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Il Sindacato di Base e Indipendente

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12/04/08

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dicono di noi - le notizie
dal 6 al 10 aprile 2008

10 aprile 2008 - Dire

CASA. RDB-CUB ADERISCE A MANIFESTAZIONE CITTADINA DI DOMANI

(DIRE) Roma, 10 apr. - La Federazione regionale Rdb-Cub del Lazio fa sapere di aver aderito alla manifestazione indetta dal movimento cittadino per la casa che si terra' domani, dalle 17, con corteo da piazza dell'Esquilino. La Federazione Rdb "chiama a partecipare tutte le strutture del Lazio, in difesa dei diritti sociali, contro la precarieta' della vita e del lavoro, e per la scarcerazione di tutti gli arrestati colpevoli solo di essersi mobilitati per il diritto alla casa".

CASA. PIZZO: ARRESTATI BUFALOTTA DORMONO IN SALA COMPUTER
"LIBERARLI SUBITO, CONDIZIONI DI INVIVIBILITÀ A REGINA COELI"

(DIRE) Roma, 10 apr. - "I cinque ragazzi arrestati sono stati sistemati alla meno peggio nella stanza dei computer, attualmente adibita a cella carceraria date le condizioni di sovraffollamento del carcere, e dormono sopra materassi adagiati a terra insieme ad altri carcerati". E' quanto afferma la consigliera regionale della Sinistra Arcobaleno, Anna Pizzo che insieme alla parlamentare Graziella Mascia (SA), ha fatto visita agli esponenti del Blocco Precario Metropolitano ancora reclusi a Regina Coeli. "Auspico fortemente- continua Anna Pizzo- che a partire da domani tutti e cinque i ragazzi vengano rimessi in liberta', come e' giusto che sia anche alla luce delle condizioni di invivibilita' in cui versa l'istituto di pena". Per Pizzo, infatti, "Regina Coeli e' un carcere che scoppia, ormai ai limiti della decenza, tanto che alle persone recluse non e' possibile garantire una vita carceraria dignitosa. A riferirlo sono stati gli stessi agenti di sorveglianza che mi hanno accompagnata durante l'incontro. A maggior ragione- conclude la consigliera- ritengo una forma di repressione inutile quella riservata ai cinque ragazzi".

COMUNALI. RDB-CUB: SENZA CASA OCCUPANO SEDE COMITATO RUTELLI

(DIRE) Roma, 10 apr. - "Le famiglie senza casa sgomberate dalla Bufalotta hanno occupata la sede del Comitato per rutelli sindaco in via Pacinotti 64". Lo fa sapere una nota delle Rdb-Cub.

CASA. BLOCCO PRECARIO: SIT-IN FINCHÈ RUTELLI NON CI RICEVE

(DIRE) Roma, 10 apr. - "Rutelli deve prendere posizione sulla questione del diritto alla casa, e deve anche prendere posizione sullo sgombero forzato della tendopoli a piazza San Marco, che ha causato molti feriti". Parla cosi' Sara, membro del Blocco precario metropolitano, che "insieme a circa 80 persone" sta presidiando il Comitato elettorale del candidato sindaco del centrosinistra, con un sit-in nell'atrio dei locali che ospitano gli uffici di Rutelli. "Siamo qui da circa mezz'ora- racconta Sara- e aspetteremo finche' Rutelli, o almeno una sua delegazione, non ci incontreranno". Per l'esponente del Blocco precario metropolitano, infatti, "non si puo' solo fare campagna elettorale lavandosi la bocca con il diritto alla casa, non si puo' solo denunciare l'illegalita' della nostra protesta senza spendere una parola sul trattamento che abbiamo dovuto subire da parte delle forze dell'ordine".

CASA. COMITATO RUTELLI, MANIFESTANTI INCONTRANO SENTINELLI

(DIRE) Roma, 10 apr. - Una delegazione del comitato di Francesco Rutelli, formata da Patrizia Sentinelli, Michele Civita e Lionello Cosentino, sta ricevendo in questi minuti una rappresentanza dell'Asia-Rdb e del Blocco precario metropolitano che verso le 13 ha occupato simbolicamente la sede di via Pacinotti. La protesta e' portata avanti da una cinquantina di manifestanti, che non si sono spinti comunque oltre la stanza d'ingresso srotolando uno striscione con la scritta: "La lotta per il diritto alla casa non si arresta". Distribuiti numerosi volantini, con la scritta: "Roma capitale degli sgomberi, sfratti e repressione". I manifestanti chiedono a Rutelli, oltre all'incontro, "un atto d'impegno sull'emergenza casa: una quota di edilizia privata sia destinata all'edilizia sociale. Vogliamo una posizione netta contro quanto avvenuto nella tendopoli di piazza Venezia dove i manifestanti sono stati portati via con la forza".

CASA. TERMINATA OCCUPAZIONE COMITATO ELETTORALE RUTELLI
LUTRARIO: RIAPERTURA POSITIVA DI DIALOGO DOPO CARICHE POLIZIA

(DIRE) Roma, 10 apr. - Terminata la riunione tra la delegazione del Comitato elettorale di Francesco Rutelli, formata da Patrizia Sentinelli, Michele Civita, Lionello Cosentino e Silvio Di Francia, e la rappresentanza dell'Asia-Rdb e del Blocco precario metropolitano, che verso le 13 ha occupato simbolicamente la sede di via Pacinotti. Per i manifestanti, che hanno lasciato lo stabile e sciolto la protesta, parla Guido Lutrario, del Blocco precario: l'incontro ha sancito, dice, "una riapertura positiva del dialogo dopo la vicenda degli arresti di piazza Venezia e le cariche della polizia in seguito alla mancata approvazione dell'ordine del giorno sulla casa all'ultima seduta del consiglio comunale. Ci sembra che ci sia la disponibilita' a dar vita a un nuovo inizio". Lutrario, poi, racconta che "di fronte alla nostra richiesta di incontro con i candidati sindaco, solo dal Comitato Rutelli avevamo ricevuto una disponibilita' a patto che fosse ripristinata la legalita' dopo l'occupazione della Bufalotta. Quando cio' e' avvenuto, non e' successo niente e per questo siamo qui oggi".(

CASA. COMITATO RUTELLI: È PRIORITÀ, MA SI RISPETTI LEGALITÀ
COMUNICATO CONGIUNTO AL TERMINE DELL'INCONTRO CON GLI OCCUPANTI

(DIRE) Roma, 10 apr. - "L'emergenza abitativa, e' stato riconosciuto durante l'incontro, rappresenta un grande problema reso ancora piu' acuto da nuove e inedite forme di poverta'". Inizia cosi' la nota del Comitato Rutelli scritta al termine dell'incontro avvenuto questo pomeriggio con i rappresentanti di Asia-Rdb e Blocco precario metropolitano in seguito all'occupazione simbolica della sede di via Pacinotti. "Per questo il programma del candidato sindaco Rutelli- dice la nota congiunta scritta da Patrizia Sentinelli, Michele Civita, Lionello Cosentino e Silvio Di Francia, che hanno partecipato all'incontro- ha assunto come priorita' il tema casa, a partire dal rilancio dell'edilizia residenziale pubblica. In questo quadro la nuova amministrazione procedera' subito alla verifica dell'attuazione della delibera 110 approvata dal consiglio comunale nel 2005". Nel comunicato si legge ancora che "servono anche case ad affitto concordato e canone sociale a prezzo inferiore a quello di mercato e nuovi strumenti per affrontare con energia il problema dell'emergenza casa. Dopo il voto ci saranno occasioni permanenti di confronto con le forze sociali e sindacali, con i movimenti per la casa e le categorie imprenditoriali cosi' come proposto dal prefetto di Roma, per una verifica e un monitoraggio degli interventi necessari per affrontare il tema nel suo complesso". Ma a una condizione: "Tutto questo- conclude la nota- in un quadro di rispetto della legalita' che rifiuti con nettezza la scelta delle occupazioni".

COMUNE BOLOGNA. AL PALO QUASI 5.000 PRATICHE PER INVALIDI
INPS PREOCCUPATO PER TAGLIO ORGANICO, MA TORNANO 5 ADDETTI

(DIRE) Bologna, 10 apr. - L'ufficio Invalidi civili e' ingolfato. E' la conseguenza piu' evidente dell'avvenuto licenziamento (poi rientrato) dei cinque Cococo che costituiscono meta' del personale in servizio nell'ufficio del Comune di Bologna, distaccato nella sede provinciale Inps di via Gramsci. Al 25 marzo, giacevano ancora da trattare oltre 4.600 pratiche, di cui 400 circa riguardanti gli eredi di invalidi deceduti. Il caso e' finito oggi sul tavolo della commissione Attivita' produttive di Palazzo D'Accursio, su richiesta dei consiglieri della Sinistra arcobaleno. A causa della Finanziaria 2008, il Comune non ha potuto rinnovare il contratto di collaborazione dei cinque addetti che si sono ritrovati senza lavoro dallo scorso 1 aprile (ma la comunicazione del mancato rinnovo del posto l'hanno ricevuta il 6 marzo). E cosi', l'ufficio Invalidi, composto da 12 persone, si e' ritrovato con il personale quasi dimezzato. Il 20 marzo scorso, le Rdb hanno organizzato un presidio sotto le finestre dell'Inps per chiedere la riassunzione dei cinque collaboratori. Il quella occasione, lo stesso direttore provinciale dell'ente di previdenza, Raffaele Parisi, ha inviato una lettera alla vicesindaco, Adriana Scaramuzzino, dicendosi "fortemente preoccupato per l'impatto che l'uscita del 42% del personale produrra' sull'equilibrio di un'attivita' di grande valenza sociale e che solo con notevoli sforzi, anche finanziaria, siamo riusciti a portare a livelli accettabili". Non solo. Nel caso di "cadute di efficienza" dell'ufficio, avvertiva Parisi, l'Inps "si vedrebbe costretto a distinguere le proprie responsabilita' da quelle del Comune, che detiene il potere concessorio in materia". Per questo, Parisi chiedeva "soluzioni adeguate per mantenere almeno il livello di servizio raggiunto". Palazzo D'Accursio, in effetti, qualcosa ha mosso. I cinque collaboratori, e' emerso dalla commissione di oggi, da lunedi' sono stati riassorbiti, con un contratto di tre mesi, dalla cooperativa per la quale lavoravano, sempre nell'ufficio Invalidi, prima di passare alle dipendenze del Comune. Ed e' possibile che il nuovo contratto venga rinnovato per altri tre mesi. L'amministrazione comunale, intanto, ha messo mano alla graduatoria del concorso fatto nel 2006 per assumere cinque persone a tempo indeterminato: di queste, tre entreranno in servizio entro giugno (la prima addirittura dalla settimana prossima). La loro formazione sara' affidata proprio ai cinque Cococo in bilico. I sindacati pero' fanno scudo e in particolare le Rdb chiedono a gran voce che "la competenza di queste persone non venga dispersa. Ci vogliono anni- fanno notare dal sindacato- prima di acquisire la competenza necessaria per gestire un ufficio Invalidi". Dalla loro parte anche i consiglieri della Sinistra arcobaleno, che con il capogruppo di Rifondazione comunista, Roberto Sconciaforni, spinge perche' "si trovino soluzioni per evitare che queste cinque persone, senza responsabilita', finiscano in strada". Non manca, poi, la polemica con i vertici di Palazzo D'Accursio. Sconciaforni giudica infatti come "assoluta mancanza di rispetto verso i lavoratori, i consiglieri e i sindacati" l'assenza dalla commissione di oggi della Giunta (invitata in particolare l'assessore al Bilancio, Paola Bottoni). E un "atteggiamento inaccettabile", secondo il capogruppo del Prc, e' anche quello dei dirigenti del Comune: fra le altre, secondo Sconciaforni, pesa l'assenza del direttore del Personale, Giancarlo Angeli.


10 aprile 2008 - Adnkronos

ROMA: PIZZO INCONTRA IN CARCERE ARRESTATI BLOCCO PRECARIO METROPOLITANO
«RAGAZZI DORMONO PER TERRA NELLA STANZA DEI COMPUTER, SOVRAFFOLLAMENTO A REGINA COELI ORMAI AI LIMITI DELLE VIVIBILITA»

Roma, 10 apr. - (Adnkronos) - «I cinque ragazzi arrestati sono stati sistemati alla meno peggio nella stanza dei computer, attualmente adibita a cella carceraria date le condizioni di sovraffollamento del carcere, e dormono sopra materassi adagiati a terra insieme ad altri carcerati». È quanto afferma la consigliera regionale della Sinistra Arcobaleno, Anna Pizzo che insieme alla parlamentare Graziella Mascia (Sa), ha fatto visita agli esponenti del Blocco Precario Metropolitano ancora reclusi a Regina Coeli». «Auspico fortemente - continua Anna Pizzo - che a partire da domani tutti e cinque i ragazzi vengano rimessi in libertà, come è giusto che sia anche alla luce delle condizioni di invivibilità in cui versa l'istituto di pena. Regina Coeli è un carcere che scoppia, ormai ai limiti della decenza, tanto che alle persone recluse non è possibile garantire una vita carceraria dignitosa. A riferirlo sono stati gli stessi agenti di sorveglianza che mi hanno accompagnata durante l'incontro. A maggior ragione - conclude - ritengo una forma di repressione inutile quella riservata ai cinque ragazzi».

ROMA: FAMIGLIE BUFALOTTA OCCUPANO SEDE COMITATO RUTELLI SINDACO

Roma, 10 apr. - (Adnkronos) - Le famiglie senza casa sgomberate dalla Bufalotta hanno occupato la sede del Comitato Rutelli Sindaco in via Pacinotti 64. L'ufficio stampa RdB-Cub ha riferito che si tratta di un centiniao di persone che "sono determinate a non andarsene".

ROMA: TERMINATO PRESIDIO A COMITATO RUTELLI
BLOCCO PRECARIO METROPOLITANO E ASIA RDB-CUB, FINALMENTE SI RIAPRE UNO SPIRAGLIO

Roma, 10 apr. - (Adnkronos) - «È terminato il presidio attuato questa mattina dalle famiglie senza casa insieme al Blocco Precario Metropolitano presso la sede del Comitato Rutelli sindaco. I manifestanti hanno ottenuto l'incontro con il coordinatore del comitato Michele Civita, Patrizia Sentinelli, Silvio Di Francia e Lionello Cosentino, nel corso del quale hanno sottolineato l'importanza della proposta avanzata dal Prefetto Mosca per l'apertura di un tavolo sulle politiche abitative nella città con i costruttori, le amministrazioni locali e i movimenti». Lo comunicano il Blocco Precario Metropolitano e Asia Rdb Cub. «I manifestanti hanno ribadito i numeri drammatici dell'emergenza abitativa, indicandoli come il segnale del fallimento degli impegni presi finora - continuano - Hanno inoltre sottolineato come la Delibera 110, faticosamente strappata dai movimenti nel 2005, non si sia tradotta ancora in iniziative concrete, perchè non si sono voluti toccare gli interessi della grande proprietà. I rappresentanti dei movimenti hanno sostenuto che per avviare una nuova politica abitativa nella città non si possono permettere nuove grandi edificazioni residenziali private. Va invece recuperato parte del patrimonio costruito, o già approvato nel nuovo Piano regolatore, a edilizia popolare o a canone sociale». «Gli esponenti del Comitato Rutelli hanno riconosciuto il ritardo delle politiche abitative e si sono detti consapevoli della crescita dell'emergenza - proseguono - Hanno preso l'impegno di sostenere e valorizzare il tavolo proposto dal Prefetto e la riapertura del dialogo con tutti i movimenti, già a partire dalla settimana successiva alla chiusura delle elezioni. In particolare hanno riconosciuto la necessità di approntare sia un piano di lunga durata, che rilanci una nuova politica sociale sulla casa, che un programma straordinario che affronti le emergenze. I rappresentanti del movimento per la casa invitano a sostenere la mobilitazione per il diritto alla casa e al reddito e per la liberazione degli attivisti ancora in carcere partecipando alla manifestazione cittadina che si terrà domani, dalle ore 17, con corteo da Piazza dell'Esquilino».

ROMA: TERMINATO PRESIDIO A COMITATO RUTELLI
BLOCCO PRECARIO METROPOLITANO E ASIA RDB-CUB, FINALMENTE SI RIAPRE UNO SPIRAGLIO

Roma, 10 apr. - (Adnkronos) - ''E' terminato il presidio attuato questa mattina dalle famiglie senza casa insieme al Blocco Precario Metropolitano presso la sede del Comitato Rutelli sindaco. I manifestanti hanno ottenuto l'incontro con il coordinatore del comitato Michele Civita, Patrizia Sentinelli, Silvio Di Francia e Lionello Cosentino, nel corso del quale hanno sottolineato l'importanza della proposta avanzata dal Prefetto Mosca per l'apertura di un tavolo sulle politiche abitative nella citta' con i costruttori, le amministrazioni locali e i movimenti''. Lo comunicano il Blocco Precario Metropolitano e Asia Rdb Cub. ''I manifestanti hanno ribadito i numeri drammatici dell'emergenza abitativa, indicandoli come il segnale del fallimento degli impegni presi finora - continuano - Hanno inoltre sottolineato come la Delibera 110, faticosamente strappata dai movimenti nel 2005, non si sia tradotta ancora in iniziative concrete, perche' non si sono voluti toccare gli interessi della grande proprieta'. I rappresentanti dei movimenti hanno sostenuto che per avviare una nuova politica abitativa nella citta' non si possono permettere nuove grandi edificazioni residenziali private. Va invece recuperato parte del patrimonio costruito, o gia' approvato nel nuovo Piano regolatore, a edilizia popolare o a canone sociale''. ''Gli esponenti del Comitato Rutelli hanno riconosciuto il ritardo delle politiche abitative e si sono detti consapevoli della crescita dell'emergenza - proseguono - Hanno preso l'impegno di sostenere e valorizzare il tavolo proposto dal Prefetto e la riapertura del dialogo con tutti i movimenti, gia' a partire dalla settimana successiva alla chiusura delle elezioni. In particolare hanno riconosciuto la necessita' di approntare sia un piano di lunga durata, che rilanci una nuova politica sociale sulla casa, che un programma straordinario che affronti le emergenze. I rappresentanti del movimento per la casa invitano a sostenere la mobilitazione per il diritto alla casa e al reddito e per la liberazione degli attivisti ancora in carcere partecipando alla manifestazione cittadina che si terra' domani, dalle ore 17, con corteo da Piazza dell'Esquilino''.


10 aprile 2008 - Ansa

CASA: PRESIDIO OCCUPANTI BUFALOTTA IN SEDE COMITATO RUTELLI

(ANSA) - ROMA, 10 APR - Una cinquantina di aderenti del Blocco precario metropolitano, il gruppo che domenica scorsa ha occupato e poi lunedi' lasciato un palazzo nel quartiere Bufalotta a Roma, ha occupato l'androne della sede del comitato elettorale del candidato sindaco di Roma per il centrosinistra Francesco Rutelli. Alla base del presidio, la richiesta di una presa di posizione di Rutelli sul tavolo convocato dal prefetto di Roma Carlo Mosca sul problema casa e sugli arresti effettuati l'altro ieri dalle forze dell'ordine in piazza San Marco in seguito agli incidenti avvenuti per sgomberare la tendopoli allestita dagli occupanti della Bufalotta.

CASA: RDB-CUB, TERMINATO PRESIDIO A COMITATO RUTELLI

(ANSA) - ROMA, 10 APR - È terminato il presidio attuato questa mattina dalle famiglie senza casa insieme al Blocco Precario Metropolitano presso la sede del Comitato Rutelli sindaco. Lo comunica in una nota l'Rdb-cub. I manifestanti hanno ottenuto l'incontro con il coordinatore del comitato Michele Civita, Patrizia Sentinelli, Silvio Di Francia e Lionello Cosentino, nel corso del quale hanno sottolineato «l'importanza della proposta avanzata dal prefetto Mosca - si legge nella nota dell'Rbd - per l'apertura di un tavolo sulle politiche abitative nella città con i costruttori, le amministrazioni locali e i movimenti. I manifestanti hanno ribadito i numeri drammatici dell'emergenza abitativa, indicandoli come il segnale del fallimento degli impegni presi finora. Hanno inoltre sottolineato come la delibera 110, faticosamente strappata dai movimenti nel 2005, non si sia tradotta ancora in iniziative concrete, perchè non si sono voluti toccare gli interessi della grande proprietà». I rappresentanti dei movimenti hanno sostenuto che per avviare una nuova politica abitativa nella città «non si possono permettere nuove grandi edificazioni residenziali private. Va invece recuperato parte del patrimonio costruito, o già approvato nel nuovo Piano regolatore, a edilizia popolare o a canone sociale». Gli esponenti del Comitato Rutelli «hanno riconosciuto - si legge ancora nella nota dell'Rdb-cub - il ritardo delle politiche abitative e si sono detti consapevoli della crescita dell'emergenza. Hanno preso l'impegno di sostenere e valorizzare il tavolo proposto dal prefetto e la riapertura del dialogo con tutti i movimenti, già a partire dalla settimana successiva alla chiusura delle elezioni. In particolare hanno riconosciuto la necessità di approntare sia un piano di lunga durata, che rilanci una nuova politica sociale sulla casa, che un programma straordinario che affronti le emergenze». I rappresentanti del movimento per la casa «invitano a sostenere la mobilitazione per il diritto alla casa e al reddito e per la liberazione degli attivisti ancora in carcere partecipando alla manifestazione cittadina che si terrà domani, dalle ore 17, con corteo da piazza dell'Esquilino».


10 aprile 2008 - Agi

CASA: MILITANTI ASIA-RDB OCCUPANO COMITATO RUTELLI

(AGI) - Roma, 10 apr. - Una delegazione del Comitato Rutelli Sindaco 2008, formata da Patrizia Sentinelli, Michele Civita e Lionello Cosentino, si sta confrontando in questo momento con una rappresentanza dell'Asia-Rdb e del Blocco precario metropolitano che, con circa 50 militanti, ha occupato alcuni locali del Comitato elettorale di Francesco Rutelli. Dopo essersi seduti nella sala di ingresso del Comitato, i manifestanti hanno srotolato uno striscione che reca scritto 'La lotta al diritto alla casa non si arresta'. Tra i manifestanti anche due bambini. In questo momento il grosso degli occupanti staziona nel cortile antistante l'ingresso al comitato. Nel corso dell'iniziativa sono stati distribuiti numerosi volantini che recitavano: "Roma capitale degli sgomberi, sfratti e repressione". I manifestanti chiedono a Rutelli, oltre ad un incontro, "un atto di impegno sull'emergenza casa: una quota di edilizia privata sia destinata all'edilizia sociale. Vogliamo una posizione netta contro quanto avvenuto nella tendopoli di piazza Venezia, dove i manifestanti sono stati portati via con la forza".

OCCUPATO COMITATO RUTELLI: MANIFESTANTI, INCONTRO POSITIVO

(AGI) - Roma, 10 apr. - Giudicano "positivo" l'incontro avuto con alcuni esponenti del Comitato elettorale di Francesco Rutelli e chiedono "l'apertura di un tavolo di confronto con il questore, le istituzioni e i costruttori". I militanti dell'Asia-Rdb e del Blocco proletario metropolitano, che oggi hanno occupato il Comitato Rutelli sindaco 2008, hanno lasciato la sede di via Pacinotti. "Abbiamo ottenuto un incontro dal quale emerge una doppia valutazione - spiega Guido Lutrario, del Blocco proletario metropolitano - ovvero la disponibilita' a riaprire una discussione sul problema casa e la necessita' di aprire un dialogo con tutti i movimenti per la casa", anche attraverso "il tavolo con il questore e le istituzioni al quale, pero', si devono portare anche i costruttori". Lutrario sottolinea poi, positivamente, "il riconoscimento delle nuove risorse, seppure si tratta di risorse ridotte e che devono ancora arrivare". Una nuova stagione, insomma, dopo "l'esperienza che si e' chiusa con la mancata approvazione di un odg sulla casa in consiglio comunale e le cariche della polizia che ne sono seguite. Ci sembra - aggiunge Lutrario - che ci sia la disponibilita' ad aprire un nuovo inizio". Gli occupanti hanno infine ricordato che domani si terra' una manifestazione unitaria di tutti i movimenti per la casa che comincera' da piazza Esquilino alle 17.

CASA: COMITATO RUTELLI, DOPO VOTO SEDI CONFRONTO PERMANENTI

(AGI) - Roma, 10 apr. - "Una delegazione del comitato Rutelli ha incontrato questa mattina alcuni esponenti dei movimenti di lotta per la casa. L'emergenza abitativa - e' stato riconosciuto durante l'incontro - rappresenta un grande problema reso ancora piu' acuto da nuove, inedite forme di poverta'". E' quanto si legge nel comunicato prodotto da alcuni esponenti del Comitato elettorale di Francesco Rutelli, dopo l'incontro seguito all'occupazione simbolica della sede del comitato da parte dei militanti dell'Asia-Rdb e del Blocco proletario metropolitano. "Per questo - continua la nota - il programma del candidato sindaco Rutelli ha assunto come priorita' il tema della casa, a partire dal rilancio dell'edilizia residenziale pubblica. In questo quadro, la nuova amministrazione procedera' da subito alla verifica dell'attuazione della delibera 110 approvata dal consiglio comunale nel 2006. Servono case anche ad affitto concordato e a canone sociale a prezzi inferiori a quelli del mercato e nuovi strumenti per affrontare con energia il problema dell'emergenza casa". I partecipanti all'incontro, tra i quali Patrizia Sentinelli e Michele Civita, hanno assicurato che "dopo il voto ci saranno occasioni permanenti di confronto con le forze sociali e sindacali, con i movimenti per la casa e con le categorie imprenditoriali, cosi' come proposto dal prefetto di Roma, per una verifica ed un monitoraggio degli interventi necessari per affrontare il tema nel suo complesso. Tutto questo, in un quadro di rispetto della legalita' che rifiuti con nettezza la scelta delle occupazioni".

ALITALIA: MANIFESTAZIONE LAVORATORI ATITECH A MONTECITORIO

(AGI) - Roma, 10 apr. - Sono circa 5-600 lavoratori dell'Atitech, secondo la stima della polizia, che stanno manifestando davanti all'ingresso principale di Montecitorio. Partecipano i lavoratori di vari sindacati: Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl e Cub. L'atteggiamento dei manifestanti e' comunque molto disciplinato, dietro le transenne e un cordone di polizia.


10 aprile 2008 - Omniroma

BUFALOTTA, PIZZO (SA): «ARRESTATI DORMONO IN TERRA A REGINA COELI»

(OMNIROMA) Roma, 10 apr - «I cinque ragazzi arrestati sono stati sistemati alla meno peggio nella stanza dei computer, attualmente adibita a cella carceraria date le condizioni di sovraffollamento del carcere, e dormono sopra materassi adagiati a terra insieme ad altri carcerati». È quanto afferma in un comunicato la consigliera regionale della Sinistra Arcobaleno, Anna Pizzo che insieme alla parlamentare Graziella Mascia (SA), ha fatto visita agli esponenti del Blocco Precario Metropolitano ancora reclusi a Regina Coeli. «Auspico fortemente - continua Anna Pizzo - che a partire da domani tutti e cinque i ragazzi vengano rimessi in libertà, come è giusto che sia anche alla luce delle condizioni di invivibilità in cui versa l'istituto di pena. Regina Coeli è un carcere che scoppia, ormai ai limiti della decenza, tanto che alle persone recluse non è possibile garantire una vita carceraria dignitosa. A riferirlo sono stati gli stessi agenti di sorveglianza che mi hanno accompagnata durante l'incontro. A maggior ragione - conclude la consigliera - ritengo una forma di repressione inutile quella riservata ai cinque ragazzi».

CASA,COMITATO RUTELLI A OCCUPANTI:TEMA PRIORITARIO MA SERVE LEGALITÀ

(OMNIROMA) Roma, 10 apr - «L'emergenza abitativa, è stato riconosciuto durante l'incontro, rappresenta un grande problema reso ancora più acuto da nuove inedite forme di povertà. Per questo il programma del candidato sindaco Rutelli ha assunto come priorità il tema della casa, a partire dal rilancio dell'edilizia residenziale pubblica». Questo il testo di un comunicato del comitato Rutelli al termine dell'incontro con i rappresentanti dei movimenti che oggi hanno simbolicamente occupato la sede di via Pacinotti. All'incontro con Asia Rdb e Blocco Precario Metropolitano hanno preso parte Patrizia Sentinelli, Michele Civita, Lionello Cosentino e Silvio Di Francia. «In questo quadro - continua la nota - la nuova amministrazione procederà da subito alla verifica dell'attuazione della delibera 110 approvata dal consiglio comunale nel 2006. Servono case anche ad affitto concordato e a canone sociale, a prezzi inferiori a quelli di mercato, e nuovi strumenti per affrontare con energia il problema dell'emergenza casa». «Dopo il voto - conclude la nota - ci saranno occasioni permanenti di confronto, con le forze sociali e sindacali, con i movimenti per la casa e le categorie imprenditoriali, così come proposto dal prefetto di Roma, per una verifica e un monitoraggio degli interventi necessari per affrontare il tema nel suo complesso. Tutto questo in un quadro di rispetto della legalità che rifiuti con nettezza la scelta delle occupazioni».

COMITATO RUTELLI, LUTRARIO: DIALOGO RIAPERTO, FINITA OCCUPAZIONE

(OMNIROMA) Roma, 10 apr - «Una riapertura positiva del dialogo, dopo la vicenda degli arresti di piazza Venezia, le cariche della polizia a seguito della mancata approvazione dell'ordine del giorno sulla casa all'ultima seduta del consiglio comunale. Ci sembra che ci sia la disponibilità a dare vita ad un nuovo inizio». Così Guido Lutrario (Blocco precario metropolitano) al termine dell'incontro tra i rappresentanti dei movimenti (4 persone tra cui anche Angelo Fascetti di Asia Rdb) che hanno simbolicamente occupato la sede del comitato elettorale di Rutelli e una delegazione del comitato Rutelli che era formata da Patrizia Sentinelli, Lionello Cosentino, Michele Civita e Silvio Di Francia. L'incontro ha sancito la chiusura dell'occupazione. «Di fronte alla nostra richiesta di incontro con i candidati sindaco - dice Lutrario parlando a nome di tutti i manifestanti - solo dal comitato Rutelli avevamo ricevuto una disponibilità a patto che si fosse ripristinata la legalità dopo l'occupazione alla Bufolatta. Quando ciò è avvenuto, non è successo niente. E per questo siamo qui oggi. Gli interlocutori si sono detti disponibili a riaprire il dialogo con le parti sociali, compresi tutti i movimenti. E hanno valorizzato la proposta del prefetto di aprire un tavolo con amministrazione, costruttori e i movimenti sulle politiche abitative». E ha concluso: «In merito alle istituzioni che vogliono la difesa della legalità, noi contrapponiamo la crescita dei numeri delle persone in difficoltà che si traduce nelle occupazioni diffuse nella città. Domani alle 17 all'Esquilino ci sarà la manifestazione unitaria di tutti i movimenti per la casa, una sorta di chiusura di una campagna elettorale che non abbiamo condotto e con cui vogliamo dire a chi vincerà che la priorità è l'emergenza casa».

COMITATO RUTELLI, OCCUPANTI: NON CI MUOVIAMO SENZA IMPEGNO SU CASA

(OMNIROMA) Roma, 10 apr - «Continueremo questo presidio pacifico fino a che dal comitato di Rutelli non arrivi un atto ufficiale di impegno su due questione centrali per l'emergenza casa: far sì che una quota di edilizia privata in costruzione sia destinata ad edilizia sociale e una posizione netta di Rutelli contro quanto avvenuto alla tendopoli in piazza San Marco dove i manifestanti sono stati portati via con la forza». A parlare è Emilio Viccaro, del Blocco precario metropolitano, movimento che con Asia Rdb ha messo in atto oggi una «azione dimostrativa» al comitato Rutelli di via Pacinotti. I manifestanti chiedono un incontro con una delegazione del comitato per discutere delle questioni poste. Hanno già avuto modo di incontrare, informalmente, Michele Civita, Lionello Cosentino, Silvio Di Francia, Cecilia D'Elia e Mario Schina. Nella sala di ingresso del comitato hanno lasciato numerosi volantini che recitano, tra le altre cose «Roma capitale degli sgomberi, degli sfratti, capitale della repressione». A quanto raccontano gli stessi occupanti, che col passare del tempo si sono ridotti a circa una trentina, come azione dimostrativa si sono stesi per terra all'ingresso del comitato coprendosi con lo striscione che recita «La lotta per i diritto alla casa non si arresta». Al momento dell'azione dimostrativa in una sala interna del comitato si stava svolgendo un incontro della lista Moderati per Roma.

COMITATO RUTELLI, DELEGAZIONE RICEVE OCCUPANTI

(OMNIROMA) Roma, 10 apr - Una delegazione del comitato di Francesco Rutelli, formata da Patrizia Sentinelli, Michele Civita e Lionello Cosentino, sta ricevendo in questi minuti una rappresentanza dei manifestanti di Asia Rdb e Blocco precario metropolitano che nel primo pomeriggio hanno occupato simbolicamente la sede di via Pacinotti.

COMUNALI, OCCUPANTI COMITATO RUTELLI: LOTTA PER CASA NON SI FERMA

(OMNIROMA) Roma, 10 apr - Sono una cinquantina i rappresentanti di Asia Rdb e Blocco precario metropolitano che hanno occupato il comitato elettorale di Rutelli in via Pacinotti. Una decina di questi si sono seduti nella sala di ingresso del comitato, addossati ad un muro, e hanno srotolato uno striscione che recita «La lotta al diritto alla casa non si arresta». Tra questi anche due bambini. I restanti stazionano sul piazzale antistante all'ingresso. Come spiegano dal comitato, gli occupanti non si sono spinti oltre la stanza d'ingresso.


10 aprile 2008 - Apcom

CAMPIDOGLIO/ SGOMBERATI DA BUFALOTTA OCCUPANO COMITATO RUTELLI
In cento aspettano di parlargli sul "dramma dei senza casa

Roma (Apcom) - Le famiglie senza casa sgomberate nei giorni scorsi dal quartiere Bufalotta, a Roma, hanno occupato la sede del comitato per Rutelli sindaco in via Pacinotti 64. Lo rende noto un comunicato dell'Associazione inquilini e assegnatari Rdb-Cub. Per il candidato del Pdl al Comune di Roma, Gianni Alemmano, l'azione di protesta dimostra che "chi semina vento raccoglie tempesta: la contiguità che il centrosinistra di Rutelli ha sempre avuto con gli estremisti di sinistra che fanno le occupazioni ha provocato oggi questo inevitabile epilogo". "Gli attivisti di Action, candidati nelle liste della Sinistra Arcobaleno apparentata con Rutelli, così come il candidato al Consiglio comunale Andrea Alzetta, detto Tarzan, hanno sempre rivendicato il diritto a occupare", ricorda Alemanno: "Oggi questo diritto lo stanno applicando anche nei confronti di Rutelli, che avrà modo di riflettere su questa imbarazzante alleanza e sui troppi silenzi e giri di parole con cui ha cercato di non affrontare mai il problema delle occupazioni". Circa 100 cittadini sgomberati dalla Bufalotta insieme ad attivisti del Blocco Precario Metropolitano stanno presidiando la sede del Comitato per Rutelli, in via Pacinotti 64 a Roma: all'origine dell'iniziativa una richiesta di incontro con il candidato sindaco del Pd. Le famiglie contestano a Rutelli di "aver espresso solidarietà unicamente nei confronti dei legittimi proprietari degli appartamenti presidiati alla Bufalotta e di non essersi espresso né sul dramma che vivono i senza casa, né sugli ingiustificati arresti di Piazza Venezia".

CAMPIDOGLIO/ TERMINATO PRESIDIO AL COMITATO DI RUTELLI
Delegazione famiglie senza casa incontra rappresentanti sede

Roma, 10 apr. (Apcom) - E' terminato il presidio attuato questa mattina dalle famiglie senza casa insieme al Blocco Precario Metropolitano presso la sede del Comitato Rutelli sindaco. I manifestanti hanno ottenuto l'incontro con il coordinatore del comitato Michele Civita, Patrizia Sentinelli, Silvio Di Francia e Lionello Cosentino, nel corso del quale, fanno sapere attraverso una nota, hanno sottolineato l'importanza della proposta avanzata dal Prefetto Mosca per l'apertura di un tavolo sulle politiche abitative nella città con i costruttori, le amministrazioni locali e i movimenti. I manifestanti hanno ribadito i numeri drammatici dell`emergenza abitativa, indicandoli come il segnale del fallimento degli impegni presi finora. Hanno inoltre sottolineato come la delibera 110, faticosamente strappata dai movimenti nel 2005, non si sia tradotta ancora in iniziative concrete, perché non si sono voluti toccare gli interessi della grande proprietà. I rappresentanti dei movimenti hanno sostenuto che per avviare una nuova politica abitativa nella città non si possono permettere nuove grandi edificazioni residenziali private. Va invece recuperato parte del patrimonio costruito, o già approvato nel nuovo Piano regolatore, a edilizia popolare o a canone sociale. Secondo i rappresentanti delle famiglie senza casa gli esponenti del Comitato Rutelli "hanno riconosciuto il ritardo delle politiche abitative e si sono detti consapevoli della crescita dell'emergenza. Hanno preso l`impegno di sostenere e valorizzare il tavolo proposto dal Prefetto e la riapertura del dialogo con tutti i movimenti, già a partire dalla settimana successiva alla chiusura delle elezioni. In particolare - prosegue la nota - hanno riconosciuto la necessità di approntare sia un piano di lunga durata, che rilanci una nuova politica sociale sulla casa, che un programma straordinario che affronti le emergenze".


10 aprile 2008 - Asca

ROMA/CASA: PRESIDIO BUFALOTTA, CHIESTO INCONTRO A RUTELLI

(ASCA) - Roma, 10 apr - Circa cento senza casa sgomberati dalla Bufalotta insieme ad attivisti del Blocco Precario Metropolitano stanno presidiando la sede del Comitato per Rutelli in via Pacinotti 64 a Roma. All'origine dell'iniziativa, spiega una nota, una richiesta di incontro con il candidato Sindaco. ''Le famiglie contestano a Rutelli di aver espresso solidarieta' unicamente nei confronti dei legittimi proprietari degli appartamenti presidiati alla Bufalotta e di non essersi espresso, prosegue la nota, ne' sul dramma che vivono i senza casa, ne' sugli ingiustificati arresti di Piazza Venezia''. I manifestanti rimangono in attesa di un confronto politico con il candidato sindaco del centro-sinistra.

ROMA/CASA: PRESIDIO BUFALOTTA OCCUPANO SEDE COMITATO RUTELLI

(ASCA) - Roma, 10 apr - Un gruppo di aderenti del Blocco precario metropolitano, il gruppo che domenica scorsa ha occupato e poi lunedi' lasciato un palazzo nel quartiere Bufalotta a Roma, ha occupato l'androne della sede del comitato elettorale del candidato sindaco di Roma per il centrosinistra Francesco Rutelli. Lo rende noto un comunicato dell'Associazione inquilini e assegnatari.

CAMPIDOGLIO: TERMINATO PRESIDIO COMITATO RUTELLI

(ASCA) - Roma, 10 apr - E' terminato il presidio attuato questa mattina dalle famiglie senza casa insieme al Blocco Precario Metropolitano presso la sede del Comitato Rutelli sindaco. I manifestanti hanno ottenuto l'incontro con il coordinatore del comitato Michele Civita, Patrizia Sentinelli, Silvio Di Francia e Lionello Cosentino, nel corso del quale hanno sottolineato l 'importanza della proposta avanzata dal Prefetto Mosca per l'apertura di un tavolo sulle politiche abitative nella citta' con i costruttori, le Amministrazioni locali e i movimenti. I manifestanti hanno ribadito i numeri drammatici dellemergenza abitativa, indicandoli come il segnale del fallimento degli impegni presi finora. Hanno inoltre sottolineato come la Delibera 110, faticosamente strappata dai movimenti nel 2005, non si sia tradotta ancora in iniziative concrete, perche' non si sono voluti toccare gli interessi della grande proprieta'. I rappresentanti dei movimenti hanno sostenuto che, per avviare una nuova politica abitativa nella citta', non si possono permettere nuove grandi edificazioni residenziali private. Va invece recuperato parte del patrimonio costruito, o gia' approvato nel nuovo Piano regolatore, a edilizia popolare o a canone sociale. Gli esponenti del Comitato Rutelli hanno riconosciuto il ritardo delle politiche abitative e si sono detti consapevoli della crescita dellemergenza. Hanno preso l' impegno di sostenere e valorizzare il tavolo proposto dal Prefetto e la riapertura del dialogo con tutti i movimenti, gia' a partire dalla settimana successiva alla chiusura delle elezioni. In particolare hanno riconosciuto la necessita' di approntare sia un piano di lunga durata, che rilanci una nuova politica sociale sulla casa, che un programma straordinario che affronti le emergenze. I rappresentanti del movimento per la casa invitano a sostenere la mobilitazione per il diritto alla casa e al reddito e per la liberazione degli attivisti ancora in carcere partecipando alla manifestazione cittadina che si terra' domani, dalle ore 17.00, con corteo da Piazza dell'Esquilino.


10 aprile 2008 - Prima

ROMA: FAMIGLIE SENZA CASA SGOMBERATE DALLA BUFALOTTA PRESIDIANO SEDE COMITATO PER RUTELLI SINDACO

(PRIMA) ROMA - Circa cento senza casa sgomberati dalla Bufalotta insieme ad attivisti del Blocco Precario Metropolitano stanno presidiando la sede del Comitato per Rutelli in via Pacinotti 64 a Roma. All’origine dell’iniziativa una richiesta di incontro con il candidato Sindaco. Le famiglie contestano a Rutelli di aver espresso solidarietà unicamente nei confronti dei legittimi proprietari degli appartamenti presidiati alla Bufalotta e di non essersi espresso né sul dramma che vivono i senza casa, né sugli ingiustificati arresti di Piazza Venezia. I manifestanti rimangono in attesa di un confronto politico con il candidato sindaco del centro-sinistra.


10 aprile 2008 - Carta

Ancora in carcere i senza casa. Domani manifestazione a Roma
di antonella tancredi

Roma - Sono ancora nel carcere romano di Regina Coeli, Lucone, «Patata» e Paolo, insieme ad altri due attivisti del Blocco precario metropolitano e Asia-Rdb dopo lo sgombero violento della tendopoli allestita in piazza San Marco. I cinque resteranno in carcere ancora stanotte. Il Gip deciderà domani sulle misure cautelari [tre in carcere e due ai domiciliari] chieste dal pm De Gasperis. L’accusa è «resistenza aggravata e lesioni», nonostante tutte le immagini dello sgombero pubblicate dai giornali mostrino gente trascinata via di peso dalla polizia e caricata sulle camionette. La «Pericolosità sociale» è il pretesto per trattenere tre persone in carcere e altre due ai domiciliari. Così, per l’ennesima volta ha funzionato l’assurda equazione per cui chi si impegna nelle lotte sociali viene considerato un soggetto socialmente pericoloso e per questo limitato della sua libertà personale. Sull’occupazione simbolica degli appartamenti della Bufalotta, da cui è nata poi la tendopoli a piazza Venezia, la procura ha avviato un’indagine a parte, per invasione di edifici. Si presume quindi che oltre ai nove fermi, arriveranno altre denunce. Questa sembra essere la risposta che il Viminale e Francesco Rutelli, forse futuro sindaco di Roma, vuol dare ai movimenti. «C’è stata una grande polemica sull’occupazione alla Bufalotta – ha dichiarato ieri il candidato sindaco del Pd e della Sinistra Arcobaleno–Sono stato duro su questa faccenda». Di sicuro il messaggio è arrivato chiaro agli attivisti che martedì mattina sono stati svegliati nelle tende dalla polizia a manganellate. Di sicuro lo ricorderà anche la ragazza incinta portata in ospedale con due costole rotte. Questo è il volto di Roma negli ultimi giorni di campagna elettorale, per nascondere uno dei problemi più pressanti di una città in cui ogni giorno vengono emessi 28 provvedimenti di sfratto. Ieri c’è stata un’affollatissima assemblea proprio a piazza San Marco, dov’era stata allestita la tendopoli. Nel centro di Roma insieme ai centri sociali, tutti i movimenti di lotta per la casa [Action, Coordinamento di lotta per la casa, Comitato di lotta per la casa, Asia-Rdb] e comitati di quartiere hanno condannato l’accaduto sempre più decisi a continuare la loro battaglia per il diritto all’abitare. All’assemblea hanno partecipato diversi esponenti politici e istituzionali della Sinistra arcobaleno. All’una di oggi un’ottantina di attivisti del Blocco precario metropolitano e Asia-Rdb, è entrato nella sede del Coordinamento per Rutelli Sindaco, a piazzale della Radio. Durante Il presidio pacifico hanno incontrato l’assessore alle politiche culturali di Roma Silvio Di Francia e Patrizia Sentinelli, coordinatrice della Sinistra arcobaleno. I due rappresentanti istituzionali si sono detti disponibili a fissare un tavolo di trattativa, promesso ieri anche dal prefetto Carlo Mosca, tra movimenti di lotta per la casa, Acer [l’Associazione di categoria dei costruttori di Roma] e istituzioni locali. Obiettivo del tavolo raggiungere un accordo per destinare il 15 per cento delle nuove costruzioni della capitale all’edilizia pubblica. Nel pomeriggio la consigliera regionale Anna Pizzo è entrata nel carcere per fare visita a Lucone, «Patata» e Paolo. Al momento «sono in una cella, che doveva essere l’ex sala computer–racconta Anna Pizzo–senza brandine ma con dei materassini per terra. Dividono la cella con altri 5 detenuti. Il loro umore sembra leggermente migliorato rispetto a due giorni fa. Sperano, soprattutto, che domani il Gip si esprima positivamente rispetto alla sospensione delle misure cautelari». Sempre domani, resta confermata la manifestazione cittadina che partirà dal quartiere Esquilino alle 17 per raggiungere piazza Venezia.


