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Il Sindacato di Base e Indipendente

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20/09/08

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dicono di noi - le notizie
dall'11 al 15 settembre 2008

15 settembre 2008 - Adnkronos

TRASPORTO AEREO: BOLOGNA, MERCOLEDI' 4 ORE SCIOPERO
POSSIBILI DISAGI DALLE 12 ALLE 16

Bologna, 15 set. - (Adnkronos) - Disagi in vista mercoledi' all'aeroporto 'Guglielmo Marconi' di Bologna, a causa di uno sciopero di 4 ore (dalle 12 alle 16) proclamato da Cub-Rdb per i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service, in concomitanza con scioperi proclamati in altri scali italiani e presso alcune compagnie aeree. Ne da' informazione l'aeroporto bolognese, precisando che per informazioni sui voli e' possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale.
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15 settembre 2008 - Apcom

Aeroporti/ Bologna, mercoledì sciopero 4 ore al "Marconi"
Lo scalo bolognese non garantisce tutti i servizi aeroportuali

Bologna, 15 set. (Apcom) - A causa di uno locale proclamato da CUB-RdB per i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service, mercoledì 17 settembre dalle 12 alle 16, "i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti". Lo rende noto l'ufficio stampa dell'aeroporto "Marconi" di Bologna.
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15 settembre 2008 - Info Air Web

Scioperi aerei e aeroportuali mercoledì 17

Mercoledì 17 settembre una serie di scioperi del personale di alcuni vettori e di società aeroportuali potrà creare problemi ai paseggeri.
L’aeroporto di Bologna informa che dalle ore 12 alle ore 16, a causa di uno sciopero locale proclamato da CUB-RdB per i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service, tra l'altro in concomitanza con scioperi proclamati in altri scali italiani e presso alcune compagnie aeree, i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti.
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15 settembre 2008 - Il Sole 24 Ore / Radiocor

Alitalia: Cub Trasporti, intesa inaccettabile, 4 ore sciopero il 17

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 15 set - Oltre 6.000 lavoratori a tempo indeterminato saranno da subito espulsi e circa 4.000 precari restano senza alcuna certezza sul loro futuro: l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil, Ugl segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia. Cub trasporti giudica "inaccettabile e pericolosa" la decisione dei sindacati di sottoscrivere una intesa "in cui si sancisce la possibilita' per la cordata italiana di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di una assoluta discrezionalita' e senza alcun vincolo rispetto alla esistente normativa contrattuale e legislativa". La Cub Trasporti di fronte alla mancanza di impegni da parte di Cai sullo sviluppo delle rotte intercontinentali e all'assenza di indicazioni sui contratti che restano ancora da definire, conferma lo sciopero di tutti i lavoratori Alitalia per il 17 settembre dalle 12 alle 16.


15 settembre 2008 - TTG Italia

Sciopero Alitalia proclamato per il 17 settembre

Uno sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia è in programma per mercoledì 17 settembre dalle 12 alle 16. Lo riferisce la Cub Trasporti. "Oltre 6mila lavoratori a tempo indeterminato saranno da subito espulsi dalla ex compagnia di bandiera ? riporta una nota - e circa 4mila precari restano senza alcuna certezza sul loro futuro". Sul fronte Uil, invece, giunge un primo positivo commento: "Questo è il piano industriale migliore, nessuno ne ha proposto un altro - ha detto il segretario generale Luigi Angeletti -. Il numero di 3.200 esuberi è realistico anche se può essere un po' più basso".


15 settembre 2008 - Agi

ALITALIA: CUB TRASPORTI, CONFERMATO SCIOPERO 17 SETTEMBRE

(AGI) - Roma, 15 set. - Uno sciopero di tutti i lavoratori del gruppo Alitalia si terra' il 17 settembre dalle 12 alle 16. Lo conferma la Cub Trasporti. "Oltre 6.000 lavoratori a tempo indeterminato saranno da subito espulsi dalla ex Compagnia di Bandiera - si legge nella nota - e circa 4.000 precari restano senza alcuna certezza sul loro futuro. L'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil, Ugl segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sara' ridotta ad un vettore poco piu' che nazionale. Nessun impegno da parte di Cai sullo sviluppo delle rotte intercontinentali. Enormi le ricadute occupazionali anche sull'indotto e in particolare sull'aeroporto di Fiumicino". Per Cub Trasporti e' "inaccettabile e pericolosa la decisione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di sottoscrivere una intesa in cui si sancisce la possibilita' per la cordata italiana di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di una assoluta discrezionalita' e senza alcun vincolo rispetto alla esistente normativa contrattuale e legislativa. Neppure una parola sui contratti che restano ancora da definire". Pertanto la Cub Trasporti "conferma lo sciopero di tutti i lavoratori del gruppo Alitalia per il 17 settembre".

ALITALIA, PRIMO ACCORDO MA RESTA IL NO DEI PILOTI

(AGI) - Roma, 15 set. - Trattativa ad oltranza nella notte tra governo e sindacati per la vertenza Alitalia, ma la rabbia dei piloti rischia di far saltare l' intesa. 'Alitalia, il no dei piloti' il titolo che apre la prima pagina di Repubblica: 'Dopo una giornata di incontri informali, il ministro del Lavoro Sacconi ha convocato solo le organizzazioni sindacali confederali ottenendo un primo si' sull' accordo quadro e scatenando le proteste delle altre cinque sigle'. 'Ultima chiamata per Alitalia' l' apertura della prima pagina della Stampa che evidenzia come, se non si arrivera' ad una intesa nelle prossime ore, 'da oggi dovrebbero prendere il via le procedure della cassa integrazione', come ribadito dal commissario Fantozzi. Si sottolinea che ieri la Compagnia Aerea Italiana 'ha messo sul piatto altri 80 milioni' mentre, a fronte di un via libera dei confederali, gli autonomi accusano Sacconi di una gestione 'irresponsabile' della vertenza. Si aggiunge inoltre che, 'almeno per oggi', i voli dovrebbero essere ancora regolari. L' Unita' parla di un Berlusconi 'preoccupatissimo' per 'il suo possibile fallimento': 'Il premier affida la regia del negoziato a Letta, la sua battaglia per l' italianita' costa cara'. 'L' ultima parola agli irriducibili' il titolo del Corriere della Sera: 'Ad essere quelli che dovrebbero ratificare un accordo confezionato da altri, non ci stanno. E allora ecco che Anpac e Up (piloti), Avia e Anpav (assistenti di volo), Sdl e Cub (personale di terra) cavalcano la protesta. Qualcuno giura perfino controvoglia'. 'Berlusconi vuole chiudere con la strategia delle firme graduali' titola il Messaggero che sottolinea come oggi si comincera' a discutere dei contratti aziendali.


15 settembre 2008 - TG FIN

Alitalia, autonomi in guerra
Proteste al Ministero e sciopero il 17

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12.25 - Sciopero di 4 ore dei lavoratori Alitalia il 17 settembre
Uno sciopero di tutti i lavoratori del gruppo Alitalia si terrà il 17 settembre dalle 12 alle 16. Lo conferma la Cub Trasporti. "Oltre 6.000 lavoratori a tempo indeterminato saranno da subito espulsi dall'ex compagnia di bandiera - si legge nella nota - e circa 4.000 precari restano senza alcuna certezza sul loro futuro. L'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil, Ugl segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale. Nessun impegno da parte di Cai sullo sviluppo delle rotte intercontinentali. Enormi le ricadute occupazionali anche sull'indotto e in particolare sull'aeroporto di Fiumicino". Per Cub Trasporti è "inaccettabile e pericolosa la decisione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di sottoscrivere una intesa in cui si sancisce la possibilità per la cordata italiana di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di una assoluta discrezionalità e senza alcun vincolo rispetto alla esistente normativa contrattuale e legislativa. Neppure una parola sui contratti che restano ancora da definire". Pertanto la Cub Trasporti "conferma lo sciopero di tutti i lavoratori del gruppo Alitalia per il 17 settembre".
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15 settembre 2008 - Dire

ATC BOLOGNA. SCIOPERO BLOCCA I BUS, MA TRATTATIVA NON SVOLTA
ADESIONE AL 90%; SIT-IN CONTRO "GATTO-ZAMBONI" E "VOLPE-VENTURI"

(DIRE) Bologna, 15 set. - Per una volta, su un punto l'Atc e i sindacati sono d'accordo: lo sciopero di oggi ha lasciato Bologna senza autobus. "L'adesione e' stata altissima, oltre il 90%", fa sapere il segretario della Filt-Cgil, Maurizio Lunghi. Da via Saliceto confermano: adesione del 90%. Insomma, l'iniziativa di lotta indetta nel primo giorno di scuola ha raccolto consensi tra i dipendenti di Atc. Un centinaio di lavoratori, inoltre, ha dato vita ad un sit-in davanti a Palazzo D'Accursio, in piazza Maggiore, con bandiere e sirene. In municipio sono arrivati anche due cartelloni per prendere di mira gli assessori alla Mobilita' di Comune e Provincia: in uno dei manifesti il volto di Maurizio Zamboni era accompagnato dalla scritta "il gatto", sull'altro il suo collega di Palazzo Malvezzi, Giacomo Venturi, era invece "la volpe". Proprio Comune e Provincia, del resto, sono nel mirino dei sindacati, che hanno indetto lo sciopero dopo che gli enti locali hanno revocato il milione e mezzo con cui, finora, i dipendenti di Atc hanno ottenuto una "una tantum" in busta paga da circa 500 euro a fronte di un aumento dei passeggeri trasportati. "Nel 2008, nonostante l'Atc abbia conseguito un importante e positivo utile di bilancio aumentando ulteriormente il numero dei passeggeri trasportati, le amministrazioni locali hanno deciso di non erogare il finanziamento", hanno scritto i sindacati nel volantino distribuito in piazza Maggiore. "A nostro giudizio questa scelta e', alla luce dei dati e dei risultati concreti, assurda e quindi inaccettabile", aggiungono. Di qui lo sciopero. Durante il sit-in una delegazione sindacale e' stata ricevuta da Zamboni, ma "la trattativa resta in alto mare. C'e' una disponibilita' a ragionare su un finanziamento, ma solo del Comune, e a fronte di un miglioramento del servizio urbano", fa sapere Lunghi. In ogni caso, i soldi che il Comune potrebbe mettere in piu' per il rinnovo del contratto integrativo di Atc, il tema della vertenza, sarebbero meno del milione e mezzo conteso. "Forse si arriva a un milione, sarebbe meglio di niente. La Provincia, invece, per ragioni di equilibrio di bilancio non puo' stanziare risorse", spiega Lunghi. Resta da vedere se questo bastera' ai lavoratori: "Sono molto tesi- riferisce Gianluca Neri, della Uil- servono segnali forti e invece qui tra azienda e proprieta' si gioca allo scaricabarile. Questo puo' fare incancrenire la situazione. Tra l'altro giudico l'atteggiamento degli Enti locali irresponsabile: potevano convocarci per cercare di scongiurare questo sciopero in un giorno cosi' delicato". Lunghi conferma che "la posizione del Comune rischia di non essere soddisfacente". In ogni caso, ora il cda di Atc dovra' affrontare la questione e il 24 settembre ci sara' un nuovo incontro sindacale. Se la situazione non si sblocca, avvertono i rappresentanti dei lavoratori, seguiranno "nuove e diverse" iniziative. Tra l'altro, anche per gli altri temi della vertenza (ripatrimonializzazione di Atc e gestione della sosta da parte dell'azienda di via Saliceto) non ci sono sviluppi. Invece, "lavoratori di Atc hanno bisogno di certezze e risposte economiche adeguate" e chiedono una clausola sociale per evitare di perdere diritti acquisiti nella fusione Atc-Acft. Migliorare il servizio bus, dicono i sindacati (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Rdb, Sdl, Faisa-Cisal), "e' possibile e necessario ma non puo' avvenire a discapito di chi lavora e soprattutto senza riconoscere concretamente gli sforzi che vengono prodotti".

AEROPORTO BOLOGNA. MERCOLEDI' DI PASSIONE,SCIOPERI A RAFFICA
SAB AVVERTE I PASSEGGERI: POSSIBILI DISAGI E SERVIZI A RISCHIO

(DIRE) Bologna, 15 set. - Disagi in vista per i viaggiatori che dopodomani transiteranno dall'Aeroporto di Bologna. Per l'accavallarsi di una serie di scioperi (di carattere locale e nazionale), fa sapere Sab, la societa' di gestione dello scalo, "i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti". Le Rdb hanno invitato ad incrociare le braccia i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service per chiedere la convocazione ai tavoli sindacali delle rappresentanze di base, l'applicazione di un'unico contratto per gli addetti di tutte le aziende che operano nello scalo, e la chiusura definitiva della vicenda dei lavoratori ex Doro Group, che, in molti casi, attendono ancora il pagamento degli stipendi di agosto e settembre dello scorso anno e del Trf. A questa mobilitazione si aggiungo quella proclamata da Cgil, Cisl, Uile Ugl per i lavoratori di Giacchieri (non riguarda solo Bologna) e gli scioperi di alcuni vettori (Meridiana, Airone, Alitalia, Eurofly). "ci scusiamo con i passeggeri per i possibili disagi, che cercheremo di ridurre al minimo", assicura Sab.

SCUOLA. CATALANO APRE L'ANNO ALLE ALDINI: E' TUTTO A POSTO
DA BOLOGNA RASSICURA: SANATA OGNI SITUAZIONE; MA PROTESTE RESTANO

(DIRE) Bologna, 15 set. - "Abbiamo sanato tutte le situazioni di tutta la regione, con 50.000 insegnanti, per circa 490.000 studenti (aumentati di 11.000 unita' rispetto all'anno scorso), distribuiti in 22.500 classi". Cosi', Luigi Catalano, direttore dell'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia-Romagna (Usr), oggi alle Aldini-Valeriani Sirani di Bologna per l'inaugurazione del nuovo anno scolastico, prova a stroncare gli allarmismi sugli organici. "Abbiamo fatto in modo che le risorse che ci sono state assegnate possano garantire lo svolgimento dell'anno scolastico, ottimizzando le risorse, dato che ci sono professori che hanno delle ore disponibili", spiega. Il direttore si riferisce anche al territorio bolognese: "Nelle altre provincie i presidi hanno fatto in modo che le ore annuali siano assicurate, ed a Bologna non sono ci sono presidi con una professionalita' minore". Per il resto, "io eseguo quello che il Ministero mi dice di fare, c'e' una riforma, quando sara' approvata vedremo come applicarla". Il numero uno dell'Usr preferisce pero' concentrarsi sulle Aldini-Valeriani, "una scuola prestigiosa", appena passata dal Comune allo Stato. In generale, definisce tutto il mondo scolastico emiliano-romagnolo come "una scuola vera, che da' risultati che vanno al di la' del rapporto Ocse-Pisa" (non tenero con gli studenti italiani). In particolare, in regione "stiamo cercando di valorizzare gli istituti tecnici e professionali", importanti soprattuto in un territorio come Bologna "estremamente attivo dal punto di vista della meccanica, con grandi aziende come Ducati, Ferrari, ed una forte sinergia tra scuola, enti locali e aziende, migliore che in altre regioni", spiega ancora Catalano. Agli studenti, ha poi consigliato di "studiare: il tempo perso prima bisogna recuperarlo dopo". Milli Virgilio, assessore alla Scuola del Comune di Bologna, e' "molto lieta della scelta di inaugurare l'anno alle Aldini, rappresenta una sorta di passaggio del testimone dal Comune allo Stato". Virgilio inoltre vede strategico per l'Istituto e il territorio "proseguire l'iniziativa del polo tecnico regionale cui le Aldini sono candidate". A questo proposito, Paolo Rebaudengo, assessore all'Istruzione della Provincia di Bologna, svela il progetto che gravita intorno alla futura costruzione del Polo. "Puntiamo su una rete di scuole che con le Aldini propongano al bando regionale un progetto importante; insieme alla scuola ed alle imprese c'e' anche l'Universita' con meccanica, informatica e sistemistica, ed anche la Fondazione Aldini Valeriani", spiega Rebaudengo. Intanto questa mattina, nelle scuole elementari bolognesi, tra cui gli istituti comprensivi 3, 5, 8 e 11, genitori, studenti e docenti hanno messo in varie forme di protesta contro il taglio degli organici e la riforma del maestro unico, anticamera del sit-in di oggi pomeriggio sotto la sede dell'Ufficio scolastico provinciale di Bologna (Usp). A livello nazionale sono inoltre il Cesp ha gia' raccolto oltre 10 mila firme contro il decreto Gelmini. La manifestazione non sembra pero' preoccupare il direttore dell'Usp, Vincenzo Aiello, che non considera il sit-in come un attacco diretto all'Usp. "Ben vangano, ho incontrato gia' tre volte i sindacai e c'e' un rapporto normale, forniremo numeri e dati, ma li sanno gia'". Le manifestazioni davanti alle scuole sono invece condannate dal consigliere regionale Ubaldo Salomoni (Pdl). "Gli insegnanti che oggi accolgono gli studenti col lutto al braccio e striscioni di protesta dimostrano di non rispettare il loro ruolo di educatori, gli stessi alunni e la scuola in generale". Per Salomoni, "il ministro sta portando avanti una riforma di cui l'istruzione pubblica ha bisogno da tempo, per sopravvivere a se stessa e sul piano della qualita' educativa". Ostacolare questa azione dunque, "peraltro ricorrendo a una propaganda che si fonda su evidenti bugie, come quelle relative alla scomparsa del tempo pieno e dell'insegnamento della lingua inglese, e' da irresponsabili". Ogni qual volta un governo di centrodestra prova a mettere mano "ai problemi atavici della scuola, le truppe cammellate e sindacalizzate della sinistra scendono in campo per strumentalizzare tutto cio' che e' strumentalizzabile, mettendo in mostra una vocazione reazionaria assolutamente inaccettabile", aggiunge Salomoni. A rilanciare l'allarme organici sono soprattutto i docenti precari, che venerdi' 19 sciopereranno insieme a tutti quelli del pubblico impiego e manifesteranno a Roma. A Bologna, le Rdb aderiscono allo sciopero e per domani ha indetto un'assemblea per organizzare la risposta della scuola bolognese ai tagli previsti dalla riforma Gelmini.


15 settembre 2008 - Ansa

ALITALIA: CUB TRASPORTI, IL 17 SETTEMBRE SCIOPERO DI 4 ORE

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA) - Uno sciopero di quattro ore (dalle 12 alle 16) di tutti i lavoratori del Gruppo Alitalia, è stato indetto per mercoledì 17 settembre dalla Cub Trasporti che critica la firma di Cgil, Cisl, Uil e Ugl del primo accordo su Alitalia. «L'intesa sottoscritta - si legge in un comunicato - segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia, che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale». Per la Cub Trasporti « sono oltre 6000 i lavoratori a tempo indeterminato che saranno da subito espulsi dalla ex Compagnia di bandiera e circa 4000 i precari che restano senza alcuna certezza sul loro futuro». Per il sindacato autonomo «è inaccettabile e pericolosa la decisione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di sottoscrivere una intesa in cui si sancisce la possibilità, per la cordata italiana, di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di una assoluta discrezionalità e - aggiunge - senza alcun vincolo rispetto alla esistente normativa contrattuale e legislativa».

P.A.: MARCIA INDIETRO RDB-CUB DOPO ACCUSE A BRUNETTA

(ANSA) - ROMA, 15 SET - La RdB-CUB fa marcia indietro dopo le accuse rivolte al ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. «In merito a quanto erroneamente riportato nel proprio comunicato del 10 settembre 2008, sulle presenze del Ministro Brunetta nel periodo in cui ha ricoperto l'incarico di Parlamentare Europeo, - si legge sul sito del sindacato di base - la Rdb-Cub pubblico impiego prende atto delle precisazioni del Ministro, che ha fornito il dato ufficiale della Cassa dei deputati al Parlamento Europeo, riguardante le sue presenze nella legislatura 2004-2009: 148 presenze su 221, pari al 66,9%». Il sindacato prende inoltre atto che, «in merito alla docenza presso l'Università di Tor Vergata, il Ministro è collocato in aspettativa dal 1999, come previsto dalla normativa vigente per i parlamentari».


15 settembre 2008 - La Nuova Venezia

SCIOPERO
Voli a rischio

Venezia - Mercoledì l’aeroporto di Tessera sarà interessato da uno sciopero di 24 ore del personale di Save, proclamato dalla sigla sindacale «Cub Trasporti», anche per i dipendenti di Sav, Gh e Aviapartner. Save che gestisce il Marco Polo, informa che saranno possibili rallentamenti nelle procedure di assistenza ai passeggeri e agli aerei. Il sindacato prospetta invece disagi consistenti per il traffico dell’aeroporto.

Fiumicino, assistenti di volo in corteo
Contestate le dichiarazioni di Angeletti

FIUMICINO. È contraddittorio l’aspetto dell’aeroporto Leonardo da Vinci dove, ad uno scenario di apparente normalità, al piano partenze, con i check-in e le biglietterie dell’Alitalia aperti, fa da contraltare quello che si vede un piano sotto, nella zona arrivi, tra i terminal B e C. Qui, poco dopo mezzogiorno, un gruppo di un centinaio di assistenti di volo dell’Alitalia, fuori dall’orario di lavoro, qualcuno anche con bambini al seguito, si scambiano opinioni sugli ultimi sviluppi della situazione. C’è chi sarebbe propenso ad andare a Roma, al ministero del Lavoro, «per far sentire la nostra voce», e chi, invece, insiste perchè si resti invece a Fiumicino, «perchè il patrimonio della compagnia è qui»come dice uno steward al megafono. «Non spezziamo il fronte», incalza poi qualcun altro. «E’ da vent’anni che lavoro in Alitalia - racconta una hostess - Anche mio marito lavora per l’Alitalia da vent’anni: lui è un pilota e ora si trova a New York». La manifestazione di protesta ha coinvolto oltre centocinquanta assistenti di volo. I rappresentanti della Cub Trasporti hanno letto al megafono le dichiarazioni, fischiate dai presenti, apparse su un quotidiano del segretario della Uil, Luigi Angeletti.


15 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

AGITAZIONE SINDACALE
Aeroporto Marconi, mercoledì disagi per i viaggiatori
Per l'accavallarsi di una serie di scioperi (di carattere locale e nazionale), fa sapere Sab, la societa' di gestione dello scalo, "i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti"

Bologna - Disagi in vista per i viaggiatori che dopodomani transiteranno dall'Aeroporto di Bologna. Per l'accavallarsi di una serie di scioperi (di carattere locale e nazionale), fa sapere Sab, la societa' di gestione dello scalo, "i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti".
Le Rdb hanno invitato ad incrociare le braccia i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service per chiedere la convocazione ai tavoli sindacali delle rappresentanze di base, l'applicazione di un'unico contratto per gli addetti di tutte le aziende che operano nello scalo, e la chiusura definitiva della vicenda dei lavoratori ex Doro Group, che, in molti casi, attendono ancora il pagamento degli stipendi di agosto e settembre dello scorso anno e del Trf.
A questa mobilitazione si aggiungo quella proclamata da Cgil, Cisl, Uile Ugl per i lavoratori di Giacchieri (non riguarda solo Bologna) e gli scioperi di alcuni vettori (Meridiana, Airone, Alitalia, Eurofly). "ci scusiamo con i passeggeri per i possibili disagi, che cercheremo di ridurre al minimo", assicura Sab.

Bologna. INIZIO d’anno scolastico a temperatura bollente...

Bologna - INIZIO d’anno scolastico a temperatura bollente. Oggi infatti, primo giorno di scuola, alle proteste degli insegnanti per il decreto del ministro Gelmini, si aggiunge anche lo sciopero di 24 ore dei dipendenti Atc proclamato da tutte le sigle sindacali che bloccherà completamente il trasporto pubblico cittadino. La vertenza — spiegano le Rdb Cub trasporti — è scattata per il rinnovo del contratto aziendale, scaduto da nove mesi; per chiedere la revoca del blocco (firmata dagli assessori comunali e provinciali Zamboni e Venturi) del finanziamento di 1,5 milioni concordato nel 2004; per protestare contro lo smembramento di Atc a partire dal reparto sosta e per le clausole di salvaguardia del personale in caso di aggregazione con l’Acft di Ferrara. Ma quella di oggi — particolarmente delicata perchè programmata sul primo giorno di scuola — è solo la prima giornata di agitazione nel settore trasporti. Per mercoledì 17 infatti è previsto lo sciopero di 24 ore dei lavoratori dell’aeroporto Marconi, anche qui con un lungo elenco di punti in sospeso: dalla tutela dei lavoratori in appalto al rinnovo degli integrativi, dal contratto unico per tutti i lavoratori all’esclusione dalla trattativa proprio delle Rdb Cub, fino agli appalti al massimo ribasso. Infine, il 30 settembre sciopero nazionale degli autoferrotranvieri, mentre il 17 ottobre sciopero generale proclamato da tutto il sindacalismo di base.


15 settembre 2008 - Il Sussidiario.net

ALITALIA/ Mercoledì 4 ore di sciopero dei lavoratori della Cub

L'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl,Uil, Ugl «segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale». Lo afferma la Cub Trasporti, confermando lo sciopero di 4 ore, dalle 12 alle 16, dei lavoratori Alitalia per mercoledì 17 settembre.
La Cub Trasporti definisce «inaccettabile e pericolosa la decisione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di sottoscrivere un'intesa in cui si sancisce la possibilità per la cordata italiana di scegliere il personale da imbarcare nel nuovo vettore sulla base di una assoluta discrezionalità e senza alcun vincolo rispetto alla esistente normativa contrattuale e legislativa».
Dalla Cai, sottolinea il sindacato, «nessun impegno sullo sviluppo delle rotte intercontinentali, enormi le ricadute occupazionali anche sull'indotto e in particolare sull'aeroporto di Fiumicino, neppure una parola sui contratti che restano ancora da definire».


15 settembre 2008 - Leggo

Roma. Asili nel caos, è caccia al bidello...

