data
di creazione |
a |
10 maggio 2008 - Il Gazzettino Operatori sanitari sul piede di guerra
per i turni: i sindacati di base proclamano l'agitazione Dolo - Uno stato di agitazione dei lavoratori dell'Ulss 13 Dolo-Mirano è stato indetto ieri dalle Rappresentanze sindacali di base (Rdb) del Veneto. La protesta scaturisce dagli orari di lavoro degli operatori sanitari. La richiesta è tanto semplice quanto spinosa: la Rdb vuole la modifica degli orari di turnazione. Rdb in occasione delle elezioni delle Rsu a novembre ha raccolto 80 preferenze su 300 lavoratori, diventando così il sindacato più votato: ora ha deciso di aprire un confronto serrato con la dirigenza sanitaria. «L'amministrazione fino ad ora, nonostante la nostra insistenza - spiega il responsabile regionale, Federico Martelletto - si è dimostrata sorda a questa problematica. Così Rdb, sindacato più votato alle ultime elezioni Rsu, vuole rivendicare con forza una turnazione più dignitosa, che garantisca un'adeguato riposo psicofisico e una migliore distribuzione/organizzazione del lavoro». Una richiesta già avanzata alla direzione ospedaliera, che però non l'avrebbe neppure presa in considerazione. Già lo scorso 10 marzo, in occasione dell'incontro tra amministrazione e parti sindacali, le Rappresentanze di base avevano avanzato con una lettera la richiesta, caduta nel vuoto. Così hanno deciso di alzare i toni della protesta, indicendo lo stato di agitazione e scrivendo al Prefetto di Venezia perché fissi un incontro nei prossimi cinque giorni. A quel tavolo Rdb avanzerà le proprie richieste, ossia una turnazione che garantisca le 36 ore contrattuali e che modifica gli orari, i giorni lavorativi continuativi e i riposi: quattro giorni lavorativi, due riposi e successivamente quattro giorni lavorativi e un riposo, il tutto costruito su due turni giornalieri di sette ore (dalle 6.30 alle 13.30 per il turno mattutino, dalle 13.30 alle 20.30 per il turno pomeridiano). 10 maggio 2008 - Libertà «Ai pompieri mai un euro» Piacenza - «Non abbiamo la presunzione
di mettere il naso nelle casse di un'amministrazione che non è la nostra. Rileviamo solo
che era stato fatto un accordo per aiutare i vigili del fuoco, con fondi che sarebbero
serviti per pagare gli straordinari e tenere aperto il distaccamento di Bobbio. Ci lascia
l'amaro in bocca sapere che un milione e mezzo di euro del tesoretto nucleare ricevuti
dalla Provincia saranno spesi per il polo di protezione civile che sorgerà nell'area del
Consorzio agrario di Piacenza. Senza nulla togliere al valore del volontariato, sembra che
nessuno pensi a noi, che ci occupiamo quotidianamente di emergenze». Maurizio Suzzani,
rappresentate della Cisl per i pompieri di Piacenza, fa riferimento ai 400mila euro
promessi dalla Provincia, con l'aiuto di una cordata di enti pubblici e società private:
Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio, Confindustria e tre concessionarie
autostradali, cioè Centropadane, Satap e Autostrade per l'Italia. 10 maggio 2008 - Il Mattino LA VERTENZA Salerno - Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Rdb che rappresentano i dipendenti del Pubblico Registro Automobilistico, minacciano la paralisi delle attività connesse allAci se gli uffici di via Wenner non saranno dismessi. I lavoratori denunciano la presenza di un opificio indistriale dichiarato non compatibile dallArpac. «Diaspnea per inalazione di sostanze tossiche»: questa la diagnosi più frequente che i medici hanno diagnosticato a molti dei 33 dipendenti del Pra da quando gli uffici sono stati trasferiti nella nuova sede di via Wenner che confina con unindustria dedita alla lavorazione di materiali ferrosi in taglio e pressa per la costruzione di armadi metallici. Polveri sottili inalate e rumori che superano la soglia di tolleranza per i dipendenti del Pra che minacciano lo sciopero. 10 maggio 2008 - La Nuova Venezia Operatori sanitari in stato di
agitazione MIRANO - Clima teso tra i dipendenti dellAsl 13. Ieri
le rappresentanze di base (Rdb) hanno dichiarato lo stato di agitazione sindacale ponendo
al centro dello scontro la modifica dei turni degli operatori socio-sanitari. 10 maggio 2008 - Il Resto del Carlino Comacchio. Precari in Comune, Cgil annuncia: «Fuori dalla Rsu» LA VICENDA sul precariato ha indotto la Rsu-Cgil del comune alle dimissioni. «La pianificazione delle assunzioni non tiene conto delle esigenze della struttura né di chi, lavorando da anni, ambisce al lavoro a tempo indeterinato scrivono . Ci sono casi eclatanti di lavoratori impiegati da diversi anni con contratti flessibili su posti vacanti i quali, pur facendo parte di graduatorie a tempo indeterminato valide, non vengono presi in considerazione. Ci sono i precari in servizio alla Municipale ai quali viene negata la possibilità di avere una prospettiva. Ci sono inoltre servizi al collasso quali casa protetta e servizi sociali, oltre allanagrafe-Urp, costretti a lavorare con carichi di lavoro e responsabilità eccessive rispetto alla attuale struttura. Vengono tenuti sulla graticola persone che sono idonee allassunzione e si continua ad andare a cercare mobilità da altri enti. Addirittura si intraprendono procedimenti disciplinari fuori da ogni logica democratica a persone che chiedono semplicemente di poter pianificare la propria vita. Per tutte queste ragioni noi rassegniamo le dimissioni dalla Rsu con effetto immediato, in quanto riteniamo concluso il rapporto con questa delegazione trattante». Immediato il messaggio di solidarietà da parte delle RdB (sindacati di base) che sottolinea il fatto che tali motivazioni con cui i 5 rappresentanti della Cgil annunciano le dimissini, sembrano provenire dalla componente RdB. «Ci domandiamo che cosa abbia indotto a un simile pronunciamento rappresentanti sindacali appartenenti ad una sigla che fino allaltro giorno non ha fatto che avallare, sostenere e ispirare, spesso, quelle politiche del Comune che adesso critica duramente si legge nei volantini distribuiti ed affissi : se finalmente ci si vuole battere contro le politiche di devastazione liberista, che purtroppo anche nei Comuni di centrosinistra vengono attuate (privatizzazione dei servizi locali, esternalizazioni, consulenze ecc.), noi RdB siamo pronti e disponibili...». 10 maggio 2008 - Giornale di Sondrio La denuncia della Rdb che diffida
l'Ufficio del Lavoro Sondrio - Capita anche che chi è preposto a far osservare
le norme di sicurezza sui cantieri di lavoro non sia fornito delle necessarie attrezzature
per svolgere il suo compito, rischiando così di violare le leggi che dovrebbe far
rispettare. 10 maggio 2008 - La Repubblica Dopo l´esposto contro Giacchieri di
Cgil, Cisl e Uil, parte una maxi ispezione per le controllare le condizioni degli operai Bologna - I carabinieri dell´Ispettorato del Lavoro
con gli agenti della Polaria, l´Ausl, l´Inail, l´Inps. C´era tanta gente ieri mattina
all´aeroporto Marconi per ispezionare il settore handling, dopo l´esposto inviato da
Cgil, Cil e Uil ai succitati enti e anche alla Prefettura e alla Procura. Nell´esposto si
denunciano le condizioni di lavoro dei dipendenti della Giacchieri, la società di Roma
subentrata nel settembre scorso a Doro Group estromessa perché sotto inchiesta. I
sindacati accusano Giacchieri di trattamenti salariali discriminatori, eccessivo ricorso
allo straordinari, carenze nella sicurezza. I rappresentanti di tutti gli enti chiamati in
causa, coordinati dall´Ispettorato del Lavoro, sembra non abbiano trovato nulla di
penalmente rilevante. L´esposto era stato inviato anche all´Enac dove, in attesa che il
direttore Generoso Coraggio (nella foto a sinistra) rientri da un periodo di malattia, è
arrivato pro tempore il direttore di Venezia Virginio Bagassi. 10 maggio 2008 - La Nazione «Careggi, le attese si
allungheranno» Firenze - SANITÀ toscana spende, investe, progetta. In cambio, non riesce a funzionare come dovrebbe, né come potrebbe. E sì che i soldi sarebbero sufficienti anche per ripartire. E le professionalità non mancano. Per questo viene da chiedersi come mai il sistema resti impallato. Se ne rendono conto i cittadini per primi, che patiscono lingiusta lunghezza delle liste dattesa e lanticamera, talvolta immotivatamente poco umana, al pronto soccorso. Ieri una doppia protesta ha coinvolto gli infermieri del comparto di Careggi e i lavoratori della sanità privata. Gruppi separati. Uguali ma diversi. Entrambi in lotta. Per il mantenimento, la strenua difesa di diritti acquisiti, gli infermieri di Careggi. Per ottenere garanzie essenziali (il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 27 mesi, con adeguamento al tasso dellinflazione), gli operatori della sanità privata; come spiega Patrizia Giuliani, responsabile regionale della Cgil funzione pubblica che porta avanti la battaglia. A Careggi gli infermieri improvvisamente vedono sfilare via dalle loro buste paga 3-400 euro al mese di «tav» (turni aggiuntivi valorizzati, una sorta di superstraordinario pagato il doppio, quasi 24 euro allora anziché 12). Per una decisione, dicono, presa dai vertici dellazienda ospedaliero-universitaria unilateralmente, senza nessun tipo di contrattazione sindacale, accodandosi a una delibera regionale (quella del 25 febbraio scorso), senza peraltro rispettarne i contenuti. Al taglio di «tav», avrebbero dovuto corrispondere altrettante assunzioni. Questo spiegano i sindacati, che ieri hanno parlato ai lavoratori, tantissimi, riuniti in assemblea alla Piastra di Careggi. Hanno anche manifestato, in un centinaio, con slogan e striscioni, chiedendo la testa dei vertici dellazienda. A fronteggiarli nellufficio della direzione generale il solo addetto stampa. Avevano già ottenuto un appuntamento per il 16 maggio, i sindacalisti. Ieri hanno portato le loro ragioni allassessorato per il diritto alla salute. I rappresentanti aziendali di Cgil (Roberto Vangelisti), Cisl (Franco Pietrangeli), Rdb (Aurelio Minichiello) avvisano che il numero degli infermieri, con limprovviso e ingiustificato taglio delle «tav», non sarà sufficiente per garantire i livelli minimi di assistenza. Che salteranno gli interventi. Che le liste di attesa si allungheranno ancora. Fosco presagio. Chiedono il riprisino delle normali realazioni sindacali, gli infermieri. La contrattazione a un tavolo. PERCHÉ in effetti le «tav» pesano. Eccome se pesano, nello stipendio. Un esempio: un infermiere neoassunto guadagna circa 1400 euro netti. Se fa un un turno completo di «tav», ovvero 24 ore extra in un mese, ne riscuote oltre 1800. Una bella differenza. Ma perché a Careggi solo nellultimo anno sono state fatte 300mila ore di tav, mentre nel complesso degli ospedali della Asl fiorentina ne sono state fatte in tutto 18mila? Qualcosa non va. «Probabilmente qualcuno ne ha abusato dice sempre Giuliani . Spesso non sono stati rispettati i limiti delle 24 ore mensili. E al momento in cui è arrivata la delibera regionale che dava la possibilità di assumere, i direttori di Careggi non lo hanno fatto». Chiaro che ora diventa difficile togliere 300 euro dalla busta paga. «Magari si può trovare un premio di produzione per la flessibilità nei turni e nei servizi critici. Solo per fare un esempio, si potrebbe continuare a pagare le tav a chi è disponibile a lavorare dalle nove alle undici della sera per tagliare le attese in radioterapia». Dallaltra parte, quella della sanità privata, in Consiglio Regionale, lassessore Enrico Rossi, coordinatore delle regioni italiane in materia di sanita, si è impegnato a portare il problema del rinnovo contrattuale al tavolo della Conferenza delle Regioni. Perché i professionisti delle case di cura siano figli e non figliastri della grande famiglia della sanità. Che sia pubblica o convenzionata, pur sempre sanità. 10 maggio 2008 - Trentino/Nuova Venezia, Ferrara/Mattino Padova/Gazzetta Reggio, Modena/Corriere Alpi/Centro/Tirreno/Tribuna Treviso/ Torino. Attesi tremila manifestanti
a favore del boicottaggio di Israele. Controlli a distanza TORINO - E il giorno di Free Palestine, della
manifestazione per lo stato palestinese, il culmine del boicottaggio della Fiera del libro
del Lingotto, ma pochi sembrano preoccuparsene. «Non mi pare che ci sia questa grande
attesa - dice il sindaco Sergio Chiamparino - al massimo ci sarà qualche disagio per il
traffico». Da Roma il presidente del Consiglio, Berlusconi, è ancora più drastico: «Si
tratta di frange assurde e irrilevanti che fanno trambusto, ma che rappresentano lo 0,00%
del popolo italiano che è tutto per Israele. Non abbiamo nessuna preoccupazione per
oggi». Fine. In questura si affronta la manifestazione del pomeriggio (concentramento
dalle 14 in via Marconi, davanti al palazzo che ospitava lufficio di Romiti) con
concentrazione e calma. «Abbiamo chiesto che la polizia adottasse la strategia usata a
Firenze dopo il G8, nel Social Forum - dice Luigi Casali, coordinatore piemontese delle
Rappresentanze di base - corteo libero e poliziotti nelle strade limitrofe». Niente
contatto, insomma, niente possibilità di provocazioni. Casali, comunque, avverte: «Non
tollereremo atti di intemperanza né dentro né fuori dal corteo». 10 maggio 2008 - Piccolo/Messaggero Veneto Oggi corteo anti-Israele, Torino
blindata TORINO - È il giorno di Free Palestine, della
manifestazione per lo stato palestinese, il culmine del boicottaggio della Fiera del libro
del Lingotto, ma pochi a ieri sembravano preoccuparsene. «Non mi pare che ci sia questa
grande attesa - dice il sindaco Sergio Chiamparino - al massimo ci sarà qualche disagio
per il traffico». 9 maggio 2008 - La Nuova Venezia ACTV E FERROVIE Venezia - Giornata difficile oggi sul fronte dei trasporti per lo sciopero nazionale degli autoferrotramvieri. A Mestre, sono a rischio le corse dei bus ma anche quelle dei treni. Lo sciopero di oggi è stato indetto dalle sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl,Uilt e Faisa Cisal nellambito della protesta a livello nazionale per il rinnovo del contratto di lavoro. La protesta interessa gli autobus di Actv e il servizio di navigazione nel centro storico per tre ore, dalle 9.30 alle 12.30. Altre quattro ore di sciopero sono state proclamate dai sindacati di categoria per il settore delle Ferrovie dello Stato con treni a rischio dalle 9 alle 13. E non è finita qui. Il 20 maggio si terrà un altro sciopero del trasporto pubblico di Actv, proclamato stavolta dal sindacato Rdb Cub Trasporti. Lagitazione interessa esclusivamente i conducenti di linea del trasporto automobilistico urbano ed extraurbano ed avrà la durata di 24 ore, con il rispetto delle fasce garantite. Rdb Cub aveva già scioperato per 4 ore il 23 aprile scorso innescando una guerra di cifre sulladesione tra sindacato ed azienda che ha fatto il paio con la polemica tra sindacalisti e il presidente Panettoni per i nuovi turni di lavoro. Sulla turnistica Rdb Cub non è arrivata ad un accordo con Actv, a differenza delle altre sigle sindacali. 9 maggio 2008 - Il Denaro Filiale della Banca d'Italia: pubblicato il decreto di chiusura Benevento - E' ufficiale: chiude i battenti la filiale
beneventana della Banca d'Italia. Infatti è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale il
decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 13/02/2008, con il quale si
dispone la soppressione di alcune Sezioni Territoriali dello Stato della Banca d'Italia,
tra cui quella di Benevento. 9 maggio 2008 - Avvenire Ma per domani si teme un «effetto G8» TORINO - La "zona rossa" cera ma non si
vedeva. A segnarne impalpabilmente i confini tra il Lingotto, via Genova e via Nizza, un
migliaio fra poliziotti, carabinieri, fiamme gialle e vigili urbani, silenziosamente
nervosi forse proprio perché non cera ragione di innervosirsi. Il
"nemico" infatti sostanzialmente non cera. Se si eccettua quella
cinquantina di militanti di Free Palestine che hanno tentato di inalberare uno striscione
al passaggio del presidente Napolitano, ma che hanno finito per desistere, senza che i
loro coetanei in divisa e tenuta antisommossa avessero davvero bisogno di usare le maniere
forti. È bastato uno scambio di battute perché il gruppo di dimostranti arretrasse di un
centinaio di metri fino in via Spotorno, dove hanno potuto far sventolare il loro
messaggio: «No al colonialismo sionista, Stato unico per arabi ed ebrei in Palestina.
