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Il Sindacato di Base e Indipendente

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02/06/08

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 31 maggio 2008

31 maggio 2008 - Il Piccolo

Sciopero dei bus, adesione massiccia e disagi per l’utenza

Trieste - Lo sciopero di quattro ore dei lavoratori della Trieste Trasporti, indetto ieri dalle sigle sindacali, ha raccolto un’adesione dell’88% secondo le Rdb, mentre non ha superato il 64% in base alle stime dell’azienda. «Un ottimo risultato - sottolinea Willy Puglia, delle Rdb - anche considerando il fatto che si sono toccate punte di adesione del 100% su alcune linee, che sono rimaste totalmente bloccate». I dipendenti della Trieste Trasporti hanno incrociato le braccia dalle 9 alle 13. Sono poi scattate le manifestato in largo Barriera in mattinata, e in piazza della Borsa nel pomeriggio, durante le quali sono state raccolte circa mille firme di cittadini contro la volontà dell’azienda di subappaltare a una società privata dieci linee del trasporto pubblico urbano (la 13, 33, 35, 73, 39 barrata, 49 barrata, oltre alle quattro linee notturne, sulle quali lavorano attualmente 27 conducenti). È stato questo il motivo principale alla base dello sciopero di ieri, cui hanno partecipato tutti i sindacati confederali. «Protestiamo perchè abbiamo la certezza che appaltando a terzi la gestione del servizio - continua Puglia - non verrebbero più garantite la qualità del servizio offerto ai cittadini e la qualità del lavoro per gli autisti. Le dieci linee in questione - aggiunge il sindacalista - vengono a torto considerate dall’azienda marginali, mentre coprono zone densamente popolate, collegate al centro città. Al momento la Provincia sta vagliando le caratteristiche tecniche e giuridiche per il rilascio dell’autorizzazione definitiva alla Trieste Trasporti a subappaltare il servizio. Noi ci batteremo affinchè ciò non accada. Consegneremo le firme a Palazzo Galatti».


31 maggio 2008 - Il Giorno

Infermieri in agitazione contro i nuovi incarichi
AZIENDA OSPEDALIERA INCONTRO COL PREFETTO
di Silvia Vignati

Legnano - PER LE RAPPRESENTANZE di base dell'Azienda ospedaliera di Legnano sarà un giugno "caldo". Si comincia il 3 con l'incontro con il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi. Motivo: la richiesta di "raffreddamento dei conflitti". Perché nei quattro ospedali (Legnano, Cuggiono, Magenta e Abbiategrasso), ma anche nei poliambulatori, è in corso lo stato di agitazione di lavoratori, cooperative di servizi, operatori precari e interinali, dal 15 maggio. «Il tentativo di dialogo con l'amministrazione è fallito è dunque non rimane che incontrare il prefetto - spiegano Riccardo Germani e Gianfranco Cattaneo della Rdb -. Non si è giunti a soluzioni condivise con la dirigenza: comprese quelle che stanno portando al coinvolgimento dei Comuni del Legnanese per quanto riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro, dei diritti e della dignità dei lavoratori, del personale infermieristico e di supporto, costretto a salti di riposo». «Pensiamo inoltre che i lavoratori dell'area tecnica amministrativa, più di 100 tra cucina, mensa, portineria e via dicendo - proseguono - quelli di supporto, circa 400, tra ausiliari e altre figure, presto dovranno difendere con i denti i loro posti di lavoro, alla luce dei progetti di esternalizzazione e riduzione dei servizi di questa azienda». Per i sindacalisti è inoltre preoccupante «la riduzione di posti letto e di servizi sanitari alla popolazione, come previsto nel progetto del nuovo ospedale di Legnano, in particolare della riabilitazione e della lungodegenza». E se il "raffreddamento" non dovesse avvenire? «La Federazione regionale proclamerà a giugno una giornata di sciopero di tutti i lavoratori».


31 maggio 2008 - La Nuova Venezia

Cab Log, presidio a oltranza Noale, trattativa in alto mare

NOALE - Si rivedranno martedì prossimo sindacati e rappresentanti della cooperativa Gesconet-Hub per parlare dei 60 lavoratori il cui contratto è scaduto ieri. Proprio ieri si è tenuto l’atteso incontro tra le parti, dove l’Associazione difesa dei lavoratori (Adl) Cobas ha messo sul tavolo le condizioni perché il presidio alla Cab Log di via Mestrina a Noale, iniziato lunedì scorso, finisca. In sostanza l’Adl ha chiesto che siano riconosciute subito l’indennità per il lavoro pregresso e quella per la disoccupazione, finché non saranno ricollocati. I 60 dipendenti Hub, che in subappalto della Cab Log, producevano fino a ieri macchine tosaerba per conto della Global Garden Products (Ggp) di Castelfranco, da giorni stanno incrociando le braccia e chiedono il riconoscimento delle differenze salariali. In questi giorni le proteste sono andate avanti tutti i giorni e giovedì è stato bloccato l’ingresso e l’uscita dei tir alla Cab Log per oltre due ore. «Aspettiamo di vedere cosa accadrà martedì - dice Giovanni Boetto dell’Adl Cobas - dove mi auguro che la vicenda si metta per il meglio. Nel frattempo il presidio alla Cab Log di Noale continuerà anche in questo fine settimana e lunedì, nonostante il giorno di festa. Se martedì le nostre proposte saranno accettate, la protesta terminerà. Ma prima vogliamo garanzie e che il tutto sia messo nero su bianco». Frattanto per il 12 giugno è stato confermato l’incontro tra tutte le parti in prefettura. (a.rag.)


31 maggio 2008 - La Provincia Pavese

ALLA MAUGERI
Ancora agitazione, un’altra assemblea

PAVIA - I dipendenti della fondazione Maugeri ritornano sul piede di guerra. Dall’incontro con il prefetto del 22 maggio, durante il quale è stata tentata la mediazione con l’azienda, i sindacati sono usciti delusi. E così per il 10 giugno è stata proclamata una nuova assemblea generale di tutti i lavoratori, che avrà come conseguenza un rallentamento delle attività assistenziali.
Nella stessa giornata del 10 giugno, alle 16.30, i sindacati - Fps Cisl, Fpl Uil, Fp Cgil e Cub sanità - incontreranno nuovamente il prefetto e i rappresentanti dell’azienda per tentare di ricucire la frattura. Nel corso del precedente incontro la dirigenza della fondazione Maugeri aveva proposto il pagamento degli arretrati con un acconto a settembre e il saldo a gennaio 2009. I sindacati hanno chiesto, e chiedono ancora, che almeno l’acconto venga messo nella busta paga dei lavoratori a giugno. Ma la domanda non è stata accolta. E le due parti si sono lasciate con un nulla di fatto.
Si preannuncia così tra due settimane una nuova affollata assemblea alla fondazione Maugeri che, come la precedente di mercoledì 7 maggio, potrebbe causare disagi e rallentamenti nell’attività assistenziale e delle sale operatorie.
I sindacati si scusano con i pazienti ma ricordano che in Maugeri i lavoratori attendono da più di 27 mesi di vedersi riconoscere gli arretrati e gli scatti relativi all’applicazione del biennio economico 2005/6. Non pochi soldi in busta paga. Circa 1500 euro che speravano già di vedersi accreditare nel mese di aprile. E a questo si aggiungono alcune contestazioni sulle ore di straordinario accumulate, sulle ferie non smaltite ancora risalenti al 2007. E c’è preoccupazione in vista dell’estate con le ferie nuove da programmare e quelle vechie arretrate.(m.g.p.)


31 maggio 2008 - La Città di Salerno

Intervengono sindaco e manager, posti letto in più nel reparto
Taglio del nastro per la nuova rianimazione

Salerno - Stamani alle 9,30 sará inaugurata la nuova unitá di rianimazione dell’ospedale "Santa Maria dell’Olmo". Il reparto sorge in una zona prima occupata dalla cucina del nosocomio ed è dotato di un nuovo arredamento interno e di apparecchiature mediche all’avanguardia; i posti letto, inoltre, sono aumentati di due unitá riservate a pazienti che versano in situazioni particolarmente critiche o che sono soggetti a malattie infettive che richiedono l’isolamento. La cerimonia di inaugurazione, data la presenza di numerosi esponenti delle istituzioni - quali, tra gli altri, il presidente della Provincia Angelo Villani, il sindaco Luigi Gravagnuolo e il direttore dell’Asl 1 Gianni Russo - sará anche un’occasione per il personale infermieristico del reparto di Sala operatoria per esporre le proprie problematiche lavorative legate ad una reale carenza di infermieri. Tale situazione, peraltro, è stata giá denunciata, durante le scorse settimane, dalla Rappresentanza di base del pubblico impiego (Rdb) la quale aveva sottolineato che «la regolare attivitá delle sale operatorie fino a quel momento era andata avanti solo grazie alla disponibilitá del personale ad effettuare continui straordinari non più garantiti negli ultimi tempi». «Gli straordinari non sono la soluzione ad una situazione critica che si ripercuote direttamente sull’utenza - spiega un infermiere che rappresenta l’Rdb - ed anche il provvedimento di ridurre il funzionamento delle tre sale operatorie dalle 8 alle 14, eliminando così il turno pomeridiano, è solo un palliativo». (a.c.)


30 maggio 2008 - Apcom

RIFIUTI/ DOMENICA DA TUTTA ITALIA LA PROTESTA IN PIAZZA A CHIAIANO
Con i comitati antidiscarica No tav, No dal Molin, centri sociali

Roma, 30 mag. (Apcom) - Partirà domenica alle 17 dalla stazione della metro collinare di Chiaiano la manifestazione nazionale organizzata dai comitati anti discarica. La questura - fanno sapere i comitati - ha autorizzato il percorso e l'orario d'inizio del corteo che dalla stazione collinare percorrerà il quartiere di Chiaiano, il paese di Marano, fino a fermarsi alla rotonda Rosa dei venti, ormai passata alle cronache come rotonda Titanic, il luogo simbolo della protesta e delle barricate. Ma i Comitati per la difesa delle cave di Chiaiano e i rappresentanti delle Reti campane non saranno soli nella protesta contro la discarica da 700mila tonnellate nelle cave di tufo della periferia di Napoli: oltre ai pullman da Caserta e Salerno e ai comitati campani da Terzigno, Marano, Mugnano, Calvizzano, Serre, e Giugliano, luoghi in cui si è sversato o si continua a sversare, arriveranno sostenitori della protesta da tutta Italia. Sono, infatti, attesi dal Veneto in treno gli aderenti al Comitato 'No dal Molin', due autobus dei 'No tav' dalla Val di Susa, due autobus dei centri sociali di Bologna, i Tpo, da Roma i collettivi universitari della Sapienza e i sindacati i di base Rdb e Cobas, da Palermo i collettivi universitari e la rete anti razzista.


30 maggio 2008 - Ansa

MINACCIA SUICIDIO DA TETTO OSPEDALE COTUGNO A NAPOLI

(ANSA) - NAPOLI, 30 MAG - Un dipendente, dell'ospedale Cotugno, a Napoli, minaccia il suicidio, dopo essere salito sul tetto dell'edificio amministrativo. Salvatore, questo il suo nome, secondo quanto rende noto il sindacato Rdb cub, e' un addetto al servizio prelevamento salme. ''Il suo stipendio, per via di trattenute, dovute a debiti - si sottolinea - non arriva a 500 euro''. Sul posto i vigili del fuoco che hanno steso un tendone.


30 maggio 2008 - Il Vicenza

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Comune, Provincia, Ulss e Camera di Commercio: «Ecco le condizioni in cui si lavora»

Vicenza - "Più asino che santo. Il fannullone è lui non i dipendenti pubblici". Le rappresentanze sindacali di base della Cgil (??? ndw) rispondono così al ministro alla Funzione pubblica Renato Brunetta: "In questi giorni si è scatenata, più forte del solito, la caccia al fannullone pubblico, da più parti additato come colpevole dei più gravi misfatti e di tutto il debito pubblico del Paese - spiega il sindacalista Germano Raniero - Si parla continuamente di assenteismo, di poca voglia di lavorare, quando nessuno si è preso ancora la briga di controllare veramente come stiano le cose. Qui stiamo parlando di lavoratori che prendono ancora poco più di mille euro anche a fine carriera, che non hanno avanzamenti, che si trovano quotidianamente ad arginare mille emergenze, sia per mancanza di personale che di risorse. Risorse che, però, per consulenti esterni e dirigenti si trovano sempre. A Vicenza la situazione è a dir poco gravissima". A parlare sono i dati raccolti dal sindacato e che riguardano alcuni enti del capoluogo. In Provincia, su un totale di 443 dipendenti, c’è un dirigente ogni 31 lavoratori, una posizione organizzativa ogni 18 e un capoufficio ogni dieci. E poi ancora altri numeri: un impiegato direttivo ogni quattro dipendenti e un importo complessivo di 1.580.000 euro per incarichi di studio, ricerca, consulenza e collaborazione messi in delibera nel consiglio provinciale del 22 aprile 2008. E la situazione non è migliore a Palazzo Trissino, sostengono le rappresentanze sindacali: "Un dirigente ogni 37 dipendenti, pagato mediamente 100mila euro lordi l’anno, una posizione organizzativa ogni 20 dipendenti ed un capoufficio ogni quattro". Infine il rapporto sui dipendenti pubblici che lavorano alla Ulss 6: "Su 3823 dipendenti, 3144 sono infermieri o impiegati tra il personale del comparto - confermano - Mentre i dirigenti sono 679". Situazione aggravata "da un bilancio in rosso, al fronte del quale servirebbe più manodopera infermieristica - sottolinea Raniero - Invece si preferisce aumentare le assunzioni dei medici e gli appalti dati all’esterno, facendo così aumentare le spese". L'ultimo affondo prende spunto dall'anomalia della Camera di Commercio: "L'attuale commissario straordinario Dino Menarin ha pure nominato il segretario generale e questo è uno scandalo- prosegue Raniero - quando era più corretto che, essendo una guida straordinaria, pensasse ad una gestione ordinaria".


30 maggio 2008 - EPolis Roma

Emergenza. I movimenti di lotta prendono possesso della struttura, una delle varianti al Prg
Casa, occupate le Torri dell'Eur «Si ridiscuta il piano regolatore»
Comitato Ambiente e salute: «Ad Alemanno chiediamo discontinuità nell'urbanistica»
di Marta Rossi

Roma - Sono saliti fino ai piani alti per segnare il territorio con uno striscione: "In tanti senza una casa". E il territorio, questa volta, sono le Torri dell'Eur, uno dei nodi più spinosi del piano regolatore. A occupare, i movimenti di lotta per la casa: Rdb Cub, Action, Blocco precario metropolitano e Coordinamento cittadino di lotta per la casa. Fermano i lavori di smantellamento delle costruzioni che, secondo i piani, dovranno trasformarsi in una struttura di appoggio al nuovo centro congressi. Una occupazione dimostrativa, perché stavolta chiedono che al tavolo del prefetto (ancora senza data), si sieda anche il sindaco. «In campagna elettorale - dicono i militanti - ha promesso di stare dalla parte della gente, questo è il primo banco di prova perché tra l'altro, lui stesso ha votato contro il Prg». Le Torri, così come la Magliana e la Bufalotta, fanno parte del gruppo di varianti al Prg tanto contestate ma che rientrano nel gruppo di delibere firmate dal commissario Morcone. Spiega Cristina Lattanzi, abitante dell'Eur e membro del Comitato salute e ambiente: «Siamo solidali con chi una casa non ce l'ha, ma anche questo è frutto della cattiva urbanistica di questa città. L'Eur è considerato centro storico e ha il vincolo della Carta di qualità. Ma il commissario Morcone ha sfilato dalla Carta l'Eur e l'11 aprile ha firmato la delibera per abbattere le torri». Non solo. Racconta ancora la signora Lattanzi: «I lavori stanno procedendo grazie a una Dia (dichiarazione d'inizio lavori, ndr) depositata in Municipio per il rifacimento della facciata». Ma questa sarà la morte del quartiere. Quello che noi chiediamo ad Alemanno è la discontinuità nella politica urbanistica con la precedente amministrazione e di far partecipare i cittadini». Nel pomeriggio, poi, nel cantiere dell'Eur arrivano Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alla casa con il vice capo del Gabinetto del sindaco (in ospedale per un piccolo intervento), Tommaso Santori. Parlano con i manifestanti e fissano un incontro: il 10 giugno alle 16 ci sarà un tavolo di confronto. «È il tema di fondo di questa città - spiega l'assessore - Le politiche finora non lo hanno affrontato. Serve coraggio e interventi strutturali forti. Il Prg va rivisto su alcuni punti per l'edilizia popolare. C'è il governo centrale che è sensibile al problema. Ci saranno interventi straordinari per evitare che la casa resti speculazione. C'è bisogno di un equoguadagno ma giusto». «Buon segnale - registra Paolo Di Vetta, Bpm - la scelta di venire qua, mai nessun assessore era entrato. Raccogliamo il segnale, ma non vogliamo ricatti».


30 maggio 2008 - La Repubblica

Appalti Marconi, cinque ai domiciliari
Arresti anche per Roma, ex Enac, "frenetico nell´inquinare le prove"
di LUIGI SPEZIA

Bologna - Sono sei le misure cautelari per gli indagati dell´inchiesta sul Marconi, disposte dal gip Alberto Gamberini su richiesta del pm Antonello Gustapane, motivate dalla necessità di evitare l´inquinamento delle prove o la fuga. Il primo di questi provvedimenti è per il capo dell´organizzazione, il pentito di mafia già in carcere, diventato imprenditore di Doro Group. La seconda compagnia della Finanza, la Polizia di Frontiera, i Carabinieri hanno invece costretto agli arresti domiciliari, tra Bologna e Roma, altre cinque persone. Sono Sante Cordeschi, l´ex amministratore di Marconi Handling, cacciato dal Marconi lo scorso marzo, che per il gip «non ha esitato a "vendersi" al pentito per una serie di regalie»; Alfredo Roma, ex presidente di Enac, coordinatore del programma Galileo presso la Presidenza del Consiglio, «sponsor del consorzio criminale e frenetico nell´inquinare le prove»; Mario Paschetta, ex ufficiale dei carabinieri di Bologna e due marescialli dei carabinieri, Toni Falletta, del Reparto operativo e il comandante del Nucleo operativo pentiti. Il gip afferma che Roma, «lautamente retribuito con un´auto e altri beni», nel febbraio scorso, grazie al pentito ha cercato di ottenere una falsa fattura per giustificare l´acquisto di un pc ricevuto in regalo. E Paschetta, invece, ha telefonato ad una persona, ancora nel gennaio scorso, proponendo una modifica alla società di handling dell´aeroporto di Forlì e rassicurandola che «tanto ci sono io a gestire il tutto dalle retrovie».
Mentre si aggrava la posizione di questi sei personaggi al centro della complessa inchiesta dell´aeroporto (distinta tra vicenda Doro Group e corruzioni di manager e forze dell´ordine), il gip ha interdetto per due mesi gli ex dirigenti di Doro Group, Primo Visigalli e Raffaele Dicanosa. Per la stessa durata è stato interdetto ad esercitare il commercialista pavese di Doro Group Francesco Meriggi, accusato di fare le alchimie contabili per scaricare le perdite di Doro su lavoratori e enti previdenziali.
Gli arresti hanno fatto muovere le RdB, per le quali le misure erano «prevedibili», cosicchè «male ha fatto la dirigenza del Marconi a non sospendere immediatamente Cordeschi in via cautelativa, come da noi richiesto». Rdb-Cub trasporti ha indetto uno sciopero di 24 ore di tutti gli addetti dello scalo per il 10 giugno. La società Marconi Handling esprime «rammarico» per quanto accaduto a Cordeschi ma tiene a distinguere l´operato di Cordeschi da quello della società «parte lesa».


30 maggio 2008 - Il Piccolo

Trieste. Possibili disagi e ritardi, oggi, per chi viaggia in autobus...

Trieste - Possibili disagi e ritardi, oggi, per chi viaggia in autobus a causa di uno sciopero degli autisti dei mezzi pubblici indetto nella fascia oraria dalle 9 alle 13. A proclamare l’astensione dal lavoro sono i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Autoferrotranvieri e RdB federazione trasporti.


30 maggio 2008 - Il Manifesto

E a Marghera 70 operai immigrati occupano la coop che li ha licenziati
Il conflitto E' la prima volta che lavoratori stranieri nel nordest fanno una protesta così radicale La cooperativa La Hub è una piccola azienda subappaltatrice di un consorzio che produce tosaerba
di Orsola Casagrande

Noale (Venezia) - Escono in gruppo, alcune coppie tenendosi per mano. Sono i lavoratori e le lavoratrici della cooperativa Hub che opera in questo capannone di Noale per conto del consorzio Gesconet. Montano macchine tosaerba. «Montavamo - dice Ima, che viene dalla Moldavia, viso dolce, bionda, molto combattiva - ma da lunedì siamo fermi». Fermi e in occupazione perché la cooperativa ha comunicato ai settanta soci lavoratori con contratto a tempo indeterminato che l'appalto si è concluso. «Ci vorrebbero lasciare a casa - dice Ima - come dei panni sporchi. Usati e poi gettati in un angolo». Ma loro non ci stanno. «Abbiamo soltanto doveri in questo paese - insiste Ima - ma adesso vogliamo rivendicare anche diritti». I soci lavoratori della coop Hub impegnati a Noale sono tutti migranti, nuovi cittadini. Vengono da Moldavia, Ucraina, Marocco e Cina. Una trentina di uomini e una trentina di donne. Stanno sulla linea anche dieci ore al giorno, anche sei giorni alla settimana. Con ritmi paurosi e un capetto (italiano, l'unico) che detta il tempo il più delle volte insultandoli.
La storia dell'appalto alla Hub è simile a quella di tanti appalti nel nord est. Tutto parte dalla Global Garden Production (Ggp) di Castelfranco Veneto che ha affittato (e messo a disposizione le sue macchine) un capannone a Noale nei siti della logistica di Cablog. A sua volta Cablog ha appaltato al consorzio romano Gesconet il lavoro di montaggio delle macchine tagliaerba. Gesconet ha subappaltato alla sua consociata, la coop Hub. Il risultato è che quando il lavoro è finito è cominciato lo scaricabarile. «Già a febbraio - dice Silvia dell'Adl Rdb - erano circolate voci di un possibile trasloco della Gcp in qualche paese dell'est». Allora i lavoratori, assistiti da Adl e Slai Cobas, avevano aperto una vertenza. Qualche giorno fa la sorpresa. I lavoratori si sono visti consegnare le lettere di licenziamento. «E' il mondo che ti crolla in testa - dice Yuri, moldavo - io ho due bambini di cui uno con ustioni sul 45% del corpo. Non posso nemmeno farlo curare. Pago un affitto di 700 euro e adesso mi dicono che non c'è più lavoro». Il signor Citton, che rappresenta la Hub, si dice «dispiaciuto per una situazione incresciosa», ma aggiunge che «avendo cominciato a lavorare, subentrando a un'altra cooperativa, a febbraio 2007 non sapevamo che il lavoro sarebbe finito a maggio 2008. Appena lo abbiamo saputo però - dice convinto - abbiamo detto ai nostri soci di licenziarsi così almeno potranno iscriversi alle liste di mobilità». Il licenziamento come favore? Il signor Citton non si scompone. «Almeno potranno usufruire di quella possibilità». In realtà, a monte c'è uno dei tanti ricatti di questa storia così drammaticamente comune di sfruttamento. In sede di trattativa i sindacati erano riusciti a strappare alla Hub un forfeit di 500 euro come risarcimento parziale per il fatto che questi lavoratori, essendo passati da una coop a un'altra in quattro anni di lavoro in questo stabilimento, non avevano avuto nessuno scatto di anzianità. Ora quei 500 euro la Hub ha minacciato di riprenderseli se i lavoratori non accetteranno il licenziamento. Sollecitato su questo metodo non proprio «carino» di pressione il signor Citton ammette che forse «sono state usate parole non appropriate».
Intanto Mustafa, marocchino in Italia dal '90, Ima, Yuri, e gli altri raccontano di turni lunghissimi e di un lavoro che forse non è proprio quello che dovrebbero svolgere. «Siamo inquadrati come facchini - dice Mustafa - ma in realtà stiamo alla catena di montaggio. Facciamo un lavoro da metalmeccanici». Qualche formazione? «Nessuna - dice Ima - ci hanno messo sulla linea e a forza di provare abbiamo imparato. La disperazione e la necessità - aggiunge - fanno imparare anche i lavori più difficili». Ci sono due pause di 7 minuti l'una, al mattino e al pomeriggio. «Sette minuti - dice Ima - per andare in venti in due bagni». Poi ci sono 30 minuti di pausa pranzo (che ci si porta da casa). Ora che i lavoratori occupano il capannone sono spariti anche i forni a microonde e le docce sono state chiuse. I quaranta che hanno deciso di rimanere in fabbrica giorno e notte dormono sui pancali. Ci sono diverse coppie. Marito e moglie con i ragazzini che arrivano nel pomeriggio dopo la scuola a portare a mamma e papà un cuscino e delle bottiglie d'acqua. Ieri mattina sono stati bloccati i tir che entrano a caricare la merce che finisce nei supermercati della zona. Un'azione per costringere la Gcp ad accettare di incontrare chi fino a questo momento, per cinque anni, è stato zitto a fare il lavoro che gli veniva ordinato. «Ma siamo stanchi - dice Yuri - di essere trattati come bestie. Ci hanno spremuto per mille euro al mese e adesso ci vogliono buttare via».
Di incidenti ce ne sono stati in questa fabbrica ma per lo più sono passati sotto silenzio. I lavoratori cinesi sono quelli più penalizzati perché neppure parlano l'italiano e quindi non protestano anche se da quattro mesi non ricevono gli assegni familiari. L'azione di ieri ha forse mosso qualcosa: oltre all'incontro fissato dal prefetto il 12 giugno infatti sembra che la Hub si sia detta disponibile a sedersi attorno a un tavolo.

Roma: Blitz per il diritto alla casa

Nuova azione della rete per il diritto all'abitare che ieri ha occupato le due Torri dell'Eur, situate in un complesso di grandi strutture, «per chiedere il ritiro immediato» della delibera, in deroga al nuovo piano regolatore, approvata dal commissario straordinario Morcone: questa autorizza lo smantellamento delle due Torri a favore di abitazioni di lusso. «Con il 'censimento dal basso' e con l'iniziativa di oggi - affermano Action, Coordinamento lotta per la casa, Blocchi precari metropolitani e Asia Rdb - intendiamo aprire una contrattazione articolata con la nuova giunta capitolina sul disegno della città e sulla destinazione delle aree, sull'uso del costruito e sull'accesso al diritto alla casa». Insomma non nuovi regali agli speculatori ma edilizia popolare, con un ragionamento sulle aree private disponibili e sugli alloggi già costruiti ma vuoti: «Non vogliamo altro cemento e siamo pronti a bloccare tutti i nuovi cantieri di edilizia residenziale non pubblica». Dopo tre ore d'occupazione i movimenti incontrano l'assessore al Patrimonio Antoniozzi. Hanno ottenuto per la settimana prossima il tavolo con il prefetto e per il 10 giugno un primo incontro presso l'assessorato al Patrimonio. «Questo - dice la rete - ci fa ritenere fondate le nostre richieste di urgenza dei provvedimenti da mettere in campo per garantire chi a Roma è in emergenza alloggiativa».


30 maggio 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Sanità Si preannuncia una nuova serrata dei farmacisti per il 5 giugno e il direttore generale è nella bufera
Asl, i sindacati «processano» Pagano
Oggi il manager della Sa 2 a tutto campo con i cronisti. L'appuntamento è alle 11 all'Asl Sa 2. Il manager Federico Pagano ha chiamato a raccolta i giornalisti È di nuovo nella bufera
di Angela Cappetta

SALERNO — Acque agitate all'Ásl Sa2. Il direttore generale, Federico Pagano, ha convocato per stamattina alle 11 una conferenza stampa. Bisogna fare il punto della situazione perché il clima negli uffici della direzione generale comincia di nuovo ad essere incandescente e ciò che si profila all'orizzonte non è di certo dibuon auspicio per l'azienda sanitaria locale. Federfarma ha proclamato la serrata delle farmacie per il prossimo 5 giugno, con il rischio di ripetersi i prossimi 18 e 19 giugno: dieci le mensilità pregresse che non vengono riscosse, mentre il presidente, Nicola Stabile, teme addirittura il blocco della distribuzione dei farmaci. Alla serrata non parteciperanno i farmacisti dell'Ásl Sa3, l'unica azienda sanitaria salernitana in regola con i pagamenti. Tre giorni fa, dinanzi alla sede dell'Ásl Sa2 di via Nizza, i sindacalisti delle rappresentanze di base hanno montato un presidio per protestare contro l'incertezza dell'erogazione dello stipendio di maggio ai dipendenti pubblici. La vertenza èpoi rientrata grazie a una nota del direttore ammini-strativo Eugenio Scorpio che assicurava in giornata l'erogazione dei pagamenti. Intanto, gli uffici legali dell'Ásl Sa2 continuano a collezionare decine e decine di decreti ingiuntivi inoltrati da laboratori di analisi, case di cura private e centri di riabilitazione, che mettono maggiormente sotto scacco le casse, già misere, dell'azienda. A ciò si aggiunge anche il monito dell'assessore regionale Angelo Montemarano, affinché l'azienda sanitaria rispetti gli obiettivi del piano di rientro sulla questione del personale: il che significa rivedere la pianta organica, ridistribuire le funzioni e accorpare reparti con la conseguenza di turn over massacranti per personale medico e infermieristico. Su tutto, infine, aleggia ancora lo spettro degli esiti del test di verifica: la commissione regionale, presieduta da Ferdinando Romano, nonsi è ancora pronunciata e la poltrona del manager Pagano non è definitivamente salva.

Storniello: «Un fallimento»

SALERNO — «Sicuramente spetta alla commissione di verifica decidere sul futuro del manager Pagano all'Ásl Sa2, io, da sindacalista, posso solo dire che il direttore ha promesso cose che poi non ha mantenuto e che i 300milioni di euro di debiti non sono stati ancora sanati». Non fa giri di parole, Vito Storniello delle Rappresentanze di Base quando afferma che la gestione Pagano «è un fallimento, perché -spiega -siamo diventati precari anche noi dipendenti pubblici, che, ogni mese, dobbiamo sperare di ricevere lo stipendio ». Il dito è puntato contro un «direttore generale prestato alla politica che, però - aggiunge Storniello -sin dal primo giorno del suo insediamento confessò di essere un lottizzato perché nominato dall'ex ministro Mastella». Eppure, all'inizio della gestione Pagano, il sindacalista non aveva un'opinione del tutto negativa del manager. «All'inizio - continua Storniello -ha mostrato una tendenza al miglioramento. Ha messo su strutture importanti come il risk managment, che, però poi si sono rilevate inutili, perché non hanno apportato alcun beneficio se non quello di produrre consulenze pagate a peso d'oro e far arricchire medici con il sistema dell'intramoenia che, purtroppo, non ha snellito le liste di attesa per i pazienti. Il risultato sono stati studi privati pieni zeppi di pazienti e liste di attesa in ospedale ancora troppo cariche e difficili da smaltire». Sotto accusa anche il mancato processo di informatizzazione «costato milioni di euro›› e il cattivo funzionamento dei centri unici di prenotazione.Vito Storniello (A.C.)


30 maggio 2008 - Italia Sera

Rischio licenziamento, gruppo di lavoratori "occupa" Tor Vergata

Roma - "Un gruppo di lavoratori della Arcobaleno srl insieme ad una delegazione delle Rdb-Cub ha occupato la direzione generale del Policlinico di Tor Vergata. L’azione è motivata dal rischio di licenziamento da parte del Ptv dei 270 lavoratori esternalizzati della Arcobaleno srl, profilatosi dopo che l’Ispettorato del Lavoro di Roma, intervenuto su istanza delle Rdb-Cub, ha certificato che si è in presenza di appalto irregolare e intermediazione di manodopera. La regione Lazio, investita da tempo della grave situazione nella persona dell’assessore alla Sanità Augusto Battaglia, e nonostante l’impegno per l’avvio di un tavolo con il Policlinico e le RdB, assunto in una assemblea pubblica del 4 aprile scorso dallo stesso Battaglia unitamente agli assessori al Lavoro e al Bilancio, non ha a tutt’oggi dato seguito all’iniziativa annunciata". Lo comunica, in una nota, l’Rdb-Cub. "Vergognoso l’atteggiamento della Cgil e della Uil - prosegue – che individuano la responsabilità degli eventuali licenziamenti nella pronuncia dell’Ispettorato del Lavoro e dunque nella iniziativa delle Rdb-Cub. La delegazione degli occupanti chiede l’immediato avvio delle selezioni riservate per tutto il personale in affitto, con una prima contrattualizzazione a tempo determinato a cui dovrà seguire una stabilizzazione definitiva e in tempi certi. Le Rdb-Cub ed i lavoratori della sanità denunciano inoltre l’illegalità diffusa in tutti gli ospedali regionali, dove appalti miliardari a ditte e cooperative, che precarizzano sia i lavoratori impegnati sia la funzionalità del servizio pubblico, determinano enormi ricadute su un bilancio che vedrebbe consistenti risparmi dalla reinternalizzazione dei servizi".


30 maggio 2008 - Corriere del Veneto

«Dipendenti fannulloni? Brunetta guardi dirigenti e consulenze»
Rdb-Cub: il ministro venga a farsi un giro a Vicenza Il sindacato snocciola i numeri del comparto pubblico in Comune, Provincia, Usl 6 e Camera di commercio
di Silvia Maria Dubois

VICENZA — «Caro ministro Brunetta, venga a farsi un giro nel comparto pubblico di Vicenza, così vedrà realmente dove stanno i fannulloni e gli sprechi. Qui si viaggia ad un dirigente ogni trenta lavoratori, senza contare le decine di consulenze esterne».
L'invito-provocazione arriva dalle rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego che contestano la politica ministeriale intrapresa in questi giorni nei confronti dei dipendenti pubblici e che mira a «setacciare » tutte le situazioni di inefficienza e parassitismo.
Caccia al fannullone
«In questi giorni si è scatenata, più forte del solito, la caccia al fannullone pubblico, da più parti additato come colpevole dei più gravi misfatti e di tutto il debito pubblico del Paese – insorge il sindacalista Rdb-Cub Germano Raniero - . Si parla continuamente di assenteismo, di poca voglia di lavorare, quando nessuno si è preso ancora la briga di controllare veramente come stiano le cose. Qui stiamo parlando di lavoratori che prendono ancora poco più di mille euro anche a fine carriera, che non hanno avanzamenti, che si trovano quotidianamente ad arginare mille emergenze, sia per mancanza di personale che di risorse. Risorse che, però, per consulenti esterni e dirigenti si trovano sempre».
Provincia e Comune
Dichiarazioni con dati alla mano. Il sindacato di base, infatti, ha stilato una sorta di censimento delle cariche nei comparti pubblici del capoluogo per dimostrare che i fannulloni (o le spese da tagliare) alloggerebbero altrove.
Per la Provincia, su un totale di 443 dipendenti, c'è un dirigente ogni 31 lavoratori, una posizione organizzativa ogni 18 e un capoufficio ogni dieci.
Non solo: sempre a palazzo Nievo, dai dati di Rdb-Cub, risulta un impiegato direttivo ogni quattro dipendenti e un importo complessivo di 1.580.000 euro per incarichi di studio, ricerca, consulenza e collaborazione messi in delibera nel consiglio provinciale del 22 aprile 2008.
A palazzo Trissino, invece, risulta un dirigente ogni 37 dipendenti, pagato mediamente 100mila euro lordi l'anno, una posizione organizzativa ogni 20 dipendenti ed un capoufficio ogni quattro.
«Senza contare che, nel primo semestre del 2008, in Comune, risultavano un segretario generale – spiega Raniero - , un direttore generale, 25 dirigenti, il portavoce che aveva il sindaco, tre figure di alta professionalità, 44 posizioni organizzative e 53 capi ufficio. Insomma, a Brunetta qui noi dimostriamo nei fatti che il pesce puzza dalla testa ed è lì che si deve intervenire, invece di attaccare sempre i dipendenti in modo generico ed ingiusto».
Camera commercio e Usl
In Camera di Commercio, Rdb-Cub ha messo in rilievo un dirigente ed una posizione organizzativa ogni 30 dipendenti e ogni quattro c'è un impiegato direttivo.
«Qui c'è pure da sottolineare che l'attuale commissario straordinario Dino Menarin ha pure nominato il segretario generale – prosegue Raniero – quando era più corretto che, essendo una guida straordinaria, pensasse ad una gestione ordinaria dell'ente ».
Infine c'è la situazione inerente l'Usl 6: su 3823 dipendenti, 3144 sono infermieri e personale del comparto, mentre i dirigenti sono 679.
«Facciamo notare che mentre l'Usl è in rosso e servirebbe, comunque, più manodopera infermieristica – prosegue Raniero – anche qui si preferisce aumentare le assunzioni dei medici e gli appalti dati all'esterno, facendo così aumentare le spese».


30 maggio 2008 - Il Gazzettino

NOALE I lavoratori licenziati hanno bloccato i camion diretti allo stabilimento
Coop Hub, esplode la rabbia

Noale - (D.T.) Il sit-in di protesta davanti ai cancelli della Cab Log di Noale per la vertenza dei 70 lavoratori della cooperativa Hub che da oggi saranno senza lavoro comincia a dare i suoi frutti. Questa mattina, infatti, i rappresentanti dell'Adl Cobas incontreranno la responsabile del consorzio Gesconet-Hub, Anna Barbati, per iniziare la vera trattativa. I Cobas chiederanno alla Hub una sorta di "buona uscita" da 6mila euro per ogni lavoratore. Quest'incontro potrebbe accelerare le operazioni del tavolo tra le parti convocato dal prefetto per il 12 giugno. Ieri la protesta ha raggiunto il suo apice quando sindacati, lavoratori e i ragazzi del centro sociale Rivolta hanno deciso di trasformare il picchetto in un blocco dei camion. Si sono posizionati davanti all'ingresso e dalle 10 alle 13 hanno impedito l'accesso ai mezzi in entrata e in uscita. Momenti di tensione, quando un camionista ha tentato di passare lo stesso "forzando" il blocco. Per tre ore traffico rallentato in via Mestrina e camion immobili nel piazzale. Sul posto, per riportare le cose alla normalità, è intervenuta una pattuglia dei carabinieri di Noale. «Hub è una realtà piccola, non ha la possibilità di ricollocare tutti i dipendenti - dice Andrea Citton, rappresentante locale della Cooperativa - abbiamo promesso di riassumerne una parte, ma possiamo al massimo arrivare a dieci».

«A Vicenza di dipendenti pubblici fannulloni non ce ne sono...
di Enrico Soli

«A Vicenza di dipendenti pubblici fannulloni non ce ne sono più dagli anni Ottanta». Germano Raniero dell'Rdb-Cub risponde così allo "j'accuse" del neoministro Renato Brunetta nei confronti dei lavoratori statali. «Ogni volta che cambia il governo è la stessa storia - ha detto ieri Raniero a palazzo Trissino - Il sindacato di base ha capito come ragiona Brunetta: ci ha invitati solo per consegnarci un piano industriale (l'Rdb-Cub però non si è presentata all'incontro presso il ministero della Funzione pubblica, ndr). Quindici minuti ed era già tutto finito. Tanto valeva che ci avesse mandato una e-mail: avremmo buttato via meno tempo e soldi, tanto per rimanere in tema. RdB indirà entro giugno una giornata di mobilitazione nazionale. Prima di parlare a vanvera, il ministro dovrebbe leggersi meglio le leggi in materia di lavoro dipendente pubblico, innanzitutto nella parte in cui si precisa che il dirigente agisce con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro. Sono previste le sanzioni di licenziamento con preavviso e senza preavviso, come tra i privati. È persino prevista la sospensione fino a 10 giorni per alterco negli ambienti di lavoro con utenti, dipendenti o terzi. Ma l'uscita di Brunetta alla fine altro non è che un chiarissimo messaggio a favore delle privatizzazioni. Il discorso sui fannulloni poteva avere un senso venti-trenta anni fa, quando in effetti situazioni del genere non erano un malcostume diffuso». Ma l'Rdb-Cub è anche passato al contrattacco. Illustrando la propria visione della situazione del personale negli enti vicentini, e parlando di disuguaglianze esagerate e sprechi: «Nel personale aumentano i dirigenti, che tra l'altro arrivano su apposita chiamata». Raniero prende l'Ipab di Vicenza come presunto esempio di cattiva gestione della cosa pubblica e presenta l'approvazione del bilancio di previsione del 2008 da parte del cda dello scorso 5 maggio. «Per far andare il bilancio in pareggio sono state vendute proprietà per quasi un milione di euro: 988.545 euro di introiti straordinari grazie alla vendita di terreni». Si parla di un bilancio da 44 milioni di euro. Tre le macroazioni che l'Ipab secondo Rdb-Cub intende adottare, «la riduzione dei costi di gestione attraverso un uso appropriato delle risorse umane», «l'ottimizzazione della capacità ricettiva della struttura», «il ripristino di una situazione di equilibrio finanziario tra entrate e uscite di esercizio che dovrà permettere la riduzione del ricorso alla anticipazione bancaria che genera il pagamento di interessi passivi gravando sensibilmente sulla gestione ordinaria». Dall'Rdb-Cub dito puntato anche contro la Provincia che, «con delibera di Consiglio provinciale del 22 aprile 2008 ha approvato consulenze per 1.580.000 euro. E ci sono un centinaio di istanze per il riconoscimento del mobbing (lavoro per il neonato comitato antimobbing, ndr). E nel Comune di Vicenza ci sono venticinque dirigenti, cioè uno ogni 37 dipendenti, pagati mediamente 100.000 euro lordi all'anno». «In Camera di commercio - prosegue il resoconto - un dipendente su quattro è impiegato direttivo Cat.D (la più alta). Per quanto riguarda l'Ulss 6, su 3.823 dipendenti sono da segnalare 62.139 giorni di ferie maturati e non goduti (risparmio/debito 5.212.252 euro) e 283.000 ore di straordinario effettuato e non pagato (risparmio/debito 4.600.000 euro). Notiamo un numero notevole di assunzioni di medici (+ 40) a parità di prestazioni e una stabilità dei dipendenti del comparto, in controtendenza rispetto al resto d'Europa, dove il rapporto medici/infermieri vede quattro infermieri per medico, mentre qui siamo ad un infermiere per medico. E intanto si continua ad appaltare. L'Ulss 6 è in rosso e dovrebbe tagliare almeno l'1% delle spese che, applicato alla Brunetta, significherebbe la scomparsa di alcuni reparti».


30 maggio 2008 - L'Unione Sarda

Olbia. In vista nei prossimi giorni nuove acquisizioni di documenti e verifiche bancarie
Si allarga l'inchiesta sui concorsi Asl
Il direttore generale: «Massima stima e fiducia per Caria»

I vertici Asl, dopo l'iscrizione di Pier Luigi Caria nel registro degli indagati, attendono con fiducia gli accertamenti della magistratura.
Il pubblico ministero Claudia Alberti ha chiesto agli investigatori della guardia di finanza di completare le operazioni di acquisizione di documenti, il sostituto vuole iniziare subito l'esame degli atti riguardanti concorsi e assunzioni della Asl. Un lavoro abbastanza complesso, la Procura attende infatti elementi che potranno essere ricavati soltanto dopo un'approfondita verifica delle migliaia di pagine contenute nei faldoni messi a disposizione del pm dai dirigenti dell'Azienda sanitaria. Ma, probabilmente, il sostituto disporrà a breve ulteriori attività che comprenderanno verifiche sui rapporti di parentela tra alcuni soggetti e le persone assunte a tempo determinato dalla Asl, e accertamenti bancari il cui scopo e contenuti sono coperti dal massimo riserbo. L'iscrizione nel registro degli indagati del nome del direttore amministrativo Pier Luigi Caria è un atto dovuto. Ma è altrettanto vero che gli investigatori hanno acquisito documentazione che riguarda proprio procedimenti che rientrano nella competenza del dirigente. Soltanto alla fine dell'indagine partita con l'esposto della sigla sindacale Rdb, si potrà avere un panorama completo delle ipotesi della guardia di finanza. Le fiamme gialle, comunque, nelle prossime settimane saranno di nuovo impegnate nelle attività investigative decisive, forse, per l'esito dell'inchiesta che riguarda anche i concorsi banditi di recente. Intanto il direttore generale della Asl Giorgio Lenzotti, commenta l'iscrizione del nome di uno dei suoi collaboratori più stretti nel registro degli indagati: «L'Azienda attende con fiducia l'esito dell'indagine, nel frattempo provvederà a tutelare nelle sedi competenti i suoi dirigenti e tutto il personale coinvolto in questa vicenda, in particolare il direttore amministrativo Pier Luigi Caria, al quale si rinnova la propria stima e fiducia. L'Azienda si rammarica che questa vicenda possa produrre un clima di sfiducia negli operatori e negli stessi utenti in un momento di trasformazione dell'ente, in cui sono necessari grande collaborazione e lavoro di squadra. Per escludere possibili dubbi l'Azienda comunica di aver deliberato in data 27 maggio 2008 la graduatoria finale del concorso per collaboratore professionale e sanitario infermiere, categoria D, conclusosi il 2 maggio 2008: provvederemo ora all'assunzione dei vincitori». Il comunicato si conclude con la soddisfazione per l'assoluzione dei dirigenti del servizio di igiene pubblica, Rosalia Ragaglia e Massimo Tamponi, scagionati dall'accusa di abuso d'ufficio e concussione.(A.B.)


30 maggio 2008 - Liberazione

Esperienze italiane ed europee a confronto con il laboratorio Roma in un convegno oggi e domani all'Horus occupato
Come si fa a rimettere al centro il bene comune delle metropoli?
di Emanuela Del Frate

Roma - Come unire politica radicata nel territorio e lotta per il diritto all'abitare con la cultura e il cambiamento? Per capirlo dobbiamo fare un salto all'Eur. Il mussoliano quartiere di Roma, già da un po' di tempo sta cambiando faccia. Prima con la realizzazione della mastodontica Nuvola progettata da Massimiliano Fuksas e, da poco, con lo smantellamento delle due torri, sede degli uffici del ministero delle Finanze, e la successiva costruzione della nuova creatura, firmata in questo caso da Renzo Piano.
Proprio questo nuovo cantiere, il cui appalto appartiene agli imprenditori romani Toti in partnership con Fintecna, è stato occupato ieri mattina con un'azione unitaria che ha visto insieme Action, Blocchi precari metropolitani, Asia Rdb, Comitato obiettivo casa e il Coordinamento cittadino di lotta per la casa. Potrebbe sembrare un luogo singolare per la protesta di questo network da sempre mobilitato sull'emergenza abitativa. Ma questo non è un luogo scelto a caso; questo angolo dell'Eur fa infatti il paio con la zona della Bufalotta, entrambi protagonisti delle modifiche, tutte a vantaggio dei costruttori, apportate al piano regolatore proprio poco tempo prima che finisse il mandato di Veltroni. Solo l'ultimo atto di una escalation, al punto che, denunciavano ieri i manifestanti, il piano risulta totalmente distrutto.
Un tratto nodale del modello di governance veltroniano, bocciato, ormai lo sappiamo, proprio perché mentre portava Roma nell'élite delle città italiane, a forza di Notti bianche faceva crescere nella popolazione la preoccupazione e la rabbia che tanto bene la destra sembra aver interpretato. E' per questo che Roma resta un laboratorio, questa volta per chi non vuole praticare un'apparente e illusoria pace sociale, ma al contrario pensa irrinunciabile il conflitto. «Come potrà la nuova giunta evitare di far deperire le performance economiche della capitale, tenendo ben saldo il rapporto con gli "operatori economici" (come si usa chiamare oggi il grande capitale) e, contemporaneamente, realizzare risposte concrete per fronteggiare l'insicurezza sociale prodotta dai processi di precarizzazione?». Questo si chiedono gli organizzatori del convegno "Roma e le altre. L'arte della rendita e i territori del conflitto metropolitano" che si svolgerà oggi e domani all'Horus occupato a piazza Sempione. L'Horus, con questo tavolo e con una ricca programmazione - tra cui oggi lo spettacolo teatrale di Ulderico Pesce Asso di monnezza e domani il concerto di Ottavo Padiglione, la musica e i video di Riot generation - festeggia il primo anno di occupazione. Molti sono gli interventi da Fumagalli a Villani, da Sotgia a Mordenti e Ferraro, diversi anche gli ospiti stranieri come Michael Edwards e Joan M. Gual per mettere a confronto la capitale italiana con Londra e Barcellona.
Le politiche abitative sono certamente uno dei centri della conflittualità. Non solo a Roma, non solo in Italia. Perché, come sottolinea Paolo Di Vetta - che parlerà proprio di "Lotte per l'abitare e le nuove proposte dell'housing sociale" - «sono le nuove frontiere della relazione tra pubblico e privato che vedono l'amministrazione contrattare anche gli interventi sociali direttamente con i privati con meccanismi che prevedono di fatto la concessione di cubature in cambio di aree che verranno destinate alla costruzione di case con canone più o meno popolare. Case realizzate su aree agricole; una mossa che farà saltare la partecipazione e che fa aumentare di fatto il ricatto nei confronti di chi non ha casa». E' questo lo strumento con cui Alemanno potrebbe riuscire a mantenere gli interessi economici e l'attenzione ai problemi di quell'elettorato proletario che lo ha votato. Gli organizzatori del convegno scommettono su un'ipotesi: «Per dare risposte vere che vadano oltre i palliativi di immagine della repressione dei "clandestini" o della prostituzione, Alemanno dovrà entrare in conflitto con i poteri forti della città e questo, c'è da scommetterci, non lo farà». Non solo, un altro scoglio per il centro destra è proprio la paura e l'insicurezza diffusa su cui ha basato la sua vittoria elettorale. Il clima che ha invaso Roma negli ultimi giorni dimostra ampiamente come anche quella dell'"ordine" sarà una scommessa difficile da mantenere se, come sta accadendo, aggressioni e violenze sono direttamente riconducibili alla destra o alla rabbia cieca proprio di quelle fasce di popolazione che più si sentono colpite «dai grandi cambiamenti prodotti dalla globalizzazione neoliberista».
Proprio su queste contraddizioni e difficoltà gli attivisti dell'Horus e delle altre situazioni che daranno vita al convegno di oggi e domani, puntano, convinti che l'esito della nuova fase che si apre per la capitale (ma il discorso vale anche per le altre città e metropoli governate dalle destre e dai centrosinistra liberisti) dipenderà da quello che sapranno mettere in campo i movimenti. «Certo, se ci chiudessimo nella difesa degli spazi, nelle trincee faticosamente scavate in questi anni, faremmo il gioco di Alemanno», dicono. «Il nuovo sindaco non ha nessuna intenzione di stuzzicare il can che dorme. E i movimenti sociali, a Roma, dormono un sonno profondo». Il momento storico offre l'occasione, al contrario, di rilanciare radicalmente. Il punto è scuotersi e coglierla. Ci si riuscirà «se i movimenti sapranno lanciare un percorso articolato di lotte sociali capaci di interpretare i bisogni profondi della città, costruire risposte all'altezza di una sofferenza sociale sempre più estesa, se sapranno raccogliere le aspettative di tanta gente che ha creduto in Alemanno non per ideologia ma perché ha visto in lui un sindaco più vicino ai suoi problemi». E' questo il terreno su cui camminare, secondo lo spazio autorganizzato promotore del confronto di oggi e domani, non «la retorica ideologica antifascista», ma «l'azione incalzante sui problemi dell'oggi». Perché in città, dicono, c'è «una soggettività sociale diffusa e articolata che può occupare lo spazio lasciato vuoto dalla sinistra, finalmente sparita dal quadro politico istituzionale».
Un dibattito tutto romano, che si sviluppa nell'orizzonte limitato dello choc postelettorale? Neanche per sogno, se l'idea di fondo buttata sul tavolo è quella di «trasformare la crisi di governance in una dinamica di autorganizzazione sociale diffusa e fuori controllo, combattere la rendita e affermare nuovi diritti, rimettendo al centro il bene comune della metropoli». Di carne al fuoco (e di ambizione) insomma ce n'è tanta, e il convegno, di respiro europeo, organizzato dall'Horus punta il dito nei punti dove ce n'è di più: la crisi del modello di governance e le prospettive dei movimenti dopo il fallimento della sinistra. Un momento importante a cui partecipare anche per condividere i festeggiamenti dell'Horus che invita proprio «chi non si arrende alle passioni tristi e costruisce giorno per giorno, percorsi di liberazione».