Roma - Asili nel caos, è caccia al bidello. Partenza in salita per gli asili nido e le scuole dell’infanzia comunali a causa della carenza del personale ausiliario: educatrici in difficoltà ed oggi si va a regime. Gli asili nido sono stati aperti dal 1 settembre solo per mezza giornata mentre da oggi andrà in vigore l’orario pieno, fino alle 17 circa, oltre all’apertura ufficiale dell’anno scolastico per le scuole dell’infanzia. Nella prima metà di settembre, però, non sono mancate le difficoltà, «una situazione pronta ad esplodere – spiega Caterina Fida, responsabile RdB degli asili nido – da oggi le scuole comunali saranno al completo mentre il personale ausiliario della Multiservizi resta carente. Abbiamo registrato casi di tagli del 50% soprattutto nei municipi X, XI e XV. Appena due collaboratori su quattro, per il servizio mensa, per le pulizie, la lavanderia e l’apertura dei locali. Oltre al sostegno che viene a mancare alle educatrici. All’ingresso ed all’uscita da scuola, così come nei bagni o a mensa». Il prossimo 11 ottobre la RdB affronterà le problematiche dei nidi comunali in un convegno con genitori ed educatori. (L.Loi./ass)


15 settembre 2008 - Corriere della Sera

Quegli irriducibili dei sit-in che decidono sulla trattativa
I sei piccoli sindacati di piloti, assistenti e hostess. Sono i lavoratori che si riconoscono nelle sigle escluse ieri. Appello dei piloti: intervenga il premier
di Enrico Marro

Gli «irriducibili» hanno la faccia di centinaia di hostess e steward in divisa e di tanti giovani e meno giovani in jeans e maglietta (il personale di terra) che ieri hanno inscenato cortei e sit-in a Fiumicino e poi, in serata, davanti al ministero del Welfare. Ma anche di decine e decine di piloti in giacca e cravatta, meno abituati agli slogan gridati nei megafoni. In comune hanno davvero molto poco (soprattutto gli stipendi) se non il fatto di lavorare per l'Alitalia. Ma si ritrovano in piazza, uno accanto all'altro, «per esclusione», nel senso che sono i lavoratori che si riconoscono nei sei sindacati esclusi dalla trattativa in corso tra governo, Cai e Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ma loro, ad essere quelli che dovrebbero ratificare un accordo confezionato da altri, non ci stanno. E allora ecco che Anpac e Up (piloti), Avia e Anpav (assistenti di volo), Sdl e Cub (personale di terra) cavalcano la protesta. Qualcuno giura perfino controvoglia. «Guardi che noi siamo un sindacato ultramoderato — dice Antonio Di Vietri, 51 anni, presidente dell'Avia —. Ci definiamo apartitici, ma se proprio vuole classificarci, allora siamo di centro, cattolici di centro. Nel gruppo dirigente ci sono appartenenti a Comunione e liberazione. Io non sono di Cl, ma sono un "fesso" che ha votato per Berlusconi. Ecco, le garantisco che non voglio scatenare la piazza, ma la piazza si scatena da sola».
Il perché lo spiega Andrea Cavola, 52 anni, segretario di Sdl: «La proposta di Cai prevede che un lavoratore di terra passi da un netto di 1.200 euro a uno di 7-800 e che un assistente di volo da 2.500 euro netti a poco più di 2.000, che possono scendere fino a 650 euro se la persona non vola perché malata o per altre ragioni ». Cavola non ha difficoltà a riconoscere che Sdl (che una volta si chiamava Sult) ha un gruppo dirigente in buona parte orientato a sinistra, a partire dal segretario, «ma raccogliamo iscritti a destra e a sinistra perché seguiamo una linea pragmatica. Anche adesso ripetiamo: siamo disponibili a trattare a oltranza. Finora abbiamo continuato a invitare i lavoratori alla calma, ma anche l'acqua dei pompieri a un certo punto finisce ». E certo la situazione sembra davvero a un passo dal precipitare, se all'indirizzo del commissario Augusto Fantozzi che entra al ministero vengono lanciate grida di «assassino, assassino».
Fabio Berti e Massimo Notaro, che guidano i due sindacati dei piloti, rispettivamente l'Anpac e l'Up, sono preoccupati. E loro, che sono politicamente i più vicini al governo, si appellano al presidente del Consiglio. Dice Berti, mentre alcuni lavoratori, a notte fonda, improvvisano una fiaccolata: «Spero che Berlusconi faccia molta attenzione e non sottovaluti quanto sta succedendo. La tensione è molto alta. Ci aveva dato delle garanzie e ci avevamo creduto. Ora deve intervenire». Non si possono escludere dalla trattativa i sindacati che complessivamente rappresentano la maggioranza dei lavoratori, sostengono i leader. Chi ha invece già deciso di andare allo scontro duro è la Cub. «Noi non firmeremo nulla. Gli altri sono generali senza esercito », urla Fabio Frati nel megafono. Ma per fortuna la Cub, l'unica sigla davvero irriducibile, ha solo qualche centinaio di iscritti.


15 settembre 2008 - Il Tempo

I piloti a Berlusconi «Ora intervieni tu»
Troppi ostacoli sul cammino di Alitalia. Non bastano i passi avanti compiuti in una estenuante tira e molla tra governo, sindacati, Cai e piloti. Così il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, si appella a Berlusconi.
di Alessandro Usai

«Al punto in cui è arrivata la trattativa per il rilancio di Alitalia - afferma Berti - serve un intervento diretto del presidente del Consiglio. Ci ha dato delle garanzie. Uscivamo da una trattativa difficile con Air France. Ci abbiamo creduto». I piloti, in questa fase di caos, vogliono un segnale serio. «Siamo disposti a sacrifici - prosegue Berti - ma devono esserci piccole aperture e invece c'è una chiusura totale: la situazione è calda, peggiora sempre di più e qui parliamo di mobilità dei cittadini. Sarebbe un danno per il Paese, per il Governo e anche per l'offerente». E ancora. «Non so se c'è qualcosa di diverso su questa partita. La responsabilità - conclude Berti - di quello che può accadere non sarà solo nostra ma di chi ha deciso di percorrere questa strada. I lavoratori devono essere rappresentati da chi ha i numeri per farlo». Le dichiarazioni del presidente dell'Anpac giungono al termine di un'altra giornata di tensione tra i lavoratori di Alitalia. L'ennesima. Sit-in, cortei, slogan hanno fatto ancora da cornice alla delicatissima trattativa sulla crisi della compagnia di bandiera. A Fiumicino per tutta la giornata di ieri gli assistenti di volo dell'Alitalia, fuori dall'orario di lavoro, hanno inscenato una manifestazione di protesta all'interno dell'aeroporto. Il corteo, a cui hanno partecipato oltre 150 tra hostess e steward in borghese, ha sfilato con trombette e fischietti, prima all'interno del terminal A, e quindi nel terminal B. I rappresentanti della Cub Trasporti hanno letto al megafono le dichiarazioni, fischiate dai presenti, apparse ieri su un quotidiano del segretario della Uil, Luigi Angeletti. «Qui - ha detto Fabio Frati, della Cub Trasporti - ci sono l'anima e il sangue della categoria. Ci hanno abbandonato da anni. Noi non firmeremo nulla. Sono generali senza esercito». Alle parole del rappresentate della Cub è seguito un lungo applauso dei manifestanti. Una giornata infinita per alcuni dipendenti Alitalia che hanno trascorso la notte di fronte alla sede secondaria del ministero del Lavoro in via Fornovo a Roma dove erano in corso le trattative. L'onda lunga della protesta è giunta fino a Venezia dove il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha speso parole in favore dei dipendenti Alitalia. «I lavoratori vogliono tutti mantenere il posto di lavoro - ha affermato il senatur a margine della festa dei popoli padani - ed è un loro diritto. Sono stati fatti tanti contratti di carattere provvisorio, che poi non sono mai trasformati in contratti definitivi cosa di cui i lavoratori hanno diritto». Il Partito democratico è convinto che in realtà i guai per la compagnia di bandiera e per i suoi lavoratori non finiranno certo con la chiusura dell'accordo. «In ogni caso il problema continua», assicura il ministro ombra del Pd Pierluigi Bersani. Anche se tutto dovesse andare per il meglio a questo punto si avrebbe «una piccola compagnia domestica che per portare la nostra gente nel mondo - è convinto l'esponente del Pd - dovrà farsi dare un passaggio da un'altra compagnia, mettendo a carico del contribuente almeno un miliardo e mezzo di euro». Le critiche alle organizzazioni sindacali sono, un pò a sorpresa, un punto di contatto tra maggioranza e opposizione. Forse proprio dal caos Alitalia si potrebbe riprendere il filo del dialogo per cercare di risolvere tutti insieme i tanti problemi del paese.


15 settembre 2008 - Il Sole 24 Ore

A Fiumicino solo cortei e striscioni: evitati blocchi e disagi per i passeggeri

Una protesta con cortei e trombe da stadio, ma senza voli sospesie maxi ritardi nella consegna dei bagagli, come è successo giovedì. I vertici del sindacato si sono raccomandati: guai a bloccare il traffico e mettersi contro l'opinione pubblica.Ma la rabbia dei lavoratori era palpabile all'aeroporto di Fiumicino.Ieri una ventina di assistenti di volo e impiegati hanno passeggiato a lungo alle partenze internazionali,con cartelli davanti e dietro ( foto). Le scritte, contro il Governo: «Berlusconi Alitalia ci penso io». «Berlusconi, la cordata c'è,gli impiccati anche».Fuori dal Terminal,si sono radunati 300 assistenti di volo, molti in borghese, scortati dalle auto dei carabinieri. Tra i cartelli, «Mobbasta precari Alitalia». Alcune bandiere della Cub trasporti. Al Terminal B, assemblea spontanea della Sdl: un presidio permanente, dice il capo, Fabio Frati, pronti per la mobilitazione. Ma la loro presenza non ha creato problemi né al traffico,né ai passeggeri.Ieri i sindacalisti dell'Avia,assistenti di volo, sono andati nei Centri equipaggi per assicurare la regolarità delle operazioni: «Non cadremo nella logica degli sfascisti».(AP)


15 settembre 2008 - Il Messaggero

Fiumicino. Se non fossero stati i voli per Tripoli...

Fiumicino - Se non fossero stati i voli per Tripoli, per Sofia e per Londra, partiti con un’ora di ritardo, quella di ieri sarebbe potuta passare per la giornata della massima puntualità delle partenze Alitalia da Fiumicino. Quasi tutti i decolli, infatti, sono avvenuti secondo programma o tutt’al più e in rari casi con pochissimi minuti di slittamento sul programma.
Eppure il clima di tensione tra i dipendenti Az non si è sciolto. Anzi. I lavoratori, responsabilmente, non hanno "marcato visita" e hanno assicurato la puntualità dei collegamenti, l’efficienza dei controlli, la tempestività del carico e dello scarico dei velivoli, la sicurezza dell’assistenza in rampa. Dalle 6,00 alle 13,00 dal "Leonardo da Vinci" sono decollati pressoché in orario ben 90 voli Alitalia tra nazionali, internazionali e intercontinentali. Puntualissime le rotte verso gli Stati Uniti e per i voli interni. Le operazioni di terra, nei check-in e alla biglietteria, sono procedute nella norma.
Paradossalmente i disservizi più significativi si sono registrati nell’operativo dell’Air One, compagnia destinata ad "assorbire" l’Alitalia. Ben cinque, infatti, sono stati i voli Ap cancellati: il Bruxelles delle 8,25, l’Atene delle 10,00, il Venezia delle 12,50, il Bari delle 14,20 ed il Berlino delle 16,15. Il decollo per Sharm el sheikh delle 6,00 è avvenuto con due ore di ritardo. Slittato di un’ora l’unico volo gestito in code sharing tra Air One ed Alitalia, quello per Malta.
Non sono mancate attestazioni di preoccupazione e di insofferenza da parte del personale Az. Poco dopo mezzogiorno, presso il varco equipaggi, si è formato un gruppo di una quarantina di assistenti di volo, che, fuori dall'orario di lavoro e in alcuni casi con bambini al seguito, si sono radunati in attesa di notizie sugli sviluppi della situazione in trattativa a Roma.
Intorno alle 15,30 i manifestanti hanno dato vita ad un corteo spontaneo composto da oltre 150 persone tra hostess e steward in borghese. Lasciato il varco equipaggi hanno sfilato con trombette e fischietti prima all'interno del terminal A (voli nazionali) e quindi nel terminal B. Una volta entrati nell'aerostazione dei voli internazionali, i manifestanti si sono fermati, invitando a gran voce gli altri colleghi ad unirsi alla protesta e illustrando ai passeggeri le ragioni del loro dissenso.
I rappresentanti della Cub Trasporti hanno letto al megafono le dichiarazioni, fischiate dai presenti, rilasciate alla stampa del segretario della Uil, Luigi Angeletti. «Qui - ha detto Fabio Frati, della Cub Trasporti - ci sono l'anima e il sangue della categoria. Ci hanno abbandonato da anni. Noi non firmeremo nulla. Sono generali senza esercito. Noi siamo l'Alitalia. Noi siamo l'azienda». Alle parole del rappresentate della Cub è seguito un lungo applauso. Erano passate da poco le 17,00 e i manifestanti hanno fatto ritorno al varco equipaggi. Collegati via telefono con i rappresentanti sindacali impegnati sui tavoli della trattativa, intorno alle 19,00 una folta delegazione ha deciso di spostarsi per recarsi a Roma, al ministero del Lavoro. A Fiumicino è rimasto solo un drappello di lavoratori a presidiare quello che "resta" dell’azienda la, soprattutto, a tenere in ostaggio lo scalo pronti a mobilitarsi contro soluzioni non condivise. Per oggi, comunque, i 279 voli Az in partenza dal "Leonardo da Vinci" sono tutti in piedi e non risultano cancellazioni.(G.Man.)


15 settembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale

«Parto o non parto?» Assalto ai call center
Continuano i presidi, Fantozzi fischiato

ROMA — UN PICCOLO corteo nel settore arrivi di Fiumicino; qualche coro contro i sindacati e il Governo; il trasferimento a Roma fuori del ministero del Lavoro per seguire da vicino la trattativa su Alitalia. Anche ieri giornata frenetica per i dipendenti della compagnia di bandiera. La preoccupazione di uomini e donne che vedono a rischio il posto di lavoro va di concerto con quella dei tanti italiani che hanno acquistato biglietti per i giorni a venire; di coloro che sono già partiti e dovranno rientrare nel prossimo periodo; di quanti hanno prenotato una vacanza o un viaggio di lavoro per il futuro prossimo o remoto. Tutti, in queste ore di incertezza, non fanno che girare le proprie ansie ai call center che, però, non riescono a dare risposte. Nessuno può garantire nulla con un’ipotesi di fallimento alle porte. Ci sono, allo stato, circa 15mila persone che sono partite con Alitalia e che con Alitalia dovrebbero tornare, libri mastri permettendo. In caso di fallimento, che significa non più compagnia, non più aerei, non più nulla, potrebbero restare a terra nella destinazione dove si trovano. Sicuramente, in base ad accordi internazionali, ci sarebbero altri gestori che si incaricherebbero del loro rientro ma secondo la disponibilità dei posti e, quindi, in coda alle liste. LA SPERANZA di tutti è che il grosso nodo si sciolga evitando la dissoluzione dell’Alitalia e consentendo agli acquirenti di esigere il prodotto per il quale hanno pagato. Le ansie hanno anche determinato un calo di vendite da parte della compagnia: nei primi sette mesi del 2008 i passeggeri sono diminuiti del 17,4%. Nel caso peggiore, con il fallimento, chi ha già pagato ha davvero poche possibilità di ottenere un rimborso. In questo elenco di possibili creditori vanno annoverati anche i fedelissimi del Club Mille Miglia (coloro che in base ai viaggi fatti accumulano punti e ottengono biglietti gratis) che sono circa 2 milioni. Anche per loro il futuro si presenta incerto: al fallimento di Swissair e Sabena i loro clienti con punti furono agevolati dalla società che le ha sostituite. Ma è un’incognita. Nel clima di preoccupazione generale che segna queste ore, anche ieri una protesta di dipendenti Alitalia a Fiumicino. Non ci sono stati ritardi nei voli né conseguenze per i passeggeri ma un centinaio di assistenti di volo ha scelto di manifestare la propria ansia sfilando per l’aereoporto. SONO SOPRATTUTTO i «duri» a scendere in piazza, coloro che ritengono impossibile qualsiasi accordo e che sollecitano i sindacati a non firmare. Ieri, in aereoporto, i rappresentanti dei Cub hanno letto alcune dichiarazioni di Angeletti (Uil) per poi fischiarle. Molti di loro, nel pomeriggio si sono trasferiti in via Fornovo dove hanno accolto con fischi e slogan l’arrivo del commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi.(s.m.)


15 settembre 2008 - Il Secolo XIX

la protesta
«meglio falliti che in mano a questi banditi»

Roma. La protesta dei lavoratori - nel giorno in cui tutti i voli partono regolarmente - prende di mira Augusto Fantozzi: «Buffone, buffone, assassino, assassino» hanno urlato alcuni dipendenti al commissario straordinario che ha il compito di traghettare la compagnia fuori dal pantano. La contestazione è andata in scena nella serata in via Fornovo, a Roma, di fronte a una delle sedi secondarie del ministero del Lavoro dove si è svolta la trattativa. Fuori dal palazzo diverse centinaia di dipendenti assiepati (anche intere famiglie con i bambini), strada presidiata da polizia e carabinieri, blindati attrezzati per garantire l'ordine pubblico. E un clima sempre più incandescente col passare delle ore: «Non firmate, non firmate; il contratto non si tocca» lo slogan più urlato insieme a «meglio falliti che in mano a sti banditi» o «chi non salta Colaninno è».Nel pomeriggio la rabbia serpeggiava nella manifestazione a Fiumicino - tenutasi fuori dall'orario di lavoro - di circa 150 assistenti di volo. Nel mirino dei lavoratori è finito Luigi Angeletti. Le dichiarazioni del sindacalista Uil al Corriere della Sera, lette al megafono dai rappresentanti della Cub Trasporti, sono state accolte da una raffica di fischi: «Ci hanno abbandonato, siamo noi la vera Alitalia» proclamava la fronda sindacale.


15 settembre 2008 - L'Eco di Bergamo

Fantozzi contestato da piloti e assistenti di volo

Roma - Ieri è stata anche giornata di proteste e manifestazioni: dal presidio che ormai da giorni è presente all'aeroporto romano di Fiumicino i cortei si sono spostati a Roma, davanti al ministero del Lavoro.
Oggetto delle contestazioni ieri in serata è stato soprattutto il commissario straordinario Augusto Fantozzi, che è stato attaccato verbalmente da alcune centinaia di piloti e assistenti di volo che attendevano l'inizio dell'incontro plenario e che protestavano anche per la trattativa «separata» tra sindacati confederali e Cai al ministero del Lavoro. «Buffone, buffone», hanno urlato contro Fantozzi i manifestanti.
La strada era presidiata da polizia e carabinieri, anche con blindati attrezzati per l'ordine pubblico. Presenti molti piloti e assistenti di volo in divisa, anche intere famiglie con i bambini.
Dagli slogan è continuato il pressing sui sindacati perché non arrivino a un accordo su condizioni giudicate inaccettabili. «Non firmate, non firmate. Il contratto non si tocca».
Durante la manifestazione di protesta a Fiumicino, ieri pomeriggio, i rappresentanti della Cub Trasporti hanno letto al megafono le dichiarazioni, fischiate dai presenti, apparse ieri su un quotidiano del segretario della Uil, Luigi Angeletti. «Qui – ha detto Fabio Frati, della Cub Trasporti – ci sono l'anima e il sangue della categoria. Ci hanno abbandonato da anni. Noi non firmeremo nulla. Sono generali senza esercito. Noi siamo l'Alitalia. Noi siamo l'azienda».
Alle parole del rappresentate della Cub è seguito un lungo applauso.
Ieri, comunque, gli aerei Alitalia hanno continuato a decollare e atterrare regolarmente nello scalo romano di Fiumicino. Al Leonardo da Vinci, dalle 6 di ieri mattina e fino alle 20, non si sono registrate variazioni d'orario significative rispetto all'operativo voli Alitalia.
E per oggi i voli AZ programmati in partenza dal Leonardo da Vinci sono 279, di cui 131 internazionali e 148 nazionali. Al momento, secondo quanto si è appreso, sono tutti in piedi e non risultano cancellazioni.


15 settembre 2008 - Il Tirreno

Presidio a Fiumicino, poi centinaia di hostess e steward assediano il ministero del Lavoro
Esplode la rabbia: guai a voi, non firmate
Contestato Fantozzi: «Buffone, assassino». Fischi per Angeletti

ROMA - Clima surriscaldato, proteste, presidi, contestazioni. Con i cortei di hostess e piloti che si sono spostati, come già sabato notte, da Fiumicino a Roma in un disperato pressing sulle trattative in corso al grido di «non firmate, non firmate». E con una contestazione pesante nei confronti del commissario dell’Alitalia Augusto Fantozzi.
Un clima esacerbato dalle divisioni sindacali, tra i confederali seduti dal primo pomeriggio al tavolo con Cai e il ministro Sacconi per tentare la definizione di un accordo quadro, e tutte le altre sigle (piloti e assistenti di volo) ad attendere al ministero del Lavoro una riunione che è slittata più volte nel pomeriggio: in ultimo alle 22.
Dunque la notte si annuncia caldissima, con i sospetti rimbalzati fin dalla tarda sera di accordi già raggiunti alle spalle degli autonomi e con i confederali che hanno seccamente smentito. E con la piazza che si sta facendo via via più esasperata e folta.
Nel tardo pomeriggio diverse centinaia di dipendenti di Alitalia si sono spontaneamente riunite in via Fornovo,di fronte ad una delle sedi secondarie del ministero del Lavoro dove è prevista la ripresa della trattativa formale sul piano di salvataggio per Alitalia.
All’arrivo del commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, lo hanno contestato. «Buffone, buffone, assassino, assassino», hanno gridato più volte. La strada era presidiata da polizia e carabinieri, anche con blindati attrezzati per l’ordine pubblico.
La folla si è via via ingrosata, con molti piloti e assistenti di volo in divisa, anche intere famiglie con i bambini. Insistiti gli slogan perchè i sindacati non siglino un accordo su condizioni giudicate inaccettabili. «Non firmate, non firmate; il contratto non si tocca», hanno ripetuto i manifestanti.
Fin dalla prima mattima un presidio di lavoratori, circa 150, ha inscenato una manifestazione di protesta all’interno dell’aeroporto di Fiumicino. Il corteo formato da hostess e steward in borghese, ha lasciato alle 15,30 il varco dove si era radunato già dopo mezzogiorno, per sfilare con trombette e fischietti, prima all’interno del terminal A, e quindi nel terminal B. Una volta entrati nell’aerostazione dei voli internazionali, i manifestanti si sono fermati, invitando a gran voce gli altri colleghi ad unirsi alla protesta. Poi verso le 17 al grido «tutti in treno», i manifestanti hanno brevemente sostato nel mezzo dell’area partenze del terminal C, mettendosi seduti per terra. I rappresentanti della Cub Trasporti hanno letto al megafono le dichiarazioni, fischiate dai presenti, apparse su un quotidiano del segretario della Uil, Luigi Angeletti. «Qui - ha detto Fabio Frati, della Cub Trasporti - ci sono l’anima e il sangue della categoria. Ci hanno abbandonato da anni. Noi non firmeremo nulla. Sono generali senza esercito. Noi siamo l’Alitalia. Noi siamo l’azienda».
Poi tutti hanno lasciato l’areostazione per confluire al ministero del Lavoro.

Firme e assemblea per dire alt
Cobas scuola: fermiamo il decreto Gelmini

LIVORNO - I Cobas scuola vanno all’attacco contro i provvedimenti del governo sulla scuola: puntano a far decollare dal basso «subito un’ampia mobilitazione per contrastare questo progetto di distruzione della scuola pubblica». Come? Lunedì 22 in piazza Grande ore 17-19 raccoglieranno le firme contro il decreto Gelmini. Giovedì 25 alle 17 alla circoscrizione 5 (via Machiavelli) si tiene un’assemblea cittadina «contro la restaurazione del maestro unico» («invitati il personale della scuola, i genitori e i cittadini»). Il tutto in vista dello sciopero generale che per il 17 ottobre è stato proclamato dai sindacati di base Cobas, Cub-Rdb e Sdl.
A giudizio dei Cobas scuola l’attuazione del decreto Gelmini «riporta indietro la scuola primaria italiana di quarant’anni». Con conseguenze devastanti per la scuola. Uno: viene tagliato il tempo scuola (dal prossimo anno «solo 24 ore di didattica effettiva con un unico insegnante», un eventuale prolungamento orario sarà solo tipo il vecchio "doposcuola"). Due: le ripercussioni saranno anche sulle altre classi perché «i docenti con la più bassa anzianità di servizio saranno trasferiti d’ufficio e in molte classi gli alunni si troveranno a dover cambiare insegnante con buona pace della continuità didattica». Tre: si impoverirà l’istruzione di base che «diventerà puro nozionismo».


15 settembre 2008 - VitaDiDonna

Il 19 scioperano i precari

Anche i lavoratori precari della sanità pubblica incrociano le braccia. Il 19 settembre è in programma lo sciopero nazionale di 24 ore di circa 200.000 dipendenti 'a tempo determinato' del pubblico impiego, di cui 30.000 nella sanità tra medici, biologici, amministrativi e soprattutto infermieri e operatori sociosanitari. Tutti lavoratori che chiedono la stabilizzazione del loro contratto. A organizzarlo è la Federazione nazionale Rdb-Cub che, per l'occasione, ha convocato un'assemblea nazionale a Roma. "Protestiamo - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Sabino Venezia, del coordinamento nazionale del Rdb-Cub pubblico impiego - contro le misure adottate dal Governo Berlusconi che, con l'approvazione del Dpef e del decreto legge 112, ha provveduto al blocco delle stabilizzazioni di oltre 200.000 precari della pubblica amministrazione". Tra questi, circa 30.000 lavorano nella sanità. Dieci-quindicimila contrattualizzati direttamente con le aziende sanitarie, soprattutto operatori del comparto (circa il 70%), e altri 20.000 che fanno capo a ditte esterne. Per lo più lavoratori che si occupano della pulizia delle corsie degli ospedali, delle mense e del servizio di lavanderia delle strutture sanitarie pubbliche. "Tutti servizi - sottolinea Venezia - che hanno comunque risvolti nell'ambito assistenziale". All'assemblea indetta a Roma, parteciperanno circa 400 rappresentanti di tutto il pubblico impiego, tra cui alcuni precari della sanità, protagonisti di 'vertenze simbolo', come quelli dell'Asl di Vasto-Sulmona che operano nella azienda sanitaria abruzzese da 8 anni con contratti co.co.co." E' necessario - aggiunge Venezia - rilanciare la mobilitazione dei lavoratori precari perché solo attraverso la mobilitazione e la lotta sarà possibile spostare e cambiare l'indirizzo politico in materia di lavoro. Tanto più - conclude - che questo Governo sembra aver deciso di risolvere il problema precariato in modo deciso e veloce: bloccando i fondi, tagliando le risorse e licenziando e lasciando direttamente a casa i lavoratori precari".


