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Il Sindacato di Base e Indipendente

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22/06/08

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dicono di noi - le notizie
dall'11 al 20 giugno 2008

20 giugno 2008 - Ansa

LAVORO: MANIFESTAZIONI SINDACATI BASE E SIT-IN DA BRUNETTA

(ANSA) - ROMA, 20 GIU - Mobilitazione nazionale oggi promossa da CUB, Confederazione Cobas e SDL a sostegno di una piattaforma unitaria su salario, sicurezza sul lavoro, lotta alla precarieta', democrazia sindacale, difesa del sistema pensionistico pubblico, per una nuova scala mobile nonche' contro la manovra varata dal governo. Il sindacalismo di base ha dato vita ad oltre 20 manifestazioni in tutta Italia mentre a Roma si svolgeva la mobilitazione del Pubblico Impiego, indetta dalla RdB-Cub P.I. che ha visto - dicono gli organizzatori - oltre 2 mila lavoratori pubblici protestare davanti la sede del Ministero della Funzione pubblica. ''Dalla giornata di oggi arriva un importante monito per il Governo che - ha commentato Paola Palmieri della Rdb-Cub P.I. - deve valutare attentamente la sua scelta di non relazione con i lavoratori. Fra i dipendenti pubblici e' molto diffusa una condizione di rabbia, alimentata anche dall'aumento dei carichi di lavoro per le carenze di organico. E non si puo' liquidare un problema simile andando avanti a colpi di decreti''. Nell'ambito delle manifestazioni unitarie del sindacalismo di base altri 2.500 lavoratori hanno manifestato in piazza di Montecitorio, e una delegazione delle tre organizzazioni sindacali di base e' stata ricevuta a Palazzo Chigi. Nel corso dell'incontro Cub, Cobas e Sdl hanno consegnato la loro piattaforma unitaria, hanno richiesto un tavolo permanente di consultazione con le tre organizzazioni ed un incontro con il Presidente Berlusconi ed il Sottosegretario Letta. I sindacati hanno inoltre posto con forza il problema dei diritti e della democrazia sindacale.


20 giugno 2008 - Omniroma

PUBBLICO IMPIEGO, RDB-CUB: «IN 2MILA MANIFESTANO SOTTO MINISTERO»

(OMNIROMA) Roma, 20 giu - «Sono circa 2.000 i lavoratori pubblici che nella sola manifestazione di questa mattina, davanti al Ministero della Funzione Pubblica, sono scesi in piazza per la giornata di mobilitazione nazionale del Pubblico Impiego, indetta dalla RdB-CUB P.I nell'ambito della giornata nazionale di mobilitazione proclamata da Cub, Cobas, Sdl. I lavoratori pubblici hanno manifestato a sostegno della piattaforma unitaria del sindacalismo di base per salario sicurezza sul lavoro lotta alla precarietà, democrazia sindacale; difesa del sistema pensionistico pubblico, per una nuova scala mobile». Lo comunica Rdb-Cub. «Con una adesione attestata sul 75% hanno scioperato i Comparti dell'Università e della Ricerca, che ancora aspettano il rinnovo del contratto normativo 2006-2009 e del primo biennio economico 2006-2007, ed hanno aderito alla mobilitazione nazionale con un'ampia presenza alle manifestazioni organizzate nelle oltre 20 piazze dei principali capoluoghi italiani - continua la nota - Nel corso della manifestazione romana una delegazione della RdB P.I. è stata ricevuta al Ministero della Funzione Pubblica dal capo dipartimento, Dott. Antonio Naddeo, e dal Capo delle Relazioni Sindacali Dott. Eugenio Gallozzi. Il primo punto esposto dalla RdB è stato quello di risottolineare il problema delle relazioni fra Governo e Confederazione CUB, esclusa dall'ultimo incontro con le parti sociali». La RdB «ha poi ribadito il suo totale dissenso con la visione espressa dal Ministro Brunetta sulla Pubblica Amministrazione, un settore che secondo la RdB è invece strategico per il paese e rappresenta un importante patrimonio da rilanciare con investimenti. A cominciare dalle risorse per i contratti, per la riqualificazione del personale, per gli strumenti necessari al funzionamento dei servizi. L'aumento della qualità - secondo la RdB P.I. - deriverebbe da uno stop netto alle esternalizzazioni di funzioni pubbliche e agli appalti, mentre è inaccettabile mandare a casa migliaia di precari che per anni hanno garantito il funzionamento di tanti servizi». «Dalla giornata di oggi arriva un importante monito per il Governo - ha commentato Paola Palmieri della RdB-CUB P.I. - che deve valutare attentamente la sua scelta di non relazione con i lavoratori. Fra i dipendenti pubblici è molto diffusa una condizione di rabbia, alimentata anche dall'aumento dei carichi di lavoro per le carenze di organico. E non si può liquidare un problema simile andando avanti a colpi di decreti», ha concluso la dirigente RdB.


20 giugno 2008 - Dire

ACT REGGIO. RIASSUNTI 20 AUTISTI, CUB PROTESTA CON GANDOLFI
AUTOLINEE EMILIA, INTESA SINDACATI-AZIENDA:TETTO 15% A SUBAPPALTI

(DIRE) Reggio Emilia, 20 giu. - Sempre piu' ingarbugliato il nodo del trasporto pubblico locale di Reggio Emilia. Dei 22 autisti licenziati da due ditte che gestiscono in sub appalto parte delle linee del servizio per conto di Act, 20 sarebbero stati reinseriti in una nuova azienda, la "0522", mentre per due sarebbe confermata la perdita del posto di lavoro. La Cub Trasporti ha organizzato in mattinata un presidio davanti al municipio che si e' concluso con un incontro con l'assessore alla Mobilita' Paolo Gandolfi. Gli autonomi contestano le condizioni contrattuali, a partire dal livello salariale minimo e con un periodo di tre mesi di prova con cui gli autisti licenziati saranno riassorbiti. E chiedono al Comune, proprietario di un terzo dell'azienda di trasporto pubblico, di intervenire per scongiurare i licenziamenti e ridurre il sistema "a scatole cinesi" dei subaffidamenti su cui si basa la gestione del servizo degli autobus. "Confermo il sostegno nei confronti dei lavoratori lasciati a casa come peraltro ho gia' fatto, e sono stato l'unico, in un ordine del giorno che e' stato approvato dalla maggioranza in uno degli ultimi consigli comunali", risponde l'assessore Gandolfi. Quanto pero' alla richiesta della Cub di esercitare pressione politica affinche Act riassuma i lavoratori afferma: "Noi facciamo parte dell'Amministrazione e dunque esercitiamo un ruolo politico nei limiti della funzione di garantire l'interesse pubblico. Non posso, perche' c'e' una distinzione di ruoli, ne' voglio indicare ad Act con un atto politico di riassumere i lavoratori". Quanto all'impostazione generale del servizio di trasporto pubblico invece Gandolfi commenta: "C'e' convergenza tra noi e Act sulla necessita' di limitare i sub affidamenti rientrando nella soglia del 15%". L'obiettivo e' peraltro contenuto anche in un accordo firmato nei giorni scorsi tra le categorie dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e Act, relativo alla trasformazione di Ae-Autolinee dell'Emilia (l'azienda che gestisce il trasporto pubblico locale nella provincia) in una realta' autosufficiente. Il traguardo previsto e' consentire ad Ae di arrivare alla prossima gara per l'affidamento del servizio (prevista l'anno prossimo) con la proprieta' dei beni strumentali come autobus, attivita' di manutenzione e relativi immobili, che le verranno ceduti da Act, oltre alla titolarita' dei ricavi tariffari del servizio. Uno dei primi impegni contenuti nell'accordo e' quello di rientrare entro la soglia del 15% dei sub affidamenti, come previsto dalla normativa regionale e successivamente, alla riduzione dei sub-appalti al livello minimo permesso dalle nuove potenzialita' dell'azienda. Cio' avverra' attraverso l'assunzione in Ae di gran parte dei lavoratori dipendenti dalle aziende sub-affidatarie, attualmente impiegati sulle linee di trasporto pubblico, ed in un secondo tempo con nuove assunzioni. Alle aziende ed alle loro proprieta', in particolare ai Comuni consorziati in Act, i sindacati chiedono "di impegnarsi affinche' questo patto di indirizzo si completi rapidamente con le necessarie intese applicative, in quanto le decine di lavoratori dipendenti dalle imprese del sub-affidamento che si sono visti comunicare nelle scorse settimane l'avvio della procedura di messa in mobilita' hanno il diritto di essere i primi beneficiari di questa intesa".

COMUNE BOLOGNA. NUOVA SEDE, RDB: DIPENDENTI COME CAVIE
'ZERO BUS IN PIU', SI SPERIMENTERA' COME ARRIVERANNO IN UFFICIO'

(DIRE) Bologna, 20 giu. - Era un "trasloco al buio" e' diventato un "trasloco sperimentale" in cui le 'cavie' sono i dipendenti comunali. E' la nuova accusa che le Rdb muovono al trasferimento degli uffici comunali nelle torri di vetro di via Fioravanti. Il problema e' come i dipendenti comunali raggiungeranno la nuova sede. "A fronte dello spostamento quasi simultaneo di 1.200 dipendenti nelle stesse fasce orarie e di migliaia fra cittadini e 'utenti', e' stato previsto solamente il prolungamento del percorso della linea dell'autobus 30 che, calcoli alla mano, a pieno regime, puo' trasportare al massimo 450 persone ogni ora. Non e' previsto alcun potenziamento di altre linee che gia' oggi raggiungono l'area al massimo della capienza nelle ore di punta", protesta Maria Cristina Gnudi, delle Rappresentanze sindacali di base, ricordando anche la riapertura delle scuole a settembre, cioe' un'altra mole di persone che dovranno spostarsi. Le Rdb hanno chiesto piu' autobus, ma nell'ultimo incontro con l'amministrazione, la delegazione di Palazzo D'Accursio "si e' incredibilmente presentata senza il responsabile del settore Mobilita' la cui presenza era stata prevista" proprio per il tema "del trasporto nevralgico e ad oggi, irrisolto". A fronte della richiesta di motivare il mancato potenziamento del trasporto pubblico, l'amministrazione "ha risposto di non essere in grado di quantificare il numero dei dipendenti che lo utilizzeranno e un'indagine sara' avviata dopo il trasferimento", racconta Gnudi. Quindi, "si parte sperimentando" e "per almeno sei mesi dipendenti e cittadini avranno modo di dimostrare la loro capacita' di risolvere autonomamente le criticita' dovute a una programmazione miope del Comune". In relazione all'apertura della nuova sede comunale, prosegue Gnudi, "si sta progettando la possibilita' di utilizzo gratuito delle bici per i dipendenti e, in futuro, anche la realizzazione di piste ciclabili, mentre i parcheggi 'a pagamento' disponibili sono 320 ma non sono ancora stati definiti i criteri di assegnazione". Non va meglio, secondo il sindacato di base, la questione dei pasti: c'e' un ristorante che accetta i buoni pasto e "al quale e' stata richiesta la disponibilita' di 600 pasti contemporanei nella fascia oraria 13.30-15, ma tutti gli altri?". Infine, resta la contestazione al trasferimento dei servizi demografici, "che ricevono circa 11.000 cittadini l'anno, ad esclusione dell'Ufficio elettorale", in via Capramozza, "in piena zona Ztl". Messi in fila questi nodi, le Rdb sfidano "l'amministrazione ad un pubblico confronto sul tema sede unica perche' siamo convinti che l'intero progetto avra' un grosso impatto sulla vita della citta'".


20 giugno 2008 - Liberazione

Salari in picchiata, contratto nazionale di lavoro e servizi pubblici sotto attacco
di Roberto Farneti

Salari in picchiata, contratto nazionale di lavoro e servizi pubblici sotto attacco. Nel frattempo razzismo e xenofobia avanzano, mentre nei cantieri e nelle fabbriche si continua a morire per il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza. Tutto questo avviene sotto lo sguardo colpevole di Cgil Cisl Uil. Per il sindacalismo di base, invece, «è ora di dire basta all'arroganza padronale e governativa». La via maestra per contrastare questa deriva - di cui anche il centrosinistra è responsabile - è la lotta sui luoghi di lavoro e nelle piazze.
Per questo Cobas, Cub e SdL, in vista dello sciopero generale che convocheranno in autunno, hanno indetto per oggi una giornata di mobilitazione nazionale, con manifestazioni e presidi in venti città: a Roma (sotto Montecitorio, ore 12), Milano, Torino, Genova, Brescia, Venezia, Vicenza, Bologna, Reggio Emilia, Firenze, Pisa, Perugia, Chieti, Cagliari, Napoli, Potenza, Bari, Catanzaro, Palermo, Catania.
L'appuntamento di oggi è parte del percorso unitario che le tre principali organizzazioni del sindacalismo di base «antagonista e conflittuale» hanno deciso con l'assemblea del 17 maggio scorso al Teatro Smeraldo a Milano, alla quale hanno partecipato circa 2mila delegati. «Negli ultimi quindici anni - ricorda una nota unitaria - il padronato italiano è riuscito, per i propri profitti, a sottrarre ai lavoratori/trici, ai salari e alle pensioni, ben 10 punti percentuali del reddito nazionale, ottenendo in più da governi di centrodestra e centrosinistra la più ampia precarizzazione del lavoro». Ciononostante, la Confindustria, «spalleggiata da governo e opposizione parlamentare, ostenta la massima aggressività e, mai sazia, vuole abbassare ulteriormente salari e pensioni, precarizzare totalmente il lavoro e non spendere neanche un euro per la sicurezza dei lavoratori/trici».
La piattaforma rivendicativa è piuttosto articolata. Cobas, Cub e Sdl chiedono «forti aumenti per salari e pensioni; sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi; difesa di veri contratti nazionali, della pensione pubblica e del Tfr; abolizione delle leggi Treu e 30; ripristino della scala mobile; garanzia del reddito contro la precarietà lavorativa e sociale e contro la detassazione degli straordinari; uguali diritti per stanziali e migranti contro il razzismo e la xenofobia». Si va in piazza anche «per dire basta al monopolio della casta Cgil Cisl Uil sui diritti sindacali», rivendicare «pari diritti per tutti i sindacati» e «per restituire ai salariati il potere decisionale».
La mobilitazione nazionale unitaria si svolgerà in contemporanea con quella del pubblico impiego indetta dalla RdB Cub. Nel mirino del sindacato, il piano Brunetta e le misure contenute nella manovra approvata dal Consiglio dei Ministri «che appaiono - denuncia la RdB Cub - mirati alla distruzione della pubblica amministrazione e dello stato sociale». Altro motivo di conflitto è l'attacco alla contrattazione, «dal momento che il governo intende legiferare su materie da sempre oggetto di trattativa tra le parti».


20 giugno 2008 - Il Manifesto

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Proposta in 10 punti della Cgil. Sul rinnovo dei contratti, il ministro annuncia un tavolo entro l'estate
E Brunetta gela i sindacati: «I precari? 300 mila polpette avvelenate»
di S. F.

ROMA - «Mai più stabilizzazioni dei precari ope legis». Dalla sede del ministero dell'economia, la gelata di Brunetta soffia diritta a corso d'Italia, dove ieri la Cgil presentava le dieci proposte sulla riforma della pubblica amministrazione. «Un contributo che vorremmo fosse base del confronto con il ministro - spiega Epifani - Ammesso che il ministro lo voglia, il confronto».
Non si direbbe, e non da ieri. A pochi chilometri di distanza infatti, Brunetta tornava a spiegare le linee guida della 'sua' riforma della pubblica amministrazione. I precari? «300 mila polpette avvelenate», da stabilizzare eventualmente con concorsi solo su base territoriale. Il rinnovo dei contratti (altro punto dirimente per il sindacato)? «Un tavolo entro l'estate», è il massimo che riesce a dire il ministro, non riuscendo a fugare il dubbio che anche per il pubblico, si voglia attendere l'esito della trattativa su quelli privati in corso tra sindacati e Confindustria.
Il 'piano Brunetta' - spalmato sul decreto legge e sul disegno di legge approvati due giorni fa del consiglio dei ministri - su un punto è cristallino: i risparmi di spesa che dalla pubblica amministrazione dovranno provenire, quantificati in un punto percentuale l'anno di prodotto interno lordo: 20 miliardi circa in tre anni. Come? Mediante una riorganizzazione complessiva, orientata ai principi di «meritocrazia, innovazione e trasparenza». Punto cardine: la caccia «ai fannulloni».
«Condividiamo la sacrosanta battaglia contro i fannulloni - dice Epifani - ma non vorremmo che fosse usata per fare un'altra operazione, per un'operazione di tagli indiscriminati alla spesa pubblica e per un utilizzo di grandezze quantitative che poi non facciano qualità». «C'è il rischio cioè che si impoverisca la qualità del servizio pubblico», conclude Epifani.
Carlo Podda, segretario della funzione pubblica Cgil, illustra i dieci punti di proposta («una parte dei quali - assicura Epifani - sono condivisi da Cisl e Uil). Dalla riqualificazione della spesa pubblica (taglio del 10% delle consulenze, del 10% degli appalti e del 10% dei dirigenti), alla trasparenza e accessibilità del servizio pubblico, fino alla produttività (con quote di produttività ad ogni struttura pubblica che si impegni a raggiungere le migliori performance, e con l'assegnazione di una quota di produttività al merito individuale, misurato oggettivamente secondo criteri oggettivi e trasparenti).
Sarà disposto il ministro Brunetta a praticare «quella strada intermedia tra la non-concertazione e la 'cortesia'», a cui si richiama Epifani? Assume, in proposito, molta importanza il rapporto tra legge e contrattazione. Brunetta per ora pensa solo a legiferare (tanto che in nessuno degli incontri con i sindacati, nelle scorse settimane, si è parlato di 'trattativa'), e Epifani avverte: «La rilegificazione del rapporto di lavoro ci farebbe tornare all'inizio degli anni '90, con la politica e i partiti che avrebbero mano libera».
Per oggi invece è stata indetta la giornata di mobilitazione del pubblico impiego, proclamata dai sindacati di base. Rdb-Cub, Cobas e SdL criticano apertamente il piano Brunetta, «piano in cui si ravvisa l'intento di distruggere la pubblica amministrazione e lo stato sociale, dando i servizi in concessione a soggetti privati e trasformando i cittadini in clienti».


20 giugno 2008 - La Repubblica

Presidio alle 8.30 anche per le scelte economiche del governo
Dipendenti Hera in agitazione "L´azienda esternalizza i servizi"

Bologna - Rdb, Cub, Cobas e Sdl scendono in piazza per protestare contro la politica economica e sociale annunciata dal governo Berlusconi: oggi presidi alle 8,30 alla sede Hera e alle 10,30 in Via San Domenico, davanti a Unindustria. «La manovra finanziaria del governo mira a liberalizzare i servizi pubblici locali che potranno essere gestiti, attraverso gare d´appalto, da società di capitale e a partecipazione mista pubblica e privata; previsti tagli ai servizi pubblici e reintroduzione dei ticket sanitari. Il grave attacco ai lavoratori proviene soprattutto dal "programma Sacconi", progetto di ulteriore aggravamento della precarizzazione, col ritorno del "lavoro a chiamata", l´abrogazione dei limiti imposti ai contratti a termine, l´eliminazione di responsabilità e doveri degli appaltanti rispetto ai subappaltanti». Critiche anche al ministro Brunetta «che screditando il pubblico impiego non punta a riformare, ma a liquidare la pubblica amministrazione».


20 giugno 2008 - L'Unità

PUBBLICO IMPIEGO: SCIOPERA IL SINDACALISMO DI BASE (non c'è sciopero P.I., ndw)

Oggi giornata nazionale di mobilitazione del sindacalismo di base del Pubblico impiego nell’ambito della mobilitazione nazionale proclamata da Cub, Confederazione Cobas, Sdl. La principale manifestazione si svolgerà a Roma davanti al Ministero della Funzione pubblica, alla quale parteciperanno anche i precari della Pubblica amministrazione e i lavoratori in sciopero dei Comparti Università e Ricerca.


20 giugno 2008 - Libero

«Il Campidoglio si rifà sugli inquilini delle case popolari»
di RITA CAVALLARO

Roma - Con fischietti e striscioni i lavoratori e gli inquilini dell'Ater, l'Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale del Comune di Roma, hanno manifestato ieri in piazza del Campidoglio. Il motivo della protesta è il pignoramento di circa 400mila euro che il Comune ha imposto sui conti dell'Ater da circa un anno. Un blocco che non permette all'azienda di garantire i servizi e che, entro la fine del mese, potrebbe portare l'Ater a dichiarare fallimento. Gli inquilini però non ci stanno e chiedono al Campidoglio di sbloccare il pignoramento in modo che l'azienda possa pagare stipendi e forniture e possa garantire i servizi essenziali. Al sit in, tra gli altri, hanno partecipato anche alcune organizzazioni per la casa, che hanno voluto sostenere i cittadini. «Se non si prendono subito provvedimenti», ha detto il presidente di Asia Rdb, Pasquale Nappo, «le famiglie resteranno senza assistenza. L'Ater dovrà chiudere gli ascensori e se si rompe qualcosa non ci sarà chi potrà aggiustarla». «Nel nostro condominio ci sono degli invalidi che abitano all'ottavo piano», ha spiegato un'inquilina. «Come faranno a uscire di casa se ci chiudono gli ascensori?». Un problema, quindi, non solo per l'Ater, ma per tutti i cittadini che negli appartamenti gestiti dall'azienda vivono ormai da anni. «Per colpa di chi non ha pagato l'Ici all'Ater», ha sottolineato un'an ziana signora, «adesso dobbiamo farne le spese tutti. Non ci possono abbandonare così». E a perorare la causa degli inquilini, in piazza del Campidoglio, c'erano anche il consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi, e i consiglieri capitolini del Pd, Paolo Masini e Massimiliano Valeriani, che hanno auspicato che si riesca a «trovare una soluzione prima del consiglio straordinario del 26 giugno in cui la Giunta dovrà prendere delle decisioni sull'Ater». I manifestanti sono stati poi accolti in Comune dal vicecapogruppo del PdL, Dino Gasperini, che ha dato la piena disponibilità a collaborare, «anche se», ha precisato, «l'amministrazione comunale non può rinunciare ad esigere il credito dall'Ater». Ma una risposta positiva è arrivata dall'assessore capitolino al Patrimonio, alla Casa e ai Progetti speciali, Alfredo Antoniozzi, che oggi incontrerà una delegazione dell'Ater per trovare una soluzione. «Sulla questione dell'Ater stiamo portando avanti una trattativa serrata, la cui conclusione potrebbe essere il passaggio al Comune di una parte del patrimonio Ater per saldare il debito e togliere il pignoramento», ha spiegato Antoniozzi. «La volontà politica c'è, però l'aspetto giuridico dovrà essere verificato con la Corte dei Conti. Si deve verificare se il ritiro del pignoramento può ricadere sull'ammini strazione comunale». All'incontro era presente anche il consigliere provinciale del Pd, Nicola Galloro, che ha evidenziato la «necessità di una deroga per capitalizzare il debito pregresso, in modo da aiutare le 45mila famiglie. Il piano di vendita va avanti, perché comunque l'Ater deve, per legge, vendere alcuni alloggi. La Provincia non ha un ruolo diretto, stiamo però cercando di attivarci per spingere verso un piano di rientro, perché l'Ater deve poter continuare a offrire i propri servizi».


20 giugno 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Silvestri nuovo direttore sanitario dell'Asl Napoli 1
di Alessandra Barone

NAPOLI — L'investitura ufficiale è attesa per lunedì. Nicola Silvestri è il nuovo direttore sanitario dell'Asl Napoli 1. L'incarico gli è stato affidato ieri dal direttore generale dell'azienda sanitaria napoletana Giovanni Di Minno. Silvestri, 52enne di Molfetta, è stato finora direttore sanitario dall'Asl Bat 1 (Barletta, Andria, Trani), laureato in medicina all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e specializzato in medicina legale e in igiene e medicina preventiva. Con la nomina di Silvestri si completa il vertice dell'Asl più importante della Campania, che tenta di risalire da una condizione di deficit atavico (solo nell'ultimo trimestre ha registrato un bilancio negativo di 165 milioni di euro). Di Minno tre giorni fa ha deciso di affidare la direzione amministrativa a Luigi Patrone, che fino alla settimana scorsa ha ricoperto la stessa carica nell'azienda ospedaliera Cardarelli, sotto la guida del manager Enrico Iovino. Remigio Prudente, ex direttore sanitario dell'Asl Napoli 1, sostituito da Silvestri, è stato trasferito al vertice del dipartimento di medicina legale della stessa Asl, rimasto vacante dopo il prepensionamento di Francesco Minicucci. Le nuove nomine non placano le polemiche all'interno dell'azienda sanitaria locale.
«Questo giro di poltrone legate ai partiti politici — denunciano i delegati della rappresentanze sindacali di base — danneggiano da oltre vent'anni la Sanità campana. Ai posti di comando ci sono sempre le stesse persone che non cambiano la qualità gestionale e funzionale dell'Asl. Restano fuori i giovani che pur avendo titoli e capacità professionali non trovano spazio nel settore pubblico ospedaliero. Chiediamo dei concorsi pubblici seri e trasparenti, altrimenti minacciamo lo sciopero». Lo stesso sindacato annuncia lo sciopero per oggi al secondo Policlinico. I motivi sono la mancata firma del per il rinnovo del contratto nazionale scaduto a fine 2005 per i lavoratori universitari.


20 giugno 2008 - Il Mattino

SANTA MARIA CAPUA VETERE. ACCORDO CON L’AZIENDA PER L’ORARIO
Parcheggiatori, sì della coop al full time
di CRISTINA MONACO

SANTA MARIA CAPUA VETERE - L'accordo è stato raggiunto, lo stato di agitazione posto in essere dai trenta ausiliari della sosta impiegati a Santa Maria Capua Vetere può dirsi finalmente concluso. Ieri mattina presso gli uffici di Palazzo Lucarelli si è svolta una proficua riunione che ha visto seduti intorno a un tavolo l’amministratore unico della «piccola cooperativa sociale parcheggiatori sammaritani» Michele Arciprete, il funzionario del Cub (confederazione unitaria di base) Fulvio Beato e una rappresentanza dei lavoratori. All’incontro hanno partecipato, in qualità di ospiti, anche alcuni amministratori comunali. All’ordine del giorno la vertenza apertasi nel mese di aprile e che ha portato al prolungato stato di agitazione degli ausiliari della sosta. Nella riunione di ieri, l’ultima di una lunga serie, è stato finalmente raggiunto un accordo: l’azienda si è impegnata a garantire migliori condizioni contrattuali. Soddisfatti i rappresentanti sindacali che hanno visto accolte le richieste avanzate per conto dei lavoratori nei mesi scorsi. Lo stato di agitazione è cominciato nel mese di aprile quando la «piccola cooperativa sociale parcheggiatori sammaritani» ha stabilito una generalizzata diminuzione dell’orario di lavoro. Il provvedimento era scaturito, secondo quanto affermato dalla dirigenza dell'azienda, dalle difficoltà di mercato incontrate nell'ultimo periodo. Inutile dire che la decisione ha comportato rilevanti conseguenze per i dipendenti che hanno sopportato per tutti questi mesi una sensibile diminuzione della retribuzione, visto che il loro rapporto di lavoro con l’azienda improvvisamente si era trasformato in part-time. Nei mesi scorsi, i trenta parcheggiatori sammaritani hanno dato vita a numerose proteste per attirare l’attenzione sulla loro situazione, chiedendo il ripristino reale degli orari lavorativi come sanciti dalle prescrizioni contrattuali (ossia 40 ore settimanali) e l'inquadramento contrattuale reale a tempo pieno per tutti i lavoratori. Ma lo stato di agitazione non aveva prodotto risultati, tanto da spingere gli ausiliari della sosta ad incrociare le braccia per un’intera giornata. Nelle scorse settimane le trattative con l'azienda si erano riaperte e si era intravisto uno spiraglio di luce. La soluzione si è, però, concretizzata nella giornata di ieri quando la società ha garantito già entro il mese di luglio un aumento dell'orario di lavoro e il ripristino dei precedenti rapporti contrattuali. Alla base di questa decisione, in cui pare abbia giocato un ruolo fondamentale l’azione amministrativa, vi è la previsione di un'estensione del mercato che dovrebbe verificarsi già nelle prossime settimane.

Continua la protesta dei dipendenti senza paga. Apertura a singhiozzo per i siti archeologici
di SUSY MALAFRONTE

Pompei - Non ci sono accordi salva-turisti che tengono. I cancelli della città sepolta continuano a rimanere chiusi, lasciando fuori, per ore, migliaia di stranieri provenienti da ogni angolo del mondo. Oggi l'apertura dei siti archeologici di Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia e dell'Antiquarium di Boscoreale slitterà alle ore 10,30. Da domani, e fino a martedì 24 giugno, invece, si potranno visitare solo dopo le 11.30. I ritardi sono una conseguenza, come ormai accade da decenni, delle assemblee del personale indette dai sindacati. Questa mattina a incrociare le braccia saranno i lavoratori di Cgil, Cisl, Uil, Usa, e RdB. Da domani, e fino al 24 giugno, invece, a guidare la crociata anti-soprintendenza sarà la sola Cisl. Neanche i ripetuti appelli lanciati al ministero dagli operatori turistici, affinché intervenga per la salvaguardia dell'immagine di Pompei, sono serviti a evitare le gaffe internazionali alle quali «siamo abituati ad assistere da tempo», sottolineano gli imprenditori. «L'unificazione delle soprintendenze di Pompei e Napoli - spiega il leader nazionale della Uil, Gianfranco Cerasoli - ha creato problemi organizzativi e caos. Non c'è più un unico interlocutore, mancano gli incontri singoli, la gestione continua ad andare come se fossero due cose distinte e separate. C'è da denunciare, inoltre, il blocco delle competenze dal primo aprile. Il soprintendente Guzzo non si può trincerare dietro la mancata nomina del nuovo consiglio di amministrazione. Noi chiediamo garanzie sui pagamenti e sulle organizzazioni di lavoro e snellimento delle procedure. L'accorpamento delle due soprintendenze, come avevamo anticipato noi, si è dimostrata fallimentare». A denunciare il mancato rispetto degli accordi con i lavoratori è anche la Cisl. «L’assenza dell'amministrazione per quanto riguarda gli accordi presi per il pagamento del personale è totale - sottolinea il responsabile sindacale Antonio Pepe - Custodi, impiegati e operai di tutti i siti archeologici e degli uffici dell'ex soprintendenza per i beni archeologici, avanzano un credito medio di tremila e quattrocento euro». La Cisl, sul tavolo della protesta, mette anche la carenza del personale che «mette a rischio l'apertura di molte case antiche, uffici e la manutenzione ordinaria dei siti archeologici». Le responsabilità della politica di gestione degli ultimi 14 anni - continua Pepe - hanno ridotto volontà e numero del personale al limite. Così non è più possibile garantire la sicurezza degli scavi. Cancellare la soprintendenza di Pompei, dotata di autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e finanziaria, è stato un errore gravissimo che già inizia a mettere in pericolo l'attività di tutela e di fruizione pubblica di un patrimonio archeologico straordinario, che il mondo intero ci invidia». Che siano in atto problemi di gestione l'ha evidenziato, in più occasioni, anche il soprintendente per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, Pietro Giovanni Guzzo. In una nota diffusa alcuni giorni fa affermava che «la mancata nomina, ad oggi, del consiglio di amministrazione della soprintendenza rende ancora più problematico valutare lavori e progetti, definendo le priorità d'intervento».


20 giugno 2008 - Tuscia web

Viterbo - Grazie all'intervento di prefetto e Asl
Stipendi salvi alla Salus

Viterbo - Il prefetto Giacchetti ha incontrato i rappresentanti sindacali di Cgil – Cisl – Uil – Fials - Rdb cub e alcuni dipendenti, i titolari e i rappresentanti della casa di cura Salus di Viterbo e i rappresentanti della Asl di Viterbo. Le parti sindacali hanno esposto la preoccupazione dei dipendenti della Salus per il ritardo nel pagamento delle retribuzioni. I rappresentanti della Salus hanno esposto le attuali difficoltà. La Asl di Viterbo ha valutato tutte le possibilità per salvaguardare il pagamento delle prestazioni lavorative. Il direttore generale, Aloisio, ha autorizzato un provvedimento che garantisca i dipendenti. Il prefetto ha ringraziato il direttore generale per l’attenzione verso problematiche fondamentali riguardo situazioni di disagio dei lavoratori, per i quali la retribuzione rappresenta la fonte di sostentamento essenziale. Apprezzamento anche da parte dei sindacati.


20 giugno 2008 - Foto Up

Luglio obbligatorio
Un fiume di donne armate di cartelli colorati e fischietti si è riversato oggi sotto le finestre del Comune di Milano in largo Treves , Fotoup ha documentato la colorata e rumorosa protesta

Milano – Sono circa 4.000 oggi i lavoratori che hanno incrociato le braccia per sollevare il problema dello stato dei Servizi Educativi all’Infanzia gestiti dal Comune di Milano, per denunciare le "precarie" condizioni lavorative delle educatrici in Scuole Materne e Nidi". Il conflitto in corso è con la direzione dei Servizi all’Infanzia, sopratutto in relazione al rispetto de calendario scolastico e al rapporto tra numero di educatrici e bambini. La miccia che ha acceso la protesta è dovuta alle mancate risposte, denuncia RDB Cub, sulla soluzione delle problematiche che obbliga le educatrici a lavorare turnando 15 giorni nel mese di luglio a copertura dei Servizi all’Infanzia nel progetto denominato "Milano Estate Amica dei bambini Anno 2008". violando il rispetto del calendario scolastico.


20 giugno 2008 - Corriere di Bologna

E sui computer dei commessi c'è Brunetta

Bologna - Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, che ha da tempo intrapreso una battaglia contro i fannulloni, è l'argomento di maggiore discussione tra i dipendenti del Comune di Bologna. Nei giorni scorsi le Rdb hanno addirittura convocato i lavoratori di Palazzo d'Accursio in piazza Maggiore per protestare contro i piani del ministro Brunetta e per affermare pubblicamente che non «siamo fannulloni». Ieri sull'home page del computer utilizzato dai commessi di Palazzo d'Accursio che siedono a pochi metri dall'ufficio del sindaco è comparsa la foto minacciosa del ministro Brunetta. Una provocazione che ha strappato un sorriso a chi passava dal Comune per un appuntamento con il sindaco. Nei giorni scorsi erano stati invece i dipendenti di Palazzo Malvezzi a protestare contro la proposta di abolire la Provincia.


20 giugno 2008 - Il Secolo XIX

Bersani: «robin hood si rivolterà nella terra»
le reazioni: pd molto critico, sindacati divisi nel giudizio
di virginio di carlo

«CREDO CHE Robin Hood si rivolterà nella foresta». È giunta da un ex ministro economico, Pier Luigi Bersani, il giudizio più duro sulla manovra triennale appena varata dal Governo. Ed è una ritrovata compattezza del Pd ad aver contrassegnato, ieri, la mattinata di "decantazione" della finanziaria approvata in aula mercoledì scorso.
Riguardano salari, tagli alle risorse destinate al Mezzogiorno e politica ambientale le argomentazioni delle critiche mosse dagli scranni dell'opposizione. «I circa 3 miliardi di euro necessari a coprire la manovra dovranno essere reperiti attraverso il taglio di numerose voci di spesa, la maggior parte delle quali erano state destinate dalle ultime Finanziarie ad interventi ed opere infrastrutturali al Sud» ha osservato il componente della commisione trasporti Costantino Boffa. Mentre a parlare di «questione salariale assente» dalla manovra è il ministro del Lavoro del governo ombra, Enrico Letta. Continua, invece, ad allargarsi la falla che nelle ultime settimane ha segnato la distanza delle posizioni della Cgil da quelle di Cisl e Uil. I dubbi sollevati già mercoledì da Guglielmo Epifani si sono tramutate ieri in un giudizio senza appello sui tagli a scuola, sanità e sull'annunciata "carta sociale" per gli anziani valutata dal segretario della Cgil come «una scelta compassionevole».
Decisamente meno aspri i toni usati dai segretari degli altri sindacati confederati. E se adAngeletti (Uil) sono piaciute le misure che «utilizzano le risorse che vengano da banche, assicurazioni e attività petrolifere per aiutare le persone svantaggiate», Bonanni della Cisl si è espresso in termini anche più favorevoli, giudicando «interessante che per la prima volta siano state colpite le rendite di assicurazioni e banche». Soddisfazione condivisa anche da Renata Polverini dell'Ugl, che ha parlato di «indicazioni importanti» e di una «volontà di fare» da parte dell'attuale esecutivo. Contraria, invece, la posizione dei sindacati di base: Cobas, Cub e Sdl hanno indetto per oggi la giornata nazionale di mobilitazione del sindacato del Pubblico impiego, contro i contenuti della riforma della pubblica amministrazione e della manovra presentate dal Governo.


20 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

Ferrara. Stamattina alle 9 le Rdb Cub assieme ai Cobas ed al Sdl...

Ferrara - Stamattina alle 9 le Rdb Cub assieme ai Cobas ed al Sdl manifesteranno davanti alla Prefettura di Ferrara «per una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini che pagano le tasse e non ai privati ed alle imprese, per una vera stabilizzazione del precariato per i giovani, per reali aumenti salariali con blocco dei prezzi e del carovita».

Fiera, le Rdb consegnano le scarpe anti-infortunio
a Luca Cordero di Montezemolo e Michele Porcelli
LA PROTESTA

Bologna - Contro le nuove e odiate scarpe anti-infortunio consegnate ai dipendenti, ieri le Rdb le hanno fatte calzare al presidente e all’ad della Fiera, Luca Cordero di Montezemolo e Michele Porcelli, usando due manichini, davanti all’ingresso dell’expo. E oggi le monetine raccolte e le scarpe saranno consegnate durante un presidio davanti alla sede di Unindustria.

Autobus fermi dalle 11 alle 15
LO SCIOPERO

Bologna - A causa dello sciopero nazionale indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl Tpl, Cub trasporti, oggi il personale viaggiante dell’Atc si fermerà dalle 11 alle 15. Pertanto, saranno garantite solo le corse in partenza dai capilinea fino alle 10,45.


20 giugno 2008 - Gazzetta di Reggio

Cub trasporti sciopera contro i licenziamenti

REGGIO E. - Uno sciopero della Cub Trasporti è stato proclamato per questa mattina con presidio, alle 10, davanti al municipio; lo sciopero, di quattro ore, è stato indetto contro i licenziamenti nel gruppo Act. «Dodici lavoratori licenziati dalla Seppi autonoleggio - denuncia la Cub - dieci licenziati dalla Sorelle D.C. viaggi che all’interno di Orfeo e per conto di Transcoop bus eserciscono parte del sub appalto del servizio urbano ed extraurbano avuto in affidamento da Ae del gruppo Act». Uno sciopero «perché Act provveda all’assunzione dei lavoratori licenziati per le gravi carenze padronali».


20 giugno 2008 - La Nuova Ferrara

RDB/CUB E COBAS
Manifestazione in prefettura

Ferrara - Oggi davanti alla prefettura manifestazione di Rdb/Cub e Cobas a sostegno dei lavoratori della pubblica amministrazione.


20 giugno 2008 - Il Vicenza

L'accusa. Rdb contro le scelte dell'assessore Giglioli
Sindacati all'attacco nel mirino il Comune e gli uffici anagrafici
«La sede della circoscrizione tre chiusa per potenziare quella centrale di piazza Biade»

Vicenza - Potenziare l'anagrafe centrale, ma a discapito di una delle sedi decentrate. È questa la denuncia che arriva dal sindacato di base Rdb-Cub in merito alle decisioni prese dall'assessore comunale Gianni Giglioli di spostare un dipendente del quartiere tre all'anagrafe di piazza Biade per sostituire una collega in maternità «senza che il direttore di settore, le Organizzazioni Sindacali e nemmeno i lavoratori fossero a conoscenza di questa iniziativa», attacca Rdb. «Informiamo la cittadinanza - proseguono i sindacalisti - che per potenziare l’anagrafe centrale da domani sarà trasferita l’addetta all’anagrafe decentrata della circoscrizione 3 che copre la popolosa zona del quartiere San Pio X. In pratica si chiude uno sportello anagrafico decentrato funzionante a piano regime, per soccorrere l’anagrafe centrale». Questa la denuncia dei sindacati, pronti ad attaccare su fronte della trasparenza mostrata da palazzo Trissino e sulle scelte amministrative che stanno dietro a questo trasferimento di sede: «Queste sono le prestigiose soluzioni che i nuovi amministratori, il segretario generale Macchia e i tutti i funzionari preposti hanno escogitato venire incontro alle esigenze dei cittadini. Tutto ciò per non assumere un precario che sostituisca una delle addette all’anagrafe centrale assente per maternità». Rdb-Cub non risparmia critiche nemmeno sulla nomina del nuovo portavoce del sindaco, Jacopo Bulgarini: «sempre dalla stampa, apprendiamo che il nuovo portavoce del sindaco ha firmato un contratto di lavoro con l’attuale amministrazione di 80.000 euro all’anno (ben 10.000 euro in meno del suo predecessore Fabio Carraro!)», ironizza il sindacato di base dei lavoratori. «Come sindacato denunciamo il grave operato dell'amministrazione del Comune di Vicenza che risolve, a colpi di ordinanze, i problemi di carenza del personale dell'anagrafe centrale chiudendo un servizio, come quello dello sportello decentrato della Circoscrizione 3. Denunciamo al contempo la mancanza del minimo rispetto nei confronti dei lavoratori coinvolti che hanno appreso la notizia dalla stampa due giorni prima di ricevere, tramite messo comunale, l'ordinanza di trasferimento. Tutto questo all'insaputa dei sindacati che avevano da tempo avanzato proposte costruttive a tutela dei lavoratori e degli utenti».(MA.S.)