30 maggio 2008 - La Gazzetta di Modena

Alfredo Roma agli arresti domiciliari
Il manager in custodia cautelare. Il Gip: «Può inquinare le prove»

Bologna - Alfredo Roma - manager di origini modenesi e presidente della società sportiva La Fratellanza - come ex direttore dell’Enac è stato raggiunto con altri 4 dirigenti da ordini di arresto per l’inchiesta sugli appalti all’aeroporto di Bologna. Una sesta ordinanza è stata notificata in carcere all’ex collaboratore di giustizia, considerata la mente di Doro Group (la società al centro dell’inchiesta). Nessuno è accusato di nuovi reati, ma il Pm bolognese Antonello Gustapane ha ottenuto dal Gip le misure ipotizzando tentativi di inquinamento probatorio e di reiterazione dei reati.
Ieri gli arresti di Alfredo Roma e degli altri 5 dirigenti hanno fatto esplodere la rabbia delle rappresentanze di base dell’Aeroporto Marconi.
Ai domiciliari è finito anche l’ex amministratore delegato di Marconi Handling, Sante Cordeschi, e questo «era prevedibile», dunque «male ha fatto la dirigenza di Marconi a non sospenderlo immediatamente in via cautelativa, come chiedevamo noi», sbotta il sindacato di base. I sindacati di base, dice Italo Quartu in una nota, esigono risposte: «A chi sono andati i soldi delle retribuzioni rubate ai lavoratori? Dove sono i contributi previdenziali? Chi si è spartito i soldi del trattamento di fine rapporto dei lavoratori?» Ma soprattutto: quando gli addetti potranno ricevere quanto gli spetta e da mesi non vedono? Nel frattempo, prosegue Quartu, «si faccia di tutto per sanare l’ingiustizia subita da chi, avendo fatto anche oltre 400 ore di lavoro in un mese, si ritrova ora ancora senza lavoro».
Alfredo Roma, nato a Modena nel 1938, è una delle figure eccellenti tra gli arrestati, dato che è un manager di calibro nazionale nonché docente universitario.
Laureato in Economia e Commercio all’Università di Modena, e dopo un’esperienza di otto anni alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna, ha trascorso un periodo di due anni in un’azienda ceramica come direttore amministrativo e finanziario.
Con la stessa carica è passato nel 1972 alla Edizioni Panini di Modena occupandosi poi dello sviluppo dei mercati esteri con la costituzione di venti società che hanno formato un gruppo leader mondiale nel campo delle figurine con 160 miliardi di fatturato consolidato e larghi profitti.
Durante gli anni Ottanta ha seguito le operazioni di cessione della proprietà aziendale, prima al gruppo De Benedetti e Mondadori poi al gruppo Maxwell. Dal 1988 ne ha ricoperto la posizione di Ad e direttore generale.
Dal marzo 1992 ha ricoperto la carica di direttore generale dell’Agenzia Ansa dove, pochi mesi dopo nello stesso anno, ha anche assunto la carica di amministratore delegato.
Fino al 1991, ha ricoperto l’incarico di professore a contratto di Finanza Aziendale presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Modena. E’ docente ai corsi di Master in Gestione di Impresa di Profingest, Sinnea di Bologna e Luiss di Roma. E’ revisore dei conti dell’Associazione Prometeia, la più importante istituzione italiana per le previsioni econometriche.


30 maggio 2008 - Il Giornale di Vicenza

IL CASO. Il consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio di previsione 2008
Ipab, un milione di rosso. E ora terreni in vendita
di Marco Scorzato

Vicenza - Nei conti dell’Ipab c’è un "rosso" di quasi un milione di euro, che l’ente punta a ripianare con la vendita di terreni di proprietà nel corso dell’anno.
È quanto emerge dal bilancio di previsione 2008, approvato il 5 maggio scorso dal consiglio di amministrazione presieduto da Gerardo Meridio.
A puntare i riflettori sui conti dell’Ipab è il sindacato Rdb-Cub, allarmato dai numeri messi nero su bianco nella delibera di approvazione. Il bilancio pareggia a quota 44 milioni, ma l’equilibrio «viene raggiunto - recita la relazione del presidente - con la previsione in entrata di 988.545 euro, derivanti da introiti straordinari».
In sostanza, spiega a margine lo stesso Meridio, l’ente dovrà «vendere alcuni terreni di proprietà in Comuni fuori Vicenza, la cui destinazione urbanisitica è stata trasformata da agricola in residenziale. Ma vorrei ricordare che già in passato, con altri Cda, l’Ipab scelse la strada delle alienazioni». La vendita in questione «è autorizzata dalla Regione» che ha il controllo sull’ente.
È chiaro, però, che si tratta di una soluzione straordinaria per coprire un’emergenza. Ma come si è giunti a questo punto? «La Regione ha esaminato i bilanci dell’Ipab degli ultimi quattro anni - spiega il presidente - Ha evidenziato quello di cui siamo consapevoli e su cui stiamo già lavorando: il costo del personale è il primo problema». I costi per questa voce sono comunque in calo: i revisori dei conti rilevano un’incidenza del 77% nel 2008, rispetto all’80% nel 2005. «Tuttavia, sono ancora troppo alti rispetto ad altre realtà, che si attestano sul 70%», annota Meridio.
Nella sua relazione, del resto, è stato chiaro: «Purtroppo - scrive - il costante permanere della passività della gestione dei diversi servizi rende necessaria, per l’esercizio 2008, la richiesta di un contributo straordinario che l’ente ha già formulato ufficialmente alla Regione». La somma è stata quantificata in «circa 370 mila euro», aggiunge Meridio. «Per rimetterci in ordine la Regione ci ha dato tre anni di tempo».
A tal proposito, la direzione risorse socio sanitarie della Regione ha indicato le macro-tre azioni da mettere in atto: una «riduzione dei costi di gestione da ottenersi - recita la relazione - attraverso un uso appropriato delle risorse umane»; «l’ottimizzazione della capacità ricettiva della struttura»; e il «ripristino dell’equilibrio finanziario», limitando l’indebitamento bancario.
«Non sono preoccupato - conclude Meridio -, il bilancio è buono e certificato dalla Regione. L’aver ereditato la gestione di Parco Città è stato un peso non indifferente. E poi c’è una causa legale persa che ha pesato, quest’anno, per circa un milione. Proprio ieri il Cda ha deliberato il ricorso in Cassazione. A breve convocherò una conferenza stampa per spiegare bene il bilancio».


30 maggio 2008 - Il Giorno

Sit-in di protesta dei lavoratori Antibioticos
di Patrizia Tossi

RODANO — UN PRESIDIO davanti ai cancelli dell'azienda per dire no alle nuove condizioni di lavoro, ritenute inaccettabile dai lavoratori, stanchi di sentirsi palleggiati da una cooperativa all'altra. E' quello che accade all'Antibioticos di Rodano, dove ieri mattina un gruppo di operai ha scioperato nel tentativo di strappare condizioni di lavoro più favorevoli. A fare scattare la nuova scintilla al polo chimico è stato il cambio di appalto siglato dall'Antibioticos per la gestione dei magazzini di Rodano e Settimo Torinese, dove la Facility Group ha disdettato il contratto per i servizi di facchinaggio e igiene ambientale. Nel passaggio di gestione, però, a rimetterci rischiano di essere i lavoratori. «Antibioticos ha scelto una cooperativa che propone ai lavoratori passi indietro inaccettabili» dice Angelo Pedrini, rappresentante sindacale della Cub. L’IPOTESI paventata - spiega Pedrini- è quella di applicare a tutti i lavoratori una sorta di regolamento al posto del contratto nazionale, con una paga base più bassa rispetto a quella attuale». Ma non solo. «In questo modo i lavoratori perderebbero ogni diritto acquisito negli anni, come gli scatti di anzianità e il livello professionale conquistato sul campo». E, come ciliegina sulla torta, ad alzare il malcontento degli operai ci sono anche i ritardi dei pagamenti degli stipendi. «Non abbiamo ancora ricevuto lo stipendio di aprile» tuonano infatti alcuni lavoratori in sciopero. «Nell'ultimo decennio - alza il tiro Pedrini - per gli appalti del magazzino e delle pulizie si sono succedute diverse aziende che non hanno garantito la regolarità degli stipendi, causando un continuo ricambio di personale e legittime insoddisfazioni tra i lavoratori. Questa situazione non è più tollerabile, si deve evitare di fare gare al ribasso e pretendere di avere rapporti con aziende in grado di rispettare i lavoratori, le leggi e i contratti senza dover minacciare scioperi per avere lo stipendio». Lo sciopero proseguirà oggi, con un'assemblea e un presidio.


29 maggio 2008 - Adnkronos

TRASPORTI: TRIESTE, SINDACATI BASE CONFERMANO SCIOPERO E MANIFESTAZIONI DI DOMANI
PROTESTA CONTRO IL SUBAPPALTO DI 10 LINEE DI MEZZI PUBBLICI

Trieste, 29 mag. - (Adnkronos) - La Federazione Trasporti Rdb-Cub conferma lo sciopero dei bus proclamato a Trieste per domani, venerdi' 30 maggio, dalle ore 9 alle ore 13. I sindacati di base confermano anche le due manifestazioni previste, in Largo Barriera al mattino (dalle 8.30 alle 13) e in piazza della Borsa al pomeriggio (dalle 16 alle 19), dove continuera' la raccolta di firme per la petizione che verra' presentata alla Provincia di Trieste per evitare il subappalto di 10 linee di trasporto pubblico e per migliorare il servizio di autobus.

SANITA': DELEGAZIONE RDB-CUB, CRITICITA'' RILEVATE NEI CONCORSI REGIONE LAZIO
DIPENDENTI RICEVUTI OGGI DA MARRAZZO DOPO OCCUPAZIONE DEL 27 MAGGIO

Roma, 29 mag. - (Adnkronos) - Una delegazione della Rdb-Cub (Rappresentanza sindacale di base pubblico impiego-Confederazione unitaria di base) e' stata ricevuta questa mattina dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e dall'assessore al Personale Marco Di Stefano, a seguito dell'occupazione della sala Tevere avvenuta il 27 maggio in cui i dipendenti della Regione avevano contestato "sperpero di denaro e concorsi pubblici truccati". Oggi i rappresentanti della Rdb-Cub hanno espresso "le criticita' rilevate nella procedura concorsuale interna in atto e hanno chiesto di rivederla prevedendo l'attribuzione di un maggior peso alla anzianita' di servizio e ai titoli, piuttosto che alle prove a quiz". Contemporaneamente e' stata sottolineata "la necessita' di definire un protocollo di relazioni sindacali stabile, a partire dal diritto di assemblea, analogamente a quanto accade in altre Regioni e amministrazioni locali". La delegazione sindacale ha apprezzato "la disponibilita' al dialogo manifestata dal Presidente e dall'Assessore, sia riguardo al meccanismo dei concorsi interni, sia rispetto al tema delle relazioni sindacali, evidenziando tuttavia l'urgenza di avere risposte concrete da dare ai Lavoratori e alle Lavoratrici della Regione, successivamente a questo primo incontro".


29 maggio 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. DOPO GLI ARRESTI ESPLODE L'IRA DELLE RDB
IL SINDACATO DI BASE: ORA GIUSTIZIA, MA ANCHE SOLDI AI LAVORATORI

(DIRE) Bologna, 29 mag. - Gli arresti di sei persone indagate nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti all'aeroporto di Bologna fanno esplodere la rabbia delle Rdb. Ai domiciliari e' finito anche l'ex amministratore delegato di Marconi Handling, Sante Cordeschi, e questo "era prevedibile", dunque "male ha fatto la dirigenza di Marconi a non sospenderlo immediatamente in via cautelativa, come chiedevamo noi", sbotta il sindacato di base. Ma ora, Giuseppina Gualtieri, presidente di Sab e di Marconi handling, "non puo' piu' sottrarsi alla proprie responsabilita'. Basta con la politica delle 'tre scimmiette', del tipo 'non vedo, non sento, non parlo'". Le Rappresentanze sindacali di base, dice Italo Quartu in una nota, esigono risposte: "A chi sono andati i soldi delle retribuzioni rubate ai lavoratori? Dove sono i contributi previdenziali? Chi si e' spartito i soldi del trattamento di fine rapporto dei lavoratori?". Ma soprattutto: quando gli addetti potranno ricevere quanto gli spetta e da mesi non vedono? Inoltre, prosegue Quartu, "ora ci aspettiamo che venga reso noto se e quante altre persone, risultano indagate su questa operazione e che sia fatta piena luce sull''affaire aeroporto'. La giustizia faccia il suo corso; nel frattempo pero' si faccia di tutto per sanare l'ingiustizia subita da chi, avendo fatto anche oltre 400 ore di lavoro in un mese, si ritrova ora ancora senza lavoro". La notizia della riassunzione di 11 lavoratori rallegra le Rdb, ma solo in parte. "Siamo molto indignati che le riassunzioni siano avvenute senza che sia stato seguito, come per le altre, nessun criterio di preferenza e nessun criterio rispetto ai carichi familiari", spiega Quartu. Per cui le Rdb rilanciano la loro "ricetta": reinternalizzazione immediata di tutti i servizi appaltati, riassunzione dei lavoratori ancora senza lavoro dopo il passaggio da Doro Group a Giacchieri; applicazione immediata del contratto Assoaeroporti a tutti i lavoratori operanti all'interno dell'aeroporto. Sono anche le parole d'ordine su cui e' stato indetto, e resta confermato, lo sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori de Marconi del prossimo 10 giugno, a cui le Rdb invitano anche chi e' rimasto disoccupato. Durante lo sciopero, a partire dalle 10 si terra' un presidio dei lavoratori.

SANITA'. RDB-CUB: OCCUPATA DIREZIONE POLICLINICO TOR VERGATA
"DA PARTE DEGLI ESTERNALIZZATI DELLA ARCOBALENO SRL"

(DIRE) Roma, 29 mag. - "Un gruppo di lavoratori della Arcobaleno Srl insieme ad una delegazione delle Rdb-Cub ha occupato la Direzione generale del Policlinico di Tor Vergata". Lo fa sapere una nota sindacale, che aggiunge: "L'azione e' motivata dal rischio di licenziamento da parte del Policlinico dei 270 lavoratori esternalizzati della Arcobaleno Srl, che si e' profilato dopo che l'Ispettorato del Lavoro di Roma, intervenuto su istanza delle Rdb-Cub, ha certificato che si e' in presenza di appalto irregolare e intermediazione di manodopera". "La Regione Lazio, investita da tempo della grave situazione nella persona dell'assessore alla Sanita' Augusto Battaglia, e nonostante l'impegno per l'avvio di un tavolo con il Policlinico e le Rdb, assunto in una assemblea pubblica del 4 aprile scorso dallo stesso Battaglia unitamente agli Assessori al Lavoro e al Bilancio, non ha a tutt'oggi dato seguito all'iniziativa annunciata- prosegue la nota- Vergognoso l'atteggiamento della Cgil e della Uil, che individuano la responsabilita' degli eventuali licenziamenti nella pronuncia dell'Ispettorato del Lavoro e dunque nella iniziativa delle Rdb-Cub". "La delegazione degli occupanti chiede l'immediato avvio delle selezioni riservate per tutto il personale in affitto, con una prima contrattualizzazione a tempo determinato a cui dovra' seguire una stabilizzazione definitiva e in tempi certi- conclude la nota- Le Rdb-Cub e i lavoratori della Sanita' denunciano inoltre l'illegalita' diffusa in tutti gli ospedali regionali, dove appalti miliardari a ditte e cooperative, che precarizzano sia i lavoratori impegnati sia la funzionalita' del servizio pubblico, determinano enormi ricadute su un bilancio che vedrebbe consistenti risparmi dalla reinternalizzazione dei servizi".

SANITA'. RDB-CUB: TOLTA OCCUPAZIONE POLICLINICO TOR VERGATA
"BLOCCATI LICENZIAMENTI, BATTAGLIA CONVOCA INCONTRO IL 4 GIUGNO"

(DIRE) Roma, 29 mag. - E' terminata l'occupazione della Direzione generale del Policlinico di Tor Vergata attuata questa mattina da un gruppo di lavoratori della Arcobaleno Srl insieme ad una delegazione delle Rdb-Cub. Lo fanno sapere gli stessi sindacati, precisando che "i 270 lavoratori esternalizzati della Arcobaleno Srl vedono scongiurato il rischio licenziamento da parte del Policlinico di Tor Vergata che si era profilato dopo l'accertamento delle irregolarita' nell'appalto svolta dall'Ispettorato del Lavoro di Roma su segnalazione delle Rdb-Cub". "Il Direttore generale del Policlinico Enrico Bollero- prosegue la nota- si e' infatti impegnato a non procedere a nessun licenziamento ed ha chiesto alla Regione l'ampliamento della dotazione organica del Policlinico, che comprenda tutti i lavoratori attualmente impegnati nell'appalto con l'Arcobaleno Srl. L'assessore alla Sanita' Augusto Battaglia, chiamato in causa dalle Rdb-Cub, ha finalmente convocato il tavolo regionale con il Policlinico di Tor Vergata, gli assessori al Bilancio e al Lavoro e le Rdb-Cub, in cui si affrontera' il problema complessivo del precariato nel Policlinico, fissato per il 4 giugno, alle 17, presso la sede dell'assessorato". "La battaglia adesso si trasferisce al tavolo regionale, da cui dovranno scaturire i processi tecnici e i tempi definiti per il percorso di reinternalizzazione e di stabilizzazione dei lavoratori precari", commenta Pio Congi delle Rdb-Cub. "Nel frattempo i lavoratori e le Rdb non accetteranno alcuna proposta che non vada in questa direzione, soprattutto da quelle organizzazioni sindacali che hanno speculato sulla vicenda persino stigmatizzando un'attivita' di denuncia sulla regolarita' delle condizioni dei lavoratori che per noi appartiene ai doveri di un sindacato", conclude il dirigente Rdb-Cub.

REGIONE. RDB INCONTRANO MARRAZZO SU RELAZIONI SINDACALI

(DIRE) Roma, 29 mag. - "Questa mattina una delegazione della Rdb-Cub e' stata ricevuta dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e dall'assessore al Personale Marco Di Stefano, a seguito dell'occupazione della Sala Tevere avvenuta il 27 maggio". Lo comunica, in una nota, il sindacato di base. I rappresentanti dei sindacati di base hanno espresso le criticita' rilevate nella procedura concorsuale interna in atto e hanno chiesto di rivederla prevedendo l'attribuzione di un maggior peso alla anzianita' di servizio e ai titoli, piuttosto che alle prove a quiz. Contemporaneamente e' stata sottolineata la necessita' di definire un protocollo di relazioni sindacali stabile, a partire dal diritto di assemblea, analogamente a quanto accade in altre Regioni e amministrazioni locali. La delegazione sindacale "ha apprezzato la disponibilita' al dialogo manifestata dal presidente e dall'assessore, sia riguardo al meccanismo dei concorsi interni, sia rispetto al tema delle relazioni sindacali, evidenziando tuttavia l'urgenza di avere risposte concrete da dare ai lavoratori della Regione, successivamente a questo primo incontro".

PROVINCIA REGGIO. CUB ALL'ATTACCO SU 'PAGELLINE' DIPENDENTI
IL SINDACATO: DIPENDENTI RESPINGANO 'L'ELEMOSINA'

(DIRE) Reggio Emilia, 29 mag. - Valutazioni di rendimento negative, emesse senza rispettare le procedure di verifica con i dirigenti. E un surplus monetario, differenziato in base ai "voti" a titolo di risarcimento dell'irregolarita' amministrativa. Anche per non abbassare il livello complessivo di efficienza dell'Ente. Questa la vicenda denunicata dalla Cub di Reggio Emilia, con riferimento alle "pagelline" di valutazione del rendimento di alcuni dipendenti della Provincia. "La procedura concordata tra le parti nel contratto decentrato prevedeva almeno tre incontri tra il dipendente e il dirigente per arrivare ad valutazione articolata su quattro livelli" spiegano gli autonomi. Ma "questi passaggi nella stragrande maggioranza degli uffici non sono avvenuti e i lavoratori si sono trovati sulla scrivania la 'pagellina' senza nessun colloquio con il dirigente responsabile del proprio servizio, magari con valutazioni negative senza che di cio' fosse data spiegazione". La Provincia, prosegue la Cub, "non trova di meglio da proporre che una sorta di elemosina per chi si e' trovato un giudizio negativo, una cifra irrisoria, un vero insulto per quanti si sono trovati tra capo e collo la valutazione senza aver occasione di chiarimenti con chi l'ha compilata". La chiusura del sindacato e' netta: "Accettare questa proposta vorrebbe dire scaricare l'ente delle sue responsabilita', e accettare di essere oggetto di valutazioni arbitrarie, per questo invitiamo colleghi a respingerla". La Cub propone invece di "sospendere per quest'anno l'applicazione del sistema di valutazione ed erogare la stessa quota individuale a tutti, a prescindere dai voti, perche' nessun dipendente abbia a pagare per le carenze dell'ente".


29 maggio 2008 - Omniroma

CASA, ASIA RDB: «RETE CITTADINA OCCUPA CANTIERI TORRI EUR»

(OMNIROMA) Roma, 29 mag - «Questa mattina i movimenti per il diritto all'abitare hanno occupato il cantiere delle Torri di viale Europa 242, per chiedere il ritiro immediato della deliberazione n. 87 approvata dal commissario straordinario Morcone durante la campagna elettorale. La deliberazione, in deroga al nuovo Prg appena approvato, autorizza lo smantellamento delle due Torri, un tempo sede del ministero delle Finanze. Abbiamo contestato con forza il progetto urbanistico di città immaginato da Morassut e compagni, che attraverso accordi di programma e cambi di destinazione d'uso hanno permesso ai grandi costruttori di aumentare cubature, sancendo di fatto il primato dell'interesse privato sull'interesse pubblico». Lo comunica, in una nota, l'Asia Rdb. «Ora anche la Procura ha deciso di occuparsi del Prg - prosegue la nota - per accertare quali interessi si sono voluti tutelare con i 70milioni di metri cubi di cemento previsti tutti su aree private mentre quelle destinate a Edilizia Residenziale Pubblica sono pressoché inedificabili. Con il 'censimento dal bassò di venerdì scorso e l'iniziativa di oggi intendiamo aprire una contrattazione articolata con la nuova giunta capitolina sul disegno della città e sulla destinazione delle aree, sui diritti edificatori e sull'uso del costruito, sull'accesso al diritto alla casa come forma irrinunciabile di redistribuzione del reddito contro l'accumulazione delle rendite prodotta sulla nostra pelle. Non vogliamo altro cemento privato e siamo pronti a bloccare tutti i nuovi cantieri di edilizia residenziale non pubblica. Chiediamo l'immediata convocazione del Tavolo Interistituzionale sulla Casa, per la realizzazione di un vero 'Piano Straordinariò.

REGIONE, RDB-CUB: «CONCORSI, DELEGAZIONE RICEVUTA DA MARRAZZO»

(OMNIROMA) Roma, 29 mag - «Questa mattina una delegazione della Rdb-Cub è stata ricevuta dal Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e dall'Assessore al Personale Marco Di Stefano, a seguito dell'occupazione della Sala Tevere avvenuta il 27 maggio. I rappresentanti della Rdb-Cub hanno espresso le criticità rilevate nella procedura concorsuale interna in atto e hanno chiesto di rivederla prevedendo l'attribuzione di un maggior peso alla anzianità di servizio e ai titoli, piuttosto che alle prove a quiz. Contemporaneamente è stata sottolineata la necessità di definire un protocollo di relazioni sindacali stabile, a partire dal diritto di assemblea, analogamente a quanto accade in altre Regioni e amministrazioni locali. La delegazione sindacale ha apprezzato la disponibilità al dialogo manifestata dal Presidente e dall'Assessore, sia riguardo al meccanismo dei concorsi interni, sia rispetto al tema delle relazioni sindacali, evidenziando tuttavia l'urgenza di avere risposte concrete da dare ai lavoratori e alle lavoratrici della Regione, successivamente a questo primo incontro». Lo rende noto Rdb Cub.

INPS, UIL-CISAL-RDB:MOBILITAZIONE LAVORATORI,DIREZIONE CHIUDE SPORTELLI

(OMNIROMA) Roma, 29 mag - «Da questa mattina alle 9.30 è in corso di svolgimento, presso la Sede Inps di via Amba Aradam a Roma, un'assemblea provinciale dei lavoratori dell'Ente previdenziale. La massiccia partecipazione all'iniziativa (circa 300 lavoratori) ha indotto la direzione a chiudere gli sportelli, con ripercussione sul servizio all'utenza. La mobilitazione si è resa necessaria per il comportamento del direttore regionale dell'Inps Lazio che, ripetutamente, ha violato le prerogative sindacali assumendo decisioni unilaterali». Lo comunicano in una nota, la Uil, la Cisal e la Rdb. «Molti lavoratori del Lazio si sono poi trovati con la decurtazione dell'incentivo con decisione unilaterale dell'amministrazione, senza che i piani di produzione fossero concordati con le organizzazioni sindacali - prosegue la nota - L'iniziativa cade inoltre all'indomani della pubblicazione del piano industriale di riforma della pubblica amministrazione, consegnato ieri dal ministro Brunetta ai sindacati. Un piano che non tiene conto della diversità di ruolo e di funzione delle singole amministrazioni pubbliche, ma affronta nella sostanza la riorganizzazione del pubblico impiego con quei preconcetti che sono all'origine della campagna mediatica che etichetta i pubblici dipendenti come fannulloni. I lavoratori proseguono la mobilitazione in attesa di una risposta da parte dell'amministrazione centrale, alla quale è stato chiesto di riassumere il contenzioso convocando le parti».

TOR VERGATA, RDB-CUB: «OCCUPATA DIREZIONE GENERALE POLICLINICO»

(OMNIROMA) Roma, 29 mag - «Un gruppo di lavoratori della Arcobaleno srl insieme ad una delegazione delle Rdb-Cub ha occupato la direzione generale del Policlinico di Tor Vergata. L'azione è motivata dal rischio di licenziamento da parte del Ptv dei 270 lavoratori esternalizzati della Arcobaleno srl, profilatosi dopo che l'Ispettorato del Lavoro di Roma, intervenuto su istanza delle Rdb-Cub, ha certificato che si è in presenza di appalto irregolare e intermediazione di manodopera. La Regione Lazio, investita da tempo della grave situazione nella persona dell'assessore alla Sanità Augusto Battaglia, e nonostante l'impegno per l'avvio di un tavolo con il Policlinico e le RdB, assunto in una assemblea pubblica del 4 aprile scorso dallo stesso Battaglia unitamente agli assessori al Lavoro e al Bilancio, non ha a tutt'oggi dato seguito all'iniziativa annunciata». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Vergognoso l'atteggiamento della Cgil e della Uil - prosegue - che individuano la responsabilità degli eventuali licenziamenti nella pronuncia dell'Ispettorato del Lavoro e dunque nella iniziativa delle Rdb-Cub. La delegazione degli occupanti chiede l'immediato avvio delle selezioni riservate per tutto il personale in affitto, con una prima contrattualizzazione a tempo determinato a cui dovrà seguire una stabilizzazione definitiva e in tempi certi. Le Rdb-Cub ed i lavoratori della sanità denunciano inoltre l'illegalità diffusa in tutti gli ospedali regionali, dove appalti miliardari a ditte e cooperative, che precarizzano sia i lavoratori impegnati sia la funzionalità del servizio pubblico, determinano enormi ricadute su un bilancio che vedrebbe consistenti risparmi dalla reinternalizzazione dei servizi».

TOR VERGATA, RDB-CUB: «TOLTA OCCUPAZIONE DIREZIONE POLICLINICO»

(OMNIROMA) Roma, 29 mag - «È terminata l'occupazione della Direzione generale del Policlinico di Tor Vergata (PTV) attuata questa mattina da un gruppo di lavoratori della Arcobaleno srl insieme ad una delegazione delle Rdb-Cub. I 270 lavoratori esternalizzati della Arcobaleno srl, vedono scongiurato il rischio licenziamento da parte del PTV, profilatosi dopo l'accertamento delle irregolarità nell'appalto svolta dall'Ispettorato del Lavoro di Roma su segnalazione delle RdB-CUB. Il Direttore generale del PTV Enrico Bollero si è infatti impegnato a non procedere a nessun licenziamento ed ha chiesto alla Regione l'ampliamento della dotazione organica del Policlinico, che comprenda tutti i lavoratori attualmente impegnati nell'appalto con l'Arcobaleno srl». Lo comunica Rdb Cub. «L'assessore alla Sanità Augusto Battaglia, chiamato in causa dalle RdB-CUB - si legge nella nota - ha finalmente convocato il tavolo regionale con il PTV, gli assessori al Bilancio e al Lavoro e le RdB-CUB, in cui si affronterà il problema complessivo del precariato nel Policlinico, fissato per il 4 giugno alle 17 presso la sede dell'assessorato». «La battaglia adesso si trasferisce al tavolo regionale, da cui dovranno scaturire i processi tecnici e i tempi definiti per il percorso di reinternalizzazione e di stabilizzazione dei lavoratori precari», commenta Pio Congi delle RdB-CUB. «Nel frattempo i lavoratori e le RdB non accetteranno alcuna proposta che non vada in questa direzione, soprattutto da quelle organizzazioni sindacali che hanno speculato sulla vicenda persino stigmatizzando un'attività di denuncia sulla regolarità delle condizioni dei lavoratori che per noi appartiene ai doveri di un sindacato», conclude il dirigente RdB-CUB.


29 maggio 2008 - Ansa

ANTICORRUZIONE: RDB-CUB, BENE INTERVENTO SU CROCE ROSSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 29 MAG - La Rappresentanza sindacale di base del pubblico impiego ha appreso con ''particolare soddisfazione dell'iniziativa avviata dall'alto commissario Anticorruzione nei confronti del Comitato provinciale di Roma della Croce Rossa italiana''. Le indagini dell'Anticorruzione, rese note due giorni fa, sono partite proprio da una segnalazione del Rdb Pi-Cub e riguardano alcune assunzioni degli ausiliari socio-sanitari.

CASA: MILITANTI ACTION OCCUPANO PALAZZO ALL'EUR

(ANSA) - ROMA, 29 MAG - «Vogliamo sapere se il sindaco Alemanno manterrà le promesse di costruire e dare a noi cittadini più case da abitare». È quanto chiedono i militanti di Action che hanno occupato stamani alle 12 alcuni appartamenti in un palazzo in Viale Europa, all'Eur, e hanno organizzato un sit-in davanti a due edifici di 16 piani, le cosidette Torri, in un cantiere nel quartiere. A manifestare ci sono immigrati di diverse etnie e numerosi italiani che chiedono al sindaco di Roma Gianni Alemanno e al prefetto Carlo Mosca che queste palazzi siano dati a loro, come case popolari. «Al posto di queste due Torri - ha gridato al megafono Simona Panzino - devono costruire case popolari e non abitazioni di lusso perchè, con migliaia di persone, viviamo un grande problema, quello abitativo». «Le Torri - hanno spiegato i militanti di Action - sono in un complesso di sei grandi strutture. I palazzi se fossero adibiti a case popolari darebbero un tetto a numerose persone». «Ritirare la deliberazione numero 87 riguardante le Torri di Viale Europa, 242. Destinare queste aree all'interesse pubblico: costruiamoci alloggi popolari». È quanto riporta un comunicato stampa diramato dalla Rete dei movimenti per il diritto all'abitazione di cui fanno parte Action, Movimento precario metropolitano, Coc (Comitato obiettivo casa), Coordinamento cittadino lotta per la casa e Ase Rdb. «Vogliamo accertare - prosegue il comunicato - quali interessi si sono voluti tutelare con i 70 milioni di metri cubi di cemento previsti tutti su aeree private mentre quelle destinate all'edilizia residenziale pubblica sono pressochè inedificabili». Il presidio dei manifestanti continua nonostante la pioggia. Lo scopo è quello di ottenere immediatamente la convocazione di «un tavolo interistituzionale sulla casa per la realizzazione di un vero piano straordinario».


29 maggio 2008 - Apcom

SARDEGNA / INDAGINI SULLA ASL DI OLBIA, MANAGER DIFENDE DIRETTORE
Le Fiamme Gialle acquisiscono i documenti sui concorsi

Cagliari, 29 mag. (Apcom) - Il manager della Asl di Olbia Giorgio Lenzotti difende il direttore amministrativo Pier Luigi Caria, indagato dalla Guardia di finanza per questioni relative a concorsi su assunzioni di precari all'interno dell'azienda. La notizia è riportata oggi dal quotidiano "L'Unione Sarda", che parla di acquisizioni di documenti da parte delle Fiamme gialle negli uffici dell'azienda sanitaria, dopo la denuncia presentata dal sindacato Rdb(Rappresentanza sindacale di base) che indicherebbe alcuni passaggi poco chiari nel rinnovo dei contratti a tempo determinato, nei concorsi banditi o in corso, e in generale sulle decisioni relative ai contratti Cocopro e quelle collegate all'organico della Asl. Caria sarebbe stato chiamato in causa per la posizione di un familiare stretto, che però è stato assunto dall'azienda ben prima della nomina del professore olbiese all'incarico di direttore amministrativo. Posizione che dovrà essere valutata a fondo dal pm Claudia Alberti. Il riferimento al convolgimento del direttore amministrativo Pier Lugi Caria nell'inchiesta delle fiamme gialle - scive Lenzotti - si precisa che la Guardia di Finanza, in un unico accesso ha acquisito, su mandato della Procura della Repubblica, una serie di documenti dell'Ente relativi agli ultimi quattro anni di attività (dal 2005) che sono stati prontamente messi a disposizione dell'autorità giudiziaria in uno spirito di massima collaborazione". Lenzotti "si rammarica che questa vicenda possa produrre un clima di sfiducia negli operatori e negli stessi utenti in un momento di trasformazione dell'Ente in cui sono necessari grande collaborazione e lavoro di squadra". Per escludere "possibili dubbi o fraintendimenti" quindi spiega che "l'azienda ha deliberato in data 27/05/2008 la graduatoria finale del concorso per collaboratore professionale sanitario infermiere, categoria D, conclusosi il 2 maggio 2008: ora provvederemo ora all'assunzione dei vincitori".


29 maggio 2008 - Asca

SANITA': PRECARI OCCUPANO DIREZIONE GENERALE POLICLINICO TOR VERGATA

(ASCA) - Roma, 29 mag - Un gruppo di lavoratori della Arcobaleno srl insieme ad una delegazione delle RDB-CUB ha occupato la Direzione generale del Policlinico di Tor Vergata. ''L'azione - si legge in un comunicato - e' motivata dal rischio di licenziamento dei 270 lavoratori esternalizzati della Arcobaleno srl, profilatosi dopo che l'Ispettorato del Lavoro di Roma, intervenuto su istanza delle RDB-CUB, ha certificato che si e' in presenza di appalto irregolare e intermediazione di manodopera''.


29 maggio 2008 - OnLine news

Policlinico Tor Vergata, bloccati i licenziamenti
L'assessore Battaglia convoca i lavoratori Arcobaleno e le RdB mercoledì 4 giugno

Roma - E’ terminata l’occupazione della Direzione generale del Policlinico di Tor Vergata attuata questa mattina da un gruppo di lavoratori della Arcobaleno srl insieme ad una delegazione delle RdB-Cub. Lo dichiara il sindacato in una nota nella quale si precisa inoltre che i 270 lavoratori esternalizzati della Arcobaleno srl, vedono scongiurato il rischio licenziamento da parte del PTV, profilatosi dopo l’accertamento delle irregolarità nell’appalto svolta dall’Ispettorato del Lavoro di Roma su segnalazione delle RdB-Cub.
"Il Direttore generale del PTV Enrico Bollero – prosegue la nota - si è infatti impegnato a non procedere a nessun licenziamento ed ha chiesto alla Regione l’ampliamento della dotazione organica del Policlinico, che comprenda tutti i lavoratori attualmente impegnati nell’appalto con l’Arcobaleno srl". L’assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia, ha convocato il tavolo regionale con il Policlinico Tor Vergata, gli assessori al Bilancio e al Lavoro e le RdB-Cub, in cui si affronterà il problema complessivo del precariato nel Policlinico, fissato per il 4 giugno alle ore 17.00 presso la sede dell’Assessorato.


29 maggio 2008 - Il Messaggero.it

Tor Vergata, i precari occupano la direzione del Policlinico per scongiurare il licenziamento

ROMA (29 maggio) - Occupata la sede della direzione generale del policlinico. A condurre la protesta è un gruppo di lavoratori esternalizzati della ditta Arcobaleno Srl inseme ad una rappresentanza del sindacato di base (Rdb-Cub). I 270 dipendenti della ditta rischiano il licenziamento dopo che l'Ispettorato del lavoro era intervenuto, su sollecito delle stesse Rdb, sancendo l'illecito di appalto irregolare e intermediazione di manodopera. Gli operai chiedono alla direzione dell'ospedale l'assunzione a tempo indeterminato. «Chiediamo l'immediato avvio delle selezioni riservate per tutto il personale in affitto - recita il comunicato - con una prima contrattualizzazione a tempo determinato, cui dovrà seguire una stabilizzazione definitiva in tempi certi». La situazione è nota da tempo anche all'assessore alla sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia, che aveva incontrato i lavoratori il 4 aprile scorso. Di fronte al mancato arrivo di risposte concrete, oggi hanno deciso di occupare. Forti critiche vengono mosse anche verso Cigl e Uil «che individuano la responsabilità di eventuali licenziamenti nella pronuncia dell'Ispettorato e quindi nell'iniziativa delle Rdb-Cub».


29 maggio 2008 - Liberazione

I metodi spicci di Brunetta
Statali, Cgil se ne va Rdb non va

«Se il buongiorno si vede dal mattino... tira aria di tempesta», Carlo Podda (Fp-Cgil) commenta così l'incontro convocato dal ministro Brunetta sul "piano di riforma industriale della pubblica amministrazione" e durato per la Cgil 15 minuti. «O si cambia o comincia il conto alla rovescia per la mobilitazione», rincara la dose il segretario generale Flc-Cgil, Enrico Panini. Le accuse: il ministro vuole decidere per il sindacato, «compresa la formazione delle delegazioni», «teorizza sulle sue proposte un confronto via e-mail tra le parti sociali» con obbligo di risposta entro 48 ore, e dulcis in fundo dice ai giornalisti (ma non al tavolo) che non ci sono risorse economiche per i contratti 2008-2009. Più dialogante la Cisl: «E' l'avvio di un confronto sul merito», commenta Gianni Baratta, segretario confederale. Ancora più positiva l'Ugl, a cui piacciono i metodi spicci di Brunetta: «Approccio assolutamente innovativo». Rdb-Cub, invece, non si è proprio presentata al tavolo: «Il ministro equipara l'alta funzione di produzione del welfare a una qualunque fabbrica di manufatti - spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale - se poi voleva convocarci solo per la consegna di un documento gli facciamo notare che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta». Contento, invece, Brunetta: «Il 95% dell'Italia è con me», perché l'inefficienza della pubblica amministrazione «è la palla al piede del Paese».


29 maggio 2008 - Libero

«Via i fannulloni» E la Cgil sbatte la porta
di GIANLUCA ROSELLI

ROMA - Renato Brunetta illustra la sua cura per il pubblico impiego ai sindacati. Spiega come fare a risparmiare risorse, aumentare la produttività, sanzionare i fannulloni. Ma la Cgil non ci sta: dopo soli quindici minuti abbandona il tavolo, si alza e se ne va. Ufficialmente il problema, secondo il principale sindacato italiano, è di metodo. «Si è deciso di far partecipare un solo componente per ogni sigla sindacale, rinunciando a far partecipare coloro che devono poi gestire il piano industriale», afferma Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil. «Questo», prosegue, «vuol dire far partire il dibattito nelle peggiori condizioni. Si decide unilateralmente chi deve partecipare». Se la Cgil ha abbandonato il tavolo, la Rappresentanza di base "RdbCub" ha deciso di non partecipare proprio, perché «non possiamo perdere tempo con un "piano industriale" che la dice lunga sulla visione del ministro che equipara la funzione di produzione del welfare a una qualunque fabbrica di manufatti», affermano, annunciando una giornata di mobilitazione nazionale a giugno. La trattativa con gli statali, dunque, si annuncia difficile. Dopo il parere positivo di Confindustria, infatti, alcuni sindacati sono sul piede di guerra. Anche se il ministro è convinto di avere dalla propria parte la maggioranza dei cittadini. «È con me il 95 per cento degli italiani», ha detto ieri mattina il ministro, che poi ha dichiarato che «la pubblica amministrazione è una palla al piede». Brunetta, comunque, è ottimista. E a chi gli chiede se prevede un confronto difficile, risponde: «Perché difficile? Si tratta di un bellissimo confronto con tutte le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Il mio piano punta a far convergere le pubbliche amministrazioni con il settore privato, che è più efficiente». Più pessimista il segretario generale del ministero, Carlo Podda: «Se il buongiorno si vede dal mattino, qui tira aria di tempesta». Nel piano di Brunetta illustrato ieri è previsto un accordo ponte per il rinnovo dei contratti nel 2009 a fronte della disponibilità a realizzare la riforma della pubblica amministrazione entro l'anno. Il piano prevede, inoltre, un recupero di 40 miliardi di euro in 3-5 anni grazie anche alla vendita delle quote residue di patrimonio immobiliare e di titoli. Niente aumenti salariali, però, perché gli stipendi sono allineati al settore. Quello che deve crescere, invece, è la produttività, anche grazie ai premi a chi lavora e le sanzioni nei confronti dei fannulloni. Anche andando a colpire quei medici che, rilasciando certificati fasulli, consentono si assentarsi dal posto di lavoro. Il ministro, che oggi sui contratti incontrerà il ministro Giulio Tremonti, ha chiesto risposte ai sindacati entro 48 ore. Se Cisl e Uil si mantengono prudenti, un plauso arriva dal sindacato di destra Ugl. «Un approccio innovativo rispetto alle consuetudini della vecchia amministrazione», commenta il segretario confederale, Fulvio Depolo. Critico, invece, il Pd. «I dipendenti pubblici non sono una palla al piede», attacca il senatore Paolo Nerozzi, ex segretario confederale Cgil, «e questo i cittadini lo sanno bene».


29 maggio 2008 - Corriere.it

«Metodo sbagliato». Diserta invece del tutto la Rdb-Cub: «Non abbiamo tempo da perdere»
La Cgil abbandona il tavolo con Brunetta
Il ministro aveva convocato i sindacati per presentare il piano industriale per il rinnovo della pubblica amministrazione

ROMA - La Cgil ha «abbandonato il tavolo» convocato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per presentare alle parti sociali il piano industriale di riforma della pubblica amministrazione. Lo ha detto Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil, lasciando la sede del ministero. «Abbiamo rilasciato una dichiarazione al ministro come confederazione e categoria pubblica, denunciando un grave errore di metodo nella convocazione, perchè si è deciso di far partecipare un solo componente» per ogni sigla sindacale «rinunciando a far partecipare coloro che devono poi gestire il piano industriale». «Questo - ha proseguito - vuol dire far partire il dibattito nelle peggiori condizioni. Si decide unilateralmente chi deve partecipare». Secondo Gentile «un altro elemento che non va bene è il fatto che il ministro ci abbia chiesto una risposta entro 48 ore».
LA RDB-CUB DISERTA - Chi invece ha scelto di non partecipare del tutto al confronto è la Rappresentanza di base: «Convocare le organizzazioni sindacali - spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb-Cub - per la consegna di un documento di riforma della pubblica amministrazione che viene definito 'piano industrialè la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti». «Se poi sua intenzione - continua - era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma, facciamo notare al ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta». Infine, alla luce delle dichiarazioni odierne di Brunetta sulle inefficienze della pubblica amministrazione, la sindacalista conclude annunciando una giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori pubblici entro il mese di giugno.
MINISTRO OTTIMISTA - Il ministro Brunetta aveva spiegato in mattinata che l'inefficienza della pubblica amministrazione «è la palla al piede del Paese. Se riuscissimo a cavare un 20-30% di produttività repressa dalla P.A., l'Italia eliminerebbe il gap con gli altri Paesi europei». Riguardo al «piano industriale» per la modernizzazione della pubblica amministrazione, Brunetta si è detto ottimista: «Il 95% dell'Italia è con me».


29 maggio 2008 - Il Sole 24 Ore.com

Statali, la Cgil abbandona il tavolo con Brunetta

La Cgil ha abbandonato dopo appena 15 minuti il tavolo di confronto sul pubblico impiego convocato dal ministro Renato Brunetta.
Il coordinatore dei settori pubblici Michele Gentile ha denunciato in apertura del tavolo «un grave errore di metodo perchè si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale». Insomma, ha detto Gentile, «si decide unilateralmente chi deve partecipare».
Bocciata poi, secondo quanto si apprende, anche la richiesta da parte del ministro Brunetta di avere una risposta sul piano industriale in quarantotto ore.
Gentile ha riferito che Brunetta ha cominciato il confronto «proiettando delle slide e chiedendo entro 48 ore un ragionamento di merito da parte nostra: anche questo non va bene». Sul testo del disegno di legge delega circolato ieri Gentile ha dichiarato che «se rappresentasse la volontà del Governo, sarebbe sbagliato. Oggi non è stato presentato quel testo ma un piano su cui discuteremo che poggia su un decreto legge, un disegno di legge e una delega».
La RdB-CUB Pubblico Impiego ha scelto di non partecipare all'incontro di questo pomeriggio presso il Ministero della Funzione Pubblica, annunciando invece una giornata di lotta contro il piano del Governo che si terrà entro giugno. «Se sua intenzione (del Ministro competente, ndr) era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma - sottolinea Paola Palmieri, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I.) -
facciamo notare al Ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta».
Solo poche ore prima il Ministro Brunetta si era mostrato ottimista e, a margine della presentazione del rapporto annuale di Istat aveva affermato: «è con me il 95% degli italiani». La pubblica amministrazione, ha sostenuto Brunetta, oggi «è una palla al piede».


29 maggio 2008 - L'Unità online

Statali, la Cgil lascia il tavolo «Sbagliato il metodo di Brunetta»

Parte male, anzi malissimo, il confronto sul pubblico impiego convocato dal ministro Renato Brunetta con sindacati. La Cgil ha abbandonato il tavolo dopo appena 15 minuti, la RdB-CUB sceglie addirittura di non partecipare. «C´è stato un grave errore di metodo – ha denunciato il coordinatore dei settori pubblici Michele Gentile - perché si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla, escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale». Gentile ha denunciato che «in questo modo si fa partire il dibattito nelle peggiori condizioni, decidendo unilateralmente chi deve partecipare e chi no». Gentile ha riferito che Brunetta ha cominciato il confronto «proiettando delle "slide" (pannelli, ndr) e chiedendo entro 48 ore un ragionamento di merito da parte nostra: anche questo non va bene». «Oggi non è stato presentato alcun testo - ha detto Gentile -, ma un piano su cui discuteremo che poggia su un decreto legge, un disegno di legge e una delega».
«Le organizzazioni complesse non si possono modificare in assenza di consenso e di condivisione degli obiettivi da parte dei dipendenti - interviene anche il segretario generale della Funzione Pubblica Cgil, Carlo Podda -. Figurarsi senza neanche un negoziato!». Il neo-ministro della Funzione Pubblica «dovrebbe saperlo bene», dice Podda, «Presentare un piano industriale per la riforma delle Pubbliche Amministrazioni, non solo decidendo come debbano essere composte le delegazioni delle Organizzazioni presenti al tavolo, ma soprattutto escludendo la possibilità di un negoziato vero e proprio, chiedendo che vengano inviate entro 48 ore osservazioni scritte, è un modo certo per rendere molto impervia la strada per arrivare all'obiettivo», prosegue il sindacalista. «L´esordio di Brunetta è un modo certo per rendere molto impervia la strada per arrivare all´obiettivo. Se a questo si sommano le dichiarazioni che avrebbe fatto il ministro sull´assenza di risorse per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, la situazione diventa drammatica. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, pare a noi che tiri aria di tempesta».
«O si cambia o comincia il conto alla rovescia verso la mobilitazione», ribadisce il segretario generale federazione lavoratori della conoscenza Cgil, Enrico Panini. «Il ministro vuole decidere per il sindacato, compresa la formazione delle delegazioni sindacali», dice. Non solo: «teorizza sulle sue proposte un confronto via e-mail e comunica che non ci sono risorse economiche per i contratti 2008-2009», spiega ancora.


29 maggio 2008 - EPolis nazionale

La trattatita. La sigla fuori dopo 15 minuti
Piano degli Statali critiche a Brunetta la Cgil lascia il tavolo
Il coordinatore dei settori pubblici Cgil Michele Gentile: «Un grave errore di metodo»

Statali e burocrazia sotto il tiro del governo che ieri aveva convocato i sindacati per illustrare il suo "piano industriale" volto a rilanciare e rendere efficiente il pubblico impiego. Ma, a sorpresa, dopo soli 15 minuti la Cgil ha abbandonato il tavolo contestando un «grave errore di metodo perchè, come ha spiegato il coordinatore dei settori pubblici Cgil Michele Gentile, «si è deciso di far partecipare un solo componente per sigla rinunciando a far partecipare chi gestisce poi il piano industriale». All’appuntamento a Palazzo Vidoni sono state invitate, Cgil, Cisl e Uil (la Rdb-Cub ha scelto di non partecipare) a cui il ministro Renato Brunetta ha presentato la carrellata di misure, dalla legge delega anti-fannulloni, al licenziamento dei dipendenti inefficienti, in primis i medici che rilasciano i certificati falsi. «La pubblica amministrazione è una palla al piede», ha ribadito ieri il ministro della Funzione pubblica tornando a sottolineare le inefficienze dell’apparato statale. A chi gli chiedeva si va verso l'apertura un confronto difficile, Brunetta ha risposto: «Perchè difficile? È un bellissimo confronto con tutte le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Abbiamo illustrato il piano industriale, anche il nome è significativo, per far convergere le pubbliche amministrazioni con il settore privato che è più efficiente». Quanto alla possibilità che il piano sia condiviso da tutte le parti sociali, il ministro ha preferito glissare: «È con me il 95% degli italiani». Sul tavolo anche misure mirate a rendere più tecnologica la pubblica amministrazione, dalla digitalizzazione degli uffici, all’eliminazione degli enti inutili. L’operazione trasparenza non risparmierà la privacy degli statali con stipendi online dei dirigenti. Le proteste sono già in agguato e si sommano a quelle per l’esclusione degli Statali dalle misure del governo sulla detassazione degli straordinari. Su questo punto ieri mattina era arrivato l’attacco del leader dell’opposizione, Veltroni: «Ho l’impressione che un intervento legislativo discriminatorio nei confronti dei pubblici dipendenti porti un forte elemento di incostituzionalità».


29 maggio 2008 - L'Eco di Bergamo

Tavolo statali, la Cgil si sfila

ROMA - La Cgil ha «abbandonato il tavolo» convocato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per presentare alle parti sociali il piano industriale di riforma della pubblica amministrazione. Lo ha detto Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil, lasciando la sede del ministero dove ieri il ministro Brunetta si è confrontato con le parti sociali.
«Denunciando un grave errore di metodo nella convocazione, perché si è deciso di far partecipare un solo componente» per ogni sigla sindacale «rinunciando a far partecipare coloro che devono poi gestire il piano industriale». «Questo – spiegano alla Cgil – vuol dire far partire il dibattito nelle peggiori condizioni. Si decide unilateralmente chi deve partecipare».
Chi invece ha scelto di non partecipare del tutto al confronto è la Rappresentanza di base: «Già parlare di "piano industriale" per la pubblica amministrazione la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti».
Da parte sua il ministro Brunetta aveva spiegato in mattinata che l'inefficienza della pubblica amministrazione «è la palla al piede del Paese. Se riuscissimo a cavare un 20-30% di produttività repressa, dalla pubblica amministrazione, l'Italia eliminerebbe il gap con gli altri Paesi europei». Riguardo al «piano industriale» per la modernizzazione della pubblica amministrazione, Brunetta si è detto ottimista: «Il 95% dell'Italia è con me».
Non c'è più via di scampo per gli statali fannulloni. Il piano Brunetta prevede una guerra senza tregua alla scarsa produttività e all'assenteismo degli statali attraverso una semplificazione e accelerazione delle sanzioni.
«Per rendere più efficienti gli uffici pubblici – si legge nel piano – occorre anche combattere la scarsa produttività e l'assenteismo». Introdurre poi, anche nel lavoro pubblico, la figura del datore di lavoro. Al datore di lavoro pubblico si potrà «imputare l'eventuale responsabilità di un "fallimento" dell'Amministrazione, analogamente a quanto avviene per il fallimento civilistico nel settore privato».
In questo modo «si potrà stabilire una piena analogia con l'impresa privata e si potranno introdurre criteri non occasionali per la selezione, nella classe politica, di buoni amministratori. Criteri che fino a questo momento sono mancati al Paese», conclude il piano.


29 maggio 2008 - Il Piccolo

CONFRONTO SOCIALE
Statali, la Cgil lascia il tavolo: «Un grave errore di metodo»
Il sottosegretario Brunetta: «La pubblica amministrazione rimane una palla al piede» Il leader del Pd denuncia: «È anticostituzionale escludere i dipendenti pubblici dalla detassazione degli straordinari»

ROMA - Dopo soli quindici minuti, la Cgil ha abbandonato il tavolo di confronto sul pubblico impiego convocato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Il coordinatore dei settori pubblici Michele Gentile ha denunciato in apertura dell'incontro «un grave errore di metodo, perché si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla, escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale».
Quanto al testo presentato ieri, il rappresentate della Cgil ha riferito come il confronto si sia limitato alla presentazione di slide. Mentre un'altra sigla, la Rdb-Cub pubblico impiego, ha scelto di non partecipare all'incontro, annunciando invece che entro giugno si terrà una giornata di lotta contro il piano del governo. Tutti i sindacati avranno comunque 48 ore di tempo per valutare le proposte del ministro.
Da parte sua Brunetta, prima dell'incontro, ha ribadito che a suo giudizio «la pubblica amministrazione è una palla al piede». A chi gli ha chiesto se il confronto che si è appena aperto sarà difficile, ha risposto: «Perché difficile? È un bellissimo confronto con tutte le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Oggi viene illustrato il piano industriale, anche il nome è significativo, per far convergere le pubbliche amministrazioni con il settore privato che è più efficiente».
Quanto alla possibilità che il piano sia condiviso da tutte le parti sociali, il ministro glissa: «È con me il 95% degli italiani». Ma, come dimostra la clamorosa decisione della Cgil di abbandonare il tavolo, il negoziato si preannuncia insidioso. Le proteste già ci sono, e si sommano a quelle per l'esclusione degli statali dalle misure del governo sulla detassazione degli straordinari, e per la pubblicazione online di redditi e presenze dei dipendenti. Escludere dalla detassazione degli straordinari i pubblici dipendenti potrebbe essere incostituzionale, ha accusato Walter Veltroni, segretario del Pd, in una conferenza stampa in cui ha sollevato dubbi anche sull’opportunità di allungare il periodo dei mutui, rinegoziandoli in rate più basse. Secondo Veltroni «c’è una ragione di merito: per quale motivo non bisogna riconoscere gli stessi diritti ad infermieri, insegnanti, e forze dell’ordine e di polizia, equiparandoli a quelli dei lavoratori del settore privato?»".
La soluzione migliore sarebbe stata «incidere sulla contrattazione di secondo livello, senza escludere quindi donne, precari e dipendenti pubblici». Insomma, aggiunge Veltroni, «noi vogliamo una forte correzione del provvedimento perchè è giusto che vengano introdotte misure che riconoscono i diritti delle persone che garantiscono la sicurezza, come le forze dell’ordine, o che, come gli infermieri, si occupano di servizi sociali fondamentali per il nostro paese». Il governo «è poco attento al rischio di impoverimento della società italiana", "mentre è necessario e prioritario che si fronteggi questo problema».
Prende la palla al balzo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il quale constata che «Veltroni e Pd accettano la detassazione dei premi e degli straordinari e questo mi fa piacere». Essi, sostiene il ministro, «condividono la detassazione che avevano criticato e addirittura chiedono che il provvedimento venga esteso, percorso che noi stessi abbiamo indicato». Il Pd, critica il ministro, avrebbe proposto di detassare l’assunzione delle donne «il che sarebbe ancor più incostituzionale perchè discriminerebbe tra maschi e femmine sul mercato del lavoro».


