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Il Sindacato di Base e Indipendente

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11/06/08

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dicono di noi - le notizie
dal 1 al 10 giugno 2008

10 giugno 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. MARCONI DESERTO: 60 VOLI CANCELLATI
PER EFFETTO DEI VARI SCIOPERI; E LAVORATORI MH: SIAMO IN VENDITA

(DIRE) Bologna, 10 giu. - Sono una sessantina i voli cancellati, dei circa 150 previsti per oggi, all'Aeroporto di Bologna, bloccato dall'accavallarsi di una serie di scioperi. Alla mobilitazione nazionale dei piloti e degli assistenti di volo di Meridiana, Eurofly (24 ore) e AriOne (quattro ore), si sono sommati, infatti, lo sciopero dei lavoratori di Giacchieri indetto da Cgil e Cisl (la Uil si e' ritirata nella tarda serata di ieri) e le iniziative di lotta delle Rdb che hanno invitato ad incrociare le braccia i dipendenti di Sab, Bas, Marconi Handling, Giacchieri e Koop Service. Il risultato e' uno scalo semideserto: pochi viaggiatori, alcuni dei quali in fila agli sportelli di Luftansa e Air France per farsi cambiare il biglietto e cercare di partire con un uno dei voli garantiti o nelle fasce protette. Dalle 4 del mattino alle 7 (ora di inizio della prima fascia protetta della giornata, la seconda va dalle 18 alle 21), fanno sapere le Rdb, presente nella zona partenze con un presidio, i voli cancellati sono stati una decina. Disagi anche per i viaggiatori in partenza per Madrid con il volo Iberia delle 7: 20 persone sono rimaste a terra perche' non hanno fatto in tempo a completare tutte le procedure d'imbarco, nonostante cio' l'aereo e' comunque decollato in ritardo. I tabelloni elettronici in tarda mattinata, tranne rarissime eccezioni (una partenza per Roma, una per Bruxelles, altre due per Lamezia e Dublino nel pomeriggio) riportano una sequela di voli cancellati: 60 circa in tutto il giorno, fanno sapere da Sab. Sei (tre in arrivo, tre in partenza) i collegamenti Meridiana cancellati per lo sciopero di piloti e assistenti di volo. "Questa e' la forza che riusciamo a mettere in campo- rivendica Italo Quartu di Rdb- l'azienda ne deve tenere conto. Ci chiami ai tavoli di trattativa". Lo sciopero dei sindacati di base riguarda, infatti, l'esclusione delle Rdb trasporti dai tavoli sindacali, avendo Sab riconosciuto solo i sindacati firmatari del contratto collettivo nazionale. Rimangono poi sul tavolo il problema dei lavoratori in appalto, il mancato rinnovo degli integrativi per alcune aziende che operano nello scalo. "Siamo in vendita", dicono i dipendenti di Marconi Handling, preoccupati per la decisione di Sab di cercare tramite selezione pubblica un partner industriale per la gestione dell'handler in forte difficolta' economica. "Siamo in vendita- dicono- senza che si stato avviato nessun confronto sindacale e senza garanzie di continuita' contrattuale per i lavoratori".

PUBBLICO IMPIEGO/BOLOGNA. PROTESTA IN PIAZZA CONTRO BRUNETTA
ASSEMBLEA ALL'APERTO DELLE RDB E IL 20 GIUGNO CORTEO IN CITTA'

(DIRE) Bologna, 10 giu. - "Brunetta e Sacconi, siete voi i fannulloni". Questo lo striscione con cui questa mattina le Rdb si sono presentate davanti all'ingresso di Palazzo D'Accursio, per svolgere in un luogo simbolico della citta' un'assemblea all'aperto dei dipendenti comunali (ne sono presenti alcune decine, ma la discussione proseguira' nel pomeriggio nei locali Atc di via San Felice). Massimo Betti, numero uno delle Rappresentanze di base, spiega che si tratta di una delle assemblee che il sindacato sta organizzando in tutti i luoghi di lavoro contro la "campagna" del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Gli incontri porteranno ad un corteo in ogni capoluogo di Regione (il 20 giugno) e poi, in autunno, ad uno sciopero generale. Al fianco di Rdb anche altre sigle del sindacalismo di base, come Cobas e Sdl. Le Rdb, in particolare, prendono di mira le affermazioni di Brunetta sui "fannulloni" che caratterizzerebbero gli uffici pubblici. Brunetta punta a "privatizzare tout court tutta la pubblica amministrazione- attacca Betti- e per giustificarlo dal punto di vista culturale e' stata aperta la campagna contro i fannulloni, in maniera molto simile a quella contro i metalmeccanici negli anni '80". Ma nella pubblica amministrazione, spiega Betti, se i fannulloni ci sono "la media e' uguale a quella degli altri settori". E visti i licenziamenti contro gli assenteisti, "gli strumenti per intervenire ci sono gia'". Sotto, per le Rdb, c'e' piuttosto il tentativo di "togliere diritti a questi lavoratori, per equipararli in peggio a quelli di altri settori". A partire da temi delicati come quelli di maternita' e malattia. Il sound system delle Rdb, tra l'altro, diffonde musica e interventi proprio dalla zona dove spesso suonano gli artisti di strada finiti nel mirino dell'assessore comunale alle Attivita' commerciali, Maria Cristina Santandrea. E se anche la musica del sindacato disturbasse i lavori di Palazzo D'Accursio? "Ultimamente Santandrea parla piuttosto a sproposito", e' il commento secco di Betti. "Abbiamo chiesto un incontro sugli orari del commercio- continua- ci aspettiamo che parli li' e dica delle cose di buon senso". Perche' "fino ad oggi- chiude Betti- la serieta' e' mancata".

SANITA'. RDB-CUB: LICENZIATO BATTAGLIA PROBLEMI RESTANO

(DIRE) Roma, 10 giu. - "Dopo un confronto con Berlusconi, il presidente della Regione Lazio, Marrazzo, ha esautorato ieri l'assessore alla Sanita' Battaglia, assumendosi a tempo determinato la delega alla Sanita' per la gestione della fase conclusiva del piano di rientro dal deficit". E' quanto affermano in una nota le Rdb-Cub, che ricordano di avere "da subito fortemente criticato il Piano di rientro che, con il taglio dei posti letto e il blocco delle assunzioni, ha ulteriormente penalizzato i livelli assistenziali di assistenza, eludendo qualsiasi intervento su appalti e convenzioni, veri responsabili del deficit in sanita'". "I risparmi sbandierati nel 2006 e nel 2007, sono derivanti soprattutto dal blocco delle assunzioni, ottenuti con ulteriori sacrifici da parte degli operatori della sanita' costretti a sopperire alle pesanti carenze di organico delle strutture sanitarie", sottolineano le Rdb-Cub. "Le vertenze che abbiamo intrapreso sulla reinternalizzazione dei servizi e la stabilizzazione del personale precario ed esternalizzato- dichiara Stefano Zecchetti del Coordinamento Regionale Rdb/Cub sanita'- hanno disegnato un percorso che vedeva Battaglia principale protagonista nel superamento del precariato in sanita'". "Oggi, con la presa in carico della sanita' da parte del presidente Marrazzo, le previste accelerazioni sul Piano di rientro dal deficit e le ipotetiche politiche di riassetto delle Asl- conclude la nota sindacale- devono necessariamente tener conto delle concordate politiche di stabilizzazione e reinternalizzazione, a garanzia dei livelli di assistenza, a tutela dei lavoratori precari".

AEROPORTO BOLOGNA. SAB SI SCUSA PER I DISAGI E RIBATTE A RDB
LA RICERCA DI UN PARTNER PER MH "NON E' UNA VENDITA"

(DIRE) Bologna, 10 giu. - Sab si scusa con i passeggeri per i disagi causati dagli scioperi che oggi hanno coinvolto l'Aeroporto di Bologna, ma ribatte agli attacchi di Rdb, che oggi ha chiamato alla mobilitazione i dipendenti della societa' di gestione dello scalo, di Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. In particolare spiega le ragioni del mancato coinvolgimento dei sindacati di base nelle trattative sindacali. "L'azienda- si legge in una nota- non ha pregiudiziali nei confronti di alcuna sigla. E', infatti, lo Statuto dei lavoratori a prevedere il riconoscimento solo per le organizzazioni di rappresentanza firmatarie dei contratti collettivi di lavoro applicati in azienda, mentre Rdb-Cub al momento non ha queste caratteristiche". Quanto al piano industriale, oggetto di numerose critiche, Sab ne ribadisce la bonta'. "Le soluzioni individuate- spiega la societa' aeroportuale- sono le uniche in grado di garantire lo sviluppo dello scalo, in una fase in cui la competizione e' sempre piu' serrata e si sta evidenziando un raffreddamento del mercato". In quest'ottica va vista la scelta di puntare sul low cost: non farlo significherebbe "rinunciare alla crescita e perdere cosi' quote di mercato". Quanto all'avvio della selezione pubblica per un partner industriale che gestisca Marconi Handling, l'azienda sottolinea nuovamente "che l'operazione in corso non e' una vendita, ma un rafforzamento della societa' sotto il profilo economico e industriale". Sab, conferma la nota, "cerca un partner che dia piu' qualita' ai servizi offerti ai passeggeri e rilanci le attivita' migliorandone i risultati operativi" e "sta lavorando ad un aumento di capitale pari al 49% del valore di della societa' di handling, totalmente a carico del nuovo partner, per combinare le competenze industriali con la crescita e la salvaguardia dei livelli occupazionali". Confermata, infine la cancellazione di circa 60 voli, tra nazionali e internazionali, a seguito dello sciopero di 24 ore indetto per oggi da Filt-Cgil, Fit-Cisl per i lavoratori della Giacchieri, e da Cub-RdB, per i lavoratori di Sab, MH, Bas, Giacchieri e Koop Service, in concomitanza con lo sciopero nazionale di piloti, assistenti di volo e personale di terra delle compagnie aeree Meridiana, Eurofly e Air One.


10 giugno 2008 - Ansa

P.A.: AL MEF 300 IN ASSEMBLEA RDB-CUB CONTRO PIANO BRUNETTA

(ANSA) - ROMA, 10 GIU - Oltre 300 lavoratori hanno partecipato oggi ad un'assemblea indetta al ministero dell'Economia dalla Rdb Cub per protestare contro il piano industriale per la pubblica amministrazione, il blocco delle risorse salariali e le cancellazioni delle sedi. Al centro degli interventi dei lavoratori, riferisce la Rdb Cub, la contrarieta' al piano industriale e alla riforma della contrattazione collettiva e del lavoro pubblico del ministro Brunetta, e un ''diffuso rifiuto della visone della pubblica amministrazione come una palla al piede''. Tra le altre questioni molto sentite dai lavoratori, il blocco dell'applicazione della legge sulla cosiddetta cartolarizzazione che, dice l'organizzazione, ''impedisce l'erogazione delle risorse salariali al personale dei ministeri finanziari, ed i tagli di strutture periferiche e centrali del Ministero ad opera del precedente Ministro Padoa-Schioppa''.

CASA:COMITATO COLLI PORTUENSI,INQUILINI FANNO SCIOPERO FAME

(ANSA) - ROMA, 10 GIU - Per protestare contro la vendita frazionata dell'immobile di via Colli Portuensi 187, cinque inquilini tra cui due anziani che abitano nello stabile da oltre 40 anni e un sindacalista, hanno cominciato da stamani alle 12 uno sciopero della fame. Lo ha annunciato il «comitato inquilini Colli Portuensi 187» che rappresenta 35 famiglie che sono in lotta da più di un anno, sostenuti dal sindacato degli inquilini AS.IA Rdb, per rimanere nei loro appartamenti che appartenevano al Fondo pensioni ex Cassa di Risparmio di Trieste e sono passati ora - secondo quanto riferisce il comitato - all'Unicredit. «Attraverso una cooperativa, con il sostegno anche del consiglio del municipio - ha detto Cristina Niura una degli inquilini che faranno lo sciopero della fame - avevamo proposto di comprare tutto l'invenduto, con una riduzione del 14,5 per cento, ma questa proposta non è stata accettata. Noi vogliamo acquistare le nostre case in cui paghiamo da anni affitto di 1000 euro, ma non a prezzi speculativi.»

SANITÀ: ASL BAT STABILIZZA 44 EX CCR NEL NORD BARESE

(ANSA) - BISCEGLIE (BARI), 10 GIU - La Asl Bat ha dato la possibilità a 44 ex dipendenti delle 'Case di cura riunitè di Bari (ex Ccr), residenti nel nord barese, di essere ricollocati a tempo indeterminato, grazie ad una riserva di posti prevista da una legge regionale. La Asl ha infatti, con due delibere, dato esecutività alle graduatorie di merito dei candidati del concorso pubblico per l'assunzione di ausiliari socio sanitari e alla stabilizzazione dei precari. A darne notizia è una nota del segretario biscegliese delle Rdb (le rappresentanze sindacali di base) Sergio Di Liddo. «Il rischio che quasi tutti gli ex Ccr del nord barese rimanessero fuori dalle graduatorie - ha detto Di Liddo - era molto alto visto che la clinica 'Santa Caterinà di Bisceglie, dove erano occupati prima della chiusura delle Case di cura riunite, era operativa dal 1983 e non dal 1980 come quelle del capoluogo pugliese».«Dopo una lunghissima e drammatica vertenza, durata 14 anni - aggiunge il rappresentante sindacale - il calvario finalmente è giunto al capolinea e la situazione economico sociale di tutti gli ex ccr migliorerà visto che sopravvivevano con una indennità mensile di mobilità, spesso sospesa, di 450 euro».

SANITÀ:RDB-CUB, LICENZIATO BATTAGLIA, PROBLEMI RESTANO

(ANSA) - ROMA, 10 GIU - Con la presa in carico della sanità da parte del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, dopo la revoca delle deleghe all'assessore Augusto Battaglia, «le previste accelerazioni sul piano di rientro dal deficit e le ipotetiche politiche di riassetto delle Asl, devono necessariamente tener conto delle concordate politiche di stabilizzazione e reinternalizzazione, a garanzia dei livelli di assistenza, a tutela dei lavoratori precari». Ad affermarlo, in una nota, è la Rdb-Cub. La Rdb-Cub «ha da subito fortemente criticato il piano di rientro che, con il taglio dei posti letto e il blocco delle assunzioni, ha ulteriormente penalizzato i livelli assistenziali di assistenza, eludendo qualsiasi intervento su appalti e convenzioni, veri responsabili del deficit in sanità». Per Rdb-Cub «i risparmi sbandierati nel 2006 e nel 2007, sono derivanti soprattutto dal blocco delle assunzioni, ottenuti con ulteriori sacrifici da parte degli operatori della sanità costretti a sopperire alle pesanti carenze di organico delle strutture sanitarie». L'esponente del Coordinamento Regionale Rdb-Cub sanità, Stefano Zecchetti ha sottolineato che «le vertenze che la Rdb-Cub ha intrapreso sulla reinternalizzazione dei servizi e la stabilizzazione del personale precario ed esternalizzato hanno disegnato un percorso che vedeva Battaglia principale protagonista nel superamento del precariato in sanità».

AEROPORTI: SCIOPERO BOLOGNA, CANCELLATI CIRCA 60 VOLI

(ANSA) - BOLOGNA, 10 GIU - Sono circa una sessantina i voli che sono stati cancellati all'aeroporto 'Marconi' di Bologna dalle compagnie a causa delle sciopero proclamato dai sindacati per protestare contro la gestione degli appalti all'interno dello scalo. Alle 7 erano gia' dieci i voli saltati, ma a fine giornata - prevede la Sab, la societa' che gestisce l' aeroporto - saranno almeno 60 i voli che verranno cancellati perche' le compagnie, in previsione dello sciopero, hanno preferito lavorare d'anticipo. Lo sciopero e' stato proclamato per l'intero giornata dalla Rdb per tutte le societa' che operano in aeroporto (Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri, Koop Service) e per l'intera giornata anche da Filt-Cgil e Fit Cisl solo per i dipendenti della Giacchieri (societa' di handling). La protesta riguarda non solo la gestione degli appalti ma anche la scarsita' di personale, ed i turni pesanti nello scalo. A complicare le cose in una giornata gia' difficile c'e' anche lo sciopero di 24 proclamato dai sindacati a livello nazionale per i dipendenti di Meridiana e di quattro ore per AirOne.


10 giugno 2008 - Il Sole 24 Ore Radiocor

TESORO: RDB-CUB, 300 LAVORATORI CONTRO RIFORMA E PIANO BRUNETTA In assemblea

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 giu - Trecento lavoratori si sono riuniti oggi in assemblea indetta da RdB-Cub al Tesoro contro il piano industriale e la riforma della contrattazione collettiva proposti dal ministro Renato Brunetta. I lavoratori, riunitisi nel cortile, hanno protestato anche contro il blocco dell'erogazione delle risorse salariali al personale dei ministeri finanziari, il taglio delle strutture periferiche del ministero decise dal precedente ministro. Una delegazione è stata ricevuta dal Capo del personale Giuseppina Baffi che «si è impegnata a trasmettere al ministro la richiesta»; la delegazione ha chiesto «una urgente convocazione» sulla riforma del Tesoro.


10 giugno 2008 - Omniroma

BATTAGLIA, RDB-CUB: «ORA POLITICHE DI STABILIZZAZIONE»

(OMNIROMA) Roma, 10 giu - «Dopo un confronto con Berlusconi, il presidente della Regione Lazio, Marrazzo, ha esautorato ieri l'assessore alla Sanità Battaglia, assumendosi a tempo determinato la delega alla Sanità per la gestione della fase conclusiva del piano di rientro dal deficit. La Rdb-Cub ha da subito fortemente criticato il piano di rientro che, con il taglio dei posti letto e il blocco delle assunzioni, ha ulteriormente penalizzato i livelli assistenziali di assistenza, eludendo qualsiasi intervento su appalti e convenzioni, veri responsabili del deficit in sanità. I risparmi sbandierati nel 2006 e nel 2007, sono derivanti soprattutto dal blocco delle assunzioni, ottenuti con ulteriori sacrifici da parte degli operatori della sanità costretti a sopperire alle pesanti carenze di organico delle strutture sanitarie». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «Le vertenze che la Rdb-Cub ha intrapreso sulla reinternalizzazione dei servizi e la stabilizzazione del personale precario ed esternalizzato, - dichiara Stefano Zecchetti del Coordinamento Regionale RdB/CUB sanità - hanno disegnato un percorso che vedeva Battaglia principale protagonista nel superamento del precariato in sanità. Oggi, con la presa in carico della sanità da parte del Presidente Marrazzo, le previste accelerazioni sul piano di rientro dal deficit e le ipotetiche politiche di riassetto delle ASL, devono necessariamente tener conto delle concordate politiche di stabilizzazione e reinternalizzazione, a garanzia dei livelli di assistenza, a tutela dei lavoratori precari».

CIVITAVECCHIA, VIGILI IN SCIOPERO: «PROSEGUIREMO A OLTRANZA»

(OMNIROMA) Civitavecchia, 10 giu - «Proseguiremo a oltranza e aspetteremo che il sindaco Moscherini e la delegazione rientrino da Roma, ma è certo che se la situazione non si sblocca il prossimo sit-in lo organizzeremo sotto palazzo Chigi». Ad affermarlo è Eleonora Gorla della segreteria territoriale del Sulpm al termine del sit in, prorogato a oltranza in attesa del rientro del sindaco, Giovanni Moscherini, organizzato in piazzale Guglielmotti davanti all'ingresso di palazzo del Pincio, sede del comune di Civitavecchia, dove questa mattina a partire dalle 9.30 si è ritrovato quasi tutto il corpo di polizia municipale cittadino, in sciopero proclamato dalle 7.30 alle 20.30 di oggi, per protestare contro la mancata stabilizzazione da parte dell'amministrazione comunale di 16 vigili urbani assunti con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno prossimo e per denunciare carenze di personale. Fischietti, striscioni con su scritto: «Il marchigiano ci manda via. O bella ciao» (riferito alle origini del sindaco Moscherini, ndc), «mejo un morto in casa che un marchigiano ar Pincio» e infine «siamo stanchi di giocare a guardie e ladri con questa amministrazione». E poi sagome di vigili urbani con le facce del sindaco, un nonno vigile con tanto di corno e nipote al seguito e tanti cori da stadio che per tutta la mattina hanno intonato: «Vergogna, vergogna. Sindaco mantieni le promesse». Con i vigili urbani in sit- in e il Sulpm i segretari di Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Rsu della funzione pubblica. Solidarietà ai vigili in sciopero è stata portata dai consiglieri del Prc, Daniele Perello e Roberto Bonomi, dal capogruppo consiliare del Pd, Alessio Gatti, dal consigliere regionale del Prc, Enrico Luciani, dal consigliere dei Verdi, Alessandro Manuedda e non sono mancate le attestazioni da parte dei consiglieri di maggioranza: Sandro Scotti, Udeur e Annita Cecchi di An, Fabrizio Reginella, lista Moscherini. A ricevere una delegazione dei Vigili Urbani in sciopero è stato però il vice sindaco, Gino Vinaccia (Udc) che durante il confronto «ha ribadito le posizioni dell'amministrazione comunale - ha spiegato Eleonora Gorla al termine dell'incontro - spiegando che i 16 precari, il cui contratto scadrà il 30 giugno prossimo non hanno secondo le leggi finanziarie 2007 e 2008 i requisiti (3 anni di servizio ndc) per poter essere assunti e stabilizzati. Ma il corpo di polizia municipale se il 30 giugno perderà queste 16 unità resterà drasticamente sotto organico. Serve - conclude la Gorla - fra l'altro un concorso, oltre alla stabilizzazione e alla valorizzazione del personale precario, che aumenti le unità disponibili in servizio. Dicono che è il Governo a dover indicare la via normativa adeguata alla soluzione del problema Civitavecchia». E forse qualche spiraglio potrebbe aprirsi a partire dal tardo pomeriggio al termine dell'incontro già fissato per le 15.30 di oggi dal comune di Civitavecchia con i dirigenti del ministero per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione.


10 giugno 2008 - Agi

AEROPORTI: DOPPIO SCIOPERO AL MARCONI, CANCELLATI 60 VOLI

(AGI) - Bologna, 10 giu. - Una sessantina i voli cancellati, tra nazionali e internazionali: giornata nera per l'Aeroporto Marconi di Bologna, a causa di un doppio sciopero indetto dai sindacati confederali e dalle Rdb contro la gestione degli appalti, che hanno portato alla decisione delle compagnie aeree di annullare il lungo elenco di voli. Ventiquattro ore di agitazione indette da Filt-Cgil e Fit-Cisl per i lavoratori della Giaccheri, e da Cub-Rdb per i lavoratori di Sab, Mh, Bas, Giaccheri e Koop Service, in concomitanza con lo sciopero nazionale di piloti, assistenti di volo e personale di terra delle compagnie aeree Meridiana, Eurofly e Air One. In una nota l'Aeroporto Marconi si scusa con i passeggeri per i disagi e spiega di non avere "pregiudiziali" nei confronti di alcuna sigla sindacale. "E' lo statuto dei lavoratori - sottolinea la nota - a prevedere il riconoscimento solo per le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori firmatari dei contratti collettivi di lavoro applicati in azienda, mentre Rdb-Cub al momento non ha queste caratteristiche". In merito al piano industriale, Sab - la societa' che gestisce l'Aeroporto di Bologna - ribadisce che le soluzioni individuate sono le uniche in grado di garantire lo sviluppo dello scalo, in una fase in cui la competizione e' sempre piu' serrata e si sta evidenziando un raffreddamento del mercato. La scelta di puntare sullo sviluppo del low cost, spiega, "deriva da una attenta analisi del mercato: non puntare su questo settore significa rinunciare alla crescita e perdere cosi' quote di mercato." Sul tema Marconi Handling, la societa' di handling controllata da Sab, l'azienda sottolinea nuovamente che l'operazione in corso non e' una vendita, ma un rafforzamento della societa' sotto il profilo economico e industriale. Sab dice di essere alla ricerca di un partner per rilanciare societa' e servizi. "La societa' di gestione - conclude la nota - sta lavorando ad un aumento di capitale pari al 49% del valore di MH, totalmente a carico del nuovo partner, per combinare le competenze industriali con la crescita e la salvaguardia dei livelli occupazionali".


10 giugno 2008 - Apcom

AEREI/ AL 'MARCONI' BOLOGNA 60 VOLI CANCELLATI PER SCIOPERO
La società ai lavoratori Giacchieri, Sab, Mh, Bas e Koop Service

Bologna, 10 giu. (Apcom) - A seguito dello sciopero di 24 ore indetto per oggi da Filt-Cgil, Fit-Cisl per i lavoratori della Giacchieri, e da Cub-RdB, per i lavoratori di Sab, MH, Bas, Giacchieri e Koop Service, in concomitanza con lo sciopero nazionale di piloti, assistenti di volo e personale di terra delle compagnie aeree Meridiana, Eurofly e Air One, all'Aeroporto "Marconi" di Bologna le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione di una sessantina di voli tra nazionali ed internazionali. La società che gestisce lo scalo, scusandosi con i passeggeri per i disagi, ha inviato per alcune precisazioni. "Per quanto riguarda la richiesta di partecipazione ai tavoli sindacali da parte di Rdb-Cub - si legge in una nota stampa del Marconi - l'azienda, come già dichiarato precedentemente, non ha pregiudiziali nei confronti di alcuna sigla. E' infatti lo statuto dei lavoratori a prevedere il riconoscimento solo per le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori firmatarie dei contratti collettivi di lavoro applicati in azienda, mentre Rdb-Cub al momento non ha queste caratteristiche". In merito al piano industriale, continua la nota "Sab ribadisce che le soluzioni individuate sono le uniche in grado di garantire lo sviluppo dello scalo, in una fase in cui la competizione è sempre più serrata e si sta evidenziando un raffreddamento del mercato. La società precisa che la scelta di puntare sullo sviluppo del low cost deriva da un'attenta analisi del mercato. Non puntare su questo settore significa rinunciare alla crescita e perdere così quote di mercato". Sul tema Marconi Handling, l'azienda sottolinea che "l'operazione in corso non è una vendita, ma un rafforzamento della società sotto il profilo economico e industriale. Sab, infatti, cerca un partner che dia più qualità ai servizi offerti ai passeggeri e rilanci le attività migliorandone i risultati operativi. La società di gestione sta lavorando ad un aumento di capitale pari al 49 per cento del valore di Mh, totalmente a carico del nuovo partner, per combinare le competenze industriali con la crescita e la salvaguardia dei livelli occupazionali".


10 giugno 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 22 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Enea con due anime: Ente di ricerca o Agenzia per l'efficienza energetica?
* I nemici del Paese? I dipendenti pubblici
* Il contratto è bloccato. Usi/RdB: 2 ore di sciopero
* Gli inceneritori sono davvero innocui?
* Cnr, sui concorsi a direttore arriva stop dal Tar del Lazio
* Il Foglietto non diffamò Antonio Calò
* Il capo ufficio stampa finisce in Parlamento
* L'aria di Pechino? Come in Val Padana


10 giugno 2008 - Liberazione

Stabilizzazione a rischio
Isfol, precari sotto la Camera

Roma - Ad un passo dalla stabilizzazione, dopo avere collezionato contratti a termine che vanno da un minimo di 8 a un massimo di 15 anni, 293 ricercatori precari dell'Isfol rischiano di vedere sfumare il loro sogno. Ciò, grazie al Decreto Tremonti, che per finanziare la riduzione dell'Ici si è impossessato dei fondi già stanziati dal precedente governo con l'ultima legge Finanziaria. Rispondendo a un'interrogazione in commissione Lavoro presentata la settimana scorsa dall'ex ministro Cesare Damiano, il governo ha "garantito" che i precari Isfol saranno stabilizzati entro il mese di giugno. Ma loro, i ricercatori, vogliono fatti concreti e per questo ieri mattina sono tornati sotto la Camera a manifestare, tramite un presidio organizzato dal sindacato Usi RdB: «Chiediamo al Governo e al Parlamento Italiano - ribadisce Usi RdB - di ripristinare immediatamente i fondi per la "stabilizzazione" delle attività dell'Istituto e dei suoi lavoratori, anche per non consentire un ulteriore arretramento dei sistemi formativi, del lavoro e del welfare che oggi più che mai necessitano di un investimento nella ricerca pubblica, per una rinnovata competitività del nostro Paese».
L' Isfol in Italia è l'unico caso di ente pubblico di ricerca in materia di formazione, lavoro e welfare. Rappresenta un punto di riferimento autorevole per la Commissione Europea su temi legati allo sviluppo del capitale umano, dell'occupabilità, della qualità della permanenza nel mercato del lavoro e dell'inclusione sociale.


10 giugno 2008 - Il Gazzettino

AEROPORTO
Proclamato lo sciopero dal sindacato autonomo Cub Trasporti.
Disagi in vista per i passeggeri del Marco Polo

Venezia - Sciopero e manifestazione all'aeroporto Marco Polo di Venezia. Proprio per oggi i delegati della Cub Trasporti hanno proclamato la protesta praticamente per i dipendenti di tutto lo scalo: da quelli dei tre handler Sav, Gh e Aviapartner a quelli di Save, la società di gestione del Marco Polo. L'unica differenza è che lo sciopero sarà di 24 ore (dalla notte scorsa a mezzanotte, con il rispetto delle fasce 7-10 e 18-21) per quasi tutti, tranne che per Aviapartner i cui dipendenti si fermeranno solo 4 ore, dalle 10 alle 14. Disagi si preannunciano per i viaggiatori, soprattutto per l'agitazione dei lavoratori delle società di handler che garantiscono i servizi a terra per le compagnie e per i passeggeri: non è possibile sapere quanti saranno i dipendenti che effettivamente aderiranno alla protesta proclamata solo da Cub, ma è facile ipotizzare che, soprattutto per le compagnie servite da Sav e da Gh (per le quali lo sciopero, appunto, è di 24 ore), difficoltà e ritardi si possano verificare. I motivi dello sciopero sono vari e vanno dalle prospettive di rilancio e dal timore per l'occupazione in Sav, ai problemi di organico in Gh, a questioni organizzative per Aviapartner, fino ai carichi di lavoro e alla sicurezza per Save. Alle problematiche si aggiunge anche la protesta contro Gh perché ha richiesto ai dipendenti di farsi una serie di esami (sangue e radiografie) mentre i Cub spiegano che la legge impone alle aziende stesse di far effettuare questi esami affidandosi a medici competenti. L'attrito tra il sindacato e le aziende di handler Sav e Aviapartner, infine, è aumentato negli ultimi giorni perché Cub accusa le due società di comportamento antisindacale per aver chiamato al lavoro più personale del consentito in casi di sciopero.


10 giugno 2008 - Il Bologna

Aeroporto. Rischio di paralisi totale per lo stop di confederali e Rdb
Il Marcono si ferma per 24 ore oggi scioperano tutte le sigle
Al centro della vertenza sempre la gestione degli appalti e le garanzie per il avoratori

Bologna - Non sarà una giornata indolore quella di oggi all’aeroporto Marconi. Praticamente tutti i lavoratori che operano nello scalo sono chiamati dai sindacati a scioperare per l’intera giornata. Uno sciopero di 24 ore è stato proclamato dai sindacati di categoria dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil per i lavoratori della ditta Giacchieri, che ha ereditato dall’ormai tristemente famosa Doro Group l’appalto dei servizi a terra. Un’astensione della stessa durata è stata invece proclamata dal sindacato di base Cub-Rdb per tutti i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Coop Service. "Si bloccherà l’intero aeroporto », prevede il segretario della Filt-Cgil Maurizio Lunghi e anche la Sab, la società che gestisce lo scalo, ieri ha diffuso una nota per informare che «i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti». Al terminal partenze le Rdb hanno anche organizzato un presidio dalle 10 alle 16 al grido di "oggi mi alzo e sciopero". Non si escludono iniziative di mobilitazione anche nella stessa giornata. Sono molti i motivi di malcontento per chi opera al Marconi, al centro della protesta la gestione degli appalti che sono divisi tra le due società di handling. I sindacati Cgil e Uil hanno rotto le trattative con Sab. E stanno vigilando sulla scelta del futuro partner industriale per Marconi Handling, la società per ora interamente controllata da Sab. Il timore è quello che non ci siano le necessarie garanzie per gli occupati. Sulla falsariga di quello che è accaduto ai lavoratori di Doro assunti da Giacchieri che, quando ha assunto, lo ha fatto "chiamando le persone senza guardare alle esigenze dei lavoratori con famiglia o con una forte anzianita' di servizio" ha sintetizzato Lunghi. Per il sindacato di base invece la richiesta è quella di "rinnovare gli integrativi e di arrivare ad un contratto integrativo unico per tutto il personale aeroportuale". Poi c’è l’orario di lavoro per i dipendenti di Bas. Rdb chiede che possano consumare il pasto in un tempo normale senza essere costretti a trangugiare cappuccino e brioche. La Sab ha diffuso un numero di telefono rivolto ai passeggeri per avere informazioni sui voli: si potrà telefonare allo 051/6479615.(GM)


10 giugno 2008 - La Repubblica

Doppio sciopero al Marconi
Confederali e Rdb contro la gestione degli appalti Oggi si fermano i lavoratori. La Sab si scusa per i disagi. Lo scalo rischia la paralisi

Bologna - Il Marconi rischia oggi la paralisi per l´ennesimo sciopero. «I servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti», avverte i passeggeri la Sab, società di gestione dello scalo. Anzi, è sicuro: alcuni voli erano in predicato di essere cancellati già da ieri sera. «Si bloccherà l´intero aeroporto», prevede Maurizio Lunghi, segretario provinciale della Filt-Cgil. In programma c´è uno sciopero di 24 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori di Giacchieri e un altro indetto dalle Rdb per chi opera alle dipendenze di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service.
Per informazioni sui voli è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell´aeroporto, all´indirizzo www. bologna-airport. it. L´iniziativa di lotta parte dalla gestione degli appalti, la carenza di personale, turni e orari pesanti e dopo un´indagine ancora in corso su Doro Group, la società del vecchio appalto. L´ultimo disservizio (non c´entra questa volta il servizio all´aeroporto, ma un guasto all´aereo) è capitato ad un aereo della Air Mediterranee prenotato dalla Unicredit, partito da Siviglia. Circa due ore hanno atteso i bagagli una cinquantina di passeggeri. C´era anche il presidente del gruppo bancario Aristide Canosani. Ci sono state proteste ed è dovuta intervenire (per l´ennesima volta) la Polizia di Frontiera. In quella promossa dalla Cgil, riferisce Lunghi, «è stato votato un ordine del giorno in cui si dice che è necessario avviare ulteriori iniziative» oltre a quelle di domani. «Oggi mi alzo e sciopero», recita invece il volantino preparato dalle Rdb, che domani chiameranno i lavoratori a un presidio dalle 10 alle 16 al terminal partenze. Si rischia la mobilitazione permanente. La situazione resta tesa. La Cgil e la Uil hanno rotto le relazioni con Sab, RdB non l´hanno mai avute.


