamenti Roma-Milano e Milano-Roma visto che sono stati cancellati 10 voli tra le due citta'.

CANCELLATI IN TOTALE 50 VOLI A FIUMICINO

(Agi) - Sono stati in totale 50 i voli cancellati a Fiumicino a causa delle proteste dei dipendenti Alitalia. E' questo il bilancio dell'agitazione di 4 ore (12-16) indetto dalla Cub Trasporti, cui si sono aggiunte nella stessa fascia oraria altre due scioperi del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione piloti Meridiana).


17 settembre 2008 - Adnkronos

Alitalia, Sacconi: sindacati a Palazzo Chigi. 40 voli cancellati
Il ministro del Lavoro: ''Non c'è più trattativa''. Intanto lo stop di 4 ore dei Cub ferma gli aerei. Matteoli: ''Uno sciopero in questo momento è un gesto di irresponsabilità''. Angeletti (Uil): ''Tutte le condizioni"

Roma, 17 set. (Adnkronos/Ign) - Il nuovo incontro con tutte le organizzazioni sindacali è fissato per le 15:30 di oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi. Ma secondo il ministro del Lavoro Sacconi, ''non c'è più trattativa''. A chiedere l'ennesima riunione, spiega il ministro, è stato il ''dottor Colaninno'', il quale ''ha chiesto a noi di convocare tutte le nove organizzazioni alle quali rivolgerà un suo ragionamento". La posizione della Cai comunque rimane sempre la stessa. Stessi livelli retributivi a fronte di un netto aumento della produttività del personale, sottolinea l'ad Rocco Sabelli. ''Lo diciamo dall'inizio, forse qualcuno non l'ha capito''. Ottimista il leader della Uil, Luigi Angeletti, secondo cui oggi potrebbero esserci ''tutte le condizioni per un accordo''. ''Sui contratti - spiega - c'è un lavoro compiuto quasi a metà. Si tratta ora di scegliere tra due opzioni: la prima di accontentarsi di quello che c'è, la seconda di rinviare tutto quello che manca ad una successiva trattativa''. Il frutto del negoziato sarebbe infatti una ''bozza di proposta'' che prevede per tutto il personale di terra l'invarianza di salario e per il personale di volo, a parità di stipendio, l'aumento del 6% delle ore di volo. Resterebbe infine confermata la 14esima mensilità, così come non verrebbero decurtati i giorni di ferie. Intanto, mentre la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito che Il decreto legge sul salvataggio di Alitalia sarà all'esame della Camera il 20 ottobre, il ministro Sacconi ha spiegato in Aula le affermazioni fatte ieri dal commissario Augusto Fantozzi. ''Ci ha detto proprio ieri che ha sentito le grandi compagnie che ragionevolmente avrebbero potuto in teoria presentare una proposta nel momento in cui si dovesse determinare il ritiro della cordata guidata da Colaninno. Gli amministratori di British Airways, Lufthansa e Air France hanno comunicato di non essere interessati a presentare proposte, ma di essere interessati solo a partecipazioni minoritarie''. Intanto però, lo sciopero di 4 ore (dalle 12 alle 16) dei Cub ha costretto Alitalia a cancellare 40 voli. Uno stop ''in questo momento ''dimostra solamente un senso di irresponsabilità'', attacca il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. I sindacati, aggiunge, ''stanno facendo il loro mestiere'' ma adesso ''o si firma o sarà molto difficile proseguire''.

MATTEOLI: SCIOPERO CUB E' GESTO DI IRRESPONSABILITA'

(Adnkronos) - "E’ un gesto di irresponsabilita’, mentre si tratta non si fanno gli scioperi". Cosi’ il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, parla a Affaritaliani.it dello sciopero di quattro ore dei Cub.

ALITALIA: CUB, NOSTRO SCIOPERO
HA PROVOCATO RITARDI E CANCELLAZIONE VOLI
IRRESPONSABILE CHI HA DETERMINATO SFACELO COMPAGNIA, ORA SE NE ADDOSSI COSTI

Roma, 17 set. (Adnkronos) - Sta provocando numerose cancellazioni di voli e ritardi lo sciopero indetto per oggi dalla Cub Trasporti nel settore aereo. A darne conto in una nota e' la Confederazione unitaria di base. "Sono in corso le astensioni indette per i dipendenti Alitalia - proseguono - dalle 12 alle 16, e di 24 ore per i lavoratori addetti ai servizi, agli aeromobili e ai passeggeri degli aeroporti di Bologna e Venezia. Sono 40 i voli cancellati a Fiumicino solo nella mattinata, con una prospettiva di aumento nel corso dello sciopero. Oltre 1.000 lavoratori hanno sfilato in corteo nello scalo romano. Deserto il Marconi di Bologna, dove e' pressoche' totale l'adesione di tutto il personale di terra e degli appalti. Ai 35 voli cancellati sinora se ne aggiungeranno altri nell'arco della serata. Al Marco Polo di Venezia sono stati cancellati 13 voli ed 8 hanno subito ritardi fra i 20 e i 60 minuti, con un bilancio da completare al termine dell'astensione". Alle critiche verso lo sciopero della Cub avanzate dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteoli, risponde il Coordinatore della Cub Trasporti Giampietro Antonini: ''Irresponsabile e' un Governo che esclude dal confronto e dalla trattativa la Cub Trasporti ed i lavoratori che questa rappresenta ed intende difendere. Irresponsabili sono un Governo e dei politici che hanno determinato lo sfacelo di Alitalia ed ora vogliono addossarne i costi ai cittadini e ai lavoratori, mentre regalano beni e proprieta' pubbliche a pirati imprenditoriali nostrani. Irresponsabili - conclude Antonini - sono il Governo e chi avvalla accordi che invece di quantificare il numero dei lavoratori che rimarranno a spasso parlano solo di quelli che verranno assunti dalla nuova societa' Cai''. ''Per ben tre volte la Cub ha richiesto al ministro Matteoli un incontro che non e' stato mai concesso - precisa Antonio Amoroso del Coordinamento nazionale Cub Trasporti settore Aereo - e quattro volte abbiamo chiamato la sua segreteria senza risultato: chi e' l'irresponsabile?''. Conclude Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale CUB: ''In un mondo in cui gli Stati Uniti, ovvero il paese capitalista per eccellenza, sborsano 85 miliardi di dollari per salvare una compagnia assicurativa privata, non si comprende perche' il nostro governo non possa salvare con l'intervento di stato la compagnia di bandiera, che opera in un settore strategico per l'economia del paese''. L'iniziativa della CUB continuera' con l'adesione allo sciopero del 17 ottobre promosso dal sindacalismo di base, contro le scelte "irresponsabili di chi partigianamente sostiene gli appetiti mai esausti dell'imprenditoria famelica italiana".

ALITALIA: SCIOPERO CUB, A BOLOGNA CANCELLATI 34 VOLI

Bologna, 17 set. - (Adnkronos) - In relazione allo sciopero indetto per oggi da Cub-RdB per i lavoratori di Sab, MH, Bas, Giacchieri e Koop Service, all'Aeroporto 'Guglielmo Marconì di Bologna le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione di 34 voli tra nazionali ed internazionali: si tratta di 16 arrivi e 18 partenze. Ne dà notizia una nota dell'aeroporto. Questa la suddivisione per compagnie: 6 voli Lufthansa, 6 Iberia / Air Nostrum, 4 Alitalia, 4 Klm, 4 Tap, 4 Air France, 3 Austrian, 2 British Airways e 1 Czech Airlines. A causa dello sciopero, inoltre, sono stati effettuati tre dirottamenti di voli in arrivo: i voli AirOne da Lamezia Terme e da Napoli sono stati dirottati a Forlì, mentre il volo Germanwings da Colonia è stato dirottato a Verona.

ALITALIA: CANCELLATI CINQUE VOLI A LINATE

Milano, 17 set. - (Adnkronos) - Soni cinque i voli Alitalia cancellati oggia Linate a causa dello sciopero dei Cub dalle 12 alle 16. I voli erano destinati a Roma Fiumicino. All'aeroporto pero' non ci sono stati disagi perche' la cancellazione era stata annunciata e al termine dello sciopero l'attivita' e' ripresa regolarmente.


17 settembre 2008 - Asca

ALITALIA: CUB A MATTEOLI, IRRESPONSABILE ESCLUDERCI DA TRATTATIVA

(ASCA) - Roma, 17 set - ''Irresponsabile e' un Governo che esclude dal confronto e dalla trattativa la CUB Trasporti ed i lavoratori che questa rappresenta ed intende difendere''. Il coordinatore della CUB Trasporti Giampietro Antonini replica cosi' in una nota alle critiche verso lo sciopero della CUB avanzate dal Ministro dei Trasporti Altero Matteoli. ''Irresponsabili - prosegue Antonini - sono il Governo e chi avvalla accordi che invece di quantificare il numero dei lavoratori che rimarranno a spasso parlano solo di quelli che verranno assunti dalla nuova societa' CAI''. ''Per ben tre volte la CUB ha richiesto al Ministro Matteoli un incontro che non e' stato mai concesso - precisa Antonio Amoroso del Coordinamento nazionale CUB Trasporti settore Aereo - e quattro volte abbiamo chiamato la sua segreteria senza risultato: chi e' l'irresponsabile?''.

ALITALIA: 10 I VOLI TRA ROMA E MILANO CANCELLATI PER SCIOPERO

(ASCA) - Roma, 17 set - Tra i quaranta i voli cancellati oggi dall'Alitalia per uno sciopero indetto dalla Cub Trasporti, dieci riguardano la tratta Roma-Milano,equamente divisi tra quelli in partenza da Linate e quelli da Fiumicino. Lo rende noto la stessa compagnia sul proprio sito web, dove vengono elencati in dettaglio tutti i voli soppressi. L'agitazione, che durera' quattro ore (dalle 12 alle 16) riguarda tutti i dipendenti della compagnia.


17 settembre 2008 - Apcom

SCIOPERO DI 4 ORE LAVORATORI CUB, 40 VOLI CANCELLATI

(Apcom) - Disagi oggi per chi vola. I lavoratori di Alitalia ed Alitalia servizi aderenti al sindacato di base Cub sciopereranno per 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00. Prevista la cancellazione di 40 voli che si possono leggere sul sito di Alitalia. Previsti anche dei presidi a Fiumicino.
"Inaccettabile e pericolosa - scrive il Cub in una nota - la decisione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di sottoscrivere una intesa in cui si sancisce la possibilità per la Cai di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di una assoluta discrezionalità e senza alcun vincolo rispetto alla esistente normativa contrattuale e legislativa. Nessun rispetto delle leggi vigenti, dei contratti, delle invalidità, dei carichi di famiglia, dell'anzianità".

Aeroporti/ Al "Marconi" cancellati 34 voli per sciopero Cub-Rdb
Tre sono stati dirottamenti di voli previsti in arrivo a Bologna

Bologna, 17 set. (Apcom) - Per lo sciopero indetto per oggi da Cub-Rdb per i lavoratori di Sab, Mh, Bas, Giacchieri e Koop Service, all'aeroporto "Marconi" di Bologna le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione di 34 voli tra nazionali ed internazionali: 16 arrivi e 18 partenze (sei voli Lufthansa, sei Iberia / Air Nostrum, quattro Alitalia, quattro Klm, quattro Tap, quattro Air France, tre Austrian, due British Airways e uno Czech Airlines). A causa dello sciopero, inoltre, sono stati effettuati tre dirottamenti di voli in arrivo: i voli AirOne da Lamezia Terme e da Napoli sono stati dirottati a Forlì, mentre il volo Germanwings da Colonia è stato dirottato a Verona.


17 settembre 2008 - Reuters

Alitalia, da sindacati tre sì, un no e cinque indecisi su piano
di Alberto Sisto

ROMA (Reuters) - In tre hanno detto subito di sì: Cisl, Uil e Ugl. Uno solo ha detto no: è l'Unione piloti. Gli altri cinque -- Anpac, Cgil, Anpav,Avia e Sdl -- utilizzeranno tutto il tempo, fino a domani alle 15,50, per dare la loro risposta e cercare di strappare. Così l'offerta della Compagnia aerea italiana (Cai) per Alitalia, vivrà la sua ultima notte di bagno maria in attesa delle valutazione dei sindacati ancora incerti che dovrà arrivare domani entro le 15,50, come ha detto, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, a conclusione dell'incontro durato circa 3 ore. Difficile fare previsioni perché queste ore saranno spese dai sindacati per ottenere delle concessioni dell'ultimo minuto. Che Cai però difficilmente dovrebbe concedere. Almeno a giudicare dalle dichiarazioni con cui il presidente di Cai, Roberto Colaninno, ha aperto la riunione: "E' stato concesso più di quanto fosse previsto, non c'è più niente da concedere, non c'è più una lira da condividere", una dichiarazione lapidaria, malgrado l'azionista di riferimento della cordata italiana che mira a rilevare parte di Alitalia dal commissario straordinario avesse appena detto che non avrebbe posto un aut aut. Colaninno ha però anche chiesto esplicitamente il consenso dei sindacati, spiegando che non si sta comprando un gioiello, e senza specificare se stava richiedendo l'unanimità. Ma, secondo una fonte vicina alla trattativa, "basta il sì di una parte significativa" dei sindacati. Per parte sua il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha definito "importante che immediatamente e senza esitazioni tre grandi organizzazioni confederali abbiano dato il loro consenso alla società Cai". Dopo aver ribadito che i tempi della trattativa sono finiti, Sacconi ha detto di credere che "il consenso di Cisl, Uil e Ugl sia la premessa importante per un consenso più ampio entro domani". Ai piloti che da sempre rivendicano la loro specificità e proteggono le loro associazioni professionali Colaninno non ha voluto lasciare la possibilità di farsi illusioni: "Nel nostro modello aziendale i piloti sono dipendenti, non associazioni professionali". Una franchezza talmente ruvida che non potrà non mettere in crisi e in imbarazzo l'Anpac, la più forte organizzazione dei piloti, e l'Up che in prospettiva vedranno ridimensionata la loro forza sindacale. L'Anpac ha comunque chiesto di poter discutere ulteriori concessioni specifiche che difficilmente però verranno concesse, se Colaninno terrà fede alla parola. Chi ha detto sì all'offerta di Cai, lo ha fatto temendo la prospettiva della liquidazione. "Non è il punto d'arrivo sperato", ha detto il numero uno della Uil Luigi Angeletti. Anche dopo aver avuto l'assicurazione che se lavoreranno di più, molto di più, i dipendenti potranno mantenere le loro retribuzioni. Assicurazione che tuttavia non convince tutti: "In alcuni casi per mantenere la retribuzione dovremo lavorare oltre le 1.000, ma i limiti ministeriali sono di 900", dice Antonio Divietri dell'Avia. Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl, ha posto la questione, ancora irrisolta, dell'alleato internazionale. Chi ha chiesto tempo, come la Cgil, lo ha fatto per respingere l'offerta fatta da Colaninno di premi variabili con distribuzioni dell'utile, il 7% dell'utile netto: 40% ai piloti, 30% al personale di volo e l'ultimo 30% agli altri dipendenti. Il segretario nazionale della Cgil, Fabrizio Solari, ha detto che il premio pagato con gli utili dovrebbe essere aggiuntivo al salario perché è noto che per la Cgil "il salario non può essere scambiato con la partecipazione agli utili". Anche se nella conferenza stampa conclusiva Solari ha detto di non essere ottimista sulla possibilità di raggiungere un'intesa. L'Anpav, che difende gli assistenti di volo, ha chiesto il rispetto degli attuali salari e di vedere le carte "per sapere dove andiamo e dove andremo". Il Sindacato dei lavoratori (Sdl) ha detto, durante la conferenza stampa con il segretario Fabrizio Tomaselli, "che non si può firmare un contratto che non si è potuto leggere" lamentando l'assenza di documentazione. E sospettando l'esistenza di altri documenti oltre l'accordo quadro messo insieme dai sindacati Confederali, governo e Cai la scorsa settimana. Divietri, in conferenza stampa, ha detto di ritenere che la Cai "stia creando le condizioni per sfilarsi da un'operazione complessa attribuendone le responsabilità ai sindacati". E forse c'è del vero anche se tutti conoscono la tenacia di Colaninno. Ma una fonte vicino all'azienda dice: "Stanno trattando come se stessimo al rinnovo di un contratto e non al tentativo di rilancio di un'azienda decotta". Intanto fra stanotte e domani i sei che non si sono detti d'accordo con la proposta di Cai probabilmente cercheranno di trovare una posizione comune in vista di un tentativo disperato dell'ultima ora di trovare l'intesa. Intanto, a Fiumicino oggi sono stati cancellati 50 voli Alitalia a causa di uno sciopero di quattro ore del sindacato Cub, al quale si sono aggiunte nella stessa fascia oraria altre due agitazioni del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione piloti Meridiana).

