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Il Sindacato di Base e Indipendente

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01/04/08

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 31 marzo 2008

31 marzo 2008 - Apcom

ALITALIA/ PICCHETTO CUB BLOCCA INGRESSI SEDE MAGLIANA
Protesta per esclusione da tavolo trattative

Roma, 31 mar. (Apcom) - Da questa mattina alle 7 i lavoratori aderenti alla CUB Trasporti stanno bloccando gli accessi al centro direzionale Alitalia della Magliana dove oggi è previsto l'incontro tra azienda sindacati. "I lavoratori dell'informatica, del call center e gli amministrativi non sono mai stati oggetto della trattativa - dichiara Antonio Amoroso della Cub Trasporti in una nota - in quanto la questione è considerata già chiusa, nel senso letterale del termine, cioè di noi non si parla proprio perché siamo già fuori. Per questo stamattina in oltre 300 stiamo bloccando i cancelli". La Cub protesta anche per la esclusione dal tavolo di trattativa con Air France nonostante nel settore sia il sindacato più rappresentativo con 6 RSU su 6.


31 marzo 2008 - Ansa

ALITALIA: PICCHETTO DAVANTI A CENTRO DIREZIONALE MAGLIANA

(ANSA) - ROMA, 31 MAR - Alcune centinaia di lavoratori del call center, del settore amministrazione e del Ced dell'Alitalia e alcuni iscritti al sindacato di base Cub stanno effettuando da questa mattina un picchetto davanti all'ingresso del centro direzionale della compagnia aerea alla Magliana (Roma) dove alle 14 è prevista la ripresa delle trattative con i sindacati e i vertici di Air France-Klm. «Abbiamo iniziato presto a fare un' assemblea - dice Antonio Amoroso della Rsu di Alitalia Servizi e Responsabile Cub trasporti - con un presidio agli ingressi per porre il problema di questi tre settori che non sono proprio sul tavolo della trattativa, dando per scontato che non rientreranno in Az Fly. Un altro problema è poi la mancata convocazione dei rappresentanti del Cub al tavolo, nonostante siano presenti anche nella Rsu». Davanti al picchetto - secondo quanto riportano i sindacati - ci sarebbero circa 300 persone.


31 marzo 2008 - Omniroma

ALITALIA, RDB-CUB: BLOCCATI INGRESSI CENTRO DIREZIONALE MAGLIANA

(OMNIROMA) Roma, 31 mar - «Da questa mattina alle 7 i lavoratori aderenti alla Cub Trasporti stanno bloccando gli accessi al Centro Direzionale Alitalia della Magliana dove alle 11 è previsto l'incontro tra Spinetta e le organizzazioni sindacali». Lo comunica Rdb-Cub. «I lavoratori dell'informatica, del call center e gli amministrativi non sono mai stati oggetto della trattativa - ha dichiarato Antonio Amoroso della Cub Trasporti - in quanto la questione è considerata già chiusa, nel senso letterale del termine, cioè di noi non si parla proprio perché siamo già fuori. Per questo stamattina in oltre 300 stiamo bloccando i cancelli» La Cub «protesta anche per la esclusione dal tavolo di trattativa con Air France nonostante nel settore sia il sindacato più rappresentativo con 6 RSU su 6».

SANITÀ/ L'AGENDA DELLA SETTIMANA

(OMNIROMA) Roma, 31 mar - .... VENERDÌ 4 APRILE - In occasione dello sciopero dei precari organizzato dalle Rdb-Cub è stata indetta un'assemblea pubblica sul precariato del personale sanitario presso l'Antico Atrio dell'ospedale San Giovanni, alla quale è prevista la partecipazione degli assessori regionali al Bilancio, Luigi Nieri e alla Sanità, Augusto Battaglia (ore 14.30)....


31 marzo 2008 - Dedalo news

Alitalia: lavoratori Cub Trasporti bloccano Magliana

Più di trecento lavoratori aderenti alla Cub Trasporti, sindacato aderente alla Federazione Rappresentanze Sindacali di base RdB, stamane hanno dato vita a Roma ad un sit in di protesta bloccando gli ingressi al Centro direzionale di Alitalia alla Magliana. Si tratta dei lavoratori dell’informatica, del call center e amministrativi che - secondo quanto ha affermato Antonio Amoroso della Cub Trasporti - non rientrerebbero nella trattativa Alitalia-Air France Klm in quanto il loro "destino" sarebbe già stato deciso. I lavoratori protestano anche perghè il loro sindacato sarebbe stato escluso dalla trattativa con Air France Klm nonostante che, potendo vantare sei Rsu su sei, sia il sindacato più rappresentativo del settore.


31 marzo 2008 - Il Sole 24 Ore Radiocor

Alitalia: Cub blocca ingressi del Centro Direzionale della Magliana dove alle 11 e' previsto l'incontro tra AF-Klm e i sindacati

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 31 mar - Da questa mattina alle 7 i lavoratori aderenti alla Cub Trasporti stanno bloccando gli accessi al Centro Direzionale Alitalia della Magliana dove alle 11 e' previsto l'incontro tra Alitalia, Air France-Klm e i sindacati.e i sindacati. "I lavoratori dell'informatica, del call center e gli amministrativi non sono mai stati oggetto della trattativa - afferma Antonio Amoroso della Cub Trasporti - in quanto la questione e' considerata gia' chiusa, nel senso letterale del termine, cioe' di noi non si parla proprio perche' siamo gia' fuori. Per questo stamattina in oltre 300 stiamo bloccando i cancelli". La Cub protesta anche per la esclusione dal tavolo di trattativa con Air France nonostante nel settore sia il sindacato piu' rappresentativo con 6 Rsu su 6.


31 marzo 2008 - Sesto Potere

COMUNE BOLOGNA: IL 4 APRILE SCIOPERO LAVORATORI PRECARI RDB/CUB

(Sesto Potere) - Bologna - 31 marzo 2008 - L'Amministrazione comunale di Bologna comunica che la organizzazione sindacale RdB/CUB ha proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata di venerdì 4 aprile. Lo sciopero, a cui ha aderito anche la o.s. USI/AIT, interessa tutti i lavoratori precari della pubblica amministrazione
L’effettuazione dello sciopero comporterà il rispetto degli accordi sulle norme di garanzia per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali sottoscritti tra l’Amministrazione Comunale e le Organizzazioni Sindacali.


31 marzo 2008 - Il Gazzettino

PROVINCIA
Soldi ai dirigenti, il sindacato vuole indagare sugli arretrati

Pordenone - Pubblicata dalla Corte dei Conti una sentenza che potrà avere conseguenze importanti. La decisione numero 101 della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti regionale che lo scorso 21 febbraio ha condannato Elio De Anna e altri membri della giunta provinciale in carica nell'anno 2000 al pagamento di poche migliaia di euro per aver corrisposto ai Dirigenti della Provincia somme non dovute sembra marginale perché riguarda solo la parte in conto interessi. Ma i giudici - si apprende leggendo la sentenza - lamentano come la Procura non abbia accolto le tesi formulate dal sindacato RdB-Cub che aveva denunciato nel 2000 come l'indennità di posizione dei dirigenti provinciali era stata implementata senza che vi fosse un contratto a stabilirlo.
Spiega Giuseppe Rizzardo, del sindacato Rdb-Cub: «La Procura ha ritenuto che tali aumenti siano stati sanati dal contratto collettivo del giugno 2003, mentre ora la Sezione Giurisdizionale la pensa diversamente. Si tratta di oltre 600 mila euro, corrisposti tra il 2000 e il 2003, che devono essere restituiti ai cittadini. Credo che ora la Procura regionale della Corte dei conti, che ci si augura sia un po' più sollecita e ci metta meno di otto anni per indagare lavori a un'indagine che permetta alla sezione giudicante di emettere una nuova e ben più pesante condanna, a patto che le venga chiesto». Secondo il sindacato nel frattempo la Provincia «in sede di autotutela potrebbe congelare le indennità di posizione dei dirigenti, in attesa che la vicenda si chiarisca e per evitare addebiti anche all'attuale giunta».


31 marzo 2008 - Rai News 24

Alitalia, riparte il confronto. Titolo sospeso per eccesso di rialzo

Il titolo Alitalia della compagnia, in attesa della ripresa del confronto previsto per oggi pomeriggio, dopo i primi scambi, ha registrato un guadagno dell'11,95% a 0,446 euro ed e' stato sospeso al rialzo. Il guadagno teorico e' dell'11,94% a 0,455 euro.
Picchetto davanti a centro della Magliana
Alcune centinaia di lavoratori del call center, del settore amministrazione e del Ced dell'Alitalia e alcuni iscritti al sindacato di base Cub stanno effettuando da questa mattina un picchetto davanti all'ingresso del centro direzionale della compagnia aerea alla Magliana (Roma) dove alle 14 e' prevista la ripresa delle trattative con i sindacati e i vertici di Air France-Klm. "Abbiamo iniziato presto a fare un' assemblea - dice Antonio Amoroso della Rsu di Alitalia Servizi e Responsabile Cub trasporti - con un presidio agli ingressi per porre il problema di questi tre settori che non sono proprio sul tavolo della trattativa, dando per scontato che non rientreranno in Az Fly. Un altro problema e' poi la mancata convocazione dei rappresentanti del Cub al tavolo, nonostante siano presenti anche nella Rsu". Davanti al picchetto - secondo quanto riportano i sindacati - ci sarebbero circa 300 persone.
Riprende oggi il confronto tra Alitalia, Air France-Klm e sindacati
La trattativa non e' delle piu' semplici dal momento che le posizioni restano molto distanti: unico elemento che accomuna le parti e' la volonta' di trattare per raggiungere un'intesa, ma 'non ad ogni costo' sottolineano le organizzazioni dei lavoratori. Le nove sigle che rappresentano i lavoratori di Alitalia ribadiscono un no fermo all'ultima proposta di accordo inviata da Parigi ma non sono nelle condizioni di fermare le trattative e far saltare l'operazione: il rischio commissariamento incombe ed al momento sul tavolo della privatizzazione di Alitalia non ci sono altre offerte. Con questi presupposti oggi pomeriggio alle 14 il numero uno dei franco-olandesi Jean Cyril Spinetta, il presidente di Alitalia Maurizio Prato e le nove sigle sindacali torneranno a sedersi al tavolo. Base di discussione il documento che due giorni fa Parigi ha inviato alle organizzazioni dei lavoratori. La posizione dei piloti resta la piu' dura sul fronte del no: il numero degli esuberi, salito a 507 nell'ultima fase della trattativa tra Air France e Alitalia (per la decisione dei francesi di inserire nel progetto la riduzione subito e la chiusura nel 2010 dei voli full cargo di Alitalia), viene considerato un prezzo troppo alto dalle associazioni di categoria. Mentre 'apertura dei francesi sulle attivita' di handling e manutenzione leggera a Fiumicino, inserite nel perimetro dell'offerta con l'ultima proposta di accordo, ha ammorbidito ma non risolto il confronto sul futuro delle attivita' oggi deconsolidate sotto Az Servizi. Restano nodi delicati: preoccupa, per esempio, il futuro degli stabilimenti Atitech di Napoli (domani i lavoratori torneranno a Roma per presidiare il centro direzionale di Alitalia dove e' previsto l'incontro dei sindacati con Spinetta). I francesi sono rimasti fermi sul numero complessivo degli esuberi previsti, 2.100, e non hanno fatto sconti sulle misure di risanamento e ristrutturazione, come per i tagli alla flotta che per i sindacati pregiudicano le possibilita' di porre le basi per un successivo rilancio. Anche il cappio dei tempi stretti sara' uno dei temi di confronto al tavolo. Il termine per raggiungere una intesa resta al momento fissato alla mezzanotte di domani: i sindacati hanno chiesto piu' tempo, Air France-Klm e' d'accordo, ma il cda di Alitalia e' pressato dall'imminente rischio di una crisi di liquidita' e non ha ancora deciso. Rilanciata dal dibattito politico, l'ipotesi di una cordata italiana alternativa resta nell'ombra. "Oggi nessuno puo' chiamarci in causa come membri di una ipotetica cordata italiana", dice al Sole24Ore il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Enrico Salza: la banca "non agira' mai su richiesta di chicchessia ma solo se convinta dela bonta' industriale di una operazione".


31 marzo 2008 - Corriere Economia

Diario sindacale a cura di Enrico Marro
A chi non piace il web
Contenzioso con l'Agenzia delle Entrate sulle mail

l referendum online come nuova frontiera della democrazia sindacale. Su questo le Rdb-Cub hanno aperto un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate guidata da Massimo Romano. La vicenda è la seguente. Sul nuovo contratto di lavoro che interessa Entrate, Territorio e Dogane, firmato da Cgil, Cisl e Uil, le Rdb volevano svolgere una consultazione con i lavoratori. E siccome, con una rappresentatività di circa il 10 per cento, non sono presenti dappertutto, hanno pensato di organizzare un referendum online . Hanno così predisposto una scheda con la casella per il sì e quella per il no da cliccare col mouse e hanno inviato a tutti i 60 mila dipendenti delle Agenzie fiscali una mail con il link per aprire la scheda e votare. Ma i lavoratori questa mail non l'hanno mai ricevuta. «Alle Entrate — spiega Ermanno Santoro dell'esecutivo Rdb — abbiamo un contenzioso aperto sulla comunicazione con i lavoratori. Le mail che inviamo ai lavoratori, per esempio la nostra newsletter settimanale, vengono bloccate dal sistema in virtù di una norma contrattuale che noi contestiamo. I nostri messaggi vengono trattati alla stregua di comunicazioni commerciali e mandati automaticamente in spam a meno di un consenso a riceverli espresso preventivamente dal lavoratore. Noi invece diciamo che i messaggi sindacali vanno recapitati a tutti i dipendenti, che, ovviamente, devono avere sempre la possibilità di cancellarsi dalla mailing list. Dobbiamo renderci conto che il web è la moderna bacheca sindacale ». In attesa che il contenzioso si risolv a, domani Rdb scioperano contro il contratto sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil.
Massimo Romano, Agenzia delle Entrate


31 marzo 2008 - Il Messaggero.it

Alitalia, Prato: l'accordo va trovato entro 2 giorni
Spinetta conferma il piano: la Uil lascia il tavolo

ROMA (31 marzo) - «Bisogna trovare una base d'accordo entro domani perché i tempi per trattare sono contenuti»: con queste parole il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, ha aperto l'incontro di oggi con i sindacati e Air France. «Il consiglio d'amministrazione, ha detto Prato, mi ha dato mandato di proseguire il confronto con i sindacati in tempi contenuti che verranno stabiliti di volta in volta in relazione all'avanzamento della trattativa. Abbiamo oggi e domani, se ci saranno punti di fondo per uno schema di accordo riferirò al consiglio d'amministrazione e poi decideremo». Dal canto suo, il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha confermato il piano presentato venerdì scorso per comprare Alitalia, e su questo ha chiesto ai sindacati di fare «osservazioni». La Uil abbandona il tavolo delle trattative. La Uil ha abbandonato il tavolo del negoziato con Air France, dopo aver chiesto la sospensione del confronto fino alle elezioni politiche del 13 aprile. «Ora non c'è un contesto politico sereno e un governo che possa dare garanzie - ha spiegato al tavolo il segretario generale Giuseppe Caronia - Fino a quando non ci sarà, il nostro giudizio rimane sospeso». Il presidente di Air France, Spinetta, si è detto «dispiaciuto», ha preso atto della decisione della Uil, ma ha continuato la trattativa. Prato: proroga di pochi giorni. Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato ha dissentito dalla decisione della Uiltrasporti di lasciare il tavolo, e ha detto al segretario generale Uilt, Caronia, di non capire cosa c'entri la funzione di tutela dei lavoratori di Alitalia con il quadro politico. Prato ha ricordato che oggi scade il termine indicato dal cda di Alitalia per ottenere il finanziamento ponte, confermando che la proroga oltre il 31 marzo (scadenza indicata da Air France per il raggiungimento di un accordo con i sindacati) è di pochi giorni, a meno che non ci siano le premesse per un'intesa che costituisca la condizione per ottenere il prestito ponte, quantificato in 300 milioni di euro e per il quale il Tesoro ha dato la garanzia, vincolandola al raggiungimento di un accordo. Spinetta detta le due condizioni base per l'acquisizione. Spinetta si è appellato al senso di responsabilità dei sindacati, invitandoli a proseguire la trattativa per il bene di Alitalia. Il numero uno di Air France ha confermato che, affinché l'operazione di acquisizione di Alitalia vada in porto, serve il via libera del nuovo governo e l'annullamento del pericolo Malpensa, cioè della causa intentata dalla società di gestione aeroportuale Sea, che ha chiesto un risarcimento da 1,2 miliardi di euro per l'abbandono dei voli da parte di Alitalia. E' stato proprio in seguito a queste due condizioni ribadite dal gruppo franco-olandese che la Uil-Trasporti ha abbandonato il tavolo della trattativa. Uil: i motivi della rottura. «Le pregiudiziali poste da Air France rendono il confronto inutile e non possibile, indipendentemente dalle enormi distanze tra le parti - dice il segretario generale Uilt, Caronia - Credo sia saggio e doveroso attendere la formazione del nuovo governo, il quale dovrà a sua volta dire con estrema chiarezza se e come ritiene si possa portare a termine una trattativa con Air France-Klm, se e in che modo intende sostenere questa eventualità e se intende mantenere il personale di Atitech in ambito Alitalia, come da noi richiesto. Non saranno certamente le due settimane che mancano alle elezioni che determineranno il fallimento di Alitalia: sono davvero poca cosa se comparate ai lunghissimi mesi di inspiegabile e colpevole silenzio del governo Prodi, che ha sinora precluso al sindacato ogni possibilità di confronto». Angeletti: inutile trattare se decide il prossimo governo. La Uil ha rinunciato a portare avanti con Air France-Klm la trattativa perché la giudica «platonica, falsa, inutile». Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, spiega così la decisione della Uil Trasporti di lasciare il tavolo di confronto: «E' una trattativa falsa e inutile, perché Spinetta ha ribadito che la parola conclusiva la dovrà dare il prossimo governo e che la Sea dovrà ritirare la richiesta di risarcimento danno. Circostanze che non rendono risolutiva l'eventuale intesa con i sindacati. Per il leader della Uil bisognava attendere le elezioni per avviare la fase finale della privatizzazione, ed evitare così la coincidenza con il periodo pre-elettorale che ha portato a «strumentalizzare questa vicenda per fini elettorali. Con un governo ostile è difficile cedere la compagnia perché, anche se non pone ostacoli nella fase di vendita, potrebbe poi rendere la vita molto difficile al nuovo azionista». E alle altre sigle sindacali Angeletti dice: «Possono continuare loro, qual è il problema?». Cgil: avanti con la trattativa, il nostro giudizio è sul merito. Alla Cgil «interessa il merito delle proposte. Siglare un'intesa o meno dipende dai contenuti, e non dal contesto politico - dice il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari - La svolta vera è cercare di capire se si trova un'intesa sulle macroquestioni, e cioè integrità del perimetro aziendale, investimento in flotta, questione Malpensa e cargo e non sugli esuberi. Chiediamo uno sforzo di realismo sui capisaldi rappresentati da queste questioni, sulla base delle quali è possibile un'intesa, e noi vogliamo andare avanti. La Cgil è impermeabile alle variabili esterne e basa il suo giudizio sul merito». Cisl: resteremo caparbiamente al tavolo. «La migliore scelta è stare al tavolo della trattativa, anche se gli elementi di confronto sono complessi e i margini piuttosto stretti - dice il segretario generale della Fit-Cisl, Claudio Claudiani - La nostra valutazione in merito al negoziato è saldamente ancorata solo al merito delle questioni sul futuro dell'azienda, alle prospettive di rilancio e alle tutele per i lavoratori. Non siamo iscritti al partito del fallimento o a quello del prendere o lasciare. Il sindacato vuole difendere i diritti dei lavoratori, e per questo staremo caparbiamente al tavolo». La Uil rompe il fronte unitario. Gli altri sindacati: è un fatto grave. «Il rapporto con la Uil Trasporti si è oggi dissolto per scelta unilaterale non preannunciata dalla stessa sigla sindacale che ha deciso di abdicare al proprio ruolo per partecipare da comparsa al teatrino becero della campagna elettorale. Utilizzare i lavoratori per una campagna che non li riguarda è un fatto grave». Sono le parole con le quali Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl, Unione piloti, Sdl, Anpav e Avia esprimono una posizione unitaria rispetto alla Uil Trasporti che ha abbandonato il tavolo della trattativa sulla vendita di Alitalia. Le sette sigle sindacali (oltre alla Uilt, nel comunicato manca la sigla dei piloti dell'Anpac) spiegano che «scelgono di rappresentare esclusivamente gli interessi dei lavoratori e sono al tavolo per cambiare le proposte di Air France al piano industriale, dal perimetro aziendale alla flotta. Queste sono le condizioni essenziali per poter ipotizzare una conclusione positiva della trattativa». In Borsa il titolo guadagna il 19%. Nel giorno del nuovo confronto con i sindacati e Air France, in Borsa il titolo Alitalia ha chiuso in rialzo del 19,4% a 0,48 euro. Nel corso della seduta, caratterizzata da numerose sospensioni del titolo dagli scambi, sono passate di mano 8,3 milioni di azioni, pari allo 0,5% del capitale.
Blocco ingresso alla Magliana. Questa mattina i lavoratori aderenti alla Cub Trasporti hanno bloccato gli accessi al Centro direzionale della compagnia aerea alla Magliana, a Roma. «I lavoratori dell'informatica, del call center e gli amministrativi non sono mai stati oggetto della trattativa - afferma Antonio Amoroso della Cub Trasporti - in quanto la questione è considerata già chiusa, nel senso letterale del termine, cioè di noi non si parla proprio perché siamo già fuori. Per questo stamattina in oltre 300 stiamo bloccando i cancelli». La Cub protesta anche per la esclusione dal tavolo di trattativa con Air France nonostante nel settore sia il sindacato più rappresentativo con 6 Rsu su 6.


31 marzo 2008 - Repubblica.it

Alitalia, titolo sospeso al rialzo
oggi nuovo incontro con i sindacati

MILANO - In attesa del nuovo confronto di oggi fra Jean-Cyril Spinetta ed i sindacati, il titolo Alitalia è stato sospeso al rialzo in apertura delle contrattazioni: il guadagno teorico è di quasi 12 punti percentuali. La trattativa per la privatizzazione della compagnia aerea riprende oggi nel primo pomeriggio. Il confronto fissato nella sede di via della Magliana, a Roma, vedrà nuovamente tutti gli interlocutori seduti intorno al tavolo. Nonostante gli sforzi del presidente della compagnia, Maurizio Prato, che negli ultimi giorni ha cercato di far capire ai sindacati che i tempi sono stretti, restano sul tappeto non pochi problemi. Alle richieste dei sindacati sul nodo esuberi, si aggiunge lo scoglio piloti fermi sulle proprie posizioni che il presidente di Air France, Spinetta, non può certo sottovalutare. Il numero uno della compagnia franco-olandese, però, conferma i contenuti della proposta avanzata, puntando ad un "pre-accordo" oggi stesso, per poi chiudere la partita dopo le elezioni politiche del 13-14 aprile. Per i sindacati si è espresso stamane il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che in un'intervista radiofonica ha sottolineato che più del problema esuberi quello che va cambiato è "il piano industriale che preveda più investimenti" perché - ha spiegato - "più investimenti significano più lavoro". In merito ad una cordata alternativa al gruppo franco-olandese, Bonanni ha ribadito che "l'unico interlocutore che c'è è Air France, quindi, trattiamo con loro". L'attesa per il nuovo incontro è tesa: alcune centinaia di lavoratori del call center, del settore amministrazione e del Ced dell'Alitalia e alcuni iscritti al sindacato di base Cub hanno effettuato questa mattina un picchetto davanti all'ingresso del centro direzionale della compagnia aerea alla Magliana dove alle 14 è prevista la ripresa delle trattative con i sindacati e i vertici di Air France-Klm. "Questi tre settori - ha detto Antonio Amoroso della Rsu Alitalia - proprio non sono sul tavolo della trattativa, dando per scontato che non rientreranno in AzFly. Un altro problema è poi la mancata convocazione dei rappresentanti del Cub al tavolo, nonostante siano presenti anche nella Rsu".


