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Il Sindacato di Base e Indipendente

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22/07/08

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dicono di noi - le notizie
dall'11 al 20 luglio 2008

20 luglio 2008 - La Repubblica

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la prima pagina de La Repubblica

CHI FA LE CHIACCHIERE E CHI I FATTI
A proposito di informazione...

...segnaliamo una chicca presente su La Repubblica di oggi e reperita anche, alle 10, sul sito dello stesso quotidiano.
C'è nella prima pagina (del giornale e del sito) il lancio delle notizie sulla questione DL 112, brunetta, tagli, sciopero, ecc., tema sul quale da subito RdB ha messo in campo iniziative di lotta vere.
Ebbene, sia nella prima pagina che negli articoli interni non viene mai citata la nostra organizzazione sindacale, ma ci sono dichiarazioni varie di cgil, cisl, uil e persino ugl; il fatto è che per illustrare le notizie sono costretti a utilizzare le immagini della nostra iniziativa a Montecitorio del 16 us, l'unico momento di mobilitazione contro il DL 112 e lo smantellamento della P.A., visto e considerato che le altre OO.SS. poco o nulla hanno fatto di concreto se non, appunto, dotte dichiarazioni e roboanti minacce di sciopero.
Lascia l'amaro in bocca constatare come l'informazione continui "scientificamente" a occultare le nostre iniziative ed anzi, come in questo caso, usarle strumentalmente per veicolare posizioni e contenuti di altre OO.SS.

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l'immagine alle pagine 2 e 3

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la prima pagina del sito Repubblica.it alle ore 10


20 luglio 2008 - QN Quotidiano Nazionale

ROMA. GLI AUMENTI agli statali? «Solo a chi li merita»...
di NUCCIO NATOLI

ROMA — GLI AUMENTI agli statali? «Solo a chi li merita» tuona il ministro della funzione pubblica, Brunetta. Il rinnovo dei contratti pubblici? Il maxiemendamento stringe la cinghia e stanzia 400 milioni in meno (2.340) per il triennio 2009-2011 rispetto ai 2.740 milioni previsti nella manovra originaria. La novità ha l’effetto della benzina sui rapporti già in fiamme tra statali e governo. I sindacati insorgono minacciando «un settembre caldo», con la parola «sciopero» che viene ripetuta con insistenza. Il governo, con il relatore di maggioranza al maxiemendamento, Zorzato, cerca di spegnere l’incendio negando, ammettendo e promettendo: «Non c’è nessun taglio (negazione). I 400 milioni sono stati tolti per finanziare l’abolizione dei tickets sanitari (ammissione). Con la finanziaria saranno trovati i soldi per i contratti pubblici (promessa)». In veste di pompiere si precipita pure il ministro Brunetta il quale assicura che «il governo rispetterà l’impegno di rinnovare i contratti in base all’inflazione programmata». Quindi annuncia che sarà creato un fondo in cui confluiranno i risparmi ottenuti tagliando le consulenze e con quei soldi «sarà premiata la maggiore produttività dei dipendenti pubblici». Si muove anche il Tesoro con il sottosegretario Vegas per sostenere che «non c’è nessun taglio per gli statali e che i 400 miliardi erano già destinati ad altre spese». Gli statali, a torto o a ragione, comunque si sentono nel mirino. Tra visite fiscali a gogò e stipendi decurtati in caso di malattia, colpi di scure sul «salario accessorio», lotta ai fannulloni, piaga non contestabile dell’assenteismo, anche i sindacati dei dipendenti pubblici sono spiazzati. Se c’è poco da dire, oltre al classico «non si può fare di ogni erba un fascio», sul versante «fannulloni», i sindacati hanno avuto gioco facile a scatenarsi sulla questione dei tagli per i rinnovi contrattuali. La Cgil parte subito all’attacco sostenendo che «il re è nudo» e a settembre lo «sciopero sarà inevitabile. Il governo è in stato confusionale». La Cisl, il sindacato più rappresentativo nel mondo del pubblico impiego, è solo di poco più cauto. «Ci stanno preparando una polpetta avvelenata», sostiene Baratta, ma sullo sciopero punta con meno decisione: «Solo come estrema ratio». La strategia della prudenza della Cisl non è stata seguita da Uil e Ugl. «E’ chiaro che senza soldi la mobilitazione è inevitabile», per Pirani (Uil). «Se una busta paga già al di sotto della media europea aggiungiamo i tagli decisi dal governo la reazione non potrà mancare» l’avvertimento di Depolo (Ugl). L’opposizione non ha perso l’occasione per buttarsi nella mischia: «Dopo le famiglie, la manovra di Berlusconi e Tremonti lascerà a bocca asciutta pure gli statali. Una doppia beffa per milioni di italiani che vedono erosi ogni giorno i loro salari al contrario di quanto Berlusconi aveva promesso in campagna elettorale», infierisce Graziano (Pd). AL MOMENTO la strategia del sindacato, oltre alle proteste e alle minacce di sciopero, punta a dimostrare che la cifra prevista in origine (2.740 milioni di euro) per i rinnovi contrattuali era assolutamente insufficienti, figuriamoci dopo il taglio (smentito dal governo) di altri 400 milioni. Il sindacato inoltre non lo ammette ufficialmente, ma è consapevole che gli interventi sul "salario accessorio" (per qualcuno potrebbero arrivare fino a 9mila euro l’anno) stanno facendo montare la marea del malcontento tra i dipendenti pubblici. Una protesta, però, che rischia di sfuggire al loro controllo e di essere intercettata dalle rappresentanze di base. E’ un fatto, comunque, che sulle varie categorie dei dipendenti pubblici la scure sta calando davvero: il maxiemendamento ha confermato lo slittamento di un anno per gli scatti di anzianità di magistrati, avvocati e procuratori di Stato, diplomatici, professori e ricercatori universitari, dirigenti delle forze dell’ordine e delle forze armate.


20 luglio 2008 - La Nuova Sardegna

CAGLIARI. Disservizi sono possibili martedì mattina negli uffici Inps...

CAGLIARI - Disservizi sono possibili martedì mattina negli uffici Inps di via Regina Margherita e nelle agenzie di Mulinu Becciu, Sant’Elia, Pirri, Quartu, Assemini, Sanluri e Senorbì per un’assemblea dei dipendenti iscritti al sindacato Rdb-Cub davanti alla sede di via Grandi.


20 luglio 2008 - La Nuova Ferrara

LA VERTENZA
Il bilancio unico ostacolo alla fusione di Acft in Atc

Ferrara - Non arriveranno dai lavoratori nè di Ferrara nè, probabilmente, di Bologna gli ostacoli alla chiusura della fusione di Acft in Atc. Gli scioperi di ieri in città e nel capoluogo felsineo hanno dato questa indicazione: adesione inferiore ad altre astensioni per la nostra provincia, dove la sola Rdb cub si era mobilitata, e accenti forti non tanto sulla fusione ma sui contratti a Bologna, dove erano scese in campo Cgil, Cisl e Uil. Il problema è al momento la sottrazione ad Atc della gestione dei parcheggi e delle corsie preferenziali bolognesi, che vale 15 milioni di euro, il 70% dei quali arriva da contravvenzioni. «Ci sarà un confronto specifico dove si valuteranno i pro e contro dello scorporo» ha detto Maurizio Lunghi, segretario bolognese della Filt Cgil, con riferimento all’incontro già programmato giovedì prossimo. In realtà la decisione sembra quella di trasferire gli addetti e le funzioni alla futura società che gestirà il collegamento tra aeroporto Marconi e centro, «ma non ci sono motivi di scontro - assicura Sandro Scodeggio, della Cgil trasporti ferrarese - perchè i soci, cioè gli enti locali sia nostri che bolognesi, hanno garantito che saranno mantenuti i contratti di lavoro in essere». Il pericolo di una dequalificazione e di ammanchi di stipendio è quindi fugato. Restano perplessità sugli equilibri economici della "grande Atc": se infatti per i primi bilanci post-fusione il buco strutturale dell’Acft sarà perfettamente compensato dai ricavi della sosta bolognese, una volta scorporati i parcheggi del capoluogo felsineo restano... le perdite di gestione ferraresi.
Martedì 22 è previsto invece un incontro tra sindacati e Agenzia della mobilità per valutare il passaggio dalla gestione gross cost a quella net cost, dove gli incassi dei biglietti finiscono direttamente ad Acft senza passare dall’Ami. Se l’operazione risulterà perfezionata, Ferrara potrà presentarsi al vertice di fine agosto a Bologna con le carte in regola per dare il via libera alla fusione nei tempi previsti, cioè entro l’anno.


20 luglio 2008 - La Repubblica

File, bagagli persi e ritardi i gironi danteschi dei turisti
E i poliziotti si improvvisano facchini per far partire anche le valigie
di ALESSANDRO CORI

Bologna - Scegliere la meta, comprare il biglietto, prendere l´aereo e sbarcare a destinazione: che sia poi una città d´arte o un villaggio turistico poco importa. Detta così, viaggiare sembra facile, ma prima di arrivare nel "paradiso terrestre", sognato magari per un anno intero, il viaggiatore medio deve fare i conti con i disagi che incontra in aeroporto e tra file interminabili, ritardi, l´aria condizionata che non funziona e i bagagli che impiegano una vita per essere imbarcati, la sala d´aspetto spesso rischia di essere peggio di un girone dantesco: una situazione che i passeggeri e i dipendenti delle aziende che lavorano al Marconi conoscono bene. Come quando le stampanti per le carte d´imbarco non funzionano, oppure manca il personale per caricare le valigie - tanto che i poliziotti sono costretti ad improvvisarsi facchini per dare una mano - e allora il popolo dei vacanzieri nella maggior parte dei casi perde la pazienza.
A sentire la situazione descritta dal sindacato Cub Trasporti, lavorare e viaggiare al Marconi non è per niente facile, e tutto questo mentre le istituzioni cittadine solo pochi giorni fa hanno firmato l´accordo territoriale per la realizzazione del nuovo terminal, una struttura da 90 mila metri quadrati che sostituirà l´attuale aerostazione. Con un piano che scommette soprattutto sul low cost. Certo, la maggior parte delle file e dei disagi che incontrano i passeggeri, non dipendono dallo scalo bolognese ma più che altro dai ritardi e dai problemi delle compagnie aeree (come è successo ieri nel caso del volo della Myair). Poi però, i disservizi che affliggono l´aeroporto rendono sicuramente tutto più complicato. La nuova "Area 2" per esempio - dove vengono eseguiti la maggior parte dei check-in per i charter -, secondo Cub presenta «più carenze che altro. L´impianto di condizionamento dell´aria è obsoleto e insufficiente per la quantità di passeggeri che transitano in aeroporto, e i nastri trasportatori a volte si bloccano». Per non parlare del problema acustico: «Alcuni dipendenti di Bas e Marconi Handlig, le ditte che si occupano dei servizi a terra, sono costretti a venire a lavorare con i tappi nelle orecchie, mancano i pannelli anti-rumore e il suono dei nastri, che si sovrappone al vocio delle persone che attendono, crea un frastuono impressionante».
Se poi succede che le stampanti che emettono le etichette e le carte d´imbarco si bloccano all´improvviso, allora agli addetti al check-in non rimane che tranquillizzare i passeggeri in attesa del tecnico della manutenzione, che però è presente dalle otto di mattina alle otto di sera: dopo ci si affida alla praticità del singolo dipendente. «I varchi dell´Area 1 dove passano i viaggiatori per i controlli della security - denuncia il sindacato - sono insufficienti, si creano file anche di 40 minuti, basterebbe metterne altri ma la direzione ha preferito dare gli spazi ai negozi». Infine, Cub lamenta la carenza di personale, in particolar modo per la ditta di facchinaggio Giacchieri. «Domenica scorsa c´erano solo due addetti ai bagagli, con quattromila passeggeri. Per fortuna che i poliziotti si sono rimboccati le maniche e hanno dato una mano».


20 luglio 2008 - Il Tirreno

Il sindaco: le risolveremo senza sentenza
Sea, sessanta vertenze aperte contro i turni di lavoro la domenica
di Donatella Francesconi

VIAREGGIO - Sessanta vertenze avviate, dai lavoratori Sea su iniziativa del sindacato autonomo Rdb, per contestare il lavoro domenicale non previsto - hanno spiegato ieri mattina al sindaco Lunardini - dal contratto nazionale di lavoro. Sessanta "bombe" pronte ad esplodere (ma Lunardini ha assicurato che si troverà un accordo senza dover arrivare in tribunale) in una situazione già critica per l’azienda dei rifiuti che avanza dal Comune, secondo le ultime stime, qualcosa come 3-4 milioni di euro ma deve continuare a garantire la pulizia della città. Di questo ed altro si è parlato ieri mattina nell’incontro tra lavoratori e amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Lunardini e dall’assessore all’ambiente Pierluigi Cinquini, che ha seguito personalmente l’ultima trattativa sindacale.
Lavoro domenicale, indennità, nuove assunzioni e stabilizzazione dei precari, futuro dell’azienda nello scenario delle gare d’autunno ora che si parla di un unico Ato per tutta la costa toscana: queste le domande rivolte agli amministratori dai dipendenti Sea. Domande alle quali sono arrivare le rassicurazioni di rito, in un quadro di tensione tra Comune e Sea bel specificato dall’assessore e dal sindaco: «Avere il 60% di una società - ha detto chiaro e tondo Cinquini - e non contare nulla mi fa decisamente imbestialire». I rapporti tra Sea e Comune sono tesi per la città decisamente poco pulita, ma anche per le mancate dimissioni del presidente Fabrizio Catarsi. Uomo di Partito democratico, fedelissimo dell’ex assessore Fabrizio Manfredi, ha scelto la strada del collega Tofanelli: niente dimissioni, e se sarà proprio necessario si tratta (per esempio la scissione di Sea nei rami rifiuti e gas).
Lunardini, sulla situazione Sea, non c’è andato leggero: «Io vorrei sapere - ha detto - perché i privati con i rifiuti ci guadagnano e il pubblico ci rimette. Credo davvero che ci sia qualcosa che non va...».
Cosa sia l’ha spiegato in maniera chiara un dipendente: «Per sostituire una lampadina o la batteria dell’avvisatore acustico dei furgoni, dobbiamo chiamare Versilia servizi (ex Idrosea, interamente partecipata dal Comune). Bene, cominciamo a riportare in azienda sprechi come questo che non hanno motivo di essere...».
A proposito delle gare sull’intero Ato costa che attendono Sea in ottobre, l’assessore Cinquini ha fornito un po’ di tempistica: «Nel prossimo consiglio comunale approveremo la convenzione con Ato Costa, una decisione che dal 10 luglio è sul tavolo del presidente del consiglio comunale».


20 luglio 2008 - Il Tempo

I contratti delle sessanta educatrici dei cinque asili nido...
I contratti delle sessanta educatrici dei cinque asili nido sinora gestiti dalla Farmacap scade il 31 luglio. Una vicenda che parte da lontano. Tre anni fa, il Comune di Roma, in piena emergenza nidi per le lunghe liste d'attesa, decise, tra le polemiche delle RdB e dell'opposizione di centrodestra, di affidare l'apertura e la gestione di nuovi asili nido alla Farmacap, l'azienda capitolina delle farmacie e dei servizi socio-sanitari del Comune.

Roma - Un'operazione «a rischio», considerando natura e funzione dell'azienda e che circa un anno fa costrinse l'amministrazione a tornare sui propri passi e ad annunicare la fine dell'esperienza Farmacap nell'educazione scolastica.
Una fine che arriva oggi, innescando polemiche e preoccupazione per le sessanta maestre precarie che rischiano ora il posto di lavoro e per decine di bambini che a settembre rischiano di non avere più un asilo nido da frequentare.
Per questo, già da fine giugno le maestre hanno dato vita a una serie di proteste e sit-in, mentre gli assessori alla Scuola, Laura Marsilio e al Sociale, Sveva Belviso, sono impegnate per trovare una soluzione, in tempi di scarse risorse. E non solo. Le assunzioni Farmacap rientravano negli accordi di stabilizzazione del personale scolastico del 2006 e del 2007. Accordi sui quali occorre ora rimettere mano e non solo sulla parte che riguarda la Farmacap.


19 luglio 2008 - Il Giornale di Sondrio

PRESIDIO MERCOLEDÌ A SONDRIO
RDB/CUB CONTRO LO SMANTELLAMENTO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Sondrio - Anche a Sondrio si lotta per fermare lo smantellamento della Pubblica Amministrazione. Un buon successo ha avuto la prima giornata di mobilitazione promossa dalle Rdb/Cub, che mercoledì hanno prima tenuto un'assemblea al policampus e quindi un presidio ai giardini di piazzale Bertacchi. La protesta è contro il Decreto Legge 112, che prevede pesanti interventi sulla Pubblica Amministrazione.


19 luglio 2008 - Il Mattino di Padova

LE REAZIONI DEI SINDACATI
«Vanno colpiti i veri fannulloni»
Sit in mercoledì in Prefettura, i Cobas pronti a proteste clamorose

Padova - E’ rivolta tra i dipendenti del pubblico impiego. La circolare del ministro Brunetta contro i dipendenti fannulloni e assenteisti ha immediatamente scatenato la reazione dei 30.000 statali padovani, tra i quali ci sono i 10.000 addetti alla sanità, i mille dei 104 enti locali della provincia e i 12.000 docenti delle scuole. I primi a mobilitarsi ancora prima della drastica decisione del ministro veneziano sono stati i Cobas, che hanno tenuto due assemblee-sciopero davanti agli uffici dell’Agenzia delle Entrate, in via Turazza.
La lotta continuerà mercoledì prossimo 23 luglio alla mattina, con un sit in davanti alla Prefettura. Il 28, invece, alla sala polivalente di via Diego Valeri, si terrà l’attivo dei delegati indetto da Cgil, Cisl e Uil. Già da domani sono in programma volantinaggi davanti agli ospedali e agli uffici pubblici. Insomma la circolare Brunetta non passerà inosservata nonostante le scuole siano chiuse e tanti lavoratori in ferie. Le prese di posizione più dure arrivano da Stefano Pieretti, leader dei Cobas e da Anna Bettella, coordinatrice della Filas-Confsal, licenziata dal Comune proprio per assenteismo.
«Purtroppo da questo Governo ci aspettavamo questo ed altro», afferma Pieretti. «Noi non intendiamo difendere i fannulloni, ma i problemi della produttività nel pubblico impiego non si affrontano con queste pagliacciate. Così facendo la spesa pubblica viene solo dilatata perché le visite fiscali costano 70 euro ciascuna. Un vero salasso».
Sintetico, ma ugualmente pungente, il commento di Anna Bettella. «Il provvedimento di Brunetta è anticostituzionale perché discrimina i lavoratori pubblici da quelli privati», osserva la segretaria della Filas. Più dialettici i commenti di Adriano Pozzato ed Alessandro Peruzzi della Cisl, di Stefano Tognazzo della Uil e infine di Luca Finazzi della Cgil. «Le scelte di Brunetta non risolvono i veri nodi della pubblica amministrazione perché non tengono conto degli eventuali errori dei dirigenti e delle esigenze dei cittadini-fruitori dei servizi che, invece, stavano per essere risolti dal governo Prodi», sottolinea Finazzi.
Pesanti i giudizi di Tognazzo e Pozzato. «E’ una circolare che condanna a priori i dipendenti pubblici e fa di tutte le erbe un fascio» sostiene Tognazzo. Pozzato, neo-segretario generale della Cisl, invece, dichiara che non è giusto tagliare il salario aggiuntivo a tutti i lavoratori assenti, compresi gli ammalati. Un po’ diverso, infine, il commento del segretario dell’Ugl.
«Da un lato è giusto combattere i fannulloni, mentre dall’altro non è giusto sparare nel mucchio», afferma Fabio Beltempo.


19 luglio 2008 - Taranto Sera

Noi dipendenti. Perseguitati
di Maria De Bartolomeo

Taranto - Anche nelle aule e negli uffici del tribunale ionico il decreto legge 112 "Tremonti-Brunetta" non fa stare tranquilli. "E’ una campagna contro di noi - commenta Mario Ubaldini coordinatore provinciale della Rdb - penalizzazioni a danno di chi lavora onestamente. E’ inconcepibile pensare di rimanere in casa dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20 in caso di malattia. Non è possibile nemmeno andare in farmacia". Restrizioni e limiti imposti dal nuovo Governo contro i dipendenti pubblici per contrastare il fenomeno dell’assenteismo che non perdonano e che non tralasciano nemmeno le tasche dei lavoratori. Per i primi dieci giorni di malattia, infatti,, è corrisposto solo lo stipendio base. Tagli quindi alle indennità. "Una condizione che, in un periodo in cui le famiglie non riescono a giungere alla terza settimana - fa notare Ubaldini - non fa altro che peggiorare la situazione". "Con questi metodi viene colpito non solo chi non lavora - sottolinea - ma tutti, indistintamente. Non ci si ammala per scelta". "L’intento è - conclude - chiaramente quello di diffondere nell’opinione pubblica l’idea che i dipendenti pubblici siano un peso per lo Stato e la comunità. Questo, peraltro, in vista di rinnovi contrattuali".


19 luglio 2008 - Corriere Fiorentino

Il piano I nuovi contratti saranno 147 contro i 286 dello scorso anno.
Martedì il documento arriva in giunta
Palazzo Vecchio dimezza le assunzioni di impiegati e vigili
di Federica Sanna

Firenze - Palazzo Vecchio dimezza le assunzioni. I nuovi dipendenti che entreranno (con contratto a tempo indeterminato) negli uffici comunali da qui alla fine del 2009 saranno in totale 147, contro i 286 dell'anno precedente. A prevederlo è il piano che sarà presentato, il prossimo martedì, alla giunta dall'assessore al lavoro Riccardo Nencini. «La logica seguita nell'elaborazione delle assunzioni— tiene a precisare il dirigente al personale Piero Cipriani — è quella di privilegiare, potenziare e mai diminuire i servizi del Comune». I pensionamenti previsti per quest'anno sono 165. Poco più rispetto alle assunzioni.
Sono sette i settori dell'amministrazione in cui sono previste 134 assunzioni (tramite le procedure concorsuali) e 13 stabilizzazioni di personale precario, cioè chi ha registrato oltre 1.800 ore di servizio in 3 anni. Nella polizia municipale arriveranno 31 inserimenti, a fronte di 13 pensionamenti. Un piccolo potenziamento di 18 unità, dunque. Decisamente meno rispetto alle 140 unità che l'assessore Graziano Cioni ha stimato per raggiungere il pieno organico.
Piccolissimi potenziamenti, da 2 a 5 unità, anche per l'assistenza sociale (8 nuovi assunti), la mobilità e le grandi opere (compresi i tecnici della tramvia), gli sportelli ai cittadini e l'informatica. Pareggio fra pensionamenti e nuovi assunti, invece, per i servizi dei nido e per quelli delle scuole materne, che hanno un turn over molto rigido.
«Abbiamo meno risorse finanziarie — spiega Nencini — a questo si è aggiunto poi il taglio dell'Ici Quando si assume un lavoratore dobbiamo garantirgli uno stipendio. Questi numeri sono quello che ci siamo potuti permettere. Mi rendo conto — conclude — che le assunzioni sono contenute».
E la preoccupazione aumenta a leggere le anticipazioni sulla nuova finanziaria che il governo Berlusconi sta elaborando. Potrebbe infatti essere introdotto il blocco del turn over: un assunzione ogni sei pensionamenti. Il rischio è quello di non avere abbastanza personale. Ma la norma potrebbe anche bloccare il ridotto piano di assunzioni facendo scattare una corsa contro il tempo per la sua realizzazione.
E i sindacati sono già sul piede di guerra. Circa venti giorni fa il primo incontro con l'amministrazione per la presentazione del piano. Dopo lunghe discussioni con i sindacati l'accordo non è stato trovato. Il prossimo round è fissato lunedì, il giorno prima dell'approdo del documento in giunta. «Abbiamo dei dubbi in particolare sull'analisi complessiva che ha fatto l'ente per predisporre questo piano — spiega Stefano Cecchi dell'Rdb del Comune — si riuscirà a coprire il turn over? Ci sembra che ancora una volta si voglia prediligere l'esternalizzazione dei servizi rispetto alla gestione diretta». I dubbi riguardano anche la stabilizzazione del personale precario: «L'amministrazione — si fa notare — si è chiusa dietro una netta e rigida interpretazione delle norme per altro applicate diversamente da altri enti».


19 luglio 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Alle parole del sindaco non potevano non replicare...

Civitavecchia - Alle parole del sindaco non potevano non replicare le organizzazioni sindacali del Pincio. La Rdb-Cub ha diffuso ieri un volantino nel quale parla di "fallimento" (chiaramente riferito a Moscherini) ed afferma: «Su ristrutturazione e gestione delle risorse umane è la peggiore amministrazione che abbiamo avuto negli ultimi venti anni».
Nel merito delle argomentazioni relative al caso vigili, la Rdb afferma: «Sindaco, ma la finanziaria vale solo quando le fa comodo o anche quando lei, circa sei mesi fa, in prefettura, dichiarava che la finanziaria era una puttanata di Prodi e Bertinotti?»


19 luglio 2008 - La Repubblica

Milano, l´Eurostar si spezza in stazione
La denuncia di un sindacato: strage sfiorata. L´azienda: falso, vi quereliamo Trenitalia: errore umano. Il distacco in manovra. Cgil: nessun rischio per la sicurezza

MILANO - Un Eurostar che si spezza in due. L´ultimo incidente di un sistema ferroviario fragile è avvenuto la mattina del 14 luglio mentre il convoglio, trasportato dall´officina della Martesana alla stazione centrale di Milano, era vuoto. Il mezzo avrebbe dovuto trasportare i passeggeri diretti a Roma con il treno 9427 delle sette del mattino. Il gancio di trazione si è rotto e ha tagliato in due tronconi l´Etr tra le carrozze 11 e 12 di seconda classe.
L´episodio risale a cinque giorni fa, ma la denuncia è di ieri: a firmarla sono stati i sindacalisti dell´Assemblea dei ferrovieri, sigla riconducibile ai Cub, la confederazione unitaria di base. «Sarebbe stato un disastro se fosse avvenuto pochi minuti dopo, in linea, ad alta velocità e carico di viaggiatori», denunciano i sindacalisti. In realtà, difficilmente i passeggeri avrebbero rischiato: a precisarlo è Trenitalia - che annuncia anche «immediati provvedimenti contro chi ha diffuso interpretazioni allarmistiche e diverse dai fatti reali» - ma anche altri sindacati come la Filt-Cgil, il cui segretario generale, Franco Nasso, parla di «operazione di manovra che non ha avuto, né avrebbe potuto avere alcuna conseguenza in termini di sicurezza». Anche gli agenti della Polfer, che pure avvieranno degli accertamenti sull´episodio, ritengono che «non ci siano stati pericoli per i passeggeri».
L´incidente però c´è stato e nessuno lo nega. «Non è normale che il tenditore si spezzi», osserva Rocco Ungaro, sindacalista della Filt-Cgil, che ridimensiona l´allarme ma aggiunge: «Sarebbe grave se la causa fosse un difetto di fabbricazione del pezzo». E Luigi Vimercati, senatore del Pd, accusa: «È l´ennesimo campanello d´allarme della grave situazione in cui versa la manutenzione delle Ferrovie dello Stato».
Trenitalia specifica che il guasto al treno è avvenuto «durante le prescritte operazioni di controllo preliminari alla sua entrata in esercizio e, soprattutto, perché è il risultato di una errata manovra del personale di macchina, possibile solo in fase di partenza». Sempre secondo la società, «l´errata manovra ha determinato l´attivazione dei sistemi di sicurezza che hanno frenato una parte del treno impedendone il movimento e provocando la rottura di un gancio di collegamento, secondo i principi basilari della sicurezza ferroviaria». Alessandro Pelegatta, della Cub, replica che «desta molti interrogativi il fatto che un gancio si possa spezzare così, anche in seguito a una manovra errata».
D´altronde, se da un lato Trenitalia sottolinea che «le Ferrovie dello Stato vantano il primato della sicurezza in Europa e nel mondo, attestato da organismi internazionali indipendenti», i manager non nascondono la delusione per il mancato inserimento, nell´ultima finanziaria, dei 6,5 miliardi di euro su cui l´amministratore delegato Mauro Moretti contava per l´acquisto dei mille treni nuovi - in sostituzione di quelli vecchi e insicuri - annunciati da più di un anno. La società prevede comunque di investire 4,4 miliardi in sicurezza nei prossimi anni.
Anche le compagnie regionali stanno rinnovando il proprio parco auto, come le Ferrovie nord di Milano, i cui dirigenti proprio ieri sono stati scagionati dall´accusa di aver contribuito alla morte di un macchinista il 14 marzo 2006 nella stazione di Garbagnate dopo lo schianto con il Malpensa Express. La procura di Milano, pur riconoscendo che l´impianto frenante era vetusto, ha archiviato le indagini sostenendo la tesi dell´errore umano da parte della vittima.(da.c.)


19 luglio 2008 - L'UnioneSarda

Trasporti. Porto canale, nuove proteste dei sindacati autonomi

Cagliari - La protesta continua. Su iniziativa dei sindacati autonomi Rdb/Cub e Fast Confsal, ieri a Cagliari c'è stata un'assemblea dei lavoratori del porto canale. Un'iniziativa che fa seguito al sit-in di lunedì scorso davanti al Consiglio regionale. I segretario regionali Enrico Rubiu e Augusto Tocco evidenziano che l'assemblea ha analizzato la difficile situazione del terminal container, con il blocco totale del traffico e la cassa integrazione per un anno, scattata il 14 luglio, per 195 dei 199 dipendenti della società terminalista, la Cict. Rubiu e Tocco chiedono un confronto immediato con Comune, Provincia, l'Autorità portuale e Regione, senza escludere il Governo, «per impedire e allontanare lo spettro della messa in mobilità dei lavoratori al posto del proseguo della cassa integrazione».
NUOVE PROTESTE L'assemblea dei lavoratori ha deciso di dare continuità «alla lotta per il posto di lavoro». È stato anche approvato un calendario di iniziative e manifestazioni (la prima la prossima settimana) a sostegno della vertenza. Rdb/Cub e Fast Confsal si impegnano «a ricercare l'unità di tutti i lavoratori» sulla base di un programma che prevede «l'immediata occupazione di uno spazio simbolico come punto di organizzazione della vertenza e di raccordo di tutti i lavoratori».


19 luglio 2008 - La nuova Sardegna

PORTO CANALE. LAVORATORI IN ASSEMBLEA
«Uniti contro la crisi»

CAGLIARI - Continua la mobilitazione dei lavoratori del porto canale, in cassa integrazione dall’inizio del mese per la mancanza di attività sulle banchine di Macchiareddu: «Non ci fermeremo sino alla soluzione della crisi» hanno detto nel corso di un’assemblea indetta dalla Fast trasporti e dalla Rdb/Cub nei locali della Cict. Durante i lavori - informa una nota firmata da Enrico Rubiu - si è parlato di come impostare la lotta sindacale rivolta ad aprire tavoli di discussione e di confronto con le istituzioni come il comune di Cagliari, la Provincia, l’Autorità portuale e la Regione «senza escludere il governo nazionale per allontanare lo spettro della messa in mobilità dei lavoratori».
Nel documento conclusivo i lavoratori «si impegnano a ricercare l’unità sulla base di un programma che prevede l’occupazione di uno spazio simbolico e un calendario settimanale di iniziative e manifestazioni a sostegno della vertenza».


19 luglio 2008 - Il Bologna

Sindacato. Soddisfati per la partecipazione i rappresentanti dei dipendenti delle imprese artigiane
Riuscito lo sciopero Atc il 24 vertice in comune

Bologna - Autobus fermi, buona adesione (l'80? secondo l'azienda) dei dipendenti Atc allo sciopero che ieri ha bloccato il servizio di trasporto pubblico per quasi tutta la giornata e i lavoratori registrano dei risultati dopo la lotta che avanti da tempo. L'astensione del lavoro è stata proclamata da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl, Cub-Trasporti per contestare il progetto di fusione fra Atc Bologna e Acft Ferrara (dove lo sciopero è stato di quattro ore, dalle 11 alle 15). Più in specifico la mancata ripatrimonializzazione di Atc (dopo lo scorporo di Srm, Società reti e mobilità), l’assenza della clausola di tutela del personale in caso di ag gregazione con un’altra azienda e la mancata erogazione di 1,5 milioni di euro ad Atc per il cofinanziamento del contratto integrativo. Ieri il Comune ha incontrato i sindacati e convocato una riunione per il prossimo 24 luglio a Palazzo Malvezzi. In particolare per trovare una soluzione al problema del mancato rinnovo dell’integrativo aziendale vincolato all’aumento dei passeggeri trasportati. La maggiorazione (560 euro annui in più a testa) prevista da un accordo del 2004, nel 2008 non è ancora stato erogato mentre i biglietti e gli abbonamenti venduti sono aumentati di 650 mila unità. «L'incontro è andato abbastanza bene, siamo stati convocati in Provincia insieme a Zamboni e Venturi per risolvere la questione del finanziamento -spiega Lunghi della Cgil - ed è stato manifestato interesse per accelerare il confronto per la definizione della Clausola Sociale». I dipendenti artigiani ieri hanno scioperato, per otto ore, e i sindacati annunciano la piena riuscita dell'astensione dal lavoro e del presidio (alcune centinaia di lavoratori) composto in particolare da giovani davanti alla sede Cna regionale. Una protesta per il rinnovo del contratto integrativo regionale»


19 luglio 2008 - OnTuscia

"SUL DISASTRO DEL POLO INDUSTRIALE DI CIVITA AVETE MOLTE RESPONSABILITA'": Rocchi (RdB CUB) replica a Luigi Annesi (Filcem Cgil)
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VITERBO – (md) La barcollante risposta a mezzo stampa della filcem cgil ci convince ancora di più del fatto che abbiamo colto nel segno, commenta lino ROCCHI RdB CUB Viterbo, dalle stesse dichiarazioni apparse sui giornali si evidenzia una situazione disastrosa nel distretto industriale di Civita Castellana in cui i sindacati confederali hanno molte responsabilità: "...1800 posti di lavoro persi e 30 aziende chiuse..." in "...10 anni di crisi...", se questi dati forniti dal segretario di categoria Annesi sono veri si evidenziano alcune cose:
1° i lavoratori avrebbero ottenuto lo stesso risultato se, a suo tempo, si fossero rivolti ad un bravo esorcista più che alla cgil, il dato è tremendo, 180 posti persi e 3 aziende chiuse ogni anno, peggiore dei sinistri per forte velocità in tutta la provincia di viterbo, incapacità? Superficialità? Altro?
2° Dichiarare di essere sceso in piazza da 10 anni, aver fatto tanti attivi, ed i risultati sono decine di aziende chiuse, migliaia di lavoratori licenziati ma, essere sempre ai vertici della cgil, significa accendere un cero almeno settimanale ai santi in paradiso, nella CUB basta molto meno per essere rispediti in fabbrica e non lasciati dietro una comoda scrivania.
3° Questa è una ulteriore conferma che nel distretto di Civita si è consumata una vera e propria spoliazione, prendendo il possibile e non curandosi di chi rimaneva, i sindacati dovevano costringere la politica, confindustria, i padroni a creare nuove opportunità ed a rinvestire in loco le fortune fatte sulle spalle dei lavoratori, negli anni passati.
4° Più in generale, la politica delle compatibilità economiche, la concertazione, il patto del 93, il patto del welfare, accettati e sottoscritti da cgil, cisl e uil, hanno prodotto e continuano a produrre pochi nuovi ricchi ma molti poveri Operai, molti disoccupati e stanno riducendo sulla soglia della povertà intere famiglie, è ora di scendere in piazza non contro un padrone, ma contro un modello di sviluppo che ha al centro del proprio interesse il capitale virtuale e non la ricchezza quella vera, quella fatta di uomini e donne, che lavorano e contribuiscono allo sviluppo dell’intera società in modo consapevole; in sostanza occorre recuperare l’idea dell’uomo al centro dello sviluppo sostenibile. In conclusione, per dare una risposta al segretario della filcem, 10 anni fa la CUB non era in piazza soltanto perchè regole che consentono ad alcuni sindacati di essere nelle fabbriche anche contro il volere dei lavoratori, (cgil, cisl e uil hanno il 30% di rappresentanza garantito in fabbrica, anche se nessun lavoratore si riconosce in loro), impediscono di fatto molte agibilità ad una Confederazione come la CUB che deve di volta in volta "conquistare" il diritto a rappresentare i lavoratori anche nei luoghi di lavoro dove ha il 50% di adesioni. Caro Annesi, rimando quindi al mittente l’augurio di vacanze anticipate e mi auguro che i lavoratori, quelli sì, si concedano delle lunghissime vacanze da te, dai sindacati che non li rappresentano più, da una politica stagnante e da tutti quelli che hanno consentito che un polo industriale come Civita finisse svuotato come una cava di tufo.


19 luglio 2008 - Il Giorno

La Croce Rossa porta un defibrillatore in alta quota

Legnano - SE L’AMBULANZA che lo ha soccorso non avesse avuto a bordo il defibrillatore e gli operatori della Croce Rossa non fossero stati in grado di utilizzarlo, per il 52enne che mercoledì è stato colpito da un infarto proprio davanti all’ospedale di Legnano probabilmente non ci sarebbe stato niente da fare. Proprio per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica sulla vastità del problema degli attacchi di cuore e dell’importanza dell’utilizzo del defibrillatore, la Cisal Fialp Croce Rossa ha organizzato, in collaborazione con Ugl Fedep, Cisl Fps, Rdb Cub, una spedizione che porterà un defibrillatore semi-automatico sul rifugio più alto d’Europa. Il programma prevede questa mattina la partenza da Alagna, in Valsesia, con l’obiettivo di raggiungere il Rifugio Gniffetti, situato alla quota di 3.647 metri. Durante la permanenza, sarà organizzato un mini-convegno sul tema "Morte cardiaca improvvisa e defibrillazione precoce" a beneficio degli appassionati della montagna presenti nella struttura. «In Italia, ogni anno, sono circa 60milale persone che perdono la vita conseguentemente a una patologia cardiaca acuta, mentre molte altre subiscono danni neurologici. Si tratta di un costo sociale e umano non più tollerabile da un paese civile come il nostro» ha spiegato Mirco Jurinovic, segretario regionale Lombardia Cisal Fialp Croce Rossa e operatore legnanese. «Questa iniziativa - ha affermato - vuole essere un segnale forte dell’attenzione che oggi le parti sociali rivolgono ai temi della sicurezza e della salvaguardia».


18 luglio 2008 - Omniroma

OMNIROMA SANITÀ/ RDB-CUB: «STABILIZZATI CO.CO.CO DI TOR VERGATA»

(OMNIROMA) Roma, 18 lug - «Si è conclusa positivamente la vertenza per la stabilizzazione dei lavoratori con contratto Co.co.co, che da anni effettuavano di fatto lavoro subordinato presso il Policlinico di Tor Vergata. La Direzione Aziendale ha attivato lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi già espletati, nei quali i precari già in servizio si erano collocati in posizione idonea all'assunzione». Lo comunica Rdb-Cub. «Attuata anche grazie al contributo della RdB-CUB, interessata da tempo alla vertenza, questa stabilizzazione farà sì che decine di contratti di collaborazione verranno via via sostituiti con contratti a tempo indeterminato, restituendo giustizia in termini di diritti, salario e dignità professionale dei lavoratori - prosegue la nota - Per il Coordinamento regionale della RdB-CUB si tratta di un risultato importantissimo ma ancora parziale, dato che alcuni lavoratori precari dovranno infatti attendere ancora l'esito dei nuovi concorsi. La RdB continuerà pertanto a vigilare sull'esito positivo della vertenza sino alla stabilizzazione di tutti i Co.co.co». «Nel clima di incertezza in cui versa la Sanità della Regione Lazio, il Coordinamento dà atto alla Direzione del PTV dell'impegno assunto, ritenendo tuttavia che sia ancora aperto il percorso per la regolarizzazione dei lavoratori che con contratti diversi da quello della Sanità pubblica operano ad oggi nel Policlinico - conclude il comunicato - Per tale ragione la RdB manterrà forte e determinata la mobilitazione per la vertenza dei lavoratori Arcobaleno e per la loro internalizzazione, convinta che solo la generale regolarizzazione dei contratti, precari ed esternalizzati, ed il miglioramento delle condizioni di lavoro di tutti gli operatori, potranno consentire alla struttura sanitaria il potenziamento del servizio di assistenza con standard qualitativi adeguati alla domanda di salute dei cittadini».

