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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 30 giugno 2008

30 giugno 2008 - Adnkronos

TRASPORTO LOCALE: BOLOGNA, DIPENDENTI ATC IN SCIOPERO DOMANI
DALLE 10 ALLE 15, IN RELAZIONE A VERTENZA AGGREGAZIONE CON FERRARA

Bologna, 30 giu. - (Adnkronos) - Tornano a incrociare le braccia i dipendenti di Atc, l'azienda dei trasporti pubblici di Bologna, in relazione alla vertenza sull'aggregazione tra Atc Spa e Acft di Ferrara. Gli autobus del capoluogo emiliano romagnolo saranno fermi domani dalle 10 alle 15 per protestare contro la "totale assenza - si legge in una nota - delle istituzioni locali e del Comune di Bologna in particolare, in merito alle garanzie per i lavoratori ed alle annunciate azioni di scorporo di quote di attivita' aziendali, confermate nell'incontro svoltosi il 18 giugno presso la sede della Provincia di Bologna, in cui nulla e' stato detto sul futuro dei lavoratori delle 2 aziende". "Anche gli impegni presi finora - sottolineano le Rdb/Cub - non si sono concretizzati e il silenzio degli enti locali non fa che aumentare le preoccupazioni sulle possibili ripercussioni che possano subire i lavoratori di Atc e Acft, nonche' i cittadini fruitori del servizio". I dipendenti di Atc si recheranno in Piazza Maggiore, sotto il Comune, "a denunciare la loro situazione ed a chiedere risposte alla giunta comunale". Per le medesime ragioni l'organizzazione sindacale ha proclamato un ulteriore sciopero dei lavoratori di Atc Bologna e di Acft di Ferrara per il giorno 18 luglio. A Bologna il personale del movimento urbano ed extraurbano si fermera' dalle 8,30 alle 16.30 e dalle 19.30 alle fine del servizio. I lavoratori della sosta, operai e impiegati per l'intera giornata lavorativa. A Ferrara fermo di 4 ore dalle 11 alle 15.


30 giugno 2008 - Il Resto del Carlino.net

TRASPORTI
Domani 1 luglio sciopero dell'Atc
Gli autobus saranno fermi dalle 10 alle 15 per protestare contro la "totale assenza delle istituzioni locali e del Comune di Bologna, in merito alle garanzie per i lavoratori ed alle azioni di scorporo di quote di attività aziendali"

Bologna, 30 giugno 2008- Tornano a incrociare le braccia i dipendenti di Atc, l'azienda dei trasporti pubblici di Bologna, in relazione alla vertenza sull'aggregazione tra Atc Spa e Acft di Ferrara. Gli autobus del capoluogo emiliano romagnolo saranno fermi domani dalle 10 alle 15 per protestare contro la "totale assenza - si legge in una nota - delle istituzioni locali e del Comune di Bologna in particolare, in merito alle garanzie per i lavoratori ed alle annunciate azioni di scorporo di quote di attività aziendali, confermate nell'incontro svoltosi il 18 giugno presso la sede della Provincia di Bologna, in cui nulla è stato detto sul futuro dei lavoratori delle 2 aziende".
"Anche gli impegni presi finora - sottolineano le Rdb/Cub - non si sono concretizzati e il silenzio degli enti locali non fa che aumentare le preoccupazioni sulle possibili ripercussioni che possano subire i lavoratori di Atc e Acft, nonché i cittadini fruitori del servizio".
I dipendenti di Atc si recheranno in Piazza Maggiore, sotto il Comune, "a denunciare la loro situazione ed a chiedere risposte alla giunta comunale". Per le medesime ragioni l'organizzazione sindacale ha proclamato un ulteriore sciopero dei lavoratori di Atc Bologna e di Acft di Ferrara per il giorno 18 luglio. A Bologna il personale del movimento urbano ed extraurbano si fermerà dalle 8,30 alle 16.30 e dalle 19.30 alle fine del servizio. I lavoratori della sosta, operai e impiegati per l'intera giornata lavorativa. A Ferrara fermo di 4 ore dalle 11 alle 15.


30 giugno 2008 - Il Mattino di Padova

RSA SANTA TECLA DI ESTE. I dipendenti iscritti al Cobas sono in agitazione
Sul contratto integrativo posizioni lontane
di Beatrice Andreose

ESTE - Stato di agitazione dei lavoratori Cobas della Rsa S.Tecla. Il sindacato di base ha indetto per domani alle 10 un’assemblea autogestita davanti alla direzione dell’istituto. «Le richieste d’incontro che abbiamo inoltrato alla Direzione della Fondazione, l’ultima lo scorso 19 giugno, - spiega Celeste Giacon - non sono mai state prese in considerazione. Quando i dipendenti della Fondazione sono passati dall’inquadramento nel Pubblico Impiego (Enti Locali, ndr) al Privato (contratto Uneba, ndr) erano stati promessi dei miglioramenti quali un integrativo garantito, mentre ora ci vengono a dire che salta l’integrativo per il 2007 e si propone la miseria di 400 euro per il 2008. Si vuole abbassare, inoltre, la remunerazione di notti e festivi, il tutto per mancanza di liquidità da parte della Fondazione». Tra le richieste del sindacato di base il rinnovo del contratto integrativo scaduto da 30 mesi, la costituzione dell’Rsu interna e l’aumento del salario. Che le casse della Fondazione non versino in rosee condizioni è cosa di cui si parla da tempo tanto che, secondo voci di corridoio, sarebbe imminente anche una cambio della direzione. Giacon prosegue: «Crediamo sia interesse di tutti un confronto con le organizzazioni sindacali che hanno iscritti alla Santa Tecla proprio per la gravità della situazione che è stata prospettata, aggravata dal mancato rinnovo del contratto Uneba scaduto da 30 mesi».
A far saltare i nervi ai dipendenti è stato l’annuncio della Direzione secondo cui il contratto integrativo del 2007 salta. «Ci viene proposto per il 2008 un aumento annuale di 400 euro - aggiunge Giacon - e l’abbassamento della remunerazione di notti e festivi». I Cobas affermano di avere il maggior numero di iscritti tra i dipendenti del secondo piano della Rsa. Concludono: «In un momento così difficile crediamo importante creare una rappresentanza dei lavoratori, affinchè conduca le trattative con la Direzione, eletta democraticamente da tutti i lavoratori, mentre ora la Direzione si confronta solo con Cgil, Cisl e Uil lasciando senza rappresentanza tutti coloro che si riconoscono nelle proposte dell’Adl Cobas». Avviata una raccolta firme per l’elezione della Rsu.


29 giugno 2008 - Il Manifesto

CAMPAGNE. Legge sui salari minimi, raccolta firme

E' cominciata venerdì con banchetti in tutte le città la campagna di raccolta firme per una Legge di iniziativa popolare finalizzata all'introduzione del Salario minimo intercategoriale (Smic) a 1300 euro netti e del Salario sociale a 1000 euro per disoccupati e pensionati. L'iniziativa promossa da Sinistra Critica, ma che ha già visto il sostegno di Giorgio Cremaschi, della Fiom-Cgil, Paolo Leonardi, Rdb-Cub, e Fabrizio Tommaselli del Sdl oltre a un centinaio di Rsu e delegati sindacali, si è snodata in diverse città italiane e davanti ad alcuni importanti luoghi di lavoro.


29 giugno 2008 - Liberazione

Ieri l'assemblea generale in concomitanza con il sopralluogo del premier G8 2009 alla Maddalena, Berlusconi dà il via libera. Il movimento si prepara
di Walter Falgio

Cagliari - Una grande manifestazione nei giorni clou del G8 a La Maddalena, una serie di iniziative di preparazione in Sardegna, un controvertice che apra la discussione sulle istanze poste dal movimento e un allargamento dell'area anti summit al panorama internazionale. Queste sono alcune tra le proposte operative al vaglio del pianeta anti G8 che si è dato appuntamento ieri alla Casa dello studente di Cagliari.
Luglio 2009 è vicino. Tra poco più di un anno i capi di Stato degli otto Paesi più potenti della terra si incontreranno in Sardegna. Anche il ricordo di Genova è vicino, come testimoniato ieri dal documentario del giornalista inglese Mark Covell sui pestaggi alla scuola Diaz. La notte del 21 luglio 2001 Covell era lì, nella "macelleria", e come altri sessanta manifestanti è finito all'ospedale con la testa fracassata. «Ma a La Maddalena sarà diverso». È prima di tutto un auspicio quello di Sergio Carraro, Rete dei comunisti: «Il G8 del 2009 non sarà quello del 2001, troppe cose sono cambiate da allora, gli organismi internazionali come il Fondo monetario e la Nato sono entrati in crisi. Attaccare il G8 oggi paradossalmente è come sparare sulla Croce Rossa». L'assemblea sarda si è confrontata per tutta la giornata. Presenti Cobas Scuola, il leader Piero Bernocchi, Giovani comunisti con il coordinatore Federico Tomasiello, Cub, Rdb, Fiom Cgil, Gettiamo le basi, Legambiente, Altragricoltura, una pattuglia del circolo di Rifondazione cagliaritano "Gramsci", l'Irs di Gavino Sale. Mentre in contemporanea il presidente della Regione Renato Soru e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si incontravano per un sopralluogo a La Maddalena confermando che il vertice non subirà slittamenti. Alfio Nicotra, Comitato di gestione Prc, spera in un salto di qualità del movimento in occasione del Forum sociale europeo che avrà luogo a Malmoe, Svezia, dal 17 al 21 settembre: «Sarà un momento importante nel quale la rete anti G8 potrà allargarsi». Marco Ghinolfi del comitato sardo contro il vertice ritiene che il movimento debba portare un contributo di analisi sui problemi della Sardegna ed elaborare delle proposte utili a uno sviluppo equo del territorio. Al di là della "favola" che il summit rappresenti una sorta di risarcimento per i tre decenni di presenza militare americana subita dai maddalenini. «Il G8 creerà occupazione nei cantieri edili al massimo per un anno», riflette Elena Zolo della Rete 28 aprile Cgil. E poi? «Dalle servitù militari si passerà a quelle turistiche dannose per i sardi e per l'ambiente», sottolinea Walter Mancini di Rifondazione. Difficile al momento conoscere particolari sulla trentina di cantieri cresciuti attorno al vertice mondiale (stanziamento attuale, 130 milioni di euro). Il segreto di Stato imposto dal Governo Prodi non consente di avere risposte. Diktat che la Commissione dell'Unione europea non sembra voler accettare. Tanto che tre giorni fa Bruxelles ha avviato una procedura d'infrazione per i rischi all'ambiente dei lavori per il G8. Legittimo sospetto rafforzato dalle due interrogazioni parlamentari di Giulietto Chiesa e Monica Frassoni e dalla denuncia del Gruppo di intervento giuridico. Chiesa spiega che il Commissario straordinario per il G8, Guido Bertolaso, in virtù del segreto di Stato è esonerato dal seguire le norme che disciplinano i normali tempi di procedura, ridotti della metà, e che, per quanto riguarda i cantieri, sono previste deroghe per la valutazione dell'impatto ambientale diversamente da quanto stabilito dalla direttiva comunitaria. Ed è stato lo stesso Bertolaso ieri a definire un «paradosso» la procedura di infrazione avviata dall'Unione europea.
Altra spina nel fianco del vertice è l'inquinamento e la bonifica ambientale legati alla presenza dei sommergibili nucleari Usa. «Ricerche recenti coordinate da Legambiente e condotte da un gruppo di esperti italiani e stranieri hanno rilevato la presenza di radionuclidi trans-uranici nelle acque della zona», continua Giulietto Chiesa. «Studi epidemiologici richiesti dalla Regione Sardegna hanno inoltre denunciato eccessi significativi di morti e ricoveri ospedalieri per linfoma non Hodgkin a La Maddalena»: crescita della mortalità negli uomini per questa patologia pari al 177,8 per cento.
La risposta di Soru alla decisione dell'Ue non si è fatta attendere: «Con il G8 non ci sarà nessuna deroga e io stesso non voglio derogare niente, anzi utilizziamo il vertice fra i Capi di Stato e di Governo come grande occasione di bonifica di aree ex militari, di rinaturalizzazione di porzioni di aree degradate e di riqualificazione urbanistica e architettonica». La Regione Sardegna mira a un vertice modello, rispettoso dell'ambiente, all'insegna delle energie rinnovabili, del riciclo. Il tutto a chilometri zero.


29 giugno 2008 - Salerno 24 Ore

SALERNO, FONDAZIONI E AFFONDAMENTI

SALERNO - Nella manovra finanziaria 2009 torna di prepotenza l’intento di trasformare le Università Pubbliche in Fondazioni di diritto privato (Attenzione ! non di costituire o partecipare a Fondazioni ma di trasformarsi in Fondazioni!). Saranno i Senati Accademici a deciderlo a maggioranza assoluta, il Ministero darà l’approvazione formale garantendo alle Fondazioni sconti su tasse e imposte nel subentro di titolarità sul patrimonio dell’Università, svincolo dalla regole di bilancio e rendicontazione a cui sono sottoposti gli enti pubblici ma di percepire i finanziamenti pubblici che in questi anni sono stati colpevolmente lesinati all’Università Pubblica. L’Università Pubblica, messa alle corde da anni di tagli dei finanziamenti e dal fallimento delle "riforme" aziendalistiche e privatistiche, oggi deve affondare con un doveroso atto di eutanasia: il decreto legge 112 del 25 giugno 2008, recante le disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, semplificazione, competitività, stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, appena pubblicato nella Gazzetta Uffciale, ha nel suo art. 16 il siluro letale della trasformazione delle Università in Fondazioni.
Sul piano dell’eccellenza Tremonti ha superato Brunetta: il Piano industriale per le pubbliche amministrazioni è già obsoleto, per quel che riguarda le Università la cura è la dismissione e la privatizzazione assoluta. L’istruzione universitaria è già privata. E’ privata delle risorse economiche minime di sopravvivenza, delle competenze gestionali, degli investimenti in ricerca, in edilizia ed in servizi per lo studio, è privata del rinnovo del contratto collettivo che riguarda la metà dei lavoratori strutturati. Privarla anche del ruolo/controllo pubblico che ad essa costituzionalmente compete vuol dire sacrificare l’interesse generale per l’istruzione, per la formazione superiore e la ricerca di base, sull’altare del mercato o meglio sottometterla definitivamente ai corposi quanto lucrosi, interessi di Banche, Confindustria e Poteri Forti del Paese.
Saranno le imprese a stabilire cosa studiare nei nostri Atenei? Saranno gli investimenti privati a definire le dotazioni organiche e le linee di ricerca? L’instabilità nei flussi finanziari aumenterà ulteriormente la precarietà lavorativa? Aumenteranno le tasse per gli studenti al fine di coprire i costi? Il contratto di lavoro verrà contrattato individualmente? Saremo esposti alla disciplina dei licenziamenti/trasferimenti collettivi?
La Fondazione è ente di diritto privato, il personale di cui si dota non appartiene più al pubblico impiego. L’Università di Salerno si è dotata da tempo di questo strumento che da sempre le RdB Pubblico Impiego hanno criticato opponendosi con forza e in solitudine alla sua costituzione. I fatti confermano che nemmeno un euro è entrato nel bilancio della Fondazione dell’Università di Salerno (altro che investimenti e finanziamenti) a parte le risorse finanziarie trasferite dall’Ateneo e quindi sottratti alla responsabilità di gestione amministrativa ed economica dei dirigenti pubblici incardinati nella pianta organica dell’Università. Le RdB Pubblico Impiego invitano tutti gli organi accademici, il Rettore, il CdA, il Senato, il Consiglio degli Studenti, i docenti, il personale tecnico/amministrativo e tutti gli studenti a manifestare ed opporsi in massa alla trasformazione dell’Università Pubblica in fondazione di diritto privato.
il coord. Provinciale RdB Pubblico Impiego - Pietro Di Gennaro


29 giugno 2008 - Corriere del Veneto

La protesta
Lavoratori Tnt in piazza

PADOVA – Protesta di lavoratori immigrati di fronte a palazzo Santo Stefano. Ieri una ventina di persone si sono trovate davanti alla sede della Provincia di Padova per essere riassunte dalla Cooperativa Fast Coop e reimpiegate nel deposito della Tnt a Limena. Già sostenute nei mesi scorsi da Stefano Pieretti dell'Adl-Cobas, ieri la loro causa è stata sposata anche dall'assessore padovano alla Casa e all'Immigrazione Daniela Ruffini (Rc).(D.D'A.)


29 giugno 2008 - Il Giorno

Vigili urbani in sciopero il 7 luglio dalle 17 a mezzanotte
«Trattativa rotta, impossibile il dialogo con il Comune»

Milano - Polizia locale di Milano in sciopero il prossimo 7 luglio. Le organizzazioni sindacali di categoria Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Csa, Diccap, Rsu, Sdl e Rdb, hanno indetto l’astensione generale dal lavoro dalle 17 a mezzanotte e un quarto, con modalità diverse in base ai turni. Una protesta che — si spiega una nota — arriva dopo «l’esito negativo del tentativo di conciliazione di fronte al prefetto e la totale mancanza di un confronto sindacale con l’amministrazione comunale e il comando di Milano».


28 giugno 2008 - Ansa

COMUNI: MILANO; SINDACATI, VIGILI IN SCIOPERO IL 7 LUGLIO

(ANSA) - MILANO, 28 GIU - Polizia locale di Milano in sciopero il prossimo 7 luglio. Le organizzazioni sindacali di categoria Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl, Csa, Diccap, Rsu, Sdl e Rdb, hanno indetto l'astensione generale dal lavoro dalle 17 a mezzanotte e un quarto, con modalità diverse in base ai turni. Una protesta che, si spiega una nota, arriva dopo «l'esito negativo del tentativo di conciliazione di fronte al prefetto e la totale mancanza di un confronto sindacale con l' amministrazione comunale e il comando di Milano». Il personale del secondo turno pomeridiano incrocerà le braccia dalle 17 alle 20, mentre gli agenti del terzo turno serale sciopereranno dalle 17.30 fino a fine turno. I sindacati hanno inoltre proclamato dal 5 al 9 luglio l'astensione dalle prestazioni straordinarie.


28 giugno 2008 - Il Bologna

Marinelli (Rdb-Cub) in avanti: «Serve un piano sicurezza»
Strana coincidenza

Bologna - Il sindacato Rdb-Cub di Bologna, all'indomani dell'incidente di castel di casio, attacca duramente Hera e chiede con urgenza un "piano straordinario" sulla sicurezza. «Quanto successo ieri - fa sapere in una nota il segretario Luigi Marinelli - porta alla memoria la tragedia di San Benedetto del Querceto e due incidenti così ravvicinati sono molto di più di una coincidenza. Serve un piano straordinario di verifica delle condizioni di sicurezza sul lavoro ma è anche ora di affrontare seriamente il problema della sicurezza».


28 giugno 2008 - Il Mattino di Padova

Riassunti 45 dipendenti alla Tnt. «Tagli» alla coop Centro lavoro

Padova - Sospiro di sollievo per una parte dei lavoratori della Tnt: ieri, in prefettura, è stato raggiunto un accordo che prevede la reintegrazione di 45 dipendenti dell’azienda di Limena più una ventina del consorzio Corso; per loro, l’aumento graduale dell’orario di lavoro dalle attuali 6 ore fino a raggiungere le 8 a settembre con circa 140 euro in più in busta paga. Soddisfatta l’Adl Cobas che ha portato avanti la trattativa: «Siamo riusciti a salvare dei posti di lavoro», dice Stefano Pieretti. Da una crisi in via di soluzione a un’altra che si acuendo: oggi, alle 12, le lavoratrici della coop Centro lavoro manifesteranno sotto la prefettura contro i licenziamenti decisi nei loro confronti.


28 giugno 2008 - Liberazione

Colli Portuensi, sospeso lo sciopero della fame
Gli inquilini: «Pronti a rifarlo dopo l'incontro»
di Serena Salucci

Roma - «Lo sciopero della fame è stato solo sospeso, siamo pronti a riprenderlo se si interromperà il percorso di dialogo con le istituzioni». Era esattamente un anno fa quando nello stesso cortile di via dei Colli Portuensi 187, la signora Marisa Falovo, con la stessa espressione determinata, mi raccontava come 50 famiglie stavano per perdere la casa in cui abitavano, alcuni da oltre quarant'anni. Ora, dopo un anno di lotte, gli inquilini delle palazzine del Fondo Pensioni della Cassa di Risparmio di Trieste (leggi Unicredit) hanno finalmente la possibilità di confrontarsi con i loro padroni di casa. Anzi no… «perché all'incontro che si terrà l'8 luglio in prefettura, con i rappresentanti del comune, del municipio, della regione e del fondo, noi non siamo stati invitati. Vogliono i nostri soldi, ma evidentemente noi gli facciamo schifo». E' stato comunque fatto un passo avanti, in questa vertenza casa che rischia di diventare un precedente emblematico. Lunedì scorso, dopo tredici giorni di sciopero della fame insieme a Paolo di Vetta dell'Asia RdB, gli inquilini sono stati convocati ad un incontro della commissione Casa della regione, dove sono state avanzate alcune proposte concrete di sostegno da parte delle istituzioni. «La verità è che non esiste alcuno strumento amministrativo per agevolare l'acquisto della casa a chi, come noi, supera i limiti di reddito per l'assegnazione delle case popolari, ma che nello stesso tempo non è in grado né di acquistare, né di pagare un affitto nelle attuali condizioni di mercato». L'offerta di "aiuto" da parte dell'istituzione è stata la possibilità di un mutuo agevolato, solo però per un terzo circa della somma richiesta dal Fondo pensioni per ciascun appartamento. Anche se non è ancora sufficiente a garantire la soluzione della vicenda, si aprono alcuni spazi di trattativa. «A questo punto - spiega la signora Falovo - l'acquisto di una parte degli appartamenti è necessario per garantire la tutela a tutti. In un primo approccio che c'è stato tra i rappresentanti del Comune di Roma e il Fondo Pensioni l'ipotesi paventata è un pacchetto non modificabile: la tutela per i 17 che non possono acquistare (nuovo contratto d'affitto), potrà essere concessa solo se gli altri acquisteranno tutti».


28 giugno 2008 - Il Giorno

Quando riattaccare un dito è meglio farlo in privato
CHIRURGIA PLASTICA RANGHI RIDOTTI
di SILVIA VIGNATI

LEGNANO — QUANDO son rientrate al posto di lavoro, han trovato un gesto di solidarietà: le pentole già lavate, dai vari reparti. Le lavoratrici della cucina centrale, 11 donne pagate 7.90 all'ora, precarie dell'agenzia interinale Art.1, contratto in scadenza il 30 novembre 2008 (con rinnovi mensili-trimestrali), avranno avuto un bel magone. Cominciamo dalla fine a descrive la giornata di sciopero di ieri in ospedale, proclamata da Rdb (Rappresentanze di base) e Sdl (Sindacato dei lavoratori). CONTENUTA nei numeri (una cinquantina, sessantina di partecipanti al corteo), perché esporsi (si sa) è sempre un rischio, ma significativa di un malessere cresciuto negli anni. Medici tutti ai posti di lavoro, interventi chirurgici eseguiti regolarmente, attività ambulatoriali idem, pronto soccorso affollato come sempre. Ma fuori, davanti alla palazzina amministrativa, gli striscioni. "Stop ai salti di riposo". Lo spiega così un infermiere, che in passato ha messo insieme venti ore quasi continue di sala operatoria: «Non si può pensare di migliorare la produttività sfiancando la risorsa umana». «Abbiamo fame anche nei giorni festivi» (il riferimento è alla chiusura della mensa la domenica, da gennaio): «Siamo costrette a portarci un panino da casa», afferma una sua collega. E ancora: «Più sicurezza meno radiazioni» (Sdl chiede di implementare la radioprotezione del personale e del paziente attraverso presidi passivi e monitoraggio delle esposizioni ionizzanti in Rianimazione). Tutto inizia con il presidio alle 9.30 al Civile: bandiere e striscioni, ma nessuna tensione, clima sereno confermato anche dal vicequestore, Agostino Scuncia. Poi la distribuzione di lettere e volantini, la proclamazione di altri due giorni di sciopero, 17 e 18 luglio. QUINDI Riccardo Germani (Rdb) raggiunge il direttore amministrativo Renato Malaguti nel suo ufficio, spiega le ragioni della protesta, quando esce si dice soddisfatto: «Ha apprezzato il fatto che le lavoratrici della cucina oggi accettino di lavorare gratis dalle 13 alle 15». A Malaguti chiediamo la ragione del mancato acconto sulla produttività nello stipendio di giugno. «Negli ultimi quattro mesi non è stato trovato un accordo. Rsu ha avanzato una proposta per noi accettabile, ma il sindacato l'ha respinta. Noi crediamo che la distribuzione del fondo di produttività collettiva pari a 4 milioni di euro per tutta l'Azienda ospedaliera non debba essere effettuata "a pioggia", come in passato, ma in modo mirato, premiando il particolare impegno dei lavoratori». Quindi il corteo si porta in piazza San Magno e viene ricevuto da Renzo Brignoli (assessore allo Sport) e Giovanni Grassi (assessore alle Attività produttive).


28 giugno 2008 - Il Piccolo

TriesteTrasporti: terzo bus in fiamme

Trieste - Tre incendi in pochi giorni hanno coinvolto altrettanti bus della «Trieste Trasporti». Ieri l’autista di un mezzo in servizio sulla linea 41, è intervenuto con l’estintore per bloccare le fiamme sprigionatesi in prossimità dell’asse posteriore, accanto alle ruote gemelle di sinistra. L’abitacolo e lo spazio riservato ai passeggeri un attimo prima era stato invaso dal un intenso fumo. Tutti sono scesi in strada e hanno atteso l’arrivo di un altro mezzo della società che li ha portati a destinazione. Il bus 526 è stato invece affidato agli uomini della manutenzione.
Un altro incendio aveva coinvolto giovedì mattina in piazza Goldoni un bus della Trieste Trasporti. Il giorno 17 altro incendio su un mezzo in servizio sulla linea 8.
La Confederazione unitaria di base ha diffuso su questi episodi un comunicato in cui sottolineala necessità di migliorare i controlli e le operazioni di manutenzione sui mezzi «per garantire maggiore sicurezza all’utenza e migliori condizioni di lavoro al personale».


