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Il Sindacato di Base e Indipendente

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21/05/08

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dicono di noi - le notizie
dall'11 al 20 maggio 2008

20 maggio 2008 - Ansa

SICUREZZA: RETE ANTIRAZZISTA, SUBITI CONTROLLI INGIUSTIFICATI

(ANSA) - NAPOLI, 20 MAG - ''Mi sono sentito umiliato come persona'': lo dice Aboubakar Soumahoro, rappresentante della rete antirazzista di Napoli, che riferisce di aver subito ''controlli ingiustificati'' all'aeroporto di Torino dove stava per prendere un volo Alitalia per Napoli, citta' nella quale risiede da otto anni. Ieri ha partecipato a Torino ad un'assemblea di immigrati a nome della Rdb Cub, sindacato del quale e' coordinatore. ''Mentre tutti gli altri viaggiatori nella fase successiva al check in, per raggiungere il gate - dice - non sono stati in nessun modo controllati, a me e' stato chiesto prima passaporto e biglietto. Poi, sono tornati, e mi hanno chiesto il permesso di soggiorno. Ho chiesto la motivazione. Mi e' stato detto che e' una prassi normale. Secondo me, sono stati controlli ingiustificati, visto che tali controlli non sono stati fatti per altri. Solo perche' sono un immigrato, ho la pelle scura?''. Aggiunge di essere ''terrorizzato dal clima nel quale stiamo vivendo'' e di essere ''preoccupato per i cittadini stranieri che si trovano nel Paese''.


20 maggio 2008 - Agi

GIUSTIZIA: RDB-CUB, 27 MAGGIO PRESIDIO DAVANTI A MONTECITORIO

(AGI) - Roma, 20 mag. - Rivendicare "dignita', diritti e salario": e' l'obiettivo dei lavoratori giudiziari che nella mattina di martedi' 27 maggio manifesteranno con un sit-in, indetto dalle Rdb-Cub davanti al Parlamento. Dopo la manifestazione a Padova dello scorso 16 maggio, si legge in una nota delle rappresentanze sindacali di base, anche i lavoratori della Cassazione hanno risposto "con determinazione e rinnovato protagonismo agli ultimi attacchi contro i pubblici dipendenti" nel sit-in e nell'assemblea che si sono tenuti ieri in piazza Cavour a Roma. "Mai piu' saremo capri espiatori", hanno ribadito i lavoratori nell'assemblea, sottolineando che "respingeranno con forza tutte le campagne denigratorie mirate a confondere l'opinione pubblica sulle reali responsabilita' del degrado della Giustizia, e a distrarla dai tantissimi problemi che affliggono le famiglie italiane". "Da anni abbiamo lanciato il grido di allarme sulle cause che stanno portando al lento dissolvimento del servizio - ha dichiarato Pina Todisco, della Direzione Nazionale Rdb-Cub P.I. - ormai e' chiaro che se la Giustizia non funziona e' perche' non la si vuol far funzionare: per cominciare basterebbe evitare quell'eccesso di garantismo che serve soprattutto ai ricchi e potenti, anche se qualche volta, e per puro caso, ne beneficiano anche i poveri disgraziati". Tuttavia, ha aggiunto Todisco, "occorre una riforma dell'intera macchina Giustizia, che va realizzata anche ascoltando le osservazioni di chi vi opera e che ne permette il funzionamento".


20 maggio 2008 - Adnkronos

GIUSTIZIA: RDB-CUB, IL 27 MAGGIO PRESIDIO DAVANTI A MONTECITORIO

Roma, 20 mag. - (Adnkronos) - Il prossimo 27 maggio i lavoratori della giustizia manifesteranno davanti a Montecitorio con un sit-in indetto dalle Rdb-Cub per ''rivendicare dignita', diritti e salario''. In una nota delle rappresentanze sindacali di base si legge che dopo la manifestazione dello scorso 16 maggio a Padova anche i lavoratori della Cassazione ''hanno risposto con determinazione e rinnovato protagonismo agli ultimi attacchi contro i pubblici dipendenti'' nel sit-in che si e' tenuto ieri a Roma a Piazza Cavour. I lavoratori hanno ribadito: ''Mai piu' saremo capri espiatori e respingeremo con forza tutte le campagne denigratorie mirate a confondere l'opinione pubblica sulle reali responsabilita' del degrado della giustizia e a distrarla dai tantissimi problemi che affliggono le famiglie italiane''.


20 maggio 2008 - Omniroma

SANITÀ / RDB: AVVIARE TAVOLO PER PRECARI TOR VERGATA

(OMNIROMA) Roma, 20 mag - «Si è tenuta ieri una audizione delle RdB-CUB alla Commissione Lavoro della Regione Lazio sulla reinternalizzazione del servizio appaltato alla Arcobaleno srl e la stabilizzazione del personale precario del Policlinico di Tor Vergata. Dopo numerose iniziative sindacali, e a fronte dell'intervento effettuato dall'Ispettorato del Lavoro, le RdB-CUB hanno ribadito l'urgente necessità di avviare il processo di reinternalizzazione e la stabilizzazione di tutto il personale precario nella dotazione organica del Ptv, anche alla luce della imminente apertura del Dea di II livello». È quanto si legge in una nota delle RdB Cub. «Le RdB - prosegue la nota - hanno affermato che tale percorso deve essere immediatamente attivato con assoluta priorità, con riferimento alla Delibera della Giunta regionale che prevede l'inserimento nelle dotazioni organiche di 800 lavoratori entro il 2008 tramite selezioni interne. Le RdB-CUB si attiveranno per l'avvio del tavolo tecnico presso l'assessorato alla Sanità, finalizzato alla costruzione del percorso di stabilizzazione dei precari della Sanità del Lazio, come da impegni assunti da esponenti della Giunta regionale. Le RdB-CUB si opporranno inoltre a qualunque tentativo di proseguire nella sciagurata politica di appalti di servizio nelle strutture sanitarie che, come sempre sostenuto dall'organizzazione sindacale, costituiscono un pura intermediazione di manodopera, penalizzando lavoratori e cittadini e aggravando i bilanci dissestati della Regione Lazio».


20 maggio 2008 - Dire

E a Bologna Cofferati sdogana spray e manganelli per i vigili

ROMA - Pochissime ore dopo il voto del Consiglio comunale che ha dato il via libera ai nuovi strumenti di difesa dei 'fischietti' felsinei, spray e manganelli, la giunta del sindaco di Bologna fa la propria parte e cambia il regolamento della Polizia municipale. "Abbiamo fatto quello che bisognava fare", spiega il sindaco Sergio Cofferati. "Il Consiglio ha deciso un orientamento e la giunta ha cambiato il testo del regolamento come e' normale- puntualizza il primo cittadino- adesso poi l'applicazione avverra' attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali, come peraltro si e' sempre fatto". Oltre al confronto coi sindacati (Cgil e Rdb si sono sempre detti contrari, mentre Cisl e Sulpm sono a favore di spray e manganelli) si aspetta il nulla osta del ministero dell'Interno (ma "non mi aspetto problemi", mette in chiaro il sindaco). "Noi siamo disponibili da subito, poi in quanto tempo si realizzeranno" le nuove dotazioni per i vigili "non lo so dire". Il sindaco mette comunque in rilievo che l'amministrazione le mosse necessarie le ha fatte. A questo punto, "noi vogliamo fare l'accordo coi sindacati". Ma i vigili saranno dotati di spray e manganelli entro la fine del mandato? "Se ci sono queste condizioni, cioe' il parere del Ministero e l'accordo coi sindacati dovesse avvenire la settimana prossima", elenca le tappe il sindaco, il Comune e' disponibile.

SICUREZZA BOLOGNA. VIGILI, ACCOGLIENZA GELIDA AI MANGANELLI
"ORA ASSICURARE GLI AGENTI"; CGIL: INUTILI; SOLO IL SULPM ESULTA

(DIRE) Bologna, 20 mag. - Accoglienza fredda in casa sindacale (eccetto il Sulpm) per il via libera a spray e manganelli ai vigili urbani venuto dal Consiglio comunale e dalla Giunta di Bologna. "La nostra posizione non cambia: questi strumenti non risolvono il problema della sicurezza dei cittadini e- dice Vanni Albertin, della Cgil- per quanto ne so, i colleghi sono scettici". Anzi, temono che l'uso dei nuovi strumenti possa portare altri problemi. "Se sto ai rumors dello 'spogliatoio' direi- commenta Nicola Negrelli (Cisl)- che c'e' un sostanziale disinteresse" per manganelli e spray. "Da troppo tempo il Corpo si sente abbandonato a se' stesso- prosegue- e dunque oggi non siamo ne' contenti ne' scontenti, prendiamo atto della decisione politica e aspettiamo di conoscere modalita', corsi e regole. Se serviranno per tutelare incolumita' saremo ben contenti". Le Rdb, invece, (previdenti) gia' da qualche giorno avevano diffuso volantini contro spray e manganelli e oggi non fanno fatica a ribadire che "siamo abbastanza contrari, ora- afferma Gianni Cavicchioli- cercheremo di arrivare al referendum tra i lavoratori". La Cgil guarda anche oltre. Chiede "garanzie assicurative per gli eventuali danni provocati o subiti" in relazione all'uso di manganello e spray. "Servono anche tutele legali". Su questi punti, avverte Albertin, "potremo anche arrivare a una bozza di accordo, con il Comune, ma non sui nuovi strumenti". Dunque il Pd ha deluso la Cgil? "Siamo e restiamo autonomi, abbiamo una posizione chiara. Dunque- replica Mauro Alboresi, della segreteria della Cgil- prendiamo atto di questa scelta. Nulla da dire se si risponde alla tutela dei cittadini e dei vigili. Poi, come abbiamo gia' provato a dire, ci vuole molto di piu' per affrontare il tema della sicurezza". Quasi isolata la "grande soddisfazione" del Sulpm. Albertin ricorda che a Milano e Torino, i vigili urbani, pur dotati di manganelli, "sono comunque finiti all'ospedale. Non credo quindi che servano a dimostrare che non saremo piu' aggrediti. Io di certo non ho intenzione di uscire con questi strumenti: faccio il vigile da 30 anni- aggiunge il delegato Cgil- e ho sempre avuto un certo approccio ai problemi. Forse sono stato fortunato, ma finora non mi e' mai successo niente", pur agendo senza manganelli. Preoccupa invece il caso di un vigile che, "a un mese dalla pensione deve pagare di tasca sua 1.500 euro a un avvocato" perche' la vicenda in cui era coinvolto e' finita nel nulla passati i 10 anni dalla denuncia del cittadino: quindi ora le spese legali sono a suo carico e non, come sperava, delle casse del Comune. Per questo Negrelli dice: "Preferiremmo che ci fosse piu' attenzione a noi. Ci piacerebbe che, oltre a darci certi strumenti, l'amministrazione facesse fronte comune con chi li usa". In altre parole, si teme che i vigili siano poi lasciati da soli di fronte a contenziosi innescati dall'uso dei manganelli. E si torna cosi' al discorso delle polizze assicurative e delle tutele legali posto dalla Cgil e ribadito dalla Cisl. Per il resto, "ci teniamo alla larga dalle strumentazioni politiche dell'argomento. Ancora non ci hanno coinvolti nella discussione. Al momento, non vedo molto 'sacro fuoco' su questo argomento", ribadisce Negrelli. Se poi gli agenti bocceranno gli strumenti, allora "agiremo di conseguenza", aggiunge Albertin. Fredda anche la reazione della Uil: "Tutto dipende da cosa si vuole far fare ai vigili: se li si manda in mezzo al traffico e' meglio dargli mascherina e guanti bianchi; se fanno ordine pubblico devono avere strumenti adatti", dice Dante Forni che non si scandalizza della novita', ma non si capacita dell'uscita dall'aula del centrodestra al momento del voto in Consiglio comunale. "Grande soddisfazione per l'importante risultato" arriva invece dal Sulpm che canta vittoria per la decisione di Palazzo D'Accursio, frutto "dell'instancabile opera di sensibilizzazione dei dirigenti locali del sindacato" autonomo. Il segretario del Sulpm, Mario Assirelli, non manca pero' di criticare la linea del centrodestra (astenuto) e della sinistra radicale (contraria) che "non hanno saputo assumersi le proprie responsabilita' come invece e' avvenuto a livello di legislazione regionale". Un plauso invece al Pd che "ha compreso come per controllare meglio il territorio si debba fornire alla Polizia municipale tutto l'equipaggiamento necessario affinche gli agenti possano difendere e difendersi, armi comprese".


20 maggio 2008 - Il Resto del Carlino.net

SPRAY E MANGANELLI AI VIGILI
Cofferati cambia il regolamento dei 'fischietti'. Adesso apettiamo l'ok dal Viminale
Il sindaco mette comunque in rilievo che l'amministrazione le mosse necessarie le ha fatte: "Noi siamo disponibili da subito, poi in quanto tempo si realizzeranno" le nuove dotazioni per i vigili "non lo so dire"

Bologna - Pochissime ore dopo il voto del Consiglio comunale che ha dato il via libera a spray e manganelli, la giunta Cofferati fa la propria parte e cambia il regolamento della Polizia municipale per togliere anche l'ultimo ostacolo all'adozione dei nuovi strumenti di difesa per i "fischietti" bolognesi. La modifica e' stata approvata con una delibera durante la riunione di questa mattina dell'esecutivo cittadino. "Abbiamo fatto quello che bisognava fare", spiega al termine il sindaco Sergio Cofferati. "Il Consiglio ha deciso un orientamento e la giunta ha cambiato il testo del regolamento come e' normale- puntualizza il primo cittadino- adesso poi l'applicazione avverra' attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali, come peraltro si e' sempre fatto". Oltre al confronto coi sindacati (Cgil e Rdb si sono sempre detti contrari, mentre Cisl e Sulpm sono a favore di spray e manganelli) si aspetta il nulla osta del ministero dell'Interno (ma "non mi aspetto problemi", mette in chiaro il sindaco). "Noi siamo disponibili da subito, poi in quanto tempo si realizzeranno" le nuove dotazioni per i vigili "non lo so dire". Il sindaco mette comunque in rilievo che l'amministrazione le mosse necessarie le ha fatte. A questo punto, "noi vogliamo fare l'accordo coi sindacati". Ma i vigili saranno dotati di spray e manganelli entro la fine del mandato? "Se ci sono queste condizioni, cioe' il parere del Ministero e l'accordo coi sindacati dovesse avvenire la settimana prossima", elenca le tappe il sindaco, il Comune e' disponibile. Il testo del nuovo regolamento dei vigili non parla specificamente di spray e bastoni distanziatori, ma di "strumenti di autotutela consentiti dalla normativa vigente che non siano classificati come arma". Questi strumenti devono avere, si legge nel testo, "scopi e natura esclusivamente difensiva" e la loro dotazione potra' avvenire "solo ed esclusivamente dopo l'effettuazione di un apposito corso che preveda, oltre all'addestramento all'uso, anche un'adeguata formazione relativamente ai presupposti normativi che ne legittimino l'eventuale utilizzo". Inoltre, in base ai nuovo regolamento "la formazione e l'addestramento devono prevedere, al loro termine, il superamento di una specifica verifica" e sara' il comandante dei vigili a dare atto "nel provvedimento di assegnazione, dell'avvenuta formazione".


20 maggio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 19 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Buonuscita: contro l'indennità di ente il ministero dell'Economia all'attacco
* Tagliare la spesa negando i diritti
* Cnr, Maiani presenta il suo programma
* Equiparazioni ex O.A., all'Inaf partono i ricorsi
* Un articolo del Corsera per il risorgimentale Istat
* La Flc-Cgil vuole ingabbiare i buoni pasto
* Le élite italiche? Né meriti né valori etici
* A Roma, più che mangiare, conviene divertirsi
* Per le festività di domenica, nessuna indennità


20 maggio 2008 - La Nuova Venezia

Autobus, oggi nuovo sciopero
Corse garantite nelle fasce orarie 6-9 e 16.30-19.30

Venezia - Oggi sciopero di 24 ore del trasporto pubblico inetto dai Cub. Saranno, comunque, garantite le corse dei bus Actv (urbani ed extraurbani) tra le 6 e le 9 e le 16.30 e le 19.30.
Ad un mese di distanza dal precedente, il sindacato autonomo Cub-Trasporti, ha indetto per oggi un nuovo sciopero di 24 del trasporto urbano ed extraurbano degli autobus Actv in servizio a Mestre, al Lido e verso la Riviera, Chioggia e Noale-Spinea. Saranno però garantite - come prevede la legge - le corse nelle fasce protette, tra le 6 e le 9 del mattino e le 16.30 e le 19.30 del pomeriggio. Lo sciopero non interesserà, invece, il trasporto acqueo (vaporetti) nel centro storico di Venezia.
Danilo Scattolin, dei Cub-Trasporti veneziano, accusa i vertici dell’Actv di «irresponsabilità». «Contro i nuovi turni e i carichi di lavoro - spiega Scattolin - abbiamo già scioperato un mese fa, con un’ampia adesione dei lavoratori. Ma i vertici di Actv non si sono degnati di incontrarci, per questo siamo costretti ad un nuovo sciopero contro i vertici aziendali che non si sono nemmeno preoccupati, pure in questa occasione, di informare adeguatamente e con cinque giorni di anticipo, come prevede la legge, gli utenti del nostro sciopero e delle fasce orarie di corse garantite. Quindi se chi usa l’autobus oggi aspetterà invano alle fermate, dovrà prendersela soltanto con chi dirige l’Actv!».
«Scioperiamo anche oggi - spiega Scattolin - contro la turistica dei servizi automobilistici urbani ed extraurbani che Actv ha introdotto a partire dal 10 aprile 2008 e le modifiche apportate il 12 maggio con gli altri sindacati. Noi, invece, chiediamo la riscrittura a della normativa e la costruzione dei turni di servizio; chiediamo anche un’equa distribuzione dei carichi di lavoro tra residenze e depositi che preveda l’azzeramento del compensativo e la soluzione a problematiche del servizio urbano come la monta e smonta di turno, i tempi di trasferimento, il taglio delle linee più pesanti, l’azzeramento dell’integrazione con l’extraurbano e il rientro dei recuperi effettuati in misura superiore a quanto previsto dall’accordo».(g.fav.)


20 maggio 2008 - Corriere del Veneto

Lo sciopero Actv

VENEZIA — Autobus fermi, fino alla mezzanotte di oggi, per un nuovo sciopero degli autisti Actv. A organizzare il blocco — che è cominciato allo scoccare della mezzanotte di ieri — è il sindacato di base Rdb-Cub Trasporti, che protesta contro la turnistica dei servizi automobilistici urbani ed extraurbani. L'agitazione non interessa il trasporto acqueo nel centro storico di Venezia, quindi i vaporetti circolano regolarmente. A fermarsi sono solo i servizi di terraferma e quelli del Lido, ma i rischi per la circolazione sono consistenti: in occasione dell'ultimo sciopero, a fine aprile, proclamato dalla stessa sigla sindacale, l'adesione tra gli autisti del servizio urbano era stata dell'80%, con ripercussioni sul traffico cittadino e lunghe code anche sulla tangenziale di Mestre, e ciò nonostante l'agitazione fosse durata solo quattro ore. In occasione dello sciopero di oggi, che si protrae per 24 ore, il sindacato ha garantito due fasce di rispetto, nelle ore di punta (dalle 6 alle 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29), ma per chi deve spostarsi, pendolari in testa, sarà una giornata di passione. «Le motivazioni sono le stesse dello sciopero che si è svolto il 23 aprile scorso— spiega Giampietro Antonini, della Rdb-Cub — e cioè avere turni insostenibili per i lavoratori. Chiediamo una riscrittura della normativa e la costruzione di nuovi turni di servizio, con una equa distribuzione dei carichi di lavoro ». La protesta riguarda anche il riconoscimento in maniera fissa e continuativa di un'indennità. I nuovi turni sono stati applicati dall'Actv lo scorso primo aprile, e dopo una prima protesta dei lavoratori, sono stati modificati il 12 maggio scorso: ma per i sindacati si tratta di «trasformazioni minimali, di facciata, che non hanno risolto il problema».(G.G.)


20 maggio 2008 - EPolis Roma

La protesta. L'Rdb Cub denuncia abusi di potere al Cem
Sindacati all'attacco «Alla Croce Rossa assunzioni irregolari»
Teresa Pascucci: «Un bando per 16 posti di operatori socio sanitari aperto da sei mesi»
di Paolo Anastasio

Roma - Abuso di potere nella selezione del personale socio sanitario del Cem (Centro di educazione motoria) da parte dei vertici del Comitato provinciale della Croce Rossa Italiana. Questa la denuncia avanzata dalle Rdb Cub, che ieri hanno incontrato il presidente del Comitato provinciale Claudio Iocchi in difesa di una loro iscritta, operatrice socio sanitaria impiegata al Cem in scadenza di contratto e a rischio di mancato rinnovo. Il tutto mentre dal dicembre del 2007 è aperto un bando per l'assunzione di 16 operatori socio sanitari da destinare al Cem, da pescare nelle graduatorie dei centri provinciali per l'impiego. Le Rappresentanze sindacali di base hanno ottenuto che i vertici della Cri rivedessero la posizione della loro iscritta, che secondo la Cri si trova in servizio per sostituzione di maternità, ma che dopo la protesta sarà riconfermata. «Sono state segnalate irregolarità nelle procedure di assunzione del personale socio sanitario a contratto per il Cem - ha detto Teresa Pascucci, responsabile Sanità dell'Rdb Cub - da dicembre il centro per l'impiego ha fornito una lista di ben 122 operatori ritenuti idonei, per 12 posizioni aperte, che poi sono diventate 16 nel tempo. In tutti questi mesi i vertici del Comitato provinciale della Cri non sono stati in grado di selezionare il personale. Ci sembra francamente che sia passato troppo tempo. Abbiamo segnalato l'anomalia all'alto commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella pubblica amministrazione Achille Serra, che ha mandato dei controlli qualche tempo fa per capire cosa sta succedendo». L'esponente sindacale ha poi aggiunto che l'operatrice sanitaria iscritta all'Rdb a rischio di mancato rinnovo aveva segnalato le irregolarità di selezione del personale precario e che proprio per questo stava per essere mandata via per cessazione del contratto. Il sindacato ha poi annunciato che chiederà al presidente della Provincia Nicola Zingaretti di interessarsi a fondo sul ruolo dei centri per l'impiego, gestiti dalla provincia stessa, nell'iter di selezione del personale. «Non si capisce a cosa servano le graduatorie dei centri per l'impiego - chiude Pascucci - Tanto più che in sei mesi i vertici provinciali della Cri non hanno seguito le graduatorie nelle assunzioni, nonostante 122 persone in graduatoria per soli 16 posti».


20 maggio 2008 - La Stampa

Contestato il passaggio di cooperativa
"Contratto peggiore per 173 lavoratori" Reggia di Venaria Sciopero in vista
di GIANNI GIACOMINO

VENARIA - I 173 lavoratori della Reggia potrebbero incrociare le braccia. La minaccia arriva dopo l'incontro che si tenuto ieri in Prefettura tra le rappresentanze sindacali di base, i funzionari della Regione e quelli della Ati Rear, la cooperativa subentrata alla Codes (dopo una sentenza del Tar nel mese scorso) nella gestione dei servizi del complesso sabaudo. Un centinaio dipendenti chiedono che il passaggio da una cooperativa all'altra avvenga nel rispetto del Contratto nazionale multi servizi del 2007, sottoscritto da Cgil,Cisl e Uil.
«Invece la Ati Rear vorrebbe applicare il contratto multi servizi definito Unci, che offre meno garanzie, minore tutela e anche minori salari a dei ragazzi che, per lavorare 30 ore la settimana, percepiscono appena 650 euro al mese», mette subito in chiaro le cose Luigi Casali, coordinatore regionale delle Rappresentanze sindacali di base. Che incalza: «A fronte di un incremento di appalto di 340 mila euro all'anno, non capiamo perché venga proposto ai dipendenti un contratto peggiore».
Intanto per domani, dalle 9 alle 11, è stata convocato un'assemblea degli addetti che si svolgerà all'interno della Reggia. «Vedremo quello che succede, i ragazzi potrebbero anche incrociare le braccia, abbiamo la sensazione che ci sia una difficoltà di gestione di questo passaggio - continua Casali -. Ma non vogliamo assolutamente danneggiare l'immagine della Reggia e tutti gli sforzi che si sono sostenuti fino ad adesso». Ieri in prefettura, prima di una rottura netta tra le parti, è arrivato a mediare il vice sindaco di Venaria Salvino Ippolito: «Ho chiesto che la Regione verifichi bene il capitolato di appalto e il contratto perché l'amministrazione vuole delle garanzie precise per i lavoratori - spiega Ippolito - è impensabile che Venaria, dopo tutto quello che si è investito, possa avere questi problemi ».
«Come prevede la nostra cooperativa, ho proposto l'applicazione del contratto Unci con degli aggiustamenti economici migliorativi - spiega Mario Laus, amministratore delegato della Ati Rear, che è anche consigliere regionale del Pd -. Sono disponibile, se sono convinti che ho torto me lo devono dimostrare giuridicamente. Dobbiamo entrare in servizio il 28 maggio: o si conclude qualcosa o dovrò prendere dei provvedimenti».


20 maggio 2008 - Il Centro

FIALS, RDB E UIL
Sindacati all’attacco: troppi soldi dati alle cliniche private

CHIETI - Antonio Esposito della Fials, Mario Frittelli dell’Rdb-cub ed Edgardo Giangrande della Uil muovono aspre critiche al piano estivo d’assistenza. Desta preoccupazione il motivo a monte della serrata e dell’accorpamento di alcuni reparti: la carenza di infermieri. «Alcuni sono stati assunti nel dicembre 2007», dicono i sindacalisti, «dunque avremmo già dovuto avere provvedimenti del genere l’anno passato ma così non è stato. Entrano in campo, dunque, altre considerazioni. Questo è l’inizio della fine della sanità pubblica in Abruzzo? Sono misure conseguenti ai salassi economici subiti per gli interventi a favore delle cliniche private? Che senso hanno avuto i recenti accorpamenti e i successivi lavori di adeguamento, come a dermatologia e radioterapia, o la costruzione della nuova palazzina di cardiochirurgia? Sconcerta il silenzio delle altre sigle sindacali che non hanno chiesto ai vertici aziendali chiarimenti sul numero delle unità lavorative mancanti in pianta organica per ciascuna figura professionale. Questi provvedimenti possono trasformarsi in chiusure definitive? Per noi è inevitabile, visto che nel 2008 non si annunciano ulteriori assunzioni». Ultimo punto: charire se verranno stabilizzati tutti i 130 precari. Problemi ci sono anche a Ortona e Guardiagrele. (s.b.)


20 maggio 2008 - DNews Roma

Sanità. Al Centro di Educazione Motoria i sindacati a confronto con la direzione
Assunzioni e rinnovi, nervi tesi al Cem

Roma - Nervi tesi al Cem (Centro di Educazione Motoria) di via Ramazzini. Molte le questioni sul piatto che le Rdb-Cub hanno messo sul piatto durante l’a ssemblea di ieri alla sede della Direzione Provinciale della Croce Rossa. «C’è stata una segnalazione all’Alto Commissario per la prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione -spiega Maria Teresa Pascucci, del Coordinamento Rdb Sanità - Abbiamo ravvisato irregolarità nelle procedure di selezione per l’assunzione di 12 Ausiliari socio sanitari per il Cem, bandite tramite il Centro per l’Impiego». Secondo l’organizzazione sindacale di base, la selezione avrebbe «scartato oltre 100 candidati per raggiungere il numero di idonei necessari, ad oggi ampliati a 16 ed ancora non raggiunti». Tra le questioni calde anche il possibile mancato rinnovo del contratto di una lavoratrice che da due anni presta servizio come operatrice sul campo. «Le direttive di ben 2 finanziarie avrebbero consentito la stabilizzazione - dice Pascucci - ma nonostante il contratto in scadenza, ne hanno presi altri». Durante l’incontro di una delegazione il Direttore del Comitato Provinciale Cri Claudio Iocchi ha specificato che «non si è verificata l’interruzione del rapporto, ma la lavoratrice è stata semplicemente avvertita che stava per scadere il tempo». In una nota del pomeriggio le Rdb hanno spiegato che l’amministrazione si è detta interessata a risolvere la questione. La prossima assemblea è indetta per domanimattina alle 10.(D.P.)


20 maggio 2008 - Il Manifesto

La Croce rossa licenzia una delegata RdB-Cub

Un'assemblea del personale della Croce rossa italiana (Cri) è stata organizzata ieri dal sindacato autonomo Cub-RdB, per denunciare il mancato rinnovo di contratto a una delegata, che il sindacato denuncia come «rappresaglia antisindacale». RdB-Cub avevano segnalato al Commissario per la prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, irregolarità nelle procedure di assunzione da parte della stessa Cri. In seguito alla denuncia il commissario era intervenuto, raccogliendo tutti gli atti e la documentazione relativa alla denuncia. Per tutta risposta la Cri «ha messo in pratica una serie di ritorsioni contro i delegati sindacali, fino al mancato rinnovo del contratto a una di loro».


20 maggio 2008 - Il Gazzettino

MESTRE. Uno sciopero di 24 ore, dalla mezzanotte di ieri fino a mezzanotte di oggi, del trasporto...

MESTRE - Uno sciopero di 24 ore, dalla mezzanotte di ieri fino a mezzanotte di oggi, del trasporto urbano ed extraurbano degli autobus è stato indetto dal sindacato di base Rdb-cub dell'Actv. L'agitazione è stata indetta per protestare contro i turni dei servizi urbani ed extraurbani, ma anche per la riscrittura della normativa. Il sindacato chiede inoltre un'equa distribuzione dei carichi di lavoro e il riconoscimento di alcune indennità legate alle problematiche di servizio.


20 maggio 2008 - Corriere della Sera

la vigilia dell'arrivo del premier a napoli
Protesta in piazza con nove capi
Otto cortei autorizzati e un presidio. Tutti, proprio tutti chiedono un incontro, con Silvio Berlusconi

di Marco Imarisio

NAPOLI — In questo ribollire arriva il nuovo padrone, e tutti vogliono vederlo, insultarlo, applaudirlo, farsi sentire. Domani piazza Municipio sarà la miniatura del dolore, della follia e delle contraddizioni di Napoli. Otto cortei autorizzati e un presidio, simili e diversi al tempo stesso. Con l'incognita di altre manifestazioni dell'ultima ora, perché qui è provvisoria anche la protesta. Uno accanto all'altro, tolte transenne e blindati di guardia lo spazio non è poi molto, ci saranno gli operatori socio-sanitari che si sentono truffati da Bassolino, i comitati contro la discarica di Chiaiano e quelli che spingono per la raccolta differenziata, i disoccupati storici che con cadenza triennale bloccano Napoli, i 237 dipendenti dei consorzi di bacino, stanchi di essere pagati per non fare nulla ma desiderosi di rimanere nel settore pubblico, divisi però in due tronconi non dialoganti, tesserati Cisal e resto del mondo. Rifiuti e lavoro, le due grandi questioni di Napoli, e poi i Rom scacciati con il fuoco da Ponticelli, qualche associazione anticamorra. In piazza ci sarà la rappresentazione plastica di una città senza controllo e fiducia che allinea i suoi drammi, grandi e piccoli che siano. Non è un caso che tutti, ma proprio tutti coloro che hanno fatto domanda in questura per scendere in strada, abbiano chiesto un incontro, con Silvio Berlusconi o con qualcuno dei suoi ministri. «Sarà come una enorme cassa di risonanza» si augura Francesco Della Femmina. È il portavoce degli Operatori socio-sanitari napo-letani, categoria che a suo dire è stata obbligata dalla Regione a frequentare corsi di formazione che duravano mille ore e costavano duemila euro, per poi scoprire che in quel settore, con quella qualifica, non c'erano posti di lavoro. «Qualcuno ci deve ascoltare».
Lo dicono anche quelli della Rete campana rifiuti e ambiente, che sotto varie denominazioni marceranno con i centri sociali. Vengono considerati il partito del no a qualunque discarica o termovalorizzatore, i duri e puri della monnezza. «Tutte queste sigle che si troveranno in piazza — dice Mario Avoletto, antagonista di lunga data — non sono altro che il riflesso del caos della città. E i rifiuti sono il paradigma della crisi di Napoli e della democrazia in generale. L'unico modo per venirne a capo non è l'ordine pubblico, ma dare ascolto alla gente, cosa che qui non avviene più da tempo». In parziale disaccordo, il Coordinamento regionale rifiuti — dall'assise di Marigliano ai Meet up di Beppe Grillo — si limiterà ad un presidio, in linea con un atteggiamento più intellettuale. Sono quelli che studiano, il loro «sì» è condizionato ad una vera raccolta differenziata, alla costruzione di impianti a freddo.
L'occasione è unica, e quindi sono possibili anche le resurrezioni. Dopo un silenzio durato qualche anno, si fanno nuovamente vedere gli Eurodisoccupati napoletani, cinquecento iscritti che non davano più notizie di sè dal 2006. I senza lavoro del centrodestra, guidati dall'eterno Aminto Cesarini, dipendente comunale addetto al servizio fogne. Un perfetto carneade fuori dai quartieri di Mercato, San Carlo all'Arena, Ponticelli. Ma in quelle strade è una specie di leggenda, decenni trascorsi nel ruolo di Masaniello della disoccupazione organizzata. Gli Eurodisoccupati sono la sigla più vetusta di quell'arcipelago tutto napoletano di sottoproletariato che nel tempo da «corsista» è diventato «lavoratore socialmente utile», fino alla diaspora odierna in miriadi di definizioni contrattuali. Avevano cominciato vent'anni fa, sono ancora qui, autentici professionisti della disoccupazione organizzata. Sono quelli delle lotte dure, negozi e autobus bruciati, strade sbarrate, ogni tanto si massacravano di botte tra loro. Oggi come allora, chiedono «impieghi stabili e sicuri nella Pubblica amministrazione». Non sembra aria, ma la truppa di Cesarini, ex candidato del centrodestra al Comune, rivisto nei cortei contro la discarica di Pianura, ci spera comunque.
Accanto agli Eurodisoccupati, separati ma vicini, l'ultrasinistra del Sindacato lavoratori in lotta, e poi il Coordinamento lotta per il lavoro, guidato da Paola Bianco, ex operatrice di call center. Le sue parole danno la misura della guerra tra poveri in atto, rifiuti contro disoccupati, a contendersi l'attenzione dei nuovi governanti. «La monnezza ha messo da parte la vera emergenza di questa città, che è quella del lavoro. Comune, Provincia e Regione hanno responsabilità enormi. Domani ne approfittiamo per cambiare interlocutore, per farci conoscere e sentire». È una piccola fiera del disagio e della tensione sociale quella che domani si mostrerà a Silvio Berlusconi, un bazar dove manca una cifra comune e l'unità di intenti sembra scomparire anche tra i più deboli.
L'unico ad ammetterlo è Abou Bakar Soumahoro, ivoriano, della Rete antirazzista. «Dietro ad ognuno di questi problemi ci sono drammi umani, ferite profonde degli individui e della città. Ma in questo momento sembra che nessuno riesca a parlare un linguaggio comune, a capirsi». Almeno, dice anche lui, proviamo a farci sentire da chi sta fuori. Si scrive Napoli, si legge Babele.


20 maggio 2008 - Il Quaderno

Consiglio dei Ministri a Napoli: Depistaggio e Rdb al corteo dei comitati per l'ambiente

Benevento - Il centro sociale Depistaggio, il sindacato Rdb e il circolo Prc "Ciccio Romano" di Benevento hanno comunicato la loro adesione alla manifestazione di domani 21 maggio, a Napoli, indetta dai comitati per la salute e l’ambiente della Campania. Il corteo partirà alle 15.30 da Piazza Dante. "Domani si riunirà a Napoli – si legge in una nota – il primo Consiglio dei Ministri sull' emergenza rifiuti. I territori campani attraverso forme di cooperazione sociale hanno realizzato una fitta rete di lotte, vertenze e spazi di confronto sulla gestione integrata dei rifiuti. Domani sarà anche l’occasione, per questo fronte di opposizione e di difesa sociale, di riempire le strade di Napoli per dare visibilità a tutte quelle comunità offese e calpestate, a tutti i comitati e le forze del sindacalismo di base che da anni hanno costruito dal basso forme di riappropiazione del territorio in difesa del diritto alla salute e per una gestione diversa del ciclo integrato dei rifiuti". Di seguito le proposte che motiveranno la manifestazione: "La fine del commissariamento e la gestione ordinaria del rifiuti attraverso la provincializzazione; il coivolgimento delle comunità locali attrverso tavoli di confronto e partecipazione nelle scelte che rigurdano i territori; le bonifiche dei suoli e delle acque inquinati da rifiuti tossici sversati indiscriminatamente nelle discariche; la differenziata porta a porta e la realizzazione di impianti di riciclaggio e riutilizzo; la realizzazione di impianti di compostaggio e per la riconversione degli impianti cdr in impianti di compostaggio per la realizzazione di fertilizzanti agricoli; la realizzazione di impianti a freddo attraverso il trattamento meccanico biologico".


