data
di creazione |
a |
10 agosto 2008 - Il Manifesto L'APPELLO I primi passi del governo hanno confermato le previsioni di
chi considera la destra italiana un miscuglio di populismo, autoritarismo al servizio di
una logica padronale e confindustriale. Il pacchetto sicurezza con il suo razzismo
istituzionale, gli attacchi indiscriminati contro la popolazione campana in difesa della
salute contro le discariche tossiche, l'assalto ai servizi pubblici locali, i ripetuti
attacchi contro i lavoratori pubblici definiti «fannulloni», il rilancio di una politica
militaresca con la conferma e ampliamento delle missioni militari e la determinazione a
costruire la nuova base di Vicenza nonostante l'opposizione popolare fino ai soldati nelle
città, fanno il paio con il tentativo di Confindustria, tramite il tavolo concertativo,
di abolire il contratto nazionale, con i desiderata integralisti del Vaticano, con una
politica dell'Unione europea che, con le direttive sul rimpatrio dei migranti e con quella
sull'allungamento della settimana lavorativa, suggellano il clima reazionario che si
respira in tutto il continente. A tutto questo si associa l'arroganza istituzionale di un
governo che fa dei processi giudiziari del proprio leader il perno della propria politica.
Di questa situazione porta una responsabilità diretta il centrosinistra che con
l'esperienza del governo Prodi ha spianato la strada a gran parte delle misure -
criminalizzazione dei Rom, flessibilizzazione del mercato del lavoro, base di Vicenza,
Alta Velocità, repressione delle popolazioni campane in rivolta contro la gestione
rifiuti - che oggi appaiono giustamente odiose. Anche la politica concertativa delle
confederazioni sindacali ha permesso al precedente governo di centrosinistra di portare
avanti l'attacco al mondo del lavoro ed allo stato sociale. Sullo sfondo di queste
dinamiche nazionali si stagliano scenari internazionali molto preoccupanti. Il primo è
quello di una Unione europea che si presenta nemica dei lavoratori e dei popoli come è
stato ben percepito in Irlanda; il secondo è quello del rumore di sciabole attorno
all'Iran; ma la questione più grave indubbiamente è lo scenario economico che manifesta
segnali di crisi strutturale. 10 agosto 2008 - La Gazzetta di Reggio «La cura Brunetta? Ha i conti
truccati» La «cura Brunetta» - contro il moltiplicarsi di assenze
per malattia nelle amministrazioni pubbliche - ha avuto effetti positivi anche a Reggio
(la nostra provincia rientra in gruppo di 18 che ha fatto registrare un -32% relativamente
ai giorni di malattia, comparando i dati di luglio degli ultimi due anni) ma per la
Confederazione unitaria di base (Cub) del pubblico impiego siamo di fronte ad una
«ignobile campagna dodio verso i dipendenti pubblici» e chiede la cancellazione
del decreto 112. 10 agosto 2008 - Corriere di Ragusa Ragusa - Dal 15 settembre su
decisione di Trenitalia Cargo Dopo oltre un secolo la provincia iblea sprofonda nel
passato, ai tempi dei carretti che percorrevano le polverose trazzere. La Divisione Cargo
di Trenitalia ha difatti deciso di chiudere definitivamente gli ultimi due scali merci
ancora attivi in provincia, quelli di Ragusa e Comiso. Il provvedimento entrerà; in
vigore a partire dal prossimo 15 settembre. Al personale ferroviario delle due strutture
ferroviarie è già stato comunicato il trasferimento a Gela. In provincia le merci
arriveranno quindi solo su gommato, con un aggravio di costi non indifferente per le
aziende. "Si conclude così una vicenda che deve fare vergognare l'intera provincia
di Ragusa, a partire da chi la rappresenta - si legge in un comunicato della Cub Trasporti
- a Roma, a Palermo, in provincia e nei Comuni. Sono anni che la Cub denuncia il
progressivo smantellamento del servizio, che lancia allarmi e promuove incontri ed
iniziative per bloccare il processo di dismissione di questa importante infrastruttura.
Ebbene, cosa possiamo dedurre oggi che il misfatto si sta consumando (con decisioni prese
come sempre nel mese di agosto), se non che quello che il sindacato di base ha denunciato,
puntualmente non è stato preso sul serio da chi amministra questo territorio?". 10 agosto 2008 - Il Giornale di Vicenza/L'Arena/Brescia Oggi SUMMIT. A settembre ROMA - Un appello alla sinistra per incontrarsi e discutere
della mobilitazione da organizzare contro il governo Berlusconi. 9 agosto 2008 - Adnkronos GOVERNO: SIGLE SINISTRA RADICALE SI MOBILTANO CONTRO BERLUSCONIRoma, 9 ago. (Adnkronos) - Mobilitazione contro il governo, la concertazione e la Confindustria. Sono gli obiettivi segnalati da alcune organizzazioni e personalità della sinistra che hanno mantenuto l'opposizione sociale e politica anche durante il governo Prodi - Rdb, Cobas, Sinistra Critica, Rete dei Comunisti, Giorgio Cremaschi (Fiom), Marco Bersani (attac) e Giorgio Sestili (Collettivi Universitari Roma) - che lanciano un appello a tutta la sinistra di opposizione per un incontro che discuta della mobilitazione contro il governo Berlusconi. «Come organizzazioni e persone che hanno mantenuto un filo comune di dibattito e di mobilitazione in questi anni -si legge in una nota congiunta- abbiamo avvertito l'esigenza di un primo incontro per costruire una mobilitazione contro il governo e la Confindustria, senza fare sconti al Pd. Osserviamo, oggi, che l'esigenza di una mobilitazione, autonoma dal Pd, si estende ad altri soggetti della sinistra che pure sono stati legati all'esperienza del centrosinistra. È un fatto di per sè positivo». La mobilitazione, insistono i firmatari dell'appello, «non dovrà fare sconti al Pd e alla passata gestione del centrosinistra, perchè della situazione attuale porta responsabilità anche il centrosinistra e il governo Prodi». La proposta è di organizzare un incontro pubblico da tenersi il prossimo 9 settembre con l'obiettivo di «contrastare le politiche filopadronali e razziste del governo, gli attacchi ai lavoratori e ai migranti che vengono anche dall'Europa, le politica di guerra, l'offensiva integralista del Vaticano, la repressione contro i movimenti e le comunità in lotta». 9 agosto 2008 - Il Giornale di Sondrio COOPERATIVE SOCIALI Sondrio - Un insulto ai lavoratori: così le rdb Cub
giudicano l'accordo firmato tra Cooperative e Cgil, Cisl e Uil, per il rinnovo del
contratto dei lavoratori e delle lavoratrici delle cooperative sociali, che interessa
circa 200mila operatori, in maggioranza impiegati presso servizi socio-sanitari in appalto
o convenzione con enti locali e aziende sanitarie. 9 agosto 2008 - La Tribuna di Treviso «Per vivere costretti al secondo
lavoro» Treviso - Infermieri delle Asl costretti al doppio lavoro dal carovita, linflazione e gli stipendi bassi. Ma per i dipendenti pubblici il doppio-lavoro è illegale e con le nuove norme in materia di pubblico impiego i rischi sono più elevati. Questa la denuncia dei delegati sindacali Rdb dellAsl 9 di Treviso, che muovono un attacco al decreto-legge 112 del ministro, Renato Brunetta. «Il fenomeno del doppio lavoro è diffuso fra i dipendenti di tutte le aziende sanitarie - spiega Federico Martelletto, rappresentante della sigla sindacale - Ora, però il dipendente pubblico rischia perfino il licenziamento. Non si capisce perché i medici dipendenti, anche loro dellAsl, siano invece autorizzati a svolgere attività private». Le condizioni che costringerebbero gli infermieri a cercare un secondo impiego sono chiare. «Il caro-vita erode il salario - continua Martelletto - Il rinnovo dei contratti per gli infermieri avviene con anni di ritardo. Infine, la maggior parte delle attività delle Asl sono svolte da personale qualificato, che svolge un lavoro sulle 24 ore per 365 giorni allanno. Tutto questo per guadagnare 1.500 euro al mese». Lattacco alle nuove norme sul pubblico impiego si muove però su più fronti: gli infermieri non ci stanno ad essere etichettati come «fannulloni». «Dai dati non risulta che ci sia un ricorso abnorme alla malattia fra gli infermieri - continua Martelletto - Piuttosto si deve tener conto che le carenze croniche di personale, dovute al blocco delle assunzioni e al contenimento dei costi e che comporta un carico di lavoro eccessivo per il personale, che si traduce in riposi negati, turni modificati, ferie sospese, orari di lavoro che raggiungono le 12 ore continuative. Il sospetto è che si vogliano ridurre i servizi per i cittadini».(l.c.) 9 agosto 2008 - La Provincia Pavese «Le vignette offendono i lavoratori
pubblici» PAVIA - Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta aveva annunciato: metterò sul sito anche le vignette contro di me. Quelle con cui la satira ha raccontato le sue ultime iniziative, ma anche quelle disegnate dalla gente comune. E bandisce persino un concorso chiedendo aiuto ai cittadini, compresi i dipendenti pubblici presi di mira. Cè tempo fino a domani. Ma lautoironia del professor Brunetta a quanto pare non è stata colta dai rappresentanti della Federazione di Base di Pubblico Impiego di Pavia. Denunciano la pubblicazione sul sito «di 11 vignette insulse e lesive della dignità di lavoratori pubblici». E fanno appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Utilizzare un sito ufficiale per fomentare lodio sociale contro lavoratori pubblici è inaccettabile ed andrebbero ricercate precise responsabilità, non solo politiche - spiegano i componenti di Rdb Cub -. Ci rivolgiamo a Lei per un immediato intervento affinché sia interrotto un uso privato e disgustoso della vetrina informatica di un Ministero utile ed importante del Paese».(m.g.p.) 9 agosto 2008 - Il Giorno I sindacati si appellano a
Napolitano PAVIA «E NON FARE IL FINTO tonto, chi sarebbe questa brunetta per la quale devi andare ogni giorno al lavoro?». I lettori di Famiglia Cristiana si saranno fatti una risata leggendo questa vignetta pubblicata qualche giorno fa, ma ora che l'immagine si trova sul sito del ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, i dipendenti pubblici non ridono affatto. Tre sindacalisti pavesi della Rdb Cub pubblico impiego, Faustino Giani, Giancarlo Bargiggia e Rosa Belli, infatti, hanno deciso di scrivere al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «In qualità di componenti della Federazione di Base di Pubblico Impiego di Pavia - hanno scritto -, denunciamo la pubblicazione sul sito del ministero di undici vignette insulse e lesive della dignità di lavoratori pubblici dipendenti». «In fondo ho vinto un concorso del ministero della Funzione pubblica. Quasi quasi mi do malato» era uscito sul Gazzettino e non si erano risparmiati battute neppure il Corriere della sera, Vanity Fair, la Repubblica e anche il Qn. Che si trovino sullo spazio del ministero, però, proprio non piace. «Utilizzare un sito ufficiale per fomentare l'odio sociale contro lavoratori pubblici, è inaccettabile ed andrebbero ricercate precise responsabilità, non solo politiche», hanno scritto i sindacalisti. Da qui la preghiera accorata al presidente della Repubblica: «Ci rivolgiamo a lei per un necessario suo immediato intervento affinché sia interrotto un uso privato e disgustoso di quella che dovrebbe essere la vetrina informatica di un ministero utile ed importante del Paese».(M.M.) 9 agosto 2008 - Corriere della Sera Campidoglio Manca solo un ultimo
passaggio: il voto del consiglio comunale, previsto a settembre Roma - Il via libera al vigile urbano con Beretta
estraibile è annunciato in mattinata dal sindaco Gianni Alemanno: «La delibera
sull'armamento dei vigili urbani è stata approvata oggi dalla giunta comunale. A
settembre arriverà in Consiglio comunale ». 8 agosto 2008 - Julie news RDB: BRUNETTA TAROCCA LE STATISTICHE SUI FANNULLONI "E' il solito conto truccato. - dichiara Giuliano Greggi della Direzione RdB Pubblico Impiego - Il Ministro Brunetta, pur di guadagnarsi un'altra medaglia, prende in considerazione il dato delle assenze per malattia di 70 amministrazioni per un totale di circa 200.000 dipendenti contro i 3,5 milioni di lavoratori pubblici, quindi nemmeno il 6 %. Già questo dato basterebbe a inficiare i risultati della sbandierata riduzione del 37% delle assenze per malattia. Ma il Ministero, così efficiente, non possiede i dati di tutte le Amministrazioni che controlla?". "Ancora peggio il fatto che continuano a considerare "malattia" la maternità che nel pubblico impiego ha una incidenza maggiore che nel privato, sia perchè l'occupazione femminile è maggiore e sia per le sollecitazioni a non fare figli che avviene nei settori privati, fino all'odiosa pratica delle dimissioni in bianco. Non si tiene neanche conto dell'età media dei lavoratori pubblici, molto più alta di quella dei lavoratori del privato a causa del blocco del turn-over che opera ormai da più di 15 anni". "Detto questo - continua Greggi - la vera questione è la tutela e la prevenzione dalle malattie. I metodi adottati da questo Governo con le norme del famigerato Decreto 112, con la riduzione del salario e gli arresti domiciliari per chi si ammala, naturalmente favoriscono la rinuncia alla cura da parte dei lavoratori. Crediamo che la riduzione delle garanzie per la cura e la prevenzione delle malattie non sia un risparmio, anzi, sia il modo per far aumentare patologie più gravi che, a fronte del risparmio delle Pubbliche Amministrazioni, diverrà un aggravio per il Servizio Sanitario Nazionale". "Senza contare - prosegue - che ancora oggi il Ministro dichiara di voler portare le assenze dei lavoratori pubblici al livello di quelli privati; con questa pratica sicuramente la tendenza sarà quella, ma con l'effetto collaterale di aumentare anche il dato degli incidenti e delle malattie professionali. Di fronte a dati come quelli forniti ieri dal Censis il Ministro dovrebbe mostrarsi preoccupato e non trionfante". "RdB chiede la cancellazione delle norme del Decreto 112 - conclude Greggi - e la fine di questa ignobile campagna d'odio verso i dipendenti pubblici. Non molleremo su questo punto e stiamo lavorando per un grande sciopero generale il 17 ottobre". 8 agosto 2008 - Il Giornale Sicurezza, in autunnodi Stefania Scarpa Roma - Pistola, spray e manganelli. Allindomani dellarrivo dei superpoteri in materia di sicurezza per il sindaco, che prevedono anche un corpo di polizia municipale più attrezzata e in grado di «pescare» nelle banche dati del Viminale, i vigili urbani di Roma tornano a essere armati. E la decisione di mercoledì sera viene salutata con favore dal primo cittadino, Gianni Alemanno, che a margine della presentazione della «Attali» capitolina parla di «atto di buon senso». «I vigili devono potersi difendere, non so chi possa pensare che la polizia municipale possa andare disarmata a prendere schiaffi dallultimo venuto», commenta Alemanno. «Non capisco il clamore suscitato - aggiunge il sindaco - perché è stata una decisione del tutto naturale, non si tratta di militarizzare la città, ma di usare strumenti efficaci per aumentare la sicurezza e perfettamente compatibile con limmagine di Roma come città a vocazione turistica». Il dibattito andava avanti da tempo, praticamente da quando, 35 anni fa, gli agenti della municipale vennero «disarmati». Si era parlato di restituire le pistole ai pizzardoni in particolare sotto lultima giunta Veltroni, con lopposizione che sponsorizzava una svolta in questo senso. Ma solo due sere fa, alla fine di una trattativa andata avanti a lungo per tutta la giornata, le organizzazioni sindacali di categoria e il primo cittadino hanno trovato laccordo. Tre armi, di crescente potenza dissuasoria: un manganello di gomma lungo 50 centimetri e pesante mezzo chilo, uno spray anti-aggressione a getto balistico e, appunto, la pistola, una semiautomatica calibro 9x17. Il nuovo «kit», secondo il sindaco, «garantirà lautodifesa e la difesa dei cittadini». E gli obiettori di coscienza potranno comunque rinunciare allarma. Ovviamente prima di infilare la pistola nella fondina il personale si sottoporrà a un addestramento, che «sarà lo stesso della polizia di Stato». Ossia un corso teorico-pratico per luso dellarma, ma anche un severo test psico-attitudinale, entrambi organizzati da questura e ministero dellInterno. Un punto, questo, che per il sindaco è «un primo passo, ma molto importante, per garantire la sicurezza dei cittadini». Laccordo siglato nella tarda serata di mercoledì è «figlio» della delibera che venne approvata due mesi fa dalla giunta, e adesso dovrà passare per lAula Giulio Cesare: lappuntamento con il Consiglio comunale è rimandato ovviamente a settembre. Soddisfatti gli altri sindacati con la sola eccezione degli Rdb, che non hanno sottoscritto il patto. Per Alessandro Marchetti, segretario generale del Sulpm, è addirittura un «momento storico per la sicurezza di Roma». E il responsabile cittadino della Cisl Fp, Giancarlo Cosentino, spiega che le armi servono per difesa personale, ma che «in caso di minaccia allincolumità dei cittadini non esiteremo a usarla». Anche il comandante del corpo, Angelo Giuliani, plaude a un accordo che certifica qualcosa che i vigili «aspettavano da tanti anni: è stato un grande lavoro». 8 agosto 2008 - La Nazione «Caro cittadino ti spiego la