10 giugno 2008 - La Gazzetta di Reggio, Modena

Scioperi al Marconi, oggi l’aeroporto a rischio paralisi
Sindacati all’attacco sulla gestione degli appalti. In vista altre iniziative di lotta

BOLOGNA - Oggi l’aeroporto di Bologna rischia la paralisi per l’ennesimo sciopero. «I servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti», avverte i passeggeri la società di gestione dello scalo, la Sab. «Si bloccherà l’intero aeroporto», prevede Maurizio Lunghi, segretario provinciale della Filt-Cgil. Del resto, praticamente tutti coloro che operano al Marconi sono chiamati a incrociare le braccia: in programma c’è uno sciopero di 24 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori di Giacchieri e un altro indetto dalle Rdb per chi opera alle dipendenze di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service (cioè per tutte le società attive nello scalo). I vista dei disagi, Sab fa dunque sapere che, per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell’aeroporto, all’indirizzo www.bologna-airport.it. L’iniziativa di lotta, l’ennesima innescata sulla scia dalla lunghissima contesa sulla gestione degli appalti, è stata preparata in due differenti assemblee dei lavoratori. In quella promossa dalla Cgil, riferisce Lunghi, è stato votato un ordine del giorno in cui si dice che è necessario avviare ulteriori iniziative oltre a quelle di oggi. Le Rdb oggi chiameranno i lavoratori a un presidio dalle 10 alle 16 al terminal partenze «dove verranno discusse e decise le azioni da mettere in campo da subito». Insomma, si rischia la mobilitazione permanente. La situazione al Marconi resta tesa. Cgil e Uil hanno rotto le relazioni con Sab e si avvicina la scadenza della scelta del partner industriale di Marconi Handling, la società di handling controllata da Sab. Sindacato e lavoratori temono che le garanzie per gli occupati non siano sufficienti.


10 giugno 2008 - Leggo

Lunedì sciopero Actv

MESTRE - Lunedì sciopero di 24 ore dei conducenti dei bus Actv di Rdb-Cub. Il servizio sarà garantito dalle 6 alle 8,59 e dalle 16,30 alle 19,29.


10 giugno 2008 - La Nuova Venezia

Tessera, protesta rinviata di mezz’ora per l’atterraggio dell’aereo da Roma

MESTRE - Protesta rinviata di mezz’ora per non intralciare l’arrivo al Marco Polo del presidente della Repubblica. Oggi all’aeroporto di Tessera incrociano le braccia i dipendenti di Sav, Gh, e Save aderenti al sindacato Cub Trasporti per l’intera giornata, con il rispetto delle fasce di legge tra le 7 e le 10 del mattino e tra le 18 e le 32. I dipendenti di Aviapartner si fermano invece quattro ore dalle 10 alle 14, con una manifestazione/presidio all’ingresso dell’aerostazione. «Per il concomitante arrivo del presidente Napolitano ci è stato chiesto di rinviare l’avvio della manifestazione di mezz’ora, potremo partire dalle 10.30», spiega Giampietro Antonini del sindacato Cub che ieri ha anche contestato, con una lettera alla commissione di garanzia sugli scioperi, una delle società, la Gh, per l’alto numero di lavoratori precettati e la mancata indicazione dei voli da servire.


10 giugno 2008 - Il Giorno

Vigili e cuoche Rdb sul piede di guerra «Senza indennità niente lavoro»

Monza - I VIGILI sono a un passo dalla sciopero e anche le cuoche comunali e gli ausiliari dei centri socio educativi sono sul piede di guerra. La Rsu, rappresentanza sindacale di base dei dipendenti del Comune, ha aperto lo stato di agitazione dei lavoratori chiedendo al Prefetto di avviare la procedura di conciliazione con l’Amministrazione comunale. Se non si troverà un accordo entro 60 giorni, proclamerà lo sciopero degli agenti della Polizia locale e delle altre categorie interessate. I problemi si trascinano da almeno due anni. Il sindacato di base chiede che ai vigili siano riconosciute le indennità per i servizi extra svolti la domenica. «Quando un agente viene richiamato in servizio per coprire una domenica perché manca personale - spiega Gianni Romano, rappresentante Rsu - viene pagato la metà del normale. Chiediamo invece un riconoscimento dello straordinario». In ritardo anche le soluzioni alle vertenze di cuoche e ausiliari che chiedono il riconoscimento del lavoro durante i centri estivi comunali.(M.Ag.)


10 giugno 2008 - Il Mattino di Padova

Nuove proteste alla Tnt

LIMENA - Riparte lo stato di agitazione dei lavoratori della Tnt di Limena (nella foto), che non hanno trovato le risposte attese negli incontri avuti con il consorzio Corso, da cui dipendono ora. «Dopo un paio di incontri tra le organizzazioni sindacali e Corso per trovare una soluzione dignitosa a una vertenza che dura ormai da un anno, venerdì il consorzio ha inviato una risposta alle richieste formulate dai lavoratori ex Fast Coop presenti a Limena - scrive l’Adl Cobas - Venivano informati che, con la busta paga di maggio, troveranno le differenze retributive relative esclusivamente a quanto dovuto per l’inquadramento del livello». Nessuna risposta invece al documento presentato dai lavoratori nel quale venivano poste tre questioni: il riconoscimento dell’interezza delle differenze di trattamento economico tra quanto percepivano i lavoratori con l’ultima busta paga Fast Coop comprensive di livelli, scatti di anzianità, buoni pasto e malattia. «Chiedevamo inoltre il ripristino di un orario di lavoro uguale per tutti all’interno di Tnt - continua il sindacato - e una rassicurazione sul futuro del magazzino in relazione all’appalto in essere con Corso». Mancando la risposta, i lavoratori hanno deciso di tornare a incrociare le braccia. «Intendono far capire a Tnt che, qualora da parte di Corso non vengano date risposte precise su quanto previsto dall’accordo in Prefettura e sulle prospettive future in materia di orario, il rapporto fiduciario con questo consorzio, già seriamente compromesso, verrà del tutto meno. Invitiamo tutti gli altri lavoratori delle cooperative della logistica e dei trasporti a solidarizzare con questa lotta e ad organizzarsi per conquistare un rapporto di lavoro dignitoso». (cri.s.)


10 giugno 2008 - Tirreno/Trentino/Provincia Pavese/Nuova Venezia, Sardegna, Ferrara/Mattino di Padova/Gazzetta di Reggio, Modena, Mantova/Corriere Alpi/Alto Adige/Centro/Tribuna Treviso

Roma blindata per l’ultima visita di Bush
La protezione assicurata da diecimila agenti. La sinistra scende in piazza
di CARLO ROSSO

ROMA - Mancano ancora poche ma per domani pomeriggio, quando l’Air Force One atterrerà a Ciampino per l’ultima visita in Italia di George W. Bush, Roma sarà blindata: diecimila agenti impiegati nelle strade, tiratori scelti, cani addestrati nel trovare esplosivi, divieto di sorvolo della città.
Una macchina della sicurezza ormai più che sperimentata - fanno notare al Viminale - e messa a punto fin nei minimi particolari dalla precedenti visite fatte da Bush in Italia, anche perché nessuno vuole che si ripeta l’incidente avvenuto l’anno scorso, quando la Cadillac con a bordo il presidente il presidente Usa si fermò all’improvviso per un guasto in pieno centro costringendo gli uomini della scorta a fare i salti mortali. E come l’anno scorso, anche quest’anno è previsto un corteo di protesta contro la sua presenza della capitale. Anche se va detto che difficilmente la protesta potrà assumere le dimensioni del corteo che 12 mesi fa attraversò Roma.
Non si tratta però dell’unica differenza. Rispetto all’anno scorso, quando a Palazzo Chigi sedeva Romano Prodi, questa volta Bush troverà Silvio Berlusconi, che lui considera un amico. Il suo è un viaggio particolare, l’ultimo che fa in Europa da numero uno degli Stati uniti. A Roma, dove arriverà dopo essere stato in Slovenia, il presidente Usa viene anche e soprattutto per trattare alcune delle questioni che più gli stanno a cuore, come il nucleare iraniano e l’Afghanistan. Fitta l’agenda degli incontri. Il giorno dopo il suo arrivo, Bush salirà al Quirinale per un incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per poi recarsi alle 16 a Palazzo Chigi dove lo attende Berlusconi. Venerdì, in Vaticano, l’incontro con Benedetto XVI, restituendo così la visita fatta solo due mesi fa dal pontefice alla casa Bianca.
Per Bush non saranno però solo festeggiamenti. Anche se il presidente Usa difficilmente se ne accorgerà, un corteo contro di lui è stato indetto dal Patto contro la guerra, cartello di cui fanno parte, tra gli altri, Cobas, Rdb, Sinistra critica, rete dei comunisti. Dopo una trattativa con la questura durata due settimane, alla fine è stato raggiunto un accordo sul percorso.
La manifestazione partirà alle 17 da piazza della Repubblica per concludersi in piazza Barberini. «Abbiamo scelto questa piazza come conclusione del corteo perché equidistante tra l’ambasciata americana e Palazzo Chigi», ha spiegato il leader dei Cobas Piero Bernocchi.
Tutto è pronto e studiato nei minimi particolari, compresi una serie di percorsi alternativi per ogni tragitto che il presidente Usa dovrà compiere. La sicurezza personale di Bush è affidata ai Nocs, che affiancheranno la limousine presidenziale con Minivan con a bordo tiratori scelti. Prima che il corteo presidenziale attraversi un quartiere della città, verrà eseguita la bonifica del percorso per sventare eventuali attacchi, mentre verrà attivato una «zona d’ombra», uno speciale meccanismo che metterà temporaneamente fuori uso ogni meccanismo elettronico. E chiusi, anzi blindati, saranno anche i cieli di Roma.


10 giugno 2008 - Corriere di Bologna

Scioperi al Marconi, è rischio paralisi
Tre mobilitazioni in contemporanea. Ma tra i sindacati è tensione
di Federica Vandini

Bologna - Stop di 24 ore per Cgil e Cisl e presidio per le Rdb Nel mirino ancora una volta i servizi di handling La Uil ritira l'adesione
Giornata di passione per i passeggeri del Marconi, inchiodato oggi da un triplo sciopero che abbraccia la totalità dei lavoratori. I settori trasporti di Cgil e Cisl incroceranno le braccia per 24 ore: a livello locale saranno i lavoratori di Giacchieri, la società di handling subentrata a Doro Group, mentre a livello nazionale si fermeranno, con l'adesione della Uil, il personale del gruppo Meridiana e di Airone. A questo si sovrappone dalle 10 alle 16 un presidio delle rappresentanze di base, che raccoglierà i dipendenti di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Coop Service, tutte le società attive nello scalo. I sindacati confederali fanno notare che le assunzioni di Giacchieri del primo giungo, che hanno assorbito 11 dei 32 lavoratori lasciati fuori nel cambio di gestione, sono solo stagionali e comunque insufficienti, e lasciano irrisolte questioni come gli stipendi non pagati ad agosto e settembre. «Non si spiega — obietta Maurizio Lunghi di Filt-Cgil — perché Giacchieri ha assunto senza guardare all'anzianità di servizio ai lavoratori con famiglia».
Le Rdb chiedono anche «un contratto integrativo unico per tutti» e per i dipendenti di Bas, altra società di handling, il «ripristino di un orario decente per consumare un pasto caldo, e non cappuccino e brioches». I lavoratori di Sab invece «sono rimasti gli unici a non avere buoni pasto». Infine, nella lista dei motivi di sciopero non manca l'affaire appalti: «Tante le risposte non date a discapito degli ex Doro », recentemente travolta dalla bufera giudiziaria che ha messo agli arresti cinque indagati nell'inchiesta della procura di Bologna.
Sullo sfondo della guerra delle valigie si dipana anche una polemica all'interno delle sigle confederali (Uiltrasporti ha ritirato la propria adesione ieri sera) e tra queste e le Rdb: «Ogni volta che dichiariamo lo sciopero — fa notare Alessandro Cosenza della Fit-Cisl — loro ci seguono a ruota, come nelle ultime due occasioni, per cercare visibilità».
Dall'altra parte della barricata, Giacchieri ieri ha tentato una mediazione che ha convinto solo Uiltrasporti, mandando alle sigle il verbale del confronto del 14 maggio che stabiliva l'assunzione degli 11 lavoratori: «Un documento non sufficiente e in ritardo — attacca Cosenza — noi andiamo avanti, chiedendo garanzie su orari, ferie, straordinari e arretrati».
Sab altro non può fare se non comunicare il numero per informazioni, 051.6479615, e scusarsi per i disagi. Già lunedì notte 50 passeggeri di un volo Air Mediterranee di ritorno da Siviglia hanno aspettato oltre due ore per riavere i propri bagagli, ritardo che ha scatenato proteste fino all'intervento della polizia aeroportuale.


10 giugno 2008 - Libertà

Roma blindata per l'arrivo di Bush
Il presidente Usa vedrà Napolitano e Berlusconi, poi venerdì sarà dal Papa

ROMA - Domani pomeriggio, quando l'Air Force One atterrerà all'aeroporto di Ciampino per l'ultima visita in Italia di George W. Bush, Roma sarà una città blindata: diecimila agenti impiegati nelle strade, tiratori scelti, cani addestrati nel trovare esplosivi, divieto di sorvolo della città. Una macchina della sicurezza ormai più che sperimentata - fanno notare al Viminale - e messa a punto fin nei minimi particolari dalle precedenti visite fatte da Bush in Italia.
E come l'anno scorso, anche quest'anno è previsto un corteo di protesta contro la sua presenza. Il viaggio di Bush è particolare, l'ultimo che fa in Europa da numero uno degli Stati uniti. A Roma, dove arriverà dopo essere stato in Slovenia, il presidente Usa viene anche e soprattutto per trattare alcune delle questioni che più gli stanno a cuore, come il nucleare iraniano e l'Afghanistan. Fitta l'agenda degli incontri. Il giorno dopo il suo arrivo, Bush salirà al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per poi recarsi alle 16 a Palazzo Chigi dove lo attende il premier Berlusconi. Venerdì, in Vaticano, l'incontro con Benedetto XVI, restituendo così la visita fatta solo due mesi fa dal pontefice alla casa Bianca.
Non mancheranno comunque le proteste: un corteo contro di lui è stato indetto dal Patto contro la guerra, cartello di cui fanno parte, tra gli altri, Cobas, Rdb, Sinistra critica, rete dei comunisti.


10 giugno 2008 - Il Padova

SINDACATI
Riprende l'agitazione alla Tnt di Limena

Limena - Proclamato un nuovo stato di agitazione alla Tnt di Limena. I lavoratori, spiegano i sindacalisti di Rdb-Cub, chiedono un immediato chiarimento a Tnt e consorzio Corso «su quanto previsto dall'accordo siglato in Prefettura e sulle prospettive future in materia di orario».


10 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

Marconi, due ore di attesa per riavere i bagagli
Odissea per 50 passeggeri in arrivo da Siviglia

Bologna - OCCHI fissi sul nastro trasportatore in attesa di veder apparire improvvisamente le proprie valigie. E’ quanto hanno vissuto una cinquantina di passeggeri, fra dipendenti della banca Unicredit e accompagnatori, che la notte scorsa si sono ritrovati a dover aspettare circa due ore all’aeroporto Marconi per riavere i propri bagagli imbarcati su un aereo della Air Mediterranee partito da Siviglia. Dalle 2.40 alle 4.50 di notte a chiedersi quando, da dietro le tende plastificate del serpentone nero sarebbe finalmente uscita la loro valigia. All’origine del disagio, che ha provocato non poche proteste da parte dei passeggeri, ci sarebbe stato un contenitore di bagagli che, caricato a Siviglia sull’Airbus proveniente da Amsterdam, si è incastrato nel portellone impedendone l’apertura. Solo dopo aver ricevuto dalla compagnia aerea l’autorizzazione a tagliare il pallet e forzare il portellone, è stato possibile procedere alla consegna delle valigie. Nel frattempo, però, i passeggeri, lasciati senza alcuna spiegazione, hanno iniziato a protestare con forti grida tanto che, ad un certo punto, sono dovuti intervenire gli agenti della polizia aeroportuale. Ma i disagi, al Marconi, non accennano a finire: per oggi, infatti, è previsto uno sciopero di 24 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori di Giacchieri, e un altro indetto dalle Rdb per chi opera alle dipendenze di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. «Si bloccherà l’intero aeroporto» prevede Maurizio Lunghi. L’iniziativa, l’ennesima innescata sulla scia dalla lunghissima contesta sulla gestione degli appalti, è stata preparata venerdì scorso in due differenti assemblee dei lavoratori. «Le situazione al Marconi resta tesa — spiega Lunghi —. La Cgil e la Uil hanno rotto le relazioni con Sab e ora si avvicina la scadenza della scelta del partner industriale di Marconi Handling, la società di handling controllata da Sab. Ma sindacato e lavoratori temono che le garanzie per gli occupati non siano sufficienti. Inoltre, resta al palo la discussione sull’integrativo di Marconi Handling e non ci si spiega perché Giacchieri, la società di handling subentrata a Doro group, quando ha assunto, lo ha fatto chiamando le persone senza guardare alle esigenze dei lavoratori con famiglia o con una forte anzianità di servizio». E comunque, anche i rinforzi sono giudicati insufficienti. Intanto la Sab si scusa con i passeggeri e, in vista dei disagi, fa sapere che, per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell'aeroporto, all'indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale.(a.s.)


10 giugno 2008 - Il Messaggero Veneto

E domani l’arrivo in una Roma blindata
LA VISITA

ROMA - Quando domani pomeriggio l’Air Force One atterrerà all’aeroporto di Ciampino per l’ultima visita in Italia di George W. Bush, Roma sarà una città blindata: diecimila agenti impiegati nelle strade, tiratori scelti, cani addestrati nel trovare esplosivi, divieto di sorvolo della città. Un macchina della sicurezza ormai più che sperimentata - fanno notare al Viminale - e messa a punto fin nei minimi particolari dalla precedenti visite fatte da Bush in Italia, anche perché nessuno vuole che si ripeta l’incidente avvenuto l’anno scorso, quando la Cadillac con a bordo il presidente il presidente Usa si fermò all’improvviso per un guasto in pieno centro costringendo gli uomini della scorta a fare i salti mortali.
E come l’anno scorso, anche quest’anno è previsto un corteo di protesta contro la sua presenza della capitale. Anche se va detto che difficilmente la protesta potrà assumere le dimensioni del corteo che 12 mesi fa attraversò Roma.
Non si tratta però dell’unica differenza. Rispetto all’anno scorso, quando a palazzo Chigi sedeva Romano Prodi, questa volta Bush troverà Silvio Berlusconi, che lui considera un amico. Il suo è un viaggio particolare, l’ultimo che fa in Europa da numero uno degli Stati uniti. A Roma, dove arriverà dopo essere stato in Slovenia, il presidente Usa viene anche e soprattutto per trattare alcune delle questioni che più gli stanno a cuore, come il nucleare iraniano e l’Afghanistan. Fitta l’agenda degli incontri.
Il giorno dopo il suo arrivo, Bush salirà al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per poi recarsi alle 16 a Palazzo Chigi dove lo attende Berlusconi. Venerdì, in Vaticano, l’incontro con Benedetto XVI, restituendo così la visita fatta solo due mesi fa dal pontefice alla casa Bianca.
Per Bush non saranno però solo festeggiamenti. Anche se il presidente Usa difficilmente se ne accorgerà, un corteo contro di lui è stato indetto dal Patto contro la guerra, cartello di cui fanno parte, tra gli altri, Cobas, Rdb, Sinistra critica, rete dei comunisti. Dopo una trattativa con la questura durata due settimane, alla fine è stato raggiunto un accordo sul percorso. La manifestazione partirà alle 17 da piazza della repubblica per concludersi in piazza Barberini. «Abbiamo scelto questa piazza come conclusione del corteo perché equidistante tra l’ambasciata americana e palazzo Chigi», ha spiegato il leader dei Cobas Piero Bernocchi.
Ieri sera, intanto, un vertice in prefettura è servito per mettere a punto la macchina della sicurezza. Tutto è pronto e studiato nei minimi particolari, compresi una serie di percorsi alternativi per ogni tragitto che il presidente Usa dovrà compiere. La sicurezza personale di Bush è affidata ai Nocs, che affiancheranno la limousine presidenziale con Minivan con a bordo tiratori scelti. Prima che il corteo presidenziale attraversi un quartiere della città, verrà eseguita la bonifica del percorso per sventare eventuali attacchi, mentre verrà attivato una "zona d’ombra", uno speciale meccanismo che metterà temporaneamente fuori uso ogni meccanismo elettronico. E chiusi, anzi blindati, saranno anche i cieli di Roma.(c.r.)


10 giugno 2008 - La Nuova Ferrara

Scioperi al Marconi, oggi l’aeroporto a rischio paralisi
Sindacati all’attacco sulla gestione degli appalti. In vista altre iniziative di lotta

BOLOGNA - Oggi l’aeroporto di Bologna rischia la paralisi per l’ennesimo sciopero. «I servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti», avverte i passeggeri la società di gestione dello scalo, la Sab. «Si bloccherà l’intero aeroporto», prevede Maurizio Lunghi, segretario provinciale della Filt-Cgil. Del resto, praticamente tutti coloro che operano al Marconi sono chiamati a incrociare le braccia: in programma c’è uno sciopero di 24 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori di Giacchieri e un altro indetto dalle Rdb per chi opera alle dipendenze di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service (cioè per tutte le società attive nello scalo). I vista dei disagi, Sab fa dunque sapere che, per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell’aeroporto, all’indirizzo www.bologna-airport.it. L’iniziativa di lotta, l’ennesima innescata sulla scia dalla lunghissima contesa sulla gestione degli appalti, è stata preparata in due differenti assemblee dei lavoratori. In quella promossa dalla Cgil, riferisce Lunghi, è stato votato un ordine del giorno in cui si dice che è necessario avviare ulteriori iniziative oltre a quelle di oggi. Le Rdb oggi chiameranno i lavoratori a un presidio dalle 10 alle 16 al terminal partenze «dove verranno discusse e decise le azioni da mettere in campo da subito». Insomma, si rischia la mobilitazione permanente. La situazione al Marconi resta tesa. Cgil e Uil hanno rotto le relazioni con Sab e si avvicina la scadenza della scelta del partner industriale di Marconi Handling, la società di handling controllata da Sab. Sindacato e lavoratori temono che le garanzie per gli occupati non siano sufficienti.


10 giugno 2008 - Cronaca Qui

Centinaia di manifestanti hanno rivendicato l'assunzione di Andrea Pianeta
Dipendenti fannulloni, Sdl: «Riassumere dipendente licenziato»

MILANO - Ieri pomeriggio un corteo, organizzato dal Coordinamento milanese di Solidarietà "Dalla parte" dei lavoratori ha sfilato da piazza Cordusio a Palazzo Marino. "Alcune centinaia di manifestanti dei Trasporti e rappresentanze di altre categorie - si legge in un comunicato del sindacato Sdl - hanno rivendicato la riassunzione di Andrea Pianeta, lavoratore Atm licenziato per aver denunciato carenze nella sicurezza della Metropolitana, chiesto maggiore sicurezza per i cittadini ed i lavoratori, la libertà di parola dentro e fuori il posto di lavoro". Una delegazione è stata ricevuta dai Consiglieri comunali dell'Opposizione: Granelli (Pd), Merlin (Prc), Landonio (Sinistra Democratica),Rizzati (Pdci), Rizzo (Lista Fo), Baruffi (Verdi) e Moratti (Lista Ferrante). La delegazione, formata da Parascandolo (Coordinamento di Solidarietà), Prati (SdL Intercategoriale), Scirè (Al. Cobas-CUB), Chiodi (CILDI), Pomari (Rete 28 Aprile) e Fremder (FALCRI), "ha chiesto prioritariamente un intervento per la riassunzione di Andrea Pianeta ed esposto unitariamente la necessità di garantire maggiore sicurezza in una Città centro della Regione come Milano, già soggetta ad un forte pendolarismo, che sarà messa ancor più alla prova dal percorso verso l'Expo del 2015". "I Consiglieri comunali hanno ringraziato tutti coloro che sostengono queste cause fondamentali per la vita sociale e civile del Paese, assicurando - prosegue il comunicato - un loro intervento verso la riassunzione del lavoratore licenziato, che vive da tempo in condizioni di tragica necessità umana. Insieme si è convenuto sull'importanza di garantire la libertà di espressione dei lavoratori, dei sindacalisti e dei cittadini, al fine di garantire e poter aumentare i livelli di sicurezza generale".


9 giugno 2008 - Asca

LAVORO: PRECARI ISFOL, FONDI PER STABILIZZAZIONE DIROTTATI ALL'ICI

(ASCA) - Roma, 9 giu - Manifestazione oggi a Roma, davanti a Montecitorio, di 293 precari 'storici' dell'Isfol, l'ente pubblico di ricerca nella formazione, il lavoro e il welfare. Rivendicano la stabilizzazione dei loro posti di lavoro, finanziata dall'ultima legge finanziaria ma finita sotto la mannaia del ministero dell'Economia, a caccia di fondi per coprire il buco di bilancio creato dall'abolizione dell'Ici. ''Il decreto rigetta nel tunnel della precarieta' l'Isfol con tutti i suoi lavoratori'' dicono i rappresentanti dell'Usi-RdB, che chiedono al governo e al parlamento di ripristinare immediatamente i fondi per la stabilizzazione delle attivita' dell'Istituto e dei suoi lavoratori ''anche per non consentire un ulteriore arretramento dei sistemi formativi del lavoro e del welfare che oggi piu' che mai necessitano di un investimento nella ricerca pubblica''.


9 giugno 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. DOPPIO SCIOPERO, DOMANI RISCHIO PARALISI
SAB: SERVIZI FORSE NON GARANTITI; ALTRE INIZIATIVE ALL'ORIZZONTE

(DIRE) Bologna, 9 giu. - Domani l'aeroporto di Bologna rischia la paralisi per l'ennesimo sciopero. "I servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti", avverte i passeggeri la societa' di gestione dello scalo, la Sab. "Si blocchera' l'intero aeroporto", prevede Maurizio Lunghi, segretario provinciale della Filt-Cgil. Del resto, praticamente tutti coloro che operano al Marconi sono chiamati a incrociare le braccia: in programma c'e' uno sciopero di 24 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori di Giacchieri e un altro indetto dalle Rdb per chi opera alle dipendenze di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service (cioe' per tutte le societa' attive nello scalo). I vista dei disagi, Sab fa dunque sapere che, per informazioni sui voli, e' possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell'aeroporto, all'indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Intanto, Sab si scusa fin d'ora "con i passeggeri per i disagi". L'iniziativa di lotta, l'ennesima innescata sulla scia dalla lunghissima contesta sulla gestione degli appalti, e' stata preparata venerdi' scorso in due differenti assemblee dei lavoratori. In quella promossa dalla Cgil, riferisce Lunghi, "e' stato votato un ordine del giorno in cui si dice che e' necessario avviare ulteriori iniziative" oltre a quelle di domani. "Oggi mi alzo e sciopero", recita invece il volantino preparato dalle Rdb che domani chiameranno i lavoratori a un presidio dalle 10 alle 16 al terminal partenze "dove verranno discusse e decise le azioni da mettere in campo da subito". Insomma, si rischia la mobilitazione permanente. Del resto, spiega Lunghi, la situazione al Marconi resta tesa. La Cgil e la Uil hanno rotto le relazioni con Sab e ora si avvicina la scadenza della scelta del partner industriale di Marconi Handling, la societa' di handling controllata da Sab. Ma sindacato e lavoratori temono che le garanzie per gli occupati non siano sufficienti. Inoltre, resta al palo la discussione sull'integrativo di Marconi handling "e non ci si spiega perche' Giacchieri (la societa' di handling subentrata a Doro group, ndr) quando ha assunto, lo ha fatto chiamando le persone senza guardare alle esigenze dei lavoratori con famiglia o con una forte anzianita' di servizio". E comunque, anche i rinforzi sono giudicati insufficienti. Le Rdb chiedono invece "corrette relazioni industriali" dato che "i dirigenti rifiutano il confronto reale con i lavoratori e le istituzioni", battono sul tasto del "rinnovo degli integrativi scaduti" e propongono un "contratto integrativo unico per tutto il personale aeroportuale". Per i dipendenti di Bas, altra societa' di handling, si invoca invece il "ripristino di un orario decente per consumare un pasto caldo e non capuccino e brioches". I dipendenti di Sab, invece, "sono rimasti gli unici a non avere il buono pasto". Infine, gli appalti: "Tante le risposte non date, troppa la superficialita' messa in campo a discapito degli ex lavoratori Doro".

ACT REGGIO. CONSORZIO ORFEO, 22 LICENZIATI E LA CUB INSORGE
SCIOPERO DI 4 ORE DEL GRUPPO IL PROSSIMO VENERDI'

(DIRE) Reggio Emilia, 9 giu. - Bufera nel trasporto pubblico di Reggio Emilia. Il consorzio Orfeo, che gestisce in subappalto alcune linee del servizio, ha deciso di licenziare 22 lavoratori. A denunciare la situazione dei dipendenti delle due ditte associate al consorzio (12 della Seppi autonoleggi e 10 della Sorelle Dc viaggi) e' la Cub trasporti, che ha annunciato uno sciopero di 4 ore per venerdi' 17 giugno. Gli autonomi hanno sollevato il caso di 12 autisti messi in mobilita' senza preavviso, alcuni giorni fa. Si e' concluso negativamente invece l'incontro richiesto dal sindacato il 4 giugno per scongiurare la procedura. La Cub torna quindi a chiedere al presidente della societa' di trasporto pubblico Act, Angelo Malagoli, di riassumere in altre aziende del gruppo i lavoratori licenziati. Inoltre si chiede un contratto che garantisca ai dipendenti dell'intero gruppo medesime condizioni contrattuali ed economiche per superare le disparita' attualmente esistenti.


9 giugno 2008 - Comunicato stampa USI RdB Ricerca

PRECARI USI-RDB RICERCA ISFOL IN PRESIDIO DAVANTI ALLA CAMERA PER RIOTTENERE LO STANZIAMENTO "SCIPPATO" DAL DECRETO ICI ED ESSERE ASSUNTI

I precari dell’Isfol sono riuniti davanti alla Camera dei Deputati riuniti nel presidio organizzato da USI RdB Ricerca per ottenere da parte del parlamento il reintegro dei finanziamenti necessari per la loro assunzione a tempo indeterminato.
Le finanziarie 2007 e 2008 avevano visto sancito il diritto di questi lavoratori alla stabilizzazione. I precari Isfol attendevano solo la definizione della pianta organica e si preparavano a firmare, dopo PIU’ DI ANNI DI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO e varie selezioni concorsuali, i tanti agognati (e meritati) contratti a tempo indeterminato. Invece, il governo nel predisporre la copertura del provvedimento "ICI e Straordinari" ha "rastrellato" i fondi che servono alle loro assunzioni e alla loro stessa sopravvivenza come lavoratori.
L’USI RdB Ricerca ha immediatamente indetto lo stato di mobilitazione e dal 28 maggio i quasi 300 precari hanno proseguito la loro protesta sia all’interno dell’ente che all’esterno.
Oggi i precari dell’Isfol chiedono al parlamento di ripristinare i fondi che proprio il parlamento e il Ministero del Welfare, che vigila l’ente, avevano stanziato per chiudere un’annosa vicenda di precariato pubblico.
Assumere questi lavoratori significa passare rafforzare la ricerca pubblica italiana e passare dalle tante parole spese su questo settore in campagna elettorale a fatti concreti che vanno a tutto vantaggio della collettività.
L’USI RdB Ricerca chiede a tutte le forze politiche di impegnarsi per cancellare il precariato negli Enti di Ricerca dopo anni di blocco delle piante organiche e delle assunzioni. A cominciare dall’Isfol!
Sui temi del precariato e della trattativa bloccata per il contratto nazionale degli Enti di Ricerca Pubblica l’USI-RdB ha indetto lo sciopero di 2 ore per il 20 giugno 2008 ed parteciperà alle manifestazioni indette dal sindacalismo di base lo stesso giorno in tutta Italia.


9 giugno 2008 - La Tribuna di Treviso

LA DENUNCIA
L’Adl: stranieri discriminati e maltrattati

Treviso - L’Associazione a difesa dei lavoratori si schiera con i migranti attaccando governo nazionale e amministrazione locale. «Il governo sta approntando dei provvedimenti che, sotto la patina della cosiddetta sicurezza, in realtà vogliono colpire i diritti dei cittadini e lavoratori migranti, accusandoli di tutti i mali possibili, fomentando odio razziale e xenofobia e ricattando centinaia di migliaia di lavoratori con la minaccia di espulsione». Questo il discorso pronunciato ieri pomeriggio dai rappresentanti di Adl durante il convegno sull’immigrazione organizzato sui bastionhi della mura. «Se a livello nazionale la situazione è grave - hanno poi aggiunto i rappresentanti del’associazione - a Treviso poi si sa che i migranti sono decine di migliaia, lavorano spesso irregolarmente, in nero, nelle case come badanti, nelle pseudo-cooperative come finti soci senza diritti, nell’edilizia senza la minima regola: chi sfrutta non bada al permesso di soggiorno, anzi, se sono irregolari sono ancora più ricattabili». Una denuncia schiettissima che ha preso di mira anche la Questura, «l’Ufficio Stranieri è tra i peggiori d’Italia» e il sistema casa: «Inadeguato alle richieste e alle necessità». «E’ giunto il momento di far valere diritti costituzionali dimenticati» ha poi concluso i rappresentandi dell’Adl.


9 giugno 2008 - Il Resto del Carlino on line

TENSIONE AL MARCONI
I lavoratori incrociano le braccia. Aeroporto a rischio paralisi
Martedì 10 giugno sciopero di 24 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori di Giacchieri e un altro indetto dalle Rdb per chi opera alle dipendenze di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service (cioe' per tutte le societa' attive nello scalo). Per informazioni sui voli, e' possibile telefonare al numero 051-6479615

Bologna, 9 giugno 2008 - Domani l'aeroporto di Bologna rischia la paralisi per l'ennesimo sciopero. "I servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti", avverte i passeggeri la societa' di gestione dello scalo, la Sab. "Si blocchera' l'intero aeroporto", prevede Maurizio Lunghi, segretario provinciale della Filt-Cgil. Del resto, praticamente tutti coloro che operano al Marconi sono chiamati a incrociare le braccia: in programma c'e' uno sciopero di 24 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori di Giacchieri e un altro indetto dalle Rdb per chi opera alle dipendenze di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service (cioe' per tutte le societa' attive nello scalo). I vista dei disagi, Sab fa dunque sapere che, per informazioni sui voli, e' possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell'aeroporto, all'indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Intanto, Sab si scusa fin d'ora "con i passeggeri per i disagi". L'iniziativa di lotta, l'ennesima innescata sulla scia dalla lunghissima contesta sulla gestione degli appalti, e' stata preparata venerdi' scorso in due differenti assemblee dei lavoratori. In quella promossa dalla Cgil, riferisce Lunghi, "e' stato votato un ordine del giorno in cui si dice che e' necessario avviare ulteriori iniziative" oltre a quelle di domani. "Oggi mi alzo e sciopero", recita invece il volantino preparato dalle Rdb che domani chiameranno i lavoratori a un presidio dalle 10 alle 16 al terminal partenze "dove verranno discusse e decise le azioni da mettere in campo da subito". Insomma, si rischia la mobilitazione permanente. Del resto, spiega Lunghi, la situazione al Marconi resta tesa. La Cgil e la Uil hanno rotto le relazioni con Sab e ora si avvicina la scadenza della scelta del partner industriale di Marconi Handling, la societa' di handling controllata da Sab. Ma sindacato e lavoratori temono che le garanzie per gli occupati non siano sufficienti. Inoltre, resta al palo la discussione sull'integrativo di Marconi handling "e non ci si spiega perche' Giacchieri (la societa' di handling subentrata a Doro group, ndr) quando ha assunto, lo ha fatto chiamando le persone senza guardare alle esigenze dei lavoratori con famiglia o con una forte anzianita' di servizio". E comunque, anche i rinforzi sono giudicati insufficienti. Le Rdb chiedono invece "corrette relazioni industriali" dato che "i dirigenti rifiutano il confronto reale con i lavoratori e le istituzioni", battono sul tasto del "rinnovo degli integrativi scaduti" e propongono un "contratto integrativo unico per tutto il personale aeroportuale". Per i dipendenti di Bas, altra societa' di handling, si invoca invece il "ripristino di un orario decente per consumare un pasto caldo e non capuccino e brioches". I dipendenti di Sab, invece, "sono rimasti gli unici a non avere il buono pasto". Infine, gli appalti: "Tante le risposte non date, troppa la superficialita' messa in campo a discapito degli ex lavoratori Doro".