29 maggio 2008 - Il Mattino

Statali, la Cgil abbandona subito il tavolo
di ALESSIO FANUZZI

Un accordo ponte per il rinnovo del contratto degli statali nel 2009 in cambio della disponibilità a realizzare la riforma della pubblica amministrazione entro l’anno. È la proposta del ministro Renato Brunetta, lanciata ai sindacati all’apertura del tavolo di confronto con le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Non tutte le nove sigle dei lavoratori, però, hanno ascoltato l’offerta del ministro della Pubblica amministrazione. E se la Rdb-Cub non ha proprio risposto alla convocazione, annunciando anche una giornata di mobilitazione entro giugno, la Cgil ha scelto di abbandonare il tavolo dopo neanche quindici minuti. «Siamo davanti a un grave errore di metodo perché si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla escludendo quelli che devono gestire il piano industriale», ha detto il coordinatore dei settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, annunciando la sua ritirata. E il segretario della Fp Cgil, Carlo Podda, ha rincarato la dose: «Presentare un piano industriale decidendo come debbano essere composte le delegazioni ed escludendo la possibilità di un negoziato è un modo certo per rendere impervia la strada». Ancora più duro Enrico Panini, segretario della Flc Cgil: «O si cambia o comincia il conto alla rovescia verso la mobilitazione». Le altre sigle sindacali, invece, usano toni più concilianti e sembrano disponibili ad approvare le linee guida della riforma, Confindustria compresa. Lo stesso Brunetta, del resto, s’era detto fiducioso prima di varcare il cancello del dicastero: «Il 95% dell’Italia è con me. L’inefficienza della pubblica amministrazione è la palla al piede del paese: se riuscissimo a cavare un 20% di produttività repressa (recuperando 40 miliardi), eliminiremmo il gap con gli altri paesi europei». Parole forti, ribadite ai sindacati e alle associazioni dei consumatori con l’obiettivo di «risanare, ristrutturare e rilanciare» la macchina statale. Ha messo tutto nero su bianco, il ministro, dalla necessità di «un’organizzazione più flessibile e attenta alla collocazione produttiva dei dipendenti» all’opportunità di «riconoscere e premiare chi vale e si dà da fare e sanzionare chi non fa il proprio dovere». Lo dice e lo ribadisce, Brunetta: la priorità è la lotta ai fannulloni. Anche per questo punta a semplificare i procedimenti disciplinari e a introdurre la figura del «datore di lavoro» «a cui imputare l’eventuale responsabilità di un fallimento analogamente a quanto avviene per il fallimento civilistico nel settore privato». Non solo. Nella bozza di riforma si parla anche di «sistemi di selezione e gestione improntati al merito e alla trasparenza anziché all’anzianità» e dell’ipotesi di utilizzare i risparmi di gestione «per premiare dirigenti e impiegati». Ci crede, Brunetta; punta a una «valutazione del personale pubblica e trasparente mediante internet» e a una «effettiva differenziazione delle retribuzioni dei dirigenti sulla base esclusiva del merito». Adesso la palla passa ai sindacati, che entro 48 ore dovranno rispondere nel merito e dare o meno la propria disponibilità. Quasi scontata, anche perché Brunetta s’è impegnato a giocare da subito la carta più importante, quella del contratto. Già oggi, infatti, il ministro della Pubblica amministrazione vedrà Tremonti per discutere delle risorse necessarie per il rinnovo. Sul tavolo l’ipotesi dell’accordo ponte che spianerebbe la strada all’accordo con le sigle. «I contratti vanno rinnovati subito», chiosa il segretario della Uil Paolo Pirani prima di semplificare il punto di vista dei sindacati sulla lotta ai fannulloni: «La stragrande maggioranza dei pubblici dipendenti sono persone perbene che si danno da fare. E comunque le norme sui licenziamenti sono già nel contratto». D’accordo Linda Lanzillotta, ministro ombra del Pd per la Pubblica amministrazione: «Bisogna applicare le regole che ci sono già».


29 maggio 2008 - Italia Sera

Il piano industriale per la Pa non convince: grave errore di metodo
Statali, la Cgil chiude la porta
Brunetta resta determinato: l’Italia vuole la riforma

La Cgil ha "abbandonato il tavolo" convocato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per presentare alle parti sociali il piano industriale di riforma della pubblica amministrazione. Lo ha detto Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil, lasciando la sede del ministero. "Abbiamo rilasciato una dichiarazione al ministro come confederazione e categoria pubblica, denunciando un grave errore di metodo nella convocazione, perchè si è deciso di far partecipare un solo componente" per ogni sigla sindacale "rinunciando a far partecipare coloro che devono poi gestire il piano industriale". "Questo - ha proseguito - vuol dire far partire il dibattito nelle peggiori condizioni. Si decide unilateralmente chi deve partecipare". Secondo Gentile "un altro elemento che non va bene è il fatto che il ministro ci abbia chiesto una risposta entro 48 ore". Chi invece ha scelto di non partecipare del tutto al confronto è la Rappresentanza di base: "Convocare le organizzazioni sindacali - spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb-Cub - per la consegna di un documento di riforma della pubblica amministrazione che viene definito ‘piano industrialè la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l’alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti". "Se poi sua intenzione - continua - era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma, facciamo notare al ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta". Infine, alla luce delle dichiarazioni odierne di Brunetta sulle inefficienze della pubblica amministrazione, la sindacalista conclude annunciando una giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori pubblici entro il mese di giugno.
Brunetta. Il ministro Brunetta aveva spiegato in mattinata che l’inefficienza della pubblica amministrazione "è la palla al piede del Paese. Se riuscissimo a cavare un 20-30% di produttività repressa dalla P.A., l’Italia eliminerebbe il gap con gli altri Paesi europei". Riguardo al "piano industriale" per la modernizzazione della pubblica amministrazione, Brunetta si è detto ottimista: "Il 95% dell’Italia è con me".


29 maggio 2008 - Il Gazzettino

La confederazione di Epifani abbandona il tavolo per «ragioni di metodo».
Rdb-Cub non si presenta: welfare non è fare bulloni
di Claudia Giannini

Roma - L'inefficienza della pubblica amministrazione «è la palla al piede del Paese»: parola di Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica. Nei dati del Rapporto annuale Istat, il ministro vede confermata l'opportunità della sua crociata contro i fannulloni: «Se riuscissimo a cavare un 20-30 per cento di produttività repressa dalla Pubblica amministrazione, l'Italia eliminerebbe il gap con gli altri Paesi europei», assicura. E riguardo al suo Piano industriale per la modernizzazione della pubblica amministrazione, Brunetta si proclama ottimista: «Il 95 per cento dell'Italia è con me». Il sindacato dovrebbe far parte del rimanente 5 per cento. Il confronto tra il ministro e le parti sociali sul Piano industriale in questione parte, infatti, incagliandosi sul primo scoglio dopo soli 15 minuti: tanto occorre perché la Cgil, contestando il metodo con il quale il ministro ha convocato le parti, decidendo «unilateralmente chi deve partecipare», abbandoni il tavolo convocato da Brunetta. Il fatto è, spiega Michele Gentile, coordinatore settori pubblici della Cgil, che «si è deciso di far partecipare un solo componente» per ogni sigla sindacale «rinunciando a far partecipare coloro che devono poi gestire il piano industriale. Questo vuol dire far partire il dibattito nelle peggiori condizioni». La Rdb-Cub, invece, non si è proprio presentata, criticando l'approccio del ministro nei confronti della pubblica amministrazione: «Convocare le organizzazioni sindacali per la consegna di un documento di riforma della pubblica amministrazione che viene definito Piano industriale - spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb-Cub - la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti». Ma Brunetta - che oggi incontra il ministro dell'Economia, Tremonti, per discutere sulle risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego - non si scompone. Nella pubblica amministrazione, sosterrebbe nel suo Piano industriale, che è composto da 41 pagine e che sarà diffuso ufficialmente oggi, c'è un «bacino di produttività latente» e, nell'arco di tre-cinque anni, si può stimare che esso sia attingibile nella misura del 20 per cento, generando un recupero di risorse economiche pari a circa 40 miliardi di euro. Tale recupero avverrebbe «senza lacerazioni sociali ed occupazionali, attraverso il blocco del turn-over e la copertura dei bisogni pubblici oggi non presidiati». Allo stesso tempo, secondo le linee indicate dal ministro Brunetta, è necessaria una «netta accelerazione dei livelli di efficienza della macchina pubblica». Riconoscere e premiare chi vale e si dà da fare e sanzionare chi non fa il proprio dovere: è intorno a questo principio ruota la bozza del Piano della Funzione pubblica, in cui efficienza e anti-fannullonismo, merito e trasparenza entrano come parole d'ordine. «Per rendere più efficienti gli uffici pubblici occorre anche combattere la scarsa produttività e l'assenteismo», si legge nel Piano, dove si sostiene che questo «si può ottenere attraverso un'organizzazione più flessibile e attenta alla collocazione produttiva dei dipendenti», ma anche «modificando la disciplina delle sanzioni e della responsabilità». In particolare, «bisognerà semplificare e accelerare le fasi dei procedimenti disciplinari, con particolare riferimento a quelli per le infrazioni di minore gravita». Tra le altre novità previste dal Piano, l'introduzione del dirigente-manager, che «deve diventare il cardine della manovra di miglioramento della produttivtià e della qualità dei servizi», trasformandosi «in un vero manager reso autonomo per quel che riguarda l'uso di risorse umane e finanziare». Una delle conseguenze di questa trasformazione «sarà l'effettiva differenziazione delle retribuzioni di risultato sulla base esclusiva del merito».

In estate i malati rischiano il ricovero in corsia
La protesta del sindacato Cobas: «Mancano prese per l’ossigeno e infermieri costretti a superlavoro per l’assistenza ai letti-bis»
di Laura Simeoni

Treviso - "Stop allo scandalo dei letti bis: sono pericolosi per i pazienti e sovraccaricano i lavoratori". La denuncia proviene dai sindacati autonomi Rsb-Cub che ieri mattina hanno manifestato di fronte all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. "La situazione è critica e con l'arrivo dell'estate temiamo il peggio", spiega Federico Martelletto referente veneto sanità delle rappresentanze sindacali di base. Il sovraccarico di richieste, l'affollamento di pazienti soprattuto in reparti come Medicina e Geriatria, particolarmente sofferenti, provocherebbero non solo disagi logistici. Gerardo Pigaiani precisa che "i letti posti in corridoio spesso risultano lontani delle prese di ossigeno e dalle prese di corrente". Questione di vitale importanza se il malato dovesse avere bisogno di cure in emergenza. L'inserimento dei letti, in aggiunta all'interno delle stanze o lungo i corridoi, è stato in passato oggetto di contestazione anche da parte di altre sigle sindacali, ma ieri mattina i Cobas hanno annunciato manifestazioni plateali se la direzione dell'Usl 9 non muterà sistema organizzativo. Eppure capita spesso che sia lo stesso paziente che, pur di essere accolto al Ca' Foncello, accetta tale sistemazione provvisoria. L'ospedale, infatti, rappresenta un punto di riferimento e una garanzia grazie alla presenza di stimati professionisti. "Ciò non basta a garantire la sicurezza e soprattutto non consente al personale di lavorare con serenità", aggiungono i rappresentanti sindacali di base che ieri distribuivano volantini di protesta anche in merito al "Piano ferie", proprio nel momento in cui la direzione lo approvava in sintonia con le organizzazioni sindacali confederali (Cgil, Cisl e Uil), con gli autonomi Fials e con i rappresentati degli infermieri iscritti al Nursing up."Non siamo muli, vogliamo dignità", chiedeva uno slogan affisso all'ingresso dell'ospedale. Ma ciò che più proccupa i Cub è l'eventualità di cui si parla negli ultimi tempi, di coprire le ore aggiuntive - che mancano all'azienda per poter consentire ai dipendenti di andare in ferie - con l'inserimento di personale esterno, offerto dalle cooperative. Ciò creerebbe disparità di assistenza ai pazienti e di trattamento retributivo ai lavoratori. Per il momento però, l'Usl 9 non sembra intenzionata a percorrere questa strada e anzi, l'accordo di ieri ha privilegiato i dipendenti interni, approvando il piano di Continuità assistenziale con la richiesta delle ore aggiuntive al personale in servizio, su base volontaria. Questo provvedimento, insieme a 43 assunzioni, consentirebbe di coprire le 8 mila ore mancanti. "Per il momento siamo soddisfatti - commenta Dante Dall'Osso della Cgil, che sottolinea l'importanza d'aver inserito nell'accordo-ferie anche il polo disabilità del Gris -. Saranno inoltre garantiti i riposi e i tempi di recupero per tutti i dipendenti". Il rappresentante confederale, però, invita la direzione dell'Usl a non scordare altre questioni sospese come quella dei carichi di lavoro affidati al personale.

Vertenza Cab Log, incontro in Prefettura

Noale - (D.T.) Prosegue la protesta dei 60 dipendenti della Cab Log di Noale che, da domani, saranno a casa senza lavoro e senza contratto. Ieri gli operai, dalle 16.30, hanno cominciato un'azione di disturbo rallentando i camion in entrata e uscita dall'azienda e facendo volantinaggio. In giornata, inoltre, il prefetto ha convocato le parti per il 12 giugno. I sindacati Adl Cobas in una nota, riportano che «la richiesta fatta dai lavoratori nei confronti di Cab Log-Gesconet-Ggp, è quella di avere una risposta precisa sulla disponibilità ad avviare una trattativa che abbia come base di partenza il riconoscimento delle differenze salariali dovute, qualora vi fosse stato un inquadramento con il contratto dei metalmeccanici, e i danni subiti per la mancata possibilità di usufruire della cassa integrazione e dell'indennità di mobilità». Fino a che non si metterà al tavolo della trattativa la questione legata ai contratti, il presidio dello stabilimento andrà avanti. «Il presidio - continuano i Cobas - nell'esprimere grande interesse sull'incontro che ci sarà in Prefettura intende mantenere alta la pressione su tutti i soggetti coinvolti, con la volontà esplicita anche di intensificare le forme di lotta, almeno fino a che non verrà espressa in modo formale la disponibilità a condividere i presupposti della trattativa».


29 maggio 2008 - Il Giorno

«Il taglio alle tasse? Scelta da repubblica delle banane»
IL SINDACALISTA GIANFRANCO BIGNAMINI
di Guido Bandera

LODI — LA SANITÀ lodigiana, tutto settore pubblico, è la più grande «azienda» del territorio, con i suoi 5.655 dipendenti. E un termometro della situazione è il dialogo, difficile, fra i sindacati e vertici di Asl e Azienda ospedaliera. Su tutti questi lavoratori pesa l’esclusione dalla «piccola cuccagna» della detassazione degli straordinari, che si aggiunge al termine «fannulloni» che aleggia da qualche tempo sul capo del dipendente pubblico. Il barricadero leader del sindacato Rdb, Gianfranco Bignamini, taglia la testa al toro. «Il taglio alle tasse sugli straordinari? Una decisione da repubblica delle banane». Ai lavoratori del settore pubblico il «regalo» fiscale non è stato riconosciuto. Cosa ne pensa? «Dico che hanno vinto le elezioni e hanno diritto di decidere». Però? «Però queste sono solo favolette. I salari sono da fame, il problema della quarta settimana non è retorica, ma realtà. In un sistema pubblico efficiente non ci dovrebbero essere straordinari, ma salari dignitosi. Ricorrere allo straordinario vuol dire ammettere implicitamente che il personale è poco e che il servizio non sarà mai eccellente». Poi vi hanno dato anche dei fannulloni... «Prima di dare dei fannulloni ai lavoratori forse è il caso che anche il ministro Brunetta si domandi qual è la produttività di manager come i nostri che incassano 350mila euro all’anno e danno servizi scadenti: liste d’attesa lunghe e continua fuga di pazienti verso altre province». Un fuoco di fila. Che stagione sta vivendo l’Azienda ospedaliera di Lodi? «I nodi sono ancora tutti da sciogliere. La situazione non è affatto buona: lo testimoniano le liste d’attesa, francamente troppo lunghe, e la continua fuga dei pazienti verso altri ospedali. Non abbiamo accolto con favore le esternazioni sulla stampa di fantomatici "piani" da parte del direttore generale, Giuseppe Rossi: ogni piano deve essere prima oggetto di trattativa con i sindacati. Questo atteggiamento da feudatari è inaccettabile. Noi il direttore Rossi non lo vediamo dal suo insediamento; è come un fantasma». E il piano di rilancio? «L’unico ancora in vigore è quello di Belloli, vecchio di diversi anni. Ogni nuovo direttore arriva e propone modifiche, ma i soldi con cui si fanno sono sempre gli stessi, che vengono dirottati di volta in volta». E sui fondi integrativi la trattativa a che punto è? «Grazie al lavoro di Rdb e delle Rsu siamo riusciti, unici in Lombardia, a farci riconoscere la prima parte di quanto dovuto per il 2007. Non è ancora una partita chiusa, ma non prevedo grandi tensioni. Penso che ci sarà molto da discutere invece sul part time e sulla mobilità. Comunque si ricordino bene: i direttori passano, noi siamo qui da 37 anni».


29 maggio 2008 - Leggo

Roma. E’ protesta tra i lavoratori della Asl Roma B...

Roma - E’ protesta tra i lavoratori della Asl Roma B: «Le assunzioni promesse – denuncia la RdB Cub – serviranno solo a sostituire i lavoratori delle cooperative in uscita». Una sorta di «gioco delle tre carte», quello denunciato dai lavoratori del Pertini e di tutta la Asl Rm B, in merito alla carenza di personale sanitario nelle corsie, nel pronto soccorso e negli ambulatori territoriali: «Nel tavolo di trattativa la direttrice generale De Grassi – denuncia Stefano Zecchetti, RdB Cub - ha annunciato 60 assunzioni a tempo indeterminato per il mese di giugno, contestualmente alla scadenza del contratto per 60 lavoratori delle cooperative. In questo modo non ci sarà alcun incremento di infermieri. Ne servirebbero invece almeno 120 in più». I lavoratori potrebbero entrare in agitazione già dalla prossima settimana. (G.Par.)


29 maggio 2008 - L'UnioneSarda

Tribunale. Fascicolo aperto dopo le segnalazioni delle Rdb su concorsi e lavoratori precari
Assunzioni Asl, Caria indagato
Il direttore amministrativo è sotto inchiesta
di ANDREA BUSIA

Gallura - Il nome del direttore amministrativo della Asl 2 Pier Luigi Caria è stato iscritto nel registro degli indagati: un atto dovuto dopo l'apertura dell'inchiesta sui concorsi e le assunzioni di precari. Il problema era stato sollevato dai sindacati.
La svolta è di qualche giorno fa, i finanzieri si sono presentati negli uffici della Asl per acquisire altri documenti su Cocopro e i concorsi banditi di recente. Questa volta però la polizia giudiziaria ha completato una formalità che modifica decisamente il quadro dell'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Claudia Alberti. Dopo diverse settimane di accertamenti, infatti, un nome è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica. Si tratta del direttore generale della Asl, Pier Luigi Caria. L'inchiesta, in realtà, non riguarda soltanto iter amministrativi che riconducono al dirigente indagato. Comunque ora, Caria ha ricevuto le comunicazioni formale che gli consentono di predisporre i primi atti difensivi.
Il dirigente ha già un legale di fiducia, si tratta dell'avvocato Gerolamo Orecchioni. Il penalista, però, ieri non ha voluto in alcun modo commentare la vicenda, in attesa di conoscere il contenuto dell'indagine della guardia di finanza e soprattutto delle contestazioni mosse al suo assistito. Le fiamme gialle, così come succede in questi casi, prima di effettuare l'ultima acquisizione di documentazione negli uffici dell'Azienda sanitaria gallurese, hanno fornito alcune informazioni, peraltro abbastanza limitate, al direttore amministrativo della Asl. Partendo dai dati certi, si può dire che l'inchiesta è quella avviata dopo la presentazione di un esposto da parte del sindacato Rdb. L'atto d'accusa delle Rappresentanze sindacali di base - Pubblico impiego, contiene riferimenti ad alcuni passaggi riguardanti il rinnovo dei contratti a tempo determinato, i concorsi banditi o in corso e più in generale le decisioni sui contratti Cocopro e quelle collegate alla definizione dell'organico della Asl. Caria sarebbe stato chiamato in causa per la posizione di un familiare stretto. Si tratta però di una persona che è stata assunta dall'Azienda sanitaria ben prima della nomina del professionista olbiese all'incarico di direttore amministrativo. L'assunzione a tempo determinato risale infatti al periodo di gestione di Efisio Scarteddu. Inoltre, stando a indiscrezioni di fonti ben informate, il nome di Pier Luigi Caria non compare in nessuno degli atti con in quali la Asl ha disposto la stipula dei contratti a tempo determinato incriminati. Tutte questioni, ovviamente, che dovranno essere ora valutate e approfondite dal pubblico ministero Claudia Alberti. Anche da parte del sostituto nessun commento sugli ultimissimi sviluppi dell'inchiesta. La Asl, subito dopo l'apertura del fascicolo che ipotizza il reato di abuso d'ufficio, aveva annunciato una serie di azioni a tutela dei suoi dirigenti e del personale. «Sono sereno e sicuro - erano state le parole del direttore generale Giorgio Lenzotti - gli uomini della guardia di finanza faranno luce sul caso. Da parte nostra c'è sempre stata la massima collaborazione con gli investigatori: rientra nel nostro interesse fare chiarezza in tempi brevi su questa assurda vicenda».


29 maggio 2008 - Il Treviso

Usl 9. Sit-in ieri mattina al Ca' Foncello mentre confederali e azienda siglano l'accordo: tre settimane per tutti
Rdb, protesta sui turni il piano ferie li modifica

Treviso - Acque agitate anche nel comparto della sanità. E ieri mattina, di fronte al Ca' Foncello, è andata in scena la protesta delle Rappresentanze di Base. Oggetto del contendere due temi: il primo riguardante le indennità di turno «un accordo truffa» secondo i sindacalisti; il secondo il timore che anche a Treviso «prenda piede il modello lombardo di Formigoni», ossia entrino in corsia i lavoratori delle cooperative sociali «che prendono meno, ma alla fine costano di più sia alla collettività e che ai bilanci delle aziende». I sindacati di base, ossia quanti non si riconoscono nei confederali e nell'altra sigla Fials, contestano la ripartizione «massacrante» dei turni di lavoro (l'accordo presenze-assenze) e il seguente peso delle relative indennità. Come per gli straordinari, se non si raggiunge il prefissato tetto, non ne viene riconosciuto alcuno. Alla base della protesta, che avrà un'appendice nella manifestazione nazionale in programma a Roma il 6 giugno, anche il mancato coinvolgimento della sigla al tavolo della trattativa. Ma proprio nella giornata di ieri l'Usl 9 dava una prima risposta nell'incontro con le altre sigle sindacali sul "piano ferie". E infatti nell'ambito della stessa trattativa - fa sapere la direzione generale - è stata anche raggiunta l'intesa su alcune modifiche all'accordo assenze. Ad esempio, vengono riconosciute alcune facilitazioni in tema di indennità ai dipendenti che svolgono attività di turnista. Circa l'accordo sulle ferie estive siglato ieri, ai dipendenti saranno concesse tre settimane di ferie consecutive. I servizi verranno mantenuti da un lato assumendo 43 nuovi operatori, dall'altro riducendo l'attività in alcuni reparti di degenza e accorpando alcuni servizi o appoggiandosi a strutture convenzionate. Chi lo vorrà, potrà dare disponibilità al progetto "chiamata in servizio".

Le Rsu del Palazzo di Giustizia hanno incontrato i vertici: si teme un controllo sui dipendenti
Le telecamere spiano i lavoratori la preoccupazione dei sindacati
Gravina (Cgil): «Ci hanno assicurato che serviranno solo alla sicurezza del tribunale»

Treviso - Non sono ancora entrate in funzione le nove telecamere che garantiranno la sicurezza del Palazzo di Giustizia in via Verdi, ma già creano qualche malumore. Sarà l'effetto della politica "anti-fannulloni" del neoministro alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta, ma martedì i rappresentanti sindacali dei lavoratori della giustizia hanno voluto incontrare il presidente del Tribunale Francesco Pedoja, il dirigente Roberto Candido e i procuratore capo Antonio Fojadelli. Il motivo è il timore che i filmati, che verranno non solo visionati in tempo reale ma anche registrati, possano trasformarsi in un'arma contro i dipendenti di via Verdi. Un modo, insomma, per controllare se e quanto lavorano. Ma anche, una sorta di violazione della privacy. «Ci hanno assicurato che non sarà così - spiega Mario Gravina, rappresentante sindacale per la Cgil - Abbiamo voluto questo incontro solo per precauzione, poichè ci risulta che in altri tribunali del Veneto sia capitato che i lavoratori fossero spiati proprio tramite le telecamere di sicurezza». Gli occhi elettronici, hanno garantito quindi i vertici del Palazzo di Giustizia, serviranno solo a sorvegliare l'edificio, per evitare altri furti, come il bancomat rubato a febbraio, o bravate come l'ultimo allarme bomba. Ma sull'argomento "sicurezza" tutti i delegati sindacali (Cgil, Cisl e Rdb Cub) si trovano d'accordo: «Le telecamere non sono la soluzione migliore - precisa Gravina - Sono uno strumento che non è efficace a prevenire una eventuale commissione di un reato. Servono a posteriori. Bisogna riattivare il metal detector all'ingresso del tribunale». Lo hanno sottolineato all'incontro, ma la risposta è ormai scontata: non ci sono fondi. Una risposta che pesa enormemente agli stessi Pedoja, Candido e Fojadelli. Già per le telecamere sono dovute intervenire le amministrazioni provinciale e comunale, che hanno pagato la loro installazione. I nove occhi elettronici, due esterni e sette nel palazzo, sono ormai posizionati. Manca solo qualche aggiustamento tecnico per farli entrare in funzione.(A.SCA.)


29 maggio 2008 - Tribuna di Treviso

PRESIDIO AL CA’ FONCELLO
«No ai privati in ospedale»

Treviso - «Questo è fascismo sindacale». Monta la protesta dei delegati Rdb dell’Ulss 9, le rappresentanze sindacali di base che ieri mattina hanno presidiato l’ingresso del Ca’ Foncello per oltre due ore, sventolando striscioni e distribuendo volantini. All’interno l’azienda raggiungeva l’accordo per il piano ferie, ma fuori il sindacato si infuriava. «L’Ulss 9 vuole portare le cooperative all’interno dei reparti - attacca Federico Martelletto del direttivo regionale - ci dicono che entreranno solo per l’estate, ma poi sarà impossibile lasciarli a casa. E’ una manovra politica per mettere i dipendenti alle strette: non vogliamo le cooperative nei reparti». «Non siamo muli, vogliamo dignità», recitavano gli striscioni, «basta con i letti bis», «più personale, meno liste d’attesa», «i servizi ospedalieri non devono essere privatizzati» le scritte sugli striscioni appesi davanti all’ingresso. «I turnisti sono penalizzati da questo accordo truffa - continuano dal Rdb-Cub - poi noi siamo stati esclusi dalle trattative, al contrario delle altre parti sociali: sappiamo che le cooperative sono legate alla Cisl. Compreranno posti letto da Monastier e da San Camillo? Così si va verso la privatizzazione». Il sindacato ora chiede che l’accordo sia rivisto subito, e che preveda che in presenza del turno che risponde alle esigenze del reparto, compresi i cambi, sia corrisposta l’indennità di turno per tutto il mese. «Ci faremo sentire anche a Castelfranco». (m.g.)


29 maggio 2008 - Il Messaggero

Viterbo. L'amministrazione provinciale fa orecchie da mercante ai reclami dei dipendenti...
di SARA GRASSOTTI

Viterbo - L'amministrazione provinciale fa orecchie da mercante ai reclami dei dipendenti. Almeno così sembrerebbe, ascoltando le proteste di cui ieri si sono fatte portavoce le rappresentanze sindacali di base, in occasione della presentazione della raccolta dati, per l'applicazione della legge 626 in provincia di Viterbo. Una normativa nazionale varata su modello europeo, che dal 1994 prescrive misure per la tutela dei lavoratori del settore pubblico e privato, ma che a oggi nelle succursali di palazzo Gentili si fa fatica a prendere seriamente in considerazione.
«Quello che adesso ci preme segnalare - ha dichiarato Sergio De Paola - è che la maggior parte degli impiegati della Provincia è costretta a svolgere i propri incarichi in uffici fatiscenti, dotati di impianti vecchi e pericolosi e con strutture inaccessibili per i portatori di handicap. Si tratta di lacune diffuse e ormai sotto gli occhi di tutti, ma che la giunta Mazzoli stenta a voler affrontare, a discapito del vantaggio che ne trarrebbe dal punto di vista della migliore funzionalità dei servizi». Le sedi dell'assessorato all'Ambiente di via del Giglio ne sono un esempio lampante: infiltrazioni di umidità dai soffitti, spazi claustrofobici per gli operatori, cavi elettrici non fissati e, dulcis in fundo, l'assenza di un ascensore che agevoli gli utenti anziani o disabili nella salita di quattro rampe di scale. Ma non è l'unico, perché in condizioni analoghe versano vari uffici provinciali, tra cui il Cfp in via del Richiello, accomunato a quello del centro storico anche da un altro dettaglio. E cioè che in entrambe i casi l'ente sborsa persino un affitto per disporre di luoghi così poco accoglienti. Ed è attorno a questo nodo che il coordinamento sindacale scioglie una precisa critica all'attuale gestione provinciale.
«Non possiamo nascondere l'inconcludenza dimostrata da questa amministrazione - ha aggiunto Lino Rocchi - e pur riconoscendo la pessima eredità ricevuta dalle precedenti giunte, va rimarcato che neanche quella presieduta da Mazzoli è stata in grado di risolvere i problemi che come Rdb abbiamo evidenziato. E' inaccettabile che non si reperiscano fondi per la messa in sicurezza e per il rispetto delle normative vigenti, ma si sprechino soldi pubblici per pagare consulenze, segreterie politiche e affitti di locali impropri».
In sintesi il messaggio che si spera non vada smarrito fra le scartoffie di palazzo Gentili è cristallino: diventa difficile competere su standard internazionali in termini di produttività ed efficienza, se al lavoratore non vengono forniti gli adeguati strumenti che ne valorizzino l'attività.


29 maggio 2008 - Il Resto del Carlino

Vigili in sciopero: «Non siamo stati ascoltati»
COMACCHIO. NUOVA MANIFESTAZIONE SABATO 7 GIUGNO DECISA DOPO LA RIUNIONE CON I SINDACATI

PROSEGUE lo stato di agitazione da parte dei vigili precari del Comune di Comacchio. L'altro giorno si è svolto un importante incontro alla presenza dei dirigenti sindacali e delle RSU comunali, comprendenti tutte le componenti sindacali, ivi compresa la RdB, nel corso del quale è stata annunciata la proclamazione di uno sciopero, indetto per sabato 7 giugno. Nel documento sottoscritto dai presenti, si legge: «In riferimento al piano occupazionale non è stata accolta la proposta della amministrazione in quanto non soddisfacente e adeguata alle richieste delle organizzazioni sindacali, discusse in sede prefettizia nel tentativo di conciliazione. Non è stata altresì accolta l'altra proposta avanzata dal Comune in materia di prestazioni previdenziali e assistenziali in quanto non quantificato l'importo del fondo previsto per tale applicazione contrattuale e non è stato quantificato anche l'ammontare economico da destinare agli operatori di Polizia Municipale in applicazione dell'indennità di disagiato servizio». Per queste motivazioni è stata proclamata una giornata di sciopero, coincidente con la disputa della manifestazione podistica «11 Ponti», che richiamerà a Comacchio migliaia di persone. A questo riguardo ma anche per discutere gli altri problemi legati ai dipendenti della pubblica amministrazione il sindacato di base RdB ha indetto una pubblica assemblea, autorizzata dal sindaco, per martedì 3 giugno alle 11, alla sala civica sopra la Coop.


29 maggio 2008 - La Nuova Venezia

Caso Hub, vertice dal prefetto
Noale. I lavoratori hanno rallentato i camion in arrivo

NOALE - Non accenna a placarsi la protesta alla Cab Log di via Mestrina a Noale, dove da lunedì 60 lavoratori della Hub stanno scioperando e presidiando l’azienda. Ieri pomeriggio, dalle 16.30, ci sono stati tre rallentamenti di camion, in entrata alla fabbrica, avvenuti in un’ora. Gli operai hanno distribuito ai camionisti un volantino per far conoscere i motivi del malcontento. In mattinata, invece, c’era stato l’intervento del prefetto di Venezia, che ha convocato tutte le parti per il 12 giugno. Ma i 60 dipendenti Hub, che in subappalto della Cab Log, producono macchine tosaerba per conto della Global Garden Products (Ggp) di Castelfranco, da domani resteranno a casa perché il loro contratto scade. Dunque che fare da qui alla riunione? «Il presidio permanente - si legge nella lettera inviata dall’Associazione difesa dei lavoratori Cobas di Padova a prefetto, Provincia e aziende - nell’esprimere grande interesse sull’incontro che ci sarà in prefettura, al fine anche di verificare le reali possibilità di ricollocazione lavorativa, intende mantenere alta la pressione su tutti i soggetti coinvolti, con la volontà esplicita anche di intensificare le forme di lotta, almeno fino a che non verrà espressa in modo formale la disponibilità a condividere i presupposti della trattativa. In particolare, la richiesta fatta dai lavoratori nei confronti di Cab Log, Gesconet e Ggp è quella di avere una risposta precisa sulla disponibilità di avviare una trattativa che abbia come base il riconoscimento delle differenze salariali dovute».(a.rag.)


29 maggio 2008 - VolontariatOggi.info

Festa di solidarietà con il popolo rom a Messina

Messina - Una rete di associazioni messinesi ha presentato nei giorni scorsi la prima "Festa di solidarietà con il popolo rom", presso il campo Villaggio "Fatima" di San Raineri, in programma venerdì 6 giugno, dalle ore 18. Contestualmente le associazioni hanno reso pubblica la "Lettera aperta contro il razzismo e le violenze".
Sono intervenuti Carmen Cordaro, presidente del Comitato Territoriale Arci Messina; Fabio Di Pane (Comunità di Sant’Egidio); Ferizay Isuf (Comunità Rom); Antonino Mantineo, presidente del Cesv di Messina; Claudio Risitano, volontario della Caritas.
Hanno aderito Agesci Messina 3, Arci Comitato Territoriale Messina, Caritas Diocesana - Ufficio Migrantes, Cesv – Centro Servizi per il Volontariato di Messina, Circolo Arci "Thomas Sankara", Comunità di Sant’Egidio, Cooperativa sociale Scirin di Messina, "E. Cialla" – SAE (Associazione Ecumenica), GI.FRA. (Gioventù Francescana, Parrocchia di Pompei), libreria Hobelix, M.e.g. (Movimento Eucaristico Giovanile), Movimento non violento – Polisportiva, associazione culturale "Nuovi Orizzonti", associazione culturale "Terra e cielo", Rete Lilliput - Nodo di Messina, Parrocchia di San Luca, Partito della Rifondazione Comunista - Circolo Peppino Impastato, la Confederazione Unitaria di Base (Cub) di Messina, la Cub Immigrazione di Messina, l'Anolf - Associazione nazionale oltre le frontiere (promossa dalla Cisl), associazione Rom "Baktallo Drom", Casa d’accoglienza "Don Orione", associazione "Mov Il ponte", Segreteria Cgil Provinciale, Dipartimento delle Politiche sociali della Cgil di Messina.


28 maggio 2008 - Ansa

P.A.: RDB-CUB DISERTA INCONTRO BRUNETTA, NO A PERDITA TEMPO

(ANSA) - ROMA, 28 MAG - La Rdb-Cub ha scelto di non partecipare all'incontro di oggi pomeriggio col Ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta. E' quanto si apprende da una nota del sindacato, che critica l'approccio del ministro nei confronti della pubblica amministrazione. "Convocare le organizzazioni sindacali - spiega Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb-Cub - per la consegna di un documento di riforma della pubblica amministrazione che viene definito 'piano industriale' la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti". "Se poi sua intenzione - continua - era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma, facciamo notare al ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta". Infine, alla luce delle dichiarazioni odierne di Brunetta sulle inefficienze della pubblica amministrazione, la sindacalista conclude annunciando una giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori pubblici entro il mese di giugno.


28 maggio 2008 - Agi

STATALI: RDB-CUB DISERTA INCONTRO CON BRUNETTA

(AGI) - Roma, 28 mag. - La RdB-CUB Pubblico Impiego sceglie di non partecipare all'incontro indetto questo pomeriggio presso il Ministero della Funzione Pubblica, annunciando invece una giornata di lotta contro il piano del Governo che si terra' entro giugno. Lo rende noto una nota della RdB-Cub. "Convocare le organizzazioni sindacali per la consegna di un documento di riforma della Pubblica Amministrazione che viene definito Piano Industriale la dice lunga sulla visione del Ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti - spiega Paola Palmieri, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. -. Del resto il progetto di una P.A. a servizio esclusivo delle imprese vede l'attuale Ministro in perfetta continuita' con i suoi predecessori. Inoltre entrare nel merito anche della composizione delle delegazioni trattanti, imponendo la presenza di un solo rappresentante per organizzazione, rende chiaro quale tipo di relazioni sindacali il Ministro intenda perseguire", prosegue Palmieri. "Se poi sua intenzione era quella di convocare le organizzazioni sindacali esclusivamente per consegnare il documento relativo al piano di riforma - conclude Palmieri - facciamo notare al Ministro che, come pubblici dipendenti, contrariamente a quanto egli crede, non siamo abituati a perdere tempo e lo invitiamo pertanto ad inviarci tutta la documentazione per posta".


28 maggio 2008 - Dire

MINORI. RDB: SUI NIDI LAZIO RIAPERTA TRATTATIVA CON CAMPIDOGLIO
OLTRE IL 60% DELLE EDUCATRICI HANNO ADERITO ALLO SCIOPERO

(DIRE) Roma, 28 mag. - "Primo e importante risultato dello sciopero e della mobilitazione delle educatrici degli asili nido romani, a cui ieri ha aderito oltre il 60% delle lavoratrici. Durante l'incontro tra amministrazione, sindacati e rappresentanti Rsu, che si e' concluso nella tarda serata, e' stato sottoscritto un verbale che sospende la circolare sulla mobilita' del personale educativo, e con essa l'applicazione di quella parte dell'accordo del 7 novembre 2006 che prevede la riduzione di un'altra unita' a settembre 2008. Si tratta di un provvedimento temporaneo, in attesa di decisioni definitive che saranno prese entro i primi quindici giorni di giugno". E' quanto si legge in una nota delle Rdb-Cub diffusa ieri. "I sindacati firmatari sono stati costretti, grazie alle proteste delle lavoratrici, a fare dei passi indietro, ammettendo che vi e' una grossa sofferenza nel settore anche se attribuiscono i disservizi ad una mancata verifica ed una applicazione impropria degli accordi da loro stessi sottoscritti- prosegue la nota Rdb- Il neo assessore alle Politiche educative, Laura Marsilio, ha dichiarato di recepire il disagio che sta affrontando il settore e di volere leggere questi segnali affinche' si creino delle regole che restituiscano dignita' e professionalita' alle educatrici". Nel corso dell'incontro le Rdb-Cub hanno consegnato all'assessore il 'Dossier sui nidi' redatto a novembre e la petizione, con oltre 1.200 firme allegate, per bloccare la riduzione degli organici. Con l'occasione le Rdb hanno ribadito le priorita' sottolineate dalle lavoratrici: modifica degli accordi siglati dai sindacati concertativi, in particolare la sospensione degli effetti dell'applicazione dell'accordo del 28 maggio 2007; ripristino e adeguamento degli organici; garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino; abolizione dell'istituto del part-time per le sostituzioni. E ancora: immediato avvio delle procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997; ripresa del percorso di stabilizzazione per le educatrici e le insegnanti come previsto nell'accordo del 7 novembre; blocco delle privatizzazioni e il rilancio di un modello partecipativo per il servizio di asilo nido del Comune di Roma.


28 maggio 2008 - Repubblica.it

Il sindacato lascia il confronto sul pubblico impiego dopo appena 15 minuti "Illegittimo far partecipare un solo rappresentante per sigla". E monta la protesta
Statali, la Cgil lascia il tavolo "Un grave errore di metodo"
E adesso i rappresentanti dei lavoratori hanno 48 ore di tempo per valutare le proposte presentate dal ministro Brunetta

ROMA - Dopo soli quindici minuti, la Cgil ha abbandonato il tavolo di confronto sul pubblico impiego convocato dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Il coordinatore dei settori pubblici Michele Gentile ha denunciato in apertura dell'incontro "un grave errore di metodo, perché si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla, escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale".
Quanto al testo presentato oggi, il rappresentate della Cgil ha riferito come il confronto si sia limitato alla presentazione di slide. Mentre un'altra sigla, la Rdb-Cub pubblico impiego, ha scelto di non partecipare all'incontro, annunciando invece che entro giugno si terrà una giornata di lotta contro il piano del governo. Tutti i sindacati avranno comunque 48 ore di tempo per valutare le proposte del ministro.
Da parte sua Brunetta, prima dell'incontro, ha ribadito che a suo giudizio "la pubblica amministrazione è una palla al piede". A chi gli ha chiesto se il confronto che si è appena aperto sarà difficile, ha risposto: "Perché difficile? E' un bellissimo confronto con tutte le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Oggi viene illustrato il piano industriale, anche il nome è significativo, per far convergere le pubbliche amministrazioni con il settore privato che è più efficiente".
Quanto alla possibilità che il piano sia condiviso da tutte le parti sociali, il ministro glissa: "E' con me il 95% degli italiani". Ma, come dimostra la clamorosa decisione della Cgil di abbandonare il tavolo, il negoziato si preannuncia insidioso. Le proteste già ci sono, e si sommano a quelle per l'esclusione degli statali dalle misure del governo sulla detassazione degli straordinari (criticata oggi anche dal leader del Pd Walter Veltroni), e per la pubblicazione online di redditi e presenze dei dipendenti.


28 maggio 2008 - AMI agenzia multimediale italiana

Statali, la Cgil abbandona il tavolo di confronto
Il sindacato: un grave errore di metodo.
Incontro oggi pomeriggio tra governo e parti sociali per la presentazione di un piano industriale per il rinnovo della pubblica amministrazione. A presiedere il tavolo il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. La Cgil abbandona la stanza del ministro
di francesca clementoni

Roma - Al termine della presentazione del rapporto annuale Istat, il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, aveva detto, parlando con la stampa che: «Le esportazioni sono aumentate di più di quanto non sia aumentata la valorizzazione dell'euro sulle altre monete, quindi vuol dire che il sistema delle imprese funziona. Immaginiamoci cosa sarebbe successo se ci fossero state le infrastrutture, se ci fosse stata una pubblica amministrazione efficiente». Brunetta poi aveva anche aggiunto: «E' con me il 95% degli italiani», riferendosi al piano industriale di rinnovo della P.A. in discussione oggi tra governo e parti sociali.
Le condizioni dell'incontro: la presenza di un solo rappresentante per ciascuna delle 9 sigle (tra sindacati, parti sociali e consumatori) all'incontro.
Ma, malgrado le intenzioni del ministro, la riunione non sembra essere partita bene. La Cgil ha abbandonato il tavolo di confronto. Si tratta della seconda defezione dopo quella di un altro sindacato, la Rdb-Cub. La decisione di far partecipare un solo rappresentante per sigla significa «far partire il dibattito nelle peggiori condizioni». È il coordinatore dei dipendenti pubblici della Cgil, Michele Gentile a spiegare così la decisione del sindacato di abbandonare il tavolo di confronto. «Si decide unilateralmente chi deve partecipare e quindi abbandoniamo il tavolo», aggiunge. Quanto al testo presentato oggi il rappresentate della Cgil ha riferito come il confronto si sia limitato alla presentazione di "diapositive", Gentile ha riferito che Brunetta ha cominciato il confronto «proiettando delle slide e chiedendo entro 48 ore un ragionamento di merito da parte nostra: anche questo non va bene». Sul testo del disegno di legge delega circolato ieri Gentile ha dichiarato che:«se rappresentasse la volontà del Governo, sarebbe sbagliato. Oggi non è stato presentato quel testo ma un piano su cui discuteremo che poggia su un decreto legge, un disegno di legge e una delega».


28 maggio 2008 - Pupia Italia

Statali, la Cgil abbandona il tavolo di confronto con Brunetta
di Antonio Taglialatela

ROMA. L’"operazione trasparenza" del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, trova subito l’opposizione dei sindacati. Oggi era in programma il confronto sul pubblico impiego che ha visto la Cgil, nel giro di soli quindici minuti, abbandonare il tavolo. "Si è deciso di far partecipare un solo rappresentante per sigla, escludendo coloro che poi devono gestire il piano industriale", ha così motivato la decisione il coordinatore dei settori pubblici della Cgil Michele Gentile. Un’altra sigla, la Rdb-Cub pubblico impiego, ha scelto proprio di non partecipare, annunciando invece una giornata di sciopero entro il mese di giugno. I rappresentanti degli statali protestano anche contro la decisione del governo di escludere dalla detassazione degli straordinari tale categoria. Da parte sua, il ministro Brunetta è deciso ad andare avanti: "Il 95% degli italiani è con me. La pubblica amministrazione è ‘una palla al piede’ e bisogna intervenire". A chi parlava della trattativa che si preannuncia difficile, ha risposto: "Perché difficile? E’ un bellissimo confronto con tutte le parti sociali e le associazioni dei consumatori. Oggi viene illustrato il piano industriale, anche il nome è significativo, per far convergere le pubbliche amministrazioni con il settore privato che è più efficiente". Il piano Brunetta prevede la pubblicazione on line di tutti i dati del ministero della Funzione pubblica, a partire da curricula, telefoni ed e-mail, fino alle assenze dei dipendenti e agli stipendi dei dirigenti. Piano che punta ad espandersi sull’intera pubblica amministrazione già con il disegno di legge delega, cosiddetto "anti-fannulloni", che prevede premi legati alla produttività, nuovi criteri di valutazione basati sulla meritocrazia, licenziamento per i dipendenti inefficienti, in primis i medici che rilasciano falsi certificati, revisione della durata dei contratti pubblici. Secondo Brunetta, l’operazione porterà ad "un incremento dell’efficienza del sistema pari al 30-40%, sia per quanto riguarda i servizi che la crescita del Pil, accompagnata allo stesso tempo da una riduzione, negli stessi termini, dei costi e della burocrazia".


28 maggio 2008 - La Tecnica della Scuola

Cgil incontra Brunetta: ed è subito scontro

(R.P.) Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta convoca i sindacati per presentare il "Piano industriale per il settore pubblico" e Cgil abbandona quasi subito la riunione. Panini (Cgil-Flc) chiede soldi per nuovi contratti. Sempre più improbabile una soluzione rapida del problema del precariato. Inizia male, anzi malissimo il confronto fra sindacati e Governo sulla questione del pubblico impiego. L’incontro in programma per il 28 maggio fra il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e i vertici delle confederazioni si è concluso con l’abbandono del tavolo da parte di Cgil, mentre la RdB-Cub non ha neppure partecipato. Il Ministro aveva convocato la riunione con lo scopo di presentare ai sindacati un "Piano industriale per il settore pubblico": scontata, a quel punto, l’assenza del sindacato di base della CUB che ha polemizzato proprio sulla terminologia utilizzata da Brunetta ("l’espressione - ha dichiarato Paola Palmieri della direzione nazionale - la dice lunga sulla visione del ministro Brunetta, che equipara l'alta funzione di produzione del welfare ad una qualunque fabbrica di manufatti"). Cgil si è presentata all’incontro ma se n’è andata poco dopo lasciando fra le mani del Ministro un duro comunicato con cui si contesta in particolar modo la decisione di Renato Brunetta di accettare al tavolo un solo rappresentante per ogni sigla sindacale. Altrettanto pesante è il commento di Enrico Panini, segretario nazionale di Cgil-Flc, che rivendica un serrato confronto sindacale prima che il piano di Brunetta venga sottoposto all’esame del Parlamento per essere trasformato in legge. Ma Panini coglie anche l’occasione per chiedere che il Governo provveda subito ad inviare all’Aran gli atti di indirizzo per i contratti del biennio 2006 -2007 non ancora aperti. E poi ci sono anche diverse contrattazioni in corso (accademie e conservatori, ricerca, università) relative sempre al biennio 2006/2007 che procedono troppo lentamente. Per non parlare delle risorse per il biennio contrattuale 2008-2009 che neppure sono previste dalla attuale legge finanziaria. Nonostante la bufera, il ministro Brunetta non si scompone troppo e sottolinea che l'inefficienza della pubblica amministrazione "è la palla al piede del Paese" e aggiunge che sul piano di modernizzazione della pubblica amministrazione la stragrande maggioranza degli italiani ("il 95%" puntualizza il Ministro) la pensa proprio come lui. Intanto decine di migliaia di precari continuano ad essere in attesa di notizie sul loro futuro. Ed è di queste ore la notizia secondo cui il ministro dell’Economia Tremonti starebbe pensando ad anticipare in gran parte la legge finanziaria del 2009 con un provvedimento straordinario da approvarsi prima della pausa estiva: si parla di nuovi sacrifici per la scuola e in particolare di una ulteriore stretta sulle nomine dei supplenti. In questo quadro diventa sempre più difficile pensare ad una consistente immissione in ruolo di precari. Le 20-25mila assunzioni "offerte" da Padoa Schioppa a fine marzo potrebbero essere oggi un vero e proprio miraggio. E forse i sindacati si stanno chiedendo se non sarebbe stato meglio due mesi fa accettare la proposta di Padoa Schioppa; ma questi sono ragionamenti fatti con il senno di poi: se a fine marzo i sindacati si fossero "accontentati" di 20-25 mila posti le proteste dei precari si sarebbero fatte sentire.


28 maggio 2008 - Il Sole 24 Ore

Pubblico impiego. Bocciata l'operazione trasparenza sugli stipendi e l'esclusione dalla detassazione degli straordinari
Statali contro il piano Brunetta
Parte il confronto con i sindacati sulla delega anti-fannulloni e sul rinnovo
di Marco Rogari

ROMA - Comincia la partita sulla doppia riforma del pubblico impiego e della macchina burocratica. A dare il fischio d'inizio è il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che oggi pomeriggio incontrerà le parti sociali, a cominciare da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per avviare il confronto sul suo «piano industriale ». Alcuni interventi sono già in rampa di lancio, come il disegno di legge delega anti-fannulloni, che prevede: premi legati alla produttività, nuovi criteri di valutazione basati sulla meritocrazia, licenziamento per i dipendenti inefficienti, in primis i medici che rilasciano falsi certificati; revisione della durata dei contratti pubblici; restyling (o completa soppressione) dell'Aran (si veda «Il Sole 24 Ore» del 25 e 25 maggio).
Ma sul tavolo ci saranno anche le misure allo studio di palazzo Vidoni in chiave innovazione, partendo dalla digitalizzazione degli uffici come l'eliminazione degli enti inutili e le esternalizzazioni di servizi fin qui gestiti da strutture pubbliche (e conseguente mobilità del personale). E, soprattutto, ci sarà la patata bollente dei rinnovi contrattuali.
Proprio i contratti sono il primo obiettivo dei sindacati, che comunque apprezzano la decisione di convocare subito il tavolo, come peraltro chiesto a gran voce nei giorni scorsi da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. «Io penso che Brunetta voglia andare verso la direzione giusta, ma gli consiglierei due cose: di partire con il confronto, meno con le interviste», ribadisce Guglielmo Epifani in un'intervista televisiva a proposito della questione- fannulloni.
La situazione, tuttavia, non appare del tutto tranquilla. Soprattutto per le ricadute dell'operazione-trasparenza messa in moto da Brunetta con la pubblicazione degli stipendi dei dirigenti di palazzo Vidoni sul sito del dicastero e per l'esclusione degli "statali" dalla detassazione degli straordinari introdotta dal decreto del Governo varato a Napoli. Stando a quanto riferiscono alcune sezioni dei sindacati locali e delle Rdb, in diversi ufficiali serpeggerebbe il malumore per la disparità di retribuzione anche tra le stesse qualifiche (emersa pure attraverso l'elenco dei redditi pubblicato on-line dalla Finanze prima dello stop del Garante per la privacy).
Intanto i lavoratori degli uffici giudiziari danno vita ad un sitin a Roma, promosso dalle Rdb Pi-Cub, al grido «i fannulloni non siamo noi ma chi ci governa ». Una lettera firmata da 300 lavoratori dell'Istat è poi destinata a Brunetta per chiedere chiarimenti sulla condizione contrattuale. Dalla regione Toscana arriva anche la richiesta di detassare gli straordinari pure per il settore del pubblico impiego, sanità compresa. Quanto all'intenzione di Brunetta di operare una stretta sulle "certificazioni facili" dei medici, secondo l'ex sottosegretario alla Salute, Serafino Zucchelli,«l'unica strada è aumentare i medici fiscali ». Sulle questioni legate alla riforma della Pa interviene anche il presidente del Cnel, Antonio Marzano: «La verifica della soddisfazione degli utenti nel rapporto con la Pubblica amministrazione è cruciale per la qualità della vita dei cittadini e per la stessa democrazia». Un punto, quello del customer satisfaction, che è cruciale anche per Brunetta. Tanto è vero che al tavolo saranno presento anche le associazioni dei consumatori.