20 giugno 2008 - Il Giorno

OSPEDALE. Venerdì prossimo infermieri in sciopero contro i tagli dei posti

LEGNANO — IL BUBBONE è scoppiato. Venerdì prossimo le Rappresentanze di base (Rdb) hanno proclamato uno sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori dell'Azienda ospedaliera. Alle 9 è previsto un presidio al Civile; poi i lavoratori raggiungeranno il Comune. Otto anni fa una manifestazione analoga: infermieri, medici e amministrativi lungo il Sempione, allora per i salti di riposo. Tribolazione ben lontana dall'essere risolta, anzi. «Preoccupazioni fortissime ci hanno spinto allo sciopero - spiegano da Rdb -. Si stanno chiudendo i servizi alla persona e tagliando posti letto a danno dei cittadini. Si esternalizza riducendo qualità ed assistenza. Se davvero si vuole razionalizzazione la spesa pubblica ospedaliera, perché non dare un taglio drastico alle consulenze, alle convenzioni con strutture private?». Tra i punti aperti, anche la questione-call center: «Undici lavoratrici a breve perderanno il posto di lavoro perché la direzione vuole aderire ad un call center regionale siciliano».(S.V.)


20 giugno 2008 - Brescia Oggi

SINDACATI. L’annuncio di Cub, Cobas e Sdl
Contratto di lavoro. Nasce un comitato

Brescia - È nato il Comitato per la difesa del contratto nazionale di lavoro, per informare e e sensibilizzare la cittadinanza sulla centralità del contratto nazionale di lavoro nella tutela dei diritti di tutti i lavoratori. Lo hanno reso noto i rappresentanti locali dei sindacati autonomi di base Cub, confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, che hanno manifestato la loro preoccupazione in vista dell’imminente riforma della contrattazione che vedrà tra le parti in causa i sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil e Confindustria.
«Il congiunto indirizzo impartito da governo, Confindustria e dai confederali, che non sembrano in grado di stare veramente dalla parte dei lavoratori,- spiega Pino Giampietro (Cobas) - profilano un ridimensionamento del ruolo del contratto nazionale, che non servirà per aumentare i salari e ridistribuire la ricchezza, ma solo per recuperare l’inflazione. In più i nuovi contratti nazionali per i lavoratori non avranno più la durata biennale, ma triennale, con la conseguente perdita di efficacia».
«Come unione sindacale, rivendichiamo il ruolo che ci appartiene - afferma Margherita Recaldini (Sdl intercategoriale) - noi miriamo ad una democrazia sindacale in cui nessuno abbia il monopolio sui lavoratori, come oggi fanno Cgil, Cisl e Uil».
La sensibilizzazione prenderà il via domani con presidi agli ingressi dell’Iveco di via Fiume (alle 13) e al satellite del Civile (alle 19) dove sarà distribuito del materiale informativo.(TH.ORL.)


19 giugno 2008 - Prima

RDB CUB: 20 GIUGNO GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

(PRIMA) ROMA - Si è tenuta questa mattina presso la sede della Provincia di Roma la conferenza stampa di presentazione della giornata nazionale di mobilitazione del Pubblico Impiego indetta da RdB-CUB P.I. nell’ambito della mobilitazione nazionale proclamata per il 20 giugno da CUB, Confederazione Cobas, SDL, e deliberata dall’assemblea nazionale del sindacalismo di base del 17 maggio scorso. La RdB-CUB P.I. ha esposto forti critiche ai contenuti della riforma della P.A. e della manovra presentate dal Governo, nelle quali cui si ravvisa l’intento di distruggere la Pubblica Amministrazione e lo Stato Sociale, cancellando i lavoratori che vi operano, dando i servizi in concessione a soggetti privati e trasformando i cittadini in clienti. Da contrastare la gestione repressiva del personale della P.A., intesa in funzione di processi di ristrutturazione da cui derivano ricadute sia disciplinari che retributive, queste ultime determinate da una valutazione di cui non sono stati precisati i criteri. A ciò si accompagna la definizione di una dirigenza di provenienza esterna alla P.A., senza legami con la categoria e di carattere tecnocratico. Gravissimo viene giudicato il ripristino di un intervento legislativo in sostituzione della contrattazione, con la conseguente riduzione del ruolo dei lavoratori nel rapporto con la controparte. La RdB-CUB P.I., ha poi fornito alcune anticipazioni di un dossier in preparazione in cui verranno documentati esempi concreti sullo stato della Pubblica Amministrazione dopo anni di tagli alle risorse e agli organici, precariato, appalti, esternalizzazioni, e consulenze d’oro. "Dopo la propaganda contro i fannulloni siamo passati ai fatti - ha dichiarato Nazareno Festuccia della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. - il governo mira alla demolizione del sistema sociale, solidaristico e universale, a cui l’RdB è fortemente legata e che intende difendere con forza". La conferenza stampa si è conclusa con l’annuncio della principale manifestazione organizzata dalla RdB-CUB P.I, che si svolgerà a Roma, dalle ore 10.00 del 20 giugno, davanti al Ministero della Funzione Pubblica, in Corso Vittorio Emanuele II 116, alla quale parteciperanno anche i precari della Pubblica Amministrazione e i lavoratori in sciopero dei Comparti Università e Ricerca.


19 giugno 2008 - Agi

STATALI: RDB-CUB, DOMANI GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

(AGI) - Roma, 19 giu. - Domani, 20 giugno, giornata nazionale di mobilitazione del sindacalismo di base del Pubblico Impiego: la manifestazione e' stata indetta da RdB-CUB P.I. nell'ambito della mobilitazione nazionale proclamata per il 20 giugno da CUB, Confederazione Cobas, SDL. La RdB-CUB P.I. ha esposto forti critiche ai contenuti della riforma della P.A. e della manovra presentate dal Governo, nelle quali, si legge in una nota, "cui si ravvisa l'intento di distruggere la Pubblica Amministrazione e lo Stato Sociale, dando i servizi in concessione a soggetti privati e trasformando i cittadini in clienti". Va contrastata "la gestione repressiva del personale della P.A., intesa in funzione di processi di ristrutturazione da cui derivano ricadute sia disciplinari che retributive, queste ultime determinate da una valutazione di cui non sono stati precisati i criteri. A cio' si accompagna la definizione di una dirigenza di provenienza esterna alla P.A., senza legami con la categoria e di carattere tecnocratico. Gravissimo viene giudicato il ripristino di un intervento legislativo in sostituzione della contrattazione, con la conseguente riduzione del ruolo dei lavoratori nel rapporto con la controparte. La RdB-CUB P.I., ha poi fornito alcune anticipazioni di un dossier in preparazione in cui verranno documentati esempi concreti sullo stato della Pubblica Amministrazione dopo anni di tagli alle risorse e agli organici, precariato, appalti, esternalizzazioni, e consulenze d'oro. "Dopo la propaganda contro i fannulloni siamo passati ai fatti - ha dichiarato Nazareno Festuccia della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. - il governo mira alla demolizione del sistema sociale e solidaristico, a cui l'RdB e' fortemente legata e che intende difendere con forza". La principale manifestazione organizzata dalla RdB-CUB P.I. si svolgera' a Roma, dalle ore 10.00, davanti al Ministero della Funzione Pubblica, alla quale parteciperanno anche i precari della Pubblica Amministrazione e i lavoratori in sciopero dei Comparti Universita' e Ricerca.


19 giugno 2008 - Adnkronos

FINANZIARIA: BOLOGNA, DOMANI SINDACALISMO DI BASE IN PIAZZA CONTRO GOVERNO
APPUNTAMENTI DAVANTI A SEDE HERA E UNINDUSTRIA

Bologna, 19 giu. - (Adnkronos) - Rdb, Cub, Cobas e Sdl scendono in piazza domani a Bologna per protestare contro la politica economica e sociale annunciata dal governo Berlusconi. Presidi sono stati indetti alle 8,30 davanti la sede Hera e alle 10,30 in Via S. Domenico 4 davanti ad Unindustria. "La manovra finanziaria del governo - si legge in una nota congiunta - mira alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali che potranno essere gestiti, attraverso gare d'appalto, da societa' di capitale e a partecipazione mista pubblica e privata; previsti tagli ai servizi pubblici e reintroduzione dei ticket sanitari". "Il grave attacco ai lavoratori e alle lavoratrici proviene soprattutto - osservano i sindacati di base - dal 'programma Sacconi', progetto di ulteriore aggravamento della precarizzazione,c he prevede il ritorno del lavoro a chiamata, l'abrogazione dei limiti imposti ai contratti a termine, l'eliminazione di responsabilita' e doveri degli appaltanti rispetto ai subappaltanti, cancellazione del documento che evita le dimissioni in bianco, riduzione dei riposi". "Al tutto si aggiunge - proseguono - la campagna di screditamento del pubblico impiego avviata dal ministro Brunetta e il suo obbiettivo non di riformare ma bensi' di liquidare la pubblica amministrazione. Il suo accanimento contro i dipendenti pubblici volge verso pesanti provvedimenti disciplinari sino al licenziamento e mira alla privatizzazione del rapporto di lavoro".

ARCHEOLOGIA: POMPEI, AGLI SCAVI POSSIBILI DISAGI DAL 20 AL 24 GIUGNO

Pompei, 19 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei comunica che, per la convocazione di un'assemblea sindacale del personale, indetta dalle O.O.S.S. FLP, CGIL, CISL, UIL, UNSA e RdB, gli scavi potrebbero rimanere chiusi il giorno 20 giugno dalle ore 8.30 alle 10.30. Inoltre, nei giorni 21, 22, 23 e 24 giugno gli Scavi di Pompei, Ercolano, Oplonti, Boscoreale potrebbero restare chiusi i dalle ore 8.30 alle ore 11.30, a causa di assemblee proclamate dall'O.S. CISL.


19 giugno 2008 - Dire

ACT REGGIO. AUTISTI LICENZIATI, DOMANI CUB IN PIAZZA
AN E PRC: ENTI LOCALI INTERVENGANO

(DIRE) Reggio Emilia, 19 giu. - Si riscalda il clima politico di Reggio Emilia, alla vigilia dello sciopero di quattro ore degli autobus indetto per domani. La protesta, targata Cub, e' in sostegno a 22 autisti licenziati dipendenti di due ditte, a loro volta aderenti al consorzio Orfeo, che gestisce in subappalto parte delle linee del servizio del gruppo di trasporto pubblico locale Act. L'azienda proprio in questi giorni si e' smarcata dalle accuse di aver licenziato i dipendenti imputando la responsabilita' alle ditte appaltatrici. E ha contestato la posizione critica sulla vicenda del consiglio comunale, espressa in un ordine del giorno approvato il 26 maggio. Le reazioni non sono mancate. Il gruppo consiliare di An chiede che i lavoratori vengano riassunti in altre aziende del gruppo, mentre interviene anche il consigliere comunale di Rifondazione comunista Alberto Ferrigno. "E' imbarazzante la risposta di chi, a fronte dei lavoratori licenziati, afferma di non essere responsabile" dice Ferrigno. Al contrario, prosegue il consigliere, "le responsabilita' sono, sia pure indirettamente, tutte di Act e delle sue scelte fallimentari sotto il profilo sociale ed economico". Ferrigno esprime quindi solidarieta' ai lavoratori e auspica che "gli altri enti locali e la Provincia assumano la medesia posizione critica del Comune al fine di scongiurare i licenziamenti". L'ordine del giorno approvato in consiglio contiene invece una sollecitazione alla giunta ad operare un cambio di passo nel processo di semplificazione societaria di Act e a far osservare le norme che regolano la tutela del posto di lavoro.

FIERA BOLOGNA. LE RDB METTONO SCARPE SCOMODE A MONTEZEMOLO
PRESIDIO CON 2 MANICHINI CON LE ODIATE CALZATURE ANTI-INFORTUNIO

(DIRE) Bologna, 19 giu. - "Vendetta" ironica delle Rdb: in segno di protesta per le nuove e odiate scarpe anti-infortunio consegnate ai lavoratori della Fiera di Bologna, il sindacato di base le ha fatte calzare al presidente e all'amministrazione delegato dell'expo, Luca Cordero di Montezemolo e Michele Porcelli. Ovviamente non per davvero: le Rdb hanno usato due manichini con i volti dei due manager e ai piedi gli hanno messo le scarpe. Il tutto davanti all'ingresso della Fiera dove oggi e' stato predisposto un banchetto per raccogliere monetine per regalare a Montezemolo "un paio di scarpe anti infortunio decenti come promemoria sulla vertenza in atto" per la sicurezza nei padiglioni del quartiere espositivo. "Abbiamo messo insieme un sacchetto di monetine", per lo piu' centesimi di euro, spiega Luigi Marinelli al termine dell'iniziativa. I soldi raccolti e le "relative scarpe in regalo saranno consegnate domani" in occasione del presidio organizzato dai 30 dai sindacati di base davanti alla sede di Unindustria. Il problema delle scarpe nuove ma tutt'altro che confortevoli era emerso a inizio giugno: "Sono scadenti e insalubri: i lavoratori si lamentano perche' provocano escoriazioni e vesciche. E poi pesano sette etti ciascuna. Non proprio comode per gente come noi che lavora camminando", dicevano allora le Rdb facendo della della scarpe l'emblema del flop dell'accordo raggiunto tra la Fiera e Cgil-Cisl-Uil per aumentare la sicurezza nei padiglioni. Sulle scarpe messe ai manichini oggi le Rdb hanno segnalato anche il prezzo delle calzature: 40 euro, "ma ne abbiamo trovato un modello identico alla Metro a 19 euro", dice Marinelli. Insomma, non si e' nemmeno risparmiato. Per il resto i manichini erano "vestiti con gli scarsi dispositivi di protezione acquistati dalla direzione aziendale".

TRASPORTI. ATC-ACFT, CGIL FERRARA: FUSIONE POSITIVA
GUIETTI: CHI PONE OSTACOLI LO FA PER INTERESSI CORPORATIVI

(DIRE) Ferrara, 19 giu. - "A Ferrara, Cgil, Cisl e Uil sono sempre stati favorevoli all'incorporamento di Acft in Atc. Su questo, non ci siamo mai divisi. Piuttosto, ho l'impressione che chi, in modo prematuro, pone gia' degli ostacoli alla fusione, lo faccia solo per proteggere qualche piccolo interesse corporativo". Con queste parole il segretario provinciale di Cgil Ferrara, Giuliano Guietti, interviene a seguito della comunicazione ai sindacati, ieri a Bologna, dell'accorpamento delle due aziende di trasporto emiliane. Dopo il vertice bolognese a Palazzo Malvezzi- tra gli assessori ai Trasporti del Comune e della Provincia di Bologna, Maurizio Zamboni e Giacomo Venturi, insieme con l'omologo del Comune di Ferrara, Stefano Cavallini, e presidenti di Atc e Acft, Francesco Sutti e Gabriele Melchiorri- da parte delle organizzazioni sindacali e' mancato il fronte comune: se Cisl e Uil hanno apprezzato l'iniziativa e auspicato "che questa aggregazione non si fermi a Ferrara", le sigle di categoria (in particolare Rdb e Faisa-Cisal) ne hanno criticato il modello, lamentando soprattutto la mancanza di una "clausola sociale che tuteli i lavoratori" nell'unione delle due aziende. "La soluzione per trovare una copertura adeguata all'andamento economico negativo registrato negli ultimi anni in seno all'azienda di trasporti della citta', questione che da tempo e in piu' riprese abbiamo denunciato, non poteva consistere in un aumento indiscriminato delle tariffe", ha esordito Guietti. "La fusione con Bologna risponde al problema. Attraverso l'aumento dimensionale, infatti, si verranno a creare fondamentali margini di risparmio e, in generale, la prospettiva di una maggiore economicita'", ha spiegato il segretario Cgil. "Tengo a far presente- ha proseguito Guietti- che, tuttavia, esiste in merito al processo un campo ancora da esplorare. Siamo appena agli inizi. Polemizzare gia' ora, sollevare cosi' prematuramente problemi che troveranno modo di essere affrontati a tempo debito, mi sembra tradire una contrarieta' aprioristica al processo in atto", ha chiarito Guietti in relazione alle questioni del "modello divisionale caratterizzato da un'unica governance" e delle tutele sociali, avanzate ieri da Rdb e Cisal. Temi che, ha aggiunto il segretario, "in ogni caso rimangono evidentemente di competenza dei sindacati di categoria, non di quelli confederati". E "comunque, siamo a primi a invocare la salvaguardia dei lavoratori, sia dal punto di vista occupazionale che da quello dei diritti acquisiti", ha fatto notare Guietti. "Man mano che la trattativa verra' sviluppata, infatti, il primo passo che faremo sara' quello di chiedere il piano industriale. Il che significa piano occupazionale; il che significa, alla luce della fusione, parlare di contratti". Rispetto all'idea, sostenuta ieri da Cisl e Uil, di procedere con le integrazioni "oltre Ferrara", Guietti conclude aprendo: "Alle porte c'e' quella Bologna-Ferrara. Se in futuro cio' potra' fungere da innesco per un processo piu' ampio, di certo non saremo contrari a priori".

TRASPORTI. ATC-ACFT, ASSESSORE FERRARA:CONDIVISIONE COMPATTA
CAVALLINI: PIANO VERO E PROPRIO AI SINDACATI PRIMA DELLE FERIE

(DIRE) Ferrara, 19 giu. - "L'incontro di ieri e' stato piu' che positivo. La condivisione del percorso avviato, fatta eccezione per qualche distinguo, e' giunta compatta". L'assessore alla Mobilita' e Trasporti del Comune di Ferrara, Stefano Cavallini, si esprime cosi' in merito al vertice bolognese di Palazzo Malvezzi, in occasione del quale, insieme con i colleghi felsinei di Comune e Provincia, Maurizio Zamboni e Giacomo Venturi, e i presidenti di Atc e Acft, Francesco Sutti e Gabriele Melchiorri, ha comunicato ai sindacati la fusione per incorporazione delle due aziende di trasporto emiliane. La decisione, nell'aria gia' da tempo, ha incassato il via libera delle sigle confederali e le perplessita' delle Rdb e della Faisa-Cisal, che hanno rispettivamente parlato di "modello che si presta alla vendita di rami d'azienda" e di "mancanza di clausola sociale che, alla luce del nuovo processo, tuteli i lavoratori". Cavallini tranquillizza: "Effettivamente, nel corso del vertice, e' emerso il timore di eventuali 'polverizzazioni' aziendali a seguito delle procedure di modello annunciate. Vorrei escluderlo, e ribadire che e' l'operazione di fusione stessa a fondarsi, piuttosto che sullo smembramento, sul concetto di accorpamento", pur rimanendo "piu' che probabile la struttura divisionale del progetto a governance unica". In particolare sulle tutele sociali, anche se il tema non e' formalizzato nel tavolo unitario delle quattro amministrazioni coinvolte, l'assessore rimarca che la strada e' senz'altro quella del "protocollo che gia' nel 2005, in vista del progetto, avevamo discusso in citta' con le organizzazioni sindacali: all'insegna della garanzia dei livelli occupazionali e della valorizzazione delle professionalita' esistenti".


19 giugno 2008 - Ansa

BENI CULTURALI: SITI ARCHEOLOGICI VESUVIANI,DISAGI IN VISTA

(ANSA) - NAPOLI, 19 GIU - Possibili disagi nei prossimi giorni nei siti archeologici vesuviani a causa di una serie di assemblee sindacali. Domani gli Scavi di Pompei, Ercolano, Oplonti, Boscoreale, per un'assemblea proclamata dalle da Flp, Cgil, Cisl, Uil, Unsa e RdB, potrebbero rimanere chiusi dalle ore 8.30 alle 10.30. La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei comunica inoltre che per assemblee sindacali del personale indette dalla Cisl gli stessi siti potrebbero restare chiusi anche i giorni 21, 22, 23 e 24 giugno dalle ore 8.30 alle ore 11.30.


19 giugno 2008 - Roma Uno

Il pubblico impiego domani in piazza: stop alla precarietà

Roma - Si incontreranno domani nelle prime ore del mattino sindacati e lavoratori alle porte del ministero della Funzione pubblica e in piazza Montecitorio, mentre altre delegazioni sfileranno in diverse città italiane. Una giornata dedicata alla mobilitazione nazionale del pubblico impiego. L’RdB Cub, insieme alla confederazione Cobas, e all Sdl, porteranno in piazza le loro idee, le loro richieste nonché le loro obiezioni sul pubblico impiego, sul sistema salariale, sulla sicurezza sul lavoro. Tutti insieme, i lavoratori dipendenti per dire basta alla precarietà, per richiedere una più giusta e vera democrazia sindacale, per difendere il sistema pensionistico pubblico, per rilanciare il ruolo del contratto nazionale, da non confondere come un mero foglio di carta, ma da tutelare come vero strumento di retribuzione del reddito. "In piazza contro l’arroganza padronale e governativa" è uno degli slogan che aprirà la manifestazione e che sottolinea come il lavoro dipendente a Roma, e nel resto dell’Italia, debba essere rivisto e corretto. Abolire la precarietà e con essa le leggi del pacchetto Treu, che dallo scorso 1998 ha introdotto il lavoro interinale, e la legge 30, legge Biagi, che, a torto o ragione, per molti lavoratori è concepita come un ostacolo piuttosto che una rampa di lancio al mondo del lavoro. Non solo mentre il ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta, annuncia come il rinnovo contrattuale del secondo biennio economico 2008/09 non è una certezza per i lavoratori del pubblico impiego, i comparti università e ricerca ancora stanno aspettando il rinnovo del contratto normativo 2006/09 e del primo biennio economico 2006/07. Ed è per questo che domani, aderiranno anche loro alla mobilitazione del sindacalismo, scendendo in piazza e proclamando due ore di sciopero, in particolare proprio contro il piano di Brunetta, che secondo le parti prevede una riforma della pubblica amministrazione senza alcun progetto alternativo se non la fine della stessa e la sua sostituzione con soggetti di natura privata.


19 giugno 2008 - Il Resto del Carlino.net

SCIOPERO DEI BUS ACT
Licenziati 22 autisti, i colleghi si fermano
Il gruppo consiliare di An chiede che i lavoratori vengano riassunti in altre aziende del gruppo. Interviene anche il consigliere comunale di Rifondazione comunista Alberto Ferrigno, che punta il dito contro l'azienda

Reggio Emilia - Si riscalda il clima politico, alla vigilia dello sciopero di quattro ore degli autobus indetto per domani. La protesta, targata Cub, è in sostegno a 22 autisti licenziati, dipendenti di due ditte a loro volta aderenti al consorzio Orfeo, che gestisce in subappalto parte delle linee del servizio del gruppo di trasporto pubblico locale Act. L'azienda, proprio in questi giorni, si è smarcata dalle accuse di aver licenziato i dipendenti imputando la responsabilità alle ditte appaltatrici. E ha contestato la posizione critica sulla vicenda del consiglio comunale, espressa in un ordine del giorno approvato il 26 maggio.
Le reazioni non sono mancate. Il gruppo consiliare di An chiede che i lavoratori vengano riassunti in altre aziende del gruppo, mentre interviene anche il consigliere comunale di Rifondazione comunista Alberto Ferrigno. "E' imbarazzante la risposta di chi, a fronte dei lavoratori licenziati, afferma di non essere responsabile", dice Ferrigno. Al contrario, prosegue il consigliere, "le responsabilità sono, sia pure indirettamente, tutte di Act e delle sue scelte fallimentari sotto il profilo sociale ed economico".
Ferrigno esprime quindi solidarietà ai lavoratori e auspica che "gli altri enti locali e la Provincia assumano la medesia posizione critica del Comune al fine di scongiurare i licenziamenti". L'ordine del giorno approvato in consiglio contiene invece una sollecitazione alla Giunta ad operare un cambio di passo nel processo di semplificazione societaria di Act e a far osservare le norme che regolano la tutela del posto di lavoro.

Venerdì 20 sciopero degli autobus
Mezzi pubblici fermi domani 20 giugno dalle 11 alle 15...

Bologna, 19 giugno 2008 - Sciopero degli autobus anche a Bologna domani dalle 11 alle 15. L'astensione e' indetta da tutte le sigle sindacali: Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl Tpl, Cub Trasporti. Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Piu' precisamente- precisa una nota Atc- per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse in partenza dai capilinea fino alle ore 10.45.
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19 giugno 2008 - Pupia

Protesta dei dipendenti della Geo Eco
di Ida Iorio

AVERSA - Lo avevano promesso quindici giorni fa, e stamattina hanno mantenuto la parola occupando la sede del Consorzio GeoEco a Teverola. Una trentina di dipendenti appartenenti alla sigla sindacale Cub hanno chiesto di parlare con il presidente Isidoro Orabona. Sul tavolo delle trattative le problematiche inerenti la mancanza di materiale atto allo svolgimento del servizio, la poca funzionalità dei mezzi a disposizione dell’Ente, le mancate visite mediche e la questione spinosa del mancato pagamento alle finanziarie effettuato dal consorzio, a fronte di varie cessioni del quinto dello stipendio. Insomma, un faccia a faccia virtuale tra Michele Docimo, segretario provinciale della Cub, e il presidente Orabona.


19 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. SALARIO, sicurezza sul lavoro, continuità del reddito e no alla precarietà...

Bologna - SALARIO, sicurezza sul lavoro, continuità del reddito e no alla precarietà. Domani anche a Bologna la giornata nazionale di mobilitazione dei sindacati di base: in programma scioperi e presidi. L'appuntamento principale di Rdb, Cobas e Sdl è per le 10,30 davanti agli uffici di Unindustria. I delegati manifesteranno contro il «violento e continuo attacco ai lavoratori — si legge in una nota congiunta — che ha prodotto bassi salari, precarietà diffusa, peggioramento dei diritti sociali, sfruttamento degli immigrati e delle donne, devastazione del territorio». Senza dimenticare, nello stesso contesto, «l'attacco portato da Cgil, Cisl e Uil per ridurre drasticamente gli spazi di democrazia nei luoghi di lavoro e gli strumenti generali di difesa delle condizioni di vita dei lavoratori». A Bologna sciopereranno i lavoratori di Atc (dalle 11 alle 15), quelli dell'università (nelle ultime due ore di ogni turno) e quelli di Hera (per tutta la giornata). Questi ultimi, inoltre, daranno vita anche ad un altro presidio: dalle 9 davanti alla sede del gruppo, per poi confluire davanti a Confindustria. Oltre ai punti generali della mobilitazione, da parte dei lavoratori di Hera c'è anche la protesta per il mancato rinnovo del contratto e contro le future esternalizzazioni del gruppo.

Atc Bologna incorpora Acft: sindacati divisi, contraria la Rdb

Ferrara - ATC BOLOGNA incorporerà Acft di Ferrara e la nuova realtà sarà suddivisa in varie divisioni (trasporto, manutenzione...): avverrà così la fusione tra le aziende di trasporto delle due città. Gli assessori del Comune e della Provincia di Bologna, Maurizio Zamboni e Giacomo Venturi, assieme al collega del Comune di Ferrara, Stefano Cavallini e ai presidenti delle due aziende, Francesco Sutti (Atc) e Gabriele Melchiorri (Acft), lo hanno spiegato ai sindacati: favorevole la Uil, contraria Rdb.


19 giugno 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa.
Rimangono fuori dall'accordo con la proprietà 13 nuclei: prosegue lo sciopero della fame
Colli Portuensi, tavolo regionale «Vanno tutelate tutte le famiglie»
Durante la protesta alla Pisana un inquilino si è sentito male: senza cibo da dieci giorni
di Marta Rossi
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Roma - Il 23 giugno si riunisce in Regione la commissione casa per discutere della questione dei Colli Portuensi 187. È questo il risultato portato a casa dagli inquilini che ieri si sono ritrovati sotto la Regione per presentare il problema: 35 famiglie rischiano di finire in mezzo alla strada perché la proprietà, Unicredit, ha deciso di vendere gli immobili. O comprano, o sono fuori. Ma per acquistare servono almeno 450mila euro. Cifra che quasi nessuno ha e che non può reperire nemmeno con un mutuo. E da dieci giorni, quattro inquilini più un sindacalista dell'Asia Rdb sono in sciopero della fame. Martedì la signora Maria Genovese, 82 anni, dopo sette giorni è stata costretta dal medico a mangiare di nuovo. Al suo posto, ha iniziato lo sciopero Pino Andreocci di 50 anni. Anche Cristina Miura, dopo una settimana, ha dovuto riprendere a mangiare per problemi di salute. Ieri, durante la manifestazione, Pietro Frollà ha avuto un malore ed è stato ricoverato: «Da dieci giorni stava facendo lo sciopero della fame - spiega il presidente della commissione regionale lavoro, Peppe Mariani che ha parlato con i manifestanti insieme con i colleghi Nieri e Carapella - Il medico che lo ha visitato è preoccupato per un rischio concreto di angina. Dopo quaranta anni gli stanno togliendo casa e fino ad ora non ha avuto risposte». I primi segnali positivi, però, erano già arrivati martedì sera dopo l'incontro tra la proprietà e il Comune: si è riusciti ad arrivare a «diciassette condizioni di tutela per altrettanti inquilini che così potranno rimanere in affitto nella forma di nuda proprietà - ha spiegato Paolo Di Vetta del sindacato Asia Rdb Cub che sostiene il Comitato - rimangono fuori, per ora, diciotto famiglie alle quali la proprietà ha proposto l’acquisto degli appartamenti con il 5 per cento di sconto». Ancora troppo poco, perché si parla di mutui che superano i 2mila euro al mese, una cifra alta per molti. Ed è per queste famiglie che la protesta non si ferma. «L'amministrazione comunale di Roma è a lavoro per la risoluzione delle problematiche degli inquilini di via dei Colli Portuensi 187 e l’impegno del sindaco Alemanno è la testimonianza concreta non solo della volontà di risolvere la questione particolare ma in generale la vicinanza del Campidoglio alle tematiche del sociale e della casa», dichiara Fabrizio Santori, consigliere comunale del Pdl e delegato del sindaco a trattare con la proprietà per il caso dei Colli Portuensi 187. Che aggiunge: «Al signor Frollà vanno i nostri migliori auguri di pronta guarigione e la piena solidarietà del Comune di Roma».


19 giugno 2008 - Il Bologna

Lavoro. La protesta dei sindacati di base per il contratto davanti ai cancelli dell'azienda
La rabbia dei lavoratori Hera domani sciopero con presidio
Cgil, Cisl e Uil sono accusate dalle Rdb di ridurre gli spazi di democrazia interna
di Francesco Mura

Bologna - Se non fosse che siamo in pieno mese di giugno ci sarebbe da pensare, complice anche il clima impietoso di un’estate che non arriva, che i lavoratori siano in pieno autunno caldo. I rinnovi contrattuali, e non solo per un settore, tardano ad arrivare e i sindacati sono sul piede di guerra. L’ultima rivolta, in ordine di tempo naturalmente, arriva dai sindacati di base contro la società Hera. E le accuse, in agrodolce, si sprecano. Il mancato rinnovo del contratto, scaduto da oltre un anno e definito senza mezzi termini «una truffa-beffa» e le dichiarazioni delle Rdb che accusano l’azienda di preparare nuove esternalizzazioni a scapito dei dipendenti e del servizio, non fa che accrescere la distanza tra le parti. La resa dei conti potrebbe arrivare fin da domani, data in cui è stata proclamata una giornata di sciopero, quando la protesta dei lavoratori verrà trasferita dalle stanze del sindacato alla piazza davanti alla sede del gruppo. «I delegati manifesteranno contro il violento e continuo attacco dei lavoratori da parte dei padroni e del potere finanziario ed economico - fanno sapere i sindacati di base in un comunicato congiunto - che ha prodotto bassi salari, precarietà diffusa, peggioramento dei diritti sociali, sfruttamento degli immigrati e delle donne, devastazione del territorio». Un attacco senza precedenti che arriva al cuore della "Triade". «Senza dimenticare, nello stesso contesto - continua il documento - l'attacco portato da Cgil, Cisl e Uil per ridurre drasticamente gli spazi di democrazia nei luoghi di lavoro e gli strumenti generali di difesa delle condizioni di vita dei lavoratori». Da qui l’accusa di aver fatto un accordo truffa, saltato per una clausola, che per i lavoratori del settore si è poi trasformato in una clamorosa beffa. «L'obiettivo - assicura Marinelli, delle Rdb - è quello di fare da apripista per l’assetto contrattuale che i sindacati confederali stanno trattando con Confindustria a livello generale». Questo perché, nel settore, esistono due contratti, uno privato per Confindustria e Legacoop e uno semipubblico per le ex municipalizzate come Hera. «Si sta operando per l’unificazione dei due contratti - denuncia Marinelli - spingendo verso quello privato che è peggiorativo».


19 giugno 2008 - Il Centro

Cobas e Rdb in piazza Sos sui servizi pubblici
di Jari Orsini

CHIETI. «Vogliamo contrastare l’azione di questo governo che sta smantellando il pubblico a vantaggio del privato». I sindacati autonomi di base Rdb cub, Cobas e Sindacato dei lavoratori (Sdl) domani pomeriggio allestiranno un presidio in piazza Vico a tutela dei servizi pubblici. Preoccupa il capitolo sanità. Al gran completo, ieri, i sindacati hanno contestato il comportamento dei confederali.
«Siamo l’unica reale opposizione» afferma Silvio Di Primio, Rdb cub, «per questo abbiamo deciso di cominciare un percorso d’azione unitario per tentare di impedire che si realizzi quel che è stato delineato dal governo Berlusconi». Pronto, a detta degli autonomi, un disegno infernale che infliggerà sofferenze inaudite ai lavoratori. «Si annunciano sacrifici per i ceti popolari» aggiunge Di Primio «tagli consistenti alle spese per lo stato sociale e la privatizzazione di tutto ciò che di pubblico è privatizzabile». I sindacati di base proporranno una piattaforma condivisa che poggia, tra l’altro, sulla continuità di reddito, sul rilancio del contratto nazionale come strumento di ridistribuzione del reddito, su forti aumenti per salari e pensioni oltre alla difesa e al potenziamento dei servizi pubblici. A partire dalla sanità, che in Abruzzo sta attraversando un periodo nero. «E’ in corso» riprende Di Primio «uno smantellamento evidente della sanità pubblica mentre le cliniche private, nell’ultimo anno, hanno incrementato le prestazioni e i crediti del 4 per cento verso le Asl e la Regione». Considerazioni negative che non risparmiano l’azienda sanitaria teatina dove, di recente, è scattato l’accorpamento di tredici reparti poco affini tra loro nelle modalità di assistenza ai malati. Un modo per spingere, secondo le sigle sindacali di base, l’utenza verso le cliniche private.
«L’azienda ha motivato le sue scelte» incalza Di Primio «per far fronte alla mancanza di 50 infermieri, ma nessuno si è preoccupato della carenza degli ausiliari o ha pensato di recuperare personale tra i tanti imboscati amici degli amici». Il j’accuse degli autonomi prosegue con una serie di domande provocatorie rivolte alla direzione di Colle dell’Ara. «Se i provvedimenti adottati sono stati definiti provvisori vorremmo sapere» si chiede Di Primio «perché non sono stati presi anche lo scorso anno quando la situazione era pressoché identica. Che senso ha accorpare alcuni reparti (dermatologia e radioterapia) programmando successivi lavori di adeguamento?». Una situazione ormai compromessa e condivisa, a giudizio degli autonomi, da Cgil, Cisl e Uil. «Assenti, al pari della rsu, all’incontro del 29 maggio. In questo modo» osserva Di Primio «l’azienda ha avuto mano libera di agire».


19 giugno 2008 - Corriere del Veneto

Agenzia delle entrate in sciopero

PADOVA - Anche a Padova, come in tutt'Italia i dipendenti degli Uffici delle Agenzie Fiscali del sindacato RdB-Cub sono scesi ieri in piazza per chiedere lo sblocco e la riforma del comma 165 che regola le convenzioni tra Agenzie fiscali e Ministero dell'Economia, nella retribuzione del salario accessorio ai dipendenti. Sotto il gazebo montato di fronte all'agenzia di via Turazza 35, circa una cinquantina di dipendenti hanno interrotto l'orario normale di lavoro per manifestare.(F.B.)


19 giugno 2008 - Il Messaggero

Manifestazione regionale domani a Chieti dei sindacati di base...

Chieti - Manifestazione regionale domani a Chieti dei sindacati di base (Cub, Confederazione Cobas e Sdl) per denunciare e contrastare le scelte del Governo Berlusconi che si traducono, secondo essi, in sacrifici per i ceti popolari, in tagli e smantellamento dello stato sociale, nella privatizzazione di scuola e sanità, ecc. Nel corso della manifestazione che si svolgerà in piazza G.B. Vico dalle ore 17 sarà presentata la "piattaforma" unitaria che contiene, tra l'altro, le seguenti richieste: l'aumento di almeno 3 mila euro annui dei salari e delle pensioni; l'uscita dai fondi pensione categoriali; l'abolizione delle leggi Treu e 30; rilancio del contratto nazionale; sicurezza nei luoghi di lavoro; lotta al razzismo; difesa e potenziamento dei serizi pubblici.
L'iniziativa e l'azione di lotta intrapresa è stata illustrata ieri in conferenza stampa da Silvio Di Primio (Cub) e Ettore D'Incecco (Cobas), con dure accuse sia al Pd di Veltroni che a Cgil, Cisl, Uil. Integrata con quella a carattere nazionale, i sindacati di base portano avanti anche una "piattaforma sanità", incentrata sui tagli dei posti letto, sulla chiusura e accorpamento di reparti del Policlinico attuati dall'Asl di Chieti. E sulla sorte dei 130 precari «che da anni lavorano senza diritti, garantendo i servizi» che «attualmente sono praticamente licenziati». Questo «è la fine - aggiungono Di Primio e D'Incecco - della sanità pubblica in Abruzzo, mentre le cliniche private incrementano prestazioni e crediti verso Asl e Regione (più 4 per cento nell'ultimo anno)».
Di Primio e D'Incecco "processano" Cgil, Cisl, Uil ed Rsu dell'Azienda sanitaria di Chieti per lo «sconcertante silenzio» che stanno mantenedo sui "fuori posto" e sulla pianta organica. «Confederali e Rsu non solo hanno disertato l'incontro del 29 maggio per discutere gli assurdi provvedimenti, lasciando mano libera all'Azienda, ma la cosa beffarda - sottolineano i sindacati di base - è che le stesse OO.SS. a Pescara indicono ,o sciopero per il 23 giugno in vista della possibile chiusura di alcuni reparti (molti di meno di Chieti) dell'ospedale pescarere. Probabilmente gli interessi sono diversi da una città all'altra e non sono certamente quelli dei cittadini».

Viterbo. A palazzo Gentili, black-out nelle relazioni sindacali...

Viterbo - A palazzo Gentili, black-out nelle relazioni sindacali. A far saltare il tavolo delle trattative tra Provincia da una parte, Cgil, Uil, Rdb, Ugl e Suplm dall’altra, la gestione schizofrenica degli organici, emersa con forza nell’ultima riunione della delegazione trattante, svoltasi ieri l’altro. «Mentre attendiamo ancora un accordo sulle progressioni orizzontali, la Provincia consente al dirigente della Ragioneria (Stefano Quintarelli, che dal 1° luglio passerà in carico al Comune di Viterbo, ndr) di scegliersi il successore, denigrando gli altri colleghi». Insomma, una sorta di ius successionis ad personam stilata dal responsabile del settore finanziario, che ha provocato una vera spaccatura tra sindacati - esclusa la Cisl e una sigla autonoma - e Provincia, con i primi che per luglio annunciano un’assemblea permanente dei lavoratori nel cortile interno dell’ente.
A finire nel mirino dei sindacati, è per primo Luciano Dottarelli, direttore generale di palazzo Gentili, incaricato di tessere la tela sulla gestione del personale, ora accusato di aver prospettato «una estenuante e infruttuosa trattativa, frutto di dirigenti e di una giunta che dispensano premi e promozioni». Come nel caso della successione alla guida della ragioneria, decisa dallo stesso Quintarelli con determina, «ignorando ogni principio di consultazione ed equità, con motivazioni che denigrano la professionalità dei colleghi di lavoro». Aggiungono quindi Sergio Riccardi della Cgil, Fabrizio Marziali della Uil, Sergio De Paola della Rdb, Alessandro Gioia dell’Ugl e Marco Fiorucci del Suplm, che non intendono «farsi ricattare da una amministrazione che in cambio di doverose progressioni orizzontali pretende di far passare decisioni autoritarie fuori da ogni regola contrattata».
Mancherebbe poi, la proposta di modello organizzativo e dotazione organica, mentre resta aperta la questione delle segreterie politiche, «con l’inserimento di una unità a carico della Presidenza», e dell’Urp, «con l’ente che forma decine di dipendenti per gestirlo, affitta le aule al Cefas e poi appalta il servizio all’esterno per 60.000 euro». Insomma, la vicenda della successione alla regioneria ha dato la stura a una serie di rivendicazioni sindacali che sfoceranno nell’assemblea permanente dei prossimi giorni.