COLLI PORTUENSI, ASIA RDB: VITTORIA CITTADINI CITATI IN GIUDIZIO

(OMNIROMA) Roma, 18 lug - «Gli inquilini di viale dei Colli Portuensi 187, citati in giudizio con procedura d'urgenza in base all'ex articolo 700 del codice di procedura civile dal Fondo Pensione per i dipendenti dell'ex Cassa di Risparmio di Trieste (ora Unicredit), hanno ottenuto giustizia. Questa mattina, i giudici chiamati a decidere sulla risoluzione immediata del contratto di locazione e su un eventuale risarcimento danni nei confronti di cinque inquilini per avere impedito alla Gabetti di mostrare gli appartamenti messi in vendita a terzi, hanno emesso tre provvedimenti». Lo comunica Asia Rdb in una nota. «In particolare - spiega il comunicato - due ricorsi sono stati rigettati, mentre per un altro, giudicato inammissibile, il giudice ha anche stabilito il rimborso a carico del Fondo delle spese legali. L'udienza che vede coinvolto un quarto inquilino è fissata per il prossimo 22 luglio, mentre quella che riguarda un quinto inquilino è ancora in riserva. Il difensore degli inquilini, l'avvocato Vincenzo Perticaro, ha parlato di una grande vittoria dal punto di vista giuridico. I tentativi di seminare tensione e di aumentare il disagio delle famiglie coinvolte utilizzando anche strumenti giuridici è fallito. Ora siamo ancora più convinti che per consentire il prosieguo della trattativa bisogna bloccare le vendite a terzi. Su questo aspetto proseguirà la mobilitazione: martedì prossimo presidieremo la sede di Gabetti per chiedere di fermare le vendite a terzi. mercoledì 23 luglio, in occasione del consiglio regionale, gli inquilini e Asia Rdb promuovono e partecipano alla manifestazione indetta dalla rete cittadina per il diritto all'abitare per chiedere misure urgenti sull'emergenza abitativa. L'appuntamento è per le ore 11 davanti alla sede della regione Lazio, in via della Pisana 1301».


18 luglio 2008 - Il Cittadino

Sindacati in piazza contro il governo: «Vergognoso il decreto sui fannulloni»

Lodi - I sindacati che si occupano della funzione pubblica scenderanno compatti in piazza martedì prossimo. Tutte le sigle (RdB, Cgil, Cisl, Uil, Pubblica amministrazione, Confsal e Fiab Cisal) si daranno appuntamento dalle 9 alle 10.30 nell’aula magna del liceo Verri, in via San Francesco a Lodi; allo stesso tempo, dalle 9.30, i lavoratori della previdenza e della sanità organizzeranno un corteo che partirà dalla sede dell’Inps fino al liceo Verri, per poi proseguire in prefettura. Dalle 10 alle 12, invece, si continuerà con un presidio davanti alla prefettura, i rappresentanti delle diverse organizzazioni incontreranno il prefetto o un suo rappresentante. Al centro della protesta c’è il decreto legge 112 sul lavoro pubblico, gli avversari dall’altra parte della barricata sono invece «la coppia Tremonti-Brunetta, gli sceriffi di Nottingham». I sindacati invitano tutti i lavoratori a partecipare contro «la manovra che destabilizza il settore, tagliando pesantemente i salari, riducendo i servizi e portandoli ad una loro graduale privatizzazione». Per loro è un provvedimento che minaccia il contratto collettivo nazionale di lavoro.«Questa è un’iniziativa unitaria - sottolinea Michele Riccardi di RdB -, tutto il pubblico impiego reagisce contro la gravità del decreto, ma il disegno che c’è dietro è la privatizzazione del settore». Giovanni Bricchi della Cgil punta il dito contro l’ipocrisia delle norme, e aggiunge: «Proporremo un ordine del giorno, perchè questo è un documento che penalizza non solo i lavoratori pubblici ma anche quelli privati». Il segretario provinciale della Uil, massimiliano Castellone, ribadisce più volte che «c’è la tendenza a punire tutti per l’incapacità di punire i colpevoli, inoltre c’è un’eccesso di rigidità, ci troviamo di fronte ad un attentato all’autonomia contrattuale, sono stati tagliati gli istituti contrattuali che vanno trattati contrattualmente».Eugenio Vicini della Cgil definisce l’atteggiamento del Governo come «una campagna strumentale, dietro c’è lo smantellamento dello stato sociale».(G.B.)


18 luglio 2008 - La Tecnica della Scuola

Assenze per malattia: una circolare indecente
di Cub Scuola

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'innovazione creativa Renato Brunetta ha provveduto con una circolare emanata ieri a chiarire coma vadano intese le innovazioni per quanto riguarda la disciplina del controllo delle assenze dei pubblici dipendenti. In pratica si ribadisce che le malattie brevi verranno sanzionate economicamente, che i malati verranno posti agli arresti domiciliari, che la certificazione per le assenze superiori ai dieci giorni e quelle più brevi dopo la prima nel corso dell'anno andranno certificate con maggiori difficoltà. Di fronte ad un attacco ai diritti elementari dei lavoratori e delle lavoratrici nessuna reazione degna di rilievo vi è stata da parte dell'opposizione parlamentare e dei sindacati istituzionali. Un'indegna campagna contro i "fannulloni" del pubblico impiego sembra aver dato i suoi frutti. Contro questa misura come contro tutte quelle che colpiscono i diritti dei lavoratori la CUB Scuola sta organizzando a livello categoriale e generale la mobilitazione dei lavoratori ad autunno. Un primo sciopero dei lavoratori precari della scuola è previsto per settembre, altre iniziative seguiranno.
Per la CUB scuola - il Coordinatore Nazionale Cosimo Scarinzi


18 luglio 2008 - La Nazione

Massa. DIPENDENTI dell’Inps sul piede di guerra...

Massa - DIPENDENTI dell’Inps sul piede di guerra a causa dei tagli alle retribuzioni effettuati dal Governo con il Decreto Legge 112/2008 e contro i provvedimenti discriminanti sulla malattia dei pubblici dipendenti. In una nota unitaria i sindacati Cgil Fp, Cisl Fps, Uil Pa, Fialp-Cisal e Rdb Pi avvisano che il personale dell’Inps di Massa Carrara parteciperà all’assemblea di protesta che si svolgerà presso la sede regionale della Toscana venerdì 18 luglio. Di conseguenza, informano i cittadini che nella giornata di oggi non sarà garantita la piena funzionalità dei servizi.


18 luglio 2008 - La Provincia di Cremona

Precari, Rdb contro Corada

Cremona - Non si spegne la polemica fra le Rappresentanze di base del Pubblico impiego e il sindaco Giancarlo Corada sulla questione della stabilizzazione dei precari. Al primo cittadino che rivendica le 57 assunzioni in pianta stabile di personale a tempo determinato del 2007 e le altre 49 pianificate per l’anno in corso un comunicato firmato da Vincenzo De Vita e Massimilano Andreotti replica accusandolo di «gioco delle tre carte». In particolare i due sindacalisti rimproverano al sindaco di non aver «mai dato risposta alla mail dell’11 marzo 2008» in cui l’organizzazione sindacale «gli chiedeva un incontro urgente sulla questione».


18 luglio 2008 - L'Unità

Un magistrato o un politico per la Asl RmC
Oggi, Marrazzo, dovrebbe comunicare la scelta. In ballo anche la nomina di un manager di area Udc
di Gioia Salvatori

Roma - DOPPIA PARTITA a colpi di decreti, oggi, in via Cristoforo Colombo. In giunta il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, porta il commissarimento della Asl Rm C e il decreto di nomina del commissario reggente dell’azienda sanitaria. A sua volta il governatore potrebbe ricevere da palazzo Chigi, il testo definitivo del decreto che lo nomina commissario ad acta per il risanamento della sanità laziale: un atto in fase di limatura da giorni. Mentre è dato per certo che, se c’è lo sblocco dei fondi, il governatore accetterà la sua nomina a commissario per poi delegare la sanità al suo vice, Esterino Montino, ancora ieri, in Regione, le bocche erano cucite sul nome del prossimo commissario della Asl Rm C. Le più insistenti voci di corridoio, però, danno in arrivo un magistrato. In via dell’Arte e in ambienti medici della Asl Rm C, è dato per certo l’arrivo di un super-tecnico, magari un giudice amministrativo, che rappresenti un’ulteriore svolta nel segno della trasparenza. Forse anche proveniente da un’altra regione, di certo non «riciclato» e che verrà affiancato da un direttore amministrativo esperto di bilanci. D’altronde il presidente Marrazzo, che con il suo staff segue la nomina, ieri aveva parlato chiaro a proposito del commissariamento della Asl Rm C, deliberato dal presidente a seguito di un'inchiesta su un presunto appalto truccato che ha portato a 5 arresti: «Nella Asl Roma C avevamo già svolto un lavoro fianco a fianco con la magistratura - ha detto il presidente - Quel lavoro adesso viene rinnovato, perché se qualcuno ha pensato di compiere atti illegittimi, proprio quando si stava sradicando la corruzione, gli diremo con maggior forza che non passeranno. È un segnale civico e di trasparenza». Un segnale, quello della rimozione dei direttori, generale, amministrativo e sanitario, che non tutti condividono in todo. Il sindacato Rdb-Cub solleva il rischio che i tre direttori rimossi, possano fare causa e ottenere risarcimenti milionari; poi spezza una lancia a favore dell’ex direttore sanitario della Asl Rm C, Paone: «Marrazzo - dice Sabino Venezia - mette sullo stesso piano la direzione amministrativa con quella sanitaria, confondendo un dirigente, Daniele Aguzzi, che lavorava a Tivoli con la dirigenza arrestata, con un primario ospedaliero di comprovata esperienza: il direttore sanitario Antonio Paone che al Sant’Eugenio è riuscito a far realizzare un reparto di dialisi, a far ristrutturare finalmente un centro grandi ustionati invaso dai topi, e sei sale operatorie che erano fuori uso».
In ambienti sindacali c’è chi vorrebbe Paone commissario e chi vocifera, ma l’ipotesi non trova conferma in ambienti medici, dell’arrivo di un manager vicino all’Udc, sempre di comprovata esperienza, come commissario della Asl più grande d’Italia. Sarebbe una prova di apertura al centro da parte del governatore, in vista di eventuali allargamenti della coalizione da testare fin dalle prossime nomine dei direttori generali (o commissari) delle Asl, tutti in scadenza ad agosto.


18 luglio 2008 - Il Resto del Carlino

ACT. «Riassumere i licenziati»

Reggio E. - IL CUB Trasporti (Confederazione unitari di base) ha indetto uno sciopero del trasporto locale, oggi, dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 a fine servizio. I sindacati protestano per il licenziamento di cinque dipendenti dell’Act, senza giusto causa. Il sindaco Graziano Delrio e il presidente della Provincia, Sonia Masini, avevano dato l’indirizzo, approvato in modo unanime da tutte le forze politiche durante il consiglio comunale del 30 giugno, di adoperarsi in tutti i modi possibili per garantire una stabile occupazione ai cinque lavoratori. All’Act era stato chiesto di assumere immediatamente gli operai, licenziati dalle ditte private che svolgevano il lavoro in appalto. Ma fino ad ora, ciò non è accaduto e la responsabilità viene scaricata ora sul sindaco, ora sul presidente dell’Act, Angelo Malagoli, ora sul consorzio Orfeo, che raggruppa le ditte, destinatarie dell’appalto. Alleanza nazionale, per dimostrare solidarietà ai lavoratori, ha voluto censurare il metodo adottato dal sindaco riguardo a questa situazione. In particolare accusa Delrio di non aver voluto affrontare la questione, non ponendo in discussione l’argomento nell’ultima riunione del consiglio comunale. Intanto l’Italia dei valori chiede all’Act chiarimenti riguardo i lavori sui binari della tratta ferroviaria locale. In particolare vorrebbe sapere se i lavori sono affidati a operai con la dovuta professionalità, chi sono le ditte che hanno ottenuto l’appalto e quali garanzie e certificazioni hanno fornito. s.p.

Comacchio. DURA PRESA di posizione da parte del sindacato Rappresentanza di Base...

Comacchio - DURA PRESA di posizione da parte del sindacato Rappresentanza di Base dei dipendenti comunali di Comacchio contro i dirigenti con la distribuzione di un volantino su cui, tra le altre cose si legge: ««Il sindacato di base evidenzia come negli ultimi anni i rapporti tra lavoratori e alcuni dirigenti siano andati degenerando in maniera sensibile e continua creando malessere non soltanto tra dipendenti comunali, ma anche tra la popolazione che con perplessità riscontra una palese inefficienza in certi dirigenti, i quali, seppur pagati profumatamente (80, 90, 100.000 euro l'anno) non producono risultati rilevanti, offuscando, in certi casi, con il loro operato, l'immagine della città». Nel documento a firma della componente interna del sindacato di base si fa riferimento a quanto accaduto nei giorni scorsi tra la dirigente ai servizi finanziari e la dipendente dell'ufficio affissioni. Una discussione nel corso della quale sarebbero volate parole grosse. A questo proposito lo stesso sindacato di base rileva nei confronti della stessa dirigente «un comportamento ai limiti dell'arrogante nei riguardi degli stessi dipendenti». Un modo di agire che avrebbe distratto l’attenzione, sempre secondo l’analisi della Rappresentanza di Base da «problemi seri come la vicenda legata ai rimborsi fasulli intascati da funzionario dell’ufficio tributi che ha prodotto un ammanco alle casse comunali di 550.000 euro. E anche le continue assenze per malattia in quegli uffici, sempre secondo RdB, sarebbero la spia dei difficili «se non impossibili rapporti professionali tra dipendenti e dirigente». Invocano infine l’intervento del sindaco che possa, decidendo nel merito, risolvere la questione «per rendere a Comacchio e a tutti i suoi cittadini un servizio degno di questo nome».


17 luglio 2008 - Agipress

Marrazzo rimuove direttore generale Asl RM/C e dimentica la verifica...

Roma - "Successe già con il Dottor Alessio, il Direttore Generale del San Camillo nominato da Storace, che Marrazzo sostituì dimissionandolo prima della scadenza del contratto e senza sottoporlo a verifica, la procedura per licenziare, se ne esistono i presupposti, un Direttore Generale che non ha svolto correttamente il mandato", dichiara Sabino Venezia, del Coordinamento nazionale RdB-CUB. "Allora Marrazzo, per accorgersi delle irregolarità e degli illeciti avrebbe potuto semplicemente sfogliare il Libro Bianco della RdB sugli appalti del San Camillo, cosa che fecero invece la Corte dei Conti e la Procura, tanto che il successivo Direttore revocò alcuni degli appalti da noi denunciati determinando un risparmio di circa 130 milioni di Euro", prosegue Venezia. "Ma da parte del Presidente della Regione non ci fu nessuna verifica, tanto che Alessio ricorse e vinse, e con lui altri 4 o 5 Direttori che chiesero ed ottennero un risarcimento milionario, e chissà non riconquisti un posto nel nuovo piano di riassetto delle ASL/AO".
"Come allora col San Camillo, così oggi il Presidente non sottopone a verifica la Direttrice della RM/C, con il rischio che domani, agli oltre 200 mila Euro di stipendio, si debba sommare anche il premio di produttività. Aggiunge Venezia: "Inoltre non cerca di comprendere, anche come Assessore alla Salute pro-tempore, come mai ai posti di comando della RM/C ci siano spesso Dirigenti esterni, a volte anche assunti direttamente e privatamente, come l’attuale sostituta della arrestata Robustellini".
"Ma c’è di peggio - sottolinea Venezia - Marrazzo mette sullo stesso piano la Direzione Amministrativa con quella Sanitaria, confondendo un Dirigente che lavorava con l’arrestata Robustellini a Tivoli, già prima delle rispettive assunzioni alla RM/C, con un Primario ospedaliero di comprovata esperienza, che al Sant’Eugenio è riuscito a far realizzare un reparto di Dialisi, a far ristrutturare finalmente un Centro Grandi Ustionati invaso dai topi, o un Blocco Operatorio pericoloso per i malati e per gli operatori. Forse anche in questo si nota l’assenza di un Assessore esperto di Sanità e non solo di conti e di facciate, uno che sappia mantenere gli impegni assunti dal deposto Battaglia, a tutela dei lavoratori esternalizzati di Tor Vergata, vittime di un appalto illecito da 18 milioni di Euro"conclude il dirigente RdB-CUB.


17 luglio 2008 - Omniroma

ASL RMC, RDB-CUB:«MARRAZZO RIMUOVE DIRETTORE MA DIMENTICA VERIFICA»

(OMNIROMA) Roma, 17 lug - «Successe già con Alessio, il direttore generale del San Camillo nominato da Storace, che Marrazzo sostituì dimissionandolo prima della scadenza del contratto e senza sottoporlo a verifica, la procedura per licenziare, se ne esistono i presupposti, un direttore generale che non ha svolto correttamente il mandato». Lo dichiara, in una nota, Sabino Venezia, del coordinamento nazionale Rdb-Cub. «Allora Marrazzo, per accorgersi delle irregolarità e degli illeciti avrebbe potuto semplicemente sfogliare il Libro Bianco della Rdb sugli appalti del San Camillo, cosa che fecero invece la Corte dei Conti e la Procura, tanto che il successivo Direttore revocò alcuni degli appalti da noi denunciati determinando un risparmio di circa 130 milioni di euro - prosegue Venezia - Ma da parte del presidente della Regione non ci fu nessuna verifica, tanto che Alessio ricorse e vinse, e con lui altri 4 o 5 Direttori che chiesero ed ottennero un risarcimento milionario, e chissà non riconquisti un posto nel nuovo piano di riassetto delle Asl/Ao». «Come allora col San Camillo, così oggi il presidente non sottopone a verifica la Direttrice della RM/C, con il rischio che domani, agli oltre 200 mila Euro di stipendio, si debba sommare anche il premio di produttività - aggiunge Venezia - Inoltre non cerca di comprendere, anche come Assessore alla Salute pro-tempore, come mai ai posti di comando della RM/C ci siano spesso Dirigenti esterni, a volte anche assunti direttamente e privatamente, come l'attuale sostituta della arrestata Robustellini». «Ma c'è di peggio - sottolinea Venezia - Marrazzo mette sullo stesso piano la Direzione Amministrativa con quella Sanitaria, confondendo un Dirigente che lavorava con l'arrestata Robustellini a Tivoli, già prima delle rispettive assunzioni alla RM/C, con un Primario ospedaliero di comprovata esperienza, che al Sant'Eugenio è riuscito a far realizzare un reparto di Dialisi, a far ristrutturare finalmente un Centro Grandi Ustionati invaso dai topi, o un Blocco Operatorio pericoloso per i malati e per gli operatori. Forse anche in questo si nota l'assenza di un Assessore esperto di Sanità e non solo di conti e di facciate, uno che sappia mantenere gli impegni assunti dal deposto Battaglia, a tutela dei lavoratori esternalizzati di Tor Vergata, vittime di un appalto illecito da 18 milioni di euro».


17 luglio 2008 - Ansa

LAVORO: CUB; SEI LAVORATORI LICENZIATI A SMOBY TOYS ITALIA

(ANSA) - MILANO, 17 LUG - Sei lavorati sono stati licenziati - due magazzinieri con effetto immediato e altri quattro con la procedura di mobilità - sui 26 dipendenti della sede della Smoby Toys Italia di Pioltello, comune a est di Milano. La decisione - resa nota dalla Confederazione unitaria di base (Cub) - è stata comunicata ai sindacati dalla nuova direzione dell'azienda, la società tedesca Simba che ha acquistata la ditta lo scorso 12 giugno dai vecchi proprietari francesi. «L'atteggiamento della nuova proprietà del gruppo è inspiegabile e contraddittorio - denuncia Angelo Pedrini della Cub - le vendite di giocattoli nei prossimi mesi saliranno, con un picco verso fine anno. Noi sospettiamo che l'azienda voglia trasferire il grosso del lavoro nella sede di Varallo Pombia, vicino a Novara, dove l'attività è svolta soprattutto dal personale di una cooperativa, che permette di risparmiare sui contratti». Il sindacato convocherà, nei prossimi giorni, una riunione con i lavoratori e attuerà un presidio. «Lunedì prossimo - spiega Pedrini -, i due lavoratori licenziati andranno dagli avvocati per fare causa all'azienda che, nel frattempo, sembra aver proposto degli incentivi per farli rinunciare alla causa».


17 luglio 2008 - Italia Oggi

Che Guevara rivive a piazza Montecitorio

Roma - Scene da anni settanta, ieri nella tarda mattinata a piazza Montecitorio. Un tripudio di bandiere rosse, uomini con magliette inneggianti a Che Guevara e con scritte come: «Partigiano e comunista, sempre presente». Erano gli esponenti del coordinamento nazionale delle rappresentanze sindacali di base, che diffondevano anche volantini dedicati al ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Nel foglietto targato Rdb Inps, si legge: «'O pesce fete ra, capa», seguito dal sottotitolo «Alla fiera dell'ovvietà il ministro pone autorevolmente la sua candidatura all'Oscar». Ovviamente, le RdB si scagliano subito dopo contro la triplice formata da Cgil, Cisl e Uil (quella che Marco Pannella, anche adesso che ha siglato l'accordo con il Pd, definisce «la trimurti»). Dove Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti vengono definiti come personaggi che si fanno notare per il loro «silenzio assordante», e sottolineando quelle «caste che hanno governato e la fanno da padroni sotto ogni bandiera nei grandi enti pubblici economici e no». Gente che stava lì anche con Romano Prodi.


17 luglio 2008 - Leggo

Torino. Non è una spiaggia della Liguria e neppure di Rimini...

Torino - Non è una spiaggia della Liguria e neppure di Rimini, anche se ci sono ombrelloni, salvagenti e molte persone stese a terra a prendere il sole. È il "Torino beach", i bagni senza sabbia nè mare inventati per protesta ieri mattina da una cinquantina di dipendenti del pubblico impiego in via Verdi, davanti alla sede della Rai. L’insolita iniziativa, organizzata da rappresentanze sindacali di base, era rivolta soprattutto al ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e alla sua lotta ai cosiddetti fannulloni.
«Protestiamo contro la riduzione delle funzioni e delle strutture della Pubblica amministrazione - hanno spiegato - con previsione di chiusura di uffici e privatizzazione di funzioni, contro la riduzione degli organici e l’aumento della flessibilità, con prolungamento del blocco del turn over fino al 2013 e peggioramento della precarietà».(C.Fer./ass)


17 luglio 2008 - La Repubblica

"Noi, in vacanza al Lido Fannulloni"

Torino - Con salvagente e ombrellone, vanno in vacanza al lido Fannulloni o al lido Assenteisti, come li ha definiti il ministro Brunetta. I dipendenti pubblici torinesi delle Rdb hanno inscenato una folcloristica manifestazione sotto la Rai di via Verdi chiedendo il ritiro del decreto fiscale e del decreto legge 112: «Gli sprechi si combattono riorganizzando il sistema, non prendendosela con l´ultimo anello della catena. Tanto più che gli stipendi del pubblico impiego sono tra i più bassi in Europa. La campagna diffamatoria del ministro sta portando l´opinione pubblica a pensare che il male dell´Italia sono i dipendenti pubblici, ma invitiamo tutti ad andare a vedere il ritmo di lavoro di infermieri e addetti allo sportello, sottopagati e sotto organico».

La vertenza Poche le corse garantite
Bus fermi domani dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 in poi

Bologna - Autobus fermi domani dalle 8,30 alle 16,30 e dalle 19,30 a fine servizio per uno sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Ugl, Sdl e Cub trasporti. A renderlo noto è l´Azienda del trasporto pubblico (Atc), precisando che per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 8.15 al mattino e fino alle 19.15 alla sera.
Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall´autostazione, fino alle 8.20 al mattino e fino alle 19.20 alla sera. Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantite le attività di rilascio di contrassegni e adesivi per le aree regolamentate dal piano sosta (nei consueti orari di apertura degli sportelli), e per il call center Atc sarà assicurata la presenza di un operatore fino alle 9 e dalle 16 al termine del servizio. L´Atc assicura infine che adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio per creare meno problemi possibili ai passeggeri.

Protesta (con musica a tutto volume) sotto la sede di via Carlo Alberto:
non piace l´intesa firmata da Cgil e Cisl
Comdata, l´accordo integrativo divide il popolo del call center
di FEDERICA CRAVERO

Torino - Non c´è quiete alla Comdata, nemmeno dopo la firma di un accordo giudicato da più parti importante e innovativo, che a cascata sarebbe potuto essere applicato anche altrove. Ieri infatti i dipendenti dell´azienda di servizi, che gestisce tra gli altri i call center di importanti compagnie telefoniche, sono tornati a scioperare per chiedere di riaprire la trattativa sulla base della piattaforma iniziale, precedente l´accordo. E a Torino lo hanno fatto con musica a tutto volume per tutto il giorno in via Carlo Alberto e volantinaggio in piazza Cln.
La mobilitazione è stata indetta dal Collettivo lavoratori Comdata, da Flmu Cub e dalla Uilcom-Uil, che all´ultimo si è sfilata dall´accordo e ha deciso di non siglarlo, come invece hanno fatto Slc-Cgil e Fistel-Cisl. A Torino, dove si trova la sede legale, secondo i sindacati la partecipazione è stata del 70 per cento, meno del 30 per cento secondo l´azienda. Ben più basse le percentuali nelle altre sedi italiane, che hanno fatto scendere l´adesione media allo sciopero nazionale intorno al 6-7 per cento.
«Siamo soddisfatti - ha commentato Adolfo Granito - significa che i lavoratori vedono in modo negativo molte delle questioni previste nell´accordo, che ci hanno convinto a temporeggiare per chiedere con un referendum il parere dei dipendenti, mentre Cgil e Cisl sono andate avanti. La prima mobilitazione era stata a dicembre, quando si erano rotte le trattative con Comdata. Nei mesi scorsi, invece, i sindacati confederali erano ritornati al tavolo fino a ottenere «per la prima volta in un call center un accordo forte di secondo livello», ha commentato Renato Rabellino della Slc-Cgil. Un accordo che prevede per gli oltre cinquemila dipendenti di Comdata, 3.500 dei quali in Piemonte, nelle sedi di Ivrea, Scaramagno, Torino e Asti, un pacchetto di benefit che impone all´azienda un impegno di spesa di circa 15 milioni all´anno distribuiti tra assistenza sanitaria integrativa - un caso senza precedenti per questo tipo di call center - premi sui risultati, premio di produzione e scatti di anzianità più ravvicinati. «Ma quello che noi chiedevamo era che il premio di risultato fosse legato al bilancio, e non alla produttività dei gruppi sulle singole commesse - ha spiegato Vincenzo Graziano, del Collettivo lavoratori - Inoltre non ci sono state date risposte sulle nostre richieste di avere dei buoni pasto».
L´azienda, tuttavia, ha già risposto di non voler dare nessun margine di trattativa: «È un accordo bello e faticoso - hanno detto da Comdata - Abbiamo un rispetto del lavoro, tanto da avere fatto la scelta di assumere dipendenti, di cui l´80 per cento a tempo indeterminato, e non lavoratori a progetto. Ma questo sciopero è un segnale brutto».


17 luglio 2008 - Il Manifesto

LAVORO. La Cgil contro il governo prepara un autunno caldo
Partiranno i pubblici. Ieri la piazza Rdb
di Antonio Sciotto

ROMA -Era da tempo che si scaldavano i motori, ma finalmente, con tutte le cautele del caso, in Cgil si comincia a rompere la lastra di ghiaccio che immobilizzava il conflitto: il governo ne sta facendo troppe, si passa all'azione. Nessuna data, per il momento, visto che il segretario della Cgil Guglielmo Epifani vorrebbe coinvolgere anche Cisl e Uil, poco propense però a iniziative di lotta. Ieri lo diceva chiaro: la Cgil è pronta alla piazza, «non può stare ferma». Ma con una precisazione: «La nostra non sarà solo protesta, come è successo a Piazza Navona. Lì si è ottenuto l'effetto contrario: per una settimana non si è parlato di salari e inflazione. Noi invece porteremo avanti delle proposte». Pare di sentire le critiche del Pd alla piazza di Di Pietro & Grillo, ma forse dietro queste parole c'è piuttosto il tentativo di rendere chiaro a Cisl e Uil che la Cgil non vuole più incarnare il classico ruolo del «sindacato del no», come lo disegnano i suoi antagonisti, ma è sempre pronta a trattare e concertare, e che resta in piedi la piattaforma sugli sgravi ai salari che si concordò unitariamente ai tempi di Prodi.
Ma ormai è sempre più chiaro, al contrario, che questo governo viaggia su ben altra strada, e la convergenza con Cisl e Uil sul purché minimo conflitto contro la finanziaria sembra davvero impraticabile. Tanto che ieri il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che ha una vera «passione» per la Cgil e sa mettere zizzania, ha ammonito: «Il sindacato di Epifani mediti sull'isolamento in cui si pone dando pregiudizialmente un giudizio negativo su tutto quello che facciamo - ha detto - La Cgil deve riflettere sulle norme della manovra rispetto alle quali Cisl e Uil danno un giudizio completamente diverso». Sacconi, sostenuto da un'indubbia posizione di forza rispetto a un sindacato debole e diviso, si è anche spinto oltre, con un ottimismo che appare quasi come una provocazione: «Sono fiducioso che l'accordo sui contratti tra Confindustria e sindacati si possa raggiungere entro settembre». Come dire: vedrete che quelli della Cgil abbasseranno la cresta.
Il pubblico in quarta
E comunque, nonostante tutte le cautele del caso e il freno imposto dalla ricerca dell'unità, sembra proprio che l'autunno caldo ci sarà, almeno per quanto riguarda il pubblico impiego: la categoria potrebbe fare da «avanguardia» per un conflitto nelle piazze, anche se nella fase attuale non è affatto scontato - anzi è parecchio improbabile - un travaso diretto da uno sciopero di categoria a uno generale, appunto contro la manovra finanziaria. I pubblici, dal canto loro, sono incavolatissimi contro la manovra, dato che impone solo tagli e non prevede aumenti salariali (e in fase di inflazione più che galoppante basta poco per chiamare allo sciopero). Ieri le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil, insieme alle categorie del pubblico impiego e della scuola, hanno emesso un lungo comunicato in cui fanno intendere che le distanze con l'esecutivo nella trattativa sui rinnovi sono abissali, e concludono affermando che «laddove non vi saranno risposte adeguate del governo che producano il cambiamento della manovra, settembre sarà caratterizzato da iniziative di lotta di tutti i lavoratori pubblici». Riferendosi alla proposta del ministro Renato Brunetta di dare il la ai contratti regionali, i sindacati parlano di «grave manomissione della struttura nazionale del sistema contrattuale». Le risorse stanziate per il rinnovo vengono definite «risibili, tali da coprire solo l'inflazione programmata definita nel Dpef» (che sappiamo essere all'1,7%, mentre oggi viaggiamo - dato di giugno - su un 3,8% reale). Infine «si taglia il salario di produttività, si riduce l'occupazione scolastica e si licenziano i precari». Insomma, la piazza è proprio un obbligo.
Ieri comunque un anticipo di protesta il governo lo ha già assaporato, con la manifestazione dei lavoratori pubblici delle Rdb. Una serie di cortei molto partecipati a Roma e in tante altre città, con fischi al ministro Brunetta, che per un attimo ha attraversato piazza di Montecitorio, dove era allestito il presidio di protesta.
E intanto Sacconi precarizza
«Un taglio di 600-800 euro sui salari accessori vuol dire difficoltà ad arrivare anche alla metà del mese - spiegano le Rdb - Il decreto 112 conduce a una progressiva privatizzazione dei diritti sociali: basti pensare alla proposta di reintrodurre i ticket sulla sanità». Dall'altro lato, le agenzie riportano anche di «una ventina di passanti che ha applaudito il ministro»: evidentemente anche Brunetta ha il suo piccolo fan club, e va rispettato.
Ieri la Cgil ha lanciato anche un altro allarme, quello sulla riforma del lavoro targata Sacconi: studiando i vari emendamenti presentati, ogni giorno emergono sempre nuove sorprese, tutte spiacevolissime. Il segretario Cgil Fulvio Fammoni denuncia un altro pezzo di smantellamento delle attuali tutele: «Si smonta la norma per cui bisognava registrare il lavoratore il giorno prima dell'inizio dell'attività, per introdurre la comunicazione al quinto giorno successivo l'instaurazione del rapporto di lavoro: torneranno così i tanti infortuni sempre denunciati nel primo giorno di lavoro». E ancora: «Si continua l'intervento per legge sulla derogabilità rispetto ai contratti nazionali su riposi giornalieri, pause e lavoro notturno». Anche Fammoni conclude che «a questo punto è urgente e necessaria una mobilitazione unitaria».


17 luglio 2008 - La Provincia di Cremona

Polemica. Dopo le accuse delle Rappresentanze di base
Precari, Corada contrattacca: 57 assunti, altri 49 quest’anno

Non ci sta il sindaco Giancarlo Corada a passare per distratto sulla questione della stabilizzazione dei precari in Comune. Era stato il sindacalista Vincenzo De Vita (Rappresentanze di base) ad attaccarlo. Martedì in una conferenza stampa sulla mobilitazione del pubblico impiego contro i tagli contenuti nel decreto Tremonti e lo stop alle assunzioni decise dal governo Prodi ne aveva approfittato per partire a testa bassa contro il sindaco: «Ha promesso di assumere i precari che lavorano in Comune ma poi non si è più fatto sentire». Un’accusa che a Corada non è andata giù e che si è preoccupato di contestare dati alla mano. Il sindaco spiega che nel 2007 sono stati 57 i lavoratori precari assunti dall’Amministrazione. Per la gran parte si tratta di Istruttori educatori (32 persone) e Operatori del settore Politiche educative (20 persone). «Il 2007 — spiega Corada — si è concluso con la stabilizzazione del personale precario realizzando l’impegno assunto con l’accordo sindacale sottoscritto nella primavera dello stesso anno». E con il 2008 «tale percorso si consoliderà attraverso un piano di progressiva stabilizzazione» di altri 49 lavoratori a tempo determinato. Non solo, ma queste assunzioni «non sono esaustive rispetto ai fabbisogni dell’Ente». Pertanto l’amministrazione ha previsto altre 31 assunzioni.(masche)


17 luglio 2008 - Il Gazzettino

Padova. «Abbiamo dato parola d'ordine che è ora di muoversi subito contro il decreto legge 112...

Padova - (Pp.S.) «Abbiamo dato parola d'ordine che è ora di muoversi subito contro il decreto legge 112/2008, che sarà convertito in legge entro il 25 agosto, e che in sostanza affossa la pubblica amministrazione». A parlare è Celestino Giacon, portavoce di Rdb (Rappresentanze sindacali di base) agenzie fiscali di Padova, in occasione dello sciopero di due ore a cui hanno aderito ieri diversi lavoratori del Fisco davanti all'Ufficio entrate di Padova 1. La manifestazione era inserita nella giornata nazionale di mobilitazione promossa da Rdb Cub in tutta la pubblica amministrazione. «Il decreto 112 peggiora complessivamente le condizioni di vita del dipendente pubblico - spiega Giacon - oltre che peggiorare le regole in materia di assenze per malattia, di part-time, precarizzando ancora di più i precari; si vuole tagliare il salario accessorio che è legato alla produttività e ciò comporterebbe una perdita che va dai 3 ai 4 mila euro all'anno per un dipendente delle agenzie fiscali. Parliamo di cifre lorde, ma sono tantissimi soldi perchè i nostri stipendi non sono certo in grado di fare fronte all'aumento del costo della vita».
«La componente legata alla produttività è sempre aumentata negli anni - rincara la dose Roberto Affranio della Rsu Cgil - Per effetto dei provvedimenti del governo viene invece ridotta, ed è inaccettabile». Lo sciopero di due ore proclamato da Rdb è stato preceduto da un'altra iniziativa. «Durante l'assemblea è stato deciso di fissare per mercoledì 23, a mezzogiorno, un appuntamento per tutti i delegati Rsu e Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) in Prefettura per chiedere che venga abrogato questo decreto legge».


17 luglio 2008 - Ontuscia

"SCANDALOSO IL COMPORTAMENTO DELLA CGIL ALLA CIVITA PIU' DI CASTEL SANT'ELIA": lo sfogo di Lino Rocchi (RdB CUB)
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VITERBO – (md) Che la cgil non difenda più gli interessi dei lavoratori non ci stupisce, commenta Lino ROCCHI della federazione RdB CUB di Viterbo, firmano un protocollo sul welfare con il centrosinistra, lo "benedicono" con un referendum "farsa" e poi fingono di protestare se Brunetta lo mette in pratica con il decreto di mezza estate, (perché non fanno l’unica cosa logica e cioè togliere la firma da quel patto sciagurato?), ma alla Civita più di Castel sant’Elia si è passato il segno. L’azienda ex Tiffani, apprendiamo dagli organi di stampa e da alcune lavoratrici, che produce stoviglierie e che impiega una cinquantina di dipendenti, ha "ereditato" una domanda per la cassa integrazione ma, secondo le stesse fonti, mentre 11 lavoratrici si sono ritrovate a casa per parecchi giorni senza aver ancora percepito nulla, il ministero del lavoro ancora non ha deciso se accettare o meno l’istanza, ha assunto dal 9 gennaio ad oggi 5 dipendenti a tempo indeterminato, 4 a tempo determinato e 5 stagisti, segno questo di attività e non certo di crisi. Per legge, poi, la misura straordinaria dovrebbe essere applicata a rotazione, se è vero che l’azienda l’ha chiesta per 30 persone e l’applica sempre alle stesse 11. Quello che ci lascia stupiti è l’atteggiamento della Filcem cgil, prosegue Rocchi, delle lavoratrici hanno dichiarato: "Invece di alzare le barricate per difenderci, il segretario della cgil, avalla l’illegittimo provvedimento dell’impresa, dicendo di non protestare altrimenti ci licenziano". È scandaloso, insopportabile e indegno di qualunque sindacato un comportamento simile, sbandierare la paura del licenziamento e barattarla con i diritti più essenziali dei lavoratori, ed ancor più grave con quello delle Lavoratrici, non è da paese democratico, il fatto poi che ad oggi non è giunta nessuna smentita alle dichiarazioni dei giornali e delle lavoratrici da parte della cgil ci fa riflettere. Il sindacato confederale, e la cgil in particolare, hanno da anni abdicato al loro ruolo mascherandosi dietro paroloni quali, compatibilità economica, recessione, stagnazione, inflazione, secondo tempo, ecc., ma mentre loro giocano a fare gli economisti i lavoratori soffrono, non riescono a comprarsi l’essenziale, ed in queste torbide acque la cgil sguazza, ed a viterbo non è da meno. La RdB di Viterbo e la CUB tutta, conclude Rocchi, sono solidali con le lavoratrici della Civita Più, interesseremo nei prossimi giorni il ministero del lavoro e mettiamo da subito a disposizione le nostre strutture gratuitamente per patrocinare tutti i dipendenti che vorranno affidarsi a noi, le Lavoratici ed i Lavoratori stiano certi che non li tradiremo, ma ci battemo al loro fianco per far tornare la legittimità anche nel distretto ceramico, da troppo tempo considerato vacca da mungere, sindacalmente politicamente ed economicamente. I padroni fanno i loro interessi, il Sindacato faccia quello dei lavoratori, altrimenti non c’è motivo per cui debba esistere.