9 giugno 2008 - Guida Viaggi

Bologna: domani i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti
A causa di uno sciopero locale di 24 ore

Bologna - L'Aeroporto di Bologna informa in una nota che, domani, 10 giugno, a causa di uno sciopero locale di 24 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori di Giacchieri e da Cub-RdB per i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service, i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti.
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9 giugno 2008 - Travel Quotidiano

Aeroporto Marconi: sciopero domani 10 giugno

Bologna - Dal front office del Gugliemo Marconi, di Bologna, informano che domani, 10 giugno, a causa di uno sciopero locale di 24 ore proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori di Giacchieri e da CUB-RdB per i lavoratori di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service, i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti.
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8 giugno 2008 - La Stampa

VALENZA. VERTENZA CASA DI RIPOSO
Uspidalì, ora un sindacato riavvia polemica sui precari
"Poca trasparenza degli enti pubblici"
Il sindaco: l’intesa sarà rispettata
di RODOLFO CASTELLARO

VALENZA - Si riaccende la polemica sui precari dell'Uspidalì, il cui contratto è in scadenza. Le rappresentanze sindacali di Base/Cub hanno indirizzato una lettera aperta a sindaco, Giunta, Consiglio comunale e per conoscenza ai lavoratori delle case di riposo, in cui si lamenta poca trasparenza da parte degli amministratori pubblici e si esortano i lavoratori a non firmare le lettere di dimissioni: «Dopo aver più volte sollecitato l'Amministrazione a riprendere concretamente la trattativa sulla vertenza - spiega il responsabile del pubblico impiego, Giovanni Maccarino - non c'è stata una comunicazione puntuale e tempestiva sui processi in atto. E non si è tenuto neppure, il consiglio comunale aperto promesso».
«La mancanza di trasparenza - prosegue il sindacalista - si è manifestata tanto nella formulazione del concorso per la stabilizzazione, quanto nell'individuazione dell'agenzia per il lavoro somministrato. Proprio su quest'ultimo punto, dove si gioca il futuro dei precari che non rientrano nei processi di stabilizzazione, la Rdb Cub aveva chiesto ampie garanzie ricevendo risposte generiche con determinazioni unilaterali, banalizzando sui tempi ristretti a disposizione».
A fronte di questo atteggiamento, l'organizzazione ritiene che non si debba firmare nessuna lettera di dimissioni se non in presenza di un accordo scritto che garantisca la continuità del lavoro all'Uspidalì, in previsione della costituzione di una nuova società di gestione: «Vogliamo un tavolo di trattativa permanente - conclude Maccarino - diversamente, valuteremo con i lavoratori le iniziative più opportune da intraprendere».
Lapidaria la risposta del sindaco Gianni Raselli: «Abbiamo firmato un accordo e ad esso ci stiamo attenendo in modo puntuale».


8 giugno 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Per l’Etruria Trasporti e Mobilità sono giorni in prima linea...

Civitavecchia - Per l’Etruria Trasporti e Mobilità sono giorni in prima linea. Da una parte il bilancio che è stato "improvvisamente" chiuso con una perdita di circa 700.000; dall’altra l’amministrazione comunale che, in qualità di socio unico, e quindi onnipotente, si appresta, nella prossima assemblea dei soci che dovrebbe svolgersi intorno alla metà del mese, a modificare lo statuto. Operazione che, al di là delle formalità, avrà un impatto fortissimo sulla struttura della municipalizzata. Appare infatti scontato che il socio unico deciderà di dismettere le attività che la finanziaria ha definito non consone a una società di trasporto pubblico e quindi Etm dovrà rinunciare sia al servizio turistico che al trasporto olio. Settori sui quali ha fatto un importante investimento finalizzato all’acquisto dei mezzi.
E se il ritorno al solo trasporto pubblico urbano appare un passaggio scontato, secondo le voci che viaggiano al Pincio, la riforma dello statuto potrebbe essere anche l’occasione per rimuovere l’attuale direttore amministrativo, cioè Salvatore Renda, che il consiglio della spa ha nominato direttore mentre era anche presidente.
Ma sull’Etm non c’è solo l’attenzione del Pincio. In via Doria ha infatti bussato nei giorni scorsi anche la Corte dei Conti con una richiesta abbastanza clamorosa e pesante. L’organismo di controllo contabile degli enti pubblici ha infatti avviato un precendimento per danno erariale nei confronti della spa comunale. Secondo alcune indiscrezioni, la Corte avrebbe trovato "qualcosa che non va" per circa due milioni di euro.
Al momento la contestazione è soltanto alle primissime battute e i magistrati contabili hanno chiesto agli amministratori dell’Etm di fornire spiegazioni circa operazioni che appunto si sarebbero trasformate in un consistente danno erariale. Non si sa quanto tempo abbiano i responsabili della municipalizzata per inviare a Roma relazioni e documenti, ma è chiaro che se le motivazioni che partiranno da via Doria non saranno convincenti la Corte dei Conti aprirà le procedure di rito per circostanze del genere: cioè per il recupero delle somme che l’erario avrebbe perso per colpa o responsabilità. In quest’ultimo caso poi non è escluso che possa aprirsi un’appendice di rilevanza penale con la trasmissione degli atti alla procura della Repubblica.
Procura che, come riferito nei giorni scorsi, sta ancora indagando sulla fase costitutiva della stessa Etm e, nello specifico, sulle qualifiche possedute a quei tempi dall’allora presidente Renda. L’indagine nasce da una denuncia presentata proprio dall’ex presidente dell’Etm contro il rappresentante del Cub-Rdb del Comune, Flavio Zeppa. Quest’ultimo sostenne che Renda non aveva i titoli abilitativi e professionali per poter dirigere la municipalizzata dei trasporti e si "beccò" la querela. Il pm, dopo aver ordinato una serie di accertamenti ai carabinieri, ha chiesto al gip l’archiviazione del procedimento contro il sindacalista, ma il gip ha respinto questa richiesta e disposto un ulteriore approfondimento su quella prima fase di vita dell’Etm. In altre parole il gip vuole una risposta chiara sui requisiti abilitativi dell’allora presidente, perché se li aveva la diffamazione di Zeppa è evidente; mentre in caso contrario Zeppa andrà prosciolto e, forse, si dovranno aprire altri procedimenti.


8 giugno 2008 - La Nuova Venezia

Napolitano tende la mano a Zanon
Martedì il presidente consegnerà la medaglia d’oro

Venezia - Sarà un giorno importante il 10 giugno per Massimo Zanon, fratello di Denis, l’operaio morto con Paolo Ferrara lo scorso 18 gennaio a Porto Marghera. In tarda mattinata, infatti, Massimo Zanon verrà ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella sede della Prefettura di Venezia, a Ca’ Corner. Ad annunciarlo è stato lo stesso Massimo, a margine di una cerimonia che si è tenuta ieri nel circolo culturale sardo «Ichnusa» di Mestre, nel corso del quale la presidente del circolo Bruna Lai ha consegnato a Massimo e alla moglie e al figlio di Paolo Ferrara, la signora Maria Violetta Voltan e Tommaso, un contributo. «Da quello che mi è stato comunicato», ha spiegato Massimo Zanon, «incontrerò il Presidente Napolitano a Venezia, non so ancora l’ora precisa ma in quella occasione mi consegneranno la medaglia d’oro al merito civile assegnata alla memoria di mio fratello». Una notizia, questa, che arriva al termine di una settimana ricca di polemiche, con la Cgil regionale che aveva rivendicato la primogenitura della richiesta della medaglia d’oro, avanzata dal segretario generale Guglielmo Epifani lo scorso 31 gennaio, pochi giorni dopo il grande corteo operaio di Mestre. Per quanto riguarda la cerimonia di ieri, oltre ai familiari di Denis Zanon e Paolo Ferrara e ai soci del circolo culturale sardo di via Bellini c’era anche Silvia Spignesi, vicepresidente del consiglio comunale originaria della Sardegna. «Denis e Paolo sono due vittime del nostro tempo», ha detto Bruna Lai, «dove tutto deve essere in fretta, con la velocità che va a discapito della sicurezza».
Al Marco Polo. Intanto l’arrivo del presidente Napolitano per la festa della Marina Militare complica lo sciopero all’aeroporto proclamato proprio per martedì dal sindacato Rdb Cub. La questura infatti vuole porre dei limiti, impedendo probabilmente il presidio con volantinaggio. Da qui la protesta del sindacato che manifesta per una serie di problemi per i lavoratori di Save, Sav, Gh e Avia Partner.(m.t.;mi.bu.)


8 giugno 2008 - La Nuova Ferrara

Il buco 2007 si avvia verso 2,4 milioni, i sindacati chiedono chiarezza ai soci
«No a nuovi oneri per Acft»
Dall’Acqua: conti a nudo per le nozze con Atc

Ferrara - Il deficit 2007 dell’Acft viaggia verso i 2,4 milioni di euro dopo la scelta dei soci, Comune e Provincia, d’imputare alla società di via Trenti e non all’Agenzia della mobilità i costi dell’aumento esponenziale del prezzo del gasolio e dei chilometri percorsi dai bus dai capolinea ai depositi. Nell’assemblea di fine giugno, però, non sono previste azioni straordinarie sul capitale.
Niente ricapitalizzazione o abbattimento con possibile liquidazione, insomma. «Pensiamo non sarà necessario» conferma il presidente della Provincia, Giorgio Dall’Acqua, specificando che «i conteggi non sono ancora definitivi, è chiaro che siamo impegnati ad approvare un bilancio "reale", nel senso che non possono esserci margini d’incertezza in rapporto ai conti dell’Agenzia. Ce lo impone il confronto aperto con Bologna per la fusione con Atc». Di qui la scelta netta sulle poste oggetto di contenzioso tra le due società, sicuramente "aiutata" anche dal fatto che in caso di fusione entro il 31 dicembre 2008, il maxi-passivo portato da Acft garantirebbe vantaggi fiscali rilevanti: si parla di 1,5 milioni di euro ad esercizio. E’ chiaro, però, che i margini d’incertezza sui tempi della fusione (se non la si fa entro l’anno resterà il "buco" da ripianare con soldi freschi) provoca nervosismi ormai scoperti all’interno dell’azienda. I sindacati si fanno interpreti di quelle dei lavoratori: «Non vorremmo che le incomprensioni tra Ami e Acft ricadano su di noi» sottolinea ad esempio Andrea Masiero (Cgil trasporti), mentre Angelo Centonze (Faisa) ammette di «non aver capito bene cosa significhi questa "armonizzazione" tra i due bilanci, i soci facciano chiarezza in proposito». E di certo anche il management aziendale non sorride all’idea di firmare un bilancio così al di fuori dei binari del piano di rientro, che fissava in -900mila euro l’obiettivo dell’anno scorso.
Sul fronte sindacale aziendale, le Rdb Cub hanno ottenuto un primo riconoscimento da parte della dirigenza, che metterà a disposizione degli autonomi un albo. La controversia relativa all’avvio delle procedure per eleggere le Rsu, tuttavia, continua: la lista Rdb ha già raccolto 34 firme.(s.c.)


8 giugno 2008 - La Nazione

Pontedera. LA FLAICA Uniti-Cub ha revocato lo sciopero...

Pontedera - LA FLAICA Uniti-Cub ha revocato lo sciopero nazionale delle imprese pubbliche di igiene ambientale indetto per domani, lunedì 9 giugno, posticipandolo a venerdì 20 giugno prossimo. Sono scongiurati, dunque, per il momento, i disagi agli utenti del servizio con la speranza che nel frattempo vengano riprese le trattative interrotte.


7 giugno 2008 - Adnkronos

LAVORO: PALERMO, SINDACATI IN PIAZZA MERCOLEDI' PER STABILIZZAZIONE LSU A 36 ORE

Palermo, 7 giu. - (Adnkronos) - Sindacati in piazza mercoledi' prossimo a Palermo per chiedere la stabilizzazione a 36 ore settimanali dei precari del Comune. La manifestazione indetta da Ugl, Cgil, Cisl, Uil, Rdb, Alba, Cisal e Csa arriva dopo il decreto firmato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che da' mandato al ministro dell'Economia Giulio Tremonti di reintegrare i 55 milioni di euro per la stabilizzazione degli Lsu, fondi in precedenza tagliati per coprire la manovra sull'Ici. Le organizzazioni sindacali ritengono necessario l'incremento a 90 milioni di euro dell'attuale finanziamento per procedere a una stabilizzazione a 36 ore settimanali. Le parti sociali chiedono all'Amministrazione comunale e al Consiglio comunale di unirsi a loro nella "richiesta di finanziamento al Governo del maggiore onere previsto per la stabilizzazione a 36 ore, in occasione della prima manovra correttiva prevista per giugno. Per sensibilizzare il sindaco, che fino a oggi sembra aver sottovalutato l'allarme sociale gia' presente in citta', ad incontrare nel piu' breve tempo possibile tutte le Organizzazioni sindacali - dicono in una nota - concordemente e all'unanimita', e' stato deciso di procedere ad una manifestazione, mercoledi' prossimo, con partenza alle 9 da piazza Croci fino a piazza Pretoria".


7 giugno 2008 - Dire

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI SABATO 7 GIUGNO

(DIRE) Bologna, 7 giu. - Questi gli appuntamenti a Bologna e provincia:
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10.00- Bologna (Club 22/via Pirandello 3)- Convegno sul sindacalismo indipendente in Italia, confronto tra Rdb-Cub, Fiom e movimenti sindacali e sociali, promosso dall'associazione marxista "Politica e Classe".
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7 giugno 2008 - Il Gazzettino

«La palla al piede è la classe politica»

Rovigo - Manifestano con la palla al piede davanti alla Gran Guardia. Per protestare contro le dichiarazioni del ministro Renato Brunetta - "La pubblica amministrazione è una palla al piede". Così, mentre Cisl e Uil presentavano la piattaforma che insieme alla Cgil proporranno al governo anche in materia di riforma della struttura della contrattazione, fuori invece i delegati delle Rdb Cub hanno manifestato indossando, oltre ai cartelli, anche catene e palla al piede (ovviamente di plastica). «L'accusa di essere "fannulloni" da parte di Brunetta - hanno spiegato - rischia di trovare terreno fertile in un'opinione pubblica che è sostanzialmente ignara dei veri problemi che affliggono la Pubblica amministrazione». «Noi tutti che lavoriamo nel pubblico impiego sappiamo benissimo che sono tante le cose che non vanno: sappiamo come vengono sperperati i soldi nelle consulenze, negli appalti, attraverso l'introduzione di lavoro precario. Conosciamo la logica di clientela che governa le promozioni dei dirigenti, la spartizione dei posti, le nomine compiacenti in ossequio allo spoil system». Mentre, "i lavoratori delle qualifiche più basse sono tra quelli che vengono definiti i nuovi poveri". La "palla al piede" allora è "l'intera classe politica.. Le Rdb parteciperanno il 20 giugno al presidio indetto a Palazzo Vidoni e a Palazzo Chigi.


7 giugno 2008 - La Nuova Venezia

TRASPORTO PUBBLICO
Actv, nuovi scioperi. Panettoni: «Sul contratto si può trattare»

Mestre - Nel giorno in cui anche Rdb-Cub proclama un nuovo sciopero dei bus a Mestre, arriva l’apertura del presidente di Actv, Marcello Panettoni. «Possiamo trattare sul rinnovo del contratto di lavoro». Il settore trasporti è in subbuglio. Il 16 giugno a rischio sono i bus di Mestre e dell’extraurbano per lo sciopero di Rdb Cub. E il 7 luglio c’è lo sciopero nazionale per il rinnovo del contratto di lavoro. Proprio di contrattazione si è parlato ieri al Laurentianum di piazza Ferretto nel dibattito voluto dal circolo Mobilità e trasporti del Pd. Presente il presidente di Actv e di Asstra, Marcello Panettoni, l’assessore comunale Enrico Mingardi, i parlamentari Paolo Nerozzi e Pierpaolo Baretta e il responsabile del settore trasporti del Pd veneto, Valter Vanni. Incalzato da Valter Novembrini, della Cgil trasporti e da alcuni giovani dipendenti stufi di esser pagati male rispetto ai colleghi anziani, Panettoni annuncia. «Il sindacato ci presenti una proposta di rinnovo del contratto e in quindici giorni possiamo aprire il tavolo della trattativa». L’accordo, continua Panettoni, dovrà tener conto del confronto tra governo e sindacati sulla concertazione (con la revisione dell’intesa del luglio 1993) e del lavoro dello Cnel, avviato dall’ex ministro Damiano, per un contratto unico dei lavoratori della mobilità terrestre, che comprenda bus e treni. Un percorso utile alle aziende venete che attendono che la giunta Galan «si decida a bandire una buona volta la gara per il trasporto pubblico integrato». Sullo sfondo resta l’allarme risorse. Il vertiginoso aumento dei costi del petrolio fa aumentare gli utenti del trasporto pubblico. Ma il settore è in crisi. «Senza investimenti forti rischiamo il collasso», dice Panettoni. Ma il governo Berlusconi, è stato ribadito ieri, fa scelte diverse: per colmare il taglio dell’Ici e la detassazione degli straordinari infatti si utilizzeranno i 400 milioni destinati al trasporto pubblico dal governo Prodi con la finanziaria 2008 proprio al miglioramento del servizio di trasporto pubblico. (m.ch.)


7 giugno 2008 - Liberazione

Contro la vendita delle quattro palazzine
Colli Portuensi, inquilini in sciopero della fame: «Intervengano le istituzioni»
di Vittorio Marini

Roma - L'aveva preannunciato qualche settimana fa che, se la situazione non si fosse sbloccata, avrebbe preso «iniziative anche forti per tutelare il diritto alla casa». Ora il Comitato degli inquilini di viale dei Colli Portuensi 187, sostenuto dall'A.S.I.A.-Rdb, è passato ai fatti: ha deciso di cominciare uno sciopero della fame per sollecitare un intervento di Municipio, Comune e Regione nei confronti del Fondo Pensioni dei dipendenti della ex Cassa di Risparmio di Trieste (ora Unicredit Banca) e della "Gabetti Agency". L'obiettivo è instaurare un tavolo di trattativa sulla vendita delle quattro palazzine del complesso immobiliare di via dei Colli Portuensi. Dunque anche questo capitolo dell'emergenza abitativa romana rischia di diventare un dramma; la vicenda è giunta ormai, fa sapere in un comunicato il Comitato degli inquilini, «ad un punto limite». Lo sciopero della fame sarà attuato da un rappresentante dell'A.S.I.A. e da 4 inquilini, tra i quali il signor Frollà di 75 anni e la signora Genovese di 82 anni. «Con questa decisione - dichiara l'A.S.I.A-Rdb - si intende richiamare l'Amministrazione regionale all'individuazione di uno strumento di ausilio all'acquisto della casa per i nuclei familiari che intendono comprare l'alloggio nel quale vivono, l'Amministrazione comunale alla definizione di tutele per chi non può acquistare e il Fondo Pensioni-Unicredit a sedersi al tavolo interistituzionale di cui si chiede la convocazione da parte dell'assessore regionale Astorre». Già lo scorso novembre il Comitato degli inquilini dei Colli Portuensi e l'A.S.I.A avevano attuato una forma di protesta particolare, occupando per un giorno la sede romana del gruppo immobiliare Gabetti: avevano così ottenuto la sospensione temporanea della vendita degli appartamenti. Da allora la situazione è peggiorata e sta diventando disperata, da qui la decisione dello sciopero della fame. Le ragioni di questa protesta saranno esposte nel corso di una conferenza stampa convocata per martedì 10 giugno alle ore 12 in via dei Colli Portuensi 187, proprio davanti agli edifici messi in vendita dalla Gabetti per conto del Fondo Pensioni.


7 giugno 2008 - La Provincia Pavese

Valenza, dal Cub Uspidalì Critiche al Comune

VALENZA - Tornano i problemi all’Uspidalì. La rappresentanza sindacale di Base Cub-Federazione Pubblico Impiego ha inviato una lettera aperta al sindaco Raselli e al consiglio comunale per sollecitare chiarimenti. «Dopo aver promosso iniziative volte a trovare soluzioni migliori per l’utenza e per i lavoratori e aver concesso ampi segnali di distensione con disponibilità al confronto, - ha dichiarato Giovanni Maccarino della Rsu/Cub - registriamo un evidente segnale di chiusura in quanto sia in consiglio comunale che nell’ultimo incontro con le parti sindacali e Rsu l’amministrazione si era impegnata ad una comunicazione puntuale e tempestiva sui processi in atto. Impegno puntualmente disatteso. Siamo anche in attesa del famoso consiglio comunale aperto. La mancanza di trasparenza, ancor più grave trattandosi di ente pubblico, si è manifestata tanto nella formulazione del concorso per la stabilizzazione quanto nell’individuazione dell’agenzia per il lavoro somministrato. Proprio su quest’ultimo punto avevamo chiesto ampie garanzie, ricevendo risposte generiche con determinazioni unilaterali».
«A fronte di questo preoccupante atteggiamento l’organizzazione sindacale ritiene, per meglio tutelare i lavoratori iscritti e non iscritti, che non si debba firmare nessuna lettera di dimissioni se non in presenza di un accordo scritto».(e.m.)


7 giugno 2008 - L'Unione Sarda

L'indagine partita dopo un esposto del sindacato
L'inchiesta sulle assunzioni alla Asl: i finanzieri interrogano i precari

Gallura - Adesso la Guardia di finanza interroga i dipendenti Cocopro. L'indagine sulle assunzioni a tempo indeterminato e le assunzioni dell'Asl nei giorni scorsi, è entrata in una nuova fase. La polizia giudiziaria non si limita più all'esame della documentazione acquisita negli archivi dell'azienda sanitaria olbiese, ma sente direttamente le persone con assunzioni a termine. Per ora gli interrogatori hanno riguardato soltanto i primi soggetti informati sulle questioni oggetto dell'inchiesta, ma le persone convocate per le deposizioni potrebbe essere anche diverse decine.
Le fiamme gialle operano nell'ambito dell'attività avviata dopo l'esposto della sigla sindacale Rdb. L'inchiesta ha già portato all'iscrizione nel registro degli indagati del direttore amministrativo Pier Luigi Caria. Nessuno commento da parte degli investigatori e del magistrato che conduce l'indagine. E probabile perciò che i finanzieri stiano raccogliendo elementi attraverso le persone direttamente interessate alle assunzioni a tempo determinato, per trovare i riscontri a quanto viene indicato nei documenti già messi a disposizione dalla Asl. Nell'esposto della Rdb si fa riferimento ad alcune posizioni particolari che sono al vaglio della guardia di finanza. In diverse occasioni i dirigenti dell'asl hanno manifestato la massima fiducia nell'operato delle Fiamme gialle e della Procura della repubblica confermando la disponibilità per una conclusione delle indagini in un quadro di completo e definitivo accertamento della regolarità delle procedure riguardanti sia le assunzioni a tempo determinato, che i concorsi banditi di recente per la copertura di numerosi posti in organico.(A.B.)


7 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

«Le nuove scarpe? Una tortura» Presidio delle Rdb davanti alla Fiera

Bologna - Scarpe nuove, ma tutt’altro che comode per i dipendenti della Fiera. Le nuove calzature anti-infortunio «sono scadenti e insalubri: i lavoratori si lamentano perché provocano escoriazioni e vesciche. E poi pesano sette etti». Il sindacato Rdb, che ha sollevato la ‘vertenza scarpe’ e ha organizzato ieri un presidio all’ingresso della Fiera, promuoverà una colletta per acquistare nuove calzature.


7 giugno 2008 - Corriere di Bologna

Protesta delle Rdb
E tra i padiglioni è sciopero anti-scarpe

Bologna - Lamentano bruciature e vesciche ai piedi, «colpa di scarpe pesanti e scadenti». La denuncia non arriva da modelle arroccate su tacchi 12, ma dai dipendenti della Fiera di Bologna alle prese con le nuove scarpe anti infortunio, contro cui ieri hanno scioperato.
Sotto accusa centinaio di paia acquistate dall'expo a prezzo ridotto. Secondo le Rdb, emblema del flop dell'«accordo-vetrina » tra Cgil-Cisl-Uil e Fiera sulla sicurezza nei padiglioni. «Anche i pochi euro necessari a risolvere il problema — si legge nel volantino distribuito al presidio — servono a tutelare lo stipendio dei dirigenti». I sindacati di base chiedono aumenti nel rinnovo del contratto, atteso da sei mesi, il rispetto delle norme Asl, la riduzione dei compensi dei vertici e «scarpe decenti». Almeno per quest'ultima richiesta, in caso non venga soddisfatta, è pronto il piano B: una colletta in calendario il 19 giugno.(F.V.)


7 giugno 2008 - Corriere del Veneto

Aerei e mezzi pubblici difficile spostarsi due giorni di scioperi
di Giuliano Gargano

VENEZIA - Via terra o via aria, saranno giorno difficili quelli che vengono, per chi deve spostarsi: due scioperi organizzati dal sindacato di base Rdb-cub Trasporti di Venezia rischiano di mettere in ginocchio il traffico e l'aeroporto. Si comincia proprio dal Marco Polo, martedì 10 giugno: è in programma infatti uno sciopero di 24 ore dei dipendenti Sav, GH e Save e di quattro ore (dalle 10 alle 14) dei lavoratori di Aviapartner. «Le motivazioni - spiegano dal sindacato sono le stesse da mesi: certezze sul futuro occupazionale e sull'organico, organizzazione del lavoro, carichi di lavoro, sicurezza, formazione professionale». La rappresentanza di base ricorda che i lavoratori di Tessera «hanno permesso che lo scalo di Venezia sia diventato il quarto aeroporto italiano (ed il terzo sistema aeroportuale), hanno fornito servizi agli oltre 7 milioni di passeggeri transitati, ed in cambio hanno ricevuto precarietà di lavoro, peggioramento dei turni e dei carichi di lavoro, non riconoscimento della loro professionalità, il tentativo di mettere mano al loro diritto al pasto, servizi logistici oltre carenti e dal punto di vista igienico». Addirittura, secondo Rdb-Cub, alcuni lavoratori devono pagare il parcheggio per la sosta della loro macchina dentro l'area aeroportuale. «Il risultato operativo è che gli azionisti di Save, compresi il Comune e la Provincia di Venezia, si sono distribuiti dividendi doppi rispetto al 2006. Forse è il caso che una parte di questo lauto banchetto venga diviso con i lavoratori, che hanno permesso questo risultato». Acque agitate anche all'Actv, dove in meno di due mesi arriva il terzo sciopero: dopo il primo, di quattro ore, del 23 aprile, e quello di 24 ore del maggio scorso, i lavoratori del servizio urbano ed extra urbano (quindi esclusi i vaporetti) incroceranno le braccia per un giorno intero, lunedì 16 giugno. Sotto accusa sono ancora i nuovi turni di servizio automobilistico; la protesta riguarda anche il riconoscimento in maniera fissa e continuativa di un'indennità. I turni sono stati introdotti dall'azienda di trasporti veneziana il primo aprile scorso, modificati il 12 maggio - dopo il primo sciopero - ma ritenuti ancora inaccettabili dal sindacato di base.


7 giugno 2008 - La Repubblica

E i precari ricorrono alla mutua

Torino - Scelgono la protesta formale e non la scappatoia all´italiana i docenti precari della Cub Scuola, contro le indicazioni del ministero che confermano la data del 31 agosto come termine per la chiusura degli esami di riparazione. Per i precari della scuola infatti la data di fine anno coincide con il 30 giugno, giorno in cui vengono licenziati salvo poi essere nuovamente assunti a settembre dell´anno successivo. «A che titolo la scuola ci richiamerà per supportare corsi ed esami di recupero a contratto scaduto?», si chiedono. «La scappatoia che molti metteranno in pratica sarà quella di darsi malati - dice Cosimo Scarinzi, rappresentante della Cub Scuola - ma i nostri precari hanno deciso di non intraprendere questa strada e di avviare se necessario un contenzioso legale a tutela del lavoratore». Quando il preside chiamerà questi docenti, loro risponderanno con un atto di rimostranza e attenderanno che il dirigente emetta un ordine di servizio per avviare l´azione legale.(o.giu.)

SPESE FATTE COI PIEDI

Bologna - Le scarpe anti-infortunio che la Fiera ha fornito ai propri dipendenti «provocano escoriazioni e vesciche, e pesano sette etti ciascuna», denunciano le Rdb, perché il datore di lavoro ha voluto risparmiare sulle spese. Se non verranno prontamente sostituite, promettono i lavoratori, ce ne compreremo da soli di migliori. E magari ne regaleranno anche un paio al presidente. Così potranno vantarsi di essere gli unici italiani che siano riusciti a fare le scarpe a Montezemolo.


7 giugno 2008 - La Nuova Ferrara

Volontari contro il razzismo
Oggi pomeriggio ad Aguscello dibattito e concerto

AGUSCELLO - Integrazione fa rima con razzismo secondo l’associazione onlus «Uno sguardo verso Sud». «Il concetto stesso di integrazione ha un fondamento razziale - precisa Filippo Landini - siamo tutti uomini uguali e con pari diritti. Una società equa non deve prevedere meccanismi di inclusione o esclusione». Il tema anti-razzista sarà alla base della conferenza di oggi dalle 15 alle 18 (al circolo Arci Alameda di via del Parco 64, ad Aguscello), dal titolo «Nessuna Razza - Solo Colori», a seguire un concerto fiume. Ma prima tanti interventi di associazioni che conoscono bene il fenomeno dell’integrazione: don Domenico Bedin per Viale K; alcuni esponenti di Rdb-Cub, fra cui Claudio Zebrinski; rappresentanti di Ascaf, Associazione degli studenti africani a Ferrara. Ne parla Thierry Foko, studente al primo anno di ingegneria meccanica: «Siamo 32 iscritti attivi, ma nell’ateneo ferrarese sono almeno 150 gli studenti africani. Veniamo da Angola, Congo, Marocco, Camerun, Zaire, e così via. A Ferrara, purtroppo, gli stranieri stanno con gli stranieri e gli italiani con gli italiani, all’interno degli studentati. Così, però, non si favorisce lo scambio culturale».
Un altro argomento su cui verterà il dibattito sarà la questione dei Cpt. «Sono come una vera e propria detenzione - tuona Alessandro Casolari, presidente di Uno Sguardo verso il Sud - li ho visti da vicino e posso assicurare che sono delle vere carceri. Ingiustamente, vi vengono tenute persone con la sola colpa di non avere il permesso di soggiorno».(c.m.)


7 giugno 2008 - Il Secolo XIX

Più soldi a chi lavora, è bagarre
I sindacati dei dipendenti comunali si spaccano sui nuovi criteri dei premi di produttività
di Vincenzo Galiano

Genova - PIÙ SOLDI soltanto a chi lavora meglio e di più. Basta con gli incentivi a pioggia, considerati una parte ormai acquisita della busta paga indipendentemente dal rendimento. Aumenti di stipendio solo ai lavoratori davvero capaci.
La meritocrazia spinta fa il suo ingresso a Palazzo Tursi, in linea con la politica nazionale del governo tesa ad aumentare la produttività dei dipendenti pubblici. Ma, a Genova, il sindacato si spacca sui criteri di ripartizione del fondo integrativo del 2008 per i circa 7 mila dipendenti comunali: 41 milioni di euro per coprire varie voci aggiuntive al salario base. Tra queste c'è, soprattutto, il premio di produttività, individuale e collettiva, che da solo vale 12 milioni di euro, quasi un milione in più dell'anno scorso.
Cgil, Cisl, Diccap e Csa hanno siglato il pre-accordo sull'integrativo, a differenza di Uil, Cobas, Rdb e Fials. Il documento, che rivoluziona i sistemi di valutazione in senso decisamente meritocratico, il 13 giugno passerà al vaglio delle rsu. Quindi sarà sottoposto alle assemblee dei lavoratori e, nel giro di due settimane, sarà oggetto di una consultazione a scrutinio segreto tra i 7 mila dipendenti di Tursi. Se l'esito sarà positivo, le organizzazioni metteranno la firma finale sull'accordo. «Due anni fa - ricorda il segretario generale del Comune, Maria Angela Danzì - il referendum fu favorevole al contratto integrativo a prezzo, però, di accantonare l'aspetto più spiccatamente meritocratico, che adesso reintroduciamo anche per non incorrere nei rilievi del governo e della Corte dei conti».
Cosa cambia rispetto al passato?
Il nuovo meccanismo è piuttosto complesso. Vediamo. Per cominciare, si moltiplicheranno le fasce di merito, a tutti i livelli: operai, impiegati e dirigenti. Di conseguenza si allargherà, sul piano economico, la "forbice" tra gli incentivi più bassi e quelli più alti a parità di mansione. Ma, soprattutto, non è affatto scontato che tutti conquistino il premio che, mediamente, corrisponde a una mensilità in più. Sino ad oggi, invece, gli incentivi venivano praticamente garantiti a tutti i dipendenti, a parte i grandi assenteisti. Il dirigente poteva solo decidere tra un giudizio più o meno positivo. Prendiamo gli impiegati: il contratto integrativo 2006 (pagato nel 2007) prevedeva solo due classi di merito, con una differenza di appena 150 euro. In futuro, le classi potrebbero diventare quattro e il "delta" di stipendio tra i colletti bianchi più produttivi e quelli meno impegnati potrebbe essere decisamente superiore a 150 euro.
Ma il vero problema è un altro: «È concreto il rischio che molti lavoratori, da un anno all'altro, si ritrovino senza integrativo», osserva Fulvio Francini, segretario provinciale della Uil Funzione pubblica e strenuo oppositore del nuovo corso. «I salari dei comunali - spiega Francini - sono tra i più bassi in assoluto. A Tursi ci sono lavoratori che non raggiungono i mille euro al mese. In questa drammatica situazione di carovita, perdere l'integrativo significherebbe, per molti, subire un'erosione insostenibile del potere d'acquisto». Non solo: «Già il precedente sistema di valutazione era troppo soggettivo, affidato com'era alla totale discrezionalità del dirigente. Tanto che - continua Francini - ci sono stati decine e decine di ricorsi soprattutto da parte di agenti della polizia municipale. Con le nuove schede di valutazione, i dubbi e i problemi aumenteranno a dismisura». Francini propone una sorta di moratoria: «Sino a fine anno, lasciando intatte le buste paga, ci dimostrino che il sistema funziona davvero. Intanto il Comune investa, come promesso, sulla formazione dei dirigenti preposti alla valutazione dei dipendenti». Comunque sia, lunedì Francini convocherà gli stati generali del proprio sindacato di categoria: «A loro presenterò le mie perplessità, dopodiché decideremo se firmare l'intesa oppure no». «Quello che chiede Francino è già stabilito nell'accordo - replica Danzì - Il nuovo sistema sarà introdotto gradualmente, con una serie di nuove e importanti garanzie del caso per chi è sottoposto a valutazione».