28 giugno 2008 - Il Giornale di Sondrio

SINDACATO. Lo avevano richiesto i lavoratori con una raccolta firme. Soddisfatte le Rdb
ALLA RSA DI MORBEGNO ELETTI I RAPPRESENTANTI AZIENDALI
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Morbegno - Lavoratori alle urne, mercoledì 25 giugno, per eleggere i nuovi rappresentanti sindacali aziendali (Rsa) della Casa di riposo Ambrosetti-Paravicini di Morbegno.
Un'iniziativa nata dalla richiesta sottoscritta da ben 39 lavoratori e lavoratrici (cioè l'80% del totale dipendenti di ruolo) inoltrata alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Rdb/Cub per richiedere di procedere al rinnovo delle rappresentanze, dato che l'ultima votazione di questo genere risale al 2001.
«Dal 2004 - hanno spiegato i lavoratori - quando la struttura è diventata privata, non è mai stato eletto alcun rappresentante sindacale. Per sbloccare la situazione abbiamo dunque fatto richiesta a tutte le associazioni sindacali e l'unica a farsi avanti è stata l'Rdb».
Ancora un volta, dunque, il sindacato autonomo guidato da Francesco Beltrama ha fatto propria la richiesta dei dipendenti della struttura morbegnese, procedendo con le consultazioni per eleggere i nuovi rappresentanti sindacali per «un segnale di democrazia interna del lavoro».
Una chiamata alle urne che ha registrato un successo inaspettato, raccogliendo l'attenzione anche di quei lavoratori non iscritti al sindacato. Le preferenze espresse dai votanti sono andate a Gianni Bertolini e Danilo Mazzoni che da oggi sono di fatto i due rappresentanti sindacali.
«Siamo pronti al dialogo - spiegano i neo eletti - e sarà nostro impegno sederci attorno ad un tavolo di confronto per esporre i problemi dell'azienda e ottenere risultati, visto che da un po' di anni siamo di fronte ad una situazione di stallo».
Le richieste dei lavoratori mirano soprattutto al miglioramento del trattamento salariale «visto che fino a qualche anno fa veniva elargito un premio sulla produttività e applicati passaggi di livello. Cosa che ultimamente non viene più fatta, salvo qualche scatto d'anzianità. Una differenza che soprattutto emerge se si confronta le condizioni con colleghi assunti in altre case di riposo». Le manovre elettorali si sono svolte nel pomeriggio di mercoledì nell'area esterna dalla struttura dato che il consiglio di amministrazione della Casa di riposo non ha acconsentito alla richiesta fatta dalle Rdb/Cub di mettere a disposizione degli appositi spazi.


28 giugno 2008 - Il Giornale di Vicenza

I Cub berici istituiscono un numero verde
di Luigi Frigo

VICENZA - Il sindacato Cub ha avviato il nuovo numero verde che tutela la sicurezza sul lavoro. I dati: nei primi sei mesi del 2008 ammontano a quasi 450 mila gli infortuni sul lavoro, con oltre 11 mila invalidi permanenti e 447 decessi.
«Abbiamo sentito l'esigenza di fornire uno strumento che fosse al contempo efficace ed anonimo - spiega Germano Raniero, segretario provinciale Cub - un valido supporto specialmente per i lavoratori delle piccole imprese».
La segnalazione al numero verde (800-922977), la cui chiamata è completamente gratuita ed anonima, comporta la comunicazione della presunta violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro ai Rls (responsabili lavoro sicurezza) e allo Spisal (Servizio di prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro) che provvederanno agli accertamenti.
Perché quindi la creazione di questo servizio?
«Perché con le odierne tecnologie ed i parametri legislativi gli infortuni dovrebbero essere ancora di meno - risponde Raniero - e questo vuole essere il nostro fine. In generale all'alta produzione richiesta segue un aumento dei ritmi lavorativi che possono mettere in discussione la sicurezza».


28 giugno 2008 - Il Centro

Sanità. Bagarre per le presenze negli ospedali
Studio sui «fannulloni» I sindacati non ci stanno
Rdb-Cub ironizza sui dati delle assenze per maternità: in azienda si potrebbe applicare il controllo delle nascite

CHIETI - Se le assenze sono per maternità, una soluzione c’è: applicare il rigoroso controllo delle nascite in azienda. In un paese fanalino di coda negli indici di natalità europei è la risposta più opportuna. L’Rdb-cub ironizza sull’assentesismo alla Asl e, nelle pieghe dei dati offerti dal manager Maresca, scoperchia un paradosso. Il Nursing-up, sindacato infermieri, fa eco e insiste sulle polemiche in rosa.
Le infermiere si assentano per maternità? Asili nido in azienda e meno rischio biologico in corsia forse le aiuterebbero a limare i tempi della latitanza. A dirla tutta, la maternità non è il paravento ad assenze ingiustificate ma un diritto costituzionalmente garantito. A quel dato del 98 per cento di gravidanze a rischio, ecco cosa risponde Patrizia Bianchi, responsabile regionale del Nursing-up: «Dipende dal fatto che il lavoro delle infermiere è pesante, non sono sedute alla scrivania durante il servizio e manca il personale di supporto, che le costringe a svolgere mansioni non proprie. Il che fa diventare a rischio anche una gravidanza normale. Stesso discorso per la malattia del figlio minore di tre anni. Curiamo gli altri e i figli li abbandoniamo?».
La Costituzione, anche qui, non lo permette. Altro nodo da chiarire è quello sugli infortuni e gli incidenti sul lavoro.
«L’azienda ha mai invitato l’ufficio di formazione a fare più corsi obbligatori di aggiornamento?», incalza Mario Frittelli, Rdb-Cub, «non è colpa dei dipendenti, poi, se dopo cinque anni che lamentano la non funzionalità della cappa d’aspirazione per la preparazione dei farmaci antiblastici, in clinica oncologica, con tanto di denuncia alla magistratura, si perpetuano incidenti, che mettono in grave pericolo la vita dei lavoratori. La direzione aziendale, invece, continua a non voler dare il via al centro unico del farmaco nella farmacia ospedaliera».
In definitiva, lo studio sui «fannulloni» pubblicato dalla Asl ha sollevato un gran polverone, che forse in un’azienda martoriata dalla carenza di personale poteva essere evitato. O forse ha finalmente dato lo stimolo giusto per avviare un confronto costruttivo. Lo reclamano i sindacati, che sottolineano come l’azienda neghi da mesi gli incontri al tavolo delle trattative. «I dipendenti della Asl di Chieti», rimarca Frittelli, «sono quelli che lavorano di più e guadagnano di meno, con incentivi sulla produttività intorno ai 400 euro annui lordi, inferiori anche del trecento per cento ai premi per i lavoratori di altre aziende abruzzesi». (s.b.)


28 giugno 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Precari, salta il rinnovo del contratto per circa 60...

Civitavecchia - Precari, salta il rinnovo del contratto per circa 60 dipendenti che dal primo luglio passeranno da co.co.co a disoccupati. E i sindacati minacciano: «pronti da subito ad intraprendere ogni azione volta a garantire i lavoratori e la salvaguardia dei loro posti di lavoro». A riaprire il fronte che sembrava ormai chiuso (vigili urbani a parte) con l'accordo recentemente sottoscritto fra Cgil-Fp, Cisl Fps, Uil-Fpl, Rdb e comune sono le organizzazioni di categoria che in una nota denunciano di aver «appreso con particolare rabbia l'intenzione dell'amministrazione di non voler rinnovare i contratti ai dipendenti assunti a tempo determinato e co.co.co». Il motivo? Sembra uno soltanto: «La mancanza di risorse finanziarie - spiegano i sindacati in una nota - per procedere con il piano stabilizzazione dei precari». Anche se forse il problema risulterebbe un altro: «ritardi e impedimenti burocratici fra uffici - afferma Flavio Zeppa della Rdb-Cub - nella ratifica dell'accordo sottoscritto con il comune». I tempi però sono stretti. E dal 30 giugno senza il rinnovo del contratto circa 60 persone si ritroveranno disoccupate. I conti sono presto fatti: 16 vigili urbani, 19 co.co.co per i quali il comune si impegnava a rinnovare il contratto per procedere poi alla loro stabilizzazione una volta costituite le holding. Nel gruppo rientrano anche 24 dei 30 (6 infatti figurano nel personale interno all'amministrazione) per i quali "il comune si impegnava a bandire una selezione pubblica". Bando non ancora pubblicato con un'unica conseguenza: anche i 24 a tempo determinato dal 1 luglio saranno disoccupati.
Tutti senza lavoro dunque in attesa della costituzione delle holding? «E' solo uno squallido tentativo dell'amministrazione - aggiunge Diego Nunzi, segretario della Cgil-Fp - per fare pressione, utilizzando i precari, sui sindacati per chiudere la partita delle holding».
E intanto - nella classica guerra tra poveri - un vigile urbano precario risponde ai "precari felici" stabilizzati e collocati nelle società di servizi. «Cari precari felici - scrive il vigile precario - noi abbiamo vinto un concorso (e voi no), ci siamo formati e abbiamo servito la città per 36 mesi, con competenza, abnegazione, professionalità, però non riesco a capire una cosa: perché noi dovremmo sostenere un nuovo concorso e voi no? E poi, cari precari felici noi non siamo per niente tranquilli. Forse voi non ci avete pensato, ma partecipare ad un concorso non garantisce affatto la certezza del vostro posto di lavoro».(F.Og.)

ORTONA. L'ombra del licenziamento su 48 lavoratori della Parker...

ORTONA - L'ombra del licenziamento su 48 lavoratori della Parker Itr di Ortona. Difatti la multinazionale americana ha intenzione di chiudere il comparto produttivo della mescola gomma della divisone TecnoCompaunds, già Alcatel-Cavi che ebbe bilanci attivi. Ieri protesta delle maestranze dinanzi alla Parker, che a Ortona ha una seconda divisone tubi per estrazioni petrolifere, con oltre 60 dipendenti. Il sit in è stato indetto da Cgil, Cisl e il sindacato di base Cub. «Il 7 luglio i lavoratori sapranno il loro destino dopo un incontro con l'azienda che ha annunciato la presentazione di un piano industriale - dice Francesco Patrizi del Cub -. In questi anni la divisione TecnoCompuands, che ha già perso un'altra ventina di dipendenti, ha dissipato investimenti percorrendo la strada di un tragico fallimento produttivo. I previsti investimenti di ricerca e sviluppo si sono misteriosamente persi o dirottati presso la seconda sede lavorazione gomme a Siziano, nel pavese». La speranza di tutti è il riassorbimento dei lavoratori nella divisione Oil & Gas per la lavorazione tubi.


28 giugno 2008 - Tempo Stretto

Atm: emergenza stipendi alle porte
OrSA, Cub e Rsu richiedono un incontro al sindaco per le garanzie sul pagamento

Messina - Piove sul bagnato. La "caccia al fannullone" è ancora aperta e già si profilano altri guai per l'Azienda trasporti cittadina. I sindacati di categoria hanno, infatti, espresso preoccupazione per la notizia, non confermata, di due pignoramenti di circa 500.000 euro ciascuno ai danni dell'Atm. «Se la notizia dovesse corrispondere al vero, - recita una nota congiunta di stamattina a firma dei segretari Giovanni Conti (OrSA), Francesco Urdì (Cub), Giovanni Burgio (Rsu Atm)- con ogni probabilità assisteremo all’ennesimo intoppo per il riconoscimento delle spettanze dei lavoratori». Un eventuale ritardo nel pagamento dei prossimi stipendi, uniti alla quattordicesima mensilità, da erogare nel prossimo mese di luglio, potrebbe innescare l'agitazione dei dipendenti, con le già viste ricadute sull’incolpevole utenza. La nota conclude: «A nostro avviso non sussistono i tempi tecnici per attendere l’insediamento del prossimo Consiglio di Amministrazione, la vertenza Atm è una bomba innescata da tempo la cui esplosione potrebbe cogliere impreparate le istituzioni competenti e le rappresentanze sindacali, pertanto riteniamo improcrastinabile un urgente incontro con il Signor Sindaco di Messina teso a concertare ogni soluzione percorribile per affrontare le priorità e programmare il futuro con l’obiettivo di un definitivo risanamento dell’azienda». In realtà, i pignoramenti, anche se non confermati, non sono altro altro che la logica conseguenza dei debiti contratti con le aziende che forniscono i pezzi di ricambio. Già da tempo i pezzi, indispensabili per garantire il buon funzionamento dei mezzi, non vengono più consegnati. Il prossimo passo, forse già attuale, è, appunto, il pignoramento. I disagi dei lavoratori, purtroppo, non rappresentano l'unico versante della vicenda. I cittadini, infatti, sono esasperati dalla carenza del servizio di trasporto pubblico. I villaggi periferici rimangono spesso scoperti e molte persone, sprovviste di mezzi alternativi, non riescono a muoversi da casa, anche in caso di bisogno. Il problema è dunque tanto sindacale quanto sociale, gli anni di gestione clientelare dell'Atm stano ricadendo sulla testa degli impiegati onesti e dei cittadini, in termini di inadeguatezza del servizio, ma anche di aumento delle spese, che vengono coperte, quando vengono coperte, con denaro pubblico.


27 giugno 2008 - Dire

BOLOGNA. ESPLOSIONE HERA, RDB ATTACCA: SERVE PIANO SICUREZZA
MARINELLI: AZIENDA TRASCURA SALUTE OPERAI, PENSA SOLO A RISPARMIO

(DIRE) Bologna, 27 giu. - Dopo lo scoppio verificatosi ieri sull'Appennino bolognese a causa della rottura di una tubatura del gas in un cantiere della ditta Hera, il sindacato Rdb-Cub di Bologna attacca l'azienda che gestisce la rete del gas. E chiede con urgenza un "piano straordinario" sulla sicurezza: quanto successo ieri, infatti, scrive in una nota il segretario Luigi Marinelli, porta alla memoria la tragedia di San Benedetto del Querceto e "due incidenti cosi' ravvicinati sono molto di piu' di una coincidenza". Le accuse mosse dalle Rdb nei confronti di Hera sono di "sottovalutazione" e "disimpegno" sul fronte della sicurezza dei lavoratori. Quello che chiedono e' un "piano straordinario di verifica delle condizioni di sicurezza sul lavoro, su come vengono utilizzati e con quale tipo di controlli i tanti cantieri con personale in appalto e subappalto". Per le Rdb e' ora di "affrontare seriamente il problema della sicurezza". Tanto piu' che, fa notare Marinelli, "sottovalutazione" e "disimpegno" dell'azienda- anche su aspetti "ordinari" in tema di salute e sicurezza sul lavoro- si accompagnano a una "costante 'attenzione' alla riduzione dei costi" e "all'utilizzo di appalti e sub appalti". E a questo si aggiunge il fatto che "nei settori 'destinati' all'esternalizzazione, l'azienda, per cosi' dire, 'tira i remi in barca' su manutenzioni e controlli". Tutto questo, secondo il sindacato, e' prova di un "modello di sviluppo distorto, basato sulla massima flessibilita' del mercato del lavoro, sulla riduzione di costi per la prevenzione, su incrementi degli orari lavorativi e dei tempi di produzione, sul peggioramento della qualita' della vita di chi lavora". Le Rdb esprimono infine solidarieta' ai quattro operai rimasti ustionati nello scoppio di ieri a Castel di Casio.

AEROPORTO BOLOGNA. RDB: MACCHE' FERRARI, NON FUNZIONA NIENTE

(DIRE) Bologna, 27 giu. - Ci pensa il sindacato di base a rompere il clima di ottimismo sul futuro dell'Aeroporto di Bologna emerso dopo l'assemblea dei soci di mercoledi' mattina, nonostante la stagnazione del traffico passeggeri. "Il sindaco Sergio Cofferati- nota con un punta di sarcasmo Rdb-Cub- abbandonata la sua polemica di pochi mesi fa, ha trovato improvvisa soluzione alle incongruenze del piano industriale e promuove il low cost". E invece, denuncia il sindacato, "la struttura non e' in sicurezza", ci sono "tanti buchi nel pavimento, i nastri trasportatori sono rumorosi e ognmuno ogni tanto si fa male sul serio, le aree cantiere sono pericolose e la climatizzazione obsoleta e non sanificata", tanto che "genera svenimenti per il troppo calore oppure vere e proprie epidemie tra i dipendenti". E poi, incalzano le Rdb, "mancano i comfort piu' elementari, posti a sedere a sufficienza, toilette adeguate, la farmacia, la cappella, un'area per i bambini, un ristorante decente, i passeggeri sono trasferiti agli aerei con mezzi rappezzati perche' mancano i finger". Un quadro che stride la visione "futurista" dello scalo prospettata anche dall'accordo territoriale per il polo funzionale del Marconi (che prevede alberghi, un centro congressi, aree commerciali) che gli enti locali si apprestano a sottoscrivere. I sindacati di base puntano inoltre il dito sulle "scarse relazioni sindacali" e le condizioni di lavoro dei dipendenti "specializzati e professionalizzati, ma con uno stipendio medio tra i mille e i 1.200 euro, stressati nelle turnazioni per mancanza di personale e vittime dell''economie gestionali'". Il low cost, poi, "serve solo a giustificare un ulteriore riduzione del costo del lavoro e il mancato rinnovo del contratto di secondo livello". Insomma per Rdb "c'e' troppa distanza tra quello che si dichiara e la realta'".


27 giugno 2008 - Ansa

P.A.: DISTACCHI; CGIL-CISL-UIL IN TESTA, POI CONFSAL E USAE

(ANSA) - ROMA, 27 GIU - Cgil in testa per numero di giornate utilizzate per permessi e distacchi sindacali retribuiti nella p.a. tra le confederazioni sindacali, seguita da Cisl e Uil, dalla Confsal e, a distanza, dall'Usae e dall'Ugl. E' questa la 'classifica' che emerge dai dati messi on-line dal ministero della pubblica amministrazione. La Cgil risulta aver impiegato nel 2006 381.533 giornate, la Cisl 262.480 e la Uil 133.614. Segue la Confsal con 118.009 giornate e, per quasi la meta' del numero di giorni, l'Usae con un totale di 60.060. L'Ugl risulta al sesto posto, con un totale di 43.946 giornate di permessi e distacchi retribuiti. Dietro ancora la Cisal (38.637) e la Rdb Cub (29.662). In totale sono 14 le sigle affiliate ad una confederazione: a queste vanno aggiunte altre sigle sindacali che non sono affiliate ad alcuna confederazione ed il cui peso, calcolato nel complesso sotto la voce 'Altri', conta permessi per altre 45.354 giornate.


27 giugno 2008 - Il Piccolo

PETIZIONE DELLE RDB IN PROVINCIA
Bus, 1.600 firme contro i subappalti

Trieste - È stata consegnata ieri all’assessore provinciale ai Trasporti Ondina Barduzzi una petizione firmata da oltre 1.600 cittadini contro il subappalto di dieci linee del trasporto pubblico. Ne dà notizia la Federazione trasporti dei sindacati di base, che nelle scorse settimane ha coordinato la raccolta delle firme su tutto il territorio provinciale e in particolar modo nei quartieri e nei rioni interessati dal progetto della Trieste Trasporti su tutte le linee notturne e sulle linee 33, 35, 73, 39/ e 49/. L’organizzazione sindacale - si legge in una nota - ha chiesto all’assessore di «valutare la reale sussistenza dei requisiti tecnici necessari a giustificare l’eventuale concessione dell’autorizzazione al subappalto, da cui l’utenza trarrebbe sicuramente un peggioramento del servizio e della sicurezza complessiva».
Il caso ha voluto che la petizione venisse consegnata poche ore dopo che un autobus aveva preso fuoco, senza causare danni alle persone. È accaduto verso le 5.30 in Piazza Goldoni. Il bus, il 513 del parco-mezzi della Trieste Trasporti, stava svolgendo un servizio dedicato al personale aziendale. Le fiamme si sono sprigionate in prossimità delle ruote posteriori di sinistra, a nulla sono valsi gli sforzi del conducente e degli altri colleghi che hanno tentato di fermare l’incendio con quattro estintori. Sul posto sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, che hanno spento l’incendio e scortato il mezzo al deposito di Broletto.
«Tutto ciò - riferisce sempre una nota sindacale - è accaduto dopo che un medesimo episodio si era già verificato il 17 giugno, quando sulla linea 8 si era incendiato l’autobus 809 al capolinea di Roiano. Le Rdb hanno quindi ritenuto necessario presentare un dettagliato esposto alla Provincia che, in ossequio a quanto previsto dalla legge regionale, è chiamata a svolgere una funzione di controllo proprio sulla sicurezza del trasporto pubblico».


27 giugno 2008 - Il Gazzettino

RANIERO
«Attenti alla guardia Civis al Dal Molin»

Vicenza - "Chi paga la presenza della Civis a guardia del Dal Molin?". Se lo domanda Germano Raniero dell'Rdb Cub dopo essersi presentato ai cancelli della parte militare, in viale Ferrarin. "Perché una proprietà demaniale dovrebbe essere controllata dalle guardie giurate? Chi le paga non è una questione neutra perché se a pagare sono gli USA significa che tutto è stato ceduto dal Governo italiano agli stessi Usa. Ricordiamo che hanno ancora la concessione per il lato est; mai revocata, dove dovevano in inizialmente costruire la base. Dunque un sito con strutture in parte efficienti che si possono usare indipendentemente dall'inizio dei lavori per la costruzione della base militare. La vigilanza, non solo del Comune, ma del popolo che si oppone alla base è doverosa. Se si va in viale Ferrarin in questi giorni, si notano continuamente mezzi, furgoni militari che trasportano materiali e arredi: è l'aeronautica militare che se ne va. Pertanto il 30 giugno il lato ovest del Dal Molin, quello militare, sarà del tutto sgombro. Non si può provare gioia per questa dismissione visto che tra l'altro lì c'è un bosco urbano di notevole pregio, con piante secolari importanti curate dal personale del Genio militare che ha mantenuto intatto anzi migliorato la flora e la fauna del luogo. Un delitto che tutto venga raso al suolo per far posto ad una base militare.I dipendenti civili dell'aeronautica militare sono stati trasferiti presso altre amministrazioni pubbliche di Vicenza e provincia, Tribunale di Vicenza e di Bassano, Procura della repubblica di Vicenza e Bassano, Magistrato alle acque, Carceri di Vicenza, Ufficio scolastico provinciale. ".


27 giugno 2008 - Il Tempo

Immediata la replica del sindacato di base dopo l'indagine sull'assenteismo in corsia
«Critiche inaccettabili»
«Inaccettabile» e «frutto di una filosofia punitiva e denigratoria nei confronti del dipendente pubblico»: così Mario Frittelli, rappresentante della Rdb/Cub, i sindacati di base, bolla le esternazioni del direttore generale della Asl di Chieti, Mario Maresca, sui «dipendenti fannulloni» presenti nell'organico dell'azienda sanitaria
di Antonello Antonelli

Chieti - «Nella Asl di Chieti - ricorda Frittelli al manager - vengono erogate il maggior numero di prestazioni rispetto alle altre regionali, di qualità maggiore e al più basso costo. Il servizio erogato dai dipendenti della Asl di Chieti è competitivo perché essi sono i meno pagati d'Abruzzo: sono quelli che devono lavorare di più e con incentivi di produttività che si aggirano sui 400 euro lordi annui a fronte di premi dati ad altri dipendenti Asl abruzzesi che possono superarli anche del 300%». Frittelli non contesta i numeri forniti dal direttore generale, anche se ironizza su alcune segnalazioni fatte, come le dipendenti in maternità («forse si avanza una proposta di controllo delle nascite?») o gli incidenti sul lavoro («quanto la Asl ha operato perché i lavoratori non fossero "accidentati"?») ma si indigna sulla presunta mancata collaborazione dei sindacati, lamentata da Maresca: «Come è possibile discutere con la Asl se da alcuni mesi si negano gli incontri al tavolo delle trattative? Come è possibile ricercare così la collaborazione dei sindacati per risolvere i problemi per i quali il manager e i consulenti sono profumatamene strapagati? Perché la Asl non convoca i sindacati?».


27 giugno 2008 - Liberazione

Gerenzano. Hanno manifestato per Said e lo rifaranno ancora...

Gerenzano - Hanno manifestato per Said e lo rifaranno ancora. Martedì, alcune centinaia di immigrati per lo più egiziani e maghrebini sono sfilati a Gerenzano (10mila abitanti a 25 km da Varese), con cartelli che dicevano: «Basta vittime dello sfruttamento», «Solidarietà attiva tra lavoratori italiani ed immigrati». Lo hanno fatto per chiedere giustizia per Said Saber Halim, 29 anni ucciso dal figlio diciannovenne del datore di lavoro di suo fratello. Il tutto è successo il 17 giugno, davanti a molti testimoni, il Said accompagna il fratello Abdul Abdel Halim a protestare per i mancati pagamenti di due mesi di salario. Abdul da sette anni è nel nostro paese, regolare, sposato con un'italiana, muratore, dipendente della Katon, ditta artigianale specializzata nelle pavimentazioni per esterni. Con il padrone della Katon Edoardo Fioramonte le discussioni c'erano già state. Stavolta volano parole grosse col figlio diciannovenne e qui le versioni divergono. Lite finita in tragedia per legittima difesa o omicidio volontario? Di sicuro Said è stato sparato più volte a breve distanza, da un'arma non denunciata, che il giovanissimo è andato a prendere in ufficio nel mezzo della discussione. Nonostante Antonio Fioramonte affermi di essere stato aggredito da un gruppo di persone, le evidenze lo negano e il giudice lo tiene in carcere con l'accusa più pesante. E la storia di Said richiama un'altra tragedia dello sfruttamento, l'omicidio di Ion Cazacu, operaio rumeno bruciato vivo a Gallarate nel 2000 dal datore di lavoro che non voleva regolarizzarlo. Un caso clamoroso.
Martedì in tanti hanno voluto ricordare in un presidio con microfono aperto in piazza, denunciando - spiegano gli organizzatori Comunità egiziana Antirazzisti della provincia di Varese, Cobas scuola, Cub, Sdl Intercategoriale, Socialismo Rivoluzionario - «condizione di super sfruttamento dei lavoratori immigrati, ricattati dalla necessità del permesso di soggiorno e dall'impossibilità di far valere i propri diritti; razzismo ed indifferenza della popolazione italiana di fronte ai loro problemi; infame campagna razzista dei mezzi d'informazione; pacchetto sicurezza, aggravante per "clandestinità", detenzione fino a 18 mesi per gli "irregolari"; necessità di unirsi, lottare, rompere il silenzio». Il tutto si è poi trasformato in corteo spontaneo. E in una proposta di raddoppio. Sabato pomeriggio a Saronno (ritrovo e presidio in Piazza San Francesco di fronte alla stazione alle 16). Un appuntamento a cui si accoda anche la Cgil.