31 marzo 2008 - Corriere.it

Oggi riprendono le trattative con i sindacati
Alitalia, +13%: titolo sospeso in Borsa
Angeletti: «Il pre-accordo? Difficile». Le azioni strappano nel giorno decisivo per la compagnia. Picchetto dei dipendenti davanti al centro direzionale

MILANO - Nella giornata decisiva per Alitalia - riapertura della trattativa con i sindacati e "scadenza" della risposta ad Air France - il titolo della compagnia aerea schizza in Borsa. In avvio di seduta il titolo è stato sospeso per eccesso di rialzo quando guadagnava il 13,18% (0,455 euro) dopo un avvio al 3,23%. Oggi riprende il confronto tra la compagnia, Air France e i sindacati, anche se le posizioni sembrano ancora distanti dopo la presentazione del nuovo piano da parte del vettore francese e il de-hubbing dell’aeroporto di Malpensa, avviato domenica con il taglio del 70% dei voli alitalia sullo scalo lombardo. Spinetta avrebbe raggiunto un accordo di massima con i confederali, in particolare la Cgil, secondo cui però la trattativa non si chiuderà prima delle elezioni
ANGELETTI - Temporeggia invece il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. «A queste condizioni non è possibile un pre-accordo: tanto vale aspettare». Parlando a margine di una manifestazione della Uil Angeletti ha inoltre detto di non vedere «realisticamente in questi giorni le condizioni perché questa trattativa possa concludersi positivamente» anche perché «è troppo influenzata da altre condizioni poste da Air France, come quella sul gradimento del nuovo governo o sulla causa Malpensa». Secondo Angeletti c'è il rischio di fare «una trattativa finta perché magari queste due condizioni non ci sono». Secondo il leader della Uil inoltre il piano Air France non sarebbe coerente con la necessità di dare ad Alitalia un futuro: «Se gli esuberi derivano da una riduzione degli aerei e delle tratte si determinerà solo un minor fatturato. Se l'idea è questa non può funzionare, serve risanamento insieme allo sviluppo. Il caso Fiat è esemplare: per rilanciarla c'è voluto un manager che scommettesse sul suo futuro»
BERLUSCONI - «È una follia pensare di rinunciare alla compagnia di bandiera» è tornato a dire Silvio Berlusconi durante un comizio in via Mercanti a Milano, ribadendo che se il Pdl andrà al governo il primo impegno sarà quello «di mantenere italiana la nostra compagnia di bandiera. È una follia pensare di rinunciare ad Alitalia».
PICCHETTO - Intanto alcune centinaia di lavoratori del call center, del settore amministrazione e del Ced dell'Alitalia e alcuni iscritti al sindacato di base Cub hanno organizzato un picchetto davanti all'ingresso del centro direzionale della compagnia aerea alla Magliana, a Roma, dove nel pomeriggio è prevista la ripresa delle trattative con i sindacati e i vertici di Air France-Klm. «Abbiamo iniziato presto a fare un'assemblea - dice Antonio Amoroso della Rsu di Alitalia Servizi e responsabile Cub trasporti - con un presidio agli ingressi per porre il problema di questi tre settori che non sono proprio sul tavolo della trattativa, dando per scontato che non rientreranno in Az Fly. Un altro problema è poi la mancata convocazione dei rappresentanti del Cub al tavolo, nonostante siano presenti anche nella Rsu». Alla manifestazione sarebbero presenti - secondo i sindacati - circa 300 persone.


31 marzo 2008 - La Nuova Ferrara

Vigili del fuoco: distaccamenti, operatività e volontari

Ferrara - Desidero puntualizzare alcune affermazioni riportate nell’articolo apparso sulla Nuova Ferrara del 19 marzo scorso a seguito di un colloquio telefonico intercorso tra il sottoscritto e una collaboratrice del giornale.
In riferimento alla frase a me attribuita "L’estate alle porte non vedrà più la chiusura di Comacchio, troppo importante in quel periodo dell’anno per essere messo in discussione", sottolineo che la prerogativa e la responsabilità della chiusura di un distaccamento è del Comandante Provinciale dei Vigili del fuoco nel momento in cui vengono meno le prerogative perché questo sia operativo. Io ho solo espresso l’auspicio della mia sigla sindacale che nel periodo estivo se si deve chiudere un distaccamento non deve essere quello di Comacchio. Chiudendo Comacchio o qualsiasi altro distaccamento si permette l’operatività del Comando, in particolare della sede centrale di Ferrara che oltre a intervenire nel territorio di competenza funge da supporto per uomini e mezzi a tutti i distaccamenti della Provincia.
Sui volontari il discorso è più complesso di quanto sintetizzato nell’articolo, ciò che io ho espresso peraltro correttamente riportato, è l’auspicio dell’assunzione di discontinui idonei nei concorsi prorogati da ormai dieci anni; poi sulla politica della nostra amministrazione centrale di sfornare numeri abnormi di pseudovolontari, la nostra organizzazione sindacale ha una posizione molto articolata che in sintesi vorrebbe si fissassero anche per loro delle piante organiche si da avere dei contingenti massimi e non come ora che chiunque risulta idoneo fisicamennte ed effettua un corso di 100 ore (di cui 30 teoriche) diventa Vigile del Fuoco e mandato sulle partenze in "prima Linea".
Daniele Bregola Coordinamento Proviciale RdB Vigili del Fuoco


30 marzo 2008 - Il Piccolo

Sciopero Rdb: «Ieri fermi quasi la metà dei bus»

Trieste - La Rdb Trasporti di Trieste trae un bilancio dalla giornata di mobilitazione proclamata ieri tra il personale della Trieste Trasporti. Secondo l’organizzazione sindacale, «nonostante il personale chiamato dai funzionari della Società a coprire in straordinario i turni degli autisti scioperanti - spiega un comunicato - alle 17 erano già rientrati nei depositi il 44 per cento dei bus in servizio sul territorio provinciale». Le Rdb, a seguito della mobilitazione «si augurano che l’intervento richiesto alla Provincia costituisca la premessa per una soluzione che eviti la privatizzazione di numerose linee, ma anche i disagi per lo sciopero previsto per il 9 aprile».


30 marzo 2008 - Libero

Malasanità - l'inchiesta/8
Il personale denuncia la pratica del "doppio turno", cioè del mancato permesso di andare a casa una volta svolte le proprie ore. Finisce che gli infermieri lavorano 12, anche 18, ore di seguito senza fermarsi. A tutto scapito della lucidità.
di CHIARA BUONCRISTIANI

Roma - Appena due infermieri per otto pazienti gravi, appena usciti da operazioni chirurgiche, e per questo ancora terapia sub-intensiva. Succede all'Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata dove gli infermieri sono troppo pochi e, per questo, costretti a turni massacranti da 12, ma a volte anche 18, ore consecutive. Le conseguenze sono disastrose: da una parte, una condizioni assistenziale allarmante per i cittadini, dall'altra una situazione lavorativa inostenibile per i dipendenti. A subire il doppi turno non c'è infatti solo il personale infermieristico della terapia subintensiva, ma anche quello del Trauma center, della rianimazione, del Dea e perfino dell'unità coronarica. Turni che prevederebbero l'impiego di quattro unità infermieristiche ma sono stati arbitrariamente ridotti della metà. Perché due infermieri non sono però in grado di assicurare l'adeguata copertura ai pazienti ricoverati. Inutili le rivendicazioni dei sindacati, per risparmiare, è stata prevista solo l'as sunzione di altri 8 infermieri. Eppure, nel frattempo, l'ospedale mantiene appalti milionari per servizi di ogni genere caratterizzati però da un unico metro di gestione: sottopagare i lavoratori. Come spiegano dal coordinamento aziendale dell'Rdb-Cub: «Pochi giorni fa abbiamo avuto un incontro-scontro con il direttore sanitario, il dottor Francesco Cortese, che ritiene di non poter far fronte alle nostre legittime richieste di incremento del personale. Il dirigente liquida la questione scaricando il barile sulla direzione generale. Nessuno al vertice dell'azienda vuole assumersi le proprie responsabilità al contrario di quanto facciamo noi lavoratori impegnati nel servizio assistenziale». Un azzardo estremamente rischioso, quello messo in atto dalla cabina di regia del San Giovanni, tanto per i pazienti quanto per gli stessi infermieri costretti ad operare in perenne emergenza. Dalla Regione credono di poter far fronte alla mancanza di personale con una delibera che promuove l'assunzione di quegli 8 infermieri, forze esigue da smistare all'interno del nosocomio di via Amba Aradam che non basterebbero a sanare le condizioni lavorative del solo Trauma Center. I vertici della struttura ospedaliera hanno chiesto alla Pisana l'ulteriore assunzione di 20 infermieri ma qualora venga accolta la richiesta ci sarà da attendere i lunghi tempi necessari alla nomina secondo le regole concorsuali.


30 marzo 2008 - La Provincia Pavese

Uspidalì, boccata d’ossigeno dopo l’incontro con il Comune
di Emilio Mocchi

VALENZA - Primo incontro sindacati-amministrazione comunale per cercare di risolvere la vertenza relativa ai precari dell’Uspidalì. La prima riunione era molto importante, non tanto a livello di soluzioni in se stesse ma per l’approccio che al problema avrebbero avuto le due parti, i sindacati da una parte e l’amministrazione comunale dall’altra. «E’ stata una seduta interlocutoria, un inizio, ma molto promettente - ha dichiarato Giovanni Maccarino dei Cub - L’amministrazione, rappresentata dal sindaco Gianni Raselli, dal vicesindaco Maria Maddalena Griva e dall’assessore al bilancio Luigi Ruggiero si è mossa in maniera intelligente». Una giornata proficua, quindi, che rilancia le speranze dei lavoratori, alcuni dei quali hanno contratti in scadenza a breve. Continua Maccarino: «Non abbiamo avanzato né ricevuto proposte al momento, ma abbiamo escluso definitivamente qualsiasi ipotesi legata a cooperative o società private. Potrebbe anche andare bene una soluzione interlocutoria in attesa, magari, di una modifica della legge finanziaria che solleciteremo con la grande manifestazione nazionale del 4 aprile. Insomma, siamo disposti ad ascoltare le proposte dell’amministrazione».
Una boccata di ossigeno per i lavoratori quindi, nell’attesa delle proposte dell’amministrazione che si spera saranno risolutive. La città, stretta attorno alla casa di riposo, tira un sospiro di sollievo.

Il movimento di destra reagisce: accuse assurde
Il presidio antifascista «Stop a Forza Nuova»

PAVIA - «Il prefetto chiuda la sede pavese di Forza Nuova». Per chiederlo con vigore un centinaio di persone hanno partecipato ieri pomeriggio a un presidio silenzioso davanti al palazzo del governo in piazza Guicciardi. La manifestazione era organizzata dal Comitato unitario antifascista. Erano presenti esponenti di Partito democratico, Sinistra arcobaleno, Sinistra critica e Circolo Pasolini. C’erano bandiere di Rifondazione comunista, del sindacato Flmu e dell’Unione degli studenti. «Martedì 18 - dice tra l’altro il volantino diffuso durante la manifestazione - una decina di militanti con il passamontagna si è mosso dalla propria sede alla volta del Csa Barattolo in Borgo Ticino aperto solo per lavori di sistemazione: ha sfondato il cancello d’ingresso, sradicato un parapetto e abbattuto una vetrata. Un frequentatore della struttura ha cercato di andarsene ed è stato circondato e malmenato». Il volantino attribuisce la responsabilità dell’accaduto a «una decina di militanti di Forza Nuova».
«Questo episodio - continua il volantino - è la logica conseguenza dell’apertura in città di una sede di Forza Nuova, nonostante le ripetute richieste formali alle autorità e le manifestazioni di piazza per opporsi. Chiediamo a Comune, Provincia e prefettura di adoperarsi per la chiusura della sede fascista, non solo per i dettami della nostra Costituzione ma per l’ormai conclamata natura squadrista degli appartenenti a Forza Nuova».
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30 marzo 2008 - Corriere Fiorentino

DENUNCIA DEI SINDACATI
Incidenti sul lavoro, a rischio i vigili del fuoco

Anche i vigili del fuoco sono a rischio incidenti sul posto di lavoro e, così viene messa «a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini»: con queste parole i segretari di Uil e RdB dei vigili del fuoco descrivono la situazione del personale cosiddetto «volontario».


30 marzo 2008 - La Nazione

Firenze. BASTA qualche goccia di pioggia in più e Careggi torna ad allagarsi...
di Manuela Plastina

Firenze - BASTA qualche goccia di pioggia in più e Careggi torna ad allagarsi. Ancora una volta i tecnici che lavorano all’interno della struttura della piastra dei servizi dell’ospedale fiorentino hanno dovuto ricorrere a secchi e stracci per raccogliere e assorbire le infiltrazioni. Questa volta è toccato alla farmacia interna del nosocomio: la pioggia di tre giorni fa ha fatto entrare acqua dai soffitti del magazzino nel sottosuolo dove vengono conservati e smistati i medicinali che servono tutti i reparti di Careggi. Scatole, fiale, pasticche e antibiotici sono stati messi in salvo dagli operatori che in fretta e furia, appena accortisi del nuovo principio di allagamento, hanno tentato di accumulare l’acqua che scendeva copiosa dal soffitto in cemento armato e di asciugare le zone bagnate. Salvate invece le sale dove è conservato il materiale sanitario e le protesi. Non è la prima volta che il sottosuolo della piastra si allaga per un temporale. L’acqua che penetra dal soffitto in cemento armato non viene fermata neanche dalla canaletta in rame che Careggi ha provveduto a mettere in tutto il perimetro del magazzino e dalla vasca in acciaio sistemata all’ingresso per incanalare la pioggia. E così operatori e tecnici fanno le corse per i corridoi bagnati per salvare i medicinali, con il rischio di scivolare con i loro zoccoli di plastica verde. Ieri il rappresentante sindacale Rdb Aurelio Minichiello ha inviato una lettera di protesta ai direttori di Careggi e del reparto per chiedere un intervento immediato per risolvere il problema che, oltre a mettere in pericolo i farmaci, sottopone i lavoratori ad alti tassi di umidità e al rischio di cadute e di malattie artritiche.


30 marzo 2008 - Corriere Adriatico

Bertinotti: "Traditi i lavoratori precari"

PALERMO - "I circa tremila lavoratori socialmente utili (Lsu) del comune di Palermo sono stati traditi: la Finanziaria nazionale ha stanziato 55 milioni per la loro stabilizzazione, ma da cinque giorni un gruppo di precari è costretto a fare lo sciopero della fame per ottenere un diritto". L’ha detto Fausto Bertinotti nel corso della conferenza stampa a Palermo, dove erano presenti una decina di lavoratori e il sindacalista delle Rdb, Paolo Di Gaetano, che da martedì sono accampati davanti al municipio. "Questa è la dimostrazione - ha aggiunto Bertinotti - di come sia necessario mantenere un rapporto tra l’Isola e il Paese". "Ci sono cose che proprio non sento": è così che Fausto Bertinotti ha poi risposto con una battuta alla domanda di chi gli chiede di commentare le parole di Walter Veltroni, il quale ha detto che il "Pd è un grande partito del lavoro". "Direi - ha aggiunto Bertinotti nel corso di una conferenza stampa, prima del comizio in piazza Verdi - che è il partito dei lavoratori e degli imprenditori. Credo che se si mettono insieme il lupo e l’agnello, quello che avrà la peggio è quest’ultimo". "Il Pd - ha continuato - è il partito dell’operaio della Thyssen e del capo della Federmeccanica, che non sono la stessa cosa, altrimenti non esisterebbe il conflitto sociale. Per essere partito dei lavoratori bisogna stare da una parte sola". "Neanche nella Dc - ha continuato - che fu un partito interclassista, ci stava un dirigente confindustriale, perchè la Democrazia cristiana riconosceva il conflitto sociale. Il Pd, più che interclassista è a-classista".


30 marzo 2008 - La Stampa

Il presidio in piazza Castello
Finti check point contro la Fiera
di GIOVANNA FAVRO

Torino - Pomeriggio tra festa e protesta ieri in piazza Castello contro la presenza di Israele come Paese ospite della prossima edizione della Fiera del Libro, tra banchetti, gazebo pro-boicottaggio, bandiere con i colori della Palestina, interventi sul piccolo palco di fronte a Palazzo Reale, musica e performances artistico-teatrali. Tra i volti più noti, era in piazza Piero Gilardi, il direttore del Parco d’arte vivente di via Giordano Bruno. Ha sistemato una sua creazione al gazebo dell’International solidarity movement, poi ha indossato con Rosario Citriniti di Torino Social Forum la maschera bianca, l’elmetto e la mimetica. Hanno imbracciato finti fucili e trascinato per terra un ulivo da cui pendevano i volti di palestinesi schiacciati dai soldati israeliani. Altre divise con la stella di Davide sono spuntate in via Garibaldi: mentre sulla piazza Sami Hallac (Comitato solidarietà con la Palestina) ha costruito un muro, all’angolo con via Garibaldi la «Torino Samba band» ha animato un finto check point, bloccando i passanti.
C’è stato un momento di tensione (è volato pure un cazzotto), quando su un banchetto del comitato «Ricordare la Nakba» un esponente di Askatasuna ha visto, tra libri e bandiere, degli adesivi con l’equivalenza sionismo-nazismo, e ha chiesto di ritirarli. Per il resto il pomeriggio è filato via tranquillo, nel fitto viavai di passanti e con un concatenarsi serrato di interventi dal palco, aperti da Davide Grasso dell’«Assemblea free Palestine»: è il gruppo che ha organizzato la manifestazione e raduna più sigle, da Cub e Cobas a Sinistra critica, Gabrio, Askatasuna e Murazzi, gli studenti del Cua, Partito comunista dei lavoratori, Forum Palestina, Proletari comunisti, Nuovi partigiani per la pace. Erano in piazza 1500 persone per gli organizzatori, 200 per la polizia. Tra i politici non hanno voluto mancare, Vincenzo Chieppa (Comunisti Italiani) e Ciro Argentino (l’operaio Thyssen capolista per la Sinistra Arcobaleno), mentre Lucio Manisco, Marco Ferrando e Franco Turigliatto hanno parlato dal palco. Dai relatori, una promessa: «Faremo sentire la nostra voce a fianco del popolo palestinese anche tra i padiglioni del Lingotto».


29 marzo 2008 - PrimaDaNoi

Precari pubblici: 4 aprile giornata di lotta

LA PROTESTA. Il 4 Aprile, con lo sciopero di tutti i precari del Pubblico Impiego e con le manifestazioni che si terranno nelle principali città italiane, le rappresentanze sindacali si base Cub proseguono la mobilitazione affinché i Governi locali (con i piani di stabilizzazione) e il futuro nuovo Governo Nazionale «non possano eludere il problema del futuro di migliaia di precari pubblici». «L'applicazione dell'ultima Finanziaria», spiegano, «sta producendo un vero e proprio massacro per tutti quei precari della Pubblica Amministrazione che non sono già stati inseriti in processi di stabilizzazione». Sono infatti migliaia i lavoratori a Tempo Determinato, i Co.co.co., gli interinali ai quali è stato già intimato il licenziamento, mentre le amministrazioni si avviano a sostituirli con altri precari e ad attivare ulteriori processi di esternalizzazione dei servizi.
Attraverso la mobilitazione e le pressioni attuate durante la discussione del decreto "milleproroghe", il sindacato Rdb Cub ha ottenuto da parte del Ministero della Funzione Pubblica «l'emanazione della circolare che fa salvi i precari degli asili e scuole d'infanzia e gli interinali dalle conseguenze della Finanziaria». Ma questa misura non è sufficiente, sostengono oggi. I sindacati rivendicano «con forza» la disapplicazione nei confronti di tutti i lavoratori precari attualmente in servizio delle previsioni contenute nei commi 76, 78 della Finanziaria, relative alla riduzione degli incarichi flessibili e ai Co.co.co; l'attivazione immediata di tavoli di confronto con le Amministrazioni locali ed il Ministero della Funzione Pubblica, che coinvolgano i sindacati che realmente si sono battuti in questi anni contro la precarietà e affrontino realmente, con soluzioni concrete e per tutti, le tematiche relative alla proroga e alla stabilizzazione; l'assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale precario LSU-LPU, Co.Co.Co., Contratto a progetto, a Partita IVA, Interinali, Contratti di formazione lavoro, Tempo determinato, precari della scuola, titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze delle Università o degli Enti pubblici di ricerca, Cantieristi e dipendenti di ditte e cooperative appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati; rivendicano infine la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e dei dipendenti delle ditte e società appaltatrici.


29 marzo 2008 - Il Piccolo

Disagi in vista per i cittadini
Oggi per 24 ore conducenti dei bus in sciopero

Trieste - Possibili disagi oggi per quanti sono soliti spostarsi con l’autobus in città. Un nuovo sciopero, di 24 ore, è stato proclamato infatti dalla Confederazione unitaria di base della Federazione trasporti. «Le rappresentanze sindacali - specifica una nota - consigliano nuovamente di protestare contro i ben noti "vampiri", recandosi alla Banca del sangue per una donazione collettiva, o utilizzando altre forme di protesta ritenute personalmente significative». I sindacati denunciano «violazioni delle norme contrattuali e legislative», nonchè «pressioni sul personale della società di trasporto pubblico di Trieste».


29 marzo 2008 - Il Tirreno

Precari infuriati È sciopero
Chiedono anche di essere ricevuti dal prefetto

GROSSETO - Precari in sciopero venerdì prossimo. A Grosseto Rdb-Cub terrà un presidio dalle 10 alle 12 in piazza Rosselli, al quale parteciperanno lavoratori precari della sanità, dell’istituto zooprofilattico «dove - si legge in una nota della federazione territoriale a firma di Stefano Corsini - la percentuale di personale precario supera il 60% e il rischio licenziamento è immediato) e di lavoratori delle cooperative».
È stato chiesto, inoltre, un incontro al prefetto, Rosa Cannizzo, per esporle le ragioni dello sciopero.
I sindacati non hanno dubbi: «L’applicazione dell’ultima Finanziaria sta producendo un massacro per tutti quei precari della pubblica amministrazione che non sono già stati inseriti nei processi di stabilizzazione. Sono infatti migliaia, in Italia, i lavoratori a "tempo determinato", i "co.co.co.", gli "interinali" ai quali è stata già comunicata la cessazione del rapporto di lavoro, mentre le amministrazioni si avviano a sostituirli con altri precari e ad attivare ulteriori processi di esternalizzazione dei servizi».
La precarietà è un tema centrale nei programmi delle forze politiche in campagna elettorale, ma le ricette proposte non convincono i precari che le definiscono "poco credibili".
Attraverso il decreto "milleproroghe", i precari hanno ottenuto dal ministero della Funzione Pubblica l’emanazione della circolare che fa salvi quegli degli asili e scuole d’infanzia e gli interinali dalle conseguenze della Finanziaria. Ma questa misura - secondo il sindacato - non è sufficiente.
Il 4 Aprile, con lo sciopero di tutti i precari del Pubblico Impiego e con le manifestazioni che si terranno nelle principali città italiane, le RdB-CUB proseguono la mobilitazione affinché le Amministrazioni locali (con i piani di stabilizzazione) e il prossimo nuovo Governo (con il DPCM e con il prossimo DPEF) non possano eludere il problema dell’avvenire di migliaia di precari pubblici.
Le RdB-CUB rivendicano la disapplicazione nei confronti di tutti i lavoratori precari, l’attivazione immediata di tavoli di confronto con le Amministrazioni locali ed il Ministero della Funzione Pubblica, che coinvolgano i sindacati che realmente si sono battuti in questi anni contro la precarietà e affrontino realmente, con soluzioni concrete e per tutti, le tematiche relative alla proroga e alla stabilizzazione; l’assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale precario LSU-LPU, Co.Co.Co., Contratto a progetto, a Partita IVA, Interinali, Contratti di formazione lavoro, Tempo determinato, precari della scuola, titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze delle Università o degli Enti pubblici di ricerca, Cantieristi e dipendenti di ditte e coop appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati.


