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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 30 aprile 2008

30 aprile 2008 - Ansa

PRIMO MAGGIO: RDB-CUB, NON MEDAGLIE,PIÙ CONTROLLI SICUREZZA

(ANSA) - ROMA, 30 APR - «I monumenti non servono, e neanche le medaglie. Il problema della sicurezza va affrontato seriamente, a partire da una modifica di un modello di sviluppo distorto, basato sulla massima flessibilità, sulla riduzione di costi per la prevenzione, su incrementi degli orari lavorativi e dei tempi di produzione, sul peggioramento della qualità della vita di chi lavora». Lo afferma Daniela Mencarelli, della Direzione nazionale RdB-CUB pubblico impiego, alla vigilia della cerimonia di conferimento delle onorificenze 'Stella al merito del lavorò e dell'inaugurazione del monumento alle vittime sul lavoro che si terranno domani, primo maggio, di fronte alla Direzione Generale dell'Inail. «Formazione e informazione sono importanti ma non sufficienti a porre fine alla mattanza continua nei luoghi di lavoro - prosegue Mencarelli in una nota - senza contare che l'Inail stesso non utilizza neanche completamente tutte le risorse stanziate in bilancio in materia di prevenzione. Bisogna innanzi tutto intensificare i controlli, incrementando il numero delle ispezioni, e non come richiede Confindustria modificare le già annacquate norme contenute nel nuovo Testo Unico sulla sicurezza».

LAVORO: BRINDISI,SCIOPERO VIGILI DEL FUOCO CONFASL E RDB-CUB

(ANSA) - BRINDISI, 30 APR - Uno sciopero di quattro ore è stato indetto questa mattina fino alle 14 dai sindacati Confsal e Rdb Cub dei vigili del fuco di Brindisi. Fatte salve le emergenze che possono verificarsi sul territorio brindisino, i lavoratori si asterranno dal lavoro per protestare - rendono noto i sindacati - contro «la scarsa collaborazione con il comando provinciale». Al centro della questione ci sono alcuni trasferimenti del personale dei vigili del fuoco di Brindisi, come quelli decisi nei distaccamenti di Ostuni e di Francavilla Fontana, contestati dai sindacati. I sindacalisti lamentano anche alcune questioni legate al sistema organizzativo interno dello stesso comando.

PRIMO MAGGIO: A MODUGNO TESTIMONIANZE LAVORATORI PRECARI

(ANSA) - MODUGNO (BARI), 30 APR - Alcuni lavoratori precari porteranno la loro testimonianza nel corso della manifestazione che la Cub (Confederazione unitaria di base) organizza domani primo maggio, in occasione della Festa dei lavoratori, in piazza Garibaldi, a Modugno, a partire dalle 18. Sono previsti - informa una nota - mostre fotografiche, musica dal vivo e dibattiti. Parteciperanno il coordinatore nazionale della Cub, Pier Girogio Tiboni, il docente universitario Nico Perrone, il presidente dell'Associazione 12 giugno 2003 di Taranto, Cosimo Semeraro. Per la Cub, sindacato di base, «è arrivato il momento che i lavoratori tornino in piazza per contrastare gli omicidi sul lavoro, il lavoro precario, i bassi salari, l'aumento indiscriminato dei prezzi e la sempre più iniqua distribuzione della ricchezza». «Il primo maggio - si conclude nella nota - torni ad essere giornata di festa dei lavoratori e giornata di lotta per la loro dignità e i loro diritti».


30 aprile 2008 - Agi

PORTI: ACCORDO FEDERAZIONE TRASPORTI RDB-CUB E TERMINAL TRIESTE

(AGI) - Trieste, 30 apr. - Accordo tra l'organizzazione sindacale di base e i rappresentanti di Trieste Marine Terminal (TMT) Spa. La schiarita si e' profilata con le modifiche migliorative sul contratto integrativo richieste dai lavoratori, che "a fronte di una elevata professionalita' e preparazione individuale - come sottolinea una nota della Federazione Trasporti delle Rdb - avevano in precedenza bocciato e contrastato a stragrande maggioranza l'ipotesi di accordo sottoscritta il 24 gennaio dalle altre organizzazioni sindacali. Le novita' piu' rilevanti riguardano: la validita' della parte economica dell' accordo, che e' stata ridotta da 4 a 2 anni ed il cui confronto iniziera' gia' a partire dal mese di novembre 2008; le franchigie del premio di produttivita' che vengono aumentate con la garanzia per il personale operativo del 100% del premio con assenze mensili di 6 giornate e il 50% del premio con assenze mensili di 8 giornate; la garanzia di una pausa fisiologica, ogniqualvolta l'operatore ne ravvisi la necessita', con l'attivazione di uno o piu' colleghi in funzione "jolly"; la rotazione effettiva del personale su tutti i mezzi operativi; l'applicazione di un nuovo grafico delle turnazioni "roster", che annulla il precedente; la flessibilita' della turnazione, che rimane su base volontaria e la cui applicazione potra' avvenire a partire dal 16 agosto. La Federazione Trasporti delle Rdb-Cub giudica positivamente il risultato conseguito con la firma dell' accordo che "oltre a rispondere positivamente alle giuste aspettative dei lavoratori, consente a Tmt Spa di guardare serenamente al futuro sviluppo dei traffici nel porto di Trieste". La firma dell' accordo consentira' inoltre ai lavoratori - che si sono organizzati con il Sindacato di Base - di proseguire in un percorso di costruttivo confronto con la Societa', sui futuri tavoli di trattativa".


30 aprile 2008 - Dire

TRASPORTI. SCIOPERO TEVERE TPL RINVIATO AL 22 MAGGIO

(DIRE) Roma, 30 apr. - E' stato rinviato al 22 maggio lo sciopero, inizialmente previsto per lunedi' 5 maggio, indetto dal sindacato di base Cub nella societa' Tevere Tpl, gestore delle linee periferiche e ultra-periferiche della citta'. A comunicare il differimento e' stato lo stesso sindacato con una nota. L'agitazione di giovedi' 22 sara' sempre di quattro ore, dalle 9 alle 13, e coinvolgera' 6 collegamenti della Tevere. In dettaglio, saranno possibili disagi per le linee di bus 077, 218, 702, 764, 767 e 768, in servizio a Roma sud nelle zone di Trigoria, Laurentina, Ardeatina, Cecchignola, Castel di Leva, Vigna Murata, Eur e Grotta Perfetta.

ATC BOLOGNA. PROBLEMA DOCCE C'E', MA PER ACCERTATORI SOSTA
REGIONE E AZIENDA PUNTUALIZZANO; LE RDB INVECE SI ARRABBIANO

(DIRE) Bologna, 30 apr. - Piu' che gli autobus, a essere "roventi", soprattutto d'estate, sono soprattutto le strade di Bologna. Ma non sufficientemente calde da giustificare l'installazione di docce negli spogliatoi degli accertatori della sosta dell'Atc che pattugliano le vie per sanzionare chi parcheggia l'auto senza pagare la sosta. Per loro dunque, e non per gli autisti dei bus, niente docce. Almeno in assenza "di analisi e monitoraggio- scrive il governatore Vasco Errani nel decreto presidenziale- della specifica esposizione degli operatori", che "riconducano a condizioni lavorative caratterizzate da particolari e specifici carichi termici tali da costituire i presupposti di fatto idonei all'inquadramento di detti lavoratori, e delle conseguenti lavorazioni, tra quelle per le quali e' prevista l'installazione delle docce stesse". Regione Emilia-Romagna e Atc, con due distinte note, precisano i soggetti protagonisti della questione delle docce (il decreto di Errani, "riguarda- si legge in un comunicato- gli operatori Atc addetti al controllo delle auto in sosta o in transito nelle corsie preferenziali", e pertanto non sono, sottolinea Atc, "oggetto del decreto ne' i conducenti dei bus, ne' i mezzi"), e confermano l'esistenza del problema. La prescrizione dell'Ausl, che vorrebbe le docce per gli accertatori della sosta, e che riguarda anche i temi del rumore e dell'inquinamento ambientale, viene affossata da viale Aldo Moro. Le norme in materia, riferisce la Regione, "prevedono infatti l'obbligo di installare le docce negli spogliatoi nei casi in cui siano previste 'attivita' insudicianti' o che rendano 'impraticabile l'utilizzo di un indumento personale dopo il lavoro', condizioni che non rincorrono nei casi in esame", quelli degli ausiliari del traffico in forza all'Atc. Di tutt'altro avviso le Rappresentanze sindacali di base (Rdb). "Gli autisti, e gli operatori di sosta- afferma Italo Quartu (Rdb)- hanno il diritto ad avere cio' che la Ausl ha prescritto, visto che il loro lavoro si svolge in un ambiente, la citta' di Bologna, dove l'inquinamento da polveri sottili e benzene e' ormai fuori controllo". Purtroppo, prosegue Quartu, "questi lavoratori, a differenza di Errani non si possono permettere la 'giacca e la cravatta' e l'ufficio climatizzato; svolgono il loro lavoro per strada e come dispone anche l'Ausl devono potere fare la doccia al termine del turno di lavoro e ruotare fra le varie 'zone di sosta' per ridurre lo stress da inquinamento e rumore". E il sindacalista rivolge l'invito al numero uno di viale Aldo Moro e alla Giunta "a stare una giornata in giro per il centro storico, in luglio-agosto a fianco di un autista o di un accertatore alla sosta. Poi- conclude Quartu- ne riparliamo".


30 aprile 2008 - Adnkronos

ROMA: ATAC, RINVIATO SCIOPERO TEVERE TPL PREVISTO PER LUNEDI'
L'AGITAZIONE DEL CUB E' STATA DIFFERITA AL 22 MAGGIO E SARA' DALLE 9 ALLE 13

Roma, 30 apr. - (Adnkronos) - E' stato rinviato al 22 di questo mese lo sciopero, inizialmente previsto per lunedi' prossimo 5 maggio, indetto dal sindacato di base Cub nella societa' Tevere Tpl Scarl, gestore delle linee periferiche e ultra-periferiche di Roma. Lo riferisce l'Atac. A comunicare il differimento e' stato lo stesso sindacato con una nota. L'agitazione di giovedi' 22 maggio sara' sempre di quattro ore, dalle 9 alle 13, e coinvolgera' 6 collegamenti della Tevere. In dettaglio, saranno possibili disagi per le linee di bus 077, 218, 702, 764, 767 e 768, in servizio a Roma sud nelle zone di Trigoria, Laurentina, Ardeatina, Cecchignola, Castel di Leva, Vigna Murata, Eur e Grotta Perfetta. Tutte le informazioni al numero di Atac spa 06 57003, operativo dal lunedi' al sabato (festivi esclusi) dalle 8 alle 20 e sul sito Internet www.atac.roma.it.


30 aprile 2008 - Omniroma

TRASPORTI, ATAC: «RINVIATO SCIOPERO TEVERE TPL»

(OMNIROMA) Roma, 30 apr - «È stato rinviato al 22 di questo mese lo sciopero, inizialmente previsto per lunedì prossimo 5 maggio, indetto dal sindacato di base Cub nella società Tevere Tpl S.c.a.r.l., gestore delle linee periferiche e ultra-periferiche della città. A comunicare il differimento è stato lo stesso sindacato con una nota. L'agitazione di giovedì 22 sarà sempre di quattro ore, dalle 9 alle 13, e coinvolgerà 6 collegamenti della Tevere. In dettaglio, saranno possibili disagi per le linee di bus 077, 218, 702, 764, 767 e 768, in servizio a Roma sud nelle zone di Trigoria, Laurentina, Ardeatina, Cecchignola, Castel di Leva, Vigna Murata, Eur e Grotta Perfetta». Lo comunica, in una nota, Atac spa.


30 aprile 2008 - Brindisi TG24

SCIOPERO VIGILI DEL FUOCO CONFASL E RDB-CUB

Brindisi - Uno sciopero di quattro ore è stato proclamato questa mattina fino alle 14 dai sindacati Confsal e Rdb Cub dei vigili del fuco di Brindisi. Il tutto, naturalmente, fatte salve le emergenze che possono verificarsi sul territorio brindisino. I sindacati lamentano una scarsa collaborazione con il comando provinciale ed al centro della questione ci sono alcuni trasferimenti del personale dei vigili del fuoco di Brindisi come nei distaccamenti di Ostuni e di Francavilla Fontana contestati dai sindacati. Le sigle che hanno organizzato lo sciopero lamentano anche alcune questioni legate al sistema organizzativo interno dello stesso comando. I rappresentanti sindacali sottolineano poi come si è giunti allo sciopero al termine del fallimento della discussione di questi argomenti con i rappresentanti dei vigili del fuoco.


30 aprile 2008 - Liberazione

Milano, la parade degli anti-precarietà e sindacati di base Fra ricatto e consenso?
Let's May Day: 1° Maggio di festa, cospira e lotta
di Claudio Jampaglia

Milano - Alle ultime riunioni i carri sono lievitati a 35 e le diverse associazioni, d'affinità e di quartiere, dei migranti hanno preso la testa del corteo. Senza discussioni, naturalmente. Così, dopo averli cercati e conosciuti si sono auto-organizzati (da Bologna, Milano, Brescia, Torino) e la May Day numero "8" sarà nel loro segno: "migrariato". E come sempre la metafora diventa globale. Non solo per l'elenco di date "euro" (da Berlino a Madrid, Helsinki, Vienna e altre 12 città) e "trans" con il ponte Tokyo (Osaka e altre quattro tappe nipponiche) San Francisco (e Washington), ma soprattutto per il tema che dai "janitors for justice" californiani - i lavoratori in prevalenza ispanici del settore delle pulizie, da anni punta avanzata del movimento di rivendicazione sindacale e civile Usa - arriva alle "badanti" di casa nostra, perché contratto di lavoro e permesso di soggiorno sono doppia precarietà, crudele, ancor più se indissolubilmente legata. Naturale per il composito gruppo di lavoro della "parade" del primo maggio milanese, meno ovvio dati i tempi. Come dire: chiudere i Cpt, reddito per tutti/e, case, salute istruzione gratuiti e permesso di soggiorno per tutti/e.
E così, carri, spettacoli teatrali sulla sicurezza del lavoro (con il gruppo "le Lumache"), decine di dee-jay, bande e performers e decine di migliaia di (r)esistenze si prenderanno Milano, da Piazza XXIV Maggio al Castello Sforzesco nel pomeriggio di giovedì, disseminando tasselli di un vero puzzle (i pezzi in distribuzione ai carri) che mischia tutto ciò che in quest'anno ha contraddistinto la "cospirazione precaria": vertenze reali (e vittoriose) come quella delle lavoratrici Sea di Malpensa, i sempreverdi call-center con in prima fila gli esternalizzati Wind, il bubbone Esselunga (sarà distribuito ai consumati-lavoratori una "Precarity Card"), con nuovi orizzonti del conflitto come Expo 2015, il "mostro" bipartisan benedetto da Cgil-Cisl-Uil che si mangerà terreni agricoli, viabilità e vite, per sputare fuori tonnellate di cemento, cantieri e migliaia di "posti di lavoro" da hostess e accompagnatore. Cosa lascerà sul territorio? Basta farsi un giro nelle città che l'hanno già vissuta… E ancora i precari del tempio dell'arte (la Scala di Milano, con quasi il 40% di intermittenti ormai decennali) insieme a nuovi schiavi del cognitariato, giornalisti, grafici e diplomati di ogni infingarda professione a ritenuta d'acconto (in strada sarà distribuita una "free press" sovversiva, "City of Gods", alla sua quinta apparizione). E poi una proposta di "long long May Day" per continuare con la teoria e le pratiche ovvero "dall'accumulazione precaria tra ricatto e consenso" (l'analisi) alla "idea di un nuovo Welfare" (continuità di reddito, garanzie sociali e tutto quello a cui la separazione tra lavoro e società praticata da politica e sindacati - ma non dalle imprese - non riesce a rispondere). E se proprio siete allergici ormai ad ogni riflessione c'è sempre il "Cash & Crash": cause legali contro l'abuso dei contratti atipici, per rivendicare "cash" (il denaro), e azioni che rovinano in modo irreparabile l'immagine dell'impresa, generando "crash" (lo scontro). Toccargli portafoglio e l'immagine.
Il catalogo più o meno è questo, perché "la precarietà picchia duro" e la festa "divertiti, capisci, cospira, agisci" pensata per scuotere l'ingessata "festa del lavoro" da qualche collettivo postfordista più avveniristico e sindacati di base (Cub e Sdl), è ormai la metafora di tutto il resistere e rilanciare possibile. E San Precario sia con voi.


30 aprile 2008 - Il Manifesto

San Precario Corteo a Milano e in contemporanea in mezzo mondo. Dopo due anni di cocenti delusioni e la mazzata elettorale
Mayday Parade, un primo maggio precario e migrante
di Mariangela Maturi

Milano - Miracolo (neanche a dirlo, di San Precario), o tradizione ormai consolidata. Nonostante la debacle elettorale, e nonostante il governo Prodi abbia driblato il tema della precarietà, la MayDay Parade anche quest'anno c'è. E non è solo questione precaria. La rete dell'Euromayday supera i confini e si dedica ai migranti.
I protagonisti questa volta sono le persone che attraversano paesi e disavventure per vivere intorno a noi, per lavorare e raccontare la loro storia, la paura, le minacce di essere ancora confinati in una realtà di sfruttamento, lavoro nero, espulsioni e razzismo. Non male, in un paese come il nostro, dove il tema sicurezza anti-stranieri viene strumentalizzato, a destra e a sinistra. Per non parlare della città di Milano dove gli sgomberi rom sono all'ordine del giorno. La Mayday 2008 chiede ai migranti l'onore e l'onere di aprire il corteo e lanciare lo slogan «no borders, no precarity» con la rete «cittadini di fatto» e altre associazioni. «Abbiamo anche organizzato un collegamento con San Francisco e Washington - dice Frenchi di Chainworkers - per condividere questo pomeriggio con i migranti che il primo maggio scendono nelle piazze americane».
Contemporaneamente a Milano si muovono altre città d'Europa e del mondo (per la prima volta anche Tokyo). L'appuntamento centrale è a Aachen (Aquisgrana) dove, in opposizione all'incoronazione di Angela Merkel come «politica europeista dell'anno», la rete dell'Euromayday si incontra per marcare la distanza tra la dimensione politica e la realtà di chi arriva a stento a fine mese. In Italia (si manifesta anche a Napoli e Palermo) la nota dolente è ben altra: il governo di centrosinistra, votato da tanti precari, dopo due anni non ha mantenuto gli impegni e non ha neppure lontanamente posto in discussione la legge 30. E ora al governo c'è chi consiglia alle giovani precarie un buon matrimonio d'interesse. A proposito, tra i 30 carri milanesi c'è anche quello delle precarie vestite da sposa, consapevoli che l'alternativa alle nozze con Piersilvio sia un licenziamento senza buonuscita per chi rimane incinta. Ci sono anche i lavoratori dell'Esselunga (ancora in agitazione dopo la vergognosa vicenda della dipendente umiliata e picchiata), e i precari della rete «colsenter». C'è il carro della Cub «perchè è necessario amplificare l'attenzione sulla sicurezza, e dire basta ai 1300 morti per incidenti sul lavoro e ai 1300 morti per malattie».
La vittoria milanese dell'Expo 2015 comporta forti rischi di precarietà, per i lavoratori, per i cittadini e per l'ambiente. Luigia Pasi del Sindacato dei lavoratori (Sdl) propone di «fronteggiare un progetto che riverserà sulla città colate di cemento, disuguaglianza sociale, una nuova iniezione di lavoro precario e in nero». Un tema centrale per molti carri, in particolare per quello del comitato NoExpo (ospiti da La Fornace di Rho). Con loro altri centri sociali, la free press «City of God», i precari della Scala, e ciò che di precario sopravvive in città. Immancabile il gioco creativo: lungo il corteo si distribuiscono pezzi per comporre il «puzzle di san Precario». Ma non è tutto qui.
L'Euromayday prova ancora una volta a non esaurirsi in una sola bella giornata: si allunga e diventa Longmayday, con l'ambizione di proporre inziative e confronti per tutto l'anno. Un impegno gravoso e una sfida sempre più difficile, soprattutto ora che la sinistra è più debole che mai, i sindacati confederali sono sdraiati sul Pd di Ichino e il movimento milanese è in stand-by da troppo tempo. Un nuovo inizio?
Potrebbe. Se solo la sinistra politica, come si affanna a dire da un paio di settimane, cominciasse a prestare attenzione a ciò che si muove sul «territorio», e se l'apatia dei movimenti milanesi non verrà inghiottita dalla vetrina dell'Expo. Per ora si riaprono le danze, poi si vedrà.


30 aprile 2008 - Corriere della Sera

Domani Al mattino sfilano i confederali e nel pomeriggio Cub e centri sociali
Primo Maggio, cortei e musica «Sicurezza e difesa del reddito»
Concerto alla Palazzina Liberty con l'Orchestra Verdi Metropolitana, tram, bus e filobus circoleranno dalle 7 alle 20 seguendo l'orario festivo speciale
di Benedetta Argentieri Rita Querzé

Milano - Primo maggio per tutti i gusti. Classico: parata dei confederali da Porta Venezia a piazza del Duomo dietro lo striscione «Più reddito, più sicurezza », con discorsi dei segretari generali delle confederazioni davanti alla Madonnina. Precario: Mayday parade come ogni anno, nel pomeriggio, da piazza XXIV maggio a piazza Castello. Leggero: festa con musica e risottata organizzata, sempre nel pomeriggio, da Cgil, Cisl e Uil in largo Marinai d'Italia.
Il menù del primo maggio è condito anche quest'anno da una leggera salsa di polemiche. L'Udc contesta gli organizzatori della Mayday parade: «Abbiamo saputo che sfilerà anche il comitato No Expo. E' assurdo! — dice il capogruppo a palazzo Marino, Pasquale Salvatore —. Questa manifestazione è fuori dal tempo. Al massimo può essere inquadrata come un tentativo strumentale di regolare i conti a sinistra ».
Dal canto loro gli organizzatori della Mayday attaccano il Comune. «Il vicesindaco Riccardo De Corato non fa altro che mettere in allerta rispetto al rischio di scritte sui muri e atti di vandalismo quando i problemi all'ordine del giorno in questa città sono ben altri. E comunque le scritte non ci saranno», si accende Luigia Pasi dell'Sdl (Sindacato dei lavoratori) intercategoriale. Una stoccata va anche ai confederali: «Questa nuova iniziativa nel pomeriggio del Primo Maggio dimostra che Cgil, Cisl e Uil ci stanno rincorrendo — valuta Pasi —. Ma hanno il fiato grosso».
La festa in questione inizierà alle 12.30 alla Palazzina Liberty con un concerto dell'Orchestra Verdi. Poi risotto gratis per tutti e pomeriggio nel prato di largo Marinai d'Italia. Animazione per i bambini e poi musica, dal rock al liscio. Alle 14.30 un cedro del Libano sarà intitolato ai Caduti sul lavoro.
In contemporanea con la festa popolare dei confederali, partirà la sfilata dei carri della Mayday parade. I cavalli di battaglia saranno la difesa del lavoro migrante e la contestazione dell'Expo. Oltre alle rivendicazioni di maggiore sicurezza sul lavoro. «Vogliamo urlare a tutti il nostro "no" alla città vetrina soprattutto in vista dell'Expo » spiega Luigia Pasi.
In corteo ci saranno i sindacati di base (Sdl intercategoriale, Cub) insieme con centri sociali e mondo antagonista. Attese 50 mila persone che partiranno da piazza XXIV maggio alle 15 per arrivare in porta Ticinese. Il centro sociale Sos Fornace e il comitato No Expo hanno organizzato la loro manifestazione alla nuova Fiera di Rho.
Per finire, i mezzi pubblici. Il Primo Maggio, metropolitana, tram, bus e filobus circoleranno dalle 7 alle 20 seguendo un orario festivo speciale. Nei giorni del ponte, orario del sabato per il 2 e il 3 maggio e consueto servizio della domenica per il 4. Sospesi nella notte tra l'1 e il 2 maggio il Radiobus e il Bus by night. Pausa anche per il collegamento Cascina Gobba-ospedale San Raffaele. Molte rivendite di titoli di viaggio in questi giorni potrebbero essere chiuse: gli agenti di stazione sono autorizzati alla vendita dei biglietti.
La parata
Un'immagine dello scorso anno della parata dei confederali da Porta Venezia a piazza del Duomo, che si è conclusa con i discorsi di rito.