Boicotta Israele, boicotta la Fiera del Libro 2008». 9 maggio 2008 - La Provincia di Cremona De Vita: Corada ci
ignora Cremona - La richiesta di un confronto con il sindaco Corada è rimasta inascoltata («Un mese fa aveva dichiarato che ne se sarebbe occupato lassessore Dal Conte, però il risultato è stato lo stesso»), ma non per questo molla la presa il sindacato di base RdB/Cub del Pubblico Impiego, da tempo impegnato nella battaglia per la stabilizzazione generalizzata dei precari. «Con Corada, comunque, torneremo alla carica dopo lassemblea in programma sabato 17 a Milano», spiega il responsabile Vincenzo De Vita. Si tratta dellassemblea nazionale del sindacalismo di base, cui parteciperà anche RdB/Cub, e che al centro dellagenda vedrà appunto la questione precarietà. «In quella sede - continua De Vita - si organizzeranno da subito appuntamenti nazionali, che dovranno vedere una grande partecipazione dei lavoratori precari del Pubblico impiego». 9 maggio 2008 - Il Gazzettino I lavoratori dell'ex Fast alla Tnt: «Consorzio Corso non sta ai patti» Limena - Sono pronti ad incrociare nuovamente le braccia i lavoratori dell'ex cooperativa Fast Coop, impegnati nei magazzini della TNT di Limena, se non otterranno risposte soddisfacenti da parte del Consorzio Corso, subentrata alla Fast Coop nella gestione del magazzino. Per l'associazione Adl-Cobas, che da quasi un anno segue le vicende di questi lavoratori, le scelte operate dal Consorzio Corso non solo "disattendono gli accordi firmati in Prefettura, ma creano una assurda contrapposizione tra lavoratori ex Fast Coop e nuovi lavoratori assunti con contratto a termine, oltre a non aver ancora pagato le differenze retributive preesistenti". A gennaio la Fast Coop ha disdetto il contratto con la TNT, lasciando senza lavoro gli ottanta lavoratori. Dopo diversi incontri fra le parti, e l'interessamento del Prefetto, si era raggiunto l'accordo che prevedeva il reintegro di tutti gli operai e la garanzia degli stipendi. Un riassorbimento in blocchi di venti con in mezzo però, come ha spiegato l'Adl-Cobas, l'assunzione con contratto a termine da parte di Corso di un'altra trentina di lavoratori che non erano ex Fast Coop e per i quali c'è in vista il rinnovo del contratto. "Assistiamo ad una situazione paradossale - ha detto Gianni Boetto di Adl-Cobas - che vede i lavoratori neo assunti con contratto a termine fare anche più di otto ore al giorno, mentre quelli della ex Fast Coop fanno solo sei ore al giorno. Ma il paradosso non finisce qui, nei giorni scorsi scadeva il contratto a termine a questi lavoratori e su forte pressione di un altro sindacato Corso ha deciso di rinnovare ancora per altri due mesi il contratto a termine. Se Corso non è in grado di gestire che lasci. Noi chiediamo che il Prefetto si faccia interprete per arrivare ad organizzare un nuovo incontro in cui si verifichi che l'accordo firmato venga rispetto.(Ba.T.) 9 maggio 2008 - Il Piccolo Fiom attacca: discontinuità
rispetto alle scelte illyane TRIESTE - Hanno già chiesto un incontro urgente con il
presidente della Regione Renzo Tondo, e sono in attesa. Lunedì vedranno i vertici
dellazienda. Nel frattempo, però, i sindacati continuano il pressing in difesa di
Insiel, marcando a gran voce la distanza dalle scelte di Riccardo Illy e della sua giunta. 9 maggio 2008 - Tribuna di Treviso Accordo fino a settembre, sfratto
prorogato MASERADA - Ha ottenuto una proroga fino al prossimo 22 settembre la famiglia marocchina residente in un appartamento in via Caccianiga che ieri sarebbe dovuta finire in strada a seguito dellesecuzione dello sfratto a suo carico. Madre, padre e un bimbo di tre anni affetto da una grave patologia respiratoria potranno dunque dormire sonni tranquilli, almeno fino alla fine dellestate. Questo il risultato ottenuto grazie allintermediazione dellAdl-Cobas di Treviso. Nei minuti concitati in cui ieri mattina le parti hanno concordato la proroga dello sfratto, la donna ha accusato un lieve malore, da cui si è ripresa poco dopo. La famiglia di extracomunitari non è in grado di pagare laffitto dal momento che lo stipendio del capofamiglia non basta a far fronte a tutte le spese. Di qui lo sfratto per morosità. La famiglia si è più volte rivolta ai servizi sociali del Comune per cercare una soluzione di emergenza. Nelle scorse settimane la mamma del piccolo aveva anche scritto una lettera aperta al sindaco Floriana Casellato per denunciare la propria situazione, sottolineando anche come sia inopportuno che un bimbo malato viva in una casa fatiscente, senza acqua calda né riscaldamento. Già lo scorso anno la famiglia era balzata agli onori della cronaca quando aveva stazionato per protesta con brandine e coperte fuori dalla porta del municipio.(ru.b.) 8 maggio 2008 - Italia Sera Un incontro reso necessario dalle
richieste avanzate dal personale sanitario che aspetta lo sblocco della trattativa delle
assunzioni Roma - "Si è tenuta ieri laudizione delle Rsu della Asl RmB con la commissione Sanità della regione Lazio, convocazione che era stata richiesta nel mese di febbraio quando si erano svolte le mobilitazioni del personale della Asl per le gravi condizioni di lavoro ed assistenza, aggravate dal blocco delle assunzioni, e contro la precarietà. Nel corso dellincontro le Rsu hanno ribadito le gravi carenze di personale e le impossibili condizioni di lavoro, in particolare nellospedale S. Pertini, aggravate dalluso massiccio di doppi turni di servizio e dal persistente utilizzo di personale precario in tutta la Asl. Hanno richiesto inoltre un diretto interessamento della commissione per lo sblocco delle assunzioni e lavvio della stabilizzazione dei precari". E quanto si legge in una nota Rdb-Cub. Le Rdb-Cub "hanno sottolineato le gravi difficoltà del personale, con ripercussioni non solo sulla qualità dellassistenza ma anche sulla vita familiare, ribadendo lurgente necessità di dare dignità alle lavoratrici e ai lavoratori precari attraverso una stabilizzazione che produrrebbe consistenti risparmi sul bilancio aziendale. La commissione Sanità della regione Lazio, preso atto di quanto dichiarato, ha riscontrato un netto scarto tra le necessità rappresentate e le richieste di deroghe per le assunzioni effettuate dalla Asl Rm/B, cioè 15 infermieri e 3 tecnici di radiologia. Il presidente della commissione Canali ha riscontrato che il numero delle assunzioni effettuato dalla Direzione della Asl non è stato concordato con le Rsu. Alla conclusione della seduta la commissione ha deciso la convocazione in merito a tali problematiche sia dellassessore Battaglia sia del Direttore Generale della Asl RMB". Le RdB-CUB "ribadiscono quanto già proposto nel mese di febbraio, ovvero un accordo aziendale che quantifichi numero e profili necessari alla funzionalità di ogni singola attività, che venga sottoposto alla approvazione del personale e trasmesso in regione per limmediato sblocco delle assunzioni, unitamente allavvio della stabilizzazione dei precari, al fine di dare subito risposte concrete alle necessità di chi lavora e di chi usa le strutture sanitarie". 8 maggio 2008 - La Nuova Venezia Autobus e treni, venerdì trasporti in sciopero Venezia - Scioperi in vista nel trasporto pubblico veneziano e di conseguenza ancora autobus a rischio in terraferma sia venerdì prossimo che il 20 maggio. Il primo sciopero è quello indetto per il 9 maggio dalle sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl,Uilt e Faisa Cisal nellambito della protesta a livello nazionale per il rinnovo del contratto di lavoro degli autoferrotramvieri. La protesta interessa gli autobus di Actv e il servizio di navigazione nel centro storico per tre ore, dalle 9.30 alle 12.30. Sul sito internet di Actv la notizia viene riportata assieme allelenco delle ultime corse prima del via allo sciopero e degli orari di ripresa del servizio relativamente al servizio di trasporto di navigazione. Altre quattro ore di sciopero sono state proclamate dai sindacati per il settore delle Ferrovie dello Stato con treni a rischio dalle 9 alle 13. Il 20 maggio invece si terrà un altro sciopero del trasporto pubblico di Actv, proclamato stavolta dal sindacato Rdb Cub Trasporti. Lagitazione interessa esclusivamente i conducenti di linea del trasporto automobilistico urbano ed extraurbano ed avrà la durata di 24 ore, con il rispetto delle fasce garantite, informa una nota diffusa ieri da Actv. Rdb Cub aveva già scioperato per 4 ore il 23 aprile scorso innescando una guerra di cifre sulladesione tra sindacato ed azienda che ha fatto il paio con la polemica tra sindacalisti e il presidente Panettoni per i nuovi turni di lavoro. Sulla turnistica infatti Rdb Cub non è arrivata ad un accordo con Actv, a differenza delle altre sigle sindacali che fanno parte della Rsu aziendale. 8 maggio 2008 - Il Piccolo PORTO-SINDACATI TRIESTE - I lavoratori di Trieste Marine Terminal (Tmt) hanno approvato a larga maggioranza, nel corso di un'assemblea generale, l'ipotesi di accordo integrativo sottoscritto dal sindacato di base nei giorni scorsi. L'approvazione del nuovo accordo, rileva una nota, fa seguito ad un'analoga decisione assunta il 2 maggio scorso anche dall'assemblea dei lavoratori Tmt iscritti alle Rdb-Cub. I lavoratori hanno anche deciso di boicottare il referendum proposto dai rappresentanti di quelle organizzazioni sindacali che, secondo il Sindacato di base, «ritengono di possedere il monopolio della rappresentanza sindacale». 8 maggio 2008 - Leggo Torino - Alla vigilia
dellapertura della Fiera del libro... Torino - Alla vigilia dellapertura della Fiera
del libro spuntano fuori anche i fumogeni. I contestatori che si oppongono alla scelta di
Israele come Paese ospite della kermesse del Lingotto hanno manifestato nuovamente ieri
davanti a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dellUniversità di Torino. 8 maggio 2008 - EPolis Roma Entro fine mese il patrimonio immobiliare - 17mila alloggi - verrà dismesso: «Vogliamo garanzie»Rdb, chiesto incontro per le case Enasarco Roma - Un patrimonio di 17mila alloggi prevalentemente su Roma il cui valore è di 3,5 miliardi di euro: questo il pacchetto che entro la fine del mese, la Fondazione Enasarco farà rinetrare nel piano di dismissione. Acquistati nel corso degli anni a garanzia del pagamento delle pensioni degli agenti e rappresentanti di commercio, questi alloggi vengono ora messi sul mercato perché rendono circa l1 per cento del valore di bilancio: troppo poco per sostenere il pagamento delle pensioni per i prossimi 30 anni, così come previsto nellultima Finanziaria. Le Rdb- CUB hanno chiesto un incontro all'azienda per fare luce su diversi punti di questa dismissione. Finora le organizzazioni sindacali hanno conosciuto dalla stampa le informazioni relative alla dismissione e, nonostante limpegno assunto lo scorso febbraio dal presidente dellEnasarco Brunetto Boco, non sono state coinvolte nel processo organizzativo in merito al piano di vendita. Per le RdB-CUB è invece di fondamentale importanza, oltre che di estrema rilevanza politica, che anche i sindacati aziendali, rappresentanti gli interessi e i diritti dei lavoratori della Fondazione siano considerati parti sociali in causa. Uno degli aspetti che suscita particolare preoccupazione è il futuro degli oltre ottanta lavoratori del Servizio Patrimonio e del personale appartenente alla categoria dei portieri e pulitori (circa 400 unità). Non ultimo, il destino abitativo dei 50mila inquilini, tra cui anche dipendenti della Fondazione, la quale intende vendere le abitazioni a prezzi di mercato per molti inaccessibili. Le RdBCUB, da sempre contrarie alla vendita del patrimonio immobiliare, chiedono che nel piano di dismissione vengano adottati criteri di trasparenza e misure che non mettano a rischio il futuro degli agenti, degli inquilini e dei lavoratori dipendenti. 8 maggio 2008 - Il Manifesto Unicredit. Per il Fondo pensione ex C.R.R. oggi protestano i lavoratori Roma - L'appuntamento è alle 9 davanti alla sede Unicredit Banca di Roma in via Tupini. Poi ci saranno interventi nel corso dell'assemblea degli azionisti e nel pomeriggio (alle 15) una manifestazione sotto la sede della Covip: lo sciopero di 8 otto ore di tutte le banche del gruppo Unicredit è stato indetto dalla Cub contro il rifiuto della prima banca italiana banca di accogliere le richieste dei lavoratori della ex Cassa di risparmio di Roma riguardo al reintegro del patrimonio del loro fondo pensioni nel quale risultano mancanti circa 600 milioni di euro. Torino superblindata inaugura la
Fiera del libro Roma (c.l.) - Il via ufficiale è previsto per questa
mattina alle 10,30, ora in cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano varcherà
il portone del Lingotto per inaugurare ufficialmente la XXI edizione della Fiera del Libro
di Torino, di certo la più contestata nella storia della manifestazione per la scelta di
dedicare a Israele il ruolo di paese ospite d'onore. Nonostante le rassicurazioni degli
organizzatori («siamo tranquilli, ma attenti», ha ripetuto anche ieri il direttore
generale della Fiera, Ernesto Ferrero), basterà darsi un'occhiata intorno per capire che
aria tira. Centinaia di poliziotti e carabinieri, compresa qualche decina di tiratori
scelti, sorveglieranno l'arrivo del capo dello Stato, accompagnandolo per tutto il tempo -
un'ora e mezza al massimo - della sua visita. Per poi restare, una volta ripartito
Napolitano, a presidiare l'intera area esterna della Fiera. Sulla carta e ufficialmente
non è prevista alcuna zona rossa attorno al Lingotto, ma l'attenzione delle forze
dell'ordine resterà altissima. Come dimostra anche la denuncia piovuta ieri sulla di tre
giovani accusati di aver bruciato, al termine del corteo del 1 maggio, tre bandiere
israeliane e una americana. La Digos li ha identificati visionando le riprese effettuate
durante il corteo. Si tratterebbe di tre ragazzi di età compresa tra i 25 e i 30 anni,
appartenenti secondo la Digos al centro sociale Askatasuna di Torino, che è tra i
promotori del boicottaggio della Fiera. L'accusa nei loro confronti è di vilipendio della
bandiera di uno Stato straniero e di travisamento in occasione di una manifestazione
pubblica, per essersi coperti il volto con una kefiah. 8 maggio 2008 - Abitare a Roma Sciopero dei dipendenti UniCredit,
EDS Italian, Banca Carige, Cassa di Risparmio di Rimini E Unipol Banca Roma - Giovedi 8 maggio giornata di sciopero che coinvolgerà il personale dei gruppi UniCredit, EDS Italian, Banca Carige, Cassa di Risparmio di Rimini e Unipol Banca. Lo sciopero è stato indetto dalla CUB-SALLCA (Sindacato Autoorganizzato delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Credito e delle Assicurazioni aderente alla CUB) per il rifiuto del gruppo UniCredit di accogliere le richieste dei lavoratori della ex Cassa di Risparmio di Roma riguardo al reintegro del patrimonio del loro fondo pensioni. Il presidio avrà inizio alle ore 9,00 davanti alla sede UniCredit Banca di Roma in viale Tupini,190 (EUR); seguiranno alle 10,30 gli interventi allassemblea degli Azionisti UniCredit e alle 15,00 la manifestazione, con delegazione, sotto la sede COVIP in via Arcione, 71. La vicenda, che ha portato la CUB-SALLCA, a fianco del "Comitato per la tutela dei diritti degli iscritti al Fondo Pensioni Cassa di Risparmio di Roma" alla decisone di scioperare risale al lontano 1995, anno a partire da cui la Banca di Roma non ha più ottemperato al versamento previsto dal regolamento del fondo pensioni degli ex-CRR(lavoratori della Cassa di Risparmio di Roma). Tale fondo è stato costituito nel 1953 per il personale della Cassa di Risparmio di Roma e nel 1994 aveva in bilancio un patrimonio di 574,9 miliardi di lire, composto da beni immobiliari tra cui palazzi di alto pregio nel centro storico di Roma. La Cassa Di Risparmio Di Roma è stata in seguito assorbita dal Banco di Santo Spirito e poi dalla Banca di Roma, attualmente facente parte del gruppo UniCredit. Dal 1995 La Banca di Roma ha venduto i beni immobili senza versarne il controvalore nel fondo in questione. Da una ricostruzione effettuata dai lavoratori allattuale dato di bilancio del fondo risultano mancanti circa 600 milioni di euro. "Tutto ciò è potuto accadere a causa del mancato rispetto del regolamento del fondo e delle leggi successive in materia di fondi pensione, ma anche a causa della mancata vigilanza da parte della Banca dItalia, della Covip, e della latitanza delle organizzazioni sindacali." Il "Comitato per la tutela dei diritti degli iscritti al Fondo Pensioni Cassa di Risparmio di Roma", che conta oltre 1350 aderenti, ha già depositato oltre 400 cause civili presso il Tribunale di Roma ed ha presentato un esposto penale alla Procura della Repubblica in merito ai mancati controlli da parte degli organi di vigilanza. 8 maggio 2008 - Tempo Stretto Atm, i sindacati chiedono le dimissioni del Direttore Generale Messina - "Nessuna attuazione dei risultati prodotti dal tavolo tecnico con lazienda". Questa la motivazione di fondo che fa insorgere Uil, Ugl, Rsu, Cub, Cildi, Cisal e Cisas contro la direzione generale dellAtm. "Il tavolo tecnico istituito con lazienda si legge nella nota era finalizzato a quellopera di razionalizzazione dellesistente che è stato richiesto da tutti ma da troppi ostacolato. In realtà sono soltanto stati spostati alcuni inidonei definitivi, mentre quelli momentanei sono stati costretti a mettersi in malattia, cosa ormai consuetudinaria allinterno dellAtm di Messina. La responsabilità della mancata esecuzione va addebitata interamente al direttore generale, Claudio Conte, che glissa, svia e continua ad emanare ordini di servizio che servono semplicemente a confondere coloro che dovrebbero farli applicare. Stando così le cose, è necessario che il direttore prenda atto della situazione e si dimetta". 8 maggio 2008 - La Provincia Fiera del libro blindata: oggi il via tra mille agenti TORINO - La tensione è alta per
l'inaugurazione della Fiera del libro al Lingotto. Tutto è stato curato nei minimi
dettagli, sulla scorta dell'esperienza accumulata nel più difficile impegno delle
olimpiadi invernali di Torino 2006: l'apparato di sicurezza predisposto dal prefetto Paolo
Padoin è pronto a reggere oggi l'impatto della visita del capo dello Stato Giorgio
Napolitano e della più impegnativa manifestazione di protesta di sabato prossimo contro
la presenza ufficiale di Israele. 8 maggio 2008 - L'Unità Al via la Fiera: «Si parli di libri
e scrittori» Torino - «NON SIAMO A KABUL né a Baghdad». Siamo a
Torino, ricorda Ernesto Ferrero passeggiando tra i padiglioni del Lingotto. Ma mentre il
direttore della Fiera del Libro dà unocchiata agli ultimi lavori per allestire gli
stand e qui dentro riecheggiano martel- 8 maggio 2008 - Giornale di Vicenza/Brescia Oggi/Arena TENSIONE A TORINO. Manifestazione
«pro Palestina» di universitari e liceali. Timori per il corteo di protesta di sabato TORINO - Vigilia di tensione, a Torino, per
linaugurazione della Fiera del Libro che ha Israele come ospite donore. La
Digos lavora in collaborazione con il Mossad, servizio segreto israeliano, per garantire
la sicurezza della visita del capo dello Stato, Giorgio Napolitano e, sabato pomeriggio,
del corteo promosso da Free Palestine, al quale dovrebbero partecipare antagonisti da
tuttItalia. 8 maggio 2008 - L'Unione Sarda Torino. Sicurezza ad alto livello: oggi l'inaugurazione con Napolitano, sabato il corteo pro-PalestinaFiera del libro, massima allerta Tre denunce per le bandiere di Israele bruciate. Tutto è pronto per il grande evento oggi a Torino. Massimo spiegamento di forze dell'ordine per la sicurezza: sabato giorno clou TORINO - La tensione è alta ma tutto è stato curato nei
