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Il Sindacato di Base e Indipendente

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21/04/08

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dicono di noi - le notizie
dall'11 al 20 aprile 2008

20 aprile 2008 - Caserta News

RdB Universita': "Chi sono questi fantasmi?"

Salerno – "La Prefettura di Salerno, in qualità di ufficio Territoriale del Governo Italiano, dando seguito alle procedure per il raffredamento dei conflitti del lavoro, ha chiesto all'Amministrazione dell'Università di Salerno l'inquadramento giuridico del personale che ha dichiarato lo stato di agitazione, nonché, le eventuali lesioni al diritto all'istruzione universitaria di cui sono detentori tutti gli studenti iscritti presso l'Ateneo salernitano. La risposta della 'Governance' non si è fatta attendere convocando le RdB/CUB che hanno chiesto l'organizzazione di un tavolo di confronto con tutti gli attori protagonisti del contenzioso sindacale che si trascina ormai da tantissimo tempo. I lettori, ex-Lettori e i CEL che lavorano nelle università italiane sono i circa 1.800 insegnanti universitari di madre lingua straniera che di fatto, da oltre 20 anni, insegnano la loro lingua madre occupandosi inoltre della programmazione, della didattica e della valutazione, svolgendo corsi universitari e presenziando nelle commissioni d'esame. Nonostante numerose sentenze, anche di Cassazione e della Suprema Corte Europea, nonché, gli innumerevoli contenziosi legali vinti e ripetutamente rinnovati, la discriminazione e il demansionamento sono aumentati negli anni imponendo a questa categoria il diniego 'contrattuale' di ogni tipo di dignitoso riconoscimento economico e professionale del loro preziosissimo e qualificato lavoro. Gli studenti, presenti in massa anche alla seconda assemblea di venerdi 18, sostengono la protesta dei Lettori/CEL che, offrendo il semplice supporto tecnico come impone il loro sotto-inquadramento giuridico, minano il sacrosanto ed irrinunciabile diritto ad una formazione di effettiva qualità internazionale a tutti i partecipanti ai corsi universitari di lingua straniera tenuti presso il Centro Linguistico dell'Ateneo di Salerno. Le RdB/CUB deprecando, inoltre, l'uso e abuso delle forme contrattuali atipiche per tamponare, con personale precario, l'enorme crescita della domanda di formazione linguistica universitaria, accoglie il mandato dell'assemblea confermando lo stato di agitazione, ed invita gli organi di informazione a partecipare alla conferenza stampa che sarà organizzata nei prossimi giorni presso il Centro Linguistico dell'Ateneo di Salerno".


20 aprile 2008 - La Provincia Pavese

VALENZA - L’ACCUSA SINDACALE
«La giunta è ancora inattiva sul caso dell’Uspidalì»
di Emilio Mocchi

VALENZA - Domani i due consiglieri di maggioranza Franco Stanchi e Giulio Zanotto presenteranno una mozione particolare, una coda della protesta che dall’inizio di marzo coinvolge i dipendenti dell’istituzione l’Uspedalì e i sindacati dei lavoratori.
In buona sostanza i due consiglieri chiedono la rimozione degli striscioni e delle bandiere sindacali che dall’inizio della protesta sventolano su entrambi gli edifici, in via Canonico Zuffi e in Circonvallazione Ovest. «Senza voler entrare nella vicenda delle rivendicazioni dei lavoratori ci pare però ormai sia troppo tempo che tali striscioni e bandiere sono esposte su un immobile di proprietà del Comune. Passi per i primi momenti di rivendicazione sindacale ma ormai crediamo proprio sia inopportuno».
«L’Uspidalì non è una sede sindacale ma un luogo dove si curano gli anziani e anche per rispetto a loro che questi striscioni vanno tolti. Pertanto - prosegue Stanchi - chiederemo al sindaco e alla giunta di rimuovere gli striscioni, se necessario con l’ausilio della forza pubblica».
Ribatte Giovanni Maccarino dell’Rdb-Cub: «Probabilmente questi due personaggi non hanno ancora smaltito la sbornia elettorale. A oggi, il Comune non ha messo niente sul tavolo; quindi le bandiere rimangono lì come segno della preoccupazione dei lavoratori. E poi, sarebbe meglio che invece di preoccuparsi dell’estetica delle bandiere, che magari spingono i valenzani a interrogarsi su tante cose, si preoccupassero della struttura di Via Canonico Zuffi, che avrebbe davvero bisogno di una bella ristrutturazione. Non appena la vertenza sarà finita in modo soddisfacente, le bandiere saranno tolte, il giorno stesso».


20 aprile 2008 - UsCatanzaro news

AMC, scatta lo sciopero «A rischio la sicurezza di utenti e personale»
di Francesco VALLONE (fonte Gazzetta del Sud)

Catanzaro - Una giornata di sciopero del personale dell'Amc è stata proclamata dal coordinamento provinciale del sindacato Rdb-Cub trasporti per il prossimo 20 maggio. Alla base dell'astensione, riferisce un comunicato del sindacato, ci sono le «deprimenti condizioni di vita dei lavoratori dell'Azienda per la mobilità cittadina» e la necessità di intervenire per «garantire l'incolumità del personale e dell'utenza». Secondo quanto denunciato dal sindacato – che ha scelto la data del 20 maggio a causa della concomitanza di scioperi in tutto il periodo precedente – «le condizioni igienico-sanitarie all'interno dell'azienda né tantomeno i rapporti tra organizzazione sindacale e dirigenza sono migliorati nell'ultimo periodo. Dopo i primi incontri e la disponibilità dimostrata solo verbalmente – incalza il sindacato – nei fatti nessun passo avanti è stato compiuto per discutere con i lavoratori sulle problematiche che affiggono l'Amc, a partire dal rinnovo contrattuale e delle somme del precedente che ancora oggi nessuno ha visto nulla». Da qui la decisione di passare dalla proclamazione dello stato d'agitazione all'indizione di una giornata di sciopero, nel corso della quale saranno garantiti soltanto i servizi minimi essenziali nelle fasce protette. L'Rdb-Cub ricorda di aver segnalato la situazione esistente «ormai da troppo tempo» anche al prefetto. «Ma ancora oggi – chiosa il segretario dell'organizzazione sindacale, Antonio Jiritano – nulla è cambiato. O meglio, proprio nulla no: l'unica cosa effettuata dall'Azienda – si legge in un comunicato stampa diffuso ieri dall'Rdb-Cub – è stato lo sgombero di alcuni detriti dal parcheggio, sapendo di un'imminente visita ispettiva. Ma finita la visita. gabbatu lu santu!». Il sindacato contesta anche «l'assenza di un addetto ai capolinea (Gagliano, Cicco Simonetta , Stadio etc...) con qualifica idonea; l'installazione di box provvisori in attesa di un vero e proprio capolinea con la presenza di addetti alla manovra dei bus ma anche di servizi adeguati; la mancanza di targhe segnaletiche affinché l'utenza possa comprendere dove sono diretti i bus e, soprattutto, la necessità impellente di manutenzione dei mezzi. In attesa della giornata di sciopero – conclude Antonio Jiritano – stiamo mettendo in moto di nuovo la macchina dell'organizzazione per mettere in rilievo nuovamente tra la popolazione la situazione generale dell'Azienda, senza abbandonare tutte le iniziative messe già in campo sul piano della sicurezza negli ambienti di lavoro da terzo mondo».


20 aprile 2008 - Padova news

Verona, 25 Aprile - Festa dell'indignazione

Dei migranti si e' parlato e si parla molto. Da destra e da sinistra. Si e' preteso di distinguere il migrante "onesto" da quello "disonesto"; quello che e' "qui" per lavorare e quello che "qui" e' venuto per delinquere; quello in coda per ore di notte davanti alle questure per rinnovare il permesso di soggiorno, dal "clandestino". In questo lavoro della differenza, che ha prodotto frettolosi pacchetti sicurezza e retoriche securitarie, e' stato fatto sfumare il nocciolo della questione. Una legge che la clandestinita' la produce, applicata con procedure di rinnovo dei permessi di soggiorno del tutto ingestibili che hanno arricchito le Poste e che hanno relegato centinaia di migliaia di migranti nel limbo di un'attesa ingiusta e ricattabile. Un mercato del lavoro che assorbe i migranti trattenendoli a forza tra lavoro e non-lavoro, che ne fa precari anche in rapporto ai diritti di cittadinanza, che li traveste da soci di cooperativa per incrementarne lo sfruttamento, che trattiene il lavoro di cura delle badanti e quello degli edili al nero. L'impossibilita' di trovare casa, gli sfratti, come ulteriore meccanismo di filtro e di gerarchizzazione nell'accesso alla cittadinanza. Incrociare conflitti di lavoro e battaglie per i diritti di cittadinanza e' quanto ci sembra decisivo per aprire un nuovo ciclo di lotte. I migranti non sono oggetto di discorso, bersagli della retorica degli imprenditori politici della paura, ma soggetti in grado, in particolare nei nostri territori, di costruire le proprie piattaforme rivendicative e le proprie organizzazioni di lotta. Hanno occupato le case e autodifeso gli sfratti. Bloccato le fabbriche e i cantieri. Costretto al confronto prefetti e questure. Attraversato le piu' significative scadenze di movimento. Quelle contro la guerra, contro la precarieta', contro i CPT. A Verona, al centro della grande fabbrica diffusa, al cuore dell'area metropolitana che si allarga da Trieste a Milano, un sindaco impresentabile, che marcia in testa ai cortei dei nazisti e dei razzisti, ha deciso che i flussi migratori si governano con la paura. Ha cambiato i regolamenti per assegnare le case popolari per escludere i migranti. Ha fatto installare panchine nei parchi sulle quali non e' possibile sdraiarsi. Ha scatenato una guerra personale contro le attivita' commerciali degli stranieri. Trasformato le vie del centro cittadino in spazi segregati. Importa come modello di governance metropolitana le sperimentazioni demenziali di sperduti villaggi di campagna. E' ridicolo e pericoloso. Pericoloso perche' accredita il razzismo come legittimo strumento di governo. Perche' toglie la parola. Perche' a traino delle sue tragicomiche, ma ben sostenute dalla stampa, improvvisazioni, vanno a rimorchio le politiche altrettanto impresentabili dei sindaci dei muri di via Anelli o degli sgomberi lungo il Reno. Ridicolo, perche' le sue politiche sono state giuridicamente sconfessate dall'Unione Europea, perche' la citta' che immagina e' forte coi deboli e debole coi forti, perche' non si vergogna di pretendere di fermare col petto in fuori cio' che non puo' essere fermato, la liberta' di movimento, il comune dell'integrazione, l'autovalorizzazione soggettiva di donne e di uomini che attraversano gli spazi di una citta' in rapida trasformazione. A Verona, si tratta di porre al centro della considerazione una questione decisiva. I migranti si sono aperti uno spazio che nessuno puo' richiudere. Frutto dell'evidenza che i migranti non hanno governi amici. Hanno occupato le case con un sindaco di centrosinistra. Bloccato i cantieri, recuperato reddito e imposto i propri diritti con un sindaco di destra. Non aspettano le elezioni per costruire le proprie piattaforme e se ne fottono di un teatro della rappresentanza che comunque non possono calcare. I migranti sono parte di un comune in divenire, in cui cresce la liberta' e si meticciano le identita'. In cui al delirio della sicurezza vengono opposti il desiderio, la fantasia e la creativita'. In cui la potenza di autodeterminazione e di autonomia si fa istituzione, sindacato sociale, capacita' di lotta e di mobilitazione. Scoglio su cui si infrange la verticalita' della disposizione amministrativa e risata che seppellisce l'idiozia. Non vogliamo che le citta' diventino spazi difesi. Che si erigano confini. Che chi produce la ricchezza di giorno debba stare nascosto di notte. Invisibile. Senza casa, senza diritti, muto. Siamo noi a volere sicurezza: vogliamo reddito, diritti, dignita'. Vogliamo le case e costruirci un futuro. Vogliamo cio' che ci spetta: reddito e salario. Chiamiamo tutte le reti di intervento sull'immigrazione e sul precariato, gli antirazzisti e i pacifisti, le realta' di movimento, i centri sociali, i sindacati di base e i collettivi alla costruzione di una giornata dell'indignazione a Verona il 25 aprile.
Contro il razzismo, lo sfruttamento, contro il fascismo e i fascisti in camicia verde o bruna, contro i sindaci della basi di guerra e della guerra alla socialita'.
Perche' i cittadini si scuotano la polvere dalle scarpe e si rimettano in movimento.
Liberta' di movimento, liberta' senza confini
Coordinamento Migranti Verona - Coordinamento Migranti dell'Est Veronese - Coordinamento Immigrati di Brescia - Associazione Citta' Migrante (Reggio Emilia) - Associazione senegalese di Verona e provincia "GORE ONESTA"- Associazione Bangladesh Verona - Associazione Human Care International Nigeria- Associazione marocchina ATLAS Verona - Consulta Immigrati di Verona- Associazione India Verona - Associazione Pakistan Verona - Associazione Tunisia Verona - Comunita' Senegalese Brescia - RdB - CuB - SdL Intercategoriale - InsensINverso Associazione di promozione sociale (Roma) - Associazione Razzismo Stop Veneto - ADL COBAS Treviso, Padova, Verona, Rovigo - CENTRI SOCIALI DEL NORDEST (Cso Rivolta - Marghera (Ve); Cso Pedro (Pd); Laboratorio occupato Morion (Ve); Laboratorio Fuori controllo, Monselice (Pd); Centro Sociale ChioggiaLab, Chioggia (Ve); Nuovo Capannone Sociale (Vi); Ubik Lab, Ponzano veneto (Tv); Coordinamento Liberazone, Schio (VI)) - CS Cantiere (Milano) - CSO Bruno (Trento) - Casa delle culture (Trieste) - Collettivo SPAM (Parma); Teatro Polivalente Occupato (Bologna) - Laboratorio PAZ (Rimini) - Laboratorio AQ 16 (Reggio Emilia) - Collettivo Metropolis (Verona); La chimica (Verona) - Casa delle Culture (Trieste) - CS Clandestino (Gorizia) - Ass. Razzismo Stop Venezia Giulia - Movimento autoassegnatari/e Venezia Giulia - Centro di Prima Accoglienza "San Precario" (Monselice) - Rete 28 aprile nella CGIL per l'indipendenza e la democrazia sindacale - CUB Immigrazione; RdB-CUB Migranti; Federazione Provinciale RdB-CUB Verona; Federazione Regionale RdB-CUB Veneto; RDB, Comune di Verona - ARCI Verona - Circolo Pink (Verona) - Virtus Fans (Borgo Venezia - Verona)- Emergency (Verona)


20 aprile 2008 - Corriere del Veneto

Hotel Igea
Blitz contro l'antenna davanti all'ospedale

PADOVA – «No all'antenna Vodafone». Ieri mattina, una cinquantina di persone, guidate da Danilo Del Bello, leader del Comitato Padova Città Aperta, hanno fatto irruzione all'interno dell'hotel Igea di via Gabelli, a pochi metri dall'Ospedale Civile. Da alcuni giorni, sul tetto dell'edificio, è in corso l'installazione di un maxi-ripetitore di telefonia mobile. Alla protesta, non priva di qualche momento di tensione, hanno partecipato anche alcuni commercianti della zona e dipendenti dell'ospedale, rappresentanti sindacali Adl-Cobas. Del Bello e compagni hanno nuovamente chiesto all'assessore comunale all'Ambiente Francesco Bicciato di far tutto il possibile per interrompere i lavori.(D.D'A.)


20 aprile 2008 - Il Gazzettino

L’Usl 7 replica al sindacato
Trasporti sanitari, «Il sistema è garantito»
di Milvana Citter

Conegliano - «Inesattezze che danno un'idea sbagliata dell'organizzazione dei trasporti secondari nell'Usl 7». Replica così il primario del Pronto Soccorso Enrico Bernardi alla denuncia delle rappresentanze sindacali della Confederazione Unitaria di Base sui trasporti dei pazienti da un ospedale all'altro. «Il sindacato - spiega Bernardi -, ha diffuso troppe informazioni non corrette sui trasporti secondari dei pazienti. Il protocollo è stato elaborato dal Pronto Soccorso e sottoscritto dalla direzione medica, dai primari e dai direttori di dipartimento di tutta l'Usl 7 ed è organizzato per tutelare la salute dei pazienti. Il sistema prevede il trasporto con il solo autista, che è comunque lo stesso autista soccorritore che opera con i sanitari nelle emergenze sul territorio, quando il paziente è deambulante e l'esame a cui dev'essere sottoposto non richiede assistenza. Se invece l'indagine è complessa, si richiede al reparto l'assistenza e il trasferimento avviene in ambulanza». Le ambulanze destinate ai trasporti secondari accompagnano il paziente e, in caso di esami particolarmente lunghi, rientrano in sede e vanno successivamente a riprenderlo. Un sistema pensato per ottimizzare i tempi e l'uso dei mezzi, che potrebbe presto rientrare in un progetto di area vasta per le tre Usl provinciali gestito da un'unica centrale operativa. «Va anche precisato - conclude il primario -, che quando esce l'ambulanza è sempre prevista la doppia figura: autista soccorritore ed infermiere professionale specializzato. Non ci sono rischi e i pazienti possono stare tranquilli».


19 aprile 2008 - Il Bologna

Aeroporto. Stop di 4 ore ma pochi disagi per i passeggeri durante la protesta indetta da Cgil, Cisl, Uil e Rdb
Due scioperi e 4 voli cancellati «Il Marconi, un campo di lavoro»
I confederali promettono di portare in Procura un dossier sul boom degli straordinari
di Daniele Guido Gessa

Bologna - Quattro sindacati, due scioperi diversi. Ieri l’aeroporto Guglielmo Marconi è stato interessato da due agitazioni concomitanti. Da una parte Cgil, Cisl e Uil, dall’altra le Rappresentanze sindacali di base, Cub Trasporti. Nonostante tutto, limitati i disagi. In tarda mattinata erano quattro i voli cancellati. Poche le proteste da parte dei viaggiatori, che, in larga parte, hanno compreso le ragioni dei lavoratori. Che sono state illustrate, da Cgil, Cisl e Uil, in una conferenza stampa mattutina. Con una promessa: se la situazione non migliorerà, gli scioperi saranno organizzati ogni quindici giorni. E intanto lunedì, per un passaggio in Comune di Giuseppina Gualtieri, presidente di Sab, per illustrare il piano industriale dello scalo, ci sarà un sit in da parte dei sindacati confederali, con l’obiettivo di ricordare a Gualtieri i motivi del dissenso. Dal canto suo, Rdb-Cub, nelle stesse ore, annunciava: «Questo che stiamo facendo ora è uno sciopero di quattro ore. Il prossimo sarà di almeno ventiquattro ore». Nubi sempre più nere in vista, quindi, sull’aeroporto Marconi. Per una serie di motivi, i soliti da tempo, ai quali si è aggiunto, ora, il rischio di "vendita" della Marconi Handling. Ovvero, «la ricerca di un partner industriale », come l’ha definita Gualtieri, che è anche presidente di Marconi Handling, in una conferenza stampa indetta mercoledì per illustrare il buco di quasi tre milioni nel bilancio della società. Per i Confederali, che ieri hanno protestato contro la Giacchieri, la società subentrata al consorzio Doro Group nella gestione dei servizi a terra dello scalo, c’è in primo luogo la questione delle buste paga dei dipendenti. Che riportano una media di cinquanta ore di straordinario al mese a persona. Ci sono lavoratori, certificano i sindacati, che entrano in servizio alle 21,30 e staccano alle 7,30 del giorno dopo o lavorano dalle due del mattino fino alle 13,30. Proprio su questo punto, sul boom degli straordinari, Cgil, Cisl e Uil promettono di presentare una denuncia dettagliata all’Enac, all’Ispettorato del Lavoro e alla Procura della Repubblica di Bologna, senza dimenticare la Polizia di Stato e quella di frontiera. Secondo Cristian Urso, della Uil, «pur di non assumere nuovo personale, hanno trasformato l’aeroporto in un campo di lavoro». Senza considerare che l’estate è vicina, con i suoi picchi di flusso, e le cose non potranno che peggiorare, visto che da maggio il personale inizierà ad andare in ferie, mentre i voli quasi raddoppieranno. Vladimiro Risi, della Filt Cgil, dice che «Gualtieri spiega che non ci sono problemi con la Giacchieri, ma non è vero. Lei dice che non ci sono disguidi, ma chi lavora in rampa sa bene che ci sono. La gente non può lavorare dodici ore al giorno, tutti i giorni». Poi, un’altra questione. Nei giorni scorsi sono stati assunti cinque degli ormai 38 famosi addetti ex Gesticoop, rimasti senza lavoro da settembre. Ma Risi commenta che «è stata una decisione unilaterale». Secondo Lorenzo Mastro, sempre della Filt Cgil, «con questo contratto prenderanno al massimo seicento euro al mese».

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La chiave
1 «L'iniziativa è riuscita»

Secondo la federazione Cub Trasporti dell'Emilia-Romagna lo sciopero indetto per quattro ore (fino alle 16) da CuB-RdB e dalle altre sigle sindacali all'aeroporto di Bologna, è «pienamente riuscito».

2 Gli aerei annullati

Le compagnie aeree hannoprovveduto alla cancellazione di quattro collegamenti, tra nazionali e internazionali: sitratta di due arrivi, da Francoforte (Lufthansa) e Praga (Czech Airlines), e delle rispettive ripartenze.

La vertenza. Sigle preoccupate per l'annuncio della cessione di quote di Marconi Handling
"Diciamo no alla guerra al ribasso"

Bologna - «Stanno facendo terrorismo sulla pelle dei lavoratori». Secondo Cgil, Cisl e Uil, «dire che la Marconi Handling deve trovare un partner industriale, e dire allo stesso tempo che il costo del lavoro è troppo alto, equivale a dire che la causa delle perdite è proprio il personale». Per questo i sindacati confederali chiederanno l’inserimento di una clausola sociale, «per evitare una guerra al ribasso e una guerra al massacro». Innanzi tutto, pretenderanno il mantenimento occupazionale, il mantenimento degli accordi integrativi e della sede di lavoro a Bologna. «Noi abbiamo già dato in cinque anni. Abbiamo subito una mobilità, siamo ottanta in meno rispetto a quando la Marconi Handling è stata fondata, non abbiamo mai visto un premio di produzione. Se non verrà inserita una clausola sociale, i lavoratori si fermeranno tutti». Anche Rdb-Cub Trasporti prende nettamente posizione contro "la vendita" della Marconi Handling, annunciata pochi giorni fa dalla presidente Sab Gualtieri. «L'azienza ha perso tutti questi soldi - spiega Italo Quartu - per far guadagnare Sab», la società controllante.(D.G.G.)


19 aprile 2008 - La Repubblica

Confederali e Rdb contro la società di handling
Sciopero al Marconi cancellati quattro voli

Bologna - Quattro voli cancellati ieri al Marconi per lo sciopero di quattro ore indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil-Trasporti, per i lavoratori della Giacchieri, e dalle RdB per i lavoratori di Sab, MH, Bas, Giacchieri e Koop Service. Si è trattato di due arrivi, da Francoforte (Lufthansa) e Praga (Czech Airlines) e relative partenze. Altri due voli sono stati cancellati per altri motivi, secondo Sab. Mentre le RdB hanno fatto un presidio all´autostazione, Cgil, Cisl e Uil hanno annunciano una nuova denuncia all´Enac, all´Ispettorato del Lavoro e alla Procura per il numero di ore di straordinario fuori controllo fate fare da Giacchieri, la società subentrata a Doro Group sotto inchiesta. «Si fa una media di 50 ore di straordinario al mese. Non siamo in grado di offrire un servizio di qualità», denunciano Cgil, Cisl e Uil che definiscono «bugie» le dichiarazioni dell´ad Giuliano Gotti, per il quale le norme sono rispettate. Contro Gotti si scagliano anche le RdB: «Non può dire che la colpa della crisi sta nei costi del personale. Il vero costo sono i lauti stipendi dei suoi predecessori. Gotti replica: «Affermazioni prive di fondamento: nessun dirigente della Marconi Handling ha avuto incrementi della retribuzione diversi da quelli automatici stabiliti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro dei dirigenti».


19 aprile 2008 - EPolis Roma

Il tavolo. Mosca accoglie i movimenti di lotta: «Incontro positivo» per entrambe le parti
Il Prefetto incontra i senza casa e in città arrivano 2mila alloggi
Dalla Regione uno stanziamento per far fronte all'emergenza di oltre 73 milioni di euro
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Roma - Nel giorno in cui il prefetto di Roma, Carlo Mosca, incontra i senza casa per aprire il tavolo di confronto sulla casa promesso all'indomani dell'occupazione da parte del Blocco precario metropolitano degli appartamenti alla Bufalotta, la Regione stanzia 73 milioni di euro er la costruzione di oltre 5mila alloggi nel Lazio, di cui quasi 5mila tra Roma e provincia. «L'obiettivo di questa amministrazione - spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Bruno Astorre - è stato quello di incentivare, da una parte il maggiore volume di produzione edilizia e, dall’altra, attraverso la concessione di contributi pubblici favorire l’accesso alla casa per le famiglie meno abbienti, naturalmente al minor costo possibile». Durante la mattinata, quindi, a Palazzo Valentini si è tenuto l'incontro tra Mosca e una rappresentanza del Blocco precario metropolitano, l'Asia Rdb insieme con Astorre e il sub commissario capitolino con delega alla Casa Ignazio Portelli. Presenti anche rappresentanti di Acer, Confcoperative, Legacoop, Federlazio e Federedilizia. Un incontro di due ore, durante le quali sono state messe sul tavolo diverse questioni e proposte da parte dei movimenti di lotta. Censimento degli alloggi disabitati in città, no ai vecchi giochetti del Piano Casa ma subito a disposizione 50mila alloggi per l’emergenza abitativa e ancora no alle graduatorie parcheggio: queste le condizioni poste dal Blocco precario per poter discutere dell'emergenza. «Abbiamo chiesto che la questione abitativa non fosse più di ordine pubblico - spiega Paolo Di Vetta - ma anche che al prossimo incontro sia presente l’Abi, l’associazione dei bancari, perché devono prendersi le loro responsabilità sulla questione dei mutui». IL dato politico importante, sottolinea ancora Di Vetta «è che non ci sono stati attacchi sulla questione di Bufalotta». C'è soddisfazione, dunque, da parte dei movimenti di lotta per la casa per la «disponibilità del prefetto Mosca - dice Di Vetta - le sue intenzioni sono serie, ha raccolto le nostre richieste, si è impegnato a riconvocare questo tavolo anche prima dell’insediamento della nuova Giunta e ad invitare l'Abi». Intorno al tavolo, racconta ancora Di Vetta, anche i rappresentanti del Coordinamento di lotta per la casa e di Action «perché c'è un tentativo di costruire un fronte unitario. Da parte dei costruttori abbiamo assistito al solito ritornello hanno chiesto nuove aree per costruire nuove case. Solo l’Acer - continua - ha volato alto aprendosi in parte alle nostre richieste: noi diciamo che si possono trovare soluzione sulle case già costruite». E' stato un buon avvio, di consapevolezza dei problemi e delle responsabilità reciproche, sia da parte dei costruttori chedei movimenti e delle istituzioni»: è questo il commento del prefetto Mosca dopo l'incontro a Palazzo Valentini. «Un confronto animato ma sereno», precisa, «uno scambio costruttivo », che continuerà e nel quale ognuna delle parti ha espresso le proprie istanze. «I movimenti - continua Mosca - hanno richiesto la presenza anche dell’Abi e dei sindacati degli inquilini e dei proprietari. Io ho ribadito che la questione abitativa non è un’emergenza di ordine pubblico ma un problema sociale e come tale va affrontato dalla politica». Politica che era presente sia attorno al tavolo (con l 'assessore regionale Astorre) che fuori, rappresentata da Patrizia Sentinelli della Sa: «Sono qui per esprimere piena solidarietà ai movimenti di lotta per la casa ma anche per prendere un impegno per il futuro. Se la coalizione vincerà al Comune lavorerò per essere un interlocutore diretto. Un tavolo molto importante», spiega precisando che «i movimenti di difesa della casa devono essere riconosciuti come soggetti privilegiati di confronto».(M.R.)

La Vicenda
1 L'occupazione in via Bragaglia
Il 6 aprile il Blocco precario metropolitano occupa un complesso residenziale privato per un giorno e una notte.

2 Gli scontri in centro
I senza casa si spostano in piazza San Marco. Vengono sgomberati con la forza e nove attivisti finiscono in carcere.

Opinione
Censire ora le case libere
Alessandro Cardente Presidente IV Municipio

Raccolgo con grande favore il fatto che il prefetto Mosca abbia iniziato ad affrontare l’emergenza casa come un problema sociale anziché come una questione di ordine pubblico. Quello dell’emergenza casa, infatti, è un problema che va affrontato non ideologicamente, ma in maniera costruttiva e responsabile. L’obiettivo è quello di pianificare per i prossimi 4 anni un processo costruttivo di edilizia sociale. Nel frattempo, però, è opportuno censire tutti gli immobili comunali liberi, per utilizzarli temporaneamente per tamponare l’emergenza abitativa. Rimane altresì estremamente importante coinvolgere nel processo anche l’Associazione dei banchieri e rivedere i criteri di assegnazione delle case popolari per fare in modo che vengano assegnate a chi ne ha veramente bisogno.


19 aprile 2008 - Corriere della Sera

Costruttori e movimenti
Emergenza casa Il prefetto invita anche l'Abi
di Ilaria Sacchettoni

Roma - Tre ore di confronto sull'emergenza casa, nella propiziatoria «Sala Di Liegro » di Palazzo Valentini, convincono anche gli estremi sull'utilità del dialogo. Sperare di più a quindici giorni dal ballottaggio era, forse, velleitario.
«Un buon inizio» titola il comunicato di Asia rappresentanze di base e Blocco Precario Metropolitano, che, dieci giorni fa, avevano occupato il residence della «Santarelli Costruzioni» alla Bufalotta. Quanto ai costruttori del-l'Acer, concordano: «È sempre positivo discutere allo stesso tavolo una questione sulla quale le parti sociali hanno opinioni diverse» commenta il presidente Lorenzo Cremonesi che, ovviamente, si candida all'edificazione di alloggi popolari, ma intanto ricorda che « nelle poche aree dove è già possibile costruire manca ancora il bando».
Soddisfatto il presidente del IV municipio, Alessandro Cardente, che lanciò l'idea di un «tavolo di confronto» mentre sul suo territorio, si scontravano famiglie senza casa (acquirenti) e famiglie senza soldi (in graduatoria). Contenti anche in prefettura «dell'incontro leale, aperto e costruttivo sulla questione ». Anzi, pronti a fare un passo in più: «cioè a porre il problema all'attenzione del nuovo sindaco, qualunque sia il vincitore della competizione elettorale» spiegano dalla prefettura.
Commenta Paolo Di Vetta del Blocco Precario Metropolitano presente al tavolo: «C'è stata la volontà di guardare oltre. Anche la nostra proposta di coinvolgere l'Abi alla prossima riunione è stata accolta». Sotto Palazzo Valentini, al sit in di protesta contro il problema sfratti in città, ci sono anche le famiglie dei Colli Portuensi, i cui appartamenti sono stati messi in vendita dal fondo pensioni della ex Cassa di risparmio di Trieste, gestito dalle rappresentanze sindacali. E che ora sono sotto sfratto. L'incontro è aggiornato. Tra i propositi c'è anche quello di verificare quanti siano gli appartamenti sfitti a Roma (287mila secondo i movimenti). Perplessità sul tavolo da parte dell'Unione Inquilini (esclusa): «Esiste un tavolo regionale che, secondo la legge ha i poteri necessari a trattare la questione dell'emergenza abitativa: quanti tavoli vogliamo aprire? E perchè?».


19 aprile 2008 - Italia Sera

Un meeting tra le Istituzioni e i rappresentanti dei cittadini getta le basi per un dialogo costruttivo
Emergenza casa a Roma Ora si cercano soluzioni
di Maria Giulia Mazzoni

Roma - Il problema della casa è all’ordine del giorno per istituzioni e cittadini. Il Prefetto Carlo Mosca, riferisce una nota, "questa mattina, presso la sala Di Liegro di Palazzo Valentini, ha presieduto un incontro tra una delegazione dei movimenti di lotta per la casa e i rappresentanti di categoria dei costruttori, alla quale hanno partecipato i presidenti di Acer, Federlazio, Legacoop e Confcooperative. Sono intervenuti l’assessore regionale ai Lavori Pubblici e Politiche della Casa Bruno Astorre, il Sub Commissario del Comune di Roma Ignazio Portelli e il presidente del IV Municipio Alessandro Cardente. È stata registrata una importante disponibilità da parte di tutti i convenuti, in maniera leale, aperta e costruttiva, con particolare riferimento alla carenza di abitazioni per i ceti sociali più bisognosi. Il tavolo proseguirà subito dopo l’elezione del nuovo sindaco e della nuova giunta comunale, allargato anche all’Abi ed alle organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini. Il Prefetto ha assunto l’impegno, anche accogliendo l’invito dell’Assessore Astorre, di rappresentare al Governo la necessità di istituire un apposito fondo nazionale per l’edilizia sociale abitativa". Il meeting che si è tenuto alla presenza dell’assessore regionale alla Casa Bruno Astorre, del sub Commissario capitolino con delega alla Casa Ignazio Portelli e del presidente del IV municipio Alessandro Cardente, assume valore programmatico e ha voluto inserire anche una delegazione dei movimenti di lotta per la casa, accolta a Palazzo Valentini, nella sala Di Liegro. Presenti anche rappresentanti di Acer, Confcoperative, Legacoop, Federlazio e Federedilizia. Un incontro durato più di 2 ore, ha spiegato Paolo Di Vetta del Blocco precario nel quale "il dato politico più rilevante – ha detto - e’ che non ci sono stati attacchi sulla questione di Bufalotta". "Abbiamo chiesto che la questione abitativa non fosse più di ordine pubblico - ha continuato Di Vetta - ma anche che al prossimo incontro sia presente l’Abi, l’associazione dei bancari, perché devono prendersi le loro responsabilità" sulla questione dei mutui. Soddisfatti i delegati dei movimenti di lotta per la casa della "disponibilità del prefetto Mosca – ha detto Di Vetta - le sue intenzioni sono serie, ha raccolto le nostre richieste, si e’ impegnato a riconvocare questo tavolo anche prima dell’insediamento della nuova Giunta e ad invitare l’Abi". Secondo quanto poi riferito dallo stesso Paolo Di Vetta, all’incontro hanno partecipato anche rappresentanti del Coordinamento di lotta per la casa e di Action "perché c’è un tentativo di costruire un fronte unitario" ha spiegato. "Da parte dei costruttori abbiamo assistito al solito ritornello - ha detto Di Vetta - hanno chiesto nuove aree per costruire nuove case. Solo l’Acer - ha continuato – ha volato alto aprendosi in parte alle nostre richieste: noi diciamo che si possono trovare soluzione sulle case già costruite". Prossimo appuntamento per i tutti i manifestanti: mercoledì a piazza Sempione, ore 19, all’Horus occupato per un’assemblea. Intanto, dopo la conclusione dell’incontro, il gruppo di manifestanti riuniti con bandiere e striscioni di fronte a Palazzo Valentini ha sciolto il presidio. Censimento degli alloggi disabitati in città, "no" ai vecchi giochetti del Piano Casa ma subito a disposizione 50 mila alloggi per l’emergenza abitativa e ancora "no" alle graduatorie parcheggio. Queste alcune delle richieste avanzate da Asia RdB e Blocco Precario Metropolitano riunite dal prefetto di Roma Carlo Mosca in tavolo di confronto divenuto permanente. "Sono qui per esprimere piena solidarietà ai movimenti di lotta per la casa ma anche per prendere un impegno per il futuro. Se la coalizione vincerà al Comune lavorerò per essere un interlocutore diretto", ha infine dichiarato Patrizia Sentinelli venuta ad esprimere solidarietà ai movimenti di lotta per la casa che manifestano di fronte a Palazzo Valentini. "Un confronto è molto importante" ha detto Sentinelli precisando che "i movimenti di difesa della casa devono essere riconosciuti come soggetti privilegiati di confronto".


19 aprile 2008 - Liberazione

Casa, davanti al prefetto faccia a faccia fra movimenti e costruttori
di Daniele Nalbone

Roma - «Basta ricondurre l'emergenza abitativa della capitale a un problema di ordine pubblico!». Questo il primo, inderogabile punto che i movimenti, per voce di Paolo Di Vetta, hanno portato al tavolo indetto ieri dal Prefetto Mosca al quale hanno preso parte il Blocco Precario Metropolitano, Action e il Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa da un lato, l'Associazione Costruttori Edili Romani, Federedilizia, Confcooperative, Lega Coop dall'altro. Presenti il presidente del IV Municipio uscente (e ora al ballottaggio) Alessandro Cardente, l'Assessore regionale alla Politica della Casa, Bruno Astorre, e il Sub Commissario straordinario alle politiche sociali del Comune di Roma, Ignazio Portelli. «Al prefetto Mosca, che si è mostrato disponibile al dialogo, abbiamo fatto presente come sia necessario effettuare un censimento degli alloggi vuoti presenti in città, sia di proprietà pubblica che privata, chiamare al prossimo tavolo l'Associazione Bancaria Italiana per far si che anche gli istituti di credito siano messi di fronte alle proprie responsabilità e reperire un numero di alloggi (già edificati) non inferiore alle 50mila unità per fronteggiare l'emergenza abitativa». Queste le richieste di chi da anni si batte per il diritto alla casa. Paolo Di Vetta ed Emiliano Viccaro hanno così raccontato il senso dell'incontro alle oltre trecento persone che attendevano fuori dalla Prefettura la fine dell'incontro. Per oltre tre ore, sotto al sole, ragazzi, donne, migranti hanno sostenuto striscioni (firmati Bpm e Asia-RdB) contro "affitti da rapina, mutui insostenibili, salari da fame" e volti a ottenere "canoni sociali, alloggi popolari e (estrema ratio) requisizioni". Patrizia Sentinelli, coordinatrice della campagna elettorale romana de La Sinistra l'Arcobaleno, ha portato la sua solidarietà alla causa ribadendo «l'impegno della sinistra cittadina al fianco di chi porta avanti con coraggio questa vertenza che non può e non deve esaurirsi in un semplice tema di campagna elettorale ma va portato avanti insieme, perché Roma non può sopportare ne accettare ulteriori sfratti».


19 aprile 2008 - Libero

I senzatetto chiedono le case sfitte

Roma - Fuori da palazzo Valentini la manifestazione dei senzatetto con tanto di striscioni e megafono, dentro l'incontro tra il prefetto Carlo Mosca e i delegati del Blocco precario metropolitano, Asia RdB, costruttori ed esponenti politici. I senza casa hanno chiesto il censimento delle case sfitte a Roma e la relativa assegnazione. Mosca, dal canto suo, definendo l'incontro come «un buon avvio» per il dialogo, ha ribadito che quella de''emergenza abitativa non è di ordine pubblico ma un «problema sociale». I costruttori, invece, hanno chiesto nuove aree sulle quali poter costruire.

I senzatetto al prefetto: «Assegnateci le case sfitte»
È stato un buon avvio, di consapevolezza dei problemi e delle responsabilità reciproche, sia da parte dei costruttori che dei movimenti. La questione abitativa non è un'emergenza di ordine pubblico ma un problema sociale
di CARLO MOSCA

Roma - Fuori dalla prefettura in via IV Novembre gli striscioni dei senzatetto: "Basta con le banche che strozzano", "affitti da rapina, mutui insostenibili, salari da fame". E le proteste via megafono: "Casa subito, casa subito", "10, 100, 1000 occupazioni, una casa ce la dovete dare". Dentro il prefetto Carlo Mosca impegnato, come promesso tempo fa, a discutere dell'emergenza abitativa con i delegati del Bpm (Blocco precario metropolitano) e di Asia RdB. Che chiedono di mettere a disposizione di chi una casa non ce l'ha i 27mila alloggi attualmente vuoti a Roma. Un confronto che ha interessato anche i presidenti di Acer, Federlazio, Legacoop, Confcooperative, l'assessore regionale ai Lavori Pubblici e alle Politiche per la Casa Bruno Astorre, il Sub Commissario del Comune di Roma Ignazio Portelli e il presidente del IV Municipio Alessandro Cardente. «È stato un buon avvio, di consapevolezza dei problemi e delle responsabilità reciproche, sia da parte dei costruttori che dei movimenti e delle istituzioni», fa sapere il prefetto di Roma Carlo Mosca al termine dell'incontro «animato ma sereno». Anche se quello di ieri resta «uno scambio costruttivo» costruttivo, che proseguirà dopo l'elezione del nuovo sindaco di Roma. AL VIA 5.422 ALLOGGI Nello specifico, i movimenti per la casa, in due ore di colloquio, al prefetto hanno chiesto il censimento degli alloggi disabitati in città, un secco «no» ai vecchi giochetti del Piano Casa e alle "graduatorie parcheggio", e subito a disposizione 50 mila alloggi per l'emergenza. Ma «il dato politico più rilevante», spiega Paolo Di Vetta del Blocco precario, «è che non ci sono stati attacchi sulla questione di Bufalotta. Abbiamo chiesto che la questione abitativa non fosse più di ordine pubblico», spiega, «ma anche che al prossimo incontro sia presente l'Abi, l'associazione dei bancari, perché devono prendersi le loro responsabilità» sulla questione dei mutui. Anche Action ha preso parte all'incontro. «Il tentativo», spiega ancora Di Vetta, «è quello di costruire un fronte unitario». I costruttori, dal canto loro, avrebbero chiesto nuove aree edificabili. Dall'emergenza casa all'edi lizia residenziale agevolata, ovvero la possibilità, per molti, di poter comprare casa a prezzi favorevoli. Ma soltanto in provincia di Roma e nelle province della altre città del Lazio. La novità arriva dalla giunta regionale del Lazio, che ieri h approvato la delibera, e il relativo finanziamento pari a 72 milioni di euro, per la costruzione di 5.422 nuovi alloggi. In pratica, i fondi saranno destinati a imprese edili e cooperative che potranno costruire case consentendone l'acquisto a prezzi inferiori a quelli di mercato da parte di persone che hanno difficoltà ad accedere al credito. Per fare un esempio, una casa di 100 metri quadrati sarà sul mercato ad un prezzo di 200 mila euro. Saranno 1.960 le nuove case che sorgeranno in provincia di Roma, 12.281 in provincia di Latina, 851 in provincia di Frosinone, 728 in quella di Viterbo e 602 in quella di Rieti. Ventinove i comuni interessati al cemento in provincia di Roma: Albano Laziale, Anguillara Sabazia, Anzio, Ardea, Ariccia, Artena, Bracciano, Castel Gandolfo, Castel Madama, Cerveteri, Ciampino, Civitavecchia, Colleferro, Fiano Romano, Fiumicino, Formello, Frascati, Grottaferrata, Guidonia Montecelio, Marino, Monterotondo, Nemi, Nettuno, Palestrina, Pomezia, S. Cesareo, S. Marinella, Tolfa, Valmontone. In provincia di Latina si costruirà a Fondi, Formia, Latina, Pontinia, Ponza, Sabaudia, Sezze, Sperlonga, Terracina. In provincia di Frosinone ad Anagni, Cassino, Ceccano, Ferentino, Frosinone, Isola Liri, Paliano, Roccasecca, Sgurgola, Sora, Veroli, Viticuso. In provincia di Viterbo ad Acquapendente, Canino, Civita Castellana, Montefiascone, Nepi, Ronciglione, Tarquinia, Tuscania, Vetralla, Vignanello, Viterbo. In provincia di Rieti, si costruirà nei territori di 4 comuni che sono: Borgovelino, Fara Sabina, Magliano Sabina, Rieti. MUTUI AGEVOLATI Il programma di edilizia agevolata sarà possibile grazie all'utilizzo di mutui agevolati e contributi regionali a favore delle cooperative ed imprese di costruzione: un intervento regionale idoneo a determinare un volume cospicuo di investimenti. «L'obiettivo di questa amministrazione», spiega l'assessore ai Lavori Pubblici, Bruno Astorre, «è stato quello di incentivare, da una parte il maggiore volume di produzione edilizia e, dall'altra, attraverso la concessione di contributi pubblici favorire l'accesso alla casa per le famiglie meno abbienti, naturalmente al minor costo possibile. Sono stati finanziati tutti i progetti abitativi indirizzati ad appartenenti alle forze dell'ordine e alle forze armate che, come previsto dalla norma, usufruiscono di una quota percentuale riservata».(T.L.)