protesta» PERUGIA LORO, i colletti bianchi, quelli che tutti i giorni timbrano il cartellino delle presenze, siedono dietro una scrivania a smistare moduli, erogare pensioni e vidimare pratiche, non ci stanno ad essere bollati «i fannulloni dItalia». E per tutta risposta, hanno deciso di alzare la voce contro il Governo. Continua così in tutto il settore delle agenzie fiscali, compresa lagenzia delle dogane, e in tutto il mondo degli enti previdenziali (in particolare Inps e Inpdap) lo stato di agitazione dei lavoratori contro il Ddl 112, attualmente in discussione al Parlamento. «Tramite questo decreto spiega la Cgil il governo taglia le risorse dei contratti collettivi integrativi, riduce lo stipendio dei lavoratori e indebolisce i settori più significativi della lotta allevasione contributiva e fiscale, allinterno di una campagna denigratoria verso il pubblico impiego assimilato in maniera assolutamente discriminatoria alla categoria dei fannulloni. Va evidenziato peraltro che la sede dellAgenzia dellEntrate di Perugia è una delle sedi più produttive dItalia, così come lInps Umbria, che ha avuto riconoscimenti recenti per la qualità del lavoro effettuato». LO STATO di agitazione indetto da tutte lo organizzazioni sindacali confederali (Cgil, Cisl e Uil) e quelle autonome (Rdb, Cisal, Flp) si concretizza con assemblee organizzate nei vari posti di lavoro e con una serie di azioni di «visibilità» definite in ogni sede. AllInps di Perugia, per esempio, sono previste assemblee al Front-office con possibilità di intervento anche degli utenti tutte le mattine dalle 10 alle 10.30 fino al 14. Intanto, un dipendente pubblico dellInps di Perugia ha preso carta e penna per esternare la sua amarezza. Ecco il suo sfogo: «Caro concittadino ti voglio scrivere perché tu possa capire il motivo della protesta che conduco, insieme ai miei colleghi di Perugia e di tutta Italia. Spesso mi trovo a fare da parafulmine a provvedimenti che non ho preso e non condivido (ad esempio linnalzamento delletà pensionabile) ma che, per dovere, devo applicare. Insieme ai miei colleghi, erogo 14.500.000 pensioni, pago prestazioni assistenziali agli invalidi civili, indennità di disoccupazione, mobilità, malattia, maternità, cassa integrazione. Gestisco le posizioni assicurative di 19.000.000 di lavoratori, curo la parte contributiva di 5.000.000 di aziende e imprese. HO CERCATO fino ad oggi di migliorare costantemente la qualità del servizio che offro: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Purtroppo questo Governo si è accanito contro di me chiamandomi fannullone, lavativo e furbacchione, montando una campagna denigratoria, forse per passare alla privatizzazione. Ma io posso e debbo trattare alla stessa maniera il pensionato, loperaio e il manager dazienda; il privato no. Io oggi costituisco lultimo baluardo dello stato sociale che dobbiamo difendere con i denti da questo e da tutti quegli attacchi che questo Governo vorrà sferrare». 8 agosto 2008 - Left Chi esternalizza paga Roma - Finalmente una buona notizia per la Sanità del Lazio. Martoriata dagli scandali, caratterizzata dalla precarietà che tocca migliaia di lavoratori e da un piano di rientro dal deficit che sembra non aver fine. Lultima mazzata è arrivata col blocco, da parte del governo, di 5 miliardi già stanziati alla Regione Lazio per tamponare il buco, che lascia prevedere unestate rovente, e al secco. Al policlino di Tor Vergata di Roma, invece, per molti lavoratori sembra giunto a termine il lungo calvario di scadenze e rinnovi contrattuali. Il sembra è dobbligo, perché i posti disponibili per la stabilizzazione non coprono interamente il numero degli aventi diritto. Ma il passo in avanti è netto: la direzione del Ptv ha avviato lo scorrimento delle graduatorie per stabilizzare ben 341 precari, contro i 10-15 posti in media toccati alle altre Asl. Eppure la precarietà nel policlinico romano non è facile a sparire: «La volontà del Ptv di stabilizzare è un fatto positivo - commenta Teresa Pascucci, dellRdb - . Ma rimangono le esternalizzazioni selvagge, che comportano costi più elevati e nascondono spesso una somministrazione di manodopera illegale». Proprio il Ptv, infatti, è tuttora sotto il mirino degli ispettori del lavoro per lappalto illecito di servizi alla Arcobaleno srl. Sono oltre 300 i lavoratori coinvolti dalla recente inchiesta dellispettorato, che in un verbale presentato allazienda e alla ditta fornitrice ha individuato una duplice irregolarità, contrattuale e di forma. Secondo gli ispettori, i lavoratori dellArcobaleno, inquadrati come pulitori, svolgono in realtà mansioni di operatori socio sanitari (pagati 6 euro e 55 lora a fronte dei 16 che percepisce lArcobaleno per il servizio). Inoltre, dietro un appalto di servizi si nasconderebbe in realtà una vera e propria somministrazione di manodopera, vietata dalla stessa legge 30, madre di ogni precariato. «Lappalto costa allazienda 18 milioni di euro in tre anni - prosegue la sindacalista - e dovrebbe scadere nel 2010. Ma a causa della denuncia, cè stata una sospensione dellaffidamento. Se a fine agosto gli ispettori, dopo aver risposto al ricorso del Ptv, confermeranno le irregolarità dovrebbero iniziare le internalizzazioni dei precari». Anche qui il condizionale è dobbligo. Perché la recente revoca dellassessore alla Sanità del Lazio Augusto Battaglia blocca il percorso di stabilizzazione dei lavoratori "esternalizzati" avviato con un tavolo di trattativa la scorsa primavera. Accanto agli ispettori del lavoro, sono entrati in azione anche i carabinieri del Nas, che hanno messo alla luce la truffa nascosta dietro uno dei più lucrosi appalti della Sanità laziale. Quello dei servizi informatici del San Eugenio di Roma, ceduto per 21 milioni di euro in 5 anni a una Ati, la H Edit srl, al cui interno figura anche la Telecom. Gli inquirenti avrebbero scoperto episodi di corruzione, appalti pilotati e un buco in bilancio che ha portato alla decapitazione dei vertici della Asl Roma C e a cinque ordinanze di custodia cautelare. Tra questi, Annamaria Robustellini accusata di essere lideatrice della truffa, dopo aver ricevuto direttamente dal direttore generale dellazienda, Elisabetta Paccapelo, la "nomina a chiamata" come capo dellufficio Finanze e attività liquidatorie dellAsl. La Paccapelo è anche la moglie di Mauro Pirazzoli, direttore amministrativo del Ptv. Ci sarebbe da dire che gli appalti non convengono, oltre che ai lavoratori, nemmeno ai dirigenti. 8 agosto 2008 - Il Resto del Carlino Bologna. PROTESTANO i sindacati... Bologna - PROTESTANO i sindacati per la situazione della rinnovata struttura del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura della Ausl, ospitato al Malpighi in via Pelagio Palagi. In un volantino diffuso ieri la Rsu aziendale parla infatti di «gravi carenze» che «compromettono la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti». Il documento è firmato da Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil e fa seguito a unanaloga iniziativa presa nei giorni scorsi dalle Rdb. Il reparto è stato inaugurato una settimana fa, dopo che utenti, medici e infermieri dal 13 febbraio scorso erano stati temporaneamente trasferiti nei locali di Villa Olimpia, proprio per consentire la ristrutturazione. Al proprio ritorno però il personale ha trovato una situazione diversa da quella che si aspettava. Il documento elenca una serie di problemi: «Lincompletezza degli arredi della cucina, ladiacenza che mette in comunicazione la stessa cucina con la stanza della medicazione, comodini e armadietti non adeguatamente fissati, vecchie sedie e tavoli in ferro». A proposito di tali suppellettili, i sindacati chiedono: «Sono sicuri per pazienti e lavoratori in un centro psichiatrico? Abbiamo già un dipendente in infortunio per questo». La Rsu menziona inoltre «bagni privi di accessori, scarichi dellacqua vecchi e malfunzionanti», nonché prese elettriche non protette, estintori non visibili». E ancora, per i sindacati, le porte di ingresso al reparto sono «prive del sistema di apertura con sblocco automatico antincendio» e nel giardino «sono presenti grate di ferro rimovibili e perciò seriamente pericolose, panchine in ferro non ancorate, assenza di telecamere esterne a circuito chiuso e di pulsanti di emergenza». Infine, anche le relazioni sindacali non sembrano ottimali nellazienda: «La Rsu, in aggiunta alla gravità della situazione strutturale, segnala inoltre lennesimo spiacevole episodio avvenuto ai danni di un nostro rappresentante sindacale, il quale si è visto recapitare la risposta a una lettera da lui inviata ai responsabili aziendali, relativamente alle problematiche sopra citate, non alla sua persona ma direttamente esposta alla visione di tutti nella bacheca del reparto». Un fatto che i rappresentanti dei lavoratori giudicano «non solo estremamente sgradevole ma anche lesivo della privacy». 8 agosto 2008 - Il Denaro Ponte, sindacati in agitazione Benevento - La denuncia delle presunte
discriminazioni ai danni di alcuni lavoratori del Comune di Ponte, da parte della
Federazione provinciale del sindacato Rdb Cub di Benevento, trae origine dalla
deliberazione di Giunta Comunale del 23 luglio 2008 con la quale il Comune di Ponte ha
autorizzato la stipula del contratto integrativo decentrato per l'anno 2008 dopo che già
nel mese di febbraio la delegazione trattante aveva raggiunto l'accordo sulle modalità di
utilizzo ed erogazione delle risorse incentivanti destinate alla produttività ed altri
istituti contrattuali. 8 agosto 2008 - Tempo Stretto Atm, niente stipendio di luglio né
tavolo istituzionale: è stato d'agitazione Messina - Le acque sono in un perenne stato d'agitazione, all'Atm, proprio come i lavoratori. Attraverso una nota diffusa in mattinata, Giovanni Conti (Orsa Trasporti), Francesco Urdì (Cub Trasporti) e Giovanni Burgio (Rsu Atm) annunciano forme di protesta, in quanto agosto avanza e le risposte continuano a mancare. «Nonostante le ripetute richieste inoltrate dalle scriventi - scrivono i tre - il previsto tavolo istituzionale per affrontare seriamente la vertenza Atm non accenna a concretizzarsi. Allo stato dellarte i proclami di celeri interventi risolutori si riducono ad un effimero populismo foriero di false aspettative fra i lavoratori costretti, ancora una volta, a cimentarsi con lemergenza stipendio. Come ampiamente previsto, la mensilità di luglio non è stata ancora erogata, mentre si investono ingenti somme per ristrutturare locali destinati ad ulteriori uffici. Sorge il fondato sospetto che la ricerca di contromisure idonee a superare la condizione di degrado economico e linefficienza del trasporto pubblico locale non rientri fra le priorità della Giunta Comunale. Comunque sia, preso atto dellassenza di volontà al confronto da parte di sindaco, giunta e consiglio comunale e della direzione generale, continueremo a denunciare allopinione pubblica linefficienza di un servizio essenziale che i messinesi pagano a caro prezzo senza ricevere il giusto ritorno in termini di qualità». Queste le vicende che i sindacati pongono sul tavolo: «attualmente sono in linea solo 30 autobus mentre altri 98 stazionano stabilmente in deposito nella vana attesa che arrivino gli strumenti e le maestranze necessarie alla riparazione; dei 15 tram a disposizione dellAtm solo 6 rendono il servizio dovuto ai cittadini, i rimanenti 9 stazionano inspiegabilmente in deposito e uno di questi è stato totalmente smontato per ricavarne pezzi di ricambio; la linea ferrata versa in condizioni talmente precarie da esporre a rischio lincolumità dei cittadini e dei lavoratori; il parcheggio Cavallotti è ancora chiuso ed è stato soppresso anche lo sportello abbonamenti; il servizio navetta del cimitero funziona ad intermittenza ed è oggetto di continue proteste dellutenza che anche in questo caso denuncia la cronica disorganizzazione; non è stata ancora istituita una squadra per interventi straordinari nei mezzi fuori uso, il residuo personale impiegato nellofficina si occupa solo della manutenzione dei pochi mezzi rimasti in linea; il programma di modifica dei costosi ricambi presenti in magazzino, per adattarli alle esigenze delle nuove vetture, è rimasto sulla carta e sembra incamminarsi sulla via dellarchiviazione; la spesa per la riconversione del personale è da annoverare fra gli sprechi che caratterizzano la storia dellAtm, risulta infatti incomprensibile che il personale recentemente abilitato alla guida dei bus sia stato poi destinato negli uffici amministrativi». «Nellattuale caos - prosegue la nota - è naturale chiedersi se sia più produttivo proseguire lagguerrita caccia al fannullone piuttosto che aprire uninchiesta per individuare gli autori dellattuale degrado. In tutto questo, il Commissario Speciale Domenico Manna evita il confronto con i sindacati e si preoccupa solo di spostare personale dalle officine alle comode poltrone degli uffici, lasciando trasparire una drammatica continuità con le dinamiche del passato». E qui Conti, Urdì e Burgio passano all'attacco di Manna, elencando quali dovrebbero essere «le questioni di cui dovrebbe occuparsi un Commissario: è stato mai chiesto alla ditta Alstom il motivo per cui ben 10 pantografi dei tram di nuova costruzione non hanno retto allusura e si sono rotti con sospetta sequenza, rendendo inutilizzabili i mezzi? E un danno di oltre 150.000 euro che se non risarcito ricadrà sul groppone dei contribuenti. A quale logica di marketing risponde liniziativa di smontare un tram per recuperare i pezzi di ricambio? Stiamo parlando di un mezzo che costa 1.500.000 euro!!! sfruttato questo bisognerà smontarne un altro? Le ditte che hanno installato la linea ferrata, la Gepco prima e la Ventura dopo, stanno rispondendo delle disfunzioni che si verificano con allarmante frequenza? E possibile consentire che alcuni tratti dei binari siano stati dichiarati "non collaudabili" ? La Direzione Lavori è esente da responsabilità?» «Se quanto esposto non sarà sufficiente a stimolare lintervento delle istituzioni - concludono i rappresentanti di Orsa, Cub e Rsu - sarà la lotta dei lavoratori a lanciare lennesimo grido dallarme. Nel preannunciare imminenti azioni di protesta, restiamo fiduciosi nel sostegno della cittadinanza che ha il diritto di usufruire dei servizi essenziali e di conoscere gli autori dello sperpero di denaro pubblico». 8 agosto 2008 - Il Gazzettino Caso Wisco, il documento compare e
scatena polemiche Vicenza - Il "fascicolo scomparso" relativo alla Wisco, pubblicato ieri in sintesi dal Gazzettino, non è passato inosservato, anche se le reazioni di Comune e Provincia sono comunque apparse più soft rispetto a quelle dei sindacati. In Provincia, ad esempio, il mai pervenuto parere della Commissione Regionale Via (Valutazione di impatto ambientale) ieri è improvvisamente e misteriosamente saltato fuori dai cassetti di qualche archivio. «Ci siamo accorti di averlo ha dichiarato l'assessore all'ambiente Antonio Mondardo adesso approfondiremo con gli uffici la valutazione tecnica della Regione. In ogni caso io sottoscrivo il mio giudizio negativo sul progetto». Il progetto in questione dovrebbe portare un centro di raccolta e lavorazione di rifiuti liquidi, anche pericolosi, all'Arsenale, nel mezzo del quartiere Sant'Agostino. Il posto indicato dalla Wisco, la società ideatrice, sono le officine grandi riparazioni di Trenitalia. Questo perché la Wisco, un'azienda creata appositamente per l'entrata nel business dei rifiuti, è di proprietà di Ferrovie dello Stato, oltre che di Enel Spa. L'impianto ha avuto l'ok dalla Regione con il Via ma sia la Provincia che il Comune di Vicenza non lo vogliono. «Adesso che è spuntato il Via abbiamo degli elementi ulteriori di valutazione per un confronto», ha chiosato ieri l'assessore comunale Antonio Dalla Pozza. Una lettera, firmata da lui e Mondardo, è in partenza verso Venezia per chiedere udienza all'assessore regionale all'ambiente Giancarlo Conta. Basterà a risollevare la questione su di un caso che rischia anche il passaggio in sordina? Massimo D'Angelo, segretario della Filt Cgil,è l'uomo che in questi giorni ha smosso la polvere dal tappeto. Anche lui ieri ha letto il Via: «L'impressione che ho avuto è che molte cose siano state sottovalutate dalla Commissione», ha dichiarato tradendo un leggero pessimismo: «Questo Via mi sembra una forzatura, e credo che da parte degli enti ci sia stata poca attenzione perché dietro c'è un grosso business». Cgil, Uiltrasporti, Or.Sa e Cub Trasporti (lavoratori di Trenitalia all'Arsenale), sono tuttora in agitazione. E si stanno preparando allo sciopero. 8 agosto 2008 - Settegiorni ACCORDO. Siglata l'acquisizione
delle attività della BembergCell che scongiura il fallimento Magenta - Una firma per la Novaceta. La scorsa settimana è avvenuta infatti la tanto attesa firma tra Novaceta spa e BembergCell. Una firma che dovrebbe dovrebbe consentire a BembergCell di evitare il fallimento e di ripianare ogni debito nei confronti di dipendenti e fornitori sulla base di un accordo economico in virtù del quale è avvenuta l'acquisizione da parte di Novaceta. Ma non tutto sembra risolto per il meglio. L'acquisizione da parte di Novaceta sarebbe avvenuta solo per le attività e non per gli immobili e a settembre è previsto un nuovo incontro con l'assessore provinciale Bruno Casati. Molti sono ancora i dubbi e le perplessità espresse da Mario De Luca, ex consigliere comunale e rappresentante del sindacato Cub: «Non riusciamo a condividere alcun ottimismo per questa notizia afferma De Luca -, in quanto per chi ha a cuore il futuro dell'azienda "Novaceta", nulla è cambiato. Restano tutti gli stessi interrogativi di sempre a cui nessuno ha dato fino ad oggi risposta. L'attuale società ha infatti dichiarato, già dal dicembre 2007, che intende continuare l'attività utilizzando solo una superficie di 30mila metri quadrati in luogo degli attuali 220mila e che intende poi costruire una nuova centrale termoelettrica . Contemporaneamente mancano i fondi per attuare investimenti seri volti al miglioramento del processo produttivo; manca qualunque impronta di un piano industriale; non sarà effettuata, durante la "fermata tecnica" di ben due mesi e mezzo, un'adeguata manutenzione agli impianti. Questo è l'aspetto che ci preoccupa di più, come ci preoccupa molto il mutismo di Cgil, Cisl e Uil, come ci preoccupa la Cassa Integrazione che riguarda tutti gli attuali dipendenti. Infine vorrei lanciare un accorato appello a tutti i lavoratori della Novaceta: l'unico strumento che i lavoratori possiedono per conoscere, capire e perchè no, decidere il proprio futuro e quello dell'azienda è lo strumento sindacale. Uno strumento tanto più efficace, quanto maggiore è la partecipazione dei lavoratori stessi al movimento sindacale, una partecipazione che delega le persone, non le sigle. Un rappresentante dei lavoratori è tale per legge a qualunque organizzazione sindacale appartenga, confederale o autonoma. E' un bene per i lavoratori Novaceta uscire da questo equivoco. Diamo il diritto/dovere ad ogni organizzazione sindacale di esprimere la propria posizione, di dare gli opportuni consigli, di affrontare le battaglie per il mantenimento del posto di lavoro e la salvaguardia dei propri diritti. Sentiamoci indignati quando viene tolto il diritto al sindacato autonomo di parlare e di esprimersi in assemblea. Una "società civile" si misura anche su questi parametri». 8 agosto 2008 - Corriere del Veneto In piazzale Roma Marinai e autisti
non vogliono commentare la vicenda VENEZIA Commentano tra di loro, ma non si azzardano
a dire qualcosa agli altri. «Non siamo autorizzati a parlare». Niente da fare, per tutto
il giorno i dipendenti Actv ieri non hanno mai risposto, eppure a piazzale Roma, autisti e
marinai non parlavano d'altro. Appoggiati alla biglietterie, vicino agli imbarcaderi, o
agli autobus: «Stavamo discutendo proprio di questo dicono in tre all'uscita della