minimi dettagli, sulla scorta dell'esperienza accumulata nel più difficile impegno delle
olimpiadi invernali di Torino 2006: l'apparato di sicurezza predisposto dal Prefetto Paolo
Padoin è pronto a reggere oggi l'impatto della visita del Capo dello Stato Giorgio
Napolitano e della più impegnativa manifestazione di protesta di sabato contro la
presenza ufficiale di Israele. 8 maggio 2008 - Il Mattino Fiera del Libro, al via nella città
blindata Torino - Polemiche e tensioni: «Il presidente Napolitano ha perfettamente ragione», dice il presidente del Congresso ebraico europeo Moshe Kantor alla vigilia dellapertura della Fiera del libro di Torino, annunciando la proposta di una «convenzione della tolleranza dellEuropa». La preoccupazione cè ma tutto è stato curato nei minimi dettagli, sulla scorta dellesperienza accumulata nel più difficile impegno delle olimpiadi invernali di Torino 2006: lapparato di sicurezza predisposto dal Prefetto Paolo Padoin è pronto a reggere oggi limpatto della visita del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e della più impegnativa manifestazione di protesta di sabato prossimo contro la presenza ufficiale di Israele. E il segnale che mandano alla vigilia le forze dellordine è molto chiaro: tre persone sono state denunciate dalla Digos (che sta lavorando in collaborazione con il Mossad, i servizi segreti israeliani) per avere bruciato le bandiere di Israele e Usa a Torino durante il corteo del Primo Maggio. Sono giovani tra i 25 e i 30 anni e vengono indicati come frequentatori del centro sociale Askatasuna. Gli specialisti della polizia scientifica hanno individuato il terzetto analizzando i fotogrammi delle riprese video del corteo. A Torino, mille persone tra carabinieri, poliziotti, finanzieri e vigili controlleranno allesterno e allinterno ogni angolo dello spazio espositivo. Ci saranno anche i tiratori scelti, sul tetto del Lingotto e nelle aree limitrofe del quartiere fieristico, per vigilare sulla presenza del Presidente della repubblica che arriverà stamattina, intorno alle 9.30, allaeroporto di Caselle (Torino). Poi, attraverso un percorso deciso solo allultimo momento (tra le altre opzioni anche il volo in elicottero), arriverà al salone per linaugurazione prevista per le 10. Napolitano si fermerà unora o al massimo unora e mezzo. Dopo lintervento nella sala gialla e il taglio del nastro, visiterà alcuni stand e poi rientrerà subito a Roma. Ma limpegno di oggi appare molto più semplice rispetto a quello di sabato. «Al corteo di sabato a Torino saremo tra i 5.000 e i 7.000 - ha assicurato Luigi Casali, coordinatore piemontese delle Rappresentanze di Base e uno dei promotori locali dellassociazione Free Palestina, che in questi mesi ha trattato con la Fiera del Libro - garantiremo noi stessi lordine e sarà una manifestazione assolutamente pacifica. Non ci sono segnali contrari». La mattina, intorno alle 10, rappresentanti di tutte le delegazioni, dei no global e dellassociazione Free Palestina sincontreranno in corso Marconi, da dove intorno alle 15 partirà il corteo che si concluderà in piazza Fabio Filzi, a circa 200 metri dal Lingotto Fiere. Qui ci saranno i comizi di esponenti dellassociazione Free Palestina e del Forum Palestina, ma sarà anche data voce a palestinesi e israeliani dissenzienti che sfileranno nel corteo. Intanto, ieri cè stata una prima anticipazione della protesta di sabato con una piccola contro-fiera organizzata alluniversità da Free Palestine con ospiti filopalestinesi come Tariq Ramadan e Gianni Vattimo. Una grande bandiera palestinese è stata srotolata sulla facciata di Palazzo Nuovo, la sede delle facoltà umanistiche delluniversità di Torino, mentre manifestanti con la kefiah agitavano fumogeni. È stata unazione a sorpresa dei giovani delluniversità e del liceo Gioberti. 8 maggio 2008 - La Repubblica La mobilitazione del dissenso, c´è
anche Casarini. In arrivo centri sociali dal Piemonte Genova - Vladimir Luxuria, il leader dei Disobbedienti
(e dei centri sociali del nord-est) Luca Casarini, il presidente onorario dell´Arcigay
Franco Grillini: arrivano adesioni importanti al "Pride laico" che un cartello
di associazioni, centri sociali e gruppi universitari genovesi hanno organizzato per il 17
e 18 maggio, in occasione dell´arrivo in Liguria di Papa Benedetto XVI. Mentre
l´adesione di Grillini fa saltare la presa di distanza dalla manifestazione della sezione
genovese dell´Arcigay, torna a Genova, a marciare, Luca Casarini, leader dei manifestanti
del G8 del 2001, mentre i centri sociali di Torino ed Alessandria stanno organizzandosi
per partecipare al corteo (in attesa delle autorizzazioni - ormai sembrano certe - dalla
Questura) che il 17 maggio, dalle 15, sfilerà da piazza Montano a Sampierdarena a
Caricamento. 8 maggio 2008 - Previncia Pavese Alla Maugeri gli infermieri bloccano
i reparti PAVIA - Gli infermieri hanno disertato le sale
operatorie facendo slittare gli interventi, gli ambulatori di Cardiologia hanno funzionato
a singhiozzo, le palestre per la fisioterapia hanno sospeso lattività. Dalle 8 alle
11 il personale - 400 lavoratori tra infermieri e operatori - ha tenuto in scacco
lospedale. Assemblea affollatissima ieri mattina alla fondazione Maugeri. La
protesta - per il mancato pagamento degli automatismi del contratto e degli arretrati - si
è spostata dallaula congressi, su per le scale, fino alla porta della direzione. E
si è conclusa con la proclamazione dello stato di agitazione. 8 maggio 2008 - Il Giorno Pavia, alla Maugeri 400 dipendenti in agitazione per il contratto PAVIA SONO IN STATO DI AGITAZIONE i dipendenti della Fondazione Maugeri. La protesta è stata formalizzata ieri mattina al termine di un'assemblea alla quale hanno partecipato 400 persone, quasi tutti i lavoratori dell'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Allordine del giorno della riunione, l'applicazione del biennio economico 2006-2007 del contratto nazionale, dopo l'esito negativo degli incontri sul pagamento degli arretrati. E, nel corso dell'assemblea alla presenza di Oreste Negrini della Cgil, Massimo Vaccari della Cisl, Mimmo Galeppi della Uil e Vittorio Pozzi della Cub Sanità, i lavoratori hanno manifestato tutta la loro rabbia. Per risolvere la questione, sarà richiesto un incontro con il direttore generale dell'Asl di Pavia per comunicare un disagio che protratto nel tempo potrebbe pregiudicare le qualità dei servizi resi all'utenza, ma si cercherà di vedere anche l'assessore regionale informando i capi gruppo e la 4° commissione regionale dello stato di insolvenza della Fondazione, chiedendo controlli accurati sull'utilizzo delle risorse. Al termine dell'assemblea un lungo serpentone ha raggiunto l'ufficio di Andrea Rossi, responsabile delle relazioni con il personale al quale è stato consegnato il verbale dell'assemblea, sollecitando un incontro urgente con i sindacati.(M.M.) 8 maggio 2008 - La Provincia di Cremona Fiera del Libro. Centinaia di
carabinieri, poliziotti, finanzieri e vigili controlleranno allesterno e
allinterno lo spazio espositivo TORINO La tensione è alta ma tutto è stato curato nei minimi dettagli, sulla scorta dell'esperienza accumulata nel più difficile impegno delle olimpiadi invernali di Torino 2006: l'apparato di sicurezza predisposto dal Prefetto Paolo Padoin è pronto a reggere oggi l'impatto della visita del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e della più impegnativa manifestazione di protesta di sabato prossimo contro la presenza ufficiale di Israele. E il segnale che mandano alla vigilia le forze dell'ordine è molto chiaro: tre persone sono state denunciate dalla Digos per avere bruciato le bandiere di Israele e Stati Uniti a Torino durante il corteo del Primo Maggio. Sono giovani tra i 25 e i 30 anni e vengono indicati come frequentatori del centro sociale torinese Askatasuna, che aderisce alla campagna contro Israele come ospite d'onore alla Fiera del Libro. Gli specialisti della polizia scientifica hanno individuato il terzetto analizzando i fotogrammi delle riprese video realizzate durante il corteo. Oggi tutto questo non sarà possibile nell'area del Lingotto, anche, come è stato ribadito più volte, la fiera del libro non sarà una manifestazione blindata. Centinaia di persone tra carabinieri, poliziotti, finanzieri e vigili controlleranno all'esterno e all'interno ogni angolo dello spazio espositivo. Ci saranno anche i tiratori scelti, sul tetto del Lingotto e nelle aree limitrofe del quartiere fieristico, per vigilare sulla presenza del presidente della repubblica che arriverà questa mattina, intorno alle 9.30, all'aeroporto Sandro Pertini di Caselle (Torino). Poi, attraverso un percorso che sarà deciso solo all'ultimo momento su un ventaglio di opzioni (tra le altre anche il volo in elicottero), arriverà al salone per l'inaugurazione prevista per le 10. Napolitano si fermerà un'ora o al massimo un'ora e mezzo. Dopo l'intervento nella sala gialla e il taglio del nastro, visiterà alcuni stand e poi rientrerà immediatamente a Roma. Ma l'impegno di oggi appare molto più semplice rispetto a quello di sabato. «Al corteo di sabato a Torino saremo tra i 5.000 e i 7.000 ha assicurato Luigi Casali, coordinatore piemontese delle Rappresentanze di Base e uno dei promotori locali dell'associazione Free Palestina, che in questi mesi ha trattato con la Fiera del Libro garantiremo noi stessi l'ordine e sarà una manifestazione assolutamente pacifica. Non ci sono segnali contrari». La mattina, intorno alle 10, rappresentanti di tutte le delegazioni e dell'associazione Free Palestina s'incontreranno in corso Marconi, da dove intorno alle 15 partirà il corteo che si concluderà in piazza Fabio Filzi, a circa 200 metri dal Lingotto Fiere. Qui ci saranno i comizi di esponenti dell'associazione Free Palestina e del Forum Palestina, ma sarà anche data voce a palestinesi e israeliani dissenzienti che sfileranno nel corteo. Ieri c'è stata una prima anticipazione della protesta di sabato. Una grande bandiera palestinese è stata srotolata sulla facciata di Palazzo Nuovo, la sede delle facoltà umanistiche dell'Università di Torino, mentre manifestanti con la kefiah agitavano fumogeni di fronte a studenti e passanti incuriositi. È stata unazione a sorpresa dei giovani dell'università e del liceo Gioberti che hanno voluto fare sentire così la propria voce al fianco di Free Palestine. 8 maggio 2008 - La Stampa Retroscena. Linchiesta sulle
liste truccate Torino - Bidellopoli si sta dimostrando un vaso di Pandora
per la scuola torinese. Linchiesta aperta dalla procura della Repubblica
sullindebito inserimento nella graduatoria del personale Ata di persone che non
hanno mai presentato domanda, molti nati nello stesso paesino del Sud, sta spargendo
veleni nellamministrazione scolastica e anche nei sindacati. La graduatoria,
cristallizzata dal 2001, non poteva essere modificata. Il fenomeno è però troppo vasto
per non pensare a complici negli uffici e a unorganizzazione che ha pianificato il
taroccamento delle liste. domande a M. Andreacchio operatrice Merilina Andreacchio è operatrice scolastica, lavora in
una materna di Orbassano ed è stata chiamata per la prima volta da una scuola nel 2002.
Per lei che oggi ha 46 anni, è iscritta alla Cub, sta studiando per prendere un diploma,
ha una figlia allUniversità e un ragazzo alle superiori, è stata una fortuna. 7 maggio 2008 - Omniroma SANITÀ/ RSU ASL RMB: «CHIESTO SBLOCCO ASSUNZIONI»(OMNIROMA) Roma, 07 mag - «Si è tenuta ieri l'audizione delle Rsu della Asl RmB con la commissione Sanità della Regione Lazio, convocazione che era stata richiesta nel mese di febbraio quando si erano svolte le mobilitazioni del personale della Asl per le gravi condizioni di lavoro ed assistenza, aggravate dal blocco delle assunzioni, e contro la precarietà. Nel corso dell'incontro le Rsu hanno ribadito le gravi carenze di personale e le impossibili condizioni di lavoro, in particolare nell'ospedale S. Pertini, aggravate dall'uso massiccio di doppi turni di servizio e dal persistente utilizzo di personale precario in tutta la Asl. Hanno richiesto inoltre un diretto interessamento della commissione per lo sblocco delle assunzioni e l'avvio della stabilizzazione dei precari». È quanto si legge in una nota Rdb-Cub. Le Rdb-Cub «hanno sottolineato le gravi difficoltà del personale, con ripercussioni non solo sulla qualità dell'assistenza ma anche sulla vita familiare, ribadendo l'urgente necessità di dare dignità alle lavoratrici e ai lavoratori precari attraverso una stabilizzazione che produrrebbe consistenti risparmi sul bilancio aziendale. La commissione Sanità della Regione Lazio, preso atto di quanto dichiarato, ha riscontrato un netto scarto tra le necessità rappresentate e le richieste di deroghe per le assunzioni effettuate dalla Asl Rm/B, cioè 15 infermieri e 3 tecnici di radiologia. Il presidente della commissione Canali ha riscontrato che il numero delle assunzioni effettuato dalla Direzione della Asl non è stato concordato con le Rsu. Alla conclusione della seduta la commissione ha deciso la convocazione in merito a tali problematiche sia dell'assessore Battaglia sia del Direttore Generale della Asl RMB». Le RdB-CUB «ribadiscono quanto già proposto nel mese di febbraio, ovvero un accordo aziendale che quantifichi numero e profili necessari alla funzionalità di ogni singola attività, che venga sottoposto alla approvazione del personale e trasmesso in Regione per l'immediato sblocco delle assunzioni, unitamente all'avvio della stabilizzazione dei precari, al fine di dare subito risposte concrete alle necessità di chi lavora e di chi usa le strutture sanitarie». 7 maggio 2008 - Prima DISMISSIONE PATRIMONIO IMMOBILIARE ENASARCO: GRANTIRE DIRITTI DI LAVORATORI, AGENTI ED INQUILINI(PRIMA) ROMA - Entro la fine di maggio la Fondazione Enasarco presenterà ufficialmente il piano di dismissione del proprio patrimonio immobiliare, composto da circa 17.000 alloggi distribuiti prevalentemente a Roma, il cui valore si attesta sui 3.5 miliardi di Euro. Acquistati nel corso degli anni a garanzia del pagamento delle pensioni degli agenti e rappresentanti di commercio, questi alloggi vengono ora messi sul mercato perché rendono circa l1% del valore di bilancio: troppo poco per sostenere il pagamento delle pensioni per i prossimi 30 anni, così come previsto nellultima Finanziaria. Sinora le organizzazioni sindacali hanno dovuto apprendere dalla stampa le informazioni relative alla dismissione e, nonostante limpegno assunto lo scorso febbraio dal Presidente dellEnasarco Brunetto Boco, non sono state coinvolte nel processo conoscitivo ed organizzativo in merito al piano di vendita. Per le RdB-CUB è invece di fondamentale importanza, oltre che di estrema rilevanza politica, che anche i sindacati aziendali, rappresentanti gli interessi e i diritti dei lavoratori della Fondazione Enasarco, siano considerati parti sociali in causa. Le RdB-CUB hanno pertanto chiesto ai vertici dellEnte un incontro urgente per approfondire alcuni aspetti che suscitano particolare preoccupazione. In primo luogo il futuro degli oltre 80 lavoratori attualmente in forza al Servizio Patrimonio e del personale appartenente alla categoria dei portieri e pulitori (circa 400 unità). Non ultimo il destino abitativo dei 50.000 inquilini, tra cui anche dipendenti della Fondazione, la quale intende vendere le abitazioni a prezzi di mercato per molti inaccessibili. Le RdB-CUB, da sempre contrarie alla vendita del patrimonio immobiliare, si domandano inoltre perché questo renda così poco, se si tratti di alchimie di bilancio o se non siano fuori mercato i canoni richiesti per gli immobili di pregio riservati a personaggi noti, così come emerso da inchieste giornalistiche. Le RdB-CUB chiedono infine che nel piano di dismissione vengano adottati criteri di trasparenza e misure che non mettano a rischio il futuro degli agenti, degli inquilini e dei lavoratori dipendenti. 7 maggio 2008 - Corriere.it sabato corteo dell'associazione «Free
Palestina» TORINO - Tranquilli, ma attenti. Alla vigilia
dell'apertura della Fiera del libro di Torino il direttore generale Ernesto Ferrero
sintetizza così le ore che precedono il taglio dei nastri al Lingotto davanti al
presidente della Repubblica Napolitano. Ma mentre nei padiglioni fervono gli ultimi
preparativi, all'esterno nella «zona rossa» la presenza delle forze dell'ordine è ben
visibile. Gli agenti previsti per garantire la massima sicurezza della manifestazione sono
oltre un migliaio. 7 maggio 2008 - Il Gazzettino SINDACATI E POLEMICHE Bassano - (M.C.) Gli infermieri del Nursind chiedono aiuto agli Alpini. "Chiediamo agli Alpini che vengano a Bassano anche a manifestare la propria solidarietà per gli infermieri, poiché la nostra battaglia sposa gli stessi valori fondanti del corpo degli Alpini: lottare per l'uguaglianza dei diritti, specie quelli costituzionalmente protetti; servire la Nazione ed avere un forte senso di appartenenza alla categoria". Questo il forte appello lanciato dal segretario provinciale del Nursind Andrea Gregori in vista dell'adunata. La polemica con la Triplice è romai divampata. "Accuse ingiustificate e termini irrispettosi sono stati sprecati dalle organizzazioni sindacali confederali. Fra tutta questa confusione - afferma Gregori - il Nursind intende fare chiarezza, ribadendo l'intenzione degli infermieri bassanesi di scioperare dalle ore 13.30 di sabato 10 maggio alla stessa ora di domenica, come già annunciato congiuntamente a Fsi e Rdb Cub. Ricordiamo, inoltre, che lo sciopero è stato indetto rispettando tutte le norme di legge; che è stato dichiarato l'11 aprile scorso, quindi con un mese di anticipo, così da consentire a tutti i soggetti interessati di approntare un'adeguata organizzazione e infine, facciamo presente che lo sciopero non è contro l'Adunata, ma contro le decisioni dell'amministrazione dell'Asl 3 e di quanti hanno sottoscritto l'accordo interaziendale che concede privilegi a pochi e penalizza chi si trova quotidianamente in trincea". "E' responsabilità dei dirigenti dell'amministrazione dell'Asl 3 garantire il servizio sanitario e rispondere efficacemente ai bisogni del territorio; certamente non compete alle organizzazioni sindacali, il cui compito istituzionale è la tutela dei diritti dei lavoratori", ripredne il segretario. "Se questi sono i presupposti che hanno portato alla firma dell'accordo interaziendale che riconosce il 60 per cento in più di anzianità di servizio al personale amministrativo - conclude Gregori - ci sentiamo di affermare che si tratta di una condotta non condivisibile e sulla quale dissentono persino i lavoratori. A dimostrarlo sono le 453 firme raccolte contro l'accordo e che vedono tra i firmatari persino iscritti alla triplice". Il senso di responsabilità, tuttavia, ha portato il Nursind a sottoscrivere l'accordo sui livelli essenziali di assistenza predisposti nell'ambito del piano straordinario per l'adunata. I LAVORATORI DELLA SANITA