19 aprile 2008 - Corriere di Bologna

La protesta in aeroporto
Sciopero al Marconi, cancellati quattro voli

Bologna - Sciopero riuscito all'aeroporto Marconi. La protesta di quattro ore si è conclusa con un bilancio di quattro voli cancellati indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil per i lavoratori di Giacchieri e da Rdb per i dipendenti di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. Le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione di quattro collegamenti, tra nazionali e internazionali: si tratta di due arrivi, da Francoforte (Lufthansa) e Praga (Czech Airlines), e delle rispettive ripartenze.


19 aprile 2008 - Il Vicenza

Il caso. L'Rdb-Cub attacca la gestione dell'ente per anziani: «Temiamo una sua privatizzazione»
L'istituto Ipab ancora nel mirino e i sindacati lanciano l'allarme
Germano Raniero: «Non si conosce la situazione di bilancio, lavoratori preoccupati»

Vicenza - L'Ipab ancora nel mirino. L'istituto per anziani e persone non autosufficienti torna ad essere messo in discussione. Appena una settimana dopo gli strali lanciati in piena campagna elettorale dal ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero. Che aveva attaccato gli alti costi delle rette e la situazione occupazionale interna. Questa volta le accuse arrivanodai sindacati di base, preoccupatiper la situazione gestionale dell'Ipab e attaccando anche Cgil, Cisl e Uil per aver gestito incontri sulla questione senza coinvolgere tutte le sigle sindacali. «La preoccupazione è reale - incalza Germano Raniero di Rdb-Cub - Ci troviamo a metà aprile e ancora non si hanno notizie sui numeri del bilancio. Voci parlano di un deficit di circa un milione di euro». Fin qui il discorso sullo stato economico dell'istituto, che va di pari passo con gli appalti esterni decisi dal Consiglio d'amministrazione: «Si è appaltato a privati; Cucine, Pulizie, Ipark, San Camillo con aumento dei costi e perdendo circa 200 posti di lavoro pubblico - prosegue Raniero - Sono stati annunciati lavori fin'ora mai eseguiti come la colonia Bedin-Aldegheri e monte Crocetta». L'Rdb si scaglia poi contro le scelte effettuate negli ultimi giorni di vita della giunta uscente di palazzo Trissino: «Il Consiglio d'amministrazione è stato rieletto all'ultimo minuto da un sindaco dimissionario e i consiglieri con il suo presidente intascano stipendi faraonici - attacca Raniero - A questo sono da aggiungere le rette degli ospiti dell'istituto, tra le più care, tanto che alcuni hanno deciso di optare per un altro centro d'assistenza con qualche posto letto libero». Le critiche passano poi alla gestione del personale. Secondo Rdb il Consiglio dell'istituto parla di esuberi «intanto però si saltano ferie, riposi, si lavora in meno e si riconferma il personale precario - Tra i lavoratori c'è rabbia mista a rassegnazione, ci si sente abbandonati perché sulla pelle degli stessi e degli anziani ricoverati e loro famiglie si sta giocando una partita pesante che riguarda il loro futuro». L'impressione per Raniero è che si stia andando verso una privatizzazione dell'ente e «l'idea di creare piccole "case di riposo" di circoscrizione pare sia fatta più per darle in gestione da personale proveniente dalle cooperative». Infine l'attacco alle altre sigle sindacali: «La situazione non è buona - spiega Raniero - in Rsu era stato deciso di procedere ad una assemblea aperta ai lavoratori prima delle elezioni con i candidati sindaci è andata a finire che Cisl-Cgil-Uil se la sono fatta da soli. Questo modo di operare esclude gli altri sindacati e soprattutto i lavoratori. Dobbiamo far sentire la nostra voce, con iniziative che costringano le controparti a rispettarci; mantenere l'ente pubblico, assumere il personale che serve, diminuire i carichi di lavoro, diminuire le rette». Non solo i sindacati di base si sono mossi per cercare di capire le sorti dell'istituto per anziani, anche la Sinistra arcobaleno in quest'ultimo periodo si è soffermato sul caso. Dapprima con Ciro Asproso, poi anche con il ministro uscente per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero. Che ha visitato di persona l' istituto. Asproso da parte sua ha più volte detto che se non si interverrà con decisione sui bilanci e sulla gestione dell'Ipab si rischia di avere tra le mani un altro caso simile ad Aim.

La chiave
1 La storia dell'ente

L'istituto Ipab per anziani e persone non autosufficienti nasce dalla fusione di due enti vicentini nel 2003. Il suo nome ufficiale è Ipab Proti Salvi Trento in omaggio ai 3 personaggi più importanti nella storia delle istituzioni di carità e di assistenza vicentini.

2 La situazione precaria

Continui allarmi sulla situazione gestionale ed economica dell'ente sono stati lanciati nei mesi scorsi dai sindacati e da esponenti politici. In prima fila la Sinistra arcobaleno che aveva messo l'ente in uno dei punti della sua campagna elettorale.

3 Il patrimonio immobiliare

E' stato uno dei punti toccati dal ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero. Secondo cui l'utilizzo dell'ingente patrimonio in mano all'ente potrebbe essere uno degli escamotage per diminuire le rette «tra le più alte del Veneto» dell'istituto.


19 aprile 2008 - Il Gazzettino

Conegliano. Pazienti trasportati da una struttura ospedaliera all'altra senza l'accompagnamento...
di Milvana Citter

Conegliano - Pazienti trasportati da una struttura ospedaliera all'altra senza l'accompagnamento di personale infermieristico e con l'utilizzo di un'auto e non in ambulanza, personale ospedaliero adibito a mansioni che non gli competono e per le quali non ha l'adeguata specializzazione. Con queste accuse le rappresentanze sindacali della Cub, Confederazione Unitaria di Base si scagliano contro la direzione dell'Usl 7.Il sindacato attacca i vertici dell'azienda sanitaria in particolare sulla questione del trasporto dei pazienti da una struttura all'altra: «Da quando spiega il responsabile Federico Martelletto -, l'azienda ha acquisito il De Gironcoli, è stato sciolto l'equipaggio preposto al trasporto dei pazienti che prevedeva la presenza di un infermiere. Oggi invece è spesso il solo autista, magri a bordo della Nissan Almera adibita allo scopo ma assolutamente inadatta, a trasferire i pazienti. Una situazione che riteniamo molto rischiosa. Abbiamo più volte denunciato il problema ma non abbiamo avuto risposte dall'Usl 7 e per questo abbiamo deciso di scrivere al Prefetto per informarlo».Altro problema sollevato è quello delle mansioni assegnate a personale non specializzato: «La figura dell'operatore socio sanitario conclude Martelletto -, non è ancora stata normata contrattualmente, nonostante esista una precisa delibera regionale, per cui crediamo che non sia corretto attribuire compiti che non spettano loro, ad esempio la sorveglianza sulle fleboclisi senza l'assistenza di un infermiere professionale».

TRASPORTI
Sciopero dell'Actv il 23 aprile

Venezia - Actv informa che l'organizzazione sindacale RdB-CUB Trasporti ha comunicato la proclamazione di uno sciopero aziendale dei soli conducenti di linea del servizio automobilistico urbano ed extraurbano di Actv della durata di 4 ore per mercoledì 23 aprile, dalle 11 alle 15.


19 aprile 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Sulla manutenzione le associazioni sindacali di categoria sono divise
Nuovi bus, obliteratrici fuori uso
Guasti continui sulle linee C30, 157 e a bordo dei tram
di Giuseppe Manzo

NAPOLI — Guasti e disservizi sui nuovi bus dell'Anm. Le vetture rosse sono in circolazione dallo scorso settembre, ma già presentano una serie di problemi. L'anomalia principale riguarda il malfunzionamento delle obliteratrici con un danno economico che si aggira intorno ai cinquemila euro al giorno. Gli utenti denunciano che, quotidianamente, si verifica la stessa scena: appena un passeggero inserisce il biglietto nella macchinetta il ticket resta bloccato e non fuoriesce. Una linea cittadina o provinciale come la C30 o la 157 può continuare il suo percorso per tutta la giornata senza poter effettuare la convalida. E nella media si tratta di almeno trecento viaggiatori. «Con i mezzi vecchi — spiega un conducente — avevamo la possibilità di spegnere e riaccendere. Adesso sui nuovi bus siamo costretti ad aspettare il soccorso per la manutenzione ». Il problema, però, non è circoscritto alle vetture nuove. Il fenomeno si verifica spesso anche sulla linea tranviaria. Ieri mattina una studentessa si è vista «inghiottire» il tagliando all'uscita del deposito di corso San Giovanni. Sulla vicenda intervengono i sindacati e non sembra che ci sia lo stesso punto di vista. «La manutenzione delle macchinette — afferma Rosario Maresca, segretario regionale della Rdb/Cub trasporti — è affidata a una ditta esterna. Ma il problema principale è legato al fatto che non si assicura l'intervento mentre il bus è in linea. Il danno economico è molto alto perché non si può fare appello solo al senso civico». Di un parere opposto è invece Paola Imperi della segreteria regionale Filt/Cgil: «La manutenzione è assicurata in giornata o con la fine del turno dell'automezzo — dichiara la sindacalista — e poi i cittadini hanno l'obbligo di scrivere dietro al tagliando l'ora e la data. Non mi risulta ci sia un danno economico molto elevato». Inoltre c'è un altro aspetto: non esiste una normativa giuridica precisa che regolamenta l'uso della penna.
In questo contesto si sommano battibecchi tra controllori e passeggeri infuriati tra multe e ricorsi. E soprattutto si svuotano le casse aziendali con buona pace delle campagne per sensibilizzare i cittadini all'acquisto del biglietto.


19 aprile 2008 - Tribuna di Treviso

La Confederazione Unitaria di Base denuncia l’assenza di accompagnatori per l’autista e l’utilizzo di personale dei reparti, che restano sguarniti
Ambulanze dimezzate, c’è l’esposto
Il sindacato scrive al Prefetto: «Scarsa sicurezza nel trasporto dei pazienti»
di FRANCO ALLEGRANZI

CONEGLIANO - All’ospedale di Conegliano gli autisti di ambulanza a volte devono effettuare il trasporto dei pazienti senza accompagnatore. E a volte viene utilizzato personale dei reparti anziché del Pronto Soccorso. Lo denuncia il sindacato in un esposto inviato al Prefetto.
L’esposto al Prefetto porta le firme dei sindacalisti Federico Martelletto e Germano Raniero, ed è stato effettuato dopo che una lettera all’Usl 7 con cui veniva chiesto un incontro urgente ai vertici dell’azienda sanitaria non ha avuto risposta. I Cobas contestano il regolamento dell’ospedale di Conegliano con cui si stabilisce che «ogni reparto che chiede l’utilizzo del mezzo di trasporto per accompagnare pazienti in altre strutture (esami strumentali, consulenze, eccetera) deve fornire l’assistenza con proprio personale per tutto il periodo di esecuzione della procedura». «Riteniamo che tale compito - scrivono i sindacalisti - debba essere svolto da personale del Pronto Soccorso, come avviene già ora nell’ospedale di Vittorio Veneto e come avveniva a Conegliano prima che venisse acquisito dall’Usl il De Gironcoli. Siamo convinti che l’attuale organizzazione abbia creato e continui a creare disagi nel garantire assistenza ai pazienti dei reparti». «Non concordiamo - scrivono - sul fatto che i pazienti deambulanti vengano accompagnati tra le varie sedi dell’Usl con l’utilizzo dell’automobile con il solo autista, in quanto sosteniamo che l’automezzo Nissan Almera non abbia le caratteristiche adeguate per il trasporto dei pazienti deambulanti in regime di ricovero (non possiede tutti gli strumenti e le caratteristiche per una corretta assistenza in caso di emergenza) e il solo autista non sarebbe in grado da solo di dare delle risposte complete». Si contesta anche il fatto che non tutto il personale adibito al trasporto dei pazienti sarebbe qualificato allo scopo, «mentre riteniamo che per svolgere funzioni che necessitano di una certa professionalità in caso di eventuale emergenza, non si possa affidare alla fortuna l’assistenza anche di pazienti stabilizzati (sono pur sempre ricoverati e quindi c’è sempre un minimo rischio)». I sindacalisti, nella lettera inviata al Prefetto, chiedono quindi al rappresentante del Governo «un intervento al fine di verificare quanto qui segnalato in modo che siano ripristinate le condizioni di sicurezza per il personale dipendente, per i pazienti e non ultimo per la sicurezza stradale, viste le modalità di trasporto effettuate nelle condizioni sopra descritte».


19 aprile 2008 - Il Giornale di Sondrio

LA DENUNCIA. Rdb chiedono una soluzione alla Provincia di Sondrio
«BUSTE PAGA: NON CI SI CAPISCE NIENTE!»

Sondrio - Ormai serve la laurea per leggere una busta paga. Almeno quella che ricevono i dipendenti dell'Amministrazione provinciale, la cui complessità pare superare ogni limite.
Lo denuncia la federazione Rdb/Cub di Sondrio: «Negli ultimi mesi - spiega Francesco Beltrama - veniamo sempre più spesso contattati dalle lavoratrici e dai lavoratori di questo Ente, che richiedono il nostro intervento per varie problematiche».
Le Rdb, da poco rappresentate nelle Rsu della Provincia di Sondrio, intendono dare voce alle molte segnalazioni che pervenute, relative all'impossibilità da parte delle lavoratrici e dei lavoratori di poter effettuare una lettura puntuale dei propri cedolini paga.
«Riteniamo grave e inaccettabile che un lavoratore non sia messo nelle condizioni di poter verificare le proprie spettanze, le relative indennità, i relativi istituti applicati. Ci siamo attivati nel procurarci alcuni cedolini paga di vari addetti. Dopo un'attenta analisi dei prospetti paga, effettuata dal nostro Ufficio Vertenze, abbiamo dovuto constatare che, come minimo, bisognerebbe essere dei ragionieri o dei segretari d'azienda praticanti per poter comprendere la quasi totalità delle varie voci riportate ed i relativi calcoli effettuati».
Il sindacato intende sollecitare una rapida risoluzione del problema: «E' una situazione sicuramente inaccettabile; nei prossimi giorni ci attiveremo nel redigere una petizione per chiedere all'Amministrazione Provinciale di modificare gli attuali prospetti paga, anche se sappiamo non di facile e immediata attuazione per i costi che l'operazione comporterebbe. In alternativa la Provincia potrebbe attivarsi per organizzare un apposito breve corso di formazione ad hoc».
Le Rdb/Cub commentano anche il loro recente ingresso nell'Ente Provincia con un proprio delegato nelle rsu: «Sicuramente è un fatto che ci inorgoglisce, perché riconosce l'impegno e l'operato che abbiamo messo in campo in questi pochissimi anni di attività sindacale».


19 aprile 2008 - Il Mattino di Padova

PIERETTI CACCIATO

Padova - E’ polemica nelle Rsu del Comune: in una riunione delle rappresentanza sindacali dei dipendenti di palazzo Moroni che doveva discutere dell’accordo decentrato, il sindacalista di Asl Cobas Stefano Pieretti non ha potuto esprimere la sua opinione per il diniego del caposettore delle risorse umane Marzio Pilotto. «Deve dimettersi: non c’è più democrazia»: è esploso il rappresentante dei Cobas, che insieme alla Filas, è contraria all’accordo, sottoscritto invece da Cgil, Cisl e Uil.


19 aprile 2008 - Il Messaggero

Roma. La Sinistra Arcobaleno si mobilita per Rutelli sindaco...
di ALESSIA MARANI

Roma - La Sinistra Arcobaleno si mobilita per Rutelli sindaco. Il diktat? Alemanno non deve passare. Al ballottaggio non ci sono dubbi: il voto è per Francesco Rutelli. Lo hanno ribadito, ieri pomeriggio, in una conferenza stampa congiunta, tutte le anime della sinistra romana, ma anche i delegati di Sinistra democratica che, a Roma, non hanno partecipato con una propria lista. Anche se non mancano spine dolorose: come quella dell’emergenza casa e della lotta partecipativa dell’ala movimentista che hanno rischiato fino a qualche giorno fa con l’occupazione-lampo di alcune case alla Bufalotta, di creare qualche imbarazzo alla coalizione. Ieri, al termine di un incontro con il Prefetto, lo stesso Paolo Di Vetta, dell’Asia Rdb Blocco Precario Metropolitano ha lanciato un appello a Rutelli: «A Francè - ha detto - ce devi dì qualche cosa di convincente». Aggiungendo che «quello che ci riserva Rutelli non lo sappiamo, ma i pregiudizi di Alemanno li conosciamo bene». Emiliano Viccaro, anche lui di Rdb, ha precisato che «a Rutelli non daremo carta bianca, per questo stiamo ragionando per costruire un profilo unitario di tutti i movimenti». A tal proposito Patrizia Sentinelli, coordinatrice romana di Sinistra Arcobaleno, ha espresso la sua solidarietà ai movimenti di lotta per la casa. «Non si può pensare di escluderli dal confronto politico» ha sostenuto, puntualizzando che «in caso venissi eletta mi impegnerò come interlocutore diretto».
Intanto, sono gli alleati, di fatto o di intenti, di Alemanno candidato sindaco del Pdl a destare preoccupazione a sinistra. A richiamare gli elettori al «risveglio» per impedire che Roma prenda la strada della xenofobia e dell’intolleranza. «Che la Destra di Francesco Storace si apparenti o meno ufficialmente ad Alemanno, infatti - spiega Riccardo Milana, segretario romano del Pd -. Poco conta. Senza inveittive e con serenità, vogliamo ricordare che la destra romana si compone di un’ala radicale che si richiama al Ventennio. Campanello d’allarme è stato il raid dell’altro giorno al circolo omosessuale Mario Mieli; prova ne sono alcuni personaggi che hanno trovato ospitalità in quelle liste, come Luca Romagnoli che a Strasburgo rinnegò addirittura l’Olocausto o Daniele Pinti, elemento di Forza Nuova già arrestato per l’aggressione squadrista a Villa Ada».

Civitavecchia. Non ha fine il tira e molla tra sindacati ed amministrazione comunale...

Civitavecchia - Non ha fine il tira e molla tra sindacati ed amministrazione comunale per ottenere la stabilizzazione dei precari e la progressione verticale dei dipendenti del Pincio. Cgil funzione pubblica, Cisl Fp, Uil Fpl e Rdb Cub hanno chiesto un incontro urgente per il 24 aprile con il sindaco Gianni Moscherini, l’assessore a Bilancio e Personale Pasqualino Monti ed il direttore generale. «Se alla data suindicata - si legge in una nota dei sindacati - non saranno raggiunti accordi e garanzie in tema di stabilizzazione del personale precario e valorizzazione delle professionalità acquisite all’interno dell’Ente, le organizzazioni di categoria e la Rsu proclameranno una giornata di sciopero per il giorno 9 maggio 2008, oltre a tutte le altre forme di lotta previste dalla normativa vigente». Nel corso dell’incontro, secondo i promotori, dovranno essere noti anche i progressi fatti dal tavolo permamente propedeutico alla definizione della dotazione organica del Pincio, attivato dall’amministrazione lo scorso 27 novembre, dopo il tentativo di conciliazione in Prefettura. «Nella programmazione triennale di spesa per il personale l’amministrazione non ha inserito nessuna valorizzazione delle professionalità acquisite all’interno dell’ente e nessuna certezza sulla stabilizzazione dei precari». Porocedimenti che secondo i sindacati non avrebbero copertura «perché la spesa sostenuta per l’assunzione di dirigenti e degli articolo 90 non permette nella programmazione triennale nessun percorso di valorizzazione delle professionalità e stabilizzazione dei precari».


18 aprile 2008 - Omniroma

CASA, PRESIDIO BPM A PALAZZO VALENTINI: DENTRO TAVOLO CON MOSCA

(OMNIROMA) Roma, 18 apr - «Basta con le banche che strozzano» e ancora «affitti da rapina, mutui insostenibili, salari da fame» firmato Blocco Precario Metropolitano (Bpm) e Asia RdB. Questi alcuni degli striscioni che dalle 10 di questa mattina un gruppo di circa 100 occupanti aderenti al Bpm e giovani dei centri sociali hanno esposto di fronte a Palazzo Valentini dove è in corso una riunione a porte chiuse tra i delegati del Bpm e dell'Asia Rdb ed il Prefetto di Roma Carlo Mosca. «Una tavolo che il prefetto si era impegnato a convocare dopo lo sgombero di piazza S.Marco - ha spiegato il segretario provinciale dell'Asia Rdb Pasquale Nappo - Noi chiediamo che i 27 mila alloggi vuoti a Roma vengano messi a disposizione dell'emergenza abitativa». «Casa subito, casa subito» e ancora «10, 100, 1000 occupazioni, una casa ce la dovete dare» gridano dal megafono i manifestanti in attesa che i delegati del movimento riferiscano della riunione.

CASA, TAVOLO CON MOSCA IN PREFETTURA: MOVIMENTI «SODDISFATTI»

(OMNIROMA) Roma, 18 apr - Censimento degli alloggi disabitati in città, «no» ai vecchi giochetti del Piano Casa ma subito a disposizione 50 mila alloggi per l'emergenza abitativa e ancora «no» alle graduatorie parcheggio. Queste alcune delle richieste avanzate questa mattina da Asia RdB e Blocco Precario Metropolitano riunite dal prefetto di Roma Carlo Mosca in tavolo di confronto divenuto permanente. Alla presenza dell'assessore regionale alla Casa Bruno Astorre, del sub Commissario capitolino con delega alla Casa Ignazio Portelli e del presidente del IV municipio Alessandro Cardente una delegazione dei movimenti di lotta per la casa è stata accolta a Palazzo Valentini, nella sala Di Liegro. Presenti anche rappresentanti di Acer, Confcoperative, Legacoop, Federlazio e Federedilizia. Un incontro durato più di 2 ore, ha spiegato Paolo Di Vetta del Blocco precario nel quale «il dato politico più rilevante - ha detto - è che non ci sono stati attacchi sulla questione di Bufalotta». «Abbiamo chiesto che la questione abitativa non fosse più di ordine pubblico - ha continuato Di Vetta - ma anche che al prossimo incontro sia presente l'Abi, l'associazione dei bancari, perché devono prendersi le loro responsabilità» sulla questione dei mutui. Soddisfatti i delegati dei movimenti di lotta per la casa della «disponibilità del prefetto Mosca - ha detto Di Vetta - le sue intenzioni sono serie, ha raccolto le nostre richieste, si è impegnato a riconvocare questo tavolo anche prima dell'insediamento della nuova Giunta e ad invitare l'Abi». Secondo quanto riferito da Paolo Di Vetta, all'incontro hanno partecipato anche rappresentanti del Coordinamento di lotta per la casa e di Action «perché c'è un tentativo di costruire un fronte unitario» ha spiegato. «Da parte dei costruttori abbiamo assistito al solito ritornello - ha detto Di Vetta - hanno chiesto nuove aree per costruire nuove case. Solo l'Acer - ha continuato - ha volato alto aprendosi in parte alle nostre richieste: noi diciamo che si possono trovare soluzione sulle case già costruite». Prossimo appuntamento per i tutti i manifestanti: mercoledì a piazza Sempione, ore 19, all'Horus occupato per un'assemblea. Intanto, dopo la conclusione dell'incontro, il gruppo di manifestanti riuniti con bandiere e striscioni di fronte a Palazzo Valentini ha sciolto il presidio.

CASA, PREFETTURA: MOSCA CHIEDERÀ A GOVERNO FONDO EDILIZIA SOCIALE

(OMNIROMA) Roma, 18 apr - Il Prefetto Carlo Mosca, riferisce una nota, «questa mattina, presso la sala Di Liegro di Palazzo Valentini, ha presieduto un incontro tra una delegazione dei movimenti di lotta per la casa e i rappresentanti di categoria dei costruttori, alla quale hanno partecipato i presidenti di Acer, Federlazio, Legacoop e Confcooperative. Sono intervenuti l'assessore regionale ai Lavori Pubblici e Politiche della Casa Bruno Astorre, il Sub Commissario del Comune di Roma Ignazio Portelli e il presidente del IV Municipio Alessandro Cardente. È stata registrata una importante disponibilità da parte di tutti i convenuti, in maniera leale, aperta e costruttiva, con particolare riferimento alla carenza di abitazioni per i ceti sociali più bisognosi. Il tavolo proseguirà subito dopo l'elezione del nuovo sindaco e della nuova giunta comunale, allargato anche all'Abi ed alle organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini. Il Prefetto ha assunto l'impegno, anche accogliendo l'invito dell'Assessore Astorre, di rappresentare al Governo la necessità di istituire un apposito fondo nazionale per l'edilizia sociale abitativa».

COMUNALI, ASIA RDB-BLOCCO PRECARIO: «RUTELLI PARLI CHIARO»

(OMNIROMA) Roma, 18 apr - «Prima del ballottaggio Rutelli deve parlare chiaro su alcuni nodi fondamentali come la questione dei diritti sociali a partire dall'emergenza abitativa, la questione sicurezza e gli sgomberi». Lo ha dichiarato Emiliano Viccaro, dell'Asia RdB-Blocco Precario Metropolitano che questa mattina ha partecipato al Tavolo di confronto sull'emergenza abitativa convocato dal prefetto di Roma Carlo Mosca a Palazzo Valentini. «A Rutelli - ha continuato Viccaro - non daremo carta bianca, per questo motivo in questi giorni stiamo ragionando per costruire un profilo unitario di tutti i movimenti». Gli fa eco Paolo Di Vetta, dell'Asia RdB-Blocco Precario Metropolitano che al candidato sindaco del centro sinistra ha lanciato un appello: «A Francè - ha detto - ce devi dì qualche cosa di convincente». E ancora «quello che ci riserva Rutelli non lo sappiamo - ha continuato Di Vetta - ma i pregiudizi di Alemanno li conosciamo bene».

CAPENA, MARIANI (VERDI): ATTEGGIAMENTO ANTISINDACALE ALLA MERCEDES

(OMNIROMA) Roma, 18 apr - «Alla Mercedes-Benz di Capena (Roma) siamo di fronte nuovamente ad un perseverante atteggiamento anti sindacale della direzione aziendale. La volontà da parte di quest'ultima, di ascoltare e confrontarsi soltanto con una parte della RSU, escludendo di conseguenza dalla consultazione la FLAICA CUB, rivela una gestione poco seria e democratica nei confronti dei lavoratori e delle loro Rappresentanze Sindacali». È quanto si legge in una nota di Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Politiche Sociali della Regione Lazio. «La mancata informazione da parte dei dirigenti aziendali, ed il nascondersi dietro a pretesti meramente burocratici - dice Mariani - ostacolano in maniera evidente e del tutto irrazionale la scelta di un percorso condiviso e solidale, finalizzato alla concreta soluzione dei problemi esistenti. Prestare attenzione alle richieste dei lavoratori, attraverso l'ascolto ed il rispetto di tutte le rappresentanze sindacali, mostrerebbe un atteso e forte segnale di responsabilità e trasparenza da parte dei vertici aziendali, garantendo così un confronto sereno e costruttivo tra le parti sociali e l'Azienda stessa. Da parte mia in qualità di Presidente della Commissione Lavoro, farò in modo che ciò avvenga, ponendomi sempre a difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori».


18 aprile 2008 - Avionews

Bologna: lo sciopero di oggi ha causato quattro cancellazioni nei voli
Bologna, Italia - L'agitazione è durata quattro ore

(WAPA) - A seguito dello sciopero di quattro ore indetto per oggi da Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti per i lavoratori della Giacchieri, e da Cub-RdB per i lavoratori di Sab, MH, Bas, Giacchieri e Koop Service, all’Aeroporto "Marconi" di Bologna le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione di quattro voli tra nazionali ed internazionali: si tratta di due arrivi, da Francoforte (Lufthansa) e Praga (Czech Airlines), e delle relative partenze.


18 aprile 2008 - Ansa

TRASPORTI: SCIOPERO GTT; SINDACATI BASE, 30% ADESIONE

(ANSA) - TORINO - E' intorno al 30%, secondo i sindacati di base, l'adesione allo sciopero di 24 ore del trasporto pubblico, indetto a Torino nell'ambito della vertenza per il contratto integrativo. Per il Gtt, invece, e' pari a circa il 25%. L'astensione dal lavoro e' stata proclamata dalle sole Rdb, mentre quello dei sindacati confederali e' previsto per il 23 maggio. La metropolitana funziona, ma raddoppiano i tempi d'attesa, mentre circolano regolarmente i treni della Torino Ceres e della Canavesana. Lo sciopero e' di 24 ore, ma sono rispettate le fasce di garanzia.


18 aprile 2008 - Dire

CASA. RDB DA MOSCA: SODDISFATTI, MA MOBILITAZIONE PROSEGUE

(DIRE) Roma, 18 apr. - "L'Asia-Rdb e il Blocco precario metropolitano esprimono soddisfazione per l'avvio del tavolo, ma rimangono convinti della necessita' di proseguire la mobilitazione". Cosi' i rappresentati dei movimenti per la casa salutano l'apertura di questa mattina del tavolo in prefettura sull'emergenza abitativa. "L'Asia-Rdb, rappresentata da Paolo Di Vetta, uno degli attivisti arrestati durante lo sgombero della tendopoli a piazza San Marco, ha esposto- si legge in una nota- le richieste del Blocco precario metropolitano. Nello specifico e' stata sostenuta la necessita' di non trasformare una questione sociale in un problema di ordine pubblico, con particolare riferimento agli sfratti e agli sgomberi; di avere presente al tavolo l'Abi, considerate le crescenti sofferenze derivate da mutui insostenibili; di avviare un censimento del patrimonio privato e pubblico non utilizzato in modo che almeno 50mila alloggi vengano messi immediatamente a disposizione dell'emergenza abitativa". Da parte loro "le associazioni dei costruttori, pur mettendo l'accento sulla necessita' di un piano straordinario sulla casa che prevede nuove aree e finanziamenti adeguati, non hanno chiuso completamente rispetto all'utilizzo del costruito. In particolare Cremonesi, presidente dell'Acer, si e' espresso in tal senso. Tutti hanno concordato- conclude la nota- sulla necessita' di andare oltre i piani casa fino ad oggi varati, e hanno lamentato la mancata attuazione del protocollo d'intesa firmato a luglio".

AEROPORTO BOLOGNA. LAVORATORI IN SCIOPERO, SALTANO 4 VOLI

(DIRE) Bologna, 18 apr. - Si conclude con un bilancio di quattro voli cancellati lo sciopero di quattro ore indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil per i lavoratori di Giacchieri e da Rdb per i dipendenti di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. Le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione di quattro collegamenti, tra nazionali e internazionali: si tratta di due arrivi, da Francoforte (Lufthansa) e Praga (Czech Airlines), e delle rispettive ripartenze.

AEROPORTO MARCONI. SINDACATI: PARTNER PER MH? GUAI SE...

(DIRE) Bologna, 18 apr. - ...Grande preoccupazione anche tra gli iscritti di Rdb al presidio convocato dai sindacati di base per chiedere l'applicazione del contratto di Assoaeroporti a tutto il personale dello scalo (ora e' adottato solo per i dipendenti di Sab, Bas e Marconi Handling). Anche qui si attribuisce la responsabilita' della difficile situazione contabile di Marconi Handling a logiche tariffarie. "Per far aumentare il traffico su Bologna- spiegano i lavoratori- si sono applicate tariffe troppo basse. Cosi' Sab guadagna e scarica i propri debiti sulla sua controllata". Quanto alla ricerca di un partner industriale per Marconi Handling, Rdb punzecchia la presidente Giuseppina Gualtieri: "Sab in tre anni non e' riuscita nemmeno a trovare un compratore per il 40% di Bas, come pensa di trovare un benefattore che adotti un'azienda che non guadagna abbastanza?"

AEROPORTO BOLOGNA. BOOM STRAORDINARI, SINDACATI DAI PM

(DIRE) Bologna, 18 apr. - ..."La lettera di assunzione prevede solo la paga base- riferisce Lorenzo Mastro (Filt)- senza integrativi di alcun genere. E' un atto provocatorio e discriminatorio. Noi non avremmo mai accettato una soluzione di quel tipo. Alla fine, i lavoratori si ritroveranno con uno stipendio netto di 600 euro". Tra le questioni poste dal sindacato anche quella del contratto per i dipendenti di Giacchieri: Cgil-Cisl-Uil chiedono l'adozione del contratto Assoaeroporti, che l'Enac ha ingiunto agli handler. Tra l'altro con Koop Service, l'altra coop nei servizi a terra, e' gia' iniziato un confronto su questo tema, con l'impegno di adottare il contratto dei gestori aeroportuali gradualmente e compatibilmente con il rinnovo della commessa. Invece, Giacchieri, che pure a Roma ha sottoscritto accordi in questo senso, sostengono i sindacati, fa orecchie da mercante. "Chiediamo che torni al tavolo sindacale e discuta- spiega Lisi- Giacchieri e i gestori devono sapere che ogni 15 giorni ci sara' uno sciopero se non si risolve la situazione. E comunque non pensino di mandare personale da altri cantieri". Il clima si fa dunque sempre piu' rovente. Lunedi' ci sara' una nuova protesta: i lavoratori andranno a Palazzo D'Accursio per un sit-in in occasione della commissione a cui prendera' parte la presidente di Sab e Marconi handling, Giuseppina Gualtieri, per illustrare i punti salienti del piano industriale. Oggi, nelle stesse ore di Cgil-Cisl-Uil, hanno scioperato anche gli iscritti a Rdb-Cub, ma per ragioni diverse (in tarda mattinata i voli cancellati erano cinque). La concomitanza delle mobilitazioni ripropone il tema rappresentativita' dei sindacati dello scalo. Rdb vanta 155 iscritti, Cgil invece oltre 200 (esclusi i dipendenti Giacchieri). "Ci hanno dato dei fascisti, dei venduti- ricorda Lisi- con loro non vogliamo avere niente a che spartire".


18 aprile 2008 - Carta Qui Lazio-Roma

A Roma inaugurato il tavolo sulla casa
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Dai particolari, spesso, si comprende meglio il senso degli avvenimenti. E la scelta del prefetto di Roma, Carlo Mosca, di ospitare nella grande e bella sala «Di Liegro» della Provincia il tavolo sull’emergenza abitativa non è stata affatto casuale. Un modo per conferire una certa solennità all’incontro e per affermare pubblicamente un ruolo politico e simbolico importante. All’incontro, durato quasi tre ore, hanno partecipato i movimenti di lotta per la casa (Action, Coordinamento cittadino), il sindacato degli inquilini AS.i.a.-Rdb, esponenti del Blocco precario metropolitano, il sub commissario al comune di Roma Ignazio Portelli, il presidente del Municipio IV Alessandro Cardente, l’assessore regionale alla casa Astorre e i rappresentanti dei costruttori: Acer [Associazione costruttori edili di Roma], Confedilizia, Legacoop, Confcooperative. Il tavolo era nato a seguito alle mobilitazioni delle famiglie senza casa di Bufalotta e del successivo sgombero violento della tendopoli precaria allestita a piazza Venezia. Tema principale del confronto, il ruolo dei costruttori privati nella definizione di una proposta di breve periodo sul dramma abitativo. «È stato un buon avvio, sia da parte dei costruttori che dei movimenti e delle istituzioni», ha detto il prefetto. Ho ribadito che la questione abitativa non è un’emergenza di ordine pubblico ma un problema sociale e come tale va affrontato dalla politica». Il presidente Cardente ha sottolineato la nuova composizione sociale che vive il dramma abitativo, non più relegato al mondo della marginalità sociale e degli ultra poveri.
«In questi due anni di amministrazione – ha detto Cardente – abbiamo visto la crisi dei ceti medi e di quelle famiglie di lavoratori dipendenti che non riescono più a pagare il mutuo o l’affitto. Malgrado ciò, nel nostro territorio si è sviluppata una economia immobiliare esclusivamente privata. Abbiamo dovuto bocciare anche la delibera 218 che, in deroga al Piano regolatore, prevedeva ulteriori regali ai grandi costruttori. Occorre trovare soluzioni nuove e all’altezza dei modelli europei, che garantiscono accesso alle fasce sociali più deboli e qualità dell’abitare».
Le richieste dei movimenti sono state chiare e semplici: tutela delle occupazioni e moratoria sugli sfratti; censimento degli immobili privati abbandonati, invenduti o affittati al nero, e la destinazione di 50 mila di queste case all’emergenza abitativa; coinvolgimento dell’Abi [Associazione bancaria italiana] per affrontare il problema, sempre più esteso, dei mutui. «Negli ultimi anni – ha detto Paolo Di Vetta, uno degli attivisti arrestati la scorsa settimana – a fronte di un calo della popolazione della città, si sono costruite migliaia di case private, che rimangono vuote e che accrescono solo la rendita. E’ ora di capire se i privati vogliono dare un contributo alla soluzione del problema, rinunciando a una fetta dei profitti, cresciuti in modo vertiginoso».
I rappresentanti dei costruttori hanno fatto buon viso a cattivo gioco, mostrandosi disponibili al censimento del patrimonio sfitto o abbandonato della capitale, ma hanno subito rilanciato la palla alle amministrazioni comunali e regionali: «Le nostre proposte sono note – ha detto Giancarlo Cremonesi, presidente dell’Acer – Noi siamo pronti in qualsiasi momento a impegnarci nell’edilizia popolare, sovvenzionata e convenzionata; tocca al Comune trovare le aree da destinare e investire le risorse necessarie. Il mercato immobiliare è fermo e questo fa schizzare in alto i prezzi di acquisto e di locazione. Nonostante le nostre pressioni, il Piano regolatore non ha individuato le aree che servirebbero ad affrontare questo problema».
Alla fine dell’incontro, il prefetto ha annunciato un nuovo appuntamento del tavolo prima dell’insediamento della giunta comunale; nel frattempo, si è impegnato a invitare i rappresentanti dell’Abi e dei piccoli proprietari per affrontare la questione dei mutui. Davanti la prefettura, oltre cento famiglie di senza casa e sfrattati hanno atteso l’esito dell’incontro con uno striscione ben visibile: «affitti da rapina, mutui insostenibili, salari da fame: casa subito».


18 aprile 2008 - Comunicato stampa USI/RdB Ricerca

ENNESIMO ATTACCO DI ICHINO ALL’ISFOL
USI/RDB RICERCA DIFENDE L’ INVESTIMENTO DEL MINISTERO DEL LAVORO SULLA RICERCA PUBBLICA, UNICA ECCEZIONE ALLA REGOLA DEI CONTINUI TAGLI AI BILANCI DEGLI ENTI

"L’accanimento del Prof. Ichino nei confronti dei precari dell’ISFOL ce lo spieghiamo solo con la delusione maturata per la bruciante sconfitta del Pd alle elezioni" Così Claudio Argentini vice segretario nazionale di USI/RdB Ricerca commenta ironicamente il nuovo articolo di Ichino contro l’ISFOL apparso sul Sole 24 ore di oggi. Il professore universitario continua a criticare aspramente l’aumento del bilancio dell’ente di ricerca e la conseguente stabilizzazione dei lavoratori precari che lavorano in ISFOL da oltre dieci anni. "Perché il Prof. Ichino negli anni scorsi non si chiedeva come era possibile che un Ente di Ricerca svolgesse da anni la sua funzione istituzionale con 77 persone di ruolo ed oltre 500 precari?" "Sottolineiamo" continua Claudio Argentini "che l'ente in questione svolge un ruolo importante e riconosciuto nella formazione, ruolo appetito da strutture pubbliche e private, anche per le ingenti risorse gestite. In questi ultimi anni l'ente ha creato un precariato storico, altamente professionale, che il Ministero del Lavoro ha inteso stabilizzare realizzando finalmente un investimento nella ricerca pubblica". "Dopo il gratuito attacco al finanziamento per l'Isfol, ci aspettiamo che il Prof. Ichino inizi una bella crociata contro lo scandalo dei fondi donati dai vari governi ad una ricerca privata che esiste solo quando si tratta di ottenere sgravi fiscali" continua l'esponente sindacale "circa 1 mld di euro saranno dati a pioggia alle imprese, senza nessuna valutazione, termine oggi di moda quando si parla di pubblico, per una ricerca privata che compera brevetti esteri con i soldi dei contribuenti italiani e non produce letteratura scientifica. Attaccare gli enti di ricerca pubblica dopo 4 legislature di continuo taglio alle spese ed agli organici, di precarizzazione e di salari ridicoli, può significare solo volerla affossare a vantaggio di quella privata."
"Il Prof Ichino" conclude il dirigente di USI/RdB Ricerca "ci auguriamo che si occupi anche del nepotismo e la clientela che ha reso il sistema concorsuale italiano, in particolar modo nelle università, la barzelletta europea sul reclutamento, oltre ad essere l'oggetto di continue inchieste della magistratura".


18 aprile 2008 - Corriere di Bologna

Stop dalle 12 alle 16
Sciopero al Marconi. Il sindaco incontra le Rdb in Comune

Bologna - Sciopero di quattro ore, oggi all'aeroporto Marconi. Dalle 12 alle 16, andrà in scena la protesta proclamata da Cgil, Cisl, Uil e Rdb, in solidarietà con i lavoratori ex Doro group rimasti senza impiego. La società di gestione non esclude che, durante le ore di sciopero, possano verificarsi dei disagi. Anche perché le Rdb hanno esteso l'iniziativa a tutte le categorie e a tutti lavoratori delle varie aziende che operano in aeroporto: Sab, Marconi handling, Bas, Giacchieri e Koop service. Dalle 12, le Rappresentanze di base saranno in presidio nel settore partenze, mentre per fine mese, annuncia il loro leader massimo Betti, è stato chiesto a Sab un incontro.
Sergio Cofferati, intanto, «apre» al sindacato di base. Il sindaco ha incontrato ieri a Palazzo D'Accursio Betti e «si è impegnato— riferisce lo stesso Betti, uscendo dall'ufficio del primo cittadino — a insistere con i vertici dell'aeroporto Marconi, perchè si avvii un percorso di riconoscimento sindacale». Le Rdb infatti lamentano una sorta di ostracismo da parte di Sab, accusata di aver lasciato il sindacato di base più di una volta fuori dalla porta. Ma «noi siamo il primo sindacato dentro l'aeroporto», ricorda anche oggi Betti. E Cofferati scende in campo dunque con «un'azione di moral suasion», come la definisce il leader delle Rdb. Del resto, «o Sab apre un dialogo con noi — avverte Betti— o continua lo scontro».


18 aprile 2008 - La Stampa

SCIOPERO GTT
Fermi bus, tram e metropolitana per ventiquattr’ore

Torino - Oggi la Federazione RdB Trasporti ha indetto uno sciopero di 24 ore di tram e bus, garantendo il servizio in città nelle fasce orarie protette: dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15.


18 aprile 2008 - Leggo

Sciopero dei bus

Roma - Tram, metrò e autobus fermi per 24 ore oggi per lo sciopero proclamato dalla Federazione RdB Trasporti. Il servizio sulle linee urbane sarà garantito solo dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15.

Sciopero aeroporto

Bologna - I servizi aeroportuali del "Marconi" di Bologna potrebbero non essere garantiti, dalle 12 alle 16 di oggi, per uno sciopero locale. Lo ha reso noto, con un comunicato, la società che gestisce l’aeroporto. L’astensione dal lavoro è stata proclamata dai sindacati di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e CUB-RdB.


