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10 settembre 2008 - Ansa P.A.: RDB-CUB, IN PIAZZA PER DIGNITÀ LAVORATORI(ANSA) - ROMA, 10 SET - Le RdB-CUB del Pubblico Impiego sono scese in piazza oggi a Roma per difendere la dignità dei lavoratori pubblici e il futuro della Pubblica Amministrazione. La giornata di mobilitazione, indetta in concomitanza col termine del concorso di vignette lanciato dal Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta in risposta all'indignazione di tanti lavoratori per le vignette ritenute «offensive» comparse sul sito del ministero, ha visto presidi nelle piazze e presso le sedi degli Enti del Parastato. «Ancora una volta la sola RdB sta portando in piazza le ragioni e il malcontento dei lavoratori - ha dichiarato al termine dell'iniziativa romana Luigi Romagnoli, del Coordinamento nazionale RdB-CUB P.I. - e se dobbiamo valutare il successo della mobilitazione di oggi, l'adesione allo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base per il prossimo 17 ottobre sarà forte e determinata». In molti luoghi di lavoro, informa una nota delle RdB-CUB, sono stati affissi striscioni con la scritta 'Non ci serve la vignetta per capire chi è Brunetta. Dignita« e sono stati svolti volantinaggi informativi sui rischi dello smantellamento della Pubblica Amministrazione prodotti dalla legge 133. A Roma - afferma una nota della federazione - circa 300 lavoratori hanno fatto un presidio sotto la sede del Ministero della Funzione Pubblica. Al termine della manifestazione una delegazione RdB è stata ricevuta dal Responsabile delle relazioni sindacali Gallozzi, a cui »è stata rappresentata l'aspra critica dei lavoratori pubblici verso un uso ritenuto offensivo del sito istituzionale, ed è stato richiesto che lo stesso sito del Ministero dia notizia della manifestazione odierna. In secondo luogo - prosegue la nota - è stato posto il problema salariale, determinato dai tagli al salario accessorio del 2009 introdotti dalla legge 133, che produrranno fra i 6.000 ed i 9.000 euro annui di decurtazione in busta paga«. La delegazione RdB ha inoltre paventato il rischio blocco di attività nella P.A. ed ha richiesto un tavolo di confronto che esamini le ricadute sui vari settori. SINDACATO: PATTO CUB-COBAS-SDL, SCIOPERO GENERALE 17 OTTOBRE (ANSA) - ROMA, 10 SET - I rappresentanti di Cub, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale «hanno condiviso e sottoscritto un Patto di consultazione permanente nazionale», allo scopo di coordinare l'azione e le iniziative sindacali delle tre organizzazioni di base. Lo fanno sapere in una nota congiunta, sottolineando che la prima «importante scadenza» è rappresentata dallo sciopero generale del 17 ottobre indetto unitariamente a sostegno della piattaforma che le tre sigle hanno consegnato al governo il 20 giugno scorso, che va dal reddito alle pensioni, contro la manovra, contro la precarietà ed i tagli alla scuola. La costituzione del Patto di consultazione tra le tre organizzazioni, spiegano Cub, Cobas ed Sdl, «rappresenta un importante passo che rafforza il processo di costruzione di una reale rappresentanza generale dei lavoratori, democratica ed indipendente da partiti, padroni e governi e che sia strumento di una concreta e sempre più ampia aggregazione del mondo del lavoro». Il Patto prevede, tra l'altro, riunioni periodiche a livello nazionale per confrontare «le varie proposte di lotta, con l'obiettivo di giungere a iniziative comuni o di una singola organizzazione ma non in competizione tra di loro» e la costituzione di un «Forum permanente sulla rappresentanza, sui diritti sindacali, il diritto di sciopero e contro il monopolio concesso ai sindacati concertativi». 10 settembre 2008 - Dire PUBBLICO IMPIEGO. DIPENDENTI INPS:
BRUNETTA ERA ASSENTEISTA (DIRE) Bologna, 10 set. - Anche a Bologna i dipendenti dell'Inps tornano ad alzare la voce contro il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. Rigettano, una volta di piu' l'immagine di assenteisti e fannulloni, ricordando invece che Brunetta "aveva solo il 47% delle presenze al Parlamento europeo e faceva assenze anche quando era docente universitario". Ma protestano anche contro "l'ulteriore denigrazione messa in campo dal ministro oltre al taglio dei salari", spiega Donato Cardigliano, delle Rdb. Questa mattina a Roma una commissione del ministero della Pubblica amministrazione scegliera' la vignetta piu' graffiante su Brunetta, tra quelle presentate al concorso voluto dallo stesso ministro, indetto in risposta alle critiche che i dipendenti pubblici avevano mosso per la pubblicazione sul sito del ministero di vignette, tratte dai quotidiani, "offensive della dignita' dei lavoratori". E la cerimonia a Roma offre, a Bologna, al sindacato di base un'occasione per ribadire anche la contrarieta' al "taglio degli incentivi per la produttivita', salario variabile legato a progetti sulla qualita' e il miglioramento continuo del servizio, che ammonterebbero a circa 5.900 euro all'anno per ogni lavoratore nel 2009", spiega ancora Cardigliano. Questo taglio si tradurrebbe di fatto "in una riduzione del 30% dello stipendio, che dal 1988 erano sistematici, dato che i dipendenti dell'Inps hanno sempre portando a termine gli obiettivi preposti", aggiunge ancora il sindacalista. Altri temi della protesta di oggi, concretizzatasi a Bologna davanti in un presidio davanti alla sede dell'Inps, sono quelli del "rinnovo del contratto nazionale, scaduto da otto mesi, e il taglio delle retribuzioni nei primi 10 giorni di malattia, non applicata pero' per magistrati, Polizia e docenti universitari, oltre che per il mondo privato", aggiungono ancora le Rdb. Di fatto, i dipendenti invitano il ministro ad "attuare i controlli necessari ad accertare effettivamente quali rami della pubblica amministrazione non funzionano come dovrebbero, ed a distinguere i veri malati dai falsi, senza invece mettere in campo provvedimenti che penalizzano tutti indiscriminatamente, e che materialmente sono incompatibili con la vita di una persona che davvero sta male", aggiungono infine le Rdb. Cardigliano rilancia inoltre lo sciopero generale del 17 ottobre indetto assieme a tutte le altre sigle del sindacalismo di base. 10 settembre 2008 - Omniroma SANITÀ, RDB-CUB: «CURA» FATTA DA TAGLI POSTI LETTO E PERSONALE (OMNIROMA) Roma, 10 set - «Per racimolare soltanto 95 milioni di Euro entro il 2009, a fronte di un disavanzo 2008 di 364 milioni, il commissario Marrazzo chiude ben 13 ospedali pubblici in assenza di un qualsiasi studio epidemiologico che ne dimostri la inutilità o la necessità di riconversione, per altro prevista solo per 8 ospedali ma ancora non individuata. Cosa ancor più grave li chiude fuori Roma, dove il rapporto cittadini/posti letto è più basso ed è spesso più difficile raggiungere un ospedale. Una mediocre operazione di cassa, che determina riduzione di servizi e cancellazione di diritti, investirà pesantemente anche il settore della sanità accreditata, con la chiusura di 21 strutture ed i conseguenti esuberi che andranno ben oltre i 2000 dichiarati». Così in una nota del Coordinamento RdB/CUB. «Sulla vicenda delle cliniche convenzionate c'è una responsabilità oggettiva dei direttori generali delle Asl - dichiara Sabino Venezia del Coordinamento RdB/CUB - che non hanno vigilato sulle condizioni di accreditamento delle cliniche eludendo i principi di economicità del sistema che il Piano di Rientro imponeva. Sul piano occupazionale si prevede una situazione simil-Alitalia - prosegue Venezia - con una corresponsabilità oggettiva del sindacalismo concertativo che ha tentato solo una diluizione nel tempo del Piano di Rientro, eludendo una reale opposizione, e che ora è chiamato a »gestire« la residuale mobilità dei lavoratori pubblici in esubero, dimenticando le auspicate formule di riassunzione degli operatori della sanità privata in quella pubblica e la stabilizzazione dei precari». «Non un cenno sulla politica degli appalti né sulle forme di riduzione della spesa corrente delle ASL/AO, solo tagli di posti letto e riduzione di personale investiranno un sistema sanitario fuori controllo ed ormai consegnabile gratuitamente al sistema assicurativo, vero obbiettivo delle politiche sanitarie del Governo e dell'attuale Giunta», conclude il responsabile RdB-CUB. CASA, INQUILINI ENASARCO CHIEDONO GARANZIE SU VENDITA ALLOGGI (OMNIROMA) Roma, 10 set - Un presidio di un centinaio di inquilini delle case Enasarco si è tenuto questa mattina sotto la sede dell'ente, in via Antoniotto Usodimare, per chiedere garanzie in previsione della vendita dei 17mila alloggi messi in vendita. Tra le richieste degli inquilini, organizzati con il sindacato Rdb, il coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche locali nel tavolo della trattativa oltre che dello stesso sindacato di base e la possibilità di rimanere in affitto per gli anziani e per coloro che decidono di non acquistare. «Enasarco ha già fatto sapere che venderà le case a prezzo di mercato - ha detto un rappresentante delle Rdb - chiediamo di sedere al tavolo della trattativa perché, purtroppo, nel consiglio d'amministrazione dell'ente stanno tutti insieme Confindustria, Confcommercio e anche i sindacati confederali, quelli, cioè, che dovrebbero curare gli interessi degli inquilini». Nel corso della mattinata una delegazione è stata ricevuta dai dirigenti Enasarco. «Si sono detti disposti a discutere anche con noi e con l'amministrazione pubblica - ha proseguito il sindacalista - noi, comunque, stiamo già preparando mobilitazioni nei municipi e alla regione Lazio». Nel patrimonio immobiliare Enasarco, presenti in diversi quartieri come Cinecittà, Ostia, Casalbertone, lavorano circa 400 persone tra custodi e pulitori. «Chiederemo garanzie anche per loro», ha concluso il rappresentante Rdb. ALITALIA, RDB-CUB: «ASSORDANTE SILENZIO DI ALEMANNO» (OMNIROMA) Roma, 10 set - «Sulla questione Alitalia, con le conseguenti pesantissime ricadute sul territorio di Roma, capitale d'Italia e città di grande flusso turistico, il silenzio del sindaco Alemanno è assordante». Lo dichiara, in una nota, Mario Carucci della Cub Lazio. «Mentre il sindaco Moratti ed i rappresentanti della Lega al Governo non perdono occasione per rilanciare il ruolo di Malpensa a discapito di Fiumicino - prosegue - il sindaco Alemanno rifiuta ogni confronto con le lavoratrici ed i lavoratori e con le organizzazioni sindacali che, come nel caso della Cub Trasporti, hanno ripetutamente richiesto un incontro (il 3 luglio 2008, il 1 agosto ed il 29 agosto 2008) sul ridimensionamento dell'hub di Fiumicino e le conseguenti migliaia di esuberi nell'Alitalia e nell'indotto. È pertanto urgente che il sindaco di Roma convochi i rappresentanti dei lavoratori, almeno quelli che ne hanno fatto richiesta, ed affronti il tema della vertenza Alitalia, non limitandosi ad ascoltare solo Colaninno». «Se il sindaco Alemanno continuerà nel suo rifiuto - conclude - la C.U.B. Lazio si riserva di valutare la necessità di indire una manifestazione dei lavoratori di Alitalia e di Fiumicino presso la sede del Comune di Roma». 10 settembre 2008 - Adnkronos ALITALIA: CARUCCI (CUB LAZIO), ASSORDANTE IL SILENZIO DI ALEMANNO Roma, 10 set. - (Adnkronos) - «Sulla questione Alitalia, con le conseguenti pesantissime ricadute sul territorio di Roma, capitale d'Italia e città di grande flusso turistico, il silenzio del sindaco Alemanno è assordante». Lo afferma Mario Carucci della Cub Lazio e segretario della Cub a livello nazionale. «Mentre il sindaco Moratti ed i rappresentanti della Lega al Governo non perdono occasione per rilanciare il ruolo di Malpensa a discapito di Fiumicino - aggiunge Carucci - il sindaco Alemanno rifiuta ogni confronto con le lavoratrici ed i lavoratori e con le organizzazioni sindacali che, come nel caso della Cub Trasporti, hanno ripetutamente richiesto un incontro, il 3 luglio 2008, il 1 agosto ed il 29 agosto 2008, sul ridimensionamento dell'hub di Fiumicino e le conseguenti migliaia di esuberi nell'Alitalia e nell'indotto». «È pertanto urgente - conclude - che il sindaco di Roma convochi i rappresentanti dei lavoratori, almeno quelli che ne hanno fatto richiesta, ed affronti il tema della vertenza Alitalia, non limitandosi ad ascoltare solo Colaninno, che già tanto ha prodotto ricchezza per la collettività nella sua avventura alla Telecom Italia.Se il sindaco Alemanno continuerà nel suo rifiuto, la Cub Lazio si riserva di valutare la necessità di indire una manifestazione dei lavoratori di Alitalia e di Fiumicino presso la sede del Comune di Roma». 10 settembre 2008 - Apcom Sinistra/ Cobas e Sinistra critica: No a corteo ArcobalenoAssemblea movimenti più radicali, verso manifestazione a novembre Roma, 10 set. (Apcom) - Un'assemblea nazionale dei movimenti della sinistra più radicale in corso il 5 ottobre, il pieno sostegno allo sciopero generale del 17 ottobre promosso dal sindacalismo di base, l'avvio di un percorso partecipato per una manifestazione nazionale a novembre che sia il punto di approdo di una nuova unità dei movimenti. E' questo il risultato, informa un comunicato, della partecipata riunione che si è svolta ieri pomeriggio su iniziativa di Cobas, Collettivi universitari di Roma, Rdb, Sinistra Critica, Rete dei comunisti ma anche di Giorgio Cremaschi e Marco Bersani, e a cui hanno partecipato ieri circa 200 persone e diverse organizzazioni. "Scopo dell'assemblea del 5 - spiega fra l'altro la nota - è quello di analizzare la insidiosa situazione politica del paese, l'attacco profondo portato dalle destre al governo, dalla Confindustria, dal Vaticano, gli effetti della subalternità del PD al governo ma soprattutto creare le condizioni per una vera opposizione sociale, favorire la convergenza e il coordinamento delle situazioni in lotta e valutare la fattibilità e utilità di una manifestazione nazionale per il mese di novembre". "Consapevole che solo un percorso partecipato e collettivo, trasparente e democratico, fondato sull'autonomia e l'organizzazione dei soggetti sociali può oggi costruire un'opposizione duratura al governo Berlusconi e non solo una rappresentazione istantanea del conflitto - come è stata la manifestazione dello scorso 20 ottobre - l'assemblea, a grande maggioranza, ha escluso - si legge ancora nel comunicato - che l'11 ottobre possa diventare una data utile e anzi ha sottolineato in molti interventi come quella scadenza sia esplicitamente calata dall'alto e imposta dalla necessità dei partiti dell'Arcobaleno di ridare forza e senso alla propria esistenza piuttosto che innescare una dinamica di confronto coni movimenti sociali e i sindacati di base". Secondo i promotori della riunione, si tratta di "un grave errore politico, dunque, che esplicita, obiettivamente, un disprezzo nei confronti della stessa giornata di lotta del 17 ottobre indetta da diverso tempo e scaturita da una rilevante assemblea di delegati e delegate sindacali tenuta a Milano lo scorso 17 maggio". 10 settembre 2008 - L'Adige Manifestazione contro il ministro Brunetta anche in via delle Orfane a Trento Trento - Manifestazione contro il ministro Brunetta anche in via delle Orfane a Trento. Questa mattina, a partire dalle 10, il sindacato Rdb Cub protesta, in tutta Italia, contro i provvedimenti del governo. Presso le sedi degli uffici parastatali verrà affisso un manifesto con la scritta «Non ci serve la vignetta per capire chi è Brunetta: dignità». Scontro a colpi di disegni e fumetti. Oggi sarà scelta la vignetta più graffiante nei confronti del Ministro della Funzione Pubblica tra quelle presentate al concorso, voluto dallo stesso Brunetta, il quale ha risposto con questa provocazione alle critiche venute dai lavoratori per la pubblicazione di vignette offensive della loro dignità sul sito dello stesso Ministero. «Rivendichiamo il rispetto della nostra dignità - dice Daniela Mencarelli della direzione nazionale RdB-Cub pubblico impiego - calpestata da una campagna diffamatoria, che serve a distogliere l'attenzione dei cittadini e dei lavoratori dallo smantellamento del welfare. Domani informeremo cittadini e utenti sul pericolo di avere una pensione pubblica ridotta ad assegno sociale per favorire forme di previdenza privata finanziata dagli stessi lavoratori con il proprio Tfr». 10 settembre 2008 - La Gazzetta di Modena Inps, statali infuriati Modena - I lavoratori dellInps di Modena non ci
stanno. Assieme ai colleghi di tutta Italia organizzano per questa mattina a partire dalle
10 una volantinaggio davanti alla sede di viale Reiter in cui contestano senza mezzi
termini la campagna dinsulti contro i dipendenti statali. 10 settembre 2008 - Bologna Oggi Bologna: trasporti, lunedì nero per il trasporto locale Bologna - Sarà un lunedì nero per il
trasporto pubblico locale a Bologna. L'Atc ha annunciato che le organizzazioni Sindacali
Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Cub-Trasporti hanno indetto uno
sciopero, specificando che dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio i servizi
di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. 10 settembre 2008 - Il Giornale.it I sindacati contro Brunetta: «Con le vignette ci insulta» Tanta attenzione non se laspettava nemmeno lui, il ministro Renato Brunetta. Ma un po di pubblicità in più fa comodo anche a lui, la «Cuccarini del governo», come si è definito in quanto ministro più amato dagli italiani. Il supplemento di marketing glielo regaleranno oggi i rappresentanti sindacali Rdb Cub che faranno un presidio davanti al ministero. Obiettivo dei sindacalisti, non il rinnovo del contratto, ma il concorso per le vignetta più cattiva su Brunetta, indetto dallo stesso ministro. Una «provocazione» che i rappresentanti sindacali non hanno gradito e alla quale rispondono con la manifestazione. «Rivendichiamo il rispetto della nostra dignità protesta Daniela Mencarelli della direzione nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego calpestata da una campagna diffamatoria che serve a distogliere lattenzione dallo smantellamento del welfare». Sarà. Ma forse il gioco proposto sul sito del dicastero (oggi è lultimo giorno per votare e poi, la prossima settimana, sarà scelta la vignetta più graffiante) è piaciuto anche ai sindacalisti di base, visto che rispondono, letteralmente, per le rime: «Non ci serve la vignetta per capire chi è Brunetta». Slogan che, corredato da un disegno, non sfigurerebbe al concorso. 10 settembre 2008 - La Gazzetta di Reggio IL 19 SETTEMBRE REGGIO E. - E per cominciare, è stato proclamato dalla Cub scuola per venerdì 19 settembre lo sciopero generale dei precari della scuola e del pubblico impiego. «Pare ormai - si legge in una nota della Cub - che lattività prediletta dellalta dirigenza del ministero dellistruzione (non più pubblica) consista nel calcolare quanti posti di lavoro dovranno essere tagliati nella scuola. Apprendiamo così che, mediante il ritorno al maestro unico, si conta di tagliare da 40.000 a 50.000 insegnanti, che la riduzione delle ore alla scuola superiore produrrà leliminazione di altre 35.000 cattedre, che lapplicazione del decreto Moratti garantirà altri 15.000 posti in meno, che gli Ata verranno ridotti di 43.000. Maria Stella Gelmini, con lunare allegrezza, si slancia intanto in affermazioni sul fatto che le spese per le retribuzioni del personale sono una parte eccessiva della spesa complessiva per la scuola, sulla necessità di garantire retribuzioni adeguate al personale, sullesigenza di rigore e serietà». «O difendiamo la scuola pubblica e i diritti di insegnanti ed Ata - prosegue il sindacato - o ci pieghiamo alle loro scelte». 10 settembre 2008 - Caserta 24 Ore LEGGE 133, MA QUALI VIGNETTE, NOI SCIOPERIAMO! SALERNO, Dopo un intenso periodo pre estivo
di mobilitazione contro le scelte scellerate del Governo nei confronti della P.A.,
riprende liniziativa della RdB Cub Pubblico Impiego per contrastare in ogni modo i
contenuti del decreto 112, oggi legge 133 e per manifestare lindignazione e la
rabbia dei dipendenti pubblici colpiti nei diritti, nei salari e nella dignità . Il 10
settembre si riunirà a Roma una giuria per decretare la vignetta vincente tra quelle
inviate alla Funzione Pubblica per partecipare al concorso sulla vignetta più pungente
nei confronti di Brunetta. Concorso voluto dallo stesso Ministro per rispondere
allindignazione dei lavoratori pubblici sbeffeggiati sul sito della Funzione
Pubblica dalle vignette pubblicate contro i "fannulloni". Crediamo che questa
sia unoccasione da non mancare per far capire al Ministro che mentre lui continua a
giocare, la RdB non ha alcuna intenzione di scherzare e risponde alle sue boutades
promuovendo la partecipazione allo sciopero generale del 17 ottobre, già proclamato da
tutto il sindacalismo di Base prima della pausa estiva. Mentre i lavoratori romani
parteciperanno alliniziativa, nelle altre realtà territoriali la protesta troverà
altre forme di visibilità. Invitiamo i lavoratori ad aderire a tutte le iniziative che
verranno promosse dalla RdB per mantenere viva la mobilitazione, modificare le scelte
economiche del Governo e riappropriarsi di quanto sottratto con il decreto 112 e con gli
altri provvedimenti in esame oggi al Parlamento, in termini di diritti salari e dignità.
Ricordiamo a tutti, infatti, che al Parlamento è stato presentato da Cazzola ed altri
firmatari un disegno di legge che intende applicare il regime contributivo a tutti i
lavoratori dal 1°gennaio 2009, anche a coloro i quali hanno maturato i 18 anni al 1995 ed
innalza letà per la pensione di anzianità a 62 anni per chi è in regime
contributivo. Un disegno di legge, certo, ma che la dice lunga sulle reali intenzioni di
questo Governo! Senza contare che a fronte di contratti ormai scaduti da un pezzo, il
Governo propone aumenti dell1,7% mentre linflazione viaggia al 4,1%! 10 settembre 2008 - Dazebao online Siglato tra Cub, Sdl e Cobas un Patto di consultazione permanente ROMA - Si sa che l'unione fa la forza, ma il Patto di Consultazione Permanente siglato quest'oggi dalle tre organizzazioni Sdl, Cobas e Cub va ben oltre. E' infatti finalizzato soprattutto a condividere e coordinare le azioni e le iniziative sindacali. L'obiettivo ambizioso è stato raggiunto proprio per rafforzare una reale rappresentanza delle forze sindacali e dare voce ai lavoratori, garantendone i diritti. Sono quindi previsti riunioni periodiche a livello nazionale e la costituzione di un Forum permanente sulla rappresentanza, sui diritti sindacali e contro il monopolio dei sindacati concertativi. 10 settembre 2008 - Tuscia web "Ma quale piano di rientro
sanitario? Riceviamo e pubblichiamo - Lino Rocchi (RdB Cub
Federazione Viterbo), Aurelio Neri (RdB Cub Sanità Viterbo) 10 settembre 2008 - OnTuscia "UN PIANO DI SMANTELLAMENTO
DELLA SANITA' VITERBESE": VITERBO (md) Ma quale piano di rientro sanitario, questo è un piano di smantellamento della sanità nel Viterbese, esordisce così Lino ROCCHI della segreteria provinciale RdB CUB, domani 11 settembre è stato convocato a Roma il Coordinamento regionale della RdB Sanità Lazio, per decidere le iniziative di lotta per contrastare questa scelta sciagurata. È un provvedimento grave, che penalizza ancora di più il territorio del viterbese già al di sotto della media dei posti letto prevista dalla legge, dichiara Aurelio NERI della RdB Sanità provinciale, siamo a 2,5 posti letto invece della soglia minima di 3 ogni mille abitanti, sono preoccupato ed indignato, la chiusura di tre importanti ospedali pubblici che da sempre rappresentano una presenza qualificata e di eccellenza nel panorama della sanità pubblica provinciale avrà pesanti ripercussioni negative su tutta la popolazione della provincia di Viterbo ed in particolar modo sulla parte nord della provincia, costringendo i nostri malati a rivolgersi fuori regione con un aggravio di disagi personali e di spesa per il bilancio Regionale. Se si legge il decreto firmato da Marrazzo poi, prosegue Rocchi, si parla di "riconversione e di sospensione dellaccreditamento provvisorio dei presidi relativamente allattività di ricovero per acuti ordinari e in day hospital" ma in cosa consiste tale riconversione? Non si sa! Lunica cosa certa è che i cittadini dovranno rinunciare a tre importanti ospedali e a due case di cura, tanto per iniziare, e se fossero confermate le voci, che stanno insistentemente girando in queste ore, di trasformazione dei tre ospedali in RSA, che fine farà ad esempio Villa serena a Montefiascone o le altre RSA dislocate nelle vicinanze di Acquapendente o Ronciglione? Ci risulta che il Direttore generale della Ausl di Viterbo Aloisio prima abbia espresso forti perplessità, ma che poi "folgorato sulla strada di Marrazzo" abbia fatto marcia indietro. Gli chiediamo una netta presa di posizione contraria a questo smantellamento od il primo smantellamento che chiederemo sarà quello della sua "comoda" poltrona. "È una vera e propria dichiarazione di guerra ai diritti dei lavoratori del settore, dei precari e dei cittadini della provincia di Viterbo, prosegue Neri, un ulteriore attacco al salario e alle condizioni di lavoro, la dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche il centro sinistra vuole demolire il sistema pubblico. Cosa può produrre di peggio il Commissariamento della Regione Lazio? Domani decideremo il da farsi, aderiamo fin da ora allo stato di agitazione dichiarato dalla RdB CUB per costruire insieme a tutti i lavoratori una forte risposta a partire dai singoli posti di lavoro e dagli scioperi del 19 settembre e del 17 ottobre prossimi, concludono i Dirigenti della RdB CUB Provinciale. 10 settembre 2008 - New Tuscia Rischio chiusura per gli ospedali di
Acquapendente, Montefiascone e Ronciglione: VITERBO - "Sappiamo bene che questo è un momento di
sacrifici e di razionalizzazione della spesa, ma quello che sta facendo la Regione Lazio
alla sanità viterbese è veramente troppo. La proposta avanzata vede la chiusura di 13
ospedali pubblici, di cui 3 nella nostra provincia. Lintero Alto Viterbese non
avrebbe più una struttura ospedaliera, e si chiuderebbero due ospedali ricadenti in
Comunità montana. Una proposta, a quanto dice il Direttore generale Aloisio, calata
dallalto: ma è pensabile questo? Deve salire una protesta generale non solo da
parte delle Istituzioni e dei sindacati, ma anche dei cittadini e delle associazioni che
li rappresentano. Si delinea, infatti, un quadro nero per gli utenti ma anche per i
lavoratori. Questo provvedimento, nella fattispecie della provincia di Viterbo, è abnorme
perché non tiene conto che i 3 ospedali a rischio di chiusura, cosiddetti di frontiera
per la loro posizione strategica e adeguatamente qualificati, sono proprio quelli che, nel
loro piccolo, possono ridurre la mobilità passiva (la fuga dei pazienti) verso gli
ospedali limitrofi di Siena, di Terni e il S. Andrea di Roma e, quindi, determinare
notevoli economie finanziarie per la ASL di Viterbo. Senza tener conto, ovviamente, del
venir meno dei livelli minimi di assistenza e dellaumento dei disagi che deriveranno
allutenza. Il provvedimento è ancor più grave ed incomprensibile se solo si
considera che da due anni a questa parte, la Regione Lazio ha finanziato per decine di
milioni di Euro proprio questi tre Ospedali che da oggi sono destinati alla chiusura. Il
tutto inquadrato nel contesto nazionale dove, lapposita Commissione
Interministeriale, ha stabilito che le misure adottate dalla Regione Lazio, tra le quali
la chiusura degli ospedali, sono non congrue al ripianamento dellimponente deficit
accumulato. La Commissione stessa ritiene, peraltro, illegittime le nomine recentemente
effettuate dal Governatore Marrazzo dei Direttori Generali unitamente ai Direttori
Sanitari e Amministrativi. Ho chiesto al Sindaco Marini, Presidente dellAssemblea
dei Sindaci, la convocazione immediata dellAssemblea stessa, che peraltro si sarebbe
riunita il giorno 20, per tentare di bloccare questa soluzione sperequata e penalizzante,
perché quasi il 50 per cento dei posti letto ridotti riguarda proprio la provincia di
Viterbo. 10 settembre 2008 - Il Resto del Carlino TRASPORTI Bologna - L'ATC conferma: autobus a rischio lunedì
prossimo, 15 settembre, primo giorno di scuola per affetto dello sciopero indetto da
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Rdb. Per il personale viaggiante di
Atc, lo sciopero si svolgerà dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio: in
questi orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano «non
saranno garantiti», avverte l'azienda. 10 settembre 2008 - Il Mattino Tensioni anche alle elementari per
la norma che reintroduce il maestro unico Caserta - Lultima settimana di vacanza prima della riapertura delle scuole si preannuncia calda anche in provincia di Caserta. Continua la protesta per i tagli agli organici. Oltre ai precari, alla protesta si stanno unendo anche i docenti di ruolo per il ritorno al maestro unico alle elementari. Nei giorni scorsi una delegazione di precari è stata ricevuta dal dirigente dellUfficio scolastico provinciale Vincenzo Di Matteo chiedendo più posti per la scuola casertana. Sul fronte tagli ora a scendere in campo è anche lorganizzazione sindacale Cub/Scuola e la Federazione nazionale Rdb/Cub con una giornata di sciopero generale per il prossimo 19 settembre. Lazione di sciopero coinvolgerà tutti i comparti del pubblico impiego, lavoratori precari della scuola, lsu e co.co.co. È stata proclamata una giornata di sciopero anche dai sindacati di base dellUnicobas, il 3 ottobre; il 17 ottobre, invece, scenderanno in piazza i Cobas. I sindacati confederali, per parte loro, protestano e annunciano manifestazioni e assemblee nelle scuole della provincia, ma per il momento non parlano ancora di sciopero. Intanto, nei prossimi giorni i sindacati scuola incontreranno il direttore generale dellUsr Alberto Bottino, per chiedere un piano straordinario per ripristinare almeno una parte dei posti per il personale Ata e di sostegno tagliati in Campania, fondi speciali per organizzare attività didattiche ed educative in orario pomeridiano in modo da consentire il parziale assorbimento dei precari che non hanno avuto la riconferma dellincarico e porranno il problema delle classi sovraffollate nelle quali non sarà possibile garantire la sicurezza dei ragazzi. 10 settembre 2008 - La Sicilia Scalo merci, sindacati in allerta Ragusa - Nonostante le rassicurazioni
del prefetto in merito al mantenimento della continuità produttiva degli scali merci di
Ragusa e Comiso per i rappresentanti locali della Cub trasporti vi sono ancora tante
incognite da chiarire. L'incontro che il prefetto Carlo Fanara ha convocato per venerdi
alle 12, a palazzo territoriale di Governo, servirà agli esponenti della confederazione
unitaria di base per capire esattamente tutti gli aspetti di questa vicenda. "Il
prefetto Fanara ha ricevuto la conferma scritta da parte dell'ingegnere Mannone, che è il
capo area Cargo Trenitalia, che sarebbe stata, appunto, garantita la continuità
produttiva degli scali - spiega il portavoce della Cub trasporti Pippo Gurrieri - ma
vogliamo capire meglio il significato di questo termine "continuità". Sappiamo
infatti che da parte di Trenitalia c'è la garanzia dell'attuale stato di cose, il che non
ci rassicura affatto". Le questioni che determinano la perplessità dei sindacati di
base riguardano prima di tutto la contraddizione del trasferimento di due addetti agli
scali nel sito di Gela. "Il mantenimento del provvedimento di trasferimento degli
addetti ai due scali a Gela", sostiene la Cub trasporti in una nota, "è in
contraddizione con il risultato che ci dovrebbe rassicurare: esso infatti era strettamente
correlato alla chiusura degli scali e se l'attività produttiva rimane dovrebbero rimanere
anche aperti gli impianti, altrimenti questa decisione non può che essere inquadrata in
una volontà di dismissione rimasta intatta". Un altro fattore che preoccupa i
rappresentanti della confederazione trasporti è proprio lo stato di fatto in cui versano
lo scalo merci del capoluogo e quello casmeneo. Dal gennaio 2008 la struttura di Ragusa è
praticamente operativa solo per la Polimeri Europa. "Inoltre lo scalo merci di Comiso
ha già perso da gennaio la maggior parte delle aziende importatrici di legname e prodotti
per l'agricoltura, per gli alti costi introdotti nel trasferimento dei carri da Gela a
Comiso", aggiunge Gurrieri, "e quindi serve prevalentemente per il solo
Consorzio Marmi, il quale a sua volta è penalizzato dai provvedimenti di dismissione del
trasporto su carro dalla Sardegna". In sostanza, secondo la Cub Trasporti iblea i due
scali merci sono ormai due strutture sempre più isolate la cui attività è stata
notevolmente ridotta e dunque, sempre più esposte al rischio di una dismissione completa.
