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31 agosto 2008 - Ansa SCIOPERI: FINE TREGUA TRASPORTI,DA SETTEMBRE SI RIPRENDEGIÀ PROCLAMATE ASTENSIONI CONTROLLORI VOLO E TRAGHETTI (ANSA) - ROMA, 31 AGO - Con la fine della stagione estiva riprendono anche gli scioperi nei trasporti: tra il 3 e il 5 settembre termina infatti il periodo di tregua estiva per aerei, treni, bus e traghetti e già alcune astensioni dal lavoro sono state proclamate. Esaminando il calendario delle franchigie estive della Commissione di garanzia sugli scioperi, emerge infatti che finisce il 3 settembre la tregua per i settori del trasporto ferroviario e di quello marittimo di Fs iniziata per entrambi il 27 luglio. Nel trasporto aereo, invece, la 'treguà iniziata sempre il 27 luglio finirà il 5 settembre, così come per il trasporto pubblico locale e i traghetti della Tirrenia. 6 SETTEMBRE Ad ora, secondo i dati che fornisce il ministero dei Trasporti, sono state già proclamate 4 ore di sciopero dei controllori di volo dell'Enav il 6 settembre, giorno in cui risulta confermata anche dal Garante degli scioperi, la protesta simbolica di 1 minuto, dalle 12 alle 12,01, proclamata dall'Sdl per i lavoratori di Alitalia. Si fermano per 4 ore anche i lavoratori della Sat di Pisa. 9 SETTEMBRE. Il personale marittimo della Tirrenia sciopera per 24 ore dopo averne sospeso uno lo scorso 25 luglio. 17 SETTEMBRE. La Cub trasporti ha indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 12 alle 16, del personale di Alitalia e Alitalia servizi. Stop anche dei piloti Meridiana e del personale della Sea (dalle 12 alle 16) di Linate e Malpensa. Le organizzazioni di settore di Cgil, Cisl, Uil e Ugl ne hanno indetto uno, sempre dalle 12 alle 16, del personale di terra delle Compagnie aeree italiane. Dal sito del Garante risultano invece revocati gli altri scioperi di piloti e personale di cabina indetti per questa stessa giornata. 25 SETTEMBRE. Gli addetti della Tirrenia si fermano per 48 ore. Sempre di due giorni un altro loro stop per il 7 ottobre. È di 4 ore, invece, lo sciopero proclamato per il 25 settembre dei controllori Enav. 28 SETTEMBRE: Stop, dalle 12 alle 16,dei controllori Licta dell'Enav. Nel settore ferroviario sono stati indetti una serie di scioperi a livello locale: dal sito del Garante risulta che il primo avverrà alla divisione passeggeri della Sicilia, il 4 settembre, seguito il 6 da quello regionale e cargo dell'Emilia Romagna, il 10 dal personale di manovra di Lamezia ed altri, a seguire, ad Ancona, Firenze e in Piemonte. 31 agosto 2008 - Il Giorno Il presidio di protesta contro i
licenziamenti rinviato a martedì Legnano - RIMANDATO di ventiquattro ore. Il presidio fisso, non quindi un vero e proprio sciopero, con dei gazebo nei pressi della grotta della Madonna (poco distante dal monoblocco del Civile) previsto inizialmente per domani, è slittato a martedì, sempre a partire dalle 8.30. «Lo spostamento di un giorno è stato determinato da unesigenza importante: le undici operatrici del call center licenziate lunedì dovranno sbrigare pratiche burocratiche relative alla richiesta del sussidio di disoccupazione - puntualizza Riccardo Germani, delle Rappresentanze di base (Rdb) dell'Azienda ospedaliera di Legnano -. Saranno così impegnate tra collocamento e Inps. La protesta è comunque solo rimandata». Dunque martedì, chi si trovasse a transitare nei viali dell'ospedale riceverà un volantino firmato da Rdb: contro i licenziamenti e le esternalizzazioni messe in atto dall'Azienda ospedaliera. IL LICENZIAMENTO delle donne, che ora si sono affidate a un legale, e il trasferimento a partire da domani, del call center a Paternò, in Sicilia, hanno già sollevato molte perplessità e prese di posizione. I consiglieri regionali di Rifondazione comunista hanno già presentato un'interrogazione urgente alla Giunta Formigoni. Le operatrici del centro unico di prenotazione (il cosiddetto cup) di Legnano, una trentina, si sono rifiutate di sostituire le colleghe licenziate, e lo stesso hanno fatto le tre operatrici cup dei poliambulatori di Parabiago). MARTEDÌ dunque il gazebo informativo per sensibilizzare gli utenti dellospedale e lopinione pubblica. E in settimana sono previste altre azioni di lotta, che Rbd definisce senza giri di parole «eclatanti». «Ma perché proprio a Paternò, questo trasferimento? - si chiede Germani -. Il costo che la Regione si troverà ad affrontare è superiore all'attuale». I nuovi reparti aprono fra le
polemiche Monza - LA NUOVA era dellospedale San Gerardo comincia domani. Con il trasloco dei reparti di Oculistica e Ginecologia dal Vecchio al Nuovo. Un altro passo verso il completo smantellamento dellUmberto I di via Solferino che, secondo i piani del direttore generale dellazienda ospedaliera, Giuseppe Spata, si concluderà entro la fine dellanno. IERI MATTINA è diventato operativo il pronto soccorso di oculistica allinterno del pronto soccorso generale, mentre le altre unità operative entreranno in servizio domani mattina. In particolare, lambulatorio di oculistica sarà al piano terra fra i settori B e C, mentre per la degenza è stato ricavato un reparto al settimo piano del settore A. Al piano terra dello stesso settore, invece, sono state spostate le sale visita di Ginecologia, e al terzo piano i letti per i ricoveri. Le emergenze ostetriche e ginecologiche continueranno a essere svolte soltanto al San Gerardo Vecchio. Nei vecchi padiglioni di via Solferino, infatti, resteranno i reparti di Ostetricia e patologia della gravidanza, e Neonatologia. Trasferimento rimandato, invece, per la tanto contestata palazzina degli Infettivi, che dovrebbe andare in via Pergolesi comunque entro lautunno. Ma quello che più preoccupa gli infermieri è la giornata di domani. Si attendono un battesimo di fuoco. Perché, spiegano, «si è voluto a tutti i costi partire in fretta e furia quando sarebbe stato meglio pensare al trasloco con maggiore tranquillità». Certo, il settore dedicato allambulatorio di oculistica è nuovo, ma «è in una posizione angusta, le sale visita sono piccole, senza finestre, le sedie per lattesa dei pazienti sono poche e tutte ammassate», criticano i rappresentanti del sindacato Cub. MEDIAMENTE lambulatorio di Oculistica ogni giorno visita 200 persone. «Per tutta quella gente ci sono soltanto due bagni, uno per i disabili, laltro è unico per uomini e donne - fanno notare i sindacalisti -. A noi, medici e infermieri, non è stata riservata neanche una toilette di servizio». «Speriamo in bene», incrociano le dita gli infermieri in vista di domani. Il direttore generale, comunque, ha promesso che puntuale, alle 8, in reparto ci sarà anche lui. 31 agosto 2008 - La Repubblica "Hanno esagerato, quei vigili
non accettano il dissenso" Bologna - «QUEL poveretto non faceva niente di male: non
chiedeva soldi, non disturbava, non impediva il passaggio perché era seduto sulla soglia
di un negozio chiuso. Uno dei due vigili gli ha detto di alzarsi e andar via, in modo
"ruvido", poi ha preso a calci il suo zaino, la bottiglia di vino e il
bicchiere. Ho protestato, certo. Mi è sembrato un comportamento intimidatorio, incivile
per chi indossa una divisa. E per questo mi hanno denunciato. Hanno voluto tapparmi la
bocca, vogliono impedire ai cittadini di manifestare il loro dissenso». Mauro F. 50 anni,
messo comunale, da 12 anni a Palazzo D´Accursio, delegato sindacale Rdb, racconta così
la discussione coi vigili sfociata in una denuncia mercoledì in via Drapperie. 31 agosto 2008 - L'Unione Sarda commercio Indetta una manifestazione
Quartu S.Elena - Al Carrefour riesplode la guerra delle
cassiere part-time: il sindacato Flaica-Cub è pronto a indire tre giornate consecutive di
manifestazioni di fronte al centro commerciale di Su Idanu. Lo stato d'agitazione è
legato all'avvio della mobilità per una ventina di dipendenti, già dichiarato da tempo,
perchè si sarebbe creato un esubero di organico legato al turno antimeridiano. Negli
ultimi tempi, di mattina, si sarebbe registrato un calo della clientela. 31 agosto 2008 - La Nazione Controlli alle caldaie: via alle
autocertificazioni CAMPI BISENZIO - COSA PORTERÀ lautunno per i 450 lavoratori della Gkn Driveline di Campi Bisenzio? Il gruppo Fiat è al sesto posto sul mercato europeo delle vendite di automobili (+ 0,4%) e anche la Bmw sta andando controcorrente (+ 3,8%) rispetto al calo generale di immatricolazioni registrato a luglio. Ma non cè da stare tanto allegri. La Gkn produce giunti e semiassi proprio per Fiat e Bmw. Da fine luglio è in discussione il contratto integrativo aziendale, scaduto da 4 anni, sul quale non cè laccordo. Da una parte ci sono i lavoratori con Rsu e sindacati, dallaltra lazienda che chiede come "contropartita" per la firma gli straordinari incentivati il sabato e gli anticipi di turni la domenica. Cioè lavorare di più. E logico chiedersi come mai in un momento di crisi delle vendite la Gkn adotta questa strategia: cè un progetto diverso sullo stabilimento? O lapertura verso un nuovo mercato? Pare, infatti, che Fiat stia valutando una partnership con la Cina. "La preoccupazione per la crisi del settore auto scrivono Matteo Moretti, Michele Martello, Michele Di Paola (Rsu Fiom Cgil), Fabio Venturini (Rsu Fim Cisl) e Alessandro Spalletti (Rsu Cub Flmu) non può essere utilizzata come lennesimo ricatto, così come non è sottovalutata dallRsu che ha già richiesto e invitato la direzione aziendale a fornire un quadro generale utile per capire cosa potrebbe succedere negli prossimi mesi, a maggior ragione in un momento in cui si parla di crisi del settore e lazienda chiede gli straordinari". Il risultato del referendum di luglio è stato netto: il 70% degli addetti si è dichiarato favorevole a continuare la trattativa senza pregiudiziali di cambiamento strutturale dellorario di lavoro imposte dallazienda. "Il referendum dicono i rappresentanti Rsu ha dato mandato allRsu per continuare la trattativa per un confronto serio e costruttivo per arrivare ad un accordo che aiuti i lavoratori nella difficile situazione salariale". 30 agosto 2008 - Italia Oggi IL CASO DEL GIORNO Lo braccano senza mollarlo un secondo e non appena fa qualcosa che non va: zac! Una bella denuncia all'opinione pubblica e alle autorità. I cobas dei pompieri sembrano averla giurata al presidente della camera, Gianfranco Fini. Già lo scorso luglio avevano voluto sottolineare che i vigili del fuoco del comando di Grosseto, in particolar modo il nucleo sommozzatori, venivano distolti dalle proprie attività di soccorso per essere utilizzati come «dame di compagnia in acqua» da Fini mentre la sua vera scorta era rimasta in spiaggia. Allora, fu spiegato che la denuncia era priva di fondamento perché anche sott'acqua era prevista la sorveglianza «e che in ogni caso tale servizio non incideva sulle normali attività di soccorso». Ma ora che a distanza di un mese «mentre tantissimo personale dei vigili del fuoco non ha potuto usufruire delle ferie per carenze strutturali di organico», Fini è stato riconosciuto su un'imbarcazione dei pompieri (con la sua attuale compagna) nelle acque inviolabili di un parco marino, sono tornati alla carica con un esposto al ministro dell'interno, Roberto Maroni, e alla Corte dei conti, chiedendo chiarimenti sui costi della speciale missione che ha richiesto anche l'uso di un elicottero e quali saranno le conseguenze per i pompieri che hanno violato la riserva. 30 agosto 2008 - La Repubblica Montecristo colabrodo, 150 permessi QUANTO costa alla collettività il servizio di
assistenza che i vigili del fuoco di Grosseto stanno prestando al presidente della Camera
Gianfranco Fini durante le sue immersioni? Lo chiede, con un esposto alla Corte dei Conti,
Antonio Jiritano del Coordinamento nazionale delle Rappresentanze di Base dei vigili del
fuoco. Le Rdb avevano già denunciato il 21 luglio, all´inizio delle ferie
dell´onorevole Fini, che «i vigili del fuoco del Comando di Grosseto, in particolar modo
il nucleo sommozzatori, venivano distolti dalle proprie attività di soccorso tecnico
urgente e utilizzati come "dame di compagnia" del presidente della Camera». Ora
le Rdb tornano alla carica, chiedendo l´intervento della Corte dei Conti, dopo che il 26
agosto Legambiente ha documentato con un dossier fotografico l´incursione di Fini e della
sua compagna Elisabetta Tulliani in acque vietate di fronte alla costa dei Grottoni a
Giannutri, nel Parco nazionale dell´arcipelago toscano: le foto li riprendono mentre da
uno yatch chiamato Littoria trasbordano su una pilotina dei vigili del fuoco, sulla quale
entrano nell´area a riserva integrale, interdetta alla navigazione e alle immersioni. La protesta Torino - Pronti, via e i sindacati della scuola sono già in agitazione. Le organizzazioni Flc-Cgil, Cisl Scuola e Uil scuola di Torino hanno indetto per martedì alle 11 un presidio di protesta davanti all´Ufficio regionale scolastico di via Pietro Micca. L´agitazione, si legge in una nota, è per esprimere «preoccupazione per quanto sta avvenendo sul versante della politica scolastica, in particolare sul continuo taglio degli organici e sulla precarietà dei rapporti di lavoro». Sarà una manifestazione che riguarderà docenti e personale Ata (cioè gli Assistenti tecnico-amministrativi) e che non ricadrà sugli studenti, perché le lezioni iniziano il 15 settembre, ma sul lavoro dei collegi docenti, che cominciano lunedì. Il 19 settembre, invece, sciopereranno i dipendenti precari della Cub scuola. Circa duecentocinquanta professori
"sprecati" per il problema delle aule di ridotte dimensioni Torino - Arriva settembre e la scuola si rimette in
moto. Con i soliti problemi e con all´orizzonte una sequela di tagli che potrebbero
abbattersi in un futuro non troppo remoto, come prevede la manovra economica varata
qualche settimana fa dal governo Berlusconi. 30 agosto 2008 - Il Giornale di Vicenza IL CASO WISCO. Si consolida il
fronte della contrarietà al progetto ai Ferrovieri: enti pubblici, lavoratori e residenti
tornano a mobilitarsi Vicenza - Mobilitazione a 360 gradi. Dialogo con la Regione
e manifestazioni in città per la fine di settembre. Contro il progetto dellimpianto
tratta-rifiuti speciali che lazienda Wisco vuole realizzare allArsenale,
Vicenza oppone un coro di "no". 29 agosto 2008 - Il Manifesto statali/rdb cub La modifica ai permessi per l'assistenza ai familiari
invalidi, annunciata dal ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta, «è un nuovo
grave attacco ai diritti dei lavoratori che respingiamo con sdegno». Così il dirigente
nazionale di RdB-Cub pubblico impiego, Giuliano Greggi, che sottolinea come le
disposizioni della legge 104, che assicurano i tre giorni al mese di permesso retribuito
per motivi di assistenza a familiari invalidi, rappresentino un diritto che «non può
essere messo in discussione». 29 agosto 2008 - Liberazione Fiumicino. Per il governo è stato
il giorno di Alitalia, non per i suoi lavoratori... Fiumicino - Per il governo è stato il giorno di
Alitalia, non per i suoi lavoratori. All'aeroporto di Fiumicino regna l'insicurezza: un
purgatorio con 7mila dipendenti sospesi a mezz'aria, in attesa di risposte. 29 agosto 2008 - Il Giorno LA PROTESTA CUGGIONO ANCHE il personale dellospedale di Cuggiono parteciperà allo sciopero indetto dalle Rappresentanze di base. Da lunedì a Legnano un presidio fisso con gazebo nei pressi della grotta della Madonna, poco distante dal monoblocco. E una distribuzione di volantini contro i licenziamenti e le esternalizzazioni messe in atto dallAzienda ospedaliera. Rdb aveva preannunciato azioni di lotta contro la perdita del posto di lavoro delle 11 operatrici di call center (trasferito da lunedì a Paternò in Sicilia) e ora includono nel fronte della protesta anche i temuti licenziamenti delle operatrici delle cucine. «TUTTE LE OPERATRICI del centro unico di prenotazione (cup) di Legnano, una trentina, si sono rifiutate di sostituire le colleghe licenziate - afferma Riccardo Germani, sindacalista Rdb -. Lo stesso hanno fatto le tre operatrici cup dei poliambulatori di Parabiago. Un primo, ma importante, segno di solidarietà». «Intanto le donne licenziate, oltre a far domanda per il sussidio di disoccupazione, chiederanno un risarcimento danni allAzienda ospedaliera: un legale è pronto a rappresentarle». 29 agosto 2008 - Help Consumatori Esposto di Rdb Vigili del Fuoco alla Corte dei Conti per la "compagnia" a Fini Oggi il Coordinamento nazionale RdB, Rappresentanze
sindacali di base, dei Vigili del Fuoco ha inviato un esposto alla Corte dei Conti sezione
nazionale controllo, per accertare tutte le violazioni possibili nell'operazione
"ferie" al Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Come riportato da tutte le
testate giornalistiche, ieri, i Vigili del Fuoco hanno svolto la loro attività di
"dama di compagnia" all'On.Fini Presidente della Camera, che ancora oggi non ha
terminato le proprie ferie. 29 agosto 2008 - Capitanata I VIGILI DEL FUOCO DENUNCIANO FINI COMUNICATO STAMPA Alla Corte dei Conti sezione nazionale controllo - ROMA 29 agosto 2008 - Il Messaggero Roma. Contentino per i dipendenti del consorzio Rirei? No, grazie... Roma - Contentino per i dipendenti del consorzio Rirei? No,
grazie. Dopo il "digiuno" di Ferragosto, il recente versamento pari al 70% dello
stipendio di luglio, agli operatori dell'"Ex Anni Verdi" proprio non è andato
giù. Come non va giù il fatto che dal 2006 molti di loro sono in attesa di una
liquidazione che non arriva. A cosa è dovuto il lungo ritardo? Nessuno dei lavoratori -