19 giugno 2008 - Il Sannio

Raccolta affidata ai privati Lavoratori dei Consorzi in stato di agitazione

Benevento - I Comuni si rivolgono ai privati per la raccolta dei rifiuti, i lavoratori dei Consorzi proclamano lo stato di agitazione. In una firmata dal coordinatore provinciale, Piero Mancini, la Rdb Ambiente annuncia l’avvio dello stato di agitazione nei Consorzi Bn1, Bn2 e Bn3. I Comuni si rivolgono ai privati per la raccolta dei rifiuti, i lavoratori dei Consorzi proclamano lo stato di agitazione.
In una firmata dal coordinatore provinciale, Piero Mancini, la Rdb Ambiente annuncia l’avvio dello stato di agitazione nei Consorzi Bn1, Bn2 e Bn3 e si rivolge ai vertici istituzionali della provincia per chiedere un incontro urgente per discutere la problematica. "La scrivente organizzazione sindacale – si legge nella nota inviata a Prefettura, Provincia, e presidenti dei Consorzi - è venuta a conoscenza che numerosi comuni rientranti nei bacini dei Consorzio BN1, 2 e 3, in palese violazione della normativa vigente in materia dei rifiuti, hanno affidato il servizio di raccolta differenziata a società private, e/o a cooperative all’uopo costituite, eludendo, tra l’altro, le disposizioni impartite con circolare emessa da parte del Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania. In particolare, il Commissario delegato ha ritenuto che sussiste l’obbligatorietà da parte dei Comuni ad avvalersi esclusivamente dei Consorzi di Bacino, costituiti ex legge Regionale n. 10 del 1993 per l’espletamento del servizio di raccolta differenziata".
La Rdb Ambiente ricorda quindi che "i Comuni di Ceppaloni, San Leucio del Sannio, Paduli, Foglianise, affidando gli adempimenti a soggetti terzi, oltre a sottrarre le attività di raccolta differenziata già proprie dei Consorzi di Bacino, peraltro in netta violazione della normativa innanzi narrata, potrebbero essere intesi come un pretesto, di taluni disfunzioni degli stessi Consorzi, per il superamento delle norme, ed avviando, di fatto, una nuova fase. Difatti il Comune di San Bartolomeo in Galdo, venendo meno alle direttive in parola, ha affidato gli adempimenti di raccolta differenziata - carta, cartone, plastica , etcc.- ad una ditta privata".
"Per quanto sopra – conclude la Rdb Ambiente - la scrivente organizzazione sindacale, al fine della salvaguardia degli aspetti occupazionali e delle attività lavorative a cui i dipendenti e gli stessi Consorzi di Bacino BN1, 2 e 3 sono preposti, oltre a proclamare, sin d’ora, lo stato di agitazione del personale dei consorzi di bacino operanti nella provincia di Benevento, richiede un urgente incontro con le SS.LL., al fine di affrontare e discutere le questioni poste, in maniera urgente, se non altro per intervenire a supporto della normativa vigente in tema di raccolta differenziata e nella salvaguardia delle attività di chi è preposto all’espletamento di tale servizio".


19 giugno 2008 - La Nuova Ferrara

Fusione tra Acft e Atc disaccordi tra i sindacati

Ferrara - Le modalità della fusione tra l’Atc Bologna e l’Acft ferrarese ieri, durante un incontro a Bologna, sono state presentate ai sindacati dagli assessori del Comune e della Provincia di Bologna, Maurizio Zamboni e Giacomo Venturi, dall’assessore alla mobilità del Comune di Ferrara, Stefano Cavallini e dai ai presidenti delle due aziende, Francesco Sutti (Atc) e Gabriele Melchiorri (Acft). La settimana prossima le amministrazioni ferraresi dovrebbero licenziare l’atto che risolve il problema dell’incasso dei biglietti che oggi, nella città estense, vengono incamerati non da Acft ma da Ami. Dopodichè, l’advisor dovrebbe predisporre il piano di fusione per incorporazione (Atc incorporerà Acft) e presentarlo ai sindacati entro l’estate. Ma tra i sindacati i pareri non sono concordi. La Uil, che aveva chiesto l’incontro con i bolognesi e i ferraresi, è contenta: «Il percorso è giusto, fosse stato per noi forse si poteva provare a fare un’azienda regionale. Peccato per i tempi lunghi, ma è anche vero che è una questione giuridica complessa», dice Gianluca Neri della Uil. Insoddisfatte invece le Rdb: «Da quel che ci è stato spiegato si farà una fusione per incorporazione ma su modello divisionale: praticamente rimangono unità operative che fanno capo ad un’unica governace» dice Italo Quartu, delle Rdb. Fatto sta che dopodomani i lavoratori di Atc saranno chiamati a quattro ore di sciopero. Ma sullo sfondo c’è anche la partita del contratto integrativo di Atc. Tornando alla fusione Atc-Acft «se non si garantisce quello che è scritto nei contratti come potrà esserlo quello che non è nemmeno nero su bianco» dice Gianluca Galletti (Faisa-Cisal) riferendosi alla mancanza di una clausola sociale che tuteli i lavoratori nell’unione delle due aziende. Non piace a Rdb e Cisal nemmeno che a Bologna l’attività della sosta sarà scorporata dalla prossima azienda. «Per cui credo che oltre a quello di venerdì ci saranno altri scioperi» prevede Galletti. Diversa l’opinione di Fabrizio Ungarelli (Cisl): «L’importante è andare avanti ma questo è un passettino. Noi volevano un’azienda che si occupasse di intermodalità, non solo del trasporto su gomma, ma anche su ferro. Speriamo che questa aggregazione non si fermi a Ferrara, ma vada anche oltre».


19 giugno 2008 - La Repubblica

Cofferati invita Guazzaloca in Comune
"Venga all´inaugurazione della nuova sede in via Fioravanti" L´assessore Zamboni abbandona Palazzo d´Accursio: non lascio i ragazzi che lavorano con me Monaco polemizza: l´ha detto ai giornali, ma a noi per adesso non è arrivato nemmeno un sms
di SILVIA BIGNAMI

Bologna - Il sindaco Sergio Cofferati invita Giorgio Guazzaloca all´inaugurazione della nuova sede del Comune, alla fine di settembre. Lo fa con un calice di spumante in mano, nella hall delle tre torri che dall´autunno ospiteranno 1260 dipendenti comunali. Una cortesia nei confronti dell´ex sindaco, che avviò il progetto con la sua giunta nel 2001. Ma anche una sfida al suo (per ora) più probabile avversario alle prossime amministrative. Pronta la risposta dei guazzalochiani della Tua Bologna: «Ci invita? Lo ha detto ai giornali, ma a noi non è arrivato nemmeno un sms» dice il coordinatore Carlo Monaco.
Ma Cofferati fa spallucce e allarga l´invito a tutti «coloro che hanno avuto un ruolo nel pensare, progettare e realizzare la nuova sede». Compreso l´ex sindaco Vitali quindi. Lo dice durante la sua ultima visita al cantiere di via Fioravanti, prima della conclusione dei lavori e della consegna dell´immobile, il 14 luglio. «In tempo perfetto - sorride il sindaco nella gigantesca sala che accoglierà i cittadini -. Un risultato eccezionale, perché purtroppo di norma non è così». Accanto a lui Rita Finzi, la presidente di Duc, il consorzio di cui fa parte anche LegaCoop, presente ieri con Gianpiero Calzolari, che ha realizzato i lavori. Ma l´ultima vista alle tre torri progettate dall´architetto Mario Cucinella, riserva anche qualche sorpresa. La prima riguarda la grande opera che occuperà una parete dello scalone di accesso alla nuova sede. «Un´opera realizzata apposta dall´artista Michelangelo Pistoletto» annuncia Cofferati. La seconda riguarda l´assessore alla mobilità Maurizio Zamboni, che sarà il primo, insieme al suo settore, a traslocare nella nuova sede dal 21 luglio. Una novità, perché tutti gli assessori e i gruppi consiliari - il corpo politico dell´amministrazione - sarebbero dovuti restare a Palazzo D´Accursio. Ma Zamboni esce dal coro: «Mi trasferisco qui con tutti i miei uffici. I miei ragazzi. Non potrei lavorare lontano da loro».
Una decisione ormai presa, assicura. Anche se, passeggiando tra gli uffici coloratissimi spalmati su 9 piani, l´assessore non nasconde perplessità sul progetto: «Ero contrario a tutta l´operazione, perché decentrare una serie di istituzioni fuori del centro storico comporta molti svantaggi. C´è un problema urbanistico, perché mi chiedo chi debba mantenere gli edifici storici se non le banche e le istituzioni pubbliche. E poi c´è un problema di mobilità, perché una parte del personale per arrivare qui dovrà usare l´auto. E´ inevitabile». Per questo, conclude, «se avessi dovuto fare io la sede unica, l´avrei fatta diversamente. Ma visto che il progetto era già avviato abbiamo cercato di massimizzare i benefici e minimizzare gli inconvenienti».
Intanto, malgrado la visita del sindaco sia stata "funestata" da un piccolo inconveniente (una perdita d´acqua che ha inondato la passerella d´onore poco prima dell´arrivo di Cofferati), molti dei problemi della vigilia sono stati risolti. E´ stato per esempio raddoppiato il numero dei parcheggi riservati ai dipendenti, da 160 a 320. E quanto alle proteste sindacali, con le Rdb che minacciano lo sciopero, Cofferati smorza i toni: «Problemi fisiologici. Questa sede è centralissima. La stazione è a due passi». Tanto che, ammirando dal terrazzo dell´ultimo piano lo skyline di Bologna, scherza: «Quasi quasi un ufficio qui in alto me lo faccio pure io, magari con un open space per la giunta».


19 giugno 2008 - Il Giorno

Gli operatori incrociano le braccia
RACCOLTA RIFIUTI

Legnano - LA FLAICA UNITI - Cub, organizzazione sindacale del settore dell’igiene urbana, revocando lo sciopero che inizialmente era stato indetto lo scorso 9 giugno, ha proclamato uno sciopero nazionale del settore per l’intera giornata di domani relativamente ai lavoratori del settore di igiene ambientale occupati nelle aziende pubbiche. Pertanto nella giornata di domani potranno verificarsi in città dei disagi per l’utenza. Amga comunica che verranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali, così come previsto dalle leggi vigenti in materia e dall’accordo nazionale del 1 marzo 2001.


19 giugno 2008 - Libertà

L'Esercito di pattuglia sulle strade
Si sta superando il confine tra democrazia e dittatura
di CARLO AGOSTI*

Correva l'anno 1980, ed io, giovane zazzeruto "globe trotter", stavo percorrendo il centro America con mezzi di fortuna. Da poche ore avevo varcato la frontiera che divide il Messico dal Guatemala, diretto verso "Ciudad de Guate". L'autobus sgangherato procedeva lentamente sobbalzando lungo la strada sterrata che si snodava all'interno della selva Guatemalteca.
Ad un tratto una brusca frenata e dopo pochi secondi tutti noi passeggeri eravamo fuori dalla "corriera", il passaggio era bloccato da un enorme palo posto di traverso, colorato a grosse strisce bianche e rosse, dietro alla rudimentale stanga stavano dei militari: un posto di blocco dell'esercito.Ci controllarono i documenti ad uno ad uno, quando toccò a me il milite, una via di mezzo tra il "sergente Garcia" ed una "Esse Esse", prese il mio passaporto tra le mani, lo aprì ed esclamò: "Italiano...Benito Mussolini...bueno bueno...buen viaje". E mi fece passare oltre, senza nessun altro tipo di controllo.
Ancora oggi questo episodio del mio vissuto, quando lo ripesco dalla memoria, mi lascia alquanto perplesso. Bah, misteri delle dittature camuffate da democrazia.
Anno corrente, 2008 d.C., Italia, il mio paese: il ministro della Difesa La Russa propone un emendamento al D.L. sulla sicurezza, per impiegare l'Esercito per azioni di pattugliamento del territorio della Repubblica, concedendogli di fatto funzioni di Polizia. A mio avviso si sta superando quella sottile linea di confine che divide la democrazia dalla dittatura, personalmente questa cosa per "idiosincrasia genetica" non la posso accettare, sono nipote di martire della resistenza e figlio di ex partigiano combattente, non vedo più rispettati gli ideali per cui mio nonno è morto e per cui mio padre ha combattuto.
Facendo una sommaria valutazione, non mi sembra di poter affermare che tra i normali compiti istituzionali dell'Esercito sia compreso quello di "controllo del territorio Nazionale" avendo il nostro esercito (lo afferma anche la costituzione) il preciso compito istituzionale di respingere eventuali attacchi militari provenienti da paesi stranieri, piuttosto che quello di controllare genericamente il territorio, compito questo "semmai", come avviene in ogni paese democratico occidentale, delle Forze di Polizia, che nella nostra bella Nazione sono: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia), Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Municipale.
Forze più che sufficienti, penso, per una Democrazia Matura come si reputa la nostra ben amata Italia. Dedico questa mia testimonianza a mio padre, che sorridendo, libero cavalca il suo "mustang", nelle verdi praterie di Manitou.
*Delegato RDB-CUB P.M.P.N.


18 giugno 2008 - Ansa

LAVORO: CUB, VENERDI' MOBILITAZIONE NAZIONALE

(ANSA) - MILANO, 18 GIU - Il sindacalismo di base - Cub, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale - lancia una mobilitazione nazionale, venerdi' prossimo, sui temi di lavoro, salario, sicurezza, continuita' del reddito e precarieta': nelle principali citta' si terranno presidi soprattutto davanti alle sedi di Confindustria e Governo. In particolare - spiega la Confederazione unitaria di base in una nota - le iniziative si svolgeranno a Roma davanti a Palazzo Chigi, a Milano di fronte ad Assolombarda, a Torino nei pressi dell'Unione Industriali, a Napoli, Venezia e Palermo all'ingresso delle Prefetture. Ma la protesta riguarda anche molti altri capoluoghi di provincia. I sindacati chiedono, fra l'altro, aumenti generalizzati di salari e pensioni di almeno 3.000 euro l'anno, l'introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento degli stipendi e l'eliminazione dell'Iva dai generi di prima necessita'. E ancora l'abolizione delle leggi Treu e 30, una reale lotta alla precarieta' lavorativa e sociale e la cosiddetta continuita' del reddito da garantire con sussidi ed esenzioni dai servizi. Infine viene rilanciato ''il ruolo fondamentale'' del contratto nazionale e denunciato che ''il padronato ha la pretesa di scegliere i sindacati con cui trattare''.

CONTRATTI: CUB, CONFINDUSTRIA SCEGLIE CON CHI TRATTARE

(ANSA) - MILANO, 18 GIU - In riferimento agli incontri fra le parti sociali sull'ipotesi di revisione del modello di contrattazione nazionale, la Confederazione unitaria di base (Cub) afferma in una nota che ''informalmente Confindustria ci ha comunicato che non ricevera' mai i rappresentanti della nostra organizzazione ritenendo interlocutori solo Cgil, Cisl e Uil e saltuariamente l' Ugl''. ''I 'falchi' di Confindustria - sottolinea in un comunicato la Cub - intendono continuare a scegliere le organizzazioni sindacali con cui trattare e ovviamente optano per quelle organizzazioni, Cgil, Cisl e Uil e Ugl che firmano accordi a perdere per lavoratori e pensionati''. ''Questo comportamento, questa pretesa del padronato e' del tutto inaccettabile ed e' ovviamente una discriminazione in quanto si pretende di scegliere chi rappresenta i lavoratori - ha affermato il coordinatore nazionale della Cub, Piergiorgio Tiboni -. E' evidente che, come quarto sindacato nazionale per numero di iscritti e con una rappresentanza anche nel Cnel, abbiamo il diritto a partecipare agli incontri con Confindustria''.

CLINICA MILANO: CUB SANITÀ, GARANTIRE SALVAGUARDIA SALARI

(ANSA) - MILANO, 18 GIU - «Il rischio che l'intera partita relativa ai gravi fatti accaduti alla Santa Rita si concluda con un bel ricominciamo daccapo, senza variare nessuna regola, è concreto». Si è espressa così, oggi in una nota, la Confederazione unitaria di base Sanità. «Molte infatti le rassicurazioni - si legge - ma poche infine le certezze, siglate tra la direzione generale Sanità Regione Lombardia e Cgil-Cisl-Uil-Fials quanto a possibili garanzie immediate o future per le lavoratrici e i lavoratori della Santa Rita, praticamente zero, quelle indirizzate in generale ai lavoratori del settore unitario privato e ai cittadini, quali utenti e contribuenti del Sistema sanitario nazuionale». La Cub rivendica tre punti: «Garantire l'immediata salvaguardia dell' occupazione e del salario e la continuità delel cure sotto il diretto controllo di un ente ospedaliero pubbli; l'intransigenza contro chi viola le regole di buona fede e di accreditamento; che si gettino subito solide basi per la ricostruzione di un diverso Sistema sanitario lombardo, a prevalenza pubblica».


18 giugno 2008 - Adnkronos

BOLOGNA: PRESIDIO RDB - CUB CONTRO IPOTESI AGGREGAZIONE ATC E ATCF

Bologna, 18 giu. - (Adnkronos) - Un presidio contro l'ipotesi di aggregazione tra le aziende di trasporto pubblico locale Atc di Bologna e Actf di Ferrara e' stato indetto oggi dalla Federazione RdB -Cub Trasporti, in occasione dell'incontro programmato alle 15. L'appuntamento e' a partire dalle 14,30 sotto il Palazzo della Provincia di Bologna di Via Zamboni. In tale presidio, spiegano le Rdb - Cub, verranno ribadite le motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero del 20 giugno (dalle 11 alle 15), ovvero la contrarieta' alla scorporo della funzione sosta da Atc; alla privatizzazione della stessa azienda; alla prospettiva della gara che comunque verra' effettuata anche in caso di fusione. E ancora, contro la svendita dei servizi pubblici; contro la prospettiva del peggioramento dei servizi di trasporto. Infine a favore della difesa dei servizi pubblici.


18 giugno 2008 - Dire

LAVORO BOLOGNA. RDB-COBAS-SDL: VENERDI' SCIOPERI E PRESIDI
INVITATI A INCROCIARE BRACCIA DIPENDENTI DI ATC, ATENEO ED HERA

(DIRE) Bologna, 18 giu. - Salario, sicurezza sul lavoro, continuita' del reddito e "no" alla precarieta'. Dopodomani, venerdi' 20 giugno, prendera' forma anche a Bologna la giornata nazionale di mobilitazione dei sindacati di base: in programma scioperi e presidi. L'appuntamento principale di Rdb, Cobas e Sdl e' per le 10,30 davanti agli uffici di Unindustria. I delegati manifesteranno contro il "violento e continuo attacco dei lavoratori da parte dei padroni e del potere finanziario ed economico- si legge in una nota congiunta- che ha prodotto bassi salari, precarieta' diffusa, peggioramento dei diritti sociali, sfruttamento degli immigrati e delle donne, devastazione del territorio". Senza dimenticare, nello stesso contesto, "l'attacco portato da Cgil, Cisl e Uil per ridurre drasticamente gli spazi di democrazia nei luoghi di lavoro e gli strumenti generali di difesa delle condizioni di vita dei lavoratori". L'appuntamento di venerdi', quindi, punta ad avviare un percorso di mobilitazione che porti ad uno sciopero generale in autunno. A Bologna sciopereranno i lavoratori di Atc (dalle 11 alle 15), quelli dell'universita' (nelle ultime due ore di ogni turno) e quelli di Hera (per tutta la giornata). Questi ultimi, inoltre, daranno vita anche ad un altro presidio: dalle 9 davanti alla sede del gruppo, per poi confluire davanti a Confindustria. Oltre ai punti generali della mobilitazione, da parte dei lavoratori di Hera c'e' anche la protesta per il mancato rinnovo del contratto e contro le future esternalizzazioni del gruppo.

HERA BOLOGNA. RABBIA RDB: CONTRATTO E STOP ESTERNALIZZAZIONI
VENERDI' SCIOPERO: "I LAVORATORI E I MEZZI SONO SPREMUTI"

(DIRE) Bologna, 18 giu. - Dai sindacati di base dure accuse contro Hera: manca il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da oltre un anno, si prepara a nuove esternalizzazioni a scapito dei dipendenti e del servizio. Le Rdb porteranno dunque la protesta contro tutto questo davanti alla sede del gruppo dopodomani, con uno sciopero indetto per l'intera giornata ed un presidio dalle 9. Rispetto al contratto nazionale, Luigi Marinelli (Rdb) parla di una "truffa-beffa". E' scaduto dal dicembre 2006, ad aprile Cgil-Cisl-Uil e Fiadel-Cisal hanno firmato quello che Marinelli definisce un "accordicchio": doveva rappresentare il rinnovo del contratto, spiega, ma "c'era una clausola di salvaguardia per Federambiente, che le ha permesso di disconoscerlo e riaprire da zero le trattative". L'obiettivo, secondo Marinelli, e' quello di fare "da apripista per l'assetto contrattuale che i sindacati confederali stanno trattando con Confindustria" a livello generale. Oggi nel settore ci sono due contratti, uno privato per Confindustria e Legacoop e uno semipubblico per le ex municipalizzate (come Hera). "Si sta operando per l'unificazione dei due contratti- denuncia Marinelli- spingendo verso quello privato che e' peggiorativo". Nel frattempo, continua Marinelli, "la dirigenza di Hera e' intenzionata ferocemente a mettere sul piatto nuove e pesanti esternalizzazioni dei servizi". Nonostante i "fatturati e gli utili positivi" e "gli stipendi milionari per i manager". L'idea, secondo il sindacato di base, mira a "un modello tutto orientato verso il piano finanziario". Con ripercussioni per i lavoratori, ma anche per la qualita' del servizio. "E gli errori in questo settore si pagano- ricorda Marinelli- come dimostra il caso di San Benedetto del Querceto". Pero', "passata la bufera per San Benedetto- aggiunge Marinelli- Hera torna all'attacco con le esternalizzazioni". I piani del gruppo, secondo le Rdb, sono di appaltare innanzitutto lo spazzamento automatico delle strade e i servizi di comunicazione con l'utenza. Per lo spazzamento manuale e' gia successo: e da sei lavoratori impiegati, denuncia il sindacato, si e' passati a quattro. Gli effetti, pero', non riguardano solo i carichi di lavoro per i dipendenti. "Si spremono non solo i lavoratori- spiega Marinelli- ma anche i mezzi". Secondo le Rdb, Hera ha "cessato da tempo di fare la manuntenzione ordinaria e straordinaria". I mezzi sono obsoleti, e la manutenzione non si farebbe perche', in vista delle esternalizzazioni, l'intenzione e' di dismetterli. E i rischi, a quanto pare, non mancano. Due settimane fa, riportano i delegati Rdb, un camion per la raccolta dei rifiuti ha perso la funzionalita' dello sterzo. E' accaduto di giorno, in via Irnerio, e non ci sono state conseguenze solo grazie alla bassa velocita'. Inoltre, accade spesso che i camion perdano olio in mezzo alla strada, mettendo a rischio la circolazione. Su tutti questi temi, Marinelli chiede una prese di posizione dei soci pubblici di Hera: "Si esprimano, dovrebbero avere lo stesso interesse dei lavoratori che il patrimonio non venga spacchettato". Ma le Rdb ne hanno anche per i sindacati confederali. Sono una sorte di "Giano bifronte", dice Marinelli: da un lato rompono le relazioni sindacali, dall'altro mantengono "un inaccettabile atteggiamento collaborativo con la direzione di Hera".

TRASPORTI. BOLOGNA E FERRARA A SINDACATI: ATC INCORPORA ACFT
RIUNIONE NEL CAPOLUOGO EMILIANO SU FUSIONE; PRONTO SCIOPERO

(DIRE) Bologna, 18 giu. - Atc Bologna incorporera' Acft di Ferrara e la nuova realta' sara' suddivisa in varie divisioni (trasporto, manutenzione...): avverra' cosi' la fusione tra le aziende di trasporto delle due citta'. Gli assessori del Comune e della Provincia di Bologna, Maurizio Zamboni e Giacomo Venturi, assieme al collega del Comune di Ferrara, Stefano Cavallini e ai presidenti delle due aziende, Francesco Sutti (Atc) e Gabriele Melchiorri (Acft), lo hanno spiegato ai sindacati riuniti oggi a Palazzo Malvezzi. La settimana prossima le amministrazioni ferraresi dovrebbero licenziare l'atto che risolve il problema dell'incasso dei titoli di viaggio che oggi, nella citta' estense, vengono incamerati non da Acft ma dall'agenzia della mobilita'. Dopodiche', l'advisor dovrebbe predisporre il piano di fusione per incorporazione e presentarlo ai sindacati entro fine estate. Ma la cosa non piace a tutti i sindacati. La Uil, che aveva chiesto l'incontro "plenario" con i bolognesi e i ferraresi, e' contenta: "Il percorso e' giusto, fosse stato per noi forse si poteva provare a fare un'azienda regionale. Peccato per i tempi lunghi, ma e' anche vero che e' una questione giuridica complessa", dice Gianluca Neri della Uil. Insoddisfatte invece le Rdb che hanno radunato sotto Palazzo Malvezzi una trentina di lavoratori. "Dal quel che ci e' stato spiegato si fara' una fusione per incorporazione di Acft in Atc ma su modello divisionale: praticamente rimangono delle unita' operative che fanno capo ad un'unica governace. Si ripete lo stesso schema delle acquisizioni usato da Tim e Telecom e si apre la strada alla possibile vendita di rami d'azienda", dice Italo Quartu, delle Rdb. Fatto sta che dopodomani i lavoratori di Atc saranno chiamati a quattro ore di sciopero. Ma sullo sfondo c'e' anche la partita del contratto integrativo di Atc. A complicare il dialogo con le Istituzioni, spiega Gianluca Galletti, della Faisa-Cisal: Comune e Provincia di Bologna "non paiono intenzionati a confermare un milione e mezzo di euro erogati in relazione al numero di passeggeri trasportati. Siccome gli utenti sono aumentati- spiega il sindacalista- questo ha comportato un premio una tantum all'anno da 560 euro per i dipendenti che ora non e' piu' garantito dato che le amministrazioni non sembrano intenzionate a rimettere i soldi per coprire questa voce". E, tornando alla fusione di Atc con Acft, "se non si garantisce quello che e' scritto nei contratti come potra' esserlo quello che non e' nemmeno nero su bianco", aggiunge Galletti riferendosi alla mancanza di une clausola sociale che tuteli i lavoratori nell'unione delle due aziende. "A parole ci rassicurano, pero'...". Non piace a Rdb e Cisal nemmeno che a Bologna l'attivita' della sosta sara' scorporata dalla prossima azienda. "Per cui credo che oltre a quello di venerdi' ci saranno altri scioperi", prevede Galletti. Diversa l'opinione della Cisl: "L'importante e' andare avanti ma questo e' un passettino. Noi volevano un'azienda che si occupasse di intermodalita', non solo del trasporto su gomma, ma anche su ferro. Speriamo che questa aggregazione non si fermi a Ferrara, ma vada anche oltre", commenta Fabrizio Ungarelli.

COMUNE BOLOGNA. COFFERATI BRINDA A SEDE E INVITA GUAZZALOCA
VISITA SINDACO A LAVORI FINITI; ZAMBONI: NON L'AVREI FATTA COSI'

(DIRE) Bologna, 18 giu. - Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, brinda alla conclusione dei lavori nella nuova sede unica del Comune in via Fioravanti. E dalle torri di vetro che verranno inaugurate ufficialmente a fine settembre, quando saranno aperte ai cittadini, lancia l'invito al suo possibile avversario per Palazzo D'Accursio nel 2009: l'ex primo cittadino Giorgio Guazzaloca nel cui mandato fu impostato il progetto per la nuova sede. "Inviteremo tutti quelli che hanno avuto un ruolo, nel pensare, progettare e realizzare la nuova sede, esattamente come abbiamo fatto per il Forno del pane (oggi ospita il Mambo, ndr). E' doveroso che sia cosi'". Il primo cittadino parla nella hall del complesso, che presto sara' decorata da un'opera di Michelangelo Pistoletto "fatta e pensata per questo spazio" e assegnata dalla Fondazione del Monte. Prima del brindisi con la presidente del consorzio realizzatore, Rita Finzi (alla visita di questa mattina anche il numero uno di Legacoop Giampiero Calzolari), il sindaco saluta la conclusione dei lavori con tempismo perfetto, "un grandissimo risultato perche' purtroppo di norma non e' cosi'". Il primo a trasferire i suoi uffici a luglio sara' l'assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilita', Maurizio Zamboni, che pero' ricorda le ragioni per cui era inizialmente contrario alla maxi-sede alla Bolognina. "Ero contrario all'operazione in se'- ammette Zamboni- perche' decentrare una serie di istituzioni fuori del centro storico comporta una serie di vantaggi e svantaggi. In primo luogo, chi mantiene gli edifici storici se non le banche e le istituzioni pubbliche? In secondo luogo, c'e' una parte del personale comunale che passera' dall'uso della bicicletta e del mezzo pubblico all'uso dell'automobile. E' inevitabile". Insomma, dice Zamboni, "se avessi dovuto farla io, avrei fatto una scelta diversa. Noi comunque abbiamo cercato di massimizzare i benefici e minimizzare gli inconvenienti". Per questo, ad esempio, sono state ritoccate alcune linee dei bus per favorire l'arrivo dei circa 1.400 lavoratori tra comunali e privati col mezzo pubblico. Ma al sindacato che protesta anche per le difficolta' a raggiungere le nuova sede (le Rdb minacciano lo sciopero), Cofferati replica smorzando i toni: sono "problemi fisiologici", ma "questa sede e' centralissima, la stazione e' li'" a due passi, fa notare. Al sindaco gli interni dai colori brillanti (negli uffici ci sono arredi e pannelli azzurri, arancio e blu) sembrano proprio piaciuti. E dopo aver ammirato la vista dal nono piano, con San Luca, le Due Torri e San Petronio nello stesso colpo d'occhio, butta li': "Fermo restando che le funzioni istituzionali restano a Palazzo D'Accursio, un piccolissimo ufficio la' in alto...". Magari, scherza il sindaco, con un "open space per la giunta".


18 giugno 2008 - Spoleto online

SINDACATI DI BASE UMBRI (CUB- COBAS-SDL) PREPARANO UN PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA
E' solo il primo atto di una protesta che culminerà nello sciopero generale previsto per il prossimo autunno

Perugia - I sindacati di base umbri, in adesione al programma di manifestazioni organizzate su tutto il territorio nazionale per il giorno 20 giugno 2008, comunicano che nella stessa giornata terranno un presidio a Perugia in Piazza Italia dalle ore 10 alle ore 13. In preparazione della giornata del 20 saranno effettuati nei giorni precedenti volantinaggi davanti alle principali fabbriche umbre e in tutti i posti di lavoro. Le manifestazioni hanno l'obiettivo di preparare lo sciopero generale in autunno sulla base della seguente piattaforma:
- Forti aumenti generalizzati per salari e pensioni di almeno 3.000 euro annui - Introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento dei salari e delle pensioni legato agli aumenti dei prezzi – Eliminazione dell'Iva dai generi di prima necessità – Difesa della pensione pubblica – No allo scippo del TFR ed eliminazione della clausola del silenzio assenso e possibilità per i sottoscrittori di uscire dal fondo pensione – Contro lo smantellamento dei servizi pubblici.
- Abolizione delle leggi Treu e 30 e lotta alla precarietà lavorativa e sociale.
- Lotta al razzismo e ad ogni tipo di discriminazione.
- Rilancio del ruolo del contratto nazionale come strumento di redistribuzione del reddito. No alla detassazione degli straordinari che, a tutto vantaggio delle imprese, genera divisioni tra i lavoratori, discriminazione delle donne ed incrementa il rischio per la salute e per la vita dei lavoratori.
- Sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali.
- Basta con il monopolio della casta CGIL-CISL-UIL sui diritti sindacali e restituire ai lavoratori il diritto di decidere.


18 giugno 2008 - Liberazione

Appuntamenti

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Confronto e rilancio: conferenza stampa sul diritto alla casa Gli scenari metropolitani, un confronto tra le esperienze di lotta per la casa romane e quelle emiliane alle 21 Xm 24 di via Fioravanti 24. Con Asia - Rdb, Blocco Precario Metropolitano, Horus occupato, Famiglia Bresci e Rete sociale di lotta per la casa.
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18 giugno 2008 - Il Nuovo Salernitano

I lavoratori dell'ateneo salernitano si riuniscono oggi in assemblea in vista dello sciopero del 20 giugno
Salari bloccati, i dipendenti universitari si mobilitano
<<E' passato un mese dall'ultimo incontro con l'Aran ma la trattativa sul contratto nazionale scaduto non riprende>>

SALERNO - I dipendenti dell'Università di Salerno si riuniscono oggi, alle 12, in assemblea, presso l'aula Castellano della Facoltà di Giurisprudenza. In segno di protesta e in vista dello sciopero indetto per il 20 giugno. <<E' passato un mese dall'ultimo incontro con l'Aran ma la trattativa sul contratto nazionale scaduto non riprende>>. Gli altri lavoratori publici gli aumenti 2006/2007 li hanno già avuti! -dichiarano in una nota durissima- Non protestare e non mobilitarsi contro il diverso trattamento riservato ai lavoratori universitari e della ricerca, in tempi di attacchi sfrenati ai lavoratori pubblici in nome della lotta ai "fannulloni" significa isolare due delle categorie più deboli del pubblico impiego aprendo porte alle "sperimentazione" in questi comparti di quelle "riforme" contrattuali che prevedono la cancellazione dei contratti economici biennali e dello stesso contratto nazionale!>>. E poi nella nota arriva l'attacco: << La vera riforma contrattuale è rinnovare subito i contratti scaduti, pagare ai lavoratori gli aumenti dovuti, adeguare i salari alla media europea>>. Le RdB/CUB "si mobilitano per la nostra dignità di lavoratori pubblici e contro lo smantellamento dei servizi pubblici per i cittadini, contro l'emergenza salarialee contro la precarietà, per il rinnovo immediato del contratto nazionale 2006/2007 (scaduto il 31/12/2005) e il finanziamento del contratto del biennio 2008/2009, contro l'abolizione dei contratti economici biennali". Perchè lo sciopero ? <<Perchè i nostri salari sono bloccati al 2005. Perchè pur essendo già stanziati i fondi per il 2006/2007, i lavoratori dell'Università e della Ricerca sono gli unici lavoratori pubblici ancora senza il rinnovo delContratto Nazionale 2006/2007. Perchè i prezzi e le tariffe continuano a galoppare e i 1000 euro al mese non bastanopiù nemmeno per arrivare alla terza settimana. Perchè dal 1 gennaio 2008 abbiamo diritto agli aumenti e finora il governo non si è degnato di stanziare i fondi contrattuali necessari e anzi si prepara, in nome della lotta ai "fannulloni" dei cosiddetti "Piani Industriali", a tagli pesantissimi a danno dei servizi pubblici ai cittadini e dei diritti dei lavoratori pubblici. Perchè Confindustria e sindacati concertativi di fronte al disastroso risultato di 15 anni di concertazione, che ha fatto dei lavoratori italiani i peggio pagati in tutta Europa, invece di affrontare la gravità della condizione del lavoro dipendente sempre più precarizzato e in piena emergenza salariale, si apprestano ad abolire anche i contratti economici biennali e a svuotare definitivamente -concludono- le tutele economiche e normative del Contratto Nazionale>>.
Rdb/CUB Federazione di Salerno


18 giugno 2008 - Il Secolo XIX

contratto decentrato
Dipendenti comunali, lo scontro tra sindacati va al referendum

Genova - FINISCE in una conta lo scontro sindacale per il contratto decentrato dei dipendenti pubblici comunali. E tutto accade in questi giorni, con il referendum convocato da Cgil, Cisl e Diccap per oggi, domani e dopodomani. Proprio queste sigle sindacali hanno nei giorni scorsi approvato la proposta avanzata dalla giunta comunale; mentre le altre sigle hanno votato contro. Si tratta di Uil, Cobas, Rdb e Sulpm.
Ma se in un primo momento il "fronte del no" aveva bollato come illegittima la consultazione convocata da solo una parte della rsu, ieri - dopo l'ennesima assemblea tra dipendenti (questa volta a Palazzo Tursi) - i delegati della rsu aderenti ai Cobas hanno cambiato tattica. Ora i sindacati di base invitano tutti i dipendenti ad andare a votare e a votare "no"
I seggi della consultazione sono attivati al Matitone, a Palazzo Tursi, in via Ilva, in piazzale Ortiz, in corso Torino, in via Maggio e in via Sestri dalle 8.30 alle 16.30; sono previsti inoltre una serie di seggi volanti per agevolare la partecipazione al voto di tutti, anche dei dipendenti nelle sedi più decentrate o dei piccoli uffici.
Secondo Cgil e Cisl, la piattaforma appena approvata rappresenta un buon risultato che garantisce i lavoratori; secondo la Uil e i sindacati di base sussistono invece troppe lacune e contraddizioni.