6 giugno 2008 - Agi

SANITA': RDB-CUB, OGGI MOBILITAZIONE OPERATORI SOCIOSANITARI

(AGI) - Roma, 6 giu. - Tre presidi e tre incontri presso Ministero del Welfare, Conferenza delle Regioni e ARAN Sono giunte da tutta Italia delegazioni di Operatori socio sanitari per partecipare alla giornata nazionale di mobilitazione indetta per oggi dalle RdB-CUB Sanita'. Dopo numerose assemblee regionali nei posti di lavoro, gli OSS hanno inteso portare nella capitale le loro istanze contro le gravi carenze di organico, le insostenibili condizioni di lavoro e le disparita' di trattamento sul territorio nazionale. Tre i partecipati presidi partiti alle ore 12.00 davanti il Ministero del Welfare, la Conferenza delle Regioni e l'ARAN, nell'ambito dei quali si sono svolti incontri con i referenti istituzionali. Al Ministero del Welfare una delegazione RdB ha incontrato il Sottosegretario con delega alla Sanita' Di Stazio ed il Dott. Leonardi, della Direzione generale per le professioni sanitarie. Nel corso dell'incontro le RdB hanno posto i nodi cruciali del problema: inquadramento degli Oss nel ruolo sanitario anziche' in quello tecnico, carenze di organico, mancata presenza degli OSS nelle dotazioni organiche delle ASL, in particolare in quelle del centro-sud, e formazione. Al termine si e' concordato un tavolo congiunto con il Sottosegretario Martini, la Conferenza delle Regioni e le RdB-CUB. Un altro incontro si e' tenuto presso la Conferenza delle Regioni, in cui si e' convenuto sul tavolo congiunto, concordato per la prossima settimana. All'ARAN le RdB hanno incontrato il Dott. Carrieri, responsabile per il Comparto Sanita'. Le RdB hanno sollecitato l'intervento dell'ARAN nei confronti di Ministero e Regioni per dare soluzione al problema. Carrieri ha assunto l'impegno di sensibilizzare il Comitato di settore per cominciare a riflettere sulle soluzioni concrete da mettere in atto. La giornata di mobilitazione prosegue nel pomeriggio con il convegno 'L'Operatore Sociosanitario nella Sanita' che cambia', in via S. Croce in Gerusalemme 55, dove dalle ore 15.30 interverra', fra gli altri, la Dott.ssa D'Innocenzo, Direttore Generale dell'Ares 118 Lazio.


6 giugno 2008 - Omniroma

SANITÀ,OGGI GIORNATA DI MOBILITAZIONE OPERATORI RDB-CUB

(OMNIROMA) Roma, 06 giu - «Sono giunte da tutta Italia delegazioni di operatori socio sanitari per partecipare alla giornata nazionale di mobilitazione indetta per oggi dalle Rdb-Cub Sanità. Dopo numerose assemblee regionali nei posti di lavoro, gli Oss hanno inteso portare nella Capitale le loro istanze contro le gravi carenze di organico, le insostenibili condizioni di lavoro e le disparità di trattamento sul territorio nazionale. Tre i partecipati presidi partiti alle ore 12.00 davanti il ministero del Welfare, la Conferenza delle Regioni e l'Aran, nell'ambito dei quali si sono svolti incontri con i referenti istituzionali». Lo dichiarano in una nota gli operatori sanitari del Rdb - Cub. «Al ministero del Welfare una delegazione RdB - prosegue la nota - ha incontrato il sottosegretario con delega alla Sanità Di Stazio ed il dottor Leonardi, della Direzione generale per le professioni sanitarie. Nel corso dell'incontro le RdB hanno posto i nodi cruciali del problema: inquadramento degli Oss nel ruolo sanitario anziché in quello tecnico, carenze di organico, mancata presenza degli Oss nelle dotazioni organiche delle Asl, in particolare in quelle del centro-sud, e formazione. Al termine si è concordato un tavolo congiunto con il sottosegretario Martini, la Conferenza delle Regioni e le Rdb - Cub. Un altro incontro si è tenuto presso la Conferenza delle Regioni, in cui si è convenuto sul tavolo congiunto, concordato per la prossima settimana». «All'Aran - si legge nella nota - le RdB hanno incontrato il dottor Carrieri, responsabile per il comparto Sanità. Le RdB hanno sollecitato l'intervento dell'Aran nei confronti di ministero e regioni per dare soluzione al problema. Il dottor Carrieri ha assunto l'impegno di sensibilizzare il Comitato di settore per cominciare a riflettere sulle soluzioni concrete da mettere in atto». «La giornata di mobilitazione - conclude la nota - prosegue nel pomeriggio con il convegno 'L'OS.S. nella sanità che cambià, organizzato presso il Parlamentino dell'Inpdap, in via S. Croce in Gerusalemme 55, dove dalle ore 15.30 interverrà, fra gli altri, la dottoressa D'Innocenzo, direttore generale dell'Ares 118 Lazio».


6 giugno 2008 - Dire

FIERA BOLOGNA. PRESIDIO RDB: CI 'TORTURANO' CON LE SCARPE
OGGI SCIOPERO E PRESIDIO; IL 19 COLLETTA PER NUOVE CALZATURE

(DIRE) Bologna, 6 giu. - Scarpe nuove ma tutt'altro che confortevoli per i dipendenti della Fiera di Bologna. Le nuove calzature anti-infortunio acquistate dall'expo, un centinaio di paia in tutto, "sono scadenti e insalubri: i lavoratori si lamentano perche' provocano escoriazioni e vesciche. E poi pesano sette etti ciascuna. Non proprio comode per gente come noi che lavora camminando", protesta il sindacato di base Rdb che ha fatto della questione scarpe l'emblema del flop dell'accordo raggiunto tra la Fiera e Cgil-Cisl-Uil per aumentare la sicurezza nei padiglioni. Ma almeno un pregio le nuove calzature lo hanno: costano poco. Evidentemente, scrivono le Rdb nel volantino distribuito al presidio davanti all'ingresso della Fiera, "anche i pochi euro che ci vorrebbero a risolvere il problema servono ad esempio a tutelare lo stipendio dei dirigenti o dell'amministratore delegato (350 mila euro), servono ad esempio a pagare profumatamente le varie e misteriose agenzie di security che dovrebbero evitare furti e borseggi, e che invece controllano il nostro operato". Insomma, per essere chiari, scrivono i sindacati di base "vogliamo che la Fiera rispetti tutte le disposizioni dell'Asl e non si permetta piu' come ha fatto, di rendere 'top secret' verbali d'intervento che devono essere esplicitamente resi noti ai dipendenti". Non solo: anche "la riduzione di stipendio per Montezemolo, Porcelli e degli altri dirigenti". E ovviamente "vogliamo che tutti i lavoratori, che le devono usare, abbiano ai piedi scarpe decenti". Comunque se non sara' l'expo a fornire ai dipendenti calzature decenti, saranno le stesse Rdb a risolvere il problema. Il 19 giugno, spiegano i delegati, si organizzera' "una colletta per raccogliere soldi da dare alla Fiera per chiedere che ci compri scarpe migliori. Tra l'altro, quelle che ha acquistato le poteva ottenere a prezzi inferiori". Continua dunque la mobilitazione "per una concreta attuazione delle norme sulla sicurezza e per il rispetto dei diritti contrattuali e sindacali", spiega Luigi Marinelli, delle Rdb. Sostenendo anche che "l'accordo 'vetrina' sulla sicurezza, si e' gia' infranto sotto la logica del risparmio da parte di BolognaFiere, come dimostra l'assurda vicenda dell'acquisto di scadenti scarpe anti-infortunio". Le Rdb lamentano poi la difficolta' a relazionarsi con la Fiera su questi temi e ad avere documenti dell'Ausl sulla sicurezza e il piano di valutazione dei rischi. Ma chiedono anche aumenti salariali dato che "la parte economica contrattuale e' scaduta da sei mesi". Al conto dei problemi vengono aggiunte "violazioni della legge 300/70, contro il controllo dei lavoratori da parte della security aziendale" e "l'utilizzo che l'azienda fa delle visite sanitarie: schedatura, controllo sanitario e giudizio d'idoneita' alla mansione, facendo risultare che la visita non e' stata richiesta dal lavoratore", conclude Marinelli.

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI SABATO 7 GIUGNO

(DIRE) Bologna, 5 giu. - Questi gli appuntamenti a Bologna e provincia:
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10.00- Bologna (Club 22/via Pirandello 3)- Convegno sul sindacalismo indipendente in Italia, confronto tra Rdb-Cub, Fiom e movimenti sindacali e sociali, promosso dall'associazione marxista "Politica e Classe".
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6 giugno 2008 - Corriere di Bologna

Costi della politica Assemblea sindacale per il 10 giugno
Comune, colletti bianchi in piazza «I fannulloni? Non lavorano qui»
La contestazione del «piano di Brunetta» organizzata dalle Rdb Ed è scontro anche sul trasloco alla sede unica
di Olivio Romanini

Bologna - I dipendenti pubblici del Comune di Bologna vanno in piazza Maggiore per rispondere «alla campagna contro i fannulloni ». La circolare sindacale affissa sui muri di Palazzo d'Accursio spiega che l'assemblea dei dipendenti comunali è convocata per il 10 giugno, dalle 11.30 alle 13.30. L'iniziativa è stata presa dalle Rdb ma l'assemblea è aperta a tutti i dipendenti e ai cittadini. Due i punti all'ordine del giorno: il piano del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta e soprattutto ««la difesa dei dipendenti contro la campagna mediatica contro i fannulloni».
Il tema è attualissimo perché Brunetta a poche ore dall'insediamento del governo ha promesso un giro di vite contro «gli imboscati» nella pubblica amministrazione. In particolare, la proposta messa a punto dal ministro definisce le violazioni che danno luogo a licenziamento indicando le fattispecie di «scarso rendimento» e di «falsa attestazione di malattia». La questione dei «fannulloni » nella pubblica amministrazione era tornata d'attualità nelle ultime settimane dopo che il
Corriere di Bologna aveva dato conto della decisione del Comune di licenziare due dipendenti per gravi violazioni. E, indirettamente, la questione è stata toccata l'altra sera alla festa dell'Unità dal sindaco Cofferati: «Devo dire che quando sono arrivato a Palazzo d'Accursio ho trovato delle grandissime professionalità ». E ha lasciato intendere che se il problema dello scarso rendimento dei dipendenti pubblici esiste, non riguarda il Comune di Bologna. Per la verità il sindacato di base la prende con filosofia e sul suo sito pubblica un'immagine di Homer Simpson che ozia in piscina con un drink e sotto scrive una scritta autoironica: «Dipendenti degli enti locali: fannulloni ». Ma il tempo dell'ironia dura poco perché per le Rdb il problema è serio. Secondo il sindacato i politici dovrebbe volgere la propria attenzione «agli sprechi, agli incarichi e alle consulenze e probabilmente scoprirebbero che i veri fannulloni stanno da altre parti». Ieri intanto le Rdb hanno rotto le trattative con il Comune sul tema della nuova sede in via Fioravanti. Non è esclusa la possibilità diuno sciopero.


6 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

Trasferimento del Comune: le Rdb pronte allo sciopero

Bologna - ROTTURA tra Comune e sindacato sul trasferimento alla sede unica, su cui aleggia a questo punto l’ombra dello sciopero. La sigla di base Rdb esce dall’incontro con l’amministrazione parlando di una «organizzazione ridicola, visto che non è scaturita nessuna risposta seria» alle richieste avanzate dall’assemblea dei lavoratori. Un ulteriore incontro è previsto per il 17, ma già sotto la minaccia dello stato d’agitazione, anticamera dello sciopero. Secondo le Rdb i 1.260 lavoratori trasferiti dall’estate in via Fioravanti (il trasloco parte il 21 luglio) «ci metteranno un’ora per raggiungere il posto di lavoro. Questo, per i fortunati che useranno il bus 30; per gli altri ci sono le biciclette gratis...».


6 giugno 2008 - La Nuova Venezia

TRASPORTI
Aeroporto Martedì sciopero

Venezia - Scioperi in vista all’aeroporto Marco Polo. Martedì prossimo lo scalo di Tessera sarà interessato da uno sciopero di 24 ore del personale di Save aderente ai Cub Trasporti.
Nella stessa giornata lo stesso sindacato di base ha proclamato uno sciopero anche per il personale dell’handling Sav e Gh. Incroceranno le braccia dalle 10 alle 14, invece, i dipendenti della società Aviapartner. «In conseguenza di questi scioperi - avverte la direzione di Save - potrebbero verificarsi rallentamenti nelle consuete procedeure di assistenza ai passeggeri e agli aerei».
Altri disagi per gli utenti del trasporto locale e ferroviario sono previsti il 7 luglio. Le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast, dopo la manifestazione dello scorso 9 maggio, hanno indetto uno sciopero nazionale di 24 ore a sostegno della vertenza per il nuovo contratto degli addetti al trasporto locale, ferroviario e servizi. Una mobilitazione «per l’apertura della trattativa sul nuovo contratto unico della mobilità» e «contro l’atteggiamento dilatorio e ostile assunto dalle controparti».
«L’obiettivo del nuovo contratto - scrivono i sindacati - è quello di tutelare lavoratrici e lavoratori dal dumping e dalle destrutturazioni contrattuali: rischio che si è evidenziato in modo particolare in questi anni». Nei giorni precedenti lo sciopero sono in programma in tutte le aziende delle assemblee pubbliche per discutere su questi temi.


6 giugno 2008 - La Repubblica

Esplode l´ira degli lsu per la cancellazione dei fondi statali. Forza Italia: "Soldi in arrivo"
I precari scendono in piazza Comune, un giorno di paralisi
Un corteo, un sit-in al municipio: "Stabilizzateci" Scuole materne a corto di pulizie e pasti. In crisi gli uffici Tributi e Centro storico
di SARA SCARAFIA

Palermo - Gli lsu di Palazzo delle Aquile sono tremila ed equivalgono alla metà del personale comunale, che conta seimila dipendenti. Senza i precari, interi uffici restano quindi scoperti: dagli asili nido agli impianti sportivi, dall´Urbanistica alle Attività sociali.
Oggi le manifestazioni saranno due: da un lato quella organizzata alle 10 da Cgil, Cisl e Uil con il sostegno di Ugl, Rdb e Cisal, davanti a Palazzo delle Aquile. Dall´altro il corteo di Alba e Csa che partirà alle 9 da piazza Croci e si fermerà davanti alla prefettura. Due proteste ma un´unica richiesta: «Recuperate i 55 milioni di euro tagliati per coprire l´abbattimento dell´Ici e stabilizzateci».
Ma dove lavorano gli lsu? Di cosa si occupano? In quali uffici sono più presenti dei dipendenti comunali? Il più grosso numero di precari è nei settori sociale e scuola. Alle Attività sociali, solo per fare un esempio, gli lsu sono più di 380 contro meno di 300 dipendenti comunali. Quelli che lavorano alla Pubblica istruzione sono ben 497. Molti di loro sono in forza negli asili e nelle scuole materne. Nei nidi il personale precario si occupa della cucina e della pulizia. Così, senza di loro, non è possibile garantire pasti caldi.
Anche il Centro storico si regge interamente sugli lsu, che sono circa 130 contro un centinaio di assunti. Tanti, per l´esattezza 92, sono anche al comando di polizia municipale di via Dogali e lavorano negli uffici. Un bel gruppo, 168, è dislocato nelle otto circoscrizioni, mentre 169 operano al palazzo di giustizia. Un centinaio sono stati assegnati proprio all´ufficio che si occupa di precari, altrettanti reggono le biblioteche comunali cittadine, mentre 72 sono impiegati all´ufficio Tributi di piazza Giulio Cesare. Molti, ben 64, lavorano invece all´Urbanistica.
Chi pensa che stiano tutto il giorno a fare fotocopie o a preparare il caffè si sbaglia di grosso. I laureati sono 262: sessanta architetti, trenta dottori in Giurisprudenza e ancora dodici ingegneri e diciassette psicologi. I diplomati sono 1.293. Tra loro ci sono periti industriali, geometri e assistenti sociali. «C´è anche chi predispone progetti che poi vengono firmati dal dirigente - spiega un lsu che lavora al Centro storico - in alcuni uffici le nostre professionalità vengono utilizzate al massimo, in altri meno».
Oggi gli lsu scenderanno tutti in piazza per chiedere che la stabilizzazione non sia più un´arma elettorale ma un progetto concreto. «Noi abbiamo scelto di andare in corteo fino alla prefettura - dice Marcello Terzo del sindacato Alba, che insieme con il Csa ha organizzato la contromanifestazione fino a Villa Whitaker - perché vogliamo rassicurazioni dal rappresentante del governo sul nostro futuro. Ci aspettiamo da lui notizie che ci ridiano un po´ di fiducia».
In piazza Pretoria, invece, ci saranno Cgil, Cisl e Uil con gli altri sindacati e i lavoratori. «Questa è una vicenda assurda - dice Maurizio Calà, segretario della Camera del lavoro - Durante le campagne elettorali hanno promesso la stabilizzazione a 36 ore. Poi, invece, hanno detto che i soldi non bastavano. Adesso non solo devono farsi reintegrare dal governo i 55 milioni di euro, ma farli crescere fino a 93 per garantire l´assunzione a tempo pieno per tutti». Gli fa eco Mimmo Milazzo, segretario provinciale della Cisl: «Forse l´amministrazione dimentica che dietro i numeri ci sono persone. Questi lavoratori, che di fatto reggono molti uffici di Palazzo delle Aquile, dopo anni di promesse hanno diritto alla serenità».
In serata il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale, Giulio Tantillo, con una nota ha rassicurato i lavoratori: «Il sindaco Diego Cammarata si è mosso per risolvere il problema». In serata dall´entorauge del primo cittadino è arrivata voce che il decreto del Consiglio dei ministri che ripristina i fondi sia già pronto e che il sindaco lo abbia già visionato.


6 giugno 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. «Le indagini sul caso Flavio Zeppa...

Civitavecchia - «Le indagini sul caso Flavio Zeppa contro Paolo Iarlori e Salvatore Renda devono continuare». La decisione porta la firma del gip Nicola Di Grazia, che ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Edmondo De Gregorio. Il caso è quello dell'accusa di diffamazione aggravata mossa dai due dirigenti di Etm nei confronti del sindacalista della Rdb Cub.
Il pm aveva deciso di archiviare il tutto in quanto, secondo la sua interpretazione, le espressioni contenute nelle frasi "incriminate" facevano parte della normale dialettica politica. Interpretazione che però non è piaciuta al legale di Renda e Iarlori, l'avvocato Giovanni Spanu, il quale ha chiesto ed ottenuto la remissione degli atti al pm. Adesso quindi riprenderanno le indagini nei confronti di Zeppa, difeso dall'avvocato Roberto Immediata, che dureranno dai tre ai sei mesi.


6 giugno 2008 - Il Gazzettino

Maestranze Hub in lotta: «Darci 500 euro non basta»

Noale - (D.T.) Dipendenti della Hub ancora in subbuglio. Ancora un'azione di protesta contro i 70 licenziamenti della cooperativa del consorzio Gesconet. Ieri mattina i lavoratori, armati di striscioni e volantini, hanno rallentato il traffico in via Mestrina, la provinciale davanti ai cancelli della Cab Log, la ditta di logistica che ospitava il magazzino della cooperativa, magazzino tutt'ora occupato dai dipendenti appiedati. Gli striscioni lanciano messaggi chiari: "Ben 70 lavoratori a casa e neppure la disoccupazione", "Non siamo merce avariata da buttare. Garanzie di reddito e lavoro". «Gesconet - spiegano i rappresentanti sindacali - propone di chiudere la cosa con 500 euro già erogati a marzo, più altri 500 a luglio e agosto come indennità di disoccupazione». Risposte insoddisfacenti a detta dei lavoratori e dei sindacati. In attesa dell'incontro con il prefetto, previsto per il 12 giugno, le trattative e gli incontri dell'Adl Cobas con i vertici delle aziende coinvolte nella vertenza proseguono senza tregua. Lunedì mattina, infatti, i sindacati apriranno un tavolo con i dirigenti di Gesconet e Cab Log per vedere di trovare un punto di incontro.


6 giugno 2008 - CronacaQui

Aveva denunciato gravi carenze della sicureza metropolitana
Licenziato dall’Atm, lunedì un corteo per farlo riassumere

CORDUSIO - «Andrea Pianeta è stato licenziato dall’Atm nel 2004 perché aveva denunciato le gravi carenze della sicurezza in metropolitana. E nonostante il Tribunale gli dia ragione l’azienda non vuole reintegrarlo al lavoro». È il manifesto protesta dei sindacati (Cildi-Cub-Cobas) che fanno un appello anche ai milanesi (pendolari e dipendenti) affinché partecipino al corteo che si terrà lunedì 9 giugno alle 16 da Piazza Cordusio a Palazzo Marino (comune di Milano) con presidio. Pianeta (nella fotogallery), ex agente dell’Atm, era stato licenziato nel 2004 all’indomani di alcune denunce sulla scarsa sicurezza in metropolitana rivelate ala stampa. L’anno scorso, il 22 maggio, minacciò di suicidarsi buttandosi dal cavalcavia della stazione di Villa Fiorita a Cernusco. Un gesto disperato e plateale dopo l’ennesimo «no» da parte dell’azienda.


6 giugno 2008 - Libero

E i centri sociali hanno paura di essere sgomberati
di FRANCESCO DI MAJO

Roma - Si sono visti ieri in serata in piazza dell'Immacolata, a San Lorenzo, per organizzare nei dettagli la manifestazione del prossimo 14 giugno. Il corteo partirà dall'occupazio ne dell'ex Regina Elena intorno alle 15, per poi passare per la Tiburtina, andando a fermarsi per alcune performace multiculturali in piazza Vittorio all'Esquilino e finire con il consueto percorso su via dei Fori Imperiali fino a piazza Venezia. C'erano i rappresentanti di 28 centri sociali, il coordinamento per la libertà di movimento e i 4 movimenti di lotta per la casa, fra cui anche Action. E dopo aver ottenuto l'apertura di un tavolo di concertazione con l'assessore capitolino al Patrimonio, Alfredo Antoniozzi, vogliono chiarezza su cosa intende fare l'ammi nistrazione nei confronti delle occupazioni. Il sindaco Gianni Alemanno ha parlato chiaramente, dicendo che tutto ciò che esula dalla legalità non può essere avallato o consentito. Sono contrari al decreto sulle espulsioni e si sentono minacciati di sgombero da tutte i fabbricati occupati in giro per la città. Erano presenti tutte le persone di riferimento nei movimenti di lotta, Paolo Di Vetta dell'Asia-RdB, Nunzio D'Erme dei disobbedienti, Francesco Raparelli dell'Esc Occupato, Giulia Bucalossi dell'occupazione De Merode (l'ex stabile scolastico dietro l'Ipab San Michele) e Bruno Papale, ispiratore del coordinamento di lotta per la casa. «Il pacchetto sicurezza darà mano libera per qualsiasi azione repressiva», ha detto Nunzio D'Erme, «prima di tutto contro i centri sociali, le strutture occupate, come l'ex-Regina Elena, quello più a rischio di sgombero. La manifestazione del 14 aprirà una fase di scontro nella città contro i poteri forti che, con l'arrivo di Alemanno, hanno soltanto cambiato casacca. Il rischio», ha continuato D'Erme, «è l'attacco alle strutture autogestite, facendo carta straccia della delibera 26 sui centri sociali», ha specificato, «per questo stiamo preparando dei passaggi per dare battaglia su queste questioni, non escludendo, però, la possibilità del dialogo con l'amministrazione comunale». Molte anche le famiglie di immigrati presenti in piazza dell'Immacolata, dove erano rappresentati anche gli occupanti abitativi delle molte realtà autogestite di Roma. La loro paura è che con il nuovo pacchetto per la sicurezza siano messi a repentaglio anche i loro alloggi. «Se esisteranno i presupposti giusti», ha detto uno degli organizzatori, «non avremo alcuna difficoltà a sederci al tavolo anche con questa amministrazione. Basta che non si metta in discussione il diritto all'abitare e alla libera espressione in luoghi tolti alla speculazione dei poteri forti che per troppo tempo hanno governato in questa città. Alemanno potrebbe paradossalmente essere un punto di svolta dalla passata amministrazione». Nel popolo della sinistra estrema nascono, oltre alle paure, anche aspettative sul possibile cambiamento di rotta sulla gestione della città, in barba a chi credeva che il sociale fosse prerogativa unica del centro sinistra.


6 giugno 2008 - La Stampa

Il dirigente dell’Itis Ferrari
"Con gli scrutini a settembre a rischio l’inizio del nuovo anno"

Torino - Gianni Mastropaolo, dirigente dell’Itis «Ferrari» di Torino è tra i responsabili dell’associazione che riunisce le scuole autonome del Piemonte, l’Asapi. Ha quindi particolarmente il polso delle preoccupazioni dei colleghi, vicini e lontani. «Una delle nostre ansie maggiori - spiega Mastropaolo - è quella dell’avvio regolare del prossimo anno visto che la maggioranza ha programmato verifiche e scrutini a settembre. Ci sarà senz’altro un problema di programmazione delle classi, dal momento che i bocciati di settembre arrivano a organici già determinati». Non solo. «Ci saranno ragazzi bocciati che vorranno cambiare indirizzo di studi. E che quindi, per gli anni successivi al primo, dovranno sostenere prove integrative. Un’ulteriore complicazione».
Nessun problema, invece, precisa l’esponente dell’Asapi, «per quanto riguarda la composizione dei Consigli di classe, salvo che per i pensionati, che in effetti non possono essere richiamati in servizio. Per i docenti trasferiti è previsto il ritorno». I precari, intanto, hanno avviato una protesta sostenuta dalla Cub Scuola.
Poi, la preoccupazione delle preoccupazioni. «Tutti temono di non riuscire a fornire i corsi di cui c’è bisogno. È vero che il ministero ha detto che sono stati stanziati ulteriori 57 milioni, ma le scuole attualmente ancora non sanno su quante risorse potranno contare. In questa situazione che cosa possiamo programmare?».


5 giugno 2008 - Ansa

P.A.: SINDACATI, SERVONO 7 MLD PER RINNOVO CONTRATTI
INFLAZIONE CORRE AL 3,6%, MENTRE LA PROGRAMMATA E' ALL'1,7%

(ANSA) - ROMA, 5 GIU - Per i contratti dei circa 3,5 milioni di lavoratori pubblici il governo dovrebbe stanziare non meno di 7 miliardi. Secondo stime sindacali, infatti, a tanto ammontano le risorse necessarie per rinnovare il biennio economico 2008-2009. Una stima prudenziale - rilevano gli stessi sindacati - perche' considera l'inflazione programmata contenuta nel Dpef e cioe' 1,7% nel 2008 e 1,5% del 2009. Tassi che senz'altro saranno rivisti al rialzo considerando che, secondo gli ultimi dati, l'inflazione a maggio e' salita al 3,6%, contro il 3,3% di aprile, portandosi cosi' ai massimi dall'agosto del 1996. La necessita' di rinnovare i contratti pubblici e' stata sottolineata con forza ieri dai leader sindacali al ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, nell'incontro che hanno avuto a palazzo Vidoni. Senz'altro, infatti, il rinnovo contrattuale rappresenterebbe - per i sindacati - una buona premessa per un affondo sulla riforma della pubblica amministrazione. Esplicito, in questo senso, la battuta del segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, secondo il quale non si possono fare le nozze con i fichi secchi. ''Vorremmo non aspettare la fine dell'anno per l'apertura delle trattative - ha detto oggi Pirani - e' necessario che gia' nel Dpef ci siano indicazioni precise. Se non si avvia, infatti, il tavolo sul contratto, c'e' un'ombra pesante sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione''. Secondo il segretario generale della Fps-Cisl, Rino Tarelli, i soldi per il contratto ''non sono un optional. Non fare i contratti - ha affermato - rappresenterebbe una decisione immorale. Gli stessi servizi pubblici si migliorano facendo le riforme contrattate, e' inutile partire con le crociate che poi non si sa dove andare. Bisogna definire le strategie e gli obiettivi''. Anche per il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, insieme alle riforme vanno trovate le risorse per i rinnovi contrattuali. ''Ieri - ha riferito la sindacalista - c'e' stato un impegno in questo senso da parte del ministro Brunetta che ne parlera' con il ministro Tremonti''. Intanto le Rdb-Cub hanno gia' indetto una giornata di mobilitazione per il 20 giugno criticando, tra l'altro, ''la cancellazione del biennio economico 2008-2009'' e sostenendo che la riforma Brunetta ''e' tutta incentrata sul mercato''.


5 giugno 2008 - Dire

CASA. RDB: INQUILINI COLLI PORTUENSI IN SCIOPERO DELLA FAME

(DIRE) Roma, 5 giu. - Il sindacato Asia-Rdb e gli inquilini delle palazzine di viale dei Colli Portuensi 187 hanno proclamato uno sciopero della fame per chiedere un confronto con le istituzioni grazie al quale risolvere "l'annosa vicenda" legata alla proprieta' degli immobili, "giunta ad un punto limite". "C'e' un pesante attacco al diritto alla casa per numerosi cittadini romani residenti nelle palazzine di viale Colli Portuensi 187- e' scritto in una nota del sindacato- messe in vendita dal Fondo Pensioni dipendenti ex Cassa di Risparmio di Trieste-Unicredit". Nel comunicato, inoltre, e' spiegato che "gli inquilini, che da lungo tempo vivono negli appartamenti in questione, rischiano di perderli a causa di onerose proposte di acquisto e ricattatorie forme di tutela. Continuano le vendite a terzi e permane l'indisponibilita' della proprieta' ad avviare un confronto con le parti sindacali, gli inquilini e le amministrazioni che via via si sono proposte come mediatori". Ecco perche' "l'Asia-Rdb e gli inquilini hanno deciso di avviare uno sciopero della fame fino a quando le istituzioni e il Fondo non siederanno ad un tavolo e inizieranno un percorso concreto di tutela dei nuclei coinvolti. Lo sciopero sara' sostenuto, oltre che da un rappresentante del sindacato, da 4 inquilini ed inquiline, tra i quali la signora Genovese di 82 anni, e il signor Frolla' di 75 anni". Con questa decisione, conclude la nota, "si intende richiamare l'amministrazione regionale all'individuazione di uno strumento di ausilio all'acquisto per i nuclei che intendono comprare l'alloggio in cui vivono, l'amministrazione comunale alla definizione di tutele per chi non puo' acquistare, ed il Fondo Pensioni-Unicredit a sedersi al tavolo interistituzionale di cui si chiede la convocazione da parte dell'assessore regionale Astorre". Le ragioni della protesta saranno esposte nel corso di una conferenza stampa, indetta dall'Asia-Rdb e dagli inquilini in viale Colli Portuensi 187, per martedi' 10 giugno, alle 12, proprio davanti gli edifici messi in vendita.

SANITA'. RDB: GARANTITA OCCUPAZIONE PRECARI TOR VERGATA

(DIRE) Roma, 5 giu. - "L'assessore regionale alla Sanita', Augusto Battaglia e i dirigenti del Policlinico Tor Vergata, ci hanno garantito l'immediata attivazione del processo di reinternalizzazione e la regolarizzazione dei lavoratori co.co.co". E' quanto afferma, in una nota, Rdb-Cub. "Si tratta di una decisiva accelerazione alle procedure di reinternalizzazione dei dipendenti delle ditte e cooperative in appalto e la definitiva stabilizzazione dei precari della sanita', gia' disposti con i recenti atti deliberativi della giunta regionale- spiega la nota- Al termine dell'incontro sono stati calendarizzati gli ulteriori confronti tra le parti, al fine di definire le procedure di stabilizzazione e reinternalizzazione per ogni Azienda e assicurare l'attuazione degli impegni formalmente assunti nell'ambito della vertenza regionale sul precariato avviata dalle Rdb-Cub".

FIERA BOLOGNA. DOMANI SCIOPERO RDB, ANCHE PER LE SCARPE
DOMANI STOP DI UN'ORA PER SICUREZZA, IL 19 COLLETTA PER CALZATURE

(DIRE) Bologna, 5 giu. - Scarpe nuove ma tutt'altro che confortevoli per i dipendenti della Fiera di Bologna. Le nuove calzature anti-infortunio acquistate dall'expo, un centinaio di paia in tutto, "sono scadenti e insalubri: i lavoratori si lamentano perche' provocano escoriazioni e vesciche. E poi pesano sette etti ciascuna. Non proprio comode per gente come noi che lavora camminando", protesta il sindacato di base Rdb che ha fatto della questione scarpe l'emblema del flop dell'accordo raggiunto tra la Fiera e Cgil-Cisl-Uil per aumentare la sicurezza nei padiglioni. Tanto che, proprio contro quell'accordo, domani le Rdb chiameranno i dipendenti ad un'ora di sciopero, con presidio alle 13 davanti all'ingresso dell'expo. E poi, il 19 giungo, terranno un'altra manifestazione: sara', spiegano i delegati delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb), "una colletta per raccogliere soldi da dare alla Fiera per chiedere che ci compri scarpe migliori. Tra l'altro, quelle che ha acquistato le poteva ottenere a prezzi inferiori". Continua dunque la mobilitazione "per una concreta attuazione delle norme sulla sicurezza e per il rispetto dei diritti contrattuali e sindacali", spiega Luigi Marinelli, delle Rdb annunciando l'iniziativa di lotta di domani e dicendo appunto che "l'accordo 'vetrina' sulla sicurezza, si e' gia' infranto sotto la logica del risparmio da parte di BolognaFiere, come dimostra l'assurda vicenda dell'acquisto di scadenti scarpe anti-infortunio". Le Rdb lamentano poi la difficolta' a relazionarsi con la Fiera su questi temi e ad avere documenti dell'Ausl sulla sicurezza e il piano di valutazione dei rischi. Ma chiedono anche aumenti salariali dato che "la parte economica contrattuale e' scaduta da sei mesi". Al conto dei problemi vengono aggiunte "violazioni della legge 300/70, contro il controllo dei lavoratori da parte della security aziendale" e "l'utilizzo che l'azienda fa delle visite sanitarie: schedatura, controllo sanitario e giudizio d'idoneita' alla mansione, facendo risultare che la visita non e' stata richiesta dal lavoratore", conclude Marinelli.

COMUNE BOLOGNA. RDB ROMPE SULLA SEDE: UN'ORA PER ARRIVARCI
'CI HANNO DETTO DI USARE LE BICICLETTE, PRONTI ALLO SCIOPERO'

(DIRE) Bologna, 5 giu. - Rottura tra Comune di Bologna e sindacato sul trasferimento alla sede unica, su cui aleggia a questo punto l'ombra dello sciopero. La sigla di base Rdb esce dell'incontro tenuto oggi con l'amministrazione parlando di una "organizzazione ridicola", visto che "non e' scaturita nessuna risposta seria" alle richieste avanzate venerdi' scorso dall'assemblea dei lavoratori. Un ulteriore incontro e' previsto per il 17 giugno, ma sotto la minaccia dello "stato d'agitazione del personale", l'anticamera dello sciopero vero e proprio. Il punto piu' delicato sembra essere lo spostamento per i dipendenti. Secondo calcoli riportati dalle Rdb i 1.260 lavoratori diretti dall'estate in via Fioravanti (il trasloco durera' dal 21 luglio al 30 agosto) "si troveranno ad impiegare un'ora per potere raggiungere il posto di lavoro". Questo, anzi, varra' solo per i "fortunati", dato che "l'allungamento della linea 30 proposta dall'amministrazione ha una capienza di 450 posti in un'ora. Per gli altri ci sono le biciclette gratis- s'arrabbia la delegata Rdb Vilma Fabbiani- questa la ridicola risposta dell'amministrazione comunale". I posti auto previsti per i dipendenti nella nuova sede, infatti, sono "solo 160 e a pagamento", ha denunciato gia' nei giorni scorsi il sindacato. Ci sono poi i "gravi ed irrisolti problemi della sicurezza dei locali" e le polveri del vicino cantiere Tav di via Carracci nell'aria. Un problema, lamenta Rdb, che "si risolvera' quando tale cantiere sara' chiuso, tra dieci anni". Come se non bastasse, "gli spazi sono insufficienti tant'e' che alcuni archivi non potrenno essere trasferiti". Una sede, quella decisa dalla ex giunta Guazzaloca, che dunque "unica non e'": oltretutto "il Comune di Bologna sara' l'unico in Italia a non avere i servizi demografici (attivita' primaria dei Comuni) a non essere ubicata nel palazzo comunale". Andranno in via Capramozza, "per fare posto alle sedi sindacali ed aumentare lo spazio per le sedi dei politici".