moltissimi di Tolfa e Allumiere - sa darsi una risposta. 29 agosto 2008 - L'Espresso I TAGLI ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE In Sicilia infuria la rivolta contro il taglio di mille insegnanti di sostegno. A Roma mancano all'appello 500 professori per le superiori, a fronte di 5 mila studenti in più. Sempre nella capitale, alle elementari sono già state cancellate una cinquantina di richieste di classi a tempo pieno. A Milano dimezzato il sostegno per l'inserimento degli alunni stranieri. A Bologna hanno fatto i conti con precisione: servono almeno 144 cattedre, soprattutto per l'inglese alle elementari e la seconda lingua alle medie, per coprire i buchi aperti dal piano degli uffici scolastici regionali per l'anno 2008-2009. Quello che comincia tra pochi giorni e che deve tagliare 'solo' 11 mila posti in organico, secondo le previsioni del vecchio governo. Un leggero antipasto, rispetto ai tagli della scuola dell'era Tremonti-Gelmini-Brunetta: 90 mila insegnanti e 43 mila bidelli e impiegati in meno, a regime. Cioè entro il 2012. Ma per far risparmiare alla scuola quasi 9 miliardi in tre anni, bisogna partire subito, prima che si aprano a gennaio le iscrizioni al prossimo anno scolastico. Per questo è iniziata una corsa contro il tempo, per metter mano a ordinamenti e regole entro Natale. A questo hanno lavorato nelle ferie agostane gli uffici dell'Economia e dell'Istruzione, mentre i loro massimi responsabili impazzavano sui giornali abbassando i voti in condotta, rimettendo i grembiulini e la maestra unica, annunciando e smentendo corsi di ripetizione per prof meridionali. Intanto, le forbici dei due ministeri lavoravano nell'ombra. Non sempre in sintonia, anzi. Tant'è che molti preannunciano un autunno caldo, oltre che sul fronte sindacale, anche su quello dei rapporti tra la giovane ministra e il veterano Tremonti. Tutti a dieta Un punto percentuale. Di tanto deve salire il rapporto tra alunni e docenti in Italia, secondo il piano Tremonti approvato a tambur battente dal Consiglio dei ministri a giugno. A quell'1 per cento che avvicinerebbe l'Italia alle medie internazionali corrisponde la più drastica cura da cavallo mai annunciata per la scuola, un taglio del personale pari al 10 per cento, per una riduzione della spesa di circa 8 miliardi. Per attuare la cura dimagrante, la legge finanziaria dà alla Gelmini (quotidianamente assistita da una commissione mista con il Tesoro) pieni poteri: in sostanza, di qui a fine anno può rivoltare la scuola dall'asilo al diploma, senza passare per il Parlamento. Il quale Parlamento, scoperto l'inghippo, ha inutilmente chiesto a Giulio Tremonti maggiore flessibilità e gradualità: ma finora i dubbi avanzati dalla commissione Cultura della Camera (a partire dalla sua presidente, la già candidata al ministero dell'Istruzione Valentina Aprea) e quelli sorti nella stessa ministra durante l'estate sono stati fermamente respinti al mittente dallo staff di Tremonti. Che lavora alacremente a un bouquet di ipotesi diverse, con un tratto unificante: meno maestri e professori vuol dire meno ore di scuola. Infatti, se l'Italia ha più di nove insegnanti ogni 100 studenti (ma il rapporto sale a 10,4 se si includono i docenti di sostegno), non è solo per i casi limite delle piccole scuole dei paesini; è anche perché da noi è più lungo l'orario, in particolare nelle elementari e negli istituti tecnico-professionali, e perché la scuola superiore dura un anno in più rispetto ai principali paesi europei. Di qui le ipotesi taglia-ore, alcune già allo studio da tempo, altre nuove di zecca. La riduzione del tempo pieno alle elementari e del tempo prolungato alle medie: adesso interessa un quarto delle classi alle elementari, quasi tutte nelle metropoli e al Centro-nord, e il 28 per cento delle medie, in questo caso con maggior presenza del Sud. La riduzione dell'orario degli istituti tecnici e professionali, a 30 ore settimanali dalle attuali 36-39: una sforbiciata che riguarda il 42 per cento delle scuole superiori. E, ipotesi estrema spuntata all'ultimo nelle carte dei tecnici dell'Istruzione, la conclusione anticipata della scuola superiore: quattro anni invece di cinque. I ragazzi uscirebbero da scuola a 18 anni anziché a 19, come già succede non solo in molti sistemi scolastici occidentali, ma anche, cosa meno nota, negli stessi licei italiani all'estero. Accanto ai tagli di orario ci sono poi le misure sull'organizzazione didattica. La più importante è l'ormai quasi certa fine del modulo alle elementari, che distribuisce tre insegnanti su due classi: il ritorno alla maestra unica. Non meno rilevanti le altre misure allo studio: l'accorpamento delle classi di concorso, in pratica per poter utilizzare lo stesso prof per corsi diversi da quelli per cui ha vinto la cattedra (ad esempio, un laureato in lettere che insegna filosofia potrà fare anche latino); la riduzione degli oltre 900 indirizzi delle scuole superiori; e la revisione della rete delle scuole, in pratica la chiusura o l'accorpamento di quelle più piccole. Infine, il taglio drastico agli insegnanti di sostegno per l'handicap: sono 90.032, il 10 per cento del corpo insegnante, ma più della metà di loro ha contratti a tempo determinato: precari, insomma. Su tutto ciò, pende poi come una spada di Damocle la 'clausola di salvaguardia': se non si ridurrà il personale, scatteranno i tagli di bilancio alle scuole. Vale a dire, meno soldi per il funzionamento ordinario, dai laboratori alla carta igienica. Sul piede di guerra Su queste ipotesi in campo, la ripresa d'anno si preannuncia caldissima. Gli autonomi di Cobas e Cub hanno già proclamato il loro sciopero generale per il 17 ottobre, i confederali studiano mobilitazioni. "Aspettiamo il piano di attuazione, ma appena i contenuti saranno certi, ci muoveremo", annuncia il segretario generale della Cisl scuola Francesco Scrima, che alza i toni: "Vedono nella scuola solo un terreno di caccia per recuperare soldi". In particolare, la Cisl farà le barricate sulla scuola elementare: "Quella italiana è la sesta al mondo nei dati internazionali, perché intervenire proprio qui?". Quanto alla rete territoriale delle piccole scuole, Scrima prevede faville: "Regioni e Comuni si ribelleranno, e giustamente: in alcuni posti la scuola è l'unica istituzione pubblica, non ci sono neanche i carabinieri". E i dati sulle mini-classi dei comuni di montagna fanno presagire che molti conflitti saranno con i sindaci leghisti del Nord. Prima ancora che parta la mobilitazione nelle scuole, è aperto il confronto, per usare un eufemismo, tra Istruzione e Economia. A quanto si sa, una delle prime riunioni della commissione mista all'uopo costituita è finita a urla in faccia. La fretta dei tecnici di Tremonti non è condivisa dai conoscitori profondi dei meccanismi della spesa scolastica: e per l'occasione la ministra Gelmini ha richiamato dalla pensione una vecchia conoscenza di viale Trastevere, l'ex boss del dipartimento Istruzione Pasquale Capo, nominandolo consulente speciale. Qualcuno ci vede un ritorno al passato, per la più giovane ministra dell'Istruzione del dopoguerra; altri un indizio del fatto che non si fida degli sforbiciatori di Tremonti. I quali sono molto gelosi dei loro dati. Il rapporto della commissione Muraro sulla spending review, istituita dal precedente governo, è stato secretato dal ministro: in esso c'era anche un capitolo sui tagli possibili al personale scolastico, tanto concreto quanto prudente. "Il fatto è", dice Massimo Bordignon, l'economista che ha steso la parte sull'istruzione di quel rapporto, "che nella scuola tagliare male significa spendere di più". Un esempio è proprio nella grande diversificazione territoriale della spesa: del personale si occupa il Ministero, della rete delle scuole le Regioni, dell'edilizia le Province e i Comuni. "E nessuno di questi ha incentivi a risparmiare: bisogna metter mano ai meccanismi istituzionali". In attesa delle grandi riforme, i tagli sono già partiti. E saranno visibili già al primo giorno di scuola: classi più piene, meno insegnanti di sostegno. "In effetti negli ultimi anni l'aumento del personale ha riguardato quasi esclusivamente i docenti di sostegno, soprattutto a Sud", nota Bordignon. E i tagli a pioggia stanno gettando nel panico le famiglie di ragazzi diversamente abili, a Nord come a Sud. Senza contare l'aumento del numero degli alunni per classe: "La diversificazione territoriale è enorme, ci sono sicuramente spazi di intervento, ma non tener conto delle diversità e della complessità dei territori è sbagliato", commenta Marco Rossi Doria, fondatore del progetto dei maestri di strada a Napoli, il quale sottolinea che al Sud il problema della scuola è ancora quello dei tanti che non ci vanno o ne escono senza alcun titolo: è proprio a Sud, dice, la gran parte dei 900 mila early school leavers italiani. Ingresso vietato "Entro il 2012 serviranno dai 70 ai 90 mila insegnanti in più, quasi tutti al Nord", prevedeva il 'Quaderno bianco' sulla scuola pubblicato l'anno scorso. Nella scuola del nuovo governo quel numero scende a zero. Ma non essendo possibile licenziare prof e bidelli, come si farà a tagliare? Il meccanismo è noto: blocco del turn over. In sostanza, si blocca l'ingresso dei 75 mila precari che attendevano fuori dall'uscio. Non si entra più: tant'è che sono state chiuse improvvisamente, con emendamento notturno in Finanziaria, le Siss, le scuole di specializzazione per insegnare. Parallelamente, si spera in un consistente flusso in uscita: almeno pari a quello del 2005-2006, sui 25-30 mila all'anno. Ma l'anno scorso, a sorpresa, sono andati in pensione solo 17 mila docenti: la pensione al minimo, di questi tempi, non garantisce di arrivare a fine mese. Se la tendenza proseguirà, gli insegnanti 'tagliati' andranno in soprannumero e i risparmi potranno attendere. A meno che non si conti su un incentivo al pensionamento indotto proprio dalle novità organizzative. O dalla scure di Brunetta su prof lavativi o stanchi. Anche se, secondo le statistiche, le assenze medie per malattia nella scuola sono un po' più basse che in altri comparti (9,66 giorni all'anno), anche qui varranno le regole della decurtazione dello stipendio (8-9 euro al giorno per i docenti, 20 per i dirigenti) e della visita fiscale dal primo giorno. A spese della scuola, naturalmente. Una scuola con 120-130 dipendenti dovrebbe ordinare 20 visite al mese e verrebbe a spendere, in media, dai 2 mila ai 3 mila euro all'anno in rimborsi alla Asl per le visite fiscali. Per fortuna, si legge sui siti per addetti ai lavori, le Asl non riusciranno mai a farle tutte queste visite. Sennò, per le scuole sarebbe un altro salasso. 28 agosto 2008 - Ansa P.A.: RDB-CUB, MODIFICA ASSISTENZA INVALIDI È GRAVE ATTACCO(ANSA) - ROMA, 28 AGO - La modifica ai permessi per l'assistenza ai familiari invalidi, annunciata dal ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta, «è un nuovo grave attacco ai diritti dei lavoratori che respingiamo con sdegno». Così il dirigente nazionale di RdB-Cub pubblico impiego, Giuliano Greggi, che sottolinea come le disposizioni della legge 104, che assicurano i tre giorni al mese di permesso retribuito per motivi di assistenza a familiari invalidi, rappresentino un diritto che «non può essere messo in discussione». «Privare i lavoratori di questi permessi - sottolinea Greggi - così come le pesanti penalizzazioni già comminate a chi si ammala, significa voler perseguire l'obiettivo di smantellare lo Stato sociale, nell'ambito di quella che appare come una vera e propria persecuzione dei lavoratori pubblici». 28 agosto 2008 - Greenreport Fini, Giannutri e i pompieri GIANNUTRI (Grosseto). L´immersione del presidente della
Camera dei deputati Gianfranco Fini e della sua signora, assistiti da una pilotina dei
Vigili del Fuoco in zona 1 a protezione integrale del mare di Giannutri ha sollevato un
clamore mediatico degno del personaggio coinvolto: paginate intere di giornali nazionali,
blog scatenasti, le foto fornite da Legambiente Arcipelago toscano diventate quasi uno
scoop tipo Novella 2000. Fini è uscito dall´imbarazzo durato molte ore ammettendo
l´errore e dicendo che pagherà la multa al parco nazionale. E proprio Mario Tozzi,
presidente del parco nazionale dell´Arcipelago toscano, che ieri ha usato parole molto
nette e decise, oggi prende atto delle scuse di Fini e della volontà di pagare la multa
ancora da quantificare (tra i 600 e i 2.000 euro) anche perché bisogna capire quante
infrazioni sono state compiute da lui, dagli occupanti dell´imbarcazione dei Vigili del
fuoco e dagli altri naviganti e subacquei, visto che nell´area a protezione integrale non
è consentita nemmeno la navigazione. 28 agosto 2008 - La Sicilia Comiso. Sit in di protesta allo scalo merciComiso - (a.l.) Un sit in di protesta presso lo scalo merci della stazione ferroviaria comisana per protestare contro la decisione di Trenitalia di chiudere lo stesso scalo comisano e quello di Ragusa. L'iniziativa è promossa dal deputato regionale Pippo Digiacomo ed è stata programmata per mercoledì 3 settembre prossimo con inizio alle ore9 e ha già trovato l'adesione del sindacato Cub Trasporti e del suo responsabile provinciale, Pippo Guerrieri, oltre che dal Pd ibleo. "In attesa di un intervento della Regione come da me chiesto con l'interrogazione presentata lo scorso 30 luglio - afferma Digiacomo - vogliamo tornare a gridare forte l'allarme per la decisione di Trenitalia e, se necessario, avviare ulteriori forme di protesta". «Distaccamento Vdf da salvare» Roccalumera. Non è caduto nel vuoto
l'appello lanciato dai sindacati Cisl, Uil, Rdb, Confsal e Conapo, al sindaco di
Roccalumera, Gianni Miasi. Al primo cittadino è stato chiesto un intervento concreto per
scongiurare la chiusura del Distaccamento dei Vigili del fuoco che sorge a Roccalumera. La
situazione al momento appare delicata, principalmente per la carenza di capisquadra (17 a
livello provinciale) e il Comando provinciale ha fatto notare che non è stato assegnato
personale specifico per mantenere aperto il Distaccamento nella cittadina jonica che sulla
carta rimane ancora stagionale, nonostante rientri nel progetto «Soccorso Italia in 20
minuti». In parole povere, il Comando provinciale dei Vdf terrà aperto Roccalumera solo
se si riuscirà a mantenere aperti tutti gli altri. In seguito al sollecito dei sindacati
di categoria, il primo cittadino Gianni Miasi è intervenuto sottolineando che si
attiverà «immediatamente per affrontare la questione, di vitale importanza non solo per
Roccalumera bensì per l'intero comprensorio. La prima cosa che farò - specifica - sarà
quella di contattare i sindacati e quindi di avviare un tavolo tecnico con gli altri
colleghi sindaci dell'hinterland e il Comando provinciale dei Vigili del fuoco. Credo che
il Distaccamento di Roccalumera abbia la stessa importanza degli altri distaccamenti
dislocati sul territorio provinciale. Pertanto - prosegue il sindaco - mi aspetterei che
anziché parlare di eventuale chiusura si possa discutere su come ovviare alle carenze di
uomini, che in realtà ci sono». 27 agosto 2008 - EPolis Roma Precariato. I numeri del ricorso alle chiamate giornaliere e delle assunzioni annuali di nidi e materneAsili, boom di contratti a tempo settantamila part-time nel 2007 I sindacati di base Rdb-Cub: «La stabilizzazione di 2mila insegnanti non basta» Roma - Settantamila contratti part-time e 2.859 assunzioni della durata di un anno. Sono i numeri del personale di educatrici e operatori degli asili nido e delle scuole dell'infanzia di Roma per l'anno scolastico 2007-2008, diffusi dall'Rdb-Cub, fonte Cnipa (Centro nazionale per l'informatizzazione della pubblica amministrazione). Un esercito di precari, che secondo i sindacati di base rischia di non diminuire nemmeno quest'anno, nonostante la fine del percorso di stabilizzazione di 2000 precari, frutto dell'accordo fra sindacati confederali e Campidoglio siglato nel 2006. Proprio in questi giorni, sono partite le lettere di assunzione per la stabilizzazione dell'ultima tranche di precari, 369 operatori della scuola dell'infanzia e di 269 insegnanti dei nidi capitolini. Ma a fronte della regolarizzazione dei precari, l'accordo, siglato nel 2006 dalla Giunta Veltroni con Cgil-Cisl e Uil, prevedeva la riduzione di due educatrici per ogni singolo asilo nido della Capitale. La prima tranche di riduzioni è stata realizzata l'anno scorso con il taglio di un'educatrice per ogni singolo asilo nido capitolino. Quest'anno dovrebbe seguire l'ulteriore riduzione di un educatore per asilo nido, anche se, da quanto risulta ai sindacati di base, anche i confederali sono contrari alla misura sottoscritta a suo tempo con il Comune. «L'anno scorso il Comune di Roma nei nidi e nelle scuole dell'infanzia ha fatto abuso di contratti precari per coprire le carenze di organico - dice Caterina Fida, dirigente dell'Rdb- Cub del Comune di Roma - i sindacati di base sono contrari alla riduzione dell'organico, che nel quadro dell'accordo sottoscritto nel 2006 fra Comune e confederali prevede altri tagli. Confidiamo nell'assessore comunale alle politiche scolastiche Laura Marsilio per scongiurare nuovi tagli». Anche perchè, secondo l'esponente sindacale, se arriveranno nuovi tagli, per forza il Comune dovrà continuare a fare massiccio ricorso a contratti part-time di tre ore al giorno. E il parttime, con incarichi spot di tre ore per le educatrici in asili diversi è un grave danno per la continuità del rapporto didattico con i piccoli. Sono i bambini alla fine che ci rimettono, cambiando ogni giorno supplente. Il problema, secondo la sindacalista, riguarda la mancata garanzia dei livelli qualitativi di accoglienza e dei rapporti individuali fra educatrice e alunno nei nidi. Intanto, le Rdb confermano il loro calendario di proteste: un'assemblea cittadina il primo giorno di scuola e un incontro-dibattito pubblico il 4 settembre, a cui saranno invitati oltre all'assessore Marsilio, quello al personale Enrico Cavallari e il sindaco Alemanno.(P.A.) 27 agosto 2008 - Il Giorno Licenziate le centraliniste