29 marzo 2008 - La Provincia

Presidi in piazza Duomo della Sinistra l’Arcobaleno e Confederazione di Base
«Pagano i lavoratori»
di Dario Dolci

Cremona - Mentre in Sala degli Ostaggi si svolgeva la seduta fiume del consiglio comunale volta all’approvazione del bilancio, in piazza Duomo, ieri pomeriggio, si sono tenuti due distinti presidi organizzati dalla Confederazione Unitaria di Base e dalla Sinistra Arcobaleno, contro una manovra ritenuta dai manifestanti ingiustificata, iniqua e ingiusta. «Ingiustificata — afferma la Sinistra Arcobaleno — perchè le casse comunali non hanno nessun buco; iniqua perchè va a prelevare soldi a tutte le famiglie, penalizzando soprattutto quelle con reddito fisso e più basso; ingiusta perchè aumenta esageratamente le voci di spesa in un momento in cui è opportuno contenerla per non prelevare altri soldi ai cittadini. La giunta di centrodestra aumenta tasse, imposte e tariffe e toglie due milioni di euro dalle tasche dei cremaschi. Non sono dei bravi amministratori; vogliono farsi belli con i nostri soldi». Dietro lo striscione con lo slogan ‘I lavoratori hanno già dato; ora gli va restituito’, gli esponenti della Cub hanno puntato il dito contro il salasso nelle buste paga ed hanno distribuito un volantino riportante i motivi della loro protesta. «La giunta di centrodestra del Comune di Crema per far quadrare i bilanci, tra i tanti balzelli che andranno a pesare sulle tasche dei cittadini, ha deciso di ritoccare al rialzo l’addizionale Irpef comunale che va ad agire direttamente sulla busta paga dei lavoratori dipendenti. Da anni le retribuzioni sono costantemente sotto l’inflazione e la riduzione del potere di acquisto dei salari è un dato di fatto. Secondo i dati Istat, l’aumento di spesa per le famiglie nel 2007 è stato di circa 800 euro. Il bilancio presentato dalla giunta Bruttomesso prevede un aumento indiscriminato e consistente di tasse e tariffe». I due presidi si sono svolti sotto vigilanza delle forze dell’ordine, ma in un clima tranquillo, nonostante le preoccupazioni espresse in precedenza da alcuni esponenti della maggioranza.


29 marzo 2008 - Il Messaggero Veneto

Sfiducia e rabbia dai lavoratori

FIUMICINO - C'è la preoccupazione ripetuta a più riprese al microfono per gli esuberi ventilati nel nuovo piano Air France-Klm, per il futuro di Alitalia e per il settore Service in particolare, insieme con la richiesta di adeguate tutele. Ma a colpire alla assemblea dei dipendenti convocata nell'Area Tecnica Alitalia dell'aeroporto di Fiumicino, è stata soprattutto la vista dei volti delle centinaia di lavoratori di terra addetti alla manutenzione: un misto di scoramento e rabbia contenuta, ma anche di impotenza, confermato poi dal silenzio, quando non da mormorii di disapprovazione, che ha accolto gli interventi dei sindacalisti venuti a illustrare i contenuti dell'ultima proposta inviata da Jean Cyril Spinetta.
Ed è stato quasi un applauso liberatorio quello riservato allo sfogo del rappresentante di un sindacato che non partecipa alla trattativa, il Cub trasporti, che non ha lesinato critiche ai protagonisti della trattativa. «È ora che i lavoratori discutano e decidano come difendere il loro futuro - ha detto Paolo De Montis - Siamo sbigottiti per il comportamento delle organizzazioni sindacali che siedono al tavolo della trattativa: è ora di convocare tutti i lavoratori in assemblee generali, senza esclusione di nessuno, nè quelli di Az Airport, nè quelli delle palazzine NPU e RPU e neppure quelli di Magliana».
«Ancora nessuno è in grado di dirci una parola chiara, c'è confusione anche in quello che sembra certo», ha detto mestamente un lavoratore, che con gli altri preferisce evitare il proprio nome. «Ad oggi resta solo Air France che può salvare Alitalia, ma a certe condizioni, salvaguardando fino a dove possibile i posti di lavoro sia nella manutenzione, sia all'Atitech, sia alla Magliana», ha aggiunto un altro. «Quello che ci hanno mandato è un 'pacco di Natalè per la stessa Air France», un'altra lamentela. E ancora: «Troppi esuberi in Az Servizi»; «Rischiamo di andare fuori dal mercato europeo, se non di scomparire».


29 marzo 2008 - Il Gazzettino

ROMA. C'è la preoccupazione ripetuta...

ROMA - C'è la preoccupazione ripetuta a più riprese al microfono per gli esuberi ventilati nel nuovo piano Air France-KLM, per il futuro di Alitalia e per il settore Service in particolare, insieme con la richiesta di adeguate tutele. Ma a colpire ieri all'assemblea dei dipendenti convocata nell'Area Tecnica Alitalia dell'aeroporto di Fiumicino, è stata soprattutto la vista dei volti delle centinaia di lavoratori di terra addetti alla manutenzione: un misto di scoramento e rabbia contenuta, ma anche di impotenza, davanti ai sindacalisti venuti a illustrare i contenuti dell'ultima proposta inviata da Jean Cyril Spinetta. Ed è stato quasi un applauso liberatorio quello riservato allo sfogo del rappresentante di un sindacato che non partecipa alla trattativa, il Cub trasporti. «È ora che i lavoratori discutano e decidano come difendere il loro futuro - ha detto Paolo De Montis - Siamo sbigottiti per il comportamento delle organizzazioni sindacali che siedono al tavolo della trattativa: è ora di convocare tutti i lavoratori in assemblee generali». «Ad oggi resta solo Air France che può salvare Alitalia, ma a certe condizioni, salvaguardando fino a dove possibile i posti di lavoro sia nella manutenzione, sia all'Atitech, sia alla Magliana», ha aggiunto un altro. «Quello che ci hanno mandato è un pacco di Natale per la stessa Air France», un'altra lamentela. Per finire con chi ha chiesto che un eventuale esito della trattativa sia sottoposto a referendum. Da parte loro i rappresentanti di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl e Sdl, non lesinando critiche al Governo, hanno cercato di ridare fiducia all'assemblea («anche se ci saremmo aspettati oggi una maggiore partecipazione») con un forte appello alla compattezza e alla mobilitazione già a partire da lunedì prossimo, invitando tutti a una massiccia presenza alla Magliana. Infine la messa in guardia: «Attenti al tentativo di divisione dei lavoratori. Non bisogna cadere nell'errore che ci sia una parte di lavoratori garantita, che così non si mobilita per le iniziative sindacali, ed una no».


29 marzo 2008 - L'Avvenire

COMPAGNIA IN VENDITA
Le sigle confederali respingono il nuovo piano, tuttavia si dicono convinti di poterlo migliorare I piloti, invece, sostengono che alle condizioni poste è persino preferibile far fallire la compagnia
Sindacati critici. «Ma vogliamo trattare»
Bocciata l’offerta per Alitalia: «Cambiare ancora». Duri i piloti: «Meglio il fallimento»
di EUGENIO FATIGANTE

Roma - Dopo una mattinata pesante, con il nuovo piano fatto recapitare da Air France-Klm via e-mail solo nel cuore dell’altra notte, Claudio Claudiani prova a tirare le fila del discorso: «Il sindacato non fa parte del partito del fallimento. Il piano presenta delle notevoli carenze e criticità, ma puntiamo a raggiungere un accordo che dia una prospettiva ad Alitalia». Le parole del segretario generale della Fit- Cisl sintetizzano lo spirito dei sindacati, che respingono una proposta che, in effetti, di nuovo ha poco rispetto alla prima versione ( in primis i 2.100 dipendenti in eccesso), ma non mollano, non lasciano il tavolo della trattativa. Il quadro resta decisamente critico, ma loro puntano a un’intesa generale, per poi andare a trattare sui singoli numeri, nel nuovo incontro fissato per dopodomani, lunedì, alle 14. Al quale si presenterà anche l’Anpac, la principale sigla che raggruppa i piloti, dopo il forte disappunto manifestato alla prima lettura del documento dei francesi. Per l’Anpac pesa come un macigno la conferma dei 507 piloti in esubero: «Per noi è un capitolo finito, non ci stiamo», aveva dichiarato già alle 9 di mattina il presidente Fabio Berti, aggiungendo che «siamo pronti ad affrontare con coraggio e coerenza anche lo scenario del fallimento», pur di non accettare queste condizioni.
Una posizione drastica, che aveva spinto l’Anpac a disertare la successiva riunione fra tutte le organizzazioni dei lavoratori. Un incontro abbastanza breve, dato che le idee erano chiare sin dall’inizio, e chiuso con un testo sottoscritto dalle altre 8 sigle. Un documento dove, al di là della «riconferma» della «insufficienza» già manifestata sulla proposta iniziale di Air France-Klm, si ribadisce parimenti l’intenzione di non mollare. Insomma, come afferma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, col suo colorito linguaggio, «a queste condizioni non ci stiamo e trattiamo a oltranza perché c’è da zappare tantissimo su un terreno molto arido». Alla controparte però Bonanni, fautore nei giorni scorsi della soluzione Lufthansa, chiede di andare avanti «senza clessidra, per ottenere cambiamenti importanti», perché «Spinetta (presidente di Air France, ndr)
aveva promesso di più, ma voglio pensare che sia tattica, un fisiologico temporeggiamento anche da parte sua». Anche Renata Polverini, segretario generale dell’Ugl, continua a sperare: «Avevamo già criticato le rigidità eccessive che, a quanto pare, non sono state smussate. Non per questo intendiamo sottrarci al nostro ruolo, affinché la salvezza di A- litalia non si traduca in una catastrofe per i lavoratori».
Parla ancora di «salvezza» Polverini. E anche questo dettaglio denota lo spirito che anima i sindacati. Fabrizio Solari, della Filt-Cgil, invita a «tenere i nervi saldi e fare il nostro lavoro che è trattare, trattare», a una condizione però, ricorda: «Che ce lo lascino fare il CdA e l’azionista, che ci sia la disponibilità di guardare alle esigenze del Paese senza affrettarsi a cogliere le briciole». Nel testo diffuso si esorta a «riconsiderare il ruolo e lo sviluppo del sistema aeroportuale, a partire da Malpensa», ma ricordando pure la crisi che «si annuncia su Napoli». Un altro elemento critico è la flotta, dove alla «forte contrazione del numero di aeromobili (-42)», si affianca «il contestuale mantenimento di aerei anti-economici (Md80)» che «negano ad Alitalia un ruolo per il futuro». Vanno poi meglio definiti il nodo di Alitalia Servizi e quello, collegato, di cosa comprendere nel «perimetro aziendale». Sono timori che ieri si sono già toccati con mano anche a Fiumicino, dove nei locali dell’area tecnica si sono riuniti i dipendenti. Un’assemblea non troppo affollata, a dire il vero, ma dove prevalevano i volti delusi e rabbiosi dei lavoratori di terra addetti alla manutenzione, quelli più a rischio. Non a caso l’applauso più forte l’ha strappato lo sfogo di Paolo De Montis, esponente di una sigla non presente al negoziato (Cub trasporti), che non ha lesinato critiche agli altri sindacati. Toni che fanno il paio con i piloti Anpac, per i quali il piano «è pessimo». Anche sulla promessa di spostare 180 piloti in Air France, «abbiamo saputo – sostiene Berti – che si tratta di 180 giovani che andrebbero in cassa integrazione, durante la quale verrebbero chiamati da Air France per fare una nuova selezione, ma con anzianità azzerata ». Conclusione: l’Anpac ora dice di «credere nella cordata italiana».


29 marzo 2008 - La Stampa

Ceduta la quota del 2% di partecipazione in Air France/Klm. Incassati 79 milioni

Va male. Malissimo. Tanto è tutto inutile». Franco P., trentadue anni, dipendente di Alitalia Servizi, chiacchiera con i colleghi nel piazzale davanti alla mensa nell’area tecnica dell’Aeroporto; aspetta l’inizio dell’assemblea del personale di terra di Alitalia. L’atmosfera generale - lo si capisce subito - è di depressione spinta: il «rilancio» di Jean-Cyril Spinetta contiene qualche miglioramento, ma poca roba. Una via d’uscita alternativa all’accettazione del piano Air France-Klm non sembra emergere, le fantomatiche cordate nazionali non ci sono, e il massimo in cui si può sperare è che sia possibile allungare un po’ i tempi e spuntare qualche altro aggiustamento al piano Spinetta. Roba non certo entusiasmante.
E in effetti, tutt’altro che entusiasti sono i due-trecento lavoratori che decidono di seguire per un’ora e mezza l’assemblea nel piazzale, posti a semicerchio intorno a un pick-up che ospita l’impianto di amplificazione e dove prendono la parola i sindacalisti delle varie sigle. Qua e là si vede un blindato della Polizia, ma qui non serve la forza pubblica: «per noialtri ci vorrebbe un miracolo», come puntualizza Franco. La palpabile sensazione è che non ci sia più trippa per gatti. Del tutto assenti sono i piloti e gli assistenti di volo, ma quel che è peggio è che la stragrande maggioranza del personale abbia deciso di restare a lavorare. Qualcuno dei sindacalisti delle organizzazioni non confederali, come lo SdL e la Cub-Trasporti, strappano applausi quando attaccano le scelte del passato sostenuto da Cgil-Cisl-Uil: «Chi ha sostenuto a suo tempo lo spezzettamento dell’azienda? - accusa il rappresentante della Cub, Paolo De Montis - Noi eravamo contrari...» Ma nessuno sembra voler insistere più di tanto sul punto, la situazione è fin troppo chiara: «Air France è un muro», spiega uno dello SdL. Con un certo realismo, Antonio Cepparulo, della Filt-Cgil, riassume così la situazione agli astanti: «Secondo noi un’altra cordata non esiste; ma bisogna trattare, perché quelli non aspettano altro per far saltare tutto e darci la colpa. I francesi? Scordiamoci di fare come una volta, che dopo un’intesa si poteva riaprire il tavolo. Per loro, dopo la firma di un accordo non si negozia più». L’assemblea si chiude con un appello alla mobilitazione e alla compattezza tra le varie «anime» della truppa Alitalia. Ma a quanto pare è già cominciato l’«ognun per sé, Dio per tutti». E così, se i «poveri» del personale di terra e dei servizi punta ancora sui franco-olandesi (magari con miglioramenti), i piloti sono letteralmente furiosi. «Siamo pronti ad affrontare con coraggio anche lo scenario del fallimento», dice il leader dell’Anpac Fabio Berti. Massimo Notaro dell’Unione Piloti definisce «scandaloso e irricevibile» il documento Air France; e addirittura una delegazione dell’Up è andata al comizio di Berlusconi, visto che «se non c’è una cordata italiana per salvare Alitalia, non c’è nient’altro».
Piloti tutti convinti che sia meglio il fallimento che l’odiato francese? «Ma scherziamo? Io - ci spiega un comandante, Luigi S. - Air France è la soluzione migliore possibile». Ma è Michele R, un pilota, a raccontare lo stato d’animo dei suoi colleghi: «La maggior parte di noi si sta completamente disinteressando di questa storia. L’esito non dipende certo da noi, che siamo tagliati fuori da dove si decide, i giochi si fanno altrove e ormai è andata. Tutte queste "ammuine" dei sindacati dei piloti sono solo scena, io non ho intenzione di farmi il sangue amaro». Per Michele, «nessuno ha il coraggio di dire la verità, ma sono dieci anni che si è lasciata aggravare la situazione fino a farla diventare disastrosa. Se ci si pensa, è assurdo: con tutti i turisti che vogliono venire in Italia, una compagnia come Alitalia dovrebbe prosperare. E invece...»


29 marzo 2008 - La Nuova Ferrara

ALL’AUSL. Sciopero precari

Ferrara - Per venerdì prossimo, 4 aprile, i sindacati Rdb/Cub ha proclamato uno sciopero generale dei precari per l’intera giornata nell’azienda Usl.


29 marzo 2008 - La Nazione

Firenze. FINORA erano stati solo i cittadini a lamentarsi...

Firenze - FINORA erano stati solo i cittadini a lamentarsi della chiusura a tempo indeterminato del presidio sanitario di Gavinana. Con proteste in strada e assemblee (la prossima convocata per il 4 aprile) chiedono il ripristino dei locali di via di Ripoli, chiusi da maggio a causa di un incendio vandalico.
Ora nella protesta sono affiancati anche dai dipendenti della Asl 10 che hanno deciso di sostenere le ragioni dei cittadini con uno sciopero di un’ora proprio il 4 aprile.
«Dopo quasi un anno dalla chiusura del distretto per un incendio – dice Elisabetta Mattiello del sindacato Rdb/Cub – ancora non è stato fatto alcun intervento risolutivo. Più volte cittadini e lavoratori hanno avanzato proposte alternative per ripristinare un servizio così importante per la gente».
Come, per esempio, i locali vicino al centro commerciale di Gavinana, dai quali sono stati allontanati i ragazzi del Cpa. Il Comune aveva promesso di adibirli a uso sociale, ma in parte sono ancora vuoti. La Asl ha spiegato che non conviene ristrutturare la vecchia sede dietro piazza Elia dalla Costa: costa troppo (250 mila euro) e i locali sono solo in affitto all’azienda sanitaria che entro due-tre anni aprirà il nuovo grande presidio sociosanitario in costruzione in viale Europa.
«La Asl si è subita resa disponibile a riaprire i servizi del presidio sanitario – continua la rappresentante sindacale -, a condizione che il Comune metta a disposizione i suoi locali. Ma l’amministrazione ha dato soluzioni informali inaccettabili». Alle difficoltà della gente, soprattutto gli anziani, che non hanno un distretto sanitario vicino «si aggiungono anche i disagi dei lavoratori sistemati in locali provvisori e inadeguati».(M.P.)


29 marzo 2008 - Il Giornale di Calabria

Accordo fatto tra Asp e medici
Sottoscritto il protocollo d’intesa tra Azienda sanitaria ed organizzazioni sindacali

Catanzaro - E' stato sottoscritto un dettagliato protocollo d'intesa tra l'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e le organizzazioni sindacali dei dirigenti medici, dopo le polemiche che erano nate a seguito degli accorpamenti delle Asl. Il protocollo ha al centro la liquidazione delle indennità di risultato, non ancora completamente liquidate ai dirigenti medici e veterinari della ex As 6 e la contrattualizzazione degli incarichi identificati, ma non conferiti, nell'anno 2005. Nei giorni scorsi il commissario straordinario dell'Asp, Angela Di Tommaso, pur in presenza di una ipotesi di stato di agitazione prospettata dalle organizzazioni sindacali, aveva manifestato la sua piu' completa disponibilita' a risolvere le pendenze arretrate, costituendo una commissione interna di lavoro e attivando tutti gli Uffici amministrativi di Catanzaro e Lamezia Terme affinche' predisponessero, nel minor tempo possibile, tutti gli atti relativi alla liquidazione delle competenze arretrate o quantomeno indicassero percorribili soluzioni da sottoporre ai sindacati nella riunione odierna. In una nota dell'Asp si evidenzia che "nonostante le evidenti difficolta' nel reperire gli atti amministrativi di riferimento, attraverso i quali andare a ricostruire lo stato dell'arte, Di Tommaso, supportata dal direttore del Dipartimento amministrativo, Ferdinando Cosco e dalle indicazioni provenienti da autorevoli dirigenti dell'assessorato regionale, ha proposto alle organizzazioni sindacali della dirigenza medica e veterinaria, possibili e immediate soluzioni che hanno consentito, dopo un vivace ma equilibrato dibattito, di raggiungere l'accordo e, quindi, di chiudere la prima fase della trattativa, prima di arrivare alla costituzione dei fondi aziendali della nuova Azienda sanitaria provinciale". Con il commissario dell'Asp e il direttore del Dipartimento amministrativo, per la parte pubblica erano presenti anche i dirigenti dell'Ufficio risorse umane di Catanzaro e Lamezia Terme, Mario Procopio e Pietro Muraca, e i rappresentanti sindacali di Anaao-Assomed, Rdb-Cub, Cimo-Asmd, Aipac, Aaroi, Civemp, Cgil Medici, Cisli Medici, Anpo, assenti giustificati Federazione medici e Sindacato medici italiani. Il protocollo prevede: affidamento degli incarichi ai dirigenti medici e veterinari non inseriti nella delibera 791 del 2005, ex As 6, sulla scorta delle proposte esistenti agli atti; contrattualizzazione degli incarichi gia' affidati ai dirigenti medici e veterinari e a quelli in itinere, con relativa e consequenziale valorizzazione economica; corresponsione ai dirigenti nuovi incaricati della retribuzione sulla variabile aziendale, compresi gli arretrati maturati; corresponsione, entro il mese di aprile, degli arretrati a tutta la dirigenza medica e veterinaria, per gli anni 2004 e 2005 in misura uguale per tutti, e per l'anno 2006 nella misura del 70%. Il commissario straordinario ha inoltre comunicato di aver sollecitato il dirigente dell'Ufficio risorse umane della ex As 7, l'invio di una relazione dettagliata in merito all'incarico che aveva ricevuto nei mesi scorsi, riguardante il fondo di posizione alla data del 22 maggio 2007. Sulla scorta della risposta del dirigente Mario Procopio, il commissario straordinario si e', quindi, impegnata a comunicare ai presenti la data entro cui verranno deliberati i predetti fondi, allineati come Asp. Nel corso del suo intervento Angela Di Tommaso ha, altresi', comunicato di aver nominato il dottor Gregorio Mazzitello, primario ad interim dell'Unita' operativa di Nefrologia dell'Ospedale di Lamezia Terme, nelle more dell'espletamento del concorso, e il dottor Giovanni D'Onofrio, primario ad interim dell'Unità operativa di Ortopedia.


28 marzo 2008 - Dire

LAVORO. RDB-CUB: 4 APRILE SCIOPERO E MANIFESTAZIONI PRECARI PA

(DIRE) Roma, 28 mar. - "L'applicazione dell'ultima Finanziaria sta producendo un vero e proprio massacro per tutti quei precari della Pubblica amministrazione che non sono gia' stati inseriti in processi di stabilizzazione. Sono infatti migliaia i lavoratori a tempo determinato, i co.co.co., gli interinali ai quali e' stato gia' intimato il licenziamento, mentre le amministrazioni si avviano a sostituirli con altri precari e ad attivare ulteriori processi di esternalizzazione dei servizi". Le RdB-CUB annunciano, per il 4 aprile, una nuova protesta: "Sciopero di tutti i precari del pubblico impiego e manifestazioni che si terranno nelle principali citta' italiane". Manifestazioni che si terranno, sottolinea una nota, mentre "la precarieta' sembrerebbe un tema centrale per le forze politiche in campagna elettorale", ma quelle che emergono sono solo "ricette poco credibili o fantasiose che non forniscono nessuna soluzione concreta alle giuste aspettative di migliaia di lavoratori".


28 marzo 2008 - Omniroma

SANITÀ/RDB-CUB: 4 APRILE SCIOPERO PRECARI PUBBLICI

(OMNIROMA) Roma, 28 mar - «L'applicazione dell'ultima finanziaria sta producendo un vero e proprio massacro per tutti quei precari della pubblica amministrazione che non sono già stati inseriti in processi di stabilizzazione. Sono infatti migliaia i lavoratori a tempo determinato, i Co.co.co., gli interinali ai quali è stato già intimato il licenziamento, mentre le amministrazioni si avviano a sostituirli con altri precari e ad attivare ulteriori processi di esternalizzazione dei servizi. Intanto la precarietà sembrerebbe un tema centrale per le forze politiche in campagna elettorale, da cui emergono ricette poco credibili o fantasiose che non forniscono nessuna soluzione concreta alle giuste aspettative di migliaia di lavoratori». È quanto si legge in una nota delle Rdb Cub. «Attraverso la mobilitazione e le pressioni attuate durante la discussione del decreto 'milleproroghè - prosegue la nota - le RdB-CUB hanno ottenuto da parte del ministero della Funzione Pubblica l'emanazione della circolare che fa salvi i precari degli asili e scuole d'infanzia e gli interinali dalle conseguenze della finanziaria. Ma questa misura non è sufficiente. Il 4 aprile, con lo sciopero di tutti i precari del pubblico impiego e con le manifestazioni che si terranno nelle principali città italiane, le RdB-CUB proseguono la mobilitazione affinché i governi locali (con i piani di stabilizzazione) e il futuro nuovo governo nazionale (con il Dpcm e con il prossimo Dpef) non possano eludere il problema del futuro di migliaia di precari pubblici. Le RdB-CUB rivendicano con forza la disapplicazione nei confronti di tutti i lavoratori precari attualmente in servizio delle previsioni contenute nei commi 76, 78 della Finanziaria, relative alla riduzione degli incarichi flessibili e ai Co.co.co; l'attivazione immediata di tavoli di confronto con le Amministrazioni locali ed il Ministero della Funzione Pubblica, che coinvolgano i sindacati che realmente si sono battuti in questi anni contro la precarietà e affrontino realmente, con soluzioni concrete e per tutti, le tematiche relative alla proroga e alla stabilizzazione; l'assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale precario Lsu-Lpu, Co.Co.Co., Contratto a progetto, a Partita Iva, Interinali, Contratti di formazione lavoro, Tempo determinato, precari della scuola, titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze delle Università o degli Enti pubblici di ricerca, Cantieristi e dipendenti di ditte e cooperative appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati; rivendicano infine la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e dei dipendenti delle ditte e società appaltatrici».


