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Il Sindacato di Base e Indipendente

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08/04/08

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dicono di noi - le notizie
dal 1 al 5 aprile 2008

5 aprile 2008 - Asca

CALABRIA: RDB, VIETATO SCIOPERO DELLE AGENZIE FISCALI

(ASCA) - Catanzaro, 5 apr - ''Ieri sera, e' arrivato all'Esecutivo Nazionale delle RdB/CUB, il telegramma della Commissione di Garanzia, che vieta lo svolgimento dello sciopero delle Agenzie Fiscali, indetto dal nostro sindacato''. Lo si legge in una nota del Sindacato Rdb. ''La cosa incredibile, al di la' delle motivazioni che parlano di problemi procedurali - continua la nota - e' che la stessa Commissione, sinora non solo non aveva avuto niente da ridire sul nostro sciopero, che avevamo indetto, da tempo, per martedi', 8 aprile, quant'anche aveva autorizzato la pubblicazione sul proprio sito della stessa notizia dello sciopero e le modalita' del suo svolgimento (intera giornata per tutte le Agenzie Fiscali, tranne per le dogane aeroportuali, dove era di sole 4 ore). E' la prima volta che succede che uno sciopero, regolarmente calendarizzato anche dalla Commissione Garanzia, venga revocato soli pochi giorni prima della data fissata''. ''La verita' e' che - continua la nota di Rdb - dopo il grande smacco subito con il referendum organizzato dalle RdB/Cub, con la collaborazione della Flp, a cui ha partecipato la stragrande maggioranza dei lavoratori, malgrado l'aperto boicottaggio dei sindacati confederali, gli stessi non potevano subire una ulteriore sconfitta con uno sciopero molto sentito da tutti i lavoratori e la cui partecipazione si preannunciava assai numerosa. Immaginiamo quali pressioni possano essere state fatte per evitare che questo sciopero si svolgesse e i lavoratori potessero ancora una volta gridare il loro no all'ipotesi del Contratto di lavoro e il loro no ai sindacati confederali, che quella ipotesi avevano scandalosamente sottoscritto''. ''Questo divieto non ci scoraggia, - dice Redb/Cub - e la rabbia dei lavoratori del fisco non diminuira' con esso, altre iniziative sono state gia' prese: l'8 aprile, infatti, negli Uffici delle Agenzie Fiscali, si terranno delle assemblee aperte, oltre che al personale, anche agli utenti e ai cittadini tutti. In Calabria, all'Agenzia delle Entrate di Lamezia, alla Dogana di Catanzaro, al Territorio di Catanzaro e di Cosenza, le assemblee sono gia' state fissate, negli altri uffici si stanno organizzando. Tutto cio' servira' a preparare meglio la giornata dello sciopero, per quando questo sara' proclamato di nuovo, facendo si' che ancora piu' lavoratori aderiscano alla protesta, scendendo nelle piazze a protestare. Le RdB/CUB e i lavoratori calabresi, in quelle piazze ci saranno''.


5 aprile 2008 - Corriere della Sera

Rdb in assemblea
I precari della sanità agli assessori «Stop lavori esterni, assunti subito»
di Clarida Salvatori

Roma - «Assunti subito. Assunti davvero». Firmato: tutti i 7.000 precari della sanità del Lazio. Il che, tradotto, vuol dire: va bene la delibera per 800 assunzioni e va bene l'apertura dimostrata dalla politica regionale, ma ancora tanto bisogna fare per arrivare a regolarizzare tutti i lavoratori ed eliminare gli sprechi. Per i quali occorre prima di tutto reinternalizzare i servizi, facendo a meno delle cooperative che si riducono «alla mera somministrazione di mano d'opera».
Nel giorno dello sciopero dei precari della pubblica amministrazione, gli assessori regionali al Lavoro Alessandra Tibaldi, alla Sanità Augusto Battaglia e al Bilancio Luigi Nieri sono stati accolti da scritte e affermazioni come queste all'assemblea dei sindacati di base (RdB Cub). E la Regione era lì, pronta a tendere la mano. «Ci sono attività in cui le cooperative possono operare e altre in cui sarà preferibile la reinternalizzazione del servizio - ha spiegato Battaglia - Dove sarà necessario assumeremo, non lasceremo la delibera approvata dalla giunta chiusa in un cassetto. E, pur non tralasciando nessuno, partiremo dalle situazioni più critiche come Sant'Andrea, San Giovanni, Asl RmB, Tor Vergata e Umberto I».


5 aprile 2008 - Il Tirreno

EMERGENZA LAVORO
No al precariato selvaggio «Qui non c’è più dignità»
di Elisabetta Giorgi

GROSSETO - Precari massacrati da contratti "cococò", a progetto, a tempo determinato o partite Iva. Comunque si rigirino i rapporti di lavoro, accade sempre più spesso che gli stipendi siano «indegni di noi e delle nostre famiglie». Una volta scaduti i contratti, accadrà che il lavoratore sarà restituito al limbo di un mondo-squalo dai contorni professionali sempre più incerti e insicuri. «A sessant’anni saremo sempre precari», sbotta un ragazzo.
Così, ieri mattina, la Rdb Cub (rappresentanze sindacali di base) hanno manifestato a Grosseto con un presidio in piazza Rosselli, davanti alla prefettura, per poi salire nelle stanze stesse del prefetto. La manifestazione è nata a livello nazionale, ma anche in Maremma ha portato in piazza casi emblematici e dolorosi di questa giungla del precariato, declinata con gli inquadramenti contrattuali più disparati, a seconda del tipo di lavoro o dei settori. Sanità, enti locali, mondo della scuola, turismo.
Al presidio hanno sventolato bandiere e striscioni lavoratori precari della sanità e dell’istituto Zooprofilattico, che a Grosseto si occupa di fare controlli ufficiali sugli allevamenti e sui prodotti dell’alimentazione umana. «Abbiamo indetto una manifestazione generale del Cub sul lavoro precario - spiega Luciano Savarese, dipendente Inail, in rappresentanza delle Rdb/Cub - perché è diventata una situazione insostenibile. Vogliamo cercare di sensibilizzare su questo. La situazione di Grosseto è un po’ quella di molte province, non solo della Toscana ma di tutta Italia. Il blocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni ha determinato un crescere a dismisura del precariato in tutte le sue forme possibili. Ora l’obiettivo è di stabilizzare i rapporti di lavoro, e magari di ripartire con assunzioni a tempo indeterminato. Nella Finanziaria è presente questa situazione, ma il rischio è che cessino anche i rapporti di lavoro determinati senza che si possano stabilizzare tutti i lavoratori precari. In provincia di grosseto i precari sono diffusi soprattutto nel settore della sanità, degli enti locali, dell’università, della ricerca e della scuola. Caso emblematico, l’Istituto Zooprofilattico di Grosseto, dove una buona metà del personale è precario e coi rapporti di lavoro più disparati. Questa è una situazione che non può essere sostenuta, e che si ripercuote sull’impossibilità, per le nuove generazioni, di costruirsi un futuro degno di loro, dei loro studi e della loro esistenza».
Secondo Savarese, in provincia di Grosseto il precariato è in crescita e rappresenta il 10% del lavoro. «Ormai questi contratti sono diventati la nuova forma di assunzione. C’è un blocco del turn over nella pubblica amministrazione. Le amministrazioni non assumono, c’è il fenomeno della estrenalizzazione dei servizi. Molti servizi che prima erano fatti all’interno ora vengono dati in appalto all’esterno, e con condizioni di lavoro anche peggiori, rapporti di lavoro temporanei e stipendi molto più bassi, con la qualità del servizio ovviamente minata da questa situazione. Ciò è preoccupante, anche da un punto di vista della servizio che una Pubblica Amministrazione può offrire».
A preoccupare sono soprattutto i concorsi pubblici, come quello del 7 aprile, bandito dall’Asl per uno o pochi posti di infermiere. «La riduzione delle spese, dei fondi che vengono decentrati ai livelli regionali si ripercuote su scala locale. Se ci sono meno risorse, si fornisce un servizio peggiore, e si verifica il fenomeno per il quale a un concorso si presentano migliaia di persone. I concorsi sono diventati una lotteria che penalizza i giovani».


5 aprile 2008 - Il Bologna

Proteste. I lavoratori a tempo rischiano il posto a causa delle nuove leggi nazionali
Precari, mille in piazza ricevuti in Prefettura
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Bologna - Piazza Roosevelt invasa... a tempo determinato ieri mattina, da oltre mille lavoratori precari della pubblica amministrazione. È stato questo l'effetto dello sciopero generale di settore proclamato dalla rappresentanza di base e dal CUB dopo che la circolare del ministro Nicolais ha salvato dagli effetti devastanti della Finanziaria sui lavoratori più deboli del settore «solo» i contratti in scadenza nel settore dei servizi educativi e scolastici. Al vice Prefetto di Bologna che ha ricevuto una delegazione sindacale, è stato chiesto di farsi portavoce nei confronti del Governo che verrà della richiesta di rinnovo immediato di tutti i contratti scaduti o che stanno per scadere e per avviare processi di stabilizzazione per tutte le forme di precariato. Questi contratti riguardano principalmente i Co.co.co per non laureati, alcuni dei quali sono stati mandati a casa dopo anni di attività; ma anche gli interinali i Cfl e i tempi determinati aspettano da tempo una risoluzione positiva dei loro rapporti di lavoro nel «pubblico». La manifestazione ha avuto carattere nazionale e un grande successo di partecipazione anche in altre città italiane, dove sono stati fatti presidi oltre che davanti alle Prefetture anche alle Regioni. Drammmatiche le storie di vita le biografie dei partecipanti al presidio. Persone che da un girono all'altro possono finire per strada e perdere ogni diritto. A sostegno dei diritti fondamentali di questa particolare categoria di lavoratori si è schierata con un comunicato stampa la Sinistra Arcobaleno che ha rivendicato la necessità di politiche di tutela di questi lavoratori e lavoratrici senza garanzie e ammortizzatori sociali. Il precariato e l'instabilità lavorativa riguarda ormai una gran parte dei nuovi assunti sia nel privato che nella pubblica amministrazione. Secondo recenti indagini su dieci nuovi assunti ben sette sono con contratti di lavoro a tempo e comunque precari .


5 aprile 2008 - Il Padova

La vertenza. Ieri lo sciopero nazionale dei co.co.pro della pubblica amministrazione
Oltre cento precari in Comune ora è corsa alla stabilizzazione
Luise (AdlRdb): «Spesso gli "atipici" svolgono lavori ad alta specializzazione»
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Padova - Michele Zuin è uno dei cento co.co.pro. che lavorano per il Comune di Padova. Papà di un bimbo di pochi mesi, in tasca una laurea in scienze forestali e un master, da cinque anni si occupa dei progetti di educazione ambientale promossi da palazzo Moroni. Il suo lavoro è appeso a un filo, come quello di molti altri suoi colleghi. Per portare all'attenzione pubblica le ragioni dei precari che lavorano negli enti locali, ieri Adl Rdb ha indetto uno sciopero nazionale. A partire dal 2007 la finanziaria ha introdotto la possibilità di stabilizzazione per chi ha lavorato per almeno tre anni con un contratto "atipico" negli enti pubblici.«Una facoltà - spiega Daniela Luise di Adl Rdb - che l'amministrazione vorrebbe utilizzare soltanto per chi ha "all'attivo" almeno tre anni con lo stesso tipo di contratto, escludendo di fatt chi è passato da un co.co.pro. a un tempo determinato fino a un lavoro a partita Iva. Si tratta di dipendenti che lavorano da anni per il Comune, ma che non avendo collezionato tre anni con uno stesso tipo di rapporto di lavoro rischiano di essere tagliati fuori dalla stabilizzazione». Alla prospettiva di dover rinunciare al tanto agognato posto fisso, si aggiungono i timori per il futuro: «La finanziaria ha reso più difficile il rinnovo dei contratti a termine». Chiamato in causa dall'Adl, l'assessore Marco Carrai spiega che il Comune «si sta attivando per consentire la stabilizzazione del maggior numero possibile di precari». «Lo scorso anno - aggiunge - 80 rapporti di lavoro a termine sono stati trasformati in tempo indeterminato. Per quest'anno stiamo cercando di capire se sia possibile dare un'interpretazione estensiva della finanziaria facendo rientrare nell'elenco chi ha lavorato per più di tre anni, ma con tipologie di contratti diversi». Entro la fine del mese il Comune dovrà presentare la pianta organica aggiornata con le previsioni di assunzioni per il prossimo triennio. «I dipendenti a tempo determinato attualmente sono 1800 a fronte di una pianta organica che prevede 2264 persone », spiega la Luise. «I 100 co.co.pro, cui si aggiungono altrettanti lavoratori a tempo determinato, rimpiazzano il buco dovuto alle carenze d'organico. Spesso svolgono lavori di alta specializzazione». La situazione in Provincia non sembra migliore: «Siamo ancora in attesa di conoscere il numero dei precari impiegati», spiega la Rsu Giuditta Brattini.(RO.VO.)


5 aprile 2008 - Il Venezia

Lavoro. I lavoratori dell'amministrazione chiedono subito un tavolo e l'assunzione a tempo indeterminato
I precari in fermento attaccano il Comune

Venezia - «Vogliamo al più presto un incontro con i vertici dell'amministrazione comunale per chiarire la questione precari, stabilire la pianta organica e poi avviare la pratiche per l'assunzione a tempo indeterminato. In caso contrario siamo pronti ad occupare il municipio per protesta». Ad alzare la voce sono i circa 500 precari che lavorano nel comune di Venezia che chiedono la piena regolarizzazione occupazionale ora che c'è stato lo sblocco delle assunzioni. «Terminate le elezioni chiediamo un incontro subito, immediatamente, perchè oltre il 30 aprile sarebbe troppo tardi per poter utilizzare gli strumenti normativi introdotti dalla Finanziaria del 2007 che ha dato la possibilità di stabilizzare con un rapporto lavorativo a tempo indeterminato chi ha lavorato per almeno tre anni, da precario o meglio con un contratto atipico, nella pubblica amministrazione». «Il problema - sostiene Stefano Pieretti, coordinatore regionale Rdb Cub - è che l'amministrazione pare indirizzata a regolarizzare solo chi è sempre rimasto con la stessa tipologia di contratto, lasciando fuori chi nei tre anni di seguito ha invece lavorato con diversi contratti ma sempre da precario. Tutti lavoratori che rischiano di restare fuori da questo processo. Per questo chiediamo al più presto un incontro ». Un problema, questo della regolarizzazione che c'è anche a Palazzo Balbi. «Ci sono lavoratori assunti anche attraverso le cooperative o come consulenti che non rientrano nelle tipologie di contratto previste dalla Finanziaria - dice Paolo De Marchi - tutte persone di fatto sono precari e svolgono precise mansioni anche tecniche». Come il caso di A.T.,un tecnico che lavora al centro Maree «Abbiamo carichi di lavoro e responsabilità pesantissime, dobbiamo garantire la reperibilità e operatività immediata eppure siamo ancora precari». E come il suo ci sono centinaia di esempi simili, dicono i rappresentati Rdb.


5 aprile 2008 - Il Mattino

Castellammare: presidio di protesta di medici e infermieri davanti la sede dell’azienda sanitaria
di ANTONELLA LOSAPIO
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Castellammare - Monta la protesta del comitato degli operatori sanità precari dell’Asl Napoli 5 che ieri mattina hanno tenuto un presidio pacifico, con striscioni e cartelloni, presso la sede dell’Asl 5 in corso Alcide De Gasperi a Castellammare, in occasione dello sciopero contro la precarietà indetto dalla Cub- Rdb (una sigla sindacale di base) a livello nazionale. Alla base dell’agitazione, la mancata stabilizzazione dei precari. La battaglia che riguarda medici, infermieri e ausiliari, si protrae da circa un anno e mezzo, ma senza risultati. «Un presidio di proposte»: è lo slogan coniato dai rappresentanti del comitato precari, proposte che hanno discusso ed affrontato con la direzione generale. Una delegazione di precari, infatti, è stata ricevuta dal manager dell’azienda ospedaliera Gennaro D'Auria. L’incontro è stato l’occasione per far presente ancora una volta una serie di richieste ed esporre proposte volte a contrastare il precariato. In primo luogo, i manifestanti hanno chiesto il reintegro in servizio e la proroga dei contratti per tutto il personale, in possesso dei requisiti richiesti per la stabilizzazione (36 mesi di servizio), come previsto dal comma 519 della legge finanziaria 2007; l’approvvigionamento del personale dalle ultime graduatorie utili in possesso dell’azienda da cui attingere precari aventi diritto da stabilizzare; il rispetto degli standard per garantire i livelli essenziali di assistenza e la reinternalizzazione dei servizi. Dopo l’incontro, restano le perplessità. «L’instabilità lavorativa si può riscattare solo rispettando le leggi vigenti in materia di contrasto alla precarietà e non ricorrendo alle cooperative e alle agenzie interinali per assumere personale - attacca Gennaro Massimino, uno dei rappresentanti del comitato - . In altre Asl della Regione Campania sono state fatte proroghe dei contratti, i precari sono stati immessi nel processo di stabilizzazione». I licenziamenti sono partiti da aprile 2006, gli ultimi a dicembre 2007. «D’Auria ha detto che sta cercando di venirci incontro, che sta riorganizzando l’organico a livello aziendale - prosegue Massimino - valutando come e dove inserire il personale. Inoltre, abbiamo proposto al manager un tavolo tecnico tra l’azienda, l’assessore regionale alla Sanità, il comitato e le sigle sindacali. In maniera provocatoria, infine, abbiamo allestito un mercatino all’aperto di divise di infermieri, fisioterapisti, medici, ostetriche, tecnici, per far capire che c’è personale da assumere». Intanto al centro direzionale a Napoli una delegazione del comitato dei precari dell’Asl Caserta 2 ha incontrato un funzionario dell'assessore Montemarano. «Abbiamo i requisiti per essere stabilizzati come previsto dalla finanziaria nazionale, quella regionale ci esclude. Continuiamo a protestare - dicono i rappresentanti dell’Asl Caserta 2 - ma le risposte che riceviamo sono sempre vaghe». La questione dei precari va di pari passo con le carenze di organico. Fino a novembre 2007, al Maresca di Torre del Greco più del 30% del personale era costituito dai precari. «Con il mancato rinnovo dei contratti dei semestrali, le unità si sono ridotte. Con i precari, riuscivamo a coprire i turni, a programmare le ferie - spiegano dal Maresca - si lavorava meglio. Ora siamo in evidente difficoltà, la situazione è critica». E a protestare non sono solo i precari, il personale del pronto soccorso torna in agitazione annunciando nuovamente l’auto consegna e lo sciopero della fame a partire dal 28 aprile, in segno di protesta contro la carenza di organico.


5 aprile 2008 - Il Centro

Stabilizzazioni, ma non per tutti. In 20 presidiano l’assessorato alla Sanità a Pescara
I precari della Asl occupano la Regione
di Mario Sbardella

AVEZZANO - Stabilizzazioni ma non per tutti alla Asl Avezzano-Sulmona, precari sul sentiero di guerra. Ostilità aperte ieri, a Pescara, all’assessorato regionale alla Sanità, "occupato" da una ventina di lavoratori dopo aver ricevuto la "doccia gelata" dai tecnici. «Eravamo venuti per conoscere i tempi per gli avvisi pubblici riservati ai precari», racconta Mario Frittelli, Rdb, «invece abbiamo avuto la sgradita sorpresa. Eppure il direttore generale ci aveva assicurato l’avvio dell’iter per stabilizzare tutti i precari, «non si capisce perché la Regione abbia combinato questo pasticcio. L’articolato del piano sanitario è confuso su alcune figure, quindi, molte qualifiche rischiano di restare fuori. Noi non siamo d’accordo con questa linea che lascia fuori dalla porta decine di precari da una vita. Siamo stanchi di essere presi in giro dai politici di turno, vogliamo risposte chiare e porte aperte a tutti». Nella Asl sarebbero un centinaio quelli che aspettano da anni il sospirato posto fisso. «Quel provvedimento è zoppo e discriminatorio», aggiunge, «va rivisto per dare finalmente risposte uguali, altrimenti l’occupazione andrà avanti a oltranza». Il punto, comunque, dovrebbe essere discusso nella cabina di regia sulla sanità la prossima settimana, mentre i precari si preparano a chiedere un nuovo incontro al direttore generale, per capire dov’è l’inghippo. Martedì, invece, si recheranno nuovamente all’assessorato per avere lumi da Bernardo Mazzocca. «Se non avremo le risposte attese», conclude, «siamo determinati, nostro malgrado, a bloccare tutti i servizi per difendere la nostra dignità e il diritto di avere finalmente l’accesso al mondo del lavoro dalla porta principale».


5 aprile 2008 - Prima da noi

Precari Centro Regionale Beni Culturali, in 10 attendono stabilizzazione
di Angela Di Giorgio

SULMONA - Nella giornata dello sciopero dei lavoratori precari del Pubblico Impiego, siamo andati presso il Centro Beni Culturali della Regione Abruzzo, che si trova a Sulmona, dove lavorano attualmente 10 collaboratori, tutti rigorosamente precari con contratto a progetto. La struttura, l’unica presente nella regione, si occupa di promozione dei beni culturali, lavorando prima alla catalogazione e, a partire dagli ultimi due anni, anche a ricerche a tema su diversi aspetti del patrimonio culturale abruzzese (pubblicate sul portale regionale).
A mandare avanti il centro ufficiale di riferimento della Regione per il settore beni culturali, sono, però, 10 precari, precisamente collaboratori a progetto. Per loro la strada per arrivare qui è stata lunga, come ci ha spiegato il direttore del Centro, Mario D’Eramo.
«Questo ufficio ha iniziato la sua attività grazie all’assunzione di lavoratori a tempo determinato, precisamente 23, in quella che era una fase di start up. Assunzione avvenuta nel 2002 attraverso selezione pubblica per titoli ed esami. Nel 2004», ha spiegato, «è stato indetto un nuovo concorso, che prevedeva la riduzione del numero degli assunti, da 23 a 13, con un contratto questa volta a progetto».
Una rincorsa alla stabilizzazione, dunque, per un personale che vive da otto anni sotto il segno della precarietà e che svolge un’attività, «senza la quale- come ha ribadito il direttore-questo centro verrebbe chiuso».
I precari del Centro Regionale Beni Culturali di Sulmona hanno deciso, però, di stare oggi quasi al completo al loro posto: «Siamo molto sensibili al tema della precarietà, ma anche perché non c’era una manifestazione organizzata, abbiamo deciso di mandare due collaboratori a L’Aquila come nostri rappresentanti, per tenerci informati su eventuali sviluppi», ha spiegato Giovanna Ruscitti, responsabile scientifico della struttura, aggiungendo che, proprio per la loro specifica posizione contrattuale, le ore di assenza andrebbero comunque recuperate.
Da parte sua, anche una precisazione sulle polemiche che spesso investono proprio i precari: «Siamo tutti laureati in archeologia o storia dell’arte e abbiamo superato selezioni pubbliche per stare qui. Bisognerebbe stare attenti sulla stampa regionale o testate on line a dare giudizi su di noi, che ci danneggiano e non aiutano neppure la Regione a fare il suo lavoro per la stabilizzazione».
Ultime, ma forse più importanti, le valutazioni dei collaboratori del centro.
«Questa struttura regionale, l’unica in Abruzzo, dovrebbe essere motivo di orgoglio per la nostra città- dicono. Invece, siamo tenuti in scarsa considerazione e, forse, paghiamo anche il fatto di essere all’interno di una realtà come Sulmona rimasta ai margini della vita politica regionale e locale».

LO SCIOPERO DI IERI

In tutta Italia ed anche in Abruzzo si sono svolte decine di iniziative contro la grave situazione determinata delle norme "ammazzaprecari" previste dalla Finanziaria 2008, da cui deriva il licenziamento per mancato rinnovo di migliaia di precari storici del Pubblico Impiego che da anni, a copertura delle forti carenze di organico, portano avanti servizi pubblici essenziali.
Le partecipatissime manifestazioni di Torino, Genova, Milano,Varese, Bologna, Parma, Grosseto, Pescara, Napoli, Potenza, Messina e Palermo, che si sono tenute davanti alle sedi di Regioni e Prefetture, hanno posto con forza la richiesta di disapplicazione nei confronti di tutti i lavoratori precari attualmente in servizio delle previsioni della Finanziaria relative alla riduzione degli incarichi flessibili e ai Co.co.co., e l’attivazione immediata dei tavoli di confronto, sia con le Amministrazioni locali che con il Ministero della Funzione Pubblica, per affrontare con soluzioni concrete le tematiche relative alla proroga e alla reale stabilizzazione di tutti i precari e gli esternalizzati.
«La grande e diffusa partecipazione alle manifestazioni di oggi lancia chiaro monito a chi si candida a governare il paese», dichiara Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB-CUB. «Il problema della precarietà», sostiene, «non potrà essere liquidato con le boutade sui buoni matrimoni o sulle mance ad integrazione del reddito di questa campagna elettorale. Chi da anni vive in una situazione di mancanza di certezze e di estrema ricattabilità vuole risposte concrete, ed è pronto a mobilitarsi ancora per porre il nuovo Governo di fronte a precise responsabilità e ad una piattaforma unitaria e chiara: sanatoria generalizzata e fine del precariato con l’abolizione delle leggi Trenta e Treu».


5 aprile 2008 - Liberazione

Tibaldi, Nieri, Battaglia: parliamone
RdB i precari della sanità in assemblea chiedono percorsi di stabilizzazione
di Giulia Pandolfi

Roma - Era piena la sala presso l’Antico Atrio dell’Ospedale S. Giovanni di Roma che ieri ha ospitato l’assemblea indetta dalle Rdb Cub in occasione della giornata di sciopero nazione dei precari della pubblica amministrazione. «Qui nel Lazio - ha esordito Teresa Pascucci, del Coordinamento regionale Sanità Rdb-Cub - abbiamo scelto di concentrare l’attenzione sul precariato nella sanità. Con la delibera approvata lo scorso 21 marzo - ha proseguito - forse siamo arrivati a un punto di svolta, ma chiediamo alla Regione di garantire da subito un percorso organico di stabilizzazione in grado di assicurare, seppur gradualmente, un prospettiva certa, definita, trasparente a tutti i settemila precari ed esternalizzati della sanità laziale». Subito un tavolo con le Rdb e le aziende sanitarie per affrontare concretamente le procedure di stabilizzazione. Questa la richiesta del sindacato di base. Pronta è stata la disponibilità offerta dagli assessori regionali invitati al dibattito. Alessandra Tibaldi (Lavoro) ha confermato la necessità di «costruire un tavolo in cui si vagli attentamente la situazione di ogni singola azienda» ed ha ribadito l’importanza dell’approvazione in Giunta della delibera che avvia la stabilizzazione dei primi ottocento precari ed esternalizzati della sanità. «L’abbiamo immaginata come un punto di partenza in grado di aprire un cuneo all’interno di un meccanismo difficile e complesso. Ora aspettiamo di conoscere il parere del governo». Concetto ribadito da Luigi Nieri (Bilancio) che ha aggiunto: «sono convinto che la sanità pubblica non possa basarsi sul lavoro di personale precario. La delibera approvata è importante proprio perché mostra un chiaro segnale di discontinuità». Per Augusto Battaglia (Sanità) si tratta di «delibera che ha una prospettiva ampia. Occorre adesso definire un percorso generale di stabilizzazione, sapendo di dover dare priorità alle situazioni nelle quali è maggiore il fenomeno del precariato».

Adesione più alta del previsto. In piazza anche i precari del pubblico impiego
Coop, grande sciopero
di Beatrice Macchia

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Oltre agli operatori sociali ieri hanno scioperato anche i precari della pubblica amministrazione, chiamati in piazza dalle RdB-Cub.
In tutta Italia si sono svolte decine di iniziative contro la grave situazione determinata delle norme "ammazzaprecari" previste dalla Finanziaria 2008, da cui deriva il licenziamento per mancato rinnovo di migliaia di precari storici del pubblico impiego che da anni, a copertura delle forti carenze di organico, portano avanti servizi pubblici essenziali.


5 aprile 2008 - La Nazione

Grosseto. LO SCIOPERO nazionale contro «la precarietà di Stato»...
di DEBORAH SANTINI

Grosseto - LO SCIOPERO nazionale contro «la precarietà di Stato» ha toccato anche Grosseto. A scendere in piazza, proprio davanti alla Prefettura, «armati» di bandiere e con un bel bagaglio di problemi da risolvere, ieri mattina, sono stati i lavoratori precari della pubblica amministrazione e delle cooperative che gravitano intorno al servizio pubblico, tutti quanti guidati dalla Federazione territoriale di Grosseto delle Rappresentanze sondacali di base- Confederazione unitaria di base-Cub. Tra gli scioperanti anche una rappresentativa della sezione grossetana dell’Istituto zooprofilattico sperimentale. «La dotazione organica — spiegano i precari Izslt di Grosseto — di questo istituto è disastrosa, è ridotta a meno dell’osso e gran parte di questa è precaria e senza certezza di rinnovo del contratto. Su undici tecnici solo quattro sono a tempo indeterminato, di cui uno part-time. I restanti sette sono precari da lunga data». «Durante l’incontro che abbiamo avuto con il prefetto — spiega Stefano Corsini della Federazione territoriale Rdb-Cub — abbiamo affrontato questo problema e molto altro, come, per esempio, le difficoltà dei rinnovi dei contratti a tempo determinato e la necessità di maggiore tutela per il personale delle cooperative, attraverso le quali le amministrazioni pubbliche esernalizzano i servizi. Questi lavoratori devono avere gli stessi diritti dei dipendenti pubblici». «La riduzione dei costi della pubblica amministrazione — si legge nel volantino del sindacato — non può essere scaricata solo e sempre sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori». Questo concetto esprime, in sintesi, le problematiche che allarmano il mondo del precariato, in Italia come in Maremma. «Questa manifestazione — conclude Corsini — è solo un primo passo, un segnale che vogliamo lanciare al prossimo Governo. E sicuramente questa nostra azione di protesta proseguirà».


5 aprile 2008 - La Nuova Venezia

«Vogliamo un piano triennale di assunzioni»
Ieri lo sciopero dei mille lavoratori precari di Comune e Regione

Venezia - Anche il coordinamento dei precari del Comune di Venezia ha partecipato ieri allo sciopero nazionale, organizzato da Rdb Cub. Decine di giovani che lavorano a Ca’ Farsetti e in Regione Veneto, con contratti a termine o di collaborazione (i famosi Co.co.co) si sono dati appuntamento al centro civico del parco Albanese a Bissuola per protestare contro le amministrazioni pubbliche non stabilizzano i loro rapporti di lavoro.
Ragazzi e ragazze senza una certezza occupazionale ma che lavorano negli assessorati e nelle Municipalità del Comune di Venezia, negli uffici del Bosco di Mestre e del Centro Maree. Folta è la pattuglia dei precari impiegati nelle Politiche Sociali o nel settore Ambiente. Lavorare da precari anche nel pubblico significa non godere di buoni pasto, ferie e malattie pagati. «Sono circa 500 i precari che lavorano per il Comune di Venezia e altrettanti quelli che lavorano in Regione. Sono giovani con una età media tra i 30 e i 40 anni. Alcuni di loro sono alle dipendenze degli enti locali da precari da 10 anni», denuncia Stefano Pieretti, coordinatore regionale Enti locali di Rdb che ha incontrato la stampa durante l’assemblea-sciopero a Mestre. «Chiediamo al Comune di Venezia ed alla Regione di preparare entro il 30 aprile, come prevede la Finanziaria, il piano triennali di assunzioni per stabilizzare il personale precario», spiegano i lavoratori precari del Comune che hanno inviato una lettera alle amministrazioni chiedendo un tavolo di confronto immediato per il piano di assunzioni triennali del personale. A rientrare in questa opportunità, spiega la legge Finanziaria, sono i lavoratori precari o con contratto a termine in servizio alla data del 1º gennaio 2008 e con tre anni di attività. Rdb e il coordinamento chiedono una trattativa entro il 15 aprile, subito dopo il voto elettorale. In caso contrario, minacciano nuove proteste. (m.ch.)