17 luglio 2008 - Tuscia web

Viterbo - Lino Rocchi (Rdb) attacca il sindacato
"Scandaloso il comportamento della Cgil alla Civita Più"

Riceviamo e pubblichiamo - Che la Cgil non difenda più gli interessi dei lavoratori non ci stupisce firmano un protocollo sul welfare con il centrosinistra, lo "benedicono" con un referendum "farsa" e poi fingono di protestare se Brunetta lo mette in pratica con il decreto di mezza estate, (perché non fanno l’unica cosa logica e cioè togliere la firma da quel patto sciagurato?), ma alla Civita Più di Castel sant’Elia si è passato il segno. L’azienda ex Tiffani, apprendiamo dagli organi di stampa e da alcune lavoratrici, che produce stoviglierie e che impiega una cinquantina di dipendenti, ha "ereditato" una domanda per la cassa integrazione ma, secondo le stesse fonti, mentre 11 lavoratrici si sono ritrovate a casa per parecchi giorni senza aver ancora percepito nulla, il ministero del lavoro ancora non ha deciso se accettare o meno l’istanza, ha assunto dal 9 gennaio ad oggi 5 dipendenti a tempo indeterminato, 4 a tempo determinato e 5 stagisti, segno questo di attività e non certo di crisi. Per legge, poi, la misura straordinaria dovrebbe essere applicata a rotazione, se è vero che l’azienda l’ha chiesta per 30 persone e l’applica sempre alle stesse 11. Quello che ci lascia stupiti è l’atteggiamento della Filcem cgil, delle lavoratrici hanno dichiarato: "Invece di alzare le barricate per difenderci, il segretario della Cgil, avalla il provvedimento dell’impresa, dicendo di non protestare altrimenti ci licenziano". È insopportabile un comportamento simile, sbandierare la paura del licenziamento e barattarla con i diritti più essenziali dei lavoratori, ed ancor più grave con quello delle lavoratrici, non è da paese democratico. Il fatto poi che ad oggi non è giunta nessuna smentita alle dichiarazioni dei giornali e delle lavoratrici da parte della Cgil ci fa riflettere. Il sindacato confederale, e la Cgil in particolare, hanno da anni abdicato al loro ruolo mascherandosi dietro paroloni quali, compatibilità economica, recessione, stagnazione, inflazione, secondo tempo, ecc., ma mentre loro giocano a fare gli economisti i lavoratori soffrono, non riescono a comprarsi l’essenziale. La RdB di Viterbo e la Cub tutt sono solidali con le lavoratrici della Civita Più, interesseremo nei prossimi giorni il ministero del lavoro e mettiamo da subito a disposizione le nostre strutture gratuitamente per patrocinare tutti i dipendenti che vorranno affidarsi a noi. Lavoratici ed i lavoratori stiano certi che non li tradiremo, ma ci batteremo al loro fianco per far tornare la legittimità anche nel distretto ceramico, da troppo tempo considerato vacca da mungere, sindacalmente politicamente ed economicamente. I padroni fanno i loro interessi, il sindacato faccia quello dei lavoratori, altrimenti non c’è motivo per cui debba esistere.
Lino Rocchi - RdB Cub Viterbo


17 luglio 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna - IL GRANDE esodo verso le torri...
di NICOLA CAPPELLINI

Bologna - IL GRANDE esodo verso le torri specchiate della nuova sede dei servizi comunali, in via Fioravanti, è ai nastri di partenza. Il ‘pronti, via’ scatterà lunedì prossimo, quando i dipendenti comunali destinati ad accasarsi nei nuovi uffici dell’ex Mercato ortofrutticolo, ultimati il 14 luglio scorso, cominceranno a trasferire scatole e scatoloni. Alla fine dei giochi i colletti bianchi traslocati saranno 1.260 su oltre 1.300, e i tecnici comunali sono pronti a scommettere che i tempi di completamento delle operazioni (fine agosto) verranno rispettati. Ma i sindacati avanzano perplessità. I primi ad alzare i tacchi da Palazzo D’Accursio saranno i dipendenti dei settori ‘acquisti di beni e servizi’, ‘personale e organizzazione’ e ‘programmazione, controlli e statistica’. Il loro esodo scatterà tra 5 giorni e si completerà con la riapertura al pubblico prevista tra il 28 luglio (acquisti e programmazione) e il 18 agosto (personale). Quindi sarà la volta dei ‘sistemi informativi e telematici’ (chiusura il 23 luglio e riapertura il 28) e di un settore nevralgico per la macchina comunale come i ‘lavori pubblici’. Gli uffici di piazza Maggiore e via Caduti del lavoro inizieranno il trasloco il 25 luglio e riapriranno i battenti il 4 agosto, mentre quelli di via dell’Industria chiuderanno il 7 e saranno di nuovo operativi il 25. MA È solo un antipasto. Le operazioni di trasloco entreranno nel vivo a partire da lunedì 28 luglio, quando chiuderanno al pubblico altri settori cruciali della macchina comunale come ‘entrate’, ‘patrimonio’ e ‘territorio e urbanistica’, seguiti a ruota da ‘mobilità urbana’ (primo agosto), ‘amministrativo lavori e opere pubbliche’, ‘attività produttive e commerciali’ (4 agosto), ‘finanza e ragioneria’, ‘politiche abitative’ (6 agosto) e ‘ambiente e verde urbano’ (11 agosto). Mentre le riaperture saranno scaglionate tra il 4 (entrate) e il 28 (ambiente). Quindi il colpo di coda del trasloco, che scatterà dalla metà di agosto e interesserà altri 4 settori: ‘sport, giovani e turismo’ (chiuso dal 18 al 25 agosto), ‘coordinamento sociale e salute’ e ‘ufficio spedizioni’ (dal 19 al 24) e ‘istruzione e politiche delle differenze’ (dal 21 al 30 agosto). Maggiori informazioni sul cronoprogramma del trasloco sono sul sito del Comune, dove è specificata anche la destinazione dei vari uffici. Quasi tutti verranno ospitati nelle torri A e B della nuova sede firmata da Mario Cucinella, tranne ‘sport’, ‘salute’, ‘verde’ e ‘istruzione’, che finiranno nella terza torre. Mentre per il momento non sbarcheranno in via Fioravanti una parte dei servizi sociali, il settore cultura, i servizi demografici e l’ufficio elettorale di via Don Minzoni. Ma il Comune ce la farà a rispettare la scaletta? Il direttore del settore Lavori pubblici, Raffaella Bruni, è convinta di sì. «Gli ultimi traslochi — assicura la dirigente — si faranno il 30 agosto, e se qualcosa resterà indietro sarà solo per qualche problema contingente. Ma al più si ritarderà di una settimana». Di diverso avviso le Rdb. «I dipendenti comunali sono sul chi vive. Nessuno pensa che le cose funzioneranno a regola d’arte. Credo che qualche problema di disorganizzazione ci sarà», profetizza Vilma Fabbiani.


17 luglio 2008 - Il Messaggero

Spoleto - Una giornata dedicata interamente alla sanità...

Spoleto - Una giornata dedicata interamente alla sanità è stata organizzata dalla Rdb nell’ambito della "Festa dei Comunisti". Presso la sede della Rdb in via XIV Giugno, alle ore 16, si parlerà del vaccino contro il Papilloma virus. Di seguito sarà affrontato il tema della proposta di piattaforma della Rdb per la dirigenza medico-veterinaria. Infine, alle 18,30 chiuderà il dibattito su "I Comunisti ed il diritto alla salute nella nuova cornice europea". Interverranno Rita Chiavoni, Letizia Mancusi ed Antonello Briguori.


17 luglio 2008 - Tuttoggi.info

RDB-CUB CONTRO VACCINO HPV: "NON E' UNA PRIORITA', IN DIMINUZIONE LE MORTI PER TUMORE"
In Umbria 50 casi all'anno per i tumori al collo dell'utero, ma pochi mortali. "Con quei soldi meglio migliorare la sanità"
di Sara Fratepietro
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Spoleto - Un milione di euro per vaccinare 4mila dodicenni all'incirca all'anno. Utilizzando un vaccino, il Cervarix, di cui non solo non si conoscono gli effetti a lungo termine, ma che è anche inserito tra i 7 farmaci che hanno portato il giudice Guariniello di Torino ad ottenere il ricambio dei vertici dell'Aifa, l'azienda italiana sul farmaco. Insomma alcune concomitanze che portano le RdB-Cub (rappresentanze sindacali di base) a chiedere alla Regione Umbria di sospendere la vaccinazione obbligatoria e gratuita per le adolescenti contro il Papilloma virus. Ad illustrare nel dettaglio i motivi della contrarietà del sindacato autonomo al vaccino Hpv è stato il responsabile umbro della sanità delle Rdb, Carlo Romagnoli (nella foto), presente a Spoleto per una conferenza stampa indetta nella sede di via XIV giugno. "La nostra non è una posizione antiscientifica - ha precisato Romagnoli - ma questo vaccino non è una priorità. Con un milione di euro possono essere fatte molte altre cose, per qualificare il sistema sanitario regionale. Ad esempio potenziare i consultori, assumere nuove ostetriche, ma anche potenziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro". Anche perché il vaccino Hpv copre solo 2 specie delle circa 150 del papilloma virus che provoca tumori al collo dell'utero. Una patologia, tra l'altro, a detta di Romagnoli, in diminuzione: in Italia ne sono colpite circa 1000 persone all'anno. E in Umbria? "La situazione è proporzionale - ha evidenziato il responsabile sanità RdB-Cub - con una cinquantina di casi all'anno e appena 15-20 casi di persone che ogni anno ne muoiono. Che però, va detto, sono tutte quelle che non fanno il pap-test". "Verranno vaccinate 250mila ragazzine in tutta Italia - ha aggiunto Romagnoli - ma nessuno può loro garantire che non ci siano rischi: questo la gente lo deve sapere prima di decidere di fare la vaccinazione gratuita". Le tesi delle RdB-Cub sono supportate dalle ricerche dell'autorevole istituto Mario Negri di Milano, che in un documento riassume lo stato della situazione e i dubbi sul vaccino Hpv.


17 luglio 2008 - Tempo Stretto

Atm: arriva un acconto dello stipendio di giugno
OrSA, Cub, Rsu: «Contributi dirottati per saldare i debiti»

Messina - Una schiarita sull'Azienda trasporti. Il sindaco Giuseppe Buzzanca , con un documento di ieri, conferma l’arrivo dei contributi regionali, che si sommano a 1.200.000 euro versati dall’Amministrazione comunale direttamente nelle casse dell'Azienda. OrSA, Cub e Rsu, con i rispettivi segretari Giovanni Conti, Francesco Urdì e Giovanni Burgio, fanno notare, però, che: «posto che il costo degli stipendi ammonta a circa 940.000,00 euro più oneri contributivi, si evince facilmente che con le somme a disposizione si sarebbe potuto pagare per intero, quanto meno, lo stipendio di giugno». Invece, come recita il documento, è stato versato solo un acconto dello stipendio di giugno, senza fare riferimento alla 14^ mensilità. «È evidente - continuano i sindacati - che i rossi in bilancio prodotti dalla dirigenza e dall'allegra gestione dei consigli di amministrazione che si sono succeduti, hanno indebitato talmente l'azienda da costringerla a dirottare i consistenti contributi, garantiti con le tasse pagate dai cittadini, verso il parziale saldo dei debiti accumulati negli anni anche con l'Agenzia delle Entrate». «Per quanto esposto - concludono - confermiamo lo stato di agitazione, che si trasformerà in protesta ufficiale se in tempo brevi non sarà istituito un serio tavolo di concertazione mirato al definitivo risanamento dell'azienda e all'individuazione dei responsabili dell'attuale disastro.»


16 luglio 2008 - Omniroma

PUBBLICO IMPIEGO, PRESIDIO RDB-CUB SOTTO MONTECITORIO

(OMNIROMA) Roma, 16 lug - Diverse centinaia di dipendenti del Pubblico Impiego aderenti alle Rdb-Cub, addirittura duemila secondo gli organizzatori, sono in presidio dalle 13 sotto Montecitorio per protestare contro la conversione in legge del cosiddetto decreto-Brunetta sui lavoratori della Pubblica amministrazione. «Con la legge 112, il cosiddetto decreto Brunetta, si vogliono abbassare gli incentivi economici dei dipendenti pubblici - ha detto Roberto Betti delle Rdb Cub - una voce salariale che rappresenta una gran parte del nostro stipendio. Inoltre, si vogliono introdurre norme, utilizzando la questione dei cosiddetti fannulloni, per spostare lavoratori dal pubblico al privato. Da quanto abbiamo saputo, grazie alla nostra mobilitazione è stato ottenuto già un risultato: oggi il governo avrebbe rinunciato a porre la fiducia per la conversione del decreto in legge». I dipendenti hanno anche organizzato un corteo da Montecitorio a Corso Vittorio Emanuele sotto la sede del Dipartimento della Funzione Pubblica. Il ministro Brunetta, all'uscita da Montecitorio, è stato fischiato da un gruppo di manifestanti.


16 luglio 2008 - Ansa

P.A.: RDB-CUB, AUTUNNO CALDO CONTRO TAGLI PREVISTI DA GOVERNO

(ANSA) - ROMA, 16 LUG - ''Se l'iter di trasformazione in legge dell'attuale decreto 112 proseguira', il prossimo autunno sara' caldissimo''. A sostenerlo e' la RdB-Cub Pubblico impiego, scesa in campo questa mattina in piazza Montecitorio per protestare contro i tagli salariali ai dipendenti pubblici previsti dalla manovra economica. ''Per i dipendenti pubblici - affermano i manifestanti - il problema e' ora quello di affrontare la seconda settimana. Un taglio di 600-800 euro sui salari accessori vuol dire difficolta' ad arrivare anche alla meta' del mese''. Le disposizioni inserite nel decreto 112 ''demoliscono - afferma la RdB-Cub - la pubblica amministrazione, tagliando risorse e diminuendo i servizi ai cittadini. Questa e' la strada per una progressiva privatizzazione dei diritti sociali, basta pensare alla proposta di reintrodurre i ticket sulla sanita'''. Piu' di un migliaio i lavoratori del pubblico impiego, provenienti da Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Campania, che hanno aderito allo sciopero di due ore (dalle 12 alle 14) del comparto delle Agenzie fiscali. La dimostrazione, partita da Montecitorio, si e' poi diretta verso il ministero della Funzione pubblica, nel tentativo di un incontro con il ministro. ''La manifestazione di oggi - hanno sottolineato i sindacati - e' solo una prima risposta alle disposizione del Governo: il prossimo appuntamento sara' partecipazione allo sciopero generale nazionale dei sindacati di base, previsto per il 17 ottobre''.

MANOVRA: BRUNETTA FISCHIATO DAI CUB DAVANTI A MONTECITORIO

(ANSA) - ROMA, 16 LUG - ''Il governo sta facendo le riforme per il rilancio dell'economia e questa e' la manovra piu' importante che si sta facendo in questo momento''. Lo ha detto il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta uscendo nella tarda mattinata dalla Camera dei deputati, in piazza di Montecitorio, dove e' stato fischiato da un gruppo di manifestanti dei dipendenti pubblici del sindacato Rdb -Cub. ''Per tre anni la finanza pubblica non subira' l'attacco alla diligenza, ha aggiunto Brunetta, che e' stato applaudito invece da una ventina di passanti che era nella piazza. I lavoratori protestavano, hanno detto i sindacalisti, contro ''lo smantellamento del pubblico impiego previsto dal decreto legge 112'', che il parlamento oggi potrebbe convertire in legge.

SCIOPERO GENERALE SINDACALISMO BASE IL 17 OTTOBRE

(ANSA) - MILANO, 16 LUG - Il sindacalismo di base - Confederazione unitaria di base (Cub), Cobas, SdL Intercategoriale - ha proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l'intera giornata del prossimo 17 ottobre. Lo sciopero - si legge in una nota della Cub - è a sostegno della piattaforma che le tre organizzazioni sindacali di base hanno unitariamente consegnato al Governo il 20 giugno scorso. Nel documento si chiedono, fra l'altro, forti aumenti per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica, il rilancio del contratto nazionale, difesa e potenziamento di servizi pubblici e sanità e il diritto alla casa e all'istruzione. Inoltre la piattaforma prevede l'abolizione delle leggi Treu e 30, continuità del reddito e lotta alla precarietà lavorativa e sociale; sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali; lotta «al razzismo che nega diritti uguali e scarica sui migranti il maggior peso sociale»; la restituzione ai lavoratori del diritto di decidere: «no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare - pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori - difesa del diritto di sciopero».


16 luglio 2008 - Adnkronos

CAMERA: PROTESTA COBAS A MONTECITORIO PER TAGLI ALLA P.A.

Roma, 16 lug. (Adnkronos) - Manifestazione di protesta a Montecitorio, davanti alla Camera, dei lavoratori pubblici dei Cobas, Rdb -Cub contro la 'manovra d'estate' accusata di tagliare gli stipendi e destrutturare la pubblica amministrazione. I sindacati protestano contro il governo accusandolo di puntare "alla cancellazione della pubblica amministrazione per consegnarla definitivamente ai privati", specie con gli ultimi interventi disposti dal ministro Brunetta.

TRASPORTO LOCALE: BOLOGNA, VENERDÌ SCIOPERO BUS
DALLE 8.30 ALLE 16.30 E DALLE 19.30 A FINE SERVIZIO

Bologna, 16 lug. - (Adnkronos) - Autobus fermi a Bologna dalle 8,30 alle 16,30 e dalle 19,30 a fine servizio per uno sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Faisa Cisal, Ugl, Sdl e Cub trasporti. Lo rende noto l'azienda del trasporto pubblico Arc, precisando che per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 8.15 al mattino e fino alle 19.15 alla sera. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall'autostazione, fino alle 8.20 al mattino e fino alle 19.20 alla sera.Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantite le attività di rilascio di contrassegni e adesivi per le aree regolamentate dal piano sosta, nei consueti orari di apertura degli sportelli; per il call center Atc, la presenza di un operatore fino alle 9 e dalle 16 al termine del servizio. L'Azienda assicura infine che adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio.


16 luglio 2008 - Agi

STATALI: MOBILITAZIONE RDB , MANIFESTAZIONI IN PIU' CITTA'

(AGI) - Roma, 16 lug. - Alcune centinaia di lavoratori sono scese in piazza in diverse citta' italiane per partecipare alla giornata di mobilitazione del Pubblico impiego proclamata dalle Rdb . A Roma manifestazione davanti a Montecitorio per protestare contro il decreto Brunetta che oggi comincia il suo iter di conversione. Altri raduni si stanno svolgendo in contemporanea a Milano, Torino, Genova e Padova.


16 luglio 2008 - Omniroma

PUBBLICO IMPIEGO, PRESIDIO RDB-CUB SOTTO MONTECITORIO

(OMNIROMA) Roma, 16 lug - Diverse centinaia di dipendenti del Pubblico Impiego aderenti alle Rdb-Cub, addirittura duemila secondo gli organizzatori, sono in presidio dalle 13 sotto Montecitorio per protestare contro la conversione in legge del cosiddetto decreto-Brunetta sui lavoratori della Pubblica amministrazione.


16 luglio 2008 - L'Occidentale

Brunetta fischiato dai Cub. Il ministro: "Il Governo sta facendo le riforme"

«Il governo sta facendo le riforme per il rilancio dell'economia e questa è la manovra più importante che si sta facendo in questo momento». Lo ha detto il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta uscendo nella tarda mattinata dalla Camera dei deputati, in piazza di Montecitorio, dove è stato fischiato da un gruppo di manifestanti dei dipendenti pubblici del sindacato Rdb-Cub.
«Per tre anni la finanza pubblica non subirà l'attacco alla diligenza, ha aggiunto Brunetta, che è stato applaudito invece da una ventina di passanti che era nella piazza. I lavoratori protestavano, hanno detto i sindacalisti, contro lo smantellamento del pubblico impiego previsto dal decreto legge 112, che il parlamento oggi potrebbe convertire in legge.


16 luglio 2008 - L'Unità

SINDACATI DI BASE
Il 17 ottobre sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private

Milano - I sindacati autonomi, Cub, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata del 17 ottobre 2008. Lo sciopero, spiega una nota, è a sostegno della piattaforma che le tre organizzazioni sindacali di base hanno unitariamente consegnato al governo il 20 giugno scorso.
La piattaforma prevede, tra le altre cose, forti aumenti per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica; rilancio del contratto nazionale; difesa e potenziamento dei servizi pubblici, dei beni comuni, del diritto a prestazioni sanitarie, del diritto alla casa e all’istruzione; abolizione delle leggi Treu e 30; continuità del reddito e lotta alla precarietà lavorativa e sociale.
«La trattativa in corso tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil per svuotare il contratto nazionale di lavoro, l’affondo del governo sulle privatizzazioni,la profonda crisi salariale che vivono i lavoratori e le loro famiglie, il dilagare della precarietà, il tentativo di smantellare definitivamente la pubblica amministrazione anche attraverso l’attacco ai lavoratori pubblici ed i tagli al personale della scuola e della sanità, il razzismo diffuso a piene mani, i rinnovati venti di guerra - scrivono i sindacati - ci fanno prevedere un autunno in cui il confronto tra mondo del lavoro, padronato e governo dovrà essere all`altezza della sfida mobilitando lavoratrici e lavoratori per difendere quanto sin qui acquisito con le lotte e per conquistare salario e nuovi diritti».


16 luglio 2008 - Il Manifesto

RDB-CUB /1
OGGI MOBILITAZIONE PUBBLICO IMPIEGO

Oggi giornata nazionale di mobilitazione dei lavoratori pubblici contro la «manovra d'estate» che punta a tagliare gli stipendi e a destrutturare la pubblica amministrazione». L'ha indetta la RdB-Cub. «Con il decreto 112 il governo punta alla cancellazione della pubblica amministrazione per consegnarla definitivamente ai privati, con una sottrazione di risorse realizzata sulla pelle dei lavoratori pubblici e degli utenti», spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb-Cub P.I. Manifestazioni a Roma (a Montecitorio), Milano, Torino e Genova.

RDB-CUB /2
STOP DI DUE ORE PER AGENZIE FISCALI

Per oggi le Rdb-Cub hanno anche indetto uno sciopero di due ore delle agenzie fiscali. Stop dalle 12 alle 14, contro il decreto 112/08. «Il provvedimento adottato dal governo - spiega Francesco Serino, esecutivo nazionale Rdb-Cub - conclude una stagione di disinformazione di massa, volta a creare una frattura fra i dipendenti pubblici e il Paese, e ne apre una nuova fatta di tagli al sistema dei diritti e al salario accessorio. Negative anche le norme sulla malattia e sulla fruizione dei permessi in caso di handicap del lavoratore o di congiunti».


16 luglio 2008 - Liberazione

Pubblico impiego, oggi la mobilitazione nazionale di Cobas, RdB-Cub, Sdl e Usi
di Fabio Sebastiani

"Pubblico impiego, sarà il caso di rialzare la testa?". Con questo slogan e dopo una lunga campagna di assemblee e presidi nei luoghi di lavoro i sindacati di base scenderanno in piazza oggi con decine di mobilitazioni decentrate in varie città d'Italia e un presidio davanti al parlamento a Roma (ore 13). Cobas, RdB-Cub, Sdl e Usi sono pronti a sfidare il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, accusato di perseguire attraverso la campagna contro i fannulloni la quasi totale privatizzazione della pubblica amministrazione, senza risparmiare critiche nemmeno alle tre sigle del sindacalismo confederale. Con la mobilitazione quindi in difesa dei lavoratori del pubblico impiego, del loro potere di acquisto e di contrattazione, visto che ormai gran parte dei tre milioni di addetti sono sulla soglia dell'impoverimento.
«L'ultimo Contratto nazionale degli Enti Locali e autonomie regionali ha permesso un recupero ridicolo del potere d'acquisto. L'effettivo aumento retributivo medio netto in busta paga, ma solo a partire dal 1° febbraio 2007, si aggira - si legge in un documento del sindacalismo di base - intorno a 50 euro al mese, cioè 91 euro medi lordi. I 13 mesi precedenti sono stati liquidati con l'indennità di vacanza contrattuale, cioè 6-7 euro al mese». La critica dei sindacati di base è a tutto campo: dalla triennalizzazione dei contratti alle questioni normativi e della mobilità del personale, dalla formazione e valorizzazione della professionalità agli incentivi e agli organici, dove alle amministrazioni «è lasciato il più ampio potere di decidere ciò che vogliono». Secondo i sindacati di base con il prossimo contratto cambieranno le progressioni orizzontali, «che saranno possibili solo ogni due anni, malgrado l'incremento per la fascia B o C sia di pochi euro al mese» e, «come se non bastasse, ecco arrivare all'orizzonte un nuovo tipo di rappresentanza sindacale che ridurrà i pochi spazi di democrazia decisionale oggi esistenti».


16 luglio 2008 - Italia Oggi

Agenzie fiscali in sciopero

Oggi i lavoratori del comparto agenzie fiscali scioperano per due ore, dalle 12 alle 14, contro i provvedimenti contenuti nel dl n. 112/08. «Il provvedimento adottato dal governo conclude una stagione di disinformazione di massa, volta a creare una frattura tra i dipendenti pubblici e il paese, e ne apre una nuova fatta di tagli al sistema dei diritti e al salario accessorio», dichiara Francesco Serino, dell'esecutivo nazionale Rdb-Cub Agenzie fiscali. Lo sciopero odierno si inserisce nella giornata nazionale di mobilitazione promossa da Rdb-Cub P.I. in tutta la pubblica amministrazione.


16 luglio 2008 - Corriere Alto Adige

Previdenza Gli esclusi : esame difficile. Il direttore: mancano oltre 100 unità, Roma ci aiuti
Precari Inps, scatta la protesta
I sindacati: assunzione negata. L'Istituto: lavoratori necessari. La sede provinciale scrive a Roma: «Ci serve l'ok per un altro concorso, altrimenti l'ufficio va in crisi»
di Felice Espro

BOLZANO — Scoppia la protesta dei precari Inps, mentre il direttore e il presidente del Comitato provinciale lanciano l'allarme a Roma: «Troppi vuoti in organico, siamo in grossa difficoltà».
Ieri mattina un folto gruppo delle Rappresentanze di Base del pubblico impiego ha manifestato dinanzi alla sede Inps di piazza Domenicani: «Formiamo una catena umana — ha spiegato Luigi Romagnoli della RdB — a ideale difesa della pubblica amministrazione dai continui attacchi e dai progetti di smantellamento». Un messaggio chiaro al ministro Renato Brunetta: «Ci opponiamo al decreto legge 112 che taglia organici, impedisce nuove assunzioni e stabilizzazione dei precari, affida ad agenzie private compiti di controllo sulle imprese». Alla sede di Bolzano va anche peggio: «La Finanziaria del 2007 prevedeva la stabilizzazione dei precari con almeno tre anni di anzianità, ma la sede Inps dell'Alto Adige ha indetto una selezione più complessa di un concorso pubblico, col risultato che 10 candidati su 18 non hanno superato lo scritto e stanno per essere licenziati. Chiediamo che si utilizzi la stabilizzazione prevista dalla Finanziaria 2008 ammettendo anche i precari esclusi dall'attuale percorso ».
Le testimonianze dei precari sono inequivocabili Elisa Antonucci, bocciata allo scritto, spiega: «La prova era più complessa del dovuto, sembra fatto apposta per non regolarizzarci ». Nadja Valente della RdB taglia corto: «La prova scritta doveva essere fatta con quiz a risposta multipla, non con domande complesse a risposta breve». Pronta la replica di Antonio Morciano, direttore dell'Inps di Bolzano: «I concorsi bloccati dal 1997 hanno comportato, per la nostra sede, una carenza di organico di 75 unità su 291 previste. A questi aggiungiamo 80 part time, che portano la carenza ad oltre 100 unità. Per questo motivo, negli anni, abbiamo fatto ricorso a 35 precari a semestre. Con La Finanziaria 2007 abbiamo ottenuto la possibilità di stabilizzarne 24. Ci sono arrivate 54 domande. Sono stati esclusi i precari impegnati in altri istituti o enti. Ne sono rimasti in corsa 25, di cui 7 idonei per aver superato concorsi analoghi nella pubblica amministrazione. La commissione, composta da 3 membri tedeschi e tre italiani, ha esaminato i rimanenti 18, di cui 10 sono stati bocciati, con mia grande sorpresa. Significa che a fine luglio avrò altre dieci persone in meno, con grave pregiudizio per i servizi erogati e le attività di ispezione svolta». Riccardo Amort, presidente del comitato Inps provinciale, assicura: «La prova scritta è stata espletata secondo le indicazioni del ministero, un concorso a tutti gli effetti. Anzi, abbiamo messo solo tre materie d'esame anziché cinque».
Il problema della carenza d'organico rimane. Morciano si gioca l'ultima carta: «Amort ha scritto alla direzione generale Inps a metà giugno, il presidente della provincia Durnwalder lo ha fatto a fine giugno, i parlamentari Gnecchi, Holzmann, Zeller e Peterlini hanno assicurato appoggio. Attendiamo l'ok da Roma per un ulteriore percorso di stabilizzazione, già autorizzato dal ministero ma non ancora dall'Inps centrale. Contiamo di far partecipare alla nuova selezione anche i non ammessi al concorso attuale. Nel frattempo, entro luglio i promossi agli orali verranno immessi in ruolo». Presenti in piazza, ieri, anche esponenti di Sd e Pdci che hanno espresso solidarietà.


16 luglio 2008 - Alto Adige

Precari in rivolta, l’Inps tenta di salvarli
Ieri manifestazione in piazza Domenicani Amort fiducioso: troveremo una soluzione
di Mirco Marchiodi

BOLZANO - I dipendenti dell’Inps ieri sono scesi in piazza per protestare contro le novità che il governo vuole introdurre nella pubblica amministrazione, ma soprattutto per chiedere una soluzione al problema dei precari: la sanatoria che doveva garantire l’assunzione di 24 di loro non c’è stata e ora almeno dieci rischiano di perdere il lavoro. La direzione dell’Inps sta facendo di tutto per salvarli: «Senza il lavoro di questi precari non riusciremmo a garantire tutti i nostri servizi».
Il decreto legge 112 del 25 giugno 2008 ai dipendenti pubblici non piace per nulla. Lo ha ribadito a gran voce il coordinatore nazionale delle rappresentanze sindacali di base dell’Inps Luigi Romagnoli che ieri ha manifestato assieme a dipendenti e precari dell’Inps davanti alla sede di piazza Domenicani. «L’applicazione del decreto comporterà nel 2009 una perdita di seimila euro di incentivo per ogni lavoratore a fronte di un blocco del turn over che ha già prodotto un aumento dei carichi di lavoro e un innalzamento dell’età media dei dipendenti».
A Bolzano il problema è anche un altro e riguarda i lavoratori precari. Nei giorni scorsi si è tenuto l’esame scritto delle selezioni che avrebbero dovuto portare alla sanatoria di 18 posizioni. Invece dieci partecipanti non hanno passato la prova e ora rischiano il licenziamento, perché il loro contratto scadrà quando sarà pubblicata la delibera di nomina dei vincitori del concorso, cosa che avverrà entro luglio.
«L’esame - si lamentano i precari - doveva essere una formalità, invece la prova era più dura di quelle richieste per i concorsi pubblici». In realtà, risponde la direzione dell’Inps, le cose non sono andate proprio così. Riccardo Amort, presidente del comitato provinciale dell’Inps di Bolzano è stato addirittura ripreso dalla direzione generale che ha giudicato troppo "morbida" la prova d’esame. «L’elevato numero di bocciature - afferma il direttore provinciale dell’Inps Antonio Giuseppe Morciano - ha sorpreso anche noi. Ora stiamo cercando di fare qualcosa perché è dal 1997 che facciamo ricorso ai lavoratori precari e questo non può certo essere dimenticato. Anche perché se l’Inps bolzanino riesce comunque a garantire tutti i servizi nonostante una carenza d’organico di oltre 100 unità è anche merito loro».
La scappatoia potrebbe essere una norma inserita nella finanziaria 2008 che permette di avviare una ulteriore stabilizzazione dei precari. L’Inps bolzanino ha fatto richiesta di poter usufruirne già a gennaio, ma finora la direzione generale a Roma non ha ancora risposto nonostante il parere favorevole del ministero della Funzione Pubblica. Ora è una corsa contro il tempo per avviare la procedura e poter nel frattempo rinnovare i contratti ai precari bocciati all’esame. Amort e Morciano si dicono fiduciosi: «Stiamo facendo pressione a tutti i livelli, anche Durnwalder e i parlamentari altoatesini si stanno muovendo. Ci auguriamo che presto arrivi un riscontro positivo».


16 luglio 2008 - Dolomiten

Nisf/Inps: Protestaktion in Bozen
Direktor Morciano: "Haben nach dem Gesetz gehandelt" - Wettbewerb ist Pflicht

Bozen (sor) - Die Gewerkschaft RdB - die Basisvertretung des Nisf/Inps - protestierte gestern am Bozner Dominikanerplatz gegen die drohende Entlassung von Beschäftigten mit atypischen Arbeitsverträgen. Rund 60 Prozent der Beschäftigten mit atypischen Arbeitsverträgen des Nisf/Inps von Bozen drohe Ende Juli die Entlassung, so die Gewerkschaft CGIL/AGB. Laut der Gewerkschaft könnten nämlich Personen, die jahrelang beim Nisf/Inps mit atypischen Verträgen beschäftigt waren, definitiv eingestellt werden. "Das Nisf/Inps Bozen scheint die Chance der Stabilisierung der prekären Arbeitsverhältnisse nicht verstanden zu haben. Im Gegenteil, die Bestimmungen wurden so ausgelegt, dass nun Entlassungen drohen", so Doriana Pavanello und Cristina Girardi vom CGIL/AGB. Antonio Morciano, Direktor des Nisf/Inps Bozen sieht dies etwas anderes. "Es stimmt, dass mit dem Haushaltsgesetz 2007 die Möglichkeit geschaffen wurde, Personen mit atypischen Arbeitsverträgen unbefristet einzustellen." Jedoch sehe das Gesetz vor, dass die Bewerber ein öffentlichen Wettbewerb absolvieren müssten. Bisher waren in Bozen 35 Personen mit prekären Verträgen angestellt. Der Wettbewerb sei für 24 Plätze ausgeschrieben worden. "Von den 24 Teilnehmern am Wettbewerb, sind zehn durchgefallen", so Morciano. Dagegen könne man nichts machen, betont er. "Wir haben nur nach dem Gesetz gehandelt."


16 luglio 2008 - La Nuova Ferrara

Contro la fusione
Cub trasporti sciopero all’Acft

Ferrara - Scatta all’Acft lo sciopero di Cub Trasporti contro la fusione. Così nuove agitazioni sindacali coinvolgono l’azienda di trasporti ferrarese dopo il «lunedì nero» del 7 luglio, quando c’era stato lo sciopero generale dei trasporti. L’Acft informa che «il coordinamento regionale dei sindacati di base ha proclamato uno sciopero, di 4 ore, per la giornata di venerdì 18 luglio 2008, articolato dalle ore 11.00 alle ore 15.00». Pertanto, continua in una nota il direttore generale dell’azienda Aldo De Robertis, «per tutta la durata dello sciopero, si potranno avere disagi per l’utenza sui servizi urbani ed extraurbanì». Acft garantisce comunque che, circa le modalità operative della astensione ai capolinea e le principali fermate verranno affisse «opportune informazioni».


16 luglio 2008 - Provincia di Cremona

Manovra d’autunno. Conferenza stampa di Cgil, Cisl e Rdb: saranno demoliti i servizi pubblici
Pubblico impiego in rivolta
Assemblee e presidio contro i tagli di Tremonti
di Massimo Schettino

Dal 2009 ai dipendenti del ministero dell’Economia mancheranno in busta paga 5.200 euro lordi all’anno, a quelli delle Agenzie fiscali 3.900; 5.120 quelli tagliati agli impiegati degli enti pubblici non economici sotto l’Inpdap, 4.900 a quelli sotto l’Inps. Calcolati dalla Cgil, sono solo alcuni degli effetti del decreto Tremonti, sui lavoratori del pubblico impiego. A questi poi si aggiungono un’ulteriore riduzione del 10 per cento dei fondi per la contrattazione integrativa e altri tagli dal 2010. E Carlo Catapane, Cgil Funzione pubblica, ha parlato ieri, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Cisl, di «devastante acrimonia del governo nei confronti dei lavoratori pubblici». Accanto a lui Vincenzo Tarallo, Cisl Fp, e Vincenzo De Vita, Rappresentanze di base. «Il decreto — ha sottolineato Catapane — dimostra che dietro l’offensiva sui "fannulloni" si nascondeva il vero obiettivo: la demolizione dei servizi pubblici e del lavoro pubblico». E per protestare contro la conversione in legge del decreto approvato il 25 giugno il giorno 23 luglio presidi di protesta si terranno in tutte le città lombarde. A Cremona i lavoratori del pubblico impiego si ritroveranno davanti alla Prefettura, mentre assemblee si sono già svolte all’Agenzia delle entrate, e all’ufficio scolastico provinciale. Oggi sarà il turno dei lavoratori dell’Agenzia del territorio. Altri incontri si terranno entro la fine del mese. Il punto non è infatti solo la riduzione delle busta paga e le nuove e più penalizzanti norme per quanto riguarda permessi, malattie, part-time ma i tagli più complessivi al settore pubblico che stanno suscitando le proteste di molti settori: dalle forze armate alle università, dai poliziotti alla Sanità. «Il decreto prevede infatti — ha spiegato Tarallo — il blocco delle assunzioni fotografando la situazione al 30 giugno e assumendola come dotazione organica di ogni Ente. In questo modo il Tribunale di Cremona che è sotto organico del 30% lo resterà stabilmente. Inoltre è stata bloccata la stabilizzazione dei precari decisa dal governo Prodi». Su questo punto De Vita attacca il sindaco Giancarlo Corada: «Ha promesso di assumere i precari in Comune ma poi non si è più fatto sentire: lo aspettiamo al varco alle elezioni». Ma su questa strada non lo seguono nè Tarallo nè Catapane: «Prendiamo le distanze da queste dichiarazioni. Il Comune di Cremona è quello che ha fatto di più per stabilizzazione dei precari».


16 luglio 2008 - Caserta news

RdB Pubblico Impiego a Montecitorio contro il DL 112

Salerno – "Noi non ci stiamo.Contestiamo l'uso strumentale della campagna mediatica dei "fannulloni" e denunciamo il grave stato in cui riversano i lavoratori della pubblica amministrazione. Dalla scuola, agli ospedali, dall'Inps ai tribunali, dall'istruzione universitaria alla ricerca, tutto e tutti sono sotto attacco, quello del famoso decreto legge 112/2008, approvato lo scorso 25 giugno e che dovrebbe essere convertito in legge entro agosto. Sta passando sotto silenzio uno smantellamento senza precedenti e trasversale (governo, opposizione e sindacati confederali nazionali) ai diritti dei lavoratori e a tutta la Pubblica Amministrazione. Il DL 112 è decreto vergognoso: taglia indiscriminatamente i salari e i bilanci delle amministrazioni senza una saggia logica di programma che in un periodo di recessione economica come quello che stiamo vivendo, dovrebbe invece tutelare ed aumentare i salari, aumentare l'occupazione, rimuovere la precarietà nonchè investire seriamente per un effettivo rilancio dei servizi al cittadino in ogni comparto pubblico. La spesa pubblica non diminuerà, la storia degli ultimi 30 anni lo dimostra: ad ogni appello e buon intento di riduzione sono sempre seguiti sprechi, consulenze inutili, privatizzazioni ed esternalizzazioni lucrative solo per l'enorme giro d'affari delle lobby private e politiche a scapito del welfare di tutti i cittadini italiani. Noi non ci stiamo e domani, 16 luglio protesteremo a Montecitorio contro il DL 112 e contro lo smantellamento definitivo di tutte le amministrazioni pubbliche del nostro paese. "


16 luglio 2008 - Il Resto del Carlino

TRASPORTI
Venerdì 18 luglio sciopero degli autobus
Dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. L'Azienda assicura infine che adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio

Bologna - Autobus fermi a Bologna dalle 8,30 alle 16,30 e dalle 19,30 a fine servizio per uno sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Faisa Cisal, Ugl, Sdl e Cub trasporti.
Lo rende noto l'azienda del trasporto pubblico Arc, precisando che per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 8.15 al mattino e fino alle 19.15 alla sera.
Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall'autostazione, fino alle 8.20 al mattino e fino alle 19.20 alla sera. Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantite le attività di rilascio di contrassegni e adesivi per le aree regolamentate dal piano sosta, nei consueti orari di apertura degli sportelli; per il call center Atc, la presenza di un operatore fino alle 9 e dalle 16 al termine del servizio. L'Azienda assicura infine che adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio.