28 marzo 2008 - Ansa

IMMIGRAZIONE: RDB CUB, PERMESSI SCADUTI PRIMA DEL RITIRO

(ANSA) - ANCONA, 28 MAR - C'è anche il caso di una donna nigeriana che ha ottenuto il permesso di soggiorno in Italia già scaduto da 20 giorni al momento di ritirarlo, fra le discrepanze che secondo la Federazione delle rappresentanze sindacali di base Cub Marche contrappongono la legge Bossi-Fini a una circolare del ministero del lavoro che autorizza l'iscrizione ai Centri per l'impiego solo se si ha un permesso di soggiorno. Motivo per cui il sindacato di base chiede che la circolare venga annullata o ritirata. La vicenda della signora Erhabor, originaria della Nigeria, è esemplare secondo la Rdb Cub. La donna ha chiesto il primo permesso di soggiorno nel 2007, in base al decreto flussi del 2006. La data di rilascio indicata dalla Questura di Ancona era 4 giugno 2007, con scadenza del permesso il 2 marzo 2008. La signora ha potuto ritirare il documento, già scaduto da 20 giorni, il 22 marzo scorso, e il Centro per l'impiego le ha ovviamente rifiutato l'iscrizione. Non solo, i ritardi nell'elaborazione del decreto flussi 2006 hanno fatto sì che la donna non potesse più essere assunta dal datore di lavoro che l'aveva richiesta per necessità familiari, poichè la situazione familiare del richiedente nel frattempo era cambiata.

ALITALIA: FIUMICINO; PREOCCUPATI I DIPENDENTI IN ASSEMBLEA

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 28 MAR - A Fiumicino, nel corso dell'assemblea dei dipendenti di Alitalia Servizi, si sono fronteggiate da una parte la fatica dei rappresentanti sindacali di spiegare la difficile trattativa in corso con Air France e Alitalia, e dall'altra la marcata preoccupazione delle centinaia di lavoratori presenti, molti dei quali non hanno atteso la conclusione della riunione. Gli interventi dei vari sindacalisti sono stati così premiati da sporadici applausi, riservati invece più rumorosi all'intervento del rappresentante del Cub Trasporti, Paolo De Montis. «Ci avete già portati voi in passato allo spezzettamento», ha detto un lavoratore intervenuto nel dibattito. «Quello che ci hanno mandato è un 'pacco di Natalè per Air France», ha aggiunto un altro. «Rischiamo di andare fuori dal mercato europeo, se non di scomparire», un'altra delle lamentele. Ed ancora: «La preoccupazione è quella di perdere la dignità: per avere dignità tutti debbono mantenere il posto di lavoro e lo stipendio». Da parte loro i rappresentanti sindacali hanno lanciato un appello alla compattezza, oltre che alla mobilitazione: «Senza la forza di tutti - hanno detto - anche di quei lavoratori che oggi si sentono più tutelati, il sindacato non potrà avere la forza di arrivare a un accordo accettabile». «Il nuovo documento di Spinetta va rivisto perchè getterebbe oltre 4.000 famiglie sul lastrico: per questo vogliamo allargare il perimetro di acquisizione all'interno dell'azienda. Ma - hanno aggiunto i relatori - vogliamo evitare il fallimento e il commissariamento di Alitalia, che avrebbe come unico scopo quello di creare una compagnia ai minimi termini, portando il dramma occupazionale sulle spalle di oltre 14.000 persone». «Bisogna stare attenti al gioco del tentativo di divisione dei lavoratori - ha aggiunto Roberto Bellotti, Sdl - Bisogna non cadere nell'errore che ci sia una parte di lavoratori garantita, che così non si mobilita per le iniziative sindacali, ed una no: è necessario allargare il fronte della lotta, proseguire con assemblee, presidi, facendoci vedere compatti tra Fiumicino, Magliana e Napoli».

ALITALIA: A FIUMICINO SCORAMENTO E RABBIA DEI LAVORATORI
POCHI APPLAUSI A SINDACALISTI. LUNEDÌ MOBILITAZIONE A MAGLIANA

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 28 MAR - C'è la preoccupazione ripetuta a più riprese al microfono per gli esuberi ventilati nel nuovo piano Air France-KLM, per il futuro di Alitalia e per il settore Service in particolare, insieme con la richiesta di adeguate tutele. Ma a colpire oggi alla assemblea dei dipendenti convocata nell'Area Tecnica Alitalia dell'aeroporto di Fiumicino, è stata soprattutto la vista dei volti delle centinaia di lavoratori di terra addetti alla manutenzione: un misto di scoramento e rabbia contenuta, ma anche di impotenza, confermato poi dal silenzio, quando non da mormorii di disapprovazione, che ha accolto gli interventi dei sindacalisti venuti a illustrare i contenuti dell'ultima proposta inviata da Jean Cyril Spinetta. Ed è stato quasi un applauso liberatorio quello riservato allo sfogo del rappresentante di un sindacato che non partecipa alla trattativa, il Cub trasporti, che non ha lesinato critiche ai protagonisti della trattativa. «È ora che i lavoratori discutano e decidano come difendere il loro futuro - ha detto Paolo De Montis - Siamo sbigottiti per il comportamento delle organizzazioni sindacali che siedono al tavolo della trattativa: è ora di convocare tutti i lavoratori in assemblee generali, senza esclusione di nessuno, nè quelli di Az Airport, nè quelli delle palazzine NPU e RPU e neppure quelli di Magliana». «Ancora nessuno è in grado di dirci una parola chiara, c'è confusione anche in quello che sembra certo», ha detto mestamente un lavoratore, che con gli altri preferisce evitare il proprio nome. «Ad oggi resta solo Air France che può salvare Alitalia, ma a certe condizioni, salvaguardando fino a dove possibile i posti di lavoro sia nella manutenzione, sia all'Atitech, sia alla Magliana», ha aggiunto un altro. «Quello che ci hanno mandato è un 'pacco di Natalè per la stessa Air France», un'altra lamentela. E ancora: «Troppi esuberi in AZ Servizi»; «Rischiamo di andare fuori dal mercato europeo, se non di scomparire». Per finire con chi ha chiesto che un eventuale esito della trattativa sia sottoposto a un referendum tra i lavoratori. Da parte loro i rappresentanti di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl e Sdl, non lesinando critiche al Governo, hanno cercato di ridare fiducia all'assemblea («anche se ci saremmo aspettati oggi una maggiore partecipazione») con un forte appello alla compattezza e alla mobilitazione già a partire da lunedì prossimo, invitando tutti a una massiccia presenza alla Magliana.«Nessuno si senta con le spalle coperte: senza la forza di tutti, infatti, anche di quei lavoratori che oggi si sentono più tutelati, il sindacato non potrà avere la forza di arrivare a un accordo accettabile - hanno detto in sostanza - 'Il nuovo documento di Spinetta va rivisto perchè getterebbe oltre 4.000 famiglie sul lastrico: per questo vogliamo allargare il perimetro di acquisizione all'interno dell'azienda. Ma - hanno aggiunto - vogliamo evitare il fallimento e il commissariamento di Alitalia, che avrebbe come unico scopo quello di creare una compagnia ai minimi termini, portando il dramma occupazionale sulle spalle di oltre 14.000 persone». Infine la messa in guardia: «Attenti al tentativo di divisione dei lavoratori. Non bisogna cadere nell'errore che ci sia una parte di lavoratori garantita, che così non si mobilita per le iniziative sindacali, ed una no: è necessario allargare il fronte della lotta, proseguire con assemblee, presidi, facendoci vedere compatti tra Fiumicino, Magliana e Napoli».

ALITALIA: FIUMICINO; SDL, SERVE SCATTO DI DIGNITÀ DEL PAESE

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 28 MAR - «Air France ci sta praticamente dicendo che non è interessata ad acquisire Alitalia Servizi, questa parte importantissima di lavoro che riguarda la manutenzione di Fiumicino, il settore informatico e il call center»: lo ha detto Roberto Bellotti, del coordinamento nazionale trasporto aereo di Sdl in attesa che cominci nella zona tecnica di Fiumicino l'assemblea dei dipendenti Alitalia. Finora sono presenti un paio di centinaia di lavoratori con bandiere e striscioni. «Registriamo uno sciacallaggio forsennato di alcune forze politiche - ha aggiunto Bellotti - mentre non è certo il momento di tirare fuori conigli inesistenti dal cappello, con una situazione gravissima della compagnia ormai sull'orlo del collasso. Ci vorrebbe uno scatto non di italianità, ma di dignità, a difesa di un sistema, quello del trasporto aereo che è importantissimo per il Paese». All'assemblea, convocata anche da Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl e Sdl, vengono distribuiti anche volantini del Cub Trasporti che dicono «Basta con trattative private» ed esprimono «sbigottimento per il comportamento delle organizzazioni sindacali che siedono al tavolo della trattativa con Air France-Klm: è ora - sottolineano - di convocare tutti i lavoratori in assemblee generali senza esclusione di nessuno, nè quelli di Az Airport, nè quelli delle palazzine Npu e Rpu e neppure quelli di Magliana».

CUB; SPRECO DENARO E DISASTRO ECOLOGICO

(ANSA) - MILANO, 28 MAR - La Confederazione unitaria di base(Cub) si oppone all'assegnazione dell'Expo a Milano giudicandolo «un vero e proprio disastro ecologico per la città e il territorio confinante» e «uno sperpero di denaro pubblico che potrebbe essere utilizzato per rispondere ai bisogni di lavoro, di case, servizi sociali, di lotta all'inquinamento e di migliore qualità della vita dei cittadini milanesi e lombardi». Secondo il sindacato di base «l'unico vero 'vantaggiò sarebbe un'enorme speculazione edilizia che avvantaggerebbe i soliti grossi 'palazzinarì ed i loro sostenitori; tutto ciò coperto dall'enorme ipocrisia posta al centro della manifestazione, vale a dire il tema dell'alimentazione». «Oltre 20 miliardi di euro sperperati per organizzare un evento della durata di sei mesi - afferma ancora la Cub in un comunicato - evidentemente fanno gola a molti. Il denaro pubblico deve invece servire ai veri bisogni quali: un piano antinquinamento e per l'utilizzo di fonti energetiche naturali, la difesa e lo sviluppo di aree verdi e di quelle agricole, un piano di mobilità pubblica e uno di edilizia pubblica residenziale, lo sviluppo della ricerca e di nuove attività produttive a vocazione industriale». «Rispetto a queste priorità - conclude il sindacato - l'Expo 2015 non dà risposta, ma crea ostacoli e va in direzione opposta».


28 marzo 2008 - Asca

EXPO 2015: CUB LOMBARDIA SI OPPONE AL PROGETTO

(ASCA) - Milano, 28 mar - La Confederazione Unitaria di Base della Lombardia si oppone al progetto dell'Expo 2015. Perche', sostiene la Cub in una nota, l'Expo a Milano sarebbe ''un vero e proprio disastro ecologico per la citta' e il territorio confinante''. Dito puntato anche sullo ''sperpero di una massa ingente di denaro pubblico'' che a giudizio della Cub ''potrebbe essere utilizzato per rispondere ai bisogni di lavoro, di case, servizi sociali, di lotta all'inquinamento e di migliore qualita' della vita dei cittadini milanesi e lombardi''.


28 marzo 2008 - Telecittà

L’organizzazione sindacale Rdb/Cub ha proclamato uno sciopero nazionale dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni...

Genova - L’organizzazione sindacale Rdb/Cub ha proclamato uno sciopero nazionale dei lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni per martedì 4 aprile, da inizio a fine turno di ciascun turno. Sono coinvolte nello sciopero le seguenti categorie di lavoratori: LSU-LPU, Co.Co.Co., Contratto a progetto, Partita Iva, Interinali, Contratti formazione lavoro, Tempo determinato, Lavoratori precari della scuola, Titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze dell’Università o degli altri enti pubblici di ricerca, Cantieristi e i dipendenti di ditte e coop appaltatrici o gestori dei servizi esternalizzati delle pubbliche amministrazioni.


28 marzo 2008 - Redattore Sociale

TERZO SETTORE
Precarietà e salari da fame: scioperano le cooperative sociali
Indetto il 4 aprile dai sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil e dalle Rdb. A Roma un'altra agitazione del Cnca è prevista per il primo aprile. Al centro delle agitazioni il mancato rispetto del contratto

ROMA - Si sciopera anche nelle cooperative sociali. Per la prima volta da anni le organizzazioni sindacali – sia quelle confederali di Cgil, Cisl, Uil, sia le Rdb, le rappresentanze di base – hanno indetto un"agitazione per denunciare il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro, il blocco degli aumenti dei salari (fermi da anni) e la mancanza di disponibilità delle cooperative sociali che operano nel Terzo settore a discutere le condizioni di lavoro. Si tratta di una novità rilevante nel variegato mondo del Terzo settore e del lavoro sociale in genere. Erano anni che non accadeva, visto che agitazioni molto minori si sono avute solo all’inizio degli anni novanta, proprio quando il mondo del Terzo settore muoveva i suoi primi passi. Lo sciopero del 4 aprile prossimo è dunque il segno di una forte sofferenza tra i lavoratori del settore e probabilmente è anche la punta di un iceberg, perché quelli che sciopereranno sono da considerare comunque dei "privilegiati" visto che possono rivendicare un contratto. In realtà ci sono anche moltissime altre figure professionali che non sono attualmente garantite e che quindi non possono neppure scioperare per un contratto. Problema principale è dunque il rinnovo del contratto nazionale, che è scaduto il 31 dicembre del 2005. Nel volantino diffuso in questi giorni da Cgil, Cisl, Uil si denuncia anche il fatto che dopo 27 mesi dalla scadenza nessun lavoratore del settore ha potuto percepire un benché minimo aumento. Nel voltantino dei sindacati confederali si legge che è arrivato quindi il momento di "dire basta". Basta alle condizioni di bassi salari, al sistema degli appalti "che sfrutta i lavoratori del settore", basta alle parti datoriali della Cooperazione che non vogliono riconoscere la professionalità del settore. Dietro la questione dei contratti e del rispetto dei diritti dei lavoratori c’è quindi la situazione generale del Terzo settore e delle attività collegate in vari modi alle politiche sociali. In Italia – come è noto – la spesa per le politiche sociali è molto più bassa di quella del resto dell’Europa. Alla scarsità di fondi pubblici, si collega poi il fenomeno del ritiro progressivo dello Stato dall’erogazione diretta di alcuni servizi. In una situazione del genere, spiegano ancora i sindacati del settore, si sta sviluppando una pericolosa concorrenza tra le varie associazioni e i vari enti, "con offerte al massimo di ribasso nelle gare d’appalto", elemento che stringe inevitabilmente i margini dei contratti dei lavoratori. Spesso succede anche che gli enti o le associazioni in gara decidano di "prestarsi a un gioco perverso delle stesse amministrazioni pubbliche che appaltano servizi in una logica di costi al ribasso senza limiti". In tutto questo stanno crescendo a dismisura le forme di flessibilità del lavoro. Anche le Rdb aderiscono allo sciopero del 4 aprile e con i loro volantini rincarano la dose. Le organizzazioni che fanno riferimento alle Rappresentanze di base (quindi fuori dall’ambito del sindacalismo confederale), sostengono che lo sciopero delle cooperative sociali dovrà essere solo un primo momento di una lotta più ampia e generalizzata contro il lavoro precario. Lo sciopero del 4 aprile è stato apertamente appoggiato dalla sinistra sociale e da Rifondazione comunista, mentre anche il Cnca, Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza scende in campo a Roma per rivendicare i diritti dei lavoratori. Il Cnca, che ha indetto una manifestazione a Roma davanti alla sede della Regione Lazio, parla di una vera e propria "emergenza lavoro sociale". (pan)


28 marzo 2008 - Il Manifesto

Malpensa, tra esuberi e cause vinte dai precari

La Sea (aeroporti milanesi) ha aperto la procedura di cassa integrazione per 900 lavoratori. Ma la cassa integrazione non può essere chiesta per i lavoratori a tempo determinato o interinali (a Malpensa sono circa 400). A fine marzo lascerà perciò a casa tutti i lavoratori interinali. La Cub ha chiesto alla Sea di assumere i lavoratori interinali per poterli poi mettere in cassa integrazione. La Sea ha risposto picche. L'unico modo per tutelare gli interinali sembra perciò quello di agire nei confronti di Sea per chiedere la conversione del contratto. Intentando causa. Con raro tempismo, il tribunale di Busto Arsizio ha accolto il ricorso promosso da due lavoratrici precarie addette al check-in. Il rapporto di lavoro delle due ricorrenti è stato finalmente convertito in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Le due lavoratrici lavoravano alla Sea a partire dal 2001, con una serie di contratti di lavoro a termine/interinali prorogati di volta in volta. La decisione del tribunale di Busto Arsizio riveste grande importanza per tutti i lavoratori/lavoratrici precarie che sono stati e che sono tuttora alle dipendenza della Sea e stanno per essere sbattuti fuori.


28 marzo 2008 - Il Bologna

Municipale. Il sindacato chiede una sospensione degli spostamenti dal 1 aprile dei comandanti dei quartieri
Vigili, trasferimenti sotto accusa «Le rotazioni non sono regolari»
Anche i cittadini sono contrari: al Saragozza 300 firme in parrocchia per l'ispettore capo
di Diego Costa
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Bologna - L'ispettore capo del quartiere Saragozza deve essere molto ben voluta nel suo territorio. La notizia del suo trasferimento al quartiere Reno ha provocato infatti una specie di sommossa popolare. Pacifica s'intende. Lanciata dal parroco di San Giuseppe, la raccolta popolare ha già raccolto quasi trecento firme. È uno degli effetti della rotazione imposta ai comandanti dei diversi quartieri dal prossimo primo aprile. Uno dei «moti», ma non il solo. Il sindacato, per esempio, si è mosso per chiedere con urgenza un incontro con il Comune. L'obiettivo è quello di ottenere una sospensione del provvedimento fino a incontro avvenuto. «Vogliamo confrontarci con l'Amministrazione Comunale - scrive l'Rdb - sul tema del regolamento del corpo di Polizia Municipale che non abbiamo sottoscritto perché contrari all'articolo 2». Che dice testualmente che «solo i responsabili dei reparti territoriali con almeno cinque ani di attività di coordinamento devono ruotare». Il sindacato unitario ricorda che almeno tre ispettori capo non hanno ancora raggiunto questa scadenza. L'incontro serve quindi a «non applicare erroneamente la norma e comunque per modificarla come noi avevamo richiesto». Ma c'è un altro aspetto che il sindacato trova singolare in questa vicenda. «Da un lato - scrive - si premiano gli ispettori capo per il buon lavoro svolto con le Apo (di fatto uno «scatto» che prevede un aumento al netto di circa 20 euro ndr.), dall'altro si imponga loro il trasferimento». Il documento sindacale - come da noi anticipato - considera incoerente tale scelta rispetto al progetto del «vigile di prossimità», varato proprio per ridurre le distanze tra la polizi municipale e i cittadini: «in contrasto con le logihe di relazione» recita il documento. «Il cambiamento che prospettate - è il pronostico dei rappresentanti di base - di fatto annullerà tutte le esperienze sul territorio, le delicate e importanti relazioni intraprese con i cittadini e con le istituzioni di quartiere». E' un vecchio nodo che viene al pettine, dice il sindacato. Quello appunto del regolamento sottoscritto nel 2000. Sulla rotazione nacque un'accesa discussione, e RdB decise di non firmare il documento sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil. Si temeva la mobilità forzata in luogo della possibilità, per anzianità di servizio, di avvicinarsi a casa. Timore che oggi prende forma. E sul quale RdB vuole metterci bocca.


28 marzo 2008 - La Stampa

Il vice sindaco «Per le case di riposo aumentato impegno di spesa»
di RODOLFO CASTELLARO
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VALENZA - È rimandato a oggi il confronto sull'Uspidalì tra Comune e sindacati. L'altra sera, infatti, i precari che affollavano l'aula di Palazzo Pellizzari non hanno potuto intervenire come chiedevano in un Consiglio comunale aperto. Si sono limitati a qualche colorita esclamazione. D'altra parte, l'andamento della seduta si è dimostrato favorevole a una possibile soluzione: «Accogliamo con favore questo clima di apertura - dice Giovanni Maccarino, della Rdb Cub - sperando che si passi ai fatti». L'incontro è in programma alle 11. Intanto, il bilancio di previsione dell'Uspidalì è passato con i 12 voti a favore della maggioranza, i 6 astenuti della minoranza (Fi e Udc) e il parere contrario di Paolo Soban, Lega Nord. Sottolinea il vice sindaco e assessore alle Politiche socio-assistenziali Maria Maddalena Griva: «Il trasferimento di 1.250.000 euro dal Comune all'Istituzione, denota come questa amministrazione continui ad impegnarsi nei confronti delle case di riposo di via Zuffi e di Circonvallazione Ovest, aumentando il proprio impegno di spesa rispetto all'anno passato». Aggiunge: « Accanto al discorso di spesa è riconfermata la stima e la fiducia verso il Consiglio di amministrazione presieduto da Giorgio Assini che ha operato e opera con trasparenza, passione e impegno ponendo al centro del proprio agire la persona anziana e il suo benessere». Su questo punto, riserve sono state espresse dal consigliere di maggioranza Franco Stanchi, che ha chiesto ai componenti del Cda dell'Uspidalì di ritirare il documento allegato al bilancio di previsione, che esprime preoccupazione sui «passaggi relativi alla modalità di gestione in forma non diretta del personale assunto a tempo determinato».
«Va calmierato il numero degli anziani ospiti, come si è fatto negli asili - ha aggiunto Stanchi - e occorre aumentare l'assistenza domiciliare». L'assessore obietta: «La città sa di poter affidare le persone più amate, i figli e gli anziani, sapendo di trovare accoglienza e professionalità. Il tutto funziona grazie agli operatori che vi lavorano e a cui va un grande riconoscimento. Pertanto, cercheremo di affrontare in un clima di distensione la problematica dei lavoratori precari».


28 marzo 2008 - Il Sannio

Consorzio Bn3, «appello al Prefetto»

Benevento - Toni durissimi, quelli usati dalla struttura provinciale della Rdb Ambiente, nella richiesta di intervento inviata alla Prefettura di Benevento. Sul tavolo ci sono i rapporti con il Consorzio di bacino Benevento 3.
Primo 'nodo', secondo il sindacato guidato da Piero Mancini, "la richiesta, al presidente del Consorzio Benevento 3, di conoscere il nominativo del responsabile della sicurezza dei lavoratori nominato dal Consorzio, come prescrive la legge 626 del 1990". Dal Consorzio "hanno ignorato questa richiesta – affermano dal sindacato –. Peraltro, da mesi, invano, abbiamo chiesto di onorare il contratto collettivo nazionale di lavoro, che viene disatteso in alcuni punti, e di acconsentire alla contrattazione decentrata o di secondo livello".
Di fronte a questo quadro, dalla Rdb Ambiente auspicano un intervento del Prefetto De Miro. Aggiungendo, al contempo, ulteriori elementi: "Nel Consorzio Benevento 3, pur percependo meno di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, la produttività è altissima. Inutile sottolineare che non viene elargito alcun premio di produzione". Eppoi, "non vengono rispettate le direttive dei diversi sub-commissari. Ad esempio, il sub-commissario alla raccolta differenziata, Sottile, ha emanato una direttiva in cui si fa obbligo ai Comuni di rivolgersi solo ai Consorzi, istituiti allo scopo – ricorda Mancini –. Purtroppo, però, vi sono Comuni che, invece, contattano aziende private per effettuare la raccolta differenziata".
L'auspicio del sindacato è di ottenere un confronto diretto, nella sede della Prefettura, con i vertici del Consorzio Benevento 3, con l'apertura di un tavolo di mediazione. "Abbiamo pensato persino di organizzare uno sciopero della fame nel mese di aprile, nei pressi del Palazzo del Governo – spiega Mancini –. Tuttavia, le parole del Prefetto, sull'importanza del rispetto della legalità e della risoluzione dei conflitti, hanno riacceso la nostra speranza di vedere risolti i problemi".