18 aprile 2008 - Left

Salvo vite umane, se mi chiamano
La lunga attesa di Dario, vigile del fuoco discontinuo. Nel corpo più amato ci sono 18 mila volontari. A cottimo.
di Emanuele Cascapera

Vallo a spiegare ai pompieri americani che i Vigili del fuoco italiani ci mettono la metà del tempo ad arrivare sul luogo dell’intervento. «Se arriva una chiamata difficile, come un incendio o magari il soccorso a un bambino, il pompiere rischia pure di rompersi una gamba mentre scende dal palo per fare il più presto possibile. In un minuto siamo già fuori con la sirena. Ci si veste in macchina, siamo più veloci degli americani. Scrivilo». Se fai il pompiere in Italia rischi la pelle e non ti dedicano nemmeno una fiction, ingolfate come sono le tv di preti di paese e sexy carabiniere in divisa. Ma tant’è, i vigili del fuoco restano il corpo più amato dalla gente, anche se dietro i clichè la situazione non è poi così serena. Dario - il nome è di fantasia - ha poco meno di trent’anni. È un "discontinuo", lavora al massimo a sei mesi l’anno. Se lo chiamano. Non importa quanto sei bravo e quanto ami questo mestiere, quei 180 giorni che ti spettano te li fanno sudare e penare, perché «se non sei figlio di qualcuno, se non conosci nessuno che ti spinge, allora è possibile che non ti chiamino o che ti facciano lavorare meno giorni». Aspetti che squilli il telefono: «Lavori per 40 giorni, poi stai fermo, poi ricominci». Dario è bravo, i colleghi lo sanno. Negli anni da precario del salvataggio è sempre rimasto appeso al filo del telefono, non ha mai detto di no: «Mi hanno mandato in servizio come pendolare a cento chilometri da casa e non ho mai rifiutato. Perché mi piace e perché sono costretto. Ma quello che sento è la rassegnazione». Si vive in attesa: per lavorare e per essere stabilizzato. «Ho partecipato al concorso del 2006, quello che nell’ambiente viene chiamato "concorso truffa", perché era fatto apposta per i figli di. Se leggevi i nomi trovavi figli di funzionari, di capisquadra e via dicendo. Io che non sono figlio di nessuno aspetto - dice Dario - ma le graduatorie sono tante e lunghissime. Ce n’è una vecchia di vent’anni». «Ogni anno ci dovrebbero essere due chiamate da 150 posti, a giugno e a dicembre, solo che con l’ultima ne sono stati chiamati solo 12. E così tutto è slittato e si aspetta». La battaglia per la stabilizzazione è lunga. Anche perché, dice Dario, «un discontinuo è il 30 per cento di un pompiere. Non possiamo fare molte cose e a volte siamo d’impaccio agli altri, che devono stare attenti che non ti fai male». E tutto questo nonostante per il ministero degli Interni un discontinuo è al pari di un pompiere stabile, tutti inquadrati all’interno del contratto del comparto sicurezza rinnovato poche settimane fa. «Ma per molti di loro la contrattazione non esiste», spiega Antonimo Iritano, responsabile nazionale RdB Vigili del Fuoco. «Ci sono anche i "volontari", pagati a chiamata. Sono ormai 18 mila quelli in servizio. Ma più che volontari sono piuttosto manovalanza a basso costo. Ecco perché stiamo avanzando alcune denunce alla Corte dei Conti». I volontari, appunto. Si preferisce usare loro, dato che vengono pagati a chiamata. Aumentano a dismisura in tutta Italia i corsi di formazione per far entrare in servizio chi sceglie di fare il volontario. Poi, certo, ci sono i volontari veri e propri, soprattutto nei paesini della penisola, gente che di mestiere magari fa il farmacista e monta sull’autobotte solo quando c’è n’è bisogno. «Ma si può pagare a cottimo una persona che per lavoro salva altre vite?», si chiede Dario. Eccolo allora questo strano spaccato, quello che tira fuori l’altra faccia del Corpo dei vigili del fuoco: precari, pompieri a chiamata, chiamate che arrivano solo sei figlio di qualcuno che conta qualcosa. E poi c’è il contratto, quello del comparto sicurezza. Ne fanno parte anche i pompieri. «Questo significa che noi siamo equiparati alle Forze dell’ordine - dice Dario - e così ci troviamo in situazioni difficili, come quando ti chiamano per aprire la porta in un’irruzione della Polizia. Tu stai li con l’accetta e i poliziotti con il mitra e il giubbotto antiproiettile perché dall’altra parte c’è qualcuno che potrebbe sparare. Ma dato che il contratto non viene pagato, alcuni capisquadra si rifiutano di impiegare i propri uomini in queste azioni. Ed è successo diverse volte».


18 aprile 2008 - Il Bologna

Aeroporto. Dalle 12 alle 16 prevista una paralisi totale: stavolta a rischio di cancellazione diversi voli
Al Marconi 4 ore di sciopero Cofferati mediatore tra le parti
Moral suasion del sindaco per il riconoscimento del sindacato da parte dei vertici Sab
di Diego Costa

Bologna - Qualche giorno fa, precettati, scelsero di listarsi a lutto gli abiti da lavoro e di tenere le bocche cucite, facendo parlare un volantino affisso un po' ovunque. Stavolta sembra proiprio che lo sciopero di quattro ore indetto all'aeroporto Marconi da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, oltre ai rappresentanti di base, in solidarietà ai lavoratori del Doro Group, avrà modalità più rigide. Cambia l'orario, non più all'inizio del turno ma dalle 12 alle 16; cambia il numero dei lavoratori coinvolti, visto che le sigle sindacali hanno esteso la protesta alle diverse sigle di aziende operanti in aeroporto: Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri, Koop service. Di certo il disagio, che la prima volta fu limitato a ritardi sulle partenze, stavolta - secondo i sindacati - comporterà qualche cancellazione di volo. Un comunicato annunciava ieri che nelle 4 ore dell'astensione potrebbero non essere garantiti i servizi. Le partenze saranno presidiate dalle 12. Come per la Sala Borsa Spa è auspicabile con un risultato più soddisfacente, il sindaco Sergio Cofferati annuncia che insisterà su due fronti con i vertici del Marconi: prima di tutto - e qui l'analogia con i dipendenti della vecchia libreria nel cuore di Bologna - facendo un'azione di «moral suasion» in favore di tutti quei lavoratori che hanno perso il loro posto di lavoro; poi per ottenere «un percorso di riconoscimento sindacale» dei lavoratori da parte di Sab (le RdB hanno accusato la società di averli lasciati fuori dalla porta più volte). Intanto però le polemiche politiche impazzano. E il Pdl attacca. Stavolta a puntare il dito su Marconi Handling è il consigliere regionale del Pdl Ubaldo Salomoni, secondo cui il deficit i bilancio «che la Sab si è vista costretta a ripianare precipitosamente è il risultato della disastrosa gestione dell'ex presidente Sangalli», oggi eletto al Parlamento nelle fila del Pd. Salomoni però critica anche l'operato di chi l'ha rilevato: «Mi pare che il suo successore - scrive in una nota - Giuseppina Gualtieri non stia dimostrando capacità manageriali all'altezza della sfida». Salomoni denuncia la «politicizzazione dei vertici voluta dal Pd»; e ancora «il silenzio sconcertante di Provincia e Comune che non alzano la voce di fronte a come i soldi pubblici vengono spesi». Salomoni rincara la dose: «Marconi Handling è in rosso da quando è stata costituita - si stupisce - e questa è la prova di come il Partito Democratico rinnovato da Veltroni sia invece legato a vecchie pratiche di potere». Non esclusa dalle critiche la Regione che «si dibatte in una confusione strategica a proposito del sistema aeroportuale della regione. Piuttosto che puntare sullo scalo di Bologna - dice Salomoni - cerca in tutti i modi di tirare la volata ad altri scali. E il risultato è che l'Emilia Romagna resta al palo dello sviluppo anche in questo importante settore».


18 aprile 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. «IL BUCO di bilancio di Marconi Handling...

Bologna - «IL BUCO di bilancio di Marconi Handling, che la Sab ha dovuto precipitosamente ripianare, è il risultato della gestione disastrosa dell’ex presidente Sangalli, che il Pd di Veltroni ha voluto premiare facendolo eleggere al Parlamento. E mi pare che il suo successore, Giuseppina Gualtieri, non stia dimostrando grandi capacità manageriali». Il giudizio è di Ubaldo Salomoni, consigliere regionale del Gruppo della Libertà - PdL. «Siamo di fronte — afferma — ai frutti marci di una gestione dell’aeroporto che il Pd non ha esitato a politicizzare piazzandoci suoi uomini di fiducia a prescindere dalle capacità. Si resta sconcertati di fronte ai silenzi di Provincia e Comune, che non si sentono di alzare la voce di fronte a come i soldi pubblici vengono utilizzati. Ed è altrettanto stupefacente che Marconi Handling sia in rosso da quando è stata costituita: è la prova di come il Pd resti legato alle vecchie pratiche di potere. Per non parlare della confusione strategica nella quale si dibatte la giunta Errani: piuttosto che puntare sullo scalo bolognese, cerca in tutti i modi di tirare la volata ad altri scali». INTANTO Sergio Cofferati ha aperto alle Rdb incontrando ieri mattina a Palazzo D’Accursio il ‘numero uno’ delle Rdb, Massimo Betti e «impegnandosi — riferisce lo stesso Betti — a insistere con i vertici del Marconi, perché si avvii un percorso di riconoscimento sindacale». Le Rdb infatti lamentano una sorta di ostracismo da parte di Sab, accusata di aver lasciato il sindacato di base più di una volta fuori dalla porta. E Cofferati scende in campo dunque con «un’azione di moral suasion». Del resto, «o Sab apre un dialogo con noi — avverte Betti — o lo scontro continua». Per oggi i sindacati confermano lo sciopero di 4 ore al Marconi, dalle 12 alle 16, proclamato in solidarietà con i lavoratori ex Doro group rimasti senza impiego. Il sindacato di base ha però esteso l’iniziativa a tutte le categorie e a tutti lavoratori delle varie aziende che operano in aeroporto.


18 aprile 2008 - Il Padova

Integrativo
Battaglia fra le Rsu: «Pilotto si dimetta»

Padova - È battaglia fra le Rappresentanze sindacali unitarie del Comune sulla firma dell'accordo decentrato 2007/2008. Da un lato le sigle confederali che fanno capo a Cgil, Cisl e Uil, propense a firmare l'accordo proposto. Dall'altro Adl Cobas, Filas e un'ulteriore sigla sindacale. Ieri la riunione che doveva sancire la firma dell'accordo si è conclusa dopo appena mezz'ora di discussione. Dopo una prima esposizione della posizione di maggioranza, il rappresentante di Adl Cobas Stefano Pieretti ha chiesto la parola. Diritto negatogli, come riferisce la sindacalista Filas Anna Bettella, dal responsabile risorse umane del Comune Marzio Pilotto. Bettella ora chiede "che Pilotto sia rimosso, in quanto non adatto all'incarico che ricopre". Filas e Adl hanno chiesto una riunione urgente con i capigruppo in Consiglio comunale


18 aprile 2008 - Il Giornale di Brescia

SALÒ Accordo tra Comune e Comando dei Vigili del fuoco, che nella biblioteca dell’ex liceo Fermi avranno la sede del soccorso nautico
Nuovi spazi per pompieri e Finanza
Le Fiamme gialle si trasferiranno a Palazzo Landi dopo i lavori di adeguamento
di Simone Bottura

SALÒ - Il Comune mette a disposizione nuovi spazi per i Vigili del fuoco e la Guardia di finanza. La notizia di questi giorni è la sottoscrizione di un accordo tramite il quale l’Amministrazione concede in comodato gratuito al Comando provinciale dei Vvf la biblioteca dell’ex liceo Fermi (posta sopra la palestra), da destinare a sede logistica per i servizi di soccorso nautico.
Il contratto, sottoscritto dal sindaco Giampiero Cipani e dal comandante provinciale dei Vvf Salvatore Buffo, avrà una validità di vent’anni e autorizza il Comando ad effettuare presso l’immobile i lavori necessari per adeguare lo stesso, per una spesa di 68mila euro. «L’Amministrazione - spiega il sindaco Cipani -, oltre a confermare ai Vigili del fuoco la disponibilità dell’attuale sede di via Turrini, che il Comune concede ad un affitto praticamente simbolico, mette a disposizione anche questo nuovo spazio, localizzato nell’immobile che già ospita, oltre alla Polizia locale ed altri uffici pubblici, la base operativa della Guardia Costiera. L’ex liceo diventerà così il cuore dell’organizzazione preposta al servizio nautico sul Garda».
Si tratta di una prima risposta del Comune alla provocazione inscenata dal sindacato Rappresentanze di Base dei Vvf lo scorso 1° aprile, giorno che il calendario consacra allo scherzo e all’ironia, per denunciare l’inadeguatezza della sede salodiana (era stata presentata alla stampa una nuova caserma... ma si trattava di un modellino).
Il locale concesso dal Comune consentirà una migliore logistica ed una più efficace organizzazione del presidio nautico del distaccamento salodiano, presso il quale operano 28 vigili permanenti su quattro turni, più una trentina di volontari. Per essere utilizzato come base logistica il locale necessita di un intervento di sistemazione edilizia che prevede, secondo il progetto firmato dall’ing. Alessandro Granata e presentato in Comune il 14 aprile, la realizzazione di opere per creare una zona ingresso, un’aula corsi, una camerata e i servizi. I lavori dovranno iniziare entro sei mesi.
Resta da segnalare che nel contratto di comodato si precisa, tra l’altro, che il nuovo locale a disposizione dei Vigili del fuoco costituisce anche la centrale operativa della Protezione civile (il cosiddetto «Coc», Centro operativo comunale) e che pertanto l’Amministrazione si riserva di utilizzarlo come tale in caso di calamità.
Novità all’orizzonte anche per quanto riguarda la sede del comando della Guardia di Finanza, attualmente localizzato al piano terra dell’ex palazzo dell’Arsenale, in piazza San Bernardino. Naufragato il tentativo di realizzare la nuova sede presso l’ex macello, coinvolgendo anche i Comuni vicini per contribuire a sostenere i costi dell’opera, l’Amministrazione salodiana ha deciso di concedere alle Fiamme gialle il piano terra di Palazzo Landi (ai piani superiori rimarranno i servizi dell’Asl), edificio di proprietà comunale affacciato sull’omonimo viale, nella zona del Carmine. Qui saranno trasferiti gli uffici del Comando e gli spazi di rappresentanza; nella vecchia sede rimarranno altre funzioni (la base del servizio nautico, i dormitori, ecc.).
L’intervento di adeguamento dei locali comporterà una spesa di 430mila euro, interamente finanziati da Regione (280mila) e Provincia (150mila) tramite contributi al Comune. Tale cifra va ad aggiungersi al milione e 431mila euro che il Comune ha già investito per il consolidamento ed il miglioramento antisismico dello storico edificio. Nel XVI secolo Palazzo Landi ospitava il convento di San Bernardino, di cui era parte integrante la chiesa di Santa Maria del Carmine, demolita attorno al 1860. Il palazzo divenne orfanotrofio femminile nel 1864 e in tempi più recenti sede dell’Asl.


18 aprile 2008 - L'Unione Sarda

Carbonia Appalto alla Sotacarbo
L'impresa licenzia, il sindacato Flm-Cub ricorre al giudice

Per i sindacati sarebbero stati licenziati per "avere chiesto le attrezzature antinfortunistiche". Per l'azienda, che ha rinunciato all'appalto, il licenziamento sarebbe dovuto piuttosto a «una riorganizzazione dovuta alla crisi del territorio e alla perdita di commesse». Una cosa è certa: rischia di finire davanti al giudice del lavoro la polemica fra la Flm Confederazione unitaria di base e la società Target Service di Carbonia, impegnata sino alla scorsa settimana nella custodia del cantiere del nascente Centro ricerche della Sotacarbo, nella Grande miniera di Serbariu. C'è un dato di fatto: la Target, società di Carbonia nata due anni fa e capace di annoverare sino a 45 dipendenti, il 7 aprile scorso ha rescisso il contratto di guardiania con la Sotacarbo. «Decisione unilaterale» afferma il sindacato, «consensuale e inevitabile» ribatte il responsabile della Target, Gianfranco Saddi.
A questo punto meritano chiarezza i motivi che hanno indotto la Flm Cub ad uscire allo scoperto a dieci giorni dalla rinuncia dell'appalto da parte della Target. La vertenza è aperta e le posizioni restano contrapposte. Ma per il sindacato, rappresentato da Angelo Diciotti, la contrazione delle commesse e la riorganizzazione aziendale avrebbe poco a che vedere con i licenziamenti. Tutto avrebbe avuto inizio, infatti, quando due lavoratori avrebbero chiesto di poter disporre dei dispositivi antinfortunistici, come caschi, scarpe, indumenti e l'uso di idonei locali igienici. «Solo dopo il sopralluogo della Asl e su richiesta nostra - aggiunge Diciotti - ai lavoratori sono stati consegnate le scarpe anti infortuni». Per la Cub, questo accadeva il 31 marzo. Una settimana dopo, il 7 aprile, la Target rinuncia ai due lavoratori e contestualmente pure al contratto. Ma per la società «fra i due avvenimenti non c'è il minimo collegamento e ancora meno hanno influito le rivendicazioni per le attrezzature di sicurezza», sottolinea Gianfranco Saddi. Il responsabile della Target illustra nel dettaglio le sue motivazioni: «La crisi delle aziende industriali del territorio ci ha imposto una riorganizzazione interna che ha portato alla riduzione del personale e di conseguenza a riconsiderare la convenienza di alcuni contratti in essere, come quello con la Sotacarbo». Spiegazioni che alla Cub Flm potrebbero non bastare dato che ha preannunciato la volontà di rivolgersi ai giudici. (a.s.)


18 aprile 2008 - Il Mattino

LE SCISSIONI

Pomigliano - In principio era Slai Cobas, poi s’è fatto in tre: Slai Cobas, Cobas per il lavoro e Cub. Scissioni e microscissioni tra consensi e contrasti con l’ala più a sinistra della Fiom. Il tutto condito dagli appoggi dei gruppi antagonisti fuori dallo stabilimento Fiat di Pomigliano. Tre gli esponenti più in vista. Vittorio Granillo è considerato il dirigente storico di Slai Cobas, fu candidato alla presidenza della giunta regionale nel 2001, per anni molto vicino alle posizione della ex deputata Mara Maravenda. Domenico Mignano, licenziato, reintegrato e di nuovo licenziato dalla Fiat, è stato il fondatore dei Cobas per il lavoro dopo la presa di distanza da Granillo: 120 gli iscritti in Fiat a questa confederazione. Poi ci sono i Cub di Tommaso Pirozzi, ex sindacalista Fiom, in parte arrivati dalle fila dei Cobas di Mignano. Nella vertenza per i 316 destinati al polo logistico i tre gruppi hanno preso posizioni diversificate. Fu la fazione di Mignano a proclamare il primo sciopero, con picchetti ai cancelli e pneumatici bruciati. Iniziativa avviata con l’appoggio dei Cub, ma senza Slai Cobas. Protesta cresciuta con il consenso dei confederali perché tra i 316 ci sono anche sindacalisti più decisi di Fim, Fiom, Uilm, Ugl. Il fronte s’è frantumato dopo tre giorni, sfociati nelle cariche, il blocco di tutte le merci destinate allo stabilimento e l’ordinanza di sgombero firmata da un giudice per il lavoro che ipotizza gravi danni alla Fiat. I confederali decisi ad andare alla trattativa e incassare i risultati visto che Fiat non recede dalla realizzazione del polo logistico a Nola. Così Slai Cobas ha preso le distanze da Cobas per il lavoro, Cub si è dissociato dal blocco a oltranza. È rimasto soltanto Cobas per il lavoro a incitare allo sciopero e al blocco delle merci, ma c’è chi dice che di dipendenti Fiat tra i Cobas siano rimasti pochi a sostenere la posizione, anche per questo indicato come fondamentale l’apporto degli autoriganizzati, dei centri sociali, dei disoccupati di Acerra: gruppi che in piazza dei Martiri hanno dato prova di non temere lo scontro.(f.v.)


18 aprile 2008 - Il Denaro

Polveriera Pomigliano, slitta l'assemblea
Slitta l'assemblea dei sindacati, inizialmente in programma oggi, con i lavoratori Fiat di Pomigliano. All'ordine del giorno ci sarebbe dovuta essere la questione dei 316 addetti che, dal 5 maggio prossimo, saranno trasferiti alla "Giambattista Vico Nola", nuovo polo logistico targato Lingotto. Ma è ancora troppo alta la tensione in fabbrica dopo i tafferugli di due giorni fa a piazza dei Martiri tra rappresentanti dei Cobas e delle altre sigle sindacali. Fim-Cisl, Fiom Cgil, Fismic e Uilm si trovano ora tra due fuochi: da un lato Fiat che, a parte l'impegno a garantire nero su bianco che i lavoratori resteranno a tutti gli effetti dipendenti del Lingotto, non è arretrata di un passo sul progetto di delocalizzazione del polo logistico; dall'altro maestranze sempre più irrequiete che vedono l'addio a Pomigliano come l'anticamera dell'esternalizzazione. E' in particolare la Fiom a trovarsi in una posizione difficile, incalzata a sinistra dallo Slai Cobas. La rappresentatività dei sindacati maggiori all'interno del sito produttivo partenopeo è comunque fuori discussione: nelle ultime elezioni Rsu, Fim, Fiom, Fismic e Uilm hanno ottenuto insieme 35 delegati su 42.
di Giovanni Brancaccio

Pomigliano - Il sindacato che ha ottenuto i maggiori consensi in occasione della tornata elettorale di giugno 2006 è la Uilm, con 992 voti, pari al 21,7 per cento del totale; segue la Fiom con 981 voti, pari al 21,4 per cento. Più indietro il Fismic, sindacato aziendale che può contare sul 20 per cento dei consensi in virtù dei 913 voti ottenuti, e la Fim, al 18,6 per cento con il 18,6 per cento.
Lo Slai Cobas, il sindacato attestato sulle posizioni più intransigenti e il più rappresentativo considerando i soli impiegati, raggranellò nel 2006 349 voti, pari al 7,6 per cento del totale, ottenuti tutti tra gli operai. Nonostante i numeri, Fim, Fiom, Fismic e Uilm sono in una posizione difficile davanti alle maestranze. Sfumato l'unico obiettivo accettabile per i lavoratori, cioè la permanenza nel perimetro di Pomigliano degli addetti assegnati al polo logistico, le quattro sigle devono ora spiegare ai lavoratori perchè quanto stabilito nella riunione di due giorni fa all'Unione industriali di Napoli nell'incontro con Fiat è, allo stato, il massimo che si può ottenere.
E lo faranno comunicando quanto precisato dal Lingotto 48 ore fa: il polo logistico deve farsi a Nola per la vicinanza all'Interporto, che ottimizzerà costi e tempi dello smistamento merci; senza contare che la struttura di Nola già esiste, mentre a Pomigliano sarebbe stato necessario realizzarla. Basterà per far ingoiare ai lavoratori un altro "rospo" dopo il dirottamento dell'Alfa 149 a Cassino e mentre ancora ieri nello stabilimento circolavano volantini che accusavano di tradimento i sindacati maggiori? Difficile prevederlo. "Una cosa è certa — afferma Giuseppe Terracciano, segretario generale della Fim Napoli — non firmeremo nessun accordo senza l'assenso dei lavoratori. Ora quello che conta è tornare a un clima più sereno in fabbrica. E' vero, purtroppo non siamo riusciti a fare in modo che il polo logistico si facesse nel perimetro di Pomigliano. Il confronto serrato con l'azienda va avanti, ma nel frattempo abbiamo ottenuto l'impegno di Fiat a scrivere nell'accordo che i lavoratori non saranno terziarizzati"
Un'apertura, quella del Lingotto, avvenuta anche grazie alla mediazione della Prefettura., sottolineata da Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm. "Le posizioni intransigenti assunte da Fiat nei giorni scorsi hanno avuto un effetto moltiplicatore del dissenso in fabbrica — spiega il sindacalista — noi d'altra parte eravamo determinati a mantenere i blocchi davanti allo stabilmento. Con l'intervento della Prefettura abbiamo fatto tutti un passo indietro. Ora bisogna sentire i lavoratori coinvolgendo tutti, non soltanto i 316 destinati al polo logistico".
Sgambati smentisce anche le Cassandre che vedono nell'attuale intransigenza di Fiat, che fa seguito al dirottamento della 149, un tentativo di mettere in discussione il futuro stesso dello stabilimento. "Nella riunione a Palazzo Partanna — spiega — lo abbiamo chiesto chiaramente, ricevendo risposte rassicuranti dal management: l'unico obiettivo di Fiat, ci hanno detto, è mettere Pomigliano in condizione di crescere".
I rapporti di forza tra i sindacati
Sigle Voti Percentuale Delegati Rsu
Fim 849 18,6% 8
Fiom 981 21,4% 9
Uilm 992 21,7% 9
Fismic 913 21,0% 9
Cub 79 1,7 0
Cobas 349 7,6% 2
Ugl 302 6,6 3
Cisal 109 2,4 2
Totale 4.574 100% 42
Il sindacato che ha ottenuto più consensi nella tornata elettorale di giugno 2006 è la Uilm, con 992 voti, pari al 21,7 per cento del totale


17 aprile 2008 - Dire

BOLOGNA: RDB INCONTRANO COFFERATI
PER CHIEDERE NUOVA MORAL SUASION SU AEROPORTO
BETTI, VOGLIAMO RICONOSCIMENTO PER TRATTATIVE SINDACALI O CONFLITTO PROSEGUIRA'

Bologna, 17 apr. - (Adnkronos) - Una delegazione di due rappresentanti delle Rdb-Cub dell'aeroporto di Bologna hanno incontrato oggi a Palazzo D'Accursio il sindaco della citta' Sergio Cofferati. Rinnovare la richiesta di un intervento del sindaco, affinche' promuova una nuova 'moral suasion' nei confronti di Sab, la societa' che gestisce lo scalo emiliano, e' stato l'obiettivo dell'incontro. Prosegue, infatti, la vertenza che vede contrapposti la direzione dell'asset ai lavoratori impegnati nei servizi a terra del 'Marconi'. "Abbiamo bisogno di un riconoscimento del nostro ruolo nell'ambito delle trattative sindacali ed il sindaco ci ha detto che si impegnera' ad insistere in questo senso" ha riferito Massimo Betti delle Rdb, uscendo dall'ufficio di Cofferati che, peraltro, gia' nelle scorse settimane, aveva rimarcato e sollecitato la necessita' di una regolarizzazione dei rapporti tra sindacati e azienda. "O si apre un dialogo o il conflitto continuera'", ha promesso Betti rimarcando che resta confermato per domani lo sciopero dei lavoratori del 'Marconi', indetto da tutte le rappresentanze sociali. L'assemblea-presidio dei lavoratori in lotta, ormai da mesi, e' prevista per le 12 all'interno dell'aeroporto.

AEROPORTO BOLOGNA. RDB: SINDACO FARA' MORAL SUASION SU SAB
DOMANI E' SCIOPERO DALLE 12 ALLE 16; PRESIDIO ALL'ATRIO PARTENZE

(DIRE) Bologna, 17 apr. - Sergio Cofferati "apre" alle Rdb. Il sindaco di Bologna ha incontrato questa mattina a Palazzo D'Accursio il numero uno delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb) bolognesi, Massimo Betti e "si e' impegnato- riferisce lo stesso Betti, uscendo dall'ufficio del primo cittadino- a insistere con i vertici dell'aeroporto Marconi, perche' si avvii un percorso di riconoscimento sindacale". Le Rdb infatti lamentano una sorta di ostracismo da parte di Sab, accusata di aver lasciato il sindacato di base piu' di una volta fuori dalla porta. Ma "noi siamo il primo sindacato dentro l'aeroporto", ricorda anche oggi Betti. E Cofferati scende in campo dunque con "un'azione di moral suasion", come la definisce il leader delle Rdb. Del resto, "o Sab apre un dialogo con noi- avverte Betti- o continua lo scontro". Intanto, per domani i sindacati confermano lo sciopero di quattro ore al Marconi, dalle 12 alle 16, proclamato da Cgil, Cisl, Uil e Rdb, in solidarieta' con i lavoratori ex Doro group rimasti senza impiego. Il sindacato di base ha pero' esteso l'iniziativa a tutte le categorie e a tutti lavoratori delle varie aziende che operano in aeroporto: Sab, Marconi handling, Bas, Giacchieri e Koop service. Dalle 12, le Rdb saranno in presidio nel settore Partenze, mentre per fine mese, annuncia ancora Betti, e' stato chiesto a Sab un nuovo incontro. Intanto, la societa' di gestione non esclude che domani, durante le ore di sciopero, possano verificarsi dei disagi.


17 aprile 2008 - TTG Italia

Scalo Marconi di Bologna: domani servizi aeroportuali a rischio

Bologna - L'aeroporto di Bologna annuncia che domani, venerdì 18 aprile, i servizi aeroportuali non saranno garantiti dalle 12 alle 16. La causa: uno sciopero locale di quattro ore, proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori di Giacchieri e da Cub-RdB per i lavoratori di Sab, MH, Bas, Giacchieri e Koop Service.


17 aprile 2008 - Leggo

Domani senza bus

Roma - Tram, metrò e autobus fermi per 24 ore domani per lo sciopero proclamato dalla Federazione RdB Trasporti. Il servizio sarà garantito solo dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. Per le autolinee extraurbane da inizio servizio alle 8 e dalle 14,30 alle 17,30. I convogli della Torino-Ceres e la Canavesana (compreso il collegamento Torino-Chieri) circolerenno da inizio servizio alle 8 e dalle 14,30 alle 17,30.


17 aprile 2008 - Gazzetta di Modena

Università, precari mai assunti

Una delegazione di collaboratori esperti linguistici, in occasione della seduta di sulla stabilizzazione del personale precario nel nostro ateneo, ha promosso ieri mattina una protesta davanti al Senato accademico.
La ragione? Da anni
assistono i professori universitari e in molti casi fanno attività di docenza, ma hanno avuto solo contratti di pochi mesi e perciò non verranno ricompresi nella sanatoria per l’assunzione.
A dispetto di leggi e di una circolare ministeriale, sono ancora a spasso. «La Rdb - dice una nota del sindacato autonomo - esprime piena solidarietà ai lavoratori e condanna la chiusura della direzione dell’ateneo, che si è rifiutata di ricevere i lavoratori».


17 aprile 2008 - Il Giornale di Vicenza

CORNEDO. Vertenza sindacale in Comune
Polemica aperta sui premi di produttività

Interventi per tutti e non destinati soltanto a singoli progetti. È la richiesta delle rappresentanze di base enti locali, per distribuire nel 2008 il premio di produttività 2007 tra i dipendenti. A Cornedo, si inaspriscono i toni della vertenza sindacale, con le Rdb Cub escluse dalla trattativa e che minacciano lo sciopero. Oggetto del contendere è la seconda tranche, da 14 mila euro, del premio di produttività che ammonta complessivamente a 34 mila euro.
In una nota inviata all’Amministrazione comunale, le Rdb Cub dichiarano di non accettare il rinvio al 2008 della seconda tranche, per finanziare progetti-obiettivo.
«Anche Cgil e Cisl - scrivono i sindacati Cub - hanno preteso che tutte le risorse di fondo 2007, fossero distribuite ai lavoratori con criteri da stabilirsi. Il segretario comunale, Paolo Novella, ha definito inaccettabile la nuova proposta sindacale. Se non si sbloccherà la situazione faremo ricorso allo stato di agitazione sperando che partecipino tutte le organizzazioni». «Il comunicato sembra un bollettino di guerra sia contro l’Amministrazione comunale, sia contro le altre sigle sindacali - replica il segretario generale Novella -. Le Rdb, escluse dal tavolo delle trattative non avendo firmato il contratto nazionale Enti locali, intervengono su una questione avviata da tempo e destinata ad una positiva conclusione. L’Amministrazione ha proposto di distribuire subito una prima trance, in base all'anzianità di servizio, alla categoria di appartenenza e all’effettiva presenza in servizio. La quota rimanente di 14 mila euro sarà pagata entro quest'anno in base alla realizzazione di 4 progetti obiettivo».
Secondo Novella, inoltre, «la legge e il contratto chiedono espressamente che le somme per la produttività vengano distribuite in base a criteri individuali di merito e d'ufficio».(A.C.)


17 aprile 2008 - Tribuna di Treviso

I rappresentanti del sindacato in ospedale raccolgono 300 firme tra i dipendenti e chiedono ai dirigenti dell’Usl la trattativa sugli organici
Ca’ Foncello, la rivolta degli infermieri
«Siamo pochi e sottoposti a turni massacranti»: il Cub minaccia lo sciopero. «In molti reparti letti-bis, e servizi per 12 e più ore» La direzione dell’Usl 9 «Presto 36 assunzioni»

Treviso - Quindici infermieri in meno nei reparti nevralgici del Cà Foncello. E’ la denuncia dell’Rdb-Cub, il sindacato autonomo attivo da pochi mesi anche a Treviso, che chiede l’immediato aumento di personale con una raccolta firme, minacciando addirittura lo sciopero. L’Usl 9 non si tappa le orecchie, ma è pronta a nuovi innesti, con 36 nuovi infermieri in arrivo. «Gli infermieri e gli operatori socio-sanitari sono ormai sottoposti a turni di lavoro con carichi veramente insostenibili, riferiscono di pazienti sempre più critici e un aumento di ricoveri di pazienti non autosufficienti», scrive il sindacato.
Il fenomeno dei «letti bis» in numerosi reparti non sono più un’eccezione, ma la normalità. Secondo la denuncia presentata dagli esponenti sindacali, ci sarebbero 4-5 letti bis di media che, in alcuni casi, salirebebro anche 7 letti bis solo in Medicina e nello stesso giorno. Inoltre, sarebbe ormai di prassi il raggiungimento delle 12 ore lavorative. Con questi numeri la mobilitazione era inevitabile. «Chiediamo un incontro ufficiale con l’azienda - ha spiegato il responsabile regionale Rdb-Cub, Federico Martelletto - bisogna cambiare le cose in fretta: ci sono carichi di lavoro inaccettabili, se si va avanti così cercheremo di coinvolgere anche le altre organizzazioni sindacali per arrivare allo sciopero».
Il nuovo sindacato conta su due rappresentanti eletti, che stanno compiendo rilevazioni all’interno della struttura ospedaliera. Non solo. E’ anche partita una raccolta firme (già 300 le sottoscrizioni siglate) affinchè venga modificato l’accordo presenze-assenze. «In altre sedi del Veneto bastano quattro giorni al mese per garantire l’indennità di turno, a Treviso non si è certi nemmeno con sette. Contiamo di arrivare ad un accordo preciso per l’estate, perché vengano riconosciuti i vari carichi di lavoro nei reparti». Stringata la risposta dell’azienda ospedaliera dell’Usl 9: «C’è già una graduatoria di 36 persone in lista ora stanno partendo i telegrammi per l’assorbimento, ed entro giugno verrà bandito un nuovo concorso per altre assunzioni». Secondo i riscontri del sindacato in Medicina d’Urgenza mancherebbero un operatore socio-sanitario e due infermieri, in Urologia e Ortopedia Donne; in Terapia Intensiva della Neurochirurgia due infermieri. Un elenco che si prolunga se si dà un’occhiata in Neurochirurgia (manca un operatore socio-sanitario); in Pediatria (un infermiere in meno); in Prima Medicina (mancano due persone) e in Pneumologia-Gastroenterologia (serve un infermiere). «Ci segnalano problemi relativi ai carichi di lavoro in Urologia, Ortopedia Donne, Patologia Neonatale: servono provvedimenti». Il sindacato vuole porre all’attenzione della direzione del Ca’ Foncello anche le difficoltà di chi svolge il «giro letti», le attività di aggiornamento e la somministrazione delle terapie ai pazienti, le numerose «uscite» del personale dai reparti, le dimissioni dei pazienti e anche i ricoveri. L’apertura dell’azienda lascia uno spiraglio affinchè le trattative vadano in porto e nuove assunzioni di infermieri e operatori socio-sanitarie possano entrare in organico al Ca’ Foncello. «In alternativa - chiude Martellone - siamo pronti ad azioni di protesta, arrivando allo sciopero».

I NODI DELLA SANITA’

15 Gli infermieri e gli operatori che per il Cub sono indispensabili subito, per tamponare l’emergenza.
12 Le ore continuative di servizio per molti infermieri.
36 Le assunzioni previste dalla direzione sanitaria dell’Usl 9 nei prossimi mesi.
300 Le firme raccolte dal nuovo sindacato RdB-Cub.
7 I giorni al mese per ottenere l’indennità di turno.
2 I rappresentanti sindacali dell’RdB-Cub a Treviso.


17 aprile 2008 - La Repubblica

La tregua siglata in prefettura dopo la marcia dei dipendenti
Revocato lo sciopero in Ateneo per i permessi di malattia
D´ora in avanti i lavoratori dovranno portare il certificato medico
di ILARIA VENTURI

Bologna - SCIOPERO sospeso in Ateneo: i sindacati e l´amministrazione hanno trovato un accordo davanti al capo di gabinetto della Prefettura. Almeno in attesa dell´esito di nuove trattative. I Confederali, Rdb e Unità di base martedì riuniranno in assemblea il personale, mentre già da domani partirà il confronto sui dipendenti universitari nel settore della sanità. Un´intesa a metà è stata raggiunta sulla circolare sui permessi per malattia, la scintilla che aveva acceso la protesta di tecnici e amministrativi. D´ora in avanti per stare a casa un solo giorno si dovrà presentare il certificato medico, come imposto dalla Funzione pubblica. Il certificato ci vorrà anche nel caso di permessi per indisposizione, altrimenti dovranno essere recuperate le ore di assenza. L´Ateneo invece ha riconosciuto un accordo del ‘92 che permette ai lavoratori di non recuperare i permessi per le visite mediche. «Sulla circolare è stata fatta chiarezza, è stata riconosciuta la correttezza dell´operato dell´Università rispetto ai permessi di malattia autocertificati», commenta il rettore.
«Almeno l´amministrazione ha riconosciuto l´errore sui permessi per visite mediche, quella circolare era un´opera di arbitrio», commenta Nicola Brunelli, Flc-Cgil. Dopo sette ore di discussione, si è arrivati alla mediazione che prevede entro il 20 maggio l´impegno da parte dell´Ateneo di ulteriori assegnazioni di fondi (dai buoni pasto ad altri benefit). «Manterremo lo stato di agitazione, attendiamo le verifiche», spiega Antonella Zago (UdB). Ma il clima è più sereno.


17 aprile 2008 - Il Gazzettino

I Cobas chiedono all’Usl 9 un incontro
Personale ridotto e letti bis in corsia: «Situazione critica»
di Laura Simeoni

Treviso - Carenze preoccupanti di medici, tecnici e infermieri, personale costretto a saltare turni di riposo, aumento di pazienti con letti aggiunti nei corridoi in molti reparti (tra cui le Medicine) dove si registra la presenza sempre più massiccia di persone non autosufficienti. La situazione all'ospedale Ca' Foncello di Treviso è "preoccupante" secondo i rappresentanti dei Cobas, che chiedono urgentemente un incontro con il direttore generale dell'Usl 9 Claudio Dario. Dopo aver inviato diverse lettere di segnalazione, ieri mattina la Rappresentanze sindacali di base-Cub di Treviso hanno spedito un fax negli uffici direzionali di Borgo Cavalli, appellandosi all'articolo 10 del contratto di lavoro nazionale, dove è previsto il cosiddetto "incontro di raffreddamento e conciliazione".
I Cub dunque vogliono discutere di persona le delicate questioni. "Nel caso di mancata risposta ci vedremo costretti a dichiarare lo stato di agitazione sindacale" scrive il rappresentante Federico Martelletto. Alla missiva in cui si denuncia la carenza di personale, sono state allegate due lettere, spedite lo scorso 31 marzo e rimaste senza risposta. In entrambe i rappresentanti sindacali davano voce ai lavoratori dell'ospedale di Treviso, soprattutto quelli inseriti in reparti "critici" come le due Medicine, la Pneumologia e la Gastroenterologia. Pur essendo passato del tempo, secondo i rappresentanti sindacali poco o nulla sarebbe cambiato nella gestione e nella pianta organica. Un numero elevato di pazienti, molti dei quali anziani con patologie croniche, provocherebbe disagi quotidiani nelle Medicine dove "la presenza costante ed elevata di letti bis e il mancato riconoscimento dell'incremento delle attività lavorative ha determinato ormai una situazione inaccettabile". A conferma di ciò i Cub citano le numerose domande di trasferimento dai reparti internistici ad altre unità operative. Problemi si rilevano inoltre nelle piante organiche di altri servizi, compresa l'Urologia con necessità di avviare doppi turni e ore straordinarie.
Il risultato? La mancanza di adeguati riposi psicofisici sia tra i medici sia tra gli infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari. La carenza di personale riguarderebbe inoltre il delicato settore della Medicina d'urgenza, l'Ortopedia donne, la Terapia intensiva della Neurochirurgia e la Pediatria dove "l'assistenza ai pazienti in arrivo dal Pronto soccorso comporta un notevole utilizzo delle risorse umane, creando evidenti difficoltà nell'assistenza ai piccoli pazienti ricoverati".
Al direttore generale Dario i rappresentanti sindacali, Federico Martelletto e Germano Raniero, chiedono inoltre di affrontare la questione dell'indennità di turno, poiché a loro avviso "l'accordo in vigore è nei fatti peggiorativo rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale". Dubbi vengono infine espressi sui progetti di esternalizzazione di servizi sanitari. "Siamo a conoscenza di progetti che vedrebbero entro tempi non lontani l'esternalizzazione di servizi tra cui la sterilizzazione" scrivono i Cub, esprimendo contrarietà e chiedendo se ciò corrisponde al vero.


17 aprile 2008 - Oggi Teviso

OSPEDALE, GLI INFERMIERI MINACCIANO LO SCIOPERO
Turni massacranti per chi lavora al Ca’ Foncello: il sindacato pronto a incrociare le braccia
di Viola Castoldi

Treviso – Turni massacranti da 12 ore, "letti bis" in molti reparti, riposi che saltano. Infermieri sul piede di guerra al Ca’ Foncello di Treviso. All’appello ne mancano almeno una quindicina nei reparti nevralgici dell’ospedale. E’ la denuncia dell’Rdb-Cub, il sindacato autonomo attivo da pochi mesi anche a Treviso, che chiede l’immediato aumento di personale con una raccolta firme. In caso contrario, sarà sciopero.
"Gli infermieri e gli operatori socio-sanitari sono ormai sottoposti a turni di lavoro con carichi insostenibili, riferiscono di pazienti sempre più critici e un aumento di ricoveri di pazienti non autosufficienti", scrive il sindacato. Secondo la denuncia presentata dagli esponenti sindacali, ci sarebbero 4-5 letti bis di media. Inoltre, sarebbe ormai di prassi il raggiungimento delle 12 ore lavorative. Con questi numeri la mobilitazione era inevitabile. «Chiediamo un incontro con l’azienda - spiega il responsabile regionale Rdb-Cub, Federico Martelletto -, se si va avanti così cercheremo di coinvolgere anche le altre organizzazioni sindacali per arrivare allo sciopero».
L’Usl 9, però, non si tira indietro, annunciando l’arrivo di 36 nuovi infermieri. «C’è già una graduatoria di 36 persone in lista, ora stanno partendo i telegrammi per l’assorbimento, ed entro giugno verrà bandito un nuovo concorso per altre assunzioni».


17 aprile 2008 - Il Mattino

Pomigliano. I confederali schierati sulla via del dialogo. Cobas e Cub per la linea dura...