15 settembre 2008 - Tuscia web

Viterbo - Il segretario di Rdb Lino Rocchi interviene sui casi di violenza
"Il nostro paese è alla deriva"

Viterbo - Riceviamo e pubblichiamo - Abdul William Guibre, 19 anni, originario del Burkina Faso, milanese e cittadino italiano, aggredito e brutalmente ucciso a sprangate per un pacchetto di biscotti. Nella notte tra sabato e domenica, dopo la sosta in un bar, Abdul e altri due giovani sono stati raggiunti da un furgone da cui sono scesi due uomini (secondo la questura, padre e figlio gestori del bar) che li hanno accusati di avere rubato dei biscotti, e al grido di "sporchi negri vi ammazziamo" e si sono scagliati sui giovani, ferendo a morte Abdul e continuando a urlare "negri di merda". Una aggressione omicida razzista che dimostra e conferma la deriva sociale che sta attraversando da tempo il nostro paese. Ai problemi derivanti dall’immigrazione, gestita con norme legislative che creano disagio sociale, clandestinità e assenza di diritti, si stanno sommando le campagne politiche xenofobe e razziste che autorizzano una folle giustizia "fai da te", dove è legittimo uccidere per il sospetto di aver rubato un pacco di dolci. A questo scenario si aggiunge la crisi sociale ed economica crescente, crisi che sta fomentando paure e insicurezze che trovano in chiunque sia diverso e anche nell’immigrato (poco importa se regolare, irregolare o cittadino italiano) un nemico, un responsabile, un pericolo da eliminare. Ma non si tratta di un processo spontaneo ma di una precisa volontà politica di questo Governo, che, non volendo dare risposte concrete all’immiserimento dei settori popolari, cerca di recuperare consensi giocando sull’intolleranza e sulle paure degli italiani, con una politica fatta di "emergenza sicurezza", disegni di legge anti-degrado e nuovi poteri repressivi estesi anche ai sindaci. Ma i problemi reali restano, come restano sull’asfalto le macchie di sangue di Abdul, alla famiglia ed ai sui amici e cari va la nostra solidarietà.
Lino Rocchi - Segretario Rdb


15 settembre 2008 - New Tuscia

L'omicidio di Guibre a Milano per il furto di una scatola di biscotti, Rocchi (RdB): 'Clima xenofobo per colpa del Governo Berlusconi'

VITERBO - Abdul William Guibre, 19 anni, originario del Burkina Faso, milanese e cittadino italiano, aggredito e brutalmente ucciso a sprangate per un pacchetto di biscotti. Nella notte tra sabato e domenica, dopo la sosta in un bar, Abdul e altri due giovani sono stati raggiunti da un furgone da cui sono scesi due uomini (secondo la questura, padre e figlio gestori del bar) che li hanno accusati di avere rubato dei biscotti, e al grido di "sporchi negri vi ammazziamo" e si sono scagliati sui giovani, ferendo a morte Abdul e continuando a urlare "negri di merda". Una aggressione omicida razzista che dimostra e conferma la deriva sociale che sta attraversando da tempo il nostro paese. Ai problemi derivanti dall’immigrazione, gestita con norme legislative che creano disagio sociale, clandestinità e assenza di diritti, si stanno sommando le campagne politiche xenofobe e razziste che autorizzano una folle giustizia "fai da te", dove è legittimo uccidere per il sospetto di aver rubato un pacco di dolci. A questo scenario si aggiunge la crisi sociale ed economica crescente, crisi che sta fomentando paure e insicurezze che trovano in chiunque sia diverso e anche nell’immigrato (poco importa se regolare, irregolare o cittadino italiano) un nemico, un responsabile, un pericolo da eliminare. Ma non si tratta di un processo spontaneo ma di una precisa volontà politica di questo Governo, che, non volendo dare risposte concrete all’immiserimento dei settori popolari, cerca di recuperare consensi giocando sull’intolleranza e sulle paure degli italiani, con una politica fatta di "emergenza sicurezza", disegni di legge anti-degrado e nuovi poteri repressivi estesi anche ai sindaci. Ma i problemi reali restano, come restano sull’asfalto le macchie di sangue di Abdul, alla famiglia ed ai sui amici e cari va la nostra solidarietà.
Federazione RdB CUB Viterbo (Lino ROCCHI)


15 settembre 2008 - Corriere Adriatico

Entrano subito in funzioneil servizio di trasporto e le mensecon quattromila pasti servitial giorno. Ma già incombe il primo sciopero in programma venerdì
Primo giorno di scuola per materne, elementari, liceo scientifico e Agrario
Cinquemila studenti tornano in classe
di FRANCESCA CAMAIANI

ASCOLI - Si conclude questa mattina il rientro a scuola per gli oltre 3000 bambini che oggi torneranno nelle aule. Il nuovo anno scolastico entra a regime per le scuole primarie, per quelle dell’infanzia (ex materne) e per la sezione Primavera presso la sede di Malaspina. Incominciano le lezioni anche per gli studenti un pò più grandi del liceo scientifico Orsini e dell' istituto tecnico agrario Ulpiani, gli ultimi due istituti superiori a riprendere l'attività didattica. Nel totale la ripresa delle lezioni varrà per circa cinquemila studenti. Bambini e ragazzi faranno fatica a recuperare i consueti ritmi di vita, ma oggi, indubbiamente, i meno scontenti e i più emozionati saranno i bambini della classe prima (per un totale di circa 450 new entry) che incominciano il ciclo obbligatorio di studi e, che insieme alle loro famiglie, entrano a fare parte, per la prima volta, del mondo della scuola. Rispetto all'anno passato le classi sono più numerose con un numero medio di alunni per ogni classe che si attesta a 25 alunni. Numeri che scendono a 20 e salgono a quota 28 alunni per aula. Affollamenti a parte, anche per questo anno i segnali di avvio sembrano buoni. A detta dell'assessore comunale alla pubblica istruzione, Gianni Silvestri tutto è regolare: i lavori di manutenzione ordinaria presso le scuole sono terminati come sono stati ultimati anche gli interventi straordinari iniziati durante l'estate. Da oggi entrano subito in funzione il servizio di trasporto con gli scuolabus e il servizio mensa per i bambini del tempo pieno con cucine all'opera nelle scuole di San Filippo e Giacomo e di Monticelli. A questo proposito sempre l'assessore Silvestri ha garantito che l'ampliamento della cucina della scuola primaria Don Giussani, che sarebbe dovuto terminare entro l'estate, sarà finito per il mese di ottobre. Dopodichè si procederà all'allestimento della sala adibita al refettorio. Le mense - cucina che operano e/o servono nelle scuole sono ben sei (SS.Filippo, Ferrucci, Tofare, Monticelli, Mozzano e via Kennedy) e preparano i pasti per 14 scuole tra quelle della primaria e dell'infanzia e per tre asili nidi. Per un totale di circa 4000 pasti al giorno. Anche dal punto di vista dell'organico, il nuovo anno scolastico inizierà con il corpo docente quasi al completo: in questi giorni si affideranno gli ultimi incarichi annuali. E in settimana tutte le cattedre dovrebbero essere coperte. Archiviate le vacanze estive, dopo quasi tre mesi di vacanze, saranno undici le festività previste nel corso di questo anno scolastico: si comincerà con il primo novembre (Tutti i Santi) per proseguire con l'8 dicembre, il 25 e 26 dicembre, il primo e il 6 gennaio, il lunedì di Pasqua, il 25 aprile, il primo maggio, il 2 giugno. Oltre a queste date le lezioni sono sospese per le vacanze natalizie dal 22 dicembre 2008 al 5 gennaio 2009, per quelle pasquali dal 6 all'11 aprile 2009 e poi sabato 2 maggio e lunedì 1 giugno 2009. Le lezioni termineranno mercoledì 10 giugno 2009. ma non per tutti gli studenti che avranno ad attenderli la prova di Stato che si svolgerà il 18 giugno per la scuola secondaria di primo grado, mentre per la scuola secondaria superiore la prima prova scritta inizierà il 25 giugno 2009. Intanto però la prima pausa potrebbe esserci già venerdì prossimo per il primo sciopero contro il ministro Gelmini indetto dalla Cub con l'assemblea generale a Roma per tutto il personale precario della scuola.


15 settembre 2008 - La Sicilia

Accrescere le potenzialità commerciali e una interlocuzione col presidente della Regione, le strade da seguire per invertire la rotta dello smantellamento ferroviario
Ferrovie, ultima chiamata
Per salvare il settore, due obiettivi da concretizzare dopo il vertice alla Provincia
di Giorgio Liuzzo

Ragusa - La riunione indetta, ieri mattina, dal presidente della Provincia regionale di Ragusa, Franco Antoci, per verificare le iniziative da mettere in campo per il potenziamento del servizio ferroviario in provincia di Ragusa si è chiusa con due obiettivi operativi. In sala Giunta, il capo dell'amministrazione dell'ente di viale del Fante ha chiamato a raccolta la deputazione dell'area iblea, la Cub trasporti e i rappresentanti delle associazioni di categoria oltre ai rappresentanti dei Comuni di Ragusa e Comiso, quelli in cui gli scali merci hanno perso valore specifico rispetto allo scorso anno. Ma quali sono i due obiettivi operativi? Il primo riguarda l'interlocuzione da avviare con la Regione Siciliana, con un incontro col presidente Raffaele Lombardo e l'assessore ai Trasporti Titti Bufardeci, per verificare le volontà del Governo regionale sulle prospettive di potenziamento del trasporto ferroviario nel confronto con Trenitalia. Il secondo è la possibilità di accrescere le potenzialità commerciali per il trasporto ferroviario cargo in modo da fornire a Trenitalia motivi per un investimento nel territorio invece che parlare di dismissioni e di chiusure degli scali ferroviari. Una riunione promossa dalla Camera di commercio con le aziende imprenditoriali e commerciali interessati al trasporto ferroviario si terrà nei prossimi giorni, e prima dell'incontro col Governo regionale, per avere contezza della potenzialità commerciale del settore cargo. «Siamo arrivati alla determinazione di verificare le potenzialità di sviluppo del trasporto ferroviario - dice il presidente Antoci - che riteniamo fondamentale per avere un territorio totalmente infrastrutturato con un "passaggio" con le associazioni datoriali per avere un quadro chiaro delle richieste del territorio in modo da convincere i vertici di Trenitalia ad investire in questo territorio. La testimonianza del presidente del Consorzio Marmi Blanco conferma l'interesse di una classe imprenditoriale ad avere un trasporto ferroviario efficace e puntuale e questo sosterremo con i vertici di Trenitalia e con i rappresentanti del Governo regionale. Senza tralasciare anche la prospettiva in sintonia con la Provincia di Siracusa di lavorare alla concreta realizzazione della metropolitana di superficie».
Decisamente più pessimistica la presa di posizione del coordinatore provinciale della Cub trasporti, Pippo Gurrieri. «Apprezziamo la buona volontà - afferma - che i nostri rappresentanti istituzionali hanno messo in campo così come è già accaduto in altre occasioni. Però, sento ripetere sempre le stesse parole e di fatti non ne accadono. Anzi, i fatti tendono a penalizzare, sempre e comunque, la nostra realtà». Ma il prefetto non era riuscito a risolvere la questione? «Apprezziamo l'operatività del rappresentante di Governo - dice ancora Gurrieri - ma la divisione Cargo di Trenitalia non ha fatto altro che confermare quanto già aveva detto. Non chiude gli scali merci ma al contempo non li fa ritornare allo stesso grado di operatività che avevano prima. E, anche per quanto emerso ieri mattina, riteniamo che l'economia della provincia di Ragusa abbia bisogno d'altro».


15 settembre 2008 - La Tribuna di Treviso

Fiumicino, assistenti di volo in corteo Contestate le dichiarazioni di Angeletti

FIUMICINO - È contraddittorio l’aspetto dell’aeroporto Leonardo da Vinci dove, ad uno scenario di apparente normalità, al piano partenze, con i check-in e le biglietterie dell’Alitalia aperti, fa da contraltare quello che si vede un piano sotto, nella zona arrivi, tra i terminal B e C. Qui, poco dopo mezzogiorno, un gruppo di un centinaio di assistenti di volo dell’Alitalia, fuori dall’orario di lavoro, qualcuno anche con bambini al seguito, si scambiano opinioni sugli ultimi sviluppi della situazione. C’è chi sarebbe propenso ad andare a Roma, al ministero del Lavoro, «per far sentire la nostra voce», e chi, invece, insiste perchè si resti invece a Fiumicino, «perchè il patrimonio della compagnia è qui»come dice uno steward al megafono. «Non spezziamo il fronte», incalza poi qualcun altro. «E’ da vent’anni che lavoro in Alitalia - racconta una hostess - Anche mio marito lavora per l’Alitalia da vent’anni: lui è un pilota e ora si trova a New York». La manifestazione di protesta ha coinvolto oltre centocinquanta assistenti di volo. I rappresentanti della Cub Trasporti hanno letto al megafono le dichiarazioni, fischiate dai presenti, apparse su un quotidiano del segretario della Uil, Luigi Angeletti.


15 settembre 2008 - Avvenire

LE PROTESTE
A Fiumicino in 300 manifestano in silenzio

MILANO - Circa 300 lavoratori di Alitalia hanno improvvisato ieri una manifestazione all’aeroporto di Fiumicino per protestare contro lo stallo nelle trattative per la cessione della compagnia aerea. Dalle 12, vari dipendenti di Alitalia tra assistenti di volo e impiegati hanno iniziato a camminare in silenzio attraverso la hall delle partenze internazionali, con addosso cartelloni con varie scritte, tra cui «Berlusconi Alitalia ci penso io», «Berlusconi, la cordata c’è, gli impiccati anche». Intorno alle 17, i manifestanti si sono seduti a terra in silenzio per ascoltare le notizie arrivate dai sindacalisti sull’esito dell’incontro tra il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi e i sindacati. Ascoltate le notizie, dal gruppo di dipendenti si è alzato un applauso ironico. «Con questa iniziativa intendiamo sensibilizzare l’opinione pubblica e auspichiamo un intervento immediato del governo, affinché trovi una soluzione dignitosa per la nostra compagnia», ha spiegato uno dei manifestanti. Un rappresentante sindacale di Cub Trasporti ha spiegato poi che c’è la possibilità che scatti una mobilitazione permanente. «Chiediamo al governo di assumersi le proprie responsabilità. Fallite tutte le strategie della privatizzazione messe in atto, l’unica strada percorribile è la nazionalizzazione della compagnia».


14 settembre 2008 - Agi

ALITALIA: CONCLUSA MANIFESTAZIONE PROTESTA A FIUMICINO

(AGI) - Roma, 14 set. - Si e' conclusa poco dopo le 17 la manifestazione di protesta in aeroporto di oltre centocinquanta assistenti di volo Alitalia fuori dall'orario di lavoro. Al grido "tutti in treno", i manifestanti hanno poi brevemente sostato nel mezzo dell'area partenze del terminal C, mettendosi seduti per terra. Qui i rappresentanti della Cub Trasporti hanno letto al megafono le dichiarazioni, fischiate dai presenti, apparse oggi sul Corriere della Sera del segretario della Uil, Luigi Angeletti. "Qui - ha detto Fabio Frati, della Cub Trasporti - ci sono l'anima e il sangue della categoria. Ci hanno abbandonato da anni. Noi - ha proseguito - non firmeremo nulla. Sono generali senza esercito. Noi siamo l'Alitalia. Noi siamo l'azienda". Alle parole del rappresentate della Cub, e' quindi seguito un lungo applauso. Dopodiche' i manifestanti hanno fatto ritorno al varco equipaggi da dove erano partiti poco prima delle 16.30.


14 settembre 2008 - Ansa

ALITALIA: CONCLUSO CORTEO, FISCHIATE DICHIARAZIONI ANGELETTI

FIUMICINO (ROMA), 14 SET - Si e' conclusa poco dopo le 17 la manifestazione di protesta in aeroporto di oltre centocinquanta assistenti di volo Alitalia fuori dall'orario di lavoro. Al grido ''tutti in treno'', i manifestanti hanno poi brevemente sostato nel mezzo dell'area partenze del terminal C, mettendosi seduti per terra. I rappresentanti della Cub Trasporti hanno letto al megafono le dichiarazioni, fischiate dai presenti, apparse oggi su un quotidiano del segretario della Uil, Luigi Angeletti. ''Qui - ha detto Fabio Frati, della Cub Trasporti - ci sono l'anima e il sangue della categoria. Ci hanno abbandonato da anni. Noi non firmeremo nulla. Sono generali senza esercito. Noi siamo l'Alitalia. Noi siamo l'azienda''. Alle parole del rappresentate della Cub e' seguito un lungo applauso. Dopodiche' i manifestanti hanno fatto ritorno al varco equipaggi da dove erano partiti poco prima delle 16:30.


14 settembre 2008 - La Repubblica

Alitalia, nuovo assedio a Fiumicino
Al corteo degli assistenti di volo anche mamme e bambini
di FEDERICA ANGELI e FLAMINIA SAVELLI

Cinquecento dipendenti Alitalia in corteo per l´aeroporto Leonardo da Vinci. Una camminata pacifica dal terminal A degli arrivi nazionali fino alle partenze internazionali del terminal C, per dire «noi ci siamo, non lasciamo fallire la nostra compagnia». Sperano, non mollano, incrociano le dita, hanno paura. Tanta. Steward e hostess, molte accompagnate dai propri figli piccoli, cominciano a sfilare a suon di fischi, urli, slogan. Poi arriva la notizia che da domani l´Eni non fornirà più il carburante agli aerei Alitalia; poco dopo quella che 34 velivoli e 700, tra assistenti di volo e piloti saranno in cassa integrazione, infine la disdetta dei contratti, e dunque l´avvio della mobilità, dal 30 novembre. Ad annunciarlo attraverso un megafono sono i rappresentanti sindacali della Cub Trasporti e della Sdl.
Dagli schiamazzi si passa al silenzio. I cinquecento si siedono tutti al centro del terminal C, quasi a dover metabolizzare la valanga di cattive notizie. Un bimbo biondo dagli occhioni verdi, sulle spalle di uno steward, suona, senza sosta, una trombetta da stadio. Ma è l´unico rumore che interrompe minuti angosciosi carichi di pessimismo. «A quanto ho capito la fine è arrivata davvero - dice sgomento Alberto B. - da domani saremo tutti a spasso». La manifestazione riprende e finisce quaranta minuti dopo - alle 16.15 - al briefing equipaggi, che da ieri è diventato presidio permanente.
«Se lunedì qualche volo Alitalia dovesse rimanere a terra, la categoria degli assistenti di volo deciderà quale azione intraprendere. La categoria è molto unita e molto arrabbiata», dichiara Cesare Albanese, rappresentante sindacale Sdl e assistente di volo da quasi 20 anni.
Sul fronte politico in serata arrivano commenti preoccupati. «I numeri degli esuberi Alitalia, ora dopo ora, tendono a crescere», dichiara il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. «Anche risolvendo Alitalia io temo che poi ci si troverà di fronte qualcosa di molto più grande». «Il governo colpisce con una violenza inaudita gli interessi di Roma», interviene Michele Meta, capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera dei Deputati. Come lui il segretario regionale dell´Udc Luciano Ciocchetti: «È necessario un piano industriale alternativo a quello proposto da Cai che, così come è provocherebbe nella nostra regione una catastrofe sociale di proporzioni inimmaginabili».


14 settembre 2008 - Liberazione

Il 5 ottobre il voto dei cittadini. Ieri a manifestare erano presenti anche i No Tav e i No Mose Vicenza, il referendum comincia in piazza
In seimila contro la nuova base Usa
di Checchino Antonini

Vicenza - Da un paio d'anni l'autunno dei movimenti inizia a Vicenza. In ogni senso. Nel senso di autunno caldo: è qui l'epicentro delle comunità resistenti che, giusto un anno fa, siglavano sotto i tendoni del Festival No Dal Molin il Patto di mutuo soccorso. Nel senso meteorologico di autunno freddo: è sempre qui che, ieri, la tregua concessa dalla prima forte pioggia è durata il tempo necessario alla coda del corteo di superare i cancelli del Dal Molin. Dietro la rete, visibilissimo lo spiegamento di celere e carabinieri e il boschetto piantato l'anno scorso da un corteo analogo. Chi arriverà sotto i tendoni del festival riuscirà a sentire Cisco, ex dei Modena City Ramblers, il comico Natalino Balasso e il presentatore radiofonico Massimo Cirri. «A due giorni dalla chiusura - racconta Mariano Trevisan - la kermesse del Presidio permanente registra già 4mila presenze più dello scorso anno».
S'era partiti in corteo da Piazza Matteotti, in fondo a Corso Fogazzaro che spacca il centro storico, appresso a una Marsigliese suonata dalla Fanfara No Dal Molin, costituita per l'occasione. Il fisarmonicista ammette di aver provato una sola volta, ma la «chiamata ai giacobini» sembra funzionare. Ci sono pressoché tutte le anime della città, dai cattolici pacifisti, ai cittadini del coordinamento dei comitati, dalla Cub ai collettivi studenteschi. I duemila partecipanti attesi diventano il triplo anche se questura e agenzie di stampa fingono di non accorgersene. «Eleveremo torri in ogni dove - dice ai "giacobini" una voce dal camion di testa - torri di musica». Intanto, però, sul cassone si traffica con certi tubi innocenti. Finirà che a spuntare, a ridosso della rete dell'aeroporto, sarà pure la torretta per l'avvistamento di eventuali cantieri. Recita uno dei cartelli: «La vostra carica non ci scarica». Sette giorni prima, un centinaio di manifestanti, pacifici e autorizzati, aveva provato a issare quella torretta ma era stato caricato a freddo. Pare sia il modo del nuovo questore di reprimere gli "abusi edilizi". Più realistico che sia il modo del Viminale di partecipare alla campagna referendaria. A gamba tesa è entrato anche il premier Berlusconi con una lettera minatoria al sindaco Variati, centrosinistra, che ha espugnato la città da tempo in mano alla destra proprio sull'onda del rifiuto della nuova base. «Ha detto che il referendum fomenterebbe disordini, questa è l'idea che Berlusconi ha della democrazia», spiega Cinzia Bottene, consigliera comunale di Vicenza Libera, la lista ispirata dal Presidio permanente.
Il 5 ottobre i vicentini si recheranno alle urne per dire se vogliono che l'area dell'aeroporto, il più grande polmone verde a nord del centro, sia destinata a usi civili anziché a ospitare la 173ma Brigata aviotrasportata dello Zio Sam nei suoi andirivieni dai teatri della guerra globale. I No Dal Molin voteranno Sì. Rifondazione, con 40mila volantini in stampa e il lavoro all'interno dei comitati, è pronta a fare la sua parte, dice il segretario provinciale Ezio Lovato. L'ultimo sondaggio, elaborato da un istituto in odore di leghismo e diffuso in estate dal Corsera veneto, dava il Sì al 56% e ammetteva un 30% di elettori di centrodestra contrari alla base. Probabilmente è per questo che il consiglio provinciale resterà inattivo fino a dopo la consultazione. Lo spiega Emilio Franzina, consigliere per il Prc: «Hanno paura che si aprano contraddizioni tra i leghisti», dice accennando le questioni della falda acquifera - minacciata sia dalla base che dalla finta compensazione della tangenziale che, in realtà, servirà a collegare nuova e vecchia Ederle - e della fiscalità locale che servirà a pagare l'ingombrante alleato e i suoi cantieri. «E' uno dei "buchi" lasciati dal vecchio sindaco alla città», riprende Bòttene. Hullweck - ex fascista, ex leghista, poi sindaco forzista, trombato alle politiche e riciclato nella segreteria di Bondi - ha avuto la faccia tosta di criticare lo stanziamento di 120mila euro (1,5 euro a cranio) per la consultazione ma non s'è fatto scrupoli di restituire indebitatissima (1300 euro a vicentino) alla città una municipalizzata ereditata in attivo e un milione e 300mila euro di debiti fuori bilancio. Alla Corte dei conti non mancherà lavoro.
Tra le delegazioni forestiere spiccava quella valsusina No Tav e, sparsi per il corteo c'erano gruppi di fiorentini, bresciani, veneziani No Mose, trentini che si battono contro una cittadella militare a Mattarello, alcuni abitanti di Chiaiano, molte le bandiere arcobaleno, qualcuna di Sinistra critica, del Pdac, t-shirt "antifa". Gettonatissimo lo slogan: «Valsusa/Vicenza: nessuna differenza». Anche il popolo No Tav, racconta Salvatore di Alpignano, è a un punto cruciale con i consigli comunali che, proprio la prossima settimana, dovranno dire apertamente da che parte stanno.
«Questa relazione tra le comunità è fondamentale e va ritrovata - avverte, in fondo al corteo, Paolo Cacciari, ex deputato veneziano del Prc - perché la strategia di Berlusconi è quella di isolarle e colpire una ad una: Chiaiano, gli zingari, i maestri, Susa… Ha dichiarato guerra alla società e il collasso della sinistra ha tolto tessuto connettivo ai movimenti».


14 settembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

IL CASO. Poca musica e meno slogan anche se le condizioni meteo non hanno aiutato
Quella sfilata sottotono ha scordato l’allegria
di Gian Maria Maselli

Vicenza - Anche prima che si mettesse a piovere, il corteo era iniziato come una tranquilla passeggiata. E così è proseguito fino al termine, a Cresole, all'arrivo nel campo della festa No Dal Molin.
Ma, sempre prima della pioggia il serpentone, pur se composto da una folla di tremila persone, aveva da subito assunto un tono un po' dimesso. Niente a che vedere con le sfilate allegre e un po' fracassone dei cortei in grande stile. Niente torpedone di furgoni con sopra le casse a sparare musica di intrattenimento: ce n'erano al massimo un paio, rinforzati da una folkloristico banda di musicanti.
La buona notizia è che ancora una volta gli spauracchi sull'ordine pubblico si sono rivelati privi di fondamento: non hanno avuto grattacapi gli uomini di polizia e carabinieri che con discrezione, a distanza, in un numero non superiore alla cinquantina (ma molti di più erano nei paraggi pronti a intervenire) chiudevano il corteo a bordo dei loro automezzi.
Dunque, la testimonianza democratica dei No Dal Molin "a favore della consultazione popolare del 5 ottobre e del diritto di attuare iniziative senza subire violenze", c'è stata ed è filata liscia sul fronte della tranquillità. Eppure qualcosa mancava. Ad esempio: erano quasi del tutto assenti le famiglie. Una persona che al corteo c'era, Germano Raniero, leader del sindacato Rdb-Cub, si è domandato: «Ammettiamo che cinque famiglie vicentine non siano venute per paura del maltempo e altre quattro per paura di tafferugli. E la decima famiglia, dov'era?».
Non è dato sapersi se la lunga passeggiata (da piazza Matteotti a contrà San Marco e di lì a piazzetta Gioia e poi lungo in via Sant'Antonino) abbia avvertito la mancanza di questa componente esclusivamente per colpa delle condizioni meteo. Altra sfumatura che non è passata inosservata: giunto all'altezza della rete di recinzione del Dal Molin che costeggia via Sant'Antonino, davanti alla sede dell'aeroclub, il corteo si è un po' sfilacciato. Se il grosso dei partecipanti ha sostato solo brevemente, altri avevano deciso che quella doveva essere l'unica e vera meta del corteo. Come Germano Raniero, sempre lui, che con alcuni dei suoi ha partecipato da cittadino all'iniziativa. Megafono alla mano, con qualche centinaio di partecipanti non organizzati, il leader sindacale ha sostato più a lungo davanti al Dal Molin, mentre il resto del corteo proseguiva, forse desideroso di non creare frizioni con la cinquantina di poliziotti schierati davanti ai loro blindati all'interno del perimetro dell'aeroporto.
«Ma il senso di queste manifestazioni - è in sintesi il pensiero di Raniero - dev'essere il ricordare che su quest'area si vuol fare una base militare, che prepara guerre. Andare fino al festival? Non vedo perché».
Insomma, il corteo è andato comunque a buon fine. Ma qualcosa da sistemare, o recuperare, forse c'è, per l'arcipelago dei No Dal Molin.


13 settembre 2008 - La Nuova Venezia

SCIOPERO Aeroporto

Venezia - Mercoledì 17 settembre l’aeroporto di Tessera sarà interessato da uno sciopero di 24 ore del personale di Save, proclamato dalla sigla sindacale Cub Trasporti. Si fermano anche i dipendenti delle società di handling Sav, Gh e Aviapartner. Previsti, informa Save, rallentamenti nelle procedure di assistenza ai passeggeri e agli aeromobili.


13 settembre 2008 - Ansa

ALITALIA:FIUMICINO;FRATI (CUB), PRONTI A MOBILITAZIONE

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 13 - ''Il commissario straordinario Fantozzi ha convocato i rappresentanti sindacali alle 14. Tutti i dipendenti in turno attendono notizie: se saranno cattive, scattera' immediatamente la mobilitazione''. Lo ha annunciato il rappresentante sindacale dei Cub Trasporti (RPT Cub Trasporti) comparto volo Fabio Frati che con altri sindacalisti e' presente all'assemblea spontanea davanti all'esterno dell'uscita del terminal B dell'aeroporto di Fiumicino. Frati ha detto che il ''presidio'' degli assistenti di volo e impiegati sara' permamente''. ''Chiediamo al Governo di assumersi le proprie responsabilita' - prosegue Frati - fallite tutte le strategie della privatizzazione messe in atto, l'unica strada percorribile e' quella della nazionalizazione della compagnia. Il Governo dovrebbe tutelare un bene pubblico come l'Alitalia che non e' certo fallita per colpa dei lavroatori''. I partecipanti all'assemblea nel frattempo sono diventati circa 300, ma per ora la loro presenza non provoca problemi ne' per i passeggeri ne' per il traffico stradale.

ALITALIA: CORTEO ASSISTENTI DI VOLO IN AEROPORTO FIUMICINO

(ANSA) - FIUMICINO, 13 SET - Poco dopo le 15.30 un corteo di almeno 150 assistenti di volo Alitalia, per lo più in borghese e alcuni dipendenti di terra, fuori dall'orario di lavoro, si è spostato dal varco equipaggi, dove ha sostato già dalla mattina, per sfilare poi con striscioni ed altri slogan di protesta in aeroporto. Ad aprire il corteo, che è scortato da polizia e carabinieri, uno striscione su cui è scritto 'Mobbasta precari Alitalia. Movimento di base assistenti di volo stagionali Alitalia'. Nel corteo composto da personale di volo, tutti in borghese, e che in alcuni casi hanno portato con sé bambini in passeggino, spuntano anche bandiere della Cub trasporti, mentre hostess e steward urlano e suonano trombe da stadio. Lentamente i manifestanti, battendo ripetutamente le mani, si sono recati al terminal Partenze dei voli nazionali, per poi entrare nell'area check-in.