28 marzo 2008 - Il Resto del Carlino

AEROPORTO. «Gualtieri a rapporto»

Bologna - Solo il Pd è contro BATTAGLIA tra i partiti (con Pd isolato) sul silenzio di Giuseppina Gualtieri, la presidente dell’aeroporto Marconi che finora ha declinato gli inviti a presentarsi in commissione a Palazzo d'Accursio sul caso Doro Group. Ieri alla conferenza dei capigruppo, Forza Italia ha formalizzato la richiesta di istituire una commissione d'indagine sulla vicenda. Ma, soprattutto, è partita una sollecitazione bipartisan, rigettata dal solo Pd che ha candidato al Senato l'ex presidente dell'aeroporto Gian Carlo Sangalli, per portare Gualtieri a spiegare in Comune come sono andate le cose e a fornire gli atti chiesti dai consiglieri. A firmare il sollecito, nelle intenzioni dei partiti che l'hanno chiesto, dovrebbe essere la presidenza del Consiglio comunale. Il numero uno dell'assemblea, Gianni Sofri, eletto in municipio con gli allora Ds, al termine della riunione si è preso una pausa per riflettere.
«Non siamo disponibili a sollecitare alcunché — fa sapere il capogruppo Pd Claudio Merighi — i 'gioielli di famiglia' non appartengono ai partiti, ma andrebbero salvaguardati responsabilmente da tutti». SULLA CONVOCAZIONE nei confronti di Gualtieri (ed in subordine del sindaco Cofferati) anche i guazzalochiani si sono espressi a favore di una sollecitazione della presidenza.
«E' sconcertante che un’amministratrice nominata dal sindaco non venga in Comune», scandisce il capogruppo Ltb Alberto Vannini. E D’Onofrio (Cantiere) rincara la dose: «Gualtieri è inadempiente da 45 giorni, quando avrebbe dovuto rispondere in 30, rispetto ad una richiesta di informazioni prevista dal regolamento sulla sua nomina e sui compensi in società controllate da Sab».
Intanto sono in arrivo altri due scioperi: uno delle Rdb spostato dalla Commissione di garanzia al 7 aprile, l’altro indetto dai sindacati confederali per il 18.


28 marzo 2008 - Liberazione

Per i lavoratori atipici niente ammortizzatori sociali Malpensa, raggiunto un accordo con Sea ma i precari sono esclusi

I fatti sono abbastanza noti, ma è necessario fare un breve riepilogo. In seguito alla crisi dell'Alitalia, è in atto un ridimensionamento di Malpensa. La Sea e la Sea Holding, le due società che gestiscono l'insieme dei servizi aeroportuali dell'aereoporto milanese, che hanno come principale committente Alitalia, denunciano un esubero di circa 900 addetti. In seguito ad un accordo con tutte le realtà sindacali, ad eccezione della Cub, viene firmato a inizio marzo un'intesa per aprire la procedura di Cassa integrazione guadagni straordinaria Cigs (a carico dell'Inps, quindi di noi tutti) a partire dal 30 marzo. Tale accordo è stato salutato con molta soddisfazione da tutti gli ambiti istituzionali e sindacali. Tuttavia, restano sul tappeto alcuni nodi. In primo luogo, occorre ricordare che la Cigs è consentita solo se l'impresa che la chiede non ha lavoratori interinali alle sue dipendenze e in secondo luogo la Cigs non è estendibile anche ai lavoratori con contratti a tempo determinato. Di conseguenza i lavoratori atipici sono esclusi da qualsiasi forma di ammortizzatore sociale. Il risultato è che circa 300 lavoratori hanno perso il posto dall'inizio dell'anno, e altri 300 lo perderanno con la fine del mese. L'accordo stipulato con la Sea dunque riguarda solo i dipendenti diretti Sea.
Come conseguenza del processo di esternalizzazione e outsourcing, l'indotto dei servizi aeroportuali della Malpensa vede ruotare più di 270 imprese, impresette, cooperative, ecc., con un bacino di forza-lavoro stimabile in circa 1500 unità. E' facile immaginare la fine di questi lavoratori/trici, che non hanno alcuna protezione sociale e spesso nessuna rappresentanza sindacale. L'accordo siglato, lungi dal risolvere i problemi della Sea come troppo spsso sbandierato, apre invece nuove contraddizioni: ancora una volta la strategia dei principali sindacati sembra non rendersi conto dell'esistenza del lavoro precario.
L'unico modo per tutelare i lavoratori interinali è quello di agire nei confronti di Sea per chiedere la conversione del contratto direttamente sotto Sea. In altre parole i lavoratori interinali dovrebbero intentare causa. Le possibilità di vincere una causa di questo tipo sono molto alte, come si evince anche dalla sentenza del 26/03/08 che ha disposto l'assunzione di due lavoratrici a tempo indeterminato, ritenendo illegittimo il ricorso a contratti a tempo determinato/interinali in quanto privo di qualsivoglia giustificazione e/o stagionalità come invece richiesto dal D.lgs 368/2001. In questo senso si sta adoperando Il Punto San Precario, come già fatto in passato per altre lavoratrici Sea (le sea girls), con il supporto di alcuni avvocati e di qualche sindacalista "illuminato".
Infine, diventa sempre più necessario ripensare la struttura degli ammortizzatori sociali, oramai del tutto inadeguata alle nuove forme della produzione e ancora basata sulla figura del lavoratore subordinato a tempo indeterminato. Ad esempio, è importante che si cominci a ragionare in termini non di singola azienda ma dell'intera filiera produttiva. Le trattative sindacali devono per forza tener conto di questo nuovo orizzonte per non favorire diversità di trattamento all'interno di una forza lavoro già ampiamente frammentata e segmentata sul piano delle tipologie contrattuali e condizioni di lavoro (salari, orari, ecc.). Da questo punto di vista, i diritti base del lavoro (continuità di reddito, previdenza, salute, formazione) devono sempre meno essere dipendenti dal luogo di lavoro, ma essere collegati alla persona. E' su questo piano che può diventare possibile una ricomposizione delle soggettività del lavoro. Ed è anche su questo aspetto che la prossima MayDay batterà il colpo.
Intelligenge Precaria - Punto San Precario Milano


28 marzo 2008 - Il Gazzettino

Esternalizzazione, Cub contro Usl

Castelfranco/Asolo - (L.Bon) Esternalizzazioni, il Cub "bacchetta" Usl e sindacati. Il sindacato Cub ha scritto al Prefetto aggiornandolo sui rapporti con la direzione in relazione alla questione esternalizzazioni. Un documento da cui emergono rapporti tutt'altro che distesi. "Come si ricorderà -si legge nella lettera- in data 7 marzo 2008 si è svolto l'incontro di raffreddamento, che ha portato alla firma di un verbale congiunto in cui le parti si prendevano degli impegni circa la possibilità dei dipendenti a disposizione della Asolo H. Service spa di essere trasferiti in servizi e reparti gestiti direttamente dall'Usl da cui dipendono giuridicamente". A seguito di quel verbale, i sindacati avevano "sospeso lo stato di agitazione sindacale in attesa del riscontro al tavolo negoziale aziendale. Detto tavolo si è tenuto in data 19 marzo con risultati molto parziali tanto che si è ritenuto di rinviare la definizione ad un prossimo tavolo tecnico che si dovrebbe tenere il primo aprile". Con ,la lettera, nel frattempo, il sindacato comunica che "allo stato attuale non esistono le condizioni per revocare lo stato di agitazione sindacale. Pertanto lo stato di agitazione sindacale rimane sospeso e una decisone in merito verrà presa dopo il prossimo incontro sindacale tra le parti". Il sindacato, però, segnala anche al Prefetto i cattivi rapporti con le altre organizzazioni e con l'azienda. "Altre organizzazioni sindacali e l'azienda stessa -scrive infatti- hanno messo in pratica un ostruzionismo nei confronti della scrivente impedendo che la stessa partecipi alle trattative aziendali ed escludendo il nostro RSU dal tavolo tecnico che si spera andrà a definire i contenuti di una ipotesi di accordo".


28 marzo 2008 - Varese news

Varese - L’assemblea dei precari ha deciso di aderire allo sciopero nazionale del 4 aprile 2008 con presidio fuori dal palazzo comunale dalle ore 9.00 alle ore 11.00
I lavoratori del Comune verso le sciopero

Riceviamo e pubblichiamo
Nell’assemblea del 19 marzo 2008 i lavoratori precari del Comune di Varese hanno indetto una serie di iniziative per dare finalmente soluzione al problema del precariato.
Degli 88 precari inseriti nel piano di stabilizzazione previsto nell’accordo tra RSU e Amministrazione firmato nel 2007 solo 31, infatti, sono stati assunti in ruolo. I rimanenti 57, tutti appartenenti al Settore Educativo, verranno stabilizzati nel mese di settembre ma dovranno sostenere una nuova prova selettiva. Inoltre la decisione di assumere il personale parascolastico con contratti di lavoro a part-time misto orizzontale/verticale, con prestazione lavorativa solo su 10 mesi e la scelta di esternalizzare la gestione dei parchi estivi, determinerà una perdita secca di 2 mesi di salario (luglio e agosto).
Come se non bastasse, i 15 precari del settore educativo in possesso dei requisiti della finanziaria 2008 dovranno dire addio alla possibilità di essere stabilizzati: sono letteralmente spariti dal Piano occupazionale approvato dalla Giunta Comunale!
Poi ci sono i lavoratori non stabilizzabili (dimenticati dalla Finanziaria) che rischiano addirittura di perdere il posto di lavoro, seppur precario !
Infatti l’art. 79 della Finanziaria non consente di stipulare rapporti di lavoro a tempo determinato per periodi superiori a tre mesi…. Quindi alla scadenza dei contratti in essere … tutti a casa !
Questi lavoratori sono gli stessi che in tutti questi anni hanno garantito i servizi educativi e scolastici e di altri importanti settori comunali.
L’ASSEMBLEA DEI PRECARI HA DECISO DI ADERIRE ALLO SCIOPERO NAZIONALE DEL 4 APRILE 2008 – INTERA GIORNATA CON PRESIDIO FUORI DAL PALAZZO COMUNALE DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 11.00
Per:
· La stabilizzazione dei precari del settore educativo in possesso dei requisiti della Finanziaria 2008;
· La stabilizzazione dei lavoratori del settore parascolastico con contratti di lavoro che garantiscano lo stesso trattamento economico dei colleghi del settore già in ruolo;
· La disapplicazione nei confronti dei lavoratori precari attualmente in servizio non stabilizzabili, delle previsioni contenute nell’art. 3, commi 76 e 78, della legge 244/2007 e per la loro assunzione a tempo indeterminato.
L’assemblea ha già dato mandato alla RSU di proclamare, se necessario, un ulteriore sciopero.
Venerdi 28 Marzo 2008
RSU A.L. COBAS - CGIL – CISL - UIL - SIAPOL COMUNE DI VARESE


27 marzo 2008 - Dire

SANITA'. RDB-CUB: 4 APRILE SCIOPERO PRECARI E ASSEMBLEA
ZECCHETTI: DELIBERA STABILIZZAZIONE SEMBRA MANOVRA ELETTORALE

(DIRE) Roma, 27 mar. - "Settemila precari ed esternalizzati garantiscono la sopravvivenza del servizio sanitario pubblico del Lazio. La recente delibera di Giunta sul precariato apre sicuramente la strada alla soluzione del problema, ma essendo rivolta solo ad 800 lavoratori rischia di apparire come una manovra elettorale". E' quanto dichiara Stefano Zecchetti del coordinamento Rdb-Cub del Lazio. "Il blocco delle assunzioni e la politica degli appalti hanno prodotto solo precarizzazione del lavoro- prosegue Zecchetti- Per cancellare definitivamente il precariato occorre affrontare il problema degli appalti. Solo con questa premessa diventano accettabili 800 stabilizzazioni, come inizio di un percorso che determini la definitiva chiusura di questa scandalosa piaga all'interno della nostra Regione". Per "affrontare e risolvere la precarieta'", le Rdb-Cub hanno indetto per venerdi' 4 aprile lo sciopero nazionale dei precari ed esternalizzati della Pubblica amministrazione, e invitano tutti i lavoratori della Sanita' del Lazio ad una assemblea pubblica sul precariato che si terra', alle 14.30, presso l'Antico Atrio dell'ospedale San Giovanni-Addolorata, alla quale parteciperanno gli assessori regionali al Bilancio, alla Sanita' e al Lavoro e i presidenti delle Commissioni regionali Sanita' e Lavoro.

AEROPORTO BOLOGNA. APPALTI, SONO IN ARRIVO ALTRI 2 SCIOPERI
7 APRILE STOP DI 6 ORE INDETTO DA RDB; IL 18 TOCCA A CONFEDERALI

(DIRE) Bologna, 27 mar. - I sindacati mantengono alta la pressione sull'aeroporto Marconi di Bologna. Contro la situazione degli appalti allo scalo sono infatti in arrivo altri due scioperi: uno, quello delle Rdb, era in programma domani ma la Commissione di garanzia sugli scioperi lo ha fatto spostare al 7 aprile; il secondo, indetto invece dai sindacati confederali, e' in programma per il 18 aprile. L'iniziativa di lotta delle Rappresentanze sindacali di base chiamera' ad incrociare le braccia tutto il personale dell'aeroporto (dalle 10 alle 18). Invece, lo sciopero del 18 proclamato da Cgil-Cisl-Uil sara' di 24 ore, ma riguarda solo il personale di Giacchieri la ditta che ha in appalto il servizio di carico-scarico merci e pulizia degli aerei. Si tratta degli ennesimi stop all'attivita' del Marconi: l'ultimo, in ordine di tempo, risale solo alla settimana scorsa, era il 19 marzo, ed era stato proclamato dai confederali. La distanza tra le varie iniziative deriva dal fatto che la norma prescrive almeno 10 giorni di intervallo tra uno sciopero e l'altro. Per il sindacato, non c'e' alternativa alle azioni di lotta. "Stiamo ancora aspettando da Sab e Marconi handling che ci dicano come hanno intenzione di agire per la questione degli appalti e riassorbire chi e' rimasto senza impiego, ma da piu' di un mese non sappiamo niente", spiega Maurizio Lunghi, segretario provinciale della Filt-Cgil.


27 marzo 2008 - Ansa

FISCO: 8 APRILE SCIOPERO RDB AGENZIE FISCALI

(ANSA) - ROMA, 27 MAR - Le Rappresentanze di Base del pubblico impiego hanno indetto per venerdi' 8 aprile uno sciopero nazionale delle Agenzie Fiscali (Entrate, Dogane, Territorio e Monopoli di Stato). Lo rende noto un comunicato delle stesse Rdb nel quale si sottolinea che ''con lo sciopero nazionale i lavoratori intendono difendere l'unita' del servizio fiscale pubblico. Il nuovo contratto - prosegue il sindacato - da' infatti il via libera ai processi di esternalizzazione e privatizzazione di interi settori dell'apparato fiscale, proseguendo cosi' sulla scia del decentramento delle funzioni catastali agli enti locali e del conseguente azzeramento del catasto pubblico nazionale''. Nei prossimi giorni le RdB-Cub invieranno una lettera aperta ai direttivi nazionali di tutte le forze politiche che oggi competono per la guida del governo, ''a cui verra' chiesto se intendono investire nuove risorse per continuare a combattere contro l'evasione fiscale, se intendono difendere il ruolo pubblico dell'erario, e se credono ancora che il ruolo dei lavoratori del comparto Agenzie Fiscali sia essenziale per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica''.

SANITÀ: LAZIO; RDB-CUB, IL 4 APRILE SCIOPERO DEI PRECARI

(ANSA) - ROMA, 27 MAR - Le Rdb-Cub hanno indetto per il prossimo 4 aprile lo sciopero nazionale dei precari ed esternalizzati della pubblica amministrazione e hanno organizzato un'assemblea rivolta a «tutti i lavoratori della Sanità del Lazio» che si terrà lo stesso giorno nell'antico atrio dell'ospedale San Giovanni-Addolorata a Roma. «Settemila precari ed esternalizzati garantiscono la sopravvivenza del servizio sanitario pubblico del Lazio - afferma Stefano Zecchetti, del coordinamento Rdb del Lazio - La recente delibera di Giunta sul precariato apre sicuramente la strada alla soluzione del problema, ma essendo rivolta solo ad 800 lavoratori rischia di apparire come una manovra elettorale». Per l'esponente sindacale «il blocco delle assunzioni e la politica degli appalti hanno prodotto solo precarizzazione del lavoro. Per cancellare definitivamente il precariato occorre affrontare il problema degli appalti. Solo con questa premessa diventano accettabili 800 stabilizzazioni, come inizio di un percorso che determini la definitiva chiusura di questa scandalosa piaga all'interno della nostra Regione», conclude Zecchetti.


27 marzo 2008 - Omniroma

SANITÀ/RDB-CUB: «4 APRILE SCIOPERO DEI PRECARI»

(OMNIROMA) Roma, 27 mar - «Settemila precari ed esternalizzati garantiscono la sopravvivenza del servizio sanitario pubblico del Lazio. La recente delibera di Giunta sul precariato apre sicuramente la strada alla soluzione del problema, ma essendo rivolta solo ad 800 lavoratori rischia di apparire come una manovra elettorale». Lo dichiara, in una nota, Stefano Zecchetti del coordinamento RdB-CUB del Lazio. «Il blocco delle assunzioni e la politica degli appalti - prosegue Zecchetti - hanno prodotto solo precarizzazione del lavoro. Per cancellare definitivamente il precariato occorre affrontare il problema degli appalti. Solo con questa premessa diventano accettabili 800 stabilizzazioni, come inizio di un percorso che determini la definitiva chiusura di questa scandalosa piaga all'interno della nostra Regione». «Per affrontare e risolvere la precarietà - prosegue la nota - le RdB-CUB hanno indetto per il prossimo 4 aprile lo sciopero nazionale dei precari ed esternalizzati della Pubblica Amministrazione, ed invitano tutti i lavoratori della Sanità del Lazio ad una assemblea pubblica sul precariato che si terrà alle 14.30, presso l'Antico Atrio dell'Ospedale San Giovanni-Addolorata di Roma, alla quale parteciperanno gli assessori Regionali al Bilancio, alla Sanità ed al Lavoro ed i Presidenti delle Commissioni Regionali Sanità e Lavoro».


27 marzo 2008 - OnLine news

Rdb-CUB, sanità lazio: 4 aprile sciopero precari e assemblea pubblica

A Roma le RdB-CUB protestano contro i tagli imposti dal governo regionale e il blocco delle assunzioni. "Settemila precari ed esternalizzati garantiscono la sopravvivenza del servizio sanitario pubblico del Lazio. La recente delibera di Giunta sul precariato apre sicuramente la strada alla soluzione del problema, ma essendo rivolta solo ad 800 lavoratori rischia di apparire come una manovra elettorale", dichiara Stefano Zecchetti del coordinamento RdB-CUB del Lazio. "Il blocco delle assunzioni e la politica degli appalti hanno prodotto solo precarizzazione del lavoro", prosegue Zecchetti. "Per cancellare definitivamente il precariato occorre affrontare il problema degli appalti. Solo con questa premessa diventano accettabili 800 stabilizzazioni, come inizio di un percorso che determini la definitiva chiusura di questa scandalosa piaga all’interno della nostra Regione", conclude l’esponente RdB. Per affrontare e risolvere la precarietà, le RdB-CUB hanno indetto per il prossimo 4 aprile lo sciopero nazionale dei precari ed esternalizzati della Pubblica Amministrazione, ed invitano tutti i lavoratori della Sanità del Lazio ad una assemblea pubblica sul precariato che si terrà lo stesso giorno alle 14.30, presso l’Antico Atrio dell’Ospedale San Giovanni-Addolorata di Roma, alla quale parteciperanno gli Assessori Regionali al Bilancio, alla Sanità ed al Lavoro ed i Presidenti delle Commissioni Regionali Sanità e Lavoro.


27 marzo 2008 - Gazzetta di Modena

Il 4 aprile sciopero dei precari
E’ stata proclamata l’astensione generale nel settore pubblico

La federazione nazionale Rdb/Cub ha proclamato uno sciopero generale del personale precario di tutti i comparti delle pubbliche amministrazioni per l’intera giornata di venerdì 4 aprile 2008 (intera giornata). Lo sciopero coinvolge le seguenti categorie di lavoratori: Lsu-Lpu, CoCoCo, contratto a progetto, partita iva, interinali (in somministrazione), Cfl (contratto formazione e lavoro), tempo determinato. Allo sciopero sono interessati anche i titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze dell’università e degli enti pubblici di ricerca, cantieristi, dipendenti di ditte e coop appaltatrici, o gestori dei servizi esternalizzati dalle pubbliche amministrazioni. Il Policlinico e l’Azienda Usl di Modena «al fine di scongiurare disagi agli utenti consigliano di informarsi prima di presentarsi agli ambulatori, telefonando al reparto che eroga la prestazione. Come prevedono le norme vigenti saranno garantiti i servizi minimi essenziali».


27 marzo 2008 - La Repubblica

Alta tensione tra gli lsu. Il Comune: "Prodi non ci ha dato i fondi per stabilizzarli"
Digiuno a oltranza in municipio esplode la rivolta dei precari

Palermo - Secondo giorno di sciopero della fame per una trentina di lavoratori socialmente utili del Comune. «Rimarremo davanti a Palazzo delle Aquile fino a quando non sarà convocato un tavolo per la nostra stabilizzazione a 36 ore - dice Filippo Calcavecchia, lsu dal 1998 - Non vogliamo più essere strumentalizzati dalla politica».
Lo sciopero prende lo spunto da una mozione, presentata da Altra Palermo e votata all´unanimità dal Consiglio comunale: per la stabilizzazione dei 3.200 lsu prevede che «oltre alle somme stanziate dal governo nazionale (55 milioni di euro, ndr) vengano reperite risorse anche dal bilancio comunale per garantire a tutto il bacino contratti a 36 ore». Secondo l´amministrazione «i 55 milioni non sono sufficienti per una stabilizzazione a 36 ore» e «il Comune non ha queste risorse aggiuntive».
Dopo l´approvazione della mozione, i lavoratori chiedono che si convochi il tavolo di contrattazione: «Ci hanno illuso approvando un atto al quale non vogliono dare seguito concreto», attacca la precaria Claudia Morinello. A sostenere lo sciopero della fame degli lsu è il sindacato Rdb, guidato da Paolo Di Gaetano: «Il Comune - dice Di Gaetano - vuole assumere i lavoratori con un contratto di 24 ore. Questo significa che, dopo anni e anni di precariato, gli lsu si ritroverebbero ancora per un decennio con uno stipendio non superiore a 800 euro».
In questi giorni di sciopero della fame, molti politici hanno incontrato i precari che manifestano davanti al municipio. Alessandra Siragusa, capogruppo del Partito democratico a Sala delle Lapidi, e Giusto Catania, candidato alle prossime regionali con la Sinistra arcobaleno, hanno chiesto l´istituzione di un tavolo di contrattazione in prefettura. «Occorre evitare di illudere questi lavoratori», aggiunge Salvatore Orlando, consigliere comunale del Pd.
Divampano intanto le polemiche per la mancata stabilizzazione: «Le risorse ci sono e occorre dare certezze a questi lavoratori», dicono Leoluca Orlando, di Italia dei valori, Sonia Alfano, candidata degli amici di Grillo alla presidenza della Regione, e Rita Borsellino, che ieri mattina ha incontrato gli lsu.
A tutti replica l´assessore al Personale, Roberto Clemente: «L´amministrazione guidata da Diego Cammarata ha stabilizzato 3.500 lavoratori, e la restante parte verrà stabilizzata entro l´anno. Avevamo chiesto al governo Prodi i fondi necessari per stabilizzare tutti gli lsu a tempo pieno, a 36 ore settimanali. Ma il governo di centrosinistra ci ha dato soltanto 55 milioni di euro, che non bastano».(a.fras.)


27 marzo 2008 - Il Piccolo

TRASPORTI
Bus, sabato sciopero proclamato da Rdb

Trieste - Nuovo sciopero di 24 ore indetto sabato dalla Confederazione unitaria di base della Federazione trasporti. Torna, dunque, la donazione collettiva alla banca di sangue da parte dei lavoratori.
«Soprattutto per coloro che percepiscono un salario da "fame" - scrivono i sindacati su un manifesto - e non si possono quindi permettere di rinunciare allo stipendio di una giornata di sciopero, le Rappresentanze sindacali di base consigliano nuovamente di protestare contro i ben noti "vampiri", recandosi alla Banca del sangue per una donazione collettiva, o utilizzando altre forme di protesta ritenute personalmente significative».
Si tratta di un’iniziativa, come si legge, rivolta «contro i nuovi padroni delle ferriere» e per «riaffermare i diritti e la dignità dei lavoratori».
L’ultimo sciopero, avvenuto venerdì 14, ha raccolto il 66 % di adesione.
I sindacati denunciano «violazioni delle norme contrattuali e legislative», nonchè «pressioni sul personale della società di trasporto pubblico di Trieste».
Riferiscono di manifesti e bandiere strappate e lamentano il fatto che i dirigenti di T.T. spa «non hanno ritenuto necessario convocare i rappresentanti dei lavoratori, ma anzi hanno provveduto ad avviare una modifica unilaterale – e peggiorativa - delle turnazioni del personale viaggiante».
Infine, protestano per il fatto che non è stata accolta la petizione con la richiesta di intervento, sottoscritta da oltre 300 lavoratori di T. T. spa, che espressamente domandavano il miglioramento della sicurezza e delle condizioni di lavoro, il rispetto della dignità individuale e delle normative.(t.c.)