16 luglio 2008 - Tempo Stretto

Atm: i fondi regionali alle pensioni?
Ancora in dubbio lo stipendio di luglio e la quattordicesima

Messina - I sindacati mettono le mani avanti. L'OrSA Trasporti, la Cub Trasporti e la Rsu Atm, per mano dei segretari Giovanni Conti, Francesco Urdì e Giovanni Burgio, scrive al sindaco e ai vertici aziendali per chiedere rassicurazioni circa le spettanze arretrate dei dipendenti.
«Da voci che si fanno sempre più insistenti all’interno dell’azienda - recita la lettera -, sembrerebbe che i contributi regionali, destinati al riconoscimento delle spettanze economiche in oggetto, siano stati requisiti dall’Agenzia delle Entrate per far fronte alla reiterata omissione dei versamenti per gli oneri contributivi.»
E continua: «Non servono privati né cordate imprenditoriali per rendere produttiva un'azienda che gode del monopolio nel settore, basta una gestione coerente che internalizzi i servizi produttivi e intervenga con decisione sul taglio degli sprechi. L'esigenza d'intervento di manager esterni renderebbe ingiustificati i lauti rimborsi di cui hanno goduto e godono gli amministratori della cosa pubblica e tutta la dirigenza aziendale incaricata della gestione del servizio pubblico essenziale.»
«Chi si è proposto al governo della città ed ha avuto la fiducia dei cittadini - conclude provocatoriamente la lettera - ha il dovere di fornire soluzioni immediate alle priorità, magari interrompendo un attimo l’accesa trattativa per la conquista della poltrona e rinunciando momentaneamente ai gettoni di presenza per contribuire a pagare i lavoratori dell'Atm. Sarebbe un grande gesto senza precedenti!»


16 luglio 2008 - Tuttoggi.info

VACCINO HPV: LA DENUNCIA DELLA RDB "1 MILIONE DI € E 4MILA RAGAZZINE UMBRE A DISPOSIZIONE DI UNA MULTINAZIONALE"
La forte denuncia del sindacato autonomo che invita la cittadinanza alla conferenza di domani, giovedì 17 luglio, nella sede di Via Xiv giugno n. 26
di Ettore Magrini (*)

Spoleto - Dopo l’approvazione della DGR 84 del febbraio 2007, che - nonostante l’ampia documentazione scientifica sui problemi di costo, efficacia e sicurezza della vaccinazione contro il papilloma virus - la includeva tra quelle da erogare a carico del SSR, almeno due avvenimenti avrebbero dovuto indurre al ripensamento la Regione:
- il parere dell’autorevole Istituto Mario Negri di Milano (leggi sul retro), divulgato a fine marzo, che sintetizzando la consistente mole di dati scientifici sul tema conclude che, per quanto promettente, la vaccinazione contro il virus HPV non è una priorità per la sanità pubblica italiana;
- l’inclusione del Cervarix tra le specialità medicinali che hanno portato il giudice Guariniello di Torino prima ad indagare sulla disinvoltura con cui l’AIFA ne approvava l’immissione in commercio e poi ad ottenere, a giugno, il completo ricambio dei vertici dell’Agenzia, a testimonianza delle enormi pressioni che ruotano intorno a questi nuovi vaccini.
Invece niente!! La gara è stata espletata, i soldi impegnati, il vaccino è lì e allora… si vaccina!!
Dato che la vaccinazione avrebbe un costo stimato di 60 ml di € per l’intero Paese, a quasi un milione di € annui ammonterebbe il contributo del SSR alla multinazionale che produce il vaccino, per non parlare di quanto rende (circa 600€ per le tre dosi) la vaccinazione nelle donne in età fertile, offerta in modo selvaggio da più aree professionali senza una corretta informazione da parte pubblica sui reali rischi e benefici.
Perché dobbiamo esporre le dodicenni umbre ad una vaccinazione i cui effetti a lungo termine non sono noti, per non parlare dei problemi che esistono per le donne in età fertile?
Inoltre il Ministro Sacconi ha annunciato di non voler confermare il recente decreto dell’ex Ministra Turco sui Livelli Essenziali di Assistenza e, con esso, la copertura finanziaria anche al vaccino HPV.
Sottrarremo soldi ad altre attività efficaci pur di continuare a vaccinare? Quante altre cose importanti che oggi non si fanno, si potrebbero fare con quel milione di €? Ad esempio: potenziare le attività di educazione sessuale all’interno dei consultori, potenziare lo screening per il cancro della cervice uterina con nuovo personale ostetrico, potenziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro (se il trend viene confermato questo anno potremmo avere addirittura un nuovo record di morti sul lavoro in Umbria!), potenziare la prevenzione ambientale (il Tevere è una fogna a cielo aperto!), dare dignità contrattuale agli sfruttati "affittati" dalle agenzie interinali alla Sanità …
Pertanto è necessario prendere posizione su questa scelta sbagliata nel merito e ancor più nel metodo, perché
- trasforma la politica sanitaria in "politica di servizio" agli interessi di privati;
- calpesta il principio di precauzione;
- allinea la nostra sanità pubblica con quella di paesi la cui popolazione, nella piena disinformazione, viene arruolata suo malgrado, per sperimentare nuovi farmaci.
(*) Coordinamento Regionale RdB-CUB

TRE INCONTRI DOMANI PER PARLARE DI SANITA' IN UMBRIA
Si parlerà di sanità domani in tre incontri previsti nel pomeriggio tra la sede della RDB e la festa dei Comunisti ai giardini di via Matteotti

Spoleto - Ecco il programma, i relatori ed i temi degli incontri di domani:
Ore 16- 16,16 "Vaccino HPV: un milione di € e 4.000 dodicenni messe a disposizione di una multinazionale ogni anno dal nostro SSR !!"
Conferenza stampa di Carlo Romagnoli ( RdB Sanità Umbria)
Sede Rdb via Via XIV giugno , 26
Sulla base del parere con il quale l'Istituto Mario Negri di Milano contesta la scelta di rendere obbligatoria per tutte le ragazze di 12 anni di età, la vaccinazione contro il papilloma virus, viene denunciato lo spreco di denaro pubblico e la riduzione della politica sanitaria regionale a politica di servizio per le multinazionali del farmaco.
Ore 16,30- 18 : "La qualificazione del SSN nella proposta di piattaforma sindacale per la dirigenza medico veterinaria delle RdB Sanità"
Riunione sindacale con Rita Chiavoni e Ivan Potente ( Direzione Nazionale RdB Sanità - Dirigenza)
Sede RdB via Via XIV giugno , 26
Affrontare il profondo degrado in cui i professionisti della sanità sono costretti ad operare richiede di concertare piattaforme sindacali che, anche per la dirigenza medico veterinaria colleghino diritti e qualificazione del Servizio Sanitario con una assistenza per i cittadini
Ore 18,30: "I Comunisti ed il diritto alla salute nella nuova cornice europea: bilancio e prospettive dopo trenta anni di attacchi al Servizio Sanitario Nazionale"
Assemblea pubblica: Introduce e coordina Carlo Romagnoli (Costituente Comunista, Perugia). Interventi programmati di : Rita Chiavoni (psichiatra Roma); Letizia Mancusi ( Movimento Costituente Comunista - Roma); Antonello Briguori (Costituente Comunista Spoleto).
XVIII Festa dei Comunisti, Giardini pubblici Viale Matteotti, lato convitto Enpas.
Aziendalismo, localismo amorale e atrofia programmata da parte dei governi di centro destra e di centro sinistra stanno distruggendo il diritto alla salute. A trenta anni dalla creazione del Servizio Sanitario Nazionale, i profondi cambiamenti degli assetti produttivi, sociali, territoriali ed epidemiologici impongono analisi concrete e aggiornate per individuare i nuovi terreni di lotta e di lavoro politico che rendano fruibile il diritto alla salute nella nuova cornice europea.


16 luglio 2008 - La Nuova Sardegna

QUARTU. I DIPENDENTI DELLA COOP PRONTI ALLO SCIOPERO
Vigilanza Sardegna in rivolta

QUARTU - I dipendenti della cooperativa Vigilanza Sardegna iscritti alla Flaica-Cub hanno proclamato lo stato di agitazione, ‹‹che prelude a iniziative di protesta - si legge in una nota del segretario Carlo Serra - come scioperi improvvisi che saranno annunciati con un preavviso di appena dieci minuti››. Diverse le rivendicazioni dei lavoratori, che chiedono ‹‹regolari riposi giornalieri e settimanali - si legge - il riconoscimento dell’indennità chilometrica e dell’usura dell’auto personale per raggiungere il posto di lavoro, la pianificazione delle ferie, l’equa turnazione e lo straordinario facoltativo, posto che molti dipendenti sono obbligati a lavorare oltre le ammesse 12 ore al giorno››. Non basta, perché l’organizzazione sindacale ha chiesto chiarimenti sulle voci circolate su licenziamenti collettivi e modifica dell’inquadramento professionale, con il passaggio da guardia giurata a portieri o custodi. ‹‹La situazione è diventata insostenibile e usurante - conclude Serra - soprattutto sul versante psicofisico, oltre al grave danno economico per i lavoratori. Restiamo in attesa di un riscontro urgente entro le prossime due settimane».(ps)


16 luglio 2008 - Il Tirreno

Il 19 mobilitazione antifascista. L’editore Mursia: nessuna apologia

SAN GIULIANO - «Mobilitazione antifascista il 19 luglio in piazza Italia». L’annunciano partiti politici e associazioni contrari alla presentazione in consiglio comunale del libro "Orfani di Salò, dal 1945 al 1951 - il sessantotto nero dei giovani neofascisti". È stata indetta da Rete dei Comunisti, Comitato Arci Pisa, Spazio Antagonista Newroz, Precari autorizzati, Partito Comunista dei Lavoratori, Circolo Agorà Pisa, Cuc-Movimento per la Costituente Comunista, Pianeta Futuro, Cobas, RdB-Cumb Pisa e Firenze, Associazione Italia Cuba Pisa, Meetup San Giuliano. Sul libro l’editore Mursia sottolinea: «Si tratta di un saggio storico, basato su documenti d’archivio e testimonianze orali, sui movimenti neofascisti giovanili del dopoguerra non di un testo apologetico come qualcuno ha insinuato. Documentare e spiegare le radici storiche della destra italiana nel rapporto con la società appena uscita dalla guerra è un processo necessario per capire molte cose anche della politica attuale».
Tornando strettamente al libro, il saggio "Gli orfani di Salò" di Antonio Carioti, indaga sulla storia del neofascismo all’indomani delle fine della Seconda guerra mondiale. Tra il 1946 e il 1951, il periodo analizzato da Carioti, i giovani neofascisti sono protagonisti di un vero e proprio movimento ideale e di piazza per il quale l’autore conia l’espressione di "Sessantotto nero" evidenziando alcune delle analogie con quello che sarebbe avvenuto dopo. Egemoni nelle Università - i neofascisti nel 1950 all’Università di Roma conquistano il primo posto nelle elezioni studentesche -, interpreti di un sentimento patriottico che allora nessuno sembrava cogliere, raccolgono numerosi consensi tra i giovani e non solo con le azioni per il ritorno all’Italia di Trieste, ma soprattutto difesero per l’Msi il diritto a manifestare nelle piazze.
Il movimento neofascista ha con i comunisti un rapporto contraddittorio: violenza fisica nelle piazze seguita anche da code "eversive" (Carioti ha raccolto testimonianze sul progetto di eliminare fisicamente Renato Mieli, allora direttore de «l’Unità»), ma allo stesso tempo inaspettate aperture al dialogo con il nemico comunista: «Pattuglia», giornale comunista ospita articoli di Pino Rauti.
I giovani neofascisti hanno rapporti complessi anche con l’Msi al quale non perdonano l’adesione al Patto Atlantico arrivando a contestazioni nei confronti della dirigenza del partito che sfociano in occupazioni delle sedi missine e a critiche durissime ad Almirante.


16 luglio 2008 - CronacaQui

Anche ieri gli operai hanno incrociato le braccia
e si profila un lungo negoziato con la direzione aziendale
Per la Magnetto ora trattano i sindacati
di Davide Petrizzelli

RIVOLI - Il giorno dopo l’annuncio della chiusura della Magnetto Wheels da parte della proprietà, la batosta ancora non è stata assorbita dai 439 lavoratori, che ieri intorno alle 12 hanno nuovamente interrotto la produzione di ruote e sono usciti su via Pavia per manifestare. I sindacati, invece, appaiono più possibilisti, anche se sono fermi sul fatto che se permane l’idea di cessare l’attività del sito industriale non vi sarà alcuna trattativa e si procederà sulla via della durezza. Nel frattempo ieri sera in consiglio comunale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno a sostegno dei lavoratori, mentre in consiglio provinciale Pino Sammartano del Pd ne ha presentato uno analogo. Proprio in provincia questo pomeriggio l’assessore Cinzia Condello incontrerà i sindacati, dopodiché si è presa l’impegno di fare altrettanto con i vertici aziendali. In regione, invece, la consigliera del Pdl Caterina Ferrero attacca l’amministrazione Bresso: «Questa crisi è l’ennesima conferma che ha colpevolmente trascurato di occuparsi dell’intero comparto automotive, come era invece richiesto dalla legge regionale approvata nel 2005, lasciando al proprio destino tutte le aziende a parte la Fiat». Ma i lavoratori hanno le idee chiare: di chiusura non ne vogliono proprio sapere. E ieri mattina a fare loro compagnia c’erano delegazioni provenienti da tutte le più importanti fabbriche della zona ovest. «Abbiamo soltanto un obiettivo: tenere aperta questa fabbrica – dice Claudio De Rosa, delegato interno della Fiom-Cgil -. E abbiamo il dovere di tentare tutto per farlo». Per Giorgio Airaudo, segretario provinciale della Fiom, l’unica soluzione possibile è che la Magnetto non sia più soltanto un fornitore totale della Fiat: «Nella situazione attuale è ovvio che se Mirafiori ha un raffreddore qui ci si prende un’influenza – sostiene -. I lavoratori hanno fatto bene a rispondere fermamente a quella che per adesso considero ancora una provocazione. Perché tutti sanno, la proprietà in primis, che questa fabbrica ha tutte le carte in regola per rimanere sul mercato. Certo che perché questo avvenga è necessario che sia presentato un piano di rilancio al posto delle dichiarazioni». In ogni caso, Airaudo promette battaglia: «Nessuno pensi che resteremo ad aspettare gli eventi», dice sibillino. L’ala più intransigente del sindacato è senza dubbio la Flmu-Cub del segretario provinciale Giovanni Zungrone, che ha lavorato per 35 anni proprio in questa fabbrica: «Bisogna superare questa situazione con una proprietà che prende i soldi e scappa – attacca, riferendosi alla vicenda dei contributi che la Magnetto ha ricevuto dal Patto Territoriale -. Nel futuro di questa azienda vediamo molto poco di questa proprietà. Già qualche anno fa avevamo detto che se non aveva a cuore il futuro di questa azienda non esitasse a cederla. Adesso, dopo che ha firmato accordi senza rispettarli, non possiamo che ribadirlo».


15 luglio 2008 - Ansa

P.A.: RDB-CUB,MOBILITAZIONE CONTRO TAGLI PREVISTI DA GOVERNO

(ANSA) - ROMA, 15 LUG - «Una giornata nazionale di mobilitazione dei lavoratori pubblici contro la 'manovra d'estatè che punta a tagliare gli stipendi dei dipendenti e a destrutturare la Pubblica Amministrazione». Ad annunciarla, per domani 16 luglio, la RdB-CUB Pubblico Impiego. «Con la conversione in legge del Decreto 112 il Governo punta alla cancellazione della Pubblica Amministrazione per consegnarla definitivamente ai privati, con una sottrazione di risorse realizzata sulla pelle dei lavoratori pubblici e degli utenti», è l'affondo di Paola Palmieri della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. La principale manifestazione si terrà a Roma, in Piazza di Montecitorio, mentre altre iniziative di protesta si avranno contemporaneamente a Milano, Torino e Genova. Nella stessa giornata è stato inoltre indetto lo sciopero di due ore nel Comparto Agenzie Fiscali mentre, spiega una nota, nel Parastato sono state avviate le procedure di conciliazione in vista dello sciopero. «La conversione in Legge di questo Decreto rappresenterebbe una vera e propria iattura - conclude Palmieri - e se il governo intende proseguire su questa china scellerata i prossimi saranno mesi di lotta».


15 luglio 2008 - Adnkronos

STATALI: RDB, DOMANI IN PIAZZA CONTRO LA MANOVRA

Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - Dopo le iniziative dei giorni scorsi in moltissime citta' italiane, la Rdb-Cub, Pubblico Impiego, ha indetto per domani una giornata nazionale di mobilitazione dei lavoratori pubblici contro una ''manovra d'estate'' che punta a tagliare gli stipendi dei dipendenti e a destrutturare la Pubblica Amministrazione. "La conversione in Legge del decreto rappresenterebbe una vera e propria iattura con conseguenze sociali inimmaginabili su lavoratori ed utenti" spiega dice Paola Palmieri della Direzione nazionale Rdb-Cub p.i. La manifestazione principale, che scandira' i tempi del dibattito parlamentare, si terra' a Roma, davanti a Piazza di Monte Citorio, alle 13 e saranno presenti anche lavoratori e delegati da Toscana, Emilia Romagna, Campania e Puglia .Altre iniziative di protesta si terranno contemporaneamente a Milano, Torino e Genova.Nella stessa giornata e' stato inoltre indetto lo sciopero di due ore nel Comparto Agenzie Fiscali, mentre nel Parastato sono state avviate le procedure di conciliazione in vista dello sciopero. ''Con la conversione in legge del decreto 112 in realta' il Governo punta alla cancellazione della Pubblica Amministrazione per consegnarla definitivamente ai privati, con una sottrazione di risorse realizzata sulla pelle dei lavoratori pubblici e degli utenti'', dice ancora Palmieri ricordando come il provvedimento preveda , tra le altre cose, oltre al "il taglio drastico" delle retribuzioni dei dipendenti pubblici, con decurtazioni fino a 600/700 euro al mese anche il blocco totale delle assunzioni e il licenziamento definitivo dei lavoratori precari e l'esclusione dalla retribuzione accessoria per i dipendenti in malattia, o in permesso per motivi personali.

CONTRATTI: CUB COBAS E SDL INTERCATEGORIALE,
SCIOPERO GENERALE 17 OTTOBRE

Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - Sciopero generale il 17 ottobre prossimo di tutte le categorie pubbliche e private per l'intera giornata aderenti a cub, cobas e sdl intecategoriale a sostegno della piattaforma che le tre organizzazioni sindacali di base hanno unitariamente consegnato al governo il 20 giugno scorso per sollecitare, tra le altre cose, forti aumenti per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica, rilancio del contratto nazionale. "La trattativa in corso tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil per svuotare il contratto nazionale di lavoro, l'affondo del governo sulle privatizzazioni, la profonda crisi salariale che vivono i lavoratori e le loro famiglie, il dilagare della precarieta', il tentativo di smantellare definitivamente la pubblica amministrazione anche attraverso l'attacco ai lavoratori pubblici ed i tagli al personale della scuola e della sanita', il razzismo diffuso a piene mani, i rinnovati venti di guerra, ci fanno prevedere un autunno in cui il confronto tra mondo del lavoro, padronato e governo dovra' essere all'altezza della sfida mobilitando lavoratrici e lavoratori per difendere quanto sin qui acquisito con le lotte e per conquistare salario e nuovi diritti", si legge in una nota sindacale.

ENTI RICERCA: SINDACATO PROTESTA PER L'ADDIO A BOSCHI,
NO A LOGICHE POLITICHE
TRITTO, HA SEMPRE MANTENUTO AUTONOMIA L'OMBRA DI BERTOLASO DIETRO RICAMBIO

Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - La notizia dell'addio ad Enzo Boschi da presidente dell'Ingv arriva in primo piano dopo giorni di sordina. Ed il primo ad alzare gli scudi e' il sindacato dei lavoratori della ricerca Usi/RdB guidato da Rocco Tritto. "Ci risulta in maniera assolutamente fondata che dietro l'addio a Boschi ci sarebbe il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Boschi ha sempre mantenuto l'autonomia dell'Ingv, Bertolaso forse vorrebbe un interlocutore meno ostico" afferma senza mezzi termini Tritto con l'ADNKRONOS. "Non vorremmo che ancora una volta -aggiunge- un centro di eccellenza italiano fosse sacrificato alle logiche politiche". "Chiediamo -prosegue- che ricerca e sanita' restino al di fuori delle logiche politiche. Proprio il geofisico Enzo Boschi, insieme a Giuseppe Zamberletti, nell'80 ha dato vita al Dipartimento della Protezione Civile per far fronte all'emergenza italiana scatenata dal terremoto dell'Irpinia. Boschi ha poi portato l'Ingv ai vertici di classifiche mondiali ed ora lo tolgono e non dicono neanche un grazie". Tritto, inoltre, ritiene "doveroso" salutare Boschi con l'onore delle armi. "Gli abbiamo fatto una guerra aspra per anni. Siamo stati duri con lui. Ma -sottolinea- a lui va tutto il nostro rispetto. Boschi e' stato l'unico presidente di un Ente di ricerca che ha dimostrato onesta' e corretteza verso il personale precario". "Nell'autunno scorso -riferisce- gli abbiamo illustrato il percorso giuridico che avrebbe potuto risolvere, nel pieno rispetto della legge, almeno in parte il dramma del sottoprecariato che coinvolge non i contrattisti a termine, bensi' gli assegnisti, la cui attivita' ogni giorno e' paragonabile ai lavoratori a termine e a quelli di ruolo. Boschi e' stato l'unico presidente di un Ente di ricerca a conciliare le posizioni di 30 assegnisti". "Boschi -ricorda Tritto- e' stato in quell'occasione irremovibile, convinto di stare nel giusto, nonostante le reazioni feroci di taluni sindacati contrari alla legittima operazione che cosi' ha reso stabilizzandi 30 assegnisti". "Per questo a Boschi, nonostante i duri scontri avuti con lui per anni, va tutto il nostro rispetto". "Ora -continua- ci chiediamo il presidente Boschi dove andra', e parliamo di uno scienziato di calibro mondiale come riconosciuto dal Science Watch". "Ma -conclude Tritto- ci chiediamo anche perche', in quale veste, a quale titolo, Bertolaso ha ricevuto in questi giorni almeno tre dei quattro esperti della quaterna in corsa per la presidenza dell'Ingv. E di questa notizia abbiamo certezza che e' assolutamente fondata".


15 luglio 2008 - Apcom

SALARI/ SINDACATI AUTONOMI: SCIOPERO GENERALE IL 17 OTTOBRE
A sostegno piattaforma Cub, Confederazione Cobas, e SdL

Roma, 15 lug. (Apcom) - I sindacati autonomi, Cub, Confederazione Cobas, e SdL Intercategoriale hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l`intera giornata del 17 ottobre 2008. Lo sciopero, spiega una nota, è a sostegno della piattaforma che le tre organizzazioni sindacali di base hanno unitariamente consegnato al governo il 20 giugno scorso. La piattaforma prevede, tra le altre cose, forti aumenti per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica; rilancio del contratto nazionale; difesa e potenziamento dei servizi pubblici, dei beni comuni, del diritto a prestazioni sanitarie, del diritto alla casa e all'istruzione; abolizione delle leggi Treu e 30; continuità del reddito e lotta alla precarietà lavorativa e sociale. "La trattativa in corso tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil per svuotare il contratto nazionale di lavoro, l`affondo del governo sulle privatizzazioni, la profonda crisi salariale che vivono i lavoratori e le loro famiglie, il dilagare della precarietà, il tentativo di smantellare definitivamente la pubblica amministrazione anche attraverso l`attacco ai lavoratori pubblici ed i tagli al personale della scuola e della sanità, il razzismo diffuso a piene mani, i rinnovati venti di guerra - scrivono i sindacati - ci fanno prevedere un autunno in cui il confronto tra mondo del lavoro, padronato e governo dovrà essere all`altezza della sfida mobilitando lavoratrici e lavoratori per difendere quanto sin qui acquisito con le lotte e per conquistare salario e nuovi diritti".


15 luglio 2008 - Omniroma

LAVORO, RDB-CUB: DOMANI 2 ORE SCIOPERO AGENZIE FISCALI

(OMNIROMA) Roma, 15 lug - «Domani i lavoratori del comparto agenzie fiscali scioperano per due ore, dalle 12 alle 14, contro i provvedimenti contenuti nel decreto legislativo 112/08 che nelle stesse ore inizierà il suo iter parlamentare per la conversione in legge». È quanto si legge in una nota delle Rdb - Cub. «Il provvedimento adottato dal governo - dichiara Francesco Serino dell'esecutivo nazionale Rdb-Cub agenzie fiscali - conclude una stagione di disinformazione di massa, volta a creare una frattura fra i dipendenti pubblici e il Paese, e ne apre una nuova fatta di tagli al sistema dei diritti e al salario accessorio. Il nuovo governo doveva risolvere il problema della quarta settimana e invece ha finito per crearne uno nuovo sulla terza, cogliendo al volo l'assist che Prodi gli aveva fornito, e finendo per creare confusione e interessi contrastanti fra il personale civile e quello militare. Per di più le norme sulla malattia e sulla fruizione dei permessi in caso di handicap del lavoratore o di un congiunto, oltre a comprimere le tutele costituzionali sulla salute, sono il marchio d'infamia di una visione tutta negativa e giustizialista dei dipendenti statali». «Lo sciopero di domani - conclude la nota - si inserisce nella giornata nazionale di mobilitazione promossa da Rdb-Cub Pubblico Impiego in tutta la pubblica amministrazione. L'iniziativa culminerà con la manifestazione romana a piazza di Monte Citorio, al termine della quale i lavoratori del fisco saranno in assemblea cittadina fino alle 17. In altre città italiane (Ancona, Genova, Milano, Padova, Torino) si svolgeranno analoghe iniziative a difesa della dignità, del salario e dei diritti dei lavoratori».

ATER, ASIA: INQUILINI FONTE NUOVA CHIEDONO REGOLARIZZAZIONE

(OMNIROMA) Roma, 15 lug - «Oggi pomeriggio, a partire dalle 17, inquilini dell'Ater provincia sostenuti dal sindacato Asia RdB manifesteranno davanti alla sede del Consiglio comunale di Fontenuova (Rm). Il motivo della protesta riguarda la situazione di irregolarità in cui vivono dal 1987 a causa della negligenza dell'Amministrazione comunale. Circa 50 famiglie, infatti, dopo tre domande di sanatoria (l'ultima risale al dicembre 2007) risultano ancora occupanti senza titolo perché l'attuale sindaco, come i colleghi che lo hanno preceduto, non ha istituito una commissione per analizzare le pratiche». Lo comunica, in una nota, Asia Rdb. «Nel frattempo - prosegue la nota - gli inquilini continuano a ricevere dall'Ater richieste di indennità di occupazione che ammontano a 700 euro mensili, nonostante il diritto loro riconosciuto, almeno sulla carta, a vivere in un alloggio popolare. Tre mesi fa, l'Asia RdB aveva formalmente chiesto un incontro al sindaco di Fontenuova per sollecitarlo ad assumersi la responsabilità di questa situazione indegna e a porvi rimedio. Alla richiesta di incontro, non è seguita nessuna risposta. L'Asia RdB chiederà oggi pomeriggio durante il consiglio comunale un incontro immediato con il sindaco: la legge prevede infatti che gli inquilini aventi titolo vengano regolarizzati. Non è legale che dei cittadini siano costretti a vivere nell'irregolarità a causa della mancata applicazione delle leggi da parte di un'amministrazione pubblica».


15 luglio 2008 - Prima

I LAVORATORI DELLE AGENZIE FISCALI IN SCIOPERO IL 16 LUGLIO

(PRIMA) ROMA - Mercoledì 16 luglio i lavoratori del Comparto Agenzie Fiscali scioperano per due ore, dalle 12 alle 14, contro i provvedimenti contenuti nel Decreto legislativo 112/08 che nelle stesse ore inizierà il suo iter parlamentare per la conversione in legge. "Il provvedimento adottato dal Governo conclude una stagione di disinformazione di massa, volta a creare una frattura fra i dipendenti pubblici e il Paese, e ne apre una nuova fatta di tagli al sistema dei diritti e al salario accessorio", dichiara Francesco Serino dell’Esecutivo nazionale RdB-CUB Agenzie Fiscali. "Il nuovo Governo doveva risolvere il problema della quarta settimana e invece ha finito per crearne uno nuovo sulla terza, cogliendo al volo l’assist che Prodi gli aveva fornito, e finendo per creare confusione e interessi contrastanti fra il personale civile e quello militare - prosegue Serino - per di più le norme sulla malattia e sulla fruizione dei permessi in caso di handicap del lavoratore o di un congiunto, oltre a comprimere le tutele costituzionali sulla salute, sono il marchio d’infamia di una visione tutta negativa e giustizialista dei dipendenti statali", conclude l’esponente RdB. Lo sciopero di domani si inserisce nella giornata nazionale di mobilitazione promossa da RdB-CUB P.I. in tutta la Pubblica Amministrazione. L’iniziativa culminerà con la manifestazione romana a Piazza di Monte Citorio, al termine della quale i lavoratori del Fisco saranno in assemblea cittadina fino alle 17. In altre città italiane (Ancona, Genova, Milano, Padova, Torino) si svolgeranno analoghe iniziative a difesa della dignità, del salario e dei diritti dei lavoratori.


15 luglio 2008 - Dire

MINORI. ROMA, IN CONSIGLIO COMUNALE PROTESTA PRECARI ASILI NIDO

(DIRE) Roma, 15 lug. - Blitz delle educatrici precarie dei nidi di Roma, ieri pomeriggio in Aula Giulio Cesare. Nel corso della seduta, una decina di loro, aderenti al sindacato Rdb-Cub, si e' avvicinata alla balaustra alzando in alto le braccia per mostrare la scritta 'Precarie nido' sui palmi delle mani. Le lavoratrici hanno denunciato di "essere inserite in una graduatoria dal 1997" e di lavorare per le supplenze "con contratti part-time al 50% per tre ore al giorno. Si tratta di contratti giornalieri che non danno diritti alle ferie, ai permessi per la maternita'". Per questo motivo, hanno chiesto al sindaco Gianni Alemanno d'intervenire nella situazione e di "avviare immediatamente le procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997". Dopo la protesta, il presidente dell'Aula Giulio Cesare, Marco Pomarici, ha chiesto ai presidenti dei gruppi di fissare un incontro con le manifestanti.

ACT REGGIO. AUTISTI LICENZIATI, CUB: NEGATO IL TFR
CONFERMATO SCIOPERO VENERDI' SCINTILLE PD-PRC

(DIRE) Reggio Emilia, 15 lug. - Cala un'altra ombra sulla vicenda dei lavoratori del gruppo Act, licenziati senza giusta causa a Reggio Emilia. La ditta Sorelle Dc Viaggi, che gestisce in subappalto alcune linee del servizio di trasporto pubblico si sarebbe rifiutata di versare il tfr e lo stipendio ai dipendenti che ne hanno fatto oggi richiesta. Per i dipendenti dell'altra azienda autrice dei licenziamenti, Seppi, sarebbero invece in corso accordi per un pagamento dilazionato della liquidazione. La denuncia parte dalla Cub trasporti il cui responsabile, Pasquale Tucci, afferma: "L'azienda ci ha comunicato di essere in difficolta' e di non poter corrispondere ai lavoratori la cifra dovuta, ma quando ho contattato il presidente del consorzio Orfeo Paolo Gaspari mi ha confermato che i soldi alle ditte subappaltatrici del servizio sono stati trasferiti". La Cub denuncia quindi Autolinee dell'Emilia perche' "nonostante i 'padroncini' continuinino a lavorare, non ci sono soldi per i dipendenti e chi doveva controllare e' chiaro che non lo ha fatto". Un'altra accusa del sindacato autonomo arriva con riferimento all'ordine del giorno sui lavoratori, bocciato ieri in consiglio comunale con il voto determinante del sindaco Graziano Delrio. "Noi colleghiamo le due cose- dice Tucci- ogni volta che i soci pubblici di Act si rifiutano di prendere una posizione i padroncini si sentono in diritto di fare quello che vogliono". Sul documento presentato da Alberto Ferrigno del Prc, che ha commentato la sua bocciatura come "una pagina triste del consiglio comunale", torna anche il capogruppo del Pd Luca Vecchi. Il Consiglio comunale e il sindaco Delrio si sono gia' fatti carico del tema del licenziamento dei lavoratori del consorzio Orfeo approvando, il 30 giugno scorso, un ordine del giorno, e' in sunto la replica di Vecchi. Gli "attacchi del consigliere Ferrigno al sindaco Delrio e al Consiglio comunale sono quindi del tutto gratuiti. Prima di sferrarli Ferrigno dovrebbe riflettere sul fatto che lui stesso e' parte di questa maggioranza". Una "collaborazione possibile, presente e futura, con il consigliere Ferrigno e con Rifondazione comunista, presuppone un comportamento politicamente piu' equilibrato e responsabile, che potrebbe certamente rivelarsi piu' utile alla soluzione di vari problemi" conclude il consigliere. Confermato infine lo sciopero di tutto il giorno del servizio di trasporto locale di venerdi'.


15 luglio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 27 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Ingv, Enzo Boschi non è più presidente, il ministro Gelmini gli riduce il mandato
* Quelle conciliazioni segno di attenzione
* Rinnovo del contratto, riprende la trattativa
* Enea, maxi contenzioso con i lavoratori
* Le antinomie dei consumi delle famiglie
* Contro il decreto 112 mobilitazione di RdB-Cub
* Sono in pochi a salvarsi dalla scure di Brunetta
* Col mal di schiena niente regata velica


15 luglio 2008 - Il Sole 24 Ore

AGENZIE FISCALI. Sindacati di base in sciopero domani dalle 12 alle 14

Per mercoledì 16 luglio le rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego (Rdb Cub) hanno indetto uno sciopero dei lavoratori delle Agenzie fiscali. Intanto pure gli altri sindacati dei lavoratori finanziari annunciano l'intensificazione delle azioni di mobilitazione, anche in conseguenza dell'incontro svoltosi ieri all'Aran con proposte sul contratto di pubblico impiego. Lo sciopero del 16 è per l'orario dalle 12 alle 14, come precisa il comunicato delle Rdb «in parziale coincidenza con l'orario di massima affluenza ai front office e agli sportelli di assistenza ai cittadini». Intanto il Salfi (sindacato autonomo lavoratori finanziari) spiega che «per il portavoce Aran noi pubblici lavoratori meritiamo per il 2008 neanche 10 euro lorde di aumento e, per il 2009, neanche 70 euro lorde». Per Sebastiano Callipo, segretario generale che è in corso una strategia di «mediatica "diffamazione", sintetizzata nello slogan "son tutti Fannulloni".Invece è un modo per far pagare ai lavoratori i conti del debito pubblico».


15 luglio 2008 - Il Cittadino

Decreto Brunetta, i lavoratori Inps preparano le armi

Lodi - Non ci stanno ad essere chiamati fannulloni e denunciano il grave stato in cui riversano i lavoratori della pubblica amministrazione. Dalla scuola, agli ospedali, all’Inps, tutti sotto la stessa dama di Damocle: quella del famoso decreto Brunetta, la legge 112/2008, approvata lo scorso 25 giugno e che dovrebbe essere convertito in legge nel prossimo in agosto. A prendere l’iniziativa i lavoratori dell’Inps del Lodigiano, che insieme alle loro rappresentanze sindacali di base dichiarano battaglia. E potrebbe già essere in programma per il 22 luglio il primo presidio contro il governo, che dovrebbe coinvolgere tutte le sigle sindacali che rappresentano i dipendenti della pubblica amministrazione. «Stiamo facendo passare sotto silenzio un attacco alla democrazia di questo Stato e ai diritti dei lavoratori, tutelati dallo statuto - attacca Michele Riccardi, segretario delle rappresentanze di base all’Inps -; un decreto vergognoso, approvato durante l’estate, quando molti lavoratori sono in ferie e non possono organizzarsi e protestare; una manovra che rende la malattia una colpa, dato che nei primi dieci giorni non verrà retribuita a prescindere dalla diagnosi». Un vero attacco ai lavoratori, che determina una distinzione nella cittadinanza tra i cittadini e la pubblica amministrazione che, secondo i sindacati, si vuole rendere sempre più privata, rendendo a pagamento servizi che sono sempre stati gratuiti per i cittadini. «Ma non ci sarebbe solo la malattia - continua Riccardi - , ma anche il taglio dello stipendio di almeno il 30 per cento, la riduzione degli organici e il blocco dei concorsi che impedirebbe a molti precari di trovare collocazione stabile. Un decreto per cui le rappresentanze sindacali non hanno ancora preso posizione a livello nazionale, ignorando la volontà dei lavoratori che faranno di tutto per impedire il passaggio del decreto». Una protesta che dovrebbe trasformarsi in un corteo unitario che dalla sede all’Inps arrivi fino a palazzo San Cristoforo, dove i lavoratori si fermeranno per manifestare.


15 luglio 2008 - La Tribuna di Treviso

Usl 9, sindacati contro la scure di Brunetta
L’Rdb: norme ingiuste sulle malattie e infermieri spremuti senza più riposi

Treviso - I sindacati sfidano il decreto Brunetta. L’Usl 9 ha recepito la direttiva regionale che ratifica la disciplina su assenze e permessi. E l’RdB-Cub contesta le norme sulle assenze per malattia: nei primi 10 giorni il solo trattamento economico, poi l’assenza viene coperta solo se certificata da struttura pubblica. Polemica anche sulle fasce orarie: i malati dovranno essere reperibile a casa dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20. «Si esautorano le capacità professionali dei medici di base, si rendono ingestibili le certificazioni, si infierisce sul lavoratore malato, togliendogli soldi e costringendolo al domicilio forzato» - scrive l’RdB-Cub in una nota durissima contro il ministro Brunetta. «E’ netta l’opposizione e contrarietà dei dipendenti Ulss, c’è il chiaro intento di "castigare pesantemente" e in modo indiscriminato i pubblici dipendenti accomunati a fannulloni, parassiti, palla al piede... senza distinzione alcuna: si riducono gli organici e si aumenta il precariato». L’Rdb-Cub evidenzia poi le norme «gravissime» in campo sanitario: «Il riposo settimanale non è più un diritto obbligatorio ogni 7 giorni, ma viene calcolato come media in un periodo non superiore a 14. Nanca il "recupero psico-fisico" per mettere al riparo lavoratore e paziente da rischi connessi a stanchezza e carichi di lavoro abnormi». Ancora: il diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore, decade in reperibilità. «L’atteggiamento della Funzione Pubblica criminalizza i dipendenti pubblici, è inaccettabile» - dice un volantino. I sindacati minacciano uno sciopero generale.(m.g.)