27 giugno 2008 - Gazzetta del Mezzogiorno

Sanità nella bufera Nominati venti nuovi dirigenti, undici gli esclusi
Promozioni all'Asl Sa 2, il sindacato: clientelismo
Ma il manager Pagano replica: «Li querelo» Per il segretario Rdb Vito Storniello, che è tra i bocciati, le nomine dirigenziali sono di natura «politica»
di Angela Cappetta

SALERNO — Per il primo luglio le rappresentanze sindacali di base hanno proclamato una giornata di protesta contro la direzione generale dell'Asl Sa2. Contemporaneamente, invece, per venti impiegati amministrativi dell'azienda sanitaria locale sarà il loro primo giorno da dirigenti. Sempre che, la delibera della discordia, la numero 513 del 13 giugno scorso, che conferisce venti incarichi dirigenziali temporanei a personale amministrativo dell'Asl Sa 2, passi l'esame del collegio sindacale dell'Azienda sanitaria e dell'avvocatura regionale. Perché, se l'atto aziendale getta il fuoco tra le rappresentanze sindacali di base e la direzione dell'azienda sanitaria, è anche vero che la sua applicazione deve fare i conti con i tetti fissati dal piano di rientro che l'azienda sanitaria non ha rispettato. Ma, evidentemente, ciò non evita la querelle. E alla giornata di protesta indetta dal sindacato che definisce la delibera «una lottizzazione clientelare », i vertici replicano minacciando una querela giudiziaria. La protesta del sindacato comincia ieri mattina quando l'elenco del personale amministrativo chiamato a ricoprire i nuovi incarichi dirigenziali diventa pubblico. Segue una riunione fiume nell'ufficio del manager che, però, non porterà a nulla, se non ad inasprire gli animi con il rischio che la querelle finisca sulla scrivania di qualche sostituto procuratore del Tribunale di Salerno. Perché i toni usati dal segretario provinciale della Rdb, Vito Storniello, sono forti: «In questa azienda, o appartieni alle sagrestie politiche oppure niente da fare!». Non tarda ad arrivare la reazione del direttore Federico Pagano. «Da oggi non consento più a nessuno, soprattutto a chi si nasconde dietro una sigla sindacale — affonda il manager — di fare certe affermazioni. Io li querelo ».
All'origine della crisi c'è la proposta del capo del personale, Bruno Coscioni, di coprire alcuni posti dirigenziali lasciati scoperti. Il 3 luglio del 2007 si approva il regolamento per il conferimento degli incarichi. I requisiti per accedere alla «promozione» sono tre: svolgimento di funzioni amministrative, diploma di laurea quadriennale e cinque anni di servizio effettivo come collaboratore amministrativo. «I posti da ricoprire — scrive il 4 settembre 2007 la commissione di valutazione delle domande pervenute (31), composta dal direttore ammini-strativo Eugenio Scorpio e dai dirigenti amministrativi Bruno Coscioni e Domenico Sada — saranno individuati dalla direzione aziendale sulla base dei candidati idonei». Il 13 giugno scorso la direzione aziendale decide che i promossi, in carica già dal prossimo primo luglio, saranno venti. Gli altri saranno considerati non idonei. Tra questi anche Vito Storniello. All'accusa di clientelismo politico, Pagano replica a muso duro: «O dimostrano la fondatezza delle loro affermazioni o saranno costretti a farlo in tribunale. Non si può gettare discredito su una direzione che sta lavorando bene».


27 giugno 2008 - La Gazzetta di Parma

INFANZIA. SINDACATI CHIEDONO TEMPO
Asili nido, in arrivo 51 nuovi posti

Parma - Più bambini nelle classi, risparmio sulle spese di pulizia e di conseguenza più soldi per le famiglie che restano in lista d'attesa. Gli asili nido si preparano a cambiare volto, ma sulla riorganizzazione Comune e sindacati si preparano a un braccio di ferro. Lo scontro, almeno in questa prima fase, si gioca tutto sui tempi: l'amministrazione, con l'assessore alle Politiche per l'infanzia Giampaolo Lavagetto, vorrebbe intavolare subito una discussione, mentre Cgil, Cisl, Uil e Rdb preferiscono aspettare dopo l'estate. Durante un'assemblea alla Camera del lavoro, ieri mattina i sindacati hanno ribadito la volontà di frenare sulla riorganizzazione. Il motivo? L'impossibilità di avviare una trattativa sul personale quando i diretti interessati sono in ferie. «Vorrete ammettere - si legge nella nota spedita al Comune - che questa è la prima volta che si chiede alle organizzazioni sindacali di concertare una riorganizzazione in assenza del personale stesso». Rimandare tutto a settembre è l'unica alternativa per Cgil, Cisl, Uil e Rdb, che però lasciano aperto uno spiraglio sul piano. Sicuro della bontà del progetto, e della necessità di non perdere tempo, l'assessore Lavagetto chiama subito i sindacati al tavolo delle trattative. «Invito da subito i sindacati a incontrarsi per elaborare una proposta condivisa », spiega l'assessore. Che aggiunge: «Il confronto con il personale potrà avvenire a fine agosto, in tempi utili quindi per consentire alle organizzazione sindacali quel legittimo e democratico confronto interno che permetterà loro di dare una risposta definitiva di merito all’apertura del servizio a settembre ». Il piano di riorganizzazione intanto prevede l'aumento di 51 posti nei nidi, l'affidamento ai privati dei servizi di pulizia (e di lavanderia per tovaglie e stoviglie), e l'affidamento a ParmaInfanzia dei servizi pomeridiani. «Con i soldi risparmiati con le pulizie - sottolinea Lavagetto - daremo contributi economici a 20 famiglie che restano nelle liste d'attesa ».(P.D.)


27 giugno 2008 - Il Messaggero

Chieti. Martedì 8 luglio si fermerà la sanità...

Chieti - Martedì 8 luglio si fermerà la sanità. Il blocco è dovuto allo sciopero di Cgil, Cisl, Uil e Ugl contro la mancata stabilizzazione dei precari e l'ulteriore taglio alle spese per il personale che rischia di mettere in ginocchio l'ospedale Santo Spirito. Il fronte sindacale, però, sembra sfaldarsi. Non aderiscono allo stop le Rappresentanze di base che accusano Cgil, Cisl e Uil di aver «concertato con la Regione il piano di rientro che sta causando moltissimi problemi al comparto» e anche la Uil potrebbe sfilarsi. Sul fronte del personale, lunedì scadranno 31 contratti da infermiere ed a luglio altri 59 oltre a 48 edp e 6 tecnici. Un lamento che giunge anche da Germano De Fabritiis, direttore del reparto di medicina: «Abbiamo appena 10 infermieri, 4 sono part time - dice - mentre il personale Ota lo condividiamo con gli altri reparti del piano. In queste condizioni non siamo più in grado di assicurare prestazioni efficaci». De Fabritiis, in una nota inviata alla dierezione generale, chiede di «provvedere con tempestività all'integrazione di infermieri e assistenti».


27 giugno 2008 - La Città di Salerno

IL SINDACATO
La Rdb accusa «Si fa gestione clientelare»

Salerno - «La procedura adottata per i venti dirigenti amministrativi è una lottizzazione pura, l’ennesima prova di una gestione clientelare, oltre che inefficiente e inefficace».Va giù pesante il sindacato Rdb e sull’Asl Salerno 2 chiede l’intervento ispettivo di Prefettura e Regione.Non solo.Per protestare contro l’intera gestione dell’Asl, il segretario provinciale della Rdb Sanitá, Vito Storniello, proclama lo stato di agitazione del personale e annuncia per l’1 luglio una giornata di mobilitazione con assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Non esclude nemmeno di arrivare a uno sciopero generale del personale dell’Asl, se nella conduzione dell’azienda non arriveranno segnali di cambiamento. «L’Asl Salerno 2 è un’azienda priva di qualsiasi organizzazione - denuncia Storniello - nelle sale operatorie lavorano medici ed infermieri che svolgono turni dalle 18 alle 24 ore». Nel mirino c’è soprattutto la gestione del personale, «una gestione assolutamente clientelare - accusa il sindacalista - é senza il rispetto di norme e regolamenti».La selezione per dirigenti amministrativi ha costituito la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso dell’insofferenza.Secondo l’esponente della Rdb la delibera che elenca gli idonei al concorso è emessa «in barba alla procedura ad evidenza pubblica e con un regolamento inventato di sana pianta, che non rispetta neanche la normativa richiamata. E’ una lottizzazione, che mira a tenere sotto controllo o quantomeno condizionare i futuri dirigenti amministrativi dell’Asl».


27 giugno 2008 - Il Giorno

Ospedale, fondo produttività Azienda disposta al ripristino
I sindacati: «Finalmente si può trattare»
di CRISTIANA MARIANI

LEGNANO — UNO SPIRAGLIO, un’apertura verso il dialogo che sembra essere diventata realtà nel giro di poche ore. Sembra infatti che l’Azienda, contrariamente a quanto aveva dichiarato nei giorni scorsi, abbia intenzione di mantenere il fondo di produttività collettiva. Una delle giornate più singolari per i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil che si stanno occupando dell’Ospedale di Legnano si è svolta ieri. «IN MATTINATA siamo stati dal prefetto per la procedura di conciliazione - spiegano Andreina Marzi della Cgil, Alfredo Sangiovanni della Cisl e Alfio Bennati della Uil -. La nostra intenzione era di chiedere il ripristino del fondo di produttività collettiva, ma un inviato dell’Azienda ospedaliera ci ha chiaramente fatto capire che l’accordo non sarebbe stato possibile». Si tratta in sostanza di una cifra, che va dagli 85 ai 137 euro a seconda della categoria, che veniva mensilmente distribuita a tutti i dipendenti dell’Ospedale fino maggio a seguito di alcuni progetti. «Nei mesi di giugno l’erogazione di questa cifra è stata sospesa dall’Azienda, che si è trincerata anche dietro alla mancanza di progetti - raccontano i sindacalisti -. I revisori dei conti continuano a suggerire l’abolizione del pagamento di questa somma». Ieri pomeriggio, i rappresentanti dei lavoratori hanno avuto un incontro, fissato da tempo, con amministrazione e direzione dell’azienda. «La notte si sta trasformando in giorno - affermano -. Abbiamo avuto la disponibilità da parte dell’ospedale a trattare per il ripristino. In passato ci sono stati tanti fraintendimenti ed equivoci che ora sembrano, almeno in parte, essere risolti. Il fondo deve essere di nuovo distribuito, ma a tutti i lavoratori della struttura». Dall’otto all’11 di luglio dovrebbe quindi essere risolto questo problema. ORA I SINDACATI attendono altre risposte in merito ad altre importanti questioni. «Ci interessano due piani d’azione: quello che riguarda le condizioni economiche e quello della prospettiva futura dell’Ospedale - afferma Primo Minelli, segretario generale Cgil Tcino Olona -. La direzione dell’azienda e l’Amministrazione comunale di Legnano devono spiegarci che intenzioni hanno per l’area che resterà libera dopo il trasferimento nel nuovo ospedale. Quale sarà il futuro dei lavoratori che operano nella struttura attuale? Vogliamo un piano dettagliato di quanto accadrà». Intanto stamattina i lavoratori dei 4 ospedali scenderanno in piazza. «Rdb sciopera contro un accordo che la stessa rappresentanza sindacale ha firmato» dichiarao Cgil, Cisl e Uil.


27 giugno 2008 - La Nazione

Careggi, trovato l’accordo In arrivo 340 nuovi assunti
C’è la bozza, tregua fra direzione e sindacati
di Manuela Plastina

Firenze - ARRIVANO 340 persone in più a lavorare a Careggi, tutti nuovi assunti tra infermieri, operatori sociosanitari, tecnici di laboratorio e di radiologia. Si rinforza dunque la squadra del personale del più grande ospedale toscano e si placano le ire tra direzione e sindacati. La bozza di accordo per le nuove assunzioni infatti è stata firmata ieri dal direttore generale, il responsabile dei rapporti coi sindacati e la responsabile infermieristica insieme ai rappresentanti della Rsu.Per ora hanno firmato solo Cgil, Cisl e Rdb, ma per oggi si attende la firma di Uil, Cobas, Fials e Nursing up. Un accordo che è un successo di diplomazia, viste le numerose battaglie a suon di richieste di dimissioni e di minacce di scioperi delle ultime settimane. LA DECISIONE da parte della direzione ospedaliera di interrompere subito i turni aggiuntivi svolti dai dipendenti arrivata a fine aprile, aveva provocato le ire dei sindacati, non consultati nella scelta. Dopo un’assemblea generale tra i lavoratori, avevano chiesto le dimissioni di direttore generale e sanitario, promettendo scioperi a oltranza, manifestando davanti alla direzione di Careggi e alla Regione e interrompendo qualsiasi trattativa sindacale. Ora le minacce sembrano rientrate, anche perché l’accordo prevede una pace a lungo termine. Entro settembre la direzione dovrà prendere 340 persone per tutto il comparto, esclusi i medici. Il personale potrà essere chiamato anche a tempo determinato pur di colmare almeno momentaneamente le carenze, bypassando così le lunghe trafile legate ai concorsi. Ci penseranno poi i sindacati a vigilare affinché le assunzioni vengano stabilizzate. Con questi nuovi ingressi il personale del comparto non medico diventerà di circa 4900 unità che, sempre secondo l’accordo siglato tra Rsu e azienda, non potrà calare, a meno che non cambi l’organizzazione: i rappresentanti sindacali e quelli ospedalieri si incontreranno per verificare quante persone non sono più a lavoro e decideranno insieme quanto personale nuovo assumere, in base alle esigenze. E di dipendenti a Careggi ce n’era bisogno, secondo i numeri calcolati dalla stessa Rsu: dal 2002 a oggi il personale del comparto non medico è diminuito di 400 unità. In 500 lavorano part time, un centinaio sono in aspettativa non retribuita, 150 le maternità e numerose le malattie lunghe. Il personale ha fatto così tanti straordinari che per ammortizzarli dovrebbe prendere 132mila ore di recupero. L’ultima battaglia tra sindacati e direzione riguardava i turni aggiuntivi, detti ‘tav’, coi quali il personale colmava la mancanza di colleghi. Nel 2007 sono state effettuate 200mila ore di tav. Ma ora pare che dopo mesi e mesi di diatribe, sindacati e azienda abbiano trovato un modo per dialogare positivo e soprattutto definitivo. La partenza vera e propria del piano di assunzioni arriverà dopo il via libera ufficiale dell’assemblea di tutti i 59 rappresentanti della Rsu prevista per il 9 luglio. E poi il nuovo corso di Careggi potrà veramente partire.


27 giugno 2008 - Il Vicenza

La denuncia: «L'accesso all'area militare sorvegliato dalle guardie giurate, chi le paga?»
Raniero sui controlli «Affidati alla Civis»

Vicenza - «Le guardie giurate controllano l'ingresso militare del Dal Molin, ci dicano chi le paga». La denuncia arriva da Germano Raniero del Patto permanente contro la guerra. «Nella parte militare, a chiedere i pass, non ci sono militari ma personale della Civis - dice - Cioè a guardia di una proprietà demaniale abbiamo delle guardie giurate. Chi ha deciso il loro impiego e chi le paga, quanto resteranno a guardia del sito? È una domanda che è lecito porsi come è lecito avere risposta. È lo Stato italiano a pagarle o l'esercito americano? Chi le paga non è una questione neutra perché se li pagano gli USA significa che, tornando al memorandum del 1999, l'aeroporto tutto è stato ceduto dal Governo italiano agli stessi Usa. Ricordiamo che hanno ancora la concessione per il lato est; mai revocata, dove dovevano inizialmente costruire la base». E prosegue: «Dunque un sito con strutture in parte efficienti che si possono usare indipendentemente dall'inizio dei lavori per la costruzione della base militare - aggiunge - Magari come dice l'ambasciatore americano Spogli per addestrare le truppe coinvolte nello scenario di guerra visto anche la "temporanea" inospitalità della Ederle, causa dei lavori di trasformazione della stessa a vero centro di comando militare del sud Europa». Poi sulla sentenza del Tar aggiunge: «Non c'era motivo prima e ora, dopo questa sentenza, non c'è nessun motivo che giustifichi l'ingresso del personale Usa al Dal Molin - conclude - Una loro entrata va vista come una provocazione, una forzatura. Ma è anche vero che ex sindaco, Presidenti del Consiglio e generali americani in questi anni sono andati avanti a forzature. Per questo non bisogna fidarsi e la vigilanza, non solo del Comune ma del popolo che si oppone alla base, è doverosa. Anche per noi questi saranno giorni cruciali e di mobilitazione».


26 giugno 2008 - Adnkronos

TRIESTE: SECONDO INCENDIO SU AUTOBUS DI LINEA IN POCHI GIORNI
SINDACATO DI BASE PRESENTA ESPOSTO ALLA PROVINCIA LAMENTANDO CARENZA DI SICUREZZA

Trieste, 26 giu. - (Adnkronos) - Un autobus della Trieste Trasporti spa ha preso fuoco. E' accaduto alle 5.30 a Trieste, nella centralissima Piazza Goldoni, a bordo dell'autobus n°513 dell'azienda di trasporti pubblici, che stava svolgendo un servizio dedicato al proprio personale che prende servizio nelle prime ore della giornata. Lo rende noto la sigla Trasporti di un sindacato di base, Cub Federazione Rdb, manifestando allarme per la vicenda, che segue di pochi giorni un altro incendio scoppiato su un altro autobus. Stamattina, le fiamme si sono sprigionate in prossimita' delle ruote posteriori di sinistra e a nulla sono valsi gli sforzi del conducente e degli altri colleghi, che hanno tentato di fermare l'incendio, scaricando inutilmente ben 4 estintori. Le fiamme sono state spente dai Vigili del Fuoco. Il 17 giugno scorso a prendere fuoco era stato il vano motore di un autobus della linea 8, mentre stava accostando al capolinea di Roiano. Anche allora erano dovuti intervenire i Vigili del Fuoco. Il sindacato di base denuncia, attraverso una nota, ''lo sconcerto derivante da questi episodi che continuano a ripetersi oramai con una frequenza preoccupante e che fanno seguito ad altri 3 simili, gia' accaduti nello sorso anno, che hanno provocato la distruzione di ben 3 autobus di linea della Trieste Trasporti''. Le Rdb denunciano ''l'insensibilita' finora dimostrata della societa' di trasporto, in merito alle tematiche della sicurezza e della copertura degli organici manutentivi, che vengono trattate in modo inadeguato all'interno di un piano industriale fortemente finalizzato all'aumento degli utili societari''. L'organizzazione sindacale ha presentato un dettagliato esposto alla Provincia di Trieste, che e' chiamata a svolgere una funzione di vigilanza e di controllo proprio sulla sicurezza del trasporto pubblico in base alla Legge Regionale. L'azienda di trasporto vede quale azionista di maggioranza il Comune di Trieste.


26 giugno 2008 - Ansa

BENI CULTURALI: POMPEI; SOSPESE ASSEMBLEE, C'E' ACCORDO

(ANSA) - NAPOLI, 26 GIU - Fine dei disagi per i visitatori dei siti archeologici vesuviani, con l'accordo firmato oggi dalla Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei e da tutte le sigle sindacali che hanno quindi sospeso la nuova assemblea prevista per domani. A causa dell'agitazione di Cisl e Unsa anche oggi infatti gli scavi di Pompei avevano aperto i cancelli con due ore di ritardo. L'accordo raggiunto con CGIL, CISL, UIL, FLP,Intesa,Unsa e RdB, riguarda alcuni pagamenti e straordinari finanziati da Ministero per i beni e le Attivita' culturali e dalla Regione Campania che l'amministrazione si e' impegnata ad anticipare previa delibera del Cda da tenersi nella prima settimana di luglio.


26 giugno 2008 - Corriere Alto Adige

Vertenza La RdB: «Ci scippano 24 posti»
«Inps, precari beffati Bocciati agli esami»

BOLZANO — I precari del-l'Inps sentono puzza di bruciato. «Dopo essere stati chiamati ripetutamente all'Inps per periodi di lavoro a tempo determinato di sei mesi — spiega Nadja Vitale, delegata della Rappresentanza di Base Inps di Bolzano — ed aver maturato il requisito per la stabilizzazione del rapporto di lavoro in base all'articolo 1 comma 519 della Legge 296/2006, un gruppo di precari è stato ritenuto non idoneo alla prova scritta della selezione per la stabilizzazione. Invece di indire un percorso selettivo che tenesse conto della necessità di sanare un uso distorto del lavoro a tempo determinato, come previsto dalla circolare 7 del 30 aprile 2007 emanata dalla Presidenza del Consiglio, Dipartimento della Funzione Pubblica, l'Inps di Bolzano ha messo in piedi un vero concorso pubblico e la commissione ha ritenuto di bocciare 10 candidati su 18 partecipanti. Altri 7 semestrali non hanno partecipato alle prove perché hanno già superato precedenti selezioni pubbliche. Gran parte dei bocciati, a loro volta, hanno superato concorsi pubblici pur senza diventare di ruolo».
Per Nadja Vitale si tratta di «una vera mannaia che non tiene in alcun conto dello spirito della norma. Finché erano precari questi lavoratori hanno avuto il gradimento dell'amministrazione, visto che li ha richiamati più volte, adesso che si era determinata la possibilità di una trasformazione a tempo indeterminato, improvvisamente diventano incapaci ». Ma non finisce qui: «Sulla stabilizzazione dei precari Inps incombe un'altra minaccia. Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha intenzione di ritirare la disponibilità dei 24 posti riconosciuti all'ente previdenziale dal DPR del 29 dicembre 2007 per la stabilizzazione dei precari di Bolzano, in quanto l'amministrazione non avrebbe rispettato il termine del 31 maggio per la comunicazione delle assunzioni dei semestrali ». Una vera beffa, tenendo conto che l'Inps altoatesina ha tra 70 e 80 posti vuoti in organico. Chi non supera gli esami, a fine luglio perderà il posto. «La RdB-Cub tornerà in piazza — conclude Nadja Vitale — per evitare lo scippo dei 24 posti, rivendicare la conclusione del percorso di stabilizzazione e chiedere una soluzione per gli esclusi».


26 giugno 2008 - Alto Adige

Inps, nuova protesta in vista
Esclusi 10 dei 18 precari da stabilizzare: è polemica

BOLZANO - Doccia fredda per più della metà dei semestrali dell’Inps che speravano nell’assunzione a tempo indeterminato. Nella Finanziaria 2007 il governo aveva inserito un articolo ad hoc che permetteva l’assunzione dei dipendenti che da anni lavoravano presso l’istituto con contratti a tempo determinato rinnovati ogni sei mesi. I posti messi a disposizione di questi semestrali presso la sede di Bolzano erano stati 24. Ma per poter usufruire di questa "istanza di stabilizzazione", i semestrali devono superare un’apposita prova di selezione. Nei giorni scorsi si sono svolte le prove scritte per 18 semestrali che speravano nell’assunzione (altri sette non hanno partecipato perché avevano già superato precedenti selezioni pubbliche). Ebbene, soltanto otto di loro hanno superato l’esame per poter accedere alla prova orale. I dieci precari che invece sono stati bocciati a questo punto rischiano di trovarsi ancora una volta senza lavoro.
«Una vera mannaia - accusa Nadja Vitale, coordinatrice provinciale delle rappresentanze sindacali di base dell’Inps - che non tiene in alcun conto dello spirito della norma. Finché erano precari questi lavoratori hanno avuto sempre il gradimento dell’amministrazione, adesso che si era determinata la possibilità di una trasformazione a tempo indeterminato del loro rapporto di lavoro diventano improvvisamente incapaci. Inoltre - aggiunge - sulla stabilizzazione dei precari Inps incombe un’altra minaccia. Infatti il dipartimento della Funzione Pubblica ha intenzione di ritirare la disponibilità dei 24 posti riconosciuti a Bolzano, in quanto l’amministrazione non avrebbe rispettato il termine del 31 maggio per la comunicazione delle assunzioni dei semestrali. Per evitare lo scippo di questi 24 posti torneremo in piazza».


26 giugno 2008 - Il Messaggero

Chieti. Guerra tra Asl e rappresentanze sindacali di base...
di FRANCESCO LO PICCOLO

Chieti - Guerra tra Asl e rappresentanze sindacali di base. Oggetto della lite uno studio della direzione sulle assenze. Troppe, tanto che negli ultimi 30 mesi quasi il 50 per cento dei dipendenti ha usufruito di assenze aggiuntive a vario titolo. Per il manager Mario Maresca è il momento di fermarsi a riflettere, per altri è una sequela di numeri «punitivi e denigratori» sulla falsariga di Brunetta e Sacconi a caccia di fanulloni. In una parola "studio inaccettabile e rispedito al mittente".
Cominciamo dal comunicato della Asl dove sotto lo slogan di «più responsabilità e meno assenze», il manager fotografa la situazione, ovvero: 129 dipendenti hanno usufruito dell’assenza aggiuntiva per gravidanze a rischio (5 mesi oltre ai tre mesi prima del parto e ai due dopo); 194 sono rimaste a casa per malattia-figlio; 94 hanno il part time; 178 hanno usufruito del congedo parentale; 404 sono rimasti a casa per un periodo medio di 33 giorni per infortunio sul lavoro. «Fatti - dice - che aggravano la situazione di una pianta organica già ridotta ai minimi termini». E aggiunge: «Sono 1.219, su 2.569, i dipendenti che tra gennaio 2006 e giugno 2008 hanno usufruito di assenze aggiuntive». E ancora: «Abbiamo assoluto rispetto delle norme, ma intendiamo avviare una riflessione...Un'assenza se non indispensabile grava sugli altri dipendenti, costretti a un impegno aggiuntivo che riduce la qualità del lavoro e del servizio. È interesse di tutti mantenere comportamenti responsabili».
Immediata la replica. Mario Fritelli, Rdb Cub, attacca: «Premesso che nella Asl di Chieti vengono erogate il maggior numero di prestazioni e di qualità superiore a tutte le altre Asl regionali, il manager dimentica che i dipendenti di Chieti sono i meno pagati dell’Abruzzo con incentivi che si aggirano intorno ai 400 euro annui lordi a fronte di premi di altre Asl che arrivano anche 300 per cento». Ma altre le contesatzioni di Frittelli, e riguardano le assenze delle donne per maternità. Dice Frittelli: «Siamo il fanalino di coda negli indici di natalità europei. Forse si avanza una proposta di controllo delle nascite?». E in merito ai part time così continua: «La percentuale dei part time nella nostra Asl è più bassa di quella consentita dai contratti collettivi nazionali». E conclude: «E’ forse colpa dei lavoratori se ci sono incidenti sul lavoro? E perché non si programmano corsi di aggiornamento? O non si ripara la cappa di aspirazione a oncologia dove si perpetuano incidenti da almeno 5 anni?».


26 giugno 2008 - Il Piccolo

SINDACATO DI BASE
Sicurezza sul lavoro, colloquio Rosolen-RdB

Trieste - Primo incontro tra i coordinatori delle Rdb–Cub con il neoassessore regionale al lavoro Alessia Rosolen, che ha accolto la richiesta dell’organizzazione sindacale di base convocando un incontro al quale hanno partecipato i coordinatori regionali delle categorie del pubblico impiego, dei servizi e del settore privato del Friuli Venezia Giulia. Nel corso della riunione si è parlato di sicurezza delle maestranze sul posto di lavoro e di questioni relative alle procedure di appalto e sub appalto. Su queste tematiche, Rosolen ha confermato di non nutrire alcuna pregiudiziale nei confronti di un ampio confronto articolato con tutti i rappresentanti dei lavoratori.