linea 2 dei vaporetti ma preferiamo non esprimerci». 7 agosto 2008 - Caserta 24 ore MALATTIE DEI DIPENDENTI PUBBLICI: IL SOLITO CONTO DA RIFARE RdB contesta i dati del Ministro Brunetta e chiede la cancellazione delle norme contenute nel Decreto 112 . "E il solito conto truccato. - dichiara Giuliano Greggi della Direzione RdB Pubblico Impiego - Il Ministro Brunetta prende in considerazione il dato delle assenze per malattia di 70 amministrazioni per un totale di circa 200.000 dipendenti contro i 3,5 milioni di lavoratori pubblici, quindi nemmeno il 6 %. Già questo dato basterebbe a inficiare i risultati della sbandierata riduzione del 37% delle assenze per malattia. Ma il Ministero, così efficiente, non possiede i dati di tutte le Amministrazioni che controlla?". "Ancora peggio il fatto che continuano a considerare "malattia" la maternità che nel pubblico impiego ha una incidenza maggiore che nel privato, sia perchè loccupazione femminile è maggiore e sia per le sollecitazioni a non fare figli che avviene nei settori privati, fino allodiosa pratica delle dimissioni in bianco. Non si tiene neanche conto delletà media dei lavoratori pubblici, molto più alta di quella dei lavoratori del privato a causa del blocco del turn-over che opera ormai da più di 15 anni". "Detto questo - continua Greggi - la vera questione è la tutela e la prevenzione dalle malattie. I metodi adottati da questo Governo con le norme del famigerato Decreto 112, con la riduzione del salario e gli arresti domiciliari per chi si ammala, naturalmente favoriscono la rinuncia alla cura da parte dei lavoratori. Crediamo che la riduzione delle garanzie per la cura e la prevenzione delle malattie non sia un risparmio, anzi, sia il modo per far aumentare patologie più gravi che, a fronte del risparmio delle Pubbliche Amministrazioni, diverrà un aggravio per il Servizio Sanitario Nazionale". "Senza contare - prosegue - che ancora oggi il Ministro dichiara di voler portare le assenze dei lavoratori pubblici al livello di quelli privati; con questa pratica sicuramente la tendenza sarà quella, ma con leffetto collaterale di aumentare anche il dato degli incidenti e delle malattie professionali. Di fronte a dati come quelli forniti ieri dal Censis il Ministro dovrebbe mostrarsi preoccupato e non trionfante". "RdB chiede la cancellazione delle norme del Decreto 112 - conclude Greggi - e la fine di questa ignobile campagna dodio verso i dipendenti pubblici. Non molleremo su questo punto e stiamo lavorando per un grande sciopero generale il 17 ottobre". 7 agosto 2008 - La Nazione Giallo bollette, bufera sui vertici di Ato e PubliacquaChieste le dimissioni dei due presidenti e «il rimborso immediato dei 6 milioni e mezzo in più pagati dagli utenti di SANDRO BENNUCCI Firenze - E BUFERA sullAto 3 del Medio Valdarno e su Publiacqua. Vengono chieste le dimissioni dei due presidenti, Giovanni Del Vecchio e Amos Cecchi. Ossia coloro che guidano lorganismo di ambito territoriale, che dovrebbe essere «ottimale», e lente gestore, quello che eroga forniture e fatture a chi vive e lavora nei comuni dellarea metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, nel Mugello, in Val di Sieve, a Montevarchi e in un pezzo della provincia dArezzo. La miccia che ha fatto esplodere il caso, che avrà ripercussioni in sede governativa (Ministero dellambiente) e in Regione è stata la delibera del Co. Vi. Ri, il Comitato nazionale di controllo sulluso delle risorse idriche che, come anticipato ieri da La Nazione, obbliga Publiacqua a rimborsare i cittadini degli aumenti eventualmente messi in bolletta fino a oggi. Aumenti autorizzati dallAto, per far affluire nelle casse della società che gestisce lacqua 6 milioni e 200 mila euro in più, e dichiarati «indebiti» dal Co. Vi. Ri. Forze politiche di centrosinistra e di centrodestra e il sindacato Rdb-Cub di Firenze chiedono le dimissioni dei dirigenti e «il rimborso immediato» ai cittadini. Ma su questo secondo punto si sta delineando un giallo. LAto 3 del Medio Valdarno, in una nota diffusa ieri mattina, evidentemente dopo aver letto il nostro giornale, conferma la delibera del Co. Vi. Ri., ma precisa che i 6 milioni e 200 mila euro riconosciuti in più a Publiacqua, sarebbero stati messi nelle bollette del 2011. Ma laffermazione contrasta con la delibera del Co. Vi. Ri, dove si legge testualmente che latto di transazione fra Ato 3 e Publiacqua, datato 11 luglio 2007, «è imputato in tariffa e spalmato nelle annualità dal 2008 al 2010». Letta così, la frase farebbe capire che già nelle bollette del 2008 i cittadini hanno pagato qualcosa in più. Ma anche Mariapia Strocchi, consigliere comunale di Forza Italia a Pelago, cioè colei che ha fatto il ricorso vincente al Co. Vi. Ri. ieri ha manifestato forti dubbi sul fatto che gli aumenti dovessero scattare nel 2011. Anzi si dichiara molto sorpresa da alcune coincidenze. Dopo aver ricordato che la delibera del Comitato ministeriale è datata 16 luglio 2008, la Strocchi ha detto: «Ci sembra una grossa coincidenza che i tempi della delibera del Co. Vi. Ri e il piano dambito approvato nel luglio scorso, dove si specifica che i 6 milioni e 200 mila euro riguardano le tariffe del 2011, siano esattamente dello stesso periodo: luglio 2008. Questanno non è stato ancora pubblicato sul sito internet dellautorità dambito. E cè un ulteriore caso strano: che tutte le delibere dellanno 2008 siano state inserite o modificate il 4 agosto scorso, cioè appena tre giorni fa. Ma allora perché lAto 3 non ha inserito nel sito anche latto di cui parla nel comunicato diffuso ieri, nel quale si chiarisce il giallo dei 6 milioni e 200 mila euro?». IL PROBLEMA è serio. Quando sono in ballo i soldi dei cittadini serve la massima chiarezza. Non ci devono essere né gialli, né ombre. Fra laltro, lAto 3 si è riservato il ricorso al Tar. Ma se i cittadini, per caso, avessero già sostenuto laumento, il rimborso dovrebbe avvenire prima del pronunciamento del tribunale amministrativo. La trasparenza di chi eroga un servizio pubblico si misura anche da questi atti. La Regione, ieri, non si è pronunciata. Forse il presidente, Claudio Martini, ne parlerà nel briefing fissato con i giornalisti per oggi a mezzogiorno. Cè chi sussurra che la vicenda potrebbe suggerire una nuova modifica alla legge sui servizi pubblici: puntando su un solo Ato regionale invece dei tre previsti. Intanto linterrogazione che Paolo Marcheschi, consigliere regionale di Forza Italia, ha depositato ieri a Palazzo Panciatichi, e nella quale si chiede chiarezza sulla vicenda, sarà proposta dai consiglieri azzurri in tutti i 56 comuni in cui operano lAto 3 e Publiacqua. Sale il coro contro gli aumenti
Magnolfi (Fi): «Cancellato un iniquo balzello per i cittadini» Firenze - «SAREBBE un segnale forte verso i cittadini se si provvedesse subito a rimuovere i responsabili, politici e tecnici, che hanno deciso laumento per gli utenti di Publiacqua, giudicato indebito dal Comitato ministeriale di vigilanza». Pieraldo Ciucchi, capogruppo socialista in Regione, non ha problemi di schieramento politico e chiede lintervento immediato del presidente della giunta, Claudio Martini. Dopo aver ricordato che nel programma nazionale del nuovo partito socialista cè attenzione particolare a tariffe e bollette, Ciucchi continua: «I comuni che nominano i componenti delle autorità di ambito e quelli delle società di gestione, devono prendere atto di come tale meccanismo produca una perversione nel sistema. E il cittadino ne fa le spese». E ancora: «Con larticolo 23 bis sui servizi pubblici, il governo mette a fuoco i problemi idrici. Vedremo se i sindaci di Firenze e Roma, che considerano Publiacqua e Acea delle piccole Iri, sapranno dare la svolta per una vera liberalizzazione». Alberto Magnolfi , capogruppo di Forza Italia, attribuisce al suo partito il merito di aver «sventato una clamorosa beffa e un balzello iniquo ai danni dei cittadini di Firenze, Prato e Pistoia». Infatti Mariapia Strocchi, che ha portato la protesta a Roma, fino a vincere davanti al Co. Vi. Ri, è consigliera azzurra a Pelago. Magnolfi dice: «Secondo il Comitato ministeriale di vigilanza, lAto 3 e Publiacqua avevano concordato un aumento non dovuto, motivandolo come presunto conguaglio sui ricavi. Una beffa per i cittadini». E Paolo Bartolozzi, europarlamentare azzurro, ricorda di aver presentato uninterrogazione sulla vicenda in aprile, quando era ancora consigliere regionale: «E necessario che Publiacqua, prima di ricorrere al Tar, restituisca ai cittadini i soldi degli aumenti giudicati indebiti dal Co. Vi. Ri». Durissimo il sindacato Rdb-Cub di Firenze: «Vogliamo dimissioni immediate dei presidenti di Publiacqua e dellAto 3. Bisogna ripubblicizzare lacqua e i beni comuni. Vanno restituiti i soldi ai cittadini e devono cessare gli attacchi ai diritti e al salario dei lavoratori di Publiacqua. La delibera del Co. Vi. Ri. dimostra che avevamo visto giusto, il 23 luglio 2007, quando protestammo contro gli aumenti tariffari decisi dallAto3». Chiarezza e «rimborso immediato» vengono infine chiesti dal Codacons il quale rimprovera a Ato 3 e Publiacqua di non aver informato i cittadini e di non aver motivato gli aumenti.(Sa.Ben) 7 agosto 2008 - Corriere della Sera Sicurezza Il sindacato della polizia
municipale: ora seimila armati in più ROMA Sarà armata la polizia urbana di Roma. Lo
ha annunciato ieri sera il sindaco Gianni Alemanno. «Dopo 35 anni ha detto
la polizia municipale di Roma torna ad avere un armamento per garantire l'autodifesa e la
difesa dei cittadini». È stata una lunga trattativa con il sindacato quella che ha
portato all'accordo. Hanno firmato tutte le sigle, salvo gli RdB. E alla fine c'è stato
un applauso. A settembre ci sarà il voto del Consiglio comunale. I seimila vigili romani
potranno quindi, ha spiegato il sindaco, «avere delle pistole salvo i casi di obiezione
di coscienza. L'addestramento sarà lo stesso della polizia ». Soddisfatto il comandante
dei vigili urbani Angelo Giuliani: «Aspettavamo l'accordo da anni». «Un momento storico
per la sicurezza della Capitale », lo ha definito Alessandro Marchetti, segretario
generale aggiunto del Sindacato unitario lavoratori polizia municipale (Sulpm). «Con
questo atto ha aggiunto il sindacalista la polizia municipale romana si
avvicina a quelle delle altre grandi città italiane come Milano, Torino, Bologna, Genova,
Firenze, Napoli, Palermo e Catania, che sono tutte armate». 7 agosto 2008 - Il Manifesto CASA Tolti i benefici del piano
voluto da Ferrero Dalla padella alla brace. Se l'ex ministro Paolo
Ferrero aveva introdotto dei meccanismi efficaci per contrastare l'emergenza abitativa,
ora i piani «creativi» di Giulio Tremonti cancellano il poco di buono fatto finora. I
dati sulla casa sono infatti impietosi: sono già 600 mila le famiglie escluse dal mercato
immobiliare che attendono in graduatorie l'assegnazione di un alloggio popolare.
L'edilizia pubblica è in ginocchio e nel paese si costruiscono in media solo 1500 case
popolari l'anno. Ora anche fasce della popolazione, prima non toccate dal dramma alloggio,
non se la passano bene: nel 2007 100 mila sono state le richieste di sfratto (30 mila
quelli eseguiti, tra questi l'80% avviene per morosità). 7 agosto 2008 - TG com Roma, armi ai vigili urbani "Dopo 35 anni la polizia municipale di Roma torna
ad avere un armamento per garantire l'autodifesa e la difesa dei cittadini". Lo ha
annunciato il sindaco di Roma Alemanno al termine di una lunga trattativa con le
organizzazioni sindacali della polizia municipale. "Hanno firmato tutte le sigle - ha
aggiunto il sindaco - eccetto gli RdB. E' stata una lunga trattativa e adesso l'accordo
sarà portato in Consiglio comunale a settembre". 7 agosto 2008 - La Voce d'Italia Svolta dopo 35 anni "a tutela e
ad autotutela della cittadinanza e della municipale" Roma, 8 ago. - Sarà armata la polizia urbana di Roma.
Per il sindaco Gianni Alemanno "dopo 35 anni, la polizia municipale di Roma deve
garantire l'autodifesa e la difesa dei cittadini". La trattativa con il sindacato è
sta lunga, ma alla fine ad esclusione delle RdB- ma alla fine c'è stato un
applauso. 7 agosto 2008 - RomaUno Vigili, Alemanno: "Dopo 35 anni tornano ad avere armi" Roma - "Dopo 35 anni la polizia municipale di Roma torna ad avere un armamento per garantire autosifesa e difesa ai cittadini". Lo ha detto il sindaco Gianni Alemanno al termine di una lunga trattativa con le organizzazioni sindacali della polizia municipale in Campidoglio. "Hanno firmato tutte le sigle tranne l'Rdb che non ha rappresentatività - ha aggiunto il sindaco soddisfatto per la trattativa conclusa con un applauso - E' stata una lunga trattativa. A settembre l'accordo sull'armamento passerà in Consiglio comunale". Per i vigili la possibilità "di avere pistole salvo i casi di obiezione di coscienza". L'addestramento sarà "lo stesso della polizia di Stato - ha spiegato - e considero questo un primo passo, ma molto importante per garantire la sicurezza dei cittadini". Soddisfatto il comandante Angelo Giuliani: "E' un grande lavoro - ha detto - E' terminata la concertazione sul regolamento delle armi che questo Corpo aspettava da tanti anni". 7 agosto 2008 - Corriere di Bologna Rdb: nuovo Comune, troppo caldo Bologna - Continuano le polemiche tra Rdb e Comune sulla nuova sede di via Fioravanti. Questa volta è la climatizzazione degli uffici la scintilla che fa esplodere i sindacati di base, che parlano di «organizzazione ridicola» del trasferimento. Ultima dimostrazione, dicono le Rdb, il condizionatore che non si riesce a regolare: prima faceva troppo freddo, ora è troppo caldo. Cosa che espone i lavoratori a «danni alla salute». 7 agosto 2008 - Varese news Pompieri e sommozzatori: siamo anche noi dei "fannulloni"? Gentile Direttore, La prego di pubblicare quanto esposto da
un mio collega sommozzatore sul forum del sito della Funzione Pubblica
(http://www.funzionepubblica.it), credo sia esaustivo della realtà venutasi a creare per
i dipendenti pubblici tra i quali dobbiamo annoverare anche tutti coloro che portano
conforto e sicurezza diretti alla cittadinanza contribuente. Non solo pompieri ma anche
carabinieri, poliziotti, assistenti domiciliari asl e quant'altri. Ribadisco che a mio
personalissimo giudizio il ministro mistifica la malattia con l'assenteismo, un brutto
modo d'informare l'opinione pubblica.Infatti per assenteisti, ben noti ed individuati, ad
ora non è stato fatto nulla. Ma andiamo al collega: 7 agosto 2008 - Il Messaggero Civitavecchia. Le Rsu comunali
dichiarano lo stato d'agitazione di tutto il personale... Civitavecchia - Le Rsu comunali dichiarano lo stato
d'agitazione di tutto il personale pubblico. La notizia è stata diffusa ieri mattina
durante una conferenza stampa, dove le rappresentanze hanno spiegato i motivi che le hanno
portate a tale decisione. 7 agosto 2008 - L'Unione Sarda Assemblea dei dipendenti Inps e
Inail contro il decreto sui "fannulloni" Olbia - Hanno annunciato che seguiranno la linea dura,
quella stessa messa in atto in tutto il resto d'Italia, gli oltre trenta dipendenti
pubblici di Inps e Inail della sede olbiese. Ieri mattina, per la seconda volta in pochi
giorni, hanno chiuso anticipatamente gli sportelli al pubblico. 7 agosto 2008 - Il Resto del Carlino «I dipendenti rosolano o congelano.
Dovrebbe intervenire la Manutencoop» Bologna - DOVEVA essere uno dei punti di forza della nuova sede unica degli uffici comunali inaugurata da poco. E invece sta facendo impazzire gli impiegati comunali che si sono trasferiti in via Fioravanti. Il nuovo impianto di climatizzazione delledificio fa già le bizze. «Ora mette a rosolare i dipendenti e ora li congela», spiega Maria Cristina Gnudi delle Rdb. Un disguido che la sindacalista imputa al contratto di manutenzione stipulato dal Comune con il Ccc, il Consorzio cooperative costruzioni che ha realizzato la nuova sede comunale. «Dovrebbe occuparsene la Manutencoop, ma non è chiaro se ha già preso in carico la nuova sede o no», spiega Gnudi. Fatto sta che, nel frattempo, il condizionamento funziona a singhiozzo o non funziona per niente. Un problema esteso a tutte e tre le torri, ma che sta complicando la vita soprattutto agli impiegati (una cinquantina di persone in tutto) che lavorano al nono piano della torre B, dove è stato collocato il settore dei Sistemi informativi. «Speriamo si risolva presto», affermano le Rdb. Che, intanto, segnalano un altro problema («le vetrate della sede unica costringeranno tutte le impiegate a indossare i pantaloni») e affilano le armi in vista della conclusione del trasloco previsto per la fine del mese. «Le cose migliori le vedremo a settembre», è il commento ironico di Gnudi.(n.c.) 6 agosto 2008 - Dire MORTI BIANCHE. RDB-CUB: SICUREZZA LAVORO VERA EMERGENZA NAZIONALESARA' QUESTA PIATTAFORMA SCIOPERO INDETTO PER 17 OTTOBRE PROSSIMO (DIRE) Roma, 6 ago. - "Dopo la pubblicazione dei dati forniti dal Censis, nessuno dovrebbe avere piu' dubbi in merito alle vere intenzioni del governo sulla questione sicurezza". E' quanto afferma Daniela Mencarelli della direzione nazionale RdB-Cub P.i. "Massiccio impiego dei soldati- aggiunge-, con citta' blindate contro ogni forma di dissenso sociale, ma nessun serio intervento in merito alle vere emergenze: le stragi sulle strade e sul lavoro". Il Censis, prosegue Mencarelli, "attesta che l'Italia continua purtroppo ad essere il Paese europeo dove si muore di piu' per infortuni sul lavoro: 1210 casi nel 2007. Si tratta di stragi e non di tragiche fatalita', causate dalla mancanza di controlli, di una seria politica di prevenzione, dalla pervicace volonta' di non toccare certi interessi. Eppure questi dati dovrebbero essere conosciuti anche dal nostro governo che, invece, attuando una politica di militarizzazione propria di regimi reazionari, si accanisce strumentalmente contro il diverso di turno, si chiami Rom o extracomunitario, mentre assume atteggiamenti da Ponzio Pilato quando si tratta di affrontare i veri problemi che affliggono il Paese". E conclude la dirigente RdB-Cub: "Abbiamo piu' volte espresso la necessita' di un intervento serio in materia di sicurezza sul lavoro, anche con sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi. E questo sara' uno dei punti centrali nella piattaforma dello sciopero generale, indetto dal sindacalismo di base per il 17 ottobre prossimo". COMUNE BOLOGNA. 'PRIMA GELO POI
CALDO', IRA SULLA NUOVA SEDE (DIRE) Bologna, 6 ago. - Prima era troppo freddo, perche' nella sede nuova di zecca non era ancora possibile regolare al meglio l'aria condizionata. Poi gli uffici in via Fioravanti sono diventati improvvisamente troppo caldi, con la temperatura esterna che in citta' e' schizzata attorno ai 35 gradi. I sindacati tornano a tuonare contro il Comune di Bologna, impegnato in questi giorni nei trasferimento dei propri dipendenti da Palazzo D'Accursio e le vecchie sedi decentrate alle torri di vetro disegnate dall'architetto Mario Cucinella. E' il sindacato di base Rdb a denunciare i nuovi disagi e a puntare di nuovo l'indice verso l'amministrazione guidata da Sergio Cofferati. In una nota, le Rappresentanze sindacali di base parlano di un'"organizzazione ridicola" del trasferimento, "ed infatti i problemi stanno emergendo e quello della climatizzazione e' un esempio grave ed evidente". L'accusa all'amministrazione e' quella di esporre "le lavoratrici e i lavoratori a disagi e danni alla salute". Infatti, spiegano le Rdb del Comune di Bologna, "i problemi di climatizzazione si potevano prevedere e risolvere prima del trasferimento, non e' possibile ritrovarsi in pochi giorni da temperature invernali" a quelle di un "insopportabile caldo". "Ancora oggi la situazione non si e' completamente normalizzata in tutti i locali". 6 agosto 2008 - Rainews 24 Il Campidoglio ha deciso, armi ai vigili di RomaRoma - Dopo 35 anni la polizia municipale di Roma torna ad
avere un armamento per garantire l'autodifesa e la difesa dei cittadini". Lo ha
annunciato il sindaco di Roma Gianni Alemanno al termine di una lunga trattativa con le
organizzazioni sindacali della polizia municipale che si e' svolta in Campidoglio. 6 agosto 2008 - Omniroma CASA, ASIA: DOPO NOSTRO PICCHETTO BLOCCATO SFRATTO IN MUNICIPIO IV (OMNIROMA) Roma, 06 ago - Uno sfratto con l'intervento della forza pubblica è stato bloccato questa mattina dopo l'intervento della Prefettura che ha richiamato gli agenti già presenti sotto l'abitazione della donna colpita dal provvedimento giudiziario. A darne notizia è il sindacato Asia-Rdb che stamattina, sotto l'abitazione della famiglia sotto sfratto, in via Catria, al IV municipio, ha organizzato un picchetto insieme ad altri 30 attivisti. «La signora aveva ricevuto l'ingiunzione di sfratto dapprima per finita locazione poi, per non aver pagato il quinto dell'occupabilità, si è trasformato in morosità - ha detto un attivista dell'Asia Rdb - la donna ha 67 anni e soffre di crisi depressive. In più vive con un figlio adulto. Abbiamo chiesto l'intervento della Prefettura perché il Campidoglio aveva varato un provvedimento di blocco degli sfratti per tutto il mese di agosto. Quindi lo sfratto è stato bloccato per questioni di ordine pubblico». L'ufficiale giudiziario, presente sul posto insieme ad un medico e a un fabbro, ha concesso un rinvio dello sfratto. 6 agosto 2008 - Ansa LAVORO: 'ARTI GRAFICHÈ MILANO, 18 LAVORATORI IN CIGS (ANSA) - MILANO, 6 AGO - Per 18 lavoratori dell'azienda 'Industrie grafiche pubblicita'' il 18 agosto partirà la cassa integrazione straordinaria a causa della messa in liquidazione, dal 23 luglio scorso, della storica ditta di Baranzate (Milano), specializzata nella produzione di calendari, cataloghi e riviste periodiche. La Confederazione Unitaria di Base (Cub) denuncia che da giugno i lavoratori non percepiscono lo stipendio e ha chiesto un incontro in Provincia con l'assessore Bruno Casati, assessore alle Crisi industriali e occupazionali, per verificare la possibilità di trovare acquirenti che rilancino le attività della ditta a partire da settembre. «La crisi occupazionale potrebbe essere superata riprendendo la produzione dopo le ferie - afferma Angelo Pedrini, della segreteria FlmUniti-Cub - proveremo tutte le strade per evitare il precipitare della crisi«. E aggiunge: »Abbiamo firmato l'accordo per la cassa integrazione ma adesso si tratta di valutare, assieme alla Provincia, quale, tra i possibili acquirenti, sia quello che riesca ad evitare lo 'spezzatinò». 6 agosto 2008 - Il Manifesto atm/MILANO conducenti presi a pesci in faccia Anche a Milano vige ad agosto, per i mezzi pubblici, l'orario estivo. I vertici Atm (l'azienda di trasporto) hanno però dimenticato di avvisare (con cartelli, o comunicati) gli utenti. Così conducenti, oltre a lavorare - denuncia il sindacato di base Cub - sono costretti a subire anche la beffa degli improperi. 6 agosto 2008 - Bisceglie live Riassunti 27 ex dipendenti delle
Case di Cura Riunite «La Direzione Generale della ASL BAT con deliberazione n.