15 luglio 2008 - Corriere Alto Adige

La vertenza. I precari Inps oggi in piazza

BOLZANO — Oggi a partire dalle 10, dipendenti e precari dell'Inps di Bolzano manifesteranno davanti alla sede in piazza Domenicani.
«Formeremo una catena umana intorno al palazzo dell'Istituto— annuncia Luigi Romagnoli, coordinatore nazionale della RdB pubblico impiego Inps, che guiderà l'iniziativa — ad ideale difesa di tutta la pubblica amministrazione dai continui attacchi e dai progetti di smantellamento. Ci opponiamo al decreto legge 112 del 25 giugno 2008, un provvedimento che taglia gli organici, impedisce nuove assunzioni e stabilizzazione dei precari, affida ad agenzie private compiti di controllo sulle imprese, annulla gli incentivi per la produttività, peggiora le norme sulla malattia». La RdB chiede anche di mantenere in servizio i precari esclusi dal precedente percorso.


15 luglio 2008 - Il Resto del Carlino

Pubblico impiego, anche i Cobas di Ferrara mobilitati contro il decreto di Tremonti

Ferrara - ANCHE il sindacato RdB-Cub di Ferrara prende posizione contro «il blitz estivo del governo che rischia di avere effetti devastanti sulla pubblica amministrazione: dalla chiusura o privatizzazione delle funzioni al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti pubblici, dalla discriminazione dei sindacati all’abrogazione dei fondi speciali». Di qui il sostegno che il segretario provinciale Claudio Grabinski lancia «al presidio nazionale in programma domani a Roma da parte di tutti gli addetti della categoria».


15 luglio 2008 - Il Giorno

Arsenale, lavoratori in sciopero contro il decreto taglia salari
PROTESTA PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA MILANESE

PAVIA — DA DIECI ANNI chiedono di poter lavorare, si cercano commesse che non possono rispettare perché non hanno a disposizione i fondi necessari con la conseguenza che i mezzi da riparare vengono dirottati verso aziende private e ora arriva anche il decreto da poco firmato dal ministro Tremonti, che li penalizzerebbe ulteriormente. I 220 dipendenti dell’Arsenale hanno esaurito la pazienza e hanno deciso di non nasconderlo più. Domani gli iscritti ai sindacati Rdb-Cub, insieme ai lavoratori di altre sigle sindacali autonome della pubblica amministrazione, manifesteranno davanti alla prefettura di Milano contro il decreto taglia costi del nuovo Governo. «Il Governo ha lanciato una campagna contro i fannulloni - commenta Faustino Giani della Rdb-Cub - che in realtà non vuole rinnovare la pubblica amministrazione, ma porla di fatto in liquidazione, a favore dell'intervento privato. Si vuole tagliare il salario accessorio dei lavoratori di oltre il 30 per cento in tre anni, togliere lo stipendio agli ammalati, penalizzare i lavoratori con infermità per causa di servizio, tagliare gli organici, ma non le consulenze esterne e si continua la privatizzazione del lavoro esternalizzando molte attività».(M.M.)

MILANO. CON L'ACCORDO siglato da Cgil, Cisl, Uil e Granarolo...

MILANO — CON L'ACCORDO siglato da Cgil, Cisl, Uil e Granarolo il 21 febbraio 2006 nella sede del Ministero del Lavoro, si è posta la parola fine alla storia secolare della Centrale del Latte di Milano. La vecchia sede di via Castelbarco ha chiuso e ha avuto inizio la diaspora dei lavoratori: alcuni sono finiti in cassa integrazione altri trasferiti nei siti produttivi di Pasturago di Vernate, altri ancora utilizzati nei settori del marketing, ricerca, piattaforma logistica e venditori. L'area, come più volte promesso dall'allora sindaco Albertini, è stata ceduta alla Bocconi. Sono passati due anni, ma in via Castelbarco campeggia ancora il cartello «Opere di bonifica e demolizione del fabbricato presso il sito dismesso dell'ex Centrale del Latte di Milano di via Castelbarco 27». Da via Sarfatti e via Castelbarco oggi si notano le gru e le montagne di detriti all'interno del cantiere. «L'area diverrà parte integrante del campus della Bocconi - dice Giovanni Ferrari, presidente del Consiglio di Zona 5 - Nel 2009 nasceranno i primi edifici ecocompatibili: per il riscaldamento verrà utilizzata anche l'acqua di falda. La storica statua di San Giorgio, all'angolo tra viale Tibaldi e via Castelbarco, sarà ricollocata nel nuovo complesso». Nel 2006 le sigle sindacali dei Cub insorsero contro la chiusura della Centrale del Latte, «già scritta dall'amministrazione comunale - recita il comunicato di allora -, quando il sindaco Albertini aveva inaugurato la lista delle dismissioni svendendo questa azienda, il suo mercato e le sue tecnologie, oltre a liquidare un pezzo importante della storia di Milano». Ora c'è la Bocconi e il campus universitario ampliato offrirà nuovi servizi agli studenti. Già nel 2006 l'università si è dotata in piazza Sraffa di un nuovo edificio ovale, soprannominato il "velodromo" per la sua forma. Un ulteriore tassello al campus che ospita il pensionato, il centro linguistico, il velodromo, la biblioteca, la chiesa di San Ferdinando e l'edificio di via Roentgen che assume la forma caratteristica di un "3".(Ge.Fi.)


15 luglio 2008 - L'Eco di Bergamo

statali, i sindacati verso lo sciopero Brunetta frena

Il governo inverta la rotta o in autunno si aprirà una dura fase conflittuale con iniziative di lotta che interesseranno l'intera categoria del pubblico impiego. Lo hanno annunciato i sindacati al termine dell'incontro che si è svolto ieri all'Aran (l'agenzia deputata a siglare i contratti pubblici, ndr) e che avrebbe dovuto segnare l'avvio della nuova stagione contrattuale, con il rinnovo del biennio economico 2008-2009. Ma per i sindacati non ci sono le condizioni per il negoziato.
«Non si è aperto alcun tavolo - hanno affermato i segretario generali della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Fps-Cisl, Rino Tarelli, e della Uil-Pa, Salvatore Bosco - e non si aprirà finché non arriveranno risposte adeguate sulle risorse». L'agenzia, che rappresenta la loro controparte nelle trattative, ha detto ai sindacati - secondo quanto riferito dagli stessi - che le disponibilità indicate dal governo portano per il 2008 ad un aumento lordo medio a testa di 8 euro, e per il 2009 di 60-70 euro. L'inflazione considerata è rispettivamente 1,7% e 1,5%. Assai più bassa, dunque, di quella reale, rilevano ancora, «considerando che è già al 3,6% quest'anno e che al termine del 2008 dovrebbe attestarsi su un 3,4%, secondo le stesse stime governative». Una proposta, dunque, questa dell'esecutivo, giudicata «inaccettabile» dai rappresentanti dei lavoratori, che insistono perché vada presa a riferimento l'inflazione realisticamente prevedibile (come scritto unitariamente nella piattaforma sul modello contrattuale) e, in particolare, l'indicazione europea, e cioè 3,7%. Non solo: i sindacati puntano l'indice anche contro il «prelievo» dalle buste paga di 200 euro mensili per il 2009 e il 2010 in seguito al taglio dei fondi alla contrattazione integrativa previsto nella manovra Tremonti.
«Temiamo che a settembre parta una stagione conflittuale: il governo taglia i salari, smantella i servizi, annuncia il federalismo contrattuale con il superamento del contratto nazionale. Capiranno anche i cittadini quando si ritroveranno meno asili e più ticket», ha detto Podda. «Basta aperture pro-forma, il contratto è cosa seria visto che aumenta il costo della vita», ha osservato Tarelli. Anche per il segretario confederale Uil, Paolo Pirani, serve un «chiarimento» per rinnovare i contratti ma anche per sviluppare una «positiva stagione di riforme». Per le Rdb-Cub, con il taglio dei fondi integrativi i salari subiranno una decurtazione anche di 600 euro. La federazione ha già organizzato una manifestazione per domani davanti Montecitorio e annunciato uno sciopero per il 17 ottobre. «Con queste scarse risorse, si rischia il conflitto», secondo l'Ugl che il 23 luglio manifesterà davanti al ministero della Funzione Pubblica. Intanto il ministro ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta - che punta al federalismo contrattuale («l'altra faccia di quello fiscale», ha detto) - ha fatto un proposito per il futuro annunciando che «non userà mai più il termine fannulloni, «servito solo a chiarire il problema». Ha precisato che non voleva «offendere nessuno» perché la stragrande maggioranza dei lavoratori pubblici è «qualificata e capace».


15 luglio 2008 - L'Unità

Niente fondi, gli statali si preparano al conflitto
Il primo incontro conferma un negoziato tutto in salita per i nuovi contratti
di Felicia Masocco

Roma - FALSA PARTENZA La trattativa per il rinnovo dei contratti pubblici è appena cominciata e già si parla di conflitto. Settembre sarà un mese di mobilitazione, annunciano i sindacati, se il governo «non inverte il segno» e non fa chiarezza sulle risorse necessarie ai rinnovi. Il nodo finanziario non è il solo, ma è il più macroscopico di questa partita e ben si è visto ieri, al primo incontro tra i sindacati e l’Aran, l’agenzia che tratta per conto del governo. Doveva essere la partenza ufficiale del negoziato «ma - dicono i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica - non si è aperto alcun tavolo e non si aprirà finché non si avranno risposte sulle risorse». «L’Aran - spiega Carlo Podda, leader di Fp-Cgil - ci ha dato disponibilità per aumenti medi pro-capite di 8 euro lordi per il 2008 e di 60-70 euro lordi per il 2009. Oggi l’inflazione è al 3,6% e il governo la stima a 3,4% per il 2008: la proposta dell’esecutivo è inaccettabile». Stessi toni dal segretario di Fps-Cisl Rino Tarelli.
La parola chiave è «inflazione». I sindacati puntano ad aumenti salariali tarati su quella realisticamente prevedibile. Si chiede poi la cancellazione dei provvedimenti che tagliano il salario accessorio dei dipendenti pubblici di circa 200 euro al mese: si tratta del decreto legge Tremonti che prevede un prelievo sulle retribuzioni per il 2009 e il 2010 pari, appunto, a 200 euro al mese. Dato il costo della vita attuale è irrealistico parlare - come fa l’esecutivo - di inflazione all’1,7 e all’1,5%. È meno della metà di quella reale.
La querelle non è circoscritta al pubblico impiego. Se ne discute anche al tavolo per la revisione del modello contrattuale che oggi vedrà un nuovo round tra sindacati e Confindustria. Anche in questo caso i rappresentanti dei lavoratori puntano a recuperare il più possibile in termini di salario e parlano di inflazione realisticamente prevedibile. Quelli delle imprese, al contrario, si fermerebbero volentieri all’inflazione programmata dal governo.
I due tavoli, seppur diversi, si "parlano": è evidente che rinnovare i contratti alle condizioni del governo non solo sarebbe iniquo per i dipendenti, ma significherebbe per i sindacati gettare anzitempo la spugna su un punto dirimente del nuovo modello contrattuale. «Le proposte avanzate oggi dall’Aran non solo si presentano del tutto irrisorie ai fini della tutela delle retribuzioni per il biennio 2008-2009, ma se accompagnate con i tagli al salario di produttività, configurano una vera e propria riduzione degli stipendi», chiosa il segretario confederale della Uil Paolo Pirani. Le Rdb-Cub e l’Ugl non aspetteranno settembre: le prime manifestano domani, la seconda il 23 luglio.


15 luglio 2008 - Il Mattino

LA TRATTATIVA
STATALI, CONTRATTO IN SALITA: SCIOPERO A SETTEMBRE

Il governo inverta la rotta o in autunno si aprirà una dura fase conflittuale con iniziative di lotta che interesseranno l’intera categoria del pubblico impiego. Lo hanno annunciato i sindacati al termine dell’incontro che si è svolto all’Aran e che avrebbe dovuto segnare l’avvio della nuova stagione contrattuale, con il rinnovo del biennio economico 2008-2009. Ma per i sindacati non ci sono le condizioni per il negoziato. «Non si è aperto alcun tavolo - hanno affermato i segretario generali della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Fps-Cisl, Rino Tarelli, e della Uil-Pa, Salvatore Bosco - e non si aprirà finchè non arriveranno risposte adeguate sulle risorse». L’agenzia, che rappresenta la loro controparte nelle trattative, ha detto ai sindacati - secondo quanto riferito dagli stessi - che le disponibilità indicate dal governo portano per il 2008 ad un aumento lordo medio a testa di 8 euro, e per il 2009 di 60-70 euro. L’inflazione considerata è rispettivamente 1,7% e 1,5%. Assai più bassa, dunque, di quella reale, rilevano ancora, «considerando che è già al 3,6% quest’anno e che al termine del 2008 dovrebbe attestarsi su un 3,4%, secondo le stesse stime governative». Una proposta, dunque, questa dell’esecutivo, giudicata «inaccettabile» dai rappresentanti dei lavoratori, che insistono perché vada presa a riferimento l’inflazione realisticamente prevedibile e, in particolare, l’indicazione europea, e cioè 3,7%. Non solo: i sindacati puntano l’indice anche contro il «prelievo» dalle buste paga di 200 euro mensili per il 2009 e il 2010 in seguito al taglio dei fondi alla contrattazione integrativa previsto nella manovra Tremonti. «Temiamo che a settembre parta una stagione conflittuale: il governo taglia i salari, smantella i servizi, annuncia il federalismo contrattuale con il superamento del contratto nazionale. Capiranno anche i cittadini quando si ritroveranno meno asili e più ticket», ha detto Podda. «Basta aperture pro-forma, il contratto è cosa seria visto che aumenta il costo della vita», ha osservato Tarelli. Anche per il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, serve un «chiarimento» per rinnovare i contratti ma anche per sviluppare una «positiva stagione di riforme». Per le Rdb-Cub, con il taglio dei fondi integrativi i salari subiranno una decurtazione anche di 600 euro. La federazione ha già organizzato una manifestazione per domani davanti Montecitorio e annunciato uno sciopero il 17 ottobre.


15 luglio 2008 - Il Sannio

Politica: «Rifiuti, che ne sarà dei lavoratori assunti dai Comuni?»

Benevento - Il coordinatore provinciale della Rdb Ambiente, Mancini, ha consegnato ieri mattina una lettera al presidente della Provincia, Cimitile, nella quale si evidenzia la difficile condizione vissuta dai dipendenti dei Consorzi di bacino che effettuano la raccolta differenziata dei rifiuti...
Il coordinatore provinciale della Rdb Ambiente, Piero Mancini, ha consegnato ieri mattina una lettera al presidente della Provincia, Aniello Cimitile, nella quale si evidenzia la difficile condizione vissuta dai dipendenti dei Consorzi di bacino che effettuano la raccolta differenziata dei rifiuti.
"Oggi è il 14 luglio – si legge nella missiva – e i 160 dipendenti dei Consorzi ancora non percepiscono le spettanze del mese di giugno".
La Rdb pone una serie di interrogativi: "Il Governo ha prorogato l’emergenza rifiuti in Campania fino al dicembre 2009. Che influenza avrà questa decisione? Si procede spediti verso la provincializzazione? Si costituiranno gli Ato e le società miste? I dipendenti delle cooperative, qualche centinaio, saranno assunti dal nuovo organismo che nascerà? E che ne sarà dei lavoratori fatti assumere dai Comuni nelle ultime settimane?".
L’organizzazione sindacale chiede quindi a Cimitile di ricevere in delegazione i dipendenti dei tre Consorzi per conoscere gli orientamenti dell’Amministrazione provinciale in materia.


15 luglio 2008 - EPolis Roma

Sicurezza. Contraria l'opposizione, Storace non vota e l'Idv si astiene. Alemanno: è un invito alla città
In Aula passa il Patto per Roma: «Coordinamento con il Prefetto»
La protesta delle maestre del nido e dei lavoratori di Gemma: solidarietà bipartisan
di Marta Rossi

Roma - Con il voto contrario dell'opposizione, il non voto di Storace e l'astensione dell'Idv, passa in aula Giulio Cesare il documento per il nuovo Patto per Roma. «Un invito alla città alla mobilitazione, per una sicurezza partecipata», dice il sindaco presente in Aula. «Mancano due ordinamenti, uno sulla mendicità infantile sul modello di Firenze e l'altro sulla situazione dei rifiuti in strada». I capisaldi del nuovo Patto per Roma sono sempre gli stessi: lotta al commercio abusivo, al caporalato, il reato di prostituzione, lo sfruttamento della mendicità, droga e ricettazione. «Servono 300 uomini per presidiare le periferie, così come la qualificazione professionale per l'uso delle armi», ribadisce il sindaco. «Ci sono mille pistole, comprate e lasciate nel deposito», dice ancora. Tra qualche giorno, poi, partirà il censimento nei campi rom, «lavoriamo in coordinamento con il commissario per l'emergenza», ovvero il Prefetto, mentre l'assessore alla Scuola Laura Marsilio annuncia che è già partito «il reperimento dei dati sulle frequenze scolastiche dei bambini rom».
E durante la seduta d'Aula è andata in scena la protesta delle precarie degli asili nidi delle Rdb. «Siamo inserite in graduatoria dal 1997 - spiegano - e abbiamo visto negli ultimi anni diminuire vertiginosamente la qualità del lavoro e della nostra vita: siamo costrette spesso a contratti part-time al 50 per cento. Contratti giornalieri che ci impediscono di usufruire di ferie, permessi maternità e quant'altro. Chiediamo un intervento perchè sia abolito l’istituto del part-time e avviate le procedure per indire il corsoconcorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997». Protesta anche dei lavoratori di Gemma, la cui situazione verrà discussa oggi in commissione Bilancio con l'assessore Castiglione. Pasquale De Luca, presidente della commissione Personale ha presentato un ordine del giorno per garantire lo stipendio da giugno che ha trovato il voto favorevole dell'Aula insieme con quello per il blocco degli sfratti. Sulla vicenda dei 230 lavoratori di Risorse per Roma, invece, l'Aula ha bocciato l'ordine del giorno: Alfredo Ferrari e Mario Mei denunciano «l'atteggiamento incomprensibile del sindaco e del consiglio che ha votato contro 230 lavoratori, in una partecipata al 97% dal Comune ». Sui fatti di piazza Navona, invece, sono passati i documenti del Pdl e del Pd che esprimevano la solidarietà al Papa e sal presidente della Repubblica. Bocciato invece l'ordine del giorno presentato da Andrea Alzetta, Sa, che esprimeva solidarietà alla Guzzanti e a Grillo.


15 luglio 2008 - Il Piccolo

Autista di bus aggredito finisce all’ospedale
Le RdB chiedono all’azienda cabine blindate e denunciano anche sei incendi in un mese

Trieste - Episodio di violenza ieri sera, attorno alle 19.30, al capolinea della linea 10, a Valmaura. Secondo i testimoni, l’autista Giorgio Sossini è stato aggredito senza motivi da uno squilibrato mentale che l’ha preso a calci e pugni per poi scappare a piedi. L’autista è finito al pronto soccorso ma senza lesioni gravi. Non si conosce ancora la dinamica dell'aggressione. Secondo alcuni testimoni, ieri sera i carabinieri di Muggia avevano già arrestato l'aggressore.«È un fatto grave che dovrebbe far riflettere sulla mancanza di sicurezza sui mezzi di trasporto pubblico - denuncia Willy Puglia, coordinatore regionaleRdb CubPuglia - chiederemo in seguito cabine blindate». Si segnala intanto anche un nuovo incendio su un autobus della Trieste Trasporti dovuto a malfunzionamenti del motore: è il sesto in un mese.
Il fatto è accaduto ieri mattina, attorno alle 8, al capolinea 33 a Campanelle. Un fumo denso si è sprigionato all'interno dell'autobus 597, dovuto ad un surriscaldamento dell'impianto di espulsione dei gas di scarico, che ha causato il parziale scioglimento delle protezioni interne del vano passeggeri. Il fatto grave, però, è che questo è solo l'ultimo di una lunga serie, come è stato denunciato dai sindacati del settore già ad inizio mese con una lettera alla Provincia. I primi episodi infatti si sono verificati il 17 giugno sull'autobus 209 e il 26 sul 513. Venerdì 27, altro caso: stavolta tocca all'autobus 526 che sta uscendo dal deposito aziendale di Broletto per iniziare il servizio sulla 41. Domenica 29 si verifica poi lo slittamento delle cinghie del compressore dell'aria condizionata nel vano motore su un altro mezzo transitante in piazza Volontari Giuliani.Per fortuna in tutti i casi non ci sono stati danni alle persone, né ai passeggeri né al conducente. Il quinto episodio si verifica sabato 5 luglio, quando il bus 1156 in servizio sulla 17. «Molte volte i guasti vengono segnalati in anticipo, ma l'azienda non interviene» spiega ancora Puglia.(e.o.;g.p.)


15 luglio 2008 - Il Cagliari

La protesta. Sit-in dei dipendenti di Cict
In mobilità 400 lavoratori niente navi al Porto Canale

Cagliari - Da ieri 195 dipendenti della Cict, società del porto canale di Cagliari, sono in cassa integrazione, così come gli altri circa 200 lavoratori che operano in aziende legate allo stesso terminal. Ieri mattina si è svolto un sit-in di protesta davanti al palazzo del Consiglio regionale, promosso dalla segreteria della Fast - confsal e dalla Federazione regionale Rdb - Cub. «Vogliamo sensibilizzare tutte le forze politiche - hanno spiegato il segretario regionale della Fast - Confsal Augusto Tocco e il rappresentante della Rdb - Cub Enrico Rubiu - perchè tutto sta avvenendo in totale assenza di intervento delle istituzioni locali e denunciare la mancanza di strategie per mantenere produttiva una infrastruttura che potenzialmente può contribuire allo sviluppo economico dell’isola».(E.B.)


15 luglio 2008 - Primadanoi

Sanità, una Regione allo sbando tra debiti e precari
LA POSIZIONE DEI SINDACATI

ABRUZZO - Il Procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi lo ha ribadito ieri in conferenza stampa: la Sanità abruzzese si trova in condizioni disperate. Una voragine milionaria e un ripianamento dei debiti molto più lontano di quanto non volessero far credere. Adesso con il governatore in cella di isolamento, l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca ai domiciliari e dirigenti del comparto nei guai fino al collo ci si chiede che cosa ne sarà dei debiti e del buco milionario. Anche perché il momento è delicatissimo: in ballo ci sono il piano di rientro, la negoziazione del nuovo patto per la salute, le ricadute della manovra economica del governo e decisioni sul fondo FAS, l'utilizzo pieno degli investimenti 2007-2013. Roberto Campo, segretario regionale della Uil propone che sindacati e organizzazioni economico-sociali concordino con i parlamentari abruzzesi di entrambi gli schieramenti «un'agenda delle priorità strategiche per l'Abruzzo e insieme ci si adoperi per far sentire la nostra voce nelle trattative in corso con il Governo nazionale e per assicurare una guida alla Regione non solo per l'ordinaria amministrazione».
Perché il rischio più grave, adesso, è la paralisi. «Siamo molto preoccupati», incalza anche Maurizio Spina, segretario regionale della Cisl. «La crisi politica in atto che rischia di lasciare senza voce e senza rappresentanza la nostra Regione, impegnata in una difficile fase di transizione per la scarsità di risorse disponibili in bilancio».
Anche in questo caso la Cisl si appella alla classe politica, quella «non coinvolta nell'inchiesta», ad adoperarsi «per la ricerca di soluzioni istituzionali che possano evitare la gestione solo ordinaria derivante dal commissariamento. L'appello viene rivolto a tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione, pur nella consapevolezza della necessità di decidere tempestivamente di anticipare il rinnovo del Consiglio Regionale».
«L'inchiesta in corso», dice invece Mario Frittelle delle Rappresentanze di Base/Cub, «dimostra che i ripetuti allarmi lanciati dalla RdB sul connubio politica, sanità privata e cartolarizzazione degli ospedali (da noi sempre definita come indebito esproprio di beni pubblici) avevano il loro fondamento politico ed economico».
«Anche ultimamente», continua Frittelle, «rispetto alla volontà espressa dai nostri amministratori di non voler stabilizzare i precari della sanità pubblica, di non voler assumere personale necessario all'assicurazione dei Livelli Essenziali d'Assistenza, abbiamo denunciato che le motivazioni addotte, espresse con la mancanza di soldi in bilancio, erano false».
E i sindacati adesso si chiedono «chi salvaguarderà il posto di lavoro dei precari (circa mille nella regione) della sanità pubblica? Chi assicurerà i diritti minimi legati al diritto alla salute in questa regione? Chi pagherà i 14 milioni di Euro che, pare, si siano spartiti? Vogliamo sperare che non si chiedano altri sacrifici ai cittadini e ai lavoratori che, storicamente in questa regione, sono sempre stati scherniti e vilipesi dai vari governi che si sono succeduti negli anni».
Anche la Cgil esprime «grande sconcerto per le gravissime notizie riguardanti l’arresto del presidente».
«La gravità delle accuse mosse», scrive il sindacato in una nota, «al di là delle responsabilità dei singoli delineano un quadro drammatico per la vastità delle implicazioni e per gli elementi di continuità con amministratori della precedente Giunta di centrodestra. Il riproporsi di una nuova questione morale che investe il Governo della Regione dopo sedici anni apre una nuova lacerazione tra i cittadini, la politica e le istituzioni». La Cgil ricorda la battaglia condotta «per portare a trasparenza i conti della sanità e il ripristino delle regole. Questa battaglia», dicono oggi, «non deve essere dispersa e vanificata nell’interesse generale dell’Abruzzo, dei lavoratori, cittadini e pensionati, che non possono ulteriormente pagare le conseguenze di una gestione dissennata della sanità abruzzese. La crisi politica che oggettivamente si è aperta ha bisogno di una rapida soluzione e di un periodo transitorio che non comprometta le possibilità di sviluppo e di riorganizzazione della Regione Abruzzo a partire dalla sanità».


15 luglio 2008 - Il Messaggero

Roma. Sanità sull'orlo del collasso nella Valle dell'Aniene...
di ANTONIO SCATTONI

Roma - Sanità sull'orlo del collasso nella Valle dell'Aniene. Il Tribunale del malato (Tdm) e il sindacato denunciano una grave carenza di specialisti e l'uso di macchinari obsoleti, che hanno forti ripercussioni negative sull'assistenza nell'ospedale di Subiaco, unica struttura sanitaria del comprensorio.
«Il reparto di pediatria è chiuso da circa un mese per la carenza di medici- protesta Antonio Lollobrigida del Tdm - questa situazione ha comportato anche lo stop dei parti in quanto non è garantita la presenza di un pediatra, in ortopedia sono rimasti solo due medici in quanto dal primo luglio un altro è stato trasferito in un ospedale romano senza essere stato sostituito, un altro aspetto di cui vergognarsi poi è il servizio tac con il macchinario quasi sempre fuori uso perché vecchio e non più affidabile».
Tutti questi problemi si sono verificati in un periodo, quello estivo, che vede un forte incremento dei residenti perl’arrivo dei turisti e di conseguenza anche un aumento della richiesta di assistenza. Il 23 giugno scorso era stata la stessa direzione sanitaria dell’ospedale a comunicare il blocco dei parti e la sospensione dei ricoveri a pediatria, perché non si poteva più garantire la continuità d’assistenza. «Purtroppo nulla è cambiato - denuncia il sindacato di base, Rdb - e nulla vuole essere cambiato. In una situazione di vera emergenza la direzione dell'Asl resta muta». La carenza di pediatri ha portato ad aumentare il pendolarismo verso altre strutture anche per un semplice parto: le future mamme dei 31 Comuni della Valle dell’Aniene hanno la sola possibilità di farsi ricoverare all'ospedale di Tivoli, distante 50 chilometri.
La direzione generale dellaAsl si era giustificata dichiarando di non aver trovato pediatri disponibili ad accettare l'incarico presso la struttura sublacense. Il Tribunale del Malato però non è d'accordo: «Non c'è stata la volontà di trovare una soluzione - continua Lollobrigida - è del tutto fuori luogo che in 20 giorni una grande Asl come quella di Tivoli non sia stata in grado di reperire un pediatra».
Secondo il Tdm è a rischio anche il servizio di ortopedia: «Se uno dei due ortopedici rimasti in servizio andrà in ferie- ricorda Il Tdm - si bloccherà l'attività di sala operatoria». Il pendolarismo per il servizio tac, presso gli ospedali di Colleferro, Palestrina e Tivoli, è ormai quotidiano: «A marzo l'assessore regionale Battaglia aveva promesso la sostituzione dell'apparecchio - conclude Lollobrigida - ma quello nuovo non è mai arrivato, così come la legge sull'ospedale montano, presentata da Marrazzo due anni fa a Subiaco. Ora, con il deficit sanitario regionale e la finanziaria, i piccoli ospedali come quello sublacense sono sempre più a rischio chiusura, con la complicità silente delle varie amministrazioni pubbliche locali».


15 luglio 2008 - Corriere della Sera

Cambio all'Ingv
Lascia il vulcanologo Boschi Il sindacato accusa Bertolaso
di Franco Foresta Martin

ROMA — Il professor Enzo Boschi, presidente storico dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), fatto decadere per volontà del capo della Protezione Civile e sottosegretario Guido Bertolaso? Il gossip arriva dal sindacato dei lavoratori della ricerca Usi/Rdb che, attraverso il suo segretario generale Rocco Tritto, adombra il siluramento: «Gli hanno dato il benservito con un anno di anticipo, su suggerimento di Bertolaso che punterebbe così a un controllo più stretto dell'istituto, entrato spesso in rotta di collisione con la sua struttura». «Mi rifiuto di pensare che Bertolaso abbia detto o fatto qualcosa contro di me, dopo quasi dieci anni di proficua collaborazione», commenta con fair play il presidente uscente. Quanto alla fine del suo incarico Boschi ammette che non se l'aspettava: «Ero convinto che la scadenza fosse nel 2009, sulla base di un decreto dell'ex ministro dell'Istruzione Letizia Moratti. Ma a questo punto mi sembra inutile e soprattutto poco elegante contestare».
Sempre secondo il segretario del sindacato dei ricercatori, il neo ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, avrebbe optato per un'interpretazione restrittiva, decidendo per la fine del suo mandato il 20 giugno scorso, invece del prossimo maggio 2009. Ma Boschi esclude una sfavorevole disposizione: «Ho incontrato la Gelmini e ho avuto l'impressione di un ministro determinato a far bene. Sono convinto che troverà la soluzione migliore». Boschi, insomma, preferisce non polemizzare sul compimento del suo mandato che coincide, sottolinea, con un lusinghiero giudizio: «Proprio nei giorni scorsi Science Watch, un istituto internazionale che valuta i lavori di ricerca scientifica, ha classificato l'Ingv al primo posto fra gli istituti di geoscienze. Era uno degli scopi che mi ero prefisso e questo mi dà una grande soddisfazione».


15 luglio 2008 - L'Unione Sarda

Container. È scattata ieri la cassa integrazione per 195 lavoratori di Cict. Difficoltà anche nell'indotto
Porto canale, in piazza contro la crisi
di NICOLA PERROTTI

Cagliari - Nel primo giorno di cassa integrazione, i lavoratori portuali della Cict protestano davanti al Consiglio regionale. Preoccupati per la perdita del posto puntano il dito contro la Contship, la società che gestisce il porto container di Cagliari attraverso la controllata Cict: finora, lamentano i dipendenti, l'azienda non ha fatto nulla per superare la crisi trovando nuovi clienti dopo l'abbandono delle rotte per lo scalo cagliaritano da parte dell'unico vettore, la Maersk. La loro voce è rivolta anche contro il governo regionale: lamentano la mancanza di interventi concreti da parte delle istituzioni per favorire il rilancio di uno scalo potenzialmente in grado di contribuire allo sviluppo economico dell'isola.
IL SIT-IN Tra i manifestanti c'era anche un gruppo dei 140 lavoratori in cassa integrazione della Compagnia lavoratori portuali, la Clp, che fornisce assistenza alla navi in manovra. Le preoccupazioni dei 195 dipendenti di Cict, in cassa integrazione per un anno, sono state portate all'attenzione dei capigruppo del Prc, Luciano Uras, e di Fi Giorgio La Spisa che durante il sit-in hanno incontrato gli organizzatori della protesta: i rappresentanti della Federazione autonoma dei sindacati dei trasporti (Fast-Confsal) e dell'Rdb/Cub. «Agli esponenti politici abbiamo ribadito che questa incompiuta, quale è il porto canale, resterà tale se non si attuano le riforme capaci di far diventare competitivo lo scalo», ha spiegato il coordinatore regionale dell'Rdb-Cub Enrico Rubiu, che ha poi ricordato gli interventi indispensabili: la creazione di una zona franca per le merci e di aree dedicate alla lavorazione logistica, i distripark. «I container in arrivo nel porto di Cagliari», ha precisato Rubiu, «potrebbero trovare nei distripark una serie di imprese capaci di smistare le merci in tempi brevi, dopo averle appositamente assemblate, etichettate, confezionate: il tutto agevolato dalle opportunità della zona franca estero su estero».
IL FUTURO La crisi dello scalo, secondo il segretario regionale Fast-Confsal Augusto Tocco, dev'essere affrontata subito dalla Regione: «I capigruppo ci hanno promesso che faranno tutto ciò che è in loro potere. Noi ci metteremo in contatto anche con il presidente dell'Autorità portuale, auspicando che il traffico riprenda prima della scadenza della cassa integrazione». Giovedì, i rappresentanti dei lavoratori incontreranno il presidente della Provincia. E venerdì si riuniranno al porto per un'assemblea.


15 luglio 2008 - La Repubblica

Stamane riunione: verso l´annullamento dei provvedimenti
I manager oggi decidono sull´aumento di stipendio
Giusto: "Santangelo non regge l´arte di arrampicarsi sugli specchi"
di GIUSEPPE DEL BELLO

Napoli - Nessun aumento in busta paga per i manager. Il dietrofront sarà ufficializzato oggi durante la riunione in programma al Pascale. Il coordinatore Mario Santangelo spiegherà ai 22 colleghi di aziende ospedaliere e sanitarie perché la delibera che allinea il loro stipendio (portandolo a 154 mila euro) a quello dei capidipartimento va annullata. In effetti si tratterà di un atto formale dal momento che già ieri su "Repubblica" Santangelo aveva anticipato l´esigenza di fare retromarcia. Precisando pure che chiederà «la sospensione del provvedimento, non perché illegittimo, inopportuno o immorale, ma solo per rispetto alla persona del governatore».
La revoca dell´atto non significa, però, che il sipario cala sulla vicenda. Tutt´altro. Prima di tutto c´è l´audizione messa in calendario per domani dal presidente della Commissione sanità regionale Angelo Giusto che sulla vicenda intende sentire l´assessore Angelo Montemarano e lo stesso Santangelo. «Non regge l´arte di arrampicarsi sugli specchi», premette Giusto in replica a Santangelo, «il pronunciamento di condanna, inopportunità e illegittimità è stato unanime da parte di chi a vario titolo ha censurato l´operato dei manager». Plaudendo poi a Bassolino e Montemarano che «si sono opportunamente mossi», Giusto manda un ulteriore messaggio al direttore del Pascale. Gli rammenta che sulla riduzione del 20 per cento dello stipendio «la Regione si è mossa prima del governo» con la Finanziaria del 2008: «all´articolo 53 affronta il contenimento della spesa pubblica» prevedendo «la riduzione del 20 per cento delle indennità per i direttori generali, sanitari, amministrativi di Asl e aziende ospedaliere». Quindi, conclude Giusto nella nota, «sarebbe gravissimo» se scoprissimo che i direttori generali non hanno applicato questa norma «perché ciò alimenterebbe il clima di ulteriore sfiducia che serpeggia tra i componenti del Consiglio regionale». Sfiducia nei confronti dei manager che, nominati per assicurare salute alla gente, avrebbero interpretato «in maniera bizzarra il compito affidatogli dalle istituzioni». Ugo Carpinelli del Pd definisce l´aumento economico una «proposta indecente» e invita governatore e assessore a prendere provvedimenti nei confronti di Santangelo: «dovrebbero licenziarlo».
Intanto, dal vicino Cardarelli arrivano altri segnali negativi sul fronte sanità. Ad alzare la voce sono i rappresentanti dei sindacati Cobas ed RdB che ieri, hanno sottolineato lo «sbando, la disorganizzazione e gli impegni mancati» dell´ospedale: «Da mesi denunciamo la drammatica carenza di personale che in estate diventa insostenibile. In quasi tutte le unità rimarrà un solo infermiere e pochi tecnici. E gli ambulatori ridurranno le attività. A luglio e agosto si effettueranno dalle 30 alle 40 mila ore di straordinario». Se qualche reparto riduce l´attività, qualcuno è anche costretto a chiudere. I Cobas ricordano in particolare quello di «Terapia antalgica e cure palliative (già chiuso): «dove andranno a finire i pazienti» che hanno bisogno di trattamenti antidolore? Se lo chiedono i sindacalisti, ma anche familiari e soci dell´associazione Dono (Dolore No).


15 luglio 2008 - La Nuova Sardegna

Perché nel porto non avanzi il deserto
La protesta civile dei lavoratori della Cict: «In cig ma dev’esserci garantito un futuro»
di Sabrina Zedda

CAGLIARI - Un futuro per il porto canale: lo chiedono i 195 dipendenti della Cict-Porto industriale spa, la società concessionaria del porto canale che hanno deciso di passare il primo giorno da cassintegrati davanti al palazzo del consiglio regionale. Protesta civile, pacata, comprensibile per chi vede solo nubi nel proprio cielo di lavoratore non più stabile. Striscioni e fischietti, una buona partecipazione per la manifestazione organizzata dalla Federazione autonoma dei sindacati dei trasporti in un momento in cui la via d’uscita dalla crisi dello scalo industriale ancora non c’è.
La preoccupazione si taglia a fette tra i lavoratori finiti in cigs che, se si considera l’indotto (Clp e Iterc) arrivano a 400. Il porto canale è deserto: «L’ultima nave - racconta malinconico Gianluca Stellino, delle Rsa-Fast - l’abbiamo vista passare il 12 giugno, una toccata e fuga, poi più nulla». Eppure, dicono con rabbia i lavoratori, non si doveva arrivare a questo: «Grazie a un contratto firmato nel 2006 con l’anglo-australiana P&O, sino alla fine di aprile abbiamo lavorato sodo, con alti volumi di resa - ricorda Stellino - ma andato via quel partner le commesse sono finite. Tutti sapevano che quel rapporto non era stabile ma nessuno s’è mosso perché alla sua scadenza si continuasse a lavorare».
La Cgil ha già replicato in via ufficiale a chi, come la Uil, chiedeva una nuova gestione del porto industriale: le garanzie da Contship, il gruppo cui fa capo Cict, ci sono e sono solide. Lo scalo di Macchiareddu riprenderà a vivere, il partner arriverà e il periodo di cassa integrazione sarà molto più breve di quanto è stato indicato nell’accordo di giugno. Ma nel frattempo prevale lo scoramento, la paura che le gru del porto restino ferme. Uno striscione appeso agli ingressi del palazzo del Consiglio regionale ricorda «i milletrecento miliardi di lire spesi e i corsi di formazione finanziati dalla Regione». Ma al porto canale «non c’è più nulla, fuorché il deserto», per usare le parole di Augusto Tocco, segretario regionale della Federazione autonoma dei sindacati dei trasporti. Tocco, in un volantino diffuso tra i passanti, punta l’indice sull’evidente contrasto tra le intenzioni enunciate dal piano regionale dei trasporti che, in virtù della posizione baricentrica nel Mediterraneo di Cagliari, parla di un porto canale inserito tra i porti più interessanti dell’intera area e quella che è invece oggi l’amara realtà dei lavoratori: «Dopo anni di crisi - è la sintesi del segretario regionale delle Rdb- Cub, Enrico Rubiu - il porto canale è giunto al peggior epilogo. E questo perché le scelte politiche hanno portato a delle incompiute».
Cagliari, rincara la dose Rubiu «non è in grado di reggere la concorrenza neppure di porti emergenti come quelli marocchini o algerini e la Spagna, per numero di container, ci sta superando». La soluzione? «Affiancare al porto - è l’idea di Rubiu - aree di logistica per lavorare le merci e trovare imprese capaci di smistarle in tempi brevi». Il tutto, conclude il sindacalista «con l’agevolazione della zona franca».
Questa è un’idea per il futuro, ma al momento la netta sensazione tra i lavoratori è che la loro sorte importi a pochi: «Siamo in cassa integrazione - si lamenta una lavoratrice di Clp - ma non sappiamo, nel caso arrivi qualche nave, che turni avremo, né quale sarà il trattamento economico».
A fine mattinata le ragioni dei lavoratori (alcuni di loro la scorsa settimana hanno anche incontrato il presidente della Regione, Soru) sono state sentite da esponenti dei diversi schieramenti del consiglio regionale: la speranza è che il grido di dolore serva a smuovere l’amministrazione regionale, ammesso che possa servire.