28 maggio 2008 - Il Denaro

sanita'
A Salerno Azienda in bolletta: stipendi del personale a rischio
Sono nuovamente in pericolo gli stipendi dei dipendenti dell'Asl Salerno 2. La crisi che sta investendo l'azienda e che appare insuperabile rischia di bloccare le spettanze relative all'ultima mensilità che i lavoratori devono percepire. Ieri mattina la Rappresentanza Sindacale di Base ha organizzato un sit davanti alla sede dell'Asl Salerno 2, i lavoratori hanno chiesto chiarimenti circa l'effettivo pagamento degli stipendi
di Enzo Senatore

Salerno - Il direttore generale Federico Pagano non può fornire alcuna garanzia poichè l'Asl Salerno 2 è gravata da un debito che ammonta a 300 milioni di euro circa e deve fronteggiare una mole ormai incalcolabile di decreti ingiuntivi ottenuti per via giudiziaria dalle aziende private.
In sostanza i soldi che arrivano nelle casse dell'Asl Salerno 2 vengono automaticamente indirizzati verso quei soggetti che hanno ottenuto la garanzia giudiziaria del pagamento per cui fin quando questi debiti non saranno saldati completamente Pagano ed il suo staff dovranno continuare a fare i salti mortali per garantire stipendi e spesa corrente.
Il coordinatore provinciale del sindacato Rdb/Cub-Settore sanità, Vito Storniello, punta però l'indice contro la gestione dell'azienda.
"Gli sprechi vanno avanti, le consulenze inutili non si ritirano, le liste di attesa sono vergognose, il Cup non funziona, le sale operatorie sono insicure sia per gli operatori che per i cittadini che si devono sottoporre ad interventi chirurgici ed i lavoratori che stanno in prima linea si spr emono come limoni mentre altri operatori, quelli protetti dal sistema concertativo politico-sindacale, restano imboscati. In una situazione già di estremo disagio dovuto ai bassissimi stipendi, al mancato rinnovo contrattuale e a condizioni di precarietà economiche permanenti che vivendo di solo stipendio aspettano la fine del mese per pagare i debiti, una malaugurata ipotesi di mancato pagamento dello stipendio, potrebbe provocare tra gli operatori, reazioni imprevedibili ed incontrollabili". Accuse alle quali il direttore generale Federico Pagano si è da tempo sottratto ritenendo più utile lavorare per la soluzione dei problemi che aizzare ancora di più gli animi della gente con polemiche e attacchi.
"La strumentalizzazione che esiste alla base di determinati rilievi nei confronti dell'azienda e del sottoscritto è evidente" ha sempre replicato il manager.
Il problema, però, resta. I sindacati lanciano un all arme pienamente giustificato dai fatti e l'azienda ha il dovere di trovare una soluzione alla crisi. Per evitare che altri posti di lavoro vadano dispersi.
"Auspichiamo —ha aggiunto Storniello— l'autorevole intervento del prefetto di Salerno per scongiurare l'ipotesi di un mancato pagamento delle spettanze".


28 maggio 2008 - Il Gazzettino

Oggi i sindacati di base davanti al Ca' Foncello

Treviso - (la.si.) Presidio di protesta sindacale oggi dalle 11 alle 13 davanti all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. I rappresentanti Rdb-Cub (Rappresentanze sindacali di base-Confederazione unitaria di base) distribuiranno dei volantini per spiegare le ragioni del conflitto con la direzione dell'Usl 9. Due i punti focali: il primo riguarda l'accordo presenze-assenze e il relativo riconoscimento dell'indennità di turno dei lavoratori, che i Cobas considerano penalizzante. L'altra questione coinvolge il piano ferie, discusso in questi giorni tra azienda e sigle sindacali. Per consentire a medici e infermieri di poter usufuire del meritato riposo estivo, l'Usl 9 ha avviato alcune iniziative, tra cui la possibilità di richiedere ore aggiuntive al personale e acquistare posti letto presso strutture private convenzionate. Ciò viene contestato dai sindacati di base che considerano questo "un fatto grave, che lascia allibiti". Bocciata pure l'idea di introdurre nei reparti ospedalieri personale assoldato da cooperative esterne. I Cobas accusa infine la direzione dell'Usl di fare "le riunioni di nascosto, non informando tutti i sindacati". Il presidio è stato organizzato nel giorno in cui era prevista la trattativa sindacale porprio su questi argomenti di scottante attualità.

Cab Log, gli operai in sciopero fanno appello al prefetto
di Davide Tamiello

Noale - Il presidio alla Cab Log di Noale continua. I 60 operai che da venerdì verranno spediti a casa senza lavoro e senza cassa integrazione hanno passato la loro prima notte all'interno dello stabilimento e non sembrano intenzionati a mollare la presa. Ieri a dar man forte ai lavoratori, oltre ai sindacati di Adl Cobas e Slai Cobas, c'erano anche i ragazzi del centro sociale Rivolta di Marghera. «Abbiamo portato un po' di tutto, generi di prima necessità, panini, vivande, e soprattutto il nostro appoggio e il nostro conforto - spiega Michele Valentini, uno dei leader dei giovani del Cso - Questi operai stanno portando avanti una lotta importante non sono per loro, stanno conquistando dei diritti anche per noi». Per la Slai Cobas, in difesa dei 60 operai, ieri a Noale c'era anche Paolo Dorigo, attivista di ferro condannato a 13 anni di carcere per l'attentato di Aviano del 2 settembre 1993 e rilasciato di recente. Sessanta operai a rischio licenziamento nonostante un contratto a tempo indeterminato, insomma. L'Adl, intanto, chiama in causa il prefetto perché convochi un tavolo di lavoro. La questione principale, per il rappresentante del sindacato Giovanni Boetto, rimane la questione del contratto: in tutti questi anni, infatti, gli operai della Hub erano individuati come facchini anche se in realtà avevano sempre svolto lavoro da metalmeccanici, assemblando macchine tosaerba. «Questa cosa ha permesso alla ditta di risparmiare un 30/40 per cento sui lavoratori - continua Boetto - A prescindere dall'esito della lotta faremo causa alle parti coinvolte nella vicenda: a causa di questi contratti gli operai non potranno usufruire di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, e questo rappresenta un fatto molto grave». La Ggp, il vertice della piramide, ovvero la ditta di Castelfranco che ha affidato l'appalto a Cab Log e Hub, si difende con una nota. «I dipendenti coinvolti in questa spiacevole vicenda sono di Hub, noi non c'entriamo. Gli operai sapevano che il 30 maggio il loro contratto di lavoro sarebbe scaduto e per noi Cab Log e Hub sono dei semplici fornitori».


28 maggio 2008 - Il Mattino

All’Asl 2 ancora stipendi in ritardo

Salerno - Stipendi a tutti ma solo entro il 29 maggio all’Asl2. Medici di base e specialisti con stipendi in ritardo. Ieri pagamenti in ritardo per le qualifiche più basse. L’Rdb presidia gli uffici amministrativi dell’Asl 2. Spiega Vito Storniello segretario del sindacato di base: «Ieri mattina abbiamo avuto un incontro che si è tenuto in mattinata tra la con la direzione generale a seguito del sit-in di protesta per il mancato pagamento degli stipendi. Solo in tarda mattinata è stato possibile per qualche dipendente riscuotere le spettanze. La rimessa regionale è di 45 ma ne servono 70, con i pignoramenti che arrivano l’azienda è quasi strangolata».


28 maggio 2008 - L'Arena

PRESIDIO AL POLICLINICO. Mattinata di protesta davanti all’ingresso dell’ospedale di Borgo Roma
«Noi trattati come i muli. E a pagare sono i malati»
di Giorgia Cozzolino

Verona - «Non siamo muli, vogliamo dignità». Si ribellano gli operatori sanitari del policlinico Gianbattista Rossi di Borgo Roma. «I turni sono all’osso, in ogni reparto vengono aggiunti sempre più letti bis, facciamo centinaia di ore straordinarie non pagate, molti di noi fanno due o tre turni di notte consecutivi e in più dobbiamo sottostare alle pressioni dei capiservizio che ci fanno velate minacce se, per motivi personali, nel nostro giorno di riposo ci rifiutiamo di sostituire qualcuno».
È questa la situazione in cui vivono i lavoratori del policlinico: infermieri e operatori socio sanitari non ne possono proprio più e per questo ieri mattina hanno manifestato con le rappresentanze sindacali di base del Veneto davanti all’ingresso dell’ospedale per rendere nota la situazione di «grave disagio» in cui si trovano. «È da tempo che la struttura è sotto organico, e che il personale che viene a mancare non viene sostituito», spiega Federico Martelletto, responsabile regionale del sindacato Rdb, «c’è una presenza continua dei letti bis, addirittura alcuni reparti da 36 letti arrivano fino a 45, e il carico di lavoro per il personale è diventato insostenibile, c’è gente che "scoppia"». E prosegue: «Alcuni reparti per il periodo estivo vengono accorpati in modo inaccettabile come nel caso dell’accorpamento della maxillo-facciale con l’otorino e la chirurgia pediatrica con la chirurgia generale, dove quattro reparti vengono uniti in uno senza l’aumento di personale».
«È una cosa disastrosa», spiega una infermiera di chirurgia pediatrica, «è assurdo, non si può lavorare in questo modo, ne fa le spese il paziente. Noi ci facciamo non in quattro, ma in sette per dare un servizio dignitoso, ma c’è un limite a tutto». L’infermiera del maxillo-facciale spiega poi: «Io dovrei fare 25 ore settimanali da contratto, ma non ne faccio mai meno di 32-35, tutti straordinari che non vengono pagati e che poi non riesco a recuperare con i riposi perché siamo sempre sotto organico».
«Ci sono persone che hanno accumulato anche 300-400 ore di straordinari non pagati in un anno», puntualizza Martelletto, «non c’è una turnistica tale da permettere i riposi adeguati e recentemente, dopo che erano stati decisi i piani ferie, qualcuno ha dovuto annullare la vacanza prenotata perché l’azienda ha cambiato i turni».
Vi è poi una questione sicurezza che al pronto soccorso si fa sempre più pressante: «Noi siamo quattro infermieri per quattro postazioni», spiegano, «se succede un arresto cardiaco, servono almeno due persone sul paziente e gli altri rischiano di essere lasciati a loro stessi. Senza contare che al pronto soccorso corriamo rischi assurdi, i pestaggi e le violenze nei nostri confronti sono all’ordine del giorno. Non più tardi di qualche mese fa persino la guardia è stata malmenata».


28 maggio 2008 - Corriere del Veneto

I soldi ai musei. Il retroscena
La Marini, il no di Cortenova e oltre un milione di contributi «spostati»

VERONA - Che l'amministrazione comunale fosse pronta a dirottare fondi per le attività dei suoi musei a Marco Goldin per l'organizzazione della mostra con le opere del Louvre in Gran Guardia, lo ha confermato ieri il sindaco Flavio Tosi.
Ma c'è di più.
Perché Palazzo Barbieri ha già, in concreto, provveduto a batter cassa. Un indizio lo dava già un passaggio di un comunicato stampa dei sindacati di base (RdB) del Comune, un paio di giorni fa.
«In questi mesi i lavoratori e i sindacati hanno denunciato come tale frettolosa operazione avesse comportato la messa in discussione dell'ordinaria attività culturale garantita dai servizi Comunali. E' stata messa in discussione l'esistenza ad esempio la stessa Galleria d'arte moderna. Sono stati dimezzati i budget di molti Cdr per dirottare le risorse sulla mostra Goldin».
E' toccato in particolare, e non poteva che essere così, alle due istituzioni che impegnano le maggiori risorse del budget della cultura, la Galleria d'Arte Moderna a Palazzo Forti e il Museo di Castelvecchio.
In entrambi i casi, è stato chiesto ai rispettivi dirigenti – ovvero Giorgio Cortenova e Paola Marini – di mettere a disposizione i fondi per l'organizzazione di mostre e iniziative, sia per quest'anno, che per il prossimo.
In totale, secondo quanto risulta al Corriere di Verona, si tratterebbe di più di un milione di euro. Nel caso di Castelvecchio, la Marini, pur a malincuore, avrebbe acconsentito a dare delega alla giunta per l'utilizzo di quei fondi, circa 400mila euro. A Palazzo Forti, Cortenova avrebbe detto sì, a denti stretti, solo alla prima richiesta, ovvero ai fondi per l'anno in corso (350mila euro). Alla richiesta successiva, di mettere a disposizione preventivamente anche le risorse per il 2009 (sempre di importo pari a 350 mila euro), avrebbe opposto un rifiuto. I rapporti, già molto tesi con l'amministrazione comunale, si sono così rotti del tutto. In assenza della firma di Cortenova, la gestione fondi di Palazzo Forti è stati avocata dall'amministrazione con una decisione di giunta. Sarebbe questa una delle ragioni che potrebbe aver portato il direttore della Galleria d'Arte Moderna alle dimissioni.
Oltre al milione abbondante di euro preso dai suoi musei, sarebbero stati messi a disposizione di Goldin anche i denari che la Fondazione Cariverona stanzia ogni anno al Comune di Verona per le sue attività culturali, pari a circa due milioni di euro.
Se la mostra del Louvre, saltata nei giorni scorsi per non meglio precisati «problemi organizzativi», si fosse effettivamente tenuta, avrebbe attirato su di sé la stragrande maggioranza delle risorse per iniziative culturali in città. E gli incassi dei biglietti (le previsioni erano di a circa 400mila visitatori) se li sarebbe tenuti Linea D'Ombra, la società di Goldin.(A.C.)


28 maggio 2008 - Libero

Entro giugno gli asili nido «saranno sanati»
di FRANCESCO DI MAJO

Roma - Il nuovo assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio, è entrata a pieno regime nella macchina amministrativa capitolina. Si è trattato di cercare di risolvere l'annosa questione della regolarizzazione dei precari degli asili nido, una trattativa fra sindacati e Comune che affonda le sue radici nel novembre del 2006. Sul tavolo di concertazione ci sono due aspetti fondamentali, uno è l'assunzione di 2mila precari degli asili nido e l'altro è la riorganizzazione del settore, con la razionalizzazione del personale che prevede, almeno nella prima stesura del documento, la riduzione di un'unità nell'organico di ciascuna struttura. La situazione però, ad oggi sembra non essere chiara e le precarie del settore chiedono da mesi un atto serio da parte dell'Amministrazione per sanare e riorganizzare il lavoro dei dipendenti, dei precari e delle supplenti. Nella prima delle riunioni avvenuta l'altro ieri nella sede dell'assessorato in via Capitan Bavastro, le sigle sindacali e l'assessore in persona sono arrivati ad un punto di incontro per gettare le basi di una proficua collaborazione futura. Erano presenti tutti i rappresentanti sindacali, Antonio Amantini della Cgil, Massimo Mattioli della Cisl, Annamaria Visca della Uil, Caterina Fida dell'RdB. Il coro dei sindacati è unanime nel chiedere che la procedura di assunzione dei 2000 precari sia portata a termine e che sia rivista la riduzione di organico «perché non possiamo scendere sotto il rapporto di 1 a 6 fra maestre e bambini. In più dobbiamo rivedere tutto il meccanismo delle supplenze e dell'uso eccessivo e fuorilegge del part-time». Inoltre i rappresentanti dei lavoratori hanno puntato il dito contro «la decisione unilaterale di affidare 28 asili nido a Farmacap nel 2006», chiarendo che il rapporto 1 a 6 talvolta arriva anche a 1/18, 1/20 o addirittura a 1 operatore per 24 bambini di età compresa fra 0 e 3 anni. «Nel pomeriggio dell'altro ieri ho incontrato la Rsu e le organizzazioni sindacali del personale educativo degli asili nido. Al termine, ho deciso di sospendere le procedure attivate dalla precedente Amministrazione per la mobilità delle educatrici e di conseguenza di congelare la prevista riduzione di un'unità di personale per settembre prossimo», ha dichiarato l'assessore, «l'obiettivo è quello di avviare un tavolo di confronto per costruire, entro la metà di giugno, un nuovo accordo che rilanci il servizio degli asili nido. L'accordo sottoscritto dalla precedente Amministrazione era carente in molti punti, per questa ragione intendiamo rilanciare il nido anche attraverso un processo di regole condivise e nuove proposte quali l'aggiornamento e la formazione insieme ai sindacati, le educatrici, i coordinatori, i municipi, il personale non docente».


28 maggio 2008 - La Nuova Venezia

Presidio alla Hub, arriva anche Dorigo
Noale. La Ggp replica: «Questi lavoratori non sono nostri dipendenti»

NOALE - Continua in via Mestrina a Noale il presidio dei sessanta lavoratori della Hub, cooperativa che, in subappalto della Cab Log di Noale, produce macchine tosaerba per conto della Global Garden Products (Ggp) di Castelfranco. Per tutta la notte tra lunedì e ieri una quarantina di operai hanno dormito dentro la fabbrica, mentre un gruppo di giovani del centro sociale Rivolta di Marghera ha portato loro generi di prima necessità, viveri, panini e bibite. «Stanno conquistando diritti anche per noi» ha detto uno dei portavoce Michele Valentini. I lavoratori e i sindacati, invece, chiedono l’intervento del prefetto di Venezia affinché sblocchi la situazione. Il 30 maggio, infatti, il contratto d’appalto con Ggp finirà e i 60 operai rischiano di restare a casa, con affitti da pagare, famiglie da mantenere e permessi di soggiorno da rinnovare, poiché quasi tutti sono stranieri. «Il prefetto - dice Giovanni Boetto dell’Adl Cobas - deve convocare al più presto un tavolo fra tutti i soggetti interessati alla vicenda per trovare una soluzione. Hanno lavorato col contratto della logistica mentre erano in realtà a tutti gli effetti addetti alla produzione e su questo noi porteremo avanti le nostre istanze». A dar man forte ai lavoratori della Hub si è presentato ieri anche Paolo Dorigo, del coordinamento provinciale Slai Cobas e che in passato ha scontato una pena di tredici anni per l’attentato alla base di Aviano del 2 settembre 1993, anche se si è sempre dichiarato innocente. «Solo per la mancata concessione di un rinnovo di contratto di produzione di macchinari per il giardinaggio - prosegue Dorigo -, 60 persone, per lo più stranieri, rischiano di rimanere senza lavoro da sabato». Intanto in una nota, la Ggp si difende. «I dipendenti - dicono dall’azienda trevigiana - sono di Hub e noi non c’entriamo. Gli operai sapevano che il 30 maggio il loro contratto di lavoro sarebbe scaduto e per noi Cab Log e Hub sono dei semplici fornitori».(a.rag.)


27 maggio 2008 - Ansa

GIUSTIZIA: SIT-IN RDB-CUB PI;LAVORATORI,NON SIAMO FANNULLONI

(ANSA) - ROMA, 27 MAG - ''I fannulloni non siamo noi ma chi ci governa''. E' quanto ha sostenuto la responsabile nazionale giustizia per le Rdb Pi-Cub (Rappresentanze sindacali di base Pubblico impiego) Pina Todisco, riferendosi alle ''sortite fuorvianti e strumentali della stampa contro i pubblici dipendenti'', nel corso del sit-in dei lavoratori degli uffici giudiziari ''contro il garantismo per ricchi e potenti'' che si e' svolto oggi in piazza Montecitorio. ''Per licenziare il servizio pubblico si orchestra la campagna denigratoria sui lavoratori pubblici - ha aggiunto Todisco - ma ormai il gioco e' chiaro si vogliono privatizzare le Cancellerie''. Giovanni Martullo del coordinamento nazionale Rdb-Cub giustizia, sottolinea che ''i lavoratori giudiziari contestano la vergognosa campagna mediatica che accusa con genericita' tutti i pubblici dipendenti. Siamo stufi di essere accusati fannulloni e assenteisti. Dal 1995 ad oggi il personale giudiziario si e' ridotto di 15mila unita' e ad oggi non e' prevista alcuna forma di assunzione. Il personale giudiziario lamenta la mortificante mancata progressione di carriera e chiede la messa a disposizione di maggiori risorse e strumenti adeguati per consentire un migliore servizio ai cittadini''.

REGIONI:LAZIO;LAVORATORI CUB BLOCCANO SALA TEVERE PER UN'ORA

(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Questa mattina circa 100 lavoratori regionali dell'Rdb-Cub hanno «simbolicamente» occupato la 'Sala Teverè della Regione Lazio, prima che si svolgesse la presentazione della campagna di comunicazione dei tumori femminili alla quale era prevista la partecipazione del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. La conferenza stampa, per la protesta, è slittata di circa un'ora. Motivo della protesta il «vergognoso sperpero di denaro pubblico - hanno spiegato i lavoratori - con cui si sostiene il sistema di incarichi esterni ed appalti, che potrebbero invece essere fronteggiati con l'adeguato riconoscimento professionale del personale interno determinando consistenti risparmi per la Regione». I partecipanti alla protesta hanno lasciato l'aula soltanto dopo aver ricevuto la notizia di un'incontro che si terrà giovedì prossimo alle 11 tra una delegazione di lavoratori e Marrazzo. «Anzichè riconoscere - hanno spiegato un portavoce del Coordinamento Regionale delle Rdb-Cub Roberto Betti - il merito di chi già ha avuto positive valutazioni in precedenti concorsualità interne, la Regione Lazio inventa un nuovo concorso interno che, temiamo, potrebbe premiare chi già è stato premiato oltre a regalare soldi alla società fornitrice della batteria di quiz destinati ai concorrenti».

FISCO: ISFOL ,A RISCHIO 300 LAVORATORI CON TAGLI FONDI GOVERNO

(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Quasi trecento lavoratori dell'Isfol, l'istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, sarebbero a rischio stabilizzazione, se venissero confermate le indiscrezioni sui tagli dei fondi per la copertura delle misure fiscali adottate dal governo (azzeramento dell'Ici e detassazione di straordinari e premi). E' lo stesso ente a lanciare l'allarme. Si tratta di circa 290 lavoratori, spiega l'Isfol, il cui contratto a tempo determinato, prossimo alla scadenza (il 30 giugno), sarebbe stato trasformato in assunzione a tempo indeterminato. ''La loro stabilizzazione e' pertanto a rischio. Chiediamo al governo ed in particolare al ministero del Lavoro, dal quale l'Isfol dipende - afferma l'Istituto - quale futuro ci aspetta, quali sono le intenzioni''. ''E' un regalo del ministro Tremonti'', afferma Enrico Mari Del'Usi-Rdb, ''che nel rastrellare i soldi ha prelevato dalle tasche dei lavoratori i loro salari. Ma - aggiunge - il ministro deve restituire i fondi che il parlamento aveva destinato all'Isfol''.

FISCO: ISFOL; USI-RDB, IMPEGNO SACCONI DIVENTI CERTEZZA

(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Il ministro Sacconi si e' impegnato a garantire la continuita' lavorativa per i 300 precari a rischio dell'Isfol, reintegrando il fondo dedicato all'istituto. E' quanto si apprende da una nota dell'Usi-Rdb, che tuttavia fa sapere di voler mantenere la mobilitazione ''in attesa di provvedimenti definitivi''. ''I 300 lavoratori dell'Isfol vogliono certezze - ha dichiarato Enirco Mari dell'Usi-Rdb Ricerca - e per questo attendiamo l'incontro di domani con l'amministrazione, in cui sapremo come verranno rinnovati i contratti a tempo determinato che scadono a breve. Intanto saremo in assemblea e stiamo proclamando lo sciopero per il mese di giugno''. ''Adesso il Governo ed il Parlamento - conclude Mari - dovranno provvedere a cancellare i danni provocati dal decreto sull'Ici. L'Usi-Rdb, forte dell'appoggio della totalita' dei lavoratori, non accettera' licenziamenti e chiede la stabilizzazione per tutti i precari Isfol''.

ANTICORRUZIONE: CRI ROMA, GIA' CHIARITO PROPRIA POSIZIONE

(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Il Comitato Provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana ha gia' chiarito nei giorni scorsi la propria posizione sulle presunte irregolarita' denunciate nei giorni scorsi dalle RdB-Cub a mezzo stampa e presentate all'Alto Commissariato per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella Amministrazione Pubblica. In particolare, si legge sul sito Cri, sulle ''presunte irregolarita' di assunzione di personale ausiliario da inserire nell'organico del Centro di Educazione Motoria del Comitato Provinciale di Roma, effettuate tramite il Centro per l'impiego, l'Amministrazione Cri ha pedissequamente osservato le procedure indicate dal Dpr. n. 487/1994 e ha fornito ogni utile elemento agli organi inquirenti''.


27 maggio 2008 - Apcom

GIUSTIZIA/LAVORATORI UFFICI GIUDIZIARI MANIFESTANO ALLA CAMERA
'Più che fannulloni si vuole licenziare servizio pubblico'

Roma, 27 mag. (Apcom) - Circa un migliaio di lavoratori degli uffici giudiziari romani hanno manifestato questa mattina in piazza di Montecitorio per rivendicare "dignità, diritti, salario" ed "in difesa del servizio pubblico e della sua funzione sociale". "Gran lavoro e scarso salario, a questo è costretto il giudiziario", "Ad Alfano e Berlusconi noi chiediamo riqualificazioni", hanno gridato i dimostranti in una piazza dove molto diffuso è apparso anche il risentimento nei confronti delle campagne denigratorie contro i lavoratori giudiziari. "Da tempo le RdB-CUB denunciano i tentativi di smantellamento dello stato sociale messi in atto dai vari governi", ha dichiarato Pina Todisco, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I., in piazza con i lavoratori. "Per quanto riguarda la Giustizia, le recenti dichiarazioni del Ministro Brunetta non danno adito a dubbi, si vogliono privatizzare le Cancellerie. Si palesa così il vero obiettivo degli attacchi contro i dipendenti pubblici: più che licenziare i cosiddetti fannulloni si intende licenziare il servizio pubblico". "La manifestazione di oggi segna un`altra tappa importante della mobilitazione dei lavoratori giudiziari - prosegue Todisco - che lanciano così un forte monito al Governo e alle forze politiche contro ogni privatizzazione e per una Giustizia adeguata alla esigenze del paese. Queste istanze saranno al centro di una prossima manifestazione nazionale di tutti i lavoratori giudiziari", conclude la dirigente RdB-CUB .


27 maggio 2008 - Adnkronos

SANITA': DIPENDENTI REGIONE LAZIO CONTESTANO MARRAZZO E OCCUPANO SALA
SIGLE DIRER DIR E RDB-CUB LAMENTANO SPERPERO DENARO E CONCORSI TRUCCATI

Roma, 27 mag. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Lamentano "concorsi per l'avanzamento di carriera truccati, dove non c'e' ombra di meritocrazia". E uno "sperpero del denaro pubblico" che darebbe continuita' alla giunta Marrazzo con quella che l'ha preceduta, guidata da Francesco Storace. Sono i dipendenti della Regione Lazio della Direr-Dirl (Associazione dirigenti-direttive Regione Lazio ed enti suob-regionali) e Rdb-Cub (Rappresentanza sindacale di base pubblico impiego-Confederazione unitaria di base), che oggi hanno occupato per circa un'ora la Sala Tevere della Regione, contestando il governatore Piero Marrazzo e ritardando la conferenza stampa sulla prevenzione dei tumori femminili a cui doveva prendere parte lo stesso presidente della Regione. Alla fine i dipendenti, dopo un acceso confronto con alcuni componenti dello staff di Marrazzo, hanno ottenuto un appuntamento con il presidente per giovedi' prossimo alle 11. Solo a quel punto i contestatori hanno abbandonato la sala scusandosi con la platea, ma puntualizzando tuttavia che quell'incontro l'hanno dovuto "estorcere, perche' ogni volta il governatore fa spallucce ed evita il confronto", incalza Roberta Bernardeschi, segretaria di Direr-Dirl. Molte le accuse mosse a carico del governatore, ma i dipendenti che oggi hanno contestato Marrazzo mostrano di avere il 'dente avvelenato' soprattutto per il concorso per gli avanzamenti di carriera in programma il 19 e il 20 giugno prossimi. "Siamo davanti all'ennesimo concorso buffonata - accusa Andrea Manelli, uno dei responsabili Rdb Cub - Prove quiz in cui la gente arriva con il foglio prestampato e le risposte giuste in tasca. Ci hanno dato 3 mila quiz sui quali prepararci in appena 28 giorni, ma non e' lo studio che ci attende che contesto. Condanno il fatto - spiega - che dell'anzianita' di servizio e dei titoli di studio non si tenga alcun conto. Oltre al fatto, vergognoso, che non vedenti e non udenti sono stati letteralmente esclusi dal bando. Chiedo che al concorso assistano Guardia di finanza e Carabinieri: solo allora avra' senso farlo". "Quel che e' certo - accusa Bernardeschi - e' che vengono premiati sempre i soliti noti, ovvero coloro che possono contare sullo sponsor politico di turno. Si riempiono la bocca con la meritocrazia - aggiunge - ma poi, di fatto, dirigenti diventano i senza laurea ultimi arrivati". "Noi chiediamo discontinuita' con la precedente Giunta - aggiunge Manelli - un cambio di rotta che di fatto non c'e' stato. Per questo, la Giunta guidata da Marazzo per noi e' diventata 'giunta Storazzo'", un neologismo che riporta alla memoria il nome dell'ex governatore.

SANITÀ: SINDACATI PUBBLICO IMPIEGO, NEL LAZIO DEFICIT DI DEMOCRAZIA E TRASPARENZA

Roma, 27 mag. - (Adnkronos) - «Anzichè riconoscere il merito di chi già ha avuto positive valutazioni in precedenti concorsualità interne, la Regione Lazio inventa un nuovo concorso interno che, temiamo, potrebbe premiare chi già è stato premiato oltre a regalare soldi alla società fornitrice della batteria di quiz destinati ai concorrenti». Lo dichiara Roberto Betti, del Coordinamento regionale del Lazio della Rdb-Cub, rappresentanza sindacale di base pubblico impiego-Confederazione unitaria di base, in seguito all'occupazione della Sala Tevere della Regione contro «il vergognoso sperpero di denaro pubblico con cui si sostiene il sistema di incarichi esterni ed appalti». Incarichi esterni ed appalti che, secondo i sindacati, «potrebbero invece essere fronteggiati con l'adeguato riconoscimento professionale del personale interno determinando consistenti risparmi per la Regione». «Il vero deficit della Regione Lazio - prosegue Betti - è un deficit di democrazia e di trasparenza.L'assoluta indisponibilità al dialogo sin qui manifestata dal presidente che coniò lo slogan nessuno escluso costringe i lavoratori a ricorrere a mezzi estremi per avere ascolto».

ROMA: ASILI NIDO, 60% EDUCATRICI HANNO ADERITO SCIOPERO INDETTO RDB-CUB
RIAPERTA LA TRATTATIVA

Roma, 27 mag. - (Adnkronos) - Primo ed importante risultato dello sciopero e della mobilitazione delle educatrici degli asili nido romani, a cui ieri ha aderito oltre il 60% delle lavoratrici. Durante l'incontro tra amministrazione, sindacati e rappresentanti Rsu, che si e' concluso nella tarda serata di ieri, e' stato sottoscritto un verbale che sospende la circolare sulla mobilita' del personale educativo, e con essa l'applicazione di quella parte dell'accordo del 7 novembre 2006 che prevede la riduzione di un'altra unita' a settembre 2008. Si tratta di un provvedimento temporaneo, in attesa di decisioni definitive che saranno prese entro i primi quindici giorni di giugno. I sindacati firmatari sono stati costretti, a seguito delle proteste delle lavoratrici, a fare dei passi indietro, ammettendo che vi e' una grossa sofferenza nel settore anche se attribuiscono i disservizi ad una mancata verifica ed una applicazione impropria degli accordi da loro stessi sottoscritti. Il neo assessore alle Politiche Educative, Laura Marsilio, ha dichiarato di recepire il disagio del settore e di volere leggere questi segnali affinche' si creino delle regole che restituiscano dignita' e professionalita' alle educatrici. Nel corso dell'incontro le RdB-Cub hanno consegnato all'Assessore il Dossier sui Nidi redatto nel novembre scorso e la petizione, con oltre 1200 firme allegate, per bloccare la riduzione degli organici. Le RdB hanno ribadito le priorita' sottolineate dalle lavoratrici: modifica degli accordi siglati dai sindacati concertativi, in particolare la sospensione degli effetti dell'applicazione dell'accordo del 28 Maggio 2007; ripristino e adeguamento degli organici; garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino; abolizione dell'istituto del part-time per le sostituzioni; immediato avvio delle procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997; ripresa del percorso di stabilizzazione per le educatrici e le insegnanti come previsto nell'accordo del 7 novembre; blocco delle privatizzazioni e il rilancio di un modello partecipativo per il servizio di asilo nido del Comune di Roma.

SANITA': DI STEFANO, SU CONCORSI NEL LAZIO FALSE ACCUSE

Roma, 27 mag. - (Adnkronos) - "Quando si hanno delle prove di colpevolezza certe e si ha la sicurezza della loro veridicita' e' buona norma rivolgersi alle autorita' giudiziarie competenti per sporgere denuncia e non muovere accuse attraverso le agenzie di stampa". Lo dichiara l'assessore al Personale della Regione Lazio, Marco Di Stefano, in riferimento alle accuse di concorsi truccati e sperpero di denaro pubblico mosse dai dipendenti della Direr-Dirl (Associazione dirigenti-direttive Regione Lazio e enti sub-regionali) e della Rdb-Cub (Rappresentanza sindacale di base pubblico impiego - confederazione unitaria di base). "Queste accuse e i relativi metodi utilizzati - spiega Di Stefano - mirano a destabilizzare quei processi di trasparenza e legalita' che da sempre contraddistinguono la Giunta Marrazzo e che intendono dare seguito a criteri di meritocrazia rispetto alla crescita professionale dei dipendenti pubblic. In merito agli esami relativi alle progressioni verticali ho dato mandato al direttore del personale di rinviare a settembre il concorso per concedere ai candidati un maggior lasso di tempo per la preparazione e, allo stesso tempo, per unificare il periodo in cui effettuare le prove sia per i dipendenti della Giunta che per quelli del Consiglio". "Abbiamo deciso di rinviare gli esami anche per venire incontro alle esigenze dei candidati non vedenti e non udenti - prosegue - nei confronti dei quali avevamo gia' iniziato a predisporre gli strumenti idonei per un regolare svolgimento degli stessi esami. Per quanto riguarda il sindacalista della Rdb che ha parlato di 'concorsi truccati' - conclude l'assessore - adiremo per vie legali".


27 maggio 2008 - Asca

LAZIO: DIPENDENTI OCCUPANO SALA TEVERE DELLA REGIONE CONTRO GLI SPERPERI

(ASCA) - Roma, 27 mag - Questa mattina circa 100 lavoratori della Regione Lazio in assemblea hanno simbolicamente occupato la Sala Tevere della Regione, prima che si svolgesse una conferenza stampa alla presenza del Presidente Marrazzo. L'occupazione e' stata tolta verso le 13.00, a seguito della disponibilita' del Presidente Marrazzo ad incontrare giovedi' 22 alle 11.00 una delegazione dei lavoratori. Motivo della protesta il vergognoso sperpero di denaro pubblico con cui si sostiene il sistema di incarichi esterni ed appalti, che potrebbero invece essere fronteggiati con l'adeguato riconoscimento professionale del personale interno determinando consistenti risparmi per la Regione. ''Anziche' riconoscere il merito di chi gia' ha avuto positive valutazioni in precedenti concorsualita' interne, la Regione Lazio inventa un nuovo concorso interno che, temiamo, potrebbe premiare chi gia' e' stato premiato oltre a regalare soldi alla societa' fornitrice della batteria di quiz destinati ai concorrenti'', questa la dichiarazione di Roberto Betti del Coordinamento Regionale delle RdB-CUB. ''Il vero deficit della Regione Lazio e' un deficit di democrazia e di trasparenza. L'assoluta indisponibilita' al dialogo sin qui manifestata dal Presidente che conio' lo slogan nessuno escluso costringe i lavoratori a ricorrere a mezzi estremi per avere ascolto'', conclude il rappresentante sindacale.


27 maggio 2008 - Dire

SCUOLA. RDB: SUI NIDI RIAPERTA TRATTATIVA CON CAMPIDOGLIO
"OLTRE IL 60% DELLE EDUCATRICI HANNO ADERITO ALLO SCIOPERO"

(DIRE) Roma, 27 mag. - "Primo e importante risultato dello sciopero e della mobilitazione delle educatrici degli asili nido romani, a cui ieri ha aderito oltre il 60% delle lavoratrici. Durante l'incontro tra amministrazione, sindacati e rappresentanti Rsu, che si e' concluso nella tarda serata, e' stato sottoscritto un verbale che sospende la circolare sulla mobilita' del personale educativo, e con essa l'applicazione di quella parte dell'accordo del 7 novembre 2006 che prevede la riduzione di un'altra unita' a settembre 2008. Si tratta di un provvedimento temporaneo, in attesa di decisioni definitive che saranno prese entro i primi quindici giorni di giugno". E' quanto si legge in una nota delle Rdb-Cub. "I sindacati firmatari sono stati costretti, grazie alle proteste delle lavoratrici, a fare dei passi indietro, ammettendo che vi e' una grossa sofferenza nel settore anche se attribuiscono i disservizi ad una mancata verifica ed una applicazione impropria degli accordi da loro stessi sottoscritti- prosegue la nota Rdb- Il neo assessore alle Politiche educative, Laura Marsilio, ha dichiarato di recepire il disagio che sta affrontando il settore e di volere leggere questi segnali affinche' si creino delle regole che restituiscano dignita' e professionalita' alle educatrici". Nel corso dell'incontro le Rdb-Cub hanno consegnato all'assessore il 'Dossier sui nidi' redatto a novembre e la petizione, con oltre 1.200 firme allegate, per bloccare la riduzione degli organici. Con l'occasione le Rdb hanno ribadito le priorita' sottolineate dalle lavoratrici: modifica degli accordi siglati dai sindacati concertativi, in particolare la sospensione degli effetti dell'applicazione dell'accordo del 28 maggio 2007; ripristino e adeguamento degli organici; garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino; abolizione dell'istituto del part-time per le sostituzioni. E ancora: immediato avvio delle procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997; ripresa del percorso di stabilizzazione per le educatrici e le insegnanti come previsto nell'accordo del 7 novembre; blocco delle privatizzazioni e il rilancio di un modello partecipativo per il servizio di asilo nido del Comune di Roma.

REGIONE. DIPENDENTI RDB: BASTA SPRECHI AMMINISTRATIVI

(DIRE) Roma, 27 mag. - E' iniziata con circa un'ora di ritardo la conferenza stampa sulla presentazione di un programma regionale gratuito di prevenzione dei tumori femminili. Motivo dell'attesa, l'occupazione della Sala Tevere da parte di un centinaio di dipendenti regionali delle Rdb Cub, che hanno chiesto di incontrare il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Al centro del contendere "gli sprechi dell'ente nella gestione dell'apparato amministrativo". La situazione si e' risolta con l'annuncio da parte di un rappresentante del sindacato di base di un incontro fissato per giovedi'' mattina.

COMUNE BOLOGNA. I SERVIZI DEMOGRAFICI RESTERANNO IN CENTRO
SI TRASFERIRANNO, MA IN VIA CAPRAMOZZA; L'ALTRA SINISTRA ESULTA

(DIRE) Bologna, 27 mag. - Il Comune di Bologna cambia idea sul trasferimento dei Servizi demografici e l'Altra Sinistra canta vittoria, dopo aver sollevato il caso nelle scorse settimane. Tutto succede un po' a sorpresa, visto che la commissione Affari istituzionali di Palazzo D'Accursio convocata per questa mattina partiva da tutt'altri presupposti. La proposta iniziale dell'amministrazione, infatti, prevedeva il trasferimento degli uffici in questione in via dell'Industria. Soluzione che aveva incontrato l'opposizione dei consiglieri dell'Altra Sinistra e dei sindacati, scontenti per il decentramento del servizio ma anche per l'assenza della Giunta nel primo incontro per discutere del trasloco. Da qui la convocazione della commissione di oggi, con la presenza della vicesindaco Adriana Scaramuzzino. Il verde Roberto Panzacchi apre lamentando la scarsa trasparenza dell'amministrazione sugli imminenti trasferimenti: sembra che "non bisogna parlarne, non bisogna affrontare questo tema" e, per di piu', la seduta di oggi potra' contare su Scaramuzzino solo per un'ora e mezza. Nel merito dei Servizi demografici, poi, Panzacchi spiega che "e' giusto rimangano in centro", per un discorso di funzionalita'. L'Altra Sinistra, insomma, comincia a preparare le barricate. Ma Scaramuzzino sorprende tutti: gli uffici si trasferiranno in via Capramozza (tra via D'Azeglio e via Saragozza). Si tratta dei Servizi demografici, Stato civile e Ufficio elettorale: in un anno, secondo i dati illustrati dalla vicesindaco, registrano nel complesso un'utenza di oltre 25.000 presenze. In via Capramozza si riuniranno gli uffici attualmente collocati tra Palazzo D'Accursio, via Santa Maria Maggiore, via Brugnoli, via Don Minzoni e via Pietralata. Il trasloco degli uffici demografici del Comune avverra' a scaglioni, e l'ultima parte (l'Ufficio elettorale) scattera' entro la fine del 2009. In via dell'Industria andranno soltanto gli archivi oggi ospitati in via Pietralata (per i quali il Comune paga un affitto). Mentre da via dell'Industria, e' confermato, l'unita' Manutenzione del settore Lavori pubblici si trasferira' nella nuova sede di via Fioravanti. L'Altra Sinistra esulta. Serafino D'onofrio (Cantiere) prende atto "con soddisfazione che l'amministrazione ha cambiato orientamento". Di "marcia indietro" parla anche Valerio Monteventi (Prc), soddisfatto "se ogni tanto si ottiene un risultato positivo per i lavoratori e i cittadini". Per Panzacchi "e' un risultato importante che l'amministrazione abbia cambiato radicalmente delle posizioni che sembravano assodate". Scontenta, invece, Forza Italia. Daniele Carella sottolinea il "metodo inaccettabile" con cui la Giunta sta gestendo il piano dei trasferimenti e rilancia: "Via Capramozza e' si' in centro, ma in un centro blindato". La futura collocazione, per l'azzurro, e' "un imbuto in cui i pretende di far entrare decine di migliaia di persone all'anno". Nonostante il risultato incassato dall'Altra Sinistra, pero', la partita dei trasferimenti collegati alla nuova sede del Comune non e' chiusa. Le Rdb, ad esempio, vogliono vederci piu' chiaro e lamentano la "mancata presentazione di un piano organico" di tutti i trasferimenti previsti. Un'esigenza fatta propria anche da Milena Naldi (Sd), D'Onofrio e Roberto Sconciaforni (Prc). Naldi, inoltre, propone un'udienza conoscitiva ad hoc. La presidente Maria Cristina Marri (Udc) concorda e annuncia che gia' nella conferenza dei capigruppo di domani si discutera' di come proseguire l'istruttoria.


27 maggio 2008 - Omniroma

COMUNE, RDB-CUB: RIAPERTA TRATTATIVA SU ASILI NIDO

(OMNIROMA) Roma, 27 mag - «Primo e importante risultato dello sciopero e della mobilitazione delle educatrici degli asili nido romani, a cui ieri ha aderito oltre il 60% delle lavoratrici. Durante l'incontro tra amministrazione, sindacati e rappresentanti Rsu, che si è concluso nella tarda serata di ieri, è stato sottoscritto un verbale che sospende la circolare sulla mobilità del personale educativo, e con essa l'applicazione di quella parte dell'accordo del 7 novembre 2006 che prevede la riduzione di un'altra unità a settembre 2008. Si tratta di un provvedimento temporaneo, in attesa di decisioni definitive che saranno prese entro i primi quindici giorni di giugno». Così in una nota Rdb Cub Pubblico impiego. «I sindacati firmatari - prosegue il comunicato - sono stati costretti, grazie alle proteste delle lavoratrici, a fare dei passi indietro, ammettendo che vi è una grossa sofferenza nel settore anche se attribuiscono i disservizi ad una mancata verifica ed una applicazione impropria degli accordi da loro stessi sottoscritti. Il neo assessore alle Politiche Educative, Laura Marsilio, ha dichiarato di recepire il disagio che sta affrontando il settore e di volere leggere questi segnali affinché si creino delle regole che restituiscano dignità e professionalità alle educatrici. Nel corso dell'incontro le Rdb-Cub hanno consegnato all'Assessore il Dossier sui Nidi redatto a novembre e la petizione, con oltre 1200 firme allegate, per bloccare la riduzione degli organici. Le RdB hanno ribadito le priorità sottolineate dalle lavoratrici: modifica degli accordi siglati dai sindacati concertativi, in particolare la sospensione degli effetti dell'applicazione dell'accordo del 28 Maggio 2007; ripristino e adeguamento degli organici; garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino; abolizione dell'istituto del part-time per le sostituzioni; immediato avvio delle procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997; ripresa del percorso di stabilizzazione per le educatrici e le insegnanti come previsto nell'accordo del 7 novembre; blocco delle privatizzazioni e il rilancio di un modello partecipativo per il servizio di asilo nido del Comune di Roma».

REGIONE, DIPENDENTI RDB-CUB BLOCCANO «SALA TEVERE» PER UN'ORA

(OMNIROMA) Roma, 27 mag - È iniziata con circa un'ora di ritardo la conferenza stampa sulla presentazione di un programma regionale gratuito di prevenzione dei tumori femminili. Motivo dell'attesa l'occupazione della Sala Tevere da parte di un centinaio di dipendenti regionali dell'Rdb-Cub, che hanno chiesto di incontrare il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Al centro del contendere «gli sprechi dell'ente nella gestione dell'apparato amministrativo». La situazione si è risolta con l'annuncio da parte di un rappresentante del sindacato di base di un incontro fissato per giovedì mattina. «Motivo della protesta - si legge in una nota di Rdb-Cub - il vergognoso sperpero di denaro pubblico con cui si sostiene il sistema di incarichi esterni ed appalti, che potrebbero invece essere fronteggiati con l'adeguato riconoscimento professionale del personale interno determinando consistenti risparmi per la Regione». «Anziché riconoscere il merito di chi già ha avuto positive valutazioni in precedenti concorsualità interne - dichiara Roberto Betti del coordinamento regionale delle Rdb-Cub - la Regione Lazio inventa un nuovo concorso interno che, temiamo, potrebbe premiare chi già è stato premiato oltre a regalare soldi alla società fornitrice della batteria di quiz destinati ai concorrenti». «Il vero deficit della Regione Lazio è un deficit di democrazia e di trasparenza - conclude - L'assoluta indisponibilità al dialogo sin qui manifestata dal presidente che coniò lo slogan 'nessuno esclusò costringe i lavoratori a ricorrere a mezzi estremi per avere ascolto»

GIUSTIZIA: RDB-CUB:SIT-IN DIPENDENTI UFFICI ROMANI SOTTO PARLAMENTO

(OMNIROMA) Roma, 27 mag -   «Circa un migliaio di lavoratori degli uffici giudiziari romani hanno manifestato questa mattina in piazza di Montecitorio per rivendicare dignità, diritti, salario ed in indifesa del servizio pubblico e della sua funzione sociale». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «'Gran lavoro e scarso salario, a questo è costretto il giudiziario', 'Ad Alfano e Berlusconi noi chiediamo riqualificazioni' - prosegue la nota - hanno gridato i dimostranti in una piazza dove molto diffuso è apparso anche il risentimento nei confronti delle campagne denigratorie contro i lavoratori giudiziari». «Da tempo le Rdb-Cub denunciano i tentativi di smantellamento dello stato sociale messi in atto dai vari governi - ha dichiarato Pina Todisco, della direzione nazionale RdB-CUB P.I., in piazza con i lavoratori - Per quanto riguarda la Giustizia, le recenti dichiarazioni del Ministro Brunetta non danno adito a dubbi, si vogliono privatizzare le Cancellerie. Si palesa così il vero obiettivo degli attacchi contro i dipendenti pubblici: più che licenziare i cosiddetti fannulloni si intende licenziare il servizio pubblico». «La manifestazione di oggi segna un'altra tappa importante della mobilitazione dei lavoratori giudiziari - prosegue Todisco - che lanciano così un forte monito al Governo e alle forze politiche contro ogni privatizzazione e per una Giustizia adeguata alla esigenze del paese. Queste istanze saranno al centro di una prossima manifestazione nazionale di tutti i lavoratori giudiziari», conclude la dirigente Rdb-Cub .

ISFOL, RDB-CUB: «SACCONI OFFRE GARANZIE A PRECARI»

(OMNIROMA) Roma, 27 mag - «Si è appena concluso l'incontro tra il ministro del Lavoro, il presidente dell'Isfol e la delegazione dell'Usi Rdb Ricerca, nel quale il ministro Sacconi ha assunto l'impegno di garantire la continuità lavorativa per i 300 precari a tempo determinato e di stabilizzarli, reintegrando il fondo dedicato all'ISfol». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «Pur prendendo atto dell'impegno del ministro, manteniamo la mobilitazione in attesa di provvedimenti definitivi - dichiara Enrico Mari dell'Usi-Rdb Ricerca - I 300 lavoratori dell'Isfol vogliono certezze, e per questo attendiamo l'incontro di domani con l'amministrazione in cui sapremo come verranno rinnovati i contratti a tempo determinato che scadono a breve. Intanto saremo in assemblea permanente e stiamo proclamando lo sciopero per il mese di giugno». «Adesso il Governo ed il Parlamento dovranno provvedere a cancellare i danni provocati dal decreto sull'Ici - conclude Mari - L'Usi-Rdb, forte dall'appoggio della totalità dei lavoratori, non accetterà licenziamenti e chiede la stabilizzazione per tutti i precari Isfol».

REGIONE, DI STEFANO: «SU CONCORSI ACCUSE FALSE»

(OMNIROMA) Roma, 27 mag - «Quando si hanno delle prove di colpevolezza certe e si ha la sicurezza della loro veridicità è buona norma rivolgersi alle autorità giudiziarie competenti per sporgere denuncia e non muovere accuse attraverso le agenzie di stampa». Lo dichiara l'assessore al Personale, Marco Di Stefano, in una nota in riferimento alle accuse di concorsi truccati e sperpero di denaro pubblico mosse dai dipendenti della Direr-Dirl (Associazione dirigenti-direttive Regione Lazio e enti sub-regionali) e della Rdb-Cub (Rappresentanza sindacale di base pubblico impiego-confederazione unitaria di base). «Queste accuse e i relativi metodi utilizzati - spiega Di Stefano - mirano a destabilizzare quei processi di trasparenza e legalità che da sempre contraddistinguono la Giunta Marrazzo e che intendono dare seguito a criteri di meritocrazia rispetto alla crescita professionale dei dipendenti pubblici». «In merito agli esami relativi alle progressioni verticali - continua l'Assessore - ho dato mandato al direttore del personale di rinviare a settembre il concorso per concedere ai candidati un maggior lasso di tempo per la preparazione e, allo stesso tempo, per unificare il periodo in cui effettuare le prove sia per i dipendenti della Giunta che per quelli del Consiglio. Abbiamo deciso di rinviare gli esami anche per venire incontro alle esigenze dei candidati non vedenti e non udenti, nei confronti dei quali avevamo già iniziato a predisporre gli strumenti idonei per un regolare svolgimento degli stessi esami». «Per quanto riguarda il sindacalista della Rdb che ha parlato di 'concorsi truccatì - conclude l'Assessore - adiremo per vie legali».


27 maggio 2008 - Il Paese delle Donne on line

Asili nido: sospesa la circolare sulla mobilità del personale

Roma - Primo ed importante risultato dello sciopero e della mobilitazione delle educatrici degli asili nido romani, a cui lo scorso 26 maggio ha aderito oltre il 60% delle lavoratrici. Durante l’incontro tra amministrazione, sindacati e rappresentanti RSU, che si è concluso nella tarda serata, è stato sottoscritto un verbale che sospende la circolare sulla mobilità del personale educativo, e con essa l’applicazione di quella parte dell’accordo del 7 novembre 2006 che prevede la riduzione di un’altra unità a settembre 2008. Si tratta di un provvedimento temporaneo, in attesa di decisioni definitive che saranno prese entro i primi quindici giorni di giugno. I sindacati firmatari sono stati costretti, grazie alle proteste delle lavoratrici, a fare dei passi indietro, ammettendo che vi è una grossa sofferenza nel settore anche se attribuiscono i disservizi ad una mancata verifica ed una applicazione impropria degli accordi da loro stessi sottoscritti. Nel corso dell’incontro le RdB-CUB hanno consegnato all’Assessore il Dossier sui Nidi redatto a novembre e la petizione, con oltre 1200 firme allegate, per bloccare la riduzione degli organici.