18 giugno 2008 - Tuscia web

Viterbo - Interviene Lino Rocchi
Università e ricerca, Rdb in sciopero

Riceviamo e pubblichiamo - Il 20 giugno la Rdb Cub sciopererà le ultime due ore nel comparto Università e Ricerca, perché mentre il ministro Brunetta annuncia che il rinnovo contrattuale del secondo biennio economico 2008-2009 non è una certezza per i lavoratori del Pubblico Impiego, i Comparti Università e Ricerca ancora stanno aspettando il rinnovo del contratto normativo 2006-2009 e del primo biennio economico 2006-2007, noi ci saremo e faremo la nostra parte a sostegno della vertenza contrattuale e delle richieste presentate ai tavoli. Nelle Università siamo alla commedia degli errori, grazie alla nostra azione al tavolo è emerso da tempo un percorso e una bozza di accordo possibile, ma da un mese, anche a causa dei tavoli separati voluti da Cgil, Cisl e Uil, il confronto si è bloccato impedendo di arrivare alla conclusione di un contratto dal quale ci aspettiamo un riequilibrio rispetto allo strapotere che l’autonomia ha dato in mano al corpo docente, ed alla conseguente penalizzazione del personale tecnico-amministrativo. Inoltre, venerdì 20 giugno il sindacalismo di base, (CUB, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale), si mobilita in tutto il paese per rivendicare forti aumenti per salari e pensioni, per la sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi, per la difesa di veri contratti nazionali a favore dei lavoratori, l’abolizione delle leggi Treu e 30, il ripristino della scala mobile, la difesa della pensione pubblica ed un no deciso allo scippo del TFR, contro la precarietà lavorativa e sociale, per la garanzia del reddito, per un no alla detassazione degli straordinari, contro il razzismo e la xenofobia, per uguali diritti per stanziali e migranti. Basta con il monopolio della casta di Cgil, Cisl e Uil sui diritti sindacali, è giunto il momento di pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori e per restituire ai salariati il potere decisionale. Sembrano parole utopiche, ma occorre ripartire dai lavoratori dai pensionati e dai cittadini tutti per risollevare le sorti del nostro Paese, per questo, saremo presenti alle iniziative che si terranno nelle principali città italiane, in particolare a Roma, davanti al Ministero della Funzione Pubblica contro il piano di Brunetta e poi andremo a far sentire la nostra voce a Piazza di Monte Citorio, non facciamo sconti a nessuno, non abbiamo governi amici, ma solo interlocutori più o meno affidabili, o gli attuali inquilini dei palazzi del potere sapranno esserlo, oppure dopo una estate che stenta a partire, ci sarà un caldo autunno.
Lino Rocchi - Rdb Cub

Viterbo - Cgil, Uil, Rdb, Ugl e Sulpm - A luglio assemblea permanente
I sindacati rompono le trattative con la Provincia

Riceviamo e pubblichiamo - Per l’ennesima volta il direttore generale della Provincia viene contestato e raccoglie l’interruzione delle relazioni sindacali. Oggi con la grave eccezione della Cisl e di un sindacato autonomo (?) che pretendevano ancora di contrattare minimizzando le responsabilità della parte pubblica, le organizzazioni sindacali Cgil, Uil, Rdb, Ugl e Suplm hanno abbandonato la delegazione trattante giudicando impossibile continuare una estenuante e infruttuosa trattativa. Mentre con determinazione i sindacati pretendono un accordo sulle progressioni orizzontali e sulle particolari posizioni la Provincia consente al dirigente della Ragioneria di attribuire autonomamente, ignorando ogni principio di consultazione ed equità, mansioni superiori ad una dipendente con motivazioni che denigrano la professionalità dei restanti colleghi di lavoro. Ancora non ci siamo!
I dirigenti della Provincia e la Giunta, che dispensano premi e promozioni, sappiano che la festa è finita!
Cgil, Uil, Rdb, Ugl e Suplm non accettano e ne intendono farsi ricattare da una amministrazione che in cambio di doverose progressioni orizzontali pretende di far passare decisioni autoritarie fuori da ogni regola contrattata.
Dove è la proposta di modello organizzativo e dotazione organica da cui si evince la necessità di riconoscimento delle mansioni superiori?
Il blocco delle assunzioni e i risparmi non devono interessare le segreterie politiche che in questi giorni risultano aver aumentato i propri organici di una unità destinata alla presidenza?
Quante risorse destina questa amministrazione al miglioramento dei servizi e delle professionalità?
Perchè forma decine di dipendenti a gestire gli uffici Urp spendendo per i docenti, l’affitto delle aule presso il Cefas e poi appalta all’esterno il servizio per 60 mila euro?
Perchè l’amministrazione vuole andare in giudizio contro i dipendenti sul sacrosanto diritto contrattuale ai buoni pasto e non controlla l’uso e l’abuso degli straordinari da parte dei dirigenti e del livello politico?
A cosa serve un costoso Direttore generale se non è messo in condizione ( non vuole o non può?) di rendere omogenei i comportamenti della amministrazione e rendere fruttuose le relazioni sindacali?
Cgil, Uil, Rdb, Ugl e Suplm, in assenza di concrete, efficaci, sollecite soluzioni alle questioni sul tappeto nei primi giorni del mese di luglio convocheranno l’assemblea permanente dei dipendenti nel cortile della Provincia tale da rendere visibile e soprattutto udibile il dissenso dei lavoratori a chi sordo, pretende di dirigere l’ente pubblico in completa autonomia e discrezionalità.
Sergio Riccardi - Fabrizio Marziali - Sergio DePaola - Alessandro Gioia - Marco Fiorucci - Fp Cgil - Uil Pa - Rdb - Ugl - Sulpm


18 giugno 2008 - La Repubblica

Coro di polemiche per il test finale di terza media
Sito internet bloccato, docenti furiosi un flop il debutto della prova Invalsi
Chi ha lavorato all´organizzazione non ha considerato che tutte le scuole si sarebbero collegate e che il server non era in grado di supportare la mole di richieste Ci siamo arrangiati facendoci spedire un fax dal nostro preside commissario in un´altra sede Alla fine non abbiamo usato le "griglie" del ministero
di OTTAVIA GIUSTETTI

Torino - Impossibile accedere al sito Invalsi: la nuova prova finale per gli studenti delle medie si rivela un fallimento e le scuole torinesi vanno in tilt. La griglia di valutazione che sarebbe dovuta arrivare alle 12 di ieri mattina via posta elettronica per consentire ai professori di correggere il test uguale per tutti gli studenti italiani non è arrivata e in alcune scuole i commissari hanno dovuto aspettare anche quattro ore per correggere i compiti e passare alla prova orale. «È stata un´organizzazione disastrosa che ha mandato in confusione tutto il lavoro della commissione - dice Mara Gianoglio docente di matematica - da Roma ci hanno tenuti una giornata in attesa delle griglie per la valutazione dei test, ci siamo dovuti arrangiare all´italiana facendoci spedire via fax dal nostro preside che è commissario in un´altra scuola il foglio con risposte e punteggi. Qui da noi abbiamo provato tutto il pomeriggio a connetterci al sito dell´Invalsi ma non è stato possibile».
Siamo alla Alvaro Modigliani e Gianoglio di Cub scuola è rappresentante Rsu. Qui come in tutte le scuole della città la sperimentazione si è rivelata un fallimento non dal punto di vista dei contenuti ma a causa di una organizzazione quantomeno discutibile che prevedeva l´invio di questi criteri di valutazione via posta elettronica. Le griglie non sono mai arrivate e al sito Internet dove erano stati pubblicati non si è potuto accedere fino a tarda sera. «Abbiamo risolto nel pomeriggio inviando noi a tutte le scuole la documentazione necessaria per correggere i compiti - spiega Paolo Iennaco, vice direttore dell´ufficio scolastico regionale - purtroppo chi ha lavorato all´organizzazione della prova non ha considerato che tutte le scuole medie d´Italia si sarebbero collegate al sito web contemporaneamente e che il server non sarebbe stato in grado di supportare tutte quelle richieste».
Così la giornata di ieri nelle medie torinesi è trascorsa con i commissari bloccati per ore in attesa di sapere come risolvere il problema. Sono partite così catene di spedizioni via fax da una scuola all´altra di fogli sbiaditi con numeri e frasi da interpretare mentre in qualche istituto i ragazzi erano già in attesa di cominciare con le interrogazioni. «Noi alla Modigliani a un certo punto abbiamo cominciato a correggere senza griglie - racconta Mara Gianoglio - inutile aspettare un´intera giornata, in fondo siamo tutti docenti in grado di valutare il lavoro dei ragazzi». E anche quando l´ufficio scolastico è riuscito a mettere la toppa inviando le griglie non si è conclusa l´odissea, perché alcune domande erano a risposta multipla, altre a aperta, alcune valutate in venticinquesimi altre in altro modo. A detta di tutti le domande di italiano erano accessibili a tutti mentre quelle di matematica un po´ più difficili sono state superate con successo da meno della metà degli studenti. Per quanto riguarda la prova di italiano le uniche difficoltà si sono registrate nei quesiti di analisi grammaticale, analisi che molti insegnanti fanno solo il primo anno e che sono risultati i più complicati. Diversi infine i criteri utilizzato per la valutazione globale degli scritti. Molte commissioni hanno ritenuto di non dover prendere in considerazione la prova Invalsi perché sperimentale, altre ne terranno conto nel voto finale dopo gli orali.


17 giugno 2008 - Ansa

LAVORO: CUB-COBAS-SDL, 20 GIUGNO MOBILITAZIONE NAZIONALE

(ANSA) - ROMA, 17 GIU - Il sindacalismo di base scendera' in piazza per una mobilitazione nazionale indetta per venerdi' 20 giugno a sostegno di salari e pensioni, per la sicurezza sul lavoro e contro la precarieta'. Iniziative sono previste in tutte le principali citta'. Cub, Cobas e Sdl, sottolineano in una nota, rivendicano ''forti aumenti'' per salari e pensioni; sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi; difesa di ''veri'' contratti nazionali a favore dei lavoratori e delle lavoratrici. Tra l'altro, chiedono il ripristino della scala mobile, bocciano la detassazione degli straordinari e invocano ''pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori e delle lavoratrici'', dicendo ''basta con il monopolio della casta Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali''.


17 giugno 2008 - Dire

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI MERCOLEDI' 18 GIUGNO

(DIRE) Bologna, 17 giu. - Questi gli appuntamenti a Bologna e provincia:
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10.00- Bologna (Cub-Rdb/via Monterumici 36/10)- Conferenza stampa per illustrare le motivazione dello sciopero con presidio davanti alla sede del Gruppo Hera (20/6). A seguire conferenza stampa per presentare le iniziative a Bologna in occasione della "Giornata di mobilitazione nazionale dei sindacati di base".
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17 giugno 2008 - Prima

PRESENTAZIONE DELLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE DEL PUBBLICO IMPIEGO DEL 20 GIUGNO

(PRIMA) ROMA - Le RdB-CUB Pubblico Impiego indicono per mercoledì 18 giugno una conferenza stampa di presentazione della giornata di mobilitazione nazionale del Pubblico Impiego, proclamata per venerdì 20 giugno. L’iniziativa si colloca nell’ambito della mobilitazione nazionale indetta per il 20 giugno da CUB, Confederazione Cobas, SDL e deliberata dall’assemblea nazionale del sindacalismo di base del 17 maggio scorso sulla seguente piattaforma: salario; sicurezza sul lavoro; lotta alla precarietà; democrazia sindacale; difesa del sistema pensionistico pubblico, contro lo scippo del TFR e dei fondi pensione; rilancio del ruolo del contratto nazionale come strumento di redistribuzione del reddito; per una nuova scala mobile. Le RdB-CUB P.I., ritenendo che nella riforma della P.A. proposta dal Governo non vi sia alcuna risposta ai punti contenuti in tale piattaforma, e che al contempo si persegua l’obiettivo di smantellare lo Stato Sociale riducendo i servizi e penalizzando cittadini e lavoratori, chiamano i dipendenti pubblici ad aderire alle numerose iniziative territoriali previste per la giornata del 20, (che verranno illustrate nel corso della conferenza stampa) ed alla manifestazione organizzata a Roma davanti al Ministero della Funzione Pubblica. Durante la conferenza stampa verranno distribuite le anticipazioni di un dossier redatto dalle RdB P.I.. in cui verranno documentati esempi concreti sulle conseguenze prodotte nella Pubblica Amministrazione dopo anni di tagli alle risorse e agli organici, precariato, appalti, esternalizzazioni, e consulenze d’oro.


17 giugno 2008 - Omniroma

COLLI PORTUENSI, ASIA-RDB: BLOCCA SCIOPERO FAME PER MOTIVI SALUTE

(OMNIROMA) Roma, 17 giu - «Dopo 7 giorni di sciopero della fame, una delle inquiline residenti in viale Colli Portuensi 187, C. M., è costretta a fermarsi per motivi di salute. Proseguono invece nell'iniziativa gli altri tre inquilini e il coordinatore regionale dell'AS.I.A. - RdB». Lo comunica Asia-Rdb.

COLLI PORTUENSI, ASIA: «82ENNE INTERROMPE SCIOPERO FAME»

(OMNIROMA) Roma, 17 giu - Ha interrotto lo sciopero della fame Maria, l'inquilina di 82 anni delle case di via dei Colli Portuensi, da mesi in lotta contro la vendita degli immobili da parte del Fondo pensioni ex-Cassa di risparmio di Trieste. È stato il suo medico a chiederle di interrompere la protesta data l'età della donna. Le notizie, comunque, che riguardano la vertenza tra il Comitato degli inquilini e i proprietari segna qualche punto positivo. «Dall'incontro tra il delegato del sindaco, Santori e la proprietà si è riusciti ad arrivare a 17 condizioni di tutela per altrettanti inquilini che così potranno rimanere in affitto - ha spiegato Paolo Di Vetta del sindacato Asia Rdb Cub che sostiene il Comitato - rimangono fuori, per ora, 18 famiglie alle quali la proprietà ha proposto l'acquisto degli appartamenti con il 5% di sconto. Per questo motivo domani andremo alla regione Lazio per chiedere alle istituzioni sostegno per queste famiglie nell'eventualità dell'accensione del mutuo». lo sciopero della fame, comunque, continua. A prendere il posto della signora Maria si è proposto il signor Pino Andreocci di 50 anni, insegnante.


17 giugno 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 23 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Venerdì la ricerca in piazza, per il diritto al contratto e per la difesa della dignità
* Assemblea fuori sede prima dello sciopero
* L'Italia è un paese da militarizzare?
* Magia: scompaiono Apat, Icram e Infs
* Leggi razziali, col silenzio della cultura
* Consulenze, per Braico 74 mila euro, per il Nobel Rubbia solo 48 mila
* Fondazione Monasterio, Luciano Maiani tace
* Grandi manovre all'Enea, è in arrivo Fabio Pistella?


17 giugno 2008 - Il Piccolo

VIA LIBERA DEI LAVORATORI SULL’ACCORDO
Terminal del Molo VII, passa l’integrativo
Cresce però la divisione tra sindacati: le RdB aumentano a spese di Cgil, Cisl e Uil
di Riccardo Coretti

TRIESTE - Via libera dei lavoratori del Molo VII all’accordo sull’integrativo del contratto con la Trieste Marine Terminal. Grande maggioranza di «sì» al referendum indetto da Cigil, Cisl e Uil, mentre si conferma sempre più netta la divisione del fronte sindacale con il successo delle RdB. E’ passato con quasi il 90 per cento dei favorevoli (su poco più di un centinaio di votanti) l’ok all’accordo che i sindacati avevano raggiunto, a fine aprile, con il terminalista del Molo VII per l’accordo economico e di organizzazione del lavoro. Dopo una prima bocciatura - a fine gennaio - da parte degli stessi lavoratori, di quanto concordato dai sindacati confederali, la trattativa era stata divisa in due tavoli, come conseguenza della comparsa delle Rappresentanze sindacali di base, che fino a quale momento potevano contare al massimo un paio di iscritti tra i lavoratori del terminal. Oggi gli iscritti – anche se di numeri precisi nessuno vuole parlare – dovrebbero essere circa una trentina (su un totale di circa 140 assunti), tanto da fare delle RbB il secondo sindacato alla Trieste marine Terminal dopo la Cisl, dalla quale sembrano provenire la maggior parte dei nuovi aderenti. «La Federazione Trasporti delle RdB a livello regionale sta svolgendo una politica incisiva sui problemi reali dei lavoratori. E di ciò non potevano non accorgersi – dice Willy Puglia, segretario provinciale delle RdB, per spiegare la nuova situazione - anche i lavoratori del Porto di Trieste. Tanto è vero che le iscrizioni stanno aumentando anche in altri settori del lavoro portuale. Il monopolio sindacale di Cgil, Cisl e Uil non ha più senso se gli accordi che si raggiungono non corrispondono alle esigenze dei lavoratori stessi». Puglia sostiene che, con l’intervento delle RdB, l’integrativo al contratto è stato migliorato, in particolare sulla durata, sulle eccezioni per i lavoratori cosiddetti «operativi» e sulla flessibilità della turnazione. Si tratta di un aumento di circa 200 euro lordi al mese, suddivisi in 100 euro per un giorno di flessibilità alla settimane e in altri 100 legati alla produttività del terminal. La novità più rilevante riguarda per l’appunto la validità dell’accordo stesso (ridotta da quattro e due anni), ma che nella parte economica verrà ridiscusso a novembre. Di diverso avviso Angelo D’Adamo della Cgil: «Ci sono lavoratori che sono passati alle RdB e poi hanno votato lo stesso accordo che avevamo concluso noi. Andrebbero valutate anche queste contraddizioni. Evidentemente alcuni lavoratori non si trovavano d’accordo e hanno preso questa decisione, ma voglio ricordare che in tutta la questione non ci sono state rivendicazioni di merito».

INCONTRO CON L’ASSESSORE REGIONALE
Trasporti, Riccardi apre ai sindacati
Dalle Rdb un documento sui rischi di turbativa e monopolio

Trieste - L’assessore regionale ai Trasporti, Riccardo Riccardi, ha incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti delle Rappresentanza sindacali di base. Nel corso del confronto, precisa una nota delle Rdb, sono state affrontate alcune delle criticità che il trasporto pubblico locale e le prospettive di sviluppo e miglioramento dei servizio. Al centro della discussione anche le questioni relative al Piano regionale del trasporto pubblico locale e quelle legate all’affidamento decennale della gestione del servizio, così come previsto dalla legge regionale 23 del luglio 2007.
Dal canto suo, continua ancora la nota del sindacato, Riccardi si è detto disponibile ad aprire un dialogo con tutti gli attori coinvolti nella partita, precisando la volontà di adoperarsi affinchè le possibili intese vengano raggiunte con il convolgimento di tutte le parti,
Condividendo il percorso individuato dal componente della Giunta regionale, i rappresentanti sindacali hanno consegnato un documento nel quale sono evidenziati «gli aspetti ritenuti più controversi dell’appalto del servizio pubblico e i possibili rischi di turbativa e monopolio denunciati già nei mesi scorsi dall’Autority per la concorrenza».
Vivo espressamento, invece, è stato espresso dai vertici delle Rdb per altri orientamenti espressi dall’assessore Riccardi, In particolare, conclude la nota, sono stati apprezzati la cautalea espressa a proposito di possibili aumenti tariffari per l’utenza, le garanzie fornite in merito al mantenimento dei livelli occupazionali e retributivi per i lavoratori, e il potenzionamento delle funzioni di vigilanza e di controllo sulle aziende da parte delle province. Giudizio positivo, infine, sulla possibilità di prevedere due gare distinte, una legata al trasporto ferroviario e un’altra al trasporto su gomma, per l’affidamento del servizio.
Al termine del confronto, le Rappresentanza sindacali di base hanno ribadito la loro disponibilità a proseguire sulla strada del confronto con l’amministrazione regionale.


17 giugno 2008 - Il Secolo XIX

Contratto decentrato, sindacato diviso a Tursi
Cgil, Cisl e Dicap favorevoli alle intese: indetto subito il referendum approvativo.
Ma Uil, Cobas e Rdb sono contro: procedura illegale

Genova - SI SPACCA il sindacato tra i dipendenti comunali. Cgil, Cisl e Dicap hanno approvato l'accordo sul contratto decentrato proposto dalla giunta; Uil, Cobas, Rdb e Sulpm sono dall'altra parte e annunciano battaglia.
Il problema è che si è riproposta la frattura già vista nelle riunioni della rsu e ieri mattina, dopo una nuova accesa assemblea tra i dipendenti al Matitone, il fronte del «sì» ha indetto una consultazione a voto segreto tra i suoi aderenti da cui scaturirà - molto probabilmente - un netto sostegno all'intesa raggiunta. Il fronte del «no» bolla l'iniziativa come «illegittima» e «illegale», rifiutando di considerarla come il referendum previsto dal regolamento della rsu e nei fatti vincolanti per la cosiddetta delegazione trattante.
La questione avrà certamente conseguenze, durature. Specialmente tra i confederali, con Cgil e Cisl su una sponda opposta rispetto alla Uil. Il tutto in un periodo di particolare fermento tra le adesioni sindacale e di vivacità nella nascita di nuove sigle. In ogni caso, l'oggetto del contendere è di natura prettamente contrattuale, con il protocollo d'intesa che prevede i contorni dell'integrativo e del decentrato. Tra i principali argomenti di scontro, su cui i settemila dipendenti comunali si sono confrontati per mesi, c'è quello della valutazione.
Accade in ogni categoria, ma il tema della valutazione ha un impatto particolarmente alto tra i dipendenti degli uffici pubblici. Su questo punto, ovviamente, insiste il fronte del «no», sottolineando le critiche a un sistema di parametrazione i cui effetti «potranno agire su una quota fino al 30 per cento del premio di produttività» e «sulle progressioni di carriera»; due voci individuate come le «uniche rimaste a disposizione di una categoria svilita nella sua professionalità e con salari sempre più bassi».
Per contro, il fronte del «sì», giudica positivamente le intese raggiunte, che garantirebbero la categoria con spunti di rilancio e riqualificazione della professione. Salvo ripercussioni legali, l'accordo sarà definitivamente varato. L'ultima parola, comunque, va ora ai dipendenti chiamati al voto.


17 giugno 2008 - EPolis Roma

Protesta dei lavoratori dell'Ater oggi incontro Comune-Regione
In piazza Venezia

Roma - Un sit-in di dipendenti Ater in piazza Venezia davanti al Vittoriano per chiedere all’amministrazione comunale di «sbloccare il pignoramento dei conti correnti» dell’azienda. Con loro, Cgil, Cisl, Uil e Confsat e Asia Rdb. Durante il pomeriggio sono stati ricevuti in Campidoglio da alcuni consiglieri comunali. «Domani (oggi, ndr) - spiega Pasquale Nappo, di Rdb - ci sarà un incontro tra Regione e Comune per cercare una soluzione». A rischio, oltre le 53mila famiglie delle case popolari, anche i 400 lavoratori.


17 giugno 2008 - Corriere Fiorentino

LO SCIOPERO
Contro il taglio degli Intercity «S'è fermato il 90% dei treni»

Firenze - Allo sciopero dei ferrovieri toscani indetto ieri, hanno aderito secondo i sindacati il 70% degli addetti alle officine, il 60% degli addetti agli uffici e sono rimasti fermi in stazione il 90% dei treni a circolazione regionale. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati contro la decisione delle Ferrovie di reintrodurre solo sei dei 20 treni che sono stati tagliati in regione, decisione giudicata assolutamente insufficiente da Cgil, Cisl e Uil. E contro il taglio degli Intercity si sono schierati, con un documento, anche gli assessori ai trasporti del Comune e della Provincia di Prato, insieme ad altri assessori tra cui quelli del Comune e Provincia di Arezzo, della Provincia di Livorno, del Comune e della Provincia di Siena. Allo sciopero ha aderito anche il Cub trasporti della Toscana.


17 giugno 2008 - La Provincia Pavese

Maugeri, chiesti 450mila euro
Il personale vuole gli arretrati. Domani la direzione decide
di DONATELLA ZORZETTO

PAVIA - Sono circa 1.200 euro in media, da trasferire dalle casse della fondazione Maugeri alle tasche dei 450 dipendenti. Arretrati (a partire dal gennaio 2006) dei quali ieri i sindacati, in assemblea con un centinaio di lavoratori, hanno ribadito la richiesta. Insieme ad altre rivendicazioni. La direzione a sorpresa è intervenuta in assemblea portando una promessa: oggi incontrerà la presidenza e domani di nuovo i sindacati per comunicare le proprie risposte alle richieste dei lavoratori.
Prima di tutto i soldi. Oreste Negrini (Cgil), Sandro Vaccari (Cisl) e Mimmo Galeppi (Uil), insieme a Pasquale Di Tomaso (Cub), ieri hanno discusso con il personale in assemblea. «Abbiamo ribadito le iniziative del volantinaggio e dell’occupazione della direzione - spiega Vaccari -. Aspettiamo che diano risposte alle nostre richieste».
«Oltre al riconoscimento degli arretrati del biennio 2006-2007, c’è la questione del vestiario - ricorda Galeppi -. Da sette anni i dipendenti sono costretti a comperare le calzature con i loro soldi, quando invece dovrebbero essere fornite dall’azienda. Infine c’è la questione della pronta disponibilità in servizio». «Possiamo capire che ci tocchi di contrattare il pagamento degli arretrati - conclude Galeppi -. Ma che si debba discutere anche sull’automatismo del rinnovo contrattuale ci pare troppo. Se domani la direzione fornirà una risposta ragionevole siamo disposti ad andare al tavolo della trattativa».
Per Negrini la sostanza non cambia. «Il centinaio di lavoratori che ha partecipato assemblea ha deciso di proseguire nelle iniziative stabilite. Quindi ha confermato il blocco degli straordinari e delle reperibilità - sottolinea il rappresentante della Cgil -. Una novità è rappresentata dalla decisione di chiedere un incontro con i capigruppo della regione Lombardia per esaminare la questione. Non va dimenticato il fatto che la fondazione Maugeri percepisce fondi dal pubblico, perciò non si capisce come mai non abbia i soldi per pagare i dipendenti».
«La direzione avrà un incontro con il presidente, quindi attendiamo domani per sentire quali risposte ci daranno - conclude Negrini -. Va posto in primo piano il fatto che il contratto è scaduto da 30 mesi e che per rispettarlo, la Maugeri dovrebbe sborsare per il personale di Pavia circa 400mila euro».
Dunque l’agitazione prosegue, almeno sino alle prime risposte che la direzione darà ai suoi interlocutori. Sulla questione degli arretrati gli infermieri non intendono più aspettare. «Tutte le altre aziende hanno provveduto al pagamento - sottolineano -. Manchiamo solo noi».


17 giugno 2008 - Il Gazzettino

Bilancio del corso promosso da Rete Lilliput con Pat Patfoort in vista del 1° luglio
Nonviolenza per opporsi alle ruspe

Vicenza - (e.s.) Tre giorni propedeutici all'opposizione fisica non violenta ai lavori del Dal Molin. Un corso intensivo a spese dei partecipanti per arrivare preparati all'appuntamento del 1° luglio, data del passaggio dell'area agli Usa. Si è chiuso domenica "Scelgo la nonviolenza", il weekend formativo organizzato da Rete Lilliput con Pat Patfoort, antropologa belga, esperta di gestione nonviolenta dei conflitti in ambito familiare, interpersonale e internazionale. L'evento ha coinvolto attivisti del Coordinamento dei comitati, Mir, Famiglie per la Pace, Legambiente, Rdb-Cub e VicenzAttiva. Ci si prepara quindi ai blocchi anche in questa fetta del "no" che mantiene una certa fiducia nelle vie istituzionali (vedi referendum e prossimo incontro promosso dal Coordinamento dei Comitati, il 19 giugno alle 20.30 all'Auditorium Canneti, dal titolo 'Si pronuncino i cittadini sul Dal Molin', ndr). Pat Patfort ha proposto «un metodo per affrontare i conflitti che non sia distruttivo e che permetta di valorizzare le differenze senza prevaricare persone o gruppi». Si è cominciato venerdì sera con un incontro aperto al pubblico sul tema della gestione nonviolenta del conflitto. Sabato giornata di formazione con metodologia attiva sul tema "Litigare bene: imparare nel conflitto tra adulti e bambini". Trenta i partecipanti, per una quota di partecipazione di 45 euro. Infine domenica mattina giornata di formazione sul tema "L'azione per contrastare il progetto di nuova base americana a Vicenza: le motivazioni, le strategie per andare avanti". Nell'occasione si è anche fatto un sforzo per studiare le ragioni del "sì" alla base. Sono quindi stati analizzati i fondamenti del "sì" e del "no". L'obiettivo era quello di arrivare all' "equivalenza delle differenze". Insomma, rispetto della diversità di opinione. «Davanti alla parte opposta non bisogna usare la derisione», ha commentato Germano Raniero dell'Rdb-Cub.


16 giugno 2008 - Dire

CASA BOLOGNA. LE RDB DIVENTANO SECONDO SINDACATO ALL'ACER
CONQUISTANO IL 34,16% DEI VOTI, PARI A TRE DELEGATI SU NOVE

(DIRE) Bologna, 16 giu. - Le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) diventano il secondo sindacato all'Acer di Bologna: nelle elezioni per le Rsu ottengono infatti tre delegati su nove con il 34.16% dei voti. Era la prima volta che le Rdb si presentavano al voto nell'ex Iacp e ora cantano vittoria parlando di "un grande risultato" che, assicurano in una nota, "rafforzera' l'impegno teso a far si' che vengano sempre rispettati i diritti dei lavoratori, nell'ambito del particolare ruolo sociale svolto dalla nostra azienda".

ACT REGGIO. AUTISTI LICENZIATI, VENERDI' SCIOPERO DI 4 ORE
INDETTO DA CUB; AN: COMUNE E PROVINCIA TUTELINO LAVORATORI

(DIRE) Reggio Emilia, 16 giu. - Sempre piu' sottile il filo che, a Reggio Emilia, lega 22 autisti del trasporto pubblico locale, impiegati nel consorzio Orfeo, al proprio posto di lavoro. Si tratta di dodici lavoratori della "Seppi autonoleggio" e dieci della "Sorelle D.C. Viaggi" che sono stati messi in mobilita' senza preavviso e sono in procinto di essere licenziati. La Cub trasporti, che ha denunciato il caso, ha organizzato per il prossimo venerdi' uno sciopero di 4 ore tra i dipendenti del gruppo Act. E sul caso prende posizione anche Alleanza nazionale. "Ventidue famiglie, di cui una con gravi problemi di disabilita' al proprio interno, vengono messe sulla strada, non per un calo di lavoro, ma per mantenere alto il margine di guadagno delle ditte affidatarie del consorzio Orfeo, a sua volta operante per conto di una cooperativa, la Transcoop bus, che in coerenza della propria natura sociale dovrebbe avere a cuore principalmente il futuro dei lavoratori e non il profitto". I consiglieri comunali Marco Eboli e Angelo Ammaturo fanno "un appello forte affinche' il sindaco Graziano Delrio, e la presidente della Provincia Sonia Masini e gli altri undici sindaci della provincia di Reggio Emilia che hanno siglato il verbale sul piano strategico di Act, si impegnino fattivamente per dare un futuro professionale e di sostentamento ai ventidue lavoratori messi in mobilita' e alle loro famiglie".

SCUOLA. IN EMILIA-ROMAGNA TAGLIATI 562 COLLABORATORI
USR FIRMA DECRETO PER ORGANICO; RDB: ERAVAMO GIA' POCHI PRIMA...

(DIRE) Bologna, 16 giu. - L'Ufficio scolastico regionale (Usr) dell'Emilia-Romagna mette nero su bianco i numeri dell'organico per l'anno scolastico 2008-2009. E si scopre cosi' che l'"esercito" del personale scolastico diminuira' di 562 collaboratori scolastici, come si legge nel decreto firmato, dal direttore generale dell'Usr Luigi Catalano, "ai fini della mobilita' delle assunzioni, per effetto dei contratti di appalto delle pulizie dei locali scolastici e di vigilanza". Insomma ad occuparsi delle scuole emiliano-romagnole saranno 14.891 in tutto persone (24 in meno rispetto all'anno 2007-2008), suddivise in 3.407 assistenti amministrativi, 1.001 assistenti tecnici e 9.875 collaboratori scolastici. Intanto, proprio sotto le finestre dell'Usr a Bologna, la Cub Scuola ha protestato oggi per il calo d'organico che difficilmente sara' coperto "dai precari" e anche per chiedere "forti investimenti sulla scuola- dice Francesco Bonfini delle Rdb- un piano realistico delle assunzioni e scatto d'anzianta' anche per i precari". A pagare il prezzo maggiore in termini di organico e' Ravenna dove verranno "accantonati" 150 posti di collaboratori, segue Bologna dove ne mancheranno 139, poi vengono: Forli'-Cesena (71), Modena (65), Parma (58), Reggio Emilia (36), Rimini (22), Ferrara (19) e Piacenza (2). Di conseguenza, per ogni Provincia si e' stabilita la dotazione organica complessiva 3.036 sotto le Due Torri, 2.064 sotto la Ghirlandina, 1.801 nel reggiano, 1.519 a Forli'-Cesena, 1.502 nel parmense, 1.250 nel ravennate, 1.163 nel ferrarese, 1.014 nel riminese e 1.002 nel piacentino. Gli organici pero' non soddisfano minimamente le Rdb. Anzi: "Erano pochissimi prima i posti che gia' c'erano- denuncia Bonfini- avevamo intere scuole che non riuscivano a coprire tutti i piani, a discapito della sicurezza degli alunni. E negli ultimi 10 anni anche le segreterie si sono trovate con meno personale e piu' lavoro". Nelle scuole emiliano-romagnole, prosegue il sindacalista, "ci sono precari, che non vengono pagati per luglio e agosto e non hanno scatti d'anzianita', da 20 anni, il ministro Gelmini ora ne ha 35, quindi quando questi lavoratori hanno iniziato lei faceva le scuola superiori, ma ora lei e' ministro e loro sono rimasti precari", conclude Bonfini.


16 giugno 2008 - EPolis Roma

Sanità. Allarme dell'Rdb-Cub: «Carenze d'organico, gravi rischi per i ricoverati acuti malati di cuore»
Pochi infermieri al San Giovanni "Sguarnita la terapia intensiva"
Stefano Zecchetti: «Se c'è un'emergenza impossibile garantire i livelli di assistenza»
di Paolo Anastasio

Roma - Campanello d'allarme al San Giovanni, dove la carenza di organico del personale sanitario è ormai cronicizzata nell'Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic). La denuncia arriva dall'Rdb-Cub Sanità: "In terapia intensiva cardiologica a fronte di 6-8 malati gravi ricoverati, ci sono al massimo due infermieri per turno - dice Stefano Zecchetti, coordinatore regionale delle Rappresentanze di base - troppo pochi per garantire la qualità assistenziale nei confronti di persone infartuate, con gravi problemi al cuore, sempre a rischio di una crisi e di un peggioramento". Tanto più che fra le mansioni degli infermieri di turno all'Utic, oltre alle cure ordinarie, c'è l'obbligo di tenere costantemente sotto controllo il battito e i livelli vitali dei pazienti ricoverati sugli otto monitor. "Il numero minimo di infermieri all'Utic dovrebbe essere tre - aggiunge Zecchetti - tanto più che quelli che sono in servizio fanno doppi turni massacranti e non possono mai assentarsi, per carenza di personale. Se due infermieri sono impegnati ad esempio in rianimazione con un paziente che ha una crisi, tutti gli altri restano scoperti, senza controllo. Come minimo, ci vorrebbe un infermiere fisso soltanto per il controllo dei monitor". La stessa situazione i carenza infermieristica si registra anche nell'unità Sub Utic (dove sono trasferiti i malati con problemi cardiaci usciti dall'emergenza) dove a fronte di 14 posti letto sono di turno al massimo due infermieri. Idem a Medicina, con due infermieri a fronte di 30 posti letto. "Prima c'era del personale in più a disposizione da parte dell'ufficio ispettori - dice un infermiere - ma adesso quel personale è stato assegnato ai vari reparti. Se c'è un'assenza per malattia, ferie o necessità personali mancano i sostituti". Chi ne risente, alla fine, è l'ultimo anello della filiera sanitaria, vale a dire il paziente. I pannoloni si cambiano ogni sette ore invece che ogni tre ore. E se capita un'urgenza sono dolori per gli altri pazienti meno gravi. Secondo l'Rdb-Cub, al San Giovanni c'è una carenza di organico del 30 per cento. Tanto più che nei reparti non specialistici, come ad esempio a medicina, la carenza di personale infermieristico viene colmata con l'utilizzo di Ota (Operatori tecnici all'assistenza, ad esempio i portantini). "C'è il blocco delle assunzioni, per far fronte al piano di rientro - raccontano nei corridoi dell'ospedale di via dell'Amba Aradam - ma i primari li continuano a nominare. Ora c'è in ballo un concorso per 20 infermieri così non ci saranno rinforzi fino almeno a settembre". Gli operatori sanitari si sentono logori e guardano con un certo scetticismo l'inaugurazione di nuovi servizi. "Hanno da poco inaugurato nuovi servizi assistenziali con tanto di robot - dicono nei corridoi dell'ospedale - tecniche meno invasive per gli interventi alla prostata, e siamo tutti d'accordo. Ma poi i reparti di medicina, ortopedia e chirurgia stanno a pezzi".


16 giugno 2008 - Giornal.it

RdB-CUB: lavoro e sicurezza

Alessandria - Venerdì 20 giugno nella giornata nazionale del sindacalismo di base alle ore 10.00 in Piazza della Libertà, di fronte alla Prefettura di Alessandria, ci sarà un presidio RdB-CUB per chiedere forti aumenti generalizzati per salari e pensioni di almeno 3.000 euro annui, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi, eliminazione dell'Iva dai generi di prima necessità e lotta alla precarietà lavorativa e sociale, più sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali.


16 giugno 2008 - Il Gazzettino

Vicenza. "Siamo pronti a bloccare le ruspe...
di Enrico Soli

Vicenza - "Siamo pronti a bloccare le ruspe, ma i vicentini lo sono? Mancano solo quindici giorni all'ingresso degli Usa e dei blocchi contro la nuova base americana non sappiamo ancora niente. Per molti compagni quella di Vicenza è una battaglia ormai persa. Dove sono i vicentini?". Queste le preoccupazioni di alcuni anarchici e antimilitaristi provenienti da varie regioni italiane e riunitisi ieri all'Auditorium Canneti da Patrizia Cammarata e Andrea Licata del comitato di Vicenza Est. "A Vicenza, città già altamente militarizzata, i lavori per il Dal Molin americano sono già in corso e il referendum di Variati non offre alcuna garanzia che la base non si faccia- ha ricordato Licata- Se al primo luglio non saremo pronti a rispondere alle ruspe, quella di Vicenza rischia seriamente di diventare solo un bella storia che però non ha portato a nulla. Abbiamo anche una responsabilità davanti agli altri paesi europei militarizzati dagli Usa"."Il fronte del no è in crisi: il 17 febbraio 2007, giorno della grande manifestazione vicentina, è stato l'inizio della fine- ha commentato la Cammarata- Avevamo lanciato la proposta dello sciopero generale e invece dal giorno dopo è iniziata la ritirata. Lì si è visto che più di qualcuno non voleva mettere in crisi il governo Prodi. I sindacati, a parte l'Rdb-Cub, sono usciti di scena. La sconfitta del movimento è dovuto al mancato coinvolgimento dei lavoratori, gli unici che potrebbero davvero mettere in crisi il Dal Molin. Il referendum invece è solo un inganno". Nessuno crede insomma alla soluzione istituzionale, ma ieri al Canneti, presenti non più di una cinquantina di persone, si è evidenziato anche un certo imbarazzo perché non si sa più bene come rimettere in moto l'opposizione alla base: "Vorremmo capire se a Vicenza c'è ancora una lotta- si sono lamentati molti convenuti- Sembra che gli attivisti vicentini non vogliano renderci partecipi delle loro intenzioni. Se non siamo graditi, se i vicentini non intendono far niente, noi rimaniamo a casa invece di fare dei blocchi assurdi. Venire qui senza un appello chiaro non ha senso". Il riferimento alla mancanza di rete è soprattutto al Presidio Permanente."I disobbedienti fanno solo azioni concordate con la Questura" ha lamentato Licata. Per Germano Raniero Rdb-Cub ci vogliono "picchetti e non blocchi".


15 giugno 2008 - Corriere della Sera

Manifestazione Dal Castro Laurenziano a piazza Venezia
«Un milione di alloggi subito» Sfilano famiglie e centri sociali
di Ilaria Sacchettoni

Roma - La danza metropolitana per una casa popolare («Un milione di alloggi subito!») parte lentamente dai fabbricati del Castro Laurenziano e si assesta su via Tiburtina, dentro la città universitaria, nella quale un posto letto ha raggiunto i 4-500 euro mensili, spesso esentasse (come l'operazione «Domus Aurea» della finanza ha dimostrato due anni fa). Esc, Acrobax, Forte Prenestino, Angelo Mai, Brancaleone, i Sans papier, il Villaggio Globale, Corto Circuito, Decolliamo e altri centri sociali sfilano dietro la guida versatile di un furgone che diffonde rap e spilla birra (2 euro al bicchiere).
La bandiera del corteo sono due anziani inquilini di via dei Colli Portuensi, a cui Unicredit ha dato l'ultimatum un anno fa: comprare o andare. Quattro di loro sono al quinto giorno di sciopero della fame e due sono qui al corteo, l'ottantaduenne Maria Genovese («Se devo morire sotto un ponte, preferisco farlo di fame in casa mia») e il settantacinquenne Pietro Frollà.
Ma da quando la protesta era stata indetta un mese fa, altre cose sono accadute e all'identità iniziale del corteo «antisgombero, antisfratto, antiprecariato » si è aggiunto altro. Gli slogan anti-ronde, il mal di pancia contro il pacchetto sicurezza, la malinconia per l'unico «Che» trionfante in città: quello tatuato di Dario Chianelli, «vendicatore» al Pigneto.
Sfila l'assessore provinciale al Lavoro e Formazione Massimiliano Smeriglio: «Sono qui per i diritti di tutti, contro ronde, sgomberi e impulsi di pancia ». L'assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri, con (buone) notizie sull'Ater: «Non fallirà. Abbiamo già intrapreso un percorso per evitare il disastro ». Sarebbe pronta l'iniezione salvifica per l'ex Iacp: Marrazzo e Alemanno ne hanno già parlato. Il corteo sale su per l'Esquilino, che aggiunge ancora alla sua rappresentanza multietnica (Tanzania, Senegal, Cile, Perù, Eritrea, Marocco, Tunisia, Ucraina) per poi concludersi in piazza Venezia. «Affitti da rapina, mutui insostenibili, stipendi da fame»; «Non c'è sicurezza senza diritti »; «Alemanno: noi ci siamo ancora!»; «Okkupiamo tutto», «Qui giace il consiglio comunale e la democrazia».
Ci sono le famiglie in lista per una casa comunale e occupanti dell'ex cinema Rialto, quelle dell'ex Regina Elena e quelle dell'edificio di via Spalla. Ma c'è anche Asia rappresentanze di base, Action, e il Blocco Precario Metropolitano. Diecimila dicono loro, mentre il corteo (super monitorato dalle forze dell'ordine) si scioglie ai Fori Imperiali.