15 luglio 2008 - Cronacaqui

Alla Magnetto Wheels di Rivoli timori per 400 operai. Infuriati i sindacati: «L’eutanasia è illegale»
Chiude la fabbrica che produce le ruote per Fiat Mirafiori
di Davide Petrizzelli

RIVOLI - Un fulmine a ciel sereno. O forse no. Fatto sta che ieri mattina è stato Gabriele Perris Magnetto in persona, ossia il titolare del gruppo Cln che detiene la proprietà dell’azienda, a comunicare ai rappresentanti sindacali interni la volontà di chiudere la Magnetto Wheels (nota ai più col suo vecchio nome, Fergat), la maggiore azienda metalmeccanica rivolese e principale fornitore di cerchioni in acciaio dello stabilimento torinese Fiat di Mirafiori. Una decisione che significa nuvole nerissime sull’orizzonte di oltre 400 famiglie, quelle dei dipendenti dell’azienda, che solo pochi anni fa produceva dieci milioni di pezzi l’anno e che comunque lo scorso anno ne aveva prodotti sette milioni. I sindacati, per tutta risposta, hanno lasciato il tavolo e hanno proclamato immediatamente lo sciopero, con l’uscita dei lavoratori davanti ai cancelli della fabbrica e il blocco totale di entrate e uscite di tir. «Non si può entrare in una riunione - attacca Claudio De Rosa, rsu della Fiom-Cgil - e dire di voler chiudere un’azienda lasciando aperta la discussione solo sui tempi e sui modi. Tanto più quando sole tre settimane fa il direttore generale dello stabilimento, Angelo Fontana Lia, ci aveva detto che i livelli produttivi per quest’anno e il prossimo sarebbero stati gli stessi dell’anno scorso. Anziché proporre soluzioni per rilanciare questo stabilimento ci è stata proposta l’eutanasia, che tra l’altro è ancora illegale». Fontana Lia passa in mattinata tra le forche caudine dei lavoratori, ma per i cronisti nessuna dichiarazione. Secondo il racconto dei presenti all’incontro, però, l’azienda avrebbe addotto il pessimismo rispetto al mercato dell’auto come principale ragione della chiusura. «Ma le difficoltà della Fiat non possono giustificare l’azzeramento di questo stabilimento - interviene Giorgio Airaudo, segretario provinciale della Fiom -. È necessario aprire un confronto con la proprietà». L’incontro ci sarà in Provincia domani alle 14.30, promosso dall’assessore al Lavoro Cinzia Condello che si è precipitata subito a fare visita ai lavoratori: «È una situazione grave - dice - che colpisce una zona, quella di corso Allamano, già duramente provata dalle vicende della Bertone». E in mattinata non mancano le visite del sindaco Guido Tallone, accompagnato dal vice Carlo Bellino e dall’assessore Vito Dilonardo, e dell’onorevole del Pd Mimmo Lucà, che annuncia un’interrogazione urgente alla Camera. Ma il grido di dolore più forte arriva da Giovanni Zungrone, segretario provinciale della Flmu-Cub e dipendente dell’azienda per 35 anni, fino alla pensione: «Questa era la seconda azienda d’Europa nel settore - ricorda -. A differenza di suo nonno, che aveva a cuore lo sviluppo della fabbrica, l’attuale proprietario usa prepotenza e arroganza e si circonda di dirigenti che preferiscono dirgli di sì, mandando via quelli veramente competenti. Non dimentichiamoci che questa azienda ha usufruito di miliardi di contributi pubblici tramite il Patto Territoriale». Numeri confermati dall’assessore comunale al Lavoro Filippo Provenzano: «Hanno già ricevuto un milione di euro e ne aspettano altri tre per l’ammodernamento dello stabilimento - spiega -. Per questo serve una verifica immediata con la proprietà». Nel caso di mancato mantenimento degli standard occupazionali, quei soldi andrebbero restituiti. C’è anche chi non crede alla chiusura. Valerio Calosso, consigliere comunale di An e sindacalista dell’Ugl, è un altro dipendente dell’azienda: «Bisognerà vedere se l’azienda darà seguito a quanto annunciato - riflette -. Non escludo che si punti semplicemente a una razionalizzazione di personale e tecnologie. Se vi andasse fino in fondo nella volontà di chiudere, sarebbe contro le regole dell’imprenditoria».


14 luglio 2008 - Ansa

STATALI: SINDACATI, GOVERNO CAMBI O SCIOPERO IN AUTUNNO
BRUNETTA PROMETTE, NON USERÒ MAI PIÙ TERMINE FANNULLONI

(ANSA) - ROMA, 14 LUG - Il governo inverta la rotta o in autunno si aprira' una dura fase conflittuale con iniziative di lotta che interesseranno l'intera categoria del pubblico impiego. Lo hanno annunciato i sindacati al termine dell' incontro che si e' svolto oggi all'Aran e che avrebbe dovuto segnare l'avvio della nuova stagione contrattuale, con il rinnovo del biennio economico 2008-2009. Ma per i sindacati non ci sono le condizioni per il negoziato. ''Non si e' aperto alcun tavolo - hanno affermato i segretario generali della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Fps-Cisl, Rino Tarelli, e della Uil-Pa, Salvatore Bosco - e non si aprira' finche' non arriveranno risposte adeguate sulle risorse''. L'agenzia, che rappresenta la loro controparte nelle trattative, ha detto ai sindacati - secondo quanto riferito dagli stessi - che le disponibilita' indicate dal governo portano per il 2008 ad un aumento lordo medio a testa di 8 euro, e per il 2009 di 60-70 euro. L'inflazione considerata e' rispettivamente 1,7% e 1,5%. Assai piu' bassa, dunque, di quella reale, rilevano ancora, ''considerando che e' gia' al 3,6% quest'anno e che al termine del 2008 dovrebbe attestarsi su un 3,4%, secondo le stesse stime governative''. Una proposta, dunque, questa dell' esecutivo, giudicata ''inaccettabile'' dai rappresentanti dei lavoratori, che insistono perche' vada presa a riferimento l'inflazione realisticamente prevedibile (come scritto unitariamente nella piattaforma sul modello contrattuale) e, in particolare, l'indicazione europea, e cioe' 3,7%. Non solo: i sindacati puntano l'indice anche contro il ''prelievo'' dalle buste paga di 200 euro mensili per il 2009 e il 2010 in seguito al taglio dei fondi alla contrattazione integrativa previsto nella manovra Tremonti. ''Temiamo che a settembre parta una stagione conflittuale: il governo taglia i salari, smantella i servizi, annuncia il federalismo contrattuale con il superamento del contratto nazionale. Capiranno anche i cittadini quando si ritroveranno meno asili e piu' ticket'', ha detto Podda. ''Basta aperture pro-forma, il contratto e' cosa seria visto che aumenta il costo della vita'', ha osservato Tarelli. Anche per il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, serve un ''chiarimento'' per rinnovare i contratti ma anche per sviluppare una ''positiva stagione di riforme''. Per le Rdb-Cub, con il taglio dei fondi integrativi i salari subiranno una decurtazione anche di 600 euro. La federazione ha gia' organizzato una manifestazione per mercoledi' prossimo davanti Montecitorio e annunciato uno sciopero per il 17 ottobre. ''Con queste scarse risorse, si rischia il conflitto'', secondo l'Ugl che il 23 luglio manifestera' davanti al ministero della Funzione Pubblica. Intanto il ministro Brunetta - che punta al federalismo contrattuale (''l'altra faccia di quello fiscale'', ha detto) - ha fatto un proposito per il futuro annunciando che ''non usera' mai piu' il termine fannulloni, ''servito solo a chiarire il problema''. Ha precisato che non voleva ''offendere nessuno'' perche' la stragrande maggioranza dei lavoratori pubblici e' ''qualificata e capace''.


14 luglio 2008 - Omniroma

COMUNE, PROTESTA PRECARIE ASILI NIDO INTERROMPE LAVORI CONSIGLIO

(OMNIROMA) Roma, 14 lug - Con le mani alzate, in aula Giulio Cesare, per chiedere certezze sul proprio futuro lavorativo. A inscenare la protesta in consiglio comunale, durante la seduta odierna, un gruppo di «precarie degli asili nido». Una protesta pacifica ma rumorosa che ha interrotto per qualche minuto i lavori dell'assise capitolina. Le rappresentanti di Rdb-Cub hanno chiesto ed ottenuto un incontro con alcuni rappresentanti del consiglio: «Siamo inserite in graduatoria dal 1997 - spiegano - e abbiamo visto negli ultimi anni diminuire vertiginosamente la qualità del lavoro e della nostra vita: siamo costrette spesso a contratti part-time al 50 per cento. Contratti giornalieri che ci impediscono di usufruire di ferie, permessi maternità e quant'altro. Chiediamo un intervento perché sia abolito l'istituto del part-time e avviate le procedure per indire il corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997».


14 luglio 2008 - Dire

ACT REGGIO. AUTISTI LICENZIATI, OLTRE 800 FIRME AL COMUNE
NUOVO SCIOPERO ANNUNCIATO PER VENERDI'

(DIRE) Reggio Emilia, 14 lug. - Sono oltre 800 le firme raccolte dai dipendenti di Act licenziati "senza giusta causa" a Reggio Emilia e in stato di protesta dallo scorso venti giugno. I dipendenti, supportati dal sindacato autonomo Cub hanno consegnato oggi la petizione all'assessore comunale alla Mobilita' Paolo Gandolfi, sollecitando un impegno piu' stringente per la riassunzione degli autisti rimasti senza lavoro. Con riferimento all'ordine del giorno approvato giorni fa in consiglio comunale l'assessore afferma: "L'impegno politico a sostegno della vostra situazione e' concreto e tangibile, ma come amministratore oltre non posso andare". Cioe', spiega Gandolfi: "Il Comune non ha titolo per dire ad Act come gestire i rapporti di lavoro con le aziende che hanno in subaffidamento le linee di trasporto pubblico, il cui assetto potra' essere ridefinito quando tra due anni verra' rinnovato il contratto di servizio". L'incontro si chiude con un aggiornamento mercoledi' in cui Gandolfi riferira' sullo "stato dell'arte" dei rapporti tra le aziende interno al gruppo Act. Per venerdi' pero' la Cub ha intanto proclamato una nuova tornata di sciopero degli autobus.

SCUOLA. IN CONSIGLIO COMUNALE PROTESTANO PRECARI ASILI NIDO

(DIRE) Roma, 14 lug. - Blitz delle educatrici precarie dei nidi di Roma, questo pomeriggio in Aula Giulio Cesare. Nel corso della seduta, una decina di loro, aderenti al sindacato Rdb-Cub, si e' avvicinata alla balaustra alzando in alto le braccia per mostrare la scritta 'Precarie nido' sui palmi delle mani. Le lavoratrici hanno denunciato di "essere inserite in una graduatoria dal 1997" e di lavorare per le supplenze "con contratti part-time al 50 per cento per tre ore al giorno. Si tratta di contratti giornalieri che non danno diritti alle ferie, ai permessi per la maternita'". Per questo motivo, hanno chiesto al sindaco Gianni Alemanno d'intervenire nella situazione e di "avviare immediatamente le procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997". Dopo la protesta, il presidente dell'Aula Giulio Cesare, Marco Pomarici, ha chiesto ai presidenti dei gruppi di fissare un incontro con le manifestanti.

RICERCA. SILURATO VULCANOLOGO BOSCHI, SINDACATO:C'ENTRA BERTOLASO
È GIALLO SU SCADENZA MANDATO, USI/RDB: TEMIAMO NOMINA POLITICA

(DIRE) Roma, 14 lug. - Cambio ai vertici dell'Ingv (l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia): il vulcanologo Enzo Boschi non occupa piu' la poltrona di presidente. A darne notizia e' una comunicazione del ministero dell'Universita' datata 20 giugno 2008. A fare le veci di Boschi, fino a nuova nomina da parte del Consiglio dei ministri, sara' il membro piu' anziano del Consiglio direttivo dell'ente, il settantenne Claudio Eva. Ma e' gia' aperta la corsa alla prestigiosa carica. Tanto che, secondo i sindacati di base, lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, seguirebbe da vicino la vicenda. Obiettivo: raggiungere- sempre secondo la denuncia di Usi/Rdb- "un controllo maggiore della struttura". E intanto e' "giallo" sulla reale scadenza del mandato dell'ormai ex presidente Boschi. L'ultimo decreto di nomina risale, infatti, al 7 maggio 2004 e parla di conferma della carica "per un quadriennio". Boschi sarebbe dunque "scaduto" lo scorso 7 maggio 2008. Proprio come sostiene la nota del Miur. Ma un altro decreto del 26 maggio 2005 (firmato dall'ex ministro Letizia Moratti e indicato sul sito dell'Ingv come provvedimento di "conferma" della nomina) spiega che a decorrere proprio da questa nuova data e "per la durata di un quadriennio" il Consiglio direttivo dell'ente e' costituito da cinque membri. Tra cui lo stesso presidente. Boschi, dunque, in base a questo ulteriore provvedimento doveva restare sulla sua poltrona fino al maggio 2009. Dunque, il Miur, guidato da Mariastella Gelmini, potrebbe aver adottato una interpretazione "restrittiva" della durata in carica del presidente. L'interessato- raggiunto dalla 'Dire'- si cela dietro un "no comment". I sindacati, invece, parlano chiaramente di "forzatura normativa". Se Boschi per il momento non commenta, il sindacato della questione intende parlare. "Nel decreto del 2006- sottolinea Rocco Tritto, segretario generale dell'Usi/Rdb- non c'e' scritto che la nuova scadenza non vale per Boschi. Peraltro- continua- quando Boschi, nel 2004, e' stato nominato presidente non aveva un Consiglio direttivo, c'e' voluto un anno per averlo, come dimostra il decreto del 2005, e lui, nel frattempo, e' stato una sorta di commissario". L'Usi/Rdb teme che dietro questo "benservito con un anno di anticipo" si nasconda la volonta' di fare "una nomina politica" al vertice dell'Ingv e sostiene che, in base alle sue fonti, ad accelerare il ricambio sarebbe stato "Guido Bertolaso, sottosegretario alla Protezione civile, che- spiegano dal sindacato- punterebbe a un controllo piu' stretto dell'Istituto che, in passato, e' sembrato spesso entrare in rotta di collisione con la sua struttura". Per quanto riguarda la successione ai vertici dell'ente sempre secondo l'Usi/Rdb alla Gelmini sarebbe stata gia' sottoposta una quaterna di nomi: Domenico Giardini, capo del servizio sismologico svizzero, Paolo Gasparini, professore di geofisica alla Federico II di Napoli e coordinatore del Piano Emergenza Vesuvio, Gian Michele Calvi, ordinario alla facolta' di Ingegneria di Pavia e membro del comitato direttivo Ingv, Claudio Eva, ordinario di sismologia a Genova e presidente pro tempore. "I pronostici- insiste l'Usi/Rdb- sembrano favorire il settantenne Claudio Eva, che vanta una lunga militanza politica in Forza Italia". Intanto l'eredita' dell'"epoca" Boschi si fa sentire: la prestigiosa 'Science Watch' ha annunciato che nel campo delle scienze della terra, l'Ingv e' l'istituzione con la crescita maggiore nel numero di citazioni al mondo. Per le ricerche sulle geoscienze l'ente risulta avere, dal dicembre 2007 al febbraio 2008, 983 lavori scientifici per un totale di 4.810 citazioni.


14 luglio 2008 - Lucanianews24

AL COMUNE DI POTENZA ANCORA NON HANNO STABILIZZATO 126 PRECARI NONOSTANTE LE ASSICURAZIONI DI DIVERSI SINDACI E ASSESSORI

Potenza - "Prevedere una selezione riservata per la stabilizzazione dei 126 precari "storici", con contratti decennali, del Comune di Potenza per evitare che, "in seguito alle possibili norme restrittive sulle assunzioni negli enti locali", molti di questi "possano trovarsi, alla fine del 2008, senza lavoro": è quanto ha chiesto la coordinatrice regionale della Basilicata delle Rappresentanze di Base (Rdb), Rosalba Guglielmi, nel corso di un incontro con i giornalisti che si è svolto stamani, nel capoluogo lucano.Guglielmi ha spiegato che negli ultimi due anni, grazie alle norme delle Leggi finanziarie del 2007 e del 2008, "era possibile prevedere un percorso di stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione, concordato anche con il Comune di Potenza lo scorso aprile". Una possibilità che potrebbe "non realizzarsi più con il prossimo decreto legge sulla spesa degli enti locali", ha aggiunto Guglielmi: "L’amministrazione comunale - ha sottolineato - ha previsto la possibilità di una selezione interna per circa 70 Lsu, e un concorso per i co.co.co, ma aperto a tutti. E’ ovvio che questi ultimi avrebbero un punteggio aggiuntivo irrisorio rispetto a migliaia di candidati esterni, con il rischio di ritrovarsi a dicembre, ammesso che il concorso si faccia, senza lavoro dopo dieci anni. Per questo - ha concluso - chiediamo una selezione per tutti i precari storici e la riapertura del tavolo delle trattative".


14 luglio 2008 - Tuscia web

Viterbo - Provincia - Interviene Rdb
"Basta incarichi fumosi, si apra l'era della trasparenza"

Riceviamo e pubblichiamo - Nei giorni scorsi è apparsa la notizia sui quotidiani delle proteste dei dipendenti della Provincia per i premi di progetto concessi in modo "arbitrario" solo e in gran parte ad alcuni dipendenti. Corre voce inoltre, che sono prossimi i pagamenti della produttività ai dirigenti dell’ente con cifre (voce di popolo) a quattro zeri senza che ci risulti, vi sia una graduazione di risultato tra di loro e ignorando quanto in questi mesi, certo non per tutti, è stato riscontrato di inefficiente nella direzione dell’ente. Entrambe le vicende sono legate da un filo, quello di una dirigenza e di un'amministrazione, che si sente immune dal giudizio dei lavoratori e dei cittadini e che, allo stesso tempo, crea, a fronte di propri premi da decine di migliaia di euro, conflitti tra i lavoratori per pochi spiccioli. La Rdb aveva già denunciato la ripartizione dei progetti, la possibilità di settori o gruppi di lavoratori di accedere a forme di integrazione al salario che sfuggivano al controllo sindacale e a ogni criterio di trasparenza. I documenti che a noi pervengono tendono a dimostrare sperequazioni insostenibili mentre ancora oggi i lavoratori attendono di conoscere quale modello organizzativo si vuole attuare nell’ente e con quali conseguenti percorsi professionali. E’ necessario, a giudizio della RdB, che cessi immediatamente l’uso degli incarichi, dei progetti fumosi e si apra la stagione della trasparenza, in cui sia leggibile, secondo normativa vigente, l’erogazione di fondi a lavoratori interni ed esterni. L’azione autonoma di alcuni lavoratori nel denunciare ingiustizie e disservizi mostra quanto la misura sia colma e quanto la RdB e altre organizzazioni sindacali avessero fondati motivi per contrastare la nebulosa azione dell'amministrazione. In considerazione di quanto detto, del trascinarsi da mesi di estenuanti trattative che ancora non sembrano in vista di conclusione, la RdB ritiene necessaria l’urgente convocazione della delegazione trattante in seduta permanente riservandosi iniziative tra i lavoratori.
RdB Viterbo


14 luglio 2008 - L'Unione Sarda.com

Porto canale: cassa integrazione per altri 195 dipendenti Cict
Si aggrava la crisi dello scalo industriale cagliaritano: i lavoratori hanno manifestato stamane davanti al Consiglio Regionale chiedendo il rilancio della struttura. L'ultima nave è attraccata un mese fa

Cagliari - Sono da oggi in cassa integrazione 195 dipendenti della Cict, società del porto canale di Cagliari: si aggiungono gli altri circa duecento lavoratori che operano in aziende collegate. Stamane a Cagliari i lavoratori hanno manifestato davanti al palazzo del Consiglio regionale. La protesta era organizzata dalla segreteria della Fast-Confsal (Federazione autonoma dei sindacati dei trasporti) e dalla Federazione regionale Rdb-Cub. Una delegazione è stata ricevuta dai capigruppo di Forza Italia Giorgio La Spisa e di Rifondazione comunista Luciano Uras. "Vogliamo sensibilizzare tutte le forze politiche", hanno spiegato il segretario regionale della Fast-Confsal Augusto Tocco e il rappresentante della Rbd- Cub Enrico Rubiu, "perché tutto sta avvenendo in totale assenza di intervento delle istituzioni locali e denunciare la mancanza di strategie per mantenere produttiva una infrastruttura che potenzialmente può contribuire allo sviluppo economico dell'isola. Il 12 giugno scorso ha attraccato al Porto canale l'ultima nave. Era una 'spot' (occasionale) di origine francese. Siamo preoccupati per il futuro di tante famiglie e ci auguriamo che ci sia una rapida ripresa delle attività lavorative".


14 luglio 2008 - La Repubblica

Il Cub Trasporti: l´impianto di climatizzazione non va.
Gli addetti al check-in si fermano. Malori e lamentele
Marconi, lo sciopero dell´aria condizionata

Bologna - Salta l´aria condizionata o quando c´è non è sufficiente, dietro i banconi dei check-in non si respira e allora per protesta, poco prima delle 16, una ventina di dipendenti di Marconi Handling e Bas lasciano per cinque minuti il posto di lavoro ed escono fuori dall´aeroporto Marconi a prendere una "boccata d´aria". I passeggeri si lamentano, ma poi capiscono la situazione e le operazioni d´imbarco nella "Area 2" riprendono senza intoppi.
A segnalare le condizioni di disagio (come quella di ieri) che stanno vivendo gli addetti ai check-in è il sindacato Cub Trasporti, per il quale «l´apparato di climatizzazione dell´aeroporto Marconi non è sufficiente e spesso non funziona. Ieri, per via del caldo, una ragazza che lavora agli imbarchi è svenuta ed è stata portata in ospedale. Il fatto di lasciare il check-in è stata una breve protesta simbolica, ma poi per non compiere un´interruzione di pubblico servizio tutto è rientrato. Così però non si può più lavorare».(ale.co.)


14 luglio 2008 - Bologna 2000

Atc: venerdì sciopero trasporto locale

Bologna - Per venerdì 18 luglio, le Organizzazioni Sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTrasporti, FAISA-CISAL, UGL, SDL, CUB-Trasporti, hanno proclamato uno sciopero locale del trasporto pubblico. Per il personale viaggiante di ATC, lo sciopero si svolgerà dalle ore 8.30 alle ore 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. In tali orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Più precisamente per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle ore 8.15 al mattino e fino alle ore 19.15 alla sera. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione FS, o dall'autostazione, fino alle ore 8.20 al mattino e fino alle ore 19.20 alla sera. Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantite: - le attività di rilascio di contrassegni e vetrofanie per le aree regolamentate dal piano sosta, nei consueti orari di apertura degli sportelli; - per il call center ATC 051-290290, la presenza di un operatore fino alle ore 9 e dalle ore 16 al termine del servizio. L'Azienda adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio.


14 luglio 2008 - L'Eco di Bergamo

Nasce una rete dei migranti che si rivolge anche agli italiani

A Bergamo si sta cercando di costruire una rete dei migranti e delle associazioni antirazziste, al fine di dare risposte concrete ai bisogni degli immigrati e promuovere una battaglia culturale sul tema immigrazione, troppo spesso legato solo alla sicurezza. Per questo, una cinquantina di persone, rappresentanti associazioni di diversa provenienza culturale e politica, italiane e di immigrati, sindacati (Cgil e Cub) e singoli cittadini si sono ritrovati nella sede della 2ª circoscrizione. Durante il tavolo di lavoro, si è discusso a lungo su quali provvedimenti adottare in risposta al pacchetto sicurezza del governo Berlusconi: nelle prossime settimane (il 21 o il 22 luglio), la rete organizzerà un incontro con un avvocato per capire nel dettaglio il decreto sicurezza. Più volte è stato ribadito il concetto espresso dal nigeriano Alebiosu Olufunso. «Si deve fare informazione – ha detto Olufunso – perché si parla di immigrazione solo in modo negativo». Così Gabriella Cavagna dell'associazione Oikos (associazione per il diritto alla salute di tutti) ha proposto: «Bisogna fare un lavoro culturale nelle scuole, all'università, nei centri Eda e con enti locali disponibili, promuovendo la cultura dell'uguaglianza». Dino Pusceddu dell'ufficio diritti della Cgil afferma: «Per prima cosa bisogna uscire da una visione ideologica dell'immigrazione. Si può creare una rete di associazioni, sul modello di Libera di don Luigi Ciotti, che parli agli italiani e dia un aiuto concreto all'immigrato, dal problema casa al lavoro». Seck Tidiane, senegalese del Coordimento immigrati Fiom, ha aggiunto: «Si deve agire localmente perché sul territorio si risolvono i problemi. L'incontro con il prefetto di Bergamo, per esporre i nostri problemi e le nostre richieste, può essere utile». Nell'incontro si è pensato anche a un banchetto per parlare alla popolazione di immigrazione e fornire un servizio di consulenza legale all'immigrato.(R.Av.)


14 luglio 2008 - La Gazzetta della Martesana

MANIFESTAZIONE Nel 2007 un obiettore di Melzo venne accoltellato da un presunto naziskin
TUTTI I CENTRI SOCIALI IN PIAZZA UN ANNO DOPO L'AGGRESSIONE

Melzo - A poco più di un anno dall'aggressione di Davide Orlandini, il giovane obiettore del Comune di Melzo, da parte di un gruppo di presunti naziskin, un centinaio di militanti antifascisti del «forum Martesana» si sono dati appuntamento davanti alla fermata della metropolitana di Gessate per cancellare le scritte razziste e i simboli nazisti che comparivano sulle pareti della stazione. Nella stessa serata si è svolto a Cassano d'Adda, all'interno della Festa dei popoli, un dibattito con Saverio Ferrari dell'Osservatorio democratico sulle nuove destre.
L'iniziativa è stata promossa da Csa Baraonda, di cui Davide è militante, Laboratorio contro la guerra infinita di Cologno Monzese, Cub Milano est, Arci Malabrocca, Associazione punto a capo di Gorgonzola, Prc di Inzago, Segrate, Cernusco sul Naviglio, Carugate e Pessano con Bornago. La giornata si inserisce all'interno di un percorso nato dopo i fatti di Melzo «allo scopo di denunciare eventuali attacchi di matrice fascista rivolti verso chiunque sia percepito come portatore di una diversità», hanno spiegato i militanti del centro sociale Baraonda. «L'omicidio di Verona, i pestaggi all'università La Sapienza di Roma e le aggressioni messe in atto da giovani attratti da modelli autoritari che esaltano l'uso della violenza trovano terreno fertile nel dispotismo televisivo, nell'involuzione autoritaria della società, nell'integralismo religioso, nella "democrazia" guerrafondaia e nel razzismo di qualche partito politico. E nell'ampia zona grigia delle complicità, delle connivenze, delle indifferenze e delle sottovalutazioni, che i fascismi di ieri e di oggi sono nati e si sono sviluppati, sino ad arrivare ad avere coperture e legittimità politiche».
Davide Orlandini oggi sta bene ma porta sul corpo e nella mente i segni dell'aggressione, avvenuta durante una rassegna musicale. Il suo aggressore, residente a Gessate, è stato condannato per lesioni gravi.


13 luglio 2008 - Il Tirreno

Rifiuti, protesta piazza Shelley Sea: Rdb contro gli altri sindacati

VIAREGGIO - Svuotamento cassonetti lungo la Paseggiata, l’assessore all’ambiente, Pierluigi Cinquini, annuncia di aver concordato con Sea di mantenere il servizio alle 14. Nonostante le proteste dei cittadini (per rumore e puzza), Sea e Comune hanno ritenuto che fosse questo l’orario meno fastidioso per la città. La situazione rifiuti sembra essere un po’ migliorata, negli ultimi giorni. Ma da piazza Shelley arriva una protesta ben simboleggiata nella foto che pubblichiamo: «Cosa ci vorrebbe - ci scrive la signora Stella - a mettere due o tre cestini in più? Siamo invasi dal sudiciume».
Sul fonte azienda dei rifiuti, invece, a protestare è il sindacato di base, RdB. «In Sea - si legge in una nota - esiste una Rappresentanza sindacale aziendale che fa capo ai sindacati confederali e alla Fiadel. Sono questi che trattano con l’azienda e siglano i vari accordi che regolano le modalità di lavoro, sia normativa che economica. Purtroppo negli ultimi anni gli accordi siglati sono stati insufficienti o addirittura contro gli interessi dei lavoratori». L’assemblea - ricorda l’RdB - «ha votato affinché i rappresentanti sindacali si dimettessero lasciando spazio anche al nuovo sindacato che nel frattempo aveva raggiunto un numero di tesserati tale da farlo diventare uno dei più rappresentativi (il 30% dei lavoratori). Ma i sindacati confederali, con un atteggiamento antidemocratico nei confronti dell’assemblea, hanno disatteso il voto rifiutandosi categoricamente di indire nuove elezioni e continuando a trattare con l’azienda estromettendo RdB».


13 luglio 2008 - L'Unione Sarda

Trasporti. La crisi del porto canale: sit-in alla Regione

Cagliari - Cresce la tensione per la grave crisi che ha colpito il porto canale di Cagliari. Traffici fermi e 195 dipendenti (su 199) in cassa integrazione a zero ore. Una situazione imprevedibile anche soltanto un anno fa. Per denunciare la crisi e per sensibilizzare le forze politiche, due sigle sindacali hanno organizzato per domani un sit-in di lavoratori della Cict (la società terminalista del porto container) sotto il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma a Cagliari. L'appuntamento è per le 10. L'iniziativa è della Rbd Cub e della Fast Confsal.
I responsabili regionali, Enrico Rubiu e Augusto Tocco, evidenziano come «gli effetti delle difficoltà del porto canale si riflettono anche su altre società, come la Clp e la Irtec. Manifesteremo la preoccupazione per il futuro di tante famiglie».(n.p.)


13 luglio 2008 - La Nuova Venezia

I sindacati: «Si lavora in un metro quadro, con tutti i disagi di Imob»
Vela in sciopero, è caos agli approdi
Code di ore sotto il sole davanti alle biglietterie chiuse o dimezzate. Crisi. I problemi più grandi alla fermata della stazione dove era aperta solo una postazione su quattro
di GIACOMO COSUA

VENEZIA - Il caldo, l’attesa e una fila interminabile: ecco gli ingredienti che hanno fatto impazzire turisti e veneziani presentatisi ieri alla biglietteria Vela-Actv della stazione ferroviaria di Venezia, dovendo poi attendere anche un’ora per potersi munire di ticket. Il disagio è stato provocato dallo sciopero indetto dall’unica sigla sindacale, Rsu Cub, che conta, secondo l’azienda, non più del 5 per cento di iscritti. Sempre secondo l’Actv, lo sciopero ha trovato una adesione attorno al 20 per cento.
Nelle altre postazioni, in modo particolare quelle con maggiore affluenza, come piazzale Roma, Rialto e San Marco, i problemi sono stati limitati e le file si sono limitate all’ordinario afflusso dei tanti turisti che sono a Venezia. Alla ferrovia invece su 4 postazioni che prevedono l’emissione dei biglietti e le ricariche Imob, una sola era in funzione: è bastato poco per creare una fila interminabile che aumentava a vista d’occhio: per la povera addetta rimasta sola non deve essere stato piacevole, mentre più di qualche veneziano, per risparmiarsi la coda, ha pensato che si potessero sacrificare un po’ di centesimi e fare il biglietto a bordo: il problema è che in alcuni vaporetti, proprio a causa delle biglietterie chiuse, le scorte di bordo fossero esaurite e quindi, vista l’impossibilità di pagare, nella sola Ferrovia, qualcuno è riuscito a evitare il gesto di sfiorar la famosa e più che mai contestata macchina validatrice.
«Non ne posso più di fare questa fila assurda, è un vero e proprio scandalo, ma non potevano amministrare meglio i turni del personale? E’ chiaro che se in stazione c’è una persona sola si crea la coda, sono incompetenti», spiega Maria Vianello, pensionata che risiede a Cannaregio.
«Non mi sembra possibile che in uno stato civile come l’Italia ci siano code di queste dimensioni», spiega un turista appena arrivato dall’Austria, forse ignaro che i disservizi nel Belpaese non sono certo rari.
Secondo Rodino Donato del Cub le motivazioni sono note all’azienda: «Non abbiamo alcuna rivalsa economica, sia chiaro, lo sciopero è fatto per denunciare le condizioni di lavoro degli addetti all’interno delle biglietterie: con l’aggiunta dei nuovi sistemi Imob e il mantenimento delle vecchie macchine dei biglietti, non c’è spazio; si lavora in un metro quadrato, con monitor spesso troppo vicini all’addetto. Vogliamo inoltre ribadire la necessità di regolarizzare i contratti a tempo determinato, una vera e propria priorità, puntando a un sistema meritocratico per chi in questo lavoro ci crede e si dedica con dedizione. Se l’azienda ha scelto il sistema Imob ben venga, anche se abbiamo ancora qualche dubbio per come è stato realizzato, poiché i disagi sono tanti e la gente si lamenta ovviamente alle biglietterie scaricando i problemi dei malfunzionamenti delle validatrici sul personale che non ha nessuna responsabilità in merito».
La situazione a Rialto, che pur aveva un solo sportello aperto sui 3 distribuiti tra l’imbarcadero principale e quello della linea 3 nella tarda mattinata era abbastanza tranquilla, con code limitate. Difficile fare i «portoghesi» in alcuni approdi: il controllo delle addette verificatrici inoltre è servito ancora una volta a spiegare come funziona l’Imob e i biglietti elettronici: c’è chi infatti usava i nuovi tiket nelle vecchie macchinette.


13 luglio 2008 - Il Nuovo Salernitano

LA PROTESTA
Le RdB contro il decreto legge 112

SALERNO - Le segreterie provinciali RdB Pubblico Impiego della Campania riuniscono lunedì 14 luglio i loro quadri dirigenti, i delegati e gli eletti RSU nei posti di lavoro, per organizzare la partecipazione alla giornata nazionale di mobilitazione contro il Decreto Legge 112 che entro 24 agosto prossimo dovrà essere convertito in Parlamento. La mobilitazione generale è prevista per mercoledì 16 luglio davanti al Parlamento per protestare contro un provvedimento che avrà effetti strutturali sulla Pubblica Amministrazione, come il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei pubblici dipendenti, la riduzione degli organici e l'aumento della flessibilità.
Rdb/CUB Federazione di Salerno


13 luglio 2008 - Il Gazzettino

Venezia. Disagi ieri alle biglietterie...

Venezia - Disagi ieri alle biglietterie di Vela per lo sciopero proclamato dal sindacato Rdb-Cub. A sentire l'azienda, l'adesione allo sciopero è stata bassa («Il 20\% degli iscritti all'Rdb-Cub, che rappresenta il 5\% dei dipendenti di Vela»), ma i disagi per gli utenti, soprattutto turisti, non sono mancati: code di ore davanti agli sportelli ci sono state soprattutto alla stazione ferroviaria dove i passeggeri, una volta scesi dal treno, hanno cercato di munirsi di biglietti per utilizzare i vaporetti. Molte le proteste, soprattutto tra i turisti - alcuni dei quali indignati - e tra chi doveva fare il biglietto. L'azienda, da parte sua, si è scusata con l'utenza per i disagi, «nonostante la messa in campo - ha rilevato una portavoce - di turni di copertura nelle fasce orarie più critiche». Intanto, le segreterie provinciali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno inviato una lettera al presidente di Actv Marcello Panettoni per chiedere un «incontro urgentissimo» e facendo capire che non è escluso anche uno sciopero: «In caso di mancata e affermativa risposte, queste organizzazioni sindacali si riterranno libere di intraprendere tutte le azioni e le iniziative di protesta adeguate». Cgil, Cisl e Uil chiedono di parlare di ben 8 argomenti: problematiche relative all'introduzione del sistema Imob e relative ricadute sulla categoria marinai; nuova turnistica linea L/N applicata in maniera unilaterale e fuori normativa; linea 17, sicurezza approdi e lavori sulle N/T; riconoscimento obiettivi relativi all'anno 2007 ai verificatori del comparto Coves; servizio balneare linea 8; esternalizzazione del servizio della linea 5 a società che non applica il contratto nazionale in difformità a quanto stabilito dalla legge regionale; reparto elettricisti e, infine, quote delle aziende partecipate.


13 luglio 2008 - Corriere del Veneto

Sciopero contro Imob, caos alle biglietterie
Protesta a sorpresa di Vela e Actv. In stazione code di un'ora per avere un ticket. Rdb-Cub proclama l'agitazione il giorno prima. Ventiquattr'ore a sportelli ridotti. «Il nuovo sistema è complesso, errori facili e gli ammanchi pesano sui dipendente». Centinaia di persone in fila, le operazioni lente peggiorano la situazione
di Serena S. Lucchesi

VENEZIA — Ore di coda per un biglietto. Lunghi serpentoni davanti alle biglietterie di Piazzale Roma e Stazione. E' stata una giornata di passione ieri per turisti e veneziani alle prese con il trasporto pubblico. Questa volta a scioperare sono stati i dipendenti Vela e Actv in distacco presso le biglietterie e ai call center, aderenti alla sigla autonoma Rdb Cub, esasperati dalle complicazioni portate dall'Imob. Un'adesione bassa, stando ai numeri dell'azienda: appena il 5% del totale dei dipendenti. Più alta secondo il sindacato, vicina addirittura al 50%, almeno dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato. Il risultato è stato un vero caos che ha messo a dura prova la pazienza dei viaggiatori.
Alla Stazione la situazione più critica: qui era in funzione una sola biglietteria su sei e la coda che si è via via formata correva lungo il convento degli Scalzi, fino a sotto i gradini della Stazione, anche con 120 persone in coda. I meno fortunati hanno atteso ore per arrivare davanti allo sportello. Stessa cosa a Piazzale Roma, dove gli sportelli aperti erano di più, ma dove si sono comunque accumulate decine e decine di persone in fila: dalla biglietteria interna la coda arrivava fin fuori sul marciapiede, mentre ai pontili il serpentone arrivava all'edicola. Anche qui, almeno un'ora media di attesa.
Colpa dei tanti turisti, ma anche la lunghezza dei tempi di emissione dell'Imob ci ha messo del suo ed è infatti questo uno dei motivi che ha portato l'Rdb a proclamare lo sciopero. «La nostra non è una rivendicazione economica, ma sulle condizioni di lavoro», premette Donato Rodino, dell'Rdb Cub, «i dipendenti stanno gestendo due sistemi, quello di bigliettazione tradizionale e l'Imob, in un metroquadro di spazio. Per caricare un biglietto con l'Imob servono 8 operazioni che richiedono tempo e sono complicate. E' facile sbagliarsi. Così spesso, a fine giornata, non tornano i conti e gli ammanchi vengono coperti dai dipendenti. Ci stanno rimettendo di tasca loro. Oltre al fatto che il 20% dei dipendenti ha contratti a tempo e vive continuamente sotto ricatto. Non siamo contro l'Imob, ma - aggiunge Rodino - avevamo chiesto un adeguamento delle biglietterie e avevamo presentato le nostre osservazioni. Nessuno ci ha ascoltato».
Una decisione che non è piaciuta affatto a Actv e a Vela, colte di sorpresa. «La comunicazione è arrivata solo venerdì mattina, non possiamo far altro che scusarci con gli utenti per i disagi. E' stato fatto il possibile per coprire le fasce orarie più critiche, ma alcuni turni sono risultati meno coperti di altri», è la risposta dell'azienda.
Certo è che davanti alle biglietterie c'era solo qualche cartello che comunicava i possibili disagi, ma la gente, soprattutto i turisti, era totalmente ignara. In un sabato di grande afflusso turistico i terminale di Piazzale Roma e Stazione sono risultati i più critici: sotto un sole cocente centinaia di utenti hanno atteso chi un'ora, chi anche di più, per strappare l'agognato biglietto.