Sessanta lavoratori rischiano il posto
Noale. Sono tutti soci di una cooperativa che assembla tosaerba

NOALE - Dal 1 giugno resteranno a casa senza lavoro. Sono i sessanta lavoratori, quasi tutti stranieri, che producono per la Global Garden Products (Ggp) di Castelfranco che usa i capannoni della Cab Log, l’azienda di logistica di via Mestrina. I lavoratori assemblano le macchine tosaerba per conto della cooperativa Hub, del consorzio Gesconet, che si è assicurata il subappalto. La Ggp però ha deciso di chiudere. Gli operai hanno saputo di questa decisione ad inizio 2008 e da allora hanno scioperato in più di un’occasione ma senza avere risultati. Hanno anche mosso il Comune di Noale per cercare di salvare la baracca. «Operiamo per la Ggp sei mesi all’anno - dice la delegata degli operai Ina Cioclu - e negli altri o facciamo attività saltuarie o restiamo a casa. Siamo stati assunti, molti di noi anche quattro anni fa, come soci lavoratori, versando una quota alla cooperativa, e non abbiamo neanche la tredicesima. Fino a poco tempo fa non c’erano riconosciute neppure le malattie e le vacanze ma grazie ai sindacati ciascuno di noi è riuscito ad avere un’indennità dai 200 ai 500 euro a seconda dell’anzianità maturata. Fra meno di due mesi saremo per strada, con una famiglia da portare avanti e permessi di soggiorno da rinnovare. Chiediamo di essere ricollocati o che ci siano concessi gli armonizzatori sociali». Silvia Aquilesi, rappresentante dell’associazione difesa dei lavoratori (Adl-Cobas), si aspetta un aiuto dalle istituzioni. «Abbiamo avuto delle riunioni col sindaco Carlo Zalunardo e l’assessore comunale alle Attività produttive Massimo Casotto per cercare di trovare una via d’uscita - dice - e da parte loro c’è questa disponibilità. Questi operai non avranno né la cassa integrazione né l’indennità di disoccupazione». Ma il Comune prima di intervenire aspetta la risposta di Cab Log e Ggp. «Alle due aziende - spiega l’assessore - ho inviato una lettera per sapere quali sono le loro intenzioni. Non appena riceverò la risposta mi incontrerò coi sindacati per decidere cosa fare».(a.rag.)


5 aprile 2008 - Il Gazzettino

Ieri assemblea al centro civico di via Bissuola per fare il punto sulle misure previste dalla Finanziaria in merito alla regolarizzazione contrattuale dei collaboratori
In Comune i precari vogliono essere "stabilizzati"
Almeno il 15% degli addetti nei vari servizi dell’ente locale risulta assunto a tempo determinato:il record nelle Politiche sociali
di Alvise Sperandio

Venezia - I precari del Comune alzano la voce, chiedendo l'assunzione a tempo indeterminato, ma il vicesindaco Michele Vianello risponde loro facendo spallucce. Nell'occasione della giornata nazionale di mobilitazione per ottenere la stabilizzazione del personale impiegato negli enti locali, anche in città molti lavoratori hanno chiesto alla pubblica amministrazione di definire una volta per tutte il loro inquadramento professionale. Almeno il 15 per cento degli addetti in vari servizi comunali risulta precario per tale intendendosi i contratti a tempo determinato, i collaboratori coordinati e continuativi e quanti si avvalgono della partita Iva. Ieri si è tenuta una assemblea al centro civico di Bissuola dove una cinquantina di lavoratori hanno fatto il punto della situazione. «La Finanziaria 2007 parla chiaro indicando la via della stabilizzazione dei cococo dopo che quella dell'anno precedente l'aveva già prescritta per i tempi determinati: il requisito è essere in servizio al primo di gennaio di quest'anno e avere un'esperienza lavorativa pregressa di almeno tre anni» ha spiegato Stefano Pieretti della Rdb Cub. Entro la fine del mese ogni pubblica amministrazione deve redigere il piano triennale delle assunzioni definitive previste e su questo si concentra l'attenzione dei sindacati. «Invece tutto è ancora fermo perché siamo ancora allo stadio dei conteggi preliminari. Chiediamo urgentemente un incontro con l'assessore competente, subito dopo il voto, ma se percepissimo che nulla si sbloccherà siamo pronti a scioperare e porre in essere proteste eclatanti come l'occupazione del Consiglio comunale oppure della Giunta». Lapidaria la replica che proviene da Vianello: «Vogliono scioperare? Facciano pure». I sindacati dicono che la precarietà coinvolge almeno 500 lavoratori sui 3mila totali, gente laureata e titolare di competenze e professionalità specifiche che anche da dieci anni non ha in mano un contratto a tempo indeterminato. Il settore che più è coinvolto nella questione è quello delle Politiche sociali dove 13 addetti su 25 da molto tempo aspettano la sistemazione definitiva: mediatori culturali, operatori di strada, persone che tutti i giorni sono impegnate nell'ambito del welfare in tutte le sue sfaccettature. «Risorse insostituibili, perché chi opera da anni a contatto con la gente rappresenta una figura professionale preziosa in campi così delicati che difficilmente può essere sostituita» ha detto Pino Di Pino. Il precariato, secondo i sindacati, si trova un po' dappertutto senza distinzioni dall'usciere del palazzo finanche al dirigente di settore. Gli stipendi sono quelli di un impiegato amministrativo di livello C con una busta paga di mille euro al mese, senza la tredicesima, premi, ferie, malattie e quant'altro. Le prospettive non sarebbero incoraggianti. «In Regione siamo arrivati al paradosso che chi aveva diritto alla stabilizzazione in realtà si è ritrovato a casa senza lavoro» ha riferito Paolo De Marchi della Rsu Veneto. «Chiediamo che la normativa non sia interpretata in maniera restrittiva così da escludere lavoratori che nel tempo si sono visti cambiare l'inquadramento professionale. E chiediamo inoltre il recupero di certe figure che non vengono contemplate nella pianta organica ma che sono operative» ha aggiunto Stefano Pieretti. Insomma, dai precari arrivano segnali di malessere e di mobilitazione contro la classe politica per portare a casa il tanto agognato contratto. Ma a sentire il vicesindaco che, interpellato dal cronista, non è andato oltre la risposta velatamente provocatoria, sembra che nessuna richiesta verrà accolta a scatola chiusa.

LA PROMESSA DELL’ASL 3
«Riconoscimenti economici agli infermieri»
di Matteo Crestani

Bassano - I sindacati autonomi dell'Asl 3 di Bassano del Grappa, Fsi, Nursind ed Rdb-Cub, scrivono al prefetto di Vicenza Piero Mattei per comunicare lo stato di agitazione conseguente all'applicazione di un accordo aziendale siglato dalle organizzazioni sindacali e dalle Rsu che divide i dipendenti. Nella lettera indirizzata al prefetto e siglata da Renato Dalla Grana (Fsi), Andrea Gregori (Nursind) e Germano Raniero (Rdb-Cub), i sindacalisti chiedono l'espletamento del tentativo di conciliazione, per scongiurare lo sciopero, già annunciato per il prossimo 9 maggio, primo giorno dell'adunata nazionale degli Alpini. "Chiediamo al Prefetto - spiegano Dalla Grana, Gregori e Raniero - che si arrivi a una soluzione corretta ed in grado di porre sullo stesso piano tutti i dipendenti, in quanto l'accordo siglato lo scorso 8 ottobre 2007 divide i dipendenti e favorisce una disparità di trattamento che non trova alcuna giustificazione". L'accordo in questione prevede il riconoscimento di benefici economici a favore dei dipendenti dell'Asl 3 e in particolare - ed è questo l'oggetto del contendere - prevede che "per il solo personale amministrativo l'anzianità di servizio sarà valutata con una maggiorazione del 60 per cento". Sulla questione risponde il direttore generale dell'Azienda sanitaria, Valerio Alberti, che puntualizza: «L'accordo integrativo aziendale riferito al biennio economico 2002-2003 ha riconosciuto alcuni benefici economici a favore dei dipendenti dell'area sanitaria e sociale. Di detti benefici hanno, invece, scarsamente usufruito i dipendenti dell'area amministrativa. Per tale motivo lo stesso accordo prevedeva che nella successiva sessione negoziale avrebbe trovato ulteriore considerazione, in termini di priorità, la piena valorizzazione della funzione amministrativa». In relazione alla graduatoria formata, che resterà in vigore fino al 2010, sono stati collocati 1715 dipendenti. «Nel primo anno di utilizzo della graduatoria stessa - aggiunge il direttore generale Valerio Alberti - il 70 per cento circa dei dipendenti beneficiari è costituito da personale di area sanitaria e sociale e solo il 30 per cento da personale di area amministrativa. Negli anni successivi lo scorrimento della graduatoria permetterà, in relazione ai fondi contrattuali disponibili (determinati dai Contratti nazionali) ad altri dipendenti di ottenere il riconoscimento economico». I sindacati autonomi hanno il dente avvelenato, in particolare il Nursind, che denuncia di non aver mai ricevuto risposta dal direttore generale dell'Asl 3 alla lettera inviata lo scorso 18 marzo 2008. Andrea Gregori, segretario provinciale del Nursind scriveva a proposito della situazione venutasi a creare: «Tale discriminazione concorre all'instaurarsi di una conflittualità tra i vari ruoli e profili del personale dipendente, la quale potrà avere ricadute sull'erogazione dei servizi e sulla flessibilità e disponibilità del personale sanitario a coprire le carenze organizzative. Riteniamo che l'aver avvallato da parte dell'Amministrazione un accordo altamente penalizzante per chi svolge un servizio diretto ai cittadini sia frutto di una politica del personale miope e non corrispondente ad un modello di contrattazione che coniughi attentamente i diritti dei lavoratori in relazione all'organizzazione dei servizi». E per quanto concerne la minaccia di sciopero del 9 maggio prossimo il direttore generale Valerio Alberti risponde: «la Direzione, in un recente incontro con le Rsu, ha espresso l'intenzione di attribuire un riconoscimento economico al personale impegnato straordinariamente a garantire l'assistenza durante l'Adunata nazionale degli Alpini, contributo di cui beneficerà prevalentemente il personale infermieristico».

Noale. Sessanta metalmeccanici della Cab Log di Noale rimarranno senza lavoro...
di Davide Tamiello

Noale - Sessanta metalmeccanici della Cab Log di Noale rimarranno senza lavoro dal prossimo 31 maggio. La ditta di logistica, in realtà, centra solo indirettamente nella vicenda: i lavoratori a rischio, infatti, sono gli addetti all'assemblaggio di macchine tosaerba che dipendono dalla Hub, cooperativa che opera alle dipendenze della Ggp (Global garden products) di Castelfranco. Ricapitolando, la piramide gerarchica, dal vertice alla base, parte dalla Cab Log che affida il lavoro alla Ggp la quale a sua volta subappalta alla coop Hub. La Ggp, in questi giorni, avrebbe deciso di chiudere lo stabilimento principale, quello di Castelfranco Veneto, per delocalizzare l'intera produzione in altri paesi, forse nell'Est Europa. Morale della favola: anche i sessanta dipendenti di Noale, dal 31 maggio, saranno a casa senza lavoro. Il problema di queste persone è che si troveranno in mezzo a una strada completamente privi di ammortizzatori sociali, come la classica cassa integrazione. Il loro contratto non lo prevede: per quattro anni e mezzo hanno lavorato di sei mesi in sei mesi (tre line di produzione da venti persone che si davano i turni) a 1200 euro al mese. Dovendo distribuirli in tutto l'anno, però, è come se guadagnassero 600 euro al mese. Niente tredicesima e quattordicesima, niente scatti di anzianità, niente ferie né malattia. Eppure, avevano firmato un contratto a tempo indeterminato. "Ci avevano assicurato che in caso di problemi ci avrebbero ricollocato in qualche altro posto, e invece dall'oggi al domani ci hanno detto: "cercatevi un altro lavoro"" spiega Ina Cioclu, delegata sindacale dei lavoratori. Tra i sessanta coinvolti c'è chi deve pagare il mutuo, chi l'affitto, chi deve mandare i figli a scuola. Ci sono addirittura persone dello stesso nucleo famigliare, moglie e marito, che per mandare avanti la baracca hanno solo quello stipendio. Quasi tutti, inoltre, sono stranieri e senza il loro lavoro non potranno rinnovare il permesso di soggiorno. "Ci sono persone di Padova, Marghera, Mestre ed altri comuni: - dice Silvia Aquilesi dell'Adl Cobas di Padova - noi chiediamo che le amministrazioni si adoperino per intervenire in modo da garantire almeno gli ammortizzatori sociali in attesa di una nuova collocazione". Il Comune di Noale sembra aver preso a cuore il problema, come dimostra la lettera inviata dal sindaco Carlo Zalunardo e dall'Assessore Massimo Casotto alla Cab Log e alla Ggp per avere chiarimenti in merito alla vicenda. "Lettera a cui non abbiamo ancora ricevuto risposta - precisa Casotto - noi cercheremo di intervenire per quanto rientra nelle nostre possibilità, aiutando quei dipendenti che risiedono nel Comune di Noale". Il primo passo è stato fatto, ora toccherà agli altri comuni (o alle aziende) farsi avanti.


5 aprile 2008 - Il Piccolo

Rinviato lo sciopero dei bus proclamato per mercoledì

Trieste - La Confederazione unitaria di base della Federazione Trasporti del Friuli Venezia Giulia ha deciso di rinviare lo sciopero degli autobus inizialmente previsto in città per mercoledì 9 aprile. Una decisione dettata dalle confortanti novità emerse nell’ultimo periodo, a partire - si legge in una nota diffusa delle Rdb - dalla nuova legge regionale 23/07 che prevede delle importanti clausole di garanzia per il mantenimento del rapporto di lavoro e della contrattazione. A ciò si aggiunge l’esito positivo dell’incontro avuto con i rappresentanti della Provincia, un faccia a faccia richiesto dai sindacalisti per sollecitare la giunta a fare più attenzione in primis su sicurezza e copertura organici.


5 aprile 2008 - Corriere di Bologna

Piano industriale e handling
Marconi, Pdl e Sinistra all'attacco di Gualtieri
di Federica Vandini

Bologna - L'intenzione era di mantenere la commissione in Provincia sul tema del piano industriale, ma la presidente di Sab Giuseppina Gualteri e il direttore Armando Brunini non sono riusciti a schivare gli attacchi politici da entrambi gli schieramenti.
Giovanni Leporati del Pdl ha chiesto conto del passivo di Marconi handling, ma la numero uno dell'aeroporto non ha voluto anticipare il dato in vista del cda che si è dilungato fino alla tarda serata di ieri. Si è limitata a definirlo «significativo, come negli anni scorsi»: nel 2006 le perdite ammontavano a 1,6 milioni, per un totale di 8,5 dal 2003, quando la società è stata costituita.
Ora incombono anche i contributi non pagati per oltre un anno da Gesticoop ai lavoratori, e in vista dei quali Gualtieri ha confermato accantonamenti. Leporati, dopo aver interpellato un avvocato, ha accusato la presidente «di ritenere più importante il cda di Sab dell'azionista Provincia», poi la palla è passata ai consiglieri del Prc, che hanno attaccato sugli ex dipendenti Doro Group non riassorbiti da Giacchieri. «Non siamo - ha ribadito Gualtieri - i datori, non siamo nemmeno titolati a chiedere la proroga degli ammortizzatori sociali».
Del secondo atto, il lungo cda di ieri sera, si sa solo che è stata rimandata la questione del ripianamento dei debiti dell'aeroporto di Forlì gestito da Seaf, in cui Sab è scesa negli anni dal 60 al 16,5 per cento. Il Marconi sta ancora decidendo dunque se risalire nella partecipazione dello scalo romagnolo o meno. La Commissione di garanzia sugli scioperi ha poi revocato lo stop di lunedì e Sab «ha impedito ad un nostro rappresentante - denuncia Massimo Betti, responsabile delle Rdb - l'accesso ad una assemblea con il personale di Koop Service».


5 aprile 2008 - Il Giornale di Sondrio

UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE: LA RDB NON FIRMA L'ACCORDO PER IL SALARIO ACCESSORIO

Sondrio - La Federazione provinciale dell'Rdb, in occasione della contrattazione effettuata lo scorso 13 marzo presso l'Ufficio Scolastico Provinciale di Sondrio, non ha sottoscritto l'accordo di sede per la ripartizione del Fondo Unico di Amministrazione per l'anno 2007.
«In sede di trattativa – spiega Francesco Beltrama - abbiamo espresso la nostra contrarietà alla proposta avanzata dall'amministrazione in quanto contrari all'individuazione di parametri in base all'attività che ogni singolo lavoratore è chiamato a svolgere all'interno dell'ente. Riteniamo che non dovrebbero esistere attività lavorative di serie A, serie B, serie C..., bensì responsabilità diverse in base all'inquadramento giuridico ed economico di ogni singolo addetto». «D'altro canto – continua il sindacalista -, non ci risulta che il singolo lavoratore possa decidere di operare scegliendo l'attività meglio remunerata, bensì deve attenersi alle direttive del proprio dirigente in base alle esigenze organizzative dell'ente».
La Rdb si dice poi contraria al fatto che «il salario accessorio, che è di tutti i lavoratori e, pertanto, uno strumento da utilizzare per l'integrazione salariale della ormai esigua retribuzione tabellare, venga invece adoperato per remunerare sostituzioni del dirigente o dell'addetta alla segreteria». «Cosa – conclude la Federazione - che dovrebbe essere a carico dell'ente, da retribuire con risorse proprie".
Nel motivare il proprio no all'accordo, il sindacato di base assicura anche che proseguirà con la propria iniziativa finalizzata alla storicizzazione del salario accessorio per la trasformazione in una quattordicesima mensilità, totalmente pensionabile, da erogare in base alla qualifica giuridica di ogni singolo lavoratore».


5 aprile 2008 - Corriere del Veneto

La minaccia. Protesta simbolica proprio nei giorni in cui arrivano le Penne Nere
Alpini a Bassano, infermieri in sciopero
Ospedale di Bassano Rischio paralisi con lo sciopero degli infermieri. Il sindacato pronto all'astensione a causa delle graduatorie
di Elfrida Ragazzo

BASSANO DEL GRAPPA – Dallo stato di agitazione sindacale allo sciopero il passo è breve. E se, passati i cinque giorni che di prassi servono per convocare l'incontro di conciliazione e raffreddamento in prefettura, non si trova una soluzione al problema nato all'ospedale di Bassano in merito la graduatoria per le progressioni orizzontali dei dipendenti, il sindacato degli infermieri NurSind è già pronto a incrociare le braccia.
Ma non in una qualsiasi giornata di lavoro, bensì nel fine settimana del 9, 10 e 11 maggio, quando la città del Ponte Vecchio sarà invasa da migliaia di penne nere in arrivo da tutta Italia per l'81esima adunata degli alpini. Tutto questo proprio nelle date in cui la direzione medica del-l'Usl 3 ha disposto la sospensione di ogni assenza per ferie, aggiornamento di tutto il personale, salvo eccezioni, oltre ad altre misure ad hoc prese per assicurare l'assistenza durante la tre giorni alpina. «Non abbiamo niente contro gli alpini – commenta il coordinatore regionale NurSind Andrea Bottega –, ma contestiamo la discriminazione nata da un accordo sulle progressioni orizzontali firmata l'8 ottobre 2007».
Il motivo del forte malumore che serpeggia tra le corsie del San Bassiano viene spiegata nella lettera inviata ieri in prefettura che annuncia lo stato di agitazione. NurSind, affiancata da Rdb e Fsi (federazione sindacati indipendenti), in particolare contesta la parte dell'accordo dello scorso ottobre (sottoscritto sia dalla parte pubblica che quella sindacale dell'azienda sanitaria bassanese) in cui si dichiara che «per il solo personale amministrativo l'anzianità di servizio sarà valutata con una maggiorazione del 60 percento».
Per le associazioni dei lavoratori questo passaggio va a «privilegiare una sola categoria del comparto sanità senza una motivazione specifica legata alla propria attività. Tale accordo – si legge nella lettera di agitazione sindacale – ha introdotto un elemento di novità che mancando sotto l'aspetto dell'equità e imparzialità è causa di contrasto tra professionisti della stessa azienda». Anche se il documento è datato ottobre, la protesta è scattata a marzo quando sono state pubblicate le graduatorie in vigore fino al 2010 per il passaggio orizzontale di fascia che corrisponderebbe ad un netto di circa 50 euro in più in busta paga. Gli aventi diritto sono 1520 e i fondi coprono le prime 400 posizioni che – data la maggiorazione del 60 percento dell'anzianità di servizio aglli amministrativi - secondo NurSind andrebbe a privilegiare questa categoria di dipendenti. Il 18 marzo la questione è stata sottoposta anche al direttore generale tramite una lettera, «alla quale, però – sottolinea Bottega – non abbiamo ancora ricevuto risposta».

Cooperativa Hub
Finisce l'appalto lavoratori a casa

NOALE — Il 31 maggio cessa l'appalto per l'assemblaggio di tosaerba e i 60 dipendenti della cooperativa Hub rimarranno senza lavoro. La comunicazione arriva direttamente da Hub che il 28 marzo in una riunione avrebbe suggerito di cercare un nuovo impiego ai propri lavoratori, a grande maggioranza stranieri e che quindi rischiano oltre che di perdere il posto anche il permesso di soggiorno. «La situazione è molto grave— ha detto l'associazione difesa lavoratori federata RdB — bisogna intervenire immediatamente per garantire continuità di reddito e lavoro».(G.B.)


5 aprile 2008 - Avvenire

Carcere, due agenti suicidi in poche ore

ROMA - Due suicidi in poche ore hanno profondamente scosso la Polizia penitenziaria, chiamata a interrogarsi su questo preoccupante fenomeno. Come ricordano i sindacati di categoria, infatti, in soli quattro mesi, sono stati ben nove gli uomini del corpo che si sono tolti la vita.
Gli ultimi due suicidi, in ordine temporale, sono avvenuti a Biella e a Matera e hanno riguardato un agente e un ispettore, che si è ucciso sparandosi con la pistola d’ordinanza; due episodi accaduti in contesti diversi ma con alla base il medesimo disagio, sfociato in tragedia.
Di questo si parlerà in un incontro convocato per il 9 aprile al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia, al quale prenderà parte anche il ministro Luigi Scotti. Un’attenta riflessione sul «disagio e malessere operativo, professionale e familiare che da troppi anni il personale penitenziario vive quotidianamente in un contesto, quello del carcere, complesso e delicato», è sollecitato dai sindacati Fp-Cgil, Cisl Fp penitenziario, Uil Pa penitenziari, Confsal Unsa, Rdb e Flp, che chiedono di «individuare idonee soluzioni perché i lavoratori possano esplicare il loro mandato istituzionale con serenità ed efficacia».


5 aprile 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Fiat, primo sciopero dopo la riapertura
di Fabrizio Geremicca

NAPOLI — Sciopero e picchetto (con intervento della polizia) promossi dai Cobas e dalla Cub, ieri alla Fiat di Pomigliano. Il primo dopo i due mesi di fermo della produzione e di formazione decisi dall'azienda di Torino. La protesta nasce, a sentire i manifestanti, dalla decisione del Lingotto di creare un polo della logistica esterno alla fabbrica di Pomigliano: Nola o Marcianise le ipotesi più accreditate. Saranno adibiti ad esso, sempre secondo i manifestanti, 316 operai, prevalentemente a ridotta capacità lavorativa, che stanno in queste settimane seguendo un corso di formazione, che si concluderà il 2 maggio. Al polo della logistica affluiranno i materiali dei fornitori destinati ad essere montati sulle linee di produzione.
I 316 operai dovrebbero spacchettarli e metterli in sequenza, rispettando l'ordine di arrivo delle vetture sulla linea di produzione. Nell'ambito dello stesso modello, infatti, alcune auto hanno particolari optional o dispositivi. Se i componenti da montare sono sincronizzati perfettamente con la successione delle auto lungo la catena di montaggio, aumenta l'efficacia produttiva. Il timore degli operai, tuttavia, è che la realizzazione di un polo logistico al di fuori di Pomigliano sia il primo passo della esternalizzazione e dell'affidamento di questo settore a ditte esterne. Sulle cifre dello sciopero di ieri, intanto, è scontro. «La fabbrica ha lavorato al 50%», dice Gerardo Giannone, dei Comunisti italiani. L'azienda fornisce dati diversi: «Ventisei per cento di adesioni al mattino; 12% nel pomeriggio». E sull'ipotesi di esternalizzazioni: «Timori infondati ».


5 aprile 2008 - La Repubblica

La vertenza. Anticipo della disoccupazione
Doro Group le banche aiutano i lavoratori

Bologna - Al Tavolo delle Banche istituito all´assessorato Attività produttive della Provincia è stato ieri raggiunto un accordo in sostegno dei lavoratori della Doro Group, da settembre senza stipendio, data la sospensione dell´attività della cooperativa presso l´aeroporto ‘Guglielmo Marconi´. L´accordo coinvolge 28 dei 38 lavoratori che non hanno diritto agli ammortizzatori sociali (in 10 hanno nel frattempo trovato altra collocazione), ma che riceveranno comunque 4 mensilità di indennità di disoccupazione, grazie all´intervento della Regione Emilia Romagna, pari a una cifra di circa 3.200 euro per dipendente.
L´intervento di 3 banche (Carisbo, Unicredit ed Emilbanca) delle 10 che si sono sedute al Tavolo consentirà ai 28 ex dipendenti di Doro di ottenere l´anticipo di tale indennità di disoccupazione attraverso l´apertura di un fido a interessi zero.
Intanto niente sciopero e niente assemblee in aeroporto. Le rappresentanze sindacali di base devono incassare un pesante uno-due a loro svantaggio: la commissione di garanzia sugli scioperi ha revocato la loro iniziativa di lunedì prossimo (uno stop dalle 10 alle 18 per tutto il personale dello scalo) e Sab, la società di gestione del Marconi, «ha impedito ad un nostro rappresentante l´accesso ad una assemblea con il personale di Koop service» in programma. A denunciare i due fatti è un furente Massimo Betti, responsabile delle Rdb.
Ieri Luigi Marinelli, esponente del sindacato di base, doveva incontrare i lavoratori di Koop service, una delle aziende che hanno in appalto i servizi di terra al Marconi: «ma la vigilanza di Sab ha impedito a Marinelli l´accesso».


5 aprile 2008 - Il Mattino di Padova

KOMATSU: UN’ALTRA SETTIMANA DI CIG

Este - In questa settimana i metalmeccanici di due delle tre linee di produzione della Komatsu, di Este (820 dipendenti) sono in cassa integrazione. I lavoratori usufruiranno di un’altra settimana di riposo forzato alla fine del mese. I sindacati hanno incontrato i dirigenti della più grande azienda meccanica della provincia, a totale capitale giapponese. «Da un lato i dirigenti dicono che i magazzini sono strapieni e quindi una fermata della produzione sarebbe necessaria - sottolinea Stefano Pieretti dei Cobas - ma dall’altro lato ci devono spiegare perché sono stati chiamati al lavoro i lead men mentre gli operai devono restare a casa per due settimane?(f.pad.)


4 aprile 2008 - Agi

P.A.: MIGLIAIA DI PRECARI IN SCIOPERO NELLE PIAZZE ITALIANE

(AGI) - Roma, 4 apr. - Il futuro governo dovra' fornire soluzioni concrete per tutti i lavoratori precari: e' il monito alle forze politiche che e' stato lanciato nel corso dello sciopero nazionale dei precari della Pubblica Amministrazione indetto per l'intera giornata di oggi dalle RdB-CUB. In tutta Italia si sono svolte (o si svolgeranno nel pomeriggio come a Firenze e a Roma) decine di iniziative contro "la grave situazione determinata dalle norme 'ammazzaprecari' previste dalla Finanziaria 2008, da cui deriva il licenziamento per mancato rinnovo di migliaia di precari storici del Pubblico Impiego che da anni, a copertura delle forti carenze di organico, portano avanti servizi pubblici essenziali". "Partecipatissime manifestazioni", informa unanota dei sindacati di base, si sono svolte a Torino, Genova, Milano,Varese, Bologna, Parma, Grosseto, Pescara, Napoli, Potenza, Messina e Palermo, davanti alle sedi di Regioni e Prefetture, dove e' stato "posto con forza la richiesta di disapplicazione nei confronti di tutti i lavoratori precari attualmente in servizio delle previsioni della Finanziaria relative alla riduzione degli incarichi flessibili e ai Co.co.co., e l'attivazione immediata dei tavoli di confronto, sia con le Amministrazioni locali che con il Ministero della Funzione Pubblica, per affrontare con soluzioni concrete le tematiche relative alla proroga e alla reale stabilizzazione di tutti i precari e gli esternalizzati". "La grande e diffusa partecipazione alle manifestazioni di oggi lancia chiaro monito a chi si candida a governare il paese - sottolinea Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB-CUB - Il problema della precarieta' non potra' essere liquidato con le boutade sui buoni matrimoni o sulle mance ad integrazione del reddito di questa campagna elettorale. Chi da anni vive in una situazione di mancanza di certezze e di estrema ricattabilita' vuole risposte concrete, ed e' pronto a mobilitarsi ancora per porre il nuovo Governo di fronte a precise responsabilita' e ad una piattaforma unitaria e chiara: sanatoria generalizzata e fine del precariato con l'abolizione delle leggi Trenta e Treu".


4 aprile 2008 - Prima

PRECARI PUBBLICI IN SCIOPERO, SONO IN MIGLIAIA A INVADERE LE PIAZZE ITALIANE

(PRIMA) ROMA - E’ in corso lo sciopero nazionale dei precari della Pubblica Amministrazione indetto per l’intera giornata di oggi dalle RdB-CUB. Si registrano ripercussioni in tutti i Comparti coinvolti dall’astensione dal lavoro, in particolare nei servizi erogati dagli Enti locali, come asili nido e scuole materne, e nella Sanità. In tutta Italia si sono svolte (o si svolgeranno nel pomeriggio come a Firenze e a Roma) decine di iniziative contro la grave situazione determinata delle norme "ammazzaprecari" previste dalla Finanziaria 2008, da cui deriva il licenziamento per mancato rinnovo di migliaia di precari storici del Pubblico Impiego che da anni, a copertura delle forti carenze di organico, portano avanti servizi pubblici essenziali. Le partecipatissime manifestazioni di Torino, Genova, Milano,Varese, Bologna, Parma, Grosseto, Pescara, Napoli, Potenza, Messina e Palermo, che si sono tenute davanti alle sedi di Regioni e Prefetture, hanno posto con forza la richiesta di disapplicazione nei confronti di tutti i lavoratori precari attualmente in servizio delle previsioni della Finanziaria relative alla riduzione degli incarichi flessibili e ai Co.co.co., e l’attivazione immediata dei tavoli di confronto, sia con le Amministrazioni locali che con il Ministero della Funzione Pubblica, per affrontare con soluzioni concrete le tematiche relative alla proroga e alla reale stabilizzazione di tutti i precari e gli esternalizzati. "La grande e diffusa partecipazione alle manifestazioni di oggi lancia chiaro monito a chi si candida a governare il paese", dichiara Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB-CUB. "Il problema della precarietà non potrà essere liquidato con le boutade sui buoni matrimoni o sulle mance ad integrazione del reddito di questa campagna elettorale. Chi da anni vive in una situazione di mancanza di certezze e di estrema ricattabilità vuole risposte concrete, ed è pronto a mobilitarsi ancora per porre il nuovo Governo di fronte a precise responsabilità e ad una piattaforma unitaria e chiara: sanatoria generalizzata e fine del precariato con l’abolizione delle leggi Trenta e Treu", conclude la dirigente RdB-CUB.