30 aprile 2008 - La Nuova Venezia

Zelarino. Nuovi orari dal 5 maggio: sparisce l’autobus 3 barrato
Braccio di ferro Actv-Cub, scioperi in vista
Intanto l’azienda di trasporti potenzia le linee per l’ospedale dell’Angelo

ZELARINO - Dal 5 maggio entrano in vigore i nuovi orari, ampliati, delle corse Actv per il nuovo ospedale dell’Angelo. Lo rende noto l’azienda di trasporto veneziana che conferma dal 5 maggio anche la soppressione delle corse della linea 3 barrata, che sarà sostituita dalle nuove H1, H2 e 80H, entrate in funzione a metà aprile. Man mano che procede il trasferimento dei reparti dall’ospedale Umberto I al nuovo nosocomio di Zelarino, Actv potenzia le corse del trasporto pubblico. Nel frattempo resta aperta la vertenza con il sindacato Rdb Cub, che minaccia altri scioperi nel settore automobilistico.
Al via le prime visite nei poliambulatori dell’ospedale dell’Angelo e da lunedì prossimo Actv amplia le corse dei bus diretti alla nuova struttura. Il potenziamento delle corse marcia di pari passo con il trasferimento di servizi e reparti ospedalieri dall’Umberto I di Mestre a Zelarino. Tra le novità, il definitivo addio alla linea 3 barrato. L’attivazione di queste corse e i nuovi turni sono al centro di una vertenza tra Actv e Rdb Cub che minaccia nuovi scioperi a metà maggio e stavolta di 24 ore se l’azienda non apre al confronto.
Linea 80H. La linea collega piazzale Roma all’ospedale attraversando via Libertà, S. Giuliano, via Forte Marghera, piazza XXVII Ottobre, via S. Pio X, via Torre Belfredo e via Castellana. Corse da Venezia dal lunedì al sabato dalle 8.25 alle 11.55 e dalle 14.55 alle 16.25 ai minuti 25 e 55 di ogni ora. Dall’ospedale dalle 8.55 alle 12.25 e dalle 14.25 alle 16.55 ai minuti 25 e 55 di ogni ora; altre corse alle 18.55 e 19.25 e solo al sabato, alle 17.25. Fermate da piazzale Roma a via Forte Marghera (via Hermada) solo per la salita dei passeggeri con unica discesa al capolinea dell’Ospedale (e viceversa).
Linee H1 e H2. La circolare H1 collega all’ospedale attraversando via Paccagnella, via Don Tosatto, via Don Peron, Terraglio, via Circonvallazione, via Piave, Stazione, via Cappuccina, via Gozzi, Corso del Popolo, piazza XXVII Ottobre, via Colombo, via S. Pio X, via Giuliani, via Torre Belfredo, via Castellana, via Don Giussani. Partenze dalla stazione alle 6.25 e 6.45. Dall’ospedale dalle 6.43 alle 18.23 (minuti 3 e 23). La linea H2 invece attraversa le vie Don Giussani, Castellana, Einaudi, S. Pio X, Colombo, piazza XXVII Ottobre, Corso del Popolo, Vempa, Stazione, Piave, Circonvallazione, Terraglio, Don Peron, Don Tosatto, Paccagnella. Partenze dalla stazione alle 6.35 e 6.55. Dall’ospedale dalle 6.53 alle 18.33 ai minuti 13, 33 e 53 di ogni ora.
Linea 80. Da lunedì anche alcune corse della linea 80 per Trivignano devieranno il percorso per servire l’ospedale. Gli orari: Venezia-Ca’ Lin (lunedì- sabato) alle 12.25, 12.55, 13.25, 13.55, 14.25, 16.55, 17.25, 17.55, 18.25 e 18.55. Venezia-Martellago alle 7.20. Venezia-Zelarino alle 7.55. Ca’ Lin-Venezia: alle 7.25 (non al sabato), 7.55 (non al sabato), 12.37, 13.07, 13.37, 17.37 e 18.07. Martellago-Venezia (da lunedì a venerdì) alle 17.


30 aprile 2008 - Il Piccolo

I dipendenti delle macchine gru per i container
Trieste Marine Terminal: accordo per l’integrativo
di Riccardo Coretti

TRIESTE I sindacati confederali hanno firmato un nuovo accordo per un integrativo economico fra Trieste Marine Terminal e i dipendenti impegnati sul Molo VII del Porto di Trieste. Dopo il precedente che aveva visto l’assemblea dei lavoratori bocciare l’accordo di fine gennaio, si pensa ora ad un referendum.
Si è chiusa ieri, dunque, un’altra parte della trattativa tra i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil e i vertici di Tmt in merito al trattamento economico e all’organizzazione del lavoro di chi opera alle macchine alle gru riservate alla movimentazione dei container.
In gran parte l’accordo ricalca la proposta precedente – nel frattempo valorizzata dalla statistica sulla produttività degli ultimi mesi - e si riferisce ad un aumento di circa 200 euro lordi al mese, suddivisi in 100 euro per un giorno di flessibilità alla settimane e in altri 100 legati alla produttività del terminal. La novità più rilevante riguarda però la validità dell’accordo stesso che sarà di quattro anni, ma che nella parte economica verrà ridiscusso a novembre.
Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, nella medesima serie di riunioni, sindacati e Tmt hanno anche messo a punto alcuni importanti dettagli rispetto alla normativa già seguita dal terminalista.
La prossima settimana l’accordo potrebbe essere sottoposto a referendum, un modo per verificare quanti sono i lavoratori che effettivamente si sentono rappresentati appieno dai sindacati confederali. La scelta però, potrebbe anche essere quella di un’altra assemblea. A fine gennaio i sindacati si erano detti «spiazzati» e «sconcertati» dalla decisione di respingere l’accordo, tornando così al tavolo della trattativa pur con margini ridotti per una nuova discussione.
Allora si era detto che «l’inesperienza di alcuni lavoratori» sarebbe stata la causa del rifiuto. Poi erano venuti l’incidente alla movimentazione ferroviaria, la discussione sulla sicurezza e lo sciopero che aveva avuto conseguenze gravi proprio sul terminal del Molo VII. «L’accordo raggiunto mi sembra ottimo anche perchè credo che si il massimo che l’azienda può offrire. Non vogliamo affossare il terminal per 20 euro» ha commentato ieri Rosario Gallitelli della Cisl, lanciando un chiaro messaggio ai lavoratori che non dovessero trovarsi d’accordo. Resta l’incognita delle Rappresentanze di base, dopo la scissione di alcune settimane or sono in conseguenza del fatto che non tutti i lavoratori dipendenti di Tmt si sentivano rappresentati da Cgil, Cisl e Uil.
Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro anche negli altri ambiti portuali, resta aperta una trattativa per stabilire regole generale applicabili a tutte le imprese e quindi alle cooperative che sono attive nello scalo. Un capitolo a parte sarà dedicato a coloro che operano con i carichi di caffè, forse una delle ultime tipologie di merce dove il lavoro manuale è preponderante e ha conservato le faticose caratteristiche di quello svolto nei decenni scorsi dai portuali. «Per ciò che riguarda l’organizzazione del lavoro – sottolinea Dean Novel, presidente della Cooperativa Primavera e rappresentante dei lavoratori nel Comitato portuale – è molto importante differenziare a seconda della tipologia di merce. Ma è soprattutto essenziale che abbia la necessaria esperienza chi è deputato all’organizzazione stessa o al controllo».


30 aprile 2008 - Il Giornale

Sei linee periferiche a rischio il 5 maggio

Roma - Lunedì 5 maggio è in programma uno sciopero di 4 ore, dalle 9 alle 13, indetto dal sindacato di base Cub e che riguarderà la società Tevere Tpl Scarl, gestore delle linee periferiche e ultra-periferiche della città. Dalle 9 alle 13 saranno possibili disagi per 6 collegamenti della Tevere Tpl. In dettaglio, si tratta delle linee di bus 077, 218, 702, 764, 767 e 768, in servizio nelle zone di Trigoria, Laurentina, Ardeatina, Cecchignola, Castel di Leva, Vigna Murata, Eur e Grotta Perfetta.


30 aprile 2008 - Il Vicenza

Ulss 3 Bassano
Minaccia di sciopero nei giorni dell'Adunata

Bassano - Un accordo aziendale di ottobre, sottoscritto con le sigle sindacali NurSind, RdB Cub e Fsi attribuisce solo al personale amministrativo la valutazione dell'anzianità di servizio con una maggiorazione del 60%. Ciò ha visto i dipendenti del settore amministrativo balzare ai primi posti della graduatoria per le progressioni orizzontali, con un aumento di 50 euro in busta paga. Gli incontri in prefettura non hanno dato frutti. «Saremo presenti all'Adunata degli Alpini solo se sarà il prefetto a precettarci» così il segretario provinciale del NurSind Andrea Gregori all'indomani dell'incontro con l'amministrazione dell'Ulss 3. Il sindacato intende proclamare sciopero il 9, 10, 11, giorni in cui Bassano sarà presa d'assalto dalle penne nere. Sergio Squarzon, componente del Consiglio Direttivo Nazionale NurSind precisa: «C'è personale insufficiente a garantire un servizio di qualità e un turnover elevato da non consentire al personale di effettuare il proprio lavoro in sicurezza».(R.M.C.)


30 aprile 2008 - Il Cittadino

I vertici sanitari ne avevano promesso l’apertura per aprile: nulla di fatto
Telenovela hospice, attacco all’Asl: «Ennesimo rinvio, siamo alla farsa»
di Luisa Luccini

Codogno - Un impegno ancora disatteso, l’ennesimo. Perché anche l’ultima promessa arrivata nei mesi scorsi dai vertici direttivi dell’Asl alla fine è risultata non mantenuta. In quell’occasione a parlare era stato il direttore sanitario Asl Giuseppe Cammarano, pronto a garantire il preciso impegno dell’Azienda sanitaria del Lodigiano: «Far partire l’hospice entro aprile». Peccato però che aprile finisca oggi e l’hospice per malati terminali di viale Gandolfi è ancora, inesorabilmente, chiuso. «È una vergogna - sbotta Gianfranco Bignamini, sindacalista dell’Rdb -. Siamo di fronte a quello che è un vero e proprio scandalo della sanità territoriale. L’hospice è da dieci anni che è inattivo, se non addirittura utilizzato per servizi che nulla hanno a che fare con la sua funzione primaria. Adesso però la misura è colma e a pagarne le conseguenze è purtroppo sempre e solo la collettività». In primis quella più debole, fatta da anziani che avrebbero bisogno sul territorio di uno spazio di assistenza sanitaria precisa, nonché da pazienti oncologici e neurologici in fase terminale. Contattata ieri, la direzione generale dell’Asl ha rinviato ad oggi un comunicato ufficiale sulla questione. Il ritardo nell’apertura dell’hospice, peraltro, sembrerebbe legato non tanto a impedimenti di carattere strutturale dell’edificio quanto a "cavilli" di carattere burocratico-contrattuale in ambito di organizzazione del servizio. Quale che sia la causa, di fatto c’è che l’hospice è ancora chiuso. Un ennesimo rinvio, dopo che già lo scorso anno l’ex direttore sanitario Asl Roberto Giunta ne avesse confermata l’apertura entro metà dicembre 2007. Siamo alla fine degli anni Novanta quando questa struttura venne inserita nelle linee strategiche del piano sanitario dell’allora direttore generale Andrea Belloli. Nonostante il milione e mezzo di euro speso per la ristrutturazione dell’edificio, la struttura dell’hospice restò dapprima chiusa, quindi nel 2003 fu adibita dall’Asl a spazio d’ufficio per alcuni servizi sanitari del distretto (ufficio di scelta e revoca del medico, ufficio vaccinazioni, sportello visite fiscali, ufficio igiene). Una scelta, quella di allora, che scatenò in città vivaci proteste, culminate nell’ottobre 2004 in un corteo promosso dai partiti di sinistra e dai sindacati, partito da piazza XX Settembre e giunto fin sotto l’edificio di viale Gandolfi.


30 aprile 2008 - Tribuna di Treviso

Mustafà, oggi lo sfratto coi figli piccoli

CASALE - Scatta oggi alle 9 l’ora X per la famiglia di Mustafa Moustaid, costretta a lasciare la propria casa di via Belvedere a causa di uno sfratto per finita locazione. L’associazione Adl-Cobas di Treviso annuncia che stamattina sarà a Casale per cercare di impedire che la famiglia di marocchini, con due bambini di 3 e 5 anni e una donna invalida, venga lasciata in strada. Il provvedimento di sfratto arriva dopo che lo scorso 5 febbraio la famiglia Moustaid aveva ottenuto una proroga. In questi mesi, però, nonostante le pressioni dei Cobas, la situazione non si è sbloccata, ed oggi ci saranno anche le forze dell’ordine a costringere i marocchini a lasciare il proprio alloggio, per il quale hanno peraltro pagato regolarmente l’affitto. Lo stesso Adl-Cobas denuncia come la famiglia Moustaid sia al primo posto nella graduatoria comunale provvisoria per l’assegnazione degli alloggi popolari. Secondo l’amministrazione, tuttavia, al momento non ci sarebbero abitazioni a disposizione.(ru.b.)


30 aprile 2008 - Varese news

Malpensa - Con gli ultimi 25 milioni, si arriva a quasi 290 milioni di euro che le amministrazioni del Comune e della Provincia di Milano hanno intascato dal 2003 ad oggi. Nota del Cub
Sea, i dividendi e i lavoratori in cassa integrazione

Riunione dei soci di Sea, per discutere del bilancio 2007. La proposta del sindaco di Milano è di elargire 25 milioni di euro agli azionisti. Con questi ultimi, si arriva a quasi 290 milioni di euro che le amministrazioni del Comune e della Provincia di Milano hanno intascato dal 2003 ad oggi. Nel 2003 e 2004 i dividenti elargiti a Sea furono 5 milioni di euro, nel 2005 25 milioni di euro, nel 2006 200 milioni di euro più altri 29,565 milioni, nel 2007 25 milioni di euro, per un totale negli anni di 289,5 milioni di euro. Da settimane per i lavoratori Sea è iniziata la cassa integrazione, l’azienda ha modificato turni di lavoro e orari, ha costretto le guardie particolari giurate al trasferito quotidiano a Linate, ha aumentato i carichi di lavoro anche per il licenziamento di 600 interinali e stagionali. Non contenta di ciò la Sea si appresta a licenziare altri 300 lavoratori, portando da 900 a 1200 gli esuberi per cui ha chiesto l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Tutto questo, senza che venga fatto nessun sacrificio da parte dei vertici aziendali, che si apprestano ad aumentare i loro compensi. Ricordiamo che dal 2003 al 2006, gli amministratori Sea hanno portato i loro compensi da 787.000 euro a 2.308.000 euro, con un aumento del 293,2%. Anche la notizia dell’accordo tra Lufthansa e Sea, non fa che confermare quanto da mesi abbiamo ribadito. Della cosiddetta crisi di Malpensa gli unici che ne subiranno le conseguenze in modo negativo saranno i lavoratori e le loro famiglie. Per questo ribadiamo che gli utili prodotti dai lavoratori di Linate e Malpensa, devono servire per eliminare la cassa integrazione e per l’assunzione definitiva delle centinaia di lavoratori che da anni sono precari e sottopagati. Singolare è l’atteggiamento delle amministrazioni pubbliche (comune e provincia di Milano), che gestiscono gli scali di Malpensa e Linate, che dal 2001 utilizzano il lavoro precario come unico mezzo per assumere lavoratori, mentre poi in campagna elettorale tutti condannano il lavoro precario. Ed ora non contenti di ciò, anche per contrastare le numerose sentenze dei giudici, vogliono che le organizzazioni sindacali siano disponibili all’assunzione di questi lavoratori, ma con uno stipendio inferiore agli altri lavoratori Sea.
Cub-Trasporti Malpensa e Linate


30 aprile 2008 - EPolis Milano

L'evento. Si terrà anche la May Day Parade
Primo maggio in piazza e animazione fino a sera

Milano - Primo Maggio "diverso" a Milano. Accanto al tradizionale corteo per le vie del centro, il programma delle celebrazioni per l’edizione 2008 della Festa del Lavoro prevede un pomeriggio di divertimento, tra musica, animazione e solidarietà. Il via alle iniziative è previsto in mattinata, alle 9,30 con il concentramento della manifestazione che partirà dai Bastioni di Porta Venezia per poi concludersi in piazza Duomo. Dal palco parleranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Quest’anno i lavoratori sfileranno all’insegna dello slogan: "Più reddito, più sicurezza". Al termine dei comizi ci si sposterà presso la Palazzina Liberty, in Largo Marinai d’Italia. Qui alle ore 12,30 si terrà un concerto dell’Orchestra Verdi. Le celebrazioni proseguiranno poi per tutta la giornata, fino alle 19, con una "risottata", un mercatino di prodotti solidali e naturali. Il primo maggio sfilerà anche la May Day Parade, il corteo organizzato dai sindacati di base. Trenta carri sfileranno dalle 14 da piazza XXIV Maggio per raggiungere il Castello. In piazza, per la sicurezza sul lavoro e contro precariato ed Expo.


30 aprile 2008 - Il Giorno

Anni e milioni bruciati: l’hospice è un miraggio
In ritardo il reparto per malati terminali. CODOGNO IN VIALE GANDOLFI
di MARIO BORRA

CODOGNO — ALL’INIZIO del 2006 era stato promosso il bando di gara per la gestione dell’hospice per malati terminali, previsto all’interno di una porzione dell’ex istituto psichiatrico di viale Gandolfi. Ma ad oggi - e sono trascorsi più di due anni - la struttura è ancora vuota. E ad oggi non si conoscono né i reali motivi della perdurante chiusura del complesso, né quando il nuovo servizio diventerà operativo. Non è escluso che in queste ore possa arrivare una comunicazione da parte dell’Asl di Lodi, per chiarire tempi e modi dell’apertura dell’hospice. La vicenda legata alla nascita della struttura assistenziale risale ad alcuni anni fa, quando una direttiva dell’allora direttore generale dell’Asl, Andrea Belloli, confermò che all’interno del fabbricato di viale Gandolfi - di fianco a palazzo Soave - avrebbero dovuto essere ricavati spazi per malati terminali. Quella direttiva, però, è stata disattesa per tanti anni. NEL 2003 l’Asl decide che nel complesso edilizio l’hospice non può più trovare posto. Invece di allestire stanze con letti per i degenti, bisogna ricavare uffici per alcuni servizi del distretto. Il problema è che il cambiamento di rotta non è "indolore": sul nuovo hospice erano appena stati investiti 1,5 milioni di euro. Il brusco cambiamento di rotta scatena diverse prese di posizione, polemiche e proteste da parte dei sindacati e di alcuni partiti della sinistra, culminate addirittura in un corteo con tanto di striscioni che - nell’ottobre del 2004 - parte da piazza XX Settembre per giungere fino allo stabile di viale Gandolfi. L’Asl però non fa un passo indietro e gli arredi della struttura sanitaria protetta fanno posto ad altri servizi. NEL 2006, però, arriva un altro dietrofront: gli uffici per la scelta e revoca del medico, sportello visite fiscali, ufficio igiene e ambulatorio delle vaccinazioni traslocano di nuovo, stavolta nel centro storico della città, e i locali di viale Gandolfi tornano vuoti. L’intenzione, a quel tempo, è però di accelerare l’iter per poter finalmente garantire gli spazi adeguati all’hospice: dopo il bando di gara e l’assegnazione del servizio alla torinese «Cooperativa Quadrifoglio», sembrava fatta. Alcuni mesi fa, dopo alcuni interventi di messa a punto della struttura, è stata addirittura annunciata l’apertura del servizio entro il 15 dicembre del 2007. Poi un altro stop, con proroga all’aprile di quest’anno, ma ad oggi ancora nulla. «È vergognoso. Chiedo un tavolo permanente sulla sanità lodigiana per affrontare questa e altre questioni», spiega Gianfranco Bignamini del sindacato Rdb. L’hospice dovrebbe garantire dieci posti letto in camere singole con priorità per i pazienti colpiti da Aids, mentre il vicino centro diurno integrato venti posti. Per ora, è solo un miraggio.

Gigantografia di Pinelli al Myday Parade
di Stefania Consenti

MILANO — L’ALTRO CORTEO del Primo maggio, quello alternativo, partirà da piazza XXIV Maggio e si concluderà a Piazza Castello. Quest’anno la May Day Parade di Milano, organizzata dai sindacati di base e dai centri sociali contro la precarietà del lavoro, «sarà molto più importante rispetto agli altri anni», promette Walter Montagnoli della Cub. PRIMO PERCHÈ SARÀ internazionale, collegata con le altre città che ospiteranno una May Day Parade, da Palermo a Helsinki, da Tubinga a Tokio, a cui si sono aggiunte quest’anno anche Washington e San Francisco. Secondo perchè mette al centro i migranti, «rappresentativi del cambiamento», il precariato e la protesta contro l’Expo «o meglio contro l’uso indiscriminato delle risorse». E fra i trenta carri che domani alle 14 partiranno da piazza XXIV Maggio per raggiungere piazza Castello ce ne sarà infatti proprio uno allegorico che raffigura un mostro nero che ingoia persone, alberi e case. «È il simbolo - spiega Luigia Pasi della segreteria nazionale di Sdl - di tutto il male che porterà l’Expo a Milano. Tutti favoleggiano di 70 mila nuovi posti di lavoro e invece sarà solo uso e abuso di lavoratori precari, in nero e di migranti che la città vetrina espellerà non appena non avrà più bisogno di loro». Il carro della Cub, annuncia Montagnoli, invece, sarà incentrato sulle morti bianche: «Libereremo 1500 palloncini neri, ciascuno a simboleggiare una delle vittime che ogni anno in Italia perdono la vita sul posto di lavoro». Ad aprire il corteo, diventato negli anni la parodia di una processione religiosa dedicata a San Precario, saranno quest’anno gli immigrati, che avanzeranno con uno striscione con scritto «No borders no precarity». E una curiosità: una gigantografia del ferroviere Pinelli «immagine storica per riflettere sulle battaglie di ieri e di oggi». Si temono disordini? «Macchè - è sempre stata una manifestazione pacifica, colorata e allegra» conclude Montagnoli.


29 aprile 2008 - Apcom

1 MAGGIO/ MIGRANTI E NO-EXPO IN PARATA SINDACATI DI BASE A MILANO
Esposizione universale rappresentata come mostro conto la città

Milano, 29 apr. (Apcom) - Sarà la presenza dei migranti e dei rappresentanti del comitato contrario all'Expo 2015 di Milano a caratterizzare la manifestazione cittadina organizzata dai sindacati di base per il primo maggio, la Mayday Parade. L'Expo sarà rappresentato, su uno dei trenta carri che partiranno alle 15 da Porta Ticinese, da un mostro nero che "ingurgita la città, le aree agricole e la viabilità sostenbile". Ad aprire la parata saranno i migranti con uno striscione composto dall'unione di diverse scritte che hanno già sfilato in diverese analoghe manifestazioni europee. Un simbolo della matrice internazionale dell'evento che sarà anche caratterizzato da collegamenti con San Francisco, Washington, Tokyo, Osaka e 14 città europee. "La specificità dei migranti - sostengono i rappresentanti della Cub - è vivere una doppia precarietà. Dentro e fuori i luoghi di lavoro il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro li ricatta, i Cpt e le espulsioni li minacciano costantemente". "Con l'Esposizione universale - aggiunge Luigia Pasi della segreteria nazionale Sdl - vogliono introdurre un nuovo concetto di città che crea esclusione sociale. Hanno annunciato 70mila nuovi posti di lavoro, ma come avvenuto a Rho-Pero nel cantiere per la costruzione del nuovo quartiere espositivo la realtà sarà di precariato e di lavoro nero". Se l'Expo è una vetrina, si legge ancora nel volantino della Cub, "che lo sia delle lotte e della nostra capacità di anticipazione". Dall'Esposizione universale, rilancia il comitato No Expo, nasceranno "nuovi ghetti di lusso, espellendo le fasce sociali più deboli, sgombrando rom e migranti, chiudendo gli spazi di aggregazione, socialità, di eleborazione di pensiero critico".


29 aprile 2008 - Omniroma

TRASPORTI, IL 5 MAGGIO SCIOPERO TEVERE TPL: A «RISCHIO» 6 LINEE

(OMNIROMA) Roma, 29 apr - «Lunedì 5 maggio è in programma uno sciopero di 4 ore, dalle 9 alle 13, indetto dal sindacato di base Cub e che riguarderà la società Tevere Tpl S.c.a.r.l., gestore delle linee periferiche e ultra-periferiche della città. Dalle 9 alle 13 saranno possibili disagi per 6 collegamenti della Tevere Tpl. In dettaglio, si tratta delle linee di bus 077, 218, 702, 764, 767 e 768, in servizio nelle zone di Trigoria, Laurentina, Ardeatina, Cecchignola, Castel di Leva, Vigna Murata, Eur e Grotta Perfetta». Lo comunica, in una nota, Atac spa.