15 giugno 2008 - Il Manifesto

ROMA In migliaia sfilano per le vie del centro fino al Campidoglio contro «l'insicurezza sociale»
Centri sociali in corteo per un altro modello di città
di Giacomo Russo Spena

Roma - Chi pensava fosse solo un corteo contro il sindaco Alemanno e le sue minacce di sgombero s'è sbagliato. Ieri a Roma centri sociali e movimenti per la casa hanno manifestato per un altro modello di città: in 10mila hanno sfilato dall'occupazione dello stabile Regina Elena, un'ala dell'ospedale Policlinico, fino al Campidoglio. Per nuove politiche sull'accoglienza, sull'abitare, sulla precarietà lavorativa, «da ottenere dal basso» e con «l'autonomia dei movimenti». «La vera insicurezza è data dalle politiche repressive e dalle forme di controllo sociale - dicono - Noi rispondiamo coi diritti». Era dagli anni '90 che non si vedeva la «comunità» dei centri sociali scendere insieme in piazza. Senza distinzioni e spezzoni separati. Occupanti di case, attivisti degli spazi autogestiti, migranti: un unico «meticciato» di persone. E per il 14 e 15 luglio lanciano un'altra iniziativa comune, forse al parco Gordiani: una due giorni di «eventi».
Ad aprire il corteo lo striscione «Non c'è sicurezza senza diritti» e sotto «Libertà per Emiliano». Marini, lo studente agli arresti domiciliari per «rissa» dopo l'aggressione forzanovista alla Sapienza. Poi un camion unitario, che «pompa» tecno alternata a interventi, seguito dai tanti manifestanti: giovani dei centri sociali, Blocchi precari metropolitani, Action, con le sue bandiere, Coordinamento lotta per la casa, con il carro «occupato» da decine di bambini, Asia Rdb, Coc e Usi. Presenti anche vari esponenti del Prc. Una buona parte del corteo è composta però da migranti. Mosè, eritreo, è uno di loro: «Questo movimento - dice - supplisce alle assenze dello Stato creando un welfare dal basso e sperimentando nuove forme d'accoglienza». Si distribuisce in piazza anche il «Pacchetto insicurezza», manuale tradotto in spagnolo e arabo «contro la repressione e per orientarsi sulle nuove leggi» di Maroni.
Il centro sociale Esc sfila invece col suo striscione «Guai a chi ci tocca». Ma la resistenza auspicata non è di vecchio stampo. Nessuno parla di barricate o scontri per fermare la repressione di Alemanno o del governo. «I nostri sono presidi di libertà e democrazia - spiega Francesco - Li difendiamo producendo un'altra idea di metropoli». In relazione con la società. Nel corteo ci sono striscioni contro la guerra (dell'associazione Asud) e altri che rievocano lo zapatismo («Da Roma al Chiapas, si tocan uno, tocan todos»). Intanto degli attivisti distribuiscono City of Gods, free press sulla precarietà, e altri attaccano fantasiosi manifesti sui palazzi lasciati vuoti dagli speculatori edilizi: «Kill Building, hanno ucciso questo palazzo», si legge. L'obiettivo, spiega Andrea Alzetta di Action, «non è rivendicare solo le case ma riqualificare i nostri territori», partire dalle occupazioni «per creare nuove politiche partecipate». In serata la notizia di un tentato attacco fascista, l'ennesimo, allo spazio Acrobax: «Alemanno con le sue campagne di odio - dice Cristian - dà terreno fertile agli squadristi».


15 giugno 2008 - Gazzetta di Reggio

GRUPPO ACT. SCIOPERO CUB

E’ stato rinviato da martedì 17 a venerdì 20 giugno prossimo lo sciopero indetto dalla Cub trasporti (confederazione unitaria di base) in tutto il gruppo Act: il sindacato vuole protestare contro i licenziamenti annunciati dalla ditta Seppi autonoleggio


15 giugno 2008 - Il Gazzettino

Dopo l’incontro tra azienda e sindacati
Actv, accordo raggiunto Revocato lo sciopero
Personale part time e turni

Venezia - Accordo raggiunto e sciopero revocato. Il sindacato RdB-Cub Trasporti dell'Actv lo aveva proclamato per domani, lunedì, per i soli conducenti di linea del servizio automobilistico urbano ed extraurbano. Uno sciopero che avrebbe coperto le intere 24 ore con il rispetto delle fasce garantite.La situazione si è sbloccata favorevolmente dopo l'incontro tra l'azienda e le Rsu in cui sono state fissate due date, il 18 e il 25 giugno, per discutere sui temi del personale part time e del passaggio al nuovo deposito di via della Fisica.«Preso atto delle problematiche segnalate sulla turnistica in corso e sentite le richieste delle Rsu - si legge nel verbale d'accordo - si confermano integralmente i contenuti e in particolare gli obiettivi di recupero previsti nel'accordo del 18 gennaio 2008 e si recepisce l'accordo del 5 maggio 2008. Sui turni estivi si concorda che sarà convocata la commissione turni entro i primi giorni delal prossima settimana con l'obbiettivo di apportare le modifiche ritenute più urgenti per alleggerire i turni ritenuti particolarmente gravosi. La commissione dovrà chiudere i lavori entro il 25 giugno in modo da poter applicare i turni modificati dal 1. luglio. Inoltre sarà erogata una somma una tantum di 60 euro per ogni conducente del settore urbano Mestre che sarà erogata con la mensilità del mese di luglio. Dal 1. luglio poi sarà attivata la commissione per al ricostruzione dei turni invernali che dovranno essere completati ed entrare in vigore il 15 settembre e che dovranno confermare l'entità di recuperi previsti nell'accordo del 18 gennaio scorso. Poichè uno degli aspetti che ha contribuito a determinare incomprensione nel corso dei precedenti incontri è stata la definizione dell'entità dei recuperi attuati a seguito dell'accordo del 18 gennaio 2008, prima dell'inizio dei lavori delle commissioni turni sarà convocato un incontro per chiarire definitivamente questo aspetto».


15 giugno 2008 - La Tecnica della Scuola

Sindacati di base preparano sciopero generale
di R.P.

La decisione è stata assunta da una assemblea nazionale svoltasi qualche settimana fa. Cobas, Cub e SdL pronti a scendere in piazza. Il 20 giugno manifestazioni e presìdi in tutte le regioni italiane per protestare non solo contro il Governo ma anche contro i sindacati confederali. Mentre i sindacati confederali sono seduti al tavolo di confronto voluto dal ministro Renato Brunetta per mettere mano alla riforma del pubblico impiego, il sindacalismo di base è già al lavoro per organizzare uno sciopero generale per il prossimo autunno. La decisione è stata presa qualche settimana fa nel corso di un incontro nazionale delle RSU ddi CUB, Cobas e SdL intercategoriale; in attesa dell’autunno, intanto, per il prossimo 20 giugno è già in programma una giornata di mobilitazione con manifestazioni e presidi in tutte le regioni italiane. Gli obiettivi della protesta sono ambiziosi e coinvolgono in varia misura anche la scuola: si va dalla richiesta di "forti aumenti generalizzati" (almeno 3.000 euro all’anno) alla rivendicazione di meccanismi automatici di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi (in pratica la reintroduzione della vecchia "scala mobile"). Ma i sindacati di base chiedono anche di rafforzare il ruolo del contratto nazionale "come strumento di redistribuzione del reddito" e protestano contro la detassazione degli straordinari proposta da governo. Fra le parole d’ordine del documento diffuso dai sindacati di base non potevano mancare la lotta al precariato e la rivendicazione della continuità del reddito. La protesta riguarda però anche i sindacati confederali nettamente contrari a rivedere le regole sulla rappresentanza sindacale sui luoghi di lavoro: è da anni, per esempio, che i Cobas della scuola rivendicano una diversa modalità di voto per le rappresentanze sindacali (doppia scheda: una per le RSU di istituto e una per il livello nazionale) oltre che la possibilità di convocare assemblee dei lavoratori anche nelle scuole dove non sono presenti proprie RSU. Un’altra "battaglia" che il sindacalismo di base intende sostenere con forza riguarda il riconoscimento di tutta l’anzianità pregressa del personale ATA che è transitato dagli Enti Locali allo Stato: su questo punto Cobas, Cub e SdL possono contare ora persino sull’interessamento della Lega Nord che, attraverso tre propri deputati, ha presentato nei giorni scorsi una interrogazione parlamentare alla quale il Ministro Gelmini dovrebbe rispondere in Commissione Istruzione il prossimo 19 giugno. Senza dimenticare la richiesta, peraltro avvalorata da un recente pronuncia dell’Unione Europea, di riconoscere l’anzianità di servizio non solo al personale di ruolo ma anche ai docenti e agli ATA assunti con contratto a tempo determinato. La piattaforma dei sindacati di base, insomma, è ampia e articolata e non è da escludere che almeno le richieste meno "costose" possano in qualche misura essere accolte.


14 giugno 2008 - Il Secolo XIX.it

Morti sul lavoro, protesta a Genova davanti alla sede di Confindustria

Genova - Un presidio davanti alla sede della Confindustria di Genova è stato annunciato da alcune sigle sindacali (Cub, Cobas, Sdl genovese) per protestare contro «lo stillicidio di morti sul lavoro». «Ormai -si legge nella nota delle Cub - non passa più giorno senza almeno un paio di morti. Quasi non fanno più notizia salvo quando poi diventano delle vere e proprie stragi di 6-7 morti in contemporanea come a Mineo, a Molfetta o alla Thyssen di Torino. Le cause vere di questa mattanza sono nello sfruttamento sempre maggiore dei lavoratori (precarizzazione, ricattabilità, aumento dei ritmi e degli orari di lavoro, straordinario obbligatorio), nel mancato rispetto di regole di sicurezza, che pur ci sono, nella sostanziale impunità padronale, nella compressione dei diritti reali dei lavoratori. Nessuno si può trincerare dietro fatalità o compatibilità economiche». Le Cub non esprimono «alcuna rituale solidarietà alle famiglie dei lavoratori morti ma assumiamo un impegno: quello di lottare con ancora maggior convinzione e forza per la difesa della vita e dei diritti di tutti i lavoratori che intendiamo rappresentare e che oggi pagano oltre ogni misura la politica concertativa di Confindustria e di Cgil-Cisl e Uil».


14 giugno 2008 - Liberazione

Emergenza casa, sciopero della fame per gli inquilini di Colli Portuensi 187
Non c'è sicurezza senza diritti centri sociali, movimenti migranti: l'altra Roma in corteo
di Daniele Nalbone

Roma - Oggi scenderà in piazza l'Altra Roma. Per difendere i centri sociali, spazi di aggregazione e solidarietà, autorganizzazione e controcultura. Per conquistare un piano di Case Pubbliche. Per difendere i territori, i beni comuni e la salute. Per conquistare un lavoro sicuro, un reddito garantito per tutti, parità di diritti e politiche di accoglienza attraverso l'autogoverno. Per difendere quelle forme espressive e artistiche che entrano in conflitto con le regole del mercato dello spettacolo. Si partirà alle 16 dal complesso dell'ex Regina Elena, in via Castro Laurenziano, che dopo anni di abbandono e incuria da parte dell'università La Sapienza è ora occupato da trecento nuclei familiari che, ovviamente, sono sotto sgombero.
Centri sociali, movimenti di lotta per la casa, studenti, comitati di quartiere, percari, manifesteranno perché «non c'è sicurezza senza diritti» e affinché «Roma non diventi mai chiusa, inospitale, razzista» come recitano i flyer che da settimane girano per la capitale.
Scenderà in piazza la Roma "di sotto" e ricorderà a gran voce "Libertà per Emiliano", studente agli arresti domiciliari dopo essere stato aggredito dai neofascisti di Forza Nuova nei pressi dell'università La Sapienza il 27 maggio scorso. Sfilerà «un'altra città, fatta di tante città: dai migranti, nuovi cittadini che chiedono diritti e partecipazione; dalle lotte per l'abitare, che hanno restituito dignità ai tanti senza voce; dai centri sociali, laboratori di sperimentazione sociale, politica e culturale» si legge nel documento di presentazione del corteo a firma di 38 sigle fra centri sociali e movimenti di lotta. Tutto ciò è una ricchezza «che non accetta di essere messa all'angolo dal sindaco Alemanno, che vuole governare Roma con sgomberi e repressione, espulsioni e arresti».
Perché oggi Roma è la città che ha costretto martedì scorso Maria Genovese, 82 anni, a iniziare uno sciopero della fame per denunciare come non si possa vivere con la sola pensione di 900 euro del marito quando se ne devono pagare 710 di affitto, esclusi condominio e riscaldamento: «Meglio morire di fame che sotto i ponti». Con lei, altri tre inquilini di via dei Colli Portuensi 187 e Paolo Di Vetta di AS.I.A.-Rdb.
«La situazione è giunta a un punto limite» spiega in un comunicato Asia-Rdb. «La messa in vendita degli edifici di proprietà del Fondo Pensioni dipendenti ex Casa di Risparmio di Trieste-UniCredit è un pesante attacco al diritto alla casa per numerosi cittadini residenti da lungo tempo in questi appartamenti e che oggi rischiano di perdere l'abitazione a causa di onerose proposte di acquisto e ricattatorie forme di tutela». Quella di Colli Portuensi 187 è una situazione tipo in cui si sono venute a trovare centinaia di famiglie "normali" che, come spiega Paolo Di Vetta, «non hanno caratteristiche da case popolari. Segno che dentro la città il volto dell'emergenza abitativa è cambiato». Sono loro i "nuovi poveri". Con questo sciopero gli inquilini che oggi parteciperanno al corteo chiedono al Fondo Pensioni (Ente autonomo rispetto a UniCredit) di sedersi a un tavolo di trattativa e alla Regione Lazio di istituire un fondo a sostegno delle famiglie in emergenza abitativa da inserire nella prossima finanziaria.


14 giugno 2008 - Il Piccolo

AUDIZIONE DEI SINDACATI
Bus, 10 linee in subappalto
Secondo le Rdb la novità porterebbe rischi agli utenti

Trieste - La richiesta della Trieste Trasporti di subappaltare una decina di linee è stata ieri al centro dell’audizione dei sindacati dell’azienda (Federazione trasporti Rdb-Cub, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal) da parte della terza commissione del Consiglio comunale, presieduta da Gianfranco Trebbi, che la prossima settimana sentirà l’assessori provinciale competente Ondina Barduzzi, quello comunale Paolo Rovis e i consiglieri dell’Amt di nomina comunale.
«Alla commissione – spiega Willy Puglia, segretario della Federazione trasporti – abbiamo spiegato che il motivo di fondo di questa scelta della Trieste Trasporti è di ridurre il costo del lavoro e quindi aumentare l’utile di bilancio. Lo ha spiegato – sottolinea – la stessa azienda nella lettera alla Provincia con cui ha chiesto l’autorizzazione a subappaltare circa dieci linee, che sono la 33, la 35, le due che collegano Muggia e Duino all’ospedale di Cattinara, e tutte quelle notturne, linee non assolutamente marginali come sostiene l’azienda».
Secondo la Federazione trasporti, un’eventuale assegnazione in appalto di queste linee comporterebbe rischi per gli utenti, in quanto gli autisti assunti dalla società che si aggiudicherebbe il servizio riceverebbero un stipendio netto di 700 euro al mese. «Per avere una paga dignitosa ciò li costringerebbe – aggiunge Puglia – a fare un notevole numero di ore straordinarie, con evidenti riflessi sulla qualità e la sicurezza del servizio».


14 giugno 2008 - La Nuova Venezia

Actv, sospeso lo sciopero di lunedì

Venezia - Il sindacato dei Cub di Venezia ha deciso di sospendere lo sciopero di 24 ore del personale degli autobus dell’Actv, urbani ed extraurbani, precedentemente annunciato per lunedì prossimo, 16 giugno. Lo sciopero è stato sospeso dopo il «positivo» avvio della trattativa tra i rappres4entanti del Cub Trasporti di Venezia e la direzione dell’Actv. La trattativa sui turni di lavoro e le altre questioni in sospeso continuerà lunedì.


14 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

Le Rdb: «Solo noi siamo stati esclusi dal tavolo delle trattative»
LO SCIOPERO AL MARCONI

Bologna - Precisazione di Urio Inzolia, esponente delle Rdb, in merito all’articolo dell’11 giugno sullo sciopero indetto dai sindacati Cgil, Cisl e Rdb al Marconi. «Solo il sindacato delle Rdb trasporti comprende tra i motivi dello sciopero quello di non essere stati inseriti nel tavolo delle trattative. Gli altri sindacati hanno scioperato per protestare contro la gestione degli appalti all’interno dello scalo».


14 giugno 2008 - Il Giornale di Sondrio

ALLA CASA DI RIPOSO VOGLIONO NUOVE RSU

Morbegno - I lavoratori della Casa di Riposo "Ambrosetti Paravicini" vogliono eleggere i loro nuovi rappresentanti. In questa direzione va la richiesta firmata da ben 39 dipendenti della struttura - l'80% del totale dei dipendenti di ruolo - inoltrata alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Rdb/Cub, con la quale si chiede di procedere al rinnovo delle Rsu.
Quelle attuali sono infatti giunta a scadenza di mandato da diverso tempo, ma ad oggi non è ancora stato possibile procedere a nuove elezioni, principalmente a causa della trasformazione delle Case di riposo in Fondazioni, che ha fatto venir meno le regole che consentivano di dar vita alle Rappresentanze sindacali unitarie.
Mentre Cgil e Cisl hanno chiesto all'associazione Case di riposo della provincia di avviare un confronto per stabilire nuove regole per creare le Rsu, le Rdb/Cub, raccogliendo le istanze dei lavoratori, sono passate ai fatti: «A tutt'oggi - dicono al sindacato autonomo - non abbiamo ottenuto alcun cenno di riscontro dalle altre organizzazioni sindacali. Crediamo doveroso, pur non potendo indire unilateralmente il rinnovo delle Rsu, dare corso, anche se in modo diverso, alla richiesta delle lavoratrici e dei lavoratori di poter eleggere nuovi rappresentanti sindacali all'interno del proprio posto di lavoro». Per questo le Rdb/Cub hanno chiesto alla direzione della casa di Riposo di mettere a disposizione per la giornata del prossimo 18 giugno appositi spazi al fine di poter consentire agli iscritti e simpatizzanti di procedere alle elezioni delle Rappresentanze sindacali aziendali della stessa Rdb.


14 giugno 2008 - Il Secolo XIX

Integrativo comunale, Cgil contrattacca: «Ottima intesa»
sindacato spaccato. «Tempi certi per l'erogazione e, per la prima volta, premio produttività anche ai lavoratori a tempo determinato»

Genova - SI AGGRAVA LA SPACCATURA sindacale sul contratto integrativo dei dipendenti comunali. Giovedìè finita quasi in rissa l'assemblea delle rsu convocata a Palazzo Tursi per discutere e votare il pre-accordo sull'integrativo firmato da Cgil, Cisl, Diccap e Csa ma duramente osteggiato da Uil, Sulpm, Rdb e Cobas. Alle accuse del segretario provinciale della Uil-Funzione pubblica, Fulvio Francini, che ha definito «illegale» il voto con cui le rsu hanno approvato a maggioranza il documento, hanno replicato ieri i sindacati favorevoli all'accordo. «La votazione del 12 giugno - scrivono in un comunicato congiunto Cgil, Cisl, Confsal-Fenal, Diccap e Csa - è perfettamente legale: i voti favorevoli all'approvazione del contratto sono stati in totale 33, a fronte di una rsu composta da 63 dipendenti». «Forse - si legge ancora nella nota - qualcuno pensava di poter agire in maniera golpista, cercando di impedire il regolare svolgimento dell'assemblea».
Secondo i sindacalisti di "opposizione", invece, «al momento del voto c'erano soltanto 27 persone e i sì sarebbero stati solo 24».
Al centro della contesa ci sono i nuovi criteri, spiccatamente meritocratici, per l'assegnazione del premio di produttività, che vale mediamente per ogni dipendente una mensilità in più. Francini & C contestano duramente i nuovi criteri di valutazione «che aumentano la discrezionalità di chi è preposto a giudicare l'operato dei propri sottoposti». «Il rischio - aggiunge Francini - è che molti dipendenti comunali, che già percepiscono stipendi bassissimi, subiscano da un anno all'altro una netta decurtazione dello stipendio». Lo scontro non accenna a placarsi: da una parte sono schierati, compatti, i sindacati favorevoli al nuovo contratto integrativo e la stessa amministrazione comunale; dall'altra, le quattro sigle "dissidenti", che promettono battaglia nelle assemblee dei lavoratori e invocano a gran voce un referendum consultivo tra tutti i lavoratori. Con un vincolo preciso: «La consultazione deve essere gestita da tutte le rsu, a garanzia della massima trasparenza». «Invece - riprende Francini - la presunta maggioranza intende organizzare in esclusiva i referendum: un atteggiamento intollerabile».
Il fronte opposto difende senza esitazioni l'intesa raggiunta: «Se è vero che cambia il sistema di valutazione, è altrettanto vero che la quota attribuita alla produttività individuale è addirittura aumentata rispetto al passato e sono state inserite clausole di salvaguardia per impedire distorsioni applicative e maggiore trasparenza».
«Addirittura - fanno notare ancora Cgil, Cisl, Confsal-Fenal, Diccap, Csa - per la prima volta di un contratto decentrato del Comune di Genova viene attribuita la produttività anche ai lavoratori a tempo determinato (con contratto di almeno sei mesi) e, sempre per la prima volta, viene definita la data certa entro cui sarà erogata ai dipendenti la produttività 2008, cioè entro marzo 2009». Conclusione: «Siamo convinti che non ci saranno i paventati peggioramenti salariali paventati dal segretario Uil».(V.G.)


14 giugno 2008 - Il Gazzettino

«Siamo pronti alla mobilitazione d'estate»

Vicenza - NO Nessuna forma di protesta nei confronti del console americano presente ieri in città. «Ci prepariamo a mobilitazioni più serie», spiega Olol Jackson del Presidio Permanente. «Noi comunque ci auguriamo che da qui al 1° luglio gli americani ci ripensino. Se invece non succederà, siamo preparati comunque. Nessuna sorpresa se l'invito di Variati a rinviare i lavori rimarrà inascoltato dagli Usa». Il fronte del "no" si prepara alla fatidica data del 1° luglio, giorno in cui l'aeroporto Dal Molin passerà sotto la giurisdizione statunitense con tutto ciò che ne dovrebbe conseguire in fatto di accelerazione dei lavori di costruzione della nuova base Usa. L'assemblea particolare della settimana scorsa, che aveva radunato varie anime del movimento per rinserrare i ranghi in vista delle prossime sfide, ha avuto come conseguenza una scaletta di appuntamenti ribattezzata dal Presidio Permanente "Campagna d'estate". La stagione si prevede particolarmente calda e lunga visto che già sabato 21 giugno, giorno del solstizio, i "No Dal Molin" torneranno ad invadere le vie della città con banchetti nei quartieri e l'invito a riempire i balconi con bandiere e striscioni. Il 26 giugno il "No Dal Molin" torna in piazza dei Signori, a venti mesi esatti dall'ordine del giorno favorevole alla base Usa (era il 26 ottobre 2006, ndr). Il ritrovo stavolta sarà per "incitare" chi ha promesso di approvare una delibera contraria. L'appuntamento è fissato per le 16 sotto i loggioni di Palazzo Trissino. Infine, la sera del 30 giugno, vigilia del momento della verità, ci sarà una mobilitazione per raggiungere i cancelli dell'ingresso militare del Dal Molin in viale Ferrrarin. L'obiettivo dei manifestanti sarà quello di impedire ai camion delle cooperative che si sono aggiudicate l'appalto di entrare nel cantiere. Preoccupato Germano Raniero di Rdb-Cub: «Vista l'opera della quale stiamo parlando, a muoversi dovrebbe essere tutto il movimento contro la guerra a livello nazionale. C'è da lottare più che da festeggiare. Ormai è certo: il 1° luglio si comincia. Chiaiano ci ha insegnato che la mobilitazione e la determinazione producono risultati contro cantieri e opere devastanti. Invitiamo il sindaco a mettere in atto tutte le iniziative amministrative, ordinanze, per impedire che i mezzi entrino al Dal Molin». Fiducioso Giancarlo Albera del Coordinamento dei Comitati: «Continuo a credere che se una cosa non è voluta, non la si possa fare per forza solo perché così è stato deciso da qualcuno. E poi continuiamo a aspettare i documenti». Il 18 giugno, giorno di una nuova udienza al Tar per il ricorso Codacons, forse la vicenda sarà più chiara.(E.S.)


14 giugno 2008 - Tuscia web

Viterbo - Uscieri di Palazzo Gentili, ne parla Rosetta Virtuoso di Forza Italia
Vigilantes, cosa non si fa per risparmiare...

Riceviamo e pubblichiamo - Gli esponenti delle rappresentanze di Base Cub di Viterbo, in questi giorni, attraverso la stampa locale, hanno denunciato alcune situazioni insostenibili in relazione all’organico di Palazzo Gentili, reperito grazie a cantieri scuola, agenzie interinali, lavoratori socialmente utili e perfino tra i giovani del servizio sociale. I rappresentanti sindacali, rivolgendosi al presidente Mazzoli, lo invitavano a non ricorrere all’utilizzo di queste persone per la mansione di uscieri, togliendoli ai servizi operativi, per risparmiare sulla spesa dei vigilantes. A tale proposito va sottolineato che il vigilante è dotato di arma per garantire la sicurezza e che tali mansioni possono essere svolte solo da personale specializzato, appartenente alle agenzie di vigilanza. Per risparmiare basterebbe operare dei tagli sulle spese per il direttore generale, le consulenze, le segreterie politiche, le auto blu. Tutte voci assenti nei bilanci delle passate amministrazioni, o quantomeno presenti in misura molto limitata. Ciò porterebbe a un risparmio, come evidenziato dalla RdB Cub, di circa un milione di euro, che sicuramente darebbe un "aiutino". I vigilantes, tra l'altro, oltre al controllo dei pass d’ingresso, svolgono anche altre mansioni non di loro competenza. La loro unica colpa è quella di non appartenere alle segreterie dei partiti. Sembra infatti che sia questo il sistema per assicurasi assunzioni più facili. Non si spiegherebbe altrimenti come possano essere state effettuate dall’ente assunzioni di persone che risultano parenti o amici di iscritti a partiti gravitanti intorno al Pd, baipassando le graduatorie dei centri dell’impiego, se non addirittura attraverso il collocamento mirato, quando forse non se ne avevano tutti i diritti. E’ evidente quindi che le sedi dei partiti offrono maggiori possibilità di impiego rispetto ai Centri all’uopo creati. Se proprio si vogliono fare dei tagli per risparmiare, si cerchi di far cadere la scure su altre voci, magari proprio su quelle più sopra indicate. Ciò anche e soprattutto nel rispetto dell’utilizzo del denaro pubblico.
Rosetta Virtuoso, Forza Italia


13 giugno 2008 - Ansa

BOLLO AUTO: RDB-CUB ACI, REGIONE RESPONSABILE DISSERVIZI

(ANSA) - MILANO, 13 GIU - Sulla questione del pagamento del bollo auto interviene anche la Rdb Cub dell'Aci, secondo la quale 'ci sono responsabilità precise della Regione, che non ha mantenuto la convenzione con l'Aci, affidando il tutto a Spa di proprietà della Regione stessà. «Denunciamo le responsabilità politiche che hanno determinato il caos in Lombardia, dove la Regione ha scelto di modificare le competenze e le professionalità presenti nella pubblica amministrazione, penalizzando sia l'utenza che i lavoratori - continua il sindacato - Se a gennaio molti cittadini non sono riusciti a pagare il bollo auto, slittato a febbraio grazie all'interessamento di Aci, oggi è di nuovo caos per l'arrivo di circa un milione di avvisi bonari». Si tratta di comunicazioni relativi ai mancati versamenti del biennio in questione. Secondo la Rdb Cub dell'Aci in numerosi casi si tratterebbe anche di avvisi per tasse già pagate oppure di cui non viene specificato l'importo. Inoltre, chi vuole chiedere informazioni «è costretto a telefonare ad un call center a pagamento». Molte persone, conclude RdB-Cub, stanno ora protestando con l'Aci Lombardia, «ignare del fatto che l'Ente non è responsabile del servizio e non può neanche intervenire più nelle pratiche».


13 giugno 2008 - La Repubblica

Disagi nei centri di riabilitazioni e nelle cliniche
Sanità privata in agitazione sit-in davanti alla Regione

Napoli - Disagi annunciati per oggi nei centri di riabilitazione e nelle cliniche che assicurano terapie e prestazioni rimborsate dalla Regione. Dalle 9,30 i dipendenti della sanità privata protesteranno sotto le finestre di Palazzo Santa Lucia, la manifestazione è promossa da Cigl, Cisl e Uil. «Ci dispiace per i pazienti - dice Federica Fiocca, della Fp Cigl - ma il settore è in gravi difficoltà». Con una lettera, affissa nelle strutture, gli operatori si rivolgono direttamente agli utenti per annunciare «la riduzione dei servizi» e spiegare il loro malessere: «I datori di lavoro pretendono di rendersi competitivi, creando estrema precarietà e minacciando continuamente che, a causa dei ritardi dei pagamenti delle Asl, non verranno pagati gli stipendi e si potrebbe arrivare ai licenziamenti». Di qui, l´sos alla Regione. Ieri pomeriggio, è saltata una riunione tra sindacati e assessore alla Sanità. Non sono stati ricevuti da Angelo Montemarano, in mattinata, nemmeno i rappresentanti della Rdb-Cub, promotori di uno sciopero del comparto contro i tagli e per la stabilizzazione dei precari. «Ci sono carenze enormi negli organici», sottolinea il sindacalista Gaetano Marati. Ieri, sit-in e corteo della Rdb al Centro Direzionale. E l´agitazione continua.(ma.pi.)


13 giugno 2008 - Corriere di Bologna

Via Fioravanti Lavori terminati dopo tre anni e 110 milioni di euro di investimento
Nuova sede unica del Comune, oggi si chiude il cantiere
«All'inaugurazione di settembre inviteremo Guazzaloca»
di Virginio Merola

Bologna - Dopo tre anni di cantieri e un investimento da 110 milioni di euro, oggi pomeriggio verrà firmata la fine dei lavori della nuova sede unica del Comune di Bologna. L'inaugurazione, però, arriverà soltanto a settembre: dopo il trasloco dei 1.260 lavoratori comunali nelle torri di vetro di via Fioravanti.
«Il primo di settembre saremo tutti là a ricevere i cittadini», assicura la direttrice dei Lavori pubblici Raffaela Bruni. Per l'occasione il Comune pensa di invitare anche l'ex sindaco Giorgio Guazzaloca, che per primo avviò l'iter della nuova struttura. «Deciderà il sindaco — spiega l'assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni — ma non capisco perché non dovrebbero essere invitati gli amministratori che hanno avuto a che fare con il progetto ». Mentre l'assessore all'Urbanistica Virginio Merola, intervistato sulla nuova sede addirittura dalla tv coreana, definisce la struttura di via Fioravanti «un monumento per la nuova identità di Bologna».
La Duc Bologna, che ha costruito la struttura, la gestirà per 27 anni: rifacendosi con i 6,5 milioni di euro di affitto annui e con lo sfruttamento di seimila metri quadri di spazi commerciali. Il Comune, invece, rientrerà nei costi con la vendita o la cessazione degli affitti delle vecchie sedi. Oltre a Palazzo d'Accursio, dove proseguirà l'attività istituzionale, verranno comunque mantenute la sedi di via Oberdan e via Capramozza. In vendita, invece, finiranno gli spazi di via Brugnoli, via Battistelli e via della Grada.
Sul tavolo, però, restano le critiche dei sindacati sul trasferimento dei dipendenti comunali (Rdb ha già minacciato lo sciopero, puntando il dito contro le presunte difficoltà di spostamento con i mezzi pubblici). «Fanno il loro mestiere», è la replica di Merola. Che assicura comunque una porta aperta al dialogo: «Ci sarà modo di tenere conto della loro opinione — sottolinea l'assessore — ma non è una questione tale da pregiudicare questa operazione». Ma critiche all'amministrazione arrivano anche dai consiglieri della sinistra radicale, che lamentano di non aver visto il piano di trasferimento. «È grave — lamenta Serafino d'Onofrio del Cantiere — che abbiano informato il sindacato e tenuto noi all'oscuro».


13 giugno 2008 - Il Centro

ACCUSE DEI SINDACATI
Rotte le trattative sul contratto integrativo

PESCARA - Brusca interruzione delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale della Asl: lontano l’accordo sulle progressioni economiche orizzontali e Cgil, Cisl e Uil accusano i vertici dell’Azienda e proclamano lo stato di agitazione. «Dopo l’assemblea del 5 giugno», si legge in una nota delle Rsu, «in cui i sindacati hanno documentato la crisi della sanità pescarese alla presenza di lavoratori-lavoratrici e cittadini, proponendo una piattaforma per il rilancio dell’ospedale di Pescara, oggi altri problemi vengono alla luce sulla contrattazione integrativa aziendale e ciò evidenzia una incomprensibile gestione amministrativa dell’Azienda. A 4 anni dall’ultimo accordo e dopo 18 mesi di immobilismo di questa amministrazione, al primo incontro la delegazione trattante non ha saputo quantificare le risorse disponibili riguardanti il periodo 2004-2008». Si aggiungono dunque altri elementi di conflittualità in un clima teso tra Azienda e organizzazioni sindacali in vista dello sciopero proclamato dai confederali per il 23 giugno, cui hanno dato l’adesione Confsal e Ugl e i sindacati di categoria NurSind e Rdb-Cobas, oltre alle categorie di Cgil, Cisl e Uil.


13 giugno 2008 - Il Secolo XIX

Integrativo comunale, la Uil attacca: «Votazione illegale»
Il segretario provinciale Francini sostiene che l'accordo sia passato con il voto di 25 delegati sui 64 aventi diritto
di Francesco Margiocco

Genova - «UNA VOTAZIONE illegale». Fulvio Francini, segretario provinciale della Uil Funzione pubblica, è lapidario: l'assemblea delle rappresentanze sindacali unitarie o rsu, andata in scena ieri nella sala "Cgil" di Palazzo Tursi, «ha prodotto un accordo peggiorativo».
L'accordo in questione è quello sulla ripartizione del fondo integrativo del 2008 per i circa 7mila dipendenti comunali: 41milioni di euro per coprire varie voci aggiuntive al salario base. Con un occhio di riguardo, però, alla produttività: basta con gli incentivi a pioggia, gli aumenti di stipendio dovranno andare soltanto ai lavoratori davvero capaci.
Un documento rivoluzionario, che stravolge i sistemi di valutazione in chiave meritocratica, e che ieri l'assemblea della rsu ha approvato a larga maggioranza. «Peccato però - è l'accusa di Francini, strenuo oppositore del nuovo documento - che all'assemblea ci fossero soltanto 27 delegati, e che a favore dell'accordo abbiano votato soltanto in 25. Su un totale di 64 delegati». Segno evidente, secondo il sindacalista Uil, «che alcuni miei colleghi hanno perso il contatto con la base. Pensano a fare politica. Della busta paga non gliene frega più niente».
Il tre giugno la "Proposta sul contratto decentrato 2007-2008" era già stata approvata da Cgil, Cisl, Diccap e Csa. Non da Uil, Sulpm, Rdb e Cobas, che dall'assemblea di ieri hanno preso le distanze. I Cobas parlano addirittura di «comportamento di stampo fascista» dei loro colleghi sindacalisti che hanno «impedito a tutti i delegati Rsu che lo desideravano, compresi i dissenzienti del proprio sindacato, di intervenire nel dibattito. In dieci anni di Rsu una cosa simile non era mai avvenuta».
Secondo il resoconto del responsabile Cobas, Andrea Tosa, «vista la situazione, in cui non erano minimamente garantite le più elementari regole di democrazia e di dibattito, i 21 delegati presenti di Cobas, Rdb, Uil e Sulpm hanno abbandonato la riunione prima del voto». Dei 27 rimasti in sala, due, della Cgil, si sono astenuti. Gli altri 24 hanno votato a favore.
«Tipico esempio di minoranza che si crede maggioranza - dice Francini -. Il voto è nullo, bisogna ripartire da capo e sottoporre l'accordo a referendum». Già due anni fa un referendum dei dipendenti di Palazzo Tursi si era espresso a favore del contratto integrativo, a patto però di accantonarne l'aspetto più spiccatamente meritocratico.
L'accordo allora sottoposto al verdetto popolare e oggi di nuovo in discussione, prevede infatti di moltiplicare le fasce di merito allargando la forbice tra gli incentivi più alti e quelli più bassi. A ricevere il premio - una mensilità in più - dovranno quindi essere soltanto i dipendenti comunali più produttivi. Fino ad oggi, invece, gli incentivi vengono praticamente garantiti a tutti, esclusi i super assenteisti.
Secondo Francini, con queste regole «il rischio è che molti lavoratori si ritrovino da un anno all'altro senza incentivo. I salari dei comunali sono già tra i più bassi in assoluto. A Tursi ci sono lavoratori che non arrivano a mille euro al messe». E il nuovo sistema di valutazione rischia di essere «troppo soggettivo, affidato alla totale discrezionalità del dirigente». Francini spera quindi in un altro referendum. Ma teme l'ostruzionismo degli altri sindacati, Cgil in testa.


13 giugno 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Il consigliere comunale Roberto...

Civitavecchia - Il consigliere comunale Roberto Cosimi mostra un’amara felicità: «La Asl ha dato ragione a quello che noi sindacati diciamo da anni e anni. Il problema dell’esposizione all’amianto è grosso e l’Inail è assolutamente inadempiente». La riunione della commissione comunale speciale è appena finita: hanno partecipato i consiglieri comunali Mauro Guerrini e Pasquale Marino, poi i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Rdb e pensionati della Cgil; presente anche il dipartimento prevenzione e sicurezza sul lavoro della Asl con la dottoressa Pupp, assente («e questo è grave») il responsabile dell’Inail Lazio, Napolitano, invitato più volte, ma mai presentatosi al Pincio.
La riunione convocata dal presidente Cosimi intendeva fare il punto sulla situazione dei controlli e della prevenzione sull’esposizione all’amianto e dalla Asl sono venuti i dati ufficiali che, per generale valutazione sono anche sottostimati. Attualmente si contano 106 malati e oltre il 70% sono dipendenti o ex dipendenti delle centrali e delle ditte che ne curavano la manutenzione.
«E’ quello che noi sosteniamo da tempo - ha affermato Roberto Cosimi - ma il dato assoluto è sicuramente sottostimato perché c’è cente che si cura in casa o in altri ospedali. La nostra battaglia dura da decenni, da quando a Torre Sud si riscontravano fibre di amianto in quantità anche 90 volte superiori ai limiti di legge. Finalmente, con amarezza, possiamo ora supportare la nostra battaglia con dati ufficiali della Asl. E i nostri obiettivi sono la Regione Lazio che non ha mai istituito il registro dei malati per l’amianto, e l’Inail, al quale non chiediamo i pochi euro in più di pensione, ma misure concrete per la prevenzione. Una cosa che servirebbe a Civitavecchia sarebbe una tac spirale che eviterebbe di dovere andare a Perugia o Civitacastellana per gli esami».


12 giugno 2008 - Ansa

TRASPORTI: ATC BOLOGNA; 20/6 SCIOPERO DALLE 11 ALLE 15

(ANSA) - BOLOGNA, 12 GIU - Per venerdi' 20 giugno le Organizzazioni Sindacali Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiasa Cisal, Ugl, Sdl, Cub hanno indetto uno sciopero di 4 ore che, per il personale viaggiante Atc si svolgera' dalle 11 alle 15. Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Piu' precisamente per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani - precisa una nota dell'azienda - saranno garantite solamente le corse in partenza dai capilinea fino alle ore 10.45. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione FS, o dall'autostazione, fino alle 10.50.


12 giugno 2008 - Il Velino

Previdenza, Rdb-Cub: Brunetta non innova, demolisce

Roma, 12 giu (Velino) - "Il neoministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta sta dimostrando di non conoscere quella Pubblica Amministrazione che dichiara di voler innovare. Il 27 maggio scorso, all’emittente La7, ha affermato che l’Inps affida la liquidazione di parte delle pensioni ad un service esterno con una produttività di sei volte superiore a quella dei dipendenti dell’Istituto previdenziale. Si tratta di una affermazione assolutamente infondata". È quanto si legge in un comunicato stampa del sindacato Rdb-Cub. "Il 10 giugno, intervenendo a un convegno sull’innovazione, ha poi annunciato che presto sarà possibile riscuotere le pensioni e versare contributi presso le ‘reti amiche’ - formate da farmacie, carabinieri, tabaccherie e altri esercizi commerciali - con le quali intende superare l’inefficienza della Pubblica Amministrazione. Tuttavia il Ministro sembra ignorare che attualmente la riscossione delle prestazioni pensionistiche e il pagamento dei contributi sono effettuati presso banche ed uffici postali, soggetti privati non appartenenti alla Pubblica Amministrazione".
"Brunetta probabilmente ha sentito vagamente parlare della rete delle Pubbliche Amministrazioni, un progetto dello scomparso Gianni Billia, e lo ha editato nuovamente a propria immagine e somiglianza ipotizzando che in futuro le pensioni pubbliche possano essere liquidate dal salumiere e riscosse dal tabaccaio, magari sotto forma di gratta e vinci - dichiara Luigi Romagnoli delle Rdb-Cub Inps -. Ormai si è ampiamente compreso che l’intenzione di questo governo sia quella non di riformare ma di liquidare la Pubblica Amministrazione. La Rdb-Cub, insieme ai lavoratori, cercherà in tutti i modi di impedirlo. La giornata di mobilitazione del 20 giugno - conclude Billia - è una prima occasione per respingere al mittente i farneticanti progetti sul pubblico impiego".