20 maggio 2008 - Corriere di Bologna

Università Il personale tecnico nel pomeriggio incontra il direttore amministrativo
Ateneo, il D-day del rettore Tasse e contratti: è scontro
Oggi primo round in Senato sugli aumenti per gli studenti
di Marina Amaduzzi

Bologna - Da una parte gli studenti contrari all'aumento delle tasse che, in attesa dell'esito del Senato di oggi, faranno volatinaggio davanti ai due ingressi del rettorato. Dall'altra il personale tecnico-ammini-strativo, che tra oggi e domani vuole verificare gli impegni presi dall'amministrazione, condizione per cui a metà aprile ha firmato la tregua davanti al prefetto, altrimenti è pronto a tornare alla mobilitazione.
Sono ore delicate per l'Università e per il rettore Pier Ugo Calzolari che si trova tra un fuoco di fila incrociato e rischia di soccombere tra le proteste degli uni e degli altri.
Partiamo dalle tasse. Ieri il pro-rettore Paola Monari ha incontrato i rappresentanti degli studenti negli organi accademici, con l'obiettivo di illustrare la proposta di modifica delle tasse a partire dall'anno prossimo. Un incontro propedeutico alla seduta odierna del Senato accademico, chiamato ad esprimere il suo parere in vista del voto definitivo del Consiglio d'amministrazione di martedì prossimo. All'uscita gli studenti hanno ribadito il loro «no» alla proposta, annunciando che continueranno a votare contro, come ha già fatto peraltro il Consiglio studentesco. «C'è un'ipocrisia assoluta e irresponsabilità in questa proposta», è il duro giudizio di Piergiacomo Sibiano di Student Office, presidente del Consiglio studentesco, «Monari continua a parlare di un adeguamento che interesserà un migliaio di studenti, mentre è un aumento vero e proprio che colpirà i 30 mila studenti delle lauree a ciclo unico». «L'incontro è stato un fallimento — aggiunge Paolo Bailo del Sindacato indipendente —. Abbiamo chiesto varie cose, tra cui trasparenza sull'aspetto economico, visto che per noi l'aumento del gettito per l'Ateneo sarà di almeno 4,5 milioni di euro. Abbiamo chiesto il nostro coinvolgimento e lo spostamento a settembre della trattativa. L'unica risposta è stata "gli organi decideranno sulla proposta, votate pure contro se volete" ». «Vediamo come va oggi, poi decideremo il da farsi», è la sintesi di Alberto Aitini di Sinistra universitaria.
Oggi pomeriggio Cgil, Cisl, Uil, Udb e Rdb incontrano il direttore amministrativo e un delegato del rettore, da cui si aspettano di sapere gli ulteriori fondi (1,3 milioni di euro è la cifra attesa) che saranno messi a disposizione del personale tecnico-amministrativo. Domani invece è atteso uno sblocco nella trattativa per il personale che lavora in convenzione con la sanità, non meno di 300 persone tra infermieri, ostetriche, tecnici di laboratorio. «Siamo alla resa dei conti — chiosa Maurizio Turchi della Cisl —, se le risposte sono inadeguate riprenderemo la lotta congelata dalla conciliazione del prefetto». «Sono pessimista — aggiunge Dante Berti della Uil —, in rettorato sono convinti di aver dato già il massimo ». «I nostri 8 rappresentanti nella Rsu (rappresentanza sindacale unitaria, ndr) andranno con la busta paga attaccata al collo», fa sapere Antonella Zago della Udb. «Mi auguro che la trattativa sia lunga, sarebbe un segnale positivo — conclude Nicola Brunelli della Cgil —, se ci mettono davanti a un aut aut
saremo costretti a reagire».


20 maggio 2008 - Leggo

MESTRE - Bus Actv a rischio oggi per lo sciopero...
di Pietro Massa

MESTRE - Bus Actv a rischio oggi per lo sciopero di 24 ore dei conducenti di linea aderenti a Rdb-Cub trasporti. Incroceranno le braccia i conducenti delle linee automobilistiche urbane ed extraurbane di Actv, dall’inizio alla fine dei servizi. I lavoratori protestano per le carenze d’organico.
Saranno comunque garantiti i servizi per gli studenti e i pendolari. Il servizio sarà quindi garantito nelle fasce orarie dalle 6 alle 8,59 e dalle 16,30 alle 19,29. Il servizio riprenderà alle 3,30 di domani, mentre le linee N1 e N2 oggi non sono garantite. (ass)


19 maggio 2008 - Dire

ATC BOLOGNA. SINDACATI: ADESIONI ALLO SCIOPERO OLTRE L'85%
CONTRO LA "FINTA FUSIONE" CON L'AZIENDA DI FERRARA

(DIRE) Bologna, 19 mag. - Adesioni oltre l'85% per lo sciopero di quattro ore dei lavoratori dell'Atc di Bologna indetto dai sindacati dei trasporti contro "la minaccia di una finta fusione" con l'azienda di Ferrara, Actf. Numerose le rivendicazioni sindacali alla base della mobilitazione organizzata da Cigl, Cisl, Uil, Faisa Cisal, Sdl, Ugl e Cub, che chiedono, tra l'altro una retromarcia rispetto allo scorporo patrimoniale e "la chiusura dei baracconi inutili come la Srm, che servono solo a succhiare soldi al trasporto pubblico locale". I sindacati protestano anche contro la prospettiva delle gare per l'affidamento e "la messa sul mercato del diritto alla mobilita' dei cittadini" e per "salvaguardare il servizio reso alla citta' da un'azienda capace di realizzare bilanci in attivo senza ricorrere alle gare e al libero mercato, unica in Emilia-Romagna in un panorama che vede tutte le aziende andate a gara presentare bilanci passivi". In assenza di risposte immediate degli assessori comunale e provinciale su questi temi, avverto le sette sigle sindacali, "sara' inevitabile l'inasprirsi dell'azione sindacale".

SANITA'. TOR VERGATA: LAVORATORI PRECARI ASSUNTI ENTRO 2010

(DIRE) Roma, 19 mag. - La Commissione regionale lavoro ha ascoltato oggi i rappresentanti sindacali dei lavoratori, Pio Congi e Stefano Zecchetti della Rdb-Cub. I settanta operatori della ditta appaltatrice dei servizi esternalizzati del Policlinico universitario di Tor Vergata, la societa' Arcobaleno Srl, sono interessati da un processo di reinternalizzazione che dovrebbe concludersi entro il 2010, come si legge nella lettera del direttore generale Enrico Bollero, indirizzata al presidente della Commissione lavoro Peppe Mariani. "Le confermo la piena disponibilita' dell'Azienda- scrive Bollero- non soltanto a proseguire nel percorso intrapreso, ma altresi' a partecipare attivamente a definire unitamente alla amministrazione regionale e alle parti sociali accordi e soluzioni atti a portare il problema a positiva soluzione".

Atc Bologna, ira dei sindacati: "Gestione repressiva"

BOLOGNA - Sindacati contro l'Atc dopo la divulgazione da parte dell'assessore comunale alla Mobilità, Maurizio Zamboni, dei dati sui sette procedimenti disciplinari a carico degli autisti dell'azienda di via Saliceto. Si tratta, puntualizzano Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl, Sdl e Cub, di numeri parziali, che, peraltro, "producono un'immagine distorta nell'opinione pubblica", per cui "il dipendente di Atc sembra un lavoratore irresponsabile che mette a rischio la sicurezza degli utenti". I sindacati se la prendono dunque con l'azienda che, in base agli accordi, avrebbe dovuto fornire un'analisi dell'andamento de sistema disciplinare a marzo. "Tali inadempienze contrattuali e deficit comunicativi- si legge in una nota delle sette sigle- denotano una gestione del personale e di conseguenza della disciplina in Atc non tesa a migliorare i rapporti tra lavoratori ed azienda, ma piuttosto a sanzionare in maniera vessatoria e repressiva i propri dipendenti". Insomma, i sindacati non ci stanno a veder "scaricate" sui dipendenti "parecchie responsabnilità riconducibili a inefficienze organizzative, che altro non fanno che logorare quel senso di appartenenza aziendale corrisposto dalla stragrande maggioranza dei dipendenti". Tra i procedimenti elencati da Zamboni, uno riguarda un autista che alla guida del bus mandava messaggini con il cellulare, un altro a carico di un conducente che dopo un alterco con un passeggero "lasciava la guida a giungeva alle vie di fatto", ma anche il caso di un autista che, pur essendo rientra al deposito in anticipo, ha segnato di aver fatto dello straordinario. "E' giusto- scrivono oggi i sindacati- che chi sbaglia paghi, proporzionalmente all'errore, ma è altresì giusto comprenderne le motivazioni all'origine per non far ricadere anche sulla qualità del servizio erogato l'applicazione pedissequa e burocratica di norme che non possono in alcun modo esaurire la complessa del contesto quotidiano in cui operano i lavoratori". Anche perchè, insistono, "il dipendente di Atc è da ritenersi invece un patrimonio prezioso per la città e la collettività, proprio in ragione del lavoro che quotidianamente svolge anche in situazioni critiche e di stress con le ripercussioni conseguenti".


19 maggio 2008 - Ansa

CROCE ROSSA:RDB-CUB DENUNCIA ASSUNZIONI IRREGOLARI DELL'ENTE

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - Assunzioni irregolari da parte della Direzione provinciale della Croce rossa italiana. Lo hanno segnalato le Rdb-Cub della Cri all'Alto Commissario per la prevenzione della corruzione nella Pubblica amministrazione tramite una denuncia i cui termini sono stati illustrati durante una conferenza stampa oggi a Roma. La segnalazione dell'organizzazione sindacale di base riguarda una selezione per l'assunzione di 12 ausiliari socio sanitari che la Direzione provinciale della Cri ha bandito tramite il Centro per l'impiego, per le necessità del Centro di educazione motoria di via Ramazzini a Roma. «Da dicembre 2007 - ha sostenuto l'esponente Rdb-Cub Teresa Pascucci durante la conferenza stampa - la selezione ha scartato oltre 100 candidati, giudicandoli non idonei senza fornire motivazione dell'esclusione». «L'Alto Commissario - ha aggiunto Teresa Pascucci - ha elaborato una relazione di 15 pagine sul caso, in cui sono elencate le irregolarità che corrispondono a quelle denunciate da noi». A quanto sostenuto dal sindacato, una serie di ritorsioni nei confronti di delegati Rdb si sarebbero verificate a seguito della denuncia dell'organizzazione sindacale, fino alla comunicazione di non rinnovo del contratto di lavoro a una lavoratrice precaria del Centro di educazione motoria, delegata Rdb. Dopo la conferenza stampa alcuni lavoratori hanno incontrato il Direttore provinciale Cri di Roma, Claudio Iocchi, che si sarebbe impegnato a trovare una soluzione per la riconferma della lavoratrice danneggiata.

GIUSTIZIA: SIT-IN RDB, NON SIAMO FANNULLONI

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - Una cinquantina di lavoratori del pubblico impiego, settore giustizia, aderenti ai sindacati di base è riunita in sit-in dimostrativo a piazza Cavour per protestare contro la «lotta ai fannulloni» lanciata dal governo e articoli di stampa che hanno messo in risalto l'assenteismo dei lavoratori della Cassazione. «Tutto questo attacco mediatico contro il pubblico impiego - dice Pina Todisco del Coordinamento rappresentanze di base del pubblico impiego - ha solo l'obiettivo di tagliare i lavoratori del servizio giustizia e di privatizzare le cancellerie appaltandole all'esterno». Gianni Matullo (anche lui delle Rdb) aggiunge che «nell'attacco sconsiderato lanciato dai mass media e dal governo ai danni dei lavoratori del comparto giustizia, ci si dimentica che negli ultimi 15 anni i dipendenti sono passati da 52 mila a 39 mila e in questa situazione le cancellerie fanno i salti mortali per mandare avanti i fascicoli e non è certo colpa nostra se la situazione della giustizia è al collasso. Il lavoro è triplicato e il personale è dimezzato». Il sit-in si sta svolgendo all'esterno della Cassazione, all'angolo di piazza Cavour, perchè i manifestanti non hanno avuto il permesso di sostare sulla scalinata della Suprema corte.


19 maggio 2008 - Omniroma

SANITÀ/ PTV, REGIONE: TUTTI ASSUNTI ENTRO IL 2010

(OMNIROMA) Roma, 19 mag - «La commissione Lavoro ha ascoltato oggi anche i rappresentanti sindacali dei lavoratori, Pio Congi e Stefano Zecchetti della Rdb Cub. I settanta operatori della ditta appaltatrice dei servizi esternalizzati del policlinico universitario di Tor Vergata, la Società Arcobaleno Srl, sono interessati da un processo di reinternalizzazione che dovrebbe concludersi entro il 2010, come si legge nella lettera del direttore generale del PTV, Enrico Bollero, indirizzata al presidente della Commissione lavoro Peppe Mariani». Lo comunica, in una nota, il Consiglio regionale del Lazio. «Le confermo la piena disponibilità dell'azienda - scrive Bollero - non soltanto a proseguire nel percorso intrapreso, ma altresì a partecipare attivamente a definire unitamente alla Amministrazione Regionale e alle parti sociali accordi e soluzioni atti a portare il problema a positiva soluzione».

SANITÀ/ RDB-CUB:CRI RICONFERMERÀ LAVORATRICE LICENZIATA

(OMNIROMA) Roma, 19 mag - «Abbiamo ottenuto da parte del direttore del Comitato provinciale della Croce rossa l'impegno ad attivare le procedure per riconfermare la lavoratrice del Cem (Centro di educazione motoria) a cui lunedì scorso è arrivata la lettera di non rinnovo del contratto senza giusta causa». Lo ha detto Teresa Pascucci, responsabile sanità della federazione nazionale Rdb-Cub al termine dell'incontro tra una delegazione del sindacato e il direttore del Comitato provinciale della Cri, Claudio Iocchi. Il sindacato si dichiara «soddisfatto» dell'impegno ottenuto, ma ha indetto per mercoledì mattina un'altra «assemblea dei lavoratori» nella sede del Comitato provinciale della Cri di via Ramazzini.

SANITÀ/ RDB-CUB:ABUSO POTERE IN ASSUNZIONI AUSILIARI CEM

(OMNIROMA) Roma, 19 mag - «Abuso di potere» da parte della direzione del Comitato provinciale della Croce rossa nella selezione di dodici ausiliari sociosanitari per il Cem (Centro di educazione motoria) che si occupa di persone con gravi disabilità. È la denuncia avanzata dall'RdB-Cub della Croce Rossa, durante una conferenza stampa. Per il sindacato la direzione non «ha rispettato le graduatorie del Centro provinciale per l'impiego, scartando oltre cento persone idonee e senza una motivazione». «Nella Cri non c'è un minimo rispetto delle regole - ha detto Vincenzo Meneghini, rappresentante Rdb della Croce rossa - c'è personale precario da 25 anni e forme di nepotismo nelle assunzioni». Il sindacato ha fatto ricorso nei mesi scorsi all'Alto commissario per la lotta contro la corruzione della pubblica amministrazione per segnalare le «irregolarità». «L'Alto commissario ha confermato le irregolarità da noi segnalate e circa un mese e mezzo e ha mandato i carabinieri che hanno sequestrato tutta la documentazione - ha spiegato Teresa Pascucci, responsabile sanità della federazione nazionale dell'Rdb-Cub - noi intendiamo andare avanti con un'iniziativa che coinvolgerà anche il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, per capire la funzione delle graduatorie dei centri dell'impiego». Durante la conferenza stampa i rappresentanti del sindacato hanno accusato la direzione anche di attuare «ripercussioni» verso quegli operatori che militano nel sindacato, con il caso più eclatante di un «licenziamento senza giusta causa». «Lunedì mi è arrivata una lettera di mancato rinnovo del contratto - ha detto l'operatrice interessata - ho 45 anni e una figlia senza padre. La direzione ha giustificato il mancato rinnovo dicendo che la mia era una sostituzione di maternità, ma nel mio contratto questo aspetto non compare». Il sindacato dell'Rdb-Cub ha anche denunciato una serie di inefficienze nella Croce rossa come le scarse attrezzature e la mancata fornitura di divise per il personale. Una delegazione del sindacato è ora a colloquio con il direttore del Comitato provinciale della Croce rossa per chiedere chiarimenti sulla vicenda.


19 maggio 2008 - Leggo

Roma. Protesta in Cassazione, impiegati sul piede di guerra...

Roma - Protesta in Cassazione, impiegati sul piede di guerra: «Non siamo fannulloni – ribadiscono – no alla privatizzazione». Insolita protesta, oggi, sotto le finestre del tribunale di Piazza Cavour: i lavoratori stessi infatti, stanchi dell’etichetta di "fannulloni" saranno in sit in dalle ore 10. «Dopo anni di tagli ai bilanci, di blocco delle assunzioni e di ricorso a lavoratori precari il servizio ha visto un inevitabile calo della qualità – denuncia Pina Todisco, RdB Cub – vanno considerate però le condizioni di lavoro dei poco più di 700 impiegati della Cassazione, tra autisti, uscieri, amministrativi e addetti alle cancellerie, e della mole di lavoro e dei risultati conseguiti: solo per l’anno 2007 infatti sono stati definiti 29.776 ricorsi civili e 47.053 penali. Va quindi scongiurata qualsiasi ipotesi di privatizzazione» (G.Par.).


19 maggio 2008 - Il Napoli

Sanità. Blitz degli ispettori della Regione nell'ospedale più attivo per numero di interruzioni di gravidanza
Privacy a rischio e niente psicologi irregolarità negli aborti al San Paolo
I lavoratori della Rdb-Cub protestano per i controlli: «Sono un attacco alla legge 194»
di Alessandro Migliaccio

Napoli - L'ospedale San Paolo di Napoli è il più attivo della città in quanto ad interruzioni di gravidanza. Basti pensare che nel 2007 sono stati praticati più di mille aborti e tutti con un'attesa di meno di quindici giorni dopo la richiesta dell'intervento. Insomma, un ospedale che può essere visto non di buon occhio da chi è contro l'aborto e vede nella struttura flegrea un punto di accesso "troppo facile" per le donne che intendono ricorrere alla legge 194. Così, per qualcuno, dietro ai controlli "mirati" ed improvvisi degli ultimi giorni nel nosocomio di Fuorigrotta c'è la volontà di fermare il "trend" in crescita di interruzioni di gravidanza registrato nella struttura. La pensano così gli esponenti della Rdb-Cub, che, in un documento, sottolineano che «gli ispettori dall'assessorato alla Sanità che hanno riscontrato nell'ospedale San Paolo alcune irregolarità sono stati inviati per contenere l'attacco clericale ed oscurantista, lanciato dalla Chiesa e sostenuto da un quadro politico conservatore e contrario al diritto delle donne di abortire». Nel dettaglio, gli ispettori inviati dalla Regione hanno riscontrato la violazione della privacy, certificazioni carenti, l'assenza dello psicologo, il mancato passaggio delle donne nel consultorio ed alcune cartelle cliniche imprecise. Tutto ciò avviene, sottolinea la Rdb-Cub, «nella Sanità campione di "irregolarità" funzionali, organizzative e gestionali, nella Sanità dei tagli all'assistenza e al personale, della più alta percentuale di turismo assistenziale verso altre regioni, dei più lunghi tempi di attesa, dei più alti costi per i cittadini, del più alto debito prodotto, della mancanza assoluta dei servizi sanitari ed assistenziali sul territorio, tra cui medici di base, ambulatori specialistici, laboratori analisi, riabilitazione, diagnostica, consultori». Ebbene, prosegue l'arringa del sindacato, in questo contesto «il servizio di interruzione di gravidanza è uno dei pochi servizi che, nonostante le "irregolarità" riscontrate dagli ispettori dell'assessorato alla Sanità, funzioni ancora. Se l'intento è quello di migliorarne la funzionalità, correggendo quello che non va, nel rispetto della legge 194, saremo pienamente d'accordo. Se invece si vuole strumentalmente utilizzare carenze irrilevanti per attaccare il diritto delle donne ad interrompere la gravidanza - conclude la Rdb-Cub - allora non lo permetteremo e ci opporremo come abbiamo già fatto negli Anni '80 all'ospedale San Paolo».


19 maggio 2008 - La Nuova Venezia

SCIOPERO ACTV Bus a rischio

Venezia - Bus Actv a rischio domani 20 maggio per uno sciopero indetto dal sindacato Rdb Cub e che interessa i conducenti di linea del servizio automobilistico urbano ed extraurbano. Lo sciopero ha una durata di 24 ore da inizio a fine servizi, col rispetto delle fasce garantite, dalle 6 alle 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29.


19 maggio 2008 - Preview

Trasporto pubblico
Tevere Tpl: giovedi 22 maggio 24 ore di sciopero
Astensione dal lavoro dalle ore 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. alla protesta dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. garantiti i servizi minimi

Roma - Giovedì 22 maggio, è in programma uno sciopero di 24 ore di tutte le società componenti la Tevere Tpl S.c.a.r.l, che gestisce i collegamenti periferici e ultra-periferici della città. L’agitazione è stata indetta dal sindacato di base Cub. Le modalità della protesta prevedono l’astensione dal lavoro per gli autisti che aderiranno alla protesta dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Gli impiegati e gli addetti agli impianti che aderiranno all’agitazione, si asterranno dal lavoro per l’intero turno. Le corse dei bus saranno assicurate dall’avvio del servizio diurno alle 8,29 e dalle 17 alle 19.59, ossia in quelle che sono le fasce a garanzia degli utenti. Delle 77 linee gestite dalla Tevere, potrebbero essere coinvolte nello sciopero le 73 linee in strada nei giorni feriali. Eccole in dettaglio: C1, 01, 03, 09, 010, 016, 017, 023, 024, 025, 028, 030, 031, 032, 033, 035, 036, 037, 039, 040, 041, 044, 053, 056, 057, 059, 077, 078, 146, 213, 218, 220, 222, 232, 314, 334, 343, 344, 404, 437, 444, 447, 449, 502, 503, 543, 546, 552, 554, 557, 657, 663, 701, 702, 763, 764, 767, 768, 771, 777, 778, 808, 881, 889, 892, 907, 912, 982, 983, 985, 992, 997 e 998.
Lo sciopero, essendo di 24 ore riguarderà anche gli autisti delle linee notturne, nella notte tra mercoledì 21 e giovedì 22. Saranno possibili, quindi, soppressioni di corse su 25 linee notturne della città gestite da Tevere Tpl: n3, n4, n5, n6, n7, n8, n9, n10, n11, n12, n13, n14, n15, n16, n17, n18, n19, n20, n21, n22, n23, n24, n25, n26, n27. Le linee n1 e n2, gestite da Trambus S.p.A, effettueranno regolare servizio.


19 maggio 2008 - Romagna Oggi

Bologna: autobus fermi fino alle 15

BOLOGNA - Gli autisti dell'Atc di Bologna incroceranno le braccia dalle 11 alle 15 per effetto dello sciopero indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl ed Rdb. Per i trasporti urbani, suburbani ed extraurbani verranno garantite solamente le corse in partenza dai capolinea fino alle 10.45. Per quanto concerne le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall'autostazione, fino alle 10.50. Durante gli orari di sciopero saranno garantiti i servizi scolastici e le attività di rilascio di contrassegni e vetrofanie per le aree regolamentate dal piano sosta.


19 maggio 2008 - La Nazione

Pistoia. TORNA rovente il clima tra i lavoratori della Answers...

Pistoia - TORNA rovente il clima tra i lavoratori della Answers, la società di Sant’Agostino che gestisce i call center di importanti compagnie tra le quali Enel e Telecom. A distanza di pochi mesi dalle accuse lanciate dalla Confederazione unitaria di base, il sindacato autonomo scende di nuovo in campo proclamando, per oggi, quattro ore di sciopero, da mezzogiorno alle 16. I motivi all’origine dell’agitazione sono gli stessi di sempre, come è spiegato in un volantino diffuso dalla Cub: stipendi ridotti all’osso anche perché tanti lavoratori hanno contratti part-time, precarietà, situazione di grande incertezza quotidiana sul lavoro e, sempre secondo la Cub, «clima e atteggiamenti vessatori». «A un anno esatto dalle stabilizzazioni non abbiamo bisogno di tante parole perché si possa comprendere che nonostante le tante, troppe promesse, l’azienda non ha ottemperato e rispettato gli impegni assunti e sottoscritti con i lavoratori e gli Rsu-Rls eletti», sottolinea Flmu-Cub. Oggi sono circa cinquecento gli addetti alla Answers, dove l’incidenza della precarietà resta ancora molto elevata, con una larga fetta di collaboratori a progetto. «La precarietà ci strangola — dice Castelli della Flmu-Cub — basti pensare che la soglia di legge di precari dovrebbe essere al 13% mentre qui siamo a circa il 50%. E non possiamo permettere che si continuino a ignorare — aggiunge — le condizioni minime previste dal contratto nazionale di lavoro e le normative a tutela del lavoro precario».


19 maggio 2008 - Primadanoi

Sanità, stamattina si apre il tavolo tecnico

ABRUZZO - No a tasse aggiuntive per ripianare il deficit della sanità. L'appello di 16 sigle dell'Intersindacale sanitaria al presidente Del Turco arriva proprio alla vigilia di importanti decisioni sui provvedimenti da adottare per evitare il commissariamento della Sanità abruzzese da parte del Governo, per il mancato rispetto del Piano di rientro dal debito. Questa mattina, a partire dalle 10,30 a palazzo Silone a L’Aquila si aprirà il tavolo tecnico proposto dal presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, per affrontare la questione Sanità, tornata prepotentemente alla ribalta dopo le notizie di possibili aumenti di tasse per risanare i debiti del comparto.
Il tavolo di concertazione sarà aperto per valutare una azione comune da intraprendere con il nuovo Governo.
«L'obiettivo», aveva spiegato il presidente alla vigilia dell’appuntamento, «è quello di evitare un aumento della fiscalità ed, anzi, raggiungere una progressiva riduzione nel prossimo triennio».
E nel frattempo i sindacati, spaventati quanto amareggiati, sono sul piede di guerra.
Le proposte dell'Intersindacale sono chiare: meglio prima revocare tutte le delibere della Giunta Pace (assessore alla Sanità era Vito Domenici) che hanno concesso a tutte le cliniche private «di eseguire prestazioni di specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale (TAC, Risonanza magnetica ecc) e prestazioni di Fisioterapia a gogò portando la spesa in tali settori a cifre esagerate».
Da revocare anche le delibere, sempre del centrodestra, che hanno consentito e consentono alle Cliniche i ricoveri ospedalieri, quelli di riabilitazione e quelli delle Residenze sanitarie per anziani «a tariffe generose» che, pur scadute al dicembre 2007, «sono ancora operative».
Come da revocare sono le delibere, adottate anche dalla Giunta di centrosinistra, per nuove prestazioni riabilitative, anche termali («una di queste delibere, adottate in precedenza dalla Giunta Pace, garantisce addirittura il soggiorno presso un albergo ristrutturato ad hoc in una località turistica regionale.......»).
Insomma «il recupero delle somme attribuite alle Cliniche private per prestazioni mediche e chirurgiche non accreditate dalle normative regionali» potrebbe essere la soluzione per ripianare molti debiti.
Così servirebbero anche «la chiusura dei piccoli ospedali e le nuove funzioni assistenziali delle Cliniche private».
Una proposta a tutto campo che questi 16 sindacati hanno affidato ad una lettera aperta, non senza prima protestare per il mancato invito all'incontro con i sindacati sui problemi sanitari.
«La Quinta Commissione ci invita, Del Turco no? Proprio lui che si vanta di essere un fautore della concertazione?», dice Valter Palumbo, segretario di questa associazione di sindacati. (s. c.)
UGL: «SCIOPERO GENERALE UNITARIO»
«Sopportiamo da anni la latitanza delle istituzioni», denuncia il segretario regionale dell’Ugl Geremia Mancini, «la non curanza nei nostri confronti, con una concertazione sempre enunciata e mai realmente realizzata».
Il segretario sottolinea la grave situazione della "Sanità", «con un debito inaudito e spropositato, causato da una Politica che negli anni si è mostrata spesso incapace ed altrettanto spesso pronta a servire questo o quell’altro interesse, con le conseguenze pressochè irreparabili che comunque lunedì tutti insieme cercheremo di attutire».
Per questo Mancini annuncia che «che aldilà di ciò che lunedì (oggi , ndr), o anche successivamente, accadrà sulla vicenda "Debito Sanità" sarà comunque opportuno arrivare ad una manifestazione regionale, che sollevi tutte le problematiche del Lavoro, da quelle Fiscali a quelle della Sicurezza ed a quelle ancor più strettamente occupazionali».
Intanto i sindacati Rdb/Cub, Fials e Uil di Chieti hanno scritto una lettera aperta a Del Turco per quello che loro hanno ribattezzato il "dramma degli accorpamenti" e la chiusura dei reparti del Policlinico.
La mancanza di personale infermieristico, come annunciato nei giorni scorsi da PrimaDaNoi.it porterà non pochi problemi. Bisognerà così fronteggiare la chiusura di un mese per tre Chirurgie (Div. Chirurgica, Clin. Chirurgica, Pat. Chirurgica); la chiusura di 4 mesi della Dermatologia e Radioterapia; la chiusura di un mese della Geriatria e Lungodegenza; la chiusura di un mese della Clin. Urologia e della Div. Urologia (già accorpate); l’accorpamento per quasi tre mesi della Neurologia e Pneumologia; l’accorpamento per due mesi della Chir. Vascolare e della Cardio-Chirurgia.
«Sono provvedimenti conseguenti ai salassi economici intervenuti a favore delle cliniche private?», si domandano i sindacati, «Che senso hanno avuto taluni recenti accorpamenti e successivi lavori di adeguamento e la costruzione della nuova palazzina per il polo CardioChirurgico?».
Ma i problemi non finiscono qui. A Ortona è stato chiuso il reparto di degenza di Nefrologia con notevoli disagi per i pazienti nefropatici che devono essere ricoverati nei reparti con disponibilità dei posti letto (Medicine e Chirurgie), mentre a Guardiagrele «continua l’intento grottesco di chiudere, de facto, l’Ospedale e il Pronto Soccorso considerando l’intenzione di sospendere l’attività del Laboratorio Analisi durante il pomeriggio e la notte».


18 maggio 2008 - Liberazione

Dall'assemblea nazionale
Cub, Cobas Sdl: patto d'azione contro i nuovi modelli contrattuali
di Fabio Sebastiani

Milano - «Sogno un sindacalismo non critico ma creativo e propositivo». Abu Bakar Sumaoro è un ivoriano di una trentina di anni. Lui fa il coordinatore dei migranti a Napoli per la Cub. Non sarà Martin Luther King, ma dal palco dell'Assemblea nazionale dei delegati e delle delegate del sindacalismo di base riesce lo stesso ad infiammare i cuori dei 1500 della platea. Fra i leader sindacali erano presenti, per la Cub, i coordinatori nazionali Piergiorgio Tiboni, Walter Montagnoli, Paolo Leonardi e Cosimo Scarinzi (scuola), per i Cobas il portavoce Piero Bernocchi, e Fabrizio Tomaselli per Sdl.
Di iscritti a parlare in quella che può essere considerata la prima risposta del mondo del sindacalismo di base alla "concertazione II" di Cgil, Cisl e Uil ce n'erano una quarantina circa. Ma non tutti hanno potuto prendere la parola. Abu ce l'ha fatta non per il colore della pelle ma perché rappresenta una nuova generazione di "lavoratori militanti" che vuole davvero smetterla di parlare ai propri colleghi accusando «quelli là» (Cgil, Cisl e Uil, ndr).
Un'altra è Paola. Romana, anche lei trentenne. Ha scoperto il sindacato di base lottando contro la precarietà delle hostess sui bus turistici della Trambus di Roma. I sindacati confederali nei comunicati le indicavano come "veline decerebrate". Paola racconta che quando si è vista recapitare il primo volantino sindacale da distribuire durante gli scioperi ha dovuto fare un certo sforzo per spiegare alle sue colleghe il significato di parole come "lotta di classe", "piattaforma sindacale", e via dicendo. «La richiesta che faccio - dice di fronte ad una assemblea che ha seguito attenta i lavori fino alla fine - non è di darci una maggiore copertura sindacale, ma di formarci sulla memoria storica».
Roberto, invece, di anni ne ha quasi il doppio di Paola. E' un delegato del comune di Milano. Anche lui, però, vuole rompere con un sindacalismo piagnone e inconcludente. Dice che è venuto il momento di aprirsi; che lo sconquasso della neoconcertazione provocherà un fuggi fuggi generale da Cgil, Cisl e Uil. Stavolta la base organizzativa è già pronta. Ma, quello che stavolta farà davvero la differenza, è che la spinta unitaria dai luoghi di lavoro non si infrangerà contro le "gelosie" delle varie sigle. Cub/Rdb, Cobas e Sdl stavolta vanno a passo spedito non verso un semplice patto d'azione. «Unificazione, non unità». Lo stesso Paolo Marras, salito sul palco come lavoratore Alitalia, che il sindacalismo di base non deve più rappresentare l'organizzazione alla quale ricorrere nei momenti più duri «ma un posto in cui stare» e riscoprire quella che Abu chiama «la consapevolezza». L'assemblea di Milano ha approvato, tra ordini del giorno contro gli aerei "F35", la monnezza a Napoli e in appoggio ai rom, un lungo documento in cui compaiono due scadenze: un'altra assemblea a giugno e lo sciopero generale contro l'accordo sui nuovi modelli contrattuali in autunno. Sarà uno sciopero, ovviamente, anche contro la finanziaria, e a favore di un aumento dei salari di ben 3mila euro. Il resto, è il solito corredo contro il Tfr, la legge 30, una legge sulla democrazia e la rappresentanza e un'altra per un meccanismo di riadeguamento salariale e per la continuità del reddito.


18 maggio 2008 - Il Manifesto

«La frammentazione indebolisce» I sindacati di base verso l'unità
Più di mille delegati (Cub-Rdb, Cobas e Sdl) a Milano per la prima assemblea unitaria. Su salari e precarietà, sciopero generale e unitario in autunno
di Francesco Piccioni

Milano - Nella società (e nella politica) non c'è spazio per il vuoto. La voragine creatasi con la scomparsa della sinistra parlamentare, più una prevedibile accentuazione dello scollamento tra sindacato confederale e lavoratori in carne e ossa, chiama altri soggetti a farsi avanti, a proporre iniziative e soluzioni.
Il sindacalismo di base ci prova, dando vita a un percorso che può consentirgli di uscire da una condizione di minorità e frammentazione, per arrivare a rappresentare d'ora in poi «la vera alternativa». Oltre mille delegati «di situazione» di Cub-RdB, Cobas e Sdl Intercategoriale provenienti da tutta Italia si sono incontrati a Milano. Un'assemblea per fare i conti con le novità del presente e che già nello svolgimento ha segnato una rottura con le pratiche consolidate. Silenziosi i dirigenti delle tre sigle (una delegata del S. Raffaele di Milano ha letto la relazione introduttiva unitaria), la parola è andata ai protagonisti delle lotte. E qui subito la sorpresa, almeno per chi ha imparato a conoscere il pervicace orgoglio di organizzazione di queste formazioni. Il filo rosso dell'«unificazione» - non solo l'unità nelle lotte - è tornato prepotente in quasi tutti gli interventi. Perchè la «piccola taglia» è ormai vissuta come un handicap per la credibilità stessa dei «basisti» nel rapporto quotidiano con i lavoratori. Tanto più in un quadro di «democrazia sindacale» quantomeno problematico (qui viene contestata pesantemente la regola che assegna un terzo dei delegati rsu ai confederali, a prescindere dai voti presi), strutturato per «semplificare» anche la rappresentanza sociale.
Una ragazza giovanissima sintetizza in due parole la condizione di tanti suoi coetanei rispetto alle forme storiche della rappresentanza: «Mi chiedono a quale sindacato bisogna iscriversi per essere stabilizzati». Ma è un altrettanto giovanissimo ivoriano a far alzare in piedi tutti con un intervento di straordinaria densità emozionale, culturale e politica, tutto giocato sulla «diversità» e il suo valore, riuscendo a tenere insieme senza retorica lotta operaia, condizione migrante, solidarietà internazionale. La questione del lavoro giovanile torna in molte riflessioni, anche di operai più anziani («adesso li vedo contare i centesimi, fino a poco tempo fa guardavano al lavoro solo in associazione alla possibilità di spendere»). Una condizione contrassegnata quasi sempre dalla sensazione di impotenza, come se fosse stata spazzata via nelle nuove generazioni ogni conoscenza dei meccanismo democratici, di partecipazione.
Ne viene fuori una convergenza vera su una piattaforma molto articolata, che va dall'obiettivo di «forti aumenti salariali» all'abolizione della legge 30 e del pacchetto Treu, dalla lotta al razzismo alla «continnuità di reddito» (contro la precarietà), dal «rilancio del ruolo del contratto nazionale» alla sicurezza sul lavoro, dalla difesa dei servizi pubblici alla democrazia sindacale. Più che piattaforma vera e propria, è il tratteggiare un sistema organico di temi politico-sindacali capace di produrre aggregazione sui contenuti, anzichè sui «contenitori» organizzativi.
L'indicazione immediata cade sull'avvio di «un percorso di mobilitazione», con all'orizzonte dell'autunno uno sciopero generale - il secondo, dopo quello del 9 novembre 2007 - «non come strumento per cercare visibilità, ma come punto di arrivo di un vasto lavoro di discussione e agitazione tra i lavoratori». Non sarà un percorso semplice, ma tutto il panorama politico e sindacale si è messo in movimento (ieri all'assemblea si é affacciato anche Giorgio Cremaschi). Anche questa galassia lo ha compreso, e reagisce in modo più maturo.