10 settembre 2008 - Corriere della Sera Il negoziato Ieri
vertice segreto Colaninno-Letta. Cusani consulente dei piloti ROMA Il governo cerca la stretta finale su
Alitalia. E per oggi a mezzogiorno i sindacati sono stati convocati alla Magliana, nella
sede della società commissariata. Ieri sera, dopo una giornata di incontri solo
informali, si è tenuto un vertice segreto. Vi avrebbero preso parte i ministri della
partita, coordinati dal sottosegretario Gianni Letta, l'advisor Intesa-Sanpaolo, e il
capocordata Roberto Colaninno. Obiettivo: focalizzare le richieste dei sindacati su piano
e contratto, e cercare di far quadrare il cerchio. «Sono ottimista e penso che tutto si
chiuderà nella notte di giovedì» ha azzardato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. 10 settembre 2008 - L'Unione Sarda carrefour Quartu S.E. - Continua il braccio di ferro tra le cassiere
e la dirigenza di Carrefour. L'azienda ha annunciato la messa in mobilità per ventotto
dipendenti part-time, che rischiano di trovarsi senza un lavoro. Per questo sabato scorso
è stato proclamato uno sciopero: i dipendenti che aderiscono alla Flaica-Cub hanno
incrociato le braccia «e i clienti», spiega il segretario Carlo Serra, «sono stati
invitati per solidarietà a non fare la spesa nell'ipermercato». 10 settembre 2008 - Il Giorno Ibm, il futuro è sempre più buio VIMERCATE IBM CONFERMA il trasferimento di 461 dipendenti dalla sede di Vimercate. Per 419 la nuova sede di lavoro sarà Milano Segrate, per gli altri 42 Cesano Boscone, dove Ibm ha acquistato la sede ex Vodafone. Dopo le voci circolate ad agosto, la direzione ha confermato dunque la riorganizzazione. Che prevede appunto la chiusura di uno dei tre palazzi, il building 13. Dietro i cancelli di via Lecco c'è molta preoccupazione. L'incertezza riguarda il futuro stesso della storica sede di Vimercate, aperta nel 1967, che negli ultimi otto anni ha perso prima le linee di produzione dei computer e delle schede e poi il centro di calcolo. Ibm, oltretutto, è in affitto qui a Vimercate, avendo ceduto l'intera area industriale a Celestica, che ha sua volta ha venduto a Bames del gruppo Bartolini. DURA la reazione da parte sindacale: «Ancora una volta ci troviamo di fronte a una mossa della direzione che mentre mette in forse l'esistenza della sede a Vimercate», tuona Mimmo Tiberio, della Flm Uniti- Cobas, il nuovo sindacato nato pochi giorni fa in Ibm. Già fissato un incontro per il 12 settembre in Assolombarda fra azienda e sindacati, mentre il giorno prima è stata convocata un'assemblea. «Vogliamo definire problemi, richieste e proposte che riguardano i lavoratori e da portare al tavolo del confronto», dice ancora Tiberio. La volontà è di coinvolgere le istituzioni locali, comune di Vimercate e provincia di Milano in testa. «Con questi trasferimenti di massa si rischia la chiusura del sito di Vimercate con le inevitabili ricadute dirette e indirette sull' indotto», sottolinea Tiberio. A far discutere è anche il fatto che la maggioranza dei lavoratori coinvolti nel trasferimento vivono in Brianza: «Sarebbe stato più logico spostare i dipendenti che arrivano dall'area di Milano. In questa maniera si crea un forte pendolarismo verso il capoluogo, che comporta ore e ore di auto, considerando l'intasamento della Tangenziale est». GIÀ PRONTO anche un pacchetto di rivendicazioni: indennizzo mensile di 200 euro, uso del telelavoro a domicilio per chi lo richiede, navette da Vimercate e Sesto San Giovanni verso Segrate e da Vimercate a Cesano Boscone. «Per i lavoratori in par-time, ultracinquantenni o con problemi familiari, che lo richiedono, dovrà essere mantenuta come sede di lavoro Vimercate», conclude Tiberio. 10 settembre 2008 - Tuttoscuola.com Tra scioperi e drappi neri si apre un difficile confronto con i sindacati Il programma di incontri settembrini tra i maggiori sindacati e il ministro della pubblica istruzione Gelmini risulta confermato, ma sui tavoli che vedranno le parti confrontarsi si addensano nuvole minacciose. I precari, che già da tempo si sono organizzati autonomamente in una miriade di sigle, annunciano e in qualche luogo (come a Napoli) già danno inizio alla occupazione degli uffici del MPI (Direzioni ragionali e USP). Il 27 settembre i Cobas organizzano un convegno nazionale dei precari a Roma, che sarà seguito il 17 ottobre da uno sciopero nazionale. L'Unicobas, altro sindacato di base, proclama per il 3 ottobre uno sciopero generale con manifestazione a Roma. Un'altra sigla, CUB, propone lo sciopero per il 19 ottobre. Altre iniziative sono annunciate in varie città italiane, dalla raccolta delle firme contro il maestro unico alla esibizione di un drappo nero alla finestra e di un segno di lutto al braccio ("per la morte della scuola") da portare nel giorno di inizio dell'anno scolastico. Un'iniziativa che è piaciuta alla associazione professionale Proteo Fare Sapere, vicinissima alla CGIL, che la propone non solo ai precari ma "a tutti gli insegnanti" nel primo giorno di scuola. I sindacati confederali per il momento si limitano a una massiccia serie di assemblee nelle scuole, ma si preparano alla lotta. La Flc-Cgil pubblica nel suo sito un corposo dossier di pesanti critiche praticamente su tutta la politica scolastica dell'attuale governo. La Cisl scuola parla, a proposito del maestro unico, di "pedagogia di cassa". Anche la UIL scuola parla di "decisione davvero sbagliata", mentre la Gilda degli insegnanti definisce un "fatto gravissimo" l'uso dello strumento del decreto legge. Perfino il moderato Snals, che pure apprezza alcune decisioni, come il ripristino dei voti, dice "no al metodo Gelmini di decidere unilateralmente". 9 settembre 2008 - Dire PUBBLICO IMPIEGO. RDB CONTESTANO ANCHE VIGNETTE SU BRUNETTADOMANI ALL'INPS DI BOLOGNA SIT-IN E STRISCIONI DEI LAVORATORI (DIRE) Bologna, 9 set. - Arriva la finale del concorso anti-brunetta, ma a Bologna i lavoratori del pubblico impiego non ci trovano niente da ridere. Anzi protestano. La piu' bella tra le vignette satiriche sul ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, verra' premiata domattina, e a Bologna come a Roma scatta la protesta dei lavoratori. Nel capoluogo emiliano l'iniziativa si svolgera' dalle 10 alle 12 davanti alla sede provinciale dell'Inps in via Gramsci. "E' questa la risposta del ministro- si legge in una nota delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb)- alle critiche mossegli dai lavoratori, offesi dalla pubblicazione sul sito del ministero, di alcune vignette lesive della loro dignita'". Per questo, dalle 10, anche nelle altre sedi degli enti del parastato, le Rdb affiggeranno scritte che recitano "Non ci serve la vignetta per capire chi e' Brunetta. Dignita'", ed attuera' iniziative di informazione per lavoratori e cittadini. "Rivendichiamo il rispetto della nostra dignita'- afferma Donato Cardigliano delle Rdb del pubblico impiego- calpestata da una campagna diffamatoria che serve a distogliere l'attenzione dei cittadini e dei lavoratori dallo smantellamento del welfare. Domani- prosegue- nei posti di lavoro del Parastato informeremo cittadini e utenti sul pericolo di avere una pensione pubblica ridotta ad assegno sociale per favorire forme di previdenza privata finanziata dagli stessi lavoratori con il proprio Tfr". Per le Rdb occorre "unire gli interessi dei lavoratori pubblici e dei cittadini utenti se si vuole che la pubblica amministrazione abbia un futuro, ed e' anche su questi temi che il prossimo 17 ottobre saremo in piazza con uno sciopero generale di tutte le categorie". MINORI. SCUOLA REGGIO EMILIA, CUB:
IL 19 SCIOPERO GENERALE (DIRE) Reggio Emilia, 9 set. - La Cub scendera' in piazza il 19 settembre contro i tagli delle cattedre ipotizzati nella scuola con il ritorno del maestro unico. In vista dello sciopero generale previsto in tale data dei lavoratori precari della scuola e del pubblico impiego, la Cub scuola di Reggio Emilia ha fissato per domani un'assemblea dei lavoratori. Il sindacato autonomo annuncia battaglia: "Il progetto del governo e' assolutamente chiaro e non permette a noi ambiguita' di sorta, o difendiamo la scuola pubblica e i diritti di insegnanti ed Ata o ci pieghiamo alle loro scelte", dicono gli autonomi. ATC BOLOGNA. AZIENDA CONFERMA:
LUNEDI' 15 BUS A RISCHIO (DIRE) Bologna, 9 set. - L'Atc di Bologna conferma: autobus
a rischio lunedi' prossimo, 15 settembre, primo giorno di scuola per affetto dello
sciopero indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Rdb. Per il
personale viaggiante di Atc, lo sciopero si svolgera' dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30
a fine servizio: in questi orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed
extraurbano "non saranno garantiti", avverte l'azienda di via Saliceto. AMBIENTE. APAT CONDANNATA A
MAXIRISARCIMENTO, MA NON SI OPPONE (DIRE) Roma, 9 set. - Una condanna da trecentomila euro. Senza neppure depositare una memoria difensiva. E' quella 'capitata' all'Apat, l'Agenzia di protezione dell'ambiente da poche settimane confluito, con Icram e Infs, nel neonato Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. A rivelare la vicenda e' il Foglietto, giornale telematico del sindacato Usi Rdb ricerca. Che spiega come l'Apat sia stata condannata dal tribunale di Roma a risarcire un commercialista con una maxiparcella da trecentomila euro e che l'Agenzia non ha fatto ricorso ne' presentato neppure una memoria difensiva. La vicenda ha inizio con la nomina da parte del Tribunale, su richiesta dell'Apat, di un commercialista per la effettuazione di 'complesse stime patrimoniali', con compenso 'da liquidarsi secondo le tariffe professionali'. "Che tale attivita' fosse davvero complessa veniva riconosciuto- scrive il Foglietto- con una nota del 6 marzo 2003, dalla stessa Agenzia, la quale, pero', sia a fronte della prima richiesta di onorari (per 100 mila euro) che della seconda (per 376.244), si rifiutava di adempiere alle obbligazioni in quanto, a suo dire, eccessivamente onerose, e si rivolgeva al Consiglio dell'ordine dei dottori commercialisti". L'organismo 'riteneva congruo per l'attivita' svolta un compenso di 251.100 euro, oltre accessori' che pero' l'Apat non ha liquidato costringendo il commercialista a rivolgersi al Tribunale, "dinanzi al quale l'ente di via Brancati 'non soltanto non ha fornito alcuna prova delle circostanze che a suo dire avrebbero giustificato la riduzione del compenso ma neppure ha depositato memorie istruttorie e memorie conclusionali'". La conseguenza e' stata che il Tribunale, "con la citata sentenza che non e' stata impugnata, ha condannato l'Apat a pagare al commercialista non solo gli onorari riconosciuti dal Consiglio dell'ordine, ma anche 19 mila euro di spese legali, oltre interessi e accessori". In pratica, un aggravio per l'erario di oltre 50 mila euro, "frutto di una condotta dell'Apat che non appare improntata alla buona amministrazione". Protesta quindi Franco Frasca', responsabile Usi/RdB-Apat che al Foglietto dichiarato: "Invieremo la sentenza all'attenzione della Corte dei Conti- sottolinea- affinche' accerti eventuali responsabilita' di qualsiasi ordine da parte di organismi dirigenti dell'ex Apat". 9 settembre 2008 - Omniroma SAN LORENZO, ASSEMBLEA SINDACATI DI BASE PER CORTEO NOVEMBRE (OMNIROMA) Roma, 09 set - Ricostruire il movimento politico della sinistra di classe partendo dai temi della guerra, gli spazi democratici, i diritti civili e sindacali: questi i temi della riunione ancora in corso nella redazione del settimanale «Carta», in via dello Scalo di S.Lorenzo, organizzata dalla Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Cobas, Rdb, Rete 24 Aprile. «Con le elezioni di aprile scorso e la scomparsa della sinistra in Parlamento si è chiusa una fase - ha detto Mauro Casadio della Rete dei Comunisti - lo sbandamento che c'è oggi a sinistra, la dialettica tra governo e opposizione, che propongono le stesse cose, ha chiuso ogni spazio per i diritti civili. Purtroppo, i settori sociali trovano più riferimenti a destra che a sinistra». Il 5 ottobre si terrà a Roma un'assemblea nazionale sui temi sociali mentre è in preparazione un corteo nazionale il prossimo novembre. 9 settembre 2008 - Adnkronos ROMA: ASIA-RDB, GIOVEDI' TAVOLO INTERISTITUZIONALE SU CASA Roma, 9 set. 2008 (Adnkronos) - L'assessore alla Casa della Regione Lazio, Mario Di Carlo, ha convocato un tavolo interistituzionale permanente per l'emergenza abitativa al quale siedera', tra gli atri, oltre al Prefetto di Roma Carlo Mosca, all'assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri, all'assessore comunale alle Politiche del Patrimonio e abitative Alfredo Antoniozzi e al presidente del XI Municipio Andrea Catarci, anche l'Associazione inquilini ed assegnatari - Rappresentanze sindacali di Base (Asia -Rdb). Il tavolo si terra' dopodomani, 11 settembre, alle ore 15, presso la sala Aniene in via Cristoforo Colombo 212. L'Asia-Rdb ritiene che la convocazione di un Tavolo interistituzionale permanente per l'emergenza abitativa sia un risultato "importante" e considera l'appuntamento di giovedi' come passaggio "significativo di un percorso di mobilitazione che deve continuare". Domani, alle ore 11, gli inquilini e i lavoratori Enasarco manifesteranno davanti alla sede della Fondazione, in via Usodimare 31, per chiedere "che venga fatta chiarezza sulla dismissione di 17mila appartamenti, sulle modalita' di" vendita e sulle tutele per gli inquilini impossibilitati all'acquisto. Giovedi' invece, alle ore 11, gli inquilini di via Pincherle 153/169 manifesteranno a piazza Santi Apostoli per "chiedere al prefetto di Roma di farsi garante del processo di vendita di circa 300 appartamenti e di alcuni esercizi commerciali messo in atto dal gruppo assicurativo Fata/Generali". TRASPORTO LOCALE: BOLOGNA, LUNEDI'
SCIOPERO BUS Bologna, 9 set. - (Adnkronos) - Sciopero del trasporto
pubblico locale lunedi' a Bologna, indetto dalle Organizzazioni Sindacali Filt-Cgil,
Fit-Cisl, UilTrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Cub-Trasporti. Lo annuncia l'Atc
specificando dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio i servizi di trasporto
pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. 9 settembre 2008 - Ansa CASA: UN TAVOLO CONTRO LE VENDITE DI ENASARCO E FATA (ANSA) - ROMA, 9 SET - Un tavolo interistituzionale permanente per risolvere l'emergenza abitativa di Colli Portuensi, via Pincherle e Enasarco. Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Casa Mario Di Carlo, e si terrà il prossimo 11 settembre alla presenza, tra gli altri, del prefetto di Roma Carlo Mosca, dell'assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri, dell'assessore comunale alle Politiche del Patrimonio e Abitative Alfredo Antoniozzi, del presidente del Municipio XI Amdrea Catarci e dell'AS.I.A. RdB. «Il tavolo è frutto della mobilitazione permanente intrapresa dagli inquilini di Colli Portuensi, di via Pincherle e di Enasarco, che si stanno battendo strenuamente contro le dismissioni selvagge per la difesa del diritto all'abitare», ha commentato in una nota l'AS.I.A. Rdb. Domani mattina alle 11 gli inquilini e lavoratori Enasarco manifesteranno davanti alla sede della Fondazione per chiedere che venga fatta chiarezza sulla dismissione di 17mila appartamenti, sulle modalità di vendita e sulle tutele per gli inquilini impossibilitati all'acquisto, mentre giovedì, sempre alle ore 11, gli inquilini di via Pincherle 153/169 manifesteranno a piazza Santi Apostoli per chiedere al prefetto di farsi garante del processo di vendita di circa 300 appartamenti e di alcuni esercizi commerciali messo in atto dal gruppo assicurativo Fata/Generali. CENTRALINISTE LICENZIATE: ANCORA NESSUNA PROPOSTA DI LAVORO (ANSA) - MILANO, 9 SET - Le undici centraliniste precarie che quattro giorni fa si sono esibite in uno strip tease per protestare contro il loro licenziamento imposto dall'Asl di Legnano hanno incontrato questa mattina l'assessore Bruno Casati e la commissione Lavoro della Provincia di Milano. L'Ente di Palazzo Isimbardi ha infatti chiesto un incontro con la direzione dell'azienda ospedaliera per verificare possibili soluzioni alla crisi occupazionale. Finora, però, comunica il sindacato Rdb Cub, di proposte concrete non ne sono ancora emerse. 9 settembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
31 - Anno V
9 settembre 2008 - Il Manifesto SCUOLA ROMA - Hai studiato una vita per insegnare, ma alla fine potresti fare la guida turistica. I 115mila docenti precari, 16 per cento del totale secondo l'ultima indagine Uil, e il personale Ata, stiano tranquilli: «Stiamo studiando nuove figure professionali per tutti i precari insieme a Bondi, Brunetta, Brambilla e Sacconi, sia dentro che fuori la scuola». Lo dice il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, inaugurando il primo giorno di scuola in un istituto di Segrate. L'ipotesi del governo di impiegare i precari dell'istruzione anche come guide o operatori turistici viene dallo staff ministeriale. Gelmini prende atto che «la modalità con cui è stata gestita la scuola negli ultimi anni ha creato un precariato enorme, un problema sociale veramente pesante». Ma nessuno si ostini a concepire soluzioni diverse dai tagli, 70mila insegnanti e 43mila Ata in meno. Perché «non si possono illudere le persone - parola del ministro - che la scuola possa assorbire un numero di posti superiore a quelli necessari e che riesce a pagare», e perché «è poi scorretto che gli insegnanti in Italia siano sottopagati rispetto all'Europa». Poco importa che del risparmio di sette miliardi di euro previsto dalla manovra grazie ai tagli, nota Michele Gentile, coordinatore del dipartimento Settori pubblici Cgil, ai lavoratori torneranno in busta paga solo trenta euro mensili lordi dal 2010. «E questo - si domanda Gentile - sarebbe lo "stipendificio" di cui parla il ministro?» Solo a parole, dunque, la Gelmini si dichiara «felice» di accogliere il «punto di vista e le eventuali proposte» dei sindacati. Per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, la riforma «costituirà il fulcro di proteste molto estese». Ma sono i Cobas ad aprire con un fitto calendario di iniziative: il 15 settembre, primo giorno di scuola per molti bambini, i docenti si recheranno in classe con adesivi contro i tagli e il maestro unico ed inizieranno le lezioni in ritardo. Il 26 ci saranno proteste locali in tutta Italia, il 27 si terrà a Roma il convegno nazionale dei precari. Il 17 ottobre, infine, sciopero generale con una grande manifestazione sempre nella capitale, convocato dai Cobas con le altre sigle «antagoniste» Cub e Sdl. Alla scuola elementare romana «Iqbal Masih» di via Ferraironi, invece, docenti e genitori del comitato «Non rubateci il futuro» inaugureranno l'anno scolastico, il 15 settembre, con un drappo nero sul portone, il lutto al braccio «a simboleggiare la morte della scuola pubblica» e l'occupazione dell'istituto per una settimana (anche se - assicurano - le lezioni si svolgeranno regolarmente). L'11 e il 16 settembre il comitato organizza anche un presidio a Montecitorio in occasione della discussione alla Camera della riforma Gelmini. E l'Idv si impegna a sollecitare il ministro affinché ritiri o modifichi il decreto 137. Lo hanno annunciato il senatore Fabio Giambrone, della commissione permanente sull'Istruzione e Leoluca Orlando, portavoce nazionale del partito. 9 settembre 2008 - Liberazione Decisa, pacata, forte dell'appoggio personale di Berlusconi. Maria Stella Gelmini... Decisa, pacata, forte dell'appoggio personale di
Berlusconi. Maria Stella Gelmini non teme le lotte rabbiose dei sindacati della scuola, e
giorno dopo giorno esibisce nuovi tasselli della riforma. Questa volta tocca agli
insegnanti precari, un sesto del corpo docente complessivo. Con l'arrivo del maestro
pubblico verranno tagliate 87mila cattedre, il governo potrebbe inventare per loro «nuove
figure professionali», assorbirli in altre mansioni «sia dentro che fuori della
scuola», magari nel turismo. Perché il punto è chiaro: «la scuola italiana ha
accumulato un numero impressionante di precari» e ci vorranno anni prima che possano
diventare di ruolo. La ministra cerca di tranquillizzare anche i docenti di ruolo:
«nessuno verrà licenziato» e gran parte degli esuberi verrà impiegato nel
potenziamento del tempo pieno. 9 settembre 2008 - Il Mattino di Padova Via allanno scolastico con
polemiche Già in classe una settimana prima di tutti gli altri
100 mila studenti delle scuole padovane, da quelle dellinfanzia agli istituti
superiori, per i quali la prima campanella suonerà solo lunedì prossimo in base al
calendario deciso dalla Regione Veneto. Sono i 400 ragazzi delle prime e seconde classi
degli indirizzi Brocca ed Erica dellItc Calvi, che ieri mattina, hanno già fatto
scuola dalle 8.10 alle 13.30 perché sono gli unici a effettuare, già da alcuni anni, la
settimana corta. Ossia stanno a casa, oltre alla domenica, anche il sabato. 9 settembre 2008 - Il Bologna Immobili. I prezzi vanno alle
stelle, Bologna - «Ormai non si tratta più di fare i salti mortali - commenta sconsolata la signora Sandra, 80 anni, da più di venti pensionata agricola e un appartamentino in zona san Donato - ma di combattere una vera e propria guerra all'ultimo euro per arrivare a fine mese». Di certo fare quadrare i bilanci familiari, quando la voce "affitto" in moltissimi casi assorbe e persino supera il 70% del salario mensile, è un'impresa quantomeno ardua. Soprattutto dopo il cambio del conio quando i prezzi sono raddoppiati senza tenere conto del fatto che gli stipendi, nella trasformazione in euro, si sono visti dimezzare il loro potere d'acquisto. Ma a contribuire notevolmente al degenerare degli aumenti è stata la legge che ha sostituito la tanto criticata normativa sull'equo canone. Dal 1999 al 2006, infatti, con il libero mercato i prezzi di mercato degli affitti hanno fatto registrare nella nostra città un incremento del 112%. Solo negli ultimi due anni gli aumenti hanno fatto toccare picchi che oscillano tra 12,5% e il 14%. Facendo di Bologna la terza città più cara d'Italia con un costo medio, per una casa in centro, che si aggira intorno ai 1.250 euro al mese. «Cifre da capogirofa sapere l'avvocato Massimiliano Pispico, responsabile legale dell'Unione Inquilini di Bologna - che hanno colpito soprattutto il ceto medio, i lavoratori i pensionati e le famiglie monoreddito». Costrette, come negli anni '30, ad affittare una stanza a studenti o lavoratori e condividere la propria casa con persone sconosciute. «Quello che sta succedendo da qualche anno a questa parte è vergognoso - conferma Chiara Lombardi, responsabile cittadina delle Rappresentanze sindacali di base - gli anziani che sono costretti a condividere la propria casa con estranei perchè altrimenti con la loro pensione non sarebbero in grado di sopravvivere». Ma non solo. Secondo un recentissimo studio fatto dalle associazioni degli inquilini sono proprio i pensionati i più colpiti dal caro affitti che incide sulla pensione per il 70%. «Almeno il 40% dei pensionati - afferma l'avvocato dell'Unione inquilini - sono a rischio sfratto». Stanno leggermente meglio, si fa per dire, i lavoratori dipendenti per i quali l'affitto assorbe non meno del 46%, ma quando il nucleo si fa numeroso supera il 60%. «Una situazione gravissima - puntualizza Chiara Lombardi - figlia della politica scellerata messa in atto dalle amministrazioni comunali dal 1990 e non è un caso che sono sempre di più le persone che vengono a informarsi da noi su quali sono i rischi che si corrono se si occupa una casa. Assurdo». Parole forti che non lasciano spazio a dubbi. Così come non lasciano spazio a dubbi le continue richieste di sfratto per morosità. «Le famiglie che hanno avuto lo sfratto perchè non sono più in grado di pagare un affitto - continua l'avv. Pispico - sono sempre più numerose e quando saranno esecutivi e attuati con la forza sarà una tragedia». Come dire che definire drammatica la situazione degli affitti a Bologna non è certo un eufemismo. «Se esiste un termine per definire la situazione nella nostra città - conferma Massimiliano Pispico - quello giusto sarebbe proprio: drammatica». Sembra la cronaca da un paese del terzo mondo eppure, Comune, Provincia e Regione, continuano a tacere 9 settembre 2008 - Il Resto del Carlino Maestro unico e tagli, i Cobas in
sciopero «Manifestazione il 19 settembre» Bologna - LA CUB scenderà in piazza il 19 settembre contro i tagli delle cattedre ipotizzati nella scuola con il ritorno del maestro unico. In vista dello sciopero generale previsto in tale data dei lavoratori precari della scuola e del pubblico impiego, la Cub scuola di Reggio ha fissato per oggi un'assemblea dei lavoratori. IL SINDACATO autonomo annuncia battaglia: «Il progetto del governo e' assolutamente chiaro e non permette a noi ambiguità di sorta, o difendiamo la scuola pubblica e i diritti di insegnanti ed Ata o ci pieghiamo alle loro scelte», dicono gli autonomi. 9 settembre 2008 - La Stampa SAVONA. ALLARME DEI SINDACATI DI
BASE «Cè il rischio che a breve si verifichi una fuga di massa dei lavoratori con la maggiore anzianità professionale e preparazione». A denunciarlo sono le Rappresentanze sindacali di base dellInps di Savona, che imputano il fenomeno ad alcune misure contenute nella proposta di legge per la «Riforma del sistema previdenziale mediante delega al Governo per la revisione dei requisiti e del metodo di calcolo dei trattamenti di pensione». Tra queste, «il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo dal 1 gennaio 2009; laumento a 62 anni delletà pensionabile delle lavoratrici a partire dal 2010; il silenzio assenso sul conferimento del Tfr a fondi azionari». Provvedimenti che, come lamentano le Rdb in un comunicato, «insieme alle ricadute sulle pensioni del taglio degli incentivi per il 2009, provocheranno una fuga di centinaia di lavoratori tra i più preparati, senza che sindacati confederati e vertici aziendali stiano facendo nulla per impedirlo». 9 settembre 2008 - Savona news Savona: all'Inps gli impiegati più bravi in fuga Savona - «Cè il rischio che a breve si verifichi una fuga di massa dei lavoratori con la maggiore anzianità professionale e preparazione». A denunciarlo sono le Rappresentanze sindacali di base dellInps di Savona, che imputano il fenomeno ad alcune misure contenute nella proposta di legge per la «Riforma del sistema previdenziale mediante delega al Governo per la revisione dei requisiti e del metodo di calcolo dei trattamenti di pensione». Tra queste, «il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo dal 1 gennaio 2009; laumento a 62 anni delletà pensionabile delle lavoratrici a partire dal 2010; il silenzio assenso sul conferimento del Tfr a fondi azionari».(r.c.) 9 settembre 2008 - Tempo Stretto I precari del Comune chiedono la
stabilizzazione Messina - Il treno della stabilizzazione è ancora in corsa, ma andando di questo passo si rischia di perderlo. E' questo l'allarme che lanciano i precari del Comune di Messina, che questa mattina si sono riuniti in assemblea al salone delle Bandiere di Palazzo Zanca per invitare l'ammininistrazione a fare qualcosa. «La Finanziaria prevede la possibilità di stabilizzare i lavoratori - spiega Roberto Laudini di Rdb-Cub - ma entro una scadenza precisa, quella del 31 dicembre. A questo vanno aggiunte altre due questioni: quella della pianta organica, che prevede 972 posti in più di quelli attuali, e quella delle ore settimanali, che per alcuni sono 24 mentre per altri sono ancora 18». Alcune risposte oggi sono arrivate, grazie anche al lavoro di mediazione offerto da due consiglieri comunali, Nino Carreri di Risorgimento messinese e Giovanna Crifò del Pdl. Il primo ha chiarito che il consiglio comunale, fin dalla sua prima seduta, ha tracciato un percorso preciso: risolvere o quantomeno affrontare in maniera decisa l'emergenza lavoro che affligge Messina. La seconda ha assicurato di voler seguire passo passo ogni azione che l'amministrazione svolgerà in tal senso, annunciando che accompagnerà l'assessore al Lavoro Melino Capone nella sua prossima trasferta palermitana alla Regione. E proprio Capone è poi intervenuto all'assemblea, "inviato speciale" del sindaco Giuseppe Buzzanca. L'assessore ha garantito che «la questione sta a cuore a questa amministrazione, e ne è la prova la delibera che metteva tutti i lavoratori del Comune sullo stesso piano, portando tutti a 24 ore settimanali». Delibera che però, qualche settimana dopo, è stata bloccata "per approfondimenti". Capone spiega perché: «La delibera è stata decisa dalla giunta ma elaborata da altri, in questo momento non è importante dire chi, e quando ci è stata consegnata era diversa da come l'avevamo predisposta, presentando alcuni intoppi tecnici, ecco perché è stata bloccata». L'assessore ha però chiarito che entro la metà della prossima settimana la delibera verrà rielaborata e ratificata, annunciando anzi che «stiamo studiando il modo per aumentare le ore settimanali da 24 a 36». Capone ha illustrato quali sono le intenzioni dell'amministrazione: «Si sta pensando di razionalizzare l'impiego dei dipendenti comunali, rendendolo più "utile" e facendo fronte così alle carenze che si manifestano in certi settori. Come annunciato ieri pensiamo di aiutare i vigili urbani con alcuni trasferimenti. So che su questo fronte in passato ci sono stati problemi perché le visite sanitarie necessarie (costo: 1.300 euro circa, ndr) erano a carico del lavoratore stesso. Ecco perché vorremmo che a pagare fosse il Comune». Il capitolo che più interessa e preoccupa i dipendenti, la stabilizzazione: «Abbiamo già previsto di andare a Palermo dall'assessore regionale al Lavoro Carmelo Incardona per trattare l'argomento, e lo stesso sindaco Buzzanca, approfittando del fatto di essere anche deputato regionale, sta lavorando per incardinare la stabilizzazione nella prossima finanziaria reginale. L'impegno e la disponibilità da parte nostra ci sono tutti, adesso ci vuole tempo». C'è da registrare, comunque, lo scetticismo che rimane forte tra i dipendenti, anche perché qualcuno di loro ha fatto notare, giustamente, che di parole simili ne hanno sentite parecchie, negli anni, col risultato che da circa vent'anni sono in una condizione, ormai inaccettabile, di precarietà. A questo si aggiunge la perplessità già manifestata dallo stesso assessore Incardona nelle settimane scorse, il quale aveva spiegato che la Regione Sicilia non ha recepito le Finanziarie statali, per cui, la stabilizzazione del personale precario titolare di un contratto a tempo determinato non è automatica come in altre parti di Italia. E' vero pure, però, che a Palermo e a Catania si è andati in questo senso. Il "pressing" dei precari continuerà di certo nelle prossime settimane, quando l'amministrazione Buzzanca sarà chiamata a passare dalle parole ai fatti. 9 settembre 2008 - Modena 2000 Bologna: lunedì 15 sciopero del trasporto pubblico Bologna - Per lunedì 15 settembre, le Organizzazioni
Sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Cub-Trasporti, hanno
proclamato uno sciopero del trasporto pubblico. Per il personale viaggiante di Atc, lo
sciopero si svolgerà dalle ore 8.30 alle ore 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. In tali
orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno
garantiti. 9 settembre 2008 - Il Mattino LA LOTTA DEI COBAS Salerno - Lobiettivo dei comitati di base della scuola è quello di farsi trovare uniti in vista dello sciopero generale del 17 ottobre che si terrà a Roma di tutte le categorie del lavoro dipendente e delle altre principali forze del sindacalismo antagonista, Cub e SdL. «Sarà un appuntamento decisivo, il più importante dell'anno per il mondo della scuola - dice Teresa Vicidomini dei Cobas Salerno - nel quale tutti saremo chiamati a far sentire la nostra voce e i nostri problemi». Ma la manifestazione capitolina del prossimo mese, che si inserisce nel quadro del programma di mobilitazione generale dei dipendenti del mondo della scuola a livello nazionale, rappresenterà solo la tappa "clou" della protesta degli insegnanti precari contro le disposizione governative che riguardano il mondo dell'istruzione. Nel corso di un'assemblea provinciale tenutasi ieri nei locali di «Spazio donna» in piazza Ferrovia, i docenti precari annunciano infatti nuove iniziative di protesta contro i tagli del Governo e si dicono pronti a lanciare segnali di lotta che si intensificheranno nei prossimi giorni con assemblee e mobilitazioni in tutto Italia. «Per molti di noi l'anno prossimo sarà l'ultimo anno di lavoro nella scuola - fanno sapere i Cobas - il nostro destino è segnato. Se non bloccheremo le manovre in atto il precariato scolastico cesserà di esistere. Vendiamo cara la nostra pelle, continuiamo con la nostra lotta». Tappa di avvicinamento alla data segnata in rosso dello sciopero generale dei precari sarà il convegno nazionale del 27 settembre che avrà luogo sempre a Roma e che si soffermerà sulla situazione di crisi attraversata dal mondo degli insegnanti precari. Fronte comune di lotta quindi contro la manovra economica del Governo e i suoi tagli straordinari agli organici che «porterà - avvertono i Cobas - all'aumento degli alunni per classe, alla riduzione di orari e servizi di istruzione, insomma ad un vero smantellamento della scuola pubblica». Parlano del «ciclone che si abbatterà sulla scuola», di «licenziamento di massa» gli insegnanti presenti all'assemblea provinciale di ieri organizzata dai Cobas. Sono più di un centinaio, tutti accomunati da un unico obiettivo: intensificare le loro azioni di protesta nei prossimi giorni. In programma ci sono anche azioni eclatanti per denunciare lo sfruttamento e la discriminazione dei precari. Si comincia domani alle 10 con un presidio organizzato sotto palazzo Sant'Agostino, stessa forma di protesta si ripeterà il 12 sotto palazzo Prefettura nel corso del quale è previsto un incontro col sindaco De Luca. 9 settembre 2008 - Il Messaggero Civitavecchia. I sindacati di
categoria di Cgil, Uil e Rdb... Civitavecchia - I sindacati di categoria di Cgil, Uil e Rdb
sospendono momentaneamente lo sciopero dei dipendenti comunali previsto per il 19
settembre. Si tratta di un passo indietro per riaprire il dialogo e quindi ricominciare la
trattativa con il Comune. 8 settembre 2008 - Asca SCUOLA: COBAS, SARA' ANNO DI LOTTA CONTRO GELMINI E MAESTRO UNICO (ASCA) - Roma, 8 set - Il nuovo anno scolastico ''inizia sotto i peggiori auspici'' e per questo sara' '' un anno di lotta contro il maestro unico e l'intera politica scolastica di Berlusconi-Tremonti -Gelmini''. La dichiarazione di 'guerra' alla riforma avviata dal governo sull'istruzione e' firmata dai Cobas. ''Il governo vuole tagliare 70 mila posti di insegnanti e 43 mila di Ata, a cui si aggiungono i 47 mila posti gia' soppressi dalla Finanziaria Prodi, per un totale inaudito di 160 mila posti in meno: il che si tradurrebbe, oltre che nella massiccia espulsione di precari, nell'aumento a dismisura degli alunni per classe, nella riduzione delle materie e delle ore di lezione, nell'attacco al tempo pieno e prolungato e al sostegno all'handicap, nella cancellazione delle scuole con meno di 500 alunni''. Nel mirino dei Cobas anche il ritorno al maestro unico nelle elementari, a partire dal prossimo anno, che ''oltre a far sparire 87.000 posti di lavoro, immiserirebbe un insegnamento che ha reso la scuola elementare italiana apprezzatissima nel mondo'', ma ''il governo se ne frega della didattica e pensa solo a ''fare cassa'' ai danni della scuola pubblica''. Pronta anche l'agenda delle iniziative di protesta. Il 15 settembre ( o il primo giorno di scuola) i docenti si recheranno in classe con adesivi contro i tagli e il maestro unico ed inizieranno le lezioni in ritardo. Il 26 settembre ci saranno iniziative di lotta locali in tutta Italia, il 27 settembre il Convegno Nazionale Precari a Roma. Sciopero generale invece e' stato convocato per il 17 ottobre dai Cobas e dalle altre principali forze del sindacalismo antagonista, Cub e Sdl, con una grande manifestazione nazionale a Roma. 8 settembre 2008 - Dire Scuola. Cobas: Scatta protesta, il 15 lezioni partano in ritardoRoma, 8 set. - La scuola scalda i motori della protesta
contro le riforme del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e del governo. A dare
il via alle contestazioni, i Cobas, che gia' preannunciano iniziative contro maestro unico
e tagli agli organici. Si comincia il 15 settembre (o, comunque, il primo giorno di
scuola, a seconda degli istituti): i Cobas invitano i docenti ad entrare in classe con
addosso adesivi cdi protesta e a cominciare in ritardo le lezioni. Il 26 ci saranno
iniziative di lotta locali in tutta Italia; il 27 a Roma ci sara' il Convegno nazionale
dei precari. Poi, il 17 ottobre sara' il giorno dello sciopero generale, convocato dai
Cobas e dalle altre principali forze del sindacalismo antagonista (Cub e Sdl) con una
manifestazione nazionale a Roma. 8 settembre 2008 - Italia Sera A parlare è Sabino Venezia della
RdB-Cub Sanità: a pagare il prezzo saranno i lavoratori Roma - Sabino Venezia della RdB-CUB Sanità, fa il punto sulla situazione della sanità nel Lazio: dopo anni di sprechi e clientele, che perdurano dalla gestione Storace e senza alcun efficace sistema di controllo sulla spesa delle aziende, il Presidente Marrazzo, per evitare un commissariamento che ormai può far male solo a lui e a quanti nella sua Giunta rischiano di perdere poltrone e appannaggi, ha concordato con il Governo Berlusconi laccelerazione della chiusura di tre grandi ospedali della capitale, con la conseguente mobilità degli operatori e blocco totale delle assunzioni e dei trasferimenti per il resto degli ospedali. "Non vi è nessuna traccia dei presìdi e delle strutture territoriali che avrebbero dovuto compensare il taglio dei posti letto e la soppressione di numerosi servizi - dichiara Sabino Venezia come pure nessuna notizia sugli ospedali di nuova apertura e nemmeno su chi li gestirà. La riorganizzazione della rete ospedaliera di fatto è una mera riduzione del servizio sanitario pubblico ai cittadini, che determinerà ulteriori file ai pronto soccorso, allungamento delle liste dattesa e conseguente incremento dellattività libero professionale nelle strutture pubbliche e del ricorso alla sanità privata, in barba al diritto alla salute costituzionalmente sancito". A pagare il prezzo del definitivo smantellamento del servizio sanitario pubblico regionale saranno innanzitutto i lavoratori del settore ed i precari. Per i primi la Regione, con il consenso di CGIL, CISL e UIL, già nella legge di assestamento del bilancio 2008 ha istituito un Osservatorio per la ricollocazione del personale considerato in esubero, che oltre al personale tecnico e infermieristico coinvolgerà anche gli amministrativi, per effetto del progetto di centralizzazione delle attività tecnico-amministrative, con la previsione di incentivare gli esodi con i Fondi della contrattazione integrativa. "E una vera e propria dichiarazione di guerra ai diritti dei lavoratori del settore, dei precari e dei cittadini della Regione Lazio prosegue Venezia un ulteriore attacco al salario e alle condizioni di lavoro, la dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche il centro sinistra vuole demolire il sistema pubblico a favore dei privati. Cosa può produrre di peggio il Commissariamento della Regione ? Avviamo lo stato di agitazione dei lavoratori delle strutture regionali per costruire una forte risposta a partire dai posti di lavoro e dagli scioperi del 19 settembre e del 17 ottobre prossimi." conclude il dirigente RdB-CUB Sanità. Rotta di collisione: il Sindaco di
Civitavecchia "avvisa" i Sindacati Civitavecchia - «Mi auguro che lo sciopero
non si faccia: potrebbe risultare un boomerang per le organizzazioni sindacali e per nulla
positivo per il lavoro che stiamo mettendo in piedi per questa città». Interviene così
il sindaco Moscherini allindomani della rissa verbale scoppiata nel mezzo della
riunione con le parti sociali, che lo ha visto protagonista di un furibondo alterco con
Flavio Zeppa (Rsu), con tanto di insulti pubblici e successiva interruzione dei lavori.