29 aprile 2008 - Dire

FIERA BOLOGNA. LAVORO PIU' SICURO CON SISTEMA INTEGRATO
INTESA CON CGIL-CISL-UIL DOPO INCIDENTI E PROTESTE IN AUTUNNO

(DIRE) Bologna, 29 apr. - Un sistema di sicurezza integrato, che agisca globalmente sull'intero quartiere fieristico e superi il meccanismo delle "scatole cinesi" legato agli appalti. Da oggi, alla Fiera di Bologna, al tema della sicurezza sul lavoro si prova a guardare con un'ottica innovativa. Anche se le questioni aperte, sul tema, restano diverse. A muovere le acque sono stati gli incidenti verificatisi lo scorso autunno e la conseguente mobilitazione dei lavoratori. Lo strumento a cui si e' approdati e' un'intesa firmata il 24 aprile tra Bologna Fiere e Cgil-Cisl-Uil, che tenta di mettere ordine in un contesto decisamente complesso. Come spiega Andrea Caselli (Cisl), "l'interferenza tra i migliaia di cantieri aperti in una singola fiera" puo' annullare gli standard di sicurezza eventualmente raggiunti nei singoli stand. "La complessita' dell'attivita' fieristica non puo' essere un alibi", aggiunge. Anzi, a maggior ragione occorre un sistema integrato. L'intesa punta a migliorare la sicurezza di "tutti i lavoratori addetti alle attivita' fieristiche- si legge nel testo- sia dipendenti di Bologna Fiere, sia collaboratori, sia addetti ad allestimenti e disallestimenti, sia in aziende controllate che partecipate, sia in appalto che subappalto, sia per eventi organizzati direttamente e non". Le organizzazioni sindacali elencano alcuni tra i punti qualificanti dell'accordo: controllo della regolarita' del lavoro; prevalenza degli elementi qualitativi rispetto a quelli di costo al momento di aggiudicare gli appalti, in modo che risparmiare sulla sicurezza dei lavoratori non dia vantaggi competitivi; valutazione del rischio di interferenza; esclusione a tempo indeterminato delle societa' che non rispettano i contratti nazionali. Inoltre, in futuro, Bologna Fiere potrebbe dotarsi di un sistema elettronico di controllo delle presenze, simile a quello che si sta sperimentando nei cantieri della Variante di Valico. Sarebbe utile soprattutto per "evitare le presenze oltre l'orario di lavoro consentito", spiega Ungarelli, visto che c'e' "chi lavora anche 14 o 15 ore consecutive". A vigilare saranno chiamati anche dei nuovi Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Si tratta di tre "Rls di sito", che verranno scelti ad ottobre nel corso del Saie o del Cersaie. Qui scattano gli oneri per l'azienda, visto che i nuovi Rls avranno diritto a 144 ore di permesso sindacale a testa piu' 60 ore di formazione Inoltre, poiche' viene ampliato l'ambito di controllo ad opera dei dipendenti di Bologna Fiere (ad esempio nelle fasi pre-fiera), "aumenta il numero delle giornate- spiega Caselli- a parita' di eventi", comportando un ritorno economico per i lavoratori. E quindi un elemento "non trascurabile", in un periodo in cui il polo bolognese accusa la perdita di eventi come i campionati di danza sportiva. Un'intesa che soddisfa molto le organizzazioni confederali. Ungarelli parla di "un protocollo che va ben al di la' delle norme previste dalla legge", e che contiene l'indirizzo di "provare ad essere esteso anche agli altri quartieri fieristici". Non e' solo un insieme di regole, e' il commento di Caselli, "ma una riorganizzazione dell'attivita' fieristica, che aumenta la qualita' del sistema". Anche Alvin Palmi (delegato eletto direttamente dai lavoratori nel consiglio d'azienda) promuove l'accordo, che rappresenta "un passo nella giusta direzione" ed una "carta estremamente importante da giocare nei futuri rapporti con l'azienda". Ieri, pero', le Rdb hanno preso le distanze dalla firma parlando di "accordi vetrina". Ungarelli replica sottolineando che "le Rdb devono aver cambiato opinione, visto che a novembre hanno firmato un accordo in cui si dice che avremmo realizzato i punti contenuti in questo protocollo". Inoltre, "non e' vero che e' 'a costo zero' per l'azienda" e che "recepisce solo norme gia' in vigore". Sul tavolo, comunque, restano parecchie questioni da affrontare. Su tutte il contratto e la riorganizzazione degli orari di lavoro, tanto che per Caselli l'intesa del 24 aprile "non e' la fine di un percorso, ma l'inizio di uno nuovo". Per Palmi "deve essere la base per trattare un nuovo contratto che metta al centro la sicurezza, poi la qualita' del servizio e quindi un'inversione di tendenza sul taglio dei costi del lavoro". La linea di Bologna Fiere, infatti, "e' di ridurre i propri dipendenti ed esternalizzare tutto l'esternalizzabile", provocando anche "un mancato controllo sulla sicurezza". Palmi, inoltre, tira fuori alcuni nodi stringenti. Ad esempio l'adozione del terminal di smistamento dei mezzi, che dovrebbe aiutare nella gestione della viabilita' interna ma, contrariamente agli accordi, non e' in fase di sperimentazione: "Pretendiamo che sia attivo dall'autunno prossimo", tuona Palmi. E poi, le scarpe anti-infortunistiche. Il fronte si e' aperto proprio in questi giorni: "L'Ausl ha detto che servono a tutti i lavoratori", spiega la Rsl Gabriella Sidoli, e non solo ad alcuni come previsto finora. I lavoratori sono molto soddisfatti delle scarpe utilizzate da due anni a questa parte, ma l'azienda sta sottoponendo loro dei nuovi modelli. "Sospettiamo sia solo una questione di prezzo", sostiene Sidoli: sembra che i nuovi modelli costino la meta' dei vecchi. Nonostante le dimostranze degli Rls, "l'azienda insiste su questa strada ma cosi' partiamo proprio con il piede sbagliato, e' il caso di dire". Per Caselli "e' inaccettabile", per Palmi semplicemente "una provocazione" visto che il problema emerge a pochi giorni dall'accordo.


29 aprile 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 16 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* A piazzale Aldo Moro c'è aria di crisi. Maiani oggi in visita all'Area di Pisa
* "La stabilizzazione? Non è un diritto"
* L'addio di Nicolais con attacco ai precari
* L'articolo 64 al Cnr? Uno pozzo senza fondo
* Ecco quando il lavoro autonomo è subordinato
* I 300 milioni all'Alitalia? Dai fondi della ricerca
* Cra, appelli per non chiudere alcune sedi periferiche
* Per il presidente Apat tre strutture di supporto


29 aprile 2008 - Il Piccolo

Partito il bando di gara.
L’azienda: coinvolte solo tratte marginali, la qualità del servizio resterà immutata
Autobus, Trieste Trasporti subappalta dieci linee
di Laura Tonero

Trieste - A breve 10 linee del trasporto pubblico locale non saranno di fatto più gestite dalla Trieste Trasporti. A seguito dell'esternalizzazione di una parte dei percorsi, determinati autobus non saranno più guidati dai conducenti della società di via dei Lavoratori. Le linee interessate a questo cambiamento sono la 13, ovvero la navetta al centro di tante discussioni che da Cattinara traghetta gli utenti fino a Raute, la 33 che collega Campanelle a Largo Barriera, la 35 che compre il tratto da Longera a piazza Oberdan, la 39 barrata che dal Municipio di Aurisina trasporta i cittadini fino a Cattinara, la 49 barrata che unisce Muggia al nosocomio di Cattinara e la linea 73 che partendo dalla stazione di Aurisina, passando per Visogliano, Sistiana e Duino trasporta gli utenti fino a San Giovanni del Timavo. L'esternalizzazione comprenderà anche le linee serali siglate con la lettera A, B, C e D.
La determina della Provincia che ha autorizzato l'esternalizzazione di una parte del servizio (la legge regionale prevede la possibilità di subappalto fino al 20 % del chilometraggio) è datata 3 marzo 2008. Il bando di gara per l'affidamento a terzi della gestione delle dieci linee, prevede il subappalto di servizi marginali e aggiuntivi del trasporto pubblico locale di circa 950mila km: più o meno l'8 % del chilometraggio gestito dalla Trieste Trasporti. Le aziende interessate dovranno far pervenire la loro proposta entro il prossimo 6 maggio.
A rassicurare l'utenza sul fatto che la qualità del servizio resterà garantita, interviene il presidente dell'azienda, Cosimo Paparo: «L'esternalizzazione coinvolge solo linee marginali o aggiuntive con pochi utenti e limitato traffico. Riguardo alla qualità del servizio i cittadini possono stare tranquilli perché il direttore d'esercizio sarà lo stesso: l'ingegner Gerin».
È bene segnalare che non avverranno cambiamenti riguardo i biglietti o abbonamenti: resteranno gli stessi. Come anche i bus: «Le macchine saranno sempre quelle della Trieste Trasporti - precisa Paparo - e anche la responsabilità della manutenzione farà capo a noi». A cambiare dunque saranno solo gli autisti che andranno a coprire i 27 turni gestiti da una ditta esterna.
Ma i sindacati non ci stanno. «Avevamo previsto e anticipato da tempo questa situazione che regalerà agli utenti un minor qualità del servizio» sostiene Willy Puglia delle Rdb che pone l'accento anche sul termine «marginale» utilizzato dall’azienda per descrivere il tipo di linee destinate al subappalto. «Non mi sembrano marginali e comunque un servizio eccellente va riservato a ogni linea - aggiunge Puglia - inoltre, il personale di una ditta esterna, verrà pagato meno, non sarà motivato e fornirà inevitabilmente un servizio più scadente».
Ai sindacati Paparo replica assicurando che non ci saranno contrazioni d'organico e mettendo in evidenza come, dovendo effettuare 27 turni in meno, il personale della Trieste Trasporti riuscirà a lavorare con maggior serenità e minor stress a favore di una qualità superiore del servizio offerto.


29 aprile 2008 - La Stampa

Ex "Broletto". C’è l’accordo su addetti e spettanze
di MARCO BENVENUTI

NOVARA - Liquidazione degli arretrati per tutti i dipendenti: soluzione per i 140 lavoratori della ex cooperativa Broletto impegnati nella logistica e, per il Novarese, nell'area della Pro Logis di Romentino negli stabilimenti Mediasped. Erano senza trattamento di fine rapporto e quote sociali.
Lo comunica la federazione provinciale del Cub Sindacato di base che esprime soddisfazione. Oggi questi addetti lavorano per un’altra cooperativa, la Karim, che li ha assunti tutti con contratto nazionale ma i problemi riguardavano il passato. Nei giorni scorsi è stato quindi raggiunto l’accordo con i precedenti titolari su tutte le spettanze arretrate: prevede in particolare la liquidazione del Tfr e delle festività per i lavoratori della logistica. Un accordo che le rappresentanze sindacali ritengono importante per almeno tre fondamentali principi emersi durante la trattativa. In primo luogo «la compattezza e la trasparenza - dice Pasquale Angelucci delle Rappresentanze sindacali di base di Novara - senza alcuna divisione tra i lavoratori nel difendere i loro diritti accettando insieme le possibili difficoltà che si sarebbero potute presentare». In secondo luogo, «la chiarezza e l'uguaglianza, i lavoratori che avevano usufruito delle festività pagate ritenevano discriminante la loro posizione ai danni dei colleghi: unendosi a loro hanno dato forza alla richiesta di uguaglianza e, rinunciando a una differenza, hanno dato la possibilità di avere 100 euro netti a tutti». Infine, nonostante alcuni momenti di tensione, «ha continuato a prevalere il dialogo e la disponibilità di committente, consorzio e sindacato». La cooperativa Broletto ha già iniziato a pagare la prima rata del Trf e il sindacato si dichiara fiducioso sui successivi pagamenti.


29 aprile 2008 - Il Giorno

Magazzinieri trasferiti: protesta all’Antibioticos
Pioltello, badge disattivati senza preavviso
di PATRIZIA TOSSI

PIOLTELLO — UN CENTINAIO di firme per salvare il posto di lavoro ai colleghi magazzinieri, costretti a lasciare il polo chimico per essere trasferiti in Brianza. E’ quello che sta accadendo all’Antibioticos di Pioltello, dove una riorganizzazione aziendale rischia di lasciare senza lavoro otto magazzinieri, assunti da una società esterna al gruppo, ma in servizio nello stabilimento da quasi un decennio. E mentre i sindacati si stavano preparando a trattare la posizione dei magazzinieri durante l’incontro previsto per oggi, ieri mattina la situazione è precipitata. «L’azienda ha disabilitato il badge di quattro lavoratori - spiega Angelo Pedrini, della Cub - senza dare alcun preavviso. I magazzinieri si sono presentati regolarmente a lavorare e si sono visti vietare l'ingresso in azienda». IL PROBLEMA è iniziato con un calo di produzione all’interno dell’azienda che, per tamponare la crisi momentanea, ha aperto una cassa integrazione ordinaria a rotazione per 35 persone. Per ridurre l’utilizzo della cassa, l’azienda avrebbe deciso di dirottare alcuni dipendenti in magazzino, ridimensionando l’appalto alla Cps (Facility Group), l’azienda che gestisce lo stoccaggio dei prodotti in tutto il gruppo. «Questa decisione provocherebbe l’espulsione di personale esperto - continua Pedrini- che garantisce qualità e sicurezza del servizio. Nel magazzino operano infatti lavoratori che seguono questo appalto da oltre 10 anni». Dopo avere raccolto un centinaio di firme di solidarietà, ieri mattina il sindacato ha indetto una giornata di sciopero e oggi chiederà il sostegno di tutti i lavoratori del polo chimico di Rodano e Pioltello, dove sono ancora attive alcune grandi aziende. Oggi ci sarà un incontro con i vertici aziendali, sia di Antibioticos che della Cps. «Proporremo la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato - entra nel merito Pedrini - in modo da garantire il posto di lavoro, la professionalità e l’esperienza acquisita a tutti i lavoratori. I prossimi giorni saranno decisivi per risolvere al meglio i problemi dell’accordo per la cassa integrazione ordinaria, firmato dai sindacati confederali». QUATTRO gli stabilimenti dell’Antibioticos nel nord Italia. «Ai magazzinieri è stato proposto il trasferimento a Macherio - ricorda Pedrini- ma per molti di loro è un problema, perché lontano e mal collegato all’hinterland milanese. Non è accettabile scaricare solo sui lavoratori degli appalti le difficoltà aziendali - aggiunge - né è tollerabile che la ditta Cps continui con i ritardi degli stipendi per i lavoratori della logistica e delle pulizie».


29 aprile 2008 - Il Mattino

Solo il 4,7% degli operai si astiene per due ore. Il sindacato: colpa del clima di paura voluto dall’azienda
di PINO NERI

Pomigliano - A giudicare da quello che è successo ieri alla Fiat di Pomigliano appare cosa fatta il contestato trasferimento di 316 operai dello stabilimento nel nuovo reparto logistico, che sarà inaugurato lunedi all’interno dell’Interporto di Nola. Ieri, infatti, i sindacati, nell’ennesimo tentativo di impedire l’allontanamento delle tute blu dal perimetro della grande fabbrica automobilistica, hanno proclamato un altro sciopero, il secondo nello spazio di diciotto giorni. Ma l’astensione è fallita. Hanno aderito in pochissimi. Gli stessi sindacati hanno confermato la mancata adesione motivandola con «il clima di paura creato dall’azienda nei reparti». Lo sciopero, di due ore per ogni fine turno, cioè dalle 12 alle 14 e dalle 20 alle 22, era stato preceduto dalle assemblee dei lavoratori che confederali e Fismic hanno tenuto in mattinata e nel pomeriggio sotto la torre direzionale della fabbrica. Assemblee che hanno attenuto una discreta adesione da parte delle maestranze. Giunti però al momento cruciale, quello cioè del blocco sindacale delle produzioni, i circa cinquemila operai dell’impianto hanno fatto quasi tutti retromarcia. «Il nostro dato - rende noto l’azienda da Torino - ci dice che ha aderito allo sciopero il 4,7 per cento dell’organico». Una percentuale che la controparte non contesta. Ma Fim, Fiom, Uilm, Fismic e i sindacati autonomi non ne vogliono proprio sapere di arrendersi. Anche per oggi e domani ci saranno altre due ore di sciopero per turno. Sempre ieri i responsabili territoriali del sindacato, insieme con una folta rappresentanza dei 316 dipendenti da trasferire a Nola, si sono recati dal sindaco di Pomigliano, Antonio Della Ratta. Hanno chiesto il «pieno coinvolgimento delle istituzioni in questa vicenda che ha decretato il "confino" politico di una parte dei dipendenti giudicati troppo conflittuali dalla Fiat». L’apertura a Nola della nuova logistica «Giambattista Vico» è ormai alle porte. Se lunedi i 316 dipendenti assegnati a questo reparto esterno non dovessero presentarsi al lavoro rischierebbero il licenziamento in tronco per assenza ingiustificata. «Quello che bisogna capire bene - aggiunge la Fiat - è che la nuova logistica migliorerà buona parte del sistema produttivo Fiat-auto nel centrosud». Non la pensano così i dirigenti di Fim, Fiom, Uilm e Fismic, che, oltre a essere inviperiti per quella che definiscono «l’estrema scorrettezza di Fiat nelle relazioni sindacali», durante il faccia a faccia in municipio con Della Ratta e con l’assessore al lavoro, Agostino Libio, hanno paventato «imminenti rischi per l’occupazione e la produzione a Pomigliano». In queste ore si attende la risposta di Fiat alla richiesta di convocazione inoltrata dalle segreterie nazionali dei confederali. Per venerdi 2 maggio, intanto, è previsto a Pomigliano un consiglio comunale aperto. «Esprimiamo - hanno detto il sindaco Della Ratta e l’assessore Libio - viva preoccupazione per il futuro industriale e occupazionale della Fiat-auto: metteremo in atto tutte le iniziative di nostra competenza per la tutela dei lavoratori». Il nodo da sciogliere è l’assegnazione delle nuove produzioni. «Governando con il terrore, senza peraltro dare prospettive industriali vere alla fabbrica più importante del Mezzogiorno, la Fiat danneggerà migliaia di famiglie di questa regione», hanno affermato Liberti (Fim), Amendola (Fiom), Auriemma (Uilm), Mercogliano (Fismic), Mignano (Cobas), Pirozzi (Cub) e Zappino (Slai-Cobas). Della Ratta ha contattato la Regione. Si punta al coinvolgimento del presidente della giunta campana, Antonio Bassolino.


29 aprile 2008 - Libero

Sindacalista vieta il Corano a musulmano

Milano - Gli impediva di pregare sul luogo di lavoro nonostante avesse tutti i permessi necessari. Per questo un operaio musulmano ha denunciato un ex delegato sindacale, accusandolo di "mobbing". La Procura ha aperto un'inchiesta per violenza privata continuata. L'operaio, egiziano, vive in Italia da una decina di anni e lavora per la "Pietro Mazzoni", una ditta che si occupa della pulizia dei treni. In base a quanto denunciato, da due anni un collega lo maltratterebbe, impedendogli di usare il bagno e chiudendo a chiave la porta della stanza che gli era stata concessa per pregare e minacciandolo di buttargli via il Corano. A fianco dell'ope raio si è schierato il Cub (Confederazione unitaria di base), sostenendo di aver scritto all'azienda per sollecitare una soluzione del conflitto. Il Cub dice inoltre di aver contattato il sindacato dei trasporti della Cgil a cui il denunciato faceva riferimento un tempo, ma la Cgil non entra nel merito della vicenda. Il dipartimento della Procura che si occupa di Ambiente farà gli accertamenti per verificare se gli episodi denunciati possano essere classificati come "mobbing".


29 aprile 2008 - Articolo 21

PRIMO MAGGIO
Euromayday: precari chiedono soccorso
di Bruna Iacopino

Mentre la piazza di San Giovanni si appronta ad affrontare uno degli appuntamenti più significativi e partecipati a livello giovanile, ovvero il Concertone del Primo maggio che quest’anno dovrebbe essere dedicato alle morti bianche sul lavoro, in altre piazze italiane ci si sta preparando ad una mobilitazione diversa, fuori dagli schemi e dagli inquadramenti "istituzionali", priva di vip, di personalità politiche che parlano ai microfoni su una piazza gremita di milioni di persone…
Il 1° maggio, consacrato alla Festa del lavoro, diventa un giorno utile per rivendicare i diritti di chi un lavoro non c’è l’ha, o se ce l’ha è sottoposto a forme di precariato o sotto-precariato che costringono inevitabilmente a ricatti continui, un giorno utile per rivendicare il diritto ad una casa, il diritto al libero accesso al sapere, il diritto alla libera circolazione degli uomini e delle donne migranti. Al grido di "no ai confini, no alla precarietà, abbattiamo le nuove ineguaglianze" il popolo dell’Euromayday, anche quest’anno torna nelle piazze di quasi tutta Europa unito dalla voglia di continuare a lottare per un mondo diverso. Il movimento, nato a Milano nel 2001, è cresciuto in maniera esponenziale negli anni e nel 2004 è riuscito a coinvolgere varie realtà e piazze europee, fino ad arrivare a Tokyo. Storicamente l'iniziativa viene inventata dalla Confederazione unitaria di base (Cub), ma nel tempo si apre dal punto di vista organizzativo a realtà di lavoratori auto-organizzati, centri sociali, chain-workers, cioè dipendenti delle grandi catene commerciali; ogni anno a ridosso del consueto appuntamento del primo maggio, durante un’assemblea generale vengono stabiliti i punti su cui sarà imperniata la manifestazione nelle diverse piazze e i dibattiti in seno alle Fiere Precarie che precedono e seguono la Parade: quest’anno tutto ruota attorno al tema dei migranti. "La specificità dei migranti- si legge sul sito www.euromayday.org- è vivere una doppia precarietà. Dentro e fuori i luoghi di lavoro il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro li ricatta, i Cpt e le espulsioni li minacciano costantemente. La loro condizione riguarda però tutto il lavoro, è una leva fondamentale della precarizzazione perché alimenta la frammentazione, perché riduce gli spazi di libertà e le possibilità di lotta. Ma in questi anni il protagonismo dei migranti ha prodotto esperienze significative di lotta autonoma in nome della libertà di movimento…". Al di là delle singole piazze, il raggruppamento principale della Mayday Parade è previsto nella città di Aachen, proprio nel momento in cui Nicolas Sarkozy consegnerà ad Angela Merkel l’Oscar Europeo, il Premio Carlo Magno. In Italia invece ad essere protagoniste saranno le piazze di Milano, Palermo e L’Aquila. Inoltre tra gli obiettivi e le richieste del popolo Euromayday (in Italia), l’abolizione del pacchetto Treu e della legge 30… A quanto si apprende andando a spulciare negli anni precedenti, la manifestazione ha visto un’ampia partecipazione fino ad arrivare alle 100.000 persone. Potenza di internet o della precarietà sempre più diffusa?


29 aprile 2008 - Tuscia web

Viterbo - Le rsu Cisl, Uil e Cisal minimizzano il problema denunciato da Rdb
Topi al Pra, situazione sotto controllo

Viterbo - "Il problema della presenza di topi nei locali dell'ufficio è reale, ma non drammatico". Così i rappresentanti rsu e rsa Cisl, Uil e Cisal del Pra di Viterbo minimizzano il problema sollevato nei giorni scorsi dal sindacalista di Rdb Lino Rocchi. "Noi dipendenti - scrivono in una nota i rappresentanti sindacali - viviamo questa situazione pienamente sotto controllo, infatti la direzione del Pra ha mostrato la totale disponibilità nel cercare di adottare le soluzioni più opportune per eliminare il problema. Un concetto ribadito dal direttore Mauro Nocchi al terzo incontro formativo il 22 aprile". "L'informazione, che il direttore ha dato a margine della riunione, era doverosa - continuano - vista la richiesta di chiarimenti sollecitata dal personale. Le rsu e le rsa Cisl Uil e Cisal presenti nell'ufficio sono attente a vigilare che la salute dei lavoratori sia salvaguardata, così come prestano la massima attenzione al rispetto della correttezza nelle relazioni tra direzione e sindacati. Il doppio ruolo di dipendente e rappresentante sindacale - concludono - che svolgiamo nell'ambiente di lavoro è garanzia di questa attenzione".


29 aprile 2008 - Leggo

Milano - Lo avrebbe minacciato...
di Anna Bernasconi de Luca

Milano - Lo avrebbe minacciato di gettargli il Corano nella spazzatura. Poi gli avrebbe impedito di pregare sul luogo di lavoro nonostante avesse ottenuto tutti i permessi. Quindi gli avrebbe negato l’accesso al bagno dei dipendenti. È la denuncia di un lavoratore musulmano che ha accusato di mobbing un ex delegato sindacale. Per verificare le sue dichiarazioni la Procura ha aperto un’inchiesta.
Il reato ipotizzato è di violenza privata continuata. La denuncia è stata presentata da un egiziano, padre di tre figli, in Italia da almeno una decina di anni, impiegato in una ditta che pulisce i treni. In base alle accuse da due anni un collega lo sottoporrebbe a vessazioni. Forse perché straniero. Forse perché musulmano. O forse perché gli sta antipatico.
A fianco dell’egiziano si schiera la Cub, sostenendo di aver scritto più volte all’azienda per sollecitare una soluzione e di aver contattato il sindacato dei trasporti della Cgil, cui il denunciato faceva riferimento un tempo. La Cgil afferma che non è compito del sindacato dirimere questioni maturate in ambito privato.


28 aprile 2008 - Agi

MOBBING: EGIZIANO DENUNCIA, PERSEGUITATO PERCHE' MUSULMANO

(AGI) - Milano, 28 apr. - Un caso di mobbing a sfondo religioso. E' quanto emerge dalla denuncia di un lavoratore egiziano, in Italia da una decina di anni e padre di tre figli, che ha riferito alla Procura di Milano di essere stato preso di mira perche' musulmano da un collega della 'Pietro Mazzoni', ditta che si occupa della pulizia delle carrozze dei treni nel capoluogo lombardo. La sua denuncia ha comportato l'apertura di un'inchiesta per violenza privata continuata di cui si occupera' la magistratura alla quale spetta accertare se si sia trattato di mobbing oppure di uno screzio tra colleghi.
L'immigrato racconta che, da due anni a questa parte, il collega, ex delegato sindacale della CGIL, gli avrebbe impedito di andare nei bagni del personale e gli avrebbe negato la possibilita' di pregare, nonostante avesse ottenuto il permesso dell'azienda di farlo in un'apposita stanza. Stanza che il collega avrebbe chiuso per non fargli esercitare il proprio culto; inoltre, lo avrebbe minacciato di distruggergli il Corano. Con l'egiziano si e' schierato il sindacato Cub (Confederazione unitaria di base) che spiega di aver chiesto ripetutamente all'azienda di porre fine alle vessazioni, senza ottenere risposta. Il sindacato confederale, dal canto suo, non entra nel merito della vicenda e si limita a commentare che non e' suo compito dirimere questioni che potrebbero avere carattere privato; se dovesse invece intervenire un provvedimento della magistratura a carico di iscritti - fanno sapere dal sindacato - s'imporrebbe un intervento.