12 giugno 2008 - Italian Network

LAVORO – ISFOL – USI-RDB: CHIEDE STABILIZZAZIONE DELLE ATTIVITA' DELL'ISTITUTO E DEI SUOI LAVORATORI

Dopo l’Assemblea-presidio del 9 giugno a Montecitorio, oggi l’incontro con il sottosegretario Viespoli.
L’ISFOL costituisce in Italia l’unico caso di ente pubblico di ricerca in materia di formazione, lavoro e welfare. Vigilato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali collabora attivamente con altri Ministeri e con le Regioni e le Province Autonome. Rappresenta un punto di riferimento autorevole per la Commissione Europea su temi legati allo sviluppo del capitale umano, dell’occupabilità, della qualità della permanenza nel mercato del lavoro e dell’inclusione sociale. Monitora fenomeni legati all’attuazione delle politiche governative, fornisce supporto tecnico-scientifico ai policy maker e restituisce puntualmente al sistema paese la fotografia del suo "stato di salute" sui temi oggetto della propria mission. Ha guadagnato negli anni un ruolo strategico nell’attuazione dei fondi comunitari grazie al lavoro del capitale umano che vi opera, di cui circa 2/3 "stabilmente precari" (in media da 12 anni). Ad un passo dall’uscita da questa cronica precarietà, il Governo vara il decreto legge n° 93 del 27/05/2008 – cosiddetto decreto "ICI" – recuperando le risorse finanziarie anche dai fondi destinati alla stabilizzazione dei 293 precari storici dell’Istituto (tale stanziamento era previsto nell’ultima Legge Finanziaria). Il decreto, in discussione alla Camera, rigetta così nel tunnel della precarietà l’Isfol con tutti i suoi lavoratori.
Usi-RdB, Sindacato Nazionale Lavoratori della Ricerca dell'Unione Sindacale Italiana affiliato alle Rappresentanze Sindacali di Base, chiede al Governo e al Parlamento Italiano di ripristinare immediatamente i fondi per la "stabilizzazione"delle attività dell’Istituto e dei suoi lavoratori, anche per non consentire un ulteriore arretramento dei sistemi formativi, del lavoro e del welfare che oggi più che mai necessitano di un investimento nella ricerca pubblica, per una rinnovata competitività del nostro Paese.


12 giugno 2008 - Dire

COMUNE BOLOGNA. PRONTA SEDE UNICA, TAGLIO NASTRO BIPARTISAN
SPORTELLI APERTI DALL'1 SETTEMBRE; ZAMBONI: INVITIAMO GUAZZALOCA

(DIRE) Bologna, 12 giu. - Le torri di vetro di via Fioravanti sono pronte. Domani pomeriggio verra' firmata la fine dei lavori della nuova sede unica del Comune di Bologna, frutto di un investimento da 110 milioni di euro. Il nastro verra' pero' tagliato ufficialmente dopo il trasloco dei 1.260 lavoratori comunali che si concludera' alla fine di agosto ("L'1 settembre saremo tutti la' e riceveremo i cittadini", assicura la direttrice dei Lavori pubblici Raffaela Bruni). E per l'occasione con tutta probabilita' verra' invitato anche l'ex sindaco Giorgio Guazzaloca, con cui e' cominciata l'operazione. "Decidera' il sindaco, ma non capisco perche' non dovrebbero essere invitati gli amministratori che hanno avuto a che fare" col progetto, spiega l'assessore Maurizio Zamboni, che del resto ricorda di aver sempre chiamato l'ex giunta ad inaugurare le opere cominciate da altri. E per Virginio Merola, assessore comunale all'Urbanistica, si tratta in questo caso di un "un monumento per la nuova identita' di Bologna". Sulle torri di Mario Cucinella l'assessore e' stato intervistato questa mattina da una tv coreana, poco prima di presentare a Palazzo D'Accursio la mostra fotografica sulla sede unica che si terra' dal 12 giugno al 10 luglio in piazza Nettuno. Soddisfatta anche Rita Finzi, presidente Duc, la spa che ha costruito e gestira' per 27 anni da struttura. "Uno straordinario successo imprenditoriale", dice, realizzato "senza un solo giorno di ritardo e con il controllo dei costi preventivati". L'azienda si rifara' con i 6,5 milioni di euro all'anno di affitto e lo sfruttamento di spazi commerciali per 6.000 metri quadrati (un minimarket, una banca, una profumeria, un bar, un ristorante pasticceria, un'agenzia di viaggi, un parrucchiere, una farmacia, un ufficio postale; ma c'e' anche un nido da 60 posti e un parcheggio multipiano da 900 posti). Il Comune si rifara' con la vendita o la cessazione degli affitti delle vecchie sedi. Oltre a Palazzo D'Accursio, dove rimane tutta l'attivita' istituzionale, verranno mantenute via Oberdan (cultura e scuola di canto del Comunale) e via Capramozza (servizi demografici). Verranno invece vendute le sedi di via Brugnoli, dove oggi c'e' la mobilita', quella del personale in via Battistelli e gli uffici del sociale in via della Grada. Alla conferenza stampa tenuta oggi in Comune gli assessori scelgono una linea di basso profilo per rispondere ai sindacati critici sul trasferimento (in particolare le Rdb minacciano sciopero, adducendo in particolare presunte difficolta' di spostamento coi mezzi pubblici). "I sindacati fanno il loro mestiere", smorza Merola, e comunque "ci sara' modo di tenere conto della loro opinione", assicura. In ogni caso "non e' una questione tale che pregiudichi questa operazione". Ma sulla sede unica minaccia di accendersi ora anche un fronte politico. Ieri alla conferenza dei capigruppo alcuni consiglieri hanno protestato con il presidente dell'assemblea Gianni Sofri per la scarsita' di informazioni sulla nuova sistemazione degli spazi a Palazzo D'Accursio. L'esponente del Cantiere Serafino D'Onofrio si e' presentato con il piano di trasferimento fornito invece ai sindacati. "E' grave- contesta oggi il consigliere- che abbiano informato il sindacato e abbiano tenuto noi all'oscuro. Continuano a prenderci in giro e a rimandare". Sul punto si sono espressi in modo critico anche altri consiglieri della sinistra radicale e del centrodestra all'opposizione.


12 giugno 2008 - EPolis nazionale

La manifestazione. Da piazza della Repubblica la protesta contro la visita del presidente Usa nella Capitale
Bush arriva a Roma, città paralizzata e in corteo anche i veterani dell'Iraq
Duemila in piazza: centri sociali, Fgci, Comunisti, lavoratori e tanti cittadini americani, tra cui gli ex combattenti. Polemica sull'assenza della Sinistra arcobaleno. Ferrando: «Scandaloso». Contestata la Palermi: «I soliti noti».
di Marta Rossi

Roma - Un corteo composto, rumoroso e senza incidenti. E la sinistra, cosiddetta extraparlamentare, che si ritrova in piazza per manifestare contro l'arrivo di George W. Bush. E mentre i manifestanti si radunano tra cori e bandiere, i due Air Force atterrano a Ciampino. Il tragitto verso Villa Taverna del presidente degli Stati Uniti, però, paralizza il centro della città con i sei percorsi alternativi. Duemila persone (una via di mezzo tra i diecimila sostenuti dagli organizzatori e i cinquecento della questura) ritrovano in piazza della Repubblica: centri sociali, Cobas, Comunisti italiani, i Carc, la Sinistra Critica, la Fgci, l'Rdb Cub insieme con decine di statunitensi contro le guerre di Bush. Il corteo si muove lentamente, snodandosi tra via Goito, via XX settembre e per poi scendere lungo via Barberini, fino alla piazza dove il gruppo si ricompone. Tamburi, musica, fumogeni, maschere di Bush, Cheney e Condoleeza Rice e tante bandiere. In piazza anche Giuliana e Nick, americani da poco residenti in Italia: «Sono contro tutto quello - spiega lei - che ha fatto, sta facendo e farà Bush. Le guerre continueranno comunque perché l’imperialismo è una malattia più forte». «Avevamo previsto una iniziativa dimostrativa sul tema della mobilità e contro Bush, ma qualcuno ha parlato troppo e abbiamo trovato la polizia che ci aspettava», spiega il disobbediente Nunzio D'Erme. «La visita di Bush, che è il principale artefice di tutte le guerre, non può essere accolta che con un rifiuto di popolo», dice invece Francesco Caruso, ex parlamentare di Rifondazione Comunista. C'è anche il mondo universitario, con rappresentanti dell'Aula 1 di Sociologia della Sapienza: «Siamo qui perché finanziano le missioni militari ma tagliano la ricerca». C'è la sinistra extraparlamentare, dunque, che marcia contro Bush e se la prende con la Sinistra Arcobaleno che in piazza non c'è. Anzi, «qualche compagno l'ho visto», dice D'Erme che puntualizza: «Dovevano essere qui (i componenti della Sinistra arcobaleno, ndr) ma si sono clandestinizzati da soli». Intanto nel corteo c'è chi sfila con una tuta. E qualche compagno lo si vede, come Emanuela Palermi, Pdci, contestata duramente dai manifestanti che risponde che sono «i soliti noti. Sono coloro che ai cortei della sinistra bruciano le bandiere israeliane e gridano 10 100 1000 Nassiriya». Fabio Nobile, segretario romano dei Comunisti italiani abbassa i toni: «La sinistra deve ricominciare da noi, dai comunisti. E la subalternità della destra alla politica estera degli Usa è più forte di quella del governo precedente». Non la pensano così altri compagni, come Ferrando: «Rispetto ad un anno fa il quadro politico internazionale è peggiorato ma quello che scandalizza è l’assenza qui in piazza, con noi, dei rappresentanti della sinistra radicale». La piazza c'era, così come il corteo, le bandiere della Palestina e il pacifismo pure. Perché, come spiega D'Erme, «la piazza serve per gettare le basi di una nuova sinistra».


12 giugno 2008 - Il Manifesto

IL CORTEO In migliaia a Roma. Contestato il Pdci
L'«addio» dei no war a Bush il guerrafondaio
Una Roma blindata accoglie il presidente Usa, che oggi incontra Berlusconi e domani il papa. È il suo ultimo viaggio in Europa da inquilino della Casa bianca. Mentre le sue relazioni con l'alleato Musharraf sono in crisi dopo il raid militare in territorio pakistano
di Giacomo Sette

ROMA - «Yankee go home, yankee go home» è uno dei cori, forse il più scontato di tutti, scandito dalle 7 mila persone accorse in piazza per dare il benvenuto al presidente Usa George Bush, arrivato ieri alle quattro a Roma. Un corteo che ha sfilato per le vie del centro senza alcuna tensione, dribblando le misure preventive del governo che nei giorni passati aveva dato ordine di liberare 220 posti nel carcere romano di Regina Coeli e altrettanti nell'ospedale Policlinico. Tanta comunque la polizia che ha «scortato» il corteo dalla partenza, Piazza Repubblica, fino a Piazza Barberini.
«Bush è un ospite non gradito - spiega il Patto contro la guerra, la sigla che promuove l'iniziativa - Oggi stiamo manifestando contro gli imperialismi americani e italiani». Si dicono poi «soddisfatti» per la partecipazione: «Per un giorno lavorativo la gente non è poca». E ricordano che oltre la protesta romana, un piccolo sit-in a Milano testimonia altro dissenso alle «politiche di guerra». La differenza con il 9 giugno dell'anno scorso, l'altra visita del presidente Usa, resta abissale. Quel giorno in piazza c'erano quasi 100 mila persone.
Ad aprire il corteo romano uno striscione per il ritiro dall'Afghanistan e dal Libano e tre persone vestite con la classica tuta a strisce da detenuti coperte da maschere di cartone che ritraggono George Bush, Condoleezza Rice e Dick Cheney: «Loro sono i veri terroristi - dicono - Vanno fermati prima che attacchino anche l'Iran». Poi via via sfilano Cobas, Rdb, gruppi pacifisti (come Disarmiamoli e Mondo senza guerre), lo spezzone anti nucleare, Rete 28 aprile, Sinistra Critica, vari centri sociali capitolini, associazione Italia-Cuba (che chiede la liberazione dei 5 agenti cubani detenuti nelle celle statunitensi) e Forum Palestina. A chiudere i Carc, il Partito comunista dei lavoratori (di Marco Ferrando) e Alternativa Comunista. Tutti armati di bandiere. Tanti anche i singoli: Silvia Baraldini, Francesco Caruso, Giorgio Cremaschi, Lucio Manisco. E alcuni dirigenti dell'ex-Arcobaleno. In piazza spicca la folta presenza dei cittadini americani, tra i quali James Gilliman, reduce delle guerre in Iraq e in Afghanistan ed ora membro dell'Associazione dei «Veterani contro la guerra». «Bush ha detto solo bugie - dice Nick - Abbiamo ucciso migliaia di persone per nessuna ragione valida. Gli Usa sono criminali di guerra». Giuliana, italo-stutunitense, ammette che alle elezioni voterà «il meno peggio», Obama, ma non vede in lui una sostanziale differenza: «L'imperialismo sta nel dna della politica estera americana».
Stesso discorso che si fa per l'Italia. «Il governo Berlusconi agisce in piena continuità con quello Prodi. E ora un intero parlamento è filostatunitense - dichiara Piero Bernocchi dei Cobas - Siamo quarti per la presenza dei militari all'estero, ottavi per le spese militari e i primi il numero di basi Nato». Poi attacca anche Napolitano, che «non si fa garante dell'articolo 11 della Costituzione». Malgrado l'assenza di camion sound system non manca la musica, con lo spezzone dei sambisti che ballano a suon di tamburo, e il colore all'interno del corteo: sventolano due bandieroni immensi, uno di Cuba e l'altro della Palestina. Più piccole, ma comunque visibili, anche le bandiere del Libano. Uno dei motivi, insieme all'Afghanistan e all'aumento delle spese militari, delle critiche alle forze di sinistra del governo Prodi. E della contestazione a Manuela Palermi del Pdci: «Vattene, torna a casa, vai a Piazza del Popolo», le urlano, riferendosi all'anno passato quando l'ex-arcobaleno si distinse dal movimento con un sit-in separato proprio a Piazza del Popolo, con scarsissimi risultati. A contestarla sono in pochi, una minoranza, «sono i soliti - dice lei - quelli che ai cortei della sinistra bruciano le bandiere israeliane e gridano 10, 100, 1000 Nassiriya».
Palermi non è la sola ex parlamentare presente per l'occasione: ci sono altri esponenti del Pdci, come Katia Bellillo, e una delegazione del Prc, tra cui Giovanni Russo Spena. «Non vogliamo commettere gli errori del passato come il 9 giugno - afferma Fabio Amato, responsabile Esteri di Rifondazione - Oggi stiamo qui perché si deve ripartire dai movimenti». Posizione che viene considerata «ipocrita» da Sinistra Critica, la quale ricorda ancora una volta il motivo dell'espulsione dal Prc del senatore Turigliatto: «Non ha voluto a differenza loro votare la guerra in Afghanistan». Intanto il corteo sfila fino a Piazza Barberini, vicino all'ambasciata Usa, difesa da centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa: un'esagerazione per una manifestazione che ha visto come momento di tensione più alto l'accensione di due fumogeni.

STATALI A RISCHIO L'ARTICOLO 18

La trattativa (se tale si può definire) sulla riforma della pubblica amministrazione prosegue nel tentativo di mantenere una difficile unità dei sindacati. Ieri le parti hanno incontrato il ministro Renato Brunetta che ha presentato loro un nuovo documento. Il confronto proseguirà martedì prossimo, quando Brunetta presenterà il ddl per la riforma della pubblica amministrazione, per sottoporlo al consiglio dei ministri il giorno successivo. Brunetta punta insomma a fare presto, e intende lasciare pochi e risicati margini alla contrattazione. Non solo: nel testo presentato da Brunetta, viene messo in discussione l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Lo nota Michele Gentile (Cgil), osservando come «il documento prevede che se al termine del procedimento penale il lavoratore viene assolto, non c'è nessun obbligo di reintegro da parte dell'amministrazione». Una bocciatura complessiva del documento arriva invece dalle Rdb-Cub.


12 giugno 2008 - Liberazione

Migliaia di persone sfilano a Roma, un veterano apre il corteo. Presidi in altre città
No war: addio a Bush
Ma Obama non convince

di Checchino Antonini

Roma - Dispiego incongruo davvero di fotoreporeporter, guardie e cecchini dai tetti per diecimila manifestanti che più pacifici non si poteva che hanno invaso al tramonto Piazza Barberini, 200 metri dall'ambasciata dello Zio Sam, seicento da Palazzo Chigi. Chissà che cosa scriveranno quei colleghi che ieri pomeriggio hanno assediato i promotori del corteo No Bush con domande del tipo: «Prevedete scontri?» dopo una settimana di illazioni secondo un copione consolidato che ha visto più spazio per la blindatura della città, la predisposizione di celle a Regina Coeli e brande al Policlinico per le retate di manifestanti piuttosto che sulle loro ragioni. Diranno che non è successo niente, eccetto una rumorosa raccomandazione alla ex sentarice del Pdci, Manuela Palermi, di mettersi in coda al corteo. Diranno che s'era pochini rispetto all'anno scorso. Peccato che nel 2007 era sabato, che la manifestazione era nazionale. E oggi era mercoledì, e la formula scelta quella di manifestazioni decentrate (s'è manifestato in diverse città). E che la stella di Bush, ormai, è al tramonto, e casomai è da riflettere se quelle riposte su Obama siano speranze o illusioni. Lo racconteremo strada facendo. Per ora bando ai Pulitzer de noantri, in qualche caso vestiti da safari, e focus sul corteo, dunque, aperto da un veterano che impugna una bandiera palestinese. Faccia da bambino ma capelli già bianchi. James Gilliman ha solo 26 anni ma ha visto e preso parte agli orrori di Iraq, Afghanistan e Guantanamo. Tecnicamente il suo è stato un congedo onorevole ma, durante la convalescenza ha conosciuto attivisti veterani pacifisti e, in una bottega di Jacksonville, che faceva sconti ai no war, s'è fatta tatuare, in arabo, la scritta "Winter's soldier": viene da una frase di Tom Paine, rivoluzionario americano, sul fatto che è facile combattere d'estate. La guerra più difficile è fermare la carneficina. «Le guerre non finiranno con Bush», spiega James che se gli chiedi di Obama dice secco che lui non lo voterà. Uno scetticismo condiviso da Stephani, in mezzo a una catena umana di statunitensi pacifisti venuti in piazza con cartelli sui crimini infiniti dell'amministrazione Bush contro i diritti umani: «Me lo chiedono in tanti - premette - non voglio dire che sia meglio Bush ma non credo che cambierà molto». Secondo Piero Bernocchi, leader dei Cobas, per disilludere chi spera nel cambio della guardia alla Casa Bianca basterebbe ascoltare ciò che Obama dice sull'Iran. Lui ci tiene a spiegare che non è un corteo solo contro Bush e che i soldi per le guerre li levano alle spese sociali cresciute a dismisura nell'epoca Prodi: il suo slogan potrebbe essere «Ridateci i soldati e i soldi». E coglie l'occasione per attaccare la sinistra radicale della quale non vede ripensamenti. In realtà l'autocritica è in corso e le bandiere di Rifondazione e Pdci lo stanno a dimostrare: «L'anno scorso eravamo in una piazza vuota, per noi il cielo della politica sta in basso, bisogna ripartire dai luoghi, dai rom, dai disoccupati e dalle ragioni del pacifismo», dice franco Giovanni Russo Spena pensando al 9 giugno in cui Piazza del Popolo, convocata dalla sinistra al governo fu un flop clamoroso rispetto al debutto del Patto permanente contro la guerra che, anche ieri, era la spina dorsale del corteo con i suoi soci fondatori: Cobas, Rdb, Sinistra critica, Donne in nero, Pcl con Ferrando e Manisco cui si sono aggiunte associazioni e collettivi locali (da Colleferro al social forum sud pontino fino allo spezzone della Villetta in solidarietà coi 5 cubani detenuti ingiustamente negli States). Nella piccola folla - c'è chi ha scelto la bandiera libanese, chi quella della pace - si riconoscono diversi e parlamentari dell'Arcobaleno: Elettra Deiana, Francesco Caruso (a cui sarebbe piaciuto che il Prc rifletta anche in piazza sulle ragioni della sconfitta), Salvatore Bonadonna che risponde agli scettici su Obama ricordando il suo voto, a differenza di Hillary, contro la guerra in Iraq: «Un segnale evidente di discontinuità. Basterebbe che alla Casa Bianca ci sia qualcuno con la stessa consapevolezza dei comandi sul campo del "pantano"». Invece, in Italia, «c'è più consenso per Bush di quanto ce ne sia al Congresso», nota Giorgio Cremaschi della Rete 28 aprile della Cgil, partner del Patto dai suoi albori. «Il Parlamento - riprende Bernocchi - è al 100% bellicista». «Ed è gravissimo - segnala ancora Russo Spena - che sia stata data disponibilità all'aggressione all'Iran, che siano stati spediti altri carabinieri a Kabul e che si stiano modificando i "caveat", le regole di ingaggio come gli Usa chiedevano da tempo e non riuscivano ad ottenere».
Tra chi prende parte al corteo si discute se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto. Che la manifestazione sia riuscita non c'è dubbio, che sia lontana dalle prestazioni della "seconda potenza mondiale" pure: «C'è urgenza di riprendere l'iniziativa, di ripartire da noi - dice ad esempio il giovane scrittore, e militante, Yari Selvetella - la mobilitazione se ci si lavorasse tutti, potrebbe essere dieci volte tanto, è l'unico modo per sconfiggere il riflusso». Di quanto sia stato difficile perfino trattare con la polizia è testimone Sergio Cararo, di Radio Città Aperta: «La situazione s'è sbloccata solo sabato ma ci volevano dare un percorso troppo corto». «Un nuovo contesto reclama un nuovo inizio, e per noi è questo - spiega anche Nella Ginatempo di Bastaguerra - il Patto dice due cose nuove: che è anche contro l'imperialismo italiano (gli interventi dal camion di testa ripetono che Roma è al quarto posto nel mondo per impiego di truppe all'estero e all'ottavo per le spese militari) e che la guerra globale è bipatizan, statunitense ed europea». Uno che ha «più fiducia nei popoli che in Obama» è Cremaschi convinto di assistere a un «piccolo segnale di rimessa in moto». «C'è voglia di opposizione», anche per Nando Simeone di Sc.
Intanto arriva in piazza Barberini anche la metafora del rifiuto della guerra, un'installazione di sacchetti di spazzatura su telaio di legno. Molti gli striscioni, le bandiere rosse e la gente a ballare dietro la banda.
A saltare, invece, è stata l'iniziativa a sospresa di Action, prevista in mattinata, sui temi della mobilità e contro Bush. O la città era troppo militarizzata, si congettura al Corto Circuito, o qualcuno è stato intercettato. Fatto sta che, sul luogo prescelto c'era troppa polizia e s'è deciso di rinviarla.

Centinaia di precari Lsu in piazza a Palermo

Il corteo è stato indetto da tutte le sigle sindacali, Cgil Cisl Uil, Ugl, Cisal, Rdb, Alba, Csa, per chiedere la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili a 36 ore. In Prefettura i rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal delegato del prefetto. «Abbiamo chiesto - riferisce il segretario Cgil Maurizio Calà - l'apertura di un tavolo di crisi sulle emergenze per evitare che diventino questioni di ordine pubblico a scapito dei lavoratori e dei cittadini palermitani». I sindacati chiedono anche la convocazione, a Palermo o a Roma, dei tre ministeri della Funzione pubblica, del Lavoro e dell'Economia, e del sindaco «per capire come nella prossima finanziaria nazionale e in quella comunale si può riuscire a mettere un punto finale alla vicenda del precariato».


12 giugno 2008 - Bologna 2000

Bologna: venerdì 20/06 sciopero dei Bus

Bologna - Per venerdì 20 giugno le Organizzazioni Sindacali FILT-CGIL - FIT-CISL - UILTrasporti - FAISA-CISAL - UGL - SDL Tpl - CUB Trasporti hanno indetto uno sciopero di 4 ore che, per il personale viaggiante ATC, si svolgerà dalle ore 11 alle ore 15. Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse in partenza dai capilinea fino alle ore 10.45. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione FS, o dall'autostazione, fino alle ore 10.50.


12 giugno 2008 - Il Messaggero

ROMA. Secondo gli organizzatori in diecimila, per le forze dell’ordine in neanche duemila...
di ALESSIA MARANI

ROMA - Secondo gli organizzatori in diecimila, per le forze dell’ordine in neanche duemila, ieri pomeriggio, mentre il presidente Bush atterrava a Ciampino, hanno sfilato per le strade del centro di Roma gridando «No alla guerra». Il corteo anti-Bush ha sfilato da piazza della Repubblica a piazza Barberini, terminando in sit-in all’ingresso di via Veneto, strada in cui ha sede l’ambasciata statunitense. Tutto in un paio d’ore. Non senza qualche tensione, interna. Prima della partenza, infatti, Manuela Palermi, della segreteria dei Comunisti italiani ed ex parlamentare, è stata duramente contestata mentre rilasciava un’intervista alle Tv. «Vai a lavorare, la piazza va conquistata, fino a ieri avete votato le Finanziarie guerrafondaie», ha urlato contro di lei un’attivista. Seguita da un altro compagno che subito ha mostrato un volantino: «Noi comunisti extraparlamentari, voi ex parlamentari opportunisti». Al Comitato No War non è andata giù la defezione dello scorso anno quando i Comunisti italiani decisero di manifestare a piazza del Popolo. «Certo non mi aspettavo questa contestazione - ha commentato a caldo la Palermi - ci dividevano slogan come "10, 100, 1000 Nassiriya" e azioni provocatorie come bruciare le bandiere israeliane, ma rivendico la partecipazione democratica al movimento pacifista». L’ex senatrice si volta chiede chi siano coloro che le hanno urlato contro, poi chiosa: «Trotzkisti».
Si dice «scandalizzato dall’assenza della sinistra radicale» Marco Ferrando, segretario del Partito comunista dei lavoratori, l’unico segretario di partito ad essere in piazza. «Fatto che mi spiace e, allo stesso tempo, mi inorgoglisce», dice. Un’enorme bandiera palestinese apre il corteo. Sui volti di tre manifestanti vestiti con la tuta a strisce da carcerato ci sono le caricature in maschera di Bush, Cheney e Condoleezza Rice. Davanti al cordone dei poliziotti in tenuta antisommossa, si alza il grido: «Assassini, assassini» e un coro che ricorda Carlo Giuliani, il no global morto durante il G8 di Genova. Sventolano le bandiere dei Cobas e dei Sindacati di base. Giorgio Cremaschi, della segreteria Fiom è con la Rete 28 aprile: «Ricominciamo dalla piazza - dice -. In Italia c’è il parlamento più bushista al mondo». Sfilano le foto dei 5 cubani finiti nelle galere americani per spionaggio; ecco i cartelli per il disarmo e l’uscita dell’Italia da Iraq e Afghanistan. Manifesta anche James Gilliman, un veterano dell’esercito americano. Alle 19 il corteo è in una piazza Barberini superblindata. Mezz’ora dopo tutti a casa. Nunzio D’Erme, leader antagonista romano, confessa: «Qualcuno ha parlato e un’iniziativa dimostrativa prevista in mattinata sul tema della mobilità e anti-Bush, è saltata».


12 giugno 2008 - La Nazione

La polizia provinciale chiede assunzioni
AGITAZIONE IN CASO DI MANCATA TRATTATIVA

Firenze - ANCHE I LAVORATORI della polizia provinciale di Firenze, riuniti in assemblea unitaria, hanno dato mandato alla rappresentanza sindacale unitaria aziendale di proclamare lo stato di agitazione del settore in caso di mancata convocazione, entro sette giorni, di un tavolo di trattativa sulla piattaforma presentata dal sindacato. Lo rende noto la Rdb-Cub. «Successivamente — si legge in una nota — i lavoratori si sono recati all’interno della sala consiliare per rendere partecipe il consiglio provinciale del loro stato di disagio». TRA le motivazioni che hanno spinto i lavoratori della polizia provinciale a questa protesta è segnalata la mancanza di impegni concreti tesi a risolvere il problema della carenza di organico a fronte delle sempre maggiori competenze e richieste dell’amministrazione. I lavoratori, si legge nella nota, chiedono un consistente aumento di personale da attuarsi tramite concorso pubblico, in attesa del quale, il previsto ricorso ad ingressi da mobilità da altro ente, sia attuato in modo trasparente e non lesivo delle legittime aspirazioni a progressioni di carriera del personale in servizio. INFINE, i lavoratori lamentano «la mancanza di certezze sulla stabilizzazione dei colleghi che lavorano con contratto a tempo determinato e che sono in possesso dei requisiti previsti dalla legge finanziaria 2008».


12 giugno 2008 - Viterbo Oggi

La RdB scuote l’albero
Dall’Amministrazione Provinciale arrivano i frutti

Viterbo - Ieri, 12 giugno 2008, una Delegazione della RdB CUB di Viterbo si è incontrata con il Direttore Generale Luciano Dottarelli, con l’Assessore al personale Stefano Di Meo e con i tecnici preposti alla sicurezza in Provincia, (ex legge 626), per discutere ed iniziare a risolvere i problemi relativi alla Sicurezza negli uffici provinciali sollevati dal libro bianco presentato nei giorni scorsi dalla RdB VT agli organi di stampa.
Oggi, dichiara Lino Rocchi, abbiamo trovato una disponibilità a sedersi intorno ad un tavolo ed ad affrontare seriamente i problemi posti dai lavoratori e dalla RdB.
I tecnici della provincia stanno predisponendo il piano dei rischi, stanno incontrando i vari dirigenti e si sono fatti carico dei problemi da noi sollevati, certo la punta avanzata sta nell’assessorato al personale, che ha già fatto stanziare una somma, se pur minima, secondo RdB, nel bilancio 2008, ma abbiamo constatato che alle parole questa volta l’Amministrazione Provinciale è intenzionata a far seguire i fatti, (mentre eravamo ancora in riunione hanno risolto il problema dei toner usati, notoriamente cancerogeni), certo il dubbio che il libro bianco presentato dalla RdB abbia prodotto una accelerazione resta, ma diamo atto che per una volta questa Amministrazione ha risposto in tempi brevi.
Il calendario dei "lavori", prosegue Sergio De Paola, è stringente e ben definito, entro il 15 luglio saranno portati a termine quegli interventi di urgente messa a norma, (fili scoperti, vetri frangibili, caldaie, toner, fissaggio scaffali, primi interventi per l’agibilità negli uffici per i diversamente abili, ecc.), nel mese di luglio verifica dei lavori fatti sulla base delle nostre segnalazioni e della autonoma verifica dei Dirigenti dei vari settori, ed entro il mese di settembre una riunione, con le parti sociali, per la programmazione degli interventi strutturali da collegare ai bilanci dell’Amministrazione.
Esprimiamo soddisfazione, conclude Rocchi, e ciò dimostra che il nostro intervento, oltre che necessario, non era finalizzato ad una azione persecutoria nei confronti dell’attuale Amministrazione di Palazzo gentile, ma che è sempre stato ispirato a migliorare i servizi per i Cittadini e le condizioni di lavoro dei Dipendenti provinciali.


12 giugno 2008 - La Sicilia

Palermo. Oltre 1000 lavoratori socialmente utili del Comune sono sfilati in corteo...

Palermo - Oltre 1000 lavoratori socialmente utili del Comune sono sfilati in corteo ieri mattina per le strade del centro. I precari, che hanno esibito cartelloni e striscioni e hanno scandito slogan abbastanza coloriti, hanno percorso le vie del centro, da piazza Croci a piazza Pretoria, sede dell'amministrazione comunale, e hanno chiesto un incontro al sindaco Diego Cammarata.
La manifestazione è stata indetta da Cgil, Cisl e Uil , Cisal, Ugl, Rdb, Csa e Alba, per protestare contro «l'assenza del sindaco alle riunioni convocate per discutere del processo di stabilizzazione dei lavoratori precari». Le strade interessate del corteo sono state presidiate da pattuglie della Polizia municipale.
«È la prima volta - ha detto il segretario provinciale della Cisal Gianluca Colombino - che il fronte sindacale delle rappresentanze di tutti i lavoratori precari scende in piazza congiuntamente. La compattezza dei sindacati nasce dalla necessità di trovare una soluzione alla vertenza».
«Chiediamo con forza - ha aggiunto il sindacalista - al sindaco di proseguire il percorso di stabilizzazione, ricercando ulteriori risorse».
I manifestanti hanno concluso il corteo davanti alla Prefettura e una delegazione ha incontrato un delegato del prefetto.
«Abbiamo chiesto l'apertura di un tavolo di crisi sulle emergenze per evitare che diventino questioni di ordine pubblico a scapito dei lavoratori e dei cittadini palermitani. «Al tavolo di crisi - ha detto il segretario provinciale della Cgil, Maurizio Calà - a partire dalla vicenda degli Lsu, chiediamo la convocazione, a Palermo o a Roma, dei tre ministeri della Funzione pubblica, del Lavoro e dell'Economia, e del sindaco, per capire come nella prossima finanziaria nazionale e in quella comunale si può riuscire a mettere un punto finale alla vicenda del precariato. Le manifestazioni sono necessarie perchè nessuno fa la sua parte, il sindaco è sempre assente e i problemi non li risolve nessuno».
«Per la stabilizzazione degli Lsu di Palermo questo Governo ha già provveduto a reintegrare le risorse per il triennio 2008-2010 per 55 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009, 2010 con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 giugno 2008». Lo ha dichiarato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, rispondendo a un'interrogazione nel corso del question time alla Camera.
«In particolare - ha puntualizzato il ministro - il Governo si è attivato per trovare una tempestiva soluzione accogliendo le istanze della popolazione e dello stesso sindaco Cammarata, per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili in carico al Comune».
«Quello degli Lsu palermitani - ha concluso il ministro Vito - è un problema all'attenzione del Governo il quale ha ritenuto doveroso valutare con sensibilità l'intera problematica trattandosi di un tema di rilevanza sociale».
Al pomeriggio un'altra protesta in una zona completamente opposta. Alcune decine di manifestanti ha organizzato un sit-in davanti la sede del consolato Usa in via Vaccarini in coincidenza con la visita a Roma del presidente George W. Bush. Alla base della protesta il «No a tutte le guerre».


12 giugno 2008 - OrizzonteScuola.it

Riforme: Maria Grazia Gelmini aderisce alla Confederazione Unitaria di Base?
di CUB Piemonte Ufficio Stampa

Di fronte alle dichiarazioni del ministro si ha, ad una prima lettura, la singolare sensazione che abbia fatto proprio quanto da anni la CUB Scuola sostiene e cioè che è necessario garantire retribuzioni europee agli insegnanti.
Prima, però, di inviarle come omaggio la tessera del sindacato di base e memori del noto motto timeo Danaos et dona ferentes è opportuna una valutazione più fredda delle sue dichiarazioni.
Una tecnica retorica notoriamente efficace consiste nello spiazzare l'interlocutore. Ed in quest'arte Maria Grazia Gelmini è, con ogni evidenza, dotata di notevoli capacità.
Dopo una pioggia di luoghi comuni sui dipendenti pubblici fannulloni, il nostro ministro, sui è presentato al grande pubblico esibendo un fatto notorio ma, di norma sottaciuto. Gli insegnanti italiani hanno retribuzioni mediocri e seccamente inferiori rispetto alla media europea.
Logica vorrebbe che, visto che il contratto dei lavoratori della scuola è scaduto da più di cinque mesi e che quello precedente è stato firmato con quasi due anni di ritardo e con concessioni effettivamente mediocri dal punto di vista retributivo, che il ministro chiarisse come intende affrontare la situazione e con quali risorse.
E, a questo punto, qualche problema si pone, infatti:
1. il taglio degli organici prosegue con l'effetto di ridurre l'organico di quasi 50.000 addetti con evidenti effetti di degrado del servizio
2. le immissioni in ruolo di personale docente e non docente previste non sono state ancora definite e si prospetta una riduzione del contingente
3. si punta ad accrescere i finanziamenti alle scuole private
4. si propone di legare gli aumenti retributivi, futuri, a meccanismi di valutazione del personale che rischiano, ad esser buoni, di premiare una ristretta platea di fedeli fidati dei dirigenti scolastici.
In sintesi, è legittimo il sospetto che, dietro le profferte ministeriali ci attenda la solita pratica, questa si mediocre, di annunci mirabolanti e taglio delle risorse di una scuola pubblica sempre più subordinata al mercato.
Per la CUB Scuola - Il Coordinatore Nazionale - Cosimo Scarinzi


11 giugno 2008 - Agi

STATALI: RDB CUB, IN RIFORMA BRUNETTA SUPERAMENTO ARTICOLO 18

(AGI) - Roma, 11 giu. - "Dalle linee guida del Disegno di legge delega sulla riforma del lavoro pubblico, traspare un accanimento nei confronti dei dipendenti". Lo dichiara Giuliano Greggi della direzione nazionale del Rdb-Cub Pubblico impiego, dopo l'incontro odierno tra i sindacati e i rappresentanti del ministero della Funzione pubblica. Nel caso in cui un dipendente pubblico sia sottoposto a processo penale, aggiunge Greggi, "si prevedono provvedimenti disciplinari che vanno fino al licenziamento anche se il processo non si e' concluso, riservando alle amministrazioni la valutazione dell'eventuale reintegro o il risarcimento del danno". Secondo l'Rdb-Cub, questo rappresenta, "nei fatti, un superamento per legge nel Pubblico impiego dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori". Nelle linee guida, "si fa poi marcia indietro rispetto ad una impostazione avviata dal Decreto legislativo 29 del '93 e proseguita con il Testo unico sulla P.A, che tendeva alla privatizzazione del rapporto di lavoro delegificando una serie di materie", prosegue Greggi. "Cosi' si torna a legiferare su questioni come i passaggi di livello o il riconoscimento degli incentivi, con la conseguenza che la risoluzione dei contenziosi passera' dal giudice ordinario ai Tar, provocando quasi certamente la paralisi di questi ultimi". Inoltre "nelle linee guida non c'e' traccia di quali siano i criteri da prendere in considerazione per la misurazione della produttivita'" in base alla quale dovrebbero essere distribuiti gli incentivi. "Un altro aspetto che ci vede fortemente critici - aggiunge Greggi - e' la modifica della durata dei contratti, che verra' agganciata a decisioni assunte fra le organizzazioni degli imprenditori ed i sindacati del privato, scavalcando cosi' i datori di lavoro pubblici (come gli Enti locali, o le Asl ecc.) e le Categorie, le cui esigenze possono non coincidere con quelle dell'imprenditore privato".

RIFIUTI: USI-RDB, NO AD ACCORPAMENTI DETTATI SOLO DA RISPARMIO

(AGI) - Roma, 11 giu - Le organizzazioni sindacali hanno chiesto delucidazione al Governo in merito a un punto del provvedimento approvato per risolvere l'emergenza rifiuti. In particolare, l'Usi-Rdb Ricerca ha denunciato, in una nota ufficiale, come "colpo di mano del Governo negli Enti Pubblici di Ricerca" il punto del provvedimento che ha previsto l'accorpamento dei 3 enti di ricerca vigilati dal ministero dell'Ambiente: Apat (Agenzia per l'Ambiente), Icram (Istituto per la Ricerca sull'Ambiente Marino) e Infs (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica). "Tale accorpamento - si legge nella nota - e' stato deliberato senza alcuna consultazione delle organizzazioni sindacali ed inserendo il riordino in un contesto normativo completamente avulso che fa ritenere si tratti solo di un'operazione di risparmio di risorse'. L'Usi-Rdb Ricerca ha annunciato di voler programmare nei prossimi giorni "opportune iniziative atte a ottenere dal ministro Prestigiacomo assicurazione sui seguenti temi: finanziamenti complessivi del nuovo ente e sua struttura; piante organiche dimensionate su personale precario e a tempo indeterminato; mantenimento delle norme presenti in Finanziaria sul precariato Apat e predisposizione di norme simili per tutti i precari Irpa; mantenimento in servizio di tutti i precari; salvaguardia e potenziamento della ricerca Istituzionale". Per l'organizzazione sindacao'e sarebbe prioritario "il mantenimento delle attivita', delle competenze e, di conseguenza, di tutto il personale precario e stabilizzato". Nel frattempo l'Usi-Rdb richiedera' un incontro al ministro dell'Ambiente.