«Ho sempre detto che si sarebbe dovuto operare per una trasformazione della struttura -
ha riferito il primo cittadino - un impegno per il quale la macchina amministrativa
diventa determinante ai fini del successo». Moscherini paragona quindi il Comune di
Civitavecchia a quello di Viterbo e di Anzio: «Abbiamo circa quattrocento unità in più
calcolando il personale assunto con contratto a tempo indeterminato e i sindacati dicono
strumentalmente che non funzionerebbe nulla senza i precari; ho chiesto alle parti sociali
di discutere della riorganizzazione della macchina comunale attraverso i dipendenti e di
come riqualificare i servizi offerti ai cittadini. Loro - ha proseguito il primo cittadino
- non avranno mai altri compiti». Nessun giro di parole per affermare che i sindacati non
sono «né magistrati e né controllori dellAmministrazione comunale», bensì
organismi deputati alla difesa dei lavoratori. «Il modo migliore per sostenere la
categoria - ha aggiunto Moscherini - è quello di dare il buon esempio, lavorando e
producendo senza perdere ore al telefono o a stampare volantini per manifestazioni con gli
strumenti del Comune». Non sono mancati i riferimenti al sindacalista Rdb-Cub Flavio
Zeppa: «Quando li informavamo delle nostre scelte, loro rivendicavano il diritto alla
concertazione; non avranno mai la cogestione del Comune». Moscherini spiega inoltre
quelli che secondo lui sarebbero i motivi che hanno portato allo sciopero proclamato per
il 19 settembre: «Le parti sociali hanno scritto chiaramente che tutto è legato al
mancato accordo sulle holding - ha spiegato - parlano della stabilizzazione di otto unità
entro il 15 luglio? Possono solo rimproverarci dei ritardi tecnici nei tempi di attuazione
dellaccordo, non cè loggetto del contendere». Ha poi ribadito, in
merito alla vicenda dei vigili urbani di aver trovato un accordo con il corpo: «Per
questo motivo non ho fatto scorrere la graduatoria». 8 settembre 2008 - Il Manifesto Prioritaria POSTA Apprendo di una proposta di manifestazione nazionale della
sinistra da tenersi l'11 ottobre a Roma ( il manifesto 2/9) sui temi dell'autunno e contro
il governo. Leggo anche che tale proposta sarebbe stata avanzata dal Pcl e rivolta
soprattutto al Prc e al Pdci, che pesa la necessità di precedere quella annunciata da
Veltroni per il 25 ottobre e che, sembra, sarà costruita con il concreto aiuto della
maggioranza della Cgil. Seppure ufficialmente la manifestazione ancora non esista,
quantomeno i nuovi vertici del Prc ci hanno confermato di essere intenzionati a scendere
in piazza. L'11 ottobre, guarda caso, è il sabato precedente lo sciopero generale
nazionale promosso unitariamente già da luglio dalla Cub, da Sdl e dai Cobas, sulla
piattaforma approvata unitariamente dall'Assemblea nazionale del 17 maggio a Milano, per
rispondere al violento attacco che Confindustria e governo stanno portando ai lavoratori,
ai precari, allo stato sociale. Ritengo che la manifestazione dell'11 non inciderebbe più
di tanto sulla partecipazione a quella che si terrà il 17 in occasione dello sciopero
generale - diverso è il referente sociale chiamato a scendere in piazza, per noi il mondo
del lavoro e del non lavoro, per i partiti della sinistra i propri militanti, iscritti,
simpatizzanti. Fa però riflettere la scelta della data. Mi chiedo, e chiedo a chi l'ha
lanciata e a chi si appresta ad aderirvi: avete riflettuto sull'opportunità di piazzare
una manifestazione nazionale, pressoché sugli stessi temi, a sei giorni dallo sciopero
generale e dalla manifestazione del 17? Probabilmente sì, ed avete deciso di dare
priorità alla vostra esigenza di rappresentazione di esistenza in vita. Ma su questo
posso sbagliare. Ciò su cui invece credo di non sbagliare è il fatto che, tristemente,
la sconfitta elettorale sembra non aver insegnato nulla. Fra i motivi forti della batosta
del 14 aprile, oltre alla partecipazione ad uno dei governi più filo padronali e anti
operai degli ultimi anni, c'è l'aver abbandonato il rapporto con i lavoratori e con i
loro problemi, l'aver pensato di poter sostituire l'intervento di massa con la
«rappresentazione» del conflitto, l'aver perso ogni relazione con il blocco sociale di
riferimento. Tutto questo continua a prevalere nella convocazione dell'11 ottobre con una
autoreferenzialità negativa, in cui domina la convinzione che la «riscossa» possa
partire unicamente dal buon esito alle incombenti elezioni europee. In fin dei conti, le
caratteristiche che hanno portato alla sconfitta. Un dato sopra ogni altro salta agli
occhi, ed è quello che ci interessa nella nostra qualità di organizzazione sindacale di
base: l'incapacità di queste forze di definire una volta per tutte una propria linea
sulla questione del sindacato, cioè di quale sindacato abbiano oggi bisogno i lavoratori
italiani, se tale esigenza sia già compiutamente rappresentata dalle confederazioni
storiche, se sia sufficiente identificare in una pur combattiva organizzazione di
categoria il «sindacato generale», se sia il conflitto o la concertazione lo strumento
giusto per realizzarlo. E' chiaro che la mancata risposta a queste poche e semplici
domande, se pure può rendere sostenibile la convocazione della manifestazione dell'11,
non aiuta certo a diradare le nebbie sul futuro. 8 settembre 2008 - Leggo Bari. «Non solo le piattole al
distaccamento dell'aeroporto... Bari - «Non solo le piattole al distaccamento dell'aeroporto, strutture spesso inadeguate, carenza di uomini e mezzi ovunque. Dobbiamo fare i conti anche con attacchi personali, ingiustificate sanzioni e casi di mobbing. E' difficilissimo lavorare in queste condizioni». A denunciare le carenze strutturali e i presunti soprusi del comandante dei vigili del fuoco baresi, Giovanni Micunco, è Angelo Giangrande, della funzione pubblica Rdb-Cub. «Siamo lavoratori onesti - incalza il sindacalista - Invece di migliorare una situazione che ormai rasenta l'emergenza, il comandante continua a vessare in maniera sistematica i nostri iscritti. In alcuni casi Micunco manda i suoi cani sciolti a provocarci per innescare reazioni contro le quali far scattare il suo passatempo preferito: prendere provvedimenti disciplinari. Per incappare in un guaio non serve aver fatto qualcosa, basta aderire alle rappresentanze di base». L'ultimo atto di ostilità risalirebbe alla settimana scorsa. «Il nostro segretario provinciale aveva chiesto di incontrare Micunco per esporgli i problemi dei vari distaccamenti - continua Giangrande - ma si è sentito dire che con quelli del sindacato non intendeva parlare». Per denunciare questo e altri presunti episodi "antisindacali" l'Rdb-Cub ha scritto una lettera di protesta a sottosegretario all'Interno, Nitto Palma e al Prefetto Giuseppe Pecoraro. "Crediamo - si legge nella lettera - che un intervento, in quel capoluogo, in ogni caso vada fatto. Ogni giorno accadono fatti incresciosi continuamente celati, al fine di far trapelare nulla al dipartimento, per ovvie ragioni di carriera». Diversi gli esposti presentati alla magistratura. «Uno dei più incresciosi - racconta il sindacalista - è sicuramente l'agguato ad un nostro iscritto, aspettato fuori dalla sede e picchiato in seguito ad un diverbio avuto qualche ora prima durante le ore di servizio». Giovedì scorso è stato archiviato bonariamente l'ultimo provvedimento disciplinare. «Evidentemente - conclude Giangrande - per far fare marcia indietro al comandante c'era bisogno di sollevare il polverone. Speriamo che adesso metta la stessa dedizione anche per colmare le gravissime lacune dei vigili del fuoco di Bari».(ass) Bari. «Ma quale persecuzione?» Il comandante provinciale dei vigili del fuoco... Bari - «Ma quale persecuzione?» Il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Bari non ci sta a passare per un persecutore e va al contrattacco. «In tutti questi anni - afferma Micunco - avrò adottato al massimo un paio di provvedimenti disciplinari, in casi in cui non si poteva assolutamente soprassedere». Secondo Micunco,le accuse avanzate dai rappresentanti dell'Rdb-Cub sono immotivate e contraddittorie. «Se avessero davvero avuto ragione mi avrebbero già denunciato alla magistratura. Evidentemente non ci sono i presupposti per farlo». Il sospetto è un altro. «La verità è che i tre individui iscritti a questa sigla utilizzano il sindacato solo come scudo per ripararsi dalle loro incompetenze», replica. «Chi gestiva il distaccamento del porto, per esempio, ha rassegnato le dimissioni solo quando, in seguito a un accertamento, mi sono accorto della superficialità con la quale gestiva mezzi, strutture e uomini. Per il resto ho fatto tutto quello che andava fatto per risolvere i tanti problemi contro i quali dobbiamo combattere quotidianamente», conclude Micunco. (A. Loc/ass) 8 settembre 2008 - L'Unità La lotta su Youtube Sono undici giovani donne (35 anni in media) di
Legnano, la patria che ospita la statua di Alberto da Giussano. Le loro storie hanno
trovato spazi su tutti i giornali importanti, dopo aver dato vita ad una singolare forma
di protesta. Con il probabile aiuto di un moderno telefonino, adoprato da una collega
efficiente, si sono fatte riprendere una per una e hanno inviato il loro video a
"Youtube". Ovverosia al sito che è una specie di buca delle lettere per tutti i
video amatori desiderosi di far conoscere i propri prodotti. Il fatto ha fatto scalpore,
creato curiosità, suscitato interesse. 8 settembre 2008 - Panorama Alitalia. Qui la Cgil ha deciso di
giocarsi tutto La Cgil e Guglielmo Epifani contro tutti. Sarà questo il probabile esito della partita sugli esuberi dellAlitalia, la cui soluzione è indispensabile al decollo della nuova compagnia di Roberto Colaninno e soci. A quel punto si vedrà se il numero uno della confederazione di sinistra, ora anche esponente di spicco del Partito democratico, vorrà giocarsela anche sul tavolo politico, fino alle estreme conclusioni, magari rischiando di far saltare il banco, cioè di spedire lAlitalia al fallimento. O se invece il governo riuscirà a isolare la Cgil, trattando con i piloti e alleandosi con Cisl e Uil, come già nel 2002 con il Patto per lItalia. Rispetto a 6 anni fa è rimasto lo stesso uno dei protagonisti: Maurizio Sacconi, allora sottosegretario al Lavoro, oggi ministro del Welfare. Ed è cambiato lo stratega: la regia è stata presa da Gianni Letta, labile sottosegretario a Palazzo Chigi, luomo di tutte le mediazioni, che in questa occasione ha di fatto ridimensionato il ruolo del ministro dellEconomia, Giulio Tremonti. Nei mesi passati, dai tempi del governo di Romano Prodi, Epifani ha avuto un ruolo determinante in tutto ciò che ha riguardato la compagnia aerea. Illuminante è il retroscena che racconta Luigi Angeletti, segretario generale della Uil: «Un giorno, mentre parlavamo di pensioni, lallora ministro Tommaso Padoa-Schioppa se ne uscì a bruciapelo: "A proposito dellAlitalia, la ristrutturiamo o la vendiamo?". La Cgil disse senza esitare: "Vendetela". Fu a quel punto che prevalse la scelta di liberarsene». Il resto è noto: Prodi e Padoa-Schioppa si consegnarono nelle mani dellAir France, ma fu ancora la Cgil a pronunciare il no definitivo che fece fuggire i francesi. Una schizofrenia che di fatto ha poi rilanciato la cordata tricolore auspicata da Silvio Berlusconi. Nonostante quel precedente, Epifani ha nuovamente deciso di andare allo scontro duro. Almeno a parole. Chiede un confronto a tutto campo, vuole modifiche sostanziali al piano industriale e in questo trova per ora una certa sponda nellAnpac e nellUp, i due sindacati dei piloti. Ma soprattutto lha buttata in politica mettendosi a disquisire sulla composizione e la qualità etica della cordata privata: «Li conosco, e tra di loro cè chi lo fa visibilmente per altri fini, concessioni pubbliche, conflitti dinteresse». Un azzardo in apparenza senza sbocchi, ma spiegabile con altre logiche, che con lAlitalia hanno poco a che fare. La prima è tutta di potere interno: la Filt, la federazione dei trasporti, è lunica branca della Cgil a registrare da anni un costante aumento di iscritti:136 mila nel 2004, 140 mila nel 2005, 144 mila nel 2006, 147 mila nel 2007. Considerando che per oltre metà i tesserati Cgil sono pensionati, e che gli iscritti degli altri comparti industriali (dai metalmeccanici Fiom ai chimici della Filcem) sono tutti in calo o in crisi, per Epifani è diventato strategico presidiare il settore a ogni costo, anche in vista dellimminente battaglia per la segreteria confederale. Il secondo motivo è squisitamente politico. Con Prodi a Palazzo Chigi, e per un certo periodo anche con Luca di Montezemolo alla Confindustria, la Cgil aveva recuperato uno status di prima grandezza. Sotto il governo di centrosinistra le due leggi finanziarie firmate Padoa-Schioppa e il protocollo sul Welfare targato Cesare Damiano hanno tutti avuto il consenso preventivo di Epifani. Il quale ha ricambiato dichiarandosi grande elettore di Walter Veltroni nel Pd. Cambiato lo scenario, il leader della Cgil si trova stretto tra un governo di centrodestra che dialoga con Cisl e Uil e la Confindustria di Emma Marcegaglia che attende le confederazioni alla trattativa sulla riforma dei contratti. Tradotto dal sindacalese, significa cambiare le regole introducendo vari livelli di contratto e negoziando con chi rappresenta più iscritti attivi. E questo spiega il siluro lanciato da Epifani proprio contro Marcegaglia, entrata anche lei nella cordata Alitalia: «Colpisce la disinvoltura della Confindustria rispetto ai conflitti dinteressi e alle leggi ad hoc». Un boomerang tornato sulla testa di Epifani con la replica secca di Marcegaglia: «Partecipo a titolo simbolico a nome di tutta lindustria italiana, era un dovere in una sfida che per lAlitalia è lultima opportunità». Ma ormai Epifani sembra essersi attestato sulla barricata dei duri del Pd e degli editoriali di Eugenio Scalfari sulla Repubblica. Si prenderà il capo della Cgil la responsabilità del no finale mandando a casa, come dice Angeletti, «non 4 o 5 mila, ma 20 mila persone»? E, fuori dalle logiche da palazzo politico, quanto può reggere la trincea sindacale intorno ai ruderi della vecchia compagnia? La giungla di sigle che per anni ha reso ingovernabile lazienda potrebbe stavolta diventare il fattore decisivo della debolezza dei sindacati: i segnali di fermezza si alternano alla disponibilità a trattare fino allultimo minuto, e ognuno difende il proprio interesse. Al tavolo ci sono la Filt-Cgil, che rappresenta 2.522 dipendenti, in massima parte personale di terra e assistenti di volo. Stesso identikit delle tessere per Uil Trasporti (2.063, più presente nel personale di volo) e per Cisl-Fit (2.057). La gran parte dei piloti è rappresentata dallAnpac (1.022) e dallUp (350), hostess e steward da Anpav (545) e Avia (760), che in passato hanno strizzato locchio ad An. Così come di simpatie moderate è lUgl (1.050 tessere), mentre Sdl (1.700) e Cub (250, rimasto fuori dal tavolo) si dichiarano vicini alla base e rappresentano il personale di terra. Nove sindacati più uno, con circa 12.350 iscritti sui 18.500 dipendenti Alitalia, ma che devono rappresentare anche gli oltre 3 mila dellAirOne, meno esposti ai tagli e con contratti meno dorati. Jean-Cyril Spinetta, capo dellAir France, di fronte alla babele sindacale fuggì a gambe levate verso Parigi; la strategia di Letta è invece basata su un mix di promesse e ultimatum. Tra le prime, limpegno a ridurre a 4.500 gli esuberi, oltre 2 mila meno che nel piano francese, che abbandonava tutti i 4.200 dipendenti diretti dei servizi di terra. La cordata italiana, infatti, manterrà parte delle attività e della vecchia Az Service: il perimetro della nuova azienda prevede la manutenzione leggera degli apparecchi, lassistenza a passeggeri e bagagli (handling) e le aree più innovative di software e programmi di gestione, oltre alla struttura del management centrale. Resterebbero fuori 2.500 addetti ai servizi di terra, 500 piloti, 1.500 assistenti di volo. Per i primi Augusto Fantozzi, commissario della «bad company» con piena fiducia di Letta, deve ricollocarne il più possibile in aziende private o nella Fintecna, la finanziaria scatolone del Tesoro, magari utilizzando Italia Lavoro, agenzia del ministero del Welfare. Almeno il 10 per cento dei piloti potrà trasferirsi allEnac, lente dellaviazione civile, dove verranno accolti con la qualifica e lo stipendio di funzionari esperti. Per gli altri è pronta una cassa integrazione extralarge: 4 anni, più 3 di mobilità e procedure speciali che consentirebbero di mantenere molte indennità. Con il decreto legge sul commissariamento il governo ha stanziato 180 milioni di euro da qui al 2014. Ai quali si aggiungono i 383 già accantonati profeticamente nel 2004 per «cassa integrazione e mobilità» del personale di compagnie aeree, più tutto ciò che Fantozzi riuscirà a racimolare, dal poco che resta del prestito di 300 milioni erogato dal governo Prodi alla cessione di asset, immobili e vecchi aerei, fino a parte dei 400 milioni versati dalla cordata per rilevare lazienda. Se Letta e Sacconi riusciranno a isolare la Cgil dalla Cisl e dalla Uil, e a trattare con i piloti, per i sindacati diverrà difficile dire no. Anche perché sarebbe un no in difesa di privilegi non propriamente popolari. Finora un pilota Alitalia ha volato mediamente 566 ore lanno, una e mezzo al giorno (pur con un tetto previsto di 900), contro le 720 dellIberia e le 700 della Lufthansa e dellAirOne. Un trattamento che ha portato il costo medio annuo di un comandante Alitalia a 200 mila euro, contro i 145 di un collega dellAir One. E che, tenuto conto delle ore volate, ha fatto sì che il costo orario fosse del 69 per cento superiore rispetto allAirOne per un pilota, del 60 per cento per hostess e steward. Non per nulla Colaninno e soci vogliono anche un contratto allineato a quello dellAirOne. Epifani avrà la forza di pronunciare questultimo no, spiegandone le ragioni allopinione pubblica e agli altri lavoratori che la Cgil rappresenta? 7 settembre 2008 - Comunicato Stampa CUB Vicenza Vicenza. Solidarietà ai militanti NO Dal MolinI militanti del presidio stavano in viale ferrarin per costruire una piccola torretta di osservazione, autorizzata. La reazione della polizia è stata selvaggia. 5 militanti del presidio in pronto soccorso. La carica non ha nessuna giustificazione, sappiamo che gli ordini sono arrivati dal Ministero. Vogliamo esprimere senza riserve la solidarieà ai militanti colpiti e riteniamo una provocazione eventuali provvedimeni a loro carico: quello che è successo porta una unica responsabilità: Il governo e la polizia. La lotta contro le basi militari andrà avanti. Vogliamo dire con chiarezza che di illegale a Vicenza c'è solo la costruzione della base militare Dal Molin. per la CUB Vicenza - Raniero Germano 7 settembre 2008 - Il Giornale di Vicenza LE REAZIONI. Il sindaco: necessario
pacificare la città. Albera chiede la tregua, Bottene accusa Vicenza - Numerose le reazioni agli scontri registrati ieri
in via Ferrarin, che oscillano tra la condanna assoluta (cè chi parla di giornata
cilena e chi di frattura della convivenza) e la presa di distanza. 7 settembre 2008 - Il Giorno Dopo lo strip continua la lotta
delle centraliniste Legnano - VENERDÌ è stata fatta una cosa forte. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ci siamo sentite un po' tra di noi, confrontandoci sul "costo emotivo" della giornata». Sabato pomeriggio: Ornella Cameran è al lavoro, in reparto. L'infermiera e sindacalista delle Rappresentanze di base (Rdb) dell'Azienda ospedaliera di Legnano era presente venerdì al Teatro della Cooperativa a Milano. A luci spente, e a rientro nei ranghi, parliamo del post-strip. Comè andata? «Venerdì ciascuna di noi ha gestito in proprio le sue emozioni. Le ex lavoratrici non sono abituate al palcoscenico, all'attenzione dei media. Per loro tutto questo ha avuto un impatto psicologico molto alto. È costato grande fatica. Oggi (ieri per chi legge, ndr), abbiamo elaborato insieme la giornata». Avete avuto qualche contatto particolare? «Ci hanno chiamato tante donne, che hanno espresso solidarietà e ammirazione. Hanno detto: "Io non avrei mai avuto il coraggio di fare quello che avete fatto". Qualcuna precaria per tanti anni, poi ha ottenuto l'agognata stabilizzazione. Ma anche un uomo, dalla Cri di Bologna, che condivideva il dramma del precariato ma ci ha esortato: "Non spogliatevi. Trovate altri modi per protestare". È stata però una voce isolata». Proposte di lavoro? «Nulla. Per ora ancora niente. Su Youtube dovrebbe comparire a ore il nuovo video della strip-conferenza. Il numero da chiamare per offerte di impieghi è 336.4534300. Ma tutto questo clamore, finalizzato a trovare quanto prima un lavoro in linea con il precedente, non sembra sortire grandi effetti. Non c'è eco dall'altra parte. LAmministrazione ospedaliera, a parte prospettare alle ex operatrici di call center un futuro di donne delle pulizie, non raccoglie, non risponde, non ci contatta. Se non per mostrarci la stampa che fa il suo gioco, attaccando le donne disoccupate! I video, lo strip-conferenza e tutto quanto sono stati fatti per avere risposte concrete e percorribili. Ci scontriamo invece con un silenzio pieno di significati». NON SCELGONO la strada del silenzio Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi al Consiglio regionale della Lombardia: «La direttrice dellospedale Carla Dotti invita le ex lavoratrici a fare le brave e a non fare "chiassate". Invece fanno bene le persone ingiustamente licenziate a fare le "chiassate"»; e Luca Guerra, capogruppo provinciale dei Comunisti italiani: «Abbiamo incontrato la dirigenza ospedaliera per chiedere impegni concreti. Riteniamo che le risposte giunte dai responsabili della struttura sanitaria siano fumose e poco convincenti». 7 settembre 2008 - Spoleto online 'Quale futuro per Baiano?', Rdb-Cub
all'attacco Spoleto - E' ben nota l'opposizione della RdB-CUB alla
guerra "senza se senza ma" e la continuità della lotta per la pace con quella
contro le Finanziarie di guerra approvate in questi ultimi anni dai vari governi che hanno
visto un aumento delle spese militari a scapito di quelle sociali. 7 settembre 2008 - L'Unione Sarda Carrefour Quartu S.E. - Hanno incrociato le braccia e invitato gli acquirenti a fare lo sciopero della spesa. Nuova protesta delle cassiere part-time del Carrefour iscritte al sindacato Flaica Cub: ieri mattina hanno presidiato l'ingresso dell'ipermercato. Una battaglia che riguarda l'avvio della mobilità per 28 dipendenti. In loro difesa si mobilitano i consiglieri comunali del Pd Federica Angius e dello Sdi Guido Sarritzu che nella prossima seduta porteranno l'argomento nell'assemblea civica di via Porcu. (g. mdn.) 6 settembre 2008 - Il Manifesto CALL CENTER · Licenziate, si
spogliano MILANO - Il «Nessun dorma» di Giacomo Puccini in sottofondo, un telo bianco a nasconderle dagli sguardi indiscreti della platea (tutti giornalisti e fotografi, molti precari pure loro), un faretto acceso dietro a illuminarle e a stagliarne le ombre sul tessuto. Via la gonna, via la camicetta. Via pure slip e reggiseni, lanciati «al di qua» del separé a dimostrazione dell'integrità dello strip. Insomma, lo avevano promesso, annunciandolo pure con un video su YouTube , e l'hanno fatto. Certo, dei loro corpi nudi si è vista solo l'ombra («Perché era una provocazione pulita che non doveva intaccare la nostra dignità», ha precisato Ornella Cameran, delegata RdB dell'azienda ospedaliera, sul palco con le ex colleghe), ma le 11 ex-lavoratrici precarie del call center dell'ospedale di Legnano, in provincia di Milano, la loro strip conference l'hanno tenuta eccome. Erano solo in nove, «perché due hanno avuto problemi all'ultimo momento», ma il loro scopo l'hanno comunque raggiunto. In primis, denunciare la «piaga della precarietà». Per questo hanno lanciato un appello per chiedere ai loro colleghi di andare a Roma, il 19 settembre, alla manifestazione nazionale dei precari del pubblico impiego contro le misure adottate dal ministro Brunetta. E sempre per questa ragione, dopo lo strip «velato», si sono presentate sul palco coperte solo da sgargianti vestaglie-kimono dietro uno striscione che invitava alla mobilitazione, e un'enorme scritta: «A.A.A. Vendesi precarie». «Ci siamo messe a nudo perché siamo nude di diritti», hanno spiegato un po' imbarazzate davanti ai giornalisti («Sapete, non siamo abituate a parlare con la stampa). La loro storia, dopo il primo video su internet, è nota. Sei anni di lavoro precario al call center dell'ospedale, di contratto in contratto (tre, sei mesi, massimo un anno), poi tra il 27 e il 28 agosto, a pochi giorni dalla scadenza del loro contratto (il 31 agosto), e nonostante la promessa qualche mese prima di un (l'ennesimo) rinnovo, l'annuncio dell'azienda: licenziate (meglio, «arrivate a termine del contratto», come precisato dall'azienda). Tutte a casa. Trovatesi «in mutande», l'idea del video: un po' per denunciare l'arroganza dell'azienda, un po', tra il serio e il faceto, per cercare veramente un nuovo lavoro, «magari a tempo indeterminato stavolta». In questi giorni hanno ricevuto migliaia di lettere di solidarietà da tutta Italia, ma di proposte di lavoro ben poche, o meglio nessuna. «A dire il vero l'azienda si è rifatta viva giovedì proponendoci di entrare in una cooperativa che si occupa delle pulizie all'interno della struttura. La prenderemo in considerazione, abbiamo bisogno di lavorare, molte di noi hanno una famiglia alle spalle, qualcuna genitori anziani, o figli. L'incontro è stato molto teso, una dirigente, che ha anche definito 'chiassate' le nostre manifestazioni di protesta, ci ha detto che lo sapevamo che il nostro contratto era in scadenza e che ci saremmo dovute muovere prima per trovarci un nuovo lavoro, non vorremmo fosse stato solo un tentativo per impedirci di andare a fondo con la nostra protesta». Al loro posto, in questi giorni, sono stati messi dei dirigenti, poi sembra che il servizio sarà «esternalizzato» a Paternò, in provincia di Catania (sarà un caso, ma è il paese d'origine della famiglia La Russa). Martedì prossimo le «Full Monty» italiane incontreranno anche l'assessore provinciale al lavoro Bruno Casati per trovare una soluzione al problema. Quel che è certo, lo dicono in coro, determinatissime, «è che non finisce qui». FS/I DELEGATI IN ASSEMBLEA Roma - Un'affollata assemblea promossa dalla storica rivista dei macchinisti «Ancora in marcia» ha portato ieri a Roma centinaia di ferrovieri e delegati sindacali. Il mese scorso, Dante De Angelis, macchinista e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls), è stato licenziato dalle Ferrovie per avere denunciato i due Eurostar spezzatisi nella stazione centrale di Milano a luglio. «Un fatto senza precedenti, nella misura in cui trova 'giustificazione' proprio in quelli che sono diritti e doveri di un Rls», ha ricordato l'avvocato di De Angelis. Ma che, eccezione fatta per qualche dichiarazione ad uso e consumo della stampa, non avuto seguito alcuno nell'iniziativa sindacale. Come nulla fosse, i sindacati confederali hanno aperto il 2 settembre scorso la trattativa con le Ferrovie. Una trattativa, tra l'altro, che tocca questioni dirimenti per la sicurezza: dall'introduzione del macchinista unico, al «progetto operation» (che comporterà la riduzione del numero di capistazione sulle linee ferroviarie), fino alla ristrutturazione del comparto manutenzione, con conseguenti esternalizzazioni e riduzione di personale. I ferrovieri di base e i macchinisti hanno dunque invitato ieri tutti i sindacati ( e la richiesta verrà formalizzata in una lettera indirizzata a Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Orsa e Fast - la Cub, con il suo coordinatore Pierpaolo Leonardi, ieri era presente e ha sostenuto le ragioni dei ferrovieri sindacati a cui tra l'altro molti dei presenti ieri sono iscritti) a sospendere la trattativa e dichiarare lo sciopero: «Sui licenziamenti non si può transigere, senza una risposta la categoria si organizzerà da sè». Sulla portata del tutto «eccezionale» dell'evento d'altro canto nessuno dei presenti ieri ha sollevato dubbi. Luigi Zanda (Pd) ha annunciato un'interrogazione parlamentare: «In nessuna democrazia può esistere un'azienda pubblica che decida di licenziare dei lavoratori impedendogli di esporre rischi e prospettare pericoli». «Servirebbe un encomio e invece in Italia ci si ritrova disoccupati», dice Fabio Evangelisti (Idv). Secondo Giorgio Cremaschi (Rete 28 Aprile) «non è un caso che il tutto sia accaduto poco prima dell'avvio del confronto sul macchinista unico».(s.f.) LODO ALFANO · Sit-in l'11 ottobre. Lo stesso giorno scelto da FerreroTonino torna in piazza e guasta la festa al Prc ROMA - Di Pietro non molla. Ai colpi di cannone contro il Pd in tema di giustizia, ha sommato una manifestazione «anti lodo Alfano» da tenersi l'11 ottobre. Ovvero, due settimane prima di quella che il Pd sta organizzando per il 25 dello stesso mese. L'ha annunciato ieri dalle pagine del Riformista : «Ebbene sì - ha spiegato - L'11 ottobre ci sarà il grande evento di apertura della nostra campagna referendaria "Salva premier 2008". E' il primo giorno utile per la raccolta delle firme. L'iniziativa ha già un nome: sarà "la prima giornata della legalità"». Inutile dire che sì, molto probabilmente in piazza si finirà per parlare pure di Nicola Latorre e della richiesta arrivata dalla procura di Milano, che vuole usare le sue conversazioni all'epoca della scalata Unipol a Bnl per indagarlo. Il leader dell'Italia dei valori ha già chiarito come si comporterà il suo partito: «Prima dell'inizio della legislatura ho inviato ai nostri candidati un vademecum che tutti hanno sottoscritto. Nelle clausole c'era scritto che in questi casi l'Italia dei valori da sempre il via alle richieste di autorizzazioni a procedere. L'unica differenza è quando trattiamo di reati d'opinione, per cui valutiamo caso per caso». Il Partito democratico ha evitato ogni commento. Walter Veltroni sta mettendo tutte le sue forze nella manifestazione che si svolgerà alla fine di quel mese e, almeno sui numeri, non teme concorrenza. Il problema semmai sarà su chi dei suoi si farà vedere in piazza con Di Pietro. Arturo Parisi, già nelle prime file di piazza Navona, proprio ieri ha annunciato che sosterrà il referendum anti Lodo Alfano: «Lo firmerò e credo che sia doveroso da parte del Pd». E a chi gli ha ricordato le polemiche che seguirono la sua partecipazione al sit in dipietresco, l'ex ministro della Difesa ha replicato seccato: «Se io ero a piazza Navona, 4 mesi prima tutto il Pd si è alleato con Di Pietro, come se il Di Pietro di allora non fosse il Di Pietro di sempre». Certo alla piazza dell'ex pm di Manipulite parteciperà la nascitura lista civica lanciata da Paolo Flores D'Arcais e Marco Travaglio, di giorno in giorno più lontana dal partito rossoverde. Più complicato sarà l'impatto che quel sit in avrà sulla già inguaiata sinistra. Già, perché da almeno un mese l'ingarbugliato universo a manca del Pd sta pensando a come affrontare l'autunno e i suoi calori. Marco Ferrando e il Partito comunista dei lavoratori hanno proposto una manifestazione unitaria della sinistra e la nuova direzione del Prc insieme ai Comunisti italiani avevano individuato proprio l'11 ottobre - sufficientemente lontano dal corteo del Pd e una settimana prima della manifestazione lanciata da Cobas ed Rdb - come la data giusta per mettere in pratica l'idea. Proprio lunedì prossimo doveva essere indetta la conferenza stampa che avrebbe dato il via alla mobilitazione «contro il governo». E invece, giusto ieri, Di Pietro ha piazzato il suo calcio di rigore. «Stiamo ancora valutando il da farsi», spiega Giovanni Russo Spena, che però ammette che quella di Di Pietro, almeno sul lodo Alfano, non sarà una piazza «nemica»: «Credo che per noi sarà impossibile cambiare la data, la nostra sarà una manifestazione ben diversa da quella dell'Italia dei valori. Avremo una piattaforma ampia, sul carovita, la scuola, Alitalia». Il tema del lodo Alfano potrebbe finire per far dialogare le due piazze, almeno sulla battaglia referendaria:«Ne discuteremo al comitato politico convocato per la prossima settimana, il 12 e 13 settembre. Personalmente sono favorevole alla distinzione delle funzioni tra giudici e pm e credo che l'indulto vada difeso. Con Di Pietro però condivido la battaglia sul lodo Alfano. Bisogna raccogliere le firme e far votare il referendum per l'abolizione». C'è poi una parte che avrebbe voluto cambiare data anche senza l'incognita Di Pietro: Sinistra critica ed Rdb da giorni premono per ridiscutere l'appuntamento dell'11, considerato troppo vicino allo sciopero indetto da Cobas, Rdb appunto, e SdL e hanno convocato un'assemblea per discutere sul da farsi per il prossimo martedì a Roma. Qualunque sarà la linea scelta dalla maggioranza del Prc, la data dell'11 ottobre guasta il sonno di Nichi Vendola e della sua corrente politica. Gli ex bertinottiani stavano valutando di partecipare sia al corteo indetto dal partito, sia a quello del 25 ottobre purché quest'ultimo fosse caratterizzato come una manifestazione ampia e non del solo Partito democratico. Walter Veltroni non ha fatto granché per farli sentire di casa. Ma è pur vero che la partecipazione al sit in di piazza Navona lo scorso 8 luglio è stata tra i tanti temi al centro dello scontro congressuale. Se le due piazze dell'11 si terranno per mano, concentrarsi su altri appuntamenti sarà più semplice.(Sa.M.) 6 settembre 2008 - TV web C6 Lo strip delle precarie di LegnanoMilano - Ecco le immagini della provocazione messa in atto dalle (ex) dipendenti del call center dell'ASL di Legnano, lasciate a casa dopo 6 anni di contratti provvisori. 6 settembre 2008 - Il Giorno Ci volevate nude? Eccoci MILANO «CI LASCIANO in mutande? Bene, ci toglieremo anche quelle». Detto fatto. Come fosse "Full monty". Rivivere il dramma del precariato ricalcando lo stile di Peter Cattaneo, il regista di «Squattrinati organizzati». La differenza? Non si tratta di un film. Le protagoniste delloriginale streap-tease, che ieri ha tenuto lintera platea del teatro della Cooperativa col fiato sospeso, sono le ex centraliniste dellospedale civico di Legnano. Una provocazione simbolica, per accendere i riflettori sul limbo delle collaborazioni e dei contratti a termine. Eccole sul palco, dopo gli annunci su YouTube, finalmente in carne e ossa. Connie, Antonella, Daniela, Milena, Paola, Anna, Cristiana, Laura e Ornella, rappresentante sindacale. Il viso contratto e le movenze nervose tradiscono un certo imbarazzo. Fantasia e umorismo, però, non mancano. «Ci dovete scusare - sorridono - non siamo del mestiere. Fino a ieri facevamo le centraliniste». LUCI SOFFUSE, un telo bianco per nascondere ma lasciare intravedere e in sottofondo "Nessun dorma" di Puccini. «Una beffa - avrà pensato qualcuno -, il pubblico è già fin troppo vispo». E poi a passo di danza hanno dato il via allo streap-tease. Un indumento dietro laltro, fino alla lingerie lanciata oltre il separé per convincere i più diffidenti dellintegrità dello spogliarello. Certo chi si aspettava un nudo integrale sarà rimasto un po deluso, cosa indossassero dietro il lenzuolo non è dato sapere. Le luci si alzano. Ecco ricomparire le nove protagoniste delloriginale performance. Indosso, questa volta, un kimono stile geisha. Un lungo striscione recita: «A.a. vendesi precarie, 19 settembre sciopero dei precari». Una performance velata ma deffetto. Una provocazione pulita, una richiesta di aiuto, la speranza di tornare presto al lavoro. La voglia di ricominciare da capo, di dimenticare la condizione precaria. Quella infinita condanna che non ti permette di fare progetti, costruire, vivere serenamente. Dallaltra parte, poi, cè la famiglia. E ancora il mutuo da pagare, la rata della macchina, le spese di tutti i giorni. La vita quotidiana a cui è difficile sottrarsi. «NON DORMIAMO PIÙ - racconta Antonella, 44 anni -, non abbiamo più appetito. Troppi pensieri, troppe preoccupazioni. E pensare che molte delle mie colleghe non hanno un altro stipendio su cui contare. Non abbiamo mai pensato di mettere in vendita il nostro corpo, piuttosto di scatenare una reazione, una riflessione». E se, almeno per il momento, le proposte di lavoro scarseggiano, di messaggi di solidarietà invece ne sono arrivati a centinaia. «Forza donne, che quando vogliamo qualcosa riusciamo sempre a ottenerla». Come non essere daccordo. E solo linizio Il 19 a
Roma tutti in piazza MILANO «E questo è solo l'inizio». Riccardo Germani, sindacalista delle Rappresentanze di base (Rdb) dell'Azienda ospedaliera di Legnano, ha introdotto così la strip conferenza delle centraliniste disoccupate. Solo l'inizio: perché, se le luci si sono spente ieri al Teatro della Cooperativa, con l'avvio di settimana l'agenda del dissenso si fa fitta. Lunedì nuovo presidio all'ospedale legnanese. Martedì incontro con l'assessore provinciale al Lavoro, Bruno Casati, e una delegazione della Commissione lavoro della Provincia, presieduta da Vittorio Arrigoni. Sempre martedì un presidio in Regione. Il 19 settembre la manifestazione a Roma di tutti i precari. L'Azienda ospedaliera ha prospettato alle ex operatrici (undici) impieghi all'interno della stessa, ma in ambito differente: potrebbero ricollocarsi nella ditta di pulizie, che offrirebbe anche ruoli amministrativi. Inoltre un call center di una ditta farmaceutica di Segrate metterebbe a disposizione un posto di lavoro. Dal telefono ai detergenti, l'ipotesi fa inorridire Franco Cattaneo, sindacalista Rdb: «Le proposte? Un palliativo. E un controsenso. Prima l'Azienda loda l'alta professionalità di queste signore. Poi offre loro di lavare pavimenti. Ma non erano altamente professionali? Conosciamo bene certe tattiche psicologiche». Carlo Monguzzi scrolla la testa. Il consigliere regionale dei Verdi ha presentato un'interrogazione in materia. «Ma dove sono le istituzioni? commentava . Queste donne straordinarie hanno dato una lezione a tutti». 6 settembre 2008 - La Repubblica La provocazione Milano - "A.A.A. Vendesi Precarie". Vestite solo di uno striscione che riportava queste parole, nove delle undici ex centraliniste dell´ospedale di Legnano hanno inscenato uno strip-tease "velato" per protestare contro il loro licenziamento. «Vogliamo un lavoro - hanno detto dal palco del Teatro della Cooperativa di via Hermada, zona Niguarda - per questo ci spogliamo e ci mettiamo simbolicamente in vendita». Dopo la protesta, lanciata su youtube, sono già arrivate un paio di offerte di lavoro. 6 settembre 2008 - Il Piccolo PRECARIE A MILANO MILANO - Uno spogliarello casto, velato da un lenzuolo bianco retroilluminato sulle note di «Nessun dorma» di Puccini, cantato da Pavarotti. È stata la clamorosa protesta messa in scena, sul palco del Teatro della Cooperativa di Milano, da nove delle undici centraliniste licenziate dallospedale di Legnano dopo sei anni di lavoro interinale. «È una provocazione», precisano quando, indossato un kimono, le donne (tra i 26 e i 50 anni, molte mamme) spiegano cosa le abbia portate a mettersi allasta su Youtube per un lavoro, poi a questa «strip-conferenza» e quindi a promuovere lo sciopero dei precari del pubblico impiego, indetto per il 19 settembre. Milena, Paola (unica laureata in Scienze Politiche, le colleghe sono diplomate), Cristina, Laura, Anna, Connie, Antonella, Daniela e Cristiana hanno denunciato così «la situazione generalizzata del precariato». 6 settembre 2008 - Il Secolo XIX Lo strip delle precarie scaricate
dall'ospedale Milano - Nude, sia pure con una iconografia casta - uno
strip-tease "vestito", con lenzuolone bianco su cui si vedevano le ombre
prodotte da una retroilluminazione con sottofondo del "Nessun Dorma" di Puccini
cantato da Pavarotti, per chiedere un posto di lavoro e se possibile a tempo
indeterminato. È questa la protesta sullo stile del film "Full-Monty", messa in
atto delle centraliniste "licenziate" dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo sei
anni di occupazione interinale. 6 settembre 2008 - La Sicilia Strip-tease di licenziate «Vittime
senza diritti» Milano - Nude, sia pure con una
iconografia casta - uno strip-tease "vestito", con lenzuolone bianco su cui si
vedevano le ombre prodotte da una retroilluminazione con sottofondo del "Nessun
Dorma" di Puccini cantato da Pavarotti, per chiedere un posto di lavoro e se
possibile a tempo indeterminato. È questa la clamorosa protesta sullo stile del film
"Full-Monty", definita una «provocazione», delle centraliniste
"licenziate" dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo sei anni di occupazione
interinale. 6 settembre 2008 - La Provincia di Varese, Sondrio, Como protesta a milano Milano - Tutti ricorderanno la scena finale di Full
Monty, celebre commedia britannica, in cui sei operai disoccupati di Sheffield
improvvisano uno spogliarello integrale davanti ad un esultante pubblico femminile. Ieri
mattina, nella realtà, nove precarie, ex centraliniste dell'azienda ospedaliera di
Legnano, hanno inscenato uno striptease sul palco del teatro della Cooperativa di Milano
per fare valere i propri diritti negati di lavoratrici. 6 settembre 2008 - Il Giornale «Full Monty» delle centraliniste
licenziate Milano - Chi si aspettava una sorta di Full Monty al
femminile è sicuramente rimasto deluso. Anche perché le protagoniste, su Youtube,
avevano annunciato un vero strip di protesta, che sarebbe andato in scena al teatro della
Cooperativa. Nella realtà, nessuna di loro si è presentata sul palcoscenico come mamma
l'aveva fatta; si è trattato invece più semplicemente di uno spettacolino da ombre
cinesi, in cui dietro un telo bianco in controluce, era possibile intravvedere le sagome
che si muovevano impacciate tentando pose sexy, delle undici ex centraliniste
dell'ospedale di Legnano, rimaste senza lavoro perché licenziate a contratto scaduto. Una
provocazione, soprattutto un'operazione mediatica per tenere accesi i riflettori sulla
loro improvvisa precarietà, sopraggiunta dopo anni di lavoro presso il centralino per le
prenotazioni del nosocomio «Civile» di Legnano. «Queste ragazze hanno lavorato per sei
anni come precarie ha spiegato Ornella Cameran, collega delle licenziate e
rappresentante Rdb-Cub di Legnano -. Ora il contratto non può essere rinnovato e il
servizio di centralino è stato smantellato per passare ad un call center siciliano».