27 marzo 2008 - Corriere del Veneto

Grandi Officine Scatta lo stato di agitazione

VICENZA — Stato di agitazione contro il progetto Enel - Trenitalia, di realizzare nelle Officine Ferroviarie di Vicenza un impianto per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti pericolosi. Lo hanno deciso ieri le rappresentanze di Cgil, Uil, Orsa e RdB Cub. La protesta segue al parere favorevole dato dai tecnici regionali al progetto di smaltire nell'ex arsenale vicentino rifiuti pericolosi da tutto il Nord Italia, provenienti dai comparti dell'industria petrolchimica, della raffinazione del petrolio, della chimica di base (produzione fertilizzanti, pesticidi, produzione catalizzatori, materie plastiche e gomme, detergenti e cosmetici), e dei settori farmaceutico, galvanico e metalmeccanico. «Una struttura a devastante impatto ambientale criticano le maestranze che condannerebbe gli oltre 400 lavoratori dell'Arsenale ad una costante esposizione ad agenti patogeni».


27 marzo 2008 - La Stampa

PRESIDIO. PROPOSTA DALLA GIUNTA
Uspidalì, perplessità su nuova società mista
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Valenza - Anche ieri, giorno del Consiglio comunale dedicato all’Uspidalì, i lavoratori della casa di riposo hanno presidiato il Comune. Preoccupati di perdere il posto di lavoro, ripetono, come scrivono su cartelli e striscioni, che «non siamo merce in svendita». Sono dubbiosi anche su una proposta che sta nascendo e su cui il Comune starebbe lavorando e cioè sull’ipotesi di creazione di una società di cui i lavoratori diverrebbero dipendenti, a capitale pubblico/privato (pubblico rappresentato dal Comune e privato dalla Fondazione Anziani) a magioranza pubblica. E’ un’idea caldeggiata dal Comune, che in più occasioni ha affermato di avere le mani legate dalla finanziaria e di non potere assumere altri dipendenti perchè sono già in sovrannumero. La proposta parrebbe sensata anche al movimento civico ambientalista di Liviano Bellini, che ha dato appoggio ai lavoratori, ma «bisognerà vedere che cosa ne dirà - affermano Miriam e Ada, che lavorano da più 10 anni all’Uspidalì - la Fondazione Anziani e soprattutto che eventuale contratto di lavoro ci verrà proposto». Salvatore Corvaio, con una bandiera dei Cub/Rdb, afferma che «i lavoratori non si divideranno e anche su questo tema si pronunceranno uniti». A dare solidarietà davanti al Comune anche i giovani del Centro sociale Lacandona.

Torino. Cinquantamila cartoline colorate...

Torino - Cinquantamila cartoline colorate, distribuite in mezza Italia per dire no a Israele ospite d’onore alla Fiera del Libro. E al Lingotto, durante i giorni della manifestazione, ci sarà un’invasione di bandiere della Palestina, con uomini sandwich che esporranno sul corpo le risoluzioni dell’Onu violate da Israele. Volantini e inviti a disertare i padiglioni saranno diffusi tra il pubblico alle biglietterie, mentre a Palazzo Nuovo ci sarà un contro-palinsesto di incontri con gli scrittori palestinesi, a cominciare dal poeta Aharon Shabtai. Sono le iniziative annunciate per i giorni della Fiera del Libro dall’«Assemblea Free Palestina», che riunisce numerose realtà dell’area antagonista e di estrema sinistra, e che ieri ha annunciato una prima manifestazione sabato alle 15 in piazza Castello per domandare in extremis a Librolandia di ritirare l’invito ad Israele.
Intanto, mentre la Fiera annuncia che avrà come ospiti anche alcuni scrittori palestinesi, Gianni Vattimo, che ha criticato Israele pronciandosi per il boicottaggio, è stato minacciato di morte.
L’assemblea «Free Palestine» ha annunciato ieri a Palazzo Nuovo il via alle manifestazioni contro la presenza di Israele alla Fiera del Libro per bocca di Sami Hallac (Comitato di solidarietà con il popolo palestinese), del Collettivo Universitario autonomi e di Younis Koutaiba, che hanno parlato a nome di un pianeta più ampio: unisce il Torino Social Forum, il comitato «Ricordare la Nakba», l’International Solidariety Mouvement, insieme a Cub, Cobas, i centri sociali Gabrio, Askatasuna e Murazzi, gli studenti autorganizzati e gli autonomi, e forze politiche come la Sinistra critica e il Partito comunista lavoratori. «Chiediamo alla Fiera del Libro di dedicare questa edizione alla pace». Sabato porteranno in piazza Castello due mostre, sul muro e sulla difficile quotiodianità in Palestina, con performances e spettacoli teatrali (uno metterà in scena i posti di blocco) e un concerto degli Egin. I momenti di spettacolo si altereranno ad interventi dal palco, da Franco Turigliatto a Paola Canarutto (European jews for just peace).
L’assemblea prepara poi seminari, convegni e iniziative: «saremo al Lingotto durante la Fiera, per disturbare e controinformare sulle violenze al popolo palestinese. La Fiera compie un’operazione politica: del resto, le trasferte degli scrittori israeliani sono spesate dal governo Olmert, cui gli scrittori si impegnano a non muovere critiche troppo pesanti».
Un’accusa, quest’ultima, che ha fatto molto arrabbiare gli organizzatori di Librolandia, che proprio ieri hanno potuto annunciare la partecipazione a «Lingua Madre» di cinque scrittori arabo-palestinesi residenti in Israele. Hanno accettato l’invito dopo che Ernesto Ferrero e Rolando Picchioni hanno incontrato a Roma l'Autorità palestinese e grazie alla mediazione anche della comunità palestinese di Torino. «Smentisco con forza - dice Picchioni - che il governo israeliano finanzi la partecipazione degli scrittori alla Fiera del Libro, né sotto forma di oneri professionali né facendosi carico delle spese di viaggio e soggiorno».
Picchioni ieri ha anche espresso solidarietà al professor Gianni Vattimo, «con cui mi unisce un'antica stima e amicizia che nessuna contrapposizione di pensiero può inficiare». Della lettera anomima e minatoria, il filosofo rivela: «Me l’hanno spedita a casa, giorni fa. Ho gettato la busta, e lì per lì non ho compreso il testo, scritto in stampatello e in inglese. Solo dopo aver navigato, per curiosità, su Google, ho capito: mi invitano a stare attento, e a tener presente la brutta fine che toccò allo scrittore palestinese ammazzato dagli israeliani nel 1972. Non è un episodio così noto, e l’allusione non è banale. Comunque, non sono molto spaventato: gli attentatori veri prima sparano, e poi mandano lettere e biglietti». Vattimo ha comunque ribadito anche ieri le ragioni del boicottaggio, «strumento non violento di critica alla politica di Israele».


27 marzo 2008 - EPolis

Reazioni. L'Osservatorio sanità attacca: turni massacranti, basta pretendere l'impossibile
Nel mirino c'è la disorganizzazione "Se necessario chiudere i reparti"
Ma l'Rdb-Cub: "Ingiusto unire quella morte alla mancanza di organico, è azzardato"

Roma - «Negli ultimi tempi i casi più frequenti di malasanità sono dovuti alla disorganizzazione, grave piaga di cui dirigenti e direttori sanitaria sono ben informati». Va dritto al problema Nicandro Bucceri, medico e uno dei fondatori dell'Osservatorio Sanità che si occupa di denunce e errori. La disamina è chiara: «Sfruttare al massimo energie e disponibilità non sempre va a vantaggio dei pazienti - continua il medico - . Nessuno può pensare che si possano prestare ore e ore di lavoro senza riposi e turnazioni. Se in un reparto ci sono dieci pazienti acuti e quattro medici il problema è già visibile dai numeri. Se non c'è abbastanza personale nelle strutture sanitarie si abbia il coraggio di chiudere i reparti piuttosto che continuare a fare prestazioni senza avere gente». Danno man forte alla parole del medico quelle dell'avvocato Francesco Lauri, altro fondatore dell'associazione. «In sei mesi - dice - ci sono giunte circa mille e-mail, e per lo più sono grida di dolore. Il settanta per cento degli italiani non si fida della sanità, al contrario dei tedeschi: qui la percentuale scende al 7 per cento». Ma Sabino Venezia, dell'Rdb-Cub sanità non ci sta a unire quella assurda morte con la carenza di personale. «La disorganizzazione e gli organici al di sotto delle regole sono un fatto assodato - dice il sindacalista di base - e di solito determinano cattive pratiche assistenziali: ma è azzardato unire i decessi dei pazienti alla carenza di personale». Parla invece dell'eterno problema degli infermieri Antonio Cordeschi, coordinatore regionale dei Cobas. «La carenza di organico è fattore di rischio, è una criticità seria. Sono anni che per gli infermieri non si indicono concorsi. Per ogni cinque che vanno in pensione ne viene formato solamente uno. Il blocco delle assunzioni certo non rende questa situazione più semplice.(DE.FA.)


27 marzo 2008 - Il Quaderno

Benevento, Rdb Ambiente: il prefetto ci riceva o sarà sciopero della fame

Benevento - Il coordinatore provinciale Rdb Ambiente Piero Mancini ha scritto al prefetto di Benevento Antonella De Miro, illustrando alcune problematiche relative ai lavoratori del Consorzio Benevento 3. Ha chiesto in particolare un incontro al prefetto, annunciando uno sciopero della fame per aprile. "Signora prefetto, il 17 marzo – si legge nella nota – abbiamo chiesto al presidente del Consorzio Benevento 3 di conoscere il nominativo del responsabile della sicurezza dei lavoratori nominato dal Consorzio… Il presidente del Consorzio ha ignorato questa semplice richiesta. Non ha riconosciuto a questo sindacato e ai lavoratori il diritto sancito dalla legge". "Questo particolare comportamento non ci sorprende. Da mesi invano – sostiene ancora la nota della Rdb Ambiente – questo sindacato ha chiesto al presidente del Consorzio di onorare il contratto nazionale disatteso in alcuni punti e di acconsentire alla contrattazione decentrata o di secondo livello". Nel Consorzio Benevento 3 la produttività è altissima, in rapporto al numero dei lavoratori dipendenti e a quelli effettivamente e quotidianamente presenti, cui non viene elargito nessun premio di produzione… E non viene riconosciuta una equa ripartizione dei carichi di lavoro". "Per superare l’atteggiamento del presidente del Consorzio Benevento 3 – continua Piero Mancini – abbiamo incontrato a gennaio in Prefettura la dottoressa Rita Circelli, allora facente funzioni prefettizie che prese l’impegno di convocare le parti in conflitto, la Rdb Ambiente e il presidente del Consorzio. Questa convocazione non è mai giunta. Siamo sicuri che ciò sia dovuto a problemi organizzativi che hanno investito la Prefettura prima del suo arrivo…La nostra esasperazione per ciò che siamo costretti a subire ha raggiunto ogni limite. Tanto che abbiamo pensato perfino di organizzare uno sciopero della fame ad aprile, nei pressi del Palazzo del Governo. Siamo sicuri che la sua sensibilità eviterà questa drastica forma di manifestazione di disagio ricevendo gli esponenti di questo sindacato e organizzando un tavolo di necessaria mediazione tra le parti.
Piero Mancini, coordinatore provinciale Rdb Ambiente".


27 marzo 2008 - Il Gazzettino

Filt Cgil, Uil Trasporti, Or.S.A. e Cub Trasporti hanno proclamato lo stato di agitazione nell’officina vicentina: «Impatto ambientale devastante»
«Rifiuti pericolosi, ci ribelliamo a Trenitalia»

Vicenza - Sindacati contro Trenitalia. Filt-Cgil, Uil Trasporti, Or.S.A. e Cub Trasporti hanno proclamato ieri lo stato di agitazione. «Ci opponiamo - hanno spiegato i sindacalisti Massimo D'Angelo, Lino Cederle, Pietro Giaccone e Germano Raniero - al progetto di Trenitalia Spa e di Enel-New Hydro di realizzare un impianto per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti pericolosi all'interno del perimetro dello stabilimento Omc di Vicenza, utilizzando, ampliando ed adeguando l'esistente impianto di depurazione per il trattamento delle acque sporche». Secondo i sindacalisti «i rifiuti pericolosi proverrebbero dai comparti produttivi di industria petrolchimica e raffinazione del petrolio, chimica di base (produzione fertilizzanti), processi chimici organici ed inorganici (pesticidi, produzione catalizzatori, materie plastiche e gomme, detergenti e cosmetici), farmaceutica, galvanica, metalmeccanica, produzione di pitture, vernici ecc.» «La costruzione di questa struttura a devastante impatto ambientale, classificata ai punti B.100 e B.101 dell'allegato del decreto del ministero della Sanità del 05/09/94 quale industria insalubre di 1. classe, in spregio alla tutela della salute pubblica, condannerebbe non solo gli oltre 400 lavoratori dell'arsenale (ferrovieri e dipendenti di ditte appaltatrici), ma anche i lavoratori e gli abitanti della zona circostante l'impianto, ad una costante esposizione di sostanze volatili di varia natura, tra le quali anche agenti patogeni, rilasciate nell'atmosfera, in un'area già pesantemente interessata da fenomeni d'inquinamento ambientale». Il progetto poi «metterebbe in discussione l'esistenza stessa dello stabilimento, dimostrando le vere intenzioni di Trenitalia Spa di puntare su attività redditizie dove ricavare profitto sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini, come lo smaltimento di liquami tossici e nocivi, a scapito della manutenzione dei materiali rotabili, la sicurezza nelle carrozze e nell'intero comparto ferroviario». Per questi motivi i sindacati «al fine di salvaguardare sia la salute e l'incolumità dei lavoratori dell'arsenale che il loro posto di lavoro, dopo l'assemblea con i lavoratori, hanno proclamato l'immediato stato di agitazione». Ora i sindacati si dicono in attesa di una convocazione «per i preliminari tentativi di raffreddamento e di conciliazione della vertenza».


27 marzo 2008 - Il Giornale di Calabria

"Troppa precarietà nella gestione"
Proclamato lo stato d’agitazione da parte della dirigenza medica dell’Azienda sanitaria provinciale

Catanzaro - Hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione i dirigenti medici e veterinari dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro riuniti in assemblea unitaria con i rappresentanti dei sindacati Anaao-Assomed, Cimo Asmd, Cgil-Fp, Cgil Medici, Cisl Medici, Aaroi, Aipac, Rdb-Cub, Sivemp e Anpo. L’assemblea ha affrontato le problematiche relative all’accorpamento delle ex Aziende di Catanzaro e Lamezia. "Le gravi difficoltà organizzative nella gestione delle attività assistenziali del presidio - è scritto in un comunicato - e l’assenza di programmazione concertata con le parti sociali sono il nucleo da cui partire per la costruzione di un sistema sanitario efficiente che possa rispondere alla reale domanda di salute del territorio. Intanto, però, la precarietà gestionale scelta dalla politica per tale attività di programmazione, con la nomina del Commissario, non lascia intendere che si voglia realmente trovare soluzioni chiare e definitive utili all’accorpamento dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro". "A questa situazione caotica e disagiata - prosegue il comunicato - si aggiunge quella più grave che riguarda la differenza del trattamento economico all’interno della stessa realtà aziendale, ovvero si è in presenza di una macroscopica disparità economica retributiva tra il personale dirigente dell’ex azienda Sanitaria n. 6 ed il personale dirigente dell’ex azienda sanitaria n. 7. Il tutto aggravato ancora di più da una serie di determine dirigenziali, con le quali sono stati costituiti i fondi contrattuali, per l’anno 2008, solo del personale appartenente all’area territoriale dell’ex azienda sanitaria n. 7". "L’assemblea ha, inoltre, esaminato e stigmatizzato - è scritto nel comunicato - l’atteggiamento dell’attuale Commissario straordinario che conoscendo la situazione dei fondi contrattuali del personale dirigente dell’ex Asl di Lamezia Terme, in quanto è stata a suo tempo e per un lungo periodo alla guida della stessa, ha definito in una nota stampa l’atteggiamento delle organizzazioni sindacali di categoria, pretestuoso. Tale comportamento, ha sottolineato l’assemblea, nei fatti, dimostra una non condivisione del Commissario, del percorso e delle soluzioni che erano state individuate ed intraprese dal precedente Commissario rispetto alla definizione ed al riallineamento degli stipendi delle due realtà".


27 marzo 2008 - Il Giornale di Vicenza

FERROVIERI. Un incontro con i candidati
Arsenale e rifiuti «I "sindaci" devono dire no»

Vicenza - Un quartiere si mobilita contro il progetto di un impianto per il trattamento dei rifiuti liquidi speciali. E chiede un preciso impegno dai candidati sindaci, soprattutto dopo che la Commissione regionale "Via" per la valutazione di impatto ambientale ha dato parere tecnico positivo.
Ai Ferrovieri non ci stanno. Nei mesi scorsi c’era stato un cauto ottimismo, dopo che Circoscrizione, Comune e Provincia si erano espressi negativamente su questo progetto. D’altronde, all’Arsenale vengono già trattate 50 tonnellate di rifiuti liquidi al giorno. Pensare di ospitarne altre 250 tonnellate di rifiuti speciali (sempre al giorno), sembrava follia.
Però è proprio questo che la società "Wisco" (Enel e Trenitalia) vorrebbe fare. Ma i residenti non ci stanno: realizzare ampi guadagni sulla testa dei cittadini è un’idea che non va proprio giù. E assieme a loro adesso si schierano anche i sindacati dei circa 400 lavoratori dell’Arsenale, che ieri hanno dichiarato lo stato di agitazione per protesta contro l’ipotesi di "costruire una struttura a devastante impatto ambientale classificata quale industria insalubre di 1a classe, in spregio alla tutela della salute pubblica". Così Filt-Cgil, Uil trasporti, Orsa e Cub trasporti sono ora "in attesa di una convocazione per la conciliazione della vertenza".
Insomma il quartiere si è mobilitato e la protesta cresce. Se n’è fatta portavoce la società "Noi Associazione", il gruppo che si occupa anche dell’oratorio dei Ferrovieri, oltre che di numerose attività socioculturali. E ha chiamato i candidati sindaci al Comune di Vicenza a schierarsi.
"Noi Associazione" ha quindi organizzato un dibattito, invitandovi tutti i dodici candidati. L’iniziativa è in programma per la serata di giovedì 3 aprile, con inizio alle 21, nella sala-teatro dei Ferrovieri. I promotori auspicano ovviamente che i candidati sindaci partecipino, vista l’importanza dell’argomento. E che si schierino senza ripensamenti dalla parte dei cittadini.
Dal momento che il "Via" ha dato parere tecnico favorevole - è infatti il timore dei residenti - la Regione può dare tranquillamente l’ok, rendendo operativo con una ratifica a livello politico il parere tecnico stesso. È pur vero che la Giunta regionale altre volte non ha ritenuto sufficiente l’assenso tecnico, ma ai Ferrovieri la preoccupazione è ugualmente forte.


27 marzo 2008 - Liberazione

Un cognome, una storia? La parentela c'è. Ma questa è cronaca, purtroppo Michele Passannante:
«Io operaio sindacalista licenziato dalla Fiat...»
di Angela Mauro

Melfi - Parente? «Sì, alla lontana...». Michele Passannante sa di avere un cognome ingombrante. «Compromettente, mi dicono in molti...». L'albero genealogico è proprio quello che porta alla famiglia di Giovanni Passannante, anarchico lucano che attentò alla vita di re Umberto I il 17 novembre del 1878 a Salerno. Con un coltellino. Il re rimase leggermente ferito a un braccio, Giovanni venne arrestato e torturato fino alla morte, il suo cranio e cervello furono esposti al Museo criminologico di Roma, sepolti solo l'anno scorso nel suo paese: nome originario Salvia, ribattezzata Savoia di Lucania dopo l'attentato. Famiglia perseguitata e dispersa. «In fuga da Salvia, alcuni dei Passannante si stabilirono a Vietri», racconta Michele parlando del suo paese in provincia di Potenza. Di qui, la discendenza e "l'ingombro" del cognome che magari non ha deciso niente nella storia che gli è capitata, ma... chissà.
Classe '72, operaio alla Fiat Sata di Melfi dal '97, attivista sindacale nello Slai Cobas fin da subito, eletto rappresentante sindacale unitario e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel 2001, indagato con l'accusa di attività sovversiva a ottobre dell'anno scorso, licenziato dall'azienda sulla base del solo avviso di garanzia. «Il rapporto fiduciario è venuto meno», gli hanno detto, quando all'indomani della perquisizione della Digos nella casa dove vive con la madre e la sorella a Vietri, Michele ha trovato i cancelli della fabbrica chiusi: non per tutti, solo per lui. Sospeso per sei giorni, poi licenziato, con la stessa motivazione. Le quattro ore di perquisizione hanno portato al sequestro di qualche volantino, lo statuto dei Cobas, nulla di più compromettente.
E' colpa del cognome?
In molti ci scherzano su. Io stesso lo faccio. E' un modo per reagire a quello che mi è successo. Sono assistito da due legali, ho fatto causa all'azienda: credevo che in Italia la giustizia fosse garantista. Non è così, se mi apostrofano come terrorista sulla base di un avviso di garanzia senza prove concrete. Ho chiesto di essere reintegrato, l'azienda vorrebbe monetizzare il mio licenziamento: vorrebbero pagarmi cinque anni di mensilità, poco più di mille euro al mese. E' una contraddizione: prima mi licenziano e poi sono disposti a pagare come per espiare una colpa, pur di non reintegrarmi. Non mi vendo, anche se da ottobre non percepisco uno stipendio. Non per fare l'eroe: so di essere totalmente estraneo ai fatti, so che sto pagando solo per il mio giusto impegno sindacale, vado avanti e attendo con speranza la sentenza del giudice, dovrebbe arrivare tra una decina di giorni.
La tua storia è simile a quella di altri operai, non solo a Melfi.
Sì, l'inchiesta dell'autunno scorso ha riguardato 25 operai da Milano a Palermo, da Roma a Ravenna. Alla Fiat di Melfi, oltre a me sono coinvolti altri quattro operai, tutti attivisti sindacali, tutti licenziati sulla base di un avviso di garanzia. Uno di loro, attivista della Cub, è stato licenziato per il solo fatto di aver fatto il nome di un capo reparto su un volantino. E' rappresaglia. E le origini di questa vendetta padronale risalgono a diversi anni fa.
Ti riferisci al noto blocco dei 21 giorni nel 2004? Quello delle cariche della polizia davanti ai cancelli della Sata, per intendersi?
Sì. Diverse vertenze e scioperi hanno portato a quella sollevazione. Io stesso, appena entrato in Fiat nel '97, con un contratto di formazione e lavoro di 24 mesi, ho partecipato da subito alle manifestazioni sindacali, mi sono iscritto allo Slai Cobas, sono stato eletto rsu ed rsl nel 2001, per tre anni, il mandato l'ho terminato poco prima del blocco del 2004. C'era tanto da fare: stabilimento nuovo, coscienza operaia pari a zero, tutto da costruire. Ci siamo riusciti, grazie alla collaborazione con la Fiom-Cgil, non con gli altri sindacati, più collaborativi con l'azienda. Lo sciopero di quattro anni ha portato a dei risultati: l'eliminazione della doppia battuta che vuol dire due settimane dello stesso turno di lavoro, anche se notturno. E poi, anche se in maniera dilazionata nel tempo, abbiamo ottenuto una certa equiparazione della retribuzione a quella degli operai degli altri stabilimenti Fiat. Abbiamo chiesto la quattordicesima: in questo caso però abbiamo ottenuto solo un accantonamento dallo stipendio di 20 euro al mese, che prendiamo tutti insieme a luglio: fanno 240 euro. Dopo quella protesta, si attenuarono anche i provvedimenti disciplinari in fabbrica, ma solo nei successivi 12 mesi. L'azienda ha atteso che si calmassero le acque e poi si è riarmata alla grande cercando di portare dalla propria parte i lavoratori, con l'aiuto dei sindacati più "consenzienti".
In che modo?
Beh, ci sono state nuove assunzioni, fatte più sulla base di favoritismi e garanzie dal punto di vista della malleabilità o passività dei neo-assunti. Ci sono stati episodi di intimidazione nei confronti dei "più riottosi". L'azienda ha insomma cercato di ricompattarsi, di riprendere le redini della situazione. E ci è riuscita, a giudicare dall'esito delle elezioni per le rsu lo scorso anno. La Fiom ha perso tre rsu, l'equivalente di circa 300 voti. I Cobas sono scomparsi, neanche una rsu. Il primo sindacato alla Fiat Sata è la Uilm. Nonostante ciò, al referendum sul protocollo sul welfare hanno vinto i no, con quasi l'80 per cento.
Dentro, l'azienda cercava di ricompattarsi. Fuori, i pm erano già in azione. C'è un collegamento tra le due cose?
So che l'inchiesta giudiziaria è partita nel 2006. Quando sono arrivati a casa mia, il 16 ottobre scorso, non c'ero: ero al lavoro in fabbrica, in casa c'erano mia madre e mia sorella. Dalle sei del mattino alle dieci: quattro ore per sequestrare solo alcuni giornalini dell'autonomia sindacale e lo statuto dei Cobas. Se cercavano armi o bombe devono essere rimasti delusi. Poi sono venuti allo stabilimento e mi hanno notificato l'avviso di garanzia. Il giorno dopo, la sospensione dal lavoro per sei giorni, il 23 ottobre la lettera di licenziamento. Il ricorso, ora aspetto la sentenza del giudice. E pensare che non ho mai avuto problemi con la giustizia in passato...
Com'è il clima intorno a te e alla tua famiglia?
Chi mi conosce, in fabbrica e fuori, è rimasto incredulo. I media poi mi hanno dipinto come un mostro: "un Br alla catena di montaggio...". Fa male, se non hai fatto niente. Ho perso mio padre nel 2000, mia madre, che ha superato i 70, non l'ha presa bene, ma mi crede. Mia sorella pure: anche lei è metalmeccanica, ma in una realtà diversa dalla Fiat, lavora in una piccola azienda della zona industriale di Tito, pochi chilometri da Potenza. Tanta la solidarietà in paese, anche se da parte di chi non mi conosce bene è impossibile non notare una sorta di sospetto. Mi ha fatto piacere la solidarietà del partito.
Eri segretario del circolo del Prc di Vietri. Ti sei dimesso subito dopo l'avviso di garanzia.
Sì e mi sono dimesso anche dal sindacato. Ciò nonostante, apprezzo la decisione del partito di mettermi in lista, al sesto posto per la Camera. Non ci sono possibilità che venga eletto, ma apprezzo. Non sto passando un periodo facile, col marchio che mi hanno affibbiato avrò difficoltà a trovare un altro impiego se la Fiat non mi reintegra. Ma mi tengo occupato con la politica. La situazione qui non è rosea. Proprio oggi (ieri, ndr.), un'altro morto sul lavoro alla Fiat di Melfi, un operaio di 43 anni con famiglia. Non lo conoscevo ma la cosa non ha importanza. Il punto è che stanno facendo di tutto per far scomparire la sinistra dall'Italia e non so se queste tragedie riescano a scuotere gli animi delle persone. Con tutto che noi ci battiamo per chi non arriva alla fine del mese, dovremmo riscuotere molti più consensi nella società, dovremmo avere dalla nostra i metalmeccanici, i precari, chi è discriminato. Non è così, forse per colpa dei media. Sta a noi mobilitarci il più possibile per convincere chi non è tutelato.