ALITALIA: TERMINA CORTEO ASSISTENTI DI VOLO A FIUMICINO

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 13 SET - E' durata circa 40 minuti la manifestazione spontanea organizzata oggi in aeroporto da oltre 150 assistenti di volo Alitalia fuori dall'orario di lavoro. Dal terminal dei voli nazionali, dove si erano direttamente recati partendo dal varco equipaggi, il corteo si e' poi spostato nella zona partenze del terminal C, dedicata ai voli internazionali e intercontinentali. Dalle ripetute battute di mani, suoni di tromba e fischi, si e' poi passati ad un silenzio ''assordante'', quando i manifestanti si sono fermati nel mezzo del terminal per mettersi poi tutti seduti. Nei circa 10 minuti di sosta, attraverso un megafono, i rappresentanti sindacali della Cub Trasporti e della Sdl si sono rivolti ai lavoratori, comunicando le ultime notizie in cui si faceva presente che il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi aveva detto ai sindacati che avrebbe aperto a partire da lunedi' la procedura di cassa integrazione straordinaria per il personale di volo dei 34 aerei che sono gia' a terra. Ma a far scattare un applauso dalle tinte fortemente ironiche e' stato poi l'annuncio, riferito sempre dai sindacalisti, che Fantozzi avrebbe detto che i voli saranno garantiti fino a domani, ''da lunedi' no, perche' non ci riforniscono di carburante''. A questo punto dai manifestanti si sono alzati grida di protesta nei confronti anche del governo. Verso le 16:15 hostess e steward hanno quindi lasciato le partenze dei voli internazionali per ritornare a radunarsi davanti al varco equipaggi.


13 settembre 2008 - Agi

ALITALIA: CONCLUSA PROTESTA ASSISTENTI DI VOLO A FIUMICINO

(AGI) - Roma, 13 set. - Si e' conclusa dopo 40 minuti la protesta degli assistenti di volo Alitalia a Fiumicino. Il corteo, composto da personale in borghese e fuori dall'orario di lavoro, si e' spostato dall'area dei voli nazionali ai check-in internazionali. Qui il clima della protesta ha subito un rapido cambiamento: da un rumososo battimani si e' passati istantaneamente a un silenzio assoluto. Seduti per terra i lavoratori hanno ascoltato gli interventi dei rappresentanti della Cub trasporti e dell'SDL (sindacato dei lavoratori) che li hanno aggiornati sulle posizioni espresse da Fantozzi e sulla possibilita' che da lunedi' i primi aerei restino a terra per mancanza di carburante. Un ironico applauso ha accolto le parole dei sindacalisti. Poi, la protesta e' terminata: i dipendenti sono tornati al varco equipaggi da dove era partito il corteo.


13 settembre 2008 - Roma Città

Alitalia, i Cub: "Se da Fantozzi risposte negative,
a Fiumicino scatterà subito la mobilitazione"

"Il commissario straordinario Fantozzi ha convocato i rappresentanti sindacali alle 14. Tutti i dipendenti in turno attendono notizie: se saranno cattive, scatterà immediatamente la mobilitazione". Ad annunciarlo è stato il rappresentante sindacale dei Cub Trasporti Fabio Frati.


13 settembre 2008 - L'Unione Sarda online

Alitalia arriva Berlusconi. Incontro con i sindacati
Conclusa a Palazzo Chigi la riunione su Alitalia ora l'incontro con i sindacati. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha lasciato Bari per fare rientro a Roma dove seguirà la trattativa su Alitalia

Si è conclusa la riunione su Alitalia a Palazzo Chigi, alla quale hanno preso parte il commissario straordinario Augusto Fantozzi, l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ed il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, che hanno incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.
BERLUSCONI. "Non è vero che il governo chiude la trattativa. L'Esecutivo è sempre disponibile con i suoi ministri, e oggi anche con il presidente del Consiglio, per dare tutto il supporto possibile per giungere all'unica soluzione possibile per evitare il fallimento della compagnia". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi conversando con l'Ansa mentre stava rientrando a Roma, dopo aver partecipato all'inaugurazione della Fiera del Levante a Bari, per seguire direttamente la vicenda Alitalia. "Questa situazione mi preoccupa moltissimo, non riesco a capire cosa succede e perché ci sia questo atteggiamento suicida, ci sono motivazioni politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori. Oggi mi incontro con il sottosegretario Letta per dare il contributo alla soluzione del problema". Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi, conversando telefonicamente con l'Ansa mentre stava rientrando a Roma, dopo aver partecipato all'inaugurazione della Fiera del Levante, per fare il punto sulla vicenda Alitalia.
SACCONI. Sulla vicenda Alitalia sono rimasti aperti due-tre temi importanti sui quali il governo cerca un punto di incontro tra le parti. Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi nel corso di un'intervista al Tg2. Il governo "sta cercando il punto d'incontro tra le parti sui due-tre, peraltro rilevanti, temi che sono rimasti aperti" e sta anche "sostenendo in queste ore il commissario Fantozzi nella sua difficile attività di far sopravvivere la società". Sacconi ha ribadito anche che sono "ore decisive" ed è "una giornata importantissima anche perché ci sono già scricchiolii nell'operatività della società". Quanto all'esito della vicenda il ministro torna a dire: "Al 50% sono possibili tutti e due gli esiti". Alla domanda se il confronto continuerà anche domenica, Sacconi ha risposto: "C'è un punto oltre il quale diventa inutile e siamo molto vicini a questo punto".
FANTOZZI. "Non sto dichiarando il fallimento per stasera, ma la situazione è davvero grave". Lo ha detto il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi uscendo da Palazzo Chigi. "Le cose stanno precipitando ci sono problemi di rifornimento carburante, i creditori spingono i freni, la cassa sta finendo, ci sono problemi di voli. Le cose precipitano", ha riferito Fantozzi aggiungendo che per questo serve buona volontà da parte di tutti. "Vado doverosamente ad ascoltare i sindacati - ha proseguito - ho ascoltato il Governo. Ai sindacati dirò quello che devo dire e farò quello che devo fare". Per Fantozzi, "è il momento che tutti dimostrino buona volontà. Alitalia deve salvarsi. Ognuno - ha ribadito - deve fare la sua parte, i lavoratori ma anche Cai".
SABELLI. "Sulla piattaforme contrattuale sul piano la nostra posizione è ferma. C'è disponibilità assoluta ma la nostra posizione è ferma". Lo ha detto l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, uscendo da Palazzo Chigi. E ha aggiunto: "Non ci muoviamo da lì". "Crediamo nel progetto" ha aggiunto l'amministratore delegato di Cai, al termine della riunione a palazzo Chigi. "Abbiamo ribadito al dottor Letta - ha spiegato Sabelli - la nostra posizione sulla piattaforma contrattuale e sul piano" che è, "ferma".
AVIA. La convocazione da parte del commissario di Alitalia Augusto Fantozzi "può essere una utile occasione per stemperare la tensione. Ci auguriamo che i soggetti industriali e finanziari alternativi alla Cai, rompano gli indugi e manifestino con chiarezza il loro interesse per Alitalia". Lo afferma il presidente di Avia, Antonio Divietri assicurando che "in presenza di un progetto concreto, gli assistenti di volo non faranno mancare il loro più completo supporto". In queste ore, prosegue Divietri, "le strutture sindacali di Avia, insieme ad altre, sono presenti nei centri equipaggi per ribadire l'importanza di assicurare la regolarità delle operazioni di volo. Gli assistenti di volo non cadranno nella trappola degli 'sfascistì. Siamo ben consapevoli che il nostro unico capitale è il passeggero, che va tutelato dalle turbolenze generate di chi auspica il 'tanto peggio, tanto megliò".
PALENZONA. "Nè ADR nè il presidente Palenzona hanno mai avuto a nessun titolo contatti con British Airways e Lufthansa". E' quanto afferma in una nota il presidente Fabrizio Palenzona smentendo quanto scritto dal Sole 24 Ore e sottolineando che "l'offerta CAI è l'unica soluzione possibile al problema Alitalia". Per questo si augura che "si trovi un'intesa in tempi rapidi nell'interesse dei lavoratori, della compagnia e del Paese".
LA RUSSA. Sulla questione Alitalia "nelle trattative tutti debbono essere pronti a fare un passo indietro". Lo ha sostenuto il ministro della Difesa Ignazio La Russa a margine del Convegno del Coordinamento legali della Confedilizia a Piacenza. "E' già importante - ha aggiunto La Russa - che si sia capito che tutte le categorie avevano bisogno di una discussione specifica, credo che a questo punto spetti anche ai piloti comprendere la gravità della situazione".
BOSSI. "Io credo che i sindacati dovranno accettare perché i lavoratori vogliono i posti di lavoro e sennò rischiano di essere scaricati": lo ha detto Umberto Bossi rispondendo a una domanda dei giornalisti su Alitalia al termine della sua visita a Chignolo Po nell'ambito della tre giorni leghista sul Po. "Speriamo - ha detto Bossi - che tutti abbiano coscienza che l' interesse non è quello dei sindacati ma quello dei lavoratori. Io credo che alla fine saranno disponibili ad accettare un accordo intermedio".
SCHIFANI. "Lasciamo fare il suo lavoro al governo, so che sta facendo grandi sforzi e c'è chi sta lavorando per questo". Così Renato Schifani, presidente del Senato, ha risposto ai cronisti che a margine del seminario di Fi a Gubbio gli chiedevano un commento sulla crisi di Alitalia.
FORMIGONI. "In questo momento è prioritario che si raggiunga un accordo nelle discussioni che sono in corso a Roma, io mi auguro che questo accordo sia raggiunto. Se non fosse raggiunto si andrebbe verso scenari foschi, verso un fallimento di Alitalia che sarebbe un danno grave per tutto il paese". Così il Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, sulla trattativa Alitalia a margine dell'inaugurazione del Museo dell'energia idroelettrica a Cedegolo (Brescia). "Io mi auguro - ha detto ancora Formigoni - che tutti gli attori in gioco sappiano trovare un accordo perché è l'unica strada percorribile per poter di nuovo dare un futuro a una compagnia aerea che rimanga italiana che possa dunque servire gli interessi turistici e imprenditoriali del nostro Paese. In questo momento noi attendiamo che da Roma arrivino notizie positive, dopodichè saremo in grado di riprendere a dare il nostro contributo di riflessione su quelli che possono essere i progetti di sviluppo di una compagnia di bandiera che sa bene d'avere in Lombardia dei clienti e dei potenziali clienti molto forti perché il mercato aereo è soprattutto in Lombardia".
GASPARRI. "Sono convinto che per Alitalia ci siano speranze positive": così Maurizio Gasparri capogruppo Pdl al Senato a margine del 18esimo convegno del Coordinamento legali della Confedilizia a Piacenza. "Viaggio in aereo ogni giorno e ho visto un atteggiamento molto responsabile del personale - ha raccontato -. Mi è capitato spesso in passato di raccogliere sfoghi di piloti, steward ed hostess ma in questi giorni che sono stati di grande preoccupazione ho notato da parte di tutto il personale un forte senso di responsabilità che incoraggia a ben sperare. D'altro canto i meccanismi messi in moto dal decreto che il Governo ha varato - ha aggiunto Gasparri - sono di ampia garanzia perché anche gli esuberi, che sono contenuti rispetto alle dimensioni di Alitalia, parliamo di 3.000-3.500 persone, sono accompagnati da tutele che durano addirittura sette anni. Ammettiamo che il dipendente Mario Rossi non venga riassorbito: ha comunque sette anni davanti a sè tra cassa integrazione e mobilità".
FRATI. "Il commissario straordinario Fantozzi ha convocato i rappresentanti sindacali alle 14. Tutti i dipendenti in turno attendono notizie: se saranno cattive, scatterà immediatamente la mobilitazione". Lo ha annunciato il rappresentante sindacale dei Cub Trasporti (RPT Cub Trasporti) comparto volo Fabio Frati che con altri sindacalisti è presente all'assemblea spontanea davanti all'esterno dell'uscita del terminal B dell'aeroporto di Fiumicino. Frati ha detto che il "presidio" degli assistenti di volo e impiegati sarà permamente". "Chiediamo al Governo di assumersi le proprie responsabilità - prosegue Frati - fallite tutte le strategie della privatizzazione messe in atto, l'unica strada percorribile è quella della nazionalizazione della compagnia. Il Governo dovrebbe tutelare un bene pubblico come l'Alitalia che non è certo fallita per colpa dei lavroatori". I partecipanti all'assemblea nel frattempo sono diventati circa 300, ma per ora la loro presenza non provoca problemi nè per i passeggeri nè per il traffico stradale.
MANIFESTAZIONE. Manifestazione improvvisa, poco dopo le 12:00 e conclusasi un'ora dopo, all'aeroporto di Fiumicino: una ventina di dipendenti di Alitalia tra assistenti di volo e impiegati ha inscenato una singolare forma protesta. Intanto, fuori dal terminal arrivi si erano radunati circa 300 assistenti di volo.Camminando in silenzio, con vistosi cartelli addosso i lavoratori-sandwich con scritte come "Berlusconi Alitalia ci penso io", "Berlusconi, la cordata c'è, gli impiccati anche", hanno continuato, sotto gli occhi incuriositi dei passeggeri a sfilare avanti e indietro all'interno delle hall Partenze internazionali. "Cosa chiediamo? - ha spiegato uno dei manifestanti, assistente di volo da 22 anni - La salvaguardia dei posti di lavoro e degli stipendi già ridotti ai minimi termini. Con questa iniziativa intendiamo sensibilizzare l'opinione pubblica e auspichiamo un intervento immediato del Governo affinchè trovi una soluzione dignitosa per la nostra compagnia".


13 settembre 2008 - La Sicilia

Scali merci
Il Cub Trasporti riapre la vertenza
di Rossella Schembri

Ragusa - La vertenza sugli scali merci di Ragusa e Comiso è tutt'altro che conclusa. Con questa consapevolezza i rappresentanti iblei della Federazione lavoratori trasporti aderente al comitato unitario di base ieri hanno incontrato il prefetto Carlo Fanara, per sollecitare il rappresentante territoriale di Governo a proseguire nell'intavolare un dialogo costruttivo con Trenitalia. "Ciò che è stato prospettato come soluzione dai dirigenti di Trenitalia al nostro prefetto, cioè il mantenimento dell'attuale operatività degli scali - spiega il portavoce di Fltu Cub Trasporti Giuseppe Gurrieri - per noi è una falsa soluzione: abbiamo ribadito nel corso di questo incontro informale col prefetto che l'obiettivo da raggiungere è la piena operatività dei due scali merci, cioè vogliamo ritornare ad avere due scali che funzionavano come nel gennaio 2007". I lavoratori hanno sottolineato che continuano questa battaglia non per la tutela di posti di lavoro quanto per la tutela del territorio. "Le due unità per le quali è stato disposto il trasferimento a Gela non rischiano di perdere il lavoro - precisa Gurrieri - mentre è il territorio locale che continua a perdere terreno con Trenitalia, in favore di un mancato potenziamento del sistema ferroviario". I rappresentanti dei sindacati di base hanno illustrato il quadro della situazione che fa pensare a un definitivo smantellamento degli scali merci. "Già sono in atto progetti di eliminazione dei binari, per quanto riguarda lo scalo di Ragusa - scrivono i lavoratori in una nota consegnata ieri al prefetto - inoltre, fino a dicembre, a Ragusa giungeva ogni tipologia di merce, dal 2001 arrivavano merci nazionali per 31 mila tonnellate, di cui 24 mila e 800 di zucchero, 1240 di manufatti, 1133 di polpa di barbabietole e dall'estero giungevano quasi 32 mila tonnellate di merci". Oggi, questi numeri elencati da Gurrieri non hanno più senso. Il 31 luglio Trenitalia ha comunicato alle organizzazioni sindacali la cessazione delle attività produttive in 13 sedi di scali merci fra cui Ragusa e Comiso.


13 settembre 2008 - La Repubblica

Fiumicino presidiato dai lavoratori
Proteste e cortei: "Non siamo come i minatori inglesi, il governo non ci piegherà"
di LUISA GRION e CARLO PICOZZA

ROMA - Non ci credono che possa davvero finire nel peggiore dei modi, con la compagnia fallita e tutti a casa. Non ci credono perché - dicono - «Noi non saremo i minatori inglesi, ma questo governo non è la Thatcher» e non si assumerà la responsabilità di mandare 20 mila persone per strada. Tantomeno reggerà ai blocchi, quelli «veri» che durano settimane e che «ora non ci sono, ma domani chissà». Questo si raccontavano ieri hostess, steward e piloti dell´Alitalia riuniti in una sorta di assemblea permanente all´aeroporto di Fiumicino. Un´altra afosa e appiccicosa giornata d´attesa per capire i destini dell´azienda e ripetersi ancora una volta che «se la proposta della cordata non cambia, meglio la mobilità».
Tanti appelli all´unità, qualche tensione (specialmente quando al megafono qualcuno suggerisce di fare come Air France nel ´93 e di occupare le piste), ma niente voli cancellati e niente accessi bloccati. E una giornata dura, da vivere «uniti» e l´entrata per gli equipaggi dell´aeroporto si popola anche di dipendenti in ferie che tornano alla base, perché sentire le notizie alla radio o in tivù in questi momenti non basta. La protesta si «allunga» dal mattino alla sera e a un certo punto assume la forma di un corteo di 500 persone che attraversa le partenze dai nazionali agli internazionali, più volte, su e giù. Cori, slogan scanditi e battimani: si va dal «governo scemo, guarda quanti "semo"» all´«Alitalia siamo noi», da «chi non salta Berlusconi è» a «oggi a noi, domani a voi».
C´è la scorta delle forze dell´ordine e tanti passeggeri che guardano. Gli italiani osservano con una certa indulgenza (anche perché tutti i voli, questa volta, partono), gli stranieri non capiscono e fanno «ciao, ciao» con la manina o scattano foto. Alcune assistenti di volo si portano dietro i figli sistemati nel carrello per i bagagli («perché oggi bisogna esserci e si fa come si può»); Fabio Frati del sindacato autonomo Cub-trasporti agita la sua busta paga da assistente alle partenze con trent´anni di servizio («1560 euro, ma 400 sono di festivi, maggiorazioni e straordinari»). Il corteo fa tappa anche al check-in per Albenga, paese del ministro Scajola. «Quando è tornato ministro ha fatto rinascere il volo: il governo ci ha messo un milione di euro, sull´aereo - quando va bene - ci sono venti passeggeri». «Ecco», commentano Paolo Pagnotta e Alberto Giusti della Cgil, «in piccolo questo è l´Alitalia: una diligenza da assaltare».
Già perché il bandolo della matassa per i dipendenti è proprio quello: «noi abbiamo lavorato, altri hanno spremuto. Sono anni che qui mandano manager incapaci che hanno intascato megastipendi e ora continuano a pararsi il didietro: sono stati loro a far fallire l´azienda». Ora, tutti chiedono e scandiscono in coro: «u-ni-tà, u-ni-tà». La parola d´ordine è: «nessuno ceda ad una proposta irricevibile, perfino la mobilità fa guadagnare di più». Tutti d´accordo? Quasi tutti. «Ho parlato con tanti colleghi - dice uno steward in Alitalia da 25 anni - volete sapere quanti a quel tavolo direbbero di sì pur di salvare il posto? Uno su dieci».


13 settembre 2008 - L'Espresso

SPRECHI DI CASTA
VIGILI DELL'ACQUA

Sulle vacanze da sub di Gianfranco Fini e della sua compagna, la showgirl Elisabetta Tulliani, svoltesi nel mare toscano tra Orbetello e Giannutri, dal 21 luglio al 26 agosto, pende il giudizio di congruità da parte della Corte dei Conti. Motivo? L'esposto presentato da Antonio Jiritano, responsabile del sindacato di base dei vigili del fuoco, in cui si chiede il costo del servizio di assistenza prestato al presidente della Camera e compagna dai pompieri sommozzatori del nucleo di Grosseto. Servizio regolarmente autorizzato dal ministero dell'Interno, a partire dal 21 luglio, in coincidenza con le ferie di Fini, al fine di garantirgli un'adeguata assistenza nel corso delle sue escursioni in mare. Per il sindacato dei Vigili del Fuoco i pompieri non hanno il compito di fare da scorta agli uomini pubblici e quindi il costo sostenuto sarebbe improprio. Se la Corte dei Conti darà ragione a Jiritano, quelle di Fini rischiano di diventare vacanze molto care per lo Stato. Basta considerare che la squadra di sommozzatori a sua disposizione è stata di circa 10 unità e che lo stipendio mensile di un vigile del fuoco si aggira su duemila euro. Se il giudizio della Corte dei Conti è incerto, sicura invece è la multa che Fini dovrà pagare (fino a duemila euro) per essersi immerso, il 26 agosto scorso, nella riserva protetta e proibita di Giannutri. Mario Tozzi, presidente del parco dell'arcipelago, è inflessibile: la multa sarà comminata per legge all'intestatario della barca dei Vigili del Fuoco e a quanti si sono immersi nelle acque proibite, a cominciare da Fini, dalla sua compagna e dai sommozzatori al seguito.(M.La.)


13 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

Sanità, precari in sciopero

Bologna - IL SINDACATO di base Rdb-Cub ha proclamato uno sciopero generale dei lavoratori precari per l’intera giornata di venerdì 19 settembre; l’Azienda Usl informa che per effetto di questa agitazione potranno registrarsi problemi per l’erogazione dei servizi previsti per l’utenza presso le varie sedi aziendali. Lo sciopero dei lavoratori è previsto dall’inizio alla fine di ciascun turno di servizio.


13 settembre 2008 - La Stampa

PROTESTA
In sciopero le biblioteche universitarie

Mercoledì 17 scioperano le biblioteche universitarie gestite da cooperative i cui lavoratori aderiscono alla Flaica-Cub. Ci sarà anche un presidio di protesta a Palazzo Nuovo «contro l'Università, che evita ogni confronto sindacale dopo aver deciso il taglio del 10% sull’appalto: significherà una drastica riduzione del servizio e dei lavoratori. Una decisione indecente ed incompatibile con le richieste dell'utenza universitaria di aperture prolungate: in 4 giorni abbiamo raccolto 1500 firme di solidarietà».


13 settembre 2008 - EPolis Roma

La storia. A Tor Bella Monaca un casolare abbandonato
ora è abitato dal Blocco Precario Metropolitano
Il casale dell'altra occupazione esperimento per l'autorecupero
Per ora ci vivono poco meno di trenta persone, aiutate dalle famiglie del quartiere

Roma - Un casale abbandonato, nel cuore di Tor Bella Monaca, incastonato tra le case popolari di via San Biagio Platani e i palazzoni del quartiere. Sta lì, come un reperto di una Roma che non esiste più. Fino a due settimane fa era ricoperto di erbacce, pieno di sporcizia e topi, meta preferita per gli sbandati della zona. Oggi no, non lo è più. O almeno questo sperano gli attivisti del Blocco Precario Metropolitano che lo hanno occupato il 2 settembre scorso. Due piani, uno spazio che un tempo, forse era una stalla. Un altro locale staccato, in mezzo al giardino ampio che circonda il Casale. Le sterpaglie ricoprono la parte posteriore della costruzione, che però terrà, «con qualche lavoretto qua e là», dice Giulio indicando le macchie di umidità sul soffitto. Era è abbastanza pulito, il grosso della sporcizia è stato tolto. «Quando siamo entrati c'erano pure le siringhe piantate sulle porte». Oggi ci vivono quindici nuclei familiari, quasi trenta persone coordinati da Massimo Muccari. Con lui, Roberto, o Robertone come lo chiamano a Tor Bella Monaca e diversi ragazzi che quando hanno tempo passano di lì e danno una mano e una mamma, così la chiamano tutti: 74 anni, viene da un'altra occupazione dopo essersi ritrovata in mezzo alla strada. «È voluta venire con noi - spiega Roberto - e sono felice di vedere che lei qui sta bene». E poi tanta gente che si preoccupa anche solo di sapere se hanno mangiato. «Vogliamo aprire questo posto - spiega Roberto - renderlo al quartiere, come un centro di aggregazione per i ragazzi che vivono per strada. Vorremmo anche realizzare dei progetti per la scolarizazione magari con una piccola biblioteca e una sala computer». Al recupero dei casali quelli del Bpm ci pensano da un po'. La molla è scattata dopo il fattaccio di Ponte Galeria e dopo che il sindaco ha detto che avrebbe censito queste «cattedrali nel deserto». «Possono essere più utili se vengono trasformate - prosegue Roberto - le ristrutturiamo noi, c'è tanta gente che ha buona volontà. Noi lo prendiamo, ma per restituirlo al quartiere». Il quartiere, già. Periferia, Tor Bella Monaca, a ridosso della Casilina, bucherellata dai lavori per la nuova mobilità, dove «alle 10 di sera è tutto chiuso. E che è abbastanza martoriato dalla criminalità» e dal degrado. Ma intorno al Casale c'è una rete amica: nei palazzi vivono tante famiglie che vengono dalla lotta, appartenenti a Asia, al Coc. «Quando ero davanti al cancello per entrare e occupare, la gente dai balconi mi batteva lemani». Gente di lotta, che viene da situazioni di disagio. «E qui sono cresciuti tanti ragazzi in modo sano e questa è la nostra soddisfazione», prosegue. Un'occupazione sì, ma in contesto diverso e con uno scopo che non è più solo legato all'emergenza abitativa. «Vogliamo dare la possibilità di recuperare a chi ne ha voglia», fermo restando l'alloggio dato a chi stava in mezzo alla strada. «Questo posto tornerà a vivere», dice Roberto. Con la speranza che gliene sia data la possibilità.(M.R.)


12 settembre 2008 - Adnkronos

SANITÀ: 19 SETTEMBRE SCIOPERO NAZIONALE PRECARI SSN
30.000 TRA MEDICI E OPERATORI COMPARTO

Roma, 12 set. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Anche i lavoratori precari della sanità pubblica incrociano le braccia. Il 19 settembre è in programma lo sciopero nazionale di 24 ore di circa 200.000 dipendenti 'a tempo determinatò del pubblico impiego, di cui 30.000 nella sanità tra medici, biologici, amministrativi e soprattutto infermieri e operatori sociosanitari. Tutti lavoratori che chiedono la stabilizzazione del loro contratto. A organizzarlo è la Federazione nazionale Rdb-Cub che, per l'occasione, ha convocato un'assemblea nazionale a Roma. «Protestiamo - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Sabino Venezia, del coordinamento nazionale del Rdb-Cub pubblico impiego - contro le misure adottate dal Governo Berlusconi che, con l'approvazione del Dpef e del decreto legge 112, ha provveduto al blocco delle stabilizzazioni di oltre 200.000 precari della pubblica amministrazione». Tra questi, circa 30.000 lavorano nella sanità. Dieci-quindicimila contrattualizzati direttamente con le aziende sanitarie, soprattutto operatori del comparto (circa il 70%), e altri 20.000 che fanno capo a ditte esterne. Per lo più lavoratori che si occupano della pulizia delle corsie degli ospedali, delle mense e del servizio di lavanderia delle strutture sanitarie pubbliche. «Tutti servizi - sottolinea Venezia - che hanno comunque risvolti nell'ambito assistenziale». All'assemblea indetta a Roma, parteciperanno circa 400 rappresentanti di tutto il pubblico impiego, tra cui alcuni precari della sanità, protagonisti di 'vertenze simbolò, come quelli dell'Asl di Vasto-Sulmona che operano nella azienda sanitaria abruzzese da 8 anni con contratti co.co.co. «È necessario - aggiunge Venezia - rilanciare la mobilitazione dei lavoratori precari perchè solo attraverso la mobilitazione e la lotta sarà possibile spostare e cambiare l'indirizzo politico in materia di lavoro. Tanto più - conclude - che questo Governo sembra aver deciso di risolvere il problema precariato in modo deciso e veloce: bloccando i fondi, tagliando le risorse e licenziando e lasciando direttamente a casa i lavoratori precari».


12 settembre 2008 - Mediterraneo news

Ragusa - Il Prefetto incontra la delegazione di Cub Trasporti

Una delegazione del sindacato di base del Cub Trasporti ha stamani incontrato il prefetto di Ragusa Carlo Fanara per tornare a discutere sulla operatività degli scali merci di Ragusa e Comiso.
I ferrovieri hanno chiesto al massimo rappresentante del governo in provincia di garantire, non solo la riapertura dei siti come già fatto, ma il potenziamento e il reale utilizzo, quale struttura ferroviaria e non semplici binari di supporto.