CHIEDONO TICKET AGEVOLATI PER I TRASPORTI Padova - Un tappeto di firme: una corsia di 15 metri di "autografi" è stata recapitata ieri mattina al dg Adriano Cestrone per chiedere ticket ad autobus, corriere e treni a prezzi agevolati mediante la stesura di una convenzione tra strutture sanitarie pubbliche, Aps, Sita e Trenitalia. «Non occorre un nuovo ospedale per risolvere il problema dei parcheggi: per incentivare l'uso del mezzo pubblico tra i lavoratori della sanità padovana decongestionando il traffico sarebbero sufficienti sconti negli abbonamenti»: Maria Antonietta Ponchia e Paola Bortolami, delegate sindacali RdB rispettivamente dell'Usl 16 e dell'Azienda ospedaliera, hanno raccolto 1.098 firme tra i dipendenti sanitari, pari al 20\% del totale. «Chiediamo quello che già avviene per i dipendenti di altri enti come Comune, Università, Camera di Commercio ovvero che il personale sia incentivato ad usare il mezzo pubblico per recarsi al lavoro garantendo abbonamenti con una forte riduzione». Quindici euro mensili il prezzo da loro proposto, analogo all'abbonamento per il parcheggio Busonera, che consente l'accesso ma non dà garanzie di trovare effettivamente posto. «L'ospedale deve sostenere stili di vita sani che promuovano la salute nei cittadini e negli operatori sanitari: noi crediamo che incentivare l'uso dell'autobus, del pullman e del tram - sostiene Ponchia - sia uno degli strumenti di prevenzione della lotta alle polveri sottili pm10, tanto più che l'Organizzazione mondiale della sanità quantifica in 9 mila i morti per smog ogni anno in Italia e stima i costi in 5 miliardi di euro. Nello specifico a Padova la situazione dell'inquinamento atmosferico, com'è notorio, non è buona: la città non solo è afflitta da ingenti livelli di polveri sottili ma anche da altri tre inquinanti, biossido di azoto, ozono, benzo(a)pirene. Per questo invochiamo il concorso di tutti gli attori della mobilità e di quanti concorrono alle politiche ambientali: dobbiamo - dice - creare alternative ai mezzi privati, attraverso il miglioramento e il potenziamento del trasporto pubblico, adeguando gli orari degli autobus con quelli dei turni ospedalieri, anche festivi». Il dg Cestrone ha fatto presente che, per legge, la struttura sanitaria non può farsi carico del trasporto dei dipendenti, che il denaro pubblico non può coprire questo tipo di spese, che il regolamento ospedaliero non è sovrapponibile a quello degli altri enti che consentono riduzioni negli abbonamenti. Dunque, massima disponibilità a trovare una soluzione, ma su basi di legittimità.(F.Capp.) Appello a Comune e Provincia di
Cgil, Uil, Cub e Orsa. Ieri i sindacati ricevuti dal prefetto ma allincontro
lazienda non si è presentata Vicenza - «Adesso devono intervenire Comune e Provincia, ed impugnare quella Valutazione di Impatto Ambientale». È questa la richiesta che le sigle sindacali (Cgil, Uil, Cub e Orsa) hanno indirizzato agli organi preposti. I sindacati ne hanno parlato ieri con il Prefetto, durante un lungo colloquio sulla questione Wisco. E cioè la società, di proprietà Trenitalia e Enel, che ha intenzione di realizzare un impianto di smaltimento rifiuti pericolosi in piena città, all'interno delle Officine Grandi Riparazioni. «L'azienda non si è presentata; il Prefetto ci ha promesso che si farà portatore delle nostre richieste, ma ora andiamo verso lo sciopero generale, andremo a manifestare davanti alla sede della Regione». Il progetto Wisco, che ha già passato la valutazione di impatto ambientale, attende infatti solo il sì definitivo della Giunta Regionale. Ma i sindacati, sostenuti dal comitato di cittadini che ai Ferrovieri si oppone alla realizzazione, chiedono che il piano sia abbandonato. «La mission di Trenitalia alle OGR è di realizzare la manutenzione del Pendolino e di altri convogli, non di smaltire rifiuti!» continua Massimo D'angelo, precisando «Siamo di fronte ad un business che non guarda in faccia nessuno: si stima che possa fruttare alle società 600 milioni di euro all'anno, con un incremento annuale dell'8\%». Nelle intenzioni della Wisco c'era inizialmente in cantiere di provvedere alla raccolta di liquami tossici (provenienti non solo dal Nord Italia) nei siti di Padova, Verona e Carmignano e allo smaltimento a Vicenza e Venezia attraverso l'utilizzo dei treni, per il trasporto, e delle vasche di lavaggio delle Grandi Officine (opportunamente rimodellate), per il trattamento. L'ipotesi di Venezia è stata a suo tempo bocciata, mentre Vicenza è considerata luogo idoneo, nonostante il parere negativo degli enti locali. La strategia di Trenitalia, dicono i sindacati, si inserisce in un ampio business nazionale che coinvolge molte città italiane con siti simili a quello dell'Arsenale. Ma solo in alcuni di essi, ad esempio a Napoli, è stata concessa l'autorizzazione. «Ma non permetteremo che succeda qui a Vicenza conclude D'Angelo e non solo per la salute dei cittadini ma anche per i lavoratori che hanno già pagato un prezzo altissimo con le morti bianche quando alle officine si ripulivano i treni dall'amianto». Al prefetto i sindacati hanno così comunicato le mosse per le prossime settimane che prevedono, oltre allo sciopero a agli incontri con il sindaco Variati e il presidente della Provincia Schneck, la valutazione di un eventuale ricorso al Tar. 7 maggio 2008 - Il Resto del Carlino Bologna. SANZIONI per i disagi sopportati dai passeggeri allaeroporto Marconi nellultimo week end... Bologna - SANZIONI per i disagi sopportati dai passeggeri allaeroporto Marconi nellultimo week end. Leventuale applicazione è stata chiesta da Sab allEnac a carico degli handlers che gestiscono i servizi a terra. Si è appreso ieri a margine dellincontro tra Sab, Bas, Marconi Handling e Giacchieri per fare il punto sui problemi dellultimo week-end. Sab ha chiesto agli handlers di fornire entro due giorni un rapporto sulle case dei disagi «nonché indicazioni sulle azioni correttive che essi intendono immediatamente porre in atto. Sab ha incoltre chiesto formalmente ad Enac di valutare leventuale applicazione di sanzioni». In una nota la società di festione del Marconi informa che «Giacchieri, che fornisce i servizi per conto degli handlers, ha sostenuto che i disservizi sono dipesi da un incremento delle assenze e dalla indisponibilità a fornire la copertura di turni aggiuntivi da parte dei lavoratori, fenomeni che si sono quadruplicati in corrispondenza dei recenti ponti festivi». «TUTTO come previsto». I disservizi che si sono verificati tra il 25 aprile e domenica scorsa nella riconsegna dei bagagli ai passeggeri in transito all'aeroporto Marconi, non sono altro che «la logica conseguenza della miope scelta effettuata da Sab, Marconi Handling e Bas di continuare a subconcedere le operazioni di carico-scarico bagagli invece di reinternalizzare queste attività». Ne sono convinte le Rappresentanze sindacali di base (Rdb). «Purtroppo afferma in una nota Italo Quartu quello che era facile prevedere, e che denunciamo da quando la vicenda aeroporto è esplosa con il caso Doro Group, sta accadendo quotidianamente: i servizi sono al collasso». SECONDO il sindacato di base, «era evidente che se Giacchieri aveva deciso di operare con 138 lavoratori invece dei 175 impegnati in precedenza per le stesse operazioni, qualcosa non poteva funzionare più come prima. Ciò poteva essere possibile solo facendo fare ai lavoratori turni massacranti o ore di straordinario fuori da ogni controllo; oppure prevedendo sin da allora che fossero i lavoratori di Bas e Marconi Handling a sopperire alle carenze di Giacchieri come è accaduto in questi giorni», dichiara Quartu. Ma le Rdb mettono sotto accusa anche i sindacati confederali che hanno «avallato tutto questo». Le Rdb. che hanno chiesto anche lintervento dellEnac, hanno indetto uno sciopero di 24 ore il 10 giugno. 7 maggio 2008 - La Repubblica Il cartello di gruppi che boicotta
la Fiera: adesioni da tutta Italia TORINO - Giubbotto di pelle nera, foulard blu a righe
gialle, barba bianca ben curata. L´uomo entra nella sala lauree di Scienze politiche e
sciorina la sua tesi: «Tedeschi e palestinesi - sostiene - sono vittime della stessa
arma: il senso di colpa collettivo scaricato su di loro dagli ebrei e dallo stato di
Israele». L´uomo è evidentemente colto: «Il concetto di colpa collettiva non l´ho
inventato io, lo si ritrova nel famoso discorso che Martin Walser pronunciò nel 1998 a
Francoforte». L´uomo quel discorso lo conosce bene perché è stato lui a tradurlo in
italiano così come è stato lui a tradurre gli scritti di Ernst Nolte, lo storico tedesco
accusato di revisionismo. Che cosa ci fa il professor Francesco Coppellotti al convegno di
«Free Palestine» per il boicottaggio della Fiera del libro di Torino? Lettera ad Enac per valutare
sanzioni alle società di handling responsabili del disservizio Bologna - Sab, società di gestione dell´aeroporto, ha
chiesto alle due società di handler attive nello scalo di fornire, «entro due giorni, un
dettagliato rapporto sulle cause dei disservizi avvenuti, nonchè indicazioni sulle azioni
correttive che intendono immediatamente porre in atto». Sab, inoltre, ha chiesto
formalmente ad Enac «di valutare l´eventuale applicazione di sanzioni, così come
previsto dal regolamento di scalo vigente». Sono gli orientamenti emersi ieri nella
riunione con Bas, Marconi handling e Giacchieri per fare il punto sui disservizi nelle
attività di smistamento e riconsegna bagagli verificatisi in occasione dei rientri dal
ponte del 1° maggio. 7 maggio 2008 - EPolis Milano Il caso. La denuncia arriva dai rappresentanti dei lavoratori dello scalo varesinoA Malpensa è record infortuni in un anno oltre 300 incidenti "La Sea anziché affrontare questo grave problema chiede altri sacrifici ai dipendenti" Malpensa - Il grande libro di Malpensa ha da ieri un nuovo capitolo che gli appassionati e gli addetti ai lavori potranno e/o dovranno leggere: quello che parla degli infortuni sul lavoro. Incidenti di servizio che negli ultimi tempi sono letteralmente decollati. E che hanno fatto sì che i sindacati di base abbiano presentato un esposto contro la Sea, la società di gestione dello scalo. Secondo il Cub Malpensa, infatti, tra la fine del gennaio 2007 e lo scorso marzo, nello scalo varesino si sono registrati 314 infortuni per un totale di 8204 giorni di assenza per "inabilità temporanea". Che, tradotto, significa malattia a seguito di incidente. "Dopo mesi di richieste da parte del nostro rappresentante alla sicurezza, e solo dopo la presentazione di una nostra causa - scrivono i rappresentanti sindacali dei lavoratori - la Sea Handling ha consegnato copia dei registri degli infortuni". Registri che disegnano una situazione grave: i lavoratori che hanno subito un infortunio, dicono le statistiche, sono stati a casa in media per 26 giorni ciascuno e non hanno quindi preso servizio nei rispettivi settori. Settori di attività, e di incidenti, che sono i più vari. "Dei 314 infortuni - denunciano ancora i lavoratori - 53 sono in itinere, mentre 238 riguardano lavoratori operai e 76 sono impiegati. Considerando che lorganico di Sea Handling al 19.03.08 era 2219 di cui 1089 operai, otteniamo che la percentuale di infortuni è del 14,2% mentre se togliamo gli infortuni in itinere (come vuole Sea) si ottiene 11,8%. Inoltre se consideriamo solo i lavoratori operai si ha un 21,8% di infortuni complessivi ed un 19,3% tolto gli infortuni in itinere". Percentuali molto elevate che fanno a pugni con le medie nazionali di infortuni sul lavoro. Queste ultime si attestano infatti intorno al tre per cento del totale degli occupati, mentre il settore più colpito, quello metallurgico, non supera il sei per cento. Per questo, anche per questo, la preoccupazione dei rappresentanti dei dipendenti della Sea, che puntano il dito contro l'organizzazione del lavoro e con i turni a cui sono assegnati gli occupati. "I 314 infortuni sono avvenuti non solo nel settore degli addetti al carico scarico, smistamento bagagli, autisti, manutenzione, agenti rampa - prosegue la denuncia - ma anche tra gli impiegati, addetti al check-in e registrazione, a conferma di una generale e diffusa situazione di sottovalutazione del problema della tutela della salute dei lavoratori. Inoltre va sottolineato che si tratta di infortuni mediamente gravi che hanno provocato traumi, contusioni, distorsioni, ferite e fratture". Una situazione di estrema gravità, quindi, che secondo i sindacati deve essere tamponata con nuove assunzioni. "Ma anzichè fare questo - è la conclusione - la Sea chiede nuovi sacrifici ai lavoratori e nuovi tagli agli organici".(M.D'A.) 7 maggio 2008 - Il Vicenza La battaglia contro l'impiantoWisco, sit-in dei lavoratori «I cittadini sono con noi» Urgente incontro dei sindacati col prefetto ieri mattina sullo scottante problema dello smaltimento rifiuti. E mentre l'azienda non si è nemmeno presentata sul tavolo rimane la minaccia dello sciopero generale. Con l'appoggio dei residenti di Andrea Fasulo
Vicenza - La vertenza dei ferrovieri delle ?fficine Grandi Riparazioni approda di fronte agli uffici della Prefettura di Vicenza. Il tema è quello scottante dell'impianto di smaltimento di rifiuti pericolosi che Trenitalia, attraverso la compartecipata Wisco, ha in progetto di realizzare all'interno dello stabilimento vicentino in cui lavorano più di 400 persone. Ieri mattina si sono riuniti lavoratori e rappresentanti sindacali per un pacifico sit-in di fronte al portone degli uffici governativi: presenti le sigle Filt-Cgil, Uil Trasporti, Or.Sa, Cub Trasporti. Una delegazione, di cui facevano parte anche alcuni residenti del quartiere Ferrovieri, è stata poi ricevuta per un colloquio con il prefetto Piero Mattei. Sul tavolo rimane la minaccia dello sciopero generale dei lavoratori dell'Arsenale, che ormai sembra inevitabile e che sarà indetto entro la fine del mese. Il Prefetto ha voluto convocare le parti per un incontro interlocutorio, quella che in gergo si chiama "procedura di raffreddamento": un incontro che ha confermato l'attenzione delle autorità nei confronti della vicenda, ma che si è caratterizzato anche per l'assenza dei rappresentanti di Trenitalia. «La nostra battaglia è per la difesa della salute dei lavoratori, perchè hanno già pagato un prezzo altissimo nel corso degli anni a causa dell'amianto: ma vuole essere anche una battaglia in difesa di tutta la città» sottolinea il segretario generale di Filt-Cgil Massimo D'Angelo. «L'azienda non si è presentata, dimostrando di non volerci dare le risposte che chiediamo. Prima di andare allo sciopero abbiamo chiesto al Prefetto di farsi garante di fronte a Trenitalia e alla Regione delle richieste che vengono da cittadini e lavoratori. Siamo contenti che si sia impegnato a farsi portatore di questo disagio». E dopo il parere favorevole espresso dai tecnici della Regione sulla valutazione di impatto ambientale, i sindacati annunciano iniziative anche di carattere giuridico: «Chiederemo al neosindaco Variati e al presidente Schneck di impugnare la valutazione dell'impatto ambientale». L'obiettivo dei lavoratori è ora quello di ampliare il più possibile la protesta, coinvolgendo anche la cittadinanza: e infatti diversi residenti della zona dei Ferrovieri, sempre più spaventati dalla prospettiva di dover convivere con il rischio quotidiano di esalazioni provenienti da sostanze tossiche, hanno voluto far sentire la loro presenza. Stefania Faveno, che abita vicinissima all'Arsenale, chiede risposte precise dalle istituzioni: «C'erano state riunioni già due anni fa; il Comune e la Provincia avevano dato parere contrario al progetto e noi ci eravamo tranquillizzati; ora la Regione riapre tutta la questione. Siamo spaventati - continua - ci sentiamo come se fossimo seduti su una bomba. E poi quello stabilimento è già pieno di amianto». Gli abitanti della zona sono consapevoli del fatto che il depuratore di S. Agostino, progettato per trattare solo le normali acque di scarico, potrebbe non reggere di fronte all'immissione di una quantità di liquami come quella prevista dal progetto. Ma la domanda che ricorre più di tutte è: «Perchè non si pensa a creare più verde per i cittadini invece di realizzare impianti come questo all'interno dei centri abitati?». 7 maggio 2008 - Corriere del Veneto Il nodo risolto BASSANO DEL GRAPPA Medici, infermieri, operatori: tutti al San Bassiano. All'ospedale di Bassano è già pronto il piano operativo che prevede 350 persone in più rispetto ai dipendenti che normalmente lavorano all'interno, da spalmare nelle turnazioni da 12 ore che entreranno in vigore da venerdì a lunedì mattina. Lo sciopero proclamato dai sindacati Nursind, Rdb Cub e Fsi sembra non destare preoccupazione né alla direzione dell'Usl 3, né ai delegati della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil che ieri hanno voluto chiarire la situazione. «Non c'è alcun pericolo di blocco ha dichiarato Maurizio De Rossi, coordinatore di Rsu aziendale un gruppuscolo che non arriva al 5 per cento non può rappresentare il personale dell'ospedale. Hanno scelto l'Adunata per mettersi in mostra, ma tutto funzionerà. Siamo pronti a fronteggiare gli eventi». Al pronto soccorso, al posto delle sei persone per turno, ce ne saranno 15 più una reperibile e tutti gli interventi programmati saranno ridotti ai minimi termini. Al San Bassiano, dove con l'Adunata entra in funzione il nuovo pronto soccorso raddoppiato nello spazio, potranno atterrare gli elicotteri di emergenza nelle cinque superfici messe a disposizione, mentre un mezzo stazionerà lì per tutta la durata dell'evento. Lo sforzo chiesto ai dipendenti sarà pagato dell'azienda sanitaria bassanese con un indennizzo che, a detta di Cgil, Cisl e Uil, sarà cinque volte quello percepito per il servizio durante l'Adunata alpina del 2006. Nei giorni scorsi è stato firmato il piano del contingentamento ed è stato sottoscritto, a quanto pare, anche da quella rappresentanza che aveva dichiarato di incrociare le braccia 24 ore tra sabato e domenica. «Se hanno firmato anche loro è il commento dei sindacalisti Cgil, Cisl e Uil non possono scioperare». Il sindacato degli infermieri Nursind, però, per bocca del segretario provinciale Andrea Gregori, ribadisce lo stop e fa un appello: «Chiediamo agli alpini di manifestare la propria solidarietà per gli infermieri, in quanto la nostra battaglia sposa gli stessi valori fondanti del corpo degli alpini: lottare per l'uguaglianza dei diritti, specie quelli costituzionalmente protetti».(El.R.) 7 maggio 2008 - Il Giornale di Vicenza AMBIENTE. Rifiuti speciali, Mattei
incontra una delegazione sindacale Vicenza - Usa formule prudenti, ma comunque scriverà a
Trenitalia «per prospettare una valutazione della situazione», in particolare sui
problemi ambientali. È la promessa che il prefetto di Vicenza Piero Mattei ha fatto ieri
alla delegazione sindacale convocata sulla questione dellimpianto trattamento
rifiuti speciali che la Wisco vuole aprire allArsenale. 7 maggio 2008 - Tribuna di Treviso Casale. E stamane resterà senza
casa anche una famiglia marocchina di Maserada CASALE - Un aiuto economico a Mustafa Moustaid per consentirgli di trovare quanto prima una sistemazione per la sua famiglia dopo lo sfratto di mercoledì scorso dalla casa in via Belvedere. Il Comune di Casale si farà carico della situazione di emergenza in cui versa la famiglia del marocchino, composta da una donna invalida e da due figli di 3 e 5 anni. Ad annunciare lo stanziamento di un contributo a favore di Moustaid, il sindaco Bruna Battaglion. Sulla famiglia pendeva un provvedimento di sfratto per finita locazione che, grazie allinteressamento dellAdl-Cobas di Treviso, lo scorso 5 febbraio aveva subito uno slittamento. La settimana scorsa, invece, lo sfratto è divenuto esecutivo. Per evitare scontri con le forze dellordine, la famiglia Moustaid ha consegnato le chiavi al padrone dellappartamento, andando poi ospite da alcuni parenti. Intanto domani è fissato a Maserada un altro sfratto a carico di una famiglia di marocchini che da cinque mesi non paga laffitto perché il capofamiglia è stato licenziato. In strada potrebbe finire anche un bambino con una grave patologia ai polmoni. (ru.b.) 7 maggio 2008 - Il Riformista Napolitano inaugura la fiera del
libro Torino - Il prefetto di Torino, Paolo
Padoin, prova a rasserenare gli animi: «Non sarà un città blindata». Ma i centri
sociali avvertono: «Porteremo le bandiere palestinesi di fronte alla Fiera del libro».