26 giugno 2008 - Il Giorno

Il personale annuncia uno sciopero l’Azienda ospedaliera blocca l’incentivo
Le Rdb minacciano ulteriori azioni di lotta contro la «punizione»
di SILVIA VIGNATI

Legnano - SI ALZA IL LIVELLO del conflitto fra Azienda ospedaliera, lavoratori e organizzazioni sindacali. Per domani le Rappresentanze di base avevano proclamato uno sciopero di 24 ore dei quattro ospedali. Martedì l'Azienda aveva informato il personale che, nello stipendio di giugno, non avrebbe trovato l'acconto sulla produttività collettiva: 120 euro mensili per gli infermieri e 90 per gli operatori sociosanitari. La motivazione? «Dal momento che, nonostante le proposte di accordo avanzate dalla direzione aziendale negli incontri del 6 marzo, dell’8 e del 19 maggio e del 3 e 6 giugno, nonostante la proposta della Rsu accettata quale base di accordo, nessuna intesa è stata siglata dalle organizzazioni sindacali». «UNA "PUNIZIONE" a pochi giorni dallo sciopero, ecco che cos'è quella lettera - commenta Riccardo Germani, di Rdb -. Se non basterà un giorno di astensione, ne proclameremo un secondo». Lettera che non solo ha frustrato economicamente i lavoratori, ma anche rinfocolato le ostilità fra organizzazioni sindacali: Cgil, Cisl e Uil da una parte, Rbd dall'altra. In ospedale circolano volantini dai toni pesanti, diretti ai sindacalisti. «Si stanno chiudendo servizi e riducendo i posti letto - spiega Rdb -. Dicono che attualmente il Civile lavora già con 550 posti letto, i numeri del nuovo ospedale: e allora perché la cucina prepara una media giornaliera di 660 pasti per i malati? Attraverso il trasferimento all’esterno di tutti i servizi "no core", ovvero quelli non strettamente legati all’ambito sanitario, centinaia di persone rischieranno il posto di lavoro. La politica di razionalizzare i servizi (cucina, mensa, portineria, personale di supporto tecnici/ amministrativi, ecc.) a breve porterà a tagli occupazionali. Undici lavoratrici perderanno il posto di lavoro perché l'Ao vuole aderire a un call center regionale, denominato "Lombardia call". Lavoratrici che non avranno la possibilità di essere ricollocate, perché il call center è in Sicilia, a Paternò». DOMANI scatteranno le precettazioni. «Gli interventi chirurgici programmati saranno effettuati, i pazienti non potranno scegliere fra tre primi e tre secondi, si concorderà un menu unico», spiega Germani. Alle 8.30 i lavoratori dell'ospedale di Magenta si daranno appuntamento al nosocomio, per poi muovere in direzione del Civile. Qui alle 9.15 si terrà il presidio, della durata di circa 30 minuti. Poi il corteo percorrerà il Sempione e raggiungerà il Comune. L'intenzione di Rdb è incontrare il sindaco.

Maestre d’asilo, nuovo sciopero il 1° luglio

MILANO — ALLA FINE della fiera Mariolina Moioli non s’è materializzata ieri pomeriggio all’attesa riunione della commissione consiliare Servizi all’infanzia. E dire che l’ordine del giorno, ossia la caliente situazione delle 4.000 educatrici dei nidi e delle scuola che, il 20 giugno scorso, avevano scioperato contro l’obbligo di lavorare in luglio presidiando per protesta Largo Treves, avrebbe meritato la presenza dell’assessore alle Politiche sociali. Abbastanza scontato, quindi, che l’opposizione di stanza a Palazzo Marino in serata abbia inquadrato nel mirino proprio la Moioli. «Evidentemente non è bastato la veemente serrata della settimana scorsa a smuovere l’arrogante assessore - ha polemizzato, per esempio, il capogruppo del Pdci Francesco Rizzati -. è davvero incredibile che né la Moioli né i suoi funzionari abbiano risposto alla convocazione in commissione Servizi all’infanzia. Davanti alle giustamente furenti educatrici, si è, dunque, ripetuto un copione, purtroppo già visto in questi ultimi anni, con la destra rappresentata dal presidente della commissione Paolo Massari (Forza Italia) il quale, a sintesi del suo labile pensiero, se ne è uscito con la stupefacente frase: "Questo servizio fa schifo". No, caro Massari, a fare schifo è il comportamento di chi governa questa città perché i servizi scolastici materno-infantili hanno sempre rappresentato un fiore all’occhiello dell’Amministrazione fino a quando al governo della città, è arrivata la destra. Da allora questo splendido servizio pubblico è diventato un "costo senza ritorno economico" e da allora si è fatto di tutto per dequalificarlo, per non risolvere i problemi, nell’illusione ideologica di poter un giorno privatizzare il servizio. Comunque, il non rispetto del contratto sul servizio di luglio è già costato al Comune tre cause, tutte perse, con un danno per l’Amministrazione di almeno 30.000 euro. Perché scegliere ancora la strada, perdente, dell’autoritarismo e obbligare le educatrici a modalità di servizio non contrattuali, fra l’altro non programmando nulla e svegliandosi solo a fine giugno? Presenteremo al più presto in Consiglio comunale, si spera unitario, per aprire immediatamente il tavolo sindacale di trattativa nell’auspicio di un ripensamento da parte dell’assessore Moioli e per non arrivare, martedì 1° luglio, a un blocco del servizio». ALLA BASE delle iniziative di protesta messe in campo dalle educatrici ci sarebbe, secondo Rdb-Cub, «l’obbligo a lavorare turnando 15 giorni nel mese di luglio a copertura dei Servizi all’infanzia previsti, violando il rispetto del calendario scolastico, nel progetto denominato "Milano Estate Amica dei bambini-Anno 2008"».


26 giugno 2008 - Tuscia web

Viterbo - Nomina dei rappresentanti nei centri di formazione professionale
Elezioni rsu, Rdb si scaglia contro i sindacati

Riceviamo e pubblichiamo - Dopo aver "giocato" con le elezioni delle rsu presso i Centri per la Formazione professionale di Viterbo spostandole e rimandandole come se si trattasse di una cena inevitabile, ma sicuramente non gradita, oggi l’ennesimo episodio di "furore sindacale". In una lettera firmata da molti dipendenti dei Centri di Formazione, c’è la narrazione di come delle organizzazioni sindacali che devono difendere i diritti dei lavoratori, ascoltarli e comprenderli, non si devono comportare. Sono perfino arrivati, nell’assemblea odierna indetta per tutto il personale, ad impedire ai lavoratori "non allineati" di intervenire per poter esprimere le posizioni, le proposte, ed i bisogni che hanno. Certo questi "Burocrati Sindacali" hanno una visione molto parziale, a parer nostro, delle elementari regole di partecipazione e di libertà di opinione. Per la "rinnovata" cgil di viterbo è un "proseguire nel solco della tradizione fin qui tracciata", ma per i lavoratori che ancora credono nell’importanza dei sindacati è un ennesimo schiaffo in faccia. Noi crediamo ancora nella forza dei lavoratori, e continueremo ad essere al loro fianco nelle forme e nella misura che loro vorranno, senza imporre decisioni dall’alto e senza strumentalizzazioni di sorta. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa di tutto questo l’assessore provinciale competente, Giuseppe Picchiarelli, più volte da noi sollecitato ad intervenire, questa volta lo farà, oppure cercherà di evitare il coinvolgimento dato l’approssimarsi del congresso del suo partito? Sarà presenzialista alla Ponzio Pilato, o si assumerà le responsabilità anche morali che gli derivano dalla sua carica?
Lino Rocchi - Rdb Cub


26 giugno 2008 - Gazzetta di Reggio

Continua la clamorosa protesta degli autisti
Incatenati davanti al municipio fanno lo sciopero della fame

Reggio E. - Hanno continuato anche ieri la loro clamorosa protesta gli autisti licenziati dalle ditte «Seppi Viaggi» e «Sorelle DC Viaggi», che nei giorni scorsi hanno cominciato lo sciopero della fame per ottenere la riassunzione nel servizio di trasporto pubblico. Anche ieri mattina, come era accaduto in precedenza, alcuni lavoratori si sono incatenati davanti alla sede del municipio e hanno continuato lo sciopero della fame. La loro è una forma di protesta estrema, che segue a un’iniziativa altrettanto clamorosa messa in atto alla fine della scorsa settimana, quando un delegato della Cub trasporti ha presidiato per due giorni il municipio con una catena ai polsi, dopo che i lavoratori licenziati avevano manifestato venerdì con cartelli e bandiere davanti alla sede municipale.
Per oggi, secondo un comunicato della Cub trasporti (la confederazione unitaria di base), i lavoratori effettueranno un presidio davanti alla sede della Provincia, in contemporanea con lo svolgimento del consiglio provinciale.

Meno auto e più bici a Palazzo Allende
Sottoscritto con i sindacati un piano «sostenibile» della mobilità

Reggio E. - Parte il piano per agevolare gli spostamenti casa-lavoro dei 431 dipendenti della Provincia di Reggio, finalizzato a incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi alle auto private e a sviluppare comportamenti consapevoli ed attenti alla qualità ambientale. Provincia, Rsu (formata da rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Rdb), Cgil e Cisl hanno infatti sottoscritto un accordo in base al quale già da subito scatteranno una serie di agevolazioni a favore dei dipendenti. L’offerta è stata elaborata anche sulla base dei risultati di una indagine sugli spostamenti casa-lavoro - alla quale hanno risposto ben 313 dipendenti - che ha tra l’altro evidenziato come quasi un lavoratore della Provincia su due utilizzi la propria auto per recarsi in ufficio.
Il 5% sarebbe dei dipendenti interessato al car pool, ovvero all’utilizzo condiviso di un’unica auto. Le agevolazioni che hanno effetto immediato riguardano la concessione in comodato d’uso gratuito di una bicicletta e di un caschetto protettivo ai dipendenti che autocertificheranno di utilizzare personalmente il bike-sharing prioritariamente per gli spostamenti casa-lavoro o dai parcheggi scambiatori alla sede. I lavoratori che ricorreranno al car pooling potranno poi parcheggiare gratuitamente nell’area dell’ex Opg (in seguito sarà valutata, in alternativa, il rimborso delle soste a pagamento). Ai dipendenti, da subito, saranno inoltre estese le tariffe agevolate per il noleggio di auto elettriche o a metano praticate dalla Til alla Provincia. A breve, inoltre, la Provincia sottoscriverà una apposita assicurazione per la copertura dei rischi derivanti da infortuni durante spostamenti a piedi o in bicicletta non riconosciuti dall’Inail, mentre dal primo settembre la Provincia si farà carico del 60% del costo degli abbonamenti annuali Act per i dipendenti che si impegneranno ad utilizzarli prioritariamente nei tragitti casa-lavoro. Per quanto riguarda il futuro, sarà verificata la possibilità di introdurre nuovi benefici, come contributi per l’acquisto di biciclette elettriche. «Grazie al Piano elaborato e all’accordo raggiunto - commenta l’assessore alla mobilità Luciano Gobbi - possiamo ridurre, migliorare, economizzare e mettere in sinergia gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti della Provincia, anche al fine di consentire miglioramenti di carattere ambientale».


26 giugno 2008 - Il Mattino

Scavi: porte ancora chiuse, il sindacato si spacca
di SUSY MALAFRONTE

Pompei - Vertenza scavi: disattese le aspettative dei lavoratori. I sindacati, dopo una breve tregua, scendono nuovamente sul piede di guerra. Oggi e domani i cancelli dei siti archeologici di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti e il museo di Boscoreale apriranno alle 10.30 per le assemblee indette da Cisl e Unsa. Nonostante la risposta tempestiva del soprintendente Pietro Giovanni Guzzo all'ultimatum lanciato dai sindacati con la convocazione di un tavolo di raffreddamento, Cisl e Unsa si dicono delusi. «Dall'incontro con il soprintendente - precisa Antonio Pepe, coordinatore Cisl - abbiamo ricevuto solo informazioni, senza sottoscrivere alcun accordo che stabilisse date certe e potesse garantire ai lavoratori la liquidazione contestuale di tutti i pagamenti». Nessun accordo scaccia-crisi, dunque, per allontanare il fantasma degli scioperi che aleggia sulla città sepolta. «La nostra proposta - continua Pepe - è di istituire un'unità di crisi che lavori solo per la procedura e messa in atto dei pagamenti in un'unica soluzione, e allo stesso tempo programmare un calendario di incontri per risolvere gli altri problemi. Pertanto abbiamo confermato le assemblee previste, affinché l'amministrazione paghi subito il personale che vanta un compenso di circa tremila e quattrocento euro per ciascun lavoratore». La Uil, invece, ha dato credito al soprintendente speciale di Napoli e Pompei. «Bisogna isolare quanti vanno contro la fruizione dei beni culturali», ha detto Gianfranco Cerasoli, segretario nazionale Uil, all'indomani dell'incontro avvenuto tra Guzzo e i sindacati. La Uil, insieme a Cgil, Flp e Rdb, hanno, dunque deciso di rispettare i dieci giorni richiesti dal soprintendente per effettuare le verifiche necessarie a risolvere la vertenza. «La nostra decisione - spiega Cerasoli - risponde alla necessità di riprendere il lavoro al sito archeologico, a differenza di quanti, per logiche personali e di sigla, hanno interesse a creare disagi ai visitatori costringendoli ad annullare la visita agli scavi o nella peggiore delle ipotesi a farli stazionare sotto un sole cocente in attesa della riapertura dei cancelli a metà mattinata. Per questo la Uil ritiene che «vanno isolati quanti a Pompei giocano al massacro sia a svantaggio dei visitatori che degli stessi lavoratori». La soprintendenza archeologica speciale di Napoli e Pompei, intanto, ha comunicato la costituzione del consiglio di amministrazione. «Il segretario generale del ministero per i Beni e le attività culturali, Giuseppe Proietti - si apprende in una nota - ha accolto favorevolmente la proposta della stessa soprintendenza di considerare efficace anche per il nuovo ufficio il consiglio d'amministrazione della cessata soprintendenza archeologica di Pompei».


26 giugno 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Assemblee a Pompei
Sindacati spaccati, Scavi a rischio

Pompei - Sindacati spaccati e minacce di nuovi disagi per i turisti oggi e domani nell'area archeologica di Pompei: mentre la maggioranza delle sigle sindacali (Cgil, Uil, Flp, Rdb) dopo un incontro con il soprintendente Guzzo ha deciso di rimandare «per ulteriore senso di responsabilità» l'assemblea del personale, la Cisl di Pompei e l'Unsa hanno confermato la doppia agitazione.


25 giugno 2008 - Dire

ACT REGGIO. AUTISTI LICENZIATI, SECONDO GIORNO DI 'DIGIUNO'
CUB CHIEDE SOLIDARIETA' A CITTADINI E GIOVEDI' VA IN PROVINCIA

(DIRE) Reggio Emilia, 25 giu. - Secondo giorno dello sciopero della fame "ad oltranza". E un "passaparola" a tutti i cittadini con l'invito a mandare una mail di solidarieta' agli indirizzi di posta di Comune e Provincia. Infine giovedi' trasferimento del presidio dei lavoratori davanti a Palazzo Allende durante lo svolgimento del consiglio provinciale. Queste le prossime mosse della protesta della Cub trasporti di Reggio Emilia, per la riassunzione di alcuni autisti di autobus licenziati "senza giusta causa". Gli autonomi sono da venerdi' in piazza contro l'azienda di trasporto pubblico Act chiedendo che questa riassuma al suo interno i dipendenti di due ditte che gestiscono in subappalto alcune linee del servizio. La rappresentanza sindacale e' stata ricevuta nei giorni scorsi dall'assessore comunale alla Mobilita' Poalo Gandolfi e chiede ora un incontro anche con i vertici provinciali. Per una parte dei 22 lavoratori messi in mobilita' sarebbero in corso trattative per il rientro, ma a condizioni contrattuali e retributive che la Cub rifiuta.


25 giugno 2008 - Liberazione

Roma. Saranno in piazza anche oggi, davanti a Montecitorio, i 293 precari dell'Isfol...

Roma - Saranno in piazza anche oggi, davanti a Montecitorio, i 293 precari dell'Isfol (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) per protestare contro il provvedimento di Tremonti, che per finanziare l'abolizione dell'Ici taglia la stabilizzazione dei precari. Nemmeno il Parlamento ha voluto ripristinare i loro diritti, depotenziando l'unico ente pubblico di ricerca in materia di formazione, lavoro e welfare. Si vede che vogliono privatizzare anche questo settore, già ben occupato da Compagnia delle Opere & Co. Usi-RdB chiede di ripristinare immediatamente i fondi e rispettare gli impegni.


25 giugno 2008 - Varese news

Martedì la manifestazione organizzata dai sindacati di base. Centinaia i partecipanti di fronte alla piazza del Municipio
Lavoratori in corteo per Said
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Gerenzano - «Basta vittime dello sfruttamento». «Solidarietà attiva tra lavoratori italiani ed immigrati». Sono solo alcuni degli slogan che hanno accompagno il corteo che si è svolto martedì per le vie di Gerenzano, per solidarietà al lavoratore 29enne egiziano che la settimana scorsa, dopo una lite con il figlio del datore di lavoro del fratello, è stato raggiunto da un colpo di pistola ed è morto durante il trasporto in ospedale.
A organizzare la manifestazione di martedì sono stati i sindacati di base che hanno visto un alta partecipazione, anche oltre le 200 persone, di lavoratori italiani e stranieri. Quello che veniva chiesto durante il corteo, oltre a manifestare la propria solidarietà per l’accaduto, era anche una parità di trattamento dei lavoratori, che siano italiani o stranieri, i diritti devono essere gli stessi. Il corteo è poi terminato in Piazza del Municipio.
Numerosissimi gli interventi al microfono da parte di tutti, sia in arabo che in italiano. «I temi ricorrenti – spiegano gli organizzatori (Comunità egiziana Antirazzisti della provincia di Varese, Cobas scuola Varese, CUB Varese SDL Intercategoriale Varese, Socialismo Rivoluzionario di Saronno) -: condizione di super sfruttamento dei lavoratori immigrati, ricattati dalla necessità del permesso di soggiorno e dall'impossibilità di far valere i propri diritti; razzismo ed indifferenza della popolazione italiana di fronte ai loro problemi; infame campagna razzista dei mezzi d'informazione; pacchetto sicurezza, aggravante per "clandestinità", detenzione fino a 18 mesi per gli "irregolari"; necessità di unirsi, lottare, rompere il silenzio. Gli interventi si sono susseguiti serrati e il presidio si è trasformato quasi in una assemblea in cui gli immigrati hanno discusso molto fra loro. Più tardi, sempre per iniziativa degli immigrati presenti, è nato un corteo spontaneo, che è sfilato per le strade del paese. Si sono susseguiti, gridati a gran voce, i cori: "Basta razzismo!", "Perché hanno sparato?" "Diritti umani". C'è stata molta rabbia, determinazione e commozione».


25 giugno 2008 - La Provincia di Como

Operai e sindacati in piazza nel nome di Said
Presidio a sostegno delle persone sfruttate in ricordo dell'egiziano ucciso dal datore di lavoro
di Sara Giudici

GERENZANO - Oltre un centinaio di persone, soprattutto operai extracomunitari, hanno partecipato ieri pomeriggio alla manifestazione indetta da sindacati di base, Cobas scuola Varese, Cub Varese, Sdl intercategoriale Varese, Slai Cobas aereoportuali, Al Cobas Varese per manifestare contro l'uccisione, avvenuta martedì 17 giugno, di Said Saber Abd El Basset Abd El Halim.
Si tratta del 29enne egiziano colpito dai proiettili sparati dal figlio 19enne del titolare dell'azienda edile dove si era recato per chiedere il pagamento dello stipendio arretrato del fratello. «È l'occasione per chiedersi quanto vale la vita di un lavoratore, magari straniero - spiegano Marco Galli del Cub e Carmen Beatrice di Cobas Scuola -. In Italia si muore sul lavoro ma si muore anche per il lavoro, perché non si può rispondere con una pistola a chi chiede quanto gli è dovuto».
Un'iniziativa fortemente voluta dagli operai, che dalle 18 alle 20 sono rimasti a presidiare l'ingresso del Comune per esprimere solidarietà alla famiglia del ragazzo egiziano, ma anche per accendere i riflettori sul problema dei lavoratori clandestini: «Sono i più deboli e ricattabili, per questo costretti a lavorare senza diritti e, spesso, persino senza essere pagati». Davanti al municipio sono arrivati con striscioni, cartelli e volantini che hanno distribuito ai passanti: «Questa - dicono gli organizzatori - è una prima iniziativa a una settimana dalla morte di Said. Ma, con l'appoggio della comunità egiziana del Saronnese, stiamo pensando ad altri momenti, a partire da un secondo presidio, questa volta in centro a Saronno».
Accanto a queste operazioni di sensibilizzazione i sindacati di base si stanno attivando per organizzare un servizio di assistenza e d'appoggio per chi non viene regolarmente pagato o ha difficoltà a far valere i propri diritti. «Vogliamo anche dare tutto il nostro sostegno alla famiglia di Said - concludono -: nei prossimi giorni apriremo una sottoscrizione».


25 giugno 2008 - Il Messaggero

AVEZZANO. I quaranta lavoratori precari della Asl...

AVEZZANO - I quaranta lavoratori precari della Asl di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro entrano in sciopero. L’astensione dal lavoro è stata proclamata dal sindacato Rdb (Rappresentanze sindacali di base) per il 1° luglio e si articolerà dall’inizio alla fine di ciascun turno. A scendere sul piede di guerra sono i lavoratori inquadrati con contratto di collaborazione cooordinata e continuativa che reclamano la regolarizazzione del rapporto con contratto a tempo indeterminato mediante l’avvio dei bandi per la stabilizzazione. Sono previsti grossi disagi per gli assistiti dal momento che i servizi interessati riguardano il Cup e il Pronto intervento ambulanze. Gli stessi lavoratori sono fermamente decisi a proseguire la loro protesta anche per tutto il periodo estivo. Sono ben undici anni che i precari vanno avanti con contratti che vengono rinnovati sei mesi per sei mesi.(L.Ric.)


25 giugno 2008 - Tribuna di Treviso

Il taglio partirà da luglio e si protrarrà per tutto agosto. Secca la replica dell’Azienda ospedaliera: «I degenti e le attività diminuiscono in estate»
Piano ferie, 30 letti in meno a Medicina
Sindacati sul piede di guerra: «Peggioreranno le condizioni dei malati»
di LAURA CANZIAN

Treviso - Sindacati sul piede di guerra per la riduzione di 30 posti letto e per la chiusura temporanea della sezione A del reparto di Medicina 2, a partire dal prossimo mese, in relazione all’avvio del Piano ferie dell’Usl 9 di Treviso. «Questa chiusura porterà a un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro degli operatori e dell’assistenza ai malati», attacca Federico Martelletto, segretario del Rdb-Cub. L’Azienda sanitaria respinge le accuse: «E’ la soluzione più corretta».
Secca la replica dell’Usl 9: «La soluzione è stata proposta dai direttori di dipartimento perché ritenuta opportuna in base al minor numero di degenti e alla contrazione delle attività nei mesi estivi e per garantire il riposo al personale», spiega Michele Tessarin, dirigente del presidio ospedaliero di Treviso. Il piano ferie è partito il primo giugno e si concluderà il 30 di settembre: la chiusura della sezione A del reparto di Medicina 2 con la contrazione di 30 posti letto partirà invece a luglio, e si protrarrà fino ad agosto compreso. Per il sindacato Rdb-Cub la soluzione porterà a un peggioramento delle condizioni di lavoro degli operatori delle Medicine. A questo proposito la confederazione accenna alla situazione dei letti-bis nei reparti. «L’attuale presenza media di tre/quattro letti bis giornalieri sta creando disagi, una diminuzione della qualità dell’assistenza e un aumento dei carichi di lavoro per il personale - spiega Martelletto - in queste unità ospedaliere con ingressi di nuovi pazienti continui nelle 24 ore si verificano emergenze di ogni tipo, risolte solo grazie alla grande abnegazione di tutto il personale infermieristico e degli operatori socio-sanitari. Per garantire il diritto alle ferie estive se ne tolgono altri altrettanto importanti come la dignità del lavoro e la garanzia del malato di essere assistito adeguatamente». Da qui la proposta: l’assunzione temporanea di personale «per garantire insieme i diritti dei lavoratori e i diritti dei cittadini» e la «rivalutazione dei carichi di lavoro di questi reparti che possa determinare un potenziamento del personale».
Sul piatto anche la richiesta più generale di integrazione degli operatori socio-sanitari delle medicine e un organico più elevato nel week-end «in quanto in questi giorni non vi è la riduzione delle attività lavorative», prosegue Martelletto. L’Usl 9 smorza la polemica. «La contrazione dei posti letto nel periodo estivo è normale, vista la riduzione delle attività ospedaliere - spiega Tessarin - queste decisioni si prendono all’interno degli ospedali».


25 giugno 2008 - Gazzetta di Reggio

Act, i lavoratori licenziati passano allo sciopero della fame
Dopo essersi incatenati davanti al municipio, la loro protesta assume nuove forme

Reggio E. - Gli autisti licenziati dalle ditte Seppi Viaggi e Sorelle DC Viaggi hanno incominciato lo sciopero della fame per ottenere la riassunzione nel servizio di trasporto pubblico. La loro è una forma di protesta estrema, che segue a un’iniziativa quasi altrettanto clamorosa messa in atto alla fine della scorsa settimana, quando un delegato della Cub trasporti, Mauro Berni, ha presidiato per due giorni il municipio con una catena ai polsi, dopo che i lavoratori licenziati avevano manifestato venerdì con cartelli e bandiere davanti alla sede municipale.
Seppi e DC Viaggi sono ditte associate alla cooperativa Transcoop Bus, che a sua volta fa parte del consorzio Orfeo, al quale è affidata in subappalto da Autolinee dell’Emilia una parte del servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano. Secondo il sindacato di base si tratta di un gioco di scatole cinesi che penalizza i lavoratori, consentendo la stipulazione di contratti a termine e rendendo più facile il licenziamento dei precari. «Cgil, Cisl e Uil - commenta Berni - dicono di avere chiuso un accordo con la direzione aziendale. In realtà è la Cub trasporti che ha ottenuto, nell’incontro del 20 giugno con l’assessore alla mobilità Paolo Gandolfi, l’impegno che i dipendenti dell’Orfeo venissero riassorbiti fra settembre e giugno. Un accordo era già stato raggiunto nel dicembre 2006, ma furono proprio Cgil, Cisl e Uil a farlo saltare. Questi sindacati non hanno appoggiato la lotta dei licenziati, giovani immigrati che non possono stare fino a settembre senza stipendio».(l.s.)


25 giugno 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa
Movimenti in piazza per il Piano nazionale

Roma - Ieri mattina a Roma oltre duecento persone aderenti alla Rete Cittadina per il Diritto all’Abitare hanno manifestato di fronte al Teatro Capranica, dove era in corso un convegno sul tema delle Grandi Opere del Sole 24 ?re. «Più ponti per dormirci sotto»; «Alta velocità per un piano casa subito», erano alcuni dei cartelloni dei manifestanti che con questa iniziativa hanno voluto sottolineare che la prima grande opera per il Paese è un Piano Nazionale Casa a cui andrebbero assegnate risorse adeguate alla drammatica situazione esistente sul fronte alloggiativo, non solo a Roma ma in tutto il Paese.