Scarica e guarda il servizio video con intervista al delegato CUB Trasporti (2,5 Mb)


12 settembre 2008 - Sabato Sera

Sciopero dell'Atc previsto per lunedì prossimo

Bologna - Le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil-Trasporti, Faisa Cisal, Ugl, Sdl, Cub-Trasporti hanno proclamato, per lunedì 15 settembre, uno sciopero di 24 ore e una manifestazione in piazza Nettuno a Bologna dalle 10 alle 14. Al centro della protesta c'è la trattativa per il rinnovo del contratto aziendale di Atc e il futuro dell'azienda di trasporto che viaggia verso la fusione con Acft di Ferrara. I sindacati chiedono «il mantenimento del finanziamento di 1,5 milioni a fronte dei risultati di aumento passeggeri trasportati del 2004» e si mobilitano «contro lo smembramento dell'azienda a partire dal reparto sosta» e per ottenere «la clausola di tutela del personale in caso di aggregazione». I dipendenti di Atc incroceranno le braccia dalle ore 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio.
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12 settembre 2008 - EPolis Roma

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12 settembre 2008 - La Stampa

E i passeggeri rimasero a terra
Cancellati all'improvviso oltre cinquanta voli, migliaia di persone vittime dell'agitazione sindacale
di FLAVIA AMABILE - FULVIO MILONE

E' stato l’ultimo giorno di trattativa, ma anche la giornata delle proteste improvvise, dei disagi a tradimento, i più duri da mandare giù. C’erano centinaia di passeggeri furibondi all’aeroporto di Fiumicino lasciati all’improvviso senza voli, l’autostrada occupata, mentre centinaia di lavoratori protestavano sotto le due sedi del ministero del Welfare spostandosi da una sede all’altra, bloccando il traffico, seminando la loro rabbia nelle strade di Roma.
Che a Fiumicino la giornata sarebbe stata lunga lo si è capito nel primo pomeriggio quando sui terminal è apparso l’annuncio che era in corso un’assemblea dei lavoratori e quindi tra le 13 e le 23 alcuni voli potevano essere cancellati.
Alla fine scompaiono oltre cinquanta voli. E subito oltre l’ingresso delle partenze nazionali si viene accolti da una fila lunga e tortuosa. Perché dopo aver ricevuto la ferale notizia che il proprio volo è svanito, per avere informazioni su come riuscire prima o poi a imbarcarsi su un aereo, si viene invitati a chiamare a un call-center ovviamente tempestato di telefonate e quindi sempre occupato, oppure a mettersi in fila e attendere diligentemente il proprio turno.
Di file lunghe e tortuose ce ne sono almeno quattro: due alle partenze nazionali e altre due a quelle internazionali davanti a un banco con la scritta «biglietti-tickets». E’ un giovedì di settembre, a partire sono soprattutto persone che hanno impegni di lavoro. Tanti medici italiani e stranieri. Almeno cinquecento specialisti in diabete arrivati a Roma dall’Inghilterra per seguire un congresso internazionale e costretti a vagare tra i terminal di Fiumicino alla ricerca di un albergo dove passare la notte, di un posto sul primo volo libero e a tempestare di telefonate centinaia di ospedali britannici per annunciare che oggi non potranno essere al lavoro. E poi almeno un altro centinaio di oncologi italiani in partenza per Stoccolma dove oggi inizia un altro convegno.
Se si scende di un piano, e dai terminal delle partenze si va verso gli arrivi, si scoprono scene apocalittiche di passeggeri presi in ostaggio ai nastri trasportatori dove decine di valigie vengono perse e centinaia di persone si affollano per ore davanti ad una striscia che scorre inutilmente vuota, in attesa di recuperare i loro oggetti.
Le notizie sui blocchi a Fiumicino rimbalzano nel primo pomeriggio in via Flavia, dove un migliaio di lavoratori presidiano gli uffici del ministero del lavoro; urla, insulti, slogan si alternano agli applausi dedicati agli «eroi» dell’aeroporto. I più esasperati, sotto le bandiere della Cub (Confederazione unitaria di base) minacciano la protesta più estrema: «Siamo pronti ad allargare la protesta in tutto il Paese, blocchiamo gli scali italiani. Con noi ci sono anche i lavoratori delle compagnie private, a cominciare da AirOne». Sono gli stessi che in mattinata hanno gridato «Buffone» a Raffaele Bonanni, leader della Cisl, al suo arrivo in via Flavia. I rappresentanti sindacali sono sempre più preoccupati che la situazione sfugga loro di manmo. Antonio Divietri, presidente di Avia, ammette che ormai «siamo in difficoltà con gli iscritti che premono per la protesta più dura e a oltranza». E basta scambiare qualche parola con i piloti e gli assistenti di volo che fronteggiano a muso duro la polizia e i carabinieri per constatare che i suoi timori sono fondati, con i piloti che con losguardo torvo si aggirano per via Flavia indossando sulle camicie sacchi della nettezza urbana: «A questo ci hanno ridotto: immondizia».
Gli assistenti di volo non sono da meno. I più esasperati sono i lavoratori di Atitech di Napoli, che urlano in coro: «In Cassa integrazione mettete Berlusconi». Uno di loro, in serata, si cospargerà di alcool minacciando di darsi fuoco. Sono loro, quelli dell’Atitech, i primi a spostarsi, nel pomeriggio, negli uffici del ministero in via Fornovo, perchè «la base» ha saputo che la trattattiva si è spostata lì. E lì comincia un’altra, estenuante attesa, con i sindacalisti che di tanto in tanto scendono in strada per dare informazioni. Sono sempre notizie interlocutorie: «Le posizioni sono ancora distanti, si continua a discutrere». E Francesca Martucci, assistente di volo, quasi non trattiene le lacrime mentre dice: «Ma sì, meglio il fallimento che questo schifo di contratto che vogliono far passare. Che ci mettano tutti in cassa integrazione: io, hostess di Alitalia, arrotonderò lo stipendio magari facendo la lavapiatti. E che vadano tutti in malora».


12 settembre 2008 - L'Eco di Bergamo

«Fuori dai conteggi quattromila precari, Esuberi oltre 10 mila»

Gli esuberi reali di Alitalia sono oltre 10 mila, se si contano anche i 4.000 precari. Cub Trasporti: «3.250 esuberi derivano dalla contrazione di attività e dai tagli delle rotte. Si aggiungono 2.050 esternalizzati che saranno i lavoratori del cargo. Altri 700 bisognerà valutare se saranno mantenuti in azienda o diventeranno esuberi: sono i lavoratori di Az Fly e Az Servizi, di call center, informatica e amministrazione. Altri 1.200 lavoratori sono misteriosamente «scomparsi dai conteggi aziendali». Infine, bisogna aggiungere i 4mila precari per i quali, sottolinea Cub Trasporti, «non si prende nessun impegno».


12 settembre 2008 - L'Opinione

LE PROTESTE ESASPERATE DEI DIPENDENTI DI ALITALIA
Ultimo giorno di caos a Fiumicino e a Roma
di Alessandra Mieli

Il giorno più lungo della storia della compagnia di bandiera. Non si può dire che non ce l’abbiano messa tutta. Una prova di resistenza e di volontà. Una maratona contro il tempo, e... i lavoratori, o almeno una parte dei dipendenti, che ieri hanno rumorosamente "sfiduciato" le rappresentanze sindacali. Mentre queste ultime erano impegnate in una defatigante serie di trattative, prima nella sede del Ministero in via Flavia, e poi, nel pomeriggio in via Fornovo, all’aeroporto di Fiumicino e per le vie di Roma è stata una giornata di ordinaria follia. La giornata era iniziata con una prima concessione dell’amministratore delegato della Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli che aveva annunciato la disponibilità della Newco a partecipare a una società che prenderebbe in outsourcing con contratti pluriennali la manutenzione per la nuova Alitalia e a un’altra di operatori specializzati per il settore cargo. Ma immediata era anche arrivata la doccia fredda dal commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi che ha puntualizzato "Serve l’accordo entro domani". Al suo arrivo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato duramente contestato da un gruppetto di dipendenti di Alitalia esasperati. E’ toccato a Guglielmo Epifani da Bologna gettare acqua sul fuoco: "Non si esce da questa vicenda se non con l’accordo di tutte le organizzazioni. Siccome l’alternativa del fallimento non la vuole nessuno, bisogna continuare a trattare fino a raggiungere un punto di compromesso accettato da tutti". Ma, assumendo come reali le cifre dichiarate dal sindacato di base, si capiscono meglio le intemperanze e i mal di pancia degli assunti e dei precari dell’Alitalia. L’impatto reale del piano di salvataggio sarebbe di oltre 10mila tagli dei posti di lavoro oltre ai 3.250 esuberi annunciati prevede un futuro incerto per 2.050 esternalizzati, ed una situazione di incertezza per altri 700 dipendenti. Sarebbero poi circa 1.200 i lavoratori "misteriosamente scomparsi" dai conteggi aziendali. Per i Cub "è un falso il dato annunciato al tavolo di confronto di 17.500 dipendenti in tutto tra Alitalia e Air One: solo i dipendenti a tempo indeterminato di Alitalia - sostengono - sono 16.500". Il piano, "inoltre non tiene assolutamente conto del destino di 4.000 precari". La logica del "tanto peggio, tanto meglio" ha spinto i dipendenti ha rilasciare dichiarazioni al limite del buon senso, ma che, se si riflette al rapporto che i dipendenti di Alitalia hanno sempre avuto (fino a ieri) con il loro dato di lavoro, ovvero un Ministero, possono anche apparire in linea con le aspettative. "Non firmate, non firmate", era lo slogan gridato dai dipendenti di Alitalia che ora (troppo tardi) rimpiango il mancato accordo di alcuni mesi fa con l’Air France. "Ancora non capisco perché l’intesa con i francesi sia fallita – ha detto una hostess di terra - L’accordo con i transalpini ci avrebbe permesso di mettere in tasca 1.400 euro al mese. Ora quella cifra è solo un miraggio". In compenso è probabile che non abbiano incassato la solidarietà dei passeggeri dello scalo romano che ieri hanno celebrato, loro malgrado, il ricordo dell’11 settembre. Data infausta questa per tentare di chiudere un accordo, e per coloro i quali si sono ritrovati bloccati lungo la via dell’aeroporto ad arrancare con valige al seguito. Per non parlare dei passeggeri prenotati sulla quarantina di voli cancellati. E così ha avuto un effetto straniante il comunicato emesso dall’Alitalia proprio ieri che annunciava (come se nulla fosse) che la compagnia accompagnerà Sua Santità Benedetto XVI nel viaggio apostolico a Parigi, in occasione del 150esimo anniversario delle apparizioni di Lourdes. Ecco, ci vorrebbe proprio un miracolo per rimettere tutto a posto e far tutti contenti. Invece di miracoli neppure l’ombra, anzi neppure un gesto caritatevole da parte dell’amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guargaglini, che, a proposito di un eventuale interesse per la società che fa servizi di manutenzione pesante degli aerei, ha chiuso con un lapidario "Possiamo essere interessati a prendere qualche dipendente, ma non Atitech". E, su nel nord, intanto si pensa al futuro come se la tragedia fosse già finita. Il governatore lombardo si preoccupa che l’alleato internazionale più adatto per la nuova Alitalia sia una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa e non nasconde le simpatie per Lufthansa Se ci sarà un potenziamento del traffico dagli scali milanesi, e da Malpensa in particolare, ha spiegato Formigoni, "si potrà discutere su come dovrebbe avvenire il ridimensionamento di Linate, in che tempi e in che modi".


12 settembre 2008 - Il Giornale

La rabbia dei dipendenti in corteo: "Così non si firma, meglio fallire"
Molti manifestanti con un cappio al collo Fischiato il segretario della Cisl Bonanni. Un lavoratore Atitech minaccia di darsi fuoco, rinuncia dopo l’intervento dei sindacalisti
di Massimo Malpica

Roma - Da Fiumicino al centro di Roma la vertenza Alitalia vive il suo 11 settembre tra slogan, rabbia e cortei. Nello scalo romano dipendenti della compagnia di bandiera e della società di handling di Air One sfilano in corteo bloccando le partenze, poi si riuniscono in assemblea, provocando la cancellazione di decine di voli. Qualche chilometro più in là, mentre nelle stanze del ministero del Lavoro la trattativa cerca una difficile sintesi, altri lavoratori Alitalia si piazzano davanti al dicastero, in via Flavia. Molti ironizzano sulla «cordata italiana» mettendosi un cappio al collo. Lo slogan più gettonato è il più radicale: «Fallimento».
Ne fa le spese il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, salutato da fischi e insulti. «Venduto, non firmare, da qui non esci», gli gridano, e meno male che la polizia evita contatti troppo ravvicinati con i «presidianti». Le «sigle» del trasporto aereo ci sono tutte, le bandiere bianco-gialle del Cub, i vessilli di Sdl, Cigl e Ugl colorano il caldissimo - non solo per il sole impietoso - isolato di fronte al ministero. Saturo quando da Napoli arrivano i dipendenti Atitech, la società che si occupa della manutenzione per l’Alitalia. Tra due ali di carabinieri ci sono comandanti in divisa, hostess e steward, tecnici, operatori del call center, assistenti di volo precari. Tutti cercano indiscrezioni su «quello che succede dentro», nessuno è ottimista. «Francamente i sindacati rappresentano solo loro stessi. Meglio fallire, almeno con i libri in tribunale avremo chiarezza», sospira Donatella, occhiali scuri e maglia arancione con l’adesivo «Mobasta», acronimo del Movimento di base assistenti di volo stagionali Alitalia. «Noi precari - continua - siamo la "zona grigia" di questa vertenza, gli invisibili. Io lavoro da otto anni a singhiozzo: lo stipendio lordo, senza ore volate, è di 690 euro, e volando un bel po’ si arriva sui 1.800 euro, diarie comprese. Ma il sussidio di disoccupazione si calcola sul dato base, il che vuol dire che quando non lavoro prendo 400 euro. Ora la cordata propone di scendere a 1.400 euro omnicomprensivi. Ridurre l’Alitalia così è stato un delitto. Ma perché gli unici a essere castigati devono essere i dipendenti, e non i veri responsabili?». «Noi speriamo nel mantenimento del posto di lavoro», interviene Carmine, napoletano, tecnico Atitech a Capodichino. «Se devo fare il postino per me va bene. Ma per formare uno di noi ci vogliono dieci anni, e i corsi costano migliaia di euro: siamo una risorsa e non uno sperpero, perché esternalizzare la manutenzione?».
Intanto la tensione sale. Arrivano le prime voci sull’esito dei «tavoli», un delegato del Cub urla al megafono che sono a rischio 10mila posti di lavoro «vogliono far sottoscrivere l’azzeramento dei diritti e a queste condizioni non si firma», la folla comincia a urlare «fal-li-men-to». Una dissoluzione, più che una soluzione. Eppure anche i piloti sposano la linea dura. «La proposta della cordata è inaccettabile», spiega Aldo Leonzi, comandante da 20 anni, 14mila ore di volo alle spalle. «Sull’aumento di redditività siamo d’accordo. Ma a noi piloti è stato proposto un salario che è inferiore del 30 per cento a quelli che Ryanair riconosce ai suoi. È quello il termine di paragone per la nuova compagnia? Il costo del personale Alitalia incide sul bilancio solo per il 19 per cento, un dato molto inferiore rispetto agli altri vettori. Gli sperperi sono stati altrove. E se la legge Marzano viene modificata per escludere la responsabilità amministrativo-contabile dei vertici come si può non pensare male? Qui siamo ridotti a trattare con la pistola alla testa, e non è giusto». Poi il presidio si sposta in via Fornovo, filiale del ministero e sede delle trattative. Slogan da stadio, poliziotti in assetto antisommossa. E in una situazione già sufficientemente tesa, un dipendente Atitech si cosparge d’alcol minacciando di darsi fuoco. Scendono i sindacalisti per farlo recedere dall’intento. E la trattativa, almeno questa, va subito a buon fine.


12 settembre 2008 - Il Tempo

Alitalia nella bufera
Maratona notturna per un accordo appeso a un filo
La trattativa per salvare Alitalia come da copione si è prolungata a notte fonda. E come intuibile le posizioni tra i lavoratori, in particolare i piloti, e la Cai, la cordata di imprenditori, sono rimaste distanti.
di Filippo Caleri

O meglio si sono avvicinate, ma di pochissimo.
Inascoltato è rimasto, dunque, l'appello del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha ribadito l'ultimatum: «O si raggiunge l'accordo stanotte o mai più, domattina (stamattina ndr), in assenza di un'intesa, il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, dovrà avviare la disdetta dei contratti e la mobilità dei lavoratori, la strada verso il fallimento e ventimila lavoratori a casa».
Il governo è sceso in campo con determinazione. In serata il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha chiamato nel suo studio a Palazzo Chigi il presidente della Cai Roberto Colaninno, il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi, l'ad e il direttore generale di Intesa SanPaolo, Corrado Passera e Gaetano Miccichè. Raggiunti successivamente dai ministri Sacconi e Matteoli. Obiettivo: imbastire una mediazione con l'ala più dura del personale e cioè i piloti, per i quali, le trattative del pomeriggio si erano arenate sui nodi della flotta, del servizio cargo e del contratto. Su posizioni intransigenti si erano bloccati anche gli assistenti di volo e lavoratori di terra.
Difficile, però, smuovere la Cai dalla sua principale missione e cioè aumentare la produttività aziendale. L'ad della cordata, Rocco Sabelli, ha spiegato ai sindacati che l'unica base di partenza della discussione era la piattaforma contrattuale proposta. Le sigle l'hanno rinviata al mittente. Troppo poco. I lavoratori aspettavano più generosità. Così la rabbia è stata tale che i dipendenti hanno continuato a chiedere ai propri rappresentanti di non firmare nulla. Anche per questo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che si è detto pronto a firmare è stato fortemente contestato. Il quadro è stato corredato da gesti estremi. Un dipendente della Atitech si è cosparso di alcool è ha cercato di darsi fuoco. Protesta poi rientrata.
Sabelli, alla riapertura del negoziato ha confermato tutta la validità del piano elaborato da Intesa SanPaolo, perché di crescita e mirante a trasportare più passeggeri e realizzare più ricavi.
Un segnala di apertura è arrivato sul cargo (450 addetti di cui circa 150 piloti) e manutenzione pesante che fa capo all'Atitech di Napoli. La Cai che non vuole acquisire le due attività di Alitalia, che andrebbero in outsourcing, prevede una partecipazione azionaria dei due rami d'azienda.
Per questo Fantozzi ha già ricevuto due manifestazioni di interesse per Atitech e Alitalia Cargo. Ancora troppo poco per i piloti che non hanno mollato. Poi è cominciata la notte più lunga di Alitalia.


12 settembre 2008 - Il Giorno

Dal call center alle pulizie
L’Azienda più di questo non può garantire. VERTENZA ALL’OSPEDALE CIVILE
di SILVIA VIGNATI

Legnano - SE N'È ANDATA dieci minuti prima della fine dell'assemblea, in lacrime. «È stato un incontro emotivamente frustrante. Sentirmi dire che fare le pulizie è una "grande opportunità", che ci sarà la "possibilità di crescere" mi ha ferito. Fare le pulizie per 5 ore al giorno, 3 al mattino e 2 alla sera, sabato e domenica comprese nella turnazione, con giornate di riposo, a 500 euro mensili non mi sembra una grande opportunità». PARLA UNA delle undici donne disoccupate dal 1° settembre. Donne che prenotavano ecografie, spiegavano come raggiungere gli ospedali, aiutavano i pensionati a leggere le ricette. Ieri pomeriggio hanno incontrato i vertici dell'Amministrazione ospedaliera, e i rappresentanti della "Manutencoop", l'azienda aggiudicataria dell'appalto di pulizie. Oggetto: proposte di lavoro. «È stato proposto un rapporto a tempo indeterminato, a partenza immediata per tutte e undici le lavoratrici con Manutencoop, ditta nazionale specializzata in pulizia e sanificazione di ambienti ospedalieri - spiega una nota aziendale -. Il tipo di contratto offerto è coperto da tutte le tutele previste dal Contratto collettivo nazionale di categoria. A valorizzazione invece dell'esperienza acquisita nel call center, sono state inoltre ribadite possibilità di lavoro in altri impieghi analoghi. Alcune prevedono contratti di lavoro interinale disponibili per tutte le undici operatrici, ma con sede a Cesano Boscone, mentre una diversa proposta da parte di una ditta farmaceutica riguarda un rapporto a tempo indeterminato, ma con possibilità di assunzione limitata a poche unità e con sede a Segrate». Le Rappresentanze di base (Rdb) hanno atteso le donne (una delegazione di sei di loro) al termine dell'incontro. «Le ragazze hanno subito forti pressioni psicologiche, ma stanno comunque verificando tutte le proposte», afferma Ornella Cameran. Dai telefoni agli spazzoloni: la proposta di lavoro non piace neppure ad Alfio Bennardo (Uil): «Giudichiamo insufficiente la proposta aziendale. Il compito di queste donne non è nelle pulizie». INTANTO in ospedale il fronte della solidarietà si allarga: oltre cento lavoratori di tutte le qualifiche hanno deciso di avviare una raccolta fondi, destinando un'ora di lavoro alle 11 famiglie rimaste senza stipendio. A sostenere la loro lotta c'è Luca Guerra, capogruppo provinciale dei Comunisti italiani: «Queste donne hanno bisogno dell'appoggio di tutti i lavoratori della struttura sanitaria. Se l’Amministrazione dovesse spuntarla contro di loro passerebbe un messaggio forte: si può licenziare e si può colpire duro contro i diritti dei lavoratori. Non ci sarà più nulla di garantito». Da mercoledì presidio in Regione.


12 settembre 2008 - La Repubblica

Roma. VOLI in ritardo anche di un´ora...
di CARLO PICOZZA

Roma - VOLI in ritardo anche di un´ora, trentaquattro decolli (nazionali e internazionali) cancellati, momenti di tensione, proteste e rabbia contro il governo e critiche aspre ai nove sindacati in campo nella vertenza Alitalia: il blocco del traffico nasce spontaneamente nell´aeroporto di Fiumicino, sul finire dell´assemblea aperta ai rappresentanti delle istituzioni, poco dopo le due di pomeriggio. Protagonisti, i dipendenti Alitalia e quelli di Eas, i servizi aeroportuali di AirOne: trecento in tutto. Fermi i taxi, le auto a nolo con conducente, le macchine private. Tutti in fila, insidiati dal sole e dallo scirocco tra i moli A e B, di fronte all´ingresso del varco equipaggi dove piloti, hostess e steward con le loro valige nere prendono e lasciano il servizio, stanchi del conflitto e dell´»io l´avevo detto».
«Regalano Alitalia non a capitani coraggiosi ma ad avventurieri», commentano Fabio Frati (Check in Alitalia Airport) e Andrea Spadoni, impiegato, entrambi nella Confederazione unitaria di base (Cub). «Come si può», chiede il primo, «colpire con più accanimento i dipendenti con maggiori carichi di lavoro?». E Spadoni aggiunge: «L´ipotesi dei nuovi manager? Stravolgere il contratto, cancellare le regole. I tagli si abbatterebbero su tutte le voci della busta paga, dalla prima riga, la parte fissa della retribuzione, fino agli straordinari, ai festivi, al lavoro notturno. Via la quattordicesima, azzeramento degli scatti di anzianità. Chiedono più lavoro, 40 ore invece delle 37 e mezzo settimanali a costo zero, e maggiore flessibilità».
Qualcuno tenta di forzare il blocco. Volano parole grosse: «Vergogna. Noi qui non stiamo a fare dispetti a nessuno. Ho una moglie, una figlia e uno stipendio da mille euro che vogliono decurtarmi e voi, invece di solidarizzare, pensate a fare i furbi». L´intervento dei colleghi, degli agenti della Polaria, di quelli del commissariato di Fiumicino, stempera le tensioni. «Vorrebbero abbattere la retribuzione degli straordinari del 15 %», aggiunge Andrea Terriaca (Eas). «E per i precari part time il lavoro supplementare, quello oltre l´orario, dovrebbe essere compensato con il 4 per cento in più invece che con il 20». «Il sindacato non ci consulta né ci ascolta», dice Andrea Massenzini (Eas). «Così passa la modifica della legge Marzano che sterilizza, con retroattività biennale, le responsabilità dei manager di quelli vecchi e dei nuovi».

Domani manifestano tutti i sindacati dei docenti. In settimana previste altre iniziative di partiti e associazioni Il Novecento italiano in dodici quadri Morandi e Gola in mostra al Municipio
Arriva Berlusconi, Fiera blindata
Misure di sicurezza eccezionali e niente giro in città per il premier Professori e studenti in piazza "Scuola, no al governo dei tagli" Definito anche il piano del traffico Le autorità cittadine arriveranno in bici
di CAMILLA POVIA

Bari - Domani è il grande giorno di protesta contro la riforma sulla scuola del governo Berlusconi. I militanti della Cgil, Cisl, Uil e Snals scendono in campo per opporsi ai tagli che solo in Puglia cancellerebbero 1882 insegnanti. Il terreno di gioco è la Fiera del Levante: il sit-in di protesta comincerà alle 9 davanti all´ingresso principale, dove sarà distribuito materiale informativo. Non è esclusa neanche la presenza degli uomini «sandwich», con due cartelloni attaccati sul corpo, tipico simbolo delle proteste americane. «Non sappiamo ancora come potremo muoverci - ha spiegato ieri in conferenza stampa Lena Gissi, segretario generale Cisl scuola - e né se saremo transennati. Speriamo solo di raccogliere quanta più gente possibile per amplificare la protesta».
Alla manifestazione di domani mattina parteciperanno anche l´unione degli universitari e l´unione degli studenti di Bari. L´idea è quella di coinvolgere anche i ragazzi delle scuole, il personale Ata e i docenti. Ma coglieranno l´occasione dell´arrivo del presidente del Consiglio a Bari, anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil che rappresentano la sanità privata. Diversi infermieri protesteranno davanti alla Fiera domani mattina per il rinnovo contrattuale che non avviene da 39 mesi. Nel pomeriggio, poi, ci sarà anche un´altra mobilitazione contro la riforma della scuola. Il secondo round sarà organizzato dalla sinistra critica e dai sindacati di base.
«Sarà una giornata ricca di proteste - ha spiegato Claudio Menga, segretario regionale Cgil scuola - e speriamo di essere ascoltati dalle autorità che attraverseranno l´ingresso principale della Fiera del levante. Confidiamo nell´adesione anche dei partiti, delle associazioni e dei rappresentanti delle istituzioni». Ma durante la settimana della Campionaria, ci saranno anche altre diverse manifestazioni. Alcune adesioni sono arrivate già dal comitato cittadino pro-ambiente Modugno, dai collettivi universitari (lettere e filosofia e scienze politiche), RdB-Cub, PRC - circolo K. Marx Bari, PRC - Casa del popolo (Mola di Bari) e l´associazione «Per il Bene Comune». Le associazioni interverranno ai convegni previsti nel calendario della fiera sin dal giorno dell´inaugurazione: manifesteranno per i diritti del lavoro e contro la precarietà, per il diritto alla salvaguardia dell´ambiente e contro la repressione dello stato, per il diritto all´istruzione pubblica, contro i suoi tagli, la privatizzazione della scuola e dell´università.


12 settembre 2008 - Corriere della Sera

Emergenza casa
Via Pincherle: proroga di due settimane

Roma - Appartamenti di via Pincherle, la proprietà (Fata assicurazioni)concede una proroga agli inquilini: quindici giorni in più per decidere. Le 280 famiglie delle abitazioni messe in vendita nei mesi scorsi, hanno fino al 30 settembre per comunicare la loro decisione: se cioè acquistare oppure liberare l'appartamento. Qualche mese fa la proprietà aveva messo in vendita l'intero blocco di edifici e inviato una lettera agli inquilini invitandoli a decidere.
Le famiglie hanno chiesto a Fata due mesi di tempo in più per decidere.
Ieri mattina si è svolto un presidio sotto la prefettura al quale hanno partecipato il comitato inquilini e Asia rdb. Una delegazione, alla quale hanno preso parte anche il presidente del Municipio XI Andrea Catarci e la consigliera comunale Gemma Azuni è stata ricevuta dal vice Prefetto Bonanno. Nel corso dell'incontro è stato fatto presente che le case sono state messe in vendita a prezzi troppo alti e senza tenere conto delle condizioni in cui versano gli stabili. Nel pomeriggio, in una riunione in regione a cui era presente anche la proprietà si è stabilito di accordare 15 giorni di proroga agli inquilini, aprendo parallelamente un tavolo istituzionale che decide le tutela per quelle famiglie che non possono acquistare.