Pomigliano - I confederali schierati sulla via del dialogo. Cobas e Cub per la linea dura. In mezzo il destino dei 316 destinati alla logistica ma anche degli altri 4.700 che fanno parte della Nuova Pomigliano «Giambattista Vico», lo stabilimento del futuro Fiat dove è stato introdotto il world class manifacturing dopo due mesi di sospensione della produzione tra gennaio e marzo. I Cobas per il blocco a oltranza. I confederali per una trattativa che porti a risultati concreti a fronte della decisione irremovibile della Fiat di realizzare a Nola il polo logistico. Struttura che anche parte dei confederali definiscono una sorta di «confino» perché tra i trasferiti ci sarebbero molti esponenti dell’ala dura del sindacato e contestatori da sempre sia del piano Marchionne che delle scelte aziendali. «Meglio una buona tutela dei lavoratori piuttosto che uno scontro sui principi», sintetizza Giovanni Sgambati, segretario regionale Uilm, tra i partecipanti al tavolo delle trattativa ieri nella sede dell’Unione industriali. «Ho dato prova della volontà di dialogo - spiega Andrea Amendola, il segretario Fiom preso ieri di mira in piazza dei Martiri - sia davanti ai cancelli di Pomigliano che dopo l’incontro con Fiat, non a caso ero lì a indicare il percorso scelto. Ma quando ho ribadito che non avrei accettato strumentalizzazioni ed esasperazioni della lotta, a mio parere pericolose, mi sono sentito minacciato. Insomma, i Cobas non possono dirmi che cosa devo fare. Poi - s’infiamma Amendola - mi sono fermato a spiegare a quei lavoratori Fiat che conosco. Il resto non so chi erano, disoccupati di Acerra, Carc, centri sociali. E no. Le cose ce le diremo in fabbrica venerdì con i lavoratori e si deciderà che fare. Chi sceglie di farsi picchiare davanti ai cancelli sappia che rende tutti più deboli ai tavoli di trattativa». «La rabbia dei manifestanti si spiega con il fatto che la Fiom aveva detto che sarebbe passata di nuovo ai blocchi se Fiat avesse confermata la scelta di Nola - raccontano Mimmo Palo e Teresa Vicedomini, esponenti dell’esecutivo nazionale Cobas -. Invece, scesi da palazzo Partanna le intenzioni sembrano dimenticate. Poi, è stata estenuante la trattativa con la polizia, che ci aveva promesso di farci salire alla riunione e invece s’è rivelato solo un modo per tenerci a bada. I confederali hanno tutti i diritti sindacali e noi siamo sempre esclusi, non possiamo neppure organizzare le assemblee in fabbrica, sebbene poi otteniamo forti adesioni agli scioperi che proclamiamo». Un tono analogo da Antonio Martella, dipendente Fiat di Torre del Greco che ieri era tra i manifetsanti di piazza dei Martiri: «La verità è che Marchionne ha voluto liberarsi di lavoratori che non fanno sconti nel rivendicare i loro diritti. Siamo noi che protestiamo per sicurezza ed ergonomia sui luoghi di lavoro». (f.v.)


17 aprile 2008 - Varese news

Malpensa - Denuncia del sindacato Cub Trasporti: "Sea preferisce continuare con disservizi per i passeggeri, ore di straordinari cassa integrazione e salto dei riposi per il personale"
Malpensa,100 lavoratori in causa per rientrare

Riceviamo e pubblichiamo: Dal 30 marzo, giorno del loro allontanamento dal lavoro, ben 100 lavoratori interinali e stagionali, si sono rivolti alla nostra organizzazione ed ai nostri legali, (Sertori e Medina), per avviare la procedura per la causa contro Sea per ottenere la riammissione al lavoro a Malpensa. Nonostante le belle parole, spese da tutti in campagna elettorale, contro il lavoro precario, questi lavoratori che da anni operano a Malpensa, sono a casa senza lavoro. Nonostante i disservizi dovuti allo scarso personale presente a Malpensa, che è pesato su lavoratori e passeggeri, Sea continua a negare la necessità di riammettere al lavoro questi lavoratori. Le code agli imbarchi sono incredibili nonostante il traffico sia diminuito drasticamente. Qualche passeggero arrivato in aeroporto per tempo, ha poi perso il proprio volo perché rimasto in coda agli imbarchi. Con guardie in cigs e trasferite da Malpensa a Linate, spesso viene a mancare anche il giusto numero di guardie giurate che per legge corrisponde a 4 per filtro. Il personale è insufficiente, soprattutto dove operavano lavoratori interinali e stagionali, ai quali dal 30 marzo non è stato rinnovato il contratto. Nell’area 1, dove ci sono continui problemi per la mancanza di personale e al terminal 2 nella gestione dei voli easy jet. Con la situazione delle quattro lavoratrici che pur avendo vinto la causa per essere riammesse al proprio posto, da un mese sono pagate da Sea per restare a casa. Al carico/scarico e allo smistamento bagagli non si riesce a coprire i voli, e di conseguenza si creano disagi per i passeggeri che debbono attendere per poter partire o ritirare i bagagli. Non potendo sopperire al lavoro con il personale presente, nonostante la cigs, massiccio è il ricorso allo straordinario, in modo illegale. Come illegale è il continuo aumento dei carichi di lavoro, e l’introduzione dei turni 4-12, 4.30-12.30 e 5-13, che la Sea ha introdotto senza nessun accordo con le OOSS. Non contenti di questa situazione i vertici di Sea, pensano addirittura di licenziare altri 300 lavoratori con la mobilità, senza nessuna sostituzione di personale.
Cub Trasporti


17 aprile 2008 - Corriere di Bologna

Trattative Accordo in prefettura sul personale tecnico-amministrativo
Università, sciopero scongiurato. Per ora
di Marina Amaduzzi

Bologna - Sciopero scongiurato, almeno per ora, del personale tecnico-amministrativo dell'Università. Dopo quasi sette ore di confronto al tavolo di concertazione convocato in prefettura, è stato infatti siglato un accordo da Cgil, Cisl, Uil, Udb e Rdb nonché dai rappresentanti dell'Ateneo, tra cui il professor Pier Paolo Gatta, delegato dallo stesso rettore, e il direttore amministrativo Ines Fabbro. L'intesa, che sarà illustrata martedì prossimo ai lavoratori in un'assemblea generale, consente la ripresa, fin da domani, della trattativa.
L'Ateneo ritira la contestata circolare, che era stata alla base della proclamazione dello stato di agitazione e che aveva indotto i dipendenti a protestare due giorni fa interrompendo il cda in corso in rettorato. Ma ne emanerà una nuova, dove conferma un punto a suo favore (la revoca dell'autocertificazione per l'assenza di un giorno per malattia, perché previsto dalla legge) e riconosce due punti a favore dei sindacati (i permessi per visita medica senza obbligo di recupero, previsti da un accordo del '92, e una migliore regolazione delle assenze parziali per malattia).
Altri punti sono rimandati a tavoli di trattativa ad hoc, a partire da quello di domani sull'applicazione delle linee guida per l'equiparazione del personale tecnico amministrativo al corrispondente personale delle aziende sanitarie, come previsto da un accordo tra Regione e Atenei non ancora attuato a Bologna. Per la parte economica, fermo restando che le cifre fissate per l'integrativo in bilancio non possono essere toccate in quanto sono il massimo consentito dalla Finanziaria, l'Ateneo si impegna a trovare altre risorse entro il 20 maggio da destinare a questi lavoratori in soluzioni che saranno presentate al cda del 27 maggio.
«Non è stato facile, ma è stato raggiunto un accordo su tutti i punti, ne sono soddisfatto — dichiara il rettore Pier Ugo Calzolari —. Ora si può ricominciare a lavorare con maggiore chiarezza e serenità nei rapporti tra le organizzazioni sindacali e l'Ateneo ». «Abbiamo accettato l'eliminazione dei cinque giorni di assenza con autocertificazione perché così prevede una legge del 2000, ribadita da una circolare Nicolai, che il nostro Ateneo non aveva ancora attuato — dichiara Dante Berti della Uil — e loro hanno riconosciuto l'accordo del '92 sui permessi per visite mediche. Il nostro obiettivo era il ritiro di quella circolare, fatta in modo unilaterale ». «Attendiamo con molta curiosità la quantificazione delle risorse promesse dal rettore — aggiunge Nicola Brunelli della Cgil —. Siamo ancora in una fase interlocutoria, per ora lo sciopero è scongiurato ma restiamo sul piede di guerra. E l'assemblea di martedì servirà a fare il punto della situazione».
La posizione più aggressiva è quella di Udb, l'Unità di base, che assicura «lo sciopero è solo rinviato» e che rimanda ogni decisione alla verifica degli impegni assunti nell'accordo. «La mobilitazione continua — assicura Antonella Zago —. Ciò che ci ha indotto a firmare è l'impegno assunto per gli integrativi 2007 e 2008, ovvero il trovare risorse da dedicare al personale ad esempio con sussidi o aumento dei buoni pasto. Vedremo la proposta il 20 maggio».


16 aprile 2008 - Adnkronos

TRASPORTO LOCALE: TORINO, VENERDÌ STOP DI 24 ORE DI TRAM E BUS PER SCIOPERO RDB

Torino, 16 apr. - (Adnkronos) - Tram, metrò e autobus fermi per 24 ore venerdì a Torino per lo sciopero proclamato dalla Federazione RdB Trasporti, che interesserà tutti i servizi di trasporto Gtt, il Gruppo torinese trasporti. Il servizio, pertanto, sarà garantito solo in alcune fasce orarie. In particolare, per il metrò e le linee urbane di tram e autobus dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. Per le autolinee extraurbane da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30 mentre per le ferrovie Torino-Ceres e Canavesana (compreso il collegamento Torino-Chieri) da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30. Sarà, comunque, assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito.


16 aprile 2008 - Repubblica.it

Ateneo, firmata la tregua sui permessi per malattia
Sciopero sospeso in Ateneo: i sindacati e l'amministrazione hanno trovato un accordo davanti al capo di gabinetto della Prefettura. Almeno in attesa dell'esito di nuove trattative. I Confederali, Rdb e Unità di base martedì riuniranno in assemblea il personale, mentre già da domani partirà il confronto sui dipendenti universitari nel settore della sanità.

Bologna - Un'intesa a metà è stata raggiunta sulla circolare sui permessi per malattia, la scintilla che aveva acceso la protesta di tecnici e amministrativi. D'ora in avanti per stare a casa un solo giorno si dovrà presentare il certificato medico, come imposto dalla Funzione pubblica. Il certificato ci vorrà anche nel caso di permessi per indisposizione, altrimenti dovranno essere recuperate le ore di assenza. L'Ateneo invece ha riconosciuto un accordo del '92 che permette ai lavoratori di non recuperare i permessi per le visite mediche. "Sulla circolare è stata fatta chiarezza, è stata riconosciuta la correttezza dell'operato dell'Università rispetto ai permessi di malattia autocertificati", commenta il rettore. "Almeno l'amministrazione ha riconosciuto l'errore sui permessi per visite mediche, quella circolare era un'opera di arbitrio", commenta Nicola Brunelli, Flc-Cgil. Dopo sette ore di discussione, si è arrivati alla mediazione che prevede entro il 20 maggio l'impegno da parte dell'Ateneo di ulteriori assegnazioni di fondi (dai buoni pasto ad altri benefit). "Manterremo lo stato di agitazione, attendiamo le verifiche", spiega Antonella Zago (UdB). Ieri il rettore ha anche firmato i decreti sul comitato Pari opportunità e Paritetico. "Non è stato facile, ma ora si può ricominciare a lavorare con maggiore chiarezza e serenità - dichiara Calzolari - Riparte anche il tavolo per il salario accessorio 2007 e 2008. Su questo punto, ricordo però che l'Ateneo ha stanziato il massimo di quanto gli è stato consentito dalla Finanziaria".


16 aprile 2008 - Corriere del Veneto

«Nuove linee, turni pesanti» Si fermano gli autisti Actv
Sciopero mercoledì 23. L'azienda: pochi ritardi. Sotto accusa le circolari per l'ospedale e lo spezzettamento di alcune linee. Rdb cub rompe le trattative
di Martina Zambon

MESTRE — Dovevano essere il segno più tangibile della nuova realtà, l'ospedale dell'Angelo, ma le linee dell'Actv H1 e H2 che collegano il centro città al nosocomio di Zelarino, rischiano di trasformarsi in un vero e proprio campo di battaglia. Le nuove linee partono oggi, con orari in coincidenza con l'inizio e la fine dei turni del personale ospedaliero che si è già trasferito, poi dal 5 maggio saranno potrnziate anche er gli utenti. Intanto però scoppia la protesta. Fallita in Prefettura, pochi giorni fa, la procedura di raffreddamento fra i sindacati dei trasporti e l'azienda Rdb Cube annuncia uno sciopero proprio per il settore automobilistico con lo scopo dichiarato di far aderire anche lavoratori iscritti a Cgil, Cisl e Uil. Quattro ore di stop a tutti i mezzi dalle 11 alle 15 di mercoledì 23 aprile. «Il piano per le H1 e H2 non va assolutamente bene — commenta Gianpietro Antonini delle Rdb di Actv — la puntualità, anche per queste nuove linee, lascerà molto a desiderare, è prevedibile. Non si capisce come possano accogliere nuovi pendolari quando sono già al completo ora. Il Comune vuole servizi nuovi senza spendere una lira. Invece saranno in perenne ritardo come le 14 e 9, spezzettate con la 25, da Marghera a Piazza Barche». «Qualche caso c'è ma il ritardo non è costante — risponde l'azienda —. Le fasi iniziali sono soggette a sperimentazione e stiamo già programmando dei ritocchi». Oggetto del contendere, spiegano lavoratori e sindacalisti, è la riduzione con un unico colpo di spugna di 20 turni. Un risparmio secco di un milione di euro l'anno che consente all'azienda di varare le due linee ospedaliere. «Il risultato — conclude Antonini - è che il lavoro si complica per i dipendenti e il servizio peggiora per l'utenza che è vittima di continui ritardi oltre a dover prendere due mezzi anziché uno solo».
Ad agitare autisti e tecnici dell'Actv, la prospettiva di nuovi carichi di lavoro supplementare a costo zero per l'azienda. Un malcontento che si è tradotto nella rottura fra il fronte confederale Cgil, Cisl e Uil e Rsu che sceglie di continuare a trattare e Rdb-Cub che annuncia il suo sciopero per il 23. Vale a dire che i 320 iscritti al sindacato autonomo sui 2800 dipendenti Actv incroceranno le braccia. In realtà, l'auspicio della base è che, visto il malcontento diffuso, la protesta si allarghi anche ad altri colleghi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio l'introduzione delle due linee verso il nuovo ospedale. Linee attive dalle 6 e mezza del mattino alle 19, la sera con una frequenza di 10 minuti ma solo negli orari di punta per i pendolari. Un impegno gravoso che secondo il sindacato autonomo «massacra» gli autisti.
Secondo l'accordo dello scorso gennaio, si dovevano recuperare un certo numero di turni che però sono diventati più del doppio. Un meccanismo che consente di far diventare a costo zero il nuovo servizio.


16 aprile 2008 - Leggo

Roma. Dura contestazione ieri al "Forum Università–lavoro"...

Roma - Dura contestazione ieri al "Forum Università–lavoro" alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Tor Vergata. I sindacati Fiom-Cgil ed RdB-CUB-Università insieme agli studenti del "Collettivo Lavori in Corso" ed ai lavoratori della Ericsson-Marconi hanno interrotto la cerimonia di apertura del XVI Forum Università-lavoro. Al Forum hanno preso parte, oltre agli studenti, anche il Rettore di Tor Vergata, il preside di ingegneria ed i rappresentanti delle aziende multinazionali, presenti per ritirare i curricola professionali dei ragazzi e per presentare eventuali futuri sbocchi lavorativi.
«In un forum dal titolo Università-lavoro – ha detto Roberta Turi, Fiom Roma - abbiamo deciso di denunciare le reali condizioni di lavoro nelle multinazionali ed ancora una volta la Ericsson, presente in questo Forum, che ha deciso di spostare all'estero le attività di ricerca e sviluppo che venivano svolte da più di vent'anni a Roma, privando i futuri laureati di uno sbocco professionale importante».


16 aprile 2008 - Il Tirreno

I precari dei call center vanno assunti
La Cassazione: non sono autonomi ma dipendenti con diritto al contratto Respinto il ricorso di una società che dovrà pagare l’Inps

ROMA - I lavoratori dei call center che prestano servizio nella struttura di una società hanno diritto ad un contratto di lavoro subordinato, dal momento che utilizzano attrezzature e materiale aziendale e non possono essere considerati, dal datore, come lavoratori autonomi. Lo sottolinea la Cassazione con la sentenza 9812 della sezione lavoro. Con questo verdetto la Suprema Corte ha respinto il ricorso della "Solidea sas", una società di Padova.
La Solidea, che aveva un call center nel settore pubblicitario, aveva contestato la decisione con la quale la Corte d’appello di Venezia, nel 2005, l’aveva condannata a pagare oltre mezzo miliardo di vecchie lire all’Inps come contributi previdenziali evasi ai danni di 15 centraliniste precarie scoperte a lavorare presso la società durante un controllo degli ispettori del lavoro, avvenuto nel 1997.
La "Solidea" aveva fatto ricorso al Tribunale di Padova sostenendo che le dipendenti svolgevano un lavoro autonomo. Il tribunale diede ragione alla "Solidea" e stracciò il verbale dell’Inps. Ma in appello la Corte di Venezia ribaltò l’esito e confermò la natura subordinata del lavoro svolto dalle 15 centraliniste.
Senza successo la "Solidea" ha protestato in Cassazione. I giudici hanno replicato che «correttamente» la Corte d’Appello ha considerato «qualificanti della subordinazione delle dipendenti, con mansioni di telefoniste, le circostanze che esse seguivano le direttive impartite dall’azienda in relazione ad ogni telefonata da svolgere prendendo nota dell’esito e del numero di telefono chiamato, del fatto che avevano un preciso orario di lavoro, che usavano attrezzature e materiale di proprietà della società». Così il ricorso è stato respinto.
La Cgil valuta molto positivamente la sentenza della Cassazione. «Ci auguriamo - si legge in una nota del sindacato - che questa sentenza, che si inquadra perfettamente nell’impegno sia del ministero del Lavoro che dei sindacati per la regolarizzazione di un settore delicato quale quello dei call center, che conta molte migliaia di lavoratori soprattutto giovani e donne, rilanci l’urgenza della stabilizzazione prevista dalle due circolari Damiano ove non sia stata ancora applicata».
Il verdetto della Cassazione segue di pochi giorni quello con cui il tribunale del lavoro di Pisa aveva ingiunto alla Vodafone di riassumere a tempo indeterminato due ex lavoratori precari. Il giudice aveva inoltre disposto il pagamento degli arretrati e delle spese legali.
«I due precari - spiega il sindacato di base Flmun-Cub - avevano lavorato nel call center Vodafone di Pisa con contratti a termine per alcuni mesi tra 2004 e 2005. Il giudice del lavoro ha riconosciuto che non c’erano i presupposti per mettere un termine al contratto dei due lavoratori e che, quindi, lo stesso deve essere a tempo indeterminato. Questa sentenza è molto importante essendo in assoluto la prima in Italia che condanna Vodafone per utilizzo illecito di lavoro precario».

Esposti, i Cobas accusano: presi in giro da tutti i politici

PISTOIA - Sulla questione dell’estensione del riconoscimento degli esposti all’amianto, scendono in campo anche i Cobas. «Ad oggi - è la riflessione della Confederazione unitaria di base-Associazione esposti amianto - si conclude una vicenda iniziata tredici anni fa. Dopo la legge che riconosceva i benefici previdenziali ai lavoratori esposti, si è cercato in vario modo di limitare la platea degli aventi diritto. E quando la cosa si sbloccò, alla fine del 2000, perfino Pizzinato, allora sottosegretario, ammise che la "conta" degli aventi diritto era stata fatta tenendo conto delle esigenze delle aziende. Fu per questo che alla Sofer venne riconosciuta un’esposizione fino al 2000, mentre dalle analisi Asl non risultava nemmeno una fibra di amianto presente nello stabilimento di Napoli».
L’atteggiamento dei sindacati e dei partiti di sinistra, accusano i Cobas, facilitò la nascita dell’Ugl in AlsaldoBreda. Ma la critica non risparmia nemmeno quei lavoratori «che invece di ricercare l’unità con tutti coloro che, a livello nazionale, conducevano la lotta contro l’amianto, si sono chiusi dentro i recinti del proprio stabilimento credendo in una soluzione "concordata" su misura per loro. I lavoratori che avevano riposto la fiducia che tale situazione venisse presa in seria considerazione dalle forze politiche e che esse si dessero da fare per risolvere definitivamente e con giustizia tale causa, oggi, forse, hanno capito che la politica li ha presi in giro. Chi pensava che avere amici in Parlamento e al Governo portasse alla risoluzione di questo angoscioso problema si è sbagliato».
Né il centrosinistra né il centrodestra e neppure i politici territoriali, osservano i Cobas, si sono dati da fare per risolvere il problema amianto per i lavoratori di AnsaldoBreda. Le false promesse, le dubbie prese di posizione, proseguono, oggi sono evidenti a tutti e i lavoratori di AnsaldoBreda: sono stati esclusi dall’estensione del periodo per mancata bonifica. Perché?, chiedono.
«Non bastano i morti e i malati di tumori vari (compreso quello alla pleura) che vi sono nella nostra città, a testimoniare la gravità della cosa. Ma le forze politiche di ogni schieramento hanno voluto giocare con le aspettative dei lavoratori. Adesso occorre rendersi conto che solo conducendo questa battaglia a livello nazionale e insieme ai cantieri navali, ai ferrovieri, ai pensionati esclusi è possibile rimettere in piedi la forza necessaria per ottenere i diritti dai quali siamo esclusi. Nessun arroccamento può portare risultati positivi. Occorre, invece, l’unità di tutti e la determinazione che si verificò nel 1995 all’inizio di questa battaglia».


16 aprile 2008 - La Repubblica

Occupano il consiglio di amministrazione e chiedono le dimissioni del direttore scoppia la protesta del personale d´Ateneo
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la circolare restrittiva sui permessi per malattia e visite mediche
di ILARIA VENTURI

Bologna - LA goccia? Una circolare restrittiva sui permessi per malattie e visite mediche. In un clima già teso, con le dimissioni di mezza commissione d´Ateneo sul personale e lo stato di agitazione proclamato dai primi di aprile, è scoppiata la protesta dei tecnici e degli amministrativi. Dall´assemblea in un´aula di Economia, in più di duecento, guidati dalle cinque sigle sindacali unite (Confederali, Rdb e Unità di base), hanno «marciato» ieri mattina sul Rettorato. Per un´ora hanno «occupato» pacificamente il consiglio di amministrazione, chiedendo le dimissioni del direttore amministrativo, e poi si sono riuniti nella sala dell´Ottavo centenario. Oggi ci sarà il tentativo di conciliazione dal prefetto. Lo sciopero è a un passo. Il botta e risposta tra i sindacalisti e il rettore si è consumato a toni alti. Dopo aver sospeso la seduta Pier Ugo Calzolari ha rinviato la discussione al tavolo di conciliazione: «Conosco l´acutezza dei vostri problemi, non ho bisogno che veniate qui in massa». La rabbia è esplosa con la revoca della possibilità di auto-certificare l´assenza di un giorno per malattia, in tutto cinque permessi all´anno. «Un atto unilaterale», contesta Maurizio Turchi (Cisl). Inoltre è stato imposto il recupero dei permessi per visite mediche. «E qui l´amministrazione ha toppato, dovrà tornare indietro perché un accordo del ‘93 invece non lo prevede», replica Davide Valente (Cgil). Sul tavolo il rinnovo dell´integrativo del 2007 e del 2008. «Ma molte altre cose che non vanno: sono bloccati i comitati pari opportunità e anti-mobbing, non vengono pagati come dovuto i trecento dipendenti universitari che lavorano nella sanità». E´ solo la punta di un iceberg, insistono i sindacati. «I lavoratori sono esasperati, una situazione di rabbia mai vista prima», dice Antonella Zago dell´UdB. «E da mesi c´è una mancanza di rispetto nei confronti del sindacato», continua Turchi. Dante Berti della Uil denuncia «una situazione di stagnazione e di mancate progressioni di carriera». Con una nota, il rettore si dice «fiducioso in una positiva soluzione della vertenza». Ieri intanto in Cda è stato votato il bilancio consuntivo 2007, con il «no» degli studenti. Vista l´aria che tira sui finanziamenti ministeriali e l´aumento delle spese per il personale, è stato «congelato» il turn over del 2008, circa 27 posti da ordinario (o il doppio da ricercatore). Una misura per ora provvisoria, che però frena i presidi già pronti a bandire i posti nelle Facoltà.


16 aprile 2008 - Corriere di Bologna

Ateneo Stamattina tentativo di conciliazione davanti al prefetto. La protesta nata dalla revoca dell'autocertificazione di assenze di un giorno per malattia
Università, irruzione dei lavoratori in rettorato
Oltre 200 dipendenti bloccano il cda, oggi si decide sullo sciopero. Calzolari: «Il dialogo riparta». Lo stato di agitazione era stato proclamato l'8 aprile quando i sindacati avevano rotto le trattative.
di Marina Amaduzzi

Bologna - Tecnici e amministrativi dell'Università sono a un passo dallo sciopero. Ieri hanno manifestato tutto il loro malcontento irrompendo in rettorato dove il consiglio d'amministrazione stava discutendo il bilancio consuntivo (poi approvato). E oggi al tavolo di conciliazione in prefettura siederanno tutte le sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil, Udb e Rdb nonché i rappresentanti dell'Ateneo. Se il tentativo di trovare un accordo fallirà, sarà sciopero. E coinvolgerà oltre 2.800 dipendenti, compresi quelli che lavorano nei poli della Romagna. Si sono mossi a metà mattina dall'aula 3 di Economia dov'erano in assemblea, dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte dei sindacati lo scorso 8 aprile. In oltre duecento sono arrivati in rettorato e hanno interrotto il cda. Volevano risposte alle loro richieste. In particolare capire perché circa due settimane fa l'Ateneo con una circolare ha revocato la possibilità di autocertificare l'assenza di un giorno per malattia, un diritto che possono esercitare per cinque volte al massimo nel corso dell'anno. È partito un botta e risposta piuttosto duro e dai toni accesi tra i rappresentanti sindacali, alcuni dei quali chiedevano le dimissioni del direttore amministrativo Ines Fabbro, e il rettore Pier Ugo Calzolari, che ha ribattuto a ogni attacco, difendendo a spada tratta Fabbro. «Non c'è alcuna ratio in quel provvedimento, dovete spiegarcelo», urlavano i sindacalisti. «La deontologia ci impone di parlare solo domani (oggi per chi legge, ndr) al tavolo in prefettura, proprio per rispetto delle organizzazioni sindacali », rispondeva il rettore. «Non c'è nessun obbligo che giustifichi la sospensione», ribattevano i rappresentanti dei lavoratori. «Potete dire quel che volete, ma non posso rispondervi — rispondeva il rettore —. E comunque non c'è bisogno che veniate qui in massa, l'acutezza dei vostri problemi ci è nota». Alla fine i lavoratori hanno lasciato la sala. Per nulla soddisfatti. «Quella circolare è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso», attacca Maurizio Turchi della Cisl, «è da mesi che c'è mancanza di rispetto nei confronti del sindacato, vengono firmati atti in modo unilaterale come questo». «Hanno revocato anche il permesso per visite mediche senza l'obbligo di dover recuperare le ore di lavoro, ma su questo dovranno tornare indietro — aggiunge Davide Valente della Cgil — c'è un accordo integrativo su questo punto, fatto nel '93 e ancora in vigore». «C'è un articolo del contratto nazionale non ancora applicato che equipara lo stipendio del personale universitario che lavora in convenzione con il servizio sanitario regionale», spiega Dante Berti della Uil, «riguarda circa 300 persone che lavorano tra Sant'Orsola e clinica neurologica ». «Da anni riducono salario, diritti e dignità solo a questi lavoratori», segnala Udb. Insomma, i motivi dello scontento sono molti. E i sindacati li hanno messi nero su bianco quando hanno rotto le trattative. Tra gli altri la mancata chiusura dell'integrativo 2006, il ritardo nell'apertura della trattativa per quello del 2007, e in ballo c'è l'aumento dell'indennità mensile accessoria ora ferma a 89 euro al mese, e per quello del 2008, il rinnovo del comitato pari opportunità e di quello anti-mobbing. Il rettore si dice «fiducioso che si possa giungere a una positiva soluzione della vertenza» e «auspica una pronta ripresa dei tavoli di negoziazione e di lavoro congiunto tra la parte pubblica e i rappresentanti dei lavoratori». Si vedrà già in giornata la piega che prenderà la vicenda. E se dal tavolo del neo-prefetto Massimo Tranfaglia esce la soluzione che scongiura lo sciopero.


16 aprile 2008 - La Nazione

Pistoia. «DOPO la legge che riconosceva i benefici previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto...

Pistoia - «DOPO la legge che riconosceva i benefici previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto, si è cercato, in vario modo, di limitare i danni — scrive la Confederazione unitaria di base-Associaizone esposti amianto —, cercando di limitare la platea degli aventi diritto. E quando la cosa si sbloccò, alla fine del 2000, perfino Pizzinato, allora sottosegretario, ammise che la "conta" degli aventi diritto era stata fatta tenendo conto delle esigenze delle aziende. Fu per questo che alla Sofer venne riconosciuta un’esposizione fino al 2000, mentre dalle analisi Asl non risultava nemmeno una fibra nello stabilimento di Napoli. L’atteggiamento dei sindacati e dei partiti di sinistra facilitò la nascita (fatto storico) dell’Ugl in Ansaldobreda. Ma una certa responsabilità è anche di quei lavoratori che invece di ricercare l’unità con tutti coloro che conducevano la lotta contro l’amianto, si sono chiusi dentro i recinti del proprio stabiimento credendo in una soluzione "concordata" su misura per loro. I lavoratori che avevano riposto la fiducia che la situazione venisse presa in considerazione dalle forze politiche oggi, forse, hanno capito che la politica li aveva presi in giro. Chi pensava che avere amici in parlamento e al governo portasse alla risoluzione di questo angoscioso problema si è sbagliato. Nè il centrosinistra nè il centrodestra e neppure i politici territoriali si sono dati da fare per risolvere il problema amianto per il lavoratori di AnsaldoBreda e crediamo che così sarà anche in futuro. Le false promesse oggi sono evidenti a tutti i lavoratori di AnsaldoBreda: sono stati esclusi dall’estensione del periodo per mancata bonifica. Non bastano i morti e i malati che sono nella nostra città a testimoniare la gravità della cosa. Adesso occorre rendersi conto che solo conducendo questa battaglia a livello nazionale e insieme ai cantieri navali, ai ferrovieri, ai pensionati esclusi, è possibile rimettere in piedi la forza necessaria per ottenere i diritti dai quali siamo esclusi. Occorre l’unità di tutti e la determinazione del ’95, all’inizio di questa battaglia».


16 aprile 2008 - Gazzetta di Parma

Notizie in breve

VENERDI' IN VIA ARGONNE Lavoro e lotte per i diritti: convegno Nell'ambito delle iniziative promosse da Rappresentanze sindacali di base (Rdb/Cub) e Unione sindacale italiana (Usi/Ait) in occasione del Centenario dello sciopero parmense del 1908, si terrà un incontro pubblico sui temi del lavoro e delle lotte per la conquista e il mantenimento dei diritti.


16 aprile 2008 - Liberazione

Pomigliano, cariche della polizia contro il blocco. Oggi il confronto
di Fabrizio Salvatori

Momenti di tensione ieri davanti al varco 1 dello stabilimento Fiat di Pomigliano D'Arco (Napoli) dove la polizia ha rimosso il blocco da parte dei lavoratori che protestavano, guidati dalla Confederazione Cobas, contro la decisione dell'azienda di dislocare 316 operai a Nola in una sorta di reparto confino. Tra i lavoratori ci sono stati alcuni contusi.
La vicenda del reparto confino legato alla logistica si trascina ormai da alcuni giorni. Contro questa mossa della Fiat si sono schierati tutti i sindacati, dalla Fiom ai Cobas, passando per Cub e Slai-Cobas.
Poco prima delle cariche la Fiat aveva ottenuto una sentenza positiva dei giudici che hanno definito il blocco delle merci «idoneo a determinare un danno irreparabile all'impresa». A voler continuare il presidio, dopo una assemblea dei lavoratori che ha votato la rimozione, è così rimasta solo una sigla sindacale.
Oggi la Fiat ha convocato un incontro con tutti i sindacati. La notizia ha lasciato tutti un po'sopresi perché, come mettono in evidenza i leader di Fiom e Fim, Gianni Rinaldini e Giorgio Caprioli, l'azienda in questo periodo non ha fatto altro che rifiutare il confronto sindacale.
Il reparto di Nola è stato affidato a un gruppo di capi e capetti che nel preparare le liste dei lavoratori e delle lavoratrici hanno tenuto conto, come denuncia Massimo Brancato, segretario generale della Fiom di Napoli, della cosiddetta "buona condotta". Tra i 316 non ci sono solo finiti i protagonsti della microconflittualità ma anche le tute blu con Ridotte capacità lavorative. Un film già visto decine di volta nella cultura aziendale della Fiat.
Perfino, il segretario dell'Ugl di Napoli, Francesco Falco, ha giudicato «irresponsabile e arrogante» l'atteggiamento della Fiat a Pomigliano d'Arco.


16 aprile 2008 - Il Denaro

Fiat, i sindacati si arrendono: via il blocco
E' stato tolto il blocco dei cancelli allo stabilimento Fiat di Pomigliano. A deciderlo è l'assemblea dei lavoratori su proposta di tutte le organizzazioni sindacali, compresi Slai-Cobas e Cub. Contrari solo i Cobas. A questo punto i sindacati aspettano l'incontro con la Fiat che dovrebbe svolgersi oggi, alla presenza del prefetto. Al blocco dei cancelli da parte degli operai che protestano per il trasferimento di 316 lavoratori all'Interporto di Nola (dove sarà insediato il polo logistico del'azienda), la Fiat aveva rispsto con un ricorso alla Procura che ieri aveva sortito il primo effetto. I giudici avevano intimato ai lavoratori di rimuovere il blocco sostenendo che , impedendo lo scarico delle merci, "si determina un danno irreparabile all'impresa".
di Barbara Meglio

Pomigliano - Via il blocco, si riavvia il dialogo. Dopo il muro contro muro dei giorni scorsi, i sindacati decidono, con la sola eccezione dei Cobas (dai quali era partita la protesta), di mettere fine ai picchetti che, fino a ieri, impedivano il carico delle merci in entrata e in uscita dallo stabilimento Fiat di Pomigliano. Un blocco che cominciava ad avere ripercussioni anche sulla produttività dell'indotto. Tant'è che (vedi box in pagina) la Lear di Caivano, un'azienda che produce sedili per l'azienda di Pomigliano, si era vista costretta a sospendere la produzione e a mettere in mobilità 135 dipendenti. A sbloccare la situazione, ieri mattina, l'ingiunzione del giudice del lavoro del tribunale di Nola, Monica Galante con cui si sosteneva che "il blocco delle merci, consistente nell'illecito impedimento dei normali flussi di circolazione dei beni e materiali in entrata ed uscita dall'azienda, è idoneo a determinare un danno irreparabile all'impresa", e con la quale si ordinava "a qualsiasi soggetto che ostacoli l' ingresso delle merci e delle persone", di liberare i varchi della fabbrica, "per consentire alla società di svolgere regolarmente l'attività produttiva". Nel documento, infine, Galante intimava la "comparizione delle parti per l'8 maggio alle ore 10,10 presso il tribunale di Nola".
L'ingiunzione del tribunale di Nola (Napoli), che ordinava ai manifestanti di desistere dalla protesta era stata affissa ai varchi dai carabinieri della stazione locale. L'ingiunzione era stata emessa dopo che lunedì scorso l'azienda aveva presentato ricorso alla magistratura ex articolo 700 del codice di procedura civile per chiedere che da parte delle autorità venissero "messi in atto tutti gli interventi necessari per far cessare queste azioni illegittime nei contenuti e nelle forme", e sottolineando che "simili comportamenti creano grave danno economico all'azienda".
I lavoratori hanno annunciato, però, che continueranno le assemblee.
Ai varchi, anche ieri, si erano formate lunghe code di camion. Alcune centinaia di lavoratori dello stabilimento avevano continuato a presidiare i varchi 1, 5 e quello di Acerra, impedendo l'ingresso ai camion per lo scarico delle merci.
Gli operai, che protestano contro il piano Marchionne, chiedono il rientro nello stabilimento di Pomigliano di 316 lavoratori. Oggetto del contendere è il polo della logistica, che la Fiat vuole spostare nell'interporto di Nola, a quindici chilometri dalla fabbrica, dove sarebbero destinati i 316 lavoratori. I sindacati e le rsu, che già venerdì scorso hanno proclamato uno sciopero unitario, temono che sia il preludio di una cessione di quelle attività. "Vogliamo che i lavoratori destinati al polo logistico di Nola, restino a Pomigliano - afferma Franco Percuoco, Rsu della Fiom nello stabilimento - e speriamo che la situazione possa migliorare dopo l'incontro di domani (oggi, ndr.)".
Per oggi, intanto, potrebbe essere convocato un incontro in prefettura a Napoli tra l'azienda ed i sindacati, preoccupati per il futuro occupazionale non solo dei lavoratori coinvolti nel polo logistico, ma anche di tutti gli operai della Fiat di Pomigliano. "Il piano Marchionne è fallito - hanno sostenuto alcuni sindacalisti ai cancelli - e ora vogliono smantellare lo stabilimento un pezzo alla volta, a cominciare da quello logistico". Il segretario dell'Ugl di Napoli, Francesco Falco, giudica "irresponsabile e arrogante" l'atteggiamento della Fiat a Pomigliano d'Arco. "Le decisioni che riguardano i lavoratori vengono concordate con i sindacati - spiega Falco - e, fino a questo momento, la dirigenza dell'azienda ha assunto ogni iniziativa in modo unilaterale disertando in modo strumentale anche la riunione di venerdì scorso all'Unione Industriali". Dunque, continua Falco, "la chiusura significa che si vuole il braccio di ferro e non il dialogo e, questa, la dice lunga sui programmi futuri della Fiat. Altro che rilancio industriale qui si intende fare ben altro sulla pelle dei lavoratori. Per quanto ci riguarda - conclude - abbiamo richiesto un incontro in Prefettura come segnale di disponibilità ma, fino ad oggi, la nostra disponibilità sembra unilaterale".


16 aprile 2008 - Varese News

Code agli imbarchi e ai filtri, insulti al personale, ricorso agli straordinari e turni non concordati: le denunce di Cub, Sdl e AlCobas
Personale insufficiente: gli autonomi sul piede di guerra

Malpensa - Cub Trasporti, Sdl e AlCobas di nuovo sul piede di guerra. La questione Malpensa che ha riempito le pagine del pre-elezioni e ha spostato centinaia di voti sui partiti che si sono mossi più o meno concretamente in difesa dello scalo della brughiera non smette di creare tensioni, soprattutto per chi lavora in aeroporto e subisce sulla propria pelle le conseguenze del calo di lavoro e della cassa integrazione. A Malpensa da qualche giorno circola un volantino diffuso dai sindacati autonomi, all’interno del quale sono riportati una serie di fatti e disservizi che hanno portato alla richiesta di sciopero. Tra i reparti più penalizzati dalla situazione c’è quello della sicurezza: "Le code agli imbarchi sono incredibili nonostante il traffico sia diminuito drasticamente – si legge nel volantino -. Qualche passeggero arrivato in aeroporto per tempo, ha poi perso il proprio volo perché rimasto in coda agli imbarch; una delle tante conseguenze è che i lavoratori sono soggetti a continui e ripetuti insulti da parte dei passeggeri. La Polizia e Enac vigilano costantemente il reparto, dove oltre ad aprire pochi filtri, spesso viene a mancare anche il giusto numero di guardie giurate che per legge corrisponde a 4 per filtro". Il personale sembra essere insufficiente, soprattutto dove operavano lavoratori interinali, ai quali dal 30 marzo non è stato rinnovato il contratto: per esempio "nel reparto Area 1, dove ci sono continui problemi per la mancanza di personale e al terminal 2 nella gestione dei voli easy jet - prosegue il volantino -. Anche nei reparti operativi del carico/scarico e dello smistamento bagagli si sono verificati episodi dove nonostante il calo dei voli e dei passeggeri, spesso e volentieri non si riesce a coprire i voli, e di conseguenza si creano disagi per i passeggeri e continui ritardi. Numerose compagnie si lamentano e minacciano di abbandonare Sea Handling. C’è poi la questione straordinari, alla quale l’azienda farebbe ricorso per arginare la carenza di personale, aumentando i carichi di lavoro, per non parlare dei turni 4-12, 4.30-12.30 e 5-13, che i sindacati affermano non essere frutto dell’accordo tra azienda e parti sociali: "Non vorremmo che Sea – si legge nel volantino di Cub, Sdl e AlCobas – voglia dare in appalto anche la sicurezza. Ma Sea vuole o non vuole superare la crisi, sta lavorando per prendere nuovi vettori o solo per prendere i soldi della cassa integrazione? Oppure vuole liberarsi dell’Handling? Manca una programmazione per gestire l’attuale crisi".


16 aprile 2008 - Il Mattino

Pomigliano. Ecco la breve cronistoria del tormentato piano Marchionne per la Nuova Pomigliano...
di PINO NERI

Pomigliano - Ecco la breve cronistoria del tormentato piano Marchionne per la Nuova Pomigliano. 7 gennaio. Iniziano i corsi di formazione per 5mila dipendenti della Fiat-auto di Pomigliano. La produzione viene sospesa e spuntano i primi problemi. 8 gennaio. I sindacati lamentano il comportamento troppo severo dei docenti e le lettere di contestazione spedite agli operai. Scattano le agitazioni. 11 gennaio. I vertice con i sindacati nazionali per decidere la strategia. 15 gennaio. La Fiat annuncia che non cederà sulle regole anche se si dichiara contemporaneamente disposta al dialogo. Intanto la stragrande maggioranza dei delegati del consiglio di fabbrica boccia l'ipotesi di scioperi. Gli effetti di questa posizione sono immediati. 16 gennaio. Sette operai sospesi nei giorni precedenti (anche soltanto per futili motivi) vengono reintegrati in fabbrica. Sembra l'inizio di una sorta di idillio nei rapporti sindacali. Una pace ritrovata e quindi suggellata dalla discesa in campo, il 26 febbraio, dell'amministratore delegato del gruppo automobilistico, Sergio Marchionne, che annuncia la svolta per la Nuova Pomigliano: mille auto al giorno e stabilimento dedicato al grande filosofo napoletano Giambattista Vico. 2 marzo. Marchionne si reca in fabbrica per dare il via a una grande festa in occasione dell'imminente ripresa delle produzioni. Alla festa parteciperanno i dipendenti, le loro famiglie e torme di giornalisti. 3 marzo. Giorno della ripresa produttiva: 316 dipendenti Fiat non possono rientrare in fabbrica. Devono proseguire i corsi di formazione all'Inail di Poggioreale. Molte di queste tute blu sono state «selezionate» per «eccessiva predisposizione alla conflittualità» e «per disaffezione aziendale». 4 aprile. I sindacati autonomi Cub e Cobas, mossi dal timore di un'improvvisa ondata di tagli ai posti di lavoro, passano al contrattacco per rivendicare il rientro immediato in fabbrica dei 316 e organizzano i primi picchetti. Anche i sindacati confederali, la Fismic, la Ugl, la Cisal e lo Slai Cobas si organizzano per dare una risposta unitaria ed efficace. 10 aprile. Scatta il primo sciopero «a tutto tondo» dell'era Marchionne, proprio a Pomigliano. La paralisi della produzione è totale. E le agitazioni sono proseguite a oltranza. Fino a ieri.


16 aprile 2008 - L'Unione Sarda

Fiat, a Pomigliano riparte l'attività

Pomigliano - È stato tolto il blocco dei cancelli allo stabilimento Fiat di Pomigliano. Lo ha deciso l'assemblea dei lavoratori su proposta di tutte le organizzazioni sindacali, compresi Slai-Cobas e Cub. Contrari solo i Cobas. A questo punto i sindacati aspettano l'incontro con la Fiat che dovrebbe svolgersi oggi, alla presenza del prefetto.