1083 del 30/07/2008 ha concluso liter amministrativo per le procedure di assunzione
a tempo indeterminato per 27 ex dipendenti delle CCR appartenenti al ruolo sanitario come
previsto dalla L.R. n. 20/2005 e delle L.R. n. 1657/2007, tali assunzioni saranno
effettuate apartire dal 16 agosto prossimo. In questi giorni gli ex CCR riceveranno dalla
ASL la comunicazione di assunzione». 6 agosto 2008 - Il Quaderno Ponte: Rdb denuncia discriminazioni ai danni di alcuni impiegati comunali Benevento - La Federazione Provinciale del sindacato Rdb
Cub di Benevento, denuncia delle presunte discriminazioni ai danni di alcuni lavoratori
del Comune di Ponte. Pubblichiamo di seguito alcuni stralci della nota. 5 agosto 2008 - Ansa TRASPORTI: COBAS, ATM NON HA INFORMATO SU RIDUZIONE ORARI(ANSA) - MILANO, 5 AGO - L'entrata in vigore, da oggi e fino al 23 agosto, dell'orario estivo del sabato su tutte le linee della rete Atm è materia di scontro tra i Cobas dei trasporti, che insieme alle Cub denunciano la mancanza di tempestiva informazione agli utenti, e i vertici dell'azienda milanese. «La direzione del servizio di Atm sembra proprio essersi dimenticata di avvisare i passeggeri - denuncia il portavoce dei Cobas Atm, Claudio Signore -: nessun cartello alle fermate e nemmeno un messaggio vocale sui mezzi informa sulle ulteriori riduzioni delle corse. E così molti utenti, soprattutto delle linee interurbane, che sono le più colpite dalla diminuzione del servizio, si sono infuriati, purtroppo, con i conducenti impotenti». L'ufficio stampa Atm, replica fermamente con alcuni dati: «Dal 31 luglio il nostro sito internet segnala chiaramente la variazione di orario, inoltre nelle stazioni della metropolitana sono stati distribuiti 1.600 volantini esplicativi, mentre 3.000 copie sono state affisse alle pensiline dei mezzi di superficie». Secondo l'ufficio stampa dell'Azienda trasporti, inoltre, la riduzione delle corse «è un'operazione fisiologica che Atm mette in atto ogni anno guardando alla diminuzione della popolazione cittadina per l'estate. La prima riduzione è concomitante con la chiusura delle scuole, la seconda riguarda le due settimane centrali di agosto. In ogni caso quest'anno, per la prima volta, abbiamo a disposizione 30 mezzi aggiuntivi pronti a entrare in servizio in ogni momento in caso di emergenza». 5 agosto 2008 - La Repubblica.it A proposito di informazione (4)...birichina
Ci stanno prendendo gusto... 5 agosto 2008 - La Repubblica Le incongruenze del piano rifiuti Napoli - IL servizio di "Repubblica" sulla "monnezza nascosta" a Napoli descrive bene le incongruenze del piano rifiuti di Berlusconi e Bertolaso. Se a questa situazione aggiungiamo le centinaia di micro discariche diffuse sul territorio, particolarmente lungo gli assi stradali, il mancato avvio di una seria raccolta differenziata e la riproposizione del binomio discariche e inceneritori, il futuro resta incerto e preoccupante. Facciamo notare che delle circa 7 milioni di presunte ecoballe, accatastate a Giugliano, ancora non si conosce il destino se non l'allucinante proposta di bruciarle nel costruendo inceneritore di Acerra. A questo punto, prima di dare il via al progetto dell'inceneritore a Napoli Est sarebbe utile e doveroso dotarsi di un programma strutturale ed ecosostenibile, fuori dalla logica emergenzialistica e autoritaria, in grado di recepire le istanze e le ragioni sociali delle comunità popolari. 5 agosto 2008 - Liberazione Tagli ai giornali e agli stipendi «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono
eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione,
di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali»...che abbiano un giudizio in
corso ora, nel passato o in futuro. La norma anti-precari anche dopo le modifiche
apportate dal Senato ha questo problemino: pone una distinzione per sanare le violazioni
delle norme sui contratti a termine. A farlo notare sono i tecnici del servizio studi
della Camera nel documento che analizza le modifiche apportate all'articolo 21 del
decreto: « E' opportuna - scrivono - un'attenta valutazione della distinzione alla luce
del principio di ragionevolezza di cui all'articolo 3 della costituzione».
Ragionevolezza, appunto. 5 agosto 2008 - Il Messaggero Roma. Statali... ROMA - Fanno trentotto gradi allombra e per il povero
statale romano, quello che sta sciamando esausto tra una pizzetta e una chiacchiera, è
solo linizio della Seconda Settimana. La Roma dei ministeri, quella che abbraccia il
Viminale e Porta Pia, Castro Pretorio e Via XX Settembre, si può dire che sia tutta qui,
con i suoi riti e i suoi simboli. 5 agosto 2008 - La Stampa Niente autobus e presidio sotto la
Provincia SAVONA - I dipendenti dellActs hanno aderito in
massa allo sciopero proclamato da Cgil, Uil e Cub trasporti per protestare contro la
riorganizzazione aziendale varata dal presidente Marson. Lastensione è stata del
95% e ora cè aria di polemiche e di rese dei conti anche allinterno del
sindacato per la decisione della Cisl di stipulare accordi autonomi con lazienda. 5 agosto 2008 - Gazzetta di Reggio Trasporti, i sindacati contro Orfeo REGGIO E. - Prosegue la torrida estate sul fronte del
trasporto urbano. La situazione del Consorzio Orfeo, legata al riassorbimento dei
lavoratori licenziati, è in fase di stallo. I sindacati del settore trasporti considerano
«non coerenti con lo spirito del Protocollo dIntesa siglato il 13 giugno» la
proposta di Ae (Autolinee Emilia) di allargare anche ai nuovi assunti il subentro graduale
in cinque anni previsto per i lavoratori licenziati. 4 agosto 2008 - Dire SANITA' BOLOGNA. RDB: PSICHIATRIA MALPIGHI PIENA DI DIFETTISINDACATO: A INAUGURAZIONE MOSTRATA BELLA FACCIATA, NON PROBLEMI (DIRE) Bologna, 4 ago. - La ristrutturazione del reparto del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura del Malpighi (Spdc) di Bologna, che ospita pazienti soggetti ai Trattamenti sanitari obbligatori (Tso) e' stata "molto sommaria e pressappochista". A denunciarlo, subito dopo la riapertura del reparto, sono le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) per le quali la messa a norma della struttura e degli impianti appena conclusa, non sarebbe soddisfacente. Secondo i sindacati, all'inaugurazione del reparto del 31 luglio scorso, e' stata mostrata solo la "bella facciata" degli interventi di ristrutturazione, mentre la realta' sarebbe ben diversa: bagni vecchi, malfunzionanti e privi di accessori, cucina senza arredi e direttamente comunicante con la sala farmaci (con serio pericolo di inquinamento dei cibi), infermieri nella struttura di Villa Olimpia (in cui erano ricoverati i pazienti durante la ristrutturazione) impegnati nelle attivita' di imballaggio anziche' nella cura dei degenti. Ma nella sede appena ristrutturata ci sarebbero veri pericoli in agguato: Rdb ritengono che le prese di corrente elettrica nelle camere dei pazienti non siano ben protette, esponendo i malati a pericoli in caso di atti autolesivi. Anche sedie, tavoli, armadietti in ferro (ripresi dalla sede di Villa Olimpia) se usati come oggetti contundenti potrebbero costituire un pericolo non solo per i pazienti ma anche per gli operatori del reparto. Ed e' proprio per questo che dalle Rdb si chiede in una nota, che "di fronte a tanta superficialita' e negligenza da parte del Dipartimento di salute mentale di Bologna" gli organi di controllo effettuino una verifica accurata. ACT REGGIO. ROTTURA SINDACATI-AE SU
ASSUNZIONE AUTISTI ORFEO (DIRE) Reggio Emilia, 4 ago. - E' rottura tra Act e sindacati, sulla "assunzione diretta" degli 80 lavoratori del consorzio Orfeo di Reggio Emilia. Giovedi' Cgil, Cisl e Uil hanno abbandonato il tavolo delle trattative, che mirava a parificare il trattamento economico e contrattuale di tutti i dipendenti e ora puntano ad un confronto "piu' alto" con Comune e Provincia per settembre. Si tratta peraltro di una corsa contro il tempo per evitare disagi alla riapertura delle scuole. A far naufragare la concertazione su un primo verbale di accordo, pronto il 13 giugno, sono state le condizioni poste sui tempi per l'assunzione dei lavoratori, riportano le parti sociali. L'azienda ha in pratica chiesto ai sindacati di formare uno "strumento normativo" per ammortizzare i costi che l'assunzione dei lavoratori comporta. Cgil, Cisl e Uil hanno aperto sullo "scivolo" di un inserimento dei lavoratori dilazionato in 5 anni per arrivare ad una quota di subappalto in linea con il 15% previsto dalla legge regionale contro il 26% oggi esistente nel trasporto pubblico reggiano. Ae ha pero' proposto di estendere tale dilazione anche ai nuovi dipendenti, che partirebbero quindi con condizioni giudicate troppo basse dai sindacati. "Non possiamo pregiudicare il futuro dei nuovi entrati" spiega infatti Matteo Alberini della Cgil. Sembra invece sostanzialmente risolta la vicenda dei 22 autisti licenziati di due ditte del consorzio Orfeo che, spalleggiate dalla Cub, hanno manifestato nelle scorse settimane davanti a Comune e Provincia. "La maggior parte e' stata riassorbita in altre aziende" fa sapere Marco Barilli della Filt Cgil. Buono infine il giudizio dei sindacati sull'operazione Fer, che portera' all'unficazione del tasporto regionale su ferro e gomma. "Servira' a eliminare quella contraddizione tutta reggiana che attribuisce ad Act il ruolo di controllore e controllato nello stesso tempo" affermano le parti sociali. Guardando alla geografia del trasporto pubblico di Reggio Emilia infatti, al vertice della piramide si trova Act holding, che ricopre il ruolo di agenzia per la mobilita' organizzata in societa' di scopo per la gestione del servizio. Queste si distinguono in Til e Ae che sono pubbliche e il Consorzio Orfeo che, alle dirette dipendenze di Ae, e' costituito dal 2001 da ditte private che servono circa un terzo delle linee sul territorio. Le due maggiori cooperative di trasporto in Orfeo sono la Sacabus e la Transcoop bus. Comune e Provincia di Reggio, che dettano ad Act le linee di indirizzo per la programmazione del tpl sono a loro volta detentori della maggioranza delle quote di Ae. Per settembre Cgil, Cisl e Uil prevedono due scenari di risoluzione della vicenda che ipotizzano una ripresa delle trattative con Act o la possibilita' di maggiori finanziamenti da parte di Ae ai privati per garantire condizioni dignitose ai lavoratori e, di riflesso, un servizio di qualita' agli utenti. Altra tappa importante sara' poi il 2010 quando si procedera' a rinnovare a gara d'appalto per il servizio. La Cub propone di escludere dalla gara quelle ditte che hanno registrato vertenze dei lavoratori incidendo negativamente sulla qualita' complessiva del servizio di trasporto pubblico locale. 4 agosto 2008 - La Stampa.it A proposito di informazione (3)...ci risiamo
Oggi segnaliamo la home page e la notizia
interna del sito del prestigioso quotidiano torinese La Stampa.
4 agosto 2008 - La Stampa I sindacati dei trasporti contestano il piano di riorganizzazione varato da Marson Savona - Oggi 24 ore di sciopero dellActs. I sindacati Cgil, Uil e Cub Trasporti hanno indetto la manifestazione contestando la nuova dirigenza dellActs e il piano di riorganizzazione. Allo sciopero non ha aderito invece la Cisl che ha raggiunto un accordo separato con il presidente Marson. Lazienda rende noto che fra le 8,30 e le 17,30 e dalle 20 alla fine del servizio non circoleranno autobus. Le fascie di garanzia saranno al mattino fino alle 8,30 e dalle 17,30 alle 20. Il segretario della Cgil Francesco Rossello ha sottolineato: «Non è plausibile che si voglia far passare lidea che da un lato ci sia un gruppo dirigente responsabile che si fa carico del risanamento dellazienda mentre dallaltro un sindacato irresponsabile che difende rendite di posizione senza visioni di prospettiva. In realtà la situazione è ben diversa e mi chiedo se i dirigenti si rendano conto che il loro piano industriale sarebbe ben più efficace se fosse condiviso anzichè imposto». 3 agosto 2008 - Gazzetta del Sud Protesta silenziosa di militanti ma
anche di gente comune BOLOGNA - Bologna, ventottesimo anniversario della bomba
alla stazione: per la prima volta i cortei diventano due. Il primo è il consueto
serpentone che parte dal Comune per raggiungere la stazione dove il 2 agosto 1980 morirono
85 persone nella più sanguinosa strage dell'Italia moderna. Il secondo si crea,
spontaneo, quando inizia a parlare Gianfranco Rotondi, il ministro «di riserva» inviato
da Berlusconi a sostituire il Guardasigilli a rischio contestazione Angelino Alfano: il
piazzale della stazione si svuota quasi per metà. Rotondi si affaccia al microfono e,
immancabili, partono fischi e grida. Ma non c'è il frastuono che nel 2005 coprì il
discorso di Tremonti e che colpì, in misura minore, l'anno scorso anche il Ds Damiano. A
protestare è la stessa manciata di persone, riunita dietro lo striscione nero
dell'Assemblea antifascista permanente, che pochi minuti prima aveva preso di mira anche
il sindaco Cofferati, venendo però sommersa dagli applausi della folla sui passaggi
contro gli «strumentali» tentativi di revisionismo e dalla citazione di Marco Biagi, che
conclude l'elenco delle ferite inferte dal terrorismo a Bologna. 3 agosto 2008 - La Repubblica L´assessore stringe la mano al
ministro, ma resta il gelo col sindaco. Bologna - Pochi fischi, ma una piazza che si svuota per metà. Riesce la provocazione annunciata da Prc ed Rdb, con tanti cittadini che se ne vanno quando prende la parola Gianfranco Rotondi. Il ministro, fischiato da qualche contestatore, strappa però un applauso con un discorso sull´antifascismo. Fa discutere il messaggio del presidente della Camera Gianfranco Fini che invita a «dissolvere le ombre sulla sentenza». E´ gelo tra il sindaco Cofferati e l´assessore Libero Mancuso, dopo la gaffe contro Rotondi. «Dimissioni? No, ma se non avesse chiesto scusa...» dice il primo cittadino.
Due agosto, la piazza si svuota Bologna - Pochi fischi, ma una piazza che si svuota per
metà. A 28 anni dalla strage della stazione, ieri la protesta non è mancata. Ma è
cambiata. Riesce la provocazione annunciata da Rifondazione ed Rdb, che insieme alla Fiom
e a molti cittadini hanno voltato le spalle al palco e se ne sono andati quando ha preso
la parola il ministro Gianfranco Rotondi. Una protesta silenziosa, che si è mossa mentre
l´ex Dc ha conquistato l´altra metà della piazza, con un discorso tutto incentrato sul
valore «dell´antifascismo» e contro «le opinioni che vogliono ribaltare le sentenze».