Alla vigilia del taglio ufficiale del nastro, la tensione attorno alla Fiera, dedicata ai
sessant'anni di Israele, sembra destinata a crescere, e non poco. Qualcuno, tra le
associazioni anti-israeliane, evoca pure lo spettro del G8 di Genova: «Non accettiamo
zone rosse». 7 maggio 2008 - Il Tirreno Ex Ostello, si avvicina il momento
dello sgombero LUCCA - La questione dellex Ostello occupato dai
centri sociali, che dopo lesposto della Provincia alla Procura della Repubblica
potrebbe essere presto sgomberato dalle forze dellordine, scalda il dibattito
politico in città. Al momento, con le indagini della Procura in corso, la situazione è
in stallo: i giovani del collettivo "Progetto indastria" hanno ribadito di non
volersene andare, e quindi adesso sta a Palazzo Ducale chiedere o meno ai carabinieri di
effettuare lo sgombero della struttura. 7 maggio 2008 - L'Unità PASSAPAROLA Torino - Il passaparola è stato lanciato in Rete, con mail, newsletter e appelli alla mobilitazione su siti come Indymedia. Non si annunciano treni speciali, solo qualche autobus organizzato dai centri sociali più grossi, per portare a Torino le poche migliaia di sostenitori del boicottaggio alla Fiera del Libro. Sfileranno sotto la Mole sabato 10 maggio fino a raggiungere il Lingotto. Per loro, Israele deve essere boicottato come il Sudafrica dellapartheid. Più che il sessantesimo anniversario della fondazione dello Stato di Israele, il 2008, dicono, è il 60° anniversario della Nakba - catastrofe in arabo - linizio delloccupazione dei territori palestinesi. Lappello ufficiale del Forum Free Palestine è partito dal sito infoaut.org e finora ha raccolto le adesioni dellarea più antagonista dei centri sociali. Cè il Vittoria di Milano, lAskatasuna e i Murazzi di Torino, lo Spazio Antagonista Newroz di Pisa, il Gozilla di Livorno. Ci sono anche molte sigle di associazioni palestinesi, i sindacati di base Rdb-Cub e Cobas, alcuni collettivi studenteschi tra cui quello dellOrientale di Napoli, cè la rivista della minoranza di Rifondazione LErnesto, Sinistra Critica, il partito di Lavoratori di Ferrando e una parte del Pdci. Ci sono anche i Carc con le loro petizioni per la scarcerazione dei brigatisti della "prima" e della "seconda posizione". Lassalto a Torino che paventa la destra, comunque, non ci sarà: lo spot video postato su YouTube, a quattro giorni dal corteo, lo hanno visto solo in 287. 6 maggio 2008 - Ansa AEROPORTI: DISSERVIZI BOLOGNA; RDB CHIEDE INTERVENTO ENAC (ANSA) - BOLOGNA, 6 MAG - I disservizi che si sono verificati tra il 25 aprile e domenica 4 maggio sono ''la logica conseguenza della miope scelta effettuata da Sab-Marconi Handling e Bas di continuare a subconcedere le operazioni di carico-scarico bagagli invece di reinternalizzare queste lavorazioni''. Lo dice Rdb-Cub, che ha inviato una lettera all'Enac per chiedere il suo intervento. Rdb-Cub chiede il rispetto delle normative contrattuali , il ripristino di una regolarita' funzionale nello scalo, e la chiusura delle pendenze derivanti dalle passate gestioni in appalto, a partire dalla riassunzione dei lavoratori attualmente disoccupati. Questo perche', per i rappresentanti di base dei lavoratori, ci sono conclamate carenze di organico nell'attuale gestione (Giacchieri Sas, ndr). ''Era evidente - si legge in una nota - che se Giacchieri aveva deciso di operare con 138 lavoratori invece dei 175 impegnati in precedenza per le stesse operazioni, qualcosa non poteva funzionare piu' come prima''. La sottostima della forza lavoro, scrive Rdb-Cub a Enac, comporta che gli addetti siano sottoposti a turni di lavoro che arrivano anche a 12 ore giornaliere, che siano spostati riposi o addirittura saltati. Rdb-Cub parla di passeggeri costretti a subire grandi ritardi nello smistamento dei bagagli, aerei ripuliti frettolosamente o addirittura non ripuliti, con personale di Bas e Marconi handling 'prestato' a mansioni che non gli competono. Situazione che, afferma il sindacato, in mancanza di misure non potra' che peggiorare all'approssimarsi della stagione estiva. Rdb-Cub chiede quindi anche la reinternalizzazione immediata di tutti i servizi ora appaltati; oltre alla riassunzione dei lavoratori disoccupati e la applicazione immediata del contratto Assoaeroporti agli addetti dello scalo. Per questi motivi, infine, ha indetto uno sciopero di 24 ore per il 10 giugno. 6 maggio 2008 - Dire AEROPORTO BOLOGNA. RDB: ORA E'
EVIDENTE, SERVIZI AL COLLASSO (DIRE) Bologna, 6 mag. - Tutto come previsto: i disservizi che si sono verificati tra il 25 aprile e domenica scorsa, 4 maggio, nella riconsegna dei bagagli ai passeggeri in transito all'aeroporto di Bologna, non sono altro che "la logica conseguenza della miope scelta effettuata da Sab, Marconi Handling e Bas di continuare a subconcedere le operazioni di carico-scarico bagagli invece di reinternalizzare queste attivita'". Ne sono convinte le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) a cui non bastano le scuse di Sab per i disagi e la promessa della societa' di gestione dello scalo di convocare i gestori dei servizi di carico-scarico merci e bagagli per evitare che i problemi si ripetano. La questione e' piu' complessa, afferma in una nota Italo Quartu: "Purtroppo quello che era facile prevedere, e che denunciamo da quando la vicenda Aeroporto e' esplosa con il caso Doro Group, sta accadendo quotidianamente all'interno dello scalo bolognese: i servizi sono al collasso". Infatti, secondo il sindacato di base, "era evidente che se Giacchieri aveva deciso di operare con 138 lavoratori invece dei 175 impegnati in precedenza per le stesse operazioni, qualcosa non poteva funzionare piu' come prima. Cio' poteva essere possibile solo facendo fare ai lavoratori turni massacranti o ore di straordinario fuori da ogni controllo; oppure prevedendo sin da allora che fossero i lavoratori di Bas e Marconi Handling a sopperire alle carenze di Giacchieri come e' accaduto in questi giorni", dichiara Quartu. Ma le Rdb mettono sotto accusa anche i sindacati confederali che hanno "avallato tutto questo" e "ora si ergono a paladini dei lavoratori che hanno 'obbligato' ad essere supersfruttati: quale credibilita' possono avere o cercano di rifarsi?". Alla luce dei problemi dell'ultikmo weekend, le Rdb tornano alla carica per la "reinternalizzazione immediata di tutti i servizi ora appaltati", la "riassunzione dei lavoratori ancora senza impiego" dopo il passaggio Doro Group-Giacchieri e per "l'applicazione immediata del contratto Assoaeroporti a tutti gli addetti" che operano al Marconi. "Solo cosi'- dice Quartu- si potra' mettere fine a questa indecente 'operetta' che sta andando in scena, da troppo tempo, all'aeroporto di Bologna, dove tutti sono spettatori (Proprieta': Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio) ma gli unici a pagare sono i lavoratori rimasti disoccupati e i lavoratori che vengono impiegati 'disumanamente', ora alle dipendenze di Giacchieri". In attesa di risposte, le Rdb rilanciano lo sciopero di 24 ore indetto per tutti i lavoratori dell'aeroporto di Bologna per il giorno 10 giugno, "a cui invitiamo ad aderire in massa tutti i lavoratori, compresi quelli rimasti disoccupati", conclude il sindacalista delle Rdb. SANITÀ. SINDACATI: SITUAZIONE ASL RM/B PROSSIMA AL COLLASSO (DIRE) Roma, 6 mag. - Servizi sanitari a rischio, impossibilita' per il personale di andare in ferie, doppi turni ogni giorno. Necessita' di assunzione per minimo 200 lavoratori, di cui 120 infermieri, impedita dal blocco del turn over. Una situazione, in altre parole, "vicina al collasso". E' un quadro molto pesante quello che i rappresentanti sindacali unitari (Rsu) della Asl RmB hanno delineato questa mattina di fronte ai membri delle commissioni regionali Sanita' e Lavoro presiedute rispettivamente da Luigi Canali e Peppe Mariani. I rappresentanti sindacali, tra gli altri di Cgil, Cisl e Rdb, sono stati ascoltati in audizione alla Pisana. "Siamo vicini al collasso- hanno riferito al termine della riunione Stefano Zecchini (Rdb), Aldo Capobianchi (Cgil) e Alfonso Avina (Cisl)- capiamo le necessita' del piano di rientro ma se continuiamo cosi' sara' necessario chiudere i servizi". Problema principale, riferiscono i sindacati, e' la mancanza di personale. "Avevamo chiesto l'assunzione di 200 persone, di cui almeno 120 infermieri- ricorda Avina- ma quello che abbiamo ottenuto e' stato l'arrivo di 15 infermieri e 3 tecnici, il 10% di quanto richiesto". A preoccupare i sindacati, inoltre, e' anche la questione dei precari. "Stiamo assistendo ad un fatto gravissimo- ha denunciato Zecchini- molte cooperative il cui appalto andava a scadenza si sono trasformate in agenzie interinali non applicando le norme regionali sulla stabilizzazione. Il risultato e' la situazione dei precari e' ulteriormente peggiorata: prima, pur esternalizzati, avevano un contratto a tempo indeterminato, oggi a termine". 6 maggio 2008 - Left LEGA, COOP E IMMIGRATIViaggio nel lavoro migrante del Nord Est. Tra le cooperative di facchinaggio e il distretto della concia, dove gli italiani non vogliono più andare. Ci pensa una nuova classe operaia straniera, con paghe più basse e orari massacranti di Manuele Bonaccorsi
«Macchè razzisti. Tosi ha solo dato una bella ripulita alla città, ha cacciato i clandestini, non quelli che lavorano». Il tassista guida veloce tra gruppi di immigrati che cercano riparo sotto la pioggia battente a due passi da piazza Bra, quella dellArena, dove si è concluso il corteo antirazzista che il 25 aprile ha attraversato una Verona blindata. «Io sto con Tosi, ora quando faccio il turno di notte non ho più paura». «Hanno provato a farci paura, hanno preso di mira i nigeriani, che stanno qui da più tempo e provano ad alzare la testa. Quattro lettere di sospensione in un mese, hanno mandato. E al delegato lhanno detto chiaramente: "Faremo il possibile per licenziarti". Ma per riuscirci dovranno passare sui nostri corpi». Chinuzor è un distinto signore di mezza età, ghanese, trevigiano ormai da dieci anni, facchino per la Bartolini di Casale (Treviso) da otto. Anzi, socio lavoratore della coop Uniservice, che fa parte del consorzio Aurora, un colosso da diecimila addetti, con il compito di fornire manodopera migrante a basso costo alle grandi aziende di logistica che mettono in connessione i gangli della fabbrica diffusa del Nord Est. «Abbiamo scioperato e siamo riusciti a ottenere gli scatti di anzianità. Ora, però, stanno provanlimmando a dividerci, giocando sul fatto che il nostro sindacato è multietnico: cinesi, africani, marocchini, indiani». Dividi et impera, vecchio adagio. Italiani contro migranti, africani contro asiatici: un rimedio antico che funziona ancora. Bastano pochi accorgimenti. Il primo lo fornisce la legge Bossi-Fini: senza lavoro, niente permesso di soggiorno; senza permesso di soggiorno niente, ricongiungimento familiare. Chinuzor lo attende da due anni. È come avere mogli e figli in ostaggio. Qualcuno, però, si è messo di traverso con uno strumento anchesso antico: il sindacato. Si chiama Adl, Associazione difesa lavoratori. Lo scorso autunno, riuscì a conquistare qualche articolo nelle cronache locali bloccando per oltre una settimana la produzione della Tnt di Limena (Padova) per ottenere pochi, semplici diritti: la malattia, gli straordinari pagati "in busta", il buono pasto. La risposta della cooperativa che li aveva assunti (Fastcoop) è stata la chiusura dei cancelli e il licenziamento dei cento operai: «Appalto finito», questa la spiegazione. Dinanzi alle proteste dei lavoratori, che sul modello dei No Dal Molin avevano organizzato un presidio permanente, erano stati tutti riassunti dal Consorzio Corso. Il quale aveva pensato bene di assumere 40 nuovi lavoratori per otto ore, negando ai vecchi il turno di notte e riducendo il loro orario a sei ore. Due ore fanno la differenza tra un salario sufficiente e uno da fame, così molti si sono licenziati: da cento sono diventati quaranta, e molti tra quelli che avevano dato vita allo sciopero di questo autunno sono stati costretti a cercare lavoro altrove. Di difficili lotte come questa tra i magazzini della fabbrica diffusa se ne contano a decine: secondo Nicola Grigion, della redazione di Melting Pot, il settore della movimentazione merci occupa in Veneto 50mila addetti, il 90 per cento migranti, in gran parte subappaltati a cooperative di comodo. Di questi, cinquemila lavorano nei 2,5 milioni di metri quadri del Quadrante Europa di Verona, un immenso interporto da cui transita il 50 per cento del traffico combinato (che utilizza diversi mezzi di trasporto) destinato allestero, 7,2 milioni di tonnellate su ferro, 20 milioni su gomma. Vi lavorano oltre cento aziende, altre centinaia gestiscono direttamente i magazzini delle mille piccole e medie imprese che occupano ogni spazio nella campaga industriale veneta. La Fast-coop, la stessa che aveva licenziato cento operai alla Tnt, gestisce anche i magazzini della Danone, dove - racconta Gianni Boetto dellAdl - «si lavora a quattro gradi per tutto lanno, anche in estate, senza camera di compensazione»; la Pega Store distribuisce in tutto il territorio regionale i pneumatici della Michelin, per conto della Ceva, dove «la chiamata avviene la sera prima, per sms. E se non ti chiamano rimani senza stipendio, perché sei un socio-lavoratore». O la cooperative Blue Eagle, che poi ha cambiato nome in Orizzonte e lavora su un appalto della Gls, una multinazionale della logistica. Qui, racconta Boetto «i migranti erano costretti a mettersi una casacca numerata, perché - così dicevano i capi - "se cè qualche pericolo è più facile chiamarli, dato che non ci ricordiamo tutti i nomi"». Ma le coop migranti non si fermano nei magazzini. A volte a essere appaltate sono le linee produttive anche in grandi imprese metalmeccaniche. Accade, ad esempio, alla Carraro, la storica fabbrica di trattori, che occupa oltre 600 operai, in gran parte italiani. Ma nella linea della verniciatura, invasa da fumi velenosi, lavorano solo migranti, trenta operai nigeriani, marocchini, cinesi e indiani subappaltati alla Cps Italia. Contratti di tre o sei mesi, turni di otto ore, nonostante i loro colleghi italiani siano riusciti a strappare un orario di sette ore. Ottocento euro al mese, 180 ore mensili, straordinari fuori busta, ritmi di lavoro raddoppiati. «Semplice: dove cerano due italiani, ci mettono un immigrato», spiega Guirane, senegalese, un delegato dellAdl che ha provato ad alzare la voce. «Dopo una prima protesta, lazienda ha risposto assumendo una squadretta di indiani che non parlano italiano, qualcuno senza permesso di soggiorno. A loro hanno detto di non parlare coi delegati, pena il licenziamento. E le Rsu "italiane" non ci hanno mai dato la loro solidarietà, non hanno mai partecipato alle nostre proteste». Il "ghetto" è una ridente frazione di Montecchio, a due passi da Arzignano, in provincia di Vicenza, costruita sotto una grande chiesa in marmo rosso, dove intorno alla scivola si raccolgono i bambini. Palazzi colorati anni Sessanta, i porticati e unisola pedonale ingentilita da aiuole e fiori. Phone center, limmancabile sede della Money transfer, una boutique dove fanno bella mostra di sé coloratissimi sari, alcuni bar dove si può prendere il caffé o gustare dolci indiani. Fino a qualche mese fa, sulla piazza si affacciava anche un piccolo centro culturale, utilizzato come moschea. Solo che lo spazio era piccolo, i fedeli molti, e tanti stavano fuori dalle porte, con lorecchio attento a seguire limam. Poi unordinanza ha fatto ordine nella piazza. E la moschea è stata spostata fuori dallabitato, nella zona industriale, tra i fumi maleodoranti della concia. «Ma almeno si sta più larghi». Haque Abul, per gli amici Monjurul, sindacalista della Uil, è uno dei quattromila abitanti della frazione di Alto Ceccato, uno dei 1.400 bengalesi che hanno comprato o preso in affitto la loro casa alle pendici delle prealpi, dove è facile raggiungere le concerie di Arzignano, le fabbriche tessili di Valdagno, o quelle metalmeccaniche del vicentino. Anche se unordinanza del Comune, che fa una stretta sui criteri per ottenere lidoneità abitativa necessaria per il contratto di soggiorno, rende sempre più difficile trasferirsi in una zona dove un piccolo bilocale costa anche 700 euro. Monjurul, che gestisce lo sportello immigrati nel patronato locale, ci spiega la difficile integrazione della nuova classe operaia migrante, che stenta a imporsi anche dentro le officine, dove si lavora uno accanto allaltro. «Io e un mio collega italiano siamo entrati quasi insieme in fabbrica, a pochi giorni di distanza. Ma lui è passato al terzo livello, io sono rimasto al quarto. Funziona così, e noi non possiamo discutere. Qui il 95 per cento degli operai immigrati ha tutti i documenti in regola, ma hanno paura di tornare clandestini. Daltronde, licenziare è un gioco: si chiude una ditta e si riapre il giorno dopo con un nome diverso. Accade specialmente nel settore della concia». È un duro lavoro, quello del conciatore, una via di mezzo tra unimpresa chimica, alimentare e tessile: le pelli animali provenienti dai macelli, vengono passate più volte nei "bottoli", grandi lavatrici dove alcuni solventi chimici ne cambiano le proprietà e le rendono tessuto, che è possibile cucire in vestiti, sedili o mobili. Dodicimila lavoratori, frantumati in decine di piccole e piccolissime imprese, molte delle quali impegnate solo in una fase della lavorazione, "conciano" quasi la metà dellintera produzione nazionale di pelli. Si lavora in ambienti umidi, a contatto con le carni e pericolosi solventi: non stupisce che gli italiani non vogliano più farlo. Così in pochi anni Arzignano e i comuni vicini hanno accolto migliaia di lavoratori immigrati, oggi quasi un quinto della popolazione, l80 per cento degli addetti nel settore. Si lavora spalla a spalla, italiani e stranieri, e sono spesso immigrati anche i delegati sindacali. Alle primarie del Pd, dove per votare basta il permesso di soggiorno, lindiano Singh Randhir, con 68 preferenze, ha battuto il sindaco uscente Giuseppe Boschetto, fermo a 35. Primi passi di una difficile integrazione, in una terra dove la Lega ha sbancato, raccogliendo il 37 per cento dei voti? Secondo Marco Orlandi, delegato della Cgil in una media azienda della zona, lobiettivo è ancora lontano. «Nella mia fabbrica - racconta - la mensa apre alle 12. Ma ci vanno solo i bianchi: italiani, romeni o bosniaci. Gli altri restano negli spogliatoi. E la differenza salariale rimane altissima. Qui vige la regola della contrattazione personale, ogni lavoratore si mette daccordo direttamente col suo padrone. E gli italiani, a prescindere dalla loro esperienza, sono gli unici che assumono ruoli di responsabilità ». È dello stesso avviso Elisa Rambaldo, ricercatrice per il progetto "Equal-Leader, lavoro e occupazione senza discriminazioni etniche e religiose", promosso dallImed e dallIres. «Le irregolarità permeano ogni aspetto del rapporto di lavoro, è difficile per gli immigrati competere in modo paritario nellacquisizione di ruoli di responsabilità, ed è molto diffusa la presenza di discriminazioni dirette o indirette. Alcuni lavori esistono solo per mezzo della creazione di una classe di lavoratori stranieri non qualificati che cumulano su di sé gli svantaggi di redditi bassi, scarsa qualificazione, concentrazione in settori produttivi arretrarti e in crisi, difficoltà sociali e carenza di diritti». 6 maggio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
17 - Anno V
6 maggio 2008 - Il Giornale di Vicenza LA PROTESTA. Dalle 10 alle 12 in
prefettura Vicenza - Sit-in davanti alla prefettura per protestare
contro il progetto dellimpianto per il trattamento rifiuti allArsenale
ferroviario. Il fronte sindacale si mobilita questa mattina per cercare di fermare il
piano targato Wisco, la società partecipata da Enel e Trenitalia. 6 maggio 2008 - Il Quaderno Banca d'Italia via da Benevento: la protesta delle RdB/Cub Benevento - Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del ministero dellEconomia e delle Finanze che dispone la soppressione di alcune sezioni territoriali della Banca dItalia, tra cui cè anche quella di Benevento, torna a farsi sentire la protesta del sindacato delle Rappresentanze di Base/Cub. Secondo il responsabile provinciale Giovanni Venditti, si tratta di un atto di smantellamento di uffici che erogano servizi nella nostra provincia. "Per questo ha dichiarato il sindacalista - viene visto come una sorta di desertificazione del territorio sannita atteso che, in uno scenario complesso e drammatico in termini di lavoro e di legalità, questi uffici vengono visti anche come una sorta di legalità e di presenza dello Stato rispetto ai bisogni dei cittadini". Venditti ha invitato a "non accettare passivamente tutto ciò senza intervenire per contrastare lazione di smantellamento dei servizi che lo Stato dovrebbe erogare per garantire i bisogni dei cittadini, se non altro per senso di equità e eguaglianza". "Ovviamente ha proseguito il rappresentante delle RdB/Cub - questa desertificazione potrebbe servire per fare posto alla realizzazione di megadiscariche per lo smaltimento dei rifiuti. Nella nostra provincia, infatti, stiamo assistendo alla costruzione di una mega discarica, in cui sversare oltre un milione di metri cubi di immondizia, ubicata nella comunità più piccola di SantArcangelo Trimonte che conta circa 600 abitanti. Riteniamo opportuno uninversione di tendenza. I deboli, gli indifesi, gli emarginati, vanno difesi e non affossati così come sta avvenendo nel nostro ambito Sannita". 6 maggio 2008 - Varese news Malpensa - La denuncia del sindacato
autonomo attivo in aeroporto: dai dati forniti da Sea tra gennaio 2007 e marzo 2008 sono
stati 314 gli infortuni Infortuni sul lavoro, a Malpensa è record. Lo denuncia il Cub Trasporti, sindacato autonomo attivo a Malpensa: «324 milioni di utili in 6 anni, ottenuti con il record nazionale di infortuni e di lavoro precario si legge in una nota diffusa in aeroporto -. La scorsa settimana è stato presentato il bilancio Sea per il 2007. Gli azionisti (Comune e Provincia di Milano), dopo aver richiesto gli ammortizzatori sociali per la crisi aziendale, dopo aver lasciato a casa 600 lavoratori stagionali e interinali, dopo aver ottenuto la cassa integrazione per 900 lavoratori ed il licenziamento di 300 con la scusa della mobilità, si sono intascati altri dividendi». Parole forti, alle quali si aggiunge unanalisi sui dati contenuti nei registri degli infortuni consegnati da Sea Handling: «Nel periodo dal 29 gennaio 2007 fino al 29 marzo 2008 nei registri sono riportati 314 infortuni per un totale di 8204 giorni di assenza per inabilità temporanea, per una media a lavoratore di 26 giorni di inabilità temporanea prosegue la nota -. Dei 314 infortuni 53 sono in itinere, mentre 238 riguardano lavoratori operai e 76 sono impiegati. Considerando che lorganico di Sea Handling al 19 marzo 2008 era di 2219 di cui 1089 operai, otteniamo che la percentuale di infortuni è del 14,2% mentre se togliamo gli infortuni in itinere (come vuole Sea) si ottiene 11,8%. Inoltre se consideriamo solo i lavoratori operai si ha un 21,8% di infortuni complessivi ed un 19,3% tolto gli infortuni in itinere». Numeri importanti che fanno riflettere e che portano il sindacato a rincarare la dose: «Non è superfluo ricordare che la percentuale nazionale di infortuni è poco più del 3% mentre il settore più soggetto a rischi infortuni (quello metallurgico) raggiunge il 6% - spiega il Cub -. I 314 infortuni sono avvenuti non solo nel settore degli addetti al carico scarico, smistamento bagagli, autisti, manutenzione, agenti rampa, ma anche tra gli impiegati, addetti al check-in e registrazione, a conferma di una generale e diffusa situazione di sottovalutazione del problema della tutela della salute dei lavoratori. Si tratta di infortuni mediamente gravi che hanno provocato traumi, contusioni, distorsioni, ferite e fratture». Infine, un altro dato che preoccupa ancora di più il Cub: «In questi dati non compaiono gli oltre 500 lavoratori stagionali o interinali mediamente utilizzati in questo periodo dalla Sea Handling (almeno sino all'intervento della cassa integrazione) e in prevalenza nei settori professionali più esposti agli infortuni, considerando, come si dovrebbe, che la percentuale degli infortuni assume ancor più gravi dimensioni conclude il Cub -. Appare quindi evidente a tutti la gravità della situazione, che deve vedere un pronto intervento di tutti per combattere questo stato di cose. Ma anziché fare questo, Sea e le organizzazioni sindacali, si apprestano a chiedere ulteriori sacrifici per i lavoratori senza nessuna consultazione sindacale, e senza che vengano affrontati i problemi dei lavoratori». 6 maggio 2008 - La Stampa Una «zona rossa» intorno alla
Fiera del Libro? Torino - Sotto i riflettori del mondo, ma anche al centro
di polemiche, per aver invitato Israele come Paese ospite donore, Librolandia
questanno sarà inaugurata dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano tra imponenti
misure di sicurezza, giovedì alle 10. Da quel momento, per ordine del questore, saranno
vietati banchetti e presidi di fronte alla Fiera. 6 maggio 2008 - La Repubblica "Una zona rossa per
escluderci" Torino - Luigi Casali, coordinatore piemontese di Rdb-Cub
è uno dei portavoce locali dell´Associazione «Free Palestine» che in questi mesi ha
trattato con i vertici della Fiera del Libro. Ancora nelle ultime ore ha rifiutato
l´offerta di allestire un padiglione per ospitare i dissidenti che contestano le
posizioni del governo di Gerusalemme: «Abbiamo deciso il boicottaggio e dunque non
avremmo mai potuto accettare un´offerta del genere». Salta l´ultima mediazione, polizia
in allerta per la manifestazione dei centri sociali di sabato TORINO - Una città sospesa tra la festa e l´assedio.