Alitalia,50 voli cancellati a Fiumicino per sciopero Cub

ROMA, 17 settembre (Reuters) - A conclusione delle 4 ore di sciopero di oggi sono stati cancellati 50 voli Alitalia a Fiumicino a causa di uno sciopero del sindacato Cub, al quale si sono aggiunte nella stessa fascia oraria altre due agitazioni del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione piloti Meridiana). Si alza quindi la tensione in vista del consiglio di amministrazione di domani di Compagnia aerea italiana (Cai), la cordata di imprenditori italiani che si è offerta di comprare le attività volo del vettore in amministrazione straordinaria. "Chi sciopera durante una trattativa dimostra una grande irresponsabilità", ha commentato stamattina il ministro dei Trasporti Altero Matteoli. "Ora o si firma o è molto difficile proseguire le trattative". Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha detto che entro domani i nove sindacati dei lavoratori di Alitalia dovranno decidere se sottoscrivere il piano industriale proposto da Cai. Successivamente il gruppo presieduto dal numero uno di Piaggio, Roberto Colaninno, deciderà o meno se andare avanti con l'offerta. "Firmeremo con chi ci sta, quindi verificheremo la stato sui consensi", ha detto Sacconi. Silvio Berlusconi, che in campagna elettorale ha bocciato un'offerta di Air France-Klm e ha sostenuto la formazione di una cordata italiana, ha minacciato i sindacati di ritirare i 7 anni di ammortizzatori sociali con stipendio all'80% promessi per i lavoratori in esubero in caso di mancato accordo con Cai.


17 settembre 2008 - AMI

Alitalia. Grande agitazione a Fiumicino per lo sciopero Cub-Trasporti. Sindacati convocati alle 15:30

Grande agitazione a Fiumicino per lo sciopero indetto dal Cub-Trasporti cominciato alle 12 e che proseguirà fino alle 16. Centinaia di lavoratori in protesta si sono riuniti anche davanti ai check-in dell'Alitalia, cercando di convincere i dipendenti della compagnia in servizio ad unirsi alla protesta, apostrofandoli anche con cori di «Fuori!Fuori! Stronzi, venite fuori». Alcuni scioperanti denunciano che le persone al momento al lavoro nei check-in starebbero sì lavorando per Alitalia, ma senza contratto. Cori di disapprovazione e critica anche verso il Governo e Cai. Nell'area occupata dai manifestanti si è sentito un coro: «Meglio falliti che in mano a 'sti banditi». Intanto alle 15:30 il presidente di Cai, Roberto Colaninno, ha convocato a Palazzo Chigi una riunione in cui «esporrà il proprio ragionamento alle 9 organizzazioni sindacali di Alitalia». A Fiumicino anche altri lavoratori sono in sciopero, tra cui alcuni dipendenti di Air One, che invece non doveva essere coinvolta negli scioperi che si stanno svolgendo parallelamente e non concernenti la vertenza Alitalia.


17 settembre 2008 - L'Unione Sarda online

Tensione a Fiumicino: manifestazione contro CAI
Disagi nel principale scalo della capitale per lo sciopero indetto dai Cub. Alle 14.30 si è conclusa la manifestazione dei dipendenti Alitalia alla quale ha preso parte anche il personale tecnico e di cabina di Air One.

I manifestanti, armati di fischietti e trombette, cartelloni con scritte come "Meglio casellante che in CAI navigante", "Assistenti di volo precari dal 2000, ci siamo anche noi, non siamo fantasmi", sotto gli occhi di centinaia di passeggeri gridavano "buffoni", "buffoni" ma anche "fuori", rivolgendosi ai loro colleghi di Alitalia che stavano lavorando dietro ai banchi dei check in.
PASSEGGERI SOLIDALI. Alcuni passeggeri al passaggio del corteo rivolgevano loro applausi e parole di sostegno. "Fanno bene a fare tutto questo baccano - il commento di un viaggiatore in partenza per Napoli - qui il Governo sta decidendo le sorti di migliaia di lavoratori. Tanto a loro, che guadagnano cifre stratosferiche, cosa importa!". Altri due passeggeri alla vista dei manifestanti hanno iniziato a scattare fotografie con i loro telefonini e ad applaudire. "E' a dir poco vergognoso quello che sta accadendo alla nostra bella compagnia di bandiera - dice Marco Galeffi, in procinto di partire insieme con la moglie per Monaco - Non saremmo dovuti arrivare fino a questo punto e la classe politica dovrebbe riflettere a fare 'mea culpa' perché ha delle enormi responsabilità".
CUB, DIFENDERE IL CONTRATTO. "Il prezzo da pagare per questo accordo con la CAI, che di fatto ridimensionerebbe anche lo scalo di Fiumicino, è davvero troppo alto - ha affermato Antonio Amoroso, sindacalista CUB trasporti - qui si parla di almeno diecimila persone coinvolte che rischiano di andare a spasso e altrettante nell'indotto. E' inaccettabile, diciamo giù le mani dal nostro contratto, chiediamo maggiore tutela dei diritti salariali e normativi acquisiti, respingendo con forza l'ulteriore abbattimento del costo del lavoro perseguito attraverso il peggioramento dei contratti".

Sciopero: Cancellati 34 voli Alitalia all'aeroporto di Bologna

Disagi all'aeroporto Marconi di Bologna per lo sciopero dei lavoratori di Alitalia, promosso da Cub Trasporti. Alle 14 sono 34 i voli in partenza e in arrivo cancellati, più tre aerei in arrivo che sono stati dirottati su altri scali. Il bilancio è tuttavia provvisorio perché l'agitazione prosegue durante la giornata. Nello scalo bolognese, all'iniziativa nazionale di Cub si aggiunge lo sciopero locale del personale di terra, anch'esso proclamato dal sindacato di base, dei dipendenti di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. Rdb-Cub fa sapere con una nota che "l'aeroporto è deserto e l'adesione è pressochè totale". L'agitazione terminerà alle 16.


17 settembre 2008 - Il Resto del Carlino online

AEROPORTO MARCONI
Doppio sciopero: saltano 34 voli
Secondo il Cub trasporti ''L'adesione è stata pressochè totale''. I disagi causati dall'agitazione dei dipendenti della compagnia di bandiera e dalle sigle sindacali del personale di terra

Bologna, 17 settembre 2008 - A causa dello sciopero dei lavoratori di Alitalia, promosso da Cub Trasporti si sono già registrati i primi disagi all'aeroporto Marconi. 34 voli in partenza e in arrivo cancellati alle 14, e tre aerei dirottati su altri scali. Bilancio per il momento provvisorio per le eventuali ripercussioni ( il termine dello sciopero è alle 16). Nello scalo bolognese, all'iniziativa nazionale di Cub si aggiunge anche lo sciopero locale del personale di terra, anch'esso proclamato dal sindacato di base. A incrociare le braccia i dipendenti di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. Rdb-Cub informa che ''l'aeroporto è deserto e l'adesione pressochè totale''.


17 settembre 2008 - Romagna Oggi

Bologna: sciopero al 'Marconi', 35 voli cancellati

BOLOGNA - Terminal "deserti" e "35 voli cancellati". Cantano vittoria le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) per il successo dello sciopero di 24 ore che ha coinvolto gli addetti ai servizi a terra dell'Aeroporto di Bologna. Hanno incrociato le braccia i dipendenti di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. "La partecipazione dei lavoratori è pressoché totale, altri voli saranno cancellati in serata", ha fatto sapere attraverso una nota Massimo Betti, responsabile Rdb di Bologna. "La partecipazione dei lavoratori allo sciopero- ha sostenuto Betti- è la dimostrazione concreta di quanto siano sentiti e gravi i problemi da tempo sollevati dalla Cub e di quanto sia condivisa la piattaforma dello sciopero". Alla base della mobilitazione, "la difesa dei lavoratori in appalto, l'applicazione del contratto unico per tutti i lavoratori dello scalo, il rinnovo degli integrativi scaduti" e il ripristino della "democrazia sindacale", con l'ammissione delle Rdb ai tavoli sindacali. "Nessun politico che governa in Regione, in Provincia e in Comune puo' fare finta che questa dirigenza sia in grado di gestire una realta' cosi' economicamente e socialmente rilevante come l'Aeroporto con il consenso di chi quest'attivita' la fa funzionare materialmente ogni giorno: i lavoratori", ha continuato il responsabile Rdb di Bologna. Betti usa parole dure nei confronti dei vertici dello scalo: "Questa dirigenza continua a scaricare sulle spalle di chi lavora i costi di una gestione scellerata. Lo fa con gli appalti al massimo ribasso, con l'arroganza dei gestori nei confronti dei propri dipendenti, con lo spezzettamento salariale delle aziende che operano all'interno dell'aeroporto". C'e', inoltre, grande preoccupazione per il bando di selezione di un partner industriale per Marconi Handling. "Vogliono vendere la societa'- e' l'accusa delle Rdb- senza tutele, senza nessuna clausola sociale che preservi i posti di lavoro".


17 settembre 2008 - Il Sole 24 Ore.com

Alitalia, ultimatum di Colaninno. Sindacati divisi sull'offerta Cai

La Cisl dà la propria adesione alla proposta di Cai. È questo l'orientamento espresso dal segretario generale Raffaele Bonanni al tavolo con Governo, sindacati e azienda sul piano di rilancio di Alitalia. Secondo quanto riferito dalle principali agenzie stampa, Bonanni avrebbe sottolineato che «i giorni della trattativa non sono passati invano perchè abbiamo discusso sul piano industriale attentamente. Non ricordo che sia mai successo - ha aggiunto - che il sindacato si rimangiasse la parola dopo aver ottenuto modifiche importanti sul piano industriale e soprattutto dopo aver condiviso questo progetto pur riconoscendone i limiti». La Cisl, insomma, manterrà la parola data, specie dopo la decisione di Cai di destinare il 7% degli utili ai lavoratori. E anche la Uil non se la sente di far naufragare il potenziale accordo con un no secco e senza uscita. «Cai non ritirerà l'offerta a causa nostra», dichiara il segretario generale Luigi Angeletti, per il quale, pur essendo il merito «lontano da ciò che noi pensavamo fosse equo pattuire la Uil non farà dire a Cai nel consiglio di amministrazione che è necessario ritirare l'offerta perchè i sindacati non hanno accettato le proposte conclusive. Stessa posizione da parte del sindacato Ugl e della sua leader, Renata Polverini. La Cgil, invece, prende tempo fino a domani per dare una risposta sul piano industriale proposto da Cai perché - dice Fabrizio Solari - intende «allargare al massimo il consenso utilizzando il tempo fino alle 16 di domani», ma sostanzialmente chiarisce che «se non cambia nulla per noi è un no». «La partecipazione agli utili - prosegue Solari - non può essere barattata col salario. Non è possibile immaginare che una parte significativa del salario non sia legata direttamente al lavoro». «Se si deve parlare - aggiunge il leader sindacale - di ripartizione degli utili questi devono essere aggiuntivi ai normali trattamenti salariali». Inoltre, secondo Solari, bisogna ricreare un clima «positivo all'interno dell'azienda», cosa che, spiega, «si ottiene allargando il consenso, ossia il numero dei lavoratori che ritengono quell'accordo sufficiente». L'uscita allo scoperto della sigle sindacali segue a stretto giro l'ultimatum del presidente della Cai, Roberto Colaninno, che ha annunciato in giornata la conclusione della trattativa e la volontà di ritirare l'offerta se entro domani non ci sarà il «consenso» dei sindacati alla proposta. «Avete ottenuto in queste due settimane quello che non era previsto concedere. Non c'è più nulla di cui discutere, non c'è una lira in più da condividere», avrebbe detto Colaninno durante l'incontro a Palazzo Chigi con il Governo e tutte le principali sigle sindacali (all'incontro a Palazzo Chigi per il Governo sono presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture. Sono inoltre presenti , oltre a Colaninno, l'ad di Cai, Rocco Sabelli. Per i sindacati i segretari generali di Ugl, Cisl e Uil, Renata Polverini, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, mentre per la Cgil è al momento presente il segretario confederale, Fabrizio Solari. Al tavolo anche le sigle delle associazioni professionali Anpav, Avia, Anpav, Up e il sindacato autonomo Sdl). «Non stiamo comprando un gioiello, stiamo comprando una azienda in dissesto», ha insistito Colaninno, chiarendo che l'offerta «è condizionata al consenso della forza lavoro», e specificando anche che per Cai «i piloti sono dipendenti e non un'associazione professionale». La pensano, ovviamente, in maniera diversa le sigle sindacali come l'Unione Piloti, che per bocca del suo segretario Massimo Notaro, fa sapere che se nella trattativa per il salvataggio di Alitalia non emergono elementi nuovi, il giudizio dell'Up restarà negativo. Il sottosegretario Gianni Letta ha indicato nelle 15.50 di domani il termine ultimo per una risposta definitiva da parte dei sindacati all'offerta della Cai. Alle 16 è prevista infatti l'assemblea della newco per decidere se procedere o meno nell'offerta per Alitalia. E intanto mentre la nuova compagnia si gioca l'ultima carta per prendere il volo, a causa degli scioperi tanti passeggeri della vecchia Alitalia oggi sono rimasti a terra. Cancellati 40 voli a causa dalla mobilitazione dei Cub, dalle 12 alle 16, e da altre iniziative del personale di terra. Grosse difficoltà per i collegamenti Roma-Milano e Milano-Roma a causa della cancellazione di 10 voli tra le due città. A Fiumicino circa mille dipendenti dell'Alitalia hanno sfilato in corteo per protestare contro la Cai. I manifestanti, muniti di fischietti bandiere e cartelloni hanno creato qualche disagio alla circolazione automobilistica al piano delle partenze nazionali. Presenti tutte le categorie di lavoratori: impiegati, hostess steward e piloti.


17 settembre 2008 - Panorama.it

Alitalia, 12 ore di sciopero, cancellati 40 voli

Dalle 12 alle 16 di oggi scioperano i dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti e la compagnia aerea ha gia’ previsto la cancellazione di 40 voli. Il sindacato autonomo critica in particolare l’intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che "segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale". Inoltre sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all’operatività dei voli di tutte le compagnie. AirOne prevede solo disagi limitati. Tra gli altri scioperi, che si sovrappongono tutti dalle 12 alle 14, secondo quanto si legge sul sito del Garante, è previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la società di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa. Nel frattempo, il ministro del Lavoro non fa sconti. Giovedì mattina si deciderà il destino di Alitalia. E sarà sull’offerta di Compagnia aerea italiana (Cai), il cui piano non è modificabile: rotte e flotta non sono oggetto di discussione. Il governo chiederà ai nove sindacati chi ci sta. "Firmeremo con chi ci sta, e sono tutti chiamati a rispondere": il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, avverte che è ormai giunta l’ora x, visto che nel pomeriggio di giovedì alle 16 Cai riunisce l’assemblea per decidere se portare avanti l’offerta per la compagnia. E il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, auspica che l’acquirente sia Cai, perché se si ritira la prospettiva è portare i libri in tribunale. La dead line per il salvataggio di Alitalia, dopo cinque rinvii, sembra dunque arrivata. Ieri sera, ha rivelato Sacconi a Porta a Porta, Cai ha tentato un incontro per la firma con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che "non si è svolto per indisponibilità del segretario della Cgil". Ed è stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni a spiegare che Gugliemo Epifani "vuole discutere ancora, migliorare le condizioni contrattuali, che è anche una mia opinione ma che ad ore può far sparire l’unico riferimento per la compagnia".
Fabio Berti, leader dell’Anpac, che è sempre stata la potente associazione dei piloti, ha negato di voler difendere privilegi, ha confermato la disponibilità a sacrifici e assicurato che farà il massimo per evitare il fallimento, auspicando un accordo nel più breve tempo possibile ma con un passo indietro e senso di responsabilità a tutto tondo. Ha anche detto, però, che ci sono ancora problemi sostanziali per piloti e assistenti volo, ma sono risolvibili, diversamente sarebbe una pazzia. Tempo per ulteriore trattativa non c’è e i "tatticismi dei sindacati, i bizantinismi, non hanno senso", si è sfogato Sacconi parlando di un negoziato "defatigante dopo una settimana vissuta da pipistrello", per le nottate al tavolo della trattativa. E poi una stoccata alla Cgil: "Qualcuno si è seduto al tavolo con un disegno non sindacale ma politico". Il ministro ha poi richiamato l’attenzione sulle difficoltà di Alitalia, sottolineando che "il mondo sta cambiando, c’è stato il fallimento di Lehman Brothers, stiamo assistendo ad uno tsunami. Questo paese - ha però assicurato - saprà reagire". In assenza di altre offerte, ha infine ribadito Fantozzi, si tirerà avanti cercando qualcuno finché ci sono i soldi, verosimilmente per poco (alle 10 di ogni giorno Alitalia deve pagare 1,4 milioni di euro per il rifornimento di carburante), poi porterà i libri in tribunale. Air France, Lufthansa e British Airways valuteranno di entrare in Cai "una volta risolti tutti i problemi attuali, con quote di minoranza e contratti di collaborazione".
Alla fine della trasmissione, Vespa ha invitato il ministro, Bonanni e Berti per una firma, un impegno pubblico a non far fallire l’Alitalia, alla ormai famosa scrivania del contratto con gli italiani del premier Berlusconi: il ministro annuncia che giovedì mattina si vedrà chi ci sta, Berti fa una timida promessa e Bonanni chiede: "Ma allora non firmiamo?".