4 aprile 2008 - Ansa

SANITÀ: LAZIO; RDB, IMPEGNI CONCRETI PER ASSUNZIONE PRECARI

(ANSA) - ROMA, 4 APR - «Chiediamo un impegno concreto e l'apertura di un percorso per l'assunzione di 7 mila precari della sanità del Lazio». È la richiesta fatta da Teresa Pascucci, del coordinamento Rdb della Sanità, nel corso di un'assemblea organizzata dal sindacato di base questo pomeriggio nell'ospedale San Giovanni di Roma a cui hanno partecipato anche gli assessori regionali alla Sanità , Augusto Battaglia, al Bilancio, Luigi Nieri e al Lavoro, Alessandra Tibaldi. Per Battaglia la delibera approvata dalla giunta regionale sulla stabilizzazione di 800 precari del comparto sanitario «non finirà in un cassetto. Ora è al vaglio della Commissione del Consiglio regionale per essere integrata. Nel procedere alla stabilizzazione dovremo però dare priorità alle situazioni dove è maggiore il fenomeno del precariato». Nieri, infine, si è detto disponibile per «l'apertura di un tavolo di trattativa con le Rdb».

SANITÀ: RDB-CUB, LOMBARDIA RIAPRA TAVOLO PER ASSUMERE PRECARI

(ANSA) - MILANO, 4 APR - Riaprire il tavolo regionale sulla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione e della sanità, per assumere subito tutti i lavoratori e reintegrare i servizi appaltati all'esterno. Sono le richieste della Confederazione unitaria di base per il pubblico impiego (Rdb-Cub), che ha organizzato per oggi uno sciopero nazionale. In Lombardia, in particolare, una ventina di lavoratori si sono riuniti in un sit-in sotto l'Assessorato regionale alla sanità, per presentare le loro richieste alla direzione. Secondo il sindacato, la legge finanziaria 2007 e l'accordo regionale sulla stabilizzazione dei precari per la sanità in Lombardia «non hanno prodotto, se non in una piccola parte, l'assunzione dei precari. Intanto nelle aziende ospedaliere e nelle Asl le amministrazioni tagliano i posti letto, esternalizzano servizi e aumentano i carichi di lavoro», situazione che provocherebbe «allungamento delle liste d'attesa e un aumento dei rischi professionali e degli infortuni sul lavoro per chi resta in servizio». In questo contesto, aggiunge l'Rdb-Cub, «mille lavoratori pensionati in realtà non vengono sostituiti; 4 mila infermieri mancano nella sanità lombarda, mille nella sola Milano; 2 mila operatori socio-sanitari mancano negli ospedali e nelle Asl; e 4.500 precari a tempo determinato aspettano di essere assunti». Una situazione paradossale, conclude il sindacato, anche perchè «la stabilizzazione di questi lavoratori non determina un aumento della spesa, dopo concertazioni al ribasso, due finanziarie nazionali, circolari, direttive e accordi aziendali».


4 aprile 2008 - Omniroma

SANITÀ/ PRECARI, RDB-CUB: APRIRE TRATTIVA CON REGIONE

(OMNIROMA) Roma, 04 apr - Nutrita partecipazione all'assemblea organizzata dalla Rdb-Cub al San Giovanni sul tema del precariato nel settore della sanità, che si è svolta in concomitanza con la giornata dello sciopero nazionale dei precari della pubblica amministrazione. La Rdb-Cub ha chiesto agli assessori regionali presenti, Augusto Battaglia, Alessandra Tibaldi e Luigi Nieri, l'apertura di un tavolo di trattativa. Positiva la risposta dell'assessore Nieri: «Istituiremo subito un tavolo di trattativa con la Rdb-Cub». «Chiediamo un impegno preciso per l'apertura di un percorso per l'assunzione dei 7.000 precari della sanità - ha detto Teresa Pascucci della Rdb Sanità - Altrimenti le operazioni, cosiddette a foglia di carciofo, di assunzioni di precari hanno solo un sapore clientelare. La Regione non può trattare solo con Cgil, Cisl e Uil che partecipano direttamente al sistema cooperativo e sono tra le maggiori affidatarie di appalti esternalizzati». La Rdb-Cub punta il dito contro le esternalizzazioni e il lavoro prestato dalle cooperative nel settore sanitario: «Vengono dati appalti alle cooperative per forniture di beni e servizi, ma le coop nei beni e servizi includono il personale, speriamo che presto venga riconosciuto questo stato di cose che è illegale».

SANITÀ/ BATTAGLIA: DELIBERA PRECARI NON FINIRÀ IN CASSETTO

(OMNIROMA) Roma, 04 apr - «La delibera sull'assunzione dei precari della sanità è stata adottata dalla Giunta regionale, ora è in commissione per essere integrata, ma quello è il testo sul quale ci siamo impegnati e non finirà in un cassetto. Su questo non dovete avere dubbi». È quanto ha detto l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia intervenendo nel corso dell'assemblea organizzata dalla Rdb Cub al San Giovanni in occasione dello sciopero nazionale dei precari della pubblica amministrazione. «La difficoltà nell'attuazione di quella delibera starà nel fatto che ci sono molte situazioni eterogenee sul territorio: forse quella d Frosinone è la più complicata. Il problema - ha proseguito Battaglia - è trovare una soluzione coerente per tutte queste diverse realtà. Nel procedere alla stabilizzazione dovremo dare priorità alle situazioni dove è maggiore il fenomeno della precarietà, ma non è che se in un ospedale solo sono tutti precari prima saniamo quello e poi passiamo agli altri: dovremo trovare un equilibrio tra le varie situazioni. Sarà importante però dare un segnale che abbiamo imboccato una certa direzione con questa delibera». Quindi Battaglia ha fatto un accenno ironico a un ipotesi di commissariamento: «Non è che se la sanità del Lazio venisse commissariata arriva il commissario e si occupa dei precari: non credo proprio».

SANITÀ/ BATTAGLIA: «DOVE NECESSARIO ASSUMEREMO»

(OMNIROMA) Roma, 04 apr - «Ci sono attività nelle quali le cooperative possono operare e altre nelle quali sarà preferibile procedere alla reinternalizzazione del servizio». Lo ha detto l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia in risposta alle domande sull'utilizzo delle cooperative nella sanità pubblica laziale, a margine dell'assemblea organizzata dalla Rdb Cub al San Giovanni. «Le cooperative potranno trovare un utilizzo in alcuni settori dell'assistenza socio-sanitaria, ma anche nelle strutture ospedaliere - ha proseguito - in altre situazioni però sarà preferibile assumere direttamente il personale». Alla domanda in merito alla questione se «un lavoratore dipendente costa meno di un esternalizzato», Battaglia ha risposto: «È evidente che una dipendente che lavora 36 ore a settimana costa di più che comprare 36 ore di lavoro settimanali fornite dal lavoratore una società esterna, ma dove sarà necessario procederemo ad assumere».

SANITÀ/ MARIANI (VERDI): «GIUSTO SCIOPERO PRECARI»

(OMNIROMA) Roma, 04 apr - «I precari della sanità hanno ragione a scioperare, il servizio pubblico sanitario deve garantire prestazioni di qualità come sono solo quelle fornite da personale stabile che ha un suo bagaglio di conoscenze e fa adeguati percorsi di formazione». È quanto ha detto il presidente della commissione regionale lavoro Peppe Mariani (Verdi), intervenendo all'assemblea pubblica organizzata dalla Rdb Cub all'ospedale S.Giovanni in occasione dello sciopero nazionale dei precari della pubblica amministrazione. «Con la stabilizzazione di 800 precari della sanità avviata dalla Regione ci possiamo incanalare in un percorso nuovo - ha proseguito. Stiamo stabilendo le normative di riferimento per scegliere chi saranno gli 800 precari da stabilizzare tra i 7.000 della sanità: entro un anno arriveremo ad avere una cornice di regole condivise per farlo, anche attraverso un percorso assieme ai sindacati». All'assemblea sono presenti anche gli assessori regionali Luigi Nieri e Alessandra Tibaldi.


4 aprile 2008 - Genova Press

GENOVA IN PIAZZA I LAVORATORI PRECARI

Genova - Massiccia partecipazione di lavoratori alla manifestazione svoltasi in Piazza De Ferrari in occasione dello SCIOPERO NAZIONALE dei precari indetto dalle Rappresentanze Sindacali di Base (RdB-CUB).
Questo dimostra che ancora nessuna Legge Finanziaria ha posto la parola fine all'emergenza occupazionale precaria. Le stabilizzazioni programmate sono infatti state del tutto insufficienti a risolvere il problema.
Tutte le categorie di precari erano oggi rappresentate in piazza ed una delegazione di lavoratori ha ottenuto un incontro con l'Assessore Regionale alle Politiche del Lavoro.
Lavoratori e delegati sindacali hanno chiesto all'Assessore l'immediata attivazione, da parte della Regione Liguria, di tavoli di confronto con tutti gli Enti Pubblici che utilizzano forme di lavoro precario, allo scopo di risolvere realmente, con soluzioni concrete e per tutti, il problema del precariato.
L'Assessore Regionale si è impegnato a coinvolgere Comune, Provincia, Regione, Università e Istituti di Ricerca (questi ultimi previa consultazione con l'Assessore alla Sanità) in un percorso comune, teso alla risoluzione del problema.
"Si tratta di un punto di partenza importante" afferma Bruna Bensi di RdB-CUB Pubblico Impiego "in ogni caso, la mobilitazione dei precari continua. Siamo in fase pre-elettorale e le promesse sono facili. Con lo sciopero di oggi i precari hanno dimostrato forza e determinazione e continueranno a farlo finchè non avranno ottenuto il diritto ad un lavoro decente, per una vita decente."


4 aprile 2008 - Dire

SANITA'. RDB: DA ASSESSORI REGIONE OK AD APERTURA TAVOLI

(DIRE) Roma, 4 apr. - Gli assessori regionali alla Sanita', al Bilancio e al Lavoro, rispettivamente Augusto Battaglia, Luigi Nieri e Alessandra Tibaldi hanno partecipato questo pomeriggio all'assemblea dei lavoratori precari ed esternalizzati della sanita' del Lazio organizzata dalle Rdb Cub. "Gli assessori, riconoscendo che la delibera approvata dalla giunta per la stabilizzazione di 800 lavoratori rappresenta solo l'avvio di un processo da proseguire- si legge in una nota dei sindacati di base- hanno raccolto la nostra proposta per l'apertura dei tavoli di stabilizzazione dei precari, a cui parteciperanno le organizzazioni sindacali realmente rappresentative dei lavoratori in lotta".

AEROPORTO BOLOGNA. IRA RDB: CI VIETANO SCIOPERO E ASSEMBLEE
COMMISSIONE REVOCA STOP LUNEDI'; "SAB BLOCCA NOSTRO SINDACALISTA"

(DIRE) Bologna, 4 apr. - Niente sciopero e niente assemblee in aeroporto. Le Rappresentanze sindacali di base di Bologna devono incassare un pesante uno-due a loro svantaggio: la Commissione di garanzia sugli scioperi ha revocato la loro iniziativa di lunedi' prossimo (uno stop dalle 10 alle 18 per tutto il personale dello scalo) e Sab, la societa' di gestione del Marconi, "ha impedito ad un nostro rappresentante l'accesso ad una assemblea con il personale di Koop Service" in programma oggi. A denunciare i due fatti e' un furente Massimo Betti, responsabile delle Rdb di Bologna. Oggi Luigi Marinelli, esponente del sindacato di base, doveva incontrare i lavoratori di Koop Service, una delle aziende che hanno in appalto i servizi di terra al Marconi: "In quella realta' operano dei nostri iscritti, ma la vigilanza di Sab ha impedito a Marinelli l'accesso: hanno mostrato una disposizione scritta di Sab contro di noi", tuona Betti, che non esita a ribadire nei confronti del vertice della societa', guidata da Giuseppina Gualtieri, l'accusa gia' mossa alcune settimane fa tramite comunicato stampa: "Siamo di fronte a un fascismo sindacale senza eguali". In precedenza, era stata negata alle Rdb una sala "e l'assemblea l'abbiamo dovuta fare in corridoio..". Ma stavolta le Rdb non sono disposte a sopportare: "Sab e la presidente Gualtieri negano i diritti sindacali a 140 nostri iscritti per i quali, tra l'altro, non versano la trattenuta" all'organizzazione di rappresentanza. E con Gualtieri le Rdb non sono mai riuscite ad avere un incontro. "Lei non ci riceve, andremo noi da lei...", avverte Betti. Le Rdb fanno appello alle "forze politiche democratiche della citta' perche' intervengano di fronte a questa situazione: nonostante la legge riconosca la nostra agibilita', si sta impedendo il diritto di parola a un sindacato. Forse cosi'- dice Betti- si pensa di tenere fuori dall'aeroporto lo scontro sindacale, ma ci si sbaglia". Intanto, pero', il sindacato di base deve rinunciare allo sciopero di lunedi', stoppato dalla Commissione di garanzia perche' per martedi' prossimo c'e' un'agitazione del personale Enac di Brindisi che ha valenza nazionale. "Ci tocchera' scioperare il 18", nella data gia' 'prenotata' dai confederali, anche se su presupposti differenti. "Ma noi faremo altri scioperi a maggio", promette Betti, "e d'ora in avanti tutto quello che vorremo fare lo considereremo legittimo: di fronte al fascismo sindacale si disobbedisce".


4 aprile 2008 - Gazzetta del Mezzogiorno

Mobilitazione dei precari in tutta Italia
Sciopero nazionale dei precari della Pubblica Amministrazione indetto per l'intera giornata di oggi dalle RdB-CUB contro una norma della Finanziaria che li sfavorisce. Iniziative anche a Potenza

ROMA – Il futuro governo dovrà fornire soluzioni concrete per tutti i lavoratori precari: è il monito alle forze politiche che è stato lanciato nel corso dello sciopero nazionale dei precari della Pubblica Amministrazione indetto per l’intera giornata di oggi dalle RdB-CUB.
In tutta Italia si sono svolte (o si svolgeranno nel pomeriggio come a Firenze e a Roma) decine di iniziative contro «la grave situazione determinata dalle norme "ammazzaprecari" previste dalla Finanziaria 2008, da cui deriva il licenziamento per mancato rinnovo di migliaia di precari storici del Pubblico Impiego che da anni, a copertura delle forti carenze di organico, portano avanti servizi pubblici essenziali».
«Partecipatissime manifestazioni», informa unanota dei sindacati di base, si sono svolte a Torino, Genova, Milano, Varese, Bologna, Parma, Grosseto, Pescara, Napoli, Potenza, Messina e Palermo, davanti alle sedi di Regioni e Prefetture, dove è stato «posto con forza la richiesta di disapplicazione nei confronti di tutti i lavoratori precari attualmente in servizio delle previsioni della Finanziaria relative alla riduzione degli incarichi flessibili e ai Co.co.co., e l’attivazione immediata dei tavoli di confronto, sia con le Amministrazioni locali che con il Ministero della Funzione Pubblica, per affrontare con soluzioni concrete le tematiche relative alla proroga e alla reale stabilizzazione di tutti i precari e gli esternalizzati».
«La grande e diffusa partecipazione alle manifestazioni di oggi lancia chiaro monito a chi si candida a governare il paese - sottolinea Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB-CUB – Il problema della precarietà non potrà essere liquidato con le boutade sui buoni matrimoni o sulle mance ad integrazione del reddito di questa campagna elettorale. Chi da anni vive in una situazione di mancanza di certezze e di estrema ricattabilità vuole risposte concrete, ed è pronto a mobilitarsi ancora per porre il nuovo Governo di fronte a precise responsabilità e ad una piattaforma unitaria e chiara: sanatoria generalizzata e fine del precariato con l’abolizione delle leggi Trenta e Treu».


4 aprile 2008 - Il Bologna

Sindacato. Dalle 9,30 scendono in piazza i Co.co.co. senza laurea "cancellati" dalla legge Finanziaria
Precari, oggi sit-in alla Prefettura per il decreto che li manda a casa
La circolare ministeriale ha salvato (per ora) solo i temporanei della scuola d'infanzia
di Diego Costa
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Bologna - Lo chiamano decreto mille proroghe e oggi solleverà chissà quante proteste: in tutte le piazze d'Italia scenderanno i dipendenti precari del comparto pubblico la cui stabilizzazione si sta per realizzare con modalità uguali ed opposte a quelle desiderate. Con una soluzione di continuità: il licenziamento. A Bologna i precari affolleranno stamane alle 9,30 piazza Roosevelt, dove è previsto un presidio davanti alla Prefettura. Circa un mese fa già un nutrito numero di precari manifestarono in piazza Maggiore a difesa dei loro diritti e chiedendo una sospensione del decreto che fa parte della Finanziaria. Se il Governo non fosse caduto, è probabile che una soluzione ad interim avrebbe permesso il Paese di procrastinare una volta di più una risposta soluzione a questo annoso problema. Invece il Ministero della Funzione Pubblica, tramite una circolare dapprima auspicata e poi redatta, è riuscito a tamponare una falla ma non tutta l'emorragia. Con un provvedimento temporaneo è stato infatti garantito il posto ai precari degli asili nido e delle scuole d'infanzia, oltre agli interinali, dando una risposta alle ansie che accompagnavano educatrici, assistenti e dade in bilico, ma anche insegnanti di ruolo e tanti genitori che temevano problemi e ripercussioni «indotti» dal licenziamento in massa che si doveva verificare il 31 marzo scorso. «La precarietà sembra essere diventato il tema centrale della politica - scrivono i Rappresentanti sindacali di base dell'Emilia Romagna - per le forze scese in campagna elettorale. Emergono ricette poco credibili e fantasiose che non forniscono alcuna soluzione concreta alle giuste aspettative che riguardano migliaia di lavoratori». Il messaggio che il sindacato intende inviare a chi sarà chiamato a governare è la necessità di prendere una decisione a sua volta «non precaria»: il problema infatti potrebbe presto ripresentarsi. «Migliaia di precari pubblici - scrivono gli Rdb - aspettano risposte non più a tempo determinato, nella logica di una stabilizzazione da tempo auspicata». Il problema cioè non è solo quello dei Co.co.co senza laurea dal 31 marzo inevitabilmente lasciati a casa. Serve una soluzione definitiva: per le scuole materne si prospettava l'ipotesi di dare la gestione dei nidi pubblici ad altre cooperative. «E io che dopo anni di attesa finalmente sono diventata di ruolo, cosa mi devo aspettare?» protestava e temeva un'insegnante, sotto casa del Premier uscente, Romano Prodi. Come a voler dire: attenti perchè rovesciando il problema come un calzino, potrebbe scaturirne un altro. A San Lazzaro intanto il Comune fa sapere che in occasione dell'odierna mobilitazione garantirà comunque alcuni servizi essenziali: stato civile e servizio elettorale (dalle 8,15 alle 12.45); servizi di manutenzione e cimiteriale, trasporto disabili e alcuni di Polizia Municipale.


4 aprile 2008 - La Stampa

PROTESTA DEI PRECARI

Torino - Oggi scioperano i precari della pubblica amministrazione e tra questi quelli della scuola e quelli delle biblioteche dell’Università che dalle 10,30 animano il presidio Cub in piazza Castello. I lavoratori delle cooperative impiegati nelle biblioteche universitarie, precari da anni, protestano contro la decisione di sospendere ogni trattativa sindacale fino alle elezioni rettorali di maggio. Entro aprile va preparato il piano per rientrare nelle stabilizzazioni della Finanziaria.

PRECARI. STAMATTINA
Uspidalì, delegazione manifesta a Torino

Valenza - Anche il sindacato Cub vede in chiave favorevole l'incontro tra Comune e sindacati sulla situazione alla casa di riposo Uspidalì, dove sono in pericolo 23 posti di lavoro precari, ma la protesta non si esaurisce e prosegue oggi a Torino, alla manifestazione nazionale indetta dalla Rdb: «La riapertura al dialogo è un frutto della mobilitazione dei lavoratori - dice Giovanni Maccarino -, registriamo positivamente l'apertura di un tavolo di discussione da cui è stata tolta l'ipotesi di passaggio a cooperative o società private, per ripartire alla ricerca di soluzioni pubbliche adeguate». I valenzani saranno presenti con una delegazione alla manifestazione regionale che si svolge stamane a Torino di fronte alla prefettura. L'iniziativa ha lo scopo di «chiedere con forza che vengano ritirati o almeno fatti slittare di un anno i termini per l'entrata in vigore delle norme "ammazza precari"».


4 aprile 2008 - La Città di Salerno

Asl, i sindacati contro Saracino «Risanamento a spese dei servizi»
di Carmela Santi

Salerno - «Prendiamo atto degli ottimi risultati raggiunti dai vertici dell’Asl Salerno 3, ma non possiamo non considerare che il successo personale del manager Saracino non corrisponde ad una azienda sanitaria efficiente e funzionale». Vito Storniello, segretario provinciale Rdb Sanitá, non nasconde le sue perplessitá sui dati diffusi dal dg dell’Asl Sa 3 sul rientro di un debito di oltre 140 milioni di euro. «La razionalizzazione dei servizi e la ridefinizione dei contratti - afferma Storniello - è stata effettuata unicamente a spese dei cittadini . A quanto ci risulta, negli ultimi tempi c’è stato un decremento delle prestazioni sanitarie effettuate dall’Asl Sa 3, con un preoccupante allungamento delle liste di attesa. Basta fare una telefonata al centro unico di prenotazione per verificare i reali tempi di attesa, prima che un utente possa effettuare la prestazione sanitaria richiesta». Tempi sicuramente non previsti dalla tempistica presentata dalle linee guida regionali recepite ma non rispettate, secondo il rappresentante sindacale, dall’Asl Sa 3: «Invitiamo, pertanto, il direttore generale - continua Storniello - ad andare al di lá dell’autocelebrazione e a verificare l’effettiva efficienza dei servizi offerti nei vari presidi ospedalieri del Cilento e Vallo di Diano. Non si può parlare di una equa ridefinizione dei servizi e poi sopprimere la metá dei presidi Saut che assicuravano le prestazioni sanitarie nel vasto territorio di competenza dell’Asl Sa 3. La politica gestionale adottata dal manager Saracino - prosegue Storniello - sin dal suo arrivo a Vallo della Lucania ha puntato unicamente all’abbattimento dei costi, richiedendo un sacrificio non indifferente a tutto il personale aziendale». Ma le difficoltá lavorative, ad Agropoli ad esempio, restano soprattutto per la carenza di medici e radiologi. Il quadro generale non è migliore nei presidi di Sapri, Polla e Sant’Arsenio. «Eclatante- conclude Storniello - è il caso degli anestesisti. Per garantire la copertura del servizio vengono richieste ai pochi specialisti in servizio prestazioni straordinarie dai costi esorbitanti (fino a 700 euro al giorno)».


4 aprile 2008 - Il Mattino

Napoli. Una dura critica rivolta al ministro della Giustizia...

Napoli - Una dura critica rivolta al ministro della Giustizia, Luigi Scotti, viene rivolta dalle organizzazioni sindacali Cisl, Uil, Unsa e RdB del pubblico impiego in relazione al recente verice presieduto dal Guardasigilli a Napoli, in occasione del tavolo aperto per la soluzione delle questioni logistiche della Torre A del nuovo palazzo di Giustizia. «A quell’incontro - si legge nel documento dei sindacati - erano presenti i massimi vertici degli uffici giudiziari locali che nella gran parte hanno assunto ormai una funzione sussidiaria a quella dell’avvocatura nella gestione dei tanti problemi che minano funzionalità ed efficienza del servizio giustizia». Le organizzazioni di categoria «nel manifestare profondo rincrescimento al ministro Scotti e ai rappresentanti istituzionali locali per non aver fatto partecipe dell’incontro i rappresentanti dei lavoratori. Unica voce fuori dal coro sopra descritto sembra essere stata solo quella del presidente del Tribunale, Carlo Alemi, che ha fatto notare come sulla materia trattata fossero assenti due voci: quella dell’organismo rappresentativo dei magistrati (l’Anm, ndr) e quella del personale amministrativo». I sindacati ribadiscono la loro contrarietà alle decisioni di «trasferire sezioni civili e penali, procura generale e altri uffici in una babele di movimentazione di fascicoli, mobili, suppellettili e quant’altro».


4 aprile 2008 - Telereggio

Agenzie fiscali in sciopero

I lavoratori del coordinamento regionale delle Rdb-Cub delle agenzie fiscali della Calabria parteciperanno allo sciopero previsto per l'8 aprile proclamato per protestare contro l'ipotesi di contratto collettivo nazionale. L'adesione allo sciopero è stata decisa al termine di una riunione del Coordinamento Regionale delle Rdb-Cub Agenzie Fiscali svoltasi a Lamezia Terme presso la sede della Federazione Regionale. I lavori sono stati avviati dal coordinatore regionale, Luciano Vasta che ha analizzato la grande partecipazione al referendum sul contratto, organizzato dalle Rdb-cub assieme alla Flp.


4 aprile 2008 - Lameziaweb

Martedì sciopero dei lavoratori del fisco

Lamezia - ll coordinamento regionale RdB Agenzie Fiscali informa che anche i lavoratori del Fisco calabresi, sciopereranno martedì prossimo, come nel resto d'Italia, per protestare contro l'ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro. Lo ha deciso il coordinamento regionale delle RdB/Cub Agenzie Fiscali che si è riunito a Lamezia Terme presso la sede della Federazione Regionale. I lavori sono stati aperti dal coordinatore regionale, Luciano Vasta che è partito dall'analisi della grande partecipazione al referendum sul contratto, organizzato dalle RdB/Cub assieme alla Flp, per consentire ai lavoratori di esprimere il proprio giudizio sulla preintesa contrattuale, sottoscritta solo dai sindacati confederali e fortemente contestata dalle RdB. In Calabria il referendum ha fatto registrare un successo incredibile, infatti, negli uffici dove sono stati predisposti i seggi, su circa mille lavoratori del fisco, ben 700 sono andati a votare manifestando la propria contrarietà a quel contratto, con una percentuale di oltre il 90%. Il coordinamento regionale, dopo ampia discussione in cui tutti i delegati hanno fatto proprie le forti perplessità dei lavoratori calabresi, ha deciso di aderire allo sciopero nazionale, adoperandosi per un più ampio coinvolgimento da parte di tutti i lavoratori. «Aumenti contrattuali, davvero ridicoli, quasi offensivi - silegge nella nota sindacale - inaccettabile inasprimento del sistema sanzionatorio; mantenimento della tassa sulla malattia. Questi i punti maggiormente contestati dai lavoratori e ripresi dal coordinamento regionale del sindacato RdB. In aggiunta a questo - aggiunge - a fronte di una inflazione che galoppa sempre di più e che rende sempre più poveri gli stipendi dei lavoratori, e a dispetto dei risultati raggiunti dai lavoratori del fisco, con una impennata record delle entrate fiscali, le RdB contestano anche la mancata erogazione delle indennità accessorie e il problema dei buoni pasto che a breve non saranno più disponibili per i lavoratori». Il coordinamento regionale delle RdB, ha concluso ritenendo ancora possibile modificare il contratto, «anche alla luce delle evidenti difficoltà manifestate dai sindacati confederali che a fronte del successo in tutta Italia del referendum indetto alle RdB, hanno deciso di sospendere tutte le assemblee in corso». Il coordinatore regionale ha concluso, ritenendo per questo «determinante la riuscita dello sciopero, al fine di poter dare concretezza alla volontà di cambiamento che i lavoratori chiedono a gran voce. Cambiare il contratto si può e sta ai lavoratori dare la forza necessaria alle RdB per poterlo fare».


3 aprile 2008 - Apcom

LAVORO/ DOMANI SI FERMANO PRECARI PA, SCIOPERO SINDACATI DI BASE
Manifestazioni contro licenziamenti e per proroga dei contratti

Roma, 3 apr. (Apcom) - Domani si fermano i lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni contro ogni licenziamento e per la proroga di tutti i contratti precari scaduti o in scadenza: ad organizzare lo sciopero, con una serie di manifestazioni organizzate in diverse città, sono state le `Rappresentanze sindacali di base pubblico impiego' e la `Confederazione unitaria di base'. Secondo i sindacati di base le prospettive lavorative del personale privo di contratti a tempo indeterminato sarebbero notevolmente peggiorate a seguito dell'ultima Finanziaria: a causa dei tagli previsti dal governo uscenti una buona fetta degli attuali lavoratori non fissi rischierebbe infatti fortemente di ritrovarsi priva di occupazione. "Ancora una volta - fanno sapere i Cub attraverso il comunicato sindacale - si cerca di eliminare il precariato nel modo più semplice: eliminando i precari. A migliaia con contratti a tempo determinato, co.co.co. e interinali è stato già intimato il licenziamento". Lo sciopero di domani riguarderà tutto il personale precario della Pa: Lsu-Lpu, Co.Co.Co., con contratto a progetto, partita iva, interinali (in somministrazione), C.f.l. (contratti formazione lavoro), a tempo determinato, lavoratori precari della scuola, titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze delle Università o degli Enti pubblici di ricerca, cantieristi, dipendenti di ditte e coop appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati.


3 aprile 2008 - Prima

ROMA: 8 APRILE, INDETTO SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI

(PRIMA) ROMA - "Né corrotti, né fannulloni: in sciopero e al servizio dei cittadini" è lo slogan dell’iniziativa organizzata dalle RdB-CUB in occasione dello sciopero nazionale indetto per l’intera giornata di martedì 8 aprile nel Comparto Agenzie Fiscali. In diverse città italiane i lavoratori delle Agenzie allestiranno un punto di assistenza fiscale rivolto a tutti i cittadini, per la compilazione della dichiarazione dei redditi, per il rilascio della tessera sanitaria e per l’accesso ai dati catastali degli immobili. In questo modo le RdB-CUB intendono intende coniugare le rivendicazioni della categoria con l’esigenza altrettanto urgente di difendere la gratuità dei servizi offerti ai cittadini. Lo sciopero dell’8 aprile è infatti la risposta dei lavoratori contro lo smantellamento dell’apparato apparato fiscale del paese, che vede nel decentramento delle funzioni catastali e nell’abbandono delle regioni del sud Italia da parte dell’Agenzia delle Entrate i presupposti per l’indebolimento dei servizi pubblici e gratuiti. Lo sciopero è inoltre la risposta dei lavoratori delle Agenzie Fiscali alle politiche contrattuali e salariali che li penalizzano e ne offendono la dignità. Anche nel primo trimestre 2008 le entrate tributarie sono cresciute sensibilmente, ed una quota consistente del maggior gettito Irpef è merito della lotta all’evasione fiscale e del servizio svolto dai lavoratori del Comparto a favore di tutta la collettività. Malgrado questi risultati, con la corresponsabilità di Cgil-Cisl-Uil unici firmatari, il 26 febbraio scorso è stato ipotizzato un rinnovo contrattuale fortemente penalizzante sia sul fronte salariale sia sul fronte dei diritti, bocciato dai lavoratori nella consultazione promossa dalle RdB, che ha visto l’80 per cento di contrari alla pre-intesa. In qualità di cittadini e di pubblici dipendenti, anche l’8 aprile i lavoratori del Fisco in sciopero svolgeranno con l’impegno di tutti i giorni il loro ruolo pubblico, a difesa dei loro diritti, della loro dignità e del loro salario. A Roma, la manifestazione si terrà in Piazza della Repubblica, dove dalle ore 11.00 verrà attivato il punto di assistenza fiscale per i cittadini.