28 aprile 2008 - Il Bari

Primo maggio. Al centro Area 51 l'iniziativa per gli immigrati da un'idea dello sportello dei Diritti Rdb-Cub
La festa del lavoro è multietnica tra musica, diritti e antirazzismo
La città è affollata di irregolari, tra coloro che lasciano la roulottopoli di Palese o il Cpt
di Antonella Ardito

Bari - Un primo maggio multicolore: è la proposta dello sportello dei Diritti Rdb-Cub che annuncia per giovedì prossimo la Festa dei lavoratori immigrati. Un momento di riflessione è in programma alle 18 in Corso Italia, presso il centro Area 51: poi spazio alla festa in rigoroso stile multietnico, con musica e prelibatezze da ogni angolo del mondo che qui a Bari ha trovato casa e lavoro. Costruire una rete permanente antirazzista è il tema dell’incontro, al quale sono stati chiamati a partecipare Pasquale Martino, assessore all’accoglienza del Comune di Bari, le associazioni e le parrocchie come la San Marcello da sempre vicine al mondo dell’immigrazione, oltre ai volontari e alle rappresentanze delle comunità immigrate presenti a Bari. In città, secondo uno studio del 2005 ad opera dell’assessorato ai servizi demografici, gli immigrati regolari presenti sono 5277. «Oggi siamo sulle seimila unità», spiega Sabino De Razza, consigliere comunale di Rifondazione comunista e animatore delle attività dello sportello di via Michele De Napoli. «Il numero degli immigrati regolari è cresciuto grazie al decreto flussi che ha permesso a molte badanti dell’est di mettersi a norma, ma io credo che ci siano altri quattromila irregolari presenti in città, cifra variabile che comprende coloro che lasciano la roulottopoli di Palese o il Cpt del San Paolo e gli immigrati in transito da Bari». Lo sportello Rdb-Cub cerca tramite due punti informativi nel porto di Bari di guidare gli immigrati a capire le regole e le leggi dello Stato italiano, aiutandoli nelle richieste di asilo politico e nelle pratiche burocratiche per la richiesta del permesso di soggiorno in stretta sinergia con la prefettura e le forze dell’ordine. Poi c’è l’attività sindacale: alcuni immigrati in maniera volontaria aiutano chi è arrivato a Bari a capire quali sono i diritti da esigere dal datore di lavoro e offrono assistenza anche legale in caso di vertenze. «A Bari gli immigrati fanno i lavori più umili, quelli che gli italiani non vogliono più fare. «Non è un luogo comune - spiega Sabino De Razza - ma la realtà. Non c’è pub o ristorante senza un lavapiatti di colore e nelle nostre campagne, non solo nel foggiano, si mischiano etnie differenti come nelle case degli anziani soli e bisognosi di mille attenzioni». In città però ci sono anche immigrati che si situano un po’ più su nella scala sociale con attività commerciali ben avviate e che pagano le tasse in maniera regolare ma senza ricevere alcun servizio a loro dedicato dallo Stato. «Con la giornata del primo maggio vogliamo fermarci a riflettere su due fattori - sottolinea De Razza -. Gli immigrati accettano di lavorare anche in condizioni difficili pur di rimanere in Italia con un valido permesso di soggiorno. Sono sottoposti a ricatti che gli italiani non accetterebbero mai. In secondo luogo facciamo ancora fatica a comprendere che l’immigrazione è un fenomeno naturale e che genera ricchezza». Non solo quella culturale che deriva dallo scambio di visioni diverse ma anche quella economica, «perchè l’Italia senza la manodopera straniera rischia il collasso nelle fabbriche e nei cantieri». Per questa ragione, De Razza promette: «Continueremo a batterci contro la Bossi-Fini, contro la mancanza di partecipazione degli immigrati al voto ma soprattutto per la dignità del lavoro, che sia giusto e retribuito per tutti, anche per chi ha scelto Bari come luogo di adozione».

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La chiave
1 L'esercito dei seimila

In città, secondo uno studio del 2005, gli immigrati regolari sono 5277. "Oggi siamo sulle seimila unità", spiega Sabino De Razza, consigliere comunale di Rifondazione comunista.

2 Info-point al porto

Lo sportello Rdb-Cub cerca tramite due punti informativi nel porto di Bari di guidare gli immigrati a capire le regole e le leggi italiane, aiutandoli nelle pratiche burocratiche. Poi c'è l'attività sindacale.

3 Perfetta integrazione

In città ci sono anche immigrati di alto livello sociale, con attività commerciali ben avviate, che pagano le tasse senza ricevere servizi dallo Stato.


28 aprile 2008 - Caserta news

Corso formazione sindacale Pubblica Amministrazione

Salerno – Lunedi 28 Aprile, alle ore 15,00 nell'aula n. 5 della Facolta' di Giurisprudenza dell'Universita' di Salerno si terra' il primo corso di formazione sindacale organizzato dalla Federazione Nazionale RdB Pubblico Impiego, rivolto gli eletti RSU, ai dirigenti ed attivisti impiegati nella Pubblica Amministrazione della provincia di Salerno.
La scommessa "politica" RdB di sviluppare una struttura sindacale che rappresenti l'intera categoria del Pubblico Impiego, si rafforza con un progetto ambizioso di formazione nazionale che vede impegnati in prima persona il gruppo dirigente dei quadri provinciali e regionali.
Le elezioni RSU dello scorso novembre hanno confermato il radicamento e la crescita della presenza di RdB/CUB nel Pubblico Impiego. Fino ad oggi le RdB/CUB hanno rappresentato una struttura organizzativa alternativa al modello unico sindacale che dagli accordi del 1993 con la "privatizzazione del pubblico" impiego e la "politica dei redditi" hanno concertato lo smantellamento dello Stato Sociale attraverso l'impoverimento e la precarizzazione del lavoro dipendente, contribuendo, di contro, all'enorme crescita del profitto dei grandi gruppi industriali e finanziari.
Le RdB/Cub rilanciano l'urgenza di ricomporre la coscienza e il protagonismo dei lavoratori, contro ogni logica corporativa, dentro un movimento unitario in difesa del salario e della loro condizione sociale. Il sindacalismo indipendente da CGIL, CISL e UIL e' un fenomeno che esiste, resiste e cresce da tempo con lo sviluppo dell'organizzazione sindacale di Base anche attraverso la qualita' dei sui attivisti e delegati nei posti di lavoro.


28 aprile 2008 - Savona news

Savona: trasporti, sciopero del personale Acts

Savona - Sciopero del trasporto pubblico oggi a Savona tra le 10.15 e le 14.15 per una vertenza indetta dalle segreterie provinciali di FILT CGL, FIT-CISL, UIL Trasporti e CUB Trasporti. L'ACTS non potrà garantire l'esecuzione normale del servizio di trasporto pubblico. Non si escludono lievi disagi immediatamente prima o dopo le ore di sciopero programmato.(f.r.)


27 aprile 2008 - Ansa

PRIMO MAGGIO: A BARI FESTA DEI LAVORATORI IMMIGRATI

(ANSA) - BARI, 27 APR - Giovedì prossimo, primo maggio, si terrà a Bari la Festa dei lavoratori immigrati organizzata dallo sportello Rdb Cub. «Costruire una rete permanente antirazzista», è il tema che sarà affrontato in una assemblea-dibattito che si terrà alle 18 in corso Italia. Interverranno rappresentanti di Associazioni antirazziste, delle comunità migranti, esponenti politici, associazioni di volontariato. Seguiranno un buffet multietnico e rappresentazioni musicali.


27 aprile 2008 - Il Nuovo Salernitano

Università: al via lunedì il primo corso di formazione sindacale
L'attività formativa è rivolta agli eletti Rsu, ai dirigenti ed attivisti impiegati nella pubblica amministrazione

SALERNO - E' fissato per lunedi 28 Aprile, alle ore 15,00 nell'aula n. 5 della Facolta' di Giurisprudenza dell'Universita' di Salerno, il primo corso di formazione sindacale organizzato dalla Federazione Nazionale RdB Pubblico Impiego, rivolto gli eletti RSU, ai dirigenti ed attivisti impiegati nella Pubblica Amministrazione della provincia di Salerno. La scommessa "politica" RdB di sviluppare una struttura sindacale che rappresenti l'intera categoria del Pubblico Impiego, si rafforza con un progetto ambizioso di formazione nazionale che vede impegnati in prima persona il gruppo dirigente dei quadri provinciali e regionali. Le elezioni RSU dello scorso novembre hanno confermato il radicamento e la crescita della presenza di RdB/CUB nel Pubblico Impiego. Fino ad oggi le RdB/CUB hanno rappresentato una struttura organizzativa alternativa al modello unico sindacale che dagli accordi del 1993 con la "privatizzazione del pubblico" impiego e la "politica dei redditi" hanno concertato lo smantellamento dello Stato Sociale attraverso l'impoverimento e la precarizzazione del lavoro dipendente, contribuendo, di contro, all'enorme crescita del profitto dei grandi gruppi industriali e finanziari. Le RdB/Cub rilanciano l'urgenza di ricomporre la coscienza e il protagonismo dei lavoratori, contro ogni logica corporativa, dentro un movimento unitario in difesa del salario e della loro condizione sociale. Il sindacalismo indipendente da CGIL, CISL e UIL e' un fenomeno che esiste, resiste e cresce da tempo con lo sviluppo dell'organizzazione sindacale di Base anche attraverso la qualita' dei sui attivisti e delegati nei posti di lavoro.


27 aprile 2008 - La Provincia Pavese

La difficile vertenza sindacale che è in corso a Valenza
«Uspidalì» verso lo sbocco Domani il vertice sul caso

VALENZA - Domani potrebbe finalmente risolversi il problema dei lavoratori precari dell’Uspidalì. E’ in programma, infatti, un incontro, forse decisivo fra il comune di Valenza e i vertici della Rappresentanza Sindacale di Base (Rdb).
Si tratta della seconda parte dell’incontro dopo quello avvenuto l’altra sera in vista della scadenza del 30 aprile, quando l’amministrazione comunale valenzana dovrà approvare il Piano di Stabilizzazione della struttura. L’appuntamento decisivo a livello sindacale è stato convocato dopo l’infuocato consiglio comunale di lunedì scorso nel quale, tra proteste e polemiche era stato deciso di trovare una soluzione da condivisa da tutte le parti in causa nella vertenza. Una riunione che si è svolta in un clima disteso e soprattutto alla ricerca della soluzione definitiva, nella quale si è deciso di aggiornare la situazione a domani.
Le parti dovranno valutare tutte le proposte avanzate, sia dall’Amministrazione comunale valenzana, sia dai sindacati. La soluzione auspicata dalle lavoratrici è quella di un rinnovo del contratto di lavoro presso la struttura assistenziale valenzana, almeno di precari, in vista di una soluzione definitiva che possa garantire e tutelare il posto di lavoro. La vicenda delle lavoratrici precarie dell’Uspidalì era iniziata venerdì 21 marzo con un’assemblea indetta dalla Rappresentanza Sindacale di Base sul tema del precariato e dell’esternalizzazione della casa di riposo l’Uspidalì ed è proseguita nei giorni successivi con una serie di manifestazioni e proteste. La vicenda è sbarcata anche in consiglio comunale ed è stata discussa anche attraverso mozioni ed interpellanze. Adesso si cerca uno spiragglio che potrebbe concretizzarsi domani. «La nostra ipotesi - spiega Giovanni Maccarino delle Rdb - includerebbe un intervento del sistema sanitario nazionale che potrebbe prendersi carico dei lavoratori precari; una soluzione che potrebbe risolvere le esigenze di tutti. Peraltro, l’assessore regionale alla Sanità Eleonora Artesio, si è detta disposta a discuterne».
Altre ipotesi emerse durante il confronto sono il passaggio al CISS che tuttavia porterebbe quasi inevitabilmente alle cooperative, ipotesi non condivisa dal sindacato e dai lavoratori e l’utilizzo temporaneo delle agenzie di lavoro interinale assolutamente bocciata dalla Rdb valenzana.


27 aprile 2008 - Corriere del Mezzogiorno

I tagli dei posti letto Anche i medici si schierano con Trombetti contro il piano di riorganizzazione
Nuovo Policlinico, tutti col rettore
Di Salvo: il manager è qui da quattro mesi ma evita di incontrarci I sindacati: tra un mese andranno in pensione quasi duecento dipendenti dell'azienda, quasi tutti portantini e infermieri
di Alessandra Barone

NAPOLI — Altissima la tensione al nuovo Policlinico. I docenti della facoltà di Medicina e chirurgia si schierano con il rettore della Federico II, Guido Trombetti, e dichiarano guerra al direttore generale del secondo Policlinico, Giovanni Canfora. Sotto accusa del mondo accademico la decisione del nuovo manager di ridurre di 105 il numero dei posti letto dell'azienda ospedaliera universitaria. E ai camici bianchi si accodano anche i sindacati. Dopo la lettera di richiamo inviata dal rettore al manager — «le affermazioni che le vengono attribuite provocano in me irritazione, disappunto e sconcerto» — e per conoscenza al presidente della Regione Antonio Bassolino, al preside Giovanni Persico e a tutti i direttori di cattedra, ora insorgono i medici.
Portavoce è Enrico Di Salvo, direttore del centro interuniversitario di Ricerca Bioetica e responsabile dell'Anpo (associazione nazionale dei primari). «Sono perplesso per tutta la vicenda e d'accordo con la linea del rettore e del preside — dice Di Salvo — è un documento, quello della riorganizzazione dell'azienda, sul quale bisogna riflettere. Documento che, tra l'altro, il direttore generale ha presentato al consiglio di facoltà, senza informarci preventivamente. Il manager è qui da quattro mesi ma evita di dialogare con noi. Per quanto mi riguarda l'ho incontrato solo una volta». Lo scontro tra Canfora e i vertici dell'università è cominciato mercoledì scorso in occasione di un acceso dibattito all'interno del consiglio di facoltà. L'intenzione del direttore generale è di riorganizzare tutta l'azienda ospedaliera, partendo dalla riduzione dei posti letto che da 1.000 arriverebbero a 895. Oltre ai duecento posti per il day hospital.
Il tempo stringe. Canfora ha l'obbligo di presentare il nuovo piano per il Policlinico entro il 7 maggio, alla commissione provinciale dei direttori generali ospedalieri istituita dall'assessorato alla Sanità regionale, presieduta da Angelo Montemarano. Il Policlinico attende la firma del nuovo protocollo d'intesa con la Regione — il precedente che prevedeva fondi per 155 milioni è scaduto a dicembre del 2007 — e quindi di nuovi finanziamenti. «Se Canfora sa fare il manager— aggiunge di Salvo — non deve "rispondere solo a Bassolino", come ha detto durante il consiglio di facoltà, ma anche all'università e deve fare in modo che il Policlinico funzioni a pieno regime. La soluzione non né ridurre i posti letto, ma rendere efficienti quelli attualmente a disposizione. Dall'inizio del suo incarico ha avuto il tempo di capire cos'è l'ospedale universitario, ora deve agire, aiutato da Regione, rettore e preside».
Carenza di personale e strutture chiuse in attesa dei lavori o inutilizzate (è il caso dell'edificio 7 per l'intra- moenia, inaugurato un anno fa e ancora imballato perché privo di attrezzature e suppellettili). Il nuovo Policlinico vive un momento di crisi, secondo i sindacati che si uniscono alle parole del rettore. «Tra un mese andranno in pensione — spiegano i rappresentanti degli Rdb — quasi duecento dipendenti dell'azienda. Tra questi ci sono tantissimi portantini e infermieri. Il manager deve fare nuove assunzioni per superare le difficoltà oggettive dell'ospedale. E ci sono ancora 280 precari da stabilizzare».
Sindacati in agitazione anche al vecchio Policlinico per la decisione del direttore generale dell'azienda ospedaliera della seconda Università, Luigi Muto, di chiudere i reparti del presidio Gesù e Maria. «Perchè non si è provveduto prima alla ristrutturazione degli ambienti? — dicono dalla Cisal — ci opporremo in ogni sede alla chiusura dell'ospedale».


26 aprile 2008 - Liberazione

Torino. Autodifesa del lavoro precario

Torino - Attrezzi, progetti, strumenti di lotta: Autodifesa del lavoro precario. Alle 15 csoa Gabrio via Revello 3 con Diego Margon di Cobas, Cosimo Scarinzi della Cub, Pino Larobina di SdL Intercategoriale, Pietro Passarino della Rete 28 Aprile e Alessio Ariotto di Retelegale.


25 aprile 2008 - Apcom

25 APRILE/ CORTEO ROMA, PER ORGANIZZATORI RAGGIUNTA QUOTA 10MILA
Sindacati,partiti di sinistra, Pd, circoli sociali e studenteschi

Roma, 25 apr. (Apcom) - Il corteo del 25 Aprile che sfila lungo via Marmorada, organizzato dall'Anpi e dalle associazioni antifasciste, si ingrossa sempre di più. "Siamo arrivati a 10mila", dicono gli organizzatori, una stima che si avvicina a quella delle Forze dell'ordine. Alla testa del corteo vecchi partigiani dalla faccia sorridente e fiera, uno di loro ha in mano un piccolo foglietto: 'Dell'Utri la Resistenza non si cancella, scemo'. Dopo i partigiani si susseguono camioncini da cui esplode musica che va dalle vecchie canzoni come 'Bella ciao' ai ritmi in salsa reggae. Molte le bandiere di Rifondazione comunista e Pdci e una delegazione di Sinistra critica. Presenti anche il Circolo Mario Mieli, immancabili le bandiere di Che Guevara vicine a quelle dell'Arcobaleno e a quelle dell'Unione atei italiani.
Verso la fine del corteo si trovano i sindacati, molte le bandiere che sventolano: Cgil, Cisl, Uil e Rdb Cub, seguono quelle della Sinistra arcobaleno, un folto gruppo di bandiere del Pd e ancora quelle comuniste, striscioni di Emergency, Circolo Gianni Bosio e centri studenteschi. Un'atmosfera di festa tra canti, tamburi, gente in bicicletta o a passeggio con i cani. Quando il corteo è partito l'applauso di chi sta ai bordi sui marciapiedi ha accolto i manifestanti, che sono adesso diretti a piazza Venezia.

25 APRILE/ CORTEO ANPI E ANTIFASCISTI: IN 5MILA A ROMA
Partiti da Porta San Paolo, arriveranno a piazza Venezia

Roma, 25 apr. (Apcom) - Il tradizionale corteo organizzato dall'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani italiani, per il 25 Aprile, festa della liberazione, ha visto scendere in piazza a Roma, a porta San Paolo, circa 5-6mila persone, almeno secondo le stime concordi delle Forze dell'ordine e degli organizzatori. All'appuntamento che l'Anpi ha organizzato in collaborazione con la Rete antifascita metropolitana, si sono ritrovate accanto alle bandiere della 'Brigata ebraica', 'Partigiani d'Italia', striscioni di Cgil, Cisl, bandiere di Rifondazione comunista, Socialista radicali italiani, Pci, Rdb Cub e stendardi Arcobaleno dei movimenti della pace.
Il corteo è partito intorno alle 11.40, percorrerà il Lungotevere, Bocca della Verità, via Petroselli fino a raggiungere piazza Venezia. Là - hanno detto gli organizzatori del corteo - una delegazione di anziani salirà al Campidoglio. Probabile che al termine del corteo si faccia anche un presidio a Casa Pound, in via Napoleone III, sede dei centri sociali di destra. Al corteo sono presenti l'ex segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano e Nicola Zingaretti, candidato alla presidenza della Provincia per il Pd, che ha ribadito: "La libertà va difesa sempre e da tutti". "E' importante - ha affermato - essere qui oggi perché grazie a quel sangue siamo liberi. Occorre difendere le idee di tutti e contrastare le ideologie che per affermarsi uccidono le altre idee, questo è in fondo il fascismo. Oggi siamo qui - ha sottolineato - per i diritti di tutti. E chi non c'è sbaglia. Io sono qua per difendere la libertà anche di chi non la pensa come me".
Mario Olmeda, uno dei dirigenti dell'Anpi di Roma, che apre il corteo, ha detto: "La storia non si può dimenticare anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto appello al rispetto della libertà, della democrazia e dei sacrifici fatti". Tra le 5mila persone presenti, donne, bambini, ragazzi, circoli studenteschi e centri sociali, e molte persone anziane. Ma il simbolo del corteo è Giovanna Marturano, 86 anni, partigiana romana, protagonista della propaganda antifascista nella Capitale ai tempi dell'occupazione. E' sul carro che apre il corteo e da cui si alternano 'Bella ciao' e melodie reggae; accanto a lei siede Nicolas, da vent'anni a Roma ma originario delle Mauritius: "E' una grande festa di libertà per l'Italia, e sarebbe bello lo fosse per tutto il mondo".


25 aprile 2008 - Corriere della Sera

Regione Lazio
«Da sistemare 2.000 precari Il nuovo governo ci aiuti»

Roma - «La Regione vuole superare il problema dei 2000 lavoratori socialmente utili (lsu) impegnati nel Lazio anche da 10-12 anni in uffici della Pubblica amministrazione, ma per fare questo è necessario il contributo del nuovo governo nazionale». Lo ha promesso ieri Luigi Nieri, assessore regionale al Bilancio, che insieme ad Alessandra Tibaldi, assessore regionale al Lavoro, ha incontrato un folto gruppo di precari nella sede della giunta. «Alcune amministrazioni comunali, soprattutto nella province di Frosinone e Rieti, si bloccherebbero se questi lavoratori incrociassero le braccia - ricordano Nieri e Tibaldi - la situazione è diventata insostenibile». Secondo Elisabetta Callari, della Rdb, il contratto degli lsu prevede per 20 ore di lavoro settimanali una retribuzione di soli 500 euro, «senza contributi, ferie e malattie retribuite».


25 aprile 2008 - Liberazione

Liberazione e 1° maggio: il diritto alla casa non si arresta!
di Daniele Nalbone

Roma - «Per proseguire la mobilitazione iniziata con il presidio dei palazzi a Bufalotta e mettere in comune le resistenze che oggi si esprimono nella città». Così oggi precari, studenti, famiglie "senzacasa" organizzate con il Blocco Precario Metropolitano e l'AS.I.A. Rdb parteciperanno alla manifestazione per l'anniversario della Liberazione.
«Nell'assemblea che si è svolta mercoledì presso l'Horus Occupato - spiega Luca Blasi - abbiamo deciso di prendere parte al corteo per ribadire che sederci attorno a un tavolo con le istituzioni cittadine, il prefetto e i costruttori per affrontare l'emergenza abitativa non è per noi un punto di arrivo. Il conflitto non si arresta con una trattativa ma va avanti per evitare che si giunga ad accordi sui quali si continuerà a passare sopra, come accaduto con la delibera 110, o che si seguiti a lavorare a piani regolatori che puntualmente verranno aggirati con deroghe».
Dal 25 aprile al 1 maggio: due giorni di festa che saranno contrassegnati dalla battaglia per il diritto alla casa. Il giorno della "Festa dei Lavoratori" il Blocco Precario Metropolitano si mobiliterà per iniziare una campagna con cui si effettuerà un censimento degli immobili vuoti presenti in città: Paolo Di Vetta spiega che «dopo gli arresti di Piazza San Marco, dopo le assemblee pubbliche e i gli incontri indetti dal prefetto è necessario iniziare concretamente ad affrontare l'emergenza abitativa portando all'attenzione di coloro (prefetto, amministratori locali e associazioni di costruttori) che siederanno intorno al secondo tavolo di trattative. In quindici giorni di mobilitazione, con l'aiuto anche delle famiglie iscritte nelle nostre liste, riusciremo a individuare una buona parte di quei 50mila alloggi che chiediamo per fronteggiare l'emergenza e metteremo così la politica e le istituzioni davanti a una concreta soluzione da mettere in atto in breve tempo.
Da Fomentano all'Ardeatino, fino ad arrivare sulla Tiburtina, abbiamo già individuato centinaia di immobili inutilizzati: ribadiamo che a Roma non serve altro cemento».


25 aprile 2008 - Corriere di Bologna

Summit saltato
Atc, raffica di scioperi

Bologna - Salta due ore prima dell'inizio l'incontro con Comune e Provincia sul progetto di aggregazione tra Atc e l'azienda di trasporto pubblico di Ferrara. I sindacati si arrabbiano e proclamano due diversi scioperi: il primo, dichiarato da Rdb-Cub e Sdl, sarà di 24 ore e si svolgerà il 9 maggio, in concomitanza con la giornata di mobilitazione nazionale per il contratto. Il secondo, di 4 ore, indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa-Cisal, è convocato per il 19 maggio. L'incontro, che avrebbe dovuto svolgersi nel pomeriggio di ieri a Palazzo Malvezzi, era stato fissato ad aprile su richiesta dei rappresentanti dei lavoratori che da marzo erano «senza notizie» sui progressi dell'alleanza con Actf. Gli assessori alla Mobilità di Provincia e Comune, Giacomo Venturi e Maurizio Zamboni, poco prima del summit hanno fatto sapere di non essere disponibili e hanno fissato una nuova data per il faccia a faccia con i sindacati, il 9 maggio.


25 aprile 2008 - Il Resto del Carlino

Salta l’incontro tra sindacati ed enti locali
ACCORDO ATC-ACFT: SCATTANO GLI SCIOPERI

Ferrara - SALTA due ore prima dell’inizio l’incontro con Comune e Provincia sul progetto di aggregazione tra Atc e l’azienda di trasporto pubblico di Ferrara. I sindacati si arrabbiano e proclamano due diversi scioperi: il primo, dichiarato da Rdb-Cub e Sdl, sarà di 24 ore e si svolgerà il 9 maggio. Il secondo, di 4 ore, indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa-Cisal, è convocato per il 19 maggio. L’incontro, che avrebbe dovuto svolgersi ieri pomeriggio a Palazzo Malvezzi, era stato fissato ad aprile su richiesta dei rappresentanti dei lavoratori che da marzo erano senza notizie sui progressi dell’alleanza con Acft. Gli assessori alla Mobilità di Provincia e Comune, Giacomo Venturi e Maurizio Zamboni, poco prima del summit hanno fatto sapere di non essere disponibili e hanno fissato una nuova data per l’incontro: il 9 maggio. «Non possiamo accettare questo atteggiamento», sbotta Daniele Galletti della Faisa-Cisal. I sindacati temono che i due soci pubblici di Atc vogliano «tenerli all’oscuro di tutto per metterli di fronte al fatto compiuto».