17 settembre 2008 - La Stampa.it

LA COMPAGNIA AEREA NELLA BUFERA
Alitalia, Sacconi: non c'è più trattativa

ROMA - Potrebbe essere arrivata a una svolta decisiva la vicenda Alitalia. Il governo ha infatti convocato per questo pomeriggio a Palazzo Chigi le nove sigle sindacali che rappresentano i dipendenti Alitalia, mentre il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha annunciato lapidario che «non c’è più trattativa». Alla riunione saranno presenti anche i vertici della Cai. Probabilmente Colaninno e Sabelli formalizzeranno la loro offerta definitiva ai sindacati. Intanto cresce la tensione tra i dipendenti Alitalia: circa 1.000 lavoratori stanno sfilando in corteo all’aeroporto di Fiumicino per protestare contro la Cai. I manifestanti, muniti di fischietti bandiere e cartelloni ("Meglio casellante che in Cai navigante", recita uno striscione) stanno creando qualche disagio alla circolazione automobilistaica al piano delle partenze nazionali. Insieme alle bandiere del Cub, che oggi ha indetto un o sciopero di 4 ore, sventolano quelle della Cgil e dello Sdl. Sono presenti tutte le categorie di lavoratori: impiegati, hostess stewart e piloti. «Il dottor Colaninno - ha aggiunto Sacconi - ci ha chiesto di convocare una riunione di tutte e nove le sigle sindacali a cui vuole rivolgere un suo ragionamento». Il ragionamento che i vertici Cai faranno ai sindacati è stato in parte anticipato dall’amministratore unico Rocco Sabelli: la nuova Alitalia garantirà gli stessi salari ai dipendenti ma la produttività dovrà aumentare in maniera netta. Interpellato dai giornalisti riguardo alla disponibilità della società a concedere gli stessi salari con un congruo aumento di produttività, il top manager ha risposto: «È dall’inizio che diciamo questo, forse qualcuno non l’aveva capito». E intanto mentre la nuova compagnia si gioca l’ultima carta per prendere il volo, a causa degli scioperi tanti passeggeri della vecchia Alitalia oggi sono rimasti a terra. Cancellati 40 voli a causa dalla mobilitazione dei Cub, dalle 12 alle 16, e da altre iniziative del personale di terra. Grosse difficoltà per i collegamenti Roma-Milano e Milano-Roma a causa della cancellazione di 10 voli tra le due città. A Fiumicino circa 1.000 dipendenti dell’Alitalia hanno sfilato in corteo per protestare contro la Cai. I manifestanti, muniti di fischietti bandiere e cartelloni hanno creato qualche disagio alla circolazione automobilistica al piano delle partenze nazionali. Presenti tutte le categorie di lavoratori: impiegati, hostess steward e piloti. Da segnalare, infine, che il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria le società Alitalia Airport e Alitalia Servizi.


17 settembre 2008 - TTG

Cancellati 40 voli Alitalia per lo sciopero odierno di quattro ore

Difficoltà per chi deve volare oggi con Alitalia. A causa dello sciopero indetto dai Cub, dalle 12 alle 16, e da altre mobilitazioni del personale di terra, 40 voli sono stati cancellati. Sono 21 i collegamenti diretti verso Roma annullati, mentre sono 19 quelli cancellati da Fiumicino. In particolare, difficoltà per gli operativi Az sulla rotta Roma-Milano e Milano-Roma, poiché sono stati cancellati 10 voli tra le due città.


17 settembre 2008 - TG FIN

Alitalia, convocati i sindacati
Sacconi: "Non c'è più trattativa"

Alitalia, quale sorte? Sacconi annuncia che "non c'è più trattativa", convocando i sindacati alle 15.30. Le ventiquattr'ore decisive per le sorti di Alitalia sono caratterizzate anche dallo sciopero dei sindacati autonomi a Fiumicino. Dalle 12 alle 16 sono almeno 40 i voli cancellati, caos in tutta Italia. "Atto irresponsabile", è il commento del ministro Matteoli. Un'altra giornata difficile, dunque, per la compagnia di bandiera, intanto giovedì la Cai in assemblea deciderà se procedere con l'offerta su Alitalia, mentre si fa avanti una compagnia abruzzese, la Itali Airlines. Il ministro Sacconi ribadisce: "Entro domani vedremo chi ci sta".
14.30 - L'auspicio di Sacconi: trovare l'accordo
"Il mio augurio - ha aggiunto Sacconi - è che la riunione costituisca la conclusione del negoziato e la premessa del concreto salvataggio". Il ministro ha aggiunto che di non essere a conoscenza di ciò che Colaninno dirà a nome di tutti gli azionisti, ma vuole "richiamare tutte le organizzazioni anche al nuovo clima che si è definitivamente creato in questi giorni, con il disvelarsi della profonda crisi globale che puo' modificare non solo i prezzi del petrolio, anche se in questo momento sono cambiati in meglio, ma anche l'andamento dei consumi".
14.10 - Angeletti: ci sono le condizioni per un accordo
E' ottimista sulla riuscita del tavolo di Alitalia, il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, che ha detto: "Penso ci siano tutte le condizioni per un accordo", commentando la convocazione dei sindacati alle 15,30 con governo e Cai. Sui contratti, ha tuttavia aggiunto il leader della Uil, "abbiamo un lavoro a metà e quindi abbiamo due strade: o accontentarci di quello che c'è o rinviare tutto ciò che manca a una successiva trattativa".
13.29 - Manifestazioni dei dipendenti Atitech a Napoli
Torna a montare la tensione tra gli 800 dipendenti Atitech dello stabilimento di manutenzione pesante di Capodichino a Napoli. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali una manifestazione di protesta potrebbe svolgersi in giornata nei pressi dell'aeroporto. ''Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per evitare la mobilitazione dei lavoratori e disagi per i passeggeri - spiega Antonio D'Auria della Filt Cgil - la proposta d'acquisto da parte di una societa' di investimento mette in crisi i lavoratori. Noi chiediamo garanzie certe in termini occupazionali, che passino attraverso soggetti industriali''. ''Ci giochiamo la nostra partita sul piano nazionale - racconta Giovani Aruta di Fit Cisl - In queste ore la trattativa va avanti nell'ottica di far diventare Atitech parte di Finmeccanica, Fintecnica e Cai''.
13.25 - Sabelli: ok a salari invariati, ma con più produttività
La Cai è sempre stata disponibile a mantenere i livelli salariali invariati in Alitalia in cambio di una maggiore produttività. "E' dall'inizio che lo diciamo", ha spiegato l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, conversando con i giornalisti. "Forse qualcuno non lo aveva capito".
13.22 - Commissariate anche Az Airport e Az Servizi
Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria le società Alitalia Airport e Alitalia Servizi. Lo rende noto il ministero in un comunicato. Il professor Augusto Fantozzi, già commissario di Alitalia, è stato nominato commissario straordinario anche di Alitalia Airport e Alitalia Servizi.
13.11 - Voli cancellati a Linate
Disagio sostanzialmente contenuto, a Linate, per lo sciopero indetto - dalle 12 alle 16 - dai dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti. Dei quaranta voli per cui è stata prevista la cancellazione - come riportato dal sito Internet della compagnia di bandiera - solo cinque riguardano direttamente l'aeroporto di Linate. Dallo scalo milanese, infatti, non partiranno cinque voli diretti all'aeroporto romano di Fiumicino. Sempre cinque voli in partenza però dallo scalo capitolino, in direzione Linate, sono stati a loro volta cancellati. Il sindacato autonomo promotore dello sciopero critica in particolare l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che ''segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sara' ridotta ad un vettore poco più che nazionale''.
13.06 - Manifestanti a Fiumicino
In circa 500 manifestanti con bandiere, slogan e fischietti stanno sfilando in corteo all'aeroporto di Fiumicino all'interno della hall Arrivi. Al grido di ''Vergogna, vergogna'' i manifestanti, sotto gli occhi incuriositi dei passeggeri, stanno camminando tenuti costantemente sotto controllo da uomini delle forze dell'ordine.
13.02 - Sindacati e azienda convocati a Palazzo Chigi
Nuovo incontro a Palazzo Chigi tra Governo, Cai e Intesa Sanpaolo. I vertici della Compagnia Aerea Italiana, l'ad Rocco Sabelli e il presidente Roberto Colaninno, e il responsabile della divisione corporate della banca, Gaetano Miccichè, hanno incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi, e delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli. Alle 15.30 saranno presenti anche le nove sigle sindacali.
12.58 - Sacconi: la trattativa continua? Non c'è più trattativa
''Non c'è più trattativa''. Lo ha detto il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, rispondendo alla domanda se la trattativa su Alitalia possa andare avanti secondo i migliori auspici.
12.49 - Ryanair: spero che Alitalia si salvi
"Alitalia sta riducendo i voli e aumentando le tariffe. Speriamo che sopravviva con altre compagnie aeree, perché la concorrenza è importante". Lo ha detto Michael Cawley, Deputy Chief Executive di Ryanair, la maggior compagnia aerea low-cost d'Europa, presentando una nuova offerta di cinque milioni di posti per viaggiare in ottobre e novembre a soli 5 euro (solo andata). "L'unico elemento che può aumentare il traffico passeggeri, è ridurre i prezzi. Ogni compagnia riducendo i costi, puo' aumentare il numero dei passeggeri. Noi - ha aggiunto - vogliamo aumentare il mercato, lavorando su voli sia domestici che internazionali". Il rappresentante di Ryanair ha quindi riportato la classifica delle compagnie che, secondo un sondaggio via internet effettuato in Irlanda, sarebbero prossime al fallimento. Al primo posto c'èl'Alitalia - ha riferito - seguita da Spanair, Sky Europe e Air Berlin".
12.21 - Investimenti e Sviluppo Mediterraneo conferma interesse per Atitech
Investimenti e Sviluppo Mediterraneo (IESM.MI), investment company dedicata alle Piccole e Medie Imprese del Centro Sud Italia, conferma "di aver presentato il 12 settembre scorso una manifestazione d'interesse per valutare l'acquisto di Atitech, ovvero l'ingresso in una newco che preveda l'acquisto di Atitech stessa". Lo rende noto la società in un comunicato in cui si sottolinea "di aver ricevuto richiesta di ulteriore documentazione da parte del commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, su cui la società sta già lavorando".
12.09 - Cgil: no a ricatti, Cai rifletta bene
"Spero che Cai rifletta bene su come concludere la vicenda Alitalia, perché una società di servizi che nasce su un ricatto non avrebbe futuro". E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, che aggiunge: "la Cgil è consapevole che occorre un nuovo inizio anche sul versante contrattuale, ma una proposta onesta, che può risolvere la transizione verso la definizione del contratto collettivo nazionale del trasporto aereo, va ricercata nella normativa attualmente in essere nei principali competitor europei. Lufthansa, Air France, Iberia, scelgano loro".
12.00 - Cgil: ieri nessuna proposta di negoziato
"Di cosa parla il ministro Sacconi?". E' quanto si chiede il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso, in merito alle dichiarazioni del titolare del dicastero di Via Veneto sull'indisponibilità della Cgil ad incontrare ieri i vertici della Cai. "Ieri - sottolinea Nasso - non c'è stata alcuna convocazione formale, c'e' stato solo un invito ai segretari confederali a passare a firmare". "Non era prevista - prosegue il numero uno della Filt - la presenza delle categorie dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e tanto meno delle altre organizzazioni del settore". Secondo Nasso "in una fase del negoziato in cui si deve discutere di contratto di lavoro, il metodo proposto che tende ad escludere qualsiasi negoziato di merito, rappresenta un'idea autoritaria dei rapporti con le organizzazioni sindacali".
11.48 - La posizione del Pd
"Noi non vogliamo il fallimento di Alitalia anzi siamo molto preoccupati dall'impatto devastante, sia sociale sia economico, che avrebbe il fallimento". Antonello Soro parla così della vicenda Alitalia e ribatte a quanti nel centrodestra accusano il Pd di "lavorare" per il fallimento della compagnia. "Tuttavia questo - aggiunge il capogruppo del Pd alla Camera - non ci esime dal denunciare l'operazione fragile e costosa voluta dal presidente del Consiglio".
11.29 - Sciopero, sono 10 i voli sulla tratta Milano-Roma annullati
Difficoltà per chi deve volare oggi con Alitalia. A causa dello sciopero indetto dai Cub, dalle 12 alle 16, e da altre mobilitazioni del personale di terra, 40 voli sono stati cancellati. Sono 21 i collegamenti diretti a Roma annullati mentre 19 quelli cancellati a Fiumicino. In particolare, difficoltà per i collegamenti Roma-Milano e Milano-Roma visto che sono stati cancellati 10 voli tra le due città.
11.21 - Moretti (Fs): mai pensato di entrare in Alitalia
"Non ci siamo mai proposti di entrare in Alitalia". Ha risposto così ai giornalisti l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, a una domanda riguardante la compagnia aerea.
10.35 - In contemporanea agli autonomi altri 2 scioperi
In contemporanea con lo sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16, sono in programma oggi nella stessa fascia oraria altre due agitazioni: quella del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione piloti Meridiana). Le conseguenze previste per ora a Fiumicino sono limitate a Meridiana che ha programmato la cancellazione di tre voli: uno per Olbia e due per Cagliari. Air One non prevede invece soppressioni.
10.17 - Brunetta: col buon senso soluzione vicina
Con ''meno egoismo'' e con ''buon senso'' da parte di alcuni attori la soluzione è a portata di mano. Così il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo a Radio Radicale, professa il suo ottimismo sulla vicenda Alitalia. Il ministro chiede quindi buon senso e responsabilità sottolineando il ''grande sforzo'' fatto dal governo.
10.01 - Cossiga scrive alla Cgil
E' "comprensibile" e "doveroso" che "la Cgil operi per il fallimento del tentativo berlusconiano di salvare l'Alitalia", in quanto "sindacato di sinistra". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga in una lettera inviata oggi al Segretario Generale della Cgil, Guglielmo Epifani.
9.56 - Rinviato al 17 ottobre lo sciopero del personale Sea
Lo sciopero del personale Sea, indetto originariamente per oggi dalle sigle Sdl, Cub-Trasporti e Slai Cobas, è stato posticipato di un mese, al 17 ottobre prossimo.
09.52 - Oggi Sacconi a question time Camera su alternative a Cai
Gli interventi per la ricerca di proposte alternative a quella di Cai per il salvataggio di Alitalia sono il tema che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, tratterà oggi alla Camera nel question time in Aula. Sacconi risponderà a un'interrogazione su questo tema presentata dal leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Al question time, informa una nota dell'ufficio stampa di Montecitorio, prenderanno parte anche i ministri dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente familiare.
09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati
A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16, sono 34 i voli AZ, tra arrivi e partenze, che risultano cancellati al Leonardo da Vinci. Nel dettaglio, i voli soppressi sono 16 in partenza, di cui 7 internazionali e 9 nazionali, e 18 in arrivo (8 internazionali e 10 nazionali). Da registrare anche la cancellazione di due voli Air One per Torino (AP6862) e Berlino (AP4226).
09.30 - Matteoli: lo sciopero è da irresponsabili
"Chi durante una trattativa indice uno sciopero dimostra grande irresponsabilità". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli a Sky Tg24 Mattina in riferimento allo sciopero del personale di terra Alitalia previsto per oggi. "Le parti stanno trattando - aggiunge il ministro -, il governo è impegnato in prima persona e indire uno sciopero in questo momento dimostra solamente un senso di irresponsabilità". Quanto alle pressioni che i sindacati stanno facendo sull'azienda, Matteoli sostiene che "anche se in maniera dura, stanno facendo il loro mestiere. Hanno cercato di portare a casa tutto ciò che era possibile in favore dei loro iscritti. Adesso o si firma o sarà molto difficile proseguire le trattative". Infine, sui possibili sviluppi futuri del negoziato, il ministro conclude: "Mi rendo conto delle grandi difficoltà e che su questa vicenda ci sono aspetti politici che comprendo anche se non condivido. Se alla fine trionferà il buon senso arriveremo al voto, se non da parte di tutti, almeno da una parte che consenta a Cai di poter proseguire".
08.06 - Sciopero a Fiumicino, voli cancellati
Per oggi saranno cancellati 40 voli Alitalia (la lista è sul sito Internet della compagnia) a causa di uno sciopero del sindacato Cub, indetto a Fiumicino dalle 12 alle 16. Lo ha annunciato un portavoce della compagnia di bandiera che ha anche escluso che le cancellazioni possano essere motivate da problemi nelle forniture di carburante.