13 luglio 2008 - Il Giorno

SANITÀ.Trasferimenti al S. Gerardo Esposto del sindacato
Il Cub e le Rsu si sono rivolte alla Procura
di MARCO GALVANI

Monza - E’ INIZIATA con un esposto alla Procura della Repubblica di Monza la guerra dei lavoratori alla Fondazione della mamma e del bambino. Il sindacato Cub Usi, appoggiato dalla rappresentanza sindacale unitaria dell'ospedale, vuole vederci chiaro sulla legittimità o meno della lettera fatta firmare dall'azienda a medici e infermieri del reparto materno-infantile (su 212 infermieri e ostetriche e 35 medici solo in 30 hanno rifiutato e saranno dirottati in altri reparti) con cui si formalizza ("dall'1 luglio, ma la data è passata e nulla è successo") il distacco dal San Gerardo per andare a lavorare sotto la gestione della Fondazione. «Fondazione che, ad oggi, esiste soltanto sulla carta», accusa Pino Del Sordo, coordinatore della Rsu. Per creare un ospedale dentro l'ospedale dedicato alla mamma e ai bambini, il San Gerardo avrebbe contribuito con reparti e personale, mentre la Fondazione si sarebbe dovuta occupare della struttura e della gestione. «L'EDIFICIO, tuttavia, non è stato realizzato, nonostante il cronoprogramma iniziale dava una precisa scaletta: maggio 2005 avvio dei lavori, dicembre 2006 chiusura del cantiere», riporta Del Sordo. Ma al di là di queste «continue, false promesse», i sindacati sono sul piede di guerra per fermare il progetto della Fondazione, col quale «l'ospedale cede al privato un ramo importante e di elevata eccellenza della nostra azienda pubblica». E «POCO importa se il presidente della Fondazione è il direttore generale del San Gerardo - sottolinea Del Sordo -, perché di fatto sarà il privato a gestire i quattrini. E chi pagherà i costi delle visite fatte all'ospedale ma richieste dalla Fondazione? Il San Gerardo - ipotizza il sindacato -, mentre i rimborsi dalla Regione per le prestazioni entreranno nelle tasche della Fondazione».


13 luglio 2008 - Il Mattino di Padova

Troppi abusivi nel park Ulss 16 di via Scrovegni

Padova - Vogliamo rendere pubblica una situazione critica, quasi grottesca, riguardante il parcheggio delle auto del servizio infermieristico domiciliare all’interno del complesso Ulss 16 di via Scrovegni 12 a Padova. Per espletare le attività territoriali (assistenza infermieristica, sert, fisioterapia etc.) l’azienda sanitaria mette a disposizione dei propri dipendenti un parco macchine contrassegnato dal logo Ulss; queste macchine, teniamo a ricordare, hanno costi di acquisto, di manutenzione e di gestione che sono a carico della collettività.
E’ paradossale constatare che all’interno del cortile dell’Ulss 16, dove sono stati definiti precisi spazi riservati alla dirigenza e alle auto di servizio, si trovano una moltitudine di auto private spesso senza nessun riconoscimento parcheggiate abusivamente per tutta la durata del turno lavorativo.
Alcuni «soliti privilegiati» occupano allegramente ogni angolo del parcheggio interno addirittura bloccando il transito dei mezzi di servizio in entrata ed uscita. Come sarebbe logico supporre le auto di servizio dovrebbero trovare collocazione all’interno dell’area aziendale, invece per «mancanza di posto» molto spesso si trovano parcheggiate nel parcheggio esterno a pagamento di via Scrovegni riservato alla cittadinanza.
I mezzi aziendali spesso restano parcheggiati all’esterno della struttura per molte ore, anche tutta la notte, con un elevato rischio di essere rovinati da maldestri ed ignoti parcheggiatori o, ancor peggio, da atti vandalici. Fortunatamente la maggior parte dei lavoratori parcheggiano la propria auto nel vicino parcheggio pubblico di via Nancy oppure utilizzano mezzi alternativi come biciclette, bus ecc.
Molte volte gli operatori interessati da questo problema hanno chiesto alla direzione di intervenire, il disagio però sussiste ed è peggiorato anche da lavori di ristrutturazione interna che hanno ridotto ulteriormente gli spazi adibiti al parcheggio delle auto. Confidando nella sensibilità della dirigenza, ci auguriamo che si possa rendere più ordinata e «selettiva» l’entrata delle auto private nell’area aziendale, con la giusta attenzione per le reali esigenze di servizio come la reperibilità infermieristica, il servizio di manutenzione e il carico scarico.
RdB Cub Sanità Padova


13 luglio 2008 - Gazzetta di Reggio

LO SCIOPERO. BUS FERMI IL 18

Reggio E. - A causa dello sciopero proclamato dall’organizzazione sindacale Cub trasporti di Reggio per la giornata di venerdì 18 luglio, i servizi di trasporto urbano, extraurbano e ferroviario di Reggio e provincia potranno subire disagi. Lo sciopero si svolgerà con le seguenti modalità: il personale viaggiante addetto al trasporto passeggeri di Act e di Ae (Autolinee dell’Emilia spa) si asterrà dal lavoro dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 sino alla fine dei servizi. Per questioni organizzative, ripercussioni potrebbero verificarsi anche sulle corse immediatamente precedenti o successive. Il personale addetto agli impianti fissi (uffici e officina) di Ae, Act, Til e Dinazzano Po sospenderà le attività per l’intera giornata lavorativa


12 luglio 2008 - Ansa

SCIOPERI: TRASPORTI VENEZIA, ORE DI CODE PER BIGLIETTI

(ANSA) - VENEZIA, 12 LUG - Code anche di alcune ore si sono verificate oggi a Venezia agli sportelli Actv, l'azienda di trasporto lagunare, di Ferrovia e Piazzale Roma per un'agitazione del sindacato autonomo Rdb Cub. Secondo i dati forniti da Actv, a Rdb Cub aderisce il 5% del personale Vela e Actv. Tra le richieste Cub, la sicurezza sul lavoro e l'informatizzazione del sistema di vendita dei biglietti, gia' oggetto di un accordo tra Actv e Cgil-Cisl-Uil, che Rdb Cub non aveva siglato. A causa dello sciopero, alcuni sportelli per la vendita dei biglietti sono rimasti chiusi, causando disagi anche ai numerosi turisti presenti in citta'. L'azienda, da parte sua, si e' scusata con l'utenza per i disagi e le code, ''nonostante la messa in campo - ha rilevato una portavoce - di turni di copertura nelle fasce orarie piu' critiche''.


12 luglio 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa. Manifestazione alla Regione: il 18 luglio tavolo interistituzionale con l'assessore Di Carlo
Sfratti, la morosità è l'emergenza il "piano" dei movimenti di lotta
La forza pubblica allontana Nino lo stornellatore dalla sua casa: fino al 31 sarà in albergo
di Marta Rossi

Roma - Alla fine, Nino lo stornellatore è stato sfrattato. Ieri mattina, Giovanni Meloni, l'ultimo degli stornellatori a braccio di Trastevere ha dovuto lasciare la propria casa per uno sfratto per finita locazione. Nino, di 83 anni, insieme con suo figlio disabile, viveva in un appartamento in via Bertani 8 a Trastevere. Lo sfratto del signor Giovanni era per finita locazione, con una successiva morosità poi sanata. "Il suo nucleo familiare pur rientrando tra le categorie protette non è stato tutelato da nessuna istituzione - spiegano dall'Asia Rdb che ha tentato di fermare lo sfratto". Abbiamo tentato di organizzare un picchetto antisfratto - spiega Angelo Fascetti dell’Asia Rdb - purtroppo non ci siamo riusciti e la polizia, con l’ufficiale giudiziario, sono riusciti ad eseguirlo. È una cosa particolarmente grave perchè l’uomo si è sentito male ed è stato portato via con l’ambulanza". Alla fine,però, l'Asia Rdb è riuscita a ottenere dal Comune che il Nino restasse fino alla fine del mese in una pensione a spese dell'Amministrazione. MA IERI le proteste sono arrivate anche alla Regione, dove circa 500 senza casa insieme con i movimenti di lotta per la casa (Asia Rdb, Action, Comitato Obiettivo Casa) hanno manifestato sotto la sede della giunta regionale in via Cristoforo Colombo per chiedere l’acquisizione dello stabile di proprietà Ipab-S.Michele di via Casale de Merode, occupato dal 2004, da parte della Regione. "Il neoassessore alla casa Di Carlo ha annunciato su tutti i giornali di avere a disposizione 500 milioni di euro per l’emergenza abitativa - ha spiegato una giovane occupante - chiediamo che, con una parte di quei soldi, venga acquistato lo stabile di via de Merode per un progetto di auto recupero. Sappiamo invece che è stato stanziato un milione di euro per trasferire le famiglie occupanti del San Michele nei residence dove, per quella cifra, potranno essere ospitate al massimo per sei mesi. Inoltre, abbiamo saputo che la vicenda dello stabile occupato è finita sul tavolo del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza e temiamo uno sgombero". Per "il 18 luglio prossimo è stato convocato un tavolo interistituzionale con l’assessore Di Carlo e con i movimenti per discutere di politiche della casa. Lo consideriamo un grande successo perchè si è tornato a parlare di autorecupero, la legge regionale approvata nel '98 e che oggi ritorna nel dibattito pubblico sull'emergenza abitativa", spiegano gli attivisti del Comitato obiettivo casa. "Noi chiediamo che la Regione intervenga sulla questione degli sfratti per morosità - aggiungono dal Comitato obiettivo casa - E le occupazioni sono solo la punta dell'iceberg perchè se ci fossero le case per tutti, non avrebbero motivo di esistere". Quello che il Comitato obiettivo casa chiede è "l'azzeramento del bando perchè non ha prodotto nulla e dopo l'assegnazione, a ogni rifiuto si perde il diritto. Questo è possibile con controllo rafforzati. Ancora, recuperare le case di risulta, anche perchè i movimenti non occupano case popolari dal 1089". E la questione dell'Ater? "Non ha mai espletato le sue funzioni. Il patrimonio pubblicova mantenuto e valorizzato. Agenzia degli affitti? L'Ater può contare se ha un ruolo importante, se indirizza i finanziamenti nel modo giusto". I comitati di lotta per la casa hanno già indetto una manifestazione per il 23 luglio prossimoalla Pisana dove, in occasione della discussione sulla Finanziaria regionale, porteranno le loro proposte sulle politiche abitative.


12 luglio 2008 - Il Giornale di Sondrio

LE RDB IN PIAZZA CONTRO LE MISURE SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Sondrio - Un'assemblea al policampus dalle 9 alle 11 e un presidio presso i giardini di piazzale Bertacchi dalle 11 alle 12. E' questo che hanno in programma le Rdb per la giornata del 16 luglio per protestare contro le limitazioni strutturali sulla pubblica amministrazione.
«Il Governo - spiega Francesco Beltrama per le Rdb -
prevede la riduzione delle funzioni e delle strutture della P.A., con previsione di chiusura di uffici e privatizzazione di funzioni; la riduzione degli organici e aumento della flessibilità; il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei pubblici dipendenti; la flessibilità contrattuale e salariale, che si traduce in uno stanziamento per il rinnovo del biennio 2008/09 pari al 3,2% quando l'inflazione, rilevata dall'Istat, per il solo 2008 è del 3,6% e, per i soli generi alimentari, del 5,4%, una mannaia si abbatte sul salario accessorio; il disconoscimento dei sindacati di categoria a favore di un rapporto tutto politico con le confederazioni, sottraendo alla contrattazione, a tutti i livelli, materie fondamentali che vengono così facendo regolate per legge. Fino a che punto il governo può spingersi senza suscitare apprezzabili reazioni da parte dei pubblici dipendenti, dei precari e degli utenti? Il Decreto ha tempo fino al 24 agosto prossimo per essere convertito in Parlamento. La conversione in Legge di questo Decreto rappresenterebbe per i dipendenti pubblici una vera e propria iattura e avrebbe conseguenze sociali sugli utenti inimmaginabili».


12 luglio 2008 - Il Padova

Settore pubblico
Circolare ai dipendenti che attua il dl Brunetta
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Padova - Il Comune applica in anticipo il decreto legge contro i "fannulloni" del settore pubblico, e la risposta del sindacato non si fa attendere. Specificando in particolare che il dl Brunetta sulla malattia è stato modificato in data 4 luglio. Eppure l'amministrazione comunale ha già inviato una circolare a tutti i dipendenti per annunciarne l'entrata in vigore. Il provvedimento prevede in particolare che il dipendente possa uscire di casa solo fra le 13 e le 14, al contrario di quanto accade per i lavoratori del settore privato che sono obbligati a rimanere in casa solo fra le 10 e le 12, e fra le 17 e le 19. Sotto accusa anche l'imposizione, per assenze superiori ai dieci giorni, di rivolgersi non più al medico di base, bensì a una struttura sanitaria pubblica. «Diffidiamo l'amministrazione a procedere con l'applicazione di quanto riportato nella circolare» annuncia Stefano Pieretti, sindacalista Adl Cobas. «Ci risulta - scrive Pieretti nella replica inviata all'amministrazione - che sia già in discussione una rivisitazione del decreto presentato e che comunque al suo interno vi sia un rinvio a un accordo fra le parti».


12 luglio 2008 - Il Mattino di Padova

COMUNE. I Cobas di Pieretti contro la giunta

Padova - Una diffida all’amministrazione: i Cobas agiscono contro la circolare comunale che applica il decreto Brunetta sui permessi per malattia dei dipendenti pubblici. Gli oltre 2 mila impiegati del Comune infatti, secondo quanto emanato dall’assessore Carrai, per un periodo di malattia superiore ai 10 giorni dovranno farsi vistare da una struttura pubblica e non più dal medico di famiglia. Inoltre saranno costretti a stare a casa tutto il giorno, con la possibilità di uscire solo dalle 13 alle 14. «E’ inaccettabile: non si rispetta la dignità dei lavoratori» sostiene Stefano Pieretti di Adl Cobas.


12 luglio 2008 - Il Venezia

Trasporti. Oggi lo sciopero dei dipendenti di Vela e Actv.
Previste code e disagi per gli utenti agli sportelli
Imob, i bigliettai fermi per 24 ore e sui bus la "bippata" è fantasma
I sindacati: «Il nuovo sistema è troppo lento, le condizioni di lavoro sempre più difficili»
di Elena Callegaro
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Venezia - Sciopero di 24 ore dei dipendenti Vela che lavorano nei servizi di vendita e nei call centre Hello Venezia. Fino alla mezzanotte di oggi si prevedono disagi per turisti e veneziani, che rischiano di dover sopportare lunghe ed estenuanti code per fare il biglietto. Incrociano le braccia (aderiscono anche quelli di Actv in distacco presso Vela) per le condizioni di lavoro sempre più difficili, aggravate anche, nelle ultime settimane, dall'entrata in vigore di Imob. Una trentina le biglietterie, un centinaio i dipendenti di cui il 30% con contratto a tempo determinato. Con l'entrata in vigore del sistema elettronico devono dividere gli spazi già angusti anche con un videoterminale («schermi a 20 centimetri dagli occhi», dicono i sindacati). Spesso, pur di non sentire più le lamentele dei clienti, ci rimettono di tasca propria. Oggi si prevede un'adesione alla protesta almeno del 50%: «Ma basta che salti un solo turno che si creano disagi», spiega Rodino Donato, Rdb Cub. «Il nuovo sistema è lento, servono sette otto passaggi per fare un biglietto, vale a dire che ci vogliono più di trenta secondi a persona - continua il rappresentante sindacale - Prima di Imob ce ne volevano meno di 20. Non vogliamo tornare indietro certo, ma deve essere fatto qualcosa per risolvere le condizioni di lavoro del personale. Se si conta che in un turno di 7 ore un dipendente produce in media 6/700 biglietti, si capisce che la situazione è grave. Quasi tutti ci hanno già rimesso soldi di tasca loro». E poi - spiegano sempre i sindacati - c'è la richiesta di un deposito moneta mai ascoltata, la cassa continua che non funziona, la precarietà che pesa sulle spalle di coloro che vanno avanti a suon di tempo determinato. E chi più ne ha più ne metta, visto che dall'altra parte del vetro, ci sono gli utenti. E non avendo nessuno tra le mani, tutti se la prendono sempre con i bigliettai. «Ma loro hanno solo un referente per chiedere soluzioni - aggiunge Donato - l'Ufficio vendite di Vela che però ha una sola linea telefonica. Quasi impossibile parlarci». I passeggeri più pazienti invece cercano di recuperare qualche informazione, e spesso i bigliettai danno anche dimostrazioni pratiche di "bippata". Ma è chiaro che visto il carico di richieste, soprattutto a Venezia in questo periodo, non è un trattamento che può essere riservato a tutti. La "macchina dei biglietti" però deve andare avanti. «Stiamo vestendo Armani senza lavarci - aggiunge Rodino - l'azienda pensa solo all'immagine e alla pubblicità». Nel frattempo sugli autobus, ma succede ancora anche a bordo dei vaporetti, le nuove obliteratrici latitano. «Sui bus non funziona nulla - conclude il sindacalista - e la gente continua a viaggiare gratis perchè non riesce a timbrare, oppure a pagare di più perchè il sistema registra malamente». Insomma difficoltà di gestione ce ne sono tante, anche se da Vela assicurano che è tutto normale. Di obliteratrici Imob ce ne sono in tutto 1.400: 274 in centro storico e 1.126 sui bus. Ma ci vorranno almeno altre due settimane per metterle in rete, i test di funzionamento sono in corso. Intanto i bigliettai se ne stanno tra l'incudine e il martello, stretti tra l'esasperazione dei passeggeri, tanti non disdegnano l'insulto, e un clima di lavoro molto teso. Chiedono aiuto.


12 luglio 2008 - La Nuova Sardegna

Vertice. Soru incontra i lavoratori
«Il porto canale avrà un futuro Finanzieremo l’altra banchina»

CAGLIARI - Il presidente della Regione Renato Soru ha incontrato ieri una delegazione di portuali della Clp di Cagliari, in rappresentanza dei 140 lavoratori in cassa integrazione. «La Regione crede che il porto di Cagliari abbia un futuro, vogliamo fare tutto il possibile per aggiungere servizi a quelli esistenti e far crescere così il livello di competizione - ha detto il presidente - ma oggi il porto di Cagliari non è legato in maniera stabile con gli altri scali del Continente». La Regione, ha continuato il governatore, «sta facendo di tutto per cancellare il monopolio Tirrenia, mettendo anche soldi per comprare le navi e superare la situazione che vede, ogni giorno, 400 Tir attraversare la Sardegna da sud a nord, trasportando merci dall’area di Cagliari al porto di Olbia, senza che le strade e il porto si possano più permettere di sopportare questo traffico». Riportare a Cagliari il traffico Ro-Ro (servizio merci, compresi i vagoni ferroviari), specializzando quello di Olbia come porto turistico e passeggeri, è uno dei due obiettivi; mentre il secondo è l’attrazione delle navi cosiddette "giramondo" nel porto canale. Abbiamo bisogno di un "terminalista" che lavori bene e sia capace di attrarre traffici». Inoltre la Regione «vuole finanziare il secondo banchinamento e vuole che ci siano due operatori. Ho chiesto all’Autorità portuale di individuare una società di consulenze che ci dia una mano per trovare i clienti in giro per il mondo. Le banchine valgono oro adesso in Italia». Il presidente ha annunciato, infine, che la Regione e l’Autorità portuale stanno lavorando per insediare nell’avamporto di Cagliari società industriali legate alla cantieristica. Di fronte al problema-portuali in cassa integrazione, Soru ha suggerito alla compagnia portuale di fare «ricorso al fondo di rotazione previsto dalla Finanziaria per una anticipazione delle risorse necessarie in accordo con l’Inps».
La federazione RbB-Cub vista la grave situazione del porto canale ha deciso un sit-in dei lavoratori della Cict, da tenersi lunedì prossimo alle 10 di fronte alla sede del consiglio regionale, di via Roma.

Ecco la Festa anticapitalista contro il G8 e il razzismo
La manifestazione della Sinistra Critica accoglie movimenti e tante associazioni

BOSA - Un’intera giornata di confronto e festa. La manifestazione organizzata dalla Sinistra Critica oggi nella città del Temo (dalle 12 alle 24, nel Corso) vuole unire infatti l’impegno politico a momenti di svago. All’evento, intitolato "Festa anticapitalista", aderiscono numerose associazioni nazionale e regionale come Emergency; Italia Cuba; Cobas; Su sindacadu de sa natzione sarda; Sa mesa su primu maju; associazione D’Altra parte Oristano; rdb-cub, Rete nazionale "disarmiamoli"; rete dei comunisti, Associazione Kalarighes e Pro loco Bosa. «Vuole essere un momento di aggregazione e informazione intorno alla improvvida scelta della terra sarda come scenario per il G8.», spiegano gli organizzatori. Che vogliono inoltre sensibilizzare l’opinione pubblica: «Sui temi scottanti della guerra e del nuovo razzismo emergente».
Il dibattito sarà animato da Francois Sabado della Ligue comuniste revolutionnaire, Flavia D’Angeli, portavoce nazionale di SC e dall’ex deputato Salvatore Cannavò. Sul fronte artistico si esibiranno la trapezista Viola Bruni; l’uomo orchestra Amibuz e l’attore Marco Caramico. Mentre l’attore Natalino Piras, il regista della compagnia teatrale di Bosa "Non Temo" Alessandro Arabitto Campus e il soprano Annalisa Scanu interpreteranno brani tratti dalle opere di Federico Garcia Lorca. Sarà inoltre eccezionalmente presente la Banda Musicale Rom. (al.fa.)


12 luglio 2008 - Gazzetta di Reggio

DISSERVIZI IL 18
SCIOPERO BUS

Reggio E. - La direzione di Act comunica che, a causa dello sciopero di 24 ore proclamato dall’organizzazione sindacale Cub Trasporti di Reggio per la giornata di venerdì 18 luglio, i servizi di trasporto urbano, extraurbano e ferroviario di Reggio e provincia potranno subire disagi nelle fasce orarie interessate. Lo sciopero si svolgerà con le seguenti modalità: il personale viaggiante addetto al trasporto ferroviario passeggeri di Act e il personale viaggiante addetto al trasporto passeggeri di Autolinee dell’Emilia Spa, Til e aziende del Consorzio Orfeo si asterrà dal lavoro dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 fino al termine del servizio. Il personale addetto agli impianti fissi (uffici ed officina) di Ae, Act, Til e Dinazzano Po sospenderà le attività per l’intera giornata lavorativa. Si comunica inoltre che, per esigenze organizzative, ripercussioni potranno aversi anche sulle corse immediatamente precedenti o successive.


12 luglio 2008 - Il Tempo

Roma. Uno sfratto per finita locazione...

Roma - Uno sfratto per finita locazione è stato compiuto ieri mattina nei confronti di Giovanni Meloni, meglio noto come «Nino», «l'ultimo degli stornellatori a braccio di Roma», come è conosciuto a Trastevere, dove abitava. «Abbiamo tentato di organizzare un picchetto antisfratto - ha detto Angelo Fascetti dell'Asia Rdb che ha dato notizia dello sfratto - purtroppo non ci siamo riusciti. Polizia e ufficiale giudiziario sono riusciti a eseguirlo. È una cosa particolarmente grave perché l'uomo si è sentito male ed è stato portato via con l'ambulanza». «Il signor Giovanni Meloni, di 83 anni», dice in una nota l'Asia Rdb è stato sfrattato «insieme a suo figlio disabile». «Lo sfratto del signor Giovanni - prosegue la nota - era per finita locazione, con una successiva morosità poi sanata. Il suo nucleo familiare pur rientrando tra le cosiddette categorie protette non è stato tutelato da nessuna istituzione Verso le 12 - continua la nota - Meloni e il figlio sono stati accompagnati da attivisti dell'Asia negli uffici dell'assessore alla Casa Antoniozzi dove rimarranno fino a quando non gli sarà trovata una soluzione alloggiativa». L'Asia - RdB «si appella al prefetto e al sindaco di Roma perché fermino questo stillicidio e affrontino il dramma» dell'emergenza casa.


12 luglio 2008 - Il Sannio online

Piano urbanistico, terminato il ciclo di audizioni

Benevento - L’incontro con le associazioni ambientaliste, svoltosi ieri a Palazzo Mosti, ha concluso il ciclo di audizioni propedeutiche alla redazione degli indirizzi del nuovo Piano urbanistico comunale. Presenti per il Comune l’assessore Miceli e il tecnico responsabile della redazione del Piano, Carbone. L’incontro con le associazioni ambientaliste, svoltosi ieri a Palazzo Mosti, ha concluso il ciclo di audizioni propedeutiche alla redazione degli indirizzi del nuovo Piano urbanistico comunale.
Presenti per il Comune l’assessore Angelo Miceli e il tecnico responsabile della redazione del Piano, l’architetto Enzo Carbone.
"I rappresentanti delle varie associazioni intervenute – riferisce in una nota il Comune - hanno manifestato la necessità che la proposta per il nuovo Puc valorizzi le risorse ambientali quale motore di un modello di sviluppo che parta dalle risorse presenti sul territorio". "Con l’incontro di questa sera – prosegue Miceli - giunge a termine la fase preliminare dell’iter di formazione del nuovo Puc di Benevento. Ulteriori appuntamenti, a corollario di questo percorso, si svolgeranno con la Provincia ed i comuni limitrofi entro la fine di luglio. Successivamente all’approvazione in Consiglio delle linee di indirizzo – conclude l’assessore - avvieremo ulteriori appuntamenti e forum territoriali con i cittadini ed i rappresentanti delle associazioni".
Non manca una polemica. In una nota congiunta, il circolo ‘Romano’ di Rifondazione comunista, il centro sociale Depistaggio, la Rdb Ambiente e l’Agenzia dei diritti sociali Acton hanno criticato le procedure di convocazione all’incontro adottate dal Comune e hanno raggiunto Palazzo Mosti per protestare agitando striscioni con lo slogan ‘Basta speculazioni!’.


12 luglio 2008 - Gazzetta di Parma

OCCUPAZIONE UNA DELEGAZIONE E' STATA RICEVUTA DALL'ASSESSORE EMANUELE CONTE
Provincia, 70 precari in coro: «Vogliamo essere assunti»
Manifestazione di protesta davanti alla sede dell'ente di piazza della Pace

Parma - Sono oltre una settantina, sono giovani e sono in cerca di una stabilizzazione del loro posto di lavoro: sono i precari della Provincia di Parma che ieri mattina sono scesi in piazza della Pace per protestare. «Alcuni di noi vivono in queste condizioni da 9 anni - dicono due precarie con fischietto al collo e volantini in mano che preferiscono, però, l’anonimato -. Altri, più fortunati, sono in questo limbo da almeno 3 anni».
Eppure questi ragazzi «sono stati assunti perché negli uffici della Provincia c’era e c’è bisogno di personale preparato a svolgere determinate mansioni - spiega Barbara Lori, segretario della Fb-Cgil che, insieme a Fps-Cisl, Uil-Fpl, Rdb e Rus, hanno organizzato la protesta -. Ad aprile, assessori e dirigenti avevano detto ai precari che sarebbero stati assunti ma dopo l’uscita di un decreto ministeriale nella Provincia ha iniziato a giurare una circolare interna che contraddiceva quello che era stato assicurato».
Nessuno, infatti, avrebbe avuto più quella garanzia, tanto agognata, di un posto fisso. «La Provincia ha garantito che la loro situazione sarà regolarizzata nel 2009 dopo un concorso pubblico, ma i precari non sono d’accordo», aggiunge la segretaria della Fb-Cgil. «Con un concorso pubblico non è garantito che il posto che per anni abbiamo occupato vada ancora a noi - os- servano le due precarie -. In più, il Governo con il decreto del ministro Tremonti vuole imporre dei tagli e dei divieti d’assunzione nella pubblica amministrazione a partire dal 2009: come farà la Provincia ad aggirare l’ostacolo?».
Così al grido di «vogliamo solo lavorare» ieri mattina davanti alla sede della Provincia i precari, sostenuti da alcuni lavoratori a tempo indeterminato, hanno manifestato tutto il loro disappunto e la loro angoscia: «siamo stanchi di vivere in questa incertezza», urlavano in coro. E pensare che molti di loro si occupano addirittura dei Centri per l’impiego o di quelli per la formazione professionale. Atri, invece, sono impiegati in progetti rivolti a persone con disabilità, agli stranieri e ad altri cittadini vittime del disagio sociale. Non mancano, poi, quelli incaricati della gestione della rete informatica, della tutela delle aree verdi, del supporto all’agricoltura o ai prodotti enogastronomici del nostro territorio.
«Siamo stati assunti perché avevamo già una preparazione alle spalle molto forte e in questi anni abbiamo continuato a migliorarci frequentando corsi e mantenendoci sempre aggiornati - commentano due precarie -. Vogliamo che la Provincia continui ad investire su di noi e che trovi una rapida soluzione per la nostra situazione». Una rappresentanza è stata ricevuta dall’assessore provinciale Emanuele Conte.(S.R.)


12 luglio 2008 - La Repubblica

Rifiuti, la rivolta dei consumatori
"Spettacolo vergognoso per i turisti. Via i vertici dell´Amia" Il centro storico è un tappeto di immondizia anche di fronte ai monumenti. La Cgil: "La Tarsu è aumentata del 75 per cento ma il servizio è disastroso"
di SARA SCARAFIA

Palermo - Il salotto buono della città trasformato in una discarica a cielo aperto. Il centro soffoca tra cartacce e rifiuti. Gli spazzini dell´Amia Essemme da due giorni hanno incrociato le braccia: temono di perdere il posto di lavoro a causa della crisi finanziaria dell´Amia. Stamattina i sindacati Alba e Rdb che hanno proclamato lo stato di agitazione incontreranno il presidente dell´Amia Enzo Galioto e il direttore generale di Palazzo delle Aquile Gaetano Lo Cicero. Intanto però, in attesa dell´esito della riunione che si concluderà con un´assemblea dei lavoratori davanti alla sede della società comunale di via Pietro Nenni, gli spazzini continueranno a non pulire strade e marciapiedi.
È bastato che incrociassero le braccia per due giorni perché la città si riempisse di rifiuti. Ieri anche il centro, generalmente più pulito che il resto della città, era pieno di spazzatura. I cestini portarifiuti di via Principe di Belmonte staripavano. Qualcuno era stato persino coperto con una sacco dell´immondizia per evitare che la gente continuasse a utilizzarlo. Ma non è bastato a fermare lo scempio: ovunque cartacce, bottiglie di plastica e cicche di sigarette. La situazione non era diversa in piazza Politeama. Anche qui i rifiuti hanno invaso marciapiedi e aiuole. In via Venti Settembre, invece, oltre alla cartacce che i cestini non riuscivano più a contenere, anche i cassonetti staripavano. Quella della sporcizia in città, è un´emergenza che si aggrava mano a mano che ci si addentra nelle viuzze del centro storico. Corso Vittorio Emanuele, meta ogni giorno di centinaia di turisti, ieri era sporchissimo. Così come via Maqueda e piazza Indipendenza, dove anche il traffico, e il conseguente smog e inquinamento acustico, non fa che peggiorare la situazione.
La paura è che con il caldo previsto per questo fine settimana, i cumuli di immondizia possano diventare pericolosi
«Farà molto caldo in questi giorni - avverte Luigi Ciotta responsabile dell´associazione dei consumatori Adoc - siamo preoccupati che con le alte temperature i cestini e i cassonetti maleodoranti rimasti pieni possano diventare ricettacolo di topi e zanzare. La protesta degli spazzini, però, è comprensibile: il deficit dell´Amia non può far dormire sonni tranquilli. Ma i cittadini, però, si ritrovano costretti a vivere in una condizione vergognosa. La città è condizioni pessime e mi vergogno per i tanti turisti che in questi giorni affollano le nostre strade». Scende in campo anche l´Adiconsum: «Mi chiedo ancora come sia stato possibile aumentare la Tarsu e ritrovarsi in una città sporca come raramente lo è stata - dice Benedetto Romano - Se fossi io a decidere, manderei subito via i dirigenti dell´Amia. Invece, non solo non vengono cacciati, ma beccano anche premi. Siamo sconcertati sia per l´odore che emanano i cassonetti che per quello che succede»
Preoccupato anche Maurizio Calà, segretario della Camera del lavoro di Palermo: «Questo è l´effetto della gestione disastrosa dell´Amia che rischia il fallimento se non si interviene subito con una dose massiccia di soldi. Bisogna tutelare sia i lavoratori che giustamente temono per il loro futuro sia i cittadini che pagando una tassa dei rifiuti rincarata del 75 per cento hanno diritto a un servizio di raccolta degno di questo nome».
La crisi che sta soffocando l´Amia sembra difficile da superare: per cercare di far quadrare i conti la società, che perde 3,6 milioni al mese, aveva chiesto al Comune un aumento del contratto di servizio di 40 milioni di euro. Palazzo delle Aquile, però, è riuscito a garantirgliene solo 20, tagliando tutte le voci di spesa del bilancio. L´amministrazione per salvare la società si è già rivolta al governo nazionale. E pare che stia provando a chiedere aiuto anche alla Regione.
Sulla città sporca sono tanti anche gli interventi sul sito www. palermo.repubblica.it: i lettori segnalano cumuli di rifiuti in Via Antonio Crescenzio all´angolo di via dei Cantieri, nella zona del porto, «Rimanere con le mani in mano non serve a nulla, come del resto non serve a nulla continuare a chiamare l´Amia dove sembra che le segnalazioni si dissolvano nell´aria», si sfoga un lettore.

Trastevere. Sfrattato "Nino" l´ultimo stornellatore

Roma - È stato sfrattato ieri dall´appartamento di Trastevere che divideva con il figlio disabile, Giovanni Meloni, 83 anni, meglio noto come "Nino", l´ultimo degli stornellatori a braccio di Roma. Nino è stato poi accompagnato da alcuni attivisti dell´Asia Rdb negli uffici dell´assessore alla casa Antoniozzi per tentare di trovare una soluzione alloggiativa.


12 luglio 2008 - Gazzetta di Modena

Vigili del fuoco a Pievepelago. I sindacati chiedono chiarezza

PIEVEPELAGO - Le organizzazioni sindacali di Cisl, Uil e Rdb dei vigili del fuoco hanno chiesto un incontro urgente con il comandante provinciale Giuseppe Lo Presti per parlare del distaccamento di pompieri volontari che sorgerà a Pievepelago. «Abbiamo saputo - spiega Paolo Ghinelli della Cisl - che il comando ha effettuato un corso per formare volontari per attivare un servizio di soccorso nel comune di Pievepelago. Nel ritenere comunque funzionale l’apertura di una sede volontaria in un’area montana con tempi di percorrenza molto lunghi, ci chiediamo però come mai i sindacati non siano mai stati informati sulla nuoba sede, oggetto di organizzazione del lavoro e di contrattazione decentrata. Non sappiamo nemmeno come e in quanto tempo sia stato formato il personale volontario, che deve saper rispondere alle chiamate di soccorso tenendo conto delle complesse attrezzature e delle corrette modalità d’intervento per la sicurezza degli operatori e degli utenti. Riguardo l’apertura estiva dei distaccamenti di Fanano, Frassinoro e Pievepelago, i sindacati hanno espresso parere contrario perchè vengono pagate 2 volontari che prestano servizio 24 ore su 24 nelle tre sedi volontarie e non si sa da dove vengano tali risorse. L’assurdità è che queste 2 unità, in caso d’intervento, devono attendere l’arrivo in sede di almeno altri 2 volontari per formare una squadra d’intervento; pertanto non si ritiene utile richiamare 48 volontari per l’apertura delle tre sedi montane nel periodo estivo, ritenendolo uno sperpero di risorse. Ci sono già 400 volontari nel modenese, è ora di stabilizzarli».


11 luglio 2008 - Omniroma

INPDAP, PROTESTA DIPENDENTI RDB-CUB CONTRO TAGLI A PREMI PRODUZIONE

(OMNIROMA) Roma, 11 lug - Assemblee, presidi e «serpentoni» all'interno degli uffici per chiedere l'adesione di chi era rimasto fermo al lavoro alla scrivania: così si è svolta oggi la protesta dei dipendenti Inpdap aderenti al sindacato Rdb-Cub, nella sede di via Ballarin e nei distaccamenti territoriali dell'ente, per protestare «contro il decreto 112 del 25 giugno scorso firmato dal governo che prevede la disapplicazione di una norma precedente con il conseguente taglio di 500 euro lordi mensili a dipendente». «Il decreto, previsto dalla Finanziaria, taglia i fondi per il trattamento accessorio - ha spiegato Massimo Briguori del coordinamento nazionale Rdb Cub del Pubblico Impiego - una decurtazione di 42 milioni di euro per i circa 7000 dipendenti Inpdap che disapplica l'articolo 18 della legge 88 dell'89». Il provvedimento, ha spiegato ancora il sindacalista, che entrerà in vigore nel 2009 ma che verrà disapplicato l'anno successivo. «Con un taglio definitivo, però, del 20% rispetto alla norma in vigore», puntualizza Briguori. Ad essere colpiti dal decreto, principalmente, saranno i premi incentivanti di produzione. «C'è stata una partecipazione alla protesta molto alta - ha concluso il rappresentante sindacale - presidi e assemblee ci sono stati in tutta Italia». Le Rdb Cub hanno indetto una manifestazione per il 16 luglio prossimo sotto Montecitorio per protestare contro la nuova normativa.

TRASTEVERE, SFRATTATO 'NINÒ: L'ULTIMO STORNELLATORE DI ROMA

(OMNIROMA) Roma, 11 lug - Uno sfratto per finita locazione è stato compiuto stamattina nei confronti di Giovanni Meloni, meglio noto come «Nino», «l'ultimo degli stornellatori a braccio di Roma», come è conosciuto nel quartiere Trastevere. Proprio nello storico quartiere romano l'uomo abitava. «Abbiamo tentato di organizzare un picchetto antisfratto - ha detto Angelo Fascetti dell'Asia Rdb che ha dato notizia dello sfratto - purtroppo non ci siamo riusciti e la polizia, con l'ufficiale giudiziario, sono riusciti ad eseguirlo. È una cosa particolarmente grave perché l'uomo si è sentito male ed è stato portato via con l'ambulanza». «Il signor Giovanni Meloni, di 83 anni», dice in una nota l'Asia Rdb è stato sfrattato «insieme a suo figlio disabile». «Lo sfratto del sig. Giovanni - prosegue la nota -era per finita locazione, con una successiva morosità poi sanata. Il suo nucleo familiare pur rientrando tra le cosìdette categorie protette non è stato tutelato da nessuna istituzione». «Verso le ore 12 - continua Asia - il sig. Meloni e il figlio sono stati accompagnati da attivisti dell'AS.I.A. negli uffici dell'assessore alla casa Antoniozzi dove rimarranno fino a quando non gli sarà trovata una soluzione alloggiativa. Questo sfratto, come tanti altri, avviene nella completa indifferenza dell'attuale amministrazione comunale, che come la precedente, è troppo impegnata a dare i numeri su quanti alloggi costruiranno per affronatre l'emergenza casa. Questo avviene da anni, ma la nostra città non ha mai più visto - dagli anni '80 - un piano vero per affrontare il dramma quotidiano che colpisce in particolar modo gli anziani e le famiglie più deboli». L'Asia - RdB «si appella al Prefetto e al Sindaco di Roma perché fermino questo stillicidio e affrontino questo dramma nel solo modo possibile nell'immediato: quello di predisporre uno strumento che porti all'utilizzo delle case tenute vuote dalla grande e piccola proprietà immobiliare, anche con strumenti temporanei e di urgenza».