25 aprile 2008 - La Stampa

TRASPORTI PUBBLICI
Bus Acts, oggi orario festivo Lunedì mattina uno sciopero

Savona - Chi non può fare a meno dei mezzi pubblici per muoversi, dovrà fare attenzione in questi giorni di ponte. Oggi, Festa della Liberazione, nel Savonese, su tutte le linee Acts si osserverà il normale orario festivo. Occhi aperti però, lunedì prossimo 28 aprile quando è previsto uno sciopero indetto dalle segreterie provinciali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Cub Trasporti. Infatti, tra nell'orario compreso fra 10,15 e le 14,15 L’Acts non potrà garantire l'esecuzione del servizio di trasporto pubblico. Non si escludono, inoltre, lievi disagi immediatamente prima e dopo le ore di sciopero programmato. In compenso non dovrebbero esserci problemi, durante il «ponte», per gli automobilisti che percorreranno l’Autostrada dei Fiori. Da lunedì 28 a domenica 4 tra Savona e il Confine di Stato non sarà presente alcun cantiere di lavoro. Rimarrà in opera solo una breve riduzione di carreggiata - da lunedì 28 a mercoledì 30 - in corrispondenza del casello di Bordighera, direzione Genova, per il consolidamento di un muro.


25 aprile 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Il sindaco diserta la riunione e i sindacati indicono lo sciopero...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - Il sindaco diserta la riunione e i sindacati indicono lo sciopero generale del settore pubblico.
Mercoledì pomeriggio il primo cittadino, Gianni Moscherini, aveva convocato i sindacati del Pincio per discutere di stabilizzazione dei precari, progressioni verticali e salario accessorio. Ma non si è presentato (forse per gli impegni al Ministero), così l'Rsu comunale, insieme ai sindacati confederali, Cgil, CSl e Uil, e all’Rdb hanno indetto una giornata di sciopero per il 9 maggio di tutto il settore.
Le richieste avanzate dai sindacati riguardano soprattutto la stabilizzazione dei precari, prevista dalla nuova finanziaria. «L'attuale amministrazione - afferma Flavio Zeppa dell'Rdb - è refrattaria alle nostre richieste. Inoltre, disertando la riunione di mercoledì, non ha fatto altro che aggravare i già precari rapporti tra le sigle sindacali e l'amministrazione».
Oltre alla questione della stabilizzazione dei precari i sindacati contestano anche le numerose assunzioni fatte dal sindacato negli ultimi tempi e che gravano sulle esigue casse comunali ben oltre il milione di euro. «Il sindaco - afferma Zeppa - in più occasioni ha dichiarato che il comune non ha abbastanza soldi per stabilizzare i precari e per le progressioni verticali e poi assume 14 dirigenti, 9 articoli 90 e un articolo 110 (alta professionalità) da inserire nel settore delle farmacie comunali».
Sul caso è intervenuto anche il consigliere di minoranza, Marco Piendibene, esponente dell'area Mussi confluita nella sinistra Arcobaleno. «Non può essere questo l'atteggiamento di un primo cittadino. Non si possono disertare sistematicamente gli incontri concordati, forzare ad atteggiamenti collaborativi coloro che, più vulnerabili di altri perché precari, sono maggiormente sensibili ai "discorsetti" del sindaco. Auspico che il sindaco cambi repentinamente atteggiamento ma se vuole continuare a muoversi su questo terreno, non creda che avrà vita facile».


25 aprile 2008 - Giornale di Sondrio

La denuncia della Rdb/cub
«SIAMO STATI ESPULSI DAL TAVOLO DI TRATTATIVA APERTO IN PROVINCIA»

Sondrio - «Hanno paura di noi». Questo il commento del responsabile della Federazione provinciale Rdb/Cub, Francesco Beltrama, che nei giorni scorsi ha denunciato l'espulsione del proprio sindacato dal tavolo di trattativa avviato in Provincia per il rinnovo del contratto di secondo livello, in quanto non firmatario del contratto nazionale di settore.
«Pur essendo ben a conoscenza che la politica sindacale che anima la Rdb/Cub non è un granché condivisa dalla parte datoriale e dalle organizzazioni sindacali concertative – continua Beltrama - non ci si aspettava sicuramente di essere cacciati con tale modalità dopo essere stati regolarmente convocati da detto ente». «Ciò – prosegue - la dice lunga in merito alla democrazia sindacale e alle norme che regolano la medesima: normative scritte appositamente da tali soggetti per escludere quelle formazioni sindacali che non sono allineate alla politica concertativa. Infatti, solo ed esclusivamente per quanto concerne le relazioni sindacali sono applicate regole antidemocratiche che consentono di cacciare dei soggetti, pur essendo gli stessi rappresentativi all'interno dell'ente, con iscritti e rappresentanti eletti nelle proprie liste direttamente dai lavoratori, solo ed esclusivamente per non aver sottoscritto il contratto collettivo di lavoro di comparto».


25 aprile 2008 - La Repubblica

Sutti passa dalla presidenza dell´Atc al cda di Hera
di VALERIO VARESI

Bologna - Francesco Sutti scende dall´autobus alla fermata di Hera. Il sindaco l´ha nominato ieri nel consiglio di amministrazione della holding dell´acqua, del gas e dei rifiuti assieme ai riconfermati Maurizio Chiarini, che attualmente ricopre anche la carica di amministratore delegato, Luciano Sita, manager Granarolo e Stafano Zolea, altro manager, ma di area Rifondazione. Il presidente Atc, nuovo entrato, sostituisce Pierluigi Celli direttore generale dell´università Luiss ed ex Rai ed Enel. «Considero questa nomina un apprezzamento per il lavoro svolto» spiega Sutti il cui mandato in Atc scade a metà maggio. «Hera è in un momento di passaggio verso nuove aggregazioni e tutto questo mi pare molto interessante nonché foriero di sviluppi».
Teoricamente non c´è incompatibilità tra la presidenza Atc e l´incarico nel consiglio di amministrazione di Hera, ma Sutti ha ripetuto più volte che «sia io che il consiglio scadiamo con la presentazione del bilancio consuntivo 2007». Una frase che potrebbe voler dire molte cose. Per certo si sa che l´incarico nell´azienda di viale Berti Pichat non resterà l´unica occupazione del neo eletto. «Credo che farò anche dell´altro» dice lui. Magari proprio dentro Hera? «Non so. Intanto accolgo questo incarico, poi vedremo». Sul futuro di Atc, quindi, ancora non si sa niente. Nei prossimi giorni, tuttavia, l´azienda affronterà parecchi scioperi il primo dei quali il 9 maggio di 24 ore, proclamato da Rdb e Sdl. Il secondo, di 4 ore, in programma il 19, è invece dichiarato da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa. Il motivo riguarda l´aggregazione tra Atc e Actf (l´azienda di Ferrara) per cui sono in corso le trattative. I sindacati avrebbero dovuto avere informazioni su questo argomento ieri pomeriggio, ma due ore prima gli assessori alla Mobilità di Comune e Provincia hanno fatto sapere che il tutto è rimandato al 9 maggio.


24 aprile 2008 - Prima

RDB-CUB: SOLIDARIETA’ AI MONTATORI RAI IN SCIOPERO

(PRIMA) ROMA - La Federazione nazionale RdB-CUB esprime piena solidarietà ai montatori RAI in sciopero per la riqualificazione e a difesa dei posti di lavoro messi a rischio dall’imminente processo di digitalizzazione. Le RdB-CUB chiedono che ogni processo di trasformazione del modello produttivo avvenga esclusivamente con il coinvolgimento dei lavoratori interessati, attraverso una definizione chiara dei ruoli e nel pieno rispetto delle professionalità esistenti. Le RdB-CUB denunciano inoltre il processo di precarizzazione sempre più spinta che sta coinvolgendo tutti i settori produttivi della RAI, dove ulteriori forme di lavoro temporaneo vanno ad aggiungersi ad un precariato ormai storico, senza che vengano sanati i numerosi contenziosi legali avviati dai lavoratori per il riconoscimento del diritto alla stabilizzazione. Tale quadro appare ancora più preoccupante in relazione alla funzione di servizio pubblico affidato all’azienda radiotelevisiva, funzione a cui dovrebbe corrispondere anche il rispetto dei diritti dei lavoratori impegnati nella RAI.


24 aprile 2008 - Dire

ATC BOLOGNA. SALTA VERTICE IN PROVINCIA, SCIOPERI A RAFFICA
ZAMBONI-VENTURI RIMANDANO INCONTRO SU FERRARA, IRA DEI SINDACATI

(DIRE) Bologna, 24 apr. - Salta due ore prima dell'inizio l'incontro con Comune e Provincia sul progetto di aggregazione tra Atc e l'azienda di trasporto pubblico di Ferrara. I sindacati si arrabbiano e proclamano due diversi scioperi: il primo, dichiarato da Rdb-Cub e Sdl, sara' di 24 ore e si svolgera' il 9 maggio, in concomitanza con la giornata di mobilitazione nazionale per il contratto. Il secondo, di 4 ore, indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa-Cisal, e' convocato per il 19 maggio. L'incontro, che avrebbe dovuto svolgersi nel pomeriggio a Palazzo Malvezzi, era stato fissato ad aprile su richiesta dei rappresentanti dei lavoratori che da marzo erano "senza notizie" sui progressi dell'alleanza con Actf. Gli assessori alla Mobilita' di Provincia e Comune, Giacomo Venturi e Maurizio Zamboni, poco prima del summit hanno fatto sapere di non essere disponibili e hanno fissato una nuova data per il faccia a faccia con i sindacati, il 9 maggio. "Non possiamo accettare questo atteggiamento dilatorio, scorretto e irresponsabile", sbotta Daniele Galletti della Faisa-Cisal. I sindacati temono che i due soci pubblici di Atc intendano tenerli "all'oscuro di tutto" per "metterli di fronte al fatto compiuto" e ad accordi preconfezionati con Ferrara. Il fatto e' che Bologna ha ottenuto lo slittamento della gara per l'affidamento del trasporto pubblico locale proprio in virtu' del processo di aggregazione con l'azienda del capoluogo estense. Il termine per evitare la gara, tuttavia, scade il 30 maggio e i lavoratori temono una sorta di colpo di mano. A esasperare i sindacati non c'e', pero', solo la difficile trattativa con Ferrara sull'alleanza, ma anche il mancato confronto sullo stato di patrimonializzazione dell'azienda di via Saliceto (si doveva procedere al reintegro di Srm) e la definizione della clausola sociale a tutela dei lavoratori, punti sui quali "Zamboni e Venturi si erano presi impegni precisi" nell'incontro dell'1 febbraio scorso. "Vogliono condurre la trattativa con Ferrara escludendo le organizzazioni sindacali", tuona Italo Quartu di Rdb. "E' inaccettabile- aggiunge- quello che e' successo oggi. Sono stati disattesi tutti i motivi della sottoscrizione dell'intesa di febbraio. Da oggi quindi non faremo piu' sconti".


24 aprile 2008 - Ansa

TRASPORTI: 2 ORE DI SCIOPERO MEZZI PUBBLICI LUNEDI' A SAVONA

(ANSA) - SAVONA - Sciopero del trasporto pubblico lunedi' a Savona tra le 10.15 e le 14.15 per una vertenza indetta dalle segreterie provinciali di FILT CGL, FIT-CISL, UIL Trasporti e CUB Trasporti. L'ACTS non potra' garantire l'esecuzione normale del servizio di trasporto pubblico. Non si escludono lievi disagi immediatamente prima o dopo le ore di sciopero programmato.

RAI: RAI PARLAMENTO E STAMPA ROMANA, SOLIDALI CON MONTATORI

(ANSA) - ROMA, 24 APR - Il comitato di redazione di Rai Parlamento, l'Associazione stampa romana e la Federazione nazionale Rdb-Cub esprimo solidarieta' ai montatori della Rai, oggi in sciopero per porre all'attenzione dell'azienda i rischi legati al processo di digitalizzazione in fase di avvio. ''Al di la' delle specifiche rivendicazioni, il cdr di Rai Parlamento considera il patrimonio professionale dei montatori dei telegiornali Rai - si legge in una nota - parte fondamentale e preziosa del lavoro svolto quotidianamente dal servizio pubblico. E chiede all'azienda che, nell'operare scelte decisive per il suo futuro, trovi una strada condivisa dalle diverse figure professionali''. Il Consiglio direttivo dell'Asr ''condanna il comportamento della Rai, che chiede oggi ai propri giornalisti di montare i servizi con montatori in appalto esterno in sostituzione di quelli intesi in sciopero. Grave e' pure la scelta aziendale di anticipare i montaggi dei servizi delle rubriche per garantirne la messa in onda nella giornata di oggi. Si tratta di una politica di relazioni sindacali pericolosa e inaccettabile''. Infine le rappresentanze sindacali di base ''chiedono che ogni processo di trasformazione del modello produttivo avvenga esclusivamente con il coinvolgimento dei lavoratori interessati, attraverso una definizione chiara dei ruoli e nel pieno rispetto delle professionalita' esistenti''.


24 aprile 2008 - Corriere della Sera

«Già ai tempi del Vajont finivo le udienze di notte Gli straordinari? 350 lire»
Pina Todisco è cancelliera da 33 anni. Lavora a Roma ma i primi 12 anni di attività li ha svolti a Pordenone. Sotto uno dei paesini devastati dal disastro del Vajont
di Lavinia Di Gianvito

ROMA — «A Pordenone, quando c'era un processo importante come quello per il disastro del Vajont, le udienze finivano alle otto, alle dieci, all'una di notte. A quei tempi, alla fine anni '70, gli straordinari venivano pagati 350 lire all'ora. Ma i soldi non c'erano, quindi non me li davano. Alla fine ebbi 40 giorni di ferie. Per me che ero di Vico Equense, vicino a Salerno, fu una festa».
Pina Todisco, cancelliera da 33 anni, i primi 12 a Pordenone, poi nella capitale, è un'impiegata delusa: «A Roma era un manicomio, come oggi. Una delle nostre funzioni è controllare che nessuno metta le mani nei fascicoli, ma non è possibile. E dovremmo anche redigere i verbali delle udienze, ma al civile non ce la facciamo. Ci pensano gli avvocati, da soli: interrogano i testimoni in piedi nei corridoi e scrivono».
Dopo più di tre decenni, con un diploma di ragioneria, Todisco guadagna 1.500 euro netti al mese. Ma non è dello stipendio che si lamenta. «Io ho amato moltissimo il mio lavoro e lo amo ancora — dice —, ma oggi farei un'altra cosa. Ho combattuto per anni anche nei nostri uffici, ma ormai non ci credo più. La giustizia non funziona perché nessuno vuole che funzioni». Sezione commerciale, separazioni e divorzi, fallimentare, pubblica amministrazione: la cancelliera, che nel frattempo è diventata è responsabile giustizia della Rdb, di uffici del tribunale di Roma ne ha girati tanti. «L'apoteosi del caos — racconta — era alla sezione commerciale, che ora non c'è più. C'era un malaffare che solo Dio lo sa, quando scoppiò lo scandalo un sacco di gente finì in galera. In quegli anni ho lavorato con grande passione, ero molto esperta della materia, conservo ancora i libri che mi ha regalato qualche professionista del settore con la dedica: "Alla mia maestra". Il problema è che applicando sul serio le norme finisci per intralciare gli utenti, che in quel caso erano notai e commercialisti ». Alla sezione commerciale, ricorda Todisco, «le mie multe hanno fatto incassare allo Stato decine di milioni di lire. E la ricompensa questa: non ho mai avuto una promozione, mai un corso di formazione, mai un codice. I testi me li compro da sola e non li porto nemmeno in ufficio: me li tengo a casa».


24 aprile 2008 - La Nuova Venezia

LA PROTESTA DEL CUB TRSPORTI
Guerra di cifre sull’adesione allo sciopero dei bus Actv

Venezia - Disagi e rabbia per molti utenti degli autobus urbani ed extraurbani dell’Actv, che ieri hanno subito le conseguenze dello sciopero indetto dal sindacato autonomo Cub-Trasporti. Lo sciopero ha interessato una fascia oraria - dalle 11 alle 15 - di forte utilizzo dei bus e, secondo l’Actv ha avuto una adesione media del 37 % tra il personale in servizio sulla terraferma, con punte del 45 % a Mestre e sulle linee extraurbane per Scorzè, Noale e Mirano, del 30 % sulla Riviera del Brenta, del 16 % al Lido e nessuna adesione a Chioggia.
Ben diversi i dati del Cub-Trasporti veneziano sull’entità dell’adesione allo sciopero, secondo il responsabile, Danilo Scattolin la media di adesione del settore automobilistico dell’Actv è stata del 70% a Mestre e nell’area nord del settore extraurbano, che è la «più colpita» dal nuovo accordo sui turni.
«Actv - sostiene Saccatolin che ieri, durante lo sciopero, ha guidato un sit-in di protesta sotto la sede dell’Actv al Tronchetto - ha cercato e cerca, in tutti i modi, di confondere i dati sul consenso dei lavoratori alla nostra protesta per l’accordo sui turni siglato dalle altre organizzazioni sindacali».
Scattolin sottolinea che Actv «non ha informato per tempo l’utenza del nostro sciopero, col chiaro intento di sminuire la nostra protesta, anche a scapito dei suoi utenti». Il Cub-Trasporti ha in programma altre iniziative che culmineranno, a metà maggio, con uno sciopero di 24 ore.
La protesta nasce dall’affissione dei nuovi turni di lavoro da parte dell’azienda il 1 aprile. Una turnistica inizialmente respinta da tutta la Rsu. Ma successivamente mentre Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono andati ad un accordo con l’azienda, Rdb Cub ha deciso di abbandonare il tavolo di confronto per protestare contro il premio di produttività che ha introdotto ore di recupero che difficilmente i lavoratori potranno effettuare. Ben 2.200 chilometri di tratte urbane sono passate nei turni dell’extraurbano, ma i lavoratori del settore urbano non hanno visto una riduzione del carico di lavoro per effetto dell’entrata in funzione delle nuove linee H1 e H2 che servono il nuovo ospedale dell’Angelo e che diventeranno definitive, con gli orari ufficiali, dal prossimo 5 maggio.


24 aprile 2008 - Il Mattino di Padova

LIMENA. Magazzino Tnt
La FastCoop «Boicottati gli accordi sugli orari»

LIMENA - Ormai tutti i lavoratori ex FastCoop che avevano deciso di rimanere alla Tnt di Limena sono stati reintegrati, ma il sindacato Adl Cobas continua a vigilare sugli accordi assunti. In questi giorni hanno chiesto di tornare a incontrare il consorzio Corso, subentrato a FastCoop nella gestione del magazzino Tnt: ci sarebbero lavoratori impiegati più ore rispetto ad altri. Nella trattativa in Prefettura si era concordato che il numero di lavoratori ex FastCoop, che avrebbero dovuto rientrare, doveva essere 60, e siccome erano in esubero rispetto ai 2 turni di lavoro (Tnt aveva abolito il 3º di notte) venivano impiegati a 6 ore, in attesa di eventuali sviluppi per tornare alle 8 di un tempo. «Il consorzio Corso e Tnt stanno facendo lavorare, invece, oltre ai lavoratori ex FastCoop, anche una quarantina di soci del Corso, facendo fare loro, però, non 6 bensì 8 ore al giorno - spiega Adl Cobas - Chiediamo pertanto che nel magazzino di Limena operino prima di tutto i lavoratori ex FastCoop e che vengano ripristinate le 8 ore di lavoro». Altra cosa su cui il sindacato è impegnato a vigilare è la busta paga. «Verificheremo che vi siano inseriti i miglioramenti dovuti agli accordi con FastCoop e faticosamente ottenuti con la dura lotta dai lavoratori». Ciò che si augurano è che, dopo tutto quello che è successo (serrate, presidio permanente, riunioni e accordi raggiunti con l’intervento del Prefetto) le parti si riuniscano serenamente, evitando di ricreare situazioni conflittuali.(cri.s.)


24 aprile 2008 - Il Venezia

Lo sciopero. Balletto di cifre fra azienda e Rsu
L'Actv si ferma in deposito, la rabbia dei viaggiatori

Venezia - Alle solite: scatta lo sciopero e da un lato c'è il balletto di cifre tra azienda e sindacati e dall'altro la rabbia dei pendolari. E così è successo anche ieri in occasione dello sciopero proclamato dalla 11 alle 15 per l'agitazione dei dipendenti Actv delle linee di terraferma. Uno sciopero riuscitissimo a sentire le protest dei tantissimi cittadini rimasti a piedi: «Non c'erano avvisi non si sapeva niente» sbottano i pendolari imbufaliti e appiedati a piazzale Roma. «Abbiamo dato tutte le informazioni con tutti i canali a disposizione» spiega l'azienda. E sulle cifre l'Actv parla del 36,9% le Rsu dell'oltre 70%. I motivi, la riorganizzazione delle corse che si tradurrebbe, per i sindacati, in lavoro in più per gli autisti. E dopo lo sciopero nazionale del 9 a Venezia è pronto un'altro pacchetto di 24 ore.


24 aprile 2008 - Savona news

Savona: trasporti, sciopero del personale Acts

Sciopero del trasporto pubblico lunedì a Savona tra le 10.15 e le 14.15 per una vertenza indetta dalle segreterie provinciali di FILT CGL, FIT-CISL, UIL Trasporti e CUB Trasporti. L'ACTS non potrà garantire l'esecuzione normale del servizio di trasporto pubblico. Non si escludono lievi disagi immediatamente prima o dopo le ore di sciopero programmato.(r.c.)


24 aprile 2008 - EPolis Torino

Il caso. L'allarme del sindacato interno: «Siamo pochi e con mezzi obsoleti, bisogna invertire la tendenza»
Vigili del fuoco nell'emergenza un pompiere ogni 4500 abitanti
La media in città è nettamente al di sotto di quella europea, e per la sicurezza è un rischio
di Luca Avenati

Torino - L’allarme arriva dai rappresentanti del sindacato Rdb Cub Vigili del Fuoco. Gli uomini in servizio a Torino e provincia sono troppo pochi. Meno di 100 per più di 2 milioni di abitanti. Quattro volte meno che nelle altre nazioni europee. I mezzi che utilizzano sono vecchi, decrepiti, e spesso in manutenzione. In media hanno 15 anni e più di 500mila chilometri sulla spalle. Una realtà che, in emergenza, potrebbe significare l’impossibilità di intervenire con efficacia su di un incendio. Ipotesi che è stata sfiorata durante il rogo del Castello di Moncalieri. Se durante quelle ore concitate fosse scoppiata un’altra emergenza in città il sistema dei Vigili del Fuoco sarebbe probabilmente andato in crisi e l’intervento non si sarebbe potuto effettuare. A Torino e provincia oggi ci sono circa 580 Vigili del Fuoco operativi o professionisti. Distribuiti sui quattro turni, e tenuto conto di ferie o malattie, risulta che ogni giorno ci sono appena 100 uomini pronti ad agire su di un territorio che ha una media di 35.000 interventi l’anno. Più o meno 50 Vigili sono operativi in città, nelle quattro stazioni urbane (corso Regina, Lingotto, Stura e corso Allamano). Gli altri coprono le quattro stazioni decentrate (Susa, Ivrea, Chieri e Pinerolo) più il posto fisso dell’aeroporto di Caselle che per legge deve contare su 16 unità sempre in servizio (il che vuol dire un minimo di 24 uomini per coprire i turni). In Europa la media considerata accettabile è di circa 1 Vigile del Fuoco ogni mille abitanti. In Italia la media è di un Vigile ogni 2.150 abitanti. A Torino non arriviamo a un Vigile ogni 4500 persone. E allora come si fanno a coprire le emergenze? Grazie ai volontari. Sui quali, affermano i pompieri professionisti, "si può sempre contare". I volontari sono vigili del fuoco a tutti gli effetti ma senza un contratto a tempo pieno, quindi per vivere fanno altri mestieri. Passano la giornata con la radiolina sempre accesa, pronti a chiudere bottega e entrare in servizio. Vengono pagati con contratti da 20 giorni per un massimo di 160 giorni ogni anno. "Chiediamo al nuovo Governo - attaccano Danilo Molinaro e Valter Durando, rispettivamente il coordinatore regionale e provinciale del sindacato Rdb Cub Vigili del Fuoco - un incremento di almeno 40% del personale in servizio permanente. Ciò permetterebbe una turnazione decente e di fare quella formazione che oggi non si fa o si fa sul campo. E permetterebbe di uscire da una situazione che si regge sui volontari. Il loro apporto andrebbe controbilanciato dai professionisti. Parlare di sicurezza non vuole solo dire tenere i ladri fuori casa, ma anche garantire al cittadino un intervento di alto livello per le emergenze. I nostri uomini sono i migliori in Europa e sopperiscono come possono a tutte le mancanze. Ma quanto si potrà andare avanti così?". I Vigili del Fuoco dipendono dal Ministero degli Interni, sono statali al pari di una qualsiasi segretaria di Montecitorio. "E nella Finanziaria 2008 per noi è stato previsto un incremento di 120 unità in tutta Italia - aggiungono i due - cioè poco più di un’unità ogni comando provinciale. Assurdo". In città sono in servizio veicoli che in media hanno 15 anni con 500 mila chilometri sulle spalle fatti sempre al massimo. «Abbiamo un reparto tecnico che fa miracoli -- spiegano i due Vigili del Fuoco - ma i mezzi sono vecchi. Ad esempio a Torino le autoscale sono due, ma oggi ne funziona solo una, l’altra è in manutenzione».