18 maggio 2008 - Il Giornale di Brescia

CUB, COBAS, SDL: PERSI 7.500 EURO IN 20 ANNI, SUBITO GLI AUMENTI

«Negli ultimi 20 anni si sono persi fra contratti risibili e aumento del costo della vita, circa 7.500 euro lordi l’anno». Lo dicono Cub, Cobas e Sdl, che chiedono un aumento di 3mila euro annui per salari e pensioni e l’eliminazione dell’Iva sui generi di prima necessità e dicono no alla detassazione degli straordinari: «fanno aumentare infortuni, precariato e ritmi di lavoro già alti».


18 maggio 2008 - La Stampa

CALTIGNAGA. IL SINDACATO IMPUGNA I PROVVEDIMENTI DELL’AZIENDA
Scontro sul trasferimento delle operaie alla "M-Dis"
Per trenta donne lavoro nel Milanese: «Questo equivale al licenziamento»
di MARCELLO GIORDANI
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CALTIGNAGA - La «M-Dis», un’azienda specializzata nella logistica del settore grafico ed editoriale, ha deciso di trasferire una trentina di operaie in Lombardia: il sindacato protesta contro la decisione, ritenendo che il trasferimento per le donne con famiglia equivalga alla perdita del lavoro.
C’è di nuovo tensione tra la «M-Dis» e il sindacato delle Rappresentanze sindacali di base, che ieri mattina ha illustrato i motivi della protesta. Alla «M-Dis», dove in pratica si stoccano giornali, riviste e produzione libraria, già nei mesi scorsi si era creato un contenzioso con il sindacato a causa della decisione dell’azienda di ridurre lo stipendio dei dipendenti se questi avessero continuato ad avere un alto tasso di assenteismo dal lavoro.
Il contenzioso si era poi risolto ma adesso, nell’azienda di Caltignaga, come dice il sindacato di base, si è aperto un nuovo problema: «L’azienda vuole trasferire altrove, in diverse sedi italiane, una trentina di operaie. Sino a qualche giorno fa si parlava di quaranta - dice Pasquale Angelucci, del sindacato di base - adesso per fortuna siamo scesi a 30-29. Il problema è costituito dal fatto che le 270 dipendenti di questo stabilimento sono tutte donne, hanno figli e famiglia: per loro un trasferimento lontano da casa significa dover scegliere tra il lavoro e la famiglia. E’ come se chiedessero a queste persone di rinunciare, anche perchè molte di loro hanno figli piccoli, e quindi non avrebbero nessuno in grado di accudirli».
Il sindacato di base illustra il caso di due donne a cui è stata già inviata la lettera di trasferimento a Nerviano, nel Milanese: «Dovrebbero iniziare lì a giugno, ma abbiamo contestato all’azienda il fatto che, almeno per ora, a Nerviano non ci sia una sede aziendale. Ci hanno risposto che per giugno ci sarà, ci chiediamo allora se lì non potevano andare delle maestranze della Lombardia. Abbiamo già impugnato il trasferimento, perchè lo consideriamo inaccettabile. Chiediamo che la società, prima di rendere definitivi questi trasferimenti, si renda conto che al centro ci sono delle donne, che avrebbero problemi familiari molto seri».


18 maggio 2008 - Il Giorno

Beltrama (Rdb) difende il personale del «Cigno»
di AMBROSETTI-PARRAVICINI

MORBEGNO — IL PERSONALE DELLA COOPERATIVA "IL CIGNO" che opera in particolare nelle ore notturne presso la casa di riposo "Ambrosetti- Parravicini" è impiegato secondo il sindacato prevalentemente in attività non consone agli studi e ai corsi frequentati. Venerdì scorso, dinnanzi alla struttura è stato organizzato un sit- in. «NEI GIORNI SCORSI - ha spiegato Francesco Beltrama, responsabile della federazione provinciale Rdb Cub (Rappresentanze sindacati di base, Confederazione unitaria di base) - siamo venuti a conoscenza, tramite i piani di lavoro consegnati ai propri dipendenti dalla cooperativa "Il Cigno", che le operatrici e operatori Asa (Ausiliari socio assistenzali) per gran parte della loro attività lavorativa all'interno della casa di riposo sono adibite a svolgere molteplici attività. E in modo marginale quella di assistente socio- assistenziale. E' quindi limitato il ruolo sociale che dette lavoratrici e lavoratori possono svolgere all'interno della struttura. Solo in pochi frangenti possono accudire i degenti». Lo scorso 10 maggio il sindacato Rdb Cub ha dichiarato lo stato di agitazione del personale della cooperativa "Il Cigno" impiegato presso la struttura della Bassa Valle.


18 maggio 2008 - La Nuova Venezia

SCIOPERO ACTV Bus a rischio

Venezia - Bus Actv a rischio martedì 20 maggio per uno sciopero indetto dal sindacato Rdb Cub e che interessa i conducenti di linea del servizio automobilistico urbano ed extraurbano. Lo sciopero ha una durata di 24 ore da inizio a fine servizi, col rispetto delle fasce garantite, dalle 6 alle 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29.


18 maggio 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Navigazione Fs, a risolvere la vertenza ci pensa la provincia di Roma...
di FRANCESCA OGGIANO

Civitavecchia - Navigazione Fs, a risolvere la vertenza ci pensa la provincia di Roma. Così a tentare di aprire un dialogo mai avviato fra organizzazioni sindacali e Rfi si candida il neo assessore provinciale ai trasporti e mobilità, Amalia Colaceci. «È mia intenzione promuovere quanto prima - precisato al termine dell'ennesimo tavolo convocato dall'Authority e disertato dal gruppo Fs - un incontro con i rappresentanti di Reti Ferroviarie Italiane e i sindacati per affrontare la questione della ricollocazione dei 250 lavoratori interessati dalla dismissione della banchina 2 del porto di Civitavecchia». Tutto ha origine dalla paventata chiusura, prevista a giugno ma mai confermata, del servizio navigazione Fs nello scalo cittadino per il collegamento merci con la Sardegna. Dismissione e chiusura che passa attraverso lo smantellamento della banchina di emergenza. La punta di un iceberg fatto di conseguenze che oscillano fra mobilità e pensionamento, per 250 dipendenti del comparto ferroviario locale. «I lavoratori - prosegue la Colaceci - hanno il diritto di avere certezze sul loro futuro, fatta salva, ovviamente, la valutazione autonoma di Rfi sull'utilizzo del vecchio servizio di approdo».
Se sul versante Rfi uno spiraglio teso al confronto sembra aprirsi i problemi legati al terminal container e alle merci movimentate all'interno dello scalo marittimo, restano tutti pressoché immutati. Spazi stretti, banchine mancanti e ritardi nelle operazioni di sbarco, imbarco e slogamento merci sono all'ordine del giorno. E sul servizio erogato dal personale dell'Agenzia delle Dogane, interviene la Rdb. «Occorre registrare - spiega in una nota Massimo Randelli, rappresentante Rdb per la Dogana - una carenza di personale a cui si supplisce attuando turni di servizio ben più ampi del previsto e dell'accettabile. Turni a cui l'agenzia sta cercando di porre rimedio attraverso l'invio di nuovo personale dopo ben 10 anni di blocco delle assunzioni». L'indice della Rdb punta dritto alle critiche mosse dalla Confetra Lazio. «Associazioni come questa - prosegue Randelli - dovrebbero conoscere a fondo le dinamiche doganali e la differenza che esiste nel controllare un container e una valigia. Una differenza che si basa su tempi più lunghi e controlli più accurati volti a reprimere frodi e contraffazioni. E funzionari e rappresentanti doganali non possono esimersi dall'espletare le proprie funzioni». Il tracollo delle merci? Tutto dovuto «alla recessione che è ormai una realtà. Perché se la viabilità e la movimentazione container nel porto sono disastrose, le crociere crescono a dismisura e i lavori vanno a rilento non è certo colpa del personale della Dogana».

Latina. Segnali di tensione tra il personale dell’Atral...

Latina - Segnali di tensione tra il personale dell’Atral, società che gestisce il trasporto pubblico urbano del capoluogo, e l’azienda. Il coordinamento provinciale del Cub trasporti di Latina ha proclamato, per i prossimi giorni, lo stato d’agitazione. In primo piano, ancora una volta, la cattiva conduzione da parte dell’azienda sulla gestione del personale. Il problema questa volta riguarda gli autisti che, per motivi di salute, non possono più esercitare la professione rischiando, per questo motivo, di perdere il posto di lavoro. Infatti, come si legge in una nota del Cub, l’azienda avrebbe negato loro qualsiasi possibilità di un reinserimento nei servizi di terra il che, inevitabilmente, porterebbe a dei licenziamenti. Un’ipotesi che sta facendo tremare molte famiglie. Una situazione che infiamma gli animi di chi da anni si sta battendo affinché siano rispettati i diritti dei lavoratori e ancora una volta si vede costretto a salire sulle barricate per farsi ascoltare. Preoccupazioni che però non sembrano aver carpito l’interesse di chi, come l’assessorato ai trasporti del Comune fatto partecipe della vicenda dal sindacato, aveva promesso di impegnarsi per tutelare questi lavoratori. Nulla si è mosso, secondo il sindacato. Nulla è stato fatto. Ma le critiche e le accuse da parte del Cub non sono rivolte soltanto all’amministrazione comunale. Pesanti anche le incriminazioni che lo stesso sindacato solleva nei confronti del Cotral, socio di maggioranza dell’Atral e fornitore del servizio di trasporto urbano ed extraurbano di Roma e provincia, che glissa sulla vicenda nonostante la facilità che avrebbe di assorbire questi lavoratori inserendoli nell’organico del personale di terra. Ancora da decidere la data dello sciopero e di eventuali altre forme di protesta.(V.Don.)


18 maggio 2008 - Il Gazzettino

Operatori sanitari, pronti i nuovi turni

Dolo - (G.D.C.) I turni degli operatori sanitari degli ospedali di Dolo e Mirano saranno ridefiniti tra settembre e novembre. È l'impegno preso dal responsabile del personale dell'Asl 13 con i rappresentanti dei sindacati confederali e delle Rappresentanze di Base al tavolo promosso dal viceprefetto Piera Bumma, dopo il proclamato stato d'agitazione promosso proprio dalle Rdb. L'Asl ha cercato di recepire le informazioni e le analisi avanzate dai sindacati, in particolare da Rdb. Le Rappresentanze di Base, infatti, hanno richiesto una turnazione che garantisce le 36 ore contrattuali e che modifica gli orari, i giorni lavorativi continuativi e i riposi: quattro giorni lavorativi e due riposi e successivamente quattro giorni lavorativi e un riposo, il tutto costruito su due turni giornalieri di sette ore (dalle 6.30 alle 13.30 per il turno mattutino, dalle 13.30 alle 20.30 per il turno pomeridiano). L'azienda sanitaria ha in parte ammesso che il piano di turnazione doveva essere rivisto e si è impegnata a farlo tra settembre e novembre. Nel frattempo ha proposto di aprire un tavolo di lavoro, aperto a tutte le rappresentanze sindacali, perché elabori un piano che sia condivisibile sia a livello aziendale che sindacale. «Possiamo dirci soddisfatti- ha affermato Federico Martelletto, responsabile regionale delle Rdb- perché l'azienda ha fatto delle aperture insperate».

Cooperative sociali. Bettoli accusa i sindacati

Pordenone - A proposito del nuovo Contratto collettivo nazionale delle Cooperative sociali "che non arriva mai, di quelli che lavorano (per pochi soldi) e di quelli che non sanno più cosa dire", una nuova e durissima presa di posizione contro i sindacati confederali arriva dal presidente di Legacoopsociali del Friuli Venezia Giulia, Gian Luigi Bettoli. Gli strali di Bettoli fanno preciso riferimento ad un volantino delle segreterie regionali dei sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil che sta girando da alcune settimane in regione, tanto offensivo quanto basato sul falso. «Offensivo accusa il presidente di Legacoopsociali Fvg - perché costruito sulla base di una dicotomia, quelli che lavorano contro quelli che comandano, che non corrisponde certamente alla situazione delle Cooperative sociali, nelle quali i dirigenti sono quasi tutti operatori, che le Coop le hanno costruite e prendono una paga da cooperatori, all'interno delle previsioni del Ccnl». Ciò avviene «spesso senza neanche il riconoscimento delle - contrattuali pure esse - indennità di quadro e dirigente. Tutti insieme, complessivamente, molto meno pagati dei dipendenti pubblici che ci scrivono questi volantini contro». Inoltre, secondo Bettoli, il volantino diffuso dai sindacati confederali dimostra che, chi lo ha stilato, non conosce il nostro settore, cioè quello che rappresenta la maggioranza dei lavoratori del lavoro sociale, socio-sanitario e socio-educativo. Il che non è molto serio, per un sindacato di categoria». Ma il presidente di Legacoopsoociali del Friuli Venezia Giulia va oltre, definendo «falso, ed è la cosa più grave, quanto contenuto nello stesso volantino». «Perché Cgil, Cisl e Uil continuano a negare di aver presentato la piattaforma contrattuale con due anni di ritardo accusa Bettoli -, il Ccnl è scaduto il 31 dicembre 2005 e andava rinnovato entro il trimestre antecedente». Tutto ciò «è la dimostrazione di una crisi di ruolo e di legittimità dei gruppi dirigenti dei sindacati del pubblico impiego, che sono venuti meno ai fondamentali requisiti di trasparenza, rappresentanza e tutela della categoria». Ma c'è di più. «Visto che è passato un ulteriore mese e mezzo dall'inspiegabile sciopero dei primi di aprile, convocato appena dopo l'inizio della trattativa, ci si domanda cosa oltre a fare questi volantini questi sindacati abbiano fatto nel frattempo per arrivare alla stipula del nuovo contratto». A riprova di quanto afferma, Gian Luigi Bettoli produce «le lettere di trasmissione delle due piattaforme contrattuali - non sono neanche stati capaci di presentarne una sola - presentate con inspiegabile ritardo; un brano di un comunicato del sindacato Rdb/Cub, settore Cooperative sociali e Terzo settore, del 28 febbraio 2008, che partendo peraltro da valutazioni molto critiche sul nostro settore afferma testualmente: «Il contratto nazionale dei lavoratori delle cooperative sociali è scaduto da dicembre 2005, ma Cgil-Cisl-Uil hanno presentato la piattaforma di rinnovo per l'avvio della trattativa solo 19 mesi dopo, nel luglio 2007».
Cooperativa sociale Itaca


18 maggio 2008 - Il Mattino di Padova

Le opinioni dei sindacalisti Finazzi e Cum
«E’ un dovere lavorare e meritare lo stipendio»

Padova - Il Comune ha fatto bene a licenziare il dipendente fannullone? Rispondono Luca Finazzi, segretario provinciale della Cgil-Funzione Pubblica, Stefano Pieretti, coordinatore dei Cobas e dipendente comunale e Nello Cum, segretario della Uil.
«La Cgil non ha mai difeso e né mai difenderà i fannulloni che si mettono a dormire sulla scrivania - sottolinea Finazzi- Comunque proprio nell’ultimo contratto nazionale sono scritti a chiare lettere i diritti e i doveri dei lavoratori del pubblico impiego. Se il dipendente comunale è stato licenziato per giusta causa, non sarà certo la Cgil a prendere la sua difesa. Il mio giudizio potrà essere più esauriente solo quando i miei colleghi, che lavorano in Comune, m’informeranno meglio».
Ancora più drastico Cum: «Per me è giusto rimuovere dal posto di lavoro chi non nonsi guadagna lo stipendio. E’ giusto che sia così sia nella pubblica amministrazione e in tutti i settori privati. In qualsiasi posto di lavoro ci sono i diritti, ma anche i doveri». Diverso il giudizio di Pieretti. «Non posso entrare nel merito perchè non conosco bene tutta la vicenda. Senza schierarmi, però, a priori a difesa del licenziato, devo far notare che proprio nell’ultimo contratto, firmato da Cgil, Cisl ed Uil, la controparte ha carta bianca. I dipendenti comunali rischiano di essere sospesi sino a sei mesi anche solo a causa di un piccolo alterco con un superiore».(f.pad.)


17 maggio 2008 - Ansa

LAVORO: CUB, COBAS, SDL; SUBITO FORTI AUMENTI SALARI
NO A DETASSARE STRAORDINARI, FA AUMENTARE INFORTUNI E PRECARIATO

(ANSA) - MILANO, 17 MAG - ''Negli ultimi 20 anni si sono persi fra contratti risibili, aumento del costo della vita, riduzione delle prestazioni sanitarie e previdenziali, circa 7.500 euro lordi l'anno per gli stipendi e le pensioni'': e' questo, in estrema sintesi, il punto di riferimento che Cub, Cobas e Sdl intercategoriale - il sindacalismo di base - hanno individuato per il lancio di una piattaforma rivendicativa nell'assemblea nazionale che si e' svolta oggi al Teatro Smeraldo di Milano. Fra le iniziative a breve: una giornata di lotta entro il mese di giugno e la preparazione di uno sciopero generale in autunno. All'incontro, secondo gli organizzatori, hanno preso parte oltre 2.000 delegati: e' emersa una distanza ''nettissima'' da Cgil, Cisl e Uil, anche se la posizione verso la Fiom fa intravedere, pur fra serie critiche (''da sempre esiste una sinistra Cgil che parla ma non lotta''), ''una possibile convergenza su alcune specifici temi come la difesa del contratto nazionale''. Al centro della piattaforma, non a caso, vi e' proprio il rilancio del contratto nazionale e un 'no' secco alla detassazione degli straordinari, che ''fanno aumentare infortuni, precariato e ritmi di lavoro gia' altissimi''. Quindi si chiedono ''subito'' almeno 3.000 euro annui di aumento per salari e pensioni con il loro adeguamento automatico all'aumento dei prezzi e l'eliminazione dell'Iva dai generi di prima necessita'. C'e' poi la reiterazione della richiesta dell' abolizione del pacchetto Treu e della legge 30 come ''primo passo per la riduzione del precariato'' e di sanzioni penali per i titolari e i dirigenti delle aziende che non applicano rigorosamente le norme sulla sicurezza. Fra i leader sindacali erano presenti, per la Cub, i coordinatori nazionali Piergiorgio Tiboni, Walter Montagnoli, Paolo Leonardi e Cosimo Scarinzi (scuola), per i Cobas il portavoce Piero Bernocchi, e Fabrizio Tomaselli per Sdl. ''La piattaforma del sindacalismo di base - ha sottolineato Montagnoli - apre la strada a una fase nuova sia di lotta che di mobilitazione per raggiungere obbiettivi importanti per lavoratori, pensionati e ceti popolari. L'unita' del sindacalismo di base rappresenta la premessa per raggiungere gli obbiettivi e per costruire un'alternativa sindacalismo realistica a Cgi, Cisl e Uil''.

CONTRATTI: CUB; FIOM FA CRITICHE, NOI LOTTIAMO

(ANSA) - MILANO, 17 MAG - ''La Fiom fa le sue battaglie, noi non ci limitiamo a fare solo critica e portiamo avanti una piattaforma concreta sul contratto nazionale''. E' quanto ha detto Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale della Cub, commentando il dissenso della Fiom nei confronti della Cgil sul documento confederale relativo alla riforma dei contratti. Sull'argomento sono intervenuti altri sindacalisti di base che hanno partecipato all'assemblea nazionale indetta oggi a Milano e in particolare, secondo Piero Bernocchi della Confederazione Cobas, ''se la Fiom non ha un'autonomia sindacale nei confronti della Cgil allora sara' difficile lavorare insieme''. Al contrario, Fabrizio Tomaselli dello Sdl ha affermato: ''se la Fiom mantiene le posizioni di ieri, per noi e' un interlocutore importante''.

GOVERNO: ANCHE CUB MARTEDI' A INCONTRO PALAZZO CHIGI

(ANSA) - MILANO, 17 MAG - Martedi' prossimo anche la Cub, la Confederazione Unitaria di Base, critica nei confronti dei sindacali confederali perche' ritenuti protagonisti della concertazione, sara' presente all'incontro del governo con le parti sociali. E' quanto ha spiegato Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale del sindacato di base, a margine dell'assemblea nazionale indetta da Cub, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, le tre principali organizzazione del sindacalismo di base in Italia. Tra i punti indicati come basilari per le organizzazioni ci sono ''aumenti generalizzati per salari e pensioni di almeno tremila euro annui, con l'introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato all'inflazione, ed eliminazione dell'Iva dai generi alimentari di prima necessita'''. Le organizzazioni di base poi chiedono una ''difesa della pensione pubblica - ha spiegato Tiboni - eliminando la clausola del silenzio-assenso alla corresponsione del Tfr nei fondi pensione e concedendo possibilita' per i sottoscrittori di uscirne''. Tra gli altri punti posti sul tavolo dalle tre organizzazioni c'e' la ''lotta al razzismo, alla precarieta', il rilancio del contratto nazionale come strumento di redistribuzione del reddito, la sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali a chi provoca infortuni''.

SCUOLA: CUB, SARKOZY VUOLE ABOLIRE DIRITTO SCIOPERO

(ANSA) - MILANO, 17 MAG - ''Tradotta in francese normale, nemmeno in italiano, la dichiarazione di Sarkozy e' esplicita e vuole che i lavoratori non possano piu' scioperare''. E' quanto ha detto Cosimo Scarinzi, coordinatore nazionale Cub Scuola, a margine dell'assemblea nazionale del sindacato di base a Milano. Secondo Scarinzi, ''il diritto ai servizi pubblici dignitosi lo lede non chi sciopera ma chi vuole impedire ai lavoratori di scioperare, perche' lo sciopero e' uno strumento che serve proprio a rafforzare i servizi sociali''. Quanto alla proposta di Sarkozy di aprire le scuole inferiori per accudire i bambini nelle giornate di sciopero degli insegnanti in Francia, ''e' come se il lupo volesse difendere i diritti delle pecore''. Al segretario della Uil, Luigi Angeletti, che ha invece proposto lo sciopero virtuale come soluzione per risolvere il conflitto fra diritto di sciopero e diritto ai servizi pubblici, Scarinzi ha replicato spiegando che ''tutte le provocazioni vanno bene, ma lo sciopero e' lo sciopero, uno strumento di azione di un soggetto, il lavoratore, che non puo' essere associato a nessun tipo di arbitrato da parte di terzi''.


17 maggio 2008 - Adnkronos

ROMA: ATAC, GIOVEDÌ SCIOPERO SOCIETÀ TEVERE TPL

Roma, 17 mag. (Adnkronos)- Giovedì prossimo è in programma a Roma uno sciopero di 24 ore di tutte le società componenti la Tevere Tpl S.c.a.r.l, che gestisce i collegamenti periferici e ultra-periferici della città. L'agitazione è stata indetta dal sindacato di base Cub. Le modalità della protesta prevedono l'astensione dal lavoro per gli autisti che aderiranno alla protesta dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Gli impiegati e gli addetti agli impianti che aderiranno all'agitazione, si asterranno dal lavoro per l'intero turno, mentre gli ausiliari del traffico che decideranno di scioperare, lo faranno dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Le corse dei bus saranno assicurate dall'avvio del servizio diurno alle 8,29 e dalle 17 alle 19.59, ossia in quelle che sono le fasce a garanzia degli utenti. Delle 77 linee gestite dalla Tevere, potrebbero essere coinvolte nello sciopero di giovedì 22 le 73 linee in strada nei giorni feriali.
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17 maggio 2008 - Omniroma

TRASPORTI, GIOVEDÌ SCIOPERO TEVERE TPL: PERIFERICHE A RISCHIO

(OMNIROMA) Roma, 17 mag - Giovedì prossimo 22 maggio, è in programma uno sciopero di 24 ore di tutte le società componenti la Tevere Tpl S.c.a.r.l, che gestisce i collegamenti periferici e ultra-periferici della città. Lo comunica Atac. L'agitazione è stata indetta dal sindacato di base Cub. Le modalità della protesta prevedono l'astensione dal lavoro per gli autisti che aderiranno alla protesta dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Gli impiegati e gli addetti agli impianti che aderiranno all'agitazione, si asterranno dal lavoro per l'intero turno, mentre gli ausiliari del traffico che decideranno di scioperare, lo faranno dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Le corse dei bus saranno assicurate dall'avvio del servizio diurno alle 8,29 e dalle 17 alle 19.59, ossia in quelle che sono le fasce a garanzia degli utenti. Delle 77 linee gestite dalla Tevere, potrebbero essere coinvolte nello sciopero di giovedì 22 le 73 linee in strada nei giorni feriali.
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17 maggio 2008 - La Nuova Venezia

ASL 13: LA VERTENZA
Operatori sanitari in agitazione uno spiraglio dopo l’incontro

MIRANO - Si apre uno spiraglio nella vertenza che vede contrapposti gli operatori socio-sanitari e l’Asl 13 in riferimento alla modifica dei turni di lavoro. Nelle scorse ore l’azienda sanitaria si è assunta, di fronte al delegato del prefetto di Venezia, l’impegno di introdurre entro l’autunno turni più dignitosi e al passo con i tempi, in modo da garantire un adeguato riposo psicofisico del personale addetto. Lo stato di agitazione tra le rappresentanze di base (Rdb) della categoria e l’azienda sanitaria rimane, ma almeno ora sulla vertenza c’è un accordo scritto che impegna l’Asl ad abbandonare entro qualche mese, giusto il tempo di far passare le ferie, la turnazione cosiddetta del 6+1, cioè sei giorni lavorativi alla settimana contro uno solo di risposo. «L’azienda ha di fatto riconosciuto l’anomalia - ha commentato Federico Martelletto, responsabile delle Rdb - ancora oggi l’Asl di Mirano e Dolo è l’unica del Veneto ad effettuare questo tipo di turnazioni». Le Rdb avevano dichiarato nei giorni scorsi lo stato di agitazione, proponendo di mutuare l’attuale orario in turni più abbordabili da trentasei ore contrattuali, con quattro giorni lavorativi su sei e successivamente quattro su cinque e comunque su turni di giornalieri di 7 ore ciascuno. L’Asl si è detta sostanzialmente disposta ad accogliere un turno che consenta il doppio riposo, senza tuttavia scendere nei particolari della distribuzione delle ore lavorative lungo la settimana. «Tuttavia - ha detto Martelletto - si tratta di un passo importante che ci dà la quasi certezza che entro qualche mese il 6+1 sarà definitivamente abbandonato. Siamo soddisfatti, l’impegno è stato sottoscritto davanti al prefetto e questa ci sembra una buona garanzia. Se tra settembre e ottobre non diventerà operativa una turnazione adeguata, ripartirà la protesta».(f.d.g.)


17 maggio 2008 - Il Piccolo

IN VISTA DELLA ESTERNALIZZAZIONE DI SERVIZI
Linee in subappalto, sciopero il 30 maggio
Protesta proclamata da confederali, Cisal e Ugl. Trieste Trasporti: scelta fuori luogo

Trieste - Sarà sciopero nel trasporto pubblico a Trieste venerdì 30 maggio. Lo hanno proclamato Filt-Cgil, Uil trasporti, Fit-Cisl, Faisa-Cisal e Ugl autoferrotranvieri, per protestare contro la dichiarata volontà della Trieste trasporti di procedere alla esternalizzazione di alcune linee che l’azienda definisce «marginali».
La decisione di arrivare all’astensione dal lavoro è stata presa dalle sigle sindacali dopo l’esito negativo del secondo incontro con la ex municipalizzata, avvenuto nella sede dell’Associazione degli industriali.
«Abbiamo dapprima avviato lo stato di agitazione – spiega Angelo d’Adamo, della Filt-Cgil – poi, esperiti i due tentativi di accordo previsti dalla legge, siamo stati costretti ad arrivare alla proclamazione dello sciopero per due motivi. Il primo – precisa – è dovuto al fatto che non si tratta di linee cosiddette ‘marginali’. Il secondo riguarda l’assoluta mancanza di risparmio per l’azienda. A nostro avviso – prosegue – la Trieste trasporti va in questa direzione perché vuole frantumare il servizio. Gli autisti che saranno esternalizzati non avranno più le garanzie delle quali beneficiano oggi».
Sul tema si sono dichiarate contrarie anche le RdB, sigla autonoma che ha proclamato uno sciopero per altra data. «La Trieste trasporti – spiega Willy Puglia, portavoce delle RdB – sta proseguendo su un percorso di sfrenata rincorsa agli utili, anche a discapito dei diritti dei lavoratori e dell’ utenza. Anzi, l’azienda, pur in presenza di nuove assunzioni di autisti, ha aumentato i carici di lavoro – continua - determinando un’ulteriore riduzione della sicurezza nel servizio prestato».
«Inoltre – conclude Puglia - non condividiamo il criterio usato per identificare i servizi marginali e aggiuntivi. Ci chiediamo come possa definire tali, per esempio, le linea 33 e 35, che trasportano ogni anno decine di migliaia di utenti in quartieri ad alta densità abitativa, con importanti istituti scolastici, utilizzando non solo autobus regolari, ma addirittura diversi autobus di rinforzo».
«Lo sciopero è fuori luogo – replica l’amministratore delegato della Trieste trasporti, Cosimo Paparo – perché l’azienda sta agendo nell’ambito della legge regionale n.20, che permette di arrivare a esternalizzare fino al 20 per cento delle linee. Con questa operazione – aggiunge - peraltro finalizzata a ridurre gli straordinari e che non toccherà gli attuali livelli occupazionali, siamo all’8 per cento, perciò ben al di sotto della soglia di legge».(u.s.)


17 maggio 2008 - Il Mattino di Padova

«Le scarcerazioni non fanno scandalo»
L’avvocatura punta il dito: i processi sono troppo lenti
di Enzo Bordin

Padova - «E’ ora di dire basta. Trasformiamo la rassegnazione in rabbia, la rabbia in forza, la forza in lotta: non siano colpevoli degli errori giudiziari che hanno portato alla scarcerazione». In questo slogan «barricadero» tutta l’esasperazione dei delegati di base del tribunale di Padova. L’assemblea con sit-in di ieri mattina davanti al Palazzo di Giustizia ne è l’espressione più icastica.
Il referente padovano delle Rdb Cub Celestino Giacon urla al megafono una crisi della Giustizia divenuta strutturale. Mancano penne, gomme, fogli, matite e materiale di cancelleria d’uso comune. Perfino la carta igienica risulta carente. I dati divulgati fanno impressione. Nel 2000 venne stanziata per il funzionamento degli uffici giudiziari la somma di 85 mila euro. Nel 2007 siamo scesi a 27 mila euro. Raffrontando il personale in servizio, si hanno differenze significative. Su 154 persone impegnate in sede amministrativa, civile e penale nel 2000, oggi gli organi attuali sono scesi a 127. E mentre i procedimenti definiti dall’Ufficio gip-gup risultavano nel 2000 solo 8.681, nel 2007 sono schizzati a quota 13.697. I processi dibattimentali sono passati da 1015 a 2853.
In un volantino questi lavoratori della Giustizia così motivano la protesta. «La scarcerazione di Samid Abdelghgani accusato di violenza sessuale su una ragazzina di 14 anni. Non è stata vista come un cavillo legale consentito agli avvocati degli imputati per gabbare la legge bensì come una responsabilità da addebitare ai «fannulloni» della giustizia su cui da tempo la stampa si accanisce e i vari governi ci sguazzano».
Secca la risposta della Camera Penale padovana. «Non la scarcerazione dovrebbe preoccupare bensì il fatto che nei termini un cittadino non sia stato ancora giudicato. Illustri esponenti, difendendosi dalle critiche, hanno indicato i ventilati responsabili del grave stato di cose: eccesso di garantismo, avvocati che abusano delle norme poste a garanzia e giornalisti che avrebbero "enfatizzato" l’accaduto, come se dare notizia di un fatto equivalga a causare quel fatto. La Camera penale non ci sta».
L’analisi colpisce in alto. «Non possiamo accettare silenti il messaggio di un Procuratore Generale che, durante un’intervista televisiva, affermi "...se una persona non ha fatto nulla o non ci sono nei suoi confronti esigenze cautelari lo facciamo volentieri..." con riferimento alla sua scarcerazione, ma che ciò non avviene altrettanto volentieri se la scarcerazione è dovuta ad "uno stucchevole garantismo". Le regole devono essere rispettate da tutti».
Interviene anche il presidente dell’Ordine degli Avvocati Lorenzo Locatelli. «Da anni l’avvocatura combatte per avere più magistrati. Parte della magistratura risponde che di magistrati ce n’è a sufficienza, mentre l’avvocatura da anni chiede fondi per il pianeta giustizia rimanendo inascoltata e pagando di tasca propria i danni altrui. Qualcuno si è domandato perché i difensori si preoccupano tanto di far funzionare la giustizia quando il malfunzionamento sarebbe proprio l’origine dei cavilli legali che consentono di formulare eccezioni e far scarcerare gli assistiti?. Le cose non stanno così. La figura dell’avvocato da telefilm che intrallazza e approfitta volentieri del cavillo è fortemente sbiadita e il richiamo serve solo a confondere le idee».
Locatelli ricorre ad un paragone calcistico: «Se una squadra di calcio ha la difesa ballerina, la colpa del risultato finale non può che essere di chi ha subito dieci gol e non certo dell’attaccante solerte nell’andare a rete».


17 maggio 2008 - Il Giornale della Calabria

Sorical: le perplessità della Rdb-Cub
L’organizzazione sindacale, preoccupata del futuro del servizio idrico, ha incontrato l’assessore Incarnato

CATANZARO - Si è svolto a Catanzaro un incontro tra l’organizzazione sindacale RdB/CUB e l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Luigi Incarnato. L’incontro, sollecitato dalle RdB/CUB, ha visto la partecipazione da un lato dei massimi livelli regionali del sindacato, unitamente ai rappresentanti dei lavoratori del settore idrico, dall’altra, oltre all’assessore Incarnato, del direttore generale, Isola, e del dirigente del settore risorse idriche, Genise. "I rappresentanti delle RdB, senza scendere nelle questioni prettamente giudiziarie in corso in questi giorni - si legge in una nota stampa - hanno ribadito le preoccupazioni avanzate già diverso tempo fa, per il servizio idrico affidato alla società Sorical, che, anche se a partecipazione pubblica, è una Spa, con l’obiettivo, dunque, del profitto. L’acqua è stato ribadito è un bene di tutti e non può e non deve essere trattato alla stregua di una merce. Tra le preoccupazioni delle RdB/CUB, vi è anche quella dei controlli che la regione Calabria dovrebbe fare sulla gestione dell’acqua, preoccupazioni aumentate dalle vicende giudiziarie di questi giorni, che coinvolgono la società Sorical. A questo, secondo il sindacato, si lega anche la gestione del personale del servizio idrico regionale, attualmente parcheggiato negli uffici senza alcun incarico". "Si tratta di personale altamente specializzato - prosegue la nota stampa sindacale - che vanta un’esperienza di oltre venti anni nella gestione degli acquedotti calabresi che, anziché essere utilizzato per fare i controlli, per come dovrebbe essere, viene, come detto, emarginato e mortificato. L’assessore, condividendo molte delle preoccupazioni espresse dal sindacato, e soprattutto l’idea che l’acqua sia un bene comune, ha affermato di aver ereditato una situazione non facile, anche per l’applicazione frettolosa della legge Galli, ma di avere già in cantiere delle misure per definire meglio alcuni aspetti dei rapporti con la società Sorical, per quanto concerne gli investimenti e le manutenzioni straordinarie. Per quanto attiene, invece, alla questione dei lavoratori, l’assessore, di concerto con il direttore generale e con il dirigente del servizio, ha illustrato alcune interessanti proposte, ancora in via di elaborazione, per la giusta collocazione del personale e, nel contempo, per la sua valorizzazione, esercitando, attraverso di essi il potere di controllo che le spetta. I dirigenti delle RdB/CUB, si sono dichiarati molto soddisfatti, sia per le posizioni espresse dall’assessore, molto vicine alle problematiche sollevate dal sindacato, sia per le proposte sul problema dei lavoratori avanzate, a suo nome, dal direttore generale, dichiarandosi sin d’ora disponibili ad un ulteriore confronto. L’augurio è che i tempi per la elaborazione delle proposte esposte nell’incontro, siano davvero brevi, e che presto si arrivi ad un tavolo di contrattazione regionale, per la loro definizione. I lavoratori, in pieno accordo con il sindacato che li rappresenta, hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione".