10 aprile 2008 - Il Messaggero.it

Occupato il comitato elettorale di Rutelli dai manifestanti per la casa

ROMA (10 aprile) - Alcune decine di rappresentanti di Asia Rdb e Blocco precario metropolitano (lo stesso che domenica scorsa ha occupato un palazzo nel quartiere Bufalotta, per poi lasciarlo lunedì) hanno occupato oggi il comitato elettorale di Rutelli in via Pacinotti, srotolando uno striscione che recita "La lotta al diritto alla casa non si arresta". Alla base dell'occupazione, la richiesta di una presa di posizione di Rutelli sul tavolo convocato dal prefetto di Roma, Carlo Mosca, sul problema casa e sugli arresti effettuati l'altro ieri dalle forze dell'ordine in piazza San Marco in seguito agli incidenti avvenuti per sgomberare la tendopoli allestita dagli occupanti della Bufalotta. Una delegazione degli occupanti è stata poi ricevuta dal comitato di Rutelli. «L'emergenza abitativa - dice un comunicato del comitato Rutelli diffuso al termine dell'incontro - è stato riconosciuto durante l'incontro, rappresenta un grande problema reso ancora più acuto da nuove inedite forme di povertà. Per questo il programma del candidato sindaco Rutelli ha assunto come priorità il tema della casa, a partire dal rilancio dell'edilizia residenziale pubblica. In questo quadro - continua la nota - la nuova amministrazione procederà da subito alla verifica dell'attuazione della delibera 110 approvata dal consiglio comunale nel 2006. Servono case anche ad affitto concordato e a canone sociale, a prezzi inferiori a quelli di mercato, e nuovi strumenti per affrontare con energia il problema dell'emergenza casa. Dopo il voto ci saranno occasioni permanenti di confronto, con le forze sociali e sindacali, con i movimenti per la casa e le categorie imprenditoriali, così come proposto dal prefetto di Roma, per una verifica e un monitoraggio degli interventi necessari per affrontare il tema nel suo complesso. Tutto questo in un quadro di rispetto della legalità che rifiuti con nettezza la scelta delle occupazioni».


10 aprile 2008 - Il Manifesto

La questione degli sfrattati surriscalda la vigilia elettorale della sinistra romana. Oggi il processo ai 5 arrestati nello sgombero della tendopoli di piazza Venezia, domani i movimenti di lotta per la casa sfileranno in corteo
Rutelli inciampa nei senzacasa
di Giacomo Russo Spena

Roma - Rutelli fa la faccia dura sulle occupazioni e tace sullo sgombero con la forza della tendopoli di senzacasa a Piazza San Marco. E' il momento della tolleranza zero. I movimenti rispondono convocando un corteo per domani pomeriggio: «Vogliamo la liberazione degli attivisti arrestati e una nuova politica sul diritto all'abitare». Proprio alla vigilia delle elezioni si surriscalda il clima nella capitale: la questione degli sfrattati, che si cercava di tenere invisibile almeno fino al voto, buca lo schermo.
«C'è stata una grande polemica in questi giorni sull'occupazione a Bufalotta. Sono stato duro su questa faccenda». Se Rutelli mostra i muscoli incalzato dalla destra, i movimenti di lotta per la casa ritornano in piazza per un'assemblea pubblica che si doveva tenere sul luogo del «delitto», a piazza San Marco. Ma la polizia, molta, schierata in assetto antisommossa l'ha impedito. Solo la determinazione dei manifestanti ha reso possibile un compromesso: l'assemblea verrà svolta alla fine a piazza Madonna di Loreto, in un angolo nascosto di Piazza Venezia. «Siamo preoccupati - dice Guido Lutrario del Blocco precario metropolitano - per l'atteggiamento delle forze dell'ordine e di chi le sta guidando. Ci preoccupa anche che i nostri compagni siano ancora in carcere». La «repressione» ricompatta il movimento di lotta per la casa: tutti insieme Coordinamento, Comitato, Action, Obiettivo casa, Asia Rdb e comitati di quartiere. «Questo è un successo - conclude Lutrario - Malgrado le differenze tra noi siamo uniti nel continuare insieme la battaglia sul diritto all'abitare».
Presenti anche i centri sociali capitolini e gli esponenti locali di Sinistra arcobaleno e Sinistra Critica. Sfileranno domani in corteo, con partenza alle 17 da Piazzale Esquilino, per «una nuova politica sulla casa che colpisca gli speculatori edilizi e per la liberazione dei compagni».
Il pm Andrea De Gasperis ha deciso infatti la scarcerazione solo per quattro attivisti fermati, quelli incensurati, mentre per gli altri (Blasi Luca, Di Vetta Paolo, Coniglio Marco, Imperio Ivano e Achidiagono Carmine) ha richiesto misure cautelari: tre in carcere, due ai domiciliari. La motivazione sarebbe giustificata dalla «pericolosità sociale e dai carichi pendenti» di queste cinque persone: su loro pende l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata e lesioni. Per oggi è prevista l'udienza dal gip che dovrà esprimersi sulla convalida degli arresti.
Intanto i movimenti rifiutano la guerra tra poveri: «La politica si nasconde dietro l'alibi che gli alloggi sulla Bufalotta fossero già comprati. Non lo sapevamo e quando lo abbiamo saputo ce ne siamo andati perché non vogliamo togliere una casa a chi ne ha diritto come noi». «Dobbiamo fare fronte unico con loro», rincara la dose Andrea Alzetta di Action che vede sia in Veltroni che in Berlusconi «il tentativo di espellere i conflitti sociali dallo spazio democratico». Dalla città però arrivano segnali positivi dal prefetto Carlo Mosca che sempre ieri ha ricevuto una delegazione di manifestanti e i consiglieri regionali della SinArc Peppe Mariani e Anna Pizzo. Mosca, sottolineando come quello della casa sia «un problema sociale e non di ordine pubblico», si è impegnato ad avviare un tavolo di confronto anche con i rappresentanti dell'associazione dei costruttori romani. Obiettivo dei manifestanti, destinare almeno il 15% del costruito a edilizia popolare.
In arrivo comunque altre denunce per gli occupanti della Bufalotta: la procura di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di invasione di edifici. E in serata giunge la notizia di un nuovo sgombero nella capitale. Vigili urbani del XV municipio e la polizia hanno sfollato, con tanto di ruspe, il campo rom della Muratella abbattendo le baracche di cartone in cui vivevano un centinaio di persone, tra cui molti bambini. Ora sono accampati nella stazione limitrofa. Per strada.


10 aprile 2008 - Liberazione

Dopo le cariche convalidati i fermi. Ferrero: subito il piano straordinario
Emergenza casa a Roma il prefetto apre un tavolo. La procura, invece, apre fascicoli
di Checchino Antonini

Roma - Dopo le cariche sui senza casa in piazza Venezia il prefetto Carlo Mosca decide di incontrare il movimento di lotta per la casa, vengono rese note le cifre dell'emergenza sfratti, il prefetto si pronunia sull'intervento «sproporzionato» delle forze dell'ordine e stabilisce un tavolo che si riunirà la prossima settimana. Ma in procura, nelle stesse ore, il gip convalida i nove fermi del giorno prima ed emette cinque ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere e due domiciliari. I nove fermati sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale, reato legato ai conflitti sociali, per cinque di loro, quelli colpiti dalla richiesta di custodia cautelare, viene segnalata la pericolosità sociale. I precedenti sono associati a fatti analoghi e il discorso è lo stesso che ha provato a inchiodare Action come associazione a delinquere finalizzata all'occupazione di case. Stavolta i fatti si riferiscono all'occupazione simbolica di uno stabile alla Bufalotta, periferia nordest. Da lì gli occupanti s'erano mossi verso il centro per stabilirsi in tendopoli, 55 tende, all'ombra dell'Altare della Patria: la "Città della dignità", l'avevano ribattezzata. Lo sgombero all'alba, improvviso e violento, nonostante il Blocco precario metropolitano, una delle sigle che aveva animato lo sciopero generalizzato dello scorso novembre, avesse in tasca l'invito dal prefetto per un incontro.
Sono i frutti avvelenati, questi arresti del clima furioso determinatosi dopo le recenti occupazioni di case di Montesacro e Bufalotta sulla stampa romana, notoriamente molto legata ai palazzinari. Le ritorsioni hanno interessato anche le associazioni della protezione civile che hanno prestato assistenza alle famiglie della Bufalotta: ora rischiano la cancellazione dal registro regionale. La procura ha anche aperto un fascicolo per invasione di edifici dopo la querela dei proprietari dei 200 appartamenti occupati simbolicamente. In prefettura, erano presenti anche due consiglieri della Sinistra l'Arcobaleno, Anna Pizzo e Peppe Mariani della Regione, e Luigi Di Cesare del Campidoglio. Pizzo e Mariani hanno scritto al presidente Marrazzo per informarlo e sollecitarlo a prendere parte al tavolo che, gli stessi movimenti considerano un risultato importante. E rilanciano il corteo di domani pomeriggio, dall'Esquilino alle 17.
E a chi consideri l'emergenza casa come un fatto di ordine pubblico si consiglia la lettura dei dati diffusi ieri dal sindacato inquilini della Cisl, il Sicet. Nel 2007 sono state 40mila le sentenze di sfratto da sommare ai 100mila sfratti pendenti. "Solo" 24mila sarebbero quelli eseguiti, 28 al giorno solo a Roma dove il loro numero è in crescita: 12mila, dice l'Unione inquilini, effettuati dalla forza pubblica negli ultimi cinque anni. In Italia sono 5 milioni le famiglie in affitto, i canoni crescono del 10% l'anno. Le Regioni non ce la fanno a soddisfare le domande di accesso ai fondi di sostegno. La Lombardia è riuscita a farlo solo col 35% dei 71mila aventi diritto. Aumentano gli sfratti per morosità. Il ministro Ferrero chiede che parta subito il Piano straordinario (550milioni di euro per 12mila alloggi) per alleggerire la pressione sui soggetti più deboli. E Berlusconi spergiura: «Farò più case di Fanfani (autore di un omonimo piano nel 1949, ndr)».


10 aprile 2008 - EPolis Roma

Tre del movimento sono in carcere, due ai domiciliari. Aperto un fascicolo per l'occupazione delle case
Bufalotta, convalidati i nove fermi, i proprietari querelano gli attivisti
Rutelli:"Incontrerò gli inquilini per dire loro che ci sono regole valide per tutti"

Roma - Per i nove attivisti dei movimenti di lotta per la casa è arrivata ieri la convalida dei fermi e l'emissione di cinque ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere e due ai domiciliari: queste le richieste del Gip di Roma Andrea De Gasperis, dopo le violenze di lunedì in piazza San Marco dove i senza casa avevano allestito una tendopoli dopo aver liberato l'occupazione delle palazzine alla Bufalotta. E proprio sull'occupazione di domenica, il Pm Giovanni Ferrari ha aperto un fascicolo per reato di invasione di edifici, dopo le querele fatte dai proprietari dei 190 appartamenti presi di mira dai senza casa. I nove fermati sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale aggravata. La motivazione della richiesta di custodia per i cinque è la pericolosità sociale derivante dal fatto che, a vario titolo, hanno precedenti, anche per fatti simili. Per gli altri quattro indagati, tutti incensurati, il pm De Gasperis ritiene legittimo il fermo anche se non sussistono esigenze di natura cautelare. Molto probabilmente, oggi si terrà l'udienza del gip per l'esame delle richieste del pm De Gasperis e per l'interrogatorio di garanzia dei nove indagati. «C'è stata una grande polemica in questi giorni sull'occupazione alla Bufalotta. Sono stato duro su questa faccenda. Ma mi ha colpito l'immediato desiderio di esasperare gli animi e di accendere una contraddizione »: vuole calmare gli animi, Francesco Rutelli, rispetto a una situazione incandescente e, soprattutto, a pochissimi giorni dal voto. «Nei prossimi giorni incontrerò le famiglie proprietarie degli appartamenti - aggiunge - per dire loro che ci sono diritti che devono essere rispettati e regole che devono valere per tutti».
Sulla questioone invece, della Fir Cb cancellata dall'albo dei volontari regionali per aver distribuito i vivere agli occupanti domenica notte, interviene Massimo De Simoni, candidato al Campidoglio con il Partito democratico: «Esprimo tutto il mio stupore e la mia più netta contrarietà - dice -. La radiazione dal registro regionale di un'associazione di volontari che, pur senza le dovute autorizzazioni e senza giustificare le occupazioni abusive, ha agito a fin di bene di fronte ad un'emergenza reale, non mi pare sia la strada da seguire per risolvere i problemi».(M.R.)

Bloccata in parte piazza Venezia

Ieri pomeriggio a piazza San Marco doveva tenersi un'assemblea pubblica dopo la convalida dei fermi per i nove attivisti. Negli spazi dove era sorta la tendopoli, invece, c'è stato uno schieramento di polizia: una carreggiata di piazza Venezia è stata bloccata e gli attivisti hanno tentato una mediazione con le forze dell'ordine.

L'assemblea pubblica. L'intervento

"Hanno attaccato le tende dove dentro dormivano i bambini. In realtà in questi giorni non si è parlato del diritto alla casa nascondendosi dietro l'alibi che noi occupavamo case già acquistate: noi non lo sapevamo e quando lo abbiamo saputo ce ne siamo andati perchè non vogliamo togliere una casa a chi ne ha diritto come noi": a parlare è Guido Lutrario esponente del movimento lotta per la casa durante l'assemblea pubblica di ieri pomeriggio. Solidarietà ai nove arrestati è stata portata anche dal comitato dei Colli Portuensi 187, mentre è stato annunciato che tra due settimane verrà sgomberato il Regina Elena occupato.

Prefettura. Nel pomeriggio l'incontro con i rappresentanti del Blocco precario: "Soddisfatti"
Mosca, subito un tavolo di dialogo

Dalla prossima settimana in prefettura si aprirà un tavolo per la casa: è questo il risultato ottenuto dai rappresentanti del movimento per il diritto alla casa che insieme con i consiglieri regionali Peppe Mariani e Anna Pizzo e il consigliere comunale Luigi Di Cesare hanno incontrato il prefetto Carlo Mosca. Durante l'incontro, spiegano Dall'Asia Rdb il prefetto «ha convenuto nel ritenere sproporzionato l'intervento delle forze dell'ordine nel corso dello sgombero dei senza casa attuato in piazza San Marco, e raccogliendo le istanze del movimento per la casa si è impegnato a convocare il tavolo per affrontare il problema dell'utilizzo del patrimonio abitativo, a cui saranno invitati anche i costruttori romani». Il Blocco Precario Metropolitano e l'Asia -RdB considerano l'incontro in Prefettura come «un importante risultato del percorso di mobilitazione e ribadiscono la richiesta di liberazione immediata di tutti gli arrestati, colpevoli solo di aver reclamato il diritto alla casa». «Siamo soddisfatti dell'incontro», ha detto Angelo Fascetti del Blocco precario. «Il prefetto ha ribadito che il problema della casa non si risolve con la polizia e ci ha lasciato intendere che la vicenda dei nove arresti si risolverà a breve».

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10 aprile 2008 - L'Unità

Casa, il Prefetto riceve i Movimenti «L’emergenza alloggi sia la priorità»

Roma - Convalida dei nove fermi ed emissione di cinque ordinanze di custodia, tre in carcere e due presso il domicilio. Sono le richieste al gip fatte dal pm di Roma Andrea De Gasperis dopo i disordini avvenuti martedì all’alba, in seguito allo sgombero della tendopoli allestita in piazza San Marco, vicino piazza Venezia, dagli occupanti della Bufalotta. I nove fermati sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Il magistrato ha motivato la richiesta di custodia per cinque di loro con la pericolosità sociale derivante dal fatto che, a vario titolo, hanno precedenti, anche per fatti analoghi. Per gli altri quattro indagati, tutti incensurati, il pm De Gasperis ritiene che siano stati fermati legittimamente ma che non sussistano esigenze di natura cautelare. Non solo. Perché la Procura ha avviato un’inchiesta proprio in merito all’occupazione degli immobili della Bufalotta. L’indagine ipotizza contro ignoti il reato di invasione di edifici, dopo la ricezione negli uffici di piazzale Clodio di alcune querele di parte, requisito necessario per l’apertura dell’inchiesta.
I manifestanti hanno anche incontrato il prefetto Mosca come rappresentante della città: «Il prefetto si è impegnato a convocare un tavolo con i costruttori, il presidente Cardente, i consiglieri regionali e i comitati di lotta. Siamo soddisfatti», ha spiegato Angelo Fascetti del Blocco precario metropolitano. Dalla prefettura poi è arrivato anche l’auspicio che «il nuovo governo della città di Roma affronti tra le sue prime priorità quello dell'edilizia popolare e sociale. Il prefetto in tal senso non mancherà di sensibilizzare con l'urgenza richiesta dalla drammaticità della situazione, ogni livello politico competente per dare la massima attenzione ad un problema che è essenzialmente di natura sociale e non certamente di ordine pubblico». I comitati hanno indetto una manifestazione unitaria sulla casa per domani che partirà alle 17 da piazza dell’Esquilino.


10 aprile 2008 - DNews

Piazza VeneziaAttivisti fermati, il pm De Gasperis: «Socialmente pericolosi»
Scontri e tendopoli sgomberata chiesti 5 arresti e 4 scarcerazioni
L’accusa è di resistenza a pubblico ufficiale. Il magistrato, dopo aver visionato i filmati, ha invocato 3 custodie in carcere e 2 ai domiciliari
di Gianluca Mancuso

Roma - In attesa della fissazione del l’udienza di convalida, il pm Andrea De Gasperis della procura di Roma ha chiesto la convalida dei nove fermi e l’emissione di cinque ordinanze di custodia cautelare (tre in carcere e due ai domiciliari) nei confronti degli attivisti arrestati nel corso degli incidenti seguiti allo sgombero della tendopoli allestita in piazza San Marco. I nove fermati - un gruppo di cittadini che aveva in precedenza occupato un condominio nel quartiere della Bufalotta - sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Il pm De Gasperis ha motivato la richiesta di custodia per cinque dei nove attivisti con la "pericolosità sociale" derivante dal fatto che, a vario titolo, hanno precedenti, anche per fatti analoghi. Per gli altri quattro indagati, incensurati, il magistrato ritiene che siano stati fermati legittimamente, ma che non sussistano le esigenze di natura cautelare. Intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo - allo stato contro ignoti - per l’occupazione di una decina di immobili avvenute alla Bufalotta domenica scorsa. L’inchiesta è stata aperta d’ufficio a seguito della querela di parte presentata dai proprietari che avrebbero subito l’invasione da parte degli aderenti al "Blocco precario metropolitano". Sull’epsodio sta indagando la Digos che nei prossimi giorni presenterà un dossier al magistrato.

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Il mea culpaIeri il corteo: tensioni a piazza Venezia
I manifestanti: «Sbagliata l’invasione alla Bufalotta»
di Beatrice Nencha

Roma - «I compagni non avevano capito che si trattava di una piccola proprietà. Da via Bragaglia sono usciti spontaneamente, l’atteggiamento della polizia è stato vergognoso». Attacco così Andrea Alzetta, "Tarzan", candidato di Action al Campidoglio. Insieme ai leader dei movimenti dilotta ètornato in piazza per dimostrare che "sul diritto alla casa siamo uniti". Forti dell’incontro col prefetto Mosca e i consiglieri regionali Pizzo e Mariani, gli attivisti hanno ottenuto il via libera alla manifestazione di venerdì in piazza dell’Esquilino e "l’apertura di un tavolo coi rappresentanti dell’Acer e le istituzioni", spiega Angelo Fascetti (Asia-Rdb). Momenti di tensione tra gli agenti in tenuta antisommossa e i circa 200 senza casa quando il corteo ha attraversato, non autorizzato, piazzaVenezia. «Il prefetto ha riconosciuto che i 9 arresti sono ingiustificati e che la colpa non è di chi dormiva nelle tende»,ha concluso Lutrario.


10 aprile 2008 - La Repubblica

Bufalotta. Prefetto ai senza casa "Presto soluzione"

Roma - «Il prefetto ha ribadito che il problema della casa non si risolve con la polizia e si è impegnato a convocare un tavolo con istituzioni e comitati di lotta». È soddisfatto Angelo Fascetti del Blocco Precario Metropolitano al termine dell´incontro con il prefetto Carlo Mosca. Intanto stamani si svolgerà la convalida per 5 dimostranti di Action evacuati con la forza dalla polizia dalla tendopoli in piazza Venezia.


10 aprile 2008 - Il Messaggero

Roma. Parte ufficialmente l’inchiesta sull’occupazione degli immobili alla Bufalotta...

Roma - Parte ufficialmente l’inchiesta sull’occupazione degli immobili alla Bufalotta. Le denunce di alcuni proprietari delle case sono arrivate in procura. Adesso sarà la magistratura, che procede per occupazione abusiva di immobili, a stabilire eventuali responsabilità all’interno del "Blocco metropolitano precario" sulla base di un’informativa della Digos ancora attesa a piazzale Clodio. Intanto, sono cinque i manifestanti che rischiano misure restrittive con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Il pm Andrea De Gasperis ha chiesto al gip la convalida dei nove arresti eseguiti dalla polizia martedì, durante lo sgombero della tendopoli organizzata a piazza Venezia contro l’emergenza casa. Dopo 28 ore di occupazione del complesso alla Bufalotta, gli attivisti avevano liberato le case e si erano trasferiti a due passi dalla Prefettura. Per quattro dei nove indagati il pm ha sollecitato la scarcerazione, mentre sono cinque le richieste di custodia cautelare: tre in carcere, due ai domiciliari. Adesso sarà il gip a pronunciarsi. Sono stati i precedenti specifici a pesare sulla valutazione della procura. I cinque che rischiano misure restrittive avevano precedenti analoghi alle spalle.
E il giorno successivo allo sgombero, un gesto di distensione arriva dal prefetto Carlo Mosca. Dopo le occupazioni, le polemiche, i presidi e arresti, ieri, Mosca ha incontrato una delegazione dei movimenti di "Lotta per la casa". «Il confronto è stato leale, aperto, serrato e costruttivo e ha riguardato le varie questioni concernenti la carenza di abitazioni per i ceti sociali più bisognosi», recita un comunicato. E’ proprio Carlo Mosca ad auspicare che «il nuovo governo della città affronti tra le sue priorità quello dell’edilizia popolare e sociale» e non mancherà di «sensibilizzare, con l’urgenza richiesta dalla drammaticità della situazione, ogni livello politico competente perché venga data la massima attenzione a un problema essenzialmente di naura sociale e non certamente di ordine pubblico». In attesa del nuovo sindaco, il prefetto si è impegnato ad avviare un nuovo tavolo di confronto anche con i rappresentanti dell’associazione dei costruttori romani.(Val.Err.)


10 aprile 2008 - Libero

Case occupate: la Procura indaga per invasione di edifici

Roma - Dopo la convalida dei 9 arresti in seguito all'occupazione di 200 appartamenti privati nella zona della Bufalotta, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di invasione di edifici. Il procuratore Giovanni Ferrara ha assegnato un fascicolo dopo la presentazione in procura di querele fatte dai proprietari delle case occupate domenica scorsa e successivamente lasciate libere dagli stessi occupanti che inscenarono una manifestazione in piazza Venezia. Convalidare il fermo dei nove tra attivisti e senza casa che hanno opposto resistenza alle forze dell'ordine che stava sgombrando la tendopoli allestita a piazza Venezia, nonché emissione di una misura cautelare nei confronti di cinque di questi. Questa è stata invece la richiesta che il pm Andrea De Gasperis ha rivolto al gip ieri mattina. Il magistrato, in particolare, ha sollecitato il carcere per tre persone e i domiciliari per altre due. La scelta di sollecitare misure restrittive della libertà personale solo per alcuni dei fermati è motivata, a quanto si è appreso, in parte dalla sussistenza di precedenti specifici in capo ad alcuni dei fermati, in parte dal comportamento tenuto dagli stessi in occasione dello sgombero, nonché da una presunta pericolosità sociale degli stessi. Gli altri quattro, a quanto sembra, sono persone incensurate e nei loro confronti non sussisterebbero esigenze cautelari. Subito si sono scatenati i commenti politici sull'accaduto, dopo che l'altro ieri sia Gianni Alemanno sia Francesco Rutelli avevano rimarcato, durante il loro faccia a faccia, la necessità di un ritorno alla legalità che escluda comportamenti come quelli osservati alla Bufalotta e in Piazza Venezia. «Nei prossimi giorni incontrerò i proprietari degli appartamenti», ha detto Rutelli, «per chiarire che ci sono diritti che devono valere. È una polemica giusta ma mi ha colpito l'imme diato desiderio di esasperare gli animi». Di contro, le polemiche contro Rutelli, non si sono fatte aspettare. «Rispetto alle occupazioni gli unici ad essere esasperati sono i romani. Rutelli ha veramente la faccia di bronzo», ha detto Sergio Marchi, candidato al consiglio comunale con il PdL, «dice di essere severo con le occupazioni e poi candida Tarzan-Alzetta nelle sue liste. Il candidato sindaco Rutelli», ha concluso, «dimentica che questo problema trova origine nell'incapacità di dare una risposta articolata al problema casa». Corrono ai ripari gli occupanti che ieri, riuniti in assemblea a piazza Madonna di Loreto, ha voluto puntare più sul problema della casa in genere che sul fatto della Bufalotta. «Hanno attaccato le tende dove dentro dormivano i bambini. In realtà in questi giorni non si è parlato del diritto alla casa nascondendosi dietro l'abili che noi occupavamo case già acquistate», ha detto Guido Lutrario del Movimento di Lotta per la casa, «noi non lo sapevamo che erano già state comprate e quando lo abbiamo saputo ce ne siamo andati perché non vogliamo togliere una casa a chi ne ha diritto come noi. Perfino il Prefetto Carlo Mosca», ha aggiunto, «ha detto che la colpa di quello che è accaduto ieri non è certo dei senza casa e che gli arresti sono ingiustificati». Solidarietà ai nove arrestati è stata portata anche dal comitato dei Colli Portuensi 187, mentre è stato annunciato che tra due settimane verrà sicuramente sgomberato l'ex ospedale Regina Elena occupato. All'assemblea erano presenti anche esponenti politici tra cui l'ex assessore comunale alle Periferie, Dante Pomponi, che nel suo intervento ha chiesto il rilancio dell'edilizia popolare. «Il prefetto si è impegnato a convocare un tavolo con i costruttori, il presidente Cardente, i consiglieri regionali e i comitati di lotta. Siamo soddisfatti dell'incontro». Queste le parole di Angelo Fascetti, del Blocco precario metropolitano che ieri ha incontrato il prefetto Carlo Mosca in merito all'oc cupazione delle palazzine della Bufalotta. Il prefetto, in una nota, ha invitato infine tutti i partecipanti alla riunione a collaborare per garantire, in questa vigilia elettorale, un clima ispirato alla massima serenità e legalità.(F.D.M.)


10 aprile 2008 - Metro Roma

Dopo il caso della Bufalotta
Inchiesta sull’occupazione

Roma - La Procura ha avviato un’inchiesta in merito all'occupazione dei 190 appartamenti alla Bufalotta da parte di 400 persone. In questa vicenda non c’è solo quindi l'inchiesta sugli scontri avvenuti in piazza Venezia tra alcuni manifestanti e agenti delle forze dell'ordine che stavano sgomberando la tendopoli allestita per richiamare l'attenzione della questione dell'emergenza casa. L'indagine ipotizza contro ignoti il reato di invasione di edifici. Nel frattempo, ieri il Prefetto ha incontrato una delegazione dei manifestanti, e si è impegnato a convocare un tavolo con i costruttori, il presidente Cardente, i consiglieri regionali e i comitati di lotta.


10 aprile 2008 - La Provincia di Cremona

Lo scontro. Botta e risposta tra l’RdB e il sindaco Corada
Precari, è polemica

Cremona - Sindacato di base (RdB-Cub) all’attacco, ieri al Cascinetto, sulla questione dei precari, con particolare riferimento ai 25 ausiliari comunali cui non è stata concessa la proroga al contratto trimestrale. «In applicazione di una Finanziaria che si commenta da sola, ma ignorando i margini di manovra contemplati da una circolare applicativa che altri Comuni hanno recepito», è stata l’accusa lanciata a Corada da Angelo Frigoli, Vincenzo De Vita, Massimiliano Andreotti e Carmela Bovino. «Un mese fa avevamo chiesto un incontro al sindaco, che non ci ha neppure degnato di una risposta. Intanto 25 lavoratori, alcuni dei quali erano ad un passo dalla stabilizzazione, sono stati mandati a casa. Nell’indifferenza di una giunta che si dice attenta ai loro diritti, nel sostanziale silenzio dei sindacati confederali, e secondo un copione che sembra preludere all’esternalizzazione di alcuni servizi. Una linea che contrasteremo con fermezza. Questi lavoratori devono essere riassunti, e la loro vicenda diventare esemplare di una più generale e concreta lotta al precariato». Appello respinto dal sindaco Corada. «Ho seguito direttamente questa vicenda anche tramite l’Anci; e nella circolare - che ad esempio ha permesso di prorogare il contratto delle maestre d’asilo - c’è pure tanto del mio impegno. Ma nè la Finanziaria, con i suoi meccanismi peraltro discutibili, nè la circolare permettevano di estendere la deroga agli ausiliari. Riassumerli vorrebbe solo dire perdere il ricorso - assolutamente certo - degli altri precari in lista d’attesa. L’incontro? Ne ho incaricato l’assessore Dal Conte; ma la questione, purtroppo, non cambia».


10 aprile 2008 - Il Giorno

«I politici giocano con la salute delle persone»
«Con l’apertura della nuova struttura di via Novara che fine faranno i lungodegenti e i malati cronici?»
ASSEMBLEA INFUOCATA DEI LAVORATORI DEL CIVILE SUL FUTURO DEL VECCHIO OSPEDALE
di SILVIA VIGNATI

LEGNANO — SI È TORNATI a parlare della sorte del "vecchio" ospedale Civile, martedì sera nell'aula magna di via Candiani. Sorte legata alla prossima apertura del nuovo nosocomio, che sta sorgendo in area San Paolo: data prevista di inaugurazione fine 2009, costo 155 milioni di euro. Le Rappresentanze di base (Rdb-cub) hanno organizzato l'assemblea pubblica che ha visto una folta partecipazione di tecnici, infermieri e anche qualche medico. Assente l’Amministrazione ospedaliera, l’Amministrazione comunale, le altre sigle sindacali. Sono solo intervenuti Nicoletta Bigatti (consigliere comunale Sinistra Arcobaleno) e Giuseppe Marazzini (ex consigliere di Rifondazione comunista). Domande vecchie e nuove hanno caratterizzato l'incontro, alcune formulate fin dalla nascita (sulla carta) della nuova opera. «ANCORA non sappiamo dove andranno a finire i lungodegenti, i malati cronici, gli oncologici, i pazienti psichiatrici, visto che il nuovo ospedale sarà solo per gli acuti - ha introdotto Franco Cattaneo, coordinatore Rdb -. Siamo molto preoccupati: non abbiamo avuto nessuna risposta dall'amministrazione. Di certo si sa che diminuiranno i posti letto, e magari anche i lavoratori: così si sta giocando sulla salute dei cittadini. E ancora: sembra che le esternalizzazioni diventeranno la norma. Se davvero la sanità è il "fiore all'occhiello della Regione", allora vogliamo avere prove concrete». Riccardo Germani (Rdb) fa subito notare l'assenza di interlocutori importanti. «Dov'è l’Amministrazione, che ha ostacolato questa serata? Dove sono gli altri sindacati? La salute di tutti noi non è di destra o di sinistra, di maggioranza o opposizione. Dobbiamo dire le cose come stanno. Che si sta costruendo un ospedale e ancora stiamo pagando mutui per i nuovi Dipartimenti materno-infantile e Infettivi. Strutture che, per legge, non possono essere abbattute almeno per vent’anni. E un domani, l'anziano che al Civile trovava sempre un posto in Medicina, che fine farà? Dovrà andare nelle strutture private. Perché un posto letto per curare una brutta bronchite non lo avrà più, nell'ospedale per acuti. E ancora: che fine faranno le undici operatrici di call center il cui contratto scade al 31 agosto?». PER GERMANI, se la costruzione del nuovo nosocomio non può certo essere arrestata, diventa necessaria la volontà di conservare al meglio, e nella totalità dei suoi spazi, il complesso di via Candiani: area che dovrebbe ospitare tutti i servizi post-interventi chirurgici, di riabilitazione, di cura dei malati cronici e della disabilità. «Ma oggi a Legnano per far business si ricorre a un unico sistema: si costruisce. La salute diventa funzionale al business. Si esternalizzano i servizi: questi 14 già definiti (gestione spazi commerciali, bar, gestione e manutenzione fabbricati, manutenzione attrezzature, manutenzione verde, manutenzione impianti tecnologici, servizio energetico e di fornitura calore, mensa ristorazione personale e pazienti, lavanderia, servizio di pulizia interno ed esterno, servizi di vigilanza e portineria, smaltimento rifiuti, apparecchi biomedicali, fornitura gas medicali) sono solo la base di partenza. La nostra azienda li ha concessi a imprese private in data 23 marzo 2005 per 27,5 anni: questo non ci dà nessuna rassicurazione affinché anche altri servizi vengano successivamente appaltati». È FORTE quindi l’appello a fare un fronte comune, «perché da soli, come sindacato, non possiamo fare una battaglia a difesa della nostra salute. Serve l'allenza fra tutti i sindacati, i cittadini, i lavoratori dell'ospedale», ha concluso Germani. Alla serata ha partecipato anche Erminia Emprin, senatrice della Commissione sanità. «Oggi c'è una mancanza totale di programmazione fra servizi sociosanitari, ospedale, bisogni di salute del territorio. Si parla tanto di "sprechi della sanità": ma cosa dire se a Legnano non si sono ancora finiti di pagare i mutui dei nuovi reparti e si costruisce ex novo? La funzione ospedaliera è sempre più legata al profitto e sempre meno ai bisogni di salute. La "finanza di progetto" qualifica la sanità lombarda: tutto deve essere messo a valore». Qual è la sua ricetta? «Bisogna costruire in Lombardia comitati locali coordinati fra loro. Comunicare le esperienze. Redigere libri bianchi. Fare pressioni a Roma. Pensiamo che tanti ospedali lombardi non hanno chirurghi ma semplici consulenti, di cui non conosciamo la natura dei contratti. Tornando a Legnano: ancora non sapete come si integreranno i due plessi. Un fatto grave».


10 aprile 2008 - Il Gazzettino

Fallito il tentativo di conciliazione sull'accordo che favorirebbe gli impiegati
di Matteo Crestani

Bassano - Il tentativo di conciliazione in Prefettura a Vicenza richiesto dai sindacati autonomi Fsi, Nursind ed RdbCub si è risolto con un nulla di fatto. La spinosa questione riguarda la disparità di trattamento che, a detta dei rappresentanti sindacali, emergerebbe palesemente dall'accordo aziendale siglato dall'Asl 3 di Bassano lo scorso 8 ottobre, con il quale è previsto che "per il solo personale amministrativo l'anzianità di servizio sarà valutata con una maggiorazione del 60 per cento". I sindacati, appena visionate le graduatorie sono sobbalzati e hanno dichiarato battaglia all'Azienda sanitaria bassanese, in quanto sui primi 100 aventi diritto alle maggiorazioni economiche previste, soltanto 16 sono infermieri. All'incontro con il prefetto Piero Mattei erano presenti Renato Dalla Grana (Fsi), Andrea Gregori ed Andrea Bottega (Nursind) e Federico Matinetto (Rdb-Cub), mentre in rappresentanza dell'Asl 3 c'era il direttore amministrativo Giuseppe Cenci, che ha assicurato che nei prossimi accordi aziendali ci sarà una maggiore attenzione per tutte le categorie in gioco. Poco, secondo i difensori dei lavoratori: «Il tentativo di conciliazione proposto non è andato a buon fine a causa dell'ostinazione dell'Asl 3. L'Azienda, infatti, ha evidenziato che restano validi gli accordi già in vigore, essendo impossibile effettuare una nuova convocazione delle parti attorno a un tavolo». Il minacciato sciopero del 9 maggio prossimo in concomitanza con l'Adunata degli Alpini, momento di sicura emergenza sanitaria, sembra sempre più realistico, anche se i sindacati autonomi fanno sapere che solo nei prossimi giorni sarà deciso il da farsi. Per avvalorare la richiesta di esclusione del privilegio della maggiorazione del 60 per cento di anzianità di servizio per il solo personale amministrativo, i sindacati autonomi hanno presentato 434 firme, sostenendo il principio della pari dignità lavorativa. Dal San Bassiano fanno ufficialmente sapere con una nota che in relazione alla graduatoria formata, che resterà in vigore fino al 2010, sono stati collocati 1715 dipendenti. «Nel primo anno di utilizzo della graduatoria stessa - commenta il direttore generale Valerio Alberti - il 70 per cento circa dei dipendenti beneficiari è costituito da personale di area sanitaria e sociale e solo il 30 per cento da personale di area amministrativa. Negli anni successivi lo scorrimento della graduatoria permetterà, in relazione ai fondi contrattuali disponibili (determinati dai Contratti nazionali) ad altri dipendenti di ottenere il riconoscimento economico».

Mentre ieri Coordinamento comitati, Rete Lillipu, Viest e Rdb-Cub hanno tenuto una riunione davanti alla Ederle
Cammarata (Vicenza est) prende le distanze dal "patto"

Vicenza - (e.s.) «Non possiamo preoccuparci solo del Dal Molin, gli americani stanno militarizzando tutta Vicenza». È l'opinione espressa dal Coordinamento dei comitati, da Rete Lilliput, dal Comitato Vicenza Est e da Rdb-Cub. Ieri i rappresentanti di questi movimenti si sono dati appuntamento in via Aldo Moro, davanti alla caserma Ederle, per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica «su ciò che sta accadendo dentro e fuori» la cittadella americana. «Dentro stanno creando spazi per circa milleseicento studenti, e fuori stanno cercando alloggi. In ballo tra l'altro ci sono ancora i duecentoquindici appartamenti previsti a Quintarello - tiene a ricordare il portavoce del coordinamento Giancarlo Albera - In via Aldo Moro poi ci stanno mangiando del terreno. Già nel 1999 Massimo D'Alema aveva concesso agli Usa terra del demanio in comodato gratuito per trent'anni. E oggi i risultati si vedono, con l'apertura sulla strada di un cantiere destinato a costruire una corsia che porta alla caserma, con a fianco una pista ciclabile». Il Coordinamento ha colto l'occasione per pubblicizzare l'iniziativa di raccolta firme chiamata "patto tra candidati e cittadini contro la costruzione della nuova base americana". Patrizia Cammarata, portavoce del comitato di Vicenza Est, ha preso però nuovamente le distanze, anche a nome del partito di Alternativa comunista e del relativo candidato sindaco Riccardo Bocchese.


10 aprile 2008 - La Nazione

Firenze. «E’ UNA SENTENZA di notevole rilievo non solo perché riguarda i dipendenti del tribunale...

Firenze - «E’ UNA SENTENZA di notevole rilievo non solo perché riguarda i dipendenti del tribunale quanto per la puntualizzazione del diritto di tenere assemblee retribuite dove si ritiene più opportuno, anche in piazza». Questo il commento dell’avvocato Giorgio Belotti che, assieme ai colleghi Lorenzo Calvani e Andrea Stramaccia, assisteva i sindacati Cgil Funzione pubblica, FpsCisl, Uilpa e delle Rdb-Cub nell’ambito del procedimento nato dalla decisione della dirigenza amministrativa del tribunale di trattenere le retribuzioni ai dipendenti per le ore in cui avevano partecipato ad assemblee davanti le sedi del tribunale. IL GIUDICE del lavoro ha dato ragione ai tre legali sia in prima istanza che in seconda, bocciando il ricorso della dirigenza del tribunale. Per il giudice Bazzoffi, infatti, «se ciò che qualifica l’assemblea ex articolo 20 dello Statuto dei lavoratori non è il luogo di svolgimento ma il suo contenuto (riunione di lavoratori qualificata dalla pertinenza con la condizione di lavoro), appare allora evidente che in nessun caso esiste un limite spaziale allo svolgimento dell’assemblea; e il datore di lavoro non ha il potere di sindacare l’oggetto dell’assemblea ovvero il contenuto della riunione». Gigi Paoli


10 aprile 2008 - La Nuova Venezia

Sindacati preoccupati: «Errori che alla fine si scaricano su lavoratori e pendolari»

Venezia - «Sono a conoscenza della decisione, ma non abbiamo ancora letto la motivazione. Ci riserviamo di approfondire l’analisi e ci riserviamo la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato». Il presidente Marcello Panettoni commenta così la decisione del Tar del Lazio che conferma, dopo il ricorso dell’Actv, la decisione dell’Antitrust che condanna l’azienda veneziana al pagamento di una sanzione di 1,55 milioni di euro. Sanzione tutt’altro che irrilevante nonostante un bilancio che si aggira sui 300 milioni di euro.
Un colpo imprevisto anche per il direttore generale Maurizio Castagna. «Le motivazioni addotte dall’Antitrust non ci sembravano così pesanti e irresistibili - commenta Castagna - Noi non abbiamo costituito alcun cartello anti-concorrenziale». L’obiettivo della società consortile era quello di sviluppare il mercato del trasporto pubblico in maniera aggregata. Di qui la decisione, quasi scontata, ma che sarà attentamente valutata con l’ufficio legale dell’azienda una volta lette le motivazioni, di presentare ricorso al Consiglio di Stato. Se andasse male, comunque, per il direttore generale non ci saranno conseguenze irreparabili per i conti dell’azienda di trasporto. «Con il bilancio 2008 abbiamo previsto un fondo» afferma Castagna. L’eventualità di una condanna era stata ovviamente prevista. Ma si continua a sperare che a quella riserva l’azienda non debba attingere.
Conti a parte la prospettiva che il consorzio non spicchi mai il volo preoccupa anche il sindacato. Per Marino De Terlizzi (Fit Cisl) «la polverizzazione delle aziende per noi è deleteria. A livello nazionale stiamo lavorando per un contratto unico tra ferrovieri e autoferrotramvieri. Per noi le aggregazioni sono importanti come il pane per garantire il salario dei lavoratori. Meglio trattare con un soggetto piuttosto che con dieci. Vada come vada, comunque, vigileremo sui diritti dei lavoratori». Più duro Giampiero Antonini (Rdb Cub). «Gli errori fatti dagli amministratori alla fine, come sempre, si scaricano sui lavoratori e sugli utenti - attacca Antonini - Poco conta che sia già stato previsto un fondo ad hoc. Alla fine i soldi da qualche parte dovranno tirarli fuori. Così come dovranno trovare i fondi che avevano previsto di incassare dalla vendita dei biglietti e che invece, per il primo trimestre 2008, sono molto al di sotto delle previsioni. Ecco spiegato il motivo per cui vogliono tagliare corse sull’extra-urbano o tenteranno di scaricare tutto sui lavoratori».(m.sca.)


10 aprile 2008 - Corriere del Veneto

Fallisce il tavolo di confronto tra Usl 3 da un lato e NurSind, RdB Cub e Fsi dall'altro
Infermieri, salta l'accordo con l'Usl C'è vento di sciopero sull'adunata
Non serve la mediazione della prefettura sul contratto
di Elfrida Ragazzo

BASSANO DEL GRAPPA — Il tentativo di conciliazione è fallito ieri in prefettura. Usl 3 da un lato e NurSind, RdB Cub e Fsi dall'altro. Risultato: lo sciopero in prossimità dell'adunata degli Alpini diventa una minaccia reale. A proclamare l'astensione dal lavoro sono le tre sigle sindacali che all'interno dell'Usl 3 raggruppano circa duecento iscritti. Infermieri, operatori sanitari e tecnici pronti ad incrociare le braccia a causa di un accordo aziendale sottoscritto (sia dalla parte pubblica che quella sindacale) lo scorso ottobre che attribuisce al solo personale amministrativo la valutazione dell'anzianità di servizio con una maggiorazione del 60 percento e che come conseguenza ha visto i dipendenti del settore amministrativo piazzarsi ai primi posti della graduatoria per le progressioni orizzontali, corrispondenti ad un aumento di circa 50 euro in busta paga. L'incontro per la procedura di raffreddamento andato in scena ieri in prefettura, dopo che venerdì era stato proclamato lo stato di agitazione, non ha avuto esito positivo e così il NurSind che tutela gli infermieri sostenuto da RdB Cub e Fsi intende scioperare.
L'astensione dovrebbe cadere nel weekend del 9, 10 e 11 maggio in cui Bassano sarà inondata dalle Penne Nere di tutta Italia in occasione dell' 81esimo raduno nazionale Ana. Ovvero nelle stesse date in cui la direzione medica dell'Usl 3 ha disposto la sospensione di ogni assenza per ferie, aggiornamento di tutto il personale, salvo eccezioni, oltre ad altre misure ad hoc prese per assicurare l'assistenza durante l'evento. All'interno del San Bassiano ultimamente è girata una petizione alla quale sono state contate in calce 434 firme di dipendenti (non medici) i quali chiedono di annullare la parte dell'accordo che assegna una maggiorazione di anzianità agli amministrativi. Elemento, quest'ultimo, che fa prevedere una massiccia adesione allo sciopero, visto anche il forte malumore che continua a serpeggiare tra i corridori dell'Usl 3. Tuttavia, come si legge dal verbale del tavolo di conciliazione, l'azienda rappresentata dal direttore amministrativo Giuseppe Cenci «nel far presente che l'accordo è stato sottoscritto dalla precedente amministrazione, sottolinea che per il principio della continuità amministrativa, gli accordi sottoscritti devono comunque essere osservati e che in ogni caso per pervenire ad una modifica di detto accordo è necessaria anche la volontà delle altre parti che l'hanno sottoscritto». É stato sottolineato che, data l'imminente sottoscrizione del nuovo contratto nazionale, a breve si potrebbe procedere ad una rinegoziazione di quel punto, diventato il «pomo della discordia» in grado di mettere in difficoltà il piano sanitario predisposto per l'adunata. Il NurSind non si tira indietro e, per bocca del coordinatore regionale Andrea Bottega, attacca: «Siamo legittimati a dichiarare lo sciopero aziendale. Quell'accordo denigra un lavoro rispetto all'altro».