25 giugno 2008 - La Stampa

NOVARA. ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Sciopero per il caldo torrido e i miasmi della fognatura
di ROBERTO LODIGIANI

NOVARA - Stato di agitazione e attività di sportello a singhiozzo ieri all’Agenzia delle Entrate, in corso Risorgimento a Novara. Una folta rappresentanza di addetti ha interrotto l’attività lavorativa per evidenziare le precarie condizioni ambientali: «La temperatura elevata non mitigata dall’impianto di raffreddamento - dice Felice Lanni delle Rdb - ci ha indotto a sospendere l’attività lavorativa».
Non è stato l’unico elemento che ieri ha scatenato le proteste: «L’area front office dove vengono accolti gli utenti è periodicamente invasa da un fetore irrespirabile - evidenzia Lanni - abbiamo richiesto l’intervento dell’Asl per verificare le condizioni igieniche. Sembra che i miasmi della rete fognaria si riversino all’interno dei locali rendendo l’aria irrespirabile e facendo sorgere seri dubbi sulla salubrità dell’ambiente di lavoro. Questa precarietà vale per i lavoratori quanto per l’utenza che frequenta la struttura».
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Pietro Guglielmero ieri ha dovuto fare fronte ad una doppia protesta. Oltre all’agitazione per le condizioni ambientali del posto di lavoro, una delegazione di lavoratori aderenti a Cgil, Cisl e Uil ha partecipato ad una manifestazione davanti alla prefettura di Novara. I contenuti della protesta sono riconducibili ai provvedimenti governativi che hanno esteso al personale della Guardia di Finanza l’accesso al fondo di produttività senza aumentarne il finanziamento. In merito alla salubrità dei locali della sede di corso Risorgimento, il direttore Pietro Guglielmero ricostruisce l’accaduto: «La ditta addetta alla manutenzione ha riscontrato la rottura di una pompa dell’impianto di condizionamento. Siamo in attesa che venga ripristinato il regolare funzionamento. Il cattivo odore è riconducibile al rinsecchimento dei sifoni delle tubazioni di scarico della condensa dei termoconvettori. I cattivi odori non trovando ostacoli risalgono dalla fognatura ed invadono i locali. E’ già stato sollecitato l’intervento della proprietà dell’immobile affinchè ponga rimedio». Nel tardo pomeriggio le Rdb hanno revocato lo stato di agitazione quando l’impianto di condizionamento è entrato in funzione.


25 giugno 2008 - Emilia.net

Spostamenti sostenibili per i dipendenti della Provincia di Reggio
Ai 431 dipendenti biciclette in comodato e parcheggi gratuiti per il tragitto casa-lavoro

REGGIO EMILIA - Parte il piano per agevolare gli spostamenti casa-lavoro dei 431 dipendenti della Provincia di Reggio, per incentivare l'utilizzo di mezzi di trasporto alternativi alle auto private e sviluppare comportamenti consapevoli ed attenti alla qualità ambientale. Provincia, Rsu (formata da rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Rdb), Cgil e Cisl hanno sottoscritto un accordo in base al quale già da subito scatteranno una serie di agevolazioni a favore dei dipendenti. L'offerta è stata elaborata anche sulla base dei risultati di una indagine sugli spostamenti casa-lavoro - alla quale, nei mesi scorsi, hanno risposto 313 dipendenti - che ha tra l'altro segnalato come quasi un lavoratore della Provincia su due utilizzi la propria auto per recarsi in ufficio, mentre il 20,7% ricorre ai mezzi pubblici e il 5% sarebbe interessato al car pool, ovvero all'utilizzo condiviso di una unica macchina. Le agevolazioni che hanno effetto immediato riguardano la concessione in comodato d'uso gratuito di una bicicletta e di un caschetto protettivo ai dipendenti che autocertificheranno di utilizzare personalmente il bike-sharing prioritariamente per gli spostamenti casa-lavoro o dai parcheggi scambiatori alla sede. I lavoratori che ricorreranno al car pooling (ovvero si impegneranno a utilizzare, almeno in tre, un unico automezzo) potranno poi parcheggiare gratuitamente nell'area dell'ex Opg (in seguito sarà valutata, in alternativa, il rimborso delle soste a pagamento). Ai dipendenti, da subito, saranno inoltre estese le tariffe agevolate per il noleggio di auto elettriche o a metano praticate dalla Til alla Provincia. A breve, inoltre, la Provincia sottoscriverà un' assicurazione per la copertura dei rischi derivanti da infortuni durante spostamenti a piedi o in bicicletta non riconosciuti dall'Inail, mentre dal primo settembre - in corrispondenza con la data di attivazione prevista abitualmente da Act - la Provincia si farà carico del 60% del costo degli abbonamenti annuali Act per i dipendenti che si impegneranno ad utilizzarli prioritariamente nei tragitti casa-lavoro. Per quanto riguarda il futuro, sarà verificata la possibilità di introdurre nuovi benefici, come contributi per l'acquisto di bici elettriche. Soddisfatta per l'accordo l'assessore provinciale alle Risorse umane, Loredana Dolci: "Si tratta di un altro importante risultato finalizzato a migliorare le condizioni di lavoro dei nostri dipendenti, frutto dell'intesa generale sul Piano occupazionale raggiunta lo scorso ottobre con la maggioranza dei sindacati. Il nostro obiettivo era e rimane quello di creare le condizioni per un buon clima all'interno della Provincia, che consenta di migliorare non solo i risultati di gestione, ma anche le condizioni dei lavoratori".


25 giugno 2008 - Il Gazzettino

CHIOGGIA La "rivoluzione" dovrebbe scattare dal 1. luglio.
Pronto il parcheggio scambiatore di borgo San Giovanni
Trasporto urbano, dubbi sul riordino
Le incertezze riguardano il bus navetta che dovrebbe autosostenersi,
il collegamento acqueo e il servizio a chiamata
di Giorgio Boscolo

Chioggia - La "rivoluzione" del trasporto urbano procede a grandi passi. Ma, più si avvicina la data d'inizio, il prossimo 1. luglio, più aumentano gli interrogativi ed il numero delle "scommesse" che Comune di Chioggia, Actv e Regione Veneto prevedono di dover fare. Un quadro aggiornato della situazione è emerso dalla seduta della terza commissione consiliare: ai lavori sono state invitate le organizzazioni sindacali dei lavoratori del trasporto ed il Comitato pendolari oltre alle due Aziende concessionarie dei servizi, Actv per l'urbano e l'extraurbano per Venezia e Sita per il collegamento con Padova. Sita, come al solito "snobbando" l'invito del Comune, lo ha fatto rilevare il consigliere Gianfranco Scarpa, non s'è fatta rappresentare. Tra gli invitati l'assessore delegato, Gian Paolo Convento. Le ultime sulla "rivoluzione". Pronto il parcheggio scambiatore, 250 posti, di borgo San Giovanni. L'area è stata divisa in due e metà è rimasta ad Actv. I mezzi della Sita, agevolati rispetto ad Actv nel percorso delle corse domenicali, verranno provvisoriamente collocati su area di competenza dell'Aspo in attesa di altra soluzione. Tra oggi e domani conclusione dei lavori della rotatoria dell'Isola dell'unione, compresa la segnaletica. Dal primo di luglio, in aggiunta alle circolari 1, 2, 6 e 7 tra Chioggia e Sottomarina il minibus a metano su quattro fasce orarie tra i parcheggi scambiatori di borgo San Giovanni ed Isola dell'Unione. Prezzo del posteggio che dà diritto all'uso del minibus inferiore ad un euro. Il costo del biglietto, come previsto dall'accordo tra Comune ed Actv dovrebbe però aumentare. E, a questo punto, la prima scommessa dell'assessore Convento: "Un servizio del genere ha senso solo se prefigura le pedonalizzazione del centro storico". Di scommesse ce ne sono altre due. Una riguarda lo stesso servizio, per ora sperimentale, del minibus, che dovrebbe sostenersi con i proventi dei biglietti. La seconda, il servizio di collegamento acqueo, che conterà, una volta trovati i fondi per renderlo possibile, sui proventi dei parcheggi dell'Isola dell'Unione. Quindi anche sul contributo dei pendolari. I quali, lo ha detto il presidente del Comitato, Gianni Gibbin, "non ci pensano affatto di dover pagare il parcheggio. Se dobbiamo pagare all'Isola dell'Unione - ha detto - continueremo ad imbarcarci a Vigo dove non si paga". I rappresentanti sindacali Giorgio Bullo, Uil, Loris Nordio, Cgil, Claudio Nordio, Cisl e Danilo Scattolin, Rbd cub hanno posto il problema del personale in ordine alla "rivoluzione" del servizio. Resta da stabilire a chi verrà affidato il servizio a chiamata delle frazioni e quello acqueo tra Isola dell'Unione e Vigo. Né l'assessore e nemmeno i rappresentanti di Actv, Giampietro Zangrando, capo ufficio programmazione e l'ingegner Elio Zaggia, direttore del servizio automobilistico hanno risposto a queste specifiche richieste. Gli interventi dell'opposizione, Guarnieri soprattutto, hanno focalizzato il problema del "debito" tra Comune ed Actv: 1,3 milioni di euro l'anno. La riduzione del chilometraggio, 150mila chilometri per il taglio delle corse alle frazioni, ha consentito una minore spesa di 300mila euro. Per il servizio a chiamata (da affidare a Sst) si prevede di spenderne 200mila. La differenza sarà quindi minima. Infine il ruolo della Regione Veneto. Pur riducendo il chilometraggio complessivo ha mantenuto al Comune di Chioggia identico contributo.


25 giugno 2008 - Il Giornale di Vicenza

DECENTRAMENTO. Drastica riduzione delle attività nelle sette zone cittadine, dopo che la legge Finanziaria ha tagliato i parlamentini
L’agonia delle circoscrizioni. Uffici chiusi, rassegne sparite
di Roberta Bassan

Vicenza - Bacheche riservate alle circoscrizioni desolatamente vuote. Il servizio anagrafe che funziona a singhizzo. La ginnastica nei parchi sopravvissuta solo in due zone. La storica rassegna estiva organizzata dalla sede di via Lago di Pusiano "Incontriamoci in 5" cancellata per la prima volta in otto anni. Se non è uno stillicidio poco ci manca.
La mannaia della legge Finanziaria e il taglio ai parlamentini delle sette circoscrizioni della città ha avuto per ora un solo effetto: riduzione drastica delle attività.
E sta creando nella gente e nelle associazioni periferiche, motore e verve del territorio, un senso di smarrimento totale. Prima, bene o male, c’era un presidente da tirare per la giacca e una serie di consiglieri da sollecitare.
Ora tanta gente continua a rivolgersi a loro. Ma inutilmente, perché i parlamentini non esistono più e le circoscrizioni sono diventate uffici decentrati, risultati sempre più depauperati.
ANAGRAFE. L’addetta all’anagrafe decentrata che serve il popoloso quartiere di San Pio X, per esempio, è stata trasferita da qualche giorno a Piazza Biade, dove ha sede l’anagrafe centrale. Con il risultato che la circoscrizione 3 ha chiuso lo sportello di mattina. Le rappresentanze sindacali di base (Cub) hanno subito attaccato: «In pratica si chiude uno sportello anagrafico decentrato funzionante a piano regime, per soccorrere l'anagrafe centrale. Tutto ciò per non assumere un precario che sostituisca una delle addette all'anagrafe centrale assente per maternità». Ma non è finita. Alla circoscrizione 6 di villa Lattes lo sportello è andato in ferie, chiuso fino al 4 luglio. «I cittadini - è scritto fuori - possono recarsi all’ufficio anagrafe centrale di piazza Biade dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30, oppure il martedì e il giovedì dalle 16.30 alle 18». E alla circoscrizione 5 funziona solo al mattino. Ai problemi d’organico dell’anagrafe centrale si sono aggiunte infatti le ferie dei dipendenti periferici e così oggi l’anagrafe decentrata funziona a singhiozzo. La nuova amministrazione fa quello che può. Oggi o domani, tanto per cominciare due dipendenti della zona 3 cominceranno un corso di formazione per la riapertura completa del servizio.
EVENTI. Ma la mannaia è scesa anche sulle attività. Per circoscrizioni con cartellone di 50 eventi in un anno, si è scesi miseramente ad una manciata. Alla 5, sede in via Lago di Pusiano che era presieduta da Marco Bonafede, la rassegna viva da 8 anni "Incontriamoci in 5" è sparita in un lampo. All’ufficio Decentramento non fanno alcun mistero. «Non c’è stato tempo e possibilità di programmare. Il commissario straordinario si è occupato solo dell’ordinario». Così come nella zona 6 dove sono saltate rassegna musicale e teatro. Mentre alla 2 a farne le spese è stata la festa delle bande. Anche la ginnastica nei parchi ha avuto i suoi tagli poderosi, visto che è stata mantenuta in appena due zone.
RICHIESTE. Certo, la macchina ora sta lentamente ripartendo. Se varie occasioni estive sono volate via si sta cercando di non farsi scappare rassegne autunnali ed eventi natalizi. Richieste, come pure segnalazioni che riguardano le circoscrizioni vanno portate agli uffici decentrati e indirizzati al sindaco. É lui infatti che ha mantenuto la delega al decentramento. Poi si avvierà un’istruttoria e si valuterà ogni tipo di domanda.
FUTURO. Achille Variati in campagna elettorale ha già detto di no alla riproposizione delle vecchie circoscrizioni. Va studiata - ha detto - una riforma radicale del decentramento, portando nel frattempo l’amministrazione nei quartieri e creando lo sportello "Dillo al sindaco" per sporgere lamentele ma anche per proposte. E nel frattempo, in questo periodo di transizione, si cercherà di non perdere il bagaglio di iniziative ed eventi che ha caratterizzato di ogni zona.


25 giugno 2008 - La Provincia Pavese

Accordo fatto in Maugeri
Lunedì i lavoratori approveranno la bozza Ma sulle questioni economiche nessun anticipo

PAVIA - Lunedì i lavoratori della fondazione Maugeri esprimeranno un parere definitivo sulla bozza di accordo raggiunto tra sindacati e amministrazione. Potrebbe così chiudersi lo stato di agitazione proclamato due mesi fa nelle strutture di via Maugeri e di via Boezio. Più che sulla questione economica - le scadenze per il pagamento degli arretrati sono infatti rimaste invariate - l’azienda è venuta incontro ai dipendenti su altri fronti: dalla riqualificazione degli operatori socio assistenziali al personale infermieristico che accompagna i pazienti sulle ambulanze, fino alla stabilizzazione dei precari. «Questo risultato - spiega Mimmo Galeppi della Uil Fpl - è stato raggiunto grazie a continue trattative avviate nell’aprile 2008 fino ad oggi».
Sul fronte economico a giugno sarà pagato l’adeguamento tabellare (che, per i prossimi contratti di lavoro, verrà pagato in maniera automatica), a luglio i 450 lavoratori troveranno in busta paga gli arretrati del 2006, a settembre altri 700 euro lordi come acconto e a gennaio 1009 il saldo.
«L’amministrazione della fondazione Maugeri si è inoltre impegnata a effettuare una nuova verifica per stabilizzare il personale assunto a tempo determinato in tutti i profili - spiegano i sindacati Cisl, Cgil, Uil e Cub Sanità -. E ad attivare un corso di riqualificazione degli operatori socio sanitari per il personale interessato».
Si cercherà infine di risolvere la questione, ormai annosa, del personale infermieristico che accompagna i pazienti in ambulanza. I sindacati hanno chiesto di bandire un avviso pubblico interno per i dipendenti che vogliono partecipare al progetto di trasporto su ambulanza. E di riconoscere loro il compenso di 25 euro all’ora lordi più chiamata, previsto dalla Regione Lombardia anche per il personale del 118. L’avviso sarà bandito entro il 10 luglio.
Lunedì quindi l’accordo sarà sottoposto dai rappresentanti sindacali all’assemblea generale del personale dell’istituto per l’approvazione definitiva.(m.g.p.)


24 giugno 2008 - Omniroma

ISFOL, RDB: OGGI E DOMANI PROTESTA PRECARI A MONTECITORIO

(OMNIROMA) Roma, 24 giu - «I precari dell'Isfol tornano di nuovo in piazza con l'Usi-Rdb Ricerca a causa della grande incertezza che grava sulla stabilizzazione dei circa 293 precari dell'ente e sul futuro dello stesso Isfol». Lo comunicano in una nota le Rappresentanze sindacali di base pubblico impiego - Confederazione unitaria di base «Dopo il provvedimento del ministro Tremonti, che per finanziare l'abolizione dell'Ici sottraeva all'Isfol i fondi destinati alla stabilizzazione dei precari, e il successivo impegno al ripristino dei fondi da parte del ministro Sacconi - continua la nota - le Commissioni V e VI della Camera hanno respinto un emendamento presentato dallo stesso governo finalizzato a ripristinare i fondi in questione. La discussione del problema è ora affidata all'aula di Montecitorio». «L'Isfol, unico ente pubblico di ricerca in materia di formazione, lavoro e welfare - prosegue la nota - rappresenta un punto di riferimento autorevole a livello europeo su temi legati allo sviluppo del capitale umano, dell'occupabilità, della qualità della permanenza nel mercato del lavoro e dell'inclusione sociale. Grazie al lavoro dei suoi oltre 500 precari restituisce puntualmente al sistema paese la fotografia del suo 'stato di salutè sui temi oggetto della propria missione». «La domanda che sorge spontanea - si legge nel comunicato - è se il governo voglia davvero investire su questo ente e sulle professionalità che esprime, oppure se intenda regalare anche questo settore ai privati continuando nello smantellamento del settore pubblico. Desta sconcerto il disinteresse di fatto del ministero del Lavoro, che non ha sostenuto il provvedimento alle Commissioni». «Usi-Rdb Ricerca - conclude la rappresentanza del pubblico impiego - chiede al governo e al Parlamento italiano di ripristinare immediatamente i fondi per la stabilizzazione delle attività dell'istituto e dei suoi lavoratori, anche per non consentire un ulteriore arretramento dei sistemi formativi, del lavoro e del welfare che oggi più che mai necessitano di un investimento nella ricerca pubblica, per una rinnovata competitività del nostro Paese. Insieme alle precarie e ai precari dell'Isfol, Usi/Rdb, torna in piazza oggi e mercoledì 25 giugno, con un presidio davanti alla Camera dei Deputati dalle ore 9 alle 13, per chiedere a gran voce il rispetto degli impegni presi verso l'istituto ed i suoi lavoratori».


24 giugno 2008 - Dire

MINORI. NIDI, A PARMA LAVORATORI SUL PIEDE DI GUERRA

(DIRE) Parma, 24 giu.- Lavoratori dei nidi comunali sul piede di guerra. Per giovedi' prossimo Fp Cgil, Fps Cisl, Uil Fpl e Rdb, insieme alla Rsu aziendale, hanno indetto un'assemblea di tutto il personale degli asili nido, comprese le lavoratrici di ParmaInfanzia, dalle 7.30 alle 9.30, nella sede della Camera del lavoro di Parma. La decisione, spiega una nota, arriva dopo che oggi gli assessori comunali alle Politiche per l'infanzia Giampaolo Lavagetto e al Personale Giovanni Bernini hanno presentato una proposta di riorganizzazione del servizio asili nido; il tutto "a ben quattro giorni dalla chiusura degli asili stessi". "Decine di migliaia di euro spesi per migliorare il clima e la partecipazione e viene presentata una proposta che dovrebbe essere operativa gia' da settembre facendo una discussione con il personale che non c'e'", scrivono i sindacati che si dicono increduli. In particolare, la proposta prevede esternalizzazione dei pomeriggi, cioe' affidamento a ParmaInfanzia, esternalizzazione di parte delle pulizie, riduzione del 50% di personale ausiliario che attualmente lavora nei nidi gia' dipendente di ParmaInfanzia, aumento del rapporto numerico educatore bambino. Le organizzazioni sindacali "non hanno voluto discutere la proposta non perche', come dice l'assessore Lavagetto, abbiano un atteggiamento pregiudiziale e non vogliano rispondere alle esigenze dell'utenza, ma perche' ritengono imprescindibile un confronto approfondito con il personale rispetto ad ogni passaggio riorganizzativo". Inoltre, aggiunge la nota della Cgil, Lavagetto "non puo' dire che la proposta viene fatta solo ora perche' non sapeva prima quanti bambini erano in lista di attesa. Forse scopre adesso che a giugno ci sono le liste di attesa?". Dato che le liste di attesa sono costanti nel tempo, osservano i sindacati, si sarebbe potuto fare una discussione seria e di merito molto tempo prima.


24 giugno 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 24 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Brunetta, applauditissimo dalla Uil-Pa, contestatissimo dai sindacati di base
* Le leggi ad personam allarme democrazia
* Fusione Apat, Icram, Infs fuori dal decreto-rifiuti
* Il Cnr e i quattro ecomostri di Montelibretti
* La Corte bacchetta l'Isae, troppe traduzioni esterne
* Biblioteca inagibile all'Istat di Milano
* In tanti fecero carriera con le leggi razziali
* Dominici saluta l'Icram da vero metereologo


24 giugno 2008 - EPolis Roma

Tavolo con Comune e Prefettura alla Commissione Casa regionale: pronto l'incontro con il Fondo
Colli Portuensi, sciopero sospeso "Adesso il blocco delle vendite"
Gli inquilini restano mobilitati: presidio ogni martedì, giorno di visita per gli acquirenti
di Marta Rossi

Roma - Una seduta della commissione regionale Lavori pubblici e politica della casa per affrontare la situazione di viale dei Colli Portuensi 187: ieri in Regione al tavolo hanno partecipato anche l'Asia Rdb, il comitato degli inquilini e il delegato per il Campidoglio, il consigliere comunale Fabrizio Santori, il viceprefetto Clara Vaccaro e il presidente del XVI municipio, Fabio Bellini. Al termine dell’incontro, la Prefettura ha deciso di convocare un tavolo tecnico interistituzionale entro il 10 luglio, al quale, oltre ai rappresentanti istituzionali presenti al tavolo di oggi, al sindacato e agli inquilini, inviterà il Fondo pensioni di Trieste, che ha già dato la propria disponibilità a partecipare. Da parte del Comune c'è stata la conferma dei contenuti della trattativa iniziata con il Fondo, dopo l'incontro della scorsa settimana: l'estensione delle tutele a diciassette inquilini e la disponibilità del Fondo a applicare uno sconto del 10 per cento sulla vendita dei restanti 18 appartamenti. La Regione, dal canto suo, presenterà al tavolo in Prefettura uno strumento di intervento economico di sostegno all’acquisto che avrà caratteristiche di natura generale (verrà inserito nella prossima finanziaria) ma che intanto proverà nello specifico ad affrontare il problema delle famiglie di viale dei Colli Portuensi. La Commissione casa ha chiesto inoltre la sospensione delle vendite degli appartamenti da parte della Gabetti, mentre al termine dell’incontro è stato chiesto agli inquilini di sospendere lo sciopero della fame. «Gli inquilini e l’AS.I.A. - si legge in una nota - riunitisi immediatamente dopo l'incontro, reputando importanti i segnali provenienti dall’Amministrazione comunale, dall’amministrazione regionale e dal Fondo hanno deciso di sospendere lo sciopero della fame, ma continuano la mobilitazione per chiedere il blocco delle vendite a terzi. Ogni martedì, giorno stabilito per le visite dei potenziali acquirenti degli appartamenti messi in vendita dal Fondo, verrà allestito il presidio di accoglienza per la Gabetti, il cui mandato a vendere scade il 31 luglio». «È stato un tavolo ad alto livello - spiega Marisa Falovo, anima del Comitato inquilini - questa volta per il Fondo sarà difficile non rispondere al Prefetto che li convoca. Ci hanno chiesto di interrompere lo sciopero della fame - spiega - e noi lo abbiamo solo sospeso perché le soluzioni proposte potrebbero aiutare una parte di noi. E come ha sottolineato Bellini, tra poco con la dismissione Enasarco il problema si ripresenta. Insomma, la questione ora è stata affrontata trasversalmente: non ci resta che sperare».


24 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

Reggio E. - PROSEGUE la protesta degli autisti del trasporto pubblico licenziati...

Reggio E. - PROSEGUE la protesta degli autisti del trasporto pubblico licenziati. «Se non avremo un segnale chiaro da parte delle istituzioni, valuteremo lo sciopero della fame». Lo dice il leader della Cub trasporti, Pasquale Tucci, che si è incatenato assieme a due autisti davanti al municipio. La protesta, partita già nel weekend, è mirata a scongiurare il licenziamento di 22 autisti del trasporto pubblico locale appartenenti al consorzio Orfeo, che gestisce in subappalto di Act alcune linee del servizio. La Cub ha organizzato anche una raccolta di firme, giunta a quota 150 circa, per chiedere la riassunzione dei dipendenti lasciati a casa in altre aziende del gruppo.


24 giugno 2008 - Libertà

genitori preoccupati
Venerdì incontro sul futuro dell'asilo nido

(mm) Si terrà venerdì alle 20,45 nel centro culturale di via Mazzini 2 un incontro pubblico sul tema: "Quale futuro per l'asilo nido di Castelsangiovanni?". Alla serata interverranno la presidente del comitato "Genitori asilo nido" Stefania Ghioni, Antonio Vitiello come delegato delle Rappresentanze sindacali di base del Comune di Bologna relativamente al settore asili nido e Raffaella Morsia, segreteria provinciale del settore educativo della Cgil. Sono stati invitati gli amministratori locali, utenti, operatori del settore e l'intera cittadinanza. L'incontro è stato promosso dopo le preoccupazioni sollevate da diverse mamme i cui figli frequentano il nido e che si oppongono all'idea che il nuovo nido che dovrebbe essere realizzato in via Pellegrini possa in futuro essere gestito da un privato. L'iniziativa di venerdì è promossa dal comitato genitori asilo nido di Castelsangiovanni e dalle rappresentanze sindacali di base. All'iniziativa hanno dato la loro adesione anche le rappresentanze sindacali del Comune di Castello Cgil funzione pubblica e Uil funzione pubblica.