15 aprile 2008 - Adnkronos

TRASPORTO LOCALE: ROMA, VENERDI' 4 ORE DI STOP PER LAVORATORI TEVERE TPL
ATAC, DALLE 8,30 ALLE 12,30 SU 73 LINEE PERIFERICHE IL RISCHIO PARALISI AUMENTA

Roma, 14 apr. (Adnkronos) - Tevere Tpl: allo sciopero del 18 aprile si aggiunge la protesta del Cub. Conducenti e ausiliari del traffico aderenti al Cub Trasporti, infatti, si asterranno dal lavoro insieme ai loro colleghi della Faisa Cisal dalle 8,30 alle 12,30 di venerdi' 18 aprile. Lo ha comunicato la stessa sigla sindacale di base che ha proclamato lo sciopero di quattro ore in concomitanza con quello di 24 ore gia' annunciato dalla Faisa Cisal.
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15 aprile 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. SAB PROVA A CHIUDERE SCONTRO CON LE RDB
VERIFICA SU TRATTENUTE, MA POCHI MARGINI SU RICONOSCIMENTO SIGLA

(DIRE) Bologna, 15 apr. - Sab si dichiara disponibile a "verificare le modalita' piu' opportune per effettuare le trattenute a favore di Rdb", assicurando di "non avere pregiudiziali nei confronti di alcuna sigla sindacale". Nello stesso tempo ribadisce di "di non poter aderire alla richiesta di riconoscimento", dal momento il sindacato di base "non ha attualmente i requisiti previsti dall'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori per la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali". Di piu' la delegazione di Rdb non e' riuscita a strappare ai vertici di Sab nel faccia a faccia di oggi, che segue all'occupazione "illegittima" degli uffici della societa' di venerdi' scorso. Sab, spiega Francesco Auregli, responsabile del personale, ha inoltre precisato che "la persona che secondo le accuse di Rdb-Cub avrebbe tenuto un comportamento antisindacale non e' dirigente di Sab, ne' di sue controllate". In conclusione, la societa' ribadisce "di operare nel pieno rispetto della legge" e apre al dialogo, ma, avverte, "solo in presenza di comportamenti che non siano palesemente illegittimi, pretestuosi e strumentali ad ottenere visibilita' a danno dell'azienda".

AEROPORTO BOLOGNA. GIOVEDI' FACCIA A FACCIA RDB-COFFERATI
E INTANTO VIENE CONFERMATO LO SCIOPERO DI VENERDI' ALLO SCALO

(DIRE) Bologna, 15 apr. - Sab "ha cambiato atteggiamento" nei confronti delle Rdb. Lo riconosce il responsabile del sindacato di base, Massimo Betti, reduce dal faccia a faccia di oggi con i vertici della societa' aeroportuale di Bologna, "Si e' preso atto- spiega- che siamo il sindacato piu' rappresentativo nello scalo. Senza relazioni con noi non ci sono relazioni con i lavoratori". Le Rdb, che all'Aeroporto contano circa 150 iscritti tra Sab, Marconi Handling e Bas, incontreranno il sindaco Sergio Cofferati giovedi' in tarda mattinata proprio per affrontare il tema dei diritti sindacali nello scalo. "Il Comune- dice Betti- che e' azionista di Sab, deve far riflettere la societa', perche' le relazioni con i lavoratori devono essere tenute". Il sindacato di base ha presentato ai vertici dello scalo una petizione di circa 250 firme. "Insistono a non riconoscerci- riferisce ancora Betti- ma si e' mantenuto aperto un canale di discussione sulle trattenute sindacali". E' confermato comunque lo sciopero di venerdi' prossimo: nell'area partenze del Marconi si svolgera' un'assemblea non solo dei lavoratori in appalto, ma anche dei dipendenti di Sab, Marconi Handling e Bas.

ERICCSON. RDB-CUB PROTESTANO A FORUM LAVORO DI TOR VERGATA
INSIEME AGLI STUDENTI E AI LAVORATORI

(DIRE) Roma, 15 apr. - Questa mattina, presso la facolta' di Ingegneria di Roma Tor Vergata, le Rdb-Cub Universita' insieme agli studenti, ai lavoratori della Ericsson-Marconi e alla Fiom-Cgil, hanno interrotto la cerimonia di apertura della manifestazione Forum Universita'-lavoro continuando poi la protesta con un'assemblea davanti ai locali in cui ha luogo il Forum. La manifestazione, che si tiene annualmente presso la Facolta' di Ingegneria dell'Ateneo, e' stata contestata -spiega una nota- "in quanto espressione di un modello aziendale che vede l'Universita' come un'impresa in rapporto sempre piu' stretto con le industrie del territorio, le quali intervengono direttamente nella formazione per modellare la produzione scientifica sullo standard della produzione industriale, in una logica privatistica della formazione e della ricerca". "Al Forum Universita'-lavoro gli studenti, considerati ormai clienti e prodotto finale dell'impresa Universita', vengono invitati a consegnare un curriculum che sia un modello di flessibilita'- prosegue la nota sindacale- per dimostrare di avere la formazione adatta a rispondere alla flessibilita' del mercato del lavoro". "La contestazione ha visto coinvolti anche i lavoratori della Ericsson, multinazionale presente al Forum, che ha deciso -nonostante profitti in attivo- di chiudere la sede di Roma delocalizzando la produzione all'estero. Sono trecento i lavoratori- ricordano le Rdb-Cub- con un'alta professionalita' ai quali prospettano il licenziamento o la mobilita' forzata nell'ipotesi piu' favorevole". "Con la manifestazione di oggi abbiamo inteso ribadire la difesa dell'Universita' pubblica attraverso la mobilitazione degli studenti e dei lavoratori- conclude la nota- contro la piaga bruciante della precarieta' oramai istituzionalizzata e resa sistema, contro le riforme didattiche che creano confusione, proliferazione e dequalificazione dei corsi di laurea, contro la privatizzazione dilagante che regalando pezzi importanti della ricerca al privato e determina conseguenze devastanti anche sulla didattica".

ATENEO BOLOGNA. LA RABBIA DEI LAVORATORI IRROMPE NEL CDA
IN 200 A MUSO DURO CONTRO IL RETTORE; DOMANI VERTICE DAL PREFETTO

(DIRE) Bologna, 15 apr. - Scontro frontale all'Universita' di Bologna tra i vertici dell'Ateneo e il personale tecnico-amministrativo. In 200, inviperiti, questa mattina hanno fatto irruzione nella sala del Rettorato, in via Zamboni, mentre si svolgeva la seduta del consiglio d'amministrazione dell'Alma Mater. Guidati da tutte le sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Udb, che lo scorso 8 aprile hanno proclamato lo stato di agitazione, i lavoratori dell'Universita' sono arrivati ai ferri corti direttamente con il rettore, Pier Ugo Calzolari. Toni accesi e parole dure non sono mancate, da una parte e dell'altra, con la reiterata richiesta da parte dei sindacati delle dimissioni per il direttore amministrativo dell'Ateneo, Ines Fabbro, difesa pero' dal rettore. Tutto inizia alle 9.30 di oggi: i sindacati avevano convocato un'assemblea del personale tecnico-amministrativo, nell'aula 3 della Facolta' di Economia, proprio di fronte al Rettorato. Ma la riunione diventa subito una protesta in piena regola. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, spiega Maurizio Turchi (Cisl), e' la circolare di 15 giorni fa diramata dalla direzione amministrativa dell'Ateneo. "Un atto unilaterale", precisa Turchi, che revoca la possibilita' di autocertificare l'assenza di un giorno per malattia, senza presentare il certificato medico, "una prassi- spiega l'esponente della Cisl- decennale ormai consolidata e comunque consentita al lavoratore per sole cinque volte in un anno".

ATENEO BOLOGNA. RETTORE PREDICA CALMA: RIPARTA LA TRATTATIVA
DOPO LO SCONTRO CON I SINDACATI E I LAVOTATORI DURANTE IL CDA

(DIRE) Bologna, 15 apr. - Sbollita la tensione per l'irruzione nella sala del Cda, oggi da parte dei sindacati, il rettore dell'Universita' di Bologna, Pier Ugo Calzolari, cerca di abbassare i toni dello scontro. E in una nota, divulgata dall'ufficio stampa dell'Ateneo, si dice "fiducioso che si possa giungere a una positiva soluzione della vertenza e auspica- si legge nel comunicato- una pronta ripresa dei tavoli di negoziazione e di lavoro congiunto tra la parte pubblica e i rappresentanti dei lavoratori". I sindacati, a questo proposito, sono stati chiari: o arrivano delle risposte o lo sciopero sara' inevitabile. E lo hanno fatto presente anche questa mattina, quando, dopo essersi riuniti in via Zamboni per un'assemblea del personale tecnico-amministrativo dell'Alma Mater, in circa 200 hanno interrotto per un'ora la seduta del Consiglio d'amministrazione in Rettorato. Proteste e rimostranze vibrate, quelle di sindacati e lavoratori in aula, che pero' Calzolari ha rimandato, non senza qualche difficolta', a domani. In Prefettura e' stato infatti convocato il tavolo di conciliazione, visto lo stato di agitazione proclamato unitariamente dalle sigle sindacali dell'Ateneo: Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Udb. "Molte delle richieste di oggi- confermano dall'Universita'- saranno oggetto di discussione nell'ambito delle procedure di raffreddamento e di prevenzione dei conflitti", appunto domani in piazza Roosevelt. "La contestazione ha visto coinvolti anche i lavoratori della Ericsson, multinazionale presente al Forum, che ha deciso -nonostante profitti in attivo- di chiudere la sede di Roma delocalizzando la produzione all'estero. Sono trecento i lavoratori- ricordano le Rdb-Cub- con un'alta professionalita' ai quali prospettano il licenziamento o la mobilita' forzata nell'ipotesi piu' favorevole". "Con la manifestazione di oggi abbiamo inteso ribadire la difesa dell'Universita' pubblica attraverso la mobilitazione degli studenti e dei lavoratori- conclude la nota- contro la piaga bruciante della precarieta' oramai istituzionalizzata e resa sistema, contro le riforme didattiche che creano confusione, proliferazione e dequalificazione dei corsi di laurea, contro la privatizzazione dilagante che regalando pezzi importanti della ricerca al privato e determina conseguenze devastanti anche sulla didattica".


15 aprile 2008 - Ansa

FIAT: POMIGLIANO; SINDACATI DECIDONO DI TOGLIERE BLOCCO

(ANSA) - TORINO, 15 APR - È stato tolto il blocco dei cancelli allo stabilimento Fiat di Pomigliano. L'ha deciso l'assemblea dei lavoratori su proposta di tutte le organizzazioni sindacali, compresi Slai-Cobas e Cub. Contrari solo i Cobas. A questo punto i sindacati aspettano l'incontro con la Fiat che dovrebbe svolgersi domani, alla presenza del prefetto.


15 aprile 2008 - Il Tempo

Venerdì 18
Sciopero, fermi conducenti e ausiliari del traffico per 4 ore
Tevere Tpl: allo sciopero di venerdì 18 aprile si aggiunge la protesta del Cub. Quattro ore di stop per i lavoratori aderenti al sindacato di base. Dalle 8,30 alle 12,30 sulle 73 linee periferiche il rischio paralisi aumenta. Possibile un aumento delle corse soppresse.

Roma - Conducenti e ausiliari del traffico aderenti al Cub Trasporti si asterranno dal lavoro insieme ai loro colleghi della Faisa Cisal. Lo ha comunicato la stessa sigla sindacale di base che ha proclamato lo sciopero di quattro ore in concomitanza con quello di 24 ore già annunciato dalla Faisa Cisal.
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15 aprile 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 14 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Le tragicomiche disavventure dell'Icram sotto l'alta vigilanza di Pecoraro Scanio
* Impegni sopravvenuti e contratto scaduto
* Cnr, i dipartimenti primo test per Maiani
* Compensi alle stelle per i direttori d'Istituto
* Ingorghi anche per il traffico statistico
* Proroghe stabilizzandi: la F.P. procede a zig zag
* All'Enea continua la protesta dei lavoratori
* Una sonora bocciatura per i referee anonimi
* Antonio La Trippa è uno scienziato Inaf?
* Dichiarazione redditi 2008: i modelli sono on line


15 aprile 2008 - La Repubblica

L´agitazione durerà dalle 8,30 alle 12,30
Bus, sciopero di quattro ore venerdì a rischio 73 linee

Roma - Conducenti e ausiliari del traffico aderenti al Cub Trasporti si asterranno dal lavoro insieme ai loro colleghi della Faisa Cisal dalle 8.30 alle 12.30 di venerdì 18 aprile. Lo ha comunicato - si legge in una nota dell´Atac - la stessa sigla sindacale di base che ha proclamato lo sciopero di 4 ore in concomitanza con quello di 24 ore già annunciato dalla Faisa Cisal. Le corse saranno garantite dall´avvio del servizio diurno alle 8.29 e dalle 12.01 a fine turno. Delle 77 linee gestite dalla Tevere, potranno essere coinvolte nello sciopero di 4 ore le 73 linee in strada nei giorni feriali.


15 aprile 2008 - Liberazione

Università di Tor Vergata oggi assemblea contro le multinazionali
di Alessandro Ambrosin

Roma - Oggi il collettivo studentesco "Lavori in corso", la Fiom e l'Rdb Cub hanno organizzato un incontro informativo in concomitanza con l'inaugurazione del Forum Università Lavoro all'Ateneo di Tor Vergata, arrivato alla sua XVI edizione. Alcune importanti società multinazionali e nazionali - tra cui Enel, Eni, MSX, Masterspazio Vitrociset e Oerlikon, Ericsson, IBM, HP, Aci Informatica, CSC e Praxis - hanno occupato gli spazi della facoltà di ingegneria per due giorni al fine di promuovere le loro attività al mondo studentesco, raccogliendo curricula e dipingendo favolosi sbocchi occupazionali. Le ultime riforme universitarie prevedono stage con queste aziende convenzionate, che a detta degli organizzatori della campagna controinformativa rappresentano la chiara contraddizione di una situazione divenuta insostenibile soprattutto sul piano etico. Tra le numerose società compaiono quelle impegnate nell'industria bellica, quelle coinvolte in vertenze con i dipendenti e altre segnate da una politica improntata sugli alti profitti a scapito dell'ambiente e della sicurezza sul lavoro. Circostanze sulle quali il collettivo studentesco Lavori in corso e i sindacati puntano l'attenzione per portare alla luce episodi che altrimenti rimarrebbero volutamente nascosti da questa "due giorni".
Tra i casi più eclatanti, quello della Ericcson - dove in seguito alla delocalizzazione di alcuni settori, 300 dipendenti rischiano di perdere il posto di lavoro - e dell'Eni, che negli ultimi anni ha contribuito a produrre un inquinamento elevatissimo, specie in Nigeria, ignorando completamente le popolazioni locali che versano in condizioni disastrose. O ancora il caso dell'Enel, che a Civitavecchia da oltre mezzo secolo continua a determinare una situazione ambientale preoccupante. Lo sarà ancor più nei prossimi anni, alla luce della prevista realizzazione della centrale a carbone.
Oggi gli studenti e i sindacati passeranno per gli stand, consegneranno materiale informativo e alle 11 promuoveranno un'assemblea pubblica.


15 aprile 2008 - Il Gazzettino

OSPEDALE
«I patti non sono stati rispettati», il Cub torna dal Prefetto

Castelfranco - (L.Bon) "Patti non rispettati". E il Cub torna dal Prefetto. Il sindacato Cub ha scritto una lettera ai vertici dell'Usl e al Prefetto per informarli di quella che, a suo avviso, sarebbe un'irregolarità. "Nella giornata di giovedì 10 aprile -si legge- ai dipendenti che prestano il loro servizio presso la centrale di sterilizzazione dell'Ospedale di Castelfranco è stato comunicato che dal lunedì 21 aprile sarà loro modificata l'articolazione dell'orario di lavoro". Il Cub, però, citando le norme contrattuali ritiene "che l'articolazione dell'orario di lavoro sia materia di concertazione". E ancora: "premettendo che i lavoratori dipendono giuridicamente dall'Usl in indirizzo, pur essendo gestiti funzionalmente dalla ditta Asolo H.Service, agli stessi devono essere applicate le procedure previste dai contratti nazionali in vigore, facendo notare che nè le organizzazioni sindacali e nè la RSU hanno ricevuto l'informazione preventiva, obbligatoria in caso di concertazione". Pertanto, "vista la situazione non chiara della vicenda nel ribadire la contrarietà a modifiche di orario di lavoro senza averne concordato la condivisione con i lavoratori e allo scopo di tutelare i diritti dei lavoratori si chiede comunque l'incontro di concertazione. Si fa presente che i termini previsti per la convocazione sono di 48 ore dalla ricezione della presente e che i termini per la conclusione della stessa sono di 30 giorni".


15 aprile 2008 - Libero

Venerdì quattro ore di sciopero degli ausiliari del traffico

Roma - Conducenti e ausiliari del traffico aderenti al Cub Trasporti si asterranno dal lavoro insieme ai loro colleghi della Faisa Cisal dalle 8:30 alle 12:30 di venerdì 18 aprile. Lo ha comunicato si legge in una nota dell'Atac - la stessa sigla sindacale di base che ha proclamato lo sciopero di quattro ore in concomitanza con quello di 24 ore già annunciato dalla Faisa Cisal. Delle 77 linee gestite dalla Tevere, potranno essere coinvolte nello sciopero di 4 ore le 73 linee in strada nei giorni feriali.
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15 aprile 2008 - L'Unità

VENERDÌ 18 APRILE
Tevere Tpl sciopera per 24 ore

Roma - Venerdì prossimo, 18 aprile, è in programma uno sciopero di 24 ore di tutte le società componenti la Tevere Tpl S.c.a.r.l, che gestisce i collegamenti periferici e ultra-periferici della città. L’agitazione è stata indetta dall’organizzazione sindacale Faisa Cisal. Le modalità della protesta prevedono l’astensione dal lavoro dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio per gli autisti e per l’intera giornata per gli impiegati e coloro che sono addetti agli impianti fissi.
Le corse saranno garantite dall’avvio del servizio diurno alle 8,29 e dalle 17 alle 19.59. Delle 77 linee gestite dalla Tevere, potranno essere coinvolte nello sciopero le 73 linee in strada nei giorni feriali. Lo sciopero riguarderà anche gli autisti delle linee notturne, nella notte tra giovedì e venerdì. Le linee n1 e n2 faranno servizio regolare. Conducenti e ausiliari del traffico aderenti al Cub Trasporti si asterranno dal lavoro insieme ai loro colleghi dellaFaisa Cisal dalle 8,30 alle 12,30.


15 aprile 2008 - Il Mattino di Padova

Ospedale. Si estende la lotta all’elettrosmog
I sindacati della sanità «Bloccate l’antenna sopra l’hotel Igea»

Padova - La lotta contro «antenna selvaggia» si estende a macchia d’olio e investe pure i sindacati. «C’è chi gioca e specula con la tua salute, non lasciamoli vincere, combatti con noi l’installazione delle apparecchiature vicino all’ospedale!» è il manifesto lanciato da Maria Antonietta Ponchia e Paola Bortolami, delegate sindacali della Rdb Cub Sanità azienda e Ulss 16 di Padova. «Chiediamo che venga bloccata l’installazione dell’antenna sopra l’hotel Igea, vicino all’ospedale. Ci richiamiamo al principio di cautela, non potendo escludere una connessione tra l’esposizione a lungo termine alle onde elettromagnetiche ed il manifestarsi di alcune patologie anche mortali. Invitiamo, inoltre, lo Spisal ad intervenire e fornire pareri preventivi in merito al rischio di malattie professionali legate alla vicinanza dell’apparecchiatura col luogo di lavoro». I comitati contro l’elettrosmog rincarano la dose e, tramite comunicato, rendono noto: «Non è possibile tollerare la presenza di antenne specialmente nei pressi di siti sensibili come ospedali e scuole. L’albergo Igea non ha certo bisogno di questo «misero» guadagno, ospitando, altresì, i genitori dei bambini ricoverati a Clinica Pediatrica e alla Città della Speranza». Altre proteste si annunciano nei prossimi giorni. (s.c.)


15 aprile 2008 - Gazzetta di Parma

VENERDI' IN VIA ARGONNE
Lavoro e lotte per i diritti: convegno

Parma - Nell'ambito delle iniziative promosse da Rappresentanze sindacali di base (Rdb/Cub) e Unione sindacale italiana (Usi/Ait) in occasione del Centenario dello sciopero parmense del 1908, si terrà un incontro pubblico sui temi del lavoro e delle lotte per la conquista e il mantenimento dei diritti. Interverranno l'avv. Sergio Onesti e Cosimo Scarinzi . L'incontro avrà luogo il 18 aprile alle 21 nella Sala civica di via Argonne.


14 aprile 2008 - Dazebao

Università di Tor Vergata sotto lo scacco delle multinazionali
di Alessandro Ambrosin

Roma - Parte la campagna di controinformazione del collettivo Lavori in Corso e dei sindacati. Domani il collettivo studentesco Lavori in Corso, la Fiom e L’Rdb Cub hanno organizzato un incontro informativo in concomitanza con l’inaugurazione del Forum Università Lavoro all’Ateneo di Tor Vergata a Roma, arrivato alla sua XVI edizione. Alcune importanti società multinazionali e nazionali, tra le quali, Enel, Eni, MSX, Masterspazio Vitrociset e Oerlikon, Ericsson, IBM, HP, Altran, Capgemini, ElsgDatamat, Sap, Accenture, ABB, Tecnip Italy, Value Team, Aci Informatica, CSC e Praxis, occuperanno gli spazi della facoltà di ingegneria per due giorni al fine di promuovere le loro attività al mondo studentesco, raccogliendo curricula e cercando di dipingere favolosi sbocchi occupazionali e straordinarie carriere professionali. Le ultime riforme universitarie prevedono stage con queste aziende convenzionate, che a detta degli organizzatori della campagna controinformativa rappresentano la chiara contraddizione di una situazione divenuta insostenibile soprattutto sul piano etico. Tra le numerose società compaiono quelle impegnate prevalentemente sull’industria bellica, quelle coinvolte in preoccupanti vertenze con i dipendenti, e altre ancora segnate da una politica improntata esclusivamente sugli alti profitti a scapito dell’ambiente. Ma non è tutto. Secondo il collettivo studentesco anche l’Opus Dei è particolarmente insinuato all’interno di questo percorso "formativo", attraverso il Consorzio ELIS e la Consel, entrambi società che aderiscono al Manifesto ELIS, nato per volere dell’’Opus Dei e composto da un prestigioso gruppo di grandi imprese che domani saranno presenti al Forum Università Lavoro. Una ramificazione che non passa inosservata al collettivo Lavori in Corso, per l’intreccio di interessi che orbitano attorno ai potentati industriali nel controllo di gran parte dell’economia mondiale. Circostanze sulle quali il collettivo studentesco <<Lavori in corso>> e i sindacati puntano l’attenzione per portare alla luce episodi che altrimenti rimarrebbero volutamente nascosti da questa "due giorni". Come ad esempio il caso della Ericcson dove in seguito alla delocalizzazione di alcuni settori 300 dipendenti rischiano di perdere il loro posto di lavoro, o l’Eni che negli ultimi anni ha contribuito a produrre un inquinamento elevatissimo, specie in Nigeria, ignorando completamente le popolazioni locali che versano in condizioni disastrose. Oppure l’Enel che a Civitavecchia da oltre mezzo secolo continua a determinare una situazione ambientale preoccupante, soprattutto nei prossimi anni, in previsione della messa in funzione della centrale a carbone e i rischi mortali che quotidianamente devono affrontare gli operai durante la realizzazione dell’impianto. Domani gli studenti e i sindacati passeranno in rassegna per gli stand, consegneranno materiale informativo e alle 11 promuoveranno un’assemblea pubblica.


13 aprile 2008 - La Nazione

Pistoia. ATTRAVERSO i suoi trecento anni, forse non era mai stata ridotta così male...

Pistoia - ATTRAVERSO i suoi trecento anni, forse non era mai stata ridotta così male. Con fili elettrici che dal soffitto pendono minacciosi sulla testa dei passanti, priva d’impianti di climatizzazione dell’aria e di sistemi automatici antincendio, infestata dai topi che rosicchiano gli archivi cartacei, con una sala d’aspetto troppo piccola e per accogliere l’utenza, e, quel che è peggio, difficilmente accessibile ai portatori di handicap. NELLA SEDE Inpdap, l’istituto per la previdenza dei dipendenti della pubblica amministrazione, poche sono le cose che sembrano funzionare a dovere. A rilevarlo, ed ormai da molto tempo, gli stessi ventotto impiegati che ogni giorno, con i disagi causati dalla vetustà del vecchio palazzo del podestà di via dei Pappagalli, devono fare i conti. «Noi e tutti i cinquanta-sessanta utenti che ogni giorno vengono qui per ricevere informazioni e consulenze», spiega Gaspare Pascucci, rappresentante sindacale delle Rdb. La stessa ubicazione della sede – notano gli impiegati – non è delle migliori: confinando con la ztl, è lontana da ogni grande parcheggio della città, e gli utenti, nella maggior parte anziani, devono coprire a piedi il lungo tragitto dall’auto al palazzo. «Anche la condizione degli infissi, delle pavimentazioni e degli impianti – si dice ancora - risulta pessima e richiede continui interventi tampone che rendono sempre più onerosa, una gestione già notevolmente costosa». L’OPERA di ristrutturazione decisa nel 1997, che avrebbe permesso anche l’abbattimento delle barriere architettoniche, non è mai stata d’altronde portata avanti. E causa anche la cartolarizzazione (la cessione del patrimonio pubblico a privati, ndr) decisa nel 2005, la gestione venne affidata ad una società ad un gruppo immobiliare che a tutt’oggi affitta la sede all’Inpdap per circa 200 mila euro l’anno. «LA DECADENZA continua dello stabile – riprende Pascucci – è ormai diventata insopportabile. I questi giorni abbiamo fra l’altro chiesto un intervento urgente dell’Asl per verificare le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro, ma ancora non è stato effettuato nessun controllo». Per protestare per le condizioni in cui si trova l’immobile, per domani dalle 10 alle 12, i dipendenti hanno organizzato un presidio di fronte alla sede della Prefettura.(s.t.)


13 aprile 2008 - Tribuna di Treviso

OSPEDALE
Sterilizzazione, guerra ai nuovi orari
Il sindacato al prefetto: «Organizzazione cambiata senza confronto»
di Lorenzo Zamponi

CASTELFRANCO - Cambia l’orario di lavoro nella centrale di sterilizzazione, Rdb-Cub chiede la concertazione. La notizia è contenuta in una lettera datata 11 aprile, firmata da Germano Raniero e Federico Martelletto a nome del sindacato di base Rdb-Cub e indirizzata ai vertici di Usl 8, Asolo Hospital Service e prefetto. Secondo quanto riferito dai sindacalisti, giovedì ai lavoratori della centrale di sterilizzazione dell’ospedale è stato comunicato che da lunedì 21 aprile sarà modificata l’articolazione del loro orario di lavoro, una materia per cui il contratto nazionale prevede la concertazione con i rappresentanti dei dipendenti. «I lavoratori dipendono giuridicamente dall’Usl, pur essendo gestiti funzionalmente dalla Asolo Hospital Service - scrivono Martelletto e Raniero - Devono essere applicate le procedure previste dal contratto nazionale in vigore. Nè le organizzazioni sindacali nè la rsu hanno ricevuto l’informazione preventiva, obbligatoria in caso di concertazione». Le critiche, in ogni caso, non sono solo procedurali. Raniero e Martelletto ribadiscono «la contrarietà a modifiche di orario di lavoro senza la condivisione con i lavoratori» e chiedono l’apertura della concertazione, facendo presente che «i termini previsti per la convocazione sono di 48 ore dalla ricezione della presente e che i termini per la conclusione della stessa sono di 30 giorni». Nel frattempo, niente si deve muovere, tanto che «diffidano i responsabili a intraprendere iniziative unilaterali in materia». Insomma, un nuovo fronte di conflitto tra i sindacati di base e la direzione dell’Usl 8 si apre, dopo il passaggio dei servizi non sanitari dell’ospedale alle imprese della cordata Asolo Hospital Service, secondo quanto previsto dal contestato project financing che, se da una parte ha permesso la conclusione dei lavori dopo trent’anni, dall’altra sta moltiplicando gli attriti tra azienda e dipendenti, almeno in questa prima fase di transizione. Il livello dello dello scontro potrebbe essere distinato ad alzarsi, secondo la conclusione della lettera: «Lo stato di agitazione è solo sospeso e non revocato».


13 aprile 2008 - Il Sole 24 Ore

Licenziamento, sanzione da graduare

Milano - Non si può licenziare un lavoratore che arriva in ritardo anche più volte, nonostante sia un comportamento censurabile, se non si comminano le sanzioni disciplinari con gradualità. È questo, in sintesi, il principio espresso, in procedura d'urgenza, dal giudice del lavoro di Milano. L'ordinanza riguarda un operaio che ha chiesto il reintegro, patrocinato dalla Flmuniti-Cub, dopo essere stato licenziato il 25 febbraio scorso per «scarso rendimento e negligenza» in seguito a tre contestazioni disciplinari per «reiterati e sistematici ritardi». Il giudice del lavoro, Paola Tanara, ha però osservato riguardo ai ritardi che «si tratta certamente di un comportamento fortemente censurabile, a maggior ragione perchè non sorretto da alcuna valida giustificazione, e ciò a prescindere dalla verifica delle conseguenze di tali ritardi, ma a fronte del quale il datore di lavoro è tenuto ad esercitare il suo potere disciplinare con la dovuta gradualità. La società ha incautamente comminato la sanzione più grave senza seguire la necessaria gradualità; per tale ragione, ed esclusivamente per questa, il ricorso si ritiene sorretto dal requisito del fumus boni iuris».


13 aprile 2008 - Liberazione

Il giudice: non si può licenziare subito chi arriva tardi al lavoro.
Ci vogliono sanzioni graduali

Milano - Non si può licenziare un lavoratore che arriva in ritardo anche più volte, per quanto si tratti di un comportamento censurabile, se non si comminano le sanzioni disciplinari con gradualità. E' questo, in sintesi, il principio espresso, in procedura d'urgenza, dal giudice del lavoro di Milano.
L'ordinanza riguarda una causa promossa da un operaio patrocinato dalla Flmuniti-Cub e licenziato il 25 febbraio scorso dalla "Ivg" di Vignate (Milano)per «scarso rendimento e negligenza» dopo tre contestazioni disciplinari per «reiterati e sistematici ritardi».
Il lavoratore, Vincenzo M., operaio inquadrato al quarto livello contrattuale e che ha uno stipendio di poco inferiore ai 1.800 euro lordi mensili, tornerà ad essere dipendente dell'azienda da lunedì prossimo. «Per fortuna che esiste ancora l'art.18 dello Statuto dei lavoratori, altrimenti pochi ritardi possono far interrompere il rapporto di lavoro in cambio di quattro soldi», il commento di Angelo Pedrini, del sindacato Cub.


13 aprile 2008 - Il Giorno

Il lavoratore arriva spesso in ritardo? Non si può licenziare
SENTENZA

MILANO — NON si può licenziare un lavoratore che arriva in ritardo anche più volte, nonostante sia un comportamento censurabile, se non si comminano le sanzioni disciplinari con gradualità. E' questo, in sintesi, il principio espresso, in procedura d'urgenza, dal giudice del lavoro di Milano. L’ordinanza riguarda una causa in cui un operaio ha chiesto il reintegro, patrocinato dalla Flmuniti-Cub, dopo che il suo rapporto di subordinazione era stato interrotto dall’azienda di cui tornerà ad essere dipendente lunedì prossimo. Il lavoratore, Vincenzo M., operaio inquadrato al quarto livello contrattuale nell'azienda «Ivg» di Vignate (Milano), specializzata nella produzione di ascensori, e che ha uno stipendio di poco inferiore ai 1.800 euro lordi mensili, era stato licenziato il 25 febbraio scorso per «scarso rendimento e negligenza» dopo tre contestazioni disciplinari per «reiterati e sistematici ritardi». Il magistrato, Paola Tanara, ha osservato riguardo ai ritardi che «si tratta certamente di un comportamento fortemente censurabile, a maggior ragione perchè non sorretto da alcuna valida giustificazione, e ciò a prescindere dalla verifica delle conseguenze di tali ritardi, ma a fronte del quale il datore di lavoro è tenuto ad esercitare il suo potere disciplinare con la dovuta gradualità». «Per fortuna che esiste ancora l'art.18 dello Statuto dei lavoratori, altrimenti pochi ritardi possono far interrompere il rapporto di lavoro in cambio di quattro soldi - ha affermato Angelo Pedrini, del sindacato Cub -. L'accoglimento del procedimento di urgenza e i tempi veloci sono stati una garanzia per il lavoratore che è la parte debole».


13 aprile 2008 - Gazzetta di Reggio

Incontro Act con i Cub dei trasporti

Reggio E. - Si tenuto ieri pomeriggio un incontro fra una delegazione Cub trasporti (confederazione unitaria di base) e la giunta comunale rappresentata dall’assessore alla mobilità Gandolfi. L’incontro ha avuto come tema le relazioni sindacali nel gruppo Act nei confronti della Cub che sulla questione ha già organizzato 10 scioperi e varie manifestazioni.
La delegazione Cub ha chiesto all’assessore un pronunciamento politico pubblico che induca Act a discutere con tutti i soggetti che rappresentano i lavoratori del gruppo.
Sulla richiesta l’assessore ha ritenuto necessario investire l’intera giunta prima di dare una risposta. Il sindacato attende una risposta per i prossimi giorni. «Ci auguriamo - dice la Cub - che arrivi una risposta che apra spazi di democrazia in Act, senza la quale il conflitto è inevitabile».


13 aprile 2008 - Giornalettismo.com

Cosa sta accadendo in Alitalia
di N.C.

Per cercare di capire quel che sta accadendo oggi in Alitalia non si può prescindere dalla divisione avvenuta nel 2005 tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi sancita dall’accordo del 2004 voluto e firmato da azienda, governo e sindacati…Come oggi, anche allora c’era la minaccia del fallimento, e lo smembramento dell’azienda avrebbe dovuto servire per il salvataggio dell’azienda, secondo i dettami del neo liberismo. Peccato che, nonostante ciò, Alitalia (la Fly) da quel momento ha inesorabilmente accelerato la discesa verso il baratro, cosa che non è accaduta alla Servizi.
Qualcuno (la C.U.B. Trasporti, sindacato di base) già allora sosteneva che questo piano era funzionale alla vendita ad Air France della sola Fly, "alleggerita" dei settori confluiti nella Servizi che Air France considerava "doppioni" dei settori che già aveva al suo interno (nello specifico amministrazione, informatica, call center, manutenzioni, tratte di lungo raggio, ecc) con profonde ripercussioni a livello occupazionale. Mentre gli altri sindacati invece miopemente firmavano l’accordo senza peraltro nemmeno aver avuto alcun mandato in tal proposito dai lavoratori.
Oggi questo sta accadendo: il governo italiano dopo non aver fatto assolutamente nulla per rilanciare l’azienda, nonostante le promesse in campagna elettorale, ha portato la vendita della sua compagnia di bandiera in una condizione in cui l’acquirente può imporre il "prendere o lasciare". L’ha fatto imponendo un interlocutore privilegiato, eliminando lui stesso ogni possibile concorrenza che avrebbe potuto servire per non abbattere il prezzo (come qualunque ragionevole venditore farebbe…), e imponendo scadenze non necessarie, mettendo così i Francesi in una posizione di assoluto potere nella trattativa.
E così Air France, nonostante stia acquistando a bassissimo prezzo il trasporto aereo italiano, lo può fare anche decidendo quali settori del gruppo Alitalia prendere e quali lasciare…
E, badate bene, il costo del lavoro di un dipendente italiano è notevolmente più basso del collega francese e, inoltre, si parla di poche migliaia di lavoratori che, nel contesto della nuova holding, influirebbero in percentuale davvero irrisoria…….
E’ evidente che l’obiettivo di Air France non è il rilancio di Alitalia, ma renderla una compagnia a carattere regionale eliminando Malpensa a favore dell’hub di Parigi. Contestualmente è previsto il ridimensionamento della flotta Alitalia con la dismissione di aeromobili e tratte e, conseguentemente, molti lavoratori italiani in breve tempo diventerebbero esuberi. Nel frattempo i "poveri" lavoratori della Servizi verranno esternalizzati con cessioni ramo d’azienda in piccole società che dureranno il tempo necessario alle migrazioni di attività in Francia, e, una volta migrate, non avendo più attività lavorative, è facile immaginare la perdita del loro posto di lavoro, senza nemmeno gli ammortizzatori sociali attuali, quelli previsti oggi per Alitalia.
Cosa si può fare oggi per non veder fallita la nostra compagnia di bandiera e nello stesso tempo non mettere sulla strada migliaia di lavoratori? A prescindere dall’ipotesi Air France (…peraltro l’unica al momento che resiste alle boutade della campagna elettorale) si dovrebbe imporre l’integrità della ex-Compagnia di Bandiera, facendo tornare tutti i lavoratori dentro l’Alitalia. Inoltre lo Stato dovrebbe partecipare al rilancio dell’azienda ricapitalizzando in modo consistente per far ridecollare l’Alitalia. D’altra parte un tale investimento non dovrebbe essere considerato aiuto di stato, e, quindi, non dovrebbe incontrare nessun ostacolo da parte della comunità europea. In cambio, però, avremmo una compagnia ancora di bandiera risanata e un settore industriale strategico, come è il Trasporto Aereo italiano, non dilapidato.
Sembrerebbe un piano quasi impossibile, ma il problema reale non è tanto il rifiuto di Air France ad accettare questo piano, quanto la mancanza della volontà politica a prendersi carico di risanare l’azienda ancora di sua proprietà. Il governo che sta per uscire dalle urne avrà il coraggio e la dignità, che non ha avuto l’attuale, di non svendere così il traffico aereo di una nazione?
(In questa pagina vengono ospitati contenuti inviati alla mail di Giornalettismo, ma che non necessariamente rappresentano la nostra linea di pensiero sugli argomenti trattati)


13 aprile 2008 - Caserta 24 Ore

SALERNO In agitazione i lettori di madrelingua

La RdB/CUB provinciale proclama lo stato di agitazione di tutto il Personale Lettori di Madrelingua e i CEL (Collaboratori Esperti Linguistici) dell’Università degli Studi di Salerno a seguito dell’assemblea dei lavoratori tenutasi il giorno 11 aprile 2008 presso il Centro Linguistico di Ateneo. Questa agitazione si aggiunge a quelle che si sono svolte e si svolgono in altri atenei italiani per la risoluzione dell’annosa vertenza che tra i punti fondamentali ha le condizioni di lavoro e le retribuzioni degli insegnanti di madrelingua straniera, nonché la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per il personale avente diritto secondo il dettato normativo contenuto nella legge finanziaria.
L’O.S. scrivente, chiede pertanto un confronto immediato con l’amministrazione dell’ateneo salernitano e l’apertura di un tavolo di trattativa aziendale per la risoluzione dell’attuale situazione in rispetto delle seguenti rivendicazioni :
• la ricostruzione della carriera dei lettori dall’inizio del rapporto ad oggi;
• l’attribuzione, almeno, del parametro retributivo del ricercatore confermato, a tempo pieno;
• la relativa copertura previdenziale;
• il riconoscimento pieno della funzione didattica svolta, dello status conseguente e, in coerenza, l’affidamento di supplenze e moduli di insegnamento;
• il riconoscimento giuridico del profilo professionale del Lettore e del Cel il cui compito primario è l’insegnamento della loro lingua madre come lingua straniera
• la stabilizzazione dei precari di madrelingua
In attesa di una convocazione da parte dell’Amministrazione dell’ateneo salernitano le RdB/CUB proclamano lo stato di agitazione, a cui seguiranno ulteriori assemblee e conferenze stampa per informare e raccogliere il consenso necessario ad affrontare ulteriori forme di lotta, con il coinvolgimento degli studenti, delle rappresentanze accademiche, politiche e sindacali fino alla mobilitazione generale di tutti i lavoratori per la proclamazione di una giornata di sciopero. In attesa delle procedure di conciliazione previste dalla normativa in vigore.
Il Coordinatore Regionale RdB/CUB Università - Pietro Di Gennaro


12 aprile 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. AMICI DI GRILLO SOSTENGONO SCIOPERO RDB
"PRESENTI AL PROSSIMO APPUNTAMENTO DEL 18 APRILE"

(DIRE) Bologna, 12 apr. - Anche gli "Amici di Beppe Grillo" di Bologna si schierano con i lavoratori dell'aeroporto Marconi del capoluogo emiliano. E sostengono la lotta delle Rappresentanze sindacali di base. In una nota diffusa oggi, i seguaci bolognesi del comico genovese esprimono infatti la loro "piena e totale solidarieta' ai lavoratori dell'aeroporto di Bologna". In particolare, l'appoggio dei "grilli" va al "sindacato di base che ieri si e' visto costretto a occupare l'ufficio di Presidenza dell'aeroporto, al fine di essere riconosciuto come sindacato". Per questo, annunciano gli "Amici di Beppe Grillo" di Bologna, "saremo presenti allo sciopero indetto dal sindacato per il prossimo 18 aprile, con l'intenzione- spiegano i 'grilli'- di essere vicini a questi lavoratori cui viene negato spesso anche il diritto di sciopero".


12 aprile 2008 - Ansa

LAVORO: GIUDICE, NON SI PUÒ LICENZIARE 'SUBITO' PER RITARDI

(ANSA) - MILANO, 12 APR - Non si può licenziare un lavoratore che arriva in ritardo anche più volte, nonostante sia un comportamento censurabile, se non si comminano le sanzioni disciplinari con gradualità. È questo, in sintesi, il principio espresso, in procedura d'urgenza, dal giudice del lavoro di Milano. L'ordinanza riguarda una causa in cui un operaio ha chiesto il reintegro, patrocinato dalla Flmuniti-Cub, dopo che il suo rapporto di subordinazione era stato interrotto dall'azienda di cui tornerà ad essere dipendente lunedì prossimo. Il lavoratore, Vincenzo M., operaio inquadrato al quarto livello contrattuale nell'azienda 'Ivg' di Vignate (Milano), specializzata nella produzione di ascensori, e che ha uno stipendio di poco inferiore ai 1.800 euro lordi mensili, era stato licenziato il 25 febbraio scorso per «scarso rendimento e negligenza» dopo tre contestazioni disciplinari per «reiterati e sistematici ritardi». Il magistrato, Paola Tanara, ha osservato riguardo ai ritardi che «si tratta certamente di un comportamento fortemente censurabile, a maggior ragione perchè non sorretto da alcuna valida giustificazione, e ciò a prescindere dalla verifica delle conseguenze di tali ritardi, ma a fronte del quale il datore di lavoro è tenuto ad esercitare il suo potere disciplinare con la dovuta gradualità». «...nel caso di specie - aggiunge il giudice - la società convenuta ha incautamente comminato la sanzione più grave senza seguire la necessaria gradualità; per tale ragione, ed esclusivamente per questa, il ricorso si ritiene sorretto dal requisito del 'fumus boni iuris (il requisito necessario per ottenere l'ammissione a determinati benefici, ndr)». «Per fortuna che esiste ancora l'art.18 dello Statuto dei lavoratori, altrimenti pochi ritardi possono far interrompere il rapporto di lavoro in cambio di quattro soldi - ha affermato Angelo Pedrini, del sindacato Cub -. L'accoglimento del procedimento di urgenza e i tempi veloci sono stati una garanzia per il lavoratore che è la parte debole».