10 aprile 2008 - Il Giornale di Vicenza

PROTESTA. Ieri in via Aldo Moro, chiesto un rapporto ai vigili urbani
Ederle, sit-in pacifista «Di chi è il cantiere?»
di Alessandro Mognon

Vicenza - Tempo una decina di minuti e sono arrivati nell’ordine: due jeep dei carabinieri, un furgone e una macchina della polizia municipale, una volante della polizia e l’auto della digos. Il problema? La conferenza stampa-manifestazione organizzata (senza aver chiesto il permesso) sul ciglio di via Aldo Moro, vicino al carcere, dal Coordinamento dei comitati, rete Lilliput, i Cub con Germano Raniero, Vicenza est, rete Disarmiamoli e Mir per denunciare i "misteriosi" lavori alla Ederle.
La questione è la solita: compaiono ruspe e schiacciasassi, segnali di lavori in corso e una tabella con scritto "zona militare" fuori dalla recinzione della caserma Usa. E, dice Silvano Caveggion di Lilliput «nessuno sa di chi è il terreno e non ci sono i cartelli del cantiere obbligatori per legge. Ma è zona militare anche questa?».
Spiega Giancarlo Albera, del Cooordinamento comitati: «Alla Ederle stanno facendo grandi investimenti, qui nel ’99 è stato dato agli americani il terreno in comodato per 30 anni, l’amministrazione vicentina non può fare nulla. Ma può intervenire su altre cose, come la viabilità. Per questo vogliamo che vengano rivisti i vecchi accordi bilaterali Italia-Usa. Intanto al Villaggio della pace stanno costruendo spazi per 1600 studenti e, ci dicono, gli americani hanno acquisito le ex officine Ghisa a Montecchio Maggiore. A che serve tutta questa roba se non a militarizzare il territorio?».
Paolo Consolaro, rete Disarmiamoli di Vicenza, allarga il tiro: «Non siamo qui solo per questo, queste infrastrutture sono fatte per la guerra. L’ex comandante della Ederle, il generale Bordonaro, diceva di aver lavorato «per garantire la pace". Ma Iraq e Afghanistan cosa sono? Vogliamo la riconversione civile delle basi militari». Francesco Ambrosi, Mir: «Ripensiamo la difesa nazionale, incentiviamo l’attività di pace e la riconciliazione. Vedi Palestina e Kosovo».
Intanto i vigili urbani hanno fatto il verbale del cantiere da trasmettere all’ufficio urbanistica per il sopralluogo. Raniero è sicuro: «Tra qualche giorno sapremo di chi è quel cantiere».


10 aprile 2008 - L'Unione Sarda

Agenzia delle entrate. Si moltiplica il dissenso per il possibile smembramento del polo di via Vesalio
«La Cittadella finanziaria non si tocca»
di PAOLO LOCHE

Cagliari - «Trasferire gli uffici dell'Agenzia delle entrate in via Bacaredda? Una follia». A pensarla così sono in tanti: dai residenti di S.Benedetto agli agenti immobiliari della Fiaip; dai consiglieri della circoscrizione ai notai e ai commercialisti cagliaritani. Il timore comune è che tale scelta possa causare problemi di viabilità in una zona già molto trafficata e priva di un numero adeguato di parcheggi, anche a causa dei concomitanti lavori per il Parco della Musica.
Le lamentele dei cittadini sono approdate in circoscrizione sotto forma di una mozione (già protocollata, ma non ancora discussa) presentata dal consigliere Sergio Mascia. «Il trasferimento degli uffici in via Bacaredda», spiega l'esponente della Sinistra Arcobaleno, «determinerà l'intasamento del multipiano di via Manzoni, la cui capienza è appena sufficiente alle esigenze dei residenti e dei commercianti della zona. Per questo motivo chiederò al consiglio che la circoscrizione prenda posizione contro il trasferimento».
Parere negativo anche dalla Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali (Fiaip) che in Provincia di Cagliari vanta 90 iscritti. «Ci sentiamo penalizzati», afferma Domenico Tamponi, responsabile della comunicazione Fiaip. «Separare l'attività collocando le Agenzie Cagliari 1 e Cagliari 2 a parecchi chilometri di distanza è sbagliassimo. Gli agenti immobiliari sono contrari al trasferimento, così come i notai e i commercialisti della città. Nei prossimi giorni organizzeremo un incontro congiunto per definire una linea di protesta comune. Il problema è che finora si poteva fare tutto nell'unica sede di via Vesalio; mentre in futuro sarà necessario spostarsi da una parte all'altra della città, visto che le sedi saranno tre, dislocate in via Vesalio (dove resterà il catasto) sulla 554 e in via Bacaredda (dove trovare un parcheggio è un'impresa)».
Contrario al trasferimento anche il sindacato Rdb Cub Sardegna: «Nuovi burocrati», si legge in una nota diffusa on line, «tentano sempre lo stesso percorso, anche se la Commissione Finanze ha già detto no allo smantellamento della Cittadella finanziaria». Una riorganizzazione non sarebbe affatto necessaria, perché non corrisponderebbe ad un reale interesse pubblico e creerebbe soltanto disagi. «La sede di via Bacaredda sarà in grado di accogliere l'utenza? Dove parcheggeranno gli impiegati e gli utenti, visto che siamo in pieno centro e parcheggi non ce ne sono?» Perplessità anche sulla decisione di spostare Cagliari 2 a Quartu. «L'unico risultato certo», conclude la nota, «è un sensibile peggioramento del servizio». Roberto Landi, commercialista, lancia la sua proposta: «Vendere la sede di via Bacaredda e quella della 554 per acquistare, alla pari, l'edificio di via Vesalio, dove è ancora possibile costruire un terzo piano. È un'operazione possibile e si fornirebbe un servizio ai contribuenti».

Tempio. Venti posti
Assunzioni all'Asl: una raffica di ricorsi per gli ausiliari
di ANDREA BUSIA

Qualcuno si è rivolto direttamente ai giudici del Tribunale di Tempio, altri alla Direzione regionale del lavoro. La graduatoria Asl per 20 posti di ausiliario nell'ospedale Paolo Dettori sta creando problemi seri. I contratti sono per pochi mesi, vengono preceduti da una selezione della Asl n. 2 e il requisito richiesto si riduce, praticamente, al titolo della licenza media. La graduatoria importante è quella dei disoccupati, sono loro infatti i destinatari delle procedure per l'avviamento al lavoro, in questo caso alle mansioni ospedaliere. C'è chi ritiene di aver perso lo status di disoccupato illegittimamente, e quindi anche il diritto di essere inserito nelle liste Asl dalle quali poi vengono attinti i nomi per la chiamata diretta. Evidentemente, qualcosa non è andato per il verso giusto, almeno stando alle reazioni di alcuni candidati. Il legale di uno degli esclusi ha chiesto spiegazioni alla Direzione regionale del lavoro. A quanto pare, dopo le prime proteste, le graduatorie sono state riviste, e qualcuno è rientrato in partita. Oggetto delle polemiche e dei ricorsi, è il meccanismo, abbastanza complesso, che prevede il coinvolgimento sia della Asl che del centro servizi per il lavoro, il vecchio ufficio di collocamento, di Tempio. In pratica, all'Azienda sanitaria gallurese vengono forniti una sessantina di nomi, tutti già inseriti nella graduatoria dei disoccupati. Successivamente la Asl procede ad una verifica sulla idoneità dei candidati alle mansioni di ausiliario generico. Se un nome viene depennato dall'elenco del centro servizi per il lavoro, ovviamente non arriva negli uffici Asl e l'assunzione a tempo determinato va a farsi benedire. Per molte persone anche un contratto di pochi mesi con un salario decente garantito da un ente pubblico, rappresenta una boccata d'ossigeno. Di certo, per un motivo o per l'altro, i contratti a tempo determinato Asl sono da tempo al centro di polemiche e sicuramente ambitissimi. Qualche settimana fa la guardia di finanza di Olbia ha iniziato la verifica sulle assunzioni dei Cocopro e le preselezioni dei concorsi per assistente amministrativo. Il tutto su input delle rappresentanze sindacali di base. In questo caso, va precisato, la questione riguarda più che altro i criteri di definizione delle graduatorie della disoccupazione, operazione che non riguarda minimamente l'Azienda sanitaria.


10 aprile 2008 - Il Tempo

L'interrogativo
Cub trasporti «Corsisti, quale futuro»
Corsisti? Ancora nulla di fatto. Dopo mesi di incontri, riunioni, tavoli con le istituzioni, ancora non ci sono state delle risposte concrete per i ragazzi impegnati all'interporto «i quali - hanno spiegato dalla Cub Trasporti - dopo aver partecipato ad un concorso pubblico indetto e finanziato dalla Regione Lazio e dal Comune di Civitavecchia, ad oggi si trovano in grande difficoltà lavorativa.

Civitavecchia - Infatti solo 75 corsisti lavorano, mentre per gli altri 50 che dovranno andare a lavorare alla banchina 25, si aspetta una risposta dall'Autorità Portuale e dalla Regione Lazio». In tutto questo l'Autorità Portuale si era fatta carico di cercare una soluzione transitoria, affidandosi al sostegno delle aziende portuali, fino alla consegna della banchina, cosa che ancora ad oggi non è avvenuta. «Non riescono a trovare 35 posti per noi - spiegano infuriati i corsisti - ha spiegato un gruppo che si è definito di "corsisti truffati" - ed il Comune continua a disinteressarsi della situazione. A gennaio la Regione Lazio, tramite l'assessore Tibaldi e l'autorità portuale rappresentata dall'ammiraglio Mocci hanno indetto un ulteriore tavolo di trattativa con i corsisti ed i rappresentanti dei lavoratori. Siamo ad aprile e non c'è alcuna richiesta di personale da parte delle ditte portuali e, ancora, non c'è traccia del piano industriale di Rtc per la concessione della banchina 25».


10 aprile 2008 - Tuscia web

Mezzetti a confronto con Rdb

Viterbo - Il coordinatore provinciale delle rappresentanze sindacali di base di Viterbo Lino Rocchi, incontrando il candidato a sindaco Enrico Mezzetti,ha chiesto un impegno formale a lui, ed a tutta la Sinistra Arcobaleno locale, ad esprimersi sulla non applicazione delle Legge 30 nel Comune di Viterbo, sulla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari utilizzati dall’Amministrazione locale, a battersi nel futuro Consiglio Comunale per la reinternalizzazione dei servizi finora gestiti dal C.E.V. e dalla Francigena e la reinternalizzazione, attraverso un piano bi/triennale, dei lavoratori di queste Multiservizi. La RdB ha chiesto anche una tangibile presa di posizione circa il potenziamento dei servizi ai cittadini, in particolar modo per la Sanità, il trasporto pubblico, i collegamenti con la capitale con un massiccio potenziamento delle ferrovie, un attenzione alle esigenze dei meno giovani, anche attraverso un piano per il rilancio delle attività commerciali di "prima necessità", (alimentari, farmacie, ecc.) nel centro storico. Rocchi ha poi evidenziato la necessità che un candidato della Sinistra deve porsi come prioritari i temi dell’ambiente, maggiori spazi verdi in città; l’incentivazione della raccolta differenziata, oggi ferma al 6%; la necessità che la gestione dell’acqua, bene primario torni ad essere veramente pubblica; che siano favorite al massimo le pari opportunità e che ci sia una maggiore attenzione per l’imprenditoria locale al femminile; una maggiore valorizzazione dei tesori naturali, storici ed architettonici del territorio attraverso uno sfruttamento intelligente; una attenzione ai cittadini con l’attivazione di strumenti anche informatici che consenta una linea diretta quotidiana con il loro Sindaco; Per ultimo ma non di importanza, una attenzione al problema della sicurezza nei luoghi di lavoro, attivando, per quanto di competenza comunale, maggiori controlli, anche in fase di aggiudicazione dei vari appalti, escludendo quei soggetti che risultino non in regola o abbiano ricevuto sanzioni per mancanza di sicurezza nei 5 anni precedenti, o si dedichino alla pratica del sub appalto selvaggio. Infine Rocchi augura un buon risultato al candidato Mezzetti, e lo invita ad essere sempre sensibile ed attento ai temi dei Lavoratori e di chi li rappresenta.
RdB Cub Viterbo


10 aprile 2008 - Il Giorno

Causa sulla mensa Vincono i Cobas
ARESE EX ALFA ROMEO
di Monica Guerci

ARESE — UNA PICCOLA VITTORIA portata a casa per i lavoratori di Fiat Services, all'ex Alfa Romeo di Arese, rimasti senza mensa. La storia risale al 2005, ma solo oggi si è giunti alla soluzione del caso. In quel periodo Fiat aveva infatti chiuso anche la mensa dello stabilimento, per conseguenza, Onama la ditta che gestiva il servizio, dichiarò immediatamente l'esubero di personale. Immediate furono anche le reazioni dei lavoratori addetti alla mensa che incrociarono le braccia per circa due settimane, bloccando di fatto il servizio mensa negli stabilimenti presenti, fra questi quelli di Fiat Services che all'epoca dei fatti era Fiat Gesco. Le rappresentanze sindacali unite (Fim, Fiom, Cobas, Cub) pochi mesi dopo decisero di chiedere alla Fiat di versare l'indennità mensa a tutti quei lavoratori rimasti senza il "pranzo", dato che «in questi casi tocca all'azienda fornire la mensa o provvedere al pagamento di una somma pari alla prestazione sostitutiva del servizio, di circa 5 euro al giorno», spiegano i rappresentanti dei lavoratori. Niente di fatto e le organizzazioni sindacali si scollano, alcune si ritirano e alcune invece procedono singolarmente nella battaglia. E' il caso dell'Associazione Lavoratori Cobas - Cub, che ha sostenuto fino all'ultimo la causa firmata da 15 dei 35 lavoratori interessati alla vicenda. «La causa si è trascinata sino a oggi, ma con grande soddisfazione vi informiamo che abbiamo vinto - spiegano i sindacalisti Cobas e Cub -. Fiat Services ora dovrà pagare i lavoratori ricorrenti, non è certo una grossa cifra, ma il principio è invece di grande importanza».


9 aprile 2008 - Carta

Il presidio non smobilita. Venerdì 11 corteo cittadino
di Emiliano Viccaro

Roma - Convalida del fermo delle nove persone arrestate e cinque misure cautelari, tre in carcere e due ai domiciliari: è questa l’incredibile richiesta del pubblico ministero De Gasperisis, giunta nel primo pomeriggio, nei confronti degli attivisti del Blocco precario metropolitano, ancora detenuti nel carcere di Regina Coeli, a seguito dello sgombero della tendopoli allestita in piazza San Marco.
I nove sono accusati di resistenza aggravata e lesioni, nonostante tutte le prove forografiche e video dimostrino esattamente il contrario. Il magistrato ha motivato le richieste di custodia cautelare per con la «pericolosita’ sociale» derivante dal fatto che, a vario titolo, hanno precedenti, per fatti analoghi. Per gli altri quattro indagati, tutti incensurati, il pm ritiene che siano stati fermati legittimamente ma che non sussistano esigenze di natura cautelare. Domani, molto probabilmente, si terra’ l’udienza del gip per l’esame delle richieste e per l’interrogatorio di garanzia dei nove indagati. La protesta era iniziata domenica con l’occupazione simbolica, nel quartiere della Bufalotta, di 190 appartamenti da parte di 300 famiglie senza case.
A nulla sono valse, fin’ora, le parole di condanna dello sgombero violento di ieri e dei provvedimenti restrittivi pronunciate da tutta la sinistra politica e istituzionale. Soltanto poche ora prima, una delegazione dei movimenti di lotta per la casa di Roma, insieme ai consiglieri regionali Pizzo e Mariani, era stata ricevuta dal prefetto Mosca che aveva usato parole di grande sensibilità e attenzione sulla questione dell’emergenza abitativa. Il prefetto, implicitamente, aveva anche ammesso le responsabilità delle forze di polizia nella gestione dell’ordine pubblico in occasione dello sgombero della tendopoli. Inoltre, Mosca ha annunciato la convocazione, per la prossima settimana, di un tavolo di confronto tra Acer [associazione costruttori di Roma], istituzioni locali e movimenti di lotta per la casa, per discutere la proposta di destinare una quota di edilizia privata residenziale ad alloggi sociali. Una novità politica importante, frutto della mobilitazione di questi giorni, ma anche del coraggio politico dimostrato dal presidente del Municipio IV, Alessandro Cardente, che attraverso una lettera pubblicata sulle pagine romane del Corriere della sera ha sostenuto la «necessità di una nuova stagione per l’edilizia sociale». «L’emergenza abitativa non si combatte con misure di ordine puibblico – ha detto Cardente – ma sperimentando una nuova politica pubblica sulla casa».
E proprio oggi, l’Unione inquilini, ha presentato gli ultimi dati sull’emergenza abitativa. Gli sfratti eseguiti con l’assistenza della forza pubblica e dell’ufficiale giudiziario sono stati oltre 20 mila in Italia, di cui oltre 1.700 nella sola capitale, nonostante la sospensione delle esecuzioni per gli ultra-sessantacinquenni e le famiglie con portatori di handicap o figli minori. In un aumento gli sfratti per morosità, che rappresentano ormai l’80 per cento delle sentenze emesse in Italia. A Roma, le sentenze per morosità sono passate dalle 3.496 del 2006 alle 3.606 del 2007. Ogni giorno nella capitale vengono emessi 28 nuovi provvedimenti di sfratto, di cui dieci per finita locazione e 18 per morosità.
Nel frattempo, non si ferma la mobilitazione delle famiglie di Bufalotta. Oggi pomeriggio, alle 18, è convocata un’assemblea pubblica cittadina, a cui parteciperanno diversi esponenti politici e istituzionali della Sinistra arcobaleno, che deciderà le prossime scadenze; in particolare, il corteo cittadino previsto per venerdì 11 aprile [alle 17, con partenza da piazza dell’Esquilino] e il tavolo di confronto con i costruttori. Resta aperta la ferita delle cinque persone ancora detenute in carcere; i movimenti di lotta per la caasa non escludono iniziative eclatanti «contro un teorema politico-giudiziario che non ha nessuna motivazione giuridica».


9 aprile 2008 - Omniroma

BUFALOTTA, BLOCCO PRECARIO: «MOSCA IMPEGNATO PER CONVOCARE TAVOLO»

(OMNIROMA) Roma, 09 apr - «Il prefetto si è impegnato a convocare un tavolo con i costruttori, il presidente Cardente, i consiglieri regionali e i comitati di lotta. Siamo soddisfatti dell'incontro». Lo ha detto Angelo Fascetti del Blocco precario metropolitano che oggi, poco dopo le 12, insieme a una delegazione di senza casa, ha incontrato il prefetto Carlo Mosca in merito all'occupazione delle palazzine della Bufalotta e lo sgombero della tendopoli allestita a piazza San Marco. «Il prefetto Mosca ha ribadito l'idea che il problema della casa non si risolve con la polizia - ha aggiunto Fascetti - e ci ha lasciato intendere che la vicenda dei nove arresti si risolverà a breve».

BUFALOTTA, PROCURA APRE INCHIESTA SU OCCUPAZIONE

(OMNIROMA) Roma, 09 apr - La Procura ha avviato un'inchiesta in merito all'occupazione di alcuni immobili alla Bufalotta. Non solo quindi l'inchiesta sugli scontri avvenuti ieri a piazza Venezia tra alcuni manifestanti e senza casa e agenti delle forze dell'ordine che stavano sgombrando la tendopoli allestita per richiamare l'attenzione della questione dell'emergenza casa. L'indagine che ipotizza contro ignoti il reato di invasione di edifici, è stata avviata all'esito della ricezione negli uffici di piazzale Clodio di alcune querele di parte, requisito necessario per l'apertura dell'inchiesta. L'occupazione di numerosi immobili alla Bufalotta è stata compiuta da circa 800 persone riunite sotto il nome di Blocco Precario Metropolitano. L'occupazione è avvenuta all'alba di domenica in via Ludovico Bragaglia in un complesso di proprietà della società Santarelli Costruzioni. In merito la Procura è ancora in attesa di una relazione dalla Digos.

CASA, PIZZO-MARIANI (SA): «REGIONE PARTECIPI A TAVOLO EMERGENZA»

(OMNIROMA) Roma, 09 apr - «Invieremo una lettera al presidente Marrazzo per informarlo circa l'operato da noi svolto in questi giorni e per sollecitarlo affinché anche la Regione Lazio prenda parte al tavolo sull'emergenza abitativa. Nella lettera inviteremo inoltre il presidente della Regione Lazio a impegnarsi in prima persona per affrontare, con determinazione e con strumenti adeguati, il problema casa». È quanto affermano in una nota i consiglieri regionali della Sinistra Arcobaleno, Anna Pizzo e Peppe Mariani, al termine dell'incontro con il Prefetto di Roma, chiesto a gran voce dai movimenti impegnati sul fronte dell'emergenza abitativa. «Il prefetto Mosca - affermano Pizzo e Mariani - si è mostrato sensibile e disponibile ad affrontare la questione con i mezzi e le modalità adeguate alle circostanze e ha con noi convenuto che alla grave emergenza abitativa non possono essere date risposte di ordine pubblico». «Su sollecitazione nostra, del Blocco Precario Metropolitano, dei coordinamenti e di tutti i movimenti di lotta per la casa - continuano i consiglieri - il Prefetto si è reso disponibile a convocare un tavolo di coordinamento per il superamento dell'emergenza abitativa. Carlo Mosca ha preso l'impegno di indire il tavolo a metà della prossima settimana riunendo intorno ad esso anche i rappresentanti dei costruttori per affrontare il tema della carenza degli alloggi popolari. Riteniamo comunque necessaria - continuano Anna Pizzo e Peppe Mariani - la presenza e la partecipazione di tutti i livelli istituzionali, perché nessun politico può sottrarsi a una discussione così importante. Il problema casa - concludono i consiglieri - non è una questione temporanea né di ordine pubblico, è un'emergenza sociale».


9 aprile 2008 - Adnkronos

ROMA: SINISTRA ARCOBALENO, MARRAZZO PRENDA PARTE A TAVOLO SU CASA

Roma, 9 apr. (Adnkronos) - "Invieremo una lettera al presidente Marrazzo per informarlo circa l'operato da noi svolto in questi giorni e per sollecitarlo affinche' anche la Regione Lazio prenda parte al tavolo sull'emergenza abitativa. Nella lettera inviteremo inoltre il presidente della Regione Lazio a impegnarsi in prima persona per affrontare, con determinazione e con strumenti adeguati, il problema casa". E' quanto affermano in una nota congiunta i consiglieri regionali della Sinistra Arcobaleno, Anna Pizzo e Peppe Mariani, al termine dell'incontro con il Prefetto di Roma, chiesto a gran voce dai movimenti impegnati sul fronte dell'emergenza abitativa. "Il prefetto Mosca - affermano Pizzo e Mariani - si e' mostrato sensibile e disponibile ad affrontare la questione con i mezzi e le modalita' adeguate alle circostanze e ha con noi convenuto che alla grave emergenza abitativa non possono essere date risposte di ordine pubblico". "Su sollecitazione nostra, del Blocco Precario Metropolitano, dei coordinamenti e di tutti i movimenti di lotta per la casa - continuano i consiglieri - il Prefetto si e' reso disponibile a convocare un tavolo di coordinamento per il superamento dell'emergenza abitativa. Carlo Mosca ha preso l'impegno di indire il tavolo a meta' della prossima settimana riunendo intorno ad esso anche i rappresentanti dei costruttori per affrontare il tema della carenza degli alloggi popolari. Riteniamo comunque necessaria - continuano Anna Pizzo e Peppe Mariani - la presenza e la partecipazione di tutti i livelli istituzionali, perche' nessun politico puo' sottrarsi a una discussione cosi' importante. Il problema casa - concludono i consiglieri - non e' una questione temporanea ne' di ordine pubblico, e' un'emergenza sociale".

ROMA: OCCUPAZIONI CASE BUFALOTTA, PROCURA REPUBBLICA APRE FASCICOLO

Roma, 9 apr. - (Adnkronos) - La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo allo stato contro ignoti per l'occupazione delle decine di immobili avvenute alla Bufalotta domenica scorsa, occupazione che ha preceduto gli incidenti accaduti ieri in piazza Venezia con il fermo di 9 persone. A provocare l'apertura del fascicolo sono state le querele dei proprietari degli immobili che hanno subito l'invasione da parte degli aderenti al 'Blocco precario metropolitano'. Sui fatti sta gia' indagando la Digos che al piu' presto presenterera' un rapporto al magistrato. In attesa di questo documento comunque l'ufficio del pubblico ministero ha deciso di aprire il fascicolo.


9 aprile 2008 - Ansa

CASA: PIZZO E MARIANI, MARRAZZO SI IMPEGNI SU EMERGENZA

(ANSA) - ROMA, 9 APR - «Invieremo una lettera al presidente Marrazzo per informarlo circa l'operato da noi svolto in questi giorni e per sollecitarlo affinchè anche la Regione Lazio prenda parte al tavolo sull'emergenza abitativa». È quanto affermano, in una nota congiunta, i consiglieri regionali della Sinistra Arcobaleno, Anna Pizzo e Peppe Mariani, al termine dell'incontro con il Prefetto di Roma, chiesto a gran voce dai movimenti impegnati sul fronte dell'emergenza abitativa. «Nella lettera inviteremo inoltre il presidente della Regione Lazio - aggiungono - ad impegnarsi in prima persona per affrontare, con determinazione e con strumenti adeguati, il problema casa». «Il prefetto Mosca - affermano Pizzo e Mariani - si è mostrato sensibile e disponibile ad affrontare la questione con i mezzi e le modalità adeguate alle circostanze e ha con noi convenuto che alla grave emergenza abitativa non possono essere date risposte di ordine pubblico». «Su sollecitazione nostra, del Blocco Precario Metropolitano, dei coordinamenti e di tutti i movimenti di lotta per la casa - sostengono consiglieri - il Prefetto si è reso disponibile a convocare un tavolo di coordinamento per il superamento dell'emergenza abitativa. Carlo Mosca ha preso l'impegno di indire il tavolo a metà della prossima settimana riunendo intorno ad esso anche i rappresentanti dei costruttori per affrontare il tema della carenza degli alloggi popolari. Riteniamo comunque necessaria la presenza e la partecipazione di tutti i livelli istituzionali, perchè nessun politico può sottrarsi a una discussione così importante. Il problema casa - concludono i consiglieri - non è una questione temporanea nè di ordine pubblico, è un'emergenza sociale».


9 aprile 2008 - Agi

EMERGENZA CASA: QUERELA PROPRIETARI BUFALOTTA, PM ROMA INDAGA

(AGI) - Roma, 9 apr. - Non c'e' solo l'inchiesta sugli scontri in piazza San Marco tra gli attivisti riuniti sotto il nome di Blocco Precario Metropolitano in attesa di essere ricevuti dal Prefetto e gli agenti del commissariato Trevi intervenuti per sgomberare chi aveva allestito la tendopoli. La procura di Roma, infatti, ha avviato un ulteriore procedimento sulla base delle numerose querele di parte presentate in queste ore dai proprietari di decine di immobili alla Bufalotta occupati in maniera illecita domenica scorsa. L'iniziativa e' del procuratore Giovanni Ferrara che, in attesa di ricevere dalla Digos un'informativa completa sui fatti, provvedera' ad assegnare il fascicolo a un magistrato con l'ipotesi di reato di invasione di edifici.


9 aprile 2008 - Asca

LAZIO: PIZZO E MARIANI (SA), REGIONE PRENDA PARTE A TAVOLO SULLA CASA

(ASCA) - Roma, 9 apr - ''Invieremo una lettera al presidente Marrazzo per informarlo circa l'operato da noi svolto in questi giorni e per sollecitarlo affinche' anche la Regione Lazio prenda parte al tavolo sull'emergenza abitativa. Nella lettera inviteremo inoltre il presidente della Regione Lazio a impegnarsi in prima persona per affrontare, con determinazione e con strumenti adeguati, il problema casa''. E' quanto affermano in una nota congiunta i consiglieri regionali del Lazio, della Sinistra Arcobaleno, Anna Pizzo e Peppe Mariani, al termine dell'incontro con il Prefetto di Roma, chiesto dai movimenti impegnati sul fronte dell'emergenza abitativa. ''Il prefetto Mosca - affermano Pizzo e Mariani - si e' mostrato sensibile e disponibile ad affrontare la questione con i mezzi e le modalita' adeguate alle circostanze e ha con noi convenuto che alla grave emergenza abitativa non possono essere date risposte di ordine pubblico. Su sollecitazione nostra, del Blocco Precario Metropolitano, dei coordinamenti e di tutti i movimenti di lotta per la casa - continuano i consiglieri - il Prefetto si e' reso disponibile a convocare un tavolo di coordinamento per il superamento dell'emergenza abitativa. Carlo Mosca ha preso l'impegno di indire il tavolo a meta' della prossima settimana riunendo intorno ad esso anche i rappresentanti dei costruttori per affrontare il tema della carenza degli alloggi popolari. Riteniamo comunque necessaria - continuano Anna Pizzo e Peppe Mariani - la presenza e la partecipazione di tutti i livelli istituzionali, perche' nessun politico puo' sottrarsi a una discussione cosi' importante. Il problema casa - concludono i consiglieri - non e' una questione temporanea ne' di ordine pubblico, e' un'emergenza sociale''.

CALABRIA: RDB, EFFICACE PROTESTA LAVORATORI DEL FISCO

(ASCA) - Catanzaro, 9 apr - Il divieto di scioperare, messo in atto per imbavagliare la protesta dei lavoratori del fisco, si e' trasformato in una bella giornata di mobilitazione. Lo si legge in una nota del Sindacato Rdb/Cub. In quasi tutti gli uffici della regione, infatti, le assemblee, promosse dalle RdB/CUB, hanno visto la partecipazione del personale, che gia' aveva ribadito il proprio dissenso all'ipotesi di rinnovo del contratto nazionale delle Agenzie Fiscali (Dogane, Entrate, Territorio e Monopoli), sottoscritto, invece, dai sindacati confederali, con una massiccia partecipazione al referendum promosso dalla stessa RdB/CUB e dall'Flp. Nelle assemblee, si e' votato un ducumento, con il quale, il personale, per il tramite della RdB/CUB, chiede ai candidati premier e a tutti i candidati sia all'elezioni per il rinnovo del Parlamento che degli enti locali, di assumere l'impegno ad una concreta soluzione dei problemi dei lavoratori. ''La lotta all'evasione fiscale ricorre costantemente nei programmi dei vari leader politici, ma poi non c'e' alcun riferimento ai problemi che i sessantamila lavoratori del Fisco - si legge nel documento - si trovano quotidianamente ad affrontare. Agli elevatissimi rischi professionali, connessi all'attivita' di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale, alle condizioni di disagio sofferte da chi opera in prima linea a stretto contatto con contribuenti, viaggiatori, operatori professionali, disagi moltiplicati per chi lavora in una regione ad altissimo rischio come, purtroppo e' la Calabria, si e' risposto con un Contratto Collettivo che da una parte riconosce aumenti economici davvero ridicoli, e dall'altra ha introdotto norme severe per chi sbaglia, ma nessuna tutela per chi svolge il proprio lavoro''. I lavoratori del Fisco chiedono ai partiti, impegnati nella campagna elettorale, ''di esprimersi circa le loro intenzioni di dare certezze ai lavoratori sull'erogazione del salario accessorio, che rappresenta una parte piu' che consistente della loro retribuzione globale, e di aprire un confronto sul tema Fisco che coinvolga le parti sociali''.


9 aprile 2008 - Comunicato stampa Sinistra Arcobaleno

SINISTRA ARCOBALENO SOSTIENE LA VERTENZA DELLE GUARDIE GIURATE
Incontro del senatore Salvi e del'onorevole Venier con i lavoratori dell'ANCR-IVU

Il senatore Cesare Salvi e l'onorevole Iacopo Venier, esponenti della Sinistra Arcobaleno e canditati per questa lista nel Lazio, hanno partecipato al presidio a sostegno della vertenza che vede coinvolte 800 guardie giurate dell'ANCR-IVU.
Salvi e Venier hanno ricordato l'impegno che la Sinistra Arcobaleno ha dedicato ad una vicenda su cui si deve ottenere chiarezza. La gestione disastrosa ha infatti causato enormi danni per lo stato e rischia di mettere in pericolo centinaia di posti di lavoro.
Nell'immediato ed in attesa dell'esito dei ricorsi che devono fare chiarezza sullo stato giuridico dei lavoratori la Sinistra Arcobaleno ha chiesto alla Presidenza del Consiglio che non vengano assunti provvedimenti definitivi e che siano garantiti i diritti dei lavoratori e la continuità della attività.


9 aprile 2008 - Comunicato stampa Peppe Mariani

ISTITUTO VIGILANZA IVU. MARIANI (PRESIDENTE COMMISSIONE LAVORO): "REGIONE LAZIO FACCIA SUA PARTE PER ASSICURARE FUTURO A LAVORATORI"

"Oggi siamo stati a Montecitorio assieme ai lavoratori dell’Istituto di Vigilanza Urbe (Ivu) e al Sindacato Autonomo Savip per chiedere al Governo una presa di posizione chiara e netta rispetto al futuro di questi lavoratori. È dal 2005 infatti, che si susseguono tentativi di privatizzare l’Istituto che sono sfociati nel commissariamento". Lo afferma in una nota Peppe Mariani , Presidente della Commissione Lavoro, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Politiche Sociali della Regione Lazio.
"La privatizzazione - ricorda Mariani - risulta incompatibile con la stessa natura giuridica dell’Istituto il quale, come una nota della stessa Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (Ancr) del 31 marzo 2008 riconosce essere un Ente Morale senza scopo di lucro sostenuto tra l’altro dal Ministero della Difesa e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri".
"Chiediamo alla Magistratura e al Governo di fare chiarezza una volta per tutte sui bilanci degli ultimi anni dell’Ente e soprattutto di verificare se i dirigenti abbiano compiuto azioni illegali attraverso la vendita di immobili danneggiando l’Ente stesso che, ad oggi, si trova misteriosamente con le casse svuotate - continua Mariani - A farne le spese sono i 950 lavoratori che da più di tre anni sono rimasti appesi a un filo molto sottile. Con il mancato pagamento degli stipendi stanno di fatto subendo le scelte scellerate della dirigenza. Ma come se non bastasse rischiano anche di perdere il posto di lavoro".
"Durante un incontro che si è svolto oggi - conclude Mariani - ho informato personalmente il Prefetto Mosca su questa situazione. Chiedo inoltre l’intervento della Regione Lazio affinché si faccia interlocutrice con il Governo nazionale fermando i tentativi di privatizzazione e garantendo la stabilità occupazionale a questi lavoratori".
Peppe Mariani - Presidente della Commissione Lavoro, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Politiche Sociali


9 aprile 2008 - Italia Sera

Gli agenti sono intervenuti con la forza per smantellare la "tendopoli" di Piazza Venezia
Emergenza casa, sgombero forzato: nove arresti e mille polemiche
di Maria Giulia Mazzoni

Roma - Nove persone che prendevano parte ieri mattina alla protesta del Blocco Precario Metropolitano sull’emergenza casa a Roma, sono state fermate e portate in questura con le accuse di di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I nove manifestanti sono stati fermati dagli agenti durante lo sgombero della tendopoli che da ieri occupava piazza Venezia. La protesta era iniziata domenica con l’occupazione, nel quartiere della Bufalotta, di 190 appartamenti da parte di 400 persone, e ieri si era invece spostata nel pieno centro cittadino. Le testimonianze dei senza casa che sono stati sgomberati dalla tendopoli di piazza San Marco parlano senza mezzi termini di violenze: "Hanno immediatamente buttato le tende a terra mentre noi dormivamo - ha detto Silvia, una donna di 30 anni con una bimba in carrozzina - alcune le hanno lanciate in aria e in una ancora dormiva una bimba. Quando il padre ha chiesto ai poliziotti di fermarsi si è beccato due manganellate". Una donna incinta è in ospedale per colpo ricevuto a una mano. "L’ho vista io – dice Fabio - un poliziotto mi provocava e mi diceva ‘dammi un cazzotto in faccia e poi ti faccio vedere io’". Un altro racconta di essere stato spinto con il volto contro lo specchietto di un auto. "Mi hanno spinto a forza – racconta Massimo - e a mia madre hanno rotto una costola". Uno sgombero, raccontano gli occupanti, giunto del tutto inaspettato. "Sembrava tutto tranquillo - ha detto Emiliano Viccaro – avevamo anche la disponibilità per un incontro oggi con il Prefetto. Nove di noi sono stati arrestati con l’accusa di resistenza aggravata e lesioni. Probabilmente dopo il processo per direttissima saranno scarcerati domani ma tutto quello che è accaduto è assurdo".
Questione politica. Ma la questione della casa tocca da vicino cittadini e Istituzioni. "Voglio esprimere massima solidarietà ai nove occupanti della Bufalotta, arrestati mentre partecipavano al presidio in Piazza San Marco. Roma vive un’emergenza abitativa drammatica, un problema vero, sociale e politico, che non può essere trasformato in una questione di ordine pubblico. C’è un’evidente sproporzione tra la mobilitazione dei senza casa e gli arresti effettuati, una dinamica che non si verificava a Roma da anni. Auspichiamo che gli arrestati vengano rilasciati al più presto". Lo dichiara Massimiliano Smeriglio, segretario federazione Prc di Roma, al termine della visita in cella di ieri mattina ai nove ragazzi fermati. "Dopo le occupazioni alla Bufalotta registriamo con preoccupazione i nuovi disordini che si sono svolti ieri mattina in piazza San Marco. Ci sono tre agenti feriti, nove fermi, lamentele da parte dei manifestanti e pare anche un filmato degli incidenti che aiuterà a chiarire l’accaduto", taglia corto Andrea Augello senatore del Pdl. "Questa volta gli alleati di Francesco Rutelli - continua Augello - hanno edificato una tendopoli ai piedi del Campidoglio e avrebbero opposto resistenza agli agenti che tentavano di rimuoverla. Autorevoli esponenti della Sinistra Arcobaleno, aspiranti futuri assessori del Comune di Roma, si stanno scagliando in queste ore contro le forze dell’ordine, accusate di aver agito con modi eccessivamente bruschi. Suppongo che Rutelli, invece di dire stupidaggini sull’orgoglio romano, debba rendere conto alla città di questi episodi e del clima di tensione che stanno innescando". "Non si possono fare due parti in commedia - conclude Augello - condannando a parole l’illegalità e alleandosi organicamente con chi organizza le occupazioni e con le forze politiche che proteggono gli occupanti. La città è stanca di questi metodi e di queste piccole furbizie". Il candidato vice sindaco della coalizione di centro sinistra, Patrizia Sentinelli, interpellata dai cronisti nel corso della conferenza organizzata al gazebo della Sinistra l’Arcobaleno, a largo Argentina, ha poi commentato lo sgombero della tendopoli montata a piazza San Marco."Gli avvenimenti di ieri mattina non cambiano il mio giudizio negativo sull’occupazione delle case alla Bufalotta. Credo comunque che le forze dell’ordine non dovevano arrivare a portare la situazione allo scontro conclusosi con l’arresto di 9 persone".


9 aprile 2008 - EPolis Roma

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Operazione all'alba. Erano circa le cinque e mezza del mattino quando la polizia ha sgomberato i circa sessanta occupanti della tendopoli.
In Prefettura. Previsto per le 12 l'incontro tra Prefetto e membri dei movimenti dei diritti per la casa.

Piazza Venezia. La polizia ha smantellato gli alloggi di fortuna allestiti dagli occupanti della Bufalotta
Centro, sgomberata la tendopoli arrestati nove dei "senza casa"
Tensioni e feriti durante il blitz, a detta dei manifestanti «molto violento e inaspettato»
di Giulia Bertagnolio
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Roma - Sgomberata ieri alle prime luci dell'alba la "tendopoli dei senza casa" allestita a piazza Venezia dagli occupanti del cantiere della Bufalotta e costituita da una quarantina di abitazioni di fortuna. Nove persone sono state arrestate dalle forze dell'ordine durante il blitz con l'accusa di violenza, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Operazione "ad alta tensione" quella con cui l'area è stata interamente liberata dalle tende: non sono mancati i tafferugli né i feriti, anche tra le forze di polizia, tanto che tre agenti sono rimasti lesionati a causa degli scontri con gli occupanti. Dopo il blitz, un centinaio di senza casa si sono spostati in corteo sotto il commissariato Trevi gridando "vergogna" per il fermo dei nove "colleghi" e chiedendo a gran voce la libertà per i compagni. «E' stato uno sgombero inaspettato e anche violento, una vera carica - ha dichiarato Emiliano Viccaro del Blocco precario metropololitano - uomini, donne, di cui una incinta, sono stati malmenati. Nove di noi sono stati arrestati con l'accusa di resistenza aggravata e lesioni. Probabilmente dopo il processo per direttissima saranno scarcerati ma tutto quello che è accaduto è assurdo". Silvia, una 30enne con una bimba in carrozzina, ha riferito che "le forze dell'ordine hanno buttato le tende a terra mentre tutti dormivano, alcune le hanno lanciate in aria e in una ancora dormiva una neonata. Quando il padre ha chiesto ai poliziotti di fermarsi si è beccato due manganellate". Un altro ragazzo ha raccontato di essere stato spinto con il volto contro lo specchietto di un auto. "Mi hanno spostato a forza- ha detto Massimo - e a mia madre hanno rotto una costola". ?opo lo sgombero, il corteo partito da piazza San Marco ha raggiunto piazza del Collegio Romano e si è fermato sotto il commissariato Trevi, presidiato da una decina di agenti in assetto anti-sommossa. Qui una rappresentanza formata da Massimiliano Smeriglio, segretario romano Prc, e dai consiglieri regionali della Sinistra Arcobaleno Anna Pizzo e Peppe Mariani è entrata nel commissariato per un incontro. Nel frattempo, a seguito dello scandalo scoppiato per un furgone con la scritta "Regione Lazio, Protezione civile", che domenica sera senza autorizzazione ha portato bevande e cibo (tra cui acqua, latte e mozzarella) al cantiere per gli occupanti, la Protezione civile del Lazio ha avviato le procedure per la cancellazione dell'associazione dal registro regionale delle organizzazioni di volontariato.

L'"Iitinerario" del movimento dopo la tappa a Roma nord

Gli spostamenti - Nei giorni scorsi i movimenti per la casa, in primis il blocco precario metropolitano e l’ASIA Rdb, avevano occupato un gruppo di palazzine nel quartiere romano della Bufalotta. Occupazione che era stata poi abbandonata per venire incontro alle esigenze dei proprietari degli immobili, che avevano comprato le case con difficoltà. Tappa successiva: lo spostamento dei manifestanti a piazza Venezia, e l’allestimento in loco della tendopoli. Ieri mattina gli occupanti erano una una sessantina le persone.

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Le reazioni. Smeriglio e Pizzo (Prc) con Mariani, Nobile e Cento (Sa) solidali con i movimenti per la casa
Alemanno, basta occupazioni. Rutelli incassa e segue a ruota
Il leader del Pdl al rivale del Pd: isola gli attivisti di Action nelle liste di Sinistra Arcobaleno
di Paolo Anastasio

Roma - Una folta rappresentanza della galassia della Sinistra Arcobaleno, insieme con Prc e Sinistra Critica, si è schierata al fianco degli sfollati di piazza San Marco, dopo lo sgombero cruento della tendopoli e l'arresto di nove occupanti della Bufalotta. Di contro, Gianni Alemanno ha chiamato in causa Francesco Rutelli, chiedendogli conto «della gravità di quanto avvenuto a Bufalotta» e invitandolo a «isolare quei personaggi candidati all’interno delle liste di Sinistra Arcobaleno che sono chiaramente degli attivisti di Action». In serata, Rutelli, nel faccia a faccia con il candidato sindaco del Pdl, ha detto che «c'è la nostra totale indisponibilità verso l’illegalità. Incontrerò i titolari delle abitazioni di Bufalotta, si tratta di tanti gruppi e a loro va detto che le regole si rispettano». In mattinata, solidarietà agli occupanti e richiesta di un pronto rilascio dei nove fermati espressa dal leader di Action, Nunzio D'Erme, e da Massimiliano Smeriglio, segretario federazione Prc di Roma: «L'emergenza abitativa non può essere trasformata in un problema di ordine pubblico - ha detto Smeriglio - questo è un problema che nasce molto prima delle elezioni. C'è una netta sproporzione fra l'azione di lotta degli occupanti e la risposta del Viminale». Smeriglio, insieme al sottosegretario Paolo Cento, ha invitato Alemanno a non «criminalizzare chi vive l'emergenza casa». Sulla stessa linea i consiglieri regionali della Sinistra Arcobaleno Anna Pizzo e Peppe Mariani: «Il questore ha assunto l’impegno di gestire la protesta senza esasperare i toni - hanno detto - e ha compreso la condizione di emergenza che ci si trova ad affrontare e la gravità del problema casa». E mentre il candidato vice sindaco del centro sinistra Patrizia Sentinelli condanna l'uso della forza da parte delle forze dell'ordine, pur ribadendo che «la lotta per la casa non si fa occupando la casa degli altri», Fabio Nobile, candidato consigliere comunale della Sinistra Arcobaleno: «È grave che con 40mila famiglie senza casa in città, l'emergenza sia governata con la forza - ha detto Nobile - positiva l'apertura di un tavolo fra il presidente del IV Municipio Cardente e i costruttori, con la proposta di destinare subito una quota delle nuove case all'emergenza».

Morgia (Sc): «Requisire le case sfitte»

«Finora Rutelli ha dato dei criminali agli occupanti - ha detto Armando Morgia, candidato sindaco di Sinistra Critica - i veri criminali sono le forze politiche che hanno dato via libera al Viminale. Basta collusioni fra politica e costruttori. Il nostro obiettivo è requisire i 250mila appartamenti sfitti in città da consegnare ai senza casa».

Compensazione sociale

Destinare il 15 per cento delle nuove cubature, "generosamente donate dal nuovo Prg ai palazzinari e ai costruttori romani, al disagio abitativo di coloro che non riescono a pagare un mutuo, schiacciati dalla perdita del potere d'acquisto e dalla precarietà; una "compensazione sociale" che impedisca e faccia pagare più caro il nuovo "sacco di Roma" che de prossimi anni". Questa la richiesta dei movimenti per la casa della Bufalotta, Horus Occupato, Asia Rdb, Kollatino Underground, Astra19, Blocchi Precari Metropolitani. «La delibera 110 si è tradotta in un nulla di fatto», chiude Giulia del Coordinamento cittadino di lotta per la casa.