5 giugno 2008 - Omniroma

PTV, RDB-CUB: «GARANTITA REINTERNALIZZAZIONE PRECARI»

(OMNIROMA) Roma, 05 giu - «Si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri presso l'assessorato alla Sanità della Regione Lazio il primo degli incontri sul precariato della Sanità del Lazio concordati nell'assemblea pubblica dello 4 aprile scorso. Hanno preso parte all'incontro l'assessore alla Sanità Augusto Battaglia, il direttore generale del Policlinico di Tor Vergata, Enrico Bollero, e il direttore amministrativo, Mauro Pirazzoli, il delegato dell'assessore al Bilancio, Luigi Nieri, le RdB-Cub e una delegazione di lavoratori esternalizzati. Al centro dell'incontro l'urgente problematica dell'appalto a suo tempo conferito dal PTV all'Arcobaleno srl, sul quale è intervenuta la censura dell'Ispettorato del Lavoro di Roma». Così in una nota Rdb-Cub. «Sia l'assessore Battaglia che i dirigenti del PTV hanno formalmente garantito alla delegazione sindacale il rispettivo impegno all'immediata attivazione del processo di reinternalizzazione e alla garanzia della continuità occupazionale dei lavoratori della Arcobaleno, nonché alla regolarizzazione dei co.co.co, imponendo così una decisiva accelerazione alle procedure di reinternalizzazione dei dipendenti delle ditte e cooperative in appalto e di definitiva stabilizzazione dei precari della Sanità, già disposti con i recenti atti deliberativi della Giunta regionale - continua la nota - Al termine dell'incontro sono stati calendarizzati gli ulteriori confronti tra le parti, al fine di definire le procedure di stabilizzazione e reinternalizzazione per ogni Azienda e assicurare l'attuazione degli impegni formalmente assunti nell'ambito della vertenza regionale sul precariato avviata dalle Rdb-Cub. Oggi alle 18.00 le RdB/CUB hanno indetto un'assemblea dei lavoratori dell'Arcobaleno e dei precari presso PTV, in cui verranno esposti gli esiti dell'incontro e stabilite le prossime iniziative».

CASA, ASIA-RDB: «INQUILINI COLLI PORTUENSI IN SCIOPERO FAME»

(OMNIROMA) Roma, 05 giu - «L'annosa vicenda che vede un pesante attacco al diritto alla casa per numerosi cittadini romani residenti nelle palazzine di viale Colli Portuensi 187, messe in vendita dal Fondo Pensioni dipendenti ex Cassa di Risparmio di Trieste-Unicredit, è giunta ad un punto limite. Gli inquilini, che da lungo tempo vivono negli appartamenti in questione, rischiano di perderli a causa di onerose proposte di acquisto e ricattatorie forme di tutela. Continuano le vendite a terzi e permane l'indisponibilità della proprietà ad avviare un confronto con le parti sindacali, gli inquilini e le amministrazioni che via via si sono proposte come mediatori. Pertanto l' l'AS.I.A.-RdB e gli inquilini hanno deciso di avviare uno sciopero della fame fino a quando le istituzioni e il Fondo non siederanno ad un tavolo e inizieranno un percorso concreto di tutela dei nuclei coinvolti». Così una nota Asia-Rdb. «Lo sciopero sarà sostenuto, oltre che da un rappresentante del sindacato, da 4 inquilini ed inquiline, tra i quali la signora Genovese di 82 anni, e il signor Frollà di 75 anni - continua la nota - Con questa decisione si intende richiamare l'amministrazione regionale all'individuazione di uno strumento di ausilio all'acquisto per i nuclei che intendono comprare l'alloggio in cui vivono, l'amministrazione comunale alla definizione di tutele per chi non può acquistare, ed il Fondo Pensioni-Unicredit a sedersi al Tavolo Interistituzionale di cui si chiede la convocazione da parte dell'assessore regionale Astorre».


5 giugno 2008 - Adnkronos

ROMA: INQUILINI DI VIALE COLLI PORTUENSI ORGANIZZANO SCIOPERO DELLA FAME
DAVANTI LE PALAZZINE IN VENDITA LA CONFERENZA STAMPA INDETTA DA ASIA-RDB CUB

Roma, 5 giu. - (Adnkronos) - E' fissata per martedi' 10 giugno alle 12 la conferenza stampa indetta dall'associazione Inquilini e assegnatari Asia-Rdb Cub e dagli abitanti di viale Colli Portuensi 187, che riguardera' la decisione di avviare uno sciopero della fame per protestare contro la messa in vendita degli appartamenti in cui molti nuclei familiari romani abitano da quarant'anni. Gli inquilini delle palazzine di viale Colli Portuensi 187 vedono infatti minacciato il proprio diritto alla casa dopo che il Fondo Pensioni per i dipendenti dell'ex Cassa di Risparmio di Trieste-Unicredit, ha deciso di mettere in vendita gli appartamenti in questione, di cui e' proprietario. Lo sciopero della fame, che sara' sostenuto da un rappresentante del sindacato Asia-Rdb Cub e da 4 inquilini tra cui una donna di 82 anni e un uomo di 75, mira alla convocazione da parte dell'assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, Bruno Astorre, di un Tavolo Interistituzionale con il Fondo Pensioni. Le vendite a terzi degli appartamenti, infatti, continuano senza che la proprieta' sia stata disponibile a un confronto con le parti sindacali, gli inquilini e le amministrazioni che si sono proposte come intermediari. Lo sciopero della fame continuera' fino a quando gli inquilini non otterranno, oltre al Tavolo Istituzionale per formulare un percorso concreto di tutela dei nuclei coinvolti, anche l'individuazione da parte dell'amministrazione regionale di uno strumento di ausilio per chi intende comprare la casa in cui abita, e la definizione da parte dell'amministrazione comunale di tutele per chi non puo' acquistare.


5 giugno 2008 - Agi

CNR: D'UBALDO (PD), NON C'E' BISOGNO DI DUE ADDETTI STAMPA

(AGI) - Roma, 5 giu. - Due senatori del Partito democratico, Roberto Di Giovanpaolo e Lucio D'Ubaldo, hanno presentato una interrogazione urgente al ministro dell'Istruzione, dellÂ’Universita' e della Ricerca, per sapere se corrisponde a verita', quanto scritto dallÂ’organo dell'Usi Rdb, "IlFoglietto", e cioe' che il Presidente del Cnr avrebbe intenzione di pubblicare un bando per un posto di capo ufficio stampa, quando negli uffici di piazzale Aldo Moro, vi e' gia' un giornalista vincitore nel 2001 di un concorso della stessa natura. In particolare i due senatori chiedono al Ministro Mariastella Gelmini, di chiarire "l'incongruenza cronologica di un provvedimento assunto in scadenza di mandato" e senza una effettiva necessita'". Gli interroganti si domandano, infatti, se l'eventuale pubblicazione del bando "non contrasti con i principi di imparzialita' e di buon andamento della Pubblica Amministrazione tutelati dall'articolo 97 della Costituzione, senza contare infine la possibilita' del danno all'erario". E questo, concludono i due senatori, in contraddizione con le esigenze del contenimento della spesa pubblica, previste tanto nella finanziaria del 2008, quanto negli stessi "programmi dell’attuale Governo".


5 giugno 2008 - Corriere della Sera

Pubblico impiego L'incontro con i sindacati e le categorie
Statali licenziabili se rifiutano il trasferimento
Brunetta: i falsi certificati sono truffa aggravata
di Roberto Bagnoli

ROMA — Sanzioni più dure contro i fannulloni, rischio di licenziamento nel caso di rifiuto di trasferimento, reato di truffa aggravata per i medici che firmano certificati falsi. Ma anche un sistema di valutazione più efficiente per i meritevoli con maggiori poteri ai dirigenti e una contrattazione di secondo livello collegata alla situazione finanziaria dell'ente. Insomma, dai ministeri più virtuosi, gli statali potranno ottenere stipendi migliori. Queste alcune delle novità con le quali il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta si è presentato ieri pomeriggio al secondo incontro con i sindacati per avviare in tempi brevi la riforma del pubblico impiego.
Per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani il colloquio è stato «interlocutorio con almeno tre problemi che restano aperti». Si tratta del «rapporto normativo tra legge e contratto», il rischio di «tagli indiscriminati dal parte del ministro Tremonti», e la necessità di trovare «le risorse per rinnovare i contratti del pubblico impiego». Raffaele Bonanni (Cisl) ritiene giusta la direzione di marcia ma invita Brunetta a «evitare minacce di licenziamento e a ricordare l'insegnamento di Federico Caffè secondo cui le riforme si costruiscono col coraggio e col consenso».
Il leader dell'Ugl Renata Polverini sottolinea la sostanziale «positività dell'incontro» e anche la disponibilità «del ministro a rinnovare i contratti». La Polverini ha affermato che i sindacati hanno ribadito a Brunetta «la necessità di definire in modo chiaro ciò che deve essere demandato alla legge e quanto deve rimanere dentro la contrattazione». Una precisazione non da poco vista la complessità dell'iter giuridico di questa riforma. Le norme in questione confluiranno in un disegno di legge che introdurrà i nuovi principi a cui si ispireranno i decreti attuativi che saranno adottati dal governo entro sei mesi.
Per accelerare i tempi Brunetta ha ribadito ai sindacati la richiesta di rendere al ministero entro 48 ore - anche via email - le loro osservazioni. La giornata di ieri ha visto polemiche con le parti sociali. Questa volta a sollevare problemi è stata la confederazione sindacale Rdb-Cub che Brunetta non ha invitato. «Ma perché noi no che abbiamo il 5% dei voti e l'Ugl sì che ha meno rappresentanza di noi nella pubblica amministrazione?». Il coordinatore Pierpaolo Leonardi non ha avuto risposta e ha minacciato di occupare il ministero se «non verrà ripristinata la legalità».
Nella zona «sanzioni» il nuovo testo di Brunetta prevede oltre al licenziamento per «scarso rendimento» anche il rafforzamento dei controlli medici durante le assenze per malattia dei dipendenti pubblici.


5 giugno 2008 - Gazzetta del Sud

Truffa aggravata per il dipendente pubblico che presenta un certificato con false attestazioni di malattia
Statali, Brunetta conferma la linea dura
Passibile di licenziamento anche il personale in esubero che rifiuta di trasferirsi
di Alessandra Gridelli

ROMA - Prosegue la linea dura del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta: dopo l'annuncio dei licenziamenti dei «fannulloni», arriva il reato di truffa aggravata per lo statale che presenta un certificato con false attestazioni di malattia e che, anche in questo caso, andrà incontro alla risoluzione del rapporto di lavoro. Lo prevede un nuovo documento sulla riforma del lavoro pubblico e della contrattazione consegnato ieri dal ministro ai sindacati. Il ministro ha visto i leader di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, e il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, (in sostituzione di Luigi Angeletti all'estero) e, separatamente, il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini. Nel mirino, questa volta, non solo i dipendenti con «scarso rendimento», ma anche il personale in esubero che rifiuta di spostarsi. In entrambi i casi è previsto il licenziamento. Brunetta pensa, quindi, ad un rafforzamento del sistema dei controlli medici durante il periodo di assenza per malattia del dipendente. Ma a pagare sarà anche il medico che attesta il falso e che, se pubblico dipendente, sarà licenziato. Riguardo ai dipendenti in esubero che rifiutano il trasferimento, l'idea è di introdurre un sistema di rilevamento del personale eccedente «perché non più funzionale alla struttura o perché inutile sotto il profilo della competenza e della professionalità». In quest'ultima ipotesi, è collocato a disposizione, percepirà la sola retribuzione di base, sarà riqualificato e riassegnato ad altra amministrazione. Ma in caso di rifiuto, il rapporto di lavoro si risolverà di diritto. Stop anche ai premi a pioggia «a prescindere dalla qualità del lavoro svolto»: in futuro dovranno essere corrisposti secondo la «valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi». Limitata anche la carriera sulla base di automatismi dovuti ad anzianità di servizio. Sembra, dunque, essersi ricucito lo strappo della scorsa settimana, dopo che la Cgil aveva abbandonato il tavolo per protestare contro l'esclusione delle categorie. Che ieri sera hanno partecipato al ministero ad un incontro convocato a seguire a quello con i leader sindacali. Assenti, tuttavia, i segretari generali della Fp-Cgil e della Fp-Cisl, Carlo Podda e Rino Tarelli. Mentre erano presenti i segretari di categoria della Uil, Salvatore Bosco e Rino Tarelli. Epifani, Bonanni e Pirani, ma anche la Polverini, hanno chiesto al governo di stanziare subito le risorse per i rinnovi contrattuali, a cominciare dal decreto sulla stabilizzazione deficit/pil di Tremonti che dovrebbe essere presentato attorno al 18 giugno e dal Dpef. Ma i sindacalisti chiedono anche l'estensione della detassazione degli straordinari anche ai lavoratori pubblici. Epifani ha espresso preoccupazione per i tagli «indiscriminati a cui sta pensando Tremonti»; Bonanni ha detto che le riforme, rispetto alle quali c'è la disponibilità del sindacato, non si fanno col bastone ma con il coinvolgimento dei lavoratori; Pirani, nel chiedere fondi per i contratti, ha rilevato come le nozze «non si fanno con i fichi secchi».
Invece le Rdb-Cub indicono una giornata di mobilitazione per il 20 giugno. Secondo Paola Palmieri della direzione nazionale Rdb-Cub, l'impianto della Pubblica amministrazione che emerge dalla breve introduzione dal ministro Brunetta «è tutto incentrato sul mercato». Con la riforma Brunetta, «da soggetto che eroga servizi ai cittadini la P.A. si trasforma in bacino di interesse per gruppi finanziari e grandi società private». E «per quanto riguarda i salari, cancella il biennio 2008-2009 e avvia per il 2009 un nuovo assetto contrattuale triennalizzato». Le Rdb-Cub hanno «tutt'altra idea di come la P.A. debba funzionare», conclude la Palmieri, annunciando «un dossier con esempi concreti sulle responsabilità politiche di appalti ed esternalizzazioni utili solo a soddisfare gli appetiti dei privati».


5 giugno 2008 - Liberazione

Il ministro: «Licenzieremo finti malati e chi non accetta trasferimenti». I sindacati: rinnovare i contratti
Statali, la propaganda di Brunetta
di Roberto Farneti

Annunci e propaganda. La rivoluzione dell'amministrazione pubblica promessa dal ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta, rischia di ridursi a questo. A parole gli obiettivi del governo sono quelli elencati nella "bozza" consegnata alle parti sociali. E cioè: un aumento dei beni e servizi pubblici, un progressivo miglioramento della qualità dei servizi; una maggiore prossimità delle amministrazioni ai cittadini e tempestività nell'erogazione delle prestazioni; insieme ad una riduzione dei costi.
Nella sostanza, è difficile credere che tali obiettivi possano essere raggiunti in assenza di un vero piano industriale - vale a dire risorse certe e una proposta chiara, studiata comparto per comparto - e partendo invece solo dal principio che gli unici responsabili di sprechi e inefficienze sono i lavoratori pubblici, dipinti in blocco come dei nullafacenti, senza distinzione alcuna tra chi è solito "imboscarsi" e chi invece il proprio dovere lo compie fino in fondo. Come, ad esempio, «gli Operatori Socio Sanitari, che a fronte di salari da fame garantiscono la quotidianità, e l'emergenza continua, del sistema sanitario pubblico e privato del paese», ricorda Sabino Venezia del Coordinamento RdB Sanità, sindacato che per domani ha indetto una giornata di mobilitazione a Roma.
«Licenzieremo i finti malati», grida Brunetta. Lo statale che presenterà un certificato di malattia non corrispondente al vero si macchierà del reato di truffa aggravata. Il ministro minaccia un rafforzamento dei controlli medici giornalieri e il licenziamento anche del medico, se pubblico dipendente, nel caso di falsa attestazione. Peccato che «la licenziabilità per chi risulti colpevole di reati come truffa, peculato, corruzione, concussione sia già attualmente prevista - ricorda il segretario della Fp Cgil, Carlo Podda - dai vari codici disciplinari contenuti negli ultimi contratti di lavoro pubblici».
Ancora. I lavoratori pubblici considerati in esubero «perchè non più funzionali alla struttura o perchè inutili sotto il profilo della competenza e della professionalità» saranno collocati «a disposizione», con l'erogazione «della sola retribuzione di base, riqualificati e riassegnati ad altra amministrazione». In caso di rifiuto del trasferimento «il rapporto di lavoro si risolverà di diritto».
Stop anche ai premi a pioggia «a prescindere dalla qualità del lavoro svolto», ma che dovranno essere corrisposti secondo la «valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi». La valutazione si svolgerà sì nelle singole amministrazioni, ma sarà «validata e controllata» da un organismo centrale presso la Funzione Pubblica «per garantire omogeneità ed efficacia». La produttività - è scritto nel documento - «dovrà essere direttamente commisurata ai risultati ottenuti». Limitazioni anche per la carriera sulla base di automatismi dovuti all'anziantà di servizio.
Il problema è che Brunetta sa che le sue minacce di agire contro gli statali fannulloni, pur nella loro demagogia, sono efficaci dal punto di vista propagandistico, essendo basate su luoghi comuni molto diffusi nell'opinione pubblica. Non a caso ieri il quotidiano Il Messaggero , rispolverando dati già noti e contestati dai sindacati, strillava in prima pagina i 25 giorni all'anno di assenze per malattia registrati nell'azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma.Va da sé che enfatizzare casi particolari serve solo ad alzare polveroni: «La media di assenze per malattia nei settori pubblici chiarisce ancora Podda - è di 10.5 giornate all'anno quella dei settori privati è di 9,6. Come si vede, non siamo lontani. La vera differenza - spiega il segretario della Fp Cgil - sta nelle assenze di altro tipo, come quelle per assistere i parenti malati, maternità e così via. Spero tuttavia che nessuno voglia mettere discussione la possibilità di usufruire di certi diritti».
I sindacati, al termine dell'incontro informale di ieri con il ministro, hanno comunque ribadito di essere disposti a raccogliere la sfida per l'efficienza della pubblica amministrazione. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, non ha però nascosto la propria preoccupazione per il piano di tagli alla spesa che sta mettendo a punto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. «Ci preoccupa il tema degli organici e dei precari», aggiunge Epifani. I sindacati chiedono inoltre risorse per i contratti di lavoro ancora aperti.


5 giugno 2008 - Il Manifesto

Secondo round tra il ministro e i sindacati. Epifani: «Incontro interlocutorio, i problemi restano aperti»
Statali, Brunetta lancia un piano di «super tagli»

Roma - Udite, udite: «Se un dipendente pubblico si dà malato e invece sta benissimo, sarà accusato di truffa aggravata». Tocca guastare lo strillo però, ricordare che «il reato di truffa è già previsto», e tornare alle cose serie: la riforma della pubblica amministrazione, su cui ieri si è tenuto il secondo round - sulla base di un secondo documento - tra il ministro Brunetta e i sindacati.
Non sembra risolvere, il secondo documento presentato ieri da Brunetta ai sindacati, i nodi del primo testo, che avevano provocato l'abbandono del tavolo da parte della Cgil. Il ministro della funzione pubblica ha convocato ieri, in via informale, i tre segretari confederali di Cgil Cisl e Uil, poi ha aperto gli uffici ministeriali per una consultazione (e non trattativa) con i rappresentanti della categoria (e non i segretari delle categorie stesse). Ha chiesto ai sindacati di inviare eventuali osservazioni via mail, «entro quarantotto ore», e ha preso impegni per un prossimo incontro all'inizio della settimana prossima. Obiettivo: arrivare a un disegno di legge, una sorta di 'testo unico del pubblico impiego' con annessa riforma della contrattazione collettiva, nei tempi più rapidi possibili, entro dieci giorni pare.
Il metodo ha lasciato pienamente soddisfatti Cisl e Uil (che chiedono però il rinnovo dei contratti). Nel merito, Guglielmo Epifani (Cgil) parla di «un incontro interlocutorio, che lascia aperte tre questioni: il rapporto tra legge e contrattazione innanzitutto (quanto cioè si contratta e quanto invece si legifera in materia ndr), il rapporto tra il piano industriale e il piano di tagli alla spesa a cui sta lavorando Giulio Tremonti, e il rinnovo dei contratti di lavoro ancora aperti».
Secondo Alfredo Garzi (Fp Cgil), ieri presente all'incontro, «il quadro delineato resta poco chiaro». Quattro sono i punti principali del documento: cultura della valutazione (il cui terminale sarà costituito da un organismo centrale facente capo al ministero), modifica della disciplina delle sanzioni (che dovrebbe definire, e «semplificare nell'attuazione», le violazioni che danno luogo al licenziamento), riorganizzazione della dirigenza pubblica (con l'attribuzione di poteri manageriali, e di maggiori responsabilità, ai dirigenti) e riforma della contrattazione collettiva. Per quanto riguarda gli esuberi, il piano prevede l'introduzione di un sistema di rilevamento per il personale 'in più', se «non più funzionale o inutile sotto il profilo della competenza o professionalità»: in questo secondo caso potrà esserci l'assegnazione ad un'altra amministrazione e, in caso di rifiuto, il licenziamento. Anche sul modello contrattuale (su cui è imminente la trattativa anche per il settore privato) non si prospetta nulla di buono: alla riduzione della durata dei contratti (che diventeranno triennali) si accompagna il vincolo per il secondo livello alla situazione dell'ente pubblico di riferimento (un po' come dire «niente»).
«L'impianto della pubblica amministrazione che emerge è tutto incentrato sul mercato», denuncia il sindacato di base Rdb-Cub, annunciando una giornata di mobilitazione per il 20 giugno.(s.f.)


5 giugno 2008 - Il Quaderno

Benevento: pubblico impiego, dibattito sulla riforma annunciata da Brunetta

Continua il dibattito sull’impianto di riforma presentato dai giorni scorsi dal ministero per l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. Secondo il vicesegretario regionale del Nuovo Psi, Giuseppe Lombardi, "la richiesta di Brunetta, rivolta ai suoi colleghi ministri, di rendere note, sui siti dei loro dicasteri, le retribuzioni dei dirigenti e le statistiche sulle presenze del personale negli uffici, è un esempio di come la esigenza di trasparenza nell'operato della pubblica amministrazione sia ormai irrinunciabile". Perciò, l’esponente socialista ha ribadito le proposte relative ai Consigli Provinciali e alla pubblicazione sul sito internet della Provincia di tutti gli atti posti in essere dal Consiglio e dalla Giunta Provinciale, compresi gli elenchi delle consulenze e degli incarichi esterni conferiti".
Diverso il giudizio espresso dalle Rappresentanze di Base del Pubblico Impiego che hanno chiesto al ministro di rispettare le regole. Il riferimento è alla decisione di Brunetta di far precedere l’incontro con le organizzazioni sindacali da un vertice separato con le tre sigle confederali di Cgil, Cisl e Uil, più l’Ugl.
"E’ molto grave quanto sta accadendo in materia di relazioni sindacali alla Funzione Pubblica – ha dichiarato Pierpaolo Leopardi, coordinatore generale della Confederazione -. Prima lo sgarbo della convocazione ad personam per la presentazione del Piano Industriale, poi questa dell’esclusione della RdB/CUB e l’inclusione dell’Ugl che, nel pubblico impiego può vantare a malapena meriti politici, non certo di peso sindacale come dimostrano i recenti risultati nelle elezioni per le RSU in cui la RdB/CUB mantiene il 5% in 6 comparti e aumenta sensibilmente i voti, mentre l’Ugl ottiene due comparti solo grazie ad apparentamenti con altri sindacati autonomi".


5 giugno 2008 - Il Mattino

STATALI, LICENZIARE I FALSI MALATI E CHI NON SI TRASFERISCE
di ALESSIO FANUZZI

Premi di produttività vincolati alla qualità del prodotto e dei servizi e sanzioni più efficaci contro i fannulloni, con la definizione delle violazioni da licenziamento, da scarso rendimento a falsa attestazione di malattia. E ancora. Poteri manageriali ai dirigenti e riforma della contrattazione con revisione della durata dei contratti e secondo livello legato alla situazione dell’ente. Sono i cardini della riforma consegnata dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta (nella foto) ai sindacati e al ministro ombra del Pd Linza Lanzillotta. Con una raccomandazione: chiunque vorrà muovere appunti al piano industriale dovrà farlo via email nelle prossime 48 ore. Anche perché i tempi sono strettissimi e ancora ieri il ministro ha ribadito alle organizzazioni di categoria la volontà di chiudere la riforma entro il 18 giugno, giorno in cui Tremonti varerà il decreto di stabilizzazione deficit-Pil. Tante le novità, illustrate punto per punto ai leader di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, e al segretario confederale della Uil Paolo Pirani (sostituto di Luigi Angeletti, impegnato all’estero). Nel mirino, questa volta, non solo i dipendenti con «scarso rendimento», ma anche chi presenta un certificato con false attestazioni di malattia (che sarà accusato anche di truffa aggravata) e il personale in esubero che rifiuta di spostarsi. In entrambi i casi è previsto il licenziamento. Contro i malati immaginari, Brunetta pensa anche ad un rafforzamento del sistema dei controlli medici durante il periodo di assenza del dipendente. Ma a pagare sarà anche il medico che attesta il falso e che, se pubblico dipendente, sarà licenziato. Riguardo ai dipendenti in esubero che rifiutano di spostarsi, il ministro punta ad introdurre un sistema di rilevamento del personale eccedente «perché non più funzionale alla struttura o perché inutile sotto il profilo della competenza e della professionalita». In quest’ultima ipotesi, è collocato a disposizione, percepirà la sola retribuzione di base, sarà riqualificato e riassegnato ad altra amministrazione. In caso di rifiuto, niente appelli: il rapporto di lavoro si risolverà di diritto. Pugno duro anche contro i premi a pioggia, «a prescindere dalla qualità del lavoro svolto»: in futuro dovranno essere corrisposti secondo la «valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi». Limitata anche la carriera sulla base di automatismi dovuti ad anzianità di servizio. Misure ferree, sulla cui applicazione adesso la parola passa ai sindacati. Ricucito lo strappo della scorsa settimana, dopo che la Cgil aveva abbandonato il tavolo per protestare contro l’esclusione delle categorie, Epifani e Bonanni hanno chiesto al governo di stanziare subito le risorse per i rinnovi contrattuali, a cominciare dal decreto sulla stabilizzazione deficit/pil di Tremonti e dal Dpef. Non solo, i sindacalisti chiedono anche l’estensione della detassazione degli straordinari ai lavoratori pubblici. Più categorica la Rdb-Cub, contraria ad un «impianto del tutto incentrato sul mercato» e pronta a scendere in piazza per il 20 giugno.


5 giugno 2008 - Il Gazzettino

INFORTUNI SUL LAVORO
Rdb-Cub: da oggi attivo un numero verde regionale
di Pietro Rossi

Vicenza - Il numero di telefono è questo: 800 922 977. È un numero verde, attivo da oggi, al quale chiunque può rivolgersi per denunciare le eventuali condizioni di insicurezza su di un luogo di lavoro. Il servizio, operativo 24 ore su 24, è stato predisposto dal sindacato di base Rdb-Cub in tutte le province della regione. Il Veneto (prima ed unica regione, per adesso ad averlo) fa quindi da apripista per un progetto che, secondo i sindacati non confederati, può diventare un fattore indispensabile per ridurre il rischio di infortuni sul lavoro. A Vicenza l'iniziativa "Chiama mister 626" (il nome fa riferimento alla legge sugli infortuni) è stata presentata ieri davanti ad una sede rappresentativa, anche se in un contesto un po' singolare. Sotto al porticato di palazzo Bonin Longare, sede di Confindustria, verso fine mattinata sventolavano infatti le bandiere dell'organizzazione dei lavoratori. «Dovevamo fare una riunione con gli industriali all'interno, ma all'ultimo momento ci hanno detto di no perché si stavano svolgendo dei corsi di formazioni per le Rls, rappresentanze lavoratori per la sicurezza. Poco male, anzi la circostanza ci sta tutta», ha spiegato Germano Reniero, coordianatore del Cub vicentino. Saranno proprio le Rls a rispondere al centralino del numero verde, assicurando l'anonimato e controllando la veridicità della telefonata richiamando il numero del chiamante. A loro si possono segnalare tutte le irregolarità, come la presenza di lavoratori in nero, di impianti fuori norma, di assenza o mancato funzionamento dei dispositivi di sicurezza, delle quali si è a conoscenza nel proprio ambito lavorativo. Il sindacato, dopo delle indagini preliminari per verificare l'oggettività della denuncia, trasmetterà le informazioni in suo possesso alle autorità preposte. E cioè agli organi di controllo, come ad esempio lo Spisal. «Il più delle volte i lavoratori hanno paura di denunciare le situazioni afferma Reniero e al di là dei numeri già gravi sulle morti bianche e sugli incidenti sul lavoro, c'è un sommerso che non viene fuori: soprattutto nell'edilizia, ma anche nel settore della meccanica, spesso a chi si fa male viene intimato di tacere, pena il licenziamento. E molte situazioni al limite, anche dalle nostre parti sono coperte dalle scappatoie e dall'omertà». Dal primo gennaio 2008 ad oggi, in Italia, sono stati registrati 447 mila infortunati sul lavoro, dodicimila invalidi permanenti e 447 morti. «C'è chi le chiama morti bianche conclude Reniero per noi hanno un solo nome: omicidi».


5 giugno 2008 - Leggo

Roma. Sono i tecnici della sanità...

Roma - Sono i tecnici della sanità, sanno come effettuare un massaggio cardiaco, un primo soccorso o una respirazione artificiale. La sanità ha investito fondi sui loro corsi di formazione con tanto di attestato ma, solo nelle Asl di Roma e del Lazio, ce ne sono almeno 2.500 a spasso.
Si chiamano Oss, operatori socio sanitari, e rappresentano un esercito di precari «in parte disoccupati ed in parte inseriti nella sanità pubblica come ausiliari, gli ex portantini, o nella privata con mansioni inadeguate e sottopagate – denuncia Sabino Venezia, esponente Rdb Cub – domani porteremo la protesta con tre sit-in al ministero della Salute, del lavoro e all’Aran per sapere come e quando verranno stabilizzati. Gli Oss infatti, con un'adeguata dotazione organica, potrebbero sgravare gli infermieri dal peso della carenza di personale nelle strutture pubbliche e soprattutto nell’assistenza domiciliare» (L.Loi./ass)

Roma. Arriva la riforma anti-fannulloni...
di Claudio Fabretti

Roma - Arriva la riforma anti-fannulloni. Tempi duri, in particolare, per gli assenteisti del pubblico impiego, i falsi malati e i medici troppo compiacenti. Il pacchetto, predisposto dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, riguarda, in particolare, la riforma del lavoro pubblico e della contrattazione collettiva ed è già stato consegnato ai sindacati.
Lo statale che presenta un certificato contenente false attestazioni di malattia si macchierà del reato di truffa aggravata e pertanto sarà licenziato. Previsto anche un rafforzamento del sistema dei controlli medici giornalieri durante il periodo di assenza per malattia del dipendente nonché il licenziamento del medico, se pubblico dipendente, nel caso di falsa attestazione. Il dirigente con più poteri disciplinari sarà responsabile personalmente se non avvierà il procedimento.
Il licenziamento scatterà anche nei confronti dei lavoratori pubblici in esubero che rifiuteranno di essere spostati in un'altra amministrazione. Stop anche ai premi a pioggia «a prescindere dalla qualità del lavoro svolto», ma che dovranno essere corrisposti secondo la «valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi».
La produttività - è scritto nel documento - «dovrà essere direttamente commisurata ai risultati ottenuti». La valutazione su produttività e standard qualitativi dei servizi sarà affidata a un organismo centrale, istituito presso il ministero al fine di garantire omogeneità ed efficacia delle valutazioni.
La federazione delle rappresentanze di base del pubblico impiego Rdb, che aderisce alla confederazione Cub, protesta contro l'esclusione dalle consultazioni. E i sindacati già annunciano battaglia.

Firenze. Un pacchetto di 10 ore di sciopero...

Firenze - Un pacchetto di 10 ore di sciopero, l’astensione dagli straordinari da parte dei lavoratori e la formazione di presidi davanti ai cancelli. Sono queste le misure di protesta indette dalla Rsu dello stabilimento della Gkn a Campi Bisenzio, in risposta all’atteggiamento di chiusura della direzione aziendale in merito alla trattativa per il contratto aziendale e alle proposte di flessibilità. Le 10 ore di sciopero si svolgeranno secondo modalità da definire «di volta in volta».
Tra i sindacati che aderiranno alla protesta, conclude la nota, anche il sindacato di base FlmUniti-Cub.


5 giugno 2008 - Europa

Pd: il Cnr contraddice le linee del buon governo

I senatori del Pd, Di Giovanpaolo e D'Ubaldo, hanno presentato una interrogazione urgente al ministro Gelmini, per sapere se corrisponde al vero quanto scritto dall'organo dell'Usi Rdb, Il Foglietto, e cioè che il presidente del Cnr vorrebbe indire un bando per un posto di capo ufficio stampa, quando al Cnr vi è già un giornalista vincitore nel 2001 di un concorso anlogo. I due senatori chiedono di chiarire <l'incongruenza cronologica di un provvedimento assunto in scadenza di mandato> e in contraddizione con le esigenze di contenimento della spesa.


5 giugno 2008 - Il Resto del Carlino

Comacchio. L’AMMINISTRAZIONE comunale, sulla vicenda dei vigili precari...

Comacchio - L’AMMINISTRAZIONE comunale, sulla vicenda dei vigili precari, sembra aver trovato una soluzione a tutte le richieste avanzate dai sindacati confederali e dai delegati Sulpl di polizia municipale. Proprio ieri, in una nota inviata ai sindacalisti provinciali, alla RdB e alla Rsu che aveva come oggetto lo «stato di agitazione corpo di polizia municipale - tentativo di conciliazione», a firma del dirigente del personale Leda Facchini, si legge: «Questa amministrazione, riformula la proposta in questi termini: modifica della programmazione triennale del fabbisogno di personale per gli anni 2008-2010 tramite l’assunzoine di 11 agenti a tempo indeterminato, di cui 5 full-time e 6 part-time verticale al 50%; istituzione di un fondo per la previdenza complementare, da attingere ai proventi contravvenzionali (art. 208 codice della strada) e aumento del fondo delle risorse decentrate personale dipendente, al fine di istituire l’incentivo del disagiato servizio per gli operatori di polizia municipale che svolgono attività esterna». A questo punto, l’annunciato sciopero, programmato per sabato prossimo, è stato revocato. Una bella conquista, per il momento, da parte dei vigili urbani di Comacchio che finalmente pare abbiano trovato soddisfazione alle loro legittime aspettative.