12 aprile 2008 - Corriere della Sera

La protesta Il prefetto vuole riunire intorno a un tavolo movimenti, istituzioni e costruttori
Corteo pacifico dei senzacasa
Il gip ha scarcerato gli ultimi cinque detenuti a Regina Coeli
di Paolo Brogi

Roma - Sono stati scarcerati gli ultimi cinque arrestati del movimento dei senzacasa. Concluso senza incidenti il corteo
A sera si tirano le prime somme di una settimana iniziata male: la manifestazione in centro dei senzacasa, che hanno tenuto banco con le loro urgenze per più giorni non senza che si creassero problemi di ordine pubblico, si conclude senza problemi.
Nell'aria restano le canzoni dei 99 Posse e dei Villa Ada, che hanno animato il corteo in cui erano attesi gli ultimi cinque compagni scarcerati dal gip Lucia Castagnoli al mattino durante l'udienza di convalida. Ma al momento di sciogliersi gli arrestati non sono ancora fuori dal carcere, alla spicciolata i manifestanti decidono di andare ad aspettarli sotto Regina Coeli. Sono le 20 ed è sul lungotevere che si conclude questa settimana di passione per la casa che non c'è. Paolo Di Vetta e gli altri quattro alla fine escono.
I senzacasa, poco più di un migliaio, avevano gridato prima i loro bisogni alla città distratta da altri appuntamenti, come i comizi di fine campagna elettorale. Avevano aspettato la scarcerazione dei loro cinque compagni, segnale concreto di raffreddamento della tensione, pericolosamente salita nel corso della settimana. Poi, stanchi di aspettare, a sera sono filtrati tra le camionette di polizia alla spicciolata. I problemi sono stati rimandati alla prossima settimana.
La carta concreta politica su cui tutti hanno deciso di puntare è la promessa del Prefetto Carlo Mosca di sedersi intorno a un tavolo insieme a costruttori ed istituzioni. E ragionare sul futuro. La frattura che si era determinata nel corso degli ultimi sette giorni a ridosso delle elezioni si è insomma, in qualche modo, ricomposta. La settimana era iniziata male, con un'occupazione rivelatasi poi simbolica di case private in larga misura già vendute a legittimi proprietari. Uno strappo, condannato da tutto lo schieramento politico posizionato contro questo genere di iniziative pericolose: dal candidato sindaco della Pdl Gianni Alemanno fino alla Sinistra Arcobaleno, che corre col candidato del centro sinistra Francesco Rutelli. Insomma tutti contro.
Poi c'era stato lo sgombero della tendopoli di piazza San Marco, col suo strascico di arresti (nove) e di polemiche. E così ieri il movimento di lotta per la casa è sceso in piazza, dietro le bandiere rosse e gialle (non molte) di Rdb-Asia, che col nuovo «Blocco precario metropolitano» sono alla testa del piccolo movimento.
A parte qualche cartello ironizzante tipo «più salmone, meno sgomberi», riferito alle accuse fatte a volontari della protezione civile che hanno distribuito agli occupanti della Bufalotta viveri per lo più scaduti donati dalla catena di distribuzione, in piazza sono tornate le rivendicazioni conosciute, in sostanza quelle di richiedere sulle costruzioni già ultimate una percentuale di abitazioni da destinare a uso popolare. «Da anni non è stato costruito più niente per chi ha bisogno», hanno ripetuto gli organizzatori al microfono. Insomma, non solo bloccare sfratti e affitti in crescita vertiginosa, ma anche riaprire i rubinetti di un sistema che negli ultimi anni all'emergenza abitativa ha risposto con poche, sporadiche misure.
A chiedere una risposta, che punta ora sul Prefetto e sul suo tavolo istituzionale, è in apparenza un piccolo movimento. «Ma i numeri delle urgenze vanno ben oltre questa partecipazione alla protesta hanno osservato ieri rappresentanti politici come Nando Simeone (Sinistra critica) o Giuseppe Mariani (Verde alla Regione) - . Purtroppo non passa giorno che non si aggiungano invece altre situazioni in difficoltà. Questo sarà il problema dei prossimi anni... ».


12 aprile 2008 - Il Bologna

Marconi Blitz alla Sab le Rdb occupano la sede
I sindacalisti riescono ad ottenere un incontro, per martedì, con il direttore Brunini. Chiedono il rispetto dei diritti sindacali. Il sindaco Cofferati promette trasparenza ma è possibile una denuncia per Generoso Coraggio. La rivendicazione: «Siamo l'organizzazione più forte ma non ci applicano neanche le ritenute sindacali»
di Gian Basilio Nieddu

Bologna - I sindacalisti di base occupano per qualche ora la palazzina della Sab, sede della società di gestione dell'Aeroporto Marconi, che per questo viene evacuata. Una decisione del direttore generale, Armando Brunini, che giustifica la scelta con la necessità di assicurare la sicurezza ai lavoratori presenti nell'edificio. Queste le schermaglie tra i due fronti che alla fine trovano un accordo e si mette in calendario un incontro, formale e ufficiale, con Brunini per martedì prossimo. Tutto questo allarme, era presente anche la Polizia, per avere un normalissimo se non banale rendez vous aziendale? Sembra di si. Secondo i rappresentanti delle Rdb il blitz di ieri, hanno partecipato 40 persone, si è reso necessario perchè al Marconi non vengono rispettate le regole minime del confronto sindacale. "Siamo il sindacato più rappresentativo, più forte e con più iscritti e non si applicano neanche le ritenute sindacali, siamo esclusi da tutte le trattative e ci viene negato l'accesso ai locali dell'aeroporto per tenere assemblee sindacali regolarmente indette". Una rivendicazione semplice semplice: siamo noi che rappresentiamo i lavoratori. Ma ai vertici del Marconi l'irruzione non è andata giù e volano le accuse: "La società - si legge in una nota - stigmatizza il comportamento degli occupanti, totalmente fuori dalla legge e ribadisce di non essere disponibile ad alcun tipo di confronto se non dentro le regole". Traduzione: non siete per niente democratici. Risposta: "Sulla legalità non accettiamo lezioni dall'areoporto". Chiaro e non velato riferimento all'inchiesta della Procura, condotta dal Pm Antonello Gustapane, sui traffici del consorzio truffaldino Doro group. Secondo l'accusa un'associazione a delinquere che ha truffato soprattutto i lavoratori. I rappresentanti delle Rdb hanno anche denunciato e chiesto che: "Cessino immediatamente le azioni di intimidazione messe in atto da alcuni dirigenti". Per quanto riguarda gli accordi: "Il fatto che la maggioranza assoluta dei lavoratori abbia sottoscritto una lettera nella quale non riconosce valido alcun accordo sindacale se non siglato anche dal sindacato di base - sostiene Massimo Leoni - dovrebbe far riflettere non solo le nostre controparti, ma anche le forze politiche che in questa campagna elettorale non hanno trovato il minimo spazio per il grave problema di mancanza di democrazia nei luoghi di lavoro". Dei problemi al Marconi si è parlato anche in consiglio comunale con l'intervento del sindaco Sergio Cofferati che si dichiara disponibile a consegnare ai consiglieri della Sinistra Arcobaleno tutta la documentazione sulla vicenda. A parte le carte riservate che riguardano l'inchiesta. E non manca un affondo su Generoso Coraggio che ha diffuso molti documenti: "Quelle materie - ricorda Cofferati - sono diventate azioni amministrative civili, che potrebbero diventare anche azioni penali, nei confronti di chi le ha diffuse, trattandosi, almeno in parte, di informazioni assoggettate ad un riserbo previsto dalla legge e che non è stato rispettato". Si apre un'altra partita da giocare in tribunale, sembra di capire dalle parole del sindaco.

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12 aprile 2008 - Il Manifesto

Roma, finale di voto nel segno della casa
Rutelli: «La vittoria al primo turno? Se po' fa'». Poi cita Nathan e Petroselli, ringrazia Ingrao e parla anche dell'emergenza abitativa: «E' drammatica». Mentre i movimenti sfilano contro lo sgombero della tendopoli
di Giacomo Sette

Roma - Sono stati scarcerati i cinque attivisti arrestati dopo lo sgombero della tendopoli di Piazza Venezia. Ma i movimenti per il diritto alla casa sfilano comunque: «L'emergenza abitativa deve essere un tema della campagna elettorale - spiegano - Ci vogliono nuove politiche capaci di attaccare i poteri forti». Intanto Rutelli, pur ammettendo la «gravità di una situazione che sta diventando drammatica», riafferma il nun se pò fa sulle occupazioni: «Il problema della casa non si conquista con l'illegalità». Il tutto, senza rompere con la Sinistra arcobaleno: «Sono grato di ricevere l'impegno di Pietro Ingrao. Roma ha conosciuto un grande cambiamento. Deve continuare. La città ha avuto grandi sindaci. Da Ernesto Nathan a Luigi Petroselli». E poi: «Se pò fa, cerchiamo di vincere al primo turno».
La giornata di ieri inizia con il gip Silvia Castagnoli che non accoglie le richieste cautelari nei confronti dei 5 attivisti arrestati lo scorso 8 aprile per resistenza aggravata e lesioni. «Il giudice - spiega l'avvocato difensore Marco Lucentini - ha valutato il fatto occasionale. Non c'era pericolo di reiterazione e quindi ingiustificate le misure restrittive». Inoltre il gip ha analizzato varie foto che dimostrerebbero come non ci sia stata nè resistenza violenta nè reazione dei manifestanti. La libertà per loro arriverà solo in serata, ma la notizia della scarcerazione rasserena gli animi della manifestazione che sfila per le vie del centro di Roma, dall'Esquilino a piazza Madonna di Loreto. Ad aprire il corteo uno striscione unitario: «Contro la rendita dei grandi costruttori, per il diritto alla casa e al reddito». Poi a seguire tutti movimenti. Uno dietro l'altro: Blocco precario metropolitano, Asia Rdb, Action, Coordinamento, Comitato, Obiettivo casa. In più delegazioni di centri sociali e comitati di quartiere. Poco più di un migliaia alla fine. «La vittoria di oggi - dice Emiliano dell'Horus - è l'unità del movimento». Tutti concordi nell'individuazione del nemico: i poteri forti edilizi. «Chi sono gli illegali? - affermano - quelli che occupano le case o quelle famiglie di speculatori che si arricchiscono cementificando Roma». Ce l'hanno coi Toti, i Caltagirone, i Santarelli, i Bonifaci, i Mezzaroma. «Il diritto alla casa ce lo conquistiamo - urla dal megafono Guido Lutrario del Bpm - Abbiamo ragione e andremo avanti».
Il salario infatti è basso. E aprire un mutuo è arduo, così come pagare un affitto (aumentati del 40% negli ultimi anni). «Bisogna parlare alla città, creare un consenso più ampio - dice Andrea Alzetta di Action - La casa è un'emergenza sociale e i movimenti devono dal basso costruire un'altra idea di città». Il dialogo che si è aperto con il prefetto Mosca è un passo: per mercoledì prossimo sarà convocato in prefettura un tavolo tra enti locali, movimenti e costruttori. Obiettivo destinare il 15% del costruito a edilizia sociale. Chi si sta battendo questa via è il consigliere regionale di SinArc Peppe Mariani presente ieri al corteo: «Rutelli - afferma - non coglie la tempistica. Le sue politiche di programmazione prevedono tempi lunghi: l'occupazione è un'azione di necessità nel presente». Terminato il corteo, una delegazione decide di andare sotto Regina Coeli per attendere la scarcerazione degli attivisti: usciranno verso le 20.
Intanto in un'altra piazza di Roma, a Garbatella, la Sinistra Arcobaleno chiudeva la campagna elettorale. Pochi esponenti erano presenti al corteo per la casa. «Nessuna scelta politica - spiega il segretario romano del Prc, Massimiliano Smeriglio - Non ci possiamo percepire come un partito esterno ai movimenti». E il «niet» di Rutelli sulle occupazioni? «Fa il suo mestiere - continua Smeriglio - Sta a noi tenere aperto lo spazio democratico». Dal palco si fanno appelli contro il voto disgiunto, un segnale «contro la sinistra»: «Rutelli - dicono - deve vincere al primo turno con questa coalizione per evitare nuovi accordi al ballottaggio». E il candidato sindaco risponde dal palco di Garbatella riponendo la stessa fiducia nell'alleanza: «Interpreto il messaggio di una città libera, pluralistica, laica. Senza di voi non potremmo portare Roma intera ai traguardi che sono necessari».

Agitazione all'aeroporto: occupata la Direzione

Bologna - 40 delegati RdB-Cub dell'aeroporto Marconi di Bologna hanno occupato la direzione generale, che non riconosce i diritti al primo sindacato presente in aeroporto con oltre 150 iscritti. «Il diritto dei lavoratori di organizzarsi con il sindacato che preferiscono non può essere messo in discussione in alcun modo». Raggiunto l'accordo su un incontro il 14 aprile, l'occupazione si è poi conclusa.


12 aprile 2008 - L'Unità

Bufalotta, scarcerati i «5» del blitz di domenica

Roma - Sono usciti intorno alle 20 di ieri, i cinque arrestati per lo sgombero di piazza San Marco e detenuti da mercoledì a Regina Coeli. Una vicenda nata domenica notte con l’occupazione di alcuni stabili della Bufalotta da parte del Blocco Precario Metropolitano, e il successivo accampamento con le tende davanti Piazza Venezia per ottenere un colloquio con il Prefetto Mosca. Poi lo sgombero durante l’alba di martedì e gli arresti. Ad attenderli un centinaio di attivisti corsi a via della Lungara dopo la manifestazione sulla casa di ieri pomeriggio (il corteo è partito a piazza dell’Esquilino, e si è concluso in piazza Madonna di Loreto). «Siamo stati trattati bene - ha detto Paolo Di Vetta, uno degli arrestati - ci hanno tenuti tutti insieme in una stanza a parte perché il carcere è sovraffollato». Per loro le accuse sono di: campeggio abusivo, resistenza aggravata e lesioni. Ma nel corso dell’interrogatorio gli attivisti hanno respinto quest’ultima contestazione e per avvalorare la loro tesi hanno prodotto alcune fotografie realizzate al momento dello sgombero.


12 aprile 2008 - EPolis Roma

Emergenza. Il gip non accoglie le richieste di misure cautelari per i cinque arrestati dopo la tendopoli abusiva
Bufalotta, in libertà gli attivisti
centinaia di senza casa in corteo
La manifestazione è partita dall'Esquilino: con loro Peppe Mariani e Nando Simeone
di Marta Rossi

Roma - Alla fine, alla manifestazione partita da piazza Esquilino non hanno partecipato, anche se rimessi in libertà: i cinque attivisti del Blocco precario metropolitano sono stati scarcerati. Il gip Silvia Castagnoli, pur convalidando gli arresti, ha ritenuto di non accogliere le richieste di misura cautelare (tre in carcere e due ai domiciliari) avanzate dal pm Andrea De Gasperis nei confronti di Luca Blasi, Paolo Di Vetta, Mario Coniglio, Ivano Imperio e Carmine Arcidiacono. I cinque erano stati arrestati per resistenza aggravata nel corso dello sgombero della tendopoli allestita dai senza casa in piazza San Marco. Intanto, puntuale, nel pomeriggio è partito il corteo dall'Esquilino con diversi movimenti di lotta per la casa. Ad aprire il corteo lo striscione: "Libero di resistere". Organizzata dopo lo sgombero dei senza casa accampati a piazza San Marco con il successivo arresto dei cinque militanti, la manifestazione ha portato nelle strade di Roma, diverse centinaia di persone. A partecipare al corteo c'erano le Rdb, Blocco Precario Metropolitano e movimenti di lotta per la casa romani, tra cui Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Comitato popolare lotta per la casa e rappresentanti di Action, tra cui Nunzio D'Erme e Andrea Alzetta insieme ai giovani dei centri sociali. Hanno partecipato al corteo anche il coordinatore nazionale Cub Pierpaolo Leonardi, il consigliere regionale Peppe Mariani e il candidato al Comune della Lista sinistra critica, Nando Simeone. Tanti gli striscioni portati in piazza, tra cui "Contro le rendite dei grandi costruttori, per il diritto alla casa e al reddito". Alle 20, i cinque attivisti sono usciti da Regina Coeli: ad attenderli un centinaio di attivisti riuniti sotto il carcere di via della Lungara dopo la manifestazione sulla casa. "Siamo stati trattati bene - ha detto Paolo Di Vetta, uno degli arrestati - ci hanno tenuti tutti insieme in una stanza a parte perché il carcere è sovraffollato. Anche gli altri detenuti ci sono stati vicini offrendoci sigarette e cibo". Le accuse per i cinque riguardano campeggio abusivo, resistenza aggravata e lesioni. Domenica scorsa, infatti, il Blocco precario metropolitano aveva aperto un presidio alla Bufalotta, in via Bragaglia in un complesso residenziale finito e pronto per essere consegnato. Dopo una notte, il presidio si era sciolto per spostarsi in piazza Venezia, per chiedere l'incontro con il Prefetto. Da lì, è nato l'accampamento abusivo in piazza San Marco dove i senza casa hanno trascorso una notte. All'alba di martedì gli scontri con le forze dell'ordine e l'arresto dei cinque attivisti. Il giorno dopo, con la convalida dei fermi e la querela per gli attivisti da parte dei proprietari degli appartamenti alla Bufalotta, è arrivato anche l'incontro con Mosca che ha ricevuto una delegazione: a loro ha assicurato l'apertura di un tavolo di dialogo.

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12 aprile 2008 - Libero

I comitati di lotta per la casa se la prendono con RiCiccio
di NICOLETTA ORLANDI POSTI

Roma - Chi pensa che l'emergenza casa riguardi solo gli immigrati, i clandestini, i nomadi, si sbaglia. L'ha dimostrato ieri il grande corteo che ha attraversato la Capitale chiedendo a gran voce il rispetto della Costituzione. Circa tremila persone dell'arci pelago dei Comitati di Lotta a Roma: dal Blocco precario metropolitano, all'Asia Rdb, dal coordinamento cittadino di Lotta per la casa, al comitato popolare di Lotta per la casa, dal comitato obiettivo Casa, rappresentanti di Action, tra cui D'Erme e Alzetta, ai centri sociali. Ma non solo. Anche tante persone anziane, professionisti italiani appartenenti alla classe media sfrattati dalle loro case per via delle cartolarizzazioni come quelli del comitato dei Colli Portuensi 187. «L'occupazione è illegale», ammette Paola una 70enne romana che verrà sgomberata dalla sua casa perchè non può più permettersi di pagare l'affitto che il proprietario le ha triplicato, «però è illegale anche mettere in mezzo alla strada gente che ha sempre pagato le tasse. È illegale pure far arricchire i palazzinari sulla pelle della povera gente». «Vergogna al Pd», gridano dal microfono, «e anche alla Sinistra. Hanno risposto con le bastonate a chi chiedeva soltanto il diritto alla casa». Il riferimento è allo sgombero con relativi arresti, avvenuto martedì mattina, della tendopoli in piazza San Marco, messa su domenica dopo l'occupazione di uno stabile a Bufalotta. Ieri sera gli arrestati hanno ottenuto la scarcerazione. Ad attenderli un centinaio di amici riuniti sotto il carcere di via della Lungara dopo la manifestazione sulla casa. «Siamo stati trattati bene», ha detto Paolo Di Vetta, uno degli arrestati, «ci hanno tenuti tutti insieme in una stanza a parte perché il carcere è sovraffollato». Al corteo hanno partecipato anche il candidato al Campidoglio di SA Fabio Nobile e il candidato al Comune di Roma di Sinistra critica, Nando Simeone. Che ha non ha mancato di accusare Rutelli e Veltroni «di aver favorito i palazzinari, mentre a Roma ci sono ancora 250 mila appartamenti sfitti che potrebbero dare da soli una risposta all'emergenza abitativa nella Capitale».. Tra i manifestanti anche Livio Ciappetta, candidato di SA in XI municipio. «Il fatto che ci sia tutta questa gente a prescindere dalle sigle e dalle appartenenze politiche dimostra che il diritto alla casa è un diritto negato. Dobbiamo inchiodare l'am ministrazione a risolvere l'emergenza. Per esempio», continua Ciappetta, «la delibera è ancora inapplicata».


12 aprile 2008 - Liberazione

Roma, giovani e migranti in corteo per l'"emergenza casa"

Roma - «Libero di resistere». È questo lo striscione che apriva ieri il corteo di vari movimenti di lotta per la casa romani, che da piazza dell'Esquilino (quartiere ad alta percentuale di immigrati) è arrivato in piazza Madonna di Loreto, nel centro della capitale. La manifestazione, a cui hanno partecipato diverse centinaia di persone, è stata organizzata dopo lo sgombero, avvenuto martedì mattina, della tendopoli in piazza San Marco, nei pressi di piazza Venezia, messa su domenica dopo l'occupazione di uno stabile a Bufalotta. Lo sgombero della tendopoli aveva portato in carcere cinque attivisti, che però, nel primo pomeriggio di ieri, hanno ottenuto la scarcerazione. A partecipare al corteo ci sono le Rdb, Blocco Precario Metropolitano e movimenti di lotta per la casa romani, tra cui Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Comitato popolare lotta per la casa. Tanti gli striscioni portati in piazza, tra cui «Contro le rendite dei grandi costruttori, per il diritto alla casa e al reddito». A sfilare tanti giovani, ma anche stranieri.

Casa, il prefetto indice un tavolo di confronto tra movimenti e costruttori
di Daniele Nalbone

Roma - C'è una delibera comunale a Roma che riconosce e prevede una serie di misure per l'emergenza abitativa, la 110 del 2005, ma che giace ormai lettera morta. Ce n'è un'altra, invece, invisa alla cittadinanza e alle realtà territoriali, rifiutata dai movimenti e da diverse realtà politiche, che è correttamente applicata e risolutiva: la delibera 218 sulla Bufalotta, che «prevede - spiega Mario Campagnano, consigliere del IV Municipio- di inondare anche quella zona di Roma di cemento, farne oggetto di speculazione edilizia e creare ulteriori quartieri dormitorio a ridosso di enormi centri commerciali».
Questa è Roma oggi. Una città che sgombera una tendopoli, quella di piazza San Marco, ribattezzata non a caso "cittadella della dignità", a colpi di manganello sulle tende, arrestando chi opponesse resistenza passiva alle forze dell'ordine. Questo è accaduto martedì mattina, all'alba. Manganellate che non sono propriamente uno "svegliare gli accampati" come ha riferito Il Messaggero il giorno seguente. Manganellate che hanno ferito un bambino e una ragazza incinta di tre mesi, che ha riportato la frattura di due costole. Un modo di dire "buongiorno", secondo il quotidiano di Caltagirone?
È vero: «tutto è partito da un errore» ammette Emiliano Viccaro nel corso dell'assemblea pubblica tenutasi mercoledì nei pressi del Foro Traiano. «Domenica scorsa il Blocco Precario Metropolitano ha occupato alcuni immobili privati, di piccoli proprietari, nel quartiere Bufalotta. Questo ci ha fatto passare per prepotenti quando tutti sanno che la nostra regola principale è proprio quella di non toccare la proprietà di chi, dopo anni di lavoro, paga un mutuo a fatica per avere un tetto». Guido Lutrario spiega che «il nostro obiettivo sono i Fratelli Santarelli, che costruiscono mostri come il centro commerciale di Lunghezza, che riempiono di cemento Ponte di Nona, Case Rosse, Bufalotta. Noi diciamo basta alle speculazioni dei Caltagirone, dei Mezzaroma, degli Scalpellini: tutta gente che governa le nostra vite impedendo alle persone di avere una casa a prezzi "umani"».
«La richiesta di tutti i movimenti di lotta per la casa è sempre la stessa: che una parte degli immobili innalzati per far guadagnare milioni di euro ai costruttori vengano messi a disposizione dell'ediliza popolare» afferma Andrea "Tarzan" Alzetta di Action, per il quale «lo sgombro di piazza San Marco è stato una vendetta del Viminale per aver profanato la "sacra proprietà". Nell'assemblea di mercoledì abbiamo voluto parlare alla città, spiegando quello che è stato un errore nei luoghi, ma da cui si deve trarre il giusto messaggio: riempiamo di gente che vive per strada le migliaia di case vuote presenti in città».
Ma l'errore più grave, secondo Massimiliano Smerigilio, segretario Prc di Roma «lo ha compiuto chi ha ridotto l'emergenza abitativa a un problema di ordine pubblico» evidenziando «l'evidente sproporzione tra la mobilitazione dei senza casa e gli arresti effettuati».
«Di questo e molto altro si parlerà nel tavolo di confronto indetto per la settimana post-voto dal prefetto Mosca al quale siederanno movimenti, realtà sociali e sindacali, esponenti politici e le associazioni dei costruttori» rassicura il consigliere regionale Peppe Mariani.
L'assessore alle Perifere Dante Pomponi, intervenuto nell'assemblea di mercoledì, spiega come sia «necessario ripartire dalla delibera 110. Dovere della prossima amministrazione sarà renderla efficace: servono case a canone sociale, a prezzi nettamente inferiori a quelli di mercato, e nuovi strumenti per affrontare con energia il problema della casa».


12 aprile 2008 - La Repubblica

Le Rdb occupano il Marconi "La Gualtieri venga qui"
Cofferati: non faremo azioni contro la Sab "La presidente ha molti impegni. Anche oggi non era al lavoro nel suo ufficio"
di LUIGI SPEZIA

Bologna - Nuovo parapiglia all´aeroporto, dove una trentina di delegati e lavoratori dei servizi a terra aderenti alle Rdb, hanno occupato i corridoi della palazzina Sab, sede degli uffici della direzione e della presidenza. «Non ce ne andremo fino a quando non riusciremo a parlare con la presidente Giuseppina Gualtieri», hanno intimato i manifestanti guidati dal segretario delle Rdb Massimo Betti. L´occupazione è durata un paio d´ore, con intervento della Polizia di Frontiera, della security aeroportuale e anche della Digos. Mentre ciò accadeva, il sindaco Cofferati rispondeva alle domande d´attualità della Sinistra Arcobaleno, che aveva reso noti documenti dell´Enac contro i dirigenti della Sab. «L´amministrazione - ha detto il sindaco - ritiene che non sussistano elementi da giustificare l´avvio delle azioni di responsabilità previste dal diritto societario nei confronti di Sab». Cofferati mette in guardia invece contro i danni d´immagine, se la magistratura riterrà che ciò sia avvenuto non esclude azioni legali, già ventilate da Sab contro il direttore dell´Enac Generoso Coraggio.
L´occupazione al marconi è finita senza incidenti. Tra minacce di sgombero e tentativo di trattare e mentre gli impiegati sono stati fatti uscire forzatamente in anticipo, alla fine il direttore generale Massimo Brunini ha concordato con le Rdb un incontro per martedì prossimo. Due i temi caldi: le relazioni sindacali che la Sab non tiene con le Rdb, autoproclamato sindacato di maggioranza relativa all´aeroporto con 150 iscritti su 400 lavoratori dei servizi a terra e «il comportamento antisindacale di un dirigente della Bas, una delle società di handling, che ha suggerito a dipendenti di non iscriversi alle Rdb», come ha detto Betti in una conferenza stampa volante subito dopo la «disoccupazione».
Nuova tensione sindacale, dunque, al Marconi mentre prosegue l´inchiesta del pm Antonello Gustapane nata proprio dalle denunce sindacali sui comportamenti illeciti di Doro Group. Una tensione alimentata ieri mattina anche dalla voce che sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati un sindacalista confederale, smentita dagli organi investigativi.
«La situazione al Marconi è gravissima - ha affermato Betti - . Oltre ai trenta licenziati per i quali non si è ancora trovata una soluzione, molti settori soffrono per il mancato rinnovo del contratto integrativo. Facciamo un appello alle altre forze sindacali minoritarie, che sono le uniche che trattano con la Sab, affinchè venga riconosciuta la nostra realtà». Per le Rdb, nelle proprie fila sono finiti quasi tutti gli iscritti della Uil - che era un tempo il sindacato più rappresentativo - e parte di Cgil e Uil. «Questa azienda tratta addirittura con l´Ugl, che rappresenterà al massimo cinque operai. Così non può essere. Abbiamo anche raccolto 200 firme di dipendenti che dichiarano di non accettare alcun accordo se non firmato anche da noi». Betti ha criticato direttamente la presidente Giuseppina Gualtieri. Prima una stoccata ironica: «Anche oggi la presidente non era al lavoro nel suo ufficio, ha molti impegni», poi l´accusa politica: «Gualtieri non ha nemmeno accolto l´appello di Cofferati per riassumere i licenziati, non si è presentata dal prefetto. Se non ci riconoscono andremo avanti anche con scioperi della fame».
L´»irruzione» del sindacato di base è stato duramente stigmatizzato dalla Sab. «Malgrado la palese illegittimità dell´occupazione, la dirigenza si è comunque offerta di incontrare, martedì prossimo, una delegazione. Il comportamento degli occupanti è stato totalmente fuori della legge e ribadiamo di non essere disponibili ad alcun tipo di confronto, se non dentro le regole».


12 aprile 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. OCCUPAZIONE lampo della palazzina di Sab da parte di alcuni delegati di Rdb...

Bologna - OCCUPAZIONE lampo della palazzina di Sab da parte di alcuni delegati di Rdb. La sede della società di gestione dell'aeroporto Marconi è stata evacuata per decisione del direttore generale, Armando Brunini, che ha ritenuto che fossero venute meno le condizioni di sicurezza per i lavoratori presenti ieri mattina nell'edificio. L'irruzione è scattata intorno alle 11.30 ed è terminata solo dopo che gli occupanti hanno ottenuto la convocazione di un incontro ufficiale con Brunini per martedì prossimo. Ma Sab disapprova il metodo del sindacato di base definendo «illegittima» l’occupazione: «La società — si legge in una nota — stigmatizza il comportamento degli occupanti, totalmente fuori dalla legge e ribadisce di non essere disponibile ad alcun tipo di confronto se non dentro le regole». Le Rdb, dal canto loro, spiegano che il blitz è stato una manifestazione di protesta «contro il mancato riconoscimento dei diritti sindacali» ai lavoratori iscritti. NEL BREVE incontro con Brunini, riferiscono in una nota, i rappresentanti delle Rdb hanno «stigmatizzato il comportamento del Marconi nei confronti del sindacato maggioritario e chiesto che cessino immediatamente le azioni di intimidazione messe in atto da alcuni dirigenti». Sab ribadisce di non avere nessuna pregiudiziale. Sempre ieri intanto in consiglioo comunale il sindaco Sergio Cofferati ha ribadito il no ad azioni di responsabilità contro la direzione del Marconi con riferimento all’indagine della magistratura. «Il Comune agirà solo se la magistratura individuerà responsabilità nella perdita di immagine e valore dell’aeroporto». IL SINDACO ha anche assicurato che, oltre alla discussione sul nuovo piano industriale, i rappresentanti del Marconi sono disponibili ad una commissione «sugli sviluppi delle problematiche connesse al tema dell’handling», una materia «oggettivamente distinta e diversa da quella del piano industriale». Bocciata da Cofferati anche la richiesta, avanzata da Coraggio, di una commissione di inchiesta regionale permanente: «Non la capisco — ha detto il sindaco — perché il tema della gestione degli aeroporti non ha nessuna attinenza con le attivita specifiche del consiglio regionale e della giunta. Quindi non la sollecito e la trovo inutile e impropria».

Ferrara. RABBIA E indignazione...

Ferrara - RABBIA E indignazione. Con questi sentimenti, i sindacati si sono stretti attorno alla famiglia di Luca Celiani ed ai lavoratori della Carovana Facchini e della Sfir. Quello costato la vita al giovane operaio, è il primo incidente mortale che si è verificato nello zuccherificio di Pontelagoscuro (tragica coincidenza, ormai chiuso e destinato a essere demolito). Ma un precedente analogo, per quanto riguarda la società, risale ad un paio di anni fa: a Forlimpopoli, un operaio aveva perso la vita mentre stava compiendo la stessa operazione. Travolto da una ‘slavina’ di zucchero, era morto per soffocamento sotto uno strato di appena cinquanta centimetri di prodotto: «Un’insidia terribile, è come finire nelle sabbie mobili» racconta un operaio. Mentre i sindacati riferiscono che a San Pietro in Casale, altro stabilimento della Sfir, da oltre una settimana i lavoratori del gruppo (chiamati a svolgere direttamente l’operazione di svuotamento dei silos, diversamente da Pontelagoscuro dove l’attività è affidata all’esterno) si rifiutano di attuare questo compito. «Proprio perchè lo ritengono troppo pericoloso — riferisce Davide Bergonzini della Fai Cisl —. Purtroppo quanto è accaduto qui, conferma che questa presa di posizione è tutt’altro che immotivata e irragionevole». Ma l’emozione si estende ovviamente dai confini di Pontelagoscuro; legandosi anche all’incidente che il 5 febbraio scorso, alla Cmg di via Sutter, era costato la vita a Giuseppe Bonatti, un operaio di 54 anni travolto da un muletto sollevatore. Episodi tragici. O come si dice in gergo, ‘morti bianche’. Tornando a Pontelagoscuro, il sindacato di base Rdb-Cub denuncia «che in 30 anni di attività l’unico massiccio investimento, pari a 5 milioni di euro, è stato attuato per la realizzazione del silos di stoccaggio del prodotto finito. Per quanto riguarda le dotazioni di sicurezza, erano invece nei limiti delle assegnazioni». Il sindacato di base incalza: «Nel passato sono incidenti, fortunatamente non luttuosi, a causa di incuria nei vasconi della melassa e della polpa grezza; un nastro trasportatore aveva preso fuoco; e per la ruggine nelle passerelle, gli operai che vi camminavano ad un’altezza di 10 metri hanno rischiato gravi infortuni».


12 aprile 2008 - La Nuova Ferrara

«In passato sono accaduti altri incidenti»
Dura nota delle Rdb. Montanari e Carrara: coinvolgere le imprese. Il consigliere regionale: in diciassette mesi aumentati i controlli

Ferrara - Durissimo il comunicato stampa delle Rdb-Cub di Ferrara che punta i dito contro la Sfir e la politica della sicurezza. «In 30 anni di attività - scrive l’organizzazione sindacale - a Pontelagoscuro hanno investito 5 milioni di euro solo per il silos di stoccaggio del prodotto finito. Per quanto riguarda la sicurezza, le dotazioni dei dispositivi di prevenzione individuale erano tenute nei limiti delle assegnazioni e concesse solo se il lavoratore lo richiedeva. Nel passato sono avvenuti incidenti, fortunatamente senza conseguenze luttuose, a causa di incuria nei vasconi della melassa e della polpa grezza che presentavano, durante la lavorazione, gravi perdite di prodotto e di vapori ustionanti, per le quali si sono verificati ripetuti infortuni sul lavoro documentati».
Ma anche il mondo politico ha deciso di unire la sua voce a quella dei tanti che in queste ore stanno puntando l’attenzione sull’infortunio mortale di Pontelagoscuro. «E’ l’ennesimo morto sul lavoro, l’ultimo di una tragica catena che non si riesce ad interrompere», è il commento di Roberto Montanari, consigliere reginale del Pd. «Le norme approvate dal governo, innovative in Europa, e le ispezioni fatte effettuare dal ministro Damiano, hanno portato in 17 mesi alla sospensione di più di 3.000 imprese nel solo settore dell’edilizia e ad un calo degli incidenti del 6% nel 2007. Ma tutto ciò non basta - prosegue Montanari - se non c’è una vera e propria cultura della sicurezza, che riguarda tutti, a partire dalle imprese». L’assessore provinciale alle attività produttive, Diego Carrara, sottolinea che «da quanto appreso non c’erano le condizioni di sicurezza per poter operare senza pericoli. La magistratura accerterà le responsabilità ma c’è bisogno di una riflessione molto seria con tutte le associazioni di categoria dei datori di lavoro della provincia».


12 aprile 2008 - Corriere di Bologna

Aeroporto Dopo 2 ore il sindacato ha ottenuto un incontro con la direzione
Rdb, occupazione al Marconi: «La società deve riconoscerci»

Bologna - Hanno raccolto 200 firme di lavoratori dell'aeroporto che ai vertici dicono: «Senza il coinvolgimento delle Rdb nessun accordo all'aeroporto verrà ritenuto valido». Firme degli iscritti Rdb, ma non solo: delle 200, una cinquantina sono di lavoratori con la tessera di altri sindacati. Forti di questo sostegno, ieri mattina, una trentina di aeroportuali delle Rdb-Cub, con il segretario Massimo Betti, hanno occupato i locali della direzione generale di Sab. Ne sono usciti solo due ore dopo, con in tasca un incontro con il direttore generale Armando Brunini per martedì prossimo. Tema dell'incontro: le relazioni sindacali.
E intanto, ieri, il sindaco Sergio Cofferati ha sbloccato il confronto in Comune sulla situazione dei servizi a terra del Marconi, confermando ai consiglieri della Sinistra Arcobaleno, che da mesi chiedono di incontrare la presidente di Sab Giuseppina Gualtieri, la disponibilità dello scalo a fornire «le informazioni sugli sviluppi delle problematiche connesse con il tema handling ». Cofferati, inoltre, si è detto disponibile a consegnare ai consiglieri, se vorranno, informazioni inviate all'amministrazione da Sab circa le accuse del direttore dell'Enac, Generoso Coraggio. Ovviamente non potranno essere messe a disposizione le carte riservate.
L'inchiesta è stata citata ieri anche dalle Rdb: «Non mi stupirei — ha detto Betti — se l'atteggiamento di chiusura del Marconi nei nostri confronti fosse dovuto al fatto che siamo l'unico sindacato a chiedere con forza chiarezza a Sab». Ma non è di questo che i trenta lavoratori hanno discusso ieri nel breve faccia a faccia con Brunini. «Abbiamo stigmatizzato il comportamento dell'aeroporto nei confronti di un sindacato maggioritario (gli iscritti Rdb sono circa 150 su 400 lavoratori, ndr) e abbiamo chiesto che cessino immediatamente le intimidazioni messe in atto da alcuni dirigenti nei confronti dei nostri iscritti », spiega Betti. Per le Rdb, in sostanza, Sab non ha altra scelta che riconoscerli. «L'azienda non ha pregiudiziali nei confronti di alcuna sigla sindacale — è la replica — Sab si attiene a quanto previsto dallo Statuto dei Lavoratori, dai Contratti nazionali di lavoro e dall'Accordo interconfederale del 1993». In sostanza, per Sab, le Rdb non vengono riconosciute perchè non avrebbero fatto alcuni «passaggi» previsti dalla normativa vigente.(A.Esp.)


12 aprile 2008 - Corriere del Veneto

Bassano, il problema Rotte le trattative con l'Usl 3, proclamata l'astensione dal lavoro
Infermieri, sciopero nel giorno degli alpini
di Elfrida Ragazzo

BASSANO DEL GRAPPA – Ventiquattr'ore di sciopero a cavallo tra il sabato e la domenica. L'astensione dei dipendenti dell'azienda sanitaria di Bassano aderenti ai sindacati NurSind, Rdb Cub e Fsi, avverrà esattamente tra un mese: nel cuore dell' adunata nazionale degli Alpini sulla città del Ponte Vecchio. È ufficiale, dopo il fallimento del tentativo di conciliazione dell'altro giorno in prefettura a Vicenza, le tre sigle hanno dichiarato ieri la sospensione dal lavoro.
«NurSind, Rdb Cub e Fsi – ha annunciato il coordinatore regionale del NurSind, Andrea Bottega – hanno proclamato lo sciopero dei lavoratori dell'Usl 3 dalle 13,30 di sabato 10 maggio, alle 13,30 di domenica 11. Vogliamo dimostrare, così, l'importanza del ruolo di infermieri e operatori». Ma la risposta della direzione dell'azienda non si fa attendere: «Non c'è nessun problema particolare – ha commentato il direttore generale Valerio Alberti –, mercoledì illustreremo alle Rsu il piano di impegno del personale e gli incentivi per le ore lavorative durante l'adunata». Secondo Alberti non c'è pericolo che il piano sanitario predisposto perché l'evento - secondo le stime dell'Associazione Nazionale Alpini tra il 9 e l'11 arriveranno in città circa 400 mila Penne Nere – funzioni al meglio, potendo contare sulla disponibilità di infermieri e gli operatori.
Per i sindacalisti, invece, l'unica preoccupazione a questo punto è che lo sciopero venga precettato, dato che i lavoratori dovrebbero incrociare le braccia nelle stesse ore in cui la città de Grappa vive un evento del tutto eccezionale. «Comunque – ha spiegato Bottega – sulla questione c'è già una vertenza aperta alla Direzione provinciale del Lavoro». Alla base di questa protesta c'è quell'accordo firmato dalle parti sindacali e dalla precedente direzione dell'Usl 3 nell'ottobre scorso che attribuisce al solo personale amministrativo la valutazione dell'anzianità di servizio con una maggiorazione del 60 percento e che, come conseguenza, ha visto quei dipendenti piazzarsi ai primi posti della graduatoria per le progressioni orizzontali, corrispondenti ad un aumento di circa 50 euro in busta paga.


12 aprile 2008 - Il Tirreno

Buste paga sempre sbagliate, sciopero di protesta all’Answers
L’Rsu: «Da un anno in questo call center si va avanti con conteggi sbagliati»

PISTOIA - Call center Answers al centro della protesta. Ieri i lavoratori hanno fatto un’ora di sciopero appoggiato da Cgil e dal Cub. «Le buste paga arrivano, ma c’è sempre qualche problema di contabilità per cui i soldi non ci sono mai tutti. Si va avanti così da un anno» dice Rosario Castelli, nell’Rsu per il Cub. Poi spiega: «Dal maggio scorso, in base alla nuova legge, sono stati assunti a tempo indeterminato molti lavoratori, ora sono circa 300 con questo contratto». Tutto bene? «No perché almeno l’80% di questi non riesce mai ad avere una busta paga completa».
Poi fa un esempio: «Se un lavoratore guadagna mille euro, il minimo contrattuale, alla fine ne riceve 900, 700, 600 dipende... C’è un caso limite di una dipendente che dopo un periodo di infortunio, pagato dall’Inail, lavorando dall’11 marzo a fine mese, ha avuto una busta paga di 25 euro».
Errori continui dunque, sempre per difetto. Ma l’azienda come si giustifica? «Tutte le volte ci viene detto che ci sono degli errori di conteggio e che il mese dopo avremo un conguaglio, i soldi mancanti insomma. Invece il mese dopo ci troviamo in busta altri sbagli nel contaeggio. Ogni volta si arriva al 10 del mese, giorno di paga, con la paura, anche perché così non si può fare affidamente su nessuna cifra certa».
Ieri dunque, davanti all’ultima paga sbagliata, sempre per difetto si intende, i lavoratori non ce l’hanno fatta più e hanno fatto sciopero. «Sciopero per altro che è stato ostacolato il più possibile dai capi» dice Castelli. Poi sbotta: «Insomma il clima qui dentro è pessimo, di intimidazione. Ci sono persone che fanno corsi di preparazione, senza avere la certezza del lavoro, pagate un euro lordo all’ora». Continua indignato: «E poi ragazzi assunti a progetto, lasciati a casa prima che scada il termine per avere un contratto a tempo determinato. E non perché manca il lavoro, perché intanto l’azienda fa richiesta di altri 170 operatori».
Michele Gargini, della Cgil, non vede tutto così nero. Ammette, è vero: «Sì ci sono stati errori nelle buste paga, in una per esempio sono state sottratte 50 ore di assenze ingiustificate che in realtà non erano mai avvenute». Poi precisa: «L’azienda diceva che si tratta di problemi tecnici e ci aveva promesso che da questo mese non sarebbero più successi. Non è stato così e i lavoratori hanno scioperato esasperati».
Però Michele Gargini ricorda: «Bisogna anche dire che questa azienda sta investendo a Pistoia, raddoppiando l’occupazione. Insomma non è vero che tutto va male».