11 luglio 2008 - Dire

CASA. ASIA-RDB: SFRATTATO 80ENNE CON FIGLIO DISABILE
ORA SONO IN UFFICIO ANTONIOZZI, APPELLO A SINDACO E PREFETTO

(DIRE) Roma, 11 lug. - "Questa mattina il signor Giovanni Meloni, di 83 anni, insieme al figlio disabile, e' stato sfrattato con la forza pubblica da un appartamento in via Bertani 8 a Trastevere". Lo denuncia un comunicato di Asia-Rdb, spiegando che "il signor Meloni e il figlio sono stati accompagnati da attivisti dell'Asia negli uffici dell'assessore comunale alla Casa, Alfredo Antoniozzi, dove rimarranno fino a quando non gli sara' trovata una soluzione alloggiativa". Gli attivisti denunciano che "lo sfratto era per finita locazione, con una successiva morosita' poi sanata. Il suo nucleo familiare, pur rientrando tra le cosiddette categorie protette, non e' stato tutelato da nessuna istituzione". "Questo sfratto, come tanti altri, avviene nella completa indiffereza dell'attuale amministrazione comunale- denuncia Asia- che come la precedente, e' troppo impegnata a dare i numeri su quanti alloggi costruiranno per affrontare l'emergenza casa. Questo avviene da anni, ma la nostra citta' non ha mai piu' visto, dagli anni '80, un piano vero per affrontare il dramma quotidiano che colpisce in particolar modo gli anziani e le famiglie piu' deboli". L'Asia, infine, "si appella al Prefetto e al sindaco di Roma, perche' fermino questo stillicidio e affrontino questo dramma nel solo modo possibile nell'immediato: quello di predisporre uno strumento che porti all'utilizzo delle case tenute vuote dalla grande e piccola proprieta' immobiliare, anche con strumenti temporanei e di urgenza".


11 luglio 2008 - Ansa

CASA: ASIA,SINDACO E PREFETTO AFFRONTINO EMERGENZA SFRATTI

(ANSA) - ROMA, 11 LUG - Il sindacato Asia Rdb nel rendere nota l'occupazione degli uffici dell'Assessorato alla Casa del comune di Roma per lo sfratto, per finita locazione, eseguito stamattina ai danni di un 83enne, con figlio disabile, si appella, al sindaco di Roma Gianni Alemanno e il Prefetto Carlo Mosca per «fermare gli sfratti e affrontare l'emergenza case nella capitale che colpisce anziani e le fasce più deboli». «La nostra città - si legge in una nota del sindacato - non ha mai più visto dagli anni '80 un piano vero per affrontare il dramma quotidiano degli sfratti e l'attuale amministrazione comunale, come la precedente, è troppo impegnata nel decidere quanti nuovi alloggi costruire piuttosto che tutelare gli inquilini dall'arroganza delle proprietà immobiliari». «Asia Rdb - si legge ancora nel comunicato - ritiene che l'unica soluzione, nell'immediato, sia quella di predisporre uno strumento che porti all'utilizzo delle case tenute vuote dalla grande e piccola proprietà immobiliare, anche con strumenti temporanei e di urgenza».

INCIDENTI LAVORO: COBAS-CUB ATM MILANO, SERVE PIÙ SICUREZZA

(ANSA) - MILANO, 11 LUG - Gli operai Cobas-Cub dell'officina all'interno del deposito Atm di via Sarca, a Milano, dopo l'incidente che ieri mattina ha provocato l'infortunio di un dipendente a un dito della mano, si sono oggi «riuniti in assemblea permanente». Secondo i Cobas-Cub, l'operaio «a causa del cattivo funzionamento di una botola, nonchè della mancanza della paratia di sicurezza sulla stessa, ha subito la perdita della prima falange del dito medio della mano destra». E questo nonostante, continua il sindacato, «siano anni che segnaliamo e denunciamo deficienze, mancanze e attrezzature scadenti nell'ambiente di lavoro». Le richieste di rinnovo dei macchinari e le diverse problematiche «sono da tempo a conoscenza di Atm e degli incaricati alla vigilanza sulla sicurezza». I lavoratori aderenti ai Cobas-Cub sono quindi in assemblea permanente, per richiedere «che l'ambiente di lavoro sia messo immediatamente a norma di sicurezza» e, «vista la mancanza di collaborazione aziendale», «la rimozione del funzionario responsabile dell'officina».


11 luglio 2008 - Tuscia web

Viterbo - Rdb si schiera al loro fianco
Agenzie delle entrate, i dipendenti protestano

Riceviamo e pubblichiamo - Oggi si è tenuta un'assemblea di protesta contro il decreto legge 112 di riforma della P.A. dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Viterbo. La Rdb condivide pienamente le ragioni della protesta e aderisce alle iniziative dei lavoratori. Nei prossimi giorni ci adopereremo perchè salga alta la contestazione al progetto governativo che mira a delegittimare la pubblica amministrazione al solo fine di privatizzare i servizi e reperire risorse ai danni dei lavoratori che da anni lamentano bassi stipendi e incapacità gestionali. La protesta di oggi è il segnale che la vigilanza dei lavoratori è alta e nessuno pensi di poter destrutturare i contratti collettivi nazionali e i diritti dei lavoratori nel silenzio di ferragosto.
Noi ci saremo!
Rdb Viterbo


11 luglio 2008 - Italia Sera

A San Lorenzo. Protesta il sindacato Asia RdB Sfrattata una 78enne

Roma - "Ieri mattina, la signora Maria Luisa, di 78 anni, è stata sfrattata con forza pubblica da un appartamento in via dei Marrucini, in cui ha vissuto per 50 anni. Le motivazioni addotte dall'ufficiale giudiziario sull'impossibilità di applicare il decreto di proroga degli sfratti, attualmente in vigore, sono assolutamente inconsistenti". Lo comunica Asia-RdB. "Ancora una volta - aggiunge - l'interesse privato ha prevalso sul diritto all'abitare, nonostante l'anziana signora rientri tra i soggetti tutelati delle cosiddette categorie protette e mentre l'amministrazione comunale si appresta a votare, il 14 luglio, l'ordine del giorno sugli sfratti firmato lunedì scorso dai capi gruppo di maggioranza e opposizione. Uno sfratto, come tanti altri, in una città disattenta o forse ormai abituata al dramma dell'emergenza abitativa. La signora Maria Luisa è già stata uccisa giorno dopo giorno dai continui accessi dell'ufficiale giudiziario e adesso andrà a morire definitivamente in una casa di riposo fuori Roma, dove la stanno accompagnando con la forza". "La soluzione, trovata sostanzialmente dalla nipote, anche se comprensibile non è accettabile per Maria Luisa che, come migliaia di altri residenti storici allontanati brutalmente dal luogo in cui hanno trascorso un'intera vita, non vuole lasciare dopo 50 anni i suoi affetti, le sue relazioni, le sue certezze - prosegue la nota - Maria Luisa è inoltre più che una residente storica: è stata adottata con un'iniziativa pubblica dall'ex presidente del Municipio III, Orlando Corsetti, come cittadina protetta di San Lorenzo". "Oggi un altro appartamento è stato sottratto agli abitanti storici e consegnato alla speculazione. Tanti auguri alla proprietaria, che potrà finalmente affittarlo a caro prezzo a qualche studente di turno", conclude Asia.


11 luglio 2008 - Corriere Alto Adige

Pubblica amministrazione
Rdb in piazza: no ai tagli

BOLZANO — «Il decreto legge 112 del 25 giugno 2008 contiene una serie di norme che mettono in discussione il funzionamento delle amministrazioni pubbliche ed attaccano salario e diritti dei lavoratori». È quanto affermano le Rappresentanze di Base, che martedì, a dalle 10, terranno un presidio in piazza Domenicani, davanti alla sede provinciale dell'Inps. «Il decreto taglia gli organici, ostacola le assunzioni e la stabilizzazione dei precari – dichiara Nadja Vitale, coordinatrice provinciale della RdB – allontana le amministrazioni pubbliche dai cittadini. All'Inps, dove da anni lavoriamo su progetti incentivati, nel 2009, per effetto del decreto, ogni lavoratore perderà circa 6.000 euro di salario di produttività». Ampio spazio sarà alla vertenza sulla stabilizzazione dei 24 semestrali dell'Inps di Bolzano, la cui stabilizzazione è a rischio per i ritardi nella selezione.


11 luglio 2008 - Il Cittadino

Tagli ai precari e malattia pagata meno: adesione massiccia all’assemblea Inps
di Alberto Bolis

Lodi - All’Inps di Lodi si è tenuta l’assemblea più partecipata degli ultimi anni, con lavoratori arrivati dagli sportelli di Codogno e Sant’Angelo. Un’occasione per discutere del decreto legge 12, il famoso "anti fannulloni", che «rappresenta un vergognoso attacco contro i lavoratori del pubblico impiego - afferma Michele Riccardi, segretario delle rappresentanze di base all’Inps -, che sono molto allarmati per le misure inserite nel pacchetto del ministro Brunetta». In sostanza viene tagliato lo stipendio accessorio durante i primi 10 giorni di malattia, lasciando solo il 50 per cento di quello base. Inoltre si estende la fascia oraria per i controlli medici, dalle 8 fino alle, compresi i giorni festivi. «Sicuramente qualcuno se ne approfitta dei permessi - dice Riccardi -. Però così si tende a discriminare un intero settore che nel nostro territorio funziona bene. Tutto questo mette in discussione lo statuto dei lavoratori (legge 300)». Il decreto è stato emanato il 25 giugno scorso e ha tempo 60 giorni per essere convertito in legge. «Purtroppo questa normativa sta passando inosservata - continua Riccardi - e non è un caso che il ministro abbia deciso di muoversi nel periodo estivo, quando la maggior dei lavoratori decide di trascorrere le ferie». Le altre linee che vengono contestate sono il netto taglio delle nuove assunzioni, la diminuzione del turnover e la mancata stabilizzazione dei contratti precari. In assemblea si è deciso di coinvolgere nello stato di agitazione i lavoratori pubblici di tutti i settori del Lodigiano, trovando un coordinamento unitario con le altre sigle sindacali in modo da organizzare una manifestazione entro la seconda metà di luglio. «Stiamo valutando la possibilità di allargare le nostre iniziative unitarie, con Cisl e Uil, alle altre rappresentanze - conferma Eugenio Vicini, segretario della Fp-Cgil di Lodi -. Bisogna cercare di bloccare il decreto entro la fine di agosto, altrimenti entrerà in vigore come legge».


11 luglio 2008 - Alto Adige

Sindacati del pubblico impiego in piazza Domenicani
Inps, manifestazione a favore dei 24 precari

BOLZANO - Il 15 luglio le rappresentanze del pubblico impiego protesteranno in piazza Domenicani contro il decreto legge 112 e a favore dei precari Inps di Bolzano.
Il dl 112 del 25 giugno 2008, sostengono le Rdb, «contiene una serie di norme che mettono in discussione il funzionamento delle amministrazioni pubbliche e attaccano salario e diritti dei lavoratori».
«Il decreto taglia gli organici, ostacola le assunzioni e la stabilizzazione dei precari, allontana le amministrazioni pubbliche dai cittadini accorpando attività e uffici, riduce le risorse economiche per il pagamento della produttività, peggiora le norme sulla malattia». Ampio spazio sarà dato il 15 luglio alla vertenza sulla stabilizzazione dei semestrali Inps di Bolzano. «Le Finanziarie 2007 e 2008 davano possibilità alle amministrazioni di assumere i lavoratori a tempo determinato che avessero maturato tre anni complessivi di attività. La lentezza dell’amministrazione centrale e territoriale sta mettendo a rischio il buon esito dell’operazione. C’è il concreto pericolo di perdere 24 posti perché l’amministrazione ha tardato nel selezionare i candidati alla stabilizzazione».


11 luglio 2008 - Spoleto online

I SINDACATI DI BASE CUB, COBAS, SDL
SONO CRITICI SUL DECRETO 112 DEL GOVERNO
e la posizione dei Sindacati concertativi

Spoleto - Dopo aver condiviso quindici anni di politica dei redditi e di concertazione che hanno compresso le retribuzioni e scaricato sui lavoratori e sulle lavoratrici il costo delle crisi;
dopo aver sottoscritto molteplici rinnovi contrattuali che non hanno recuperato nemmeno la perdita di potere di acquisto dovuta all’inflazione;
dopo aver sostenuto le riforme che hanno impoverito le pensioni e messo a rischio il nostro TFR;
dopo aver promosso l’accordo sul Welfare dello scorso anno che ha allungato la vita lavorativa e ha detassato gli straordinari;
i sindacati concertativi contestano oggi quello che è solo l’ultimo anello di una lunga politica di attacco alle retribuzioni ed ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici italiane: tra piano industriale per la pubblica amministrazione, documento di programmazione economico-finanziaria e decreto legge 112/2008 il governo mette in piedi una manovra complessiva di smantellamento dei servizi pubblici (sanità, scuola, funzioni centrali dello stato e servizi locali), della contrattazione nazionale e di quella decentrata (riduzione di diritti, dal part-time alla malattia, e riduzione di risorse economiche).
La parola adesso ai lavoratori ed alle lavoratrici, ai precari ed alle precarie, ai quali è stato fatto digerire di tutto in questi anni, impoveriti e mortificati, dalle politiche del centro sinistra e del centro destra e dalla drastica riduzione degli spazi di democrazia nei luoghi di lavoro voluta da CGIL-CISL-UIL.
I sindacati di base hanno già lanciato per l’autunno lo SCIOPERO GENERALE per il salario, la sicurezza nei luoghi di lavoro e contro la precarietà sulla base di questa piattaforma:
- Forti aumenti generalizzati per salari e pensioni di almeno 3.000 euro annui - Introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento dei salari e delle pensioni legato agli aumenti dei prezzi – Eliminazione dell'Iva dai generi di prima necessità – Difesa della pensione pubblica – No allo scippo del TFR ed eliminazione della clausola del silenzio assenso e possibilità per i sottoscrittori di uscire dal fondo pensione – Contro lo smantellamento dei servizi pubblici.
- Abolizione delle leggi Treu e 30 e lotta alla precarietà lavorativa e sociale.
- Lotta al razzismo e ad ogni tipo di discriminazione.
- Rilancio del ruolo del contratto nazionale come strumento di redistribuzione del reddito. No alla detassazione degli straordinari che, a tutto vantaggio delle imprese, genera divisioni tra i lavoratori, discriminazione delle donne ed incrementa il rischio per la salute e per la vita delle lavoratrici e dei lavoratori.
- Sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali.
- Restituire alle lavoratrici ed ai lavoratori, alle precarie ed ai precari il diritto di decidere e la dignità del lavoro e della vita.
Cub - Confederazione Cobas - SdL intercategoriale


11 luglio 2008 - Il Messaggero

Roma. Rabbia e proteste...

Roma - Rabbia e proteste degli utenti ieri mattina davanti ai cancelli della sede dell'Inps rimasta chiusa per un'assemblea sindacale. In tanti hanno atteso sotto il sole cocente un minimo di spiegazioni poi, stanchi dell’attesa, in molti sono ritornati a casa. Chi, invece, ha insistito è riuscito a varcare il portone degli uffici solo verso mezzoggiorno. E’ addirittura dovuto intervenire il Carabinieri di quartiere, in servizio a Campo Parignano, che ha cercato di risolvere la situazione parlando con i responsabili dell'Inps. Un disagio comunque inevitabile da parte della direzione. Si sarebbe potuto limitare dando e pubblicità all’assemblea con qualche giorno di anticipo. Se da una parte è sacrosanto il diritto dei lavoratori a riunirsi in assemblea, è altrettanto sacrosanto il dirito dei cittadini di conoscere in tempo gli orari degli uffici pubblici. Se a questo si aggiunge che l'Inps dallo scorso 23 giugno, fino al 5 settembre prossimo, resterà chiuso all'utenza nelle ore pomeridiane, si può ancor più comprendere la rabbia della gente. Ieri c'è stato anche chi ha minacciato di voler presentare un esposto in Tribunale per interruzione di pubblico servizio. I più stizziti sono stati coloro che erano giunti nel capoluogo dalle zone più lontane della provincia. Ma quanto accaduto ieri presso l'Inps potrebbe essere solo l'inizio di una serie di proteste che i dipendenti della pubblica amministrazione e degli enti locali stanno maturando e mettendo in atto. Il motivo è riferito al decreto legge n.112 dello scorso 25 giugno del Governo con cui il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, intende riformare l'amministrazione pubblica e il ruolo degli stessi impiegati statali. Ieri all'assemblea dei dipendenti Inps, indetta dalla Rsu, hanno aderito tutti i dipendenti dando mandato ai sindacati Rdb Club, Uil, Cgil, Cisl e Ugl di studiare strategie di lotta contro la decisione del Governo. Uno dei punti più contestati contenuti nel decreto è quello che si riferisce all'allungamento della reperibilità per malattia che ha una fascia oraria che va dalle ore 8 alle 13 e dalle 14 alle ore 19 di ogni giorno. Queste fasce orarie sono valide solo per i dipendenti statali ed enti locali, non per i lavoratori dell'industria (10-12 e 17-19). «Chi si ammala è praticamente agli arresti domiciliari -hanno detto i sindacalisti-. Chi poi vive solo non ha più neanche la possibilità di uscire per fare la spesa». Ma la "paura" degli statali è soprattutto quella che il Governo abbia in programma la privatizzazione dei servizi statali. «Sarebbe una decisione che nel tempo si ripercuoterebbe in modo atroce e negativa a danno dei soli utenti», hanno sentenziato i rappresentati sindacali.(E.Man.)


11 luglio 2008 - Corriere della Sera

Emergenza casa. Ieri a San Lorenzo è stata sfrattata una donna di settantotto anni
Alemanno annuncia un piano da 30 mila alloggi

Roma - Annuncia il sindaco Gianni Alemanno: «Entro la fine del mese sarà pronto il piano dei 30mila alloggi per le fasce indigenti e per quelle al limite della povertà».
In fondo a una settimana difficile, il sindaco assicura che la città sta per uscire dall'emergenza abitativa e che a due mesi dall'insediamento, l'amministrazione attuale potrebbe concludere quello che la precedente aveva appena iniziato a intraprendere (circa 1.800 alloggi popolari assegnati in graduatoria).
Solo poche ore prima, al mattino presto, invia dei Marrucini a san Lorenzo, era stata sfrattata la settantottenne Maria Luisa Bozzi, poi ricoverata al Policlinico.
Mentre oggi potrebbe essere sgomberato da via Bertani, dove abita da sempre, un inquilino di 83 anni.
Sindacati e movimenti temono, anche in questo caso come è accaduto ieri mattina, l'impiego della forza pubblica.
Un impiego che ha provocato irritazione e sdegno a una settimana dalla presentazione di un ordine del giorno comune (firmato da maggioranza e opposizione) per sospendere l'utilizzo di forza pubblica a sostegno dell'ufficiale giudiziario: «La signora Bozzi avrebbe dovuto essere tutelata due volte. Come anziana beneficia dalla proroga del governo (fino ad ottobre, ndr) e avrebbe dovuto essere garantita anche dall'accordo estivo con la prefettura: ci chiediamo perchè mai si verificano sfratti del genere in prossimità di ogni proroga estiva» denuncia Massimiliano Muccari del sindacato Asia rappresentanze di base. La signora, diabetica e sofferente d'ipertensione, è stata portata via da un'ambulanza privata in compagnia della nipote che tuttora la assiste.(Il.Sa.)


11 luglio 2008 - Sardegna Oggi

Crisi Porto Canale Cagliari: sit in lavoratori Cict
venti di crisi sul Porto Canale di Cagliari portano alla mobilitazione dei lavoratori della Cict Spa, che gestisce il banchinamento dei containers nel porto industriale del capoluogo. Lunedì prossimo, 14 Luglio, gli operatori della Cict effettueranno un sit-in di protesta e di sensibilizzazione dei cittadini sardi e tutte le forze politiche sotto il Consiglio regionale di Via Roma, perchè affrontino la crisi, che arriva dopo un quinquennio di continua crescita dal 2000 al 2006. Intanto i lavoratori portuali della Clp sono stati ricevuti dal presidente della Regione, Renato Soru.

CAGLIARI - Manifestazione di piazza per i portuali della Cict, che operano nel porto Canale di Cagliari ormai in crisi. Alla manifestazione aderisce la Federazione RbB/Cub della Sardegna che in una nota ricorda che l'attuale situazione di difficoltà "costringe la Cict Spa a mettere in cassa integrazione 195 dipendenti a zero ore" e che "gli effetti di questa situazione sono riflesse anche su altre società come il Clp e la Irtec". Il sit in, è scritto ancora nella nota, servirà a "denunciare la mancanza di strategie per mantenere produttiva una infrastruttura che potenzialmente puo' contribuire allo sviluppo economico dell'Isola ed a manifestare la preoccupazione per il futuro di tante famiglie e auspicare una rapida ripresa delle attività lavorative.Il presidente della Regione, intanto, ha incontrato una delegazione di portuali della Clp di Cagliari, in rappresentanza dei 140 lavoratori in cassa integrazione. "La Regione crede che il porto di Cagliari abbia un futuro, vogliamo fare tutto il possibile per aggiungere servizi a quelli esistenti e far crescere cosi' il livello di competizione – ha detto il presidente - ma oggi una difficoltà è rappresentata dal fatto che il porto di Cagliari non è legato in maniera stabile con gli altri porti del Continente". Riportare a Cagliari il traffico Ro-Ro, specializzando quello di Olbia come porto turistico e passeggeri, è uno dei due obiettivi, mentre il secondo è l'attrazione delle navi cosiddette "giramondo" nel porto canale. Sullo sviluppo della portualità e dei traffici marittimi, la Sardegna paga un oggettivo disinteresse della politica, invece, secondo i gruppi di Rifondazione Comunista e Sinistra Autonomista in Consiglio regionale che hanno presentato una mozione per chiedere alla Giunta di fornire chiarimenti sulla situazione esistente, con particolare riferimento alla crisi dell'attività e, conseguentemente, occupazionale del porto industriale di Cagliari.


11 luglio 2008 - Il Quaderno

Benevento, audizione Puc: le proposte di Depistaggio, Rdb, Circolo Romano Prc e Action

Benevento - Circa venti persone, attivisti del centro sociale Depistaggio, Rdb, Circolo Ciccio Romano Prc e Agenzia dei Diritti Sociali Action Benevento, in occasione della quinta audizione con le associazioni ambientaliste al Puc ad opera dell'amministrazione comunale, si sono recate questo pomeriggio a Palazzo Mosti esibendo uno striscione: ‘Basta speculazioni!!’.
"Abbiamo deciso di autoconvocarci – si legge in una nota - visto che non abbiamo ricevuto alcun invito ufficiale. Quello delle audizioni e delle consultazioni con le associazioni e i cittadini sarebbe uno strumento utile ed efficace ad incrementare la partecipazione se si facesse un uso serio dello stesso…
Sebbene negli indirizzi generali si parli di un piano regolatore finalizzato a promuovere i diritti dei cittadini e all'eliminazione delle barriere e delle diseguaglianze sociali con citazioni di Calvino e dello stesso Piccinato, nei fatti le buone intenzioni si trasformano in una febbre edilizia che a nostro avviso divorerà Benevento producendo un modello urbano e devastante. Ci battiamo per una città capace di promuovere e garantire diritti delle persone, i beni comuni, la partecipazione e di salvaguardare la sua straordinaria bellezza per trasmetterla alle generazioni future, perchè la bellezza è una fattore di coesione sociale. Per questo abbiamo indicato sette proposte in grado di rappresentare un volano per un'idea nuova di città:
1) Sostituire al consumo di territorio che aggrava i mali di Benevento il recupero e la riqualificazione urbana: caserme, vecchie aree ferroviarie, demani di aziende pubbliche, impianti tecnologici obsoleti e immobili uso ufficio abbandonati, capannoni dell’ex area industriale. E’ in questa direzione che bisogna muoversi con l’obiettivo di riqualificare i vuoti interni alla città. I privati guadagneranno di meno ma sarà la città a guadagnarci di più. A questo serve il potere pubblico.
2) Una legge regionale che, come la legge ponte del 1967 che salvò i centri storici dall’abbandono e dalla speculazione, perimetri le aree agricole e quelle ancora non urbanizzate intorno alla città così da bloccare cambi di destinazione d’uso.
4) Riduzione del traffico privato su gomma, rafforzando e modernizzando il trasporto pubblico; dare impulso, come avviene in tante capitali europee, ai taxi collettivi, car sharing, linee a chiamata;
5) Una Conferenza Cittadina sul tema della Casa con l’obiettivo di un "Patto di solidarietà" che definisca un piano di interventi e una legge comunale sull’ utilizzo sociale del patrimonio residenziale sfitto, abbandonato o sotto - utilizzato, anche attraverso la leva fiscale per incentivare la proprietà, da riconvertire ad ERP, ad alloggi a canone concordato solidale; inoltre prevedere l’obbligo per le società private che hanno costruito e stanno costruendo o che vorranno costruire appartamenti a Benevento di destinare la metà degli appartamenti al canone sociale.
6) Ridare dignità e bellezza al centro storico da considerare non come la vetrina o il centro commerciale all’aperto ma favorire il ripopolamento attraverso il recupero e il riutilizzo degli edifici vuoti da destinare alle giovani coppie o agli studenti sempre applicando un canone sociale; limitando sensibilmente l’occupazione di suolo pubblico da parte degli esercizi commerciali.
7) Serve, come avvenuto in Toscana, una legge regionale sulla partecipazione che preveda istituti e forme di democrazia partecipata, estenda i diritti delle persone che vivono sul territorio così da tutelare identità territoriali, beni storico-culturali, l’ambiente e il paesaggio.


11 luglio 2008 - La Repubblica

Entro luglio pronto il piano del Campidoglio per affrontare l´emergenza abitativa
Alemanno: "Trentamila alloggi a 300 euro al mese"

Roma - «Entro fine mese sarà pronto il piano dei 30mila alloggi popolari. E ci saranno anche soluzioni sia per la «fascia degli indigenti» sia per chi vive sul «limite della soglia di povertà». Lo ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno, fermato da una signora durante la visita al complesso della Caritas di via Casilina che gli ha raccontato di avere uno stipendio di 1.100 euro al mese con cui deve mantenere due figlie e pagare 800 euro di affitto. «Dobbiamo creare un ammortizzatore sociale molto forte per le fasce indigenti attraverso case popolari ed empori a costo zero - ha detto Alemanno - ma anche per la fascia che si trova leggermente al di sopra con interventi di "housing sociale" per dare case affitto agevolato sui 300 euro al mese o a mutuo controllato e luoghi con panieri a prezzi ribassati. In questo senso stiamo lavorando con le associazioni agricole e commerciali».
E ieri c´è stato un caso di sfratto che ha coinvolto l´intero quartiere San Lorenzo. «Ieri mattina, la signora Maria Luisa, di 78 anni, è stata sfrattata con forza pubblica da un appartamento in via dei Marrucini, in cui ha vissuto per 50 anni. Le motivazioni addotte dall´ufficiale giudiziario sull´impossibilità di applicare il decreto di proroga degli sfratti, attualmente in vigore, sono assolutamente inconsistenti». Lo comunica Asia-RdB il sindacato degli inquilini. «Ancora una volta - aggiunge il rappresentante del sindacato - l´interesse privato ha prevalso sul diritto all´abitare, nonostante l´anziana signora rientri tra i soggetti tutelati delle cosiddette categorie protette e mentre l´amministrazione comunale si appresta a votare, il 14 luglio, l´ordine del giorno sugli sfratti firmato lunedì scorso dai capi gruppo di maggioranza e opposizione. Uno sfratto, come tanti altri, in una città disattenta o forse ormai abituata al dramma dell´emergenza abitativa. La signora Maria Luisa è già stata uccisa giorno dopo giorno dai continui accessi dell´ufficiale giudiziario e adesso andrà a morire definitivamente in una casa di riposo fuori Roma, dove la stanno accompagnando con la forza». Maria Luisa è inoltre più che una residente storica: è stata adottata con un´iniziativa pubblica dall´ex presidente del Municipio III, Orlando Corsetti, come cittadina protetta di San Lorenzo.(a.m.l.)

Un week-end tra i rifiuti
Spazzini in sciopero per tre giorni e raccolta a singhiozzo. Cestini ricolmi e i cassonetti che traboccano sono dati alle fiamme

Palermo - Cumuli di spazzatura agli angoli delle strade, sui marciapiedi, per le strade. Ieri gli 800 lavoratori dell´Amia Essemme che si occupano dello spazzamento e dello svuotamento dei cestini hanno incrociato le braccia perché temono di perdere il posto di lavoro a causa della crisi dell´Amia. E la città da sporca è diventata sporchissima.
È bastato che gli spazzini non pulissero per mezza giornata perché Palermo venisse sommersa dai rifiuti: per le strade del centro i cestini portarifiuti straripavano. Cartacce, bottiglie e cicche hanno invaso i marciapiedi. Fino a domenica non ci sarà tregua: oggi e domani gli spazzini non torneranno al lavoro. Una situazione che aggrava quella già precaria della raccolta dell´immondizia che funziona a singhiozzo. I contenitori sono pieni, o svuotati per metà, ovunque: dal centro alla periferia. Il centro storico, meta ogni giorno di decine di turisti, si è trasformato in una discarica a cielo aperto. Ma le segnalazioni arrivano anche dalle periferie. La notte scorsa decine di cassonetti sono stati incendiati: nella zona di Ciaculli a Palermo e a Villabate.
La signora Rosalia Scognamiglio ha anche chiamato i vigili urbani: abita in via Generale Arimondi, nella zona centrale residenziale della città, ed è stanca di ritrovarsi sommersa di immondizia davanti casa. «Ci sono quattro, cinque cassonetti di fronte al mio portone - dice - sono sempre pieni e non solo di sacchi della spazzatura. Dentro ai contenitori la gente scarica di tutto: materiale di risulta, materassi, mobili. La strada si è trasformata in una discarica ma nessuno interviene. I vigili mi hanno anche mandato una lettera dicendo che avevano fatto un sopralluogo ed era tutto a posto». La signora Rosalia ha qualcosa da dire anche sugli spazzini che ieri hanno scioperato: «Nella mia zona non puliscono mai», dice.
Ieri mattina i lavoratori hanno attraversato la città in corteo: dalla stazione Notarbartolo dove si sono dati appuntamento fino alla sede dell´Amia in via Pietro Nenni. Il traffico durante la manifestazione è andato in tilt. Dopo il corteo si sono riuniti in sit-in davanti alla sede della società comunale sull´orlo del crac. Nel pomeriggio sono stati ricevuti dal direttore generale dell´Amia Orazio Colimberti: Colimberti non ha nascosto le difficoltà finanziarie della società, alle prese con drastici tagli per far fronte a perdite da 3,6 milioni al mese, ma ha assicurato che la volontà politica è quella di salvaguardare i livelli occupazionali. «È stato vago - dice Massimiliano Giacona, portavoce del sindacato Alba che insieme alle Rdb ha convocato la manifestazione - abbiamo chiesto di incontrare subito il presidente Enzo Galioto e il direttore generale del Comune Gaetano Lo Cicero. A noi dispiace non pulire, ma chiediamo alla città solidarietà». Oggi gli spazzini non puliranno: l´incontro con Lo Cicero e Galioto è fissato per domani.(sa.s.)


11 luglio 2008 - Il Gazzettino

Il non-park delle auto infermieristiche

Padova - Vogliamo rendere pubblica una situazione critica, quasi grottesca, riguardante il parcheggio delle auto del servizio infermieristico domiciliare all'interno del complesso ulss 16 di via Scrovegni 12 a Padova. Per espletare le attività territoriali (assistenza infermieristica, sert, fisioterapia etc) l'azienda sanitaria mette a disposizione dei propri dipendenti un parco macchine contrassegnato dal logo ulss; queste macchine, teniamo a ricordare, hanno costi di acquisto,di manutenzione e di gestione che sono a carico della collettività.
E' paradossale constatare che all'interno del cortile dell'ulss 16, dove sono stati definiti precisi spazi riservati alla dirigenza e alle auto di servizio, si trovano una moltitudine di auto private spesso senza nessun riconoscimento parcheggiate abusivamente per tutta la durata del turno lavorativo. Alcuni soliti privilegiatioccupano allegramente ogni angolo del parcheggio interno addirittura bloccando il transito dei mezzi di servizio in entrata ed uscita. Come sarebbe logico supporre le auto di servizio dovrebbero trovare collocazione all'interno dell'area aziendale, invece per mancanza di posto molto spesso si trovano parcheggiate nel parcheggio esterno a pagamento di via Scrovegni riservato alla cittadinanza..
I mezzi aziendali spesso restano parcheggiati all'esterno della struttura per molte ore, anche tutta la notte, con un elevato rischio di essere rovinati da maldestri ed ignoti parcheggiatori o, ancor peggio, da atti vandalici. Fortunatamente la maggior parte dei lavoratori parcheggiano la propria auto nel vicino parcheggio pubblico di via Nancy oppure utilizzano mezzi alternativi come biciclette, bus ecc.
Molte volte gli operatori interessati da questo problema hanno chiesto alla direzione di intervenire, il disagio però sussiste ed è peggiorato anche da lavori di ristrutturazione interna che hanno ridotto ulteriormente gli spazi adibiti al parcheggio delle auto.
Confidando nella sensibilità della dirigenza, ci auguriamo che si possa rendere più ordinata e selettiva l'entrata delle auto private nell'area aziendale, con la giusta attenzione per le reali esigenze di servizio come la reperibilità infermieristica, il servizio di manutenzione e il carico scarico.
RdB CUB Sanità Padova


11 luglio 2008 - Gazzetta di Reggio

Act, via libera all’aumento di capitale
Ora la palla passa ai consigli comunali Reggio da sola dovrà sborsare 4,5 milioni
di Michela Scacchioli

Reggio E. - Un aumento di capitale da 12 milioni di euro - quattro sono costituiti da fondi giacenti che saranno riconvertiti ad hoc - per ricostruire il capitale sociale e mettere in equilibrio la situazione patrimoniale di Act, a oggi rappresentata da 600mila euro. Saranno dunque azzerati gli interessi passivi e la produzione di debiti, per «un equilibrio - ha detto il presidente Angelo Malagoli - finalmente strutturale». A ruota, è stata approvata la costituzione di un’unica Società ferroviaria regionale. E’ andata in scena ieri l’assemblea dei soci Act, mentre fuori «imperversava» la protesta.
Quella, cioè, della Cub trasporti, che già da tempo sta portando avanti un braccio di ferro contro Act a causa dei licenziamenti avvenuti nell’ambito del Consorzio Orfeo. Una vertenza da cui Act ha più volte preso le distanze, ma su cui il sindacato rincara puntualmente la dose puntando il dito contro «le scatole cinesi del gruppo, per colpa delle quali a rimetterci sono sempre i lavoratori».
E così, mentre dinanzi alla sede centrale di via del Chionso si protraeva la mobilitazione, nella stanza dei bottoni si votava il restyling dell’azienda. Ricapitalizzazione, si diceva, società ferroviaria unica (tramite conferimento a Fer del ramo d’azienda che comprende anche la Dinazzano Po) ma anche la trasformazione di Act in una holding che non gestirà più direttamente alcun servizio, ma delegherà il compito alle partecipate.
Approvato anche il bilancio 2007, che si presenta in rosso per 2,8 milioni di euro: una cifra che però risulta «coperta» da plusvalenze, riserve e sopravvenienze regionali. Per cui, in buona sostanza, sul groppone dei Comuni stavolta non graveranno cifre. Se non, appunto, quelle dell’aumento di capitale. Un argomento che ha creato qualche discussione in sede di assemblea per quel che riguarda la cosiddetta «road map», vale a dire la tempistica. E cioè: definire subito i dettagli dell’operazione o rinviare a settembre la questione. Alla fine si è optato per la seconda ipotesi. Per cui si procederà con una seconda assemblea dopo l’estate, alla quale farà seguito il voto nei singoli consigli comunali di tutta la provincia. Saranno loro, infatti, che dovranno esprimersi sulla riorganizzazione interna ad Act oltre che sui soldi che le amministrazioni dovranno sborsare. Una prima stima dice che, ad esempio, il Comune di Reggio, detentore del 38 per cento della società, a partire dal 2009 dovrebbe metterci più o meno 3,5 milioni di euro (la percentuale si calcola su tutti i 12 milioni di ricapitalizzazione). La Provincia, invece, ha in pancia il 28 per cento, che corrisponde all’incirca a 3,5 milioni (ma Palazzo Allende ha già soldi giacenti in Act).
Quel che è certo, tuttavia, è che i consigli dovranno svolgersi entro 90 giorni dalla data della delibera (ieri). Ecco perché, grosso modo, è ragionevole supporre che entro fine ottobre nelle aule consiliari il tema dovrà esser stato già affrontato. Soltanto a quel punto, ottenuti tutti i via libera politici, si procederà con un’ultima assemblea, che ratificherà il tutto.
Non da ultimo, come già anticipato dalla Gazzetta, il turn over ai vertici. Vale a dire la nomina di Michele Vernaci a direttore generale, al posto di Fabrizio Vezzani, che torna in Coopsette, con incarichi dirigenziali.


11 luglio 2008 - Settegiorni

NOVACETA. Lo stabilimento è chiuso per «manutenzione»
IL FUTURO ANCORA RIMANDATO E A CASA FINO A SETTEMBRE

Magenta - La scorsa settimana l'incontro in tribunale. Per la Novaceta, che corre il rischio di un dichiarato fallimento, ancora una dilazione. Il giudice ha dato tempo ancora fino al 31 luglio. Allora la nuova società, che fa capo a Giovanni Lettieri, presidente degli industriali di Napoli, che da febbraio dello scorso anno ha preso in affitto lo storico stabilimento magentino, dovrà formulare una concreta proposta per l'acquisizione. Soldi sul tavolo. E serviranno almeno un milione di euro. L'attesa si mescola alla speranza anche se all'orizzonte i nuvoloni neri portatori di cattive notizie non sono ancora dissipati. Il fatto è che l'affitto avrebbe dovuto durare un anno, concludendosi quindi a febbraio. Poi rinvii e ora ancora una dilazione. Intanto la Novaceta chiude: fino al 15 settembre. Uno stop che preoccupa, anche se formalmente viene motivato con la necessità di fare manutenzione. «Ma - affermano dal sindacato Cub - questa è una decisione che si pone al di fuori di qualsiasi processo tecnico. Si dice che per due mesi e mezzo si fa manutenzione agli impianti ma gli impianti della Novaceta devono essere curati da specialisti. Questi non vengono chiamati, si provvede con operai interni. Sembrano essere ancora parole, come le tante che ci sono state dette in tutto questo tempo. Sono state fatte tante promesse, ma finora quella che dovrebbe diventare la nuova proprietà non ha speso un solo centesimo, non ha fatto investimenti. Intanto con tutte queste rassicurazioni si fa calare l'attenzione sul futuro dell'azienda e dei suoi lavoratori».


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