24 aprile 2008 - EPolis Milano

I pompieri: sugli argini è difficile intervenire

Milano - I vigili del fuoco lanciano l'allarme sicurezza per l'isola pedonale sui Navigli. I tavolini posti sull'argine già stretto, infatti, ostruiscono il passaggio dei mezzi di soccorso in caso di intervento. Un'eventualità che si è già verificata l'anno scorso. «Per fortuna quella volta l'intervento non era per una cosa grave, ma l’autopompa era bloccata», spiega Davide Suffada, uno dei vigili del fuoco presenti nel luglio scorso durante un'operazione in Ripa di Porta Ticinese. «Il codice della strada - aggiunge l'esponente della segreteria provinciale Rdb - prevede che ci sia una carreggiata libera di 3 metri e mezzo, e lì non c'era. Ma non è l’unico episodio: quella dei Navigli è una situazione che segnaliamo da tre anni». La conclusione: «Noi facciamo presenti i disagi, poi la politica e l'amministrazione decidano come credono».

Il dato. Disagio in caserma semaforo rotto. La denuncia

Milano - La caserma dei vigili del fuoco competente per i Navigli è in via Darwin. La denuncia: il semaforo di uscita dei mezzi di soccorso, rotto da vandali, non funziona da tre anni.


24 aprile 2008 - La Repubblica

Via 200.000 ore di straordinari Careggi assume 100 infermieri
di MICHELE BOCCI

Firenze - Careggi taglia 200 mila ore di superstraordinari agli infermieri. Le buste paga di una buona parte dei duemila dipendenti dell´ospedale diventeranno da subito più leggere senza la "tav" l´attività prestata per risolvere le carenze di personale nei reparti e pagata tra i 29 e i 36 euro all´ora. Il tetto massimo per infermiere era di 24 ore al mese, qualcuno grazie al sistema arrotondava abbondantemente lo stipendio. Negli "anni d´oro", il 2005, 2006 e parte del 2007, l´azienda spendeva anche 12 milioni di euro per pagare questa attività degli infermieri. Ora, forti di una delibera della Regione che ha imposto di bloccare tutti i superstraordinari (anche quelli dei medici), il direttore generale Edoardo Majno e quello sanitario Mauro Marabini hanno annunciato al personale la fine della tav. Oggi la Rsu parlerà in assemblea del provvedimento, che scontenterà molti infermieri e mette in difficoltà i sindacati. «Noi siamo d´accordo con la delibera, però per applicarla è necessario che vengano fatte assunzioni - spiega Roberto Vangelisti di Cgil - Se tutte quelle ore venivano fatte, vuol dire che a qualcosa servivano». Dall´azienda spiegano che è già stato avviato un piano di assunzioni, intanto dovrebbero entrare 100 persone. «Ma si tratta di lavoratori che servono a sopportare il turn over, cioè a sostituire chi ha cambiato azienda, oppure è andato in maternità o in malattia fino ad ora - dice sempre Vangelisti - non ad affrontare la fine della tav. Per quella ci vorranno altre assunzioni». Aurelio Minichiello della Rdb sottolinea che ci sono rischi per i servizi: «La ricaduta del taglio improvviso potrebbe mettere in difficoltà molte attività sanitarie». L´aria che tira è quella dell´attesa, appena da qualche reparto si lamenterà la carenza di personale per coprire un turno o risolvere un´emergenza scatterà la protesta dei sindacati di Careggi.
L´azienda ha da poco fatto un concorso per assumere 80 infermieri da una graduatoria di circa 160 persone. A parte quello, dovrebbe essere necessario anche altro personale per affrontare la fine del superstraordinario. Il progetto è quello di investire una parte dei soldi risparmiati con il taglio delle tav (una dozzina di milioni rispetto al 2007) per fare assunzioni che mantengano lo stesso livello di offerta sanitaria, ma anche quello di impiegare parte del denaro per avviare dei progetti speciali. Un po´ la stessa cosa che è già successa con i medici e che sta facendo digerire a questi professionisti il taglio dei loro superstraordinari. Si individua un settore in difficoltà, si stanzia un fondo, si fissa un termine per risolvere i problemi e si incentivano i lavoratori a raggiungere l´obiettivo dando loro un premio economico. Il punto fondamentale è il rispetto del termine. Già nel 2002 la tav venne avviata come strumento temporaneo ma non ha mai avuto questa caratteristica. Si è iniziata ad usare in tutti i reparti, in certi casi anche al posto degli straordinari normali (pagati 12 euro e mezzo l´ora). E dopo aver assicurato stipendi più alti di 700 ma anche di 300 euro al mese (su una media di 1.300) è difficile convincere il personale a tornare indietro.

Le vacanze articolate in cinque mesi
Pronto soccorso con metà letti
I reparti si fermeranno da fine maggio ai primi di ottobre per non avere picchi di chiusure eccessive

Firenze - ...I reparti si fermeranno da fine maggio ai primi di ottobre, per non avere picchi di chiusure eccessivi. Del resto già da qualche anno la richiesta di servizi sanitari d´estate non cala di molto. Il pronto soccorso faticherà a ricoverare i pazienti ma ha a disposizione più o meno gli stessi letti messi del 2007. «Non hanno condiviso con le asl dell´area il piano e si potrebbero verificare i disservizi delle altre estati», commenta Minichiello di Rdb. Il piano chiusure arriva alla vigilia del trasferimento delle cardiologie nella nuova ala delle chirurgie e con la fine della tav. Nel dipartimento oncologico la degenza radioterapica passerà da 19 letti a 3 tra il 7 di luglio e l´11 di agosto e poi a 15 per altre tre settimane. Riduzioni anche per la degenza chemioterapica, da 12 a 8 e 4 per due mesi. Il dipartimento ortopedico passerà da 209 letti a 120 per oltre un mese. Forti i tagli alle specialità medico chirurgiche, che avranno riduzioni per quattro mesi, da 311 i letti passeranno a 278 per un mese, poi a 210 per due settimane e a 180 per altre due. Quasi dimezzate oculistica e otorino: da 81 a 48 per due mesi. Nel dipartimento di emergenza (259 letti) una medicina da 23 letti scomparirà, la day surgery chiuderà due mesi. Sempre due mesi starà chiusa la biomedicina, che ha 27 letti.


24 aprile 2008 - L'Arena

IL 25 APRILE . Piazza Bra sarà il centro delle manifestazioni. Ma iniziative anche davanti alla stazione e in piazza dei Signori. L’ultimo incontro in serata alle 20
Dalle 8 di mattina cerimonie e cortei

Verona - Domani Verona, come tutte le altre città italiane, ricorda il sessantatreesimo anniversario della Liberazione con una serie di manifestazioni. Accanto a quelle ufficiali che in piazza Bra e a quella che si svolgerà al Porto, ci saranno altre iniziative parallele, come quella del coordinamento migranti (vietata in Bra per motivi di sicurezza), che si snoderà tra corso Porta Nuova e piazza Isolo, a cui parteciperà il premio Nobel Dario Fo.
Le celebrazioni ufficiali inizieranno alle 8.45 con la messa in piazza Bra, sulla scalinata di palazzo Barbieri. Alle 9.30 si terrà l’alzabandiera. Il corteo partirà quindi per piazza Viviani, dove sarà deposta una corona alla targa dei Caduti della battaglia in difesa del palazzo delle Poste; un’altra corona d’alloro sarà dedicata alla memoria della medaglia d’oro Rita Rosani, alla Sinagoga. Il corteo proseguirà quindi in direzione dell’Auditorium della Gran Guardia dove si terrà una cerimonia alla presenza delle autorità cittadine a partire dalle 10.30; oratori ufficiali saranno il professor Vittore Bocchetta e il generale Edgardo Pisani. Seguiranno gli interventi del sindaco Flavio Tosi e del presidente della Provincia Elio Mosele.
Verranno quindi consegnate le medaglie della città a dieci cittadini: Mario Adriano Lavagnoli, Augusto Piubello, Vasco Tubini, Gino Castelletti, Bruna Fontana, Guido Mariotto (alla memoria), Luigi Drentin, Salvatore Monizio, Ferdinando Spagnol, Cesarino Tressino e Marcello Lampo che furono partigiani, deportati o combattenti per la libertà. La cerimonia proseguirà in Bra con la deposizione delle corone al monumento a tutti i Caduti di tutte le guerre, a quello al Partigiano e alla Targa dei Deportati nei campi di sterminio e con le preghiere del sacerdote cattolico e del rabbino ebraico.
Anche Porto San Pancrazio celebrerà la festa del 25 aprile con una cerimonia promossa dall’Associazione nazionale Combattenti e Reduci di Porto San Pancrazio e dai gruppi d’arma e sociale del quartiere, a cui parteciperà l’assessore ai Servizi demografici Daniele Polato. Il ritrovo è alle 9.15 nel piazzale adiacente alle scuole medie «Fava». Alle 9.30 messa in suffragio ai Caduti di tutte le guerre. La cerimonia si concluderà con la deposizione di una corona al monumento ai caduti. Le celebrazioni per l’anniversario della Liberazione termineranno alle 18 in Bra con l’ammainabandiera.
Piazza Bra è invece vietata al coordinamento migranti, a tutte le associazioni e centri sociali che hanno aderito alla manifestazione del 25 aprile «contro i sindaci sceriffo, le retoriche della sicurezza, i razzisti» e a difesa dei diritti dei «nuovi veronesi». Ma non se ne fanno un problema gli organizzatori. Anzi tornano a ribadire che la loro forza sta proprio nella non violenza. Domani alle 15 il corteo partirà dalla stazione di Porta Nuova, percorrerà corso Porta Nuova per poi svoltare in piazza Cittadella e passare lungo stradone San Fermo, ponte Navi, fino a piazza Isolo. Da qui svolterà per piazzetta San Tommaso, attraverserà ponte Nuovo, seguirà lungadige Rubele per ripassare da stradone San Fermo. Si fermerà infine ai portoni della Bra dove si svolgerà un comizio.
La manifestazione, autorizzata, vedrà in testa al corteo don Andrea Gallo (fondatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova), è certa anche la presenza del premio Nobel Dario Fo. Con loro ad aprire la manifestazione ci saranno i bambini. «Vogliamo un pomeriggio di festa, di voglia di stare insieme. La paura del migrante deve cessare».
Di sicurezza e paure è tornato a parlare il segretario del coordinamento Mustafa Wagne che con il presidente della Consulta dei migranti Racide Mottaqui e Khaled Ben Ammar, ritengono di essere a tutti gli effetti cittadini italiani. «Lavoriamo da vent’anni in questo paese, qui paghiamo le tasse e qui cresciamo i nostri figli», dicono, «le politiche attuate dal Comune sono discriminanti, da quelle per la casa a quelle per l’iscrizione agli asili nido». Lo conferma anche il segretario provinciale del sindacato Rdb, Tiziana Riolfi, che sottolinea come in piazza ci saranno molti lavoratori «veronesi doc».(A.Z.)


23 aprile 2008 - Apcom

SICUREZZA/ BOLOGNA, PD: AI VIGILI MANGANELLO E SPRAY URTICANTI
In arrivo odg per modificare regolamento comunale (Repubblica)

Bologna, 23 apr. (Apcom) - Dopo il dibattito sulle "ronde soft" a Bologna la questione sicurezza si prepara a vivere un nuovo capitolo con la proposta, arrivata ieri dal capogruppo del Partito Democratico a Palazzo D'Accursio Claudio Merighi, di dotare i vigili urbani di manganelli e spray urticanti. "Nei prossimi giorni prepareremo un odg per modificare il regolamento comunale e inserire questi strumenti" ha spiegato lo stesso Merighi, come riporta il dorso locale di Repubblica, riferendosi ai 'bastoni telescopici' e agli spray a base di peporoncino, strumenti che, precisa l'esponente Pd, "devono essere utilizzati solo a scopo difensivo", mentre gli agenti che li utilizzeranno dovranno "essere tutelati". Attendista l'assessore alla sicurezza Mancuso, che alla proposta targata Pd, replica sottolineando che "prima bisogna rimuovere il divieto imposto dalla Procura nel 2002, che per il peperoncino parlava di porto illecito d'arma" e poi, da ex magistrato ricorda: "solo una legge regionale permette l'uso di spray e manganelli. La legge nazionale non ne parla". Contrarie le Rdb, che annunciano azioni di protesta, e critica anche la Cgil che chiede la copertuta assicurativa per i vigili urbani, ritenendo "spray e mangnelli armi di offesa vere e proprie".


23 aprile 2008 - Il Gazzettino

DALLE 11 ALLE 15
Oggi scioperano i conducenti dei bus Actv del sindacato Rdb-Cub.
L'azienda: «Un'agitazione incomprensibile»

Venezia - Sull'annunciato odierno sciopero del servizio automobilistico Actv, in programma dalla 11 alle 15 e proclamato da una sola componente sindacale, la Rdb-Cub Trasporti, è intervenuta con una nota la presidenza aziendale che definisce l'agitazione «del tutto incomprensibile».
«E' di soli tre mesi fa - sottolinea la presidenza dell'Actv - la firma di un importante accordo aziendale che, con ambiziosi traguardi organizzativi e gestionali su un orizzonte biennale (2007/2008), ha condiviso con la rappresentanza sindacale unitaria, in rappresentanza dei lavoratori di tutta l'Azienda, i frutti e i risultati di un intenso lavoro, in parte ancora in corso. Un'intesa di alto profilo non solo per i valori in gioco (oltre 5 milioni di euro investiti nella contrattazione aziendale, rappresentano un riscontro senza precedenti nella storia aziendale) ma soprattutto per il senso di responsabilità e reciprocità che questa intesa ha accompagnato. Ciò ha rappresentato la miglior premessa perchè successivamente alla firma tutti i lavoratori chiamati in assemblea andassero poi a "convalidare" questa intesa ed i suoi contenuti, giudicandola quindi soddisfacente e compatibile».
È, appunto, alla luce di questo accordo che l'Actv ritiene incomprensibile la proclamazione dello sciopero odierno. «Fa specie ora - afferma la presidenza dell'Actv - che, proprio quando l'Azienda per parte sua ha completato l'insieme degli adempimenti e delle erogazioni che quell'intesa contiene, ci sia una componente sindacale che tenta di metterne in discussione i contenuti e porta a scaricare sui nostri cittadini e clienti un'incomprensibile contrarietà, che suona molto di provocazione e di strumentalizzazione condotta ad altri fini. E' evidente che l'Azienda non possa e non voglia in qualche modo prestarsi a questo genere di operazioni: ne uscirebbe delegittimata la stessa Rappresentanza Sindacale Unitaria aziendale (quindi la volontà liberamente espressa dai lavoratori) e ne deriverebbe un'incomprensibile e non corretta distorsione delle modalità di conduzione delle relazioni sindacali aziendali; quelle stesse modalità che hanno permesso di avere un periodo lungo 5 anni senza che vi fosse un'agitazione per motivi di carattere aziendale. E' in questa sede, quella aziendale appunto, che le controversie, quando autentiche e fondate, trovano - conclude la nota aziendale - la loro soluzione: in questo senso la possibilità di dialogo non è mai venuta meno».


23 aprile 2008 - Corriere di Bologna

Immigrati. Gli inquilini nordafricani dovranno lasciare lo stabile entro tre mesi, altrimenti sarà sgombero
Via Stalingrado, il Comune svuota la «casbah»
di Amelia Esposito

Bologna - Presto, la «casbah» di via Stalingrado tornerà a essere un anonimo palazzone bianco sporco. E vuoto. Com'era vent'anni fa — forse solo un po' più malandato — quando quattrocento immigrati nordafricani lo occuparono.
Accadrà entro tre mesi. In ogni caso: sia che i residenti se ne vadano spontaneamente, sia che a mandarli via ci pensino le forze dell'ordine. Accadrà perché il Comune ha deciso così. Le dichiarazioni d'intenti si sono tradotte in due ordinanze di allontanamento (l'ultima è di ieri) rivolte a 22 famiglie ed emanate negli ultimi 5 giorni. Altre ne arriveranno. Fino allo svuotamento totale di quei palazzoni divenuti un simbolo, più negativo che positivo, del rapporto tra gli immigrati e questa città.
Era il 9 settembre del 1990 quando centinaia di tunisini e marocchini occuparono i due stabili vuoti dello Iacp. Un anno dopo, l'allora sindaco Renzo Imbeni «sanò» quella situazione secondo i criteri dei centri d'accoglienza, lasciando all'interno degli stabili solo gli immigrati regolari. Ma nel tempo, tra i regolari si sono spesso confusi clandestini e spacciatori, la «casbah» è stata non raramente teatro di risse, accoltellamenti e altri episodi negativi. È questa una delle ragioni per cui la giunta di Sergio Cofferati ha deciso di svuotarla. Valerio Montalto, responsabile relazioni sindacali di Palazzo d'Accursio, spiega: «Abbiamo preso questa decisione perché le condizioni in cui vive la gente lì dentro sono pietose e perché quei palazzi rientrano in un'area da riqualificare». Montalto assicura che nessun inquilino verrà lasciato per strada: «Per 10 nuclei familiari abbiamo già trovato una soluzione, gli altri, quelli che non sono in emergenza, potranno partecipare al bando Erp». Secondo Montalto, le ordinanze sarebbero state emanate in questi giorni proprio per dare agli inquilini la possibilità di partecipare al bando (scaduto il 21 aprile). Ma secondo l'Asia, il sindacato degli inquilini delle Rdb che segue le vicissitudini della «casbah», le cose non stanno affatto così. Spiega Lidia Triossi: «Gran parte delle 26 famiglie e dei 19 singoli che abitano in via Stalingrado resteranno senza casa perché le soluzioni offerte dal Comune sono improponibili ». Ai più, riferisce Triossi, sarebbe stata proposta «l'immissione nel mercato privato, con un sostegno economico per i primi tre mesi, ma i costi del mercato privato sono altissimi per queste famiglie». Le Rdb sono pronte a dare battaglia. «Chiedendo prima di tutto che le ordinanze vengano ritirate»: questa la poposta che sarà portata a Palazzo nei prossimi giorni.

Sindacati divisi La Cisl: giusto che si difendano non sono missionari. Il Sulpm: speriamo non si debba aspettare un anno
Il no della Cgil: «Così saranno pronti anche per l'Iraq»

Bologna - Il sindaco Sergio Cofferati, nel luglio scorso, aveva posto «la condivisione dei sindacati dei vigili» come condizione per arrivare a spray urticanti e bastoni telescopici. Ma i sindacati, di fronte al via libera del Pd sui nuovi «strumenti di difesa», continuano inesorabilmente a procedere in ordine sparso.
In casa Cgil i dubbi rasentano il paradosso. «Abbiamo già la pistola — dice Vanni Albertin — e ora ci danno anche gli spray e i manganel-li: bardati così daremmo l'impressione di andare in Iraq». La Camera del lavoro cerca di mantenersi in equilibrio, ma i nuovi strumenti per i vigili proprio non la convincono. «La scelta spetta all'amministrazione — sottolinea il delegato Cgil — ma i nostri dubbi sono condivisi dalla Procura, per cui spray e manganelli sono strumenti di offesa veri e propri ». Il boccone amaro, forse, lo si potrà anche ingoiare: «Ma servono garanzie sulla copertura assicurativa di chi adopera questi strumenti». E magari, conclude Albertin, «sarebbe giusto dare agli agenti la possibilità di scegliere se usarli o meno». Dante Forni della Uil resta dubbioso sullo spray urticante: «Se nessuna altra forza di polizia l'ha in dotazione, un motivo ci sarà, ci sono della controindicazioni ». Viceversa, se la polizia municipale verrà chiamata a lavorare per garantire l'ordine pubblico, «allora il manganello può far parte della dotazione».
La Cisl, invece, sembra pronta a stappare lo spumante. «È giusto che i vigili si possano difendere, non sono missionari — dice Nicola Negrelli della Cisl — da sempre chiediamo più attenzione nell'individuare gli strumenti più adatti alla difesa di chi lavora in strada». Per Carlo Del Percio del Sulpm, addirittura, spray urticante e manganelli «sono il minimo ». Uno strumento non invasivo è ormai una necessità, lamenta il rappresentante del Sulpm, «le situazioni in cui ci troviamo sono spesso di pericolo. Speriamo solo di non dover aspettare un anno per vedere spray e manganelli».
Le Rdb, intanto, salgono sulle barricate. «Il Comune non sa nemmeno cosa vuole — attacca Gianni Cavicchioli — prima crea il vigile di prossimità, amico dei cittadini, poi pensa a spray e manganelli». Per bloccare spray e manganelli, dunque, il sindacato di base è già pronto a muoversi. «Faremo pressioni sul Pd e sulla Sinistra arcobaleno perché questa dotazione non passi — avverte Cavicchioli — e se sarà approvata organizzeremo delle iniziative per contrastare questa decisione».(F.Ro.)


23 aprile 2008 - La Nuova Venezia

OGGI LO SCIOPERO DEI BUS ACTV
Panettoni contro Rdb-Cub: «Protesta del tutto imcomprensibile»

Venezia - «E’ uno sciopero del tutto incomprensibile». Marcello Panettoni, presidente di Actv, l’azienda del trasporto pubblico di Venezia, ha deciso di contestare pubblicamente, con una nota scritta di suo pugno e diffusa ieri pomeriggio, lo sciopero di quattro ore degli autisti dei Cub, in programma oggi a Mestre e che rischia di creare disagi al trasporto pubblico urbano ed extraurbano.
Ad incrociare le braccia sono oggi dalle 11 alle 15 i lavoratori iscritti al sindacato Rdb Cub che contestano i nuovi turni di lavoro in vigore dal 1º aprile e i nuovi carichi di lavoro collegati all’entrata in funzione delle nuove linee di Actv di collegamento dal centro di Mestre all’ospedale dell’Angelo.
Contro l’agitazione, Panettoni ieri ha deciso di uscire allo scoperto.
«E’ di soli tre mesi fa la firma di un importante accordo aziendale che con ambiziosi traguardi organizzativi e gestionali su un orizzonte biennale ha condiviso con la rappresentanza sindacale unitaria in rappresentanza dei lavoratori di tutta l’azienda, i frutti e i risultati di un intenso lavoro, in parte ancora in corso. Una intesa di alto profilo non solo per i valori in gioco (oltre 5 milioni di euro investiti nella contrattazione aziendale, rappresentano un riscontro senza precedenti nella storia aziendale) - segnala Panettoni - ma soprattutto per il senso di responsabilità e reciprocità che questa intesa ha accompagnato». Panettoni ricorda l’apprezzamento dei lavoratori in assemblea all’accordo ma poi denuncia come ora che l’azienda ha «completato l’insieme degli adempimenti e delle erogazioni che quell’intesa contiene, ci sia una componente sindacale che tenta di metterne in discussione i contenuti e porta a scaricare sui nostri cittadini e clienti un’incomprensibile contrarietà che suona molto di provocazione e di strumentalizzazione condotta ad altri fini. E’ evidente che l’azienda non possa e non voglia in qualche modo prestarsi a questo genere di operazioni».
Il presidente di Actv ribadisce di conseguenza che è solo nella sede aziendale che le «controversie, quando autentiche e fondate, trovano la loro soluzione: in questo senso la possibilità di dialogo non è mai venuta meno».
Si capirà oggi il peso della protesta di Rdb-Cub in termini di partecipazione allo sciopero, a cui non hanno aderito le altre sigle sindacali della Rsu di Actv. Lo sciopero è in programma dalle 11 alle 15, ma una nota di Actv spiega che la fascia oraria dell’agitazione si riferisce all’orario di arrivo e ripartenza dei mezzi da e per i depositi aziendali. Le corse si interromperanno prima dell’inizio dello sciopero e riprenderanno dopo l’orario indicato. Sul sito internet di Actv (all’indirizzo internet www.actv.it) gli utenti del trasporto pubblico locale possono trovare la lista delle ultime corse dei bus di linea previste prima del via all’agitazione e le corse con cui riprenderà, dopo le 15, il servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano.(m.ch.)