dellospedale. Poi toccherà alle dipendenti della mensa LEGNANO LICENZIATE a partire dal 1° settembre 2008. Le undici operatrici del call center (arruolate tramite agenzia interinale) dell'Azienda ospedaliera di Legnano hanno ricevuto ieri le lettere di fine rapporto. Si sperava in una proroga del loro contratto, ma l'ipotesi è naufragata del tutto con il ricevimento delle missive. Quello che paventavano da mesi le Rappresentanze di base (Rdb) si è, purtroppo, drammaticamente avverato. DA LUNEDÌ entrerà in funzione il nuovo call center regionale, "Lombardia call", con sede a Paternò, in Sicilia. «Quello che sta succedendo a Legnano è un vero e proprio scandalo - sbotta Riccardo Germani, sindacalista Rdb -. Non possiamo accettare che queste donne perdano il posto di lavoro, dopo aver "servito" in maniera impeccabile l'Azienda per sei, ben sei anni, senza aver mai subito un appunto, un richiamo. In tutto questo tempo hanno prenotato per noi esami nei quattro ospedali e nei poliambulatori, ci hanno informano sulle liste di attesa e altro ancora. Da lunedì, chiamando l'800.843843, non sappiamo esattamente cosa succedrà, ma lo immaginiamo. Senza voler innescare una guerra fra "poveri del Nord del Sud", ci risponderà una voce siciliana, che non sa nulla dei reparti di Legnano, Magenta, Abbiategrasso, Cuggiono. Di certo prenoterà solo la prima visita, ma non orienterà i cittadini nei loro dubbi sanitari, e così le persone saranno costrette a prendere informazioni recandosi in ospedale. Va da sé che i disagi maggiori li patiranno anziani e disabili. E tutto questo non è economico per l'Azienda ospedaliera: da settembre la chiamata (per gli utenti sempre gratuita) le costerà 2.60 euro, contro gli attuali 1.98 euro." LA QUESTIONE non è destinata a concludersi in tempi brevi. Sabato i consiglieri regionali di Rifondazione comunista hanno presentato alla Giunta un'interrogazione urgente sulla vicenda. «Abbiamo inoltre sollecitato un'audizione delle donne licenziate in Consiglio regionale - riprende Germani -. E già ora stiamo mettendo a punto una serie di azioni di lotta, che riguarderanno l'ospedale legnanese nei prossimi giorni». Perché per Germani, questo è solo l'inizio di una grave crisi occupazionale che investirà) i quattro ospedali: «A novembre toccherà alle operatrici delle cucine di Legnano e Magenta: 22 donne perderanno il posto di lavoro». 27 agosto 2008 - La Repubblica Le Rdb contro "l´armata
Brancaleone" Bologna - «La chiusura rimandata dei servizi sociali di
viale Vicini, la mancanza di preparazione e formazione, la totale confusione sui
trasferimenti del personale sono responsabilità condivisa e concertata tra Cgil, Cisl e
Uil e amministrazione comunale». 27 agosto 2008 - Il Resto del Carlino Bologna. RISCHIO black-out nei servizi sociali... Bologna - RISCHIO black-out nei servizi sociali in città per il trasferimento delle attività dagli uffici di viale Vicini ai nove Quartieri. I sindacato confederali, dopo aver tempestato il Comune di lettere, attaccano. «Ci sono state scorrettezze da parte dell'amministrazione scandisce Viviana Laffi (nella foto), della Cgil : lapplicazione dellaccordo che avevamo fatto (sulla devolution dei servizi sociali; ndr) non è risultata soddisfacente, perché il Comune ne ha distorto alcuni aspetti». La rabbia dei sindacati riguarda in particolare il destino del centinaio di lavoratori di viale Vicini destinati ai Quartieri e la mancanza di unadeguata formazione degli operatori che andranno a lavorare nelle amministrazioni decentrate. Ma per il sindacato di base Rdb la responsabilità di tutto ciò è «condivisa e concertata tra Cgil, Cisl e Uil e amministrazione comunale».27 agosto 2008 - Il Bologna I sindacati contro il comune: black out per i servizi socialiBologna - Il trasferimento di personale e uffici del settore servizi sociali ai quartieri ha provocato la rivolta dei sindacati confederali che accusano l'amministrazione di non aver rispettato gli impegni presi nel mese di giugno. «Gli sportelli sociali nei quartieri saranno attivi dall1 ottobre e la formazione non è ancora cominciata». S?ostiene la delegata Fp-Cgil Mirella Monti. Si rischia il black out dei servizi sociali con conseguenze negative per gli utenti. Scoppia anche la polemica con il sindacato di base che accusa i confederali per la gestione della trattativa. 27 agosto 2008 - La Sicilia SCALI MERCI Ragusa - «Il mese di agosto non è certo il migliore per raccogliere le forze e reagire a un provvedimento come quello della divisione Cargo di Trenitalia che ha soppresso gli scali di Ragusa e Comiso e trasferito il relativo personale dal 15 settembre. Non è un caso che certi provvedimenti impopolari vengano presi in questo periodo». Il coordinamento provinciale del Cub trasporti torna a fare sentire di nuovo la propria voce su una penalizzazione eccessiva per le prospettive di sviluppo dell'area iblea. «Nonostante tutto - prosegue in un documento diffuso ieri - un'azione coordinata e determinata potrebbe far capire agli artefici di questa decisione penalizzante ancora una volta il territorio della provincia di Ragusa, che qui non vivono solo vittime predestinate di scelte calate dall'alto. Con un solo obiettivo: la revoca del provvedimento e la cancellazione di Ragusa e Comiso dall'elenco degli scali soppressi, la deputazione nazionale e regionale, la Provincia regionale, i sindaci, le organizzazioni sindacali e le forze politiche e sociali possono far sentire la loro voce e rimuovere tutti gli ostacoli. Basta muoversi celermente e fare gioco di squadra». Con il presidente Ap è già stata concordata dal Cub una riunione ai primi di settembre di tutta la deputazione, i sindaci e quanti intendono muoversi contro il provvedimento di Trenitalia. «Se dobbiamo perdere anche questa volta - dice il Cub - che almeno sia c con dignità».(G.L.) 27 agosto 2008 - Tempo Stretto Il Cub contro l'Atm: per la
Confederazione Unitaria di Base Messina - Come detto a seguito dell'incontro tra i rappresentanti della Cisl e l'assessore Capone, gli altri sindacati che rappresentano i lavorati dell'Atm, restano ancora sul piede di guerra, soprattutto nei confronti dei vertici aziendali. A conferma di ciò e dopo gli sviluppi odierni, è arrivata una nota del Cub.«A seguito della richiesta del 19 agosto 2008 con la quale veniva proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori e la relativa attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge - si legge - la Confederazione Unitari di Base denuncia la grave discriminazione subita a causa della volontaria esclusione, decisa dal commissario dell'Atm di Messina, dal tavolo delle procedure di raffreddamento tenuto nei locali dell'azienda in data odierna con le altre OO. SS. e le R.S.U. e che di fatto ne invalida comunque i risultati».Pertanto lo scrivente ritiene negativo il tentativo di conciliazione attivato oggi dall'Atm con altri organismi e chiede, così come prevedono le leggi 146/90 e 83/2000 che regolano il diritto di sciopero nei servizi di pubblica utilità, l'intervento del Prefetto di Messina, che già avrebbe espresso la sua disponibilità a dare prosieguo al tentativo di conciliazione. La Cub Trasporti di Messina ha chiesto inoltre alla Commissione di Garanzia della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, un proprio provvedimento sanzionatorio nei confronti dell'Atm di Messina per «l'atteggiamento antisindacale e particolarmente oltraggioso della legge che regola la materia». 27 agosto 2008 - Agrigento notizie I vigili del fuoco proclamano stato
di agitazione Agrigento - Uno stato di agitazione con effetto immediato è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali dei vigili del fuoco Cgil, Cisl, Rdb e Confsal. La causa dell'agitazione è ascrivibile al comportamento, giudicato discriminatorio, adottato dal dirigente locale. Sotto accusa in particolare la predilezione dei vigili volontari discontinui residenti a Lampedusa a danno di quelli residenti in terraferma, nonostante le continue sollecitazioni ad effettuare i richiami in maniera equa attingendo da un'unica graduatoria. 27 agosto 2008 - Corriere di Ragusa Su iniziativa dell´on Pippo
Digiacomo (Pd) Comiso - Dopo linterrogazione al Governo regionale dello scorso 30 luglio, che di fatto ha aperto il dibattito in provincia di Ragusa e portato a conoscenza dellopinione pubblica il problema, la vicenda della chiusura degli scali merci di Comiso e Ragusa sarà oggetto di una nuova iniziativa dellon Pippo Digiacomo: un sit-in di protesta organizzato per mercoledì 3 settembre alle 9 allo scalo merci della stazione ferroviaria di Comiso. Liniziativa, che ha già trovato ladesione ufficiale del sindacato Cub Trasporti e il suo responsabile provinciale Pippo Gurrieri, sarà sostenuta dai coordinamenti locale e provinciale del Partito Democratico e vedrà il coinvolgimento di quanti sentono a cuore una problematica di grande interesse per una buona fetta delleconomia iblea. "In attesa di un intervento della Regione come da me chiesto nellatto parlamentare afferma lon Digiacomo vogliamo tornare a gridare forte lallarme per la decisione di Trenitalia e, se necessario, avviare ulteriori forme di protesta anche fuori dai confini provinciali".Della problematica si occuperà larea tematica competente che sarà definita, insieme alle altre, dallesecutivo provinciale del Pd nella riunione che il coordinamento ha convocato per lunedì 1 settembre alle 18 nella sede di viale del Fante a Ragusa. Nel corso della riunione si procederà anche alla costituzione dellufficio adesioni provinciale che avvierà di fatto il tesseramento del partito. 27 agosto 2008 - Gazzetta di Reggio La Cub contro il contratto delle Cooperative sociali REGGIO E. - «Il rinnovo del contratto nazionale delle
Cooperative sociali si rivela un insulto per i 250.000 lavoratori del settore.
Laccordo sostituisce i precedenti aumenti biennali del contratto spalmandoli su 4
anni e dà ai lavoratori solo miseri aumenti, che sono ben al di sotto
dellinflazione reale». A sostenerlo è la Cub Sanità che avanza le sue proposte. 27 agosto 2008 - Basilicatanet LAVORO, FLAICAUNITI-CUB CHIEDE INCONTRO CON REGIONE Basilicata - I rappresentanti sindacali della FlaicaUniti-Cub chiedono, attraverso un comunicato stampa, un incontro con lassessore regionale alle Attività Produttive, Vincenzo Folino, e con il presidente della Regione, Vito De Filippo, per affrontare il problema degli operai dellazienda casearia "La Valle dellOro", sita nella zona industriale di Baragiano, che da molti mesi non percepiscono lo stipendio.Inoltre, rendono noto che domani nel capoluogo di regione è prevista una riunione nel palazzo della Direzione Provinciale del Lavoro di Potenza fra i funzionari dellufficio, i vertici dellazienda, gli operai e i rappresentanti sindacali. Poi, questi ultimi insieme con i lavoratori presiederanno la sede della Regione Basilicata con un "Sit-in", durante il quale distribuiranno volantini di denuncia. "La flessibilità concessa dagli operai al padrone non è bastata è scritto nella nota e nonostante siano stati sottoposti a continui cambiamenti di turno e a ore di lavoro in più, lazienda in crisi, non può pagare gli emolumenti a tutti. Dal mese di maggio è scattato anche il senza lavoro e senza soldi per molti di loro quello di arrivare anche alla terza settimana e diventato un sogno". "Sembrava un progetto serio, quello dellAzienda "La Valle dellOro", finalizzato alloccupazione e al lancio di un prodotto autoctono, come il latte della zona del "Marmo Platano" continua la nota e adesso sembra svanire nel nulla. E chiaro che se non ci sarà linteressamento delle "Istituzioni" in primis della Regione si prefigura per gli operai la messa in mobilità". 26 agosto 2008 - Dire COMUNE BOLOGNA. RDB: SOCIALE? COLPA ANCHE DI CGIL-CISL E UILMARINELLI-FABIANI: QUESTA OPERAZIONE DA BRANCALEONE FU CONDIVISA (DIRE) Bologna, 26 ago. - "La chiusura rimandata dei servizi di viale Vicini, la mancanza di preparazione e formazione, la totale confusione sui trasferimenti del personale sono responsabilita' condivisa e concertata tra Cgil, Cisl e Uil e amministrazione comunale". Lo sostiene il sindacato di base Rdb, dopo l'allarme partito dai sindacati confederali sulla situazione dei servizi sociali di Palazzo D'Accursio, in bilico tra la vecchia gestione centralizzata e il nuovo corso della 'devolution' nei quartieri. Le Rappresentanze sindacali di base, spiegano infatti che "la crisi nella gestione del trasferimento ai quartieri era prevedibile, prevista e denunciata fin dall'inizio dalle Rdb, ed e' cosa provata che la gestione di questa 'brancaleonica' operazione ha trovato nei sindacati Cgil, Cisl e Uil una copertura ai danni dei lavoratori". L'accusa e' insomma di avere firmato l'accordo del 24 giugno sul trasferimento dei servizi con "l'esclusione totalmente illegale e illegittima dei delegati Rsu del Comune e delle Rdb dal tavolo di trattativa". Evidendemente, concludono Luigi Marinelli e Vilma Fabiani in una nota, "siamo di fronte ad un vero e proprio colpo di mano, e solo di fronte alle vistose storture e proteste che ora Cgil, Cisl e Uil cercano di rigirare a proprio piacimento le loro pesanti responsabilita'". Ma "ancora peggiore" per le Rdb "e' la posizione ed il comportamento dell'amministrazione comunale che procede unilateralmente ma non con minor approssimazione nell'operazione di trasferimento e di predisposizione, altro punto caldo, dei contratti di servizio con le Asp". Del resto, "che le operazioni di queste settimane siano assolutamente poco chiare- concludono Marinelli e Fabiani- lo dimostra il fatto che, ancora ad oggi, non e' stata data risposta alla nostra richiesta di apertura di un vero confronto sulle problematiche dei servizi sociali, Asp e del decentramento ai quartieri". 26 agosto 2008 - Il Salernitano UNITI NELLE PROTESTE DEL 19
SETTEMBRE E 17 OTTOBRE SALERNO - Le rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego di Salerno esprimono solidarietà e partecipano alla lotta contro gli effetti devastanti prodotti dai tagli sulle risorse economiche e del personale che si abbattono da anni su tutto il mondo della Scuola italiana. Lopera bipartisan di smantellamento della pubblica amministrazione continua ed interessa tutti i comparti: meno fondi, meno offerta formativa, meno ore in aula, meno strutture, meno insegnanti, meno sostegno ai disabili, sono i provvedimenti presi in modo indiscriminato per risparmiare spesa pubblica corrente. "La Scuola insieme a tutti i comparti pubblici e privati del lavoro", afferma il coordinatore provinciale RdB/CUB Pubblico Impiego Pietro Di Gennaro, "deve tornare al centro di una grande mobilitazione del Paese affinché i lavoratori e le famiglie italiane possano riconquistare futuro, dignità, reddito e diritti". Le manifestazioni che l'organizzazione sindacale ha preparato per dare una risposta forte sono il 19 settembre l'assemblea nazionale a Roma dei precari del pubblico impiego e il 17 ottobre lo sciopero generale nazionale. 26 agosto 2008 - Caserta news Tagli alla scuola, si mobilitano i sindacati Salerno Le RdB/CUB di Salerno esprimono solidarietà e partecipano alla lotta contro gli effetti devastanti prodotti dai tagli sulle risorse economiche e del personale che si abbattono da anni su tutto il mondo della Scuola italiana. L'opera bipartisan di smantellamento della Pubblica Amministrazione continua ed interessa tutti i comparti. Drammaticamente per il loro futuro, i tagli mettono in crisi la formazione dei giovani in tutte le scuole di ogni ordine e grado, Università compresa. Meno fondi, meno offerta formativa, meno ore in aula, meno strutture, meno insegnanti, meno sostegno ai disabili. Questi sono provvedimenti presi in modo indiscriminato per risparmiare spesa pubblica corrente senza valutare, invece, l'insostenibilità economica e sociale che il paese subisce e subirà in termini di mancata crescita dovuta all'insufficiente formazione delle nuove generazioni, all'aumento della precarietà e all'aumento della disoccupazione di un numero impressionante di insegnanti e personale di supporto che vedranno azzerato il loro reddito per se e per le proprie famiglie. La Scuola insieme a tutti i comparti pubblici e privati del lavoro, deve tornare al centro di una grande mobilitazione del Paese affinché i lavoratori e le famiglie italiane possano riconquistare futuro, dignità, reddito e diritti. 26 agosto 2008 - La Nuova Venezia Rdb protesta, Vela replica: «Il
sistema funziona» Venezia - Giornata di tensione amministrativo-sindacale,
ieri, tra Rdb-Cub e Vela-Actv sul fronte Imob. In mattinata, infatti, il sindacato ha
invitato tutti i bigliettai a sospendere lerogazione di biglietti elettronici e
procedure di caricamento di tessere Imob, affidandosi solo al vecchio sistema cartaceo
ancora operativo. 26 agosto 2008 - Il Giornale di Vicenza IL PROGETTO. Presentato a sindacati
e prefettura un piano di sorveglianza e controllo nellarea che va dalla stazione a
ponte Alto lungo la "strada del sesso" Vicenza - Stop al degrado lungo viale S. Lazzaro, la
"strada del sesso". Stop al degrado nella zona rossa di viale Milano e stazione.