Bologna ricorda la strage Fini:
restano delle ombre BOLOGNA - «La parola al ministro Gianfranco Rotondi»:
e metà piazza si svuota. S´allontanano le bandiere rosse di Rifondazione, quelle delle
Rdb, quelle della Fiom, ma girano le spalle anche tanti bolognesi singoli e semplici,
tutti insieme, come a un ordine che però nessuno ha dato: semplicemente, per qualche
migliaio di persone, la ventottesima manifestazione della rabbia e della memoria della
strage del 2 agosto 1980 è finita lì. Un equipaggio della Protezione civile di Imola,
ingannato dal deflusso improvviso, smobilita prima del tempo. Solo una ventina di
anarco-antagonisti restano affezionati alla tradizione del fischio «a prescindere». Aeroporto Marconi Check-in bloccati
lite tra passeggeri Bologna - I nastri ai check in si bloccano, le gente perde la calma e due passeggeri particolarmente esasperati dalla lunga attesa vengono addirittura alle mani. Ancora disagi all´aeroporto Marconi, per viaggiatori e dipendenti, dopo che appena 15 giorni fa il sindacato Cub aveva denunciato l´inadeguatezza di alcune attrezzature dello scalo bolognese, tra cui il cattivo funzionamento dei condizionatori. Ieri pomeriggio, i nastri trasportatori di alcuni check-in (dal 4 al 16) dell´"Area 1" sono rimasti fermi dalle 15 alle 16,30 per un guasto. Poi, hanno ripreso a funzionare ma a regime ridotto per tutto il resto della giornata. L´inconveniente ha creato lunghe file e disagi: tanto che un volo della Meridiana, in partenza per Rodi, ha accumulato un ritardo di circa tre ore. Due passeggeri in fila davanti ad uno dei check-in della "German Wings", in partenza per Colonia, innervositi dal caldo e dall´attesa hanno iniziato ad insultarsi e infine è volato qualche cazzotto tanto che è dovuta intervenire la Polaria per far tornare la calma. «Qui si fanno grandi annunci - lamenta il sindacato Cub, riferendosi al recente sbarco´ di Ryanair al Marconi - ma per ora non riusciamo ad ospitare nemmeno i passeggeri che abbiamo». Effetto Brunetta, in Comune calo di
assenze Bologna - Effetto Brunetta a Palazzo San Giacomo, calano le
assenze. Gli impiegati sono tornati dietro le scrivanie, e il ministro della Funzione
pubblica, Bruno Brunetta, che ha introdotto le nuove misure anti-assenteismo, parla subito
di "cura" efficace. Scatta intanto la stretta promossa da Palazzo San Giacomo. E
i sindacati minacciano battaglia contro le misure del Comune che introducono multe per i
fannulloni, pagelle per i lavoratori delle cooperative create nel 1987 e che affidano ai
dirigenti comunali il compito diretto di stanare gli imboscati, controllando
quotidianamente i registri delle presenze. Monta la polemica anche sulle telecamere
anti-assenteismo che saranno puntate sui marcatempo e che serviranno a scoraggiare trucchi
e passaggi multipli dei badge dei dipendenti comunali. 3 agosto 2008 - Resto del Carlino/Nazione/Giorno Due agosto, metà piazza se ne va BOLOGNA SOLO che, quando prende la parola il ministro, se ne vanno anche gruppi di cittadini, non solo contestatori di professione intruppati sotto le solite bandiere. Come quel pensionato artigiano «sono uno dei tanti» che affronta i fischiatori e li schiaffeggia, moralmente: «E unoffesa ai morti, lo volete capire? Voi non siete di Bologna, non sapete niente». Ma poi sincammina e volta le spalle al palco, come tanti, in questo ventottesimo anniversario della strage alla stazione che provocò 85 morti e 200 feriti. «Se nè andata metà della piazza», valuta più tardi il presidente dellassociazione vittime, Paolo Bolognesi. Per la questura, invece, si è eclissato un terzo dei presenti. Sia come sia, Bolognesi non si scompone: «La contestazione è sempre stata preventiva». E con un «sono dei poveretti», stronca Rifondazione che aveva gioito: «Chi ci pensava avulsi dal sentire comune ha trovato la smentite nella piazza che si è svuotata». Il Prc aveva ampiamente annunciato lo strappo. Come il sindacato di base. Le Rdb sallontanano srotolando un grande striscione che promette al governo: «Ci rivediamo in autunno». Nel gruppo della Fiom sfila anche il segretario nazionale Gianni Rinaldini. Il grosso dei metalmeccanici aveva già anticipato lesodo quando era ormai alle conclusioni il sindaco Sergio Cofferati. Contestato, anche lui. TRA I POCHI che restano in piazza a fischiare per tutti gli otto minuti di Rotondi ci sono gli anarchici dellAssemblea antifascista permanente. Gridano «basta» e intonano «Bella ciao». Ma hanno anche un conto in sospeso con il sindaco della legalità. «Vai sul Reno!», gli gridano, per rinfacciargli gli sgomberi dei rom e le ruspe che hanno abbattutto i villaggi sul fiume. E UNA PIAZZA meno affollata ma anche livorosa di sempre, nella città che si prepara al voto, nel 2009. Anche Rotondi, che già si prenota per la prossima volta, lo riconosce. «Ieri sera (venerdì, ndr) ero andato a cena con Buttiglione confida mentre sta tornando a Roma . Mi aveva messo in guardia: preparati, non riuscirai neanche a finire il discorso, la piazza è violentissima. Invece sono stato anche applaudito, alla fine. La novità è che abbiamo dato, tutti assieme, un segnale diverso. Mi hanno ripetuto in tanti che stavolta il governo è stato accolto diversamente. Non dico sia stato un successo ma non si può certo titolare sui fischi, come ha fatto qualche tg. La piazza svuotata? Lespressione mi pare un po forzata». E vero che i fischi sono spenti, isolati, fanno quasi tristezza. Il meccanismo del prendere su e andare via, invece, resiste eccome. E pare una contraddizione, perché la piazza rimane comunque colpita da questo ministro democristiano che punta sulle emozioni e sullantifascismo. «Bravo e misurato», gli riconosce Libero Mancuso, lassessore della gaffe, che aveva definito Rotondi «del tutto incolore». Dopo la lettera di scuse, ieri cè stato il chiarimento. Stretta di mano e battute, «perché tra chi ha laccento napoletano le cose si chiariscono così», sorride Rotondi. Nel suo intervento, il ministro riesce a convincere anche un ex Prc come Riccardo Malagoli. «Lho anche applaudito ammette . Ma se uno ha quelle idee si deve dimettere. Perché il capo del suo governo aveva la tessera della P2». Bologna. I CONTESTATORI di professione sono pochi... Bologna - I CONTESTATORI di professione sono pochi, ad esempio gli anarchici raccolti attorno allo striscione dellAssemblea antifascista permanente. Un certo nervosismo anche in zona Pdci, Fiom e Rdb. Qua e là fischi isolati. Il dissenso colpisce Sergio Cofferati i metalmeccanici se ne vanno quando ormai il sindaco è in fondo ai suoi tredici minuti ma soprattutto il ministro Gianfranco Rotondi. Chi sta in mezzo alla folla vede chiaramente lesodo. «Se ne è andata metà della piazza», è la stima dal palco di Paolo Bolognesi, presidente dellassociazione vittime. «Un terzo», è convinta la Questura. «Un terzo scarso», sfuma la Prefettura. Se ne va anche il pensionato che ha appena preso a male parole i contestatori. «E unoffesa ai morti, lo capisci? Non venire a Bologna, tu non sei di Bologna, non sai niente», grida in faccia a una manifestante. Lei non ci sta: «Ho sessantanni, ero qui e ho donato il sangue, quel giorno». Lui ripete: «Tu non sai niente di Bologna». E sallontana. «Chi sono? Uno dei tanti non è molto eloquente . Facevo lartigiano. Ho solo voluto dire che cè un modo più civile di contestare». Eppure la piazza dimostra di cogliere la novità del discorso di Rotondi, apprezzato non solo dalle autorità sul palco. Cè chi, dopo la cerimonia, ferma per strada lassessore Libero Mancuso autore della gaffe istituzionale e gli suggerisce, sorridendo: «Non dirgli incolore che poi si ringalluzzisce». Poi però riconosce: «E stato il primo ministro a dire qualcosina...». Bolognesi scioglie lapparente contraddizione così: «La contestazione è sempre stata preventiva». E giudica «poveretti» quelli di Rifondazione, che già cantavano vittoria dicendo: la gente è con noi. I contestatori a un certo punto intonano Bella ciao. Cè chi grida «basta», «m...», anche un «vai sul Reno», rivolto a Cofferati «perché quel che ha detto sulle famiglie delle vittime è successo là, quando ha mandato le ruspe». «Ci rivediamo in autunno, sciopero», annuncia lo striscione delle Rdb, mentre lascia la piazza. «Ce ne siamo andati a proseguire il nostro lavoro di costruzione per una larga e permanente mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori», spiega un volantino. Però il coordinatore Massimo Betti la prende con calma: «Intanto ci facciamo un aperitivo...».(ri.ba.) 3 agosto 2008 - L'Unione Sarda Fischi, polemiche e due cortei per
il 28° anniversario della strage BOLOGNA - Bologna, ventottesimo anniversario della bomba
alla stazione: per la prima volta i cortei diventano due. Il primo è il consueto
serpentone che parte dal Comune per raggiungere la piazza dove il 2 agosto 1980 morirono
85 persone nella più sanguinosa strage dell'Italia moderna. Il secondo si crea,
spontaneo, quando inizia a parlare Gianfranco Rotondi, il ministro «di riserva» inviato
da Berlusconi a sostituire il guardasigilli a rischio contestazione Angelino Alfano: il
piazzale della stazione si svuota quasi per metà e tra chi se ne va c'è anche moltissima
gente comune. 3 agosto 2008 - Liberazione In migliaia al corteo. I familiari:
«Via dalle istituzioni chi insabbia la verità sui mandanti» Bologna - Ieri mattina in piazza Medaglie d'oro i
fischi sparuti che avevano punteggiato l'intervento del sindaco Cofferati si sono
intensificati quando il ministro Rotondi si è accostato al microfono, sul palco davanti
alla stazione. «Non mi disturbano, sono i soli che mi considerano ministro», ha
commentato il rappresentante del governo durante la contestazione, riferendosi
ironicamente alla definizione di figura «incolore» che di lui aveva dato l'assessore ed
ex magistrato Mancuso. Fatta la pace con la giunta Cofferati, Rotondi si è presentato a
Bologna al posto del guardasigilli Alfano, forse troppo pressato da alcuni parlamentari
della stessa maggioranza, insoddisfatti della verità giudiziaria sulla strage di 28 anni
fa. Mentre il ministro per l'Attuazione del programma parlava a braccio in mezzo ai fischi
partiti dal fondo, la piazza si è svuotata a metà (di un terzo, secondo la questura). In
molti hanno dato le spalle al palco e chi aveva gli striscioni ha voltato anche quelli,
formando quasi un contro-corteo che è tornato verso il viale da cui era arrivata la
manifestazione di alcune migliaia di persone, partite alle 9.15 dal centro dietro allo
striscione storico "Bologna non dimentica". Nel corteo, aperto da centinaia di
gonfaloni di comuni, province e regioni, c'erano come sempre le bandiere dei sindacati,
quelle dell'Anpi e molte maglie dei podisti che tutto l'anno fanno le staffette della
memoria per tenere vivo nel paese il ricordo della bomba fascista alla stazione. 3 agosto 2008 - La Provincia di Cremona Meno fischi, ma quando parla Rotondi molta gente se ne va BOLOGNA Bologna, ventottesimo anniversario della bomba alla stazione che fece 85 morti e duecento feriti: per la prima volta i cortei diventano due. Il primo è il consueto serpentone che parte dal Comune per raggiungere la piazza dove il 2 agosto 1980 morirono 85 persone nella più sanguinosa strage dell'Italia moderna. Il secondo si crea, spontaneo, quando inizia a parlare Gianfranco Rotondi, il ministro di riserva inviato da Berlusconi a sostituire il Guardasigilli a rischio contestazione Angelino Alfano: il piazzale della stazione si svuota quasi per metà e tra chi se ne va c'è anche moltissima gente comune. Rotondi si affaccia al microfono e, immancabili, partono fischi e grida. Ma non c'è il frastuono che nel 2005 coprì il discorso di Tremonti e che colpì, in misura minore, l'anno scorso anche il Ds Damiano. A protestare è la stessa manciata di persone, riunita dietro lo striscione nero dell'Assemblea antifascista permanente, che pochi minuti prima aveva preso di mira anche il sindaco Cofferati, venendo però sommersa dagli applausi della folla sui passaggi contro gli «strumentali» tentativi di revisionismo e dalla citazione di Marco Biagi, che conclude l'elenco delle ferite inferte dal terrorismo a Bologna. Come risposta al Governo, invece, questa volta molta gente sceglie di andarsene. In silenzio o quasi. Un contro-corteo che si forma dietro lo striscione dei sindacati di base Rdb e Cub che rimanda ad un nuovo autunno caldo (Ci vediamo ad ottobre: sciopero generale). Con loro se ne vanno anche i militanti della Fiom, di Rifondazione Comunista e delle associazioni di sinistra, ma anche tantissima gente comune, compreso qualche parente delle vittime, riconoscibile dalle gerbere bianche al taschino. L'intera metà del piazzale opposta al palco si svuota e ad ascoltare Rotondi rimane circa un migliaio di persone. Chi se ne va probabilmente si aspetta dal ministro parole vuote o promesse che poi non saranno mantenute. Si perde, invece, i riferimenti all'antifascismo e alla resistenza e, soprattutto, la ferma presa di posizione in difesa dei magistrati e delle sentenze da non ribaltare che strappano applausi a chi è rimasto e al presidente dell'Associazione familiari Paolo Bolognesi. Nel corteo del mattino, aperto dai gonfaloni dei comuni colpiti dalla strage, hanno sfilato circa in tremila, tra cui l'assessore Libero Mancuso, pm dell'inchiesta sulla bomba e al centro del caso diplomatico di venerdì con Rotondi (ieri tra i due la pace con una stretta di mano), alcuni parlamentari bolognesi del Pd e tre ex sindaci della città, Walter Vitali, Giorgio Guazzaloca e Renato Zangheri, il primo cittadino di quel 2 agosto. Sentito il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inviato al presidente dell'Associazione familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi: «Occorre coltivare un dovere della memoria che si traduca in una rinnovata ampia assunzione di responsabilità per la difesa dei valori di democrazia, libertà e giustizia come fondamento del nostro patto costituzionale e garanzia irrinunciabile di crescita politica, culturale e sociale anche per le nuove generazioni». 3 agosto 2008 - Corriere di Bologna Parla Rotondi, mezza piazza se ne va Bologna - La sirena suona in anticipo Mini
contestazione anche per il primo cittadino Loreti (Prc): nostra vittoria I famigliari:
cambi mestiere 3 agosto 2008 - Corriere Adriatico Napolitano: "Coltivare il
dovere della memoria"Berlusconi: "Tenere la guardia alta contro il
terrorismo". Polemiche infinite alle celebrazioni per lanniversario della
strage alla stazione BOLOGNA - Bologna, ventottesimo anniversario della
bomba alla stazione: per la prima volta i cortei diventano due. Il primo è il consueto
serpentone che parte dal Comune per raggiungere la piazza dove il 2 agosto 1980 morirono
85 persone nella più sanguinosa strage dellItalia moderna. Il secondo si crea,
spontaneo, quando inizia a parlare Gianfranco Rotondi, il ministro "di riserva"
inviato da Berlusconi a sostituire il guardasigilli a rischio contestazione Angelino
Alfano: il piazzale della stazione si svuota quasi per metà e tra chi se ne va c'è anche
moltissima gente comune. Rotondi si affaccia al microfono e, immancabili, partono fischi e
grida. Ma non c'è il frastuono che nel 2005 coprì il discorso di Tremonti e che colpì,
in misura minore, lanno scorso anche il Ds Damiano. A protestare è la stessa
manciata di persone, riunita dietro lo striscione nero dellAssemblea antifascista
permanente, che pochi minuti prima aveva preso di mira anche il sindaco Cofferati, venendo
però sommersa dagli applausi della folla sui passaggi contro gli "strumentali"
tentativi di revisionismo e dalla citazione di Marco Biagi, che conclude lelenco
delle ferite inferte dal terrorismo a Bologna. Come risposta al Governo, invece, questa
volta molta gente sceglie di andarsene. In silenzio o quasi. Un contro-corteo che si forma
dietro lo striscione dei sindacati di base Rdb e Cub che rimanda ad un nuovo autunno caldo
(Ci vediamo ad ottobre: sciopero generale). 3 agosto 2008 - Il Secolo XIX Strage di Bologna contestato il ministro BOLOGNA - Bologna, ventottesimo anniversario della bomba
alla stazione: per la prima volta i cortei diventano due. Il primo è il consueto
serpentone che parte dal Comune per raggiungere la piazza dove il 2 agosto 1980 morirono
85 persone nella più sanguinosa strage dell'Italia moderna. Il secondo si crea,
spontaneo, quando inizia a parlare Gianfranco Rotondi, il ministro "di riserva"
inviato da Berlusconi a sostituire il guardasigilli a rischio contestazione Angelino
Alfano: il piazzale della stazione si svuota quasi per metà e tra chi se ne va c'è anche
moltissima gente comune. 3 agosto 2008 - L'Adige L'anniversario della strage Il
ministro Rotondi commemora la strage e metà piazza se ne va BOLOGNA - Bologna, ventottesimo anniversario della bomba alla stazione: per la prima volta i cortei diventano due. Il primo è il consueto serpentone che parte dal Comune per raggiungere la piazza dove il 2 agosto 1980 morirono 85 persone nella più sanguinosa strage dell'Italia moderna. Il secondo si crea, spontaneo, quando inizia a parlare Gianfranco Rotondi, il ministro «di riserva» inviato da Berlusconi a sostituire il guardasigilli a rischio contestazione Angelino Alfano: il piazzale della stazione si svuota quasi per metà e tra chi se ne va c'è anche moltissima gente comune. Rotondi si affaccia al microfono e, immancabili, partono fischi e grida. Ma non c'è il frastuono che nel 2005 coprì il discorso di Tremonti e che colpì, in misura minore, l'anno scorso anche il Ds Damiano. A protestare è la stessa manciata di persone, riunita dietro lo striscione nero dell'Assemblea antifascista permanente, che pochi minuti prima aveva preso di mira anche il sindaco Cofferati, venendo però sommersa dagli applausi della folla sui passaggi contro gli «strumentali» tentativi di revisionismo e dalla citazione di Marco Biagi, che conclude l'elenco delle ferite inferte dal terrorismo a Bologna. Come risposta al governo, invece, questa volta molta gente sceglie di andarsene. In silenzio o quasi. Un «contro-corteo» che si forma dietro lo striscione dei sindacati di base Rdb e Cub che rimanda ad un nuovo autunno caldo («Ci vediamo ad ottobre: sciopero generale»). Con loro se ne vanno anche i militanti della Fiom, di Rifondazione Comunista e delle associazioni di sinistra, ma anche tantissima gente comune. Metà del piazzale si svuota e ad ascoltare Rotondi rimane un migliaio di persone. Chi se ne va si aspetta dal ministro parole vuote. Si perde, invece, i riferimenti all'antifascismo e alla resistenza e, soprattutto, la ferma presa di posizione in difesa dei magistrati e delle sentenze da non ribaltare che strappano applausi a chi è rimasto. Alla fine, quasi fosse un contropiede sui contestatori, il ministro per l'Attuazione del programma Rotondi, con il suo discorso ha raccolto parecchi consensi, ricordando che in democrazia tutte le opinioni «sono uguali ed hanno gli stessi diritti, ma l'antifascismo non è una opinione, è una ragione costitutiva della nostra democrazia». Per una città in cui una lapide ricorda la strage fascista del 2 agosto 1980 non è irrilevante. Messaggi sono arrivati dal presidente Napolitano che invita a costruire una «memoria condivisa» e dal presidente della Camera Fini che invita a «dissolvere ogni zona d'ombra», riferendosi alle polemiche sulla revisione del processo che ha condannato i neofascisti. 3 agosto 2008 - L'Unità Bologna ricorda la strage fascista,
28 anni dopo Bologna - NESSUN AGGUATO, gran parte dellarmata
del fischio sempre e a prescindere consegnata in caserma. Lo «scatenamento» della
piazza, evocato preventivamente, rinviato a data da destinarsi. E linviato del
governo, il ministro Gianfranco Rotondi, che incassa applausi oltre ai pochi fischi di
qualche irriducibile. Il RACCONTO Bologna - «Per anni ho camminato per strada chiedendo
ai passanti chi fosse quel maleducato che mi spintonava violentemente alle spalle».
Nessuno. Solo quelle «mani enormi», lo spostamento daria dovuto allo scoppio della
bomba, che il 2 agosto 1980 laveva scaraventata per aria provocandole escoriazioni
in tutto il corpo. Alle cinque passate di pomeriggio del 2 agosto 2008, seduta al tavolino
di un caffè in piazza Maggiore, Paola (il nome è di fantasia, ndr) ha ancora la gerbera
bianca dellAssociazione delle vittime puntata sul vestito di un turchese sgargiante.