17 settembre 2008 - Il Giornale.it

Alitalia, il pressing di Sacconi: "Avanti col piano"
Cancellati 40 voli: disagi in tutto il Paese
Lo sciopero di quattro ore dei Cub provoca l'annullamento di decine di voli. Entro domani le parti sociali dovranno decidere sull'offerta Cai. Il governo avverte: rotte e flotta non sono oggetto di discussione. parti La Finanza sequestra gli ultimi dieci bilanci

Roma - Saranno decisive per le sorti di Alitalia le prossime ore. I Cub hanno proclamato per oggi quattro ore di sciopero cancellando circa 40 voli e gettando nel disagio tutto il Paese. Ma il destino della compagnia sarà deciso sull’offerta di Compagnia aerea italiana (Cai), il cui piano - a detta di Palazzo Chigi - non è modificabile: rotte e flotta non sono oggetto di discussione. E il governo è pronto a chiedere ai nove sindacati chi ci sta. Lo sciopero indetto dai Cub Dalle 12 alle 16 di oggi scioperano i dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti e la compagnia aerea ha già previsto la cancellazione di 40 voli (la lista è sul sito Internet della compagnia). Il sindacato autonomo critica in particolare l’intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che "segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale". Inoltre sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all’operatività dei voli di tutte le compagnie. AirOne prevede solo disagi limitati. Tra gli altri scioperi, che si sovrappongono tutti dalle 12 alle 14, secondo quanto si legge sul sito del Garante, è previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la società di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa. Le proposte per Alitalia Una nota divulgata dalla Magliana fa sapere che sono arrivate due manifestazioni d’interesse per Alitalia. La prima da parte di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo Spa (la prima investment company dedicata alle pmi localizzate nel Mezzogiorno d’Italia) è per l’acquisto di Atitech. La seconda, invece, arriva da ItAli Airlines (compagnia regionale abruzzese) per aerei e relativi personale navigante e tecnico in esubero, sulla base di un contratto di servizio pluriennale. Nella nota, si legge che Fantozzi "ha richiesto ad ambedue i predetti soggetti chiarimenti e documentazione per una preliminare valutazione di dette manifestazioni di interesse". Sacconi: "Il piano non cambia" "Firmeremo con chi ci sta, e sono tutti chiamati a rispondere". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, avverte che è ormai giunta l’ora x, visto che nel pomeriggio di giovedì alle 16 Cai riunisce l’assemblea per decidere se portare avanti l’offerta per la compagnia. E il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, auspica che l’acquirente sia Cai, perchè se si ritira la prospettiva è portare i libri in tribunale. La dead line per il salvataggio di Alitalia, dopo cinque rinvii, sembra dunque arrivata. Ieri sera, ha rivelato Sacconi a "Porta a Porta", Cai ha tentato un incontro per la firma con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che "non si è svolto per indisponibilità del segretario della Cgil". I rapporti tra le parti sociali E' stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni a spiegare che Gugliemo Epifani "vuole discutere ancora, migliorare le condizioni contrattuali, che è anche una mia opinione ma che ad ore può far sparire l’unico riferimento per la compagnia". Ecco perché, Bonanni ha ribadito che l’accordo con Cai l’ha già fatto, perchè è ora di chiudere la partita. Ormai Alitalia, dal fallimento della trattativa con Air France, è più indebolita, gli animi sono esasperati e bisogna salvare ventimila persone. Poi si possono migliorare le condizioni. Il suggerimento è anche ai piloti accusati di voler difendere privilegi e che - ha detto Sacconi - chiedono 265 assunzioni in più in Cai. Bonanni dice basta alle corporazioni che tengono in ostaggio l’azienda e del presidente dell’Anpac, Fabio Berti, dice che "è un osso duro ma sarà più duttile". Il leader dell’Anpac, che è sempre stata la potente associazione dei piloti, ha negato di voler difendere privilegi, ha confermato la disponibilità a sacrifici e assicurato che farà il massimo per evitare il fallimento, auspicando un accordo nel più breve tempo possibile ma con un passo indietro e senso di responsabilità a tutto tondo. Ha anche detto, però, che ci sono ancora problemi sostanziali per piloti e assistenti volo, ma sono risolvibili, diversamente sarebbe una pazzia. Tempo per ulteriore trattativa non c’è e i "tatticismi dei sindacati, i bizantinismi, non hanno senso", si è sfogato Sacconi parlando di un negoziato "defatigante dopo una settimana vissuta da pipistrello", per le nottate al tavolo della trattativa. E poi una stoccata alla Cgil: "Qualcuno si è seduto al tavolo con un disegno non sindacale ma politico", "alti dirigenti della Cgil lo hanno fatto con logiche bizantine. Mi auguro di essere smentito e spero di rimangiarmi i sospetti". In assenza di altre offerte, ha ribadito Fantozzi, si tirerà avanti cercando qualcuno finchè ci sono i soldi, verosimilmente per poco (alle 10 di ogni giorno Alitalia deve pagare 1,4 milioni di euro per il rifornimento di carburante), poi porterà i libri in tribunale. I partner internazionali Air France, Lufthansa e British Airways valuteranno di entrare in Cai "una volta risolti tutti i problemi attuali, con quote di minoranza e contratti di collaborazione", ha spiegato Fantozzi, che oggi ha sentito al telefono i presidenti delle tre compagnie europee a cui ha anche detto che "l’opinione pubblica italiana si aspetta un cavaliere bianco". E il numero uno di Lufthansa ha replicato che "la propria compagnia è una cicogna gialla e non un cavaliere bianco".


17 settembre 2008 - Repubblica.it

Alitalia, cancellati 50 voli

ROMA - I Cub hanno proclamato 4 ore di sciopero per la giornata di oggi. Cancellati 50 voli in tutta Italia.

Guarda il servizio di Repubblica TV

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17 settembre 2008 - La Gazzetta del Mezzogiorno

Cub in sciopero per 4 ore: cancellati 40 voli

ROMA - Disagi oggi per chi vola. I lavoratori di Alitalia ed Alitalia servizi aderenti al sindacato di base Cub sciopereranno per 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00. Prevista la cancellazione di 40 voli che si possono leggere sul sito di Alitalia. Previsti anche dei presidi a Fiumicino.
«Inaccettabile e pericolosa - scrive il Cub in una nota - la decisione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di sottoscrivere una intesa in cui si sancisce la possibilità per la Cai di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di una assoluta discrezionalità e senza alcun vincolo rispetto alla esistente normativa contrattuale e legislativa. Nessun rispetto delle leggi vigenti, dei contratti, delle invalidità, dei carichi di famiglia, dell’anzianità».
MATTEOLI: UN GESTO DI IRRESPONSABILITA'
«E' un gesto di irresponsabilità, mentre si tratta non si fanno gli scioperi». Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it, commenta lo sciopero di quattro ore dei Cub (Alitalia) che sta provocando l’annullamento di decine di voli.


17 settembre 2008 - Corriere.it

LA crisi della COMPAGNIA
Alitalia, cancellati 40 voli. Sacconi: «Il piano non cambia»
Disagi per lo sciopero di quattro ore dei Cub. Un portavoce: «Nessun problema di carburante»

ROMA - Quaranta voli Alitalia sono stati cancellati a causa dello sciopero dei Cub. Lo riferisce un portavoce della compagnia di bandiera. Le cancellazioni, aggiunge, non sono motivate da problemi nelle forniture di carburante.
LE MOTIVAZIONI DELLO SCIOPERO - Il sindacato autonomo critica l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che «segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale». Ma in giornata sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all'operatività dei voli di tutte le compagnie. Air One prevede solo disagi limitati. Tra gli altri scioperi, che si sovrappongono tutti dalle 12 alle 14, secondo quanto si legge sul sito del Garante, è previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la società di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa.
IRRESPONSABILI - Duro il commento di Altero Matteoli: «È un gesto di irresponsabilità - dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ad Affaritaliani.it - mentre si tratta non si fanno gli scioperi».
OFFERTA CAI - Nel frattempo, proseguono le trattative per salvare la compagnia di bandiera. Giovedì mattina sarà il momento decisivo. Tutto verte sull'offerta di Compagnia aerea italiana (Cai), il cui piano non è modificabile: rotte e flotta non sono oggetto di discussione. Il governo chiederà ai nove sindacati chi ci sta. «Firmeremo con chi ci sta, e sono tutti chiamati a rispondere»: il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, avverte che è ormai giunta l'ora x, visto che nel pomeriggio di giovedì alle 16 Cai riunisce l'assemblea per decidere se portare avanti l'offerta per la compagnia. E il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, auspica che l'acquirente sia Cai, perché se si ritira la prospettiva è portare i libri in tribunale.
SINDACATI - La dead line per il salvataggio di Alitalia, dopo cinque rinvii, sembra dunque arrivata. Martedì sera, ha rivelato Sacconi a 'Porta a Porta', Cai ha tentato un incontro per la firma con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che «non si è svolto per indisponibilità del segretario della Cgil». Ed è stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - sollecitato da Bruno Vespa - a spiegare che Gugliemo Epifani «vuole discutere ancora, migliorare le condizioni contrattuali, che è anche una mia opinione ma che ad ore può far sparire l'unico riferimento per la compagnia». Fabio Berti, il leader dell'Anpac, che è sempre stata la potente associazione dei piloti, ha negato di voler difendere privilegi, ha confermato la disponibilità a sacrifici e assicurato che farà il massimo per evitare il fallimento, auspicando un accordo nel più breve tempo possibile ma con un passo indietro e senso di responsabilità a tutto tondo. Ha anche detto, però, che ci sono ancora problemi sostanziali per piloti e assistenti volo, ma sono risolvibili, diversamente sarebbe una pazzia.
IL MINISTRO - Tempo per ulteriore trattativa non c'è e i «tatticismi dei sindacati, i bizantinismi, non hanno senso», si è sfogato Sacconi parlando di un negoziato «defatigante dopo una settimana vissuta da pipistrello», per le nottate al tavolo della trattativa. E poi una stoccata alla Cgil: «Qualcuno si è seduto al tavolo con un disegno non sindacale ma politico», «alti dirigenti della Cgil lo hanno fatto con logiche bizantine. Mi auguro di essere smentito e spero di rimangiarmi i sospetti».


17 settembre 2008 - Rainews 24

Alitalia, sciopero di 4 ore. Matteoli: "Irresponsabili"

È stato confermato dalla Cub Trasporti lo sciopero di quattro ore (12-16) di tutti i dipendenti del gruppo Alitalia. Il sindacato autonomo in un documento ha criticato l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che "segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sara' ridotta ad un vettore poco piu' che nazionale".
Alitalia ha previsto la cancellazione di 40 voli (la lista e' stata pubblicata sul sito internet della compagnia). Ma sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all'operativita' dei voli di tutte le compagnie.
Air One prevede solo disagi limitati. Tra gli altri scioperi, che si sovrappongono tutti dalle 12 alle 14, secondo quanto si legge sul sito del Garante, e' previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la societa' di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa.
"Chi durante una trattativa indice uno sciopero dimostra grande irresponsabilità - tuona il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli a Sky Tg24 - Le parti stanno trattando, il Governo è impegnato in prima persona e indire uno sciopero in questo momento dimostra solamente un senso di irresponsabilità". Quanto alle pressioni che i sindacati stanno facendo sull'azienda, Matteoli sostiene che "anche se in maniera dura, stanno facendo il loro mestiere. Hanno cercato di portare a casa tutto cio' che era possibile in favore dei loro iscritti. Adesso o si firma o sarà molto difficile proseguire le trattative".


17 settembre 2008 - La Repubblica

La protesta
Sciopero al Marconi dei servizi a terra. Rischio caos all´aeroporto
di SARA SCHEGGIA

Bologna - Dopo gli scioperi dei mezzi Atc di lunedì, che ha creato difficoltà nel giorno di riapertura delle scuole, oggi tocca al trasporto aereo del Marconi. Un mercoledì che si preannuncia nero e che rischia di protrarsi per tutta la giornata. Le autorità garanti hanno infatti accordato uno stop di 4 ore, indetto dalle 12 alle 16 di oggi dai lavoratori dei servizi di terra. Ma le sigle organizzatrici della protesta minacciano di restare con le braccia incrociate fino alla mezzanotte di stasera. Lo sciopero bolognese arriva nel giorno in cui, vicenda Alitalia a parte, in altri scali italiani sono in atto numerose proteste, anche presso alcune compagnie aeree come Meridiana, che ha però garantito, durante la fascia a rischio, il volo Olbia-Bologna, sia all´andata che al ritorno. I sindacati Cub-Rdb per i dipendenti delle società di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service rivendicano, oltre a questioni ancora in sospeso come gli scandali dell´ex Doro, il mancato rinnovo dei contratti integrativi e il nuovo piano industriale Sab. Il Marconi rassicura comunque i viaggiatori appellandosi alla commissione di garanzia dell´attuazione della legge sullo sciopero, che ha approvato una protesta di sole quattro ore. I disagi, però, ci saranno e alcuni servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti: per informazioni sui voli, si può chiamare l´aeroporto al numero 051-6479615 o consultare il sito www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Lo scalo cittadino, intanto, ha inaugurato proprio ieri il nuovo terminal dedicato agli aerei privati. Al taglio del nastro erano presenti molti nomi importanti del mondo della finanza bolognese e, a sorpresa, è arrivato anche il pilota della Ferrari, Felipe Massa.


17 settembre 2008 - Il Mattino

Scioperi, cancellate 40 partenze

Alitalia ha previsto al cancellazione di 40 voli (la lista è stata pubblicata sul sito internet della compagnia di bandiera) oggi nella fascia compresa tra le 12 e le 16 in occasione dello sciopero proclamato dai Cub, i Comitati unitari di base. Ma non sarà l’unica asatensione dal lavoro. Nella stessa fascia oraria sono previsti infatti altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non strettamente legati alla vertenza Alitalia. Tra essi quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da tutte le sigle conefderali di categoria (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti) e dalla Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare problemi all’operatività dei voli di tutte le compagnie e disagi per chi deve mettersi in viaggio nella giornata di oggi. Air One, con una nota ufficiale, ha comunque sottolineato che per i suoi voli prevede solo disagi limitati. Tra le altre astensioni dal lavoro in programma nella giornata, che si sovrappongono tutti nella fascia compresa tra le 12 e le 14, secondo quanto si legge sul sito del Garante sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, è previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la società di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa.