23 aprile 2008 - La Repubblica

Merighi, sì ai vigili col manganello Mancuso: o ronde o risposta militare
Il Pd annuncia che presenterà un ordine del giorno lunedì in consiglio comunale
di SILVIA BIGNAMI

Bologna - Dopo aver sdoganato le ronde, purché siano "dolci" e civiche, il Pd ora dice sì anche a spray e manganelli («bastoni telescopici») per la polizia municipale. Lo dichiara il capogruppo dei Democratici in Comune, Claudio Merighi, che dopo una melina di tre anni rompe gli indugi e annuncia un ordine del giorno da portare in consiglio lunedì per dare mandato alla giunta di «riaprire il dialogo con Prefettura e Procura». Frena l´assessore alla sicurezza Libero Mancuso, che intanto torna a difendere le sue pattuglie civiche di studenti in zona universitaria come ultimo baluardo «prima della risposta militare» al degrado.
Dopo l´exploit elettorale della Lega Nord il Pd infrange un altro tabù in nome della sicurezza. «Nei prossimi giorni prepareremo un odg per modificare il regolamento comunale e inserire questi strumenti» nella dotazione dei vigili urbani, annuncia Merighi in commissione. Strumenti che, precisa il capogruppo del Pd, devono però essere utilizzati «solo a scopo difensivo» e con una «assicurazione per gli agenti: chi usa questi strumenti - conclude Merighi - deve essere tutelato». Resta tiepido l´assessore Mancuso: «Vedremo, prima bisogna rimuovere il divieto imposto dalla Procura del 2002, che per il peperoncino parlava di porto illecito di arma». Senza contare «che solo la legge regionale permette l´uso di spray e manganelli. La legge nazionale non ne parla». Contrarie le Rdb, che annunciano azioni di protesta. Critica anche la Cgil, che chiede la copertura assicurativa per vigili e cittadini: «Spray e manganelli sono armi di offesa vere e proprie». Esultano invece Cisl e Sulpm, il sindacato dei vigili, il primo a chiedere la "dotazione speciale". E applaude anche il Pdl, con il consigliere di An Galeazzo Bignami che grida «vittoria» e rivendica la paternità dell´idea. Ma a compiacersi è soprattutto il Carroccio bolognese, che tra 10 giorni sarà in piazza coi suoi gazebo per reclutare volontari per le ronde della Guardia Padana. «Mi pare che il Pd faccia svolte nel nome della Lega» dice il deputato Alessandro Alessandri. «Bravo il Comune. Si vede che bisognava che la gente votasse in massa la Lega per farli svegliare» rincara la dose il coordinatore bolognese Manes Bernardini.
Intanto continuano a far discutere anche le pattuglie civiche per Piazza Verdi promosse dall´assessore Mancuso. Le approva il leader di An Granfranco Fini, ospite a Porta a Porta, che definisce Bologna un «esempio utile» di cittadini organizzati per la sicurezza. Mentre in giunta emergono le prime crepe. Resta ancora in silenzio il sindaco Sergio Cofferati, mentre la vicesindaco Adriana Scaramuzzino frena: «Le pattuglie di studenti? Corriamo il rischio di crescere una generazione invischiata nella paura».


23 aprile 2008 - Tribuna di Treviso

A CASALE E MASERADA
«Emergenza casa: 15 famiglie sfrattate»

CASALE - Due famiglie marocchine residenti a Casale e Maserada finiranno in strada nei prossimi venti giorni. Sulla loro testa pende uno sfratto per finita locazione. Ma nella stessa situazione ci sono almeno altre 15 famiglie che dovranno lasciare la loro casa nei prossimi mesi e che si sono rivolte allo Sportello invisibili dell’Adl Cobas di Treviso. «Quelli di Casale e Maserada sono due casi emblematici che dimostrano l’assenza di politiche per la casa da parte delle amministrazioni» spiega Sergio Zulian, referente dello Sportello. La famiglia di Mostafa Moustaid avrà lo sfratto mercoledì prossimo. Da 10 anni il marocchino vive a Casale con la moglie invalida e due figli. «Abbiamo sempre pagato l’affitto, siamo primi nella graduatoria provvisoria, ma il Comune dice di non avere case» spiega. Naima El Zahir, invece, dovrà lasciare la sua abitazione di Maserada il prossimo 8 maggio. Da cinque mesi non paga l’affitto perché il marito è stato licenziato ed ha chiesto aiuto al Comune. La casa dove vive con il figlio malato ai polmoni è senza riscaldamento e acqua calda. «Già lo scorso anno mi sono incatenata in municipio, ora chiedo un alloggio di emergenza finché riesco a trovare una nuova sistemazione» spiega Naima. Nei giorni degli sfratti, i Cobas saranno a Casale e Maserada per protestare. «Non accettiamo la logica dell’arrangiati». (ru.b.)


23 aprile 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. SPRAY e manganello ai vigili urbani. Ora anche il Pd è d’accordo...

Bologna - SPRAY e manganello ai vigili urbani. Ora anche il Pd è d’accordo. «Presenteremo a giorni la proposta di modifica del regolamento comunale, per inserire questi strumenti» nella dotazione della polizia municipale. Lo annuncia Claudio Merighi, capogruppo del Pd in Comune. E dopo le ‘ronde’ a Borgo Panigale e le pattuglie studentesche in zona universitaria c’è già chi dice: «Questa sinistra scimmiotta sempre più la Lega». Già lunedì, in consiglio comunale si potrà discutere un ordine del giorno che dia mandato alla giunta «di riaprire il dialogo con Prefettura e Procura per mandare avanti la proposta» di spray e manganelli. Merighi precisa subito che si tratta di «strumenti ad uso solo difensivo», che quella del Pd «è una visione diversa da quella del centrodestra» e che «è importante approfondire il tema dell’assicurazione: se gli agenti utilizzano questi strumenti devono essere tutelati». Libero Mancuso, ex magistrato, è prudente: «C’è da chiarire la natura di questi strumenti, e da rimuovere il divieto perentorio arrivato dalla Procura nel 2002, che a proposito del peperoncino parlava di porto illecito di arma». Ma i dubbi dell’assessore derivano anche dal fatto che l’uso di spray e manganelli è permesso solo da una legge regionale e che il nulla osta deve arrivare dalla Prefettura. DA TEMPO An chiedeva l’adozione di spray e manganello. Di fronte all’apertura del Pd, Galeazzo Bignami sottolinea come «rimanga comunque in capo al Pd la responsabilità di non avere approvato la proposta tre anni fa, e di avere fatto diventare il problema emergenziale». Di fronte «all’aumento della criminalità nella nostra città», il forzista Aldo Zechini D’Aulerio invoca a gran voce la necessità di armare i vigili. Il tono non piace a Merighi, che replica: «Non mi piace l’idea del bastone fascista che picchia». Lo spray al peperoncino, precisa il capogruppo pd, «può essere usato solo a seguito di un’aggressione, per fermare chi non si riesce a fermare in altro modo». Silvia Noè (Udc) sottolinea che si tratta di «uno strumento di difesa meno offensivo della pistola, che la municipale già possiede». Inoltre, ricorda la casiniana, «è nostro dovere tutelare i vigili, che sono nostri dipendenti, e che ci chiedono di lavorare in sicurezza». La conferma viene da Carlo Del Percio, sindacalista del Sulpm, da sempre in prima fila nel richiedere strumenti di difesa adeguati. «Sembra che l’amministrazione comunale ci dia ragione e faccia sul serio. Ha capito che le nostre non erano richieste dettate dall’ideologia, ma dalla necessità di affrontare più tutelati una realtà più complessa di un tempo». Via libera anche da Nicola Negrelli, della Cisl: «E’ giusto che i vigili si difendano, non sono missionari». Bocciatura netta, invece, da parte delle Rdb.


23 aprile 2008 - La Provincia Pavese

Alla Maugeri i sindacati sono sul piede di guerra
«L’azienda non sa quando pagherà gli arretrati» Il 7 maggio l’assemblea generale dei lavoratori Nessun aumento nella busta del mese di aprile
di Maria Grazia Piccaluga

PAVIA - Nessun aumento in busta paga nel mese di aprile. Doccia fredda per i lavoratori del comparto della fondazione Maugeri che si aspettavano di ricevere non solo gli arretrati ma anche gli scatti automatici previsti dal contratto. Circa 1500 euro in più sullo stipendio, centesimo più centesimo meno. «E stiamo parlando del biennio 2006/7. Oggi siamo nel 2008, l’azienda aveva tutto il tempo di organizzarsi per reperire i fondi» dicono i sindacati che, lancia in resta, hanno convocato un’ assemblea generale dei lavoratori per la mattina del 7 maggio. «Ci spiace - dicono - per i disagi che causeremo all’utenza perché l’assemblea si aprirà alle 8, in coincidenza con l’inizio dell’attività di sale operatorie e ambulatori».
«Ma se i lavoratori la mattina del 7 maggio ce lo chiederanno indiremo lo stato di agitazione» annunciano Uil Fpl, Cgil Fpm, Cisl Fps e Cub Sanità in una conferenza stampa indetta ieri mattina in fondazione.
«L’azienda ha preso tempo, come fa, da anni, ogni volta in cui c’è applicare il contratto - spiegano -. Questa volta è scaduto nel 2006 e dopo due anni e mezzo non si è ancora discusso nulla. Anzi, proprio oggi, dopo nostre sollecitazioni, ci è stato comunicato che non si sa come e quando saranno effettuati i pagamenti. Mentre in tutte le altre strutture pubbliche si paga ad aprile».
E non li ha convinti la spiegazione data dall’azienda secondo la quale si starebbe «aspettando l’ufficialità di Aran e Corte dei Conti». «Quei due pareri non sono vincolanti per la Maugeri e questo, peraltro, è un privato convenzionato che percepisce dalla Regione gli accreditamenti. Ci dovrebbero dunque essere le risorse necessarie - aggiungono -. Ci risulta del resto che questa azienda sia sana, fa investimenti in giro per l’Italia».
La tensione è palpabile. «Ci risulta inoltre che in questa struttura sia di regola uno straordinario programmato, non previsto dal contratto tra l’altro - spiegano i sindacati -. Abbiamo chiesto i dati al 30 aprile sia sulle ore accumulate sia sulle ferie che, da quanto sappiamo, nel 2006 sono state sospese in molti casi».
Ma i punti dolenti, che stanno generando disagio e malcontento tra il personale del comparto, non sono finiti. E li snocciolano partendo dal caso delle sale operatorie. «Richiedono una diversa organizzazione del lavoro - dicono le organizzazioni sindacali -. Quando c’è da effettuare il trasporto di un paziente a fine intervento verso la terapia intensiva di un altro ospedale, a Pavia come fuori regione, si stacca un infermiere, sguarnendo così la sala operatoria, per affidargli il compito di seguire il paziente a destinazione e stabilizzarlo. In camice e zoccoli qualunque sia la temperatura esterna o quella sull’ambulanza. E questo accade da almeno 7 anni. Era stato ipotizzato un corso di formazione per addestrare altro personale ma non se ne è fatto nulla. E ancora non sappiamo a che punto sia la cnvenzione che era stata ipotizzata con il San Matteo».


22 aprile 2008 - Dire

LAVORO. PRECARI LSU GIOVEDI' IN ASSEMBLEA ALLA REGIONE

(DIRE) Roma, 22 apr. - "Le lotte dei lavoratori socialmente utili hanno prodotto significativi risultati che potrebbero concretizzarsi nei prossimi giorni in 397 assunzioni nei piccoli Comuni del Lazio e nell'adeguamento dell'assegno riconosciuto dalla Regione per i 2.500 Lsu senza contratto di lavoro. Ma la grave condizione di precarieta' in cui versano questi lavoratori non e' ancora stata risolta, e finora non sono giunti segnali politici adeguati a dare soluzioni certe e condivise". E' quanto si legge in una nota diffusa dalle Rdb-Cub. "Intendiamo richiamare l'attenzione della Giunta regionale del Lazio, affinche' si possano scardinare le resistenze che impediscono la stabilizzazione dei precari Lsu- prosegue la nota- riportare reddito e lavoro a condizioni piu' dignitose, cancellare la subalternita' riservata ai Lsu negli accordi firmati per i precari, devono essere imperativi per una politica capace di restituire al lavoro il giusto peso e significato". Per tali ragioni le Rdb-Cub hanno indetto per giovedi' 24 aprile, alle 10.30, un'assemblea pubblica dei Lsu del Lazio presso la Sala Tevere della Regione (via Cristoforo Colombo, 212), alla quale parteciperanno l'assessore al Bilancio Luigi Nieri, l'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi e il presidente della Commissione Lavoro Peppe Mariani. Sono stati invitati gli enti utilizzatori. "Sara' occasione di confronto- conclude la nota Rdb-Cub- affinche' la Regione si impegni per l'assunzione dei Lsu, stanziando direttamente risorse aggiuntive e ottenendo dal Governo disposizioni in deroga e finanziamenti".

SICUREZZA BOLOGNA. OK CISL-SULPM A SPRAY-MANGANELLI A VIGILI
DA UIL DUBBI SULLO SPRAY; RDB CONTRO, PENSA AD AZIONI DI PROTESTA

(DIRE) Bologna, 22 apr. - La dotazione di spray e manganelli per la Polizia municipale di Bologna incrina il fronte sindacale. Alla perplessita' della Cgil, risponde invece l'esultanza di Cisl e Sulpm. Restano invece fermamente contrarie le Rdb, mentre dalla Uil non si sbilanciano. Il commento piu' favorevole alla nuova dotazione per i Vigili urbani bolognesi arriva da Nicola Negrelli della Cisl. "E' giusto che i Vigili si possano difendere- afferma- non sono dei missionari". Spray e manganelli, dunque, "li vediamo bene- manda a dire Negrelli- specie il fatto che se ne parli lontano dalle emergenze dei fatti singoli, che rendono difficile ragionare per il meglio. Tocca al Comune definire gli strumenti piu' adatti- insiste Negrelli- e da sempre chiediamo piu' attenzione nell'individuare quelli piu' adatti per aumentare difesa dei lavoratori". Dalla Cisl, dunque, "nessuna preclusione sugli strumenti", dice chiaro e tondo Negrelli. Deciso si' anche da parte di Carlo Del Percio del Sulpm, secondo il quale dotare la Polizia municipale di spray e manganello "e' il minimo". E a sostegno della sua tesi, snocciola qualche dato. I Vigili urbani hanno subito "circa 470 infortuni dal 2003- riferisce Del Percio- e oltre il 70% dovuti ad aggressioni dolose. Anche tre giorni fa abbiamo bloccato un ragazzo slavo che correva con un coltello in mano, lungo 13 centimetri, rincorso da quattro punkabbestia". Insomma, continua Del Percio, "uno strumento non invasivo diventa quasi una necessita'. Di questi episodi ormai ce ne sono diversi: speriamo che non si debba aspettare ancora un anno" per avere la nuova dotazione. Bocciatura netta, invece, su spray e manganelli, da parte delle Rdb. "Non siamo mai stati favorevoli- ricorda Gianni Cavicchioli- si continua a rincorrere una pseudo-cultura della sicurezza, ma ci sono gia' sul territorio le forze che devono garantire l'ordine pubblico. La Polizia municipale deve rimanere nel suo ruolo". Le Rdb se la prendono con Palazzo D'Accursio. "Il Comune non sa cosa vuole- attacca Cavicchioli- prima crea il vigile di prossimita', amico dei cittadini, e poi pensa a spray e manganelli". Infine, un avvertimento. "Faremo pressioni sul Pd e sulla Sinistra perche' questa dotazione non passi- avvisa Cavicchioli- se sara' approvata, ragioneremo sulle iniziative per contrastare questa decisione". D'accordo invece sul principio, qualche dubbio lo solleva pero' anche Dante Forni, della Uil, in particolare sullo spray. "Ci sono diverse controindicazioni sul suo uso- sottolinea- se nessuna altra forza di polizia l'ha in dotazione, in motivo ci sara'". Ad ogni modo, commenta Forni, "io rimango sempre della mia idea: l'amministrazione deve prima decidere cosa far fare alla sua Polizia municipale e poi dotarla di conseguenza degli strumenti piu' adeguati". Se il compito dei Vigili urbani di Bologna sara' quello di garantire l'ordine pubblico, apre il rappresentante della Uil, allora "il manganello puo' far parte della dotazione".


22 aprile 2008 - Prima

PRECARI LAZIO: LSU A CONFRONTO CON LA REGIONE PER STABILIZZARE TUTTI I 2500 LAVORATORI

(PRIMA) ROMA - Le lotte dei lavoratori socialmente utili hanno prodotto significativi risultati che potrebbero concretizzarsi nei prossimi giorni in 397 assunzioni nei piccoli comuni del Lazio e nell’adeguamento dell’assegno riconosciuto dalla Regione per i 2.500 lsu senza contratto di lavoro. Ma la grave condizione di precarietà in cui versano questi lavoratori non è ancora stata risolta, e finora non sono giunti segnali politici adeguati a dare soluzioni certe e condivise. Su questo problema Le RdB-CUB intendono richiamare l’attenzione della Giunta regionale del Lazio, affinché si possano scardinare le resistenze che impediscono la stabilizzazione dei precari lsu: riportare reddito e lavoro a condizioni più dignitose, cancellare la subalternità riservata ai lsu negli accordi firmati per i precari, devono essere imperativi per una politica capace di restituire al lavoro il giusto peso e significato. Per tali ragioni le RdB-CUB hanno indetto per giovedì 24 aprile un’assemblea pubblica dei lsu del Lazio presso la Sala Tevere della Regione, alla quale parteciperanno l’assessore al Bilancio Luigi Nieri, l’assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi ed il Presidente della Commissione Lavoro Peppe Mariani e sono stati invitati gli enti utilizzatori, che sarà occasione di confronto affinché la Regione si impegni per l’assunzione dei lsu, stanziando direttamente risorse aggiuntive ed ottenendo dal Governo disposizioni in deroga e finanziamenti.


22 aprile 2008 - Iniziativa.info

"AMMINISTRATIVI" di colpo militarizzati - Succede agli impiegati dei Vigili del Fuoco
Scritto da Luciana Bandista

Con l’entrata in vigore del decreto 217/05 attuativo della Legge delega 252/04, il settore amministrativo dei vigili del fuoco è stato "militarizzato" insieme al ruolo operativo ed al ruolo tecnico antincendio. Questo cambiamento della natura del concorso espletato hillo tempore da ciascuno degli impiegati in questione non è stato accolto di buon grado dagli appartenenti a tale categoria. Di fatto si va a stravolgere completamente la loro carriera. Oltre ai danni già arrecati con l’arretramento di molti. La ripetizione di concorsi già espletati dallo stesso personale per le stesse mansioni. L’equiparazione alle forze di polizia nella progressione in carriera, riproposta e copiata anche male, non idonea, a personale proveniente da un concorso di natura amministrativa, come del resto, di qualunque altro concorso della carriera impiegatizia, di qualsiasi altra amministrazione. Questa volontà di voler mettere una divisa virtuale a persone che non hanno mai pensato di essersi arruolati a vita in un corpo militare, non si sa da dove sia potuta scaturire. Il legislatore non si è chiesto, neanche per un momento se questa fosse una decisione più o meno opportuna ed idonea al caso in questione. Gli appartenenti a questo ruolo non soffrono certo della sindrome di Grisù, il draghetto del cartone che vuole diventare a tutti costi pompiere. E tanto meno amano indossare la divisa anche se virtuale. Penso che secalimero.jpg qualcuno di loro avesse voluto fare il pompiere a tutti gli effetti avrebbe fatto il concorso adeguato nel ruolo operativo o tecnico. Questa anomalia non sarà certo facile da ridimensionare e correggere. Forse un rimedio esiste, chiedere in massa di essere immessi nei ruoli di altre amministrazioni dove gli impiegati sono considerati tali. E lasciare il posto a chi ama e sceglie di appartenere ad un corpo militare per libera scelta e non per imposizione. Ma la mobilità non è prevista. Fra l’altro spesso il personale ravvisa e lamenta un eccessivo rigore da parte della dirigenza nei confronti del personale amministrativo trattato appunto in regime militaristico. Tanto da costringere taluni ad istruire ricorsi o a rendere noto a chi di dovere comportamenti troppo rigidi ed inopportuni. Forse si potrà porre rimedio a questa stortura, questo inquadramento, errore materiale che se corretto potrebbe riportare le cose nella giusta posizione. Certo non ci sembra giusto essere dei militari sposati ai vigili del fuoco a vita. Un voto per la vita. Siamo in un paese democratico vorremmo scegliere il nostro futuro. Chi vivrà vedrà!


22 aprile 2008 - Img Press

MESSINA. CGIL CISL E RDB CHIEDONO LA CHIUSURA IMMEDIATA DEGLI UFFICI DEL GIUDICE DI PACE

Messina - Uffici del giudice di pace di Messina a rischio chiusura per instabilità strutturale. A chiederlo, in attesa di interventi urgenti, i responsabili di settore di Cgil Cisl e RdB Messina che questa mattina hanno incontrato il presidente del Tribunale Giovanbattista Macrì al quale hanno rappresentato le evidenti problematiche strutturali che mettono a rischio l’incolumità di quanti frequentano i locali, lavoratori e utenza, e le carenze di organico che limitano l’attività degli uffici. Clara Crocè e Sergio Fucile della Fp Cgil, Salvatore Giannotti e Antonio Piccione della FPS Cisl e Giuseppe Pellegrino di RdB hanno evidenziato le evidenti violazioni alla normativa sulla sicurezza e, soprattutto, sui carichi strutturali. "C’è un evidente rischio per l’incolumità dei cittadini e dei lavoratori degli uffici del Giudice di pace e l’unica soluzione finché non si interviene diversamente è quella di chiudere i locali di via Malvizzi", spiegano i sindacalisti. Ma oltre al problema locali, sull’Ufficio del Giudice di Pace della cittò dello Stretti pesano anche gravi carenze d’organico. "23 unità di personale amministrativo per 27 giudici e una media di 15 udienze al giorno mentre in pianta organica sono previsti almeno 40 amministrativi – denunciano le organizzazioni sindacali -. In queste condizioni poi non ci si può stupire dei tempi lunghi della giustizia" spiegano le organizzazioni sindacali. Cgil Cisl e RdB hanno quindi deciso di sollecitare un intervento del Prefetto al quale hanno inoltrato una richiesta di convocazione di un Tavolo di confronto tra le parti per individuare le possibili e più rapide soluzioni.


22 aprile 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 15 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* All'Infs, Cosentino attacca i sindacati per coprire le proprie responsabilità
* La ricerca pubblica vicina al capolinea
* Col cambio di governo, Focardi lascia l'Icram?
* Il Ministero dell'economia stringe sui co.co.co.
* Causa censimento, niente senatore a Vita
* Dopo 2 anni nasce al Cnr il Comitato antimobbing
* Le assunzioni di precari nel mirino di Andrea Ichino
* Il difensore civico? Non ha alcun potere


22 aprile 2008 - La Nuova Venezia

PROTESTA CONTRO I NUOVI TURNI ACTV
Quattro ore senza autobus In sciopero gli autisti dei Cub

Venezia - Quattro ore di sciopero per gli autobus del trasporto pubblico di Actv urbano ed extraurbano. Ad incrociare le braccia sono domani i lavoratori iscritti al sindacato Rdb Cub; gli autisti di Actv hanno deciso di manifestare dalle 11 alle 15, con uno sciopero di quattro ore che interesserà sia le corse della terraferma mestrina che qelle extraurbane. La contestazione nasce dall’affissione dei nuovi turni di lavoro da parte dell’azienda il 1º aprile. Una turnistica inizialmente respinta da tutta la Rsu. Ma successivamente mentre Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono andati ad un accordo con l’azienda, Rdb Cub ha deciso di abbandonare il tavolo di confronto per protestare contro il premio di produttività che ha introdotto ore di recupero che difficilmente i lavoratori potranno effettuare. Tra l’altro di recente 2200 chilometri di tratte urbane sono passate nei turni dell’extraurbano, ma i lavoratori del settore urbano non hanno visto una riduzione del carico di lavoro per effetto dell’entrata in funzione delle nuove linee H1 e H2 che servono il nuovo ospedale dell’Angelo e che diventeranno definitive, con gli orari ufficiali, dal prossimo 5 maggio. «In pratica i nuovi servizi di collegamento con l’ospedale vengono pagati direttamente dai lavoratori», protestano gli autisti di Rdb Cub.


22 aprile 2008 - La Repubblica

Palazzo Vecchio. Busta paga più alta per otto dirigenti

Firenze - Palazzo Vecchio aumenta le indennità di 8 dirigenti, le Rdb insorgono. «Per gli adeguamenti contrattuali dei dipendenti ci sono voluti 28 mesi. Ora la giunta aumenta del 20-25% le buste paga di 8 dirigenti a tempo determinato: 600-650 euro al mese», dicono le Rdb.


22 aprile 2008 - Il Messaggero

Viterbo. I locali del Pra invasi dai topi...

Viterbo - I locali del Pra invasi dai topi. È quanto si evince dalla denuncia fatta da Lino Rocchi, della federazione RdB Cub, che ritiene la situazione di quanto sta accadendo negli uffici di via Garbini "insostenibile". «È da prima di Pasqua - dice il sindacalista - che i lavoratori hanno più volte segnalato il problema alla direzione locale. Nonostante ciò, però, il direttore Mauro Nocchi ha soltanto fatto mettere alcune esche senza far fare una disinfestazione del controsoffitto dei locali dove la colonia di topi si è ormai accasata, e senza provvedere a far sigillare i condotti dei cavi, facile passaggio dei roditori e disinfettare le scrivanie e le tastiere dei computer».