24 giugno 2008 - Il Giorno

Sindacati di base manifestano per il muratore egiziano ucciso
GERENZANO CON UN PRESIDIO DAVANTI AL MUNICIPIO

GERENZANO — A UNA SETTIMANA dalla morte di Said Saber abd el Basset, il 29enne muratore egiziano ucciso martedì scorso a colpi di pistola nel cortile della ditta Katos srl di Gerenzano, in paese si danno oggi appuntamento i rappresentanti dei sindacati di base del Varesotto, per un presidio davanti al Municipio dalle 17 alle 20. «Nel pomeriggio del 17 giugno il lavoratore egiziano si era recato alla ditta dove il fratello aveva da poco smesso di lavorare, per chiedere il pagamento delle retribuzioni arretrate», viene ricordato in un comunicato sindacale, prima di fare riferimento alla reazione del figlio del titolare (in carcere con l’accusa di omicidio dopo aver spiegato di aver sparato per paura). «Ci fanno credere che il lavoro sia un privilegio concessoci dai padroni - scrive il sindacato - ci costringono a lavori precari, senza diritti, senza sicurezza, magari in nero. Gli operai continuano a morire sul posto di lavoro, per stipendi da fame che spesso non arrivano neanche, come succede nei cantieri soprattutto agli extracomunitari», viene rilevato dal sindacato di base. A Gerenzano manifesteranno Cobas scuola Varese, Cub Varese, Sdl Intercategoriale Varese, Slai Cobas aeroportuali, Al Cobas Varese. Intanto sulla vicenda resta aperta l’inchiesta giudiziaria condotta dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio.(Ro.B.)


24 giugno 2008 - Bari 24 Ore

Andria, sindacati in polemica con il comandante P.M. Zucco
Chiesta la revoca dei corsi per Maresciallo, Agente scelto ed Assistente capo della Polizia Municipale

Andria - Le Segreterie aziendali di UIL, CSA ed RdB. del Comune di Andria, hanno inviato al Sindaco, avv. Vincenzo Zaccaro, all'Assessore alla P.M., Angelo Volpe, al Segretario Generale, dott. Vincenzo Lullo ed al Dirigente Settore Risorse Umane, dott.ssa Loredana Primo, una richiesta di revoca dei Corsi per il conseguimento dei distintivi di grado per la P.M. di "Maresciallo Capo, Agente Scelto ed Assistente Capo". Le segreterie aziendali contestano la decisione del Comandante della Polizia Municipale, dr. Salvatore Zucco, scaturita attraverso due determinazioni dirigenziali, la n. 1054 e la 1055 del 18 giugno u.s. secondo la quale la "materia dell'organizzazione del personale, tra cui i corsi di formazione professionale, ai sensi del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, rientra tra quelle che prevedono la necessaria concertazione ed informativa preventiva con le OO. SS.. Tale informativa è giunta, dopo che sono state adottate le suddette determinazioni, e a fatti già avvenuti ovvero dopo il 18 giugno 2008. Pertanto le segreterie UIL, CSA ed RdB, chiedono adesso la revoca di tali determinazioni oltre ad un incontro urgente con le OO. SS. ed il Comandante Zucco al fine di ristabilire la corretta procedura, visto che questi corsi, secondo quanto disposto dal vigente Regolamento della Polizia Municipale, risalente al 2000, andava subito rispettato in modo tale da non compromettere oggi la situazione di tanti vigili che a quella data avevano i requisiti ed oggi avrebbero potuto usufruire di un maggior vantaggio. I suddetti corsi di formazione, della durata di 20 ore, saranno svolti presso la Polizia Municipale e consentiranno ai partecipanti di conseguire il grado superiore e tratteranno le seguenti aree disciplinari: Diritto Penale e Procedura penale; infortunistica stradale; pubbliche relazioni e tecniche della comunicazione; legislazione commerciale; Polizia edilizia ed ambientale; Diritti e doveri del pubblico dipendente.


23 giugno 2008 - Omniroma

CASA, ASIA-RDB: INQUILINI COLLI PORTUENSI SOSPENDONO SCIOPERO FAME

(OMNIROMA) Roma, 23 giu - «Questa mattina, la Commissione regionale casa ha affrontato la vicenda di viale dei Colli Portuensi 187. Alla seduta della Commissione hanno partecipato anche l'As.i.a. RdB e il comitato degli inquilini di viale dei Colli Portuensi 187. Al termine dell'incontro, la Prefettura ha assunto l'impegno di convocare un tavolo tecnico interistituzionale entro il 10 luglio, al quale, oltre ai rappresentanti istituzionali presenti al tavolo di oggi, al sindacato e agli inquilini, inviterà il Fondo pensioni di Trieste, che ha già dato la propria disponibilità a partecipare». Lo comunica Asia Rdb. «Il comune ha ribadito i contenuti della trattativa resi noti dopo l'incontro con il Fondo avvenuto la settimana scorsa: l'estensione delle tutele a 17 inquilini e la disponibilità del Fondo a applicare uno sconto del 10% sulla vendita dei restanti 18 appartamenti - continua la nota - La Regione Lazio presenterà al tavolo in Prefettura uno strumento di intervento economico di sostegno all'acquisto che avrà caratteristiche di natura generale (verrà inserito nella prossima finanziaria) ma che intanto proverà nello specifico ad affrontare il problema delle famiglie di viale dei Colli Portuensi. La Commissione regionale casa ha chiesto la sospensione delle vendite degli appartamenti da parte della Gabetti, mentre al termine dell'incontro è stato chiesto agli inquilini di sospendere lo sciopero della fame». «Gli inquilini e l'AS.I.A., riunitisi immediatamente dopo l'incontro, reputando importanti i segnali provenienti dall'Amministrazione comunale, dall'amministrazione regionale e dal Fondo - prosegue il comunicato - hanno deciso di sospendere lo sciopero della fame, ma continuano la mobilitazione per chiedere il blocco delle vendite a terzi. Ogni martedì, giorno stabilito per le visite dei potenziali acquirenti degli appartamenti messi in vendita dal Fondo, verrà allestito il presidio di accoglienza per la Gabetti, il cui mandato a vendere scade il 31 luglio».


23 giugno 2008 - Ansa

LAVORO:NAPOLI; RDB, TRASFERITO PERCHE'MALATO, AZIENDA SMENTISCE

(ANSA) - NAPOLI, 23 GIU - Provano a trasferire in un altro ufficio un dipendente affetto da sclerosi multipla ''senza preavviso e senza una motivazione valida'': secondo quanto denuncia il sindacato, e' avvenuto ad un dipendente dell'Anm, l'azienda napoletana mobilita'. L'Azienda smentisce e parla di ''uno spostamento comunicato in maniera formale e messo in atto per assicurare al dipendente migliori condizioni di lavoro''. Il sindacato riferisce che stamattina il dipendente dell'Anm ''alle ore 7 ha scoperto di essere stato trasferito, senza se e senza ma''. Un trasferimento che pero', rende sempre noto il sindacato, dopo ''richieste di spiegazioni e' stato annullato''. Il direttore del servizio personale, Sabato Carotenuto, invece, spiega: ''Tempo fa l'Asl effettuo' controlli nei nostri uffici del personale e ci prescrisse di effettuare lavori, volti anche a creare migliori condizioni per il dipendente stesso. E' quello che volevamo fare''. ''Per evitare disagi al dipendente, in concomitanza dei lavori, gli abbiamo comunicato formalmente che sarebbe stato trasferito in un ufficio per giunta vicino a casa sua - aggiunge Carotenuto - Tutto in regola''. Il sindacato precisa: ''il dipendente aveva solo chiesto condizioni di lavoro consone alla sua salute. L'azienda si e' impegnata a provvedere alle disposizioni imposte dall'Asl, per consentire al dipendente di lavorare secondo i diritti che gli spettano''.


23 giugno 2008 - Dire

ACT REGGIO. AUTISTI LICENZIATI, CUB ANNUNCIA SCIOPERO FAME
AUTONOMI ISOLATI DOPO ACCORDO CONFEDERALI-AZIENDA

(DIRE) Reggio Emilia, 23 giu. - "Se anche alla fine del consiglio comunale di oggi non avremo un segnale chiaro di intervento da parte delle istituzioni, valuteremo lo sciopero della fame". Lo dice il leader della Cub trasporti di Reggio Emilia, Pasquale Tucci, che si e' incatenato assieme a due autisti davanti al municipio. La protesta, partita gia' nel weekend, e' mirata a scongiurare il licenziamento di 22 autisti del trasporto pubblico locale, appartenenti al consorzio Orfeo che gestisce in subappalto di Act alcune linee del servizio. La Cub ha organizzato anche una raccolta di firme, giunta a quota 150 circa, per chiedere la riassunzione dei dipendenti lasciati a casa in altre aziende del gruppo. E rivendica condizioni salariali e contrattuali omogenee per tutti i dipendenti Act. Questa intanto la situazione nelle due aziende del consorzio da cui sono partiti i licenziamenti. Dei dieci esuberi previsti alla "Sorelle Dc viaggi", tre lavoratori restano a casa mentre sette sono stati riassunti con contratti a termine e a partire dal livello salariale minimo. Alla "Seppi" il bilancio e' di un licenziato certo e sono in corso colloqui individuali con gli altri. Gli autonomi della Cub, dopo la firma di un accordo tra le categorie trasporti di Cgil, Cisl e Uil e Act, si trovano isolati nella protesta. Il protocollo di intesa si da' come obiettivo il riassorbimento del 15% dei subappalti nei trasporti pubblici e auspica la riassunzione dei lavoratori licenziati. "Se l'accordo c'e' non si capisce come mai i lavoratori siano ancora a casa e non siano arrivate proposte serie di riassunzione", commenta la Cub.

COMUNE PARMA. NIDI, LAVORATORI SUL PIEDE DI GUERRA

(DIRE) Parma, 23 giu.- Lavoratori dei nidi comunali sul piede di guerra. Per giovedi' prossimo Fp Cgil, Fps Cisl, Uil Fpl e Rdb, insieme alla Rsu aziendale, hanno indetto un'assemblea di tutto il personale degli asili nido, comprese le lavoratrici di ParmaInfanzia, dalle 7.30 alle 9.30, nella sede della Camera del lavoro di Parma. La decisione, spiega una nota, arriva dopo che oggi gli assessori comunali alle Politiche per l'infanzia Giampaolo Lavagetto e al Personale Giovanni Bernini hanno presentato una proposta di riorganizzazione del servizio asili nido; il tutto "a ben quattro giorni dalla chiusura degli asili stessi". "Decine di migliaia di euro spesi per migliorare il clima e la partecipazione e viene presentata una proposta che dovrebbe essere operativa gia' da settembre facendo una discussione con il personale che non c'e'", scrivono i sindacati che si dicono increduli. In particolare, la proposta prevede esternalizzazione dei pomeriggi, cioe' affidamento a ParmaInfanzia, esternalizzazione di parte delle pulizie, riduzione del 50% di personale ausiliario che attualmente lavora nei nidi gia' dipendente di ParmaInfanzia, aumento del rapporto numerico educatore bambino. Le organizzazioni sindacali "non hanno voluto discutere la proposta non perche', come dice l'assessore Lavagetto, abbiano un atteggiamento pregiudiziale e non vogliano rispondere alle esigenze dell'utenza, ma perche' ritengono imprescindibile un confronto approfondito con il personale rispetto ad ogni passaggio riorganizzativo". Inoltre, aggiunge la nota della Cgil, Lavagetto "non puo' dire che la proposta viene fatta solo ora perche' non sapeva prima quanti bambini erano in lista di attesa. Forse scopre adesso che a giugno ci sono le liste di attesa?". Dato che le liste di attesa sono costanti nel tempo, osservano i sindacati, si sarebbe potuto fare una discussione seria e di merito molto tempo prima.


23 giugno 2008 - Il Resto del Carlino.net

VERTENZA BUS
Autisti licenziati, "Faremo lo sciopero della fame"
Continua il braccio di ferro sulla vicenda di 22 conducenti, che hanno perso il posto. Appartengono al consorzio Orfeo che gestisce in subappalto di Act alcune linee del servizio. Ora la Cub trasporti annuncia una clamorosa protesta

Reggio Emilia - "Se anche alla fine del consiglio comunale di oggi non avremo un segnale chiaro di intervento da parte delle istituzioni, valuteremo lo sciopero della fame". Lo dice il leader della Cub trasporti di Reggio, Pasquale Tucci, che si è incatenato assieme a due autisti davanti al municipio. La protesta, partita già nel weekend, è mirata a scongiurare il licenziamento di 22 autisti del trasporto pubblico locale, appartenenti al consorzio Orfeo che gestisce in subappalto di Act alcune linee del servizio. La Cub ha organizzato anche una raccolta di firme, giunta a quota 150 circa, per chiedere la riassunzione dei dipendenti lasciati a casa in altre aziende del gruppo. E rivendica condizioni salariali e contrattuali omogenee per tutti i dipendenti Act.
Questa intanto la situazione nelle due aziende del consorzio da cui sono partiti i licenziamenti. Dei dieci esuberi previsti alla 'Sorelle Dc viaggi', tre lavoratori restano a casa mentre sette sono stati riassunti con contratti a termine e a partire dal livello salariale minimo. Alla 'Seppi' il bilancio è di un licenziato certo e sono in corso colloqui individuali con gli altri. Gli autonomi della Cub, dopo la firma di un accordo tra le categorie trasporti di Cgil, Cisl e Uil e Act, si trovano isolati nella protesta. Il protocollo di intesa si dà come obiettivo il riassorbimento del 15% dei subappalti nei trasporti pubblici e auspica la riassunzione dei lavoratori licenziati. "Se l'accordo c'è non si capisce come mai i lavoratori siano ancora a casa e non siano arrivate proposte serie di riassunzione", commenta la Cub.


23 giugno 2008 - Il Bologna

Ferrovie. Tensioni in stazione tra militanti della Cub e il caposquadra di un'azienda di pulizie
Sindacati denunciano: «Minacce ad iscritto»

Bologna - Tensioni sindacali alla stazione ieri mattina dove un iscritto al sindacato Rdb sarebbe stato minacciato di morte da un caposquadra dell'azienda di pulizie ferroviarie Pietro Mazzoni Ambiente. Questa la denuncia delle Rdb che hanno presentato la denuncia alla polizia ferroviaria. La cronaca, secondo i sindacalisti, inizia verso le 8,30, allo scalo Salesiani della stazione. «Un caposquadra - ha raccontato Nicoletta Fabbroni dell'Rdb - ha minacciato di morte un nostro iscritto come ritorsione per le ripetute denunce che da due anni inoltriamo alla ?usl di Bologna e alla Polizia Ferroviaria, sulla perdurante e continua violazione della disciplina in materia di sicurezza che colpisce i lavoratori della Mazzoni Ambiente e in egual modo il personale del subappalto affidato alla Cooperativa Domino Multiservice. Ci risulta che i responsabili spingano i lavoratori a velocizzare i ritmi di lavoro in condizioni insicure e malsane, caricando una parte di lavoratori di ore di straordinario, tagliando ore di lavoro e sanzionando con provvedimenti disciplinari chi si ribella ed è socio di cooperativa. Questo clima di terrore e ricatto è creato ad hoc, per frenare qualsiasi reazione e protesta dei lavoratori, prova ne è l'episodio di stamattina». L'operaio che ha denunciato l'aggressione si è poi recato al pronto soccorso: «ha chiamato l'ambulanza ed è stato trasportato al Ospedale Maggiore di Bologna dove gli è stato riscontrato uno stato d'ansia reattivo alle minacce verbali, successivamente ha esposto denuncia presso la polizia ferroviaria della stazione di Bologna nei confronti dell'aggressore, convalidata da testimoni in forma scritta». Nicoletta Frabboni della Cub ha incontrato il Direttore Regionale Passeggeri di Trenitalia Salvatore Di Ruzza Salvatore che: «ha scaricato - per i sindacalisti - ogni responsabilità sulle due aziende appaltatrici».


23 giugno 2008 - Il Giornale di Vicenza

LA MANIFESTAZIONE. In piazza Castello
Protesta dei Cub contro il Governo

Vicenza - In piazza contro Europa, Governo e sindacati confederali in vista dello sciopero generale in autunno.
Una cinquantina di persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata in piazza Castello da Rdb Cub, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale su salario, precariato, sicurezza dei luoghi di lavoro e contratto nazionale. In primo piano la piattaforma le cui linee generali sono state approvate dall’assemblea nazionale dell’Rdb Cub del 17 maggio scorso, che chiede, prima di tutto, forti aumenti generalizzati di almeno 3mila euro l’anno per salari e pensioni, l’eliminazione dell’iva sui beni di prima necessità e l’introduzione di un adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi. Il no più forte, però, è alla direttiva europea sull’orario settimanale di 64 ore di lavoro, ritenute eccessive dalla confederazione unitaria di base. E strettamente legata a quest’argomento è anche la richiesta di sicurezza sui luoghi di lavoro e di prevedere sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali. L’Rdb contesta poi la detassazione degli straordinari, chiedendo piuttosto un rilancio del contratto nazionale come strumento di redistribuzione del reddito, ma anche lo «scippo del tfr». Senza dimenticare la battaglia per l’abolizione della legge 30 (Biagi) e della legge Treu, introducendo piuttosto forme di reddito legate al diritto alla casa, allo studio, alla formazione e alla mobilità.
Infine l’atto d’accusa contro l’«Cgil, Cisl e Uil vogliono ridurre drasticamente gli spazi di democrazia nei luoghi di lavoro e gli strumenti di difesa dei lavoratori».(M.E.B.)


23 giugno 2008 - Varese news

Malpensa - Sdl, Slai Cobas e Cub: "L’Azienda ed i Confederali ricorrono a tutto, anche alle percosse, per impedire la partecipazione"
Buona partecipazione allo sciopero dei lavoratori Sea di Malpensa e di Linate

Riceviamo e pubblichiamo - Introduzione affrettata di lavoratori precari, centinaia di saltati riposi e straordinari, comandati i lavoratori a tempo indeterminato con percentuali superiori al 70%, ma tutto ciò non è bastato alla SEA: sono stati "richiamati alle armi" sindacalisti fidati che, negli ultimi due giorni, hanno malmenato due lavoratori che esprimevano dissenso sull’ultimo accordo firmato. Bisogna sapere che, ovviamente, i sindacati firmatari non si azzardano a fare assemblee informative e tanto meno intendono rischiare indicendo un Referendum, anzi si attrezzano a blindare la RSU. Ecco qual’e’ il loro concetto di partecipazione democratica dei lavoratori: lasciarli nell’ignoranza, delegare alla sea l’informazione e pestare i dissidenti! Troppe e troppo brutte memorie rivivono! Che Cgil-Cisl-Uil fossero ai minimi storici del loro consenso in SEA era cosa già risaputa, tanto da aver bisogno di imbarcare la FLAI, resa arrendevole per la necessità di avere i permessi, e fin qui niente di male. Che la loro difficoltà di rapportarsi ai lavoratori, tuttavia, li porti a diventare protagonisti delle provocazioni orchestrate da SEA, i cui dirigenti, presenti ai fatti, ignorano e minimizzano l’accaduto, malgrado esistano denunce precise. Che qualcuno, infine, si potesse ridurre al ruolo di "bravaccio e picchiatore": questo è un triste segno di degenerazione della democrazia e del ruolo dei rappresentanti, vogliamo ricordare a chi lo avesse dimenticato, degli interessi dei lavoratori. Noi invitiamo i lavoratori a vigilare con nervi calmi, a non rispondere alle loro aggressioni, a denunciare legalmente, per impedire che gli aggressori diventino vittime, a rivendicare il diritto ad un referendum democratico. La rissa è l’ultima risorsa di chi non ha argomenti ed è certo di perdere nel confronto. Ringraziamo tutti quelli che oggi, malgrado tutti i boicottaggi, hanno partecipato allo sciopero e li invitiamo al prossimo di 24 ore ed alle iniziative di agitazione, che continueranno:
Fino a quando otterremo di smetterla con una Cassa Integrazione che comincia a mostrare i caratteri di una truffa ai danni dei lavoratori e dell’INPS: Che altro significato può avere la presenza di lavoratori precari, di straordinari e saltati riposi, in pendenza di CIG?
Fino a quando sarà riconosciuto il diritto al lavoro stabile, e senza sconti contrattuali, alle centinaia di interinali e stagionali presenti da anni in sostituzione del fabbisogno aziendale.
Fino a quando la smetteranno di ridurre ai minimi termini l’occupazione, con rischio per la qualità e l’immagine della Società, attraverso l’uso illegittimo della mobilità e di una ristrutturazione aziendale che grava solo sui livelli più deboli e sottoposti al maggior ritmo di lavoro
SdLIntercategoriale, Slai Cobas e Cub Trasporti


22 giugno 2008 - Adnkronos

ARCHEOLOGIA: POMPEI, AGLI SCAVI POSSIBILI DISAGI FINO AL 24 GIUGNO

Pompei, 22 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei comunica che, per la convocazione di un'assemblea sindacale del personale, indetta dalle O.O.S.S. FLP, CGIL, CISL, UIL, UNSA e RdB, gli scavi nei giorni 22, 23 e 24 giugno gli Scavi di Pompei, Ercolano, Oplonti, Boscoreale potrebbero restare chiusi i dalle ore 8.30 alle ore 11.30, a causa di assemblee proclamate dall'O.S. CISL.


22 giugno 2008 - Gazzetta di Reggio

Tre delegati della Cub incatenati davanti al municipio
«Siamo stati licenziati dall’Act ma Cgil, Cisl e Uil sono inerti»

Reggio E. - Mauro Berni è il delegato della Cub Trasporti che da due giorni presidia, incatenato, il municipio.
Quando si riferisce a se stesso e ai suoi colleghi dice «siamo quelli del "Ghetto Orfeo"». Vuole precisare alcuni punti. «Cgil-Cisl e Uil si arrogano il diritto di aver chiuso un accordo con la direzione aziendale. Il Cub contesta questa versione. Il Consorzio Orfeo è nato nel 2004 grazie all’appoggio dato dai sindacati al piano strategico. Se esiste questa illegalità la colpa è proprio della connivenza tra sindacati e azienda. Loro esistono in virtù delle nostre tessere, ma di chi curano gli interessi? La lista di adempimenti di cui si parla negli accordi è già stata modificata». Il delegato della Cub rivendica il successo ottenuto dalle lotte portate avanti senza Cgil-Cisl e Uil:«Come Cub Trasporti abbiamo ottenuto, nell’incontro del 20 giugno con l’assessore alla mobilità Paolo Gandolfi, l’impegno che i dipendenti dell’Orfeo venissero riassorbiti tra settembre e giugno. Sono state scritte cose non vere. I beni come gli automezzi - sottolinea Berni - non diventeranno una "nostra proprietà" ma passeranno a Comune e Provincia. Inoltre abbiamo sempre spinto perchè venisse portato avanti un contratto unico per tutti gli autisti. L’accordo era stato raggiunto nel dicembre del 2006, ma furono proprio i sindacati a farlo saltare». Berni conclude con un pensiero rivolto ai colleghi che hanno perso il posto di lavoro:«La mia non è una lotta personale. Nè il Cub vuole porre la questione su un piano di sterile contrapposizione. Di fronte alle persone licenziate che stanno protestando non c’è stato appoggio di Cgil-Cisl e Uil. Questi sono ragazzi, anche costretti ad emigrare per lavorare, che non possono permettersi di stare fino a settembre senza uno stipendio».(cla.fo.)


22 giugno 2008 - Il Tirreno

I Cobas e le Rdb contro la nuova Finanziaria

PISA - In occasione della mobilitazione nazionale indetta dal sindacalismo di base, presidio dei Cobas e delle Rdb davanti alla Camera di commercio. Hanno partecipato Agorà, Sinistra Critica, Rebeldia e Costituente Comunista. L’iniziativa promossa contro la Finanziaria, la mancata stabilizzazione dei precari per una nuova scala mobile e recuperi automatici dei salari e delle pensione.


22 giugno 2008 - La Repubblica

Lite sui tombini tra due dirigenti
"Querelato per aver cercato di far spendere meno al Comune" L´assessore al bilancio Bottoni non commenta : "È una vicenda complessa"
di SILVIA BIGNAMI

Bologna - Querelato per aver cercato di far risparmiare soldi al Comune. E´ accaduto a un dipendente del settore ambiente, Andrea Benati, che si è battuto per far eseguire gratuitamente un intervento di manutenzione sui tombini scolastici. Ha vinto la sua battaglia anti-sprechi, ma ha rimediato una denuncia e una richiesta di risarcimento da 30mila euro da parte di un collega del settore manutenzione. Nel silenzio assoluto del direttore del Comune Giacomo Capuzzimati, e dell´assessore al bilancio Paola Bottoni, che si smarca: «E´ una vicenda complessa. Non ne voglio parlare».
Tutto nasce da una storia di tombini. La vicenda comincia qualche tempo fa, quando l´amministrazione decide di dare il via a un monitoraggio sui tombini scolastici nel quartiere Reno. Secondo Benati l´appalto degli interventi può essere affidato al settore manutenzione, che con la Global Service ha già sottoscritto un contratto "a canone" che consente di commissionare gratuitamente il monitoraggio. Ma la risposta che arriva dal dirigente del settore manutenzione, Alfeo Brognara, è negativa: la competenza del settore ambiente, che però non ha sottoscritto contratti con la Global Service, e che quindi sarebbe costretto a pagare il monitoraggio.
«Perché far pagare al Comune un servizio che potrebbe essere fatto gratis?» è la domanda di Benati. Ne nasce un carteggio tra Benati e Brognara. Mail sempre più pepate. Risposte sempre più piccate. Finché non scattano le carte bollate. Brognara fa partire una querela, dice, perché «la sua onorabilità e le sue prospettive di carriera» sono state lese. La richiesta di risarcimento è pesante: 30mila euro. Contemporaneamente, il Comune dà ragione al dipendente del settore Ambiente, e il servizio di manutenzione dei tombini viene affidato al settore manutenzione, e da questi alla Global Service, senza ulteriore esborso di soldi pubblici.
Un "favore" per le casse di Palazzo D´Accursio che Benati rischia di pagare di tasca propria. La vicenda è stata sollevata dalle Rdb, che attaccano: «E´ incredibile e paradossale che i vertici del Comune non dicano nulla. Che non intervengano e non difendano un dipendente che ha fatto risparmiare soldi, e che ora ci rimette». Eppure dai piani alti del Municipio nessuno si scompone: «E´ una lite tra privati». Nemmeno una parola, né da Valerio Montalto, responsabile dei rapporti sindacali, né dall´assessore con delega al personale Bottoni. Una faccenda tra i due dipendenti insomma, anche se di mezzo ci sono soldi pubblici.


22 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

Rdb: «Palazzo d’Accursio non sostiene la campagna contro i ‘fannulloni’»

Bologna - «IL COMUNE non fa nulla per difendere i dipendenti che fanno il proprio lavoro con coscienza e si battono contro i ‘fannulloni’». E’ la denuncia che arriva dal sindacato Cub-Rdb. L’accusa nasce dal caso di un funzionario tecnico di palazzo d’Accursio entrato in lite con un dirigente a contratto del Settore manutenzione edilizia per cercare di evitare un inutile spreco di denaro. «Abbiamo chiesto al Comune di intervenire per verificare le ragioni del tecnico — spiega Massimo Betti delle Rdb — ma la risposta è stata che non possono fare niente e che si tratta di una lite tra privati». Intanto al tecnico è arrivata una querela e la richiesta di risarcimento per 30mila euro. L’intervento di manutenzione edilizia che ha scatenato il litigio è la sistemazione dei tombini nelle scuole che, secondo il tecnico, è un lavoro che fa parte degli interventi ‘a canone’ già pagati, che rientrano nel pacchetto del ‘global service’ di cui si devono occupare le ditte che lavorano per il Comune. Cosa a cui il funzionario si è opposto. «Palazzo d’Accursio non ha fatto nulla per convincere il dirigente a ritirare la querela ma nemmeno per difendere il funzionario dato che è certo che è nel giusto: il disciplinare parla chiaro» conclude Betti.