17 maggio 2008 - Il Quotidiano Calabria

I rappresentanti del personale hanno incontrato l’assessore Incarnato
SORICAL, LA PAURA DEI SINDACATI

Catanzaro - Mentre il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Borrello definisce la Sorical "il più grande imbroglio consumato ai danni della Calabria", i sindacati esprimono il loro allarme. Borrello ricorda che "a prescindere dalle indagini giudiziarie riportate dalla stampa e che avranno la loro autonoma evoluzione, tornano di grande attualità le vicende che hanno preceduto la fase costitutiva della Società che impegnato per lunghe settimane la prima Commissione del Consiglio, chiamata ad esprimere un parere vincolante sugli atti propedeutici alla istituzione della Sorical. Una tormentata vicenda che ha contrapposto quanti perseguivano la rigorosa, trasparente e legittima esecuzione della legge,a chi, invece, ha inteso perseguire l’obiettivo di svendere la Regione alle lobby dell’acqua che si sono impadronite di un enorme patrimonio senza sborsare il becco di un euro. Intanto la federazione RdB/CUB ha incontrato l’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, Luigi Incarnato. Erano presenti i massimi livelli regionali del sindacato, unitamente ai rappresentanti dei lavoratori del settore idrico, dall’altra, oltre all’Assessore Incarnato, del Direttore Generale, Ing. Isola e del Dirigente del settore Risorse Idriche, Ing. Genie.  I dirigenti delle RdB/CUB, si sono dichiarati molto soddisfatti, sia per le posizioni espresse dall’Assessore, molto vicine alle problematiche sollevate dal sindacato, sia per le proposte sul problema dei lavoratori avanzate, a suo nome, dal Direttore Generale, dichiarandosi sin d’ora disponibili ad un ulteriore confronto. L’augurio è che i tempi per la elaborazione delle proposte esposte nell’incontro, siano davvero brevi, e che presto si arrivi ad un tavolo di contrattazione regionale, per la loro definizione. I lavoratori, in pieno accordo con il sindacato che li rappresenta, hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione. I rappresentanti delle RdB, senza scendere nelle questioni prettamente giudiziarie in corso in questi giorni, hanno ribadito le preoccupazioni avanzate già diverso tempo fa, per il servizio idrico affidato alla società Sorical, che, anche se a partecipazione pubblica, è una Spa, con l’obiettivo, dunque, del profitto.  Tra le preoccupazioni delle RdB/CUB, vi è anche quella dei controlli che la regione Calabria dovrebbe fare sulla gestione dell’acqua, preoccupazioni aumentate dalle vicende giudiziarie di questi giorni, che coinvolgono la società Sorical. A questo, secondo il sindacato, si lega anche la gestione del personale del servizio idrico regionale, attualmente parcheggiato negli uffici senza alcun incarico. Si tratta di personale altamente specializzato che vanta un’esperienza di oltre venti anni nella gestione degli acquedotti calabresi che, anziché essere utilizzato per fare i controlli, per come dovrebbe essere, viene, come detto, emarginato e mortificato. L’Assessore, condividendo molte delle preoccupazioni espresse dal sindacato, ha affermato di aver ereditato una situazione non facile, anche per l’applicazione frettolosa della legge Galli,  ma di avere già in cantiere delle misure per definire meglio alcuni aspetti dei rapporti con la società Sorical, per quanto concerne gli investimenti e le manutenzioni straordinarie. Per quanto attiene, invece, alla questione dei lavoratori, l’Assessore, di concerto con il Direttore Generale e con il Dirigente del Servizio, ha illustrato alcune interessanti proposte, ancora in via di elaborazione, per la giusta collocazione del personale.


17 maggio 2008 - Il Domani

SORICAL, INCARNATO INCONTRA I DIRIGENTI RdB/CUB
I lavoratori hanno poi deciso di sospendere lo stato di agitazione

Catanzaro - Si è svolto a Catanzaro un incontro tra l’organizzazione sindacale RdB/CUB e l’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, Dott. Luigi Incarnato. L’incontro, sollecitato dalle RdB/CUB, ha visto la partecipazione da un lato dei massimi livelli regionali del sindacato, unitamente ai rappresentanti dei lavoratori del settore idrico, dall’altra, oltre all’Assessore Incarnato, del Direttore Generale, Ing. Isola e del Dirigente del settore Risorse Idriche, Ing. Genise. "i rappresentanti delle RdB, senza scendere nelle questioni prettamente giudiziarie in corso in questi giorni – si legge in una nota stampa - hanno ribadito le preoccupazioni avanzate già diverso tempo fa, per il servizio idrico affidato alla società Sorical, che, anche se a partecipazione pubblica, è una Spa, con l’obiettivo, dunque, del profitto.  L’acqua – è stato ribadito - è un bene di tutti e non può e non deve essere trattato alla stregua di una merce.  Tra le preoccupazioni delle RdB/CUB, vi è anche quella dei controlli che la regione Calabria dovrebbe fare sulla gestione dell’acqua, preoccupazioni aumentate dalle vicende giudiziarie di questi giorni, che coinvolgono la società Sorical. A questo, secondo il sindacato, si lega anche la gestione del personale del servizio idrico regionale, attualmente parcheggiato negli uffici senza alcun incarico". "Si tratta di personale altamente specializzato che vanta un’esperienza di oltre venti anni nella gestione degli acquedotti calabresi che, anziché essere utilizzato per fare i controlli, per come dovrebbe essere, viene, come detto, emarginato e mortificato. L’Assessore, condividendo molte delle preoccupazioni espresse dal sindacato, e soprattutto l’idea che l’acqua sia un bene comune, ha affermato di aver ereditato una situazione non facile, anche per l’applicazione frettolosa della legge Galli,  ma di avere già in cantiere delle misure per definire meglio alcuni aspetti dei rapporti con la società Sorical, per quanto concerne gli investimenti e le manutenzioni straordinarie. Per quanto attiene, invece, alla questione dei lavoratori, l’Assessore, di concerto con il Direttore Generale e con il Dirigente del Servizio, ha illustrato alcune interessanti proposte, ancora in via di elaborazione, per la giusta collocazione del personale e, nel contempo, per la sua valorizzazione, esercitando, attraverso di essi il potere di controllo che le spetta. I dirigenti delle RdB/CUB, si sono dichiarati molto soddisfatti, sia per le posizioni espresse dall’Assessore, molto vicine alle problematiche sollevate dal sindacato, sia per le proposte sul problema dei lavoratori avanzate, a suo nome, dal Direttore Generale, dichiarandosi sin d’ora disponibili ad un ulteriore confronto. L’augurio è che i tempi per la elaborazione delle proposte esposte nell’incontro, siano davvero brevi, e che presto si arrivi ad un tavolo di contrattazione regionale, per la loro definizione. I lavoratori, in pieno accordo con il sindacato che li rappresenta, hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione".


17 maggio 2008 - Calabria Ora

Incarnato: ridefinire i rapporti con l’azienda

Catanzaro - Esprimono preoccupazione per la gestione del sistema idrico in Calabria: "L’acqua è un bene comune e non può essere gestito da una società per azioni, che ha come fine il profitto". I sindacalisti della RdB/CUB hanno fatto presenti le loro preoccupazioni all’assessore ai lavori pubblici, Luigi Incarnato, trovando una condivisione di massima della loro analisi. "L’assessore – scrivono in una nota – ha affermato di aver ereditato una situazione non facile, anche per l’applicazione frettolosa della legge Galli, ma di avere già in cantiere delle misure per definire meglio alcuni aspetti dei rapporti con la società Sorical, per quanto concerne gli investimenti e le manutenzioni straordinarie". L’incontro era stato convocato per definire meglio la situazione dei lavoratori del settore idrico regionale, "attualmente parcheggiati negli uffici senza alcun incarico".


17 maggio 2008 - Il Giorno

Nuovo ospedale e precari «La dirigenza non tratta»
I sindacati proclamano lo stato di agitazione
di SILVIA VIGNATI

LEGNANO — LE RAPPRESENTANZE di base (Rdb) giovedì hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale dell’Azienda Ospedaliera di Legnano, ma anche dei lavoratori privati delle cooperative, dei precari e del personale delle agenzie interinali che prestano servizio nei quattro ospedali di Legnano, Cuggiono, Magenta e Abbiategrasso. Il sindacato chiede alla direzione un incontro urgente entro cinque giorni, al fine di scongiurare le procedure di conciliazione previste dalla legge. PERCHÉ questo nuovo stato di agitazione? «Sono tanti i punti che lo hanno determinato - spiegano Riccardo Germani e Gianfranco Cattaneo, di Rdb -. La mancanza di democrazia sindacale dovuta all’inesistenza di trattative aziendali e di relazioni sindacali, a sei mesi dall’insediamento della nuova dirigenza. Chiediamo di essere informati sui progetti aziendali e sulla costruzione del nuovo ospedale. Non abbiamo notizie sugli ulteriori servizi appaltati oltre ai 14 già previsti, e neppure sul futuro delle aree di appartenenza dell’Azienda Ospedaliera, sui progetti di vendita di tali spazi e sul futuro nei territori limitrofi dei poliambulatori distaccati». Germani e Cattaneo ricordano poi i lavoratori "in scadenza": «Nulla si sa sui progetti che riguardano molti lavoratori precari ed interinali, a cui nei prossimi mesi scadranno i contratti. Esistono alternative al rinnovo, o se si procederà all’istituzione di gare d’appalto per una serie di servizi, così da salvaguardare i livelli occupazionali di decine di famiglie? In particolare chiediamo chiarimenti sul call-center aziendale, se verrà prorogato o bandito un nuovo appalto, e sul servizio cucina, dato in appalto ad agenzia interinale. Chiediamo inoltre informazioni sull’ipotesi di accorpamento tra mensa aziendale e cucina centrale». E poi le richieste economiche: «Sollecitiamo l’avvio di un processo che finalmente dia a tutti i lavoratori dell’Azienda un "passaggio di fascia orizzontale", oramai le nostre progressioni economiche sono ferme da quasi 4 anni. Chiediamo il pagamento dell’acconto delle risorse aggiuntive regionali 2008 a giugno: 400 euro per tutti e un progetto che preveda il saldo senza penalizzazioni sulla cifra stanziata dalla Regione». ALTRE RIVENDICAZIONI: riesaminare il progetto di omogeneizzazione di alcune sale operatorie, stop al continuo spostamento di operatori da un reparto all’altro, un piano di assunzioni capace di assolvere alle carenza di personale e al sempre più pesante carico di lavoro, certezza del pagamento dei «salti di riposo». Non si arriverà a nessun accordo fra Azienda e sindacato? Rdb proclamerà una "prima" giornata di sciopero dei lavoratori.


17 maggio 2008 - Il Messaggero

Chieti. Le chiusure per un mese di tre Chirurgie...

Chieti - Le chiusure per un mese di tre Chirurgie, della Clinica urologica e della Divisione di urologia, di Geriatria e lungodegenza e per quattro mesi di tre Chirurgie del policlinico di Colle dell'ara preoccupano i sindacati. «Destano non poche preoccupazioni e sconcerto - dicono Mario Frittelli (RdB Cub), Antonio Esposito (Fial) ed Edgardo Giangrande (Uil) - per le ragioni che hanno portato a maturare tale decisione e cioè la mancanza di personale infermieristico. Difatti se la causa è la carenza di personale e tenuto conto che alcuni infermieri sono stati assunti nel dicembre del 2007, tali provvedimenti avrebbero dovuto essere presi anche nel 2007. Ma questo non è accaduto. Che senso hanno avuto - chiedono i tre esponenti sindacali - taluni recenti accorpamenti e successivi lavori di adeguamento (vedi Dermatologia e Radioterapia) e la costruzioen della nuova palazzina per il polo cardiochirurgico?». Ma per i tre sindacalisti ci sono anche altri problemi: «A Ortona è stato chiuso il reparto di degenza di Nefrologia con notevoli disagi per i pazienti nefropatici che devono essere ricoverati nei reparti con disponibilità di posti letto - affermano - mentre a Guardiagrele continua l’intento di chiudere, de facto, l’ospedale e il pronto soccorso considerando l’intenzione di sospendere l’attività del laboratorio analisi durante il pomeriggio e la notte».


17 maggio 2008 - La Nazione

Firenze. SUPERSTRAORDINARI, assunzioni, patto integrativo...
di Ilaria Ulivelli

Firenze - SUPERSTRAORDINARI, assunzioni, patto integrativo. C’era il futuro salariale degli infermieri sul tavolo della trattativa tra sindacati e dirigenza di Careggi che si è aperta e richiusa in un battibaleno ieri mattina. La rappresentanza sindacale unitaria, dato un veloce sguardo alla bozza, ha abbandonato il tavolo. E con sdegno ha confermato lo stato di agitazione che si tradurrà presto in forme di lotta. La Rsu parla, per voce di Roberto Vangelisti (Cgil), di «proposta irricevibile»; gli fanno eco Franco Pietrangeli (Cisl) e Aurelio Minichiello (Rdb). Infuriati anche perché al tavolo non si è presentato il direttore generale, Edoardo Majno, del quale i sindacalisti continuano a chiedere le dimissioni insieme all’intero staff dirigenziale. La proposta respinta riguarda principalmente il piano di assunzioni da portare a termine entro il 2008: 200 il numero massimo proposto secondo la Rsu, 250 dichiara l’azienda. «Un numero talmente insufficiente che se ad oggi abbiamo 3307 dipendenti fra tecnici, infermieri e operatori sociosanitari, alla fine del 2008, tenuto conto dei pensionamenti, delle maternità e della mobilità, ce ne saranno poche decine in più — dice Vangelisti —. E pensare che solo per sopperire al carico di lavoro dato dal taglio dei turni aggiuntivi valorizzati, ne servirebbero almeno 300». I sindacati contestano la riorganizzazione dei servizi, l’incentivazione della flessibilità, ovvero la disponibilità degli infermieri a spostarsi da un dipartimento a un altro. «Incentivi comnunque che contribuirebbero a rimpinguare lo stipendio di 190 euro al mese — dice Pietrangeli —, mentre con il taglio delle tav se ne perdono anche 4-500». Da parte sua, la direzione di Careggi esprime stupore e rammarico per l’interruzione delle trattative «dopo la presentazione di un piano che prevede tra l’altro l’assunzione di 250 persone». «Con l’apertura del nuovo Blocco C, il lavoro sarà organizzato secondo il modello per intensità di cura. La cosa permetterà l’incentivazione dell’assistenza e una cultura della flessibilità che, all’interno della nuova filosofia che vede il paziente al centro dell’attività sanitaria, premierà l’alta professionalità degli operatori».


17 maggio 2008 - Il Manifesto

E il modello Tosi fa proseliti nel Pd
Documenti bipartisan contro la violenza e i media in tutte le circoscrizioni veronesi. E oggi attesi in migliaia da tutta Italia al corteo antifascista

Verona - All'indomani del pestaggio che è costato la vita a Nicola Tommasoli, massacrato nel centro storico di Verona da cinque ragazzi di dieci anni più giovani di lui, il sindaco leghista Flavio Tosi dichiarò: «Questo è un episodio anomalo, accaduto in pieno centro e per opera di ragazzi italiani. Succede una volta su un milione a prescindere dal controllo del territorio, non fa storia».
Al di là dell'evidente forzatura della dichiarazione - basti ricordare che a Verona lo stillicidio di aggressioni di stampo neofascista e razzista non si ferma da una quarantina d'anni a questa parte - è interessante notare come questo tipo di esponenti politici vivano in eterna contraddizione. Da una parte sempre pronti a invocare l'allarme sicurezza - nel caso di Tosi a occuparsene personalmente accompagnando le forze dell'ordine ai controlli di phone center, rivendite di kebab ed edifici abbandonati - dall'altra a negare che ci sia un problema-sicurezza quando ad essere coinvolti in fatti criminosi sono i «nostri ragazzi». Dimenticando che due dei cinque aggressori, attualmente detenuti nel carcere di Montorio, fanno parte di quei 17 indagati l'estate scorsa per associazione a delinquere finalizzata alle lesioni e alla violazione della legge Mancino. Cioè a dire che questi baldi ragazzotti nostrani, nelle cui stanze da letto la Digos trovò di tutto - dai coltelli ai manganelli, dalle bandiere con svastiche e celtiche ai libri negazionisti ai dvd con filmati di scontri tra ultras del calcio - non fanno testo perché la città è sana, ci sono tante associazioni di volontariato eccetera eccetera.
Altra falsa verità propagata da Tosi - in un'intervista sul Corriere dopo la morte di Tommasoli - è di aver bandito dalla sua coalizione tutto ciò che ha a che fare con l'estrema destra, a cominciare dai simboli. Anche qui corto circuito di memoria, visto che il capogruppo della sua lista in consiglio comunale è un simbolo vivente della destra radicale. Andrea Miglioranzi, della Fiamma, ex Veneto Front Skinhead e componente della band nazirock (sciolta nel 2006) dei Gesta Bellica. Miglioranzi, che nell'estate scorsa fu eletto dal consiglio a rappresentare il Comune all'assemblea del locale Istituto storico della Resistenza, dimessosi in seguito allo scandalo scoppiato sui media, dichiarò di sentirsi comunque orgoglioso di essere fascista.
Purtroppo il sindaco e la sua maggioranza non sono isolati in questa farsa. La minoranza, composta in consiglio da un tiepidissimo centrosinistra con un unico vero oppositore, il capogruppo del Pdci Graziano Perini, e nelle otto circoscrizioni variamente composita, rincorre le dichiarazioni di Tosi e soci, votando documenti bipartisan contro la «violenza» e prendendosela con i media, rei di infangare l'immagine di Verona. Quegli stessi ambienti che tuonano contro la «criminalizzazione» della città e studiano progetti ed iniziative da dedicare a Nicola Tommasoli, scordano che ad un altro Nicola - Pasetto, squadrista in gioventù, poi «vivace» deputato Msi, morto in un incidente stradale - il Comune ha dedicato una sala del municipio e una strada.
Certo c'è anche la città sana. Ma non è quella invocata dai commercianti che stanno raccogliendo le firme per sostenere l'attuale amministrazione, bensì quella che oggi sfilerà nelle due manifestazioni previste per il pomeriggio dietro agli striscioni «Nicola è ognuno di noi» disegnato da un writer amico del ragazzo ucciso (dalla stazione di Porta Nuova alle 15) e «Verona libera» (piazza Bra alle 15, corteo alle 17). Nata come manifestazione cittadina, quella che partirà da Porta Nuova (dell'altra parliamo più diffusamente a pagina 2) si è trasformato in un appuntamento nazionale. Ci saranno, insieme agli amici di Nicola, molte sezioni dell'Anpi, il Prc e il Pdci, Sinistra critica e Rdb-Cub, rappresentanze di fabbrica e centri sociali da tutta Italia.


17 maggio 2008 - L'Unità

ELEZIONI RSU DI ATESIA: ALLA CGIL IL 51% DEI VOTI

Roma - Grande successo delle liste Cgil che riportano 636 voti su 1.268 voti validi (51%) nelle elezioni delle Rsu di Atesia di Roma, I voti ottenuti dalla Cgil corrispondono all’elezione di 12 delegati su 24 e di 3 rappresentanti per la sicurezza su 6. Le altre liste riportano rispettivamente: Uil 312 voti, Cisl 144, Ugl 88, Cobas 50, Cub 35. La partecipazione al voto è stata pari al 60% degli aventi diritto.


17 maggio 2008 - Liberazione

Perquisizioni e indagini per gli appalti delle mense. Oggi la visita del Papa
Genova, tangenti in Comune nei guai il Pd e il "fido" di Bertone
di Checchino Antonini

Genova - Due assessori comunali e l'ex vicepresidente dell'Ospedale Galliera (presieduto, per statuto, dall'arcivescovo) perquisiti dalle Fiamme gialle e indagati per presunto un giro di tangenti, pagato da una ditta di catering del vicino Piemonte, sotto forma di consulenze a false fatturazioni, per aggiudicarsi l'appalto della refezione scolastica ai tempi di Pericu. L'inchiesta del pm Pinto, in corso da più di un anno, ha avuto una brusca accelerazione dopo la fuga di notizie, evidente ieri mattina, che, probabilmente, potrebbe essere servita non solo a vendere più copie di un noto settimanale di Berlusconi, ma anche a far sparire carte preziose da parte di qualcuno dei dieci indagati, sei dei quali interessati da una richiesta di custodia cautelare al vaglio del gip, e tre indagati anche per associazione a delinquere oltre che per corruzione e turbativa d'asta. Altri nomi, quelli degli ex consiglieri comunali dei Ds, Claudio Fedrazzoni e Massimo Casagrande, e dell'imprenditore Roberto Alessio, titolare dell'azienda del vercellese Alessio Carni. Mensopoli 2, sequel di un'indagine simile, vedrebbe estranea la sindaca Vincenti che non ha ancora deliberato su appalti per mense. Nelle 600 pagine, quasi tutte trascrizioni di intercettazioni telefoniche ed ambientali sarebbe descritto un comitato d'affari finalizzato ad ottenere gli appalti delle mense del Comune. Ieri la sindaca s'è vista riconsegnare il mandato da Massimiliano Morettini, assessore ai Giovani per il Pd e dal suo collega allo Sport, Paolo Striano, già leader della Margherita. Ma nessuno dei due avrebbe mai avuto un ruolo possibile negli appalti. Perquisito anche lo studio del portavoce di Vincenzi, Stefano Francesca. Il manager del Galliera, Giuseppe Profiti, è stato fino a gennaio, direttore generale del personale della Regione. E' docente di Contabilità all'Università ed è ancora nel Cda del Galliera sebbene Bertone, predecessore di Bagnasco a Genova, lo abbia voluto con sé a comandare il S.Bambin Gesù di Roma. Per il capogruppo della Sinistra in comune, Antonio Bruno, al di là dei risvolti giudiziari la faccenda insegna a ripensare il sistema delle esternalizzazioni dei servizi. In subbuglio sia Tursi sia la Curia. E tutto ciò alla vigilia della visita di papa Ratzinger in Liguria (oggi a Savona, domani sotto la Lanterna). Non sembra che i pass a disposizione dei parroci siano andati a ruba. Due parroci, don Gallo della comunità di S.Benedetto, e don Paolo Farinella di S.Torpete, non saranno in quella piazza: quest'ultimo preferisce tenere la sua chiesa aperta e svolgervi un concerto visto che 3/4 dei suoi concittadini, secondo i sondaggi, non sono interessati all'evento. E non solo per il maltempo che ha costretto il Pontefice a lasciare nell'hangar l'elicottero e le autorità a predisporre una blindatura maggiore del previsto. Pressoché impossibile, già da ieri, spedire una cartolina da una buca del centro. Tutto sigillato per ragioni di sicurezza, le stesse che hanno portato all'abbattimento di alberi pregiati in Piazza della Vittoria e che hanno gonfiato il conto che genovesi (per 800mila euro), savonesi (per altri 550mila) e italiani (250mila li ha stanziati il governo Prodi) pagheranno per una visita che si inserisce nel quadro dell'attacco frontale del Vaticano alla 194. L'appello per un Pride laico s'è gonfiato di adesioni di reti e singoli e i promotori (tra gli altri Arcilesbica, Azione Trans, Lila, centri sociali, Prc, Sinistra Critica, Cobas, Rdb, Network Giovani della Sinistra) puntano a bissare il successo del corteo delle 3mila donne che, quest'inverno, contestarono Giuliano Ferrara. Era appena successo il suicidio di un noto ginecologo sospettato di aver praticato aborti nel suo studio in una città in cui i principali ospedali sono in mano alla Curia. Come il Galliera, oggetto mercoledì di un presidio da parte dei promotori del Pride poiché nega l'attuazione della 194, la pillola del giorno dopo e dirotta altrove il centro per la fertilità. Interruzione di un pubblico servizio da 108 milioni l'anno e «l'aborto diventa una questione di classe più che di coscienza», come dice Francesca Bertino, del laboratorio Buridda. Il corteo (ore 15 da Piazza Montano) avrà una mascotte di cartapesta, la cagnetta Laica il primo essere vivente spedito nel Cosmo, e uno striscione "parlerà" alla concomitante manifestazione antifascista di Verona. Prima e dopo sarà l'Università l'epicentro del Pride con una tavola rotonda su laicità dei saperi e autonomia della ricerca, alle 11, un'assemblea al ritorno dal corteo, più aperitivi, musica, video.


17 maggio 2008 - Granma Internacional

Il Centro Studi Cestes Proteo in Venezuela
Una delegazione del Centro Studi CESTES-PROTEO è stata nei giorni scorsi in Venezuela; abbiamo avuto molti incontri politici, sindacali, culturali e scientifici.

Tali iniziative sono state promosse in particolare da una intensa attività dell’Ambasciata del Venezuela in Italia e in particolare dall’Ambasciatore Rafael Lacava, proprio per rafforzare i legami politici, culturali e anche scientifici tra l’Italia e il Venezuela. Abbiamo partecipato, su suo invito e su quello del Ministero degli Esteri del Venezuela, ad un importante seminario internazionale sulle economie locali dal titolo "Distretto industriale o distretto produttivo socialista?". In questo convegno era presente il Ministero degli Esteri, il Ministero della Pianificazione Economica, parlamentari e due esperienze di distretto industriale italiano e vari rappresentanti di cooperative e imprese che operano nelle economie locali e per la costruzione del distretto produttivo socialista in Venezuela. La nostra delegazione del Centro Studi CESTES è intervenuta tutti i 3 giorni del convegno con delle relazioni di carattere politico-economico e di confronto tra le realtà produttive e del mondo del lavoro italiane ed europee e dell’America Latina, in particolare venezuelane. È stato possibile confrontare le esperienze italiane teoriche e operative delle economie locali (quella che è stata anche l’idea dei distretti in Italia) con la nuova forma di valorizzazione produttiva delle economie locali del Venezuela. Questo paese infatti sta sperimentando, dal punto di vista politico-economico, forme alternative, con non soltanto la diffusione dell’impresa socialista, la cooperativa, l’impresa statale, ma anche spesso con un mix di impresa privata e di controllo pubblico, attraverso il Ministero della Pianificazione Economica estremamente efficiente. Nei nostri interventi abbiamo cercato di evidenziare gli aspetti positivi di quella che è stata l’idea iniziale del distretto italiano per attivare le economie locali, nel senso di valorizzare il ruolo dei movimenti di classe, le tradizioni, le culture locali, economico-produttive e sociali. Si pensi quando negli anni ‘50, ’60 e parte degli anni ’70 attraverso le cooperative, l’artigianato e la microimpresa, i distretti si cerca di dare un’importanza al ruolo dei lavoratori e della loro cultura, valorizzando l’agricoltura e l’agro-industria, l’artigianato, le mille forme familiari di fare impresa. Per realizzare ciò c’era una struttura sindacale e cooperativistica che si poneva in un certo qual modo come alternativa al modello capitalistico. Tutti questi aspetti positivi in un paese come il Venezuela che sta vivendo un processo rivoluzionario bolivariano, con un’impronta fortemente socialista, vanno rilevati e riportati perché mettono al centro l’uomo nella produzione, mettono al centro la natura e la valorizzazione delle culture popolari con un ruolo centrale e fortemente attivo dei lavoratori. Si pensi alla specificità venezuelana dove economia locale significa anche mettere a produzione a carattere sociale luoghi dell’Amazzonia o delle coste in cui c’è ancora, fortunatamente, una presenza forte degli indios; e distretto, o meglio economia locale, significa valorizzare le diverse forme di artigianato, di commercio e di produzione degli artigiani, degli indios che hanno, come concetto fondamentale delle loro culture, quello di mettere al centro la protezione ambientale, cioè la natura come parte integrante dell’umanità. Di conseguenza questa visione dà un senso differente alla produzione in chiave sociale di superamento dell’economia del capitale; abbiamo potuto riportare al convegno ricerche e ragionamenti sulle possibilità di alternativa sviluppati sulla rivista PROTEO e su tanti studi del CESTES. Ovviamente così si sono potute evidenziare anche le nostre valutazioni fortemente critiche sul distretto produttivo italiano che in moltissimi casi degenera verso forme liberiste e neoliberiste in particolare da quando il Partito Comunista perde il suo connotato di classe e le Giunte Rosse spesso diventano giunte affaristiche e la CGIL perde la sua connotazione di sindacato conflittuale, divenendo clientelare e consociativa. Allora i distretti invece di essere elementi propulsivi di economia altra, diventano il luogo in cui maggiore è lo sfruttamento del lavoro, perché nei distretti e in queste aree ci sono imprese piccole che non applicano lo Statuto dei Lavoratori, che delocalizzano e dove il rapporto con il lavoratore diventa diretto, senza presenza sindacale, la ricattabilità così come la precarietà è più alta. In pratica queste imprese come quelle del Veneto, quelle della Toscana, sono le prime che fanno le delocalizzazioni verso l’Est dell’Europa alla ricerca di un costo del lavoro basso ma con una alta specializzazione e quindi dove si insedia maggiormente la precarietà, supersfruttamento poiché non esiste la forza delle organizzazioni sindacali di classe. La grande novità venezuelana (abbiamo avuto una serie d’incontri proprio nel Ministero della Pianificazione e dell’Economia dove con maggior dettaglio ci sono state spiegate le linee di intervento da parte del governo venezuelano) è già anche nel nome,cioè, nel non chiamarlo distretto industriale; il concetto di distretto produttivo socialista del Venezuela ha un suo significato, specifico e rivoluzionario. Infatti i rappresentanti dei distretti e dei ministeri hanno proposto nei vari interventi l’idea per cui non ci può essere nel Venezuela di oggi una produzione se non c’è redistribuzione della ricchezza e del reddito, e questa riappropriazione sociale deve andare in salari dignitosi e in opere sociali. Il fine deve essere la produzione ad alta compatibilità sociale ed ambientale valorizzando al massimo le economie locali e l’impresa socialista. Abbiamo partecipato anche ad una Conferenza presso l’Università Bolivariana che partita come attività scientifica culturale è diventato un vero e proprio rapporto diretto con i lavoratori, in cui si è anche riportata l’esperienza del sindacalismo di base in Italia e in particolare quella delle RdB- CUB. Nei diversi incontri abbiamo avuto l’opportunità di parlare delle opzioni in campo per scelte di politica-economica fortemente orientate alla compatibilità socio-ambientale e il ruolo delle organizzazioni dei lavoratori in tali scelte, ma anche di come si sta realizzando la confederazione unitaria sindacale in Venezuela e di cosa significa centralità del movimento operaio, in questa attivissima rivoluzione bolivariana che si sta caratterizzando sempre di più in chiave socialista. E’ stato molto interessante capire le dinamiche sindacali oggi in Venezuela dove si sta tentando un ragionamento sull’unità sindacale confederale a connotato di classe. Va considerato che la vecchia confederazione dei lavoratori in Venezuela si strutturava nel periodo conservatore-reazionario precedente per cui era molto condizionata dall’occidente, dai poteri forti, dal consociativismo e dalla concertazione. Ripercorrere tra i lavoratori un discorso per ridare una forte credibilità ad un sindacato di classe, è un gran lavoro che si sta portando avanti in Venezuela con effetti positivi e di identità di classe. Abbiamo partecipato alla festa del 1 maggio, non una festa come qui in Europa e in Occidente di canzonette e di piazze per i concerti, ma la vera festa de lavoratori con un corteo di centinaia di migliaia di proletari e lavoratori che ha attraversato tutta Caracas con spezzoni di varie federazioni o di varie categorie, con grande volontà di lotta per la costruzione di un Venezuela del lavoro e socialista; iportavano i loro slogan e rivendicazioni appoggiando fortemente ad esempio la battaglia per le nazionalizzazioni. In Venezuela questo problema è centrale per i lavoratori perché pone da subito la concretezza della socializzazione dei mezzi di produzione. Durante il corteo tutti hanno salutato con grande entusiasmo quello che aveva annunciato Chavez il giorno prima, il 30 aprile. All’interno del Teatro Teresa Carreño, a un incontro entusiasmante, davanti a circa 1500 lavoratori, in cui si è ribadita la centralità della lotta di classe nel processo di trasformazione in atto. Chávez ha più volte sottolineato come nella rivoluzione bolivariana sia centrale il ruolo del proletariato e della classe operaia. Nel suo discorso, oltre alla nazionalizzazione del petrolio che era avvenuta qualche anno fa, ha decretato la nazionalizzazione del sistema siderurgico; questo è molto importante perché nell’Orinoco la siderurgia è molto forte. L’aspetto importante del discorso di Chavez è come si va realizzando la caratterizzazione socialista, anche al di là della giusta battaglia delle idee con la sua rappresentazione attraverso scelte concrete che socializzano la ricchezza risolvendo i bisogni reali della gente. Infatti proprio il 30 aprile Chávez ha firmato un decreto con un aumento del 30% di tutti i salari minimi, diventando così il paese in America Latina con il salario minimo più alto. Inoltre c’è stato un grande aumento del salario non monetario, ovvero è stato riconosciuto un forte ticket alimentare per tutti i lavoratori, oltre alla gratuità di tutti i servizi essenziali: scuole, università, sanità ecc.Complessivamente la somma dell’aumento del salario diretto e di quello indiretto porta il salario medio minimo del Venezuela ad essere il 75% più alto delle medie latinoamericane; siamo a dei livelli ormai in cui il salario minimo, in termini monetari e indiretti, compete direttamente con quelli europei. E’ stato dato inoltre nuovo impulso alla grande catena statale di distribuzione alimentare : il Mercal; si tratta di mercati popolari, cioè una catena di distribuzione statale che agisce direttamente dal produttore al consumatore, saltando i costi di intermediazione distributiva, e in cui si comprano senza limite di quantità , beni di prima necessità e di ottima qualità ad un prezzo che è un quinto di quello che dei normali supermercati per gli stessi beni. Li abbiamo visitati e si trova carne, riso, pane, pasta, olio e vino, bevande, detersivi, ecc, sono aperti a tutti, non esistono tessere e appena si entra si nota la scritta: "qui si può comprare senza limite fino ad esaurimento scorte". Abbiamo avuto anche altri incontri politico-culturali, appunto presso il Ministero della Cultura e con la Rete in Difesa dell’Umanità (alla quale diversi di noi appartengono come intellettuali), un progetto partito da Cuba e dal Venezuela, partecipando anche a dibattiti, trasmissioni radio e interviste rilasciate a importanti quotidiani nazionali in cui si è riportata l’esperienza scientifica e formativa di CESTES-PROTEO. Per capire meglio la realtà politica, economia e sociale sono stati importantissimi tali incontri con i Ministeri della Cultura, della Pianificazione e dell’Economia dove abbiamo riportato sempre anche l’esperienza di formazione che il CESTES sta portando avanti con le RdB-CUB. In Venezuela si fa anche riferimento ai modelli storici, precedenti di pianificazione che non sono del tutto negativi ma vanno contestualizzati alla realtà Venezuela, vanno valorizzati per i loro aspetti positivi e ovviamente vanno arricchiti e diversificati. Si è parlato, sempre con diversi assessori del Ministero dell’Economia, di come attivare e valorizzare le economie locali dando un ruolo chiave alle organizzazioni dei lavoratori. Abbiamo discusso di come un paese che sta attuando una transizione verso il socialismo abbia la necessità di dotarsi di una differente contabilità nazionale che valorizzi il benessere sociale e ambientale perseguito, creando anche una batteria di indicatori di misurazione dei fenomeni economici e sociali alternativi, che valutano la ricchezza e lo sviluppo non in termini di PIL ma di benessere concreto, ovvero la sanità, la socialità, l’istruzione, formazione, ecc.; ad esempio solo in questo modo si può valorizzare il grande lavoro che si sta portando avanti con le diverse Missioni a carattere sociale, in cui la formazione, l’educazione dei lavoratori è fondamentale anche con il grande apporto dell’esperienza di medici e insegnanti cubani, presenti a migliaia nel loro lavoro di solidarietà, e accompagnati dalle corrette sclete del governo venezuelano per la gratuità di tutti i servizi essenziali. Abbiamo infine dato la massima disponibilità ad una collaborazione culturale e di formazione sindacale che abbia l’obiettivo di interscambiare le esperienze scientifiche e organizzative tra loro diverse perché diverse sono le realtà economico-sociali e produttive. Infatti in venezuela si sta costruendo la rivoluzione bolivariana socialista, è una rivoluzione vera che sta marciando, con al centro gli interessi dei proletari, dei lavoratori. Come tutte le rivoluzioni non si realizzano per decreto ma sono processi che hanno all’interno contraddizioni, poiché la lotta di classe è viva e continua contro un’opposizione minoritaria che però è ancora molto potente grazie ai mezzi , al denaro e all’appoggio delle multinazionali statunitensi. Questo significa che tale minoranza oligarchica è ancora oggi nell’esercito, nei settori statali, nelle imprese, nell’economia, nell’informazione (giornali e televisioni). Si tratta di una minoranza del paese che si oppone al grande blocco sociale rivoluzionario bolivariano e cerca di riportare il paese verso l’imperialismo e il controllo statunitense. Ma il socialismo del XXI secolo in Venezuela non è una parola , è la concretezza di nazionalizzazione, di salari, di redistribuzione del reddito, di gratuità dei servizi, di centralità del movimento delle donne e degli indios, del ruolo fondamentale e strategico svolto dal movimento dei lavoratori e dei proletari. (La delegazione di Cestes-Proteo).