26 marzo 2008 - Dire

Precari nel pubblico impiego, sciopero Cub il 4 aprile

BOLOGNA (Dire) - Sciopero nazionale dei precari della pubblica amministrazione indetto da Rdb/Cub per l'intera giornata di venerdì 4 aprile 2008. Lo sciopero, informa una nota del sindacato, coinvolge Lsu-Lpu, Co.Co.Co., contratti a progetto, partita iva, interinali (in somministrazione), contratti di formazione e lavoro e tempi determinati.
Allo sciopero sono interessati anche i titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze dell'università e degli enti pubblici di ricerca, cantieristi, dipendenti di ditte e coop appaltatrici, o gestori dei servizi esternalizzati dalle pubbliche amministrazioni.

COMUNE BOLOGNA. "STATO CIVILE EMIGRA IN VIA DELL'INDUSTRIA"
ALLARME PANZACCHI (VERDI): SINDACATI PREOCCUPATI, ZONA ISOLATA

(DIRE) Bologna, 26 mar. - Gli uffici dello stato civile del Comune emigrano in blocco in via dell'Industria, alla periferia di Bologna. Secondo quanto ha riferito oggi in Consiglio comunale il capogruppo dei Verdi, Roberto Panzacchi, la comunicazione e' arrivata come un fulmine a ciel sereno alla ventina di lavoratori coinvolti. Tutti via dalle attuali sedi di Palazzo D'Accursio, via Don Minzoni e via Santa Maria Maggiore: questa sarebbe stata la comunicazione dell'amministrazione. Il tutto "sembra entro un mese", precisa il consigliere, che non e' riuscito per il momento a saperne di piu'. "Ho fatto la domanda al dirigente del settore la settimana scorsa, ma non ho ancora ricevuto risposta", riferisce Panzacchi. Anche Cgil, Cisl e Uil da un lato e il sindacato di base Rdb dall'altra sarebbero alla ricerca di spiegazioni sul traferimento. Una decisione "misteriosa e repentina" la definisce Panzacchi, che lamenta anche l'isolamento di via dell'Industria, in zona Roveri. "La zona attualmente non e' per niente servita".

CASA BOLOGNA. INQUILINI STALINGRADO IN FESTA CONTRO SFRATTO
IL 6 MUSICA, MOSTRE, CIBO 'CONTRO POLITICA SUICIDA DEL COMUNE'

(DIRE) Bologna, 26 mar. - Contro gli sfratti, una festa di musica, balli e cibo. La organizzano gli inquilini aderenti ad Asia-Rdb di via Stalingrado a Bologna che proprio questa settimana hanno ricevuto le prime lettere "di sgombero". La festa popolare per il diritto alla casa si terra' il 6 aprile e vuole essere "un segnale contro le intenzioni del Comune di chiudere il centro senza trovare una collocazione abitativa adeguata a noi inquilini, intenzioni che si stanno gia' trasformando in realta'", si legge in una nota diffusa oggi dall'associazione Asia-Rdb. "Vogliamo riaffermare che il diritto alla casa deve essere per tutti e che l'unica soluzione e' rilanciare le politiche rispetto alle abitazioni popolari". La casa insomma "e' un bene primario, come istruzione, salute e cibo", per questo la mobilitazione degli inquilini di Stalingrado "puo' essere un esempio concreto di come si possa e si deve invertire una suicida politica comunale intenta a favorire il mercato privato, che con affitti esorbitanti e mutui insostenibili ha gia' ampiamente dimostrato di non essere garante di nessun diritto, ma di fare solo gli interessi di banche e immobiliari". L'idea ha anche un altro scopo: tentare di superare "il ghetto in cui siamo stati relegati" scrivono ancora gli inquilini. "Da anni conviviamo e siamo appartenenti a culture, comunita' e confessioni diverse". Anche per questo la festa si svolgera' nel cortile perche' "solo con il confronto diretto si abbattono i muri dei pregiudizi e potremmo valorizzare invece cio' che ci unisce". Il 6 aprile dalle 14, quindi musica, ballo, rinfresco e mostre.


26 marzo 2008 - Adnkronos

BOLOGNA: RDB, IN COMUNE STABILIZZATI SOLTANTO ALCUNI PRECARI

Bologna, 26 mar. - (Adnkronos) - «Se i nidi e le materne sono salve non è così per le altre figure professionali degli uffici, tempi determinati e co.co.co. I primi saranno licenziati a scadenza del contratto, stessa sorte per i secondi se non sono in possesso della laurea». Parziale la soddisfazione delle Rdb del Comune di Bologna che riferiscono della conferma ricevuta oggi che «le mobilitazioni dei lavoratori e l'impegno di RdB, sia a livello locale, ricordiamo la manifestazione del 3 marzo in piazza Maggiore, che nazionale con presidi ed incontri con gli organi istituzionali ha prodotto un risultato». «È stata emanata - fanno sapere - la circolare della Funzione Pubblica che interpetra alcuni punti della legge finanziaria 2008 in particolare l'articolo che bloccava i rinnovi dei contratti dopo tre mesi di lavoro. La circolare n.3 include i lavoratori dei servizi all'infanzia (Nidi e Materne) nella tipologia di servizi educativi e quindi non soggetti a rispettare la norma che li voleva licenziati dopo tre mesi di lavoro». «Il Ministro della Funzione Pubblica - proseguono le Rdb - è chiaro e consiglia di esternalizzare i posti coperti dai co.co.co, e nel Comune di Bologna sono in tanti a lavorare da anni senza essere laureati. Saranno mandati a casa. A questo si aggiunge il fatto che a fronte di un numero consistente (circa 450) di precariato presente nei servizi all'infanzia Nidi e Materne il comune intende assumerne solo una parte, un centinaio e per tutti gli altri nessun processo di stabilizzazione».Confermata per queste ragioni l'assemblea di domani alle 15,30 in via Zamboni 13 e lo sciopero del 4 aprile con presidio nella mattinata davanti alla Prefettura.


26 marzo 2008 - Sesto Potere

SCIOPERO ACT REGGIO EMILIA

(Sesto Potere) - Reggio Emilia - 26 marzo 2008 -La Direzione di ACT comunica che, a causa dello sciopero di 24 ore proclamato dall’Organizzazione sindacale CUB Trasporti di Reggio Emilia per la giornata di martedì 1° Aprile, i servizi di trasporto urbano, extraurbano e ferroviario di Reggio Emilia e provincia potranno subire disagi nelle fasce orarie interessate.
Lo sciopero si svolgerà con le seguenti modalità: il personale viaggiante addetto al trasporto ferroviario passeggeri di ACT e il personale viaggiante addetto al trasporto passeggeri di AE Autolinee dell’Emilia Spa, TIL Trasporti Integrati Logistica, Aziende del Consorzio Orfeo si asterrà dal lavoro dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 fino al termine del servizio.
Il personale addetto agli impianti fissi (uffici ed officina) di AE, ACT, TIL e Dinazzano Po sospenderà le attività per l’intera giornata lavorativa.
Ripercussioni potranno aversi anche sulle corse immediatamente precedenti o successive.


26 marzo 2008 - Il Tempo

Alla Magliana
Lavoratori in piazza. Protesta sulle note dell'Inno di Mameli
I dipendenti di Alitalia fanno sentire la loro voce. Alcune centinaia di lavoratori dell'Atitech di Napoli sono giunti in corteo di fronte alla sede di Alitalia alla Magliana a pochi minuti dall'inizio dell'incontro tra il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato e i sindacati

Roma - Accompagnati da slogan, bandiere e tamburi, i dipendenti della società hanno protestato contro il piano di cessione dell'azienda.
Nel piazzale antistante il quartier generale di Alitalia si è svolto anche un sit-in dei lavoratori del call center e del centro elaborazioni dati anche essi coinvolti nel piano di dismissione.
Al grido di «Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta» i dipendenti della società che ha sede a Napoli sono entrati all'interno del cortile del quartier generale di Alitalia e hanno presidiato l'ingresso. Numerose le bandiere delle varie sigle, tra cui quelle del Sdl, di Filt-Cgil e Cub. Il corteo è arrivato alla Magliana sulle note dell'Inno di Mameli, per sottolineare la richiesta di mantenere l'italianità della compagnia.
Le forze dell'ordine hanno controllato che la protesta non degenerasse e in effetti non si sono registrati scontri. Al termine dell'incontro il presidente di Air France-Klm ha rassicurato i sindacati sottolineando come il nuovo piano francese «non lascerà nessun lavoratore per strada».


26 marzo 2008 - La Repubblica

Vertenza. Sciopero della fame degli lsu comunali

Palermo - Gli lsu del Comune sono da ieri sono in sciopero della fame, in attesa della convocazione di una tavolo tecnico sulla stabilizzazione. I lavoratori hanno ottenuto la solidarietà del gruppo consiliare Altra Palermo e del sindacato Rdb.

Vigili-Atc, guerra di cifre sulle multe
di VALERIO VARESI

Bologna - I sindacati dicono una trentina, il Comune di Bologna ne ammette solo sette e l´Atc ne ha contate 33. Sulle multe scattate dal «photored» ai bus regna la confusione. Il fatto è che le contravvenzioni sono comminate ormai da tutti i Comuni della provincia. Anzi, il grosso (circa il 70%) avviene nel territorio extraurbano o suburbano. «Il 2007 è stato l´anno del boom dei ‘photored´ lungo la via Emilia e le altre Statali con impennata nel numero di multe» spiega Maurizio Lunghi della Filt-Cgil. E il suo collega delle Rdb Italo Quartu ribadisce che il dato reale delle contravvenzioni giunte dall´inizio dell´anno agli autisti Atc è di una trentina. Ieri i vigili di Bologna hanno tuttavia respinto l´accusa di aver esagerato coi foglietti gialli. Stando al loro conteggio, sono state elevate tre contravvenzioni nel 2006 e quattro nel 2007, mentre nessuna è scattata quest´anno.
L´Atc, invece, dà ragione al conteggio dei sindacati. Dal 2006 sono state accertate 33 multe (ma il grosso riguarda il periodo dal 2007 in avanti) di cui otto a Bologna (sette per i vigili), otto a Castel San Pietro, cinque a Casalecchio, tre a Pianoro, Imola e Bazzano, due a Ozzano e una a San Lazzaro. Le foto sono state scattate da 14 impianti ‘photored´ di cui cinque cittadini. Nove autisti hanno provveduto a pagare direttamente la contravvenzione, mentre quattro hanno deciso di ricorrere autonomamente. Gli altri venti sono stati patrocinati direttamente dall´ufficio legale dell´azienda che ha presentato sedici ricorsi al giudice di pace di cui sette accolti, altrettanti pendenti e due respinti. In quattro casi recenti, l´Atc sta decidendo se ricorrere tutelando i propri dipendenti e dialogando con le Amministrazioni nel tentativo di risolvere i problemi.
Ma la vicenda è sfociata anche in politica. Ieri il Pdl ha annunciato, tramite il consigliere di FI Lorenzo Tomassini, che patrocinerà un maxi ricorso al giudice di pace contro le multe del «photored». Attacca anche l´Altra sinistra. «Mi sembra che gli autisti abbiano ragione» dice l´indipendente di Prc Valerio Monteventi. Controcorrente il capogruppo del Pd Claudio Merighi, che ammette la necessità di fare «approfondimenti», ma puntualizza che «a Bologna città il tempo del giallo è di 4 secondi, ossia il massimo consentito dalla legge nazionale».

L´odissea degli autisti alle prese con il photored. "L´azienda? Una pacca sulla spalla e ci dicono arrangiati"
"Bastano due verbali in due anni e ci mettono a fare i verificatori"
di MICOL LAVINIA LUNDARI

Bologna - Fanno fronte comune contro le sgradite conseguenze da photored gli autisti Atc, convinti che la raccolta firme dei mesi scorsi (almeno novecento consensi, frutto di una petizione sindacale), se trasformerà anche solo qualcuna delle loro proposte in realtà, migliorerà la qualità del loro lavoro. Che è minata costantemente dall´occhio infallibile del sensore, che scatta e clicca non appena il mezzo passa col rosso (trenta vittime fra i professionisti del volante nel solo mese di gennaio). «Noi stiamo tutti i momenti tra l´incudine e il martello», spiega con malcelato disagio uno di loro alla guida di un 19, carico di persone che si muovono verso il centro. «Quando vediamo arrivare il giallo dobbiamo scegliere fra la frenata brusca, che mette a rischio la sicurezza dei passeggeri che viaggiano seduti senza cintura o addirittura in piedi, oppure l´accelerata, che manda in fumo i punti sulla patente e ci fa recapitare a casa una bella multa. L´importo è il doppio di quello che toccherebbe a un normale cittadino, perché noi abbiamo una speciale abilitazione alla guida», che si trasforma in un´aggravante quando si commette un´infrazione.
«Non mi posso permettere la sospensione della patente e un sacco di soldi di sanzione, altrimenti come faccio a crescere i miei figli? Dopo la prima multa non potrò far altro che frenare di botto, e rischiare una ventina di feriti».
Uno di loro ci tiene a precisare che «questa non è la protesta soltanto dei multati, ma di tutti gli autisti Atc, perché ne va del nostro lavoro». Una posizione che va ben oltre la solidarietà per i colleghi più tartassati. Fermo in piazza Cavour, a bordo di un 96 che sta per partire alla volta di Rastignano, questo conducente confessa che «sanzioni non ne ho ancora ricevute, ma ne sto aspettando una da un momento all´altro. E´ impossibile riuscire a scampare per sempre ai photored». A chi commette lo stesso errore due volte nell´arco di due anni scatta lo stop alla guida e «mansioni temporanee, come quelle di verificatore, che significa stipendio più basso», oltre che uno smacco personale.
Una sorte che è ben difficile da evitare. «E come si fa», racconta ancora l´autista del 19, «se ogni semaforo ha una diversa durata del giallo? Ce ne sono alcuni da sei secondi e altri da appena due e mezzo. Ognuno si deve ricordare i tempi di ciascun impianto, e agire di conseguenza». «Servirebbe maggiore uniformità, altrimenti è il delirio», gli fa eco il conducente a bordo del 27B, «io cerco di rispettare in pieno il codice della strada, ma finisco per ignorare, così facendo, le tabelle di marcia che l´Atc ci invita a rispettare. E come si fa? Appena vedo il verde io mi fermo, perché se provo a svoltare in un incrocio basta anche solo un pedone che attraversa sulle strisce e il mio mezzo da diciotto metri, bloccato in mezzo alla strada, finisce fotografato dal sistema Stars. E addio punti sulla patente».
Ognuno racconta episodi che hanno gli stessi ingredienti: brusca frenata, utenti che quasi finiscono contro il vetro anteriore, pericolo di ferite e contusioni scampato per un soffio. E se la prendono con l´azienda sorda, a loro parere, e con il Comune, che da tempo parla di soluzioni a questi problemi ma senza concretizzarle. «Se l´Atc ci difende? Ma va là, quando prendiamo una multa ci dà una pacca sulla schiena e poi ci dice «arrangiati». Non gliene frega niente», spiega con sarcasmo un conducente della linea 18. E un collega dell´11A sottolinea che «da tempo si parla di installare il conteggio alla rovescia per sapere quando scatterà il giallo, o in alternativa il verde pulsante, le stesse richieste che stiamo avanzando anche questa volta, ma il Comune non ha mai fatto nulla, e chissà se stavolta. «. Quello che chiedono è di essere facilitati nel loro lavoro, «senza rischiare la patente - come racconta un autista a bordo di un 25 - solo perché una bicicletta ti si mette davanti e ti rallenta e tu finisci per attraversare il semaforo con il giallo già esaurito»; e non credono che sia realizzabile la forma di protesta che vuole attuare l´Rdb, quella di guidare a 30 chilometri orari, trasformando gli autobus pubblici in mezzi lumaca. «Ben pochi di noi l´applicheranno - commenta il conducente di un 27A - e non risolverebbe certo i nostri problemi».


26 marzo 2008 - Sassuolo 2000

Venerdì 4 sciopero nazionale personale precario pubblico impiego

Modena - La federazione nazionale Rdb/CUB ha proclamato uno sciopero generale del personale precario di tutti i comparti delle pubbliche amministrazioni per l’intera giornata di venerdì 4 aprile 2008 (intera giornata). Lo sciopero coinvolge le seguenti categorie di lavoratori: LSU-LPU, Co.Co.Co., contratto a progetto, partita iva, interinali (in somministrazione), C.f.l.(contratto formazione e lavoro), tempo determinato. Allo sciopero sono interessati anche i titolari di assegni di ricerca o similari alle dipendenze dell’università e degli enti pubblici di ricerca, cantieristi, dipendenti di ditte e coop appaltatrici, o gestori dei servizi esternalizzati dalle pubbliche amministrazioni. L’Azienda Ospedaliera - Universitaria di Modena e l’Azienda USL di Modena al fine di scon-giurare disagi agli utenti consigliano di informarsi prima di presentarsi agli ambulatori, telefonando al reparto che eroga la prestazione. Come prevedono le norme vigenti saranno garantiti i servizi minimi essenziali.


26 marzo 2008 - Varese news

Malpensa - A quattro dipendenti di Sea, addette del check-in, è scaduto il contratto lo scorso 24 marzo: il giudice del lavoro ha stabilito la loro riassunzione a tempo indeterminato
Licenziati e riassunti nel giro di 48 ore

Hanno perso il lavoro solo due giorni fa e oggi, mercoledì 26 marzo, lo hanno ritrovato. Ci è voluta una sentenza del Tribunale del Lavoro di Busto Arsizio emessa dal giudice La Russa: quattro lavoratrici stagionali dell’area check-in di Malpensa, dipendenti di Sea, potranno avere un posto a tempo indeterminato. Lo avevano perso il 24 marzo, data nella quale è scaduta la proroga per 102 tra addetti del check-in e del piazzale, solo una goccia nel mare di tagli, casse integrazioni, licenziamenti e mobilità che in queste settimane sta riempiendo le giornate a Malpensa. Una goccia che va ad aggiungersi ad un’altra trentina di sentenze simili, tutte o quasi promosse da Cobas e Cub, sindacati autonomi che spesso sparigliano le carte nella vita dell’aeroporto. Storie di precariato a Malpensa se ne sentono di tutte le forme e colori. Da un po’ di tempo alcuni lavoratori ai quali sono stati fatti firmare contratti a tempo determinato o stagionali più e più volte hanno deciso di far valere i propri diritti ricorrendo in tribunale contro Sea, Alha, Ata, Aviapartners e tutte le altre società che si occupano di servizi di handling in aeroporto. La legge dice che si possono assumere lavoratori nei periodi di picco per circa 10 mesi all’anno (6 mesi da aprile a ottobre e 4 mesi nel resto dell’anno), ma a Malpensa come negli altri aeroporti italiani l’emergenza diventa abitudine e i contratti si susseguono senza soluzione di continuità. È la storia di Claudia, una di quelle che ha vinto la propria battaglia e che presto (si augura) potrà tornare a lavorare: «Sono stata assunta nel 2004 a tempo determinato con contratti che all’inizio erano di 3, 4 o 6 mesi al massimo e poi allungati un po’ negli ultimi anni – spiega -. Ora finalmente, dopo nemmeno un anno di causa e solo due giorni dopo essere stata lasciata a casa, la sentenza definitiva: avevo paura che vista la situazione di incertezza a Malpensa il giudice rinviasse, e invece ha deliberato la nostra assunzione a tempo indeterminato. Sono contentissima, ora aspetto che Sea ci chiami». L’incertezza regna sovrana a Malpensa, la paura di perdere il posto anche. Secondo fonti sindacali, tra cassa integrazione (900), mobilità e prepensionamenti (300), gente che ha mollato per sfinimento (200), interinali già lasciati a casa (300) e quelli che rischiano il posto il 31 marzo (300) il conto si è fatto pesante: circa 2 mila persone solo tra i dipendenti (ex) di Sea, senza contare tutte le richieste di cassa integrazione arrivate ai sindacati dalle società considerate dell’indotto. «I nuovi turni sono impossibili e il lavoro si fa sempre più pesante – attacca Renzo Canavesi del Cub Trasporti -, Sea è già arrivata ad avere il 50% in meno del personale, presto la situazione diverrà ingestibile e già si fanno sentire i primi problemi al settore controllo e sicurezza. Faremo presto partire una raccolta firme contro le decisioni unilaterali che penalizzano i lavoratori». Le procedure per essere reintegrati con contratti a tempo indeterminato si accumulano, in alcuni casi le società conciliano, in altre si arriva in giudizio e sempre più spesso i lavoratori sono riassunti. Al check-in come negli altri settori si parla della situazione sempre più intricata: «C’è e ci sarà bisogno di personale – dice Claudia speranzosa -, malgrado il calo dovuto al disimpegno di Alitalia. Altre compagnie arriveranno, ne siamo convinti: easyjet investirà nella stagione estiva, ci saranno i charter e nuovi vettori occuperanno gli spazi lasciati liberi. C’è preoccupazione, non c’è dubbio, soprattutto nei settori più a rischio, bar, catering, pulizie. Anche i negozi subiranno un calo inevitabile, dovuto al cambio del tipo di passeggero che frequenterà lo scalo». A lei e ad altri tre è andata bene, tanti altri aspettano e sperano.