12 settembre 2008 - Liberazione

Signore, giovani in divisa, anziani e qualche bandiera...
di Maurizio Mequio

Roma - Signore, giovani in divisa, anziani e qualche bandiera. Sdl, Cub e Cgil. «Attenzione, quella della Cgil l'abbiamo incastrata a un cassonetto dell'immondizia...», spiega un signore. Ore 14.50, è da poco andato via Paolo Ferrero: «Stamane era passato Bonanni, fischi, cori, anche qualche insulto: era l'inizio della manifestazione», racconta un impiegato napoletano. «Il segretario di Rifondazione, inaspettatamente, è stato accolto bene. Ci ha meravigliato, ha avuto una gran bella dose di coraggio». Compattezza, questa la parola d'ordine dei manifestanti: «Abbiamo chiesto tavoli di trattative diverse per tipologie di stipendi diversi, ma qui, ora, siamo tutti amici. Siamo tutti nelle stesse condizioni». Un assistente di terra: «O accettate o ve ne andate a casa, questo ci hanno detto. Ma che stiamo scherzando? Siamo qui per far sentire del fiato sul loro collo: se non firmano, domani bloccheremo gli aeroporti, se firmano, non so cosa succede». Un suo collega spiega: «il contratto unico sarebbe stato svantaggioso anche per noi. Inoltre danno per scontato che ci taglieranno la quattordicesima, ci congeleranno gli scatti di anzianità, gli adeguamenti delle retribuzioni al tasso dell'inflazione, e perché no? Ci ridurranno pure lo stipendio del 40%. Carne da macello, siamo carne da macello». Un'assistente di volo racconta: «Un tizio mi guardava e non capiva. Gli ho detto: mi dispiace, ma capiterà anche a te. Alitalia è solo l'inizio. Siamo un grande laboratorio per la riduzione dei costi e dei diritti dei lavoratori. La gente deve aprire gli occhi». Un ragazzo racconta: «Anche io svolgo servizio sugli aerei e devo denunciare una campagna scandalosa che si sta facendo sui giornali: non è vero che siamo dei privilegiati. Non guadagnamo poco, ma meno di chi lavora per le altre compagnie europee. Quel che non passa è che si sta cercando di risolvere il problema tagliando esclusivamente i costi del lavoro. Solo il 19 % delle spese di Alitalia sono legate ai dipendenti, in Air France, compagnia che ha grandi utili, le spese per gli stipendi dei lavoratori sono al 26%. Siamo sul bilico: ci vogliono rifilare contratti simili a quelli di Ryan Air». Attaccato con un filo a una finestra c'è un aeroplanino di cartone, ha il simbolo della compagnia, con tanto di colori "patriottici". Sulle ali una scritta: «Vogliamo volare ancora». Roberto, da 11 anni in azienda, spiega: «Il piano di Air France sta entrando dalla porta di servizio, per acquistare tutto dall'interno. Smettiamola di credere che qualcuno stia facendo dei sacrifici in buon nome dell'italianità. Ci sono interessi di mezzo, vedi Expo, Fiumicino. Dietro questo gruppo miracoloso di amici di Berlusconi, si sono inseriti dei palazzinari, o dei palazzinari della finanza. Delocalizzano le loro industrie in tutto il mondo, alla ricerca del risparmio, e poi fanno i salvatori della patria». Alla Atitech di Napoli sono preoccupati: «Ci occupiamo di manutenzione pesante, da noi in 200 rischiano il posto». Ore 16.00, gira una voce: «Stanno portando avanti le trattative in due posti separati: qui discutono di piano industriale, a Via Fornova di esuberi e contratti». In attesa di riscontri, i manifestanti si alternano al megafono: «Vogliono frammentarci. Se continua così, domani bloccheremo il Papa». Applausi, rabbia e scherzoso entusiasmo: «Anche lui deve essere dei nostri! Domani deve andare a Parigi? Vedremo cosa fare». Poi: «Sono due settimane che non sappiamo niente, che ci dicono balle. Cgil, Cisl e Uil: sono loro le nostre incognite». E' la volta dei numeri, quelli urlati dai lavoratori: «Saranno più di 10mila gli esuberi. E' scandaloso, hanno inventato il manifesto politico della rottamazione». Un informatico si dice indignato: «Sacconi ha detto di non avere nessun impegno da prendere, Berlusconi ha annunciato che il numero di dipendenti a tempo indeterminato di Alitalia e Air One è pari a 17.500. Falsità, solo falsità: è così che sono partite le trattative. Solo in Alitalia siamo 16.500, in più ci sono ben 4mila precari. Quelli non si considerano? Non contano nulla? I conti sono facili: 500 precari già sono stati fatti fuori, altri 4mila non vengono considerati, 2500 del cargo saranno "venduti", ovvero tra massimo due anni saranno tagliati da qualcun altro, aggiungiamoci i 3mila e rotti esuberi cantati da Sacconi e voilà». Interviene una hostess: «Manca l'indotto, dicono che il rapporto esuberi Alitalia, esuberi lavoratori dell'indotto potrebbe essere a 1/1,8». Già sarebbe previsto un taglio sui costi di questi lavoratori pari al 20% sulla tratta Napoli-Livate: «Una tratta sempre piena», denuncia un diretto interessato. E sul fattore Cargo, c'è chi assicura: «C'è un'azienda vicina a Passera che è pronta ad approfittare della situazione». Ore 16, la conferma: i contratti si stanno discutendo altrove, ma sembra su tavoli separati. In corteo fino alla metropolitana per raggiungere in seguito via Fornova. Lì arriveranno altri dipendenti da Fiumicino: «Alle 13.00 c'è stata un'assemblea, credo che sia successa qualcosa anche in aeroporto», afferma un pilota. E' con dei colleghi, che spiegano: «Per formare ognuno di noi sono state spese centinaia di migliaia di euro ora ci dicono che siamo spazzatura». Sugli aerei: «Li dicono vecchi a 8-10 anni? In America volano con aerei come i nostri e hanno più di 15 anni». Ore 17.00, sotto il palazzo di Via Fornovo, dove continuano le trattative. «Sono blindati, ma noi siamo disposti a restare qui tutta la notte», afferma un ragazzo che lavora nella manutenzione di medio raggio. Con i colleghi: «Noi siamo la sicurezza. Il nostro stipendio? 1400 euro, ora ce lo vogliono ridurre a 800. Lavoriamo 37 ore e mezza alla settimana con turni a 24 ore. In tre anni siamo stati quasi dimezzati di numero, con spostamenti e pensionamenti vari. Nei magazzini mancano sempre di più i pezzi di ricambio». Un lavoratore ligure: «E' la truffa del secolo. Milioni di euro per liquidare chi ci ha portato sul lastrico, Cimoli. Una tratta aperta solo per fare contento Scajola, quella da Roma a Albenga, il suo paese. E ora?» Il ragazzo sorride e indica la maglietta di un signore, è bianca e c'è una scritta col pennarello blu: «Preferisco la mobilità a lavorare senza dignità».


12 settembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale

La Gelmini e i prof contestatori «Polizia? Mi difendo da sola»
PRECARI IDENTIFICATI

ROMA — Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, auspica che i contestatori, come lo sparuto gruppo di precari che l’hanno accolta mercoledì con salve di fischi al Liceo Newton di Roma, non vengano fermati dagli agenti in conseguenza delle loro azioni di disturbo. Il motivo? E’ in grado di difendersi da sola. «In merito a quanto accaduto al Liceo Newton di Roma — ha scritto il ministro — colgo l’occasione per chiedere alla polizia, che spesso opera in condizioni ambientali difficili e il cui lavoro è fondamentale per tutti, di non procedere a controlli e identificazioni se qualche facinoroso alza la voce, anche perché ho sufficienti argomentazioni per rispondere a qualsiasi contestazione». Il titolare del dicastero aggiunge che ha tutta l’intenzione di recarsi nelle scuole in tutta Italia per confrontarsi con i ragazzi, raccogliere proposte e per sapere se la scuola soddisfa le loro aspettative «o se sia necessario mettere mano a una riforma complessiva del sistema di istruzione». Intanto è confermato lo sciopero dei precari della scuola, in calendario il 19 settembre, indetto dalla Cub-scuola per protesta contro le novità in arrivo.


12 settembre 2008 - PrimaDaNoi

Inizia la scuola. Sciopero dei precari il 19 settembre

ROMA. Sciopero dei precari della scuola il 19 settembre con Assemblea generale a Roma. Lo ha indetto la Cub-scuola per protesta contro la riforma del ministro della Pubblica istruzione Gelmini. «Il Decreto Legge n.137 del 1 settembre 2008 della ministra Gelmini intende riportare la scuola 18 anni indietro - afferma una nota del sindacato - operando un colpo di spugna su tutta la sperimentazione pedagogica degli anni 70, promuovendo una scuola selettiva e classista sul modello della scuola privata,ipotecando il futuro delle giovani generazioni».
La Cub Scuola ritiene che il sistema scolastico non abbia bisogno di tagli, bensi' di risorse. Percio' si opporra' in tutti i modi alla messa a regime di un sistema che mortifica i lavoratori della scuola e priva del diritto ad una giusta educazione i bambini.
Promuove lo stato di agitazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado, e appoggera' le iniziative contro il decreto promosse da insegnanti e genitori.
Indice il giorno 19 settembre uno sciopero con Assemblea generale a Roma per tutto il personale precario della scuola.
Lo sciopero, inoltre, e' stato indetto dalla Cub per tutto il personale precario della pubblica amministrazione.


12 settembre 2008 - Corriere di Bologna

La protesta Alle Bottego, Longhena e Ic 13 1e lezioni scoperte di lingua non saranno tenute da altri insegnanti. Pronti i richiami dei presidi
Blocco delle lezioni di inglese, si allarga il fronte
L'Assemblea delle scuole: prof e genitori in piazza il 26 settembre contro il decreto Gelmini
di Marina Amaduzzi

Bologna - Lunedì ci sarà chi inizierà con un quarto d'ora di ritardo, chi con il lutto al braccio e chi terrà fuori i bambini
Insegnanti, genitori e bambini tornano in piazza in difesa della scuola pubblica. Lo faranno il 26 settembre alle 17,30 in piazza XX Settembre, per chiedere in primo luogo il ritiro del decreto Gelmini che tra 45 giorni verrà trasformato in legge. Lo ha deciso l'Assemblea delle scuole di Bologna che ieri si è riunita alle Guido Reni con circa duecento persone, babbi, mamme e docenti, in rappresentanza di undici istituti comprensivi, sei circoli didattici, sette istituti superiori (Galvani, Minghetti, Copernico, Belluzzi, Sabin, Archimede di San Giovanni in Persiceto e Alberghiero di Castel San Pietro) e quattordici scuole della provincia. Torna dunque il movimento che si era mobilitato contro la riforma Moratti e per il tempo pieno, fischiando il ministro Fioroni e contestando perfino il premier Prodi. Poteva mobilitarsi anche contro Mariastella Gelmini, attesa il 19 settembre al Palacongressi per DoceBo, come proposto da Sandra Soster della Cgil, ma il programma definitivo diffuso appunto ieri non contempla più la presenza del ministro. Famiglie e maestri saranno probabilmente al sit-in dei precari di lunedì pomeriggio, promosso da Cgil e Cisl, perché «siamo favorevoli a tutte le iniziative contro questo decreto che, se passa, segna la fine della scuola che conosciamo», attacca Giovanni Cocchi, insegnante delle medie Guercino e tra i portavoce dell'Assemblea.
Il clima è bollente, a tre giorni dall'inizio della scuola. E lunedì nelle scuole si userà tutta la fantasia e creatività possibili per segnalare il disagio crescente. Ci sarà chi, seguendo le indicazioni del Cobas, inizierà le lezioni con un quarto d'ora di ritardo, «da passare in silenzio come lutto preventivo oppure per spiegare quello che sta succedendo», chiarisce Alessandro Palmi, docente del Belluzzi. Oppure chi si metterà il lutto al braccio, chi farà volantinaggio, chi terrà fuori i bambini (a Calderara). C'è perfino chi come Bruno Moretto, docente al Sabin, appartenente a Scuola e Costituzione, propone «una telecamera dentro ogni aula per far vedere come si lavora nella scuola italiana». E dal giorno dopo scatterà il blocco delle lezioni di inglese alle elementari. Almeno in alcune scuole. Alle Bottego, alle Longhena e all'Istituto comprensivo 13 i Collegi dei docenti hanno infatti deciso che gli specializzati di inglese faranno lezione solo nelle loro classi e si rifiuteranno di andare in altre. «Impugneremo gli ordini di servizio — attacca Marzia Mascagni, docente delle Longhena e tra i portavoce dell'Assemblea — e invitiamo le altre scuole a fare altrettanto». Agli istituti 10 e 11 l'orientamento è questo. «Hanno elimitato l'inglese per ricoprire i tempi pieni richiesti e su 20 classi 6 sono senza insegnante di lingua », fa notare Barbara Gualandi, insegnante delle Bottego e rappresentante Cobas, «il Collegio docenti ha deciso così di sospendere l'inglese in tutte le classi finché non abbiamo risposte positive alle richieste della nostra dirigente». L'obiettivo ora è fare fronte comune. «Questo è l'affondo totale alla scuola pubblica», dichiara Soster nel chiamare a raccolta per la manifestazione nazionale in tutte le piazze d'Italia indetta dalla Cgil nazionale. Le proposte sono tante. «Faremo lo sciopero dei precari il 19 settembre », annuncia Francesco Bonfini del Cub. «Andremo a Roma per lo sciopero nazionale Cobas del 17 ottobre», dice Palmi. «Perché non ci mettiamo in malattia per un solo giorno a rotazione?», propone un'insegnante delle Zamboni. «Dalla prossima settimana faremo assemblee in tutte le scuole — conclude Cocchi — e ci riconvochiamo venerdì 19 per decidere come proseguire».


12 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

Genitori e insegnanti sul piede di guerra
L’Assemblea delle scuole: manifestazione il 26
di Federica Gieri

Bologna - VOLANTINAGGIO il primo giorno di lezione, assemblee informative nelle scuole e mega manifestazione cittadina il 26 settembre alle 17,30 in piazza XX Settembre per chiedere il ritiro del decreto che ripristina il maestro unico. Data che nulla ha a che vedere con quella dei Cobas. In principio fu contro il ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, poi venne Giuseppe Fioroni e ora Mariastella Gelmini. L’Assemblea delle scuole bolognesi torna a farsi sentire, più arrabbiata e combattiva che mai. E se non fosse stato per un improvviso cambio di programma a ‘DoceBO: Contributi ed esperienze per l’educazione e la didattica’ (19 e 20 settembre in Fiera), prof, mamme e papà in difesa della scuola pubblica sarebbero riusciti pure nel colpo (come già con Fioroni) di riservare una «calda» accoglienza al ministro Gelmini, di cui è prevista una visita in città per il 19 settembre. Nessuno dei 200 e oltre (95% docenti da tutte gli istituti, 5% genitori) riunitisi nel cortile della media Guido Reni ne era al corrente. Sandra Soster, segretario Flc-Cgil, prende tutti in contropiede. «La Gelmini è a Bologna». Pausa. «Facciamole un po’ di accoglienza». Boato di gioia. IL MINISTRO resterà a Roma? Nessun problema. La creatività degli anti Gelmini non ha limiti. C’è chi propone di mettere telecamere in classe «così si vede come lavoriamo e cosa facciamo» (Bruno Moretto del liceo Sabin), «occorrono gesti di obiezione di coscienza: perchè non ci mettiamo a turno in malattia? Uno per volta, però», esordisce un altro. E il primo giorno di scuola? Via con gli striscioni o i cartelloni (circolo didattico 11 e Bottego) oppure fascia nera al braccio. «Perchè — spiega Mirko Pieralisi, maestro delle De Amicis — la scuola del maestro unico lasciava a piedi 40 bambini su 100 prima delle medie. Lo diceva don Milani». «Siamo un movimento di genitori e insegnanti. La nostra forza — rivendica una prof che invita a superare le sigle — è di avere dietro le scuole, non le sigle». Non mancano gli interventi di Cobas, Cub (il 19 incontro in via dello Scalo) e Flc Cgil. Con la Soster che annuncia assemblee nelle fabbriche e nei Comuni perchè «i cittadini devono essere consapevoli che si sta macellando ogni idea di futuro. Alla scuola si tagliano 8 miliardi di euro, 131mila esuberi... Sono tre Alitalia», esplode. «Le mannaie, le potature — sbotta Gloria Tagliavini, Rsu alle media Reni — dobbiamo spiegarle ai genitori. Non parliamo di noi, ma dei ragazzi che non hanno 2000 euro e la seconda lingua non la impareranno mai. L’ultimo taglio alle Guido Reni obbligherà i ragazzi a studiare due ore di tedesco con una docente che ha altre nove classi».


12 settembre 2008 - La Gazzetta di Mantova

CUB-SCUOLA
I prof precari proclamano il primo giorno di sciopero

Sciopero dei precari della scuola il 19. Lo ha indetto la Cub-scuola per protesta contro la riforma del ministro della pubblica istruzione Gelmini. Pur non avendo molti iscritti nelle scuole mantovane, è verosimile che l’agitazione trovi adesioni anche tra insegnanti di altre organizzazioni con conseguenti disagi nelle scuole. Lo sciopero è per tutta la giornata.
«La ministra Gelmini intende riportare la scuola 18 anni indietro - afferma una nota dell’organizzazione - operando un colpo di spugna su tutta la sperimentazione pedagogica degli anni 70, promuovendo una scuola selettiva e classista sul modello della scuola privata,ipotecando il futuro delle giovani generazioni».
L’organizzazione sindacale terrà un’assemblea generale a Roma nel giorno dello sciopero. L’agitazione della Cub è stata indetta anche per tutto il personale precario della pubblica amministrazione.


12 settembre 2008 - Il Cittadino

Precari in corsia: il 19 settembre sciopero per tutti

Lodi - Rdb/cub scende in piazza in uno sciopero nazionale. Il 19 settembre tutto il personale precario dell’Azienda ospedaliera incrocerà le braccia. Per protestare contro le recenti manovre del governo: i tagli della finanziaria e il decreto Brunetta che toglie fondi per l’assunzione dei precari. «L’articolo 49 - commenta Gianfranco Bignamini di Rdb - mette una mannaia pesantissima sulla testa dei precari. Quelli che hanno lavorato tre anni non possono essere riassunti nel posto di lavoro. La finanziaria di Prodi aveva lasciato risorse per i precari, la finanziaria Tremonti, invece, li ha tolti. La nostra è una lotta già incominciata da tanti anni. Questa è solo una prima iniziativa, perché poi ci sarà lo sciopero del 17 di ottobre con una grande manifestazione a Roma. Porteremo 300 mila persone. Ad essere contestato è tutto l’attacco al mondo del lavoro». L’Azienda ospedaliera ha mandato una nota nella quale «si scusa fin da ora per i disagi».


12 settembre 2008 - Il Bologna

Scuola. I Cobas annunciano un quarto d'ora di protesta il 15 settembre. Stop nazionale ad ottobre
Monta la rivolta degli insegnanti "lutto" di 15 minuti e poi scioperi
Ieri assemblea tra precari e genitori contro i tagli annunciati dal ministro Gelmini
di Valeria Tancredi

Bologna - Una raffica di proteste, sitin, assemblee, manifestazioni accompagneranno l’avvio dell’anno scolastico per culminare, almeno per ora, in un grande sciopero per la qualità della scuola pubblica indetto da tutte le sigle sindacali per il 17 ottobre a Roma. A Bologna, tra le altre iniziative di protesta c’è un singolare quarto d’ora di "lutto" proposto dai Cobas che i docenti osserveranno il 15 settembre, primo giorno di scuola. A scelta poi gli insegnanti potranno decidere se usare quei 15 minuti per stare in silenzio oppure per spiegare le ragioni della protesta. A fine lezioni poi ci sarà un volantinaggio informativo all’uscita da scuola esteso anche alle scuole materne che si spera porti in seguito ad una serie di assemblee tra docenti e genitori. Sempre il 15 settembre Cgil, Cisl e Snals presidieranno l’Ufficio Scolastico Provinciale dalle 15 in poi, mentre il 19, in occasione dell’arrivo in città della ministra Gelmini per la fiera Docet, si sta preparando «un’accoglienza scoppiettante » da parte degli addetti ai lavori, anche se voci ufficiose danno già per certo il forfait della responsabile del dicastero dell’Istruzione. Se ne è parlato ieri durante la riunione della neonata "Assemblea delle scuole di Bologna" (ex comitato per la difesa del tempo pieno, in questo caso allargato anche alle scuole secondarie) cui hanno partecipato anche rappresentanti di Cgil, Cobas ed Rdb. I delegati sindacali hanno illustrato ai loro colleghi e ai (pochi) genitori presenti le ulteriori iniziative di protesta. Il 26 a Bologna i Cobas hanno indetto una manifestazione seguita a ruota il giorno dopo da un’altra manifestazione, stavolta della Cgil, che però avverrà in contemporanea nelle piazze delle maggiori città italiane. Si allarga anche la schiera delle scuole elementari che lunedì non partiranno con le lezioni di inglese per protestare contro i tagli di organico.


12 settembre 2008 - La Gazzetta di Reggio

Contratto Act incontro in Prefettura

Reggio E. - Oggi si svolgerà in Prefettura un ulteriore tentativo di conciliazione per quanto riguarda il rinnovo del contratto aziendale dell’Act. Se nell’incontro che si terrà in prefettura, da parte delle dirigenti aziendali non ci sarà un cambiamento di rotta, la Cub Trasporti proclamerà altri scioperi.
«E’ un diritto dei lavoratori - sostiene la Cub - organizzarsi nel sindacato che risponde ai propri interessi: non possono essere i datori di lavoro a scegliere con chi trattare e non sono più accettabili accordi di esclusiva tra parte datoriale e sindacati concertativi, che oltre ad andare contro a ogni principio di democrazia hanno prodotto in questi ultimi 15 anni devastazione salariale, impoverimento generalizzato dei lavoratori e precarietà». La Cub chiede «un contratto cui facciano riferimento tutte le aziende del gruppo Act che porterebbe all’equiparazione di norme e salari: pari condizioni economiche e normative per tutti i lavoratori del tpl reggiano».


12 settembre 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Le rappresentanze sindacali chiedono un incontro urgente...

Civitavecchia - Le rappresentanze sindacali chiedono un incontro urgente con l'amministrazione entro mercoledì 17 settembre. Dopo la sospensione della giornata di lotta, prevista per il 19 settembre, i sindacati tentano di riaprire le trattative con l'amministrazione comunale, dando anche loro, con tale gesto, dimostrazione di volere un confronto serio e costruttivo con l'ente.
In una nota stampa, siglata da Uil Fpl, Cgil Fpl e Rdb Cub, le rappresentanze affermano che «vista la disponibilità politica alla trattazione delle materie in questione, sospendono lo sciopero restando in attesa di un incontro entro il giorno 17». Un passo indietro, quello dei sindacati, per cercare una mediazione e soprattutto riunificare le sigle sindacali. Sempre nel comunicato, la Cgil e la Uil di categoria lanciano un appello: «Le segreterie invitano il membro della rappresentanza sindacale unitaria Flavio Zeppa e il sindaco ad una conciliazione, dopo quanto accaduto nel corso della riunione del 4 settembre».
Intanto il rappresentante dell'Rsu, Mario Curi, chiede che venga revocata la delibera del 1° settembre che riguarda l'"individuazione di nuovi criteri per l'affidamento degli incarichi di posizioni organizzative e alta professionalità", visto che l'atto risulta illegittimo e quindi facilmente impugnabile. «I criteri riportati - si legge nella lettera - non corrispondono a quelli decisi in delegazione trattante e avvalorati da due delibere del 2000, ma anzi vengono stravolti. Tale materia è oggetto di concertazione e visto che non abbiamo mai fatto incontri di questo tipo sono da ritenersi validi i criteri fissati nel 2000. Per questi motivi gli atti prodotti sono da ritenersi illegittimi».


11 settembre 2008 - Ansa

ALITALIA: CUB, IMPATTO REALE PIANO OLTRE 10MILA TAGLI

(ANSA) - ROMA, 11 SET - L'impatto reale del piano di salvataggio di Alitalia sarebbe di oltre 10mila tagli dei posti di lavoro: e' il calcolo del sindacato di base Cub-Trasporti, che non e' riconosciuto dall'azienda al tavolo ufficiale del confronto, e che sta improvvisando un'assemblea con i dipendenti presenti all'esterno della sede del ministero del Lavoro di via Flavia. Con un volantino spiegano che il piano oltre ai 3.250 esuberi annunciati prevede un futuro incerto per 2.050 esternalizzati, ed una situazione di incertezza per altri 700 dipendenti. Sarebbero poi ''circa 1.200 i lavoratori misteriosamente scomparsi dai conteggi aziendali''. Per l'organizzazione ''e' un falso il dato annunciato al tavolo di confronto di 17.500 dipendenti in tutto tra Alitalia e Air One: solo i dipendenti a tempo indeterminato di Alitalia - sostengono - sono 16.500''. Il piano, sottolinea ancora la Cub-Trasporti, ''inoltre non tiene assolutamente conto del destino di 4.000 precari''.


11 settembre 2008 - Il Sole 24 Ore / Radiocor

Alitalia: Cub Trasporti, gli esuberi reali sono oltre 10mila

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 11 set - Gli esuberi reali di Alitalia sono oltre 10mila, se si contano anche i 4mila precari. Lo sottolinea la Cub Trasporti che, in un volantino diffuso dai manifestanti sotto la sede del ministero del Welfare di via Flavia, snocciola anche numeri: "3.250 esuberi derivano dalla contrazione di attivita' e dai tagli delle rotte, nonche' dalle sinergie provenienti dalla fusione di Alitalia ed AirOne. Si aggiungono 2.050 esternalizzati che saranno i lavoratori del cargo, delle manutenzioni pesanti, dei carrelli di Atitech e di Ams. Altri 700 bisognera' valutare, dopo ulteriori verifiche, se saranno mantenuti in azienda, esternalizzati o diventeranno esuberi: sono i lavoratori di Az Fly e Az Servizi, del call center, dell'informatica e dell'amministrazione. Altri 1.200 lavoratori sono "misteriosamente scomparsi dai conteggi aziendali". A questo conto, che supera la cifra di 7mila, bisogna aggiungere i 4mila precari per i quali, sottolinea la Cub Trasporti, non si prende nessun impegno.


11 settembre 2008 - Adnkronos

ALITALIA: CUB, OLTRE 10.000 I TAGLI REALI

Roma, 11 set. - (Adnkronos) - Sarebbero oltre 10 mila i tagli reali al personale di Alitalia ed Air One previsti dal piano di Cai E' la denuncia del Cub Trasporti. Antonio Amoroso, parlando di fronte al presidio dei lavoratori, entra nel merito di quella che definisce "una triste contabilita': 3.250 sono gli esuberi dichiarati, 2.050 gli esternalizzati, 700 i lavoratori ancora da valutare, oltre 1.200 quelli scomparsi dai conteggi aziendali. Il totale fa oltre 10 mila".

ALITALIA: BLOCCO STRADALE MANIFESTANTI ALLE PARTENZE DI FIUMICINO

Roma, 11 set. - (Adnkronos) - Lavoratori di Alitalia ed Air One, organizzati da diverse sigle sindacali oltre che dai cub, stanno bloccando il traffico di fronte alle partenze nazionali ed internazionali dell'aeroporto di Fiumicino. E' quanto riferiscono di fronte alla sede del ministero del Lavoro di via Flavia fonti sindacali. Circa 500 manifestanti stanno esprimendo cosi' tutta la loro preoccupazione per gli sviluppi della trattativa in corso tra governo, azienda e sindacati. In un primo momento i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Sdl avevano riunito i lavoratori di fronte agli hangar della meccanica e degli amministrativi. Poi, un drappello, composto in maggioranza di precari Eas, la societa' che fa hundling per Air One, si sono spostati di fronte agli ingressi delle partenze nazionali ed internazionali. Via via il gruppo di manifestanti si e' infoltito e le forze dell'ordine stanno tentando, per ora invano, di riportare il traffico all'interno dell'aeroporto alla normalita'.