16 maggio 2008 - Ansa

MAROCCHINO SCARCERATO: SIT-IN A PADOVA LAVORATORI GIUSTIZIA

(ANSA) - PADOVA, 13 MAG - Una cinquantina di dipendenti del Tribunale e della Procura di Padova ha compiuto oggi un sit-in davanti al tribunale euganeo contro ''l'ennesima crocifissione dei lavoratori giudiziari'' relativa alla scarcerazione di un marocchino accusato di aver violentato una ragazzina di 14 anni. Preoccupazione e' stata espressa anche per ''la privatizzazione delle cancellerie ventilata dal Ministro Brunetta''. ''La vera ragione dell'inefficienza della giustizia - ha scritto in una lettera aperta al Ministro della giustizia Pina Todisco, della direzione nazionale Rdb Cub - sta, oltre che nella cronica carenza di personale, mezzi, risorse e strutture, nella miriade di incombenze e di attivita' burocratiche legate all'iter processuale''. ''Nelle condizioni date - ha aggiunto - e' anche possibile qualche volta sbagliare, senza che per questo il lavoratore debba essere crocifisso''. ''Non vogliamo essere capri espiatori'', recitava lo striscione principale della manifestazione. Numerosi, inoltre, gli slogan per affermare ''la dignita' della categoria'' e per i diritti e il salario dei dipendenti degli uffici giudiziari giudiziari. La Rsu del tribunale ha inoltre sottolineato ''l'assoluta mancanza di mezzi in cui si lavora ogni giorno''. ''Mancano gli strumenti minimi, dalle fotocopie alle penne - ha detto - e c'e' carenza cronica di personale, a fronte di una mole di lavoro piu' che raddoppiata''.


16 maggio 2008 - Adnkronos

TRASPORTO PUBBLICO: BOLOGNA, LUNEDI' SCIOPERO BUS DALLE 11 ALLE 15

Bologna, 16 mag. - (Adnkronos) - Incrocera' le braccia lunedi' il personale viaggiante di Atc, l'azienda del trasporto pubblico di Bologna, per lo sciopero indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Faisa Cisal, Ugl, Sdl Tpl e Cub Rdb. Gli autobus saranno fermi dalle 11 alle 15. Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno dunque garantiti, eccetto le corse dai capolinea fino alle ore 10.45. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall'autostazione, fino alle 10.50. L'azienda assicura in una nota che adottera' ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un piu' celere ed integrale ripristino del servizio.


16 maggio 2008 - Asca

CALABRIA: INCARNATO INCONTRA RDB SU VICENDA SORICAL

(ASCA) - Catanzaro, 16 mag - Si e' svolto a Catanzaro un incontro tra l'organizzazione sindacale RdB/CUB e l'Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, Luigi Incarnato. L'incontro, sollecitato dalle RdB/CUB, ha visto la partecipazione da un lato dei massimi livelli regionali del sindacato, unitamente ai rappresentanti dei lavoratori del settore idrico, dall'altra, oltre all'Assessore Incarnato, del Direttore Generale, Ing. Isola e del Dirigente del settore Risorse Idriche, Ing. Genise. I rappresentanti delle RdB hanno ribadito le preoccupazioni avanzate gia' diverso tempo fa, per il servizio idrico affidato alla societa' Sorical, che, anche se a partecipazione pubblica, e' una Spa, con l'obiettivo, dunque, del profitto. L'acqua e' stato ribadito e' un bene di tutti e non puo' e non deve essere trattato alla stregua di una merce. Tra le preoccupazioni delle RdB/CUB, vi e' anche quella dei controlli che la regione Calabria dovrebbe fare sulla gestione dell'acqua, preoccupazioni aumentate dalle vicende giudiziarie di questi giorni, che coinvolgono la societa' Sorical. A questo, secondo il sindacato, si lega anche la gestione del personale del servizio idrico regionale, attualmente parcheggiato negli uffici senza alcun incarico. Si tratta di personale altamente specializzato che vanta un'esperienza di oltre venti anni nella gestione degli acquedotti calabresi che, anziche' essere utilizzato per fare i controlli, per come dovrebbe essere, viene, come detto, emarginato e mortificato. L'Assessore, condividendo molte delle preoccupazioni espresse dal sindacato, e soprattutto l'idea che l'acqua sia un bene comune, ha affermato di aver ereditato una situazione non facile, anche per l'applicazione frettolosa della legge Galli, ma di avere gia' in cantiere delle misure per definire meglio alcuni aspetti dei rapporti con la societa' Sorical, per quanto concerne gli investimenti e le manutenzioni straordinarie.Per quanto attiene, invece, alla questione dei lavoratori, l'Assessore, di concerto con il Direttore Generale e con il Dirigente del Servizio, ha illustrato alcune interessanti proposte, ancora in via di elaborazione.


16 maggio 2008 - Left

Chi rappresenta i lavoratori?
La riforma della contrattazione si completa col capitolo sulla democrazia.Tra i rischi di un sindacato burocratico e l’opportunità di una nuova ventata di partecipazione
di Manuele Bonaccorsi

Democratici, certo, ma fino a che punto? Dopo una difficile trattativa tra Cgil Cisl e Uil, la riforma del modello contrattuale è stata completata con l’introduzione di un capitolo sulla democrazia all’interno dei luoghi di lavoro. Il tema è quanto mai delicato. Intorno alla questione della rappresentanza e rappresentatività delle organizzazioni dei lavoratori si concentrano molti nodi difficili da sciogliere e contrasti irrisolti: tra la Fiom e il resto della Cgil, ad esempio, tanto che Rinaldini, all’ultimo congresso, presentò una tesi proprio sulla democrazia sindacale. Tra sindacati di base e quelli confederali, poi, coi primi che da anni denunciano la politica dei «due pesi e due misure» che vige nei luoghi di lavoro. Tra l’ipotesi di "sindacato degli iscritti" professata dalla Cisl contro quella di "sindacato di tutti i lavoratori" fatta propria della Cgil. Tra sinistra politica e sindacato, infine. Rifondazione, infatti, ha sempre sostenuto l’ipotesi di una legge dello Stato sulla rappresentanza, mentre i sindacati prediligono la via pattizia, attraverso accordi. Un nodo centrale, a maggior ragione dopo il risultato elettorale, che ci ha consegnato una contraddizione difficile da risolvere: quella degli operai elettori della destra. Una debacle politica che riguarda anche il sindacato. Nonostante la costante crescita del numero degli iscritti, il tasso di sindacalizzazione non sale, circa metà degli aderenti è pensionato e il sindacato è spesso assente nelle piccole imprese e tra i precari. Sarebbe altrimenti difficile capire come mai il Paese col maggior numero di iscritti ai sindacati sia quello coi salari più bassi. «Se è vero che fuori dalla fabbriche esiste una comunità politica confusa e attraversata da rischi di chiusura, non si può sostenere che dentro le fabbriche queste contraddizioni non esistano», afferma Maurizio Zipponi, responsabile lavoro del Prc ed ex sindacalista della Fiom. «Per questo - continua - il tema della democrazia è fondamentale, e deve riguardare tutti i lavoratori, non solo gli iscritti ai sindacati. Perché se essa entra in crisi, il lavoratore si affida all’impresa, e il sindacato diventa inutile». Il documento approvato dai sindacati confederali prevede l’ampliamento al settore privato di regole simili a quelle vigenti nel settore pubblico. «Con un differenza - accusa Pierpaolo Leonardi, coordinatore della Cub -. Nel pubblico impiego esiste una legge, mentre la proposta di Cgil, Cisl e Uil prevede un accordo con governo e imprese. Si tratta dunque di una democrazia per via pattizia, non esigibile». La proposta si basa sul calcolo e la certificazione da parte del Cnel della rappresentatività delle organizzazioni sindacali, tramite una media tra il numero di iscritti e i voti ottenuti nelle elezioni delle Rsu. Non viene cancellata, però, la quota del 33 per cento riservata ai sindacati confederali nel settore privato, criticata duramente dalle organizzazioni di base. «La quota riservata è incostituzionale», attacca Leonardi. «Nel testo, inoltre, rimane intatta una delle regole più antidemocratiche che vige nel pubblico impiego: solo le organizzazioni che hanno firmato il contratto nazionale hanno titolarità a trattare sul secondo livello: gli altri sono esclusi, a prescindere dalla loro rappresentatività», spiega l’esponente del sindacalismo di base che sabato, insieme a Cobas e all’Sdl, ha indetto un’assemblea di delegati a Milano sul tema della democrazia, dei salari e dei contratti. Ma ciò che più rischia di creare divisioni, specialmente nella Cgil, è l’assenza di una votazione prima dell’accordo. Il modello di democrazia praticato tra i metalmeccanici, infatti, prevede che prima dell’apertura dei tavoli con le controparti venga votata la piattaforma sulla base della quale i lavoratori danno alle organizzazioni un "mandato a trattare". Il numero di votanti in questa prima consultazione definisce il quorum necessario per la seconda votazione, il referendum che approva definitivamente l’accordo. «La democrazia è assente da quel testo. Se non si vota la piattaforma non è possibile fare un confronto tra ciò che si chiede e ciò che si ottiene», spiega Pierfranco Arrigoni, segretario della Fiom Lombardia. «Al referendum, poi, il documento oppone una non precisata "consultazione certificata", senza nessuna regola sulla composizione delle commissioni elettorali, che nei metalmeccanici è determinata in uno specifico accordo. Infine, non è chiaro cosa accadrebbe se non tutte le organizzazioni fossero della stessa opinione», argomenta Arrigoni. Il riferimento è a quando, nel 2003, Film e Uilm firmarono senza la Fiom il contratto nazionale dei metalmeccanici. Senza sottoporlo a referendum. Più sfumata la posizione di Piergiovanni Alleva, giuslavorista e direttore della Rivista giuridica del lavoro della Cgil. Per Alleva il testo approvato dai sindacati è poco chiaro e presenta rischi e opportunità: «Se, come sembra, il nuovo modello legherà la misurazione della rappresentatività alla legittimazione contrattuale sarà un passo in avanti. Si eviterebbe il paradosso di organizzazioni di minoranza o di comodo che firmano un contratto valido per tutti», spiega Alleva. «L’estensione del secondo livello, inoltre, potrebbe essere legata a una generalizzazione delle elezioni delle Rsu in tutte le aziende, anche quelle sotto i 16 dipendenti, nelle quali non è prevista. In questo caso sarebbe possibile lanciare una settimana elettorale in tutti i posti di lavoro: sarebbe un fatto centrale per l’intero Paese, importante almeno quanto le elezioni politiche», spiega Alleva. «È chiaro però che se il contratto nazionale perdesse ogni funzione e la contrattazione decentrata si limitasse solo ai premi di produzione, il sindacato rischierebbe di sparire. Non sono disfattista, ma non mi faccio neppure illusioni. Dobbiamo rimboccarci le maniche». Il ruolo delle Rsu è proprio uno dei nodi centrali di una polemica molto dura tra la sinistra della Cgil e la categoria "riformista" dei chimici. La Filcem, infatti, ha approvato una bozza di regolamento sul ruolo delle Rsu che appare del tutto sbilanciata a favore del ruolo del sindacato, ai danni dei rappresentanti eletti sui luoghi di lavoro. Ecco cosa recita il testo: «La Rsu in quanto struttura unitaria del sindacato, lo rappresenta in tutti i posti di lavoro, attua le linee rivendicative e di gestione di Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil, promuovendo azioni conformi agli indirizzi deliberati dagli organismi di categoria, sostiene e promuove le iniziative del sindacato confederale». «È in campo una grave torsione autoritaria e verticistica del sindacato. Qualcuno vorrebbe tornare a prima del ’69, quando le rappresentanze dei lavoratori erano nominate direttamente dal sindacato», attacca Dino Greco, esponente della sinistra nel direttivo Cgil. «Ne è una dimostrazione il percorso di approvazione della riforma del modello di contrattazione, approvata senza promuovere una discussione tra gli iscritti e negli organismi della Cgil. Epifani, poi, si è appellato al voto diretto dei lavoratori, che dovrà convalidare l’accordo con governo e Confindustria. Ma ai lavoratori, come nel caso del protocollo sul welfare, sarà presentata solo una posizione».


16 maggio 2008 - Il Manifesto

L'altra Italia C'è chi dice no
Corteo antirazzista

A mobilitarsi ieri è stata l'altra Napoli. Centinaia di persone hanno manifestato in solidarietà con il popolo rom davanti a Palazzo San Giacomo, sede del Comune. Convocati dalla rete antirazzista napoletana, con l'adesione di Opera Nomadi, Rdb cub, Libera, e di vari comitati di immigrati, studenti e operatori sociali, hanno protestato contro quella che hanno definito «un'operazione squadrista e razzista» che non ha nulla di spontaneo.

Ucei: no ai capri espiatori

«È terribile apprendere che interi campi di nomadi sono stati dati alle fiamme in una zona dell'Italia che si è sempre distinta per la sua tradizione di larga e civile accoglienza - il presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), Renzo Gattegna, ha commentato così ieri gli assalti di Napoli - L'espulsione indiscriminata di massa di un gruppo etnico potrebbe forse produrre momentanei consensi e una breve ed effimera illusione, ma ben presto la vera natura discriminatoria di un simile atto emergerebbe con chiarezza. Oggi si colpiscono i nomadi, ma domani le stesse pericolose dinamiche potrebbero colpire chiunque». «Bisogna fare attenzione - ha aggiunto Riccardo Pacifici, presidente della Comunità romana - che le misure adottate a contrasto dei fenomeni criminali non abbiano un capro espiatorio, una vittima sacrificale delle cose che non vanno».

Il monito di Ratzinger

Benedetto XVI, ricevendo in udienza i membri del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, ha parlato ieri della «sollecitudine della Chiesa verso la famiglia migrante» e «l'interesse pastorale per quella in mobilità». «Non bisogna dimenticare che la famiglia, anche quella migrante e itinerante, costituisce la cellula originaria della società, da non distruggere, ma da difendere con coraggio e pazienza - ha aggiunto il Papa - A nessuno sfugge che la mobilità umana rappresenta, nell'attuale mondo globalizzato, una frontiera importante per la nuova evangelizzazione».


16 maggio 2008 - Il Napoli

Sanità
Interventi a rilento, "occupato" il Policlinico

Napoli - Occupato l'ufficio del manager dell'Azienda ospedaliera universitaria Policlinico in piazza Miraglia. È accaduto ieri mattina subito dopo l'assemblea dei sindacati autonomi Cisal, Snals e Rdb, iniziata alle 10. In meno di mezz'ora i dipendenti hanno deciso di recarsi subito al Rettorato in via Costantinopoli, per parlare con il rettore Francesco Rossi, ma essendo quest'ultimo assente, l'incontro è saltato. E così, alle 11, è scattata l'occupazione della sala del nuovo manager Luigi Muto, anche lui non in sede, in quanto impegnato in Regione proprio a relazionare l'ente sullo "stato di salute" del Policlinico. Che poi è il motivo fondante della protesta dei sindacati, che attendono di poter discutere della grave situazione assistenziale in cui versa l'ospedale (tra cui le sale operatorie dell'Odontoiatria bloccate per lo scoppio dei di tubi di carico dell'acqua e l'assenza di manutenzione) e di poter usufruire dei benefici previsti nel contratto di lavoro.(ALE.MIG.)


16 maggio 2008 - Il Resto del Carlino

Atc, nuovo sciopero lunedì Bus fermi dalle 11 alle 15

Bologna - LA VERTENZA. Nuovo sciopero lunedì prossimo dei dipendenti del trasporto pubblico locale indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Sdl Tpl, Cub-Rdb. Il personale viaggiante dell’Atc si fermerà dalle 11 alle 15: garantite solo le corse in partenza dai capilinea fino alle 10,45.

Bologna. IL SINDACATO «deve avere il coraggio di non difendere chi non ha voglia di lavorare»...
di LUCA ORSI

Bologna - IL SINDACATO «deve avere il coraggio di non difendere chi non ha voglia di lavorare». Alessandro Alberani, segretario generale della Cisl bolognese, non ha dubbi: «E’ nel nostro interesse, perché gran parte dei dipendenti pubblici, bravi e seri, se difendessimo i fannulloni sarebbero i primi a criticarci». Alberani concorda dunque con Galeazzo Bignami (An-Pdl), presidente della commissione Bilancio del Comune, che ieri sul Carlino ha invocato la necessità di «coltivare la cultura del merito nel settore pubblico». Di fatto sposando la linea d’azione annunciata da Renato Brunetta, neoministro della Funzione pubblica: «I fannulloni vanno cacciati, i bravi premiati». Alberani non concorda invece con Bignami nella critica alla modalità con cui vengono concessi gli incentivi per la produttività dei dipendenti comunali. Sono «erogati a pioggia e mettono tutti i dipendenti sullo stesso piano — commenta il finiano —, e così demoliscono il concetto di merito». Per il segretario della Cisl, il tipo di lavoro richiesto dalla macchina comunale «obbliga alla valutazione della produttività di gruppo, dove alla fine tutti contribuiscono al risultato finale». Negli uffici «è difficile battere la fiacca», aveva riconosciuto ieri Viviana Laffi, della Fp-Cgil. Perché «nessuno lavora da solo, e chi scantona non è certo ben visto dai colleghi». ALBERANI ritiene però giunto il tempo di «una svolta innovativa» nel mondo del pubblico impiego. Che sarebbe possibile «con un grande piano industriale», che partisse da ciò che esiste già, anche in Comune: la possibilità della contrattazione di secondo livello, «che consente di trattare su produttività e incentivi». Il sindacalista prende come riferimento le grandi imprese: «Anche nel pubblico si deve arrivare a calcolare produttività, redditività, lavorare per incentivi, per produttività di gruppo e individuale». Con l’obiettivo di «fare funzionare meglio la macchina pubblica e migliorare la risposta dei servizi al cittadino». TUTT’ALTRA posizione è quella delle RdB-CuB, le rappresentanze di base, sindacato indipendente molto radicato nel pubblico impiego. Per Massimo Betti, leader delle RdB, l’unica via possibile è «togliere le pagelle ai dipendenti e valutare il lavoro dei dirigenti». E’ l’ormai storica battaglia condotta dalle RdB: «Trasformare il salario di produttività in salario fisso». Betti sposta l’attenzione sul quadro dirigente della pubblica amministrazione, «che valuta i dipendenti, ma non deve sottostare ad alcuna valutazione». In Regione, afferma il sindacalista, «i salari integrativi di produttività dei dirigenti, ben altra cosa rispetto alle misere paghe di sopravvivenza dei dipendenti comunali, sono concessi a prescindere da qualsiasi valutazione. E così accade in Comune». Il risultato finale, afferma Betti, è che «quando c’è qualcosa che non va, la pagella si dà ai dipendenti, su cui vengono fatti quindi ricadere gli errori dei dirigenti». Senza contare che questo salario accessorio dato con le pagelle personali «è elemento di ricattabilità» nei confronti dei dipendenti comunali, afferma il sindacalista. Viene infatti «utilizzato dai dirigenti verso i singoli lavoratori, a cui ha tolto potere contrattuale».


16 maggio 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Nutrita delegazione della Federazione RdB Cub civitavecchiese...

Civitavecchia - Nutrita delegazione della Federazione RdB Cub civitavecchiese quella che parteciperà domani all’assmblea nazionale dei delegati e consiglieri rsu delle confederazioni sindacali di base. Vanno a Milano: Giancarlo Ricci, Flavio Zeppa, Sandro Ciocci, Danilo Gatti e Silvia Salvatori, Francesco Scattgalie e Fabio Pallassini.


16 maggio 2008 - La Nazione

Answers, sciopero di quattro ore

Pistoia - SCIOPERO dalle 12 alle 16: è la protesta che i lavoratori di Answers attueranno lunedì prossimo su decisione della Flmuniti-Cub telecomunicazioni aziendale. Secondo il sindacato a un anno dalla stabilizzazione «non si è ottemperato a nessuno degli impegni». Per il sindacato sono ignorati il contratto nazionale e la tutela del precariato e si crea un clima vessatorio e minaccioso.


16 maggio 2008 - La Provincia di Sondrio

Picchetto di protesta delle Asa

Morbegno - (a.a.) E' organizzato per questa sera alle 21 il picchetto di protesta per chiedere che «il lavoro delle Asa alla casa di riposo di Morbegno sia rivolto prima di tutto alle persone e non a lavori di pulizia e portineria».
A promuovere la manifestazione che si svolgerà fuori dall'edificio della casa di riposo Ambrosetti-Paravicini è la federazione provinciale della Rsb, rappresentanze sindacali di base per il pubblico impiego, insieme agli ausiliari socio-assistenziali che operano presso la struttura. «Riteniamo indispensabile che gli ospiti siano messi al centro dell'attività degli Asa - spiegano i rappresentanti sindacali - e perché questo sia garantito non basta personale valido e specializzato, ma che lo stesso sia adibito alle attività per cui ha studiato e frequentato appositi corsi di specializzazione». Il sindacato fa riferimento ai piani di lavoro della Cooperativa Il Cigno, che gestisce gran parte della struttura. «Secondo questi piani gli operatori Asa per gran parte della propria attività lavorativa, e soprattutto nella fascia notturna, sono adibiti a svolgere molteplici attività ed in modo marginale quella di assistente socio-assistenziale. Dal piano di lavoro risulta evidente la limitatezza del ruolo sociale che gli Asa possono svolgere all'interno della struttura considerato che durante la propria attività solo in poche frazioni di tempo (il 40% del turno di lavoro) possono accudire i degenti, mentre nella restante fascia lavorativasono addetti alle pulizie, operai generici, operatori ecologici e portinai».


16 maggio 2008 - Corriere del Veneto

Preso e scarcerato per due volte In libertà un criminale informatico
Prima a Padova, poi a Verona: scaduti i termini di custodia prima dell'udienza Il presidente dei penalisti: ma così tanti casi in Veneto, non ci sono giustificazioni I dipendenti del palazzo di Giustizia si sentono sotto tiro e oggi manifesteranno: «Gli ispettori? Non siamo fannulloni ma soffocati dalla burocrazia. E le leggi premiano chi sfrutta i cavilli»
di Alessia Pirolo

PADOVA — Prima la banda del tombino, poi il presunto stupratore di una quattordicenne, ora ad ingrossare la lista di chi riesce a sgusciare attraverso le maglie della giustizia grazie alla scadenza dei termini di custodia cautelare spunta il clonatore di bancomat professionista. Eugen Baluta, 40 anni, romeno, ha forse un record al suo attivo, perché ha potuto usufruire per ben due volte delle scadenze del carcere preventivo, nel giro di pochissimi mesi, dopo essere stato arrestato prima a Padova poi a Verona. Baluta a modo suo è un professionista, un tecnico della clonazione di bancomat e carte di credito.
Così viene dipinto nell'ordinanza di custodia cautelare firmata a Verona nel novembre dell'anno scorso. Ma Baluta era già conosciuto dalle forze dell'ordine, fermato a Padova il 7 agosto 2007 e trovato in possesso di tutto l'armamentario da perfetto clonatore. Finì in carcere, ma dopo tre mesi di custodia preventiva, così prevede la legge, il 5 novembre era fuori, per scadenza termini. Una libertà goduta dieci giorni perché nel frattempo era stato individuato nell'inchiesta veronese, tra i vertici di un'associazione a delinquere dedita alla clonazione. Il 14 novembre furono arrestati 19 romeni accusati di aver clonato 5mila tra bancomat e carte di credito intascando oltre due milioni e mezzo di euro. Ragazzini («soarecii », topolini in rumeno) venivano mandati in centri commerciali e supermercati per sottrarre i lettori pos, all'esterno il tecnico Baluta installava il chip per copiare i numeri delle memorie. Poi i pos tornavano al loro posto ed estratti un mese dopo carichi di dati da riversare su altre carte con cui venivano fatti gli ingenti prelievi.
Pure a Verona il tempo è passato, l'indagine è chiusa, ma non ci sono ancora stati rinvii a giudizio. Morale, tempo scaduto, di nuovo, così Eugen Baluta martedì è tornato in libertà, gravato solo da un obbligo di dimora a Padova. L'ennesimo caso, appunto. «Ma non si può pensare che questa sia la normalità» tuona l'avvocato Gianni Morrone, presidente della Camera penale padovana. «Non si sono mai viste - prosegue - così tante scarcerazioni per scadenze di custodia cautelare come negli ultimi mesi». Colpa della giustizia ingolfata? «Non è una giustificazione. Nella Repubblica Serenissima -ricorda l'avvocato - se non si arriva al giudizio in un certo tempo, i detenuti venivano scarcerati e venivano messi dentro i giudici».
Il punto non è solo assicurare i colpevoli alla giustizia, ma pure tutelare gli innocenti. «Il problema - dice Morrone - è quando non si fa nulla e i fascicoli vengono lasciati sulle scrivanie. Se ci sono persone in carcere bisogna cercare di stabilire in tempi brevi se siano colpevoli o innocenti. Se non ci si riesce in un lasso di tempo di un anno o sei mesi, non è giustificabile, per questo vengono mandati gli ispettori». Gli ispettori ministeriali sono appena passati per Padova. Visita non gradita da dipendenti del tribunale che oggi manifesteranno fuori da palazzo di giustizia, arrabbiati contro chi li addita come «fannulloni» colpevoli delle lentezze giudiziarie nei casi delle scarcerazioni facili.
Le Rappresentanze sindacali di base della Giustizia indicano le storture «nelle leggi che permettono agli imputati, attraverso i loro avvocati, di beffarsi della giustizia utilizzando cavilli legali ». Le ragioni dell'inefficienza, afferma il sindacato, stanno «oltre che nella cronica carenza di personale, mezzi, risorse e strutture, soprattutto nella miriade di incombenze e attività burocratiche legate all'iter processuale».


16 maggio 2008 - IMG Press

AUMENTARE IL PREZZO DEL BIGLIETTO DELL’ATM VUOL DIRE DARE UN’ALTRA MAZZATA ALLE FAMIGLIE MESSINESI

Messina - Aumentare il prezzo del biglietto dell’Atm vuol dire dare un’altra mazzata alle famiglie messinesi, proprio nel momento in cui queste – soprattutto le più disagiate – avvertono che i loro soldi sono mangiati dalle bollette e dai costi dei servizi pubblici. Sembra proprio tutto predisposto ad arte per fare pure peggio nel futuro prossimo: "smontare" l’Atm per dare tutto in mano ai privati. Ma la Rete verde di ecologia sociale confida nella "resistenza" dei lavoratori, avendo partecipato al Congresso della Cub-Trasporti, avendo seguito il nuovo protagonismo dell’Orsa e guardato con attenzione gli interventi della Cgil. Quest’ultimo sindacato è stato chiaro: "aumentare i prezzi non è la soluzione", soprattutto quando non si riesce a garantire il servizio di trasporto pubblico in città, nelle periferie e nei villaggi. Meno della metà del parco autobus esce ogni mattina per immettersi sulle strade; si innesta così il circolo vizioso che porta alla riduzione degli incassi e – insieme ai tagli apportati dal commissario Sinatra - condanna inesorabilmente l’Atm alla chiusura. Questo problema potrebbe cominciare a risolversi acquistando i pezzi di ricambio per i mezzi fuori uso, aumentando quindi linee, utenti e incassi. Al commissario e al direttore dell’Atm la Rete verde di ecologia sociale chiede: come mai non funziona quell’officina che non solo dovrebbe riparare i mezzi guasti, ma addirittura potrebbe procurare utili facendo riparazioni per conto terzi? A chi si candida a governare la città rivolge una domanda di più ampia portata: come si pensa di rispondere alla domanda di mobilità urbana, senza aggravare la condizione delle categorie socialmente più deboli? La questione può apparire fuori luogo nel momento in cui tutti si stanno affannando a fare decine di liste senza contenuti, ma il problema si riproporrà il 17 giugno e certo delle risposte occorrerà trovarle. Limitarsi ad aumentare il costo del biglietto è la cosa più inutile, e anche più odiosa. Il solo importo del biglietto non basterà mai a far fronte alle spese per garantire il servizio pubblico di trasporto; occorre trovare altre attività remunerative per l’Atm, anche se trasformata in società per azioni con la partecipazione e la prevalenza del soggetto pubblico. Infine c’è un costo da calcolare: quello ambientale e sanitario. Questo va a carico della collettività; a questo debbono far fronte i bilanci comunale, provinciale, regionale, con la possibilità di integrazioni nazionali ed europee. "Megghiu lassari a machina, ti l’avìa dittu": così sosteneva oggi un cittadino, scendendo dal tram con un amico che non l’aveva mai preso. Ormai anche a livello popolare si fa strada questo ragionamento; non è solo il grande quotidiano nazionale che ripete "meglio andare a piedi": sta diventando consapevolezza comune che il costo monetario, ambientale e sanitario del trasporto privato si è fatto troppo gravoso. E, dal 17 giugno, non si potrà continuare a giocare sulla pelle dei cittadini-utenti e dei lavoratori dell’Atm.


15 maggio 2008 - Ansa

SINDACATI: SABATO ASSEMBLEA NAZIONALE SINDACALISMO BASE

(ANSA) - MILANO, 15 MAG - Si terrà sabato prossimo per tutto il giorno, al Teatro Smeraldo di Milano, l'assemblea nazionale del sindacalismo di base organizzato da Cub, Cobas e Sdl intercategoriale. All'incontro - è stato spiegato oggi in una conferenza stampa svolta simbolicamente davanti alla sede di Assolombarda - prenderanno parte circa 2.000 delegati. È previsto anche un incontro con la stampa alle 14.30. Nell'assemblea si decideranno le mobilitazioni e le iniziative di lotta e di propaganda di una piattaforma che, in sintesi, prevede aumenti immediati e generalizzati di 3.000 euro l'anno per salari e pensioni; l'introduzione di un meccanismo per l'adeguamento automatico di retribuzioni e pensioni all'aumento dei prezzi e la cancellazione dell'Iva sui beni di prima necessità. Fra le altre richieste: l'abolizione delle leggi Treu e 30 e il rilancio del contratto nazionale.

P.A.:RDB CUB, DA FANNULLONI CASSAZIONE CHIUSI 77.000 RICORSI

(ANSA) - ROMA, 15 MAG - Settecento lavoratori della Cassazione, tra autisti, uscieri, amministrativi e addetti alle cancellerie, hanno definito nel 2007 29.776 ricorsi civili e 47.053 penali: ''questi sono i fannulloni che quotidianamente, e nonostante i politici e i dirigenti, assicurano alla collettivita' il servizio Giustizia''. E' quanto osserva la rappresentante della direzione nazionale RdB-CUB, Pina Todisco, secondo la quale e' in atto una ''manovra bipartisan che criminalizza tutti i lavoratori pubblici finalizzata in realta' allo smantellamento del servizio pubblico''. ''Dopo anni di tagli ai bilanci delle pubbliche amministrazioni, di blocco delle assunzioni e di ricorso a lavoratori precari il servizio pubblico ha visto un inevitabile abbassamento della qualita', di cui strumentalmente si cerca di addossare tutte le responsabilita' ai pubblici dipendenti. Non si cerca invece la responsabilita' politica nelle scellerate scelte assunte, anche queste in maniera bipartisan, dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, ne' si cercano le responsabilita' di una dirigenza troppo spesso legata a interessi di partito'' dice la Rdb Cub che ha organizzato per lunedi'19 maggio un'assemblea aperta e un sit-in dei lavoratori della Cassazione.

ROM IN FUGA: MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA' A NAPOLI

(ANSA) - NAPOLI, 15 MAG - Una manifestazione di solidarieta' con il popolo rom e' in corso a Napoli, davanti a Palazzo San Giacomo, sede del Comune, su iniziativa della rete antirazzista di Napoli, con la presenza di esponenti dell'Opera Nomadi, del sindacato di base Rdb cub, dell'associazione Libera, del comitato immigrati per Napoli, di studenti e operatori sociali. ''Vogliamo anche denunciare - dice Aboubakar Soumahoro, rappresentante della rete antirazzista di Napoli - un'operazione squadrista e razzista che e' stata condotta in questi giorni. Nelle proteste non c'e' nulla di spontaneo; sono costruite a tavolino, a sangue freddo, in un nome di una presunta riqualificazione del territorio che nasconde interessi economici. Su questo invitiamo la Prefettura a essere parte attiva''. Nel contempo, l'iniziativa ''vuole anche denunciare il fallimento delle politiche sociali del Comune e ricordare che ci sono bambini ai quali e' stata negata per sempre la possibilita' di andare a scuola''. Fabio Giuliani, dell'associazione Libera, sottolinea che ''in questa citta' dalle mille emergenze non si parla della vera emergenza, quella educativa e si cancella dalla memoria cosa e' stato il popolo rom''.

Manifestazione di solidarieta' a Napoli

NAPOLI - Una manifestazione di solidarietà con il popolo rom è in corso a Napoli, davanti a Palazzo San Giacomo, sede del Comune, su iniziativa della rete antirazzista di Napoli, con la presenza di esponenti dell'Opera Nomadi, del sindacato di base Rdb cub, dell'associazione Libera, del comitato immigrati per Napoli, di studenti e operatori sociali. "Vogliamo anche denunciare - dice Aboubakar Soumahoro, rappresentante della rete antirazzista di Napoli - un'operazione squadrista e razzista che è stata condotta in questi giorni. Nelle proteste non c'é nulla di spontaneo; sono costruite a tavolino, a sangue freddo, in un nome di una presunta riqualificazione del territorio che nasconde interessi economici. Su questo invitiamo la Prefettura a essere parte attiva". Nel contempo, l'iniziativa "vuole anche denunciare il fallimento delle politiche sociali del Comune e ricordare che ci sono bambini ai quali è stata negata per sempre la possibilità di andare a scuola". Fabio Giuliani, dell'associazione Libera, sottolinea che "in questa città dalle mille emergenze non si parla della vera emergenza, quella educativa e si cancella dalla memoria cosa è stato il popolo rom".
QUESTORE NAPOLI: NON CAMORRA MA CLIMA DI OSTILITA' - Manifestazioni di intolleranza, atti gravissimi da non ricondurre alla malavita organizzata, ma a un crescente clima di ostilità che monta in aree con un grave degrado ambientale e interessa tutti. E' questo il giudizio del questore di Napoli, Antonino Puglisi, in merito agli episodi di violenza che nei giorni scorsi hanno portato all'incendio di diversi campi rom nel quartiere di Ponticelli e alla fuga di chi vi risiedeva. "Si tratta di reati gravissimi che danno un'immagine incivile della nostra città - ha aggiunto il questore - atti da cui tutti dobbiamo prendere le distanze, non a parole ma con i fatti". Puglisi si è detto sorpreso dalla presenza nel quartiere di "manifesti inneggianti all'intolleranza". E ha poi annunciato il pugno duro anche per chi ha soffiato sul fuoco della protesta. "Favoreggiare i raid con forme di solidarietà é un reato previsto dal codice - ha detto - e come tale andrà punito". In merito a presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nelle manifestazioni dei giorni scorsi, Puglisi ha manifestato un certo scetticismo. "Non sono sicuro - ha detto - che a fare gesti del genere siano stati malavitosi di un certo calibro: riportare tutto alla criminalità organizzata mi lascia un po' perplesso". Insomma, nei raid ci sarebbe la mano di singoli esponenti dei clan, non dell'intera organizzazione criminale.
CURIA NAPOLI; DOLORE PER GRAVI FATTI ACCADUTI - Preoccupazione e dolore "per i gravi episodi che stanno rendendo molto difficile la vita quotidiana e la convivenza civile in alcune parti della nostra area metropolitana" sono espresse, in una nota, dalla Curia arcivescovile di Napoli. "Probabilmente le generali condizioni ambientali acuiscono il clima di esasperazione e di tensione per i possibili danni di carattere igienico-sanitario. Ma questo non può assolutamente portare a comportamenti che compromettono o annullano la civiltà e la correttezza dei rapporti umani. Nessuno può pensare di agire impunemente violando, con atti gravissimi e talvolta anche delittuosi, l'ambito personale e familiare altrui", si legge ancora nella nota. "La particolarità del proprio stato e la difficile realtà abitativa non autorizzano né legittimano fatti che attentano alla sicurezza, alla libertà e ai diritti di ciascun uomo. La violenza, comunque manifestata, non può trovare alcuna giustificazione, anzi trova ferma condanna. Non si può abusare della solidarietà e dell'accoglienza così come non si può assolutamente venire meno al dovere di rispettare le leggi e le regole esistenti, né si può deflettere dal rispetto della persona e della dignità umana".