Tra i manifesti con la Venere di Botticelli che annunciano «Ci salverà la bellezza»,
tema della XXI Fiera del Libro, e quelli di «Free Palestine» che ne promuovono il
boicottaggio con la «manifestazione nazionale del 10 maggio». Quanti risponderanno
all´appello della dea dell´Amore e quanti al grido di battaglia della kefia?
L´incertezza di Torino sta tutta qui. 6 maggio 2008 - Il Mattino di Padova TNT DI LIMENA LIMENA - «Se i Cobas trovano delle irregolarità nelle buste paga dei magazzinieri alla Tnt di Limena, che me lo mettano nero su bianco». Ha scelto di non rispondere a pure illazioni, ma a dati incontrovertibili Guido Rosa, che ha intrattenuto i contatti con i lavoratori e i Cobas a nome del Consorzio Corso. Il sindacato è tornato a far sentire la sua voce, anche sulla disparità oraria tra lavoratori allinterno dello stesso magazzino. «Quando Corso è subentrato alla FastCoop per la gestione del magazzino alla Tnt di Limena, avevamo già i nostri soci da impiegare allinterno della struttura - spiega Rosa - Poi le rivendicazioni dei lavoratori ex FastCoop, che rimanevano senza lavoro, hanno portato alla trattativa e allaccordo siglato in Prefettura. Corso si è impegnato quindi ad assorbire anche 60 di questi lavoratori». Questo però ha creato un esubero di manovalanza, a fronte della decisione di Tnt di eliminare il turno serale. Ecco perchè il Consorzio Corso ha deciso di ridurre allora alcuni turni lavorativi da 8 a 6 ore. «Ho già chiesto a Tnt di aumentare il carico di lavoro in maniera da offrire a tutti la possibilità di essere impiegati a tempo pieno - continua - Ma finché ci saranno continue polemiche sarà difficile ottenerle». Rosa invita quindi a distendere i toni, anche perchè se Tnt decide di trasferire la piattaforma logistica ad unaltra provincia, finirebbero con il rimanere senza lavoro anche gli addetti al call center. 6 maggio 2008 - Rtm MODICA. OPERATORI ECOLOGICI OCCUPANO
AULA CONSILIARE DI PALAZZO SAN DOMENICO Modica - Lo avevano preannunciato ed hanno mantenuto la promessa. I dipendenti della ditta Busso, che gestisce la raccolta dei rifiuti solidi urbani in città, hanno occupato, stamattina, laula consiliare di Palazzo San Domenico. Intorno alle 9,30, sono saliti, con le loro tute blu per le scale del palazzo comunale, raggiungendo laula dove si svolgono le sedute della civica assise ed hanno occupato gli scranni. "Non siamo lavoratori di serie B. Siamo stanchi di essere presi in giro. Avanziamo due stipendi ed il terzo sta maturando. Adesso basta". Perentori e duri nei toni accusatori allindirizzo degli amministratori di palazzo di Città. "Siamo arrivati a questa forma di protesta dice Francesco Notarnicola del settore ambientale della Cgil dopo che non ci sono margini per sperare di chiudere positivamente questa vertenza. Purtroppo apprendiamo come le promesse fatteci si sono rivelate vane. Non solo; non è andata giù ai lavoratori venire a conoscenza che la vertenza dei dipendenti comunali è andata a buon fine con lutilizzo della tranche di finanziamenti regionali che era stata indicata anche come risolutrice delle nostre problematiche". Intanto, sulla crisi finanziaria al comune di Modica, interviene anche la Cub ragusana. "A Modica prepariamoci ad una grave situazione di ordine pubblico dicono dalla Confederazione Unitaria di Base -. O si affronta la situazione nella su gravità oppure non ci si aspetti che i sindacati e i loro militanti si trasformino in pompieri o somministratori di calmanti perché - continuano dalla Cub - già in queste ore si percepisce che nessuno potrà garantire il controllo della situazione che volge allingorvernabilità". 5 maggio 2008 - Dire PROVINCIA PARMA. PRECARI, SINDACATI:
SI STA PERDENDO TEMPO (DIRE) Parma, 5 mag. - Per i lavoratori precari che operano nell'amministrazione provinciale il posto fisso e' ancora una chimera. E' quanto sostengono in una nota le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl e Uil, Fpl-Rdb, Sulpm e Rsu che "si interrogano con preoccupazione sul comportamento che l'amministrazione provinciale sta tenendo relativamente al percorso di stabilizzazione del personale precario dell'ente". Secondo i sindacati, infatti, la legge finanziaria 2008 impegna la parte datoriale e quella sindacale ad un accordo di stabilizzazione del personale precario nelle pubbliche amministrazioni il cui termine e' scaduto il 30 aprile scorso. Tuttavia, nonostante l'amministrazione abbia illustrato, all'interno del fabbisogno triennale del personale, il suo progetto di progressiva stabilizzazione del personale precario, la dichiarazione di intenti, che si doveva concretizzare con la stipula di un accordo il 23 aprile 2008, non si e' ancora tradotta in atti concreti. Pochi giorni prima di quella data, infatti, i sindacati di categoria hanno ricevuto una comunicazione telefonica, che rimandava a data da destinarsi l'incontro per le stabilizzazioni. Le motivazioni addotte, spiega il comunicato, riguardavano la necessita' dell'amministrazione provinciale di fare degli approfondimenti sulla materia. In piu', alla richiesta di incontro con i vertici dell'ente di piazzale della Pace, le organizzazioni sindacali si sono viste rispondere picche. Viene da chiedersi, e' la domanda dei sindacati, se l'amministrazione abbia voluto scherzare o se intende comportarsi seriamente. 5 maggio 2008 - Il Soldo/Il Cittadino di Messina 1° Congresso provinciale CUB
Trasporti Messina - Si è svolto domenica 4 maggio presso la sede
di viale San Martino 261, a Messina, il 1° congresso provinciale della CUB Trasporti. 5 maggio 2008 - Nettuno Press SVOLTO IL PRIMO CONGRESSO
PROVINCIALE CUB TRASPORTI Messina - Si è svolto ieri, presso la sede di viale San Martino 261, il primo congresso provinciale della CUB Trasporti. La relazione del coordinatore uscente Filippo Sutera si è soffermata sulle principali iniziative svolte dal sindacato di base negli anni 2004 - 2007, a partire dalle vertenze per la stabilizzazione dei Lsu dellAzienda Trasporti per proseguire con quelle dei parcheggiatori delle cooperative, anchessi inseriti nellAtm con forme contrattuali atipiche e che comunque, superando astiose difficoltà sul territorio, hanno creato le premesse per il raggiungimento di un rapporto di lavoro definitivo e a tempo indeterminato. Altro momento importante, per la storia della CUB Trasporti allATM, è stata lelezione delle RSU. Tutti gli eletti fanno parte dellunica lista presentata dal Sindacalismo di Base (Cub Trasporti e Sult-Sdl) e sono stati legittimati dal parere del Giudice del Lavoro.La Cub Trasportiè presente allinterno della RSU dellAtm con Francesco Smeralda e Francesco Urdì. Questultimo, risultando il primo degli eletti è stato nominato allunanimità coordinatore della stessa RSU. Si è provveduto, inoltre, a rinnovare il Coordinamento Provinciale, con la elezione del Coordinatore Concetta Piccolo e del Direttivo Provinciale così composto: Francesco Smeralda, Francesco Urdì, Calogero Gambino, Filippo Sutera, Federico Magro, Alberto Previti, Concetta Piccolo, Francesco Filloramo e Michele Dattolo. E stata infine affidata a Francesco Urdì. la responsabilità della gestione del rapporto di comunicazione e coordinamento aziendale Atm di Messina. 5 maggio 2008 - Stretto Indispensabile Messina, guerra tra sindacati: la
CUB Trasporti contro lattitudine "clientelare e subalterna" della Fit-Cisl MESSINA - Si è svolto domenica il primo congresso provinciale della CUB Trasporti: un appuntamento che verrà ricordato forse per aver rappresentato un ennesimo episodio della faida che da tempo si consuma a Messina tra le diverse sigle sindacali. I rappresentanti della CUB Trasporti infatti, dopo unapprofondita disamina riguardo le azioni intraprese nel corso delle numerose vertenze cittadine, hanno lanciato bordate contro la Fit-Cisl, imputata di aver mostrato "unattitudine clientelare e subalterna" durante lintera vicenda legata allAtm. Il motto dei tre moschettieri di Dumas, "uno per tutti, tutti per uno", sembra dunque non aver lasciato tracce in riva allo Stretto dove, al contrario, il gioco delle contrapposizioni interne sembra andare di gran moda. La CUB Trasporti pertanto, nel fare riferimento alla vertenza Atm, accusa la Fit-Cisl di non operare nel solco della fermezza a causa del "proprio camaleontico modo di inserirsi nelle pieghe delle conquiste riscattate dai lavoratori [ ] inducendoli a credere, utilizzando larma risultata in seguito "provvisoria" del commissariamento dei propri rappresentanti, in un cambiamento radicale nella gestione della Fit-Cisl." "Ed è così che, - si legge nel verbale dellincontro - attraverso la trasmigrazione di questi lavoratori ingenui, che la Fit-Cisl si trova oggi ad avere cinque R.S.U. vantandone la presenza in un organismo che prima ha osteggiato non solo non partecipando, ma soprattutto cercando di bandirne le elezioni ostinatamente volute da SULT e CUB-Trasporti". In conclusione i rappresentanti della CUB rivolgono un invito "unanime e sincero" ai lavoratori dellAtm affinché rafforzino il proprio sindacato, "unico rimasto affermano - a dare risposte concrete a quel progetto iniziato con Sergio Crisafulli e appoggiato, in quanto ci credeva e ci crede, da Filippo Sutera, dando mandato al coordinatore e al direttivo affinché si attui quel processo di coinvolgimento che ne consolidi finalità, percorso e crescita". 5 maggio 2008 - Il Normanno CUB TRASPORTI: "CISL: SOLO CLIENTELISMO E FURBIZIE" Messina - In occasione del primo congresso provinciale della CUB Trasporti, svoltosi ieri, il sindacato di categoria si è scagliato senza mezzi termini contro la Fit-Cisl, accusata di "un'attitudine clientelare e subalterna" esercitata nell'ambito della vertenza Atm. Dalla Cub Trasporti di certo non le mandano a dire. Il primo congresso provinciale del sindacato di categoria, dopo una lunga analisi sulle tappe dell'impegno sindacale nelle vertenze cittadine, è diventato occasione di aspro confronto fra l'operato delle varie sigle sindacali. In particolare i rapopresentanti della Cub Trasporti si sono scagliati contro la Fit-Cisl. "Migliore attenzione deve comunque ancora essere rivolta - si legge in uno stralcio del verbale dell'incontro - allattitudine clientelare e subalterna in ATM esercitata dalla Fit-Cisl che con il proprio camaleontico modo di inserirsi nelle pieghe delle conquiste riscattate dai lavoratori (vedi la vertenza aperta con lassemblea permanente del gennaio scorso in riferimento alla quale Cisl e Cgil avevano in un primo momento preso le distanze, denunciando anzi agli organismi di vigilanza la illegittimità della protesta, salvo poi, visti i risultati ottenuti con la mobilitazione e gli incontri in Prefettura, allAssessorato Regionale ai trasporti ecc.., a tornare a cavalcare il palcoscenico utilizzando il l successo ottenuto dai lavoratori e, approfittando della buona fede di alcuni di loro, poco accorti alle altrui furbizie, inducendoli a credere, utilizzando larma risultata in seguito "provvisoria" del commissariamento dei propri rappresentanti, in un cambiamento radicale nella gestione della Fit-Cisl." Cisl insomma accusata di ambiguità e di tendenza a salire sul carro dei vincitori. "Ed è così che, - scrivono ancora dalla Cub - attraverso la trasmigrazione di questi lavoratori ingenui, che la Fit-Cisl si trova oggi ad avere cinque R.S.U. vantandone la presenza in un organismo che prima ha osteggiato non solo non partecipando, ma soprattutto cercando di bandirne le elezioni ostinatamente volute da SULT e CUB-Trasporti". "Un invito, - in coda al verbale - unanime e sincero è stato rivolto ai lavoratori dellATM ex SDL a rafforzare la Cub, unico rimasto a dare risposte concrete a quel progetto iniziato con Sergio Crisafulli e appoggiato, in quanto ci credeva e ci crede, da Filippo Sutera, dando mandato al coordinatore e al direttivo affinché si attui quel processo di coinvolgimento che né consolidi finalità, percorso e crescita". 5 maggio 2008 - Gazzetta della Martesana ANTIBIOTICOS Cassa
integrazione per 35 operai e spostamenti senza preavviso Rodano - Otto magazzinieri impiegati da un decennio
all'Antibioticos spediti a lavorare a Macherio, in Brianza, senza preavviso. Una decisione
che ha scatenato la mobilitazione e la raccoltafirme dei sindacati dell'azienda rodanese. 4 maggio 2008 - La Repubblica "Rischiamo la vita, dateci
l´indennità" Torino - In Piemonte sono ventotto, in tutta Italia
250. Si chiamano Saf, acronimo di speleo, alpino e fluviale, i vigili del fuoco che
intervengono in incidenti stradali in zone «impossibili», salvano persone travolte da
valanghe o alluvioni, cercano dispersi in montagna, «calano dal cielo» scatole di
alimenti quando i comuni sono irraggiungibili. E in tutti questi casi utilizzano
l´elicottero per raggiungere più velocemente la meta. Dopo dieci e più anni di
attività (il progetto Saf è partito da città come Genova e Torino all´inizio degli
anni 90), gli aereosoccorritori che nelle comunicazioni si chiamano grisù, dicono basta e
chiedono il riconoscimento di una qualifica di specializzazione e una indennità di volo
pari a quella che viene riconosciuta ai colleghi elicotteristi. Un´indennità per il
rischio che corrono ad ogni intervento e per i danni alla salute che possono subire
nell´esercizio della loro attività. 4 maggio 2008 - Il Mattino SOS DEI CASCHI ROSSI ALLE
ISTITUZIONI Avellino - La carenza di organico dei vigili del fuoco è notoria da tempo. Al pari delle proteste sindacali e degli impegni - finora disattesi - delle istituzioni. Ora che un presidio permanente è stato distaccato nellarea del Cdr di Pianodardine per prevenire eventuali incendi, e che la stagione degli incendi boschivi è alle porte con i primi caldi, le organizzazioni sindacali di categoria tornano alla carica. In una lettera inviata alla Provincia e al Prefetto Blasco, le segreterie provinciali Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Rdb vigili del fuoco maggiormente rappresentative «si trovano costrette a dover intervenire ancora una volta in merito alle condizioni in cui versa il Comando Provinciale dei vigili del fuoco di Avellino circa la grave carenza di organico». «Dobbiamo constatare - scrivono le segreterie sindacali - con profondo rammarico la totale indifferenza dimostrataci dalla Provincia e dai vertici politici e amministrativi dell'Ente di Palazzo Caracciolo non solo perché non abbiamo ricevuto alcun cenno di riscontro ma, ciò che è peggio, il vice presidente all'incontro in Prefettura aveva assunto impegni con le scriventi tali da poter soddisfare le nostre richieste. Ricordiamo che la sicurezza dei cittadini che tanto sta a cuore a tutte le autorità politiche è seriamente compromessa in quanto con la chiusura continua delle sedi distaccate comporta notevoli ritardi sugli scenari di intervento tanto che non si riesce più a dare una risposta efficiente a chi ne fa richiesta». I sindacati, nel ribadire che attendono un incontro immediato con i vertici provinciali, non escludono «ogni utile iniziativa, affinché venga portato a conoscenza di tutti i cittadini il totale disinteresse dell'Ente Provincia circa la sicurezza dei vigili del fuoco e la grave situazione determinatasi alla vigilia dellestate». 4 maggio 2008 - Eco di Milano Milano: la May Day Parade 2008. Le foto del corteo Milano - Grande partecipazione per la
settima edizione della "May Day Parade" - la tradizionale manifestazione
alternativa del primo maggio promossa dai Cub, sindacati di base e dall'associazione Chain
Worker, che punta a sollevare il problema della precarietà e dei diritti dei lavoratori
migranti con carri, musica e allegorie. La manifestazione partita dopo le 15.30 piazza
XXIV Maggio ha raggiunto in serata piazza Castello: il corteo ha attraversato le vie del
centro di Milano animando i tantissimi giovani presenti con carri allegorici colorati, e
musica a tutto volume. Oltre ai soliti temi, tra cui la precarietà, la sicurezza sul
lavoro e l'adeguamento dei salari al costo della vita - la May Day Parade 2008 ha dedicato
uno dei carri presenti alla protesta contro l'esposizione universale che Milano ospiterà
nel 2015. 3 maggio 2008 - Liberazione Primo maggio a San Giovanni Diritto
a casa e reddito contro le rendite dei grandi costruttori Roma - È il primo maggio. È la giornata dei
lavoratori e di coloro che sul posto di lavoro hanno perso la vita. È il giorno in cui i
sindacati confederali, in parte complici di politiche incapaci di difendere i diritti
acquisiti dei lavoratori e la loro sicurezza, organizzano la rituale kermesse musicale. 3 maggio 2008 - La Repubblica Mayday, scritte sul Castello e il
Comune rilancia le accuse Milano - «Più case e meno chiese», «Più case e
meno sbirri» avevano scritto su un muro in via De Amicis durante la manifestazione Mayday
Parade, organizzata nel pomeriggio del Primo Maggio contro il precariato. Ma i due
italiani di 24 e 40 anni sono stati identificati e denunciati per imbrattamento e
deturpamento di edificio pubblico. Le scritte non sono le uniche lasciate su muri e
vetrine alla fine del corteo. Ne sono state trovate anche su una torre angolare al
Castello, sul muro del museo Diocesano lato via Molino delle Armi (il responsabile è
stato immortalato con foto su segnalazione di un cittadino), sul casello daziario in
piazza XXIV Maggio («Morte al fascio» «Leghisti infami»), in corso Europa («Non c´è
futuro senza memoria»), su muri e vetrine di corso di Porta Ticinese («Equo canone»,
«Terrorista è chi sfrutta e sfratta»), sulla pensilina del tram e su una casa in via
Ponte Vetero. 3 maggio 2008 - Gazzetta di Parma SINDACATI DI BASE LA
MANIFESTAZIONE ALTERNATIVA FRA BANDE DI OTTONI E RIVENDICAZIONI Parma - II Un corteo alternativo nella forma e nei
contenuti. Una manifestazione organizzata dai sindacati di base (Rdb-Cub e Usi-Ait) lungo
i borghi della Parma vecchia per «affermare concretamente - si legge in una nota -