17 settembre 2008 - Corriere del Veneto

Imob e linea 3: autunno di scioperi per Actv
Il 30 si ferma Rdb-Cub. Cgil, Cisl e Uil si appellano all'intervento del prefetto. Settimane difficili per i trasporti: oggi proteste tra i dipendenti in aeroporto, il 26 tocca ai taxi acquei
di Paola Vescovi

VENEZIA — Tira una brutta aria in casa Actv: non bastano i problemi della linea 3, i malumori degli utenti di terraferma che chiedono collegamenti maggiormente serviti, lo scandalo dei bigliettai-truffatori. Adesso arriva anche la minaccia di scioperi dei dipendenti del-l'azienda per i disagi e l'imbarazzo che il nuovo sistema di bigliettazione elettronica Imob, starebbe loro procurando. Sicuro è lo sciopero di Rdb Cub, il sindacato autonomo, fissato per il 30 settembre, ma sul piede di guerra ci sono anche Cgil, Cisl, Uil e Ugl che in un comunicato congiunto hanno proclamato l'avvio della procedura di raffreddamento, vale a dire il passo precedente allo sciopero. Si parla di Imob, ma anche di servizi esternalizzati, del trasferimento al Tronchetto, del premio del 2008, della linea 3.
Non sono bastate, ieri, quattro ore di trattativa fra l'azienda e le sigle sindacali per raggiungere un'intesa e scongiurare la protesta. E proprio su Imob si concentra il cuore dello scontro: da un lato Actv ripete che si tratta di un sistema in continuo aggiornamento che richiede pazienza e volontà di collaborazione da parte di tutti, dall'altro i lavoratori dicono di sentirsi in apprensione e per nulla tutelati a causa del suo «malfunzionamento che li mette in oggettiva difficoltà, sia davanti all'utenza che davanti all'azienda». I più bistrattati da questo periodo di rodaggio che dopo sei mesi sembra non avere fine, sarebbero i marinai e gli addetti al front line, cioè alla vendita dei biglietti, alle prese con situazioni a volte perfino farsesche, ma senz'altro spiacevoli: il precipitarsi delle volanti della polizia chiamate a gran voce da una utente in escandescenza che sostiene di essere stato truffata facendo passare un brutto quarto d'ora alla bigliettaia che le aveva venduto il biglietto, o gli schiaffi di una avvocatessa veneziana in faccia al marinaio che a bordo della linea 3 aveva fatto salire alcuni turisti. Ci sono poi i guai con i palmari, tecnologia d'avanguardia ma delicata, che si inceppano fra le mani del marinaio mettendolo nelle condizioni di non poter scaricare il biglietto. E poi il tasto dolente dell'aggio non corrisposto sulle vendite dei ticket: «Prima, col sistema cartaceo — spiegano all'unisono Cgil, Cisl, Uil e Ugl — il marinaio percepiva una percentuale in base al numero di biglietti venduti mentre da quando c'è Imob l'aggio lo sta ancora aspettando perché manca una rilevazione effettiva dei dati».
Actv, dal canto suo, fa buon viso a cattiva sorte e difende a spada tratta il sistema, pur avendo la chiara percezione che il vaso è colmo e ripete ai suoi dipendenti «che non hanno nulla da temere quando svolgono correttamente la loro mansione ». Il problema, però, attaccano i sindacati, è risolvere i problemi davanti ai clienti: «Lavoriamo ogni giorno col panico e ormai dall'utenza siamo guardati con sospetto », ripetono i sindacati. Quel che è certo è che si prospetta un autunno caldo con lo sciopero di Actv, quello dei taxi annunciato il 26 settembre e la protesta prevista oggi da Rdb-cub all'aeroporto.


17 settembre 2008 - Varese news

Roma - Il commissario Fantozzi: se Compagnia Aerea Italiana si ritira, libri in tribunale
Alitalia, 40 voli cancellati. Disagi a Linate

Quaranta voli Alitalia, da e per Fiumicino, dieci di andata e ritorno da Linate a Fiumicino e viceversa, sono stati cancellati a causa dello sciopero dei Cub (Comitati unitari di base). Lo riferisce un portavoce della compagnia di bandiera. In giornata sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all'operatività dei voli di tutte le compagnie. Air One prevede solo disagi limitati. È stato invece posticipato di un mese, al 17 ottobre prossimo, lo sciopero del personale Sea aderente alle sigle Sdl, Cub-Trasporti e Slai Cobas. L'agitazione era stata indetta per oggi dalle 12 alle 16. Intanto il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, auspica che l'acquirente della compagnia ''sia Cai'', Compagnia Aerea Italiana composta dagli imprenditori capitanati da Roberto Colaninno. «Se non si firma giovedì, se Cai si ritira» la prospettiva è «portare i libri in tribunale», afferma Fantozzi. «Non abbiamo vettori disponibili, può essere che ci sia un'altra offerta - spiega -, il commissario tirerà avanti cercando qualcuno finchè ci sono i soldi, verosimilmente per poco, poi porterà i libri in tribunale». Intanto il commissario straordinario ha comunicato che lo scorso 12 settembre ha ricevuto da Investimenti e Sviluppo Mediterraneo Spa una manifestazione di interesse a valutare l’acquisto di Atitech Spa, società del gruppo Alitalia che opera nel campo della manutenzione degli aerei e inserita nella cosiddetta bad company affidata alle cure di Fantozzi. Anche la Società ItAli Airlines Spa ha presentato una manifestazione di interesse per aerei e relativi personale navigante e tecnico in esubero,di Alitalia sulla base di un contratto di servizio pluriennale. Il commissario straordinario ha richiesto ad ambedue i soggetti chiarimenti e documentazione per una preliminare valutazione di dette manifestazioni di interesse.


17 settembre 2008 - Leggo

Ore frenetiche per la trattativa Alitalia...

Ore frenetiche per la trattativa Alitalia che domani avrà un passaggio cruciale con l’incontro fra le nove sigle sindacali, i rappresentanti del governo e quelli di Cai, la società che dovrebbe dar vita alla nuova compagnia aerea italiana.
La riunione preparativa di tutti i rappresentanti sindacali in programma per ieri è slittata. Il presidente del Consiglio Berlusconi è tornato sull’argomento spiegando che il fallimento della trattativa farebbe perdere le garanzie previste per i 3.250 esuberi. «Ci sarebbe una drastica riduzione di sostegni e rimborsi, le parti devono considerare anche questo», ha dichiarato il Premier. Il ministro dello Sviluppo Economico Scajola ha intanto commissariato anche Alitalia Express e Volare mettendole nelle mani di Fantozzi. «Credo che il buon senso trionferà, abbiamo bisogno di una compagnia di bandiera perché l’Italia è una potenza turistica e commerciale», ha spiegato il Ministro. Dura la critica del ministro ombra del Pd Bersani: «Era meglio Air France, saremmo stati il secondo azionista del più grande gruppo aereo europeo». Mentre si ammorbidisce la posizione dei piloti, che sostengono di puntare tutto sull’accordo anche se le posizioni sono ancora lontane, il sindacato autonomo Cub dei lavoratori Alitalia ha proclamato per oggi 4 ore di sciopero (dalle 12 alle 16).


17 settembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale

Dieci anni di bilanci sotto la lente dei Pm
La Finanza acquisisce le carte in via della Magliani. Non ci sono indagati

ROMA — NON CI SONO ipotesi di reato e neanche indagati ma c’è la certezza che la gestione degli ultimi dieci anni Alitalia e delle società correlate saranno passati al microscopio. Ieri gli agenti del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza sono arrivati in via della Magliana e hanno acquisito i bilanci consolidati degli ultimi dieci anni. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno agito su delega del procuratore aggiunto Nello Rossi che lavora con i sostituti Stefano Pesci, Francesca Loy e Gustavo De Marinis. Va chiarito che le mosse della Procura sono collegate con la gestione culminata, il 5 settembre scorso, con la dichiarazione di insolvenza della società da parte del Tribunale civile. Nulla a che fare, quindi, con le trattative di queste ore. Molto, invece, da verificare per quanto concerne la gestione della compagnia di bandiera, delle società satellite e persino dei fornitori: la documentazione è stata tutta acquisita. Si vuole capire come e perché si è giunti ad una situazione di insolvenza e, se ci sono, a chi appartengano le relative responsabilità. Si parla degli ultimi dieci anni perché quanto avvenuto precedentemente, anche se suscettibile di attenzione da parte della magistratura, comunque sarebbe prescritto. La documentazione acquisita sarà esaminata da due esperti: uno contabile e un altro economista competente di trasporti. La Procura ha tenuto a precisare che i controlli non interferiranno, in alcun modo, con i confronti in atto in queste ore. Il fascicolo era stato aperto all’inizio di agosto sulla base di un esposto presentato dal Codacons. L’associazione di tutela dei consumatori ha ipotizzato i reati di truffa, in relazione al conseguimento di erogazioni pubbliche (il prestito ponte di 300 milioni di euro) ad Alitalia e di malversazione. Nel rivolgersi all’autorità giudiziaria il Codacons ha sostenuto che il caso Alitalia non penalizza «solo il paese ed i lavoratori, ma trascina con se migliaia di piccoli azionisti che avevano investito il proprio denaro in titoli della compagnia di bandiera». Nello stesso esposto l’associazione presieduta da Carlo Rienzi stima che in 10 anni Alitalia sia costata ai consumatori circa 5 miliardi e 187 milioni di euro. INTANTO, a Fiumicino, continuano i presidi spontanei dei lavoratori Alitalia che, pur consentendo la regolarità dei voli, anche ieri si sono riuniti per protestare contro una trattativa che non condividono. Per oggi è stato confermato dalla Cub Trasporti lo sciopero di quattro ore (12-16) di tutti i dipendenti del gruppo.(s.m.)


17 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

Oggi sciopero al Marconi dalle 10 alle 16

Bologna - BLACK OUT dei voli al Marconi oggi dalle 12 alle 16, a causa di uno sciopero proclamato da Cub-Rdb che coinvolge i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. L’agitazione, in concomitanza con scioperi proclamati in altri scali nazionali e di alcune compagnie aeree, comporterà disagi per i passeggeri e la possibile cancellazione di alcuni collegamenti.


17 settembre 2008 - La Nazione

Precari in sciopero, possibili disagi nella Sanità

Siena - POSSIBILI DISAGI nelle strutture dell’Usl 7 e dell’Azienda ospedaliera universitaria senese venerdì prossimo, a causa dello sciopero nazionale dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni, proclamato dalla Federazione Nazionale Rdb/Cub. E’ probabile, pertanto — informa una nota — , che possano verificarsi alcune variazioni nel normale svolgimento delle attività, in relazione all’adesione dei dipendenti allo stesso sciopero. «L’Usl 7 e l’Azienda ospedaliera universitaria senese si scusano per gli eventuali disservizi che potrebbero derivarne all’utenza e — prosegue , per ridurre gli inconvenienti, consigliano ai cittadini che avessero prenotato esami o visite specialistiche di telefonare agli sportelli di segreteria delle strutture sanitarie di riferimento per chiederne conferma. Saranno comunque garantiti i servizi essenziali quali l’emergenza-urgenza, il pronto soccorso e i servizi trasfusionali».


17 settembre 2008 - Il Giorno

Le centraliniste dell’ospedale scendono di nuovo in piazza
IL CASO LEGNANO
di SILVIA VIGNATI

LEGNANO (Milano) — NON SI ARRENDONO e scendono ancora in piazza, nonostante la stanchezza. Alla vigilia della manifestazione del 19 le vederemo ancora oggi alle 11, alla trasmissione televisiva di Milo Infante «Insieme sul 2». Si parla di Legnano, dell'ospedale Civile, di 11 donne che hanno perso il posto di lavoro, dopo sei anni di precariato. Rispondevano al call center dell'Azienda ospedaliera legnanese: prenotavano esami, fornivano i tempi delle liste d'attesa, spiegavano a chi arrivava da fuori dove parcheggiare più comodamente, aiutavano vecchi e disabili a leggere le impegnative del medico curante. Informazioni dirette a un bacino di un milione di persone. DAL 1° SETTEMBRE sono disoccupate. Alcune sono madri, sole e monoreddito. Chi con figli, a loro volta disoccupati. Le undici donne sono sempre state reclutate tramite agenzie di lavoro interinale, con contratti di lavoro rinnovati di volta in volta. Fino al 31 agosto 2008. L'Azienda ospedaliera non vuol sentir parlare di licenziamento. «Prorogare il loro contratto sarebbe stato un atto illegittimo», ha sempre chiarito il direttore generale dell'Azienda ospedaliera, Carla Dotti. «Queste donne sono state licenziate perchè hanno lavorato più di tre anni nel quinquennio: è questo il decreto sulla semplificazione nel pubblico impiego, il Decreto Legge Brunetta», le difendono le Rappresentanze di base (Rdb) aziendale. Il ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, demanda all'azienda la gesione del personale. Ma si spinge anche oltre. In una nota specifica che «...il contratto di lavoro a tempo determinato ha per sua natura un carattere temporaneo e che il suo protrarsi per lunghi periodi di tempo, in quanto segnale di un utilizzo improprio della tipologia contrattuale, non può essere assecondato, tanto nel settore privato quanto nel settore pubblico...». Una sentenza di condanna molto dura, ma le ragazze non si danno per vinte. GIÀ in agosto la protesta si scalda. I consiglieri regionali di Rifondazione comunista presentano un'interrogazione urgente alla Giunta. Le donne girano un video amatoriale con un telefonino e si mettono all'asta di Youtube. Il 5 settembre realizzano uno strip-conferenza al Teatro della Cooperativa di via Hermada, a Milano. «L'Azienda ci ha già lasciato in mutande - In questi mesi, ogni volta che si parla di Pubblico impiego, si parla di disservizi, non farà notizia il nostro licenziamento: noi non abbiamo fatto nulla di delinquenziale e non siamo fannullone». QUI le donne si sono sbagliate: la loro disoccupazione è diventata una notizia forte, raccolta da televisioni e carta stampata. Da oggi un presidio all'ingresso della Regione Lombardia ricorderà che il precariato è la cancellazione del futuro: lavorativo, e di una progettualità di vita.

Le centraliniste dell’Ospedale scendono ancora in strada «La stanchezza non ci ferma»
LA MANIFESTAZIONE DI VENERDÌ
di SILVIA VIGNATI

ERANO ATTESE ieri in televisione, alla trasmissione "Insieme sul due", condotta da Milo Infante, poi un imprevisto di cronaca, e tutto è stato rimandato a oggi. Alle 11, su Rai Due, possiamo ascoltare le testimonianze di sette delle undici ex operatrici di call center dell'Azienda ospedaliera, disoccupate dal 1° settembre. Le donne hanno preso un volo ieri alle 6.55 da Malpensa per Roma: dirette agli studi televisivi per registrare la puntata. Ad accompagnarle c'erano due rappresentanti delle Rappresentanze di base (Rdb) dell'Azienda ospedaliera: Ornella Cameran e Riccardo Germani. Una puntata, dunque, registrata: in cui non sarà possibile un contraddittorio con il ministro dell'Innovazione, Renato Brunetta, come sperato. «Dopo sei anni di precariato nell'ospedale, invece di stabilizzarci, grazie al decreto Brunetta, siamo state lasciate a casa perché abbiamo lavorato più di tre anni nel quinquennio: sono queste le normative che avvantaggiano i precari - affermano le disoccupate e il sindacato -, è questo il decreto sulla semplificazione nel pubblico impiego il Decreto Legge Brunetta». L'Azienda si era difesa invocando il rispetto della legge, lo stesso ministro Brunetta aveva precisato che «la responsabilità della gestione del personale è ascrivibile ai vertici dell'Azienda sanitaria». Ieri, intorno alle 13, ancora qualche impressione: «Abbiamo appena finito di registrare. Alle 17 riprendiamo il volo e torniamo a casa. Andiamo avanti con la nostra richiesta di un lavoro degno e non umiliante», raccontava una di loro. La proposta dell'Azienda ospedaliera di "riciclarle" in donne delle pulizie non accende gli entusiasmi. «Sono giornate faticose, emotivamente e fisicamente, ma non ci fermeremo - commentava dagli studi televisivi Cameran -. Da domani (oggi per chi legge, ndr) scatterà un presidio davanti alla Regione: una tenda con rappresentanze delle undici donne, per dire basta al precariato. Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) è uscito un bando in Internet per stabilizzare 24 precari dell'Asl di Magenta. L'Asl stabilizza, l'Ao offre posti di donne delle pulizie! Venerdì torneremo a Roma: parteciperemo all'assemblea generale di tutti i precari del pubblico impiego e allo sciopero». Un secondo sciopero è stato indetto il 17 ottobre. Nel frattempo le donne non si perdono d'animo e cercano con forza un'occupazione in linea con quanto sanno fare. Scaglionate in due turni, un primo gruppo ha incontrato venerdì i dirigenti della "Phonetica", impresa di Cusano Milanino che vende servizi alle imprese (l'offerta riguarda posizioni di call center). In ospedale il fronte della solidarietà si sta allargando: oltre cento lavoratori di tutte le qualifiche hanno deciso di avviare una raccolta fondi, destinando un'ora di lavoro alle undici famiglie rimaste senza stipendio. Oggi, dunque, ascolteremo le vicende di queste ex lavoratrici, che si son messe all'asta su Youtube, e hanno improvvisato uno spogliarello (senza nulla mostrare). Donne lontane da malizie. Tra di loro c'è chi frequenta un gruppo di preghiera. Chi dopo lo spogliarello aveva il magone. In testa solo un obiettivo: lavorare con dignità.