Comune e polizia locale ridisegnano il perimetro dellisola infelice del capoluogo,
confezionando un nuovo progetto, chiamato "Notti tranquille" di presidio e
pattugliamento notturno. Il pacchetto con le proposte studiate dallassessore alla
Sicurezza Antonio Marco Dalla Pozza e dal comandante Cristiano Rosini è stato presentato
ieri in prefettura e potrebbe essere già discusso oggi in giunta, prima di essere spedito
a Venezia per concorrere allassegnazione di un finanziamento regionale. INCONTRI SINDACALI. In discussione i
problemi dellanagrafe e gli orari dei vigili urbani Vicenza - «Per i dipendenti dellufficio anagrafe
continua lo stato di agitazione: la prossima settimana convocheremo unassemblea e
decideremo se adottare nuove forme di protesta...». 26 agosto 2008 - Tempo Stretto Vigili del Fuoco: il distaccamento
di Roccalumera deve essere potenziato, Messina - Un presidio definito stagionale, eppure necessario. Il coordinamento provinciale dei sindacati di categoria di Cisl, Uil, Rdb, Confsal e Conapo, evidenzia che il distaccamento di Roccalumera, definito "stagionale" dal Dipartimento Vigili del Fuoco del Soccorso pubblico e della Difesa civile, è stato già inserito nel progetto "Soccorso Italia in 20 minuti". Senza però che sia stato riconosciuto il decreto di apertura definita, e quindi senza la possibilità di assegnare nuovo personale al distaccamento. «A Roccalumera - sottolinea in una nota di oggi il coordinamento dei sindacati dei vigili del fuoco - il servizio è garantito da una sola squadra formata da un capo, un vigile autista e un vigile permanente in servizio presso il Comando provinciale di Messina e, a ogni turno, destinati presso il distaccamento di Roccalumera. A questi vanno aggiunti tre vigili volontari assegnati dal dipartimento.» «Facciamo appello - concludono Cisl, Uil, Rdb, Confsal e Conapo - al sindaco di Roccalumera, Giovanni Miasi, affinché si attivi con i canali del Ministero degli Interni per chiedere con forza il decreto di apertura definitiva del distaccamento di Roccalumera e il contestuale invio di nuovo personale. Considerata l'importanza che la stazione di Roccalumera riveste nel territorio provinciale, diventa fondamentale che tutte le autorità competenti si assumano le responsabilità che derivano dalle proprie competenze.» Proprio le dichiarazioni del sindaco di Roccalumera, però, sono contestate dal Coordinamento provinciale dei Vigili del Fuoco della Fp Cgil, in una nota a firma di Carmelo Ciappina, Antonino Quinci e Clara Crocè. Misasi ha dichiarato di aver raggiunto con il responsabile regionale un accordo che: «assicura l'impiego permanente di due squadre di vigili del fuoco, per garantire il funzionamento del distaccamento stagionale di Roccalumera». Ma l'esiguo numero di personale, ricorda la Fp Cgil, non consente neppure la disponibilità di due squadre permanenti presso la sede centrale, figuriamoci presso il distaccamento stagionale di Roccalumera. Il mantenimento del pur importante presidio di Roccalumera non può mettere a rischio la sicurezza di Messina. Per questo, la Fp Cgil ricorda di non aver firmato l'accordo per il prelevamento di personale dalla sede centrale e dai vari distaccamenti, per destinarla presso la sede di Roccalumera. La soluzione prospettata dalla Cgil è uguale a quella degli altri sindacati, l'aumento della dotazione di personale del distaccamento di Roccalumera. Ma la Cgil aggiunge anche un appello al sindaco di Messina, chiedendo «un autorevole intervento presso il responsabile regionale e al Ministero degli Interni, al fine di ottenere garanzie in merito al funzionamento della sede centrale e del distaccamento Nord del capoluogo».È noto, infatti, che il funzionamento del distaccamento Nord della zona di Messina è vitale ai fini della sicurezza dei cittadini, in quanto ricopre una porzione di territorio urbana ed extraurbana molto vasta con una quantità di popolazione stimata intorno alle 100.000 unità. D'estate, inoltre, il traffico dal centro alla zona nord aumenta sensibilmente per la forte presenza di vacanzieri. 26 agosto 2008 - Omniapress Rischia la chiusura la caserma dei
Vigili del Fuoco Roccalumera - A rischio il distaccamento di Roccalumera dei Vigili del Fuoco. A denunciarlo è il coordinamento provinciale dei sindacati di categoria di Cisl, Uil, Rdb, Confsal e Conapo che evidenziano lincongruità di come il distaccamento di Roccalumera venga definito "stagionale" dal Dipartimento Vigili del Fuoco del Soccorso pubblico e della Difesa civile ma è stato già inserito nel progetto "Soccorso Italia in 20 minuti". Senza però che sia stato riconosciuto il decreto di apertura definita e quindi senza la possibilità di assegnare nuovo personale al distaccamento. "A Roccalumera - sottolinea il coordinamento dei sindacati dei vigili del fuoco il servizio è garantito da una sola squadra formata da un capo, un vigile autista e un vigile permanente in servizio presso il Comando provinciale di Messina e, a ogni turno, destinati presso il distaccamento di Roccalumera. A questi vanno aggiunti tre vigili volontari assegnati dal dipartimento. Sino ad oggi proseguono i rappresentanti sindacali di Cisl, Uil, Rdb, Confsal e Conapo il distaccamento è rimasto operativo grazie alla disponibilità e al sacrificio del personale permanente del Comando provinciale di Messina che, in questo periodo estivo, ha anche rinunciato a parte delle proprie ferie per mantenere operativo il servizio a Roccalumera". 25 agosto 2008 - Tuscia web Viterbo - Tagli del personale,
interviene Rdb Riceviamo e pubblichiamo - Nellimmaginario
collettivo la flessibilità sul lavoro e le privatizzazioni sono la strada maestra per
rilanciare occupazione, competitività e qualità dei servizi. Qualcuno però ci spieghi
quello che accade alla pulizia dei treni di Viterbo e del Lazio. Alcuni lavoratori si sono
rivolti alla RdB denunciando che gli stipendi sono in arretrato da mesi e si lavora a
part-time notturno senza il pagamento delle competenze. A fronte di difficoltà
economiche, lazienda subappaltante ha ridotto gli organici in servizio, con
abbassamento della qualità delle pulizie e danno degli utenti. Si vocifera, infine,
un'interruzione del lavoro con viva preoccupazione tra i dipendenti e le famiglie. A
fronte di tutto ciò vengono in mente le liquidazioni doro degli amministratori, che
hanno portato al quasi fallimento le ferrovie dello stato, gli stipendi doro dei
dirigenti e dei politici che si affannano a parlare di riduzione dei costi. Si dica a
questi lavoratori che il costo del fallimento dei manager pesa sulle loro buste paga. Si
spieghi che la privatizzazione ha costruito una catena di aziende appaltanti e
subappaltanti che fanno economia virtuale guadagnando su fette di salario sottratte ai
lavoratori. Si chiarisca ai pendolari che la scarsa pulizia dei treni non è da imputare
alla scarsa volontà dei lavoratori ma alle pesanti riduzioni di personale operato dalle
aziende. Come RdB, ma ancor prima come lavoratori, pubblici e privati, siamo stanchi di
pagare con fette del nostro salario e con la nostra dignità, le incapacità gestionali e
di programmazione. Nei prossimi giorni contestualmente allavvio di specifiche
vertenze sindacali, ci incontreremo con il coordinamento dei pendolari, le associazioni
dei consumatori al fine di estendere una protesta che riguarda certamente il trattamento
di lavoro di alcuni dipendenti ma ancor più lorganizzazione dei servizi al
cittadino. Come Rdb abbiamo scelto di sostenere i lavoratori in questa vicenda con la
volontà di chiamare le Ferrovie dello Stato, le aziende appaltanti e sub appaltanti, alle
loro responsabilità che non sono solo giuridiche ma sono di civiltà. Vogliamo sperare
che questa vicenda possa far riflettere molti sui termini di flessibilità,
privatizzazioni, su chi alla fine paga in termini di salario o di servizi. 25 agosto 2008 - Ansa COMUNI: CIVITAVECCHIA, IL 19/9 SCIOPERO DIPENDENTI(ANSA) - CIVITAVECCHIA (ROMA), 25 AGO - Sciopero il 19 settembre prossimo dei dipendenti del comune di Civitavecchia, che contestano la riorganizzazione interna dei servizi, decisa dall'amministrazione di centrodestra. Allo sciopero si è giunti dopo il fallimento dei tentativi di conciliazione di fronte al prefetto. Dall'azione di protesta, proclamata dai sindacati di categoria, Cgil-Fp; Uil-Fpl e dalla Rdb-Cub, si è dissociata la Cisl-Fpl che, pur condividendo le motivazioni dello sciopero, ritiene controproducente chiudere ogni margine di trattativa con l'amministrazione comunale. 25 agosto 2008 - IMG Press LA PROTESTA: ATTIVITÀ ANTISINDACALE IN ATM Messina - Ladesione allOrSA da parte di tanti
lavoratori dellAzienda Trasporti Messina, evidentemente non è gradita a parte della
dirigenza aziendale che continua a ostacolare le relazioni sindacali con espedienti al
limite della legalità. Con lettera del 19 agosto 2008, OrSA, FIT CISL, CUB ed RSU
chiedevano a S.E. il Prefetto di Messina e alla Direzione ATM lattivazione delle
procedure di raffreddamento col fine distituire un tavolo di concertazione
propedeutico al superamento dellemergenza stipendi che, in assenza di adeguate
contromisure condivise, imboccherà la via del non ritorno nel mese di settembre. Al
pronto interessamento del Prefetto Alecci che con nota del 20 agosto
N.32495/14.3/GAB- invitava lazienda a comunicare la data di convocazione dei
rappresentanti sindacali per esperire le procedure di raffreddamento ai sensi
dellart 2 della Legge 146/90, la direzione aziendale rispondeva provocatoriamente
convocando unicamente FIT CISL e RSU aziendale. In anni di esperienza nei vari settori del
lavoro non ci era mai capitato dimbatterci in tanta improvvisazione e arroganza, con
simili iniziative la direzione aziendale non solo snobba le regole ma rischia di rendersi
unica responsabile di un aspro conflitto con i lavoratori che nella fase attuale non serve
allATM e ancora meno ai cittadini. Tali inopportuni atteggiamenti, più politici che
manageriali, oltre a impedire a un sindacato rappresentativo come lOrSA di esporre
pubblicamente il proprio contributo al risanamento, lascia emergere il chiaro intento
aziendale di scegliersi linterlocutore. Allo stato dellarte, la mancata
convocazione equivale ad esperire negativamente le procedure di raffreddamento, in assenza
di risposte ufficiali, lassemblea degli iscritti ha conferito mandato alla
Segreteria Regionale di attivarsi per mettere in atto una serie di azioni di sciopero che,
nostro malgrado, coinciderebbero con linizio della stagione scolastica. A esasperare
ulteriormente gli animi, continuano a giungere notizie di altri trasferimenti di personale
dallesercizio e dalle officine verso linterminabile serbatoio
"politico" degli uffici amministrativi, mentre un secondo tram perfettamente
funzionante sarebbe destinato alla demolizione per ricavarne pezzi di ricambio. Se sono
questi i programmi di risanamento comprendiamo il motivo per cui si cerchi con ogni
espediente di tenere a debita distanza il sindacato di lotta e di denuncia
allopinione pubblica. Nonostante tutto, non sarà lOrSA a mettere in crisi il
Trasporto Pubblico Locale senza porre in essere ogni tentativo utile a scongiurare una
stagione di lotta che ricadrebbe sulle spalle di cittadini e lavoratori; pertanto,
nonostante siano già scaduti i termini per il tentativo di conciliazione e
raffreddamento, prima della legittima dichiarazione di sciopero richiesta a gran voce dai
lavoratori costretti ogni mese a "mendicare" gli stipendi, chiediamo
lautorevole intervento di S.E. il Prefetto Alecci auspicando una convocazione delle
parti in sede Prefettizia che consenta alla base dei lavoratori di evitare ulteriori
azioni di lotta esibendo allazienda e ai cittadini un piano dinterventi mirati
al risanamento. Per evitare ulteriori interpretazioni distorte delle Relazione
Industriali, si tiene a precisare che, ai sensi del citato art. 2 Legge 146/90,
lazienda ha il dovere di esperire il tentativo di raffreddamento con ogni soggetto
sindacale che ne chieda lattivazione, comprese le sigle non firmatarie di contratto.
Tuttavia, per fugare ogni possibile dubbio sulla posizione dellOrSA allinterno
dellATM, si precisa altresì che la Segreteria Generale ha sottoscritto con ASSTRA
ladesione al contratto nazionale, come può evincersi dalla documentazione allegata
già inviata alla direzione ATM, ha quindi diritto alla trattativa come ogni altra
associazione sindacale firmataria di contratto. Si tiene inoltre a chiarire che
lobiettivo dellOrSA non è leffimera poltrona nella stanza della
trattativa fine a se stessa che fin oggi ha prodotto solo un acquiescente immobilismo a
fronte di un inspiegabile crac economico e tante facili carriere, il nostro fine è la
reale salvaguardia delle risorse occupazionali e del servizio essenziale che gestisce
lATM; il mancato riconoscimento da parte di una direzione che da anni non riesce a
dare risposte concrete alla città non è un nostro problema, dovrebbe essere la dirigenza
a interrogarsi sul proprio operato, proporre collaborazione e chiedersi il motivo del
crescente riconoscimento dei lavoratori nei confronti dellOrSA che nel breve periodo
di presenza in azienda già rappresenta gran parte del personale impiegato
nellesercizio e lintera RSU aziendale. La degenerante condizione dellATM
necessita del contributo di tutti e di un clima collaborativo fra Lavoratori, Direzione e
Amministrazione Comunale, ci sono pesanti nodi che vanno sciolti al più presto, chi
dietro le quinte tenta la strada del conflitto per distogliere lattenzione dalla
mala gestione della cosa pubblica, non fa altro che rendersi coprotagonista di un
fallimento annunciato e costringerà il sindacato ad inevitabili iniziative di lotta che
in assenza di volontà al confronto resta lunico mezzo per rivendicare i diritti dei
lavoratori. 23 agosto 2008 - Liberazione La scuola italiana tornerà al
passato La scuola italiana tornerà al passato. Ma non a quello
romantico che odora di cartelle nuove, di colori a cera e di mele lucide da regalare alla
maestra. A parlare con il segretario della Flc-Cgil, Enrico Panini, e con il segretario
generale della Cisl scuola Francesco Scrima, il futuro degli alunni italiani sembra triste
e rattoppato come un vecchio cancellino. I conti li hanno fatti i Cobas della scuola, che
dicono che dal 2001 al 2007, cioè al Governo Prodi, la scuola pubblica aveva contato sul
46% di fondi in meno per le supplenze, sul 31% in meno l'offerta formativa del 68% in meno
per l'amministrazione. La Finanziaria del 2008 aveva programmato ulteriori tagli per 47
milioni fino al 2011, stabilendo, tra l'altro, 11mila posti in organico in meno per questo
anno scolastico e per il prossimo, in vigore con il primo settembre. Ma la forbice estiva
di Tremonti ha previsto che «in 45 giorni il ministro della Pubblica Istruzione dovrà
dire come si tagliano altri 100mila insegnanti e 43mila di personale. Fra il 2009 e il
2011 la scuola pagherà un tributo di 7,8 miliardi di euro solo di tagli di organico»,
denuncia Panini. Se la ministro Gelmini non riducesse in autonomia, il dicastero subirebbe
una riduzione corrispondente dei fondi a bilancio che per il 95% se ne vanno in spesa
fissa, principalmente in stipendi. Questo non potrebbe che tradursi in un rischio per le
buste paga. 23 agosto 2008 - La Repubblica Pedana-suk liberata dagli ambulanti Napoli - AL QUARTO giorno, la svolta. E torna di nuovo
libera la passerella, trasformata in un suk, che collega via Acton con il Maschio
Angioino: i venditori abusivi hanno lasciato il campo ai vigili urbani. Da ieri mattina,
infatti, una pattuglia si trova all´ingresso del Castel Nuovo e controlla a vista la
pedana, scongiurando il ritorno degli ambulanti, 25 giovani immigrati. 23 agosto 2008 - Il Messaggero Viterbo. A palazzo Gentili non hanno
aspettato il "dopo S. Rosa"... Viterbo - A palazzo Gentili non hanno aspettato il
"dopo S. Rosa". Almeno i sindacati. I quali, fatto fronte unico sulla gestione
delle promozioni da parte della Provincia, sono ricorsi al giudice del lavoro contro
l'avanzamento a mansioni superiori di una dipendente di palazzo Gentili deciso, motu
proprio, dal dirigente della ragioneria, che si è praticamente scelto il successore,
mortificando gli altri lavoratori, definiti tutti incapaci e fannulloni, secondo il nuovo
dettato del ministro Brunetta. 23 agosto 2008 - Il Mattino Intesa sulla vigilanza e Pompei
riapre le case Pompei - Dal primo settembre gli occhi del mondo potranno ammirare diciannove nuove domus che erano interdette al pubblico perché in fase di restauro o per mancanza di personale. Lordinanza firmata dal commissario dai poteri speciali Renato Profili, farà riaprire, dunque, i cancelli, chiusi da decenni, e renderà possibile accedere a tesori sognati dai turisti e finora visti solo attraverso diapositive e filmati. La Villa di Diomede, le case del Chirurgo, di Apollo e di Meleagro, la zona regio ottava domus 2 e 16, le case del giardino di Ercole, del Larario di Achille, del Menandro, delle Terme Suburbane, le domus del Principe di Napoli, lAra Massima, di Obellio Firmo, del Trebio Valente, di Ifigenia, del Moralista, dei quadretti teatrali, di Marco Lucrezio Frontone e dei Gladiatori, andranno così ad arricchire il magico e suggestivo itinerario della città eterna. Per piantonare questi ulteriori tesori, il prefetto Profili, ha indetto una gara a licitazione privata per lingaggio di vigilantes armati. La trattativa in corso è aperta con tutte le agenzie di vigilanza privata presenti sul territorio partenopeo. I sindacati Cgil, Uil, Flp, Unsa e Rdb, intanto, per scacciare il fantasma della privatizzazione dallarea archeologica, ieri mattina, hanno firmato un accordo strategico con il soprintendente di Npoli e Pompei, Pietro Giovanni Guzzo. Il documento siglato sancisce «lutilizzo di trenta unità della soprintendenza per il progetto di riapertura di nuove casa a costo zero». «Laccordo - spiega il segretario generale della Uil beni culturali, Gianfranco Cerasoli - permetterà di risparmiare circa ottocentosessanta mila euro che saranno impiegate per lattività di restauro e non per pagare vigilantes privati». La Cisl, invece, ha abbandonato il tavolo di trattative con Guzzo «perché - spiega il segretario generale Lorenzo Medici - non riconosciamo nel soprintendente la figura idonea con la quale interloquire. È una inutile perdita di tempo continuare a firmare accordi puntualmente bocciati dal prefetto Profili. Riapriremo le trattative sindacali solo con il commissario». «Nel forum sindacale - precisa Guzzo - ho trattato per conto della soprintendenza per la riorganizzazione del servizio di vigilanza di Napoli e Pompei. Ringrazio tutti i firmatari per lo spirito costruttivo dellincontro. Mi auguro che, anche, la Cisl riconosca la mia legittimità a trattare per conto della soprintendenza. Con i sindacati abbiamo stabilito un tempo massimo di una settimana per organizzare le clausole dellaccordo. Il primo settembre il patto siglato diventerà operativo sul campo». Il commissario per l'emergenza dellarea archeologica, Profili, invece non si lasca andare a nessun commento su questo ulteriore patto sottoscritto tra sindacati e Soprintendenza. La trattativa privata per il reclutamento di vigilantes armati, intanto, continua a seguire il proprio corso. Questa mattina Profili sarà a Pompei per una serie dincontri previsti già da una settimana. Tra i più significativi cè in programma quello con il senatore Raffaele Lauro, prefetto antimafia, per discutere importanti dettagli sulla sicurezza del sito archeologico. 23 agosto 2008 - Corriere del Mezzogiorno Riaprono 19 domus chiuse Pompei - Diciannove «domus» degli Scavi di Pompei, chiuse o visitabili solo su prenotazione, saranno aperte stabilmente dal 1Ë settembre per effetto dell'accordo tra Soprintendenza per i beni archeologici e sindacati (Cgil, Uil, Flp, Unsa e Rdb). L'apertura si potrà fare senza oneri aggiuntivi per la soprintendenza, grazie all'impiego di risorse umane interne. Tra le 19 case alcune sono già visibili su prenotazione, altre chiuse: quelle del Moralista, di Ifigenia, di Trebio Valente, di Obellio Firmo, di Marco Lucrezio Frontone, del Principe di Napoli, la Casa dei Gladiatori e quella dei quadretti teatrali. 23 agosto 2008 - La Città di Salerno Trovato laccordo a Pompei POMPEI - Diciannove "domus" degli scavi - finora