27 maggio 2008 - OnLine news

Isfol, ai precari il ministro Sacconi offre garanzie
Intanto Usi-RdB Ricerca mantiene la mobilitazione e convoca lo sciopero

Roma - Si è concluso l'incontro tra il Ministro del Lavoro, il Presidente dell'ISFOL e la delegazione dell'USI RdB Ricerca, nel quale il Ministro Sacconi ha assunto l'impegno di garantire la continuità lavorativa per i 300 precari a tempo determinato e di stabilizzarli, reintegrando il fondo dedicato all'ISFOL. "Pur prendendo atto dell'impegno del Ministro, manteniamo la mobilitazione in attesa di provvedimenti definitivi", dichiara Enrico Mari dell'USI-RdB Ricerca. "I 300 lavoratori dell'ISFOL vogliono certezze, e per questo attendiamo l'incontro di domani con l'amministrazione in cui sapremo come verranno rinnovati i contratti a tempo determinato che scadono a breve. Intanto saremo in assemblea permanente e stiamo proclamando lo sciopero per il mese di giugno". "Adesso il Governo ed il Parlamento dovranno provvedere a cancellare i danni provocati dal decreto sull'ICI. L'USI-RdB, forte dall'appoggio della totalità dei lavoratori, non accetterà licenziamenti e chiede la stabilizzazione per tutti i precari ISFOL", conclude Mari.


27 maggio 2008 - Aprile on line

Coni, la vertenza infinita
L'azienda cerca di proporre a detta di molti lavoratori delle 45 Federazioni sportive un harakiri collettivo, chiedendogli d'abbandonare volontariamente la casa-madre (che prima del decreto Tremonti del 2002 era un ente pubblico) e passare alle dirette dipendenze delle singole federazioni
di Enrico Campofreda

E' un braccio di ferro infinito quello che oppone i dipendenti Coni e la dirigenza della Spa che riceve da mesi il supporto dei sindacati a un piano industriale tutt'altro che tranquillizzante per il personale. L'azienda cerca di proporre a detta di molti lavoratori delle 45 Federazioni sportive un harakiri collettivo, chiedendogli d'abbandonare volontariamente la casa-madre (che prima del decreto Tremonti del 2002 era un ente pubblico) e passare alle dirette dipendenze delle singole federazioni. Spacchettamento, dunque, per ottocento persone finora utilizzabili da strutture federali e servizi del Comitato Olimpico che Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Cisal, Unionquadri hanno avallato firmando stanotte un testo contrattuale ch'era stato respinto dal referendum proposto il mese scorso a dipendenti in organico e precari. Dalla firma si sono sfilate l'Rdb che medita sul da farsi e l'Ugl che riesce a essere più realista delle altre sigle pur avendone finora condiviso una linea giudicata da un cospicuo numero di dipendenti ambigua se non favorevole all'amministrazione. Dopo l'infuocata assemblea di ieri al Foro Italico, che preannunciava la successiva firma sindacale e creava una spaccatura insanabile coi lavoratori che respingono un programma industriale da cui traspaiono inquietanti orizzonti occupazionali, s'è tenuta stamane un'ulteriore assise. L'organizzava un'Ugl disposta a riaprirsi ai timori degli 800 impiegati cui la Coni Servizi ha inviato il primo sollecito scritto al cambio di datore di lavoro. Quale segretario nazionale per i Ministeri è intervenuta Paola Saraceni che ha offerto disponibilità e attenzione dell'Ugl alla problematica. E' scaturita una piattaforma rivendicativa con questi punti: rigetto del contratto che non rispetta il volere d'una consultazione referendaria, diffida verso Coni e presidenti federali dall'intraprendere pressioni verso chi non accetta l'aspettativa volontaria, iniziative legali di difesa collettiva dei lavoratori, chiusura della Coni Spa e rilancio d'una struttura pubblica, nomina d'un commissario straordinario che vigili sulla vicenda. Spiega Barbara Cardinali, dipendente di lungo corso e una delle anime del comitato autogestito 5 Febbraio che ha proposto la piattaforma "Il pericolo che corre chi verrà ancorato a una dipendenza federale in esclusiva è dato anche dalla tipologia della dirigenza di queste strutture: politici dello sport che col denaro pubblico già fanno il bello e il cattivo tempo e che in futuro potranno decidere la sorte di chi lì lavora. Negli ultimi anni sono stati sottoscritti molti contratti atipici, convenienti per il costo del lavoro, che potrebbero condurre le mini-aziende federali a disfarsi dei dipendenti storici a vantaggio di giovani o precari che costano la metà". Non si tratterebbe d'un naturale ricambio generazionale ma d'un'esplicita deregulation del mercato del lavoro. Cardinali rammenta come nei mesi di mobilitazione sia stata la struttura autorganizzata "a scoprire che con l'aspettativa volontaria proposta da azienda e sindacati i lavoratori rischiavano di perdere l'anzianità di servizio e che sarebbero mancate le tutele dell'articolo 18 per le micro federazioni con meno di quindici unità"."Nell'ipotesi di contratto rivista queste clausole erano state introdotte ma al momento della firma sono ridiventati allegati a conferma dell'atteggiamento arrogante della Spa. La realtà è che Coni Servizi non ha voluto mediare nulla e i sindacati hanno deciso di non ‘urtare' troppo. Sul presunto illecito che riguardava un utilizzo del personale d'una Spa nelle Federazioni, che sono soggetti non a scopo di lucro, si poteva trovare l'escamotage di specificare la temporaneità di quei distacchi per periodi ripetuti. Lo prevede la legge Biagi, ce l'hanno ribadito insigni giuristi ma i sindacati firmatari hanno fatto orecchio da mercante". L'assemblea odierna ha anche deciso di tenere alte vigilanza e prosecuzione dell'agitazione, la prossima settimana potrebbe esserci un sit-in. Già nel mese di febbraio un dipendente della federvolley diede vita a una protesta estrema digiunando per una settimana, altri si sono detti disposti ad adottare azioni di richiamo per media e opinione pubblica soprattutto ora che l'appuntamento olimpico s'avvicina. A giugno scadono anche i mandati della dirigenza che compone il CdA aziendale, quei manager introdotti dal ministro Tremonti conservati anche da Padoa Schioppa che potrebbero, ora che il loro tutor è tornato al dicastero dell'Economia, essere ulteriormente confermati o subire la dura legge dello spoyl system. Ma il tam tam dei lavoratori Coni è: "Torniamo all'ente pubblico". Coi Tremonti e Brunetta questo pare proprio un sogno.


27 maggio 2008 - Comunicato stampa Usi RdB Ricerca

300 LAVORATORI ISFOL DALL'ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO AL LICENZIAMENTO: USIRdB RICERCA INDICE LA MOBILITAZIONE ED IN CENTINAIA SI DIRIGONO ALLA SEDE DELL'UNIONCAMERE

Roma - "300 lavoratori dell'Isfol, l'ente di ricerca che svolge e promuove la ricerca e la promozione della formazione professionale e delle politiche sociali e del lavoro, sono a rischio di licenziamento" dichiara Enrico Mari dell'USI RdB Ricerca è un "regalo" del Ministro Tremonti che, nel rastrellare i soldi per lo sgravio fiscale per straordinari, ha "prelevato" dalle tasche dei lavoratori isfol i loro salari"."Come USI RdB abbiamo indetto immediatamente la mobilitazione e un centinaia si sta recando già ora alla sede dell'UNIONCAMERE di Roma ove sappiamo troveremo il Ministro Sacconi e dirigenti del Ministero del Lavoro, ministero che vigila l'ISFOL" continua l'esponente sindacale "non permetteremo che le assunzioni a tempo indeterminato di questo personale che da decenni assicura un importante servizio al mondo del lavoro italiano siano messe in dubbio, addirittura arrivando al licenziamento. Il Ministro Tremonti deve restituire i fondi che il parlamento aveva destinato all'Isfol. E' importante sottolineare che questo Governo, come i precedenti, si riempiono la bocca di paroloni sulla ricerca e sullo sviluppo e poi vanno a licenziare proprio i ricercatori degli enti pubblici che, invece di venire stabilizzati, vengono buttati sulla strada per mancanza di fondi". "Se questo è l'inizio del governo Berlusconi per la ricerca credo che vedremo presto una sollevazione di questo importante settore del paese, di sicuro i lavoratori Isfol risponderanno come merita chi affossa la ricerca pubblica e licenzia chi la stessa ricerca l'ha gestita e fatta progredire, anche nel mondo del lavoro, pur essendo precario" conclude il dirigente sindacale.


27 maggio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 20 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* A Roma, una ricerca pubblica in agonia riparte da Zichichi e da Rossi Bernardi
* Riforme in arrivo, contro i lavoratori
* E' ripartito lentamente il contratto della ricerca
* Un tegola sull'ex presidente dell'Inaf
* E Confindustria scopre la condivisione
* Consulenze enti pubblici, valide anche senza laurea
* Il mistero della moto nel cortile dell'Istat
* Alloggi di servizio, il Cra cambia le regole


27 maggio 2008 - Il Manifesto

Bush a Roma, c'è chi dice no
No war in piazza per la visita del presidente Usa a Berlusconi, l'11 giugno prossimo. Sperando di ripetere il successo di un anno fa
di Giacomo Sette

Preoccupazione e sdegno. Con il «ritiro» invocato come «unica soluzione». Le uscite dei ministri Frattini e La Russa su una modifica dei caveat delle truppe italiane in Afghanistan trovano il muro della sinistra. Pronta a usare il suo unico strumento rimasto, «l'opposizione sociale», per respingere le politiche «guerrafondaie» del governo Berlusconi. In questo clima, l'11 giugno Bush verrà in visita a Roma, per discutere la politica estera col Cavaliere: Iran, la base Dal Molin e le regole d'ingaggio dei militari saranno forse i piatti del giorno. E i movimenti del Patto permanente contro la guerra per l'occasione sono pronti a dare il loro «benvenuto a George». Obiettivo: ripetere il successo del 2007.
Finiti i vincoli di governo che li inchiodavano alla politica del compromesso, gli esponenti dell'ex Arcobaleno sono ora liberi di attaccare la presenza italiana in Afghanistan. «Da quel martoriato Paese sarebbe bene che il governo italiano ritirasse le nostre truppe il prima possibile», dice Pino Sgobio della segreteria del Pdci, che poi schernisce la «flessibilità geografica» palesata da Frattini: «L'unica flessibilità è il ritorno a casa». La sua non è una voce fuori dal coro.
Anche il Prc è compatto sul ritiro. «No alla modifica delle regole d'ingaggio, via i militari dall'Afghanistan - dice Claudio Grassi, del comitato di gestione del partito - Le prime intenzioni del nuovo governo delle destre, che approfitta della timidezza imbarazzante del Pd, si annunciano gravi». Elettra Deiana sempre di Rifondazione si pone sulla stessa scia, parlando di Italia «suddita» alle direttive della Nato e di «scomparsa della sinistra in Parlamento che spiana la strada alla guerra preventiva di Bush». Le forze «comuniste» parlano così di opposizione sociale alla guerra, anche se la loro presenza in piazza l'11 giugno, giorno della visita di Bush a Roma, è ancora tutta da verificare. «Dipende dalla piattaforma - fanno sapere - Comunque abbiamo voglia di manifestare il nostro dissenso anche con soggetti differenti da noi. Diciamo no a percorsi escludenti».
Lo spettro dello scorso 9 giugno, ultima visita di Bush, forse circola ancora nelle memorie di qualcuno: quel giorno mentre il movimento no-war sfilava in decine di migliaia per le vie del centro della capitale, il Prc si distingueva, isolandosi in un comizio a Piazza del Popolo. Neanche mille persone il risultato ottenuto, con gli stessi iscritti al partito che scesero la manifestazione di movimento.
Ora un nuovo No Bush, anche se la situazione è diversa: «E' un'altra stagione politica», affermano un po' tutti. Difficilmente si vedrà la partecipazione dello scorso anno: il giorno, mercoledì, porterà ad una mobilitazione più romana che nazionale. Ciò nonnostante l'indignazione contro «il più autorevole guerrafondaio» può montare.
I soggetti del Patto contro la guerra che promuovono l'iniziativa sono, più o meno, quelli dell'anno scorso: Cobas, Rdb, Rete 28 Aprile tra i sindacati, poi Sinistra Critica, Partito dei Lavoratori, Rete dei Comunisti, associazione Disarmiamoci, centri sociali e comitati territoriali. Danno appuntamento alle 17 a Piazza Esedra con percorso ancora da decidere: «Dipende - spiegano - da dove andrà George. Gli obiettivi da assediare sono per noi Palazzo Chigi e l'ambasciata Usa». Senza tralasciare il Parlamento, in cui «il 100% dei suoi componenti è filo statunitense».
«Vogliamo il ritiro delle truppe da tutti i scenari di guerra - dichiara il leader dei Cobas Piero Bernocchi - E in piazza andremo per contrastare l'imperialismo americano». Poi si sbilancia definendo anche la politica estera italiana «imperialista»: «Siamo i quarti - spiega - in impegno delle missioni all'estero. Lo dice D'Alema». Ritiro dei militari, no alle basi Nato e ai finanziamenti di guerra e stop alla costruzione del Dal Molin, questa più o meno la piattaforma del corteo.
Sulla possibile presenza di esponenti di Prc e Pdci gli organizzatori rispondono con freddezza: «Non cacceremo nessuno, però ci dovranno dare delle spiegazioni sulla loro esperienza di governo». Sotto accusa viene messo l'esecutivo Prodi, reo di aver sostenuto la logica della «guerra come strumento di controllo e di arricchimento economico».


27 maggio 2008 - La Tribuna di Treviso

SINDACATI IN FERMENTO
Usl 9, presidio dell’Rdb: «Più organici»

Treviso - Presidio di protesta domani mattina di fronte al Ca’ Foncello. L’appuntamento è davanti all’entrata principale, dalle 11 alle 13. L’occasione della protesta è la trattativa sindacale con all’ordine del giorno l’accordo presenze e assenze e relativo riconoscimento dell’indennità di turno che si terrà proprio domani. «Contro questo accordo truffa che penalizza i lavoratori turnisti abbiamo raccolto firme - spiegano i delegati Rdb della Rsu dell’Ul 9 - le proteste sono generalizzate. Ma non ci fermiamo. Vogliamo che l’accordo sia rivisto subito, e preveda che in presenza del turno che risponde alle esigenze del reparto, compresi i cambi sia corrisposta l’indennità turno per tutto il mese. Altro fatto grave riguarda l’intenzione della direzione ospedaliera di cedere posti letto a strutture private e introdurre nei reparti personale di cooperative: la giustificazione? Carenza di personale e garanzia per le ferie del personale dipendente. C’è da restare allibiti. Mesi fa ci dicevano che il personale era sufficiente e per questo hanno ritardato i concorsi; ora ci dicono che visto il ritardo delle assunzioni bisogna privatizzare. Inoltre fanno le riunioni sindacali di nascosto, non informando tutti i sindacati. Ci trattano come servi della gleba». L’appello dei sindacati è di partecipare al presidio per cambiare l’accordo sulle indennità turno e per avere assunzioni subito.


27 maggio 2008 - Il Treviso

Presidio all'ospedale

Treviso - Due ore di picchetto per sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che affliggono gli operatori sanitari del Ca' Foncello. Lo faranno domani mattina, dalle 11 alle 13, davanti all'ospedale gli aderenti alla sigla sindacale RdB-Cub. Tre i punti sui quali si vuole focalizzare l'attenzione: i problemi dei turni, la carenza d'organico e il sistema di appalti. Se il secondo è una situazione cronica, il primo deriva dalla recente firma dell'accordo assenze-presenze, che alla fine risulta sfavorevole per i lavoratori. «Con questo accordo i lavoratori rischiano di perdere l'indennità di turno», spiegano i delegati sindacali. Infatti, se non si maturano almeno sette pomeriggi al mese, si perde il bonus. Anche se magari si sono fatte più notti o mattine. RdB-Cub ha anche organizzato una raccolta firme, pure tra i dipendenti del Gris di Mogliano, che ha già raccolto oltre duecento adesioni. «I problemi della sanità creano problemi di servizio alla persona», concludono i delegati.


27 maggio 2008 - Il Gazzettino

«Riconoscimento professionale»

Conegliano - «L'Usl 7 indica una selezione interna per inquadrare nel dovuto modo i dipendenti del De Gironcoli inquadrati come tecnici ma che, in realtà, svolgono mansioni diverse». La richiesta arriva dalla Cub, confederazione unitaria di base, new entry nel panorama delle sigle sindacali dell'Usl di Pieve di Soligo. «Sono una quarantina - sottolina Federico Martelletto - i dipendenti del De Gironcoli inquadrati nel ruolo tecnico A che in realtà svolgono mansioni di assistenza ai pazienti. Si tratta di una situazione inaccettabile - prosegue Martelletto - visto che già da due anni l'ex clinica è passata sotto l'Usl. Chiediamo che, al più presto, l'azienda sanitaria indica una selezione interna per dare a queste persone il riconoscimento che spetta loro». Tra gli altri argomenti al vaglio della Cub, che aveva indetto un presidio poi revocato, anche le modalità del trasporto dei pazienti dal De Gironcoli all'ospedale civile.

Non essendo dipendenti diretti, gli operai non possono accedere a cassa integrazione e mobilità
Sit-in contro 70 licenziamenti
Presidio davanti alla Cab Log da parte dei soci della cooperativa Hub che assembla rasaerba
di Davide Tamiello

Noale - Da venerdì resteranno senza lavoro: 70 operai della Cab Log di Noale in sciopero da ieri con tanto di presidio permanente dell'impianto. La ditta di logistica, in realtà, centra solo indirettamente nella vicenda. Come sempre più spesso accade, infatti, i lavoratori a rischio sono l'ultimo anello di una catena legata a un intricato sistema di scatole cinesi. Gli operai in questione, infatti, sono addetti all'assemblaggio di macchine tosaerba che dipendono dalla Hub, cooperativa che opera alle dipendenze della Ggp (Global garden products) di Castelfranco. Ricapitolando, la piramide gerarchica parte al vertice dalla Ggp, che affida il lavoro alla Cab Log la quale a sua volta subappalta alla coop Hub del consorzio Gesconet. Quel che conta, comunque, è che 70 persone da venerdì rischiano di rimanere a casa, privi di ammortizzatori sociali (cassa integrazione su tutti) come previsto per i soci lavoratori delle cooperative. Per quattro anni e mezzo hanno lavorato di sei mesi in sei mesi (tre line di produzione da venti persone che si davano i turni) a 1.200 euro al mese. Dovendo distribuirli in tutto l'anno, però, è come se guadagnassero 600 euro al mese. Niente tredicesima e quattordicesima, niente scatti di anzianità, niente ferie né malattia. In più, come se non bastasse, i sindacati puntano il dito sul contratto di assunzione perché secondo loro gli operai, quasi tutti stranieri ed extracomunitari, sono stati pagati come facchini pur svolgendo un lavoro da metalmeccanici. E così, da ieri, è partito lo stato di agitazione, articolato in uno sciopero ad oltranza con presidio permanente (quindi anche di notte) dello stabilimento. «Le motivazioni di una presa di posizione così drastica - spiega Giovanni Poetto (Adl Cobas) - sono diverse: la prima è che a fronte delle richieste più volte fatte di sentire un pronunciamento di Ggp sul futuro della produzione non abbiamo mai avuto alcuna risposta. Come noto, l'unica cosa certa è che il contratto di appalto con Ggp cesserà il 30 maggio. Gesconet, il consorzio a cui fa capo la cooperativa Hub, ha proposto di chiudere la vicenda con una conciliazione e con un impegno ad assumere i lavoratori solo nel caso in cui Ggp decidesse di mantenere la produzione a Noale e ad affidare nuovamente l'appalto a Cab Log». In attesa di risposte, lavoratori e sindacati rimangono sul piede di guerra. «Da anni - continua Poetto - queste 70 persone lavorano con un contratto da logistica, mentre in realtà sono a tutti gli effetti addetti alla produzione e assimilabili a tutti gli effetti agli operai metalmeccanici. Questa situazione li ha messi nella condiziona di non poter usufruire della cassa integrazione nei periodi di sospensione dell'attività e di non poter usufruire, dopo il licenziamento, dell'indennità di disoccupazione o di mobilità. Perciò, in questa trattativa, intendiamo chiedere il calcolo delle differenze salariali dovute e dei danni subiti per la mancata possibilità di usufruire della cassa integrazione».


27 maggio 2008 - L'Arena

«Ci sono pochi soldi eppure s’è affrontata una spesa eccessiva»

Verona - Uno stop annunciato, previsto e prevedibile. È quanto sostengono i lavoratori della Rappresentanza di base del Comune sulla sospensione della mostra del Louvre. «Dai vari centri di responsabilità e dai sindacati erano state sollevate molte perplessità in ordine a un’operazione che by-passava completamente la struttura comunale e le professionalità in essa contenute», dice una nota della Rdb.
«In questi mesi», precisa la nota, «i lavoratori e i sindacati hanno denunciato come la frettolosa operazione Louvre avesse comportato la messa in discussione dell’ordinaria attività culturale garantita dai servizi comunali. Sono stati dimezzati i budget di molti cdr per dirottare le risorse sulla mostra Goldin. Ma com’era sostenibile un’operazione economica di tale portata quando il Comune sta attraversando un momento contabile estremamente delicato? Da oltre un mese tutti gli impegni di spesa, anche per le ordinarie manutenzioni, sono bloccati».
Intanto, il deputato del Pd Giampaolo Fogliardi evidenzia «la gravità della vicenda dal punto di vista amministrativo. Chi ha proposto la pubblicità era coperto da un contratto? L’amministrazione aveva definito degli accordi? E se sì aveva posto delle penali? Penso che sul piano dell’immagine e di eventuali danni ci siano ipotesi per agire sul piano civile e penale. Per questo inviterò il gruppo consiliare del Pd a indire un Consiglio straordinario per esaminare alla luce del sole tutti gli atti».(E.G.)


27 maggio 2008 - La Nuova Venezia

Appalto in scadenza, lavoratori a casa
Noale. Cab Log, in sessanta da ieri mattina incrociano le braccia

NOALE - Sono in sciopero da ieri mattina i sessanta lavoratori della Hub, cooperativa che, in subappalto dalla Cab Log, produce macchine tosaerba per conto della Global Garden Products (Ggp) di Castelfranco. La Hub fa parte del consorzio Gesconet, che si è assicurato il subappalto della Cab Log. I lavoratori incroceranno le braccia ad oltranza, con un presidio permanente diurno e notturno dell’impianto di via Mestrina. Il 30 maggio, infatti, il contratto d’appalto con Ggp finirà e i 60 operai rischiano di restare a casa poiché la produzione potrebbe essere spostata altrove. Giovedì scorso si è tenuto un incontro convocato in Provincia dall’assessore al Lavoro Alessandro Sabbiucciu che non ha portato a grossi risultati. I sindacati accusano l’azienda trevigiana di non essersi nemmeno presentata. «Non si è neppure degnata di sedersi al tavolo - dice Giovanni Boetto dell’Adl Cobas - e queste persone da sabato saranno a casa. Inoltre la Gesconet proponeva di chiudere la vicenda con una conciliazione nella Direzione provinciale del lavoro e con un impegno ad assumere i lavoratori solo nel caso in cui Ggp cambiasse idea e decidesse di riprendere la produzione a Noale, riaffidando l’appalto a Cab Log. Ma poiché tutto ciò si è dimostrato infondato, nell’assemblea di venerdì abbiamo deciso di respingere questa ipotesi». Così i lavoratori hanno deciso di scioperare e chiedono un risarcimento per aver lavorato come metalmeccanici.
«Da anni questi dipendenti - aggiunge Boetto - hanno lavorato col contratto della logistica mentre erano in realtà a tutti gli effetti addetti alla produzione. Così sono stati pagati da facchini. Questo ha consentito a Ggp di risparmiare un sacco di soldi sul costo del lavoro e ha messo gli operai nella condizione di non poter usufruire della cassa integrazione e dell’indennità di disoccupazione e/o mobilità. Per questo abbiamo deciso di intraprendere ogni azione, anche legale, affinché siano riconosciuti a loro i diritti che gli spettano».(a.rag.)


27 maggio 2008 - Il Piccolo

Trieste. Possibili venerdì disagi e ritardi per chi si sposta in autobus in città...

Trieste - Possibili venerdì disagi e ritardi per chi si sposta in autobus in città. Trieste Trasporti comunica infatti che per il 30 maggiuo le segreterie aziendali dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Autoferrotranvieri e RdB Federazione trasporti hanno proclamato uno sciopero. L’astensione dal lavoro interesserà gli autisti degli autobus al mattino nella fascia oraria dalle 9 alle 13: in queste ore sarà dunque possibile il verificarsi dei disagi. Il personale amministrativo aderente agli stessi sindacati incrocierà invece le braccia nelle ultime quattro ore della giornata lavorativa.


26 maggio 2008 - Prima

CONTRO IL RAZZISMO, RDB CUB:
ROMA, SOLIDARIETÀ AI CITTADINI IMMIGRATI DEL PIGNETO

(PRIMA) ROMA - L'ennesimo, gravissimo episodio di intolleranza xenofoba, l'assalto a Roma, al Pigneto, contro commercianti rei solo d inon essere di nazionalità italiana, è un altro risultato del clima d'odio, fomentato da forsennate campagne politiche e di stampa, su cui il centro destra ha costruito le sue fortune elettorali all'insegna della sicurezza. Si tratta di un'offensiva senza precedenti, diretta a individuare negli immigrati la causa di tutti i disagi, le insicurezze, le precarietà, i problemi causati da uno sviluppo economico distorto che impoverisce stratri sempre più larghi della nostra società; una manovra politica e culturale che purtroppo trova pericolosi consensi anche tra settori popolari che avrebbero ben altri motivi per rivoltarsi contro i veri responsabili: i poteri forti economici e finanziari, i governi e le forze politiche subordinati ai voleri del grande capitale, i sindacati confederali subordinati alle logiche del profitto. Il Governo Berlusconi, che non ha perso tempo nel varare il pacchetto sicurezza, con il plauso del PD di Veltroni e di quello che resta dell'opposizione parlamentare, non è stato altrettanto sollecito nell'emanare norme per aumentare i salari e le pensioni, contro la precarietà e le morti sul lavoro, il caro vita e così via. I moviproblemi che schiacciano la stragarande maggioranza dei lavoratori e della popolazione aumentano come pure le ragioni per rilanciare una forte mobilitazione contrastando il disegno di chi, mettendo lavoratori italiani contro immigrati, entrambi sempre più sfruttati e ricattati, vuole impedire che si saldi un movimento unitario, molto pericoloso per i poteri forti, che reclami per tutti diritti, dignità, sicurezza del lavoro e sul lavoro. La Federazione delle Rappresentanze Sindacali di Base, nel condannare qualunque espressione di intolleranza ed odio razzista, sia che si esprima con i progrom contro i rom e gli immigrati che con misure securitarie che, in nome di una lotta alla clandestinità in effetti mirano al controllo militarizzato del territorio come dimostrano le violente cariche e gli arresti contro i cittadini di Chiaiano, esprime tutta la propria solidarietà ai cittadini immigrati colpiti dal raid di sabato scorso ed invita i propri iscritti e tutti i lavoratori a partecipare alla manifestazione che si terrà Lunedì 26 Maggio alle ore 18 all'isola pedonale del Pigneto.


26 maggio 2008 - Dire

CASA. ASIA-RDB: CAMPAGNA ELETTORALE È FINITA E SI VEDE

(DIRE) Roma, 26 mag. - "Oggi il neo sindaco Alemanno ha giurato e ha presentato la giunta comunale. Nel suo discorso di presentazione abbiamo avuto modo di vedere quanta discontinuita' ci fosse con il suo predecessore, soprattutto sull'emergenza abitativa e sul disegno urbanistico della citta'. Oseremmo dire poca, se non nessuna". E' quanto si legge in una nota di Asia-Rdb, che prosegue: "Ragionando intorno al piano casa, non si e' discostato molto dall'impianto della precedente giunta, nonostante la sparata sui 40 mila alloggi di qualche giorno fa ora ci dice che il pino riguarda invece 25.000 alloggi ad housig sociale realizzabili con il contributo dei privati. Quindi spariscono gli impegni per un piano di case popolari: l'unico segmento di alloggi che manca a Roma per fronteggiare l'emergenza e la rendita parassitaria". "Sul fronte urbanistico, cioe' sul Piano regolatore generale (sotto la lente di inchieste giornalistiche e giudiziarie) ha genericamente fatto riferimento a termini come trasparenza e diritti- prosegue la nota- senza pero' entrare nel merito e senza metterlo in discussione. Questa posizione, insieme al passaggio sull'uso sociale delle vendite fondiarie, appare come un segnale verso i signori del cemento piu' che verso i cittadini e le cittadine con 'fame di case'. Dopo quindici anni e' risuonata la Patarina, ci verrebbe da dire: per chi suona la campana? Non certo per la tutela del diritto all'abitare, diritto che viene molto evocato ma che e' destinato a rimanere negato, oggi come ieri". "Riteniamo necessaria una rinnovata mobilitazione per aprire una vera vertenza con la nuova amministrazione. Una vertenza che chieda risorse e aree con urgenza. Alla luce della drammatica situazione diventa centrale la convocazione da parte del prefetto del Tavolo avviato prima delle elezioni con i costruttori- conclude la nota di Asia-Rdb- A questa sede autorevole deve esserci anche il sindaco per non consentirgli di sfuggire alla sue responsabilita'. La manifestazione del 14 giugno 2008 organizzata dalla rete cittadina per il diritto all'abitare diviene un'importante tappa di partenza per sostenere la vertenza con il neo sindaco".

SCUOLA. IN CORSO INCONTRO SINDACATI-ASSESSORE MARSILIO
LE RICHIESTE: STOP A RIDUZIONE ORGANICI E ASSUNZIONE PRECARI

(DIRE) Roma, 26 mag. - E' ancora in corso il primo incontro tra Cgil, Cisl, Uil e Rdb e il neo assessore comunale alle Politiche educative e scolastiche Laura Marsilio, riuniti nella sede dell'XI Dipartimento in via Capitan Bavastro. Al centro della discussione l'accordo firmato il 7 novembre 2006 dalle sigle confederali e dall'ex assessore capitolino Maria Coscia, riguardante la stabilizzazione del personale precario degli asili nido comunali, duemila educatrici in tutto, e la riorganizzazione del lavoro che prevedeva l'eliminazione di una maestra a patto, pero', che fosse rispettato il rapporto di uno a sei tra insegnanti e bambini stabilito dal Contratto di lavoro nazionale. Ed e' proprio su questo punto che i sindacati, e in particolar modo la Rdb, chiedono all'assessore Marsilio di istituire un tavolo di confronto. "L'accordo non e' stato verificato, cosi' come invece era previsto inizialmente- spiega Annamaria Visca della Uil- e cio' ha provocato un grande malcontento tra i lavoratori. In alcuni casi il rapporto fra bambini ed educatrici e' arrivato addirittura a 1 a 24". Unanime quindi il coro delle sigle sindacali: "Chiediamo che a settembre non vengano tagliate altri 200 posti di educatrici che andrebbero ad aggiungersi ai 200 gia' tagliati l'anno scorso, creando quindi grande disagio sia per i bambini che per le operatrici". Critica, invece, resta la posizione della Rdb che, mentre la delegata Caterina Fida e' impegnata nell'incontro con l'assessore, ha organizzato un presidio all'esterno del dipartimento. "Critichiamo l'accordo siglato da Cgil, Cisl e Uil nel novembre 2006- attacca Roberto Betti, rappresentante della Rdb- e riteniamo tardiva la convocazione di questo incontro, arrivata soltanto venerdi'. Percio' abbiamo deciso di non revocare lo sciopero indetto per oggi". Inoltre, aggiunge Betti, "segnaliamo l'allarmante processo di esternalizzazione dei servizi che, invece, devono rimanere nel pubblico".


26 maggio 2008 - Ansa

RAID CONTRO IMMIGRATI: STRANIERI INVITANO ROMANI A CORTEO

(ANSA) - ROMA, 26 MAG - Numerosi inviti a partecipare alla manifestazione che si svolgera' questa sera al Pigneto, dopo il raid razzista compiuto sabato contro alcuni negozianti extracomunitari e le loro attivita' commerciali da un un gruppo di persone con i volti coperti, sono stati diffusi da comitati e associazioni. In particolare un invito a tutti i cittadini romani ''democratici e antirazzisti'' a partecipare alla manifestazione e' stato rivolto, con una nota, dall'Associazione Dhuumcatu , una associazione di immigrati che gestisce uno sportello di informazioni a piazza Vittorio, nel cuore del quartiere multi-etnico dell'Esquilino, e che e' da sempre in prima linea nelle lotte per il permesso di soggiorno. L'Associazione invita ad aderire alla manifestazione ''in risposta alla vile aggressione di chiaro stampo fascista e razzista''. Solidarieta' ai cittadini immigrati colpiti e' espressa anche dalla Federazione delle rdb. L'assalto - nato per vendicare uno scippo di cui era rimasto vittima un italiano - e' stato compiuto da un gruppo di giovani, con i volti coperti e armati di bastoni comandati da un adulto: al grido di ''sporchi stranieri'' e ''bastardi''hanno devastato tre negozi gestiti da bengalesi e indiani.


26 maggio 2008 - Gazzetta di Reggio

Presidio della Cub davanti al municipio
Il sindacato trasporti protesta per la vertenza di Orfeo

Reggio E. - Il sindacato reggiano Cub trasporti metterà in atto, oggi pomeriggio a partire dalle 16, una protesta con presidio davanti alla sede del municipio di Reggio, in concomitanza con una seduta del consiglio comunale.
Il sindacato dei lavoratori dei trasporti pubblici invita tutti i lavoratori di Consorzio Orfeo e del gruppo Act che si trovino liberi dal servizio, a partecipare all’iniziativa.
La Cub trasporti esprime così «la decisa contrarietà a una mobilità che di fatto è un licenziamento collettivo», chiedendo «il rientro in Autolinee dell’Emilia di tutto il servizio sub-affidato, e la contemporanea ed immediata assunzione, con piena parità di diritti, di tutti i lavoratori di Orfeo».
Il 15 maggio scorso, infatti, secondo il sindacato Cub la ditta Seppi Autonoleggio, facente capo al Consorzio Orfeo che per conto di Transcoop bus gestisce parte del sub appalto del servizio urbano ed extraurbano, ha comunicato ufficialmente l’attivazione della procedura di mobilità per 12 autisti su 18, a partire dall’8 giugno prossimo.
«Da anni denunciamo - così si conclude una nota della Cub - le condizioni dello sfruttamento degli oltre 70 lavoratori di Orfeo e per questo abbiamo proposto un unico contratto aziendale che comprenda tutto quanto il gruppo Act».


26 maggio 2008 - Il Messaggero

Roma. Escono le graduatorie provvisorie per l’ammissione agli asili nido della capitale...
di LUCA BRUGNARA e VERONICA CURSI

Roma - Escono le graduatorie provvisorie per l’ammissione agli asili nido della capitale e più di diecimila mila bambini, quest’anno, rischiano di rimanere a casa. Lo dicono i numeri, davvero poco confortanti, forniti dai municipi della città. Stando ai dati pubblicati sul sito del Comune di Roma, infatti, delle 18 mila domande presentate per avere un posto in una struttura pubblica, le famiglie accontentate sono state a malapena la metà: dunque, un bambino su due, rischia di rimanere in lista d’attesa per l’anno scolastico 2008-’09.
Rispetto allo scorso anno le domande sono notevolmente aumentate: passando da 15 mila a 18 mila. Dunque anche se con la recente amministrazione l’offerta era aumentata di 1.600 posti, la situazione risulta comunque critica. E molti bimbi dai 0 ai 3 anni dovranno rimanere a casa con nonni e tate.
Si rischia il collasso soprattutto nel IV municipio dove, su un totale di 1.374 domande sono stati accolti poco meno di 700 bambini, nel XVIII dove su 886 domande i posti assegnati sono stati 398 e nel XIX che ha ricevuto 1082 domande, accogliendo appena 454 bambini. Critica la situazione per quel che riguarda la fascia dei piccoli anche in I municipio (157 le domande presentate, 75 i posti assegnati) e nel IX dove su 302 domande i bimbi accolti sono stati 132.
Tanti genitori esclusi dalle liste hanno deciso di appellarsi alla giustizia, inondando di ricorsi i municipi. Con la speranza che le loro proteste vengano nuovamente accolte visto che le graduatorie definitive in molti municipi, come nel II ad esempio o nel IX, usciranno solo dopo il 10 giugno.
Le proteste sono sempre più alte. Sia da parte delle famiglie, costrette a spendere anche fino a 700 euro al mese per mandare i propri figli all’asilo privato, sia da parte delle lavoratrici dei nidi comunali che proprio oggi sciopereranno per chiedere che sia riaperto il confronto tra amministrazione comunale e personale educativo sulle scelte organizzative degli asili nido. La protesta avrà luogo in via Capitan Bavastro davanti alla sede del Dipartimento XI, Politiche educative e scolastiche.
Un’agitazione mantenuta dal sindacato Rdb-Cub, nonostante l'incontro con l'assessore alla scuola Laura Marsilio, previsto oggi per le 16. «Il sindacato - si legge in una nota - chiede la sospensione degli effetti dell'accordo del 28 maggio 2007; il reintegro del personale di ruolo trasferito a settembre 2007; la riapertura di un negoziato che ripristini e adegui il numero di organici, oltre alla garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino».
Richieste che potrebbero essere accolte dall’assessore Marsilio che si dice disposta «a trovare da subito una soluzione che accontenti tutte le parti e metta le educatrici dei nidi in condizione di lavorare». «Vorrei dare un segnale di speranza a chi lavora nelle strutture pubbliche di Roma - afferma - La situazione degli asili nido è una delle prime emergenze da affrontare. Il mio intervento sui menu etnici che sono stati tolti dalle mense scolastiche, è andato proprio in questa direzione: so perfettamente che non era quello il primo problema da risolvere, ma il mio provvedimento è andato a eliminare uno spreco ingente di denaro che potrebbe essere investito in altre questioni, come i nidi ad esempio».


26 maggio 2008 - Il Resto del Carlino

I LAVORATORI di Orfeo (e del gruppo Act) aderenti al sindacato Cub...

Reggio E. - I LAVORATORI di Orfeo (e del gruppo Act) aderenti al sindacato Cub protesteranno oggi alle 16 davanti al munciipio, in occasione del consiglio comunale.Il sindacato ribadisce «la decisa contrarietà alla mobilità che di fatto è un licenziamento collettivo» e chiede «il rientro in Autolinee dell’Emilia di tutto il servizio sub-affidato e l’assunzione di tutti i lavoratori di Orfeo».


25 maggio 2008 - Il Mattino

LA SANITÀ
Sale operatorie poco sicure ospedalieri in agitazione

Cava de’ Tirreni - Sale operatorie insicure da un punto di vista strutturale. Ma non solo: interventi chirurgici a rischio perchè eseguiti con la presenza di un solo informerie, a causa della più volte lamentata carenza di organico. Sono questi in sintesi i punti salienti della protesta, avviata ormai da tre mesi, dagli operatori dell'ospedale Santa Maria dell'Olmo e Costa d'Amalfi, sfociata in questi giorni nella proclamazione dello stato di agitazione. Ieri in una nota stampa i rappresentanti sindacali di base Cub (Confederazione unitaria di base) hanno invitata l'intera cittadinanza (politi, istituzioni, associazioni e semplici cittadini) all'assemblea pubblica programmata per sabato prossimo presso l'aula riunioni del presidio metellian.: «Si tratta di tutelare non solo i lavoratori, ma i cittadini tutti - scrive nella nota l’organizzazione sindacale - Bisogna informare la cittadinanza delle gravi carenze dell'ospedale cavese e decidere le iniziative da assumere». Il giorno prima la stessa delegazione di rappresentanti sindacali incontrerà il sindaco Luigi Gravagnuolo, «con la sperenza - spiegano - di trovare nell'organo politico la forza necessaria per la messa in sicurezza delle sale operatorie». La vertenza parte dal 14 gennaio scorso. Da quella data si sono succeduti una serie di incontri con la dirigenza dell’Asl. «Abbiamo rifiutato l'ipotesi di una riorganizzazione del blocco operatorio - dicono i sindacalisti - Abbiamo chiesto, infatti, al contrario di quello che ci era stato proposto una turnazione "legale" e senza turni di straordinario preventivo». Dopo la proclamazione dello stato di agitazione si è chiesto l'intervento del prefetto. «Il prefetto ci ha convocato per il 15 maggio scorso - ricordano i sindacalisti, ma la dirigenza dell'Asl Sa1 non si è presentata».


25 maggio 2008 - AMI agenzia multimediale italiana

Bologna: sì ai vigili urbani armati di spray e manganello
Il Consiglio comunale di Bologna ha dato il via libera, tra ostruzionismo e astensioni incrociate, alle nuove dotazioni per i Vigili Urbani: manganello e spray urticante
di michele imperio

Nuove misure per la sicurezza e nuovi strumenti per i vigili urbani del Comune di Bologna. Entreranno infatti nella dotazione degli agenti della polizia urbana il manganello e lo spray urticante. Secondo un ordine del giorno approvato recentemente, la Giunta comunale del capoluogo felsineo invita «a procedere, di concerto con le organizzazioni sindacali a definire le tipologie di "ausili difensivi" da adottare per i differenti tipi di servizi previsti; a definire i protocolli d’uso degli strumenti stessi ed il percorso formativo per gli agenti coinvolti; a valutare le eventuali forme assicurative per rispondere agli effetti collaterali, non voluti, determinati dall’uso dello spray irritante; e infine ad adottare le modifiche necessarie al regolamento del corpo di polizia municipale del comune di Bologna sulla base dei criteri sopraindicati». Una decisione approvata con i voti del Pd, promotore della proposta, ai quali si è opposto il voto contrario della sinistra radicale. Astenuti i consiglieri di Sinistra Democratica, mentre non hanno invece partecipato al voto Pdl e Ltb (La tua Bologna), la lista civica fondata da Giorgio Guazzaloca.
Preso atto del risultato della votazione, il sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha sostenuto che «è stato fatto quello che bisognava fare. Il Consiglio ha deciso un orientamento e la giunta ha cambiato il testo del regolamento come e' normale». «Adesso», ha poi sottolineato Cofferati indicando le prossime tappe dell'iter del provvedimento facendo riferimento alla consuetudine del caso, «l'applicazione avverrà attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali, come peraltro si e' sempre fatto».
Ma le misure introdotte non hanno mancato di sollevare critiche, soprattutto riguardo la loro stessa applicabilità: il Ministero dell'Interno, attraverso la Prefettura, ha infatti comunicato che allo stato attuale «la quasi totalità finora esaminata delle mazzette di segnalazione (i cosiddetti "sfollagente", ndr) e delle bombolette al capisicum (al peperoncino, ndr) sono considerate armi», e dunque, come conferma anche l'assessore alle Politiche per la Sicurezza del comune di Bologna Libero Mancuso, «non sono consentite».
Le novità in termini di equipaggiamento ha registrato accoglienze contrastanti all'interno del corpo dei vigili urbani, e una parte degli ufficiali si è detta poco entusiasta. «Quale tutela amministrativa e politica ha il vigile urbano che, aggredito, usi una bomboletta spray?» è l'interrogativo sollevato da Massimo Simoni, delegato sindacale Rdb (Rappresentanze di base), che in precedenza aveva già sottolineato come, da parte dei dirigenti, si mostrasse una «mancanza di competenza sulle nostre modalità operative», e quanto si rendesse «necessario istituire un tavolo sui problemi degli infortuni, la maggior parte dei quali non è provocata da colluttazioni».
Per sua parte l'assessore Libero Mancuso ha acconsentito a convocare, tra la fine di maggio e l'inizio di giugno, un tavolo tecnico di confronto con le rappresentanze di Cgil e Rdb, contrarie ai provvedimenti, allo scopo di individuare un accordo che soddisfi entrambe le parti.
La questione delle dotazioni della polizia urbana non è circoscritta solamente a Bologna, anche in altre città italiane si pensa di fornire gli ufficiali di spray e manganello. Il nodo verrà affrontato anche a Roma lunedì 26 maggio nel corso della prima seduta del Consiglio Comunale. A breve dunque si saprà quali saranno i provvedimenti che la giunta capitolina deciderà di adottare in materia di sicurezza e legalità, e se ci saranno altre città italiane che seguiranno la strada battuta dal Comune di Bologna.


25 maggio 2008 - Il Giorno

Portalettere sindacalista trasferito per punizione Poste condannate
LA SENTENZA

VOGHERA— È TORNATO al suo vecchio posto di lavoro, alle Poste centrali di via XX Settembre, in città, che, nel 2005, Carlo Mantuano, vogherese, portalettere di 49 anni, era stato costretto ad abbandonare. «Per problemi di salute, alla vista — spiega il postino —, era stato giudicato non idoeno alla guida e, così, privato della patente. Non potendo più guidare, l’azienda mi aveva trasferito all’Ufficio di Chignolo Po». Per 3 anni, per timbrare alle 7.20, Carlo Mantuano si è svegliato alle 4 e mezza, ha preso un primo treno per Pavia, sosta di un’ora, e nuovo locale, quello per Chignolo Po. E questo perché «sono un sindacalista — sostiene Carlo Mantuano — della Rsu Poste Cobas PT Cub e mi sono sempre battuto per la sicurezza sul posto di lavoro, per gli straordinari». Alla prima occasione, «l’azienda si è vendicata». Quando gli viene comunicata la nuova destinazione, non proprio a un tiro di schioppo da Voghera, Carlo Mantuano inizia a nutrire un sospetto: comportamento antisindacale. Supportato dal «suo» sindacato e da Rifondazione Comunista (il postino fa parte del direttivo della sezione cittadina), ingaggia una battaglia a colpi di carta bollata. Il primo round, in Tribunale a Voghera, è a favore di Poste Italiane. Il secondo no. La Corte d’Appello di Milano condanna Poste Italiane a un’ammenda di 3.000 euro e sentenzia: «antisindacalità del comportamento della società consistito nel trasferimentodi Carlo Mantuano presso l’Ufficio Postale di Chignolo Po e ordina a Poste Italiane di ricollocare il Mantuano presso l'Ufficio Postale di Voghera».(P.M.)


24 maggio 2008 - Liberazione

Trasporto locale e asili nido comunali, giovedì scorso il primo stop
Servizi pubblici, sono ripartiti gli scioperi
di Vittorio Marini

Roma - Passata la sbornia elettorale il sindaco Alemanno si ritrova ad affrontare i problemi sindacali lasciati in eredità dal pontificato veltroniano. Giovedì scorso c'è stata l'ennesima giornata di sciopero indetta dalla Cub Trasporti Autoferrotranvieri, che ha riguardato il trasporto pubblico locale della capitale: dalle 8,30 alle 17,00 e dalle 20,00 fino a fine servizio si sono fermati i dipendenti della Tevere Tpl Scarl, il consorzio che gestisce a Roma il 20% del trasporto pubblico su gomma. I lavoratori della Tevere Tpl Scarl chiedono un contratto integrativo aziendale che preveda la tutela degli inidonei, la riduzione dei turni spezzati e dell'orario di guida giornaliero, misure di sicurezza a favore degli autisti quali la chiusura delle cabine di guida, il riconoscimento di alcune indennità e di un "Premio di risultato" definitivo per ridurre la forbice salariale che attualmente vede penalizzati gli autisti della Tevere Tpl Scarl rispetto ai loro colleghi della Trambus. «Complessivamente nell'arco delle 24 ore abbiamo registrato un'adesione allo sciopero del 60% - afferma Renzo De Dominicis delle Rdb-Cub - e di questi tempi non è poco. Siamo soddisfatti del risultato ottenuto, che servirà per rilanciare la nostra vertenza».
Lunedì prossimo invece saranno le lavoratrici dei nidi del Comune di Roma a scioperare per l'intera giornata, per chiedere la modifica degli accordi firmati da Amministrazione comunale e sindacati confederali, che diminuendo gli organici e aumentando la flessibilità e i carichi di lavoro hanno in breve tempo determinato un degrado del servizio pubblico e favorito infelici scelte privatistiche. Alle 15,00 assemblea in via Capitan Bavastro, davanti alla sede del Dipartimento XI: «Questo sciopero è il punto di arrivo della lotta intrapresa dalle lavoratrici del settore contro gli accordi nefasti siglati con la giunta Veltroni - dichiara Caterina Fida, dirigente Rdb-Cub del Comune di Roma - e ci auguriamo che la nuova giunta dimostri nei fatti il cambiamento di rotta che dichiara di voler perseguire».


24 maggio 2008 - Il Manifesto

Sei occupazioni in un giorno, in azione la Rete per la casa

Roma - Cinque occupazioni sono durate poche ore, volevano solo essere la dimostrazione concreta che il problema degli alloggi nella capitale si può risolvere. Ma una è tutt'ora in corso. Ieri i movimenti della lotta per la casa di Roma (Action, Coordinamento di lotta per la casa, Comitato obiettivo casa e Asia Rdb-Blocchi precari metropolitani) hanno presidiato alcuni luoghi-simbolo della dismissione del patrimonio pubblico che incentiva il cemento privato. «A Roma 70, periferia sud della città, - spiega Bpm - è stato occupato da 200 famiglie un palazzo in ristrutturazione di proprietà di una società ligure, inutilizzato dal 2003. E non lo lasceremo». Sono state invece iniziative simboliche quelle nella centrale via Cavour, dove Action ha occupato 50 appartamenti di proprietà del costruttore Camillo Colella. Al palazzo dell'ex cinema di via Ettore Rolli, ora un magazzino dismesso, in zona Portuense. E altre tre del Bpm. Nel pomeriggio il prefetto Mosca, dopo aver ricevuto una delegazione, ha promesso un tavolo tra movimenti, costruttori e enti locali, come richiesto dalla stessa rete di lotta per la casa. L'iniziativa, dicono i movimenti, è stata «una giornata di censimento dal basso, per dimostrare che le risposte esistono e sono sotto gli occhi di tutti. Occorre solo la volontà politica di costruire soluzioni».


24 maggio 2008 - Viterbo Oggi

Viterbo. Federazione delle RdB CUB
Chi fa il gioco sporco?

Viterbo - La Federazione delle RdB CUB di Viterbo, ha appreso dai lavoratori della Formazione professionale della provincia, che a breve si dovrebbero tenere le elezioni per il rinnovo delle RSU nel loro settore, sono stupito commenta Sergio De PAOLA del coordinamento provinciale RdB, da parte della Provincia non c’è giunta nessuna comunicazione, e non si riesce nemmeno ad ottenere informazione in merito dai Dirigenti preposti, si negano? Sono assenti? Il silenzio totale da luogo a queste ed altre perplessità.
Cgil, cisl e uil scuola, temono forse, che la presenza di una lista di lavoratori presentata dalla RdB possa rivelarsi come l’ennesimo schiaffo alla deriva sindacale ormai dilagante, o temono l’ennesima affermazione di un sindacato radicato tra i lavoratori, che difende e rivendica veri bisogni del mondo del lavoro e che ha scompigliato il sistema di vivi e lascia vivere.
Non possiamo lasciare che si facciano giochi sulla pelle dei lavoratori da parte della Provincia, che ancora non applica il rinnovo contrattuale del 25 gennaio 2008 con decorrenza 1 gennaio 2007 e che non trova soluzione al "conflitto" contrattuale con gli altri dipendenti inquadrati con il CCNL delle autonomie locali,
ne possiamo lasciare che i lavoratori siano presi per il naso, in un momento importante di espressione di democrazia diretta, come l’elezione dei propri rappresentanti in seno alle RSU.
Non si facciano illusioni, conclude De PAOLA, non lasceremo che questo scippo avvenga, siamo pronti a adire le vie legali se questi ostacoli alla nostra partecipazione al voto non vengano rimossi, chiediamo all’amministrazione provinciale di non finire nel ridicolo prestandosi a giochi e giochetti che non attaccano più tra i lavoratori ed i cittadini.


24 maggio 2008 - La Repubblica

La coop Rear si piega ai 173 dipendenti
Firmata l´intesa per Venaria garantito lo stesso stipendio
Scongiurati altri scioperi: sarà adottato il contratto dei confederali. Laus: "Alla fine è prevalso il buon senso" Oliva: "Ha vinto la Reggia"
di MARINA PAGLIERI

Venaria - C´è l´accordo sulla Reggia di Venaria, non ci saranno più scioperi e agitazioni. Dopo un pomeriggio fitto di incontri presso gli uffici di via Bertola, presenti l´assessore per la Cultura Gianni Oliva e il responsabile della reggia Alberto Vanelli, e dopo una complessa opera di mediazione politica, il presidente della cooperativa Rear aggiudicatrice dell´appalto Mauro Laus ha accettato le condizioni poste dalla Regione. E in serata le organizzazioni sindacali - Cgil Cisl e Uil e Rdb Cub - hanno firmato l´intesa per i 173 lavoratori adibiti ai servizi, da tempo in agitazione. Saranno tutti assunti (oltre che da Rear, dalla cooperativa Copat e da Res Nova spa) con decorrenza dal 29 maggio secondo il Contratto nazionale multiservizi siglato nel 2007 dai confederali. Sarà un contratto a tempo indeterminato, valido fino alla fine dell´appalto, che scade nel 2009, con possibilità di proroga per un altro anno. «Nessun dipendente prenderà neanche un centesimo in meno di quanto percepiva prima, assumo anche quelli che non sono stati inquadrati in precedenza, nessuno resterà fuori - ha detto Laus. - Non ero tenuto a farlo, le condizioni che avevo posto erano giuridicamente corrette, ma hanno prevalso la ragionevolezza e il buon senso». «Ha vinto la Reggia - è il commento di Oliva. - E hanno vinto la mediazione politica e i lavoratori, che sono destinati ad aumentare in parallelo con l´aumento dei visitatori, cui dobbiamo garantire buoni servizi».