Insieme alla figlia, allora diciassettenne, Paola è tra gli oltre duecento feriti della
terribile esplosione. Non cè la figlia, «era molto impegnata con il lavoro, sa. E
comunque, per anni io e lei non abbiamo assolutamente parlato dellaccaduto». E non
cè nemmeno il figlio maggiore, un anno in più della sorella, che nellagosto
dell80 si trovava in Germania per una vacanza studio: «Sul giornale ha letto il mio
nome fra quelli dei morti e feriti. Credeva che fossi morta - sorride commossa -. In tanti
anni nessuno, tanto meno lo Stato, si è mai preso la briga di chiedersi: "Che fine
hanno fatto i feriti, e che ne è delle loro famiglie?". Penso ai parenti degli 85
morti e mi sento male: se la mia famiglia è stata sconvolta dalla bomba, e tutto sommato
siamo stati fortunati, figuriamoci gli altri». 3 agosto 2008 - PUBBLICO DOMINIO - Il blog dei dipendenti pubblici italiani Parliamo di vignette, di siti web e
anche un po' di politica Questa storia delle vignette pubblicate sul sito internet
della Funzione pubblica è diventata un caso nazionale. Io l'avevo accennata in un post, e
il giorno dopo me la sono ritrovata su Repubblica e Corriere della sera. Dopo di che sono
arrivate anche le dichiarazioni di politici e sindacalisti. Sulle vignette di Brunetta in
realtà la Cgil aveva già preso posizione il 30 luglio, con un comunicato firmato Lorenzo
Mazzoli. Ma l'iniziativa di scrivere una lettera ai giornali e al Quirinale pare che sia
partita dal sindacato autonomo Rdb-Cub. Così almeno sostengono loro stessi sul loro sito,
e non c'è motivo per non credergli. I giornali che ne hanno parlato (in particolare la
Repubblica) dicono di aver ricevuto centinaia di lettere contro Brunetta e le sue
vignette. La cosa mi sembra strana, perché alla redazione del Messaggero tutte queste
lettere non risultano essere arrivate. I casi sono due: o gli altri giornali esagerano,
oppure chi aderisce a Rdb non legge il Messaggero (o perlomeno non gli scrive). Ma
potrebbero anche essere vere tutte e due le cose. Come dicevo già ieri, l'idea di
chiamare in causa il capo dello Stato per qualche fumetto poco spiritoso mi sembra
decisamente esagerata. Vorrei però cogliere l'occasione per segnalare un'altra questione
finora trascurata. Vignette a parte, l'uso che i ministri fanno dei siti istituzionali è
sempre corretto? Secondo me no. E' un vizio tipicamente italiano quello di confondere
l'istituzione con la persona che la occupa temporaneamente. Il sito internet di un
ministero dovrebbe servire a dare informazioni utili ai cittadini, non a promuovere
l'immagine di un ministro. Invece ci siamo abituati a vedere gli spazi web delle
amministrazioni trasformati in vetrina per il politico: le fotografie del ministro; le
interviste del ministro, sia quelle in video che quelle sui giornali; i convegni a cui ha
partecipato il ministro; la rassegna stampa, ma solo con gli articoli che parlano bene,
quelli che parlano male si eliminano. Succedeva già con i governi precedenti, con questo
le cose sono persino peggiorate. Chi frequenta il sito del Tesoro avrà notato da qualche
settimana a questa parte una clamorosa metamorfosi. Prima era un luogo austero,
impersonale, pieno di cifre e di norme legislative. Adesso apri la home page e ti trovi di
fronte il busto di Giulio Tremonti scontornato, che ti guarda negli occhi e sembra volerti
dire: questa è casa mia. Sotto alla foto, un titolone di giornale dedicato al padrone di
casa (se lo aprite adesso, per esempio, trovate una bella "Intervista del ministro
Tremonti a Libero: l'Italia riparte con i conti in riga"). Gli addetti alla
comunicazione dei ministeri hanno comunque un'attenuante. Viviamo in un'epoca in cui
nessuno si preoccupa più di distinguere l'informazione dalla pubblicità. Se non lo fanno
i giornalisti, perché dovrebbero farlo i portavoce? Egregio Pietro Piovani, 2 agosto 2008 - Ansa STRAGE BOLOGNA, AL VIA MANIFESTAZIONI PER 28/O ANNIVERSARIO BOLOGNA - Con il ricevimento dei familiari delle vittime,
prima nella Sala Rossa del Comune poi nell'Aula consiliare di Palazzo d'Accursio, sono
cominciate le manifestazioni per il 28/o anniversario della strage alla stazione di
Bologna (85 morti, 200 feriti), che culmineranno con gli interventi nel piazzale della
stazione. In un breve discorso ai familiari e alle altre autorità nella sala consiliare,
presente in rappresentanza del Governo il ministro per l'Attuazione del programma
Gianfranco Rotondi, il sindaco Sergio Cofferati ha sottolineato l'importanza di questa
giornata perché "non venga dimenticato quel terribile giorno". Ma anche perché
- ha aggiunto Cofferati - "nessuno possa ignorare la verità storica come quella
giudiziaria, lontano dai tentativi troppe volte strumentalizzati di mettere in discussione
quello che è stato sancito dal lavoro faticoso e sempre attento dei magistrati". STRAGE BOLOGNA: UN CORTEO RIEMPIE
PIAZZA,UNO LA DIMEZZA (ANSA) - BOLOGNA, 2 AGO - Bologna, ventottesimo anniversario della bomba alla stazione: per la prima volta i cortei diventano due. Il primo e' il consueto serpentone che parte dal Comune per raggiungere la piazza dove il 2 agosto 1980 morirono 85 persone nella piu' sanguinosa strage dell'Italia moderna. Il secondo si crea, spontaneo, quando inizia a parlare Gianfranco Rotondi, il ministro 'di riserva' inviato da Berlusconi a sostituire il guardasigilli a rischio contestazione Angelino Alfano: il piazzale della stazione si svuota quasi per meta' e tra chi se ne va c'e' anche moltissima gente comune. Rotondi si affaccia al microfono e, immancabili, partono fischi e grida. Ma non c'e' il frastuono che nel 2005 copri' il discorso di Tremonti e che colpi', in misura minore, l'anno scorso anche il Ds Damiano. A protestare e' la stessa manciata di persone, riunita dietro lo striscione nero dell'Assemblea antifascista permanente, che pochi minuti prima aveva preso di mira anche il sindaco Cofferati, venendo pero' sommersa dagli applausi della folla sui passaggi contro gli ''strumentali'' tentativi di revisionismo e dalla citazione di Marco Biagi, che conclude l'elenco delle ferite inferte dal terrorismo a Bologna. Come risposta al Governo, invece, questa volta molta gente sceglie di andarsene. In silenzio o quasi. Un 'contro-corteo' che si forma dietro lo striscione dei sindacati di base Rdb e Cub che rimanda ad un nuovo autunno caldo ('Ci vediamo ad ottobre: sciopero generale'). Con loro se ne vanno anche i militanti della Fiom, di Rifondazione Comunista e delle associazioni di sinistra, ma anche tantissima gente comune, compreso qualche parente delle vittime, riconoscibile dalle gerbere bianche al taschino. L'intera meta' del piazzale opposta al palco si svuota e ad ascoltare Rotondi rimane circa un migliaio di persone. Chi se ne va probabilmente si aspetta dal ministro parole vuote o promesse che poi non saranno mantenute. Si perde, invece, i riferimenti all'antifascismo e alla resistenza e, soprattutto, la ferma presa di posizione in difesa dei magistrati e delle sentenze da non ribaltare che strappano applausi a chi e' rimasto e al presidente dell'Associazione familiari Paolo Bolognesi. Nel corteo del mattino, aperto dai gonfaloni dei comuni colpiti dalla strage, hanno sfilato circa in tremila, tra cui l'assessore Libero Mancuso, pm dell'inchiesta sulla bomba e al centro del caso diplomatico di ieri con Rotondi, alcuni parlamentari bolognesi del Pd (Antonio La Forgia, Rita Ghedini e Paolo Nerozzi, Sandra Zampa) e tre ex sindaci della citta', Walter Vitali, Giorgio Guazzaloca e Renato Zangheri, il primo cittadino di quel 2 agosto. Quando la coda della manifestazione deve ancora entrare nel piazzale della stazione, Bolognesi sta gia' ripercorrendo dal palco la storia della tragedia e dell'indagine. Forse ha paura di sforare le 10.25, ora dell'esplosione e del minuto di silenzio, causando cosi' la reazione della piazza per il rito violato e che, quest'anno, invece, avviene con tre minuti di anticipo. A cambiare il copione cosi' e' solo la protesta di chi se ne va, lasciando il piazzale semivuoto. STRAGE BOLOGNA: PARLA ROTONDI, PIAZZA SI SVUOTA PER META' (ANSA) - BOLOGNA, 2 AGO - Non appena il ministro Gianfranco Rotondi ha preso la parola dal palco delle commemorazioni per il 28/o anniversario della strage di Bologna, almeno meta' della folla che occupava il piazzale antistante la stazione ferroviaria ha lasciato la piazza. I primi ad andarsene sono stati i rappresentanti dei sindacati di base Rdb e Cub, dietro lo striscione 'Ci vediamo in autunno: sciopero generale'. Insieme a loro anche i militanti di Rifondazione Comunista e moltissima gente comune, tra cui alcuni parenti delle vittime. Nel piazzale, a contestare il ministro, e' rimasto un gruppetto di una decina di persone dell'Assemblea Antifascista Permanente, con fischi e grida. ''Non mi disturbano i fischi'', ha commentato dal palco Rotondi. ''Sono i soli che mi considerano un ministro'', ha aggiunto scherzando, riferendosi a quel passo dell'intervista dell'assessore comunale Libero Mancuso secondo il quale nessuno si sarebbe preso la briga di fischiarlo perche' personalita' ''incolore e sconosciuta''. ''Anche questa e' par condicio'', ha concluso Rotondi. 2 agosto 2008 - Adnkronos STRAGE BOLOGNA: ROTONDI FISCHIATO MENTRE INTERVIENE DAL PALCO (Adnkronos) - Bologna. Il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, presa la parola dal palco allestito nel piazzale antistante la stazione di Bologna per commemorare la strage del 2 agosto 1980, e' stato fischiato da un gruppo di persone. "Non mi disturbano i fischi -ha detto il ministro di rimando, interrompendo l'intervento- anzi, li ringrazio perche' sono gli unici che mi considerano ministro", ha ironicamente osservato, facendo evidentemente riferimento alla dichiarazione rilasciata dall'assessore comunale Libero Mancuso. A disturbare l'intervento del ministro, un gruppetto di dieci persone circa dell'Assemblea Antifascista Permanente, che non hanno risparmiato nemmeno la parte finale del discorso del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati. In tanti, poi, hanno deciso di abbandonare la piazza, come gia' preannunciato, lascindola vuota quasi per meta'. Sono stati i rappresentanti delle Rdb, che avevano con se' uno striscione recante la scritta: "ci vediamo in autunno: sciopero generale". E poi gli esponenti dei Comunisti italiani. 2 agosto 2008 - Agi STRAGE BOLOGNA: FISCHI E C'E' CHI VA VIA, MINISTRO RINGRAZIA (AGI) - Bologna, 2 ago. - Il ministro sta per cominciare a parlare e iniziano gia' i primi fischi, provenienti da un gruppetto poco numeroso ma armato di fischietti. In contemporanea, parte della piazza se ne va, ma senza far rumore, solo girando le spalle, lasciando ancor prima di sentire l'intervento. L'annunciata contestazione a Bologna, in occasione del 28esimo anniversario della strage alla stazione, c'e' stata, ma forse piu' silenziosa che gridata: poche le persone col fischietto, piu' numerose quelle che - dai semplici cittadini a esponenti delle rdb - hanno ritenuto che la celebrazione fosse terminata dopo il discorso del sindaco Sergio Cofferati. Discorso lambito - nonostante gli applausi per aver ricordato che la verita' giudiziaria sulla strage non si discute - da un paio di fischi, probabilmente indirizzati allo stesso ministro, ma partiti un po' prematuri. "I fischi non mi disturbano - ha commentato dal canto suo, dal palco, il ministro per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi - Anzi, ringrazio". Molte le persone che sul palco delle autorita', dove ci sono anche i familiari delle vittime, hanno apprezzato le sue parole, abbandonato il discorso ufficiale "come gesto simbolico" dopo le polemiche. Rotondi assicura che il governo fara' la sua parte per continuare nella ricerca della verita'. "Nessuno - dice - terra' chiusi, se vi sono, armadi della vergogna, e se vi sono fatti nuovi non saranno sicuramente tenuti a margine. La riflessione che c'e' sulle sentenze e' solo un interrogativo infinito sulla storia del Paese. Ma una cosa che non possiamo permettere davanti a quei morti - ha concluso - e' che in nome di opinioni si rifa' la verita' ". STRAGE BOLOGNA: ROTONDI FISCHIATO DURANTE IL SUO INTERVENTO (AGI) - Bologna, 2 ago. - Quando il ministro Rotondi ha iniziato a parlare dal palco allestito di fronte la stazione di Bologna, molte persone hanno lasciato la piazza rimasta cosi' occupata solo per meta'. Tra chi ha preferito non ascoltare le parole del ministro per l'Attuazione del programma, c'erano appartenenti alle Rdb ma anche normali cittadini. 2 agosto 2008 - Dire STRAGE BOLOGNA. E IL SILENZIO
QUEST'ANNO ARRIVA IN ANTICIPO (DIRE) Bologna, 2 ago. - L'anno scorso il minuto di silenzio arrivo' in ritardo di oltre tre minuti, quest'anno i tre fischi della locomotiva in piazza Medaglie d'Oro a Bologna risuonano quando l'orologio digitale della stazione segna le 10.22, in anticipo di tre. Alle 10.25, l'ora in cui il 2 agosto 1980 scoppio' la bomba che uccise 85 persone e ne feri' 200, sta gia' parlando il sindaco di Bologna Sergio Cofferati e sono anche gia' arrivati i primi fischi. Contenuti e isolati, partiti tra le fila delle Rdb e dell'Assemblea antifascista permanente. Quattordici minuti dopo, alle 10.38, saranno sempre loro a protestare contro il discorso del sindaco che sta ancora parlando, lanciandogli contro alcuni "Basta" e intonando anche "Bella ciao". Ma la vera forma di protesta, oggi, non sono stati i fischi: i cittadini scesi in piazza hanno protestato sposando l'iniziativa delle Rdb e di Rifondazione comunista e, al momento in cui il ministro Gianfranco Rotondi, ha preso la parola, se ne sono letteralmente andati. A starci in mezzo e' apparso un esodo di massa, anche se chi stava sul palco non ha avuto questa idea. Non appena dal palco hanno annunciato che stava per parlare Rotondi, dalle fila delle Rdb si e' sollevato lo striscione "Ci rivediamo in autunno, sciopero generale" (quello gia' proclamato contro i tagli del Governo nel settore pubblico) ed e' iniziato l'esodo. Sono andate via le Rdb con le loro bandiere (in testa Massimo Betti), se ne e' andata Rifondazione guidata dal segretario Tiziano Loreti e dietro di loro, via un sacco di gente. A piedi, in bicicletta, i cittadini si sono incamminati indietro verso via Indipendenza e hanno abbandonato piazza Medaglie d'Oro. Tra chi ha scelto di andarsene, anche alcuni vigili urbani e il gruppo al completo, tutti in uniforme verde, della Protezione civile di Imola. Dopo l'abbandono della piazza da parte di chi ha scelto di protestare cosi' ("Un terzo della piazza" quantifichera' piu' tardi la Questura), la zona di piazza Medaglie d'Oro che si affaccia davanti al Mc Donald e' apparsa praticamente vuota. Nel resto del piazzale di gente ce n'era ancora, anche se le file si sono assottigliate, e di fischi contro le parole del ministro Rotondi ne sono continuati ad arrivare parecchi. Il suo discorso finisce alle 10.56 e la piazza si svuota definitivamente. Polemiche a parte, la manifestazione finisce dunque senza incidenti. Poco rappresentati, in ogni caso, i centri sociali bolognesi: non c'era Crash (che lo aveva annunciato) e non c'erano i collettivi universitari. Qualche rappresentante era presente in piazza, ma a titolo personale e senza bandiere. Le uniche realta' dell'antagonismo bolognese ufficialmente in piazza erano l'Assemblea antifascista permanente (che non ha seguito l'esodo lanciato dalle Rdb) e una bandiera degli anarchici insurrezionalisti. "C'e' pochissima gente quest'anno, non c'e' nessuno", e' uno dei commenti che si sente dire ai cittadini che camminano in corteo verso la stazione. "Sara' perche' e' sabato" dice qualcun altro. E, benche' dall'associazione delle vittime smentiscano un minor afflusso di persone, effettivamente la consistenza del corteo sembra meno fitta di altri anni e i bolognesi in piazza sembrano essere di meno. Semi-deserti anche i portici di via Indipendenza, di solito affollati di persone che guardano e applaudono al passaggio dei familiari. Le serrande chiuse sono la maggior parte. E in corteo, a parte i classici gonfaloni istituzionali (che seguono lo striscione "2 agosto 1980 Bologna non dimentica" in testa e precedono i familiari delle vittime e le autorita') compaiono meno cartelloni e messaggi. STRAGE BOLOGNA. PRC: PIAZZA
SVUOTATA, SEGNALE A ISTITUZIONI (DIRE) Bologna, 2 ago. - "Chi in questi giorni ci ha definito 'minoranza estremista', lontana dalle sensibilita' del popolo, ora si deve ricredere". Rifondazione comunista ha visto piazzale Medaglie d'oro svuotarsi quando, dal palco allestito per la commemorazione del 2 agosto ha preso la parola il ministro Gianfranco Rotondi, e ora parla di rivincita. E mette l'accento su quello che considera il dato politico significativo di oggi, quasi una novita': la gente che se ne va, dopo il discorso del presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi. E quindi le istituzioni che si ritrovano con meno uditorio. "La citta'- scandisce il segretario del Prc, Tiziano Loreti in una nota di poche righe- ha dimostrato che la solidarieta' istituzionale e le sole parole non bastano piu'. Chi pensava che il Prc fosse avulso dal sentire comune ha trovato la smentite nella piazza che si e' svuotata". Insomma, "Bologna non dimentica, la ferita non si rimargina". A lasciare la piazza sono stati anche i militanti delle Rdb, dopo aver distribuito un volantino che spiegava le ragioni della presenza ed invitava a lasciare solo il rappresentante del Governo. E cosi' hanno fatto, "ce ne siamo andati dalla piazza e con noi moltissimi cittadini", quindi Rotondi "ha parlato in una piazza praticamente svuotata se si escludono i gonfaloni di rappresentanza istituzionale e quelli della Cgil". Niente fischi, pero', dicono dal sindacato di base (anche se i loro militanti sono stati visti e sentiti fischiare): "Fin dall'inizio- sottolinea Massimo Betti, responsabile Rdb- abbiamo detto che non avremmo organizzato i fischi al rappresentante del governo, che del resto, ogni anno, viene contestato spontaneamente dalla piazza, ma allo stesso tempo non avremmo fatto finta che sul palco non ci fosse un rappresentante di un governo che ogni giorno sforna una qualche provocazione nei confronti dei lavoratori, dei giovani e dei pensionati". Le Rdb hanno voluto ignorare il discorso di Rotondi dopo che, "anche quest'anno, abbiamo dovuto leggere ed ascoltare i nuovi e i vecchi tentativi di rimettere in discussione le poche certezze giudiziarie sulla strage fascista del 2 agosto, rispolverando depistaggi vari". STRAGE BOLOGNA. FISCHI,
CONTESTAZIONE, POI LA GENTE SE NE VA (DIRE) Bologna, 2 ago. - "Ci rivediamo in autunno": le Rappresentanze sindacali di base alzano lo striscione, rosso, e lasciano piazza Medaglie D'Oro. E' cosi' che protestano non appena prende la parola il ministro Gianluca Rotondi alla celebrazione della strage del 2 agosto 1980 a Bologna. Con le Rdb si allontana Rifondazione comunista ma anche tanta gente: la piazza, quando sono le 10.43, comincia a svuotarsi e l'impressione e' che le presenze si dimezzino in modo netto. E mentre Rotondi continua a parlare ("Applaudire o fischiare, sono opinioni"), alcune centinaia di persone se ne sono gia' andate. Tra quelle che rimangono non mancano i fischi. STRAGE BOLOGNA. PARTONO FISCHI
CONTRO COFFERATI (DIRE) Bologna, 2 ago. - Fischi all'indirizzo del sindaco di Bologna, sindaco Sergio Cofferati, in piazza Medaglie d'Oro durante le celebrazioni per il 28^ anniversario della strage della stazione di Bologna. Appena il primo cittadino prende la parola, dalle fila delle Rdb partono alcuni fischi, a cui si aggiungono diversi insulti gridati dai rappresentanti dell'Assemblea antifascista permanente. 2 Agosto, a Bologna fischi per Cofferati e Rotondi BOLOGNA - Fischi all'indirizzo del sindaco di Bologna,
Sergio Cofferati, e del ministro Gianluca Rotondi in piazza Medaglie d'Oro, durante le
celebrazioni per il 28^ anniversario della strage della stazione di Bologna. Appena il
primo cittadino prende la parola, dalle fila delle Rdb, il sindacato di base, partono
alcuni fischi, a cui si aggiungono diversi insulti gridati dai rappresentanti
dell'Assemblea antifascista permanente. 2 agosto 2008 - Asca STRAGE BOLOGNA: COMMEMORAZIONE 'TESA'. NAPOLITANO, DOVERE DELLA MEMORIA(ASCA) - Roma, 2 ago - Che non fosse facile prendere la
parola a Bologna, in piazza Medaglie d'Oro, per commemorare la strage alla stazione del 2
agosto 1980, il ministro Gianfranco Rotondi se lo immaginava. Ma oltre ai preventivati
fischi - che hanno accompagnato in parte il suo intervento - per il titolare
dell'Attuazione del programma di governo ci sono stati l'apprezzamento sia del sindaco,
Sergio Cofferati (''Sono molto contento delle cose che ha detto''), che del presidente
dell'Associazione fra i familiari delle vittime, Paolo Bolognesi (''Le sue sono state
parole equilibrate''). 2 agosto 2008 - Repubblica.it Stretta di mano tra Cofferati e
Rotondi dopo la bufera di ieri. BOLOGNA - Si aprono le celebrazioni per ricordare le 85
vittime della strage di Bologna di ventotto anni fa. Torna il sereno tra il governo e il
Comune, dopo la bufera di ieri e gli scontri per l'assenza del guardasigilli Angelino
Alfano. Ma la contestazione non si fa attendere: dalla piazza si levano i fischi. Prima
contro Cofferati e poi, più forti, contro il ministro Rotondi. E mentre il rappresentante
dell'esecutivo continua a parlare, alcune centinaia di persone se ne vanno. La stretta di
mano Cofferati-Rotondi. Stamattina una calorosa stretta di mano tra il sindaco Sergio
Cofferati e il ministro per l'Attuazione del programma ha messo la parola "fine"
sulle polemiche innescate da una frase dell'assessore comunale agli Affari istituzionali
Libero Mancuso, che aveva spinto Rotondi a mettere in discussione la sua presenza.