un'altra idea di sindacato, meno burocratico e più vicino ai lavoratori». 3 maggio 2008 - Il Piccolo SENTENZA Trieste - «Condannato per la decima volta il comportamento antisindacale di Trieste Trasporti». La Cub-Rdb torna allattacco dellazienda di trasporto pubblico segnalando che il giudice del lavoro Multari «ritiene illegittima e persistente la condotta della società»» di cui accerta «la condotta antisindacale». La Trieste Trasporti infatti «non ha messo a disposizione dei lavoratori un luogo idoneo e sicuro per lo svolgimento delle assemblee come invece previsto dalla legge 300/70 e così facendo ha leso un diritto precipuo dellorganizzazione sindacale». «Il sindacato di base - si legge in una nota - si dichiara soddisfatto del pronunciamento del giudice che con quindici pagine di ordinanza ha respinto totalmente le pretese di Tt, ha condannato la società di trasporto triestina e ha confermato la correttezza dellattività svolta da Rdb». 3 maggio 2008 - Irpinia news Avellino - Carenza Vigili del Fuoco: sollecito alla De Simone Avellino - Le Segreterie Provinciali di CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e RDB Vigili del Fuoco maggiormente rappresentative tornano sullargomento della carenza di organico presso il Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Avellino, scrivendo alla Presidente della Provincia Alberta De Simone. "Già in precedenti note abbiamo sollecitato un Suo autorevole intervento affinché, si potesse stipulare una convenzione tra Ente Provincia e Comando, tale da poter far fronte per un determinato periodo alla grave carenza di personale. Dobbiamo tuttavia constatare con profondo rammarico la totale indifferenza dimostrataci dalla S.V. e dai vertici politici e amministrativi dellEnte Provincia non solo perché non abbiamo ricevuto alcun cenno di riscontro ma, ciò che è peggio, il vice presidente allincontro in Prefettura aveva assunto impegni con le scriventi tali da poter soddisfare le nostre richieste. Egregio Presidente, Le ricordiamo che la sicurezza dei cittadini che tanto sta a cuore a tutte le autorità politiche è seriamente compromessa in quanto con la chiusura continua delle sedi distaccate comporta notevoli ritardi sugli scenari di intervento tanto che non si riesce più a dare una risposta efficiente a chi ne fa richiesta. Signora Presidente, nel ribadire che saremmo lieti di poterLa incontrare per meglio illustrarLe lormai annosa problematica in questione, rimaniamo in attesa di un urgentissimo riscontro, significando che in difetto, queste Segreterie Provinciali si riservano ogni utile iniziativa, compreso il coinvolgimento dei mass media affinché portino a conoscenza tutti i cittadini del totale disinteresse dellEnte Provincia circa la loro sicurezza" 3 maggio 2008 - Il Mattino di Padova Komatsu, altri 15 giorni di Cig Eppure ci sono gli straordinari La Komatsu, azienda estense leader nel settore della
produzione di macchine per la movimentazione della terra, ha chiesto altre due settimane
di cassa integrazione. Dopo i primi quindici giorni di riposo forzato, nella fabbrica
meccanica di Este dove si producono escavatori per la movimentazione della terra e sono
occupati circa 750 lavoratori, si va verso una nuova sosta forzata, dovuta ad una leggera
flessione del mercato. 2 maggio 2008 - Apcom 1 MAGGIO/ CUB: UNA GIORNATA DI LOTTA
PER NON RINUNCIARE A DIRITTI Milano, 2 mag. (Apcom) - Soddisfazione della Confederazione Unitaria di Base di base per la MayDay parade di ieri a Milano. Il coordinatore nazionale della Cub Walter Montagnoli parla oggi di "una grande giornata di lotta ed anche un grande successo politico. La Mayday Parade si conferma la più importante iniziativa del Primo Maggio unica nel rendere visibile la precarizzazione del lavoro e della vita e unica nella capacità di proporre sempre nuovi temi ed aggregare nuovi soggetti". "La novità di quest'anno - spiega Montagnoli in una nota - è stato il vasto mondo del migrariato; in tanti hanno reso visibili le loro disavventure, le paure, le minacce, lo sfruttamento. Ora dobbiamo continuare con l'azione di contrasto alla precarietà che include la proposta per l'integrazione al reddito e soprattutto per portare a 3/4 i tipi di contratto possibili per garantire a tutti pari diritti e pari tutele". Per l'EuroMaydayParade 008, fanno sapere dalla Cub, a Milano hanno sfilato oltre 100mila persone contro la precarietà lavorativa e sociale, per rivendicare e conquistare diritti nel lavoro e oltre il lavoro. Collegamenti con le piazze americane. "Noi - ha aggiunto Montagnoli - abbiamo ridato senso al Primo maggio che è e deve restare un giorno di lotta: ci siamo radunati per batterci non solo contro la precarietà ma anche contro la progressiva perdita generalizzata dei diritti del mondo del lavoro e per riproporre la questione sociale da tutti rimossa. Durante il lungo corteo-serpentone il clima era quello di una festa in cui si ribadisce con forza la volontà di non rinunciare ai propri diritti". 2 maggio 2008 - Bari live Ieri incontro delle comunità
migranti della città Bari - Un Primo Maggio diverso dagli altri. Quella di ieri è stata una festa dei lavoratori che ha coinvolto tutte le comunità migranti presenti nella città di Bari. Si è svolta in serata, allinterno dei locali dellArea 51, unassemblea dibattito organizzata dallo Sportello Immigrati RdB/Cub di Bari. "Quella di oggi non è uniniziativa alternativa ad altre, ma assume unimportanza particolare, perché in questi giorni gli immigrati sono al centro del dibattito politico nazionale. Noi vediamo unItalia nella quale il lavoro degli immigrati è necessario. Purtroppo, questo Stato è colpevolmente lento ed ha unidea dellimmigrato che deve fare il suo ingresso a testa bassa". Ha esordito con queste parole Walter Di Nunzio, presidente dello Sportello Immigrati. Al dibattito presente anche Matteo Magnisi, rappresentante dei Cristiano Sociali, nonché punto di riferimento per la comunità rom di Bari. "Oggi la festa dei lavoratori", ha detto, "assume una valenza ancora più importante, visto che venti giorni fa, dopo otto anni dimpegno e lavoro costante, la comunità rom della nostra città ha firmato latto di nascita della Cooperativa di lavoro Artezian, che si occuperà di giardinaggio, traslochi e facchinaggio". In realtà, ha già cominciato a farlo. Secondo Daniel Tomescu, presidente dellArtezian, "nessuno ormai ci può più cacciare, dopo otto anni vissuti per la strada. Questa cooperativa nasce grazie allimpegno del Sindaco Emiliano, di Matteo Magnisi e di Sabino Derazza". Chouaib Chtiwi, mediatore culturale, ha sottolineato la necessità per gli immigrati di organizzarsi, oggi più di ieri, "visto il venir meno di quella piccola maggioranza di governo che fino a qualche giorno fa poteva difenderci e che adesso non esiste più". "Per quanto possiamo sembrare singolarmente deboli, noi ragazzi extracomunitari, uniti saremo una grande forza. Siamo elementi indispensabili per questo paese che è anche il nostro e vogliamo unItalia unita dai diversi colori", ha dichiarato Sharif Lorenzini, vicepresidente dellassociazione "Rahma". Le conclusioni sono state affidate a Sabino Derazza, capogruppo della sinistra arcobaleno al Comune di Bari. "Il nostro obiettivo consiste nel costruire una rete permanente antirazzista. Continueremo a mobilitarci in favore di tutti i ragazzi extracomunitari. Cercheremo di coinvolgere in questo processo la Provincia e la Regione". Ma ancor più necessaria, secondo Derazza, è "lazione congiunta di tutte le comunità migranti, presenti nella città di Bari". 2 maggio 2008 - Tempo Stretto Atm, è rottura tra i commissari. I
sindacati pronti alla protesta Messina - Secondo Antonino Calabrò, uno dei tre componenti della commissione commissariale dellAtm presieduta da Antonio Grasso, «non cè alcuna spaccatura». In realtà è ormai rottura allinterno della commissione con Calabrò e Massimo Chiofalo da una parte e proprio Grasso dallaltra. Già il caso dei consulenti legali nominati dai primi due un mese e mezzo fa e dai quali prese le distanze Grasso fu il primo campanello dallarme, poi ieri lintervista-sfogo dello stesso Grasso su "Gazzetta del Sud", nel quale preannuncia di voler alzare bandiera bianca: questo non significa che si dimetterà, ma che è sul punto di chiedere la liquidazione dell'Atm. Nellintervista Grasso e parla di «ostruzionismo», addirittura di veri e propri «ricatti», ammettendo che «non si può più andare avanti in queste condizioni» e che ci sarebbero continue «pressioni politiche nella gestione dell'azienda». Grasso dice di essere messo in minoranza da Calabrò e Chiofalo, e che un continuo via vai di politici si verifica costantemente negli uffici di via La Farina. E poi ci sono gli esuberi (circa 150 dipendenti) e soprattutto la lista infinita dei debiti, a cui vanno aggiunti i pagamenti di Tfr, ritenute, contributi Inps. Una voragine allargata dal pignoramento di 1,2 milioni di euro ottenuto dalla Ventura, la ditta che si occupa della manutenzione del tram, che ha aperto un'ulteriore falla sul fronte stipendi. «Non abbiamo mai messo Grasso in minoranza afferma oggi Calabrò e non cè nessuna spaccatura. A confermarlo ci sono le delibere, tutte approvate allunanimità. Io e Chiofalo vogliamo prendere le distanze dalle dichiarazioni di Grasso nelle quali parla di liquidazione: secondo noi lazienda può essere salvata, con laiuto del Comune. I fondi per pagare gli stipendi ci sono, certo bisogna stabilire delle priorità perché ci sono dei debiti a cui dover far fronte. Probabilmente il malumore di Grasso nasce dal fatto che ha proposto il rinnovo del contratto di un dirigente in scadenza e noi non labbiamo approvato. Semplicemente abbiamo detto che avremmo voluto capire se ci sono le condizioni, anche perché parliamo di un contratto da 5-6mila euro al mese. Larea di esercizio di questo dirigente potrebbe essere gestita dal capo area, in attesa che il prossimo Cda valuti il da farsi. Secondo Grasso noi riceviamo pressioni politiche, ma non è così. Anzi, forse è il contrario. Dice di vedere entrare e uscire politici? Faccia nomi e cognomi». «Siamo stati nominati prosegue Calabrò per lordinaria amministrazione e per la trasformazione in Spa. A questo proposito abbiamo già consegnato al commissario Sinatra la bozza di statuto per la trasformazione dellazienda, che dovrà essere poi eventualmente approvata con i poteri del consiglio. Per ripianare i debiti stiamo predisponendo un piano di rientro, ma non crediamo che lAtm debba essere messa in liquidazione. I lavoratori vanno sostenuti e tutelati. Con i fornitori, tra i quali la Ventura, abbiamo pensato ad una soluzione transattiva che dovrebbe essere conclusa martedì, e che senza quella querelle sui due consulenti legali che avevamo nominato a questo scopo e che hanno rinunciato dopo il dissenso di Grasso e di parte della stampa, avremmo concluso un mese e mezzo fa, evitando così il pignoramento di qualche giorno addietro». Rapporti definitivamente incrinati con Grasso? «E una vicenda strana. Mercoledì alle due, quando noi eravamo al Comune per lincontro con Sinatra poi slittato, ci giunge una lettera in cui Grasso comunica che sarebbe mancato ad una riunione fissata per la settimana prossima ma dava piena fiducia a Chiofalo per sostituirlo. Nello stesso giorno rilascia quelle dichiarazioni alla Gazzetta. Difficile capire».. Certo è che il quadro dipinto dal commissario Grasso, nel frattempo, ha creato ovvio allarmismo tra i sindacati. Quelli di base, che già due giorni fa si erano esposti contro il direttore generale Claudio Conte lamentando la mancata applicazione degli accordi presi sulla gestione del personale, sono sul piede di guerra. Uil Trasporti, Ugl, Rsu, Cildi, Cisas, Cisal e Cub dichiarano lo stato d'agitazione, mentre proprio in queste ore stanno discutendo con Conte. Stamattina hanno inviato un documento al prefetto Alecci, al commissario Sinatra e alla commissione commissariale nel quale chiedono chiarimenti su quanto sta accadendo all'Atm. «Sugli stipendi non abbiamo notizie» afferma Silvio Lasagni, segretario aggiunto della Uil Trasporti. Martedì ci sarà un'ulteriore incontro tra i commissari e Alecci e Sinatra, mentre il 9 maggio, in occasione dello sciopero nazionale per il quale il trasporto pubblico rimarrà bloccato dalle 9.30 alle 13.30, si svolgerà un'assemblea in cui lavoratori e sindacati faranno il punto della situazione. 2 maggio 2008 i quotidiani non sono in edicola 1 maggio 2008 - Ansa PRIMO MAGGIO: MAY DAY PARADE; CUB, SIAMO IN 100 MILA(ANSA) - MILANO, 1 MAG - «Siamo qui in piazza in centomila per chiedere diritti al lavoro e diritti socioeconomici: 35 carri con tante realtà diverse indicano una vasta realtà antagonista a un sistema iniquo nella ridistribuizione della ricchezza». Lo ha affermato Walter Montagnoli, uno dei coordinatori nazionali della Cub, l'organizzazione nazionale che organizza la May Day Parade 2008. «La vera rappresentanza della lotta di cittadini, lavoratori e pensionati è qui - ha concluso Montagnoli - e qui chiediamo l'espansione dei diritti, salari europei, il sostegno al reddito, il diritto alla casa, all'istruzione, alla salute e a una pensione decorosa». PRIMO MAGGIO: MAY DAY PARADE; INIZIATO CONCENTRAMENTO (ANSA) - MILANO, 1 MAG - È iniziato il concentramento dei manifestanti per la 'May Day Paradè, la manifestazione fondata dalla Confederazione unitaria di base (Cub) e dall'associazione Chain Worker, che raccoglie i precari organizzati delle grandi catene commerciali delle multinazionali. Il corteo si è riunito in piazza XXIV Maggio e dopo aver attraversato il centro della città raggiungerà Piazza Castello. All'iniziativa hanno aderito molte realtà autogestite, anarchici, altri sindacati di base, fra cui lo Slai-Cobas, studenti, centri sociali, lavoratori e pensionati, oltre ad esponenti del Partito comunista dei lavoratori, di Rifondazione comunista e del Pdc. La caratteristica del corteo è la presenza di una trentina di carri allegorici sui temi della sicurezza del lavoro, della pace, dei diritti a redditi e salari a livello europeo. TRASPORTI: ATAC, RINVIATO SCIOPERO LUNEDÌ TEVERE TPL (ANSA) - ROMA, 1 MAG - Rinviato lo sciopero di lunedì per la Tevere Tpl, la società che gestisce le linee periferiche e ultraperiferiche dei bus. L'agitazione del Cub è stata differita al 22 maggio e sarà dalle 9 alle 13. A comunicare il differimento, ha reso noto l'Atac con un comunicato, è stato lo stesso sindacato con una nota. L'agitazione di giovedì 22 sarà sempre di quattro ore, dalle 9 alle 13, e coinvolgerà 6 collegamenti della Tevere. In dettaglio, saranno possibili disagi per le linee di bus 077, 218, 702, 764, 767 e 768, in servizio a Roma sud nelle zone di Trigoria, Laurentina, Ardeatina, Cecchignola, Castel di Leva, Vigna Murata, Eur e Grotta Perfetta. 1 maggio 2008 - Apcom 1 MAGGIO/ MILANO, AL VIA "MAY DAY
PARADE", PARATA DEI PRECARI Milano, 1 mag. (Apcom) - E' partita pochi minuti dopo le 15,30 a Milano la "May Day Parade", manifestazione alternativa promossa dai Cub, sindacati di base e dall'associazione Chain Worker, che punta a sollevare il problema della precarietà e dei diritti dei lavoratori migranti con carri, musica e allegorie. Le organizzazioni stanno portando in piazza soprattutto i precari delle grandi catene commerciali e multinazionali. Camion e carri allegorici colorati, con amplificatori da cui parte musica a tutto volume, hanno invaso corso di Porta Ticinese: il corteo attraverserà poi il centro di Milano per concludersi davanti al Castello Sforzesco. Numerose le forze dell'ordine presenti lungo il percorso della parata, alla quale hanno aderito numerosi centri sociali milanesi e sindacati di base. Tra i temi al centro della manifestazione, oltre al tema della precarietà c'è anche la sicurezza sul lavoro, l'adeguamento dei salari al costo della vita e la protesta contro i Centri di permanenza temporanea. Uno dei sette carri che scandiscono il percorso del corteo porta anche le insegne "No Expo", come protesta contro l'esposizione universale che Milano ospiterà nel 2015. 1 MAGGIO/ A BOLOGNA NEGOZI APERTI,
LA CGIL CONTRO IL COMUNE Bologna, 1 mag. (Apcom) - Primo maggio con le sarracinesche alzate a Bologna e in città divampa la polemica tra i sindacati e il Comune, accusato di aver optato per i negozi aperti senza "un serio percorso di confronto". "Il Comune - accusa dalle colonne del Corriere di Bologna Ramona Campari , segretaria della Filcams Cgil - doveva avviare un serio percorso di confronto con noi sulla questione, ma la concertazione non si è fatta". "Che il Comune conceda deroghe in queste date - rincara Gianluca Taddia, Filcams - in queste date è uno sfregio assolutamente grave e politicamente inaccettabile". La Cgil punta il dito contro le aziende che decidono di tenere aperto, soprattutto grandi catene, ma anche contro "il Comune, colpevole di non aver rispettato la delibera regionale in materia", che impone la chiusura per dieci festività all'anno e tra queste annovera il 1 maggio, ma consente delle deroghe, a fronte di un percorso concertativo con i sindacati, nelle zone ad interesse turistico. E proprio sulla promozione del turismo in città si basa la difesa dell'assessore Cristina Santandrea: "Se si vuole che la nostra città abbia una vocazione turistica - sostiene - deve essere sempre aperta, anche durante le festività. Ricevo tante lamentele da chi viene in visita quando è festa. Mi piace pensare che proprio in questo giorno il lavoro sia su base volontaria e con una retribuzione congrua". Dura invece, proprio su quest'ultima affermazione dell'assessore la replica dei sindacati: "I turisti lavoratori che vengono a Bologna non si stupiranno di trovare i negozi chiusi. Oggi alla Coin" spiega Massimo Nannoni del Cub riferendosi alla grande boutique del centro sulle cui vetrine ieri è apparso un loro volantino con scritto 'Vergogna', "lavorano soprattutto i precari obbligati a venire: Molti hanno paura di non essere richiamati alla scadenza del contratto se non si presentano". 1 maggio 2008 - Corriere della Sera In centro In mattinata sfilano i
confederali, il pomeriggio i centri sociali Milano - Meno rischi sul lavoro, meno precariato, più
soldi in busta paga. Sono queste le istanze all'ordine del giorno del Primo Maggio di
oggi. 1 maggio 2008 - Corriere del Mezzogiorno Festa del Primo maggio BARI Nutrito il calendario degli appuntamenti in
Puglia per i festeggiamenti del Primo maggio. A Bari la giornata si aprirà con la