9 aprile 2008 - Il Manifesto

Roma, repulisti elettorale per i senzacasa
Domenica 430 famiglie avevano occupato simbolicamente uno stabile in periferia. Poi avevano messo in piedi una tendopoli a piazza Venezia, nel cuore della città. Per non rimanere invisibili. Ieri all'alba sono stati portati via Alla vigilia delle elezioni non viene tollerata la presenza di centinaia di persone che protestano per avere un un tetto. Nove arrestati. Il ministro Ferrero: episodio molto grave
di Giacomo Russo Spena

Roma - Nessuna tolleranza nei confronti dell'illegalità. Lo dicono sia Alemanno che Rutelli. Così a Roma un problema sociale come l'emergenza abitativa viene affrontato a suon di botte e arresti. E' il destino toccato a 430 famiglie del Blocco Precario Metropolitano e dell'Asia Rdb che domenica avevano occupato simbolicamente un palazzo sulla Bufalotta. E che dopo avevano abbandonato per una tendopoli nella centrale Piazza San Marco, sotto il Campidoglio.
«Avevamo organizzato questo presidio - spiega Irene - per portare all'attenzione il dramma concreto di non avere un reddito sufficiente per permettersi un'abitazione. A Roma le politiche sulla casa sono fallite a favore dei profitti e della rendita dei poteri forti». Oggi avrebbero avuto un incontro con il prefetto, ma l'«irruenza» della questura e - pare - del Viminale ha prevalso su tutto. Ieri mattina intorno alle sei la polizia in assetto antisommossa ha sgomberato la piazza. «Ci hanno svegliato con calci, botte e manganellate», riferiscono i manifestanti, circa un centinaio, che nella notte si erano fermati a dormire al presidio. «Hanno malmenato tutti, a freddo. Anche una donna incinta», racconta Nicola, uno che ha ancora addosso i segni dei colpi. Alla fine saranno una decina gli attivisti che andranno in ospedale per cure mediche. E chi ha tentato di «resistere» in maniera passiva, sedendosi per terra, ha assaporato fino in fondo la «violenza»: nove persone sono state prelevate e portate al commissariato del centro storico.
«La determinazione delle famiglie non si ferma - dice a caldo Emiliano - Continueremo la nostra battaglia». Già a metà mattinata a Piazza Venezia si radunano attivisti di centri sociali e i movimenti di lotta per la casa: il Cordinamento, il Comitato e Action (presente anche Alzetta, candidato di SinArc). In corteo si trasferiscono sotto il commissariato per chiedere la liberazione dei compagni arrestati. «Vergogna, Vergogna» cantano contro i poliziotti schierati, pronti a difendere con nuove manganellate l'entrata del commissariato. Il presidio termina quando si viene a sapere che i nove fermati sono stati spostati nel carcere di Regina Coeli.
Saranno oggi, o al massimo domani, processati per direttissima: per loro pende l'accusa di resistenza aggravata e lesioni. La condanna della sinistra alla carica della polizia è decisa, così come la «solidarietà agli arrestati». «La repressione usata è fuori misura e dunque da sanzionare» afferma il segretario romano del Prc Smeriglio. «Ci chiediamo se la nuova amministrazione voglia riservare questo trattamento a chi occupa casa rivendicando il diritto all'abitare», aggiungono Flavia D'Angeli e Armando Morgia di Sinistra Critica.
Anche il ministro Ferrero condanna lo sgombero violento sostenendo come una «emergenza sociale non si risolva con l'ordine pubblico». Intanto nel pomeriggio di ieri una grande assemblea nel centro sociale Horus ha rilanciato le mobilitazioni per il diritto alla casa e a sostegno della liberazione dei fermati. «Abbiamo strappato le prese di posizioni della Sinistra Arcobaleno», dice qualcuno ricordando come all'inizio qualche esponente di SinArc non avesse visto di buon occhio l'occupazione alla Bufalotta. Per oggi è stata convocata un'altra assemblea a Piazza San Marco. Tutti i movimenti di lotta per la casa sono pronti a riorganizzarsi contro «le politiche degli sgomberi».
In serata arriva un'altra notizia «inquietante»: la Protezione civile del Lazio ha avviato «le procedure per la cancellazione dal registro regionale dell'associazione che ha distribuito viveri agli occupanti della tendopoli».


9 aprile 2008 - DNews Roma

Piazza Venezia Nove persone a Regina Coeli con l’accusa di resistenza e lesioni
Tende sgomberate con botte e arresti
Una decina i feriti lievi di cui tre poliziotti. Gli attivisti protestavano per l’emergenza casa e accusano: «Contro di noi una
vera carica»
di Marcello Lembo

Roma - Nove in manette, una decina di feriti (tra cui tre poliziotti) e mille polemiche. Si è chiusa con lo sgombero e uno scambio di accuse reciproche l’occupa zione dei giardini di piazza San Marco, a fianco di Palazzo Venezia, da parte degli attivisti raccolti nella sigla Blocco Precario Metropolitano. Dopo l’occupazione del cantiere in zonaBufalotta, domenica scorsa, per protestare contro l’amministrazione e i costruttori privati che soffocherebbero l’edilizia pubblica, gli attivisti avevano spostato la protesta in Piazza Venezia dove avevano chiesto un incontro con il Prefetto Mosca. Da lì la scelta di piantare una tendopoliimprovvisata nei giardini a pochi passi da palazzo Valentini. La miccia si accende nella primissima mattina, alle sei emezzo, quando gli agenti della polizia chiedono agli attivisti di smontare il campo per cui non avrebbero avuto autorizzazione, lasciando solo la presenza simbolica di tre tende. Da lì le versioni divergono. Secondo le forze dell’ordine l’intervento dei portavoce del movimento avrebbe esarcebato gli animi costringendo gli agenti ad un’azio - ne di forza. Per i manifestanti l’aggressione al campo sarebbe arrivata senza alcuna provocazione. A conti fatti i feriti sono stati una decina, tutti per contusioni lievi tra cui tre poliziotti, e nove persone (tra cui i portavoce Paolo Di Vetta e Luca Blasi) sono state arrestate. Gli indagati risponderebbero dei reati di resistenza aggravata nei confronti di pubblico ufficiale e lesioni. Accuse che tuttavia non sono state ancora ufficialmente contestate dal pm Andrea De Gasperis, titolare dell’inchi esta, che starebbe visionando i filmati dello sgombero ripresi dagli operatori del Tg3 Lazio. L’udienza di convalida è invece attesa per oggi o domani. Icommenti sono durissimi: «È stato uno sgombero violento una vera e propria carica», racconta il portavoce Emilio Viccaro. E in tarda mattinata i manifestanti hanno protestato sotto il commissariato Trevi e hanno chiesto la liberazione dei nove arrestati. L’incontro col Prefetto invece è stato fissato per oggi.

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I testimoni
La rabbia degli attivisti «Hanno colpito senza vedere»
di Beatrice Nencha

Roma - «Io mi sono salvata solo perché ho detto ai poliziotti che soffro di una grave osteoporosi e, se mi toccavano, potevo rischiare di rimanere paralizzata».Simonetta, 55anni, è statainpicchetto apiazza San Marco tutta la notte, e ha visto arrivare la polizia «con caschi e manganelli». Simonetta era tra gli occupanti della Bufalotta e al pronto soccorso del Fatebenefratelli le hanno diagnosticato una contusione all’emitorace destro, «ho tre costole incrinate, ma c’è a chi è andata molto peggio». «Io ho 23 anni, ho un figlio di cinque- dice Claudia, a cui sono state diagnosticate contusioni multiple agli arti superiori guaribili in cinque giorni - ho vissuto inunacantina e mi hanno cacciato, ho vissuto in una casa occupata e mi hanno cacciato, ho vissuto in una terrazza e mi hanno cacciato anche da lì. Dove devo andare? In una chiesa? Io voglio solo una casa». La rabbia tra i manifestanti è ancora forte: «Hanno colpito coi manganelli le tende, senza vedere chi c’era dentro», racconta Consuelo. «Non è giusto che profughi e rom possano vivere nei loro campi mentre io il diritto a una casa non ce l’ho - dice Riccardo - Ho chiesto un alloggio popolare tre anni fa. Ho cinque punti in graduatoria. Così una casa ce l’avrò tra trent’anni».


9 aprile 2008 - La Repubblica

Piazza Venezia, tendopoli sgomberata
Allontanati gli ex occupanti Bufalotta, due donne ferite, 9 arresti. La condanna del ministro Ferrero: "Ciò che è accaduto è molto grave"
di LAURA MARI

Roma - Nove persone arrestate, decine di identificati e due donne, di cui una al quarto mese di gravidanza, ferite e trasportate al pronto soccorso. È il bilancio delle sgombero della tendopoli allestita lunedì pomeriggio a piazza Venezia dalle famiglie che domenica avevano occupato, con gli attivisti del Blocco Precario Metropolitano, la palazzina di via Bragaglia alla Bufalotta. All´alba gli agenti del commissariato Trevi-Campo Marzio hanno circondato le tende della "città della dignità" allestita dai senza casa in attesa dell´incontro con il prefetto Carlo Mosca.
Intorno alle 6 del mattino gli agenti hanno intimato ai senza casa di lasciare il presidio. Quando alcuni manifestanti si sono seduti per protesta in mezzo ai giardini di piazza San Marco, la polizia ha caricato alcune persone e due donne sono rimasti ferite: Simona, di 55 anni, trasportata al Fatebenefratelli, dove le sono state riscontrate contusioni alle costole con 5 giorni di prognosi, e Claudia, 23 anni e al quarto mese di gravidanza, ferita a una mano da colpi di manganello e trasportata al San Giovanni. Nove le persone arrestate con l´accusa di violenza, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Tra loro, oltre ad alcuni senza casa e lavoratori precari, c´è anche Paolo Di Vetta, portavoce del Blocco Precario Metropolitano che guidava la protesta degli occupanti.
Immediata la reazione di esponenti politici. «Ciò che è accaduto è molto grave» ha detto per esempio Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, «il problema della casa, una delle prime emergenze sociali del nostro paese, non può essere confuso o trasformato in un fatto di ordine pubblico». E se i consiglieri regionali Anna Pizzo e Peppe Mariani in mattinata hanno parlato con gli arrestati, per Massimiliano Smeriglio (Prc) «c´è stata una evidente sproporzione tra la mobilitazione dei senza casa e la risposta del Viminale. Gli arrestati siano subito rilasciati». Oggi alle 12 gli occupanti incontrano il prefetto e alle 17 è prevista in piazza San Marco un´assemblea cittadina.
E intanto ieri un centinaio di attivisti di Action e di cosiddetti «inquilini senza titolo» delle case degli enti previdenziali hanno fatto un´occupazione lampo della sede della Cosvedil in viale Giulio Cesare per protestare contro quello che i manifestanti definiscono «meccanismo di scatole cinesi che fa lievitare i prezzi delle case in maniera spropositata».


9 aprile 2008 - Il Messaggero

Il caso Bufalotta/ Sgomberata la tendopoli in Centro: dimostranti in manette per violenza, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale
Scontri in piazza Venezia, nove arresti
Salmone agli abusivi, radiata l’associazione. La Corte dei Conti indaga sull’uso improprio di fondi pubblici

Roma - Ieri, all’alba, gli uomini del commissariato Trevi hanno sgomberato la tendopoli allestita in piazza San Marco, di fronte al Vittoriano, da coloro che domenica mattina avevano occupato un complesso di palazzine alla Bufalotta. Gli occupanti, riuniti sotto la sigla "Blocco Precario Metropolitano", come avevano minacciato, hanno opposto resistenza, è salita la tensione e ci sono stati scontri. Alla fine diversi i feriti sia tra gli agenti che tra i dimostranti. Nove persone sono state arrestate con l’accusa di violenza, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. E subito dopo sono montate le proteste degli esponenti di estrema sinistra che oggi saranno ricevuti dal prefetto. Intanto, sui fatti della Bufalotta la Procura ha aperto un’inchiesta preliminare e attende ancora l’informativa della questura di Roma, compresa la denuncia esposto della società di costruzioni Santarelli. La Protezione civile del Lazio ha radiato dal suo albo l’associazione di volontariato che domenica ha rifornito di salmone e mozzarella gli occupanti abusivi della Bufalotta.

Scontri in piazza Venezia, nove arresti
I dimostranti accusati di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale

di DAVIDE DESARIO

Roma - Avevano abbandonato le palazzine della Bufalotta e avevano occupato i giardini di piazza San Marco davanti al Vittoriano. Questa volta, però, la questura non ha aspettato che si convincessero ad andar via. Ieri, all’alba, gli uomini del commissariato Trevi hanno sgomberato la tendopoli allestita 24 ore prima. E non è stata un’operazione semplice. Gli occupanti, riuniti sotto la sigla Blocco Precario Metropolitano, come avevano minacciato, hanno opposto resistenza. Inevitabilmente, quindi, è salita la tensione. Ci sono stati scontri. Alla fine, dopo oltre 4 ore, diversi i feriti sia tra gli agenti che tra i dimostranti. Nove persone sono state arrestate con l’accusa di violenza, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. E subito dopo sono montante le proteste dell’estrema sinistra culminate con l’intervento, addirittura, del Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero (Rifondazione comunista).
Una storia iniziata male e finita peggio. Domenica mattina una ventina di persone hanno fatto irruzione nel cantiere di proprietà di "Santarelli costruzioni". Un complesso a poche centinaia di metri di distanza dal centro commerciale Porta di Roma e dal colosso svedese Ikea: sei palazzine in cortina da cinque piani con piscina condominiale, per un totale di 200 abitazioni dai 50 ai 100 metri quadrati per le quali i futuri proprietari hanno già versato l’anticipo e aspettavano solo la consegna.
Gli occupanti hanno forzato una rete metallica, hanno minacciato i due custodi e poi hanno preso possesso dell’intero complesso. Nessuno, però, è intervenuto. Sul posto sono arrivate una gazzella dei carabinieri e una volante del commissariato di zona che non hanno fatto altro che assistere all’arrivo di altri occupanti: alla fine del pomeriggio, 400 nuclei familiari per un totale di circa 800 persone. Un’occupazione studiata e messa in atto nei minimi particolari compreso la distribuzione di vettovaglie consegnate da un pulmino di un’associazione di volontariato della Protezione civile del Lazio. All’ingresso c’erano i leader del movimento che avevano in mano un tabulato scritto al computer con tutti i nomi delle persone che potevano entrare come se avessero già deciso le assegnazioni degli appartamenti.
Un’iniziativa che domenica stessa è stata condannata praticamente da tutti gli esponenti politici, compresa la coordinatrice romana della Sinistra l’Arcobaleno Patrizia Sentinelli (salvo poi ieri condannare l’intervento della polizia). Così, dopo un incontro in Campidoglio con il vicecapo di Gabinetto Luca Odevaine che non ha dato alcun risultato, gli occupanti lunedì mattina hanno liberato gli appartamenti. Appartamenti che ora sono presidiati da 15 vigilanti armati e dalle stesse forze dell’ordine.
Non contenti, però, si sono dati appuntamento in piazza San Marco dove sono giunti con macchine con le targhe coperte. Hanno trasferito materassi e coperte nei giardini davanti al Vittoriano. Poi hanno manifestato davanti alla Prefettura per chiedere un incontro che però non è stato concesso (solo oggi alle 12 il prefetto Mosca riceverà alcuni esponenti politici della Sinistra l’Arcobaleno). E allora sono tornati ad occupare piazza San Marco dove nei giardini hanno montato una quarantina di tende.
All’alba, però, sono stati svegliati dalla forza pubblica. Come aveva annunciato il loro portavoce, Paolo Di Vetta, hanno opposto resistenza passiva. Passiva fino ad un certo punto visto che improvvisamente la tensione è salita e si sono registrati scontri e alla fine sono scattate le manette per 9 dimostranti.

L’accusa: occupazione abusiva. E oggi si decide sulla convalida degli arresti
La proprietà presenta denuncia contro ignoti

Roma - Sarà il pm Andrea De Gasperis a valutare le accuse per i nove manifestanti arrestati ieri mattina in flagrante nei giardini di piazza San Marco. La polizia, che ha fatto scattare le manette, contesta ai dimostranti i reati di violenza, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Il magistrato dovrà decidere se convalidare i provvedimenti e potrebbe chiedere che si proceda per direttissima.
I giovani, finiti in carcere, sono accusati di essersi opposti allo sgombero delle quaranta tende che da lunedì erano state allestite nella piazza. Il "Blocco precario metropolitano", che domenica aveva occupato circa duecento immobili alla Bufalotta, aveva liberato le case e si era trasferito a protestare sotto le finestre della Prefettura. La polizia ha filmato tutte le fasi dello "scontro" e invierà le immagini, con la prima informativa, al pm. Ieri i nove arrestati hanno trascorso la notte in carcere.
Intanto il voluminoso dossier, elaborato dagli agenti della Digos, con tanto di nomi, foto, filmati, che raccontano l’irruzione e l’azione del "Blocco precario metropolitano" alla Bufalotta, non è ancora arrivato sulla scrivania del procuratore Giovanni Ferrara. Ma l’occupazione degli immobili, durata per un giorno e una notte, potrà essere oggetto di un’inchiesta solo in presenza di querele di parte. Si profilerebbe il reato di occupazione abusiva di immobile. Ed è questo il reato che viene evocato nell’esposto denuncia contro ignoti presentato al commissariato di zona "Fidene", domenica mattina dal direttore generale (C.P.) della "Santarelli costruzioni", titolare e ancora proprietaria del complesso immobiliare Aglaia. Esposto che ieri non era giunto ancora a piazzale Clodio.

Salmone agli abusivi, radiata l’associazione
Utilizzo di fondi pubblici, al vaglio della Corte dei Conti l’ipotesi di chiedere i danni
di ALESSIA MARANI
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Roma - Cancellata dal registro regionale delle organizzazioni di volontariato la Fir Cb, l’associazione di volontari che domenica sera ha distribuito cibo e bevande agli ottocento attivisti del Blocco Proletario Metropolitano che per 28 ore hanno occupato le case di via Carlo Ludovico Bragaglia, alla Bufalotta. L’associazione radiata ieri dall’albo fa parte della galassia dei circa 300 organismi che ogni anno ricevono dalla Regione Lazio e dagli altri enti territoriali contributi in "spese di gestione" e rimborsi per ogni intervento nell’ambito dei programmi di Protezione civile. Tanto che ora è al vaglio della Corte dei Conti l’apertura di un fascicolo preliminare d’inchiesta che accerti se vi sia stato o meno un uso illegittimo di fondi o donazioni pubbliche destinati unicamente ai fini sociali per i quali le associazioni risultano, appunto, iscritte in elenco. Perché eventuali sperperi vengano recuperati. «Quell’associazione - afferma Maurizio Pucci, direttore regionale della Protezione civile - ha agito alla Bufalotta senza alcuna autorizzazione, né nostra, né del Comune. Utilizzando impropriamente un mezzo con la scritta "Regione Lazio Protezione Civile, Colonna Mobile Volontariato". Fatto che non ha scusanti e che non si deve ripetere». Radiazione accolta con soddisfazione dal commissario straordinario del Comune, Mario Morcone: «Si tratta - ha detto - di un segnale molto importante che dimostra la ferma volontà delle istituzioni di colpire e punire chiunque abbia avallato, anche con un sostegno improprio, la violazione plateale di diritti fondamentali dei cittadini, come è avvenuto nel caso della Bufalotta». Con la cancellazione dal registro la Fir Cb, con sede in via Carnabuci, in IV Municipio, a due passi dal presidio di via Bragaglia, non potrà più operare in nome e per conto della Protezione civile. Resta da chiarire, però, dove e con quali soldi l’associazione si sia rifornita di acqua, latte, mozzarella, salmone, insalata, uova sode e frutta che sono stati portati agli occupanti stockati in cassette e scatoloni. Le associazioni legate a enti istituzionali hanno accesso alle organizzazioni no profit che si occupano della raccolta delle eccedenze alimentari di industrie, supermercati o catering o di quei cibi che sono in scadenza e andrebbero altrimenti sprecati. L’iscrizione all’albo, dunque, inserisce automaticamente le associazioni private a scopi sociali in un sistema di rimborsi e convenzioni in rapporto all’attività svolta. I contributi annuali per spese di gestione di un organismo di piccole dimensioni come la Fir (composta da dieci, quindici volontari) oscillano mediamente tra i tremila e i settemila euro. Cui si aggiungono i contributi per ciascun intervento su chiamata istituzionale. La Fir iscritta all’albo regionale da una decina d’anni, operava soprattutto come squadra d’ausilio nell’antincendio boschivo durante l’estate. Ma la sua sigla compare anche nell’organizzazione della macchina della sicurezza e solidarietà messa in moto a Roma in occasione del funerale di Papa Giovanni Paolo II e i suoi volontari sono stati più volte impegnati nella distribuzione di coperte e viveri ai barboni nell’emergenza freddo o a persone in difficoltà. «Conosco personalmente il suo presidente, un uomo da sempre mosso da spirito caritatevole - dice Patrizia Cologgi, a capo del dipartimento di Protezione civile del Campidoglio - Ma con quanto accaduto alla Bufalotta la Protezione civile non c’entra nulla. Si tratta di un’iniziativa privata, di persone che hanno agito secondo le loro coscienze, usando però una vettura che ha evocato erroneamente il coinvolgimento del sistema istituzionale. Fatto gravissimo e non giustificabile. L’intervento della Corte dei Conti? Se serve a fare chiarezza ben venga. Per quanto ci riguarda noi non abbiamo magazzini con stock da cui approviggionarsi pronta consegna».

SULMONA. Ancora un paio di giorni e poi, con ogni probabilità, i 38 lavoratori Co.co.co...
di ORNELLA LA CIVITA

SULMONA - Ancora un paio di giorni e poi, con ogni probabilità, i 38 lavoratori Co.co.co. della Asl di Avezzano e Sulmona potranno tirare un sospiro di sollievo e avere risposte sul proprio futuro lavorativo. Sempre che la direzione sanità regionale ritenga che la proposta avanzata ieri dal sindacato di base e indipendente Rdb (e le "rassicurazioni" del direttore generale della Asl 1 Giancarlo Moroni che ha garantito la copertura finanziaria per la stabilizzazione di 25 assistenti amministrativi e 13 operatori tecnici), rientrino nella procedura di assunzione prevista dal piano di riordino aziendale. Piano su cui il responsabile territoriale della Cisl, Augusto De Panfilis, allunga delle ombre chiedendo un incontro urgente con il direttore generale dell’azienda. «Nel corso di questi anni più volte le organizzazioni sindacali hanno sottoposto alla Regione la possibilità di assorbire tutti i lavoratori ex socialmente utili, quelli in cooperativa e quelli in Co.co.co. alle dirette dipendenze della Asl - scrive De Panfilis - tant’è che la Finanziaria regionale 2007 aveva previsto questa possibilità. Al contrario il Piano sanitario regionale 2008 - 2010 prevede una non molto chiara possibilità di assunzione, tenendo conto della dotazione organica, solo di contratti a tempo determinato e Co.co.co.». I lavoratori atipici addetti alle casse ticket e gli autisti del 118, precari che hanno incrociato le braccia per tre giorni consecutivi creando non pochi disagi agli utenti, ora attendono, dopo il tavolo di ieri in Regione a Pescara, la data di dopodomani, 11 aprile, quando la direzione regionale, che ha aggiornato per quel giorno il terzo incontro, dovrebbe sciogliere ogni riserva.
Intanto, alla vigilia dell’incontro convocato dall’assessore per le Attività produttive Valentina Bianchi per illustrare la delibera Cipe sulle zone franche urbane, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane e gli assessori Ermanno Giorgi e Teresa Nannarone hanno tenuto una conferenza stampa per parlare del "lavoro che torna": «Grazie a due importanti strumenti quali l’87.3.c e il protocollo d’intesa firmato al Ministero, questo territorio può ripartire».

Civitavecchia. Ancora incertezze sul futuro lavorativo dei corsisti dell'interporto...

Civitavecchia - Ancora incertezze sul futuro lavorativo dei corsisti dell'interporto, nonostante lo scalo sia in espansione e nonostante gli impegni presi dalle diverse istituzioni. «Solo 75 corsisti lavorano, mentre per gli altri 50 destinati alla banchina 25, si aspetta una risposta dall’Autorità Portuale e dalla Regione Lazio - spiega la Cub Trasporti - l’Authority si è fatta carico di cercare una soluzione transitoria, affidandosi al sostegno delle aziende portuali, fino alla consegna della banchina, cosa che a oggi non è avvenuta. La Regione ha messo in campo incentivi per la "formazione sulla sicurezza" nel territorio, ma anche lì nessuna risposta». Il sindacato sottolinea poi come da Comune dai politici «ci si aspetti - aggiunge - un interessamento più forte sul futuro dei lavoratori, che di tutta questa vicenda sono la parte lesa. Per ora l’unica iniziativa è stata la proposta di vendere le quote di Icpl». Dall'ultimo incontro, tenuto lunedì, sarebbe emersa la disponibilità, da parte di due imprese, di assorbire 4 corsisti. Proposta, giudicata inammissibile dai ragazzi che rivendicano tutti a gran voce il loro diritto al lavoro.


9 aprile 2008 - Corriere della Sera

Tensione anche davanti al commissariato. Lo scandalo del cibo agli occupanti: «Il formaggio era scaduto»
Ore 6.30, liberata piazza Venezia
La polizia sgombera la tendopoli dei senzacasa della Bufalotta, 9 arresti. Allontanati dalla polizia i senzacasa attendati a piazza Venezia. Nove arrestati e alcuni feriti lievi nell'operazione
di Paolo Brogi

Roma - Sessanta tende di senzacasa di ogni età, a piazzetta San Marco cuore di Roma, con le elezioni alle porte e con alle spalle la pessima idea di aver appena tentato alla Bufalotta un'occupazione di case vendute a legittimi proprietari, roba da guerra tra poveri. Eccolo il mix esplosivo, tra disperazione e bisogno, che ieri poco dopo l'alba ha collezionato nuovi problemi: lo sgombero compiuto dalla polizia, senzacasa e agenti ricorsi al pronto soccorso per fortuna con referti di poca entità, un bilancio conclusivo di 9 arresti per resistenza a pubblico ufficiale, violenza e lesioni, con l'aggravante di essere stati in più di 15, il che comporta non un giudice monocratico ma un collegio giudicante. Il processo, con rito direttissimo, è previsto per domani. Sarà preceduto da un'assemblea aperta alle forze politiche che i senzacasa hanno indetto per oggi sempre a piazza San Marco.
Si erano attendati la sera prima, convinti di essere ricevuti ieri mattina dal prefetto Carlo Mosca che da Milano aveva fatto sapere di essere disponibile a un incontro, rimandato poi alle 12 di oggi. Naturalmente non dovevano essere lì, sotto il Vittoriano, nei giorni conclusivi della campagna elettorale. Poco o per nulla garantiti dallo «sgarro » nelle regole di chi rivendica una casa, creato col caso Bufalotta condannato da tutte le forze politiche.
Il «diritto» che si erano presi piombando con la loro carovana di auto sul centro città è stato bloccato da un improvviso intervento di polizia scattato alle 6,30 del mattino, filmato dalle forze dell'ordine e anche da una mattiniera troupe Rai.
Alle 6,40 le tende giacevano ormai tutte per terra e i senzacasa sbraitando per l'abbattimento raccoglievano le loro cose. Poi col passare dei minuti e con l'arrivo di alcuni attivisti del «Blocco precario metropolitano » l'atmsfera si è riscaldata. All'intimazione di sgomberare quanto prima il luogo sono seguiti piccoli tafferugli, cariche, infine l'allontanamento forzato di attivisti e senzacasa nove dei quali poi arrestati, tre attivisti guidati da Paolo Di Vetta e sei senzacasa.
L'arresto ha propvocato un piccolo corteo al commissariato Trevi. Lì i fermati sono stati contattati da una delegazione della Sinistra Arcobaleno con Massimiliano Smeriglio (Prc) e Fabio Nobile (Comunisti italiani), che hanno «deprecato la sproporzione» tra l'azione dei senzacasa e le modalità dell'intervento di polizia». Poi i manifestanti sono tornati a piazza San Marco, dove hanno ritrovato alcune donne ricorse ai pronto soccorso: al San Giovanni, a Claudia, giovane madre di 23 anni incinta, sono state diagnosticate contusioni agli arti (5 giorni di prognosi), al Fatebenefratelli a Simona, 55 anni, è stata riscontrata una contusione al torace (4 giorni di prognosi). Prognosi di pochi giorni anche per tre agenti.
Un piccolo caso si è aperto poi sul volontario della Protezione Civile regionale che come ha specificato la struttura pubblica, che ha cancellato la relativa associazione dal registro regionale, ha «consegnato acqua, latte e mozzarella agli occupanti della Bufalotta» al momento dell'occupazione simbolica dell'altra notte. Fermezza è stata chiesta anche dal commissario prefettizio al comune, Mario Morcone. «Già, ma il formaggio era perfino scaduto», hanno commentato alcuni senzacasa, accusati ieri sulla stampa di aver ricevuto salmone.
Questo dunque il bollettino di una battaglia che si trascina da tempo, quella di chi non ha casa e che a piazza Venezia ha portato anche parecchi esempi di nuove povertà: come i Nardoni, sfrattati a San Lorenzo, o l'anziana coppia del Labaro tornata a vivere dai suoceri. Ieri si sono riuniti in assemblea all'Horus occupato, oggi tornano in centro.


9 aprile 2008 - Il Tempo

Sgombero immediato alle sei del mattino per la tendopoli allestita dai «Blocchi precari metropolitani» a piazza San Marco. La Polizia è intervenuta spianando circa sessanta tende che avevano invaso i giardini all'ombra del Vittoriano.
di Giuseppe Grifeo

Roma - Trascinati via gli oltre cento attivisti che lì si erano accampati dopo l'abbandono dell'occupazione di una palazzina a Vigne Nuove. La situazione è degenerata e gli agenti hanno effettuato nove arresti per resistenza aggravata: Paolo Di Vetta, esponente dei Blocchi precari, Luca Blasi dell'Horus e altri sette, sono stati portati al Commissariato Trevi. I consiglieri regionali Anna Evelina Pizzo (Rifondazione) e Giuseppe Mariani (Verdi), insieme al segretario romano di Rifondazione, Massimiliano Smeriglio e ad altri leader (fra questi anche Nunzio D'Erme) dei movimenti di base e dei senza casa, hanno protestato a piazza San Marco contro quello che hanno definito come uno «sgombero violento che ha coinvolto anche donne incinte e bambini che stavano nelle tende». Circa un centinaio di attivisti hanno raggiunto poi il Commissariato Trevi reclamando la liberazione degli arrestati. I tre politici dei Verdi e Rifondazione sono poi riusciti a parlare con gli incriminati chiedendo loro spiegazioni sullo sgombero: «Ci hanno detto che all'inizio dell'operazione sono volate parole grosse ed ecco che la situazione si è complicata - dice Mariani - Ora sull'emergenza abitativa serve quel tavolo di trattativa con i costruttori proposto dal presidente del IV Municipio, Cardente». I dimostranti, spostatisi nuovamente a piazza San Marco, hanno poi dato vita a un picchetto di protesta. In serata, assemblea all'Horus Club occupato di piazza Sempione. Oggi l'incontro con il Prefetto Carlo Mosca.


9 aprile 2008 - Libero

Via la tendopoli da Piazza Venezia: nove arresti
di ESTER MIELI

Roma - Hanno dormito ai piedi del Vittoriano, nelle tende e vestiti a strati per il freddo. E poi lo sgombero. Attimi di tensione, ieri tra polizia e manifestanti a piazza San Marco, vicino piazza Venezia, dove da lunedì è stata allestita una piccola tendopoli da un gruppo di cittadini sgomberati dal quartiere della Bufalotta, dove avevano occupato uno stabile. Arrestate nove persone accusate di violenza, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Le forze dell'ordine al momento dello sgombero delle circa quaranta tende che da ieri erano state allestite nella piazza erano state ostacolate da alcuni occupanti. La polizia ha filmato tutte le fasi dello sgombero e invierà le immagini, con la prima informativa, alla procura che dovrà valutare i fermi. I manifestanti non ci stanno, però, e invocano alle 12 una conferenza stampa a Piazza Venezia: «È stato uno sgombero violento una vera e propria carica. Uomini, donne, di cui una incinta, sono stati malmenati», sottolinea Emiliano Viccaro del Blocco precario metropolitano, mentre agli altri "occupanti" sotto il commissario Trevi gridavano «Vergogna, vergogna» per il fermo dei nove attivisti. Immediata la replica della sinistra L'arco baleno: «Gli avvenimenti non cambiano il mio giudizio negativo sull'occupazione delle case alla Bufalotta. Credo comunque che le forze dell'ordine non dovevano arrivare a portare la situazione allo scontro conclusosi con l'arresto di 9 persone», afferma il candidato vice sindaco della coalizione di centro sinistra, Patrizia Sentinelli. Sulle agenzia di stampa fioccano le dichiarazioni bipartisan dei politici. «Dopo le occupazioni alla Bufalotta registriamo con preoccupazione i nuovi disordini che si sono svolti questa mattina in piazza San Marco. Ci sono tre agenti feriti, nove fermi, lamentele da parte dei manifestanti e pare anche un filmato degli incidenti che aiuterà a chiarire l'accaduto», replica Andrea Augello senatore del PdL. «C'è un problema di legalità e di gestione strumentale dell'emergenza casa. Rutelli rompa l'area grigia di contiguità che lega il centrosinistra ad Action, i cui candidati sono in lista con la Sinistra Arcobaleno», ribadisce dalla Casa dell'architettura Gianni Alemanno, candidato a sindaco per il Pdl e propone: «Dobbiamo fare un vero piano di housing sociale con la possibilità di fare convenzioni con i costruttori per edilizia ad affitto e mutuo controllato». E Francesco Rutelli, candidato per il centro sinistra, seduto dall'altra parte del palco risponde: «C'è la nostra totale indisponibilità verso l'illegalità. Incontrerò i titolari delle abitazioni di Bufalotta, si tratta di tanti gruppi e a loro va detto che le regole si rispettano». Ai senza casa non resta che aspettare, al freddo.


9 aprile 2008 - L'Unità

Roma. È SCATTATO ALL’ALBA lo sgombero della tendopoli allestita in piazza San Marco...
di Alessandro Ferrucci

Roma - È SCATTATO ALL’ALBA lo sgombero della tendopoli allestita in piazza San Marco, di fronte a piazza Venezia, dove parte dei 400 manifestanti che domenica notte avevano occupato una palazzina alla Bufalotta, avevano trasferito il loro quartiere generale in
attesa di un confronto con il Prefetto Mosca. Che, per ora, non c’è stato. Al contrario, poco dopo le cinque e mezzo di ieri mattina, le forze dell’ordine sono intervenute per liberare la piazza. E non sono mancati momenti di tensione. Con gli occupanti che denunciano l’eccessiva veemenza della polizia, che avrebbe messo in atto «una vera e propria carica, con uomini e donne, di cui una incinta, malmenati» e le forze dell’ordine che ribattono di aver dovuto fronteggiare una forte opposizione. Sta di fatto che nove manifestanti sono stati arrestati e portati al Commissariato Trevi con l’accusa di «violenza, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale». Nelle stesse ore i volontari che domenica avevano portato cibo e aiuti alimentari alle persone accampate alla Bufalotta sono state cancellate dal registro della Protezione civile perché «non autorizzati né dalla Regione né dal Comune di Roma». Il fronte politico, compatto nel condannare l’occupazione di Bufalotta, assume toni diversi nel commentare le modalità dello sgombero da Piazza Venezia. «I manifestanti stanno bene - rassicura il segretario della federazione del Prc di Roma Smeriglio dopo essere stato in commissariato -, resta il pericolo di far diventare una mancata risposta a un’esigenza reale, una questione di ordine pubblico. Poi, per fortuna, si erano limitati a un gesto simbolico, perché occupare case di proprietà sarebbe stato un errore drammatico». Un «errore» rispetto al quale il movimento che l’ha promosso, non è nuovo: è il Blocco Precario Metropolitano, una costola fuoriuscita da Action (da loro ritenuta ora troppo vicina a Rifondazione Comunista). E che, nel Municipio IV, ha alzato il tiro occupando sia in via Volonté che in via Val Tournanche abitazioni appena realizzate. «Giudico errata l’occupazione, che fatta in quei termini ha rischiato di far scoppiare una guerra tra poveri e di inviare un messaggio sbagliato. È chiaro, comunque, che questa vicenda ci rivela una situazione di emergenza di cui l’amministrazione deve tenere conto. E che, certo, non va affrontata con gesti fuori misura e, ritorsivi, come quelli delle forze dell’ordine ieri mattina», dice Patrizia Sentinelli, coordinatrice romana di Sinistra arcobaleno e probabile vicesindaco in caso di vittoria della coalizione di centrosinistra. Ancora più netta la posizione di Rutelli («L’illegalità non deve essere tollerata») e quella del capolista della lista Pd per il Comune, Massimo Brutti («Di fronte all’illegalità non si può transigere. Ma la sostanza è che la gente chiede casa e va aiutata»). «Tremila case popolari e altre tremila di edilizia agevolata sono state realizzate dal Comune. Questo tipo di azioni, dimostrano solo una prepotenza», ricorda Umberto Marroni, candidato al Comune del Pd, e consigliere comunale uscente.


9 aprile 2008 - Liberazione

Condanne invece dalla destra e dal Pd regionale
Roma, occupano case arrestati 9 manifestanti Insorge tutta la Sinistra

Roma - È stata sgomberata ieri mattina all'alba, da diverse decine di agenti delle forze dell'ordine, la tendopoli dei senza casa che ieri, dopo aver abbandonato l'occupazione a Bufalotta, avevano organizzato il presidio a piazza San Marco. Nove persone sono state fermate e la piazza è stata completamente liberata dalle tende. Le nove persone sono state portate in questura con le accuse di di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La protesta era iniziata domenica con l'occupazione, nel quartiere della Bufalotta, di 190 appartamenti da parte di 400 persone, e lunedì si era invece spostata nel pieno centro cittadino. Pronte e scandalizzate le risposte della Sinistra Arcobaleno: «L'arresto di nove manifestanti è a dir poco inaccettabile» affermano i consiglieri regionali Anna Pizzo e Peppe Mariani, al termine di un incontro con il Questore di Roma avvenuto dopo lo sgombero della tendopoli da parte delle forze dell'ordine. «Con il Questore abbiamo avuto un confronto pacato e ragionevole - hanno affermato i consiglieri - e ha assunto l'impegno di gestire la protesta senza esasperare ulteriormente i toni e ha mostrato di aver compreso la condizione di estrema emergenza che ci si trova ad affrontare nonché la gravità del problema casa, tutt'altro che marginale in questa città». Sul tema si è espresso anche Massimiliano Smeriglio, segretario federazione Prc di Roma, che in mattinata è andato in carcere a trovare gli arrestati: «Voglio esprimere massima solidarietà ai nove occupanti. Roma vive un'emergenza abitativa drammatica, un problema vero, sociale e politico, che non può essere trasformato in una questione di ordine pubblico. Auspichiamo che gli arrestati vengano rilasciati al più presto». Anche il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero si è schierato con gli occupanti: «Il problema della casa, che rappresenta una delle prime emergenze sociali del nostro paese, non può in alcun modo essere confuso o trasformato in un fatto di ordine pubblico. Il problema non è però posto dalle occupazioni bensì dall'assenza nel corso degli ultimi dieci anni di politiche pubbliche su questo terreno». Solidarietà anche dalle Rdb Cub e da Sinistra Critica, mentre dalla destra (e in particolare dal candidato sindaco Gianni Alemanno) sono arrivati applausi all'azione delle forze dell'ordine. Una condanna agli occupanti arriva dal Pd, dal consigliere regionale Alessio D'Amato: «La difesa della legalità e dei diritti è una prerogativa della sinistra: senza diritti prevalgono infatti i privilegi dei più forti e la legge della giungla. È per questo che considero un grave errore l'occupazione di case di cittadini lavoratori che si sono indebitati con un mutuo per pagarle. Non credo che a Roma si possa stabilire un arbitrio per cui chi occupa ha diritto ad un alloggio. Condanno quindi, senza mezzi termini, le azioni che sono state compiute alla Bufalotta».


9 aprile 2008 - Metro Roma

Tendopoli in piazza Sgombero amaro

Roma - È finita come si poteva prevedere che finisse. La tendopoli allestita in fretta e furia lunedì sera sotto Palazzo Venezia è stata infatti sgomberata ieri mattina all’alba da diverse decine di agenti delle forze dell’ordine. A montarla erano stati i senza casa che lunedì, dopo aver terminato l’occupazione di 190 appartamenti in alcuni stabili di nuovissima costruzione alla Bufalotta, avevano organizzato il presidio a piazza San Marco per sensibilizzare tutti, Comune, Provincia e Regione, sul problema di chi non può acquistare una casa. La tensione è andata via via montando nel corso della rimozione delle tende. Nove persone sono state arrestate e portate in questura con le accuse di di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale: proprio mentre i manifestanti venivano portati via, la piazza era completamente liberata dalle tende. Poi un centinaio di senza casa si sono recati in corteo sotto il commissario Trevi gridando "Vergogna, vergogna" per l’arresto dei nove attivisti.


9 aprile 2008 - Il Gazzettino

Agenzie fiscali Emergenza salario: 30 minuti di protesta con un "fuoriprogramma teatrale"

Padova - (m.a.) Nonostante il divieto allo sciopero, Rdb (rappresentanze sindacali di base) ha organizzato per ieri mattina una mobilitazione a livello nazionale in favore dei lavoratori delle agenzie fiscali. A Padova l'azione di protesta è andata in onda per mezz'ora, a partire da mezzogiorno, all'ufficio delle entrate di via Turazza grazie alla presenza di una cinquantina di manifestanti. «La commissione di garanzia - ha spiegato Celestino Giacon di Rdb - ha vietato lo sciopero nelle agenzie fiscali da noi indetto. Vogliono mettere il bavaglio alla bocciatura da parte dei dipendenti delle agenzie fiscali, alla preintesa sul contratto nazionale siglato da Cgil, Cisl e Uil, che perpetua l'emergenza salario in cui versa la categoria e peggiora le condizioni normative. Il salario - ha concluso Giacon - dovrebbe essere aumentato di 102 euro lordi al mese, ma i soldi che i lavoratori avanzavano dal biennio 2006-2007 verranno restituiti a regime. Significa che non percepiranno più di 9 euro lordi per ogni mese. Rompiamo il bavaglio e rivendichiamo la democrazia anche nei luoghi di lavoro». Il sit-in dei dipendenti dell'ufficio delle entrate, si è caratterizzato anche per una performance teatrale dell'artista, Gianni Stoppelli, che ha raccontato una storia di emergenza salariale.

Morti da amianto, primi risarcimenti
La Fincantieri ha deciso di liquidare il danno ai familiari di alcuni operai in servizio alla Breda

Venezia - Primi risarcimenti per le parti civili costituitesi al processo sulle morti da amianto di operai in servizio agli ex cantieri navali Breda di Porto Marghera. Prima della conclusione del dibattimento, tutt'ora in corso davanti al giudice monocratico di Mestre, Barbara Lancieri, la Fincantieri ha deciso di liquidare il danno ai familiari di alcune vittime. La transazione raggiunta con le parti civili dovrà essere comunicata formalmente nel corso della prossima udienza, contestualmente alla revoca della costituzione a giudizio delle persone risarcite. Fino a quel momento il numero delle transazioni e il loro ammontare viene tenuto top secret: gli avvocati delle vittime preferiscono non fornire alcun elemento, ammettendo unicamente l'esistenza di una trattativa. L'unica conferma giunge dal fronte Fincantieri, senza però alcun dettaglio preciso sui risarcimento liquidati. Sotto processo sono finiti quattordici casi di morte: dodici per mesotelioma pleurico (il tipico tumore da esposizione ad amianto) e due per carcinoma del polmone (cancro anch'esso associabile all'esposizione ad amianto). Tutti sono lavoratori dei cantieri ex Breda, oggi Fincantieri, in servizio dal 1955 e deceduti a partire dalla metà degli anni Novanta, dopo lunghi periodi di latenza della malattia. Il giudice Lancieri ha nominato due i periti, Franco Berrino, responsabile del Servizio Epidemiologia dell'Istituto Tumori di Milano e il medico legale Giulio Sacchetti, dell'Università di Roma, e ha già fissato per il prossimo 27 maggio, in aula bunker a Mestre, l'udienza di discussione dei risultati del loro lavoro. Ai due esperti ha chiesto di chiarire i punti più delicati del processo, in corso da oltre due anni e che vede sotto accusa per omicidio colposo e omissione di cautele i vertici dei cantieri navali ex Breda, ora Fincantieri. In particolare i periti dovranno spiegare se esiste una soglia minima di esposizione all'amianto, se è possibile individuare un rapporto dose - risposta tra l'esposizione ad amianto e lo sviluppo del cancro e se può essere stabilita la differenza tra gli effetti delle esposizioni continuative e delle esposizioni cumulative.
Oltre ai familiari delle vittime, assistiti dagli avvocati Silvia Manderino, Lucia Rupolo, Leonello Azzarini, Enrico Cornelio, Luisa Fiorentino, Luca Graldi, Amedeo Zamboni ed Elio Zaffalon, al processo si sono costituiti anche numerosi enti ed associazioni: Ministero dell'Ambiente (Avvocatura dello Stato), Comune di Venezia e Regione Veneto (avvocato Eugenio Vassallo), Provincia di Venezia (avvocato Roberta Brusegan), Inail (avvocato Nicola D'Angelo), Associazione esposti amianto (avvocato Amedeo Zamboni e avvocato Annamaria Marin), Medicina Democratica (avvocato Laura Mara); sindacati di base Cub (avvocato Luca Zerbini), Fiom Cgil di Venezia (avvocato Emanuele Battain), Cisl e Fim Cisl di Venezia (avvocato Elio Zaffalon). Gli imputati sono difesi dagli avvocati Corrado Pagani, Ferdinando Trivellato e Francesco Persiani.