11 giugno 2008 - Dire

LAVORO. PRECARI ISFOL, OGGI DUE INCONTRI SINDACALI CON VIESPOLI
CON DECRETO TREMONTI PER 293 LAVORATORI SFUMA REGOLARIZZAZIONE

(DIRE) Roma, 11 giu. - Ad un passo dalla stabilizzazione, 293 precari dell'Isfol, grazie al Decreto Tremonti, vedono sfumare la possibilita' di una loro regolarizzazione. E' quanto denuncia l'Usi/Rdb Ricerca, che chiede al governo e al Parlamento di ripristinare immediatamente i fondi per la stabilizzazione delle attivita' dell'Istituto e dei suoi lavoratori. Nel pomeriggio, a partire dalle 17:30 si terranno, fanno sapere fonti dell'Isfol, due incontri con il sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli. Al primo, oltre al sottosegretario, parteciparanno i rappresentanti dei sindacati confederali, il Direttore generale delle politiche per l'orientamento e formazione del ministero del Welfare Vera Marincioni e Sergio Trevisanato, presidente dell'Isfol. Stesso 'parterre' per il secondo incontro alle 18:30, ma al posto dei sindacati confederali ci saranno rappresentanti dell'Usi/Rdb. L'Isfol, Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, come ricorda l'Usi/Rdb, "costituisce in Italia l'unico caso di ente pubblico di ricerca in materia di formazione, lavoro e welfare. Vigilato dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali collabora attivamente con altri ministeri e con le Regioni e le Province Autonome". L'Istituto, si legge ancora, "rappresenta un punto di riferimento autorevole per la Commissione Europea su temi legati allo sviluppo del capitale umano, dell'occupabilita', della qualita' della permanenza nel mercato del lavoro e dell'inclusione sociale" ed ha "guadagnato negli anni un ruolo strategico nell'attuazione dei fondi comunitari grazie al lavoro del capitale umano che vi opera, di cui circa 2/3 'stabilmente precari' (in media da 12 anni)".


11 giugno 2008 - Omniroma

CASA, INQUILINI COLLI PORTUENSI CHIEDONO INCONTRO A UNICREDIT

(OMNIROMA) Roma, 11 giu - «Apprendiamo dalle agenzie di stampa le precisazioni del Gruppo UniCredit a firma del dott. Rino Piazzolla, responsabile delle risorse umane. Non vogliamo entrare nel merito della discussione di quanto UniCredit c'entri o meno con la proprietà di questi stabili. Siamo invece piuttosto interessati a due punti del comunicato: quelli in cui si parla di 'sensibilità verso gli inquilinì e di 'volontà di contribuire a cercare possibili soluzionì. Gli inquilini sono in sciopero con il solo scopo di trovare, appunto, soluzioni. Chiediamo quindi un incontro con il dott. Piazzolla per costruire le soluzioni che possano contribuire ad una positiva conclusione del nostro dramma». Così in una nota il Comitato Inquilini Viale dei Colli Portuensi 187 Asia RdB.


11 giugno 2008 - Adnkronos

STATALI: DA BRUNETTA DDL PRODUTTIVITA', LICENZIABILI CON GIUDIZIO PENDENTE
MARTEDI' NUOVO ROUND - AL CDM DEL 18 PRIMO BLOCCO INTERVENTI SU P.A.

Roma, 11 giu. - (Adnkronos) - Nuovo documento sul tavolo del confronto per la riforma della P.a: si tratta della bozza di delega al governo per ottimizzare la produttivita' del lavoro pubblico che il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ha presentato oggi ai sindacati. Sette i punti cardine della nuova strategia che , tra l'altro, mette a fuoco i criteri generali relativi alle sanzioni disciplinari e le responsabilita' del dipendente pubblico. L'obiettivo del governo, si legge nella bozza di ddl "e' potenziare il livello di efficienza degli uffici pubblici attraverso la lotta alla scarsa produttivita' e all'assenteismo": regole e sanzioni inderogabili dalla contrattazione collettiva. E tra le norme che saranno inserite in uno dei decreti legislativi previsti spunta anche la possibilita' di licenziare il 'fannullone' "in pendenza del procedimento penale" fatto salvo ovviamente l'obbligo al reintegro o al risarcimento del danno in caso di sentenza definitiva di assoluzione. Non solo. La delega conterra' l'elenco dettagliato delle infrazioni che, per la loro gravita', comportano il licenziamento mentre per le false attestazioni di presenza e per i certificati medici falsi scatteranno gli estremi di truffa aggravata e l'obbligo, per il lavoratore responsabile, di risarcire il danno patrimoniale e il danno all'immagine subito dall'amministrazione. Per quel che riguarda la dirigenza, invece, il progetto oltre ad una "revisione in senso meritocrativo della disciplina dell'accesso alla dirigenza" e a stabilire criteri trasparenti per "il conferimento, rinnovo o revoca" degli incarichi, prevede anche "la sospensione dell'indennita' di risultato" per quelle amministrazioni che non abbiano provveduto all'adozione dei sistemi di valutazione dei risultati coerenti con la delega. Martedi' prossimo ci sara' un nuovo round tra governo e sindacati mentre, come annunciato dal ministro Brunetta, un primo blocco di interventi per la riforma della Pa sara' portato al Cdm del 18 maggio nel quale dovrebbe essere varata la manovra di stabilizzazione deficit-pil. Ma i sindacati hanno accolto con un po' di freddezza questo nuova bozza. "Giudizio sospeso" da parte della Cisl che pero' ribadisce la disponibilita' al confronto. "Piu' che un documento mi pare un indice di cose da fare che per l'80% sono gia' regolamentate dai contratti", dice il segretario confederale Gianni Baratta. "Si tratta dunque di preparare per martedi' una classificazione delle cose che gia' sono operative contrattualmente e di capire come vorrebbe cambiarle. E lo faremo nel piu' breve tempo possibile perche' non vogliamo dare alibi a nessuno", aggiunge. Giudizio sospeso anche dall'Ugl. ''Siamo in fervente attesa di ulteriori particolari da parte del ministro Brunetta. Quando avremo la possibilita' di scendere maggiormente nei particolari potremo esprimere un giudizio di merito motivato'', dicono il segretario confederale, Fulvio Depolo, e il segretario nazionale Ministeri, Paola Saraceni che ribadiscono come al tavolo si debba anche parlare di "individuazione delle risorse per il rinnovo del contratto di lavoro perche' non si possono fare le nozze con i fichi secchi''.''Anche per noi e' giusto parlare di efficienza della pubblica amministrazione ma bisogna stare attenti al serpente che si mangia la coda. Lo Stato con le privatizzazioni ha svuotato di mansioni e di funzioni i dipendenti pubblici. Bisogna sempre ricordare questo problema prima di bollare i lavoratori pubblici come fannulloni o iniziare a combattere gli sprechi dello Stato'', concludono. Bocciano la bozza, invece, gli Rdb-Cub. "Si prevedono provvedimenti disciplinari che vanno fino al licenziamento anche se il processo a carico del dipendente non si e' concluso, riservando alle amministrazioni la valutazione dell'eventuale reintegro o il risarcimento del danno. Nei fatti un superamento per legge nel Pubblico Impiego dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori'', tuona Giuliano Greggi della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. secondo il quale i governo "si torna indietro anche rispetto a rapporto di lavoro e durata dei contratti".

LAVORO: CORTEO LSU A PALERMO, SINDACATI CHIEDONO TAVOLO DI CRISI
"INTERVENGANO MINISTRI DELLA FUNZIONE PUBBLICA, DEL LAVORO E DELL'ECONOMIA"

Palermo, 11 giu. - (Adnkronos) - Centinaia di lavoratori hanno partecipato oggi alla manifestazione degli Lsu, da piazza Croci a piazza Pretoria e poi in Prefettura, a Palermo. Il corteo e' stata indetta da tutte le sigle sindacali, Cgil Cisl Uil, Ugl, Cisal, Rdb, Alba, Csa, per chiedere la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili a 36 ore. "A palazzo delle Aquile (sede del Comune, ndr) ancora una volta non c'era nessuno. Il sindaco si rifiuta di affrontare i problemi della citta'", attacca il segretario Cgil Maurizio Cala'. In Prefettura i rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal delegato del prefetto. "Abbiamo chiesto -spiega il leader sindacale- l'apertura di un tavolo di crisi sulle emergenze per evitare che diventino questioni di ordine pubblico a scapito dei lavoratori e dei cittadini palermitani". Un tavolo di crisi che partira' dall'esame della vicenda degli Lsu, ritenuta dai sindacati la "prima emergenza" di Palermo, collegata ad altri ambiti delicati come la questione della raccolta dei rifiuti, e quindi dell'Amia, la questione dell'acqua e quindi dell'Amap e della riorganizzazione di tutte le municipalizzate. "Al tavolo di crisi, a partire dalla vicenda degli Lsu, chiediamo la convocazione, a Palermo o a Roma, dei tre ministeri della Funzione pubblica, del Lavoro e dell'Economia, e del sindaco per capire come nella prossima finanziaria nazionale e in quella comunale si puo' riuscire a mettere un punto finale alla vicenda del precariato". I sindacati aspettano adesso una convocazione dal prefetto e dalle istituzioni. "Diversamente, con buona pace dei detrattori delle manifestazioni sindacali che disturbano il traffico -conclude Cala'- non potremo fare altro che gridare alla citta' quali sono i suoi problemi".


11 giugno 2008 - Ansa

CLINICA MILANO: SINDACATI,SISTEMA DRG È PERICOLO, CAMBIARLO

(ANSA) - MILANO, 11 GIU - È una critica dura quella che i sindacati dei lavoratori delle strutture sanitarie private lombarde rivolgono al sistema di accreditamento che consente alle cliniche di ottenere i rimborsi sulle prestazioni dal servizio sanitario nazionale. «Il caso del Santa Rita è emblematico. È un sistema che induce in tentazione, che produce malaffare e va profondamente rivisto», hanno spiegato, durante una conferenza stampa a Milano, i segretari regionali lombardi Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil. «Lo diciamo da anni, bisogna aumentare i controlli per portare a galla il marcio di questo sistema - ha affermato Tommaso Calcerano della Uil - se è vero, come scritto in un rapporto della Corte dei Conti, che i controlli, che ora vengono effettuati solo sul 5% delle cartelle cliniche, hanno permesso alla Regione di recuperare ben 7 milioni di euro». Alberto Villa (Cgil), dopo aver chiarito che «la sospensione dell'accreditamento per la clinica Santa Rita era inevitabile», ha annunciato che «i sindacati hanno già chiesto a Formigoni e all'assessore Bresciani un incontro proprio per discutere della revisione degli accreditamenti». Secondo Rosa Perego della Cisl «bisogna intervenire per portare a galla le storture che si annidano nel privato, che copre il 35% delle prestazioni sanitarie in Lombardia e dove l'aspetto del profitto è fortissimo». Quello del Santa Rita per i segretari regionali «non è un caso isolato e lo dimostra quello che è successo qualche anno fa al Galeazzi e l'anno scorso alla clinica San Carlo». Gianfranco Bignamini, infine, segretario regionale Rdb-Cub, ha parlato di «uno sciopero imminente che stiamo organizzando per denunciare i 600 casi di malasanità avvenuti in questi anni nelle cliniche private lombarde».

AMBIENTE:SINDACATI BASE,AGITAZIONE IN AGENZIE 'ACCORPATE'

(ANSA) - ROMA, 11 GIU - I sindacati di base delle agenzie Apat, Icram e Infs, oggetto di un provvedimento del governo che le riunisce in un'unico organismo, hanno proclamato lo stato di agitazione. Lo si legge in un comunicato delle organizzazioni. ''L'accorpamento e' stato deliberato senza alcuna consultazione delle organizzazioni sindacali ed inserendo il riordino in un contesto normativo completamente avulso che fa ritenere si tratti solo di un'operazione di risparmio di risorse - si legge nel documento - l'Usi-RdB Ricerca indice pertanto lo stato di agitazione nei tre Enti, e programmera' nei prossimi giorni opportune iniziative atte ad ottenere dal Ministro Prestigiacomo assicurazione sui seguenti temi: finanziamenti complessivi del nuovo ente e sua struttura; piante organiche dimensionate su personale precario e a tempo indeterminato; mantenimento delle norme presenti in Finanziaria sul precariato APAT e predisposizione di norme simili per tutti i precari IRPA; mantenimento in servizio di tutti i precari; salvaguardia e potenziamento della ricerca Istituzionale''.


11 giugno 2008 - Prima

ENTI DI RICERCA: ROMA, INDETTO STATO DI AGITAZIONE IN APAT, ICRAM E INFS USI-RDB

(PRIMA) ROMA - Ennesimo colpo di mano del Governo negli Enti Pubblici di Ricerca. Nel provvedimento per risolvere l’emergenza rifiuti sono stati accorpati i 3 enti di ricerca vigilati dal Ministero dell'Ambiente: APAT (Agenzia per l’Ambiente), ICRAM (Istituto per la Ricerca sull’Ambiente Marino) e INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica). Tale accorpamento è stato deliberato senza alcuna consultazione delle organizzazioni sindacali ed inserendo il riordino in un contesto normativo completamente avulso che fa ritenere si tratti solo di un’operazione di risparmio di risorse. L'USI-RdB Ricerca indice pertanto lo stato di agitazione nei tre Enti, e programmerà nei prossimi giorni opportune iniziative atte ad ottenere dal Ministro Prestigiacomo assicurazione sui seguenti temi: finanziamenti complessivi del nuovo ente e sua struttura; piante organiche dimensionate su personale precario e a tempo indeterminato; mantenimento delle norme presenti in Finanziaria sul precariato APAT e predisposizione di norme simili per tutti i precari IRPA; mantenimento in servizio di tutti i precari; salvaguardia e potenziamento della ricerca Istituzionale. Prioritario per l’organizzazione sindacale di base sono il mantenimento delle attività, delle competenze e, di conseguenza, di tutto il personale precario e stabilizzato. Al contempo L'USI-RdB richiederà un incontro al Ministro dell'Ambiente.


11 giugno 2008 - Agg

ENTI DI RICERCA: INDETTO STATO DI AGITAZIONE

ROMA (AGG) (3231/2008) - Ennesimo colpo di mano del Governo negli Enti Pubblici di Ricerca. Nel provvedimento per risolvere l’emergenza rifiuti sono stati accorpati i 3 enti di ricerca vigilati dal Ministero dell'Ambiente: Apat (Agenzia per l’Ambiente), Icram (Istituto per la Ricerca sull’Ambiente Marino) e Infs (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica). Tale accorpamento, si legge in una nota, è stato deliberato senza alcuna consultazione delle organizzazioni sindacali ed inserendo il riordino in un contesto normativo completamente avulso che fa ritenere si tratti solo di un’operazione di risparmio di risorse. L'USI-RdB Ricerca indice pertanto lo stato di agitazione nei tre Enti, e programmerà nei prossimi giorni opportune iniziative atte ad ottenere dal Ministro Prestigiacomo assicurazione sui seguenti temi: finanziamenti complessivi del nuovo ente e sua struttura; piante organiche dimensionate su personale precario e a tempo indeterminato; mantenimento delle norme presenti in Finanziaria sul precariato Apat e predisposizione di norme simili per tutti i precari Irpa; mantenimento in servizio di tutti i precari; salvaguardia e potenziamento della ricerca Istituzionale.


11 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

Tre scioperi
Ieri cancellati 62 voli. La giunta
di Aurora Scudieri

Bologna - I SINDACATI tagliano le ali al Marconi. Una giornata difficile, quella di ieri, che ha visto l’aeroporto completamente bloccato da tre scioperi in perfetta sincronia: quello indetto dalla Filt-Cgil e Fit-Cisl (la Uil si è ritirata la sera prima) per i lavoratori di Giacchieri; quello delle Rdb per i dipendenti di Sab, Bas, Marconi Handling, Giacchieri e Koop service; e quello dei piloti e degli assistenti di volo di Meridiana, Eurofly e AriOne. 62 voli cancellati, sui 158 previsti. «STIAMO protestando per la sopravvivenza e per mantenere un posto di lavoro, è nostro diritto — spiega Urio Inzolia, rappresentante delle Rdb trasporti —. Non ci fa piacere lasciare i passeggeri a terra, con rammarico ci troviamo costretti ad attuare questo blocco, ma siamo arrivati ad un punto di esasperazione tale che non ci permette di fare altro». All’origine dello sciopero c’è il rifiuto delle trattative da parte della Sab, la società di gestione dello scalo. I dipendenti di Marconi Handling, che dal 2003 non si vedono rinnovare il contratto, chiedono maggiori garanzie, soprattutto in vista del fatto che «la Sab ha messo in vendita Marconi Handling per il 49%, cosa che le permette di mantenerne ancora il controllo — dice Italo Quartu, di Rdb —. Stiamo chiedendo l’apertura delle trattative per il nostro sindacato che ieri, bloccando il Marconi, ha dato piena dimostrazione della propria forza». Insoddisfazione anche per il piano industriale che trasformerebbe lo scalo bolognese in un aeroporto low cost. «Siamo stati esclusi dal piano delle trattative solo perché non abbiamo partecipato alla firma dello statuto dei lavoratori», afferma Inzolia. PUNTUALE arriva la risposta della società di gestione dello scalo. La Sab ha confermato la scelta del piano industriale low cost come necessaria per garantire lo sviluppo. Per le mancate trattative con la Rdb, invece, la società spiega che «è lo statuto dei lavoratori a prevedere il riconoscimento solo per le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori firmatarie dei contratti collettivi di lavoro applicati in azienda, e Rdb al momento non ha queste caratteristiche». Infine, sul tema di Marconi Handling l’azienda sottolinea che non si tratta di una vendita, ma di un rafforzamento della società. E proprio mentre i lavoratori bloccavano l’aeroporto la giunta Cofferati varava l’accordo per il polo funzionale che comprenderà la realizzazione di un nuovo casello ad espansione di 96 mila metri quadri in grado di accogliere 10 milioni di passeggeri. Sarà il secondo grande tassello della città, dopo il Caab, con un terminal fornito di hotel, centro congressi e negozi, e la realizzazione di un nuovo casello autostradale.


11 giugno 2008 - Il Venezia

La manifestazione. I lavoratori dello scalo veneziano in sciopero per 24 ore
Agitazione al Marco Polo i Cub incontrano La Russa
Antonini: "Ci hanno impedito di vedere Napolitano e ci siamo rivolti all'esponente di An"
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Mestre - Sciopero e veleni stemperati dall'inatteso arrivo di La Russa, ieri al Marco Polo. Ad incrociare le braccia per 24 ore, escluse le fasce di rispetto i lavoratori di Sav, Gh e Save, per una protesta sulle condizioni di lavoro e sui turni definiti massacranti. Agitazione promossa di Cub Trasporti. Ad avvelenare il clima, l'imposizione per motivi di sicurezza - l'arrivo del presidente Napolitano e di alcuni ministri - di uno sciopero ridotto. In più ad una certa ora i manifestanti sono stati allontanati dall'ingresso dello scalo, proprio in concomitanza del'arrivo del presidente della repubblica. «Eppure eravamo lì per manifestare sulla sicurezza nei posti di lavoro - spiega Giampietro Antonini -. Mentre il presidente della Repubblica viene a Venezia per abbracciare la famiglia di Denis Zanon e per consegnarle personalmente la medaglia d'oro alla memoria, all'aeroporto si sciopera per avere più sicurezza e turni che possano garantirla. Invece dio lasciarci manifestare ci hanno imposto specifici orari che di fatto ci hanno allontanati all'arrivo di Napolitano. Forse non era bello che il presidente vedesse delle proteste . E poi la beffa. Ci sono aziende che pretendono che i loro dipendenti, in ottemperanza alle norme vigenti in materia e sicurezza lavoro portino certificati ed esami del sangue e radiografie da fare a proprie spese e al di fuori dell'orario di lavoro». E questo «Nonostante il Marco Polo abbia solo nel 2007 abbia maturato un utile netto di 50 milioni di euro». E così, tra proteste e striscioni, comunque i disagi per i passeggeri sono stati minimi. Garantite le fasce protette, alla fine sono stati annullati solo due voli, uno direttoa Praga delle 11 e 40 e quello per Amsterdam delle 12. Un terzo volo invece, diretto a Bucarest è stato dirottato sull'aeroscalo di Treviso. Con un pullman una ottantina di passeggeri sono stati portati nello scalo della Marca e da lì sono partiti senza problemi. «Ci è stato impedito di incontrare il presidente della Repubblica per consegnarli un documento, ma abbiamo potutro lo stesso arrivare a Roma» chiosa Antonini. Grazie ad un caso i delegati sono riusciti ad "intercettare" il ministro La Russa, di ritorno dal passaggio al presidio contro il via ai lavori per il campo Sinti. «E così abbiamo consegnato a lui il documento, anche grazie all'interessamento dei consiglieri comunali Raffaele Speranzon e Renato Boraso». E lo stesso Speranzon conferma che il ministro si è detto disponibile a fare il possibile sulla questione.(A.CIC.)


11 giugno 2008 - EPolis Roma

Colli Portuensi 187. I residenti chiedono un incontro alla proprietà, l'Unicredit, che continua a non rispondere
Inquilini, è sciopero della fame «Meglio che morire sotto i ponti»
Smette di mangiare anche Maria Genovese, 82 anni: 900 euro di pensione e 710 di affitto
di Marta Rossi

Roma - La signora Maria Genovese ha 82 anni, vive con il marito e l'unico reddito a disposizione è la pensione da 900 euro di lui. Pagano 710 euro di affitto, più il condominio, più il riscaldamento. Abitano in uno degli appartamenti di via dei Colli Portuensi 187 e da ieri, lei con altri tre inquilini e con Paolo Di Vetta dell'Asia Rdb, ha smesso di mangiare. Sciopero della fame, a 82 anni, per tentare di salvare il tetto sopra la testa. «Non ho diritto alla pensione sociale perchè mio marito prende troppo - racconta la signora Genovese - e il Fondo pensioni (proprietario del complesso dei Colli Portuensi 187, ndr) a febbraio del 2007 mi ha dato 60 giorni per andare via o per comprare la casa a 499 mila euro». Da quel febbraio, grazie alla resistenza del comitato degli inquilini (su 67 famiglie, solo venticinque hanno acquistato la casa) ognuno è rimasto a casa sua, ma ogni martedì gli inquilini dei Colli Portuensi vedono arrivare i potenziali acquirenti dei loro appartamenti. Come la signora Genovese, anche Pietro Frollà, 74 anni, da quaranta nella stessa casa, da ieri è in sciopero della fame, così come Marisa Falovo, l'anima del comitato: «Abbiamo ricevuto tanta solidarietà, ma ora servono i fatti. Chiediamo soluzioni, perchè preferiamo morire di fame che sotto i ponti». Racconta Luciano Paletti, inquilino da 31 anni: «Nella mia casa, i due terzi dei riscaldamenti non hanno mai funzionato. Nelle stanze da letto d'inverno ci sono 16 gradi: come se stessi in mezzo alla strada». «Sono famiglie normali - dice Di Vetta - che non hanno caratteristiche da case popolari. Dentro la città il volto dell'emergenza abitativa è cambiato. Chiediamo, con lo sciopero della fame, al Fondo pensioni di sedersi a un tavolo di trattativa, alla Regione di aprire un fondo economico per le famiglie in difficoltà da inserire nella prossima finanziaria. E la nuova amministrazione, che si era già espressa contro Unicredit, ora passi dalle parole ai fatti». «L'amministrazione ha iniziato a prendere contatti - dice Fabrizio Santori, consigliere comunale e delegato dal sindaco ai Colli Portuensi - la nostra posizione non cambia. Chiediamo alla proprietà in modo forte e ragionevole un incontro». Concetto, questo, ribadito anche da Dario Rossin, capogruppo Pdl in Campidoglio: «Continueremo nei nostri sforzi verso la proprietà per individuare soluzioni sostenibili dagli attuali inquilini, garantendo loro il massimo appoggio e la solidarietà del sindaco e dell’amministrazione capitolina». «L’assessore Astorre convochi urgentemente un tavolo di confronto con la proprietà e gli inquilini per trovare soluzioni che garantiscano le famiglie, specie quelle economicamente più svantaggiate», chiede il capogruppo del Prc alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi con il consigliere municipale Massimiliano Ortu. «Il Municipio, da parte sua, dovrà continuare a sollecitare un intervento del Comune di Roma che, con il sindaco Veltroni, si era limitato a scrivere lettere molto poco incisive. Ora incalzeremo Alemanno - prosegue - che aveva annunciato che in caso di vittoria la musica sarebbe cambiata». «Non c'è un filo di umanità - dice Fabio Nobile, segretario romano del Pdci - questa è una vicenda esemplare di come sia emergenza sul terreno abitativo che sul costo della vita». E mentre Maria, Pietro e gli altri inquilini smettono di mangiare, Alemanno annuncia che il «la revisione del Prg di Roma è nei fatti», ma che si andrà «verso un aggiustamento, non verso uno stravolgimento».

Primo incontro in Comune tra Antoniozzi e i movimenti

Il giudizio - "Un incontro molto ampio, nel senso che si sono affrontate tante situazioni, ma che ci ha dato spunti interessanti": questo il giudizio di Paolo Di Vetta, di Asia RdB dopo l'incontro in Campidoglio tra i movimenti di lotta per la casa e l'assessore al patrimonio Alfredo Antoniozzi. "Ci siamo aggiornati al 25 giugno per un nuovo passaggio. Abbiamo capito che vuole affrontare la questione abitativa con alcune novità e tra due settimane sul tavolo ci sarà la delibera 110 e la fotografia dell'emergenza abitativa a Roma, così come discutere delle centralità, altro elemento interessante". Insomma, dopo l'intervento durante l'occupazione delle due torri dell'Eur, Antoniozzi pare stia muovendo bene i primi passi. "Si è preparato per questo incontro - spiega ancora Di Vetta - questo per noi è importante. Ci ha dato l'impressione di avere a cuore la questione delle rendite delle aree. Vuole affrontare la questione dei costruttori per iniziare un ragionamento sull'Agro pontino. Ma su questo siamo stati chiari: non si tocca il verde per costruire quando c'è disponibilità di case sfitte nella città".


11 giugno 2008 - Il Padova

Escluse ferie e maternità, ogni dipendente comunale è mancato dal lavoro in media 2,4 giorni
I "fannulloni"contro Brunetta: "meno di 3 assenze nel 2007"
Pieretti: «Il ministro attacchi i manager strapagati e non screditi chi fa il proprio dovere»
di Silvia Fabbi

Padova - Meno di tre giorni di assenza dal lavoro per i dipendenti del Comune di Padova nel 2007, contro una media nazionale di 11,5 pro capite. Un dato che smentisce le accuse di assenteismo lanciate nelle scorse settimane dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. I lavoratori della pubblica amministrazione padovana non ci stanno a essere etichettati come "fannulloni" e sfoderano cifre che sconfessano l'esponente del Governo (la fonte è l'ufficio del Personale di palazzo Moroni). L'anno scorso i 1.938 lavoratori a tempo indeterminato del Comune hanno totalizzato 4.695 assenze (escluse maternità e ferie): una media pro capite di 2,4 giorni in un anno. Leggermente meno alacri, ma sempre sotto la media nazionale, risultano pure i 442 dipendenti a tempo indeterminato della Provincia: le assenze nello stesso periodo di tempo sono state 3.644 in tutto. Sale a dire una media di 8 giorni di mancanza dall'ufficio per ciascun lavoratore. «Il ministro Brunetta somma alle assenze per malattia certificate anche le altre assenze, che fanno riferimento ai congedi ordinari (ferie) o a permessi retribuiti previsti dalla legge (permessi studio, assistenza a figli o parenti, lutto, matrimonio...)» spiegano le Rsu-RdB della Provincia. Il sindacalista Adl-Cobas Stefano Pieretti consiglia caldamente all'esponente del Governo di «puntare piuttosto il dito contro i manager strapagati del settore, e non contro chi manda avanti il servizio pubblico, gettandovi il discredito invece che incentivarlo: questo è il modo migliore per imboccare la strada della privatizzazione». Secondo Pieretti «tutto si può dire dei dipendenti pubblici padovani, ma certo non che siano fannulloni: prova ne sia il caso del padovano ufficio Anagrafe». Qui un totale di 18 dipendenti deve far fronte ogni anno alle richieste di almeno 70mila utenti, realizzando circa 8mila iscrizioni anagrafiche, 11.292 carte d'identità cartacee, 7.265 pratiche emigrazioni, 8.183 cambi d'indirizzo, 16.810 variazioni anagrafiche, 10.525 eventi di stato civile e altre mansioni ancora (p.e. il lavoro di back office).


11 giugno 2008 - Il Mattino di Padova

GAZEBO DEI COBAS
BRUNETTA NEL MIRINO

Padova - Fannulloni e assenteisti? Per il ministro Brunetta, pronto a far scattare i licenziamenti. La realtà dei dipendenti pubblici è un po’ diversa. L’Associazione difesa lavoratori e RdB hanno allestito ieri mattina un gazebo davanti a palazzo Moroni.
«Ecco i dati ufficiali del Comune per il 2007: 1938 assunti a tempo indeterminato, 149 a tempo determinato, 221 CoCoCo e 13 interinali. Le assenze sono state di 4695 giorni: tradotto vuol dire 2,4 giorni all’anno» scandisce Stefano Pieretti. L’Anagrafe con 18 impiegati regge l’urto di 60-70 mila utenti: 11.292 carte d’identità e 16.810 variazioni anagrafiche.
In Provincia, con 442 dipendenti si sono registrati 3.644 giorni di assenza per malattia. Significa 8 giorni a dipendente, compresi sabati e domeniche. «Brunetta pensi agli assunti con raccomandazione politica, che non servono certo i cittadini».


11 giugno 2008 - L'Unità

Roma. Giovani coppie con figli piccoli, che non riuscendo a pagare il mutuo, si sono ritrovate senza casa...
di Michela Bevere

Roma - Giovani coppie con figli piccoli, che non riuscendo a pagare il mutuo, si sono ritrovate senza casa, e donne anziane, che rimaste vedove non ce la facevano più a pagare l’affitto. Ma anche colf e badanti, provenienti dal Perù e dalle Filippine, con regolare permesso di soggiorno. Sono quasi tutti italiani gli occupanti dell’immobile in via Erminio Spalla 53 nel Municipio XI (Ostiense-Garbatella), che è stato oggetto ieri della seduta del Consiglio municipale, conclusasi con l’approvazione di un odg a firma di tutti i gruppi della maggioranza. Un immobile di otto piani, di proprietà del gruppo dell’immobiliarista romano Giuseppe Statuto, un tempo adibito a uffici e rimasto vuoto dal 2003, dove hanno trovato sistemazione, secondo i primi dati del censimento avviato dal Municipio XI, circa 180 famiglie. «Ci siamo organizzati con sacchi a pelo, in attesa di un alloggio più dignitoso - dice Mimmo del Blocco precario metropolitano - almeno abbiamo un tetto». Il presidente Andrea Catarci rilancia: «Chiediamo al Comune una trattativa con la proprietà per il cambio di destinazione d’uso dell’immobile per la realizzazione di alloggi di edilizia popolare».
Da Garbatella a via dei Colli Portuensi. Per protestare contro la vendita di un immobile, che apparteneva al Fondo pensioni ex Cassa di Risparmio di Trieste, e passato ora all’Unicredit, cinque inquilini hanno cominciato uno sciopero della fame. Il «Comitato inquilini Colli Portuensi 187», che rappresenta le 35 famiglie, che sono in lotta da più di un anno, sostenuti dal sindacato Asia Rdb, per rimanere nei loro appartamenti. Secondo il presidente del Municipio XVI Fabio Bellini, a questo punto, «spetta al Comune e alla Regione istituire un Fondo per dare la possibilità alle fasce più deboli di acquistare a prezzi calmierati».


11 giugno 2008 - L'Opinione

"Se non faccio risultati in un anno, me ne vado"
Brunetta si da l’ultimatum
di Francesco Blasilli

Di tutto si potrà dire del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, tranne che non ci mette la faccia. E così dopo aver promesso la rivoluzione nei ministeri, dopo aver garantito di cambiare la mentalità dei dipendenti, dopo aver minacciato licenziamenti a go-go, adesso si mette lui stesso sotto esame. E si lancia un ultimatum a proposito dei suoi ambiziosi progetti. "Tra un anno darò conto di quello che è successo – ha spiegato - e, se non sarò riuscito a fare nulla, dichiarerò per primo fallimento e me ne andrò". Insomma, il pistolero Brunetta punta la colt contro la sua fronte e da il buon esempio. Il tutto è avvenuto durante la giornata nazionale per l’innovazione, in cui Brunetta ha sottolineato che le sue dimissioni sarebbero la giusta "sanzione del mercato". Insomma, il ministro è convinto delle sue idee. Ed oltre a dare un limite temporale non così lungo per portare a termine il suo complesso lavoro, Brunetta continua nei suoi intenti rivoluzionari. Ad esempio, nella sua mente c’è già l’intenzione di creare una rete di luoghi facilmente accessibili ai cittadini, che consenta di bypassare le inefficienze della Pubblica amministrazione e, ad esempio, di riscuotere la pensione in tabaccheria. "Oltre alla riforma della Pubblica amministrazione - ha annunciato Brunetta - sto lanciando un progetto ancora un po’ caotico e confusionario, quello di Reti amiche. Si tratta di riunire tutte le reti esistenti nel nostro Paese, penso alle Poste, alle tabaccherie, ai Carabinieri, alle farmacie, alle Ferrovie e alle Banche. Luoghi da utilizzare come contenitori di "totem" accessibili ai cittadini e che consentano loro di bypassare la Pubblica amministrazione inefficiente per pagare, ad esempio i contributi Inps o riscuotere la pensione in tabaccheria". Quanto alla riforma del pubblico impiego, Brunetta ha ribadito che "la Pubblica amministrazione è, insieme alle infrastrutture, la palla al piede del sistema Italia: se il nostro Paese cresce dello 0,5% e gli altri di un punto in più la ragione sono proprio i ritardi in questi due settori". Il ministro ha quindi aggiunto di essere convinto che "sotto l’inefficienza della Pubblica amministrazione c’è un giacimento di competitività di almeno il 30% rispetto alla crescita del nostro Paese. È un giacimento ancora tutto da scoprire e la piccola rivoluzione che sto cercando di fare è quella di fare funzionare la Pubblica amministrazione". Ma Brunetta non si ferma più e corre anche in soccorso dei suoi colleghi in difficoltà. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini chiede a questa legislatura "uno sforzo unanime nel far sì che gli stipendi degli insegnanti siano adeguati alla media Ocse", perché "non possiamo ignorare che lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore dopo 15 anni di insegnamento è pari a 27.500 euro lordi annui, tredicesima inclusa. Fosse in Germania, ne guadagnerebbe ventimila in più. In Finlandia sedicimila in più. La media Ocse è superiore a 40 mila euro l’anno". E subito Brunetta risponde, sottolineando che "noi dobbiamo avere gli insegnati più bravi e pagati d’Europa. Attualmente non è così", ma comunque "bisogna aumentare le retribuzioni degli insegnati che sono una risorsa fondamentale del Paese. Bisogna aumentare la loro produttività, le loro competenze e il loro capitale umano".
Intanto trecento lavoratori si sono riuniti ieri in assemblea indetta da RdB-Cub al Tesoro contro il piano industriale e la riforma della contrattazione collettiva proposti dal ministro Renato Brunetta. I lavoratori, riunitisi nel cortile, hanno protestato anche contro il blocco dell’erogazione delle risorse salariali al personale dei ministeri finanziari, il taglio delle strutture periferiche del ministero decise dal precedente ministro. Insomma, qualcuno che non ama Brunetta, esiste ancora.


11 giugno 2008 - L'Unità.it

Taranto, in sciopero l'Arsenale: 2400 a rischio

Sciopero generale all’Arsenale della Marina di Taranto. Incrociano le braccia più della metà dei 2400 lavoratori che temono di perdere il posto. Parliamo della più grande attività produttiva della città, che impiega, tra dipendenti diretti e indiretti, più della stessa Ilva. Ma nei mesi scorsi diverse inchieste hanno svelato che numerosi bacini dove venivano trasportate le navi militari per la manutenzione, non rispettavano le elementari norme di sicurezza. Da qui, il sequestro. L’ultimo quello del bacino Brin, dove stazionava un sommergibile su cui si sarebbe dovuto lavorare. Perso anche quello. E per le migliaia di lavoratori si avvicina sempre di più lo spettro della disoccupazione. Da mesi minacciavano lo sciopero, nella speranza che il ministero della Difesa intervenisse direttamente nella questione. Ma il silenzio delle istituzioni ora li ha fatti decidere, anche perché le ipotesi del nuovo governo sulla privatizzazione del pubblico impiego hanno fatto aumentare le preoccupazioni. Per questo, Cgil, Cisl e Uil «chiedono al nuovo governo e, segnatamente al nuovo ministro della Difesa Ignazio La Russa, che i provvedimenti in atto, di riordino, ristrutturazione e soppressione di Enti e Comandi, ovvero le misure di razionalizzazione della spesa militare, non penalizzino ulteriormente l’attuale modello di difesa nazionale che ha visto, finora, l’Arsenale di Taranto svolgere ruoli chiave quanto imprescindibili». In queste settimane, sul tavolo di La Russa è arrivata anche un’interrogazione: ha come primo firmatario il parlamentare Pd Ludovico Vico, ma è stata poi sottoscritta da una quarantina di esponenti tarantini del Pd e del Pdl. «Malgrado le confortevoli parole del Ministro La Russa – spiega Vico – è importante continuare a sollecitare il Ministero della Difesa affinché acceleri le procedure necessarie per riattivare l’impianto industriale». Insomma, «è urgente che seguano i fatti». La Russa ha risposto all’interrogazione assicurando l’accelerazione dei lavori per la messa a norma, e ha fatto sapere che sono già pronte due navi, la fregata Espero e il cacciatorpediniere de La Penne, da mandare in manutenzione a Taranto. Ma da allora, era il 16 maggio, non si è più saputo nulla. Tra meno di un mese, gli ispettori del Lavoro torneranno a Taranto per verificare se le opere prescritte per la messa in sicurezza dell’Arsenale sono state eseguite: «Noi – ammette con amarezza Luigi Pulpito, sindacalista Rdb/Cub all’Arsenale, tra i primi a far conoscere il problema – non abbiamo visto grandi lavori in corso». Ora, dopo l’interrogazione parlamentare e le numerose mobilitazioni messe in campo, si è finalmente ottenuta una convocazione dal ministro della Difesa che l’8 luglio incontrerà le organizzazioni sindacali di settore. «Siamo cautamente ottimisti – spiega Pulpito – ma aspettiamo di vedere cosa dirà La Russa, ma soprattutto cosa metterà per iscritto. Siamo stanchi delle chiacchiere».


11 giugno 2008 - Italia Sera

Fischi, striscioni e cori contro il sindaco Vigili Civitavecchia, sciopero ad oltranza

Civitavecchia - "Proseguiremo ad oltranza e aspetteremo che il sindaco Moscherini e la delegazione rientrino da Roma, ma è certo che se la situazione non si sblocca il prossimo sit-in lo organizzeremo sotto palazzo Chigi". Ad affermarlo è Eleonora Gorla della segreteria territoriale del Sulpm al termine del sit in, prorogato a oltranza in attesa del rientro del sindaco, Giovanni Moscherini, organizzato in piazzale Guglielmotti davanti all’ingresso di palazzo del Pincio, sede del comune di Civitavecchia, dove ieri mattina a partire dalle 9.30 si è ritrovato quasi tutto il corpo di polizia municipale cittadino, in sciopero proclamato dalle 7.30 alle 20.30, per protestare contro la mancata stabilizzazione da parte dell’amministrazione comunale di 16 vigili urbani assunti con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno prossimo e per denunciare le carenze di personale. Ed ecco la reazione dei manifestanti: fischietti, striscioni con su scritto: "Il marchigiano ci manda via. O bella ciao" (riferito alle origini del sindaco Moscherini), "mejo un morto in casa che un marchigiano ar Pincio" ed infine "siamo stanchi di giocare a guardie e ladri con quest’amministrazione". Poi sagome di vigili urbani con le facce del sindaco, un nonno vigile con tanto di corno e nipote al seguito e tanti cori da stadio che per tutta la mattina hanno intonato: "Vergogna, vergogna. Sindaco mantieni le promesse".
Con i vigili urbani in sit- in e il Sulpm, i segretari di Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Rsu della funzione pubblica. Solidarietà ai vigili in sciopero è stata portata anche dai consiglieri del Prc, Daniele Perello e Roberto Bonomi, dal capogruppo consiliare del Pd, Alessio Gatti, dal consigliere regionale del Prc, Enrico Luciani, dal consigliere dei Verdi, Alessandro Manuedda e non sono mancate le attestazioni da parte dei consiglieri di maggioranza: Sandro Scotti, Udeur e Annita Cecchi di An, Fabrizio Reginella, lista Moscherini. A ricevere una delegazione dei Vigili Urbani in sciopero è stato però il vice sindaco, Gino Vinaccia (Udc) che durante il confronto ha ribadito le posizioni dell’amministrazione comunale spiegando che i 16 precari, il cui contratto scadrà il 30 giugno prossimo non hanno secondo le leggi finanziarie 2007 e 2008 i requisiti (3 anni di servizio) per poter essere assunti e stabilizzati. Ma il corpo di polizia municipale se il 30 giugno perderà queste 16 unità resterà drasticamente sotto organico. Serve fra l’altro un concorso, oltre alla stabilizzazione e alla valorizzazione del personale precario, che aumenti le unità disponibili in servizio. Dicono che è il Governo a dover indicare la via normativa adeguata alla soluzione del problema Civitavecchia.