ROMA: PREFETTURA INCONTRA INQUILINI VIA PINCHERLE E ASIA

Roma, 11 set. - (Adnkronos) - Si e' svolto questa mattina, a piazza Santi Apostoli, il presidio indetto da AS.I.A. Rdb e dal Comitato Inquilini di via Pincherle 153/169 per chiedere al Prefetto di Roma di farsi garante nel processo di vendita degli appartamenti di proprieta' della Fata assicurazioni- gruppo Generali, che coinvolge circa 300 nuclei familiari e alcuni esercizi commerciali. Nel corso della mattinata - si legge in una nota di Asia Rdb -, una delegazione alla quale hanno preso parte anche il presidente del Municipio XI Andrea Catarci e la consigliera comunale Gemma Azuni e' stata ricevuta dal vice Prefetto Bonanno. Gli inquilini e l'Asia hanno fatto presente a Bonanno che le abitazioni sono state messe in vendita a prezzi troppo alti e senza tenere conto delle condizioni in cui versano gli stabili. Inoltre per tutte quelle persone che non potranno acquistare non sono state avanzate proposte di tutela. Per questo motivo gli inquilini e i gestori degli esercizi commerciali coinvolti chiedono di poter trattare le modalita' e i prezzi di acquisto, le forme di salvaguardia per chi non puo' o non vuole comprare, e il coinvolgimento del Comune di Roma e della Regione Lazio nella trattativa che deve partire immediatamente. Sentite gli inquilini, prosegue la nota, ''il vice Prefetto ha assicurato che a partire dal tavolo interistituzionale convocato per oggi pomeriggio, al quale partecipera' la dottoressa Vaccari, la Prefettura svolgera' quella funzione di garanzia richiesta. L'AS.I.A. RdB auspica che al tavolo, al quale e' stata invitata anche la Fata, vengano prese delle misure atte a garantire una tutela reale per gli inquilini, a partire da un rinvio significativo della data del 15 settembre 2008, indicata da Fata come ultimativa per esercitare l'opzione di acquisto, per consentire a tutte le parti interessate di esercitare i propri diritti e le proprie funzioni''.

Il confronto su 4 tavoli separati
Alitalia, rush finale. Sacconi: ''Accordo stanotte o mai più''
Ultima possibilità per raggiungere un'intesa sui contratti. Cai: ''Unica base di partenza è la nostra proposta''. Il commissario Fantozzi: ''Serve accordo entro venerdì''. Proteste dei dipendenti davanti al ministero del Lavoro: ''Non firmate''. Un lavoratore minaccia di darsi fuoco. Bonanni contestato. Piloti: ''C'è rischio che la situazione precipiti''. Ricevute manifestazioni interesse per manutenzione e cargo

Roma, 11 set. (Adnkronos/Ign) - "O questa notte o mai più. O così o niente". E' il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ad affermarlo a proposito della possibilità di un accordo entro oggi per il rilancio di Alitalia. "Purtroppo questa è l'ultima possibilità, non ce ne è un'altra, non c'è la possibilità di un secondo appello", aggiunge laconicamente Sacconi. Quanto alla possibilità del raggiungimento di un'intesa il ministro comunque si mostra ottimista. "Io sono ottimista per definizione - sostiene - perché voglio pensare che nessuno voglia il fallimento. E questo mi porta ad avere fiducia nella ragionevolezza di tutti i soggetti. L'alternativa a tutto questo è il fallimento". Sacconi ha inoltre spiegato che "domani mattina, quando si apriranno gli uffici di Alitalia, il commissario dovrà avviare, con rapidità, atti che si fondano sulla presenza o meno dell'accordo, e quindi dell'offerta". L'unica base di partenza della discussione in corso resta la piattaforma contrattuale proposta da Cai, hanno ribadito in tarda serata fonti della Compagnia Aerea Italiana. La giornata cruciale per le sorti di Alitalia è iniziata questa mattina al ministero del Lavoro. Nella trattativa sono coinvolti il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli e il sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli. La Cai è rappresentata dall'amministratore delegato Rocco Sabelli ed è presente anche il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. Ampia la delegazione sindacale. Al tavolo siedono tutti i vertici delle 9 sigle sindacali presenti in azienda. A livello confederale, sono presenti il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni e il segretario generale dell'Ugl Renata Polverini. L'incontro si è aperto con l'intervento dell'amministratore delegato di Cai Rocco Sabelli che ha confermato, secondo quanto riferito da fonti sindacali, "tutta la validità del piano" predisposto dalla società. "Un piano di crescita che mira a trasportare più passeggeri e a realizzare più ricavi". ''Complesso, impegnativo'', ha ammesso, ma anche ''realistico e possibile''. Dal confronto con i sindacati, ha proseguito Sabelli, "sono emersi due nodi, sul network e la flotta". In particolare, sul mercato domestico "c'è la necessità di un maggiore presidio sulle rotte fondamentali con AirOne". Il manager si dice convinto che "si possono migliorare i piani anche per non lasciare spazio ai competitor". Un altro passaggio importante è "una migliore strutturazione dell'offerta regionale". Sul lungo raggio, infine, "c'è una disponibilità di principio, concreta, nella fase di implementazione del network". Per la manutenzione, Sabelli propone l'outsourcing con la previsione di una partecipazione di Cai. Sulla questione relativa al cargo, la Cai, inoltre, sarebbe disponibile a partecipare con una quota alla joint venture di operatori specializzati nel settore, che rilevino le attività cargo e le gestiscano con criteri di mercato. Per la partnership internazionale della nuova Alitalia, la Cai è impegnata a trovare la migliore soluzione che valorizzi la compagnia. Sabelli, ha sottolineato, a quanto si apprende, che la quota del partner estero sarà di minoranza. Dopo l'intervento dell'amministratore delegato di Cai, la riunione plenaria è stata sospesa per procedere con una fase di colloqui informali e separati. Il negoziato è poi ripreso nel pomeriggio, articolandosi su 4 tavoli, quelli relativi alle diverse categorie professionali di piloti, assistenti di volo e personale di terra e un tavolo ad hoc per quanto riguarda ammortizzatori sociali e tutele del lavoro. Ma il confronto al momento non ha prodotto alcun avvicinamento tra le posizioni. Sabelli, riferiscono fonti sindacali, ha lasciato il dicastero."E' muro contro muro" ha detto il presidente dell'Avia Antonio Di Vietri. "Tutte le organizzazioni degli assistenti di volo hanno definito irricevibile la proposta della Cai e noi abbiamo ribadito la volontà di partire dal contratto esistente. Gli unici progressi che si sono verificati al tavolo, dove sta mediando, però, il ministero del Lavoro è quello sulle tutele previdenziali". Momenti di grande tensione si sono registrati nella giornata all'esterno del dicastero dove i lavoratori, rivolti ai sindacati, intimano: ''Non firmate, non firmate''. Duramente contestato il leader della Cisl Raffaele Bonanni, accolto al suo arrivo al grido ''buffone, buffone''. Al presidio si sono aggiunti anche circa 250 manifestanti dell'Atitech di Napoli, che scandiscono slogan contro il governo e la cordata italiana per la nuova Alitalia. La tensione con le forze dell'ordine è salita quando i manifestanti si sono mossi in corteo per raggiungere via Fornovo dove si è spostata la trattativa. Davanti alla sede del ministero, un lavoratore di Atitech si è cosparso di alcol e ha minacciato di darsi fuoco. Sono intanto intervenuti per cercare di tranquillizzare la situazione alcuni esponenti sindacali oltre ai rappresentanti delle forze dell'ordine. Agitazioni, anche a Fiumicino dove circa 500 lavoratori di Alitalia ed Air One, organizzati da diverse sigle sindacali oltre che dai Cub, hanno bloccato il traffico di fronte alle partenze nazionali ed internazionali dell'aeroporto. Già l'Enac aveva avvisato di possibili disagi e ritardi presso lo scalo romano nei servizi prestati da Alitalia Airport e EAS, per il protrarsi della loro assemblea fino alle 23. Intanto, l'Alitalia annuncia con una nota di aver ricevuto manifestazioni di interesse per l'intero pacchetto azioni Atitech S.p.a. e tutta la struttura Alitalia per la manutenzione pesante e per il ramo d'azienda ''Alitalia Cargo''. Il Commissario Fantozzi, si legge nella nota, ''ha ricevuto una lettera di dichiarazione di interesse da parte di Aviation - Management Consulting GmBH & Co. KG riguardante l'intero pacchetto azioni Atitech S.p.a. e tutta la struttura Alitalia per la manutenzione pesante" e ''da Sin&rgetica S.r.l. in nome e per conto di Alis - Aerolinee Italiane S.p.a. e di Miro Radici Finance S.p.A. una manifestazione di interesse riguardante il ramo d'azienda Alitalia Cargo''.


11 settembre 2008 - Agi

SCUOLA: SCIOPERO DEI PRECARI IL 19 SETTEMBRE

(AGI) - Roma, 11 set. - Sciopero dei precari della scuola il 19 settembre con Assemblea generale a Roma. Lo ha indetto la Cub-scuola per protesta contro la riforma del ministro della Pubblica istruzione Gelmini. "Il D.L. n.137 del 1 settembre 2008 della ministra Gelmini intende riportare la scuola 18 anni indietro - afferma una nota - operando un colpo di spugna su tutta la sperimentazione pedagogica degli anni 70, promuovendo una scuola selettiva e classista sul modello della scuola privata,ipotecando il futuro delle giovani generazioni". La CUB Scuola ritiene che il sistema scolastico non abbia bisogno di tagli, bensi' di risorse. Percio' si opporra' in tutti i modi alla messa a regime di un sistema che mortifica i lavoratori della scuola e priva del diritto ad una giusta educazione i bambini. Promuove lo stato di agitazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado, e appoggera' le iniziative contro il decreto promosse da insegnanti e genitori. Indice il giorno 19 settembre uno sciopero con Assemblea generale a Roma per tutto il personale precario della scuola. Lo sciopero, inoltre, e' stato indetto dalla CUB per tutto il personale precario della pubblica amministrazione.

SINISTRA: D'ANGELI (SC), NO ARCOBALENO SERVE AUTONOMIA

(AGI) - Roma, 11 set. - Flavia D'Angeli, portavoce nazionale di Sinistra Critica, in una nota afferma che la sua formazione e' impegnata "da qualche mese a dare vita a un percorso unitario e partecipato per una mobilitazione d'autunno efficace e incisiva. Abbiamo percio' da subito sostenuto la centralita' dello sciopero generale del 17 ottobre, indetto dal sindacalismo di base e, ad oggi, unico sciopero contro il governo. Insieme ad altre forze, poi, (Cobas, Rdb, Collettivi universitari, Rete dei comunisti) abbiamo promosso un'assemblea aperta il 9 settembre", che ha deciso di indire un'assemblea nazionale il 5 ottobre e un'ipotesi di manifestazione nazionale a Roma a novembre". Angeli sottolinea che la manifestazione della Sinistra Arcobaleno e' stata indetta "al di fuori di qualsiasi percorso di confronto e di rapporto con altri soggetti. Una manifestazione che appare immediatamente come il tentativo di risollevare la schiena a quella Sinistra che le elezioni di aprile hanno spazzato via e di ridare stabilita' e forza alle attuali segreterie. Segeterie, come quella Ferrero, che vincono un congresso per poi gestire la linea dei perdenti. La sinistra politica non fa che ripetere i suoi errori: invece di mettersi a confronto e a disposizione di soggetti reali animando percorsi unitari punta all'autosufficienza, sperando di replicare il successo del 20 ottobre e dimenticando che quella giornata non ha sedimentato nulla in seguito. Come Sinistra Critica non possiamo che ribadire il percorso da noi scelto e la piena internita' a una dinamica di movimento con l'obiettivo di dare vita a strutture stabili e continuative per far nascere una Nuova Opposizione Sociale. Ci confronteremo, ovviamente, con i, le militanti che decideranno di stare in piazza l'11 ottobre ma non possiamo certo tacere che quell'indizione e' una scelta sbagliata e che non aiuta a quel chiarimento profondo di cui la sinistra ha bisogno se davvero vuol rinascere. Per discutere di questo e per dare il via alla nostra campagna sul Salario Minimo a 1300 euro e' convocata una conferenza stampa, Venerdi' 12 alle 12".


11 settembre 2008 - Dire

CASA. VIA PINCHERLE, ASIA-RDB: PREFETTURA SARA' GARANTE

(DIRE) Roma, 11 set. - "Si e' svolto questa mattina, a piazza Santi Apostoli, il presidio indetto da Asia-Rdb e dal Comitato Inquilini di via Pincherle 153/169 per chiedere al prefetto di Roma di farsi garante nel processo di vendita degli appartamenti di proprieta' della Fata assicurazioni-gruppo Generali, che coinvolge circa 300 nuclei familiari e alcuni esercizi commerciali. Nel corso della mattinata, una delegazione alla quale hanno preso parte anche il presidente del Municipio XI Andrea Catarci e la consigliera comunale Gemma Azuni e' stata ricevuta dal vice prefetto Bonanno". Lo fa sapere una nota dell'Asia-Rdb, che prosegue: "Gli inquilini e l'Asia hanno fatto presente che le abitazioni sono state messe in vendita a prezzi troppo alti e senza tenere conto delle condizioni in cui versano gli stabili. Inoltre per tutte quelle persone che non potranno acquistare non sono state avanzate proposte di tutela". "Per questo motivo gli inquilini e i gestori degli esercizi commerciali coinvolti chiedono di poter trattare le modalita' e i prezzi di acquisto, le forme di salvaguardia per chi non puo' o non vuole comprare, e il coinvolgimento del Comune di Roma e della Regione Lazio nella trattativa che deve partire immediatamente- prosegue la nota- Sentiti gli inquilini, il vice prefetto ha assicurato che a partire dal tavolo interistituzionale convocato per oggi pomeriggio, al quale partecipera' la dottoressa Vaccari, la Prefettura svolgera' quella funzione di garanzia richiesta". L'Asia-Rdb "auspica che al tavolo, al quale e' stata invitata anche la Fata, vengano prese delle misure atte a garantire una tutela reale per gli inquilini, a partire da un rinvio significativo della data del 15 settembre 2008, indicata da Fata come ultimativa per esercitare l'opzione di acquisto, per consentire a tutte le parti interessate di esercitare i propri diritti e le proprie funzioni".

SCUOLA BOLOGNA. SALTA LA CONTESTAZIONE AL MINISTRO GELMINI
ATTESA A DOCEBO, MA NON VERRA'; MA MOBILITAZIONE AVANZA LO STESSO

(DIRE) Bologna, 11 set. - Il vento della contestazione stava gia' soffiando, ma chi sperava di riservare una speciale accoglienza al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini in visita a Bologna rimarra' deluso. Gelmini infatti ha comunicato ufficialmente che non partecipera' all'inaugurazione di DoceBo, manifestazione promossa dall'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia-Romagna (Usr), che si svolgera' il 19 ed il 20 settembre al Palazzo dei Congressi della Fiera di Bologna. Lo conferma l'Usr che ha ricevuto la notizia dal portavoce del ministro. L'idea di rovinare la festa al ministro era serpeggiata oggi pomeriggio durante un incontro dell'assemblea delle scuole bolognesi alle Guido Reni. La prima a ventilare la contestazione e' stata Sandra Soster, Flc-Cgil Bologna, che tra mormorii e sguardi di approvazione nella platea di circa 200 persone tra docenti e genitori, proponeva di riservare una speciale "accoglienza, un volantinaggio, una presenza, non sarebbe male", al ministro in occasione di DoceBo. A rinforzare l'idea di Soster e' intervenuto poi Mirco Pieralisi, genitore ed insegnante delle De Amici, propone "una manifestazione, con uno spirito di condivisione (tra tutte le sigle sindacali), per dare al ministro una sana, ricca e scoppiettante accoglienza". Gelmini o no, le scuole bolognesi continuano nella progettazione della mobilitazione locale, che vedra' un primo momento di protesta lunedi' prossimo con un volantinaggio. Oggi, intanto, per la prima volta in assemblea erano presenti oltre ai rappresentati degli Istituti comprensivi e circoli, anche quelli di alcune scuole superiori, i licei Galvani, Minghetti, Copernico, Sabin, i tecnici Belluzzi e Archimede e l'alberghiero Scappi. Al volantinaggio nel primo giorno di scuola, seguiranno poi assemblee informative e una grande manifestazione cittadina il 26 settembre, alle 17.30 in piazza XX Settembre per chiedere il ritiro del decreto 137 ed in difesa della scuola pubblica. "Se passa questo decreto e' la fine della scuola che conosciamo", spiega Giovanni Cocchi, prof alle medie Guercino, "Se la riforma Moratti sul tempo pieno non e' passata e' stato merito soprattutto di Bologna che ha dato un segnale molto forte; bisogna quindi andare piu' uniti che in passato, genitori, insegnanti e bambini, per protestare vanno bene tutte le modalita': a Calderara per esempio tengono fuori i bambini da scuola", aggiunge Cocchi. "O siamo insieme a rendere consapevoli vasti strati dell'opinione pubblica, a fare controinformazione in maniera molto piu' robusta di quella dell'anno scorso, o ci sara' l'affondo totale sulla scuola pubblica: l'aria non e' la stessa dell'anno scorso", spiega Soster. "Abbiamo gia' preso accordi con le grandi fabbriche e con i Comuni per fare assemblee per raggiungere tutti i cittadini, genitori e non", aggiunge Soster, che rilancia l'appuntamento di Cgil in piazza per il 27 settembre, "dove parleremo anche di scuola". Il grido d'allarme sul mondo della scuola "e' sempre partito da Bologna, e ci tocca anche questa volta, non abbiamo molto tempo per fermare il decreto, solo 45 giorni da oggi", spiega Marzia Mascagni, Prc scuola e insegnante alle Longhena. Mascagni riporta inoltre alla ribalta il problema dell'insegnamento dell'inglese, specifico della provincia di Bologna. "Ci rifiutiamo di andare ad insegnare nelle altre classi, e siamo pronti ad impugnare l'ordine di servizio, perche' per legge i docenti hanno l'obbligo di insegnare inglese alla propria classe di titolarita' e non in altre; e' una scelta che e' stata fatta solo in Emilia-romagna". "Al distretto didattico dell'11^ circolo appenderemo fuori striscioni e distribuiremo volantini, per denunciare l'attacco alla scuola dei figli dei lavoratori, nata nel dopoguerra per rimuovere gli ostacoli alla piena realizzazione del cittadino", spiega Francesco Bonfini, Cub scuola. Bonfini riporta inoltre all'ordine del giorno il problema dei precari. "Molti di quelli che andranno a casa nei prossimi anni sono formati e hanno un punteggio superiore a quello che avevamo noi quando siamo stati immessi in ruolo". Infine ricorda "l'assemblea di martedi' 16 in via dello Scalo e lo sciopero nazionale dei precari a Roma, venerdi' 19, ma cercheremo di organizzare qualcosa anche con chi rimarra' Bologna". Bruno Moretto, prof di matematica al liceo Sabin, spezza infine una lancia in favore della scuola pubblica. "Non e' vero che la scuola non funziona, e' una operazione di falsificazione della realta', la scuola italiana funziona bene, poi e' giusto che critichiamo cio' che non va e cercare di migliorarci". Moretto ricorda inoltre che "L'Italia investe 1.000 euro in meno della media dei paesi Ocse nella scuola", e per mostrare e tutti la validita' della scuola pubblica propone di "mettere delle telecamere dentro ogni aule per far vedere a tutt'Italia cosa succede a scuola".


11 settembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

IERI. "Antifannulloni"
Rdb a Roma: Brunetta gioca? Noi scioperiamo

Dopo un intenso periodo pre estivo di mobilitazione contro le scelte del Governo nei confronti della pubblica amministrazione, riprende l'iniziativa della RdB Cub Pubblico Impiego per contrastare i contenuti del decreto 112, oggi legge 133 e per «manifestare l'indignazione e la rabbia dei dipendenti pubblici colpiti nei diritti, nei salari e nella dignità».
Ieri, quindi, il sindacato ha portato i propri iscritti a Roma (ma ha manifestato anche a Vicenza di fronte alla sede Inps di corso S. Felice) per manifestare in occasione della riunione della giuria che decreterà la vignetta vincente tra quelle su Brunetta inviate alla Funzione pubblica per il concorso voluto da lui stesso».
«Crediamo - afferma l’RdB - che questa sia un'occasione da non mancare per far capire al Ministro che mentre lui continua a giocare, la RdB promuove la partecipazione allo sciopero generale del 17 ottobre».
«Al Parlamento - continua il sindacato - è stato presentato da Cazzola ed altri firmatari un disegno di legge che intende applicare il regime contributivo a tutti i lavoratori dal 1°gennaio 2009, anche a coloro i quali hanno maturato i 18 anni al 1995 ed innalza l'età per la pensione di anzianità a 62 anni per chi è in regime contributivo».
«Un disegno di legge che la dice lunga sulle reali intenzioni di questo Governo Senza contare che a fronte di contratti ormai scaduti da un pezzo, il Governo propone aumenti dell'1,7 per cento, mentre l'inflazione è al 4,1».


11 settembre 2008 - La Gazzetta di Reggio

Dipendenti Inps insorgono: anche Brunetta era assenteista
Presidio a Bologna contro il ministro: a Bruxelles aveva solo il 47% di presenze

BOLOGNA - Anche a Bologna i dipendenti dell’Inps tornano ad alzare la voce contro il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. Rigettano, una volta di più l’immagine di assenteisti e fannulloni, ricordando invece che Brunetta «aveva solo il 47% delle presenze al Parlamento europeo e faceva assenze anche quando era docente universitario». Ma protestano anche contro «l’ulteriore denigrazione messa in campo dal ministro oltre al taglio dei salari», spiega Donato Cardigliano, delle Rdb. Ieri mattina a Roma una commissione del ministero della Pubblica amministrazione ha scelto la vignetta più graffiante su Brunetta, tra quelle presentate al concorso voluto dallo stesso ministro, indetto in risposta alle critiche che i dipendenti pubblici avevano mosso per la pubblicazione sul sito del ministero di vignette, tratte dai quotidiani, «offensive della dignità dei lavoratori». E la cerimonia a Roma offre, a Bologna, al sindacato di base un’occasione per ribadire anche la contrarietà al taglio degli incentivi per la produttività, salario variabile legato a progetti sulla qualità e il miglioramento continuo del servizio, che ammonterebbero a circa 5.900 euro all’anno per ogni lavoratore nel 2009, spiega ancora Cardigliano. Questo taglio si tradurrebbe di fatto «in una riduzione del 30% dello stipendio, che dal 1988 erano sistematici, dato che i dipendenti dell’Inps hanno sempre portando a termine gli obiettivi preposti», aggiunge ancora il sindacalista. Altri temi della protesta di ieri, concretizzatasi a Bologna in un presidio davanti alla sede dell’Inps, sono quelli del rinnovo del contratto nazionale, scaduto da otto mesi, e il taglio delle retribuzioni nei primi 10 giorni di malattia.


11 settembre 2008 - Il Mattino di Padova

Paura di ammalarsi: anche il personale delle scuole farà sciopero il 17 ottobre
Salari tagliati, protesta l’Agenzia delle entrate

Padova - Continua la sfida «a muso duro» che i lavoratori delle Agenzie delle Entrate, dell’Inail, dell’Inps, dell’Inpdap e del Comune hanno lanciato al ministro della Funzione pubblica, il veneziano Renato Brunetta, dopo l’approvazione del dl 112, quello che riduce drasticamente i salari in caso di malattia. Ieri è toccato ai dipendenti dell’Agenzia fiscale di Padova 2 di Via Vergerio scioperare e tenere una manifestazione davanti agli uffici. Hanno aderito circa 50 lavoratori su 100. La manifestazione era coordinata dal leader di Rdb-Cub, Celeste Giacon. «I colleghi del pubblico impiego sono stanchi delle caramelle avvelenate distribuite ogni giorno da Brunetta - dice Giacon-. Il decreto numero 112 deve essere abolito perché umilia i dipendenti pubblici e toglie soldi preziosi al salario accessorio». Giacon invita tutto il pubblico impiego, compreso il personale della scuola, a scioperare il 17 ottobre.(f.pad.)


11 settembre 2008 - Il Resto del Carlino

Anche a Bologna i dipendenti dell’Inps...

Anche a Bologna i dipendenti dell’Inps tornano ad alzare la voce contro il ministro Renato Brunetta. Rifiutando una volta di più l’etichetta di assenteisti e fannulloni, ricordano con una punta di veleno che Brunetta «aveva solo il 47% delle presenze al Parlamento europeo e faceva assenze anche quando era docente universitario». Il presidio (foto), organizzato ieri mattina dalle Rdb davanti alla sede dell’Inps, intendeva protestare anche contro «l’ulteriore denigrazione messa in campo dal ministro e il taglio degli incentivi per la produttività».