chiuse o visitabili solo su prenotazione - saranno aperte stabilmente dal prossimo primo
settembre. Sará questo, con ogni probabilitá, leffetto di un accordo tra la
soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei e le sigle sindacali
Cgil, Uil, Flp, Unsa e Rdb in tema di vigilanza. 22 agosto 2008 - Ansa POMPEI: INTESA SU VIGILANZA, SEMPRE APERTE 19 DOMUS IN PIU'(ANSA) - POMPEI (NAPOLI), 22 AGO - Diciannove 'domus' degli scavi di Pompei - finora chiuse o visitabili solo su prenotazione - saranno aperte stabilmente dal prossimo primo settembre. Sara' questo, con ogni probabilita', l'effetto di un accordo raggiunto tra la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei e le sigle sindacali Cgil, Uil, Flp, Unsa e Rdb in tema di vigilanza. L'apertura delle 19 'domus' avverra' a costo zero, ossia senza oneri aggiuntivi per la soprintendenza, grazie all'impiego di risorse umane interne. Tra le case in questione alcune sono gia' visitabili a rotazione o su prenotazione, mentre altre sono chiuse come quella del Moralista, di Ifigenia, di Trebio Valente, di Obellio Firmo, di Marco Lucrezio Frontone, del Principe di Napoli, la Casa dei Gladiatori e quella dei quadretti teatrali. L'accordo sottoscritto da Guzzo ha come obiettivo la razionalizzazione funzionale delle risorse umane del servizio di vigilanza. Le modalita' di questa razionalizzazione sono attualmente allo studio di una commissione interna, come gia' previsto dal precedente accordo del 14 agosto. Dall'accordo odierno si e' dissociata la Cisl Napoli che ha chiesto un differimento della riunione ed un incontro congiunto con la partecipazione sia di Guzzo che del commissario straordinario Profili. 22 agosto 2008 - Adnkronos POMPEI: DAL PRIMO SETTEMBRE APRONO LE DOMUS CHIUSE Pompei (Na), 22 ago. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Firmato oggi l'accordo strategico tra il soprintendente archeologico di Pompei Pietro Giovanni Guzzo, Uil, Cgil, Flp, Una e Rdb che consentira', dal 1 settembre, la riapertura a costo zero di 17 domus chiuse. Lo afferma il coordinamento nazionale Uil Beni e Attivita' Culturalia in una nota diffusa oggi, secondo la quale sarabbero state individuare piu' di 30 unita' di personale che saranno impiegate nell'azione di rilancio degli scavi, ma anche per dare risposte agli assetti organizzativi della Soprintendenza di Napoli Pompei. "L'accordo di oggi - si legge nella nota - rappresenta una risposta in termini di trasparenza all'operazione di facciata messa in campo dal Commissario Profili e che, di fatto, da' sostanza alla denuncia annunciata dal segretario generale della Uil alla Procura della Corte dei Conti per eventuale danno all'erario ma anche alla Procura della Repubblica circa le procedure seguite. Infatti l'accordo permettera' di risparmiare circa 860.000 euro che saranno impiegati per l'attivita' di restauro e non per pagare vigilantes privati". Questo l'elenco delle Domus previste dall'accordo: Villa di Diomede, Domus del Chirurgo, Domus di Apollo, Casa di Meleagro, Zona regio ottava Domus 2 e 16, Casa del giardino di Ercole, Casa del Larario di Achille, Casa del Menandro, Terme Suburbane, Domus del Principe di Napoli, Casa dell'Ara Massima. "Una volta completati i lavori di rifacimento - si legge ancora nella nota - restauro e transennatura, auspicabilmente entro il mese di novembre, si apriranno alla fruizione del pubblico anche le restanti domus: Casa di Obellio Firmo, Casa di Trebio Valente (eccetto la parte sottoposta a sequestro), Casa di Ifigenia, Casa del Moralista, Casa dei quadretti teatrali, Casa di Marco Lucrezio Frontone e Casa dei Gladiatori". 22 agosto 2008 - La Repubblica Braccio di ferro tra vigili e
ambulanti Napoli - È braccio di ferro tra vigili e ambulanti a
piazza Municipio. Il comando dei caschi bianchi corregge il tiro: la passerella che
collega via Acton con il Maschio Angioino va liberata subito, arrivano rinforzi da altre
unità operative. 22 agosto 2008 - La Sicilia SCALI MERCIGurrieri chiede chiarezza Ragusa - «Apprendo dalle ulteriori e amare dichiarazioni di Pippo Gurrieri, rappresentante del Cub Trasporti, nonché operatore del settore e persona al di sopra di ogni sospetto, che la problematica della ferrovia in provincia di Ragusa ha raggiunto uno dei suoi esiti più drammatici con la chiusura degli scali merci di Ragusa e Comiso e che non ci sono tracce di iniziative dei vari componenti dello scenario politico ragusano, a parte una debole promessa di attenzione da parte di un deputato regionale di centrodestra, che si ritrova oggettivamente enfatizzata proprio dal vuoto propositivo degli altri». Non lesina un'analisi impietosa Sebastiano Gurrieri, già deputato regionale, e oggi componente dell'assemblea provinciale del Pd, su quanto sta accadendo per uno dei comparti che dovrebbe essere più di rilievo per l'economia provinciale e che, invece, fa segnare il passo. «Ritengo che non sia possibile consentire oltre che una maggioranza - prosegue Gurrieri -responsabile del disastro dei trasporti ferroviari in Sicilia, possa continuare a recitare impunemente l'osceno spettacolo dell'opposizione a se stessa, creando cortine fumogene che impediscono di individuare le responsabilità politiche di ciò che sta succedendo. Per quanto mi riguarda, visto che la problematica della ferrovia si sta riproponendo con forza, chiedo che l'attuale coordinamento del Pd si faccia carico di convocare una assemblea provinciale per le determinazioni da assumere».(G.L.) 22 agosto 2008 - Il Resto del Carlino La Lega contro lAct CASALGRANDE SEMBRA la solita casta. Con esponenti che si scambiano le poltrone, ma alla fine sono sempre gli stessi. Lassemblea di ACT, guidata ora da Angelo Malagoli, ha approvato un aumento di capitale di 12 milioni di euro (mille anni circa di stipendio di un operaio, ndr) volti a risanare una forte situazione debitoria causata dalle ripetute perdite di esercizio (2,8 milioni di euro in rosso nel solo 2007) e dalla pesante incidenza degli interessi passivi . Un prezzo che verrà pagato dai soci. Che poi sono le amministrazioni comunali. In buona sostanza, tutti noi. Lo rivela Paolo Filippini, capogruppo comprensoriale della Lega Nord. "Per gli esponenti leghisti è assurdo che i cittadini debbano ancora una volta pagare la mala gestione di un ente divenuto un carrozzone pubblico ed utilizzato come parcheggio per tanti personaggi politici, quali lattuale presidente Malagoli, ex assessore allurbanistica fautore della cementificazione selvaggia di Reggio od il suo predecessore Giulio Fantuzzi, già sindaco del capoluogo, europarlamentare ed ora segretario provinciale del PD scrive in una nota - . Anche gli "amici" del sistema cooperativo hanno beneficiato a piene mani delle nomine e relativi lauti stipendi, come lex direttore generale Fabrizio Vezzani, tornato in Coopsette a seguito del passaggio dincarico a Michele Vernaci". "Il tutto scrive Filippini - mentre il sindacato spara bordate contro il sistema di scatole cinesi che ha prodotto numerosi licenziamenti nellambito del Consorzio Orfeo, vicenda che vede Cub Trasporti portare avanti da tempo un braccio di ferro contro ACT". Senza contare che "tra le decisione prese nella stanza dei bottoni vi è il trasferimento del comparto ferroviario allazienda regionale FER, già guidata da Claudio Ferrari, ex sindaco di Correggio, ivi compresa la Dinazzano-Po, società questultima che controlla la gestione del nuovo costruendo scalo merci nella frazione del comune di Casalgrande, vero grande business per gli anni a venire nel mercato della movimentazione logistica allinterno del comprensorio ceramico". Ce nè abbastanza per dare battaglia, nei vari consigli comunali che discuteranno questa operazione nelle prossime settimane. 21 agosto 2008 - La Repubblica Le Rdb del Comune "Rottamare i dirigenti costa quasi 2 milioni" Firenze - Piero Cipriani, fino al 7 luglio scorso direttore
del personale di Palazzo Vecchio e Oberdam Armanni, dirigente tecnico fino al 16 luglio,
sono andati in pensione anticipatamente e il Comune gli ha concesso, oltre a quella
spettante per legge, una indennità supplementare di fine rapporto. Le cifre sono scritte
nero su bianco in un provvedimento dirigenziale emanato il 18 agosto scorso dall´ufficio
del personale: quasi 122 mila euro a Cipriani, poco più di 92 mila ad Armanni. E le Rdb
s´infuriano: «Un provvedimento inspiegabile e inaccettabile», protestano le
Rappresentanze sindacali di base di Palazzo Vecchio. 21 agosto 2008 - Liberazione Termini, mentre lo speaker annuncia
guasti e soppressioni i passeggeri si lamentano, i sindacati litigano e i macchinisti
tremano «In Trenitalia regna l'arroganzocrazia» dice un
macchinista al binario 8. Così inizia il nostro viaggio nella stazione Termini, nei
giorni caldi di Trenitalia. Nel vivo della polemica su fannulloni e sicurezza, abbiamo
raccolto le testimonianze di dipendenti e viaggiatori in due giorni di arrivi e partenze,
di arroganze subite e silenzi violati. La ferita per i licenziamenti di Dante De Angelis e
degli otto di Genova è ancora aperta, crea una tensione che si respira. Silenzi che si
leggono nell'arco di tempo di un cambio treno. O di una fermata. «Non posso, e dico non
posso, parlare. Ho famiglia». Sono in molti i ferrovieri che hanno paura di esporsi, «Ci
è stato chiesto di non farlo. D'altronde è scritto anche nel nostro contratto». «Cosa
ci guadagno? Sono ancora a tempo determinato e poi chi lo ha fatto non è stato tutelato
da giornali e televisione», afferma un ragazzo. Sono i più anziani, quelli con più anni
di servizio, i lavoratori pronti a sbilanciarsi:«Quando i dipendenti piangono, i ricchi
ridono. Sono provvedimenti esagerati, servono a fare belli i dirigenti. L'azienda è in
difficoltà e con la lotta ai fannulloni si vuol far credere all'opinione pubblica che si
è tentato tutto. Lo sfoltimento del personale è già avvenuto: negli ultimi 29 anni
siamo passati dai 280mila dipendenti del 1979 ai 91mila attuali. Siamo un moribondo al
quale viene fatta una trasfusione. Quando non ci saremo più, nessuno potrà esserne
incolpato». Dante è un mito per tutti, con lui si apre la cortina di ferro del terrore,
ognuno sente di dire la sua, di esprimere solidarietà al collega: «E' scandaloso. Ok, io
non devo metterci bocca, sono un macchinista qualunque, ma se nemmeno chi si occupa di
denunciare dei rischi lo può fare, allora siamo al delirio completo». 21 agosto 2008 - La Sicilia CRITICHE del sindacato ai
rappresentanti istituzionali Ragusa - Chiudono gli scali merci di Ragusa e Comiso. Sorpresa? Macchè. «Lo si sapeva già da tempo - afferma con amarezza il rappresentante del Cub Trasporti, Pippo Gurrieri - quello che davvero stupisce, in questa fase, ancorché si tratti di un periodo riservato alle ferie, il silenzio assordante dei nostri rappresentanti istituzionali. A parte il deputato regionale Orazio Ragusa, che ha chiesto una convocazione allArs della commissione competente per discutere la questione con maggiore dovizia di particolari, degli altri non si ha notizia. O meglio, non si ha notizia di loro eventuali interventi per far sì che il problema possa essere trattato come merita, nel tentativo di avviare una risoluzione. Purtroppo, a distanza di così tanto tempo ancora ci meravigliamo per una mancanza di interventi che, però, diventa il pane quotidiano dei nostri rappresentanti istituzionali quando gli stessi non sanno che pesci pigliare. La mia non vuole essere una critica nei confronti di chicchessia, beninteso, solo una spiacevole constatazione circa la gestione di una vicenda che è cominciata male e che è finita peggio, con il trasferimento dei lavoratori dei due scali nella struttura di Gela». Trasferimento che sarà operativo a partire dal 15 settembre, così come si evince dalle lettere che recano il suddetto oggetto, già in mano al personale. «Mi pare che il problema - afferma ancora Gurrieri - avrebbe meritato di essere trattato in un altro modo, con maggiore attenzione da parte di chi si pregia di difendere gli interessi del nostro territorio. Cosa che non possiamo assolutamente dire, visto e considerato che, ancora una volta, gli interessi della provincia di Ragusa vengono continuamente bistrattati. Per quanto riguarda la ferrovia, poi, è in atto un graduale smantellamento che lascia sbigottiti. Forse ci vogliono lasciare senza neppure un metro di strada ferrata? Certo, sarebbe davvero singolare se ciò si verificasse a fronte di un territorio che con laeroporto di Comiso, con il raddoppio di carreggiata della Ragusa-Catania, con il completamento dellautostrada Siracusa-Ragusa-Gela, con il potenziamento del porto di Pozzallo, con lautoporto di Vittoria, giusto per citare le infrastrutture sulla bocca di tutti, stava cercando di acquistare un appeal maggiore sul piano infrastrutturale. Appeal che verrà necessariamente meno se non si potrà contare su una ferrovia allaltezza della situazione. E mi pare che spogliata di due scali merci di fondamentale importanza per la crescita economica della nostra area, mi pare che allaltezza della situazione rimanga davvero poco». Che fare? «A questo punto non lo sappiamo neppure noi - aggiunge Gurrieri - perché gli allarmi li lanciamo da tempi non sospetti e sono caduti sempre nel vuoto. Non è servita neppure una marcia a piedi, da Modica a Ragusa, per far sì che il problema ferrovia venisse affrontato con una certa decisione». Ma perché i rappresentanti istituzionali non si mobilitano? Perché, a fronte di scelte così penalizzanti, non decidono di attuare decise azioni di protesta, anche clamorose se serve? Perché i rappresentanti istituzionali che dovrebbero difendere il territorio in realtà non lo fanno? Sono questi gli interrogativi che assillano il Cub Trasporti. E che dovrebbero assillare anche la comunità iblea, sempre più defraudata. FERROVIEScali merci soppressi, Nicosia e Vargetto dicono no di Giorgio Liuzzo Ragusa - Scali merci soppressi a Ragusa e
Comiso, dopo la denuncia del Cub trasporti qualcosa si muove. Il sindaco di Vittoria,
Giuseppe Nicosia parla di «scelta improvvida, che finirà con il penalizzare un
territorio già afflitto dalla carenza di infrastrutture e da un sistema viario vetusto e
inadeguato. Smantellare gli scali merci significa infliggere una stoccata all'economia
locale, ed in particolar modo al distretto del marmo, assai fiorente a Comiso, e a quello
degli imballaggi in legno, molto presente a Vittoria; entrambi hanno sempre contato sul
trasporto ferroviario, e dal prossimo 15 settembre potrebbero trovarsi in grosse
difficoltà. Non si può defraudare un'intera area di due scali strategici per il comparto
artigianale; non siamo in presenza di rami secchi da tagliare. Tutt'altro. Del resto, la
decisione di chiudere i due scali merci va in assoluta controtendenza rispetto alle
prospettive che si aprono per il nostro territorio». 21 agosto 2008 - La Stampa Polemica. Tra precariato e
investimenti ridotti allosso. LACCUSA DELLE RDB Torino - E oggettivo che il parco macchine per
lemergenza sanitaria ha bisogno di verifiche e risorse, è oggettivo che un
navigatore satellitare sugli automezzi sarebbe un vantaggio per operatori e servizio, è
più che mai oggettivo che i tanti precari che lavorano da anni ed anni abbiano diritto ad
essere stabilizzati in considerazione dell'alta professionalità acquisita». 21 agosto 2008 - Il Messaggero Civitavecchia. Fumata nera ieri mattina in Prefettura... Civitavecchia - Fumata nera ieri mattina in Prefettura.
Come previsto, lincontro davanti al Prefetto per attivare le procedure di
conciliazione tra amministrazione comunale e rappresentanti dei lavoratori in merito alla
vertenza legata alla ristrutturazione della macchina comunale, ha avuto esito negativo. 20 agosto 2008 - L'Unione Sarda La denuncia Quartu S.Elena - Aria di licenziamenti tra le casse del Carrefour. A denunciarlo è la Flaica Cub che, in una nota, evidenzia come «i cassieri dell'ipermercato appartenenti al sindacato, nonostante abbiano vinto i ricorsi per ottenere il rispetto del contratto di lavoro richiesto per gravi esigenze di salute e familiari, potrebbero perdere il posto di lavoro per un inesistente esubero al reparto casse». La dirigenza del Carrefour, aggiunge ancora il sindacato, «ha informato i lavoratori dell'intenzione di procedere a licenziamenti collettivi. Un atto gravissimo che rappresenterebbe una sconfitta per la giustizia e che metterebbe in ginocchio parecchie famiglie». Per questo minacciano, «una lotta acerrima contro il Carrefour con manifestazioni a oltranza all'ingresso dell'ipermercato, scioperi della spesa. Ci chiediamo inoltre perché il vicesindaco di Quartu Tonio Lai, che ha assicurato di tutelare i lavoratori, non intervenga in questa circostanza». Non è la prima volta che i cassieri sono sul piede di guerra. Una vertenza infinita che sembra non trovare soluzione.(g.da.) 20 agosto 2008 - Tuscia web Civitavecchia - Comune Riceviamo e pubblichiamo - Ha avuto esito negativo
il tentativo di riconciliazione in materia di macrostruttura e microstruttura, per il
quale si è svolto oggi un incontro in Prefettura tra Comune e organizzazioni sindacali.
Durante la riunione davanti al Prefetto, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali
presenti (Cgil, Uil e Rdb; erano assenti Uil e Sulpm) hanno ribadito la richiesta di
revoca delle delibere di giunta che hanno varato in particolare microstruttura e posizioni
organizzative, adducendo la mancata informativa dellAmministrazione in merito. Per
lAmministrazione Comunale, il girettore generale Simone Giganti ha invece prodotto i
documenti che provano che la proposta per la microstruttura era stata oggetto sia di
incontri con le Rsu, al quale hanno regolarmente presenziato rappresentanti di Cgil e
Cisl, sia di comunicazioni scritte recapitate agli interessati prima che la Giunta
approvasse le delibere. Giganti ha ribadito lestrema correttezza delle procedure
seguite dallAmministrazione in materia di macrostruttura, microstruttura e posizioni
organizzative, così come prevede il Contratto Decentrato, ed ha confermato la volontà
del Comune di recuperare il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori, senza però che
questo significhi rinunciare alle materie che sono di esclusiva competenza della Giunta.