3 aprile 2008 - Ansa

ALITALIA: FIUMICINO; SINDACATI BASE, ORA TOCCA ALLA POLITICA

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 3 APR -''Le rappresentanze sindacali ieri hanno fatto bene a non accettare la nuova proposta di Spinetta: sarebbe stato un sacrificio troppo grande e comunque alla trattativa bisognava presentarsi con un piano per una compagnia unica e non spezzettata. I mezzi tecnici per farlo c'erano''. A parlare all'aeroporto di Fiumicino e' Antonio Amoroso del sindacato autonomo Cub Trasporti. ''Cosa succedera' adesso? Non possiamo prevederlo. Certo e' che ora e' il momento della politica. Sono loro, infatti, che devono sbilanciarsi, senza troppi giochetti. L'Alitalia - conclude il sindacalista - va salvaguardata in tutte le sue attuali funzioni''. ''Siamo fortemente preoccupati per la situazione che si e' venuta a creare - commenta Silvano Bernacchia, della Rsa Filt-Cgil -. Ora la patata bollente passa in mano al Governo, saranno decisive queste ore per capire meglio come intendono portare avanti la vicenda di un'azienda che e' di importanza vitale per il nostro Paese.''. Non lesina critiche ad Air France, Fabrizio Tommaselli, coordinatore nazionale dell'Sdl. ''Visto che nel momento della negoziazione con i sindacati, Air France si e' subito ritirata - dice - la spiegazione e' che forse questo potenziale partner non aspettava altro se non un pretesto per fare dietrofront. Come se non bastasse una situazione gia' tanto complicata, si e' aggiunta la contrapposizione elettorale. Un solo esempio: quella tra Prodi e Padoa-Schioppa da una parte e lo stesso Veltroni dall'altra. Per l'ennesima volta si sta giocando con la pelle dei lavoratori''. Il sindacalista Sdl non si mostra comunque pessimista: ''Secondo noi la continuita' aziendale c'e', i soldi per andare avanti ancora ci sono, se esistono veramente altre cordate interessate si facciano avanti. Noi avevamo invitato Prato a non dimettersi e andare avanti con il suo piano industriale, purtroppo non ha accettato''.


3 aprile 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. RDB: PREFETTO EVITI ULTRA-PRECETTAZIONE
LUNEDI' SCIOPERO, QUARTU: STAVOLTA NON SI SPOSTINO I VOLI

(DIRE) Bologna, 3 apr. - Lunedi' prossimo sara' di nuovo sciopero all'aeroporto di Bologna: per tutto il personale dello scalo dalle 10 alle 18. E le Rdb, che lo organizzano, mettono le mani avanti dicendo che, stavolta, non accetteranno una maxi-precettazione dei lavoratori, come accaduto in occasione dell'ultima iniziativa di lotta che hanno promosso al Marconi. Il messaggio e' stato recapitato qualche giorno fa a Sab, Bas, Marconi handling, Giacchieri, all'Enac e alla Commissione di garanzia sugli scioperi, ma soprattutto al nuovo prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia, con la richiesta di una convocazione urgente di un incontro. Perche' nello sciopero di lunedi', scrive Italo Quartu (Rdb) nella lettera alla Prefettura e alle aziende attive in aeroporto, "ci riserviamo di garantire esclusivamente il personale necessario alla copertura dei voli identificati secondo la normale programmazione". L'Enac, cinque giorni prima dello sciopero, deve infatti indicare quali aerei devono arrivare o partire anche se i lavoratori sono chiamati a incrociare le braccia; successivamente, spiega Quartu, azienda e sindacato devono concordare quante persone sono necessarie a garantire i voli indispensabili. "Ma ad oggi la delibera dell'Enac non c'e'. Chiediamo quindi al Prefetto un incontro; se non ci sara', garantiremo solo il 20% dei voli, piu' quelli di Stato o umanitari", avverte Quartu. Le Rdb si sono mosse in anticipo dopo aver protestato perche' nel loro precedente sciopero, "spostando gli orari dei voli, sono stati 'comandati' in servizio tantissimi lavoratori. In Marconi handling hanno dovuto lavorare in 85 su 87...", racconta Quartu. Si rischia dunque lo sciopero selvaggio? "Sono le aziende che 'selvaggiamente' cambiano la pianificazione dei voli e delle regole", replica il sindacalista. Per lo sciopero di lunedi', "chiediamo di individuare i voli da garantire e garantiremo solo quelli: non accetteremo le chiamate doppie, come e' accaduto l'altra volta quando hanno comandato le stesse persone a gestire due voli nella fascia oraria dello sciopero". Insomma, viene scritto al Prefetto, le Rdb non sono disponibili "a subire illegittime 'comandate' aziendali atte a depotenziare l'adesione allo sciopero". Per lunedi', il sindacato di base prevede anche un presidio di protesta in aeroporto.

COMUNALI. MORGIA: RUTELLI PARTECIPA SOLO SE C'È STAMPA
INCONTRO DELLE RDB CON CANDIDATI SINDACO E DIPENDENTI CAPITOLINI

(DIRE) Roma, 3 apr. - "Rutelli partecipa solo se c'e' la stampa e chiaramente evita di incontrare i lavoratori". L'accusa viene da Armando Morgia, candidato sindaco per Sinistra Critica che interviene all'assemblea dei dipendenti capitolini organizzata da Rdb-Cub nella sala Gonzaga. Un'assemblea a cui il sindacato aveva invitato tutti i candidati sindaco, ma a presentarsi all'appuntamento sono stati solo in sei: oltre a Morgia, Susanna Capristo (Pcl), Umberto Calabrese (La mia Italia), David Gramiccioli (Movimento Delfino), Michele Baldi (Lista civica Baldi sindaco), Serenetta Monti (Amici di Beppe Grillo). "Rutelli- continua nel suo attacco Morgia- ha dimostrato gia' a Trambus di non voler incontrare i lavoratori. All'incontro con i dipendenti dell'azienda non e' venuto, ma qualche giorno prima l'ha visitata accompagnato dai dirigenti e dai vertici dei sindacati Cgil, Cisl, Uil". Un filone polemico che trova seguito nella candidata dei Grillini: "Rutelli non va dove rischia fischi e sputi", dice Serenetta Monti. E se i candidati si autodefiniscono "quelli scrausi" o, piu' elegantemente "alternativi", sono tutti concordi nel difendere i dipendenti del Campidoglio. Dall'accusa di assenteismo, innanzitutto, quando il rapporto 2006 del Comune "dice chiaramente che nell'assenteismo e' contemplato di tutto tranne le ferie. E quindi malattie e diritti come permessi per lutto o per studio. Cioe' diritti dei lavoratori". "Il tanto celebrato aumento del Pil romano- dice Morgia- si accompagna al 13% della precarieta' nel Comune, piu' alta di due punti della media nazionale e con l'aumento, negli ultimi 5 anni, del 40% degli infortuni sul lavoro". Nel rapporto, inoltre, secondo il sindacato, si registra un aumento delle ore lavorate da ciascun dipendente (+5,27% dal 2003 al 2006). Contestato anche il nuovo sistema di rilevamento delle presenze (JTime) che "non ha semplificato la gestione del personale ma solo causato errori su errori ed e' costato 8 milioni di euro". "Errori pero'- fa notare Serenetta Monti- sempre a vantaggio delle tesi di D'Ubaldo". E per Baldi, che si vanta di "essere l'unico consigliere che ha riposto a D'Ubaldo e contestato le consulenze d'oro" il problema "non sono i dipendenti ma un'amministrazione comunale che non sa valorizzare il patrimonio di lavoratori" che, aggiunge Monti "saranno assenteisti ma permettono ai dirigenti di raggiungere il 100% degli obiettivi e avere il premi di produzione".


3 aprile 2008 - Adnkronos

BOLOGNA: DOMANI PRESIDIO PRECARI E RDB DAVANTI PREFETTURA
SINDACATI, DA FORZE POLITICHE NESSUNA RICETTA CREDIBILE

Bologna, 3 apr. - (Adnkronos) - A Bologna si terrà alle 9.30 in piazza Roosvelt, davanti alla sede della Prefettura, il presidio dei precari del pubblico impiego, indetto dalle Rdb-Cub, nell'ambito dello sciopero di 24 ore, proclamato su scala nazionale. Un'ora dopo, un sit-in della stessa natura, andrà in scena davanti alla Prefettua di Parma. Secondo i sindacati che hanno organizzato la mobilitazione, infatti, sul tema della precarietà «dalle forze politiche in campagna elettorale emergono ricette poco credibili o fantasiose che non forniscono nessuna soluzione concreta». «L'applicazione dell'ultima finanziaria sta producendo un vero e proprio massacro per tutti quei precari della pubblica amministrazione che non sono già stati inseriti in processi di stabilizzazione» spiegano le rappresentanze sindacali di base, sottolineando che «sono migliaia i lavoratori a tempo determinato, i co.co.co., gli interinali ai quali è stato già intimato il licenziamento, mentre le amministrazioni si avviano a sostituirli con altri precari e ad attivare ulteriori processi di esternalizzazione dei servizi».


3 aprile 2008 - Il Manifesto

Statali precari
Sciopero generale domani indetto dalla Cub-RdB

L'applicazione dell'ultima finanziaria sta licenziando di fatto tutti i precari che non sono già stati inseriti in processi di stabilizzazione. Migliaia di lavoratori a tempo determinato, co.co.co., interinali cui è stato già intimato il «non rinnovo» del contratto. Molte amministrazioni si avviano a sostituirli con altri precari e ad attivare ulteriori esternalizzazione dei servizi. Si salvano per ora solo i precari delle scuole d'infanzia e gli interinali. Lo sciopero indetto dalla Cub-RdB è a carattere nazionale e sono previste manifestazioni in tutte le principali città italiane.

Francesca e il tasso variabile
«Da 800 euro a 1.100. Che truffa»

Roma (ci. gu.) - Da 850 euro al mese a 1.100. E Francesca, nonostante suo marito abbia un buon lavoro, non ce la fa più a pagare il mutuo. «Ha cominciato a salire lentamente, ogni mese un po' di più. E adesso siamo arrivati a un punto per cui proprio non ce la facciamo più». In casa sono in quattro, e entrano 1.600 euro al mese: «Il lavoro di mio marito è buono, finora non abbiamo mai avuto problemi. Tanto che quando abbiamo accettato di pagare 850 euro, che non sono pochi, sapevamo che avremmo potuto farlo senza far mancare niente ai nostri due bambini». E invece, adesso la situazione è completamente cambiata. Francesca è una delle persone che, come migliaia di altre in Italia, è stata abbagliata dai tassi bassissimi di qualche anno fa: «Per avere un mutuo ci siamo rivolti a una di queste agenzie che fanno da intermediazione con le banche. Ci dicevano che il tasso variabile era il più conveniente, e in effetti a noi quella cifra andava bene». Poi le condizioni del mercato sono cambiate radicalmente. Ma in questo caso c'è una questione in più: la dimostrazione che la legge Bersani sulla possibilità di cambiare mutuo senza spese non viene rispettata. «Proprio l'altra settimana - racconta Francesca - ho chiamato in banca, chiedendo se era possibile passare al tasso fisso. Mi hanno detto che per farlo devo ricominciare una nuova pratica. Ma per aprire quella in corso ho speso 5 mila euro. Adesso proprio non me lo posso permettere». Prospettive? «Provare a cambiare banca, come ha fatto una mia amica. Ma bisogna vedere se sarà possibile. Qui è una giungla, mia sorella che ha avuto il mio stesso identico problema l'appartamento l'ha messo in vendita».
Francesca è una delle decine di persone che ogni settimana si rivolgono agli sportelli dell'As.i.a Rdb, dove raccontano: «La platea delle persone che si rivolgono ai nostri sportelli è cambiata sensibilmente negli ultimi anni. Prima chi aveva problemi con l'affitto della casa o con il mutuo erano perlopiù gli stranieri con lavori precari. Ormai cresce il numero di italiani appartenenti al ceto medio, tutti con un grave problema di impoverimento improvviso nonostante mantengano il lavoro». L'insolvenza dei mutui per la casa è una vera e propria piaga: «L'indicazione che diamo noi è non pagare. Occorre che il governo faccia una moratoria sui mutui».


3 aprile 2008 - Liberazione

Scioperano anche i precari della pubblica amministrazione Cooperatori senza contratto in piazza contro le cooperative
di Fabrizio Salvatori

Non solo elezioni, anche scioperi. Nell'Italia invasa dagli spot elettorali c'è una categoria di lavoratori, quella dei precari, cooperative comprese, che non si fa "appiattire". E domani saranno in piazza a dirlo con slogan e comizi. A mobilitarsi, su iniziativa dei sindacati, sarà tutta il settore delle cooperative sociali, che interessa oltre 250mila lavoratrici e lavoratori. I cosiddetti "soci cooperatori" attendono da 27 mesi il rinnovo del loro Contratto nazionale di lavoro. Continuano, nonostante ciò, a garantire servizi importanti per la tutela delle persone a partire da quelle più svantaggiate. Le risposte ottenute dalle controparti sono state assolutamente inadeguate sia sul versante economico che su quello del riconoscimento delle professionalità. Da qui l'avvio della mobilitazione e la proclamazione dello sciopero. I sindacati chiedono «incrementi economici che producano un reale recupero inflattivo dei salari», questo significa 110 euro per il 6° livello e almeno 80 Euro per il 4° livello cui si deve aggiungere il recupero economico del biennio precedente; e il riconoscimento di un nuovo sistema di classificazione «in cui sia prevista la progressione economica di carriera che premi la professionalità e non faccia arretrare il salario in caso di cambi d'appalto».
Intanto, le Rdb confermano, sempre per domani, lo sciopero nazionale di tutti i precari della Pubblica amministrazione di tutti i comparti con tutti i precari. «Sono migliaia i lavoratori a Tempo Determinato, i Co.co.co., gli interinali ai quali è stato già intimato il licenziamento, mentre le amministrazioni si avviano a sostituirli con altri precari e ad attivare ulteriori processi di esternalizzazione dei servizi» si legge in un comunicato. Tredici le città in cui sono previste le iniziative di sostegno allo sciopero. I precari si mobiliteranno a Torino, Genova, Milano, Varese, Bologna, Firenze, Grosseto, Roma, Pescara, Napoli, Potenza, Messina, Palermo. Nel Lazio, la sanatoria dei precari è ad un punto un po' più avanzato, ma non mancano le preoccupazioni. « «Dopo il blocco delle assunzioni e le poche deroghe concesse - dichiara Stefano Zecchetti, responsabile Sanità/Rdb-Cub - siamo preoccupati che la tanto attesa delibera si trasformi in uno strumento programmatico diluibile nel tempo, con buona pace di chi aspetta da anni un lavoro vero, e che recepisca accordi sindacali ormai sorpassati, quando non addirittura superati da recenti circolari della Funzione Pubblica»


3 aprile 2008 - La Nazione

Precari in piazza, voglia di un posto sicuro
"Piscine e musei: costo doppio dagli appalti"

Firenze - DOMANI I PRECARI della pubblica amministrazione scenderanno in piazza per chiedere un posto di lavoro sicuro. Alle 17, davanti alla sede della prefettura in via Cavour, le Rdb-Cub organizzano un sit-in di protesta. Nell’ambito della ‘giornata di lotta’ nazionale, le Rdb-Cub hanno proclamato anche uno sciopero, che si svolgerà da inizio a fine turno per tutti i lavoratori interinali, co.co.co, a progetto, a termine o a partita Iva. Non tutti i servizi pubblici saranno dunque garantiti, anche se Stefano Cecchi, delle Rdb, minimizza: «Ormai a Firenze, in seguito al processo di stabilizzazione, i precari sono rimasti pochi, quindi non ci aspettiamo disagi per i cittadini». «Restano, però, dei settori critici – prosegue Cecchi – e cioè le piscine e la cultura». Proprio in questi giorni, infatti, i lavoratori delle piscine comunali sono tornati a protestare, visto che il Comune ha deciso di dare in appalto il servizio a cooperative esterne, «ad un costo doppio rispetto alla gestione diretta». In occasione della visita del presidente della repubblica Giorgio Napolitano a Firenze, i lavoratori gli hanno consegnato, tramite il capo gabinetto della prefettura, una lettera, chiedendo un suo diretto interessamento per bloccare l’esternalizzazione dei corsi delle piscine. Altra situazione critica è quella dei lavoratori precari che prestano servizi nei musei di Palazzo Vecchio. Come si legge in una nota delle Rdb-Cub, infatti, a nove interinali che da anni lavorano in quei musei, con contratto in scadenza il 31 marzo, «è stata proposta l’assunzione presso una cooperativa, decurtando il loro stipendio di 300 euro per svolgere lo stesso lavoro». «D’altra parte – prosegue la nota – sono queste le retribuzioni che il Comune offre agli altri dipendenti della cooperativa utilizzati nei musei di Palazzo Vecchio». E cioè, dai 700 ai 750 euro netti al mese. MA NON È SOLO il destino dei nove interinali. «Il Comune di Firenze – denunciano le Rdb-Cub – intende procedere ad una gara di appalto per esternalizzare l’insieme delle attività museali, bibliotecarie ed archivistiche». Intanto, Rdb-Cub e la Rsu del Comune di Firenze protestano contro l’amministrazione per altre due questioni. Ovvero, il premio incentivante 2007, che dovrebbe essere pagato a maggio ai dipendenti, ma di cui, ancora, i sindacati non conoscono l’importo, e i buoni pasto, fermi da cinque anni a 6 euro, nonostante il contratto decentrato del dicembre 2005 prevedesse già un aumento.(Mo.)


3 aprile 2008 - Leggo

Roma. Un venerdì nero, tra scioperi e proteste...

Roma - Un venerdì nero, tra scioperi e proteste. L’esercito dei precari incrocia le braccia e paralizza tutto il comparto della pubblica amministrazione e della sanità. «Tempi determinati, co.co.co., interinali, lavoratori socialmente utili, contrattisti e dipendenti di ditte e cooperative appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati – specifica RdB Cub, per citare le categorie interessate – presenti ovunque, tra i dipendenti capitolini, negli ospedali, nelle Asl, nelle case di cura ma anche nelle scuole, negli asili nidi e nelle mense». La protesta avrà inizio oggi, alle 16, con l’assemblea pubblica dei dipendenti capitolini nella sala Gonzaga in via della Consolazione. Domani alle 16 assemblea pubblica anche per gli operatori della sanità, presso il San Giovanni, e primo sciopero, a carattere nazionale, per le cooperative sociali in sit-in a Piazza Venezia le 10 per il contratto scaduto da 27 mesi.(L.Loi./ass)


3 aprile 2008 - La Repubblica

In duecento bloccano Capodichino
Vertenza Atitech: lavoratori sulla pista, i voli partono in ritardo
di PATRIZIA CAPUA

Napoli - Dalle prime file dei sindacalisti arriva il grido: «Assemblea in officina», i manifestanti abbandonano il blocco stradale sul viale Ruffo di Calabria che va all´aeroporto e marciano in massa verso l´hangar Atitech. Lo attraversano e con una mossa imprevista irrompono sul piazzale dello scalo aereo. Sono circa duecento, gridano slogan e sventolano bandiere. È il momento cruciale della protesta messa in atto ieri dai lavoratori Atitech di Capodichino. Sit in per fermare i varchi di accesso alla pista per i viaggiatori e stop a un aereo diretto a Londra Heathrow in partenza per le 16. I piloti sono già al loro posto, ma il velivolo resta bloccato. La tensione è altissima. La polizia con i caschi e gli scudi forma subito un cordone e circonda i lavoratori. Si temono scontri, che finisca con una carica degli agenti della celere. Alla fine il cordone di agenti li sospinge e li allontana verso il margine del piazzale.
Accade alle 15,45 di un lungo pomeriggio di mobilitazione iniziato alle 14,40 e concluso alle 19 quando i manifestanti decidono di lasciare il campo. «Alitalia non si tocca, la difenderemo con la lotta» si legge sugli striscioni. Sventolano le bandiere di tutte le sigle sindacali. «Vogliono cancellare l´azienda napoletana, ma non permetteremo che si perda un solo posto di lavoro». Uno sciopero massiccio organizzato per indurre Air France a ritornare sui suoi passi e non escludere dal perimetro Alitalia i quasi 800 lavoratori di Napoli. Giovanni Aruta, Rsa della Cisl annuncia che ai lavoratori e alle loro famiglie ha espresso solidarietà anche la Conferenza episcopale campana, attraverso un documento firmato da don Aniello Tortora, responsabile della Pastorale del lavoro. Dopo l´occupazione del piazzale 14, i manifestanti tornano sul viale di accesso all´aeroporto e riprendono il presidio. Cinque ore di disagi per i passeggeri, ritardi e bagagli trascinati a piedi lungo il viale, ma nessun blocco totale dei voli. La Gesac che gestisce lo scalo, fa sapere che dalle 14.25, ora di inizio dell´assemblea dei lavoratori, alle 17.25, su 17 voli in decollo, oltre al ritardo per quello partito alle 16.27, si è verificato un ritardo di partenza anche per il volo Easyjet per Berlino delle 16.45, decollato invece alle 17.19. Nessuna variazione invece per i 21 voli in arrivo a Capodichino. Alle 19 il blocco che impediva l´accesso e l´uscita nell´aeroporto di auto e bus viene sospeso. Cgil, Cisl, Uil Ugl e Rdb comunicano di aver ricevuto dai sindacati nazionali assicurazione che Atitech è stata inclusa nel "perimetro Alitalia".


3 aprile 2008 - Il Napoli

La protesta. Presidio dei lavoratori della compagna napoletana collegata ad Alitalia: ritardi nei voli
Atitech, invasione a Capodichino i dipendenti bloccano l'aeroporto
Cinque ore di blocco sulla pista e check-in rallentati: molti passeggeri perdono l'aereo
di Alessandro Migliaccio

Napoli - Bloccare Capodichino per far sbloccare la trattativa per la cessione di Alitalia al gruppo AirFrance-Klm. Con questo obiettivo, ieri pomeriggio, circa cinquecento dipendenti di Atitech hanno effettuato una protesta nello scalo partenopeo, della durata di cinque ore, provocando non pochi disagi. Non ci sono stati voli cancellati, ma si sono verificati ritardi e numerosi passeggeri sono rimasti a terra per essere giunti in ritardo ai banchi del check-in. LA PROTESTA si è sviluppata in tre fasi: la prima, con il blocco del viale Ruffo di Calabria, unico accesso per i viaggiatori alle partenze ed unica via di uscita per autobus ed auto private, poi la seconda, quando i lavoratori, passando dai capannoni di Stitiche, sono scesi sulle piazzole di sosta, a poche decine di metri dalla pista di atterraggio e si sono fronteggiati per circa un'ora con la polizia. Infine la terza fase, con un nuovo blocco del viale d'accesso, terminata pochi minuti prima delle 19. Scesi dagli autobus turistici, da quelli di linea e dalle auto private, trascinando a mano i bagagli, i passeggeri hanno dovuto percorrere circa ottocento metri a piedi, arrivando a volte all'accettazione (il check-in) ad imbarco sul volo già chiuso. Tra coloro che hanno subito disagi c'è l'imprenditore napoletano Tito Clemenza, che ha perso il volo Air One per Catania delle 15.45. «Nella fascia dei voli pomeridiani abbiamo perso una cinquantina di passeggeri», ha detto il caposcalo di Air One, Salvatore Torsello. Alitalia non ha fornito cifre ufficiali ma le ripercussioni pesanti non sono mancate anche se i ritardi nei voli sono stati contenuti. Mezz'ora di ritardo per il volo della British Midland diretto a Londra delle 15.50, altrettanto per il volo di Easyjet diretto a Berlino delle 16.45. Ma tutti i ritardi inferiori ai trenta minuti non sono calcolati e neanche i passeggeri che hanno perso il volo. Durante la manifestazione di protesta dei dipendenti di Atitech, è stata bloccata dai dimostranti anche un'automobile della Military Police diretta alla base ?ato di Capodichino, che ha dovuto fare marcia indietro. A portare solidarietà ai manifestanti sono giunti, a Capodichino, i consiglieri regionali Salvatore Ronghi e Pasquale Sommese. Poco prima delle 19, infine, i circa cinquecento lavoratori di Atitech hanno dovuto accogliere - non senza qualche mugugno - la decisione delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl ed Rdb di sospendere il blocco per il «passo avanti» registrato nella trattativa dell'acquisto di Alitalia. Una trattativa che, però, si è bruscamente arrestata quando il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, ha abbandonato il tavolo di confronto dopo aver letto la controproposta dei sindacati al piano di acquisizione di Alitalia. La controproposta, commenta la compagnia francoolandese, «finalizzata a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie, è incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività». Dunque, nonostante le rassicurazioni inviate dai sindacati ai lavoratori di Atitech, sembra proprio che la trattativa di acquisto della compagnia di bandiera abbia subito uno stop definitivo. Rispetto al quale, anche bloccare di nuovo un aeroporto non servirà a niente.


3 aprile 2008 - L'Unione Sarda

Protesta dei dipendenti dell'Atitech sulla pista di Capodichino
I lavoratori bloccano Napoli

NAPOLI - Quasi cinque ore di blocco dei lavoratori di Atitech, la società controllata da Alitalia, hanno creato gravi disagi all'aeroporto di Capodichino. Non ci sono stati voli cancellati, ma ritardi e numerosi passeggeri rimasti a terra per essere giunti in ritardo ai banchi del check-in. La protesta ha avuto tre fasi: la prima, con il blocco del viale Ruffo di Calabria, unico accesso per i viaggiatori alle partenze e unica via di uscita per autobus e auto private; la seconda, quando i lavoratori, passando dai capannoni di Stitiche, sono scesi sulle piazzole di sosta, a poche decine di metri dalla pista di atterraggio e si sono fronteggiati per circa un'ora con la polizia; la terza, con un nuovo blocco del viale d'accesso, terminata pochi minuti prima delle 19.
«Nella fascia dei voli pomeridiano abbiamo perso una cinquantina di passeggeri», ha detto il caposcalo di Air One, Salvatore Torsello. Alitalia non ha fornito cifre ma fonti interne parlano di ripercussioni pesanti anche se i ritardi nei voli sono stati contenuti. Mezz'ora di ritardo per il volo della British Midland diretto a Londra delle 15.50, altrettanto per il volo di EasyJet diretto a Berlino delle 16.45 secondo la Gesac. Ma i ritardi inferiori ai 30 minuti non sono calcolati e neanche i passeggeri che hanno perso il volo.
MILITARI Bloccata dai dimostranti anche un'auto della military police diretta alla base Nato di Capodichino, che ha dovuto fare marcia indietro. A portare solidarietà ai manifestanti sono giunti anche i consiglieri regionali Salvatore Ronghi e Pasquale Sommese. Con l'orecchio a Roma ed alla trattativa tra i sindacati nazionali, Alitalia e Air France, i lavoratori hanno accolto con qualche mugugno la decisione delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Rdb di sospendere il blocco. «Il passo avanti», ha detto il segretario della Cgil trasporti, Antonio D'Auria, «è che l'ad di Alitalia Maurizio Prato ha accettato la proposta di riportare insieme la flotta e le altre attività, compresa Alitalia Airport». Poi, in serata la doccia fredda, con la rottura della trattativa e le dimissioni di Maurizio Prato.


3 aprile 2008 - Corriere della Sera

No di Air France. Prato: ho fallito, vado via
Spinetta: proposta sindacale inaccettabile. Compagnia nel caos. Lo spettro del commissario. Azioni sospese in Borsa Il manager francese: «Volevano li accudissi come ha fatto lo Stato» L'ipotesi Lufthansa

ROMA — Il volo delle 21.25, ieri sera, ha riportato il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, a Parigi. La trattativa con i sindacati di Alitalia è fallita. I francesi hanno respinto l'ultima proposta avanzata dalle 8 sigle al tavolo. Il capoazienda, Maurizio Prato, si è dimesso. Il cda deciderà se accettare o portare i libri in tribunale. Ma i sindacati s'oppongono: chiedono un «tavolo permanente di crisi» per traghettare la compagnia fino a dopo il voto. E forse già pensano a un'altra trattativa, con un altro acquirente: il più quotato è Lufthansa. E persino al ritorno dei francesi. In un'altra fase.
È l'epilogo di una giornata partita male e finita peggio. Eppure tutto era già successo martedì. La proposta killer che ha liquidato i francesi, preparata da Cgil e Cisl, che prevedeva il rientro di tutte le attività di Az Servizi in Alitalia e l'ingresso di Fintecna nel capitale della nuova società, era già scritta. La conosceva Prato, che aveva previsto la contrarietà dei francesi, ma che in un estremo tentativo aveva dato l'assenso informale di Alitalia e Fintecna. La sapeva il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che l'aveva subito avversata e che ieri in un'audizione alla Camera ha ribadito che non c'erano alternative ai francesi. Ne era al corrente soprattutto Spinetta, che aveva anticipato il «no» ai sindacati. Il manager martedì sera era amareggiato: «Non so più cosa fare — confidava ai suoi, a cena —. So cosa vorrebbero i sindacati: sostituire allo Stato italiano, che finora li ha accuditi come un padre, l'aiuto di Air France. Ma io non posso ». Tutto previsto. L'incontro alla Magliana, mentre i lavoratori organizzati dalla Cub protestavano ai cancelli e quelli di Atitech occupavano lo scalo napoletano, la formalizzazione della proposta sindacale unitaria (esclusa la Uil, rimasta fuori dal tavolo), la risposta di Spinetta. «Air France-Klm — recita la nota finale — non ha ricevuto alcun mandato dal consiglio per dar seguito a questo schema completamente nuovo. Nel merito questa proposta, volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie, è incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività». Spinetta riunirà comunque il consiglio per sottoporgli la proposta ma il manager ha già detto di dubitare che verrà accettata «perché richiede molti mesi di lavoro e di riflessione» mentre i problemi di Alitalia «vanno affrontati oggi». L'abbandono di Air France ha scosso Prato: «Serve una scossa: — avrebbe detto ai sindacati — ho fallito e devo dare un segnale personale». Un preannuncio delle dimissioni che sono arrivate mezzora dopo, alle 20.30, con una lettera affettuosa ai dipendenti che di certo il manager aveva pronta. I sindacati l'hanno atteso fuori dalla porta. Il loro auspicio è che il cda oggi ne respinga le dimissioni e che Prato traghetti la compagnia, anche nelle vesti di commissario, fino a dopo il voto, sfruttando i 178 milioni appena incassati. Non è facile che Prato accetti. Oggi Alitalia sarà sospesa in Borsa.
I sindacati, che hanno invitato i lavoratori a sospendere le proteste, hanno in mente uno schema che avrebbe già un consenso politico bipartisan: «Proseguire nel piano stand alone, ricercando condizioni di rinnovato interesse, in un contesto europeo, per un processo industriale di ampio respiro attraverso una vera negoziazione ». Traduzione: lo schema rifiutato ieri da Air France può andar bene a qualcun altro. C'è chi parla di contatti già avviati con Lufthansa. Il tutto in un clima diverso, dopo il voto, facendo emergere imprenditori e banche promessi da Berlusconi. Spazio al prossimo governo dunque, perché Alitalia resti italiana. Ma intanto però c'è da evitare il fallimento che verrebbe accollato a Prodi: un punto su cui il partito di Walter Veltroni sarebbe stato nettissimo.(A.Bac.)


3 aprile 2008 - Il Nuovo Salernitano

MANIFESTAZIONI IN TUTT’ITALIA
Precari pubblici, protesta indetta per domani

SALERNO - Precari sempre più disagiati, monta la protesta. Domani, con lo sciopero di tutti i precari del pubblico impiego e con le manifestazioni che si terranno nelle principali città italiane, le Rdh-Cub proseguono la mobilitazione "affinché- si legge nella nota sindacale- i governi locali (con i piani di stabilizzazione) e il futuro nuovo Governo Nazionale (con il Dpcm e con il prossimo Dpef) non possano eludere il problema del futuro di migliaia di precari pubblici. L'applicazione dell'ultima Finanziaria sta producendo un vero e proprio massacro per tutti quei precari della Pubblica Amministrazione che non sono già stati inseriti in processi di stabilizzazione. Sono infatti migliaia i lavoratori a tempo determinato, i co.co.co., gli interinali ai quali è stato già intimato il licenziamento, mentre le amministrazioni si avviano a sostituirli con altri precari e ad attivare ulteriori processi di estemalizzazione dei servizi. Intanto la precarietà sembrerebbe un tema centrale per le forze politiche in campagna elettorale, da cui emergono ricette poco credibili o fantasiose che non forniscono nessuna soluzione concreta alle giuste aspettative di migliaia di lavoratori. Attraverso la mobilitazione e le pressioni attuate durante la discussione del decreto "milleproroghe", le RdB-CUB hanno ottenuto da parte del Ministero della Funzione Pubblica l'emanazione della circolare che fa salvi i precari degli asili e scuole d'infanzia e gli interinali dalle conseguenze della Finanziaria". Ma questa misura per i sindacati non è sufficiente. "Le RdB-Cub- prosegue la nota- rivendicano con forza la disapplicazione nei confronti di tutti i lavoratori precari attualmente in servizio delle previsioni contenute nei cormi 76, 78 della Finanziaria, relative alla riduzione degli.incarichi flessibili e ai Co.coco; l'attivazione immediata di tavoli di confronto con le Amministrazioni locali ed il Ministero della Funzione Pubblica, che coinvolgano i sindacati che realmente si sono battuti in questi anni contro la precarietà e affrontino realmente, con soluzioni concrete e per tutti, le tematiche relative alla proroga e alla stabilizzazione; l'assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale precario Lsu-Lp, Co.Co.Co., Contratto a progetto, a Partita Iva, Interinali, Contratti di formazione lavoro, Tempo determinato, precari della scuola, titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze delle Università o degli Enti pubblici di ricerca, Cantieristi e dipendenti di ditte e cooperative appaltatrici o gestori dei servizi estemalizzati; rivendicano infine la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e dei dipendenti delle ditte e società appaltatrici". Domani gli organizzatori della protesta attendono una nutrita partecipazione.