«Ci siamo messe all'asta per provocazione sul web, ma naturalmente nessuna di noi ha
intenzione di mettere in vendita il proprio corpo. Lofferta più gradita è quella
di un nuovo posto di lavoro». 6 settembre 2008 - Libertà Precari nel mirino MILANO - Nude, sia pure con una iconografia
casta - uno strip-tease "vestito", con lenzuolone bianco su cui si vedevano le
ombre prodotte da una retroilluminazione con sottofondo del "Nessun Dorma" di
Puccini cantato da Pavarotti, per chiedere un posto di lavoro e se possibile a tempo
indeterminato. È questa la clamorosa protesta sullo stile del film 'Full-Monty', definita
una «provocazione», delle centraliniste "licenziate" dall'ospedale di Legnano
(Milano) dopo sei anni di occupazione interinale. 6 settembre 2008 - Gazzetta del Sud Nella Pubblica amministrazione ci
sarà anche un giro di vite sui permessi per assistere i disabili ROMA - Scatta la fase due della riforma della Pubblica
amministrazione. Dopo il bastone contro i fannulloni che, comunque, non si ripone
perché i controlli proseguiranno è il momento della carota, con premi non più a
pioggia ma solo ai più bravi e che saranno corrisposti con la contrattazione integrativa.
Lo ha detto in una conferenza stampa il ministro per la Pubblica
amministrazione, Renato Brunetta, annunciando anche una stretta sui permessi per assistere
i disabili. La normativa, infatti, ha osservato, «nel tempo si è prestata ad abusi
infiniti». Il ministro, che ieri ha messo online i primi cento casi di storie di successo
delle amministrazioni, ha prospettato un autunno intenso: entro la prima decade di ottobre
ci saranno i nuovi dati sull'assenteismo riferiti a settembre («ne vedremo delle belle»)
e proseguirà la lotta contro gli sprechi: la prossima settimana saranno sempre online i
dati sulle consulenze 2007. C'è poi la partita contrattuale. L'auspicio è che il
contratto si chiuda entro l'anno così che gli aumenti siano in busta paga dal 2009
inaugurando anche il nuovo meccanismo dei premi. E alle insistenze dei giornalisti sulla
possibilità di incrementare i 2,8 miliardi previsti per il rinnovo come chiedono i
sindacati, si è limitato a rispondere che «al momento è così: è quanto stabilito dal
Dpef, dal decreto 112 e dalla bozza di finanziaria che abbiamo cominciato a discutere».
«La prossima settimana ha detto il ministro avremo il regolamento di un
concorso per chiedere a tutti gli uffici che hanno un progetto di miglioramento, riduzione
costi, soddisfazione del cliente e aumento della produttività di farcelo conoscere.
Saranno valutati ed eventualmente finanziati». Sul sito anche l'apertura di uno sportello
di ascolto dei cittadini e lavoratori. «Apriamo, dunque, una corrispondenza e chi ha in
corso un progetto di miglioramento si mostri, ce lo faccia sapere», ha spronato Brunetta.
Dunque, niente più premi per il solo fatto «di essere presenti: è il minimo!», ha
affermato il ministro spiegando che l'obiettivo non era solo la campagna di moralizzazione
del lassismo, pur necessaria, ma ora va premiata la gente che lavora «bene, con coscienza
e che fa gli interessi dei cittadini che sono i clienti finali». I premi saranno
individuali e d'ufficio. E basta con le furbizie nell'avvalersi della legge 104
sull'assistenza ai diversamente abili in sé «meritoria», ha detto il ministro che ha
emanato una circolare restrittiva. Obiettivo: migliorare i servizi per i diversamente
abili e colpire i furbi, cioè quelli che sfruttano la legge per farsi le vacanze. Tra le
restrizioni la limitazione del legame di parentela che consente l'assistenza. «A legge
data ha aggiunto ci saranno delle precisazioni restrittive, è una norma che
si è prestata a contenziosi». Brunetta ha riferito che lo stesso sindacato su questo
esprime una valutazione positiva perché per colpa di qualcuno si rischia di penalizzare
le effettive necessità. Le modiche saranno contenute nel collegato al decreto 112 sulla
manovra economica. 6 settembre 2008 - Tribuna Treviso/Trentino/Nuova Sardegna, Venezia/Mattino Padova/Corriere Alpi/Centro/Alto Adige/Tirreno/Provincia Pavese/Mattino Fanno lo strip-tease contro il
precariato MILANO - Nude, sia pure con una iconografia casta - uno
strip-tease "vestito", con lenzuolone bianco su cui si vedevano le ombre
prodotte da una retroilluminazione con sottofondo del "Nessun Dorma" di Puccini
cantato da Pavarotti, per chiedere un posto di lavoro e se possibile a tempo
indeterminato. E questa la clamorosa protesta in stile Full-Monty, definita una
«provocazione», delle centraliniste licenziate dallospedale di Legnano (Milano)
dopo sei anni di occupazione interinale. 6 settembre 2008 - Varese news Continua con gesti provocatori la
protesta contro la decisione del nosocomio di non rinnovare i contratti a undici donne Milano - Uno spogliarello per protesta. E' quello messo in scena oggi dalle centraliniste lasciate a casa recentemente dall'ospedale di Legnano, che non ha rinnovato i loro contratti dopo sei anni da precarie. L'improvvisato strip di nove delle undici donne coinvolte nella vicenda, pudicamente velato da un lenzuolo illuminato da dietro che comunque poco lasciava all'immaginazione, si è svolto oggi, venerdì 5 settembre, come evento d'apertura di un conferenza stampa tenuta a Milano presso il Teatro della Cooperativa (zona Niguarda). Un atto provocatorio e simbolico per ricordare il destino di chi, già "in mutande" di suo dopo anni di contrattini senza prospettive a poche centinaia di euro al mese, si vede levarsi pure quelle. A sostenere la lotta delle lavoratrici, in cerca di un posto a tempo indeterminato, è il sindacato RdB-Cub. Già lunedì sriprenderà il presidio davanti all'Ospedale di Legnano contro i licenziamenti. Mercoledì sarà la volta di un'assemblea generale di tutti i lavoratori. 6 settembre 2008 - Liberazione Licenziate dall'ospedale di Legnano.
Lo strip ieri in teatro Stile "Full monty" a Milano Milano - "Full monty" docet. Sono passati 11 anni dall'uscita del film di Peter Cattaneo sugli "squattrinati organizzati" di Sheffield, ma la storia evidentemente fa ancora proseliti. visto che di precarietà si continua a penare. Un gruppo di centraliniste precarie licenziate dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo sei anni di lavoro interinale ha pensato bene di imitare i disoccupati della pellicola britannica attuando uno striptease di protesta per chiedere lavoro, a tempo indeterminato. L'iniziativa si è svolta ieri al Teatro della Cooperativa in zona Niguarda a Milano. Una «provocazione», l'hanno definita le 9 spogliarelliste (solo due delle licenziate non hanno partecipato): Milena, Paola, Cristina, Laura, Anna, Connie, Antonella, Daniela e Cristiana, tutte diplomate, una laureata, età fra i 30 e i 50 anni, molte mamme. Lo strip è stato comunque "velato", nude dietro un lenzuolo bianco con retroilluminazione. Dopo lo spettacolino, in kimono sul palco le "strippers per caso" hanno spiegato che «al di là della nostra condizione soggettiva di disoccupate è la legge Brunetta antifannulloni che ha buttato sulla strada noi e tanti altri. Dal 20 giugno è stato esteso al pubblico impiego il divieto di prorogare il lavoro a chi ha svolto 3 anni di occupazione nell'arco di 5. Si elimina il precariato eliminando i precari». Il video dello spettacolo è stato diffuso su Youtube. E pare sia già servito a qualcosa. Ieri si è fatta viva un'azienda di Segrate con l'offerta di un posto di lavoro. Anche l'azienda ospedaliera di Legnano si è fatta viva, ma prima della protesta, per fermare lo strip. E la cosa non è piaciuta alle dirette interessate. «Ci hanno chiesto di fare le "brave"... Ci propongono di entrare in una cooperativa di pulizie nell'ospedale - spiega Ornella Cameran, delle Rdb/Cub - Valuteremo». Le centraliniste di Legnano parteciperanno alla manifestazione del 19 settembre a Roma in occasione dello sciopero nazionale dei precari.(a.mau.) 6 settembre 2008 - Il Tempo Centraliniste precarie licenziate inscenano strip-tease di protesta MILANO - Hanno attuato uno strip-tease, sia pur come si
dice in gergo velato - dietro un lenzuolo bianco con retroilluminazione - le centraliniste
precarie licenziate dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo sei anni di lavoro interinale
nell'ambito di diversi appalti del nosocomio ad agenzie specializzate. 6 settembre 2008 - Il Messaggero Veneto Protestano "nude" per
avere il posto fisso MILANO - Nude, sia pure con una iconografia casta - uno
strip-tease vestito, con lenzuolone bianco su cui si vedevano le ombre prodotte da una
retroilluminazione con sottofondo del "Nessun Dorma" di Puccini cantato da
Pavarotti, per chiedere un posto di lavoro e se possibile a tempo indeterminato. È questa
la clamorosa protesta sullo stile del film "Full-Monty", definita una
«provocazione», delle centraliniste 'licenziatè dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo
sei anni di occupazione interinale. 6 settembre 2008 - Corriere della Sera La protesta. «Full Monty» a Milano Lo strip delle centraliniste MILANO Alla fine lo hanno fatto davvero. Uno strip-tease «velato», uno spettacolo teatrale di ombre e profili, filtrato da un telo montato sul palco. Le (ormai ex) centraliniste del call-center dell'ospedale di Legnano hanno avuto la loro conferenza stampa con spogliarello per chiedere «un lavoro serio e non precario». Quattro minuti e mezzo di balletto, una scena alla «Full Monty», anche loro artiste causa disoccupazione. Dagli altoparlanti del Teatro della cooperativa di via Hermada, a Milano, l'aria del «Nessun dorma». Alla fine, tutte in vestaglia e con uno striscione: «A.A.A. Vendesi precarie». Così le telefoniste hanno «richiamato l'attenzione» sulla loro storia: madri e lavoratrici, «per niente fannullone» e però lasciate a casa dopo sei anni di contratti interinali, l'ultimo scaduto il 31 agosto e non più rinnovabile. «Nessun licenziamento, solo l'applicazione dei regolamenti», ha risposto nei giorni scorsi la direzione generale dell'ospedale. Che però, ieri, ha fatto una proposta alle centraliniste: un lavoro nell'azienda che fa le pulizie nei reparti. «Ci penseremo», hanno risposto. Dai camerini.(F.San.) La questione eccedenze ROMA Non è stata solo la manifestazione
all'aeroporto di Napoli dei 658 lavoratori dell'Atitech, finiti fuori dalla nuova
Alitalia, a gelare il clima del tavolo di trattativa ieri. E nemmeno il rifiuto
dell'amministratore Sabelli a fornire alla Uil il piano industriale che verrà consegnato
in sintesi lunedì. «Se dovessi dire come la vedo suggerisce una fonte che
preferisce non farsi nominare in queste ore abbiamo registrato solo passi
indietro». 6 settembre 2008 - EPolis Roma Emergenza casa. Manifestazione del Comitato. Catarci scrive a Mosca, la Azuni impegnerà il sindacoVia Pincherle in rivolta "L'11 tutti dal Prefetto" Roma - Dopo la chiusura da parte della proprietà per concedere una proroga alla vendita, gli inquilini di via Pincherle hanno deciso di proseguire la lotta. E l'11 settembre, alle 11, saranno in piazza Santi Apostoli per protestare davanti alla Prefettura. L'obiettivo, spiegano dall'Asia Rdb, è «incontrare il prefetto per chiedere un tavolo di garanzia sulla vendita, che veda coinvolti oltre agli inquilini stessi e al sindacato AS.I.A. RdB, la proprietà, l'amministrazione comunale e quella regionale». «Due gli obiettivi, un rinvio significativo della data del 15 settembre come termine ultimo per optare per lacquisto e lavvio di una trattativa per discutere dei prezzi di vendita degli appartamenti e delle tutele per coloro impossibilitati allacquisto». Presenti all'assemblea che si è tenuta giovedì sera sotto gli stabili di via Pincherle, anche il capogruppo del gruppo Misto in Campidoglio Gemma Azuni e il presidente del Municipio XI Andrea Catarci. Da parte della Azuni l'impegno a investire il sindaco Alemanno del problema. Spiega Catarci: «In questi giorni che ci separano dalla scadenza dei termini vanno moltiplicati gli sforzi per arrivare a un confronto di merito con la proprietà, per tutelare quelle fasce di popolazione anziana e con redditi medio-bassi che non potranno stipulare mutui ed acquistare. Per questo accolgo con soddisfazione le parole critiche dellassessore comunale Alfredo Antoniozzi nei confronti della proprietà e condivido la scelta del Comitato Inquilini di indire unulteriore manifestazione con l'obiettivo di chiedere un intervento del prefetto Mosca sulla Fata Assicurazioni. Proprio al prefetto, che avevo già informato della situazione e dei rischi, ho inviato una lettera chiedendo la disponibilità ad un incontro con gli inquilini di Via Pincherle, che stanno subendo una pessima dismissione delle case in cui molti di loro vivono da quasi cinquant'anni».(M.R.) 6 settembre 2008 - L'Unione Sarda carrefour Quartu S.Elena - S'inasprisce la vertenza tra i 28 cassieri
messi in mobilità dall'ipermercato Carrefour e l'azienda: ora è il momento dello
sciopero. Oggi i dipendenti iscritti alla Flaica Cub si asterranno dal lavoro in tutti i
reparti e per tutti i turni di lavoro del centro commerciale di Su Idanu. 5 settembre 2008 - Ansa STRIP CENTRALINISTE LICENZIATE, NO LEGGE ANTIFANNULLONINUDE E IN KIMONO PER CHIEDERE UN POSTO SPERANDO SIA FISSO di Claudio Scarinzi (ANSA) - MILANO, 5 SET - Nude, sia pure con una iconografia casta - uno strip-tease 'vestitò, con lenzuolone bianco su cui si vedevano le ombre prodotte da una retroilluminazione con sottofondo del 'Nessun Dormà di Puccini cantato da Pavarotti, per chiedere un posto di lavoro e se possibile a tempo indeterminato. È questa la clamorosa protesta sullo stile del film 'Full-Monty', definita una «provocazione», delle centraliniste 'licenziatè dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo sei anni di occupazione interinale. Al Teatro della Cooperativa, in zona Niguarda a Milano, erano presenti 9 delle 11 donne che hanno perso il lavoro e che sono assistite dal sindacato Rdb-Cub. Milena, Paola, Cristina, Laura, Anna, Connie, Antonella, Daniela e Cristiana - tutte diplomate alle superiori, una laureata in Scienze Politiche, età fra i 30 e i 50 anni, molte mamme - avevano il volto teso ma la volontà di denunciare «la situazione generalizzata del precariato». E a confermare la loro denuncia nella sala erano presenti molti giornalisti di testate e tv locali e nazionali, che hanno solidarizzato con le manifestanti, nel limbo delle collaborazioni e dei contratti a termine. Soprattutto le centraliniste, che prendevano servizio in un call-centre per informazioni e prenotazioni a cui fanno capo quattro strutture ospedaliere, hanno voluto sottolineare - vestite in kimono dopo la breve performance artistica - che «al di là della nostra condizione soggettiva di disoccupate è la legge Brunetta, nota in gergo come legge antifannulloni, che ha buttato sulla strada noi e tanti altri». «Dal 20 giugno - hanno proseguito - è stato esteso al pubblico impiego il divieto di prorogare il lavoro a chi ha svolto 3 anni di occupazione nell'arco di 5. In pratica si elimina il precariato eliminando i precari». Le lavoratrici hanno reso noto che saranno ricevute martedì prossimo dall'assessore al Lavoro della Provincia di Milano, Bruno Casati e che «l'amministrazione dell'ospedale ha consigliato loro di fare le 'bravè in cambio di un impiego in una impresa di pulizie». Anche questo comportamento è stato contestato sia dalla Rdb-Cub, che dal consigliere regionale dei Verdi, Carlo Monguzzi. Riccardo Germano, del sindacato, ha affermato che «già i contratti vengono rinnovati solo se si fa le 'bravè e ora si chiede di non far rumore in cambio di un lavoro sotto-qualificato e comunque precario». «È una vergogna quello che sta succedendo - ha detto Monguzzi che ha presentato un'interrogazione - la Regione Lombardia deve intervenire subito. È allucinante che il così detto 'meritò, se fai la brava, sopravanzi il diritto. Ma si deve intervenire anche a livello di legislazione generale». Sandro Sartorio, della Cub, ha spiegato che si sta valutando una vertenza legale per il risarcimento del danno. Sul palco è stato esposto lo striscione «A.A. Vendesi precarie» sullo stile di quello uscito su Youtube ed è stato pubblicizzato lo sciopero nazionale dei precari indetto dal sindacato di base per il 19 settembre. CENTRALINISTE LICENZIATE: STRIP-TEASE PER CHIEDERE LAVORO (ANSA) - MILANO, 5 SET - Hanno attuato uno strip-tease, sia pur come si dice in gergo 'velato' - dietro un lenzuolo bianco con retroilluminazione - le centraliniste precarie 'licenziate' dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo sei anni di lavoro interinale nell'ambito di diversi appalti del nosocomio ad agenzie specializzate. L'iniziativa, definita dalle donne (erano presenti in 9 fra le 11 che hanno perso l'occupazione) una '''provocazione'', si e' svolta questa mattina come prologo a una conferenza stampa al Teatro della Cooperativa in zona Niguarda a Milano. Le lavoratrici, assistite dal sindacato Rdb-Cub, chiedono un lavoro sperando che sia a tempo indeterminato. 5 settembre 2008 - Apcom Lavoro/ Milano, strip contro
licenziamenti e precariato.... -2- Milano, 5 set. (Apcom) - "Il senso di questa protesta è non passare inosservati e l'intento è chiedere un posto di lavoro non precario perché non è accettabile l'uso spregiudicato che si fa oggi in Italia del precariato" spiegano le lavoratrici passandosi il microfono l'una con l'altra e sottolinendo che "in questi giorni abbiamo ricevuto centinaia di e-mail di solidarietà da tutta Italia". Le lavoratrici raccontano di aver guadagnato tra i 600 e i 900 euro mensili a seconda di quante ore lavoravano presso il call-center, "senza nemmeno avere il diritto di accedere alla mensa e al parcheggio dei dipendenti". Sei anni spezzettati da diversi contratti a termine che si susseguivano uno dopo l'altro senza nemmeno un intervallo. Ora al loro posto dovrebbe essere preso da un call-center di Paternò (Catania). "Il licenziamento di queste lavoratrici è una conseguenza del processo di esternalizzazione dei servizi - spiega un delegato della Rsu dell'ospedale di Legnano - che probabilmente colpirà più avanti anche il personale delle cucine, i tecnici e via dicendo". "Speriamo di ricevere delle offerte di lavoro - continuano le ex centraliniste - e intanto ci siamo iscritti alle liste di collocamento". Oggi però di datori di lavoro, invitati dalle lavoratrici insieme con i giornalisti, non c'era purtroppo traccia nel teatro di via Hermada, ma martedì prossimo l'assessore al Lavoro della Provincia di Milano ha convocato le undici donne per cercare di trovare delle soluzioni. Un'offerta di impiego, giudicata però al momento molto vaga dai delegati della Rdb dell'ospedale di Legnano, è giunta in questi giorni dalla Manutencoop, azienda che ha vinto l'appalto per i servizi di pulizia al nosocomio del Comune lombardo. A quanto sembra si tratterebbe di un impiego a tempo determinato per dieci posti di impiegata alle pulizie e uno in amministrazione. Un singolo posto di lavoro è stato offerto invece da una piccola azienda di Segrate. "Valuteremo tutte le offerte, abbiamo bisogno di lavorare e non ci tireremo indietro" spiega Ornella Cameran, la delegata Rdb/Cub del gruppo di lavoratrici, che aggiunge che comunque "la lotta continua e da lunedì saremo di nuovo davanti l'Ospedale di Legnano a fare il nostro presidio contro i licenziamenti, mercoledì si terrà un'assemblea generale di tutti i lavoratori indetta in solidarietà con noi e il 19 settembre saremo a Roma per l'assemblea convocata dalle RdB-CUB nella sala conferenze Cavour, in via Cavour". Presente questa mattina alla versione nostrana dello spogliarello reso celebre dal regista britannico Ken Loach nel film "Full Monthy", il consigliere regionale dei Verdi Carlo Monguzzi si è detto "scandalizzato per l'ennesima storia legata alla precarietà del lavoro e indignato per l'assenza delle Istituzioni in questa vicenda", rendendo noto di aver presentato un'interrogazione in Regione in cui chiede l'intervento del presidente Roberto Formigoni: "Come Berlusconi si è interessato di Alitalia, il Governatore si occupi delle situazioni vergognose che accadono in Lombardia". 5 settembre 2008 - Adnkronos SANITÀ: STREEPTEASE DIETRO UN TELO
PER PRECARIE OSPEDALE LEGANO Milano, 5 set. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Nude sì, ma dietro un telo. Le ex centraliniste dell'ospedale di Legnano, che dopo aver perso il lavoro avevano messo provocatoriamente all'asta i loro corpi su Youtube in cambio di una nuova occupazione, l'hanno fatto davvero. Come annunciato in un secondo video, intorno alle 11 di stamattina sono salite sul palco del teatro della Cooperativa di Milano. Vestite di tutto punto, hanno lanciato il loro monito sugli effetti crudeli del precariato e pubblicizzato lo sciopero in programma per il 19 settembre a Roma. Dopo, hanno dato il via allo spettacolo, davanti a telecamere e macchine fotografiche. Si sono nascoste dietro un telo e hanno tolto pian piano i vestiti fino agli slip e ai reggiseni, lanciati oltre il separè a prova dell'integralità dello spogliarello. «Ma dietro avevamo altra biancheria intima addosso. La nostra era una provocazione pulita che non doveva intaccare la nostra dignità», precisa Ornella Cameran, rappresentante del sindacato Rdb/Cub. Lo spettacolo è andato anche in diretta su C6tv, una web tv milanese. Sul palco erano in nove. Delle undici precarie solo due hanno mancato l'appuntamento. «La pressione è tanta», sottolinea Cameran. Ieri, in extremis, si è fatta viva persino l'azienda ospedaliera di Legnano. «Forse un tentativo di fermare lo streaptease. Fatto sta - racconta Cameran - che ci hanno proposto di entrare in una cooperativa che si occupa delle pulizie nell'ospedale. La prenderemo in considerazione. Abbiamo bisogno di lavorare e non ci tiriamo indietro». Quello con la direzione dell'ospedale, prosegue, «è stato un incontro duro, pieno di tensione, ma non ci ha dissuaso. Siamo andate fino in fondo come annunciato». Nel carnet delle ex centraliniste non c'è solo la proposta dell'ospedale di Legnano. Dopo la provocazione lanciata via internet, si è fatta viva anche un'azienda di Segrate offrendo un posto per una di loro e in calendario c'è anche un incontro con Ezio Casati, l'assessore alle Attività economiche che ha chiesto di incontrarle. 5 settembre 2008 - Agi SANITA': SINDACATI BASE, SCIOPERO 19/9 CONTRO PIANO MARRAZZO (AGI) - Roma, 5 set. - Due giornate di sciopero, il 19 settembre e il 17 ottobre contro la dichiarazione di guerra ai diritti dei lavoratori del settore dei precari e dei cittadini della Regione Lazio, contro l'ulteriore attacco al salario e alle condizioni di lavoro: anche il centro sinistra vuole demolire il sistema pubblico a favore dei privati. Cosa puo' produrre di peggio il Commissariamento della Regione? E' quanto sostiene il segretario delle Rdb-Cub, il sindacato di base del pubblico impiego, Sabino Venezia contro il 'piano di rientro' del Governatore e commissario ad acta per la Sanita' del Lazio, Piero Marrazzo. "Dopo anni di sprechi e clientele che durano dalla gestione Storace e senza alcun efficace sistema di controllo sulla spesa delle aziende, Marrazzo - sottolinea Venezia - per evitare un commissariamento che ormai puo' far male solo a lui e a quanti nella sua Giunta rischiano di perdere poltrone e appannaggi, ha concordato con il Governo Berlusconi l'accelerazione della chiusura di tre grandi ospedali della capitale con la mobilita' conseguente degli operatori e blocco totale delle assunzioni e dei trasferimenti per il resto degli ospedali". Secondo Venezia "non vi e' traccia dei presidi e delle strutture territoriali che avrebbero dovuto compensare il taglio dei posti letto e la soppressione di numerosi servizi come pure nessuna notizia sugli ospedali di nuova apertura e nemmeno su chi li gestira'". Dunque "la riorganizzazione della rete ospedaliera di fatto e' una mera riduzione del servizio sanitario pubblico ai cittadini - spiega Venezia - che determinera' ulteriori file ai pronto soccorso, allungamento delle liste d'attesa e conseguente incremento dell'attivita' libero professionale nelle strutture pubbliche e del ricorso alla sanita' privata, in barba al diritto alla salute costituzionalmente sancito". Ed a pagare "il prezzo del definitivo smantellamento del servizio sanitario pubblico regionale - conclude Venezia - saranno innanzitutto i lavoratori del settore ed i precari: del resto la Regione, con il consenso di Cgil-Cisl-Uil, nella legge di assestamento del bilancio 2008 ha istituito un Osservatorio per la ricollocazione del personale considerato in esubero che coinvolgera' il personale tecnico e infermieristico ma anche gli amministrativi, per effetto del progetto di centralizzazione delle attivita' tecnico-amministrative, con la previsione di incentivare gli esodi con i Fondi della contrattazione integrativa". 5 settembre 2008 - Omniroma SANITÀ/ RDB-CUB: «PROCLAMATO STATO AGITAZIONE» (OMNIROMA) Roma, 05 set - «Dopo anni di sprechi e clientele, che perdurano dalla gestione Storace e senza alcun efficace sistema di controllo sulla spesa delle aziende, il presidente Marrazzo, per evitare un commissariamento che ormai può far male solo a lui e a quanti nella sua Giunta rischiano di perdere poltrone e appannaggi, ha concordato con il Governo Berlusconi l'accelerazione della chiusura di tre grandi ospedali della capitale con la conseguente mobilità degli operatori e blocco totale delle assunzioni e dei trasferimenti per il resto degli ospedali». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «Non vi è nessuna traccia dei presìdi e delle strutture territoriali che avrebbero dovuto compensare il taglio dei posti letto e la soppressione di numerosi servizi - dichiara Sabino Venezia della Rdb-Cub Sanità - come pure nessuna notizia sugli ospedali di nuova apertura e nemmeno su chi li gestirà. La riorganizzazione della rete ospedaliera di fatto è una mera riduzione del servizio sanitario pubblico ai cittadini, che determinerà ulteriori file ai pronto soccorso, allungamento delle liste d'attesa e conseguente incremento dell'attività libero professionale nelle strutture pubbliche e del ricorso alla sanità privata, in barba al diritto alla salute costituzionalmente sancito». «A pagare il prezzo del definitivo smantellamento del servizio sanitario pubblico regionale saranno innanzitutto i lavoratori del settore ed i precari - prosegue la nota - Per i primi la Regione, con il consenso di Cgil, Cisl e Uil, già nella legge di assestamento del bilancio 2008 ha istituito un Osservatorio per la ricollocazione del personale considerato in esubero, che oltre al personale tecnico e infermieristico coinvolgerà anche gli amministrativi, per effetto del progetto di centralizzazione delle attività tecnico-amministrative, con la previsione di incentivare gli esodi con i Fondi della contrattazione integrativa». «È una vera e propria dichiarazione di guerra ai diritti dei lavoratori del settore, dei precari e dei cittadini della Regione Lazio - prosegue Venezia - un ulteriore attacco al salario e alle condizioni di lavoro, la dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche il centro sinistra vuole demolire il sistema pubblico a favore dei privati. Cosa può produrre di peggio il Commissariamento della Regione? Avviamo lo stato di agitazione dei lavoratori delle strutture regionali per costruire una forte risposta a partire dai posti di lavoro e dagli scioperi del 19 settembre e del 17 ottobre prossimi». VIA PINCHERLE, ASIA RDB : «L'11 INQUILINI IN PREFETTURA» (OMNIROMA) Roma, 05 set - «Gli inquilini di via Pincherle 153/169, alle prese con la vendita degli appartamenti in cui abitano da parte del gruppo assicurativo Fata/Generali, di fronte all'atteggiamento dell'amministratore delegato di Fata, che ieri si è dichiarato indisponibile a trovare soluzioni condivise, si sono riuniti per discutere su come andare avanti. Nel corso di un'assemblea partecipata da oltre 200 persone, dopo aver rinnovato il mandato all'AS.I.A. Rdb e all'avvocato Vincenzo Perticaro, gli inquilini hanno deciso di rivolgersi al prefetto di Roma. Giovedì 11 settembre, alle 11, manifesteranno davanti alla prefettura, a piazza Santi Apostoli, con l'obiettivo di incontrare il prefetto per chiedere un tavolo di garanzia sulla vendita, che veda coinvolti oltre agli inquilini stessi e al sindacato AS.I.A. RdB, la proprietà, l'amministrazione comunale e quella regionale». Lo comunica, in una nota, Asia Rdb. «Due gli obiettivi - prosegue la nota - un rinvio significativo della data del 15 settembre come termine ultimo per optare per l'acquisto e l'avvio di una trattativa per discutere dei prezzi di vendita degli appartamenti e delle tutele per coloro impossibilitati all'acquisto. Presenti all'assemblea anche il presidente del Municipio XI Andrea Catarci e la consigliera Gemma Azuni, che hanno espresso piena solidarietà agli inquilini, rendendosi disponibili a partecipare alla manifestazione stessa. La consigliera Gemma Azuni si è inoltre impegnata a investire il sindaco Alemanno del problema». 5 settembre 2008 - Sesto Potere Full Monty al femminile: in diretta lo show strip-tease delle precarie di Legnano(Sesto Potere) - Milano - 5 settembre 2008 - Devono la
loro popolarità al web, grazie a un video provocatorio diffuso in rete, si sono messe
allasta su YouTube, ed è logica conseguenza che il loro particolare show
previsto per oggi - venga trasmesso su internet. Questa mattina, infatti, alle ore 11.00
il sito 'c6.tv' manderà in onda in diretta dal Teatro della Cooperativa di Milano lo
strip-tease di protesta delle 11 centraliniste dell'Azienda Ospedaliera di Legnano,
licenziate a causa di una norma del decreto Brunetta dopo 3 anni di contratto a tempo
determinato e a breve sostituite da un call center siciliano. "Siamo le 11 precarie
licenziate dallOspedale di Legnano - raccontano nel loro blog - le protagoniste
dell'iniziativa. Non abbiamo nulla da perdere e con il nostro gesto vogliamo porre
lattenzione non solo sulle condizioni di vita e di lavoro di milioni di giovani
costrette alla precarietà di cui oramai tutti sono a conoscenza ma soprattutto della
rabbia che ogni giorno accumulano milioni di precari Italiani come noi . Vogliamo che
politici e cineasti smettano di raccontare le condizioni di vita a noi precari ma inizino
a parlarci di reddito di cittadinanza quando si è licenziati e non di sussidi di
disoccupazione. Ci piacerebbe vivere in un paese dove non si parla di competitività delle
imprese, ma di diritti dei lavoratori ed in primis del diritto di arrivare a fine mese e
di non morire di lavoro. Vogliamo che venga a cessare il continuo scorrere del tempo senza
che nessun diritto per noi precari venga acquisito e nessun diritto acquisito dai
lavoratori venga perduto. Ci spoglieremo, ci denuderemo e ci venderemo per un posto di
lavoro e lo faremo non solo per noi 11 ma per tutti i precari che come noi ogni giorno
vengono denudati della loro dignità e dei loro diritti, firmando lettere di licenziamento
in bianco, contratti a ore, sempre più precari sempre più flessibili. Venerdì faremo
una strip conferenza per denudarci davanti agli obiettivi e alle telecamere, per prendere
parola anche noi e lo facciamo senza vergogna, senza veli, nude di diritti, come ogni
giorno milioni di precari sono nudi quando vanno al lavoro e venerdì ve lo
mostreremo". "Ci spoglieremo, ci denuderemo e ci venderemo per un posto di
lavoro e lo faremo non solo per noi 11 ma per tutti i precari che come noi ogni giorno
vengono denudati della loro dignità e dei loro diritti, firmando lettere di licenziamento
in bianco, contratti a ore, sempre più precari sempre più flessibili", ha
dichiarato una delle lavoratrici nel corso del presidio che si è svolto l'altra mattina
davanti allOspedale di Legnano. Molti gli attestati di solidarietà che in queste
ore stanno giungendo alle 11 centraliniste. Secondo le RdB-CUB P.I., la vicenda che ora
coinvolge le lavoratrici di Legnano, e che rischia di interessare tutti i call center
sanitari della Regione Lombardia, è la dimostrazione di come lattuale esecutivo non
lasci alcun margine di soluzione alla vicenda del precariato. Commenta Sabino Venezia
della del Coordinamento nazionale RdB-CUB Sanità: "Il Decreto Brunetta, intervenendo
pesantemente sulla più importante risorsa della Pubblica Amministrazione, ovvero i suoi
operatori, determinerà di fatto una riduzione di personale con la conseguente
impossibilità di stabilizzazione dei precari. In altri termini, a Legnano come nel resto
del paese, lunica soluzione alla piaga del precariato cronico è il licenziamento
dei lavoratori. "Contro questa macelleria sociale prosegue Venezia - le RdB
rilanciano con forza lo sciopero e dei lavoratori Precari indetto per il prossimo 19
settembre e lassemblea nazionale che si terrà in quella data a Roma", conclude
il dirigente RdB-CUB. 5 settembre 2008 - TG COM Sanità, precarie nude sul palco Dopo aver messo provocatoriamente all'asta i loro corpi su Youtube in cambio di una nuova occupazione, le ex centraliniste licenziate dall'ospedale di Legnano, alla fine si sono spogliate davvero. Lo hanno fatto sul palco del teatro della Cooperativa di Milano. Dopo aver lanciato il loro monito sugli effetti crudeli del precariato hanno dato il via allo striptease, davanti a telecamere e macchine fotografiche. Si sono nascoste dietro un telo e hanno tolto pian piano i vestiti fino agli slip e ai reggiseni, lanciati oltre il separé a prova dell'integralità dello spogliarello. "Ma dietro avevamo altra biancheria intima addosso. La nostra era una provocazione pulita che non doveva intaccare la nostra dignità", precisa Ornella Cameran, rappresentante del sindacato Rdb/Cub. Lo spettacolo è andato anche in diretta su C6tv, una web tv milanese. Sul palco erano in nove. Delle undici precarie solo due hanno mancato l'appuntamento. "La pressione è tanta", sottolinea Cameran. Giovedì, in extremis, si è fatta viva persino l'azienda ospedaliera di Legnano. "Forse un tentativo di fermare lo streaptease. Fatto sta - racconta Cameran - che ci hanno proposto di entrare in una cooperativa che si occupa delle pulizie nell'ospedale. La prenderemo in considerazione. Abbiamo bisogno di lavorare e non ci tiriamo indietro". Quello con la direzione dell'ospedale, prosegue, "è stato un incontro duro, pieno di tensione, ma non ci ha dissuaso. Siamo andate fino in fondo come annunciato". Nel carnet delle ex centraliniste non c'è solo la proposta dell'ospedale di Legnano. Dopo la provocazione lanciata via internet, si è fatta viva anche un'azienda di Segrate offrendo un posto per una di loro e in calendario c'è anche un incontro con Ezio Casati, assessore alle Attività economiche che ha chiesto di incontrarle. 5 settembre 2008 - Dire Nude dietro un telo: la strip conference delle centraliniste ROMA - Riparate da un lenzuolo bianco, le ex centraliniste dell'ospedale di Legnano hanno tenuto la loro strip conferance. Dal palco del teatro della Cooperativa di Milano hanno prima lanciato il loro monito sugli effetti crudeli del precariato e pubblicizzato lo sciopero in programma per il 19 settembre a Roma e poi hanno dato il via allo spettacolo, davanti a telecamere e macchine fotografiche. Vestite di tutto punto durante il momento conferenziale, le undici lavoratrici si sono poi spostate dietro il lenzuolo e hanno iniziato il proprio spogliarello, lanciando oltre il sipario anche la biancheria intima, a dimostrazione dell'integralità dello strip. Anche se hanno dichiarato che indossavano avevano altra lingerìe. Colonna sonora della protesta è stato il "Nessun dorma" di Giacomo Puccini. Poi le disoccupate sono riapparse, avvolte da vestaglie colorate, con in mano uno striscione: A.A.A. vendesi precarie. "Siamo le prime vittime della "Legge Brunetta": la precarietà cronica viene risolta lasciando tutti a casa", hanno detto le licenziate, età media 35 anni, tutte diplomate e una, Sonia, anche laureata in Scienze Politiche. Sono determinate più che arrabbiate, ma soprattutto preoccupatissime per il loro futuro: "Molte di noi hanno famiglia, dei figli, dei genitori molto anziani da aiutare, adesso casa facciamo, come facciamo a tirare avanti?". Ieri, inoltre, le manifestanti hanno incontrato dei dirigenti dell'azienda ospedaliera di Legnano. "Forse un tentativo di fermare lo strip tease. Fatto sta - raccontano - che ci hanno proposto di entrare in una cooperativa che si occupa delle pulizie nell'ospedale. La prenderemo in considerazione. Abbiamo bisogno di lavorare e non ci tiriamo indietro". 5 settembre 2008 - La Città delle Donne Precarie di Legnano: dopo la streep conferenza ora lo sciopero Milano - Non mollano le 11 precarie licenziate
dellazienda Ospedaliera di Legnano che dopo la «Strip Conferenza», hanno dato
parola a tanti altri precari leggendo le lettere di solidarietà giunte. 5 settembre 2008 - CronacaQui Dopo la conferenza stampa con strip
tease le lavoratrici hanno lanciato uno sciopero NIGUARDA (MILANO) - «Chiediamo solo un lavoro». E' il grido disperato delle 11 centraliniste dell'azienda ospedaliera di Legnano che da lunedì primo settembre sono disoccupate. Licenziate dopo sei anni di precariato. Per questo, dopo l'appello via video su youtube, dove comunicavano di essersi messe all'asta, oggi hanno deciso di emulare il mitico film "Full Monty" e spogliarsi dietro un lenzuolo bianco con retro illuminazione per far valere il loro diritto al lavoro. Già, «perchè sei anni di precariato sono tanti, passati da una agenzia interinale all'altra, con contratti di due, tre, sei, quattro mesi. Era sempre tutto molto variabile e non avevamo neanche l'accesso alla mensa. Non c'erano accordi con la società e quindi dovevamo anche pagarci il pranzo. Per non parlare del parcheggio, per noi off-limits» L'azienda ospedaliera di Legnano, infatti, ha deciso di affidare il servizio di call center ad una società siciliana. Fin qui niente di nuovo, ci dicono, non è la prima volta che succede. In questi sei anni hanno cambiato diversi fornitori ma il personale l'hanno sempre tenuto. Questa decisione è un fulmine a ciel sereno. Così 9 delle 11 centraliniste disoccupate hanno deciso di spogliarsi, sul palco del Teatro della Cooperativa, a Niguarda, periferia nord milanese. Uno slogan che dice tutto: «precarie vendesi». Al termine dello strip tease hanno indetto uno sciopero generale di tutti i lavoratori precari per venerdì 19 settembre. Un gesto estremo, disperato, sovraccarico di disagio e preoccupazione per dover mantenere dei figli, nella speranza di ottenere, con questa "provocazione", un lavoro. Ma questa volta a tempo indeterminato. 5 settembre 2008 - L'Unità.it Lo striptease risveglia i precari: il 19 tutti a Roma Milano - Prima, il picchetto su YouTube, in cui annunciavano di essersi messe allasta. Poi, la decisione di convocare una strip conference in cui «ci spoglieremo, ci denuderemo e ci venderemo per un posto di lavoro, non solo per noi 11 ma per tutti i precari che come noi ogni giorno vengono denudati della loro dignità e dei loro diritti, firmando lettere di licenziamento in bianco, contratti a ore sempre più precari e sempre più flessibili». Sono le ormai celebri centraliniste dellospedale di Legnano, «le prime vittime della legge Brunetta», come si definiscono. Che venerdì hanno presentato ai giornalisti il loro problema. E non solo. Sulle note del «Nessun dorma» di Giacomo Puccini sul palco del Teatro Cooperativa di Milano alle 11 e mezza di venerdì è andata in scena la prima conferenza stampa sotto forma di striptease: nascoste dietro un telo che lascia intravedere solo ombre, nove delle undici precarie che finiranno senza lavoro, si sono messe a nudo, perché «sono nude di diritti». La loro storia è fatta di sei anni di contratti a termine, da tre mesi a un anno, attraverso tre diverse agenzie interinali che si sono succedute nel tempo. «Il contratto scadeva il 31 agosto spiegano e ci hanno avvisate che saremmo rimaste a casa, quando fino a poco prima l'ospedale ci aveva promesso almeno altri sei mesi di contratto». Il punto è che nel decreto approvato a luglio dal governo è sparita la clausola che obbligava lazienda allassunzione dopo 36 mesi di precariato. Tre anni di incertezza e poi si è costretti a ricominciare da capo. «In questi giorni raccontano le centraliniste licenziate abbiamo ricevuto centinaia di e-mail di solidarietà da tutta Italia». Alla fine, dopo lo strip "velato", le precarie vestite da coloratissime vestaglie, escono sul palco con un cartello con scritto: «A.A.A. vendesi precarie» e annunciano, insieme alla Rdb-Cub, uno sciopero di tutti i precari per il 19 settembre prossimo a Roma. 5 settembre 2008 - Aprile on line Contro la precarietà? Streep
conference Prima si sono concesse all'asta su
Youtube, poi si sono svestite in una strip conference. Il tutto per un posto di lavoro.