11 settembre 2008 - Caserta news

Comunità Montana Amalfitana: "Brunetta non scherzare"

Salerno – Mentre il Ministro Brunetta continua a giocare con le vignette e la propaganda mediatica, anche dalla Comunità Montana della Penisola Amalfitana si alza la voce dei lavoratori che chiedono certezze sul loro futuro. Viste le competenze in materia di autonomie locali che hanno trasformato un'amicizia in consulenza governativa, l'ex Sindaco PD di Ravello, Secondo Amalfitano, entrato durante le ferie agostane nello staff del Ministro, potrà facilmente spiegare e risolvere il paradosso dell'Ente Locale salernitano, che vede decine di lavoratori pubblici a tempo determinato che da decenni subiscono il rinnovo annuale del loro contratto di lavoro di idraulici forestali. I lavoratori non ci stanno ad essere le prossime vittime sacrificate alla logica della compatibilità finanziaria mentre il grosso degli sprechi sono le inefficienze della dirigenza che ha bisogno di onerose consulenze, di esternalizzazioni e di continuare ad appaltare lavoro pubblico ai privati. Subiamo da tempo una campagna diffamatoria, nella quale veniamo descritti come assenteisti e fannulloni, con lo scopo di isolare e fiaccare una categoria matura e consapevole dei propri diritti e della propria funzione, in grado di contrastare i piani di smantellamento della pubblica amministrazione.
Paradossale è che molti cittadini, sostenendo tale campagna, finiscano inconsapevolmente per allearsi con chi vuole distruggere lo Stato Sociale.
Con assemble ed iniziative nei posti di lavoro stiamo tentando di informare gli utenti degli uffici pubblici e tutta la cittadinanza sui veri obiettivi della campagna contro i cosiddetti fannulloni.
E' sufficiente limitare l'attenzione a due recenti provvedimenti di Legge, uno sul sistema previdenziale, presentato in Parlamento il 16 giugno e non ancora discusso, l'altro invece riguardante la manovra economica del governo, trasformato nella Legge 133, per trovarci di fronte ad un nuovo attacco alla pensione pubblica, nonché al salario ed alle condizioni dei lavoratori pubblici. Incentivazione delle forme previdenziali private, finanziate dai lavoratori con la rinuncia al proprio TFR; ulteriore elevamento dell'età per la pensione che penalizza soprattutto le donne; passaggio di tutti i lavoratori al sistema contributivo a partire dal 1° gennaio 2009, applicando pro-rata il contributivo anche a quanti avevano 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995; revisione automatica dei coefficienti di rivalutazione delle pensioni; accorpamento degli Enti previdenziali in tre poli ed ingresso dei sindacati nei consigli d'amministrazione. Queste le norme contenute nel disegno di legge delega, mentre per i lavoratori pubblici il DL 112 (Legge 133) prevede: riduzione degli organici e mantenimento del precariato; drastico taglio agli incentivi per la produttività nel 2009, con perdita di salario annuo che arriva a 6.000 e 9.000 euro per i lavoratori di alcune amministrazioni; risorse irrisorie per il rinnovo di contratti nazionali scaduti da otto mesi; taglio alle retribuzioni in caso di malattia. Dall'esame di questi due provvedimenti risulta chiaro che da una parte si mina alla base il sistema pensionistico pubblico e la funzione degli Enti previdenziali per favorire forme di pensione privata, alle quali i sindacati concertativi CGIL-CISL-UIL sono fortemente interessati, dall'altra s'impoveriscono i salari dei lavoratori pubblici e si riducono le norme a loro tutela per liquidare ogni resistenza. In buona sostanza l'obiettivo è lo Stato Sociale, mandare in crisi l'intera pubblica amministrazione per privatizzarne i servizi.
E' per questo che occorre smascherare le vere intenzioni di chi, come il ministro Brunetta, usa i lavoratori pubblici come un feticcio per distogliere l'attenzione da altre cose. Tutto preso dalla rappresentazione di se stesso, il ministro si ritiene "il più amato dagli italiani", i quali probabilmente ignorano il suo curriculum di assenteista sia nella funzione di parlamentare europeo (47% di presenze) che in quella di docente universitario. Perché il ministro poi non ci spiega, lui che è per la trasparenza, come ha avuto assegnato un immobile di proprietà di un Ente pubblico, mentre i lavoratori pubblici debbono ricorrere all'edilizia privata?
Contro il nuovo attacco alle pensioni ed alla pubblica amministrazione, per chiedere lavoro stabile e salari agganciati al costo della vita, per una politica della sicurezza nei luoghi di lavoro, la RdB-CUB, insieme ad altre organizzazioni del sindacalismo di base, il 17 ottobre scenderà in piazza con uno sciopero generale di tutte le categorie. Noi facciamo sul serio. "


11 settembre 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa. Manifestazione con l'Asia Rdb sotto la sede
Dismissioni Enasarco protesta degli inquilini "Vogliamo garanzie"
Angelo Fascetti: «La vendita ci sarà, anche se il piano per i 17mila alloggi ancora non è pronto»
di Marta Rossi
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Roma - Due ragazzini leggono un libro di Bianca Pitzorno, sulle scale della Fondazione Enasarco mentre i sindacalisti dell'Asia Rdb stanno portando avanti la trattativa per dismissione. Altri, poco più in là giocano a rincorrersi sotto gli occhi della polizia, dispiegata davanti ai portoni della Fondazione. Sotto, in mezzo alla strada, circa duecento inquilini di Enasarco, prossima alla dismissione di 17mila appartamenti in tutta la città. Numeri importanti, con oltre 45mila persone coinvolte. Ci sono anche Marisa Falovo, presidente del comitato dei Colli Portuensi, gli apripista della lotta contro le dismissioni selvagge e Roberta Cecili che guida quello di via Pincherle, l'ultimo in ordine di tempo a essere colpito dal provvedimento. Invitano gli inquilini a non mollare, a insistere, soprattutto coinvolgendo gli altri residenti. Anche Roberta Cecili porta la solidarietà degli inquilini di via Pincherle: per loro oggi c'è una manifestazione davanti alla Prefettura dopo l'incontro, nei giorni scorsi con la proprietà, la Fata assicurazioni. Il loro ultimatum è previsto per lunedì prossimo, vista la bocciatura della richiesta di proroga da parte degli inquilini per esercitare l'opzione di prelazione sulle case. «Ufficialmente il piano ancora non c'è - spiega Angelo Fascetti, di Asia Rdb - ma la dismissione si farà. È stato un incontro interlocutorio, nel senso che per la prima volta l'Enasarco ha incontrato gli inquilini, cosa che finora non era mai accaduta. I prezzi saranno quelli di mercato, visto che il patrimonio degli immobili è valutato in tre miliardi di euro e che la Fondazione vuole realizzare una plusvalenza di 1,5 miliardi di euro. I rappresentanti Enasarco hanno dichiarato che il loro obiettivo è la difesa degli interessi degli agenti di commercio ma che intendono tenere conto degli effetti sociali di questa dismissione». Quello che l'Asia Rdb chiede è di sedere al tavolo della trattativa, «perchè nel consiglio d’amministrazione ci sono Confindustria, Confcommercio e anche i sindacati confederali». Altra questione è quella dei lavoratori Enasarco: circa 400 tra pulitori e portieri dei palazzi sparsi in tutta Roma, da Cinecittà a Ostia, passano per Casalbertone. «La fondazione ci ha assicurato che garantirà con i nuovi acquirenti. Però questo non ci tutela», spiega un dipendente.

Tavolo in Regione con le istituzioni. Convocato oggi

L'assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo, ha convocato per oggi un tavolo interistituzionale sull'emergenza casa. Parteciperanno i movimenti di lotta, i sindacati, il prefetto e Antoniozzi per il Comune.


11 settembre 2008 - Roma Notizie

Rdb-Cub, SU ALITALIA ASSORDANTE IL SILENZIO DEL SINDACO ALEMANNO

"Sulla questione Alitalia, con le conseguenti pesantissime ricadute sul territorio di Roma, capitale d’Italia e città di grande flusso turistico, il silenzio del sindaco Alemanno è assordante", commenta Mario Carucci della CUB Lazio. "Mentre il sindaco Moratti ed i rappresentanti della Lega al Governo non perdono occasione per rilanciare il ruolo di Malpensa a discapito di Fiumicino, il sindaco Alemanno rifiuta ogni confronto con le lavoratrici ed i lavoratori e con le organizzazioni sindacali che, come nel caso della CUB Trasporti, hanno ripetutamente richiesto un incontro (il 3 luglio 2008, il 1 agosto ed il 29 agosto 2008) sul ridimensionamento dell’hub di Fiumicino e le conseguenti migliaia di esuberi nell’Alitalia e nell’indotto", aggiunge Carucci. "E’ pertanto urgente che il Sindaco di Roma convochi i rappresentanti dei lavoratori, almeno quelli che ne hanno fatto richiesta, ed affronti il tema della vertenza Alitalia, non limitandosi ad ascoltare solo Colaninno, che già tanto ha prodotto ricchezza per la collettività nella sua avventura alla Telecom Italia", ironizza il dirigente della CUB Lazio. "Se il Sindaco Alemanno continuerà nel suo rifiuto, la C.U.B. Lazio si riserva di valutare la necessità di indire una manifestazione dei lavoratori di Alitalia e di Fiumicino presso la sede del Comune di Roma", conclude Carucci.


11 settembre 2008 - Il Giorno

«Pulire i pavimenti? Non ci sembra il caso»
La proposta dell’Azienda non convince
di SILVIA VIGNATI

Legnano - NON CALA l'attenzione sulla vicenda delle ex operatrici di call center dell'Azienda ospedaliera di Legnano, disoccupate dal 1° settembre. Ieri una troupe di "Anno Zero", di Michele Santoro, ha filmato e realizzato interviste. Così gli ultimi aggiornamenti. Sempre ieri ancora un presidio di protesta, sostenuto dalle Rappresentanze di base (Rdb), nei viali del Civile. MARTEDÌ giornata intensa. Al mattino l'incontro con l'assessore provinciale al Lavoro, Bruno Casati, e la commissione Lavoro della Provincia. Palazzo Isimbardi ha proposto loro la frequenza di un corso regionale di riqualificazione di 240 ore (3 mesi), con un rimborso spese complessivo di mille euro. Nel pomeriggio, una rappresentanza delle ex operatrici ha incontrato gli amministratori dell'Azienda. Le proposte: impieghi a tempo indeterminato nell'impresa di pulizie "Manutencoop" dell'ospedale (aggiudicataria dell'appalto), e nel call center di un'azienda farmaceutica di Segrate. Riccardo Germani è avvilito: «Le proposte stanno in questi termini: sei posti nell'impresa di pulizie, con un impegno di tre ore di lavoro al mattino e una la sera. Per 30 ore settimanali, sabato e domenica comprese, 700 euro mensili. La Manutencoop ha 80 dipendenti, di cui 10 si stanno licenziando. Si capisce perché, no? Chi vuole lavorare a queste condizioni?». SENTIAMO le reazioni delle interessate. «Le proposte sono state molto generiche, sia nelle pulizie sia nel call center - afferma una di loro -. Inoltre noi siamo in 11, i posti prospettati sono numericamente inferiori. Abbiamo chiesto di vedere i possibili contratti, ma non abbiamo ottenuto risposta. Come facciamo a dare risposte senza indicazioni precise?». Una seconda ex operatrice: «Abito a Varese, mi sposto con il treno, e la proposta così formulata non è per me praticabile». Una terza: «Non sono così sicura di essere assunta a tempo indeterminato nell'impresa di pulizie. Mia sorella lavora in una cooperativa e si è dovuta fare socia. A ogni modo, non è una proposta coerente con il lavoro fin qui fatto». Ancora una voce: «Non accetterò di fare le pulizie né di litigare con le mie colleghe per un solo, ventilato posto al call center di Segrate». Intanto il video su Youtube ha prodotto un risultato: una società che vende servizi alle imprese, di Cusano Milanino, si è detta interessata a offrire 11 posti di operatrici di call center. Domani è previsto un incontro.


11 settembre 2008 - La Provincia

L'opposizione ribatte: tagli lanciati da Prodi
Per il Pd l'«operazione trasparenza» sui bilanci era già iniziata. I sindacati degli statali danno battaglia: «Non toccate gli stipendi»

«L'operazione trasparenza del ministro Brunetta è stata possibile proprio perché poco dopo il suo insediamento nel maggio del 2006 il governo Prodi ha deciso di rendere pubblici nomi, incarichi e compensi dei consulenti e dei collaboratori dell'esecutivo»: così il deputato Pd Giulio Santagata ha risposto al ministro Brunetta dopo i suoi annunci di ieri su Canale 5.
«In secondo luogo - prosegue l'ex ministro della Pubblica amministrazione -, come peraltro risulta dalla comparazione tra il 2006 e il 2007, ha agito concretamente per ridurre tale spesa per ciò che riguarda le amministrazioni centrali, le uniche su cui un governo può agire, raggiungendo un risparmio complessivo di circa il 20%».
D'altra parte «risulta evidente anche dalle percentuali sul totale - osserva Santagata - quanto siano le amministrazioni periferiche ad incidere maggiormente sulla spesa e che se più amministrazioni comunicano i dati più si alza il numero di consulenze attivate e ovviamente la relativa spesa accertata».
«Auguro sinceramente al ministro Brunetta - conclude l'esponente del Pd - di proseguire con determinazione su questa strada, già aperta, anche con atti normativi, dal governo Prodi».
Nel frattempo prosegue la battaglia dei sindacati contro i tagli e i risparmi voluti dal ministro della Pubblica amministrazione. Ieri sono scesi in piazza i sindacati di base RdB-CUB.
La giornata di mobilitazione, indetta in concomitanza col termine del concorso di vignette lanciato da Brunetta in risposta all'indignazione di tanti lavoratori per le vignette ritenute «offensive» comparse sul sito del ministero, ha visto presìdi nelle piazze e presso le sedi degli Enti del Parastato.
«Ancora una volta la sola rappresentanza di base sta portando in piazza le ragioni e il malcontento dei lavoratori - ha dichiarato al termine dell'iniziativa romana Luigi Romagnoli, del Coordinamento nazionale RdB-CUB della Pubblica amministrazione - e se dobbiamo valutare il successo della mobilitazione, l'adesione allo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base per il prossimo 17 ottobre sarà forte e determinata».
In molti luoghi di lavoro, informa una nota delle RdB-CUB, sono stati affissi striscioni con la scritta «Non ci serve la vignetta per capire chi è Brunetta. Dignità» e sono stati svolti volantinaggi informativi sui rischi di quello che i sindacalisti di base ritengono «lo smantellamento della Pubblica amministrazione prodotti dalla legge 133». Al termine della manifestazione romana una delegazione RdB è stata ricevuta dal responsabile delle relazioni sindacali Gallozzi, a cui «è stata rappresentata l'aspra critica dei lavoratori pubblici verso un uso ritenuto offensivo del sito istituzionale. In secondo luogo - proseguono i sindacalisti - è stato posto il problema salariale, determinato dai tagli al salario accessorio del 2009 introdotti dalla legge 133, che produrranno fra i 6.000 ed i 9.000 euro annui di decurtazione in busta paga». La delegazione RdB ha inoltre paventato il rischio blocco di attività nella burocrazia statale ed ha richiesto un tavolo di confronto che esamini le ricadute sui vari settori».


11 settembre 2008 - Il Manifesto

SINISTRA · Domani il primo vertice dei segretari da aprile. I Verdi si sfilano dal corteo dell'11
Prc, per il risiko della segreteria servono più posti
di Matteo Bartocci

Ferrero come Prodi? La sua maggioranza dentro Rifondazione si regge su pochi voti e dunque il neo segretario dovrà fare di necessità virtù, cercando la ricomposizione nel comitato politico nazionale che sabato a Roma eleggerà la nuova segreteria. La «quadra» sul numero e la scelta degli organismi dirigenti è ancora lontana. Sfumato il progetto di una segreteria «ristretta» di 6 persone, il segretario sta lavorando a un organismo di 10 membri che «rispecchi» i pesi congressuali di Chianciano. Tre posti dunque all'area di Bruno Steri e Claudio Grassi (che dovrebbe ottenere un ruolo chiave come l'organizzazione); tre per i «ferreriani (si fanno i nomi di tre donne: Eleonora Forenza, Roberta Fantozzi e Daniela Cortese); uno ciascuno per le altre due componenti minori (guidate da Franco Russo e Claudio Bellotti). E' scontro invece sui due posti che spetterebbero all' Ernesto (9 voti su 280 in cpn). Vendola comunque si tiene a distanza: non ci sarà né sabato al cpn né domenica all'assemblea convocata da Ferrero (incontrerà Berlusconi a Bari alla fiera del Levante) e punta tutto sull'iniziativa della sua area del 27 settembre. Braccio di ferro tutto interno alle varie mozioni (in questo caso soprattutto tra i vendoliani) anche sulla nuova direzione. Il massimo organismo di discussione politica lievita. Sarà composto da 60 persone (finora erano 27): 28 posti per Vendola, 32 per le 4 mozioni «ferreriane». Complicato dunque trovare una sintesi in un partito che, nonostante le difficoltà, pare risalire nei sondaggi: dal 2,2% di giugno al 3,4% di settembre, con Pdci e Sd sotto lo 0,5%. Numeri in crescita ma non rassicuranti per le europee e per la manifestazione dell'11 ottobre di cui discuteranno domani i segretari dell'ex Arcobaleno nel primo faccia a faccia dopo la debacle di aprile. Divisi in questo caso i Verdi. Il coordinamento del Sole che ride ha deciso che il partito non parteciperà né al corteo della sinistra né a quello del 25 del Pd. In piazza, per ora, ci sarà di sicuro solo l'ala «sinistra» di Paolo Cento. Mentre Marco Ferrando e il suo Pcl hanno deciso che parteciperanno mantenendo tutte le distanze. Diametralmente opposto invece l'orientamento di Cobas, Collettivi universitari, Rdb, Sinistra Critica, Rete dei comunisti ma anche di Giorgio Cremaschi (Fiom-Cgil) e Marco Bersani di Attac, che puntano sullo sciopero dei sindacati di base del 17 ottobre e giudicano il corteo dell'11 «un appuntamento politico calato dall'alto».


11 settembre 2008 - Liberazione

«Il timore c'è», ammette Bianca Pomeranzi, femminista, una delle prime firmatarie dell'appello alla mobilitazione per l'11 ottobre...
di Angela Mauro

«Il timore c'è», ammette Bianca Pomeranzi, femminista, una delle prime firmatarie dell'appello alla mobilitazione per l'11 ottobre. A sinistra, tra le forze che scenderanno in piazza (molto probabilmente con un corteo) per manifestare su salari, disarmo, scuola e sanità pubbliche, vertenze territoriali come la Tav, la base Usa di Vicenza o il ponte sullo Stretto di Messina e poi laicità, democrazia, libertà e pluralismo, serpeggia il timore di "perdere" in un inevitabile confronto numerico con l'altra piazza convocata per lo stesso giorno: quella dell'Idv di Di Pietro che proprio l'11 ottobre avvierà in piazza Navona la raccolta di firme contro il lodo Alfano, la legge approvata prima dell'estate sull'immunità per le alte cariche dello stato. Un timore che sta nelle cose, quelle successe negli ultimi mesi: i partiti della sinistra fuori dal parlamento, le associazioni e i movimenti della sinistra che pure non se la passano benissimo, i temi del giustizialismo dipietrista che si radicano sempre più in una società narcotizzata dalla propaganda sulla sicurezza. In piazza le conte, si sa, sono inevitabili, adesso più che mai. La sinistra lo farà per misurare il successo del suo primo tentativo post-sconfitta elettorale di rimettere in piedi un'opposizione sociale al governo Berlusconi. Lo farà Di Pietro per misurare la sua forza rispetto all'alleato-non alleato Veltroni. E, il 25 ottobre, lo farà lo stesso Pd se dovesse confermare quella piazza come la propria manifestazione di partito, una sorta di "Pd Pride" come traspare finora dalle dichiarazioni del leader. Ma non è escluso che tra le due piazze convocate per l'11 ottobre si instauri un certo "ponte" proprio sulla base del referendum sul lodo Alfano che piace a molti a sinistra.
«Sta ai promotori della manifestazione affrontare il tema collettivamente», precisa Roberta Fantozzi, della maggioranza del Prc che fa capo al segretario Paolo Ferrero fin dall'inizio d'accordo sulla consultazione proposta dall'Idv e presente, con altri della sua area, alla manifestazione di Di Pietro e Grillo in piazza Navona a luglio. «Io a firmare ci andrei, ma parlo per me - continua Fantozzi - la materia va affrontata negli organismi dirigenti di Rifondazione che eleggeremo al comitato politico di sabato prossimo. Certo, il referendum sul lodo Alfano è un tema parziale dell'opposizione a Berlusconi, ma è anche vero che in passato Rifondazione ha sostenuto referendum promossi da forze distanti dal nostro partito: per esempio, la consultazione sulla fecondazione assistita proposta dai Radicali». «Non capirei uno di sinistra che non firma per il referendum sul lodo Alfano - concorda Maurizio Acerbo, della maggioranza del Prc - Ad ogni modo, magari l'11 ottobre ci fossero tante piazze di opposizione al governo! C'è da rimboccarsi le maniche e riattivare energie...». Pure Gennaro Migliore, dell'area del Prc che fa capo a Nichi Vendola e che in piazza Navona a luglio non ci è andata, riconosce che «c'è una parte dell'elettorato di sinistra che andrà a firmare per il referendum. Il punto però è la traiettoria politica che dovrà assumere l'opposizione a Berlusconi: non può essere tracciata sull'inciviltà giuridica di Di Pietro».
Come si vede, le frizioni ci sono e restano ma, almeno, la manifestazione dell'11 ottobre, inizialmente proposta dal Movimento per la sinistra e dall'associazione fiorentina per la "Sinistra unita e plurale", è riuscita a compiere il "miracolo" di portare in piazza tutt'e due le anime del Prc: la maggioranza del segretario Ferrero, la minoranza vendoliana. Variegata l'appartenenza dei firmatari (centinaia) dell'appello. Tra gli altri: Pietro Ingrao, Fausto Bertinotti, Paolo Cacciari, Ramon Mantovani, Paul Ginsborg, don Roberto Sardelli, esponenti di Sd, dei Verdi, del Pdci e naturalmente delle associazioni, del sindacato. I segretari dei partiti dell'ex Arcobaleno (Ferrero, Fava, Francescato, Diliberto) si vedranno domani per formalizzare l'adesione delle rispettive forze politiche. In ogni caso, al di là delle diversità di vedute sull'unità a sinistra, l'intento comune per l'11 ottobre è «mettere in piedi un'opposizione larga al governo Berlusconi», sottolinea Fantozzi. Un obiettivo assolutamente da non sacrificare, nemmeno di fronte al fatto che un cartello di forze come Sinistra Critica, Cobas, Rdb, Rete dei collettivi universitari di Roma si è chiamato fuori dalla manifestazione dell'11 ottobre («calata dall'alto, imposta come necessità dai partiti dell'Arcobaleno di ridare forza e senso alla propria esistenza») e pensa ad una propria mobilitazione nazionale a novembre (previa assemblea il 5 ottobre). «No alla contrapposizione delle piazze - commenta Fantozzi - dobbiamo cercare sempre la convergenza». In piazza l'11 ottobre ci sarà il Pcl di Marco Ferrando.
Quanto alle realtà non di partito, Anna Picciolini, sociologa del laboratorio fiorentino, prima firmataria dell'appello, è ottimista. «E' vero che in piazza Navona a luglio ci sono andati tanti "delusi di sinistra", ma è anche vero che allora quello era l'unico appuntamento in agenda per chi volesse mobilitarsi contro il governo Berlusconi - spiega - Come data, l'11 ottobre nasce dalle varie assemblee organizzate dopo le elezioni. Credo che tra Di Pietro che organizza una piazza tematica e noi che manifestiamo con uno spettro di rivendicazioni ci sia da temere solo fino a un certo punto. Chi è contro la base di Vicenza, chi lotta per la scuola pubblica, chi non si stanca di chiedere pace verrà da noi». La stessa Pomeranzi non ha dubbi. «C'è da temere, ma il timore è insito nella sfida che vogliamo e dobbiamo lanciare. Vogliamo costruire un'opposizione che non si può paragonare a quella di Di Pietro che ha una visione giustizialista intrisa di antipolitica».
Impossibile prevedere ora quanta "opposizione diversa da sè" possa (voler) incrociare il Pd alla manifestazione del 25 ottobre. «Non vedo segnali che possa essere una manifestazione non di partito - esclude Acerbo - e in ogni caso avremmo problemi a manifestare in piazza con loro visto che, per esempio, sulla privatizzazione dell' acqua, un tema che interessa molti territori, la vediamo diversamente». Ai vendoliani del Prc piacerebbe una manifestazione comune anche col Pd per costruire un «fronte largo di opposizione a Berlusconi». Ma, precisa Migliore, «dovrebbero rinunciare a parlare del 25 ottobre come di una manifestazione di partito».


11 settembre 2008 - Il Tempo

«Sembra il caso di dire che il governo centrale di destra propone ed il governo regionale di sinistra dispone»
Il segretario provinciale della FP Cisl Mario Malerba commenta in maniera molto negativa i tagli negli ospedali proposto dal commissario Marrazzo.

Viterbo - «Nella nostra provincia già carente di posti letto per acuti (ha l'indice più basso del Lazio con circa 2,7 p.l. ogni 1000 abitanti) — spiega — il provvedimento ipotizza la riconversione di 172 posti letto sui 386 totali nel Lazio. Il 45% circa. Un bel primato che rischia di far scendere a circa 2 p.l./1000 abitanti la sanità pubblica viterbese a fronte del 3,5 previsto su standard nazionale. Le strutture interessate sono Acquapendente, Montefiascone e Ronciglione nel pubblico e Salus e Santa Teresa nel privato, due strutture, queste ultime, dove lavorano oltre 100 dipendenti. Pensavamo di aver già dato con la chiusura degli Ospedali di Orte e Vetralla, perché di chiusura alla fine si è trattato e non di riconversione. Il peggio viene sempre dopo e mette in discussione le scelte contenute nell'Atto Aziendale di recente approvato dalla Regione. Evidentemente non si vuole arginare la mobilità passiva ma fare felici gli ospedali umbri e si vuole vanificare tutta l'opera di ristrutturazione. Come CISL restituiamo la proposta al mittente — conclude Malerba — con l'auspicio che la prossima conferenza dei Sindaci adotti un documento unitario che contrasti questo incomprensibile decreto».
Mobilitato anche l'RdB CUB con Lino Rocchi che parla di «scelta sciagurata».
Fermo il presidente della Provincia Mazzoli: «Il piano di razionalizzazione del sistema sanitario regionale va modificato. Il quadro che emerge è di estrema gravità, soprattutto per il nostro territorio, perché si vanno a toccare tre presidi ospedalieri nella sola provincia di Viterbo, cosa che non possiamo accettare. C'è enorme preoccupazione nelle comunità interessate - conclude Mazzoli - che hanno già indetto riunioni e consigli straordinari». Stesso discorso anche tra gli operatori sanitari, che si sentono minacciati. «Questa situazione suscita profonda preoccupazione e molto allarmismo, soprattutto non ritengo giusto che a farne le spese siano presidi ospedalieri che fino ad oggi sono stati punti di riferimento per la popolazione della Tuscia — commenta il consigliere provinciale del Pdl Battistoni — Effettuando questo tipo di provvedimento regionale per contrastare il deficit del Lazio, si rischia di eliminare qualunque struttura ospedaliera sia pubblica sia privata in tutto l'Alto viterbese. Operando in questo modo si tende a togliere il servizio al cittadino e al malato stesso». «Sappiamo bene che questo è un momento di sacrifici e di razionalizzazione della spesa, ma quello che sta facendo la Regione alla sanità viterbese è veramente troppo — incalza la senatrice Allegrini — Deve salire una protesta generale non solo da parte delle istituzioni e dei sindacati, ma anche dei cittadini e delle associazioni». Gravissime, secondo il segretario provinciale di An Grassini, le decisioni assunte da Marrazzo.


11 settembre 2008 - La Repubblica

Borgo San Paolo protesta contro il convegno con Adinolfi e Tassinari
Incontro della destra radicale Scatta il presidio antifascista

Torino - «Una questione di identità, una questione di cuore». Questo lo slogan del presidio antifascista organizzato per domani sera in piazza Adriano, per contestare l´incontro, organizzato dal centro studi l´Araldo e ospitato in una sala della circoscrizione San Paolo, dal titolo "Destra radicale da opposta prospettiva" al quale interverranno Ugo Maria Tassinari e Gabriele Adinolfi, ex di Terza Posizione, organizzazione di estrema destra. Un presidio preceduto da un appello al quale hanno aderito numerose realtà come l´Anpi provinciale, Comunisti italiani, Prc, Giovani comunisti, Sinistra critica, Carc, Cub e Rdb del Piemonte, i centri sociali Gabrio, Askatasuna e Murazzi e collettivi studenteschi e universitari.
«Come antifascisti torinesi - spiegano i promotori dell´iniziativa - riteniamo inaccettabile che a questi personaggi sia concesso un locale pubblico per fare propaganda neonazista, senza dimenticare che lo stesso edificio in cui si svolgerà l´incontro ospita la sede della sezione dell´Anpi ‘Dante Di Nanni´ in un quartiere di Torino, San Paolo, simbolo dell´antifascismo». Nel loro appello gli organizzatori del presidio osservano inoltre che «lo stesso partito del ministro della Difesa che ha elogiato il ruolo dei militari della Repubblica di Salò presta il suo nome per richiedere l´uso della sala circoscrizionale per far parlare chi tutt´oggi elogia il fascismo. Inoltre il governo della circoscrizione (presidente è Michele Paolino, Pd, ndr) non può e non deve permettere l´uso della sala a chi si autodefinisce fascista».


11 settembre 2008 - L'Unione Sarda

Carrefour. Socialisti: «Il Comune intervenga per tutelarle»
Le cassiere minacciano scioperi
di GIOVANNI MANCA DI NISSA

Quartu S.E. - Scioperi improvvisi e nuove manifestazioni. Si alza il livello di scontro tra la direzione dell'ipermercato Carrefour e il sindacato autonomo Flaica-Cub: al centro del contendere c'è l'avvio della mobilità per ventotto dipendenti. Tutto è legato ai contratti part-time esclusivamente per il turno mattutino, nel quale si sarebbe registrato un calo delle vendite.
Impossibile, per il momento, raggiungere un accordo su una diversa turnazione. «La Flaica-Cub», spiega in una nota il segretario provinciale Carlo Serra, «ha programmato altre due giornate di protesta nelle quali si inviteranno, per solidarietà, i clienti a non fare la spesa». Non solo: «In ogni momento, in accordo con il sindacato, i cassieri potranno scioperare improvvisamente e senza preavviso».
I vertici di Carrefour continuano, a trincerarsi dietro un no comment che, ormai da giorni, rende impossibile riportare anche la posizione dell'azienda su questa vertenza, che approda anche all'assemblea civica di via Porcu. «Il Comune e in particolare il sindaco Ruggeri devono intervenire», commenta il capogruppo socialista Guido Sarritzu, «un'azione a favore di questi operatori è indispensabile al fine di garantire i livelli occupazionali».
Nei giorni scorsi si era già svolto un incontro tra l'assessore allo Sviluppo economico Tonio Lai e una delegazione di dipendenti iscritti alla Flaica-Cub. «L'amministrazione comunale», spiega il vicesindaco, «continuerà a essere vigile e attenta, come già ha fatto da un anno a questa parte, ma davanti a una trattative sindacale in atto non può che attenersi al rispetto dei ruoli».


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