9 aprile 2008 - Il Mattino

ULTIMATUM ALLA FIAT STOP ALL'ESILIO DEI 316 O VENERDI' SI SCIOPERA

Pomigliano - Otto ore di sciopero per venerdì nello stabilimento Fiat. Le hanno proclamate i sindacati al termine delle due infuocate assemblee, ieri nel piazzale Inail al Centro direzionale di Napoli, con i 316 lavoratori che stanno seguendo i corsi e sono destinati alla nuova struttura per la logistica. Il tutto nell’ambito della riorganizzazione di Nuova Pomigliano, l’azienda che è stata intitolata a «Giambattista Vico», il filosofo napoletano della creatività, in cui è stato introdotto il Word class manifacturing (Wcm) dopo tre mesi di corsi per i lavoratori e la ripresa delle produzioni il 3 marzo. «L’azienda trovi gli spazi per i 316 all’interno dell’area di Pomigliano, solo così lo sciopero sarà revocato», questo il messaggio inviato alla direzione aziendale da confederali e non. La risposta dovrebbe arrivare entro domani, quando è prevista un’altra assemblea, stavolta però a Pomigliano. Ma appare al momento irreversibile la scelta di inviare i 316 in un capannone destinato alla logistica fuori dal perimetro dello storico stabilimento di Pomigliano. C’è chi parla di un’area industriale già in ristrutturazione a Nola e già acquisita dalla Fiat. Per questo i sindacati insistono su parole come «confino», di struttura «per liberarsi di operai sindacalizzati e decisi a farsi rispettare». Tra i 316 ci sono molti esponenti dei sindacati dell’ala più dura, ma anche dei confederali. Venerdì c’era stato un primo sciopero proclamato dai Cobas lavoro privato e Flmu-Cub, due sigle del panorama sindacale extraconfederale nate da successive divisioni. Picchetti ai cancelli, copertoni dati alle fiamme, tensione e ripetuti interventi della polizia per evitare che la protesta avesse conseguenze peggiori per strutture e persone. Dalla Fiat cifre comunque ridotte sulle adesioni allo sciopero: 26% al primo turno, 13% al secondo. Diverse le percentuali indicate dalle due organizzazioni che avevano proclamato lo sciopero: 80% al primo turno e 50% al secondo turno, secondo Mimmo Mignano (Cobas lavoro) e Tommaso Pirozzi (Flmu-Cub). Dunque, clima infuocato e venerdì la Nuova Pomigliano nata dal piano dell’ad Sergio Marchionne sarà alle prese con il primo sciopero della fase aperta il 3 marzo con l’obiettivo di scenari di sfida e di crescita in efficenza e qualità, lasciando alle spalle le piccole conflittualità del passato.(f.v.)


9 aprile 2008 - Corriere del Veneto

Il corteo di protesta Decine le personalità che hanno sottoscritto il documento
«Festa dell'indignazione» Dario Fo con i migranti
Il Nobel firma l'appello per la manifestazione del 25 aprile Appoggio anche da don Andrea Gallo. Ci saranno tutte le comunità di stranieri e i centri sociali del Nord Est
di Angiola Petronio

VERONA — Più che una firma di sottoscrizione, ha fatto un vero e proprio «autografo». E ha anche buttato lì una mezza promessa. Quella di venire anche lui a Verona il 25 aprile. C'è anche Dario Fo - con il peso non solo mediatico del suo premio Nobel - tra i firmatari di quell'appello che il giorno della Liberazione in riva all'Adige diventerà la «festa dell' indignazione».
Quella della manifestazione che - organizzata dal coordinamento Migranti di Verona, con l'adesione delle comunità straniere e della consulta degli immigrati, quella non più «convocata » dal sindaco Tosi - sta ingrossando le sue fila e porterà in piazza a Verona una questione che in realtà sta ribollendo a livello nazionale. Gli spazi - intesi non solo fisicamente, ma anche socialmente e culturalmente che vengono aperti o chiusi agli stranieri. Una scelta non casuale, quella di Verona, visto che lo slogan della manifestazione è «fermiamo i sindaci sceriffi», «categoria» della quale Flavio Tosi ormai è stato eletto « primus inter pares ». Dove i «pares » sono anche quei primi cittadini del centrosinistra che stanno adottando politiche securitarie. «A Verona - spiegano gli organizzatori della manifestazione - un sindaco ha deciso che i flussi migratori si governano con la paura. Ha cambiato i regolamenti per assegnare le case popolari per escludere i migranti. Ha fatto installare panchine nei parchi sulle quali non è possibile sdraiarsi... ». Per la «libertà di movimento senza confini» e per «riprenderci i diritti» arriveranno da tutto il Nord Est e non solo. Perchè «i migranti sono una parte di un comune in divenire, in cui cresce la libertà, in cui al delirio di sicurezza vengono opposti il desiderio, la fantasia e la creatività », a Verona tra quindici giorni arriveranno gli attivisti di varie associazioni che rappresentano migranti, con la sinistra antagonista e dei centri sociali del Nord Est: Trento, Parma, Bologna, Rimini, Reggio Emilia, Gorizia, Trieste, ma soprattutto i centri sociali veneti: dal Rivolta di Marghera al Pedro di Padova, dal laboratorio occupato Morion di Venezia al laboratorio Fuori Controllo di Monselice, dal ChioggiaLab al nuovo capannone sociale di Vicenza, dall'Ubik Lab di Ponzano al coordinamento Liberazione di Schio. In piazza ci saranno anche i militanti di Razzismo Stop Veneto e Friuli Venezia Giulia e i sindacati delle Rappresentanze di Base e dei Cobas di Treviso, Padova, Verona e Rovigo. Che si aggiungeranno ai veronesi del collettivo Metropolis e de La Chimica. Ma è all'appello «intellettuale» che fa da cornice alla manifestazione che sono arrivate le adesioni più «pesanti». A quel «le nostre città stanno diventando città della paura... Troviamo demenziale la pretesa che chi in Veneto vive e lavora debba poi farsi invisibile di notte». A quel «noi facciamo parte di un altro mondo... Quello che immaginavano i partigiani e i costituenti dedicando il 25 aprile alla Liberazione. Alla liberazione della paura, dal fascismo e dal razzismo», oltre a quella di Dario Fo ci sono unite le firme di don Andrea Gallo, di decine di docenti universitari di Verona, Bologna, Padova, Ancona, Urbino. Di vari intellettuali. Il viatico a una manifestazione che il 25 aprile prevede un concentramento davanti alla stazione alle 15. E poi un corteo che arriverà in piazza Bra, lungo un percorso che è ancora in via di definizione.
Nello stesso giorno in cui, in città, ci saranno le celebrazioni per la Liberazione. E quelle per San Marco, il patrono di quella Repubblica Veneta che viene ricordato ogni anno dai tradizionalisti cattolici. Quel giorno che i migranti, non solo di Verona, hanno deciso di rivendicare. «Siamo noi a volere sicurezza: vogliamo reddito, diritto, dignità. Vogliamo le case e costruirci un futuro».


9 aprile 2008 - Il Piccolo

Comincia subito in salita il vertice tra azienda e sindacati
Stop alle assunzioni al Molo VII: previsto un forte calo dei traffici
di Riccardo Coretti

TRIESTE - Stop al programma di assunzioni al Molo VII e una previsione di calo dai 100 ai 150 mila Teu per l’anno in corso. Sono queste le conseguenze dello sciopero di quattro giorni al Porto di Trieste paventate ieri da Trieste Marine Terminal, a margine dell’incontro che ha riaperto la trattativa sindacale per il contratto integrativo.
Lo stop di quattro giorni, al quale avevano aderito tutti i lavoratori portuali, era stato deciso in seguito al grave incidente occorso a un giovane manovratore finito sotto un carro ferroviario il 28 marzo al Porto Nuovo.
Già nei giorni successivi Fabrizio Zerbini, presidente di Tmt (controllata al 100 per cento dalla TO Delta di Pierluigi Maneschi), aveva lanciato l’allarme spiegando che erano state sette le navi costrette a scegliere altri scali per lo stop imposto dall’astensione al lavoro. Ieri Zerbini ha preferito non commentare gli sviluppi del caso, ben esposti invece ai rappresentanti sindacali.
«Come conseguenza dello sciopero e quindi a seguito del danno d’immagine provocato, la Tmt ci ha fatto sapere che prevede dai 100 ai 150 mila Teu movimentati in meno, nonché il blocco del programma di assunzioni» ha detto Angelo D’Adamo al termine della riunione che ieri mattina ha rivelato un altra novità. Il tavolo della trattativa per l’integrativo dei dipendenti Tmt si spacca in due: oltre a Cgil, Cisl e Uil entrano a far parte della mediazione anche le Rappresentanze sindacali di base.
L’incontro di ieri, rinviato al 16 aprile, era la conseguenza della bocciatura di un primo accordo firmato dai sindacati confederali ma rifiutato dall’assemblea dei lavoratori. Si dovevano quindi discutere i nuovi termini della proposta, ma si doveva anche parlare del protocollo di sicurezza in corso di preparazione da quasi due mesi.
«Per ciò che riguarda questo secondo argomento – ha spiegato Giampiero Fanigliulo della Uil – Tmt si è detta perplessa rispetto alla proposta dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rsl) che possano girare liberamente per il Porto. C’è il timore che possa essere violata la segretezza che caratterizza qualsiasi business. Ad ogni modo se ne discuterà. Così come sono state prese in considerazione le proposte per le modifiche alla turnazione». Lo steso Fanigliulo, che si era dimostrato piuttosto critico dopo la bocciatura del precedente accordo, non ha risparmiato un’altra critica a chi aveva respinto la proposta di circa 110 euro di aumento salariale legato alla produttività. «A proposito dell’integrativo, invece, con i calcoli effettuati tra gennaio, febbraio e marzo, se i lavoratori avessero accettato l’accordo – ha concluso il rappresentante della Uil – ora quei soldi li avrebbero in tasca, altro che aumenti solo teorici».
Trieste marine Terminal ha acquisito i documenti e le richieste per il ristabilimento di alcune figure professionali che andrebbero ad incidere sull’organizzazione del lavoro dicendosi disposta a ragionare, ma aggiungendo che – sempre secondo quanto riferito dai sindacati – la situazione al Molo VII è quanto mai complessa. Dopo l’incontro di eri pomeriggio con i nuovi rappresentanti delle Rdb la discussione è stata spostata al 16 aprile.


9 aprile 2008 - Il Mattino di Padova

Agenzie fiscali in sciopero, proteste

Padova - Il rinnovo del contratto nazionale delle agenzie fiscali, che sta per essere firmato da Cgil, Cisl ed Uil, non piace per niente ai Cobas padovani, che hanno la maggioranza degli iscritti tra i 450 dipendenti del settore di Padova e provincia. Ieri hanno scioperato, agli sportelli del front-office, per un’altra mezz’ora, causando la protesta degli utenti in fila ed hanno messo in scena, all’esterno della sede dell’Agenzia delle Entrate di Padova Uno, in Via Turazza, anche una pièce teatrale con protagonista l’attore Gianni Stoppelli. Ancora una volta la protesta di Rdb-Cub è stata coordinata da Celeste Giacon. «L’aumento previsto è di soli 102 euro lordi- sottolinea il leader storico dei lavoratori del fisco -. Ed in più appena 9 euro al mese come vacanza contrattuale. In cambio il rinnovo approvato dai sindacati confederali prevede un peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti (in tutta Italia 60.000). Invece le nostre rivendicazioni sono molto più alte anche perché il nostro lavoro implica una valanga di responsabilità, che possono avere anche dei risvolti penali». Lo stipendio medio dei lavoratori del settore oscilla da 1.100 a 1.400 euro.(f.pad.)

Lavoratrici riassunte dalla Alloga

Padova - Riassunte a tempo indeterminato le ex lavoratrici della cooperativa Euroservice licenziate dalla Alloga nel luglio 2007. Difese da Adl Cobas, avevano vinto la causa davanti al giudice del lavoro, che ha condannato la multinazionale per appalto illegittimo. Ieri le prime tre lavoratrici hanno firmato, altre dodici rientreranno ultimata la procedura ordinaria.


9 aprile 2008 - Il Padova

COOP EUROSERVICE
Dipendenti licenziate ieri la riassunzione

Padova - Licenziate il 24 luglio, tre lavoratrici della coop Euroservice, che hanno intrapreso il ricorso d’urgenza, sono state riassunte dalla ditta Alloga. Alle ?.3? di ieri hanno firmato il contratto a tempo indeterminato accompagnate da colleghe, sindacalisti Adl ed esponenti di Donne in movimento.


9 aprile 2008 - La Nazione

«Pochi controlli». «Non è vero»
LA POLEMICA DOPO L’INCIDENTE I CUB ACCUSANO L’ASL, CHE REPLICA

Pistoia - IMMEDIATE le reazioni sul fronte sindacale all’incidente accaduto ieri in Breda. «E' ora che chi è chiamato a far rispetatre le regole si attivi immediatamente perchè tali situazioni non si ripetano. La colpa aziendale è di non voler prendere sul serio la tematica degli infortuni sul lavoro». Lo scrive in un comunicato la Confederazione unitaria di base. Nel documento la Cub aggiunge di restare «perplessa e dubbiosa» di fronte alle affermazioni secondo cui «l'azienda sta facendo tutto il possobile per ridurre gli infortuni e che la sicurezza è la prima delle preoccupazioni quando poi constatiamo che i lavoratori devono svolgere mansioni rischiose e con scarse tutele». I Cub si dichiarano poi preoccupati «perché l'Asl ormai sono anni che non fa controlli e verifiche in AnsaldoBreda e crede a quello che le viene riferito dall'azienda». Un punto, quest’ultimo, che viene respinto del tutto dal responsabile per la prevenzioen dell’Asl, Pietro Gabbrielli: «E’ assolutamente falso quanto sostentono i Cub — dice Gabbrielli — come Asl stiamo facendo uno sforzo enorme sul fronte della prevenzione. Ci sono settori più a rischio, come l’edilizia, che assorbono molte delle nostre risorse, così come altri comparti, dal legno alle cartiere. Nonostante questo, siamo presenti all’interno di AnsaldoBreda molto di più di quanto le nostre forze permetterebbero. Tanto per essere chiari, stiamo facendo controlli accurati da alcune settimane sull’indotto Breda, sia esterno che interno all’azienda. Quanto dicono i Cub è del tutto privo di fondamento». «LA SICUREZZA sul lavoro resta una priorità assoluta che richiede la massima attenzione da parte di tutti, del sindacato come delle imprese, anche alla luce delle nuove norme entrate in vigore con il Testo unico». Lo afferma il segretario nazionale dell'Ugl metalmeccanici Giovanni Centrella, che ha espresso «vicinanza e solidarietà» al lavoratore rimasto ferito all'Ansaldo Breda. «L'incidente avrebbe potuto avere conseguenze mortali se per una fatalità alcune tubature non avessero frenato la caduta della fiancata della vettura ferroviaria sull'operaio», aggiunge Centrella.

Firenze. A CAREGGI continua la guerra all’attività aggiuntiva...

Firenze - A CAREGGI continua la guerra all’attività aggiuntiva. Per intendersi, una sorta di «superstraordinario» pagato quattro volte di più, introdotto dal contratto del 2000, e poi confermato nel 2005, per far sì che i reparti potessero rispondere agli aumenti della domanda di visite, esami, interventi chirurgici. E soprattutto che si potesse lavorare di più per potere abbattere le liste di attesa senza però che l’azienda dovesse farsi carico di nuove assunzioni. Già lo scorso anno l’assessore Rossi chiese di abbattere i costi alle aziende sanitarie e, in primis, a Careggi invitando i direttori generali a riorganizzare le attività, aumentando lo straordinario «normale» e, se necessario, assumendo personale. OVVIAMENTE i lavoratori non accolsero positivamente il taglio della attività aggiuntiva. E quest’anno i tagli sono più cospicui. Se Careggi spendeva fino a due anni fa 16 milioni di euro all’anno, quest’anno non potrà superare i quattro. La produttività aggiuntiva viene svolta principalmente nei settori diagnostico, chirurgico ma anche per le visite. Tra i medici che la utilizzano maggiormente i radiologi, ma soprattutto gli anestesisti, che devono assicurare esami e sedute operatorie. Nel settore infermieristico, dovrebbe servire a sopperire alle carenze nei reparti. «E’ giusto riorganizzare e ridurre l’utilizzo della Tav — dice Aurelio Minichiello della Rdb —, ci può essere anche qualche servizio che ne ha abusato, ma di sicuro è mancato il controllo da parte della direzione generale». E sui questo concorda anche il sindacalista Cisl, Franco Pietrangeli. «Non vorrremmo che ora qualche dipendesse facesse ritorsioni che vanno ad esclusivo danno del paziente», conclude Minichiello.


9 aprile 2008 - Il Tirreno

Operaio schiacciato da una lamiera
Investito da una lastra di 10 metri caduta durante il montaggio, è grave
di Ivonne Pavoni

PISTOIA - La fiancata di un treno, una lastra di alluminio lunga una decina di metri, è precipitata su tre operai in AnsaldoBreda, uno di loro, il caporeparto Patrizio Iozzelli, è rimasto ferito gravemente. Piegato a libro ha picchiato la testa sul pavimento della carrozza a cui stava lavorando, mentre il peso della lamiera gli ha colpito la schiena. Ieri sera è stato trasferito dall’ospedale del Ceppo al Cto di Firenze.
L’incidente è accaduto ieri alle 11 al reparto carpenteria durante le operazioni di montaggio di un tsr. Immediata la reazione in fabbrica, con sciopero spontaneo e riunione sindacale. Iozzelli, 48 anni, è dipendente di AnsaldoBreda, abita a Pistoia con la moglie e la figlia. È stato subito trasportato da un’ambulanza della Misericordia al Pronto soccorso. L’incidente è avvenuto mentre stava lavorando sullo scalo-casa al montaggio di un tsr, un treno per servizi regionali a due piani, destinato alle Ferrovie Nord di Milano. La fiancata del treno si è staccata per motivi che ancora non sono stati chiariti; lo dirà un’indagine che è stata aperta dall’azienda.
Due operai che erano di fianco sono stati sfiorati dalla grande lama, uno si è ferito alla spalla, l’altro si è fatto male nel tentativo di sollevare la lastra per salvare il collega. «Abbiamo sentito un boato e siamo accorsi tutti per tirarlo fuori» spiega un operaio nella sala d’attesa del Pronto soccorso mentre aspetta che il medico completi le analisi a Iozzelli. Nella sala d’aspetto ci sono la moglie e la figlia, la donna visibilmente scossa riesce solo a dire «gli fanno la tac, avrà le costole rotte...», ma non se la sente di aggiungere altro. C’è anche l’operaio che si è fatto male alla schiena, un ragazzo in tuta da lavoro, aspetta di essere visitato, gli occhi bassi, nessuna forza nemmeno per parlare.
Le reazioni. Franco Guassini, coordinatore Rsu, dice: «Oltre allo sciopero spontaneo siamo andati dal direttore del personale Salvatore Illiano, gli abbiamo spiegato quanti rischi ci sono in carpenteria, anche qualche mese fa era caduta una trave dall’alto in testa a un operaio».
«Situazione anche peggiore - continuano all’Rsu - nel reparto allestimento, con orari di lavoro disorganizzati, compresi quelli con i lavoratori dell’indotto». Aggiunge Guassini: «Ogni volta che ci sono dei tavoli sulla sicurezza con la direzione è sempre la solita storia, si prendono tanti impegni ma poi in pratica non succede niente».
Oggi, per protesta, in fabbrica ci saranno scioperi a scacchiera e il sindacato chiederà un incontro urgente con l’Asl.
Nicola Riva della Fiom ricorda: «La settimana scorsa ci sono stati altri due incidenti, uno è capitato ad un lavoratore di un’azienda dell’indotto fortunatamente senza gravi conseguenze. Sono indicativi di una situazione che deve essere monitorata con maggiore attenzione anche dagli organi ispettivi».
«Dobbiamo recuperare anche sindacalmente sul terreno della sicurezza - aggiunge - ma ricordiamo che la responsabilità della salute e della sicurezza spetta alle aziende e devono essere le aziende le prime a rispettarle». Quanto all’incidente di Iozzelli la Fiom precisa: «E’accaduto ad un lavoratore di Ansaldobreda, un lavoratore esperto. Non sono ancora chiare le dinamiche, quello che purtroppo è certo è che le sue condizioni non sono buone». Dure reazioni anche alla Confederazione unitaria di base: «Ci sentiamo dire che l’azienda sta facendo tutto il possibile per la sicurezza, e poi constatiamo che i lavoratori svolgono mansioni rischiose e con scarse tutele e l’Asl non controlla come dovrebbe». Poi aggiungono: «Insomma ora basta con le dichiarazioni, chiediamo un’indagine sull’accaduto e che i colpevoli, se ci sono, paghino».
Dispiaciuti e preoccupati anche il sindaco Renzo Berti e il presidente del consiglio comunale Marco Vettori che ieri si sono tenuti costantemente aggiornatati sulle condizioni dell’operaio.
Chiedono agli organi competenti di verificare la dinamica dell’incidente e ricordano poi che il «problema sicurezza è un tema prioritario per le istituzioni, così come detto nell’ultima conferenza dei sindaci alla presenza dell’Asl».


9 aprile 2008 - La Stampa

Dai soldi alla Chiesa Cattolica a quelli per le associazioni laiche le manovre del governo per trattenere i fondi
di FLAVIA AMABILE

Sono andata a guardare i dossier sull'otto per mille creati dall'Aduc. Se avete un po' di tempo dateci un'occhiata anche voi, la lettura è istruttiva. Chi vuole, può versare l'otto per mille del suo reddito allo Stato. L'ultimo dato disponibile vede un calo dello 0,64%,tendenza costante da sette anni con una perdita del 50%. Sarà anche banale, ma viene spontaneo interpretare queste cifre come un segnale della crescente sfiducia degli italiani nei confronti dello Stato e della politica. L'Aduc tira in ballo l'uso dissennato delle risorse da parte dello Stato. Nel 1999, ad esempio, un decreto legge stabiliva di trasferire i fondi a sostegno dell'intervento militar-umanitario nel Kosovo e in Macedonia. Pazienza se a donare l'Otto per mille allo Stato spesso sono laici, spesso anche pacifisti. Nel 2000 i fondi dell'Otto per mille sono serviti a finanziare la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace. Lo stesso nel 2001, quando al finanziamento alle missioni militari si aggiunse quello alle forze di polizia italiana in Albania. In realtà una certa confusione sembra endemica quando si parla di otto per mille. L'Aduc pubblica anche le cifre esatte delle scelte dei contribuenti. E si scopre ad esempio che negli euro versati allo Stato ci sono quasi 41 mila euro in più che non è chiaro da dove arrivino. E poi i quasi 9 milioni di euro ottenuti da Valdesi e Adi che sono finiti nel gran calderone delle spese generali, senza troppe cerimonie. Infine, l'ultima novità prevista nella Finanziaria 2008 che con il comma 3 dell'articolo 3 aumenta di 60 milioni di euro per il 2008 la quota destinata allo Stato.
E poi c'è il cinque per mille. La legge e in vigore da tre anni ma nessuno ha ricevuto ancora un centesimo, denuncia l'Usi-Rdb, il sindacato di base della ricerca. Oltre 14 milioni di contribuenti, 329 milioni di euro, tutti nelle casse dello Stato. I motivi: 'La struttura erariale insufficiente' afferma il sindacato, la carenza dei requisiti richiesti secondo l'Agenzia delle Entrate da parte di un bel gruppo di associazioni che si sono rivolte al Tar e addirittura l'assenza di coordinate bancarie da parte di molte associazioni a cui nessuno le ha mai richieste. Il governo ha promesso di provvedere a versare i soldi dovuto nel giro di qualche mese, le associazioni e le ong attendono con fiducia. Intanto solo da quest'anno è stato eliminato il tetto oltre il quale i soldi incassati venivano intascati dallo Stato e non dai beneficiari. Forse tutto questo spiega come mai siano sempre di meno gli italiani disposti ad affidare allo Stato i propri soldi e soprattutto la loro fiducia.


9 aprile 2008 - Tuscia web

Viterbo - Mercoledì 9 aprile convegno organizzato da la Sinistra l'Arcobaleno
Lavoro e precarietà

Riceviamo e pubblichiamo - Lavoro e precarietà. E’ su questi temi che la Sinistra, l’Arcobaleno organizza per mercoledì 9 aprile alle ore 18,30, presso la sala comunale di Palazzo Zelli, un’incontro con l’assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi. L’iniziativa sarà introdotta dai consiglieri comunali, Giuseppe Fonti e Federico Pasquinelli. Avremo modo di far conoscere le nostre proposte in materia di politica del lavoro, prima fra tutte l’abrogazione della legge 30. Abbiamo deciso di fare questa iniziativa perché vogliamo mettere al centro della discussione politica il lavoro e il suo valore. A differenza del Partito Democratico e del PdL noi vogliamo ribadire con forza che stiamo da una parte, quella delle lavoratrici e dei lavoratori, anche perché in questi ultimi 15 anni abbiamo assistito a un crescente impoverimento del lavoro dipendente che si è accompagnato ad una erosione di diritti e garanzie. I 5 morti sul lavoro che ogni giorno succedono in Italia ne sono il segno più eviedente. Sarà questa anche l’occasione per fare il punto sulla situazione della Vetralla Servizi, la società del Comune di Vetralla, che è al centro, ormai da mesi, del dibattito politico amministrativo della città.
Oltre agli esponenti politici regionali e locali hanno garantito la loro presenza, i lavoratori della Vetralla Servizi, Giovanbattista Martinelli, segretario generale della Cgil di Viterbo e Lino Rocchi della Rdb provinciale. Al dibattito interverrà anche l’assessore provinciale Giuseppe Picchiarelli, candidato alla Camera dei Deputati per la Sinistra, l’Arcobaleno.
Walter Mancini - a Sinistra, l’Arcobaleno


8 aprile 2008 - Apcom

LAVORO/CUB-SDL-COBAS VERSO SCIOPERO SU SALARI,PRECARI E SICUREZZA
Il 17 aprile assemblea nazionale per stilare calendario

Roma, 8 apr. (Apcom) - Cub, Sdl intercategoriale e Cobas annunciano una serie di iniziative, che culmineranno con lo sciopero generale, per porre all'attenzione della politica i problemi del salario, della democrazia sindacale, della sicurezza nei luoghi di lavoro e della precarietà. I sindacati di base si riuniranno il 17 aprile per stabilire la data dell'assemblea nazionale, che avrà il compito di stilare il calendario della mobilitazione.


8 aprile 2008 - Carta

Roma. Presidio davanti al commissariato per i 9 arrestati della Città della dignità

Roma - Alla conferenza stampa del Blocco precario metropolitano hanno partecipato, oltre agli occupanti di piazza San Marco e ai consiglieri regionali Anna Pizzo [indipendente Prc] e Beppe Mariani [Verdi], anche Action, Massimiliano Smeriglio, deputato Prc, e Fabio Nobile, consigliere comunale dei Comunisti italiani. I partecipanti stanno ora per spostarsi davanti al commissariato dove sono trattenuti i nove arrestati, che domani verranno giudicato per direttissima per resistenza aggravata. Una delegazione di autorità andrà a verificare le condizioni degli arrestati.
Domani a 12 ci sarà un incontro con il Prefetto di Roma mentre per le 17 è confermata l’assemblea cittadina in piazza San Marco.

Roma. 9 arresti alla Città della dignità per resistenza aggravata

Roma - I consiglieri regionali Anna Pizzo e Beppe Mariani hanno incontrato il questore questa mattina, dopo lo sgombero con cariche della Città della dignità, in piazza San Marco a Roma. Sono stati confermati i 9 arresti per resistenza aggravata e verranno giudicati domani per direttissima.
Questa mattina all’alba i poliziotti avrebbero chiesto agli occupanti del Blocco precario metropolitano di smontare la quarantina di tende installate in piazza San Marco e tenerne al massimo tre. La quarantina di persone che aveva passato la notte sul posto ha allora protesto e ci sarebbero stati qualche spintone. Quattro manifestanti hanno un referto medico e anche un poliziotto, che si è però slogato la caviglia. Secondo il questore, «il ministro dell’interno Amato è sempre stato ragionevole ma questa volta è intollerabile». Anche perché, la mancanza di copertura politica del Blocco precario metropolitano lo ha indebolito.
Intanto il presidente del quarto municipio alessandro Cardente ha fatto sapere che domani pubblicherà sul Corriere della Sera una lettera aperta ai costruttori romani per aprire un dialogo pubblico sulla casa.
A 12,30 è prevista una conferenza stampa del Blocco precario metropolitano.

Roma. Sgomberata all'alba la città della dignità

Roma - E’ stata sgomberata questa mattina la tendopoli allestita a Roma, in piazza San Marco, vicino al Campidoglio dal Blocco precario metropolitano. Alle 6 i poliziotti hanno ordinato agli occupanti di raccogliere le proprie cose e andarsene. Dopo poco però, spazientiti, hanno iniziato a fare piccole cariche. Una donna è stata ferita e portata via in ambulanza. Durante lo sgombero sono state fermate nove persone con l’accusa di occupazione del suolo pubblico e resistenza a pubblico ufficiale.
Sarebbe stato il Viminale a ordinare lo sgombero, contro l’opinione del Prefetto di Roma e del Commissario prefettizio di Roma.

I figli di Don Chisciotte
di Anna Pizzo

Roma - Non so se alle sette di questa mattina le quaranta tende appoggiate sul polveroso prato di piazza san Marco, proprio di fianco a palazzo Venezia, siano state prese a calci dalla polizia perché quelli che c’erano dentro l’avevano fatta troppo grossa, cercando di contrapporsi ai grandi costruttori romani e contemporaneamente all’inesorabile apparato elettorale che non fa prigionieri. Non lo so e non mi interessa. Ho sentito tante ragioni e tanti torti, nelle sei ore circa che ho passato a rincorrere prefetti e questori, commissari e rappresentanti politici, istituzioni e associazioni, ragioni e torti.
Non mi interessa perché domenica mattina, quando sono andata in via Ludovico Bragaglia, a due passi dal «monumento» alla modernità rappresentato dal centro commerciale Porta di Roma alla Bufalotta, ero piuttosto irritata con quelli del Blocco precario metropolitano che avevano occupato, seppure simbolicamente, appartamenti nuovi di zecca di uno dei tanti mega costruttori romani. Erano almeno quindici anni che a Roma non si «violava» la proprietà privata, ma la ragione della mia irritazione non era quella di aver trasgredito a un accordo non scritto. Era che fuori da quegli appartamenti di cinquantasette metri quadri, in palazzi né belli né brutti depositati nel deserto c’erano due umanità, molto contigue ma rese «nemiche» dalla disperazione: coloro che simbolicamente avevano inscenato l’occupazione per urlare la loro condizione e quelli che le case le stavano per acquistare, ipotecando il futuro a se stessi e ai loro figli, Due scommesse estreme, probabilmente ambedue destinate a perdere. Poi, man mano che la situazione si scioglieva e quando gli occupanti se ne sono andati in fila indiana e con le loro povere cose, e quando infine sono state tirate su quelle piccole tende a due passi da piazza Venezia, ho capito: erano i «Figli di Don Chisciotte» arrivati dalle sponde del Canal Saint Martin nel cuore di Parigi. E l’anno scorso nella città francese, oggi a Roma e poi ovunque, a fermarli non basteranno i sindaci, i commissari, i ministri, le elezioni del mondo intero.


8 aprile 2008 - Adnkronos

LAVORO: CUB SDL E COBAS, VERSO SCIOPERO GENERALE

Roma, 8 apr. (Adnkronos) - Si sono riunite oggi le organizzazioni sindacali Cub, SdL Intercategoriale e Confederazione Cobas per decidere le iniziative unitarie dei prossimi mesi. Secondo i sindacati non concertativo la condizione dei lavoratori, si legge nella nota, congiunta, ''richiede una forte iniziativa di lotta che ponga al centro le questioni piu' sentite dal mondo del lavoro e utilizzate strumentalmente durante la campagna elettorale da tutti gli schieramenti, quegli stessi cioe' che si sono alternati alla guida del Paese negli ultimi anni''. Salario, sicurezza nei luoghi di lavoro, democrazia e diritti sindacali per tutti, lotta alla precarieta', misure di sostegno al potere di acquisto di salari e pensioni, rilancio del ruolo del contratto nazionale, sottolineano Cub, Sdl e Cobas, ''sono i punti piu' rilevanti che saranno messi al centro delle iniziative di preparazione dello Sciopero generale''. Giovedi' 17 aprile, si legge nella nota, ''sara' stabilita la data di una grande Assemblea Nazionale di lavoratrici e lavoratori, di delegati e Rsu che lancera' il calendario delle mobilitazioni verso lo sciopero generale''.

ROMA: OCCUPANTI BUFALOTTA A PIAZZA VENEZIA, 9 FERMI DELLA POLIZIA

Roma, 8 apr. - (Adnkronos) - Nove persone che prendevano parte questa mattina alla protesta del Blocco Precario Metropolitano sull'emergenza casa a Roma sono state fermate e portate in questura con le accuse di di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I nove manifestanti sono stati fermati questa mattina dagli agenti durante lo sgombero della tendopoli che da ieri occupava piazza Venezia. La protesta era iniziata domenica con l'occupazione, nel quartiere della Bufalotta, di 190 appartamenti da parte di 400 persone, e ieri si era invece spostata nel pieno centro cittadino.

ROMA: SINISTRA ARCOBALENO, INACCETTABILE FERMO 9 OCCUPANTI BUFALOTTA
"A PIAZZA SAN MARCO MANTENIAMO PRESIDIO LEGITTIMO E DEMOCRATICO"

Roma, 8 apr. (Adnkronos) - «L'arresto di nove manifestanti che hanno preso parte al presidio in piazza San Marco, se la notizia fosse confermata, sarebbe a dir poco inaccettabile». È quanto affermano i consiglieri regionali della Sinistra arcobaleno Anna Pizzo e Peppe Mariani, al termine di un incontro con il Questore di Roma avvenuto dopo lo sgombero della tendopoli da parte delle forze dell'ordine. «Con il Questore abbiamo avuto un confronto pacato e ragionevole - hanno affermato i consiglieri - durante il quale ci sono state fornite ampie rassicurazioni. Il Questore, infatti, ha assunto l'impegno di gestire la protesta senza esasperare ulteriormente i toni e ha mostrato di aver compreso la condizione di estrema emergenza che ci si trova ad affrontare nonchè la gravità del problema casa, tutt'altro che marginale in questa città». «Abbiamo seguito la vicenda dell'occupazione fin dall'inizio - affermano Pizzo e Mariani - e siamo per questo convinti dell'alto valore simbolico della protesta del Blocco precario metropolitano, gestita, fin dall'inizio, con senso di responsabilità e disponibilità al dialogo. Apprezziamo l'intervento del presidente del IV municipio che ha contattato i costruttori romani per dare il via a un tavolo di trattativa che affronti concretamente il tema dell'emergenza abitativa e dell'edilizia residenziale pubblica». «Nel frattempo - concludono - manteniamo il presidio a piazza San Marco, che riteniamo legittimo e democratico, e sollecitiamo i nostri colleghi a fare lo stesso».

ROMA: D'ANGELI E MORGIA (SC), CRIMINALE REPRIMERE CHI RIVENDICA DIRITTO CASA
"QUESTA MATTINA POLIZIA HA ARRESTATO NOVE PERSONE"

Roma, 8 apr. - (Adnkronos) - «Questa mattina la polizia ha caricato violentemente una tendopoli organizzata a Piazza Venezia dal Blocco Precario Metropolitano per protestare contro lo sgombero altrettanto violento di 500 persone che avevano occupato un immobile sfitto alla Bufalotta». Lo dichiarano Flavia D'Angeli, candidata premier per Sinistra Critica, e Armando Morgia, candidato sindaco a Roma. «Oggi si è visto chi sono i veri criminali - hanno dichiarato - di fronte all'azione di lotta del Bpm la polizia ha risposto arrestando 9 persone e caricando violentemente donne, uomini e bambini che avevano allestito la tendopoli. Cosa altrettanto allarmante - continuano D'Angeli e Morgia - è stata la scelta di tutte le forze politiche, compresa la sinistra arcobaleno ,di prendere le distanze dalla legittima azione di lotta dando di fatto il via libera alla repressione della polizia. Sinistra Critica esprime solidarietà agli arrestati e ne chiede la immediata liberazione denunciando la collusione sempre più insostenibile tra chi governa questa città e la lobby dei palazzinari - concludono - Ci chiediamo se la nuova amministrazione voglia riservare questo trattamento a chi occupa casa rivendicando il diritto all'abitare».


8 aprile 2008 - Omniroma

BUFALOTTA, LEONARDI (RDB-CUB): «SOLIDARIETÀ A OCCUPANTI»

(OMNIROMA) Roma, 08 apr - «Totale solidarietà» da parte del Coordinatore nazionale Rdb-Cub Pierpaolo Leonardi «nei confronti delle famiglie in lotta per la casa violentemente sgomberate questa mattina a Roma». «Inaudito - dice in una nota Leopardi - che problemi sociali di così vasta portata come la casa e la precarietà vengano affrontati a colpi di manganelli e arresti. La spropositata azione di questa mattina a Roma da parte degli uomini del Viminale e della Questura fa balenare la possibilità che a pochi giorni dalle elezioni tutte le forze politiche in campo puntino a rassicurare i moderati sulla propria capacità di gestire col pugno di ferro le emergenze sociali. Le Rdb-Cub aderiranno alle iniziative decise dal Blocco Precario Metropolitano per rilanciare il diritto alla casa e a sostegno della liberazione degli arrestati».

BUFALOTTA, SGOMBERATA TENDOPOLI A PIAZZA SAN MARCO: 9 FERMATI

(OMNIROMA) Roma, 08 apr - È stata sgomberata stamani all'alba, da diverse decine di agenti delle forze dell'ordine, la tendopoli dei senza casa che ieri, dopo aver abbandonato l'occupazione a Bufalotta, avevano organizzato il presidio a piazza San Marco. Nove persone sono state fermate, la piazza è stata completamente liberata dalle tende. Alle 12 gli attivisti del Blocco Precario Metropolitano, organizzatore del presidio, terrà una conferenza stampa a piazza San Marco sull'accaduto.

BUFALOTTA, SC: «POLIZIA VIOLENTA, SOLIDARIETÀ AGLI ARRESTATI»

(OMNIROMA) Roma, 08 apr - «Questa mattina la polizia ha caricato violentemente una tendopoli organizzata a piazza Venezia dal Blocco precario metropolitano per protestare contro lo sgombero altrettanto violento di 500 persone che avevano occupato un immobile sfitto alla Bufalotta. Oggi si è visto chi sono i veri criminali». Lo hanno dichiarato in una nota Flavia D'Angeli e Armando Morgia di Sinistra Critica: «Di fronte all'azione di lotta del Blocco precario metropolitano la polizia ha risposto arrestando 9 persone e caricando violentemente donne, uomini e bambini che avevano allestito la tendopoli. Cosa altrettanto allarmante è stata la scelta di tutte le forze politiche, compresa la sinistra arcobaleno,di prendere le distanze dalla legittima azione di lotta dando di fatto il via libera alla repressione della polizia. Sinistra Critica esprime solidarietà agli arrestati e ne chiede la immediata liberazione. Ci chiediamo se la nuova amministrazione voglia riservare questo trattamento a chi occupa casa rivendicando il diritto all'abitare», concludono D'Angeli e Morgia.

LAZIODISU, RDB-CUB:SI RIAPRE POSSIBILITÀ STABILIZZAZIONE PRECARI

(OMNIROMA) Roma, 08 apr - «Ieri mattina una ventina di lavoratori precari e i delegati sindacali di Rdb-Cub di Laziodisu (l'ente per il diritto allo studio universitario del Lazio) hanno fatto irruzione nei locali in cui si teneva una seduta di contrattazione tra la direzione dell'ente e le organizzazioni sindacali per affermare il loro diritto alla stabilizzazione. I lavoratori sono titolari di un contratto, definito 'Cantiere scuola-lavorò (previsto dalla Legge regionale 29 del 1996) ed hanno effettuato un itinerario di selezione e adeguata formazione che avrebbe dovuto concludersi già dallo scorso anno con la vera e propria assunzione. Lo scorso anno ben due norme di Legge regionale (assestamento di bilancio e la Finanziaria regionale) hanno previsto le risorse - in parte già a carico della regione - per la definitiva stabilizzazione di tutti i cantieristi del Lazio. Alle norme di legge, che permetterebbero di stabilizzare circa 200 cantieristi in carico ai vari enti regionali, non è però conseguito un intervento positivo da parte degli uffici regionali». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «A seguito dell'irruzione dei lavoratori, sostenuta dalle Rdb-Cub - continua la nota - è stato però possibile raggiungere un primo accordo che prevede l'assunzione dei 20 cantieristi di Laziodisu, che dovrà essere perfezionato entro giovedì prossimo dopo il via libera da parte della Giunta Regionale». «Anche a Laziodisu, così come accaduto un mese fa all'Ardis (Agenzia per la Difesa del Suolo), è stato determinante l'intervento diretto dei lavoratori nella trattativa - dichiara Roberto Betti delle Rdb-Cub - L'accordicchio che è stato strappato ieri pomeriggio non rappresenta ancora una garanzia di assunzione e per questo i lavoratori hanno deciso di proseguire la mobilitazione», conclude il rappresentante sindacale. «Al fine di garantire il rispetto degli impegni assunti sia dal commissario straordinario e del direttore di Laziodisu, sia della Giunta regionale, giovedì mattina, presso la sede di via De Lollis, 24/b a partire dalle 2 i lavoratori daranno vita ad un presidio, finalizzato anche a sensibilizzare la cittadinanza sull'imminente trasformazione di Laziodisu in Ente pubblico economico».


8 aprile 2008 - Dire

CASA. RDB-CUB: INAUDITO USO MANGANELLI E ARRESTI

(DIRE) Roma, 8 apr. - "Totale solidarieta'" alle famiglie in lotta per la casa "violentemente sgomberate questa mattina a Roma" arriva da parte del coordinatore nazionale RdB-CUB, Pierpaolo Leonardi. "Inaudito che problemi sociali di cosi' vasta portata come la casa e la precarieta'- si legge in una nota- vengano affrontati a colpi di manganelli e arresti. La spropositata azione di questa mattina a Roma da parte degli uomini del Viminale e della Questura fa balenare la possibilita' che a pochi giorni dalle elezioni tutte le forze politiche in campo puntino a rassicurare i moderati sulla propria capacita' di gestire col pugno di ferro le emergenze sociali". Le RdB-CUB annunciano quindi che aderiranno alle iniziative decise dal Blocco Precario Metropolitano per rilanciare il diritto alla casa e a sostegno della liberazione degli arrestati.

CASA. RDB: ALLE 5.30 SGOMBERATA TENDOPOLI DI PIAZZA VENEZIA

(DIRE) Roma, 8 apr. - "E' stata sgomberata dalle forze dell'ordine alle 5.30 di questa mattina la tendopoli allestita dal gruppo di attivisti e cittadini senza casa che ieri, dopo aver tolto l'occupazione di un gruppo di palazzine della Bufalotta, si erano trasferite a manifestare in piazza Venezia". Lo fa sapere una nota del sindacato Rdb, che precisa: "Nel corso dello sgombero, che e' stato effettuato anche prendendo a calci le tende dei manifestanti, sono rimaste ferite alcune persone, fra cui una donna di 23 anni al quarto mese di gravidanza, e sono stati fermati 7 attivisti del movimento per la casa romano. Sui gravi fatti accaduti- conclude il comunicato- l'Asia-Rdb ha indetto una conferenza stampa che si terra' questa mattina in piazza San Marco alle 12".

ELEZIONI. USI/RDB: LAZIO HA PERSO UN SEGGIO AL SENATO

(DIRE) Roma, 8 apr. - Il Lazio perde un seggio al Senato in favore della Sardegna per colpa di un "disguido che si poteva evitare". Lo sostiene l'Usi/Rdb che si rifa' all'ultimo censimento. "Secondo la Costituzione- si legge un una nota- la ripartizione dei seggi per le elezioni politiche avviene in proporzione alla popolazione risultante dall'ultimo Censimento. A seguito di uno studio di Usi/Rdb (disponibile nella pagina "Inchieste" su www.usirdbricerca.it), i dati censuari, relativi al 2001 e pubblicati nel 2003, sono stati contestati, in particolare per la citta' di Roma, tanto da portare l'Istat a rivedere, nel settembre scorso, in aumento di 155mila unita' la popolazione della capitale". Per l'Usi/Rdb "e' singolare che tale rettifica non abbia modificato i dati apparsi nel Dpcm 2 aprile 2003, con il quale e' stata resa nota la popolazione legale. Tra le conseguenze di tale clamoroso "abbaglio" vi e' la penalizzazione del Lazio, che si e' visto assegnare dal ministero dell'Interno 27 anziche' 28 seggi senatoriali, a beneficio della Sardegna (da 8 a 9). Che succedera' se il seggio ballerino tolto al Lazio dovesse risultare determinante per la maggioranza al Senato? Uno spiacevole disguido che si sarebbe potuto evitare se i responsabili avessero dato seguito alla richiesta di correzione ex tunc avanzata da Usi/Rdb. L'unica ad aver tratto vantaggio- conclude la nota- e' stata finora la Regione Lazio che si e' visto riconosciuto l'adeguamento del rimborso da parte del Servizio sanitario".


8 aprile 2008 - Amisnet

Casa: arrestati 9 attivisti per la casa
di Valentina Vella

Roma - Sono stati tramutati in arresto per lesioni e resistenza i 9 fermi effettuati stamattina dalle forze dell’ordine a danno di alcuni attivisti per la casa che per protesta avevano allestito una tendopoli a Piazza S. Marco per denunciare l’emergenza casa nella Capitale. Un’emergenza che ha lasciato migliaia di persone senza casa e piene di debiti.
Alle ore 5:30 del mattino, le forze dell’ordine hanno sgomberato con violenza i circa 60 occupanti che avevano allestito la tendopoli, dopo che i giorni precdenti i movimenti per la casa, tra cui il blocco precario metropolitano e l’ASIA Rdb, avevano occupato simbolicamente un gruppo di palazzine nel quartiere romano della Bufalotta. L’occupazione era stata abbandonata per venire incontro alle esigenze dei proprietari che avevano acquistato con difficoltà quegli immobili. E’ seguito dunque lo spostamento a Piazza Venezia.
Nella mattinata, appunto, le forze dell’ordine hanno proceduto alle sgombero, ferendo alcune persone adesso in ospedale, tra cui una 23enne incinta, ed effettuando dei fermi, adesso diventati arresti. Ha seguito una conferenza stampa, mentre adesso è in corso un corteo spontaneo dove la situazione sembrerebbe essere molto tesa.


8 aprile 2008 - Adnkronos

ROMA: OCCUPANTI BUFALOTTA A PIAZZA VENEZIA, 9 FERMI DELLA POLIZIA

Roma, 8 apr. - (Adnkronos) - Nove persone che prendevano parte questa mattina alla protesta del Blocco Precario Metropolitano sull'emergenza casa a Roma sono state fermate e portate in questura con le accuse di di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. I nove manifestanti sono stati fermati questa mattina dagli agenti durante lo sgombero della tendopoli che da ieri occupava piazza Venezia. La protesta era iniziata domenica con l'occupazione, nel quartiere della Bufalotta, di 190 appartamenti da parte di 400 persone, e ieri si era invece spostata nel pieno centro cittadino.