La Prefettura ha preso atto delle posizioni e verbalizzato lesito negativo
dellincontro. 19 agosto 2008 - La Repubblica Ferrovie, altri licenziamenti in
arrivo MILANO - Nonostante gli attacchi politici di entrambi
gli schieramenti, le critiche delle associazioni dei consumatori e le minacce di sciopero
da parte dei sindacati, Trenitalia non si ferma più. Il licenziamento del macchinista
Dante De Angelis - reo di «aver dato notizie false sulla sicurezza dei treni» - appare
sempre meno un caso isolato. Nelle vecchie Fs si continua a perdere il posto se c´è
qualcuno che timbra il cartellino al tuo posto: dopo il caso dell´altro giorno a Genova
(otto ferrovieri licenziati), ieri è stata la volta di Treviso con cinque addetti alla
manutenzione al centro di un´indagine interna che potrebbe portare al licenziamento
perché si facevano coprire da un collega e se ne andavano prima a casa. Un nuovo episodio
che non potrà non avere reazioni a livello di relazioni industriali: «È tutta colpa
dell´effetto Brunetta - è partito subito all´attacco il responsabile trasporto della
Cisl del Veneto, Flavio Pavan - la timbratura collettiva del cartellino è una
consuetudine tollerata che va redarguita, da qui a licenziare però ce ne passa». 19 agosto 2008 - La Stampa "Il 118 non è affatto al collasso e non cè rischio nei soccorsi" Torino - «Il 118 non è al collasso». LAnpas,
lAssociazione pubbliche assistenze alla quale aderiscono le associazioni di
volontariato che si occupano di servizi socio-sanitari e di emergenza, rifiuta
«lallarmismo che i rappresentanti sindacali di Cri e Croce Verde portano avanti
attraverso uninformazione non veritiera». Anche il dottor Danilo Bono, coordinatore
piemontese del 118, risponde alle polemiche scatenate da Rosanna Fragomeni, Rdb, sulle
pagine de La Stampa: «I mezzi utilizzati dal 118 non sono assolutamente da rottamare»,
rassicura. «Il parco macchine della Cri e della Croce Verde è di tutto rispetto: è
previsto che i mezzi vengano sostituiti dopo 150 mila chilometri o dopo cinque anni di
vita, con possibilità di proroga quando dopo i 60 mesi i chilometri sono inferiori ai 150
mila». 18 agosto 2008 - Adnkronos FS: CODACONS, DOPO DE ANGELIS SIA LICENZIATO L'AD MORETTI Roma, 18 ago. (Adnkronos) - Dopo il licenziamento del macchinista delle Ferrovie dello Stato Dante De Angelis stessa sorte dovrebbe subire l'ad della societa' Mauro Moretti. E' quanto afferma polemicamente il Codacons in una nota. 18 agosto 2008 - Il Manifesto SICUREZZA DE ANGELIS Milano - Dante De Angelis, macchinista ferroviere. E
qualcosa di più: è la coscienza critica, la punta di diamante del movimento che si batte
per la sicurezza sui treni - per chi ci lavora, per chi ci viaggia, per gli operai che
operano lungo le linee ferroviarie, spesso dipendenti da ditte d'appalto in cui quel che
conta è tenere bassi i costi del lavoro. 18 agosto 2008 - La Repubblica Petizione on line per chiedere il
reintegro di De Angelis MILANO - C´è chi propone «il boicottaggio delle Fs»
e chi invoca lo «sciopero subito». Chi dice: «Adesso licenziateci tutti» e chi è
pronto a «ripetere in pubblico il commento incriminato». Così ferrovieri, pendolari e
cittadini indignati motivano la loro adesione alla petizione online lanciata
dall´organizzazione "Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza". Chiedono
il reintegro di Dante De Angelis, il sindacalista licenziato per aver denunciato il caso
dell´Eurostar spezzato, l´incidente avvenuto il 14 luglio a Milano mentre il treno era
in fase di manovra. 18 agosto 2008 - ami - agenzia multimediale italiana Fs. Licenziamento macchinista De
Angelis L'Orsa Macchinisti Uniti, il Sindacato dei Lavoratori
Intercategoriale (Sdl) e la Confederazione Unitaria di Base (Cub) chiedono all'unisono un
reintegro immediato di De Angelis perché il provvedimento è abnorme, sproporzionato
rispetto alle sue dichiarazioni. L'Orsa «ritiene che la tecnica del licenziamento
"facile" non sia un percorso condivisibile dal fronte sindacale ed introduce un
elemento di grave difficoltà nelle relazioni industriali allinterno
dellimpresa». Sdl e Cub bollano l'accaduto come «un atto intimidatorio nei
confronti di tutti gli Rls». SdL preannuncia «pesanti iniziative di lotta» a sostegno
dei lavoratori dopo i «gravissimi atti intimidatori perpetrati dalle Ferrovie nei
confronti di propri dipendenti», e comunica di aver avviato le procedure di legge per
indire uno sciopero. 18 agosto 2008 - Rainews 24 Macchinista licenziato, è scontro Monta la polemica sul licenziamento del macchinista delle
Ferrovie Dante De Angelis. Il provvedimento preso a Ferragosto è stato motivato dal
"procurato allarme" prodotto dalle dichiarazioni di De Angelis sulla sicurezza
dei treni. Insieme ad altri ferrovieri aveva dato notizie, insieme ad altri ferrovieri, di
gravi incidenti avvenuti su due Eurostar il 14 e 22 luglio scorsi. "E' stato
licenziato non perché ha denunciato un incidente - ha ribadito oggi il presidente di
Trenitalia Innocenzo Cipolletta - ma perché ha fatto delle affermazioni false riguardo la
manutenzione dei treni diffondendo l'idea di treni insicuri con un grave danno economico e
di immagine per l'azienda". "Se la denuncia riguarda un fatto reale - ha
aggiunto l'ex presidente di Confindustria - è giusto che ogni lavoratore la faccia, ma se
vengono dette cose false e dannose per l'azienda è inevitabile il licenziamento e anche
la richiesta di danni". De Angelis, 47 anni, da 30 in ferrovia, si dice molto
preoccupato e addolorato: "Ho subito un'ingiustizia perché ho fatto solo il mio
dovere nell'interesse di tutti, anche della stessa azienda". 18 agosto 2008 - Tribuna di Treviso/Nuova Venezia/Mattino di Padova E POLEMICA SUL MACCHINISTA
LICENZIATO ROMA - Anche una petizione online per il reintegro del
macchinista Dante De Angelis, licenziato da Trenitalia per le sue dichiarazioni in materia
di «Eurostar spezzati». Lanciato sul web dallorganizzazione Rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza, lappello afferma che De Angelis «si è limitato a
ricordare come lo spezzamento degli Eurostar a Milano il 14 e il 22 luglio, sia stato un
incidente molto pericoloso e costituisca un campanello dallarme». 18 agosto 2008 - Trentino/Nuova Ferrara/ Gazzetta di Reggio, Modena, Mantova/Corriere delle Alpi/Città di Salerno/Alto Adige IL MACCHINISTA LICENZIATO «Dichiarare la guerra ai macchinisti, come le Fs sembrano voler fare con il licenziamento di Dante De Angelis a Ferragosto, è atto infausto perchè il 50 per cento della regolarità del servizio è dovuta ai macchinisti, al loro stato danimo, al loro impegno». Lo ha detto Ezio Gallori, leader storico dei Cobas dei macchinisti e animatore della rivista dei ferrovieri Ancora in marcia, che ha rivelato il licenziamento. Gallori ha commentato la vicenda aggiungendo che «purtroppo è una fase in cui vanno di moda i cosiddetti uomini duri che sanno solo punire e licenziare. Di sicuro nelle ferrovie questo è un atteggiamento controproducente, che non paga. 18 agosto 2008 - Il Tirreno Macchinista licenziato. Diliberto:
una vendetta. Gallori: così è guerra ROMA - Una petizione online per il reintegro del macchinista Dante De Angelis, licenziato dopo essere intervenuto sulla vicenda degli Eurostar spezzati, è stata organizzata dallorganizzazione Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Nella petizione si chiede «il reintegro immediato» del macchinista colpevole solo di aver ricordato che «lo spezzamento degli Eurostar a Milano il 14 e il 22 luglio scorsi, sono stati incidenti molto pericolosi, e un campanello dallarme, che pone con forza allattenzione di tutti la questione della manutenzione, della progettazione e dei controlli sugli Etr». Per lex ministro del lavoro Cesare Damiano lepisodio del licenziamentoche «desta allarme». Da qui linvito allazienda a tornare sui suoi passi. Secondo lex ministro del Lavoro, «è la scelta di un giro di vite che pare sproporzionato». Per Oliviero Diliberto a Manuela Palermi (Pdci) si tratta di «un licenziamento assurdo dal chiaro sapore di vendetta». Il vicepresidente dei senatori Pd Luigi Zanda ha chiesto al governo di riferire in aula, mentre per Gallori, leader storico dei Cobas macchinisti «dichiarare la guerra ai macchinisti è atto infausto». 18 agosto 2008 - QN quotidiano nazionale Pugno duro delle Fs ROMA IL BELLO (o il brutto, vedete voi) di tutto il pandemonio suscitato dal licenziamento da parte di Fs del macchinista Dante De Angelis, è che, in disaccordo su quasi tutto, i due contendenti, sindacalista e azienda, concordano su un punto: le nostre ferrovie sono tra le più sicure dEuropa. Lo ha puntigliosamente ribadito lazienda, quando è scoppiato il caso degli Etr «spezzati» in manovra. «Le Ferrovie dello Stato vantano il primato della sicurezza in Europa e nel mondo, attestato da organismi internazionali tuonò Fs Su questo tema lazienda non può accettare strumentalizzazioni che ne compromettano la credibilità». Detto e fatto, partì allora, a metà luglio, la procedura del licenziamento di De Angelis di cui adesso si discute. Ma lo stesso sindacalista, in quei giorni, si preoccupò di aggiustare il tiro. «Non vorrei che le mie dichiarazioni servissero a gettare un allarme generale sullo stato della sicurezza delle nostre ferrovie, che sono invece tra le più sicure dEuropa». Ma ormai la rottura era insanabile, almeno nelle teste dei dirigenti Fs che hanno deciso di procedere col licenziamento. E adesso Fs si trova un muro di reazioni avverse, da parte sindacale in primis, ma pure la politica non gradisce: dal governo e dallopposizione arrivano parole decise perchè si riconsideri il provvedimento. FRA LE FORZE di governo sembra che la scelta di Fs proprio non piaccia. Lo ha detto subito il sottosegretario Franceso Giro (Pdl) parlando di «fatto anomalo» e chiedendo chiarimenti. E Amedeo La Boccetta, del direttivo Pdl alla Camera, sottolinea come «il licenziamento è una risposta grossolana a problemi seri e gravi. Credo che il governo debba mettere in agenda la questione della modernizzazione ferroviaria». Dallopposizione, il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda chiede che il governo «venga in Parlamento a spiegare cosa sta succedendo nelle nostre ferrovie», mentre Cesare Damiano, viceministro del Lavoro nel governo ombra Pd parla di «giro di vite sproporzionato, come se le Fs avessero voluto dare un esempio» e auspica una ripresa del dialogo fra azienda e lavoratori sui temi della sicurezza. «Prima di licenziare in tronco un padre di famiglia, unazienda come le ferrovie dovrebbe pensarci bene dice Maurizio Ronconi (Udc) Se questo dovesse essere il metro, prima di De Angelis sarebbero da licenziare tanti amministratori che non sono ancora riusciti a rendere accettabile il servizio pubblico». Il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto chiede che «in un sussulto di lucidità il vertice di Trenitalia ritiri il licenziamento» e annuncia azioni di sostegno in tutta Italia. UN DILUVIO di prese di posizione sul fronte politico per il «licenziamento di ferragosto» e da più parti si avanza lipotesi che forse tanto clamore era previsto e che su questa vicenda si verificheranno questioni cruciali: dal cambiamento del clima aziendale, alla fuoriuscita da anni di cogestione di fatto col sindacato per finire, sullo sfondo, alle questioni della risposta di Fs alla scesa in campo annunciata del primo competitor privato. Ezio Gallori, leader storico dei Cobas dei macchinisti va giù pesante: «Dichiarare guerra ai macchinisti è atto infausto dichiara perchè il 50% della regolarità del servizio è dovuta ai macchinisti, al loro stato danimo, al loro impegno». Liniziativa forse più «popolare» è quella della petizione on line per il reintegro del macchinista licenziato, lanciata dallorganizzazione «Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza». Il testo chiede «il reintegro immediato» di Dante De Angelis e i promotori invitano chi vuole aderire a sottoscrivere il testo e ad inviare la mail con nome, cognome, azienda e qualifica allindirizzo bazzoni_m@tin.it. 18 agosto 2008 - L'Arena/Brescia Oggi/Giornale di Vicenza LAVORO. Zanda (Pd): lesecutivo
riferisca ROMA - Prosegue la mobilitazione per ottenere il reintegro
del macchinista Dante De Angelis che, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, è
stato licenziato dalle Ferrovie per aver parlato pubblicamente dei rischi di incidenti
degli Etr. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (rls) chiedono con una
petizione online a Trenitalia il suo reintegro immediato, definendo il licenziamento un
«attacco a tutti gli Rls dItalia. De Angelis», sottolineano, «ha solo ricordato
che i casi di spezzamento degli Eurostar a Milano il 14 e il 22 luglio sono stati
incidenti molto pericolosi». 18 agosto 2008 - Caserta news SOLIDARIETA' A DANTE DE ANGELIS LICENZIATO PER AVER EVIDENZIATO I GRAVI PROBLEMI AVVENUTI SUGLI EUROSTAR Lecce Nell'esprimere la solidarietà a Dante DE
ANGELIS, macchinista e delegato per la sicurezza, il lavoratore licenziato dalle FS,
dichiaro la preoccupazione e contrarietà nei confronti del clima d'intimidazione e vera e
propria vendetta, comune peraltro a molte altre realtà, creatosi contro un lavoratore che
non ha fatto nulla di più del proprio dovere che invece di girarsi dall'altra parte ha
evidenziato i gravi problemi avvenuti sugli Etr. 18 agosto 2008 - La Stampa Al 118 è allarme rosso "Non ce
la facciamo più" Torino - Il sistema 118 è vicino al collasso. A
Torino, di fatto, se lo spartiscono in due: Croce Verde e Croce Rossa. Quasi 100 addetti -
98 per essere precisi - e 35 ambulanze. Mezzi logori, alcuni: viaggiano da anni, per
diverse ore al giorno. Quattro sono già arrivati alla fine di una vita da fachiro - 150
mila chilometri, il massimo consentito - ma circolano ancora. «E per ora non si prevede
di rimpiazzarli», assicura Rosanna Fragomeni del Rdb, il sindacato di base, «con il
risultato che sempre più spesso finiscono in officina per continui rattoppi». Anche i
soccorritori sono logori, quasi quanto i mezzi. La metà ha un contratto interinale o da
precario. Il primato spetta alla Croce Rossa: dei 48 addetti solo sei sono di ruolo. Oltre
a Rossa e Verde a Torino cè anche la Croce Italia: unambulanza a disposizione
in caso di necessità, anche se ora è ferma ai box. 18 agosto 2008 - L'Arena «Premiati i direttori scordati gli infermieri» Polemica a distanza fra le rappresentanze sindacali di base
del Veneto Cub (Confederazione unitaria di base) e la Giunta regionale, che secondo un
comunicato sindacale avrebbe ritoccato verso lalto, alla vigilia di Ferragosto, le
buste paga di tutti i direttori generali delle Ulss venete, «perché ritenuti bravi ed
efficienti». Laumento di stipendio sarebbe stato del 13 per cento, pari a 40 mila
euro, soldi che si sommerebbero ai 150 mila euro previsti dal contratto sottoscritto dai
direttori manager. 18 agosto 2008 - Il Piccolo IL 25 AGOSTO VERTICE FRA TUTTE LE
SIGLE TRIESTE - I sindacati prendono tempo: il 25 agosto il
piano industriale di Insiel sarà discusso da tutte le sigle sindacali. Intanto non sembra
trovare consensi né tra i sindacati né tra i lavoratori l'idea, lanciata dall'ad Dino
Cozzi per la creazione, nel piano di scorporo, di una terza società hi-tech che dovrebbe
lavorare nel campo della pubblica amministrazione e che potrebbe avere, tra gli azionisti,
gli stessi dipendenti. 17 agosto 2008 - Il Giorno Arsenale, scatta il blocco Gli
operai fermano i tir PAVIA SONO ARRIVATI alla chetichella per caricare attrezzature e apparecchiature in riparazione allArsenale e portarle a una ditta privata. Ma alluscita questi camion hanno trovato sul loro cammino alcuni operai che, spontanemente, hanno deciso di impedire ai mezzi di lasciare lo stabilimento di via Riviera. «Non possono agire di nascosto e portarci via tutto senza discutere commenta Faustino Giani della Rdb Cub Pubblico impiego . Con la scusa dellurgenza vogliono trasferire le lavorazioni ferme per mancanza di fondi e indirizzarle verso alcune aziende private, che applicheranno costi decisamente superiori. Ma per i privati il ministero della Difesa riesce a trovare i soldi, per lArsenale no». Secondo i sindacalisti, quindi, dietro a questa manovra ci sarebbe unintenzione precisa. «NOI CI vediamo disegno privatistico aggiunge Giani . Per esprimere il nostro dissenso, ora abbiamo proclamato lo stato di agitazione, ma da settembre attueremo nuovi blocchi, anche a costo di rischiare qualcosa». Dopo 10 anni di attesa per conoscere il proprio destino, i 260 dipendenti rimasti in servizio nellultimo baluardo della Pavia industriale non hanno alcuna intenzione di consentire la dismissione dello stabilimento senza fiatare. «Da 10 anni non riceviamo fondi, investimenti e risposte dai governi e dai vari ministri ai molti progetti sviluppati a livello locale dice ancora il sindacalista della Cub . Eppure ci siamo cercati nelle pieghe dellEsercito lavorazioni dalle missioni allestero. Ma questa nuova competenza iniziata nel 2004 con beneplacito del ministero ha portato con sé tutta la difficoltà burocratica di un ente ministeriale che opera in modo non ufficiale. Praticamente in assenza di una missione definita data dagli Stati Maggiori, si è lavorato con i fondi dei reparti operativi, che nonostante ciò, hanno trovato in Pavia lo strumento di risoluzione ideale in grado di garantire una risposta efficace a costi contenuti alle loro esigenze. Proprio in questo tipo di operatività Pavia si era ritagliata in questi anni un importante ruolo di riferimento e crescente richiesta da parte dei reparti operativi. Eppure, nonostante i numerosi appelli questi lunghi anni, anche dalle autorità pavesi, niente è cambiato da allora, anzi, adesso arrivano dal ministero le intenzioni di indirizzare tutte le lavorazioni, comprese quelle giacenti per mancanza di fondi, verso ditte private». Il call center del Civile sarà
trasferito in Sicilia. Precarie a casa a fine mese LEGNANO LE RAPPRESENTANZE di base (Rdb) dell'Azienda ospedaliera di Legnano lo avevano già annunciato a giugno: le operatrici del call center, le figure che prenotano esami nei quattro ospedali e nei poliambulatori, che ci informano sulle liste di attesa e altro ancora, sono fortemente a rischio. Arruolate tramite agenzia interinale, il 31 agosto scade il loro ennesimo contratto. La "razionalizzazione" del servizio di call center, decisa dalla direzione, rischia di diventare una mannaia sulle loro teste. «Undici lavoratrici a breve perderanno il posto di lavoro perché l'Azienda ospedaliera vuole aderire a un call center regionale che di lombardo ha solo il nome: Lombardia call - avevano messo in guardia i sindacati -. Queste undici donne non avranno la possibilità di essere ricollocate nel nuovo call center regionale perché si trova in Sicilia, e più precisamente a Paternò, e il servizio prevede costi molto più alti degli attuali». Lo sciopero del 27 giugno era stato fatto anche per queste lavoratrici precarie. Venendo a tempi più ravvicinati, Riccardo Germani delle Rdb ha preso contatto con la direzione aziendale pochi giorni fa per approfondire il loro caso: purtroppo le notizie non sono buone. «È confermato che dal primo settembre partirà il nuovo call cell center regionale di Paternò - afferma -. Il cambio determinerà costi più alti del servizio, non sarà più economico per l'azienda, perché la chiamata costerà di più. Inoltre, al momento, non assorbirà tutto il lavoro svolto dalle donne a Legnano, ma solo una parte, diciamo circa il 15%. Per le attuali operatrici non sembra esserci speranza né di conservare il posto di lavoro, e men che meno di essere stabilizzate, come giustamente si attendevano dopo sei anni di lavoro continuativo, ma sempre precario. Al massimo avranno una brevissima proroga del contratto». E POI? «Secondo la direzione, si aprono due strade - riprende Germani -: tutto il lavoro passa al call center regionale con licenziamento definitivo delle operatrici. La seconda: si vanno a ricercare all'interno dell'azienda figure amministrative disposte a passare dal part time al full time: il che significa innescare una guerra fra poveri». Che posizione assumerà Rdb? "Contestiamo tutte e due le possibili soluzioni. Faremo picchetti, e annunciamo fin dora interrogazioni parlamentari». 17 agosto 2008 - Il Giornale Ater, il caso Colli Portuensi: 160