Vigili in bici o con la moto enduro
E il prefetto conferma: niente Rambo con spray e manganello Otto agenti a turno pattuglieranno il parco del Lungo Reno, le aree verdi e le piste ciclabili Mancuso al question time rivela il nuovo stop del Viminale sulle "armi" della polizia municipale
di SILVIA BIGNAMI - ELEONORA CAPELLI

Bologna - I vigili restano senza manganello, ma avranno mountain bike e moto da Enduro. Se infatti il Viminale conferma il no a spray al peperoncino e bastoni distanziatori, «non consentiti dalla normativa vigente», ha detto l´assessore alla Sicurezza Libero Mancuso, dai vigili di Borgo Panigale parte un progetto per rilanciare l´immagine amichevole dei "vigili in bicicletta". O in moto.
«La quasi totalità finora esaminata sia delle mazzette di segnalazione che delle bombolette al capisicum sono armi e non si possono usare» ha ripetuto ieri durante il Question Time l´assessore alla sicurezza Libero Mancuso, leggendo una lettera del Ministero degli Interni. Il nuovo stop arriva sempre dal Viminale, interpellato da Palazzo D´Accursio attraverso la Prefettura, che con una missiva datata 22 maggio ha ribadito le fortissime limitazioni all´uso di questi strumenti già espresse nel febbraio scorso al municipio di Rimini. «La normativa è in corso di definizione» avverte Mancuso, ma lo stop di fatto allunga l´attesa per le dotazioni di spray e manganelli. A meno che la giunta non decida di ricorrere al Tar, come ha fatto il Comune di Cremona, per ottenere almeno il sì all´uso del bastone distanziatore. «Intanto abbiamo avviato un confronto con le altre città attraverso il comandante Mignani» dice l´assessore: «I tempi dipendono da questo, anche se entro la fine di maggio o ai primi di giugno partirà il confronto con i sindacati».
Ma mentre restano parcheggiati i vigili "Rambo" armati di spray e manganelli, arrivano da Borgo Panigale i vigili amici in bicicletta. Fischietti in mountain bike, ma anche in sella a grintose moto da Enduro. Due quelle fornite alla municipale, con tanto di "zainetti", anche se non si tratta di ronde di studenti. Il progetto si chiama "Parchi in bici": otto agenti pattuglieranno a turno, in sella alle mountain bike, il parco del Lungo Reno, le aree verdi e le piste ciclabili del quartiere. «Questo progetto è perfettamente coerente in un quadro di deleghe ai quartieri che riguarda un numero di servizi sempre maggiore» ha spiegato l´assessore Mancuso. Vigili di quartiere insomma, che dal 1° giugno porteranno un distintivo apposito, seguendo una riorganizzazione interna al corpo dei vigili urbani che porterà 300 uomini a controllare le strade della città. «I diversi responsabili dei nuclei territoriali e il presidente di ogni quartiere potranno così accordarsi sulle reali necessità di ogni area» ha spiegato il comandante della polizia municipale, Romano Mignani. Anche grazie a nuove assunzioni di vigili, che oggi hanno portato in città 12 agenti in più ma che presto dovranno raggiungere i 40 uomini, dal mese di giugno il numero di servizi serali e notturni sarà legato al singolo reparto territoriale. Questo significa che ogni quartiere avrà la possibilità di attivare controlli dalle 3 alle 5 sere al mese, nelle ore che vanno dalle 20 alle 2 del mattino, e dalle 2 alle 4 notti, cioè da mezzanotte alle 6. Il numero di uomini in dotazione a ogni quartiere sarà stabilito in base alla densità di popolazione e alle aree critiche; in ogni caso «il San Vitale sarà quello con il corpo di vigili di prossimità più numeroso». «Noi vogliamo recuperare una immagine amica. Più biciclette e meno manganelli» dice Massimo Simoni, vigile in bicicletta e delegato Rdb.


24 maggio 2008 - Gazzetta di Reggio

Il caso Orfeo piomberà in Comune

REGGIO E. - Si fa sempre più incandescente il clima sindacale all’interno del consorzio Orfeo. E a muovere le acque ci pensa la Cub trasporti, il sindacato autonomo di categoria che lunedì manifesterà in Consiglio comunale per chiedere l’intervento dei due principali soci dell’Act, a cui il Consorzio Orfeo. «Il 15 maggio - si legge in una nota - la ditta Seppi Autonoleggio, facente capo al Consorzio Orfeo che per conto di Transcoop bus gestisce parte del subappalto del servizio urbano ed extraurbano ha comunicato ufficialmente l’attivazione della procedura di mobilità per 12 autisti su 18, a partire dall’8 giugno prossimo. Si è accorta - scrivono i sindacati della Cub - da quando abbiamo iniziato a denunciare i metodi di lavoro e di retribuzione in atto da sempre in Orfeo e da quando i lavoratori hanno iniziato pretendere il rispetto delle minime regole contrattuali, che l’attività è diventata antieconomica».
A questo punto, per i sindacati, gli interlocutori non sono più i vertici di Orfeo nè della Seppi: «Le linee - dice la nota - non sono di Seppi ma di Act subaffidate a Transcoop bus, quindi una prima soluzione diventa compito della centrale cooperativa. Se invece il problema è politico - scrive la Cub - la soluzione dev’essere politica».
Il presidio davanti al Comune è fissato per lunedì alle 16, quando si riunirà il consiglio comunale.


24 maggio 2008 - Corriere di Bologna

Sicurezza Gli otto agenti hanno debuttato ieri a Borgo Panigale
Aspettando i manganelli arriva il vigile «dolce»: in bicicletta nei parchi
Mignani: un modo per avvicinarci ai cittadini I fischietti pattuglieranno giardini e piste ciclabili e saranno disponibili a rispondere di notte alle chiamate d'emergenza
di Benedetta Boldrin

Bologna - Vigili amichevoli, prima che muscolari. In attesa di sciogliere l'infinito rebus sulla possibilità o meno di dotare la polizia municipale di spray e manganelli, il Comune lancia un modello «dolce» di vigile, che gira in bicicletta per controllare parchi e piste ciclabili, cammina per strada ben visibile a tutti e si tiene pronto, di notte, a rispondere alle esigenze dei diversi quartieri. Una dicotomia sulla quale insiste persino il comandante Romano Mignani, che ha sempre tenuto la bocca cucita sui nuovi sistemi di autodifesa che Palazzo d'Accursio vuole dare agli agenti: «Visti i ragionamenti che si fanno in questi giorni — ha detto ieri soddisfatto — le nuove iniziative valorizzano un'attività molto importante dei vigili, che è quella del contatto con i cittadini».
La prima novità, quella del vigile-ciclista, è stata messa in campo già ieri. Pioniere in tema di sicurezza, ancora una volta, è Borgo Panigale, il quartiere dove già hanno debuttato le «ronde» pensate dall'amministrazione. D'ora in avanti, otto agenti pattuglieranno a bordo di quattro biciclette le aree verdi e le piste ciclabili della zona. Ma l'obiettivo è di estendere «in tempi brevi», ha detto Mignani, la sperimentazione a tutta la città.
Tra gli agenti destinati all'iniziativa «Parchi in bici», c'è Massimo Simoni, delegato delle Rdb, che ieri non ha perso l'occasione per sottolineare l'avversione del sindacato verso spray e bastoni: «Più biciclette, meno manganelli», è lo slogan che ha provato a lanciare. L'ha interrotto Mignani, che comunque non ha evitato l'argomento: «In un momento in cui si parla di noi per altre cose, questo è un modo per valorizzare l'attività dei vigili vicino ai cittadini». In questa direzione vanno anche altre iniziative: dal primo giugno i 300 vigili di prossimità saranno dotati di un distintivo di riconoscimento. In più, saranno riorganizzati i servizi serali e notturni della municipale: per alcune sere al mese (dalle tre alle cinque, e dalle due alle quattro notti), ogni quartiere potrà contare su un'auto che, invece di lavorare sull'intera città, si concentrerà sui punti critici, in accordo con il presidente.
Ma se per questi progetti una data d'avvio c'è, spray e manganelli per ora restano al palo. L'assessore alla Sicurezza, Libero Mancuso, ieri ha presentato un'altra comunicazione del Viminale (del 22 maggio) che conferma le forti limitazioni agli strumenti che il Comune vorrebbe dare ai vigili.
Dalla Prefettura, comunque, precisano che si tratta di considerazioni tecniche, fatte dalla Commissione per il controllo sulle armi, e non di un «no» politico. Dal Viminale, inoltre, si continua ad attendere una risposta alla richiesta di chiarimento fatta da Palazzo d'Accursio a inizio settimana. Intanto, il Comune ha avviato un confronto con le altre città che già hanno adottato bombolette e bastoni e «entro la fine di maggio o i primi di giugno », ha detto Mancuso, partirà il tavolo con i sindacati.


24 maggio 2008 - Il Centro

Cgil, Cisl e Uil al sindaco: manca il confronto
Accordo Comune-Rdb Protesta dei sindacati

CHIETI - Cgil, Cisl e Uil e rsu del Comune furiosi con il sindaco, denunciano la mancanza di rapporti sindacali. La lagnanza viene dalla notizia che Ricci ha sottoscritto un "protocollo d’intenti" con la rdb/cub su problemi economico-sociali, per i quali l’amministrazione avrebbe già stipulato un accordo con i sindacati per un confronto mai avviato. Cgil, Cisl e Uil ricordano inoltre che il 10 aprile hanno richiesto la negoziazione, preventiva all’approvazione del bilancio, su materie riguardanti le politiche tariffarie e sociali. «La richiesta è rimasta senza riscontro» scrivono. I sindacati aggiungono che in materia di stabilizzazione del personale precario e di applicazione del contratto collettivo nazionale delle autonomie locali ai lavoratori delle società esternalizzate, hanno sottoscritto l’accordo sin dal giugno 2007. «Con incredulità constatiamo», scrivono ancora, «dalle sue dichiarazioni, che il "protocollo d’intenti" non avrebbe carattere sindacale bensì politico, e come il dialogo con i sindacati confederali che da tempo le chiedevano discussioni di merito e soluzioni condivise, non sia di casa nel suo Comune». I sindacati ricordano al sindaco il suo ruolo istituzionale «che gli impone di cercare, su tavoli di trattativa già aperti e da avviare con i sindacati confederali, soluzioni alle emergenze derivanti da una feroce crisi industriale. Cgil Cisl Uil», chiudono, «non disponibili ai continui temporeggiamenti della sua amministrazione, le preannunciano azioni di coinvolgimento del mondo del lavoro e della cittadinanza sulle proprie proposte su politica economica, tariffaria e sociale che non hanno mai trovato confronto al Comune di Chieti».


24 maggio 2008 - EPolis Roma

La manifestazione. Tre occupazioni sim?oliche in diversi sta?ili vuoti da parte dei movimenti di lotta
Casa, via al censimento dal basso "La risposta è il patrimonio sfitto"
Il prefetto, al termine della giornata, conferma il tavolo con la presenza di Alemanno
di Marta Rossi

Roma - Tre occupazioni simboliche, tutte nello stesso giorno, per celebrare l'occupation day: «Un censimento dal basso, per dare una dimostrazione concreta del fatto che le risposte possibili esistono e sono sotto gli occhi di tutti». Un messaggio quindi, dai movimenti di lotta per la casa (Action, Blocco precario metropolitano, Asia Rdb casa, Coordinamento cittadino di lotta per la casa e Comitato obiettivo casa) per l'amministrazione: «In questi anni la nostra città è stata seppellita da una nuova insensata colata di cemento che non è destinata a chi ne ha bisogno. Le caserme, gli alloggi degli enti previdenziali, le 200mila case sfitte devono essere messe a disposizione di chi vive le mille facce dell'emergenza abitativa». Alla fine della giornata di mobilitazione, arriva anche la conferma da parte del Prefetto del tavolo per l'emergenza casa al quale siederà anche il sindaco Alemanno. "Questa mattina (ieri, ndr) a Roma 70 è stato occupato da 200 famiglie un palazzo in fase di ristrutturazione di proprietà di una società ligure in via Erminio Spalla, inutilizzato dal 2003», spiega un portavoce dei Blocchi Precari metropolitani. «Anche una cinquantina di appartamenti di un edificio, di proprietà del costruttore Camillo Colella, che si trova in via Cavour 155, sono stati occupati simbolicamente», aggiunge un esponente di Action. Colella, amministratore della Como srl, proprietario, tra gli altri, dello stabile di via Cesare de Lollis, occupato dal 2002 proprio da Action. La terza occupazione, invece, è quella di un palazzo dell'ex cinema, ora un magazzino dismesso, in via Ettore Rolli, nel quartiere Portuense. Già nella mattinata, i movimenti di lotta per la casa avevano occupato, sempre simbolicamente, altre strutture in città. In via Guattani vicino piazza Bologna dove sono stati occupati venti appartamenti di proprietà di una agenzia immobiliare. Le azioni sono seguite poi in una struttura vuota in via Oreste Tommasini di proprietà della Luiss al Nomentano e chiuso da un mese e che, secondo i manifestanti, sarebbe oggetto di scambio inserito nella delibera 218 sulle cubature alla Bufalotta. Un gruppo di studenti dei collettivi si poi arrampicato sul palazzo fino a un appartamento vuoto in via San Francesco a Ripa dove hanno scritto con uno spray "Attenzione casa sfitta". «Facciamo pertanto un appello alla Prefettura e al sindaco Alemanno affinché venga attuato un piano antioccupazione, e perché si contrasti l'azione di quei gruppi che hanno trasformato un dramma reale, come l'emergenza abitativa, in vero e proprio racket», dichiarano Federico Mollicone, consigliere comunale e Giovanni Provenzano del III.


24 maggio 2008 - L'Adige

All'Agenzia delle entrate protesta per la produttività

Trento - Premiato al Forum della Pubblica amministrazione come protagonista dell'innovazione, per aver introdotto un particolare meccanismo meritocratico per i premi di produttività, il direttore provinciale dell'Agenzia delle entrate di Trento, Antonino Gentile, ha ricevuto ieri in regalo un «gratta e vinci» con Indiana Jones. La provocazione, del Coordinamento regionale RdB delle Agenzie fiscali del Veneto e del Trentino, è stata condivisa da un buon numero di lavoratori dell'ufficio delle Entrate di via Brennero, riuniti in assemblea. Il sindacato aderente alla Confederazione di base, contesta l'accordo sottoscritto da Cisl, Confsal, Flp e Uil, con la direzione provinciale delle Entrate, contenente le linee guida per la distribuzione del Fondo di produttività individuale (circa 1 milione di euro per il 2006). Secondo il sindacato di base si tratta di «un accordo iniquo imposto con l'opposizione della maggioranza dei 160 lavoratori dell'Ufficio di Trento». Celestino Giacon, per il coordinamento regionale RdB, ed Ermanno Santoro dell'esecutivo nazionale, hanno ribadito le ragioni della loro contrarietà. «Noi diciamo che la produttività premia la performance dell'ufficio e non può essere considerata un fatto individuale; il modello trentino esclude, di fatto, sette lavoratori su dieci, cioè tutti i dipendenti che svolgono un servizio al cittadino, considerato marginale agli effetti dell'aumento delle riscossioni, da cui dipende il fondo della produttività».


24 maggio 2008 - Il Bologna

Progetto "Parchi in bici" per gli agenti di prossimità. «È un modo per riqualificare la nostra figura»
E i vigili saltano in sella alle biciclette

Bologna - Parte il progetto della polizia municipale "Parchi in bici", per permettere ai vigili di prossimità di controllare meglio il territorio. È l’alternativa al manganello e allo spray chiesto dai consiglieri comunali, lo dice senza peli sulla lingua Simone Massimo, agente municipale e delegato Rdb che commenta: «È un modo per riqualificare e dare un senso civico alla nostra figura, perché stiamo perdendo l’immagine amica davanti alla gente che ci percepisce, ormai, solo in modo aggressivo. Addirittura si parla di dotarci di nuove armi». I vigili di prossimità in bicicletta presidieranno il Lungo Reno, le aree verdi e le piste ciclabili. L’iniziativa parte nel Quartiere Borgo, apri pista anche per le famose ronde civiche. Entro il 31 maggio il corpo degli agenti di prossimità sarà al completo: 300 circa, in tutto. Saranno dislocati nei nove quartieri di Bologna, con una concentrazione che dipenderà dalla densità di popolazione di ogni circoscrizione e dalle sue problematicità. Al San Vitale andrà il maggior numero di agenti. E finalmente, così, il vigile di prossimità sarà in circolazione anche durante la sera, la notte e anche nei giorni festivi.(P.B.M.)


24 maggio 2008 - La Stampa

La Regione risolve il caos Reggia
Accordo a Venaria Sciopero evitato
Laus costretto a rispettare gli accordi
di GIANNI GIACOMINO

VENARIA - Non ci sarà nessun sciopero e nessun picchetto di protesta. Oggi i 173 lavoratori della Reggia garantiranno il servizio alle migliaia di turisti che visiteranno il complesso sabaudo.
E’ sfumato lo stop promesso mercoledì scorso quando, i 173 dipendenti avevano minacciato di incrociare le braccia se la Ati-Rear (cooperativa subentrata alla Codess dopo la sentenza del Tar) non avesse adottato per loro il contratto Multiservizi del 2007. Mario Laus, il presidente della Ati-Rear, che avrebbe preferito applicare il contratto Unci, ieri ha deciso di venire incontro alle richieste della Regione e del sindacato.
«Ma, se si fosse andati al muro contro muro, dal punto di vista giuridico non so chi l’avrebbe spuntata e non so entro quanto tempo – ha ammesso l’assessore regionale alla Cultura, Gianni Oliva -. Oggi hanno vinto la Reggia, i dipendenti e il buon senso della Ati Rear».
Tutti i lavoratori sono stati assunti come dipendenti, e non soci, della cooperativa, tenendo conto del contratto Multiservizi 2007. «Visto che il clima si stava alterando abbiamo preferito ragionare e chiudere, anche se a livello legale, la Ati-Rear non aveva nessun tipo di problema – ci tiene a puntualizzare il consigliere regionale del Pd Mario Laus -. Tutti i ragazzi saranno assunti a tempo indeterminato, senza periodo di prova, mantenendo lo stesso livello di inquadramento, lo stesso stipendio e le stesse ore lavorative». Incalza Laus: «E’ una proposta che, penso, vada al di la delle aspettative e che, spero, possa accontentare tutti». L’accordo è stato sottoscritto nel tardo pomeriggio da Cgil, Cisl e Uil e anche dalle rappresentanze sindacali di base («ma su un tavolo differente e dopo oltre quattro ore di discussione», precisa il responsabile regionale Luigi Casali) che, nei giorni, scorsi, erano state molto critiche nell’affrontare la questione.
Alla fine hanno tirato un sospiro di sollievo anche l’assessore Oliva e il grande mediatore Alberto Vanelli, direttore de La Venaria Reale. Anche perché oggi e domani a Venaria si svolgerà un’imponente manifestazione per la Festa del 147° anniversario dell’Esercito, con la presenza di diversi gruppi militari e, solo in mattinata, erano attese alla Reggia un’ottantina di comitive da tutta Italia. «Se la Reggia mantiene questi standard verranno programmate altre assunzioni – promette Oliva -. Adesso ci lavorano circa 250 addetti che, a pieno regime, potrebbero arrivare a 400 o 450».


23 maggio 2008 - Ansa

CASA: TRE OCCUPAZIONI DIMOSTRATIVE A ROMA

(ANSA) - ROMA, 23 MAG - Tre occupazioni dimostrative di alloggi, durate poche ore sono state fatte da movimenti per la casa oggi a Roma in altrettanti quartieri. Lo hanno riferito rappresentanti di Action, del Coordinamento di lotta per la casa, del Comitato obiettivo casa e di Rdb-Blocchi precari metropolitani che nel pomeriggio sono andati davanti al palazzo della Prefettura in via IV Novembre per chiedere al prefetto Carlo Mosca di riconvocare il tavolo sull'emergenza casa. «Questa mattina a Roma 70 è stato occupato da 200 famiglie un palazzo in fase di ristrutturazione di proprietà di una società ligure in via Erminio Spalla, inutilizzato dal 2003», ha spiegato un portavoce dei Blocchi Precari metropolitani. «Anche una cinquantina di appartamenti di un edificio, di proprietà del costruttore Camillo Colella, che si trova in via Cavour 155, sono stati occupati simbolicamente», ha agginto un esponente di Action. Infine i manifestanti hanno detto di aver occupato il palazzo dell'ex cinema, ora un magazzino dismesso, in via Ettore Rolli, nel quartiere Portuense. «Improvvisamente l'argomento casa, che aveva avuto una certa rilevanza nella campagna elettorale è stato dimenticato - hanno affermato i portavoce delle associazioni - mentre deve tornare ad essere un tema centrale».


23 maggio 2008 - Dire

SCUOLA. RDB CONFERMANO SCIOPERO NIDI PER LUNEDI' 26 MAGGIO
NONOSTANTE CONVOCAZIONE DA PARTE DELL'ASSESSORE MARSILIO

(DIRE) Roma, 23 mag. - Confermato lo sciopero delle lavoratrici dei nidi del Comune di Roma, proclamato dalle Rdb-Cub per l'intera giornata di lunedi' 26 maggio, mentre l'assemblea, precedentemente indetta in piazza Madonna del Loreto, si terra' in via Capitan Bavastro 94, dalle 16 alle 18, davanti alla sede del Dipartimento XI, Politiche educative e scolastiche. "L'agitazione- spiega una nota sindacale- viene mantenuta nonostante la convocazione da parte dell'Amministrazione, che giunge tardiva e generica nei contenuti. Si auspica comunque che nell'incontro con l'assessore Marsilio, previsto per le 16, vengano fornite risposte adeguate alle proteste delle lavoratrici dei nidi". Rdb-Cub ricordano che "lo sciopero intende chiedere la modifica degli accordi firmati dall'Amministrazione e dai sindacati concertativi che, diminuendo gli organici e aumentando in maniera sconsiderata la flessibilita' ed i carichi di lavoro, hanno determinato una dequalificazione del servizio pubblico e legittimato infelici scelte privatistiche". In particolare si chiede "la sospensione degli effetti dell'applicazione dell'accordo del 28 maggio 2007; reintegro del personale di ruolo trasferito a settembre 2007; riapertura di un negoziato che ripristini e adegui il numero di organici, blocchi le privatizzazioni e rilanci un modello partecipativo per il servizio di asilo nido del Comune di Roma; garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino; immediato avvio delle procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997".

SICUREZZA BOLOGNA. VIGILI IN SELLA, IN ATTESA DEL MANGANELLO
E RDB: MEGLIO LE BICI, AIUTANO A RICOSTRUIRE IMMAGINE DEL CORPO

(DIRE) Bologna, 23 mag. - "Piu' biciclette, meno manganelli". L'amministrazione comunale presenta le nuove pattuglie ciclistiche della Polizia municipale e Massimo Simoni, uno dei vigili protagonisti dell'esperimento, non si fa sfuggire l'occasione di ravvivare la polemica sulle nuove dotazioni per i suoi colleghi. Simoni e' delegato delle RdB, che da sempre si sono espresse contro spray e manganelli, ed acclama la figura del vigile in bicicletta proprio nell'ottica di una presa di distanza dall'eccessiva militarizzazione: "Serve a ridare un senso civico alla nostra figura- spiega- visto che stiamo perdendo sempre di piu' un'immagine amica della cittadinanza, a causa della tendenza politica a costruirne una aggressiva". La sortita di Simoni non manca di creare qualche imbarazzo tra i presenti, visto che alla conferenza stampa partecipano anche il comandante Romano Mignani e l'assessore alle Politiche per la sicurezza, Libero Mancuso. Sulle polemiche di questi giorni, pero', prevale comunque la soddisfazione generale per la partenza del progetto "Parchi in bici", nato proprio da un'idea delle RdB. La sperimentazione e' partita oggi, nel quartiere Borgo Panigale: otto agenti della municipale dotati di mountain bike per pattugliare Lungoreno, aree verdi e piste ciclabili. Come spiega Mignani, il tentativo e' quello di coprire il servizio tutti i giorni, dalle 7,30 alle 20. C'e' gia' la disponibilita' dei vigili del Reno per avviare un'esperienza analoga sull'altra sponda del fiume, e da qui allargarsi a tutti i quartieri. Il primo giro, questa mattina, ha rappresentato una buon battesimo. Simona Lori, arrivata anche lei a Palazzo d'Accursio in sella alla sua bici di ordinanza, racconta di "un notevole interesse da parte delle persone", consapevoli del fatto che il servizio in bici puo' essere molto utile su un territorio con le caratteristiche di Borgo Panigale. E soprattutto in alcune aree che oggi attirano l'interesse di residenti e non. Mancuso, ad esempio, ricorda "cos'era il Lungoreno fino a qualche tempo fa, con insediamenti abusivi e criminalita' diffusa. Oggi, invece, e' un parco per i cittadini". Simoni concorda: "La gente si sta riappropriando dei luoghi che sono comuni e li vive", ed e' questo un vero antidoto alla paura. Le novita' sulla Polizia municipale, pero', non finiscono qui. Dall'1 giugno, infatti, una riorganizzazione del pattugliamento serale e notturno permettera' di rispondere con piu' precisione alle necessita' dei quartieri, grazie ad un parziale "dirottamento" di pattuglie dal servizio cittadino. Dalle tre alle cinque sere al mese, e dalle due alle quattro notti, ogni quartiere potra' contare su un'auto dei vigili che, invece di lavorare sull'intera citta', controllera' i punti critici definiti in accordo con il presidente di quartiere. Infine, sempre dall'1 giugno, tutti vigili di prossimita' saranno dotati di un distintivo di riconoscimento con l'indicazione del Quartiere assegnato. Con il completamento delle nuove assunzioni, spiega Mignani, da giugno il nuovo distintivo spettera' a circa 300 effettivi.


23 maggio 2008 - Omniroma

CASA, COMITATI LOTTA IMPEGNATI IN OCCUPAZIONI SIMBOLICHE

(OMNIROMA) Roma, 23 mag - Occupazioni simboliche da questa mattina si sono susseguite in diversi punti della città «per denunciare l'emergenza abitativa ed effettuare un censimento dal basso di tutti gli edifici e gli appartamenti vuoti». Il Comitato Obiettivo Casa, coordinamento cittadino di lotta per la casa, Comitato 8 marzo, Loa Acrobax, Blocco precario metropolitano, Action, Comitato popolare di lotta per la casa, Collettivi studenteschi e giovanili: questo l'arcipelago di sigle che oggi in quella che hanno definito la giornata di mobilitazione e di lotta per la casa hanno preso possesso per qualche ora di alcuni palazzi sfitti. Il primo questa mattina in via Ettore Rolli, nella struttura che ospitava il museo del cinema e da tempo inutilizzato, poi in via Guattani vicino piazza Bologna dove sono stati occupati 20 appartamenti di proprietà di una agenzia immobiliare. Le azioni sono seguite poi ad una struttura vuota di via Oreste Tommasini di proprietà della Luiss al Nomentano e chiuso da un mese e che secondo i manifestanti sarebbe oggetto di scambio inserito nella delibera 218 sulle cubature alla Bufalotta. Pochi minuti fa un gruppo di studenti dei collettivi si è arrampicato sul palazzo fino ad un appartamento vuoto in via San Francesco a Ripa, a Trastevere, dove hanno scritto con uno spray «Attenzione casa sfitta». La giornata di mobilitazione si concluderò con una conferenza stampa che si terrà a piazza Santi Apostoli alle 16,30.

CASA, MOVIMENTI RICEVUTO DA CAPO GABINETTO PREFETTO

(OMNIROMA) Roma, 23 mag - «Alle 17,30 il capo di gabinetto del prefetto ha incontrato i movimenti di lotta per la casa, al termine di una giornata di mobilitazione e di censimento dal basso degli stabili vuoti e abbandonati che potrebbero essere messi a disposizione dell'emergenza abitativa. Nell'incontro è emersa la necessità di riconvocare rapidamente il tavolo tra le istituzioni, i costruttori, i movimenti e l'Abi (l'associazione delle banche italiane) per affrontare l'emergenza casa a Roma, anche alla luce del fatto che il tema della casa, dopo essere stato al centro della campagna elettorale, è inspiegabilmente sparito dall'attenzione politica all'indomani del voto. Anche il prossimo consiglio comunale convocato per lunedì prossimo è bene che affronti la questione non come uno dei sedici punti del programma ma con la giusta centralità e urgenza che merita. La sicurezza dei cittadini del resto è molto legata alla condizione abitativa. I movimenti hanno chiesto alla prefettura di invitare al primo incontro anche il nuovo sindaco affinché la nuova amministrazione si disponga ad assumere impegni concreti e tempestivi». Lo rende noto un comunicato firmato da Action, Asia Rdb, Blocchi Precari Metropolitani, Comitato obiettivo casa, Coordinamento cittadino di lotta per la casa.

ASILI, RDB CUB: CONFERMATO SCIOPERO NIDI COMUNALI PER LUNEDÌ

(OMNIROMA) Roma, 23 mag - «Confermato lo sciopero delle lavoratrici dei nidi del Comune di Roma, proclamato dalle RdB-Cub per l'intera giornata di lunedì, mentre l'assemblea, precedentemente indetta in piazza Madonna del Loreto, si terrà in via Capitan Bavastro 94 davanti alla sede del Dipartimento XI, Politiche educative e scolastiche. L'agitazione viene mantenuta nonostante la convocazione da parte dell'Amministrazione, che giunge tardiva e generica nei contenuti. Si auspica comunque che nell'incontro con l'assessore Marsilio, previsto per le ore 16.00, vengano fornite risposte adeguate alle proteste delle lavoratrici dei nidi». Lo affermano in una note le Rdb Cub. «Si ricorda - prosegue la nota - che lo sciopero intende chiedere la modifica degli accordi firmati dall'amministrazione e dai sindacati concertativi che, diminuendo gli organici e aumentando in maniera sconsiderata la flessibilità ed i carichi di lavoro, hanno determinato una dequalificazione del servizio pubblico e legittimato infelici scelte privatistiche. Si chiede la sospensione degli effetti dell'applicazione dell'accordo del 28 maggio 2007; reintegro del personale di ruolo trasferito a settembre 2007; riapertura di un negoziato che ripristini e adegui il numero di organici, blocchi le privatizzazioni e rilanci un modello partecipativo per il servizio di asilo nido del Comune di Roma; garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino; immediato avvio delle procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997».


23 maggio 2008 - Eco di Torino

Sciopero trasporti: adesione del 20%

Torino - Chi si fosse imbattuto questa mattina, dalle nove in poi, per le strade di Torino si sarà sicuramente accorto di non trovarsi nel bel mezzo di uno sciopero dei mezzi pubblici. Infatti, al momento, è del 20% (servizi urbani: 15%) l'adesione alla manifestazione indetta dai sindacati di base Rdb-cub. Inizialmente programmata anche da GTFILT-CGIL, FILT-CISL e UILTRASPORTI, la giornata di sciopero è poi stata rimandata, dai sindacati confederali, al 20 giugno, in seguito ad accordi con la Gtt.


23 maggio 2008 - Leggo

Roma. Educatrici dei nidi in sciopero...
di Lorena Loiacono

Roma - Educatrici dei nidi in sciopero, a rischio l’assistenza nelle scuole comunali per l’intera giornata di lunedì. Anche per il prossimo anno circa il 50% dei bambini che hanno presentato domanda per i nidi comunali resterà senza posto ed una delle cause maggiori è proprio la carenza di personale, che già costringe infatti le maestre a turni estenuanti. Le richieste delle lavoratrici delle RdB Cub, il sindacato che porta avanti la protesta da mesi, riguardano la sospensione dell’accordo del 28 Maggio 2007, il reintegro del personale di ruolo trasferito a settembre 2007, la riapertura di un negoziato per un attento calcolo degli organici, il blocco delle privatizzazioni dei servizi, il rispetto del rapporto numerico tra educatrice e bambino e l’immediato avvio del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997. «Questo sciopero è il punto di arrivo della lotta intrapresa dalle lavoratrici del settore contro i precedenti accordi - dichiara Caterina Fida, dirigente RdB-Cub del Comune - chiediamo ora un netto cambiamento di rotta».(ass)


23 maggio 2008 - Il Resto del Carlino

COMMERCIO
Coin aperta il 2 giugno Rdb in sciopero: «Sarà solo il primo»
di Marco Tavasani

Bologna - IL SINDACATO Rdb non vuole che Coin rimanga aperto il 2 giugno, festa della Repubblica. E così ha proclamato uno sciopero del personale che lavora nello store in pieno centro storico. «Siamo contrari — dice Luigi Marinelli (nella foto) della confederazione unitaria di base — alle aperture dei negozi nei giorni di festa nazionale e all’abolizione di fatto delle festività, soprattutto nel commercio. Ci sono già le aperture domenicali che provocano notevoli disagi ai lavoratori che rischiano di vedersi annullare i confini tra la vita privata e quella delle lunghe ore nei negozi. Questo è uno sfruttamento bello e buono di una vasta categoria di lavoratori, e le imprese approfittano perché i salari sono bassi». Tuttavia Marinelli se la prende anche con il sindaco Sergio Cofferati, invitandolo a revocare l’ordinanza sulla disciplina degli orari degli esercizi comerciali di vendita al dettaglio. «Abbiamo inviato una richiesta al sindaco e alla giunta, oltre che ai gruppi consiliari, ma non mi risulta — dice — che sia arrivata una risposta o comunque una presa di posizione. Oltretutto per il 2 giugno, trattandosi di una festa nazionale, occorrerebbe maggiore sensibilità, invece con queste continue deroghe sulle aperture dei negozi si finirà con la legittimazione nel nuovo contratto nazionale, scaduto da 16 mesi, dei provvedimenti di ‘liberalizzazione’. Per questo — conclude deciso — lo sciopero alla Coin del 2 giugno sarà solo il primo: una sorta di banco di prova, ma anche un primo passo per contrastare l’ordinanza di Cofferati». E la posizione della Coin? «Noi saremo aperti regolarmente dalle 10 alle 19,30 — spiega l’azienda — nel rispetto anche delle normative locali in un’ottica di servizio al cliente. Non parliamo di sfruttamento perché i lavoratori avranno, ovviamente, in busta paga la maggiorazione prevista dal contratto. Oltretutto ricordo che siamo in pieno centro storico e tenere aperti i negozi è un modo per rivitalizzare Bologna». GIANCARLO Tonelli, direttore generale dell’Ascom, ricorda che «la facoltà per i negozi del centro storico di rimanere aperti anche la domenica e nei giorni di festa nazionale (come il primo maggio e il 2 giugno; ndr) è prevista da due leggi dell’ex ministro Bersani. Praticamente si tratta di liberalizzazioni del settore commercio, oltre al fatto che il centro storico di Bologna è stato riconosciuto parte di una città d’arte e di importanza turistica, e quindi soggetto alla possibilità di tenere aperte le attività commerciali 365 giorni all’anno». Tonelli aggiunge che «se Coin ha deciso in questo senso, non fa altro che usufruire di leggi esistenti. Aggiungo che il contratto di lavoro prevede che i dipendenti di un’azienda possano essere impiegati anche nei festivi». E l’ordinanza Cofferati? «Interviene solo per le zone commerciali all’esterno dei viali di circonvallazione, allargando così quanto prevede la legge Bersani. Un eventuale sciopero o picchetto delle Rdb sarebbe assolutamente anacronistico».

«Salvare Pesaro dal razzismo»
APPELLO DI ASSOCIAZIONI

Pesaro - «PERCHE’ al partito di estrema destra Forza Nuova è stata data la possibilità di inscenare una tetra manifestazione di stampo razzista proprio a due passi dal monumento alla resistenza? Perché proprio nell’anniversario dello sterminio degli zingari nei campi di concentramento nazista, i lugubri figuri di Forza Nuova hanno aizzato la città contro un inesistente pericolo rom a Pesaro?». A protestare sono in molti: Allp, Anpi, Anci, le Associazioni culturali «Alternativa Libertaria», «l’AltrascuolA», «Pesaro Nuovomondo», «Sacco e Vanzetti», Cib-Unicobas, Circolo Rosso e Verde, Csa Oltrefrontiera, Legaambiente, Mce, RdB/Cub. «Si punta a mestare nel torbido della questione sicurezza approfittando della priorità del nuovo governo nazionale e del codismo di alcune amministrazioni locali — dicono i sottoscrittori della protesta —. E’ molto facile scaricare su rom e stranieri la responsabilità di una sicurezza personale e collettiva messa sotto minaccia dal semplice urlare "dagli allo zingaro, all’extracomunitario" quando le statistiche danno in netto calo tutti i reati contro la persona e la proprietà. Occorre che tutte le forze sociali, culturali, sindacali, politiche, si mobilitino per una campagna di sensibilizzazione che metta solidarietà e diritti sociali al centro della convivenza civile».


23 maggio 2008 - La Repubblica

Oggi disagi per bus e metrò sciopero rinviato solo in parte

Torino - Ci sarà qualche disagio, ma i trasporti dovrebbero funzionare quasi regolarmente oggi. Grazie alla prospettiva di un accordo tra Gtt e sindacati, lo sciopero di autobus, tram, e metro organizzato da Cgil, Cisl, e Uil, il blocco è stato spostato al 20 giugno. Tuttavia oggi incroceranno le braccia gli autisti che del sindacato Cub-Rdb. Sarà garantito il servizio dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15, extraurbano da inizio servizio alle ore 8 e dalle 14.30 alle 17.30, (stesse fasce orarie per le ferrovie Torino-Ceres e canavesana, Torino-Chieri compreso.)


23 maggio 2008 - Corriere di Bologna

La difesa dei sindacati: «Controlli troppo duri E il peggio deve arrivare»
Le Rdb: «Ma i vertici chi li sanziona?»

Bologna - Facile pensare che i sindacati stiano dalla parte dei lavoratori, questione di ruoli. Ma Alda Germani, segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil, distribuisce (equamente) i meriti tra impiegati e amministrazione. «Il "fannullonismo" — dice — è una campagna di generalizzazione che non porta a nulla, piuttosto bisognerebbe agire per eliminare le sacche di inefficienza degli enti pubblici». In generale o anche a Bologna? «La nostra città ha dei buoni servizi a livello comunale, ma sconta ancora il blocco delle assunzioni e una carenza di personale che si ripercuote inevitabilmente sui servizi ai cittadini».
Insomma, per la Germani l'idea che i dipendenti del pubblico impiego godano di privilegi particolari rispetto ai loro colleghi delle aziende private «è una leggenda metropolitana, soprattutto adesso che nell'ultimo contratto nazionale di lavoro sono state inasprite le norme di controllo dei dipendenti ». Ma se proprio si vuole assicurare la massima efficienza, la Cgil non nasconde che riterrebbe opportuna l'introduzione di «strumenti concordati dai sindacati con l'amministrazione per misurare la soddisfazione dei cittadini per i servizi che sono messi a loro disposizione».
A chiedere un passo avanti è la Cisl, tramite Paola Avanzolini, la responsabile del sindacato a Palazzo d'Accursio. «Gli strumenti di valutazione dell'attività svolta ci sono tutti e anche da molto tempo, ma come sempre si possono migliorare, se risultano superati ». E non fa fatica a trovare subito un esempio che calzi: «La quota di produttività — spiega la Avanzolini — si calcola in base alle presenze, senza verificare se nelle assenze che hanno determinato la decurtazione del premio ci fossero o meno gravi patologie». Insomma, c'è assenza e assenza, per la delegata della Cisl. «Non possono avere lo stesso peso persone che sono sistematicamente in malattia il lunedì o il venerdì e persone che hanno patologie serie, magari prolungate ». Questo per i dipendenti. Perché poi altra cosa sono le responsabilità dell'amministrazione pubblica: «I sistemi di valutazione del personale ci sono: chi li deve applicare lo faccia bene, ma nella salvaguardia dei lavoratori. Piuttosto si dovrebbero razionalizzare alcune spese: i dipendenti in genere sono sempre i primi che ci danno le idee per farlo, peccato che la pubblica amministrazione sia sempre un po' lenta nel mettersi in moto».
Assolutamente più duro il giudizio delle Rdb. «Il sistema disciplinare — attacca il responsabile di Bologna, Massimo Betti — non è garantista, a differenza di quello che si vuole far credere: le amministrazioni in realtà possono decidere le punizioni senza l'intervento di una parte terza, tanto che nei casi più gravi il dipendente pubblico è costretto a ricorrere al tribunale per avere una forma di tutela». Nei casi meno gravi, invece, per Betti «è troppo alto il costo di un ricorso al giudice e l'impiegato il più delle volte è costretto a cedere di fronte alla misura disciplinare interna». Se per gli altri sindacati, quindi, gli strumenti di controllo sono la garanzia di una trasparenza doverosa e di un servizio adeguato ai cittadini, per le Rappresentanze di base «le sanzioni vengono utilizzate in maniera impropria e non certo per accertare l'efficienza della pubblica amministrazione». Poi la previsione (pessimistica) in seguito alla firma dei confederali dell'ultimo contratto nazionale che inasprisce i controlli: «Dal prossimo anno — annuncia Betti— ci sarà una pioggia di procedimenti, i dirigenti avranno ulteriori mezzi per controllare i loro dipendenti». E la distinzione netta tra categoria dirigenziale e impiegati non va giù alle Rdb: «Perché, piuttosto, non si va a vedere anche la produttività della dirigenza comunale? Non esiste alcun tipo di provvedimento per disciplinare anche i vertici, eppure, da che mondo è mondo, quando qualcosa non va nella resa del servizio si parte a tagliare dalla testa. È più facile colpire i soldati semplici, peccato che poi il problema all'origine dell'inefficienza non si risolva lì».(Da.Cor.)


23 maggio 2008 - Tuscia web

Rsu alla formazione, Rdb protesta

Riceviamo e pubblichiamo - La Federazione delle RdB CUB di Viterbo, ha appreso dai lavoratori della formazione professionale della provincia, che a breve si dovrebbero tenere le elezioni per il rinnovo delle RSU nel loro settore.
Sono stupito, da parte della Provincia non c’è giunta nessuna comunicazione, e non si riesce nemmeno ad ottenere informazione in merito dai dirigenti preposti, si negano? Sono assenti? Il silenzio totale da luogo a queste ed altre perplessità.
Cgil, Cisl e Uil scuola, temono forse, che la presenza di una lista di lavoratori presentata dalla RdB possa rivelarsi come l’ennesimo schiaffo alla deriva sindacale ormai dilagante, o temono l’ennesima affermazione di un sindacato radicato tra i lavoratori, che difende e rivendica veri bisogni del mondo del lavoro e che ha scompigliato il sistema di vivi e lascia vivere.
Non possiamo lasciare che si facciano giochi sulla pelle dei lavoratori da parte della Provincia, che ancora non applica il rinnovo contrattuale del 25 gennaio 2008 con decorrenza 1 gennaio 2007 e che non trova soluzione al "conflitto" contrattuale con gli altri dipendenti inquadrati con il contratto nazionale delle autonomie locali, né possiamo lasciare che i lavoratori siano presi per il naso, in un momento importante di espressione di democrazia diretta, come l’elezione dei propri rappresentanti in seno alle Rsu.
Non si facciano illusioni non lasceremo che questo scippo avvenga, siamo pronti a adire le vie legali se questi ostacoli alla nostra partecipazione al voto non verranno rimossi, chiediamo all’amministrazione provinciale di non finire nel ridicolo prestandosi a giochi e giochetti che non attaccano più tra i lavoratori ed i cittadini.
Federazione RdB CUB VITERBO - Sergio De Paola


23 maggio 2008 - Libertà

Provincia
Precari, continua l'attesa per il rinnovo contrattuale

Piacenza - (pin) Continua l'attesa per i precari, che sono otto in tutto, del settore Agricoltura nell'ente di via Garibaldi.
Il direttore generale della Provincia, Giuseppe Sidoli, parlando dell'incontro tenutosi ieri tra i sindacati del pubblico impiego e i rappresentanti dell'amministrazione provinciale, ha riferito che sarà necessario attendere ancora qualche settimana prima di procedere alla stipula dei nuovi contratti.
I precari interessati, otto in tutto, sono in attesa del rinnovo contrattuale da quattro mesi, quando è scaduto l'appalto per l'esternalizzazione del servizio Agricoltura.
Durante l'incontro è stata definita anche l'intesa operativa finalizzata allo sblocco della parte variabile del fondo di produttività, circa 200mila euro, che saranno destinati ai lavoratori, in base all'attuazione di progetti specifici.
L'intesa dovrà essere vagliata dalle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) e fa parte delle trattative sindacali per il rinnovo del contratto decentrato.
All'incontro erano presenti, per le organizzazioni sindacali, Fausto Modenesi (Cgil), Fausto Rosi (Cisl), Ermanno Rizzi (Uil), Maurizio Lottici e Laura Bergamaschi (Rdb Cub).


23 maggio 2008 - Caserta news

Il 2 giugno a Napoli per l'altra festa della Repubblica

Napoli – Portaerei, cacciabombardieri, sottomarini, aerei, elicotteri, missili, bombe, macchine di morte di ogni specie possibile passano e stazionano nelle installazioni militari sparse sul territorio italiano. In Italia vi sono oltre 100 basi ed installazioni militari che vanno da Bolzano a Lampedusa. Queste strutture non servono a difendere la popolazione da attacchi esterni ma, invece, costituiscono un grave pericolo per la sicurezza dei cittadini sottraendo spazi alla vita civile ed investendoli per la guerra permanente.
Portaerei, cacciabombardieri, sottomarini, aerei, elicotteri, missili, bombe, macchine di morte di ogni specie possibile passano e stazionano nelle installazioni militari. Senza trascurare il devastante impatto ambientale che la presenza di tali armi determina, partecipiamo tutti, senza volerlo, alla guerra. Abbiamo detto NO al Dal Molin e continueremo a dirlo, ma lo stesso vale per il resto del territorio italiano, orami ricoperto di basi e prima linea della guerra globale. Proponiamo che il 2 giugno abbia luogo a Napoli una manifestazione nazionale contro le basi militari. Perché a Napoli?
Napoli è una città invasa da strutture militari, e uno dei principali porti per sostenere i conflitti in Medio Oriente e non solo: qui si è trasferito il comando di tutta la Marina Militare statunitense, per il controllo di Europa, Asia (Medio Oriente) e Africa. Questa città è divenuta lo snodo del traffico di portaerei, sottomarini a propulsione nucleare e armamenti di ogni genere. Perché il 2 Giugno?
Il 2 giugno è la Festa della Repubblica, e noi vogliamo celebrarla ricordando che l'Italia è e deve essere uno Stato di Diritto e non può essere rappresentata da una parata militare.
Per questo il 2 giugno 2008 tutti a Napoli: per dire "basta alle basi, basta alla guerra".
Promuovono:
Alex Zanotelli, Comitato Pace, Disarmo e Smilitarizzazione della Campania, Centro Gandhi, Donne in Nero, Un ponte Per..., PeaceLink, La Comunità per lo sviluppo umano, Rete Disarmiamoli!, Rete Sempre contro la Guerra, Comitato promotore Legge di Iniziativa Popolare sul Disarmo, Patto permanente contro la guerra, Rete Lilliput, Asper, Manitese (Na), Sinistra Critica, Comunità per lo sviluppo umano, Assopace (Na), Pax Christi (Na), Scuola di Pace, Attac, Rete Sanità.
Aderiscono:
MEDiterranean MEDIA, Mondo senza Guerre Sud Pontino, Aria Precaria Rete Antiprecarietà, Social Network Sinistra Lucana, Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, Associazione culturale "Il Bene Comune", Sinistra Critica, Amici di Beppe Grillo (Na), Socialismo Rivoluzionario (Na), Federazione Campana RdB/CUB, Cobas (Na), Associazione 3 febbraio (Na), Partito marxista-leninista cellula "Vesuvio Rosso", Centro di documentazione Don Tonino Bello Faenza (Ra), Comitato spontaneo per la Pace Faenza (Ra), Radio Base Popolare Network (Ve), Statunitensi per la pace e la giustizia di Roma, Piero Maestri - direttore di Guerra e Pace, Eros Cruccolini - Presidente del Consiglio Comunale di Firenze, Ugo Montecchi - tra i fondatori del Genova Social Forum, FGCI (Na), PdCI (Na), PRC (Na), Giovani Comunisti (Na), Assemblea Permanente delle Donne a Napoli, Canto Libre


23 maggio 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Sanità Già raggiunto il tetto di spesa. Castorani protesta
Policlinico, la Regione blocca 80 assunzioni
Stop ai contratti per i nuovi medici La legge finanziaria regionale impedisce alla direzione generale di mettere sotto contratto nuovi professionisti per il 2008
di Vincenzo Damiani

BARI — Blocco delle assunzioni dei medici al Policlinico. Il più grande ospedale pugliese avrebbe bisogno di un centinaio di camici bianchi per ripianare i buchi nella pianta organica e attivare una serie di servizi (tra cui l'unità spinale). Ma la legge finanziaria regionale - imponendo un limite alla spesa del personale già raggiunto impedisce alla direzione generale di mettere sotto contratto nuovi professionisti per il 2008. Così accade, ad esempio, che al quarto piano di Asclepios il reparto, che dovrebbe ospitare la neuropsichiatria infantile, è bello che pronto. Ma i bambini non possono essere trasferiti dal tugurio della Neurologia perché all'appello mancano due neuropsichiatri. La direzione ha bandito un concorso, tra un mese forse la situazione potrebbe sbloccarsi.
Il caso della neuropsichiatria è solo una delle emergenze: il centro d'eccellenza ha bisogno come del pane di anestesisti, radiologi, ortopedici, cardiologi, urologi. A conti fatti circa 100 camici bianchi. «La situazione dei medici è drammatica», non usa giri di parole il direttore generale del centro d'eccellenza, Antonio Castorani. «Nel 2008 continua il manager - riusciremo ad assumere 20-25 figure professionali, non di più. Effettivamente, sono troppo pochi rispetto alle reali esigenze». Circa un quinto in meno. «Ne servirebbero cento - prosegue il direttore generale - però oltre queste 20- 25 assunzioni non posso andare».
Glielo impedisce la finanziaria regionale e nazionale. «Per la spesa del personale - motiva - non posso oltrepassare un certo valore. I numeri sono lì, non ci si può fare nulla». L'unica scappatoia si chiama deroga. Una sorta di autorizzazione da parte della Regione a spendere più di quello stabilito. Nel 2007, Castorani la chiese ma gli fu negata. «A giugno - anticipa - incontrerò l'assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, e tornerò a domandare una deroga». Dalla sua parte avrà le sigle sindacali che, ormai, da settimane stanno incalzando la Regione.
Ieri, intanto, negli uffici della direzione generale si è tornati a parlare di piano aziendale e taglio delle cliniche. Un incontro «proficuo» per i medici, anche se interlocutore. Martedì sera, invece, sono stati gli infermieri del Policlinico ad alzare la voce. Con un documento durissimo, i sindacati del comparto Cisl Fps, Rdb, Fials, Rsu e Nursing Up (i medici, pur restando solidali, stanno proseguendo sulla strada della trattativa con Castorani, chiamando in causa la Regione), hanno chiesto al presidente della Regione, Nichi Vendola, «la revoca del mandato alla direzione generale del Policlinico per impedire la morte definitiva del più grande ospedale pugliese». Le critiche non hanno risparmiato niente e nessuno. «Il Policlinico - scrivono - è alle pezze da ogni punto di vista: tutti noi viviamo in condizioni precarie, tra inqualificabili inefficienze».
Ma a sopportare i disagi maggiori - secondo i sindacati - sarebbero proprio gli ammalati. «I pazienti ricoverati - denunciano - sono costretti a vivere in ambienti non conformi alle leggi in materia di igiene e sicurezza. In più di un reparto di degenza la fornitura dei medicinali avviene ad intermittenza e, in alcune circostanze, gli ammalati sono obbligati a comprarsi i farmaci».
La carenza di medici sta mettendo in ginocchio anche altri ospedali baresi. «Il pronto soccorso di Molfetta - denuncia il sindacato Usppi - è al collasso».


22 maggio 2008 - Dire

TRASPORTI. SCIOPERO TEVERE TPL, RDB: ADESIONE AL 40%

(DIRE) Roma, 22 mag. - "Alle 11 di questa mattina si e' registrata una adesione del 40% allo sciopero indetto dal Coordinamento provinciale della Cub Trasporti autoferrotranvieri alla Tevere Tpl Scarl". E' quanto fa sapere una nota dello stesso sindacato, ricordando che lo sciopero e' stato proclamato "a sostegno della piattaforma rivendicativa di un contratto integrativo aziendale che contenga caratteristiche normative ed economiche quali tutela per gli inidonei, risoluzione delle problematiche sulla sicurezza attraverso la chiusura delle cabine di guida, riduzione dei turni spezzati e dell'orario di guida giornaliero, riconoscimento di alcune indennita' e di un Premio di Risultato definitivo per ridurre la forbice salariale che attualmente vede penalizzati i lavoratori della Tevere Tpl Scarl rispetto ai loro colleghi della Trambus Spa, interamente controllata dal Comune di Roma".