8 aprile 2008 - Il Messaggero.it

Casa, sgomberata tendopoli piazza San Marco: la polizia ferma nove persone
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ROMA - Decine di agenti della Polizia di Stato hanno sgomberato questa mattina all'alba la tendopoli dei senza casa che ieri, dopo aver abbandonato l'occupazione a Bufalotta, avevano organizzato il presidio a piazza San Marco. Nove persone sono state fermate, mentre la piazza è stata completamente liberata dall'accampamento di tende. Gli agenti erano intervenuti per sorvegliare le operazioni di sgombero durante le quali ci sono stati momenti di tensione. Tre poliziotti sono rimasti leggermente feriti e 9 le persone fermate.Alle 12 gli attivisti del Blocco Precario Metropolitano, organizzatore del presidio, ha annunciato una conferenza stampa sull'accaduto.


8 aprile 2008 - Omniroma

BUFALOTTA, SGOMBERATA TENDOPOLI A PIAZZA SAN MARCO: 9 FERMATI

(OMNIROMA) Roma, 08 apr - È stata sgomberata stamani all'alba, da diverse decine di agenti delle forze dell'ordine, la tendopoli dei senza casa che ieri, dopo aver abbandonato l'occupazione a Bufalotta, avevano organizzato il presidio a piazza San Marco. Nove persone sono state fermate, la piazza è stata completamente liberata dalle tende. Alle 12 gli attivisti del Blocco Precario Metropolitano, organizzatore del presidio, terrà una conferenza stampa a piazza San Marco sull'accaduto.


8 aprile 2008 - Romauno

Emergenza casa: sgomberata la tendopoli a piazza Venezia

GUARDA IL VIDEO

Roma - E’ stata sgomberata dalle forze dell’ordine alle 5.30 di questa mattina la tendopoli allestita dal gruppo di attivisti e cittadini senza casa che ieri, dopo aver totlo l’occupazione in un gruppo di palazzine alla Bufalotta, si erano traferite a manifestare a piazza Venezia. La polizia ha fermato 9 persone, le cui posizioni sono ora al vaglio.


8 aprile 2008 - Ami

Continua la protesta degli occupanti della Bufalotta
L'emergenza casa è nella periferia romana
Sgomberato all’alba dalla polizia il presidio organizzato al centro di Roma da centinaia di senza casa: scontri, feriti e nove arrestati tra i manifestanti. Prevista per domani la scarcerazione in attesa del processo. Via libera alla ripresa della protesta pacifica. Solidarietà da diversi esponenti politici della sinistra: «In qualche modo la politica ha una responsabilità».
di valerio perogio

Roma - Prosegue in piazza San Marco a Roma il presidio permanente di centinaia dei senza casa, dopo lo sgombero effettuato all’alba di martedì dalle forze dell’ordine. I dimostranti si erano accampati nel piazzale antistante il monumento al Vittoriano dalla serata di domenica, dopo aver abbandonato domenica l’occupazione di uno stabile nel quartiere Bufalotta, alla periferia nord di Roma. Intorno alle 5.30 di questa mattina la polizia ha fatto irruzione nell’accampamento di tende stabilito nel piazzale antistante il monumento al Vittoriano, ma l’azione è degenerata in disordini e scontri: diversi i feriti, tra cui una ragazza di 23 anni al quarto mese di gravidanza e, hanno riportato le testimonianze, una bambina ora ricoverata in ospedale, mentre tre agenti sono rimasti feriti lievemente. Nell’occasione sono state arrestate nove persone con l’accusa di resistenza aggravata e lesioni, decisione che ha indotto gli occupanti a convocare una conferenza stampa e a spostarsi successivamente fuori la sede del commissariato Trevi, dal quale sarebbe partito l’ordine di sgombero, per un sit-in di protesta. «Con 250 mila case sfitte a Roma, la soluzione più semplice individuata dalla politica è la costruzione di centinaia di migliaia nuovi alloggi», «noi chiediamo solo una casa, che è un nostro diritto, e loro ci mandano la polizia» sono le frasi più ripetute dalla folla. Diversi i rappresentanti della politica locale, soprattutto della sinistra, presenti a testimoniare il loro sostegno. «Massima solidarietà ai nove occupanti arrestati» da parte di Massimo Smeriglio, segretario della Federazione romana di Rifondazione Comunista, che aveva già espresso «soddisfazione per il senso di responsabilità dimostrato dagli occupanti della Bufalotta», nell’organizzare un presidio pacifico dopo aver receduto dall’occupazione, definita «un errore drammatico»: «C’è un’evidente sproporzione tra la mobilitazione dei senza casa e gli arresti effettuati», ha aggiunto Smeriglio, «l’emergenza abitativa è un problema sociale e politico, che non può essere trasformato in una questione di ordine pubblico». Forti l’ipotesi di una strumentalizzazione politica nell’ambito della campagna elettorale amministrativa: «Roma non vedeva nove arresti su un problema sociale come questo da trenta o quaranta anni, il fatto è gravissimo… In qualche modo la politica ha una responsabilità» ha detto Peppe Mariani, consigliere regionale del Lazio per la Sinistra Arcobaleno. Una risposta immediata, ha riportato la consigliera regionale di Sinistra Arcobaleno Anna Pizzo, è stata chiesta alla Regione: «Abbiamo fatto un comunicato in cui sollecitiamo la regione Lazio, che ha dei compiti forti da questo punto di vista, a farsi carico di questa questione». Trasferitisi fuori il commissariato, i dimostranti hanno sostato davanti ad uno schieramento di agenti in tenuta anti-sommossa posti a controllo dell’ingresso, indirizzando contro di loro proteste e cori. I rappresentanti politici hanno quindi ottenuto un colloquio con le autorità per chiarire la posizione dei fermati e accertarsi delle loro condizioni. All’uscita hanno rassicurato la folla in attesa, dichiarando che «i fermati sono tutti insieme e stanno bene, non hanno subito violenze e hanno acqua e cibo». Concesso infine il via libera al proseguimento del presidio in piazza San Marco. In programma per domani il pronunciamento del giudice sulla vicenda, prevista la scarcerazione immediata in previsione del processo. Inoltre, una delegazione dei senza casa incontrerà alle 12 il prefetto di Roma Carlo Mosca.


8 aprile 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 13 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Clamoroso: sulla testa fasciata del Cnr cade una tegola da 2 milioni di euro
* Mala gestio spesso linfa dell'antipolitica
* Rinnovo contrattuale, si decide in due giorni
* Precariato, servono risposte concrete
* Statistiche e elezioni: il Lazio perde un seggio
* Quando l'essere non è e il non essere è
* Una consulenza non si nega a nessuno
* I nuovi requisiti per i co.co.co. degli enti pubblici
* Asi: contratto scaduto ma l'Agenzia è inerte


8 aprile 2008 - EPolis Roma

L'emergenza. Domenica hanno occupato due palazzine, ieri hanno montato una tendopoli in centro
Dalla Bufalotta a piazza Venezia prosegue la lotta dei senza casa
In mattinata da via Bragaglia è partita la carovana diretta sotto la Prefettura
di Marta Rossi
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Roma - Alla fine, le 400 famiglie che da ieri presidiavano le palazzine alla Bufalotta, hanno lasciato via Ludovico Bragaglia. Sull'altro lato del marciapiede, alcuni dei proprietari degli appartamenti sono lì che guardano quella fila interminabile di precari lasciare le loro case. La carovana, però, non si disperde dopo la Bufalotta. "Noi non siamo contro coloro che si sono sobbarcati mutui pesanti per questi 190 appartamenti che sono di piccolo taglio e grande costo - spiega Paolo Di Vetta, del Blocco precario metropolitano -. Noi lo capiamo e abbiamo deciso di lasciare l’occupazione. Ma proseguiamo la nostra lotta. Seguiranno altri picchetti di questo tipo: i costruttori dovranno mettere le telecamere e la polizia ad ogni nuova costruzione perché noi ce le andremo a prendere. Il nostro obiettivo è che il governo destini il 15 per cento delle nuove case all’emergenza abitativa". La lotta continua, dunque, e il terreno su cui combattere è quello del centro: da via Bragaglia, i precari si sono spostati a piazza San Marco e a piazza Santi Apostoli, dove, dopo aver bloccato il traffico, hanno messo in piedi una tendopoli. Il Prefetto, da Milano, ha fatto sapere che intende incontrarli, forse già oggi. "È stato un errore drammatico. L'emergenza casa a Roma è un problema spaventoso ma un’occupazione in quel modo è discutibile perchè riguarda la proprietà privata individuale di chi con tanta fatica cerca di comprarsi una casa", commenta Massimiliano Smeriglio, segretario romano del Prc. Si tratta "dell'ultimo esempio di campagna elettorale propagandistica e di una situazione che di per sé paralizza qualsiasi attività imprenditoriale", ribatte Alemanno, e l'occupazione "lascia dietro di sé un’ombra scura che non può essere ignorata. Ci sono nella nostra città aree di illegalità politica che vengono tollerate e coperte dentro lo schieramento del centrosinistra". Esprime, invece, "massima solidarietà" Peppe Mariani, consigliere regionale della Sinistra Arcobaleno. "In un momento come questo - dice - caratterizzato da una campagna elettorale che non affronta i problemi delle persone e che, quando lo fa, propone false soluzioni utili solo ad attirare il voto degli elettori, l'occupazione di domenica ci spinge a ricordare che l’emergenza abitativa nella città di Roma è tutt'altro che risolta". "Roma non può assolutamente tollerare occupazioni illegali di case - dice Luciano Ciocchetti, candidato Udc -. È una prassi che in questi anni, causa un’amministrazione comunale convivente con la sinistra estrema e radicale, si è andata consolidando per l’assenza di fermezza e la mancata applicazione delle regole dell’ex sindaco Veltroni". "Quanto accaduto alla Bufalotta dimostra quello che la sinistra ha tollerato, generando una illegalità diffusa nella città", dice invece Alfredo Antoniozzi, candidato Pdl alla Provincia.

Arriva la condanna dell'Acer «Problema per gli investitori»

Il presidente. "Ciò che è avvenuto ieri è di una gravità estrema: vedere il principio di legalità calpestato, abitazioni private occupate in maniera violenta e senza alcun diritto preoccupa molto per il prosieguo di qualsiasi attività economica". Lo ha detto il presidente dell'Associazione costruttori edili di Roma e provincia Giancarlo Cremonesi. Secondo Cremonesi, quello delle occupazioni illegali è un "messaggio sbagliato anche per gli stranieri che ci penseranno bene prima di venire ad investire un solo euro nella città di Roma".

Reazioni. «Ci hanno chiamato capitalisti, ma noi abbiamo comprato con tanti sacrifici»
Proprietari sollevati «Non ci sono danni»

Domenica mattina doveva essere la vigilia di una firma importante, di quelle che cambiano la vita. Il rogito pronto, i mobili pure, per qualcuno anche il matrimonio alle porte. La sveglia dei 19? proprietari degli appartamenti di via Bragaglia, però, non è stata buona: qualcuno li ha chiamati per avvertirli che le loro case nuove erano state occupate. Sono arrivati a decine, preoccupati per la sorte degli appartamenti nuovi di zecca e hanno aspettato sul marciapiede davanti alle palazzine nuove e linde, con la piscina al centro del cortile pronta a essere riempita, che la situazione si evolvesse, magari che i precari lasciassero le case. Hanno provato a mediare, con l?aiuto dell'ex assessore ai Lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro, per riavere i loro appartamenti. C'è stato qualche momento di tensione e a placarlo non sono bastate le rassicurazioni degli esponenti del movimento di lotta. Ieri mattina, poi, sono tornati sul marciapiede, un osservatorio privilegiato per monitorare la situazione. "Le persone lavorano per anni per acquistare una casa e non è giusto che gli altri spazzino via in poche ore tutti i sacrifici e le rinunce che si sono fatte per una vita". ha detto un’anziana donna proprietaria di un appartamento. "Ho saputo dell’occupazione per puro caso - ha detto uno dei proprietari - ci hanno chiamato capitalisti invece noi abbiamo comprato queste case con molti sacrifici. Spero che non siano stati compiuti danni all’interno". Un altro prossimo inquilino, Cristiano Formiconi, ha detto che "fortunatamente è stata una manifestazione pacifica, i danni sono pochi e di lieve entità, una volta viste le case abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo". Mentre le auto e i camion sfilano verso piazza Venezia, alcuni dei proprietari aspettano che entri la ditta di pulizie. Il rogito, i mobili e il matrimonio non possono aspettare.(M.R.)


8 aprile 2008 - Il Messaggero

Roma. L’occupazione delle palazzine della Bufalotta finisce in Procura...
di DAVIDE DESARIO

Roma - L’occupazione delle palazzine della Bufalotta finisce in Procura. Ieri pomeriggio, infatti, la magistratura ha avviato un’indagine preliminare sull'irruzione che circa 800 persone, riunite sotto il nome di Blocco Precario Metropolitano, hanno effettuato all’alba di domenica in via Ludovico Bragaglia in un complesso di proprietà della società Santarelli costruzioni.
Il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, ha chiesto ufficialmente alla questura un rapporto dettagliato su quanto avvenuto tra domenica e ieri nel IV municipio. Un dossier che servirà ai magistrati per formulare le accuse ai responsabili di quello che può sembrare un "fuocherello" ma che rischia di espandersi e "bruciare" pericolosamente. Basta guardare la "fotografia" della Capitale: le occupazioni più grandi sono 25 (vedi grafico accanto). Ma non solo. Alla Bufalotta sono entrati in azione professionisti dell’occupazione immobiliare, strutture organizzatissime in grado di muovere in poche ore 800 persone sparse per Roma. Un elemento che non può essere sottovalutato: il rischio che si possa tornare ai movimenti degli anni Settanta, secondo alcuni investigatori, è tutt’altro che remoto. Al momento, comunque, i reati ipotizzabili sulla base delle notizie di stampa, sono l'occupazione di stabile e la violazione di domicilio. Ma, eventuali effrazioni di serrature e altre operazioni di scasso, se documentate e riportate nell’informativa della questura, consentiranno ai magistrati di ipotizzare altri reati più gravi.
La questura, in realtà, era già a lavoro da domenica mattina. Anche se nessuno è intervenuto per impedire l’occupazione, gli investigatori della Digos, su un’auto civetta, hanno ripreso tutto con le telecamere: volti, macchine, movimenti e quei tabulati grazie ai quali si gestivano gli ingressi nel complesso occupato. E lo stesso hanno fatto ieri seguendo il corteo di auto con le targhe coperte, il sit-in di piazza San Marco, la protesta davanti alla prefettura in piazza Santi Apostoli.
Volti che, nella maggior parte dei casi, sono già diventati nomi e cognomi che andranno ad aggiungersi ai dossier che gli investigatori stanno mettendo a punto da almeno cinque anni, da quando nell’estate del 2002 è nata Action, un’agenzia, legata all’estrema sinistra, che ha organizzato e guidato l’occupazione di numerosi stabili a Roma con l’appoggio, tutt’altro che velato di partiti e istituzioni. Prima tra tutti Rifondazione Comunista che ha candidato i suoi leader e continua candidarli. Poi lo stesso Comune di Roma che dopo aver tolto la delega alla Partecipazione al consigliere comunale Nunzio D’Erme (responsabile di aver gettato letame davanti alla residenza di Silvio Berlusconi) l’ha concessa proprio ad Action. Senza dimenticare le dichiarazioni choc dell’ex prefetto di Roma Achille Serra (oggi candidato Pd al Senato) che a gennaio del 2006 arrivò a ipotizzare «la strada delle requisizioni» (seppur con indennizzo dei proprietari) per risolvere l’emergenza-casa. E l’occupazione della Bufalotta è figlia di questo quinquennio di attività di Action: anche se alla Bufalotta si sono firmati Blocco Precario Metropolitano, i leader sono esponenti di As.i.a. Rdb, l’associazione inquilini e assegnatari nata dalla frangia più estrema di Action. Una costola che si è staccata ma senza andare troppo lontano. Non è certo un caso che domenica pomeriggio all’incontro che gli occupanti hanno ottenuto in Campidoglio con il vicecapo di Gabinetto Luca Odevaine si è rivisto Guido Lutrario, uno dei massimi esponenti di Action fino a qualche anno insieme a Nunzio D’Erme e Andrea Alzetta. Già quell’Alzetta meglio noto come Tarzan che oggi è candidato nelle liste della Sinistra Arcobaleno. I suoi manifesti elettorali parlano chiaro: «Occupare case è reato? Ma Tarzan lo fa».

Roma. Smobilitato, ieri, il presidio degli ottocento occupanti alla Bufalotta...

Roma - Smobilitato, ieri, il presidio degli ottocento occupanti alla Bufalotta. Ma sul blitz nelle palazzine residenziali di via Bragaglia la Procura di Roma ha già avviato i preliminari di un’inchiesta. Sulle tavole dei magistrati di piazzale Clodio sta per piombare il dossier elaborato dagli agenti della Digos con le informative sui nomi, i volti e le modalità dell’occupazione. Fascicolo corredato di foto e filmati ripresi dai poliziotti in borghese dell’Investigativa appostati nei dintorni del complesso immobiliare. I nuclei del Blocco Precario Metropolitano da ieri pomeriggio sono accampati con le loro tende nei giardini di piazza San Marco, nei pressi di piazza Venezia. Attendono un incontro col prefetto Carlo Mosca che, per ora, è stato rimandato. È giallo, invece, su un episodio che ha fatto scattare su tutte le furie i legittimi proprietari delle case: l’arrivo nella serata di domenica di un furgoncino della Protezione Civile carico di bevande e cibo per gli occupanti. "Missione" che la direzione della Protezione Civile afferma di non avere mai autorizzato.

Roma. Acqua, latte, qualche confezione di mozzarella...
di ALESSIA MARANI

Roma - Acqua, latte, qualche confezione di mozzarella e persino il salmone. Ore 21 di domenica: a rifocillare gli occupanti della Bufalotta ci pensa la Protezione civile. Volontari che alla guida di un furgone bianco si fermano per qualche minuto fuori dal complesso di via Bragaglia, pronti a distribuire pasti caldi e bevande. «Li abbiamo dovuti allontanare noi - racconta Alessandro, uno dei duecento acquirenti degli appartamenti di proprietà privata alla Bufalotta presidiati per 28 ore, fino a ieri, dal Blocco Precario Metropolitano - quando ci siamo accorti di quel camioncino pagato coi nostri contributi, non ci abbiamo visto più. Sono andato personalmente a parlare con gli organizzatori. Loro ci hanno assicurato da subito che non avrebbero toccato le nostre case: ok. Ma quel mezzo là davanti, con tutti noi fuori infreddoliti e preoccupati, ci è sembrato un vero affronto». Il furgone gira l’angolo, sparisce. «Ma dopo nemmeno venti minuti - dice ancora Fiorenza G. - arriva una macchina civile stracolma dello stesso ben di Dio». Agli ottocento occupanti i "volontari" distribuiscono le bottiglie d’acqua, il latte, il formaggio e il salmone. «Aspettavamo le coperte - spiega una donna che ha passato la notte nel complesso occupato - ma quelle non ce le hanno portate». Sulla fiancata del Ford bianco vecchio modello è scritto in stampatello "Regione Lazio Protezione Civile, Colonna Mobile Volontariato". Ma chi lo ha realmente chiamato e fatto venire sul posto? Un mistero. Perché Maurizio Pucci, direttore della Protezione Civile Lazio assicura che nessuno, nè dalla Regione, nè dal Comune, ha mai autorizzato la "missione" alla Bufalotta. E aggiunge: «Se ad agire è stata qualche associazione iscritta al nostro albo regionale, lo ha fatto di propria iniziativa e verrà immediatamente cancellata».
Quelli dell’occupazione alle 13,30 di ieri hanno smobilitato tende e materassi dai cortili e dai piani terra del complesso Aglaia di proprietà della "Santarelli Costruzioni" per andare a manifestare sotto le finestre del Prefetto Carlo Mosca, in via IV Novembre. Quindi si sono accampati nei giardini di piazza San Marco, a due passi da piazza Venezia dove è in programma per domani un’assemblea. «Abbiamo lasciato via Bragaglia con la garanzia di essere ricevuti dal prefetto», dice Paolo Di Vetta, del Blocco dei Precari, una sorta di joint-venture tra fuoriusciti di Action, comitati di Lotta per la Casa e attivisti dell’As.i.a., l’Associazione inquilini e assegnatari legata al sindacato di base Rdb. Ma il Prefetto non li ha ricevuti. Mosca in serata ha fatto sapere di essere a Milano, che l’incontro, dunque, è rimandato.
Nella mattinata alla Bufalotta gli animi erani stati tesi. Dopo la mediazione coi rappresentanti del IV Municipio e del Campidoglio, gli occupanti hanno raccolto le loro cose e uno dopo l’altro hanno lasciato il presidio sfilando sotto gli occhi dei futuri proprietari. Hanno caricato le auto coi loro fagotti, i sacchi a pelo e i gruppi elettrogeni, coperto le targhe con un foglio con sopra scritto "la città della dignità" e suonando i clacson si sono diretti a Palazzo Valentini. Tutt’intorno il cordone dei carabinieri, ieri presenti in maniera massiccia.
In via Bragaglia, invece, va in scena la prima, inattesa, "assemblea di condominio". Andrea Radicchi, rappresentante della società intermediaria per la vendita degli immobili, richiama alla calma i futuri inquilini accalcati nell’androne. «Signori, vi prego - incalza Radicchi - aspettate che i responsabili di cantiere e i tecnici visionino lo stato dei luoghi, poi potrete entrare». Vogliono sincerarsi che le loro case siano integre. Negli appartamenti al pianterreno della palazzina lato Sud, aperti perché fossero usati come gabinetti, non ci sono danni. Ma la paura a via Bragaglia resta. Nell’androne si affaccia un manipolo di extracomunitari. Sono gli stessi che la notte prima avevano provato a entrare nell’occupazione. Erano stati respinti, però, dagli stessi organizzatori. Alla loro vista, i proprietari vanno su tutte le furie, qualcuno li spintona per ricacciarli indietro. Intervengono i carabinieri. Gli stranieri se ne vanno.
«Chi ci assicura - dice Gabriele, padre di un bambino di 9 mesi, acquirente di una casa al secondo piano - che non tornino? O addirittura che arrivi qualcun altro? Se necessario, porteremo le brande e dormiremo qui». Da ieri, intanto, a presidiare le case sono stati messi vigilantes armati.

AVEZZANO. Dieci anni vissuti nella precarietà...
di LUIGI RICCIARDI

AVEZZANO - Dieci anni vissuti nella precarietà. Dieci anni di lotta per cercare di ottenere un posto di lavoro stabile che invece si vedono rinnovare ogni sei mesi. Oggi non ne possono più: il 30 aprile scade di nuovo il loro contratto semestrale. E ancora una volta scendono in piazza per manifestare la loro rabbia. Ma soprattutto per sollecitare gli organi preposti ad adottare i necessari atti. Sono i co.co.co. della Asl di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro (quelli cioè che forniscono una collaborazione coordinata e continuativa) che ieri hanno tappezzato il recinto esterno della palazzina della sede legale di via XX Settembre di striscioni sui quali esprimono tutta la loro disperazione. «Chiediamo che la Asl avvii subito le procedure di stabilizzazione per i lavoratori precari dell’azienda» dichiara Giuseppe Gentile, rappresentante regionale del sindacato Rdb (Rappresentanze sindacali di base). «La nostra non è una richiesta campata in aria - precisa - dal momento che sia la finanziaria nazionale che quella regionale permettono alle Aziende sanitarie locali di assumere personale precario». Una categoria di lavoratori che è ormai stufa di aspettare perchè si sente presa in giro, illusa, sfiduciata. E i co.co.co della Asl minacciano di bloccare i servizi ai quali sono preposti. «Se la nostra richiesta non verrà esaudita - aggiunge Gentile - bloccheremo a oltranza i servizi 118, prenotazione cup e cassa ticket sia ad Avezzano che a Sulmona e a Castel di Sangro». Gli stessi lavoratori non riescono a comprendere come, nonostante i proclami che provengono, soprattutto in questo periodo elettorale, dai vari personaggi politici, ancora non si faccia nulla per loro. «E dal momento che è la politica stessa, sia di destra che di sinistra, a porre tra i problemi prioritari da risolvere proprio la sistemazione definitiva dei precari, non riusciamo a capire perché non si dia pratica attuazione al processo di stabilizzazione di detti lavoratori» osserva sconsolato. Ma deciso fino in fondo a portare avanti la sua dura battaglia in favore dei co.co.co. Che proprio oggi si recheranno a Pescara, all’assessorato regionale alla Sanità, per chiedere l’attuazione del piano di stabilizzazione.


8 aprile 2008 - Il Manifesto

Esplode il dramma casa 430 famiglie occupano
Ceto medio L'iniziativa trasformata in presidio. Faccia a faccia tra i lavoratori flessibili che non possono permettersi casa e chi la compra. Ma con difficoltà
di Francesco Piccioni

Roma - Esplode l'emergenza casa. Se a Napoli 150 sfrattati occupano da venerdì una basilica (ieri sera sembrava essere stata individuata una soluzione), a Roma domenica 430 famiglie hanno occupato simbolicamente una serie di palazzine del gruppo Santerelli, costruttore romano della nuova generazione. Poi, ieri, hanno abbandonato le case per sciamare con un corteo di macchine fino a piazza Venezia, dove hanno montato le tende in attesa di essere ricevuti dal Commissario che regge il Comune di Roma in attesa del nuovo sindaco.
In quest'ultimo caso gli appartamenti erano giù stati pre-venduti, contro il versamento di una caparra, e i media padronali hanno subito gridato alla «guerra tra poveri» e all'assenza di repressione. Soprattutto Il Messaggero, foglio in mano a Caltagirone, palazzinaro di lungo corso democristiano. Ma l'iniziativa - messa in atto dalle sigle a sinistra della Sinistra Arcobaleno - ha anche creato qualche malinteso in una campagna elettorale in cui la coalizione pro Rutelli fatica a vincere. Il segretario romano di Rifondazione Smeriglio ha prima parlato di una «occupazione sbagliata perché mette i poveri contro i poveri» e poi ha plaudito al «senso di responsabilità» degli organizzatori che hanno trasformato l'occupazione in presidio.
In realtà, soltanto «i poveri» sembra riescano a capire i problemi di quelli come loro, anche se appena meno in difficoltà. Così gli occupanti della Bufalotta, organizzati nel Blocco precario metropolitano, si sono limitati a presidiare le palazzine, dormendo la prima notte sotto le tende; senza entrare negli appartamenti per non rovinarli. Sono case da «dormitorio elegante», a pochi passi dal megacentro commerciale Porta di Roma, col barbecue sul balcone e la piscinetta condominiale. Un compromesso stile «vorrei, ma non posso» per impiegati destinati nel weekend a restare prigionieri nella loro casa, senza o quasi collegamenti con la città. Ci vogliono comunque 300.000 euro per 60-70 metri quadri.
L'occupazione, spiegano gli organizzatori, non ha lo scopo di «prendersi» le case altrui, ma porre con forza il problema dell'edilizia residenziale pubblica, ormai dismessa, come unica soluzione praticabile per tutte quelle fasce sociali impossibilitate a entrare nel mercato dell'affitto o dell'acquisto. «Non vogliamo vivere nelle new town (quelle cui allude un Berlusconi, ndr); sosteniamo la riqualificazione dei quartieri esistenti, il riutilizzo del patrimonio sfitto e la valorizzazione di ciò che non è usato o abbandonato».
Erano anni che le occupazioni non prendevano di petto i palazzinari. Anni di ritiro in istituti scolastici abbandonati, con una popolazione fatta soprattutto di immigrati e senza tetto. Il dato che balza agli occhi con questa occupazione è che si tratta quasi soltanto di famiglie italiane. Ci sono alcuni nuclei subshariani, un paio di rumeni, qualche magrebino. Ma il 90% è fatto di nostri vicini di casa che sono stati triturati dalla precarietà. «Coppie giovani», donne sole con figli, famiglie intere; alla base c'è sempre un reddito che non può reggere le «sfide del mercato». C'è persino chi ci ha provato, a compare casa; ma è stato schiantato dal rialzo dei tassi di interesse e se l'è vista pignorare. Due ragazzi sui 30 anni, con un bambino di un anno, lui spiega: «Prendo 1.000 euro al mese, a tempo determinato in una ditta di pulizie. Ogni sei mesi vengo liquidato e riassunto. Io lavoro da quando ho 14 anni, ho smesso di studiare dopo le medie». Altri due, qualche anno di più, hanno un secondo figlio in arrivo. Lui elettricista, contratti di sei mesi per «imprese» che hanno i subappalti anche dai ministeri. Lei è ragioniera, ha lavorato per un commercialista; poi è rimasta incinta e «a spasso». Una coppia rumena atipica è in Italia da sei anni, documenti regolari; lei colf a singhiozzo, lui un musicista, qualche volta ingaggiato per cantare nei matrimoni dei connazionali. «Siamo stati in affitto da zingari serbi, in una roulotte; poi lo sgombero». Da allora un po' in affitto, fino allo sfratto, oppure da amici. Provano anche questa soluzione. La ragazza africana ha addirittura un marito italiano, conosciuto laggiù ma che si rifiuta di lavorare. E' costretta a conviverci ancora, nonostante litigi e botte: «Devo trovare una soluzione». Lavora, naturalmente. E naturalmente in una «cooperativa» di quelle finte, che non sai neppure chi le gestisce davvero.
C'è la separata, sfrattata perché il padre di sua figlia ha smesso di pagare l'affitto («e dire che aveva giurato di non mandare la figlia sotto i ponti»). Ma la manda al liceo, perché abbia un'occasione migliore della sua. E' uscita da una seconda convivenza, «ma ora basta con gli uomini». Ha lavorato sempre, ma sempre in nero. Per la cresima della ragazza ha dovuto organizzarsi con la sorella «per non far far brutta figura a mia figlia con le compagne di scuola».
Passa un trentenne azzoppato. Lavorava in nero, è caduto. Ora viene scartato regolarmente, per qualsiasi lavoro.
E poi una massa di sfrattati. Una signora racconta di bravi ragazzi che hanno difeso lei e altri, con «picchetti antisfratto» e una lunga serie di spostamenti da una casa all'altra («noi sfrattati ci aiutiamo tra noi, ospitando altri come noi finché non ci buttano fuori»). Guadagna 500 euro al mese, due figli, una minorenne e già incinta. L'ex marito è scomparso e «s'è dato nullatenente» per non pagare gli alimenti. La cosa più terribile per tute queste donne è che gli assistenti sociali minacciano di togliere loro i figli, «se non troviamo una situazione abitativa migliore».
Un'umanità molto «flessibile». Così tanto da non poter sopravvivere.


8 aprile 2008 - DNews

Il caso I manifestanti spostano protesta e tende a Piazza Venezia
Dopo Bufalotta, i precari rilanciano: occuperemo tutte le nuove costruzioni
Cardente, presidente del Municipio IV, annuncia: «Convocheremo un tavolo con i costruttori privati e il Comune di Roma»
di Marcello Lembo

Roma - Smontano le tende e portano la protesta in Centro. Sono soddisfatti dalle prime aperture gli attivisti del Blocco Precario Metropolitano ma annunciano che la loro protesta contro gli interessi dell’edilizia privata non si fermerà. «I costruttori dovranno mettere le telecamere e la polizia ad ogni nuova costruzione - annuncia uno dei portavoce, Paolo Di Vetta - perché noi ce le andremoa prendere». Si è chiusa così l’occupazione dimostrativa del cantiere del complesso residenziale del costruttore Santarelli alla Bufalotta. A far rientrare la protesta ha contribuito anche una lettera del presidente del Municipio IV, Alessandro Cardentecon cui siè impegnato «a riunire attorno a un tavolo Comune e costruttori. Un tavolodove devono essere assolutamente coinvolti anche tutti quegli interlocutori che si spendono per trovare soluzioni all'emergenza». La protesta si è dunque spostata in centro dove gli attivisti hanno montato una tendopoli a fianco di palazzo Venezia e si sono appostati davanti a palazzo Valentini per chiedere un incontro con il prefetto che però ha detto che solo oggi fisserà una data. Intanto alla Bufalotta si contano i danni. Andrea Radicchi della società costruttrice, subito dopo il sopralluogo con le forze dell’ord ine, racconta: «I manifestanti sono entrati in alcuni alloggi. I danni ci sono, anche se minimi». Resta la paura, però. «Abbiamo già preso contatticon dueistituti di vigilanza privata», fa sapere Cristiano Formigoni, agente di vendita degli appartamenti ma anche uno dei futuri inquilini.

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Reazioni Sinistra divisa nei giudizi
La condanna di Alemanno «Come le criminalità al Sud»

Occupazioni? Una piaga per la Capitale, da paragonare quasi alla criminalità organizzata del Sud. Pesantissimo l’atto di accusa del candidato sindaco de lPdl Giann iAlemanno ieri intervenuto all’Associazione costruttori edili romani. «Una situazione che di per sé paralizza qualsiasi attività imprenditoriale», ha commentato. «Abbiamo sempre detto che nelSudd'Italia -continuaAlemanno - la grossa difficoltà per qualsiasi attività imprenditoriale è data dalla criminalità organizzata, questo problema sta diventando all'ordine del giornoanche a Roma». E mentre il presidente del Municipio Alessandro Cardente annuncia già per oggi la convocazione di tutti i costruttori impegnati in zona e dei presidi della facoltà di Economia per affrontare la questione casa qualche incertezza si registra nel fronte della Sinistra Arcobaleno. Il segretario Prc di Roma Michele Smeriglio parla di «errore drammatico» ma c’è chi come il consigliere comunale Peppe Mariani esprime aperta solidarietà agli occupanti.


8 aprile 2008 - La Repubblica

Senza casa, da Bufalotta a piazza Venezia
Corteo con auto e bus. Sit-in in Prefettura, poi la tendopoli nei giardini. In quattrocento dopo essere stati sgomberati dai 190 appartamenti che avevano occupato
di LAURA MARI

Roma - Al posto delle targhe, una scritta: «Città della dignità». Dentro le auto, bambini, anziani, immigrati. Abitanti di una capitale stretta nella morsa dell´emergenza abitativa, centinaia di persone che ieri pomeriggio sono partite in corteo dalla Bufalotta a piazza Venezia, una carovana della povertà che ha attraversato la città passando davanti agli sguardi perplessi di chi, a fatica e tra mille sacrifici, ha comprato una casa con un mutuo.
Si è conclusa così l´occupazione dello stabile di via Carlo Ludovico Bragaglia, nel quartiere Bufalotta, dove domenica mattina 400 persone del "Blocco Precario Metropolitano" si sono introdotte nei 190 appartamenti già acquistati da altrettante famiglie. «Comprendiamo le angosce di chi ha comprato quegli alloggi e teme la nostra occupazione - ha sottolineato Paolo Di Vetta, del Blocco Precario Metropolitano - non vogliamo certo una guerra tra poveri ed è per questo che sposteremo altrove la nostra protesta». Un altrove che porta l´indirizzo di piazza Venezia, dove il comitato di lotta ieri pomeriggio ha allestito una vera e propria tendopoli, una "città della dignità" che gli occupanti hanno raggiunto con un corteo di automobili che, al suono dei clacson e tra striscioni sventolanti, ha attraversato piazza Sempione, via Nomentana, piazza della Repubblica e via Nazionale.
«Presidieremo la zona finché il prefetto Carlo Mosca non ci incontrerà e finché le istituzioni non si impegneranno, d´accordo con i costruttori, a destinare il 15% delle nuove abitazioni all´edilizia popolare» ha precisato Paolo Di Vetta. Dopo essere giunti a piazza Venezia, i manifestanti hanno bloccato il traffico parcheggiando le auto in mezzo alla strada e, al grido «casa subito, la casa è un diritto», hanno esposto sulla cancellata dell´Altare della Patria lo striscione con su scritto «Lavoratori e precari, quale casa è possibile con questi salari?».
Tra gli sguardi dei turisti e il sostegno dei passanti, il corteo ha poi lasciato scorrere il traffico e si è diretto davanti alla sede della Provincia, in via IV Novembre, per chiedere un incontro con il prefetto Mosca e il vicecapo di gabinetto Luca Odevaine. In serata, come ha aggiunto Di Vetta «il prefetto ci ha fatto sapere di non essere a Roma, ma poiché non vuole delegare a nessuno l´incontro con noi, domani ci fisserà un appuntamento». E mentre decine di famiglie con bambini, anziani e lavoratori si apprestavano a trascorrere la notte nella tendopoli allestita nei giardini di piazza San Marco, sotto il Campidoglio, il presidente uscente del IV Municipio, Alessandro Cardente, ha inviato ai responsabili del Blocco Precario Metropolitano una lettera in cui sottolinea «l´impegno di tentare di limitare il dramma dell´emergenza abitativa aprendo quanto prima un tavolo con Comune e costruttori». Solidale anche il senatore della Sinistra arcobaleno, Cesare Salvi.


8 aprile 2008 - Corriere della Sera

Guerra tra poveri Sollievo dei proprietari, in attesa di entrare negli appartamenti: «Hanno fatto danni limitati»
Case liberate, tendopoli a piazza Venezia
Gli occupanti della Bufalotta escono dai palazzi, ma la lotta continua. I militanti del «Blocco precario metropolitano» hanno rinunciato alla prova di forza e con una carovana di auto si sono diretti in centro
di Paolo Brogi

Roma - Senzacasa a piazza Venezia. Una tendopoli è sorta a piazza San Marco, l'occupazione blitz alla Bufalotta è durata un solo giorno, il prefetto Mosca incontrerà oggi una loro delegazione, un'assemblea pubblica aperta ai candidati politici è convocata per domani in piazzetta San Marco. Ma soprattutto è stata sventata ieri, con lo spostamento dei senzacasa in centro città, una pericolosa guerra tra poveri, quella che poteva essere innescata dall'occupazione delle palazzine della Bufalotta già vendute ai legittimi proprietari. I senzacasa si sono lasciati alle spalle qualche danno, «per fortuna limitato e risolvibile», commenta Andrea, un proprietario. Con sé hanno portato il loro problema: la casa che non c'è.
Si chiamano «Blocco precario metropolitano», la nuova sigla che raccoglie dietro militanti usciti da Action e dall'organizzazione di lotta Asia realtà drammatiche di senzacasa. Ieri il «Blocco» si è smarcato in fretta dal vicolo cieco in cui si era avventurato, occupare stabili già venduti. E così a fine mattinata mentre cresceva, diffusa e bipartisan, la condanna contro un'occupazione di case appena vendute e con legittimi proprietari capace di innescare pericolosi contrasti sociali, il «Blocco » ha tolto l'incomodo e dopo una breve conferenza stampa si è diretto in centro con una carovana auto dalle targhe coperte con la scritta «Città della dignità », un modo per entrare nella Ztl senza essere multati e farsi comunque riconoscere.
«Qualche danno l'hanno fatto, comunque roba modesta e risolvibile - ha commentato in via Bragaglia uno dei proprietari, Andrea - . Qualche parquet rigato, qualche maiolica sciupata, il giardino maltrattato...». In maggioranza i senzacasa avevano dormito in tenda, alcuni androni sono stati usati per proteggere i bimbi più piccoli, qualcuno è entrato negli appartamenti a pianterreno. I proprietari accorsi nel cantiere della «Saltarelli costruzioni», tra i 200 appartamenti delle sei palazzine prese di mira, hanno ora tirato un sospiro di sollievo. In loro favore erano insorti un po' tutti, i candidati sindaci Francesco Rutelli e Gianni Alemanno, Alfredo Antoniozzi che corre per la Pdl alla presidenza della Provincia, ma anche Massimiliano Smeriglio e Patrizia Sentinelli di Rifondazione Comunista («una lotta fatta in quel modo è sbagliata»). Alessandro Cardente, presidente uscente del IV Municipio teatro del blitz, ha lodato il «buon senso dimostrato da forze dell'ordine e occupanti», ricordando però la necessità di costituire «un tavolo tecnico con i costruttori finalizzato al social sourcing, cioè alla realizzazione di nuova edilizia sociale».
A ereditare il problema casa è ora Piazza Venezia, che ha registrato l'arrivo della carovana auto, un intasamento stradale di due ore per le auto lasciate in mezzo alla carreggiata, il picchetto davanti a palazzo Valentini e la tendopoli per la notte. Parecchie le famiglie con bambini al seguito, molte le tipologie: anziani baraccati, nuovi baraccati in particolare extracomunitari, nuclei in difficoltà provenienti da nuovi borghetti ma anche famiglie impoverite in crisi con i mutui casa. Come Francesca, di Corcolle, due bambini piccoli, un mutuo cresciuto da 850 a 1050 euro, con un unico stipendio del marito banconista di rosticceria di 1300 euro. Oppure Franco, operaio al Tintoretto: lavoravano in due, poi la moglie è stata licenziata, ma il mutuo è cresciuto...

L'analisi Miracoli politici
Pd e Sinistra si ritrovarono d'accordo
Intese. Stavolta anche Rifondazione critica gli occupanti

Roma - Dicono i maligni che è un miracolo della campagna elettorale: Pd e Sinistra arcobaleno d'accordo nel condannare l'occupazione della Bufalotta. Francesco Rutelli, Pd: «È inaccettabile e inammissibile la pretesa di impadronirsi di abitazioni che hanno un proprietario. Roma deve affrontare l'emergenza abitativa e assicurare una casa nei prossimi anni a molte persone che vivono il dramma abitativo. Ma il Comune deve essere fermissimo nei confronti di azioni che violano la legalità e minacciano i diritti di migliaia di famiglie che hanno maturato o faticosamente costruito il loro diritto alla casa». Massimiliano Smeriglio, Sinistra Arcobaleno: «È stato un errore drammatico. Un'occupazione in quel modo è discutibile perchè riguarda la proprietà privata individuale di chi con tanta fatica cerca di comprarsi una casa». Patrizia Sentinelli, Prc e futuro vicesindaco in caso di successo del centrosinistra: «Il problema casa è uno dei primi punti del programma, ma fatta in quel modo è sbagliata». Qual è il punto, la differenza tra questa occupazione e quelle che da sempre la Sinistra difende? Una, tra le altre: questa è guerra tra poveri, senza casa che occupano gli appartamenti di chi, per comprarli, aveva fatto un mutuo, s'era indebitato, aveva lottato e fatto sacrifici. Guerra tra poveri. Il presidente, uscente e candidato del IV Municipio, Alessandro Cardente, dice che gli occupanti «hanno dormito nei garage, con le tende nei cortili. Le case non sono state danneggiate ». Erano in ottocento, secondo molti vicini al «Blocco precario metropolitano», costola che si è staccata da Action - così almeno raccontano politici della Sinistra quando il gruppo di Tarzan e D'Erme si è riavvicinato a Prc. «Le occupazioni che difendiamo - dice Smeriglio - sono quelle che si realizzano non così ma in spazi abbandonati ». Però il problema rimane. Anzi, i problemi. Uno, è politico: sul fronte delle occupazioni, il candidato Rutelli e i compagni della Sinistra hanno posizioni diverse. Saranno i fatti a dire se, sul tema, la tenuta di un'altra coalizione - dopo quella gestita da Veltroni - è possibile. Il secondo problema è, di gran lunga, più importante: migliaia di persone, a Roma, aspettano una soluzione.


8 aprile 2008 - Carta

Sgombero e arresti alla Città della dignità

Roma - Questa mattina, all’alba, improvviso e violento è arrivato lo sgombero della «Città della dignità», la tendopoli dei senza casa che ieri pomeriggio avevano lasciato l’occupazione simbolica della Bufalotta [periferia nord di Roma] per portare la loro protesta nel cuore della città. La notte era passata tranquilla, tra bicchieri di caffé caldo e un via vai continuo di giornalisti, politici e persone comune che portavano solidarietà e beni di conforto. Il prefetto aveva garantito un incontro agli attivisti del Blocco precario metropolitano e l’apertura di un vero tavolo di trattativa.
Alle 6 e 30, senza nessun preavviso, decine di agenti del reparto mobile hanno sgomberato con forza le 55 tende piantate nell’aiuola di piazza San Marco, accanto a piazza Venezia, teatro negli ultimi anni di tantissime proteste pacifiche come questa. Una troupe del Tg3 regionale è riuscita a riprendere le fasi dello sgombero, in cui si vede chiaramente l’atteggiamento di resistenza passiva delle famiglie. Diverse persone sono state strattonate e picchiate, tra queste anche una ragazza di 23 anni al quarto mese di gravidanza. Nove persone sono state arrestate e portate al vicino commissariato di Trevi. Per tutti l’imputazione è di resistenza aggravata e lesioni. I consiglieri regionali della sinistra arcobaleno Anna Pizzo e Peppe Mariani si sono subito attivati presso la questura a sostegno degli arrestati.
Nel primo pomeriggio, centri sociali e movimenti di lotta per la casa hanno indetto una affollata conferenza stampa che ben presto si è trasformata in una assemblea pubblica. «L’arresto di nove manifestanti è un fatto inaccettabile – hanno detto i consiglieri regionali – visto che fin dall’inizio la protesta è stata gestita con senso di responsabilità e disponibilità al dialogo. Il questore ha assicurato il rilascio entro domani mattina. Ci impegneremo nelle sedi istituzionali per trovare delle risposte al dramma abitativo». Sostegno alla protesta e richiesta immediata di scarcerazione per gli arrestati è giunta anche dal deputato di Rifondazione comunista Massimiliano Smeriglio e dal consigliere comunale Fabio Nobile, del Pdci. Gli attivisti del Bpm hanno sottolineato l’importanza della presa di posizione del presidente del Municipio IV, Alessandro Cardente, che ha deciso di convocare un tavolo di confronto con i costruttori privati impegnati nel territorio di competenza in interventi di edilizia residenziale. «Occorre costruire una risposta politica all’emergenza abitativa – ha dichiarato Cardente – La protesta dei senza casa ha avuto un alto valore simbolico e non ha leso i diritti delle famiglie proprietarie degli appartamenti della Bufalotta. Le strumentalizzazioni della destra sono cadute nel vuoto. Io sono pronto a fare la mia parte, subito dopo le elezioni, come già accaduto nella vicenda della delibera 218». La campagna diffamatoria della destra è stata raccolta da alcuni quotidiani, come Il messaggero, di proprietà della famiglia Caltagirone, che ha parlato di un intervento illegittimo della protezione civile accusata di «aver regalato salmone agli occupanti della Bufalotta». Pochi minuti fa, una nota della presidenza della Regione Lazio, rende noto che la Direzione regionale della protezione civile del Lazio ha deciso di avviare le procedure per la «cancellazione dal registro regionale delle organizzazioni di volontariato dell’associazione che ha distribuito derrate alimentari agli occupanti delle case di Via Carlo Ludovico Bragaglia, alla Bufalotta».
Subito dopo la conferenza stampa, un corteo spontaneo di duecento persone ha raggiunto la sede del commissariato Trevi, blindato da diverse camionette della polizia, per chiedere il rilascio dei nove attivisti. I rappresentanti istituzionali sono riusciti a incontrare gli arrestati e ad assicurarsi delle loro condizioni di detenzione. Entro stasera saranno trasferiti nel carcere di Regina Coeli, in attesa del pronunciamento del giudice, previsto per domani mattina. Nel frattempo, continua il presidio pacifico a piazza San Marco, che ha fissato il calendario delle iniziative dei prossimi giorni. Domani alle 12, una delegazione dei senza casa incontrerà il prefetto Mosca; alle 17, è stata convocata un’assemblea cittadina «aperta a tutte le forze politiche democratiche, ai movimenti e alle associazioni della città». Tra le ipotesi in campo, una manifestazione cittadina entro il fine settimana. «Dobbiamo tenere alta l’attenzione su un problema sociale esplosivo – ha detto Angelo fascetti dell’AS.i.a.-Rdb – Il dramma della casa non conosce tregue elettorali».