milioni per 35 famiglie Roma - Case popolari, piovono pietre sullassessore regionale Mario Di Carlo e sul presidente dellAter Luca Petrucci da Federcasa, associazione che a Roma rappresenta 4mila famiglie di inquilini. Terza puntata dellinchiesta su Ater e case popolari: investimenti pubblici. «Alla Regione Lazio la politica della casa è diventata una barzelletta», tuona il segretario di Roma e del Lazio di Federcasa Gianlugi Pascoletti: «Lo sperpero di soldi uno sport». Sotto accusa lo stanziamento di un fondo rotativo di 160 milioni di euro, spalmato in tre anni (2008-2010), per consentire lacquisto da parte delle Ater del Lazio (sei, tra cui Roma) degli alloggi in vendita degli enti previdenziali pubblici, nel caso in cui gli inquilini non abbiano potuto esercitare il diritto di prelazione. Il provvedimento, allart 51 dellassestamento di bilancio del 4 agosto 2008, è stato ribattezzato dagli addetti ai lavori «emendamento Colli Portuensi». Loperazione, almeno a Roma, lascerà le cose come prima. Uniche beneficiarie, 35 famiglie al Portuense. «Questo "eccezionale" risultato è frutto dellaccordo tra Di Carlo e i movimenti di lotta per la casa», accusa Pascoletti - raggiunto un mese fa in Prefettura, quando Di Carlo aveva assicurato che lAter di Roma «avrebbe "acquistato" gli immobili di via dei Colli Portuensi n. 187, di proprietà dellex Fondo Pensioni della Cassa di Risparmio di Trieste, ora Unicredit, per poi girarli in affitto agli stessi inquilini». Trentacinque famiglie, sostenute dal sindacato di estrema sinistra Asia-Rdb, a favore delle quali si erano impegnati in campagna elettorale pure il presidente del XVI municipio Bellini, Ds-Pd, e lex delegato di Veltroni allemergenza abitativa Galloro. Ora Di Carlo, dopo lemendamento «Colli Portuensi», ha dato mandato allAter di acquistare gli alloggi che la proprietà, ossia Unicredit, ha valutato in 11 milioni di euro. Gli attuali inquilini di fatto diventeranno assegnatari Ater. Un intervento non condiviso da Federcasa. Che ritiene lo stanziamento di tale Fondo «inutile e strumentale, nonché un sperpero di risorse pubbliche che, invece, andrebbero indirizzate alla costruzione, al recupero e alla manutenzione degli stabili». Unoperazione di puro maquillage politico, insomma. «Come fa unistituzione a intervenire solo su una situazione, quando Roma è piena di casi del genere?», contesta Pascoletti: «Di Carlo ha sbandierato ai quattro venti: abbiamo stanziato i soldi per acquistare le case degli enti. È una presa in giro. Solo la dismissione dellEnasarco, che parte a giorni, lascerà invenduti migliaia di alloggi. Ma in pratica i soldi sono già finiti». Almeno su Roma città e per questanno. Altra accusa di Federcasa: «Le Ater in Italia gestiscono alloggi Erp, non hanno mai acquistato case per girarle agli inquilini. A Roma lAter non ha i soldi per gli ascensori né per la manutenzione. Però la Regione li fa diventare agenti immobiliari». Lultima stoccata è ancora per Di Carlo: «Vorremmo rammentare allassessore che solo a Roma vi sono 2.500 famiglie che attendono lassegnazione di un alloggio, pur avendo 10 punti in graduatoria,cioè il massimo. E altrettante a 9 punti che stanno per subire lesecuzione dello sfratto. Ma per loro la Regione non stanzia neanche un centesimo». 16 agosto 2008 - Dire IMPRESE RAVENNA: INCIDENTE MARCEGAGLIA, SINDACATI ACCUSANO"LEADER CONFINDUSTRIA PERFETTO ESEMPIO CLASSE IMPRENDITORIALE" (DIRE) Bologna, 16 ago. - Un altro incidente sul lavoro alla Marcegaglia di Ravenna, lo scorso 14 agosto, ha visto vittima un operaio tunisino di 26 anni residente a Forli', tuttora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Cesena. E il sindacato CUB-RdB dell'Emilia Romagna scende sul piede di guerra. "Di fronte all'arroganza di una classe imprenditoriale che sacrifica la vita e salute dei lavoratori, rilanciamo lo sciopero generale di questo autunno, che ha tra i principali punti la sicurezza nei luoghi di lavoro e l'inasprimento delle sanzioni penali per chi provoca infortuni", afferma in una nota Luigi Marinelli, ricordando che, il giorno del suo insediamento, anche il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia aveva dichiarato che "e' importante, fondamentale fare informazione e soprattutto formazione" sui luoghi di lavoro. "Il presidente di Confindustria e' un perfetto esempio della classe imprenditrice di questo paese- accusa Marinelli- sempre pronta ad attaccare e respingere qualsiasi provvedimento teso ad inasprire penalmente le responsabilita' degli imprenditori, ma altrettanto pronta a chiedere fondi pubblici per destinarli alla 'formazione' alla sicurezza". 16 agosto 2008 - Repubblica.it FS: AZIENDA, DE ANGELIS LICENZIATO PER DICHIARAZIONI FALSE Roma - Dante De Angelis e' stato licenziato dalle Ferrovie dello Stato al termine di una regolare procedura e la sanzione e' stata comminata non per aver denunciato lo "spezzamento" dell'Etr del 14 luglio scorso ma "per avere reso dichiarazioni contrarie alla verita', infondate e pretestuose, sia sulle cause che sugli effetti dell'episodio", creando "grave danno all'azienda". Le Fs passano al contrattacco dopo la denuncia di "Ancora in Marcia" e, in una nota, precisano che il provvedimento di licenziamento nei confronti del ferroviere "non e' stato notificato il giorno di Ferragosto, come impropriamente comunicato, ma al termine della procedura prevista dallo Statuto dei Lavoratori e dal Contratto Collettivo Nazionale delle Attivita' ferroviarie". In particolare, sottolinea la nota, "il procedimento disciplinare e' iniziato il 25 luglio 2008 con la formale contestazione scritta da parte dell'azienda ed il provvedimento e' stato depositato per la notifica mercoledi' 13 agosto. Nel merito il provvedimento non e' stato motivato per aver diffuso notizie sull'episodio verificatisi il 14 luglio 2008, peraltro ampiamente noto, quanto piuttosto per avere reso dichiarazioni contrarie alla verita', infondate e pretestuose, sia sulle cause che sugli effetti dell'episodio stesso. Innanzitutto sulle cause, dichiarando che il problema e' ricollegabile a carenze di manutenzione e usura, fatto assolutamente non vero perche' causato invece da una errore di manovra da parte del personale. Ancora piu' gravi le dichiarazioni sugli effetti che hanno gettato un ingiustificato allarme sulla sicurezza dei treni di Trenitalia. Come invece e' stato piu' volte sottolineato, non solo dalle FS ma anche dai sindacati, mai e poi mai nell'episodio in questione e' stata messa in discussione la sicurezza dei viaggiatori e dei lavoratori". 14 agosto 2008 - Liberazione Dopo gli otto licenziamenti, i
sindacati pensano alla risposta Genova, Trenitalia media con 20 assunti. Non ci casca
nessuno E' il "Conta budge", è il gioco dell'estate.
«Renato, Renato, Renato» come la metti con gli operai? Disorientamento e preoccupazione
aleggiano nell'officina di San Fruttuoso. E' il giorno dopo il licenziamento degli otto
ferrovieri, rei di essersi passati i cartellini al momento della timbratura. Il
capostazione ne aveva avvistato uno che timbrava per tutti un mese fa, al resto ha pensato
Trenitalia. 14 agosto 2008 - Corriere della Sera Sanità Il presidente dell'Ordine si
appella a Marrazzo Roma - «Dopo le lamentele dei medici e dei pazienti è
necessario che la Regione Lazio avvii un'indagine sulla gestione dell'Asl Roma D da parte
del direttore Giusy Gabriele (Prc)». Non usa giri di parole Mario Falconi, presidente
dell'Ordine dei medici di Roma. 14 agosto 2008 - La Repubblica "Gli homeless dei servizi sociali" Rdb: trasloco a rischio per il settore Bologna - Il trasferimento degli uffici del Comune in via Fioravanti, che sta andando di pari passo con la riorganizzazione dei servizi sociali, comincia a dare i primi problemi. La delocalizzazione dei servizi sociali verso i Quartieri mette infatti «nell´incertezza assoluta» il personale della storica sede di Viale Vicini, che chiuderà i battenti il 25 agosto. Gli "homeless amministrativi" per ora sono 18, fa sapere il sindacato Rdb/Cub. «Il personale che oggi presta servizio in viale Vicini non conosce ancora la propria futura collocazione - spiega Luigi Marinelli del sindacato Rdb - ma c´è incertezza anche per gli assistenti sociali destinati ai quartieri, nessuno ha ancora spiegato loro le future mansioni o i probabili spostamenti da un quartiere all´altro». «Come succede spesso in questa amministrazione - continua Marinelli - l´informazione è carente nei confronti di chi subisce cambiamenti radicali come questi». «Non è possibile che ad oggi ancora molti dipendenti non sappiano dove verranno collocati», ha concluso. Questa nuova denuncia delle Rappresentanze sindacali di base arriva a poco più di un mese da un altro caso sollevato dalla Cgil, che lamentava una decurtazione dello stipendio di 11 collaboratori a termine del servizio immigrazione.(a.f.) 14 agosto 2008 - La Nuova Sardegna COMMERCIO. DENUNCIA DELLA FLAICA
CONTRO LAUCHAN CAGLIARI - La Flaica-Cub denuncia il clima di tensione, nei centri commerciali dellAuchan, tra i cassieri e la direzione del gruppo. Lultimo episodio - secondo la segreteria provinciale del sindacato - riguarda "un comunicato affisso in bacheca che annuncia la possibilità di licenziamenti collettivi se i dipendenti non accetteranno orari diversi da quelli previsti dal contratto nazionale". Ma la Flaica-Cub ricorda che "i lavoratori hanno già vinto diversi ricorsi in tribunale per il riconoscimento dei loro diritti e che sono pronti a nuove azioni legali". Nel proclamare lo stato di agitazione, gli autonomi contestano anche il silenzio dei sindacati confederali e gli esigui aumenti contrattuali. 14 agosto 2008 - Il Gazzettino Treviso. Il direttore generale
dell'Usl 9 Claudio Dario Treviso - Il direttore generale dell'Usl 9 Claudio Dario replica alle pesanti accuse del sindacato Cub, Confederazione unitaria di base, che in un volantino accusa il dirigente trevigiano, insieme ai colleghi del Veneto, di aver percepito ingiustamente il premio-produttività. Distribuito dagli attivisti in varie strutture socio-sanitarie della Marca, diffuso via internet e commentato da medici, tecnici, infermieri e operatori socio sanitari, il documento sta facendo discutere per le responsabilità attribuite all'azienda sanitaria in cui, secondo il sindacato, vi sarebbero gravi problemi dovuti alla carenza di personale e al sovraccarico dei pesi lavorativi. In merito al premio stanziato dalla Regione Veneto, il dottor Dario replica che «il procedimento riservato ai direttori generali è collegato al sistema incentivante per gli obiettivi raggiunti dal personale, sia dirigente che del comparto». I risultati ottenuti sono «il frutto del lavoro di tutta l'azienda, tant'è che al raggiungimento degli obiettivi da parte dei dirigenti e degli operatori sono stati corrisposti gli incentivi». Quello di cui si parla, inoltre, non è un aumento di stipendio ma il premio per gli obiettivi raggiunti nel biennio 2006/2007. In merito poi ai commenti sul decreto Brunetta (antifannulloni) il direttore generale dell'Usl 9 dichiara: «Il ministro logicamente definisce le strategie valutando i problemi in una visione nazionale. Noi fortunatamente siamo una realtà in cui tutti i dipendenti sono da sempre fortemente impeganti nel lavoro e partecipi della vita aziendale, compreso il direttore generale che in questa azienda è cresciuto».(La.si.) 13 agosto 2008 - Agi "LA GIUNTA MARRAZZO CONTINUA A SBAGLIARE"SINDACATI A REG. LAZIO, ERRORE PROROGA DIRETTORI (AGI) - Roma - Non e' piaciuta la proroga, fino al 2010, decisa della Regione Lazio con la legge di assestamento di bilancio, dei direttori generali delle Asl, scaduti a fine agosto e che sarebbero dovuti esser sottoposti a verifica del loro operato e comportamento. Portatori di questo scontento i sindacalisti della Federazione Medici Uil-Fp Armando Masucci e il segretario nazionale delle Rdb, Sabino Venezia, ma anche il capogruppo e coordinatore di FI, Alfredo Pallone. "E' stata un errore la proroga, la Giunta Marrazzo continua sbagliare, dei direttori generali delle Asl: cosi' si falsano i contratti che prevedono, appunto, le verifiche a fine mandato", attacca Masucci. "A poco serve aver previsto nuove verifiche semestrali quindi entro dicembre - aggiunge - le verifiche si dovevano fare adesso e non solo sul piano tecnico-professionale ma sulla qualita', ossia merito, raggiungimento o meno degli obiettivi, percezione dei servizi da parte dei cittadini. E' stato davvero un colpo ai contratti". Il leader della Uil-Fp poi si chiede: "a che serve il richiamo con lettera ai direttori scaduti e prorogati a non fare promozioni se non a dimostrare quanto il sistema sia al collasso, dove la Politica gestisce tutto? Cosi' non si va da nessuna parte". E anche il dirigente delle Rdb, Venezia avverte che "nella gestione della sanita' del Lazio c'e' troppa politica: sarebbe bene che facesse una passo indietro e la smettesse di occuparsi di nomine e di proroghe sbagliate". Forse che la gente - sottolinea Venezia - conosce il 'curriculum' di questi direttori generali che prendono 250 mila euro al mese? "Le verifiche andavano fatte non rinviate - spiega Venezia - anzi, visto che erano scadute andavano commissariate le Asl per procedere su due punti critici della sanita' laziale, la gestione del bilancio e dei livelli minimi di assistenza: ma non ci sono solo i direttori generali, c'e' da metter mano alla colonizzazione delle seconde file, primari, dirigenti di area e di settore". Nonostante la Regione Lazio abbia, concludono i due sindacalisti, "la sanita' piu' costosa, dove girano, a partire dalle Asl, tra pubblico e privato cifre da capogiro si prorogano al 2010 i direttori generali e saltano le verifiche". Contrario alla proroga senza verifica il capogruppo e coordinato di Fi, Alfredo Pallone che parla di "improvvisazione" nel modo di operare della Giunta. "Un minimo di verifica sull'operato e sul comportamento dei direttori generali andava fatto", dice Pallone che coglie al volo l'occasione per rilanciare la sua legge regionale di riforma del sistema che tra l'altro "toglie la discrezionalita'" ai manager di nominare i primari. "Cosa ne pensa della mia legge Marrazzo? In campagna elettorale l'aveva elogiata, ma poi non la si e' voluta approvare: in essa - nota Pallone - si prevedono le verifiche per i manager ed i dirigenti che ora si e' pensato bene di saltare dicendo che se ne faranno ogni sei mesi". Insomma, un po' di improvvisazione c'e'. "Se non si fanno oggi figuriamoci tra sei mesi - aggiunge Pallone - e si sono intanto prorogati i termini per i direttori generali fino al 2010". Sono stati 'blindati'? "Non so, ma la verifica andava fatta", conclude Pallone. Come poi non bastasse cio', c'e' da registrare la richiesta del Presidente dell'Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma Mario Falconi: "penso sia quanto mai opportuno che la Regione Lazio avvii, alla luce delle tante lamentele del personale medico e non, dei disagi dei cittadini, una indagine conoscitiva sulla gestione e funzionamento della Asl-RmD". Falconi che della questione sulla Asl-RmD diretta da Giusy Gabriele del Prc ha informato a dovere il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. "Non ce l'ho, tengo a precisarlo, con il direttore della Asl-RmD cui non devo e non chiedo nulla: faccio solo seguito - spiega - ad una lunga inedita lista di medici che si sono rivolti all'Ordine lamentando soprusi e prepotenze, cose che non si registravano da anni, ad essi. SANITA': SINDACATI, UN ERRORE PROROGA DIRETTORI GENERALI LAZIO (AGI) - Roma, 13 ago. - E' stato "un errore, la Giunta Marrazzo ha sbagliato a prorogare i direttori generali delle Asl scaduti a fine agosto senza le previste verifiche: cosi' si falsano i contratti che prevedono, appunto, le verifiche a fine mandato". E' quanto affermano due sindacalisti, Armando Masucci leader della Federazione Medici Uil-Fp e Sabino Venezia dirigente delle Rdb in merito alla proroga, decisa dalla Giunta regionale fino al 2010 ed inserita nella legge di assestamento di bilancio, dei direttori generali delle Asl. "La proroga e' sbagliata - attacca Masucci - e a poco serve aver previsto nuove verifiche semestrali quindi entro dicembre: le verifiche andavano fatte adesso e non solo sul piano tecnico e professionale ma sulla qualita', ossia merito, raggiungimento o meno degli obiettivi, percezione dei servizi da parte dei cittadini. E' stato davvero un colpo ai contratti". Il leader della Uil-Fp poi si chiede: "a che serve il richiamo con lettera ai direttori scaduti e prorogati a non fare promozioni se non a dimostrare quanto il sistema sia al collasso, dove la Politica gestisce tutto? Cosi' non si va da nessuna parte". E anche il dirigente delle Rdb, Venezia avverte che "nella gestione della sanita' del Lazio c'e' troppa politica: sarebbe bene che facesse una passo indietro e la smettesse di occuparsi di nomine e proroghe sbagliate". Forse che la gente - sottolinea Venezia - conosce il 'curriculum' di questi direttori generali che prendono 250 mila euro al mese? "Le verifiche andavano fatte non rinviate - spiega Venezia - e visto che erano scadute semmai andavano commissariate le Asl per procedere su due punti critici della sanita' laziale, la gestione del bilancio e dei livelli minimi di assistenza: oltre i direttori generali, c'e' da metter mano alla colonizzazione delle seconde file, primari, dirigenti di area e di settore". E nonostante il Lazio abbia, concludono i due sindacalisti, "la sanita' piu' costosa, dove girano a partire dalle Asl, tra pubblico e privato, cifre da capogiro, si prorogano al 2010 i direttori generali e si saltano le verifiche". SANITA': FALCONI, REGIONE LAZIO APRA INDAGINE SU GESTIONE RMD (AGI) - Roma, 13 ago. - Penso sia opportuno che la Regione Lazio avvii, alla luce delle lamentele del personale medico e non, dei disagi dei cittadini, una indagine conoscitiva sulla gestione e funzionamento della Asl-RmD. A parlare e' il Presidente dell'Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, Mario Falconi che della questione sulla Asl-RmD diretta da Giusy Gabriele del Prc ha informato a dovere il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. "Non ce l'ho, ci tengo a precisarlo, con il direttore della Asl-RmD cui non devo e non chiedo nulla: faccio solo seguito ad una lunga inedita lista di medici che si sono rivolti all'Ordine lamentando soprusi e prepotenze, cose che non si registravano da anni, ad essi si e' aggiunto anche il personale paramedico". La proroga, senza verifica, dei direttori generali delle Asl decisa dalla Regione e' recente. "Non entro nel merito di queste decisioni della Regione - avverte Falconi - pero' da Presidente dell'Ordine ho dei dovere verso i cittadini per cui le verifiche in generale su manager e primari si debbono fare e velocemente: in quella Asl c'e' un clima di scontento e di sfiducia di cui la Regione deve occuparsi". Non a caso diversi medici se ne sono andati altrove come il direttore del dipartimento materno-infantile Carla Franceschelli o sono stati rimossi e trasferiti come Climene Pistolesi, gia' direttore sanitario del 'G.B.Grassi' di Ostia, tornata in sede. "E' poi quanto mai curioso che - rivela Falconi - dal San Camillo sia stato spostato alla RmD con relativi oneri a carico un diabetologo di cui non c'e' bisogno e che ha meno titoli di altri presentandolo all'AdOl, l'Associazione dei pazienti, come il futuro coordinatore della Asl". E parallelamente la Asl-RmD ha acquistato una quantita' 'enorme' di macchinette per misurare la glicemia. "Forse quel diabetologo un merito lo ha - conclude il Presidente dell'Ordine - quello di essere il marito di una collaboratrice della manager che, tra l'altro, giustifico' l'acquisto milionario delle macchinette proprio in tv: e' ora di finirla con questa prassi disdicevole, la politica si allontani dalla gestione della sanita' e la Regione sottoponga a verifica tutti i manager che nomina". E lo fa, aggiunge polemico Sabino Venezia, segretario delle Rdb, "in modo bipartisan, sinistra e destra, sulla base del Manuale Cencelli: errori anche gravi in questa Asl sono stati fatti a cominciare dalle macchinette per misurare la glicemia". E' stata fatta, si chiede Venezia, una regolare gara d'appalto? "Sulla richiesta di Falconi - conclude Venezia - non ho nulla da dire vista la sua serieta'". 13 agosto 2008 - Dire COMUNE BOLOGNA. VIALE VICINI CHIUDE,
RDB: NESSUNO SA NULLA (DIRE) Bologna, 13 ago. - Tra il trasferimento degli uffici comunali nella nuova sede di via Fioravanti e la 'devolution' dei servizi sociali nei quartieri voluta dalla giunta Cofferati, e' "incertezza assoluta" sul destino del personale di viale Vicini. Lo denuncia in una nota il sindacato di base Rdb, che traccia un quadro preoccupante alla vigilia della chiusura della vecchia sede. Il 25 agosto, infatti, gli uffici di viale Vicini chiuderanno i battenti per sempre ed "ad oggi molti dipendenti- si legge nella nota- non sanno dove saranno collocati". La situazione riguarda diverse categorie di dipendenti del sociale "Come spesso succede un questa amministrazione, l'informazione e' carente nei confronti di chi subisce questi cambiamenti radicali", constata Luigi Marinelli di Rdb/Cub. In particolare, elenca il sindacato, "18 amministrativi che oggi prestano servizio in viale Vicini non conoscono ancora la loro collocazione legata al bando di mobilita' per lo sportello sociale". Ci sono poi gli assistenti sociali destinati ai quartieri. "C'e' l'incertezza piu' assoluta sulle loro future mansioni- spiegano le Rappresentanze sindacali di base- oltre ai probabili spostamenti da un quartiere all'altro". 13 agosto 2008 - Corriere di Bologna Assenteismo, imbarazzo dei
sindacati Bologna - Frenano, i sindacati della funzione pubblica.