Operazioni simboliche che hanno di mira un mercato dell'occupazione in cui mente e corpo
sono ridotti a cose interscambiali e deprezzabili, in cui coloro che lavorano
"vengono ogni giorno denudati della loro dignità e dei loro diritti, costretti a
firmare lettere di licenziamento in bianco, contratti a ore sempre più precari e sempre
più flessibili". Una vera e propria crociata portata avanti dalle undici
centraliniste dell'ospedale di Legnano, autodefinitesi "le prime vittime della legge
Brunetta", che aspira a puntare l'attenzione sulla realtà del precariato e che avrà
nel 19 settembre a Roma un appuntamento di protesta nazionale. 5 settembre 2008 - Corriere.it Le lavoratrici si sono «messe
all'asta» con un video su YouTube MILANO - L'avevano promesso e l'hanno
fatto. Hanno attuato uno strip-tease, sia pur «velato» dietro un lenzuolo bianco con
retroilluminazione - le centraliniste precarie «licenziate» dall'ospedale di Legnano
dopo sei anni di lavoro interinale, che nei giorni scorsi si erano provocatoriamente
«messe all'asta» sul web. Come annunciato in un secondo video su Youtube, intorno alle
11 di venerdì sono salite sul palco del teatro della Cooperativa di Milano. Vestite di
tutto punto, hanno lanciato il loro monito sugli effetti crudeli del precariato e
pubblicizzato lo sciopero in programma per il 19 settembre a Roma. Poi hanno dato il via
allo spettacolo, davanti a telecamere e macchine fotografiche. 5 settembre 2008 - Repubblica.it Strip tease per il posto di lavoro Milano - Hanno organizzato uno strip-tease, sia pur come si dice in gergo "velato" - dietro un lenzuolo bianco con retroilluminazione - le centraliniste precarie 'licenziate' dall'ospedale di Legnano (Milano) dopo sei anni di lavoro interinale nell'ambito di diversi appalti del nosocomio ad agenzie specializzate. L'iniziativa, definita dalle donne (erano presenti 9 delle 11 che hanno perso l'occupazione) una "provocazione", si è svolta come prologo a una conferenza stampa al Teatro della Cooperativa in zona Niguarda a Milano. Le lavoratrici, assistite dal sindacato Rdb-Cub, chiedono un lavoro sperando che sia a tempo indeterminato 5 settembre 2008 - Quotidiano.net CONTINUA LA PROTESTA Milano, 5 settembre 2008 - Nude sì, ma dietro un telo. Le ex centraliniste dell'ospedale di Legnano, che dopo aver perso il lavoro avevano messo provocatoriamente all'asta i loro corpi su Youtube in cambio di una nuova occupazione, l'hanno fatto davvero. Come annunciato in un secondo video, intorno alle 11 di stamattina sono salite sul palco del teatro della Cooperativa di Milano. Vestite di tutto punto, hanno lanciato il loro monito sugli effetti crudeli del precariato e pubblicizzato lo sciopero in programma per il 19 settembre a Roma. Dopo, hanno dato il via allo spettacolo, davanti a telecamere e macchine fotografiche. Si sono nascoste dietro un telo e hanno tolto pian piano i vestiti fino agli slip e ai reggiseni, lanciati oltre il separè a prova dell'integralità dello spogliarello. "Ma dietro avevamo altra biancheria intima addosso. La nostra era una provocazione pulita che non doveva intaccare la nostra dignità", precisa Ornella Cameran, rappresentante del sindacato Rdb/Cub. Lo spettacolo è andato anche in diretta su C6tv, una web tv milanese. Sul palco erano in nove. Delle undici precarie solo due hanno mancato l'appuntamento. "La pressione è tanta", sottolinea Cameran. Ieri, in extremis, si è fatta viva persino l'azienda ospedaliera di Legnano. "Forse un tentativo di fermare lo streaptease. Fatto sta - racconta Cameran - che ci hanno proposto di entrare in una cooperativa che si occupa delle pulizie nell'ospedale. La prenderemo in considerazione. Abbiamo bisogno di lavorare e non ci tiriamo indietro". Quello con la direzione dell'ospedale, prosegue, "è stato un incontro duro, pieno di tensione, ma non ci ha dissuaso. Siamo andate fino in fondo come annunciato". Nel carnet delle ex centraliniste non c'è solo la proposta dell'ospedale di Legnano. Dopo la provocazione lanciata via internet, si è fatta viva anche un'azienda di Segrate offrendo un posto per una di loro e in calendario c'è anche un incontro con Ezio Casati, l'assessore alle Attività economiche che ha chiesto di incontrarle. 5 settembre 2008 - Il Manifesto Il 17 ottobre sciopero generale della scuola Sciopero generale della scuola il 17 ottobre contro il maestro unico e la politica scolastica di Berlusconi-Tremonti-Gelmini. Lo hanno proclamato i Cobas della scuola e le altre forze del «sindacalismo antagonista», Cub e Sdl. «Il governo vuole tagliare 70 mila posti di insegnanti e 43 mila di Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi), a cui si aggiungono i 47 mila posti già soppressi dalla Finanziaria Prodi, per un totale inaudito di 160 mila posti in meno: il che si tradurrebbe, oltre che nella massiccia espulsione di precari - osserva il leader dei Cobas Piero Bernocchi - nell'aumento a dismisura degli alunni per classe, nella riduzione delle materie e delle ore di lezione, nell'attacco al tempo pieno e prolungato e al sostegno all'handicap, nella cancellazione delle scuole con meno di 500 alunni. Nella foga distruttiva, Berlusconi-Tremonti-Gelmini vogliono imporre alle elementari il ritorno all'oramai inverosimile maestro unico tuttologo degli anni '50 e '60 del secolo scorso, che, oltre a far sparire altre decine di migliaia di posti, immiserirebbe un insegnamento che ha reso la scuola elementare italiana apprezzatissima nel mondo». 5 settembre 2008 - Il Giorno Appuntamento alle undici a teatro: si alza il sipario, in alto le gonne Milano - OGGI ALLE 11 l'appuntamento è a Milano, al Teatro della Cooperativa di via Hermada, zona Niguarda. Le undici ex lavoratrici del call center dell'Azienda ospedaliera di Legnano saranno protagoniste di una conferenza-spogliarello. Da lunedì prive di lavoro (per via di contratti a tempo non rinnovati), oggi lo saranno anche di vestiti. Lo avevano annunciato martedì, al presidio allestito al Civile. «Se ti hanno già spogliato di diritti, dignità, certezze, ipotesi di futuro, cosa vuoi che sia togliersi i vestiti?», spiegavano. Da mercoledì un nuovo video su Youtube ritrae le Nostre avvolte in chimoni, ognuna con un cartello in mano. Ricordano il giorno odierno dello strip, davanti alle telecamere. «Sarò nuda come nudi sono i lavoratori che muoiono nei cantieri», afferma una di loro. INTANTO il presidio in ospedale è diventato permanente. Si è ripetuto mercoledì e ieri mattina. Le ex "centraliniste" e le bandiere delle Rappresentanze di base (Rdb) le incontriamo all'ingresso nuovo del nosocomio. Stanno raccogliendo di tutto: solidarietà, ma anche insulti di "fannullone". Rbd è ormai un treno lanciato senza freni. «Martedì incontreremo lassessore provinciale al Lavoro, Bruno Casati, e una delegazione della Commissione lavoro della Provincia, presieduta da Vittorio Arrigoni - spiega Riccardo Germani, sindacalista -. Il presidio andrà avanti anche nei prossimi giorni. E il 19 settembre andremo in assemblea a Roma, alla manifestazione di tutti i precari dItalia. Abbiamo già avuto un centinaio di chiamate, dai diversi settori: dalla sanità, alla pubblica amministrazione».(S.V.) Per le lavoratrici si apre uno
spiraglio Dotti: «Potrebbero essere ricollocate» Legnano - DISMESSE dal lavoro le undici operatrici di call center dell'Azienda ospedaliera di Legnano, per le Rappresentanze di base (Rdb) la mannaia si abbatterà, a novembre, sulle lavoranti delle cucine dei nosocomi di Legnano (altre 11 donne) e Magenta (pari numero). Timore ribadito dai sindacalisti ancora ieri a mezzogiorno, al presidio permanente del Civile. Paura espressa direttamente da una lavorante straniera impiegata ai fornelli "aziendali", qualche giorno fa. INTANTO gli uffici della direzione aziendale non sono stati mai così trafficati: prima la stampa, ieri i politici. In mattinata una delegazione della Sinistra ed Ecologisti di Legnano ha incontrato il direttore generale dell'Azienda ospedaliera, Carla Dotti. «Riunione altamente insoddisfacente - commentava Nicoletta Bigatti, in rappresentanza di Rifondazione comunista -. Non abbiamo ottenuto chiarimenti in merito alle dichiarazioni del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, secondo le quali c'è una responsabilità dell'Azienda ospedaliera nella vicenda delle donne disoccupate. Secondo il ministro è l'azienda che gestisce il personale». Come intendete muovervi? «In due modi: attiveremo i nostri organismi regionali per ottenere un confronto con il presidente Roberto Formigoni. E poi chiederemo un Consiglio comunale aperto, in cui si affronti la questione delle ex "centraliniste", il destino del Civile e il mantenimento dei livelli occupazionali nel passaggio da vecchio a nuovo ospedale». Solidarietà alle donne giunge dal partito dei Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Sinistra democratica e Verdi.Carla Dotti smentisce seccamente: «Non è assolutamente vero che a novembre ci saranno licenziamenti dei lavoratori delle cucine di Legnano e Magenta! Pura illazione, non ha nulla a che fare con la vicenda delle operatrici di call center». PER QUESTE ultime ci sono sviluppi? «L'atteggiamento di Rbd è quello di voler fare una gran battaglia - risponde il direttore generale -. La Regione non rimane insensibile alla vicenda delle undici donne. Ci si sta adoperando per trovare soluzioni concrete: noi, Azienda ospedaliera, insieme con gli uffici regionali. Rdb cosa facendo di concreto per le ex operatrici? Per offrire loro una continuità lavorativa, noi abbiamo già delle proposte. All'interno dell'Azienda potrebbero stringere contratti, addirittura a tempo indeterminato, con la ditta di pulizie, anche per compiti nella parte amministrativa. E poi ci sono al vaglio altre possibilità: il call center di una ditta farmaceutica di Segrate ha offerto disponibilità di impiego, dopo sei mesi di prova. Ripeto: noi ci stiamo muovendo. Rdb cosa fa, oltre a convocare giornali e televisioni?». 5 settembre 2008 - La Stampa web «NON SI CAPISCE PERCHE' PAGARE TRE
MAESTRI ROMA - Nessuno toccherà il tempo pieno delle scuole.
Anzi. Il ministro dellIstruzione, Maria Stella Gelmini, promette di estenderlo e la
prossima settimana presenterà delle simulazioni per provare le sue promesse. E quindi,
anche se verrà introdotto il maestro unico, anche se verrà ridotto il numero di ore
totali nella scuola, anche se si taglieranno docenti senza pietà, il tempo pieno resta,
assicura il ministro. Come? «Verrà meno il meccanismo della compresenza degli
insegnanti, ma non il tempo pieno. Anzi. lo aumenteremo e lo miglioreremo senza spendere
nulla in più. Il governo si rende conto che molte madri lavorano e intende venire
incontro alle esigenze delle famiglie». La parola magica, dunque, è la compresenza.
Finora a garantire il tempo pieno erano due insegnanti, dallanno scolastico che sta
per iniziare sarà solo uno. E tanto basta, confermano al ministero, per fare come se
nulla fosse. Stesso discorso per il maestro unico. «Non è immettendo nella scuola più
ore o più soldi che si migliora la qualità» e «non si capisce perchè il contribuente
debba pagare tre insegnanti per una scuola primaria che funziona benissimo anche con uno
solo». E dunque è chiaro che ai sindacati le parole del ministro non siano piaciute.
Enrico Panini della Flc-Cgil: «Il ministro ha assicurato il raddoppio del tempo pieno,
impegno che sfiora la magia, considerato che, subito, lo si chiude nei primi tre anni -
facendolo convergere sul maestro unico - e poi, se ce ne saranno le condizioni, si
garantirà un po' di prolungamento pomeridiano purchessia». Per Francesco Scrima,
segretario della Cisl-scuola, il governo vuole distruggere la «migliore scuola che
abbiamo, partendo proprio dalle nostre eccellenze». La protesta partirà da Trieste, dove
oggi si terrà la prima manifestazione contro il ministro: un sit-in di maestri e
genitori, promosso dal Comitato triestino contro la restaurazione del maestro unico. 5 settembre 2008 - Corriere della Sera Emergenza casa Roma - Niente rinvio: gli inquilini di via Pincherle
hanno 11 giorni per decidere se acquistare la casa (versando l'anticipo) oppure andarsene.
Con un presidio sotto la sede della proprietà (Fata assicurazioni) a cui era presente
presente anche Asia Rdb, ieri mattina, le famiglie hanno chiesto una dilazione che però
non è stata accettata. 5 settembre 2008 - Liberazione Tiburtina si fa bella per la Tav e
in quaranta perdono il lavoro Roma - Il cantiere per la trasformazione della Stazione
Tiburtina di Roma in un grande snodo dell'Alta Velocità è partito alla fine di luglio.
Il progetto è avveniristico: una grande galleria di cristallo sospesa a nove metri di
altezza sui binari metterà in collegamento i quartieri di Pietralata e Nomentano,
all'interno servizi per i viaggiatori e negozi. Nel 2007 Veltroni l'aveva presentata come
la terza grande opera dopo l'Auditorium e la Fiera di Roma, l'ennesima "opera"
hi-tech per la città-vetrina. 5 settembre 2008 - Il Messaggero Le centraliniste licenziate a
Legnano si spogliano: MILANO (5 settembre) - L'avevano annunciato, e hanno mantenuto la parola: le centraliniste precarie licenziate all'ospedale di Legnano si sono spogliate per protesta questa mattina a Milano. Dopo una conferenza stampa al Teatro della Cooperativa, hanno attuato uno strip-tease, ma dietro un telo, per chiedere un lavoro. E qualche proposta, dicono, l'hanno già ricevuta: lo stesso ospedale di Legnano, probabilmente per fermare la protesta, ha offerto loro l'opportunità di entrare in una cooperativa che si occupa delle pulizie, e un'azienda di Segrate ha offerto un posto per una di loro. Al teatro erano tante le telecamere e le macchine fotografiche pronte a immortalare l'evento. Vestite di tutto punto, le ragazze hanno lanciato il loro monito sugli effetti crudeli del precariato e pubblicizzato lo sciopero in programma per il 19 settembre a Roma. Dopo hanno dato il via allo spettacolo. Si sono nascoste dietro un telo e hanno tolto pian piano i vestiti fino agli slip e ai reggiseni, lanciati oltre il separè a prova dell'integralità dello spogliarello. «Ma dietro avevamo altra biancheria intima addosso. La nostra era una provocazione pulita che non doveva intaccare la nostra dignità», precisa Ornella Cameran, rappresentante del sindacato Rdb-Cub. Lo spettacolo è andato anche in diretta su C6tv, una web tv milanese. Sul palco erano in nove: delle undici precarie solo due hanno mancato l'appuntamento. L'iniziativa è stata promossa in segno di protesta perché, dopo aver lavorato per sei anni in un call center per l'ospedale, dal 31 agosto si trovano senza contratto in quanto il servizio è stato affidato ad altri. Avevano annunciato battaglia in un primo video apparso su YouTube, qualche giorno fa. «Se è l'unico modo per farci ascoltare, ben venga: ci spoglieremo. Tanto ci hanno già denudato dei nostri diritti», avevano detto. Ieri, poi, in un altro video avevano confermato la strip-conferenza. «Venerdì sarò nuda come tutti i precari, venerdì sarò nuda come tutte le lavoratrici senza sicurezza, venerdì sarò nuda perchè nessun Governo mi ha vestito di diritti, venerdì sarò nuda perché non ho reddito di cittadinanza, venerdì sarò nuda come mi ha lasciato la legge Biagi», avevano annunciato una dopo l'altra, tutte in kimono. Le centraliniste hanno voluto sottolineare, dopo la breve performance artistica, che «al di là della nostra condizione soggettiva di disoccupate è la legge Brunetta, nota in gergo come legge antifannulloni, che ha buttato sulla strada noi e tanti altri». «Dal 20 giugno - hanno proseguito - è stato esteso al pubblico impiego il divieto di prorogare il lavoro a chi ha svolto 3 anni di occupazione nell'arco di 5. In pratica si elimina il precariato eliminando i precari». Le lavoratrici hanno reso noto che saranno ricevute martedì prossimo dall'assessore al Lavoro della Provincia di Milano, Bruno Casati e che «l'amministrazione dell'ospedale ha consigliato loro di fare le brave in cambio di un impiego in una impresa di pulizie». Ieri, infatti, in extremis, erano state contattate dall'ospedale: «Forse un tentativo di fermare lo streaptease. Fatto sta - racconta Cameran - che ci hanno proposto di entrare in una cooperativa che si occupa delle pulizie. La prenderemo in considerazione. Abbiamo bisogno di lavorare e non ci tiriamo indietro». Quello con la direzione dell'ospedale, prosegue, «è stato un incontro duro, pieno di tensione, ma non ci ha dissuaso. Siamo andate fino in fondo come annunciato». Il comportamento dell'ospedale è stato contestato, sia dalla Rdb-Cub, che dal consigliere regionale dei Verdi, Carlo Monguzzi. Riccardo Germano, del sindacato, ha affermato che «già i contratti vengono rinnovati solo se si fa le brave, e ora si chiede di non far rumore in cambio di un lavoro sotto-qualificato e comunque precario». «È una vergogna quello che sta succedendo - ha detto Monguzzi - la Regione Lombardia deve intervenire subito. È allucinante che il così detto merito, "se fai la brava", sopravanzi il diritto. Ma si deve intervenire anche a livello di legislazione generale». Civitavecchia. Tra i sindacati e la dirigenza dellEtruria servizi è guerra aperta... Civitavecchia - Tra i sindacati e la dirigenza dellEtruria servizi è guerra aperta. La dichiarazione è arrivata ieri mattina con unintervista allamministratore unico Massimo Lombardi, che ha detto sostanzialmente tre cose: che lassenteismo in Etruria arriva al 26%, che ha presentato un nuovo piano per la raccolta dei rifiuti (raccolta notturna, squadre di quartiere) ed annunciato il possibile aumento della tariffa a carico dei cittadini. I sindacati Cgil Fp, Fit Cisl, Uil Trasporti e Rdb Cub hanno letto tali dichiarazioni come unapertura delle ostilità alla quale hanno immediatamente risposto con la dichiarazione dello satto di agitazione «che sfocerà in uno sciopero». «Siamo stanchi di queste inesattezze ad orologeria e di questo fango che viene gettato addosso ai lavoratori (il riferimento è alla percentuale di assenteismo) non si sa bene con quale obiettivo - affermano i sindacati -. Terremo presto una conferenza stampa e diremo la verità. Gli operatori ecologici ammontano, complessivamente, a 64 unità, compresi i sette (ripetiamo ette) sorveglianti. Lamministrazione non provasse ad aumentare le tariffe con la scusa delle inefficienze o degli Lsu, ma facesse pagare ai vecchi gestori di Etruria i buchi per assunzioni clientelari e i premi ai vari amministratori». 5 settembre 2008 - Giornale di Vicenza/Arena/Brescia Oggi ISTRUZIONE. Sulla riforma, in vigore
dal 2009, i Cobas proclamano lo sciopero. La Cgil: giù le mani dalle elementari ROMA - Taglio di 87 mila posti in tre anni per ridurre la
spesa: è il futuro della scuola per Maria Stella Gelmini, ministro dellIstruzione
che ieri è tornata a difendere la riforma che entra in vigore nel 2009. «Continuiamo a
parlare di tagli, ma siamo soddisfatti della scuola comè?», ha chiesto durante la
trasmissione Radio anchio, «Se nel tempo la scuola è stata utilizzata come un modo
per creare occupazione e oggi i soldi non bastano più per pagare gli stipendi, che
peraltro sono bassi, che dequalificano gli insegnanti, allora credo che questo governo
debba intervenire con un taglio intorno al 7 per cento della spesa, che vuol dire 87mila
posti in tre anni». La Gelmini non ha chiuso la porta al confronto con le parti sociali,
«a condizione che non ci siano veti e difesa dellesistente. Si deve entrare nel
merito. I numeri sono questi: con il bilancio che va in stipendi per il 97 per cento e con
10 mila edifici scolastici che non sono sicuri. Occorre investire nelledilizia
scolastica che è disastrosa. Ma come si fa a intervenire se le risorse sono bloccate?». 5 settembre 2008 - EPolis Roma Emergenza casa. Incontro tra la proprietà e i residenti per allungare i termini del diritto di prelazioneVia Pincherle, nessuna proroga; gli inquilini: "La lotta va avanti" Antoniozzi: «La Fata riveda le sue posizioni. Così non va incontro alle esigenze della città» di Marta Rossi
Roma - Le facce sono diverse, ma le storie si somigliano tutte. La vita degli inquilini di via Pincherle 153-169 è legata da un filo a quella dei residenti di via dei Colli Portuensi 187 e a quella delle 17mila famiglie dei stabili Enasarco, prossimi alla dismissione. Stesse modalità, stesse paure, stella lotta. Questa volta tocca alle 292 famiglie di via Pincherle, palazzine di proprietà della Fata assicurazione, appartenente al gruppo delle Generali. Il 15 luglio la proprietà ha inviato agli inquilini una lettera per esercitare il diritto di prelazione sulle case. Tempo massimo, due mesi. Allo scadere del termine - 15 settembre - il gruppo Giacomazzi acquisterà l'invenduto. E ieri, dopo un agosto infuocato, sotto la sede della Fata hanno protestato gli inquilini degli stabili, sostenuti dagli inquilini dei Colli Portuensi e dell'Enasarco, per ottenere più giorni per esercitare la prelazione. All'incontro con l'amministratore delegato di Fata, l'avvocato Rispoli, con un rappresentante di Giacomazzi hanno partecipato la presidente del comitato inquilini, Roberta Cecili, l'avvocato Vincenzo Perticano, il presidente dell'XI municipio Andrea Catarci, Guido Lanciano, segretario dell'Unione inquilini, Giovanni Carapella, presidente della commissione Lavori pubblici della Regione e Angelo Fascetti per l'Rdb Asia. Un incontro che però non ha portato i risultati sperati. «Ci hanno proposto solo qualche giorno - dice la Cecili - e i mutui non si ottengono in qualche giorno. Ai miei genitori hanno chiesto, con lo sconto, 255mila euro per 75 metri quadrati e sono case che cadono a pezzi. Stanno speculando sulle catapecchie». Non è soddisfatto nemmeno Catarci: «Non è stato un incontro positivo. Secondo me gli inquilini devono continuare a fare pressioni sulla Fata fino al 15 settembre. Poi, a quella data, faremo un bilancio e valuteremo ». Gli fa eco Carapella: «Se si parte con la vendita delle case delle assicurazioni a Roma, si inasprisce la drammatica situazione dell'emergenza casa». Di diverso avviso Lanciano: «L'incontro ha avuto una parte positiva per la tutela degli inquilini, garantita da parte di Giacomazzi. Sui prezzi, invece, non si tratta». Dura l'Asia Rdb: «Nel rispondere agli inquilini lamministratore delegato ha mostrato non solo arroganza ma è apparso infastidito dalla legittima aspettativa degli inquilini. Ha parlato solo della possibilità di un rinvio tecnico di pochi giorni». «Con la decisione odierna di non concedere la proroga di due mesi del termine di esercizio del diritto di prelazione - dice Alfredo Antoniozzi, assessore alla Casa - , anche a seguito di massicci interventi da parte di più istituzioni e mio personale, Fata Assicurazioni Danni Spa, unilateralmente, si assume la responsabilità di non accogliere neanche la richiesta minima necessaria per permettere agli inquilini di esercitare compiutamente il diritto di prelazione. Una decisione che determinerà una negativa situazione e limpossibilità per molti di avere il tempo di un corretto dialogo con gli istituti bancari per lottenimento dei mutui. Rimane chiaro e fermo - conclude - linvito alla proprietà affinchè riveda la sua posizione con una valutazione più approfondita delle circostanze, rendendo possibile un accordo con le parti». 5 settembre 2008 - Corriere del Veneto Da ieri linea 3 affollata, ma ci
sono anche i turisti. Sindacati e Consumatori contro Comune e azienda VENEZIA Primo giorno ieri sulla linea 3 anche per i
turisti: le corse viaggiavano al gran completo, nessun posto era vuoto né all'interno né
all'esterno. Arrabbiati i veneziani, felici i «foresti» che non sono rimasti a terra. Ma
i malumori e le polemiche non si placano, sindacati e associazioni dei consumatori sono
sul piede di guerra e accusano il Comune e i vertici di Actv di assoluta inefficienza. 4 settembre 2008 - Asca ALITALIA: CUB, ESUBERI INACCETTABILI. SCIOPERO IL 17 SETTEMBRE(ASCA) - Milano, 4 set - Sono ''inaccettabili gli oltre 5 mila esuberi tra il personale di volo e di terra, gli oltre 2.500 esternalizzati e il piano della nuova Alitalia che scarica le attivita' di terra''. A sostenerlo, di fronte al piano ''Fenice'' di rilancio di Alitalia, e' la Cub-Trasporti che in una nota conferma lo sciopero nazionale del 17 settembre, quando il personale della compagnia si asterra' dal lavoro per 4 ore, dalle 12 alle 16. Per la Cub Trasporti, in particolare, ''l'handling, le manutenzioni, il call-center, l'informatica, l'amministrazione, il cargo e gli altri settori devono restare nella compagnia''. Forti critiche, dunque, sul progetto 'Fenice', che per la confederazione unitaria di base ''non e' un rilancio della compagnia ma un insieme di interventi che, se attuati, rappresenterebbero il colpo mortale per il trasporto aereo italiano''. 4 settembre 2008 - Ansa ALITALIA: CUB-TRASPORTI CONFERMA SCIOPERO DEL 17 SETTEMBRE (ANSA) - MILANO, 4 SET - La Cub-Trasporti ha confermato lo sciopero nazionale del 17 settembre del personale Alitalia. lavoratori si asterranno dal lavoro per 4 ore, dalle 12 alle 16. ''La Cub Trasporti - viene sottolineato in un comunicato del sindacato - ritiene inaccettabili gli oltre 5.000 esuberi tra il personale di volo e di terra, gli oltre 2.500 esternalizzati e il piano della nuova Alitalia che scarica le attivita' di terra. L'handling - afferma la Cub-Trasporti - le manutenzioni, il call- center, l'informatica, l'amministrazione, il cargo e gli altri settori devono restare nella compagnia''. Per l'organizzazione sindacale il progetto 'Fenice', il piano di rilancio di Alitalia, ''non e' un rilancio della compagnia ma un insieme di interventi che, se attuati, rappresenterebbero il colpo mortale per il trasporto aereo italiano''. CENTRALINISTE LICENZIATE: DOMANI 'STRIP CONFERENZA' A MILANO (ANSA) - MILANO, 4 SET - ''Venerdi' saro' nuda come tutti i precari, venerdi' saro' nuda come tutte le lavoratrici senza sicurezza, venerdi' saro' nuda perche' nessun Governo mi ha vestito di diritti, venerdi' saro' nuda perche' non ho reddito di cittadinanza, venerdi' saro' nuda come mi ha lasciato la legge Biagi'': una dopo l'altra, tutte in kimono, le 11 precarie licenziate dall'ospedale di Legnano tornano su You Tube per lanciare l'invito alla 'strip-conferenza' di domani. L'appuntamento, fissato alle 11 al teatro della Cooperativa di Milano, sara' mandato in diretta, ovviamente web, da c6.tv. Nell'occasione, le precarie che, dopo aver perso il lavoro, tre giorni fa si erano messe all'asta sempre su You Tube, lanceranno uno sciopero generale di tutte le precarie e i precari per il 19 settembre. ''Venerdi' mattina sara' possibile vederci senza veli, non abbiamo paura di mettere in gioco i nostri corpi - dichiara Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di Legnano - gia' siamo gia' state spogliate dei diritti''. Oltre a giornalisti, tv e fotografi, le precarie invitano alla conferenza anche eventuali nuovi datori di lavoro. SCUOLA: COBAS, 17 OTTOBRE SCIOPERO CONTRO MAESTRO UNICO (ANSA) - ROMA, 4 SET - Sciopero generale della scuola il 17 ottobre contro il maestro unico e la politica scolastica di Berlusconi-Tremonti-Gelmini. Lo hanno proclamato i Cobas della scuola e le altre forze del 'sindacalismo antagonista', Cub e Sdl. ''Il Governo vuole tagliare 70 mila posti di insegnanti e 43 mila di Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi), a cui si aggiungono i 47 mila posti gia' soppressi dalla Finanziaria Prodi, per un totale inaudito di 160 mila posti in meno: il che si tradurrebbe, oltre che nella massiccia espulsione di precari - osserva il leader dei Cobas Piero Bernocchi - nell'aumento a dismisura degli alunni per classe, nella riduzione delle materie e delle ore di lezione, nell'attacco al tempo pieno e prolungato e al sostegno all'handicap, nella cancellazione delle scuole con meno di 500 alunni. Nella foga distruttiva, Berlusconi-Tremonti-Gelmini vogliono addirittura imporre alle elementari il ritorno all' oramai inverosimile maestro unico tuttologo degli anni '50 e '60 del secolo scorso, che, oltre a far sparire altre decine di migliaia di posti, immiserirebbe un insegnamento che ha reso la scuola elementare italiana apprezzatissima nel mondo, tramite la pluralita' docente che ha approfondito la conoscenza disciplinare e lo spirito di collaborazione''. I Cobas invitano quindi a far corrispondere a ''cotanto attacco''e una risposta, da parte di docenti, Ata, studenti, genitori e cittadini interessati alla scuola pubblica, ''altrettanto poderosa''. 4 settembre 2008 - Dire La strip conference delle ex centraliniste di Legnano ROMA - Le undici ex precarie dell'Ospedale di Legnano,
licenziate dopo sei anni di contratto a tempo determinato per l'applicazione del
"decreto Brunetta", dopo la provocazione di vendersi all'asta per un posto di
lavoro, hanno annunciato la loro strip conference. 4 settembre 2008 - Adnkronos SCUOLA: COBAS, SCIOPERO GENERALE
CONTRO POLITICA SCOLASTICA Roma, 4 set. - (Adnkronos) - Autunno caldo per la scuola. Dopo i segnali di lotta gia' dati dagli insegnanti precari, anche i Cobas scenderanno in piazza contro il maestro unico e l'intera politica scolastica di Berlusconi-Tremonti-Gelmini. Lo sciopero generale, a cui parteciperanno le principali forze del sindacalismo antagonista, CUB e Sdl, e' stato convocato per il 17 ottobre. "L'anno scolastico - dichiara il portavoce nazionale dei Cobas della scuola, Piero Bernocchi - si apre sotto il peso dell'aggressione massiccia alla scuola pubblica da parte del governo Berlusconi, che, raccolto il peggio delle politiche di Berlinguer, Moratti e Fioroni, cerca di assestare il colpo definitivo alla scuola pubblica, impoverendola e ridicolizzandola all'inverosimile". "Il governo - continua Bernocchi - vuole tagliare 70 mila posti di insegnanti e 43 mila di ATA, a cui si aggiungono i 47 mila posti gia' soppressi dalla Finanziaria Prodi, per un totale inaudito di 160 mila posti in meno". Secondo Bernocchi, questo si tradurrebbe "in una massiccia espulsione di precari, nell'aumento a dismisura degli alunni per classe, nella riduzione delle materie e delle ore di lezione, nell'attacco al tempo pieno e prolungato e al sostegno all'handicap, nella cancellazione delle scuole con meno di 500 alunni. Berlusconi-Tremonti-Gelmini vogliono addirittura imporre alle elementari il ritorno all'oramai inverosimile maestro unico tuttologo degli anni '50 e '60 del secolo scorso". Questo vorrebbe dire, spiega Bernocchi, "immiserire un insegnamento che ha reso la scuola elementare italiana apprezzatissima nel mondo, tramite la pluralita' dei docenti". "Ma il governo se ne frega della didattica e pensa solo di ottenere nuovi risparmi ai danni di una scuola gia' prossima al collasso. I primi a farne le spese - continua Bellocchi - oltre agli studenti, saranno i docenti e ATA precari espulsi dalla scuola dopo magari venti anni di contratti a tempo determinato. Infine, la ministra Gelmini pensa di dare una parvenza di grottesca serieta' al tutto tramite il ripristino del voto di condotta, che da solo comporterebbe bocciatura se insufficiente. A cotanto attacco - sostiene Bernocchi - deve corrispondere una risposta da parte di docenti, Ata, studenti, genitori e cittadini interessati alla scuola pubblica, altrettanto poderosa". Dopo i segnali di lotta dati dai precari, Bernocchi invita tutti coloro che vogliono difendere la scuola pubblica a aprtecipare allo sciopero generale del 17 ottobre. 4 settembre 2008 - Dire CASA. V.PINCHERLE, ASIA-RDB: PROPRIETÀ NON VUOLE ACCORDO (DIRE) Roma, 4 set. - Questa mattina una rappresentanza degli inquilini di via Pincherle ha incontrato l'amministratore delegato del gruppo assicurativo Fata/Generali, il dottor Rispoli, e il presidente della societa' proprietaria degli appartamenti. Insieme agli inquilini erano presenti alcuni sindacalisti dell'Asia Rdb, il presidente del Municipio XI Andrea Catarci e il presidente della commissione Lavori pubblici e casa della Regione Lazio, Giovanni Carapella. "Gli inquilini- si legge in un comunicato dell'Asia- hanno sottoposto all'amministratore delegato la richiesta di rinviare la data del 15 settembre 2008, imposta dal gruppo Fata come termine ultimo per coloro che vogliono optare per l'acquisto degli appartamenti. Nel rispondere, l'amministratore delegato ha mostrato non solo arroganza ma e' apparso infastidito dalla legittima aspettativa degli inquilini. Ha parlato solo della possibilita' di un rinvio tecnico di pochi giorni. Poi l'intera faccenda passera' nelle mani del gruppo immobiliare Giacomazzi Real Estate. È chiaro- sostiene il sindacato- che l'impegno definito con la Giacomazzi Re sta minando la possibilita' di trovare un accordo. L'atteggiamento della Fata e' pilatesco e truffaldino. Da una parte se ne lava le mani e dall'altra intasca i 43 milioni di euro da Giacomazzi. Mentre fa questo lascia letteralmente nei guai centinaia di inquilini". "Oggi pomeriggio- conclude la nota- alle 16.30 si svolgera' un'assemblea in via Pincherle 153/169 e gli inquilini insieme all'Asia decideranno il da farsi. Possiamo dire fin da ora che con la mobilitazione di questa mattina e' iniziata una campagna permanente volta a costringere la proprieta', sia essa Fata o Giacomazzi, ad ascoltare le nostre ragioni". 4 settembre 2008 - Rainews 24 Precarie in 'strip-conferenza' su YouTube per il diritto al lavoro Milano - Precarie nude contro i
licenziamenti. E' su youtube la protesta delle ex centraliniste dell'ospedale di Legnano.