12 aprile 2008 - Il Gazzettino

In attesa di chiarimenti del Tar il dirigente resta operativo
di Matteo Crestani Barbara Todesco

Bassano - È sciopero. Le sigle dei sindacati autonomi dell'Asl 3 di Bassano del Grappa (Fsi, Nursind ed Rdb-Cub) hanno proclamato sciopero nei giorni più caldi dell'adunata nazionale degli Alpini, il 10 ed 11 maggio prossimi. "Intendiamo incrociare le braccia - commentano i sindacalisti Renato Dalla Grana (Fsi), Andrea Gregori ed Andrea Bottega (Nursind) e Federico Matinetto (Rdb-Cub) - in segno di protesta all'accordo aziendale siglato dall'Asl 3 lo scorso 8 ottobre, con il quale è previsto che "per il solo personale amministrativo l'anzianità di servizio sarà valutata con una maggiorazione del 60 per cento. Non vogliamo fare la guerra agli Alpini, bensì intendiamo batterci per far valere i diritti della categoria degli infermieri e la dignità della professione infermieristica". Nei giorni scorsi i rappresentanti dei sindacati autonomi Fsi, Nursind e Rdb-Cub si erano trovati attorno a un tavolo in prefettura, ma il tentativo di conciliazione a nulla è valso. In quell'occasione la direzione ha soltanto promesso maggiore considerazione per la categoria nei prossimi accordi. Il direttore generale Valerio Alberti aveva recentemente promesso un riconoscimento economico agli infermieri impegnati nell'adunata. Gli infermieri, però, non ci stanno: "Non vogliamo un contentino, ma chiediamo che sia data dignità alla professione che svolgiamo, perché soltanto in questo modo la gente può concretamente valutare ed apprezzare gli sforzi ed i sacrifici fatti nelle corsie per tutelare il cittadino". Di certo restano i numeri: fino al 2010, sono stati collocati in graduatoria 1715 dipendenti. Nel primo anno di utilizzo della graduatoria il 70 per cento circa dei dipendenti beneficiari della maggiorazione economica è costituito da personale di area sanitaria e sociale e solo il 30 per cento da personale di area amministrativa. L'ufficializzazione delle 24 ore di sciopero non sembra però preoccupare troppo il direttore generale dell'Asl 3, Valerio Alberti, che anzi ribadisce la convinzione che la protesta interesserà solo una minima fetta del personale sanitario del San Bassiano. "Il prossimo mercoledì - ricorda il numero uno di via dei Lotti - incontreremo le rappresentanze sindacali dell'azienda e sono convinto che quando i nostri dipendenti conosceranno tutti i dettagli del piano stilato per l'adunata potranno anche cambiare idea". La serenità di Valerio Alberti non è stata scalfita neppure dalla notizia dell'accoglimento del ricorso presentato al Tar da Albino Dal Bello, il manager di Castelfranco, contro la graduatoria che ha portato alle nomine dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie della Regione. "Sapevo da tempo di questo ricorso - commenta Alberti - ma come i miei colleghi delle altre Asl, per il momento posso dirmi tranquillo. Attendiamo prima che la giustizia si pronunci sull'ammissibilità dei titoli di Dal Bello e poi vedremo cosa potrà accadere". Per ora, come indicato nella sentenza, i direttori generali scelti da Giancarlo Galan lo scorso 31 dicembre resteranno al loro posto, mantenendo a pieno le loro funzioni.

Minaccia di sciopero sui nuovi bus per l'ospedale
I sindacati contestano l’Actv perché sfrutta troppo i lavoratori, Cgil, Cisl,e Uil continuano a trattare, ma gli autonomi hanno rotto

Venezia - Tutto è pronto per rifornire il nuovo ospedale dell'Angelo della materia prima indispensabile, il personale. Per questo da mercoledì prossimo, anche se i pazienti ancora non ci potranno mettere piede perché il trasloco non è completo, l'Actv istituirà le prime corse delle nuove linee H1 e H2 con gli orari che appaiono nella tabella a fianco. Per il momento è un servizio ridotto perché organizzato per portare i dipendenti; solo in seguito, dal 5 maggio, le nuove linee diventeranno operative al 100\%: da quel giorno, infatti, il nuovo ospedale sarà aperto al pubblico e dovrà quindi essere raggiungibile da tutti con i mezzi pubblici. Il fatto è che l'iniziativa non sarà completamente indolore perché gli autisti dell'Actv non sono così entusiasti di sobbarcarsi nuovi carichi di lavoro gratuitamente. Se le componenti di Cgil, Cisl e Uil della Rsu aziendale (la rappresentanza sindacale unitaria) protestano ma continuano a trattare con l'Azienda, Rdb-Cub ha deciso di abbandonare il tavolo delle trattative e ieri mattina, dopo il fallimento di un tentativo di raffreddamento, ha annunciato lo stato di agitazione e una serie di scioperi. Su 2800 dipendenti, gli iscritti al sindacato autonomo sono 320, quindi ad occhio e croce la possibilità di creare veri disagi con uno sciopero non appare molto alta. «Ma il malcontento, soprattutto tra gli autisti del settore automobilistico, è altissimo. E lo dimostra il fatto che l'intera Rsu, non solo noi autonomi, aveva respinto i nuovi turni per garantire i servizi ospedalieri perché non rispettosi delle normative vigenti e perché appesantiscono, in modo vergognoso, le condizioni di lavoro - dice Danilo Scattolin dei Cub -. Non è escluso, quindi, che ad uno sciopero proclamato solo da noi in realtà possano aderire molti altri lavoratori». Scattolin è talmente sicuro di quel che dice che annuncia una primavera burrascosa con conseguenze piuttosto pesanti per i cittadini che si servono dei bus pubblici per spostarsi, anche perché le forme di lotta non saranno solo lo sciopero, ma altre come l'astensione dagli straordinari. I motivi di malcontento sono parecchi, ma i sindacati li riassumono nella frase: «Il presidente e il direttore generale di Actv, per far bella figura con il Comune di Venezia, pensano di far pagare ai lavoratori i nuovi servizi per l'ospedale». Come dire che vogliono far le nozze con i fichi secchi: «Sì, ma i fichi secchi sono solo per noi, mentre come contraltare, aumentano il numero dei dirigenti, concordano contratti di collaborazione di gente pensionabile, elargiscono emolumenti per consulenze esterne, agevolano sub affidamenti di servizi a società esterne, anche se partecipate, come La Linea Spa». Tutto nasce dall'accordo per il premio di risultato siglato lo scorso gennaio: per renderlo economicamente compatibile l'Azienda doveva recuperare un certo numero di turni: «Ma, nonostante gli accordi, ne hanno recuperati più del doppio costringendo i lavoratori a un lavoro massacrante. Grazie tante che adesso riescono a garantire i nuovi servizi per l'ospedale, li paghiamo noi autisti di tasca nostra».(E.T.)


12 aprile 2008 - Il Mattino

Fiat, è di nuovo alta tensione
di PINO NERI

Pomigliano. Picchetti montati all’alba su tutti i varchi del grande stabilimento automobilistico, svincoli bloccati, un perimetro industriale di dieci chilometri controllato dagli operai e dai dirigenti sindacali di tutte le sigle: Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl, Cobas, Slai Cobas, Cub. Il primo sciopero «a tutto tondo» dell’era Sergio Marchionne, il primo blocco totale delle produzioni nel gruppo Fiat-auto si è consumato ieri a Pomigliano D’Arco, terra di fabbriche e di duri conflitti sociali. Otto ore di protesta per impedire il trasferimento di 316 dipendenti dai capannoni dello stabilimento all’Interporto di Nola. Lavoratori «ribelli», sindacalizzati o maldisposti alla subordinazione, che secondo l’azienda potranno rendersi molto più utili a partire dal prossimo 5 maggio nella movimentazione dei materiali e delle auto, all’interno dello scalo-merci ferroviario situato a tredici chilometri dall’impianto Alfa Romeo. Un progetto che, a giudizio di chi si oppone, significa una cosa sola: tagli ai posti di lavoro. La rabbia è alimentata dal fatto che Pomigliano è l’unica fabbrica del gruppo a non avere un ruolo definito nel futuro assetto aziendale. I sindacati per Pomigliano, e quindi per Napoli, chiedono nuove missioni produttive, nuovi modelli di auto che potrebbero garantire sviluppo e occupazione, o almeno tutelare gli organici esistenti: 5mila dipendenti Fiat, 3mila dell’indotto interno di primo e secondo livello e altri 6mila nell’indotto satellite distribuito tra Napoli e Caserta. «Appena tre giorni fa è stato siglato l’accordo-salvezza per Termini Imerese - commenta il leader della Fiom Gianni Rinaldini -: 600 milioni di investimenti per i quali contribuirà anche la Regione Sicilia. Qui, invece, 120 milioni per la "Nuova Pomigliano" e di questi oltre 70 sarebbero stati già spesi». Ma sul fronte delle relazioni sindacali la situazione è di quelle tesissime. Ieri pomeriggio, mentre era in corso lo sciopero, è saltato il confronto sulla nuova logistica, «centro di eccellenza» secondo la Fiat, «luogo di confino» per i sindacati. I dirigenti Fiat non si sono presentati al tavolo. I delegati dell’Unione Industriali sono stati incaricati dalla casa torinese di spiegare ai sindacati i motivi della mancata partecipazione e ciò che la Fiat intende fare ma dopo dieci minuti i sindacalisti hanno abbandonato il tavolo. «Il picchettaggio è stato durissimo per cui i nostri non sono nemmeno potuti uscire dalla fabbrica», spiegano da Torino. Ma la replica delle organizzazioni sindacali è stata assai polemica. «La verità - replica Massimo Brancato della Fiom - è che il piano Marchionne per la Nuova Pomigliano è stato un mezzo flop su tutti i fronti, che Pomigliano è l’unico impianto Fiat che non conosce ancora il suo futuro. La verità è che vogliono avere mano libera togliendo di mezzo il sindacato, le tutele, la concertazione, il confronto istituzionale». «. «La Fiat - conclude Michele Liberti (Fim) - non vuole il dialogo».


12 aprile 2008 - La Nazione

Sosta-caos a Ponte a Niccheri
SINDACATO RDB «I VISITATORI OCCUPANO GLI SPAZI PER I DIPENDENTI»

Firenze - IL CAOS parcheggi all’ospedale di Ponte a Niccheri fa imbufalire il personale e i sindacati. Nell’area riservata ai dipendenti dell’Osma, davanti alla Palazzina, parcheggiano infatti indisturbati, ormai da tempo, i frequentatori dell’ospedale che così evitano il pagamento del parcheggio e l’attraversamento della strada per nadare al posteggio dedicato all’utenza. Già il 29 maggio 2007 la Rappresentanza sindacale di base aveva segnalato il problema alla direzione sanitaria di zoan Osma «purtroppo senza esito». «La mancanza di controlli efficaci produce come effetto l’ingresso di estranei che si accodano alle auto dei dipendenti dopo l’apertura della sbarra con il badge. Nonostante l’amministrazione abbia annunciato la nomina del mobility manager previsto per legge, la gestione confusa dei parcheggi ha continuato a provocare disagi ignorati dai responsabili», dice Sergio Scortecci, rappresentante Rdb. «La disponibilità dei posti riservati ai dipendenti è stata così di molto ridotta e nella confusione, molti lavoratori, indotti in errore dall’apertura a richiesta della sbarra del parcheggio lato obitorio, classificata, pare, come Ztl, sono stati sanzionati con sostanziose multe — dice Scortecci—. Altri sono stati costretti invece a utilizzare il parcheggio a pagamento che speriamo sarà almeno rimborsato». «Chiediamo prioritariamente la soluzione del problema multe — conclude il sindacalista —. La mancata risposta alla nostra istanza di circa un anno è lì’esempio della disorganizzazione. Il direttore sanitario di zona si è trincerato dietro una disponibilità burocratica previa richiesta d’incontro da autorizzare dall’ufficio relazioni sindacali. Noi restiamo in attesa, ma non per molto, anche perché siamo convinti che la soluzione sarebbe più semplice trovarla in altre istanze».(I.U.)


11 aprile 2008 - Ansa

CASA: IN CORTEO CENTRO ROMA DOPO SGOMBERO TENDOPOLI

(ANSA) - ROMA, 11 APR - «Libero di resistere». È questo lo striscione che apre il corteo di vari movimenti di lotta per la casa romani, che è da poco partito da piazza dell'Esquilino e che si concluderà in piazza Madonna di Loreto, nel centro della capitale. La manifestazione, a cui stanno partecipando diverse centinaia di persone, è stata organizzata dopo lo sgombero, avvenuto martedì mattina, della tendopoli in piazza San Marco, nei pressi di piazza Venezia, messa su domenica dopo l'occupazione di uno stabile a Bufalotta. Lo sgombero della tendopoli aveva portato in carcere cinque attivisti, che però, nel primo pomeriggio di oggi, hanno ottenuto la scarcerazione. A partecipare al corteo ci sono le Rdb, Blocco Precario Metropolitano e movimenti di lotta per la casa romani, tra cui Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Comitato popolare lotta per la casa. Tanti gli striscioni portati in piazza, tra cui «Contro le rendite dei grandi costruttori, per il diritto alla casa e al reddito». A sfilare tanti giovani, ma anche stranieri, tutti insieme per la questione «dell'emergenza abitativa a Roma». È arrivato intorno alle 19 in piazza Madonna di Loreto il corteo dei manifestanti che chiedono «il diritto alla casa» e sostengono che «il bisogno va oltre ogni delibera», come recita uno degli striscioni esposti. Per tutto il corteo i partecipanti hanno atteso l'arrivo dei cinque attivisti arrestati martedì scorso, in seguito allo sgombero della tendopoli in piazza San Marco e per i quali è stata disposta oggi la scarcerazione. Ma i cinque si trovano, come detto dai manifestanti, ancora a Regina Coeli. Hanno partecipato al corteo il coordinatore nazionale Cub Pierpaolo Leonardi, il consigliere regionale Beppe Mariani e il candidato al Comune di Roma della Lista sinistra critica, Nando Simeone. Per consentire il passaggio del corteo, partito da piazza dell'Esquilino, sono state disposte le chiusure al traffico momentanee, ma la viabilità non ha risentito di particolari disagi.

AEROPORTI: BOLOGNA; RDB-CUB, BASTA CON LE INTIMIDAZIONI

(ANSA) - BOLOGNA - Nell'incontro con il direttore generale del 'Marconi', Armando Brunini, ''abbiamo stigmatizzato il comportamento dell'Aeroporto nei confronti di un sindacato maggioritario e abbiamo chiesto che cessino immediatamente le azioni di intimidazione messe in atto da alcuni dirigenti nei confronti degli iscritti RdB-Cub''. Lo ha reso noto Massimo Betti, della direzione nazionale RdB-Cub, sottolineando che ''l' occupazione di oggi rappresenta un segnale necessario nei confronti di chi calpesta i piu' elementari diritti sindacali. La nostra lotta continuera' fino al riconoscimento delle relazioni sindacali con la Cub''. ''Il fatto che la maggioranza assoluta dei lavoratori - aggiunge Betti - abbia sottoscritto una lettera nella quale non riconosce valido alcun accordo sindacale, se non siglato anche dalle RdB-Cub, dovrebbe far riflettere non solo le nostre controparti ma anche le forze politiche, che in questa campagna elettorale non hanno trovato il minimo spazio per il grave problema di mancanza di democrazia nei luoghi di lavoro''.

AEROPORTI: BOLOGNA; FINITA OCCUPAZIONE, FISSATO INCONTRO

(ANSA) - BOLOGNA - E' finita verso le 14 l'occupazione della direzione generale dell'aeroporto di Bologna. Lo ha reso noto la Sab, societa' di gestione dello scalo, dopo un accordo con le Rdb-Cub per la fissazione di un incontro martedi'. ''Un gruppo di una ventina di persone appartenenti alle Rdb-Cub'' ha ''fatto irruzione nella sede della societa' di gestione aeroportuale occupando gli uffici'', scrive la Sab, e il direttore generale ha diposto l'uscita anticipata dei lavoratori presenti negli uffici ''dal momento che - si legge nella nota - a causa di tale situazione, sono venute a mancare le condizioni di sicurezza''. ''Malgrado la palese illegittimita' dell'occupazione - prosegue la nota - la dirigenza della societa' si e' comunque offerta di incontrare, gia' martedi', una delegazione degli occupanti, laddove gli stessi avessero lasciato gli uffici occupati. Il gruppo ha accettato la proposta ed ha abbandonato la palazzina''. ''La societa' stigmatizza il comportamento degli occupanti, totalmente fuori dalla legge - conclude Sab - e ribadisce di non essere disponibile ad alcun tipo di confronto se non dentro le regole''.


11 aprile 2008 - Dire

CASA. OLTRE UN MIGLIAIO A CORTEO DEI MOVIMENTI DI LOTTA
ALLA MANIFESTAZIONE ANCHE I CINQUE OCCUPANTI LIBERATI

(DIRE) Roma, 11 apr. - E' appena partito da piazza dell'Esquilino il corteo di protesta indetto dopo lo sgombero della tendopoli in piazza San Marco e "per ribadire l'attenzione al tema dell'emergenza abitativa". Il corteo, oltre un migliaio di partecipanti, si sta dirigendo verso la destinazione di piazza Madonna del Loreto. Alla manifestazione hanno aderito diverse associazioni: da Action, presente Nunzio D'Erme, all'Asia-Rdb, fino al Blocco precario metropolitano, il Coordinamento popolare lotta per la casa e il Comitato obiettivo casa. "Siamo qui- ha spiegato Pasquale Nappo, dell'Asia-Rdb- per ribadire una nostra proposta, quella di prevedere il 15 per cento di case popolari sull'edilizia esistente e su quella prevista dal Piano regolatore generale e per protestare contro lo sgombero avvenuto martedi' mattina, che ha causato l'arresto di nove nostri compagni". Il corteo, aperto dallo striscione 'Liber@ di resistere', e' in attesa dell'arrivo degli ultimi cinque manifestanti liberati questo pomeriggio. Fra gli striscioni, campeggiano le scritte 'Case, diritti e dignita' per tutti' e 'La lotta per il diritto alla casa non si arresta'. Alla manifestazione e' presenta, fra gli altri, il consigliere regionale dei Verdi Peppe Mariani, presidente della commissione Lavoro: "Ci muoveremo su piu' direttrici- ha spiegato- nuovi alloggi, Ater e quote nelle nuove costruzioni. Da lunedi' sentiremo l'assessore alla Casa Bruno Astorre e il resto della giunta per trovare le modalita' e gli strumenti necessari per ripristinare la certezza di un percorso sul tema case popolari e emergenza abitativa".

CASA. ASIA-RDB: PRESTO LIBERI I CINQUE ATTIVISTI ARRESTATI
"SARANNO AL CORTEO DI OGGI POMERIGGIO ALL'ESQUILINO"

(DIRE) Roma, 11 apr. - "Il Gip Silvia Castagnoli non ha accolto le richieste cautelari nei confronti dei 5 attivisti arrestati lo scorso 8 aprile nel corso del violento sgombero della tendopoli allestita dai senza casa in piazza San Marco. Si attende pertanto la loro scarcerazione nella giornata di oggi". E' quanto si apprende da una nota diffusa da Asia-Rdb/Cub, che precisa: "Gli attivisti saranno presenti alla manifestazione cittadina indetta oggi per il diritto alla casa e al reddito, con corteo da piazza dell'Esquilino dalle 17".

AEROPORTO BOLOGNA. LE RDB OCCUPANO LA DIREZIONE GENERALE SAB
BETTI: E CI RESTIAMO FINCHE' NON ARRIVA LA PRESIDENTE GUALTIERI

(DIRE) Bologna, 11 apr. - Al grido di "Salario, diritti, dignita'", una trentina di lavoratori aderenti alle Rdb stanno "occupando la Direzione generale di Sab", la societa' di gestione dell'aeroporto Marconi di Bologna. Lo annuncia Massimo Betti, responsabile delle Rappresentanze sindacali di base, la sigla da tempo in rotta con i vertici di Sab. L'ultimo attrito risale a pochi giorni fa, quando il sindacato di base denuncio' che un suo delegato non aveva potuto tenere un'assemblea con i dipendenti di Koop Service, una delle ditte impegnate nei servizi di handling. Betti aveva promesso che il sindacato si sarebbe fatto sentire e oggi la Rdb sono passate alle vie di fatto: "Stiamo occupando la Direzione generale di Sab e rimaniamo qui ad oltranza finche' non arriva Gualtieri", la presidente della societa'. Il sindacato di base si e' presentato con bandiere e uno striscione che chiede "Liberta' sindacale", ma anche con 200 firme di "lavoratori dell'aeroporto che dicono: senza il coinvolgimento delle Rdb nessun accordo all'aeroporto verra' ritenuto valido", spiega Betti.

AEROPORTO BOLOGNA. RDB OCCUPA SEDE SAB, DIRETTORE LA EVACUA
BOCCIATO IL BLITZ, MA IL SINDACATO DI BASE RILANCIA LE SUE ACCUSE

(DIRE) Bologna, 11 apr. - Occupazione lampo della palazzina di Sab da parte di alcuni delegati di Rdb. La sede della societa' di gestione dell'Aeroporto Marconi di Bologna e' stata evacuata per decisione del direttore generale, Armando Brunini, che ha ritenuto che fossero venute meno le condizioni di sicurezza per i lavoratori presenti questa mattina nell'edificio. L'"irruzione" e' scattata intorno alle 11.30 ed e' terminata solo dopo che gli occupanti hanno ottenuto la convocazione di un incontro ufficiale con Brunini per martedi' prossimo. Ma Sab disapprova il metodo del sindacato di base: "La societa'- si legge in una nota- stigmatizza il comportamento degli occupanti, totalmente fuori dalla legge e ribadisce di non essere disponibile ad alcun tipo di confronto se non dentro le regole". Le Rdb, dal canto loro, spiegano che il blitz e' stato una manifestazione di protesta "contro il mancato riconoscimento dei diritti sindacali" ai lavoratori iscritti. Nel breve incontro con Brunini, riferiscono in una nota, i rappresentanti delle Rdb hanno "stigmatizzato il comportamento dell'aeroporto Marconi nei confronti del sindacato maggioritario e chiesto che cessino immediatamente le azioni di intimidazione messe in atto da alcuni dirigenti". Inoltre, fa sapere Massimo Betti, responsabile delle Rdb, "il fatto che la maggioranza assoluta dei lavoratori abbia sottoscritto una lettera nella quale non riconosce valido alcun accordo sindacale se non siglato anche dal sindacato di base dovrebbe far riflettere non solo le nostre controparti, ma anche le forze politiche che in questa campagna elettorale non hanno trovato il minimo spazio per il grave problema di mancanza di democrazia nei luoghi di lavoro". Intanto, questa mattina anche in Comune si e' parlato di Aeroporto durante il question time. Il sindaco Sergio Cofferati ha risposto ad una interpellanza dei consiglieri dell'altra sinistra confermando che il piano industriale e la situazione dei servizi a terra saranno presto oggetto di due diverse sedute di commissione. "E' importante- ha risposto l'indipendente del Prc, Valerio Monteventi- dopo tanto tempo avere questi due incontri in cui discutere dell'organizzazione del lavoro al Marconi". Anche alla luce delle segnalazioni dei lavoratori che continuano a denunciare "il ricorso eccessivo agli straordinari". Quanto alle risposte avute dal sindaco Monteventi osserva. E' difficile dire che siamo soddisfatti. Tutte le questioni rimangono aperte".


11 aprile 2008 - Omniroma

ESQUILINO, PARTITO CORTEO COMITATI LOTTA CASA

(OMNIROMA) Roma, 11 apr - «Paolo Di Vetta e gli altri 4 arrestati durante lo sgombero in piazza San Marco ci stanno raggiungendo. Tra poco saranno al corteo». Questo l'annuncio fatto dal furgone del Sound-System alla testa del corteo dei comitati di lotta per la casa partito pochi minuti fa da piazza dell'Esquilino e che dopo aver percorso via Cavour e via dei Fori Imperiali arriverà a piazza Madonna di Loreto. «Liberi di resistere» è lo striscione di apertura della manifestazione a cui per la prima volta dopo alcuni anni partecipano tutte le sigle che formano l'arcipelago dei Comitati di Lotta a Roma: Blocco precario metropolitano, Rdb, coordinamento cittadino di Lotta per la casa, comitato popolare di Lotta per la casa, comitato obiettivo Casa, rappresentanti di Action, tra cui Nunzio D'Erme e Andrea Alzetta insieme ai giovani dei centri sociali.

BUFALOTTA, BLOCCO PRECARIO: SCARCERATI OGGI ATTIVISTI ARRESTATI

(OMNIROMA) Roma, 11 apr - «Il Gip Silvia Castagnoli non ha accolto le richieste cautelari nei confronti dei 5 attivisti arrestati lo scorso 8 aprile nel corso del violento sgombero della tendopoli allestita dai senza casa in piazza San Marco. Si attende pertanto la loro scarcerazione nella giornata di oggi. Gli attivisti saranno presenti alla manifestazione cittadina indetta oggi per il diritto alla casa e al reddito, con corteo da Piazza dell'Esquilino dalle 17». Lo riferisce una nota diramata da Blocco precario metropolitano e Asia-Rdb Cub.


11 aprile 2008 - Apcom

LAZIO/ LOTTA CASA, ATTIVISTI ARRESTATI SARANNO SCARCERATI OGGI
Gip Silvia Castagnoli non ha accolto richieste cautelari

Roma, 11 apr. (Apcom) - Il gip del tribunale di Roma Silvia Castagnoli non ha accolto le richieste cautelari nei confronti dei 5 attivisti arrestati lo scorso 8 aprile nel corso del violento sgombero della tendopoli allestita dai senza casa della Bufalotta in piazza San Marco, al centro della Capitale. Si attende pertanto la loro scarcerazione nella giornata di oggi. Lo si legge in una nota del Blocco precario metropolitano-Asia Rdb-Cub.


11 aprile 2008 - Adnkronos

ROMA: OCCUPAZIONE ALLA BUFALOTTA, LIBERI 5 ATTIVISTI ARRESTATI

Roma, 11 apr. - (Adnkronos) - Il Gip di Roma Silvia Castagnoli non ha accolto le richieste cautelari nei confronti di 5 dei 7 attivisti arrestati lo scorso 8 aprile nel corso del violento sgombero della tendopoli allestita dai senza casa in piazza San Marco, vicino piazza Venezia a Roma. Come fanno sapere le RdB-Cub si attende la loro scarcerazione nella giornata di oggi. Gli attivisti, che facevano parte dei 400 occupanti della Bufalotta spostatisi poi a piazza Venezia, saranno presenti alla manifestazione cittadina indetta oggi per il diritto alla casa e al reddito, con corteo da Piazza dell'Esquilino dalle ore 17.00.


11 aprile 2008 - Agi

EMERGENZA CASA: GIP ROMA, LIBERI ATTIVISTI 'BLOCCO PRECARIO'

(AGI) - Roma, 11 apr. - Lasceranno il carcere di Regina Coeli nelle prossime ore i cinque attivisti del 'Blocco Precario Metropolitano' arrestati tre giorni fa per resistenza aggravata nel corso dello sgombero della tendopoli allestita dai senza casa in piazza San Marco. Il gip Silvia Castagnoli, pur convalidando gli arresti, ha ritenuto di non accogliere le richieste di misura cautelare (tre in carcere e due ai domiciliari) avanzate dal pm Andrea De Gasperis nei confronti di Luca Blasi, Paolo Di Vetta, Mario Coniglio, Ivano Imperio e Carmine Arcidiacono. Soddisfatto l'avvocato Marco Lucentini, secondo il quale gli indagati, che torneranno in liberta' in giornata tanto da essere presenti alla manifestazione indetta per il diritto alla casa e al reddito con corteo da piazza dell'Esquilino dalle 17, hanno respinto ogni accusa.

AEROPORTO BOLOGNA: RDB-CUB OCCUPANO DIREZIONE GENERALE

(AGI) - Roma, 11 apr. - Quaranta delegati RdB-CUB hanno occupato la Direzione generale dell'aeroporto Marconi di Bologna. Lo riferisce in una nota Massimo Betti della Direzione nazionale RdB; la notizia dell'occupazione e' confermata dall'aeroporto Marconi. All'origine della protesta, il fatto che non sarebbero riconosciuti i diritti del sindacato "presente in aeroporto con oltre 150 iscritti": "Volevamo consegnare alla Presidente del CdA dell'aeroporto le 200 firme dei lavoratori aeroportuali con cui viene dichiarato nullo ogni accordo sindacale sottoscritto solo da Cgil Cils e Uil e non dalle RdB-CUB - spiega Betti - Come sempre la Presidente Gualtieri non si e' vista al lavoro e abbiamo deciso di occupare fino a quando non saremo ricevuti". "La Presidenza dell'aeroporto sembra tenere piu' alla tutela di chi oggi e' indagato per corruzione, che alla democrazia sindacale - prosegue Betti - e tutto cio' e' inaccettabile. Il diritto dei lavoratori di organizzarsi con il sindacato che preferiscono non puo' essere messo in discussione in alcun modo. Per questo nei giorni scorsi avevamo fatto un appello alle forze politiche che hanno a cuore la democrazia nei luoghi di lavoro, alle quali chiediamo di sostenere la nostra situazione', conclude il dirigente RdB-CUB.

AEROPORTO BOLOGNA: TERMINATA OCCUPAZIONE RDB-CUB, SI' A INCONTRO

(AGI) - Bologna, 11 apr. - E' terminata attorno alle 14, dopo oltre due ore, l'occupazione della Direzione generale dell'Aeroporto Marconi di Bologna a a cui hanno partecipato - secondo fonti sindacali - 40 delegati RdB-CUB. I delegati, che protestavano contro il mancato riconoscimento dei diritti sindacali, hanno incontrato il Direttore generale Brunini, con il quale e' stato fissato un incontro che si terra' il prossimo martedi' 15 aprile alle ore 15.00. Nel breve colloquoi con Brunini, i sindacati di base "hanno stigmatizzato il comportamento dell'aeroporto Marconi nei confronti di un sindacato maggioritario, ed hanno chiesto che cessino immediatamente le azioni di intimidazione messe in atto da alcuni dirigenti nei confronti degli iscritti RdB-CUB" (in totale oltre 150). "L'occupazione di oggi rappresenta un segnale necessario nei confronti di chi calpesta i piu' elementari diritti sindacali - ha dichiarato Massimo Betti della Direzione nazionale RdB-CUB - La nostra lotta continuera' fino al riconoscimento delle relazioni sindacali con la Cub". "Il fatto che la maggioranza assoluta dei lavoratori abbia sottoscritto una lettera nella quale non riconosce valido alcun accordo sindacale se non siglato anche dalle RdB-CUB - prosegue Betti -dovrebbe far riflettere non solo le nostre controparti ma anche le forze politiche, che in questa campagna elettorale non hanno trovato il minimo spazio per il grave problema di mancanza di democrazia nei luoghi di lavoro", conclude il responsabile RdB-CUB. Dal canto suo, l'Aeroporto Marconi in una nota, fa riferimentio a una ventina di occupanti che hanno fatto irruzione irruzione negli uffici della sede della societa' di gestione aeroportuale. "Dal momento che, a causa di tale situazione, sono venute a mancare le condizioni di sicurezza per i lavoratori presenti negli uffici - commenta l'Aeroporto - il direttore generale ne ha disposto l'uscita anticipata". Malgrado la palese illegittimita' dell'occupazione, prosegue la nota del Marconi, "la dirigenza della societa' si e' comunque offerta di incontrare, gia' martedi', una delegazione degli occupanti". La societa' stigmatizza il comportamento degli occupanti, totalmente fuori dalla legge, e ribadisce di non essere disponibile ad alcun tipo di confronto se non dentro le regole.


11 aprile 2008 - Asca

CATANZARO/ASP: FIRMATI CONTRATTI DIRIGENZA MEDICA EX AS 6

(ASCA) - Catanzaro, 11 apr - ''Impegno mantenuto''. E' il primo commento di molti dirigenti medici e veterinari che questa mattina, nella sede degli Uffici Amministrativi dell'ex Azienda sanitaria n. 6, hanno firmato i contratti, relativi agli incarichi loro conferiti nell'anno 2005. ''Finalmente, hanno sottolineato i sanitari presenti, siamo riusciti a raggiungere quel risultato per il quale ci stiamo battendo da anni''. Sulla contrattualizzazione degli incarichi, passo obbligato prima di procedere con il nuovo Atto aziendale, il Commissario Straordinario, Angela Di Tommaso, nei giorni scorsi aveva preso precisi impegni e sottoscritto protocollo d'intesa con le organizzazioni sindacali di categoria (Anaao-Assomed, Rdb-Cub, Cimo-Asmd, Aipac, Aaroi, Civemp, Cgil Medici, Cisli Medici, Anpo); impegni che ora si stanno concretizzando nei tempi previsti. Angela Di Tommaso ha confermato che con la busta paga di aprile sara' erogato a tutti un acconto sulle retribuzioni di risultato, relativamente agli anni 2004, 2005 e 2006. Contemporaneamente, sono state avviate le procedure di valutazione dei dirigenti, a seguito delle quali gli Uffici amministrativi dovranno effettuare i relativi conguagli. Anche in questo caso, i tempi imposti dal Commissario straordinario sono veramente ristretti: 22 aprile per l'invio delle schede di valutazione; fine maggio per la chiusura dei residui. Pienamente soddisfatti i delegati del Sindacato Medici Italiani (SMI) e di Federazione Medici. I contratti firmati questa mattina da Angela Di Tommaso rappresentano, quindi, il primo passo del processo di integrazione in atto.


11 aprile 2008 - Dedalo news

Bologna: stamattina occupata direzione aeroporto Marconi

Bologna - Stamattina quaranta delegati del sindacato RdB-CUB hanno occupato la direzione generale dell’aeroporto "Marconi" di Bologna. Come ha reso noto Massimo Betti della Direzione nazionale RdB, sigla che vanta 150 iscritti tra i lavoratori del "Marconi", la protesta è tesa al riconoscimento dei diritti sindacali all’interno dello scalo bolognese. Sembra che la SAB, la la società che gestisce l’aeroporto, non riconosca la RdB-CUB limitandosi a siglare accordi sindacali solo con Cgil Cils e Uil. Come ha poi reso noto la stessa Sab, la protesta è rientrata alle ore 14.00, quando la direzione ha fissato per martedì prossimo un incontro con il sindacato dei manifestanti.


11 aprile 2008 - Sassuolo 2000

Marconi Bologna: terminata nel primo pomeriggio occupazione Rdb-Cub

Bologna - E' terminata attorno alle 14, dopo oltre due ore, l'occupazione della Direzione generale dell'Aeroporto Marconi di Bologna a a cui hanno partecipato - secondo fonti sindacali - 40 delegati RdB-Cub. I delegati, che protestavano contro il mancato riconoscimento dei diritti sindacali, hanno incontrato il Direttore generale Brunini, con il quale è stato fissato un incontro che si terrà il prossimo martedì 15 aprile alle ore 15.00. Nel breve colloquoi con Brunini, i sindacati di base "hanno stigmatizzato il comportamento dell'aeroporto Marconi nei confronti di un sindacato maggioritario, ed hanno chiesto che cessino immediatamente le azioni di intimidazione messe in atto da alcuni dirigenti nei confronti degli iscritti RdB-CUB" (in totale oltre 150). "L'occupazione di oggi rappresenta un segnale necessario nei confronti di chi calpesta i più elementari diritti sindacali - ha dichiarato Massimo Betti della Direzione nazionale RdB-CUB - La nostra lotta continuerà fino al riconoscimento delle relazioni sindacali con la Cub". "Il fatto che la maggioranza assoluta dei lavoratori abbia sottoscritto una lettera nella quale non riconosce valido alcun accordo sindacale se non siglato anche dalle RdB-CUB - prosegue Betti - dovrebbe far riflettere non solo le nostre controparti ma anche le forze politiche, che in questa campagna elettorale non hanno trovato il minimo spazio per il grave problema di mancanza di democrazia nei luoghi di lavoro", conclude il responsabile RdB-CUB. Dal canto suo, l'Aeroporto Marconi in una nota, fa riferimentio a una ventina di occupanti che hanno fatto irruzione irruzione negli uffici della sede della società di gestione aeroportuale. "Dal momento che, a causa di tale situazione, sono venute a mancare le condizioni di sicurezza per i lavoratori presenti negli uffici - commenta l'Aeroporto - il direttore generale ne ha disposto l'uscita anticipata". Malgrado la palese illegittimità dell'occupazione, prosegue la nota del Marconi, "la dirigenza della società si è comunque offerta di incontrare, già martedì, una delegazione degli occupanti". La società stigmatizza il comportamento degli occupanti, totalmente fuori dalla legge, e ribadisce di non essere disponibile ad alcun tipo di confronto se non dentro le regole.


11 aprile 2008 - Liberazione

Roma, ancora in carcere i senza casa della Bufalotta. Oggi sit-in di solidarietà

Roma - Sono ancora nel carcere romano di Regina Coeli, Lucone Patata e Paolo. Fermati con altri sei attivisti del Blocco precario metropolitano e Asia-Rdb dopo lo sgombero violento della tendopoli allestita in piazza San Marco, i tre resteranno in carcere ancora stanotte.
Il Gip deciderà oggi se mantenere le misure cautelari, per 5 dei nove arrestati, chieste dal pm De Gasperis. L'accusa è «resistenza e lesioni», nonostante tutte le immagini dello sgombero pubblicate dai giornali mostrino gente trascinata via di peso dalla polizia e caricata sulle camionette. La «Pericolosità sociale» è il pretesto per trattenere tre persone in carcere e altre due ai domiciliari. Così, per l'ennesima volta ha funzionato l'assurda equazione per cui chi si impegna nelle lotte sociali viene considerato un soggetto socialmente pericoloso e per questo limitato della sua libertà personale.
Sull'occupazione simbolica degli appartamenti della Bufalotta, da cui è nata poi la tendopoli a piazza Venezia, la procura ha avviato un'indagine a parte, per invasione di edifici. Si presume quindi che oltre ai nove fermi, arriveranno altre denunce. Questa sembra essere la risposta che il Viminale e Francesco Rutelli, forse futuro sindaco di Roma, vuol dare ai movimenti.
Il messaggio è arrivato chiaro agli attivisti che martedì mattina sono stati svegliati nelle tende dalla polizia a manganellate e trascinarti in carcere.
Tra di loro anche la ragazza incinta portata in ospedale con due costole rotte. Questo è il volto di Roma negli ultimi giorni di campagna elettorale, per nascondere uno dei problemi più pressanti di una città in cui ogni giorno vengono emessi 28 provvedimenti di sfratto.
L'altro ieri c'è stata un'affollatissima assemblea proprio a piazza San Marco, dov'era stata allestita la tendopoli. Oggi, resta confermata la manifestazione cittadina che partirà dal quartiere Esquilino alle 17 per raggiungere piazza Venezia.


11 aprile 2008 - Il Manifesto

Roma, i senzacasa occupano il comitato «per Francesco»
La protesta contro lo sgombero della tendopoli di piazza Venezia. Che ricompatta tutta la sinistra. Oggi il corteo e la decisione sugli arresti
di Cinzia Gubbini

Roma - «La lotta per il diritto alla casa non si arresta». Ieri una cinquantina di persone del Blocco precario metropolitano si sono fatte vedere al comitato di Rutelli, in via Pacinotti a Roma: un'occupazione simbolica, hanno spiegato, ma con una richiesta precisa. E cioè che il centrosinistra prendesse impegni precisi sulla questione dell'emergenza abitativa a Roma prima delle elezioni. Un problema sociale, quello della mancanza di abitazioni a prezzi accessibili, che di fatto è finita nell'urna in modo dirompente quando domenica scorsa 400 famiglie hanno occupato per un giorno un cantiere alla Bufalotta. I movimenti di lotta per la casa sono una delle poche cose rimaste vitali anche sotto il periodo di melassa veltroniana, e nonostante più d'uno a sinistra avrebbe preferito che la questione venisse gestita con meno clamore in questa difficile partita elettorale c'era da aspettarsi che, invece, la bomba esplodesse. E così è stato. Solo che è andata a finire male, con un sgombero all'alba di martedì del presidio allestito dal Blocco a piazza Venezia e ben 9 arresti, di cui 5 confermati dal pm. Proprio stamattina, alle 9,30, si svolgerà l'udienza di convalida davanti al gip a Regina Coeli. Poi nel pomeriggio un corteo che partirà dalle 17 da piazza Esquilino - a cui hanno aderito tutti i comitati romani di lotta per la casa e i centri sociali - per chiedere soluzioni immediate all'emergenza abitativa e la scarcerazione delle persone arrestate.
Lo sgombero violento, però, ha messo di nuovo tutti d'accordo a sinistra: di «violenza spropositata» ha parlato subito la Sinistra Arcobaleno alleata di Rutelli. Di nuovo ha avuto un ruolo importante anche la voce del prefetto di Roma Carlo Mosca, che nonostante lo sgombero ha avviato un tavolo di consultazione con i movimenti, i sindacati e i rappresentanti degli imprenditori. Così ieri l'incontro con il comitato elettorale rutelliano nasceva sotto buoni auspici. A parlare con i manifestanti si sono precipitati la coordinatrice della campagna elettorale per SinArc Patrizia Sentinelli, insieme a importanti esponenti locali dell'universo Pd come Lionello Cosentino, Silvio Di Francia e Michele Civita. Alla fine dell'incontro un comitato per assicurare che «la nuova amministrazione» si impegnerà sulle politiche abitative e che «servono case anche ad affitto concordato e a canone sociale» oltre a «nuovi strumenti per affrontare il problema». «Ci sembra ci sia la disponibilità a dare vita a un nuovo inizio», ha commentato Guido Lutrario del Blocco Precario. Chiaramente dal comitato elettorale è anche arrivata una condanna al metodo delle occupazioni.
E questo sarà uno dei punti di confronto se Rutelli conquisterà il Campidoglio. Lui, d'altronde, ieri ha fatto una scelta ben precisa recandosi a parlare con le famiglie acquirenti degli appartamenti alla Bufalotta. Gli occupanti appena hanno saputo che le case erano già di proprietà di famiglie di ceto medio neanche hanno messo piede negli appartamenti. Ma si sa, la politica ricama, soprattutto in campagna elettorale e si è molto parlato di guerra tra poveri Rutelli non è da meno e ieri di fronte alle famiglie in questione ha ribadito che «nun se po' fa» e che lui rimane contro le occupazioni.


11 aprile 2008 - Corriere della Sera

Senzacasa In pressing
Gli occupano il loft, lui ripete: «Nun se pò ffa'»

Roma - Continua il pressing dei senzacasa, ieri hanno preso di mira Rutelli. E il candidato sindaco, mentre il movimento dei senzacasa gli occupava il comitato elettorale e poi si ritirava al termine di un incontro avuto con una delegazione guidata da Patrizia Sentinelli vicesindaco in pectore, ha risposto dalla Bufalotta prendendo a testimoni i proprietari degli appartamenti presi di mira dai senzacasa: «Occupare case? Nun se pò ffa'...».
Con una mossa a sorpresa i senzacasa di «Blocco precario metropolitano» e Asia-Rdb si sono presentato nel loft elettorale del comitato Rutelli all'Ostiense, chiedendo udienza. In quel momento Rutelli era però impegnato nella sede della stampa estera con i sindaci di Parigi Delanoe e di Barcellona Maragall. A dialogare con i senzacasa sono stati Patrizia Sentinelli (Prc) insieme all'assessore uscente alla cultura Silvio Di Francia, Lionello Cosentino e Michele Civita.
Al termine le valutazioni. Giudicato «positivo » l'incontro dai senzacasa che hanno ricordato la necessità, avallata dal prefetto, di aprire «un tavolo di confronto con le istituzioni e i costruttori». «Abbiamo ottenuto un incontro - ha spiegato Guido Lutrario, del Bpm - dal quale emerge la disponibilità a riaprire una discussione sul problema casa e la necessità di aprire un dialogo con tutti i movimenti per la casa». I senzacasa hanno poi ricordato che oggi si terrà una manifestazione unitaria di tutti i movimenti per la casa che comincerà da piazza Esquilino alle 17. Per stamani alle 9,30 attendono poi la decisione del Gip sui cinque arrestati rimasti a Regina Coeli.
Con un comunicato il comitato Rutelli ha ricordato che nel loro programma il tema casa è una «priorità», «a partire dal rilancio dell'edilizia resiodenziale pubblica» e che «in questo quadro la nuova amministrazione procederà da subito alla verifica dell'attuazione della delibera 110 approvata nel 2006». «Tutto questo - ha concluso il comitato Rutelli - in un quadro di rispetto della legalità, che rifiuti con nettezza la scelta delle occupazioni».
Concetto che in serata è stata ripetuto alla Bufalotta dal candidato sindaco. «Nun se po' fà...».(P.Br.)