15 maggio 2008 - IVG Il Vostro Giornale

Sit-in dei lavoratori precari davanti al palazzo della Regione

Genova - "Assunti tutti, assunti davvero": con questo striscione una decina di lavoratori precari presso gli enti locali hanno fatto stamani un sit-in, indetto da RdB-Cub, davanti al palazzo della Regione. "Si tratta di lavoratori impiegati presso enti locali come Comune, Tribunale o Regione e inquadrati con contratti a tempo determinato sotto gli otto mesi, normati dall’articolo 16 della legge 56/87 sul collocamento - ha spiegato il rappresentante sindacale RdB per il Comune di Genova, Pietro Favetta - Alcuni lavorano da vent’anni, ci sono anche dei laureati, ogni volta vanno in coda alle graduatorie e il loro reddito viene cumulato con quello dei familiari". I lavoratori hanno chiesto un incontro con l’assessore regionale alle politiche comunitarie Enrico Vesco.


15 maggio 2008 - Video Comunicazione

IN PIAZZA A NAPOLI PER LA SOLIDARIETA’ AI ROM
di Barbara Romano

Napoli - Roghi, proteste e raid punitivi contro i rom non accennano a terminare. Dopo l’episodio del tentato rapimento della neonata di Ponticelli da parte della nomade sedicenne, adesso agli arresti, il clima a Napoli è divenuto pesante e all’emergenza rifiuti si aggiunta quella dei nomadi. Da lunedì scorso tre incendi dolosi hanno completamente devastato tutti i campi nell’area est di Napoli dove da anni ormai alloggiavano popolazioni rom. Nel cuore della notte più volte teppisti sono entrati negli accampamenti con spranghe e coltelli per farsi giustizia da soli. L’unica a mantenere toni pacati in questa situazione sembra essere proprio Flora Martinelli, la giovanissima mamma che lunedì ha rischiato di vedere scomparire per sempre la sua piccola bambina, da lei l’appello per la fine delle violenze e che lo sgombero dei nomadi venga effettuato seguendo l’iter regolare senza più incidenti. Un tentativo di sedare gli animi arriva anche dalla rete antirazzista di Napoli che ha organizzato questa mattina una manifestazione di solidarietà con il popolo rom davanti a Palazzo San Giacomo. Presenti in piazza esponenti dell’opera nomadi, del sindacato di base Rdb club, dell’associazione libera, del comitato immigrato per Napoli di studenti e di operatori sociali. Ai nostri microfoni Aboubakar Soumahoro, rappresentante della rete antirazzista di Napoli.


15 maggio 2008 - Varese news

Tre dipendenti Agesp hanno ottenuto dal giudice del lavoro un contratto da ottobre.
Erano precari da anni
Il giudice fa assumere tre precari a tempo indeterminato

Busto Arsizio - Ancora una vittoria contro il precariato. Tre dipendenti dell'Agesp, che da lungo tempo lavoravano con contratto di somministrazione a tempo determinato per l'azienda comunale multiservizi di Busto Arsizio, hanno vinto la loro causa presso il Giudice del Lavoro del tribunale bustocco per ottenere un contratto a tempo indeterminato da Agesp. Ad annunciare l'esito positivo della vicenda è il sindacato A.L. Cobas che ha seguito e sostenuto la causa dei lavoratori. Agesp ha dovuto anche accollarsi tutte le spese legali. I tre lavoratori avranno una proproga di tre mesi dell'attuale contratto per poi entrare a tempo indeterminato a partire da ottobre di quest'anno. Da l'1° gennaio 2009, inoltre passeranno al livello superiore (3/b). «Come A.L. Cobas - Cub, non possiamo che essere contenti dell’esito di questa vicenda, - commenta il sindacato in un comunicato - anche in considerazione della presenza di altre cause contro Agesp, ma soprattutto perché finalmente anche a questi lavoratori, tra cui uno di questi padre di cinque figli, gli è stato riconosciuto un contratto a tempo indeterminato».


15 maggio 2008 - Liberazione

Sabato a Milano l'assemblea nazionale promossa da Cub, Cobas e SdL
«Lavoratori impoveriti, rilanciare il conflitto»
di Roberto Farneti
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Rilanciare la mobilitazione sindacale nei luoghi di lavoro e nel paese, l'unica strada disponibile per risollevare la condizione materiale di milioni di lavoratori dipendenti e pensionati, impoveriti dalle politiche liberiste attuate da tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, con il sostegno di Cgil Cisl Uil. E' questo l'obiettivo dell'appuntamento di sabato prossimo a Milano, presso la sala del Cinema Smeraldo, dove si terrà l'assemblea nazionale del sindacalismo di base promossa dalle tre principali organizzazioni: Cub, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale.
Compito dell'assemblea, a cui prenderanno parte oltre mille delegati provenienti da tutta Italia, sarà quello di discutere e di decidere le forme di lotta da attuare nei prossimi mesi, compresa la proclamazione di un nuovo sciopero generale, dopo quello molto partecipato del 9 novembre scorso contro le politiche economiche del governo Prodi. «Quella piattaforma per noi è ancora valida - sottolinea Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub - non a caso il titolo dell'assemblea è "Continuare le lotte e la mobilitazione per il salario, la sicurezza nei luoghi di lavoro, contro la precarietà, per la continuità del reddito, in difesa del contratto nazionale, per la democrazia nei luoghi di lavoro"». A differenza di Cgil Cisl Uil, «il sindacalismo di base è veramente indipendente, noi - sottolinea Leonardi - non abbiamo governi amici». L'iniziativa è, comunque, aperta a tutti: «L'importante - chiarisce ancora Leonardi - è che a intervenire siano lavoratori veri, delegati o Rsu. Non vogliamo passerelle».
Cub Cobas e Sdl Intercategoriale, pur nella diversità esistente tra le tre organizzazioni, vogliono anche dar vita a forme permanenti di consultazione. «Abbiamo deciso di avviare un percorso di rapporto unitario - spiega Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas - non solo per organizzare insieme le assolutamente necessarie iniziative di lotta, ma anche per offrire a milioni di lavoratori, in un contesto difficile, un punto di riferimento alternativo a Cgil Cisl Uil, ormai avviate verso la creazione di un sindacato unico e intenzionate a cedere su tutta la linea al padronato e al goveno». Una subordinazione alle esigenze dell'impresa che fa il paio con «l'atteggiamento collaborativo del Pd nei confronti del governo Berlusconi».
Bernocchi fa l'esempio delle politiche contrattuali. «In Germania, dove il salario medio di un operaio è circa il doppio di quello italiano, abbiamo metalmeccanici, ferrovieri, settori del pubblico impiego che lottano per aumenti medi del 10%. Addirittura in Romania, paese dove non ci sono tradizioni di lotta sindacale particolarmente significative, addirittura gli operai della Renault lottano da un mese per avere il raddoppio del salario». In Italia invece «Cgil Cisl Uil, ma anche il Pd - sottolinea il portavoce dei Cobas - propongono di ridurre drasticamente il peso del contratto nazionale, con la promessa ingannevole di aumenti retributivi che giungeranno dal secondo livello, da cui continueranno ad essere esclusi la grande maggioranza dei lavoratori». L'unica soluzione che viene indicata ai lavoratori è quella di lavorare di più, cioè di fare straordinari.
Di fronte a tutto ciò, il sindacalismo di base deve dare risposte concrete. Le richieste che oggi emergono dal mondo del lavoro «sono - riassume Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale di Sdl Intecategoriale - essenzialmente quattro: più salario, più pensioni, meno precarietà e più sicurezza sul lavoro». Su tutti e quattro questi temi le risposte di Cgil Cisl Uil sono «assolutamente insufficienti o contrarie». Tomaselli cita l'accordo del 23 luglio 2007 «che ha sancito la legge 30, oltre all'innalzamento dell'età pensionabile e il decollo della previdenza integrativa privata, a scapito di quella pubblica». Non solo: «Negli ultimi giorni del governo Prodi - ricorda il coordinatore della Cub, Pierpaolo Leonardi - il ministro della Funzione Pubblica, con una circolare, ha bloccato di fatto il parziale processo di stabilizzazione dei 500mila precari pubblici avviato dalla Finanziaria». Anche sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, secondo Leonardi, «c'è ancora molto da fare», visto che l'approvazione del nuovo Testo Unico non sembra avere ridotto gli incidenti.
Secondo Cub, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale la responsabilità di questi risultati negativi per i lavoratori è in primo luogo della concertazione. Per questo bisogna rilanciare il conflitto. Una strada che passa per la messa in discussione del monopolio di Cgil Cisl e Uil. Monopolio «che si realizza con una assenza di democrazia nei luoghi di lavoro, dove ai sindacati non concertativi - accusa Bernocchi - viene negato il diritto di assemblea e di fare campagna elettorale. In più non esiste un meccanismo di elezione con liste nazionali che permetta di verificare chi è veramente rappresentativo».
L'altro aspetto fondamentale è l'attacco al diritto di sciopero. «Ormai nei servizi pubblici, nei trasporti e in molte altre realtà, scioperare - sottolinea Tomaselli - è diventato un'impresa quasi impossibile. Gli interventi della Commissione di Garanzia vanno ormai ben al di là di ciò che stabilisce la legge. Bisogna riappropriarsi degli strumenti di lotta che storicamente appartengono al mondo del lavoro, forzando anche l'applicazione che viene data delle norme sugli scioperi».
Tuttavia, per proporsi come una alternativa a Cgil Cisl Uil, «il sindacalismo di base - spiega Tomaselli - deve dimostrarsi capace di uscire da situazioni di nicchia in termini di rappresentanza. Questa è la forte ambizione che abbiamo, l'obiettivo che ci dobbiamo dare. Inoltre per noi di Sdl Intercategoriale, questo obiettivo dovrebbe essere patrimonio non semplicemente del sindacalismo di base ma anche di quelle forze che da posizioni di minoranza all'interno di Cgil Cisl Uil stanno indicando un modello diverso di sindacato».


15 maggio 2008 - Comunicato stampa AL Cobas CUB

AGESP DI BUSTO ARSIZIO, ANNULLATI TRE CONTRATTI INTERINALI

Ieri 14-5-2008, davanti al Giudice del Lavoro del tribunale di Busto Arsizio, Dott.ssa La Russa, l’Agesp spa, azienda sotto la gestione comunale, ha conciliato con tre lavoratori da anni precari con contratti di somministrazione e difesi dai legali Sertori, Medina e Bianco.
La conciliazione prevede una proroga di tre mesi degli attuali contratti e la definitiva assunzione a tempo indeterminato a partire da ottobre 2008, con il riconoscimento a partire dal 1° gennaio 2009 del livello superiore all’attuale (3/b).
Agesp spa ha dovuto inoltre accollarsi tutte le spese legali.
Questa vicenda, dimostra che anche le amministrazioni pubbliche, al di là delle belle parole in campagna elettorale, contro il lavoro precario e sottopagato, utilizzano tutti i modi, spesso anche illegalmente, per non riconoscere ai lavoratori i loro diritti.
Come A.L.-Cobas-Cub, non possiamo che essere contenti dell’esito di questa vicenda, anche in considerazione della presenza di altre cause contro Agesp, ma soprattutto perché finalmente anche a questi lavoratori, tra cui uno di questi padre di cinque figli, gli è stato riconosciuto un contratto a tempo indeterminato.


15 maggio 2008 - La Nuova Venezia

Pochi investimenti e autobus in ritardo Volantinaggio dei Cub Trasporti contro l’Actv

Venezia - «Autobus in ritardo cronico e corse che saltano. Colpa della viabilità cittadina e di una dirigenza Actv che, con i nuovi turni di servizio, carica di ulteriore lavoro gli autisti già pesantemente colpiti». Queste le motivazioni dello sciopero indetto dai Cub Trasporti per martedì prossimo. Motivazioni ribadite in un volantinaggio ai cittadini, ieri mattina e pomeriggio, a piazzale Roma.
«Siamo consapevoli dei problemi che lo sciopero crea ai cittadini - spiega Danilo Scattolin (Cub) - Ma si tratta di uno sciopero indispensabile per convincere la dirigenza Actv ad attivarsi realmente con Comune e Provincia per investire al fine di rendere i mezzi pubblici più competitivi rispetto al mezzo privato». I Cun Trasporti contestano infine anche l’introduzione dei nuovi turni di servizio. «Con il nuovo programma l’azienda recupera di fatto più turni di quanto previsto - conclude Scattolin - Noi chiediamo che per questo sacrificio sia riconosciuto il dovuto riscontro ai lavoratori e che l’azienda non sia l’unica a beneficiare del maggior lavoro degli autisti».


15 maggio 2008 - Il Gazzettino

EX FAST COOP

Limena - (PpS) Sembra essersi aperto uno spiraglio per i trenta lavoratori stranieri ex dipendenti della Fast Coop (oggi Hub Coop) che operavano come magazzinieri e facchini alla Tnt di Limena e che da mesi, nonostante gli impegni presi anche dalle istituzioni, sono ancora a spasso non avendo ottenuto una ricollocazione lavorativa. Ieri sono stati ricevuti da Roberto Tosetto - assessore provinciale al Lavoro - in un incontro promosso dal consigliere provinciale Roberto Magnarello e i cui contenuti sono stati resi noti a palazzo Moroni. «L'assessore Tosetto - racconta Khalid Mouhib, portavoce dei lavoratori nonchè delegato sindacale - ci ha dato la sua disponibilità a risolvere la questione. In questi giorni saranno chiamati i primi lavoratori per un colloquio all'ufficio impiego della Provincia e a ruota saranno convocati tutti gli altri. Sarà poi aperto anche un tavolo, richiamando tutte le parti coinvolte, per verificare se l'accordo è stato effettivamente applicato come avrebbe dovuto essere». Presente anche l'assessore Daniela Ruffini. «Questi lavoratori - ha detto - hanno diritto a essere ripresi come da accordo e non sapevano che entro il 30 marzo spettava a loro il ricollocamento. C'è una responsabilità da accertare, ma è chiaro che massime garanzie devono essere date a tutti. E le istituzioni devono fare la loro parte». Molti lavoratori, presenti in Comune, si trovano a vivere in condizioni disagiate: «Qui c'è gente che ha ricevuto lo sfratto ed ha la famiglia da mantenere - prosegue Khalid Mouhib - E' da tre mesi che cerchiamo lavoro e nessuno ci considera, incluse le altre cooperative. Sono state fatte cinquantadue nuove assunzioni dal consorzio Corso (che ha sostituito la Fast Coop, ndr), ma noi siamo stati lasciati a casa quando in realtà abbiamo il diritto a essere assunti. Siamo stati discriminati e abbandonati anche dal nostro sindacato, ovvero Adl Cobas. Ora confidiamo nell'assessore Tosetto che ha promesso di farsi carico della situazione».


15 maggio 2008 - Il Bologna

La protesta. In 47 rinviati a giudizio per aver «occupato» la stazione dopo le prime bombe su Baghdad
Azione legale contro i pacifisti sfilano in città i centri sociali
Ieri prima il presidio di fronte al consorzio che amplierà la base di Vicenza, poi il corteo
di Valeria Tancredi

Bologna - Cinque anni fa erano ventimila, ieri in cinquecento. Sembra passata una vita da quella manifestazione oceanica all'indomani del primo bombardamento americano su Baghdad: era il 20 marzo 2003. Questa mattina si terrà l'udienza preliminare che vede indagate 47 persone per interruzione di pubblico servizio per il blocco ferroviario che si tenne alla fine del corteo contro la guerra. Tra i possibili futuri imputati ci sono anche il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Tiziano Loreti, e il coordinatore cittadino delle Rdb, Massimo Betti, due che ieri erano dietro lo striscione "l'opposizione alla guerra non si processa?. Quello che è rimasto di quel movimento no war si è ritrovato ieri in una giornata dai due volti; alla mattina con un presidio di un centinaio di persone di fronte al Consorzio Cooperative Costruzioni per protestare contro l'appalto vinto dalla coop rossa per l'allargamento della base militare americana di Vicenza, al pomeriggio in un corteo che ha attraversato il centro da piazza Verdi a piazza Maggiore. Al mattino, di fronte alla sede del Consorzio in via Marco Emilio Lepido è arrivato anche un pulmann di militanti del comitato No Dal Molin di Vicenza. «La CCC fa parte di Legacoop, un consorzio nato sui valori della Resistenza -hanno scandito dal megafono - accettando di lavorare su questo appalto i valori della democrazia vengono spudoratamente disattesi. A questi dirigenti vogliamo dire che "pecunia olet", il denaro manda un puzzo di marcio quando proviene da attività legate alla guerra». Trascorsa un'ora, una delegazione di venti manifestanti è stata ricevuta dalla dirigenza del CCC cui è stato consegnato un assegno simbolico con scritta la cifra di 340 milioni di dollari. Un confronto molto acceso, senza possibilità di incontro quello tra i No Base e i dirigenti del Consorzio che hanno ribadito l'importanza di quella commessa come occasione di "lavoro" per l'azienda. Il presidio ha poi accolto all'urlo di "fascisti" e "vergogna" l'esito della discussione e ha rilanciato le future azioni di boicottaggio che accoglieranno l'arrivo delle coop a Vicenza, quando inizieranno i lavori. Il corteo del pomeriggio ha visto scendere in piazza i centri sociali, i collettivi, i sindacati di base e le realtà pacifiste della città. In ricordo di quel 20 marzo 2003 quando, durante il blocco ferroviario, Trenitalia arrivò addirittura a concedere l'uso degli altoparlanti per consentire ai manifestanti di spiegare a tutti gli altri viaggiatori le ragioni dell'azione.


15 maggio 2008 - Corriere del Veneto

Dipendenti pubblici
Venis e precari in Comune scoppia il caso contratti

VENEZIA — È ancora muro contro muro tra Venis, l'azienda che fornisce i servizi informatici al Comune di Venezia, e i lavoratori: al centro il cambio del contratto di lavoro, da metalmeccanico a telecomunicazioni. Una situazione di stallo, che blocca la ripresa della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo, proprio quando il Comune assume un nuovo dirigente a tempo determinato.
«L'assemblea - spiegano i rappresentanti della Rsu - ritiene assurda la pretesa aziendale di cambiare il contratto collettivo da metalmeccanico a telecomunicazioni. Venis è una azienda che fin dalla sua nascita si è sviluppata avendo a riferimento quel contratto, ed è su quello che è stata preparata la piattaforma per il rinnovo degli accordi aziendali scaduti». Dal fronte aziendale sembra invece esserci la pregiudiziale per cui se non si procede al cambio di contratto, non si potrà discutere neanche dell'integrativo, scaduto da ormai quattro anni.
«Il blocco delle trattative - spiegano i lavoratori in un ordine del giorno redatto al termine di un'assemblea, cui hanno partecipato la segreteria Cgil, la Fiom, la Fim e la Rsu - i tentativi aziendali di delegittimazione del sindacato fanno esprimere serie preoccupazioni sul futuro di Venis, che dopo il riassetto proprietario è un'azienda interamente pubblica». Se non arriverà nessun segnale di apertura, i lavoratori sono pronti allo sciopero: a rischio potrebbero essere anche le dirette on-line del consiglio com unale. Ma un'altra vertenza agita Ca' Farsetti, quella dei lavoratori precari, che hanno organizzato una mobilitazione in occasione del consiglio comunale di venerdì 16 maggio. «Nel dicembre del 2007 - spiega Stefano Pieretti del sindacato Rdb - è stato sottoscritto un accordo con l'amministrazione comunale, che prevedeva la stabilizzazione di 193 precari, in due tranche: 93 entro gennaio, e gli altri 100 entro il 20 aprile. Ma da quel momento il Comune è sparito, e non è stato siglato un solo contratto». Secondo quanto stabilito dalla legge Finanziaria 2008, inoltre, il Comune dovrà predisporre entro il 31 maggio prossimo un piano triennale per le stabilizzazioni. «Mancano pochi giorni - conferma Pieretti - e vorremmo capire quali sono le intenzioni del Comune: per un'operazione del genere occorre una pianificazione». Il rischio è che se non si procederà alla stabilizzazione dei precari, «interi servizi comunali, che si reggono solo su questi lavoratori, dovranno chiudere».
Ca' Farsetti intanto ha assunto a tempo determinato come dirigente Giovanni Chinellato, che già lavorava per il Comune da esterno. Nessun concorso, non si poteva fare, ma doveva essere sostituito Pierangelo Spano passato al Ministero, come responsabile dell'area pianificazione programmazione e controllo delle Politiche sociali. A dir la verità le funzioni sono state scisse: il bilancio da una parte (per Chinellato), la gestione dall'altra di cui se ne dovrà occupare un nuovo funzionario che ancora non c'è.(Giu.Ga.)


15 maggio 2008 - Il Tirreno

Call center, paghe sbagliate e incertezza
Assemblee ad Answers per discutere delle condizioni di lavoro

PISTOIA - Due giorni di assemblee per i lavoratori del call center Answers, sono state convocate dalle Rsu. Si terranno oggi e domani in due differenti fasce orarie: dalle 12 alle 13 e dalle 13 alle 14. Molti gli argomenti all’ordine del giorno, tra cui: la discussione sugli incentivi, la limitazione dei diritti dei sindacati e le pressioni sui lavoratori. L’Rsu vuole avere informazioni anche sugli sviluppi futuri dell’azienda,
«E’ stato deciso di incontrare i lavoratori di Answers - dicono al Cub, (Confederazione unitaria di base) - anche per discutere dei conntinui sbagli nei conteggi delle busta paga, che vanno avanti da un anno».
Per questo motivo c’era già stato uno sciopero di protesta. Errori continui dunque, sempre per difetto. «L’azienda ogni volta dice che ci sono degli errori di conteggio - raccontano al sindacato - e che il mese dopo avremo un conguaglio, ma il mese dopo ci troviamo in busta altri sbagli».
Spiega Gessica Beneforti della Cgil: «Abbiamo chiesto all’azienda di stampare un conteggio della paga a metà mese per farla verificare ai lavoratori, potrebbe essere una soluzione per evitare gli sbagli».
Ribadiscono al Cub: «Nelle assemblee si sovrà discutere anche di casi di mobbing, di rispetto delle normative sugli orari di lavoro, di orari flessibili e di assunzioni che devono essere fatte nei giusti livelli di occupazione».


15 maggio 2008 - La Repubblica

Trecento in corteo con Rifondazione contro la guerra

Bologna - RIFONDAZIONE Comunista torna in piazza per la prima volta dopo la batosta del 13 aprile, chiama tutta la sinistra radicale, i collettivi e i centri sociali a manifestare contro la guerra e contro il processo ai 47 "compagni" che nel marzo 2003 bloccarono la stazione contro il conflitto in Iraq, ma all´appello non rispondono più di 300 persone. E nel pomeriggio durante il corteo, dopo il presidio al mattino davanti alla sede della Consorzio cooperative costruzioni che s´è aggiudicato i lavori alla base Nato di Vicenza, dietro lo striscione del collettivo Crash qualcuno grida slogan contro il sindaco ("Cofferati pezzo di m.") e ironizza su Nassiriya, sull´aria di una vecchia canzone di Morandi: «Andavan a Nassiriya a portar democrazia, han fatto boom». In testa al corteo, che parte da Piazza Verdi preceduto dallo striscione «L´opposizione alla guerra non si processa» del Comitato imputati contro la guerra, i dirigenti del Prc Loreti, Monteventi, più defilato Sconciaforni, poi Massimo Betti delle Rdb, Rosario Picciolo del Livello 57, e dietro i ragazzi di Crash, del Tpo, del collettivo Out of, una bandiera cubana, quelle di Autonomia Contropotere, del Partito Comunista dei lavoratori. Partecipazione così così, insomma, in una giornata che invece, visto il tema, decisamente "trasversale" alle mille anime del movimento, qualcuno s´aspettava più corposa. Dice Loreti: «ripartiamo da qui, ricominciando a parlare di pace con la gente. Stamattina, al presidio in via Marco Emilio Lepido, c´eravamo soltanto noi». Gianmarco De Pieri, del Tpo, parla del giorno del blocco dei treni, grida che quel giorno «s´è compiuto un atto di alta etica e che non c´è stato nessun reato. La resistenza contro la guerra non si processa». Stamattina dovrà affrontare un altro processo, quello per lo "smontaggio" al Cpt. Slogan contro gli Usa e per l´Intifada, contro la partecipazione italiana al conflitto in Iraq «voluta dal Governo-Prodi» e contro «ogni repressione». Al mattino, davanti al Ccc, ci sono anche quelli del Dal Molin di Vicenza. Una delegazione viene ricevuta ai piani alti del Consorzio e i manifestanti consegnano ai dirigenti la gigantografia di un assegno intestato al Ccc, della Bank of United States, importo 340 milioni di dollari, ovvero l´appalto per i lavori alla base. Ne escono dopo un´ora, invitando al boicottaggio del Consorzio. «I dirigenti ci hanno detto che non rinunceranno mai ai lavori. Peggio della peggiore azienda».(c.g.)


15 maggio 2008 - Il Giorno

Troppo stress per l’Ecopass. Dipendenti comunali in agitazione
OGGI TAVOLO DI CONFRONTO CON I SINDACATI

MILANO — I dipendenti degli uffici coinvolti dall'introduzione dell'ecopass, che operano alla direzione centrale Mobilità trasporti e ambiente, appoggiati dai delegati Rsu delle organizzazioni sindacali SdL, RdB, SlaiCobas, sono in agitazione. Oggi, l’aministrazione comunale aprirà un tavolo di confronto e dall’incontro, lavoratori e sindacati attendono: « Risposte efficaci e risolutive». La causa della protesta è dar far risalire a quella che viene definita una «situazione di disagio cronico ormai intollerabile». I sindacati quindi spiegano: «Gli interventi di modifica della mobilità introdotti da alcuni anni, hanno sempre stravolto l'organizzazione degli uffici. Basta ricordare l'introduzione delle telecamere nelle corsie riservate ai mezzi pubblici. Eppure, nonostante negli ultimi anni la città sia stata oggetto di ulteriori provvedimenti che hanno riversato diverse categorie di cittadini (tradotto in cifre migliaia di persone) negli uffici della Dc5, niente è cambiato in termini di organizzazione del lavoro e dei servizi. La consuetudine è il lavoro in emergenza e in assenza totale di qualsivoglia pianificazione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere». Poi, viene la lista delle cose che non vanno: «Pianificazione e organizzazione del lavoro assenti, carenza di personale e di dotazioni tecnologiche, ambienti non conformi a criteri di sicurezza e salubrità, provvedimenti d'urgenza che ricadono sui tempi di vita dei lavoratori (sospensione ferie di Natale, trasferimenti d'ufficio ordinati nel giro di poche ore), assenza di indennità di progetto, disagio. Poi ancora: cittadini arrabbiati e insoddisfatti che riversano il loro nervosismo sui lavoratori (dalle aggressioni verbali si è arrivati alle fisiche), operatori a contatto con il pubblico che operano senza ricevere disposizioni precise sul servizio offerto. Non è così che si vuole continuare a lavorare, esiste una dignità delle persone, del lavoro e dei servizi».


15 maggio 2008 - La Stampa

Sacra Famiglia, ancora sciopero
Il direttore: «Nessuna carenza di personale anzi a breve saremo in sovrannumero». Salute e diritti, incontro della Uil
di VALERIA PERA

VERBANIA - E con questo fanno tre. I lavoratori dell’istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone, compresi i circa 180 della sede verbanese diretta da gennaio da Livio Airoldi, domani tornano ad incrociare le braccia. Questa volta per l’intera giornata. Come già per gli scioperi di novembre e febbraio, sul tavolo di Rsu, Cgil, Cisl, Fials, Cub e Cobas ci sono le questioni dell’integrativo e del nuovo contratto Uneba.
Un passo indietro. L’istituto, diventato fondazione privata nel 1997, ha stabilito di recente il passaggio per i neo assunti dal contratto nazionale Aris (Associazione religiosa istituti socio sanitari) a quello Uneba (Unione nazionale istituti e iniziative di assistenza sociale): «La scelta di cancellare l’integrativo e l’adozione dell’Uneba portano a dividere i lavoratori in persone di serie A e di serie B e penalizza di circa il 30% le condizioni economiche dei nuovi assunti» dicono i sindacati. E rincarano: «I lavoratori non saranno più uguali quando si ammaleranno, in caso di maternità o quando dovranno semplicemente fare la spesa con salari inferiori ad altri colleghi che fanno il medesimo lavoro, al loro fianco».
Il direttore della struttura verbanese Airoldi, però, non ci sta: «Per le persone in forze all’istituto al 31 marzo non cambia nulla, l’amministrazione ha garantito che manterranno il contratto Aris con l’integrativo. I futuri assunti, invece, avranno l’Uneba e in effetti prenderanno un po’ meno, ma avverrà tra dieci anni e comunque mantenere i vecchi contratti per noi era troppo oneroso, non potevamo reggere».
Alle voci di «turni massacranti per carenza di personale, che si licenzia per andare in Svizzera», Airoldi ribatte: «Non è assolutamente vero, è un’affermazione strumentale. Le assunzioni erano bloccate fino al 28 marzo, come d’accordo con i sindacati, finché la trattativa era in atto». E aggiunge: «Comunque all’istituto di Verbania non c’è alcuna carenza. Abbiamo 5 o 6 posti da coprire in seguito a pensionamenti, ma avremo a disposizione 26 dipendenti in più per il trasferimento di alcuni pazienti. A causa della ristrutturazione del reparto Santa Maria Bambina, infatti, dieci ospiti andranno definitivamente a Cannobio e per due anni dieci saranno trasferiti al San Rocco e altri dieci in Liguria, per cui i lavoratori di quei settori saranno liberi. Addirittura andremo in sovrannumero e i lavoratori potranno godersi le ferie».
Testo unico su salute e sicurezza in vigore dal 15 maggio, patologie muscolo-scheletriche, tutela del danno e diritti dei lavoratori sono gli argomenti che saranno approfonditi oggi dalle 9,15 in sala Rosmini al Chiostro di Verbania, nel corso di un’assemblea indetta dalla Uil con i responsabili provinciali, zonali e i medici convenzionati. All’incontro parteciperanno Anna Ginanneschi, coordinatrice regionale del patronato Ital-Uil, e Lorenzo Cestari, della segreteria regionale Uil.


14 maggio 2008 - Dire

BOLOGNA. 300 IN CORTEO CONTRO GUERRA, COFFERATI E RONDE
CRASH: E SABATO SAREMO A VERONA A MANIFESTARE PER MORTE NICOLA

(DIRE) Bologna, 14 mag. - Doveva essere una manifestazione contro la guerra e contro un processo- quello che iniziera' domani a Bologna contro 40 persone che il 20 marzo 2003 occuparono i binari della stazione per protesta contro l'inizio della guerra in Iraq- ritenuto ingiusto. Alla fine, nel corteo cui hanno partecipato circa 300 persone (per la Digos 250, per i manifestanti 500), hanno trovato posto anche i cori contro lo "sceriffo Cofferati" e il suo "delirio sicurtario". Ma anche, e a piu' riprese, contro le "ronde fasciste". Ad aprire il corteo, partito da piazza Verdi alle 18.30 dopo un'ora e mezza di concentramento e arrivato in piazza Maggiore alle 19.30, c'era lo striscione del Comitato imputati contro la guerra: "L'opposizione alla guerra non si processa", lo stesso slogan con cui da una settimana i collettivi bolognesi pubblicizzano questa giornata di protesta. A reggerlo, tra gli altri, Tiziano Loreti di Rifondazione comunista e Massimo Betti delle Rdb (entrambi imputati domani), e il leader del Livello 57 Rosario Picciolo. "Oggi, allora come ora, siamo qua perche' domani inizia un processo che vuole fermare la voglia di lottare di questi movimenti", esordisce lo storico leader dei Disobbedienti bolognesi, Gianmarco De Pieri, mentre i manifestanti si radunano in piazza Verdi. "Ma questo processo e' ingiusto, e' invece giusto indignarsi, e' giusto resistere, perche' di fronte alla guerra o si resiste o non si e'" prosegue De Pieri. E rivendica: "Questa citta' e' soprattutto nostra e oggi parte il tempo dei movimenti". Lo ripetera' anche durante il corteo, ricordando "centri sociali e case occupate" e annunciando la "volonta' di costituire movimenti" e di "portare la sovversione in questa citta'. E' il tempo dei movimenti, qui batte il nostro cuore, non altrove". In corteo ci sono striscioni del Tpo ("Sabotatori dell'impero, pirati delle metropoli, colpevoli di resistere alla guerra") e di Crash-Cua ("Contro la guerra infinita, enduring resistance"). Ci sono le bandiere degli anarchici e lo striscione "Criminale chi fa la guerra non chi resiste". Le Rdb, invece, per l'occasione hanno portato lo stesso identico striscione che portarono quel 20 marzo del 2003: "Lavoratori contro la guerra" con il disegno della "Guernica" di Picasso. Oltre alle facce note dei collettivi e ai rappresentanti bolognesi di Rifondazione comunista (oltre a Loreti, Valerio Montenventi e Roberto Sconciaforni), attraverso largo Respighi, via delle Moline e via Indipendenza camminano anche cittadini, biciclette e qualche passeggino. Subito prima della partenza da piazza Verdi, Beppe di Crash parla al microfono. Richiama le "resistenze alle occupazioni militari in tutto il mondo" e si scaglia contro "le diverse forme con cui si cerca di impedirci di scendere in piazza". Chiama in causa le "ronde fasciste" e annuncia l'appuntamento di sabato alle 11 in stazione, per partire alla volta di Verona, dove ci sara' un "corteo antifascista per protestare contro la morte di un ragazza per mano di cinque fascisti. Noi non lo accettiamo e non staremo in silenzio". In corteo gli slogan legati alla realta' bolognese non si fanno attendere: contro il sindaco e contro "il delirio sicuritario dello sceriffo Cofferati che aizza sempre piu' la militarizzazione di piazza Verdi". Accanto a questi, cori piu' internazionali: "Intifada fino alla vittoria" e "Stop stop global world". E non ci si dimentica di Nassirya: "Andavano a portar democrazia e hanno fatto bum".

BASE VICENZA. NO DAL MOLIN AVVERTE IL CCC: RESTATE A CASA
CONSORZIO DIALOGA CON MANIFESTANTI: NON CALPESTIAMO PER LAVORARE

(DIRE) Bologna, 14 mag. - Come gia' successo alcune settimane fa alla Cmc di Ravenna, anche i vertici del Consorzio cooperativo costruzioni hanno accettato un confronto con i manifestanti del presidio permanente No Dal Molin, arrivati a Bologna per manifestare contro la costruzione della nuova base statunitense a Vicenza. E la conclusione del faccia a faccia non e' stata certo delle piu' cordiali. La richiesta di far entrare una delegazione all'interno della sede di Borgo Panigale era arrivata dal sit-in convocato per l'inizio del processo, previsto per domani, a carico di 40 dei manifestanti che nel 2003 bloccarono il traffico ferroviario della stazione di Bologna. Nella palazzina della Ccc entrano una ventina di persone. Insieme ad alcuni vicentini di tutte le eta' c'e' anche qualche militante dei centri sociali bolognesi, il segretario del Prc, Tiziano Loreti, e il numero uno delle Rdb, Massimo Betti. Un paio di manifestanti "consegna" alla Ccc un assegno gigante firmato da George W. Bush: 340 milioni di dollari per ricompensare il Consorzio per la "straordinaria collaborazione alla continuazione della guerra globale permanente". All'interno la delegazione e' attesa da Antonio Ferri, responsabile delle relazioni esterne, e Franco Buzzi, presidente del consiglio di sorveglianza della Ccc ma anche numero uno dell'Associazione nazionale cooperative di produzione e lavoro. La delegazione, guidata dal vicentino Francesco Pavin, snocciola tutte le motivazioni per cui il presidio No Dal Molin chiede alla Ccc di rinunciare all'appalto: economiche, ambientali e antimilitariste. "Alcune delle facce che vedete qui vi consiglio di stamparvele bene in testa- spiega- perche' sono quelle che vi troverete di fronte quando arriverete a Vicenza". Dove il clima, per quanto riguarda la base, non sembra cambiato rispetto a qualche mese fa. "Chiedetevi come mai- spiega Pavin- Vicenza e' l'unico comune dove ha vinto la sinistra", con un sindaco contrario alla base Usa. "E' dal 13 aprile che ce lo chiediamo", ammette Ferri con un sorriso. Che non basta pero' a stemperare l'aria. "Quando arrivera' il momento delle manganellate- minaccia Pavin- verremo qui, a occupare i vostri uffici". Una signora cinquantenne, di fronte alle esigenze economiche dei costruttori, ricorda invece che "il problema di fondo e' ammazzare o non ammazzare". Un'altra, visto che "si parla sempre di centri sociali", vuole far capire che il fronte No Dal Molin e' fatto di persone normali: "Io sono mamma di sei figli e nonna tre nipotini, all'inizio la notizia della nuova base non mi ha sconvolto perche' ero certa che l'arrivo al governo di Prodi l'avrebbe fermata. Poi ho visto com'e' andata e oggi si' che sono contraria". Ferri ci riprova con la diplomazia, ribadendo la "sensibilita'" della Ccc, "finche' c'e' un clima di democrazia e non violenza". Il lavoro, continua, "per noi e' la vita". E aggiunge: "Qualcuno di noi, preso fuori, potrebbe venire in corteo con voi, non mi meraviglierebbe affatto". Anche Buzzi respinge le accuse: "Non e' vero che pur di guadagnare siamo disposti a calpestare tutto e tutti". Pero' "puo' capitare che delle opere creino disagi al territorio". Qualcuno lo provoca: "E se vi chiedessero di costruire camere a gas". Buzzi, stizzito, replica che "non stiamo certo parlando di camere a gas". Pavin torna alla carica, e chiede a Buzzi se "dormira' bene la notte" quando a Vicenza ci saranno le cariche sui manifestanti. Buzzi: "Spero non succedera'". E piu' avanti, con i toni che cominciano a salire, aggiunge: "Vado a casa e mi guardo tranquillo allo specchio", perche' "riteniamo di essere ancora coerenti con la nostra storia". A questo punto, la scintilla che provoca l'interruzione ruvida del confronto. Incalzato dai manifestanti, Buzzi indica l'assegno gigante ed esclama: "Ma guardate quella cifra". Per i No Dal Molin e' la goccia che fa traboccare il vaso. "Vergognatevi", e via tutti. L'ultima battuta, ad una signora che si attarda a contestare la Ccc, e' di Buzzi: "Vivo anche senza di lei, arrivederci". Saputo l'esito del confronto, i manifestanti rimasti all'esterno non la prendono bene: "Fascisti" e "Vergogna" sono gli insulti piu' gettonati, ma c'e' anche chi aggiunge "che paghino le tasse come tutte le imprese". Pavin, dal camion, rilancia la sfida del boicottaggio: "Quanti milioni di euro siamo capaci di farvi perdere, questa e' la nostra scommessa". Il presidio si scioglie, l'appuntamento e' alle 17 in piazza Verdi per un corteo fino in piazza Maggiore.