consegna delle «Stelle al merito del Lavoro», onorificenza conferita dal Presidente
della Repubblica. Alla Fiera del Levante (ore 10.30) 60 pugliesi saranno pronti a ottenere
il riconoscimento. Nel pomeriggio, a partire dalle 18, attività organizzate dalla camera
del lavoro provinciale: animazione per i più piccoli con Otto Panzer Show e i concerto
dei gruppi musicali Bread & Pussy, Mario Salvatore e i Drops. Gran finale alle 21.30
con il concerto di Peppe Barra. 1 maggio 2008 - Corriere di Bologna Aperti il primo maggio, la
Cgil contro il Comune Bologna - Sulle vetrine del Coin di via Ugo Bassi, il
volantino firmato dal sindacato Cub parla chiaro: «Primo maggio, la festa dei lavoratori,
il Coin rimane aperto. Vergogna». Gli addetti alle vendite della grande boutique a pochi
passi dalle Due Torri non sono i soli ad essersi alzati oggi per andare al lavoro, invece
di godersi il giorno di riposo che la ricorrenza imporrebbe. 1 maggio 2008 - EPolis Milano Festa dei lavoratori. Al mattino sfilano i confederali, poi sindacati di base e centri socialiDue manifestazioni per la città e al Mayday sorvegliati speciali De Corato: lungo il percorso 30 telecamere. Muhlbauer: il sindaco ascolti i giovani precari di Francesca Monti Milano - "Più reddito, più sicurezza" è lo slogan scelto questanno da Cgil, Cisl e Uil per il Primo Maggio. A Milano il corteo partirà alle 9.30 ai Bastioni di Porta Venezia fino ad arrivare a piazza Duomo. Dal palco parleranno i segretari generali Onorio Rosati, Fulvio Giacomassi, Walter Galbusera. Al termine dei comizi, nella Palazzina Liberty, in largo Marinai dItalia, alle 12.30 si terrà un concerto dellOrchestra Verdi. Le celebrazioni proseguiranno poi per tutta la giornata, fino alle 19, con una "risottata", un mercatino di prodotti solidali e naturali, unesposizione di stand di associazioni di volontariato, giochi per bambini e tanta musica. Alle 14.30 è prevista la cerimonia di intitolazione di un imponente cedro del Libano ai Caduti sul lavoro. Alla manifestazione dei sindacati confederali sarà presente il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati e anche Rifondazione comunista che parteciperà anche al corteo dei sindacati di base e i centri sociali. «È dunque necessario mobilitarsi contro le annunciate politiche del governo e le pretese della Confindustria, la centralità del lavoro va riconfermata con tutto il nostro impegno, va difesa la possibilità di crescita del sindacalismo di classe, e vanno difesi i sindacati oggi nel mirino del fronte padronale, reso più aggressivo dal successo della destra. Per queste ragioni, il primo maggio Rifondazione Comunista sarà presente ad entrambe le manifestazioni», ha affermato il segretario provinciale di Rc, Antonello Patta. Un corteo che preoccupa il vicesindaco De Corato che avvisa «Gli organizzatori possono dire quel che vogliono. Ma delle loro assicurazioni, che non ci saranno scritte sui muri o atti di vandalismo, poco ci fidiamo. Perchè, visti i precedenti, è difficile garantire per 50mila persone, molte delle quali abituate a questo malcostume». «Lungo tutto il percorso e nelle aree limitrofe - spiega De Corato - vigileranno gli occhi di almeno 30 telecamere: 13 controlleranno la sfilata del mattino, da corso Venezia al Duomo, e 16 quella del pomeriggio da piazza XXIV maggio al Castello. Ma per incastrare imbrattatori alle proprie responsabilità, la polizia municipale effettuerà anche delle riprese prima e dopo il corteo su entrambi i lati del tragitto. L'anno scorso il centro di Milano è stato ostaggio di 6mila manifestanti che hanno trasformato il Mayday Parade in uno "Sprayday parade". Il reparto radiomobile ha infatti registrato centinaia di scritte su case, banche ed esercizi pubblici, il cui rapporto è stato inviato alla Procura». I malintenzionati sono avvisati. Pronta la risposta di Luciano Muhlbauer, consigliere regionale Prc: «Il sindaco ascolti i giovani precari, invece di farli insultare dal suo vice. Prima del 25 aprile De Corato annunciò che ben 900 telecamere avrebbero ripreso l'esercito di "imbrattatori" calati a Milano. Stando ai fatti, risulta che tutto questo dispiegamento di forze ha portato alla denuncia di ununica persona». 1 maggio 2008 - Il Resto del Carlino Bologna. PIU che gli autobus, a essere roventi... Bologna - PIU che gli autobus, a essere roventi, soprattutto destate, sono le strade. Ma non sufficientemente calde da giustificare linstallazione di docce negli spogliatoi degli accertatori della sosta dellAtc, che pattugliano le vie per sanzionare chi parcheggia lauto senza pagare la sosta. Per loro dunque niente docce. Almeno in assenza «di analisi e monitoraggio scrive il governatore Vasco Errani con decreto presidenziale della specifica esposizione degli operatori» che «riconducano a condizioni lavorative caratterizzate da particolari e specifici carichi termici tali da costituire i presupposti di fatto idonei allinquadramento di detti lavoratori, e delle conseguenti lavorazioni, tra quelle per le quali è prevista linstallazione delle docce stesse». LA PRESCRIZIONE dellAusl, che vorrebbe le docce per gli accertatori della sosta e che riguarda anche i temi del rumore e dellinquinamento ambientale, viene affossata da viale Aldo Moro. Le norme in materia, riferisce la Regione, «prevedono infatti lobbligo di installare le docce negli spogliatoi nei casi in cui siano previste attività insudicianti o che rendano impraticabile lutilizzo di un indumento personale dopo il lavoro, condizioni che non rincorrono nei casi in esame», quelli degli ausiliari del traffico in forza all'Atc. Di tuttaltro avviso le Rappresentanze sindacali di base (Rdb). « Questi lavoratori incalza Italo Quartu (Rdb) , a differenza di Errani non si possono permettere la giacca e la cravatta e lufficio climatizzato; svolgono il loro lavoro per strada e come dispone anche l'Ausl devono potere fare la doccia al termine del turno di lavoro e ruotare fra le varie zone di sosta per ridurre lo stress da inquinamento e rumore». La casbah si mobilita contro gli sfratti «Pronti a resistere» Bologna STALINGRADO- GLI INQUILINI della casbah di via Stalingrado non sono disposti a lasciare senza colpo ferire gli appartamenti che occupano attualmente. Da quando è stato firmato lultimatum del Comune a 22 famiglie, affinché liberino le abitazioni entro 90 giorni, sono comparsi alle finestre striscioni e bandiere del sindacato di base Rdb, che ha preso la testa degli ex assegnatari, le cui concessioni sono scadute nel 2007. «AVREMO un incontro con il Comune il prossimo 9 maggio spiega Lidia Triossi, rappresentante di Asia-Rdb e in quella data verificheremo la possibilità di una soluzione condivisa da inquilini e Comune. Il nostro obiettivo è che ognuno degli attuali abitanti della struttura di via Stalingrado trovi unabitazione compatibile col proprio reddito e la propria situazione familiare, mentre finora il Comune ha lasciato intendere che queste persone debbano rivolgersi al mercato privato». Alla casbah, storica struttura per laccoglienza degli stranieri, «ci sono 26 famiglie e 19 singoli», ricorda Lidia Triossi. Non tutti però sono stati destinatari delle diffide, spedite in due riprese da Palazzo dAccursio: «Sono state firmate prima del 21 aprile perché, entro tale data, ci sarebbe stata per le famiglie la possibilità di avere 14 punti nella graduatoria Erp. La graduatoria definitiva non è stata ancora ufficializzata ma secondo le nostre valutazioni sei nuclei dovrebbero ottenere lassegnazione di un appartamento Acer; ne restano ancora fuori una ventina e per loro è partita la scadenza dei 90 giorni senza alcuna garanzia. Dopo di che, lamministrazione potrebbe procedere coattivamente». PER RDB, nel corso della trattativa «deve essere bloccata qualunque iniziativa di sgombero: la volontà di trovare una soluzione esiste da tutte le parti, ma il problema è quale». E se, trascorsi i tre mesi, non si arrivasse a un accordo e partisse lesecuzione coatta dei provvedimenti? «Speriamo di non trovarci in questa situazione conclude Lidia Triossi ma di certo non faciliteremo unazione che fa finire delle famiglie in mezzo a una strada».(e.b.) Ferrara. E LA FESTA DEL LAVORO, ma anche... Ferrara - E LA FESTA DEL LAVORO, ma anche loccasione per ricordare «che di lavoro si muore troppo spesso». Così Rifondazione ha organizzato, in occasione del 1° Maggio, una manifestazione di forte valenza simbolica: oggi dalle 9.30 alle 12, attorno al Castello, saranno posizionate circa 350 sagome in cartone ad altezza duomo, per ricordare «il numero sbalorditivo e crudele di infortuni mortali che, dallinizio del 2008, si sono registrate nei cantieri e nei posti di lavoro. Si tratta di unautentica emergenza sociale spiegano i promotori delliniziativa, tra cui la federazione giovanile del Prc , che si lega allaltra piaga del precariato ed alla svalutazione dei salari». Nellambito della Festa del Lavoro, oltre alla manifestazione ufficiale in programma dalle 9.30 sul sagrato del Duomo, ed alle numerose iniziative in programma nel resto della provincia, prevista anche la mobilitazione dei sindacati di base. La Rdb-Cub effettuerà un volantinaggio dalle 9 alle 13 sotto il Vòlto del Cavallo, per «contrastare le politiche liberiste e porsi come unico punto di riferimento credibile per tutti i lavoratori che non si riconoscono più in chi ha... svenduto il 1° maggio». Sferzata non solo alle altre organizzazioni sindacali ma anche alle forze politiche «sia di destra che di centrosinistra si legge nel volantino che imitando le stesse politiche conservatrici degli avversari ha subito una disfatta elettorale». 1 maggio 2008 - La Repubblica Nella città vecchia la
manifestazione-clou organizzata oggi dai sindacati per la festa Bari - Sarà piazza del Ferrarese il quartiere generale del
Primo maggio barese. Ad animare la festa del lavoro sarà, in serata, l´attore Beppe
Barra. Ciliegina sulla torta di una giornata di musica e riflessione a nella cornice di
Bari vecchia. Si comincia dalla mattina con diversi stand informativi. Poi a partire dalle
18 in piazza del Ferrarese sarà festa: prima con lo spettacolo per bambini "Otto
Panzer show", poi con l´esibizione di alcuni gruppi musicali: i Drops, il cantante
napoletano Mario Salvatore e Bread & Pussy. 1 maggio 2008 - Tuttoggi 1° MAGGIO, FESTA DEI LAVORATORI: Spoleto - Oggi è la Festa dei Lavoro, il giorno forse più importante per fare il punto della situazione, una riflessione sul reale stato delle condizioni dei lavoratori. A Spoleto sono previste due manifestazioni. La prima alle 10 in Piazza della Libertà organizzata dalla Rdb. La seconda alle 11 in Piazza del Mercato predisposta da Cgil, Cisl e Uil che vedrà la partecipazione del segretario generale Cgil Manlio Mariotti (aprirà i lavoro Giancarlo Antonini della Cisl). Alle 16 al Civico San Nicolò previsto un pomeriggio di musica, danze e spettacoli per i più piccini con buffet gratis per tutti. In Italia la si festeggia dal 1891 (ad eccezione del ventennio fascista che la fece coincidere con il 21 aprile per il Natale di Roma), ovvero da ben 117 anni. Due anni in più per molti Paesi Europei (la festività fu introdotta dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889), mentre in Canada dal 1894. Negli Stati Uniti la Festa viene fatta risalire ad una manifestazione organizzata dai Knights of Labor nel 1882. Tuttoggi.info per la prima volta dal suo lancio del 19 settembre scorso e rispettando il vlore di questa festa, ferma le sue pubblicazioni che riprenderanno con regolarità dalle 8 di domani. Eventuali aggiornamenti dell'informazione verranno pubblicati solo se aventi carattere di eccezionalità. Il nostro pensiero ai familiari delle tante, troppe morti nei luoghi di lavoro. L'augurio a tutti coloro che sono in cerca di un posto di lavoro, ai precari ma anche a chi invece ha la fortuna di esser occupato. 1 maggio 2008 - Provincia Pavese Patto con i precari A Valenza
risolto il caso dellUspidalì VALENZA - Ieri mattina la giunta comunale ha ratificato
laccordo stabilito con i lavoratori precari della casa di riposo LUspidalì di
Valenza. Il patto, oltre ad aver stabilizzato 8 lavoratori, prevede che gli altri addetti
siano presi in carico da unagenzia di somministrazione del lavoro, alle stesse
condizioni attuali; nel frattempo si studieranno soluzioni definitive. «Sono
assolutamente soddisfatto dellesito della vicenda. Abbiamo ottenuto un ottimo
risultato che soddisfa tutti, lavoratori, sindacati e soprattutto gli anziani ospiti delle
due strutture», è il commento del sindaco Gianni Raselli. Lultimo incontro tra le
parti è avvenuto lunedì scorso. «Abbiamo lavorato in un clima di grande collaborazione
- afferma Maria Maddalena Griva, vicesindaco e assessore alle Politiche socioassistenziali
- Se si pensa al clima di partenza, è stato un grande passo in avanti. La soluzione
scelta è quella più semplice e fattibile allo stato attuale della cose. È una soluzione
ponte e ora lamministrazione si impegnerà a trovarne una definitiva. Sarà davvero
un primo maggio di distensione e vicino ai lavoratori». 1 maggio 2008 - Il Messaggero Pesaro. «Non possiamo permettere che il ripetersi delle violenze neofasciste... Pesaro - «Non possiamo permettere che il ripetersi delle violenze neofasciste a Pesaro e provincia venga derubricato al rango di fenomeno sociale da ragazzate giovanili, perchè questi tentativi incendiari sono guidati dall'odio ideologico e dall'intolleranza». Sul preoccupante episodio della molotov lanciata contro il centro sociale Oltrefrontiera a Pesaro, intervengono varie associazioni culturali e sindacali, da Allp, Associazione Lavoratrici Lavoratori Pesaresi, Anpi, Alternativa Libertaria, AltraScuola, Nuovomondo, Sacco&Vanzetti, Cib-Unicobas, Movimento di Cooperazione Educativa, RdB/Cub e Resistenza Solidale. Che lanciano un appello «affinchè si alzi alta la protesta e l'indignazione di tutti». «Questa città - continuano - deve reagire al tentativo di farla sprofondare nell'indifferenza e nella sottovalutazione di un pericolo. La molotov poteva mandare a fuoco anche il centro sociale degli anziani». «Nel caso migliore, comunque, un avvertimento di stampo mafioso, lanciato da chi punta ad alimentare uno stato di insicurezza che scatena i soloni pronti a far resuscitare "opposti estremismi" mettendo sullo stesso piano scritte murali con attentati incendiari». 1 maggio 2008 - Il Mattino SANTA MARIA. Gli ausiliari della sosta entrano in sciopero... SANTA MARIA - Gli ausiliari della sosta entrano in sciopero. Dopo aver dato vita nelle settimane scorse ad uno stato di mobilitazione permanente con manifestazioni organizzate su tutto il territorio, ieri mattina i 30 dipendenti della "PIccola cooperativa sociale parcheggiatori sammaritani" hanno proclamato un'intera giornata di astensione dal lavoro: il 14 maggioprotestare contro la decisione dell'azienda di diminuire l'orario di lavoro. Il provvedimento sarebbe stato motivato dai vertici aziendali in ragione delle difficoltà di mercato incontrate nell'ultimo periodo, ma per i dipendenti questo equivale comunque ad una sensibile riduzione della retribuzione. Lo stato di agitazione, cominciato il 17 aprile, non ha prodotto alcun risultato. Da qui la decisione di proclamare una giornata di sciopero. I lavoratori, sostenuti in questa vertenza dalla confederazione unitaria di base (Cub), chiedono il ripristino reale dei livelli orari lavorativi come sanciti dalle prescrizioni contrattuali (ossia 40 ore settimanali) e l'inquadramento contrattuale reale a tempo pieno per tutti i lavoratori che attualmente sono impiegati part time. 1 maggio 2008 - Il Giornale Linee periferiche, sciopero rinviato al 22 Roma - È stato rinviato al 22 di questo mese lo sciopero, inizialmente previsto per lunedì prossimo 5 maggio, indetto dal sindacato di base Cub nella società Tevere Tpl S.c.a.r.l., gestore delle linee periferiche e ultra-periferiche della città. A comunicare il differimento è stato lo stesso sindacato con una nota. Lagitazione di giovedì 22 sarà sempre di quattro ore, dalle 9 alle 13, e coinvolgerà 6 collegamenti della Tevere. In dettaglio, saranno possibili disagi per le linee di bus 077, 218, 702, 764, 767 e 768, in servizio a Roma sud. 1 maggio 2008 - La Nazione SINDACATO. Comune, Puccioni alla guida delle Rsu Pistoia - LE RSU del Comune di Pistoia hanno un nuovo coordinatore. E Michele Puccioni della Cgil (funzione pubblica), tecnico dei lavori pubblici in municipio, che ieri mattina è stato eletto allunanimità dai 14 rappresentanti delle altre liste sindacali: Cisl, Uil, Rdb, Sindacato autonomo polizia municipale e la stessa Cgil. Il voto rappresenta una ricucitura fra i sindacati dopo lo strappo delle settimane scorse, seguito alle dimissioni di Enrico Miniati (eletto con i soli voti Cgil) ed alluscita di altri tre membri delle Rsu. «La mia elezione all'unanimità osserva Puccioni è il frutto di una rinnovata volontà di soluzione dei problemi. La mia azione sarà improntata ad una gestione serena ed unitaria che abbia come unico scopo quello della tutela dei lavoratori. E' auspicabile che le differenze emerse con l'amministrazione vengano rapidamente superate». «E UN PASSO importante commenta Franco Bugelli, responsabile provinciale enti locali della Uil Lelezione allunanimità e la ritrovata unità sindacale ci consentiranno di portare avanti insieme le prossime importanti battaglie che ci attendono. A cominciare da quella sul piano delle assunzioni». «L'elezione all'unanimità sottolinea la Cgil restituisce serenità alla rappresentanza unitaria dei lavoratori del più importante ente locale del territorio, alla vigilia di un'importante sessione di trattative con l'amministrazione sul fabbisogno del personale e delle dotazioni organiche». Secondo Andrea Matteini, leader della Funzione Pubblica Cgil «questo atto mette fine a polemiche e incomprensioni esagerate. Il ricreato clima unitario deve preludere ad una rapida chiusura dell'accordo sul fabbisogno triennale del personale, reso ancor più necessario dai preoccupanti segnali di restrizioni sulle assunzioni nel pubblico impiego preannuncite dal nuovo premier in pectore». s.t. |