CASA BOLOGNA. RDB ACER: EDILIZIA SOCIALE E STABILIZZAZIONI
IL SINDACATO DI BASE IN CORSA ALLE PROSSIME ELEZIONI PER LE RSU

(DIRE) Bologna, 22 mag. - Le Rappresentanze di base sbarcano tra i dipendenti dell'Acer e la difesa dei diritti dei lavoratori si intreccia alla rivendicazione del diritto alla casa. Per le Rdb, come spiega una nota di Luigi Marinelli, l'Azienda casa Emilia-Romagna rappresenta infatti "un settore strategico per la qualita' di vita di migliaia di cittadini e per il riconoscimento reale al diritto alla casa". Per questo il sindacato di base, nel presentare la propria lista alle prossime elezioni Rsu, annuncia di voler caratterizzare il proprio intervento coniugando le esigenze dei lavoratori al particolare ruolo sociale svolto dall'Acer. Le Rdb chiedono infatti il "mantenimento dei diritti acquisiti dal passaggio dal contratto collettivo enti locali al contratto privatistico Federcasa", nonche' la "stabilizzazione reale dei lavoratori precari", presenti con contratti a termine e di lavoro interinale, "contro ogni possibile tentativo di frammentazione delle condizioni contrattuali e salariali tra lavoratori". Il terzo punto, invece, sposta il tiro e si concentra sulla "rivendicazione della propria funzione di servizio pubblico, in difesa e per il rilancio dell'edilizia pubblica e sociale".


22 maggio 2008 - Adnkronos

ROMA: ADESIONE DEL 40% ALLO SCIOPERO SOCIETA' TEVERE TPL

Roma, 22 mag. - (Adnkronos) - Alle ore 11.00 di questa mattina si e' registrata una adesione del 40% allo sciopero indetto dal Coordinamento Provinciale della Cub Trasporti Autoferrotranvieri alla Tevere Tpl Scarl. L'astensione dal lavoro e' cosi' articolata: 24 ore per i dipendenti del consorzio Tevere Tpl Scarl, dalle 8.30 alle 17.00 e dalle 20.00 fino a fine servizio, nel rispetto delle fasce di garanzia cioe' 4 ore per i dipendenti della Trotta Bus Services, consorziata Tevere Tpl Scarl) dalle 9.00 alle 13.00. Lo sciopero e' stato proclamato a sostegno della piattaforma rivendicativa di un contratto integrativo aziendale che contenga caratteristiche normative ed economiche quali tutela per gli inidonei, risoluzione delle problematiche sulla sicurezza attraverso la chiusura delle cabine di guida, riduzione dei turni spezzati e dell'orario di guida giornaliero, riconoscimento di alcune indennita' e di un Premio di Risultato definitivo per ridurre la forbice salariale che attualmente vede penalizzati i lavoratori della Tevere Tpl Scarl rispetto ai loro colleghi della Trambus, interamente controllata dal Comune di Roma.


22 maggio 2008 - Omniroma

TPL, CUB: «ALLE 11 ADESIONE A SCIOPERO TEVERE DEL 40%»

(OMNIROMA) Roma, 22 mag - «Alle 11 di questa mattina si è registrata una adesione del 40% allo sciopero indetto dal Coordinamento Provinciale della CUB Trasporti Autoferrotranvieri alla Tevere TPL Scarl. Si ricorda che l'astensione dal lavoro è così articolata: 24 ore per i dipendenti del consorzio Tevere TPL Scarl, 8.30/17.00 e 20.00 fino a fine servizio, nel rispetto delle fasce di garanzia; 4 ore per i dipendenti della Trotta Bus Services SpA (consorziata Tevere TPL Scarl) dalle 9.00 alle 13.00, nel rispetto delle fasce di garanzia». Lo comunica Cub con una nota. «Lo sciopero - prosegue la nota - è stato proclamato a sostegno della piattaforma rivendicativa di un contratto integrativo aziendale che contenga caratteristiche normative ed economiche quali tutela per gli inidonei, risoluzione delle problematiche sulla sicurezza attraverso la chiusura delle cabine di guida, riduzione dei turni spezzati e dell'orario di guida giornaliero, riconoscimento di alcune indennità e di un Premio di Risultato definitivo per ridurre la forbice salariale che attualmente vede penalizzati i lavoratori della Tevere Tpl Scarl rispetto ai loro colleghi della Trambus SpA, interamente controllata dal Comune di Roma».


22 maggio 2008 - Ecomatrix

Sciopero trasporti - Metro, autobus e ferrovie fermi venerdì 23 maggio e venerdì 20 giugno

Torino - Rimane confermata la manifestazione di protesta da parte di C.U.B. - RdB, che riguarderà tutti i servizi di trasporto domani, venerdì 23 maggio; mentre i sindacati GTFILT-CGIL, FILT-CISL e UILTRASPORTI hanno spostato la data dello sciopero al 20 giugno.
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22 maggio 2008 - Prima

CROCE ROSSA: STOP ALL’OCCUPAZIONE DEL COMITATO PROVINCIALE DI ROMA

(PRIMA) ROMA - E’ terminata l’occupazione della Presidenza del Comitato Provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana, in via Ramazzini 31 a Roma, attuata questa mattina da una delegazione di lavoratori della Croce Rossa insieme alle RdB-CUB. Alle ore 17.00 il Presidente Comitato del Comitato provinciale della CRI, Dott. Fernando Capuano ed il Direttore del Comitato Provinciale, Dott. Claudio Iocchi, dopo essersi confrontati con tutti i lavoratori che dalla mattina hanno continuato a sostenere l’iniziativa di occupazione, hanno incontrato una delegazione delle RdB-CUB. L’incontro si è concluso alle ore 19.00 con l’impegno da parte del Presidente Capuano del Direttore Iocchi alla proroga biennale del contratto per la precaria del Centro di Educazione Motoria, delegata RdB, a rischio licenziamento. Domani mattina, alle ore 10.30, presso la Direzione provinciale avverrà un incontro con tutte le sigle sindacali finalizzato alla proroga del contratto della lavoratrice.

SCIOPERO TEVERE TPL SCARL: ADESIONE DEL 40%

(PRIMA) ROMA - Alle ore 11.00 di questa mattina si è registrata una adesione del 40% allo sciopero indetto dal Coordinamento Provinciale della CUB Trasporti Autoferrotranvieri alla Tevere TPL Scarl. Si ricorda che l’astensione dal lavoro è così articolata: 24 ore per i dipendenti del consorzio Tevere TPL Scarl, 8.30/17.00 e 20.00 fino a fine servizio, nel rispetto delle fasce di garanzia; 4 ore per i dipendenti della Trotta Bus Services SpA (consorziata Tevere TPL Scarl) dalle 9.00 alle 13.00, nel rispetto delle fasce di garanzia. Lo sciopero è stato proclamato a sostegno della piattaforma rivendicativa di un contratto integrativo aziendale che contenga caratteristiche normative ed economiche quali tutela per gli inidonei, risoluzione delle problematiche sulla sicurezza attraverso la chiusura delle cabine di guida, riduzione dei turni spezzati e dell’orario di guida giornaliero, riconoscimento di alcune indennità e di un Premio di Risultato definitivo per ridurre la forbice salariale che attualmente vede penalizzati i lavoratori della Tevere TPL Scarl rispetto ai loro colleghi della Trambus SpA, interamente controllata dal Comune di Roma.


22 maggio 2008 - La Repubblica

Venaria, vincono i 173 dipendenti
La Regione impone alla coop Rear il vecchio contratto più favorevole Ieri mattina era scattata la protesta con uno sciopero e un´assemblea
di MARINA PAGLIERI

Venaria R. - La Regione accoglie le richieste di 173 lavoratori della Reggia di Venaria e l´agitazione, dopo i disagi creati ai visitatori (alcune sale rimaste senza personale, la mostra del Compasso d´oro nelle Scuderie chiusa), viene sospesa. Era iniziata con uno sciopero, e con l´assemblea indetta alle 9 dalle rappresentanze sindacali di base la giornata di ieri, un altro incontro era preannunciato per il pomeriggio. Oggetto della protesta, il contratto di lavoro Unci, quello nazionale delle cooperative, proposto dalla Rear, nuova affidataria dei servizi dopo la sentenza depositata lo scorso gennaio dal Tar. La Rear, presieduta dal consigliere regionale del Pd Mauro Laus, è subentrata alla società Codess Cultura, la cui offerta è stata ritenuta anomala per gli errori riscontrati nella distribuzione degli incarichi. Ma se Codess applicava ai dipendenti il Contratto multiservizi firmato nel 2007 da Cgil, Cisl Uil, Rear si è detta contraria. A questo proposito, Laus ha inviato un comunicato alla autorità preposte - dal prefetto Padoin, all´assessore Oliva, al responsabile della Reggia Vanelli, al direttore regionale del Patrimonio Ferreri - per difendere le sue ragioni.
«Non voglio lasciare nessuno per strada, sono disposto a fare entrare nella cooperativa 80 persone che prima prestavano servizio nell´altra società - ha detto ieri Laus, prima di conoscere al sentenza della Regione. - Prima di protestare però per il contratto che propongo loro, quello nazionale delle Cooperative, vorrei sapere esattamente come erano inquadrati in precedenza, ho chiesto di portarmi la documentazione perché non sono sicuro che fossero tutti in regola». Laus proponeva anche un premio di produzione annuo, per compensare la soppressione della 14a mensilità, e un "superminimo" da aggiungere alla paga oraria, passata dai 6.50 euro all´ora a circa 4.60.
C´era stata nei giorni scorsi una riunione in Prefettura, in cui è stato richiesto da parte delle Rdb l´applicazione del contratto già vigente per il personale impiegato nei servizi, dalle pulizie all´accoglienza. Di fronte alla diversa volontà di Laus, la Regione ha chiesto alcuni giorni per dirimere la questione: ieri, in tarda mattinata, la risposta definitiva e l´imposizione alla Rear dell´applicazione del contratto di settore. Imposizione collegata anche al decreto "Milleproroghe" del Governo Prodi, che stabilisce che di fronte a due contratti si deve optare per quello più favorevole ai dipendenti.
Situazione risolta dunque, dopo giornate in cui volavano coltelli, Con il rischio di creare non poche difficoltà alla Reggia, in una fase delicata che si pone tra il successo di questi primi mesi sette di apertura (più di 500mila i visitatori alla mostra sui Savoia, la più visitaat d´Italia), il riallestimento del percorso espositivo e i prossimi appuntamenti, dall´inaugurazione il 15 giugno della Fontana del Cervo, nella Corte d´onore, alla mostra sui manti regali, alla fine dello stesso mese.
Poi, ieri, mattina, la notizia da parte della direzione del Patrimonio affidata a Maria Grazia Ferreri, e dell´ufficio legale della Regione. Soddisfazione da parte del responsabile della Reggia Alberto Vanelli: «Già nel pomeriggio sono arrivati più di 2mila visitatori e la situazione è tornata serena». «Abbiamo vinto - dice Sasha Contu, delegato delle Rdb - adesso però aspettiamo l´accordo con la Rear e la firma del contratto».


22 maggio 2008 - EPolis Torino

Cooperative, è la rivolta sciopero di 173 impiegati
Nella Reggia di Venaria Reale, braccia incrociate nel fine settimana, dalle 9 alle 13.30, per i lavoratori dipendenti nelle società che gestiscono da tempo i servizi
di Daniela Pesce
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Venaria Reale - Mattinata di assemblea, ieri, alla Reggia di Venaria Reale e per il fine settimana è stato programmato uno sciopero. Dalle 9 alle 13.30 di ieri, i 173 lavoratori impiegati nelle cooperative che gestiscono i servizi del complesso monumentale, si sono riuniti per chiedere che il passaggio da una cooperativa all'altra avvenga nel rispetto del contratto nazionale multiservizi del 2007, sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil. «Una delle cooperative subentranti alla Codes, la Ati Rear vorrebbe applicare il contratto multi servizi definito Unci, che offre meno garanzie, minore tutela e anche minori salari a dei ragazzi che, per lavorare 30 ore la settimana, percepiscono appena 650 euro al mese», spiega Luigi Casali, coordinatore regionale delle Rappresentanze sindacali di base. Che incalza: «L'applicazione del contratto del settore firmato nel 2007 da Cgil, Cisl e Uil è stata espressamente richiesta dalla Regione Piemonte nel capitolato d'appalto». Diversa la situazione delle altre due cooperative coinvolte, Res Nova e Copat, che «pur facendo riferimento al contratto siglato con i sindacati - afferma ancora Casali - hanno tagliato le ore di impiego, riducendo di fatto il salario degli addetti». Nell'assemblea di ieri mattina, i lavoratori hanno atteso che la Regione chiarisse la sua posizione in merito alla situazione e, nella tarda mattinata, è stata emessa una nota a chiarimento dell'articolo riguardante i contratti da applicare per la gestione dei servizi presso la Reggia di Venaria. «La nota inviata ieri dalla Regione - spiega Casali - conferma la nostra interpretazione, ossia il richiamo testuale all'applicazione del contratto nazionale multiservizi sottoscritto dalle organizzazioni sindacali. Ma la Ati Rear non vuole cedere. Nonostante quanto richiesto dalla Regione, ha infatti ribadito l'applicazione del contratto Unci». Il coordinatore Rdb chiarisce anche che non c'è alcuna intenzione di danneggiare l'immagine della Reggia e tutti gli sforzi che si sono sostenuti fino ad ora, anche se le azioni future potrebbero causare qualche disagio. Nel pomeriggio di ieri le RdB hanno scritto a Rear, Regione, Prefetto e sindaco di Venaria per chiedere una sospensione temporanea del subentro nell'appalto da parte della cooperativa sotto accusa, in attesa di un confronto volto a definire la vertenza ed hanno confermato lo stato di agitazione dichiarando uno sciopero di 4 ore all?inizio di ogni turno per la giornata di sabato prossimo, il 24 maggio. Nel complesso della Reggia sabauda lavorano in tutto 271 persone: 186 come guide, custodi di sala, centralinisti o alle biglietterie, 35 manutentori, 15 addetti alla pulizia, 5 alla videosorveglianza, 15 alla ristorazione, 15 ai parcheggi. La protesta tuttavia riguarda solo i 173 giovani il cui contratto è regolato con le cooperative. Dalla sua riapertura dopo i lavori di restauro, le visite al noto complesso sabaudo alle porte di Torino, hanno superato le 571.000 con il 28% di presenze dal Piemonte, il 61% dal resto d'Italia e l'11% dall'estero. Le visite guidate sono state oltre 5.000 e gli incassi complessivi hanno superato i 4.700.000 euro. Nonostante questo rilancio decisamente positivo, i nuovi allestimenti previsti e le iniziative in programma, le prossime agitazioni potrebbero creare forti disagi ai futuri visitatori.


22 maggio 2008 - La Provincia Pavese

Sanità privata, i lavoratori protestano per il contratto scaduto da 29 mesi

PAVIA - Sanità ancora in fermento. Oggi si svolge l’assemblea degli operatori socio sanitari Rdb/Cub della Lombardia che lavorano in aziende ospedaliere, asl, case di riposo, cooperative. Dalle 10 alle 14 nella sala riunioni di villa Marelli a Milano (in viale Zara 28). E protestano anche i dipendenti della sanità privata accreditata ancora senza contratto: 150mila operatori in tutta Italia. Oggi manifesteranno davanti alla sede della Conferenza delle Regioni a Roma, sostenuti dai sindacati Fp Cgil, Fps Cisl e Uil Fpl. Da 29 mesi questi lavoratori sono in attesa di un rinnovo del contratto. Una situazione che i sindacati giudicano «inaudita e che ha determinato una pesante perdita del potere di acquisto dei salari».


22 maggio 2008 - Il Manifesto

«Nessun dialogo, così si parte male» La protesta dei comitati. E non solo
di Francesca Pilla

Napoli - «Non ci sono più i manifestanti di una volta», ride dall'ultima fila un poliziotto in assetto antisommossa, tra blindati e scudi di protezione. Si sta annoiando. A cento metri c'è il Coordinamento di lotta per il lavoro, quello dei disoccupati storici e comunisti, a cui si sono aggiunti gli indultati. Gli unici dei 9 tra cortei e presidi della giornata che hanno improvvisato un'incursione e accarezzato la «zona rossa», arrivando fino a via Toledo a pochi passi dalla prefettura. Appena mezzora di faccia a faccia con polizia e carabinieri, cori e volantini per chiedere lavoro. Curiosi affacciati ai balconi, turisti muniti di macchine fotografiche pronti a immortalare gli eventi, commercianti con le braccia incrociate. Nessuno ha mai pensato un solo istante di potersi fare male. «Tienimi lo scudo va, che vado al bagno», gli risponde un altro amico celerino.
«Sono già le 15 e non c'è stata nemmeno una denuncia»: gongola avvilito un reporter nascosto dietro il cordone di sicurezza, con il badge del consiglio dei ministri. Solo coreografie. Mille poliziotti schierati, commissariati allertati, e tiratori scelti appostati sui palazzi intorno al Plebiscito. «Ma quando mai - spiega Laura con un biondissimo bimbo nel passeggino - da casa mia vedo tutta la piazza, i cecchini ce li hanno risparmiati». Dagli interni però assicurano, «ci sono».
Sono già le 15 e il corteo dei migranti della Rete antirazzista, senza bandiere né sigle, al grido di «siamo tutti rom» è già sfilato diritto fino a piazza del Municipio. Hanno incrociato i disoccupati all'altezza della Questura di via Medina, gli hanno lasciato la precedenza, poi sono passati davanti agli O.s.s., al sindacato Azzurro, all'associazione Principio e dignità, agli Indultati sottoproletari, agli Eurodisoccupati, per stazionare davanti a Palazzo San Giacomo, sede del comune. Senegalesi, marocchini, pachistani, e un gruppo di rom, non ci stanno a essere considerati illegali solo perché stranieri. Quelli allontanati da Ponticelli sono i più scatenati, urlano, cantano, si fanno vedere e sentire, quasi come una liberazione dopo quanto avvenuto. Un gruppetto di ragazzini esce dal corteo: «Tornate dentro e comportatevi bene, siete sempre voi a fare casini», dice un nigeriano. Un voi «scolastico» che significa i più vivaci, quelli dell'ultimo banco. Davanti al Maschio Angioino il patchwork è cucito, ci sono tutti, si può andare a pranzo. Anche il partito dei pensionati che ha finito di volantinare all'uscita della funicolare centrale, il gazebo de La destra che ha fatto propaganda a fianco alla sede centrale del Banco di Napoli. Loro si sono aggiunti all'ultimo momento e hanno fatto salire il conto delle iniziative a 11.
Manca solo il «temuto» corteo dei centri sociali, i cinquemila compagni di Francesco Caruso, che avevano dato qualche preoccupazione all'intelligence, ma nemmeno poi troppa. I rapporti della Digos avevano mantenuto un basso profilo: il pericolo dei disordini è pari a zero. Sono le 15 è inizia il diluvio. A piazza Dante danno forfait i seguaci di Gerardo Marotta, il fondatore dell'Istituto per gli studi filosofici. Quelli dell'Assise di Palazzo Marigliano, gli studiosi che dovevano informare la popolazione su un ciclo rifiuti malato e avevano perfino pensato di proiettare il docufilm Beutiful cauntri. Piove, governo ladro, scherzano un po' tutti. «Se c'è una cosa che il napoletano medio odia più della monnezza, quella è la pioggia», dicono dalla Rete salute e ambiente, mentre si infracidano i sacchetti neri con le facce di De Gennaro, Iervolino, Bassolino, «pericolosi per la salute e l'ambiente». Si bagna il comitato di Chiaiano, Acerra, Giugliano; si inzuppano le Rdb, i Cobas, il camion dell'amplificazione, i centri sociali, i Carc. Ombrelli e impermeabili, buste della spesa come copricapo. Gli stakanovisti della piazza avevano temuto che i «saltuari piovaschi» previsti dai colonnelli meteo avrebbero avuto la meglio: è stato un pareggio. Niente corteo oceanico, ma una più che dignitosa manifestazione in linea con le previsioni. Anche se gli organizzatori arrischiano «un siamo in 7mila». Forse non è questo il punto, ma le motivazioni della sfilata contro il pacchetto sicurezza che criminalizza i migranti e per un piano rifiuti concordato con le popolazioni. Non è un corteo colorato, né allegro. Troppe le incognite, le informazioni da passare. Arrivano a piazza Municipio, una delegazione incontra Berlusconi. Che si mantiene abbottonato. Lo fanno all'uscita quelli della Rete: «Il nuovo governo non parte per niente bene. Finge un'apertura formale al dialogo con le reti ambientaliste e poi militarizza e secreta le aree delle discariche. Questa scelta dimostra arroganza ma anche debolezza». L'appuntamento è per oggi pomeriggio alla Rotonda Titanic, che, diciamolo, porta un po' sfiga.


22 maggio 2008 - Gazzetta di Reggio/Nuova Ferrara

Il Viminale: manganelli e spray sono vietati
Bologna, stop al piano sicurezza. Cofferati boccia il carcere per i clandestini

BOLOGNA - Stop inatteso nel percorso che dovrà dotare di nuovi strumenti di autodifesa il corpo della Polizia Municipale di Bologna. Durante una commissione ‘ad hoc’ sull’argomento in Comune, l’assessore con delega alla sicurezza Libero Mancuso ha mostrato una lettera che il Ministero dell’Interno ha inviato al Comune di Rimini lo scorso 22 febbraio.
Nella lettera si sottolinea che «gli sfollagente o strumenti simili e gli spray da difesa non rientrano tra i tipi d’arma contemplati per l’armamento della Polizia Municipale». Dunque, ha spiegato Mancuso, «lunedì abbiamo chiesto al prefetto di informarsi su quali strumenti possiamo dotarci», una domanda per la quale l’amministrazione attende una risposta la prossima settimana. Secondo l’assessore, infatti, le altre città, come Modena o San Lazzaro di Savena, che hanno scelto strumenti in base alla normativa regionale e non a quella nazionale rischiano di dover fare marcia indietro.
Nella nota del Viminale si specifica che «solo due prodotti, una penna spray e un portachiavi con erogatore spray, sono stati ritenuti non idonei a recare offesa e, quindi ammessi al libero commercio e porto». Si tratta, hanno chiarito Mancuso e il comandante dei vigili, dei comuni spray anti-violenza da borsetta, certamente non la nuova dotazione antidegrado che ci si attendeva. Nel frattempo, per Palazzo d’Accursio si è aperto anche un altro fronte complicato che riguarda le associazioni sindacali. Se il Sulpm (il cui capo, Del Torcio, non era presente per motivi di salute) è parso disponibile, critiche sono piovute dalle Rdb che hanno chiesto, a fronte di nuovi strumenti, anche un’organizzazione più efficiente.
Mignani ha assicurato che, comunque, già dalla prossima settimana inizierà il confronto con le varie sigle.
Dura la reazione del centrodestra («Avete sempre parlato di manganelli e spray, ora scopriamo che erano portachiavi») a cui si è accodata l’Altrasinistra che ha accusato il Pd «di averci usato in aula, il documento che cambia tutto è stato reso noto solo oggi (ieri,ndr)».
No al reato di clandestinità, sì alla ripresa dei provvedimenti Amato e all’introduzione di un vantaggio fiscale per regolarizzare le badanti. Sono le linee guida indicate dal sindaco Sergio Cofferati, commentando il pacchetto sicurezza all’attenzione del governo. Secondo Cofferati, infatti, «l’introduzione del reato di clandestinità sarebbe in contrasto con gli orientamenti dell’Unione Europea e rischia di diventare una scelta più volta alla propaganda che non all’efficacia». Meglio, ha continuato, «riprendere rapidamente lo schema generale dei provvedimenti Amato, compresa la parte relativa ai poteri dei sindaci». Il primo cittadino di Bologna ha anche posto l’accento sul lavoro clandestino di cui ha definito «indispensabile» la scrittura «di norme rivolte al suo contrasto per le specifiche caratteristiche diverse rispetto al lavoro nero». Sul tema badanti, Cofferati ha spiegato che «è opportuna una normativa che incentivi la regolarizzazione».


22 maggio 2008 - Leggo

Domani senza bus

Torino - Domani sciopero di 24 ore dei bus, indetto dalle Rdb. Saranno rispettate le fasce di garanzia: i bus urbani si fermano dalle 9 alle 12 e dalle 15 in poi, i bus extraurbani e le ferrovie dalle 8 alle 14,30 e dalle 17,30 a fine servizio.


22 maggio 2008 - Il Centro

Protocollo welfare Ricci cerca il dialogo a sinistra

CHIETI - Politiche della casa e del consumo, agevolazioni fiscali e rimodulazioni delle tariffe dell’ente. Sono alcune delle voci contenute in un protocollo d’intenti siglato dal sindaco Ricci e dagli esponenti dell’Rdb-cub, Silvio Di Primio e Mario Frittelli. Si tratta di una serie di buoni propositi, che andranno attuati con provvedimenti dell’ente e opportune variazioni di bilancio. «Alcune scatteranno subito, altre a partire dal 2009» dice Ricci «è un protocollo di intenti politici, di chiara importanza sociale, che non ha nulla a che fare con la materia sindacale». Il sindaco legge questo documento come «un passo nell’ottica di un’amministrazione che vuole recuperare un rapporto importante a sinistra». Accantonato il retrogusto politico, ecco quanto seguirà a stretto giro da questo protocollo. Innanzitutto, più risorse per il sostegno alle politiche abitative, dallo stanziamento iniziale di 80mila euro fino a 150mila e anche oltre. In lista c’è il superamento del ricorso al lavoro interinale nelle società controllate dal Comune, così come la possibilità per i teatini di fare la spesa al mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Cepagatti, dopo inevitabili intese istituzionali e firme di relative convenzioni. Sostegno al consumo deriverà anche dall’attivazione di nuovi mercatini rionali di filiera corta, dove produttore e consumatore si trovano faccia a faccia, ma anche aiuto strutturale all’acquisto solidale, ossia alla spesa di gruppo. Obiettivi più a lunga scadenza intervengono sulle tariffe e l’individuazione di nuove fasce di reddito per detrazioni e esenzioni sulla tassa dei rifiuti. (s.b.)


22 maggio 2008 - Il Messaggero

Chieti. Il sindaco Ricci riapre il dialogo a sinistra e firma un protocollo...
di ALFREDO D’ALESSANDRO

Chieti - Il sindaco Ricci riapre il dialogo a sinistra e firma un protocollo d'intenti in materia di welfare con le Rappresentanze sindacali di base, meglio note con la sigla Rdb - Cub. Provvedimenti a favore delle classi più deboli, dei pensionati al minimo e di chi ha problemi a pagare l'affitto di casa. Un protocollo - ci tiene a sottolineare Ricci - che non è un accordo sindacale ma politico. Entro il 2008 sarà data attuazione, non appena verrà approvato il Bilancio di previsione, a quattro dei 12 punti sanciti nel protocollo.
Vediamoli uno ad uno: Piano di stabilizzazione dei lavoratori precari attualmente in servizio presso gli uffici del Comune. Un tema, quest'ultimo, che ha provocato l'immediata reazione delle altre organizzazioni sindacali. Ricci risponde così: «Si è scatenata una polemica molto forte all'interno del Comune come se avessi fatto una follia sindacale: qui non c'è nulla di sindacale, questo è un accordo politico importante in un momento in cui dobbiamo recuperare un importante rapporto a sinistra. Tutto ciò che è scritto in questo protocollo è condivisibile da un punto di vista politico e sociale».
Verrà innalzato lo stanziamento iniziale di bilancio di 80 mila euro, quale sostegno alle politiche abitative per quest'anno, portandolo a 150 mila euro.
Da attuare entro l’anno: convenzione che consenta ai singoli cittadini l'accesso diretto al Centro agroalimentare di Cepagatti, ovvero al mercato ortofrutticolo all'ingreoso, al fine di contrastare il problema del carovita.
L’attivazione di procedure finalizzate all'apertura di nuovi mercatini zonali a cosiddetta filiera corta ovvero dove la vendita è diretta dal produttore al consumatore.
Il sostegno strutturale ai gruppi di acquisto solidale.
L’adeguamento del regolamento della Tosap per quanto riguarda le aree pubbliche destinate ai parcheggi a pagamento.
Variazione dei regolamenti per la Tarsu.
Altri punti del protocollo, pur importanti, potranno essere attuati nel 2009, in sede di predisposizione del Bilancio di previsione: tra questi la modifica del regolamento per la tassa sui rifiuti al fine di introdurre l'esenzione di coloro che percepiscono pensioni minime con la maggiorazione sociale, prevedendo al tempo stesso una riduzione della tassa per fasce di reddito: 50% per chi ha un reddito sino a 12 mila euro, 30% per chi da un reddito fra 12.000 e 16 mila euro, 20% per i redditi fra 16mila e 22 mila euro. E delle fasce di reddito, così come previste dall'Isee, si dovrà tener conto, secondo il protocollo, anche per determinare tutte le tariffe comunali. Ovvero chi ha un reddito basso deve pagare molto meno.
Per Silvio Di Primio della segretaria provinciale di Rdb si tratta di proposte fatte da una confederazione generale che abbracciano diversi aspetti: dal sindacale, al welfare locale, all'appoggio alle fasce più deboli oltre che la lotta al carovita».


22 maggio 2008 - Il Gazzettino

Napoli. Disoccupati, arrabbiati, sfaccendati. Esasperati, appassionati, indultati...
di Nino Cirillo

Napoli - Disoccupati, arrabbiati, sfaccendati. Esasperati, appassionati, indultati. Sì, indultati, perché prima hanno avuto l'indulto e ora vogliono un lavoro. Solo per dire che abbiamo visto di tutto e di più in questa folle giornata napoletana, in queste ore di teso, faticosissimo fronteggiarsi tra il Palazzo e la Piazza. Non è andata a finire come forse avrebbe dovuto, con uno scontro vero cioè, solo per via di una pioggia pietosa, che ha favorito il diffondersi di pietose bugie.
Ai mille-mille cinquecento che alle sei di sera, davanti a Palazzo San Giacomo, gridavano «la monnezza dell'Italia siete voi» e intendevavano, tutti insieme, Iervolino Bassolino e Berlusconi, i caporioni con i megafoni hanno ben pensato di non rivelare quel che il Governo aveva appena deciso e quel che i telegiornali avevano già abbondantemente raccontato. E cioè che il prossimo che si azzarda a bloccare le operazioni di una discarica autorizzata di rifiuti si becca cinque anni di carcere.
Li avevano blanditi, i caporioni, raccontando che una «delegazione dei comitati» era stata ricevuta da rappresentanti di Palazzo Chigi - e che quindi una sorta di riconoscimento formale era stato dato alla loro «lotta» - per sentirsi dire che nulla era stato ancora deciso a proposito di Chiaiano, il vero nervo scoperto di tutta questa storia. Una non decisione che doveva suonare - ed è suonata - come una vittoria. Non hanno aggiunto, però, che il Governo ha già deciso cinque siti, che questi siti sono secretati e che potrebbe benissimo esserci finita dentro Chiaiano.
Il Palazzo ha ripagato la Piazza con la stessa moneta, con queste secretazioni che dimostrano una sostanziale cautela. E per un certo verso si capisce: che senso avrebbe avuto esaperare la situazione la sera stessa del Consiglio dei Ministri? Si vedrà, con Bertolaso poi si vedrà.
L'unico vero fuori programma l'hanno offerto una ventina di duri e puri - avreste dovuto vedere le facce, e le spalle - che lo striscione contro la discarica a Chiaiano, un posto a Nord di Napoli, sono andati a piazzarlo proprio in Piazza del Plebiscito, proprio in faccia a Palazzo Reale e poi, accompagnati dallo sguardo benevolo degli scudi e degli elmetti della Polizia, hanno percorso quei sette-ottocento metri di zona rossa che erano riusciti a violare. Sono stati accompagnati all'uscita - tanto per capirci - senza troppe formalità, perché forse alla fine questi erano i patti.
Ma che giornata. Gli indultati, forse perché allenati agli orari impossibili della galera, sono stati i primi a occupare Piazza del Municipio, pronti ad avventarsi su ogni microfono, telecamera, taccuino , che capitasse loro vagamente a portata di mano. Per spiegare, con una buona dose di sincerità, che «alla fine c'è gente che va a lavorare per la Camorra perché è l'unica che paga». Poi, spettacolo nello spettacolo, un paio di centinaia di «operatrici socio-sanitarie». Belle ragazze del Sud, con stivaloni da discoteca e scollature assolutamente degne di uno sguardo, che hanno danzato freneticamente per un paio d'ore al ritmo forsennato degli ultimi brani melodico-rock che tanto piacciono proprio alla Camorra.
Ma anche se cantavano «come è dolce come è bella la città di Pulcinella», la loro storia è un po' più seria e un po' più grave: hanno frequentato corsi della Regione per un anno, al prezzo di tremila-tremilacinquecento euro per sentirsi dire da Bassolino, alla fine, che lavoro non ce n'era. Sono delle furie, qualcuno dovrà pur dare una spiegazione.
Come accade, poi, in qualsiasi metropoli mediterranea che si rispetti -vogliamo dire una Marsiglia, una Barcellona, una Tunisi per esagerare- c'è stata una lunga pausa pranzo. Piazza vuota, pioggia battente, in attesa di eventi che fortunatamente non si sono verificati. Tutti aspettavano il corteo vero, infatti, quello dei no global. Tutti temevano una di quelle diciotto-diciannove sigle che nel corso di una sola giornata abbiamo sentito nominare, la Banchi Nuovi-Rdb, Banchi Nuovi per il quartiere e Rdb per Rappresentanza di base.
E quindi tutti in via Toledo, dove gli unici fremiti, alla fine, li hanno offerti un Francesco Caruso abbastanza divo da potersi permettere di dire che «non abbiamo bisogno di striscioni, il no global è questo, è il territorio», e un Oreste Scalzone francamente fuori posto, lui così ideologico in questa Napoli così scombinata. E' stato Scalzone a raccontarci che i ricchi con i poveri fanno come il contadino con il maiale: «Non si butta via niente». Ma s'era talmente infervorato, Scalzone, che uno dei registi del corteo s'è premurato di fargli un segno con le mani, le mani a forbice: «Taglia, Oreste». Vi mancano, a completare questo quadro, le facce dei poliziotti. Gli elmetti, gli scudi, le labbra serrate, la tensione pazientemente coltivata per ore. Ma qui ci arrendiamo: ci ha già pensato Pasolini.


22 maggio 2008 - La Stampa

Troppo bassi gli stipendi offerti dalla nuova cooperativa
di GIANNI GIACOMINO

VENARIA - Adesso è caos Reggia. C'è agitazione e malumore tra i dipendenti delle cooperative che garantiscono i servizi nel complesso sabaudo. Oltre un centinaio di questi, quasi tutti «guarda sala», entro oggi dovrebbero passare dalla cooperativa Codess alla Ati Rear, come stabilito dal Tar. Gli addetti pretendono il contratto nazionale Multiservizi 2007 sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, mentre la Ati Rear, presieduta dal consigliere regionale del Pd Mario Laus, propone la paga base oraria prevista dal contratto collettivo nazionale Unci. Nessuno si muove dalle sue posizioni. Ieri mattina i dipendenti si sono ritrovati in assemblea al Centro del Restauro. Sono quasi tutti giovani, spaventati dalla situazione che si è creata. «Ma molto determinati» avverte Luigi Casali, coordinatore regionale delle Rappresentanze sindacali di base, alle quali in poche ore si sono iscritti una sessantina di giovani. Il servizio di biglietteria, cassa, pulizia e accoglienza del pubblico ieri è stato garantito. Intanto i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con la Regione e la Ati Rear per risolvere la situazione, senza adottare palliativi. Altrimenti, per sabato prossimo, si va verso uno sciopero di quattro ore per turno. E stavolta il meccanismo Reggia potrebbe davvero incepparsi. «Se poi non basta, martedì 27 manifesteremo davanti alla Regione, è ora che ognuno si prenda le sue responsabilità» minaccia Casali. Intanto oggi i ragazzi sono stati invitati dalle Rdb a non firmare il nuovo contratto con la Ati Rear, finché non si chiude la trattativa. Questo anche perché la Regione, come sottolineato ieri da Maria Grazia Ferreri, direttore delle risorse umane e patrimonio, «ritiene che nei confronti dei lavoratori adibiti all'espletamento di tutti i servizi oggetto d'appalto debba trovare applicazione il contratto nazionale Multiservizi 2007».


22 maggio 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Policlinico
I medici a Castorani: «Dimettiti»
di Vincenzo Damiani

BARI — La rabbia dei medici e degli infermieri è scoppiata all'improvviso ieri pomeriggio. Con un documento durissimo nei contenuti, i sindacati Cisl, Rdb, Fials, Rsu e Nursing Up, hanno chiesto al presidente della Regione, Nichi Vendola, «la revoca immediata del mandato alla direzione generale del Policlinico per impedire la morte definitiva del più grande ospedale pugliese». Le critiche non risparmiano niente e nessuno. «Il Policlinico - scrivono - è alle pezze da ogni punto di vista: tutti noi viviamo in condizioni precarie, tra inqualificabili inefficienze». Ma a sopportare i disagi maggiori - secondo i sindacati sono proprio gli ammalati. «I pazienti ricoverati - denunciano - sono costretti a vivere in ambienti non conformi alle leggi in materia di igiene e sicurezza. In più di un reparto di degenza la fornitura dei medicinali avviene ad intermittenza e, in alcune circostanze, gli ammalati sono obbligati a comprarsi i farmaci, i termometri o a portarseli da casa». Le accuse non risparmiano l'organizzazione del lavoro in corsia. «Operiamo - lamentano medici e infermieri - alla meno peggio, spesso senza nessuna guida e senza nessuna forma di programmazione. Anzi, siamo vittime di irragionevoli provvedimenti organizzativi, agganciati più ad esigenze politiche che di altra natura». I sindacalisti, poi, passano a dare i voti al direttore generale, Antonio Castrorani e ai suoi collaboratori. «Organizzazione: zero», dicono. Una bocciatura senza appello.


22 maggio 2008 - Il Bologna

Sicurezza. Colpo di scena in commissione: Mancuso legge un documento inviato ai vigili di Rimini
Lo spray evapora prima dell'uso "Per il ministero è fuorilegge"
"Doteremo i vigili di strumenti di autotutela consentiti". Modena e Parma illegali?
di Diego Costa

Bologna - Il Consiglio comunale ne ha varato la dotazione, ma spray urticanti e bastone distanziatore rischiano davvero di trasformarsi in un pericoloso boomerang per l'amministrazione cittadina. La commissione Affari Generali e Istituzionali presieduta da Cristina Marri e riunita ieri pomeriggio in aula bianca per discutere sulle proposte di modifica del regolamento del corpo di Polizia Municipale dimostra ben presto i limiti conoscitivi di questi strumenti e sulle norme che ne permettono la dotazione. Alla fine l'impressione è che quei Comuni che, in ossequio a una legge regionale, hanno dotato le loro Polizie Municipali di questi strumenti potrebbero non aver ottemperatoalle norme fissate dal decreto ministeriale 4 marzo 1987 n.145 che regola l'armamento della Polizia Municipale. È lo stesso assessore Mancuso che legge in commissione un documento inviato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno al Comune di Rimini, amministrazione alle prese con il medesimo problema di Bologna: cosa si può far utilizzare e cosa no ai nostri vigili. La risposta recita: «sfollagente o strumenti simili, e spray di difesa non rientrano fra i tipi di armi contemplati dal decreto». E allora il cittadino si chiederà: tanto rumore per nulla? Sei ore e mezzo per votare un ordine del giorno impossibile da utilizzare? Mancuso fa un distinguo tra strumento di offesa e di difesa, sottolineando come il Comune doterà i vigili di strumenti di autotutela. Il decreto in questione ne indica alcuni che sembrano tuttavia lontani parenti di spray e manganello: in attesa di una relazione di una speciale commissione tossicologica del Ministero della Salute sulla nocività di questi spray, si parla di penna spray o di portachiavi con erogatore spray. E siamo davvero al paradosso. Il Centro Destra trasecola, Cristina Marri mostra i regolamenti adottati dalla Polizia Municipoale di Modena e di Parma, Vannini fa presente che in certi servizi il vigile urbano svolge azioni da agente di Ps. «Insomma, glielo diamo o no lo spray e il bastone distanziatore?» domanda. Ben presto la commissione si trasforma da sessione tecnica a ennesima discussione politica, Del Giudice invoca una depoliticizzazione del dibattito in nome del buon senso, ma è difficile fermare l'Opposizione che ha pane su cui affondare i denti. I più pragmatici sono i rappresentanti sindacali dei vigili. Simoni (Rdb) stoppa ul nascere il segretario generale Napoli: «Non è mai stato aperto un confronto sulla nostra incolumità » dice a chiare lettere. E giustamente pretende di sapere «quale tutela amministrativa e politica ha il vigile urbano che, aggredito, usi una bomboletta spray». In precedenza aveva lamentato la «mancanza di competenza nei dirigenti sulle nostre modalità operative, è necesario istituire un tavolo sui problemi degli infortunii, la maggior parte dei quali non è provocata da colluttazioni». Nel guazzabuglio generale, Mancuso fa notare che dal 2001 S.Lazzaro ha dotato la Polizia Municipale di spray e Cristina Marri trova un risvolto positivo in una discussione grottesca: «Abbiamo un eccesso di principio di precauzione che da un lato è legittima dall'altro fa esplodere tutta la strumentalità politica della vicenda».


22 maggio 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna - A PALAZZO d’Accursio si torna a parlare di spray e manganelli...
di MORENA TOSI

Bologna - A PALAZZO d’Accursio si torna a parlare di spray e manganelli dopo l’approvazione, avvenuta lunedi, da parte del Consiglio comunale, dell’ordine del giorno proposto dal Pd, che prevede di dotare la Polizia municipale di strumenti di autodifesa. Alla commisione consigliare, convocata su richiesta del capogruppo Ltb Alberto Vannini per far luce sul provvedimento, l’assessore alla Sicurezza, Libero Mancuso, entra con in mano una lettera del Ministero degli Interni, datata lo scorso febbraio e indirizzata al Comune di Rimini, che ha per oggetto il regolamento riguardo l’armamento della Polizia municipale. Non un passo indietro, assicura Mancuso, ma «la volontà di adottare queste misure nel pieno rispetto della legislazione nazionale». «Abbiamo inoltrato — prosegue l’assessore — richiesta alla Prefettura che riceverà dal Viminale le indicazioni precise su quali strumenti possono essere utilizzati». NELLA lettera, infatti, il Ministero degli Interni rende noto che sono ammessi al libero commercio solo quegli strumenti non idonei a recare danno alla persona. «Nella fattispecie – precisa Mancuso – si tratta di due tipi di spray ben precisi. Stesso discorso per gli sfollagente o strumenti simili che dovranno essere sottoposti a una serie di valutazioni da parte della commissione consultiva prima di essere approvati. Prima della risposta del Ministero, non doteremo la Polizia municipale di strumenti illegali». Secca la replica di Vannini: «Dopo un can can mediatico durato settimane, servito a Cofferati come pura propaganda anche a livello nazionale, oggi scopriamo una lettera del Viminale, che peraltro Mancuso conosceva già lunedì e che di fatto non ci permette di sapere come andrà a finire tutta questa storia». Una volta ottenuto il responso dal Viminale, la partita si giocherà al tavolo dei sindacati per capire quali strumenti usare e per quali servizi. «Non tutto il personale verrebbe dotato di questi oggetti – precisa Romano Mignani, comandante della Polizia municipale – ma solo coloro che svolgeranno particolari servizi e si troveranno a operare in determinati contesti». E SE Massimo Fagnoni del Sulpm ribadisce che «noi li chiediamo da anni perché fungeranno da deterrenti», le Rdb confermano i toni scettici: «L’ultima parola spetta ai lavoratori – afferma Massimo Simoni – attraverso un referendum. Non un semplice quesito di assenso o dissenso, ma una serie di proposte che devono essere accettate o bocciate. Da parte nostra c’è quella di attuare corsi di difesa personale, come già previsto dal regolamento». Intanto, se la caverà con 12 giorni di riposo l’agente della Polizia municipale rimasto ferito ieri mattina durante lo svolgimento di un trattamento sanitario obbligatorio. A rimanere ferito è Carlo Del Percio, vigile urbano e dirigente del Sulpm, mentre l’autore dell’aggressione è un esperto di arti marziali che ha colpito con un poderoso calcio il basso ventre dell’agente.


21 maggio 2008 - Dire

SANITA'. CROCE ROSSA, OCCUPATA PRESIDENZA COMITATO PROVINCIA

(DIRE) Roma, 21 mag. - Una delegazione di lavoratori della Croce Rossa ha da poco occupato insieme alle Rdb-Cub la presidenza del comitato provinciale di Roma in via Ramazzini 31 a Roma. Lo comunica, in una nota, il sindacato di base spiegando che "l'iniziativa e' stata attuata in attesa che venga risolta la situazione di una lavoratrice precaria del Centro di educazione motoria, delegata Rdb, a cui era stato comunicato il non rinnovo del contratto di lavoro. Intanto nella sede provinciale e' in corso una partecipata assemblea dei lavoratori della Croce Rossa, a sostegno della continuita' lavorativa per la collega e contro la grave situazione del precariato nell'Ente".

SCUOLA. RDB-CUB: SCIOPERO NIDI COMUNALI PER LUNEDÌ 26 MAGGIO
CON PRESIDIO DELLE LAVORATRICI IN PIAZZA MADONNA DEL LORETO

(DIRE) Roma, 21 mag. - Lunedi' 26 maggio le lavoratrici dei nidi del Comune di Roma sciopereranno per l'intera giornata e manifesteranno in piazza Madonna del Loreto "per chiedere che sia riaperto il confronto tra Amministrazione comunale e personale educativo sulle scelte organizzative degli asili nido". Lo sciopero, indetto dalle Rdb-Cub -come spiega una nota sindacale- "intende chiedere la modifica degli accordi firmati dall'Amministrazione e dai sindacati concertativi che, diminuendo gli organici e aumentando in maniera sconsiderata la flessibilita' ed i carichi di lavoro, hanno determinato una dequalificazione del servizio pubblico e legittimato infelici scelte privatistiche". Questa, nel dettaglio, la piattaforma rivendicata da Rdb-Cub: sospensione degli effetti dell'applicazione dell'accordo del 28 maggio 2007; reintegro del personale di ruolo trasferito a settembre 2007; riapertura di un negoziato che ripristini e adegui il numero di organici, blocchi le privatizzazioni e rilanci un modello partecipativo per il servizio di asilo nido del Comune di Roma; garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino; immediato avvio delle procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997. "Questo sciopero e' il punto di arrivo della lotta intrapresa dalle lavoratrici del settore contro gli accordi nefasti siglati con la Giunta Veltroni- dichiara Caterina Fida, dirigente Rdb-Cub del Comune di Roma- Ci auguriamo ora che la nuova Giunta dimostri nei fatti il cambiamento di rotta che intende perseguire".

TRASPORTI. CUB: ECCO I MOTIVI DELLO SCIOPERO BUS TEVERE TPL

(DIRE) Roma, 21 mag. - Il Coordinamento provinciale della Cub Trasporti autoferrotranvieri illustra in una nota i motivi che sono alla base dello sciopero di 24 ore (dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 sino a fine servizio, nel rispetto delle fasce di garanzia) indetto per domani per i lavoratori del consorzio Tevere Tpl Scarl, che gestisce il 20% del trasporto pubblico locale a Roma. L'agitazione -spiega una nota- e' "a sostegno della piattaforma rivendicativa di un contratto integrativo aziendale che contenga caratteristiche normative ed economiche quali: tutela per gli inidonei, risoluzione delle problematiche sulla sicurezza attraverso la chiusura delle cabine di guida, riduzione dei turni spezzati e dell'orario di guida giornaliero, riconoscimento di alcune indennita' e di un Premio di risultato definitivo per ridurre la forbice salariale che attualmente vede penalizzati i lavoratori della Tevere Tpl Scarl rispetto ai loro colleghi della Trambus Spa, interamente controllata dal Comune di Roma". Previsto anche uno sciopero di 4 ore (dalle 9 alle 13, nel rispetto delle fasce di garanzia) per i dipendenti della Trotta Bus Services Spa (consorziata Tevere Tpl Scarl), per inadempienze nei confronti del Contratto collettivo nazionale di categoria e del capitolato d'appalto per l'esercizio del trasporto pubblico locale nel Comune di Roma. "In entrambi i casi- spiega la nota- le aziende rifiutano di aprire un confronto sulle tematiche poste dalla Cub Trasporti e avallate dai lavoratori, evitando un democratico confronto tra le parti".

SICUREZZA BOLOGNA. VIMINALE STOPPA BOMBOLETTE E MANGANELLI
LEGITTIMI SOLO PENNE-PORTACHIAVI, ANCHE BASTONI 'SUB JUDICE'

(DIRE) Bologna, 21 mag. - Alla fine di una quasi interminabile battaglia politica, i Vigili urbani di Bologna rischiano di ritrovarsi in tasca solo un semplice spray anti-stupro sotto forma di "penna" o "portachiavi". Quanto al famoso manganello, o meglio bastone distanziatore, il Comune ha chiesto al ministero dell'Interno quali sono i tipi che possono essere utilizzati. Perche' una cosa e' certa: "Non daremo alla Polizia municipale strumenti illeciti". Ma oggi pomeriggio, durante la commissione consiliare Affari generali di Palazzo D'Accursio con i rappresentanti dei sindacati (c'erano solo Sulpm e Rdb), e' emerso pero' che gli strumenti di autodifesa che il Viminale considera alla stregua di vere armi sono davvero pochi: gli spray solo due, entrambi piu' adatti alle borsette delle signore che non alle "fondine" dei vigili. "Fortunatamente- osserva l'assessore alla Sicurezza, Libero Mancuso- non abbiamo acquistato nulla, perche' gli strumenti potrebbero essere intesi come armi atte ad offendere". E' stato lo stesso assessore, in attesa ora di ricevere ulteriori delucidazioni attraverso la Prefettura, a presentare la posizione del ministero, contenuta in una lettera inviata a febbraio al Comune di Rimini. Nella missiva si spiega appunto che a superare il test sono stati solo due modelli di spray e che per quanto riguarda la "mazzetta di segnalazione", queste "possono essere liberamente utilizzate dal personale del Corpo solo qualora questo ministero, previo esame del prototipo dello strumento da parte della Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi, ne abbia escluso l'attitudine a recare offesa alla persona". Del resto, osserva ancora la lettera del Viminale, "la quasi totalita' finora esaminata sia delle mazzette di segnalazione che delle bombolette al capsicum" possiede "i requisiti di funzionamento e destinazione di impiego (offesa alla persona) che astrattamente consentono di affermare la loro qualificazione giuridica come armi comuni". Mancuso, da sempre molto cauto sulla partita degli strumenti di autodifesa, non fa drammi, ma non nasconde nemmeno le difficolta'. "Nulla e' stato improvvisato- assicura comunque- e' possibile che nel corso di una procedura subentrino novita'". Di sicuro, il Comune felsineo aspettera' l'ok del Ministero invece di affidarsi alla legge regionale ("Non credo che le Regioni possano legiferare sulle armi per cui la competenza e' nazionale"). Nel dotare di sistemi di difesa i loro vigili, "Modena ha seguito pedissequamente la legge regionale- riassume la presidente di commissione Maria Cristina Marri (Udc)- Parma ha adottato solo il bastone con le caratteristiche volute dal Ministero, noi con le modifiche al regolamento della giunta abbiamo lasciato aperta la decisione. Ma non giochiamo sugli equivoci: si e' sempre parlato di spray e bastoni, ora scopriamo che sono legali solo i portachiavi". Insorgono sia il Pdl che la sinistra radicale che in aula ha fatto le barricate ("Ci avete usato- accusa l'occhettiano Serafino D'Onofrio- il documento che avrebbe cambiato la discussione e' arrivato oggi"), il Pd prova a stemperare i toni. La delibera approvata ieri dalla giunta, che come l'ordine del giorno del Pd votato lunedi' non entra nel dettaglio di quali strumenti adottare, e' "l'unico possibile sviluppo della decisione che abbiamo preso- spiega Sergio Lo Giudice- Gli spray saranno quelli utilizzabili, la tipologia del distanziatore andra' verificata col ministero dell'Interno". I sindacati, intanto, come spiega il comandante dei vigili Romano Mignani, verranno convocati la prossima settimana per fare partire la trattativa. Mancuso fa capire che anche il parere degli agenti sara' decisivo sugli strumenti, che saranno dati "se lo chiedono i lavoratori". In attesa, a portare la concreta attualita' del mestiere nella sala Bianca ci pensa il delegato Sulpm, Massimo Fagnoni: chi doveva rappesentare il sindacato al posto suo e' rimasto ferito durante un intervento per un Tso e si trova ora all'ospedale Rizzoli.

Domani sciopero di 24 ore autobus Tevere Tpl

ROMA - Domani è in programma uno sciopero di 24 ore di tutte le società componenti la Tevere Tpl Scarl, che gestisce i collegamenti periferici e ultra-periferici della città. L’agitazione -ricorda Atac- è stata indetta dal sindacato di base Cub. Lo sciopero, essendo di 24 ore, già stanotte potrà riguardare gli autisti delle linee notturne. Saranno possibili, quindi, soppressioni di corse su 25 linee notturne della città gestite da Tevere Tpl: n3, n4, n5, n6, n7, n8, n9, n10, n11, n12, n13, n14, n15, n16, n17, n18, n19, n20, n21, n22, n23, n24, n25, n26, n27. Le linee n1 e n2, gestite da Trambus Spa, effettueranno regolare servizio. Per quel che riguarda il servizio diurno, le modalità della protesta prevedono l’astensione dal lavoro, per gli autisti che aderiranno alla protesta, dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Le corse dei bus saranno assicurate dall’avvio del servizio diurno alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59, ossia in quelle che sono le fasce a garanzia degli utenti. Delle 77 linee gestite dalla Tevere, potrebbero essere coinvolte nello sciopero di domani giovedì 22 le 73 linee in strada nei giorni feriali. Per l'agitazione di domani, gli impiegati e gli addetti agli impianti che aderiranno alla protesta, si asterranno dal lavoro per l’intero turno, mentre gli ausiliari del traffico che decideranno di scioperare, lo faranno dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio.