5 giugno 2008 - L'Eco di Bergamo

«Viale Lombardia sicuro» Petizione degli operai
Dalmine, raccolta firme alla Tenaris: attraversamento pericoloso Il sindaco Bruschi: soluzioni e tempi da valutare con l'azienda
di Desirée Cividini

Dalmine - La messa in sicurezza del passaggio pedonale di viale Lombardia, a Dalmine, è oggetto di una petizione che raccoglie la protesta degli operai della Tenaris e che nei prossimi giorni sarà consegnata al sindaco Francesca Bruschi. Per ora sono più di duecento le firme raccolte dai lavoratori dell'azienda siderurgica, per segnalare la pericolosità del passaggio pedonale che a ogni turno sarebbe attraversato da circa trecento operai in entrata e in uscita.
Troppi i mezzi pesanti e gli autoveicoli che, secondo i lavoratori, percorrerebbero il viale a elevata velocità e senza dare precedenza ai pedoni. Proprio raccogliendo queste lamentele, lo scorso febbraio, il sindacato Flmu-Cub si era fatto portavoce di questo disagio, avanzando all'Amministrazione comunale la richiesta di intervenire con la messa in sicurezza del passaggio pedonale. Richiesta che la Giunta di centrosinistra si era riservata di valutare.
«A distanza di circa due mesi, però – dichiara Sergio Caprini della Flmu-Cub – ci siamo ritrovati con un nulla di fatto. Per questo nelle scorse settimane, con una delegazione di operai, ci siamo ripresentati di nuovo di fronte al sindaco per risollecitare l'intervento. Quella che abbiamo ottenuto è stata però una risposta negativa, fondata a nostro parere anche su una sottovalutazione della pericolosità di tale passaggio».
Da qui, nei reparti della Tenaris Dalmine, da parte degli operai è stata avviata una raccolta firme per esortare l'Amministrazione a eseguire al più presto l'intervento di messa in sicurezza del passaggio, che per altro rappresenta per gli operai che dal parcheggio dell'azienda devono raggiungere la portineria che conduce nei reparti Ftm (fabbrica dei tubi medi) e nell'acciaieria, un percorso obbligato.
«È chiaro che per evitare che si verifichino eventi spiacevoli urge un intervento, anche perché visto l'aumento del traffico il rischio degli incidenti è davvero elevato», aggiunge Caprini, il quale annuncia che nel giro di qualche giorno una delegazione di operai consegnerà al primo cittadino la petizione che per ora conta più di duecento firme. Dal canto suo l'Amministrazione, respingendo l'accusa di aver rifiutato la proposta di intervenire per mettere in sicurezza il passaggio, si dichiara aperta a ulteriori confronti e, seppure i tempi non siano stati ancora definiti, sottolinea che sono in atto delle valutazioni per decidere come procedere: «Il problema dell'alta velocità dei veicoli su viale Lombardia - precisa il sindaco Bruschi - è stato più volte evidenziato dall'assessore ai Lavori pubblici Marco Colleoni, tanto che la Giunta ha già preso contatti con la Tenaris per studiare quale sia la soluzione ideale per mettere in sicurezza l'attraversamento. Non sappiamo ancora dire quali saranno i tempi d'intervento, ma da parte nostra c'è tutta l'intenzione di provvedere a risolvere il problema, magari attraverso l'installazione di un semaforo a chiamata. Le ipotesi dovranno essere tuttavia valutate anche insieme all'azienda, in quanto il passaggio è in prossimità del parcheggio di loro proprietà».


5 giugno 2008 - Redattore Sociale

A Messina la prima festa di solidarietà con il popolo Rom
Nel campo Villaggio ''Fatima'' di San Raineri vivono circa 80 persone, kosovari e montenegrini, con circa 30 bambini che vanno tutti a scuola. Le associazioni promotrici: ''Vogliamo costruire insieme una città aperta''

MESSINA - La festa per i diritti dei rom è prevista per domani a partire dalle ore 18, al campo Villaggio "Fatima" di San Raineri, su iniziativa di una rete ampia di associazioni messinesi, che ha anche presentato, nei giorni scorsi, una lettera aperta contro il razzismo e le violenze verso il popolo rom. L'iniziativa è partita originariamente da un gruppo di volontari che temono un eventuale espulsione della comunità Rom dall'area dove si trova il campo che prima o poi sarà bonificata. Anche a Messina le comunità Rom vivono da decenni segregate nel campo - ghetto di San Raineri e in altri in luoghi - ghetto delle zone più degradate della città. Nella maggioranza dei casi vengono completamente ignorate le loro tradizioni, i loro usi. Dopo trent’anni di permanenza a Messina si sentono ancora senza terra, senza fissa dimora, pronti a riprendere un altro viaggio per costruire una casa e vivere in una città che li accolga pienamente, sentendosi anche loro dei cittadini, portatori di diritti e di doveri verso gli altri e la comunità di appartenenza. Dei 200 Rom, kosovari e montenegrini, presenti al campo negli anni 90, ne sono rimasti, attualmente, 80 con circa 30 bambini. La Caritas diocesana di Messina diretta da padre Nino Caminiti da più di vent’anni si dedica ai bisogni della comunità Rom presente in città. "Da sei anni seguo le famiglie Rom, soprattutto i bambini e le donne del campo. Per noi è una soddisfazione essere riusciti ad iscrivere tutti e trenta i bambini a scuola. - dice suor Gabriella DAgostino - Tante volte abbiamo sperato che potessero essere prese in considerazione le esigenze di questa gente, ma finora non c’è stata una volontà precisa dell’amministrazione, orientata in questo senso". "Il nostro desiderio è anche quello che presto si possa organizzare un’altra iniziativa di solidarietà pure per i 100 Rom rumeni che, invece, vivono nascosti in zone ancora più pericolose. - continua suor Gabriella - Speriamo in questo caso, anche se è molto difficile, che con l’aiuto del Comune si possano creare per loro dei punti di sosta, considerato che tendono ad essere meno stanziali". "I nostri fratelli e le nostre sorelle Rom di Messina li vogliamo con noi, nella nostra comunità. - scrivono le associazioni - Vogliamo insieme con loro e con i rappresentanti delle istituzioni costruire insieme una città aperta, accogliente con tutti, che riconosca i diritti inviolabili dell’uomo e pari "dignità sociale" e l’uguaglianza "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". "Stereotipi negativi e false rappresentazioni della realtà del popolo rom sono alla base delle manifestazioni violente contro i campi rom da parte di cittadini italiani, assalti indiscriminati moltiplicatisi in queste ultime settimane. L’Italia potrebbe essere il luogo di un nuovo pogrom, assecondato dalle attuali scelte politiche irresponsabili che incitano al razzismo, alla xenofobia, alla violenza. Le colpe di pochi non possono ricadere su tutti, la responsabilità penale individuale, fondamento dello Stato di diritto, non può essere trasformata in colpa collettiva, etnica. - scrivono nella lettera aperta - La nostra società non è riuscita a spegnere le scintille dell’intolleranza ed oggi il senso comune sembra indicare una volontà di esclusione sociale, espulsione dello straniero, del diverso. L’Italia è stata più di una volta condannata da organismi internazionali per la segregazione attuata verso il popolo rom e per la mancanza di politiche di contrasto conto la discriminazione dei rom". "Noi cittadini e cittadine, appartenenti a gruppi, associazioni e comunità di diverso orientamento politico, religioso e culturale, a partire dalla nostra città vogliamo essere accanto ai nostri fratelli Rom e condividere con loro questo difficile momento, inasprito anche dal recente decreto del governo sulla sicurezza decreto che alimenta la paura e la diffidenza. Vogliamo difendere il loro diritto a restare nella nostra città, a vivere dignitosamente dando il loro contributo per migliorare la nostra città, della quale fanno parte integrante. Sempre nel rispetto della loro identità e della ricchezza della loro cultura. - continua la lettera - Vogliamo che Messina non perda l’opportunità di farsi interpellare dalla loro "diversità". La loro Povertà intesa come non-attaccamento ai beni e la loro Libertà di correre a piedi nudi come figli del Vento ci ricordino il legame passeggero con le cose per cominciare a mettere in crisi questa società consumistica. Nessun popolo ha mai girato il mondo sempre senza armi e senza esercito come loro per dirci che la convivenza e la Pace sono possibili tra gli uomini. Chiediamo a tutti i cittadini, donne e uomini di contribuire, ognuno per la propria parte, a non commettere un crimine verso la comunità Rom, già nel passato perseguitata, discriminata, emarginata e sterminata in nome di una difesa di valori che richiedono, piuttosto, una società più giusta, più umana, più solidale".
All’iniziativa hanno aderito Agesci Messina 3, Arci Comitato Territoriale Messina, Caritas Diocesana - Ufficio Migrantes, Cesv – Centro Servizi per il Volontariato di Messina, Circolo Arci "Thomas Sankara", Comunità di Sant’Egidio, Cooperativa sociale Scirin di Messina, "E. Cialla" – SAE (Associazione Ecumenica), GI.FRA. (Gioventù Francescana, Parrocchia di Pompei), libreria Hobelix, M.e.g. (Movimento Eucaristico Giovanile), Movimento non violento – Polisportiva, associazione culturale "Nuovi Orizzonti", associazione culturale "Terra e cielo", Rete Lilliput - Nodo di Messina, Parrocchia di San Luca, Partito della Rifondazione Comunista - Circolo Peppino Impastato, la Confederazione Unitaria di Base (Cub) di Messina, la Cub Immigrazione di Messina, l'Anolf - Associazione nazionale oltre le frontiere (promossa dalla Cisl), associazione Rom "Baktallo Drom", Casa d’accoglienza ''Don Orione", associazione ''Mov Il ponte", Segreteria Cgil Provinciale, Dipartimento delle Politiche sociali della Cgil di Messina. (set)


5 giugno 2008 - La Tribuna di Treviso

Clima di tensione, camionette e pioggia all’apertura della festa dell’Ubik. Gli organizzatori: troppa polizia, stravolto lo spirito della festa
Mura blindate per il film «Nazirock»
In 300 alla proiezione sui bastioni. L’Anpi accusa: la Lega non isola i neonazi. Luigi Urettini ha preso di mira Stiffoni e Serena

Treviso - Alla fine, sui bastioni delle mura, vinse la pioggia. Si temevano scintille e scontri, all’inaugurazione di «Bastion contrario», la festa dell’Ubik al centro di roventi polemiche, ma la serata è stata connotata dalla pioggia battente e dalla presenza tutt’altro che discreta delle forze dell’ordine. Agenti, carabinieri, Digos e vistosssime camionette posizionate sopra e sotto le mura, per impedire ogni contatto dell’estrema destra con la festa dei centri sociali. Il docufilm di Claudio Lazzaro «Nazirock», quasi ovunque cancellato per la feroce opposizione di Forza Nuova, ha attirato sulle mura 300 persone.
La proiezione è cominciata in ritardo, mentre il pubblico si assiepava nei gazebi per evitare l’acqua. In collegamento Skype, c’era il regista del film: «Siete fra i pochi cittadini italiani che hanno potuto vedere questa mia opera, che Forza Nuova è riuscita a bloccare in quasi tutte la sale cinematografiche in cui è stata proposta - ha detto ai trevigiani Claudio Lazzaro - mi hanno dato del falsario, ma tutto quello che avete visto è un documento reale dell’universo neonazi italiano»
In particolare, il docu-film racconta numerose manifestazioni politiche dell’estrema destra, non solo di Forza Nuova, ma anche di Fiamma Tricolore. Il tutto inframmezzato da concerti rock delle band di chiarissima matrice neonazista, raduni skin, documenti storici e filmati di stretta attualità sull’intero centrodestra.
Fra il pubblico, c’erano il consigliere regionale Nicola Atalmi (Pdci), il segretario provinciale del Pdci Stefano Mestriner, il consigliere comunale del Pd Giovanni Tonella, esponenti dei comitati (Costanzo, Calesso), i sindacati Adl Cobas e le associazioni dell’arcipelago dei centri sociali. E’ intervenuto, per l’Anpi, il segretario cittadino Luigi Urettini, che ha sostituito il presidente provinciale Berto Lorenzoni. E non è stato un discorso di circostanza, nel denunciare i rigurgiti della violenza estremista di destra in Italia. Ha preso di mira la situazione trevigiana, e lo stesso partito che governa la città. «Treviso è sempre stata una centrale del neonazismo italiano, quello che avviene qui ha chiari riflessi di quanto accade altrove - ha tuonato Urettini - La stessa Lega, molto spesso, non prende le distanze dall’estrema destra e tra i suoi componenti accoglie elementi di estrazione fasciste, da Stiffoni a Serena (l’ex parlamentare ndr).
Successo, nonostante il maltempo. Ma i promotori della festa contestano la massiccia presenza di polizia: «Una cornice che stona con la nostra volontà di organizzare un momento festoso, di aggregazione, di divertimento e di riflessione sui gravi probelmi sociali del lavoro e del precariato».
Ma un ragazzo incappucciato, non certo un simpatizzante dell’Ubik, ha aggirato il cordone di sicurezza, e mentre il pubblico guardava il film, ha strappato tutti i manifesti della festa nell’area. Ma fino al termine della serata non erano segnalati incidenti. (f.d.w.)


4 giugno 2008 - Ansa

P.A: RDB-CUB A BRUNETTA, GRAVE ESCLUDERCI DA CONSULTAZIONI

(ANSA) - ROMA, 4 GIU - La federazione delle rappresentanze di base del pubblico impiego Rdb, che aderisce alla confederazione Cub, protesta contro l'esclusione dalle consultazioni di oggi sul piano industriale avviate dal ministro Renato Brunetta. ''Ogni volta che cambia ministro siamo costretti a ricordargli il galateo e le norme che regolano le relazioni sindacali nel pubblico impiego, lo faremo anche con Brunetta, cosi' come abbiamo fatto con il suo predecessore Nicolais'', sostiene Pierpaolo Leonardi coordinatore generale delle RdB-CUB, secondo il quale ''e' molto grave quanto sta accadendo in materia di relazioni sindacali alla Funzione Pubblica. Prima lo sgarbo della convocazione ad personam per la presentazione del Piano Industriale, poi questa dell'esclusione delle RdB e l'inclusione dell'Ugl che, nel pubblico impiego puo' vantare a malapena meriti politici, non certo di peso sindacale come dimostrano i recenti risultati nelle elezioni per le RSU in cui le RdB mantengono il 5% in 6 comparti ed aumentano sensibilmente i voti, mentre l'Ugl ottiene due comparti solo grazie ad apparentamenti con altri sindacati autonomi. Con Nicolais fummo costretti a rimanere nel ministero 48 ore per costringerlo a ripristinare corrette relazioni sindacali, se il centro destra utilizzera' gli stessi metodi, noi non ci tireremo indietro''.

P.A: RDB-CUB, INDETTA MOBILITAZIONE NAZIONALE IL 20 GIUGNO

(ANSA) - ROMA, 4 GIU - L'impianto della Pubblica Amministrazione che emerge dalla breve introduzione fatta nell'incontro di oggi dal ministro Renato Brunetta ''e' tutto incentrato sul mercato'', dichiara Paola Palmieri della Direzione nazionale RdB -CUB P.I, ma la Pubblica amministrazione non e' un mercato e per questo le Rdb -Cub indicono una giornata di mobilitazione per il 20 giugno. Con la riforma Brunetta, ''da soggetto che eroga servizi ai cittadini la P.A. si trasforma in bacino di interesse per gruppi finanziari e grandi societa' private''. E 'per quanto riguarda i salari, cancella il biennio 2008-2009 e avvia per il 2009 un nuovo assetto contrattuale triennalizzato in quella che viene definita una gara di convergenza col privato''. La RdB -CUB hanno ''tutt'altra idea di come la P.A. debba funzionare'', prosegue Palmieri, annunciando ''un dossier con esempi concreti sulle responsabilita' politiche di appalti ed esternalizzazioni utili solo a soddisfare gli appetiti dei privati''.


4 giugno 2008 - Adnkronos

STATALI: RDB/CUB, GRAVE NOSTRA ESCLUSIONE DA CONSULTAZIONI INFORMALI

Roma, 4 giu. - (Adnkronos) - ''Ogni volta che cambia Ministro siamo costretti a ricordargli il galateo e le norme che regolano le relazioni sindacali nel pubblico impiego, lo faremo anche con Brunetta, cosi' come abbiamo fatto con il suo predecessore Nicolais''. Pierpaolo Leonardi Coordinatore generale della Confederazione RdB/CUB commenta cosi' la decisione del ministro della P.a., Renato Brunetta, di procedere ad un giro di consultazioni informali dei leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl prima della riunione cui prenderanno parte le categorie di tutti i sindacati del pubblico impiego. ''E' molto grave quanto sta accadendo in materia di relazioni sindacali alla Funzione Pubblica - prosegue Leonardi -. Prima lo sgarbo della convocazione ad personam per la presentazione del Piano Industriale, poi questa dell'esclusione della RdB/CUB e l'inclusione dell'UGL che, nel pubblico impiego puo' vantare a malapena meriti politici, non certo di peso sindacale come dimostrano i recenti risultati nelle elezioni per le RSU in cui la RdB/CUB mantiene il 5% in 6 comparti ed aumenta sensibilmente i voti, mentre l'Ugl ottiene due comparti solo grazie ad apparentamenti con altri sindacati autonomi'' ''Con Nicolais fummo costretti a rimanere nel Ministero 48 ore per costringere il Ministro del centro sinistra a ripristinare corrette relazioni sindacali, se il centro destra utilizzera' gli stessi metodi, noi non ci tireremo indietro, siamo un sindacato indipendente e, a differenza di altri, non abbiamo governi amici'' conclude Leonardi.


4 giugno 2008 - Agi

STATALI: RDB/CUB, GRAVE NOSTRA ESCLUSIONE DA TAVOLO OGGI

(AGI) - Roma, 4 giu. -" Ogni volta che cambia ministro siamo costretti a ricordargli il galateo e le norme che regolano le relazioni sindacali nel pubblico impiego, lo faremo anche con Brunetta, cosi' come abbiamo fatto con il suo predecessore Nicolais". Pierpaolo Leonardi Coordinatore generale della Confederazione Rdb/Cub risponde cosi' alla notizia di stampa secondo cui, nel pomeriggio di oggi, il neo ministro per la Funzione Pubblica Brunetta incontrera' separatamente, e prima dell'incontro ufficiale con tutte le organizzazioni, i Segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. "E' molto grave quanto sta accadendo in materia di relazioni sindacali alla Funzione Pubblica - prosegue Leonardi - Prima lo sgarbo della convocazione ad personam per la presentazione del Piano Industriale, poi l'esclusione della Rdb/Cub e l'inclusione dell'Ugl che, nel pubblico impiego puo' vantare a malapena meriti politici, non certo di peso sindacale come dimostrano i recenti risultati nelle elezioni per le Rsu in cui la Rdb/Cub mantiene il 5% in 6 comparti ed aumenta sensibilmente i voti, mentre l'Ugl ottiene due comparti solo grazie ad apparentamenti con altri sindacati autonomi". Con il predecessore di Brunetta, Luigi Nicolais, "fummo costretti a rimanere nel ministero 48 ore" per "ripristinare corrette relazioni sindacali - conclude Leonardi - se il centro destra utilizzera' gli stessi metodi, noi non ci tireremo indietro, siamo un sindacato indipendente e, a differenza di altri, non abbiamo governi amici".


4 giugno 2008 - La Repubblica

Tra sabato e lunedì decine di voli fuori orario. Il Cub Trasporti: «Servono nuove assunzioni»
Ancora ritardi nella consegna dei bagagli mentre Giacchieri tratta Marconi Handling
di LUIGI SPEZIA

Bologna - NUOVI disagi al Marconi nell´ultimo week-end, dopo quelli del primo maggio, per aerei in ritardo e consegna bagagli difficoltosa, anche a causa di un nastro trasportatore che continua a non funzionare. «E´ un aeroporto al collasso - tuona Italo Quartu, coordinatore regionale dei Cub Trasporti - . Il personale è ancora insufficiente nonostante le nuove 11 assunzioni effettuate da Giacchieri. Il numero di effettivi è complessivamente sempre quello dei tempi di Doro Group. Gli operai del carico-scarico fanno straordinari pesantissimi. Bisognerebbe che il subappalto di Giacchieri venisse eliminato e che il personale passasse direttamente sotto Marconi Handling e Bas». I problemi si sono verificati soprattutto domenica pomeriggio. Sab conferma una quindicina di voli in ritardo (tra gli altri con destinazione Sharm-el-Sheik, Lamezia Terme, Palermo) con circa mezz´ora, mentre sono partiti con un´ora i voli per New York e per Palma di Maiorca. Sab comunque stima che i disagi siano stati inferiori rispetto a maggio e continua a far pressioni su Giacchieri per migliorare ancora il servizio. «Abbiamo rafforzato le squadre e sono anche diminuite le assenze per malattia - dice l´amministratore delegato di Giacchieri, Antonio Ferrara -. Il problema è, a parte il nastro ancora rotto, l´intasamento dei cieli e se arrivano, come è successo domenica, sei o sette aerei tutti in ritardo e allo stesso orario, non basta una squadra di 80 persone per affrontare la situazione. Gli aerei sono sempre più in ritardo e questo crea ulteriori ritardi». Ma mentre il sindacato vorrebbe che Giacchieri lasciasse, Ferrara conferma invece di essere interessato a rilevare la metà di Marconi Handling, che Sab ha messo sul mercato e che anche di recente è stata ripianata per le perdite di esercizio. «Abbiamo dato la nostra disponibilità a verificare la praticabilità di questa operazione - dice Ferrara -. Bisogna studiare bene il piano industriale, rivedere la politica delle tariffe e migliorare la professionalità del personale».

Comacchio. E IERI SI È SVOLTA l'assemblea generale delle Rsu del sindacato RdB...

Comacchio - E IERI SI È SVOLTA l'assemblea generale delle Rsu del sindacato RdB. Mancavano all'appello i 5 delegati dimissionari della CGgil. «Non sappiamo ancora come si comporteranno i colleghi dimissionari - dicono i rappresentanti RdB - e comunque le ragioni delle dimissioni sono le stesse che anche noi da tempo denunciamo, vale a dire mancanza di dialogo sereno e di proposte concrete con una Amministrazione che dice tutto e il contrario di tutto. Noi vogliamo gestire fino in fondo le nostre rivendicazioni e rimetterci in gioco per il contratto integrativo, che deve essere la nostra principale bandiera. Per un solo voto a Comaccho l'RdB non è il primo sindacato, le cose da fare sono ancora tante e riguardano non soltanto il precariato del servizio di polizia municipale ma anche la produttività 2007-2008, un altro argomento di cui non siamo ancora riusciti a discutere. Dobbiamo assolutamente difendere ciò che a fatica abbiamo conquistato».


4 giugno 2008 - La Gazzetta di Reggio

La Cub accusa il consorzio: «Basta con i tagli»
Orfeo, mobilità per 12 autisti oggi un incontro in Prefettura

REGGIO E. - Dal prossimo 8 giugno per dodici autisti della ditta Seppi Autonoleggio verrà attivata la procedura di mobilità. La società ha infatti confermato la decisione, presa lo scorso 15 maggio, di procedere al loro licenziamento.
E’ previsto per oggi in Prefettura un tentativo di conciliazione al fine di risolvere la situazione. La Ditta Seppi fa parte del Consorzio Orfeo e gestisce, per conto di Transcoop bus, il subappalto del servizio trasporti urbano ed extraurbano. La Cub accusa il Consorzio Orfeo di «usare annualmente la stessa strategia, tagliando il personale ad ogni passaggio dall’orario pieno invernale a quello ridotto estivo». Riguardo al «ciclico problema dei licenziamenti estivi», Pasquale Tucci, coordinatore provinciale del sindacato, ricorda in una nota che «la questione pareva risolversi già due anni fa. In occasione di un’analoga procedura di raffreddamento nel luglio 2006, relativa ai licenziamenti collettivi dell’azienda "Le Sorelle Dc Viaggi" (facente parte anch’essa del Consorzio Orfeo), Fabio Mileo, rappresentante della direzione del Consorzio Orfeo dichiarò che "in ogni caso l’organizzazione del lavoro degli esecutori del trasporto pubblico reggiano escludeva categoricamente la possibilità di licenziamenti collettivi"». Nella sua nota, Tucci sottolinea inoltre la debolezza dei lavoratori del Consorzio che, essendo dipendenti di diverse aziende e non di una sola società.


4 giugno 2008 - La Nuova Ferrara

Comacchio. Proclamato per sabato, in coincidenza con la gara podistica «11 Ponti» lo sciopero della categoria
I vigili urbani incrociano le braccia
Organico carente. Non riconosciuta l’indennità di disagiati servizi
di Maria Rosa Bellini

COMACCHIO - Sabato 7 giugno, in concomitanza con l’arrivo dei turisti ai lidi per il week-end e la 11 Ponti, che si disputerà nel centro storico di Comacchio, il corpo della Polizia Municipale di Comacchio sciopererà. Questo è quanto ribadito ieri mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti i rappresentanti sindacali provinciali e locali del corpo di polizia municipale.
I rappresentanti dei sindacati provinciali di categoria hanno evidenziato che ormai da troppo tempo il corpo di polizia municipale di Comacchio versa in un grave stato di carenza di organico, il che significa che andrebbero assunte, a tempo indeterminato almeno 12 unità e si sarebbe comunque in affanno. Oltre alla richiesta di un numero maggiore di vigili fissi, tra le richieste, da tempo inoltrate all’amministrazione comunale e finora disattese vi è quella del mancato riconoscimento dell’indennità di disagiato servizio, tra questi i servizi in strada. Tante le cose disattese, anche quelle che dovrebbero essere di diritto dovute, hanno sottolineato i rappresentanti sindacali, Natale Vitali, Fp-Cgil, Francesco Bertelli Cisl-Fp (funzione pubblica), Sabrina Cerini, Uil-Fpc, Antonella Agostini, Rsu-Uil, Cesare Carli delegato territoriale Fpl ed Rsu, Maurizio Cavallari, membro del territoriale e rappresentante Rdb. «Da tempo - ha sottolineato Bertelli - si chiede l’applicazione dell’art. 17 per prestazioni previdenziali ed assistenziali a livello locale meglio conosciuto come il 208 comma 4 che a questo scopo utilizzano i proventi delle contravvenzioni, come stabilito dalla Corte Costituzionale per tutti i corpi di polizia, quelli dei vigili urbani inclusi. Applicazione che non è stata mai attuata per quanto riguarda il corpo di polizia municipale». Vitali e la Cerini hanno puntato il dito per quanto riguarda il cambio dell’orario di lavoro e la precarietà dei vigili urbani in strada, che sono solo 7-8 in tutto il territorio. La polizia commerciale inizia a lavorare alle 6 del mattino, quando sarebbe più logico posticiparlo di un’ ora. In totale ci sono circa una trentina di vigili urbani e ne servono molti di più. Nessuna assunzione a tempo indeterminato, qualche vigile stagionale, e non ci sono nemmeno problemi economici se si dovessero assumere vigili urbani a tempo indeterminato. Quindi sabato ci sarà lo sciopero dei vigili urbani e non sarà la sola azione che si farà se non si arriverà quanto prima ad avere un colloquio con il Comune per migliorare una situazione che non soddisfa nessuno, nè i lavoratori, nè i cittadini.


4 giugno 2008 - Il Gazzettino

Noale. Nuovo blocco nella trattativa sindacale...

Noale - (D.T.) Nuovo blocco nella trattativa sindacale per i dipendenti della cooperativa Hub. L'Adl Cobas aveva chiesto un conguaglio di 2mila euro per ogni lavoratore (140 mila euro in tutto), più altri mille euro per quelli ancora disoccupati dal 15 luglio in poi. L'azienda, il consorzio Gesconet a cui fa capo la Hub, ha risposto di no, pur riconoscendo l'emergenza occupazionale dei 70 dipendenti rimasti a casa. Nel frattempo continua senza tregua il presidio al magazzino della Cab Log, che aveva subappaltato il lavoro (assemblaggio di macchine tosaerba), commissionatole dalla Ggp di Castelfranco, alla Hub. I sindacati non si arrendono e in vista dell'incontro con il prefetto previsto per il 12 giugno, mantengono lo stato di agitazione. «La lotta continuerà in sede legale, siamo intenzionati a portare avanti una causa sui contratti - dice Giovanni Boetto, portavoce dell'Adl Cobas - Il presidio continua, i lavoratori non sono intenzionati a lasciare il magazzino, sono rimasti lì anche per tutto il ponte. Se nell'arco di 24 ore non ci saranno novità positive, ci faremo sentire. Siamo pronti anche a tornare davanti ai cancelli per bloccare i camion».


4 giugno 2008 - Il Tirreno

Protesta indetta per lunedì
SPAZZINI IN SCIOPERO

Pontedera - Sciopero nazionale imprese pubbliche di igiene ambientale. La Flaica Uniti-Cub dichiara uno sciopero nazionale per l’intera giornata lavorativa di lunedì 9 giugno. La Geofor informa che nella giornata di sciopero saranno garantiti i servizi minimi previsti per legge.


4 giugno 2008 - Andrialive.it

E’ muro contro muro tra sindacati dipendenti comunali ed Amministrazione comunale
Si profila una nuova stagione "calda" all'insegna della tutela dei diritti dei lavoratori comunali

Andria - Si surriscaldano i rapporti tra Amministrazione comunale e le le Segreterie sindacali dei dipendenti comunali.
La Rappresentanza Sindacale Unitaria ha infatti diffuso una pesante nota in cui stigmatizza il forte disappunto delle sigle sindacali presenti all’interno del Comune di Andria – CGIL, CISL, UIL, CSA ed RDB,- sul fatto che il Comune "non ha tenuto in nessun conto quelle che sono state le intese discusse e sottoscritte in precedenti contrattazioni e che ora vengono completamente disconosciute e disattese".
In particolare le Segreterie aziendali delle OO. SS. nel non condividere la programmazione triennale che è stata predisposta dal Settore Personale del Comune di Andria ha ammonito la parte pubblica sulla possibilità che a breve possano essere intraprese altre forme di lotta a tutela dei lavoratori comunali.


4 giugno 2008 - Notizie.online.it

Lospalluto (Rdb), strutture sanitarie Murgia rischiano di dissolversi

Pubblichiamo una lettera aperta sulla situazione della Asl Bari e del territorio di Altamura, scritta da Michele Lospalluto, delle Rappresentanze Sindacali di Base.
LETTERA APERTA
Ai Sindaci, alle Associazioni del nostro territorio, ai cittadini-utenti, agli operatori sanitari.
Ci sono gravi rischi di chiusura di Strutture Sanitarie, in primis la Rianimazione. C’è una strategia mirata a ridimensionare i servizi del nostro territorio?
Lo stato di (auto)/dissoluzione dei servizi sanitari sul nostro territorio, si fa sempre più incalzante e reale. Lo stato di "salute" degli stessi è vicino al disastro. Il sospetto che qualcuno giochi sporco, si fa sempre più concreto. Infatti le assenze assordanti della Direzione ASL, della "Politica" e dei "Politici" è sotto gli occhi di tutti. I fatti:
- i conti economici di tutte le Strutture Ospedaliere e Territoriali, sono negativi (per fare un solo esempio: l’Ospedale di Altamura ha chiuso il 2007 a meno 6 milioni di Euro). Gli sprechi per i fitti passivi continuano, ma ci sono strutture (l’ex Direzione della Ba 3 e non solo) quasi vuote;
- la mobilità passiva (la fuga di utenza verso altre ASL) continua a crescere: circa il 60% nel 2007 e il 40% che si eroga, è di bassa qualità. Nel solo Ospedale di Altamura nel 2007, ci sono stati circa 2000 ricoveri in meno;
- la tendenza al decremento continua, con il 20% in meno di produttività nei primi mesi del 2008;
- la qualità dei servizi e dell’assistenza, va sempre più scemando, per carenza di personale Infermieristico e Medico. Infermieri dimessi ed in pensione non sostituiti. Primari in pensione o trasferiti (Medicina, Chirurgia, Rianimazione, Ortopedia) mai sostituiti. Qualche mese fa il Direttore Medico dei Presidi faceva richiesta per l’assunzione di tre medici in Ostetricia, pena la chiusura della Struttura;
- le liste di attesa in Ospedale e sul Territorio, sono sempre più lunghe: 7 mesi per un ecocardiogramma, 2 mesi per un Holter, 1 anno o più per la riabilitazione, qualche mese per l’ADI (assistenza domiciliare integrata). Ma cresce il clientelismo, il favoritismo. In particolare presso l'ambulatorio di cardiologia ci sono situazioni non chiare. Circa i 2/3 dell’attività non passa attraverso il percorso della prenotazione. Con il taglio del 30% "dell’attività aggiuntiva" (attività fuori orario ordinario per abbattere le liste di attesa) previsto dalla legge Regionale 40/07, le liste si allungheranno ulteriormente. Il Direttore Medico dei Presidi, anche su questo problema, ha scritto alla Direzione, che in alternativa "all’attività aggiuntiva", se non si assume nuovo personale, molti servizi, saranno costretti a ridurre l’attività. Ma in disprezzo della stessa legge decine di operatori sanitari continuano a svolgere competenze improprie, procurando gravi danni ai servizi, che si vedono sottratti figure importanti per l’assistenza;
-le dimissioni di 6 Medici Anestesisti-Rianimatori, (uno è andato via un secondo è in procinto) mettono a rischio l’attività di sala operatoria (già basata su convenzioni ed attività aggiuntiva) e soprattutto a rischio chiusura la Rianimazione. Ma fanno emergere in maniera chiara e non solo in quella struttura, disagi, frustrazioni e conflitti e quanto una certa politica asfissia l’ambiente;
- il nuovo Ospedale, che secondo le previsioni (speriamo vengano mantenute) dovrebbe essere consegnato finito nel 2009, rischia di raccogliere la sommatoria del nulla;
-i nostri consultori, non hanno né strumenti e molto spesso neanche la presenza del medico ( ma si tiene "parcheggiato" presso la Direzione del Presidio Ospedaliero di Altamura, un medico Ostetrico). Conseguenza? Si continua da più di due anni a non applicare, la tanto vituperata legge 194 e tutti stanno zitti;
- i servizi sul territorio e quelli ospedalieri, non sono collegati fra di loro (un ex Direttore Sanitario diceva: quello che fa la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra);
-è sotto gli occhi di tutti (lo ha ribadito recentemente il Direttore Cosentino) che le patologie tumorali, sono in forte crescita e nonostante le enunciazioni, gli impegni della Direzione della ASL BA, della Regione e del Comune, non si è avviata né la bonifica dei siti inquinati, né tantomeno è stata avviata un’indagine epidemiologica e la caratterizzazione del terreno;
- decine di richieste di materiale sanitario e di strumenti vitali, per alcuni servizi, rimangono inevase da mesi;
- gli ultimi arresti per traffico e spaccio di droghe, dimostrano ancora una volta che esiste nel nostro territorio un fenomeno fortemente radicato e che la repressione è insufficiente, se ad essa non si legano politiche sociali (Asl e Comuni) mirate. Oggi non siamo a conoscenza degli interventi che fanno i Comuni e la ASL;
- ad oggi la ASL BA non ha ancora provveduto ad approvare l’atto aziendale (strumento di governo delle ASL) con il piano sanitario ospedaliero e territoriale e successivamente le nuove dotazioni organiche;
- ma ha invece approvato un nuovo piano (diabolico) di rimodulazione dell’emergenza 118, cancellando la presenza del medico a bordo dell’ambulanza nel nostro territorio. Ha indetto appalti per esternalizzare il servizio, con maggiori costi e bassa qualità, nonostante quanto hanno scritto sulla stampa su indagini riferite a gestioni poco chiare sui fondi pubblici, da parte di società cooperative ed associazioni. Il tutto in forte contraddizione con quanto nel luglio scorso ha dichiarato il Direttore Sanitario della ASL BA: "sono d’accordo con le OO.SS. le esternalizzazioni nell’emergenza danno bassa qualità e creano precarizzazione, come Azienda non affideremo mai il servizio all’esterno";
Da questi fatti, come non avere certezze che c’è un piano, un obiettivo preciso a che alcuni servizi sanitari del nostro territorio vengano ridimensionati e poi eventualmente cancellati? Tutto propende in tal senso: i tagli, le carenze-disfunzioni, le norme che al concetto di universalità, sostituiscono quello dei LEA (livelli essenziali di assistenza) e individuano nella "produttività", efficienza, funzionalità i parametri per mantenere in vita questo o quel servizio. "Il federalismo fiscale" quando sarà operante, farà il resto.
Questa lettera aperta, vuole essere un appello alle istituzioni (Sindaci, Consiglieri) alle Associazioni, agli Operatori, a tutta la Comunità, perché si attivino a frenare questa deriva e si battano, con iniziative pubbliche, per una sanità migliore, che risponda ai bisogni dei cittadini.
Altamura 27 maggio ’08