17 settembre 2008 - Il Gazzettino

Progetto Patavium, critiche e richieste
«Un referendum sul nuovo ospedale»

Padova - Si continua a discutere sul "progetto Patavium" del nuovo ospedale. Le rappresentanze sindacali di base lanciano adesso la proposta di un referendum per consentire alla città di interagire con un'opera che ne condizionerà pesantemente il futuro. «Non vogliamo che le scelte cadano dall'alto o siano gli investitori a decidere - dice la portavoce Maria Antonietta Ponchia -: siano i padovani a prendere posizione».
Il progetto Patavium l'hanno letto e riletto, alla fine hanno convenuto sulla proposta di lanciare un referendum per consentire alla città di interagire con un'opera che ne condizionerà pesantemente il futuro. A lanciare l'idea di dare la possibilità ai residenti di dire "sì" o "no" a quel grande disegno strategico, da molti criticato, che porta il nome-acronimo di Patavium, è l'RdB Cobas. «Non vogliamo che le scelte cadano dall'alto o siano gli investitori a decidere - dice la portavoce Maria Antonietta Ponchia -, piuttosto venga coinvolta la cittadinanza: dopo un'adeguata campagna informativa, siano i padovani a prendere posizione». Dunque la proposta è di procedere per voto popolare: all'oggetto la più grande costruzione che la storia di Padova ricordi, il centro sanitario che dovrebbe sorgere a Padova Ovest (ma sarà poi davvero questa l'area?), mettendo insieme Azienda ospedaliera e Università degli studi in quello che, nelle intenzioni, vedrebbe concentrate assistenza, didattica, ricerca, i tre pilasti su cui si poggia l'Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) che vedrà la luce grazie alla sottoscrizione degli attesi (ma quando si stringeranno i tempi?) protocolli attuativi. «C'è buio totale sul project financing ossia sul fatto che questo nuovo polo ospedaliero, se mai sarà realizzato, avrà molti servizi, non è chiaro quali, gestiti direttamente da privati e la struttura tornerà pubblica dopo un lasso di tempo di oltre vent'anni. Intanto - domanda Ponchia - ne basteranno dieci, tredici anni per costruirlo? Nel frattempo che ne sarà delle attuali strutture? E siamo così sicuri di coltivare con il nuovo Ospedale l'eccellenza per Padova quando a volte si fatica a intervenire nella quotidianità? Siamo poi certi - prosegue - che una volta terminato il nuovo nosocomio non risulti la classica cattedrale nel deserto quando invece l'assistenza dovrebbe sempre di più territorializzarsi?». Non ultimo, si chiede l'RdB, il dibattito su quello che si prospetta come un investimento faraonico (almeno 1,750 miliardi di euro) non dovrebbe vedere protagonisti anche i lavoratori della sanità e gli utenti tutti? «Vogliamo aprire un dibattito a tutto campo - conclude Ponchia, lanciando il referendum - affinchè ci sia democrazia nella scelta su quale tipo di sanità intendiamo realizzare a Padova, e a benificio di chi, visto che questo grande progetto caratterizzerà fortemente il nostro territorio e non solo, almeno per i prossimi cinquant'anni».

Rock vicentino, è sempre una questione di Pelle
Il produttore di numerosi artisti locali al suo debutto discografico con Dance on a Shoestring e Piano, non troppo forte

VICENZA - Quest'anno a maggio, sono trascorsi 30 anni dall'approvazione della legge 180, nota ai più per aver portato alla chiusura dei manicomi. La 180 voleva indurre la psichiatria a tenere insieme cura e diritti, inventare perciò servizi capaci di responsabilità, garantire perciò servizi rispettosi della dignità e della libertà di ogni persona, anche quando sofferente.Per riportare l'attenzione sulle possibilità che questa legge ha inaugurato - prima di tutto la restituzione dei diritti di cittadinanza per le persone con disagio - e su quello che tuttavia ancora si oppone all'adesione dei principi rivoluzionari che la costituiscono, venerdì alle ore 18 nella Sala Lampertico di Vicenza, il Forum salute mentale veneto, in collaborazione con la Con-tatto coop. e con l'RdB-CUB Rappresentanze sindacali di base, promuove la presentazione del libro di Alice Banfi Tanto scappo lo stesso romanzo di una matta edito nel 2008 per Stampa Alternativa. Alice mette in campo la sua voce e la sua storia con una forza impareggiabile, per raccontare un dolore trasfigurato dai luoghi, dalle pratiche, dai camici di quella psichiatria che gioca scorretto. Diventa un'altra cosa stare male, quando ci s'imbatte nelle roccaforti a porte chiuse dei reparti ospedalieri, nei metodi militarizzati di cura (fatti passare per inevitabili), negli operatori disavvezzi al comprendere.Se Franco Basaglia fu l'uomo che restituì la parola ai matti, e se il potere psichiatrico nonostante ciò continua a tenere sequestrate e inoffensive queste vite, Alice la parola se la prende da sé. Coraggiosamente, con un linguaggio che centra, asciutto, senza lacrime né sconti, ci porta dentro il mondo parallelo dei reparti psichiatrici. Dove le persone con sofferenza mentale ancora oggi subiscono la violazione dei più elementari diritti.  Ora che questo mondo lo può guardare da fuori, Alice è diventata una delle voci più intense capace di rendere tangibili la fatica e la bellezza di una rimonta ottenuta nonostante tutto."Le cose che accadono, anche le più indicibili, scrive Peppe Dell'Acqua nella prefazione Alice le racconta sempre con ironia. Scanzonata fino allo sberleffo. Eppure racconta fatti dolorosi, amari, gravi. Un pugno allo stomaco". Con l'autrice, ad avviare una riflessione e un dibattito sulle pratiche possibili e su quelle impossibili da accettare tra le cure in Salute Mentale, saranno presenti Lorenzo Toresini, psichiatra direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Merano; Mariano De Mattia, infermiere presso il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura d'Iseo e Gianfranco Bignamini Coordinatore nazionale Comparto Sanità RdB CUB.


17 settembre 2008 - Il Giornale

Il garante Martone: «Ma non ci saranno blocchi selvaggi»

Roma - Antonio Martone, presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi, la trattativa sembra volgere al bello, ma qualche sindacato potrebbe rimanere fuori dall’intesa. E nei giorni scorsi c’è chi ha minacciato il blocco del trasporto aereo. È possibile?
«No, un blocco sicuramente no. Possibile invece che facciano scioperi programmati e nel rispetto delle regole. Cioè con un preavviso di dieci giorni, per una durata di quattro ore la prima volta e di 24 solo a partire dalla seconda, con un intervallo di altri dieci giorni tra una protesta e l’altra. E poi con una serie di collegamenti che devono essere assicurati».
E lei pensa siano sufficienti queste regole a garantire un decollo della Cai senza scioperi?
«Il problema, in generale, è un altro e cioè di quali strumenti dispone la Commissione. Le nostre sanzioni sono limitate, possono arrivare a 25 mila euro a carico della organizzazione sindacale che non rispetta le regole, fino alla richiesta di sanzioni disciplinari nei confronti dei lavoratori».
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha parlato di precettazioni in caso di blocco del traffico aereo.
«Infatti, l’altra possibilità è questa. Quando c’è un pericolo grave di lesione dei diritti delle persone, la Commissione può chiedere al ministro o al prefetto la precettazione. In questo caso la sanzione può arrivare a 500 euro a dipendente per ogni giorno di sciopero fuori dalle regole. Spero comunque che questi siano solo discorsi teorici e in astratto. Anche perché fino ad ora i sindacati da questo punto di vista hanno avuto un comportamento responsabile. Le regole sono state rispettate, così come la tregua estiva che si è conclusa il 5 settembre».
Ma domani (oggi per chi legge, ndr) è già in programma uno sciopero dei Cub.
«Sì, ma è di quattro ore ed è stato programmato da tempo».
Ci sono stati casi recenti di precettazione nel settore aereo?
«Nel febbraio dell’anno scorso, con le assemblee permanenti a Fiumicino. Chiedemmo la precettazione, ma poi la protesta rientrò. Alcuni casi con i controllori di volo. Lì il problema è che poche decine di addetti alle torri di controllo possono bloccare il trasporto aereo su tutto il territorio nazionale».
E i quasi cinquanta voli Alitalia cancellati la settimana scorsa?
«Eventi legati a esigenze tecniche. Cinquanta sono pochi rispetto ai 700 di Alitalia, che rappresentano la normale attività quotidiana».
Lei tempo fa ha chiesto che aziende e sindacati del settore aereo si diano regole proprie per sugli scioperi.
«Sì, il trasporto aereo non si è ancora dato delle regole e quindi valgono quelle provvisorie della commissione».
Magari la nascita della Cai potrebbe essere l’occasione giusta?
«Per il momento mi pare che la priorità sia che trovino un accordo. Meglio che per ora sindacati Compagnia aerea italiana e azienda si occupino degli altri aspetti del contratto».


17 settembre 2008 - Liberazione

Rifondazione: «L'11 ottobre visibilità a questa vertenza». In agitazione Cgil e Cobas
La scuola non si beve la controriforma. Genitori occupano, sciopero per i maestri
di Checchino Antonini

Davanti a Montecitorio con Rifondazione, sotto il Ministero della pubblica istruzione con i verdi e presto nelle piazze, prima con la Cgil, il 27 settembre, poi con i Cobas e i sindacati di base nello sciopero generale del 17 ottobre. Ma, soprattutto, il popolo della scuola pubblica - maestri e genitori - si sta manifestando (in attesa degli studenti delle superiori) in queste ore a macchia di leopardo negli istituti. La Cgil, maggioritaria nel comparto, ha indetto assemblee a tappeto e, a poche ore dall'inizio dell'anno scolastico, solo a Roma, sono un centinaio le scuole occupate da madri, padri e insegnanti. Nel pomeriggio, la dirigenza dell'istituto Galilei, dov'era convocata dall'arcipelago dell'autorganizzazione, un'assemblea romana di docenti, è costretta a sbarrare il portone e poi a concedere un'aula più grande vista l'affluenza. La polizia di zona era allertata dal mattino. Legambiente fa i conti del disastro: nel Lazio 1300 plessi rischiano di chiudere. Si tratta del 43% del totale (761 materne, il 71%, 390 elementari, un terzo del totale, un quarto delle medie, 126 e 99 superiori, il 21%). Nelle Marche l'80% delle materne e il 44% delle elementari risulterebbe tagliata dai maldestri "risparmi" della ministra Gelmini. In Sardegna, fa sapere il capogruppo Prc, Luciano Uras, scompaiono 1300 cattedre, soprattutto di sostegno ai diversamente abili. «La mannaia sui fondi, il maestro unico, la reintroduzione del voto in condotta e del voto in numeri configurano una controriforma imposta con un decreto che salta il dibattito parlamentare», osserva Mariagrazia Stammati, esponente dei Cobas nell'assemblea al Galilei che fisserà un calendario di agitazioni fino allo sciopero generale: il 26 iniziative decentrate, il giorno dopo un convegno a Roma. Moltissimi i precari intervenuti, e di ogni segmento - "storici" e "sissini" di ogni ciclo (provienienti dalle Ssis, le scuole post-laurea di specializzazione): il decreto li taglia fuori. I primi duecento supplenti in graduatoria nella Capitale hanno un'età media che sfiora i 50. Barbara Battista della Cub scuola romana denuncia le inefficienze dell'ex provveditorato: «graduatorie assurde e cattedre che scompaiono e ricompaiono. Si tende a dare in gestione ai presidi le assuzioni dirette dei supplenti».
Intanto, sotto Montecitorio, il sit in è animato da docenti e genitori alle prese, spesso, con l'occupazione delle rispettive scuole. Perfino al Pd (Coscia e Garavaglia) è chiaro che è in atto una demolizione del sistema pubblico. Rifondazione comunista aderisce ai coordinamenti spontanei e promuove iniziative perché la mobilitazione si generalizzi. Si lavora per assicurare la visibilità del popolo della scuola pubblica alla manifestazione dell'11 ottobre. In piazza del Parlamento c'è anche il segretario Paolo Ferrero. Gli viene chiesto, da una maestra, cosa possa ancora fare la politica: «Potrebbe non convertire in legge quel decreto ma - avverte Ferrero - la vostra capacità di resistenza è fondamentale». Poco prima, ai giornalisti della Camera, aveva ripetuto le ragioni dell'inaccettabilità della proposta del governo: «Per un risparmio di spesa peggiora il servizio e riduce i docenti che fanno attività di sostegno. E, intanto, si regalano soldi al padrone di AirOne».
Ma che consenso possono vantare questo governo e questa ministra? «Nelle grandi città è impossibile fare a meno del tempo pieno, in provincia, forse, viene percepita meno la sua utilità. Ma anche lì, in ogni paesino del centrosud, ogni famiglia ha un parente precario della scuola», dice a Liberazione , Simonetta Salacone, dirigente dell'Iqbal Masih, scuola sorta nel '72 nel quartiere Casilino assieme al tempo pieno, occupata da lunedì «ma solo dopo l'orario delle lezioni, per non disturbare». Mentre a Montecitorio, la commissione Scuola effettua audizioni lampo, Salacone e le colleghe in piazza temono che si spengano i riflettori sulla loro protesta. Progettano di sommergere di lettere la ministra. Ma sono gelate dalle parole dell'ex ministro Berlinguer che, dal Corriere della sera, incita la collega. L'associazione dei presidi chiede la potestà di sanzionare direttamente gli insegnanti ribelli. E' il mostro, il preside-manager, creato dall'autonomia scolastica. L'assessora di destra del Campidoglio chiede che siano puniti i maestri che hanno iniziato le lezioni col lutto al braccio. Gelmini, fresca di copertine quasi osè su un rotocalco mondadoriano, sbraita contro la protesta «vergognosa».


17 settembre 2008 - Il Messaggero

Guidonia. Decine di tubi che scaricano liquami maleodoranti...
di ELENA CERAVOLO

Guidonia - Decine di tubi che scaricano liquami maleodoranti nel bosco di Casal Bianco, lungo il confine sud ovest del Parco dell'Inviolata di Guidonia. La segnalazione è partita con un esposto corredato da ampio materiale fotografico firmato dalle associazioni ambientaliste "Amici dell'Inviolata" e "Comitato promotore per la riserva dei Monti Cornicolani" oltre che dal sindacato Rdb-Cub dell'hinterland romano. Tra oggi e domani dovrebbero scattare i sopralluoghi congiunti della polizia municipale e degli ispettori sanitari Asl per verificare la situazione, finora rimasta "sommersa" tra la fitta vegetazione.
Gli scarichi proverrebbero dalle case sovrastanti, paradossalmente anche da zone fornite di rete fognante. «Segnalato il fatto ai residenti interessati - informa l'esposto - costoro hanno risposto sostenendo che in quelle condutture confluiscono scarichi meteorici, cosa contraddetta dal fetido odore e dai rifiuti che fuoriescono anche in giorni di siccità».
Obiettivo degli ambientalisti: salvaguardare la salute pubblica e soprattutto proteggere dallo scempio ambientale il bosco Casal Bianco. «Un’area - si sottolinea - di querce rare e olmi secolari, attraversata dal fosso di Pilo Rotto, che da ricco di acque limpide e di una fauna anfibia rara si è ormai trasformato in fognatura a cielo aperto». Il tutto mentre il Comitato cittadini Marco Simone è impegnato, grazie al duro lavoro volontario di un gruppo di residenti, a creare un piccolo parco su un'area di duemila metri quadrati «conquistata - spiega il presidente, Fernando Leo - grazie ad una transazione con chi stava portando avanti la procedura di acquisizione per usucapione».
Proprio il Comitato cittadini nei giorni scorsi ha incontrato il sindaco Filippo Lippiello ottenendo - spiega Leo - «un mandato esplorativo a titolo gratuito per verificare, in sostanza, se la fognatura può essere realizzata con il minimo sforzo economico dall'amministrazione dando in cambio a soggetti interessati servizi, migliorie o mediante la rivalutazione economica delle loro proprietà». Sarebbe necessaria infatti - come ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici Filippo Silvi - una cifra di poco meno di due milioni di euro per garantire al quartiere di Marco Simone gli ultimi cinque chilometri di rete fognante: «Stiamo trattando con l'Acea - dice - e sollecitando fondi alla Regione e alla Provincia».
E' per questa situazione che tra questo e lo scorso anno sono scattate nei confronti di altrettanti residenti 28 pesanti sanzioni riguardanti irregolarità negli scarichi. Sanzioni di circa seimila euro ciascuno e solo perché la Giunta ha disposto che sia applicato il "minino edittale".
«Spesso - sottolinea il tenente colonnello Arcangelo D'Andrea, dall'ufficio contravvenzioni della polizia municipale - si è convinti di essere a posto una volta presentato il progetto della fossa biologica. Molti non sanno che è necessario anche munirsi di successiva autorizzazione allo scarico con apposita domanda».