3 aprile 2008 - Il Tirreno

DOMANI. Precari in sciopero

Prato - Domani è indetta una giornata di sciopero nazionale dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni. Lo sciopero è stato proclamato dalla Federazione Nazionale RdB/Cub. Nel caso di un’ampia adesione allo sciopero, potranno verificarsi rallentamenti di alcune attività. Saranno comunque garantiti i servizi essenziali di emergenza/urgenza ospedaliera (pronto soccorso, generale e ortopedico) sale operatorie, terapia intensiva e i servizi di emergenza territoriale (118, guardia medica).


3 aprile 2008 - Il Messaggero Veneto

Domani sciopero all’Ass4

Udine - A causa dello sciopero nazionale dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni indetto per domani, venerdì 4 aprile, dall’organizzazione sindacale Rdb/Cub, alcuni servizi sanitari potranno essere costretti a ridurre la propria attività. Da parte sua l’Azienda per i servizi sanitari numero 4 "Medio Friuli" precisa di impegnarsi a garantire il funzionamento dei servizi sanitari di assistenza e di degenza indispensabili per la sicurezza dei malati, chiamando direttamente in servzio le unità di personale medico, infermieristico e di supporto necessarie così come anche previsto dal contratto integrativo decentrato per la garanzia del servizio.


3 aprile 2008 - Gazzetta di Parma

Sciopero precari della P.A.

Parma - Domani potrebbero crearsi disagi in alcuni servizi del Comune in cui presta attività lavorativa personale precario, a causa dello sciopero nazionale precari della pubblica amministrazione indetto, per l’intera giornata appunto di domani, da Rdb Cub per l’otte - nimento di un tavolo di confronto con il Ministero della Funzione pubblica per l’as - sunzione a tempo indeterminato di tutto il personale precario. Saranno comunque garantiti i Servizi pubblici essenziali.


3 aprile 2008 - InAlessandria

Lo sciopero generale nel pubblico impiego di venerdì interessa anche le scuole comunali

Alessandria - Si comunica che la RdB CUB Pubblico Impiego ha proclamato uno sciopero generale del pubblico impiego per l’intera giornata di VENERDI 4 APRILE .
Pertanto resteranno chiusi: l’Asilo Nido "Rossini"; la Scuola Comunale dell’Infanzia: "Santorre di Santarosa".
Gestiranno invece il servizio: gli Asili Nido: "Arcobaleno", Il Campanellino", "Campi", "Gattamiao", "P. Micca", "P. Trucco", "Cascinagrossa", "Tonso";
Le Scuole Comunali dell’Infanzia: "Bovio", "Campi", "Carducci", "P. Micca", "Spinetta Marengo 1", "S. Michele", "Spinetta Marengo 2", "Cascinagrossa";
i servizi Extra scolastici: "Ferrero – Zanzi"; "Galileo Galilei", "Spinetta Marengo".


3 aprile 2008 - Caserta News

Precari della sanità incontrano Consiglieri Regionali

Napoli – Una delegazione sindacale R.d.B./CUB, si è recata presso la sede del Consiglio Regionale della Campania, per la seduta che avrebbe dovuto discutere del problema dei precari della sanità, in tale occasione, si sono incontrati i Consiglieri che stanno seguendo la questione precari della sanità e che hanno firmato gli emendamenti che avrebbero dovuto apportare dei correttivi alla Legge Regionale, tali da risolvere il problema dei 'contrattisti' dei policlinici universitari, (che non rientrano tra le tipologie contrattuali da stabilizzare) e quello dei precari licenziati in alcune ASL. Ma è emerso che il tutto si limitava solo allo spostamento della data dal (dicembre 2006 a dicembre 2007) per calcolare i 3 anni di precarietà. una vera e propria truffa, nei confronti dei precari, non venivano assolutamente presi in esame i problemi esistenti ed esposti dalla R.d.B./CUB, ne veniva rispettato l'impegno assunto dall'Assessore alla sanità con i precari. I problemi erano e rimangono: il problema dei precari 'contrattisti' che pur prestando la loro opera da anni nelle strutture sanitarie pubbliche, non sono compresi tra le figure da stabilizzare. La finanziaria 2008, precisa che 'la stabilizzazione deve intendersi dei posti in organico e non dei lavoratori', dunque; se in un azienda ci sono da 10 anni, 200 precari 'contrattisti,' questi devono andare a casa, se non hanno i titoli per essere inseriti nella graduatoria Regionale (tre anni di precariato diretto), e quei 200 posti, devono essere stabilizzati attraverso l'assunzione di 200 precari doc, presi dalla graduatoria Regionale. Un assurdità che crea sottoprodotti della precarietà, e utile solo per far stabilizzare le persone giuste, dal momento che: 1) la graduatoria Regionale sarà formata attraverso criteri ancora poco chiari; 2) il numero dei precari aventi titolo, (tre anni) oltre ad aumentare per lo spostamento della data al 2007, in molte aziende, il rinnovo del rapporto di lavoro, stà avvenendo in modo mirato, sempre agli stessi e su precise indicazioni sindacali. Inoltre rimane irrisolto il problema dei precari a cui non è stato prorogato il rapporto lavorativo, come previsto dalla legge, con la legge sulla stabilizzazione, sono passati dalla precarietà al licenziamento; il problema della riduzione dei coefficienti P.L./infermiere, previsti dal regolamento 2007, che comporterà una riduzione del fabbisogno di infermieri, e la relativa riduzione di stabilizzazione, con il rischio che i precari rimarranno per anni nella graduatoria Regionale, in attesa di essere chiamati e stabilizzati. Intanto la forzatura, di sapore propagandistico, mostrata dai politici Regionali, nei confronti dei dirigenti della sanità, che sono stati inseriti nella legge Regionale sulla stabilizzazione, denota un attenzione politica, verso una categoria già in esubero nella sanità, mentre non trova altrettanta attenzione nei confronti dei precari del comparto, che sono carenti al punto da non poter garantire i LEA. Questi fatti, confermano che il problema della stabilizzazione dei precari della sanità in Campania ha troppi punti negativi, in perfetta linea con la gestione fallimentare della sanità, e dell'intera classe politica. I politici Campani, in campagna elettorale e non, non sono affidabili e/o credibili; i sindacati concertativi, cercano come sempre, di ricavarne vantaggi per loro e per i loro amici; i precari, sono per condizioni oggettive, molto ricattabili e costretti a seguire gli stessi personaggi che li hanno imbrogliati più volte o peggio si danno forme di autorganizzazione antisindacale, per risolvere il problema che hanno nell'azienda dove lavorano. Ma per la gravità e la dimensione del problema, necessitano una unità dei precari, su punti generale e risolutivi a livello Nazionale e Regionale. Per questo motivo, la R.d.B./CUB ha proclamato per: il 4 aprile uno sciopero Nazionale di tutti i precari In Campania è indetto un presidio di protesta con conferenza stampa e assemblea 'precaria' all'aperto presso la RAI di via Marconi alle ore 10.00


3 aprile 2008 - Il Denaro

Rifiuti
Lavoro, rivolta al Consorzio Bn 3: sciopero della fame per il contratto
I lavoratori del Consorzio per lo smaltimento dei rifiuti Benevento 3 protestano contro la decisione del presidente dell'ente di non rispettare il contratto nazionale e di non acconsentire alla contrattazione decentrata o di secondo livello. In una lettera al prefetto del capoluogo sannita, Antonella De Miro, si dicono pronti allo scipero della fame
di Ruggero Rugliano

Benevento - Sciopero della fame come soluzione estrema per chiedere il rispetto del contratto nazionale. E' la decisione che i lavoratori del Consorzio Benevento 3, che chiedono un incontro con il prefetto di Benevento Antonella De Miro, sono disposti a mettere in campo se nei prossimi giorni non ci saranno novità significative. "Il presidente del Consorzio Benevento 3 non ha riconosciuto a questo sindacato e ai lavoratori il diritto sancito dalla legge - afferma il coordinatore provinciale Rdb Ambiente Piero Mancini - da mesi invano stiamo chiedendo invano di onorare il contratto nazionale disatteso in alcuni punti e di acconsentire alla contrattazione decentrata o di secondo livello". I recenti precedenti raccontano di una situazione ormai giunta al limite della tensione. "Il 17 marzo — si legge in una nota del sindacato — abbiamo chiesto al presidente del Consorzio Benevento 3, Francesco Cocca, di conoscere il nominativo del responsabile della sicurezza dei lavoratori nominato dal Consorzio. Il presidente ha ignorato la richiesta". "Nel Consorzio Benevento 3 la produttività è altissima, in rapporto al numero dei lavoratori dipendenti e a quelli effettivamente e quotidianamente presenti, cui non viene elargito nessun premio di produzione - continua Mancini - e non viene riconosciuta una equa ripartizione dei carichi di lavoro". Per tentare di trovare un accordo il sindacato chiede l'intervento del prefetto. "Abbiamo incontrato a gennaio in Prefettura Rita Circelli, allora facente funzioni prefettizie che prese l'impegno di convocare le parti in conflitto, la Rdb Ambiente e il presidente del Consorzio —prosegue Mancini — questa convocazione non è mai giunta. Siamo sicuri che ciò sia dovuto a problemi organizzativi che hanno investito la Prefettura prima del suo arrivo. La nostra esasperazione ha raggiunto ogni limite- continua - per questo abbiamo pensato perfino di organizzare uno sciopero della fame nei prossimi giorni nei pressi del Palazzo del Governo". "La sua sensibilità eviterà questa drastica forma di manifestazione di disagio- conclude la nota - ricevendo gli esponenti di questo sindacato e organizzando un tavolo di necessaria mediazione tra le parti".


3 aprile 2008 - Il Mattino

S. Maria Capua Vetere. Nelle prossime ore gli ausiliari della sosta potrebbero dare vita a un stato di agitazione...

S. Maria Capua Vetere - Nelle prossime ore gli ausiliari della sosta potrebbero dare vita a un stato di agitazione riducendo sensibilmente alcuni servizi in città. I 30 lavoratori sono in vertenza sindacale dopo la decisione, assunta qualche tempo fa, dalla «Piccola cooperativa sociale parcheggiatori sammaritani» di diminuire l'orario di lavoro. Il provvedimento è scaturito dalle difficoltà di mercato incontrate dalla dirigenza, ma per i dipendenti questo equivale a una sensibile diminuzione della retribuzione. I parcheggiatori, sostenuti dalla confederazione unitaria di base (Cub), hanno così deciso l'apertura di una vertenza e stabilito, nel corso dell'ultima assemblea, di nominare una commissione speciale d'azienda per uscire da questo stato di difficoltà. L'organo risulta composto da tre rappresentanti degli ausiliari della sosta (Nicola Di Palma, Mario Capitelli, Maria Prezioso), da Fulvio Beato in qualità di funzionario del Cub e Michele Arciprete, amministratore unico della cooperativa. La commissione si riunirà oggi: nel corso dell'incontro sarà avanzata la richiesta del ripristino dei livelli occupazionali previsti dal contratto.(c.mon.)


3 aprile 2008 - Il Gazzettino

Napoli. Quasi cinque ore di blocco dei lavoratori degli stabilimenti Atitech...

Napoli - Quasi cinque ore di blocco dei lavoratori degli stabilimenti Atitech (società napoletana di servizi di manutenzione di Alitalia) hanno creato gravi disagi all'aeroporto di Capodichino. Non ci sono stati voli cancellati, ma ritardi e numerosi passeggeri rimasti a terra per essere giunti in ritardo ai banchi del check-in. Il destino di Atitech è stato uno dei punti di contrasto tra i sindacati e Air France: con la rottura del tavolo è saltata la possibilità di trattenere alcune attività di manutenzione anche pesante fino ad oltre il 2010. Adesso le incognite sono anche maggiori. La protesta di quasi 200 dipendenti ha avuto tre fasi: la prima, con il blocco del viale Ruffo di Calabria, unico accesso per i viaggiatori alle partenze ed unica via di uscita per autobus ed auto private; la seconda, quando i lavoratori, passando dai capannoni di Stitiche, sono scesi sulle piazzole di sosta, a poche decine di metri dalla pista di atterraggio e si sono fronteggiati per circa un'ora con la polizia; la terza, con un nuovo blocco del viale d'accesso, terminata pochi minuti prima delle 19.Scesi dagli autobus turistici, da quelli di linea e dalle auto private, trascinando a mano i bagagli i passeggeri hanno dovuto percorrere circa 800 metri a piedi, arrivando a volte all'accettazione a volo già chiuso, come l'imprenditore napoletano Tito Clemenza, che ha perso il volo Air One per Catania delle 15.45.«Nella fascia dei voli pomeridiano abbiamo perso una cinquantina di passeggeri», ha detto il caposcalo di Air One, Salvatore Torsello. Alitalia non ha fornito cifre ma finti interne parlano di ripercussioni pesanti anche se i ritardi nei voli sono stati contenuti. Mezz'ora di ritardo per il volo della British Midland diretto a Londra delle 15.50, altrettanto per il volo di Easyjet diretto a Berlino delle 16.45 secondo la Gesac. Ma i ritardi inferiori ai 30 minuti non sono calcolati e neanche i passeggeri che hanno perso il volo.Bloccata dai dimostranti anche un'auto della military police diretta alla base Nato di Capodichino, che ha dovuto fare marcia indietro. A portare solidarietà ai manifestanti sono giunti anche i consiglieri regionali Salvatore Ronghi e Pasquale Sommese. Non ci sono stati fermi o denunce da parte della polizia. Con l'orecchio a Roma ed alla trattativa tra i sindacati nazionali, Alitalia ed Air France, i lavoratori hanno accolto con qualche mugugno la decisione delle sigle sindacali Cgil-Cisl-Uil-Ugl ed Rdb di sospendere il blocco.


3 aprile 2008 - Radio RTM

RIFIUTI SOLIDI URBANI. A MODICA C'E' NUOVAMENTE ARIA CHE "PUZZA" DI PROTESTA
di Giorgio Caruso

Modica - Attendono ancora il pagamento della mensilità di gennaio ed un acconto della mensilità di febbraio, oltre alla liquidazione dalla precedente ditta, l’Agesp. Sono i dipendenti, iscritti alla Flaica-Cub, della ditta affidataria dell’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani in città. "Nei giorni scorsi, quando scendemmo in piazza – dicono dalla Flaica-Cub -, il titolare della ditta da cui dipendiamo e l’assessore all’Ecologia, Nino Gerratana, giunsero ad un accordo che prevedeva l’erogazione di 600 mila euro da parte del Comune all’indirizzo della ditta Busso. Questa somma – sottolineano – avrebbe dovuto permettere il pagamento della mensilità di gennaio e di un acconto del mese di febbraio, con l’impegno che entro il 31 marzo la ditta avrebbe saldato per intero la mensilità relativa al secondo mese dell’anno. A tutt’oggi però – concludono dal sindacato – i lavoratori non hanno ricevuto il saldo di febbraio, quando anche la mensilità di marzo è pienamente maturata". Ma i lavoratori lamentano anche il mancato ricevimento del primo acconto quale saldo della liquidazione che sarebbe dovuta giungere dalle casse dell’Agesp, la ditta che in precedenza curava il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a Modica. Per l’erogazione di questo acconto, l’amministrazione comunale, il 10 marzo scorso, ha firmato un protocollo d’intesa proprio con l’Agesp che prevedeva, entro il 31 marzo, il versamento, in un unica soluzione di 357.135,13 euro, somma proveniente da un decreto ingiuntivo passato in giudicato il 15 maggio dello scorso anno. Anche in questo caso però ai lavoratori non è giunto alcunché. "Non lo si è fatto – spiega l’amministratore delegato dell’Agesp, Gregorio Bongiorno – perché ancora non abbiamo ricevuto quanto promessoci. I 360 mila euro dovranno servire per liquidare il Tfr ai dipendenti". Inoltre l’Agesp, con un secondo decreto ingiuntivo che aveva visto nei mesi scorsi il pignoramento delle somme dell’Ato e di otto comuni della provincia, pigmoramento poi sospeso, deve ricevere da palazzo San Domenico la somma di oltre 2 milioni di euro. "Faremo di tutto per recuperare le somme – dice Bongiorno – anche chiedendo il pignoramento di beni comunali". Ma il rischio è anche per l’Ato Ambiente Ragusa, dato che potrebbe essere avanzata istanza di fallimento della società, da parte della ditta che, tra l’altro, ha già vinto il ricorso al Tar.


3 aprile 2008 - Corriere di Bologna

Il presidente Atc Francesco Sutti: «Resto in azienda fino a maggio, poi vedrò»
«Ritardi? Il giudice stabilirà le colpe»

RORTHAIS — Il Civis deve ancora nascere, ma da tempo non ha più un padre. Resta l'impressione che l'unica ad impegnarsi sullo sviluppo del filobus sia «mamma» Irisbus, la società produttrice controllata al 100% da Fiat. Non è stata solo una visita di cortesia quella del presidente Atc Francesco Sutti allo stabilimento francese di Rorthais. S'è trasformata in una serie di espliciti richiami, che aggiungono altra pressione sull'opera, e in un congedo quasi annunciato all'Atc.
Nel settecentesco Chateau Colbert di Maulévrier, la cena con Enrico Vassallo, direttore generale di Iribus e presidente di Ati (l'Associazione temporanea d'imprese che deve eseguire i lavori), ha messo a fuoco se non punti di divergenza, quantomeno linguaggi distanti tra le parti. È stato Sutti ad affondare i colpi più decisi, picchiando duro contro Ati e richiamando tutti sui tempi. «Io non sono in ritardo, Atc non lo è. Il compito del soggetto attuatore è verificare il rispetto dei tempi e del progetto. C'è un ritardo nella progettazione, ma è delle cooperative».
Tanto per non dare spazio a dubbi arriva subito un altro carico. «Noi chiediamo di adempiere, Ati ha il dovere di farlo. Se poi non ci riesce, allora sarà il giudice a decidere». Sutti non dice che trascinerà le cooperative in tribunale, fa però presente a chiare lettere di potersi avvalere dell'opzione. Una minaccia più che una promessa. «Già nel 2007 le aziende costruttrici erano state informate del fatto che c'era la possibilità di anticipare i tempi dei cantieri. È previsto dalla clausola compromissoria del contratto. Le coop mentono se sostengono di non sapere che i cantieri erano stati anticipati al 2008».
Si parla dei cantieri di Strada Maggiore, previsti inizialmente per il 2009. Ma Strada Maggiore diventa punto di disaccordo totale e con parecchi soggetti istituzionali, primo tra tutti il direttore dei Beni culturali Marchetti. «Oggi può dire ciò che vuole, ma la Soprintendenza ha sottoscritto il progetto definitivo e in quel progetto c'erano anche le banchine e le pensiline. Certo i Beni culturali possono fare considerazioni su come debbano essere realizzate, non sul fatto stesso di costruirle. Le banchine in Strada Maggiore ci sono perché esistono già le fermate e su quelle decide il Comune. Se le togliamo il Civis non serve a niente». Si sta velocemente andando verso lo scontro istituzionale e appare improbabile che i cantieri di Strada Maggiore aprano entro il prossimo 15 giugno, com'era programmato. «Anche perché — precisa Sutti — il progetto esecutivo non c'è. Per i famosi 250 metri di Strada Maggiore abbiamo solo quello tipologico », cioè un un'idea in linea di massima su come dovrebbe essere. Meno di un mese fa, il presidente Atc aveva anche spiegato: il Civis è già vecchio. Ha ribadito — ammorbidendolo — il concetto: «Il progetto è stato pensato nel 2002, oggi siamo nel 2008. Sono passati sei anni, è chiaro che la tecnologia invecchia. La verità è che Bologna è indietro di sei anni sulle infrastrutture». Non per niente sono già state apportate 43 modifiche al veicolo sulle 45 richieste da Atc. Ne mancano due che riguardano specchietti retrovisori e posto di guida del conducente. Ma il futuro di Sutti in Atc sembra ormai agli sgoccioli. Mesi fa aveva sollevato la questione stipendio, spiegando che le aziende pubbliche non possono pensare di avere i migliori cervelli pagandoli meno dei privati. È tornato alla carica: «Se resto? Non lo so, fino a inizio maggio di sicuro. Prima devo presentare il bilancio 2007. Fatto quello farò le ferie, poi si vedrà. Chiaro che prendere l'80% dello stipendio del sindaco non è il massimo».
L'affaire stipendio non piacque alle Rdb. Il presidente racconta: «Dopo la mia uscita hanno deciso di fare una colletta per me, spedendomi alla fine 3,72 euro. A quelli ho aggiunto di tasca mia 500 euro e, prima di Natale, ho girato il totale ai cassaintegrati della Sabiem. Insomma, la sparata sugli stipendi non mi ha fatto guadagnare di più, anzi». Difficile che resti, anche perché «mi considero un professionista con un buon mercato». La chiusura è da brivido e apre scenari da fantapolitica. Alla domanda se si trasferirà a Genova seguendo il sindaco Cofferati, risponde con un sorriso e una frase sibillina: «Di offerte me ne sono arrivate tante, dall'Italia e dall'estero ». Forse questa è l'unica che sta prendendo in considerazione.(G. D.C.)


2 aprile 2008 - Ansa

P.A.: RDB-CUB, VENERDI' SCIOPERO PRECARI

(ANSA) - ROMA, 2 APR - Le Rdb-Cub confermano lo sciopero nazionale di tutti i precari della Pubblica amministrazione indetto per l'intera giornata di venerdi' 4 aprile. Lo sciopero - ricorda una nota dell'organizzazione - riguardera' tutti i comparti e tutti i lavoratori precari: quelli a tempo determinato, Co.co.co., Co.co.pro, interinali, Lsi e Lpu, contrattisti, a partita Iva, cantieristi e dipendenti di ditte e cooperative appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati. I lavoratori della Sanita'- precisa ancora la nota della Rdb Cub - sciopereranno per l'intero turno, da inizio turno del giorno 4 a fine ultimo turno iniziato il 4.

ALITALIA: ATITECH; TENSIONE E DISAGI A CAPODICHINO

(ANSA) - NAPOLI, 2 APR - Quasi cinque ore di blocco dei lavoratori di Atitech hanno creato gravi disagi all' aeroporto di Capodichino. Non ci sono stati voli cancellati, ma ritardi e numerosi passeggeri rimasti a terra per essere giunti in ritardo ai banchi del check-in. La protesta ha avuto tre fasi: la prima, con il blocco del viale Ruffo di Calabria, unico accesso per i viaggiatori alle partenze ed unica via di uscita per autobus ed auto private; la seconda, quando i lavoratori, passando dai capannoni di Stitiche, sono scesi sulle piazzole di sosta, a poche decine di metri dalla pista di atterraggio e si sono fronteggiati per circa un' ora con la polizia; la terza, con un nuovo blocco del viale d' accesso, terminata pochi minuti prima delle 19. Scesi dagli autobus turistici, da quelli di linea e dalle auto private, trascinando a mano i bagagli i passeggeri hanno dovuto percorrere circa 800 metri a piedi, arrivando a volte all' accettazione a volo gia' chiuso, come l' imprenditore napoletano Tito Clemenza, che ha perso il volo Air One per Catania delle 15.45. ''Nella fascia dei voli pomeridiano abbiamo perso una cinquantina di passeggeri'', ha detto il caposcalo di Air One, Salvatore Torsello. Alitalia non ha fornito cifre ma finti interne parlano di ripercussioni pesanti anche se i ritardi nei voli sono stati contenuti. Mezz' ora di ritardo per il volo della British Midland diretto a Londra delle 15.50, altrettanto per il volo di Easyjet diretto a Berlino delle 16.45 secondo la Gesac. Ma i ritardi inferiori ai 30 minuti non sono calcolati e neanche i passeggeri che hanno perso il volo. Bloccata dai dimostranti anche un'auto della military police diretta alla base Nato di Capodichino, che ha dovuto fare marcia indietro. A portare solidarieta' ai manifestanti sono giunti anche i consiglieri regionali Salvatore Ronghi e Pasquale Sommese. Con l'orecchio a Roma ed alla trattativa tra i sindacati nazionali, Alitalia ed Air France, i lavoratori hanno accolto con qualche mugugno la decisione delle sigle sindacali Cgil Cisl Uil Ugl ed Rdb di sospendere il blocco. ''Il passo avanti - ha detto il segretario della Cgil trasporti, Antonio D' Auria - e' che l' ad di Alitalia Maurizio Prato ha accettato la proposta di riportare insieme la flotta e le altre attivita', compresa Alitalia Airport. Adesso aspettiamo la decisione di Air France''.

ALITALIA: DIPENDENTI ATITEC SOSPENDONO BLOCCO A CAPODICHINO

(ANSA) - NAPOLI, 2 APR - I lavoratori di Atitech hanno sospeso il blocco che impediva l'accesso e l'uscita nell'aeroporto di Capodichino di auto e autobus. Alla decisione si e' giunti dopo che le sigle sindacali presenti: Cgil, Cisl, Uil Ugl e Rdb, hanno ricevuto dai sindacati nazionali assicurazione dell'inclusione di Atitech nel ''perimetro Alitalia''. I lavoratori Atitech stanno rientrando nelle officine.


2 aprile 2008 - Agi

ALITALIA: RDB-CUB, PROSEGUE PROTESTA CALL CENTER E INFORMATICA

(AGI) - Roma, 2 apr. - Prosegue la protesta dei lavoratori dei settori call center, informatica e amministrativo contro i due mila esuberi previsti dal piano Air France. E' quanto afferma una nota delle Rdb-Cub in cui si precisa c che "questa mattina presso la sede romana di Magliana, la Cub ha indetto un'assemblea in cui i lavoratori hanno ribadito la loro richiesta di reinserimento dei settori in Alitalia". Nonostante "sia stata condannata per attivita' antisindacale in quanto non ha riconosciuto i sei Rsu della Cub eletti su sei rappresentanti eleggibili dai lavoratori dei settori call center informatica e amministrativo, l'azienda si ostina ad escludere la Cub dal tavolo di trattativa", continua la nota. "Faremo sentire la nostra voce - dice Antonio Amoroso della Cub - esiste la possibilita' di trovare soluzioni anche per i lavoratori di call center, informatica e amministrativo: quel che conta e' volerlo".


2 aprile 2008 - Dire

LAVORO BOLOGNA. RDB CHIAMA PRECARI, PRESIDIO IN PREFETTURA
VENERDI' MANIFESTAZIONE IN PIAZZA ROOSEVELT ALLE 9.30

(DIRE) Bologna, 2 apr. - Le Rdb chiamano a raccolta tutti i precari delle pubbliche amministrazioni per lo sciopero di venerdi', che a Bologna prevede anche un presidio in piazza Roosevelt alle 9.30 del mattino. Ad essere coinvolti potenzialmente nella manifestazione sono tutti coloro che non hanno un contratto a tempo indeterminato e che lavorano in Comune, in Provincia, in Regione, chi lavora nella sanita', la scuola, dell'Universita', gli enti pubblici di ricerca, ma senza avere il posto fisso. Lo sciopero ha uno slogan: "Contro ogni licenziamento e per la proroga di tutti i contratti precari o scaduti o in scadenza". L'applicazione di quanto previsto dall'ultima Finanziaria, si legge nel volantino diffuso dalle Rdb "sta producendo un vero e proprio massacro di tutti quei lavoratori precari che non sono gia' stati inseriti in processi di stabilizzazione". I lavoratori a tempo determinato, Cococo, interinali ai quali e' stato gia' intimato il licenziamento "sono migliaia". E intanto "nessuna risposta credibile alle giuste aspettative di migliaia di lavoratori precari" arriva da chi si sfida in campagna elettorale. Attraverso la mobilitazione e le pressioni attuate durante la discussione del decreto "milleproroghe", le Rdb hanno ottenuto da parte del Ministero della Funzione pubblica l'emanazione della circolare che salva dai licenziamenti i precari degli asili e scuole d'infanzia e gli interinali. Ma non basta. Perche' le amministrazioni pubbliche "continuano a licenziare, sostituendo i lavoratori precari con altri precari". I sindacati di base chiedono invece l'attivazione immediata dei tavoli di confronto con le amministrazioni locali, l'assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale precario Lsu-Lpu, Cococo, contratto a progetto, partita iva, interinali (in somministrazione), contratti formazione lavoro, tempo determinato, lavoratori precari della scuola, titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze delle Universita' o degli enti pubblici di ricerca, cantieristi, e i dipendenti di ditte e coop appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati. E infine chiedono la "reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e dei dipendenti delle ditte e societa' appaltatrici".

ALITALIA. RDB-CUB: PROSEGUE PROTESTA NELLA SEDE DI MAGLIANA

(DIRE) Roma, 2 apr. - I lavoratori dei settori Call center, Informatica e Amministrativo proseguono oggi nella loro protesta contro i 2.000 esuberi previsti dal piano Air France per Alitalia. Lo fa sapere una nota delle Rdb-Cub, precisando che questa mattina alle 7, presso la sede romana di Magliana, e' stata indetta un'assemblea in cui i lavoratori hanno ribadito la richiesta di reinserimento dei settori in Alitalia. I lavoratori si poi sono trasferiti nell'androne del Ced, "dove intendono permanere in vista dell'imminente incontro con i sindacati fissato per le 12". "Nonostante Alitalia sia stata di recente condannata per attivita' antisindacale, in quanto non ha riconosciuto i 6 Rsu della Cub eletti democraticamente su 6 rappresentanti eleggibili dai lavoratori dei settori Call center, Informatica e Amministrativo- prosegue la nota sindacale- l'azienda si ostina ad escludere la Cub dal tavolo di trattativa". "Faremo sentire alta la nostra voce- dichiara Antonio Amoroso della Cub Trasporti- esiste la possibilita' di trovare soluzioni anche per i lavoratori di Call center, Informatica e Amministrativo: l'importante e' volerlo".


2 aprile 2008 - Apcom

ALITALIA/ DIPENDENTI ATITECH SOSPENDONO BLOCCO CAPODICHINO
Ripresa la circolazione, lavoratori rientrano in officine

Napoli, 2 apr. (Apcom) - E' stata sospesa la protesta dei lavoratori Atitech di Napoli che impediva l'accesso e l'uscita dall'aeroporto di Capodichino. I dipendenti della società hanno, infatti, concluso il blocco rientrando nelle officine e liberando viale Folco Ruffo di Calabria, strada che conduce allo scalo partenopeo. La decisione di fermare la manifestazione sarebbe scaturita dopo alcuni colloqui che i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Rdb.