"Venerdi' saro' nuda come tutti i precari, venerdi' saro' nuda come tutte le
lavoratrici senza sicurezza, venerdi' saro' nuda perche' nessun Governo mi ha vestito di
diritti, venerdi' saro' nuda perche' non ho reddito di cittadinanza, venerdi' saro' nuda
come mi ha lasciato la legge Biagi": una dopo l'altra, tutte in kimono, le 11
precarie licenziate dall'ospedale di Legnano tornano su You Tube per lanciare l'invito
alla 'strip-conferenza' di domani. 4 settembre 2008 - Corriere della Sera La strip-conferenza annunciata con
un video su YouTube Legnano - Questa volta il video si apre con le ex centraliniste dell'ospedale di Legnano sedute a semicerchio, ognuna con un cartello tra le mani: addosso, solo vestaglie variopinte. La prima si alza in piedi, fissa la telecamera e, seria, esordisce: «Venerdì sarò nuda come tutti i precari». Le altre seguono a ruota: «Sarò nuda come nudi sono i lavoratori che muoiono nei cantieri», «...nuda come tutte le donne che lavorano senza sicurezza». Le ex addette al call center dell'Asl di via Candiani, di fatto senza lavoro da lunedì, non demordono, anzi. Dopo il primo video messo su YouTube in cui annunciavano l'intenzione di mettersi all'asta in cambio di un posto di lavoro, le undici donne giocano ancora la carta della provocazione. In veste da camera, davanti all'obiettivo, danno il loro annuncio: tutte come mamma ci ha fatto, in occasione di una strip-conferenza organizzata per domani mattina a Milano, al teatro della Cooperativa di via Hermada. Nude «come nuda mi ha messo la legge Biagi», dice nel video una di loro, oppure «perché nessun governo mi ha vestita di diritti». Le undici ex telefoniste dell'ospedale di Legnano, che per sei anni hanno lavorato con un contratto interinale rinnovato di volta in volta, non ci stanno a stare zitte e rimanere a casa. «È il nostro dramma di lavoratrici precarie spiega Ornella Cameran, delle Rappresentanze sindacali di base : ci dicevano che il nostro contratto sarebbe stato rinnovato per almeno altri otto mesi, noi ci siamo fidate, siamo state buone e abbiamo sbagliato. Ora, al posto nostro, rispondono persone che fisicamente stanno in Sicilia e noi siamo fuori». Dall'ospedale si spiega che non c'è stato nessun licenziamento, perché le lavoratrici erano state messe a disposizione da un'azienda di lavoro interinale. E poi c'è il decreto del ministro Brunetta, che «vieta il rinnovo del contratto agli interinali che hanno lavorato più di tre anni in un quinquennio». «È una vicenda dolorosa dice il direttore generale dell'Azienda ospedaliera, Carla Dotti ma noi rispettiamo la legge». Ma le ex call center non mollano: oggi YouTube e, domani, conferenza stampa con strip di protesta. 4 settembre 2008 - Inviato Speciale Centraliniste allasta Licenziate dallospedale di Legnano
(cittadina a nord di Milano), che ha deciso di affidare i servizi telefonici ad un call
center siciliano, undici dipendenti hanno inscenato una singolare e drammatica protesta:
con lo slogan "Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle" si sono
messe allasta su You Tube. 4 settembre 2008 - Il Venezia Actv. Diffida della Cub Trasporti
che proclama lo stato d'agitazione, Venezia - A sentire l'Actv, il colpo in canna i sindacati ce l'avevano già pronto da due settimane. Il caso però ha voluto che ieri pomeriggio una giornalista romana, a Venezia per la Mostra del Cinema, acquistasse un biglietto da 5,60 euro all'Accademia per poi vedersi negare la convalida al momento del 'bip'. Il suo biglietto era vuoto, e lei aveva buttato via la ricevuta. Ne è uscito un piccolo putiferio, con la dipendente di Vela accusata di truffa, la polizia a sedare gli animi, e l'inevitabile capannello di curiosi. «Non sarebbe successo se quest'estate non ci fosse stato il caso di persone che lucravano sulle vendite», minimizzano dall'Actv. Eppure succede ancora che qualche biglietto venga regolarmente caricato, per risultare regolarmente nullo davanti alla macchinetta. Dall'azienda promettono ulteriori verifiche, nel frattempo un consiglio: «Tenete sempre la ricevuta, ci basiamo sulla buona fede ma abbiamo sempre modo di fare tutti controlli del caso». Per i sindacati, manco a dirlo, l'episodio di ieri è stato meglio di invito a nozze; con la Cub Trasporti che proclama lo stato di agitazione, chiede a gran voce la sospensione temporanea della vendita di ticket elettronici, e il ritorno del cartaceo. «Almeno fino a quando tutto non sarà funzionante - spiega Giampietro Antonini della Cub - E se anche questa volta l'azienda non ci darà ascolto immediatamente siamo pronti a mettere in atto le eventuali iniziative di protesta». Un inizio settimana di fuoco insomma per l'Actv, con il sindaco Cacciari che lunedì s'inalbera davanti un vaporetto della linea 3 vuoto, e ordina («il mio è stato solo un consiglio», ha ridimensionato ieri) di far salire a bordo anche i turisti, soprattutto negli approdi promiscui (dove si ferma anche l'1). Detto fatto, il giorno dopo c'era già pronta la disposizione di servizio a tutto il personale. Potere del sindaco. «Non serve essere dei geni per capire che se sono pochi non disturbano i veneziani», ha aggiunto. La decisione di caricare a bordo anche i turisti è comunque a discrezione del capitano, che dovrà valutare di volta in volta a seconda del carico presente. L'assessore al turismo, Augusto Salvadori, applaude: «La linea 3 che viaggia vuota è antieconomica - commenta - Il sindaco ha ragione». Domanda. Ma allora perchè attivarla? «La finalità era giusta: fare in modo che i veneziani non viaggiassero stipati come sardine - continua Salvadori - Ma sul piano pratico abbiamo visto che le cose stanno diversamente». Fino al 30 settembre comunque procederà così com'è, turisti compresi. Poi il Comune deciderà cosa farne. «Il 15 avremo i dati, con l'affluenza in tutti i periodi dell'anno - spiega il sindaco - Sappiamo già che viaggia vuota, ma valuteremo sui numeri». Le ipotesi sono due: mantenerla, oppure potenziare la linea 1: «Con corse ogni cinque minuti come se fosse una metropolitana», dice Cacciari. Che aggiunge: «Sapevamo che il trasporto in Canal Grande andata rinvigorito, comunque non si tornerà mai alla situazione precedente». Vale a dire, appunto, alle sardine stipate. I sindacati sono critici, e questa volta puntano il dito sulla 'sfuriata' del sindaco: «La linea 3 era nata come riservata e il personale faceva il proprio dovere, rispettava gli ordini», dice Antonini. E infatti, il dispaccio ufficiale (n. 316), mezza giornata dopo, è arrivato. «Ho solo invitato i funzionari Actv a usare il cervello e il buon senso», conclude Cacciari.(E.C.) 4 settembre 2008 - Corriere del Veneto Trasporti Il sindaco: «Così è uno
spreco, VENEZIA Le decisioni conclusive sono rinviate a
metà settembre, ma l'aria che tira intorno al destino della linea 3 sembra soffiare in
un'unica direzione, la soppressione. Lo lascia intendere lo stesso sindaco che ieri, nel
giorno in cui la linea è stata ufficialmente aperta anche ai turisti, ha annunciato nuove
ipotesi: «Di sicuro non torneremo alla situazione che precedeva l'introduzione della 3
per i residenti ha detto Cacciari - ma si dovrà capire se vale la pena andare
avanti così oppure cercare soluzioni diverse, per esempio una linea 1 potenziata con
battelli ogni cinque minuti, sulla falsariga dei sistemi metropolitani ». Con il mese di
settembre la città potrebbe dunque già dire addio alla linea 3 che nelka sua breve vita
ha dato più dolori che gioie: tre milioni di euro investiti per una media di venti
persone a bordo, anche quando (da agosto) è stata prolungata fino al Lido. Per stabilire
il da farsi, l'amministrazione comunale attende entro la prossima settimana l'esito dei
monitoraggi che Actv ha condotto in questi mesi sulla linea, ma intanto l'azienda sta già
simulando, sulla carta, la riorganizzazione del servizio: sparirebbe la 3 e la linea 1
verrebbe rinforzata in certe fasce orarie e in alcuni tratti, per esempio al mattino il
tragitto da Piazzale Roma a Rialto e quello inverso al pomeriggio; così il tratto San
Marco-Lido potrebbe essere rafforzato nei mesi estivi e in particolari occasioni. 4 settembre 2008 - Il Centro Incontro con Roselli PESCARA - Il precariato nella sanità pubblica abruzzese è stato il tema al centro dellincontro tra il presidente del Consiglio dellAbruzzo, Marino Rosselli, e i rappresentanti sindacali Mario Frittelli (Rdb/Cub) e Marco Di Matteo (Cobas). Sono circa 700 i precari delle sei Asl dellAbruzzo che hanno bisogno di una stabilizzazione e i sindacati hanno chiesto interventi concreti. I sindacati ritengono necessario stabilizzare tutti i precari della sanità pubblica per cui «va rivista la legge che afferma che gli aventi diritto alla stabilizzazione sono quelli con contratto di lavoro in essere dal 31/12/2007». Il presidente Roselli ha fissato per giovedì 11, a palazzo dellEmiciclo a LAquila, un incontro tra una delegazione di precari, i rappresentanti sindacali e la conferenza dei capigruppo. 4 settembre 2008 - Il Gazzettino LA DENUNCIA Venezia - Per oltre un'ora il sospetto è stato che il bigliettaio di Vela si fosse intascato i 6 euro e 50 del titolo appena emesso. In realtà quei soldi sarebbero stati fatti "sparire" da Imob: registrati nel server, ma non nel biglietto elettronico che risultava vuoto. Una crepa nel nuovo sistema, su cui poggia tutta la nuova bigliettazione Actv, e che apre interrogativi inquietanti per quanti (passeggeri e personale) debbono fidarsi di tessere che non sarebbero invece così affidabili. Questo almeno è il sospetto che solleva Cub-Trasporti.ùL'occasione, un incidente capitato nel primo pomeriggio di ieri all'Accademia. Una turista romana acquista un chip on paper che però, al passaggio davanti alla validatrice, risulta vuoto. La donna si infuria, ne chiede conto al bigliettaio che replica di aver regolarmente venduto il biglietto con ricevuta, che però non si trova. La turista non molla e chiama la polizia. Per oltre un'ora proseguono le verifiche, con gli agenti sul posto, fino a quando il server dell'Actv non conferma la versione del bigliettaio: il titolo è stato venduto, ma perché non sia comparso sul titolo di viaggio non si sa. «In queste condizioni siamo intenzionati a chiedere la sospensione dell'Imob per tornare al cartaceo - spiega per Cub-Trasporti, Giampietro Antonini - che è molto più sicuro per tutti». A sentire Antonini, gli episodi sarebbero stati più d'uno: sempre ieri, all'Accademia, un'altra turista ha riferito agli agenti di essersi trovata con un biglietto giornaliero vuoto, di cui però aveva conservato la ricevuta.«Per non parlare del caso dei due verificatori i cui palmari davano risultati diversi per tessere identiche. La settimana scorsa avevamo già avuto una riunione su questi temi con l'azienda e il suggerimento era stato di emettere una ricevuta per ogni biglietto. Ma con che sicurezza si può lavorare in questo modo?».(R.Br.) "Foresti" a bordo, schiaffeggia il marinaio VENEZIA - (r. br.) L'avvocato veneziana, di fronte a quei presunti "foresti" saliti sulla linea 3, è andata su tutte le furie. E dopo aver proferito l'immancabile "non sapete con chi vi siete incrociati", ha pure schiaffeggiato il marinaio. Inconvenienti di un mestiere che, tra vaporetti riservati e regole mutanti, sta diventando sempre più ingrato per il personale Actv. Lo denuncia Cub-Trasporti, in una lettera aperta in cui sottolinea come sia stato il sindaco ad aver voluto la linea 3. Quello stesso Cacciari che, lunedì scorso, si è infuriato con il personale in servizio a San Tomà «perché si ostinava a fare diligentemente il proprio lavoro», cioè ad applicare delle regole quantomeno difficili da far capire. Lo dimostra anche l'episodio dell'avvocato, che risale pure a lunedì. Il mezzo era semivuoto, ma la donna davanti a quegli stranieri sul "suo" battello si era comunque scagliata contro pilota e marinaio, a cui aveva chiesto i nomi. I due avevano fornito solo i numeri di matricola, chiedendo all'avvocato di presentarsi. E a questo punto era partito lo schiaffo al malcapitato marinaio. L'avvocato, in realtà, poi si era pentita, tanto da andare il giorno dopo a scusarsi con gli ispettori. L'episodio resta comunque indicativo di un clima difficile. E la nuova disposizione sul 3 non farà che peggiorare le cose. «Si scaricano sui lavoratori le responsabilità - conclude Gianpietro Antonini - quella dicitura sulla "residua capacità di carico" è sibillina». E a Cacciari i Cub chiedono l'«umiltà di prendere atto pubblicamente del fallimento di un'operazione, che si è rilevata d'immagine e di cui alla fine resterà solo l'aumento del biglietto» 4 settembre 2008 - Bari Live Piattole a gogò nei vecchi container che ospitano provvisoriamente il personale in servizioAreoporto di Bari: fra i VVFF è polemica Ma il comandante, che viene ascritto a fede berlusconiana, nega e rdimensiona Bari - Non bastano i problemi causati dall'effettivo declassamento dell'areoporto di Bari dopo l'annunciato abbandono della futura Neo-Alitalia: sta arrivando al calor bianco lo scontro fra comandante dei Vigili del Fuoco (in quota Forza Italia) e una parte delle Rappresentanze sindacali di Base (la Uil) a causa di quelle che vengono denunciate come condizioni disumane di lavoro, o meglio di riposo, su materassi pieni di piattole e altre delizie a otto o sei zampe, "Siamo costretti a riposare su materassi vecchi e fatiscenti, pieni di insetti, sporchi e ormai inservibili" ci denuncia al telefono il RDB sindacale della UIL. "Il comandante non vuole parlare con noi, dice che che prima dobbiamo smettere di fare i sindacalisti" continua il rappresentante. "Ci sono stati e ci sono atteggiamenti di mobbing vero e proprio, per non parlare dello stile antisindacale del Comandante" rincara. L'altra campana è ovviamente su altre tonalità: " Stiamo ristrutturando la palazzina adibita a sede dei VVFF - precisa Giovanni Micunco, il Comandante - e sono stati gli stessi vigili a preferire quei vecchi container per non allontanarsi troppo dal luogo di lavoro. In realtà questa polemica è montata da un paio di personaggi che nemmeno lo stesso sindacato riconosce. Ha notato che a firmare le lettere e le denunce mancano Cisl e Cgil? - Mi chiede. Sì, l'abbiamo notato e a dire il vero non siamo ancora riusciti a contattare gli altri due terzi della Triplice. A lato, comunque, riportiamo una lettera indirizzata a Roma, ai vertici del Ministero dell'Interno. E ci ripromettiamo di verificare con i nostri occhi, pardon con le nostre macchine fotografiche digitali quanto sta accadendo all'areoporto di Bari fra i Vigili del Fuoco. 4 settembre 2008 - Il Messaggero PESCARA. Incontro, ieri nella sede del Consiglio regionale... PESCARA - Incontro, ieri nella sede del Consiglio regionale a Pescara, tra Marino Roselli, presidente del Consiglio, e i rappresentanti sindacali Mario Frittelli (Rdb-Cub) e Marco Di Matteo (Cobas), sulla situazione dei circa 700 precari delle sei Asl abruzzesi. Frittelli: «Un incontro chiarificatore sulla necessità di stabilizzare i precari della sanità pubblica». I sindacati ritengono necessario aprire subito un confronto sullesigenza che la stabilizzazione riguardi tutto il personale del comparto, sulla rivisitazione del comma 5 dellarticolo 3 della legge 5/2008 dove si afferma che gli aventi diritto alla stabilizzazione sono quelli con contratto di lavoro in essere dal 31 dicembre 2007, la proroga dei termini di presentazione dei piani di stabilizzazione. Roselli ha fissato per giovedì 11, a Palazzo dell Emiciclo a LAquila, un incontro tra una delegazione di precari e rappresentanti sindacali e la conferenza dei capigruppo consiliari. S.Marinella. Lassessore al personale Eugenio Fratturato non demorde... S.Marinella - Lassessore al personale Eugenio
Fratturato non demorde: bacchetta i sindacati, annuncia nuove verifiche e corsi di
formazione del personale del Comune. Il vice sindaco di Santa Marinella non ha gradito
lintervento della Uil che lo ha diffidato dalleffettuare ulteriori controlli a
sorpresa negli uffici comunali e replica asserendo che seguiterà nella sua opera di
moralizzazione e lotta allassenteismo. Precisa però che non ha effettuato «blitz
ma semplici controlli sollecitati tra laltro dai cittadini. Come assessore al
personale mi compete adoperarmi affinché tutti i dipendenti facciano il loro dovere.
Quando mi sono insediato ho trovato una situazione difficile dal punto di vista
organizzativo. Il mio impegno verterà quindi nella miglior distribuzione dei carichi di
lavoro. In poche parole - prosegue Fratturato - voglio riequilibrare le cose e fare in
modo che ognuno abbia la percentuale di lavoro in base allo stipendio che percepisce.
Lamministrazione intende dare i giusti meriti ai dipendenti che operano con costanza
e impegno e si comportano con cortesia verso i cittadini. Si deve instaurare un rapporto
di fiducia tra dipendenti e utenti, basato su trasparenza e chiarezza
dellinformazione. I "fannulloni", come li definisce il ministro Brunetta,
non devono essere coperti dai politici o dai responsabili di servizio, né tantomeno dai
sindacati». 4 settembre 2008 - Tempo Stretto Cooperativa Futura, ancora niente da
fare per le spettanze arretrate Messina - Non sono bastati sei mesi di ritardo, tavoli, confronti e scontri amministrativi ai lavoratori della cooperativia Futura per ottenere le spettanze arretrate. In realtà, come già spiegato, la scorsa settimana il Comune aveva staziato 141.000 euro, sequestrati in un primo momento dalla Serit perché la Cooperativa risulta non in regola con il pagamento delle tasse, dissequestrati vista la destinazione delle somme, ma alla fine mai arrivati nelle tasche dei dipendenti. La dirigenza ha infatti dirottato le somme al pagamento di altre "necessità", come aveva annunciato. Per questo Rdb/Cub Pubblico Impiego, così come gli altri sindacati, resta sul piede di guerra, scagliandosi contro il presidente Conti: «In una riunione con i lavoratori della stessa cooperativa, aveva già messo le mani avanti sostenendo che c'era qualche disagio, che non poteva pagare la luce e altre cose. Però, in campagna elettorale "il Conti" rassicurava tutti, spiegando che i pagamenti degli stipendi sarebbero stati puntuali e nello stesso tempo suggeriva che doveva essere eletto. Alla fine della tormentata fase elettorale, Conti veniva eletto anche e soprattutto con i voti dei lavoratori della cooperativa: bel guadagno, erano solo promesse del classico politico di turno. Secondo il sindacato di base, i 141.000 euro versati dal Comune a Conti, dovevano essere girati ai lavoratori. «Non avendo ottemperato il Conti alla giusta azione - si legge in conclusione - si potrebbe prospettare un reato come lappropriazione indebita delle somme dei lavoratori, un reato molto grave. Nonostante ciò, cè chi giura che avrà la proroga a continuare il servizio fino a dicembre. Le RdB/CUB sosterrà tutti gli iscritti e i lavoratori che vorranno partecipare ad unazione giudiziaria, per ottenere tutte le spettanze arretrate fino ad Agosto, chiedendo anche i danni morali e civili». 4 settembre 2008 - La Nuova Venezia Critiche e proposte dopo
lapertura ai turisti Venezia - Piovono e critiche allindomani della
decisione di Actv di aprire i «deserti» battelli di linea 3 anche ai turisti:
disposizione su ordine del sindaco Cacciari, infuriato dal fatto che i vaporetti riservati
ai titolari di imob girassero vuoti. Intanto unImob non si carica:
polizia allAccademia, ma era tutto regolare. Tensioni Cobas-Vela Venezia - Giornata turbolenta, ieri, in casa Actv: in
mattinata, il cambio di un vaporetto di linea 1 è andato in blocco e il mezzo è andato a
sbattere piuttosto violentemente contro limbarcadero di San Stae, mentre verso le 14
la polizia è dovuta intervenire al pontile dellAccademia, chiamata da una
giornalista che - acquistato un biglietto da 6,50 euro - al momento di «bippare» ha
scoperto che la sua card era scarica, andando su tutte le furie temendo un raggiro. 4 settembre 2008 - Il Bologna Mobilitazione. Assemblea dei Cobas Bologna - Appuntamento al 16 settembre con l'assemblea delle scuole di Bologna che si riunirà per decidere la mobilitazione contro il decreto Gelmini. Il Cub promette scioperi e ogni forma di mobilitazione. 3 settembre 2008 - Asca ALITALIA: REGIONE LAZIO, COINVOLGERE ISTITUZIONI LOCALI (ASCA) - Roma, 3 set - Forte preoccupazione per lo stato in cui versa Alitalia, sia per il futuro dell'azienda, sia per le ricadute occupazionali che il nuovo assetto potrebbe comportare, direttamente o nell'indotto, e una richiesta di coinvolgimento delle istituzioni locali nel piano di rilancio della compagnia ex di bandiera. E' quanto scaturito oggi dal Tavolo Interistituzionale per Alitalia, presieduto dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, presenti il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, oltre i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Cub, Anpac, Anpav, Up e Avia. Il tavolo ha espresso, ''con particolare vigore e rammarico'', si legge in una nota, ''che le istituzioni locali non siano state finora coinvolte nel processo di riorganizzazione della compagnia di bandiera''. ''Le istituzioni locali - spiega la nota - chiedono di essere coinvolte nella discussione sul merito del piano industriale. Si richiede pertanto incontro con il governo, al fine di superare questi limiti e discutere in modo piu' esaustivo degli assetti futuri di Alitalia. Nel merito il tavolo interistituzionale ritiene che, qualunque soluzione debba prevedere: che la compagnia abbia carattere intercontinentale; la centralita' del ruolo dello scalo di Fiumicino e il suo potenziamento; l'estensione degli ammortizzatori sociali sia per i dipendenti diretti che per quelli dell'indotto. L'estensione del perimetro aziendale della nuova societa' all'intero processo produttivo''. 3 settembre 2008 - Dire SCUOLA BOLOGNA. ASSEMBLEA CUB CONTRO DECRETO GELMINIIL 16 SETTEMBRE SI DECIDERANNO MODALITA' MOBILITAZIONE (DIRE) Bologna, 3 set. - Dopo la pubblicazione di ieri in Gazzetta Ufficiale della riforma scolastica Gelmini, anche il Cub-Rdb di Bologna alza la voce e si prepara a scendere in piazza per "difendere il tempo pieno e la pluralita' dell'insegnamento nella scuola elementare". Il prossimo 16 settembre, l'assemblea delle scuole di Bologna si riunira' per organizzare la mobilitazione, che nei prossimi mesi portera' ad assemblee sindacali, scioperi e azioni di protesta. "Nel cuore della notte e' stato inferto l'ennesimo colpo al corpo vivo della scuola primaria pubblica e ai suoi insegnanti: il consiglio dei ministri ha approvato il decreto Gelmini che annulla cinquant'anni di percorsi, esperienze e dibattiti pedagogici riesumando l'insegnante unico". Cosi', in una nota, il Cub commenta il ritorno del maestro unico alle elementari, e porta alla luce lo scontento di un folto gruppo di lavoratori delle scuole primarie di Bologna. Per il Cub, "il movente che guida questo e gli altri provvedimenti e' la sottrazione di risorse al mondo del lavoro: i 150 mila posti tagliati in tre anni, l'eliminazione dei precari utilizzati per decenni a copertura di vuoti d'organici e la negazione del diritto allo studio per i figli dei lavoratori". Se da un lato infatti "il governo si riempie la bocca con proclami inneggianti all'efficienza e alla qualita', dall'altro indebolisce fino all'abbattimento totale l'istruzione pubblica". Nella nota, il Cub coglie anche l'occasione per ribadire "la latitanza delle confederazioni sindacali istituzionali", e rilancia i due appuntamenti nazionali gia' in calendario: "Lo sciopero del personale precario della scuola, previsto per il 19 settembre, e lo sciopero generale nazionale del 17 ottobre, con manifestazione a Roma". 3 settembre 2008 - Adnkronos ALITALIA: REGIONE LAZIO, SIA
PREVISTA CENTRALITA' SCALO DI FIUMICINO Roma, 3 set. - (Adnkronos) - Si e' riunito oggi il Tavolo Interistituzionale per Alitalia, presieduto dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Alla riunione erano presenti il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, oltre i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Cub, Anpac, Anpav, Up e Avia. "Il tavolo - si legge in una nota - ha espresso forte preoccupazione per lo stato in cui versa Alitalia, sia per il futuro dell'azienda, sia per le ricadute occupazionali che il nuovo assetto potrebbe comportare, direttamente o nell'indotto. In particolare il tavolo ha espresso, con particolare vigore e rammarico, che le istituzioni locali non siano state finora coinvolte nel processo di riorganizzazione della compagnia di bandiera. Pertanto le istituzioni locali chiedono di essere coinvolte nella discussione sul merito del piano industriale". "Si richiede pertanto incontro con il governo - continua la nota - al fine di superare questi limiti e discutere in modo piu' esaustivo degli assetti futuri di Alitalia. Nel merito il tavolo interistituzionale ritiene che, qualunque soluzione debba prevedere: che la compagnia abbia carattere intercontinentale; la centralita' del ruolo dello scalo di Fiumicino e il suo potenziamento; l'estensione degli ammortizzatori sociali sia per i dipendenti diretti che per quelli dell'indotto. L'estensione del perimetro aziendale della nuova societa' all'intero processo produttivo". POMPEI: CERASOLI (UIL), SÌ ALLE ASSEMBLEE MA SENZA DANNI AI VISITATORIIL SEGRETARIO GENERALE CONTRO LA CISL, 'COSÌ SI PERDONO CREDIBILITÀ E RISORSE FINANZIARIÈ Pompei (Na), 3 set. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - All'indomani della riapertura al pubblico delle undici domus chiuse per circa venti anni, è caos tra i sindacati, uniti nel chiedere un tavolo di concertazione tra la struttura commissariale e la sovrintendenza, ma divisi su altri fronti: Cgil, Uil, Flp, Unsa e Rdb hanno infatti preso le distanze dalla convocazione dell'assemblea sindacale da parte della Cisl, che ha provocato il posticipo di due ore dell'apertura dei cancelli ai turisti. «Non mi sono mai sognato di contestare lo svolgimento delle assemblee - ha ribadito in una nota il segretario della Uil Gianfranco Cerasoli - bensì l'uso demagogico e controproducente che se ne è fatto a Pompei poichè la consultazione dei lavoratori poteva essere fatta ugualmente senza danneggiare i visitatori e la stessa Pompei che ha perso ancora una volta credibilità e risorse finanziarie». Nella nota diffusa oggi dalla segreteria nazionale della Uil, si ribadisce anche che la gara per assumere sette vigilantes privati, decisa dal commissario Profili, va annullata e si sottolinea anche che «le risorse poco meno di 1 milione di euro servono come non mai per l'attività di tutela». Pertanto, il sindacato afferma che «andrà avanti nel sostenere le proprie denunce». Nella nota si sottolinea che «l'incontro di ieri del commissario Profili con i vertici del Mibac non è stato così tranquillo e sereno come oggi qualche giornale riporta». «Ho la sensazione che Profili - ha fatto sapere Cerasoli - non abbia compreso il senso dell'incontro di ieri poichè deve cambiare assolutamente i comportamenti e deve relazionarsi urgentemente con il soprintendente di Napoli e Pompei Guzzo, in vista della riunione della prossima settimana che servirà metterà fine a questo stillicidio su Pompei». 3 settembre 2008 - Agi SANITA: PRECARI, ROSELLI INCONTRA SINDACATI(AGI) - Pescara, 3 set. - Si e tenuto questa mattina, nella sede del Consiglio reg1i1onale a Pescara, lincontro tra Marino Roselli, presidente del Consiglio dellAbruzzo, e i rappresentanti sindacali Mario Frittelli (RdB/Cub) e Marco Di Matteo (Cobas), sulla situazione dei circa 700 precari delle sei Asl abruzzesi. "Un incontro chiarificatore - lo ha definito Frittelli - sulla necessita di stabilizzare i precari della sanita pubblica". Diversi i punti su cui i sindacati ritengono necessario aprire subito un confronto: lesigenza che la stabilizzazione riguardi tutto il personale del comparto, la rivisitazione del comma 5 dellart. 3 della Legge 5/2008, nel quale si afferma che gli aventi diritto alla stabilizzazione sono quelli con contratto di lavoro in essere dal 31/12/2007, e ancora, la proroga dei termini di presentazione dei piani di stabilizzazione. Il presidente Marino Roselli ha fissato per giovedi 11 settembre, a palazzo dellEmiciclo a LAquila, un incontro tra una delegazione di precari e rappresentanti sindacali e la conferenza dei Capigruppo. 3 settembre 2008 - Il Manifesto PRECARIE DI LEGNANO «STRIP CONFERENCE» E SCIOPERO IL 19 Prosegue la battaglia delle lavoratrici precarie licenziate dal call center dell'ospedale di Legnano che, dopo essersi messe all'asta su You tube, hanno annunciato una «strip conference» venerdì, per rilanciare lo sciopero dei precari indetto per il prossimo 19 settembre. «Ci denuderemo e ci venderemo per un posto di lavoro e lo faremo per tutti i precari che come noi ogni giorno vengono denudati della loro dignità e dei loro diritti», dicono. Secondo la Rdb-Cub, la vicenda «è la dimostrazione di come l'attuale esecutivo non lasci alcun margine di soluzione alla vicenda del precariato». 3 settembre 2008 - L'Unità.it Le precarie di Legnano in "strip conference" Legnano - Dopo la provocazione di vendersi
all'asta per un posto di lavoro le 11 ex precarie dell'Ospedale di Legnano, licenziate
dopo sei anni di contratto a tempo determinato grazie al decreto Brunetta ora passano allo
step successivo. Venerdì 5 settembre faranno una strip conference sostenuta anche dalla
Rappresentanza sindacale di base. Ora e luogo della protesta verranno annunciate
attraverso un altro video su Youtube. «Ci spoglieremo, ci denuderemo e ci venderemo per
un posto di lavoro - annunciano le centraliniste - e lo faremo non solo per noi 11 ma per
tutti i precari che come noi ogni giorno vengono denudati della loro dignità e dei loro
diritti, firmando lettere di licenziamento in bianco, contratti a ore sempre più precari
e sempre più flessibili». Nel frattempo alle 11 precarie- fanno sapere dal sindacato-
sono arrivate parecchi attestati di solidarietà. 3 settembre 2008 - Il Giorno «Lospedale ci ha lasciato in
mutande» Legnano - VENERDÌ una strip-conferenza. Il 19 settembre uno sciopero di tutti i precari d'Italia: iniziativa partorita ieri mattina, al Civile di Legnano. Protagoniste: le undici operatrici di call center che hanno perso il posto di lavoro da lavoro, da lunedì. Dopo sei anni di impieghi a termini, contratti da rinnovare, rabbia da masticare, progetti da rimandare. LA PROTESTA delle donne disoccupate, dopo il video-asta su Youtube, acquista toni ancora più provocatori. «Cosa abbiamo ancora da perdere? - spiegavano ieri mattina al presidio organizzato al Civile - Non siamo forse già denudate nella nostra dignità, nei nostri diritti? Senza reddito, nessuna dignità!». Mattinata di protesta. Davanti al monoblocco sembra di essere su un set: telecamere, interviste, televisioni, fotografi. Pazienti che si fermano e chiedono cosa succede. Da un lato le donne, il banchetto, i giornali e le bandiere di Rdb (Rappresentanze di base). DALL'ALTRA i vertici aziendali. In mezzo le forze dell'ordine, che a metà mattina fanno spostare il picchetto "troppo vicino" all'ingresso del monoblocco. Le ex lavoratrici si raccontano. «Avevano ventilato una proroga di sei mesi del nostro contratto - spiega una di loro -. Sono partita a Ferragosto per una breve vacanza, speranzosa. Quei mesi in più erano una boccata d'ossigeno. Il 21 mi chiama una collega: siamo licenziate. Lunedì ho ritirato le mie cose alla postazione, e ho trovato funzionari dell'azienda al mio posto. Ho due figli di 12 e 16 anni, e mi chiedo se a 50 anni riuscirò a trovare un altro lavoro». UNA SUA COLLEGA: «Sono divorziata, un figlio di ventanni disoccupato. Per anni ho fatto la pendolare da Varese. Ma potete immaginare cosa vuol dire essere messe in strada da un giorno all'altro?». Davvero vi spoglierete? «Stiamo cercando un teatro, e poi vi faremo sapere l'ora e dove. Noi cerchiamo solo un impiego definitivo. Abbiamo rate del mutuo da pagare, figli che vanno a scuola. Così è un'angoscia infinita». UN'ALTRA DONNA, che ha casa a Milano e fa la pendolare: «Ho sperato in una stabilizzazione, in tutto questo tempo. Sei anni da precari non li auguro a nessuno». Il gazebo si è spostato sul prato poco distante dalla grotta con la Madonnina. La presenza delle donne, delle bandiere, non lasciano indifferenti i passati. Cè il chirurgo che si avvicina ed esprime solidarietà, si informa, vuole sapere. La fisioterapista dalle mani d'oro che scrolla la testa. Passano due lavoratrici della farmacia che pongono domande. Poco lontano c'è anche unoperatrice della cucina, i capelli color del grano nascosti da una cuffietta bianca. È straniera, non parla bene l'italiano, ma ha paura che quello che è successo alle sue colleghe "telefoniste" possa capitare anche a lei: «Dicono che a novembre, noi delle cucine, saremo licenziate, siamo undici donne». Ancora donne. Ancora undici. RICCARDO Germani, sindacalista delle Rappresentanze di base, fa avanti e indietro per i viali, non stacca l'orecchio dal cellulare: "Adesso vogliono mandare le iscritte Rdb a fare il call center. Da non credere». PER TUTTO il giorno l'attenzione dei media è alle stelle. Carta stampata ed emittenti televisive hanno puntato i riflettori su queste donne così combattive, tutte a testa altissima. Ampio rilievo è stato dato dalla stampa nazionale al caso. Il tg2 delle 13 ha inserito nella "vetrina" la notizia del presidio. Il tg3 nazionale delle 14.30 ha trattato la vicenda. Canale 5 ha ospitato in diretta le donne nella trasmissione delle 17 "Pomeriggio cinque", con Barbara D'Urso. Poi un contatto telefonico con la redazione della trasmissione "Anno zero", di Michele Santoro: in una prossima puntata si parlerà di loro. A RACCOGLIERE le storie delle ex operatrici di call center e le repliche dell'amministrazione erano presenti, tra gli altri, anche Telelombardia e l'emittente Gold. «Abbiamo avuto contatti con duecento radio di tutta Italia, e un numero imprecisato di agenzie di stampa, onestamente abbiamo perso il conto», commenta Germani. Alle 13 di ieri ci siamo collegati con Youtube: il video delle 11 precarie aveva registrato 11mila contatti. «E in serata metteremo in rete un nuovo clip», afferma il sindacalista che l'amministrazione vede come una spina nel fianco (eufemisticamente). Legnano. «LICENZIAMENTI? Non è la parola giusta!.. Legnano - «LICENZIAMENTI? Non è la parola giusta! Si sta creando un clima orribile per chi lavora e per chi viene in ospedale a farsi curare». Carla Dotti, direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Legnano, è indignata con la stampa: «Sono comparse solo le dichiarazioni di un sindacato, per altro». Dunque come stanno le cose? «Le donne del call center avevano un contratto siglato in accordo con la precedente amministrazione. Siamo di fronte a contratto triennale che viene a decadere: prorogarlo sarebbe stato un atto illegittimo. Ma non scriviamo per favore che le operatrici sono state licenziate dall'Azienda! Ciò ovviamente non toglie drammaticità alla perdita del posto di lavoro: sia nel caso del singolo sia nel caso di undici donne». Chi sostituisce le undici ex lavoratrici? «Da lunedì alle postazioni ci sono persone dell'area amministrativa già presenti all'interno dell'Azienda. Persone che già lavoravano part time e che hanno fatto richiesta di lavorare più ore. Qualcuna deve conciliare esigenze familiari, figli che crescono». Anche le operatrici hanno figli da mantenere. E son finite su Youtube. «Ripeto: non potevamo prorogare per legge il loro contratto. La loro iniziativa è creativa, reattiva in maniera giusta. Conosco personalmente tante situazioni difficili di giovani». Perché è stato scelto un nuovo call center, «Lombardia Call», con sede in Sicilia? «È una decisione della Regione Lombardia, che da due anni ha scelto questa strada: per tutelare meglio i cittadini. A questo call center fanno già riferimento altre Aziende ospedaliere milanesi. In questo modo, si amplia l'offerta all'utente, che in futuro potrà essere informato anche su visite e tempi d'attesa in altri ospedali». È vero che questo trasferimento metterà in crisi anziani e disabili? «Falso: non mancherà nessuna informazione agli utenti, anzi verrà migliorata». Ma all'Azienda ospedaliera questo appalto è economico, oppure i costi saranno per voi superiori? «Non so che conti abbiano fatto le Rappresentanze di base, e mi chiedo con quale criterio possano fare certe affermazioni».(S.V.) 3 settembre 2008 - Il paese delle donne on line Legnano: nude contro il licenziamento Venerdì 5 settembre le 11 lavoratrici del
call center dellospedale di Legnano, che provocatoriamente si sono messe
allasta su YouTube, si denuderanno per protesta. Ora e luogo della "strip
conference" verranno annunciati tramite un nuovo video su YouTube. 3 settembre 2008 - EPolis Milano LegnanoLa protesta delle precarie approda al Pirellone Le precarie del call center di Legnano, licenziate dopo anni di contratti a termine, continuano la protesta. E lo fanno così come era cominciata: con uno strip tease. Questa volta, però, niente YouTube ma una conferenza stampa indetta per il 5 settembre nel corso della quale spiegheranno ai giornalisti le proprie ragioni. Intanto anche dal Pirellone arrivano voci di solidarietà nei confronti delle centralinistespogliarelliste. Il capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale, Carlo Monguzzi, chiede al presidente Formigoni di dare un lavoro alle 11 ragazze. "Il ministro Brunetta - scrive Monguzzi in una nota - dice che la responsabilità della gestione del personale è dei vertici della Asl. Quindi Formigoni può fare qualcosa. Per questo abbiamo presentato un'interrogazione urgente perché ci sembra fuori dal mondo che la soluzione di un problema difficile e complesso come quello del precariato sia il licenziamento dei precari stessi. Nell'interrogazione chiediamo se sia utile, efficace ed economico che un servizio come quello di prenotazione delle visite mediche sia gestito da un call center siciliano". 3 settembre 2008 - Il Tirreno Vigili del fuoco. Polemica sindacale
sul presidente sub: chi paga il servizio? Chi pagherà le vacanze da sub del presidente della Camera Fini e della sua compagna, tra Orbetello e Giannutri, dal 21 luglio al 28 agosto? A porre la domanda abbastanza fastidiosa per lesponente politico è Antonio Jiritano, responsabile nazionale delle rappresentanze di base dei vigili del fuoco, che ha inviato un lungo esposto alla Corte dei Conti per sapere a quanto ammonti il costo del servizio di assistenza che i pompieri di Grosseto hanno prestato a Fini e compagna in Toscana. Per il sindacato scortare personaggi pubblici e fare per loro «le dame di compagnia» non è compito dei vigili del fuoco. E invece, il 21 luglio è giunta dal ministero lautorizzazione a usufruire di 180 ore di straordinario «al fine di garantire a Fini una costante assistenza nelle escursioni in mare». «A domare incendi? No, a servire
Fini» Chi pagherà le vacanze da sub del presidente della
Camera Gianfranco Fini e della sua compagna, la showgirl Elisabetta Tulliani, che si sono
svolte tra Orbetello e Giannutri, dal 21 luglio al 28 agosto? A porre la domanda
abbastanza fastidiosa per linquilino di Montecitorio è Antonio Jiritano, un signore
che di mestiere fa il pompiere, ma evidentemente più che spegnere gli piace attizzare
fuochi polemici. Jiritano, responsabile del coordinamento nazionale delle rappresentanze
di base dei vigili del fuoco, ha inviato un lungo esposto alla Corte dei Conti per sapere
a quanto ammonti il costo del servizio di assistenza che i pompieri di Grosseto hanno
prestato a Fini e compagna, nella loro prima vacanza da innamorati. 3 settembre 2008 - La Repubblica L´acqua è entrata nell´Area 2
durante il nubifragio di lunedì sera. Era stato inaugurato all´inizio di luglio. I
sindacati: "Fatto gravissimo" Bologna - Il diluvio di lunedì ha causato allagamenti nell´Area 2 dell´aeroporto. L´acqua è filtrata dal soffitto e da un tombino. Ma il settore, fin dalla sua inaugurazione a luglio, è stato protagonista di una lunga trafila di problemi: scale mobili non funzionanti, climatizzazione obsolete e disservizi al check-in. Cub Trasporti attacca: «Queste carenze strutturali sono inaccettabili» Perdite di acqua dal soffitto. La
polemica dei sindacati: "Inammissibile" Bologna - Inaugurata ad inizio luglio l´Area 2
dell´aeroporto è andata in tilt al primo acquazzone. E´ bastato il temporale di lunedì
pomeriggio per causare un allagamento esteso a quasi tutto il settore. L´alluvione, che
ha reso inagibili parecchie piste, ha fatto saltare un tombino all´interno della
struttura. Due dita d´acqua si sono riversate nell´area non provocando grossi danni a
causa della ridotta presenza di viaggiatori. I lavori di pulizia sono andati avanti tutta
la notte e solo in mattinata è stata ripristinata la piena agibilità del settore. 3 settembre 2008 - EPolis Roma Due Leoni. Un gruppo legato ai
Blocchi Precari Metropolitani Roma - Occupazione in massa, ieri mattina, in un casale in via San Biagio Platani, in località Due Leoni: una decina di famiglie, organizzate nei Blocchi Precari Metropolitani, si è installata nella struttura fatiscente decisa a non spostarsi più "nemmeno con la forza". La struttura- hanno fatto sapere gli occupanti- è abbandonata da circa dieci anni ma versa in buone condizioni. "Almeno per quanto riguarda la parte abitativa la situazione è accettabile - ha precisato uno dei 'nuovi inquilini' del casale- le stalle, invece, avrebbero bisogno di un grosso lavoro di ristrutturazione". Diversa la tipologia dei nuclei familiari che ieri si sono insediati nel casolare abbandonato. Cinque famiglie del gruppo sono formate da coppie giovani e anziane, poi ci sono dei singoli. "Ancora non sappiamo chi sia il proprietario del casale- dice uno degli occupanti- qualcuno dice possa essere l'Università di Tor Vergata ma al momento non è chiaro. Neppure la polizia, che è sopraggiunta subito dopo la nostra occupazione, ci ha saputo dire altro in merito. Forse verranno fuori informazioni nei prossimi giorni ma non c'è dubbio che noi qui intendiamo rimanere ad abitare e non ce ne andremo dall'area neppure con la forza". 3 settembre 2008 - Tempo Stretto Buzzanca vuole
"approfondire" l'estensione dell'orario di lavoro per i contrattisti Messina - Una speranza spezzata. Il 30 luglio scorso il sindaco, Giuseppe Buzzanca, aveva disposto al dirigente capo Area Risorse Interne di avviare il provvedimento deliberativo per portare, a partire dall'1 Settembre, a 24 ore settimanali l'orario lavorativo di tutto il personale contrattista, a prescindere dalla normativa in riferimento (ex L.R. 85/95, ex L.R. 21/03 ed ex D.lgs.vo 468/97). Il 29 Agosto, però, a due giorni dall'agognato passaggio, la Giunta municipale, riunita in seduta, ha rinviato, per approfondimenti, la proposta di deliberazione. Sono oltre 150 i lavoratori a tempo determinato, gli ex LSU L. R.. 21/03, che operano nel Comune di Messina, «tutti lavoratori essenziali all'espletamento dei servizi del Comune e da anni condannati ad una condizione di precarietà inaccettabile», spiega Gaetano Giordano, dirigente aziendale contrattisti Uil Fpi. Gli articolisti del Comune di Messina, da dodici anni sono di fatto impiegati, con tanto di tesserino da timbrare, con tanto di cartellino di riconoscimento, ma senza adeguato salario, e peggio ancora con contributi ridotti per la pensione di vecchiaia. «Nel 2003 - continua Giordano - eravamo 179, ma qualcuno, nel tempo, ha pensato di aggiungere altro precariato sul precariato, e oggi siamo diventati un fritto misto di 304 invisibili che dal 1996 espletano giornalmente servizio per il Comune di Messina. Abbiamo immagazzinato una notevole professionalità senza però che nessuno si prenda cura del nostro futuro. Per quanto concerne la nostra stabilizzazione, nessuno ne parla, siamo degli "invisibili".» Adesso La Uil Fpi chiede, in un documento a firma di Giordano e del segretario aziendale Emilio Di Stefano, «di non indugiare ulteriormente al rinvio dell'estensione lavorativa a 24 ore per tutti il personale contrattista, ex legge Regionale 21/03, non riuscendo a comprendere quali possano essere gli "approfondimenti" richiesti dall'Amministrazione Comunale, atteso che tutti i provvedimenti propedeutici alla suddetta attivazione, compreso il relativo impegno di spesa, sono stati portati a termine dai dirigenti competenti, così come disposto dal sindaco in data 04/08/08 e riportato anche dagli organi di stampa. Non vorremmo che dietro questo rinvio ingiustificabile, si celasse lennesimo tentativo di creare figli e figliastri fra i lavoratori precari, con ladozione di provvedimenti discriminatori, così come è avvenuto nel recente passato». Un documento è stato emanato anche da RdB-CuB, a firma di Roberto Laudini. In esso il sindacato chiede provocatoriamente chiarimenti sul perché «gli approfondimenti non siano stati fatti sulle centinaia di migliaia di euro per i botti di ferragosto o per altre feste popolari». Insomma «si cercano i buchi e si tralasciano le voragini, una Giunta che colpisce solo i più deboli». Il documento continua: «Crediamo che il sindaco Buzzanca abbia i poteri e le possibilità di dare risposte immediate e significative ad una emergenza sociale della nostra città e dare avvio a un percorso che dia una certezza alle oltre 300 famiglie che aspettano ormai da anni una soluzione che è possibile e praticabile nell'immediato senza ulteriori tentennamenti o "scarica barile"». Infine il sindacato annuncia una Assemblea generale il 9 settembre nel Salone delle Bandiere, dalle 9,00 alle 13,00. E inoltre una mobilitazione con sciopero generale il 17 ottobre con manifestazione nazionale a Roma. 3 settembre 2008 - Il Resto del Carlino «Il ritorno al maestro unico?