Bologna. «Sab ha deciso di bandire una gara...

Bologna - «Sab ha deciso di bandire una gara pubblica per la gestione delle attività di carico-scarico bagagli e pulizia degli aerei, attualmente gestite dalla Giacchieri». Lo sostiene, in una nota, la Cub trasporti regionale. Che non nasconde la sua preoccupazione: «Questo significa che a settembre si ricomincia la danza con un nuovo cambio di gestione e una nuova ‘via crucis’ per i dipendenti della Giacchieri?».


22 giugno 2008 - La Provincia Pavese

«Sì al premio, ma che sia condiviso»
Il gesto di solidarietà di alcuni dipendenti dell’Agenzia delle Entrate
di Angelo Bottiroli

VOGHERA - Non è una cosa da poco. Specie di questi tempi dove si arriva alla fine del mese a fatica, con il costo della vita che aumenta. E invece capita che dei lavoratori pubblici rinuncino a una parte del premio aziendale a favore dei loro colleghi. Non si tratta di un «sacrificio», quanto di un bel gesto di solidarietà. Sono i dipendenti dell’Ufficio delle entrate di Voghera che hanno deciso all’unanimità di suddividere il premio aziendale in maniera secondo loro più consona rispetto ai parametri suggeriti, privilegiando anche i lavoratori delle categorie più basse. E’ accaduto durante l’ultima assemblea dei lavoratori durante la quale è stato approvato un documento in cui, di fatto, i dipendenti dei livelli più alti o quelli che lavorano allo sportello, rinunceranno a una parte del loro compenso a favore degli altri colleghi, che invece, avrebbero percepito compensi inferiori.
L’assemblea era stata convocata dai sindacati per informare i lavoratori sui parametri di suddivisione del premio per aver raggiunto gli obiettivi fissati lo scorso anno. Parametri che però privilegiavano alcune categorie di lavoratori rispetto ad altre, per cui i dipendenti hanno deciso di cambiare. Nel documento approvato all’unanimità gli impiegati dell’Agenzia delle Entrate di Voghera, considerando che l’Ufficio ha pienamente raggiunto gli obiettivi istituzionali grazie all’apporto di tutto il personale ugualmente coinvolto e determinante nel raggiungimento degli obiettivi e valutate le differenze fra i dipendenti che hanno effettuato attività esterne o di sportello, ed i lavoratori che hanno effettuato attività interne, ma che hanno comunque contribuito in modo determinante al raggiungimento degli obiettivi, hanno deciso «ritoccare» i paramenti per la distribuzione del premio favorendo quei dipendenti che non hanno percepito indennità o le hanno percepite in misura inferiore agli altri colleghi. Malgrado qualche iniziale perplessità da parte della Dirigenza la proposta è stata accolta e recepita nell’accordo che è stato sottoscritto in seguito.
Un esempio di solidarietà fra i lavoratori che i sindacati hanno deciso di rendere noto attraverso il sito internet delle rappresentanze di base, che dimostra come, anche nel pubblico impiego, la solidarietà fra lavoratori non sia da considerare qualcosa di utopistico.


22 giugno 2008 - Corriere di Bologna

Denuncia Rdb del Comune
«Dipendente querelato perché segnalava spreco di soldi pubblici»

Bologna - A volte forse converrebbe restare «fannulloni », se il rischio in cui si incorre per il troppo zelo lavorativo è una querela da 30 mila euro. Secondo il sindacato Cub-Rdb, chi fa il proprio dovere al Comune di Bologna e si batte per evitare sprechi non viene difeso. Le accuse del sindacato arrivano dopo il caso segnalato da un funzionario tecnico di Palazzo D'Accursio, Andrea B., entrato in conflitto con un dirigente a contratto del Settore manutenzione edilizia sull'eventualità di evitare uno spreco di denaro. La discussione, iniziata via mail, è sfociata in una querela e al tecnico è arrivata una richiesta di risarcimento di 30 mila euro. Le Rdb, spiega Massimo Betti, hanno domandato al Comune nei mesi scorsi di verificare le ragioni del tecnico e intervenire: «La risposta è stata che non possono intervenire in una lite tra privati».


22 giugno 2008 - Il Messaggero

PERUGIA. Con uno occhio agli sviluppi di appaltopoli...
di LUCA BENEDETTI

PERUGIA - Con uno occhio agli sviluppi di appaltopoli e un altro alla rivoluzione annunciata dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, l’esercito dei dipendenti pubblici dell’Umbria si prepara ad un’estate calda. Chiuse partite durissime sui premi 2007 dalla Regione alla Provincia di Perugia, passando per il Comune del capoluogo, si apre il confronto per la produttività dell’anno in corso. Ma il comparto apre scenari da battaglia anche su altri temi. Per esempio, alla Asl 2, quella di Perugia, l’ultima guerra è quella del buono pasto. Vale appena 4,13 euro, cioè le vecchie ottomila lire; è fermo a quel valore da metà anni Ottanta e gli autonomi dell’Rdb-Cub hanno avviato una raccolta di firme (l’obiettivo è infilarne almeno trecento) per far alzare il valore nominale del pranzo pagato dall’azienda.
La guerra del buono pasto è anche sul tavolo del confronto al Comune di Perugia, ma nel capoluogo il caso che accende l’estate è il montepremi per la produttività del 2008. Una sfida che ha come base una richiesta, da parte dei sindacati, da un milione di euro. «Ma attenzione - spiega Stefanella Mincioni della Uil funzione pubblica - il problema non è soltanto quanto finisce in busta paga. Il Comune ha avviato una riorganizzazione che ha investito i dirigenti. Vogliamo che si metta mano al riassetto di tutta la macchina organizzativa». E quando si parla di soldi in busta paga, a Palazzo dei Priori la grande battaglia sarà sulla indennità di disagio e di responsabilità. Da anni non sono stati individuati i profili professionali che devono ottenere il bonus e l’ultimo accordo ha tolto il tesoretto che poteva essere destinato a 200 persone ma che è stato spalmato per tutti. A proposito di premi: domani riprende il confronto in consiglio regionale. C’è una griglia per ogni profilo professionale e vicino al ruolo i soldi che potrebbero arrivare. Il tam tam dell’indiscrezione dice che la scala va da dieci a 350 euro.
Una sfida niente male è quella che si combatte alla Provincia di Perugia, l’ente che ha visto i vertici dirigenziali decapitati dagli arresti di appaltopoli, inchiesta che ha coinvolto, con un avviso di garanzia, anche Riccardo Fioriti (Pd), l’assessore diventato ex.

PERUGIA. Suona quasi come una beffa...
di LUCA BENEDETTI

PERUGIA - Suona quasi come una beffa, o forse è soltanto il segno del mese orribile che sta vivendo la Provincia di Perugia. Fatto sta che nell’ente squassato da appaltopoli, due giorni appena prima che scattasse il blitz dello Sco e fossero consegnati gli avvisi di garanzia, il sindacato interno(la Rsu) metteva nero su bianco i mali del Palazzo. Una pagina che racconta di un fabbisogno del personale per il trienno 2008-2010 che è stato fatto e disfatto alla velocità della luce, tre volte in sette mesi. Spiegano i sindacati:«Dopo tre programmazioni del fabbisogno nel giro di sette mesi, è urgente la definizione organica di un piano ragionato delle effettive esigenze di personale...» Ma non solo: il sindacato interno fa una mano di conti e racconta la preoccupazione del peso finanziario sulle case dell’Ente di come viene gestita la partita del Servizio per l’impiego. Ancora i sindacati: «La Rsu è preoccupata in particolare per la sostenibilità finanziaria e organizzativa dei processi che stanno coinvolgendo il Servizio per l’impiego...». Insomma, c’è il rischio che i conti non tornano e l’allarme suona soltanto poche ore prima che esploda lo scandalo di appaltopoli.
In Provincia c’è preoccupazione per il fabbisogno del personale che cambia tre volte in sette mesi e dei costi eccessivi di un Ufficio, in Regione i sindacati chiedono di «abbattere le consulenze inutili che mortificano il dipendente e costano al cittadino».
Ma la grande guerra del pubblico impiego non si muove soltanto nelle stanze e nei corridoi degli enti più grandi. Colpi di coda, agguati e guerre sotterranee vanno in onda anche nei comuni più piccoli. I sindacati hanno messo in fila le situazioni più calde, con migliaia di dipendenti sulla graticola. E nell’Umbria dei record del pubblico impiego, il record più record lo conquista il Comune di Gubbio che, sempre secondo i sindacati di categoria, è quello che ha speso di più in assunzioni ma che infila, nelle buste paga dei dipendenti, la produttività più bassa con le risorse aggiuntive che restano ancorate ai premi da 150-200 euro, in media, a testa.
Anche Marsciano ha il suo piccolo record: nei mesi scorsi i concorsi interni hanno promosso una ventina di dipendenti, ma non ce stato mai l'inquadramento. Come dire, concorso vinto ma niente posto. «E’ fuor di dubbio - spiega Marco Bencivenga dell Fp- Cgil - che la situazione non è più sostenibile. Siamo pronti a mobilitarci e, se serve, anche ad indire lo stato di agitazione dei dipendenti».
Da Marsciano a Corciano, lo strano caso della pubblica amministrazione non risparmia nessuno. Lì, dove ormai l’abbraccio con Perugia è un groviglio di strade e rotatorie, il caso che fa ballare tutti sull’orlo di una crisi di nervi è quello della polizia municipale. Le divise sono 11, la domenica devono lavorare almeno due agenti, ma 4 possono essere utili, in qualche caso, di rinforzo. Ma il piatto piange e tra le proposte che i sindacati si sono ritrovati, almeno una volta, sul tavolo, c’era quella di pagare i due in servizio e non dare un euro a chi veniva chiamato di supporto. Dalla finanza creativa alla organizzazione creativa, negli enti locali dell’Umbria può succedere di tutto. E se in Provincia il fabbisogno del personale nasce e muore dal giorno alla notte, al Comune di Assisi la trattativa sulle progressioni orizzontali (promozioni) è finita sul nascere. L'assessore al personale, Giorgio Bartolini è uno tutt’altro che tenero e quando ha proposto che c’era spazio per dieci progressioni scelte dalla giunta, i sindacati hanno detto no. Ogni Comune un mondo a sè. Ancora da Assisi, la città di San Francesco. Il piano triennale delle assunzioni dovrebbe chiudere la stabilizzazione dei precari del terremoto, ma gli ultimi 5 sono vincolati al ricorso al Tar ferita di una braccio di ferro infinito. Che succede, si chiedono i sindacati, se il ricorso non sparisce?
Non fa differenza se le amministrazioni sono quasi rosse o di centrodestra. Una linea unitaria? Impossibile. A Deruta accordo fatto sulle progressioni (promozioni) per quattro anni; a Spoleto i sindacati non hanno firmato l’orario spezzato degli asili nido.
Tutto finito? Macché. I sindacati di base aprono la vertenza precari. Nella pubblica amministrazione ce ne sono 7.500, la scuola è da record con 4mila ma con quelli impiegati tra i privati si arriva, nella piccola Umbria, a ventimila. La battaglia la lanciano Cub-Rdb, Cobas ed Sdl. Sono iniziati presidi e tavoli nelle piazze per la costituzione dei Comitati per il reddito e il lavoro. «La stabilizzazione - spiegano Ettore Magrini, Luigi Fucchi e Patrizia Puri - è scarsa sia nel pubblico che nel privato, senza contare la difficilissima situazione delle cooperative. Nel pubblico impiego umbro ci sono contratti di precariato che vengono prorogati da dieci anni».


22 giugno 2008 - Il Gazzettino

COMUNITÀ PACHISTANA
Al S. Pio X torneo di cricket per ribadire l'identità culturale sperando in un campo fisso

Vicenza - (la.pi.) Sport nazionale che da emigrati diventa strumento per affermare l'identità culturale. Il cricket è questo per pachistani, bengalesi, indiani. Le comunità sudasiatiche di Vicenza si daranno appuntamento questo pomeriggio al campo da calcio di Via Dalla Scola a San Pio X per la finale di un torneo che, oltre a essere occasione di svago, è anche un'opportunità per far conoscere ai vicentini lo sport nazionale inglese, praticato nelle ex colonie del Regno Unito. Alle 16.30 andrà in scena la sfida decisiva. A scontrarsi saranno le due squadre più forti tra le dieci che hanno partecipato al torneo. Formazioni miste (pakistani, cingalesi, indiani, bengalesi). Si procederà poi con le premiazioni ufficiali, con la partecipazione di Nereo Turati dell'Opera Nomadi. Ma la partita di oggi per i fan del cricket è anche un modo per attirare l'attenzione: «Speriamo che il nuovo assessore comunale allo sport Umberto Nicolai, con il quale sono già iniziati i contatti, pensi a creare uno spazio per il cricket», spiega Saquib Nazir, pakistano, volontario dello sportello immigrati di Rdb Cub. Il cricket a Vicenza non ha ancora una sede deputata, spesso le partite si svolgono nel campo di San Pio X o in quello del quartiere di S. Lazzaro, quando non si gioca a calcio. «L'idea di organizzare un torneo è venuta ad un gruppo di pakistani, in particolar modo a Haron Isamil, che in Pakistan era un giocatore professionista. Le coppe le forniscono le stesse squadre partecipanti che si sono autofinanziate. È da tempo che ci si ritrova dopo il lavoro per giocare. Con questo evento vogliamo presentare il nostro sport ai vicentini». Il sogno sportivo per i sudasiatici trapiantati a Vicenza è dunque quello di ufficializzare la presenza di questo sport nel capoluogo berico aderendo alla Federazione Cricket Italiana.


22 giugno 2008 - Il Secolo XIX

Tursi: più efficienza e uffici aperti la sera
Con il nuovo contratto premi al merito. Sportelli integrati per facilitarele pratiche. «Presto servizi al pubblico in pausa pranzo e oltre le 17,30»
di daniele grillo

Genova - SPORTELLI per i cittadini aperti anche alla sera, uffici comunali disponibili anche in pausa pranzo, punti-risposta "integrati" dove il cittadino possa ottenere ragguagli e indicazioni su cambio residenza, pagamento della spazzatura e tutti gli altri servizi che attualmente richiedono un gran numero di giri in sedi spesso distanti tra di loro. E poi ci sono gli incentivi per chi lavora: non solo per coloro che raggiungono gli obiettivi fissati dall'amministrazione comunale, ma anche per chi ha sempre sognato una seconda laurea: da oggi, grazie al sistema dei crediti e ad accordi stipulati con l'Università di Genova, ogni dipendente potrà vedersi riconoscere il lavoro eseguito come parte di percorso universitario. Non è finita qui: nell'ottica del risparmio, è stato deciso che gli incentivi economici previsti per il raggiungimento degli obiettivi, in caso di assenza di un dipendente, vadano "spalmati" sugli altri compagni di ufficio. Il che significa disincentivare la richiesta di sostituti: chi rimane in ufficio lavora anche per chi non c'è, ma guadagna anche di più. È la ricetta contro il "fannullismo" lanciata dal ministro Renato Brunetta rivisitata con i sapori locali e le esigenze del territorio. È il contratto collettivo decentrato, approvato dai lavoratori in pubblico referendum e arrivato, non senza polemiche e non senza aver costretto a lunghe sedute vertici comunali e sindacati, a una firma che di fatto cambia le regole per chi lavora all'interno della macchine comunale.
«Si punterà alla valorizzazione delle professionalità, ma anche della buona volontà, e alla formazione, oltre che alla stabilità occupazionale - spiega il vicesindaco e assessore al Personale Paolo Pissarello - Il Comune ha inoltre scelto di aderire all'opportunità offerta dalla legge nazionale, ma non obbligatoria, di stabilizzazione dei precari». Dalla contrattazione con le parti sindacali è arrivata anche l'assunzione a tempo indeterminato per 74 dipendenti. Si tratta di un operaio professionale-seppellitore, sette cuochi, undici assistenti degli asili nido, quarantaquattro insegnanti delle scuole dell'infanzia, undici assistemti sociali.
Ma la vera rivoluzione, avviene sugli oltre 6.300 comunali già in servizio. «Il totale delle risorse messe a disposizione come incentivi ammonta a 41,870 milioni, e sarà distribuite fra i dipendenti che avranno raggiunto almeno l'80% degli obiettivi», ha spiegato il direttore generale del Comune di Genova Maria Angela Danzì. Sono previste quindi quote variabili a disposizione dei dirigenti per premiare i propri dipendenti che lavorano bene. Indennità di turno e di disagio, riconoscimento per il lavoro eseguito e per situazioni di particolare disagio. La produttività verrà misurata sul miglioramento dei servizi. Una struttura centrale alle strette dipendenze della stessa Danzì sorveglierà sul rispetto dei criteri fissati dall'alto per le valutazioni.
Soddifazione da parte delle parti sindacali, anche se non proprio tutti si dichiarano soddisfatti dalla firma (strenua l'opposizione di Uil, Cobas, Rdb e Sulpm). Tra le organizzazioni che hanno remato a favore di questa forma c'è la Cisl, soddisfatta soprattutto per il superamento di un sistema "piatto" dove la meritocrazia non aveva spazio. Maria Teresa Marras segretario Cisl funzione pubblica: «Siamo contenti anche del grande impegno del Comune verso la formazione dei dipendenti».


21 giugno 2008 - Ansa

COMUNE BOLOGNA. RDB: VALORIZZARE CHI SI BATTE CONTRO SPRECHI
LAVORI ESEGUITI COME VOLEVA FUNZIONARIO QUERELATO DA SUPERIORE

(DIRE) Bologna, 20 giu. - Alla faccia della campagna contro i "fannulloni" delle pubbliche amministrazioni. Al Comune di Bologna, e' la denuncia che arriva dal sindacato Cub-Rdb, chi fa il proprio dovere e si batte per evitare sprechi di soldi pubblici non viene difeso in alcun modo. A motivare le accuse del sindacato e' il caso di un funzionario tecnico di Palazzo D'Accursio, Andrea B., entrato in "lite" con un dirigente a contratto del Settore manutenzione edilizia, Alfeo B., proprio a proposito dell'eventualita' di evitare uno spreco di denaro. La discussione, partita via mail, e' sfociata in una querela e ora al tecnico e' arrivata una richiesta di risarcimento di 30 mila euro. Le Rdb nei mesi scorsi hanno protestato, spiega Massimo Betti, chiedendo che il Comune verificasse le ragioni del tecnico e intervenisse per risolvere la situazione. "Abbiamo chiesto ai vertici, ma la risposta e' stata che non ci possono fare niente e che si tratta di una lite tra privati". L'intervento di manutenzione edilizia che ha scatenato il contenzioso e' la sistemazione dei tombini nelle scuole. Secondo il tecnico, come e' scritto nel regolamento, e' un lavoro che fa parte degli interventi "a canone", quelli cioe' che rientrano nel pacchetto gia' pagato del "global service" e di cui si devono occupare- anche economicamente- le ditte che lavorano per il Comune. Ma, quando si e' presentato il caso di una scuola del quartiere Reno che ne aveva bisogno, dall'unita' Manutenzione hanno chiesto all'unita' Verde, dove lavora il tecnico, di commissionare il lavoro a una ditta esterna. Il funzionario in questione si e' opposto e lo ha messo nero su bianco via mail. Da qui le accuse, da parte del dirigente, di aver leso la sua onorabilita' ma anche la sua prospettiva di carriera. Per le Rdb quello del funzionario che e' stato querelato e' un "caso emblematico", sulla spinta del quale vogliono aprire una discussione pubblica. "E' inaccettabile- dice Massimo Betti- che l'amministrazione comunale non difenda i propri dipendenti e chi, all'interno del Comune, fa il proprio lavoro con coscienza". Quello che al sindacato non va giu' e' che Palazzo D'Accursio non abbia fatto nulla per convincere il dirigente a ritirare la querela ma nemmeno per difendere il funzionario dato che "e' certo che e' nel giusto, il disciplinare parla chiaro" dice Betti. Tanto e' vero che, alla fine, il lavoro sui tombini alle scuole del quartiere Reno, e' stato fatto eseguire dall'unita' manutenzione all'interno degli interventi "a canone". Ma per le Rdb c'e' molto di piu' in ballo. "Vogliamo che di tutto questo si discuta pubblicamente, un Comune non puo' lasciare che un suo dipendente che lavora nell'interesse collettivo sia tenuto sotto ricatto in questo modo". E soprattutto, dice Betti, "siamo stufi che poi si scatenino le campagne verso i 'fannulloni' quando chi fa il proprio dovere viene trattato cosi'". Che una situazione del genere, poi, "si verifichi sotto la Giunta Cofferati- dice ancora Betti- e' ancora piu' grave". Ora "vogliamo dal Comune una risposta e allo stesso tempo diamo loro la possibilita' di difendersi. Questo caso deve essere assunto a simbolo per tutti i lavoratori dell'amminsitrazione".

AEROPORTO BOLOGNA. RDB: SAB APPALTA SERVIZI GIACCHIERI
QUARTU: RICOMINCIA LA DANZA SU BAGAGLI E PULIZIA AEROMOBILI

(DIRE) Bologna, 21 giu. - "Sab ha deciso di bandire una gara pubblica per la gestione delle attivita' di carico-scarico bagagli e pulizia degli aeromobili, attualmente gestite dalla Giacchieri Sas". Lo sostiene, in una nota, la Cub Trasporti dell'Emilia-Romagna. Che non nasconde la propria preoccupazione: "Questo significa che a settembre si ricomincia la danza- si chiede Italo Quartu- con un nuovo 'cambio di gestione' e una nuova 'via crucis' per i lavoratori dipendenti ora da Giacchieri?". Sarebbe stato meglio, aggiunge Quartu, "che gli handlers assumessero in proprio tali lavori e che si fosse posta la parola fine sull'indegno mercato che si svolge alle spalle dei lavoratori". I quali, ora, "con questa ulteriore gara rischiano il posto di lavoro- conclude Quartu- o quantomeno di 'cambiare' datore di lavoro per l'ennesima volta".


21 giugno 2008 - Il Manifesto

SINDACATI DI BASE
Migliaia in piazza a difesa dei diritti

Oltre venti manifestazioni in tutta Italia, e migliaia di lavoratori in piazza per dire un sonoro «no» alle politiche del governo. Ma non solo. Nella giornata nazionale di mobilitazione indetta dai sindacati di base (RdB Cub, Cobas e SdL) a sostegno della piattaforma unitaria deliberata lo scorso maggio, i lavoratori hanno chiesto più salario, sicurezza sul lavoro, lotta alla precarietà, e democrazia sindacale. A Roma, 2 mila lavoratrici e lavoratori pubblici, con una grande partecipazione tra i comparti dell'università e della ricerca, hanno manifestato davanti alla sede del ministero della funzione pubblica, per ribadire il «totale dissenso con la visione espressa dal ministro Brunetta»: «L'aumento della qualità deriva da uno stop netto alle esternalizzazioni e agli appalti, mentre è inaccettabile mandare a casa migliaia di precari che per anni hanno garantito il funzionamento di tanti servizi». Il ministero ha poi ricevuto una delegazione sindacale, assumendo l'impegno ad aprire un tavolo per affrontare il problema dei precari. Un'altra delegazione è stata ricevuta a palazzo Chigi: i sindacati hanno consegnato la piattaforma unitaria e chiesto un tavolo permanente di consultazione. Ora il sindacalismo di base annuncia un grande sciopero generale in autunno, a sostegno della piattaforma unitaria.


21 giugno 2008 - Liberazione

«Non siamo soddisfatti delle scelte del Governo»
di Roberto Farneti

«Non siamo soddisfatti delle scelte del Governo». Più esplicito di così Guglielmo Epifani non avrebbe potuto essere. Il cambio della guardia a Palazzo Chigi, com'era prevedibile, restituisce la combattività perduta al segretario della Cgil, che da Taranto lancia il grido di battaglia: «Noi non piegheremo la testa di fronte al tentativo di far regredire i diritti dei lavoratori», avverte Epifani, di fronte ai circa quattromila pensionati presenti al Palafiom.
Per ora la parola "sciopero" non viene pronunciata. Il sindacato, precisa Epifani, «risponderà con l'attenzione, le modalità, la costruzione dei percorsi di cui siamo capaci e dei quali avvertiremo la necessità». Tradotto: bisogna prima capire se Cisl e Uil sono d'accordo. Nel frattempo, la Cgil formalizzerà il proprio giudizio negativo sulla manovra e sui provvedimenti che riguardano il mondo del lavoro durante il comitato direttivo di lunedì prossimo.
Se il "pachiderma" confederale fatica a muoversi, lo stesso non accade per il sindacalismo di base. Ieri in tutta Italia si è svolta la giornata di mobilitazione promossa da Cub, Cobas e SdL, con manifestazioni e presìdi in venti città. A Roma 2.500 lavoratori hanno manifestato in piazza di Montecitorio e una delegazione delle tre organizzazioni sindacali di base è stata ricevuta a Palazzo Chigi. Nel corso dell'incontro Cub, Cobas e Sdl hanno consegnato la loro piattaforma unitaria, hanno richiesto l'avvio di un tavolo permanente di consultazione e hanno posto con forza il problema dei diritti e della democrazia sindacale. Un buon contributo alla riuscita di questa giornata di protesta lo hanno fornito i lavoratori pubblici. Mobilitati dalla RdB Cub, in 2mila si sono recati sotto gli uffici del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, al grido di "fannullone sarà lei".
Il carattere strumentale e propagandistico dei proclami di Brunetta sulla lotta agli assenteisti emerge con chiarezza da un episodio reso noto dal Giornale di Sicilia . A Licata, nell'Agrigentino, un dipendente comunale è stato licenziato perché a gennaio scorso non fu trovato nel posto di lavoro dai carabinieri. L'operaio, mentre risultava presente, si trovava invece in un bar del centro di cui è titolare. Denunciato per truffa ai danni del Comune e interruzione di pubblico servizio, il lavoratore è stato, appunto, licenziato dal commissario straordinario alla guida dell'amministrazione comunale. «Come si vede - commenta il segretario generale della FP Cgil, Carlo Podda - la normativa già oggi esistente è più che sufficiente a perseguire in maniera efficace ed adeguata i lavoratori assenteisti».
Al tempo stesso, però, il sindacato accetta la sfida lanciata dal ministro per rendere più produttivo il settore: «Non dobbiamo avere nessun timore, nessuna preoccupazione - taglia corto il segretario della Uil Luigi Angeletti - perchè i sindacati rappresentano e difendono le persone che lavorano».
Quello che è inaccettabile, dal punto di vista della Cgil, è che, con il pretesto di semplificare gli adempimenti burocratici delle imprese, si cancellino diritti e tutele. «Il governo penalizza donne e disabili», accusa Epifani. Il segretario della Cgil si riferisce in primo luogo all'abolizione della legge varata alla fine dello scorso anno dal governo Prodi per combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco. Un abuso di cui sono spesso vittime giovani donne, perché consente a certe imprese «di fronte a una gravidanza» di esercitare «il ricatto rispetto al rapporto di lavoro».
Epifani punta il dito anche contro il ripristino dell'art.14 della legge Biagi, che offre alle imprese la scorciatoia per non rispettare le quote per l'assunzione di cittadini diversamente abili. Come? Tramite appalti a cooperative sociali che li occupano. «Così offriamo ai disabili una opportunità in più», l'autodifesa del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Peccato che la decisione di abolire di questa norma, assunta dal precedente governo con il pacchetto welfare, fu sottoscritta da tutte le organizzazioni dei diversamente abili.
Nemmeno la novità della "carta dei poveri" da 400 euro convince la Cgil: «Le famiglie si aiutano tutelando il reddito - ribatte Epifani - non tagliando i servizi, soprattutto quelli legati alla sanità e all'assistenza e riconoscendo il ruolo sociale dell'anziano e del pensionato». Certo, «tutto quello che viene dato ai pensionati è benvenuto, poco o tanto che sia - chiarisce subito il leader della Cgil - però vorrei che questi contributi si dessero con un criterio che fosse il primo passo, per dare poi di più a chi resta fuori da questo contesto. Invece - osserva Epifani - questo strumento mi pare più un'una tantum».
Più mordido il giudizio della Cisl: «Una iniziativa di questo tipo agli anziani non ha nessuna controindicazione. Anzi, è un aiuto alle persone più in difficoltà», il parere di Raffaele Bonanni. «La verità vera - prosegue il leader della Cisl - è invece che noi vogliamo un'azione redistributiva molto più forte. Certo, l'economia non va bene e per questo noi proponiamo un patto subito al governo».