2 aprile 2008 - Prima

ALITALIA: A MAGLIANA PROSEGUE LA PROTESTA LAVORATORI

(PRIMA) ROMA - I lavoratori dei settori Call center, Informatica e Amministrativo proseguono oggi nella loro protesta contro i 2000 esuberi previsti dal piano Air France per Alitalia. Questa mattina alle 7.00, presso la sede romana di Magliana, la CUB ha indetto un’assemblea in cui i lavoratori hanno ribadito la richiesta di reinserimento dei settori in Alitalia. I lavoratori si poi sono trasferiti nell’androne del CED, dove intendono permanere in vista dell’imminente incontro con i sindacati fissato per le 12.00. Nonostante Alitalia sia stata di recente condannata per attività antisindacale, in quanto non ha riconosciuto i 6 RSU della CUB eletti democraticamente su 6 rappresentanti eleggibili dai lavoratori dei settori Call center, Informatica e Amministrativo, l’azienda si ostina ad escludere la CUB dal tavolo di trattativa. "Faremo sentire alta la nostra voce – dichiara Antonio Amoroso della CUB Trasporti - esiste la possibilità di trovare soluzioni anche per i lavoratori di Call center, Informatica e Amministrativo: l’importante è volerlo", conclude il responsabile CUB.


2 aprile 2008 - Il Sole 24 Ore Radiocor

Alitalia: Cub, prosegue la protesta dei lavoratori alla Magliana
Manifestazione di call center, informatica e amministrativi

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 02 apr - I lavoratori dei settori call center, informatica e amministrativo proseguono oggi la loro protesta contro i 2.000 esuberi previsti dal piano Air France per Alitalia. Questa mattina alle 7, nella sede romana della Magliana, afferma una nota, la Cub ha indetto un'assemblea in cui ha ribadito la richiesta di reinserimento dei lavoratori nei settori in Alitalia. La manifestazione si e' poi spostata al Ced, in vista dell'imminente incontro tra Air France e sindacati fissato per le 12. Cub protesta dal momento che non e' stata convocata al tavolo delle trattative per Alitalia.


2 aprile 2008 - L'Unità

Bloccata dai lavoratori Alitalia la linea Fs per Fiumicino

L’assemblea dei lavoratori dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, indetta questa mattina dalla CUB, ha deliberato di porre con forza il problema del destino di questi settori strategici chiedendone il reinserimento in Alitalia.
A sostegno di questa rivendicazione un gruppo di oltre 500 lavoratori si è recato in corteo su via della Magliana ed ha occupato la stazione ferroviaria di Muratella, bloccando la circolazione dei treni.
Il blocco del traffico ferroviario è durato circa mezz’ora, dopodiche il traffico è tornato regolare. - comunicano le Ferrovie dello Stato - Il blocco ha coinvolto 10 treni regionali che hanno limitato il loro percorso nella stazione di Roma Tiburtina; due treni No Stop Roma Termini - Fiumicno Aeroporto sono stati cancellati e altri due hanno viaggiato con una media di 40 minuti di ritardo.


2 aprile 2008 - Corriere della Sera

Alitalia La Uil potrebbe tornare al tavolo. Il ministro oggi riferirà alla Camera sulla trattativa
Vertice tra Spinetta e Padoa-Schioppa
Manifestazioni e occupazioni dei dipendenti. Air France apre, i sindacati: non basta. Il numero uno francese ai suoi: non faccio regali Il leader Pdl: favorevole a un accordo che salvaguardi la compagnia
di Antonella Baccaro

ROMA — C'era pessimismo ieri sera nella delegazione di Air France-Klm per la ripresa del negoziato con i sindacati di Alitalia, prevista per le prossime ore dopo la pausa di 24 ore. Benché il mercato creda in sviluppi (il titolo della compagnia ha guadagnato il 10%), i margini negoziali sono strettissimi. Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, sarebbe irritato per la politicizzazione dei sindacati italiani, per le loro ulteriori richieste e perché non comprenderebbero i sacrifici finora fatti dai francesi. C'è anche preoccupazione per i tempi stretti imposti al negoziato. Anche per questo Spinetta ieri ha fatto visita al ministro del Tesoro, Tommaso Padoa- Schioppa, che stamane sarà ascoltato alla Camera sulla vicenda Alitalia.
Le voci emerse ieri circa le aperture dei francesi sono state smentite da Cgil e Cisl. Forse potrebbe esserci l'ingresso di un nuovo B777 che porterebbe lavoro a 100 assistenti di volo e 12 piloti e la riduzione del taglio degli Md80 da 16 a 13, con il recupero di 60 assistenti di volo e 30 piloti. Ma sarebbe improbabile la cancellazione della chiusura del cargo, imprescindibile per i piloti, e il rientro della manutenzione di Atitech nel perimetro aziendale, atteso dai confederali. Per rivedere questi punti, il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, dovrebbe ripassare dal proprio cda, ma soprattutto smentire le promesse fatte ai propri sindacati.
Intanto alla Magliana circa 200 lavoratori dei servizi ieri hanno inscenato una protesta guidata dalla Cub: l'unico sindacato che non siede in trattativa perché non firmatario di contratto. È stato occupato il Centro elaborazione dati, poi i binari del treno Roma-Fiumicino. La protesta, sospesa dopo un paio d'ore, è destinata a continuare. A fermarsi sarà anche Ams: il settore della manutenzione dei motori. La Uilt, che lunedì ha abbandonato il tavolo della trattativa, ha ribadito la propria posizione anche a fronte di dichiarazioni del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, più concilianti che prospettavano un rientro del sindacato in caso di significative aperture dei francesi. Segno di un dibattito nel sindacato.
Silvio Berlusconi ieri ha detto «sì» a Air France a patto che salvaguardi l'italianità di Alitalia. Dietro queste parole in realtà ci sarebbe la convinzione che la vittoria di Milano all'Expo 2015 rilanci Malpensa per l'aumento di traffico previsto. Aumenterebbero così i vantaggi economici di una cordata alternativa, che farebbe capo a Lufthansa (ma Aeroflot è disponibile). Per questo Maurizio Lupi (Pdl) ha chiesto che non vengano ceduti a Air France-Klm i diritti di traffico che finora Alitalia esercitava su Malpensa.

Occupazione Ritardi per i treni dei pendolari
Alitalia, protesta dei lavoratori Occupata la stazione Muratella

Roma - Temono per il loro posto di lavoro, così ieri i lavoratori dell'Alitalia hanno protestato duramente. Prima un corteo e poi l'occupazione della stazione ferroviaria della Muratella. dove transitano i treni di collegamento tra Fiumicino e Roma. «Questa iniziativa partecipata in massa dai lavoratori di Alitalia Servizi e Alitalia - si legge in una nota - ha come obiettivo quello di ribadire l'assoluta necessità della difesa delle migliaia di posti di lavoro a rischio».
«Se non si trova con Air France una soluzione soddisfacente per tutti i lavoratori - prosegue la nota - compresi quelli di amministrazione, Call Center ed Informatica, i lavoratori di Alitalia Servizi e di Alitalia continueranno con tutte le iniziative necessarie a difesa dell'occupazione e dell' integrità della compagnia aerea ».
Dopo l'assemblea dei lavoratori preoccupati per l'esclusione dal perimetro aziendale della divisione informatica, dell'amministrazione, e del call center si è decisa l'occupazione dei binari I manifestanti, circa 200, sono partiti in corteo dal centro direzionale della Magliana e sono giunti alla stazione Muratella dove sono arrivate anche alcune macchine della polizia e dei carabinieri. Hanno bloccato il transito dei vagoni in entrambe le direzioni, la manifestazione è stata tranquilla, non c'è stato alcun problema o incidente.
Dopo circa mezz'ora hanno deciso di far riprendere la circolazione dei convogli, e sono tornati in corteo al piazzale della Magliana di fronte la sede dell'Alitalia. La giornata di protesta è stata organizzata da Cub, Sdl e Filt Cgil. «Sono vicino agli oltre 500 dipendenti dei settori Call center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, e sostengo la loro battaglia per il diritto ad un impiego stabile e per l'internalizzazione dei rispettivi comparti in Alitalia, che li salverebbe dai 2000 esuberi », ha dichiarato Giuseppe Mariani, presidente della Commissione Lavoro della Regione.


2 aprile 2008 - Il Messaggero

FIUMICINO. Dopo quello dei piloti e dei manutentori, anche telefonisti e addetti all’elaborazione dati aprono un fronte di rivendicazione
di GIULIO MANCINI

FIUMICINO - Dopo quello dei piloti e dei manutentori, anche telefonisti e addetti all’elaborazione dati aprono un fronte di rivendicazione. E per farlo danno un "antipasto" di quelli che potrebbero essere gli strumenti di lotta delle prossime ore: blocchi estemporanei nelle linee di collegamento tra Roma e l’aeroporto.
E’ successo ieri per quasi tre quarti d’ora all’altezza della stazione "Muratella". A prendere l’iniziativa sono stati i delegati sindacali di Cub, Cgil e Sdl che dalle 10,00 a mezzogiorno avevano "occupato" con un’assemblea gli uffici Ced nel quartier generale dell’Alitalia. Finito l’incontro, circa duecento dipendenti si sono incamminati lungo la Portuense per arrivare sino alla stazione della Roma-Fiumicino ed attuare un sit-in lungo i binari.
Il blocco ha fermato un treno diretto a Fara Sabina ed un "Leonardo express", navetta no-stop di collegamento rapido con Roma-Termini. I viaggiatori sono stati avvisati e fatti scendere. Intorno alle 14,30 la manifestazione si è sciolta ed il traffico ferroviario ha potuto riprendere regolarmente.
«Questa trattativa non può passare sulle nostre teste avverte Silvia Fancello, delegata sindacale Cub Tra addetti al call center, impiegati del Ced e amministrativi stiamo parlando di novecento lavoratori. E nessuno sembra prendersi pena della nostra sorte. Così abbiamo dovuto fare una passeggiata sino alla stazione per dimostrare che esistiamo e che abbiamo pieno diritto di sedere al tavolo della trattativa».
Centralinistri ed esperti di elaborazione dati sono sul piede di guerra da diversi giorni. Lunedì sera hanno presidiato il centro direzionale di Magliana sino alle 22 e per stamane si sono dati appuntamento alle 7,00. «Se non si trova con Air France una soluzione soddisfacente per tutti i lavoratori, compresi quelli di amministrazione, call center ed informatica minaccia in una nota l’Sdl i lavoratori di Alitalia Servizi e di Alitalia continueranno con tutte le iniziative necessarie a difesa dell'occupazione e dell'integrità della compagnia aerea».

L’Asl si prepara allo sciopero

Roma - La Regione Lazio ha comunicato la proclamazione di uno sciopero nazionale dei precari delle pubbliche amministrazioni per l’intera giornata di venerdì 4 aprile prossimo, da parte dalla federazione Rdb/Cub. La direzione dell’Asl Rm F sta già emanando le opportune disposizioni organizzative per assicurare i servizi essenziali come previsto dal regolamento aziendale e dalla normativa vigente. Ciò nonostante potrebbero comunque verificarsi disguidi nelle normali linee di attività ospedaliere e ambulatoriali.


2 aprile 2008 - Libero

"Pesce" dei pompieri La nuova sede è solo un modellino
di BEATRICE RASPA

SALÒ (BS) - «Finalmente le promesse dei politici non rimangono parole ma si trasformano in realtà. Atteso da anni, il progetto di una nuova sede per i Vigili del fuoco di Salò è pronto. Siete attesi per domani (ieri, ndr) alle 9 davanti al Comando provinciale di Brescia per visionarne il modellino». Destinatari del messaggio, diffuso dalle rappresentanze sindacali di base, stampa e tv. Che, puntualmente, si sono presentate all'appunta mento. Ma, sorpresa, era un pesce d'aprile. Ovvero, un plastico di una bellissima, spaziosa e quanto mai attrezzata caserma in mattoncini Lego. Come a dire: il sogno di uno spazio in grado di ospitare i pompieri del Distaccamento di Salò, stretti da anni in una sede pericolante e fantozziana, continua ad appartenere al futuribile. La realtà, invece, è raffigurata nelle foto incollate sul modellino, in cui fanno bella mostra buchi e crepe, e una scala resa inagibile dal terremoto del novembre 2004. Così i vigili ci riprovano ad attirare l'attenzio ne su un problema che non si risolve mai, languendo nelle lungaggini della politica. «Battaglie su battaglie - si stringe nelle spalle il coordinatore provinciale delle Rsb, Max Gregori - ma si va indietro». E nonostante più volte la soluzione sembrasse dietro l'angolo («Un progetto già pronto, un terreno concordato in zona con il Comune, risorse trovate - spiega Gregori - poi tutto è sfumato») nulla si muove. Con i trenta pompieri che continuano a farsi bastare la casupola in via Turrini, un edificio comunale di 40 anni fa, dove in caso di acquazzoni computer, consolle, radio e telefoni di soccorso finiscono in ammollo, mentre i cavi scoperti e l'impianto elettrico non a norma rischiano di far scoppiare un incendio. Un paradosso. Per non parlare della copertura in eternit, considerata cancerogena. «Almeno cambiateci il tetto» si sfoga Gregori, convinto che l'impasse derivi da una mancanza di disponibilità di politici e amministratori. Una accusa rigettata dal sindaco, Giampietro Cipani (FI): «Abbiamo messo a bilancio 500 mila euro, che potrebbero aumentare se si riuscisse a vendere lo stabile, così da comprare un'area a Cunettone (nei dintorni, ndr). Ma i Vigili hanno in mente un progetto per cui servirebbero altri due milioni di euro. Dove li troviamo? Serve l'intervento dello Stato, cui compete la costruzione della caserma. Il Comune non può sostituirsi al Ministero. Per quanto ci riguarda, abbiamo concesso in comodato d'uso un presidio per la squadra nautica, nella ex sede della Decima Mas. E c'è pure l'impegno del prefetto, per coinvolgere le realtà economiche».


2 aprile 2008 - Il Giornale di Brescia

Clamorosa protesta dell’RdB nel giorno del pesce d’aprile
Vvf, caserma... in gioco

SALO’ - Bella. Rossa fiammante, con finestrelle e porte bianche. E le lucine dell’autopompa, lì sul piazzale, già lampeggiano se si schiaccia un pulsantino. La presentazione «ufficiosa» del progetto per la nuova caserma dei Vigili del fuoco di Salò, annunciata dal segretario provinciale del sindacato Rappresentanze di Base, il caposquadra Massimiliano Gregori, è andata ben oltre le aspettative. Già, perché più che un «mero» progetto sulla carta, quello offerto agli obiettivi di cameraman e fotografi ieri mattina era... una caserma bella e finita. Peccato solo fosse un giocattolo, un balocco preso in prestito ai pargoli notte tempo.
E nel giorno che il calendario profano consacra al pesce d’aprile, l’ironia ci sta tutta. Ma il messaggio che il sindacato lancia con questa ennesima iniziativa, è chiaro: a Salò il futuro della caserma dei Vigili del fuoco è in gioco. E non da ieri: la struttura attuale di via Turrini ha compiuto ormai 40 anni, ed è del tutto inadeguata alle esigenze del distaccamento in cui operano 28 Vvf permanenti su quattro turni, più una trentina di volontari. Il colpo di grazia alla struttura l’ha rifilato il terremoto del 2004: crepe a iosa, coperte con malta alla bell’e meglio, una scala andata a spasso, e l’agibilità data sulla carta giusto per garantire l’operatività e il soccorso tecnico d’emergenza ai cittadini dei 30 Comuni della zona «coperti» dai Vvf di Salò. Per non parlare del tetto in ondulati (non più a norma dal ’92), e della pioggia caduta dentro più volte, alla faccia della «626».
«In otto anni il sindaco di Salò non ha saputo individuare un’area su cui potessimo realizzare la nuova caserma. Unica proposta, un appezzamento di 1.300 mq. Insufficienti per le esigenze operative. Il nostro comandante attuale ne ha trovate e indicate due più ampie, ma dal sindaco non è mai giunta risposta. Cerca di tirare in là, fino alle elezioni del prossimo anno. Sul lungolago ci sono fiori nuovi, la sicurezza invece passa in secondo ordine. Ma sono certo che la popolazione, se ne ricorderà».
Risultato: un progetto pronto che resta lettera morta. E dei 400mila euro stanziati da Salò tempo fa «non si sa più nulla».(g.gal.)


2 aprile 2008 - Il Brescia

Pesci d'Aprile. Singolare protesta: i pompieri annunciano il plastico della Caserma,
ma era fatto con i lego
Vigili del fuoco, a Salò serve una nuova sede

Salò - Ha fatto ricorso a un pesce d’aprile Massimiliano Gregori, coordinatore regionale dei Comitati Unitari di Base dei Vigili del fuoco, per segnalare la situazione in cui si trova la caserma del distaccamento di Salò. Lunedì Gregori aveva annunciato alla stampa che ieri mattina, alle 9, davanti alla sede del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, a Brescia, avrebbe presentato ufficiosamente il plastico della nuova caserma. Si è presentato invece con una caserma realizzata con le costruzioni Lego del figlio. Ha quindi spiegato che «da tempo si sta attendendo che l'amministrazione comunale individui un terreno idoneo alla realizzazione della struttura. Ne è stato proposto uno, ma è troppo piccolo». Gregori ha poi spiegato che nell’attuale caserma, un immobile di circa 40 anni fa, si sono riaperte le crepe provocate dalla scossa di terremoto del novembre 2004. Lo stabile è poi collocato in via Turrini, inserito tra abitazioni e villette; una posizione non certo comoda per i mezzi dei vigili del fuoco. Il sindaco Cipani avrebbe individuato un'area alternativa a Cunettone di Salò, vicino alla nuova sede dei Volontari del Garda. Ma le dimensioni del terreno non sarebbero adeguate sia perché inferiori allo spazio riservato ai Volontari (qui entra in gioco una vecchia rivalità) ma soprattutto perché quello di Salò è uno dei due distaccamenti permanenti che i vigili del fuoco hanno sul territorio bresciano (l'altro è a Darfo) e necessita quindi di spazi adeguati. Nella sua visita sul Garda, il 16 ottobre scorso, anche il sottosegretario all'Interno Ettore Rosato aveva «verificato sul posto» l'inadeguatezza della sede salodiana assicurando il suo impegno per trovare, anche nei comuni limitrofi, una sistemazione adeguata. Per ora nulla pare essersi mosso, senza scordare che i pompieri scontano anche la carenza di organico: nel Bresciano mancano almeno 20 uomini.


2 aprile 2008 - Arezzo Notizie

Venerdì 4 Aprile, sciopero nazionale dei lavoratori precari delle Pubbliche Amministrazioni
di Massimo Amorini

Arezzo - L'Azienda USL 8 comunica che la Federazione Nazionale RDB/CUB ha confermato lo sciopero nazionale dei lavoratori precari delle Pubbliche Amministrazioni per tutta la giornata di venerdi 4 maggio 2008.
Lo sciopero coinvolge tutti i comparti del pubblico impiego, per le seguenti categorie di lavoratori: lavoratori socialmente utili, Co.Co.Co, contratti a progetto, interinali, contratti formazione e lavoro, contratti a tempo determinato, dipendenti di ditte e coop appaltatrici o gestori di servizi esternalizzati dalle Pubbliche Amministrazioni.
Nei servizi sanitari aretini, lo sciopero dovrebbe coinvolgere un numero limitato di lavoratori (sono una settantina le unità di personale interessate, tra lavoratori socialmente utili ed incarichi a tempo determinato). Nonostante ciò, non essendo possibile quantificare preventivamente l'adesione allo sciopero, l'azienda sanitaria si scusa anticipatamente per gli eventuali disservizi che si dovessero verificare e comunica che è stata data disposizioni affinché vengano comunque assicurate tutte le attività essenziali e le emergenze.


2 aprile 2008 - Il Piccolo

Attività ripresa dopo 5 giorni ma gli operai annunciano un altro stop se non ci sarà l’intesa su Molo VII e area caffè
Porto, sciopero sospeso: accordo firmato
Authority, industriali e sindacalisti siglano i protocolli su sicurezza e lavoro
di Silvio Maranzana

Trieste - Sciopero sospeso nel porto di Trieste al quinto giorno. Dopo che le trattative si sono protratte fino a notte, ieri mattina al termine di un’altra assemblea, i portuali sono tornati a lavorare, tenendo però le pistole puntate: riprenderanno a scioperare se non andranno a buon fine le trattative sui due tavoli rimasti ancora aperti e che riguardano rispettivamente il comparto del caffé e il Molo Settimo. Nel primo caso il confronto avverrà già domani nella sede dell’Associazione spedizionieri, nell’altro al Terminal container martedì prossimo. Entrambe le trattative dovranno però concludersi entro il 16 aprile.
Frattanto, l’accordo che porta la firma anche del presidente dell’Autorità portuale Claudio Boniciolli e del direttore di Assindustria Paolo Battilana, prevede, perlomeno fino alla conclusione del tavolo di confronto il ripristino di alcune figure professionali oggi mancanti e in particolare il ripristino di quattro operatori nelle squadre di Adriafer, la società che si occupa della movimentazione dei carri ferroviari all’interno dello scalo. Della squadra cui apparteneva Sandro Paoluzzi il giovane portuale rimasto ferito e che ha poi subito la semiamputazione di una gamba, facevano invece parte tre persone.
Franco Gropaiz, presidente di Adriafer, aveva così specificato le funzioni dei tre componenti: «uno sta a bordo del locomotore, un altro provvede all’aggancio e allo sgancio dei vagoni e un terzo osserva le operazioni e segnala via radio eventuali anomalìe». È stato quell’infortunio a innescare la scintilla di uno degli scioperi più lunghi nella storia del porto di Trieste che non ha eguali negli ultimi anni. I danni, come si legge sotto, sono ingenti, la strada per tornare alla normalità tormentata e quella per il recupero d’immagine molto lunga. Ieri erano tremila i camion che attendevano di venir imbarcati o di essere sbarcati e sette sono state le portacontainer complessivamente perdute dal Molo Settimo.
In una conferenza stampa tenutasi in Prefettura subito dopo la firma dei documenti, i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: Franco Belci, Luciano Bordin e Luca Visentini e i rispettivi rappresentanti di categoria: Angelo D’Adamo, Rosario Gallitelli e Giampiero Fanigliulo, hanno messo in rilievo l’importante risultato raggiunto soprattutto con il Protocollo sulla sicurezza, hanno spiegato di non aver fatto alcun passo senza il consenso dei lavoratori e hanno detto di aver notato svilupparsi tra i portuali dinamiche di solidarietà finora sconosciute.
«Siamo soddisfatti di quanto firmato - ha commentato uno di loro, Giuseppe (Ricky) Castagna della Compagnia portuale che ha partecipato alle trattative - il Protocollo sulla sicurezza è di estremo rilievo per prevenire altri incidenti e già è stato firmato in altri porti importanti quali Genova e Venezia. Ora sarà determinante gestire bene le prossime due trattative per caffé e container, è comprensibile che i rispettivi imprenditori abbiano preteso tavoli separati».
Lo stesso accordo sull’organizzazione del lavoro, prevede un lavoratore per ogni dodici Tir da manovrare sui traghetti, e per le merci varie la squadra minima formata da quattro uomini in stiva, quattro a terra e uno ulteriore a bordo. Verrà fatto anche un censimento dei lavoratori, sarà definito l’organico di tutte le imprese e dei terminalisti, verrà definito e verificato il numero massimo delle imprese portuali. È stato anche fissato che tutte le eventuali assunzioni vengano effettuate tra i lavoratori già impiegati saltuariamente o a termine all’interno dello scalo. Le imprese e i terminalisti dovranno ripristinare le figure professionali eliminate garantendo l’impiego di un numero adeguato di lavoratori per tutte le attività portuali ai fini della sicurezza, riconsiderare i tempi di recupero psicofisico dei lavoratori e confrontarsi con Rsa e sindacati sui carichi di lavoro.
Frattanto, entro 45 giorni, i sindacati organizzeranno l’elezione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) che si costituiranno in coordinamento. A disposizione di tre Rls vi sarà un monte ore annuale che consentirà il distacco dal posto di lavoro. Il finanziamento sarà a carico dei datori di lavoro, ma attraverso l’individuazione di una tassa sulle merci. Gli Rls avranno libero accesso a tutte le aree e le zone operative. Particolare che è stato giudicato di rilievo è che, secondo quanto è stato inserito nel Protocollo sulla sicurezza, «i lavoratori segnaleranno agli Rls qualsiasi situazione di pericolo, interrompendo, se necessario, le operazioni e chiedendo l’immediato intervento».
Sullo sciopero in porto hanno emesso ieri una nota le Rdb della federazione trasporti rilevando che «i lavoratori portuali continuano duramente a contestare la politica delle organizzazioni sindacali confederali che si sono dimostrate fin troppo attente agli interessi delle imprese portuali a tutto discapito della sicurezza, dei diritti, della dignità dei lavoratori. Proprio per tale motivo - aggiunge la nota - molte delle deleghe sindacali sono state revocate alle confederazioni sindacali e un rilevante numero di lavoratori ha deciso di aderire e organizzarsi con la Confederazione unitaria di base».


2 aprile 2008 - Libertà

Il piano oggi all'esame della giunta. Ma i precari restano in fibrillazione
Organico della Provincia, previste nove assunzioni

PIACENZA - (pin) Il piano di revisione dell'organico dell'amministrazione provinciale sarà tra i punti salienti della riunione di giunta di oggi. Un tema caldo, tanto da assumere nei mesi scorsi i toni della crisi politica, è ora arrivato a una ricomposizione. Il documento, frutto del lavoro svolto dalla delegazione trattante di Provincia e sindacati, prevede l'assunzione di sette persone (in base alla graduatoria) e di altri due lavoratori in base a concorso, indetto rispettivamente per un agronomo e un esperto in scienze ambientali, in supporto dei servizi Agricoltura e Ambiente. Ma i precari dell'amministrazione provinciale restano in fibrillazione: in occasione dell'inaugurazione del nuovo Urpel a palazzo dell'Agricoltura, i delegati delle rsu Rdb-Cub hanno promosso una pacata e civile protesta contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro di otto precari. Più di un anno fa alcuni servizi dell'amministrazione provinciale sono stati esternalizzati, e dati in gestione a cooperative. Tra questi il Centro per l'impiego e l'agricoltura. Se per i dipendenti precari del primo servizio il contratto è stato rinnovato, i lavoratori del secondo sono in attesa. Attesa che dura da due mesi, avevano sottolineato nel volantino distribuito durante l'inaugurazione Maurizio Lottici e Laura Bergamaschi, rsu Rdb Cub della Provincia. «La situazione è sotto controllo - risponde l'assessore al personale Pietro Tansini - l'accordo da noi raggiunto con i confederali, nella definizione del piano dell'organico, sono previste sette assunzioni, cui ne vanno aggiunte altre due in base a concorsi che verranno indetti. Assunzioni che interesseranno i lavoratori precari, mentre nuove possibilità potranno aprirsi una volta valutati i pensionamenti dell'ente. Ripeto, la situazione è tenuta sotto controllo, e c'è la volontà stessa del presidente Gianluigi Boiardi di procedere alla stabilizzazione dei lavoratori precari. Va da sé che non esiste da parte nostra nessuna intenzione di mettere in difficoltà un settore importante come l'agricoltura». «Otto lavoratori sono a casa da due mesi - denuncia Lottici - e nel nuovo piano non è detto che le sette assunzioni riguardino esclusivamente i precari. Nel piano di revisione dell'organico è sì previsto un concorso che interessa il nostro settore, ma non è certo che venga affidato ad uno dei nostri precari, pure in possesso dei titoli necessari per concorrere. Che, detto per inciso, non hanno vent'anni, ma 40-45 anni, con alle spalle dieci anni di precariato. E ora dovranno fare i conti con le modifiche apportate dall'ultima Finanziaria: non è più possibile, nella pubblica amministrazione, applicare contratti Co.co.co., ma contratti a tempo determinato per tre mesi al massimo».


2 aprile 2008 - Sabaudia News

Stabilimento Findus di Cisterna Mariani: "Garantire la democrazia sindacale alla Findus''

Roma - "Lo scorso 3 Marzo si è tenuto un incontro tra le parti sociali all’ex gruppo Sagit (ora Unilever) che produce surgelati a marchio Findus nello stabilimento di Cisterna di Latina. Non tutte le rappresentanze sindacali però sono state convocate al tavolo. La Flaica Cub per esempio, benché ne avesse tutto il diritto, è stata arbitrariamente esclusa da un incontro molto importante nel quale si discuteva delle prospettive di sviluppo dell’azienda e dei salari dei lavoratori". Lo afferma in una nota Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Politiche Sociali. "In un periodo come questo nel quale alle già pessime condizioni del lavoro si aggiunge la preoccupazione per l’imminente crisi economica - - è doveroso rispettare il diritto alla rappresentanza sindacale, qualunque essa sia. Esercitare democraticamente il diritto di esprimere il proprio punto di vista, quando questo è sostenuto dal consenso dei lavoratori, è una garanzia che qualsiasi impresa deve rispettare - dice Mariani - L’interlocuzione e il confronto sono principi che vanno salvaguardati sempre, e mi impegnerò personalmente affinché episodi spiacevoli come questi non si ripetano in futuro".


2 aprile 2008 - Il Resto del Carlino

Comacchio. IL RICORSO di 5 dipendenti comunali...

Comacchio - IL RICORSO di 5 dipendenti comunali alla direzione provinciale del Lavoro per il riconoscimento dei loro diritti, contro il Comune di Comacchio, ha dato risultati positivi, anche se i cinque comunali non demordono e assicurano che andranno fino in fondo per avere piena soddisfazione alle loro istanze. In una nota diramata ieri dal sindacato di base RdB, affermano: «Le richieste che i dipendenti facevano da anni al segretario generale per il riconoscimento delle mansioni superiori svolte, non producevano alcuna risposta soddisfacente e nessun accenno di accoglimento. Il processo verbale di conciliazione davanti al collegio dell'Ispettorato del lavoro ha stabilito il riconoscimento di mansioni superiori a Pier Natale Carli, ormai da 7 anni spedizioniere. In questo caso lo stesso dipendente ha accettato le condizioni del datore di lavoro. Maurizio Cavallari, in forza all'ufficio anagrafe dal 2003 al 2007 e fino ad oggi con mansioni di spedizioniere si è invece rifiutato di accettare la proposta della amministrazione comunale, che gli riconosce un terzo della differenza assegni tra quanto attualmente percepito e la categoria economica seguente e per questo si rivolgerà al giudice del lavoro per intentare una causa contro il Comune. Riconosciuto il servizio svolto anche a Luigi Zamboni che nel 2008 avrà un avanzamento verticale. Anche in questo caso il collega non accetta la proposta perché, dal momento che il Comune riconosce le mansioni superiori svolte da 10 anni, deve concedere anche gli arretrati economici maturati. Per questi motivi anch'egli andrà in causa. Stessa cosa pure per le dipendenti Nadia Felletti, che ha ricevuto soltanto garanzie verbali per quanto riguarda il suo riconoscimento professionale (lavoro che svolge da una decina di anni) e Nadia Baroni. Quest'ultima, in seguito all'incidente avuto sul luogo di lavoro, andrà in causa legale per ottenere il riconoscimento economico dei danni fisici subiti, in quanto il Comune non ha ottemperato alla normativa prevista dalla legge 629 sul posto di lavoro. L'operazione legale che il Comune affronterà contro i propri dipendenti costerà diverse migliaia di euro, che potevano essere risparmiati in un sereno e onesto confronto con le parti. Stupisce e al tempo stesso irrita la facilità con cui vengono liquidate decine di migliaia di euro per ferie non godute (?) ai dirigenti, e si rifiutano all'umile impiegato pochi euro per mansioni superiori effettivamente svolte e giammai considerate. L'RdB rileva ancora come esistono tuttora colleghi che con grande sacrificio e abnegazione, da molto, molto tempo, operano nel silenzio e nella discrezione senza mai ricevere una soddisfazione, una gratificazione. L'RdB conosce e riconosce il loro impegno troppo spesso dimenticato».


2 aprile 2008 - La Nazione

Pisa. UN’INTERA GIORNATA di sciopero: ad incrociare le braccia, venerdì prossimo, saranno i lavoratori precari...