8 aprile 2008 - Agor@ magazine

D’Angeli,candidata premier, e Morgia, candidato sindaco di Sinistra Critica: "Criminale è reprimere chi rivendica il diritto all’abitare, gravissimo quanto successo stamane a P.za Venezia."

Roma - Questa mattina la polizia ha caricato violentemente una tendepoli organizzata a Piazza Venezia dal Blocco Precario Metropolitano per protestare contro lo sgombero altrettanto violento di 500 persone che avevano occupato un immobile sfitto alla Bufalotta. "Oggi si è visto chi sono i veri criminali"hanno dichiarato Flavia D’Angeli e Armando Morgia di Sinistra Critica"di fronte all’azione di lotta del B.P.M la polizia ha risposto arrestando 9 persone e caricando violentemente donne,uomini e bambini che avevano allestito la tendopoli. Cosa altrettanto allarmante"continuano D’Angeli e Morgia" è stata la scelta di tutte le forze politiche, compresa la sinistra arcobaleno, di prendere le distanze dalla legittima azione di lotta dando di fatto il via libera alla repressione della polizia. Sinistra Critica esprime solidarietà agli arrestati e ne chiede la immediata liberazione denunciando la collusione sempre più insostenibile tra chi governa questa città e la lobby dei palazzinari. Ci chiediamo se la nuova amministrazione voglia riservare questo trattamento a chi occupa casa rivendicando il diritto all’abitare." concludono la D’Angeli e Morgia.


8 aprile 2008 - Libero

Dalle occupazioni della Bufalotta alla tendopoli di piazza Venezia
di ESTER MIELI

Roma - Piazza Venezia ore 14.40. Macchine cariche di sacchi con abiti di vestiario, passeggini, un materasso, qualche tenda e animali domestici. Sono arrivate stracolme di cose le autovetture, targate "Città della dignità", ieri in piazza Venezia con a bordo la richiesta di una casa. Emilio è arrivato dalla Bufalotta con il suo piccolo di 3 anni in braccio, mentre la moglie è in dolce attesa: «Abbiamo dormito in una tenda ieri notte, siamo morti dal freddo, tanto freddo, come si fa a vivere così? Chiediamo solo di vivere sotto un tetto, niente di più». Erano circa 800, tra uomini donne e bambini i cittadini facente capo al "Blocco precario metropolitano" che domenica hanno occupato il complesso immobiliare in via Ludovico Bragaglia, e ieri dopo aver lasciato i 9 edifici di proprietà del gruppo Santarelli a Porta di Roma, nel quartiere Bufalotta, hanno annunciato che stanno preparando «la seconda fase della lotta». «Comprendiamo le angosce di chi sta per acquistare quegli alloggi», sottolineano, «messi in vendita a 300 mila euro con una metratura di 50 metri quadri o poco più. Non sono di minor valore, le richieste di chi ha occupato, la necessità rappresentata da chi non ha i soldi per pagare gli affitti medi correnti o per accendere un mutuo e si ritrova senza via di uscita». Hanno prima bloccato la strada con le macchine e poi a piedi sono arrivati sotto la Prefettura, chiedendo di essere ascoltati. Tante le donne e le mamme, quasi tutte senza lavoro, che imploravano "una casa". Marialuisa racconta di essere diventata "povera" all'età di 64 anni «mi sono indebitata per comperare da mangiar, non riesco più a pagare l'affitto, chiedo solo di vivere». Stesso il copione per Barbara, 36 anni, ragazza madre e due bambini uno di appena 6 mesi e un altro di 3 anni: «Non trovo lavoro e ora sono senza casa, sono disperata». Preoccupazione per l'accaduto arriva da parte del presidente dell' Acer: «Ciò che è avvenuto ieri è di una gravità estrema, vedere il principio di legalità calpestato, abitazioni private occupate in maniera violenta e senza alcun diritto preoccupa molto per il prosieguo di qualsiasi attività economica», dice Giancarlo Cremonesi, «quello delle occupazioni illegali è un messaggio sbagliato anche per gli stranieri che ci penseranno bene prima di venire ad investire un solo euro nella città di Roma, grave perchè mette in discussione la certezza del diritto». Una giornata interminabile per i manifestanti. Mentre in molti aspettavano fiduciosi di essere ricevuti fuori dalla Prefettura, altri si preparavano per la notte. A piazza San Marco è stata allestita una vera tendopoli dei senza casa. Un prato di tende colorate. E poi è arrivata la notte e il freddo non ha risparmiato nessuno, nemmeno i più piccini, scaldati solo dal calore di mamma e papà.


8 aprile 2008 - Leggo

Roma - Un corteo di automobili, furgoncini e bus. Tutti diretti a piazza Venezia...
di Franco Pasqualetti

Roma - Un corteo di automobili, furgoncini e bus. Tutti diretti a piazza Venezia. Alle due di pomeriggio. Tutti con a bordo i manifestanti che hanno occupato lo stabile alla Bufalotta. Tutti rigorosamente a targa coperta per non esser multati dai varchi. Anarchia pura e impunita. «Invaderemo piazza Venezia con le nostre automobili. La città della dignità entrerà nella città della vergogna», la promessa di Paolo Di Vetta del Blocco precario metropolitano subito dopo lo sgombero da parte della Polizia del palazzo di via Carlo Ludovico Bragaglia. E così è stato. L'area ai piedi di palazzo Valentini è stata letteralmente assediata. Traffico in tilt, auto (non autorizzate, né ad esser lì, né ad entrare nella Ztl) parcheggiate alla rinfusa: una bolgia pazzesca. Gli occupanti delle case alla Bufalotta hanno poi spostato il loro presidio occupando con le tende il giardino in piazza San Marco, attiguo a piazza Venezia. Nel frattempo parte degli occupanti manifestava davanti al palazzo della Prefettura in attesa di parlare con il prefetto Carlo Mosca. Una manifestazione dura, ma sicuramente poco ortodossa e non consona alle regole della democrazia. Il grido di battaglia? Sempre lo stesso, sempre più forte. Urlato in coro e scritto su cartelli, volantini, striscioni: «Vogliamo casa». Intanto da palazzo Valentini arrivava la notizia di un rinvio dell'incontro. Il prefetto ha fatto sapere da Milano - dove si trovava con una rappresentanza romana alla festa per l'Expo' - di non voler delegare nessuno per incontrare i comitati di lotta per la casa. Il faccia a faccia ci sarà oggi. Intanto a piazza Venezia si accendono i fornelletti, si tirano fuori i sacchi a pelo e ci si prepara per la notte. (ass)


8 aprile 2008 - Il Giornale

Rutelli equilibrista tra la legalità e le «okkupazioni»
di Massimo Malpica

Roma - (...) ora tenta di trovare un impossibile punto di sintesi tra posizioni non compatibili. Nel dettaglio, Rutelli nel suo programma prevede una «incisiva e organizzata lotta alle occupazioni abusive», il suo alleato Alzetta una «moratoria immediata degli sfratti e degli sgomberi». Così l’ex leader della Margherita, messo tra due fuochi, sceglie di defilarsi. E affida la sua «presa di posizione» a uno stringatissimo comunicato, duro nell’apparenza e cerchiobottista nella sostanza. Poche righe per ribadire che serve «fermezza» contro le azioni che violano la legalità e per bollare come «inammissibile» l’okkupazione di case private, nemmeno una parola sul caso specifico, e soprattutto nemmeno l’ombra dell’affermazione di una posizione univoca nella sua coalizione.
Ovviamente, a una settimana dal voto il silenzio (che ieri è stato blindato) per Rutelli è preferibile a una presa di distanza da quegli ambienti radicali che potrebbero compromettere la performance elettorale di Cicciobello voltandogli le spalle all’urna, e optando per il voto disgiunto. Una strada quasi obbligata dalla delicatezza del tema, che vede davvero approcci al problema-casa distanti anni luce sotto lo stesso cartello elettorale. Lo dimostrano, tra l’altro, anche i tentativi della Sinistra arcobaleno di contenere l’imbarazzo dell’ex vicepremier, a dir poco contraddittori. Se infatti il segretario romano del Prc, Massimiliano Smeriglio, ha teso una mano a Rutelli bollando l’okkupazione della Bufalotta come «grave errore» e definendolo una «lotta tra poveri», altri esponenti dell’ala radicale dell’armata rutelliana, come Fabio Nobile e Peppe Mariani, hanno preferito esprimere meno diplomaticamente la loro «massima solidarietà» agli occupanti.
Più duri ed espliciti, ovviamente, i toni degli avversari di Rutelli. Gianni Alemanno, dopo aver chiesto (invano) all’esponente del Pd di prendere le distanze dai candidati di Action presenti nelle sue liste, ha ricordato quanto il fenomeno delle prese di possesso illecite di alloggi e stabili a Roma sia un peso considerevole non solo per chi opera nell’edilizia, equiparando le «okkupazioni» capitoline alla criminalità nel sud come ostacolo alle attività imprenditoriali. «Se non c’è una forza netta che chiude definitivamente questa situazione - ha spiegato il candidato sindaco del Pdl parlando con i costruttori romani nella sede dell’Acer - temo che qualsiasi ragionalmento che possiamo fare qui sull’urbanistica rischia di essere privo di fondamenta».
Ragionamento rilanciato proprio dal presidente dell’associazione costruttori edili della capitale, Giancarlo Cremonesi. «È di una gravità estrema - ha spiegato - vedere ancora una volta che i principi di legalità vengono calpestati. Il fatto che case già vendute vengano occupate in modo violento e senza diritto mi preoccupa molto. Immagino gli imprenditori stranieri che ci penseranno bene prima di investire un solo euro».
Se i «palazzinari» non nascondono il proprio sconcerto, l’opposizione attacca, il prefetto Carlo Mosca condanna e Rutelli nicchia, il movimento di lotta per la casa non lascia, ma rilancia. Altro che capitolo chiuso: le azioni come quella di domenica, promettono gli «okkupanti», proseguiranno a tamburo battente. Il messaggio arriva da uno dei portavoce del Blocco precario metropolitano, e storico esponente dei movimenti sull’emergenza abitativa nella capitale, Paolo Di Vetta. «Seguiranno altri picchetti di questo tipo - annuncia - e i costruttori dovranno mettere telecamere e polizia a ogni nuova costruzione perché noi ce le andremo a prendere: l’obiettivo è che il governo destini il 15 per cento delle nuove case all’emergenza abitativa». Almeno lui parla chiaro.


8 aprile 2008 - L'Unità

SANITÀ
La Cgil di Roma e Lazio querela RdB

«Ho dato mandato ai nostri avvocati di procedere nei confronti di Rdb Sanità che, nel corso di una assemblea, avrebbe accusato Cgil Cisl Uil di partecipare al sistema cooperativo sanitario come affidatarie di appalti esternalizzati». È quanto afferma in una nota Gianni Nigro, segretario generale della FP Cgil di Roma e Lazio che aggiunge: «L’unica presenza del sindacato nelle cooperative è quella della rappresentanza dei lavoratori dipendenti, così come è apparso chiaro venerdì scorso, quando per la prima volta nella storia di questo settore abbiamo portato in piazza oltre 30mila lavoratori per il rinnovo del contratto scaduto da 27 mesi!». «A questi signori, che non hanno mai raggiunto nelle libere elezioni sulla rappresentanza sindacale la quota del 4% e quindi non hanno diritto di sedere ai tavoli di concertazione ricordo che la mia organizzazione ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, all’Ispettorato del lavoro e al Presidente della Regione Lazio sul sistema cooperativo negli ospedali pubblici in riferimento a ipotesi di reato di intermediazione di manodopera».


8 aprile 2008 - Metro Roma

Una tenda in centro

Roma - È finita così, con i senzacasa che allestivano a piazza San Marco una tendopoli dopo aver lasciato il nuovissimo complesso residenziale occupato ieri alla Bufalotta. Le automobili dei manifestanti, riconoscibili per una striscia di carta che copre le targhe e su cui c’era scritto "La città della legalità" hanno occupato tutta la carreggiata destra che costeggia la piazza sotto il Vittoriano. Intanto l’altra metà dei manifestanti presidiava piazza Santi Apostoli chiedendo a gran voce un incontro con il prefetto. Poco prima un corteo di autobus degli occupanti di Bufalotta era giunto fino a piazza Venezia, bloccando il traffico. Di fatto, quelli de’ "La città della legalità", questo il nome degli ex occupanti del complesso immobiliare di via Ludovico Bragaglia, si preparano ad un’azione continuata per sottolineare l’urgenza del problema casa a Roma. «Comprendiamo le angosce di chi sta per acquistare quegli alloggi - dice una nota del movimento - messi in vendita a 300 mila euro con una metratura di 50 metri quadri o poco più, ma non sono di minor valore le richieste di chi ha occupato».


8 aprile 2008 - Corriere Adriatico

Sit-in dei dipendenti del catasto

ANCONA - In sciopero i lavoratori dell’Agenzia del territorio. Stamattina alle 10 i dipendenti dell’ex catasto di Ancona manifesteranno in piazza del Papa contro l’approvazione della delibera comunale per l’acquisizione delle funzioni catastali da parte dei comuni. Secondo le rappresentanze sindacali di base, "la delibera non ha i caratteri di regolarità stabiliti dal decreto del presidente del consiglio dei ministri". I lavoratori chiederanno al prefetto di attivarsi affinché venga verificata la correttezza della delibera.


8 aprile 2008 - Il Centro

Asl, i precari occupano la sede Il manager Moroni assicura: stabilizzazione per tutti

AVEZZANO - In pellegrinaggio per la stabilizzazione. È il destino dei precari storici della Asl Avezzano-Sulmona che, dopo la protesta all’assessorato regionale alla sanità, ieri, armati di striscioni e bandiere, hanno "occupato" l’azienda sanitaria locale di Avezzano. Una lunga attesa per avere udienza dal direttore generale, Giancarlo Moroni, mentre il loro stop al lavoro faceva sentire i pesanti effetti nelle varie postazioni scoperte, Cup in testa. Nel pomeriggio il faccia a faccia dove il manager ha ribadito l’impegno a stabilizzare i 38 lavoratori, con l’assenso della Regione che sarebbe disponibile a «rivedere» la norma per far scattare il disco verde alle assunzioni dei precari. «Alla luce delle promesse e per non creare ulteriori disagi agli utenti», afferma Giuseppe Gentile, Rdb, «sospendiamo la protesta: riprenderemo il lavoro per assicurare i servizi essenziali. Restiamo però in stato di allerta, pronti a riaprire le ostilità se l’impegno non sarà trasformato in atti concreti prima delle elezioni».(m.s.)


8 aprile 2008 - Il Giorno

Trattative interrotte fra dirigenza e sindacati sui premi di produttività
FINANZIAMENTI REGIONALI

LEGNANO — «L’ACCONTO per le rar (risorse aggiuntive regionali, ndr) 2008, in caso si arrivi a un accordo, verrà erogato non prima di giugno, con danno per tutti i lavoratori». Alfio Bennardo è referente della Uil. Il sindacalista denuncia una situazione di stallo. «L’ultima trattativa aziendale con l'amministrazione si è interrotta sulla proposta di una suddivisione delle Risorse aggiuntive regionali 2008, con l'utilizzo di criteri distinti - afferma -. La proposta prevede una quota, pari a una misura dell'80%, legata all'effettiva presenza in servizio del dipendente, l'altra, pari al 20%, da erogarsi in misura e in relazione agli obiettivi e al grado di "impegno" dei singoli dipendenti nei progetti, e fra questi uno riguarda proprio il "disagio infermieristico", poiché si è interrotto per l'anno 2008 il finanziamento regionale "ex progetto Sirchia". Al di là della rottura del tavolo, sono d'obbligo due considerazioni. Nel rifiuto della proposta da parte della Rsu non prevalgono elementi di carattere economico; i finanziamenti regionali devono essere destinati a tutto il personale dell'Azienda in misura equa e imparziale alla partecipazione dei progetti. In merito al primo punto, va detto che l'amministrazione ha fatto intendere la disponibilità a un certo margine di trattativa. In merito al secondo, ha precisato che "l'impegno" verrà considerato non individualmente, ma al raggiungimento dell'obiettivo gobale di unità operativa. Si è scritto finalmente la parola "fine" alle pagelle di merito, mai condivise da nessuno perché non coerenti con criteri di valutazione moderni». Per Bennardo l'Azienda deve valorizzare in modo deciso le sue professionalità. «Noi crediamo che il servizio Sitra dell'Azienda ospedaliera debba avere un ruolo di tutela forte degli infermieri. Non si tratta solo di far quadrare i conti, ma di considerare gli infermieri come risorse umane importantissime. Il salto di riposo non deve diventare la norma per persone che si occupano del bene più prezioso: la nostra salute». DIVERSA la preoccupazione di Riccardo Germani (Rdb): «L’utilizzo di convenzioni ed esternalizzazioni (gestione spazi commerciali, bar, gestione e manutenzione dei fabbricati, manutenzione delle attrezzature, del verde e degli impianti tecnologici, servizio energetico e di fornitura calore, mensa ristorazione personale e pazienti, lavanderia, servizio di pulizia interno ed esterno, servizi di vigilanza e portineria, smaltimento rifiuti, apparecchi biomedicali, fornitura gas medicali) che la nostra Azienda ospedaliera ha concesso a imprese private nel 2005 per 27,5 anni non ci dà nessuna rassicurazione affinché anche altri servizi vengano successivamente appaltati - afferma -. Anche le voci di vendita di alcune aree aziendali appetibili urbanisticamente non sono sicuramente un segnale positivo».(S.V.)

A cavallo fra Vecchio e Nuovo Se ne discuterà questa sera

LEGNANO — UN'ASSEMBLEA pubblica per parlare del nuovo ospedale, del destino del vecchio e della difesa dei posti di lavoro. Organizzata dalle Rappresentanze di base (Rdb), aperta a tutti i legnanesi e non. Si svolgerà oggi alle 20.30 nell'aula magna del Civile. Alla serata sono stati invitati l'Amministrazione generale dell'Azienda ospedaliera, il sindaco Vitali, e tutte le forze politiche legnanesi. Interverrà Erminia Emprin, della commissione sanità al Senato. «A breve il nuovo ospedale nell'area San Paolo entrerà a regime e 14 servizi (e con essi i lavoratori che ne fanno parte) verranno affidati a società private per 27,5 anni - afferma il rappresentante sindacale, Riccardo Germani - . Inoltre la riduzione a solamente 445 posti letto, oltre a 95 tra day-hospital e day surgery, contro gli attuali 850, mette sicuramente delle ombre sui livelli attuali di occupazione di tutte le figure. Ci chiediamo: che fine faranno i molti che (temiamo) non andranno a lavorare nell’ospedale nuovo? Sono diversi gli scenari che si aprono e che, attualmente, ancora non hanno risposte sufficientemente chiare e tranquillizzanti. Che fine faranno i lavoratori, ad esempio, dei presidi più piccoli? Inoltre la vendita di tutte le aree urbanisticamente interessanti (riferito all'ospedale Civile, ndr), a cosa vi fa pensare?». «Non siamo contro l’apertura del nuovo ospedale, ma contro l’abbattimento del vecchio o di parte di esso: questo a garanzia dei nostri posti di lavoro».(S.V.)


8 aprile 2008 - La Nuova Venezia

Sono mezzi nati come navette da impiegare contro l’inquinamento
Sei bus elettrici in parcheggio da 5 anni
Fermi nel deposito Actv, ma pagano regolarmente bollo e assicurazione. Anche se inutilizzati sono tenuti attaccati 24 ore su 24 alle centraline di corrente
di MITIA CHIARIN

Venezia - Sei autobus elettrici con doppia alimentazione giacciono fermi da anni nel deposito Actv di via Martiri della Libertà. Vennero acquistati nel 2002 dall’azienda di trasporto ed hanno funzionato per un breve periodo per la sperimentazione delle linee circolari 31 e 32. Poi sono finiti in parcheggio sulla 14bis. E sono inutilizzati praticamente da 5 anni. Un esempio di sperpero di denaro pubblico, denuncia una lettera al sindaco Cacciari. «Quei bus hanno gravi problemi di funzionamento», ribatte l’azienda.
Verrebbe da definirlo il classico «bidone» su cui sorridere se di mezzo non ci fossero 300 mila euro per ciascuno dei sei mini autobus finiti in parcheggio, in tutto un milione e 800 mila euro. Grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Ambiente nel 2002 Actv, come altre aziende italiane, ha acquistato sei minibus a doppia alimentazione (gasolio/ elettrico) del modello Autodromo Cam «Ibrido Alè». Mezzi nati come bus navetta da impiegare per ridurre l’inquinamento in città e che invece da quasi cinque anni giacciono inutilizzati nel deposito di via Martiri della Libertà dopo aver circolato nel primo periodo del 2003 per testare l’avvio delle circolari 31 e 32. Sono finiti in parcheggio perchè funzionano male, spiega Actv. E i sindacati confermano. «Sono mezzi dall’autonomia limitatissima, che creano più problemi che altro. Tenerli fermi è la soluzione migliore», dicono i Cub. Anche la Rsu si è interessata al caso, ottenendo la stessa risposta. E così i sei «Ibrido Alè» sono stati surclassati anche dai nuovi minibus a metano che servono uno scambiatore a Mestre ed alcuni nuovi collegamenti a Spinea. A denunciare il caso è una lettera di Roberto Cimarosti, vicesegretario provinciale del Progetto Nordest, recapitata, con tanto di foto, al sindaco Cacciari, agli assessori Renato Chisso ed Enrico Mingardi e al direttore di Actv Maurizio Castagna. «Siamo nel 2008 e questi mezzi sono cinque anni che giacciono fermi ed inutilizzati ma comunque attaccati 24 ore su 24 alle centraline di corrente elettrica per mantenere sempre cariche ed attive le batterie. In questi anni di inattività vengono mensilmente coperti di assicurazione e viene pagato regolarmente il bollo». Il Pne chiede a Comune e Regione di «trovare una soluzione od un modo adeguato di impiegare questi mezzi» senza spendere «altro denaro pubblico per una loro eventuale conversione a gasolio, anche perchè si rasenterebbe l’assurdo spendendo ancora soldi dei contribuenti». «L’azienda è una vittima», spiega il direttore del settore automobilistico Elio Zaggia. «Abbiamo un enorme dossier su quei mezzi che non garantiscono una autonomia sufficiente, per problemi di carica della batteria. Abbiamo provato di tutto», dice sconsolato. I problemi di funzionamento sono emersi da tempo ma ogni tentativo di risolverli si è rivelato vano. Di più, l’azienda produttrice è fallita. «Ci siamo rivolti ad altri fornitori per chiedere di modificare i mezzi e nel frattempo stiamo cercando ancora oggi di farli funzionare. Finora nessuna delle società contattate ci ha fornito una soluzione a costi ragionevoli e con sufficienti garanzie. Abbiamo svolto un test anche di recente. Un mezzo ha percorso 70 chilometri, il secondo appena 30. A fronte di questi risultati restano dei mezzi inaffidabili».


8 aprile 2008 - Il Secolo XIX

«SEGGI AL SENATO ERRORE NELLA RIPARTIZIONE»
denuncia dell'unione sindacale italiana
di ferruccio sansa

NON BASTAVA Pizza. Non bastavano le schede elettorali incomprensibili che sembrano un Sudoku. Anche la distribuzione dei senatori, regione per regione, potrebbe essere basata su un errore. Sul calcolo sbagliato dell'ultimo censimento. Sarebbero stati "persi" 155 mila elettori romani.
Sembrano cavilli, dettagli, ma qui è in gioco la sorte delle elezioni. E con l'aria che tira potrebbe bastare un senatore a cambiare la storia dell'Italia dei prossimi anni.
La denuncia arriva dall'Usi Rdb, il Sindacato nazionale lavoratori della Ricerca dell'Unione Sindacale Italiana. In pratica un'associazione che raccoglie i ricercatori universitari: non degli sprovveduti, insomma.
Ecco, dopo aver studiato e ristudiato la questione, i ricercatori si sono convinti di una cosa: è stato commesso un errore. È stato attribuito un senatore di troppo alla Sardegna, mentre il Lazio ne ha avuto uno in meno del dovuto.
«Secondo la Costituzione - spiega la Usi Rdb - la ripartizione dei seggi per le elezioni politiche avviene in proporzione alla popolazione risultante dall'ultimo censimento». Che cosa è successo invece? «A seguito di uno studio di Usi RdB, i dati censuari, relativi al 2001 e pubblicati nel 2003, sono stati contestati, in particolare per la città di Roma, tanto da portare l'Istat a rivedere la popolazione della Capitale in aumento di 155mila unità».
Ma qui viene fuori il guaio: «È singolare che tale rettifica non abbia modificato i dati apparsi nel decreto della presidenza del Consiglio dei ministri dell'aprile 2003, con il quale è stata resa nota la popolazione legale. Tra le conseguenze di tale clamoroso "abbaglio" vi è la penalizzazione del Lazio, che si è visto assegnare dal Ministero dell'Interno 27 seggi senatoriali anziché 28, a beneficio della Sardegna (da 8 a 9)», sostiene l'Usi. E si chiede: «Che succederà se il seggio ballerino tolto al Lazio dovesse risultare determinante per la maggioranza al Senato?». Ma come ci si è resi conto di questo errore? «Nel 2001 - sostiene Rocco Tritto, segretario nazionale Usi - dopo il censimento ci siamo accorti che mancavano all'appello 30mila case presenti, invece, nel 1991. Non essendoci stato, per fortuna, un terremoto, era evidente l'esistenza di un macroscopico errore. La conferma è arrivata in seguito, quando la Regione Lazio si è vista riconoscere l'adeguamento del rimborso da parte del Servizio sanitario in base ai nuovi calcoli della popolazione. Un'operazione che ha portato nelle casse della Regione circa 300 milioni di euro», racconta Tritto. «Sicuramente l'attribuzione dei seggi nel Lazio è falsata», non ha dubbi il segretario Usi. Ma che cosa potrebbe succedere adesso? «Lo sconfitto rischia di non poter fare ricorso. Non c'è più rimedio all'errore». Una cosa è certa, sia Sardegna che Lazio sono tra le regioni in bilico, ma, stando agli ultimi sondaggi ammessi, l'isola è più spostata verso il centrodestra. Il Lazio, invece, potrebbe essere spinto verso il Pd dalle elezioni comunali di Roma.


8 aprile 2008 - La Provincia Pavese

L’impianto a Rivalta
Bioetanolo. La variante al voto

TORTONA - Dopo il consiglio comunale «aperto» di ieri sera, stasera si terrà il consiglio comunale in cui si dovrà decidere se approvare o meno la variante urbanistica alla frazione di Rivalta, predisposta per la realizzazione del bioetanolo. La variante era già stata approvata mesi fa, ma senza la documentazione aggiuntiva prevista dalle nuove normative. Con la decisione della Conferenza provinciale dei servizi di sottoporre l’impianto a studio di valutazione ambientale, anche la delibera dovrà essere riscritta e ridiscussa nuovamente in consiglio. Stavolta però, con allegata una corposa documentazione per consentire lo studio di Valutazione di impatto ambientale. Questa prima delibera sull’impianto di bioetanolo riguarda la variante urbanistica sulla quale dovrebbe sorgere l’impianto: una trasformazione d’area (da agricola ad industriale) che in un primo tempo era stata approvata con destinazione d’uso esplicita e riservata solo alla realizzazione dell’impianto di bioetanolo, mentre adesso deve essere eliminata, in pratica, la destinazione di uso che vincolava la trasformazione, ossia dovranno essere tolti dal testo i riferimenti relativi all’impianto. La nuova delibera è già stata approvata dalla commissione urbanistica. Stasera all’odg due mozioni (una di maggioranza e l’altra del Pd) proprio sull’impianto. Da segnalare poi una «lettera aperta» del Cub (Confederazione unitaria di base) al sindaco e ai consiglieri comunali, nella quale si dice fra l’altro: «Non facciamo anche noi gli stessi errori commessi negli Stati Uniti, dove con le bioenergie hanno dovuto ammettere che consumano più energia delle loro possibilità».


8 aprile 2008 - La Stampa

La preside sfratta la bidella-custode

Torino - È possibile che una bidella che assume il ruolo di custode della scuola possa perdere la casa per semplici divergenze con la dirigente scolastica? Secondo la Cub Scuola che denuncia il caso della custode dell’elementare «Duca degli Abruzzi» di Torino, sfrattata, accade spesso e non dovrebbe accadere. «I custodi delle scuole - dice Cosimo Scarinzi, segretario della Cub -, diverse decine in città, sono collaboratori scolastici che fanno un accordo di natura privatistica con il dirigente, basato su un rapporto fiduciario, impegnandosi a fare anche sorveglianza e "portierato". Se il rapporto fiduciario viene meno, però, il lavoratore si trova a fronteggiare in breve un problema grave come la perdita della casa. In pratica, è in balia degli umori del dirigente».


7 aprile 2008 - Carta

Roma. La Città della dignità, una tendopoli per la casa

Roma - Tutti gli occupanti, che ieri si erano impossessati del residence di proprietà del costruttore romano Santarelli, nella periferia nord est di Roma, per un’azione dimostrativa, si sono trasferiti questo pomeriggio a piazza San Marco, vicino al Campidoglio. Il Comune ha chiesto subito lo sgombero delle centinaie di tende colorate, che gli occupanti hanno scelto di chiamare la «Città della dignità». Ma il Blocco precario metropolitano [una rete che vede insieme i centri sociali Horus e Astra, il sindacato degli inquilini AS.i.a.-Rdb, studenti e precari di zona] ha deciso di andare fino in fondo nella lotta contro la speculazione finanziaria sulle case e la rendita privata. Appena installate le tende hanno così dichiarato che non si muoveranno finché non avranno ottenuto un incontro con il prefetto, per chiedere l’apertura di un tavolo di trattative sulla questione abitativa a Roma.
L’incontro potrebbe avvenire già domani. Intanto per mercoledì è stata convocata un’assemblea generale alla Città della dignità, alla quale sono invitati tutti, artisti, politici, esponenti della società civile. Proprio come Les enfants de Don Quichotte a Parigi, quelli della Città della dignità invitano chi vuole dare il proprio sostegno a passare una notte insieme a loro, sotto il Campidoglio. Sugli striscioni di piazza San Marco, appesi tra gli alberi, sopra le tende, si può leggere: «Social housing? Don’t worry, be squatting» o «La vostra rendità. La nostra precarietà. Le case le prendiamo e poi ne riparliamo».

Roma. Nobile: «Occupazione Bufalotta dimostra l'urgenza problema casa»

Roma - "L’occupazione avvenuta ieri, da parte di centinaia di aderenti al Blocco Precario Metropolitano, delle palazzine private dell’imprenditore Santarelli a Vigne Nuove ripropone con forza l’urgenza e la necessità di un intervento pubblico a sostegno delle migliaia di cittadini che si ritrovano ad essere senza casa, sotto sfratto, o in forti difficoltà economiche per gli affitti elevati e i mutui enormi da pagare". Lo ha dichiarato il candidato della Sinistra arcobaleno al consiglio comunale di Roma Fabio Nobile.
"L’occupazione–continua Nobile–degli alloggi privati segnala la necessita’ di riaprire un confronto sulla grande quantità di alloggi sfitti presenti a Roma e sullo strapotere esercitato dai grandi proprietari immobiliari. Rispettiamo come sempre la natura spontanea con la quale ha avuto luogo la manifestazione e soprattutto il suo valore simbolico di voler porre all’attenzione di tutti la questione dell’emergenza abitativa senza la volonta’ di creare una lotta fra poveri".


7 aprile 2008 - Dire

SANITÀ. NIGRO (CGIL): AZIONE LEGALE CONTRO ESPONENTI RDB
"CONFEDERALI ACCUSATI DI PARTECIPARE AD APPALTI ESTERNALIZZATI"

(DIRE) Roma, 7 apr. - "Ho dato mandato ai nostri avvocati di procedere con una azione legale nei confronti di Rdb Sanita' che, nel corso di una assemblea al San Giovanni lo scorso 4 aprile, avrebbe accusato Cgil, Cisl e Uil di partecipare al sistema cooperativo sanitario come affidatarie di appalti esternalizzati". E' quanto afferma in una nota Gianni Nigro, segretario generale della Fp Cgil di Roma e Lazio, che aggiunge: "L'unica presenza del sindacato confederale nelle cooperative sociali e' quella della rappresentanza degli interessi dei lavoratori dipendenti del movimento cooperativo, cosi' come e' apparso chiaro venerdi' scorso, quando per la prima volta nella storia di questo settore abbiamo portato in piazza a Roma oltre 30mila lavoratori per il rinnovo del contratto ormai scaduto da 27 mesi". "A questi signori, che non hanno mai raggiunto nelle libere elezioni previste dalla legge sulla rappresentanza sindacale la quota del 4% e quindi non hanno diritto di sedere ai tavoli di concertazione- prosegue la nota di Nigro- ricordo che in data 20 novembre 2006 la mia organizzazione ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica, alla Procura della Corte dei Conti, all'Ispettorato del lavoro e al Presidente della Regione Lazio sul sistema cooperativo negli ospedali pubblici in riferimento ad ipotesi di reato di intermediazione di manodopera". Secondo l'esponente della Cgil "aprire la bocca e dargli fiato e' uno sport molto diffuso nel nostro paese, soprattutto in campagna elettorale e soprattutto da parte di chi usa i lavoratori in modo strumentale per conquistare una qualche visibilita': cio' che mi lascia perplesso e' che importanti rappresentanti istituzionali si prestino, volenti o nolenti, a questi giochini di bassa lega". "Come i precari sanno bene- prosegue Nigro- ci e' voluto un anno, dati i rapporti difficili tra Regione e governo, per portare in porto la delibera attuativa dell'unico accordo che riguarda la stabilizzazione dei precari del comparto sanita' e le possibili reinternalizzazioni dei servizi sanitari e amministrativi attualmente affidati all'esterno. Questo accordo e' in fase di attuazione e dovra' trovare ancora tutta la determinazione dei sindacati confederali per dare le giuste risposte alle attese di migliaia di lavoratrici e lavoratori precari. Le scorciatoie di tipo politico - conclude Nigro - creano solo confusione e, come la stragrande maggioranza dei lavoratori sa, non portano da nessuna parte."

ACT REGGIO. CUB: ANCHE A NOI IL DIRITTO DI RAPPRESENTANZA
DOMANI PRESIDIO E INCONTRO CON ASSESSORE GANDOLFI

(DIRE) Bologna, 7 apr. - Cub trasporti di Reggio Emilia di nuovo sul piede di guerra. Domani il sindacato autonomo promuove un presidio davanti agli uffici comunali di via Emilia S.Pietro, in concomitanza con l'incontro con l'assessore comunale alla Mobilita', Paolo Gandolfi. "In particolar modo- scrive Cub in una nota- chiederemo all'assessore quale valore questa amministrazione vuole dare ai cittadini lavoratori del gruppo Act in conseguenza alle trasformazioni societarie, scorpori, aggregazioni, sinergie in atto in questo settore". A Gandolfi, poi, Cub chiedera' di "esprimersi sulla questione di portare a fattore comune i diritti di chi, pur lavorando in aziende diverse opera in un unico comparto, attraverso i rinnovi dei contratti aziendali, con un contratto cui facciano riferimento tutti i lavoratori del gruppo Act". I sindacati di base puntano il dito anche contro "le responsabilita' del sindacato confederale sullo stato in cui versa il settore". Ed e' "per questa ragione che si pone il problema di ricostruire l'unita' dal basso". Dunque, "riteniamo di avere ampio diritto di pretendere che la nostra organizzazione sia a tutti gli effetti riconosciuta dai dirigenti del gruppo Act". Riconoscendo, conclude il comunicato, "alla Cub il diritto di convocare assemblee con tutti i lavoratori, di essere convocati alle trattative, di avere la possibilita' delle trattenute sindacali e di poter disporre di tutte le agibilita' sindacali previste dai contratti in essere".


7 aprile 2008 - Omniroma

SANITÀ/ CGIL: «AVVIATA AZIONE LEGALE CONTRO RDB»

(OMNIROMA) Roma, 07 apr - «Ho dato mandato ai nostri avvocati di procedere con una azione legale nei confronti di Rdb Sanità che, nel corso di una assemblea al San Giovanni lo scorso 4 aprile, avrebbe accusato Cgil Cisl Uil di partecipare al sistema cooperativo sanitario come affidatarie di appalti esternalizzati». È quanto afferma, in una nota, Gianni Nigro, segretario generale della FP Cgil di Roma e Lazio che aggiunge «l'unica presenza del sindacato confederale nelle cooperative sociali è quella della rappresentanza degli interessi dei lavoratori dipendenti del movimento cooperativo, così come è apparso chiaro venerdì scorso, quando per la prima volta nella storia di questo settore abbiamo portato in piazza a Roma oltre 30mila lavoratori per il rinnovo del contratto ormai scaduto da 27 mesi!». «A questi signori, che non hanno mai raggiunto nelle libere elezioni previste dalla legge sulla rappresentanza sindacale la quota del 4% e quindi non hanno diritto di sedere ai tavoli di concertazione - prosegue la nota di Nigro - ricordo che in data 20 novembre 2006 la mia organizzazione ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica, alla Procura della Corte dei Conti, all'Ispettorato del lavoro e al Presidente della Regione Lazio sul sistema cooperativo negli ospedali pubblici in riferimento ad ipotesi di reato di intermediazione di manodopera». «Aprire la bocca e dargli fiato è uno sport molto diffuso nel nostro paese, soprattutto in campagna elettorale e soprattutto da parte di chi usa i lavoratori in modo strumentale per conquistare una qualche visibilità - aggiunge il segretario Fp Cgil - ciò che mi lascia perplesso è che importanti rappresentanti istituzionali si prestino, volenti o nolenti, a questi giochini di bassa lega. Come i precari sanno bene, ci è voluto un anno, dati i rapporti difficili tra regione e governo, per portare in porto la delibera attuativa dell'unico accordo che riguarda la stabilizzazione dei precari del comparto sanità e le possibili reinternalizzazioni dei servizi sanitari e amministrativi attualmente affidati all'esterno. Questo accordo è in fase di attuazione e dovrà trovare ancora tutta la determinazione dei sindacati confederali per dare le giuste risposte alle attese di migliaia di lavoratrici e lavoratori precari. Le scorciatoie di tipo politico creano solo confusione e, come la stragrande maggioranza dei lavoratori sa, non portano da nessuna parte».


7 aprile 2008 - Asca

LAZIO: PIZZO (PRC), SUBITO TAVOLO ISTITUZIONALE PER EMERGENZA ABITATIVA

(ASCA) - Roma, 7 apr - ''E' necessario aprire subito un tavolo istituzionale che affronti il caso Bufalotta e inserisca a pieno titolo il tema dell'emergenza abitativa nell'agenda politica''. E' quanto afferma la consigliera regionale del Lazio, Anna Pizzo (indipendente Prc). ''L'occupazione di ieri, da parte del Blocco Precario Metropolitano, del palazzo dell'imprenditore Santarelli a Porta di Roma (Bufalotta) - spiega Pizzo - ripropone con forza il tema dell'emergenza casa e mette in risalto quanto l'edilizia residenziale pubblica (in grado di coprire appena il 4% degli aventi diritto) non sia in grado di rispondere alla domanda abitativa di chi si trova a essere senza casa, sotto sfratto, o in forti difficolta' economiche per gli affitti elevati e i mutui inaccessibili. Sostengo per questo l'iniziativa promossa dal Blocco Precario Metropolitano - conclude la consigliera - apprezzo il tono dialogante tenuto fin dall'inizio sia dagli occupanti che dai proprietari degli appartamenti e il senso di responsabilita' mostrato da entrambe le parti''.


7 aprile 2008 - Il Messaggero.it

Occupanti casa bloccano traffico a piazza Venezia. Tendopoli a piazza San Marco
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ROMA - Traffico bloccato a piazza Venezia dal corteo di auto degli occupanti dei 9 edifici di proprietà del gruppo Santarelli a Porta di Roma, nel quartiere Bufalotta. Dopo aver lasciato il palazzo in via Ludovico Bragaglia occupato ieri, i manifestanti con un lungo corteo da Montesacro hanno raggiunto piazza Venezia. Sulle auto dei manifestanti un cartoncino con la scritta "La città della legalità" copre le targhe. A piazza San Marco i senza casa hanno organizzato una tendopoli. I manifestanti a piedi hanno raggiunto palazzo Valentini per chiedere un incontro con il prefetto Mosca. «Ieri una nostra delegazione aveva incontrato il vice capo di gabinetto Odevaine - dicono i manifestanti - Ci aveva risposto che nessuna trattativa si sarebbe potuta aprire se non avessimo abbandonato lo stabile occupato. Ora lo abbiamo fatto. Perché non ci ricevono?». Il portone del palazzo è stato chiuso ed è presidiato dalle forze dell'ordine. E' allora scattato un presidio sul lato opposto di piazza Santi Apostoli.
Seconda fase della lotta. I manifestanti avevano annunciato una «seconda fase della lotta». «La nostra lotta - si legge in un comunicato di Blocco precario metropolitano - è per il diritto alla casa per tutti. La nostra lotta è contro la grande proprietà ed è quella che ci prepariamo a proseguire».
Bufalotta. Davanti al palazzo nel quartiere Bufalotta sono rimasti alcuni dei proprietari in attesa che gli appartamenti vengano puliti, per entrare nelle abitazioni, alcune delle quali erano in consegna proprio in questi giorni.
Smeriglio: «Occupazione tragico errore». «È stato un errore drammatico - ha spiegato il segretario del Prc di Roma Massimiliano Smeriglio - L'emergenza casa a Roma è un problema spaventoso ma un' occupazione in quel modo è discutibile perché riguarda la proprietà privata individuale di chi con tanta fatica cerca di comprarsi una casa».
Antoniozzi: «Fatto gravissimo». Il candidato del Pdl alla presidenza della Provincia Alfredo Antoniozzi ha definito l'occupazione «un fatto gravissimo, colpisce cittadini che hanno acquistato immobili a costo di enormi sacrifici personali, investendo, in molto casi, il frutto del lavoro di una vita».
Ciocchetti: «Ripristinare la legalità». Contrario anche il candidato sindaco dell'Udc Luciano Ciocchettiche ha affermato:«Ripristiniamo la legalità, fermiamo le occupazioni abusive ma allo stesso tempo impegniamoci per dare una risposta seria al problema casa».


7 aprile 2008 - Roma Città

Bufalotta, occupanti lasciano il cantiere: "Ora una tendopoli a piazza Venezia"

Le 440 famiglie che ieri mattina hanno occupato il cantiere in costruzione con 190 appartamenti a Bufalotta hanno lasciato il presidio e immediatamente è entrata la polizia. Ma dal Blocco Precario Metropolitano, che ha organizzato la protesta, hanno annunciato che si sposteranno a piazza Venezia, dove allestiranno una tendopoli.


7 aprile 2008 - QN quotidiano nazionale

sos casa Palazzo occupato a Roma «Diamo un riparo a giovani e anziani»

ROMA — Ieri 440 famiglie, circa 800 persone, hanno occupato un palazzo alla Bufalotta. «Siamo entrati — hanno spiegato gli aderenti al movimento ‘Blocco Precario Metropolitano’ — per dare una casa ai giovani, ai migranti e per tutelare gli anziani». Gli occupanti si sono poi spostati vicino a piazza Venezia, occupando il giardino con tende.


7 aprile 2008 - Comunicato stampa USI RdB Ricerca

Statistiche e elezioni: il Lazio perde un seggio

Secondo la Costituzione, la ripartizione dei seggi per le elezioni politiche avviene in proporzione alla popolazione risultante dall’ultimo Censimento. A seguito di uno studio di Usi/RdB (disponibile nella pagina "Inchieste" su www.usirdbricerca.it ), i dati censuari, relativi al 2001 e pubblicati nel 2003, sono stati contestati, in particolare per la città di Roma, tanto da portare l’Istat a rivedere, nel settembre scorso, in aumento di 155mila unità la popolazione della capitale. E’ singolare che tale rettifica non abbia modificato i dati apparsi nel Dpcm 2 aprile 2003, con il quale è stata resa nota la popolazione legale. Tra le conseguenze di tale clamoroso "abbaglio" vi è la penalizzazione del Lazio, che si è visto assegnare dal Ministero dell’interno 27 anzichè 28 seggi senatoriali, a beneficio della Sardegna (da 8 a 9). Che succederà se il seggio ballerino tolto al Lazio dovesse risultare determinante per la maggioranza al Senato? Uno spiacevole disguido che si sarebbe potuto evitare se i responsabili avessero dato seguito alla richiesta di correzione ex tunc avanzata da Usi/RdB. L’unica ad aver tratto vantaggio è stata finora la Regione Lazio che si è visto riconosciuto l’adeguamento del rimborso da parte del Servizio sanitario.