4 giugno 2008 - Strill.it

LSU-LPU: piattaforma rivendicata ad assessore Maiolo

Reggio Calabria - Riceviamo e pubblichiamo dall'RSU-Comitato per la difesa dei diritti LSU-LPU della Locride.
Martedì 2 giugno 2008 alle ore 11,00, nella sede dell’assessorato in via Lucrezia della Valle a Catanzaro, si è svolto un incontro tra l’assessore al lavoro della Regione Calabria, Mario Maiolo e l’organizzazione sindacale RDB-CUB rappresentata dai lavoratori lsu-lpu della provincia di Reggio Calabria. Erano presenti all’incontro Aurelio Monte del Comune di Melito e Bruno Sergi del Comune di Montebello Jonico in rappresentanza dell’area grecanica, Massimo Demasi del Comune di Oppido, delegato per la piana, Orazio Giustra della cooperativa Sud Service di Reggio Calabria, e Antonio Trifoli del Comune di Riace, Samanta Speranza del Comune di Locri, Cinzia Musitano del Comune di Ardore e Mimmo Capogreco del Comune di Caulonia del Comitato per la Difesa dei Diritti dei lsu-lpu della locride. L’incontro è stato ottenuto dopo la molto partecipata assemblea sfociata in una determinata e consapevole contestazione di centinaia di lavoratori giunti da tutta la regione tenutasi lo scorso 28 maggio sotto il Consiglio Regionale, quando i lavoratori lsu/lpu hanno manifestato per l’intera giornata animando anche un corteo spontaneo conclusasi con un simbolico attacco alla sede istituzionale dove i consiglieri erano in riunione per l’approvazione del bilancio.
È stata presentata all’assessore Maiolo un piattaforma rivendicativa che prevede:
- la verifica sui 60 milioni già stanziati dal Governo nella scorsa finanziaria e per i quali non è stata ancora firmata dalla Regione la convenzione per il trasferimento dei fondi;
- un impegno della Regione Calabria con il Governo per assunzioni in deroga ai limiti previsti dalla legge fino ad esaurimento del bacino.
- Contrattualizzazione da parte della Regione dei lsu-lpu presso agenzie e enti strumentali, oppure creazione di una agenzia strumentale ad hoc dove andranno a confluire i lsu-lpu con contratto a tempo indeterminato che per l’eccessivo numero non possono essere assorbiti dagli enti utilizzatori e dove saranno gestiti, (in attesa di definitiva stabilizzazione) direttamente dalla Regione Calabria a supporto di necessità (anche momentanee e/o stagionali) proprie, degli enti strumentali e/o degli enti locali.
- Riconoscimento dei contributi pregressi mediante stipula di apposite convenzioni con l’Inps e prepensionamenti per facilitare lo svuotamento del bacino
- Adeguamento dell’ assegno, il cui importo, fino alla definitiva stabilizzazione, deve essere stabilito in almeno 700 euro oltre che garantire le ore integrative.
- creazione di una struttura intermedia tra la Regione e gli Enti Utilizzatori formata da rappresentanti della Regione e dagli stessi lavoratori LSU-LPU; struttura che avrebbe il compito di facilitare il dialogo, velocizzare gli atti e predisporre l’elenco aggiornato delle effettive capacità di organico degli enti utilizzatori e del reale numero di lavoratori inclusi nel bacino regionale.
In particolare, Aurelio Monte, nel suo intervento ha sottolineato come sia nata dal fallimento dei sindacati tradizionali la necessità di rappresentarsi da soli da parte dei lsu-lpu per la tutela dei propri diritti. "È giunta l’ora di mettere fine a questo scandalo tutto calabrese" – ha continuato – "che non permette ad alcuno di noi di poter garantire una vita tranquilla per sé ma soprattutto per i propri figli. Non siamo più disponibili a soluzioni tampone dettate dagli umori della politica, vogliamo una soluzione definitiva ed immediata che metta fine a questa forma di lavoro nero legalizzato e siccome si sta arrivando all’esasperazione questa volta siamo pronti ad azioni dimostrative anche eclatanti." Antonio Trifoli, parlando di seguito, ha sottolineato ancora una volta la tragica situazione che stanno vivendo migliaia di famiglie calabresi che avvertono per prime il periodo di recessione economica che il paese sta vivendo ed ha esternato tutta la propria contrarietà verso la classe politica calabrese, di destra e di sinistra, lontana anni luce dalle esigenze della gente. "I politici calabresi" - ha detto Trifoli – "si comportano come quei genitori snaturati che invece di pensare al benessere dei propri figli, li abbandonano al loro destino per dedicarsi all’affermazione dei loro interessi esclusivamente personali. Perché lo scatto di orgoglio che giustamente la politica calabrese ha avuto in questi giorni contro il governo nazionale in merito allo scippo dei fondi per i lavori pubblici per la copertura del taglio ici sulla prima casa non c’è stato anche per tutelare i lsu-lpu? La dignità di un lavoro normale vale meno di una strada? Se questo è quello che pensano i nostri super pagati onorevoli di Calabria allora è giusto invogliare i nostri figli a scappare da questa terra per andare dove l’articolo 1 della nostra costituzione ha ancora un valore." L’assessore Maiolo dopo aver ascoltato tutti gli interventi, pur dando la sua disponibilità al dialogo e al confronto non ha purtroppo dato nessuna risposta alle richieste dei lavoratori preferendo - a suo dire - meglio affidare contributi ai privati per assumere i lavoratori anziché preferire la definitiva stabilizzazione nella pubblica amministrazione, andando in questo modo, addirittura in controtendenza con il suo predecessore, l’on. Nino de Gaetano che aveva messo il veto a questo tipo di politica. E proprio perché assolutamente delusi da quanto affermato dall’assessore Maiolo, visto che dopo oltre dieci anni a servizio della pubblica amministrazione, dopo avere acquisito una professionalità molto alta e dopo avere garantito l’erogazione dei servizi essenziali soprattutto nei Comuni che altrimenti avrebbero avuto tragiche conseguenze nei loro bilanci, i lavoratori lsu-lpu insieme alle RDB-CUB faranno sentire ancora di più la loro protesta e la loro contrarietà verso la Regione Calabria che non ritiene di assecondare la giusta pretesa di una definitiva stabilizzazione.Nei prossimi giorni si terrà a Reggio Calabria una assemblea con i delegati di tutti i lavoratori lsu-lpu della Calabria per decidere le azioni da intraprendere.


4 giugno 2008 - Radio Nostalgia

10 ore di sciopero alla GKN di Campi Bisenzio (Fi)

Firenze - Un pacchetto di 10 ore di sciopero, l'astensione dagli straordinari da parte dei lavoratori e la formazione di presidi davanti ai cancelli. Sono queste le misure di protesta indette dalla Rsu dello stabilimento della Gkn a Campi Bisenzio, in risposta all’atteggiamento di chiusura della direzione aziendale in merito alla trattativa per il contratto aziendale e alle proposte di flessibilità". Le 10 ore di sciopero si svolgeranno secondo modalità da definire "di volta in volta". Tra i sindacati che aderiranno alla protesta anche il sindacato di base FlmUniti-Cub.


3 giugno 2008 - Dire

COMMERCIO BOLOGNA. LE RDB INSISTONO: SCIOPERO A FERRAGOSTO
FRABBONI DENUNCIA ALLA POLIZIA L'AGGRESSIONE SUBITA IERI

(DIRE) Bologna, 3 giu. - A Bologna, il prossimo sciopero contro l'apertura domenicale dei negozi sara' il giorno di Ferragosto, ma nel frattempo le Rdb non staranno a guardare: annunciano infatti una campagna di lotta. Il giorno dopo l'aggressione subita- e gia' denunciata alla Polizia- dalla sindacalista Nicoletta Frabboni davanti al Coin a Bologna, le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) tornano all'attacco su un doppio binario. Quello istituzionale, con l'ennesima richiesta di confronto rivolta al Comune (da cui dipendendo i provvedimenti che autorizzano i negozi all'apertura nei festivi), e quello commerciale, con l'intenzione di coinvolgere nella vertenza tutti gli esercizi commerciali della citta', a partire da azione di volantinaggio e sensibilizzazione. "Al sindaco Sergio Cofferati e all'assessore Maria Cristina Santandrea chiediamo ancora una volta un confronto- dice Frabboni- per noi quell'ordinanza e' inaccettabile, e' come se trasformasse tutti noi in clienti e lavoratori 24 ore su 24 tutti i giorni". E' ancora molto scossa Frabboni per quanto successo ieri. E questa mattina, nel distribuire copia della denuncia alla stampa, non risparmia alcuni particolari. Come il fatto che "il dipendente della Coin per attaccarmi abbia aspettato che fossi da sola". E aggiunge: "Non capiamo se l'ha fatto per motivi suoi o se l'ha mandato qualcuno" dice ancora. Il dipendente protagonista dell'aggressione, infatti, "ha la qualifica di vetrinista, ma di fatto e' parificato a un dirigente di primo livello, e' un fedelissimo dell'azienda". Ma Frabboni non e' contenta nemmeno dell'operato degli agenti intervenuti, perche' "non si sono schierati dalla mia parte e hanno continuato a ripetere che non dovevo attaccare i volantini". Dietro l'episodio di ieri, pero', secondo la sindacalista, c'e' una rabbia di lunga data da parte della Coin nei confronti dei sindacati di base. Il negozio Coin di Bologna e' finito nel mirino delle Rdb da tempo. "E' quasi un anno che andiamo avanti a denunciare le condizioni di lavoro all'interno e la mancanza di sicurezza: dietro quelle vetrine scintillanti c'e' il terzo mondo, e noi- dice Frabboni- lo stiamo dicendo da tempo, non come altri sindacati che lo nascondono". Le cose che non vanno al Coin, denunciano questa mattina gli esponenti Rdb, sono tante. "Fanno salire le persone sulle scaffalature- spiega Frabboni- le uscite di sicurezza sono sempre ostruite con scatoloni e una ventina di minuti prima della chiusura vengono chiuse addirittura con i lucchetti". E poi "maniglie rotte nei bagni, ascensori e condizionatori che non funzionano, tutto cio' e' inaccettabile- prosegue Frabboni- per non parlare delle condizioni dei lavoratori precari, a cui non vengono mai pagati gli straordinari e vengono cambiati i turni di continuo". Per denunciare tutto questo, ricordano oggi Frabboni e Luigi Marinelli, "abbiamo scritto alla direzione di Bologna ma anche a quella centrale di Venezia, oltre che all'Ausl". Senza ottenere risposte. Nel frattempo, prosegue Frabboni, ci sono anche "due persone che si sono licenziate, stanche del trattamento ricevuto da Coin". Ora "abbiamo scritto nuovamente all'esercizio commerciale, prima di tutto perche' vogliamo sapere che ne pensano di quanto e' successo ieri e se intendano prendere provvedimenti verso chi mi ha aggredito". E' talmente arrabbiata, Frabboni, che non riesce a frenare nemmeno la polemica sulla sicurezza. "Cofferati parla tanto di sicurezza e Marzio Barbagli in tv da' la colpa ai clandestini, quando poi si permette che una donna venga aggredita in questo modo alle 11.30 di mattina da una persona perbene, coperta da Coin e Polizia".

TRASPORTI REGGIO. SEPPI, DOMANI SI TENTA LA CONCILIAZIONE
APPUNTAMENTO IN PREFETTURA; CUB ALL'ATTACCO DEL CONSORZIO ORFEO

(DIRE) Bologna, 3 giu. - Nuova puntata per la Seppi autonoleggio. Domani si svolgera' in Prefettura a Reggio Emilia il tentativo di conciliazione per la ditta che all'interno di Consorzio Orfeo e per conto di Transcoop bus esercita parte del subappalto del servizio urbano ed extraurbano. La societa', scrive Cub trasporti in una nota, lo scorso 15 maggio, ha comunicato ufficialmente l'attivazione della procedura di mobilita' per 12 autisti su 18, a partire dall'8 giugno prossimo. Questa situazione, dice Pasquale Tucci, coordinatore provinciale Cub, "si ripete, con le varie azienda facenti parte del Consorzio Orfeo, ciclicamente ad ogni passaggio dall'orario pieno invernale a quello ridotto estivo; scaricando esclusivamente sul personale, sulla forza lavoro, le contraddizioni intrinseche del sistema tpl reggiano". Cub giudica "inaccettabile tale situazione, che giudica frutto di una politica di parcellizzazione dei soggetti gestori del tpl reggiano, il cui unico scopo non e' quello di offrire un servizio migliore alla cittadinanza, cosa che e' sotto gli occhi di tutti, ma quello di comprimere e quindi speculare sui salari dei lavoratori addetti".


3 giugno 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 21 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Giungla retributiva ai vertici degli enti, urge l'intervento della Corte dei conti
* Il piano industriale di Renato Brunetta
* Isfol, precari in rivolta in difesa della stabilizzazione
* Equiparazioni, il pasticcio delle date
* Contrasti con Viglione, Stancanelli si dimette
* Per il nuclearista Pistella le centrali si possono fare
* A chi serve il concorso per capo ufficio stampa?
* Leggi razziali, un'infamia imperdonabile


3 giugno 2008 - La Repubblica

"Aggredita davanti a Coin mentre distribuivo volantini"
La denuncia di una sindacalista che protestava contro il grande magazzino
di ALESSANDRO CORI

Bologna - «Ancora non riesco a capire come quell´uomo, che lavora da Coin, si sia potuto permettere di fare una cosa del genere. Continuava a ripetermi che mi avrebbe riempito di botte, io intanto con le braccia alzate mi ero messa davanti al volantino per non farglielo strappare, voleva aggredirmi, e se non si fosse messo in mezzo un passante chissà cosa sarebbe successo».
E´ ancora sconvolta, ha la voce rotta dal pianto, ma Nicoletta Frabboni, da 12 anni sindacalista Cub (Comitati unitari di base), vuole a tutti i costi raccontare come ieri mattina, mentre faceva volantinaggio davanti a Coin di via Rizzoli, la sua libertà d´opinione sia stata soffocata. «Con altri sindacalisti e alcuni dipendenti stavamo distribuendo dei volantini, per protestare contro l´apertura del punto vendita durante un giorno di festa. Non facevamo nulla di male, stavamo solo spiegando alla gente i motivi dello sciopero che abbiamo indetto e di come gli esercizi commerciali, in accordo con il Comune, rimanendo aperti sfruttano il personale precario e lo ricattano per mantenere il posto di lavoro».
Secondo la sindacalista, le cose sono andate lisce fino a quando, verso le 11,30, il gruppetto si è sfoltito e lei è rimasta da sola ad attaccare con lo scotch i volantini sulle colonne del portico del Pavaglione, insieme ad un dipendente del negozio. «Sono anche entrata dentro Coin a dare un volantino ad una ragazza, ma è una cosa prevista dalla legge 300, è un mio diritto. Poi sono tornata fuori e ad un certo punto quel tizio è uscito dal negozio iniziando a guardarmi male e ad urlare che mi avrebbe strappato tutti i volantini perché non potevamo attaccarli».
L´uomo, che secondo Nicoletta sarebbe un dipendente di Coin, subito dopo si sarebbe diretto verso uno dei volantini affissi sulle colonne e lo avrebbe fatto a pezzi giurando di chiamare la polizia. «Chiamala gli ho risposto, anzi lo faccio io».
Lo scambio di «vedute» è andato avanti e quando il presunto aggressore si è diretto su un altro volantino per distruggerlo, a quel punto la sindacalista ha cercato di fermarlo. «Mi sono messa davanti alla colonna con le braccia alzate per non farglielo staccare, e allora lui mi ha urlato in faccia. Poi per fortuna un passante si è messo in mezzo e lo ha allontanato. Ero spaventata, ma la cosa più assurda è che quando sono arrivati i poliziotti, dopo averci identificati, mi hanno detto che dovevo smettere di attaccare i volantini». Nessun commento, almeno fino a ieri, da parte del direttore responsabile del punto vendita, che non era presente in sede.


3 giugno 2008 - Corriere di Bologna

Lo sciopero. Volantinaggio degli impiegati contro l'ordinanza del Comune
Negozi aperti nei festivi La protesta parte dal Coin
Lettera dei lavoratori alla Santandrea: «Sfruttano i precari»
di Micaela Romagnoli

Bologna - Duri i sindacati: «Abbiamo iniziato dalla boutique di via Rizzoli, ma non ci fermeremo. Stiamo valutando nuove iniziative»
Per la festa della Repubblica, i lavoratori del Coin di via Rizzoli hanno incrociato le braccia. Sul piede di guerra per rivendicare il diritto al riposo almeno durante le principali festività, contro le aperture straordinarie delle attività commerciali nel centro storico, concesse dal Comune.
La via della mobilitazione l'avevano annunciata i sindacati confederali di categoria qualche settimana fa, a seguito di un incontro in commissione Attività produttive, con l'assessore al commercio, Maria Cristina Santandrea: «Di fronte all'indifferenza dell'amministrazione su temi così importanti per i lavoratori, non ci resta che proclamare uno sciopero per la prossima festività del 2 giugno», avevano promesso. Di contro l'assessore aveva ricordato: «Se si vuole che Bologna sia una città vocata al turismo, occorre un atteggiamento sperimentale».
Sotto accusa l'ordinanza firmata da Palazzo d'Accursio, che consente ai commercianti del centro storico, in quanto zona ad alto richiamo turistico, di alzare la saracinesca anche durante le 15 principali festività dell'anno, tra le quali Natale e Pasqua, ma anche il 25 aprile, il Primo maggio e il 2 giugno, appunto. Una decisione che i rappresentanti sindacali ritengono sia stata presa dall'amministrazione senza la necessaria concertazione, come prevista dall'ultima legge regionale in materia.
Servita, dunque, la protesta, che Cgil, Cisl e Uil, insieme al Cub, hanno deciso di non estendere ieri a tutti i negozi del centro, ma di concentrare nella grande boutique sotto le Due Torri: «Abbiamo iniziato al Coin — spiega Malgara Cappelli, segretaria della Fisascat- Cisl — dove la situazione è di particolare criticità, ma non ci fermeremo e stiamo già valutando nuove iniziative, anche più incisive». Il volantino firmato dal Cub grida allo «sfruttamento del personale precario pagato senza maggiorazione e ricattato per mantenere il posto di lavoro» e ricorda al sindaco Sergio Cofferati che «tutti hanno il diritto di vivere una vita».
Attualmente al punto vendita di Via Rizzoli sono impiegate circa 60 persone, soprattutto donne. I sindacati denunciano che la maggior parte dei nuovi contratti imponga al personale il lavoro domenicale e nelle festività. Nei giorni scorsi, le stesse lavoratrici del Coin hanno cercato di sensibilizzare alla loro «causa» l'assessore al commercio: «Hanno spedito fax al sindaco e alla Santandrea per spiegare che per la maggior parte di loro lavorare la domenica o il 2 giugno è un obbligo — racconta Lorenza Giuriolo della Filcams-Cgil — non esiste la base volontaria della quale, invece, è convinta l'assessore». I rappresentanti sindacali aziendali contano sul fatto che Palazzo d'Accursio possa a breve incontrare la direzione del Coin; per ora, però, nessuna conferma a tal riguardo dall'assessore al commercio.
Ieri, il Coin ha aperto ugualmente, ma il personale era ridotto.
Secondo i dati forniti dalla Filcams-Cgil, l'adesione allo sciopero è stata alta: «Ci risulta che oltre il 90 per cento del personale si sia astenuto dal lavoro — spiega Ramona Campari del sindacato — questo significa che il problema esiste e che il Comune non può più fare orecchie da mercante. Mi auguro che ci riconvochi per una seria concertazione ». Anche per i sindacati in gioco non c'è soltanto la libertà sul lavoro: «È giusto chiedersi quale modello di città vogliamo — sottolinea Campari — ma dubito fortemente che solo il commercio e i suoi consumi possano tenerla viva».


3 giugno 2008 - Liberazione

Campania - "La fabbrica della paura. Diritti forti, diritti deboli."

Napoli - Ecco il "pacchetto sicurezza del governo" alle 16.30 nella sala Santa Maria La Nova a Napoli . Introduce Tommaso Fonzo, direzione provinciale Prc. Intervengono: Elena Coccia, Giuristi Democratici; Salvatore Simioli, presidente Arcigay Napoli; Marco Nieli, presidente Opera Nomadi; Abou Soumahoro, comitato regionale Immigrati Rdb; Imma Barbarossa, direzione nazionale Prc. Modera Pino De Stasio, consigliere Prc II Municipalità.


3 giugno 2008 - Corriere del Veneto

Treni tagliati e nuovi orari, caos in stazione
Agli sportelli: «Non abbiamo le tabelle e il sito è sbagliato». I sindacati minacciano lo sciopero. Confusione tra i pendolari dopo la notizia degli intercity cancellati. A Porta Nuova non ci sono gli orari aggiornati.
di Michele Marcolongo

VERONA — «Verranno tagliati solo i treni a lunga percorrenza, non i "regionali" dei pendolari». Anzi no: «verranno tagliati tutti e due, ma alcuni intercity cambieranno percorso». Alla stazione di Verona Porta Nuova, il caos sul cambio dell'orario dei treni è totale. E in effetti, più che dell'entrata in vigore dell'orario estivo, prevista per il 15 giugno, gli addetti della ferrovia sembrano in attesa di una rivoluzione: si parla, infatti, della soppressione di un buon 40 per cento dei treni a lunga percorrenza (gli intercity appunto), e di un ancora imprecisato taglio alle linee regionali, di norma frequentate da lavoratori e studenti. Tagli per un equivalente di 2,3 milioni di chilometri di percorrenza a livello nazionale. Buona parte dei quali, avvertono i sindacati, graveranno sul sistema di trasporto ferroviario del Veneto e di Verona in particolare. Lo scalo scaligero dovrebbe perdere almeno 12 treni, due terzi dei quali transitano da Verona per collegare il nord ovest italiano al Nord Est, mentre l'ultimo terzo sono treni di collegamento diretto Verona Roma e tra Monaco e Roma. Brutte notizie per tutti, insomma, a cominciare dagli studenti, perché le lezioni universitarie stanno sì per finire, ma l'attività accademica con le biblioteche e le sessioni estive d'esame proseguiranno fino a fine luglio. Brutte notizie per i lavoratori pendolari, dal momento che uffici e fabbriche non stanno ad aspettare la tabella ferroviaria. E per vacanzieri, viaggiatori e turisti: allo stato, infatti, è praticamente impossibile programmare alcuna partenza o spostamento entro i confini nazionali dopo il 15 giugno. All'ufficio informazioni della stazione di Porta Nuova gli addetti allargano le braccia: «Non sappiamo niente, e credo che anche stavolta verremo informati prima dai giornali che dall'azienda. Al momento, infatti, non esiste alcuna lista ufficiale dei treni che verranno soppressi». E se ci si presenta come un qualsiasi utente che voglia sapere che cosa accadrà dopo il 15 giugno, si potrà tutt'al più raccogliere qualche consiglio spassionato: «I regionali non dovrebbero subire grossi tagli, ma in ogni caso non si faccia riferimento agli orari del sito delle ferrovie - mettono in guardia gli addetti alle informazioni - molti dei treni che vengono dati per buoni sul sito verranno soppressi dopo l'entrata in vigore del nuovo orario ». Un esempio? «E' ormai assodato che il Monaco-Roma si fermerà a Rimini - proseguono agli sportelli - eppure dal sito delle Ferrovie si può continuare a prenotare i biglietti fino a Roma. E' veramente una situazione imbarazzante» ammettono gli impiegati. E c'è anche chi parla di un tilt informatico che avrebbe ritardato la comunicazione alle stazioni. Una rapida verifica conferma le loro parole: basta andare sul sito di Trenitalia, inserire stazione di partenza e di arrivo, selezionando una dato dopo il 15 giugno, et voilà: il sistema permette di prenotare e acquistare i biglietti per Roma. Altra avvertenza da parte degli impiegati, che funge da ciliegina sulla torta: «I nuovi orari entreranno in vigore dal 15, che cade di domenica, quindi con ogni probabilità prima del 16 non avremo in mano nessuna lista».
Furenti, da parte loro i sindacati dei lavoratori, che si stanno avviando a passi da gigante verso lo sciopero: «Non era mai accaduto che il Nord e in particolare il Veneto, venisse penalizzato in questo modo da una riformulazione dell'orario dice Flavio Pavan, segretario regionale della Cisl trasporti - buona parte dei 2,3 milioni di chilometri tagliati sono in transito nella nostra regione». Gli fa eco Giuseppe Poiesi dell'Orsa (macchinisti): «Domani (oggi, ndr) abbiamo un incontro con i vertici delle ferrovie, ma credo che andremo allo sciopero». Mentre Giampietro Antonini, coordinatore nazionale della Confederazione unitaria di base dei trasporti, individua nel nuovo una «scandalosa tattica per liberare le tratte particolarmente frequentate, come la Milano-Venezia, e cominciare fin da adesso a far spazio all'ingresso treni dei privati, previsto per il 2011».


3 giugno 2008 - Il Centro

Policlinico, alta tensione sui tagli
Cgil e Cisl: non c’è assenteismo. Rdb: fuori gli imboscati.
Il programma di accorpamento dei reparti rinviato al 9 giugno allarga il fronte del dissenso

CHIETI - «E’ chiaro a tutti che possono venire meno le garanzie per i corretti livelli di assistenza, con un aumento certo del fenomeno incivile dei pazienti nelle barelle lungo le corsie». E’ compatto il fronte del dissenso alle misure previste per i tagli di spesa al policlinico, con accorpamenti e tagli di reparto nel periodo estivo che rischiano di diventare permanenti. Dopo la presa di posizione dei primari, scendono in campo le segreterie provinciali di Cgil-Cisl funzione pubblica e Cgil-Cisl medici. «Assistiamo da tempo a pesanti attacchi a tutto il personale su un improbabile fenomeno di assenteismo e malasanità».
A parlare è Andrea Gagliardi, segretario generale della Cgil funzione pubblica. Il sindacato confederale ribalta questo teorema. «A nostro parere, annoverare l’istituto delle ferie contrattuali o quello dei congedi parentali tra le voci che costituiscono l’assenteismo e non tra i diritti universalmente riconosciuti è segno di una violenza culturale inaudita». Ci possono essere, a giudizio di Gagliardi, dei casi di illegittimo abuso di alcuni istituti, «ma quei singoli casi vanno verificati e sanzionati con la massima severità, sempre». Visione che rilancia un’altra sigla autonoma del sanità la Rdb, aderente al Cub, che però la guarda da un altro punto di vista. «Stanare gli imboscati», afferma il delegato Mario Frittelli, «sarebbe un modo per tamponare subito il problema della carenza di personale, per rompere antichi equilibri clientelari che, diversamente, verrebbero perpetuati. Infine», prosegue Frittelli, «sarebbe un importante segnale positivo per tutti quei lavoratori (e sono tanti) che operano quotidianamente in trincea».
Resta il problema di un piano estivo che, al di là del rinvio di una settimana (scatterà il 9 giugno, salvo ripensamenti) prospetta scenari difficili per malati e lavoratori del policlinico. «Basta frequentare le corsie di un qualunque reparto di degenza o unità di pronto soccorso», riprende Gagliardi, «per rendersi conto che il personale addetto è sotto organico, stressato da carichi di lavoro massacranti, doppi turni, reperibilità notturne che possono arrivare in alcuni casi anche a venti in un mese. Altro che fannulloni! Questo e altro accade, per esempio, nella Asl di Chieti, che opera in un territorio metropolitano dove si concentra un terzo della popolazione abruzzese e dove alle difficoltà di carattere generale si sommano quelle specifiche dell’azienda». Il programma prevede l’accorpamento temporaneo di svariati reparti: chirurgia vascolare e cardiochirurgia, neurologia e pneumologia; la chiusura temporanea di una unità operativa di chirurgia, degenza di dermatologia, degenza di radioterapia, degenza di urologia, geriatria e lungodegenza; la riduzione delle attività del laboratorio analisi di Guardiagrele. Ma è un programma che annuncia una grande battaglia. «I problemi economici regionali legati alla spesa sanitaria», rileva Gagliardi, «devono essere risolti, ma il criterio da adottare deve essere quello di intervenire con piani di riforma organici, funzionali e condivisi su ogni struttura sanitaria. Registriamo invece solo azioni unilaterali, scoordinate fra loro e che non rientrano in un progetto complessivo, tese solo a un ipotetico risparmio contabile che forse non sarà realizzato».(cr.ch.)


2 giugno 2008 - Asca

RIFIUTI: CHIAIANO DICE NO AI POLITICI. OGGI CDR LAVORANO A RILENTO

(ASCA) - Napoli, 2 giu - Fuori i politici dalla marcia, assolutamente pacifica, che la gente di Chiaiano ha tenuto ieri sera chiamando a raccolta tutti i movimenti 'contro' d'Italia. I cittadini del quartiere partenopeo e dei Comuni limitrofi (Marano e Mugnano) hanno sfilato al fianco dei comitati antidiscarica, dei militanti dei centri sociali (Insurgencia, Officina 99, Ska) e di quelli arrivati da altre regioni d'Italia: 'No dal Molin' provenienti dal Veneto, 'No Tav' dalla Val di Susa e da Emilia Romagna e Lazio. Con i manifestanti (oltre diecimila secondo gli organizzatori, due/tre migliaia secondo le forze dell'Ordine) anche militanti dei Carc, del Partito comunista marxista leninista, i Cobas, i Rdb-Cub ed alcuni volti noti del fronte del 'no' (Luca Casarini dei 'No dal Molin', padre Alex Zanotelli, l'ex leader di Potere Operaio, Oreste Scalzone). Nessuno spazio, invece, per i ''politici di professione''. Al grido di ''non vogliamo passerelle politiche'', i manifestanti hanno cacciato via dal corteo l'ex parlamentare dei Comunisti italiani Marco Rizzo. La marcia di Chiaiano si e' svolta in maniera assolutamente pacifica, mentre circa 200 uomini, fra poliziotti, carabinieri e finanziari, seguivano a distanza lo svolgersi degli eventi. E oggi gli impianti di Cdr hanno rallentato l'operativita' per la coincidenza del 'ponte lungo' della domenica e del 2 giugno. Un ulteriore problema per lo smaltimento delle circa 7000 tonellate di rifiuti prodotte quotidianamente nella Regione. Secondo le ultime stime, mentre il centro di Napoli e' abbastanza ripulito, restano cumuli di rifiuti nelle periferie e nelle aree della provincia circostanti il capoluogo, soprattutto nel vesuviano.


2 giugno 2008 - La Repubblica

Oggi alle 18 assemblea e presidio per programmare le prossime iniziative
Diecimila sfilano a Chiaiano "No alla licenza di uccidere"
"Qui i politici non li vogliamo" è lo slogan del corteo Delegazioni da Veneto e Piemonte
di OTTAVIO LUCARELLI

Napoli - Il padre comboniano Alex Zanotelli urla per due ore invitando tutti, anche chi è affacciato ai balconi, a «scendere in strada». Luca Casarini, esponente storico dei no global, è accolto nel triangolo Chiaiano-Mugnano-Marano dagli applausi della gente. Marco Rizzo, ex deputato dei comunisti italiani, alla insistente ricerca di microfoni e telecamere, è invece invitato dagli organizzatori ad allontanarsi dal corteo, suggerimento che lui ascolta ed esegue rapidamente. Un altro ex parlamentare, Giovanni Russo Spena di Rifondazione, si tiene invece ai margini, molto defilato e, neppure notato, riesce a marciare dalla stazione della metropolitana di Chiaiano fino a piazza Titanic a Marano, ormai due luoghi simbolo della lotta contro la discarica. In corteo, come avviene ormai da tempo, c´è anche Oreste Scalzone ex leader di Potere Operaio.
«Qui i politici non li vogliamo» è lo slogan del corteo dei diecimila aperto da un eloquente striscione: "Jatevenne". Un messaggio rivolto al governo e al commissariato rifiuti, al premier Silvio Berlusconi che venerdì ha ribadito che «Chiaiano sarà la discarica di Napoli» e a Guido Bertolaso. Entrambi puntano ad aprire rapidamente una discarica da settecentomila tonnellate nelle cave di tufo a Chiaiano. Ma è un messaggio rivolto anche ad Antonio Bassolino che, accusa Zanotelli «sbaglia nel sostenere il decreto Berlusconi, un decreto criminale che di democratico non ha nulla, che straccia la Costituzione e la salute dei cittadini».
«La Campania - incalza il padre comboniano - da venti anni è lo sversatoio d´Italia, lo sversatoio della camorra e dell´industria del Nord». Accuse sostenute dalla gente di Chiaiano e dei Comuni limitrofi di Marano e Mugnano, dalle comunità delle altre province della Campania e dai comitati arrivati da altre regioni. I delegati piemontesi No Tav della Val di Susa, un folto gruppo dei No Dal Molin di Vicenza. «Nel Nordest grazie al film Gomorra e al lungometraggio Biutiful Cauntri - spiegano alcuni di loro - abbiamo capito che il problema dei rifiuti a Napoli è da attribuirsi anche alle fabbriche del Nord, che, in connivenza con la camorra, hanno nascosto qui i rifiuti tossici. I vicentini hanno capito che a Napoli l´unico problema è la mancanza di cultura della raccolta differenziata, che invece a noi è stata inculcata fin da bambini».
Nel corteo delegazioni arrivate dall´area vesuviana di Terzigno e dalle province di Benevento e Avellino. In corteo anche i consiglieri comunali Carlo Migliaccio dell´Italia dei Valori, presidente della commissione ambiente, e Gaetano Sannino capogruppo dei Comunisti italiani. E tanta, tanta gente dell´area nord di Napoli. In prima fila sette bambini con bandiere su cui è scritto "No alla discarica" aprono un serpentone coloratissimo che dalla stazione della metropolitana, qualche minuto dopo le 17, si avvia attraversando il quartiere di Chiaiano in via Santa Maria a Cubito verso Mugnano e Marano. Tanti, tantissimi striscioni: "Napoli e Chiaiano come Hiroshima e Nagasaki"; "Decreto rifiuti uguale licenza di uccidere". In corteo anche i comitati per il no alle discariche e agli inceneritori di Pianura, Giugliano e Acerra, le Rappresentanze sindacali di base, delegati del Wwf. Un corteo che dopo due ore, salutato da applausi e fuochi di artificio, arriva fino al palco montato in via Cupa del Cane, la strada che porta alla discarica in cui sono in corso i carotaggi per verificarne l´idoneità ad accogliere l´immondizia. Palco su cui si alternano artisti e cantanti fino all´annuncio che chiude la serata: oggi alle 18 assemblea e presidio per programmare le prossime iniziative.