CENTRI SOCIALI A BOLOGNA CONTRO PROCESSO OCCUPAZIONE STAZIONE

(AGI) - Bologna, 14 mag. - Manifestazione dei centri sociali in vista dell'udienza preliminare di domani nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Bologna che vede indagate 47 persone, tra cui il segretario provinciale del Prc Tiziano Loreti, per interruzione di pubblico servizio in seguito all'occupazione, il 20 marzo 2003, dei binari della stazione in segno di protesta contro la guerra in Iraq. Circa duecento persone sono partite, nel pomeriggio, da piazza Verdi, nel cuore della zona universitaria, per concludere il corteo in piazza Re Enzo a pochi passi dal palazzo comunale. L'iniziativa si e' conclusa senza incidenti. In testa al corteo, a tenere lo striscione "L'opposizione alla guerra non si processa", c'erano Tiziano Loreti, leader del Prc di Bologna, e Massimo Betti, segretario del sindacato di base (Rdb). In mattinata i collettivi avevano manifestato nel quartiere Borgo Panigale, in periferia della citta', di fronte al Consorzio Coop Costruzioni contro la base americana Dal Molin di Vicenza.


14 maggio 2008 - Asca

CALABRIA: RDB/CUB, INDIFFERENZA PER MORTI SUL LAVORO

(ASCA) - Lamezia Terme (Cz), 14 mag - Dopo la morte di un operaio, caduto da una impalcatura, mentre lavorava, a Lamezia Terme (Cz), il Sindacato Rdb/Cub, in una nota afferma che ''la peggiore cosa che ci possa essere di fronte alla morte e' l'indifferenza; eppure, sono cosi' tanti, in tutta Italia, i morti sul lavoro che non fanno quasi notizia e anche nella nostra citta', questa ennesima tragedia, e' scivolata via quasi senza lasciare traccia: non una manifestazione, non una iniziativa, non una presa di posizione che portasse i cittadini tutti a riflettere su questi ''omicidi bianchi'', che si succedono senza sosta. La vita nella citta' e' scorsa normalmente e tutto ci e' scivolato addosso''. ''Neanche di fronte alla perdita di una vita umana - si legge nella nota - c'e' un cenno di autocritica sulle condizioni in cui sono costretti i lavoratori, sulla mancanza delle piu' elementari norme di sicurezza, sui massacranti turni di lavoro. Questa lunga sequela di morti, non e' frutto di una tragica fatalita', come viene detto in questi casi, ma del mancato rispetto delle norme poste a tutela dei lavoratori. Tutto questo avviene seguendo sempre di piu' la logica del profitto e sempre meno quella dei diritti dei lavoratori''. ''Ne e' la prova l'arroganza di Confindustria - sostiene Rdb - visto che Montezemolo & Company nei mesi scorsi hanno sdegnosamente rifiutato il Decreto sulla sicurezza facendo in modo che venisse modificato, con la complicita' di chi stava al governo, che ha ceduto, cosi', ancora una volta, alle richieste di una classe imprenditoriale ,che intende continuare a rischiare il meno possibile per le proprie continue inadempienze, e guadagnare sempre di piu' sulle pelle dei lavoratori''. Le RdB-CUB, nell'esprimere ''solidarieta' e vicinanza alla famiglia dell'operaio caduto sul lavoro, richiamano il movimento dei lavoratori a una ferma risposta contro chi, come Confindustria e Governi vari, vuole imporre ulteriori arretramenti in termini di diritti, di dignita', di sicurezza e di salario''.


14 maggio 2008 - Omniroma

CAMPIDOGLIO,RETECOMUNE:«COSENTINO NUOVO COORDINATORE RSU DEL COMUNE

(OMNIROMA) Roma, 14 mag - «Oggi nella sala della Protomoteca in Campidoglio dopo 'solo' 7 mesi dal voto per le elezioni Rsu si è insediata ufficialmente l'assemblea generale che ha eletto il suo coordinatore. Per la corsa alla carica di Coordinatore si sono presentati in tre, Cosentino candidato Cisl, Capparelli candidato Uil e Betti candidato RdB sostenuto dalle altre sigle di base tra cui reteComune. Questo l'esito del voto: Cosentino 99 voti, Capparelli 20 voti e Betti 14 voti. L'assemblea ha nominato come coordinatore Casentino, vigile urbano». È quanto si legge in una nota del Coordinamento di reteComune. «C'è da dire - prosegue la nota - che si è creata una spaccatura all'interno del fronte 'compattò di Cgil, Cisl e Uil. La Uil contava su 38 eletti e quindi 38 voti ma il suo candidato ne ha presi solo 20. C'è da dire che ci sono state 11 schede nulle e 7 bianche. Quindi i conti tornerebbero. Cosentino sarebbe stato eletto con i voti dei delegati Cisl, Cgil, Csa e Sulpm/Ugl, una parte dei delegati della Uil, in disaccordo con la decisione di andare separati al voto, ha preferito votare scheda bianca o nulla. Compatto invece il fronte del sindacalismo di base su 14 Rsu presenti sono andati 14 voti al candidato di 'bandiera'. Quali scenari sul fronte sindacale e delle trattative si apriranno domani non è dato sapere. L'unico e primo atto dell'assemblea che è stato proposto e sostenuto proprio dagli Rsu di reteComune e fatto proprio dal neoeletto coordinatore riguarda la redazione di una nota di forte dissenso da inviare a Brunetta (Ministro della P.A.) in merito alle affermazioni sull'equazione dipendente pubblico uguale fannullone. Altro atto approvato dall'assemblea sarà quella di inviare una nota ad Alemanno di forte contrarietà alla precarizzazione dei rapporti di lavoro e un no deciso alle esternalizzazione/privatizzazione».


14 maggio 2008 - Comunicato Stampa RdB CUB Novara

"NUOVO ATTACCO ALLA RdB-CUB DI NOVARA E AI SUOI ISCRITTI."
LICENZIATO PRETESTUOSAMENTE IN TRONCO LAVORATORE, NOSTRO ATTIVISTA, DELLA CHRYSALIS SOC. COOPERATIVA DEL CONSORZIO AURORA SPA DI FIRENZE C/O LA SAIMAAVANDERO SPA DI S.PIETRO MOSEZZO

In una piu’ ampia strategia, basata soprattutto sulla intolleranza verso la nostra Organizzazione Sindacale , il Consorzio Aurora spa e le Sue Consociate tornano a colpire i Lavoratori iscritti alla nostra organizzazione con un ulteriore LICENZIAMENTO!!!
Rifiutando qualunque forma di dialogo, qualunque forma di giustificazione, rendendo tutto ciò che è nella vita lavorativa un fatto non grave e irreparabile, anche la legittima difesa, diventa per questi signori occasione per colpire un lavoratore maggiormente se iscritto e attivista della nostra organizzazione.
Si rende necessario e urgente ormai nella città di Novara aprire una discussione con le Istituzioni sulle condizioni dei lavoratori delle cooperative, condizioni sempre piu’ sottoposte a paure e sottomissioni psicologiche, lavoratori gran parte extracomunitari sotto la minaccia continua dei licenziamenti, sottoposti a contratti non sempre chiari….
Non passerà il tentativo, non tanto celato, di imbavagliare le libertà e i diritti riconosciuti dalle normative. Chi pensa di far vincere modelli come questi si sta sbagliando, la storia non tornerà indietro, almeno per noi!!


14 maggio 2008 - Carta

Casa e reddito: i movimenti tornano in piazza
di Emiliano Viccaro

Roma - I locali dei padiglioni occupati dell’ospedale Regina Elena non ce l’hanno fatta, ieri pomeriggio, ad ospitare le oltre 400 persone accorse per l’assemblea cittadina promossa dai movimenti di lotta per la casa e dalle reti contro la precarietà. Tema dell’incontro, il lancio di una campagna di mobilitazioni per il diritto alla casa, ma non solo, che faccia i conti con la novità del Campidoglio. A partire dalla difesa degli stabili occupati, i comitati e i centri sociali hanno provato a rovesciare i termini del discorso, individuando i le possibili contraddizioni della giunta Alemanno. Prima fra tutte, la presunta vocazione sociale sulla questione abitativa a fronte del nuovo patto di ferro siglato con i costruttori [Caltagirone docet].
La nuova stagione unitaria dei movimenti di lotta per la casa si è aperta con l’annuncio di una rete cittadina contro sfratti e sgomberi, aperta a tutti, dai movimenti ai comitati. I padiglioni del Regina Elena sono il simbolo vivente di questa emergenza: fonti ben informate parlano di uno sgombero imminente, al massimo entro l’estate. Al posto delle famiglie, dice la direzione dell’ospedale, gli spazi ospiteranno laboratori, ambulatori e residenze per degenti. «Se questi progetti saranno confermati – dicono i comitati – vuol dire che la nostra lotta un risultato l’ha ottenuto. Rimane il problema delle 250 famiglie, precari, migranti, studenti, single, che non possono essere buttati in mezzo alla strada. Su questo punto non faremo nessun passo indietro». Oltre alle prove di resistenza, i movimenti propongono una campagna di censimento «autogestito» di tutti gli immobili sfitti o vuoti, pubblici e privati, della capitale. Una proposta che prova a sostanziare il tavolo della prefettura, inaugurato prima delle elezioni comunali, che ha visto l’apertura di un confronto tra movimenti e associazioni di costruttori. Un percorso a tappe che culminerà il 14 giugno prossimo con un grande corteo cittadino che avrà l’obiettivo di «ridare visibilità all’emergenza abitativa come parte della generale questione della precarietà e dell’assenza di diritti di cittadinanza», hanno annunciato Action, Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Comitato obiettivo casa, Asia-Rdb, Blocchi precari metropolitani.
«Dobbiamo rilanciare una vasta rete di movimenti e uno spazio di discussione su diritto alla casa, ambiente e cementificazione–ha detto Luca Fagiano, del Coordinamento di lotta per la casa- Il sindaco deve capire che se vuole parlare di sicurezza deve farlo in termini di diritti sociali».
Il corteo del prossimo 14 giugno «sarà una manifestazione di chi vuole allargare i diritti- ha spiegato Paolo Di Vetta dell’Asia-Rdb – Chiediamo alla nuova amministrazione comunale una risposta chiara sull’emergenza abitativa. Vogliamo ‘regalare’ al prefetto una mappa dei posti sfitti che censiremo nelle prossime settimane, per individuare aree disponibili e aprire una trattativa con il sindaco». Andrea Alzetta, capogruppo della Sinistra arcobaleno in Campidoglio, ha invitato il prefetto di Roma a riconvocare il tavolo con gli enti locali per «chiedere risposte concrete sugli appartamenti sfitti e avanzare soluzioni immediate».
Altro tema caldo dell’assemblea, il probabile inasprimento delle misure di «sicurezza» da parte del Comune nei confronti degli spazi autogestiti. «Non accetteremo sgomberi – ha detto Luca Fagiano – Roma ospita un patrimonio di cultura e socialità che deve essere difeso da qualsiasi attacco pretestuoso». Ma Alemanno, su questo punto, è stato chiarissimo: «Saremo estremamente rigidi – ha annunciato il sindaco–seguendo un unico criterio: quello della legalità. Per questo non dico che tutti i centri sociali vanno chiusi, ma verranno messi davanti ad una scelta chiara: rispettare le altre opinioni politiche e vivere nella legalità».


14 maggio 2008 - Corriere della Sera

Crisi degli alloggi Affollata assemblea al Regina Elena. Alzetta: «Autocensimento, corteo e rete anti-sgombero»
Action e la paura delle occupazioni di destra
Casa, si ricompattano i movimenti di estrema sinistra: «Aspettiamo un segnale dal sindaco»
di Ilaria Sacchettoni

Roma - Tarzan è tornato. Duemilacento preferenze ricevute (nella tornata più cruenta per il centrosinistra) non hanno imborghesito il re della giungla.
Dall'ex ospedale Regina Elena occupato e attraversato da timori di sgombero, Andrea Alzetta «Tarzan », neo consigliere della sinistra Arcobaleno, militante di Action, torna a battersi il petto contro costruttori, speculatori e «palazzinari » romani, ripetendo, dai padiglioni umbertini, l'unico slogan «casa, diritti e dignità».
Ieri pomeriggio, assieme alle altre forze - coordinamento cittadino di lotta per la casa, comitato obiettivo casa, Asia rappresentanze di base, Blocco precario metropolitano - più le famiglie, un migliaio di persone tra sfrattati, occupanti, immigrati, trapiantati, precari e «cartolarizzati», ha ammonito contro gli sgomberi - «quello che abbiamo ce lo siamo conquistato ed è solo una piccola parte di ciò che ci spetta» secondo il volantino di convocazione dell'assemblea- e ha dettato l'agenda dei movimenti per il diritto alla casa. Assieme agli altri leader, tra cui Paolo Di Vetta di Blocco Precario e Luca Fagiano del coordinamento di lotta per la casa, i movimenti si sono riuniti su tre obiettivi primari: censimento degli immobili sfitti, corteo per la casa (7 giugno), e la costituzione di una rete cittadina contro sfratti e sgomberi.
Divisioni, distinguo e discussioni, tutto ciò che aveva tormentato i movimenti del centrosinistra, moltiplicandone costole e appendici, è dimenticato e sepolto.
Alemanno riunisce? «Mai litigato veramente -assicura Alzetta- e comunque ora ci sono cose più importanti su cui ragionare». Insomma Action è tornata. Lotta per la casa seppellisce i distinguo. Blocco Precario congela il dissenso e, tutte assieme, inaugurano l'anno zero del centrosinistra senza una lacrima, anzi con qualche «ustione » che brucia: «Avete visto Report
no? Sono cose che sapevamo tutti. L'intesa tra la giunta precedente e i costruttori, le varianti al piano regolatore, le licenze di edificazione... Adesso tutto cambia. Alemanno ha impostato tutta la sua campagna elettorale sull'intenzione di rompere questa alleanza micidiale tra amministrazione e costruttori. Si è impegnato a costruire case popolari. Ha dato la sua parola alle famiglie senz'alloggio. Vediamo se fa sul serio. Aspettiamo un segnale» dice Alzetta.
Laicità è la parola giusta. Vediamo che accade, dicono i movimenti, e intanto preparano il tiro al piattello. Ad esempio organizzano «una grande manifestazione sotto il Campidoglio e un mese di lotta che accompagni l'insediamento della giunta Alemanno». Il che potrebbe tradursi in azioni dimostrative lungo la rotta delle grandi opere e sit in contro gli sfratti (specie quelli di matrice ecclesiastica come il Collegio Maronita che ha appena eseguito uno sfratto nei confronti di un inquilino del centro). Cose come l'occupazione a Bufalotta? «Quello è stato un errore: si stava innescando una guerra tra poveri » conclude Tarzan.
C'è però un angoscia supplementare, che con Veltroni non esisteva ma che ora i movimenti dovranno affrontare. L'incognita «Casa Pound», il movimento di estrema destra che vanta al momento almeno tre occupazioni in città, con varie famiglie senza alloggio. La campagna elettorale non li ha trascurati (gli stessi Storace e Santanché si erano recati in visita a via Napoleone III). A questo punto, nei movimenti, qualcuno comincia a chiedersi se le occupazioni da sanare non siano in procinto di aumentare. E se ai tavoli dell'emergenza abitativa non si aggiungeranno anche esponenti di Mutuo sociale ed altri movimenti di estrema destra. Insomma il ricompattamento ha un senso. Roma è una giungla. Ma Tarzan è in città.


14 maggio 2008 - Il Mattino di Padova

Ispettori in tribunale: interrogato il pm
E i dipendenti del Palazzo preannunciano un sit-in Gli emissari ministeriali decideranno entro i prossimi 10 giorni
di CRISTINA GENESIN

Padova - L’ispezione al Palazzo di Giustizia è stata conclusa. A tempo di record. E con altrettanta velocità ci sarà l’atteso responso degli incaricati dal Ministro della Giustizia, il capo degli ispettori, il napoletano Arcibaldo Miller, e il suo collaboratore.
Ieri mattina gli ispettori hanno ultimato la raccolta del materiale documentale relativo ai due casi finiti sulle prime pagine di cronaca: la scarcerazione per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva di 13 rumeni accusati di associazione a delinquere finalizzata ai furti e di un clandestino marocchino, Samid Abdelghani, indagato per concorso in violenza sessuale di gruppo nei confronti di una quattordicenne.
L’ufficio gip ha consegnato una voluminosa relazione sul suo operato. Il pubblico ministero Roberto Lombardi, che ha coordinato entrambe le inchieste, è stato a lungo sentito dagli ispettori. Per ora si è nella fase predisciplinare promossa dal ministro che delega agli ispettori l’acquisizione delle informazioni necessarie ai «fini di una consapevole determinazione dell’azione disciplinare». Poi sempre al ministro spetterà archiviare o avviare un vero e proprio procedimento disciplinare.
Intanto scendono in campo i dipendenti degli uffici giudiziari che venerdì mattina organizzeranno un sit-in davanti al Palazzo di Giustizia. Sostengono le rappresentanze sindacali: «Il ministro ha inviato gli ispettori... La scarcerazione di Abdelghani è diventata lo spunto per l’ennesima crocifissione dei lavoratori giudiziari. A fronte del silenzio del ministro uscente, e con la prospettiva della privatizzazione delle cancellerie ventilata dal ministro Brunetta - rileva Giuseppa Todisco della direzione nazionale rdb cub - i lavoratori della giustizia protesteranno per rivendicare la dignità ed il rispetto che sono loro propri... Si è sbattuto il mostro in prima pagina, utilizzando l’episodio per fare notizia e senza approfondire l’argomento». Insomma tutta colpa dei giornali. E dei giornalisti. Intanto 13 rumeni e un clandestino, accusati di pesantissimi reati, sono liberi. Un fatto gravissimo se fossero colpevoli. Un fatto altrettanto grave se fossero innocenti visto che tutti hanno trascorso in galera chi un anno e chi sei mesi. E nessuno (per ora) è stato ancora mandato a processo. Qualche errore dev’essere stato compiuto se il ministero ha ordinato un’ispezione per accertare le responsabilità.


14 maggio 2008 - Tempo Stretto

Servizi sociali, oggi confronto tecnico sul Cissa
Con i sindacati si è incontrato l’esperto commissariale Salvatore Vernaci. Assente la "triplice"

Messina - Un confronto tecnico sulle prospettive operative del Consorzio Intercomunale Servizi Socio Assistenziali (C.I.S.S.A.), per gestire gli interventi socio - assistenziali, si è svolto stamani a palazzo Zanca tra l'esperto commissariale Salvatore Vernaci, la commissione tecnica di consulenza e di gestione dell'Istituzione, composta da Giovanni Calarco e Giovanna Cucinotta, il sindaco di Scaletta Zanclea, Mario Briguglio, ed alcuni rappresentanti di associazioni ed organismi di settore. Nel corso dell'incontro, presenti Salvatore Mercadante (Ugl); Maria Grazia Barrilà (R.D.B.); Fortunata Lucà, rappresentante dell'associazione Parco dello Stretto; Basilio Caputo (RDB-CUB); Giuseppina Giacoppo, (RDB); Maria Celeste Celi, presidente CIRS; Enza Trovato, direttrice "Pro Senectute"; Antonino De Domenico, presidente della fondazione "Città del Ragazzo"; Carmelo Garofalo, IPAB Casa Pia e Giovanni Rovito, IPAB Conservatori Riuniti, sono stati infatti illustrati i contenuti della delibera recentemente esitata dal commissario regionale, Gaspare Sinatra, per la costituzione del C.I.S.S.A.. Il Consorzio Intercomunale Servizi Socio Assistenziali, ha lo scopo di gestire in forma associata, anche con realtà private, gli interventi socio-assistenziali e sociali di competenza dei Comuni del distretto socio sanitario e della A.U.S.L., in tutto il territorio del Consorzio, garantendo l'integrazione tra le diverse funzioni e l'ottimizzazione degli interventi secondo criteri di efficienza.


14 maggio 2008 - EPolis Roma

L'emergenza. Assemblea pubblica di Action, Blocco precario metropolitano e Comitato cittadino
Casa, un manifesto per la lotta ma la sfida è anche sui diritti
«Invitiamo il sindaco a un confronto pubblico sulle promesse fatte in campagna elettorale»
di Marta Rossi

Roma - «Attenti, perché c'è un sindaco, Alemanno, che non si aspettava di vincere: dietro il doppiopetto si nasconde un fascista. Serve una riflessione sulla questione sicurezza, il sindaco si è presentato come quello che si sarebbe occupato della casa, della periferia. Adesso lo aspettiamo al varco». È questo il manifesto del'assemblea pubblica che i movimenti di lotta per la casa, Action, Blocco precario metropolitano e Comitato cittadino di lotta per la casa, hanno fatto ieri al Regina Elena, occupazione simbolo dell'emergenza abitativa di Roma. E la lotta parte da tre punti fondamentali: un corteo per i diritti il 7 giugno, la riapertura del tavolo di trattativa con il prefetto per effettuare un censimento degli immobili sfitti e la sfida alle istituzioni locali a confrontarsi nel corso di una conferenza cittadina sull'emergenza abitativa. SI PREPARADO alla lotta, dunque, perché serve il rilancio di «un percorso di mobilitazione forte - spiega Luca Fagiano, del Comitato cittadino - la settimana prossima, in occasione della giunta e del primo consiglio comunale, ci faremo sentire. Alemanno ha detto che si cambierà: ripartiamo con forza nella nostra lotta, ripartiamo dalle case sfitte che ci sono a Roma, dalle caserme, dagli appartamenti degli enti previdenziali». Una mobilitazione generale, dunque, con un corteo con il quale «difenderemo tutte le occupazioni, un movimento che sappia attraversare tutta la città. È troppo tempo che aspettiamo risposte. Presto torneremo sotto le finestre del Campidoglio. Un'altra città è possibile», conclude Fagiano. Quella che i movimenti di lotta per la casa stanno studiando è una strategia comune per «cogliere in castagna il sindaco»: a spiegare la strategia è Andrea Alzetta, neo consigliere in aula Giulio Cesare. «Il sindaco ha detto di essere contro i poteri forti. Il primo banco di prova in questo senso saranno le tre delibere al piano regolatore: Bufalotta, Magliana e Torri dell'Eur». Un patrimonio immenso, dice Tarzan, da difendere. Come? «Occupando questi posti». La sfida ad Alemanno si gioca sulle proposte, quindi, ma è importante sottolineare, dice ancora Tarzan, «che rinasce la lotta cittadina contro sfratti e sgomberi. Nessuno verrà lasciato solo: le occupazioni continueranno se non avremo le risposte che chiediamo». Anche se, precisa «non sappiamo solo occupare: abbiamo scritto la delibera 110. Pensiamo a un confronto pubblico tra il sindaco e i nostri movimenti. Dobbiamo pensare a una nostra idea di città, definirla con il diritto all'abitare. Penso ai centri sociali, dai quali potrebbe nascere una cooperativa per i rifiuti, oppure a un'esperienza di sport di base». E sul pacchetto sicurezza, aggiunge: «Per il lavoro nei cantieri, bisogna concedere il permesso di soggiorno temporaneo a chi denuncia i titolari». PAOLO DI VETTA, del Blocco metropolitano precario, è uno dei nove che il mese scorso è stato arrestato dopo l'occupazione alla Bufalotta e la tendopoli montata a piazza San Marco. Parla, Di Vetta, «di una nuova generazione che è costretta a restare a casa perché non può permettersi di uscire. È importante che siamo insieme, per creare un percorso comune». L'idea è quella di costruire «altro dal basso. Censiremo attraverso le occupazioni tutto ciò che è vuoto». E sulla sicurezza: «Presenteremo un nostro pacchetto, per l'accoglienza a tutti, per la casa, il reddito». E infine l'appello: «Non chiudiamoci nelle nostre occupazioni: difendiamole ma usciamo per andarci a prendere gli altri spazi: questo è il terreno di lotta».


14 maggio 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. NULLA DI FATTO per la questione della Commissione Personale dell’Università...

Bologna - NULLA DI FATTO per la questione della Commissione Personale dell’Università. I quattro dimissionari non arretrano, neanche davanti all’invito di Senato e Cda di tornare sui loro passi. La posizione di Patrizia Manzo, Anna Maria Pisi, Gianni Porzi e Antonella Zago è stata ribadita anche ieri nel faccia a faccia che i quattro ‘ribelli’ hanno avuto con il rettore Pier Ugo Calzolari. «I quattro membri dimissionari — spiegano loro stessi — hanno ribadito che a loro parere non esistono le condizioni perchè la Commissione Personale possa adempiere a quei compiti attribuiti da Statuto, Regolamento e dal Piano strategico 2007-2009». In pratica, «l’azione istruttoria e propositiva su organizzazione e gestione del personale tecnico-amministrativo». Proprio questa fu la ragione che a fine marzo spinse Manzo, Pisi, Porzi e Zago a dare le dimissioni, in aperta polemica con i vertici dell'Ateneo, in particolare con il direttore amministrativo, Ines Fabbro, e con il presidente della commissione, Pier Paolo Gatta. Respinto al mittente quindi l’invito del rettore perchè fossero ritirate le dimissioni, esprimendo «forti perplessità sulle motivazioni» dei dimissionari. I quattro però incassano la solidarietà delle Rdb, che accusano piuttosto duramente l’Ateneo di scarsa trasparenza: «Quasi tutte le delibere — è la critica — sul personale dirigente, l’organizzazione dell’apparato amministrativo e tutto ciò che riguarda il direttore amministrativo vengono proposte direttamente al cda, senza il parere di alcuna commissione». Dubbi delle Rdb anche sul risultato (e sui costi) della Fondazione Alma Mater.


13 maggio 2008 - Prima

ASSEMBLEA NAZIONALE SINDACALISMO DI BASE DEI DELEGATI, DELLE RSU E DEGLI ATTIVISTI

(PRIMA) ROMA – Sabato 17 maggio, Cub, Cobas e SdL intercategoriale hanno indetto un’assemblea nazionale del sindacalismo di base che si terrà presso il Teatro Smeraldo a Milano, Piazza 25 aprile- MM 2, Garibali per C.so Como. La condizione materiale di milioni di lavoratori dipendenti e pensionati ha subito negli ultimi quindici anni un profondo peggioramento. Dall’accordo del luglio '93 ad oggi si sono susseguiti pesanti attacchi alle condizioni di vita e di lavoro degli operai, degli impiegati, tutti i salariati/e, da parte di tutti i governi che si sono succeduti. Alla richiesta di politiche di ridistribuzione del reddito si è risposto sostenendo le imprese, riducendo i salari, rinnovando i contratti pubblici e privati con enorme ritardo, e con aumenti miserrimi, aumentando prezzi e tariffe; all’esigenza di aumentare gli investimenti per scuola, sanità, previdenza pubblica si è preferito accrescere a dismisura le spese militari, ridurre le pensioni, tentare di scippare il TFR, privatizzare i profitti, socializzare le perdite; alla mattanza sui luoghi di lavoro si è risposto trasformando gli ispettori del lavoro in consulenti per le imprese; alla richiesta di lavoro e tutele precarizzando tutto, alle aspettative dei migranti con lo sfruttamento e i CPT. Cgil, Cisl e Uil hanno sostenuto ed appoggiato tutte le politiche liberiste ed hanno assunto ruolo e funzione di ammortizzatore sociale per impedire lo sviluppo del conflitto organizzato contro tali scelte e consolidare il loro monopolio della rappresentanza. Il sindacalismo di base, autorganizzato, alternativo e di classe, ha mantenuto salda in questi anni la propria posizione di totale indipendenza dai padroni, dai governi, dai partiti ed ha promosso lotte, mobilitazioni, scioperi generali partecipatissimi per invertire la tendenza e rafforzare le richieste del mondo del lavoro di fronte all’attacco bipartisan alle condizioni di vita di milioni di lavoratori. Oggi è più che mai necessario continuare sulla strada intrapresa indicando i punti centrali della piattaforma su cui rilanciare le lotte e il conflitto: Forti aumenti generalizzati per salari e pensioni- No allo scippo del TFR, Abolizione delle leggi Treu e 30 e continuità del reddito, Sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi, Ridare ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare e pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori. Difesa e potenziamento dei servizi pubblici e dei beni comuni.


13 maggio 2008 - Adnkronos

PADOVA: TODISCO (RDB CUB), NO A CROCIFISSIONE LAVORATORI GIUDIZIARI
VENERDI' 16 MAGGIO PROTESTA DI FRONTE AL TRIBUNALE

Padova, 13 mag. (Adnkronos) - ''Il Ministro uscente della Giustizia, Luigi Scotti, ha inviato gli ispettori ministeriali al fine di stabilire le responsabilita' che hanno portato alla scarcerazione da parte del Tribunale di Pado-va di Samid Abdelghani, il marocchino accusato di violenza sessuale su una ragazzina di 14 anni, tornato in liberta' a causa di un errore procedurale. Intanto la scarcerazione di Abdelghani e' diventata lo spunto per un'ennesima crocifissione dei lavoratori giudiziari, che in una ormai logora campagna contro il pubblico dipendente ''fannullone'' hanno subito pesanti accuse che rasentano l'intimidazione''. E' questo il commento di Pina Todisco, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I.. ''Fermo restando che non e' addebitabile alcuna responsabilita' ai colleghi del Tribunale di Padova, a cui va tutta la nostra solidarieta', ancora una volta si e' sbattuto il mostro in prima pagi-na utilizzando l'episodio per fare notizia e senza approfondire l'argomento - sottolinea Pina Todisco - In questo clima generale di caccia alle streghe, nessuno parla dei mille cavilli legali a cui possono ricorrere gli avvocati e gli imputati per gabbare la legge, mentre si preferisce individuare il capro espiatorio nell'ultima ruota del carro, per favorire il progetto di smantellamento di tutto cio' che e' pubblico''. ''Dall'ex Ministro Luigi Scotti, quale profondo conoscitore delle problematiche che affliggono gli uffici giudiziari, ci saremmo aspettati un atto di coraggio a difesa di una categoria che non merita il linciaggio morale cui da tempo e' sottoposta'', aggiunge Todisco. ''A fronte del silenzio del Ministro uscente, e con la prospettiva della privatizzazione delle cancellerie ventilata dal Ministro Brunetta, il 16 maggio i lavoratori della Giustizia protesteranno davanti al Tribunale di Padova per rivendicare la dignita' ed il rispetto che sono loro propri ed in difesa della loro funzione pubblica'', conclude la dirigente RdB-CUB.

BOLOGNA: IL 19 MAGGIO NUOVO SCIOPERO AUTISTI ATC
COLLEGAMENTI NON GARANTITI MA ATTIVO CALL CENTER

Bologna, 13 mag. - (Adnkronos) - Prosegue la mobilitazione indetta dalle organizzazioni sindacali Filt- Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Ugl, Sdl-Tpl e Cub- Rdb e anche a Bologna, lunedi' prossimo (19 maggio) il personale viaggiante sui bus Atc incrocera' le braccia dalle 11 alle 15. In occasione dello sciopero, fa sapere l'azienda di trasporti pubblici, i collegamenti urbani, suburbani ed extraurbani non saranno garantiti, se non per le corse in partenza dai capilinea fino alle 10.45. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs o dall'autostazione, fino alle 10.50. L'azienda assicura che adottera' comunque "ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un piu' celere ed integrale ripristino del servizio". Come al solito, inoltre, restera' attivo il call center telefonico al numero 051.290.290 cui rispondera' un operatore fino alle 11.30 e dalle ore 14.30 al termine del servizio.


13 maggio 2008 - Ansa

MAROCCHINO SCARCERATO: SIT-IN DIPENDENTI GIUSTIZIA PADOVA

(ANSA) - PADOVA, 13 MAG - I dipendenti degli uffici giudiziari di Padova organizzeranno venerdi' un sit-in davanti al Tribunale ''per la dignita' e' la difesa del ruolo pubblico'', dopo le polemiche per la scarcerazione di un marocchino accusato di violenza sessuale. Nel sottolineare che ''il ministro della giustizia aveva inviato gli ispettori ministeriali per stabilire le responsabilita nella vicenda'', le rappresentanze sindacali di base rilevano che ''la scarcerazione di Abdelghani e' diventata lo spunto per l'ennesima crocefissione dei lavoratori giudiziari''. ''A fronte del silenzio del Ministro uscente, e con la prospettiva della privatizzazione delle cancellerie ventilata dal ministro Brunetta - annuncia Giuseppa Todisco della direzione nazionale rdb-cub - i lavoratori della giustizia protesteranno per rivendicare la dignita' ed il rispetto che sono loro propri ed in difesa della loro funzione pubblica''. Dopo aver rilevato ''che non e' addebitabile alcuna responsabilita' ai colleghi del Tribunale di Padova'', Todisco afferma che ''ancora una volta si e' sbattuto il mostro in prima pagina, utilizzando l'episodio per fare notizia e senza approfondire l'argomento''. ''In questo clima generale di caccia alle streghe - conclude - nessuno parla dei mille cavilli legali a cui possono ricorrere gli avvocati e gli imputati per gabbare la legge''.


13 maggio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 18 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Una mail finisce alla persona sbagliata. Rissa telematica alla Bioforme di Napoli
* Peppino Impastato, una vita contro la mafia
* Quant'è difficile controinformare
* Ciak, prove tecniche di gabbie salariali
* Riparte il contratto ricerca, l'Aran convoca per il 22
* La Gelmini si presenta: "Privatizzare enti di ricerca"
* Lauree triennali? Una storia grottesca
* In vacanza con Usi/RdB, sabato l'estrazione


13 maggio 2008 - Bologna 2000

Lunedì sciopero del personale viaggiante Atc Bologna

Bologna - Per lunedì 19 maggio le Organizzazioni Sindacali Filt-Cgil - Fit-Cisl - UilTrasporti - Faisa-Cisal - Ugl - SDL Tpl - Cub-Rdb hanno indetto uno sciopero che, per il personale viaggiante Atc, si svolgerà dalle ore 11 alle ore 15. Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Più precisamente per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse in partenza dai capilinea fino alle ore 10.45. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione FS, o dall'autostazione, fino alle ore 10.50. L'Azienda adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio.