"Grazie di esserci", sono le prime parole del presidente dell'Associazione
familiari delle vittime Paolo Bolognesi. Che prima della commemorazione aveva invitato,
invano, a "evitare le polemiche, i fischi e fare in modo che oggi sia un giorno del
ricordo in cui tutte le forze politiche sono unite per ricordare le vittime". 2 agosto 2008 - Emilianet Protesta sì, ma per avere tutta la
verità BOLOGNA, 2 AGO. 2008 - Quando lonorevole
Gianfranco Rotondi ha preso la parola, in qualità di rappresentante del governo,
centinaia di militanti di Rifondazione comunista, insieme ai rappresentanti dei sindacati
di base Rdb e Cub e a moltissima gente comune, tra cui alcuni parenti delle vittime, hanno
girato le spalle e hanno lasciato la piazza. È stata questa la maggiore protesta della
manifestazione, espressa nei confronti del ministro per lAttuazione del programma
(ex-segretario della Dc post-Tangentopoli e leader del movimento politico della Dc per le
autonomie). Coloro, infatti, che aspettano da 28 anni (!) che venga fatta luce completa
anche sui famosi ignoti (mandanti?) in concorso di reato con Fioravanti e Mambro (così
recita la sentenza definitiva), non hanno gradito che "uno sconosciuto personaggio
incolore che non valeva neanche la pena di fischiare" (come lAssessore comunale
alla Sicurezza Libero Mancuso - ex-magistrato in prima linea nelle inchieste sulle stragi
- ha definito il ministro Rotondi, prima delle "scuse" dello stesso Mancuso) si
presenti in veste ufficiale sul palco delle commemorazioni con le solite promesse della
solita "legge sui risarcimenti ai parenti delle vittime" e "la rimozione di
tutti i segreti di Stato". 2 agosto 2008 - Irpinia news Rotondi a Bologna replica a Mancuso: "I fischi non mi disturbano" Bologna - Fischi, polemiche e commozione alla commemorazione delle ottantacinque persone uccise il 2 agosto 1980 nella strage della stazione Bologna. Allarrivo di Gianfranco Rotondi (Ministro supplente inviato dal premier Berlusconi a sostituire il guardasigilli a rischio contestazione Angelino Alfano) i cortei si dividono: il primo è il consueto serpentone che parte dal Comune per raggiungere la piazza dove ventotto anni fa morirono 85 persone nella più sanguinosa strage dell'Italia moderna; il secondo si crea, spontaneo, appena inizia a parlare Gianfranco Rotondi. Il piazzale della stazione si svuota quasi per metà e tra chi se ne va c'è anche moltissima gente comune. I primi ad andarsene sono stati i rappresentanti dei sindacati di base Rdb e Cub, dietro lo striscione "Ci vediamo in autunno: sciopero generale". Insieme a loro anche i militanti di Rifondazione Comunista e moltissima gente comune, tra cui alcuni parenti delle vittime. Nel piazzale, a contestare il ministro, è rimasto un gruppetto di una decina di persone dell'Assemblea antifascista permanente, con fischi e grida che non hanno risparmiato nemmeno la parte finale del discorso del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati. "Non mi disturbano i fischi", ha commentato dal palco Rotondi. "Sono i soli che mi considerano un ministro", ha aggiunto scherzando, riferendosi a quel passo dell'intervista dell'assessore comunale Libero Mancuso secondo il quale nessuno si sarebbe preso la briga di fischiarlo perchè personalità incolore e sconosciuta. "Anche questa è par condicio", ha continuato Rotondi. "Mi hanno preso sul serio almeno loro. Non trova?", ha scherzato ancora Rotondi con i giornalisti, in merito ai fischi che hanno sottolineato diversi passaggi del suo intervento. "Non è che, siccome uno è al Governo, diventa un' Istituzione. Le Istituzioni - prosegue Rotondi con i cronisti - camminano sulle gambe delle persone e bisogna sempre parlare con il cuore". Prima della commemorazione il ministro aveva assicurato che il governo affiancherà la magistratura per individuare i mandanti della strage di Bologna. "Il governo è impegnato ad affiancare al tavolo tecnico, che dovrà corrispondere alle legittime richieste ancora purtroppo attuali dei parenti delle vittime, un tavolo politico-istituzionale che intende corrispondere esattamente a queste aspettative". 2 agosto 2008 - Italia Oggi Aran e sindacati hanno sottoscritto
l'aggiornamento del contratto collettivo nazionale Circa cento euro in più, in busta paga, per chi è
impiegato nelle università. Tecnici, amministrativi, lettori, collaboratori linguistici e
quanti lavorano nelle aziende ospedaliere universitarie possono finalmente tirare un
sospiro di sollievo dopo che ieri, l'Aran e le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto
l'ipotesi di contratto per il quadriennio normativo 2006-09 e per il primo biennio
economico 2006-07. 2 agosto 2008 - Il Giornale di Sondrio RDB/CUB. Dure critiche dal sindacato
di base Sondrio - «Quello che è stato sottoscritto, dopo 19 mesi
di ritardo, è un abominevole accordo di rinnovo, in cui sono stati colpiti i diritti dei
lavoratori del settore, mentre rimangono sul tappeto i loro problemi di reddito e di
precarietà». 2 agosto 2008 - L'Unità Asili nido, in arrivo altri tagli Roma - Una bocciatura quasi totale dell'incontro
svoltosi fra i sindacati e il Campidoglio sulla vertenza dei nidi del Comune di Roma che
riguarda l'assunzione di 938 precari. Per le Rdb Cub il tavolo non ha portato a «nessun
cambiamento sostanziale». Anzi, la nuova amministrazione avrebbe in serbo per i
lavoratori dei nidi ulteriori tagli. 2 agosto 2008 - Left I precari dellambienteSettecento lavoratori a rischio negli enti di ricerca del ministero guidato da Stefania Prestigiacomo.Vittime della fusione in un unico contenitore, lIscra.I sindacati accusano: «Servirà a imbavagliare ogni controllo autonomo sullinquinamento di Sara Picardo Prendi i tre enti di ricerca del ministero dellAmbiente (Apat, Icram e Infs). Uniscili in uno (Ispra). Mescola bene le tre piante organiche. E poi taglia del 10 per cento. Metti il tutto a bollire per bene nellultimo calderone delle "semplificazioni" del ministro Renato Brunetta e aspetta che arrivi ottobre. Cosa ne viene fuori? Settecentoventuno ricercatori precari, con professionalità molto elevate, che tra ottobre e dicembre, alla scadenza dei loro contratti, non sanno che fine faranno. Visto che i processi di stabilizzazione dei 313 tempi determinati che attualmente lavorano negli enti, avviati con le ultime due Finanziarie, sono stati bloccati. Mentre neanche si parla più di altri 408 co.co.co. col contratto in scadenza a dicembre che, secondo un recente accordo con i sindacati, dovevano passare a tempo determinato. Lintento del governo è creare un unico istituto, lIspra appunto, controllato direttamente dal ministero dellAmbiente, con scarsa autonomia rispetto a unagenzia di controllo, comera lApat. E piena di personale precario. Ecco la storia del pastiche, raccontata da Anna, biologa dellApat e sindacalista dellRdb-Cub: «Tutto è iniziato con la spazzatura di Napoli. La nostra agenzia è presente con alcuni suoi tecnici allinterno del commissariato governativo per dare un parere sui siti individuati dalla protezione civile. Con la passata amministrazione straordinaria, insediatasi solo a gennaio, avevamo iniziato a lavorare a consulenze sulla raccolta differenziata con gli enti campani interessati. Ma il 22 luglio il ministro dellAmbiente Stefania Prestigiacomo ha sostituito i vertici dellApat e degli altri due enti di ricerca interessati dallaccorpamento con un commissario straordinario, il prefetto Vincenzo Grimaldi, e due sub commissari, che vigileranno sul nuovo istituto. Togliendo allApat, di fatto, non solo lautonomia di cui godeva, ma anche gran parte dei suoi compiti, tra cui la valutazione strategica di impatto ambientale. Dicono che così si accorceranno i tempi per avere un parere tecnico dalla commissione Valutazione impatto ambientale, ma la verità è che tutto verrà riportato al ministero dellAmbiente, con un controllo centralizzato e "governativo", a discapito di politiche ambientali serie. E chi ne beneficerà sarà la grande industria. Basti pensare che uno dei nostri compiti era di vigilare sui siti nucleari. Ma a quanto pare, specie se giungerà a compimento la scelta di riportare latomo in Italia, se ne occuperà unagenzia ad hoc». Secondo Volfango Pirelli, segretario nazionale Flc-Cgil, «la riorganizzazione in realtà maschera un vero e proprio spoil system». Impossibile, infatti, per lattuale governo, toccare la presidenza e i cda dei tre enti, visto che delle leggi ne tutelano lassetto. «Leffetto sui lavoratori - aggiunge Pirelli - sarà duplice: se da una parte sono già state bloccate le stabilizzazioni dei precari, dallaltra salteranno centinaia di contratti di collaborazione. Inoltre, con lultimo decreto le piante organiche degli enti sono state ridotte del 10 per cento e il turn over è stato bloccato. Ma non si è atteso un istante per nominare un commissariato speciale a capo di unistituto, lIspra, che ancora non esiste, visto che la legge che lha istituito non è ancora stata approvata». Precarietà si somma a precarietà, senza soluzioni di continuità. E se lintento è chiaro - riportare gli Enti di ricerca sotto legida del ministero, limitandone lautonomia - meno chiari sono il quadro di riordino del nuovo istituto e la riorganizzazione generale della ricerca ambientale in Italia. Verso quale strada andranno? Quella dello smembramento asservito allindustria, come accusano i lavoratori, o quella della tutela e della ricerca ambientale autonoma, come servirebbe? 2 agosto 2008 - Liberazione Strage di Bologna pronte le
contestazioni per il ministro Rotondi Bologna - Alla commemorazione della strage del 2 agosto
1980 ci sarà il ministro Rotondi, parola di Silvio Berlusconi. Una conferma che sa di
precettazione. Appena due giorni fa il ministro per l'Attuazione del programma era stato
chiamato a sostituire il guardasigilli Alfano, dopo che il nome del titolare del lodo che
garantisce l'immunità al presidente del Consiglio aveva provocato varie ipotesi di
contestazione. Ieri, però, Rotondi ha scritto al sindaco Cofferati una lettera risentita
in cui metteva in forse la propria presenza oggi a Bologna, perché si è sentito
insultato dall'assessore bolognese Mancuso. L'ex magistrato (pubblica accusa al processo
in primo grado per la strage) lo aveva definito figura "incolore"; poi ieri ha
ammesso di aver usato un'espressione infelice e ha precisato di aver detto «che
Rifondazione aveva ottenuto come risultato che invece del ministro della giustizia veniva
mandato un ministro che aveva minore visibilità mediatica del ministro Alfano». La
federazione bolognese del Prc si era infatti definita indignata della presenza di Alfano,
titolare del lodo, alla commemorazione. 2 agosto 2008 - La Stampa SINDACATI CONTRO ACTS CGIL, UIL E
CUB PROCLAMANO UNO STOP DI 24 ORE SAVONA - Lautunno caldo dei trasporti savonesi
comincia con qualche settimana danticipo. I sindacati hanno confermato lo sciopero
di 24 ore dei bus dellActs per lunedì. Allo sciopero non aderiranno gli iscritti
alla Cisl, mentre la conferma è arrivata dalle segreterie provinciali di Filt-Cgil,
Uiltrasporti e dalla sigla Cub Trasporti. 1 agosto 2008 - Dire ATENEI. RDB: FIRMA CONTRATTO DOPO 31 MESI, RITARDO CHE DANNEGGIAAD OTTOBRE GLI ARRETRATI IN BUSTA PAGA (DIRE) Roma, 1 ago. - Questa mattina presso l'Aran si e' giunti alla firma dell'ipotesi di Contratto per il rinnovo del Comparto Universita'. L'accordo riguarda la parte normativa 2006-2009 e quella economica per il biennio 2006-2007. Sono state rinviate a successiva trattiva questioni riguardanti le Aziende Ospedaliere Universitarie e gli insegnanti di madrelingua. "Finalmente siamo giunti ad una chiusura per cui RdB si e' battuta, mobilitando i lavoratori fino allo sciopero del 20 giugno scorso- afferma Orazio Maccarone dell'RdB-Cub Universita'-. Ad ottobre arriveranno gli arretrati dovuti ai lavoratori dopo circa tre anni di ritardo". E prosegue: "Gia' da febbraio le RdB-Cub sollecitavano il rinnovo della parte economica con lo stralcio di quella normativa, per permettere ai lavoratori il misero recupero salariale accordato dal precedente governo- prosegue il rappresentante sindacale-. Il ritardo con cui viene siglato questo Contratto va tutto a danno dei lavoratori ed e' stato determinato dal consueto disinteresse dei rettori nei confronti del personale insieme all'insensato ostruzionismo posto da Cgil Cisl Uil, che hanno chiesto anche tavoli di trattativa separati". La nostra firma, proseguono, "apposta con la riserva di consultazione dei lavoratori, deriva dalla necessita' di fronteggiare l'attacco alla Universita' Pubblica e ai diritti dei lavoratori con maggiori strumenti, riconosciuti solo ai firmatari di contratto dalle norme antidemocratiche sulla rappresentanza sindacale". Adesso, conclude Maccarone, "si aprira' una stagione di contrasti forti verso i contenuti di questo accordo e contro la manovra economica del governo. La RdB-Cub si attivera' in tutti i posti di lavoro per far prevalere gli interessi dei lavoratori". 1 agosto 2008 - Adnkronos ROMA: RDB-CUB, SU NIDI COMUNALI DA NUOVA GIUNTA SCARSI INVESTIMENTI COME IN PRECEDENZA Roma, 1 ago. - (Adnkronos) - "Nessun investimento sui servizi per l'infanzia e riduzione delle supplenze. Nessun cambiamento sostanziale dall'incontro sulla vertenza dei nidi del Comune di Roma, che si e' svolto nella serata di ieri fra sindacati e l'assessore alle Politiche educative del Comune di Roma, Laura Marsilio". Lo ha dichiarato Caterina Fida della RdB-Cub. "Durante l'incontro - spiega Fida - l'assessore ha presentato un documento in cui non solo non si procede ad una concreta revisione degli accordi sottoscritti fra la passata giunta Veltroni e Cgil, Cisl e Uil, ma viene proposta una maggiore contrazione della spesa sul personale, con ulteriore riduzione degli incarichi di supplenza ed un conseguente aumento dei carichi di lavoro. Al tavolo sindacale non e' stato ancora fornito alcun dato sui costi ed i presunti risparmi conseguenti alla riorganizzazione del settore, ne' e' risultata oggetto di monitoraggio alcuna ricognizione dei costi della gestione affidata a privati. Rimangono parimenti generiche le promesse sull'avvio del corso-concorso per le precarie dei nidi, gia' pattuito per giugno, e non c'e' ancora traccia della delibera che l'assessore Marsilio ha garantito di aver firmato dopo la manifestazione delle lavoratrici precarie in Campidoglio dello scorso 14 luglio". "Le uniche note positive - continua - riguardano il completamento della sospirata stabilizzazione del personale educativo e scolastico, gia' deciso con l'accordo del 7 novembre 2006, e l'apertura di un confronto sul destino delle educatrici Farmacap, che da ieri, con la riacquisizione della strutture da parte del Comune, hanno perso il posto di lavoro. Infine l'assessore ha richiesto la sospensione del vergognoso sistema di rilevazione delle presenze dei bambini tramite badge". ''Sacrificio e' stata la parola piu' usata dall'assessore Marsilio - osserva la sindacalista - perche', a suo dire, le casse comunali sono vuote. Ma in questi anni gli unici a fare i sacrifici sono stati i dipendenti del Comune di Roma, e tra di loro i sacrifici piu' pesanti sono stati imposti alle lavoratrici dei nidi ed ai bambini. La riorganizzazione dei nidi ha portato infatti solo ad una diminuzione della qualita' offerta, a famiglie sempre piu' insoddisfatte ed a lavoratrici in perenne stato di agitazione''. ''La nuova giunta - conclude la Fida - sceglie cosi' la continuita' con la precedente, dimenticando che investire sui servizi all'infanzia significa considerare i costi ma anche e sopratutto i benefici sociali ed economici per coloro che operano nei servizi e per i bambini che li frequentano. Le RdB pensano che sia necessario e non piu' rinviabile riaprire un confronto sul valore educativo e sociale dei servizi per l'infanzia e pertanto confermano l'indizione per il primo giorno di scuola di una grande assemblea cittadina del personale dei nidi ed un incontro-dibattito pubblico durante il mese di settembre, a cui saranno invitati i genitori unitamente al sindaco Alemanno, all'assessore alle Politiche educative Marsilio e all'assessore al Personale, Enrico Cavallari''. 1 agosto 2008 - Omniroma ASILI NIDO, RDB CUB: «GIUNTA PREVEDE TAGLIO RISORSE» (OMNIROMA) Roma, 01 ago - «Nessun cambiamento sostanziale dall'incontro sulla vertenza dei nidi del Comune di Roma, che si è svolto nella serata di ieri fra sindacati e assessore alle Politiche Educative Laura Marsilio. Durante l'incontro l'assessore ha presentato un documento in cui non solo non si procede ad una concreta revisione degli accordi sottoscritti fra la passata giunta Veltroni e Cgil Cisl e Uil, ma viene proposta una maggiore contrazione della spesa sul personale, con ulteriore riduzione degli incarichi di supplenza ed un conseguente aumento dei carichi di lavoro. Al tavolo sindacale non è stato ancora fornito alcun dato sui costi ed i presunti risparmi conseguenti alla riorganizzazione del settore, né è risultata oggetto di monitoraggio alcuna ricognizione dei costi della gestione affidata a privati». È quanto si legge in una nota di Rdb Cub. «Rimangono parimenti generiche le promesse sull'avvio del corso-concorso per le precarie dei nidi, già pattuito per giugno - prosegue la nota - e non c'è ancora traccia della delibera che l'Assessore Marsilio ha garantito di aver firmato dopo la manifestazione delle lavoratrici precarie in Campidoglio dello scorso 14 luglio. Le uniche note positive riguardano il completamento della sospirata stabilizzazione del personale educativo e scolastico, già deciso con l'accordo del 7 novembre 2006, e l'apertura di un confronto sul destino delle educatrici Farmacap, che da ieri, con la riacquisizione della strutture da parte del Comune, hanno perso il posto di lavoro. Infine l'assessore ha richiesto la sospensione del vergognoso sistema di rilevazione delle presenze dei bambini tramite badge». «Sacrificio è stata la parola più usata dall'assessore Marsilio perché, a suo dire, le casse comunali sono vuote - afferma nella nota Caterina Fida della Rdb-Cub - Ma in questi anni gli unici a fare i sacrifici sono stati i dipendenti del Comune di Roma, e tra di loro i sacrifici più pesanti sono stati imposti alle lavoratrici dei nidi ed ai bambini. La riorganizzazione dei nidi ha portato infatti solo ad una diminuzione della qualità offerta, a famiglie sempre più insoddisfatte ed a lavoratrici in perenne stato di agitazione. La nuova Giunta sceglie così la continuità con la precedente, dimenticando che investire sui servizi all'infanzia significa considerare i costi ma anche e sopratutto i benefici sociali ed economici per coloro che operano nei servizi e per i bambini che li frequentano - prosegue Fida - Le RdB pensano che sia necessario e non più rinviabile riaprire un confronto sul valore educativo e sociale dei servizi per l'infanzia e pertanto confermano l'indizione per il primo giorno di scuola di una grande assemblea cittadina del personale dei nidi ed un incontro-dibattito pubblico durante il mese di settembre, a cui saranno invitati i genitori unitamente al sindaco Alemanno, all'assessore alle Politiche Educative Marsilio e all'assessore al Personale Cavallari». 1 agosto 2008 - Il Giornale di Vicenza RDB-CUB. Sciopero e petizione al