E un attacco al tempo pieno» Bologna - «LA REINTRODUZIONE del maestro unico nelle scuole elementari è un provvedimento grave che ci riporta indietro di alcuni decenni, che mette a rischio il tempo pieno e in crisi il nostro sistema educativo e pedagogico». Così Paolo Rebaudengo, assessore allistruzione della Provincia, commenta uno dei punti caldi della riforma scolastica del ministro dellIstruzione Mariastella Gelmini, già nero su bianco in Gazzetta ufficiale e venerdi in agenda a Montecitorio per la conversione in legge. «E' tutto il contrario di quello di cui cera bisogno, mi auguro che ci sia un ripensamento, la nostra scuola non starà ferma», aggiunge Rebaudengo, convinto che «le elementari italiane sono arrivate ai primi posti in campo internazionale anche grazie allinnovazione e alle trasformazioni che ha saputo mettere in campo, come il tempo pieno, linsegnamento dellinglese e lattenzione al rapporto con i bambini». LA DECISIONE della Gelmini non convince neanche docenti e genitori che si preparano a dare battaglia «per il sostegno al tempo pieno, i finanziamenti allistruzione pubblica, contro il ritorno del maestro unico alle elementari e il reinserimento del voto di condotta», come spiega Marzia Mascagni, responsabile scuola di Rifondazione comunista e membro dellassemblea delle scuole. «Già domani sera (stasera; ndr) ci sarà una prima riunione informale, cui sono state invitate tutte le parti in causa e dove decideremo come muoverci», spiega Mascagni. Sicura la partecipazione dei Cobas, del Centro studi per la scuola pubblica (Cesp) e il coordinamento tempo pieno. INOLTRE Rifondazione annuncia che, a partire dal 15 settembre, ci saranno iniziative di piazza con genitori e insegnanti, in aggiunta allo sciopero generale del 17 ottobre indetto da Cub, Cobas e Sindacato dei lavoratori. «Non si fa la riforma della scuola elementare per decreto attaccano le parlamentari bolognesi del Pd Donata Lenzi, Sandra Zampa e Rita Ghedini . Il ministro Gelmini aveva evidentemente fretta di blindare una norma che da più parti, compresi i sindacati, è già stata criticata». Insieme allelevato numero di cattedre, secondo le esponenti dellopposizione «è in gioco un modello educativo, quello del tempo pieno, che in Emilia Romagna ha dato da sempre non solo ottimi risultati sul piano didattico, ma ha saputo garantire vere opportunità a tutti i bambini di accedere a una scuola ricca di stimoli e di proposte culturali». 3 settembre 2008 - La Sicilia COMISO (a.l.) Un sit in per protestare contro la chiusura degli scali merci di Comiso e Ragusa. La manifestazione, promossa dal deputato regionale Giuseppe Digiacomo ha luogo questa mattina, inizio alle 9, presso lo scalo merci della stazione ferroviaria di Comiso. All'iniziativa ha aderito il sindacato Cub Trasporti e il suo responsabile provinciale Pippo Gurrieri, oltre al Pd ibleo. Digiacomo, nelle settimane scorse, ha presentato sulla stessa tematica un'interrogazione al Governo regionale. "In attesa di un intervento della Regione come da me chiesto - afferma Digiacomo - vogliamo tornare a gridare forte l'allarme per la decisione di Trenitalia e, se necessario, avviare ulteriori forme di protesta anche fuori dai confini provinciali". 3 settembre 2008 - Libertà Precarie licenziate all'asta su You Tube MILANO - «Ci lasciano in mutande, ci
toglieremo anche quelle». Con questo slogan undici centraliniste dell'ospedale di
Legnano, licenziate perché il servizio sarà affidato ad un altro call center, hanno
deciso di attuare una singolare forma di protesta: mettersi all'asta su You Tube. Lo rende
noto la Rdb-Cub Pubblico impiego della Lombardia, spiegando che il licenziamento è legato
al decreto Brunetta. 2 settembre 2008 - Adnkronos Oggi un presidio di protesta davanti
l'ospedale Milano, 2 set. (Adnkronos Salute/Ign) - Il prossimo passo, promettono, sarà una 'strip conference'. Sono pronte a tutto le undici precarie del call center dell'ospedale di Legnano che, dopo sei anni di contratti a tempo determinato, da ieri sono senza lavoro. ''Se è lunico modo per farci ascoltare - spiegano durante il presidio di protesta organizzato oggi, con il sostegno del sindacato Rdb/Cub pubblico impiego Lombardia, davanti all'azienda ospedaliera -, ben venga: ci spoglieremo. Tanto ci hanno già denudato dei nostri diritti''. Passate, tramite un'agenzia interinale, da un contratto all'altro e convinte che anche stavolta avrebbero strappato un prolungamento del rapporto di lavoro con l'ospedale, il 31 agosto le ex centraliniste - in media trentacinquenni ma nel gruppo ci sono anche over 50 - hanno dovuto fare i conti con una norma del decreto Brunetta che, spiegano, ''ci condanna perché abbiamo lavorato più di tre anni nel quinquennio e impedisce il proseguimento di questo rapporto di lavoro''. Arrabbiate e frustrate per come ''con la scusa della flessibilità'' vengono trattati i lavoratori, loro non si sono perse d'animo e hanno deciso di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica ''non solo sulle loro condizioni di vita e di lavoro, ma su milioni di giovani costretti alla precarietà''. La prima provocazione è arrivata ieri attraverso You Tube, dove le undici precarie di Legnano hanno pubblicato un video annunciando un'asta pubblica in cui i loro corpi venivano ceduti in cambio di un posto di lavoro. Proposte serie, confidano all'ADNKRONOS SALUTE, non ne sono arrivate ma molti sono stati i commenti di solidarietà. Venerdì poi sarà la volta dello 'strip tease'. ''Ci spoglieremo davanti a macchine fotografiche e telecamere, ci venderemo per un posto di lavoro. Per tutti i precari''. Provocazioni a cui sono rimasti sordi sia il ministro Renato Brunetta che l'azienda ospedaliera di Legnano. Il titolare della Pubblica amministrazione ha precisato che la responsabilità della gestione del personale ''è ascrivibile ai vertici dell'Azienda sanitaria'' e che comunque ''il contratto di lavoro a tempo determinato ha per sua natura un carattere temporaneo e il suo protrarsi per lunghi periodi di tempo, in quanto segnale di un utilizzo improprio della tipologia contrattuale, non può essere assecondato''. Nessun ripensamento neanche dall'ospedale. Momentaneamente il call center è stato affidato ad alcuni dipendenti dell'azienda e la prossima soluzione potrebbe essere quella di affidare il servizio a un call center siciliano che già si occupa del numero regionale 803000 per la prenotazione delle prime visite mediche. 2 settembre 2008 - Dire All'asta su YouTube per trovare lavoro ROMA - Sei anni di lavoro interinale e poi il mancato
rinnovo del contratto: questo l'epilogo della vicenda lavorativa per undici centraliniste
dell'ospedale di Legnano. Così le interinali hanno pensato ad un atto moderno di
protesta: un video postato su YouTube in cui si dichiarano vittime del decreto Brunetta e
annunciano: "Ci mettiamo all'asta in cambio di un posto di lavoro". Le undici
centraliniste, che per sei anni hanno preso le prenotazioni di visite specialistiche per
l'azienda sanitaria Milano 1, che conta su un bacino di utenza di un milione di persone,
sapevano che il 31 agosto sarebbe scaduto anche il secondo contratto, ma erano fiduciose
che quella mole di lavoro, così importante, non poteva rimanere scoperta. Poi la
dichiarazone del direttore amministrativo che ha espresso l'impossibilità del rinnovo
contrattuale perché il decreto vieta la possibilità di avere un rapporto di lavoro
precario per oltre tre anni in cinque anni consecutivi, con la notizia che al loro posto
potrebbe subentrare un call center esterno. Sebbene dall'azienda sanitaria
ribadiscono di non aver lecenziato nessuno, perchè il rapporto era fra l'ente e
un'agenzia di lavoro interinale e che sebbene abbiano dovuto rispettare il nuovo quadro
normativo non disperano che in caso di riorganizzazione potrebbero rivolgersi alle neo
disoccupate, la protesta continua. "Non abbiamo intenzione di mollare: venerdì
organizzeremo una strip conference e siamo pronte a onorare le promesse- chiudono
le centraliniste- se è l'unico modo per farci ascoltare, ben venga: ci spoglieremo. Tanto
ci hanno già denudato dei nostri diritti". 2 settembre 2008 - Apcom Pompei/ Confusione gestionale,
chiesto intervento ministro Roma, 2 set. (Apcom) - Negli scavi di Pompei, "mentre il Commissario Straordinario e il Soprintendente si contrastano reciprocamente con diffide, ordinanze e veti incrociati, sottraendo tempo, risorse e credibilità alle iniziative per la tutela del monumento", le case dell'antica città nota in tutto il mondo "continuano a perdere quotidianamente alcuni metri quadrati d'intonaco decorato e decine di pietre crollano dalla sommità dei muri". E' l'ultima denuncia, in ordine di tempo, che arriva sulla scrivania del ministro die Beni culturali e sui tavoli delle redazioni, nella vicenda del degrado di Pompei su cui hanno puntato il cannocchiale i media di tutto il mondo. La denuncia - sotto forma di lettera al Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi al quale si chiede "di porre fine alla confusione gestionale tra soprintendente e commissario straordinario" è venuta dall'architetto Antonio Irlando, responsabile di "Osservatorio Patrimonio Culturale", un'organizzazione che si occupa dei problemi dei beni culturali d'Italia. E' di questi giorni - si legge nella lettera - l'iniziativa dei tecnici che dipendono dal soprintendente Guzzo che hanno bloccato i lavori della ditta incaricata dal Commissario Straordinario del potenziamento delle rete idrica che avrebbero agito, a loro dire, senza averne competenza, e la risposta del Commissario Straordinario, il Prefetto Profili che, con una nota inoltrata anche ai Carabinieri, ha preannunciato, testualmente, che eventuali atteggiamenti di contrasto verranno denunciati all'autorità giudiziaria". Le evidenti incompatibilità tra i poteri ordinari del soprintendente e quelli straordinari del Prefetto ieri hanno prodotto un'ennesimo flop con la mancata riapertura, tanto sbandierata nelle ultime settimane, di undici case, già restaurate da molti anni. Sulla vicenda Pompei sono intervenuti ieri anche i sindacati. Secondo il segretario generale della Uil Gianfranco Cerasoli, il soprintendente archeologico di Pompei Giovanni Guzzo potrebbe "arrivare ad assumere la decisione di lasciare il proprio incarico visto che è stato abbandonato, e questo sarebbe l'ennesimo paradosso italiano". In una nota Cerasoli denuncia la chiusura degli scavi "per una assemblea irresponsabile della Cisl che ha solo l'obiettivo di tenere in ostaggio la soprintendenza che con l'accordo del 22 agosto siglato con Cgil Uil Unsa Flp e Rdb ha deciso di mettere mano al gruppo di potere di una parte dei custodi che controllando le squadre di servizio, decidono quando fare le assemblee per chiudere gli scavi, con danni incalcolabili per i siti della Soprintendenza e della Campania".La Uil denuncia poi la decisione di affidare la gestione commissariale ad un Prefetto, che non fa altro che alimentare anche nel settore dei beni culturali la "cultura dell'emergenza, cercando di scaricare responsabilità su chi è chiamato a garantire la Tutela come il Soprintendente Guzzo". La Cisl Campania, da parte sua, ribadisce il proprio 'no' alla privatizzazione del servizio di vigilanza per gli Scavi di Pompei e di Ercolano e chiede di bloccare la gara di appalto, l'apertura delle cui buste è prevista per il prossimo 5 settembre. Il sindacato, in una nota, ritiene inoltre "urgente ottemperare alla nomina della commissione di vigilanza prevista dall'ordinanza di nomina del Commissario" anche per "superare il muro contro muro commissario-soprintendente che finora ha bloccato, di fatto, qualsiasi ipotesi di rilancio delle aree". Secondo la Cisl la nomina potrebbe aiutare a stemperare il clima di tensione di questi giorni e potrebbe essere utile anche per "richiamare alle proprie responsabilità tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda e in particolare il ministero dei Beni culturali e la Regione Campania". 2 settembre 2008 - Repubblica.it Dura due ore l'incontro. Alla fine
un solo documento che cancella le divisioni della vigilia. Manca solo il via libera della
Cisl ROMA - Dialogare. Ma soprattutto trattare e negoziare. Almeno su due punti: potenziare le rotte a lungo raggio, i voli internazionali e intercontinentali; e conservare quelli nazionali, in poche parole avere chiara una stretegia industriale. Le nove sigle sindacali impegnate al complesso e drammatico tavolo Alitalia hanno appena concluso l'incontro preparatorio a quello decisivo col governo e il commissario Fantozzi previsto per giovedì. Le divisioni delle vigilia sembrano assorbite e annullate in un documento unico a cui al momento manca solo l'ok della Cisl. Poche righe per ribadire "la ferma intenzione di negoziare" con il governo il piano Fenice, la morte e la rinascita di Alitalia, la compagnia aerea nazionale sull'orlo del fallimento. Quindi sì a un confronto vero, che entra nel merito "dell'orizzonte produttivo del piano Fenice" pur con i tempi stretti imposti dalle criticità in cui si trova l'azienda Alitalia ("da metà settembre non ci sarà più benzina per volare e ho chiesto alla Iata una proroga per l'emissione dei biglietti" ha detto il commissario Fantozzi). E un no categorico a un piano industriale in cui i sindacati siano solo i notai di una morte annunciata, fino a ieri la posizione tenuta dal governo. L'unità ritrovata dei sindacati. La riunione, lunga un paio d'ore, si è svolta negli uffici dell'Anpac alla Magliana. Era importante, per la trattativa e per le stesse sigle sindacali, uscire da questo tavolo intermedio con una posizione il più possibile unitaria. Le divisioni della vigilia - soprattutto la disponibilità ad accettare il piano da parte della Uil "contro" la fermezza di Cgil, Anpac e Sdl - non sarebbero state un buon viatico per l'incontro di giovedì al ministero del Lavoro. Di fronte a un governo che dice "i sindacati non possono che accettare il piano" e alla condizione posta dalla newco ("nessun accordo senza il via libera dei sindacati"), le nove sigle non potevano non cercare una linea comune. Anche perchè con Alitalia, dopo il fallimento del tavolo con Air France in aprile, il sindacato sta giocando una partita decisiva per la sua stessa sopravvivenza. Sono nove le sigle coinvolte nella trattativa, seppure con pesi diversi, in rappresentanza di 12.310 iscritti su un totale di 18.500 dipendenti Alitalia. La più importante è la Filt-Cgil con 2.522 iscritti; seguono Fit-Cisl (2.057), Uilt (2.063), Sdl (1.700), Ugl (1.050), i piloti dell'Anpac (1.022) con la Cgil i più duri nel pretendere modifiche al piano e Avia (750, solo assistenti di volo), Anpav (545, solo assistenti di volo), Up (350, solo piloti) e Cub (250, solo personale di terra). I tre punti del documento. Dieci righe che dettano una linea chiarissima: questo è il documento uscito dal confronto del pomeriggio. Tre i passaggi fondamentali: le sigle ribadiscono "la completa disponibilità al confronto" col governo ma al tempo stesso pretendono "la ferma intenzione di negoziare i contenuti industriali della proposta". Poi il terzo punto, quello decisivo: il via libera dei sindacati dipenderà "dall'orizzonte produttivo del piano Fenice", cioè dai contenuti strategici che riguardano "dimensionamento della flotta, il presidio del ciclo produttivo del trasporto aereo, la qualità degli investimenti e un adeguato modello organizzativo". In sintesi: o il Piano Fenice - la nascita della Compagnia aerea italiana (Cai) di Roberto Colaninno con la cosiddetta "polpa" della defunta Alitalia commissariata da Fantozzi - contiene un rilancio vero di Cai nel mercato dei cieli o le chiacchiere stanno stanno a zero, cioè non se ne fa di nulla, e salta tutto. Quale piano industriale? Spiega Maras (Sdl): "Mettiamo in chiaro che noi qui non stiamo difendendo singoli settori di lavoratori ma la necessità di una strategia industriale". Il Piano Fenice, se saranno confermate le indiscrezioni, ridimensiona sia il lungo che il medio raggio (i voli internazionali e intercontinentali) e porta la flotta a 136 aerei contro i 188 attuali. "Come si fa a parlare di rilancio - si chiede Maras - di fronte a un ridimensionamento del genere?". I sindacati chiedono che il progetto sia "coerente con l'obiettivo indicato, il salvataggio e il rilancio della compagnia". L'approccio per ora, invece, sembra andare in un'altra direzione, "ad esempio - butta là Maras - quella del farsi piccoli-piccoli perchè altri ci comprino". E se le indiscrezioni del Piano Fenice saranno confermate e non trattabili, che faranno i sindacati? "Vedremo". L'alternativa è il fallimento... "No, l'alternativa è rispondere a questa domanda: perchè insistere ancora adesso con un piano industriale che è lo stesso che ha portanto Alitalia alla fine?". Gli esuberi. Solo dopo il via libera al piano industriale, scrivono i sindacati, "sarà possibile avviare il confronto per la gestione delle eventuali eccedenze di personale che dovrà comunque vedere una collocazione certa per il proprio futuro". Come in tutte le trattattive, si chiede dieci per strappare cinque. Quello degli esuberi resta uno dei nodi fondamentali del tormentone Alitalia, sia per i posti di lavori, sia per i costi dello Stato dell'operazione. Le ultime indiscrezioni parlano di 4.500 esuberi, un po' meno dei settemila previsti. Il ministro Sacconi invita "a non dare i numeri" su questioni così delicate. Il decreto al Senato. Intanto il disegno di legge di conversione del decreto legge sulla ristrutturazione di Alitalia è arrivato al Senato. Secondo la relazione tecnica al decreto, costerà 30 milioni l'anno l'accesso agli ammortizzatori sociali per gli esuberi. Domani Colaninno sarà a Bruxelles per incontrare i tecnici della Commissione europea sul piano per salvare Alitalia. E il commissario ai Trasporti Ue Antonio Tajani (Pdl) fa sapere che "il piano sembra andare nella giusta direzione". 2 settembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
30 - Anno V
2 settembre 2008 - Corriere della Sera La provocazione Le ex centraliniste:
ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle Legnano - Inizia il video. Ufficio, primo piano di donna,
una scritta a pennarello su cartoncino: siamo il call center dell'azienda ospedaliera di
Legnano. Undici centraliniste, mogli e madri, alcune sole e monoreddito, precarie da sei
anni della società Lavoro più, «né malate immaginarie né fannullone». Stacco. Siamo
le prime vittime del decreto Brunetta. Il loro contratto è scaduto il 31 agosto, non è
più prorogabile e dunque a casa, con tutta la vita davanti. «Visto che l'azienda ci
lascia in mutande, noi ci toglieremo anche quelle». Da ieri le telefoniste sono all'asta,
il loro video è su YouTube: «Ci vendiamo sul Web, sono gradite soprattutto offerte di
lavoro...». 2 settembre 2008 - La Repubblica Legnano, sono 11. "Ma era una
provocazione, su di noi non cali il silenzio" La curiosità LEGNANO - L´azienda dove lavoravano le ha licenziate. E
loro decidono di vendersi all´asta su internet. «Ci lasciano in mutande - spiegano - ci
toglieremo anche quelle». Sono undici centraliniste, bionde e brune, alte e piccole,
magre e robuste, età media trentacinque anni, che fino a ieri rispondevano al call center
dell´azienda ospedaliera di Legnano. E ora annunciano: «I nostri corpi per un posto di
lavoro». 2 settembre 2008 - Varese news Legnano - Sit-in davanti al
nosocomio legnanese per le 11 lavoratrici precarie lasciate a casa in seguito al decreto
Brunetta. Intanto il loro video su YouTube spopola in rete e sui media nazionali La loro protesta con un video su YouTube nel quale si
mettevano all'asta per un posto di lavoro sta spopolando con oltre 10 mila visualizzazioni
in pochissimo tempo. Le 11 centraliniste dell'Azienda ospedaliera di Legnano licenziate in
seguito al decreto Brunetta oggi fanno il giro dei media nazionali e questa mattina,
martedì 2 settembre, erano davanti all'ospedale legnanese per rinnovare la loro protesta
contro quella che giudicano una vera ingiustizia. «Domattina saremo ancora lì - racconta
Milena, una delle centraliniste licenziate - a partire dalle 8,30 continueremo nel nostro
sit-in di protesta. Almeno fino a quando dalla dirigenza non arriverà una risposta».