I numeri che parlano di un calo del 33 per cento nelle assenze per malattia a luglio nel
Comune di Bologna non sembrano convincerli. «Andrebbero letti più in profondità»,
dicono dalla Cgil. «Bisogna aspettare ancora mesi, potrebbe essere un effetto momentaneo
dato dalla paura», aggiungono dalla Uil. E mentre le Rdb sparano a zero su Brunetta («il
suo è terrorismo, l'assenteismo è una favola »), e il Pdl attacca i sindacati, è
l'assessore alla Comunicazione Giuseppe Paruolo a prendersi la briga di dare una lettura
istituzionale al fenomeno: «Il governo fa propaganda, ma a sinistra c'è troppa timidezza
sul tema». I protagonisti Per l'assessore comunale alla Sanità, nel
centrosinistra il tema dell'assenteismo è stato affrontato con troppa timidezza Ubaldo
Salomoni. Il consigliere regionale del Pdl attacca i sindacati, accusati di essere una
casta votata alla difesa dei privilegi. 13 agosto 2008 - Il Mattino di Padova LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI PADOVA - «Cera da aspettarselo. Prima o poi doveva
verificarsi un evento del genere. E una dipendente della sanità, ma il decreto ha
investito tutto il pubblico impiego: dobbiamo aspettarci altri effetti altrettanto
emblematici da un decreto che non è nullaltro che una forma di persecuzione nei
confronti dei lavoratori». 13 agosto 2008 - La Repubblica La lettera Bologna - IL PROCURATORE Luigi Persico ha scritto una lettera al Comune, ai vigili del fuoco, alla soprintendenza e al prefetto per sottoporre il tema della salvaguardia degli edifici storici in centro, chiedendo se sia stata presa in considerazione l´installazione di attacchi ai quali i pompieri possano attingere acqua nei pressi dei palazzi. Un tema assai caro ai vigili del fuoco. «A Milano - dice il rappresentante Rdb Ciro Bartolomei - da almeno dieci anni le prese d´acqua sono segnalate da targhette sulle facciate degli edifici. Per noi sarebbe un bel vantaggio. Da segnalare, poi, le difficoltà che incontriamo a causa del reticolo dei cavi elettrici dei filobus che ostacolano l´impiego delle autoscale: se ci fosse un grosso incendio fra via Marconi e piazza S. Francesco, avremmo serie difficoltà ad usarle». 13 agosto 2008 - La Sicilia Ragusa. Sono gli operatori economici a mostrare la propria delusione... Ragusa - Sono gli operatori economici a mostrare la propria delusione dopo che la Divisione Cargo di Trenitalia, come denunciato dalla Cub Trasporti, ha deciso di chiudere gli scali merci di Ragusa e Comiso, gli ultimi due importanti baluardi del commercio su rotaie della provincia di Ragusa. Una notizia che certo non fa piacere soprattutto perché arriva come un fulmine a ciel sereno e perché arriva ad agosto, un mese di ferie, un mese in cui diventa anche difficile pensare ad un'alternativa. «Già 15 giorni fa, tramite la deputazione provinciale, abbiamo chiesto un intervento mirato da parte della Regione perchè avevamo avuto il sentore della chiusura dello scalo di Comiso - spiega Totò Blanco, vertice del Consorzio Marmi Comiso, uno dei clienti più importanti, nell'area iblea, per la Cargo di Trenitalia - Sulla chiusura abbiamo solo ricevuto delle telefonate che ci annunciavano questo provvedimento. Ci hanno chiamato i rappresentanti sindacali della Cub Trasporti ma da parte di Trenitalia non abbiamo alcun documento ufficiale. E' chiaro che se viene tutto confermato, allora riteniamo di essere pronti a subire un danno economico. Noi riceviamo con il treno i blocchi di marmo dalla Sardegna e dunque se dovessimo pensare al gommato, aumenterebbero di molto le spese, con conseguenze negative sui bilanci. Con il gommato i costi aumentano, oppure dobbiamo pensare al trasporto con le navi, ma spereremmo che almeno la tratta ferroviaria tra Comiso e Pozzallo possa realmente funzionare». C'è delusione nella classe politica. «Non importa se di Destra o di Sinistra, la politica, se la si fa bene diventa fruttuosa. Il problema è che quando vanno alla Regione si dimenticano del territorio». Un altro grande cliente della Cargo Trenitalia è, in provincia di Ragusa, la Polimeri Europa. Il management è in ferie e dunque i dipendenti non rilasciano dichiarazioni perché non sono autorizzati. Ma spiegano che la ferrovia, per i prezzi che ha finora fatto Trenitalia, è stata senza dubbio un buon vettore che ha permesso alla società di San Donato Milanese di risparmiare rispetto al gommato che comunque utilizza cercando di dare, quanto più possibile, lavoro a beneficio del territorio. La chiusura dello scalo merci di Ragusa diventerebbe un problema e probabilmente dovrebbe vedere l'azienda ricontrattare il prezzo del trasporto sul gommato.(M.B.) 12 agosto 2008 - La Repubblica In vista della riapertura delle
scuole, il provvedimento riguarda asili e materne comunali. Bologna - Come ogni anno, in vista della riapertura
delle scuole, comincia il valzer delle assegnazioni dei posti vacanti per trasferimenti,
supplenze, pensionamenti, dimissioni, non idoneità definitive alla professione. Per
contribuire a pagare questi stipendi e assicurare la copertura d´organico nei nidi e
nelle scuole materne comunali Palazzo D´Accursio ha stanziato quest´anno 12,6 milioni di
euro: 8, 1 milioni sono destinati agli educatori degli asili comunali, 4,5 verranno
impiegati per il personale dei nidi. 12 agosto 2008 - Il Messaggero PERUGIA. Adesso che cè la crisi e il carovita morde il portafogli... PERUGIA - Adesso che cè la crisi e il carovita morde
il portafogli il peso dei buoni pasto che valgono poco fa ancora più male. E per un
dipendenti pubblico che deve fare il rientro in ufficio e pranzare fuori casa, un ticket
povero può diventare fonte di guai al bilancio familiare. Soprattutto quando succede che
qualche attività commerciale non accetta più i preziosi, anche se poveri, ticket. La
storia dei buoni pasto rifiutati la raccontano i sindacalisti della Rdb sanità della Asl
2 che da mesi stanno conducendo una battaglia per alzare il valore facciale del buono
pasto. Che valgono appena un panino ed una bibita. Ma adesso cè un intoppo in più:
la mensa dellUniversità per Stranieri rifiuta i ticket dei dipendenti della
sanità. E quelli del Dipartimento di prevenzione, dell'hospice, della Rsa di Santa
Margherita, dei servizi di laboratorio, del centro di salute e del Csm di via XVI
Settembre non sanno più a che santo votarsi per una pausa pranzo tranquilla.
Considerando, fanno sapere i sindacati che già due bar dellUniversità (in via del
Giochetto e al Centro linguistico) non accettano i ticket che hanno in tasca i dipendenti
della sanità perugina. 12 agosto 2008 - La Sicilia L'intervento di Nino Minardo Ragusa - Signori, si chiude. Dopo 115 anni gli scali merci di Ragusa e Comiso vengono cancellati dalla divisione cargo di Trenitalia. Lo denuncia in una nota la Cub Trasporti che sottolinea come dal 15 settembre anche il personale in servizio sarà trasferito a Gela. Dopo oltre un secolo, dunque, la provincia iblea sprofonda nel passato, ai tempi dei carretti che percorrevano le polverose trazzere. «Si conclude così una vicenda che deve fare vergognare l´intera provincia di Ragusa, a partire da chi la rappresenta - si legge in un comunicato della Cub Trasporti - a Roma, a Palermo, in provincia e nei Comuni. Sono anni che la Cub denuncia il progressivo smantellamento del servizio, che lancia allarmi e promuove incontri ed iniziative per bloccare il processo di dismissione di questa importante infrastruttura. Ebbene, cosa possiamo dedurre oggi che il misfatto si sta consumando (con decisioni prese come sempre nel mese di agosto), se non che quello che il sindacato di base ha denunciato, puntualmente non è stato preso sul serio da chi amministra questo territorio?». La Cub Trasporti critica la classe politica: «Le prese di posizione verbali, i comunicati stampa, le dichiarazioni, le promesse, il presenzialismo alle riunioni si sono rivelate solo una presa in giro, poiché mai nessuna azione incisiva, duratura, sincera e' stata portata avanti. Si fa un gran parlare di infrastrutture carenti, tanto che la nostra provincia è ultima in Italia in questo campo, eppure tutta la schiera di deputati e senatori che questa provincia ha avuto e ha, tutta la schiera di sindaci e amministratori, non ha mai intrapreso un'azione dura e conseguente per affermare il diritto di questo territorio alle infrastrutture che non ha e a mantenere quelle che ha. Abbiamo avuto presidenti regionali, sottosegretari ai trasporti, membri delle commissioni trasporti al parlamento nazionale, ma il risultato è lo sfascio totale e l'emarginazione economica e sociale del Ragusano». La Cub Trasporti contesta anche l'operato dei sindacati che «non hanno battuto ciglio» quando a fine luglio Trenitalia ha comunicato a Palermo la scelta di chiudere 13 scali in Sicilia. «I ferrovieri della provincia di Ragusa - si continua a leggere nel comunicato della Cub Trasporti - sono amareggiati, delusi e arrabbiati. In questi anni si sono spesi con generosità per tenere alta l´attenzione sulla drammatica condizione dell´infrastruttura ferroviaria, in modo particolare quella del settore merci; anche a livello professionale hanno fatto ogni genere di sacrificio - scrive la Cub Trasporti - pur di salvaguardare la funzionalità degli scali, ma sono stati vittime di scelte scellerate che, smantellando il settore cargo delle Fs, penalizzano soprattutto le isole e l´intero meridione». Per la Cub Trasporti forse si sarebbero potuti salvare i due scali merci di Ragusa e Comiso, prevedendo una riqualificazione. «Occorreva mobilitarsi - conclude il sindacato dei ferrovieri - assieme alle aziende che hanno continuato a trasportare su rotaia, come il Consorzio Marmi Comiso, Polimeri Europa, le aziende degli altri comparti del legno, dello zucchero e dei fertilizzanti». 12 agosto 2008 - Il Mattino di Padova In ballo anche loccupazione
nei buffet della stazione ferroviaria Padova - La vertenza di Serenissima Ristorazione è passata nelle mani della Regione Veneto e più precisamnte di quelle dellassessorato al lavoro di Elena Donazzan. Questo perché la procedura di mobilità territoriale già avviata dalla Serenissima, titolare anche dei due buffet che si trovano al binario uno della stazione, riguarda sia i 44 dipendenti di Padova che i 28 di Vicenza. Intanto arrivano brutte notizie da Cento Stazioni, la società pubblico-privata che ha vinto in tribunale la causa contro Serenissima. Fonti sindacali danno per certa la decisione della società guidata da Paolo Simioni di affidare i due buffet padovani a trattativa privata. Dura la replica di sindacati confederali e Cobas: «I posti di lavoro non si toccano», dice Giampietro Zabarella, delegato dei Cub «la nuova società, che subentrerà a Serenissima, deve confermare gli attuali dipendenti. 11 agosto 2008 - Dire SCUOLA BOLOGNA. COMUNE, ASSEGNI PER LE SUPPLENZE DA 12,6 MLNLIEVE AUMENTO NEL 2008-9; ACCERTAMENTI FISCALI PER 14 MILA EURO (DIRE) Bologna, 11 ago. - Si avvicina l'inizio delle scuole ed il Comune di Bologna mette la mano al portafoglio per pagare le supplenze. Il settore Personale di Palazzo D'Accursio ha infatti dato via libera in questi giorni ad un impegno di spesa complessivo di 12,6 milioni di euro per il prossimo anno educativo. Di questi, 8,1 milioni verranno spesi nel corso dell'anno per le sostituzioni nelle materne comunali e gli altri 4,5 milioni saranno utilizzati per pagare quelle che si renderanno necessarie nei nidi. Si tratta, come si legge nel doppio atto dirigenziale varato il 7 agosto, delle supplenti "che si prevede di utilizzare, per l'anno educativo 2008-2009, per sostituzioni di titolari che si assentino dal servizio, nonche' per coprire i posti vacanti per effetti di pensionamenti, dimissioni, inidoneita' definitive o mobilita'". Il budget per le supplenze messo in campo ad inizio anno torna a salire, anche se lievemente. Lo scorso anno il Comune prenoto' rispettivamente di 7,3 milioni per le scuole dell'infanzia e 5,1 milioni per i nidi. In tutto, dunque, 12,4 milioni di euro per fare fronte alle supplenze. Ma due anni fa, per l'anno scolastico 2006-2007, furono stanziati poco meno di 14 milioni di euro. Sull'inizio d'anno nei nidi pesa pero' la minaccia di agitazione da parte delle educatrici. Il sindacato di base Rdb ha annunciato la mobilitazione lo scorso 30 luglio, dopo che l'amministrazione comunale guidata da Sergio Cofferati aveva stanziato 3,8 milioni di euro fino al 2010 per le convenzioni coi nidi privati. "Alla riapertura dei nidi riuniremo il personale e definiremo insieme le forme di mobilitazione", ha fatto sapere il sindacato. I nidi comunali, nonostante l'aumento dei posti, devono fare poi fronte ad una lista d'attesa che conta oltre 500 bambini. Il 7 agosto il settore Personale del Comune ha anche provveduto a liquidare poco piu' di 14 mila euro per "accertamenti sanitari e visite fiscali al personale comunale". 11 agosto 2008 - Agrigento notizie Lampedusa, Vv.F. orario
differenziato per i discontinui Si è tenuto nei giorni scorsi, presso il Ministero
dell'Interno, un incontro con le organizzazioni sindacali dei Vigili del fuoco (Cgil,
Cisl, Rdb e Confsal) per discutere della penalizzazione dei circa 600 vigili volontari in
forza al Comando di Agrigento, ai quali veniva negato l'orario differenziato presso la
sede aeroportuale dei Vigili del fuoco di Lampedusa. 11 agosto 2008 - Mediterraneo news Ragusa - FF.SS., chiusi gli ultimi due scali merci Ragusa - Dal 15 settembre entrerà il vigore il
provvedimento di chiusura degli ultimi due scali merci presenti in territorio ibleo,
quindi a Ragusa e Comiso. |