13 maggio 2008 - Padova news

Todisco (rdb cub), no a crocifissione lavoratori giudiziari

Padova, 13 mag. ''Il Ministro uscente della Giustizia, Luigi Scotti, ha inviato gli ispettori ministeriali al fine di stabilire le responsabilita' che hanno portato alla scarcerazione da parte del Tribunale di Pado-va di Samid Abdelghani, il marocchino accusato di violenza sessuale su una ragazzina di 14 anni, tornato in liberta' a causa di un errore procedurale. Intanto la scarcerazione di Abdelghani e' diventata lo spunto per un'ennesima crocifissione dei lavoratori giudiziari, che in una ormai logora campagna contro il pubblico dipendente ''fannullone'' hanno subito pesanti accuse che rasentano l'intimidazione''. E' questo il commento di Pina Todisco, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I..
''Fermo restando che non e' addebitabile alcuna responsabilita' ai colleghi del Tribunale di Padova, a cui va tutta la nostra solidarieta', ancora una volta si e' sbattuto il mostro in prima pagi-na utilizzando l'episodio per fare notizia e senza approfondire l'argomento - sottolinea Pina Todisco - In questo clima generale di caccia alle streghe, nessuno parla dei mille cavilli legali a cui possono ricorrere gli avvocati e gli imputati per gabbare la legge, mentre si preferisce individuare il capro espiatorio nell'ultima ruota del carro, per favorire il progetto di smantellamento di tutto cio' che e' pubblico''. ''Dall'ex Ministro Luigi Scotti, quale profondo conoscitore delle problematiche che affliggono gli uffici giudiziari, ci saremmo aspettati un atto di coraggio a difesa di una categoria che non merita il linciaggio morale cui da tempo e' sottoposta'', aggiunge Todisco.
''A fronte del silenzio del Ministro uscente, e con la prospettiva della privatizzazione delle cancellerie ventilata dal Ministro Brunetta, il 16 maggio i lavoratori della Giustizia protesteranno davanti al Tribunale di Padova per rivendicare la dignita' ed il rispetto che sono loro propri ed in difesa della loro funzione pubblica'', conclude la dirigente RdB-CUB.


13 maggio 2008 - Il Gazzettino

I due inviati del ministero sono arrivati ieri mattina a palazzo di Giustizia. Stanno controllando i fascicoli dei due clamorosi casi
Imputati scarcerati, ispettori già al lavoro
Il sindacato non ammette errori. In una lettera aperta denuncia: "L’informazione è fuorviante, pilotata e strumentale"

Padova - Gli ispettori sono arrivati puntuali ieri mattina. Sono due inviati del ministero di Grazia e Giustizia, che compiranno accertamenti in Procura della Repubblica e nell'Ufficio del giudice delle indagini preliminari. Il motivo? relazionare sui due casi delle scarcerazioni per decorrenza dei termini, che hanno creato tanto clamore nelle ultime settimane. Si tratta dell'inchiesta sui pericolosi malviventi moldavi e romeni che facevano parte di una banda di violenti saccheggiatori. Ebbene, sono usciti in tredici per decorrenza dei termini. L'altra inchiesta è relativa a quel drammatico caso di violenza carnale subita da una quattordicenne da parte di due extracomunitari. Uno dei presunti violentatori, un marocchino clandestino di 25 anni, era stato arrestato dopo essere stato riconosciuto dalla vittima, che risiede nell'Estense, in un centro commerciale di Lendinara, in provincia di Rovigo. Il presunto bruto è stato scarcerato all'inizio del mese, prima ancora di finire a giudizio. Compito degli ispettori è controllare i due fascicoli giudiziari. Vagliare tutta l'attività svolta durante la fase istruttoria, verificare i tempi e le dati dei passaggi tra la Procura e l'Ufficio del giudice delle indagini preliminari. Soprattutto, gli inviati del ministero di Grazia e Giustizia chiederanno ai magistrati che si sono interessati ai due casi dettagliate relazioni sui motivi che hanno portato alla scarcerazione degli imputati per decorrenza dei termini. In queste settimane si è assistito ad un ping pong sulle presunte responsabilità che ha coinvolto anche la Procura generale e il Tribunale del riesame di Venezia. E il fatto che la stampa abbia riportato le varie prese di posizioni dei capi degli uffici (peraltro in disaccordo tra di loro) è stato oggetto di una lettera aperta inviata al ministro della Giustizia da parte del responsabile dell'esecutivo Giustizia della Confederazione unitaria di base delle Rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego. "L'accanimento dimostrato dalla stampa su tale episodio è frutto della logora campagna mediatica contro il pubblico dipendente fannullone, ormai additato da più parti come unico e vero responsabile dei mali del nostro Paese", si legge nella lettera aperta al ministro. Ed ancora: "Siamo consapevoli che ormai l'informazione è fuorviante, pilotata e strumentale al progetto di coloro che (leggasi governi vari), attraverso la demonizzazione del pubblico dipendente, intendono giustificare il loro scopo di destrutturare la pubblica amministrazione così legittimando lo smantellamento di ciò che resta dello Stato sociale. Quel che rattrista di più però è la dichiarazione da lei rilasciata alla stampa: 'Spedirò gli ispettori a Padova?. Ci saremo aspettati da lei, quale profondo conoscitore delle problematiche, che affliggono gli uffici giudiziari, un atto di coraggio a difesa di una categoria che non merita il linciaggio morale cui è sottoposta da tempo. Avremmo voluto che lei evidenziasse le storture che si annidano nelle leggi e che permettono agli imputati, attraverso i loro avvocati, di beffarsi della giustizia utilizzando quei cavilli legali. Ebbene sono queste le cose di cui dovrebbe scandalizzarsi l'opinione pubblica altro che fannulloni".
Ma l'ultima parola spetta agli ispettori, che in questi giorni stanno controllando gli atti delle due inchieste.


13 maggio 2008 - Il Secolo XIX

Giovedì. Precari enti pubblici presidio Cub-Rdb

Genova - CHIEDONO un incontro con il presidente della Regione Claudio Burlando i lavoratori precari negli enti pubblici mobilitati in un presidio indetto da Cub-RdB davanti al palazzo della Regione per la mattina di giovedì prossimo. La manifestazione è stata presentata ieri pomeriggio presso la Cub in via Balbi.
«Si tratta soprattutto di lavoratori amministrativi che hanno contratti a tempo determinato sotto gli otto mesi normati dall'articolo 16 della legge 56/87 sul collocamento - ha spiegato la delegata per il pubblico impiego e gli enti locali RdB-Cub Bruna Bensi - per loro chiediamo un impiego stabile visto che alcuni hanno anche vent'anni di precariato».


13 maggio 2008 - La Gazzetta di Reggio

Cub e Act, trattative a zero a vuoto l’incontro in prefettura

Reggio E. - Continua lo stato di agitazione nel settore dei trasporti pubblici gestiti dall’Act. A nulla è valso l’incontro di ieri in Prefettura al termine del quale il Comitato Unitario di Base ha annunciato la prosecuzione dello stato di agitazione per «la totale indisponibilità della controparte datoriale ad un possibile tavolo di confronto e negoziazione».
Duro il commento del coordinatore provinciale del Cub Trasporti. Pasquale Tucci attribuisce la responsabilità della situazione al Comune e alla Provincia di Reggio, proprietarie dell’azienda. Per una scelta politica precisa - scrive Tucci in un comunicato - il Sindaco Graziano Delrio e la Presidente Sonia Masini non sono intervenuti anche dopo che l’assessore alla mobilità si era impegnato ad investire la Giunta comunale. Un atteggiamento che concorre ad aumentare la conflittualità tra lavoratori l’azienda e dimostra indifferenza verso le questioni dei diritti e della democrazia sindacale.
La seconda frecciata è diretta alle aziende del Gruppo Act, vale a dire A.E., T.I.L., A.C.T., Consorzio Orfeo, che adducono motivazioni pretestuose a proposito della firma dei contratti nazionali. Cub non firma perchè non ne condivide impostazione e contenuti. Richiedere la sottoscrizione a tutti i costi va contro i principi di democrazia e rappresentatività.
L’ultimo strale è per i partiti che, tranne rare occasioni, hanno dimostrato insufficiente attenzione a vari problemi: l’assetto e l’organizzazione del trasporto pubblico locale, l’uguaglianza dei diritti per tutti i lavoratori dei trasporti, la democrazia sindacale, il contratto unico aziendale. «Tutti soggetti - conclude Tucci - che sono ugualmente responsabili dei disagi che i cittadini reggiani dovranno subire a causa delle iniziative di lotta dei lavoratori. Il costo della fallimentare stagione della privatizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale non deve ricadere sulla busta paga dei lavoratori».
Intanto, a proposito dell’ultimo sciopero dei trasporti che ha riguardato anche Act, la direzione dell’azienda fa sapere che in primo luogo lo sciopero non era dell’Act ma «ha coinvolto a livello nazionale l’intero comparto autoferrotranvieri. Il fatto che anche dipendenti del trasporto pubblico locale reggiano vi abbiano aderito ne è una naturale conseguenza». Quanto alla confusione generata dagli utenti, Act la spiega con la «comprensibile impossibilità di comunicare con precisione e anticipatamente le corse e i servizi che non sarebbero stati svolti a causa dello sciopero». Da ultimo, l’Act sottolinea di aver comunicato in tempo le modalità dello sciopero.

Quaranta a processo per la protesta anti-guerra
Bloccarono la stazione gli ‘Imputati’ in piazza

BOLOGNA - Il coordinamento Imputati contro la guerra di Bologna ha organizzato per domani una giornata di iniziative a supporto dei 40 membri dei collettivi accusati di interruzione di pubblico servizio per l’occupazione della stazione di Bologna il 20 marzo 2003, il cui processo si aprirà il giorno successivo. In programma ci sono una manifestazione e un corteo cittadino per ribadire il no alla guerra e «rivendicare che il diritto di resistenza non può essere processato». Il primo appuntamento è alle 11.30 di fronte al Consorzio Cooperative Costruzioni di via Marco Emilio Lepido, una delle aziende che hanno vinto l’appalto per la costruzione della base Nato ‘Dal Molin’ a Vicenza.
I collettivi organizzeranno un presidio informativo permanente per denunciare l’ipocrisia «di chi nonostante tutto ancora sostiene di avere una mission verso l’ambiente e i cittadini». Nel pomeriggio, un corteo partirà alle 17 da piazza Verdi per raggiungere piazza Maggiore. Alla protesta hanno aderito Tpo, Vag61, XM24, Crash, Livello 57, Lazzaretto autogestito, Disarmiamoli, Cobas, Rdb-Cub, Usi-Ait, i circoli Berneri e Iqbal Masih, Sinistra Critica, il Partito Comunista dei Lavoratori, la federazione bolognese di Rifondazione, la Lista Reno, il Cua e Aut-off.
«Quella del 20 marzo fu un’azione di alto valore etico e morale e noi non accettiamo di essere processati per questo», hanno spiegato i rappresentanti dei collettivi, ricordando la manifestazione che bloccò la stazione centrale di Bologna per protesta contro l’inizio dei bombardamenti in Iraq.


13 maggio 2008 - Il Giornale di Calabria

Relazioni sindacali da rivedere
Lungo documento dei sindacati in merito a quelle all’interno della Questura. Si chiede un’inversione di rotta

Catanzaro- I sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fps, Uil-Pa ed Rdb Cud hanno diffuso una nota in merito allo stato delle relazioni sindacali nella Questura di Catanzaro. "Pensavamo - è scritto - che con il cambio di vertice alla Questura di Catanzaro, le relazioni sindacali ritrovassero la giusta dimensione e che, soprattutto, i lavoratori dell’Amministrazione Civile dell’Interno vedessero rispettato il loro ruolo derivante dalla corretta applicazione delle norme contrattuali. Lo pensavamo, dopo quasi tre anni di gestione assolutamente unilaterale, durante i quali la Questura, eludendo il dialogo ed il confronto sindacale, ha emanato una serie di provvedimenti che hanno determinato il mutamento dell’assetto organizzativo degli uffici ed al contempo l’impiego difforme dei dipendenti civili in barba alla loro professionalità. Un sogno - si fa rilevare - durato solo qualche mese, da quando il Questore Sandro Federico dichiarava la massima disponibilità al dialogo ed al rispetto del contratto di lavoro, e concordando con i Sindacati e la RSU, in un incontro dello scorso gennaio, di procedere ad un reale confronto e concertazione sull’organizzazione degli uffici e del lavoro, sui criteri per la mobilità interna del personale, sulle norme a garanzia dell’igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro, e sulle altre materie oggetto delle relazioni sindacali. Nulla di tutto ciò è accaduto, - lamentano i sindacati - al contrario registriamo, negli ultimi giorni, una totale chiusura al dialogo annunziato e sugli impegni presi, in quanto il Questore con una sua nota ritiene di non affrontare, nelle dovute sedi, le legittime richieste sindacali e che nella materia sull’organizzazione degli uffici e sull’impiego del personale nessun altra discussione si debba affrontare ritenendo ancora valida l’impostazione data dal suo predecessore. Al di là, delle opinabili valutazioni poste a sostegno della posizione, oggi assunta, non condivisibili, v’è da segnalare che già la precedente organizzazione del lavoro fu fortemente contestata ed oggetto di un serrato confronto mai realmente sfociato, perché in assenza di discussione di merito, in un accordo sindacale decentrato. Vi e più, l’ultimo atto del Questore uscente, - si evidenzia - fu quello di confermare l’assetto organizzativo ed i carichi di lavoro del personale civile derivante da propria ordinanza del 2005, che al di là di ogni ragionevole dubbio assume le fattezze di un atto unilaterale in quanto mai reale oggetto di confronto e verifica con la parte sindacale".Secondo i sindacati "ovviamente, le determinazioni contenute nella nota citata dell’attuale Questore Federico, in assenza di un reale confronto con la parte sindacale, assume le fattezze di un atto squisitamente unilaterale, giacché, nel corso delle numerose riunioni si è sempre verificata un atteggiamento dilatorio e pressappochista della delegazione trattante della Questura, la quale non ha mai incanalato nella giusta direzione le questioni per avviare e sviluppare una discussione di merito. Nel mentre, negli ultimi tre anni si è assistito allo spostamento d’ufficio di molti dipendenti, oltre che ad una variazione della composizione dell’organico, sia a seguito di riqualificazioni che di personale trasferito ad altra amministrazione e di alcune altre unità, invece, assegnate alla questura di Catanzaro. La predisposizione di atti unilaterali - denunciano i sindacati - è continuata anche con l’attuale gestione, ne sono esempi la ricostituzione dell’Ufficio di Prevenzione e Protezione, l’assegnazione definitiva di personale temporaneamente aggregato, il tutto senza alcun confronto sindacale. È del tutto ovvia la reale e manifesta intenzione, di proseguire nella gestione autoritaria ignorando volutamente e scientemente le prerogative dei sindacati e degli stessi rappresentanti eletti nella RSU, e quindi, in violazione del contratto di lavoro". Nella nota si fa inoltre rilevare che "il contenuto del documento è stato fortemente condiviso dall’assemblea del personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno, appositamente convocata mercoledì 7 maggio 2008, durante la quale è emerso, anche, l’assegnazione di personale a mansioni senza ordine di servizio ed a compiti e funzioni in palese contrasto con la declaratoria dei profili professionali posseduti. L’Assemblea, all’unanimità dei presenti, - si evidenzia - ha affidato ampio mandato alle Organizzazioni Sindacali ed alla RSU di proseguire nell’azione intrapresa, rivendicando le giuste aspettative dei dipendenti, per addivenire ad una riorganizzazione degli uffici, del lavoro, con l’individuazione e l’assegnazione dei carichi di lavoro a ciascun dipendente, riconoscendone il ruolo e l’impegno che ciascuno quotidianamente profonde, negli uffici e nei servizi. Ai doveri ed all’impegno dei lavoratori devono corrispondere i diritti che il contratto riconosce". I sindacati evidenziano che "il ruolo svolto dai rappresentanti dei lavoratori e le loro prerogative sono ampiamente riconosciute dai contratti di lavoro e dalla relativa legislazione, e nessun dirigente, a maggior ragione chi ricopre cariche altamente qualificate in amministrazioni pubbliche, come la Questura deputata per sua natura a profondere nel territorio, ove opera, sani principi di legalità, può ignorare il rispetto delle regole nei confronti dei propri dipendenti. Chiediamo, con forza, un deciso impegno al Questore di Catanzaro a volere ripristinare il corretto svolgimento delle relazioni sindacali, anche in coerenza con l’impegno assunto, all’atto del suo insediamento, e soprattutto un confronto ed un dialogo vero ed efficace non meramente formale e di facciata". I sindacati e la RSU, si fa rilevare, "hanno promosso, fino all’inverosimile, ogni sforzo atto ad evitare una degenerazione, anche giudiziaria, del conflitto in essere ispirandosi alla ratio della normativa contrattuale vigente ed attuando nei confronti della Questura di Catanzaro comportamenti di responsabilità, correttezza e buona fede, non suffragati da analogo impegno della parte pubblica. Auspichiamo, pertanto, - conclude la nota - una immediata inversione di rotta, diversamente, qualora dovesse persistere siffatto atteggiamento preclusivo saremo costretti ad avviare tutte quelle azioni necessarie a tutela delle giuste e legittime richieste dei lavoratori non escludendo un eventuale ricorso alla magistratura del lavoro".


12 maggio 2008 - Dire

BOLOGNA. A PROCESSO CHI BLOCCO' TRENI, ANTAGONISTI IN CORTEO
MERCOLEDI' NO DAL MOLIN E SIGLE CONTRO GUERRA IRAQ PRESIDIANO CCC

(DIRE) Bologna, 12 mag. - "L'opposizione alla guerra non si processa". Questo lo slogan che sintetizza le ragioni per cui la citta' di Bologna, mercoledi' 14 maggio, vivra' una lunga giornata di mobilitazione di centri sociali, sindacati di base e collettivi. Al cui fianco, in piazza, ci sara' anche Rifondazione Comunista. A far muovere la sinistra antagonista, stavolta, e' l'inizio del processo intentato a 40 persone con l'accusa di interruzione di pubblico servizio. I fatti risalgono al 20 marzo 2003, poche ore dopo l'inizio dei bombardamenti sull'Iraq. A Bologna, come in altre citta', scatto' subito lo sciopero generale dei sindacati di base ed il corteo, che si concluse con l'ingresso dei manifestanti in stazione e l'occupazione dei binari. Dopo la caduta dell'aggravante di eversione dell'ordine democratico, contestata a sette imputati, la prima udienza e' in calendario per il 15 maggio. "Non accettiamo di essere processati per esserci opposti ad una guerra perdente e che ha provocato migliaia di morti in Iraq", spiega Domenico Mucignat del Tpo. Quella in stazione fu "un'azione giusta- spiega- dall'alto valore etico e sociale", seguita nei mesi successivi da numerose altre iniziative, culminate nel corteo del 9 giugno scorso, "contro la visita di Bush a Roma ma anche contro le politiche di guerra del governo Prodi". La giornata del 14 vivra' in due momenti. Si comincia la mattina con un presidio davanti alla sede bolognese del Consorzio Cooperative Costruzioni, che insieme alla Cmc di Ravenna ha vinto l'appalto per la costruzione della nuova base militare di Vicenza. Per l'occasione arrivera' sotto le Due Torri anche una cinquantina di cittadini vicentini del presidio permanente "No Dal Molin". Quello alla Ccc sara' "un presidio comunicativo", spiega Mucignat, per "parlare con chi lavora in quella cooperativa e vedere che ne pensa della mission aziendale che parla di pace e ambiente". Il comunicato giunto da Vicenza lo ribadisce: "Vogliamo chiedere se sono disposti, per il denaro, ad andare contro la volonta' dei cittadini" e a "far calpestare fisicamente queste persone, e farle sgomberare". Poi, nel pomeriggio, il corteo: concentramento alle 17 in piazza Verdi per arrivare in piazza Maggiore. Il percorso, che a quanto riportano gli organizzatori e' stato autorizzato dalla Questura, si snodera' per largo Respighi, via Mascarella, via Irnerio e via Indipendenza. Le ragioni delle due iniziative sono ribadite da Giuseppe, di Crash: definisce "un'anomalia" il processo che si apre, perche' l'occupazione dei binari del 2003 "si colloca all'interno di un movimento amplissimo, di milioni di persone, che i media hanno definito 'la seconda potenza mondiale'". Tra l'altro, sottolinea il portavoce di Crash, "su forme di lotta analoghe, effettuate da altri soggetti e in altri momenti, non sono stati aperti neanche fascicoli di indagine". Il riferimento e' allo sciopero dei metalmeccanici del 17 gennaio 2006, che si concluse proprio con l'invasione dei binari ferroviari. Le Rdb, come spiega Massimo Betti, saranno in piazza con lo stesso striscione del 2003 ("Lavoratori contro la guerra"). Allora, sottolinea, "non rispettammo le leggi anti-sciopero, nonostante il contrasto delle organizzazioni sindacali non di base". Antonio, del circolo anarchico Berneri, pone l'accento sulla nascita del coordinamento degli imputati: al processo "ci si presenta uniti, come eravamo uniti nel 2003". In piazza con la sinistra antagonista ci sara' anche il Prc. Il segretario bolognese Tiziano Loreti, che e' uno dei 40 imputati, non nega di essere "quello con piu' contraddizioni" tra i presenti alla conferenza stampa. E non fa giri di parole spiegando che proprio sul tema della guerra Rifondazione si e' giocata molto del proprio consenso: "L'esperienza di governo da questo punto di vista e' stata completamente negativa, la gente ce lo ha fatto capire e ci ha quasi cancellato". Michele, di Sinistra Critica, ricorda come ancora una volta "chi amministra Bologna si dimostra all'avanguardia nella sperimentazione della repressione", mentre Roberto del collettivo universitario Aut_of porta il discorso tra le mura dell'ateneo: "E' importante che Bologna, e in particolare la zona universitaria, venga attraversata da cortei che ribadiscono il rifiuto della guerra, che si riflette nelle politiche securitarie attivate dall'amministrazione e dall'universita'". Il Pcl di Marco Ferrando, invece, sottolinea "la deriva militarista di questo Paese e la continuita' tra i governi di centrodestra e centrosinistra". Alla giornata del 14 maggio, oltre alle sigle gia' citate, aderiscono anche: Xm24, Vag61, Livello 57, Lazzaretto, Disarmiamoli, Cobas, Usi, circolo Iqbal Masih, Lista Reno e Cua.


12 maggio 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. OGGI si svolge in Prefettura...

Bologna - OGGI si svolge in Prefettura la ripetizione della procedure di raffreddamento previste dalle legge 146/90, un tentativo di conciliazione obbligatorio per continuare lo stato di agitazione, nelle aziende del Gruppo Act per il rinnovo del contratto aziendale. «Se nell’incontro che si terrà in prefettura, da parte delle dirigenti aziendali non ci sarà un cambiamento di rotta, la Cub Trasporti sarà costretta a proclamare altri scioperi», annunbcia il sindacato. «Attendiamo ancora — dice la Cub — una risposta dall'assessore del Comune di Reggio Gandolfi dopo un mese dall'incontro durante il quale lo stesso assessore si era impegnato a portarli all'interesse della giunta per ottenere un pronunciamento politico».


Torino 10 maggio Fiera del Libro

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Foto di Alessandro Contaldo da Repubblica.it


11 maggio 2008 - Il Resto del Carlino

OCCUPARONO I BINARI, 47 A PROCESSO:
I NO GLOBAL SFILANO PER SOLIDARIETA’

Bologna - MERCOLEDI’ si mobiliterà l’area No Global, antagonista e dell’estrema sinistra. Prima un presidio poi un corteo a sostegno dei 47 imputati che verranno processati giovedì per l’occupazione dei binari alla stazione avvenuta il 20 marzo 2003. Quel giorno migliaia di persone aderirono allo sciopero generale indetto dai sindacati di base contro l’inizio della guerra in Iraq. Lo slogan della manifestazione è ‘L’opposizione alla guerra non si processa’: alle 11,30 presidio davanti al consorzio cooperative costruzioni in via Marco Emilio Lepido 182/2, alle 17 corteo che partirà alle 17 da piazza Verdi. Fra gli organizzatori: Tpo, Xm 24, Vag 61, Crash, Cobas, Rdb-Cub, Sinistra critica, Partico comunista lavoratori, Prc federazione Bologna, Cua.


11 maggio 2008 - La Stampa

LA POSIZIONE DELLA CUB TRASPORTI
Il sindacato di base contro il piano Acts

Savona - Dalla segreteria provinciale della Cub Trasporti arriva un «pollice verso» al progetto di rilancio e al piano di ricapitalizzazione dell’Acts predisposto dai vertici dell’azienda.
In una nota stampa il sindacato di base lamenta il mancato invito del suo rappresentante all’incontro della settimana scorsa presso la Provincia.
«Riteniamo evidente il tentativo di rompere il fronte dei lavoratori ma soprattutto di non far emergere la voce di coloro che ancora si oppongono al prestito d’azienda con i beni immobili a garanzia, giudicandolo una strada che inevitabilmente porterà all’acquisizione delle proprietà immobiliari dell’Acts da parte dei privati», dichiarano alla Cub Trasporti che «continua a respingere una politica di ricapitalizzazione che passi attraverso la consegna dei gioielli di famiglia al monte dei pegni».

FIERA DEL LIBRO
Manifestazione pacifica, silenzio alle Molinette per non disturbare
A rimetterci sono gli ingressi alla Fiera: "Un calo drammatico"
di MONICA PEROSINO

Torino - Quattro chilometri di negozi chiusi, traffico paralizzato per ore, «calo drammatico di presenze» alla Fiera del Libro (dice in un primo momento Picchioni per poi correggere il tiro) e una città militarizzata: posti di blocco, transenne e oltre mille divise, tra polizia, carabinieri e finanzieri, lungo tutto il percorso della manifestazione. Ieri pomeriggio il corteo «Free Palestine» ha raggiunto un risultato: quello di guastare la festa di Librolandia e portare la causa palestinese nel cuore delle celebrazioni per la nascita di Israele. E questo nonostante i numeri non siano quelli sperati dai manifestanti.
Erano circa quattromila a sfilare da corso Marconi lungo via Madama Cristina e via Genova (2500 secondo la questura, 10 mila per l’assemblea) in un lungo e pacifico corteo a cui hanno aderito oltre un centinaio di sigle antagoniste e associazioni. In testa i palestinesi residenti in Italia, seguiti dagli israeliani dissidenti, i centri sociali di Napoli, Roma, Bologna e Livorno, dietro gli striscioni di Askatasuna e il Vittoria di Milano. In coda, dopo il blocco delle associazioni italopalestinesi, le Donne in Nero, i Cobas, il partito Comunista dei Lavoratori, Rifondazione Comunista della Valle di Susa - con qualche bandiera No Tav - e i Carc.
I tanto temuti scontri, che hanno paralizzato commercio e passeggio del sabato pomeriggio, non si sono verificati. Non si sono neanche sfiorati. Nessun casco, nessuna spranga, né tantomeno vetrine infrante, graffiti e bandiere israeliane bruciate in piazza. Quando il corteo è passato sotto le finestre dell’ospedale Molinette si è piombati nel silenzio più assoluto: «Lo facciamo in segno di rispetto per il malati», spiegano gli organizzatori. Il corteo ha sfilato in silenzio fino a quando ha superato l’ospedale. Poi, dall’altoparlante del camioncino di Askatasuna, è arrivato il commento per il gesto: «È la dimostrazione di ciò che siamo».
Un ringraziamento si è alzato in via Madama Cristina: andava a quei pochi commercianti - non più di una decina lungo tutto il percorso - che avevano deciso di non abbassare le serrande: «Polizia e vigili urbani ci hanno consigliato di chiudere - dice Emma Monaco, del Bignè Caffè di via Genova -, ci hanno spaventati, abbiamo temuto per le possibili vetrine rotte, che poi dobbiamo pagare noi». Polemico con il «terrorismo psicologico» delle associazioni dei commercianti il proprietario della tabaccheria angolo via Valperga: «I negozi sono tutti chiusi, qualcuno ha perfino messo pannelli di compensato dietro le vetrine: un’assurdità». Carla Bortino, fasciata dal suo grembiule bianco e rosso, sorride ai manifestanti che passano di fronte al suo bar, il Caffè Madama Cristina: «Siamo aperti, perché questa è la democrazia, ognuno può manifestare le proprie opinioni. Chiudere significava trattare questi giovani come dei delinquenti, quasi istigarli a fare qualcosa di male in una città blindata dalla paura».
La tensione è rimasta ben al di sotto del livello di guardia, anche quando il corteo, attorno alle 17, è arrivato all’altezza di via Biglieri, la prima strada per un possibile sfondamento: i carabinieri e i poliziotti del presidio hanno indossato i guanti, impugnato gli scudi, sistemato manganelli e lacrimogeni e si sono calati la visiera protettiva sui caschi. Preparativi inutili. «Hanno autorizzato la manifestazione e il nostro percorso - dice il portavoce di Free Palestine -, nessuno aveva intenzione di sfondare, e così è stato».
L’unica scaramuccia in piazza Filzi, ultima tappa della manifestazione, a corteo finito. Verso le 18,20 dai manifestanti è volato un fumogeno rosso, atterrato sulla quarta fila di poliziotti, che l’hanno rilanciato sulla folla.
La risposta sono state tre bottigliette d’acqua lanciate dai manifestanti e il fumogeno della discordia rispedito sulle forze dell’ordine: «Ragazzi, calma - ha tuonato l’altoparlante piazzato sul furgone di Askatasuna - non siamo qui per uno scontro con la polizia». E calma è stata la serie di interventi conclusivi, fino alle 18,30, quando il corteo si è sciolto.


11 maggio 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Via gli ambulanti, scontro al Comune
Piazza Umberto blindata. De Razza (Prc) contro Ventrella.Il capogruppo di Rifondazione comunista: «Dall'assessore Ventrella non ci potevamo aspettare niente di diverso».
di Adriana Logroscino

BARI — «Dall'assessore Ventrella non ci potevamo aspettare niente di diverso. Più che arrabbiati, siamo scoraggiati e rassegnati». Sabino De Razza, capogruppo in Consiglio comunale per Rifondazione comunista, commenta così il blitz dei vigili, inviati dal sindaco e dall'assessore al Commercio, per liberare piazza Umberto dalle bancarelle di immigrati. Dopo l'azione di due giorni fa, ieri gli agenti hanno pattugliato tutto il giorno la piazza impedendo ai venditori, pur presenti, di aprire i bustoni in cui trasportano la merce, e di esporla. I rappresentanti dello sportello immigrati del sindacato Rdb hanno protestato direttamente con il sindaco. I cittadini di passaggio, invece, in qualche caso si domandavano infastiditi perché mai dovessero rinunciare allo shopping tra le bancarelle.
La questione del mercatino multietnico è aperta da tempo: i venditori chiedono che si faccia chiarezza tra chi, in possesso dell'autorizzazione vende davvero prodotti importati legalmente e chi smercia in modo abusivo borse e occhiali di dubbia provenienza. «Sono quattro anni - dice De Razza - che sia io personalmente, sia la consulta immigrati, sia lo sportello della Rdb chiediamo all'assessore al Commercio Ventrella di incontrarci: lo scopo è quello di trovare una sistemazione idonea al mercatino multietnico, dopo aver fatto tutti i controlli del caso. Ma in questi anni siamo stati soltanto presi in giro». Sono state discusse tante opzioni, si è parlato di allestire un'area a Pane e pomodoro. Ma alla fine non si è mai arrivati ad alcuna decisione. «Poi il sindaco passa da piazza Umberto e si accorge di un problema che evidentemente il suo assessore finora non gli ha riferito», dice De Razza. Due giorni fa, infatti, proprio Michele Emiliano aveva avvertito i venditori: «Dovete andare via di qua». Un ordine caduto nel vuoto. Subito dopo i vigili sono intervenuti sequestrando la merce e bloccando alcuni venditori. Gli immigrati però chiedono di poter lavorare se non in piazza Umberto altrove. «Si tratterebbe di sedersi intorno a un tavolo e di discutere - dice De Razza - . Ma finora non c'è stata la volontà di farlo».
Fino all'episodio dell'altra mattina i venditori convivevano in qualche modo con i controlli delle forze dell'ordine. E' da tempo, infatti, che in piazza Umberto c'è un presidio quasi ininterrotto della polizia municipale. Ma fino a due giorni fa, appunto, gli immigrati aspettavano che i vigili allentassero la sorveglianza per ricominciare a vendere. Per mercoledì Ventrella ha convocato i rappresentanti dei venditori per cercare una soluzione.

Per ogni verbale 35 cent
Napolipark, multe con incentivi No dei sindacati
di Giuseppe Manzo

NAPOLI - Premi di produzione e incentivi ai dipendenti che elevano più multe. Queste sono le disposizioni emesse dalla Napolipark, l'azienda che controlla i parcheggi a pagamento in città. Ma i sindacati contestano ed è scontro. I lavoratori, attraverso dei bonus, sarebbero stimolati a contrarre più verbali per incrementare il proprio stipendio. Gli uomini in pettorina si ritroverebbero con premi fino a 35 centesimi per ogni contravvenzione avvenuta. Con il rischio di scatenare una vera e propria bagarre con la caccia all'automobilista distratto o inadempiente. Il pericolo, però, è quello di esasperare gli animi in una città che vive l'emergenza traffico e, ancor di più, quello per il posto auto da sempre. Di fronte a questa situazione sono scesi in campo i sindacati di base che hanno dichiarato guerra all'azienda. Il cuore della protesta è arrivato con l'occupazione della sede di Fuorigrotta mercoledì scorso. E sullo sfondo emergono anche le relazioni sindacali conflittuali e i difficili rapporti tra le diverse sigle. «I vertici aziendali - afferma Giovanni Ippolito, delegato delle Rdb/Cub - si sono rifiutati di firmare le deleghe per settanta lavoratori che hanno deciso di lasciare i confederali e aderire al nostro sindacato e alla Faisa/Cisal. E' un atteggiamento gravissimo dovuto alla nostra volontà di non accettare i premi di produzione». Secondo i rappresentanti dei lavoratori, appoggiati dai leader regionali, la direzione ha chiesto che ogni dipendente deve recarsi dopo l'orario di lavoro per avere la ricevuta della cancellazione e del passaggio a un altro sindacato. «In questo modo cercano di intimidire i lavoratori - aggiunge Ippolito - ed è un atteggiamento che non possiamo accettare». Questo scontro è in corso da quasi un anno. Infatti, nel maggio del 2007, la Rdb denunciò l'aggressione fisica proprio ai danni di Ippolito. Un episodio che i vertici della Napolipark hanno sempre smentito. In quella occasione si iniziava a discutere proprio del premio di produzione e degli incentivi sulle multe. «Noi vogliamo che i lavoratori guadagnino il proprio salario - conclude il delegato sindacale - senza incorrere in iniziative che penalizzino l'utenza».


11 maggio 2008 - L'Eco di Bergamo

Stranieri, protesta sui permessi lumaca
di Francesco Lamberini

Bergamo - Tempi troppo lunghi per il rilascio dei permessi di soggiorno in gran parte motivati oltre che dall'eccessiva burocrazia anche da un numero insufficiente di addetti a tale procedure. Un problema sicuramente non nuovo, ma proprio per questo le associazioni degli immigrati presenti nella nostra provincia e alcune strutture sindacali, tra cui la Cub, la Fiom-Cgil e l'Anolf-Cisl, hanno chiesto e ottenuto di essere ricevute dal questore di Bergamo per trovare possibili soluzioni o quantomeno arrivare a uno snellimento dell'iter.
Il faccia a faccia tra i rappresentanti degli extracomunitari e alcuni sindacalisti da un lato e dall'altro il questore Dario Rotondi, accompagnato dal dirigente dell'Ufficio immigrazione Anna Maria Villano e dal vice Francesco Accetta, si è tenuto ieri mattina in via Noli. La novità più significativa emersa durante l'incontro riguarda la riorganizzazione del servizio agli sportelli, annunciata dal questore, che prenderà il via a partire da giugno.
«Il nodo più importante da sciogliere – ha sottolineato Mirco Rota, segretario provinciale Fiom-Cgil – riguarda la tempistica sul rinnovo dei permessi di soggiorno. Gli immigrati vorrebbero poter ottenere la documentazione di cui hanno bisogno in tempi ragionevoli, senza dover aspettare, in un clima di grande incertezza, dei mesi e il più delle volte oltre un anno». Nell'incontro in questura è stato purtroppo evidenziato che «attualmente non ci sono ancora dei segnali in grado di ipotizzare una riduzione di questi tempi».
L'attesa per ottenere le pratiche richieste risulta oggi ancora piuttosto lunga in quanto vincolata a meccanismi legislativi e quindi burocratici, accentuati dalla carenza di organico. Senza contare che la questura ha comunque una serie di compiti quotidiani da affrontare e quindi non può dedicare tutte le proprie risorse alle esigenze degli immigrati. È comunque positivo che le parti abbiano deciso di istituire un tavolo tecnico, che sarà convocato periodicamente per cercare di risolvere almeno i problemi più ricorrenti.
«Il quadro politico è preoccupante – ha aggiunto Mirco Rota – così come qualche atteggiamento assunto da taluni Comuni bergamaschi. Però ritengo ci sia attenzione da parte della questura ai problemi degli immigrati». «A giugno – ha annunciato il questore Dario Rotondi – cambieremo le modalità di accesso del pubblico ai nostri sportelli per evitare attese estenuanti e code interminabili. Ridurre subito i tempi per il rilascio dei permessi di soggiorno non è possibile, ma riuscire quantomeno a razionalizzare l'affluenza può già rappresentare un piccolo successo. Un segnale che conferma come ci sia grande attenzione, da parte nostra, verso gli immigrati proprio perché rappresentano una notevole risorsa».


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