SANITA'. RDB: TOLTA OCCUPAZIONE COMITATO PROVINCIALE CRI
"OTTENUTO IMPEGNO A PROROGA CONTRATTO PER DELEGATA PRECARIA"

(DIRE) Roma, 21 mag. - "E' terminata l'occupazione della presidenza del Comitato provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana, in via Ramazzini, attuata questa mattina da una delegazione di lavoratori della Croce Rossa". E' quanto fa sapere una nota delle Rdb-Cub. "Alle 17 il presidente del Comitato provinciale della Cri, Fernando Capuano e il Direttore del Comitato provinciale, Claudio Iocchi, dopo essersi confrontati con tutti i lavoratori che dalla mattina hanno continuato a sostenere l'iniziativa di occupazione, hanno incontrato una delegazione delle Rdb-Cub- prosegue la nota sindacale- L'incontro si e' concluso alle 19 con l'impegno da parte del presidente Capuano e del direttore Iocchi alla proroga biennale del contratto per la precaria del Centro di educazione motoria, delegata Rdb, a rischio licenziamento". Domani mattina, alle 10.30, presso la Direzione provinciale avverra' un incontro con tutte le sigle sindacali finalizzato alla proroga del contratto della lavoratrice.


21 maggio 2008 - Adnkronos

TRASPORTO LOCALE: TORINO, PIU' VICINO ACCORDO INTEGRATIVO GTT
RINVIATO A GIUGNO SCIOPERO MEZZI PUBBLICI PROCLAMATO PER VENERDI'

Torino, 21 mag. - (Adnkronos) - E' stato rinviato al prossimo 20 giugno lo sciopero di tram, autobus e metro' indetto per venerdi' da Filt-Cgil, Filt-Cisl e Uiltrasporti. La decisione e' stata assunta sulla base di un'ipotesi di accordo tra Gtt (Gruppo torinese trasporti) e le organizzazioni sindacali che prevede l'erogazione di 400 euro lordi come ulteriore quota di premio di risultato, a completa definizione dell'anno 2007. La trattativa per la definizione del contratto integrativo riprendera' martedi' prossimo con l'obiettivo di arrivare a una definizione completa della contrattazione di secondo livello entro il 6 giugno. Il premio di risultato sara' definito in base a criteri su cui c'e' condivisione tra le parti: incremento della produttivita', della qualita', della competitivita', riduzione dell'assenteismo e modulazione del premio sulla base del contributo individuale. Resta, invece, confermato lo sciopero di 24 ore (con il rispetto delle fasce di garanzia), proclamato da Cub-RdB che interessera' tutti i servizi di trasporto Gtt. Pertanto, il servizio sara' garantito, per il metro' e per le linee di tram e autobus urbane dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15 e per le autolinee extraurbane da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30. Analoghi orari per le Ferrovie Torino-Ceres e Canavesana (compreso il collegamento Torino-Chieri)


21 maggio 2008 - Agi

RIFIUTI: A NAPOLI IN 1.500 PER DIRE 'NO' A DISCARICA CHIAIANO

(AGI) - Napoli, 21 mag. - E' il corteo degli slogan contro le istituzioni e per la tutela della salute dei cittadini. E' la manifestazione della gente, accorsa da ogni parte della regione, per sostenere gli abitanti del quartiere e quelli dei comuni limitrofi, come Marano, e ribadire il "no" alla megadiscarica da localizzare nelel cave di tufo di Chiaiano. Secondo la Questura, erano circa 1500 le persone che a Napoli si sono presentate in piazza Dante e hanno sfilato verso piazza Municipio, incuranti del freddo e della pioggia battente. C'erano un po' tutti: il comitato di appoggio alla resistenza per il comunismo (Carc), l'unione disoccupati organizzati con i corsisti I.so.la, la federazione delle rappresentanze sindacali di base (Rdb Napoli), il comitato "Taverna del re" di Giugliano e gli operatori sociali in lotta, oltre ai rappresentanti istituzionali del comune di Marano, i comitati di protesta di Chiaino, le reti no-global e centinaia di cittadini qualunque. La manifestazione pacifica ha attraversato buona parte di via Toledo per poi svoltare lungo piazza Carita' e procedere per via Medina fino alla conclusione della protesta davanti palazzo San Giacomo. I piu' bersagliati dai manifestanti, muniti di bandiere e fischietti, sono stati il premier Silvio Berlusconi, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il commissario straordinario, Gianni De Gennaro e il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Locandine con i loro volti e la scritta "Non riciclabile. Attenzione! Soggetto altamente pericoloso per la salute e l'ambiente" sono stati portati in corteo e affiancati a grossi sacchi simbolici di immondizia insieme con i vari striscioni "Â…Stavamo scarsi a munnezza!", "Discarica di Chiaiano? No, grazie!", "Contro megadiscariche, contro l'incenerimento".

CROCE ROSSA: RDB-CUB, DIPENDENTI OCCUPANO COMITATO PROV.LE ROMA

(AGI) - Roma, 21 mag. - Una delegazione di lavoratori della Croce Rossa ha da poco occupato insieme alle RdB-CUB (Rappresentanza sindacale di base aderente alla Confederazione unitaria di base), la presidenza del comitato provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana. A comunicarlo in una nota e' la stessa RdB- CUB. "L'iniziativa - sostiene l'RdB-CUB - e' stata attuata in attesa che venga risolta la situazione di una lavoratrice precaria del Centro di Educazione Motoria, delegata RdB, a cui era stato comunicato che non le sarebbe stato rinnovato il contratto di lavoro".


21 maggio 2008 - Ansa

SCUOLA: RDB, LUNEDÌ SCIOPERO LAVORATRICI NIDI COMUNE ROMA

(ANSA) - ROMA, 21 MAG - È previsto per l'intera giornata di lunedì prossimo 26 maggio lo sciopero, indetto dalle Rdb-Cub, delle lavoratrici dei nidi del Comune di Roma che manifesteranno in piazza Madonna del Loreto per chiedere che sia riaperto il confronto tra Amministrazione comunale e personale educativo sulle scelte organizzative degli asili nido. Lo ha reso noto un comunicato dell'organizzazione sindacale di base. «Lo sciopero - è scritto nella nota - intende chiedere la modifica degli accordi firmati dall'Amministrazione e dai sindacati concertativi che, diminuendo gli organici e aumentando in maniera sconsiderata la flessibilità ed i carichi di lavoro, hanno determinato una dequalificazione del servizio pubblico e legittimato infelici scelte privatistiche». A quanto sostenuto dalle Rdb-Cub, lo sciopero poggerà su «sospensione degli effetti dell'applicazione dell'accordo del 28 maggio 2007; reintegro del personale di ruolo trasferito a settembre 2007; riapertura di un negoziato che ripristini e adegui il numero di organici, blocchi le privatizzazioni e rilanci un modello partecipativo per il servizio di asilo nido del Comune di Roma; garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino; immediato avvio delle procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997». «Questo sciopero è il punto di arrivo della lotta intrapresa dalle lavoratrici del settore contro gli accordi nefasti siglati con la Giunta Veltroni», ha detto la dirigente Rdb-Cub del Comune di Roma Caterina Fida. «Ci auguriamo ora - ha concluso Fida - che la nuova Giunta dimostri nei fatti il cambiamento di rotta che intende perseguire».

COMUNI: CHIETI; WELFARE, SINDACO FIRMA PROTOCOLLO INTENTI

(ANSA) - CHIETI, 21 MAG - Sono 12 i punti del protocollo d'intenti in materia di welfare firmato dal sindaco di Chieti, Francesco Ricci, con le rappresentanze sindacali di base (Rdb) e presentato in conferenza stampa, insieme ai componenti della segreteria provinciale di Rdb, Mario Frittelli e Silvio Di Primio. Il primo punto è un piano di stabilizzazione dei precari attualmente in servizio presso gli uffici del Comune. Il secondo punto prevede l'innalzamento dello stanziamento iniziale di bilancio di 80.000 euro quale sostegno alle politiche abitative per il 2008: sarà portato a 150.000 euro. Altri quattro punti saranno attuati entro l'anno: una convenzione che consenta ai cittadini l'accesso diretto al Centro agroalimentare di Cepagatti (Pescara), mercato ortofrutticolo all'ingrosso, per contrastare il carovita; l'attivazione di procedure finalizzate all'apertura di nuovi mercati zonali a cosiddetta filiera corta, con vendita diretta produttore al consumatore; il sostegno strutturale ai gruppi di acquisto solidale; l'adeguamento del regolamento della Tosap per le aree pubbliche destinate ai parcheggi a pagamento. Tra i punti da attuare nel 2009, la modifica del regolamento per la tassa sui rifiuti, al fine di introdurre l'esenzione per coloro che percepiscono pensioni minime con la maggiorazione sociale, prevedendo al tempo stesso una riduzione della tassa per fasce di reddito: 50% per quelli fino a 12.000 euro, 30% per reddito fra 12.000 e 16.000 euro, 20% per redditi fra 16.000 e 22.000 euro. Delle fasce di reddito, come previste dall'Isee, indicatore di situazione economica equivalente, si dovrà tenere conto, secondo il protocollo, anche per determinare tutte le tariffe comunali.


21 maggio 2008 - Omniroma

CROCE ROSSA, RDB-CUB: «OCCUPATA SEDE COMITATO PROVINCIALE»

(OMNIROMA) Roma, 21 mag - «Una delegazione di lavoratori della Croce Rossa ha da poco occupato insieme alle Rdb-Cub la presidenza del comitato Provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana, in via Ramazzini 31 a Roma». Lo comunica Rdb-Cub. «L'iniziativa è stata attuata in attesa che venga risolta la situazione di una lavoratrice precaria del Centro di Educazione Motoria, delegata Rdb, a cui era stato comunicato il non rinnovo del contratto di lavoro - continua la nota - Intanto nella sede Provinciale è in corso una partecipatissima assemblea dei lavoratori della Croce Rossa, a sostegno della continuità lavorativa per la collega del Cem e contro la grave situazione del precariato nell'ente».

CROCE ROSSA, RDB CUB: TERMINATA OCCUPAZIONE COMITATO PROVINCIALE

(OMNIROMA) Roma, 21 mag - «È terminata l'occupazione della Presidenza del Comitato Provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana, in via Ramazzini 31 a Roma, attuata questa mattina da una delegazione di lavoratori della Croce Rossa insieme alle RdB-CUB». Lo comunica Rdb Cub. «Alle 17 - si legge nel comunicato - il Presidente Comitato del Comitato provinciale della Cri, Fernando Capuano ed il Direttore del Comitato Provinciale, Claudio Iocchi, dopo essersi confrontati con tutti i lavoratori che dalla mattina hanno continuato a sostenere l'iniziativa di occupazione, hanno incontrato una delegazione delle RdB-CUB. L'incontro si è concluso alle 19 con l'impegno da parte del Presidente Capuano del Direttore Iocchi alla proroga biennale del contratto per la precaria del Centro di Educazione Motoria, delegata RdB, a rischio licenziamento. Domani mattina, alle ore 10.30, presso la Direzione provinciale avverrà un incontro con tutte le sigle sindacali finalizzato alla proroga del contratto della lavoratrice».

ASILI NIDO, RDB-CUB: «IL 26 PROCLAMATO SCIOPERO LAVORATRICI»

(OMNIROMA) Roma, 21 mag - «Lunedì 26 maggio le lavoratrici dei nidi del Comune di Roma sciopereranno per l'intera giornata e manifesteranno in piazza Madonna del Loreto per chiedere che sia riaperto il confronto tra Amministrazione comunale e personale educativo sulle scelte organizzative degli asili nido. Lo sciopero, indetto dalle Rdb-Cub, intende chiedere la modifica degli accordi firmati dall'Amministrazione e dai sindacati concertativi che, diminuendo gli organici e aumentando in maniera sconsiderata la flessibilità ed i carichi di lavoro, hanno determinato una dequalificazione del servizio pubblico e legittimato infelici scelte privatistiche». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Questa la piattaforma - prosegue la nota - sospensione degli effetti dell'applicazione dell'accordo del 28 maggio 2007; reintegro del personale di ruolo trasferito a settembre 2007; riapertura di un negoziato che ripristini e adegui il numero di organici, blocchi le privatizzazioni e rilanci un modello partecipativo per il servizio di asilo nido del Comune di Roma; garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino; immediato avvio delle procedure per l'indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997». «Questo sciopero è il punto di arrivo della lotta intrapresa dalle lavoratrici del settore contro gli accordi nefasti siglati con la Giunta Veltroni - dichiara Caterina Fida, dirigente RdB-CUB del Comune di Roma - Ci auguriamo ora che la nuova Giunta dimostri nei fatti il cambiamento di rotta che intende perseguire».

TRASPORTI, CUB: GIOVEDÌ 24 ORE SCIOPERO PER TEVERE TPL

(OMNIROMA) Roma, 21 mag - Giovedì 22 maggio nuova giornata di sciopero indetta dal coordinamento provinciale della Cub Trasporti Autoferrotranvieri. Lo comunica il sindacato. «L'astensione dal lavoro sarà così articolata - si legge nella nota - sciopero di 24 ore (8.30-17 e 20 fino a fine servizio, nel rispetto delle fasce di garanzia) per i dipendenti del consorzio Tevere TPL Scarl, che gestisce il 20% del TPL romano, a sostegno della piattaforma rivendicativa di un contratto integrativo aziendale che contenga caratteristiche normative ed economiche quali, tutela per gli inidonei, risoluzione delle problematiche sulla sicurezza attraverso la chiusura delle cabine di guida, riduzione dei turni spezzati e dell'orario di guida giornaliero, riconoscimento di alcune indennità e di un Premio di Risultato definitivo per ridurre la forbice salariale che attualmente vede penalizzati i lavoratori della Tevere TPL Scarl rispetto ai loro colleghi della Trambus SpA, interamente controllata dal Comune di Roma. Sciopero di 4 ore (9-13 nel rispetto delle fasce di garanzia) per i dipendenti della Trotta Bus Services SpA (consorziata Tevere TPL Scarl), per inadempienze nei confronti del CCNL di categoria e del Capitolato d'Appalto per l'esercizio del TPL nel Comune di Roma. In entrambe i casi le aziende rifiutano di aprire un confronto sulle tematiche poste dalla CUB Trasporti ed avallate dai lavoratori, evitando un democratico confronto tra le parti».


21 maggio 2008 - Prima

CROCE ROSSA: OCCUPATA LA PRESIDENZA DEL COMITATO PROVINCIALE DI ROMA

(PRIMA) ROMA - Una delegazione di lavoratori della Croce Rossa ha da poco occupato insieme alle RdB-CUB la Presidenza del comitato Provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana, in via Ramazzini 31 a Roma. L’iniziativa è stata attuata in attesa che venga risolta la situazione di una lavoratrice precaria del Centro di Educazione Motoria, delegata RdB, a cui era stato comunicato il non rinnovo del contratto di lavoro. Intanto nella sede Provinciale è in corso una partecipatissima assemblea dei lavoratori della Croce Rossa, a sostegno della continuità lavorativa per la collega del CEM e contro la grave situazione del precariato nell’Ente.

COMUNE DI ROMA: 26 MAGGIO PROCLAMATO SCIOPERO DEI NIDI

(PRIMA) ROMA - Lunedì 26 maggio le lavoratrici dei nidi del Comune di Roma sciopereranno per l’intera giornata e manifesteranno in piazza Madonna del Loreto per chiedere che sia riaperto il confronto tra Amministrazione comunale e personale educativo sulle scelte organizzative degli asili nido. Lo sciopero, indetto dalle RdB-CUB, intende chiedere la modifica degli accordi firmati dall'Amministrazione e dai sindacati concertativi che, diminuendo gli organici e aumentando in maniera sconsiderata la flessibilità ed i carichi di lavoro, hanno determinato una dequalificazione del servizio pubblico e legittimato infelici scelte privatistiche. Questa la piattaforma: sospensione degli effetti dell’applicazione dell’accordo del 28 Maggio 2007; reintegro del personale di ruolo trasferito a Settembre 2007; riapertura di un negoziato che ripristini e adegui il numero di organici, blocchi le privatizzazioni e rilanci un modello partecipativo per il servizio di asilo nido del Comune di Roma; garanzia del rispetto del rapporto educatrice/bambino; immediato avvio delle procedure per l’indizione del corso-concorso per le supplenti iscritte nella graduatoria 2811/1997. "Questo sciopero è il punto di arrivo della lotta intrapresa dalle lavoratrici del settore contro gli accordi nefasti siglati con la Giunta Veltroni", dichiara Caterina Fida, dirigente RdB-CUB del Comune di Roma. "Ci auguriamo ora che la nuova Giunta dimostri nei fatti il cambiamento di rotta che intende perseguire", conclude Fida.

TRASPORTI ROMA: SCIOPERO DI 24 ORE ALLA TEVERE TPL

(PRIMA) ROMA - Giovedì 22 maggio ennesima giornata di sciopero indetta dal Coordinamento Provinciale della CUB Trasporti Autoferrotranvieri. L’astensione dal lavoro sarà così articolata: Sciopero di 24 ore (8,30/17,00 e 20,00 fino a fine servizio, nel rispetto delle fasce di garanzia) per i dipendenti del consorzio Tevere TPL Scarl, che gestisce il 20% del TPL romano, a sostegno della piattaforma rivendicativa di un contratto integrativo aziendale che contenga caratteristiche normative ed economiche quali, tutela per gli inidonei, risoluzione delle problematiche sulla sicurezza attraverso la chiusura delle cabine di guida, riduzione dei turni spezzati e dell’orario di guida giornaliero, riconoscimento di alcune indennità e di un Premio di Risultato definitivo per ridurre la forbice salariale che attualmente vede penalizzati i lavoratori della Tevere TPL Scarl rispetto ai loro colleghi della Trambus SpA, interamente controllata dal Comune di Roma. Sciopero di 4 ore (9,00/13,00 nel rispetto delle fasce di garanzia) per i dipendenti della Trotta Bus Services SpA (consorziata Tevere TPL Scarl), per inadempienze nei confronti del CCNL di categoria e del Capitolato d’Appalto per l’esercizio del TPL nel Comune di Roma. In entrambe i casi le aziende rifiutano di aprire un confronto sulle tematiche poste dalla CUB Trasporti ed avallate dai lavoratori, evitando un democratico confronto tra le parti.


21 maggio 2008 - Asca

TORINO: SCIOPERO DEL PERSONALE ALLA REGGIA DI VENARIA. CHIUSA UNA MOSTRA

(ASCA) - Torino 21 mag - Sciopero e assemblea a Venaria dei lavoratori occupati nelle cooperative che gestiscono i servizi della Reggia, inaugurata qualche mese fa. I lavoratori, 173 le maestranze interessate, hanno protestato questa mattina perche' una delle cooperative subentranti, la Rear, che fa capo al consigliere regionale del pd, Mario Laus, vuole utilizzare un contratto peggiorativo, il multiservizi dell'Unci che non da' le stesse garanzie di quello del settore firmato nel 2007 da Cgil, Cisl e Uil. Le altre due cooperative interessate, Res Nova e Copat ''Hanno tagliato le ore di impiego, riducendo di fatto il salario degli addetti'', affermano i rappresentanti delle Rdb che guidano la protesta. L'iniziativa ha creato disagi relativi ai visitatori della Reggia, anche se alcune sale sono rimaste senza personale, ma ha provocato la chiusura della mostra sul design ''il compasso d'oro'', allestita nelle sale della scuderia juvarriana. Al termine della mattinata un fax della Regione, titolare dell'appalto, ha imposto alla Rear l'applicazione del contratto di settore. ''Abbiamo vinto'', commenta soddisfatto Sciascia contu, delegato delle rdb, adesso pero' aspettiamo l'accordo con la Rear e la firma del contratto''.


21 maggio 2008 - Repubblica.it

Una decina di cortei hanno sfilato per le strade del centro mentre Berlusconi e i ministri erano riuniti nel Palazzo che dà su piazza del Plebiscito
Napoli, una giornata divisa in due Cdm in Prefettura e gente in piazza
Qualche cassonetto rovesciato ma sostanziale tranquillità. I manifestanti ricevuti dal segretario generale di Palazzo Chigi, Masi
di DARIO DEL PORTO

NAPOLI - "E' stato un consiglio dei ministri concretissimo": così Silvio Berlusconi ha commentato la riunione operativa del governo che, come annunciato in campagna elettorale, si è tenuta a Napoli, la città attraversata dalla gravissima emergenza rifiuti. Come annunciato, l'esecutivo ha varato provvedimenti, oltre che per l'emergenza spazzatura, anche in materia di sicurezza e agevolazioni alle famiglie. La seduta, iniziata intorno alle 11, si è svolta nel palazzo della prefettura affacciato su una piazza del Plebiscito che per motivi di sicurezza, insieme all'adiacente piazza Trieste e Trento, è stata di fatto isolata rispetto rispetto al resto della città. Per diverse ore, il centro del capoluogo campano, a più riprese attraversato da una pioggia battente, è stato in pratica diviso in due: da una parte l'area interessata dal vertice, protetta da transenne e da un fitto cordone di forze dell'ordine, dall'altra la Napoli attraversata da ben dieci fra cortei e presidi, che sono via via confluiti in piazza del Municipio. Silenzio e tranquillità in piazza del Plebiscito, traffico bloccato, slogan e cori in piazza Municipio. In mattinata hanno manifestato disoccupati organizzati e anche l'Assemblea permanente degli immigrati, la cui marcia si è conclusa ai piedi di Palazzo San Giacomo, dove sono ospitati gli uffici dell'amministrazione comunale: qui Sonia, una ragazza napoletana figlia di immigrati senegalesi che frequenta la seconda media, ha letto una preghiera che recitava, fra l'altro: "Aiutami, mio Dio, oggi che per paura della nostra presenza l'Italia vuole fare una legge che vuol rendere più difficile la nostra vita". Intorno alle 12.40, in via Medina, mentre sfilava una delle sigle di senzalavoro, sono stati rovesciati cassonetti della spazzatura. Verso le due del pomeriggio, a sorpresa, un gruppo di disoccupati ha provato a raggiungere piazza del Plebiscito attraverso via Toledo. Le forze dell'ordine sono intervenute poco dopo, chiudendo le vie di comunicazione e impedendo che il corteo posse in qualche modo arrivare nei pressi della prefettura. A parte questi episodi, i cortei si sono svolti in un clima di relativa tranquillità. In prefettura sono state ricevute dal segretario generale di Palazzo Chigi, Mauro Masi, e dal prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, le delegazioni di alcuni manifestanti. Alle 15, da piazza Dante, è partita la manifestazione organizzata per dire "no" alla discarica nel quartiere Chiaiano: a questo corteo hanno preso parte, secondo stime delle forze dell'ordine, circa 1500 persone aderenti a diverse sigle: dai Comitati di appoggio alla resistenza il Comunismo (i Carc), all'Unione disoccupati organizzati, dalla Federazione delle rappresentanze sindacali di base alle reti no-global, oltre naturalmente a tanti cittadini. Al corteo ha preso parte anche l'ex parlamentare di Rifondazione e leader dei Disobbedienti, Francesco Caruso. Nel frattempo, la seduta del consiglio dei ministri si è conclusa con la conferenza stampa del premier a Palazzo Reale. Il premier Silvio Berlusconi ha annunciato le misure varate dall'esecutivo. Il presidente del Consiglio ha assicurato che tornerà a Napoli per seguire di persona il lavoro del neosottosegretario Guido Bertolaso.


21 maggio 2008 - Il Venezia

La protesta. Secondo Rdb-Cub adesione all 90 per cento, l'azienda scende al 72
In sciopero 8 autisti su 10 Actv blocca la terraferma
In Laguna ulteriori disagi per l'acua alta, a Santa Lucia esauritii biglietti chilometrici
di Francesca Fungher

Mestre - Adesione altissima ieri allo sciopero di 24 ore proclamato dalla Rdb-Cub Trasporti di Venezia. Secondo l'organizzazione sindacale, il 90 per cento degli autisti Actv aderenti alla sigla ha incrociato le braccia. Percentuale che scende al 72 secondo l'azienda di trasporti. Ma al di là della media matematica, la riuscita della protesta la possono testimoniare i tanti pendolari che hanno dovuto ripiegare sul treno per raggiungere Venezia. O che si sono messi in auto per raggiungere le altre località della terraferma, visto che lo sciopero interessava anche le linee extraurbane. Adesione record soprattutto a Mestre e nel bacino nord. «Il deposito di Mestre è stracolmo - affermava in mattinata il coordinatore Actv di Cub Trasporti, Danilo Scattolin - sono usciti pochissimi autobus, tre o quattro, su circa 200 macchine». Al di fuori delle due fasce orarie protette (6-8.45 e 16.30- 19.30), chi si è fermato sotto una pensilina Actv per aspettare un autobus e ripararsi dalla pioggia, è riuscito solo nel secondo intento. Soprattutto in mattinata, alla chiusura della prima fascia garantita, il traffico a Mestre e in piazzale Roma è stato sostenuto. Se in terraferma qualche ingorgo si è creato anche a causa della pioggia, che non ha dato tregua per tutto il giorno, in Laguna, pur non interessata dallo sciopero, a complicare le cose ci si è messa l'acqua alta. Alcune linee di navigazione, come la 2, sono state sospese per l'innalzamento della marea, che intorno alle 12.30, punta massima, ha raggiunto i 96 centimetri. Una marea fuori stagione che ha costretto molti ad andare a mollo soprattutto lungo il Canal Grande, tra San Marcuola e la Ca' d'Oro. E che ha trasformato i pontili Actv in punto d'attracco pure per i tassisti, causa inagibilità dei loro. L'amministrazione comunale ha fatto ritirare le passerelle già da un paio di settimane, anche per evitare che si trasformassero in tavole da pic-nic estivo per i turisti e ostruissero il passaggio nelle zone a maggior afflusso. Qualche disagio l'ha subito anche chi ha optato per il treno tra la terraferma e il centro storico. All'ora di pranzo, alla stazione Santa Lucia, l'edicola a fianco della biglietteria principale esponeva diversi cartelli che informavano: "Biglietti chilometrici esauriti". Niente da fare nemmeno alle postazioni self-service, che non emettono titolo di viaggio per il tratto Mestre-Venezia. Così ai tanti studenti e pendolari non è rimasta altra possibilità che fare la coda a uno degli sportelli aperti per guadagnarsi il ticket da 1 euro. Lo sciopero è stato proclamato contro il carico di lavoro ritenuto troppo pesante dopo l'introduzione dei nuovi servizi sia automobilistici (linee per l'ospedale in primis) che di navigazione (linea 3 e potenziamenti di altre linee).


21 maggio 2008 - La Nuova Venezia

Bus in sciopero, tutti a piedi il traffico va in tilt per ore
Adesione elevata all’agitazione voluta dai Cub contro i nuovi turni di lavoro
di MITIA CHIARIN

Venezia - E’ stato un martedì di disagi per i trasporti e la viabilità in città ne ha risentito, a causa di un mix infallibile. La pioggia unita allo sciopero di 24 ore indetto dal sindacato Rdb Cub e che ha fermato per gran parte della giornata le corse degli autobus di Actv in terraferma interessando sia le linee urbane che extraurbane, ha causato non poche difficoltà ai cittadini. Adesione massiccia: dell’88 per cento per il sindacato, in media del 72% invece per l’azienda. Pochi i mezzi pubblici in circolazione al di fuori delle due fasce orarie di «salvaguardia», dalle 6 alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30. C’è chi è rimasto a lungo in attesa di un autobus ed una volta salito su uno dei pochi mezzi che non aderiva allo sciopero ha riempito di improperi il malcapitato autista. «Mi sono preso un sacco di insulti, è vero. Io non ho aderito perchè sono iscritto ad un altro sindacato - racconta un autista - ma le motivazioni della protesta erano comunque forti: c’è la questione dei nuovi turni ma si lavora in condizioni difficili anche a causa dei cantieri in città e oggi fare una sosta per andare al bagno, tra una corsa e l’altra, è diventato impossibile». Nonostante le «finestre» garantite dalla normativa sugli scioperi, proprio negli orari di maggior utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei pendolari, a Mestre ieri muoversi in auto è stato difficile per le code registrate da piazzale Roma fino alle principali direttrici cittadine. Molti, infatti, vista la giornata all’insegna del maltempo, e con la preoccupazione dello sciopero dei mezzi pubblici, hanno scelto di tirar fuori l’auto dal garage, aumentando così il peso del traffico in città. Adesione massiccia, dicevamo, allo sciopero del settore automobilistico dell’Actv. A promuovere lo sciopero è stato il sindacato Cub Trasporti Venezia, che dopo non aver firmato l’accordo con Actv sottoscritto invece da Cgil, Cisl e Uil, ha protestato contro il sistema di turni urbani ed extraurbani introdotto dall’azienda a partire dal 1º aprile. Il Cub ipotizzava ieri mattina un’adesione del 90% nelle aree più coinvolte dall’agitazione, quelle del trasporto urbano e del trasporto extraurbano del Bacino nord. La media poi è scesa a più dell’88%. «Il deposito di Mestre era stracolmo - racconta il coordinatore Actv di Cub Trasporti, Danilo Scattolin - sono usciti pochissimi autobus, tre o quattro, su circa 200 macchine. Ed hanno scioperato anche dipendenti non iscritti al nostro sindacato». Valori più bassi ma comunque importanti, secondo le stime dell’azienda di trasporto che ieri calcolato una adesione del 72,4% nella fascia tra le 6 e le 9 del mattino, confermata nel pomeriggio. Su 387 autisti in servizio, hanno incrociato le braccia in 280. Una adesione «massiccia», commentano da Actv. Hanno scioperato anche iscritti ai sindacati Cgil,Cisl e Uil che dopo aver firmato un accordo sui turni di lavoro con l’azienda, ora accusano i tecnici aziendali di non aver interpretato alla lettera l’intesa. «E’ comprensibile una così alta adesione contro una azienda che nell’applicazione della turnistica non ha rispettato gli accordi. Anche noi ci troviamo in grosse difficoltà - spiega Valter Novembrini della Cgil Trasporti - perchè i tecnici dell’azienda evidentemente non applicano quanto concordano. Loro interpretano gli accordi, non li applicano. Il sindacato tutto, ora dovrà fare una riflessione importante». I Cub cantano vittoria, invece. «Evidenziamo ancora una volta che molti cittadini sono rimasti in strada ad attendere invano il bus - spiega ancora Danilo Scattolin - perchè non sapevano dello sciopero e questo per colpa di una informazione da parte dell’azienda che non è stata capillare. Ed ora, alla luce dell’alta adesione allo sciopero, speriamo che l’azienda convochi presto un tavolo di confronto per fare il punto della situazione». Tra le richieste del sindacato c’è la riscrittura della normativa e la costruzione dei turni di servizio e un’equa distribuzione dei carichi di lavoro.


21 maggio 2008 - Corriere del Veneto

Sciopero Actv Paralisi totale del trasporto, alta adesione tra gli autisti delle zone più «calde»
Cantieri e turni: la protesta ferma Mestre

di Martina Zambon

MESTRE - Quindici autobus in servizio nell'arco della giornata di ieri, un'adesione con punte del 90% secondo Rdb Cub che dice «Perfino più di quanto ci aspettassimo ». La serrata di ventiquat-tr'ore degli autisti dell'Actv per il servizio su gomma ha raggiunto lo scopo paralizzando la circolazione sui mezzi pubblici. Piazzale Roma deserto con, appena, qualche bus delle linee extraurbane (che hanno aderito in maniera minore) e fermate spazzate dal maltempo e affollate di gente. Il rischio è che questa scena si ripeta molto presto con l'aggiunta di blocchi stradali. Lo dice Danilo Scattolin coordinatore di Cub Trasporti: «Arrivati a questo punto di esasperazione non possiamo certo fermarci. Ci aspettiamo di essere convocati quanto prima dall'azienda per ridiscutere la questione dei turni lavorativi. In caso contrario saremo costretti a continuare con scioperi e azioni alternative». Vale a dire attraversamenti pedonali bloccati dai dipendenti Actv con volantini per spiegare ai veneziani il perché di una tale ondata di proteste. Il polso dello scontento fra gli autisti è disegnato dalla fortissima adesione di ieri, soprattutto nelle aree più coinvolte dall'agitazione, il trasporto urbano e il trasporto extraurbano del Bacino nord. «Sono usciti 15 bus dal deposito di Mestre su 200», spiega Scattolin. Se la partecipazione degli autisti che gravitano sui depositi esterni (Dolo, Chioggia e il Lido) è stata più tiepida per la lontananza dal grande cantiere di Mestre, per i colleghi che fanno i conti quotidianamente con cantieri del tram, code nei punti cruciali e strade chiuse, la situazione è molto diversa. «Siamo arrivati al limite - conclude Scattolin - e anche in quest'occasione non è stata data alcuna informazione ai cittadini come dice la legge». Sotto accusa, oltre ai disagi provocati dai lavori in città, anche il piano di turni in vigore da aprile. Le linee più dure in cui è impossibile rispettare le tabelle di marcia previste dall'azienda, spiegano le rappresentanze di base, sono le circolari per il nuovo ospedale. Per ognuna di queste linee, i tempi di percorrenza sono giudicati insufficienti. Nelle stesse ore è scoppiata una protesta, per ora solo a colpi di lettere, anche in laguna. Ieri il ferry boat Marco Polo è di nuovo andato a sbattere contro la banchina al Lido, intorno a mezzogiorno. Non ci sono stati feriti, anche se si è corso il rischio che venisse danneggiato l'unico pontile utilizzabile, ma è il secondo incidente in soli quattro giorni. «Abbiamo chiesto all'azienda di cambiare i telecomandi di manovra del Marco Polo — dice la Cgil — ritenuti inidonei e quindi potenzialmente pericolosi. Non sono adatti al tipo di manovre che devono essere fatte». Cgil accusa l'azienda di mettere a rischio l'incolumità dei passeggeri.


21 maggio 2008 - L'Unità

BOLOGNA Il voto in giunta
Via libera ai manganelli per i vigili
di Pierpaolo Velonà

BOLOGNA - Via libera dalla giunta Cofferati all’utilizzo di spray urticanti e manganelli per la polizia municipale. Il «sì» dell’esecutivo arriva qualche ora dopo l’approvazione del nuovo regolamento in Consiglio comunale. Una lunga seduta notturna interrotta dall’irruzione dei collettivi studenteschi e dei centri sociali al grido di «Il degrado siete voi». Decisivo il voto compatto dei 21 consiglieri Pd che da soli hanno approvato la nuova strumentazione, vista l’astensione di Sd e di tutto il centro-destra. I «no» sono arrivati da Prc, Verdi e Cantiere dopo un dibattito che per settimane aveva coinvolto anche i sindacati della polizia municipale, che hanno accolto molto tiepidamente la novità. Scettici Cgil, Cisl ed Rdb. Soddisfatto invece Cofferati, che si appoggia ai numeri ottenuti in in Consiglio per rilanciare la vocazione maggioritaria del Pd in vista delle prossime amministratrive (nel 2009). «Abbiamo fatto quello che bisognava fare - ha detto il sindaco -. L’applicazione avverrà attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali e con il ministero dell’Interno». Ma è proprio al tavolo con i sindacati che l’entrata in scena di spray e manganelli potrebbe essere rimandata ben oltre i tempi previsti da Cofferati («Dipendesse da me anche la prossima settimana»). Il pericolo, secondo la Cgil, è che il nuovo regolamento si presti a interpretazioni troppo elastiche, che non tutelano l’incolumità dei vigili né tanto meno quella dei cittadini. Nonostante la delibera chiarisca che «spray e manganelli hanno scopi e natura esclusivamente difensiva» e la loro assegnazione potrà avvenire solo dopo «un apposito corso», i timori sono legati a regole d’ingaggio troppo incerte e alla mancanza di tutele assicurative e legali. «Non c’è niente di scritto che stabilisca in quali occasioni questi strumenti potranno essere utilizzati. Chi pagherà l’assicurazione se un agente, magari non volendolo, causerà un danno grave?», si chiede Vanni Albertin, responsabile regionale Cgil della polizia municipale. Secondo il sindacalista i nuovi strumenti possono essere interpretati come una provocazione, e «nelle città dove sono già in uso, come Milano e Torino, non hanno risolto di una virgola l’allarme sicurezzza. L’ordine pubblico non dev’essere una responsabilità della polizia municipale».


21 maggio 2008 - Il Manifesto

Bologna, il Pd «arma» i vigili
Il consiglio comunale approva un ordine del giorno che consente di dotare la polizia municipale di manganelli e spray urticanti. Sinistra democratica si astiene e il sindaco Cofferati apprezza
di Giusi Marcante

Bologna - Spray urticanti e manganelli ai vigili urbani. A Bologna il Pd (da solo) ce l'ha fatta. Il consiglio comunale ha approvato lunedì sera l'ordine del giorno presentato dai democratici che prevede di dotare la polizia municipale di bombolette al peperoncino e di bastoni distanziatori e la giunta ieri, senza perdere tempo, ha già deliberato le modifiche del regolamento di polizia municipale. Per vedere in giro i vigili con la nuova dotazione servirà prima il vaglio del confronto con i sindacati. Le sigle più rappresentative nella polizia municipale come Cgil, Cisl, Uil ed Rdb hanno accolto con una certa freddezza la novità. Solo il sindacato Sulpm ha manifestato grande entusiasmo. Ma il senso del voto bolognese è soprattutto politico visto che il Pd ha seguito quella vocazione maggioritaria tanto cara al sindaco Sergio Cofferati.
Il testo è stato votato alla terza riunione del consiglio e dopo una maratona terminata alle undici di sera che ha dovuto dribblare l'ostruzionismo dei 26 ordini del giorno presentati dalla sinistra. Era quello sul quale inizialmente il Pd aveva trovato l'accordo con l'Udc che poi ha fatto marcia indietro. In aula il fronte di tutto ciò che si muove a sinistra del Pd non è rimasto unito. Così se i consiglieri dell'Altra Sinistra (che raggruppa Rifondazione comunista, Verdi e il consigliere del Cantiere) hanno votato contro, Sinistra Democratica si è astenuta e ha messo ai voti un suo ordine del giorno che ha avuto a sua volta l'astensione benevola del Pd. Ma i mussiani rifiutano di essere considerati la stampella dei democratici nonostante Cofferati ieri rimarcasse con soddisfazione che la sinistra radicale era rimasta isolata ma che con Sd si era realizzata una certa convergenza perché aveva presentato «un suo ordine del giorno che nei contenuti è simile al nostro». «Non abbiamo una pregiudiziale verso gli strumenti di difesa a patto che vada di pari passo con la riforma della polizia municipale e questo non era presente nel testo del Pd» spiega il consigliere Gianguido Naldi di Sd. E perché allora non limitarsi a votare no? «E cosa sarebbe cambiato? -aggiunge Naldi- questi sono strumenti usati dai vigili anche in altri comuni, non volevamo farne una discussione ideologica perché non siamo Rifondazione per cui la parola sicurezza è una bestemmia».
Insomma, se Sinistra Democratica lunedì trovava la via per un nuovo dialogo con il Pd dopo l'incontro Veltroni -Fava, sotto le due Torri lo stesso partito si sta muovendo in vista delle amministrative del 2009 stretta tra un dialogo con gli ex cugini dell'Arcobaleno e la necessità di non essere subalterna al Pd. Il partito scelse a suo tempo di rimanere all'interno della maggioranza e ha chiesto una verifica per l'ultimo anno di mandato. E se ieri sempre Naldi rispondeva che il sindaco nei loro confronti era passato «dagli schiaffi agli abbracci soffocanti» è anche vero che non esiste una preclusione al candidato Cofferati. A patto di fare le primarie, che però il sindaco non vuole.


21 maggio 2008 - La Repubblica

Sindacati contro il Comune sulle sanzioni ai dipendenti Atc

Bologna - L´Amministrazione comunale fornisce «dati del tutto parziali in merito ai provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti dell´Atc» protestano i sindacati in un´insolita unitarietà. Cgil, Cisl, Uil, Faisa, Ugl, Sdl e Rdb, firmano un documento di condanna riguardo le notizie fornite dall´assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni rispondendo a un´interpellanza in Consiglio comunale. «Questi dati - spiegano i sindacati - producono un´immagine distorta nell´opinione pubblica in modo tale che il dipendente Atc sembra un lavoratore irresponsabile che mette a rischio la sicurezza degli utenti». Al contrario, secondo le sette sigle sindacali, il lavoratore dell´azienda trasporti è «da ritenersi un patrimonio prezioso per la città e la collettività proprio in ragione del lavoro che quotidianamente svolge anche in situazioni critiche e di stress con le ripercussioni conseguenti». Sempre secondo i sindacati, è inaccettabile che siano stati estrapolati solo alcuni episodi marginali sull´insieme dei casi riportati. Di questo, a parere dei rappresentanti dei lavoratori, è responsabile l´azienda di via Saliceto rea di non rispettare «in primo luogo le intese sindacali che prevedevano una consegna dell´analisi dell´andamento del sistema disciplinare ai sindacati stessi a marzo di ogni anno». L´atteggiamento dell´azienda nei confronti dei dipendenti è definito «vessatorio» dalle sette sigle citate.

La giunta vara la delibera dopo il sì del Consiglio
Passano i manganelli i vigili chiedono garanzie

Bologna - Il manganello e lo spray al peperoncino non fanno felici i vigili bolognesi. Solo il sindacato autonomo «Sulpm» accoglie con favore la nuova dotazione, mentre Cgil e Rdb sono nettamente contrarie. Il sindaco Cofferati, dopo aver sostenuto il provvedimento e averlo approvato in Consiglio comunale, è soddisfatto della tenuta del Pd e della significativa astensione della Sinistra democratica che non ha seguito gli «arcobaleno» bolognesi nettamente contrari. Ieri la giunta ha poi completato l´opera approvando la delibera che modifica il regolamento della polizia municipale rendendo esecutive le novità. «Questi strumenti non risolvono il problema della sicurezza dei cittadini e, a quanto ne so, i colleghi sono parecchio scettici al punto che temono subentrino altri problemi» commenta Vanni Albertin della Cgil. Per Nicola Negrelli della Cisl il problema è l´abbandono, ormai da lungo tempo, della polizia municipale. «Oggi - spiega - non siamo né contenti né scontenti, prendiamo atto della decisione politica e aspettiamo di conoscere modalità, corsi e regole. Se tutto ciò servirà a tutelare l´incolumità - conclude - saremo ben contenti».
Più battaglieri quelli delle Rdb che arrivano a proporre un referendum tra i lavoratori, mentre la Cgil chiede «garanzie assicurative per gli eventuali danni provocati o subiti derivanti dall´uso di manganello e spray». Mauro Alboresi della segreteria ritiene che «ci vuole molto di più per affrontare il tema della sicurezza». Albertin ricorda che a Milano e a Torino, malgrado il manganello, alcuni vigili sono comunque finiti all´ospedale. «Io - dice - non userò questi strumenti. Faccio il vigile da 30 anni e ho sempre avuto un certo approccio coi problemi. Forse sono stato fortunato, ma non mi è mai capitato niente». Però preoccupa la storia di un vigile che dovrà pagare di tasca propria 1500 euro all´avvocato per una denuncia finita in nulla da parte di un cittadino. «Preferiremmo che ci fosse più attenzione verso di noi» chiosa Negrelli. «Ci piacerebbe che il Comune facesse fronte comune con noi». Il timore è quindi quello di dover rispondere di tasca propria di fronte a contenziosi innescati dall´uso dei manganelli.
Anche la Uil resta fredda a osservare. «Tutto dipende da cosa si vuole che facciano i vigili - commenta Dante Forni - se li si vuole in mezzo al traffico ci vuole la mascherina e i guanti bianchi, se li si vuole a controllare l´ordine pubblico è necessario il manganello». Soddisfatti, come detto, i vigili del «Sulpm» da tempo in attesa della nuova dotazione. Il segretario Mario Assirelli critica la linea del centrodestra (che si è astenuto) e della sinistra radicale che ha votato contro: «Non hanno saputo assumersi le loro responsabilità». Applausi, invece, al Pd che «ha compreso come per controllare meglio il territorio si debba fornire ai vigili tutto l´equipaggiamento necessario». Secondo Cofferati, la differenza fra gli schieramenti è semmai «sulle modalità attuative», ma il sindaco ha ribadito che intende arrivare «all´accordo coi sindacati».


21 maggio 2008 - Corriere di Bologna

Manganelli ai vigili, ecco le regole d'ingaggio
Già approvato il nuovo «codice». Sindacati divisi: esulta il Sulpm, critica la Cgil
di Micaela Romagnoli Olivio Romanini

Bologna - L'approvazione dell'ordine del giorno in consiglio comunale per dotare i vigili urbani di spray e manganelli ha assunto tinte kafkiane. Ci sono volute riunioni di commissione, tre sedute del consiglio, molte polemiche, patti bipartisan naufragati poche ore dopo e scontri tra maggioranza e opposizione prima di approvare il documento. Ma, forse anche per rimediare al brutto spettacolo offerto dall'aula di Palazzo d'Accursio, la giunta ha pensato di approvare a tempo di record il via libera alla modifica del regolamento di polizia municipale che consentirà agli agenti di essere dotati di spray e manganelli. Ieri mattina, a poche ore dal voto del consiglio, è arrivato l'ok della giunta. «Abbiamo fatto quello che dovevamo fare — ha osservato il sindaco Sergio Cofferati — e adesso l'applicazione del provvedimento avverrà attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali (Cgil e Rdb si sono sempre detti contrari mentre Cisl e Sulpm sono a favore). Il Comune dovrà inoltre richiedere il nulla osta al ministero dell'Interno ma su questo non mi aspetto problemi».
Non è ancora possibile stabilire quando materialmente i vigili potranno avere manganelli e spray. Su questo punto, il primo cittadino si è limitato a un auspicio: «Noi vogliamo fare l'accordo con i sindacati e serve l'ok del ministero. Se ci sono queste condizioni, per noi il provvedimento può essere approvato anche la settimana prossima ». Il testo del nuovo regolamento di polizia municipa-le, approvato ieri, non parla espressamente di spray e di manganelli ma di «strumenti di autotutela consentiti dalla normativa vigente che non siano classificati come arma».
Questi strumenti, si legge ancora nel testo, «devono avere scopi e natura esclusivamente difensiva». Non solo, il regolamento prevede che i vigili potranno avere manganello e spray solo dopo aver fatto un apposito corso che prevede l'addestramento all'uso di questi strumenti.
Ma il sindaco ha anche dato una lettura politica del voto in consiglio comunale sulle nuove dotazioni per i vigili urbani. «In realtà — ha osservato Cofferati — c'è stata una larghissima convergenza tra le forze politiche. Insomma, esclusa Rifondazione comunista e la sinistra radicale, c'è stata una sostanziale unità d'intenti nel fornire nuovi strumenti di autodifesa ai vigili, mentre Sinistra democratica ha presentato un suo ordine del giorno che nei contenuti è simile agli altri».
Si dividono invece i sindacati. Mentre il Sulpm accoglie a braccia aperte le nuove dotazioni e la Cisl si limita a richiedere qualche accorgimento, la Cigl ribadisce la sua contrarietà. «Bastone e spray sono strumenti di falsa sicurezza — attacca Vanni Albertin, coordinatore regionale della polizia municipale per la Cgil — e in luoghi critici, come Piazza Verdi o il Pratello, esserne dotati può giocare a sfavore dell'incolumità degli agenti. È facile che vengano percipiti come simboli di ostilità e che scatenino l'aggressività della gente ».
Più morbida la Cisl, che si esprime a favore, a patto che i vigili siano adeguatamente formati: «Va insegnato esattamente come e quando utilizzarli — sottolinea Nicola Negrelli — e dopo una giusta formazione, ben vengano. Ogni misura utile alla nostra difesa è da noi benedetta». Ancora più soddisfatto il sindacato unico della polizia municipale: «Finalmente — esulta Stefano Mingoia — così si riconosce che il nostro lavoro è cambiato. Anche noi dobbiamo sempre più fare i conti con la microcriminalità, il degrado e i problemi dell'immigrazione ».


21 maggio 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. LA GIUNTA Cofferati accelera i tempi su spray e manganello ai vigili urbani...
di Luca Orsi

Bologna - LA GIUNTA Cofferati accelera i tempi su spray e manganello ai vigili urbani. Dopo il via libera del consiglio comunale — lunedì sera, con i soli voti del Pd — ieri l’esecutivo di Palazzo d’Accursio ha modificato il regolamento di polizia municipale, introducendo la possibilità di dotare gli agenti dei nuovi «strumenti di autotutela». Ora, spiega il sindaco, Sergio Cofferati, «l’applicazione avverrà attraverso il confronto con i sindacati, come si è sempre fatto». Previo necessario nulla osta del ministero dell’Interno, da cui «non mi aspetto problemi». Difficile, però, prevedere i tempi. I sindacati, per esempio, non hanno un parere unanime sull’adozione di spray e manganello da parte dei vigili: Cgil e RdB si sono detti contrari, Cisl e Sulpm a favore. E Cofferati assicura che «con le organizzazioni sindacali noi vogliamo fare l’accordo». Il Comune, dal canto suo, «è disponibile a partire anche subito». IL TESTO del nuovo regolamento recepisce le raccomandazioni della procura, limitando l’utilizzo di spray e manganello per «scopi e natura esclusivamente difensivi». Gli agenti di polizia municipale potranno dotarsi delle nuove ‘armi’ solo dopo un corso ad hoc. Che prevede, «oltre all’addestramento all’uso, anche un’adeguata formazione» in merito alle norme che legittimano l’utilizzo di spray e manganello da parte dei vigili urbani. COFFERATI saluta soddisfatto la «larghissima convergenza con cui lunedì si è espresso il consiglio comunale». Vero che l’ordine del giorno approvato è del Pd, «ma i contenuti sono stati condivisi da gran parte del consiglio». Gli unici tre no sono venuti dalla sinistra radicale: Rifondazione, Verdi e Cantiere. Sinistra democratica si è astenuta, civici e centrodestra non hanno partecipato al voto. Ampia convergenza nel merito, dunque, afferma il sindaco. Le cose «su cui invece c’è qualche differenza — riconosce Cofferati — sono le modalità attuative».

Bologna. IL SULPM esulta. Gli altri sindacati restano freddini...

Bologna - IL SULPM esulta. Gli altri sindacati restano freddini sul sì del Comune ai vigili urbani con spray e manganello. «Non è solo con questi strumenti che si risolve il problema della sicurezza. Ci vuole molto di più», avverte Mauro Alboresi (Cgil). Che chiede «massima attenzione alle garanzie» per cittadini e agenti. Per Vanni Albertin (Cgil), «i colleghi sono scettici». Anzi, temono che l’uso dei nuovi strumenti di difesa possa portare altri problemi. «Se sto ai rumors — commenta Nicola Negrelli (Cisl) — direi che fra gli agenti c’è un sostanziale disinteresse» per spray e manganelli. La Cisl, comunque, «prende atto» della decisione politica. Attende di conoscere modalità, corsi e regole. Se il tutto servirà «per tutelare l’incolumità dei vigili, saremo contenti». LE RDB, invece, già da qualche giorno avevano diffuso volantini contro spray e manganelli. «Siamo abbastanza contrari — conferma Gianni Cavicchioli — cercheremo di arrivare al referendum tra i lavoratori». Mentre la Cgil chiede «garanzie assicurative per gli eventuali danni provocati o subiti» in relazione all’uso di manganello e spray. «Servono anche tutele legali». Su questi punti, avverte Albertin, «potremo anche arrivare a una bozza di accordo con il Comune, ma non sui nuovi strumenti». Più morbida la reazione della Uil. «Tutto dipende da che si vuole far fare ai vigili — dice Dante Forni —. Se li si manda in mezzo al traffico è meglio dargli mascherina e guanti bianchi; se fanno ordine pubblico devono avere strumenti adatti». C’E’ invece «grande soddisfazione» in casa Sulpm, «unico sindacato ad avere fatto richiesta ufficiale al Comune per spray e manganelli», ricorda Carlo Del Percio. Ora anche il Pd «ha capito che la nostra richiesta non era ideologica, ma rispondeva alle esigenze di difesa degli agenti di polizia municipale che operano sulla strada». Il segretario del Sulpm, Mario Assirelli, non manca però di criticare la linea del centrodestra (astenuto) e della sinistra radicale (contraria), che «non hanno saputo assumersi le proprie responsabilità, come invece era avvenuto a livello di legislazione regionale».


21 maggio 2008 - Il Sannio

Mancini: «Cocca ha fallito, si dimetta»

Benevento - "Chiediamo al dottor Cocca le dimissioni da presidente del Consorzio Bn3, per il semplice motivo che ha fallito proprio nella missione ultima del Consorzio: quella di far diminuire o eliminare l’inquinamento tramite la raccolta differenziata e il riciclaggio".
Così in una nota il coordinatore provinciale della Rdb Ambiente, Piero Mancini, che ricorda inoltre l’operazione congiunta di carabinieri e guardia forestale che nei giorni scorsi hanno sequestrato, dopo apposita denuncia dello stesso Mancini, un’area - discarica non autorizzata nei pressi dell’ex asilo comunale di Via Pertini, a San Marco dei Cavoti.


21 maggio 2008 - Il Centro

SANITA’, LA UIL CONTESTA

Chieti - Un comunicato dettagliato, firmato con la Fial e la Rdb, che la Uil sconfessa per la frase «salassi economici intervenuti a favore delle cliniche provate», che illustra peraltro la realtà. La segretaria della Uil-Fpl spiega che quella frase non rientrava tra quelle concordate e che «l’indebita aggiunta» è stata fatta «probabilmente dall’incaricato di trasmettere il comunicato, ovvero il segretario Rdb».


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