Prefetto per 150 dipendenti vicentini del pubblico impiego Vicenza - Prima lassemblea ai Chiostri di Santa
Corona dei 150 dipendenti parastatali (Inps, Inail, Inpdap, Aci, Croce rossa) vicentini
aderenti al sindacato Rdb-Cub, insieme ai dipendenti pubblici di Ministeri, Comune e
Sanità. Poi il corteo diretto in Prefettura. Ha preso vita così la manifestazione del
sindacato di base «per contrastare il progetto di smantellamento e privatizzazione del
pubblico impiego attuato dal Governo Berlusconi, con tagli agli organici e alle
assunzioni, azzeramento degli incentivi, decurtazione del salario in caso di malattia». 1 agosto 2008 - Il Cittadino Manifestazione di protesta contro il
decreto 112 del ministro Brunetta: «I servizi funzionano grazie al nostro impegno» Lodi - Bandiere alzate e un unico sogno nel cuore: essere lavoratori rispettati. Due secoli di storia e diritti conquistati con la lotta e il sangue non possono essere cancellati oggi con un colpo di spugna dal decreto 112 varato dal ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta. Dopo la mega manifestazione del 22 luglio che solo a Lodi ha visto scendere in piazza 500 persone, ieri mattina i lavoratori statali hanno voluto manifestare davanti alle sedi dei principali organi di stampa. I lodigiani si sono divisi tra uniniziativa davanti alla sede della Rai di Milano e una seconda di fronte alla sede del quotidiano della provincia di Lodi «il Cittadino». Ed è proprio qua, in via Gorini, che sono giunti in 50. Muniti di bandiere e fischietti hanno partecipato ordinatamente al presidio organizzato da Rdb/Cub pubblico impiego, la Funzione pubblica della Cgil e della Cisl, la Uil pubblica amministrazione, la Cisal e la Confsal. «Nel Lodigiano non ci sono fannulloni - commenta un ispettore del lavoro -; gli uffici vanno avanti grazie alla collaborazione tra colleghi. Non abbiamo neanche gli strumenti per svolgere lattività. Usiamo persino i nostri cellulari privati per chiamare. Ci hanno dato un budget per i costi telefonici. Noi labbiamo superato e quindi siamo stati costretti a pagare di tasca nostra. La qualità del lavoro non ne beneficia di certo». Gli dà man forte un collega dellInps. «È vero - conferma -; quando dobbiamo parlarci per coordinare i controlli, lui mi fa uno squillo e io lo richiamo». Ma non è lunico punto debole. Alla direzione provinciale del lavoro non hanno neanche i soldi per la benzina. «Ci hanno detto che dobbiamo uscire solo a piedi - commenta una donna esasperata -. Che controlli possiamo fare così? Soltanto in città». Gli uffici dellInps oggi sono rimasti chiusi per protestare, anche a SantAngelo e Codogno. «Chiediamo che si dia uninformazione corretta del decreto 112 - commentano Michele Riccardi di Rdb e Giovanni Bricchi della Cgil -; per questo manifestiamo davanti alle sedi dei mezzi di comunicazione. Il decreto Brunetta toglie il diritto a riposare 11 ore tra un turno di lavoro e laltro, mentre lobbligo di riposo ogni 7 giorni diventa bisettimanale. Quale sicurezza sul lavoro si garantisce? Pensiamo ai turni degli infermieri: in questo modo si mette in pericolo lincolumità degli stessi pazienti. Non dimentichiamo che questi provvedimenti riguardano anche i lavoratori del privato. Sulla scuola, invece, pesa il taglio di 150 mila insegnanti. Dovranno fare le classi da 40». Il ministro Brunetta, dicono i sindacalisti, le racconta grosse. «Ha preso lInps come esempio di inefficienza - commenta Riccardi -. Ha detto che listituto ha dato in appalto la liquidazione delle pensioni e che il lavoro che allInps fanno in 6, nel privato lo fa una persona sola. Ma questa è una menzogna. Per legge infatti soltanto lInps può liquidare le pensioni». «AllInps e alla direzione del
lavoro siamo produttivi, guardate i numeri» Lodi - Non è vero che i lavoratori della pubblica amministrazione stanno con le mani in mano. Non è vero a Lodi e non è vero nel resto dello stivale. I rappresentanti sindacali lo affermano in un incontro con la direzione e lamministrazione del «Cittadino», snocciolando uno dietro laltro i dati relativi allaumento della produttività nei vari settori. «I risultati ottenuti nelle agenzie fiscali tra 2006 e 2007 sono sorprendenti - spiega Giovanni Bricchi - segretario generale della Cgil Funzione pubblica -. La riscossione da attività di controllo nel 2007 ha avuto in Italia un incremento del 46 per cento rispetto a quella del 2006. Per quanto riguarda il contrasto allevasione fiscale, nel 2007 gli accertamenti sono aumentati del 17,74 per cento. Il decreto 112, invece, rischia di vanificare i risultati raggiunti demotivando il personale con il taglio del salario di produttività». Una delle poche cose positive fatte dal governo Prodi, aggiunge Bricchi, «è di aver emesso 1.400 lavoratori in più nellispettorato del lavoro, portando a oltre 250 milioni e mezzo di euro di recuperi contributivi e a 97 milioni di euro di sanzioni riscosse. I salari accessori vengono dati per progetti finalizzati al recupero crediti. Se il ministro congela le risorse per la contrattazione decentrata nel 2009 e dice che le ripristina nel 2010 tagliate del 30 per cento, vuol dire che ha un comportamento schizofrenico. Da un lato dice che vuole aumentare la produttività, dallaltro taglia le risorse, impedendo agli ispettori di uscire a fare i controlli». Parlano chiaramente anche i dati locali dellInps. «Nel 2006 - spiega Michele Riccardi rappresentante lodigiano di Rdb e componente della Rsu dellInps - il tempo medio di liquidazione delle pensioni era di 27 giorni, nel 2007 è diventato di 23. Mentre tra 2006 e 2007 la produttività nella sede di Lodi è aumentata del 17 per cento». Altro che fannulloni. «25 mila aziende nel Lodigiano - aggiunge Riccardi - sono gestite da 83 lavoratori. Nel 2006 abbiamo liquidato tra pensioni e assegni sociali 1.480 persone. Ma non è tutto, al contrario di quanto si dice, il bilancio complessivo dellInps a livello nazionale è in attivo. Lesercizio della gestione finanziaria dellanno in corso si chiuderà con un avanzo di 7,987 miliardi di euro». Riccardi critica anche la decisione di affidare ai privati le pensioni integrative. «Il fatto - annota - è che suscita appetiti incredibili. Avevamo già previsto tutti gli accordi con una banca e con lInail, avevamo creato larea azzurra. È arrivato il precedente governo Berlusconi e ha fatto saltare tutto. Anche dietro la scelta di affidare ai tabaccai lerogazione delle pensioni cè un interesse puramente commerciale». Dilatando poi senza confini la possibilità di proroga dei contratti a tempo determinato, aggiunge Bricchi, «il decreto Brunetta fa dei lavoratori dei precari a vita». È vero, conclude Gianfranca Saronni, rappresentante della Cisal e dipendente Inps, «questo decreto si ripercuote su tutti e va a toccare le famiglie. Basta pensare alla privatizzazione delluniversità, ai tagli nella scuola, allintroduzione dei ticket anche per gli esenti. Gli italiani dovrebbero essere tutti uniti e guardare cosa stanno combinando questi signori che sono al governo». Cgil, Cisl e Uil hanno già annunciato uno sciopero nazionale per il prossimo autunno.(Cri.Ver.) 1 agosto 2008 - Il Messaggero Roma. «Dobbiamo fermare insieme lo
smantellamento della previdenza pubblica... Roma - «Dobbiamo fermare insieme lo smantellamento della
previdenza pubblica. Basta con la persecuzione e la demonizzazione del dipendente
pubblico». Lo hanno gridato in coro più di 50 dipendenti Inps riunitisi ieri mattina in
assemblea nella sede di via Spezioli durante lo sciopero al quale hanno aderito anche i
dipendenti delle sedi di Lanciano e Vasto. Una giornata di lotta contro le misure del
governo sul pubblico impiego, in particolare contro il decreto legge 112/2008 che verrà
approvato alla Camera la settimana prossima e che «porterà tagli agli organici, blocco
delle assunzioni, privatizzazione dei servizi, impoverimento della professionalità».
Spiega Silvio Di Primio di Rdb cub: «Il governo ha tagliato gli incentivi sul piano di
lavoro, grazie a questo i dipendenti pubblici dal 1° gennaio 2009 troveranno 200 euro
netti in meno al mese sulla busta paga. Con tutti questi tagli le tariffe per i servizi
subiranno un aumento, come aumenterà l'addizionale Irpef comunale e regionale sulle busta
paga». 1 agosto 2008 - Corriere Alto Adige Inps, precari in sciopero BOLZANO I precari dell'Inps tornano in piazza
davanti alla Rai. Una trentina di militanti del sindacato RdB ha manifestato contro la
finanziaria estiva. 1 agosto 2008 - Il Piccolo IERI MATTINA Trieste - Sede provinciale Inps bloccata ieri per l'intera mattinata, per via dello sciopero nazionale contro il decreto Brunetta. Allo sciopero è stata abbinata un'assemblea di due ore che ha di fatto reso inaccessibile il servizio per l'intera mattinata. «Abbiamo indetto questa manifestazione hanno spiegato le Rdb - per informare il personale sulle conseguenze del decreto». Inoltre, si protesta anche per l'estensione del periodo di reperibilità in malattia dalle 8 alle 20. Dall'assemblea è emersa la previsione di altre agitazioni nelle prossime settimane. «Pur essendo dispiaciuti per il disagio creato agli utenti sottolinea Daniela Gomizel, delegato provinciale Inps questo è l'unico modo per far sentire la nostra voce». 1 agosto 2008 - Corriere del Veneto In piazza «Su 17 pensionamenti solo
2 assunzioni». E i sindacati attaccano il «Decreto Brunetta» VERONA - «Abbasso il decreto Brunetta ». «No ai
tagli di personale». C'erano slogan come questi, ieri mattina, di fronte all'Inps di via
Cesare Battisti. Qui i dipendenti delle cinque sedi dell'ente, Verona, Caprino, Legnago,
San Bonifacio, Villafranca, si sono riuniti per dar vita alla protesta contro il decreto
legge firmato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. «Il governo sta
operando un attacco sistematico nei confronti della pubblica amministrazione - fanno
sapere i manifestanti - le razionalizzazioni di fatto si concretizzano in una diminuzione
dei servizi all'utenza, il tutto aggravato dal blocco delle assunzioni. Di questo passo
davanti agli uffici saremo costretti a scrivere "Chiuso per fallimento" ». Ad
oggi la sede scaligera dell'Inps conta 215 dipendenti, mentre in totale le agenzie
territoriali ne possiedono 68. E dall'inizio dell'anno, a fronte di 17 uscite si sono
registrati due soli ingressi. Il che equivale a dire che il personale in pensionamento non
viene rimpiazzato. Ci va cauto il direttore dell'istituto previdenziale Giovanni
Martignoni, che usando un eufemismo dichiara: «Non godiamo di abbondanza di personale e
l'età media dei dipendenti è piuttosto avanzata. Per ora, cerchiamo di gestire il
problema della carenza di organico con una movimentazione interna. Il decreto fa leva su
una situazione nazionale, ma a Verona non si verifica un assenteismo abnorme». «Il
decreto inciderà soprattutto sui quadri intermedi - gli fa eco il funzionario Antonino
Leone - qui ci mancano le professionalità». A rispondere al provvedimento di legge è
anche il presidente della Provincia Elio Mosele, che sostiene: «Il nostro ente ha
ottemperato alle richieste di modernizzazione del ministro. È informatizzato e ha
tecnologie all'avanguardia». Entro fine anno ai Palazzi Scaligeri ci saranno 26
assunzioni a tempo indeterminato tramite concorso. 1 agosto 2008 - Gazzetta di Reggio I dipendenti dellInps chiedono laumento dei salari REGGIO E. - Si è svolta ieri la protesta, articolata con
due ore di sciopero nazionale e manifestazioni regionali in tutti i capoluoghi emiliani,
dei lavoratori degli Enti Previdenziali contro il decreto legge 112 che prevede tagli fino
a circa 6mila euro annui ai salari dei lavoratori di Inps, Inail, Inpdap ed Enpals. Le
rappresentanze sindacali di base (RdB) evidenziano «unaltissima partecipazione
alliniziativa che ha comportato la chiusura totale di molte sedi. In particolare la
Sede Provinciale Inps di Bologna, dove si è svolta unaffollata assemblea regionale
(alla presenza delle delegazioni di Reggio, Modena, Rimini e Ferrara) è rimasta chiusa al
pubblico per tutta la giornata». 1 agosto 2008 - Il Manifesto PUBBLICO IMPIEGO. Sciopero Rdb-Cub contro i tagliContro i tagli della finanziaria al pubblico impiego, sono scesi in piazza ieri, con presidi e volantinaggi in diverse città d'Italia, i lavoratori degli enti pubblici non economici per la mobilitazione indetta dal sindacato di base RdB-Cub. 1 agosto 2008 - Il Centro SANITÀ. Stabilizzazione dei precari
Braccio di ferro con la Asl PESCARA - Non si ferma il braccio di ferro che da
giorni oppone la Direzione sanitaria della Asl ai precari del settore. Per i dipendenti
non è sufficiente limpegno del manager Antonio Balestrino a prorogare i contratti
in scadenza fino al 31 gennaio. I lavoratori, in accordo con le organizzazioni sindacali
di base, chiedono «linterpretazione autentica del piano di stabilizzazione». 1 agosto 2008 - La Repubblica Niente Alfano, arriva Rotondi Bologna - IL governo cambia programma all´ultimo
minuto e cancella la presenza del ministro della Giustizia Angelino Alfano dal programma
per il 28° anniversario della strage della stazione. Domani al posto del Guardasigilli
arriverà il meno noto Gianfranco Rotondi, ministro per l´Attuazione del Programma. Un
dietrofront deciso dal premier Silvio Berlusconi in persona sotto il pressing delle
polemiche politiche di questi giorni, dei veleni revisionisti e delle contestazioni
condannate anche dal sindaco Cofferati contro il "padre" del Lodo che garantisce
l´immunità alle più alte cariche dello Stato. 1 agosto 2008 - Corriere della Sera La compagnia Berlusconi:
«Senza esuberi c'è solo il fallimento» ROMA «Stiamo trattando con compagnie
straniere». Silvio Berlusconi, in un'intervista al Tg5, rivela un dettaglio inedito del
salvataggio di Alitalia, e assicura risultati «all'inizio dell'autunno». Il premier
ammette l'esistenza di un problema-esuberi: «Ci sarà da verificare con quante persone
dovrà funzionare la nuova Alitalia, ma contro questa eventualità osserva
ce n'è una sola, che è il fallimento, quindi 20 mila persone che perdono il posto di
lavoro». 1 agosto 2008 - Il Giorno Operaia licenziata Candy:
«Decisione presa nel rispetto delle leggi» Monza - «SI È TRATTATO di una decisione difficile, presa nel pieno rispetto di leggi e normative, dopo avere attentamente valutato tutte le alternative possibili in tutti i reparti». È la comunicazione fatta dal gruppo Candy il giorno dopo la denuncia pubblica fatta dal sindacato Cub per il licenziamento di unoperaia (da 16 anni in azienda) che, a causa di alcune patologie al braccio («contratte proprio nel corso dellattività lavorativa», spiega il sindacato) non poteva più continuare a svolgere determinate mansioni. «La decisione è venuta a conclusione di un caso iniziato nel 2000 e dopo oltre tre mesi nei quali la lavoratrice è stata sospesa con retribuzione dal lavoro per completare tutti gli accertamenti e approfondimenti. Vista linabilità della lavoratrice a ricoprire ruoli in produzione e la saturazione dei posti di lavoro impiegatizi in fabbrica, è stato giocoforza arrivare alla decisione» spiegano dallazienda. «Candy Group sta operando con la collaborazione dei migliori esperti di medicina del lavoro per migliorare ulteriormente le condizioni e le procedure operative in tutti i suoi stabilimenti, con lobiettivo di minimizzare la possibilità di insorgenza di malattie professionali. Nellinderogabile rispetto delle esigenze della produzione, si è sempre dimostrata aperta a eventuali cambi di mansione, quando necessari per evitare linsorgere di patologie direttamente connesse allattività lavorativa. Tutto questo rientra nei principi etici di responsabilità sociale dellazienda, basati sul pieno rispetto delle persone, delle leggi e normative e dellambiente», concludono dalla Candy.(F.Lomb.) 1 agosto 2008 - Savona news Savona: sciopero dei busi lunedì prossimo, disagi Savona - Sciopero dei bus Acts, indetto dalle Segreterie Provinciali di FILT CGIL, UIL TRASPORTI e CUB TRASPORTI, lunedi' prossimo dalle 8.30 17.30 e dalle 20 a fine servizio. Non vengono esclusi disagi immediatamente prima e dopo le ore di sciopero programmato...(r.c.) 1 agosto 2008 - Settegiorni ANPI E ALTRI Nato a Rho il Comitato rhodense permanente antifascista. Dopo il raduno nazionale di Cuore Nero, tenutosi a Rho lo scorso 13 e 14 giugno, le forze democratiche e antifasciste hanno deciso di costituire l'organizzazione: «a presidio della Costituzione democratica». E' guidata dal presidente della sezione rhodense dell'Anpi Tonino Guerra ed è formata dalle sezioni Anpi di Rho, Lainate, Nerviano, Cgil Milano, Fiom zona San Siro-Sempione, Cub Rho, Slai Cobas Rho, Rock'in Rho, Sos La Fornace, Giovani idee, Rifondazione comunista Rho, Partito dei comunisti italiani Rho, Sinistra democratica Rho, Partito democratico Rho, Verdi Rho e Verdi Lainate. |