17 settembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Mille tonnellate di rifiuti in strada
Aversa: non pagati gli stipendi, dipendenti del GeoEco in sciopero
In Terra di Lavoro è di nuovo piena emergenza rifiuti. Il punto di crisi più grave è ad Aversa
di Antonio Marfuggi

AVERSA — Ieri a via Diaz, i condomini di un edificio non potevano uscire di casa perché i sacchetti ne ostruivano l'ingresso.
Stessa scena, pochi metri più in là, davanti all'entrata principale delle vicine scuole elementari di via Corcioni con i bambini costreti al salto del sacchetto. Resta drammatica la crisi dei rifiuti che investe Aversama anche gran parte dell'agro aversano. Critica, infatti, resta la situazione anche a Gricignano e a Lusciano, dove viale della Libertà è lastricato di spazzatura. E come previsto, l'intervento dell'esercito che pure è giunto ad Aversa ieri mattina con sette automezzi (che dovrebbero tornare questa mattina) si è rivelato insufficiente. I militari hanno «bonificato» via Michelangelo e via Garofano. Ma alla fine di tutta l'operazione sono state prelevate appena venticinque tonnellate di spazzatura, a fronte delle settecento cche giacciono in strada da cinque giorni e che non sono satte sufficienti a smaltire neanche la quota giornaliera di produzione rifiuti che ammonta tra le 90 e le 95 tonnellate al giorno. Una seconda boccata di ossigeno è arrivata solo nella tarda mattinata quando a viale Europa dove hanno fatto la loro comparsa due enormi automezzi di una ditta inviata da Napoli dalla struttura di Bertolaso che hanno provveduto a pulire la grande arteria.
Solo gocce in un mare di sporcizia come ammette l'assessore alla nettezza urbana, Guglielmo Moschetti: «L'esercito può fare poco ma in un momento di crisi nera accettiamo tutto». E ieri mattina, a dispetto dello stato di agitazione in atto, gli operatori del Consorzio Unico (che hanno incrociato le braccia per il mancato pagamento degli ultimi due stipendi) hanno assicurato almeno la pulizia di alcune zone della città. Un gesto di responsabilità giunto dopo l'accreditamento delle somme ancora arretrate da parte del Comune di Aversa, come ricorda Raffaele Docimo, segretario provinciale della Flaica-Cub: «Apprezziamo — dice — lo sforzo fatto dall'amministrazione Ciaramella, ma lo stato di agitazione permane: vogliamo garanzie sulla corresponsione dei nostri stipendi, prima di tutto di quelli arretrati, ma se non arriveranno, domani proclameremo uno sciopero di dieci giorni ».
E sulla ventilata ipotesi di arrivare ad un'ordinanza di chiusura di scuole ed esercizi pubblici, se la situazione igienico- sanitaria dovesse peggiorare, l'attacco del presidente della Confesercenti, Maurizio Pollini, è duro: «Una scelta del genere sarebbe un'autentica beffa per tutti gli esercenti, già vessati da un'emergenza rifiuti che ha piegato tutte le attività commerciali. La Campania — prosegue Pollini — non è solo Napoli ma anche Aversa dove la crisi non è mai finita. Per questo abbiamo chiesto al sottosegretario Bertolaso di intervenire quanto prima, perché oltre all'incredibile danno economico patito da tutto il settore commerciale, esiste un rischio più alto: quello legato alla salute di cui nessuno parla».
Intanto la tassa per i rifiuti è aumentata e anche dove si faceva la raccolta differenziata tutto si è fermato. le zone che sono più esposte alla crisi sono quelel a sud della città e quelle attorno alla stazione dove arrivono e partono, in media cinrca cinquemila persone al giorno. I cumuli di immondizia stanno occupando la sede stradale di piazza Mazzini (all'angolo con via Fermi) e quello che porta verso la discesa che conduce a Cesa e a Gricignano. L'incredibile è che il consorzio GeoEco è amministrato da anni dal centro destra e lo stesso sindaco Ciaramella è stato presidente della struttura. Ora è sommersa di debiti, ha un numero enorme di dipendenti, c'è un'inchiesta giudiziaria che è arrivata alla conclusione e nelle prossime settimane si discuterà dei rinvii a giudizio. A intorbidare le acque anche l'indagine della dda sulle ecomafie. In tutto questo ci sono cittadini aversani che hanno presentato esposti per la situazione igienico sanitaria in città.


16 settembre 2008 - Ansa

ALITALIA: FIUMICINO,VOLI REGOLARI; DOMANI SCIOPERO CUB 4 ORE

(ANSA) - ROMA, 16 SET - E' regolare anche oggi la situazione dei voli Alitalia all'aeroporto di Fiumicino. Per il momento risultano confermati tutti i voli in partenza e in arrivo dallo scalo, mentre le operazioni di check in e di imbarco si stanno svolgendo normalmente. Intanto per domani e' stato confermato dalla Cub Trasporti lo sciopero di quattro ore (12-16) di tutti i dipendenti del gruppo Alitalia. Il sindacato autonomo in un documento ha criticato l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che ''segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sara' ridotta ad un vettore poco piu' che nazionale''. Alitalia ha previsto al cancellazione di 40 voli (la lista e' stata pubblicata sul sito internet della compagnia). Ma sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all'operativita' dei voli di tutte le compagnie. Air One prevede solo disagi limitati. Tra gli altri scioperi, che si sovrappongono tutti dalle 12 alle 14, secondo quanto si legge sul sito del Garante, e' previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la societa' di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa.


16 settembre 2008 - Agi

SANITA'LAZIO: RDB MEDICI, TAGLI DANNEGGIANO INTERA COMUNITA'

(AGI) - Roma, 16 set. - La RdB-CUB Medici esprime seria preoccupazione per quanto sta accadendo nella Sanita' laziale - soprattutto per la difficolta' di garantire un'adeguata assistenza ai cittdini con il previsto taglio di 2000 posti letto negli ospedali - e invita i medici ad aderire a due giornate di sciopero, il 19 settembre ed il 17 ottobre. "Le carenze assistenziali del Servizio Sanitario Nazionale verranno aggravate da questa scelta - dichiara Rita Chiavoni della RdB Medici - con l'effetto che le liste di attesa negli ospedali spariranno a causa dell'impossibilita' di programmare in tempo risposte adeguate e tempestive ai bisogni di cura del cittadino, il quale inevitabilmente si rivolgera' al privato con oneri a suo carico. Questa situazione - prosegue Chiavoni - si ripercuotera' su tutti i lavoratori della Sanita', in termini di aumento dei carichi di lavoro e di condizioni di lavoro disagiate". Soprattutto per i medici, che "con il programma di mobilita' rischieranno di trovarsi nella paradossale condizione di essere assegnati in reparti o servizi che non utilizzeranno a pieno le loro professionalita', accentuando tra l'altro la crisi nel settore dei contratti a tempo determinato. Ci si domanda quale sara' il destino dei molti medici che da diversi anni coprono posti in pianta organica senza un'effettiva stabilizzazione" Per la RdB-CUB Medici "si profila un grave danno per la comunita' tutta. Per questo chiediamo ai medici del SSN una partecipazione significativa allo sciopero e all'assemblea dei precari del prossimo 19 settembre ed allo sciopero generale del sindacalismo di base indetto per il 17 ottobre prossimo" .


16 settembre 2008 - Adnkronos

BOLOGNA: VENERDI' IN SCIOPERO PRECARI P.A. E SCUOLA

Bologna, 16 set. - (Adnkronos) - In occasione dello sciopero nazionale indetto dalle Organizzazioni sindacali Rdb/Cub e Cub Scuola, anche a Bologna nella giornata di venerdi' incroceranno le braccia i lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni e della scuola. L'effettuazione dello sciopero comporta, ricorda una nota dell'amministrazione comunale, il rispetto degli accordi sulle norme di garanzia per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali sottoscritti tra la delegazione trattante del Comune di Bologna e le Organizzazioni sindacali.

SANITA': LAZIO, MANIFESTAZIONE A SUBIACO
CONTRO CHIUSURA OSPEDALE 'ANGELUCCI'
GRAMAZIO E LUZZI (AN-PDL), TRASFORMARLO IN NOSOCOMIO MONTANO

Roma, 16 set. - (Adnkronos) - Si e' svolta presso l'ospedale 'Angelucci' di Subiaco la manifestazione contro la ventilata chiusura del nosocomio, che raggiunge 90 posti letto. Sono intervenuti il senatore del Pdl Domenico Gramazio, vicepresidente vicario della Commissione Sanita' di Palazzo Madama, il consigliere regionale del Pdl nel Lazio e componente della Commissione Sanita' alla Pisana, Tommaso Luzzi, e l'assessore alla Politica socio-sanitaria del Comune di Subiaco, Ivan Petrini. Luzzi ha ricordato nell'intervento i vari passaggi della presentazione della proposta di legge per trasformare l'ospedale di Subiaco in struttura sanitaria montana, proposta da lui presentata nella passata legislatura e ripresentata nell'attuale, insieme ad altri testi che intendono garantire la funzionalita' per la Valle dell'Aniene del nosocomio in questione. Sono poi intervenuti alcuni operatori sanitari, fra cui Antonio Lollobrigida del Tribunale dei Diritti del Malato, Gianni Ricci Segretario Rsu della Cisl, Anna Maria De Dominici della Rdb-Rsu, Mirella Tozzi, ostetrica, Francesco Lando, gia' sindaco di Subiaco, e Massimo Percoco, direttore sanitario dell'ospedale. tutti gli intervenuti hanno riconosciuto la necessita' della approvazione della legge che trasforma l'ospedale di Subiaco in ospedale montano. Il senatore del Pdl Gramazio ha ricordato come e' nata la proposta di legge regionale, ispirata a un disegno normativo che ha portato a conservare nell'Italia del Nord ospedali montani con meno di 100 posti letto.


16 settembre 2008 - Dire

SCUOLA BOLOGNA. VENERDI' ASSEMBLEA PRECARI IN VIA SAN FELICE
PER CHI NON ANDRA' A MANIFESTARE A ROMA

(DIRE) Bologna, 16 set. - I precari del mondo della scuola bolognese scendono in campo in prima persona contro la riforma Gelmini. Non solo parteciperanno allo sciopero generale di venerdi' prossimo, indetto dal sindacalismo di base, ma si mobiliteranno anche a livello cittadino. Chi il 19 non andra' a manifestare a Roma si ritrovera' nella sala Dozza di via San Felice, dove insieme ai precari delle cooperative sociali e a tutti quelli degli altri settori, condivideranno esperienze ed idee per portare avanti la lotta contro i tagli agli organici. Questo e' quanto deciso oggi pomeriggio nell'assemblea fiume dei precari della scuole di Bologna e provincia, "alla quale hanno partecipato anche molti insegnanti di ruolo", spiega Francesco Bonfini Cub-Scuola. I precari in assemblea erano "circa un'ottantina, molti dei quali andranno a Roma a manifestare per difendersi in prima persona come lavoratori", spiega ancora Bonfini. L'assemblea di oggi pomeriggio e' stata l'occasione per ribadire gli impegni di mobilitazione futuri. "Lo sciopero nazionale del 19, la manifestazione locale del 26 settembre, e lo sciopero nazionale del 17 ottobre, ma a Bologna cercheremo di trovare altri momenti di mobilitazione dopo il 26 settembre". Proprio riguardo allo sciopero di venerdi' prossimo, Bonfini segnala un problema che sembra essere diffuso in alcune scuole del territorio. "In certe scuole non e' arrivata la circolare dello sciopero, e molti dirigenti scolastici dicono agli insegnanti che non possono scioperare, ma per legge e' comunque permesso".


16 settembre 2008 - Omniroma

SANITÀ, RDB MEDICI: «TAGLI SONO DANNI PER TUTTA LA COMUNITÀ»

(OMNIROMA) Roma, 16 set - «La Rdb-Cub Medici esprime seria preoccupazione per quanto sta accadendo nella Sanità laziale, in particolare riguardo alla possibilità di garantire al cittadino un'adeguata assistenza con il previsto taglio di 2.000 posti letto negli ospedali». Lo comunica. In una nota, Rdb-Cub. «Le carenze assistenziali del Servizio Sanitario Nazionale verranno aggravate da questa scelta - dichiara Rita Chiavoni della RdB Medici - con l'effetto che le liste di attesa negli ospedali spariranno a causa dell'impossibilità di programmare in tempo risposte adeguate e tempestive ai bisogni di cura del cittadino, il quale inevitabilmente si rivolgerà al privato con oneri a suo carico». «Questa situazione - prosegue Chiavoni - si ripercuoterà su tutti i lavoratori della Sanità, in termini di aumento dei carichi di lavoro e di condizioni di lavoro disagiate. Soprattutto per i medici, che con il programma di mobilità rischieranno di trovarsi nella paradossale condizione di essere assegnati in reparti o servizi che non utilizzeranno a pieno le loro professionalità, accentuando tra l'altro la crisi nel settore dei contratti a tempo determinato. Ci si domanda inoltre quale sarà il destino dei molti medici che da diversi anni coprono posti in pianta organica senza un'effettiva stabilizzazione». «Per la RdB-CUB Medici - conclude la nota - si profila un grave danno per la comunità tutta. Per questo chiediamo ai medici del Ssn una partecipazione significativa allo sciopero e all'assemblea dei precari del prossimo 19 settembre ed allo sciopero generale del sindacalismo di base indetto per il 17 ottobre prossimo».

SUBIACO, LUZZI-GRAMAZIO (AN): «TRASFORMARE OSPEDALE IN MONTANO»

(OMNIROMA) Roma, 16 set - «Come già preannunciato, si è svolta oggi presso l'ospedale Angelucci l'incontro, promosso dai comitati dei cittadini, contro la ventilata chiusura dell'ospedale di Subiaco che raggiunge i 90 posti letto. Sono intervenuti all'incontro Domenico Gramazio, vicepresidente vicario della Commissione Sanità del Senato della Repubblica, Tommaso Luzzi, consigliere Regionale e componente della Commissione Sanità della Regione Lazio, che sono stati presentati all'attento uditorio dall'assessore alla Politica Socio Sanitaria del Comune di Subiaco, Ivan Petrini». È quanto si legge in una nota. «Nel suo intervento Tommaso Luzzi - prosegue la nota - ha ricordato i vari passaggi della presentazione della proposta di legge per trasformare l'ospedale di Subiaco in ospedale montano, proposta di legge da lui presentata già nella passata legislatura e ripresentata nell'attuale legislatura, insieme ad altre proposte di legge che intendono garantire la funzionalità per la Valle dell'Aniene dell'ospedale di Subiaco che deve essere trasformato in ospedale montano. Ivan Petrini ha quindi dato la parola a vari operatori presenti alla riunione; tra questi, Antonio Lollobrigida del Tribunale dei Diritti del Malato, Gianni Ricci segretario Rsu della Cisl, De Dominici della Rdb-Rsu, Mirella Tozzi ostetrica, Francesco Lando già sindaco di Subiaco, e Massimo Percoco direttore sanitario della struttura; tutti gli intervenuti hanno riconosciuto la necessità della approvazione della legge che trasforma l'ospedale di Subiaco in ospedale montano. Prendendo la parola, Domenico Gramazio ha ricordato come è nata la proposta di legge regionale che si rifà alla proposta di legge che ha visto la conservazione nell'Italia del Nord degli ospedali montani sotto i 100 posti letto». «Dobbiamo sostenere tutti insieme - ha dichiarato Gramazio - anche con gli Enti Locali e i Comuni la necessità che la proposta, presentata da Tommaso Luzzi, per il riconoscimento dell'ospedale montano, possa diventare finalmente Legge Regionale». «Il senatore Gramazio - conclude la nota - ha anche assicurato che nella giornata di domani, con la prima seduta utile del Senato della Repubblica, presenterà una interrogazione dettagliata nella quale si chiede alla Regione Lazio di adire a tutte le disposizioni necessarie affinché l'approvazione della Legge trasformi l'ospedale di Subiaco in ospedale montano, così come sottolineato già nella passata legislatura dal Consigliere Tommaso Luzzi. Al termine della manifestazione i due esponenti di An hanno incontrato i rappresentanti dei vari comitati che daranno vita ad altre iniziative a sostegno della proposta di legge di trasformazione dell'ospedale di Subiaco in ospedale Montano».


16 settembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 32 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Istat e Iss sbagliano le ritenute sindacali, l'Aran sottrae 800 deleghe a Usi/RdB
* Sono prove tecniche di annientamento?
* Precariato, a Roma è già autunno caldo
* Solo lavoratori ariani nell'Italia di Brunetta
* Anche per i convalescenti busta paga più leggera
* Uffici di diretta collaborazione, al Cnr tutto come prima
* Uno Stato fondato sulle società. A reddito zero
* I media possono condizionare il processo


16 settembre 2008 - Il Mattino

Domani sciopero dei Cub

Voli regolari ieri a Fiumicino dopo il pericolo di cancellazioni per mancanza di carburante. Ma uno sciopero di quattro ore (dalle 12 alle 16) di tutti i lavoratori del gruppo Alitalia è stato indetto per domani, mercoledì 17 settembre, dalla Cub Trasporti che critica la firma di Cgil, Cisl, Uil e Ugl del primo accordo su Alitalia. «L’intesa sottoscritta - si legge in un comunicato - segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia, che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale». Per la Cub Trasporti «sono oltre 6000 i lavoratori che saranno da subito espulsi dalla ex compagnia di bandiera».