11 giugno 2008 - Viterbo Oggi

Carenze di organico dei servizi
Prima i servizi e i lavoratori, poi la politica

Viterbo - La Provincia di Viterbo ancora non è ancora riuscita a presentare alle OOSS la proposta di modello organizzativo dei servizi e neanche una fotografia della dotazione organica.
Sono arrabbiati ed alquanto delusi Lino Rocchi e Sergio De Paola delle RdB CUB di Viterbo, l’Amministrazione Provinciale dopo aver presentato un documento in cui risultavano in servizio anche lavoratori pensionati o trasferiti ad altro Ente e del personale è indicato in forza a settori, mentre presta servizio in altri, avendo con ciò dimostrato il caos nell’utilizzo delle risorse umane, da mesi ha promesso di presentare un nuovo prospetto di cui non si vede ancora traccia.
Nel frattempo, dichiara ROCCHI, interi servizi soffrono in carenza di organico e mandano avanti la loro attività grazie a cantieri scuola, cooperative, interinali, Lsu, e in modo molto discutibile giovani in servizio civile.
Viene innanzi tutto da chiedersi, ma è lecito che il servizio civile invece che per l’ampliamento dei servizi sia utilizzato per coprire le carenze di organico e svolga servizi come un normale impiegato? Qualche dubbio di legittimità sorge!
Non contenta di ciò, prosegue De PAOLA, la Provincia ha avviato con indubbio merito, la stabilizzazione dei cantieri scuola e dei Lavoratori socialmente utili ma, con un colpo di genio di qualche Dirigente, intende utilizzare parte di questi lavoratori come uscieri togliendoli ai servizi operativi a cui oggi sono assegnati, per risparmiare sulla spesa dei vigilantes.
È una vergogna, afferma ROCCHI, è spreco di denaro pubblico ricondurre persone, che in dieci anni hanno acquisito professionalità e competenza, al ruolo, per quanto degno di ogni rispetto, di vigilanza delle entrate.
Caro Presidente, termina DE PAOLA, quale rispetto dimostra per i lavoratori già in sofferenza che si vedono privare di colleghi perché è necessario risparmiare sui costi generali e per i cittadini che potenzialmente vedono peggiorare il servizio offerto?
Abbiamo calcolato, per quanto ci risulta, in almeno un milione di euro, le spese non direttamente istituzionali, ( Direttore generale, consulenze, spese di rappresentanza, parco auto, segreterie politiche ecc), crediamo sia ora di dare un taglio a tutto ciò e rispettare cittadini e lavoratori, il loro diritto a servizi efficienti e parimenti il diritto al rispetto del lavoro, almeno, se le vacche sono magre come spesso si afferma!


11 giugno 2008 - Il Gazzettino

MANIFESTAZIONE SINDACALE DI RDB DAVANTI AL COMUNE CON IL "BRUNETTOMETRO"
«Ministro Brunetta, non siamo fannulloni»

Padova - (M.G.) Volevano rispondere al neoministro Brunetta che praticamente ha dato loro dei fannulloni, dichiarando troppe assenze e scarsa produttività. E così che alcuni rappresentanti dei lavoratori aderenti alle Rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego ieri hanno manifestato davanti al Comune con un gazebo molto particolare. Hanno costruito infatti un "brunettometro" ovvero un poster nel quale si valutava secondo il ministro la fannulloneria dei dipendenti comunali. Ebbene da uno a cento hanno dimostrato, dati alla mano che la percentuale di giorni di assenza, escluse maternità e ferie dei quasi 2mila dipendenti comunali è di 2.4 giorni per dipendente. Mentre quella dei 442 dipendenti della Provincia è di 8 giorni. Con Stefano Pieretti sindacalista del Comune c'erano Giuditta Brattini RdB della Provincia, e poi due medici Roberto Marinello e Vincenzo Malatesta perchè il ministro li considera "complici". Pieretti: «Vorrei fare degli esempi. All'Anagrafe ci sono 18 dipendenti che si devono rapportare a 70mila utenti e fanno ogni anno 11.292 carte d'identità, 16.810 variazioni anagrafiche, 7.265 pratiche emigrazioni. L'Ufficio casa con 7 dipendenti ha ricevuto 6.900 utenti. L'ufficio Tributi con 6 dipendenti ha accolto allo sportello 13mila utenti. I messi hanno notificato 75.372 atti. Questa è la nostra produttività. Il ministro vuole togliere dignità al lavoro pubblico invece di essere vicino ai cittadini». «Il ministro Brunetta somma alle malattie tutte le altre assenze - continua Brattini - come i permessi retribuiti e diritti acquisiti. Non accettiamo provocazioni». Intervengono i due medici: «Noi facili certificatori? Non saremmo medici. Tanto è vero che le visite fiscali poi aumentano i giorni... Più che altro riceviamo richieste di certificati di un giorno quando un lavoratore deve farsi una tac e l'azienda non lo capisce e non mette in atto strumenti diversi. O come quando c'è un figlio malato o un genitore da assistere. Noi saremo anzi per l'autocertificazione della malattia nei primi tre giorni». Alla fine della manifestazione sul brunettometro è stata segnata la percentuale di 2.4 su cento ai dipendenti padovani.

Chiusa la vertenza Hub: 2.250 euro a ogni lavoratore

Noale - Si è risolta con una buona uscita da 2.250 euro per ogni lavoratore la vertenza dei 60 licenziamenti della cooperativa Hub. L'accordo è stato raggiunto lunedì sera, dopo lunga ed estenuante trattativa. Dopo 15 giorni, quindi, è stato rimosso il presidio/occupazione dell'impianto Cab Log, all'interno del quale si montavano macchine tosaerba. L'Adl Cobas aveva iniziato La trattativa chiedendo ai vertici di Hub e Cab Log un contributo di 6mila euro a persona. Ovviamente le aziende coinvolte hanno risposto picche, dicendosi però disponibili ad aprire un tavolo. «Il dato più significativo dell'ultimo incontro - osservano i rappresentanti dell'Adl - è stato che un nuovo soggetto, che non avrebbe avuto titolo giuridicamente a partecipare alla trattativa, ovvero Cab Log, era seduto al tavolo per arrivare a trovare una soluzione concordata nell'offerta di mettere a disposizione, oltre ai 500 euro già erogati, 1000 euro erogati a tutti gli occupanti, a prescindere dall'anzianità, più 500 euro per tutti calcolati sull'anzianità». Dopo che la delegazione presente alla trattativa, si è consultata con il presidio, sono stati strappati altri 250 euro e si è giunti alla firma dell'accordo.

Due voli cancellati e uno dirottato a Treviso, questo il risultato della protesta proclamata dal sindacato autonomo Cub Trasporti
Aeroporto, lo sciopero fa flop
Una delegazione è riuscita a consegnare un volantino al ministro della Giustizia, La Russa

Venezia - Un mezzo flop lo sciopero di ieri all'aeroporto: secondo la Cub, il sindacato autonomo che l'aveva organizzato, è colpa delle autorità che hanno ristretto la possibilità di manifestare per motivi di sicurezza, legati all'arrivo del presidente Giorgio Napolitano; secondo Save e le società di handling, invece, semplicemente sono stati pochi i lavoratori che hanno partecipato alla protesta. Pure i disagi per i viaggiatori sono stati contenuti: registrate due cancellazioni in arrivo e in partenza di un volo per Praga (Alitalia insieme alla cecoslovacca OK) e uno per Amsterdam (della Klm); inoltre un volo in arrivo e uno in partenza di Myair, con destinazione Bucarest, è stato dirottato a Treviso e l'ottantina di passeggeri è stata accompagnata nello scalo della Marca con degli autobus. Lo sciopero era stato proclamato per protestare contro una serie di disagi patiti dai lavoratori delle società di servizio a terra per compagnie e passeggeri e dai dipendenti di Save. Un gruppo di manifestanti ieri mattina è riuscito, con il contributo del presidente del Consiglio comunale, Renato Boraso, e del consigliere di An, Raffaele Speranzon, a consegnare un comunicato al ministro della Giustizia, Ignazio La Russa, mentre stava tornando dalla visita all'Arsenale assieme al presidente Napolitano: «All'aeroporto Marco Polo, che nel 2007 ha maturato un utile netto di 50 milioni di euro, si sciopera anche perché ci sono aziende che pretendono che i loro dipendenti portino certificati, esami del sangue e radiografie da fare a proprie spese e al di fuori dell'orario di lavoro».


11 giugno 2008 - Vita.it

Enti di ricerca, nel decreto rifiuti l'accorpamento delle polemiche
Protesta contro la fusione in un'unica agenzia di APAT (Agenzia per l'Ambiente), ICRAM (Istituto per la Ricerca sull'Ambiente Marino) e INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica)
di Silvano Rubino

Una rivoluzione del mondo della ricerca ambientale inserita in un emendamento presentato dal Governo al decreto sull'emergenza rifiuti. Prevede la nascita dell'Irpa (Istituto per la ricerca e la protezione ambientale): l'agenzia descritta nel provvedimento, che acquisisce le funzioni e il personale di tre centri di politica e ricerca sull'ambiente, avrebbe infatti competenze enormi, che vanno dalla tutela del mare, alla sicurezza nucleare. La nuova agenzia dovrebbe nascere dalla fusione dell'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente), l'Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica) e l'Icram (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare). A far discutere è soprattutto il metodo scelto dal Governo per mettere mano a una riforma del genere. Un metodo che ha già suscitato le proteste del mondo ambientalista: "Innanzitutto ci stupisce l'inserimento di questa materia di riordino in un decreto legge non ricorrendo alcuna necessità o urgenza, come prevede la nostra Costituzione", spiega Patrizia Fantilli dell'ufficio legale legislativo del WWF Italia. "Se l'obiettivo di questo emendamento è comunque quello di ottenere un risparmio nella gestione del dicastero Ambiente e un miglioramento delle funzioni di questi 3 enti, il WWF non può che essere d'accordo. In questo caso ci aspettiamo la massima trasparenza verso i cittadini rispetto ai risultati che si vogliono ottenere. E' fondamentale però che ciascuno di questi enti mantenga la propria funzione e specificità visto che si tratta di 2 enti di ricerca (INFS ICRAM) ed uno di controllo (APAT) per non correre il rischio di accorpamento indistinto in cui, soprattutto le funzioni di controllo, siano diluite o indebolite" . 'Mi sembra una riforma poco preparata, fatta con un modo di procedere un po' superficiale - afferma Mario Signorino, dell'associazione Amici della Terra e 'papa'' dell' Apat - non si mette mano a una riforma importante infilandola in un provvedimento specifico come il decreto sull'emergenza rifiuti. Non ne vedo neanche la motivazione, visto che l'Apat e' molto piu' grande delle altre due, ed ha un'articolazione su base regionale mentre le altre sono piu' limitate''. Critica anche Legambiente, secondo cui quello del governo ''e' un atto inaccettabile, un vero e proprio strappo e dimostra l'assoluta mancanza di volonta' del governo di andare alla radice di problemi per risolverli davvero - prosegue il presidente di Legambiente - dimostra inoltre la volonta' di smontare il sistema di controllo ambientale che, seppure con alcune lacune, ha ben funzionato in questi anni''. Piu' possibilista il direttore scientifico dell'Icram Silvio Greco: ''Come ricercatore l'unica cosa che posso dire e' che se quest'azione va nella direzione di potenziare la ricerca, creando un'agenzia molto grande, non possiamo che apprezzare. E' comunque presto per fare valutazioni''. A scendere sul piede di guerra sono i sindacati di base. L'USI-RdB Ricerca indice lo stato di agitazione nei tre Enti, definendo quello del Governo "un colpo di mano". "Tale accorpamento", si legge in una nota, "è stato deliberato senza alcuna consultazione delle organizzazioni sindacali ed inserendo il riordino in un contesto normativo completamente avulso che fa ritenere si tratti solo di un'operazione di risparmio di risorse". L'Usi Rdb "programmerà nei prossimi giorni opportune iniziative atte ad ottenere dal Ministro Prestigiacomo assicurazione sui seguenti temi: finanziamenti complessivi del nuovo ente e sua struttura; piante organiche dimensionate su personale precario e a tempo indeterminato; mantenimento delle norme presenti in Finanziaria sul precariato APAT e predisposizione di norme simili per tutti i precari IRPA; mantenimento in servizio di tutti i precari; salvaguardia e potenziamento della ricerca Istituzionale". Dal canto suo il ministro Stefania Prestigiacomo lancia messaggi rassicuranti: "L'accorpamento di tre enti vigilati dal ministero, di cui uno commissariato, in un unico ente (con un unico Cda) - ha dichiarato il ministro - risponde all'esigenza di riduzione dei componenti dei consigli d' amministrazione, con il conseguimento anche di risparmi in termini di spesa''. Delle tre agenzie la piu' grande e' l'Apat, nata nel 1999, che conta 700 addetti solo nella sede centrale di Roma che coordinano un personale di migliaia di unita' sparse nel territorio, con competenze che vanno dalla tutela dell'ambiente alla difesa del suolo. L'Infs, istituto commissariato dall' allora ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio lo scorso ottobre e fondato nel 1933, ha la propria sede a Ozzano Emilia, in provincia di Bologna, ha un personale di circa 80 unita' e si occupa del settore della conservazione e gestione della fauna selvatica. L'Icram, infine, nata nel 1982, si occupa di ricerche sull'ambiente marino ma anche di gestione di emergenze in mare. Ha la sua sede centrale a Roma e due strutture tecnico-scientifiche decentrate a Palermo e a Chioggia, e un personale complessivo di circa 350 addetti.


11 giugno 2008 - Il Piccolo di Alessandria

Casa di riposo, si riaccende la polemica

Valenza - Le rappresentanze sindacali di base Cub hanno riacceso la polemica sui precari dell’Uspidalì, il cui contratto è in scadenza, inviando una lettera aperta al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale, in cui si lamenta che «l’amministrazione comunale si era impegnata ad una comunicazione puntuale e tempestiva sui processi in atto, impegno disatteso come quello del consiglio comunale aperto». Alla luce di questa considerazione le Rdb Cub invitano i lavoratori a non firmare le lettere di dimissioni. «La mancanza di trasparenza - si legge nel comunicato - si è manifestata tanto nella formulazione del concorso per la stabilizzazione, quanto nell’individuazione dell’agenzia per il lavoro somministrato. Proprio su quest’ultimo punto, dove si gioca il futuro dei precari che non rientrano nei processi di stabilizzazione, avevamo chiesto ampie garanzie ricevendo risposte generiche con determinazioni unilaterali, banalizzando sui tempi ristretti a disposizione». Alla luce di questo atteggiamento, la Rdb Cub ritiene che non si debba firmare nessuna lettera di dimissioni se non in presenza di un accordo scritto che garantisca la continuità del lavoro all’Uspidalì, in previsione della costituzione di una nuova società di gestione. «Abbiamo rivendicato e continuiamo a rivendicare la costituzione di un tavolo di trattativa permanente per l’attuazione di tale impegno che ha rappresentato la premessa indispensabile per corrette relazioni sindacali. Pertanto facciamo appello al senso di responsabilità dei ruoli e delle cariche ricoperte dagli esponenti delle istituzioni affinchè quanto da tempo richiesto venga attivato. In caso contrario - conclude -, nostro malgrado, valuteremo con i lavoratori le iniziative più opportune da intraprendere»


11 giugno 2008 - Corriere di Bologna

Il 5 maggio in via Massarenti era stato investito un 81enne deceduto al Sant'Orsola poche ore dopo l'incidente
«Autista Atc uccise un pedone: aveva fumato erba»
di Alberto Giuffrè

Bologna - Il pm ipotizza l'accusa di omicidio colposo. Lui si difende: solo una canna due giorni prima
Lui assicura di aver fumato una canna soltanto due giorni prima. Spiega che quando il 5 maggio scorso, al volante dell'autobus ha investito, uccidendolo, un signore di 81 anni non era sotto effetto di sostanze stupefacenti. Anche le indagini svolte dalla motorizzazione lo avevano scagionato da ogni colpa. La sua parola però si scontra con gli esiti degli esami tossicologici: non solo l'autista Atc è risultato positivo alla cannabis, ma la sostanza «sarebbe stata assunta in un orario ravvicinato rispetto all'ora dell'incidente, avvenuto poco prima delle 9 in via Massarenti».
Su di lui adesso c'è un fascicolo in procura. L'accusa ipotizzata dal pm Laura Sola è omicidio colposo. Su sollecitazione del magistrato l'Atc, a fine maggio, ha preso un primo provvedimento disciplinare. L'autista è stato «sospeso dal servizio e dalla retribuzione ». A casa, senza stipendio. In attesa che le indagini facciano il loro corso. «L'azienda — racconta l'uomo — mi ha trattato come un tossico. Avevo chiesto di essere spostato in un altro ufficio, anche a metà stipendio. Ma senza una lira come faccio a pagare il mutuo?».
Il pubblico ministero aspetta adesso l'esito della perizia cinematica che dovrà chiarire esattamente la dinamica dell'incidente avvenuto poco più di un mese fa. Per quanto ricostruito fino ad ora, è emerso che la velocità del mezzo, un bus della linea 14 diretto verso la periferia, non era particolarmente elevata. Inoltre l'ottantunenne avrebbe attraversato la strada fuori dalle strisce pedonali, forse passando in mezzo a due auto e sbucando quindi all'improvviso davanti all'autobus che lo ha centrato in pieno.
L'anziano subito dopo il colpo era stato portato nel vicino ospedale Sant'Orsola. Al pronto soccorso era arrivato in condizioni non gravi. Poche ore dopo però è morto a causa del trauma cranico riportato, come confermato successivamente dall'autopsia. Amici e colleghi descrivono l'autista come un «ragazzo tranquillo». Anche dall'azienda confermano che in dodici anni di servizio non ha mai dato alcun problema. Dopo la sospensione però per lui potrebbe arrivare anche il licenziamento. Per Michele Liberatore delle Rdb non ci sono dubbi: «Si vuole punire un capro espiatorio. Un provvedimento come la sospensione è frutto di un clima restrittivo che su certi temi si respira a livello nazionale». E se l'accusa di omicidio colposo dovesse essere confermata? «Penso che bisognerebbe considerare la condotta integerrima del dipendente da quando ha iniziato a lavorare. Quella è la sua vera carta d'identità».


11 giugno 2008 - Bisceglie live

Assunzione definitiva per gli ex Ccr
Accordo siglato tra l'Assessore regionale alla Sanità e i direttori generali delle Asl interessate al ricollocamento
di Salvatore Vernice

Bari - La Asl/Bat con due delibere del maggio scorso riguardanti la pubblicazione delle graduatorie di merito dei candidati del concorso pubblico per l’assunzione di ausiliari socio sanitari, e della stabilizzazione dei precari, ha dato la possibilità ai 44 ex dipendenti delle C.C.R. (Case di Cura Riunite) appartenenti al Nord Barese, fra cui diversi biscegliesi, di essere ricollocati a tempo indeterminato grazie ad una riserva di posti previsti da alcune leggi regionali. «In questi giorni –si legge in una nota della R.d.B. (Rappresentanze sindacali di Base)- la Asl/Bat sta inviando agli ex C.C.R. presenti nelle graduatorie di merito le richieste di documentazione per concludere le procedure di assunzioni previste a luglio. Quindi oggi possiamo dichiarare con certezza che anche la Asl/Bat ha reso pubblica una graduatoria di merito per favorire la ricollocazione per gli ex CCR. Il 28 maggio scorso l’Assessore Regionale alla Sanità Dott. Alberto Tedesco ha convocato i tre Direttori Generali delle Asl interessate nella ricollocazione degli ex CCR per programmare le procedure di assunzione, in quanto nella graduatoria di merito della Asl/Bat riservata agli ex CCR risultano molti ex CCR di Bari già presenti nelle graduatorie di merito della Asl/Ba e del Policlinico e con punteggi superiori agli ex CCR del Nord Barese vista la loro anzianità di servizio. Infatti le cliniche di Bari erano attive dal 1980 mentre la clinica Santa Caterina di Bisceglie è stata operativa dal 1983 e quindi il rischio che quasi tutti gli ex CCR del Nord Barese rimanessero fuori era molto alto. Su questo problema ci preme precisare che noi del Nord Barese non siamo contro i nostri colleghi di Bari, anzi con loro abbiamo condiviso e attuato moltissime iniziative di protesta su molte questioni, ma quella più importante era ed è la ricollocazione di tutti gli ex CCR, compreso i 41 appartenenti al Nord Barese. Per superare questa problematica nell’incontro suddetto è stato deciso che le prime assunzioni verranno effettuate dalla Asl/Ba e il Policlinico entro giugno e a luglio procederà la Asl/Bat». Il rappresentante biscegliese del sindacato RdB-CUB, Sergio Di Liddo, afferma, «dopo una lunghissima e drammatica vertenza che dura da 14 anni trascorsi per lo più per strada organizzando e attuando manifestazioni di protesta, presidi, cortei, occupazioni e blocchi stradali il calvario finalmente è arrivato al capolinea e la situazione economica e sociale degli ex CCR migliorerà visto che eravamo costretti a sopravvivere con l’indennità di mobilità, ovvero con un assegno mensile di 450 euro».


11 giugno 2008 - Strill.it

Lsu-Lpu in agitazione

Riceviamo e pubblichiamo
Dopo la manifestazione del 28 maggio e l’incontro deludente del 3 giugno con l’Ass.re al lavoro Maiolo, i comitati dei lavoratori lsu/lpu si sono riuniti in assemblea presso la sede delle RdB di Reggio Calabria per discutere e decidere azioni di protesta.
Unanime la determinazione a proseguire la mobilitazione perché i lavoratori precari non possono accettare il disimpegno dimostrato dalla regione che, anche di fronte al fallimento e agli obiettivi mancati per le stabilizzazioni nei comuni, non intende riaprire il confronto sulla contrattualizzazione,.
Né si può restare indifferenti di fronte alle dichiarazioni del Governo e al taglio dei fondi per le stabilizzazioni dei lsu/lpu.
Lo scarica barile non può essere più accettato e i lavoratori non intendono fare da bersaglio, né essere strumentalizzati per sostenere dissensi artefatti da chi fino a ieri si è seduto ai tavoli di concertazione, senza produrre risultati reali per sanare questa condizione di precarietà: lavoro nero per lo Stato a tutti gli effetti.
Pertanto il Coordinamento Lsu/Lpu ha deciso di indire lo stato di agitazione permanente.
Nei prossimi giorni, dopo la verifica con le assemblee dei lavoratori sui posti di lavoro, saranno comunicate iniziative e mobilitazioni.
Reggio Calabria, 9.06.08
Coordinamento RdB/ lsu-lpu


11 giugno 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. "Mejo un morto in casa, che un marchigiano ar Pincio"...
di FRANCESCA OGGIANO

Civitavecchia - "Mejo un morto in casa, che un marchigiano ar Pincio". Sagome, fischietti, trombe, cartelloni e slogan al ritmo di: "Sindaco mantieni le promesse". Vanno giù duri gli agenti della polizia municipale riuniti ieri mattina in sit-in davanti al Pincio. Stabili e precari. Tutti in sciopero per un turno: dalle 7,30 alle 20,30. I toni soft appartengono al passato. A quelle trattative che dopo mesi hanno portato a un’unica certezza: lo scadere del contratto il 30 giugno di 16 vigili urbani. Da precari a disoccupati. E di concorso neanche a parlarne. Allora per un giorno la polizia municipale alza la voce.
«Siamo stanchi di giocare a guardie e ladri con questa amministrazione». Lo sciopero? Ha un unico obiettivo: «Assunzione dei precari (16 ndc); progressioni verticali e dotazione di strumentazione idonea a garantire la sicurezza». Ma il sindaco non c’è. «E’ a Roma e rientrerà solo nel pomeriggio». Così a ricevere una piccola delegazione di manifestanti è il vice sindaco Gino Vinaccia che ribadisce le posizioni, peraltro già note, dell’amministrazione. «Dicono che bisogna aspettare l’incontro al ministero dell’Innovazione – spiega Eleonora Gorla della segreteria territoriale Sulpm – e che la Finanziaria non permette di assumere i precari». La protesta prosegue. «Se la situazione non si sblocca – aggiunge Gorla – il prossimo sit-in sarà a palazzo Chigi».
Dai megafoni le voci risuonano ancora più forti e chiedono ai politici di scendere a dare solidarietà. Nel piazzale ci sono i sindacati Sulpm, Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Rsu della funzione pubblica, i consiglieri comunali e regionali di Prc, AeL, Verdi e Pd. E dopo pochi minuti scendono vari esponenti di centrodestra: Annita Cecchi (An), Fabrizio Reginella (lista Moscherini), Sandro Scotti (Udeur) e il forzista Alessio De Sio accompagnato da Fabiana Attig e Alessio Romagnuolo. E’ proprio l’assessore alle Grandi Opere ad accendere la miccia contro Moscherini. «Non sopporto le falsità – afferma – perché stabilizzare i precari è possibile. Se non si fa è solo per mancanza di volontà politica». Un attacco frontale al sindaco delle larghe intese? «La questione vigili urbani la sento mia – replica De Sio – e non mi nascondo. Sapevano che la delibera approvata in giunta sarebbe stata insufficiente a risolvere il problema. Il risultato è sotto gli occhi di tutti – prosegue – con 16 agenti che andranno a casa e un danno per la città in termini di sicurezza, prevenzione e gestione del traffico». Soluzioni possibili? «C’è una direttiva della Funzione Pubblica che vincola i comuni nonostante le aperture della legge finanziaria». Rigidità che può essere però superata ricorrendo a una sentenza della Cassazione che ha aperto una breccia per la stabilizzazione dei precari per tutte quelle pubbliche amministrazioni che motivino su urgenze la necessità di ampliare l’organico. «E di comuni che hanno seguito questo percorso – dice De Sio – ce ne sono un’infinità: Lecce, Roma, Ciampino, Nettuno. Molti stanno già vincendo anche i ricorsi". Forza Italia s’impegnerà in questo senso? «So che in maggioranza ci sono esponenti che non la pensano come il sindaco - conclude De Sio – ma è difficile farli esprimere. Il problema è uno: se si vedono gli altri come servi non c’è spazio per nient’altro. Come i vigili urbani cacciati lunedì scorso dalla delegazione trattante. E questo di sicuro non va bene».

Viterbo. In Provincia, caos organico...

Viterbo - In Provincia, caos organico: pensionati che risultano dipendenti, servizi espletati da interinali, cooperative, addirittura da giovani in servizio civile e che, senza queste figure, non potrebbero essere garantiti. Il sindacato Rdb Cub di Viterbo attacca la giunta Mazzoli, sottolineando come non sia ancora riuscita a «presentare alle organizzazioni sindacali la proposta di modello organizzativo dei servizi, tanto meno una fotografia della dotazione organica». Atti fondamentali, entrambi, per mantenere corrette relazioni industriali.
«La Provincia, dopo aver presentato un documento in cui risultavano in servizio anche lavoratori pensionati o trasferiti ad altro ente, insieme a personale indicato in forza a settori quando è impiegato in altri - scrivono Lino Rocchi e Sergio De Paola - da mesi ha promesso di presentare un nuovo prospetto di cui però non si vede ancora traccia».
Quello che accade, nel frattempo, per i rappresentanti di Rdb Cub è sinonimo di una gestione caotica delle risorse umane. Ovvero? «Interi servizi soffrono in carenza d’organico e mandano avanti la loro attività grazie a cantieri scuola, cooperative, interinali, Lsu (lavoratori socialmente utili) e, in modo molto discutibile, giovani che stanno svolgendo il servizio civile». Aspetto, quest’ultimo, su cui Rocchi e De Paola alzano «dubbi di legittimità».
A indispettire il sindacato, anche la scelta di utilizzare i cantieristi e gli Lsu stabilizzati come uscieri, per risparmiare sulle spese per i vigilantes. «Una vergogna - concludono - utilizzare così figure altamente professionalizzate».


11 giugno 2008 - La Provincia Pavese

Maugeri, è scontro con i dipendenti
Fallita ieri la mediazione del prefetto: disagi in vista per i pazienti

PAVIA - Anche il tentativo di conciliazione di ieri pomeriggio in prefettura è fallito. I sindacati, con il mandato dei lavoratori della fondazione Maugeri raccolto nell’assemblea del mattino, hanno lasciato piazza Italia senza essere accontentati. La dirigenza dell’istituto per la seconda volta consecutiva nel giro di un mese, non ha infatti accolto le loro richieste di anticipare la concessione degli arretrati da settembre a giugno.
E ora i sindacati proclamano uno stato di agitazione a oltranza. Uil, Cgil e Rdb hanno annunciato, dopo la fumata nera in Prefettura, la strategia di protesta: la prossima settimana sarà di passione.
«Su mandato dei lavoratori abbiamo deciso di assumere una serie di iniziative - spiegano -. Si comincerà lunedì prossimo, il 16, con una nuova assemblea del personale del comparto. Sarà nell’atrio principale della clinica dalle 8.30 alle 10.30». E di certa creerà non pochi disagi agli utenti. Seconda mossa: il blocco degli straordinari e della pronta disponibilità in servizio. Si passerà poi ad allestire un presidio permanente davanti alla sede territoriale della Regione Lombardia, in viale Cesare Battisti, e all’occupazione degli uffici amministrativi della fondazione, al Cravino.
I volantini, che in tutte le occasioni di protesta verranno consegnati agli utenti, sono già pronti. Firmati da tutti i sindacati, Cgil, Cisl, Uil e Rdb. Una paginetta in cui si scusano per i disagi arrecati ai cittadini che usufruiscono dei servizi della fondazione Maugeri ma in cui spiegano anche le ragioni della loro protesta. «Dopo 3 anni dalla sua scadenza è stato sottoscritto il contratto nazional di lavoro 2006/2007 - spiegano i sindacati - Il contratto prevede che vengano anche riconosciuti gli arretrati del biennio. Tutte le latre aziende hanno provveduto al pagamento, la Maugeri vuole erogare quanto spetta ai lavoratori a rate. Concedendo il saldo a gennaio 2009. I lavoratori così sono costretti a percepire dopo 4 anni quanto già pattuito, pur avendo dimostrato in questi anni totale disponibilità».(m.g.p.)


11 giugno 2008 - La Repubblica

A causa di una serie di scioperi
Cancellati sessanta voli al Marconi

Bologna - Sono stati una sessantina i voli cancellati, dei circa 150 previsti ieri, all´aeroporto Marconi, bloccato da una serie di scioperi. Alla mobilitazione nazionale dei piloti e degli assistenti di volo di Meridiana, Eurofly (24 ore) e Airone (quattro ore), si sono sommati, infatti, lo sciopero dei lavoratori di Giacchieri indetto da Cgil e Cisl (la Uil si è ritirata la sera precedente) e le iniziative di lotta delle Rdb che hanno invitato ad incrociare le braccia i dipendenti di Sab, Bas, Marconi handling, Giacchieri e Koop service.
Dalle 4 del mattino alle 7, fa sapere il presidio Rdb, i voli cancellati sono stati una decina. Disagi anche per i viaggiatori in partenza per Madrid con il volo Iberia delle ore 7.20. Alcune persone sono rimaste a terra perché non hanno fatto in tempo a completare tutte le procedure d´imbarco, nonostante ciò l´aereo è comunque decollato in ritardo. I tabelloni elettronici in tarda mattinata, tranne rarissime eccezioni (una partenza per Roma, una per Bruxelles, altre due per Lamezia e Dublino nel pomeriggio) hanno riportano una sequela di voli cancellati: 60 circa in tutto il giorno, fanno sapere da Sab. Sei (tre in arrivo, tre in partenza) i collegamenti Meridiana cancellati per lo sciopero di piloti e assistenti di volo.
«Questa è la forza che riusciamo a mettere in campo - rivendica Italo Quartu di Rdb - l´azienda ne deve tenere conto. Ci chiami ai tavoli di trattativa». Lo sciopero dei sindacati di base riguarda, infatti, l´esclusione delle Rdb-trasporti dai tavoli sindacali, avendo Sab riconosciuto solo i sindacati firmatari del contratto collettivo nazionale. Rimangono poi sul tavolo il problema dei lavoratori in appalto, il mancato rinnovo degli integrativi per alcune aziende che operano nello scalo. «Siamo in vendita», dicono i dipendenti di Marconi handling, preoccupati per la decisione di Sab di cercare tramite selezione pubblica un partner industriale per la gestione dell´handler in forte difficoltà economica. Nel pomeriggio la risposta di Sab, che si scusa con i passeggeri, e attacca Rdb: «L´azienda non ha pregiudiziali nei confronti di alcuna sigla. E´ lo statuto a prevedere il riconoscimento solo per chi ha firmato i contratti collettivi di lavoro applicati in azienda. Rdb-Cub non ha queste caratteristiche». Quanto all´avvio della selezione pubblica per un partner industriale che gestisca Marconi Handling, l´azienda precisa «che l´operazione in corso non è una vendita, ma un rafforzamento della società sotto il profilo economico e industriale».
Intanto ieri in giunta Cofferati ha varato l´accordo polifunzionale dell´aeroporto, che lancia il Marconi verso un futuro da 10 milioni di passeggeri e prevede una espansione di 96mila metri quadri «per usi specializzati», con il secondo terminal dei passeggeri, il centro congressi con hotel, negozi e uffici, ma anche un casello autostradale nuovo di zecca per facilitare i collegamenti in auto, in alternativa al People Mover per il quale è fallito il primo bando.


11 giugno 2008 - Il Bologna

Scalo deserto per la coincidenza dello stop di Meridiana, Eurofly, AirOne e di confederali e Rdb
Scioperi, Marconi in ginocchio cancellati più di sessanta voli
Cgil e Cisl contro la Giacchieri: «Assunzioni insufficienti e posizioni lavorative da rivedere»
di Daniele Guido Gessa

Bologna - Nessuno o quasi. Aeroporto semideserto, per tutta la giornata di ieri, causa sciopero. Anzi, causa scioperi: al plurale. Perchè, alla manifestazione nazionale dei piloti e degli assistenti di volo di Meridiana ed Eurofly - per ventiquattro ore - e a quella del personale di Air One - lunga quattro ore - si sono sommati lo sciopero dei lavoratori di Giacchieri, indetto da Cgil e Cisl, e quello dei lavoratori di Sab, Bas, Marconi Handling, Giacchieri e Coop Service, indetto da Rdb Cub Trasporti. Il risultato? Alle 17 non era partito nemmeno un aereo, se non quelli delle fasce protette. Oltre sessanta i voli cancellati. «Ora - spiega Italo Quartu, delle Rappresentanze sindacali di base - chiediamo che la società aeroportuale prenda consapevolezza della nostra esistenza e che ci convochi al tavolo delle trattative contrattuali». La Sab, infatti, ha riconosciuto, finora, solo i sindacati firmatari del contratto collettivo nazionale. «Ma questo sciopero - continua Quartu - testimonia la forza che riusciamo a mettere in campo. L’azienda ne deve tenere conto». Già nella mattinata di ieri erano pochissimi i viaggiatori al Marconi. Alcuni dei quali in fila agli sportelli di Lufthansa e Air France per farsi cambiare il biglietto e cercare di partire con uno dei voli garantiti delle fasce protette. Già dalle quattro alle sette del mattino - ora di inizio della prima fascia protetta, la seconda va dalle 18 alle 21 - i voli cancellati sono stati una decina. Disagi anche per i viaggiatori in partenza per Madrid con il volo Iberia delle 7.20. Molti sono rimasti a terra, perchè non hanno fatto in tempo a completare le procedure di imbarco. Nonostante ciò l’aereo è comunque decollato, anche se in ritardo. I sindacalisti delle Rdb erano presenti nello scalo già dalle quattro del mattino, con un presidio. A metà mattinata i tabelloni elettronici mettevano una certa tristezza. Decine e decine, appunto, i voli cancellati, tranne poche eccezioni: una partenza per Roma, una per Bruxelles, altre due per Lamezia e Dublino nel pomeriggio. Se le Rdb hanno manifestato contro la Sab, Cgil e Cisl si sono invece mobilitate contro la Giacchieri. «I problemi in quell’azienda sono tanti - spiega Lorenzo Mastro,della Filt Cgil - innanzi tutto le assunzioni fatte sono insufficienti ad affrontare nel migliore dei modi il periodo di punta dell’estate. Poi ci sono anche altre questioni - continua - come l’applicazione del contratto, la revisione dei livelli salariali e la stabilizzazione dei lavoratori, che chiedono il full time e non più il part time». Poi, chiaramente, c’è anche il contenzioso con la società aeroportuale. «Alla quale chiediamo - riprende Mastro - l’inserimento di una clausola sociale in vista della vendita della Marconi Handling». Infine, i contratti integrativi, «abbiamo tavoli aperti sia con MH che con Bas». Spaventati anche i lavoratori di Marconi Handling. «Siamo in vendita - dicono, preoccupati per la decisione di Sab di cercare tramite selezione pubblica un partner industriale per la gestione dell’handler, che è in forte difficoltà economica - senza che sia stato avviato un confronto sindacale e senza più garanzie di continuità contrattuale».


11 giugno 2008 - La Nuova Venezia

Sciopero all’aeroporto solo tre voli cancellati

Venezia - I lavoratori dell’aeroporto Marco Polo consegnano le loro rivendicazioni al ministro della Difesa Ignazio La Russa. Ieri lo sciopero dei dipendenti del gestore aeroportuale (Save) e degli handlers (Sav, Gh e Avia Partner) non ha causato disagi sensibili. Infatti, sono stati cancellati solo tre voli ed i ritardi sono stati contenuti. Contento, comunque, del risultato ottenuti Gian Pietro Antonini, responsabile di Cub Trasporti, il sindacato che aveva indetto la mobilitazione. «L’adesione allo sciopero è stata altissima - sostiene il sindacalista - ed è un segnale concreto di quanto i problemi del lavoro aeroportuale siano ancora tanti nodi irrisolti». I lavoratori però hanno avuto anche modo di consegnare un documento con le loro rivendicazioni al ministro della Difesa La Russa. E’ successo quando alle 13.30, il componente del governo Berlusconi è tornato al Marco Polo con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La prima carica dello Stato si è diretta velocemente verso l’aereo, mentre il ministro ha dimostrato una certa disponibilità ai lavoratori, ricevendo dalle loro mani un documento sindacale. Per il resto lo sciopero si è svolto normalmente con un volantinaggio al mattino, che è durato dalle 10.30 alle 12.30. Si tratta di un risultato che i sindacalisti non davano per scontato, perché? «Nei giorni scorsi - afferma il portavoce dei Cub Gian Pietro Antonini - i responsabili della Questura ci avevano detto che avremmo dovuto adottare delle cautele particolari durante lo sciopero, a causa del previsto arrivo di Giorgio Napolitano e Ignazio La Russa. Siamo soddisfatti del fatto che alla fine ci sia stato un ripensamento, perché inizialmente ci avevano prospettato l’impossibilità di realizzare il volantinaggio. Impedire un atto di protesta civile mi sarebbe sembrato davvero eccessivo». (mi.bu.)


11 giugno 2008 - Gazzetta di Reggio, Modena/Nuova Ferrara

AEROPORTO IN TILT
Sciopero al Marconi cancellati 60 voli

BOLOGNA - Sono circa una sessantina i voli cancellati ieri all’aeroporto ‘Marconi’ di Bologna dalle compagnie a causa delle sciopero proclamato dai sindacati per protestare contro la gestione degli appalti all’interno dello scalo.
Lo sciopero è stato proclamato per l’intero giornata dalla Rdb per tutte le società che operano in aeroporto (Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri, Koop Service) e per l’intera giornata anche da Filt-Cgil e Fit Cisl solo per i dipendenti della Giacchieri (società di handling). La protesta riguarda non solo la gestione degli appalti ma anche la scarsità di personale, ed i turni pesanti nello scalo.


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