11 aprile 2008 - Il Messaggero

Roma - Dopo aver occupato appartamenti...
di DAVIDE DESARIO

Roma - Dopo aver occupato appartamenti privati già venduti alla Bufalotta. Dopo aver invaso piazza Venezia con una tendopoli. Ieri i manifestanti del Blocco precario metropolitano hanno effettuato un’occupazione simbolica al comitato elettorale del Pd. Volevano un incontro e l’hanno ottenuto. Ma non con Francesco Rutelli il quale nel pomeriggio è andato alla Bufalotta e ha parlato a lungo ai proprietari delle case occupate domenica: «La cosa più importante è il rispetto della legalità - ha detto il candidato del Pd - Se sarò sindaco userò la vostra brutta nottata per dire: nun se po’ fa’».
Il blitz di una cinquantina di ragazzi alla guida dei quali c’era Angelo Fascetti è durato nemmeno due ore. E’ scattato alle 13,30 e si è concluso alle 15. I manifestanti si sono sdraiati all’interno dei locali in via Pacinotti, con striscioni e manifesti, pretendendo un incontro. Sul posto è giunta prima la Digos, poi una volante della polizia. Dopo l’arrivo della coordinatrice della sinistra Arcobaleno, Patrizia Sentinelli, l’incontro è stato concesso. Hanno preso parte oltre a quattro manifestanti anche Lionello Cosentino, Michele Civita e Silvio Di Francia. «Una riapertura positiva del dialogo - ha detto al termine dell’incontro Guido Lutrario, oggi con BPM e ieri con Action - Ci sembra che ci sia la disponibilità a dare vita ad un nuovo inizio».
Immediato il commento di Gianni Alemanno: «La contiguità che il centrosinistra di Rutelli ha sempre avuto con gli estremisti di sinistra che fanno le occupazioni - ha detto il candidato del Pdl - ha provocato oggi l'inevitabile epilogo dell'occupazione del suo comitato».


11 aprile 2008 - EPolis Roma

Il blitz. Sit-in di Blocco precario metropolitano e Asia Rdb al comitato del candidato sindaco del Pd
Senza casa occupano la sede di via Pacinotti
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Roma - Si è conclusa con la riapertura del dialogo sull'emergenza abitativa con il centro-sinistra l'occupazione del comitato elettorale di Rutelli da parte di un'ottantina di senza casa aderenti al Blocco precario metropolitano e ad Asia Rdb, reduci dall'occupazione della Bufalotta e dallo sgombero di piazza Venezia di martedì scorso. Obiettivo dell'occupazione simbolica di ieri in via Pacinotti, ottenere un incontro con una delegazione del comitato elettorale di Rutelli, per aprire un discorso comune sulla casa che, a detta dei movimenti di lotta per la casa, non era stato garantito dopo lo sgombero della tendopoli di piazza Venezia. Un incontro di mezzora fra i rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa, fra cui Guido Lutrario del Blocco precario metropolitano e Angelo Fascetti di Asia Rdb, ricevuti da una delegazione del comitato elettorale di Rutelli, composto da Patrizia Sentinelli, Silvio Di Francia, Lionello Cosentino, Michele Civita. «Una riapertura positiva del dialogo, dopo la vicenda degli arresti di piazza Venezia, le cariche della polizia a seguito della mancata approvazione dell’ordine del giorno sulla casa all’ultima seduta del consiglio comunale. Ci sembra che ci sia la disponibilità a dare vita ad un nuovo inizio», ha detto Guido Lutrario del Blocco precario metropolitano, aggiungendo che dopo l'occupazione alla Bufalotta non c'era stato alcun incontro. L'Asia Rdb fa sapere che l'occupazione è avvenuta perché "le famiglie contestano a Rutelli di aver espresso solidarietà unicamente ai legittimi proprietari degli appartamenti presidiati alla Bufalotta e di non essersi espresso né sul dramma dei senza casa, né sugli ingiustificati arresti di Piazza Venezia". Oggi alle 9.30 l'udienza a Regina Coeli per i cinque senza casa in custodia cautelare dopo lo sgombero di piazza Venezia. Alle 17 all'Eesquilino la manifestazione unitaria dei movimenti per la casa.(P.A.)


11 aprile 2008 - L'Unità

LA PROTESTA
Dalla Bufalotta al Comitato per Rutelli

Roma - ENNESIMA iniziativa del Blocco Precario Metropolitano: dopo aver occupato alcune palazzine alla Bufalotta e, poi, aver montato le tende a Piazza Venezia, ieri, verso l’una del pomeriggio, in cinquanta, hanno fatto irruzione nella sede del Comitato per Rutelli. Tra loro, due leader del movimento (quelli che non sono in prigione per gli sconti di Piazza Venezia), i ragazzi dei centri sociali e alcune famiglie. L’iniziativa è terminata dopo un incontro con Michele Civita, Patrizia Sentinelli, Silvio Di Francia e Lionello Cosentino. «Siamo soddisfatti delle loro parole» hanno detto i due del Blocco.


11 aprile 2008 - La Repubblica

La protesta del gruppo della Bufalotta
E il "presidio per la casa" occupa il loft di Rutelli

Roma - Una cinquantina di aderenti del Blocco precario metropolitano, il gruppo che domenica scorsa ha occupato e poi lunedì lasciato un palazzo alla Bufalotta, ha occupato l´androne della sede del comitato elettorale di Francesco Rutelli. Alla base del presidio, la richiesta di una presa di posizione di Rutelli sul tavolo convocato dal prefetto di Roma Carlo Mosca sul problema casa. «La cosa più importante è il rispetto della legalità. Se sarò sindaco userò la vostra brutta nottata per dire: Nun se po fa´», ha ribattuto Rutelli.

Sindaci d´Europa per Rutelli
Da Delanoë a Maragall: "Noi tifiamo per lui" La visita a Roma del primo cittadino di Parigi e dell´ex di Barcellona
di GIOVANNA VITALE

Roma - Dalla presentazione di un piano per eliminare le buche, riasfaltare 5mila chilometri di strade e mettere in sicurezza i parcheggi di scambio al progetto di realizzare di «19 centri di creatività, ossia 19 piccoli auditorium, in ciascun municipio» illustrato all´ex sindaco di Barcellona Pasqual Maragall e al sindaco di Parigi Bertrand Delanoë, venuti in città per sostenere la sua candidatura perché «è importante che i leader siano animati da disinteresse personale ed è per questo che scelgo Rutelli per Roma e Veltroni per l´Italia» dice il primo cittadino della capitale francese. Dalla colazione con Renato Zero per rilanciare e ampliare il progetto Fonopoli, così da farlo diventare «un centro di formazione che dia lavoro ai ragazzi», all´assemblea con la Confesercenti per parlare di decoro, mobilità, lotta all´abusivismo commerciale.
Una giornata intensissima per Francesco Rutelli, durante la quale ha trovato anche il tempo per incassare l´intenzione di voto di Pietro Ingrao e Francesco Cossiga, e querelare Maurizio Gasparri che lo aveva accusato di essere - insieme a Veltroni - finanziatore di centri sociali dove si spaccia droga e si pratica violenza nonché collettore di consensi dei fiancheggiatori del terrorismo. Con tanto di fuori programma quando una cinquantina di aderenti al Blocco precario metropolitano, il gruppo che domenica scorsa ha occupato un palazzo alla Bufalotta, ha fatto irruzione nella sede del suo comitato elettorale e non se n´è andato via finché non è stato ricevuto da una delegazione (Patrizia Sentinelli, Lionello Cosentino e Michele Civita) per parlare dell´emergenza casa.
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11 aprile 2008 - DNews Roma

L’incontro La consigliera Pizzo in visita a Regina Coeli
Manifestanti arrestati la denuncia: dormono su materassi per terra
Oggi la convalida del fermo da parte del gip Castagnoli. Il pm ha chiesto 5 ordinanze di custodia per gli scontri dopo lo sgombero scattato in piazza San Marco
di Beatrice Nencha

Roma - Per i cinque attivisti del Blocco Precario Metropolitano - tra cui Paolo Di Vetta, Luca Blasi e Marco Coniglio dell’Horus - ieri è stata la terza notte trascorsa nel carcere di Regina Coeli dopo lo sgombero della tendopoli in piazza San Marco. Il gup Silvia Castagnoli oggi dovrebbe decidere se convalidare o meno le ordinanze dicustodia cautelare (3 in carcere, 2 ai domiciliari) richieste dal pm Andrea De Gasperis. A denunciare le condizioni "ai limiti delle vivibilità" del penitenziario di via della Lungara sono state la consigliera regionale Anna Pizzo che, insieme alla parlamentare Graziella Mascia (Sa), hanno incontrato gli esponenti del movimento di lotta per la casa. «I ragazzi arrestati sono stati sistemati nella stanza dei computer, attualmente adibita a cella carceraria date le condizioni di sovraffollamento del carcere. Dormono su materassi adagiati a terra insieme con altri detenuti», ha raccontato la Pizzo. Che auspica la loro immediata scarcerazione "anche alla luce delle condizioni di invivibilità in cui versa l’istituto di pena". In mattinata, intanto, una cinquantina di manifestanti ha presidiato il comitato elettorale di Rutelli, in via Pacinotti. «Abbiamo ottenuto un incontro - hanno affermato - per sapere come intendono porsi rispetto all’istituzione del tavolo sulla casa promosso dal prefetto Mosca e sul tema dell’edilizia residenziale pubblica. E per chiedere una presa di posizione sulla gestione dell’ordine pubblico che ha portato all’arresto di 9 persone».

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Bufalotta occupata: giorni di polemiche, tendopoli e proteste

La polemica nasce domenica scorsa nel quartiere della Bufalotta quando il Blocco Precario Metropolitano ha occupato un complesso residenziale a largo Visconti. Un’azione dimostrativa, dicono i portavoce tra cui Paolo Di Vetta e Luca Blasi. Il giorno dopo la protesta passa a piazza Venezia, dove i manifestanti arrivano e montano una tendopoli. La mattina dopo lo sgombero, «una vera carica», annunciano dal Blocco Metropolitano. Di contro la polizia porta al commissariato nove attivisti. I nove vengono portati nel pomeriggio a Regina Coeli.(B.N.)


11 aprile 2008 - Il Tempo

Casa: occupato il comitato del candidato sindaco
Rutelli: «Strade più sicure e telecamere nei parcheggi»
Penultima giornata di campagna elettorale con colpo di scena per Francesco Rutelli. Iniziata in tarda mattinata con la presentazione del piano di manutenzione stradale e di sicurezza dei parcheggi di scambio

di Susanna Novelli

Roma - ....
Dal piano di manutenzione stradale all'incontro con i sindaci di Parigi e Barcellona (nella foto in alto a destra), Bertrand Delanoe e Pasqual Maragall, poi l'imprevista «occupazione» del comitato Rutelli da parte di una cinquantina di rappresentanti di Asia Rdb e Blocco precario metropolitano, gli stessi dell'occupazione di domenica scorsa alla Bufalotta, ricevuti poi da una delegazione composta da Patrizia Sentinelli (coordinatrice della camapgna elettorale della Sinistra arcobaleno), Lionello Cosentino e Michele Civita. Gli «occupanti» hanno poi lasciato il comitato intorno alle 17.30. Lapidario il commento di Rutelli: «Nun se po' fa'».


11 aprile 2008 - Libero

Rutelli "occupato" dai suoi stessi alleati
di FRANCESCO DI MAJO ESTER MIELI

Roma - Visto che con le case della Bufalotta gli era andata male, ieri circa 60 attivisti dei movimenti di lotta per la casa hanno occupato il Comitato elettorale di Francesco Rutelli di via Pacinotti. Gli attivisti di Asia Rdb e Blocco precario metropolitano hanno affisso striscioni e non hanno "levato le tende" finché non sono stati ricevuti. Rutelli era intento nei suoi incontri elettorali, quindi i manifestanti sono stati ascoltati da una delegazione del Comitato. Dopo le parole del Prefetto Carlo Mosca e la richiesta dell'apertura di un tavolo di concertazione sul tema dell'abitazione, anche Rutelli ha dovuto cedere alle pressioni e, dopo una lunga trattativa, i suoi emissari hanno rilasciato una dichiarazione nella quale il prossimo sindaco, se dovesse essere Rutelli, avrà come priorità l'emer genza casa e la sua soluzione. La delegazione di Riciccio era composta da Patrizia Sentinelli, Silvio Di Francia, Michele Civita e Lionello Cosentino, mentre dall'altra parte c'era Guido Lutrario del Blocco precario metropolitano, lo stesso che l'altro ieri aveva incontrato Mosca in Prefettura. «In merito alle istituzioni che vogliono la difesa della legalità», ha commentato Lutrario, «noi contrapponiamo la crescita dei numeri delle persone in difficoltà che si traduce nelle occupazioni diffuse nella città». Per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, Rutelli nel pomeriggio andato dai proprietari delle case di via Luchino Visconti (alla Bufalotta) per rassicurarli dicendo che «si deve parlare con tutti anche se non condivido chi occupa una casa che è già di qualcun altro o di chi magari sta in graduatoria e ne ha diritto». Intanto 5 dei 9 arrestati l'al tro ieri rimangono ancora a Regina Coeli, nell'attesa di essere rilasciati. «I cinque ragazzi arrestati sono stati sistemati alla meno peggio nella stanza dei computer, attualmente adibita a cella carceraria date le condizioni di sovraffollamento del carcere, e dormono sopra materassi adagiati a terra insieme ad altri carcerati», ha reso noto Anna Pizzo, consigliere regionale di Sinistra Arcobaleno in Regione.


11 aprile 2008 - Il Sole 24 Ore

La macchina del Fisco. Il contratto è stato firmato ieri da Aran, sindacati confederali e Rdb
Agenzie, raggiunta l'intesa
Aumento di 116 euro al mese e licenziamento per i corrotti
di Antonio Criscione

ROMA - Firmato ieri dall'Aran e dai sindacati confederali e dalla Rdb il contratto dei dipendenti delle agenzie Fiscali con 116 euro di aumento mensile medio per 13 mensilità. Questo mentre l'impegno richiesto ai lavoratori del settore finanziario aumenta sensibilmente, come si vede dai piani operativi delle agenzie fiscali che in questi giorni vengono presentati alle organizzazioni sindacali.
Il contratto
L'accordo raggiunto (per la parte economica) riguarda il biennio 2006-2007 e l'aumento – che potrebbe partire dal maggio 2008 – vedrà la corresponsione dell'arretrato che (per un dipendente di terza fascia) dovrebbe tradursi in una somma intorno ai 2.000 euro lordi. Ma le organizzazioni che hanno firmato l'accordo (Confederali e Rdb, sigla inizialmente contraria all'intesa) hanno concordato una serie di dichiarazioni congiunte su alcuni punti come il reintegro e l'indennizzo per il dipendente licenziato a seguito di una vicenda penalmente rilevante e un chiarimento sulla restituzione ai dipendenti, sotto forma di premio alla produttività, delle risorse che vengono tolte a chi si assenta per meno di 15 giorni. Sul fronte dei confederali spiega Roberto Cefalo (Uil-Pa): «Non era possibile intervenire sul testo del contratto, ma le dichiarazioni congiunte hanno permesso di fare chiarezza su una serie di punti, come, per esempio, le assenze per ma-lattia, che non vanno, in linea di principio,assimilate all'assenteismo ». E per Stefania Silveri (FpsCisl):«L'accordo raggiunto è importante perché ci ha permesso di non perdere un biennio economico e l'abbiamo fatto con il consenso della maggioranza dei lavoratori. Dal punto di vista giuridico non ci sono grosse novità se non sul piano disciplinare, ma che non riguarda solo le agenzie ». Dal punto di vista dei "contrari" restano ancora Salfi e Flp. Il segreterario del Salfi, Sebastiano Callipo, afferma: «Non abbiamo sottoscritto un contratto che offende la nostra professionalità e la nostra dignità, sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo giuridico».
Piani e convenzioni
Il confronto fra organizzazioni sindacali e vertici dell'amministrazione finanziaria si sposta ora sul fronte delle convenzioni e dei piani aziendali. Mercoledì è stato, infatti, presentato quello dell'agenzia delle Dogane e stamattina quello delle Entrate. Secondo voci circolate in questi giorni ci sarebbe una possibilità che le convenzioni con il ministero dell'Economia, attraverso il Dipartimento delle Finanze, possano essere sottoscritte già nella giornata di oggi. Unanime su questo fronte il no dei sindacati, che ritengono inopportuna una scelta di questo tipo senza nessun tipo di confronto preventivocon le rappresentanze dei lavoratori. Le convenzioni, oltre ai piani aziendali, contengono in genere una serie di importanti protocolli sul raggiungimento dei risultati prefissati, che non sono di importanza minore rispetto ai piani. Almeno per i lavoratori finanziari.
Quanto ai piani è previsto un generale incremento delle prestazioni. Il piano dei controlli del-le Entrate era stato già in parte reso noto (si veda «Il Sole 24 Ore» del 23 gennaio) e vede l'incremento degli atti di accertamento da 350mila del 2007 a 394 mila del 2008 (per arrivare a 500mila nel 2010). Un incremento sostanziale è previsto anche per il numero di accertamenti fiscali assistito da indagini tributarie che passerà dai 3mila del 2007 ai 5.500 del 2008 (saranno 7.000 nel 2009 e 8.000 nel 2010). Ma a parte i controlli è previsto anche un incremento dei servizi ai contribuenti. Per quanto riguarda l'agenzia delle Dogane, oltre al piano dei controlli (ne sono preventivati 1.514.000 in materia doganale, 36mila in materia di accise e 50mila attraverso scanner, con maggiori diritti doganali riscossi per 200milioni di euro e 685 miloni di Iva), è previsto anche un deciso intervento di semplificazione, nell'ottica di realizzare lo sportello unico.Quanto all'agenzia del Territorio sono previste tra l'altro 50mila verifiche di sussistenza dei requisiti di ruralità di immobili e 1.500 riclassamenti per gli immobili di categoria E.


11 aprile 2008 - Italia Oggi

ieri la firma
Fisco, siglato il nuovo Ccnl Salfi non ci sta

Firmato il Contratto nazionale di lavoro delle agenzie fiscali. L'intesa, come anticipato da ItaliaOggi del 9 aprile, è stata sottoscritta ieri presso l'Aran da Cgil, Cisl, Uil e Rdb. Non ha firmato l'accordo, invece, il Salfi (Sindacato autonomo dei lavoratori finanziari). «Abbiamo respinto al mittente, non sottoscrivendolo, un contratto che offende la nostra professionalità e la nostra dignità, sia sotto il profilo economico sia sotto quello giuridico», si legge in una nota emanata dal segretario generale, Sebastiano Callipo. L'aumento previsto nel contratto è di circa 116 euro lordi in busta paga, da sommare a un monte arretrati di 2 mila euro. L'intesa riguarda circa 60 mila lavoratori. Gli aumenti avranno effetto a partire dal 1° febbraio 2007 ed entreranno negli stipendi dei dipendenti tra maggio e giugno prossimi. Sul fronte disciplinare, inasprite le sanzioni e fa il suo ingresso la possibilità per il lavoratore infedele di essere licenziato in tronco. Il nuovo Ccnl è giunto al traguardo, quindi, confermando i contenuti della preintesa datata 28 febbraio 2008.


11 aprile 2008 - Il Giornale di Sondrio

Busta paga più pesante grazie ad un incremento di 206 euro
IGIENE AMBIENTALE: RINNOVATO IL CONTRATTO

Sondrio - Sabato, alla vigilia della doppia giornata di sciopero proclamata a livello nazionale, sono state raggiunte le intese per i rinnovi dei contratti nazionali di lavoro Federambiente e Fise/Assoambiente per il quadriennio 2007-2010. Soddisfatti i sindacati – Fp-Cgil, Fit-Cisl UilTrasporti e Fiadel - che parlano di «un risultato estremamente importante per i lavoratori dell'igiene ambientale pubblica e privata» essendo stati raggiunti gli obiettivi che il sindacato si era posto in termini di rivalutazione del salario, di sicurezza, di mantenimento del ciclo integrato dei rifiuti. L'accordo, infatti, ha tra i suoi punti qualificanti la regolamentazione delle esternalizzazioni con le clausole a mantenere l'unità del ciclo integrato dei rifiuti e l'unicità contrattuale; la riduzione di trenta minuti dell'orario di lavoro nelle aziende private con la totale perequazione dell'orario settimanale tra il settore privato e quello pubblico; la regolazione dei sistemi degli orari che migliorano le previsioni legislative del decreto 66/03 e garantiscono maggiore sicurezza e certezza delle pause e dei tempi di riposo; ed un rafforzamento delle norme sul versante della salute e sicurezza sul lavoro. Quanto agli aspetti economici, il rinnovo prevede per ambedue i bienni (2007- 2008 e 2009-2010) un incremento a regime sul 3° livello A di 206 euro ed un arretrato per il 2007–2008 di 890 euro. Sono state inoltre consolidate per quattordici mensilità le vecchie indennità di mansione (Fise) del secondo, terzo e quarto livello e sono state introdotte due nuove indennità giornaliere per la figura del monoperatore al 3° livello. Infine, è prevista la riduzione da 6 a 5 degli anni per il passaggio dalla posizione B a quella A.
Nettamente contraria all'accordo sottoscritto è la Rdb-Cub per la quale l'intesa «segna un gravissimo attacco ai diritti acquisiti dei lavoratori del settore e consegna una cambiale in bianco nelle mani di Federambiente». Il sindacato autonomo, guidato in provincia da Francesco Beltrama, contesta la gran parte dei punti previsti dal contratto, a cominciare dalla struttura dello stesso che «fa sparire il secondo biennio economico stabilendo un aumento valido fino al 2010». Ma sotto accusa sono anche l'aumento contrattuale, l'una tantum riconosciuta per i 16 mesi di vacanza contrattuale, così come quanto previsto in tema di ferie e festività, Tfr, flessibilità e nuove assunzioni.


11 aprile 2008 - Il Gazzettino

Padova. Come operatrici della sanità e delegate sindacali dell'Rdb Cub sanità...

Padova - Come operatrici della sanità e delegate sindacali dell'Rdb Cub sanità Azienda e Ulss 16 Padova chiediamo che venga bloccata linstallazione dell'antenna per telefonia cellulare sopra l'hotel Igea situato nelle vicinanze dell'ospedale. Ci richiamiamo al principio di cautela, ovvero quel principio che tiene conto del fatto che non si possa escludere una possibile connessione tra l'esposizione a lungo termine (oltre 4 ore giornaliere) della popolazione alle onde eletromagnetiche di una certa intensità ed il manifestarsi di alcune patologie mediche, alcune delle quali mortali. La giurisprudenza ha scelto degli obiettivi sensibili, ovvero luoghi che devono essere risparmiati dall'influsso delle onde elettromagnetiche, indicando quelli nei quali si trovano quei soggetti che per le loro caratteristiche necessitano più di altri di una tutela rafforzata, ovvero asili, scuole e gli ospedali! L'area di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro è di competenza dell'Ulss 16 e rientra nel suo bilancio di mandato. Chiediamo allo Spisal di fornire pareri preventivi in merito al rischio per le malattie professionali legate alla vicinanza dell'antenna al luogo di lavoro per molti operatori e il rischio relativo agli utenti che utilizzano il servizio ospedaliero.
RdB Cub Sanità Padova


11 aprile 2008 - Il Mattino

Partita dall’Asl 5 di Castellammare ora la lotta si estende alle aziende di tutte le province. Sit-in davanti alla Regione
di ANTONELLA LOSAPIO

Napoli - Il coordinamento degli «operatori sanità precari» della Regione scende in campo per chiedere a gran voce la stabilizzazione. Dopo il presidio della settimana scorsa alla sede dell'Asl Napoli 5 a Castellammare, in occasione dello sciopero contro la precarietà indetto dalla Cub-Rdb (una sigla sindacale di base) a livello nazionale, questa volta la mobilitazione ha riguardato i precari (medici, infermieri, ausiliari) delle varie province campane che si sono ritrovati ieri mattina all'esterno di palazzo Santa Lucia a Napoli per incontrare l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano. All’incontro erano presenti delegazioni di comitati delle Asl Napoli 5, Caserta 2, Napoli 2, Salerno 1 e Benevento: in tutto 25 persone. La battaglia dei precari va avanti senza esito da circa un anno e mezzo. «Più volte - attaccano i precari - abbiamo denunciato le condizioni discriminanti in cui ci troviamo per i ritardi e l'iniqua applicazione dei principi contenuti nella normativa sulla stabilizzazione». I precari chiedono il reintegro in servizio e la proroga dei contratti per il personale in possesso dei requisiti richiesti per la stabilizzazione (36 mesi di servizio), come previsto dal comma 519 della finanziaria 2007. «La manifestazione di ieri mattina non è stato un vero e proprio presidio - ha spiegato Gennaro Massimino, precario dell’Asl 5 - abbiamo distribuito volantini e una delegazione è stata ricevuta da Pasquale Trammacco, della segreteria della presidenza della Regione. Gli abbiamo presentato un documento che illustra la situazione delle varie aziende sia dal punto di vista contrattuale che lavorativo ed esposto le nostre richieste. La legge prevede che il personale che ha i requisiti non venga licenziato. Chiediamo la corretta applicazione della normativa vigente». Presenti all’incontro anche delegazioni provenienti dalle aziende sanitarie di Napoli, Caserta, Salerno e Benevento, composte da infermieri, biologi, tecnici, sociologi, psicologi, fisioterapisti, farmacisti, ostetriche, tutti da anni a fornire servizi sanitari essenziali nelle strutture pubbliche con contratti di lavoro a tempo determinato o atipici, a cui non viene garantita una stabilità lavorativa, minando in questo modo la continuità assistenziale e pregiudicando la qualità dei servizi. «Abbiamo chiesto un incontro - prosegue Massimino - con gli assessori alla Sanità, al Lavoro e alle Politiche sociali. Trammacco ci ha risposto che a breve saremo convocati per un tavolo di confronto. Restiamo in agitazione, non intendiamo fermarci fin quando non avremo garanzie». Intanto anche le organizzazioni sindacali dell'Asl 5 hanno chiesto un incontro con l'assessore Montemarano. «L'insostenibile situazione dell'Asl 5 - dicono Cgil, Cisl e Uil - per l'abbassamento dei livelli di assistenza dovuto anche alla mancata conferma dei precari, richiede una maggiore attenzione da parte della Regione. Di qui la necessità di un incontro con Montemarano e con il manager Gennaro D'Auria al fine di ricercare idonee e rapide soluzioni a salvaguardia e tutela dei diritti di lavoratori e cittadini».

Fiat, braccio di ferro per i 316 trasferiti
di FRANCESCO VASTARELLA

Pomigliano - L’assemblea dei lavoratori ieri ha confermato la linea proposta dal sindacato: sciopero. Si blocca così un’altra volta, oggi, lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Al centro delle rivendicazioni il caso dei 316 lavoratori che, dopo i corsi di formazione che stanno seguendo, saranno destinati al nuovo polo logistico. Si tratta di una struttura prevista nell’ambito della riorganizzazione aziendale e dal word class manifacturing introdotto a partire dal 3 marzo. Il polo logistico, secondo il programma più volte ribadito dal gruppo torinese, sarà sistemato fuori dall’attuale perimetro produttivo di Pomigliano. Ed è questo che i sindacati contestano nel timore che il trasferimento possa essere propedeutico a una successiva esternalizzazione o cessione ad altra azienda di questa parte della lavorazione, ovvero della sistemazione e del trasporto di pezzi e materiali nei reparti di montaggio di Pomigliano. Il tutto si intreccia con il fatto che tra i 316 c’è una percentuale molto alta di esponenti dell’ala dura dei sindacati, Cub e Cobas per il lavoro in prima linea, che considerano il trasferimento una sorta di confino, di un tentativo di liberasi di personaggi scomodi. Ma tra i 316 ci sono anche sindacalisti dei confederali, circostanza che ha portato le due componenti a ritrovarsi su una stessa linea di azione, qualle confermata ieri nelle assemblee in fabbrica dopo le tensioni di martedì. Una linea comune che era stata preceduta la settimana scorsa dall’iniziativa di Cub e Cobas per il lavoro con un primo sciopero, picchetti all’alba ai varchi e ripetuti interventi della polizia per scongiurare che la situazione degenerasse. E oggi in maniera unitaria i picchetti saranno ripetuti su tutti e tre i turni. Una delegazione invece accompagnerà i sindacati convocati per un incontro all’Unione industriali di Napoli, alle 14.30, su richiesta della Fiat. L’azienda spiegherà i motivi della nuova localizzazione. Si parla di Nola perché vicina ai nodi autostradali meglio collegati con i porti di Napoli e Salerno da dove passeranno i materiali per le lavorazioni Fiat. Insomma, nessun passo indietro dalla direzione. A questo punto dovrà essere il sindacato a rispondere, andando oltre lo sciopero. «Per noi due punti sono irrinunciabili - spiega Giuseppe D’Alterio della Uil -. Il primo: che i lavoratori restino Fiat. Il secondo: che anche l’attività logistica sia integrata nell’attuale perimetro dello stabilimento, perché non ci sono ragioni valide per portarlo fuori». Sullo stesso tono Aniello PIrozzi della Fismic: «Noi abbiamo accettato con entusiamo la sfida della Nuova Pomigliano, aspettiamo atti concreti da Fiat per la fiducia riposta da noi». Il commento del segretario provinciale Ugl, Francesco Falco: «Esistono diversi capannoni in disuso che possono accogliere tutto il personale in questione. Non vorremmo trovarci di fronte a un piano di smobilitazione del personale più che di rilancio industriale».


11 aprile 2008 - Il Giorno

Letti e posti di lavoro: i sindacati sono divisi La Uil attacca la base
di SILVIA VIGNATI

Legnano - L’AMMINISTRAZIONE ospedaliera non intende affatto snobbare il dialogo con i sindacati, anzi è vero il contrario: siamo stati noi a chiedere un incontro con Cgil, Cisl e Uil. La data sarà dopo le elezioni, credo il 17 aprile». Renato Malaguti è il direttore amministrativo dell'Azienda ospedaliera di Legnano. Perché non avete partecipato all'assemblea organizzata martedì dalle Rappresentanze di base? «Ne eravamo al corrente, avevamo chiesto a Rdb di procrastinarla, ma Riccardo Germani (il referente sindacale, ndr) ha deciso di organizzarla autonomamente». Non c'è unità di vedute fra i sindacati. Boccia in toto gli intendimenti, le cose dette e il documento finale (che verrà esteso a tutta la cittadinanza) Alfio Bennardo (Uil): «Populismo inutile: ecco cosa fa Rdb! Non si strumentalizza la precarietà. Noi, insieme con Cgil e Cisl, abbiamo un tavolo di trattativa con l'Azienda ospedaliera per la questione delle esternalizzazioni. Il taglio dei posti letto non comporterà una diminuzione di lavoro. Nessuno perderà il posto, nessuno sarà messo in cassa integrazione». E sulle operatrici di call center, il cui contratto scade il 31 agosto? «Come Uil abbiamo sollecitato l'amministrazione affinché venga loro rinnovato il contratto". Suoi mutui in corso per il Dipartimento materno infantile e il blocco degli Infettivi? Non mi occupo di finanza». ANCHE Cisl non crede al taglio dei posti di lavoro nel nuovo ospedale. Condivide invece parte delle preoccupazioni emerse Sergio Tabaglio, coordinatore Rsu aziendale. «È possibile che meno letti si tradurranno in meno posti di lavoro. Le esternalizzazioni sono destinate ad aumentare, da qualche anno c'è il blocco delle assunzioni da parte nel tecnico-amministrativo, settore che sta andando in asfissia. Oggi gli ospedali assumono solo infermieri. Subentrano quindi le cooperative: pensiamo che il personale delle cucine proviene al 60% da qui. Una situazione che si affianca a quella delle operatrici del call center». Quale sarà il vostro ruolo? «La tutela del contratto pubblico». Sottoscriverete il documento di Rdb? «L’obiettivo di tutti dev’essere la difesa della sanità pubblica».


11 aprile 2008 - Il Tirreno

Davanti al giudice del lavoro
Vodafone condannata a riassumere due precari

PISA - Il tribunale del lavoro di Pisa ha emesso una sentenza per effetto della quale Vodafone dovrà riassumere a tempo indeterminato due ex lavoratori precari, il giudice ha inoltre disposto il pagamento degli arretrati e delle spese legali. Lo rende noto, in un comunicato, la Flmun-Cub settore telecomunicazioni.
I due precari, si legge nella nota, avevano lavorato nel call center Vodafone di Pisa con contratti a termine per alcuni mesi tra il 2004 e il 2005. Il giudice del lavoro ha riconosciuto che non c’erano i presupposti per mettere un termine al contratto dei 2 lavoratori e che, quindi, lo stesso deve essere a tempo indeterminato condannando Vodafone alla riassunzione.
«Questa sentenza - scrive il sindacato di base - è molto importante essendo in assoluto la prima in Italia che condanna Vodafone per utilizzo illecito di lavoro precario. Una vittoria dei lavoratori, che hanno voluto fermamente verificare se era possibile ‘vincere’ l’ingiustizia di un contratto precario, e della Flmun-Cub che li ha sostenuti anche attraverso il lavoro svolto dai legali del sindacato di base».


11 aprile 2008 - La Nazione

Giudice dà ragione ai precari
VODAFONE AZIENDA CONDANNATA ALL’ASSUNZIONE

Pisa - HANNO VINTO i precari. Il tribunale del lavoro di Pisa ha infatti emesso in I grado una sentenza per effetto della quale Vodafone dovrà riassumere a tempo indeterminato due ex-lavoratori precari. Oltre a dover versare loro il pagamento degli arretrati e le spese legali. Lo rende noto il sindacato autonomo Flmun-Cub settore telecomunicazioni, che ha seguito la vertenza per conto dei due lavoratori pisani. I due avevano lavorato nel call center di Ospedaletto con contratti a termine per alcuni mesi tra il 2004 e il 2005. Il giudice del lavoro ha riconosciuto che non c’erano i presupposti per mettere un termine al loro contratto (pare che la causale dell’assunzione non fosse compatibile). «Questa sentenza — scrive il sindacato di base — è in assoluto la prima in Italia che condanna Vodafone per utilizzo illecito di lavoro precario». Intanto la Cgil di Pisa invita i lavoratori a tempo determinato a rivolgersi al sindacato per esaminare le singole situazioni.


11 aprile 2008 - Il Firenze

Due contratti a termine nei call center diventeranno a tempo indeterminato
«Riassumete i precari» sconfitta la Vodafone

Pisa - Il tribunale del lavoro di Pisa ha emesso una sentenza per effetto della quale Vodafone dovrà riassumere a tempo indeterminato due ex lavoratori precari, il giudice ha inoltre disposto il pagamento degli arretrati e delle spese legali. Lo rende noto, in un comunicato, la Flmun - Cub settore telecomunicazioni. I due precari, si legge nella nota, avevano lavorato nel call center Vodafone di Pisa con contratti a termine per alcuni mesi tra il 2004 e il 2005. Il Giudice del lavoro ha riconosciuto che non c'erano i presupposti per mettere un termine al contratto dei 2 lavoratori e che, quindi, lo stesso deve essere a tempo indeterminato condannando Vodafone alla riassunzione. «Questa sentenza - scrive il sindacato di base - è molto importante essendo in assoluto la prima in Italia che condanna Vodafone per utilizzo illecito di lavoro precario. Una vittoria dei lavoratori, che hanno voluto fermamente verificare se era possibile vincere l’ingiustizia di un contratto precario, e della FlmUniti-Cub che li ha sostenuti anche attraverso il lavoro svolto dai legali del sindacato di base». Si conclude così positivamente una delle migliaia di vertenze aperte dall'esercito dei precari impegnati nei call-center per poche centinaia di euro al mese.


11 aprile 2008 - Il Giornale di Brescia

Fontana di Trevi: blitz con un modellino di aereo
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ROMA - Un modellino di un aereo Alitalia, lungo un paio di metri, è stato collocato ieri tra i marmi del gruppo scultoreo della Fontana di Trevi. Il gesto è probabilmente opera di alcuni lavoratori della Compagnia di bandiera che, durante la loro manifestazione di ieri a Roma, hanno inteso così sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi dell’Alitalia. Il modellino, che era collocato sul lato sinistro della fontana, è stato poco dopo rimosso da due operatori. Per l’intervento di recupero - durante il quale il modellino aereo ha percorso anche un tratto, a pelo d’acqua, nella celebre fontana - è stata utilizzata un’asta telescopica. Erano circa 5-600 lavoratori dell’Atitech che hanno manifestato davanti all’ingresso principale di Montecitorio. Presenti i lavoratori di vari sindacati: Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl e Cub. L’atteggiamento dei manifestanti è stato comunque molto disciplinato, dietro le transenne e un cordone di polizia.


11 aprile 2008 - Il Riformista

alitalia riunione coi sindacati su AirFrance
Il governo: accordo vicino. Il Cav: lo straccerò

Roma - Il corteo passa cantando l'inno di Mameli, i negozianti di via del Tritone sembrano poco commossi. Uno incrocia le braccia sul petto e commenta col vicino, «vedrai, alla fine, la pagheremo noi». Intanto i manifestanti dell'Atitech, i lavoratori napoletani di Alitalia che si occupano della manutenzione degli aerei, hanno cambiato registro. Mentre si avvicinano a palazzo Chigi, con le bandiere dei sindacati e un grande aereo di cartone che ore dopo finirà a bagno, a Fontana di Trevi, battono le mani al ritmo di «ohi vita, ohi vita mia». E urlano inni da stadio poco eleganti, con un bersaglio unico: Tommaso Padoa-Schioppa. I cartelli sono altrettanto eloquenti, i bersagli più variegati. Si va da «Atitech, il Tibet di AirFrance», «Svendere Alitalia ai francesi: a che Prodi?» a «Bertinotti posa sta cazzo de campanella e torna tra i lavoratori». Ma tra le tante scritte dei lavoratori napoletani ce n'è anche qualcuna dedicata ai dissidenti dei giorni scorsi, a chi ha fatto lo sciopero della fame, perché vuole chiudere in fretta con i francesi. «C'è chi fa lo sciopero della fame - recita un grande cartello verde - e c'è chi fa la fame se non sciopera». A piazza Colonna il corteo si unisce a qualche decina di piloti venuti con tanto di divisa e una sparuta truppa di informatici, sotto le bandiere del sindacato autonomo Cub. E dai piani alti di Palazzo Chigi, dopo qualche ora di riunione tra il governo dimissionario con le nove sigle sindacali, arriva finalmente la buona notizia. Smentita però nel pomeriggio, con un flash d'agenzia delle sei, dalla viva voce del candidato premier del Pdl, Berlusconi.
A Palazzo Chigi, il governo Prodi ha assicurato ieri mattina ai sindacati che farà un ultimissimo sforzo per portare a casa l'accordo con AirFrance-Klm. Come anticipato due giorni fa, nel corso dell'incontro il Sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta, ha messo in guardia le nove sigle sindacali che quella offerta lunedì scorso da AirFrance «è la seconda e ultima possibilità» per chiudere la trattativa. Letta si è detto convinto che l'accordo sia «a portata di firma» ed ha offerto un «ruolo attivo» per non perdere questa seconda chance. L'esecutivo dimissionario convocherà dunque i rappresentanti dei lavoratori la prossima settimana per verificare concretamente le condizioni dell'intesa ed ha ribadito che i francesi sono, al momento, l'unica soluzione in campo. E che torneranno al tavolo per firmare, non per ricominciare a discutere.
I sindacati hanno chiesto in ogni caso al governo dimissionario di mettersi alla testa della trattativa con i francesi. Lunare è stata invece l'ennesima richiesta di un prestito-ponte, per garantire la sopravvivenza di Alitalia. Nel corso della riunione è toccato al responsabile dello Sviluppo, Bersani, spiegare l'ovvio. Lo dice la parola stessa, prestito-ponte: si presume che dall'altra parte ci sia una sponda. E al momento manca proprio quella, la firma dei sindacati all'accordo-quadro con AirFrance che garantirebbe la prospettiva concreta della restituzione del credito, non appena i francesi procedessero alla ricapitalizzazione già annunciata. Qualsiasi deroga a questo scenario verrebbe interpretata come aiuti di Stato da Bruxelles.
Aristide Police, il nuovo presidente di Alitalia, ha accolto con soddisfazione l'esito dell'incontro a Palazzo Chigi: «auspico vivamente che si giunga a conclusione della vicenda per il bene degli azionisti, ma soprattutto per il bene dei lavoratori». Tuttavia, nel pomeriggio, durante la registrazione di Porta a Porta , Berlusconi ha rilanciato sulla cordata antifrancese. A chi gli chiedeva se avrebbe tenuto conto dell'eventuale intesa tra AirFrance-Klm e i sindacati, il Cav ha risposto di no. Ed ha ripetuto di aver ricevuto «diverse decine» di adesioni all'alternativa ad AirFrance. Mauro Bottarelli, sul Riformista di ieri, ne ha anticipato qualcuno: oltre a Squinzi, presidente di Federchimica, parteciperebbero alla cordata italiana il patron di Brembo, Bombassei e i gruppi Radici e MyChef. Oltre ai nomi già noti che restano copertissimi e che continuano a smentire ogni interesse ma che potrebbero venire allo scoperto non appena fallisca l'accordo con i francesi, cioè Ligresti, Eni, Benetton, Mediobanca e IntesaSanpaolo.


11 aprile 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Pomigliano Sono 316 i lavoratori interessati. L'azienda: non cacciamo nessuno
Fiat, sciopero di otto ore Il primo dopo il rilancio
Operai contro la delocalizzazione della logistica. La decisione dello sciopero è stata presa ieri dopo le due assemblee di fabbrica. 5.000 lavoratori incroceranno le braccia
di Fabrizio Geremicca

NAPOLI — I 5.000 operai della Fiat di Pomigliano oggi incrociano le braccia, per lo sciopero proclamato da Fiom, Fim, Uilm, Fismic, Slai Cobas, Cub, Ugl. Il progetto dell'azienda di delocalizzare il nuovo polo della logistica all'esterno dello stabilimento, probabilmente tra Marcianise e Nola, mobilita tutte le sigle sindacali, per una protesta che comporterà il blocco della produzione. I lavoratori temono che il trasferimento della logistica sia il preludio all'espulsione dei 316 operai ad essa destinati. Anche perché, denuncia Massimo Brancato, segretario della Fiom Napoli, realizzato con modalità tutt'altro che trasparenti. «Senza nessun confronto col sindacato sono stati selezionati 316 lavoratori, sulla base di criteri punitivi da parte dei capi, i quali hanno indirizzato alla formazione aggiuntiva tutti i rompiscatole. Quelli di alcune sigle sindacali - Cobas e Fiom - quelli non sottoposti alla esclusiva volontà dei capireparto, quelli a ridotta capacità lavorativa". I 316 selezionati stanno ora seguendo un corso di formazione nella palazzina Inail di via Nuova Poggioreale.
Sui contenuti delle lezioni, la Fiom è molto critica: «Inesistenti ». Il sindacato chiede che, alla scadenza della formazione, siano ricollocati dentro il perimetro di Pomigliano. «Spazi ci sono per il polo logistico. Il fatto che non li si utilizzi lascia temere che Fiat intenda costituire un reparto confino fuori la fabbrica e cedere poi a terzi gli operai ad esso destinati». Anche Michele Liberti, segretario provinciale della Fim Napoli, chiede chiarezza: «Non abbiamo alcun accordo di garanzia». Crescenzo Auriemma, segretario regionale della Uilm, contesta che la logistica debba essere delocalizzata per mancanza di spazi nella fabbrica: «L'azienda a Pomigliano ha un capannone ricambi, servito da ferrovia e asse mediano, e un capannone finizione che tra qualche tempo si libera ». Francesco Falco (Ugl) denuncia «che è in atto un progetto di smobilitazione».
Secondo il Lingotto, invece, la creazione del polo logistico esterno alla fabbrica risponde ad esigenze di mera efficienza produttiva. «Non si caccia via nessuno, si fa una attività per migliorare lo stabilimento», sostiene Franco Sodano, il portavoce dell'azienda. «I sindacati sono preoccupati per il futuro? Nessuno può garantire cosa accadrà di qui a 15 anni e neppure sarebbe corretto». Quello odierno è il primo sciopero unitario dopo i due mesi di fermo decretati dall'azienda per ristrutturare la linea produttiva (70 milioni di euro investiti) e per l'aggiornamento professionale degli operai. Gerardo Giannone, responsabile della sezione di fabbrica dei Comunisti italiani, denuncia pressioni sui 300 assunti con contratto di apprendistato, da parte dei quadri intermedi: «Cercheranno di farli entrare in fabbrica tra le 2,30 e le 3 di notte, per eludere i picchetti e montare al turno delle sei, senza straordinario e senza copertura infortunistica ». Relazioni industriali calde, dunque. Sullo sfondo le incertezze relative al futuro. A Pomigliano si producono due modelli: 159 e 147. Quest'ultimo fino a giugno 2009, quando Fiat lo sostituirà con la 149, che uscirà da Cassino. Nello stabilimento campano sarà spostato un segmento di produzione della Bravo.


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