16 settembre 2008 - Dazebao

Assemblea nazionale dei precari

ROMA - ASSEMBLEA NAZIONALE DEI PRECARI VENERDÌ 19 SETTEMBRE 2008. Assemblea a Roma, presso il Centro Congressi Cavour a Via Cavour 50/A (stazione Termini) ore 9.30.
Il Governo Berlusconi approvando il dpf, il ddl fiscale e convertendo in legge il d.l. 112 ha provveduto al blocco delle stabilizzazioni di oltre 200.000 precari della Pubblica Amministrazione e all’introduzione di norme anti-precari che bloccano ogni speranza di trasformazione a tempo indeterminato di centinaia di migliaia di lavoratori precari anche nel privato. Il Governo Berlusconi vuole eliminare i precari e non la precarietà sia nel pubblico impiego, che nella scuola e nel privato: nessuna previsione di stabilizzazione oltre il 2009 nel p.i., mancata emanazione del DPCM per la stabilizzazione del personale precario non a tempo determinato della P.A. (co.co.co., interinali, lsu,ecc.) con la contestuale riduzione e persino blocco della copertura del turn over, il blocco dei fondi per le stabilizzazioni, i tagli alle risorse e agli organici con il caso eclatante della Scuola e nella Sanità, una conferma sostanziale delle norme ammazza precari contenute nell’ultima finanziaria Prodi e di nuove esternalizzazioni e privatizzazioni dei servizi. Nel privato le cose non vanno meglio: in continuita' con le politiche di condono dell'ex-Ministro Damiano - che avvantaggio' soprattutto le aziende del ramo call-center, consentendo di sanare l'illegittimita' dei contratti co.co.pro da esse stipulati senza incorrere in sanzioni e usufruendo persino di sgravi contributivi – il nuovo Governo e il nuovo Parlamento approvano norme anti-precari, permettendo ad Aziende come Rai e Poste di "liquidare" i precari storici con miseri indennizzi e, non ostante sentenze di tribunale, negare la trasformazione a tempo indeterminato a esclusivo danno di centinaia di migliaia di lavoratori che rimarranno o torneranno a essere precari sfruttati e ricattati sui posti di lavoro, se non addirittura disoccupati. L’assemblea nazionale dei precari del 19 settembre a Roma vuole essere una prima risposta unitaria dei precari alle politiche filo padronali e precarizzanti dell'attuale Governo col silenzio complice di cgil-cisl-uil e ugl e per rilanciare con forza la richiesta della sanatoria generalizzata e dell’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari, pubblici e privati. L’Assemblea che vede già l’adesione di realtà di precariato sia del settore pubblico come Sanità, Enti Locali, Università e Ricerca, Vigili del Fuoco, Croce Rossa e della Scuola che del lavoro privato come Poste, Rai, SKY, Alitalia, editoria e telecomunicazioni, che del settore grigio degli esternalizzati e lsu, sarà un momento importante per riportare all’attenzione dell’agenda politica la questione precarietà, "rimossa" dal centro destra come dal centro sinistra, e per indicare nello sciopero generale e manifestazione nazionale del 17 ottobre il prossimo momento importante di lotta dei precari.


16 settembre 2008 - Bologna 2000

Bologna: venerdì sciopero lavoratori precari delle PM e della scuola

Bologna - L'Amministrazione comunale rende noto che le Organizzazioni sindacali Rdb/Cub e Cub Scuola hanno proclamato uno sciopero nazionale per l'intera giornata di venerdì 19 settembre 2008. Lo sciopero interessa tutti i lavoratori precari delle Pubbliche Amministrazioni e della Scuola.
L'effettuazione dello sciopero comporta il rispetto degli accordi sulle norme di garanzia per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali sottoscritti tra la delegazione trattante del Comune di Bologna e le Organizzazioni sindacali.


16 settembre 2008 - Tribuna Treviso/Trentino/Nuova Venezia, Ferrara, Sardegna/Mattino Padova/Libertà/Gazzetta Reggio, Modena, Mantova/Corriere Alpi/ Centro/Città Salerno/Alto Adige/Tirreno/Provincia Pavese

Verso la firma, giovedì il vertice decisivo
Tutti i sindacati incontreranno governo e Cai. Tra i piloti primi sì all’intesa. L’accordo quadro raggiunto l’altra notte con i confederali prevede mille posti di lavoro in più
di LUCIA VISCA

ROMA - Giovedì, a meno di nuove incertezze e sorprese, si firma. Nove sigle sindacali, confederali e autonome, hanno già un appuntamento con la Compagnia aerea italiana, presente il governo come mediatore. Un patto strappato con i denti per salvare Alitalia, dodicimila posti di lavoro, il trasporto aereo italiano. L’accordo quadro firmato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, trattato personalmente dai leader Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Renata Polverini non è poi tanto male. Almeno così dice l’Anpav, prima sigla autonoma pronta a firmare. Mille posti di lavori in più, riportando gli esuberi a 3.250, annuncia orgoglioso il premier Silvio Berlusconi a "Porta a Porta", non sono cosa da buttar via. In più piloti e assistenti di volo hanno ottenuto quello che volevano: tavoli tecnici separati dove affrontare i problemi specifici di ogni categoria. E disegnare condizioni accettabili prima che l’arrivo del personale AirOne, più povero, nella Cai abbassi il livello della contrattazione.
Il commissario Augusto Fantozzi porta pazienza e sposta in continuazione la linea di confine tra la vendita e il fallimento. Adesso parla di 30 settembre, dopo aver ventilato per giorni la chiusura di tutte le procedure ieri mattina. Gli imprenditori della cordata messa insieme da Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa SanPaolo, e presieduta da Roberto Colaninno portano pazienza, anche per non contrariare il premier. Dice Berlusconi: «Sto spendendo tempo a convincere alcuni imprenditori della cordata a non fare come Air France visto che in questi giorni alcune sigle sindacali hanno avuto un atteggiamento irrazionale».
Animosità di Berlusconi a parte, la trattativa per la sopravvivenza di quel po’ di buono c’è ancora in Alitalia è stata ed è quanto di più confuso sia mai avvenuto nella pratica sindacale. Proviamo a riassumere. Da domenica sono entrate in campo le grandi confederazioni sindacali, arrivando, ieri sera, alla firma di un accordo quadro che regolerà sia la mobilità del personale Alitalia sia il nuovo contratto di lavoro aziendale con la Compagnia aerea italiana. Un contratto che sarà applicato anche ai lavoratori di AirOne quando la compagnia di Carlo Toto sarà conferita alla Cai.
Nel frattempo, senza unitarietà, le sigle autonome e quelle confederali di categoria hanno tentato di discutere i dettagli del contratto, segnando le differenze fra piloti, assistenti di volo e personale di terra. Ma il problema resta sempre quello della cornice. La Filt Cgil non apprezza l’accordo quadro e avrebbe preferito una trattativa senza confederali. L’Anpac, piloti, sarebbe contrario ma sceglie il dialogo. Anpav, assistenti di volo, è pronto a firmare purché si chiuda. Sdl vuole modifiche. I Cub rifiutano in toto. L’Unione piloti sta a guardare e richiama l’attenzione sul grande senso di responsabilità dei lavoratori Alitalia.
Ai tavoli della trattativa e intorno al vorticoso giro di incontri si usano tutte le argomentazioni. Durissimo Berlusconi: «Non ci sono alternative alla nuova compagnia, via i privilegi». Prudente il ministro allo Sviluppo economico Claudio Scaiola, che vede il problema risolto in una settimana perché tanto Alitalia formalmente è già fallita, il Tribunale di Roma ha da giorni dichiarato lo stato di insolvenza. Per cercare una soluzione le carte si giocano tutte. C’è la questione di Atitech, società collaterale di Alitalia, officine di manutenzione pesante collocate a Napoli. Secondo il piano originale tutti dovrebbero andare a casa. Secondo le ipotesi della diplomazia sindacale potrebbe esseci un salvataggio grazie al passaggio a Finmeccanica. Da almeno una settimana Palazzo Chigi fa pressing su Pierfrancesco Guarguaglini che nicchia anche se molti sono convinti a scommettere che alla fine cederà, come molti imprenditori della cordata, in cambio di commesse e appalti sui settori che gli stanno a cuore, difesa e tecnologia avanzata.

Piloti, steward e hostess hanno manifestato anche ieri davanti a Palazzo Chigi e Montecitorio
Ma i Cub proclamano lo sciopero
Domani stop dalle 12 alle 16 in tutti gli aeroporti. Nel piano di Rocco Sabelli c’è una postilla che limita le azioni di protesta nei periodi di negoziato

ROMA - Alla fine qualcuno ha deciso di scioperare. I Cub dei trasporti hanno proclamato l’astensione dal lavoro per domani, dalle 12 alle 16. L’intenzione è di spezzare in due la giornata, impedire con l’effetto birillo partenze e arrivi per molte ore. Riuscirà la minaccia? Difficile dirlo, per due ragioni. La prima, la frammentazione della rappresentanze sindacali. Al di là delle nove sigle trattanti, sono undici quelle attive in Alitalia. La seconda è nella cronaca: i dipendenti di Alitalia stanno dimostrando in questi giorni capacità di tenuta e demoralizzazione, ragionevolezza e rabbia. Le notizie in arrivo dalle stanze della trattativa scaldano gli animi e mobilitano manifestazioni e assemblee spontanee in continuazione. Spesso sono capannelli, altre volte cortei con tentazioni di aggressività.
Negli ultimi giorni la presenza dei lavoratori ha scandito la trattativa come fosse un coro della tragedia greca. Prima o dopo del turno a decine hanno raggiunto il ministero del Lavoro, spostandosi fra le varie sedi, e Palazzo Chigi per vigilare sulla confusione regnante. Ieri sera, sotto la pioggia, si sono concentrati alla fine tutti a piazza Montecitorio non potendo per disposizione della questura manifestare in piazza Colonna.
Per ora non ci sono stati problemi particolari di ordine pubblico perché una strategia i lavoratori Alitalia, soprattutti piloti e assistenti di volo, i più distanti dalla sensibilità dei confederali, l’hanno scelta. La parola che pronunciano di più «professionalità», questa l’arma impugnata per dimostrare alla Compagnia aerea italiana che Alitalia non è un’azienda qualsiasi. Molte cose irritano i lavoratori, mobilitati da undici anni, da quando nel 1997 le direttive europee imposero la mobilitazione dei cieli. Dai tagli ai sacrifici salariali e normativi, dalla riduzione di Alitalia - con ambizioni di vettore globale - a compagnia regionale alla scomparsa di privilegi derivanti da anni di monopolio.
I più avvertiti di cose sindacali sono più che infastiditi da una postilla piccola piccola del piano presentato da Rocco Sabelli, amministratore delegato della Compagnia aerea italiana. Si tratta del tentativo di limitare il diritto di sciopero nei periodi di trattativa. Se una cosa hanno imparato piloti e assistenti di volo in questi anni è proprio la forza derivante dal potere di paralizzare mezza Italia. Per questo cinque sindacati in rappresentanza di meno di diecimila lavoratori contano tanto al tavolo della trattativa. Tolta quella forza, tutti si trasformebbero in dipendenti di una compagnia sull’orlo del fallimento.
La voglia di firmare un accordo, comunque, c’è e non solo fra i vertici sindacali. Nelle mille interviste concesse in questi giorni da piloti e assistenti di volo il motivo di fondo è sempre il desiderio che questa storia, dopo anni, in un modo o nell’altro si chiuda. (l.v.)


16 settembre 2008 - La Nuova Venezia

LA RIVENDICAZIONE
Domani sciopero al Marco Polo Personale della Save fermo 24 ore

Venezia - Domani l’aeroporto di Tessera sarà interessato da uno sciopero di 24 ore del personale di Save, proclamato dalla sigla sindacale «Cub Trasporti», anche per i dipendenti di Sav, Gh e Aviapartner. La vertenza, secondo il Cub, è in piedi per ottenere, tra l’altro, più mezzi, organici e sicurezza, formazione, riallineamento della retribuzione, riposi e ferie certi. Save, che gestisce il Marco Polo, informa che saranno possibili rallentamenti nelle procedure di assistenza ai passeggeri e agli aerei. Il sindacato prospetta invece disagi consistenti per il traffico dell’aeroporto.
Intanto è cosa fatta l’accordo tra il Comune e la Save per la realizzazione delle infrastrutture che sorgeranno a ridosso dello scalo e daranno vita ad una sorte di Mestre2. L’ha confermato ieri il sindaco Massimo Cacciari. Il progetto - che comprende il Venice Gate, la porta d’ingresso a Venezia firmata dal celebre architetto Frank O. Gehry - prevede anche uno stadio e un casinò nuovi, centri commerciali, ricettivi e di servizi. Per la realizzazione della viabilità necessaria ai nuovi servizi il Comune ha destinato alla Save 17 milioni di euro della Legge speciale per Venezia. «Sarebbe preferibile che poi ci fosse una società che gestisse lo stadio - ha sottolineato Cacciari - perché il Comune può fare lo stadio, ma non una squadra di calcio».


16 settembre 2008 - TG FIN

Alitalia, Fiamme Gialle in azienda
Acquisiti bilanci degli ultimi 10 anni

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11.01 - Fiumicino, voli regolari. Domani sciopero
E' regolare anche oggi la situazione dei voli Alitalia all'aeroporto di Fiumicino. Per il momento risultano confermati tutti i voli in partenza e in arrivo dallo scalo, mentre le operazioni di check in e di imbarco si stanno svolgendo normalmente. Intanto per domani è stato confermato dalla Cub Trasporti lo sciopero di quattro ore (12-16) di tutti i dipendenti del gruppo Alitalia. Il sindacato autonomo in un documento ha criticato l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che ''segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale''.
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16 settembre 2008 - La Repubblica

Domani
Disagi al Marconi per uno sciopero

Bologna - Disagi in vista per i viaggiatori che domani passeranno per l´aeroporto Marconi. Per l´accavallarsi di una serie di scioperi (locali e nazionali), fa sapere Sab, la società di gestione dello scalo, «i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti». Le Rdb hanno invitato ad incrociare le braccia i lavoratori di Sab, Marconi handling, Bas, Giacchieri e Koop service per chiedere la convocazione ai tavoli sindacali delle rappresentanze di base, l´applicazione di un´unico contratto per gli addetti di tutte le aziende che operano nello scalo, e la chiusura definitiva della vicenda dei lavoratori ex Doro Group: che, in molti casi, attendono ancora il pagamento degli stipendi di agosto e settembre dello scorso anno. A questa mobilitazione si aggiungo quella proclamata da Cgil, Cisl, Uil e Ugl per i lavoratori di Giacchieri (non riguarda solo Bologna) e gli scioperi di alcuni vettori (Meridiana, Air one, Alitalia, Eurofly). «Ci scusiamo con i passeggeri per i possibili disagi, che cercheremo di ridurre al minimo», assicura Sab.

Ieri lo sciopero (adesione al 90%) e contestazione a Zamboni e Venturi
Il Comune chiude i rubinetti con l´Atc "Ora è in attivo"
L´assessore: "Piuttosto avviamo interventi strutturali sulle linee e i mezzi"
di VALERIO VARESI

Bologna - Gli autisti fischiano e urlano slogan sotto le sue finestre, ma l´assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni non perde la calma. Nemmeno di fronte alla gigantografia che lo ritrae sotto la definizione de «il gatto», accanto a quella del suo omologo in Provincia Giacomo Venturi che viene catalogato come «la volpe». I lavoratori Atc ce l´hanno con loro (l´adesione allo sciopero di ieri è stata del 90%) per il mancato rinnovo degli incentivi finalizzati al raggiungimento di obbiettivi in termini di aumento nel trasporto dei passeggeri. Per il Comune si è trattato di 930 mila euro erogati per un triennio. «Ora abbiamo deciso di non contribuire più con risorse nostre sotto questa forma - spiega Zamboni - ma piuttosto con interventi strutturali su linee e mezzi». Una doccia fredda per i sindacati che protestano: «Nel 2008, nonostante l´Atc abbia conseguito un utile di bilancio aumentando il n