Pisa - UN’INTERA GIORNATA di sciopero: ad incrociare le braccia, venerdì prossimo, saranno i lavoratori precari dipendenti delle pubbliche amministrazioni ovvero tutto il personale sottoposto a contratti di co.co.co, progetto, partita iva, interinale, formazione, Lsu-Lpu, tempo determinato, ricerca compresi i dipendenti delle ditte appaltatrici. LO SCIOPERO è stato proclamato dalla federazione nazionale Rdb/Cub. Per quanto riguarda l’azienda ospedaliero pisana, il direttore generale Vairo Contini comunica che saranno comunque garantiti i servizi sanitari essenziali, e per ciò che concerne le attività connesse all’assistenza diretta dei degenti, sarà data priorità alle emergenze e alla cura dei malati più gravi non dimissibili.

Siena. SCIOPERO dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione venerdì 4 aprile...

Siena - SCIOPERO dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione venerdì 4 aprile. La protesta, della Federazione nazionale Rdb/Cub, durerà per la giornata. Lo sciopero potrebbe comportare alcune variazioni anche nello svolgimento delle attività ambulatoriali. Per coloro che avessero prenotato esami o visite specialistiche, per ridurre al minimo i disagi, è consigliabile contattare i singoli reparti interessati per verificare il funzionamento o meno degli stessi. Saranno comunque garantiti i servizi essenziali, assistenza medica di pronto soccorso e d’urgenza e il supporto attivo alle prestazioni specialistiche, diagnostiche e di laboratorio, servizi trasfusionali.


2 aprile 2008 - La Stampa

La protesta. I manifestanti bloccano i treni

I lavoratori di Alitalia hanno manifestato ieri, davanti al quartier generale della Magliana, per la difesa di Alitalia Servizi. I dipendenti della compagnia hanno occupato il centro elaborazione dati e il nuovo centro direzionale. Un corteo pacifico, formato da circa 200 manifestanti, è arrivato poi fino alla stazione della Muratella, vicino alla Magliana, e ha bloccato per circa mezz’ora i binari della linea ferroviaria Fiumicino-Fara Sabina. Organizzato da Cub, Sdl e Filt-Cgil, il corteo ha protestato contro l’esclusione dal perimetro aziendale delle divisione informatica, dell’amministrazione e del call center.


2 aprile 2008 - Leggo

Giornata ad alta tensione per Alitalia...
di Claudio Fabretti

Giornata ad alta tensione per Alitalia. Mentre il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, annunciava qualche nuova apertura, esplodeva la rabbia dei lavoratori. Un gruppo di circa 200 dipendenti dei servizi di Alitalia (500 secondo il comunicato della Cub) ha infatti occupato la stazione di Muratella lungo la linea ferroviaria che collega Roma con l’aeroporto di Fiumicino. Dopo circa mezz'ora i lavoratori hanno lasciato la stazione e sono tornati nella sede di Alitalia, dove hanno tenuto una serie di assemblee.
Il confronto tra Alitalia, Air France e sindacati, fissato per ieri alle 12 alla Magliana, è slittato ad oggi alla stessa ora. Il rinvio è stato comunicato dalla compagnia ai sindacati per «approfondimenti».
Nel frattempo, Spinetta ha incontrato il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, facendo trapelare alcune concessioni su flotta, cargo e perimetro aziendale. In particolare, Air France propone: l’anticipo dal 2010 al 2009 di un ingresso in flotta di un B-777 e la messa a terra di 13 MD-80, invece dei 16 previsti; una verifica di redditività per il cargo prima della eventuale chiusura nel 2010; il mantenimento di Atitech. Aperture che porterebbero a un forte alleggerimento degli esuberi previsti. Intanto, il titolo Alitalia vola in Borsa: le azioni della compagnia di bandiera hanno chiuso con un balzo del 10,42% a 0,53 euro. Con i guadagni di ieri, il titolo in due sedute è progredito del 31,8 per cento.
Infine, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Air One contro la trattativa in esclusiva tra Alitalia ed Air France-Klm, confermando così la sentenza di primo grado del Tar del Lazio. E anche Silvio Berlusconi si mostra più cauto, lasciando intendere che «se questo accordo prevede pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera, noi siamo favorevoli».


2 aprile 2008 - Corriere di Bologna

Appalti aeroporto La commissione del Viminale negò la revoca della nuova identità
Doro, il pentito «salvato» a Roma

Bologna - Nel luglio 2007 il Servizio centrale di protezione dei pentiti chiese la revoca dei benefici e della nuova identità per l'ex mafioso che guidava le cooperative di servizi dell'aeroporto di Bologna. L'uomo, condannato per tre omicidi e per mafia e protetto dal '95 dallo Stato, risultava infatti indagato per associazione a delinquere per la vicenda Doro Group, il consorzio che aveva l'appalto del Marconi per la pulizia degli aerei e il facchinaggio. Ma la Commissione centrale per i collaboratori di giustizia, presieduta dal viceministro degli Interni Marco Minniti (Pd), aderì a metà. I benefici furono revocati, l'identità di copertura no.
Le ragioni della decisione non sono note, tutto è coperto da segreto. Ma certo andò meglio di due anni prima, quando il pentito era già indagato a Bologna per truffa ed estorsione e il comandante del Nucleo protezione (Nop) locale nel giugno 2005 lo segnalò a Roma, sollecitando la revoca dello status. Il mese seguente la commissione, presieduta all'epoca dal sottosegretario Alfredo Mantovano (An), confermò la protezione.
L'inchiesta sugli appalti dell'aeroporto si è già arricchita di un filone che riguarda appartenenti alle forze dell'ordine addetti all'ex mafioso, che avrebbero chiuso un occhio sulle attività di un uomo che non poteva andare all'estero ma faceva affari in Ungheria, non poteva rivestire cariche di società ma era di fatto a capo di un consorzio di coop in un ambiente delicato come l'aeroporto. Cinque marescialli dei carabinieri sono indagati per corruzione, tre poliziotti per omessa denuncia. E conviene ricordare che tra i presunti sodali del pentito in Doro c'è Mario Paschetta, l'ex ufficiale dei carabinieri che nel '98, quando era addetto alla sua protezione, aveva ricevuto soldi dall'ex mafioso. Paschetta fu prosciolto ma lasciò l'Arma, non proprio con onore. Il pm Antonello Gustapane cercherà di ricostruire gli apparenti ritardi nella revoca dei benefici e della nuova identità.
Intanto le Rappresentanze sindacali di base del Marconi hanno indetto uno sciopero per lunedì 7 aprile, dalle 10 alle 18, per il contratto integrativo e il riassorbimento dei 31 non riassunti dopo il crac di Doro. Cgil, Cisl e Uil sciopereranno il 18 aprile.(A.Man.)


2 aprile 2008 - La Tribuna di Treviso

Usl, lavoratrici licenziate dal prefetto
Summit sul futuro delle dipendenti della Coopservice a casa da lunedì
di Alessia De Marchi

CASTELFRANCO - Vogliono concretezza e la pretenderanno oggi, davanti al prefetto. Sono le ventisei lavoratrici della Coopservice che da lunedì potrebbero entrare nell’esercito dei disoccupati. Licenziate per far posto ai lavoratori che l’Asolo Hospital Service assegnerà a cucine centrali e cucinette dei reparti dell’ospedale castellano. Alle 11.30 Fisascat-Cisl e Filcams-Cgil, assieme a un gruppo di loro, saranno ricevuti dal prefetto Vittorio Capocelli. «Ci attendiamo risposte - anticipa Cinzia Bonan, segretaria provinciale Fisascat-Cisl - alle richieste che abbiamo fatto riguardo alla disponibilità dell’azienda stessa di aprire ad ammortizzatori straordinari. A garanzia sappiamo che ci sarà anche le presenza dei dirigenti del centro per l’impiego». Al centro dell’incontro davanti al prefetto ci sarà la decisione della Coopservice di licenziare le ventisei lavoratrici dal 7 aprile, mentre un’altra trentina è in attesa di conoscere il proprio futuro. Una quarantina di donne con famiglia che ha davanti a sè lo spauracchio della disoccupazine senza grandi prospettive di reimpiego, a meno che non intervenga un accordo preciso per salvare il loro lavoro. L’azione, combattuta a fianco di Cgil e Cisl, non è semplice, ma le lavoratrici sono determinate. «Al termine dell’incontro - anticipa Cinzia Bonan - decideremo se confermare lo sciopero indetto per sabato 5 aprile con presidi davanti agli ospedali di Castelfranco e Montebelluna». Determinanti saranno le risposte che riceveranno oggi.
In allarme sono anche i 76 lavoratori che dall’Usl 8 sono passati alla gestione della Asolo Hospital Service. Cuochi, manutentori, sterilizzatori e impiegati chiedono certezze sul loro futuro e la possibilità di poter scegliere se restare nell’organico dell’azienda sanitaria o passare all’associazione d’imprese, che, dopo aver innalzato i muri del nuovo ospedale, garantirà per i prossimi anni i servizi non sanitari. Ieri era previsto un nuovo tavolo di confronto tra sindacato, direzione Usl 8 e Asolo Hospital Service srl alla ricerca di un accordo sulle modalità del trasferimento dei 76 dipendenti. E’ stato rinviato al 7 aprile. Al tavolo hanno chiesto di partecipare, per ora inascoltate, le Rdb (Rappresentanze sindacali di base).


1 aprile 2008 - Omniroma

ALITALIA, CUB: REINSERIRE SETTORI CALL CENTER E AMMINISTRATIVO

(OMNIROMA) Roma, 01 apr - «È in corso nel piazzale antistante il Centro Direzionale di Magliana una partecipatissima assemblea dei lavoratori dei settori Call center, Informatica e Amministrativo indetta dalla CUB, a cui stanno ora confluendo anche le altre sigle sindacali. Dopo un'assemblea svolta in prima mattina al settore Informatica della Magliana, i lavoratori hanno dato vita ad un corteo interno al Ced (Divisione Informatica) a cui è seguita l'assemblea in piazza con i dipendenti degli altri settori. La Cub si oppone ai 2.000 esuberi previsti dal piano Air France nei settori Call center, Informatica e Amministrativo e ne chiede il reinserimento in Alitalia, come già avvenuto per i 5.000 lavoratori di Manutenzioni di Fiumicino, Handling (AZ Airport), per garantire il mantenimento di tutti i posti di lavoro. La mobilitazione si protrarrà fino alla ripresa delle trattative con Air France prevista per domani, al cui tavolo la CUB rivendica il diritto di partecipazione a fronte del suo forte radicamento nel settore». Lo comunica, in una nota, la Cub.

ALITALIA, CUB: OCCUPATA STAZIONE FERROVIARIA MURATELLA

(OMNIROMA) Roma, 01 apr - «L'assemblea dei lavoratori dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, indetta questa mattina dalla CUB, ha deliberato di porre con forza il problema del destino di questi settori strategici chiedendone il reinserimento in Alitalia. A sostegno di questa rivendicazione un gruppo di oltre 500 lavoratori si è recato in corteo su via della Magliana ed ha occupato la stazione ferroviaria di Muratella, bloccando la circolazione dei treni». Lo comunica, in una nota, la Cub.

ALITALIA, NOBILE (SA): PIENO SOSTEGNO A BATTAGLIA LAVORATORI

(OMNIROMA) Roma, 01 apr - «Esprimo piena solidarietà per i 500 dipendenti dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, i lavoratori, che da stamattina attraverso la Cub hanno dato vita ad una partecipata assemblea pubblica davanti al Centro Direzionale Alitalia, e che si sono poi spostati in corteo occupando la stazione della Muratella, per sostenere la loro battaglia per il diritto ad un impiego stabile e per l'internalizzazione dei rispettivi comparti in Alitalia, che li salverebbe dai 2000 esuberi minacciati da Air France». Lo dichiara in una nota Fabio Nobile candidato de la Sinistra l'Arcobaleno per le comunali. «I lavoratori, vivono una situazione di precarietà insostenibile da diversi anni; in questi giorni inoltre - continua Nobile - gli esuberi annunciati dai futuri acquirenti vanno a colpire proprio quelle migliaia di persone che per anni (in alcuni casi anche un decennio) hanno convissuto in una situazioni contrattuali al limite o oltre la legalità, per questo credo sia importante sostenere il rientro dei Servizi in Alitalia».

ALITALIA, MARIANI (SA): «CUB PARTECIPI TAVOLO TRATTATIVE»

(OMNIROMA) Roma, 01 apr - «Sono vicino agli oltre 500 dipendenti dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, e sostengo la loro battaglia per il diritto ad un impiego stabile e per l'internalizzazione dei rispettivi comparti in Alitalia, che li salverebbe dai 2000 esuberi minacciati da Air France». Lo dichiara, in una nota, Peppe Mariani, presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio. «I lavoratori, che da stamattina attraverso la Cub hanno dato vita ad una partecipata assemblea pubblica davanti al Centro Direzionale Alitalia, e che si sono poi spostati in corteo occupando la stazione della Muratella, vivono una situazione di precarietà insostenibile da diversi anni. In questi giorni inoltre - continua Mariani - la situazione si è fatta ancora più drammatica per le vicende che tutti stiamo seguendo e che rischiano di far pagare prezzi molto alti alle migliaia di dipendenti che, dopo anni di lavoro precario, stanno per essere messi alla porta a causa della cattiva gestione da parte dei vertici della ormai ex compagnia di bandiera. Gli esuberi annunciati dai futuri acquirenti vanno a colpire proprio quelle migliaia di persone che per anni (in alcuni casi anche un decennio) hanno convissuto con situazioni contrattuali al limite o oltre la legalità, come ho denunciato nelle interrogazioni e mozioni fatte al Consiglio Regionale del Lazio. Per l'importanza della tutela dei dipendenti Alitalia e delle aziende collegate quindi, sostengo fortemente le richieste avanzate dalla Cub riguardo alla partecipazione al tavolo delle trattative: fa parte dello spirito democratico quello di eleggere i propri rappresentanti, e questo principio vale tanto più in un momento in cui i diritti dei lavoratori rischiano di essere calpestati. Sottolineo il fatto che la Cub ha un ruolo significativo e rappresentativo all'interno dell'indotto Alitalia, e quindi la richiesta di partecipazione va accolta da parte dei rappresentanti del Governo e delle altre forze sindacali».

SANITÀ / RDB-CUB: AL S. GIOVANNI GRAVI CARENZE PERSONALE

(OMNIROMA) Roma, 01 apr - «Inaugurato questa mattina il 4° blocco operatorio per la chirurgia mininvasiva robotica dell'Ospedale San Giovanni, atto conclusivo di una ristrutturazione iniziata dieci anni fa e sospesa più volte per problemi di appalto, divenuto oggi occasione per una passerella di stampo pre-elettorale. Un servizio all'avanguardia che qualifica il San Giovanni nello scenario sanitario di questa regione ma che non si coniuga con la grave carenza di personale infermieristico e di assistenza che rischia di compromettere ruolo e funzioni di questo Ospedale in termini di risposte alla cittadinanza». Lo dichiara, in una nota, Stefano Zecchetti delle RdB-Cub. «Le recenti vertenze, intraprese dai lavoratori e dalle RdB-CUB al San Giovanni - prosegue - sono funzionali a garantire una dotazione organica adeguata anche alle alte specialità assistenziali che il servizio pubblico deve garantire. In questa ottica - continua Zecchetti - vanno attivate le procedure di assunzione di molte figure professionali carenti ma anche la stabilizzazione dei lavoratori esternalizzati delle ditte e cooperative che garantiscono, in appalto, servizi complementari all'assistenza. Per porre con forza il problema del precariato in Sanità le RdB-Cub, nell'ambito della giornata nazionale di sciopero dei precari della pubblica amministrazione indetta per venerdì, hanno proclamato un'assemblea aperta dei lavoratori della Sanità alla quale parteciperanno l'assessore alla Sanità e l'assessore al Bilancio della Regione Lazio. L'appuntamento è alle ore 14.30, presso l'Antico Atrio dell'Ospedale San Giovanni, in Piazza San Giovanni in Laterano 76».

PRECARI,ASL ROMA F:VENERDÌ POSSIBILI DISAGI PER SCIOPERO RDB CUB

(OMNIROMA) Roma, 01 apr - «La Regione Lazio ha comunicato la proclamazione di uno sciopero nazionale dei precari delle pubbliche amministrazioni per l'intera giornata di venerdì, da parte dalla federazione R.D.B./C.U.B. La Direzione dell'Azienda sta già emanando le opportune disposizioni organizzative per assicurare i servizi essenziali come previsto dal regolamento aziendale e dalla normativa vigente (L.146/90 e L.83/90) Ciò nonostante potrebbero comunque verificarsi disguidi nelle normali linee di attività ospedaliere e ambulatoriali». Lo comunica la Asl Roma F con una nota.


1 aprile 2008 - Dire

COMUNE ROMA. RDB INVITA CANDIDATI A INCONTRO CON DIPENDENTI

(DIRE) Roma, 1 apr. - Le Rdb-Cub hanno indetto per giovedi' prossimo un'assemblea pubblica dei dipendenti capitolini a cui sono stati invitati tutti i candidati sindaco del Comune di Roma. Ai candidati, a cui le Rdb hanno indirizzato una Lettera aperta verra' richiesto un confronto sui temi esposti in un Dossier che verra' presentato nel corso dell'assemblea. "Il Dossier- si legge in una nota- si pone nel percorso di ricerca e di elaborazione propositiva gia' avviato dalle Rdb-Cub dal 2005, con la produzione del primo Libro Bianco sulla condizione dei dipendenti capitolini (che fu consegnato agli amministratori e alla stampa nel corso del Consiglio comunale sul personale del 18 maggio 2005) e proseguito nel 2007, con un dossier speciale sullo stato dei Servizi Scolastici ed educativi, insieme all'elaborazione di un "Decalogo" in cui sono state sintetizzate le esigenze dei lavoratori rispetto alle politiche di gestione del personale e ad un buon andamento dei servizi erogati". Al centro dell'ultimo Dossier sara' l'analisi circa "il presunto assenteismo dei dipendenti comunali, divenuti negli ultimi mesi oggetto di un vero e proprio fuoco incrociato che mira a rappresentarli come campioni di inefficienza. L'analisi, elaborata sulla base degli stessi documenti prodotti dall'Amministrazione, mettera' in luce anche quei fattori che non hanno ricevuto la dovuta attenzione, come ad esempio l'incremento delle ore pro-capite le ore lavorate da ciascun dipendente, che dal 2003 al 2006 sono aumentate da 1.232 a 1.297 registrando un incremento superiore al 5%".

ALITALIA. RDB-CUB: OCCUPATA STAZIONE FERROVIA MURATELLA

(DIRE) Roma, 1 apr. - L'assemblea dei lavoratori dei settori Call center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, indetta questa mattina dalla Cub, ha deliberato "di porre con forza il problema del destino di questi settori strategici chiedendone il reinserimento in Alitalia". "A sostegno di questa rivendicazione- fa sapere una nota Rdb-Cub- un gruppo di oltre 500 lavoratori si e' recato in corteo su via della Magliana ed ha occupato la stazione ferroviaria di Muratella, bloccando la circolazione dei treni".

AEROPORTO BOLOGNA. RDB AD ADDETTI: RISPONDIAMO CON LA LOTTA
SCIOPERO LUNEDI' PROSSIMO DALLE 10 ALLE 18, "ADERITE TUTTI"

(DIRE) Bologna, 1 apr. - Nel pieno della bufera sull'aeroporto Marconi di Bologna, le Rdb confermano l'intenzione di chiamare i lavoratori dello scalo ad incrociare le braccia. Le Rappresentanze sindacali di base hanno indetto uno sciopero di otto ore per lunedi' prossimo, 7 aprile, dalle 10 alle 18. Un altro sciopero e' poi gia' in calendario per il 18 aprile indetto da Cgil-Cisl-Uil. L'appello e' rivolto ai dipendenti di tutte le societa' che operano al Marconi: Sab, Bas, Marconi handling, Giacchieri e Koop service. "Chiediamo ai lavoratori di aderire numerosi allo sciopero- e' l'invito delle Rdb- per non sprecare l'opportunita' di rispondere a chi non ci ascolta piu'. Abbiamo perso tantissimo negli ultimi anni- accusa ancora il sindacato- mentre sfogliando i giornali ci rendiamo conto di quanto aumenta il costo della vita e lo stipendio dei nostri dirigenti". Le Rdb accusano i vertici dell'aeroporto di sfuggire "il confronto con i lavoratori e le istituzioni" e di non aver impostato "corrette relazioni industriali". Nel bersaglio del sindacato di base non puo' mancare, pero', il caso Doro group. "E' significativa- accusano le Rdb- la troppa superficialita' della Sab e la mancata risoluzione, che si protrae da mesi, della vertenza dei licenziati nel passaggio a Giacchieri". Ma le ragioni dello sciopero riguardano anche la piattaforma integrativa, che le Rdb chiedono sia "unica per tutto il personale aeroportuale. L'integrativo di Sab e' ricco di punti discutibili ma povero di euro- attacca il sindacato- quello di Marconi handling e' invece scaduto dall'anno 2003". E poi c'e' Bas, che "sbaglia sistematicamente le buste paga". Infine, la mensa aziendale. "Dov'e' il buono pasto per i dipendenti Sab?- si chiedono le Rdb- sono gli unici a non avere alternativa alla mensa del mal di stomaco".

PROVINCIA BOLOGNA. LOTTA AL MOBBING, MA RESTA NODO EX-IPAB
MONITORAGGIO ANTI-VESSAZIONI; SINDACATI RIAPRONO VECCHIO PROBLEMA

(DIRE) Bologna, 1 apr. - La Giunta della Provincia di Bologna scende in campo contro il mobbing all'interno della propria amministrazione. E' stata approvata questa mattina una delibera appositamente dedicata a contrastare il fenomeno dei comportamenti vessatori sul luogo di lavoro. Non perche' ad oggi risulti che Palazzo Malvezzi viva una condizione piu' difficile rispetto ad altri enti, ma per dotarsi di uno strumento che "dovra' monitorare, accompagnare e risolvere eventuali situazioni di mobbing- spiega la presidente Beatrice Draghetti- che si dovessero presentare". Nello stesso giorno, pero', si ripresenta in Provincia il problema delle 11 lavoratrici provenienti dalle ex Ipab ed oggi in comando a Palazzo Malvezzi. Si tratta di personale passato in Provincia perche' non piu' idoneo, per motivi di salute, a svolgere le precedenti mansioni di assistenza agli ospiti anziani. Dopo due anni, le lavoratrici in questione rischiano di dover tornare al vecchio impiego. Ma questo creerebbe "difficolta' agli enti di provenienza e alle lavoratrici stesse- spiega Angelo Cesari della Cisl- per le quali e' impossibile tornare a svolgere le attivita' precedenti". A Dicembre, spiega un comunicato sindacale (firmato da Fp-Cgil, Fp-Cisl, Fpl-Uil Sulpm e Rdb), si era raggiunto un accordo che prevedeva la trasformazione dei comandi in trasferimenti definitivi presso il personale della Provincia. "Chiediamo semplicemente che si rispettino accordi presi con un tavolo di trattativa ufficiale- incalza Antonio Dalmasso delle RdB- non promesse fatte al bar". Non si tratta di personale in piu', aggiunge Dalmasso: "La Provincia non ha fatto beneficenza, ha coperto dei posti vacanti". Per di piu', denunciano i sindacati, otto delle 11 lavoratrici ex Ipab presentano dei punti di invalidita' e la Provincia e' al di sotto del numero minimo di invalidi assunti. Tre dipendenti, nel frattempo, sono gia' dovute tornare agli enti di appartenenza: "Per ora sono in una sorta di limbo- spiega Maurizio Serra della Cgil- grazie a ferie arretrate e permessi per malattia". Oggi molte delle lavoratrici ex Ipab hanno assistito alla seduta del Consiglio provinciale, nel corso della quale il loro problema e' stato nuovamente segnalato da Vania Zanotti (Sd). Draghetti ribadisce l'impegno dell'amministrazione, ma i sindacati non si ritengono soddisfatti di una "risposta nuovamente interlocutoria", come la definisce Serra, che dice solo di "aspettare una possibile circolare interpretativa da parte del dipartimento della Funzione pubblica". Interlocutoria "come l'attuale possibilita' di interpretare le norme", replica Draghetti. Quella che e' chiara, invece, "e' la volonta' di risolvere la situazione". Domani i sindacati incontreranno nuovamente i capigruppo, in attesa del prossimo confronto con la Provincia (previsto per il 17 aprile). Infine, si apre anche la questione delle dipendenti di Palazzo Malvezzi in maternita'. Vania Zanotti (Sd) chiede se e' vero che alle lavoratrici "in maternita' prolungata per gravidanza a rischio non si applica la metodologia concordata con le organizzazione sindacali in merito alle progressioni di carriera". Se cosi' fosse, commenta la consigliera Sd, sarebbe un fatto "gravissimo", perche' "non c'e' alcuna norma che penalizza le lavoratrici in maternita' costringendole a rinviare di un anno gli avanzamenti di carriera". Draghetti si e' impegnata a verificare.


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1 aprile 2008 - Apcom

ALITALIA/ LAVORATORI OCCUPANO BINARI LINEA ROMA-FIUMICINO
Netta prevalenza di Cub e Sdl

Roma, 1 apr. (Apcom) - I manifestanti, circa 200, sono partiti in corteo dal centro direzionale della Magliana e sono giunti alla stazione Muratella dove sono arrivate anche alcune macchine della Polizia e dei Carabinieri. Nella mattinata i lavoratori avevano dato il via ad una assemblea di fronte al quartier generale della Magliana organizzata dalla Cub. Assemblea alla quale si sono poi unite anche le altre sigle sindacali. I manifestanti stanno occupando i binari causando così il blocco della circolazione ferroviaria. Numerose le bandiere e gli striscioni con netta prevalenza di quelli di Cub e Sdl.

ALITALIA/ MANIFESTANTI TOLGONO BLOCCO FERROVIA ROMA-FIUMICINO
Occupazione stazione Muratella durata circa mezz'ora

Roma, 1 apr. (Apcom) - E' durata circa mezz'ora l'occupazione dei binari della linea Roma-Fiumicino, presso la stazione Muratella, da parte di circa 200 manifestanti dell'amministrazione, informatica e call center di Alitalia. I manifestanti avevano occupato i binari in entrambe le direzioni bloccando due treni diretti a Roma e a Fiumicino. Ora la circolazione ferroviaria è ripresa regolarmente. La manifestazione si è svolta pacificamente e non c'è stato nessun incidente. Sul posto erano arrivate alcune macchine della polizia e dei carabinieri per controllare la situazione. Il corteo è stato organizzato da Cub, Sdl e Filt-Cgil ed era partito dal piazzale di fronte al quartier generale della Magliana dove, da questa mattina, è in corso un'assemblea dei lavoratori che protestano contro l'esclusione dal perimetro aziendale delle divisione informatica, dell'amministrazione e del call center. Il corteo si sta ora dirigendo di nuovo verso il piazzale della Magliana.


1 aprile 2008 - Adnkronos

ALITALIA: OCCUPATA LA STAZIONE FERROVIARIA DI MURATELLA
PROTESTA LAVORATORI CALL CENTER, INFORMATICA E AMMINISTRAZIONE

Roma, 1 apr. (Adnkronos) - L'assemblea dei lavoratori dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, indetta questa mattina dalla CUB, ha deliberato di porre con forza il problema del destino di questi settori strategici chiedendone il reinserimento in Alitalia. A sostegno di questa rivendicazione un gruppo di oltre 500 lavoratori si è recato in corteo su via della Magliana ed ha occupato la stazione ferroviaria di Muratella, bloccando la circolazione dei treni.

BOLOGNA: VENERDÌ SCIOPERO DEI PRECARI INDETTO DA RDB/CUB
AUSL, GARANTIREMO ATTIVITÀ PROGRAMMATE E URGENZE

Bologna, 1 apr. - (Adnkronos) - Coinvolgerà anche le amministrazioni pubbliche di Bologna, comprese le aziende sanitarie, lo sciopero generale di 24 ore di venerdì prossimo, indetto per tutti i lavoratori precari del pubblico impiego e proclamato dalla federazione nazionale Rdb - Cub. Nell'occasione, azienda Usl del capoluogo emiliano fa sapere che saranno comunque «garantiti il regolare svolgimento delle attività programmate e le urgenze».


1 aprile 2008 - Asca

ALITALIA: MARIANI (SA LAZIO), LA CUB AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE

(ASCA) - Roma, 1 apr - ''Sono vicino agli oltre 500 dipendenti dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, e sostengo la loro battaglia per il diritto ad un impiego stabile e per l'internalizzazione dei rispettivi comparti in Alitalia, che li salverebbe dai 2000 esuberi minacciati da Air France''. Lo dichiara Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio. ''I lavoratori, che da stamattina attraverso la Cub hanno dato vita ad una partecipata assemblea pubblica davanti al Centro Direzionale Alitalia, e che si sono poi spostati in corteo occupando la stazione della Muratella, vivono una situazione di precarieta' insostenibile da diversi anni''. ''In questi giorni inoltre - continua Mariani - la situazione si e' fatta ancora piu' drammatica per le vicende che tutti stiamo seguendo e che rischiano di far pagare prezzi molto alti alle migliaia di dipendenti che, dopo anni di lavoro precario, stanno per essere messi alla porta a causa della cattiva gestione da parte dei vertici della ormai ex compagnia di bandiera. Gli esuberi annunciati dai futuri acquirenti vanno a colpire proprio quelle migliaia di persone che per anni (in alcuni casi anche un decennio) hanno convissuto con situazioni contrattuali al limite o oltre la legalita', come ho denunciato nelle interrogazioni e mozioni fatte al Consiglio Regionale del Lazio''. ''Per l'importanza della tutela dei dipendenti Alitalia e delle aziende collegate quindi, sostengo fortemente le richieste avanzate dalla Cub riguardo alla partecipazione al tavolo delle trattative: fa parte dello spirito democratico quello di eleggere i propri rappresentanti, e questo principio vale tanto piu' in un momento in cui i diritti dei lavoratori rischiano di essere calpestati. Sottolineo il fatto che la Cub ha un ruolo significativo e rappresentativo all'interno dell'indotto Alitalia, e quindi la richiesta di partecipazione va accolta da parte dei rappresentanti del Governo e delle altre forze sindacali''.

ALITALIA: LAVORATORI CED BLOCCANO STAZIONE FERROVIARIA MURATELLA

(ASCA) - Roma, 1 apr - I lavoratori del centro elaborazione dati dell'Alitalia che al momento stanno bloccando la stazione ferroviaria Muratella della linea Fiumicino-Fara Sabina, appartengono alle sigle della Cgil, Sdl e Cub. I lavoratori protestano per il fatto che il Ced non rientra nella trattativa con Air France per l'acquisizione dell'Alitalia. Al momento alla stazione sono fermi due treni, uno proveniente dall'aeroporto di Fiumicino e l'altro, in direzione opposta, proveniente da Roma.


1 aprile 2008 - Agi

ALITALIA: LAVORATORI BLOCCANO STAZIONE TRENI ROMA-FIUMICINO

(AGI) - Roma, 1 apr. - I lavoratori del ced Centro elaborazione dati, di Az Servizi e di Alitalia hanno occupato i binari della stazione di Muratella da dove transitano i treni di collegamento tra Fiumicino e Roma. Stamane gli stessi lavoratori dalle ore 12.00 avevano occupato il Centro Elaborazione Dati e il Nuovo Centro Direzionale di Magliana. Nella sede della Magliana e' slittato stamane l'incontro di Spinetta con i sindacati rinviato a domani, data ultima per la conclusione della trattativa tra Air France e Alitalia. "Questa iniziativa partecipata in massa dai lavoratori di Alitalia Servizi e Alitalia - si legge in una nota di Cub e Sdl - ha come obiettivo quello di ribadire l'assoluta necessita' della difesa delle migliaia di posti di lavoro a rischio". "Se non si trova con Air France una soluzione soddisfacente per tutti i lavoratori - prosegue la nota - compresi quelli di amministrazione, Call Center ed Informatica, i lavoratori di Alitalia Servizi e di Alitalia continueranno con tutte le iniziative necessarie a difesa dell'occupazione e dell'integrita' della compagnia aerea".