7 aprile 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa. Con il Blocco metropolitano precario sono entrate in un nuovo complesso residenziale
Bufalotta, occupano 400 famiglie «E' solo l'inizio della nostra lotta»
Dopo l'incontro in Comune, Di Vetta: «Ci hanno chiesto di andare via, ma noi restiamo»
di Marta Rossi
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Roma - In via Carlo Ludovico Bragagliali divide solo la strada. Nella vita di ogni giorno, a separare i precari che hanno occupato un complesso residenziale appena costruito e i proprietari che stanno per entrarvi ci sono il reddito, il lavoro, un rogito da firmare. Perché l'esercito delle 400 famiglie guidate dal Blocco precario metropolitano fanno parte, per il 60 per cento, di quei trentamila nuclei che da anni aspettano di essere chiamati dal Comune per avere un alloggio popolare. L'ex assessore Giancarlo D'Alessandro, alla Bufalotta «solo come intermediario politico» per organizzare un incontro con il prefetto, assicura che «in 24 mesi verranno costruiti duemila alloggi, oltre alle acquisizioni e alla delibera firmata da Claudio Minelli per il cambio di destinazione d'uso». Nel tardo pomeriggio, poi, l'incontro in Campidoglio con Comune e Prefettura non porta grandi risultati: «Ci hanno chiesto di andare via - riferisce Di Vetta - . Noi restiamo, anche se la proprietà ha chiesto lo sgombero».
ALLE DUE del pomeriggio, dopo cinque ore dall'ingresso delle quasi mille persone nel complesso residenziale da 190 appartamenti con piscina condominiale da 330mila euro l'uno, è stato aperto solo un appartamento, a piano terra, per dare riparo ai bambini e Di Vetta raccomanda di «non entrare nei piani superiori». Perché, spiega, «Non siamo contro chi ha deciso di comprare, ma se aspettiamo il Comune non avremo mai casa». «Quello che chiediamo - ribadisce Pasquale Nappo, dell'Asia Rdb - è una politica abitativa seria, non a chiacchiere». Mentre i precari si attrezzano con tende, termos e borse frigo a passare anche la notte nel complesso di via Bragaglia, un gruppetto di proprietari degli appartamenti guardano con preoccupazione dall'altro lato della strada. «Questo non è un presidio - sbotta uno di quelli che tra qualche mese dovrebbe entrare nella casa - ma è un'occupazione. Abbiamo saputo stamattina e siamo corsi a vedere», racconta mentre un portavoce improvvisato tenta di entrare nella mediazione tra Di Vetta e D'Alessandro. «La nostra preoccupazione - spiega l'ex assessore ai Lavori pubblici - è che il presidio si risolva nel più breve tempo possibile».
IL SOLE non batte più sulle palazzine bianche, anche se sono da poco passate le tre del pomeriggio. Di Vetta con un microfono spiega cosa accadrà: «Prepariamoci a restare qua dentro - dice mentre la folla lo applaude - e sappiate che al massimo domani mattina verrà la polizia a sgomberarci. Ma dovremmo uscire uno per volta, a testa alta: dopo il giorno della dignità, domani sarà il giorno della vergogna». I bambini vengono portati via, o coperti nei passeggini. Samuele, sette mesi, avvolto in una coperta è in braccio alla nonna, mentre la mamma racconta la sua storia, uguale a quella di tanti. «Viviamo a San Basilio, in otto. Siamo in graduatoria con otto punti, davanti a noi ci sono 20.400 famiglie ». «Questa è la nostra campagna elettorale. Non pensiamo che si risolva l'emergenza votando», incalza Di Vetta, rispondendo a chi, negli altri movimenti di lotta per la casa si è candidato.

La lettera ai candidati

«Prima di tutto ci presentiamo»: inizia così la lettera che gli occupanti della Bufalotta hanno scritto ai candidati premier e sindaci. «Siamo famiglie dall'accezione larga e laica (...) e non abbiamo i soldi sufficienti per poterci permettere una casa. Oggi - scrivono ancora - è il nostro giorno dell'indignazione: senza una casa abbiamo perso la speranza di una vita dignitosa (...) A noi sembra che le vostre proposte nascano per permettere a chi si è arricchito in questi anni sull'industria del mattone di continuare a farlo. Aspettiamo una vostra risposta».

Reazioni. Camilloni dell'Osservatorio sociale: «Serve una commissione d'inchiesta per i 20mila alloggi»
"Ora verifica sulle assegnazioni"

«Le occupazioni abusive sono la prova provata del fallimento della politica abitativa del comune di Roma, incapace e inefficace ormai da anni di dare risposte concrete all'emergenza alloggi. Diventa sempre più rilevante creare una commissione specifica per verificare le 20mila case illegalmente assegnate così come specificato dagli stessi sindacati di inquilini»: dopo l'occupazione del complesso residenziale alla Bufalotta, il presidente dell'Osservatorio Sociale Luigi Camilloni sottolinea l'importanza di «impegnarsi per l'apertura di un tavolo tra sindacati e imprenditori privati che porti a un intervento più articolato sui fabbisogni complessivi della città e delle cittadinanza». «Questo gravissimo episodio segna in modo molto forte la campagna elettorale», dice il candidato sindaco del Pdl Alemanno. «La sinistra - aggiunge - non ha mai isolato per davvero, anzi ha sempre coperto, i professionisti delle occupazioni abusive». Per Cristiano Bonelli, candidato Pdl alla presidenza del IV municipio, «Sotto la sua giunta di Cardente, le occupazioni nel nostro territorio si sono moltiplicate». L'e? presidente: «Capisco l'emergenza, ma si tuteli il diritto dei cittadini che hanno già acquistato.


7 aprile 2008 - Carta

Una tendopoli a Roma per il diritto alla casa

Roma - Domenica 6 aprile, per molti, sarà ricordato come «il giorno dell’indignazione». Ieri, alle 9 puntuali, circa cinquecento persone, tra famiglie italiane, migranti, giovani coppie, single, hanno varcato i cancelli del complesso residenziale di proprietà del signor Santarelli, noto costruttore romano. Le case si trovano a largo Luchino Visconti, a metà strada tra Vigne Nuove e Bufalotta, periferia nord est della capitale, a due passi dal centro commerciale Porta di Roma, «il più grande in Europa». Il Blocco precario metropolitano [una rete che vede insieme i centri sociali Horus e Astra, il sindacato degli inquilini AS.i.a.-Rdb, studenti e precari di zona] ha lanciato la sfida alla rendita privata che, in questo territorio a cavallo del raccordo anulare, ha il volto di 10 mila appartamenti privati. I nomi sono ultranoti: Lamaro, Parnasi, Caltagirone e Santarelli; quest’ultimo ha raggiunto la cifra record di 70 mila metri cubi di edilizia residenziale. I vecchi piani di zona e il nuovo Piano regolatore non prevedono nemmeno una casa per l’edilizia popolare. Qualche mese fa, il Municipio IV, sulla spinta delle proteste di comitati e movimenti, ha bocciato il Piano Bufalotta, la delibera 218 firmata dal Comune di Roma che faceva un bel regalo ai costruttori: il cambio di destinazione d’uso di un milione di metri cubi, da servizi a edilizia residenziale privata, per un totale di altri 5 mila appartamenti. Una speculazione gigantesca che prevedeva una mancia di qualche milione di euro di «oneri concessori» per «interventi pubblici»: tra questi, il prolungamento della metropolitana e il museo della Shoa. Gli appartamenti sono quasi ultimati, mancano soltanto le rifiniture. Il complesso si presenta come un residence con strutture comuni: un giardino con alberi di ulivo, aiuole curate e una grande piscina olivoidale. Non si tratta di una occupazione vera e propria ma di un presidio che oggi pomeriggio si trasformerà in un «picchetto itinerante» nel centro della città. L’indicazione era chiara: non bisognava occupare gli appartamenti per non alimentare una guerra disperata con le famiglie che hanno opzionato le case, appartamenti medi-piccoli che costano però dai 330 mila euro in su. I numeri della capitale sono drammatici: 50 mila famiglie in emergenza abitativa, 70 per cento degli sfratti per morosità, quasi mille euro la media del costo degli affitti. In questo scenario, l’edilizia residenziale pubblica copre appena il 4 per cento degli aventi diritto. Il Comune da dieci anni parla di «nuovi piani per l’edilizia pubblica», ma a parte le duemila case dell’Ater di Tor di Nona, nulla è stato fatto. Il [probabile] futuro sindaco Rutelli parla ora di un «piano straordinario di 20 mila case popolari». «A pochi giorni dalle elezioni, la questione casa torna al centro dell’agenda politica–ha spiegato Paolo Di Vetta – Abbiamo presidiato per due giorni un complesso di 190 appartamenti privati, non certo di edilizia popolare. L’obiettivo dell’iniziativa è l’apertura di un tavolo di trattativa affinché il 15 per cento delle nuove abitazioni private venga concessa per l’edilizia popolare». Reazioni scontate di condanna da parte del prefetto, del comitato Rutelli e di Alemanno, che hanno chiesto subito lo sgombero. Il presidente del Municipio IV, Alessandro Cardente, ha garantito la «disponibilità dell’amministrazione a convocare un tavolo di confronto tra occupanti e costruttori». Pieno sostegno dalla sinistra arcobaleno municipale che vede nel presidio «l’urgenza e la necessità di un intervento pubblico a sostegno delle migliaia di cittadini senza casa, sotto sfratto, o in forti difficoltà economiche per gli affitti elevati e i mutui troppo alti». In questo momento, gli occupanti si stanno dirigendo verso il centro della città con un lungo corteo di automobili, issando la scritta «Diritto alla casa». Da stasera, a piazza Venezia, trecento famiglie senza casa allestiranno la «città della dignità». Primo invitato, Francesco Rutelli.


7 aprile 2008 - La Repubblica

Il tribunale senza carta
di MARINO BISSO

Roma - «La prima emergenza chiaramente resta la carenza di personale: continuano a mancare duecento amministrativi» aggiunge De Nictolis. Alcune settimane fa è stato lo stesso presidente della sezione famiglia del Tribunale, Alberto Bucci assieme alle associazioni a lanciare un nuovo allarme: «la carenze di organico rischia di provocare le paralisi di tutte le udienze presidenziali, quelle che danno origine alle cause di separazioni e di divorzi». Il «degrado» e «l´abbandono in cui operano i lavoratori» è stato denunciato anche dalle Rappresentanze sindacali di base che a marzo hanno manifestato davanti al ministero. I sindacati, oltre a protestare contro «il blocco delle carriere» chiedono «apparecchiature e strumenti idonei, spazi adeguati, controlli più seri per garantire la sicurezza dei lavoratori e i cittadini».


7 aprile 2008 - Il Messaggero

Roma. Organizzatissimi, capaci di muovere centinaia di persone: l’idea dell’occupazione...

Roma - Organizzatissimi, capaci di muovere centinaia di persone: l’idea dell’occupazione-presidio alla Bufalotta nasce due mesi fa, all’indomani del voto al Nuovo Piano Regolatore. I movimenti di lotta per la Casa allora chiesero che una quota dell’edilizia residenziale a Roma venisse destinata a canone sociale. «Non siamo stati ascoltati, così abbiamo subito cominciato a pensare a nuove forme di protesta», racconta Irene portavoce di As.i.a. Rdb, l’Associazione inquilini e assegnatari, costola di una frangia estrema di Action, legata dal sindacato delle Rappresentanze di Base. Anche se alla Bufalotta si firmano Blocco Precario Metropolitano. Sugli striscioni scrivono: «La vostra rendita, la nostra precarietà. Le case le prendiamo poi ne riparliamo». E ancora: «Roma fuori dal controllo» e «Lavoratori e precari, ma quale casa con questi salari?». Il tam tam dell’occupazione rimbalza da una parte all’altra della città. Nel corso della giornata c’è chi arriva zaino in spalla e chiede di entrare. Italiani, maghrebini, indiani. Ma all’interno l’organizzazione è rigida. All’ingresso si chiedono i nominativi e l’appartenenza a una lista. La lista degli attivisti. Di quelli che nel tempo si sono iscritti agli sportelli dell’emergenza casa di Casal Bruciato, San Basilio o di via Capraia, al Tufello. Che hanno dato piena disponibilità ad appoggiare la lotta dell’associazione dietro il miraggio di una casa. «Gente che è in graduatoria da anni per un alloggio comunale o popolare - dice Irene - senza riuscire ad averlo. Che non ce la fa a pagare un affitto o un mutuo». Trecentocinquanta i nuclei censiti nel primo pomeriggio tra i cortili e la vasca della piscina condominiale del complesso di via Bragaglia. Secondo il Blocco, il 60 per cento degli italiani è in graduatoria per la casa popolare. Volantinaggi, assemblee, l’ultima quella decisiva di cinque giorni fa. «Ci hanno chiamato - racconta una donna accampata in una tenda a bordo piscina - per dirci che era arrivato il momento. Non dobbiamo occupare gli appartamenti, ma chissà speriamo in quelli che non sono stati ancora venduti». C’è una famiglia del Tiburtino che già vive in una casa del Comune: «Mio figlio e mia nuora hanno avuto un altro bambino - racconta una signora - viviamo in 9 in un appartamento di 60 metri quadri. Loro sono in graduatoria da 6 anni. Intanto siamo qui». «Io abito a Val Melaina, mi sono separato e sono tornato a vivere dai miei - dice un uomo sulla quarantina - sono venuto all’ultimo momento. Non si sa mai, magari mi danno una casa».(Ale.Mar.)


7 aprile 2008 - DNews Roma

Occupazioni, privati nel mirino
Bufalotta. Presidio del Blocco Precario in un palazzo: «È un’azione dimostrativa»
di Marcello Lembo e Michela Giachetta

Roma - Emergenza abitativa e voglia di alzare la voce per rendere pubblico un disagio comune a tanti. È successo ieri alla Bufalotta, nordest di Roma. Da un lato la protesta dei precari, raccolti dalla sigla Blocco Precario Metropolitano, che hanno messo in atto un’azione («dimostrativa», assicurano) che ha pochi precedenti: l’occupazione di un palazzo privato. Dall’altra la preoccupazione di chi una casa, anche con molta fatica, la stava per comprare. Tutto è cominciato ieri mattina alla Bufalotta, in largo Visconti, ed è continuato nel pomeriggio al Campidoglio con un incontro a cui hanno partecipato Luca Odevaine, vice capo di gabinetto del Comune e Antonio Capaldo per la Prefettura. L’oggetto della discordia un palazzo realizzato dal costruttore Santarelli occupato da circa 400 famiglie (700-800 persone secondo il dirigente della Polizia Paolo Volta) proprio sotto gli occhi dei futuri proprietari che erano andati lì a firmare il rogito. Gli acquirenti hanno osservato con crescente preoccupazione una fiumana di gente entrare in quello che sarà il cortile di casa loro. Gli occupanti hanno a loro volta assicurato: «Ci siamo sistemati solo nelle zone comuni del complesso residenziale». Più tardi si diffonderà la notizia che sono state forzate le porte di alcuni appartamenti al piano terra. Notizia corroborata da alcune foto; ma a sera, dopo un sopralluogo, gli appartamenti sono di nuovo vuoti, i dimostranti autoconfinati in tende da campeggio all’interno del cortile. Sul luogo durante la giornata si sono affacciati alcuni politici tra cui il presidente di Municipio Alessandro Cardente («mi appello al buon senso degli occupanti», dirà poi) e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Giancarlo D’Alessandro che pure s’è confrontato con gli interessati ed ha spinto per un incontro che poi si è tenuto al Campidoglio. Un doppio incontro in realtà. Perché i rappresentanti di Comune e Prefettura hanno preferito incontrare acquirenti e occupanti in due momenti distinti. La denuncia l’ha invece presentata la proprietà. «Ci hanno detto che la trattativa non può andare avanti con un’occupazione in corso - ha spiegato Di Vetta, uno dei portavoce degli occupanti - noi però resteremo a presidiare. Abbiamo inviato una lettera a candidati sindaci e premier, aspetteremo una risposta. Certo è che non vogliamo fare guerra a chi fa i salti mortali per pagare un mutuo». Intanto, mentre gli occupanti portano materassi e viveri per passare la notte, i proprietari restano in attesa. «Dovevamo firmare di mattina e poi li abbiamo visti», dicono Emanuela e Fabio che presto si sposeranno. «Noi possiamo aspettare ma ci sono persone che stanno da mesi in residence in attesa che ci consegnano la casa e ora questo».

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Reazioni
La condanna è bipartisan «Così il problema non si risolve»

«Noi non occupiamo le poche case popolari che il Comune assegna ma chiediamo che le abitazioni costruite dai grandi palazzinari vengano destinate a chi come noi ne ha diritto». Questo si legge nella lettera indirizzata ai candidati premier e sindaco e firmata dagli occupanti del palazzo di largo Visconti. Ma le reazioni di ogni parte politica sono di netta condanna. «Roma deve affrontare l'emergenza abitativa. Ma il Comune deve essere fermissimo nei confronti di azioni che violano la legalità», dice il candidato del Pd Francesco Rutelli. Per Patrizia Sentinelli di Sinistra Arcobaleno, forza accusata dagli oppositori di aver sempre favorito il fronte delle occupazioni, azioni come quella di ieri: «Non aiutano, però, anzi sono controproducenti azioni simili». Durissimo il candidato sindaco Gianni Alemanno del Pdl: «Ancora una volta c'è chi, dalle file della sinistra, pensa di risolvere il disagio abitativo con le occupazioni e le illegalità».(Ma.L.)


7 aprile 2008 - Leggo

Roma - Il fisco scende in piazza...

Roma - Il fisco scende in piazza. Il Comparto delle Agenzie fiscali si ferma per un giorno, ma l’assistenza ai contribuenti continua direttamente in piazza, durante la manifestazione. Un contratto scaduto ed «un rinnovo contrattuale, ipotizzato il 26 febbraio scorso – denuncia RdB Cub, promotore dello sciopero - fortemente penalizzante sia sul fronte salariale sia sul fronte dei diritti». Sono questi i motivi che domani porteranno gli esperti del fisco ad incrociare le braccia all’interno degli uffici delle Agenzie fiscali distribuite sul territorio, senza però abbandonare i contribuenti. Un punto informativo infatti, creato appositamente dagli impiegati in sciopero, accoglierà i contribuenti aiutandoli in materia fiscale. A partire dalle 11 i cittadini, durante la manifestazione prevista in Piazza della Repubblica, potranno ricevere gratuitamente assistenza per la compilazione della dichiarazione dei redditi, per il rilascio della tessera sanitaria e per l’accesso ai dati catastali degli immobili.(L.Loi./ass)


7 aprile 2008 - Lamezia web

Bloccato lo sciopero di martedì indetto da Rdb-Cub

Lo sciopero di martedì non si può finire. La commissione di garanzia ha iviato un telegramma venerdì alla Rdb-Cub che aveva indetto la giornata di protesta per i dipendenti del fisco calabresi.
«È la prima volta che succede che uno sciopero, regolarmente calendarizzato anche dalla Commissione di garanzia, venga revocato soli pochi giorni prima della data fissata», scrive l'esecutivo regionale del sindacato autonomo in una nota. La verità è che dopo il grande smacco subito con il referendum organizzato dalle RdB/Cub con la collaborazione della Flp, a cui ha partecipato la stragrande maggioranza dei lavoratori, malgrado l'aperto boicottaggio dei sindacati confederali, gli stessi non potevano subire un'ulteriore sconfitta con uno sciopero molto sentito da tutti i lavoratori e la cui partecipazione si preannunciava assai numerosa».
Il sindacato comunque non s'arrende: «Questo divieto non ci scoraggia, e la rabbia dei lavoratori del fisco non diminuirà, perchè altre iniziative sono state già prese: martedì prossimo infatti negli uffici delle agenzie fiscali ci saranno delle assemblee aperte oltre che al personale, anche agli utenti e ai cittadini. In Calabria, all'Agenzia delle Entrate di Lamezia, alla Dogana di
Catanzaro, al Territorio di Catanzaro e di Cosenza, le assemblee sono già state fissate, negli altri uffici si stanno organizzando. Servirà a preparare meglio la giornata dello sciopero».


7 aprile 2008 - Il Quaderno

Benevento: incontro tra RdB e Cimitile

Benevento - La RdB/Cub – federazione provinciale di Benevento – ha incontrato questa mattina il candidato presidente alla Provincia Aniello Cimitile. Presenti all’incontro Giovanni Venditti, Piero Mancini, Pasquale Ruggiero e Agostino Icolaro, facenti parte della federazione. Nel corso dell’incontro si è discusso di problematiche riguardanti l' ambiente, i rifiuti, la precarietà, il carovita, la disoccupazione. "Particolare attenzione - si legge in una nota della RdB - è stata rivolta al problema rifiuti e dei lavoratori dei consorzi di bacino perché, con l’ avvio della provincializzazione dello smaltimento dei rifiuti, si dovrà avviare un confronto con l'Ente Provincia per prevedere la riallocazione e l'utilizzazione dei lavoratori in forza nei consorzi di bacino Bn1, 2 e 3 che di fatto attualmente sono impegnati nella raccolta differenziata e operano in tutti i comuni della provincia di Benevento. Altro tema importante affrontato è stato quello della precarietà, intesa come rapporto di lavoro e come aspetto occupazionale". "La RdB, da tempo impegnata su questo fronte, - si legge inoltre nel comunicato - è alla ricerca di una condivisione, sviluppo e soluzione di questo problema. La questione del mancato avvio dei corsi di formazione gratuiti per Operatori Socio Sanitari, in applicazione della legge regionale n. 21 del 14 ottobre 2006, i precari della Sanità, i precari della Provincia, gli LSU e gli esternalizzati sono gli obiettivi che la RdB ha inteso portare in discussione per l'individuazione di un percorso condiviso finalizzato ad una soluzione positiva di queste problematiche". Si è affrontata anche la questione della soppressione degli uffici periferici del Ministero dell’economia e delle finanze. "Si è espressa la netta contrarietà verso questi modelli riorganizzativi poiché non è pensabile che una riorganizzazione possa avvenire attraverso l'eliminazione fisica di queste strutture. La riorganizzazione delle funzioni e del ruolo di una pubblica amministrazione, efficace ed efficiente, dovrebbe invece intervenire attraverso investimenti – conclude il sindacato - dando così slancio alla modernizzazione dei modelli funzionali in cui privilegiare quelle strutture pubbliche che per anni hanno garantito l'erogazione di servizi ai cittadini, esercitando quella forma di controllo e di legalità che lo Stato e le Istituzioni devono fornire alla collettività".


7 aprile 2008 - Il Giornale di Calabria

Accordo fatto tra Asp e medici
Sottoscritto il protocollo d’intesa tra Azienda sanitaria ed organizzazioni sindacali

Catanzaro - E' stato sottoscritto un dettagliato protocollo d'intesa tra l'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e le organizzazioni sindacali dei dirigenti medici, dopo le polemiche che erano nate a seguito degli accorpamenti delle Asl. Il protocollo ha al centro la liquidazione delle indennità di risultato, non ancora completamente liquidate ai dirigenti medici e veterinari della ex As 6 e la contrattualizzazione degli incarichi identificati, ma non conferiti, nell'anno 2005. Nei giorni scorsi il commissario straordinario dell'Asp, Angela Di Tommaso, pur in presenza di una ipotesi di stato di agitazione prospettata dalle organizzazioni sindacali, aveva manifestato la sua piu' completa disponibilita' a risolvere le pendenze arretrate, costituendo una commissione interna di lavoro e attivando tutti gli Uffici amministrativi di Catanzaro e Lamezia Terme affinche' predisponessero, nel minor tempo possibile, tutti gli atti relativi alla liquidazione delle competenze arretrate o quantomeno indicassero percorribili soluzioni da sottoporre ai sindacati nella riunione odierna. In una nota dell'Asp si evidenzia che "nonostante le evidenti difficolta' nel reperire gli atti amministrativi di riferimento, attraverso i quali andare a ricostruire lo stato dell'arte, Di Tommaso, supportata dal direttore del Dipartimento amministrativo, Ferdinando Cosco e dalle indicazioni provenienti da autorevoli dirigenti dell'assessorato regionale, ha proposto alle organizzazioni sindacali della dirigenza medica e veterinaria, possibili e immediate soluzioni che hanno consentito, dopo un vivace ma equilibrato dibattito, di raggiungere l'accordo e, quindi, di chiudere la prima fase della trattativa, prima di arrivare alla costituzione dei fondi aziendali della nuova Azienda sanitaria provinciale". Con il commissario dell'Asp e il direttore del Dipartimento amministrativo, per la parte pubblica erano presenti anche i dirigenti dell'Ufficio risorse umane di Catanzaro e Lamezia Terme, Mario Procopio e Pietro Muraca, e i rappresentanti sindacali di Anaao-Assomed, Rdb-Cub, Cimo-Asmd, Aipac, Aaroi, Civemp, Cgil Medici, Cisli Medici, Anpo, assenti giustificati Federazione medici e Sindacato medici italiani. Il protocollo prevede: affidamento degli incarichi ai dirigenti medici e veterinari non inseriti nella delibera 791 del 2005, ex As 6, sulla scorta delle proposte esistenti agli atti; contrattualizzazione degli incarichi gia' affidati ai dirigenti medici e veterinari e a quelli in itinere, con relativa e consequenziale valorizzazione economica; corresponsione ai dirigenti nuovi incaricati della retribuzione sulla variabile aziendale, compresi gli arretrati maturati; corresponsione, entro il mese di aprile, degli arretrati a tutta la dirigenza medica e veterinaria, per gli anni 2004 e 2005 in misura uguale per tutti, e per l'anno 2006 nella misura del 70%. Il commissario straordinario ha inoltre comunicato di aver sollecitato il dirigente dell'Ufficio risorse umane della ex As 7, l'invio di una relazione dettagliata in merito all'incarico che aveva ricevuto nei mesi scorsi, riguardante il fondo di posizione alla data del 22 maggio 2007. Sulla scorta della risposta del dirigente Mario Procopio, il commissario straordinario si e', quindi, impegnata a comunicare ai presenti la data entro cui verranno deliberati i predetti fondi, allineati come Asp. Nel corso del suo intervento Angela Di Tommaso ha, altresi', comunicato di aver nominato il dottor Gregorio Mazzitello, primario ad interim dell'Unita' operativa di Nefrologia dell'Ospedale di Lamezia Terme, nelle more dell'espletamento del concorso, e il dottor Giovanni D'Onofrio, primario ad interim dell'Unità operativa di Ortopedia.


6 aprile 2008 - Ansa

CASA: OCCUPATO PALAZZO NEL QUARTIERE BUFALOTTA

(ANSA) - ROMA, 6 APR - Questa mattina 440 nuclei familiari, circa 800 persone, secondo le stime degli stessi occupanti, hanno occupato un palazzo in via Bragaglia, nel quartiere Bufalotta. Lo rende noto il movimento di lotta per la casa 'Blocco Precario Metropolitanò sottolineando che l'edificio si trova «nel cantiere di Santarelli, noto costruttore romano, che solo a Bufalotta ha costruito 70mila metri cubi di cemento». «Siamo entrati - è spiegato nella nota - nella proprietà di Santarelli per dare una casa ai giovani, per tutelare gli anziani, per dare un alloggio ai migranti. Semplicemente, per recuperare una parte del nostro reddito e per ricordare al prossimo governo, qualunque esso sia, che la precarietà del lavoro e della vita resta la questione sociale prioritaria del paese». «Centinaia di donne e di uomini - ha aggiunto il movimento nella nota - hanno deciso di prendere in mano il loro destino, per costruire dal basso la città dei diritti e della dignità, per affrontare una delle facce più drammatiche della precarietà: il diritto alla casa».


6 aprile 2008 - Omniroma

BUFALOTTA, 400 FAMIGLIE SENZA CASA OCCUPANO COMPLESSO RESIDENZIALE

(OMNIROMA) Roma, 06 apr - Occupato questa mattina un complesso residenziale di 190 appartamenti vuoti da circa 400 famiglie aderenti al Blocco Precario Metropolitano, in via Carlo Ludovico Bragaglia, tra le zone Bufalotta e Porte di Roma. Gli alloggi in costruzione sono quasi ultimati. «Sono appartamenti dai 330mila euro in su, non certo di edilizia popolare - ha detto Paolo Di Vetta del Blocco Precario Metropolitano - noi chiediamo che venga immediatamente aperto un tavolo di trattativa affinché una percentuale del 15% delle nuove abitazioni private venga concessa per l'edilizia popolare». Gli occupanti, per la gran parte precari e giovani coppie, si trovano al momento in presidio nel cortile sottostante senza essere entrati nelle abitazioni ancora non ultimate del complesso dove è presente una piscina e dei punti-barbecue fuori da ogni alloggio. L'azione, portata avanti insieme a giovani di alcuni centri sociali, è stata indetta anche contro la «cementificazione del territorio». «Ci battiamo contro la delibera 218 che prevede milioni di nuovi metri cubi di cemento perché le case, per affrontare l'emergenza abitativa, ci sono già», ha detto ancora Di Vetta. Sul posto sono presenti alcuni agenti delle forze dell'ordine ma la situazione è tranquilla. Durante la mattinata il presidente uscente del IV municipio, Alessandro Cardente, si è recato ad incontrare gli occupanti. «Abbiamo incontrato anche l'assessore comunale uscente ai Lavori pubblici, Giancarlo D'Alessandro - dicono gli occupanti - ci ha detto di essere disposto ad impegnarsi per una trattativa ma noi saremmo dovuti uscire subito. Gli abbiamo risposto di no». Appena sparsa la voce dell'occupazione, i legittimi proprietari si sono precipitati sotto gli edifici e hanno avuto un incontro con i senza casa. «Abbiamo spiegato loro che non abbiamo intenzione di togliere nulla ad alcuno - ha affermato Di Vetta - la nostra è un'azione per spingere l'amministrazione a favore di politiche per l'emergenza abitativa». Si era diffusa anche la notizia dell'arrivo di alcuni rappresentanti di Alleanza nazionale del IV municipio, al momento non avvenuto.

BUFALOTTA, CARDENTE: «TUTELARE DIRITTI DI CHI HA ACQUISTATO CASE»

(OMNIROMA) Roma, 06 apr - «Capisco l'emergenza abitativa che colpisce moltissime famiglie della Capitale, ma anche il diritto dei cittadini che hanno già acquistato sulla carta quelle case anticipando il 20% dell'importo complessivo va tutelato». Così in una nota il presidente del IV Municipio, Alessandro Cardente, interviene sull'occupazione effettuata questa mattina dagli attivisti del Blocco precario metropolitano. «Per questo mi appello al buon senso degli occupanti affinché lascino al più presto il cantiere - ha proseguito Cardente - Mi appello, però, anche a tutte le istituzioni preposte alla risoluzione dell'emergenza abitativa affinché si individui subito una data per un tavolo tecnico che trovi delle soluzioni per fronteggiare l'emergenza». «Dal canto nostro, come IV Municipio, abbiamo già intrapreso un percorso che porterà alla definizione di alcuni progetti di autorecupero nel nostro territorio - ha concluso Cardente - e mi impegno a convocare immediatamente dopo le elezioni un tavolo con i costruttori che già hanno dei cantieri in IV Municipio per trovare soluzioni concrete a quell'immenso dramma che è l'emergenza abitativa».

BUFALOTTA, OCCUPANTI: «SE SGOMBERO, FAREMO RESISTENZA PASSIVA»

(OMNIROMA) Roma, 06 apr - «Ci prepariamo per un'eventuale sgombero di domattina. Faremo resistenza passiva e dovranno portarci fuori uno ad uno». Così Paolo Di Vetta del Blocco Precario Metropolitano che stamattina, insieme a circa 400 famiglie, ha occupato un complesso residenziale a via Carlo Ludovico Bragaglia, nella zona Bufalotta. Gli occupanti rimarranno svegli in presidio per tutta la notte.


6 aprile 2008 - Adnkronos

ROMA: 350 FAMIGLIE OCCUPANO PALAZZO A PORTA DI ROMA
BLOCCO PRECARIO METROPOLITANO, COSTI AFFITTO INACCESSIBILI NELLA CAPITALE

Roma, 6 apr. - (Adnkronos) - Questa mattina 350 nuclei in emergenza abitativa hanno occupato un palazzo a via Carlo Ludovico Bragaglia, a Roma. Lo comunica il Blocco precario metropolitano. «Centinaia di donne e di uomini hanno deciso di prendere in mano il loro destino, per costruire dal basso la città dei diritti e della dignità, per affrontare una delle facce più drammatiche della precarietà: il diritto alla casa -afferma il Blocco Precario metropolitano in una nota- E lo hanno fatto a partire dall'occupazione del cantiere del signor Santarelli, noto costruttore romano, che solo a Bufalotta ha costruito 70mila mc di cemento». «I costi dell'affitto sono inaccessibili, a Roma si va dalle 800 euro in su, quasi una rata di mutuo -continua- L'edilizia residenziale pubblica copre appena il 4% degli aventi diritto. Il piano comunale e le risorse messe in campo non sono in grado di rispondere alla domanda abitativa. La sudditanza agli interessi dei costruttori e dei potentati immobiliari, nonchè delle banche, impedisce la nascita di quartieri vivibili, dove sia garantita la qualità della vita in termini di servizi e spazi di socialità. Le crescenti difficoltà ad arrivare alla fine del mese fanno il resto». «Siamo entrati nella proprietà di Santarelli per dare una casa ai giovani, per tutelare gli anziani, per dare un alloggio ai migranti -spiegano i membri del Blocco precario metropolitano- Semplicemente, per recuperare una parte del nostro reddito e per ricordare al prossimo governo, qualunque esso sia, che la precarietà del lavoro e della vita resta la questione sociale prioritaria del paese». «Non vogliamo andare a vivere nelle 'new town' -sottolineano- Sosteniamo la riqualificazione dei quartieri esistenti, il riutilizzo del patrimonio sfitto e la valorizzazione di ciò che non è usato o è abbandonato. Siamo contro la grande rendita urbana, per il risparmio di suolo e per una metropoli vivibile, innovativa, con un sistema di mobilità sostenibile. Numerosi candidati, imprenditori e associazioni di imprese si sono espressi a favore di un ampio programma edilizio soprattutto rivolto verso l'emergenza abitativa». «Molti, troppi, parlano di 'social housing' -concludono- Questo è il momento di essere realisti: chiediamo che il 15% del patrimonio residenziale privato costruito venga destinato all'emergenza casa. Oggi è il giorno della dignità e dell'indignazione. Non si torna più indietro. Non invocate legalità e sicurezza laddove queste parole nascondono la violenza di chi non garantisce diritti fondamentali come la casa e il reddito. Oggi ci riprendiamo quello che ci spetta».

ROMA: CARDENTE SU OCCUPAZIONE, TUTELARE ANCHE DIRITTI DI CHI HA COMPRATO CASA

Roma, 6 apr. - (Adnkronos) - «Capisco l'emergenza abitativa che colpisce moltissime famiglie della Capitale, ma anche il diritto dei cittadini che hanno già acquistato sulla carta quelle case anticipando il 20% dell'importo complessivo va tutelato». Così il presidente del IV municipio di Roma, Alessandro Cardente, interviene sull'occupazione del cantiere di largo Visconti (Porta di Roma) effettuata questa mattina dagli attivisti del Blocco precario metropolitano. «Per questo mi appello al buon senso degli occupanti affinchè lascino al più presto il cantiere - ha proseguito Cardente - Mi appello, però, anche a tutte le istituzioni preposte alla risoluzione dell'emergenza abitativa affinchè si individui subito una data per un tavolo tecnico che trovi delle soluzioni per fronteggiare l'emergenza». «Dal canto nostro, come IV municipio, abbiamo già intrapreso un percorso che porterà alla definizione di alcuni progetti di autorecupero nel nostro territorio - ha concluso Cardente - e mi impegno a convocare immediatamente dopo le elezioni un tavolo con i costruttori che già hanno dei cantieri in IV Municipio per trovare soluzioni concrete a quell'immenso dramma che è l'emergenza abitativa».

ROMA: PDL, OCCUPAZIONE A PORTA DI ROMA CONFERMA FALLIMENTO POLITICHE CASA

Roma, 6 apr. - (Adnkronos) - ''E' attualmente in corso, vicino al centro commerciale Porta di Roma a Montesacro, una massiccia occupazione di case nuove e sfitte, con piscina annessa, ad opera di circa duecento lavoratori precari, donne in cinta e, sembra, con una sorta di assegnazione degli appartamenti da parte dei vertici dell'organizzazione. Sono intervenute la polizia ed i carabinieri''. Lo comunica Giuseppe Sorrenti, candidato e gia' consigliere del Pdl nel IV municipio di Roma. ''L'episodio odierno, non isolato, non fa altro che confermare, purtroppo, il fallimento dell'amministrazione comunale di centrosinistra e del Governo nell'ambito delle politiche della casa, del lavoro precario e del sociale in generale - afferma - Inoltre, credo, che Veltroni sia poco credibile quando parla al paese di 100.000 nuove case quando a Roma, nel suo settennato, di case per il popolo se ne sono viste ben poche. Quello che si e' visto, invece, e' l'aumento dell'edilizia privata e l'aumento indiscriminato dei prezzi delle case''.


6 aprile 2008 - Agi

CASA: 350 FAMIGLIE OCCUPANO PALAZZO A PORTA DI ROMA

(AGI) - Roma, 6 apr. - Trecentocinquanta famiglie hanno occupato questa mattina un palazzo del costruttore Santarelli a Porta di Roma, alla Bufalotta, una zona verde "spianata" dal cemento per far posto a un nuovo quartiere e a un immenso centro commerciale. Ne' da' notizia un comunicato di "Blocco precario metropolitano" che aggiunge: "I costi dell'affitto sono inaccessibili, a Roma si va dagli 800 euro in su, quasi una rata di mutuo. L'edilizia residenziale pubblica copre appena il 4% degli aventi diritto. Il piano comunale e le risorse messe in campo non sono in grado di rispondere alla domanda abitativa. Questo e' il momento - aggiunge la nota - di essere realisti: chiediamo che il 15% del patrimonio residenziale privato costruito venga destinato all'emergenza casa".


6 aprile 2008 - Il Manifesto

Decine di presidi, venerdì, per la mobilitazione nazionale degli «atipici» del pubblico impiego
Pubblici e precari: in sciopero
di Francesco Piccioni

Scomparsi presto dalla compagna elettorale, i precari sono tornati a farsi vivi nell'unico luogo in cui sono presi sul serio: le piazze. Quelli al lavoro da anni nella pubblica amministrazione - nel più incredibile dei luoghi, per contratti del genere - hanno dato vita ad uno sciopero di 8 ore nella giornata di venerdì. Come sempre accade quando i precari entrano in lotta, i numeri sono difficili da dare (basti dire che gli stessi enti della pubblica amministrazione non riescono a mettersi d'accordo neppure sul numero di lavoratori con contratti atipici). Meno contestabile, invece, la presenza in pazza per le iniziative convocate dalla RdB.
Il fenomeno ha assunto negli anni proporzioni colossali (le stime variano dai 300 ai 600mila «atipici»), grazie alla stupidissima norma che ha stabilito il blocco del turnover. Chi va in pensione non può essere sostituito. Naturalmente questo apriva «buchi» d'organico spaventosi, specie là - come nei servizi sociali di assistenza diretta, come asili d'infanzia e sanità, ma anche nella burocrazia propriamente detta - dove meno evidente era il «sovrannumero» di addetti rispetto al lavoro da fare.
Torino è stata la città che ha fatto registrare la presenza più massiccia, con delegazioni di un po' tutti i settori (compresi i ricercatori dell'università). A Roma si è invece tenuta un'assemblea presso l'ospedale L'Addolorata, cui hanno partecipato anche diversi consiglieri e assessori regionali (Battaglia, Nieri, Mariani, Tibaldi). In questa regione, del resto, si è fatto più strada nel percorso di «rientro» dalla precarizzazione nel pubblico, con l'apertura di tavoli di trattativa seri.
All'origine della mobilitazione non c'è solo il proseguire di una situazione difficile, ma soprattutto l'aggravamento introdotto dall'ultima legge finanziaria e dal «decreto milleproroghe». I quali costringono le amministrazioni a bloccare i rinnovi dei contratti precari dopo soli tre mesi. Una soluzione che «elimina la precarietà» licenziando dipendenti in servizio magari da anni, invece di assumerli.
Un esempio, raccontano i manifestanti, viene dal Comune di Firenze. Che ha aperto una gara d'appalto per la gestione delle Piscine comunali, dove lavorano da anni parecchi «co.co.co». Il privato che vincerà la gara potrà inserire al lavoro chi vuole,mettendo così fuori gli «storici». A Palermo, invece, i «lavoratori socialmente utili» hanno iniziato lo sciopero della fame. Una piccola - e del resto obbligata - deroga è arrivata fin qui soltanto per le maestre d'asilo (almeno fin quando non sarà terminato l'anno scolastico). Margine regolamentare esiste anche nella sanità, dove i direttori possono - per mantenere i livelli di assistenza» - derogare, entra certi limiti, dall'applicazione della circolare. E proprio nella sanità risulta che l'agitazione abbia prodotto i risultati tangibili più evidenti, con il blocco di alcune attività (senza peraltro mettere mai in discussione le «emergenze»).
La preoccupazione dei lavoratori è abbastanza chiara: nessuno si fida delle «promesse» sparate in campagna elettorale da entrambi i partiti principali. «Chi da anni vive in mancanza di certezze e di estrema ricattabilità vuole risposte concrete ed è pronto a mobilitarsi ancora». E ciò basta a spiegare perché le iniziative siano riuscite, forse più dello sciopero, in senso stretto.


6 aprile 2008 - Il Mattino

Protestano i vigili del fuoco precari

Salerno - Il gruppo dei precari del Comitato Vigili del Fuoco discontinui di Salerno ha partecipato allo giornata di mobilitazione sul precariato indetta dalla RdB/CUB, davanti all’edificio della Raiin Via Marconi a Roma. Un precariato, quello dei vigili del fuoco, che oltre a non dare garanzie di lavoro ne mette a rischio anche l’incolumità fisica. I vigili del fuoco precari di Salerno, chiedono la stabilizzazione. Nel 2007 a Salerno si è speso quasi un milione di euro per per pagare i volontari che guadagnano «a prestazione», mentre potevano essere utilizzati per sanare definitivamente e non occasionalmente un organico oramai ai minimi storici, aggravato, inoltre, dalla mancata sostituzione di tutti coloro che nel corso del 2007 hanno lasciato il servizio.


6 aprile 2008 - La Città di Salerno

AGROPOLI. Diventano autonomi i reparti di chirurgia d’urgenza e traumatologia
Arrivano undici nuovi infermieri in ospedale

Agropoli - Nuovi infermieri presso l’ospedale di Agropoli. L’organico è stato infatti, potenziato con l’arrivo di undici infermieri distribuiti nelle varie unitá operative. L’incremento del personale ha consentito di dividere l’unitá operativa complessa di chirurgia d’urgenza dall’unitá operativa dipartimentale di traumatologia che, lo scorso mese di luglio, erano stati accorpati a causa della grave carenza di personale infermieristico. Il provvedimento ha creato in questi mesi non pochi disagi sollevando la protesta delle organizzazioni sindacali. «Esprimo il mio più vivo apprezzamento per il lavoro svolto dai sindacati Rdb, Fsi e Fials, che con determinazione e senso di forte responsabilitá - afferma l’assessore del Comune di Agropoli Franco Scognamiglio - hanno prestato una costante e vigile attenzione per la soluzione della vertenza della carenza del personale infermieristico. L’accorpamento delle due unitá operative ha determinato una condizione di estremo disagio che pur se accettato, per senso di responsabilitá, da tutto il personale medico e paramedico, ha ridotto la capacitá funzionale in questi nove mesi dell’unitá operativa complessa di chirurgia che non ha potuto esprimere pienamente il suo ruolo in rapporto alla dotazione dei posti letto». Scognamiglio sottolinea «la necessitá di una maggiore attenzione e sensibilitá verso il presidio di Agropoli sia di tutta l’amministrazione comunale che della direzione aziendale per uno sforzo comune nell’interesse della collettivitá».
«La crescita dell’ospedale - conclude Scognamiglio - deve vedersi quale ulteriore volano di crescita integrato nell’attivitá turistica, economica, di servizi che ci proponiamo di dare dopo anni di abbandono in cui è stata tenuta la cittá. In questa ottica vanno visti il potenziamento dei reparti, la dotazione organica di personale medico paramedico ed ausiliario, la fornitura delle attrezzature minime indispensabili».


6 aprile 2008 - La Repubblica

"La struttura dell´ex Quarter non va bene per il distretto Asl"
Nardella e Formigli si oppongono alla proposta avanzata dai comitati cittadini

Firenze - «La struttura dell´ex Quarter non va bene per ospitare il distretto Asl a Firenze sud». Dario Nardella, presidente della commissione cultura di Palazzo Vecchio e Alberto Formigli, capogruppo del Pd si oppongono all´ipotesi proposta dai comitati di cittadini (nei quali hanno per altro un ruolo forte Rdb e Rifondazione) per risolvere i problemi sorti dopo l´incendio doloso della struttura di via di Ripoli. «Lo spazio non può che avere una finalità legata alla cultura contemporanea, un´attitudine tra l´altro già indicata ai tempi del referendum sull´area ex Longinotti», dice Nardella. «L´inefficienza della Asl nel trovare una struttura alternativa non deve coinvolgere il Comune e una sua struttura, sul cui utilizzo oltretutto è stato aperto un bando», incalza Formigli.
Venerdì c´è stata una riunione con i comitati a cui hanno partecipato tra l´altro la Asl, la presidente della commissione sanità del Comune Susanna Agostini e il presidente del quartiere 3 Andrea Ceccarelli, anche lui contrario all´utilizzo di Quarter. In quella sede l´azienda sanitaria ha ribadito di aver già individuato due strutture nuove dove inserire i servizi sanitari territoriali. La prima è in via Giampaolo Orsini e verrà presa in affitto da un privato. Ospiterà gli ambulatori specialistici e i servizi amministrativi. La seconda è una cooperativa vicino a viale Europa, dove verranno messe la ginecologia e ostetricia, cioè il consultorio, e i servizi di psichiatria infantile. Ci vorrà circa un mese e mezzo per entrare in via Giampaolo Orsini, dopo qualche lavoro. Il Quarter, tra l´altro, viene giudicato da tutti inadatto all´attività sanitaria anche per come è strutturato architettonicamente. Anche per questo non è stata accettata l´ipotesi dei comitati di fare un sopralluogo con i tecnici Asl per valutare la possibilità di destinarlo ad attività sanitaria.(mi.bo.)


6 aprile 2008 - Il Mattino di Padova

SINDACATI Allarme precari

Padova - Il sindacato Adl Rdb lancia l’allarme per i precari di Comune e Provincia, che entro aprile devono predisporre la nuova pianta organica. «In Comune la nuova pianta sarà di 2.259 persone gli a tempo indeterminato non supereranno quota 1.850».


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