22 aprile 2008 - Corriere del Veneto

Traffico e salute Ca' Farsetti dà l'ok per l'analisi sanitaria. Lafisca: entro l'anno i risultati
Tangenziale, indagine sui residenti
Pm10, dal 2005 meno sforamenti. Domani sciopero dei bus L'Asl: non bisogna sottovalutare che l'inquinamento e i suoi effetti non dipendono solo dalla tangenziale
di Gloria Bertasi

MESTRE — Un'indagine epidemiologica sugli effetti della tangenziale. Ca' Farsetti ha deciso che è arrivato il momento di farla, così come chiedono da tempo i residenti. «Realizzare lo studio non è un problema», sostiene il direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Asl Sergio Lafisca che un paio di settimane fa ne ha discusso con l'amministrazione. «Speriamo di riuscire a farlo», dice l'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi.
L'indagine
A sostenere il lavoro del-l'Asl, c'è la ricca documentazione raccolta negli ultimi due anni dal Dipartimento di prevenzione.
Si tratta di decine di milioni di dati che riguardano ricoveri, cause di morte e analisi istologiche di ciascun residente. Di ogni cittadino è identificato anche l'indirizzo dell'abitazione, si tratta di estrapolare le informazioni relative a quanti vivono in prossimità della tangenziale e regolare il sistema di elaborazione su alcuni parametri significativi.
A parole sembrerebbe un'operazione piuttosto semplice, in realtà richiede un lavoro certosino di analisi e ricerca.
Ci sono inoltre i rilevamenti di Arpav sull'inquinamento e quelli dell'Asl sulle Pm2,5, ossia le statistiche che la scorsa settimana l'Unione Europea ha deciso di rendere obbligatorie. L'Asl aspetta solo di avere l'incarico ufficialmente per partire e se tutto andasse secondo i piani, a fine anno ci sarebbero già i risultati. «Non bisogna però sottovalutare che l'inquinamento e i suoi effetti sulla salute non dipendono solo dalla tangenziale», precisa Lafisca che definisce i valori del veneziano «da guinness dei primati».
Meno smog
Negli ultimi anni però lo smog sembra essere diminuito. Lo attestano le statistiche degli sforamenti dei limiti previsti di 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo d'aria. I numeri, che riguardano i mesi dei provvedimenti di limitazione al traffico, dicono che tra ottobre e marzo i giorni di superamento sono stati 106 giorni, contro i 125 dell'anno scorso e i 110 del 2005/06. Anche le concentrazioni nell'aria sono calate a una media di 57 microgrammi rispetto ai 73 del 2007.
Persino gli autisti sono più virtuosi e su 14.689 controlli sono state solo 281 le multe contro le 789 dell'anno scorso. «I risultati sono per lo più merito delle precipitazioni », dice l'assessore all'Ambiente PierAntonio Belcaro che sottolinea l'efficacia della lotta allo smog fatta a 360 gradi. «Controlli alle caldaie, protocolli con il porto e le industrie, domeniche ecologiche e targhe alterne».
Basta limitazioni
Ma le limitazioni dall'autunno prossimo scompariranno: «Spiegheremo agli altri Comuni che non pensiamo di ripristinarle», dice l'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi. Del resto il sindaco Massimo Cacciari lo ha ripetuto anche ieri: «Al momento tutti i dati evidenziano che le targhe alterne hanno solo valore di immagine». Intanto domani la circolazione dei mezzi pubblici è a rischio a causa della protesta dei sindacati. Rdb-Cub infatti ha proclamato uno sciopero aziendale dei soli autisti degli autobus urbani e extraurbani di quattro ore, dalle 11 alle 15.


22 aprile 2008 - Il Padova

Limena. Alla Tnt sindacati di nuovo in lotta

Nuova protesta dei sindacalisti Adl-Cobas, nuovo capitolo nella vicenda Tnt che ha visto il ridimensionamento del numero di lavoratori ex FastCoop alle dipendenze della società di recapito. "Nella trattativa fatta in Prefettura - spiegano al sindacato - si era concordato che il numero di lavoratori ex Fast-Coop che avrebbero dovuto rientrare era di 60 unità. Questi lavoratori, poichè erano comunque in esubero rispetto ai due turni di lavoro venivano messi a 6 ore, in attesa di eventuali sviluppi per tornare a fare le 8 ore. Il consorzio Corso e Tnt stanno facendo lavorare, oltre ai dipendenti ex Fastcoop, anche un'altra quarantina di persone, in servizio per otto o più ore al giorno. È chiaro che l'intento è quello di mettere lavoratori contro altri lavoratori sperando che chi sta facendo le sei ore si stanchi e rinunci".


22 aprile 2008 - Il Gazzettino

TRASPORTO PUBBLICO
Rdb contro i subappalti T.T.

Trieste - Il sindacato di base Rdb si scaglia contro l'ipotesi di subbappalto di alcune linee bus "marginali" (sulle quali operano 27 conducenti), ritenute a "domanda debole", che Trieste Trasporti avrebbe ventilato alla Provincia di Trieste.


22 aprile 2008 - La Nazione

Firenze. ERA GIA’ SUCCESSO il primo di aprile...
di ILARIA ULIVELLI

Firenze - ERA GIA’ SUCCESSO il primo di aprile. Poi è accaduto di nuovo, l’ultima volta giovedì della scorsa settimana. Pazienti già pronti per entrare in sala operatoria, e in alcuni casi addirittura farmacologicamente trattati, sono stati fatti rivestire e poi rispediti a casa all’improvviso, così, per carenza di personale. «Mancano infermieri e anestesisti. E abbiamo ricevuto molte lamentele da parte dei pazienti», dice Aurelio Minichiello, sindacalista della Rdb. Gli interventi che saltano, vengono rimandati di due, tre settimane, anche un mese. E la lista di attesa si allunga. Perché, ovviamente, se l’operazione che slitta prende il posto di un’altra già prenotata, tutta l’attività dev’essere riprogrammata. Anche se non dovrebbe, può succedere, spiegano a Careggi. Una volta, passi. Ma quando l’insopportabile pratica si ripete, potrebbe diventare un problema cronico. Dunque vediamo, carenze di organico. «Una situazione ormai insostenibile — dice Minichiello —. Proprio oggi dobbiamo incontrare i vertici aziendali per discutere della situazione». Sarà tagliata di netto l’attività aggiuntiva, un remunerativissimo straordinario che dà il suo peso alla busta paga, come prevede una delibera regionale approvata due settimane fa e presa in parola dalla direzione generale, ma dovranno essere fatte nuove assunzioni. Perché se è vero che nel reparto di Day surgery ci sono due anestesiste in maternità e uno che appena andato in pensione e verrà sostituito fra due settimane, è altrettanto vero che i reparti in sofferenza sono moltissimi. «Non si può abbattere l’attività aggiuntiva senza avere prima concordato un serio programma di assunzioni», conclude preoccupato Minichiello. Mentre l’azienda replica così: «Disponiamo di quasi 150 anestisti, il turn over di questi professionisti per pensionamenti e altre situazioni, è mediamente di sette unità all’anno a cui si devono aggiungere le assenze prolungate per gravidanze e varie aspettive — dice il direttore sanitario di Careggi, Mauro Marabini —. Alle carenze oggettive derivanti dalla scarsità di anestesisti sul mercato, si è fatto fronte con 5 trasferimenti da altre Asl, alcuni già operativi, altri in arrivo nei termini previsti dalle norme. Inoltre l’8 aprile sono scaduti i tempi per le domande di assunzione a tempo determinato a cui hanno partecipato oltre 20 neospecialisti e che verranno impiegati a seconda delle necessità. Nel frattempo è stato indetto il concorso per la loro stabilizzazione».


22 aprile 2008 - La Tribuna di Treviso

L’USL REPLICA AI COBAS
«Tutti i nostri autisti sono soccorritori»

CONEGLIANO - «Il regolamento per i trasporti secondari dell’Azienda è stato valutato e approvato dalla direzione medica, dai direttori di dipartimento e dai primari dei vari reparti». Questa la replica del primario del Pronto Soccorso, Enrico Bernardi, all’esposto dei Cobas. Tra i punti controversi, sollevati dai sindacalisti nel documento inviato al Prefetto, vi è l’obbligo per i reparti di fornire assistenza ai propri pazienti trasportati in ambulanza presso altre strutture. «Questo - ha spiegato Bernardi - viene richiesto solo se i pazienti necessitano di assistenza continuativa durante l’esame, mentre il viaggio in ambulanza è sempre gestito da un autista-soccorritore e da un infermiere del Pronto Soccorso». Per il primario non c’è spazio per alcuna polemica, tant’è vero che di norma se un paziente deve essere sottoposto ad indagini in un altro reparto dello stesso ospedale, è il personale dell’unità operativa di degenza ad accompagnarlo. I Cobas contestano anche l’utilizzo di un’automobile (Nissan Almera) con un solo autista a bordo. «La Nissan - ha aggiunto il primario Bernardi - viene usata per pazienti giunti al Pronto Soccorso con problemi oculistici e inviati al De Gironcoli per consulenza. Oppure per pazienti autosufficienti e deambulanti che devono essere trasportati dal De Gironcoli all’ospedale di Conegliano per eseguire una data procedura, ma che al ritorno vengono di solito riaccompagnati in ambulanza. Tutti i nostri autisti sono certificati come soccorritori, gli stessi che guidano l’ambulanza durante gli interventi del 118».(sa.b.)


21 aprile 2008 - Carta

DIARIO DI UN DETENUTO 'ABUSIVO'
di Paolo Di Vetta

Roma – Martedì 8 aprile. Sveglia alle 6 per andare a lavorare, un impiego precario come assistente tecnico di laboratorio in un liceo scientifico per 1004 euro al mese e il licenziamento già fissato per il 31 agosto, come ogni anno da nove anni. Alle 6.25 squilla il telefono, penso subito alla tendopoli di piazza San Marco. Simonetta mi dice che c’è la polizia e che stanno smontando le tende. I miei programmi cambiano repentinamente, faccio un po’ di telefonate per capire e per avvisare, nel frattempo arriva Angelo e con lui raggiungiamo piazza Venezia. Arriviamo alle 7.10.
La scena che trovo nei giardini è da non credere, soprattutto alla luce della giornata precedente, tende smontate, uomini e donne increduli, polizia. Mi rivolgo al dirigente delle forze dell’ordine e gli dico: «Di questo passo finirete per arrestarci tutti», la risposta è immediata e isterica: «Arrestateli subito».
Di fronte a questa reazione ci siamo seduti sul prato da cui veniamo prelevati di peso e portati sui blindati. In nove ci ritroviamo rinchiusi nel commissariato Trevi-Campo Marzio. Ci tolgono i telefonini, i lacci delle scarpe, i nostri effetti personali, ci lasciano le sigarette ma non l’accendino.
Non riusciamo più ad avere notizie se non quelle che ci danno i consiglieri Pizzo e Mariani e i segretari del Pdci e di Rifondazione Nobile e Smeriglio che vengono a verificare come stiamo.
Alle due del pomeriggio veniamo portati al centro di identificazione di Tor Cervara. Ci sistemano in una cella con i muri cosparsi da schizzi di sangue e incrostati di vomito. Mangiamo un panino con la mortadella. Dopo ci prendano le impronte e ci facciano le foto segnaletiche e intanto, accanto a noi, siamo testimoni di ripetute minacce nei confronti di rom e migranti che sono in altre celle. Sono quasi le 18 quando lasciamo questo posto indegno.
Arriviamo a Regina Coeli verso le sette di sera, nessuno ci ha ancora contestato nulla, le cose che sappiamo le abbiamo raccolte a fatica. Ci sistemano in una cella di sicurezza dalla quale uno alla volta veniamo chiamati e nuovamente fotografati. Poi ci fanno togliere i vestiti e ci perquisiscono.
Chiediamo di rimanere insieme e di poter mangiare qualcosa. La buona disponibilità del medico e del portavitto ci consente di dividere alcune mele e tre uova sode. Infine, ci sistemano nella sala computer trasformata per l’occasione in cella a causa del sovraffollamento, dove troviamo nove materassi e nove coperte.
Mercoledì 9 aprile. Primo giorno di carcere. Siamo curiosi di sapere cosa sta succedendo fuori. Soprattutto vorremmo sapere di cosa siamo accusati, su un foglio abbiamo letto «campeggio abusivo» e non possiamo crederci. Ci portano del latte freddo e delle arance, intanto, tra i detenuti della prima sezione si diffonde la voce della nostra presenza e inizia una vera gara di solidarietà. Arriva caffè caldo, sigarette, un giornale. Tutti, compresi gli assistenti, non si capacitano dei motivi per i quali ci troviamo lì.
C’è un bagno nella cella e così ci laviamo, ma non abbiamo abiti puliti. Aspettiamo notizie che non arrivano, intanto ci portano lenzuola e federe e poi il pranzo. Solo qualche minuto di aria e poi subito di nuovo in cella. Il cappellano ci porta un torrone e qualche sigaretta. Ricomincia l’attesa, l’unica dimensione certa del carcere. Finalmente arrivano gli avvocati. Andiamo a colloquio e capiamo che il pm chiede la restrizione in carcere per alcuni di noi, che quattro verranno scarcerati, che il gip si dovrà pronunciare su convalida e misure. Siamo preoccupati ma abbiamo saputo dell’incontro con il prefetto e questo ci convince di aver fatto la cosa giusta: la nostra speranza è che fuori stiano proseguendo con determinazione quello che avevamo cominciato insieme.
Per tutto il pomeriggio giochiamo a indovinare chi verrà scarcerato, le nostre supposizioni sono azzeccate quasi totalmente. Ci abbracciamo con Stefano, Valerio, Luca e Marco che escono sperando di arrivare in tempo per l’assemblea convocata per le cinque del pomeriggio in piazza Venezia.
Adesso siamo in cinque. Ci manca Luca e la foto del figlio che ogni tanto ci mostrava e che teneva accanto al materasso. Marco con le sue preoccupazioni per la ragazza. Valerio con i suoi racconti sulla Francia. Stefano, per il colore della pelle, sempre identificato come immigrato che rispondeva all’interlocutore in divisa in un perfetto romanesco. Ci siamo addormentati a fatica questa volta, sempre con gli stessi indumenti e con quella battuta nelle orecchie: «Volevate fa’ er campeggio».
Giovedì 10 aprile. E’ la mattina dello sconforto. Continuiamo a non sapere nulla, non abbiamo un asciugamani, uno spazzolino, solo la sera prima è arrivato qualche libro grazie allo scrivano. Mille domande tra noi, come sarà andata l’assemblea, perché nessuno viene a trovarci, è giusto stare lì in quelle condizioni, cosa rischiamo?
Domande senza risposta e con l’angoscia che di ora in ora aumenta. Poco prima del pranzo arrivano nella cella altri sei detenuti, tutti migranti. Ora siamo undici a dividerci nemmeno 30 metri quadrati e un bagnetto. È la goccia: decidiamo di rifiutare il cibo. Un comportamento che fa innervosire l’ispettrice di turno che prima ce ne dice un bel po’ ma poi arrivano asciugamani, magliette, mutandine e calzini, il detersivo per i piatti, la possibilità di fare una doccia.
L’arrivo del deputato Paolo Cento distende definitivamente la situazione. Ci comunica che fuori stanno facendo le pratiche per farci arrivare alcuni pacchi, che il gip ci sentirà domani e che l’assemblea in piazza Venezia è andata molto bene. Il colloquio con l’avvocato ci conferma del rischio di un accanimento verso alcuni di noi, ma le foto starebbero a dimostrare con chiarezza come si sono svolti realmente i fatti. Siamo ottimisti. Un ottimismo aiutato dall’arrivo dei pacchi, dai cambi, dagli spazzolini, dalla visita di Anno Pizzo, Graziella Mascia ed Emiliano e dalle notizie che ci portano. Siamo sempre in undici in cella ma c’è un po’ di entusiasmo in più.
Ora bisogna aspettare fino a domani. Dopo la cena, che passa alle 17, cinque migranti vengono spostati, rimaniamo in sei. Ivano ne approfitta e si organizza un bel letto a due piazze. La notte che arriva è la più lunga. Si dorme poco e male. Verso le cinque anche l’ultimo migrante viene trasferito e rimaniamo di nuovo solo noi.
Venerdì 11 aprile. Una assistente, poco prima delle 9, ci invita a prepararci per il gip. Lo facciamo in pochi secondi ma ci toccherà aspettare ancora mezz’ora, poi andiamo. Ci sistemano in una cella molto piccola insieme a un altro detenuto. Da lì, uno alla volta, siamo chiamati e interrogati dal gip. Ci ritroviamo tutti in un’altra cella (in totale ne abbiamo visitate dieci) e scopriamo che tre di noi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Mentre ci raccontiamo delle foto che sono state mostrate, aspettiamo fiduciosi. Veniamo richiamati insieme agli avvocati e il gip ci comunica l’immediata scarcerazione. Sono da poco passate le dieci.
Iniziano le ore più lunghe e le sigarette cominciano a scarseggiare. Ancora una volta una immediata e spontanea risposta da parte degli altri detenuti: sigarette e caffè per tutti.
Sistemiamo i materassi, pieghiamo le lenzuola, puliamo, cerchiamo di passare il tempo. Vogliamo uscire per andare al corteo. Le ore passano e cominciamo a pensare che non ci permetteranno di andare alla manifestazione.
Giochiamo a carte, a frisbee con i piatti, quando finalmente ci dicono di riconsegnare le stoviglie e le lenzuola. Raccogliamo i nostri sacchi, Marco e Luca ne fanno uno insieme, mentre Carmine è quello con il bagaglio meno ingombrante. Torniamo lentamente in possesso delle nostre cose: i lacci, le cinture, gli orecchini. I telefonini ci vengono restituiti, smontati, un secondo prima di varcare la porta di uscita. Sono passate da poco le otto di sera.
Finisce l’attesa e arriva l’abbraccio di centinaia di persone che arrivano dal corteo al quale avremmo tanto voluto partecipare. Si sta bene tra questi uomini e donne, gli stessi che ci hanno tirato fuori da quel luogo inutile e dannoso.


21 aprile 2008 - Agenfax

C.U.B.: "RIFLESSIONI A…SINISTRA"

Dal C.U.B. (Coordinamento Provinciale della Conferederazione Unitaria di Base) abbiamo ricevuto la seguente lettera che di seguito riportiamo nel testo integrale.
Alessandria - Abbiamo sempre sostenuto che il sindacato debba essere assolutamente autonomo dai partiti, e continueremo a operare perché la C.U.B. resti coerente con questa linea. Per questa ragione riteniamo di poter fornire un contributo alla discussione, apertissima, sulle cause per cui le scelte dei lavoratori si siano orientate verso l’astensione oppure si siano allontanate dai riferimenti elettorali "storici". Poiché non pretendiamo di esaurire la nostra analisi con una lettera, ci limiteremo a due elementi secondo noi fondamentali, e che sono stati il terreno di impegno più consistente dei sindacati concertativi e dei partiti ai quali (loro, sì !) fanno riferimento: l’accordo sul welfare e i fondi pensione. Non c’è stata occasione in cui gli esponenti di CGIL CISL UIL e i politici del centro-sinistra non abbiano magnificato i cinque milioni di consensi ottenuti al referendum sul welfare, dimenticando clamorosamente che gli aventi diritto al voto sarebbero stati almeno trenta milioni e che l’intera operazione era stata gestita secondo i consueti criteri della democrazia concertativa: vota solo chi è d’accordo, più una piccola parte di dissenzienti che dia una patina di legalità all’intero baraccone. E’ impressionante constatare come il centro-sinistra abbia volutamente e ciecamente ignorato che la profonda avversione all’accordo, costretta al silenzio in milioni di persone, si sarebbe poi espressa in altre forme, anche facendo pagare il prezzo più alto alla sinistra "radicale" che, malgrado protestasse a gran voce, ha poi continuato a sostenere il governo. Uno sguardo, anche sommario, ai contratti siglati nell’ultimo anno, non può che confermare questa ipotesi. L’altro cavallo di battaglia del sindacato concertativo e dei suoi partiti di riferimento sono stati i fondi pensione, sui quali uno stuolo di imbonitori spudorati e prezzolati, sostenuti dal governo "amico", ha cercato di far confluire i TFR dei lavoratori privati, mentre si preparava il terreno per un analogo scippo ai danni dei dipendenti pubblici. La realtà è sotto gli occhi di tutti. I fondi pensione vanno a fondo per affetto della crisi delle borse; nel primo trimestre 2008 perdono mediamente il 2% mentre il tfr guadagna lo 0,8% netto. Alcune linee di investimento hanno realizzato perdite superiori al 10%. Come era facilmente intuibile, se ne va in fumo il salario dei lavoratori e guadagnano, a prescindere da come rende l’investimento, solo i gestori e le banche. I fondi pensione, essendo investimenti a rischio, dipendono dai rendimenti finanziari; pertanto la caduta dei rendimenti borsistici, e la recessione americana/mondiale bruciano quotidianamente miliardi di euro. Del resto la massiccia fuga degli investitori nei fondi comuni conferma questo andamento. Saggiamente la stragrande maggioranza dei lavoratori, come proposto dalla Cub, ha deciso di tenere il Tfr in azienda. Le scarse adesioni ai fondi pensione di categoria (il 15,2% di fine 2007, circa 1,9 milioni di lavoratori, compresi i truffati dal silenzio assenso), hanno affossato il progetto di smantellamento della previdenza pubblica e la sua sostituzione con un sistema individuale a favore della borsa, della speculazione e degli affaristi. I rendimenti deludenti hanno ridotto anche le adesioni; la spinta propulsiva allo scippo del tfr è sostanzialmente fallita ed esaurita e in alcuni fondi le uscite superano le nuove adesioni. Per queste ragioni, la CUB ritiene che si debba eliminare la clausola vessatoria del "silenzio assenso" continuando con maggior vigore l’impegno affinché i nuovi assunti siano correttamente informati sui rischi dello scippo del tfr a favore dei fondi pensione e sul fatto che devono esprimere la propria eventuale contrarietà entro 6 mesi dall’assunzione. Inoltre si pone come unico punto di riferimento sindacale credibile per tutti quei lavoratori/trici, precari/e, disoccupati/e, pensionati/e che non si riconoscono più in quei sindacati concertativi che hanno permesso questa deriva per rilanciare con forza iniziative di lotta in preparazione dello Sciopero generale dove i punti più rilevanti saranno: salario, sicurezza nei luoghi di lavoro, democrazia e diritti sindacali per tutti, lotta alla precarietà, misure di sostegno al potere di acquisto di salari e pensioni, rilancio del ruolo del contratto nazionale a partire dalla Euro Mayday Parade 008 - I° Maggio a Milano alle ore 14 in piazza XXIV Maggio (Porta Ticinese).


21 aprile 2008 - Tuscia Web

Viterbo - Rdb chiede l'immediato intervento del direttore e minaccia un esposto alla Asl
"Topi al Pra"

Riceviamo e pubblichiamo - Se andate a fare un passaggio di proprietà al Pra di Viterbo, troverete oltre ai lavoratori anche delle sorprese non troppo piacevoli. Insieme con loro, infatti, troverete anche una colonia di topi che da tempo ormai abita nel contro soffitto dei locali di via Marini, lasciando piccole testimonianze infette sia nei vari angoli, sia nell’intercapedine del soffitto stesso. Da qualche giorno poi la puzza di topo morto, segnalano i lavoratori, si diffonde sia nel back office del piano terra, sia nelle stanze dedicate ai bolli del primo piano. Nonostante le segnalazioni fatte dai lavoratori e dalla RdB fin da prima di pasqua, il direttore Mauro Nocchi ha soltanto fatto mettere alcune esche, ma non la disinfestazione del contro soffitto sicuramente pieno di escrementi di topo, non a far sigillare tutti i condotti dei cavi ed i buchi che consentono il passaggio dei roditori e senza far disinfettare scrivanie, tastiere e computer, possibili veicoli di gravi patologie. Perché la direzione non agisce subito? Sottovalutazione? Disinteresse? Ricordiamo al direttore Nocchi che è lui il primo responsabile per la sicurezza e la salute dei lavoratori e degli utenti e che sia la RdB Cub sia i lavoratori non sono disposti ad aspettare oltre. Esca dalla stanza, si scolli dalla sua scrivania e si faccia un giro tra le scrivanie dei lavoratori, invece di chiudersi nel fortino della sua stanza. Se lavoratori e Rdb non riceveranno risposte corrette in brevissimo tempo, il prossimo passo sarà un esposto alla Asl di competenza ed agli altri uffici governativi interessati.
Rdb Cub - Lino Rocchi


21 aprile 2008 - Il Piccolo

Stato di agitazione contro Tt che vuole esternalizzare alcune linee.
Cub-Rdb: «Azienda censurata dalla commissione di garanzia»
Servizio bus affidato a esterni: protesta la Fit-Cisl

Trieste - La Fit-Cisl ha dichiarato lo stato d'agitazione riservandosi «di adottare adeguate iniziative di contrasto verso scelte aziendali che incidono pesantemente sui diritti degli utenti, che provocheranno forme di "dumping sociale e contrattuale" a danno dei lavoratori e che possono mettere a rischio il servizio sociale svolto dal trasporto pubblico sul territorio di Trieste, in particolare per le fasce più deboli della popolazione».
Questo si legge in una nota della Fit-Cisl a proposito del servizio di trasporto pubblico locale curato da Trieste Trasporti (Tt).
Giorni fa, ricorda il sindacato, in un incontro con i sindati Tt ha confermato l’intenzione di affidare all’esterno, «a seguito dell'approvazione tramite delibera da parte della giunta provinciale», 933 mila chilometri di trasporto pubblico locale e nello specifico - precisa sempre la Fit-Cisl - le linee 13, 33, 35, 39barrato, 49barrato, 73 e le linee notturne A, B, C e D.
La società «ha giustificato tale scelta - scrive ancora Fit-Cisl - definendo tali servizi marginali senza, tuttavia, dare assicurazioni sul mantenimento degli standard di qualità e sicurezza del servizio e senza specificare i benefici economici e tecnici, prodotti da tale operazione». Il sindacato invece ribadisce «perplessità e preoccupazioni» anche in vista del futuro piano regionale del trasporto pubblico locale. Di qui lo stato di agitazione decretato dal sindacato.
Intanto in una nota la Cub - Federazione Rdb trasporti riporta che «la commissione nazionale di garanzia» ha «censurato» Trieste Trasporti. «La commissione in sostanza - dice la nota - contesta ai dirigenti di Tt di avere omesso di convocare i rappresentanti sindacali di Rdb al tavolo di confronto espressamente previsto per tentare una composizione delle vertenze ed evitare così la proclamazione di un eventuale sciopero e i conseguenti disagi all’utenza».
La commissione, rileva ancora la Cub-Rdb, «invita espressamento la società di trasporto ad attenersi scrupolosamente a quanto previsto dalla norma legislativa». Di qui l’invito rivolto dalle Cub-RdB a «organismi politici e istituzioni locali» affinché «sappiano tenere nella debita considerazione questo nuovo episodio».


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