21 giugno 2008 - Il Gazzettino

MANIFESTAZIONE
Presidio dei Cub davanti a Confindustria contro la precarietà

Vicenza - Un centinaio di lavoratori (fonte Rdb Cub Vicenza) nella mattinata di ieri hanno presidiato l'ingresso di Confindustria Vicenza. Il presidio, coordinato dall'Rdb Cub locale, si è svolto in contemporanea in molte città d'Italia. «Siamo scesi in piazza per il salario, la sicurezza nei luoghi di lavoro, la continuità del reddito e contro la precarietà», ha dichiarato il coordinatore Cub Vicenza, Germano Raniero.
La protesta del sindacato di base era indirizzata, in particolar modo, all'accordo tra Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e Governo sui contratti di lavoro. «Diciamo no a questo documento: a livello regionale abbiamo presentato una piattaforma alternativa, noi siamo per l'applicazione del contratto nazionale ha concluso Reniero e se le nostre richieste non verranno accolte si andrà ad uno sciopero generale»
Verso mezzogiorno il presidio dei Cub ha accolto con esultanza la notizia che il Tar Veneto ha sospeso l'iter per la costruzione della base USA al Dal Molin. «Due anni di lotte hanno finalmente trovato ragione - dichiara Raniero -. Come lavoratori organizzati nel sindacalismo di base siamo sempre stati militanti attivi per impedire questa base di guerra; apprendere questa notizia importante mentre si è in piazza contro un governo che militarizza il territorio e vuole il ritorno al nucleare è una coincidenza fortunata».
«Le lotte però non si fermano - conclude il rappresentante Cub - ma continueranno con vigore. Oggi abbiamo un motivo in più per mobilitarci e vanno dunque confermate le iniziative di fine giugno per presidiare l'area Dal Molin».


21 giugno 2008 - La Nuova Sardegna

«Fermeremo le centrali nucleari»
I sindacati autonomi in piazza anche contro il precariato
di Pablo Sole

CAGLIARI - Sindacati in piazza, ieri, per una prova generale dello sciopero d’autunno. A sventolare sono state le bandiere di Cobas, RdB-Cub e Sdl, il Sindacato dei lavoratori intercategoriale. Diversi i motivi della protesta: dalla riforma del mercato del lavoro a quella della pubblica amministrazione fino al ritorno del nucleare.
Legge Biagi? No grazie. ‹‹Da anni assistiamo a un continuo attacco ai lavoratori - ha detto Gianfranco Onnis delle Rdb Cub Sardegna - che ha prodotto bassi salari, precarietà diffusa, peggioramento dei diritti sociali, sfruttamento degli immigrati e delle donne, devastazione del territorio. Tutto questo è stato funzionale alle politiche liberiste attuate dal centrodestra e dal centrosinistra: se quelle politiche non saranno contrastate efficacemente, e in fretta, le condizioni di vita per i lavoratori e per i ceti popolari saranno sempre più pesanti››. In Sardegna, hanno sottolineato gli organizzatori del presidio al Bastione, gli effetti devastanti delle politiche del lavoro sono sotto gli occhi di tutti e si chiamano porto canale, Legler, Acentro Carbonia, Scaini, zuccherificio Villasor, Unilever Algida, Plastwood, cartiera di Arbatax, Alcoa e Carbosulcis. Cobas, Rdb Cub e Sdl hanno puntato il dito non solo contro i "padroni", ma anche contro Cgil, Cisl e Uil, accusate di "collaborazionismo" per le trattative attivate con la Confindustria e il governo. ‹‹La verità è una sola - ha aggiunto Onnis - vogliono smantellare e cancellare l’istituto del contratto nazionale di lavoro››. Al contrario, le proposte votate dai sindacati autonomi nell’assemblea nazionale del 18 maggio e ribadite ieri pomeriggio, gli obiettivi da perseguire vanno in tutt’altra direzione: incrementi generalizzati di almeno tremila euro l’anno per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento legato agli aumenti dei prezzi, abolizione delle leggi Treu e Biagi, rilancio della contrattazione nazionale come strumento di redistribuzione del reddito, lotta alla precarietà lavorativa e sociale, guerra alla detassazione degli straordinari proposta dal governo Berlusconi, sicurezza sui luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali. Infine, l’accento sul nucleare: ‹‹Hanno già deciso che una centrale sorgerà in Sardegna - ha avvertito Rubiu - e dobbiamo cominciare a lottare da oggi contro questa ipotesi inaccettabile››.


21 giugno 2008 - La Nuova Ferrara

«Sbaglia il ministro Brunetta»

Ferrara - «Sbaglia il ministro Brunetta. L’amministrazione pubblica non è una palla al piede come sostiene il ministro Brunetta. Intendiamo respingere il linciaggio mediatico ai danni dei lavoratori pubblici, il cui lavoro permette l’erogazioni di servizi pubblici che i vari governi liberisti sfruttano e taglieggiano». E’ la posizione delle Rdb-Cub, che ieri mattina è stata ribadita durante un presidio davanti alla Prefettura.

Perplessità di Rdb e autonomi, confederali compatti
Procede la fusione tra Acft e Atc I sindacati: ci sono le garanzie

Ferrara - E’ l’assessore comunale alla Mobilità, Stefano Cavallini, a doversi fare da garante per accelerare la fusione di Acft all’interno della bolognese Atc. A sottolinearlo sono i rappresentanti dei lavoratori dell’azienda dei trasporti, dopo l’incontro che nei giorni scorsi si è svolto presso l’amministrazione provinciale di Bologna, alla presenza dei vertici di Atc e Acft. Nel corso dell’assemblea del 26 giugno dell’Agenzia della mobilità ci sarà il passaggio da gross cost a net cost, cioè l’Acft tornerà ad incassare direttamente i proventi dei biglietti senza dover passare per il rimborso da parte dell’Ami. Entrambe le parti, è l’assicurazione data alle Rsu, «hanno dichiarato di voler rispettare, per la tutela dei lavoratori, la contrattazione vigente (compresi i lavoratori della sosta), e di voler completare al più presto il percorso». Entro la fine dell’estate sarà convocato un altro incontro per fare il punto dei progressi.
Il fronte sindacale però non è compatto. Proprio al tavolo di Bologna, infatti, Rdb e Faisa-Cisal hanno espresso delle perplessità per il modello di fusione che si presterebbe alla vendita di rami d’azienda, e della mancanza di una clausola sociale. «Chi pone già ostacoli alla fusione, lo fa solo per proteggere qualche piccolo interesse corporativo» ha commentato Giuliano Guietti (Cgil).


21 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

FERROVIE
Rdb: «Minacce di morte a uno di noi»

Bologna - UNA MINACCIA di morte per frenare le reazioni di protesta da parte dei lavoratori. E’ quanto è accaduto questa mattina alle 8,30 ad uno degli iscritti al sindacato, secondo la denuncia che le Rdb hanno presentato alla polizia ferroviaria. A terrorizzare l’uomo sarebbe stato un caposquadra dell’azienda di pulizie ferroviarie ‘Pietro Mazzoni Ambiente’. «I responsabili spingono i lavoratori a velocizzare i ritmi di lavoro in condizioni insicure e malsane, caricando una parte di questi di straordinari, tagliando ore di lavoro e sanzionando con provvedimenti disciplinari chi si ribella ed è socio di cooperativa — è l’accusa di Nicoletta Frabboni dell’Rdb —. Questo clima di terrore e ricatto è creato ad hoc, per frenare qualsiasi reazione e protesta dei lavoratori, prova ne è l’episodio di stamattina.» Le minacce, secondo il sindacato, sarebbero dunque una ritorsione per le ripetute denunce che da due anni inoltrano alla Ausl e alla Polizia ferroviaria, sulle violazioni della disciplina in materia di sicurezza che colpisce i lavoratori della Mazzoni Ambiente e il personale del subappalto affidato alla Cooperativa Dominio Multiservice.

Le Rdb accusano: «Dipendenti trattati come cavie Nessun aumento del trasporto pubblico»
NUOVO PALAZZO COMUNALE

Bologna - IL NUOVO palazzo comunale, presentato ufficialmente dal sindaco l’altro giorno, non piace alle Rdb, i sindacati di base. «E’ un ‘trasloco sperimentale’ — è l’accusa — in cui le cavie sono i dipendenti comunali». Il problema resta infatti come questi raggiungeranno la nuova sede di via Fioravanti: «A fronte dello spostamento quasi simultaneo di 1.200 dipendenti nelle stesse fasce orarie, e di migliaia fra cittadini e utenti, è stato previsto solamente il prolungamento del percorso della linea del bus 30 che, calcoli alla mano, a pieno regime può trasportare al massimo 450 persone ogni ora. Non è previsto alcun potenziamento di altre linee che già oggi raggiungono l’area al massimo della capienza nelle ore di punta», protesta Maria Cristina Gnudi (Rdb), ricordando anche la riapertura delle scuole a settembre, cioè un’altra mole di persone che dovrà spostarsi. Le Rdb hanno chiesto più autobus, ma nell’ultimo incontro con l’amministrazione mancava proprio il responsabile del settore Mobilità. Del resto, sul mancato potenziamento del trasporto pubblico, il Comune ha risposto di «non essere in grado di quantificare il numero dei dipendenti che lo utilizzeranno», rimandando il problema a un’indagine post trasloco. Dunque, «si parte sperimentando e per almeno sei mesi dipendenti e cittadini avranno modo di dimostrare la loro capacità di risolvere autonomamente le criticità causate da una programmazione miope del Comune». Fra i nodi, anche il numero dei posti auto (320 in tutto) e la questione dei pasti: c’è un ristorante che accetta i buoni pasto e «al quale è stata richiesta la disponibilità di 600 pasti contemporanei fra le 13.30 e le 15. Ma tutti gli altri?». Infine, è polemico il commento di Carlo Monaco (LtB) sull’invito rivolto da Cofferati a Giorgio Guazzaloca per l’inaugurazione della sede, progettata durante la sua amministrazione: «Giusto — dice Monaco — ma lei ha fatto riferimenti a sindaci, al plurale. Non risulta che sindaci precedenti a Guazzaloca abbiamo avuto alcun ruolo nell’ideazione dell’opera. In particolare Walter Vitali elaborò un Piano particolareggiato dell’area ex Mercato ortofrutticolo che non vi prevedeva in alcun modo la sede del Comune».


21 giugno 2008 - Gazzetta di Reggio

IERI LA PROTESTA
La Cub contro i licenziamenti di Orfeo

Reggio E. - Cento lavoratori licenziati dalle società DC Viaggi e Seppi, aderenti al consorzio Orfeo, hanno manifestato ieri davanti al Municipio in occasione dello sciopero indetto dalla Cub Trasporti contro la precarietà e il nuovo modello di contrattazione. Il sindacato di base si batte per la loro riassunzione. A tale scopo chiede che Autolinee dell’Emilia riprenda in carico tutte le linee ora sub-affidate alle piccole ditte di Orfeo e ne assuma i dipendenti.(l.s.)


21 giugno 2008 - Il Messaggero

Guidonia. Da due mesi in attesa dello stipendio..

Guidonia - Da due mesi in attesa dello stipendio. E' il motivo della protesta degli addetti al servizio di assistenza specialistica per i bambini disabili nelle scuole di Guidonia. «Già la figura professionale - spiega Nuccia Caianiello, responsabile territoriale RdB-Cub Hinterland Romano - non è riconosciuta istituzionalmente e quindi sottopagata, ma ora le cooperative che hanno in gestione il servizio non assicurano il pagamento degli stipendi del mese trascorso e di quello in corso. Le lavoratrici e i lavoratori del servizio sono stanchi delle continue violazioni che sono costretti a subire e si stanno organizzando per azioni di tutela nei confronti delle cooperative appaltatrici del servizio». Dalla RdB è no al lavoro "grigio" nella pubblica amministrazione: si deve puntare invece sull'internalizzazione dei servizi e sull'assunzione del personale.(E.Cer.)

Viterbo. Salvi (almeno per il momento) gli stipendi dei dipendenti della clinica Salus...
di ANNABELLA MORELLI

Viterbo - Salvi (almeno per il momento) gli stipendi dei dipendenti della clinica Salus. Una task force composta dal prefetto Giacchetti e dal direttore generale della Asl, Aloisio, ha sistemato la questione finanziaria dei tanti operatori della sanità privata preoccupati per il mancato pagamento degli stipendi di maggio.
All'incontro erano presenti sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil, Fials, Rdb Cub nonché alcuni dipendenti e i titolari della casa di cura e operatori dell'azienda sanitaria.
I rappresentanti della Salus hanno esposto le attuali difficoltà, che riguardano procedimenti amministrativi ancora in fase di trattazione che non facilitano l'attuazione di provvedimenti utili alla risoluzione dei problemi economici. I rappresentanti della Asl hanno valutato tutte le possibilità per salvaguardare il pagamento degli stipendi e il direttore Aloisio ha quindi autorizzato un provvedimento che garantisca i dipendenti riguardo le momentanee criticità. Che provengono da lontano.
Infatti, gli stessi sindacati presenti all'incontro con il prefetto, hanno inviato giorni fa una nota sia al ministero degli Interni che al presidente della Regione per sottolineare come il Tar abbia invitato la stessa amministrazione regionale a riesaminare il provvedimento con cui nell'arco dei primi sei mesi del 2007 aveva azzerato il finanziamento, in favore della società Salus, relativo ai 48 posti fino al allora in convenzione.
«L'ordine giudiziale sembra esser rimasto lettera morta - dicono i sindacati - mentre la Ausl di Viterbo ha dato prova di trasparenza e obiettività precisando nel marzo scorso che i 48 posti letto (20 per medicina generale e 28 per geriatria) della Salus erano stati in realtà utilizzati mediante gestione diretta da parte dell'ospedale di Belcolle».
La stessa Asl, poiché la Regione aveva attribuito all'ospedale di Belcolle finanziamenti maggiori rispetto al passato, ha riconosciuto alla casa di cura il diritto a una parte di tali fondi, ribadendo comunque «la necessità di ripristinare per la casa di cura Salus i mancati finanziamenti tenendo conto che ciò non comporta in alcun modo l'aumento della spesa». Finora non c'è stata risposta, tanto che i sindacati hanno chiesto «che venga eseguito l'ordine giudiziale (del Tar) o i dirigenti inadempienti siano immediatamente rimossi e chiamati a rispondere delle loro responsabilità».


21 giugno 2008 - Il Bologna

Ferrovie. Tensioni in stazione tra militanti della Cub e il caposquadra di un'azienda di pulizie
Sindacati denunciano: «Minacce ad iscritto»

Bologna - Tensioni sindacali alla stazione ieri mattina dove un iscritto al sindacato Rdb sarebbe stato minacciato di morte da un caposquadra dell'azienda di pulizie ferroviarie Pietro Mazzoni Ambiente. Questa la denuncia delle Rdb che hanno presentato la denuncia alla polizia ferroviaria. La cronaca, secondo i sindacalisti, inizia verso le 8,30, allo scalo Salesiani della stazione. «Un caposquadra - ha raccontato Nicoletta Fabbroni dell'Rdb - ha minacciato di morte un nostro iscritto come ritorsione per le ripetute denunce che da due anni inoltriamo alla Ausl di Bologna e alla Polizia Ferroviaria, sulla perdurante e continua violazione della disciplina in materia di sicurezza che colpisce i lavoratori della Mazzoni Ambiente e in egual modo il personale del subappalto affidato alla Cooperativa Domino Multiservice. Ci risulta che i responsabili spingano i lavoratori a velocizzare i ritmi di lavoro in condizioni insicure e malsane, caricando una parte di lavoratori di ore di straordinario, tagliando ore di lavoro e sanzionando con provvedimenti disciplinari chi si ribella ed è socio di cooperativa. Questo clima di terrore e ricatto è creato ad hoc, per frenare qualsiasi reazione e protesta dei lavoratori, prova ne è l'episodio di stamattina». L'operaio che ha denunciato l'aggressione si è poi recato al pronto soccorso: «ha chiamato l'ambulanza ed è stato trasportato al Ospedale Maggiore di Bologna dove gli è stato riscontrato uno stato d'ansia reattivo alle minacce verbali, successivamente ha esposto denuncia presso la polizia ferroviaria della stazione di Bologna nei confronti dell'aggressore, convalidata da testimoni in forma scritta». Nicoletta Frabboni della Cub ha incontrato il Direttore Regionale Passeggeri di Trenitalia Salvatore Di Ruzza Salvatore che: «ha scaricato - per i sindacalisti - ogni responsabilità sulle due aziende appaltatrici».


21 giugno 2008 - Il Vicenza

I comitati. Giancarlo Albera: «Grande soddisfazione». Il Presidio: «Vigiliamo sulle disposizioni dei giudici»
Il fronte del No resta compatto «Non abbassiamo la guardia»
I militanti del tendone di Ponte Marchese: «Smascherati i veri illegali di questa città»

Vicenza - La parola d'ordine è «non abbassare la guardia». Questo è quello che intendono fare i comitati che lottando da due anni contro la costruzione della base militare americana. La prima a dirlo è il consigliere e leader del movimento No-Dal Molin Cinzia Bottene: «?o sentito che - spiega in Consiglio comunale - l'ambasciatore degli Stati Uniti Spogli dopo la notizia ha detto che non cambierà nulla. Spero che sia una notizia infondata. Noi continueremo la nostra battaglia E se a luglio dovessero entrare nell'area siamo pronti ad opporci». Estrema soddisfazione viene espressa dal portavoce del coordinamento dei comitati cittadini: «Il Tar ci ha dato ragione proprio sui punti da noi sempre sostenuti - spiega Giancarlo Albera - Ora abbiamo un'arma in più nelle nostre mani». Le reazioni più agguerrite rispetto alla sentenza del Tar arrivano comunque dai militanti di Ponte Marchese: «Le motivazioni con le quali il Tar si è espresso sulla vicenda Dal Molin smascherano gli illegali. Sono coloro che vorrebbero cementificare la città del Palladio per realizzare un nuovo avamposto di guerra. La sentenza dimostra quanto fondate sono le tesi dei cittadini che da due anni si oppongono alla realizzazione dei progetti statunitensi», spiegano dal tendone. Pronto a vigilare con molta attenzione che la sentenza del tribunale venga rispettata alla lettera: «L'aspetto principale della sentenza - continua Cinzia Bottene - è che i lavori della nuova base si fermeranno e noi vigileremo che questa sentenza venga rispettata». Spiegando che le manifestazioni in programma il 26 giugno per il Consiglio comunale e il 30 giugno per il passaggio di proprietà dell'area Dal Molin non saranno cancellate: «La nostra attività di informazione e controllo non si ferma». Ma il presidio, nel leggere le motivazioni del Tar non si ferma qui e attacca in primis l'ex sindaco Enrico Hullweck: «Aveva più volte dichiarato di acconsentire alla nuova base Usa tutelando la città di Vicenza - dicono dal tendone - La sentenza del Tar racconta un'altra storia: l'ex sindaco aveva svenduto la città senza alcuna garanzia. Come mai l'amministrazione che aveva acconsentito ai progetti statunitensi non si era preoccupata di chiedere e visionare la valutazione d'incidenza ambientale? Quanto accaduto è gravissimo e mette a nudo le responsabilità di chi, in questi mesi, invece di tutelare Vicenza ha tentato in ogni modo di criminalizzare i cittadini che difendono il proprio territorio». Per poi "pugnalare" il commissario straordinario Costa: «La sentenza del Tar mette a nudo le responsabilità del commissario Costa: il delegato del Governo per la vicenda Dal Molin ha mentito ai cittadini nascondendo i rischi legati alla realizzazione della nuova base Usa e dichiarando che tutto era perfettamente in regola». Il Presidio auspica che Costa non attenda la scadenza del suo mandato e le decisioni del governo per il suo reincarico ma «che si dimetta subito». La Rete Lilliput parla di sentenza storica: «Il Tar - dice Pippo Magnaguagno- ha riconosciuto tutti i diritti e i riferimenti alle leggi italiane e alle leggi dell'Unione europea». «Oggi abbiamo un motivo in più per mobilitarsi - dice invece Germano Raniero di Rdb - per dichiarare chiaro e forte che abbiamo ragione. Vanno confermate le iniziative antibase».(MA.S.)


21 giugno 2008 - Il Secolo XIX

Il referendum sindacale
Comunali, il 70% approva il contratto interno
Al voto la metà degli aventi diritto: quasi tremila persone. Cgil, Cisl e Diccap soddisfatti; ora Palazzo Tursi parte con gli incentivi

Genova - I DIPENDENTI comunali hanno approvato l'accordo sul contratto decentrato. L'affluenza e i voti favorevoli all'intesa - firmata solo da parte del sindacato - sono stati al di sopra delle aspettative. E per questo, ieri pomeriggio, la giunta e i dirigenti di Palazzo Tursi hanno espresso una forte soddisgazione per l'esito della consultazione varata tra i lavoratori pubblici del Comune. Per l'ente, «questa piattaforma, condivisa dalla base, serve anche per l'attribuzione di istituti contrattuali accessori quali la produttività e le progressioni economiche orizzontali».
Lo spoglio delle schede è terminato alle ore 16,20 di ieri, in anticipo sulle previsioni nonostante l'alta affluenza. I dipendenti dovevano semplicemente esprimersi con un "Si" o con un "No" sulla proposta di contratto decentrato. I risultati, diffusi dal sindacato (Cgil, Cisl e Diccap avevano indetto il referendum avendo approvato l'intesa, mentre Uil, Rdb, Cobase e Sulpm hanno fatto votare "no) sono i seguenti: i voti espressi e giudicati validi sono stati 2.907 su un totale di 2.928 votanti distribuiti in 12 seggi tra il ponente e il levante genovese, con una percentuale superiore al 50% degli aventi diritto (anche considerando le assenze giornaliere e le ferie già in corso da prima dell'indizione della consultazione).
Di questi, ossia dei voti espressi correttamente, 2.052 erano per il "Si", 855 per il "No". A livello percentuale, è stato il 70,6% dei voti positivi a consentire al sindacato la firma finale del contratto. Le sigle che si erano battute per questo obiettivo hanno dichiarato «grande soddisfazione per l'approvazione di quella che consideriamo una piattaforma innovativa». Per Cgil, Cisl, Csa, Confsal Fenal e Diccap «la consultazione dei lavoratori è stata un momento di grande democrazia e di coerenza sindacale, rinforzata dalla grande partecipazione che ha espresso l'interessamento dei dipendenti comunali alla trattativa sul contratto». «Questa piattaforma - affermano i sindacati -, condivisa dalla base, serve per l'attribuzione di istituti contrattuali accessori quali la produttività e le progressioni economiche orizzontali».
«Naturalmente - concludono le sigle che hanno vinto la consultazione - valuteremo anche quel 30% delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno espresso un giudizio negativo, e già dalla prossima settimana quando inizierà, la concertazione sugli istituti contrattuali del contratto, lavoreranno affinchè questi siano efficientati a beneficio di tutti».


21 giugno 2008 - Il Mattino

POMPEI. CONTINUA LA VERTENZA
Scavi, trattative sospese annunciato lo sciopero
di SUSY MALAFRONTE

Pompei - Vertenza Scavi: sospeso il calendario di assemblee ci si avvia verso lo sciopero generale. Ieri mattina c’erano più di mille turisti ad attendere sotto al sole, che aprissero i cancelli della città sepolta. Solo alle dieci e mezza, al termine dell’assemblea dei lavoratori indetta da Cgil, Cisl, Uil, Usa, e RdB, ai visitatori è stato consentito l’ingresso. La Cisl, intanto, ha annunciato la sospensione dello stato di agitazione dei lavoratori che, fino al 24 giugno, avrebbe fatto slittare di tre ore l’apertura degli Scavi ma minacciato qualora non si convochi un imminente tavolo di raffreddamento «uno sciopero generale» «Non mi è sembrato giusto penalizzare l’utenza - ha precisato il responsabile della Cisl, Antonio Pepe - L’assemblea all’unanimità ci aveva invitato a continuare con le azioni di lotta e a proclamare lo stato di agitazione, dando mandato di formalizzare al soprintendente e al direttore regionale una richiesta di convocazione ad horas. È per dare prova di grande responsabilità, nei confronti del turismo nazionale e internazionale, che alla fine, abbiamo deciso di sospendere le assemblee programmate dal 21 al 24 giugno». Giovedì 26 giugno però i lavoratori incroceranno nuovamente le braccia per fare un punto sulla situazione. «Se i vertici amministrativi non daranno un segnale di apertura nelle trattative, allora si ripartirà con le contestazioni. La Cisl - continua Pepe - intende mettere alla prova la volontà dell’amministrazione a onorare gli impegni sottoscritti con le organizzazioni sindacali e la Rsu. Se ci troveremo di fronte a un muro di gomma, allora, declinando, già da subito, ogni responsabilità per eventuali disagi all’utenza, metteremo in atto azioni di lotta finalizzate alla proclamazione di una giornata di sciopero generale». Una serie di disagi, dunque, che penalizzano gli utenti, danneggiano l’immagine della città, causano danni economici e rendono difficile la vita dei lavoratori.


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