ALITALIA: TERMINATA PROTESTA A STAZIONE TRENI ALLA MAGLIANA

(AGI) - Roma, 1 apr. - Si e' conclusa la protesta dei lavoratori del Ced di Az Servizi alla stazione Muratella di Roma. I manifestanti, circa 200, rappresentati dalle sigle sindacali Sdl Cub Trasporti e Cgil, dopo aver bloccato il transito dei treni per circa una mezz'ora, stanno ritornando al piazzale alla Magliana, di fronte alla sede di Alitalia.


1 aprile 2008 - Il Sole 24 Ore Radiocor

Alitalia: lavoratori del CED bloccano stazione treni Muratella
Dimostranti tolgono blocco traffico riprende

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 01 apr - Dopo circa mezz'ora, il blocco e' stato tolto dai manifestanti e il traffico ferroviario e' ripreso normalmente. I dimostranti del Cub, la sigla autonoma non partecipante al tavolo della trattativa con Air France e dello Sdl stanno rientrando al centro direzionale Alitalia.


1 aprile 2008 - Ansa

ALITALIA: LAVORATORI LIBERANO BINARI ROMA-FIUMICINO

(ANSA) - ROMA, 1 APR - Dopo circa mezz'ora hanno lasciato la stazione di Muratella i lavoratori dell'Alitalia che avevano bloccato i binari della ferrovia che collega l'aeroporto di Fiumicino con Roma. I lavoratori stanno ora tornando verso la sede di Alitalia, dove da questa mattina hanno tenuto una serie di assemblee. Rappresentano i dipendenti impegnati nei servizi di informatica, amministrazione e del centro elaborazione dati, che non rientrano nel perimetro dell'offerta di Air France-Klm per Alitalia. Tra le sigle presenti il Sdl, i Cub e la Filt-Cgil.


1 aprile 2008 - Rai News 24

Alitalia, Air France apre sugli esuberi. Sindacati: nessuna novita'

Il presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, si presenterà al confronto di domani con i sindacati con nuove aperture sull'offerta per l'acquisizione dell'Alitalia. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali, la compagnia franco-olandese, sulla flotta, sarebbe disponibile ad anticipare dal 2010 al 2009 l'ingresso di un nuovo aeromobile, che prevederebbe 100 assistenti di volo e 12 piloti. I segretari di Filt-Cgil e Fit-Cisl, Fabrizio Solari e Claudio Claudiani, fanno però sapere che "sulla vicenda Alitalia non ci risultano novità di rilevo, né formali né informali: esercitarsi su inutili limature riciclando proposte già avanzate nei giorni scorsi non aiuta l'avanzamento della trattativa".
Flotta: meno tagli
Inizialmente il piano Air France prevedeva l'ingresso di un nuovo aereo in Alitalia dal 2010 al 2018. In più si penserebbe di lasciare in flotta tre MD80, che prevedono 30 piloti e 60 assistenti di volo. Anche in questo caso, l'offerta originaria di Air France prevedeva l'uscita dalla flotta di tutti e 16 gli MD80, mentre ora ne rimarrebbero 3 in servizio.
Cargo: ente terzo per esaminare i conti del settore
Sul cargo, Air France sarebbe disponibile ad affidare ad un ente terzo certificatore l'esame dei conti del settore che se al 2009 dovesse mostrare un ritorno alla reddititivà, potrebbe rimettere in discussione la decisione di chiudere il settore nel 2010.
Nodo Atitech
Infine, per quanto riguarda il perimetro aziendale, si starebbe studiando l'ipotesi di far rientrare nel gruppo Alitalia anche l'azienda napoletana dell'Atitech, anche tenendo conto del fatto che l'azienda si occupa di manutenzione leggera. Le nuove aperture della compagnia franco-olandese sarebbero al momento oggetto di confronto tra i vertici di Alitalia, Air France e sindacati, con incontri informali che proseguono dalla notte scorsa. L'incontro ufficiale tra Alitalia, Air France e sindacati, fissato per oggi alle 12 alla Magliana, è slittato comunque a domani. La riunione - secondo quanto si apprende - è stata infatti posticipata a domani alla stessa ora. A quanto si apprende il rinvio è stato comunicato dalla compagnia ai sindacati per "approfondimenti". Domani è l'ultimo giorno utile fissato da Alitalia e Air France per trovare un'intesa.
Lavoratori di Alitalia bloccano i binari della linea Roma-Fiumicino
Circa 200 lavoratori dei settori informatica, amministrazione e call center di Alitalia hanno occupato i binari della linea ferroviaria Roma-Fiumicino alla stazione di Roma-Muratella. I manifestanti hanno bloccato il treno proveniente da Fiumicino diretto verso la Capitale. Protestano "per la grave situazione in cui si trova l'azienda". I manifestanti sono partiti in corteo dal centro direzionale della Magliana e sono giunti alla stazione Muratella dove sono arrivate anche alcune macchine della Polizia e dei Carabinieri. Nella mattinata i lavoratori avevano dato il via ad una assemblea di fronte al quartier generale della Magliana organizzata dalla Cub. Assemblea alla quale si sono poi unite anche le altre sigle sindacali. I lavoratori stanno occupando i binari causando così il blocco della circolazione ferroviaria. Numerose le bandiere e gli striscioni con netta prevalenza di quelli di Cub e Sdl.
Angeletti: la Uil tornerà al tavolo se se si faranno modifiche al piano
La Uil tornerà al tavolo della trattativa per la privatizzazione di Alitalia solo se Air France operera' delle modifiche al piano industriale, riguardante il numero degli esuberi ed il perimetro aziendale. Lo ha annunciato il segretario generale Luigi Angeletti al termine di una riunione con la segreteria della Uilt e i quadri del sindacato.
Consiglio di Stato respinge ricorso di AirOne
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Airone contro la decisione del ministero dell'Economia di avviare una trattativa in esclusiva con Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia. Il provvedimento, assunto in sede giurisdizionale, conferma la sentenza del Tar del Lazio.
La sentenza di merito del Consiglio di Stato, che segue l'ordinanza dell'11 marzo con cui non era stata accolta la richiesta di una sospensione cautelare, conferma la legittimità della trattativa in esclusiva che ha portato all'accordo per il lancio di una offerta di Air France-Klm per Alitalia. Un nuovo no ad Air One che contestava la procedura e chiedeva di rientrare in gioco. I giudici amministrativi di appello indicano che, relativamente alla procedura che ha portato alla trattativa in esclusiva contestata da Air One "può escludersi con tranquillizzante certezza che vi siano stati, o possano esservi in futuro, i paventati effetti discriminatori". Quanto al nodo del ridimensionamento del ruolo dell'aeroporto di Malpensa il Consiglio di Stato ribadisce che il tema non riguarda la procedura di Air One, oggetto del giudizio, ma una scelta indipendente di Alitalia "risalente al piano industriale di sopravvivenza e transizione approvato dal cda il 7 settembre".


1 aprile 2008 - Comunicato stampa Peppe Mariani - Presidente della Commissione Lavoro, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Politiche Sociali della Regione Lazio

ALITALIA. MARIANI (SA): " LA CUB AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE. SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI ALITALIA"

"Sono vicino agli oltre 500 dipendenti dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, e sostengo la loro battaglia per il diritto ad un impiego stabile e per l'internalizzazione dei rispettivi comparti in Alitalia, che li salverebbe dai 2000 esuberi minacciati da Air France". Lo dichiara Peppe Mariani , Presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio. "I lavoratori, che da stamattina attraverso la Cub hanno dato vita ad una partecipata assemblea pubblica davanti al Centro Direzionale Alitalia, e che si sono poi spostati in corteo occupando la stazione della Muratella, vivono una situazione di precarietà insostenibile da diversi anni". "In questi giorni inoltre - continua Mariani - la situazione si è fatta ancora più drammatica per le vicende che tutti stiamo seguendo e che rischiano di far pagare prezzi molto alti alle migliaia di dipendenti che, dopo anni di lavoro precario, stanno per essere messi alla porta a causa della cattiva gestione da parte dei vertici della ormai ex compagnia di bandiera. Gli esuberi annunciati dai futuri acquirenti vanno a colpire proprio quelle migliaia di persone che per anni (in alcuni casi anche un decennio) hanno convissuto con situazioni contrattuali al limite o oltre la legalità , come ho denunciato nelle interrogazioni e mozioni fatte al Consiglio Regionale del Lazio". "Per l'importanza della tutela dei dipendenti Alitalia e delle aziende collegate quindi, sostengo fortemente le richieste avanzate dalla Cub riguardo alla partecipazione al tavolo delle trattative: fa parte dello spirito democratico quello di eleggere i propri rappresentanti, e questo principio vale tanto più in un momento in cui i diritti dei lavoratori rischiano di essere calpestati. Sottolineo il fatto che la Cub ha un ruolo significativo e rappresentativo all'interno dell'indotto Alitalia, e quindi la richiesta di partecipazione va accolta da parte dei rappresentanti del Governo e delle altre forze sindacali".


1 aprile 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 12 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Le tragicomiche disavventure dell'Icram sotto l'alta vigilanza di Pecoraro Scanio
* Impegni sopravvenuti e contratto scaduto
* Cnr, i dipartimenti primo test per Maiani
* Compensi alle stelle per i direttori d'Istituto
* Ingorghi anche per il traffico statistico
* Proroghe stabilizzandi: la F.P. procede a zig zag
* All'Enea continua la protesta dei lavoratori
* Una sonora bocciatura per i referee anonimi
* Antonio La Trippa è uno scienziato Inaf?
* Dichiarazione redditi 2008: i modelli sono on line


1 aprile 2008 - Gazzetta di Reggio

TRENI E AUTOBUS
Nuovo sciopero dei trasporti indetto per oggi dalla Cub

REGGIO E. - Sciopero dei trasporti oggi in città: a proclamarlo la Cub «per la democrazia sindacale e il rinnovo del contratto». Il personale viaggiante dei treni dell’Act e degli autobus di Ae, Til e Aziende del Consorzio Orfeo sciopereranno dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 a fine servizio: è previsto un presidio questa mattina alle 10 in via del Chionso.
«Questo è il decimo sciopero - si legge in un comunicato della Confederazione unitaria di base - perché non intendiamo rassegnarci all’arroganza e alla prepotenza di una classe dirigente politica e non che umilia i lavoratori. Una dirigenza auto-referenziale che gestisce col pugno di ferro impianti alla deriva dove quotidianamente vengono calpestate le regole della democrazia Il silenzio complice e l’immobilismo di certi sindacati di fronte a tutto questo non stupisce affatto; rappresenta solo la conferma di quello che tutti sanno».
«L’azienda - prosegue la Cub - al posto di arroganti prese di posizione, farebbe meglio a convocarci per intavolare una seria trattativa per arrivare a un accordo che tuteli i lavori nelle prospettive di nuove aggregazioni e scorpori, che non devono essere il fattore su cui basare la concorrenza; stabilisca regole certe per un riallineamento della retribuzione sempre più inadeguata rispetto a quanto si lavora e al costo della vita (il lavoro deve essere pagato in ugual misura indipendentemente da chi è il soggetto erogatore, sia esso Ae Spa, Act, Til o Consorzio Orfeo); tuteli e porti rispetto a chi ogni giorno eroga materialmente il servizio evitando di scaricare gli inutili ma evitabili disagi ai cittadini reggiani».


1 aprile 2008 - Corriere della Sera

Il negoziato La scadenza aggiornata a domani. Sul tavolo esuberi e tagli alla flotta. L'ultimo invito dei francesi: stanotte riflettete
Alitalia, ancora 48 ore per Air France
Spinetta non cambia il piano. La Uil lascia la trattativa. Cgil e Cisl: andiamo avanti Angeletti: i francesi restano l'interlocutore, ma non vogliamo false trattative viziate dalle scadenze politiche
di Antonella Baccaro

ROMA — È appesa a un filo la trattativa tra Air France-Klm e i sindacati di Alitalia, apertasi ieri pomeriggio alla Magliana, e abbandonata a sorpresa dalla Uilt. Le parti si sono fronteggiate mantenendo le posizioni e aggiornandosi alle 12 di oggi. «Io stanotte penserò, pensate anche voi» ha detto il president e di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, congedandosi dai sindacati e lasciando intendere che gli spazi di apertura sono scarsi. Al momento nessuno vuole rompere ma nessuno ha una carta nuova da mettere sul tavolo per sbloccare l'impasse.
Ieri, mentre la Cub animava ai cancelli la protesta di informatici, amministrativi e operatori del call center, insieme con i lavoratori di Atitech arrivati da Napoli, l'amministratore delegato Maurizio Prato, ha spiegato che ci sono «tempi contenuti » per trovare «una base d'accordo». Un comunicato a fine giornata ha fissato il termine conclusivo nella giornata di domani.
Spinetta ha esordito riepilogando le premesse del piano senza apportarvi modifiche. Al termine la Uilt ha abbandonato il tavolo, annunciando che vi tornerà solo dopo le elezioni. Secondo il segretario, Giuseppe Caronia, le condizioni cui è sottoposto il negoziato, cioè l'assenso del prossimo governo e l'accordo con la Sea, renderebbero inutile proseguire il negoziato. «Non vogliamo fare false trattative» ha poi spiegato il segretario della Uil, Luigi Ange-letti, che però ha ribadito che l'unico interlocutore resta Air France-Klm. La scelta del sindacato non è piaciuta agli altri sindacati che (tranne l'Anpac) hanno accusato la Uilt di voler «partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna elettorale». Oggi ci sarà una riunione interna della Uilt con Angeletti. Secondo indiscrezioni, quest'ultimo non concorderebbe del tutto con la mossa improvvisa di Caronia.
La trattativa nel pomeriggio è proseguita con una ristretta. I francesi non hanno fornito margini soprattutto sul cargo ma anche sul rientro di Atitech nel perimetro aziendale. Una piccola apertura si è intravista sui tempi di sostituzione degli aerei messi a terra, che potrebbero restringersi, riducendo così il numero degli esuberi tra i piloti. «Il negoziato continua: vuol dire che c'è la volontà di andare avanti» commenta Fabrizio Solari per la Filt Cgil che è il sindacato che più tiene a mantenere aperta la trattativa per sottrarla alla campagna elettorale. Oggi sono attese risposte su perimetro e flotta.

Domenica Stramilano. Ma sarà senza vigili

Milano - «È una questione di sicurezza», affermano i vigili urbani. «Non c'è alcun rischio», ribatte il Comune. Lo scontro sulla riduzione degli uomini di pattuglia notturna rischia di compromettere la Stramilano. Già perché i sindacati dei ghisa stanno promuovendo uno stato di agitazione, proprio per domenica 6 aprile.
La sigla Rdb ha indetto lo sciopero. Mentre le altre otto hanno promosso l'astensione alle ore straordinarie. Cioè quelle necessarie per gestire la viabilità nel giorno della manifestazione. In strada dovrebbero esserci 350 vigili. Palazzo Marino, dal 3 marzo, ha deciso di ridurre gli agenti, da tre a due, in pattuglia notturna. «Doveva essere una sperimentazione — ha affermato Roberto Miglio della Rsu —. Invece, è ormai la norma. Non si rendono conto dei pericoli che corriamo ogni notte». Ma, il vicesindaco Riccardo De Corato ha respinto l'accusa: «Non c'è alcun rischio sicurezza. Ci saranno al contrario maggiori tutele». Come una migliore «copertura del territorio». Perché le pattuglie che girano di notte sono aumentate da 12 a 20». Ma per i sindacati: «Sono troppe le situazioni in cui abbiamo bisogno di un terzo uomo». Ancora De Corato: «Questa riforma garantirà un tasso di maggior sicurezza sia per i cittadini che per i vigili stessi». I ghisa si sono detti «disponibili a un confronto.
Ma sia chiaro vogliamo tornare in tre sulle pattuglie». Senza mettere a rischio la Stramilano.(B.Arg.)


1 aprile 2008 - Il Manifesto

Scritte e striscioni in tutta la città per ricordare il giovane ucciso in un autogrill
Dai centri sociali ai Boys Parma: chi era Matteo, attivista e ultras
Ventisette anni, una tesi di laurea contro gli inceneritori e un lavoro come esperto di sicurezza sul lavoro. La storia di «Bagna», tra l'amore per il Parma e la militanza antirazzista. Gli amici lo difendono: «Quella volta che ospitò due immigrati a casa sua»
di Giacomo Russo Spena

Si divideva tra le sue passioni: l'impegno sociale e il mondo delle curve. Matteo Bagnaresi, il ragazzo di 27 anni rimasto ucciso in un incidente in autogrill, era un attivista politico dai tempi del liceo.
Laureato con una tesi contro gli inceneritori, una battaglia che lo coinvolgeva e per la quale aveva firmato numerosi appelli, da oltre due anni lavorava come esperto di sicurezza sul lavoro: controllava che le aziende stessero a norma con la 626. «Un compagno con la passione del calcio» ricordano i suoi amici, «uno sempre disponibile ad aiutare gli sfruttati della società», «un generoso», «un antirazzista», «un antifascista». Una persona che delle lotte sociali aveva fatto una ragion di vita e che nelle curve vedeva «un mondo libero». E ora dopo il danno la beffa per tutti quelli che conoscevano bene Bagna (così veniva chiamato amichevolmente): «Oltre alla sua scomparsa - denunciano gli amici e i Boys del Parma - dobbiamo subirci menzogne infamanti sulla sua vita». Ce l'hanno con quei media che già dalle prime ore dopo l'incidente si erano scatenati definendolo come «un'antagonista», un «antisistema», un «soggetto pericoloso», un «violento». «Si rispetti la verità - è scritto in un comunicato - si rispetti la memoria di un ragazzo che non c'è più, si rispetti il dolore di chi a Matteo ha voluto bene». Bagna infatti da quando stava a scuola ha sposato la politica e il calcio, intrecciandole. Un «compagno» a tutto tondo con la passione sfrenata per il suo Parma, senza ripudiare forse anche lo scontro con le tifoserie avverse. Gli amici però tengono a precisare che non aveva un'«indole violenta». Era uno come tanti. «Splendida persona, nel dolore preferiamo ricordatelo in mezzo a noi, nei cortei, nella musica, mentre sorride. Il tuo pensiero verso gli sfruttati di questa società continuerà a essere la benzina del nostro fuoco di ribellione», afferma con un comunicato tutto il mondo di sinistra e dell'associazionismo di Parma.
Dai comitati antirazzisti alle reti di lotta per il diritto alla casa passando per la rdb parmense per finire con lo spazio sociale Mario Lupo (ragazzo ucciso a Parma nel 1972 da un gruppo di estremisti di destra). Il luogo che Bagna frequentava e in cui è cresciuto politicamente. Era particolarmente sensibile al tema dell'antifascismo: «Non possiamo permettere - aveva scritto in un appello in merito agli arresti successivi agli scontri antifascisti dell'11 marzo 2006 - che si incarcerino i compagni, perché di loro c'è bisogno nelle lotte e non nelle galere». Ora sono due anni che il Mario Lupo è senza sede, anche se ieri fuori al vecchio stabile occupato uno striscione lo ha simbolicamente riaperto: «Il tuo sorriso non si spegnerà mai». Sabato scorso ad una iniziativa in piazza contro le ronde notturne dei leghisti è stata l'ultima volta che i «suoi compagni» lo hanno visto: «Era un banchetto - raccontano - per denunciare gli atteggiamenti violenti e ostili contro gli immigrati».
Questione, quella dei migranti, a cui Matteo era particolarmente legato: sapeva bene, per lavoro, la loro condizione nei cantieri. Un amico racconta un aneddoto per dimostrare come il suo impegno andasse oltre la rivendicazione politica: «Una volta ha aiutato una coppia di immigrati clandestini ospitandola a casa sua e aiutandoli economicamente». Ma Bagna era attivo anche contro la legge Fini-Giovanardi sulle droghe e si opponeva alle forme di controllo, come la «censura» del web. Un compagno conosciuto a livello nazionale per la sua presenza a Genova al G8 e l'anno successivo al social forum di Firenze. Come la sue partecipazioni ai cortei in difesa delle «comunità» ribelli no-Dal Molin e no-Tav in primis. I colleghi della Cooperativa Aurora, dove Bagna lavorava, hanno scritto una lettera in cui descrivono Matteo come «una persona libera che non seguiva logiche predefinite o imposte, ma che agiva seguendo i valori in cui credeva, che erano in lui profondamente radicati. Si è inserito nella nostra cooperativa con garbo, educazione, competenza e professionalità, riuscendo in breve tempo a diventare un riferimento per il nostro lavoro». E nella «borghese» Parma Matteo aveva trovato nel calcio una passione smodata. Il 6 gennaio 2005 era arrivato per lui un daspo (diffida) per gli scontri avvenuti a fine gara tra Juventus e Parma. Tre anni senza poter seguire la sua squadra. Anche se, come è d'usanza di molte tifoserie, in curva parmense era comparso uno striscione dedicato a lui: «Diffidati sempre con noi». «Il Bagna era un ultras, membro del gruppo - recita un comunicato dei Boys - aveva un lavoro e tante passioni. Tra queste c'era il Parma. Seguiva la squadra in casa e in trasferta, partecipava attivamente al tifo. Ora c'è stato repentinamente sottratto, ne sentiamo la feroce mancanza». Ma già ai tempi del liceo Bagna esprimeva ideali «pro ultras», si definiva «un libero pensatore del calcio». I Boys infatti nascono nel 1977 e inizialmente, pur avendo una componente molto variegata al proprio interno, si caratterizza per una presenza di gente di destra. Negli anni '90 si ricorda anche l'episodio del portiere Gigi Buffon che per «piacere» a qualcuno della curva indossò la maglietta con su scritto «Boia chi molla».
Poi il ribellismo ultras prende sembianze più sinistrorse, un po' come avviene nella città, anche se i Boys rimangono ufficialmente apolitici. E un gruppo che non spicca per l'uso della violenza. Le ostilità più forti con l'odiata Reggiana, squadra di Reggio Emilia. Lo stesso Bagna per motivi di «campanilismo ultras» in una lettera avverte gli Off Laga, un gruppo rock di Reggio Emilia reo di aver fatto una canzone anti parmense, di non suonare in concerto a Parma. Poi c'è l'odiata Juventus. Nel 2005 era scattato il daspo per Matteo e terminato lo scorso 10 gennaio, domenica era la prima volta che rivedeva da vicino i tifosi bianconeri. Per una casualità o meno, è stata per Bagna l'ultima volta. Intanto mentre la famiglia si è chiusa in un doloroso silenzio nella città di ora in ora aumentano le scritte in suo ricordo: «Il tuo urlo libero sempre nella nord», campeggia fuori lo stadio Tardini.


1 aprile 2008 - Tempo Stretto

I precari del Comune chiedono la stabilizzazione: a rischio 304 lavoratori
Oggi assemblea a Palazzo Zanca, in vista dello sciopero del 4 aprile
di Sebastiano Caspanello

Messina - Un piano di stabilizzazione entro il 30 aprile, altrimenti rischiano di perdere il posto di lavoro i 304 precari del Comune di Messina. Questo il messaggio che alcuni lavoratori di Palazzo Zanca, riunitisi stamattina nel salone delle Bandiere, hanno voluto lanciare al commissario Gaspare Sinatra, assente perché a Palermo. La Finanziaria lo consente, si proceda prima che sia troppo tardi. Ma Sinatra, incrociato dai sindacalisti sulle scale del Comune, avrebbe detto: «non firmo assegni in bianco, prima devo approvare il bilancio». Ma i tempi non lo consentirebbero, almeno secondo Roberto Laudini del coordinamento Rdb Cub pubblico impiego. «La Finanziaria prevede che un piano di stabilizzazione debba essere presentato entra il 30 aprile - afferma - e non possiamo aspettare che si approvi il bilancio. I precari del Comune, che sono in servizio anche da 18 anni, hanno tutti i requisiti previsti dalla legge». L'assemblea di oggi è solo un "antipasto" dello sciopero generale della funzione pubblica previsto per il 4 aprile.


1 aprile 2008 - Leggo

Milano. Sarà una Stramilano di 50mila sì, ma con grande carenza di vigili urbani...
di Gabriella Persiani

Milano - Sarà una Stramilano di 50mila sì, ma con grande carenza di vigili urbani quella che si disputerà domenica prossima. I ghisa aderenti al sindacato Rdb Cobas hanno indetto uno sciopero per tutto il giorno per protestare contro la decisione del Comune di Milano di diminuire, dal 3 marzo, il numero di agenti delle pattuglie notturne da tre a due. Oltre allo sciopero, è previsto anche un blocco delle ore straordinarie indetto da tutte le altre sigle sindacali, decisione che, in occasioni come quella della Stramilano, renderà la vita difficile ai milanesi. «Non possiamo permettere al Comune - ha dichiarato Roberto Miglio della Rsu - di mettere a repentaglio la nostra sicurezza. Non ci faremo mettere la testa sotto i piedi da amministratori superficiali».(ass)


1 aprile 2008 - La Nuova Ferrara

S. Anna pronto all’emergenza
Sciopero venerdì dei precari indetto da Rdb

Ferrara - L’azienda Sant’Anna ha ricevuto dalla regione la comunicazione di uno sciopero generale dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni dalle 7 del 4 aprile alle 7 del giorno successivo, proclamata dalla federazione Rdb/Cub. La regione ha invitato la struttura sanitaria ad attivare le procedure idonee a garantire all’utenza i servizi individuati dalla legge e quindi il Sant’Anna sta attivando tutte le misure idonee a consentire il rispetto delle normative vigenti in materia. Saranno comunque garantiti i servizi sanitari d’urgenza: attività chirurgica solo d’emergenza, le prestazioni di terapia intensiva, i servizi di trasporto del 118, le unità coronariche, il pronto soccorso e tutto ciò che è legato alle urgenze mediche.


1 aprile 2008 - Italia Sera

Alitalia, la Uil abbandona le trattative
Angeletti: "L’accordo non è possibile. Bisogna aspettare il nuovo Governo"

Al quartier generale della Magliana a Roma, è ripreso, tutto in salita, il confronto tra la compagnia, Air France e i sindacati. Presenti i numeri uno di Alitalia, Maurizio Prato, e di Air France-Klm, Jean-Cyryl Spinetta, e i rappresentanti delle nove sigle dei lavoratori di Alitalia. Immediato il primo ostacolo visto che il tavolo negoziale è stato immediatamente abbandonato dalla Uil che ha deciso di sospendere la trattativa fino a dopo le elezioni. Lo ha comunicato il segretario generale della Uilt trasporti, Giuseppe Caronia spiegando che manca un «contesto politico sereno». «Ora non c'è un governo che possa dare garanzie - ha spiegato Caronia -, fino a quando non ci sarà il nostro giudizio rimane sospeso». Il presidente di Air France Spinetta si è detto «dispiaciuto» ma il confronto prosegue nonostante l'abbandono della Uilt. Prato aveva aperto i lavori dicendo: «Abbiamo due giorni, per trovare una base d'accordo, i tempi per trattare sono contenuti». Dal canto suo il numero uno di Air France Spinetta aveva ribadito che «il piano è quello presentato». Spinetta si era appellato al senso di responsabilità dei sindacati invitandoli a proseguire la trattativa per il bene di Alitalia. Il numero uno di Air France-Klm aveva quindi confermato che affinchè l'operazione di acquisizione di Alitalia andasse in porto serviva il via libera del nuovo governo e l'annullamento del pericolo Malpensa, cioè della causa intentata dalla società di gestione aeroportuale Sea che ha chiesto un risarcimento da 1,2 miliardi di euro per l'abbandono dei voli da parte di Alitalia. È stato in seguito a queste due condizioni ribadite dal gruppo franco-olandese che la Uil-Trasporti ha abbandonato il tavolo della trattativa. La decisione della Uil era stata di fatto anticipata dal suo segretario generale Luigi Angeletti. «A queste condizioni non è possibile un pre-accordo: tanto vale aspettare». Parlando a margine di una manifestazione della Uil Angeletti aveva infatti dichiarato di non vedere «realisticamente in questi giorni le condizioni perché questa trattativa possa concludersi positivamente» anche perché «è troppo influenzata da altre condizioni poste da Air France, come quella sul gradimento del nuovo governo o sulla causa Malpensa». Secondo Angeletti c'è il rischio di fare «una trattativa finta perché magari queste due condizioni non ci sono». Mentre Compagnie e Sindacati trattavano all’esterno alcune centinaia di lavoratori del call center, del settore amministrazione e del Ced dell'Alitalia e alcuni iscritti al sindacato di base Cub hanno organizzato un picchetto davanti all'ingresso del centro direzionale della compagnia aerea alla Magliana, a Roma. «Abbiamo iniziato presto a fare un'assemblea - dice Antonio Amoroso della Rsu di Alitalia Servizi e responsabile Cub trasporti - con un presidio agli ingressi per porre il problema di questi tre settori che non sono proprio sul tavolo della trattativa.


1 aprile 2008 - Varese news

Malpensa - I sindacati autonomi hanno scritto alla Prefettura di Varese, alla Prefettura di Milano, all’Osservatorio sui conflitti della Commissione di Garanzia per l’attivazione della prima fase delle procedure di raffreddamento
Sdl, Cub e Cobas aprono la procedura di sciopero

I sindacati autonomi Sdl Intercategoriale, CubTrasporti e SlaiCobas hanno scritto alla Prefettura di Varese, alla Prefettura di Milano, all’Osservatorio sui conflitti della Commissione di Garanzia per l’attivazione della prima fase delle procedure di raffreddamento, preludio allo sciopero. Nella missiva inviata agli enti suddetti le sigle sindacali hanno scritto: «Premesso che l’esistenza di una fase di forte criticità della situazione degli Aeroporti Lombardi, dovuta al trasferimento di gran parte dell’attività di Alitalia, ha fatto sì che il Governo stanziasse i fondi necessari per la cassa integrazione in deroga, ma non esistono piani societari, né indirizzi manageriali che facciano intravedere la soluzione della crisi in atto; che non sono stati presentati dati economici certi, né le spese sostenute per le liquidazioni di svariati dirigenti, per le consulenze, per viaggi e benefit e non esiste una valutazione dell’operato di un management che ha concorso alla formazione dell’attuale deficit; che Sea sta modificando i turni di lavoro unilateralmente, che settorialmente la cassa è applicata ad ore, che non vengono accettati cambi turno e riposi alla pari, che ha pubblicato diversi trasferimenti di reparto, che si attuano trasferte immotivate da Malpensa a Linate, che la cassa integrazione è utilizzata in modo unilaterale e senza alcuna spiegazione/contrattazione con le R.S.U./R.S.A. degli esuberi e dei criteri d’utilizzo, che i carichi di lavoro risultano notevolmente aumentati per l’allontanamento di più di 500 lavoratori stagionali ed interinali, che hanno legalmente maturato il diritto all’assunzione a tempo indeterminato; tanto premesso le scriventi organizzazioni sindacali e le Rsu chiedono un incontro urgente per capire le prospettive aziendali e confrontarsi sulla legittimità delle iniziative in corso. La richiesta attiva la prima fase delle procedure di raffreddamento previste, che portano all’indizione dello sciopero».


1 aprile 2008 - Estense

Garantiti i servizi di assistenza sanitaria d’urgenza
I precari del Sant'Anna incrociano le braccia

Ferrara - Coinvolgerà anche l’Azienda ospedaliera-universitaria Sant’Anna lo sciopero generale dei lavoratori precari delle Pubbliche Amministrazioni proclamato dalle 7 del 4 aprile alle 7 del 5 aprile, proclamato dalla Federazione nazionale RdB/Cub. L’Azienda sta attivando tutte le misure idonee a consentire il rispetto delle normative vigenti in materia. Saranno comunque garantiti i servizi di assistenza sanitaria d’urgenza (attività chirurgica solo d’urgenza, le prestazione di terapia intensiva, i servizi di trasporto del 118, le unità coronariche, il Pronto Soccorso e tutto ciò che è legato alle urgenze) ed ordinaria solo rispetto ai pazienti ricoverati. Tutta l’attività programmata (attività specialista ambulatoriale prenotata tramite il Cup o dai reparti) non è garantita ma è strettamente in correlazione all’adesione allo sciopero.


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Federazione Nazionale RdB - Via dell'Aeroporto n.129 - 00175 ROMA - centralino 06.762821 - fax 06.7628233