Risposta che oggi non è arrivata e allora via verso Canale 5 per un'altra intervista. 2 settembre 2008 - Il Mattino di Padova Tra Padova e Vicenza in 65 rischiano
di perdere il posto. Padova - Per i 44 dipendenti del buffet stazione di
Padova settembre sarà il mese della verità: dentro o fuori. Continua lincertezza
per il gruppo dei 65 lavoratori (oltre ai 44 dei locali operativi in stazione a Padova, ci
sono quelli della stazione di Vicenza) di Serenissima Ristorazione Srl, il colosso berico
che serve anche il Vaticano e che ha perso nei mesi scorsi il contenzioso in tribunale per
lappalto del servizio nelle due stazioni. 2 settembre 2008 - Il Giornale di Vicenza MUNICIPIO. Ancora problemi nel
palazzo degli Uffici di piazza Biade a corto di personale Vicenza - Dopo lincontro che i rappresentanti delle
Rsu della funzione pubblica hanno avuto la settimana scorsa con il segretario generale del
Comune Angelo Macchia, con il comandante della polizia municipale, Cristiano Rosini e con
il dirigente Giorgio Vezzaro, risoltosi con un nulla di fatto, oggi i sindacati tornano
allattacco. 2 settembre 2008 - EPolis Milano Legnano. Il servizio di call center
a una struttura siciliana Legnano - Una provocazione, dicono. Un gesto estroso per comunicare la disgrazia della perdita del lavoro. «Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle». Con questo slogan undici centraliniste dell'ospedale di Legnano, licenziate perchè il servizio sarà affidato a un altro call center, hanno deciso di attuare una singolare forma di protesta: mettersi all'asta su You Tube. Lo rende noto la Rdb-Cub Pubblico impiego della Lombardia, spiegando che il licenziamento è legato al decreto Brunetta. «Si tratta di undici donne che hanno lavorato per sei anni come precarie - ha spiegato Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di Legnano - Ora per effetto del decreto, il loro contratto non può essere rinnovato e il servizio di centralino è stato smantellato per passare ad un call center siciliano». Oltre la metà delle undici centraliniste con quel lavoro mantenevano la famiglia. L'asta sarà ovviamente, è stato spiegato, tutta particolare. «Naturalmente nessuna di loro ha intenzione di mettere in vendita il corpo - ha precisato Cameran - ma qualcosa di molto diverso, come un'idea, un pensiero». Le offerte più gradite saranno quelle di un posto di lavoro. Rdb-Cub richiama inoltre l'attenzione su altri due aspetti della vicenda. Il primo è che al call center siciliano sarebbero già stati dati in appalto i servizi di prenotazione di altri ospedali lombardi con costi che sembrerebbero, sostiene il sindacato, "antieconomici". Il secondo è sull'opportunità, da parte dell'ospedale di Legnano, di aderire al call center siciliano. «Siamo di Legnano la città che ospita la statua di Alberto da Giussano - scrive Rdb-Cub in una nota - ci piacerebbe sapere la Lega cosa ne pensa». 2 settembre 2008 - Corriere di Bologna Traffico La replica all'Aci: «Basta
attaccare questi lavoratori. Sono multe regolari, lo dice la legge» Bologna - I sindacati fanno fronte in difesa degli
ausiliari del traffico. «I toni polemici che negli ultimi giorni hanno riempito le prime
pagine dei quotidiani locali ribadisce un comunicato congiunto di sei sigle
sindacali non fanno altro che alimentare il conflitto che quotidianamente questi
lavoratori sono, loro malgrado, costretti a vivere nel rapporto con i cittadini». Niente
«multe facili», quindi, come invece sostenuto dal Codacons dopo che l'Aci ha dichiarato
illeggittime le sanzioni comminate lungo le corsie preferenziali. Per Cgil, Cisl, Uil,
Cisal, Ugl, Sdl e Rdb, «è evidente che il personale Atc del reparto Sosta e mobilità
opera con competenza e professionalità, secondo quanto previsto dalla normativa
vigente». Punto sul quale i sindacati tengono a fare chiarezza, leggi alla mano: la
figura dell'ausiliario «nasce come figura di supporto ai servizi di Polizia stradale
limitatamente a "prevenzione e accertamento delle violazioni in materia si
circolazione stradale, tutela e controllo sull'uso delle strade"». E i Comuni,
sempre secondo il repertorio legislativo snocciolato dai sindacati, possono, con
provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle
violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei
parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione». E ciò vale anche per il
personale ispettivo delle aziende che esercitano il trasporto pubblico, che può occuparsi
anche anche della «sosta sulle corsie destinate» agli autobus. 2 settembre 2008 - blog.Panorama Le centraliniste licenziate rilanciano con la "strip conference" Prima il video provocazione su Youtube, ora la "strip conference". Le 11 centraliniste precarie licenziate dal call center dellospedale di Legnano, complice anche lattenzione guadagnata sui giornali con la singolare forma di protesta, rilanciano e annunciano per venerdì una seconda puntata hot. "Non abbiamo intenzione di mollare", fanno sapere. "Venerdì organizzeremo una strip conference e siamo pronte a onorare le promesse. Se è lunico modo per farci ascoltare, ben venga: ci spoglieremo. Tanto ci hanno già denudato dei nostri diritti". Una norma del decreto Brunetta, spiegano le impiegate che hanno in media 35 anni, "ci condanna, perché abbiamo lavorato più di tre anni nel quinquennio e il provvedimento in questione impedisce il proseguimento di questo rapporto di lavoro. Precario, ma pur sempre un lavoro". A suscitare "rabbia e frustrazione", spiega Ornella Cameran a nome delle sue colleghe, è il modo in cui vengono trattati i lavoratori "con la scusa della flessibilità. Una parola che abbiamo conosciuto da vicino". Dallospedale non si aspettano un ripensamento. "Ci hanno detto che gli dispiace e che non cè soluzione. Di stabilizzarci si era parlato tempo addietro, mai seriamente. Poi la cosa era sfumata. Troppo costoso", raccontano. Da ieri "ci hanno detto che il call center dellospedale è stato affidato ad alcuni dipendenti dellospedale destinati temporaneamente a questo compito in attesa di una soluzione". Che potrebbe essere, a quanto ha appreso una ex centralinista, "quella di affidare il servizio a un call center siciliano che già si occupa del numero regionale 803000 per la prenotazione delle prime visite mediche". Secondo le Rdb Cub pubblico impiego, la vicenda che ora coinvolge le lavoratrici di Legnano, e che rischia di interessare tutti i call center sanitari della Regione Lombardia, è la dimostrazione di come lattuale esecutivo non lasci alcun margine di soluzione alla vicenda del precariato. Commenta Sabino Venezia del Coordinamento nazionale: "Il decreto Brunetta, intervenendo pesantemente sulla più importante risorsa della pubblica amministrazione, ovvero i suoi operatori, determinerà di fatto una riduzione di personale con la conseguente impossibilità di stabilizzazione dei precari. In altri termini, a Legnano come nel resto del paese, lunica soluzione alla piaga del precariato cronico è il licenziamento dei lavoratori. Contro questa macelleria sociale", prosegue Venezia, "le Rdb rilanciano con forza lo sciopero dei lavoratori precari indetto per il prossimo 19 settembre e lassemblea nazionale che si terrà in quella data a Roma", conclude il dirigente sindacale. Il ministro Brunetta intanto ha risposto alle accuse con una nota: la "responsabilità" della gestione del personale è "ascrivibile" ai vertici dellAsl, mentre il cosiddetto decreto Brunetta "non ha fatto altro che recepire nel pubblico quello che il governo precedente ha previsto nel settore privato" rispetto al limite massimo dei tre anni per i contratti a tempo determinato, il cui protrarsi oltre "non può essere assecondato. Preliminarmente", sottolinea il ministro, "occorre segnalare che la responsabilità della gestione del personale è ascrivibile ai vertici dellAzienda sanitaria, che il contratto di lavoro a tempo determinato ha per sua natura un carattere temporaneo e che il suo protrarsi per lunghi periodi di tempo, in quanto segnale di un utilizzo improprio della tipologia contrattuale, non può essere assecondato, tanto nel settore privato quanto nel settore pubblico, per evitare di favorire il costituirsi di forme di precariato cronico". Il limite temporale massimo dei tre anni per i contratti a tempo determinato, aggiunge il ministro della Pubblica amministrazione, "non è tipico del lavoro pubblico ma si desume dalla normativa prevista per il settore privato così come introdotta dalla recente legge 247/2007 che ha recepito il Protocollo sul Welfare del precedente governo. Pertanto", conclude, "il decreto legge 112/2008 (comunemente chiamato decreto Brunetta) non ha fatto altro che recepire nel pubblico quello che il governo precedente ha previsto nel settore privato". Finora non sono arrivate proposte serie di impiego, hanno spiegato le centraliniste licenziate allagenzia Adnkronos Salute, ma molte attestazioni di solidarietà. In attesa dello spogliarello di venerdì oggi le ex operatrici di call center si sono radunate davanti allospedale di Legnano per un presidio di protesta, organizzato con il sostegno del sindacato Rdb Cub pubblico impiego Lombardia. Lobiettivo, precisano, è di attirare lattenzione dellopinione pubblica "non solo sul nostro caso specifico ma sullemergenza precariato". E se il metodo inaugurato dalle centraliniste dovesse funzionare, da venerdì le strade dItalia potrebbero riempirsi di precari senza veli 2 settembre 2008 - Il Tempo Le undici giovani ritratte con i
cartelli in mano in un video su internet Legnano - Centraliniste da sei anni e licenziate, dal primo settembre, perché hanno «lavorato più di tre anni nel quinquennio», spiegano. È l'effetto Brunetta». Secondo quanto scrivono in una nota le giovani ex dipendenti dell'ospedale lombardo, l'azienda le avrebbe mandate a casa proprio sulla base di quanto previsto nel decreto firmato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. «Dopo 6 anni di precariato nell'ospedale - attaccano - invece di stabilizzarci ci licenziano. Sono queste le normative che avvantaggiano i precari, è questo il decreto sulla semplificazione nel pubblico impiego». Ma non finisce qui, assicurano: «L'azienda dove lavoriamo ci lascerà in mutande. Noi abbiamo deciso di toglierci anche quelle. Non ci arrendiamo e lanciamo un'asta pubblica: il nostro corpo su internet per un posto di lavoro». Su Youtube il video «promozionale» che accompagna l'invito a fare un'offerta, rivolto al popolo di internauti: le ragazze vengano inquadrate una dopo l'altra, con in mano un cartellone in cui spiegano come hanno maturato la decisione di mettersi all'asta. Una provocazione che ha lo scopo di alzare il livello di attenzione sulla loro protesta: un presidio davanti all'ospedale di Legnano, previsto per oggi. Altrimenti, spiegano ancora, undici dipendenti irreprensibili non farebbero notizia: «Alcune di noi sono madri, sole e monoreddito che in sei anni non hanno fatto neppure un giorno di malattia». L'asta, annunciano le ragazze, è aperta. L'offerta più gradita, naturalmente, sarebbe un nuovo posto di lavoro. 2 settembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale E le precarie «scaricate» si
mettono allasta sul web LEGNANO (Milano) «CI LASCIANO in mutande. Vorrà dire che ci toglieremo anche quelle». Una frase che le paragona ai protagonisti di Full Monty, il film che racconta le vicissitudini di alcuni disoccupati inglesi che uscire da una condizione di incertezza si improvvisano spogliarellisti. Quella pronunciata da un gruppo di undici addette del call center dellAzienda ospedaliera di Legnano, licenziate da ieri, è unaffermazione provocatoria e figlia della disperazione, ma non certo della rassegnazione. SU YOUTUBE ha fatto scalpore, ed è ormai cliccatissimo, un video in cui le lavoratrici dellospedale legnanese si mettono provocatoriamente allasta per attirare lattenzione dellopinione pubblica e trovare una nuova occupazione. UN VIDEO amatoriale, girato con un telefonino, in cui si vedono le donne alle ex postazioni di lavoro, con cartelli in cui denunciano il loro stato di precarie e di licenziate. Già verso le 13 di ieri, il filmato aveva sortito tre risposte di solidarietà, oltre a qualche commento dei soliti pervertiti. «Noi precarie dellospedale Civile lanciamo unasta pubblica per un posto di lavoro affermano . Dopo sei anni di precariato, invece rendere più stabile la nostra condizione, grazie al decreto Brunetta, ci hanno licenziate perché abbiamo lavorato più di tre anni in questa azienda: sono queste le normative che avvantaggiano i precari». Il call center dellospedale di Legnano, che smista le chiamate di un bacino di utenza di un milione di cittadini, è stato trasferito a Paternò, in Sicilia, e così le operatrici che vi lavoravano sono a spasso. «NEGLI ULTIMI mesi ogni volta che si discute di pubblico impiego si parla di disservizi proseguono le ex centraliniste . Non abbiamo commesso alcun reato e non siamo fannullone. Alcune di noi madri, sole e monoreddito, in sei anni non sono rimaste a casa neppure un giorno: sempre puntuali ed efficienti, a rispondere a centinaia di persone, soprattutto anziani e disabili, che ogni giorno prenotano telefonicamente visite o esami per una delle più grandi aziende ospedaliere lombarde». «ABBIAMO DECISO di dare vita a questa operazione mediatica spiega Ornella Cameran, collega delle centraliniste e rappresentante del sindacato di base dellospedale (Rdb-Cub) per far capire che, per una donna, lo stipendio è indispensabile e non serve solo per acquistare cipria e rossetti». Intanto, le protagoniste del filmato restano in attesa di qualche offerta, anche se ovviamente non sono disposte a vendere alcunché. «Siamo tutte mamme e abbiamo bisogno solo di serietà precisano . Per questo motivo la proposta che aspettiamo con ansia è una sola: un nuovo lavoro». NAPOLI. LAVEVANO preannunciato
e lo hanno fatto... NAPOLI LAVEVANO preannunciato e lo hanno fatto, incuranti del disagio che avrebbero causato ai mille turisti in attesa. I custodi degli scavi di Pompei e dei siti archeologici vesuviani, ieri mattina alle 8,30 hanno convocato una assemblea, ritardando lapertura, per protestare contro la privatizzazione e le «esternalizzazioni» dei servizi di vigilanza annunciate dal commissario straordinario Renato Profili. La Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei aveva autorizzato la riunione a partire dalle ore 17 per tutelare i visitatori che in questo periodo frequentano gli scavi, ma i lavoratori della Cisl non hanno sentito ragione. E hanno bloccato fino alle 10,30, gli ingressi, proprio nel giorno della riapertura delle undici Domus proibite per oltre ventanni e visitabili da ieri. Fuori dai cancelli, un migliaio di turisti in preda alla rabbia che, tornati nei loro Paesi, racconteranno quanto sia disorganizzata e inaffidabile lItalia. NON SOLO, ma la Cisl annuncia che programmerà delle giornate di sciopero di tutto il personale della Soprintendenza. Tutto questo, mentre il commissario, nominato a luglio dal ministro Sandro Bondi, cerca di ridare decoro, più sicurezza e funzionalità al primo sito archeologico del mondo dopo anni di degrado. E mentre riprende il flusso dei visitatori, che lemergenza rifiuti aveva allontanato dalla città partenopea. Allordine del giorno della protesta la volontà del commissario Profili di privatizzare il servizio di vigilanza. La soluzione, per la verità, non piace neppure agli altri sindacati, ma la risposta non è univoca. Tanto più che nei giorni scorsi era stato raggiunto un compromesso in base al quale il soprintendente Giovanni Guzzo, si era impegnato a razionalizzare il servizio attingendo alle sole risorse interne. Che Guzzo e Profili non vadano daccordo è risaputo, comunque non tutti i lavoratori, hanno sposato la linea masochista della Cisl, consapevoli del fatto che lincasso di Pompei copre l85% degli introiti dellintera Soprintendenza. PERFINO Cgil, Uil, Flp, Unsa, e Rdb hanno accusato i loro colleghi di portare avanti una operazione che mira allo smantellamento dellente «rafforzando paradossalmente la gestione commissariale». Hanno definito, al contrario, «grave lazione di chiusura degli scavi», poiché «questo determina ancor di più nellopinione pubblica e nei media limpressione errata di una Soprintendenza allo sfascio gestita da una banda di pochi custodi che mirano solo ai propri interessi personali». «Anche noi chiediamo la concertazione ha spiegato il segretario generale della Cgil Funzione Pubblica di Napoli Antonio Santomassino . Ma non crediamo che questo sia il metodo giusto, impedendo la fruibilità dellarea ai turisti e creando soltanto ulteriori danni agli Scavi». In poche parole, parafrasando Nanni Moretti: non facciamoci del male, «Lassemblea non è uno strumento di lotta ha replicato il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica di Napoli, Lorenzo Medici È, invece, uno strumento democratico che si fa nei termini previsti dalla legge». La Cisl Campania ribadisce il proprio «no» alla privatizzazione e chiede di bloccare la gara di appalto, lapertura delle cui buste è prevista per il prossimo 5 settembre. PREOCCUPATA anche la Uil. Secondo il segretario generale Gianfranco Cerasoli, non è escluso che il Soprintendente Guzzo possa «arrivare ad assumere la decisione di lasciare il proprio incarico visto che è stato abbandonato. E questo sarebbe lennesimo paradosso italiano». Infatti il commissariamento «corre il rischio di affossare Pompei definitivamente». Intanto lOsservatorio Patrimonio Culturale scrive a Bondi invitandolo a trasferirsi a Pompei per occuparsi direttamente delle iniziative di salvaguardia del patrimonio archelogico vesuviano. 2 settembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno Il sit in Il sindacato:
soltanto qui, applicazione rigida TARANTO Prosegue il braccio di ferro tra il
direttore della Asl di Taranto, Angelo Domenico Colasanto, che ha deciso di uniformare gli
orari con il tetto massimo delle otto ore per turno, e i dipendenti turnisti che chiedono
invece maggiore flessibilità. Per questo ieri mattina un centinaio di infermieri hanno
manifestato sotto la sede della direzione generale di viale Virgilio. La richiesta che non
pare abbia raggiunto alcun esito, è quella di permettere a chi lavora di notte nelle
corsie di allungare l'orario di servizio per più di otto ore. 2 settembre 2008 - La Sicilia Vigili del fuoco, sale la protesta dei 500 precari Agrigento- (c.v.) Continua anche al distaccamento di Canicattì lo stato di agitazione dei vigili del fuoco che in questo modo vogliono protestare contro il comportamento discriminatorio adottato nei confronti dei Vigili discontinui volontari della Provincia di Agrigento in favore di quelli residenti a Lampedusa. Si chiede l'applicazione della legge che prevede i richiami con un'unica graduatoria generale. Tale iniziativa, precede una massiccia ed organizzata azione di protesta da parte di circa 500 volontari, che «vedono leso un diritto inequivocabile di pari opportunità sul fronte del Lavoro precario». Inoltre si lamenta il notevole ritardo in merito al trasferimento del Distaccamento di Canicattì nella nuova sede di contrada Carlino, nonché l'apertura della nuova sede cittadina in zona Asi di Agrigento. Proseguiremo la protesta ad oltranza fino all'attivazione delle procedure di conciliazione previste. Per quanto riguarda l'apertura del nuovo distaccamento i sindacati di Categoria Cigl, Cisl, rappresentanza di base e Confsal, chiedono un intervento immediato poiché da parecchi mesi si va avanti con le promesse di far traslocare i vigili nella nuova sede ma ad oggi invece nulla di concreto è stato fatto. Finita l'emergenza del grande caldo dove si registrano un gran numero di incendi soprattutto di sterpaglie adesso sarebbe ilo momento opportuno per effettuare il trasloco dalla vecchia sede del Foro Boario ormai fatiscente e igienicamente poco salubre nella nuova sede in attesa che venga realizzato in via definitiva una nuova caserma dei vigili in città. 2 settembre 2008 - Il Giornale Scade il contratto, niente rinnovo
Si mettono allasta su Youtube Legnano - Da oggi chiunque stia cercando un nuovo
dipendente o sia a conoscenza di un posto di lavoro vacante, non deve fare altro che
connettersi a YouTube e partecipare allasta inaugurata questa mattina. Proprio
così: non è uno scherzo, piuttosto una minaccia che ieri undici centraliniste, o meglio
ex-centraliniste, dellospedale di Legnano hanno lanciato, con tanto di filmato su
Internet, in segno di protesta. Allorigine della querelle ci sono sei anni di lavoro
precario presso il call center dellazienda ospedaliera, prestati con la massima
serietà da una decina di donne: alcune sono mamme, sole e monoreddito. 2 settembre 2008 - Città Oggi web Le centraliniste licenziate
presidiano lospedale: non si ferma la protesta Legnano - Sono davanti alla struttura ospedaliera da stamattina, le 11 donne rimaste senza lavoro: sostenute dal sindacato RdB Cub di Legnano, hanno organizzato un sit-in di protesta nei confronti dellamministrazione pubblica che le ha private delloccupazione. Si dichiarano decise a presidiare il luogo ancora per giorni, finchè tutti non avranno saputo dellingiustizia subita. Parla la portavoce del gruppo: "Siamo donne semplici, lavoratrici che per sei anni hanno contribuito a fare la ricchezza di questazienda. Altro che fannullone, a stento in tutto questo tempo abbiamo preso un giorno di malattia. Per questo ci sentiamo penalizzate a torto dal Decreto Brunetta, tanto più che ingenuamente non pensavamo neppure ci riguardasse: essendo assunte presso unagenzia interinale, non credevamo saremmo state equiparate ai dipendenti pubblici." Uningenuità costata cara, dal momento che proprio questo particolare permette allospedale di parlare di risoluzione di contratto: "Si tratta di un tecnicismo, preferiscono evitare termini forti come quello di licenziamento, pensando che non rinnovare un contratto sia diverso dal chiuderlo. Abbiamo creduto alle voci che circolavano a proposito di un ennesimo prolungamento, tanto più che non sapevano come organizzare altrimenti il servizio di prenotazioni." Al Numero Verde sopraggiungono richieste di prenotazioni da tutta larea della Provincia di Milano 1, interessando sette distretti ed un bacino dutenza di un milione di persone. "Da oggi, il servizio è stato affidato a dipendenti interni scelti in fretta, quasi casualmente. Non è più possibile neppure chiamare il recapito da telefono cellulare." 2 settembre 2008 - L'Unità CAOS AGLI SCAVI DI POMPEI Pompei - Un migliaio di turisti, ieri mattina, ha trascorso un paio di lunghe ore davanti agli scavi di Pompei. Rimirando la biglietteria il sole saliva nel cielo e la calura aumentava. Erano piuttosto arrabbiati. Stavano fuori dai cancelli per unassemblea tenuta dalla Cisl contro la privatizzazione di alcuni servizi di sorveglianza dalle 8 e mezzo alle 10 e mezzo di mattina e che ha bloccato lapertura del sito archeologico. Sempre ieri alla presidenza del Consiglio è arrivata una lettera del soprintendente Pier Giovanni Guzzo che chiede chiarimenti e come deve comportarsi con il commissario di nomina governativa Renato Profili oppure larcheologo, stimato dai colleghi italiani e stranieri, se ne va. Dal canto suo Profili intende denunciare Guzzo: i custodi gli avrebbero impedito di svolgere il suo lavoro. Quanto allassemblea, che di fatto ricorda come qua basti lo stop di un gruppo per tenere chiuso il sito, la soprintendenza aveva chiesto invano di spostare alle 17.30 la riunione: indetta dal sindacato per chiarire che non è «favorevole alle privatizzazioni» della sorveglianza di alcuni settori di Pompei e di Ercolano progettate da Profili. Contro questo intento (che costerebbe un milione di euro e i sindacati confederali temono possa facilitare infiltrazioni malavitose) cè già un accordo del 22 agosto firmato con la soprintendenza da Cgil, Uil, le sigle Unsa, Flp e Rdb. La Uil beni culturali ha definito «irresponsabile» lassemblea della Cisl e attacca il Commissario: «affianca nel suo staff personale estraneo alla soprintendenza, con aumento dei costi, come Nicola Mercurio, capogruppo del Pdl di S. Antonio Abate». Guzzo intanto minaccia di dimettersi adesso è scontro aperto con il commissario straordinario. Nella giornata tra sabato e domenica Profili ha ordinato scavi, e terminato i lavori, per le condutture idriche nellantica città romana, nella zona tra Porta Vesuvia e il Casino dellaquila. Dalla soprintendenza dicono che non ne erano informati, mentre il mandato della presidenza del Consiglio obbliga Rufili a concordare ogni intervento. I custodi hanno provato a impedire laccesso a Rufili, di qui la denuncia. Sulla carta un po surreale. 1 settembre 2008 - Ansa LAVORO: CENTRALINISTE LICENZIATE VANNO ALL'ASTA SU YOUTUBE(ANSA) - MILANO, 1 SET - «Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle». Con questo slogan undici centraliniste dell'ospedale di Legnano, licenziate perchè il servizio sarà affidato ad un altro call center, hanno deciso di attuare una singolare forma di protesta: mettersi all'asta su You Tube. Lo rende noto la Rdb-Cub Pubblico impiego della Lombardia, spiegando che il licenziamento è legato al decreto Brunetta. «Si tratta di undici donne che hanno lavorato per sei anni come precarie - ha spiegato Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di Legnano - Ora per effetto del decreto, il loro contratto non può essere rinnovato e il servizio di centralino è stato smantellato per passare ad un call center siciliano». Oltre la metà delle undici centraliniste con quel lavoro mantenevano la famiglia. L'asta sarà ovviamente, è stato spiegato, tutta particolare. «Naturalmente nessuna di loro ha intenzione di mettere in vendita il corpo - ha precisato Cameran - ma qualcosa di molto diverso, come un' idea, un pensiero». Le offerte più gradite saranno quelle di un posto di lavoro. Rdb-Cub richiama inoltre l'attenzione su altri due aspetti della vicenda. Il primo è che al call center siciliano sarebbero già stati dati in appalto i servizi di prenotazione di altri ospedali lombardi con costi che sembrerebbero, sostiene il sindacato, «antieconomici». Il secondo è sull'opportunità, da parte dell'ospedale di Legnano, di aderire al call center siciliano. «Siamo di Legnano la città che ospita la statua di Alberto da Giussano - scrive Rdb-Cub in una nota - ci piacerebbe sapere la Lega cosa ne pensa». 1 settembre 2008 - Agi LICENZIATE DA OSPEDALE LEGNANO: SI METTONO ALL'ASTA SU YOUTUBE (AGI) - Milano, 1 set. - Si sono messe all'asta su YouTube,
in cambio di un posto di lavoro. E' la provocazione di undici precarie, licenziate
dall'ospedale di Legnano dopo sei anni di lavoro nel call - center della struttura.
"Siamo le prime vittime del decreto Brunetta", recita un cartello esposto da una
delle donne nel video che con frasi brevi e concise illustra la protesta delle lavoratrici
in vendita al migliore offerente. "Il 31 agosto ci e' scaduto il contratto - spiega
Ornella Cameran, una delle 11 centraliniste legnanesi - e ci hanno comunicato la
'conclusione del rapporto di lavoro'. 1 settembre 2008 - Adnkronos POMPEI: CAOS AGLI SCAVI, SINDACATI CHIEDONO CONCERTAZIONE SU GESTIONE AREA. I SINDACALISTI SI DIVIDONO SUL METODO DI AZIONE Napoli, 1 set. - (Adnkronos) - Nel giorno della riapertura delle undici Domus proibite per oltre vent'anni e visitabili da oggi agli Scavi di Pompei, è caos tra i sindacati. Se da un lato le sigle sindacali appaiono unite in merito alla richiesta di un tavolo di concertazione tra la struttura commissariale, guidata dal prefetto Renato Profili, e la Sovrintendenza, gestita da Pietro Giovanni Guzzo, dall'altro però Cgil, Uil, Flp, Unsa, Rdb prendono le distanze dalla convocazione dell'assemblea sindacale da parte della Cisl, che proprio questa mattina ha provocato il posticipo di due ore dell'apertura dei cancelli ai turisti. In un comunicato stampa, Cgil, Uil, Flp, Unsa, Rdb accusano i loro colleghi di portare avanti una operazione «che mira allo smantellamento della Soprintendenza archeologica di Napoli Pompei rafforzando paradossalmente la gestione commissariale». Cgil, Uil, Flp, Unsa, Rdb definiscono inoltre «grave l'azione di chiusura degli scavi di Pompei e di Ercolano», causata dall'assemblea sindacale della Cisl, «poichè questo determina ancor di più nell'opinione pubblica e nei media l'impressione errata di una Soprintendenza allo sfascio gestita da una banda di pochi custodi che mirano solo ai propri interessi personali». «Anche noi chiediamo la concertazione, ma non crediamo che sia il metodo giusto quello di convocare un'assemblea sindacale impedendo la fruibilità dell'area ai turisti e creando soltanto ulteriori danni agli Scavi», spiega all'ADNKRONOS il segretario generale della Cgil Funzione Pubblica di Napoli Antonio Santomassino. Ma il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica di Napoli, Lorenzo Medici, respinge le accuse al mittente: «L'assemblea non è uno strumento di lotta - dice - ma uno strumento democratico che si fa nei termini previsti dalla legge» 1 settembre 2008 - Corriere.it Il servizio di call center è passato a una struttura sicilianaLicenziate, si mettono all'asta su YouTube Appello web per undici centraliniste dell'ospedale di Legnano. Hanno perso il posto dopo aver lavorato sei anni come precarie Legnano - «Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche
quelle». Con questo slogan undici centraliniste dell'ospedale di Legnano, licenziate
perchè il servizio sarà affidato a un altro call center, hanno deciso di attuare una
singolare forma di protesta: mettersi all'asta su You Tube. Lo rende noto la Rdb-Cub
Pubblico impiego della Lombardia, spiegando che il licenziamento è legato al decreto
Brunetta. «Si tratta di undici donne che hanno lavorato per sei anni come precarie - ha
spiegato Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di Legnano -
Ora per effetto del decreto, il loro contratto non può essere rinnovato e il servizio di
centralino è stato smantellato per passare a un call center siciliano». Oltre la metà
delle undici centraliniste con quel lavoro mantenevano la famiglia. L'asta sarà
ovviamente, è stato spiegato, tutta particolare. «Naturalmente nessuna di loro ha
intenzione di mettere in vendita il corpo - ha precisato Cameran - ma qualcosa di molto
diverso, come un'idea, un pensiero». Le offerte più gradite saranno quelle di un posto
di lavoro. 1 settembre 2008 - Repubblica.it Precarie in vendita su YouTubeA Legnano le 11 centraliniste dell'ospedale ora senza lavoro scelgono una singolare protesta "Queste ragazze hanno lavorato per sei anni come
precarie - spiega Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di
Legnano -. Ora il loro contratto non può essere rinnovato e il servizio di centralino è
stato smantellato per passare ad un call center siciliano". 1 settembre 2008 - Quotidiano.net PRECARI / LA PROVOCAZIONE DI 11
CENTRALINISTE Milano, 1 settembre 2008 - La protesta parte dal web. ''Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle''. Con questo slogan undici centraliniste dell'ospedale di Legnano, licenziate perche' il servizio sara' affidato ad un altro call center, hanno deciso di attuare una singolare forma di protesta: mettersi all'asta su You Tube. Lo rende noto la Rdb-Cub Pubblico impiego della Lombardia, spiegando che il licenziamento e' legato al decreto Brunetta. ''Si tratta di undici donne che hanno lavorato per sei anni come precarie - ha spiegato Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di Legnano - Ora per effetto del decreto, il loro contratto non puo' essere rinnovato e il servizio di centralino e' stato smantellato per passare ad un call center siciliano''. Oltre la meta' delle undici centraliniste con quel lavoro mantenevano la famiglia. L'asta sara' ovviamente, e' stato spiegato, tutta particolare. ''Naturalmente nessuna di loro ha intenzione di mettere in vendita il corpo - ha precisato Cameran - ma qualcosa di molto diverso, come un' idea, un pensiero''. Le offerte piu' gradite saranno quelle di un posto di lavoro. Rdb-Cub richiama inoltre l'attenzione su altri due aspetti della vicenda. Il primo e' che al call center siciliano sarebbero gia' stati dati in appalto i servizi di prenotazione di altri ospedali lombardi con costi che sembrerebbero, sostiene il sindacato, ''antieconomici''. Il secondo e' sull'opportunita', da parte dell'ospedale di Legnano, di aderire al call center siciliano. ''Siamo di Legnano la citta' che ospita la statua di Alberto da Giussano - scrive Rdb-Cub in una nota - ci piacerebbe sapere la Lega cosa ne pensa''. 1 settembre 2008 - blog Panorama Centraliniste precarie si mettono allasta su Youtube Legnano - Precarie da sei anni, in procinto di ritrovarsi senza lavoro. Così 11 centraliniste dellospedale di Legnano, non lontano da Milano, si sono messe "in vendita" con un video postato su Youtube. Linconsueta asta, che ovviamente punta ad attirare, oltre che lattenzione, offerte di lavoro è stata resa nota dalla Rdb-Cub Pubblico impiego della Lombardia, spiegando che il licenziamento è legato al decreto Brunetta. "Si tratta di undici donne che hanno lavorato per sei anni come precarie", spiega Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di Legnano. "Ora per effetto del decreto, il loro contratto non può essere rinnovato e il servizio di centralino è stato smantellato per passare a un call center siciliano", spiega. Oltre la metà delle undici centraliniste con quel lavoro mantenevano la famiglia. Lasta sarà tutta particolare. "Naturalmente nessuna di loro ha intenzione di mettere in vendita il corpo", precisa Cameran, "ma qualcosa di molto diverso, come unidea, un pensiero". Il sindacato richiama lattenzione su altri due aspetti della vicenda. Il primo è che al call center siciliano sarebbero già stati dati in appalto i servizi di prenotazione di altri ospedali lombardi con costi che sembrerebbero "antieconomici". Il secondo è sullopportunità, da parte dellospedale di Legnano, di aderire al call center siciliano. "Siamo di Legnano, la città che ospita la statua di Alberto da Giussano", scrive Rdb-Cub in una nota, "ci piacerebbe sapere la Lega cosa ne pensa". 1 settembre 2008 - Varese news Legnano - Dopo sei anni di lavoro
interinale, l'azienda ospedaliera non ha rinnovato il contratto con la ditta interinale a
causa del decreto Brunetta. E le lavoratrici si "mettono in vendita" in rete Sei anni da precarie: centraliniste all'ospedale di Legnano. Oggi, si ritrovano senza lavoro, al loro posto subentrerà, probabilmente, un call center esterno. Alle undici interinali senza lavoro è rimasta solo la via della protesta on line, un video affidato a "You tube" perchè faccia emergere la loro condizione di vittime del "decreto Brunetta": « Ci mettiamo all'asta in cambio di un posto di lavoro». A dar voce alla loro rabbia è Ornella Cameran, rappresentante del sindacato di base dell'ospedale (RdB Cub) nonchè collega delle centraliniste: « Da sei anni lavoravamo in quest'azienda ospedaliera come interinali. Eravamo precarie e lo sapevamo ma quando, tre anni fa, il contratto è stato rinnovato abbiamo sperato nelle voci che parlavano di stabilizzazione. Fino all'ultimo ci abbiamo creduto. Poi, la scorsa settimana, il direttore amministrativo dell'azienda ci ha detto che si doveva interrompere il rapporto a causa del "decreto Brunetta"». Le undici centraliniste, che per sei anni hanno preso le prenotazioni di visite specialistiche dell'azienda Milano 1 che conta su un bacino di utenza di un milione di persone, sapevano che il 31 agosto sarebbe scaduto anche il secondo contratto, ma erano fiduciose che quella mole di lavoro, così importante, non poteva rimanere scoperta: « Ci avevano ventilato la possibilità che la scadenza del contratto slittasse di sei o sette mesi perchè non si sapeva ancora come organizzare il call center. Sei mesi non è tanto ma era sempre uno spiraglio...». Il decreto Brunetta vieta la possibilità di avere un rapporto di lavoro precario per oltre tre anni in cinque anni consecutivi: lproprio la situazione delle undici centraliniste legnanesi: « Abbiamo chiesto quale futuro veniva riservato al nostro servizio ma ci hanno risposto che era un problema della direzione - ha aggiunto Ornella Cameran - Sappiamo che oggi si sono arrangiati alla bell'e meglio ma pensiamo che questo servizio confluirà quanto prima in quello regionale che ha affidato ad un call center siciliano le telefonate di alcune aziende sanitarie lombarde». «Innanzitutto voglio precisare che l'azienda non ha licenziato nessuno e non ha intenzione di farlo in futuro - chiarisce il direttore generale Carla Dotti - Noi avevamo un rapporto con un'azienda interinale ma non l'abbiamo più potuto rinnovare perchè sarebbe stato un atto illegittimo: il quadro normativo parla chiaro. Attualmente, il call center viene gestito dai nostri dipendenti dello sportello prenotazione perchè stiamo riorganizzando tutto il servizio: le prime visite e quelle più "semplici" saranno gestite dal call center regionale, quelle più delicate, però, rimarranno in capo all'azienda. Nel corso di questa rivisitazione potremmo ancora aver bisogno di personale esterno. L'intera questione, comunque, verrà definita entro fine anno. Ribadisco, comunque, che non ci sono stati licenziamenti nè, tanto meno, disguidi nelle prenotazioni». Alle undici centraliniste rimane la solidarietà del sindacato e una colletta per far fronte ai tanti problemi quotidiani. La loro protesta, però, affidata alla rete è già arrivata sul circuito massmediatico: «Non avevamo altra scelta. You tube è uno spazio libero che ti permette di dar voce alla protesta. Chiaramente, la nostra è una provocazione: nessuno ha intenzione di venedere nulla. Siamo tutte mamme e abbiamo bisogno solo di serietà...» 1 settembre 2008 - CronacaQui Il servizio sarà affidato a un
altro call center e loro perderanno il lavoro LEGNANO - "Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle". E' lo slogan con cui undici centraliniste dell'ospdedale di Legnano hanno iniziato una singolare protesta via web. Sono state licenziate perchè il servizio di call center sarà affidato ad un'altra società e le lavoratrici hanno dunque deciso di mettersi all'asta su Youtube. Lo rende noto la Rdb-Cub Pubblico impiego della Lombardia, spiegando che il licenziamento è legato al decreto Brunetta. ''Si tratta di undici donne che hanno lavorato per sei anni come precarie - ha spiegato Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di Legnano - Ora per effetto del decreto, il loro contratto nonpuò essere rinnovato e il servizio di centralinoè stato smantellato per passare ad un call center siciliano''. Oltre lametà delle undici centraliniste con quel lavoro manteneva la famiglia. L'asta sarà ovviamente, è stato spiegato, tutta particolare. ''Naturalmente nessuna di loro ha intenzione di mettere in vendita il corpo - ha precisato Cameran - ma qualcosa di molto diverso, come un' idea, un pensiero''. Le offerte piu' gradite saranno quelle di un posto di lavoro. Rdb-Cub richiama inoltre l'attenzione su altri due aspetti della vicenda. Il primoè che al call center siciliano sarebberogià stati dati in appalto i servizi di prenotazione di altri ospedali lombardi con costi che sembrerebbero, sostiene il sindacato, ''antieconomici''. Il secondoè sull'opportunità, da parte dell'ospedale di Legnano, di aderire al call center siciliano. ''Siamo di Legnano lacittà che ospita la statua di Alberto da Giussano - scrive Rdb-Cub in una nota - ci piacerebbe sapere la Lega cosa ne pensa''. 1 settembre 2008 - L'Unità VERTENZE Con lultimo grande rientro di ieri, si chiude anche
la tregua estiva per gli scioperi nel settore trasporti. Ecco la mappa dei possibili
disagi, riportati dal sito del Garante www.commissionegaranzia sciopero.it dove sono
riportate anche le agitazione delle ferrovie a livello regionale e locale. 1 settembre 2008 - Il Resto del Carlino TRASPORTI, LESTATE E FINITA RICOMINCIANO GLI SCIOPERI ROMA CON LA FINE dellestate riprendono gli scioperi nei trasporti: tra il 3 e il 5 settembre termina la tregua per aerei, treni, bus e traghetti e già alcune astensioni dal lavoro sono state proclamate. Ad ora, secondo i dati del ministero dei Trasporti, sono già previste 4 ore di sciopero dei controllori di volo dellEnav il 6 settembre. Si fermano per 4 ore anche i lavoratori della Sat di Pisa. Il 9 settembre il personale marittimo della Tirrenia si blocca per 24 ore. Il 17 settembre la Cub trasporti ha indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 12 alle 16, del personale di Alitalia e Alitalia servizi. Stop anche dei piloti Meridiana e del personale della Sea (dalle 12 alle 16) di Linate e Malpensa. Cgil, Cisl, Uil e Ugl ne hanno indetto uno, sempre dalle 12 alle 16, del personale di terra delle Compagnie aeree italiane. Il 25 settembre gli addetti della Tirrenia si fermeranno per 48 ore. Sempre di due giorni un altro loro stop per il 7 ottobre. E di 4 ore, invece, quello lo proclamato dai controllori Enav per il 25 settembre. mentre il 28, stop, dalle 12 alle 16,dei controllori Licta dellEnav. 1 settembre 2008 - Il Piccolo TERMINATA LA TREGUA ESTIVA ROMA Con la fine della stagione estiva riprendono anche gli
scioperi nei trasporti: tra il 3 e il 5 settembre termina infatti il periodo di tregua
estiva per aerei, treni, bus e traghetti e già alcune astensioni dal lavoro sono state
proclamate. Esaminando il calendario delle franchigie estive della Commissione di garanzia
sugli scioperi, emerge infatti che finisce il 3 settembre la tregua per i settori del
trasporto ferroviario e di quello marittimo di Fs iniziata per entrambi il 27 luglio. Nel
trasporto aereo, invece, la treguA iniziata sempre il 27 luglio finirà il 5 settembre,
così come per il trasporto pubblico locale e i traghetti della Tirrenia. 1 settembre 2008 - Libertà E' finita la tregua nei trasporti ROMA - Con la fine della stagione estiva
riprendono anche gli scioperi nei trasporti: tra il 3 e il 5 settembre termina infatti il
periodo di tregua estiva per aerei, treni, bus e traghetti e già alcune astensioni dal
lavoro sono state proclamate. Esaminando il calendario delle franchigie estive della
Commissione di garanzia sugli scioperi, emerge infatti che finisce il 3 settembre la
tregua per i settori del trasporto ferroviario e di quello marittimo di Fs iniziata per
entrambi il 27 luglio. Nel trasporto aereo, invece, la "tregua" iniziata sempre
il 27 luglio finirà il 5 settembre, così come per il trasporto pubblico locale e i
traghetti della Tirrenia. 1 settembre 2008 - L'Eco di Bergamo Finita la tregua dal 6 settembre raffica di scioperi Con la fine della stagione estiva riprendono anche gli
scioperi nei trasporti: tra il 3 e il 5 settembre termina infatti il periodo di tregua
estiva per aerei, treni, bus e traghetti e già alcune astensioni dal lavoro sono state
proclamate. 1 settembre 2008 - Nuova Venezia/Mattino di Padova/Tribuna di Treviso Scioperi, si riparte ROMA - Con la fine della stagione estiva riprendono anche
gli scioperi nei trasporti: tra il 3 e il 5 settembre termina, infatti, il periodo di
tregua estiva per aerei, treni, bus e traghetti e già alcune astensioni dal lavoro sono
state proclamate. Esaminando il calendario delle franchigie estive della Commissione di
garanzia sugli scioperi, emerge, infatti, che finisce il 3 settembre la tregua per i
settori del trasporto ferroviario e di quello marittimo di Fs iniziata per entrambi il 27
luglio. Nel trasporto aereo, invece, la tregua iniziata sempre il 27 luglio finirà il 5
settembre, così come per il trasporto pubblico locale e i traghetti della Tirrenia. 1 settembre 2008 - Il Tirreno NEI TRASPORTI ROMA. Con la fine della stagione estiva riprendono anche
gli scioperi nei trasporti: tra il 3 e il 5 settembre termina infatti il periodo di tregua
estiva per aerei, treni, bus e traghetti. Esaminando il calendario delle franchigie estive
della Commissione di garanzia sugli scioperi, emerge infatti che finisce il 3 settembre la
tregua per i settori del trasporto ferroviario e di quello marittimo di Fs iniziata per
entrambi il 27 luglio. Nel trasporto aereo, invece, la tregua finirà il 5 settembre,
così come per il trasporto pubblico locale e i traghetti della Tirrenia. 1 settembre 2008 - Il Messaggero Veneto FRA IL 3 E IL 5 ROMA - Con la fine della stagione estiva riprendono anche
gli scioperi nei trasporti: tra il 3 e il 5 settembre termina infatti il periodo di tregua
estiva per aerei, treni, bus e traghetti e già alcune astensioni dal lavoro sono state
proclamate. Esaminando il calendario delle franchigie estive della Commissione di garanzia
sugli scioperi, emerge infatti che finirà mercoledì la tregua per i settori del
trasporto ferroviario e di quello marittimo di Fs iniziata per entrambi il 27 luglio. Nel
trasporto aereo, invece, la tregua iniziata sempre il 27 luglio finirà venerdì, così
come per il trasporto pubblico locale e i traghetti della Tirrenia. 1 settembre 2008 - Gazzetta del Sud Tra il 3 e il 5 settembre terminano
le franchigie estive ROMA - Con la fine della stagione estiva riprendono anche
gli scioperi nei trasporti: tra il 3 e il 5 settembre termina infatti il periodo di tregua
estiva per aerei, treni, bus e traghetti e già alcune astensioni dal lavoro sono state
proclamate. Esaminando il calendario delle franchigie estive della Commissione di garanzia
sugli scioperi, emerge infatti che finisce il 3 settembre la tregua per i settori del
trasporto ferroviario e di quello marittimo di Fs iniziata per entrambi il 27 luglio. 1 settembre 2008 - OrizzonteScuola.it CUB Scuola Con il decreto legge approvato il 28 agosto, il governo
propone all'opinione pubblica una "soluzione" dei problemi della scuola ai
limiti del surreale: il ritorno ai voti in decimi, al voto di condotta ed all'esame di
riparazione. 1 settembre 2008 - Quotidiano.net PRECARI / LA PROVOCAZIONE DI 11
CENTRALINISTE La protesta parte dal web. ''Ci lasciano in mutande, ci
toglieremo anche quelle''. Con questo slogan undici centraliniste dell'ospedale di
Legnano, licenziate perche' il servizio sara' affidato ad un altro call center, hanno
deciso di attuare una singolare forma di protesta: mettersi all'asta su You Tube. Lo rende
noto la Rdb-Cub Pubblico impiego della Lombardia, spiegando che il licenziamento e' legato
al decreto Brunetta. 1 settembre 2008 - Leggo Roma. Tutti a scuola, anzi al nido... Roma - Tutti a scuola, anzi al nido: tornano oggi in "classe" i piccoli studenti, in età compresa tra i tre mesi ed i tre anni. Ma tornano anche i vecchi problemi. Messi da parte secchiello e paletta, l'esercito dei piccoli è pronto a tornare "tra i banchi" dei circa 190 asili nido comunali. Ma le polemiche sulla riduzione del personale tornano a farsi sentire. «Un accordo del 2006 prevedeva per settembre 2007 e settembre 2008 la riduzione di ununità del personale per ogni asilo, lo scorso anno subimmo effetti devastanti denuncia Caterina Fida, esponente RdB giovedì saremo in assemblea per trovare una soluzione da proporre allassessore Marsilio. Questo per evitare classi sovraffollate in cui sia impossibile garantire la presenza di uneducatrice per 6 bambini». (G.Par.) 1 settembre 2008 - Corriere della Sera Alitalia, piloti e sindacati: alta
tensione sugli esuberi ROMA Parte oggi alle 18 la trattativa tra il
governo e i sindacati sul salvataggio di Alitalia, nella stessa giornata in cui i soci
della Compagnia aerea italiana (Cai) dovrebbero presentare l'offerta al commissario
Augusto Fantozzi. Presso il ministero del Lavoro, Maurizio Sacconi riceverà le nove sigle
coinvolte, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia. A seguire, saranno ricevuti
anche altri sindacati tra cui la Cub che rappresenta il sindacalismo di base e che ha già
proclamato uno sciopero per il 17 settembre. In ballo ci sono i 5-7 mila esuberi
individuati dal piano Intesa-Sanpaolo. 1 settembre 2008 - Corriere di Bologna Al centro della vertenza il rinnovo
del contratto e la polemica sul ruolo degli accertatori della sosta Bologna - Niente autobus il primo giorno di scuola. Per
il 15 settembre, giorno della riapertura delle scuole in città, i sindacati hanno
proclamato uno sciopero di 24 ore e una manifestazione in piazza Nettuno. 1 settembre 2008 - Corriere del Veneto All'Arsenale Comune e Provincia di
Vicenza non vogliono l'impianto per il trattamento dei rifiuti VICENZA «Il progetto della Wisco passerà di
nuovo dalla Via e subirà una ulteriore valutazione di impatto ambientale. A patto che i
"no" siano motivati, con documentazione tecnica». Lo promette l'assessore
regionale ai Trasporti, Renato Chisso. Nei giorni scorsi Comune di Vicenza e Provincia
hanno mandato una lettera a Venezia ribadendo la contrarietà, di entrambi, alla
realizzazione di un impianto di smaltimento rifiuti tossici nelle Officine di Trenitalia
vicentine. 1 settembre 2008 - Il Tempo Originale proposta in occasione
della processione Viterbo - È tutto lecito - proseguono - scriviamo a voi però, per suggerirvi qualche innovazione, utile a far percepire le vetrate dei palazzi non come luogo dove i "potenti banchettano con i soldi pubblici", ma come bene comune aperto ai cittadini o quanto meno ai lavoratori». I sindacati suggeriscono, pertanto, di dare diritto di partecipazione alla serata ai |