2 giugno 2008 - Il Manifesto

«Bruxelles ci dà ragione. Ma se non basta li fermeremo noi»
A Chiaiano riprende la protesta. E oggi manifestazione contro la discarica alla quale partecipa tutto il popolo del no
di Adriana Pollice

Napoli - «L'esercito è arrivato?» chiedono ironicamente le signore al presidio di Chiaiano. «Ma quando mai, qui ci sono i soliti carabinieri, polizia e finanzieri a perdere tempo». Tutti bardati, l'aria da duri che si scioglie con il caldo. Intorno molto fermento e loro sono gli esclusi dalla festa, c'è la manifestazione nazionale da organizzare (ore 16 fermata di Chiaiano della metropolitana). Stamattina sono attesi gruppi dal nord al sud della penisola: i No Dal Molin da Vicenza, i No Tav della Val di Susa, i collettivi universitari della Sapienza, Rdb e Cobas, i centri sociali del nord est, di Bologna e Roma, la rete No cpt di Bari e altre adesioni continuano ad arrivare per difendere il territorio dalla minaccia di militarizzarlo per realizzare comunque la discarica da oltre 700 mila tonnellate di tal quale, ultima uscita del presidente Berlusconi, quello che sa gli esiti dei carotaggi nelle cave prima dei tecnici.
Arriva al presidio la notizia che l'Ue ha molti dubbi sul decreto rifiuti e si prepara a respingerlo: «E' la conferma di quello che diciamo - dice Pietro Rinaldi - ma intanto il governo ha 60 giorni per attuare quello che ha minacciato, fino al voto in parlamento, dove per altro il Pd si è già dichiarato disponibile a dare il suo appoggio. Non sarà l'Unione europea a fermarli ma una ferma protesta di massa». «Ci mettiamo in viaggio stasera - raccontava ieri Francesco dei No Dal Molin -, siamo una sessantina e ci paghiamo il biglietto del treno, non abbiamo trovato un pullman che ci portasse a Napoli. Il problema di Chiaiano da noi è molto sentito, abbiamo avuto un'assemblea su questo, eravamo in 150».
A unire le proteste la composizione orizzontale e popolare, la dimensione assembleare: «Ci accomuna - conclude Francesco - la difesa del bene comune, la scelta di praticare la democrazia dal basso contro l'arroganza del potere». E ci saranno anche i rappresentati della rete per l'autoformazione della Sapienza: «In segno di solidarietà - dichiara Francesco Raparelli - per chi, come Pietro Spaccafuoco un nostro amico e compagno, viene arrestato mentre è in piazza a chiedere il diritto all'autogoverno». Anche i vertici di Prc e Pdci invitano a mobilitarsi per Chiaiano.
Ma intanto c'è l'intera manifestazione da organizzare al presidio. Sono stati invitati Peppe Lanzetta ed Erri De Luca, ma si tenta di avere anche Ascanio Celestini, che è a Scampìa il pomeriggio per il progetto Punta Corsara. Intorno il gazebo con la bandiera zapatista e i libri editi da Ja Basta, lo stand dei mediattivisti di Insu tv, il banchetto dove si raccolgono fondi per il ricorso al Tar e poi un fiorire di prodotti dell'agricoltura del luogo per l'inaugurazione ufficiale della Festa di Primavera, il sistema studiato dal sindaco di Marano per liberare le strade d'accesso alle cave senza abbandonare il territorio fino al 16 giugno, fino cioè al risultato dei carotaggi.
«Berlusconi apre la discarica a Chiaiano nonostante il parere negativo dei tecnici? Vuol dire che non ha problemi a scatenare una guerra civile». Non sono i comitati civici ma il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta.
Venerdì sera le parole del presidente del consiglio avevano fatto salire di colpo la tensione al presidio della rotonda Titanic, ma si fa fatica a prendere le sue parole per oro colato. «Ho invitato il premier a visitare la selva, sto ancora spettando che risponda. Abbiamo siglato un accorto con il sottosegretario Bertolaso - conclude il sindaco Perrotta - e a questo ci atteniamo. Gli stessi titolari della cava evidenziano difficoltà tecniche. Chiaiano sta diventando una questione di principio».
I residenti restano determinati a impedire lo sversatoio: «Durante la stessa conferenza stampa Bertolaso smentiva Berlusconi, ribadendo di attendere gli esiti della commissione paritetica - ragiona Giovanni, del presidio -, un modo per tenere la porta aperta con i comitati e i sindaci». Berlusconi il primo disobbediente d'Italia, rincara Pietro: «Per il premier le norme non sono un moloch però poi dichiara che userà l'esercito per obbligare noi a rispettare leggi speciali, create in corso d'opera, che violano i diritti a cominciare da quelli alla salute e al dissenso, tutelato in Italia ma messo in mora in Campania, laboratorio della repressione».


2 giugno 2008 - Il Riformista

monnezza a chiaiano corteo senza scontri,
a casal di principe ucciso un pentito legato allo scandalo rifiuti
I no global manifestano a salve, la camorra spara
di Paolo Rodari

Napoli - I presupposti perché la manifestazione di ieri pomeriggio a Chiaiano indetta contro la discarica divenisse una "seconda Genova" c'erano tutti. Tra i manifestanti, infatti, c'era la crème (circoscritta in chiave italiana) di quei centri sociali che nel 2001 provocarono di tutto in occasione del G8 della Lanterna: i centri sociali di Napoli "Insurgencia", "Officina 99", "Ska". Accanto ai comitati antidiscarica di Chiaiano, Marano e Mugnano, c'erano pure i militanti dei movimenti "No dal Molin" del Veneto - guidati dal leader Luca Casarini -, i "No Tav" della Val di Susa e di altre regioni italiane (Emilia Romagna e Lazio). Decine di persone che impugnavano bandiere rosse con la falce e martello e il volto di Che Guevara. C'erano i militanti dei Carc, del Partito comunista marxista leninista, i Cobas, i Rdb-Cub. Su uno striscione, pure la scritta "Napoli e Chiaiano uguale a Hiroshima-Nagasaki". E poi, tra la folla stimata in qualche migliaia di unità, l'ex parlamentare del Pdci Rizzo il quale, tuttavia, al grido "non vogliamo passerelle politiche", è dovuto andare via. Presente, invece, l'ex leader di Potere Operaio, Oreste Scalzone e, infine, la "Chiesa no global", quella di padre comboniano Alex Zanotelli onnipresente in queste occasioni.
L'allontanamento di Rizzo non è stato altro che un episodio il quale, tuttavia, ben testimonia come ieri a Chiaiano tutti volevano che le cose andassero in maniera diversa dalle aspettative di tv, giornali e politici. La manifestazione non doveva essere né violenta né strumentalizzata da alcuno. Semplicemente doveva essere una manifestazione per dire che Chiaiano la spazzatura nella discarica di tufo non la vuole. Punto e basta. E in questo modo, in effetti, sono andate le cose.
Ad aprire la manifestazione, partita poco dopo le cinque del pomeriggio dalla stazione della metropolitana del paese, c'erano dei bambini. E poi tanti cittadini comuni armati di videofonini, pronti dunque a riprendere eventuali scontri poi non verificatisi. Anche Luca Casarini, con faccia d'angelo, ha detto la sua circa il "pericolo black bloc": «Uno degli strumenti per tentare di fermare la protesta dei cittadini - ha detto - è quello di terrorizzare, una tecnica vecchia. Invece c'è da avere paura di chi usa un linguaggio militare e non fa un passo indietro».
E sì che la giornata non si era aperta nel migliore dei modi. Da Pontida Roberto Castelli aveva attaccato i magistrati rei di aver «arrestato 25 persone che volevano portare via i rifiuti dalle strade». «Non sono matti - ha detto Castelli -, c'è invece un piano per portare i rifiuti al nord» e a questo piano «dobbiamo opporci in tutti i modi». Mentre da Caserta era arrivata l'agghiacciante notizia di un dirigente del Consorzio Eco 4, il 47enne Michele Orsi, ucciso in un agguato camorristico a Casal di Principe, roccaforte dei casalesi, probabilmente a motivo delle sue testimonianze rese nei mesi scorsi nel processo che vede imputati alcuni imprenditori, fra cui Giuseppe Diana e Giuseppe Valenti, entrambi detenuti e coinvolti in una inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti. Orsi stava collaborando con la giustizia. La Dda ne aveva chiesto la protezione. Ma - ha detto ieri il suo avvocato - «nessuno ci ha ascoltato». Dire che l'omicidio sia andato in scia alla strategia dei vertici dell'organizzazione camorristica casalese che sta cercando di dissuadere chi intende collaborare con gli organi di giustizia è forse troppo. Eppure, anche sostenere il contrario, pare inverosimile.
Quanto a Chiaiano, a surriscaldare gli animi ci si era messo venerdì pomeriggio anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il quale, nel corso della sua seconda calata in quel di Napoli per verificare lo stato della situazione rifiuti, aveva detto che, a suo parere, Chiaiano, al di là dei rilevamenti in corso da parte dei tecnici, era sicuramente idonea. Eppure, nonostante le parole del premier e nonostante le parole di Giorgio Napolitano che proprio ieri aveva espresso insofferenza e ribellismo verso «legittime decisioni dello Stato democratico», i bastoni sono stati lasciati a casa. Probabilmente, almeno per ora, Chiaiano preferisce attendere e protestare pacificamente. In ballo, c'è ancora l'esito della valutazione del piano rifiuti messa in atto dalla Commissione Europea. Anche l'esecutivo, ha detto ieri il ministro degli Esteri Franco Frattini, attende «con fiducia» le valutazioni sull'azione dell'Italia. Mentre Boniauti ha spiegato che non ci sono attriti in merito con la Ue. Infine, proprio sul tema-rifiuti, il commissario Ue all'Ambiente, Stravos Dimas, ha annunciato di voler incontrare «molto presto» il sottosegretario Guido Bertolaso per discutere insieme, «in un clima di piena collaborazione», dell'emergenza in Campania.


2 giugno 2008 - Il Giornale

Discarica, i no global occupano Chiaiano
Cinquemila persone sfilano contro la discarica: slogan e insulti per esecutivo, Bassolino e la Iervolino. Cacciato dal corteo il Pdci Rizzo. L'appello di Napolitano: Basta illegalità"
di Massimo Malpica Carmine Spadafora

Napoli - Dopo essere scomparsa dal Parlamento, la sinistra radicale si ritrova sfrattata pure in piazza. Il clima del fronte anti-discarica, che attirava bandiere rosse e nostalgici in cerca di vetrina, finisce per riservare una nuova delusione agli sconfitti delle ultime elezioni politiche: vittima illustre è Marco Rizzo, europarlamentare Pdci, allontanato dal corteo antimonnezza. Eppure tra gli organizzatori della grande manifestazione di ieri contro la discarica nella cava di Chiaiano c’erano i vertici dell’area antagonista napoletana. Avevano annunciato un corteo pacifico nei fatti ma duro negli slogan. È così è stato: quasi cinquemila persone, con ampie rappresentanze dei «fronti del no», arrivati dal Vicentino (No Dal Molin), dalla Val di Susa (No Tav) e da altre regioni italiane, hanno marciato chiedendo di cancellare il sito di Chiaiano dalla mappa dell’emergenza rifiuti.
Tra chi sfilava, però, solo poche centinaia di persone erano abitanti di Chiaiano, Mugnano e Marano. Il grosso dei residenti è rimasto, letteralmente, alla finestra. Concedendo l’applauso al serpentone di protesta solo al momento del passaggio di fronte alla rotonda Titanic. Ci si spella le mani per tutti gli striscioni, eccezion fatta per quelli con falce e martello.
Infatti tra slogan e insulti (con Bassolino e Iervolino su tutti, seguiti da Berlusconi e Bossi) la vera sorpresa è stata l’emarginazione dei simboli politici. Quando alle 16.30 il piazzale di fronte alla metropolitana di Chiaiano ha cominciato a riempirsi di gente, bandiere e striscioni, dai megafoni del camion degli organizzatori è partito un ordine perentorio, diretto alle tante bandiere rosse che stavano popolando la strada. «Partiti e partitini si mettano in fondo, non vogliamo nessuna strumentalizzazione». E così Carc, Marxisti-Leninisti, Cobas Rdb e falci e martelli vari si ritrovano nell’ultimo spezzone del corteo, accanto agli «amici di Beppe Grillo». Poco dopo, lungo il viale che unisce Chiaiano a Marano, l’europarlamentare del Pdci, Marco Rizzo, viene «invitato» senza troppi complimenti a levare il disturbo prima ancora di riuscire a concedersi ai taccuini dei giornalisti: «Passerelle politiche qui non ne vogliamo», gli spiegano alcuni militanti del Comitato rifiuti zero. Eppure Rizzo affida a un comunicato la sua versione, molto diversa, sostenendo di non essere stato «cacciato», ma solo di aver avuto «un forte alterco con un esponente di destra dei comuni vesuviani» e concludendo, orgogliosamente: «Sono un comunista e non certo uno del Pd che oggi invece flirta con la destra». Sarà.
Se tutto è filato liscio, senza nemmeno l’ombra di tensioni con polizia e carabinieri, tra le rivendicazioni ambientaliste e sul «diritto alla salute» non sono mancati slogan di dubbio gusto. Quasi in testa al corteo spiccava uno striscione bicolore: «Bossi crepa». E dai megafoni qualcuno ha più volte augurato al leader del Carroccio una fine prematura. Anche Berlusconi, soprattutto dopo aver «anticipato» il verdetto di idoneità per la cava di Chiaiano, finisce preso di mira. Ma i cori più numerosi e gli insulti più frequenti sono per il sindaco Rosa Russo Iervolino e per il governatore Antonio Bassolino, paragonato a un personaggio dei Simpson, il cattivissimo padrone della centrale nucleare di Springfield, Montgomery Burns. «Qui in prima fila dovrebbero esserci i medici», scandisce un manifestante dal megafono in testa al corteo, «ma non sono qui perché il presidente della Regione ha messo i suoi amici nelle direzioni degli ospedali, quel signore che da 14 anni detta legge sembra il signor Burns».


2 giugno 2008 - Il Tempo

Si sono rivisti in piazza. Quelli degli anni di piombo,...
Si sono rivisti in piazza. Quelli degli anni di piombo, delle pallottole e delle pistole sempre fumanti in nome dell'ortodossa comunista. Ieri si sono di nuovo fatti sentire. E hanno protestano per ora pacificamente. È stato il caso del leader di Potere Operaio, Oreste Scalzone, che ieri ha sfilato con le migliaia di persone che hanno protestato contro la riapertura della discarica di Chiaiano, a Napoli.

Un corteo composto da migliaia di persone che si sono messe in marcia seguendo sette bambini che in testa alla fila portavano le loro bandiere con scritto: «No alla discarica»
Il balletto delle cifre parla di iniziali 1500-2000 mila persone secondo gli organizzatori, solo 6-700 persone secondo fonti della Questura. Le fila dei partecipanti si sono ingrossate nel corso della manifestazione fino ad arrivare, sempre secondo gli organizzatori, a quota 10 mila.
Al corteo hanno preso parte non solo i cittadini ma anche i centri sociali di Napoli come «Insurgencia», «Officina 99», «Ska», i comitati antidiscarica di Chiaiano, Marano e Mugnano e i militanti dei movimenti «No dal Molin» del Veneto, i «No Tav» della Val di Susa e di altre regioni italiane come l'Emilia Romagna e il Lazio.
Decine di persone hanbno impugnato bandiere rosse con la falce e martello e il volto di Che Guevara. Insieme a loro esponenti del militanti dei Carc, del Partito comunista marxista leninista, i Cobas, i Rdb-Cub.
Alla manifestazione hanno preso parte anche il leader dei «No dal Molin», Luca Casarini e il padre comboniano Alex Zanotelli.
Non ci sono stati incidenti. I black block e le frange più estreme sono state tenute a bada. Ma questo non ha impedito di tirar fuori una parte della rabbia e del livore che cova nei movimenti di base contro le istituzioni. Anche se queste sono rappresentate da un ex parlamentare del Pdci come Marco Rizzo. Che è stato cacciato dal corteo di Chiaiano da alcuni manifestanti. Al grido di «non vogliamo passerelle politiche» l'esponente dei comunisti italiani è stato costretto ad andare via. Forse non avevano ancora sentito le sue parole. «Questa lotta di popolo è un esempio» aveva spiegato l'esponente comunista che aveva motivato le truppe con parole pesanti contro il governo. «Se Berlusconi passa qui, poi passerà davanti alle fabbriche e a tutti gli altri luoghi di lotta, in pratica ovunque».
Non sono bastati agli slanci ideali. La tensione con i gruppi più estremisti ha spinto Rizzo a dileguarsi. Una situazione preoccupante come rilevato da Arturo Iannacone deputato dell'Mpa: «La presenza alle manifestazioni di Chiaiano e Pianodardine dei no global, di frange estremiste dei Black Block guidati da Casarini e di un ex esponente di Potere operaio condannato per banda armata e terrorismo, quale Oreste Scalzone, non può non destare grande preoccupazione. C'è il rischio concreto che costoro abbiano lo scopo di fomentare i manifestanti portandoli allo scontro con le forze dell'ordine».
Ha fatto sentire la sua voce anche Agostino Di Lorenzo, presidente del parco delle colline di Napoli, al cui interno dovrebbe sorgere la discarica: «La discarica occuperebbe una piccola parte del parco che però rischierebbe di morre comunque. Come faccio a dire alle mamme di portare qui i bambini a giocare con 700mila tonnellate di rifiuti accanto».
Alla fine del lunghissimo corteo i manifestanti si sono radunati davanti al palco allestito in via Cupa dei Cani, la strada che conduce alle cave, dove si sono svolti dei comizi e li interventi di artisti tra cui Peppe Lanzetta, Ascanio Celestini, e il gruppo musicale napoletano «E Zezi».


2 giugno 2008 - Gazzetta della Martesana

ANTIBIOTICOS. La Cub chiede il mantenimento delle condizioni di lavoro che soddisfino i dipendenti
«L'AZIENDA TUTELI DI PIÙ I LAVORATORI»
Il caso era scoppiato dopo che alcuni magazzinieri erano stati trasferiti in Brianza

Rodano - Otto magazzinieri impiegati da un decennio all'Antibioticos spediti a lavorare a Macherio, in Brianza, senza preavviso. Questa decisione dell'azienda rodanese Antibioticos della fine di aprile aveva gettato nello sconforto molto dipendenti e provocato la reazione della Cub, il sindacato di riferimento dei lavoratori. La decisione aveva scatenato la mobilitazione e la raccolta firme dei sindacati dell'azienda. Il problema è iniziato con un calo di produzione all'interno di Antibioticos: la società, per cercare di evitare la cassa integrazione per 35 dipendenti, ha deciso di inserirli come magazzinieri e ridimensionare il lavoro appaltato da anni alla Cps, l'azienda che gestisce lo stoccaggio dei prodotti. La Cub ora rinnova l'invito a ridefinire un contratto che, nell'ambito del mantenimento delle condizioni di lavoro, soddisfi le garanzie per il futuro di tutti i lavoratori che hanno lavorato a Rodano.
«Avevamo chiesto ad Antibioticos una garanzia scritta che valesse per chi ha subito il temporaneo trasferimento a Macherio - si legge in un comunicato della Cub - Da tempo solleviamo la necessità di incorporare negli organici Antibioticos le attività che difficilmente sono definibili di facchinaggio se intervengono, come nel caso di questi lavoratori, nella preparazione della produzione. Inoltre, pretendiamo si definiscano le proposte di accordi economici e normativi con le aziende che via via subentrano e che ogni volta non rimettano in discussione tutto. In un decennio per il magazzino e le pulizie appaltate si sono succedute diverse aziende che non hanno garantito la regolarità degli stipendi. Ciò non è più tollerabile: si deve evitare di fare gare al ribasso e pretendere di avere rapporti con aziende in grado di rispettare i lavoratori, le leggi e i contratti senza dover minacciare scioperi per avere lo stipendio».


1 giugno 2008 - Corriere.it

LA QUESTIONE RIFIUTI. Frattini: «Fiducia nelle decisioni della commissione europea»
Chiaiano, in migliaia alla manifestazione contro la discarica. «Marcia pacifica»
Il corteo aperto da alcuni bambini. Partecipano anche i 'No dal Molin' del Veneto e i 'No Tav'

NAPOLI - È partito poco dopo le 17 dal piazzale antistante la fermata della Metropolitana di Chiaiano, a Napoli, il corteo antidiscarica al quale partecipano alcune migliaia di persone. Il corteo è aperto da sette bambini che portano bandiere con le scritte: 'No alla discarica'.
I MANIFESTANTI - Alla manifestazione partecipano centri sociali di Napoli come 'Insurgencia', 'Officina 99', 'Ska', i comitati antidiscarica di Chiaiano, Marano e Mugnano e i militanti dei movimenti 'No dal Molin' del Veneto, 'No Tav' della Val di Susa e di altre regioni italiane come l'Emilia Romagna e il Lazio. Decine di persone impugnano bandiere rosse con la falce e martello e il volto di Che Guevara. Ci sono militanti dei Carc, del Partito comunista marxista leninista, i Cobas, i Rdb-Cub. Su uno striscione è scritto 'Napoli e Chiaiano uguale a Hiroshima-Nagasaki'. Alla manifestazione stanno prendendo parte tra gli altri, il leader dei 'No dal Molin', Luca Casarini, l'ex parlamentare del Pdci Rizzo e il padre comboniano Alex Zanotelli. La polizia e i carabinieri stanno seguendo in manifestanti in modo discreto.
FRATTINI - Nel frattempo, dopo la notizia dei presunti dubbi dell'Ue relativi al piano rifiuti del governo, il ministro degli Esteri Franco Frattini assicura che l'esecutivo attende «con fiducia» le valutazioni della Commissione Europea sull'azione dell'Italia. L'esecutivo, afferma Frattini, «ha operato con prontezza e agisce con un larghissimo sostegno per porre fine ad una situazione drammatica che costituisce un'emergenza nazionale e che ha posto il Paese in una situazione assai critica anche di fronte all'opinione pubblica internazionale». Frattini, che prima di ricoprire l'incarico di ministro degli Esteri era stato vicepresidente della Commissione europea, punta il dito contro chi fa «riferimento a fonti non ufficiali, pur rispettabili». Così facendo, «in questa fase si rischia solo di alimentare dubbi non suffragati da fatti e suggerire conclusioni affrettate. Non appare pertanto appropriato né prudente - conclude Frattini - voler anticipare le valutazioni istituzionali, ancor più in una materia così delicata, che vede l'esecutivo italiano impegnato con serietà e determinazione sia nella gestione dell'emergenza che per la ricerca di soluzioni strutturali e durature secondo le linee di intervento indicate proprio dall'Unione Europea».
INCONTRO - Proprio sul tema-rifiuti, il commissario Ue all'Ambiente, Stravos Dimas, incontrerà «molto presto» il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai rifiuti Guido Bertolaso per discutere insieme, «in un clima di piena collaborazione», dell'emergenza in Campania. Lo ha detto la portavoce del Commissario, Barbara Hellferic, interpellata dall'Ansa. «La data non è ancora stata fissata, ma l'incontro avverrà in tempi brevi», ha detto. L'incontro tra Dimas e Bertolaso sarà incentrato proprio sul decreto presentato dal governo per far fronte all'emergenza dei rifiuti. «Abbiamo ricevuto il decreto e lo stiamo esaminando», ha detto la portavoce, «è un processo in corso ed è difficile dire quando l'esame sarà concluso: non c'è una scadenza precisa e dipende dalla complessità degli elementi da esaminare», ha aggiunto, rilevando che «al momento non si possono dare giudizi di sorta» e che «l'analisi è compiuta senza alcuna preclusione».
CASTELLI - Da Pontida, intanto, Roberto Castelli attacca: «Hanno arrestato 25 persone che volevano portare via i rifiuti dalle strade. Non sono matti, c'è invece un piano per portare i rifiuti al nord». Castelli ha ribadito che «la magistratura campana non è matta. C'è un piano per portare i rifiuti da noi e noi dobbiamo opporci in tutti i modi».


1 giugno 2008 - Adnkronos

Tra i presenti Luca Casarini e il padre comboniano Alex Zanotelli
Rifiuti, in migliaia sfilano a Chiaiano. Corteo pacifico
Clima tranquillo alla manifestazione promossa dai comitati antidiscarica. I manifestanti hanno cacciato Marco Rizzo, del Pdci: ''Non vogliamo passerelle politiche''. Su uno striscione si legge 'Napoli e Chiaiano uguale a Hiroshima-Nagasaki'. Frattini: ''Attendiamo con fiducia le valutazioni della Commissione europea sul decreto''

Napoli, 1 giu. (Adnkronos/Ign) - Circa 10.000 persone , secondo gli organizzatori, hanno partecipando al corteo indetto contro la discarica di Chiaiano. La manifestazione, partita dal piazzale antistante la stazione della metropolitana, si è svolta in maniera pacifica. Le forze dell'ordine, con oltre 200 uomini tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, ghanno seguito i manifestanti in modo discreto. Il corteo ha percorso via Santa Maria a Cubito per raggiungere poi piazza Rosa dei Venti. Alla manifestazione hanno preso parte centri sociali di Napoli come 'Insurgencia', 'Officina 99', 'Ska', i comitati antidiscarica di Chiaiano, Marano e Mugnano e i militanti dei movimenti 'No dal Molin' del Veneto, 'No Tav' della Val di Susa e di altre regioni italiane come l'Emilia Romagna e il Lazio. Ci sono militanti dei Carc, del Partito comunista marxista leninista, i Cobas, i Rdb-Cub. Su uno striscione è scritto 'Bossi crepa', su un altro 'Napoli e Chiaiano uguale a Hiroshima-Nagasaki'. Un altro ancora recita: ''Jatevenne'. Alla manifestazione hanno preso parte, tra gli altri, il leader dei 'No dal Molin', Luca Casarini, il padre comboniano Alex Zanotelli e l'ex leader di Potere Operaio, Oreste Scalzone. L'ex parlamentare del Pdci, Marco Rizzo, è stato cacciato dal corteo ida alcuni manifestanti al grido: ''Non vogliamo passerelle politiche''. Intanto, il ministro degli Esteri Franco Frattini, commentando le notizie, "apparse oggi con grande evidenza sulla stampa nazionale, secondo cui fonti della Commissione europea avrebbero espresso dubbi di varia ed imprecisata natura sul 'decreto-rifiuti'", ha assicurato che il governo italiano "attende con fiducia" le valutazioni della Commissione europea sul 'decreto rifiuti'. "Il governo ha operato con prontezza e agisce con un larghissimo sostegno - ha sottolineato Frattini - per porre fine ad una situazione drammatica che costituisce un'emergenza nazionale e che ha posto il Paese in una situazione assai critica anche di fronte all'opinione pubblica internazionale". "Il riferimento a fonti non ufficiali, pur rispettabili, in questa fase rischia solo di alimentare dubbi non suffragati da fatti e suggerire conclusioni affrettate'', ha concluso il ministro.


1 giugno 2008 - Rainews 24

Rifiuti, grande corteo a Chiaiano

Tra le 1.500 e le 2.000 persone stanno partecipando al corteo indetto contro la discarica di Chiaiano dalle associazioni, dai centri sociali, dai 'No Tav', 'No Ponte', 'No dal Molin'. La manifestazione è pacifica.
La polizia e i carabinieri stanno seguendo in manifestanti in modo discreto. La tensione che aveva preceduto questa appuntamento sembra svanite come nel nulla. Decine di manifestanti hanno portato macchine fotografiche e telecamere per riprendere il corteo ma anche per utilizzare le immagini nell'eventualità che dovessero verificarsi incidenti.
ll corteo è aperto da un grande striscione con la scritta: 'Jatevenne' (andatevene). A seguire due striscioni che recitano 'Napoli e Chiaiano come Hiroshima e Nagasaky', 'Decreto rifiuti = Licenza di uccidere'. Al corteo partecipano i comitati civici di Chiaiano, Marano e Mugnano, i comitati per il no di Pianura, Giugliano, Acerra, i sindacati di base, i rappresentanti del Wwf Campania oltre ai no-global giunti a Napoli da Vicenza, Bologna, e dalla Val di Susa.
Al termine del corteo, su un palco montato in via Cupa dei Cani, è previsto un intervento di alcuni artisti solidali con la protesta tra cui Ascanio Celestini.


1 giugno 2008 - Momento Sera

Rifiuti, manifestazione pacifica a Chiaiano
Si è svolta senza incidenti la manifestazione indetta a Chiaiano per dire no alla prevista discarica nel quartiere napoletano. Ad aprire il corteo sette bambini

Napoli - Ha preso il via dopo le 17 dal piazzale antistante la fermata della Metropolitana di Chiaiano, a Napoli, il corteo per dire no alla prevista discarica nel quartiere napoletano. Hanno aderito migliaia di persone per una manifestazione che si è svolta senza incidenti. Il corteo è stato aperto da sete bambini con lo striscione "No alla discarica". Hanno partecipato al corteo diverse gruppi organizzati: i centri sociali di Napoli "Insurgencia", "Officina 99", "Ska", i militanti dei movimenti "No dal Molin" del Veneto, i comitati antidiscarica di Chiaiano, Marano e Mugnano e i "No Tav" della Val di Susa e di altre regioni italiane come l’Emilia Romagna e il Lazio. Presenti anche i militanti del Partito comunista marxista leninista, dei Carc, dei Cobas e dei Rdb-Cub. Cacciato dal corteo l’ex parlamentare del Pdci, Marco Rizzo. Intanto dopo i giallo delle presunte critiche in ambito europeo ai provvedimenti italiani per l’emergenza, Barbara Hellferic, la portavoce del Commissario Ue all’Ambiente, Stravos Dimas, comunica che sul tema-rifiuti il Commissario incontrerà molto presto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai rifiuti, Guido Bertolaso.


1 giugno 2008 - Libero

CHI STA COI RIFIUTI
«L'Ue boccia il decreto» Napoli torna a bruciare
di PEPPE RINALDI

NAPOLI - Lasci la spazzatura in strada e non va bene. Provi a toglierla e neppure va bene. Affidi 2 miliardi di euro a persone del posto per risolvere il problema (che non risolvi) e da Bruxelles manco una parola. Alla fine, quando decidi di scrivere la parola fine ad un disastro lungo 15 anni, eccolo puntuale il preambolo che annuncia il warning europeo, sorta di messa in mora dell'Ue nei confronti dell'Italia. Casus belli, il decreto sui rifiuti. La notizia, anticipata dalla rivista di Banca Etica "Valori" si diffonde in un batter d'occhio. Troppe deroghe alle norme che disciplinano le valutazioni di impatto ambientale per la scelta dei siti per le discariche (art.9); troppe deroghe pure in tema di tutela igienico-sanitaria, sicurezza sul lavoro, preservazione dei beni paesaggistici e culturali (art.18): non è convinta la commissione tecnica ambientale dell'Ue delle decisioni italiane e, pare, venerdì sera è stato pure licenziato il provvedimento. Nei fatti è ancora poca roba, nel senso che non c'è obbligo di eseguire alla lettera l'eventuale scelta Ue. In serata, da Bruxelles arriva una precisazione: nessuna bocciatura, solo qualche dubbio su aspetti secondari. L'Europa vuole solo dei chiarimenti. Lo dice anche il ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, che qualche ora prima aveva garantito che l'esecutivo sarebbe andato avanti: «Tutte le misure del governo sono fatte nel rispetto della legge Ue». Quella di Bruxelles era parsa quasi una minaccia: sembra di essere a Casal di Principe, dove proprio ieri è stata scoperta una discarica pronta dal 2002 ma non funzionante. È in località Parco Saurino, la vasca è già impermeabilizzata e può accogliere 800mila tonnellate di ecoballe; ci sono pure tre tritovagliatori mai azionati, frutto della migliore tecnologia tedesca. Sei anni ferma lì e nessuno fiata, men che meno l'Ue: si vede che la camorra non ha piacere a tenersi la spazzatura. Magari avrà fatto i lavori e avrà pure incassato bei milioni: ma su casi del genere, neppure una procedurina Ue. Ma oggi è anche il gran giorno di Chiaiano, il giorno del raduno nazionale dei "No a tutto" che ribadiranno la propria contrarietà alla discarica. Dicono di esser capaci di resistere un minuto in più degli altri gli antagonisti che sfileranno: chissà se questa sopportazione andrà oltre il lezzo della spazzatura che marcisce e, soprattutto, il terribile odore di bruciato che promana dai roghi appiccati qua e là ("appena" 40 l'altra notte tra Napoli e provincia). Appuntamento alle 16,30 alla stazione della metropolitana collinare di Chiaiano. La questura ha autorizzato il percorso del corteo che attraverserà il quartiere, la città di Marano, fino a fermarsi alla rotonda Rosa dei venti, già ribattezzata "Rotonda Titanic", il luogo simbolo delle barricate. Pioveranno da tutta Italia le sigle altermondiste che affiancano i comitati antidiscarica ormai non più soli, soprattutto ora che accanto a centri sociali e gruppi vari si sono sistemati pure i collettivi universitari della Sapienza di Roma. Non potevano mica perdersela un'occasione così. Per "sapienti" che arrivano c'è un "sapiente" che li accoglie. Il docente universitario Angelo Genovese, ordinario presso la facoltà di Veterinaria della Federico II dice di voler «istigare i cittadini alla disobbedienza verso le misure previste da Berlusconi». Il prof non si fa mancare nulla della logica propria di una domenica di contestazione. A costo anche di un "sacrificio" personale. Afferma Genovese: «Mi autodenuncio perché non intendo rispettare il diktat legislativo ed intendo oppormi con ugual forza a tutte le misure coercitive che saranno messe in atto». Come insegnante non c'è male. Poi, dopo un ragionamento sui padri costituenti degno del miglior Scalfaro, il docente conclude: «Mi autodenuncio perché ho definito (e lo ribadisco) che il legislatore è un cialtrone». Infine, la ciliegina sulla torta: Genovese conclude con un bel «ora e sempre resistenza». Oltre a pullman da Caserta e Salerno e ai comitati di Terzigno, Marano, Mugnano, Calvizzano, Serre, e Giugliano sono attesi dal Veneto i comitati No dal Molin e No Mose che arriveranno in treno, due autobus dei No Tav dalla Val di Susa (preferiscono il trasporto su gomma, forse per coerenza), altri due autobus dei centri sociali di Bologna, i Tpo, le Rdb e i Cobas da Roma, i collettivi universitari e la rete anti razzista da Palermo. Ma non finisce qui perché ci saranno pure l'Askatasuna di Torino, il coordinamento dei comitati della Piana di Firenze, Prato e Pistoia, il Forum ambientalista, Medicina Democratica (sic!), il centro sociale Tempo, di Pignataro Maggiore; il Partito marxista-leninista campano, la Federazione anarchica; il coordinamento Nord Sud del mondo da Milano, l'assemblea cittadina cagliaritana e persino due minuscoli comitati contro una fonderia del bellunese. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. A Chiaiano intanto situazione ancora tesa, l'aria è elettrica e tra la gente continuano a mischiarsi rappresentanti politici ed istituzionali (specie i dipietristi). Dicono che sarà una giornata pacifica, come una sagra della ciliegia: c'è solo da attendere e vedere. SOMMERSI Uno dei cumuli di spazzautra che soffocano Napoli e la Campania. Il decreto emanato dal governo è stato criticato dai procuratori di Napoli, che hanno scritto al Csm lamentandone l'incosti tuzionalità. Ora c'è il rischio di un pronunciamento negativo dell'Europa, che potrebbe eccepire la norma voluta da Berlusconi. Nel frattempo, l'emergenza continua.

LA PROTESTA
Nuove agitazioni dei vigili urbani

Milano - Dalla prossima settimana i sindacalisti delle Rsu Csa e Rdb, Roberto Miglio e Danilo Zucchet, annunciano «un inasprimento delle agitazioni» nell'ambito della vertenza tra sindacati di polizia locale e Comune. «Dopo lo sciopero di oggi in parte precettato dalla Prefettura - si legge in un comunicato - la prossima settimana in occasione della programmata riunione dei delegati sindacali della Polizia locale, sarà necessario inasprire il conflitto sindacale nei confronti del Comune di Milano. Sarà necessario infatti iniziare una "cam pagna di agitazioni estive" a partire dai grandi eventi». I motivi sono quelli ben noti: la faccenda delle indennità bloccate, e soprattutto la rimozione del terzo uomo nelle pattuglie notturne, che secondo i sindacati abbassa la sicurezza del servizio.


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