26 marzo 2008 - Corriere di Bologna

«Chiudete la Provincia, ma salvate i posti»
Aut aut dei sindacati ai Poli: «Vanno salvaguardate anche le funzioni dell'ente». Ma il vicepresidente Venturi assicura: «Lavoriamo per non disperdere il nostro patrimonio»
di Francesco Rosano

Bologna . «Il superamento della Provincia non deve tradursi nel superamento dei suoi dipendenti: noi non lo permetteremo». I sindacati bolognesi fissano dei paletti sul destino di Palazzo Malvezzi. Perché se abolizione della Provincia dovrà essere, come recitano (in modo diverso) i programmi elettorali dei vari partiti: «Dovrà passare da una riqualificazione, non da un taglio del personale esistente». Sul tavolo, dopo le elezioni di aprile, c'è il destino di 1.200 dipendenti provinciali. A cui si aggiungono le 123 assunzioni annunciate nel triennio che si chiude nel 2009. Il Popolo della libertà, come ha detto Silvio Berlusconi, ha l'intenzione di chiudere tutte le Province: «Enti inutili, fonte di costi per i cittadini ». Pd e Sinistra Arcobaleno, in caso di vittoria, puntano a sostituire Palazzo Malvezzi con la città metropolitana: l'ente che nascerà dalla fusione di Bologna con i Comuni della prima cintura.
I sindacati hanno già dato il loro assenso alla nascita della città metropolitana. Ma qualunque sia la forza politica che vincerà ad aprile, non accetteranno che i tagli ai costi della politica si traducano in tagli al personale di Palazzo Malvezzi. «Il problema dell'efficacia dell'azione istituzionale — dice il segretario Cgil Cesare Melloni — va risolto senza ricadute negative sui dipendenti: non accetteremo che il superamento della Provincia si traduca nel superamento dei dipendenti provinciali, che devono trovare una nuova collocazione nelle istituzioni che verranno realizzate ». Insomma: nella città metropolitana o altrove, se vincerà il Pdl, bisognerà garantire l'occupazione di chi già lavora a Palazzo Malvezzi.
«Non si può pensare di eliminare tout court la Provincia, senza sostituire le funzioni che svolge», taglia corto il segretario Cisl, Alessandro Alberani. I risparmi, aggiunge, «si otterranno sulle economie di scala, non sulla pelle dei dipendenti ». I soggetti politici che dicono di voler cambiare la politica con la falce hanno poca credibilità, conclude Alberani, «abbiamo già visto che dopo annunci del genere si torna indietro, forse il Pdl pensa più che altro a tagliare le province dei colori che non gli sono propri». Sulla stessa trincea stanno anche le Rdb. «I dipendenti provinciali di Bologna non possono essere messi nel tritacarne di questa strana campagna elettorale — dice Massimo Betti — né del dibattito politico in generale: noi non lasceremo passare un taglio del personale, non l'abbiamo fatto in passato e non lo faremo in futuro».
Mentre le forze politiche cantano il de profundis di Palazzo Malvezzi, in Provincia provano a stare con i piedi per terra. «A fronte della presunta morte della Provincia — ha detto ieri in aula la presidente, Beatrice Draghetti — c'è il lavoro responsabile dell'ente. Sono disponibile a partecipare alla rivisitazione della governance nella pubblica amministrazione, ma deve essere all'insegna dell'efficacia e dell'adeguatezza dell'ente, portando il governo del territorio più vicino ai cittadini». Il vicepresidente Giacomo Venturi, invece, prova a tranquillizzare gli animi dei sindacati. «La nascita della città metropolitana passerà per un un'assimilazione della Provincia — dice Venturi — sarà importante lavorare per non disperdere quel patrimonio di esperienze e conoscenze che si è accumulato in questi anni».


26 marzo 2008 - L'Unità

Corteo alla Magliana per seguire il confronto in diretta
Presidio al centro direzionale. Dal 31 marzo cassa integrazione per 900 lavoratori della Malpensa

Milano - L’ATTESA Si sono riuniti davanti il Centro Direzionale di Alitalia in via della Magliana a Roma. Sono centinaia i lavoratori dipendenti della compagnia di bandiera che ieri, mentre ai piani alti si decideva del futuro dell’azienda, hanno fatto sentire la loro voce. L’incontro tra il numero uno di Air France-klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell’Alitalia, Maurizio Prato e i sindacati è iniziato nel pomeriggio. Ma già dalla mattina a Fiumicino si susseguivano le assemblee, scaglionate per turni, per informare i lavoratori sulla trattativa. Poi tutti verso via della Magliana. Così sotto il quartier generale della compagnia si sono ritrovati lavoratori di terra, dipendenti del call center e del centro elaborazione dati, coinvolti nel piano di dismissione così come gli operai dell’Atitech di Napoli - quelli della manutenzione pesante - arrivati dinanzi il palazzone Alitalia sotto un’enorme tricolore e dietro lo slogan «l’Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta». Poi le bandiere delle varie sigle, tra cui spiccavano per numero quelle del Sdl, di Filt-Cgil e Cub. E l’inno di Mameli, urlalto come simbolo dell’obiettivo della protesta: difendere l’italianità dell’aviolinea di fronte ad una offerta del gruppo franco-olandese giudicata troppo penalizzante.
Ma se Napoli e Roma gridano il dissenso, a Varese i lavoratori hanno guardato con distacco e un pizzico di rassegnazione alla giornata di ieri. È una calma apparente, «siamo chiaramente preoccupati», dice Franco Brioschi, responsabile regionale del trasporto aereo di Cgil, «ma non si è organizzata nessuna assemblea o sit-in». Per molti dipendenti dello scalo varesino le decisioni importanti sono già state prese quando il cda di Alitalia ha stabilito la fine di Malpensa come hub della compagnia e la cancellazione dal tabellone estivo dello scalo di 180 voli. Si chiude così il sipario sul grande hub del Nord. Un’immagine che per molti dipendenti della Sea, la società che gestisce l’aeroporto insieme a quello milanese di Linate, si tradurrà in parole come mobilità, cassa integrazione, esuberi. In base agli accordi firmati nella notte tra il 7 e l’8 marzo scorsi tra i sindacati e la Sea, già a partire dal 31 di marzo scatterà la cassa integrazione di 24 mesi per 350 dipendenti Sea e per 550 di Sea Handling. Novecento lavoratori che, al termine dei due anni, rientreranno in azienda. L’intesa tra Sea e sindacati - stando a quanto venne comunicato dopo la firma dell’accordo - dovrebbe consentire alla società controllata dal comune di Milano di alleggerire la situazione del gruppo che prevede una contrazione economica di 70 milioni di euro all’anno, come conseguenza della cancellazione dei voli decisa da Alitalia. Ora l’attesa è per venerdì, quando secondo voci vicine ad Air France-Klm, Spinetta invierà ai sindacati una «proposta di accordo quadro dove saranno evidenziate tutte le misure volte a conseguire l’obiettivo di non lasciare nessuno per strada nel quadro della ristrutturazione».


26 marzo 2008 - Il Resto del Carlino

TRASLOCHI COMUNALI
Lo stato civile si trasferisce in via Dell'Industria
Annuncio a sorpresa per i venti dipendenti dell'ufficio: il cambio di sede dovrebbe avvenire entro un mese. I sindacati chiedono spiegazioni alla "misteriosa e repentina decisione"

Bologna - Gli uffici dello stato civile del Comune emigrano in blocco in via dell'Industria, alla periferia di Bologna. Secondo quanto ha riferito oggi in Consiglio comunale il capogruppo dei Verdi, Roberto Panzacchi, la comunicazione e' arrivata come un fulmine a ciel sereno alla ventina di lavoratori coinvolti. Tutti via dalle attuali sedi di Palazzo D'Accursio, via Don Minzoni e via Santa Maria Maggiore: questa sarebbe stata la comunicazione dell'amministrazione. Il tutto "sembra entro un mese", precisa il consigliere, che non e' riuscito per il momento a saperne di piu'. "Ho fatto la domanda al dirigente del settore la settimana scorsa, ma non ho ancora ricevuto risposta", riferisce Panzacchi. Anche Cgil, Cisl e Uil da un lato e il sindacato di base Rdb dall'altra sarebbero alla ricerca di spiegazioni sul traferimento. Una decisione "misteriosa e repentina" la definisce Panzacchi, che lamenta anche l'isolamento di via dell'Industria, in zona Roveri. "La zona attualmente non e' per niente servita".


26 marzo 2008 - La Stampa

SANITA’. UNA SEDUTA «CALDA»
Uspedalì, c’è Consiglio e oggi torna il presidio
di RODOLFO CASTELLARO

VALENZA - Difficile definire «normale», il Consiglio comunale che si svolgerà questa sera, a partire dalle 20,30 nell'aula di Palazzo Pellizzari. In discussione c’è il bilancio preventivo dell'istituzione Uspidalì, i cui dipendenti sono in stato di agitazione per l'indirizzo manifestato dalla giunta di seguire i dettami della finanziaria relativi ai precari. I lavoratori hanno già attuato diversi presidi davanti al Comune, presenziato all'ultima seduta del Consiglio e tenuta un'assemblea pubblica al Centro San Rocco, durante la quale hanno sollecitato la solidarietà dei cittadini (già evidenziata dalla raccolta di 2500 firme) e dei politici. Poi hanno chiesto un Consiglio comunale aperto: «Non ho ricevuto alcuna richiesta - dice il presidente del Consiglio comunale, Germano Tosetti - in ogni caso valuteremo la cosa, ma stasera si procederà come al solito». Dalle 17,30 gli addetti dell'Uspidalì terranno un altro presidio di fronte a Palazzo Pellizzari: «Quindi interverremo all'assemblea in cui si discutono le nostre sorti - avverte il sindacalista della Rdb Cub, Giovanni Maccarino - riteniamo di aver dimostrato che non abbiamo intenzione di mollare quando sono in gioco i posti di lavoro di 23 persone».
Sull'argomento interviene il vice sindaco e assessore alle Politiche socio-assistenziali: «La città ha sempre offerto ai propri cittadini una gamma di servizi alla persona di indiscussa qualità, bambini e anziani hanno potuto contare sui nidi, scuole per l'infanzia, case di riposo per autosufficienti e non autosufficienti, tanto che le donne hanno potuto dedicarsi con impegno alla propria occupazione lavorativa perché vi erano i luoghi adatti in cui trovare la giusta accoglienza per i propri familiari, sia piccoli sia anziani - sottolinea Maria Maddalena Griva - e anche se i servizi costano e il deficit da ripianare ogni anno è alto, non vanno analizzati esclusivamente dal punto di vista economico. I servizi sono sentiti dai cittadini come propri. La questione Uspidalì è emblematica. Questa sera andremo a votare il bilancio dell'Uspidalì e credo sia possibile proseguire un ragionamento forte che vedrà coinvolti nel prossimo futuro amministrazione comunale, Istituzione, organizzazioni sindacali».


26 marzo 2008 - Corriere delle Alpi/Tribuna di Treviso/Nuova Venezia/Mattino di Padova

A Vicenza nasce un centro per i disertori Usa
Promosso da un comitato aderente al movimento No Dal Molin

VICENZA - I «disertori» o semplicemente coloro che vogliono lasciare l’esercito Usa hanno a disposizione un centro di assistenza, a Vicenza, a cui rivolgersi. La struttura è promossa dal Comitato Vicenza Est (aderente al movimento No Dal Molin), in collaborazione con il sindacato di base Rdb-Cub. L’obiettivo è quello di aiutare e sostenere i soldati statunitensi, di stanza alla caserma Ederle di Vicenza (nella foto), che vogliono abbandonare l’esercito. Si tratta, rilevano i promotori, del primo esperimento italiano, mentre all’estero, soprattutto in Germania, esistono numerosi gruppi e associazioni di aiuto ai disertori. L’iniziativa parte da Vicenza dove il No Dal Molin - informa una nota - è stato in prima linea contro la costruzione della nuova base militare statunitense e dove, proprio nella caserma Ederle, che ospita la sede della 173esima brigata aviotrasportata impegnata in Afghanistan e in Iraq. Secondo la nota diffusa dai promotori del centro di assistenza berico, qui si sarebbero registrati i primi, ed unici, casi in Italia di «diserzione» da parte di soldati statunitensi. Andrea Licata, del Comitato Vicenza Est, rileva che dall’ottobre 2001 almeno 8 mila soldati americani hanno abbandonato prima del tempo l’esercito (ma alcune stime, provenienti dai movimenti pacifisti Usa parlano di 25 mila disertori). Non sono ancora i numeri della guerra del Vietnam, ricorda Licata, quando, in 11 anni di conflitto, fra il 1964 e il 1975, a disertare furono fra i 50 e i 55 mila.


25 marzo 2008 - Omniroma

ALITALIA, RDB-CUB: «PRIMA ASSEMBLEA LAVORATORI SEDE MAGLIANA»

(OMNIROMA) Roma, 25 mar - «Sono oltre i 4.500 i dipendenti Alitalia minacciati dal Piano Air France-KLM, che prevede il trasferimento in direzione di Parigi delle attività svolte a Roma. Questa mattina, presso la sede di Magliana, i lavoratori dei settori Call center, Informatica e Amministrazione si sono riuniti nella prima assemblea indetta dalle Rsu della Cub Trasporti (unica organizzazione che si è presentata alla competizione elettorale nello scorso dicembre)». Lo comunica Rdb-Cub. «La minaccia occupazionale che grava sui lavoratori di questi settori sembra essere stata accantonata sia dal Governo che da Cgil Cisl Uil - si legge nella nota - Nel corso dell'assemblea i lavoratori hanno unanimemente espresso il proprio rifiuto a divenire merce di cambio nella trattativa avviata in queste ore, ed hanno deliberato l'intensificazione delle mobilitazioni fino ad una possibile indizione di sciopero ad oltranza. La Cub Trasporti ribadisce la necessità che Istituzioni e Governo non accettino una trattativa di ridimensionamento della compagnia in cui si scarica sulle spalle dei lavoratori il prezzo delle sinergie fra AF-KLM e Alitalia».


25 marzo 2008 - Prima

ALITALIA: I LAVORATORI DI CALL CENTER, INFORMATICA E AMMINISTRAZIONE RILANCIANO LA MOBILITAZIONE

(PRIMA) ROMA - Sono oltre i 4.500 i dipendenti Alitalia minacciati dal Piano Air France-KLM, che prevede il trasferimento in direzione di Parigi delle attività svolte a Roma. Questa mattina, presso la sede di Magliana, i lavoratori dei settori Call center, Informatica e Amministrazione si sono riuniti nella prima assemblea indetta dalle RSU della CUB Trasporti (unica organizzazione che si è presentata alla competizione elettorale nello scorso dicembre). La minaccia occupazionale che grava sui lavoratori di questi settori sembra essere stata accantonata sia dal Governo che da Cgil Cisl Uil. Nel corso dell’assemblea i lavoratori hanno unanimemente espresso il proprio rifiuto a divenire merce di cambio nella trattativa avviata in queste ore, ed hanno deliberato l’intensificazione delle mobilitazioni fino ad una possibile indizione di sciopero ad oltranza. La CUB Trasporti ribadisce la necessità che Istituzioni e Governo non accettino una trattativa di ridimensionamento della compagnia in cui si scarica sulle spalle dei lavoratori il prezzo delle sinergie fra AF-KLM e Alitalia.


25 marzo 2008 - Apcom

BOLOGNA / AUTISTI BUS MINACCIANO: ANDREMO A 30 ALL'ORA (REPUBBLICA)
Semaforo giallo dura troppo poco, troppe multe col photored

Bologna, 25 mar. (Apcom) - Il semaforo giallo a Bologna dura troppo poco: quattro e anche tre secondi e poi scatta il rosso. In questo modo gli autobus non fanno in tempo a frenare e vengono multati con il sistema di rilevamento elettronico piazzato in alcuni incroci della città. Per ogni multa (di 153 euro) se ne vanno anche sei punti della patente degli autisti che ora - dalle pagine locali di Repubblica - minacciano: "Se continua di questo passo diremo a tutti i conducenti di marciare al massimo a trenta chilometri orari". Italo Quartu, rappresentante delle Rdb trasporti dell'Atc bolognese parla a nome di tutti i colleghi, in particolare di quella trentina che a gennaio è stata multata per non aver rispettato il "rosso". Le multe vengono spedite per posta due mesi dopo, quindi si presume che i multati per "infrazioni dovute ai tempi semaforici inadeguati per grossi mezzi come gli autobus" siano molti di più. Gli autisti, spiega Quartu "non possono né frenare né accelerare troppo bruscamente al fine di salvaguardare l'incolumità dei passeggeri". I sindacati hanno quindi scritto una lettera all'azienda dei trasporti per chiedere un incontro e per chiedere che i vertici si facciano interpreti del disagio dei dipendenti e parlino a loro volta con gli amministratori di Bologna e dei Comuni della provincia dove sono installati i photored che, secondo gli autisti, sono tarati con un tempo di durata del "giallo" che va bene per le auto. "Il photored va bene - dice Maurizio Lunghi della Cgil - ma deve essere tarato tenendo presente i tempi di mezzi di diciotto metri. Oppure si installino i pannelli temporizzatori che indicano quanti secondi restano per passare l'incrocio come si fa in molti paesi europei". L'assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Maurizio Zamboni, ha presente il problema: "Stiamo pensando se installare i temporizzatori".


25 marzo 2008 - Ansa

NO GLOBAL: A VICENZA UN CENTRO ASSISTENZA PER DISERTORI USA

(ANSA) - VENEZIA, 25 MAR - I 'disertori' o semplicemente coloro che vogliono lasciare l'esercito Usa hanno a disposizione un centro di assistenza, a Vicenza, a cui rivolgersi. La struttura è promossa dal Comitato Vicenza Est (aderente al movimento No Dal Molin), in collaborazione con il sindacato di base Rdb-Cub. L'obiettivo è quello di aiutare e sostenere i soldati statunitensi, di stanza alla caserma Ederle di Vicenza, che vogliono abbandonare l'esercito. Si tratta, rilevano i promotori, del primo esperimento italiano, mentre all'estero, soprattutto in Germania, esistono numerosi gruppi e associazioni di aiuto ai disertori. L'iniziativa parte da Vicenza dove il No Dal Molin - informa una nota - è stato in prima linea contro la costruzione della nuova base militare Usa e dove, proprio nella caserma Ederle - sede della 173ma brigata aviotrasportata impegnata in Afghanistan e in Iraq. Secondo la nota diffusa dai promotori, qui si sarebbero registrati i primi, ed unici, casi in Italia di 'diserzionè da parte di soldati statunitensi. Andrea Licata, del Comitato Vicenza Est, rileva che dall'ottobre 2001 almeno 8mila soldati americani hanno abbandonato prima del tempo l'esercito (ma alcune stime, provenienti dai movimenti pacifisti Usa parlano di 25mila disertori). Non sono ancora i numeri della guerra del Vietnam, ricorda Licata, quando, in 11 anni di conflitto, fra il 1964 e il 1975, a disertare furono fra i 50 e i 55mila.


25 marzo 2008 - La Repubblica

In gennaio trenta multe per il rosso
Gli autisti Atc minacciano: "Andremo a passo di lumaca"
di VALERIO VARESI

Bologna - Dall´inizio dell´anno sono arrivate una trentina di multe per passaggio col rosso agli autisti «Atc». E siccome vengono spedite circa due mesi dopo l´accaduto, si presume che si tratti solo delle contravvenzioni registrate a gennaio o tutt´al più nei primi giorni di febbraio. La quantità è quindi tutt´altro che trascurabile. Non solo: a ogni multa da 153 euro (con sei punti in meno sulla patente) se ne va oltre un decimo dello stipendio. Bastano quattro multe per azzerare i venti punti e mettere a spasso un autista. «Se si continua di questo passo - avverte Italo Quartu delle Rdb trasporti - diremo a tutti i conducenti di marciare al massimo a trenta chilometri orari per non incorrere nelle infrazioni dovute a tempi semaforici inadeguati per grossi mezzi come gli autobus i quali necessitano di molto più spazio di arresto rispetto alle auto non potendo né frenare né accelerare troppo bruscamente al fine di salvaguardare l´incolumità dei passeggeri. Se poi da Bologna a Imola - conclude Quartu - impieghiamo un quarto d´ora in più, pazienza».
La palla passa quindi all´«Atc» alla quale i sindacati hanno già scritto una lettera con una richiesta di incontro. I lavoratori chiedono che i vertici dell´azienda di via Saliceto si facciano interpreti del disagio dei dipendenti e parlino a loro volta con gli amministratori di Bologna e dei Comuni della provincia dove sono installati i «photored», le apparecchiature ai semafori che fotografano chi passa col rosso. Secondo gli autisti, questi ultimi sono tarati con un tempo di durata del «giallo» che va bene per le auto, ma non per i grossi mezzi di trasporto pubblico. Questi ultimi, anche se viaggiano a velocità più bassa di quella limite, hanno bisogno di molto spazio per fermarsi e di fronte a un giallo che scatta quando il bus è prossimo all´incrocio, si trovano in condizioni di non poter frenare bruscamente per non provocare cadute ai passeggeri. D´altro canto, se l´autista decide di passare, c´è il rischio concreto di farsi immortalare dal «photored». A fine gennaio novecento conducenti hanno spedito una petizione ad «Atc» chiedendo di intervenire. «Il ‘photored´ va bene - dice Maurizio Lunghi della Cgil - ma deve essere tarato tenendo presente i tempi di mezzi di diciotto metri. Oppure si installino i pannelli temporizzatori che indicano quanti secondi restano per passare l´incrocio come si fa in molti Paesi europei». L´assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni ha presente il problema: «Stiamo pensando se installare i temporizzatori».


25 marzo 2008 - La Città di Salerno

«Troppi trasferimenti a Vallo»
Un medico: pazienti di Agropoli vanno al San Luca

Agropoli - Troppi trasferimenti verso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, il dirigente medico Vincenzo Barlotti scrive una lettera aperta ai direttori sanitari dei presidi ospedalieri dell’Asl 3. Il sanitario punta l’indice, in modo particolare, contro l’ospedale di Agropoli e di Sapri. «Sempre più spesso presso l’unitá operativa del pronto soccorso dell’ospedale di Vallo della Lucania - afferma Vincenzo Barlotti - giungono cittadini che affermano di essersi rivolti in prima istanza al pronto soccorso di Agropoli e di Sapri, e di non essere stati presi nella giusta considerazione. Conosco benissimo quanto è difficile lavorare in un pronto soccorso, e quanto l’utenza è ormai diventata esigente e volubile, ma questo fenomeno di eccessiva migrazione verso Vallo della Lucania merita un doveroso approfondimento». Barlotti sostiene che l’ospedale di Vallo della Lucania non riesce a sostenere il numero di utenze. «Il pronto soccorso del San Luca è da tempo al limite del collasso - dice - Troppo spesso è sovraccaricato da richieste che potrebbero essere facilmente esaudite da altri ospedali presenti sul territorio di competenza dell’Asl 3».
«Se questo stato di cose - conclude Barlotti - non dovesse modificarsi, è necessario un potenziamento della struttura ospedaliera di Vallo della Lucania e un adeguato indennizzo finanziario del personale ospedaliero con un premio produzione considerato il sovraccarico di lavoro a cui è sottoposto quotidianamente».
Recentemente nell’ospedale di Agropoli le organizzazioni sindacali della Fsi, Fials e Rdb hanno tenuto un’assemblea.


24 marzo 2008 - I giornali non sono in edicola


23 marzo 2008 - Il Mattino

Il tempo per indossare il camice va recuperato sull’orario

Riduzione del numero dei primari, ma non solo. Il piano tagli messo in atto al primo Policlinico colpisce anche gli infermieri e gli operatori socio-sanitari. Per loro, una nuova misura sta per entrare in vigore subito dopo le festività pasquali. Una misura destinata a scatenare nuove polemiche. I 15 minuti previsti per indossare la divisa negli spogliatoi del Policlinico dovranno essere recuperati dal monte ore complessivo. Attualmente, infatti, durante i quindici minuti passati nello spogliatoio vengono pagati contemporaneamente due dipendenti: quello del turno precedente, ormai smontante, e il collega che subentra. Ora si è deciso di dire stop all’accavallamento. «Su indicazione del manager - spiega Antonio Alfano, portavoce della Rdb-Cub - l’ufficio risorse umane ha disposto che l’accavallamento dell’orario tra due turni non è più consentito. Questa decisione permetterà all’azienda di recuperare da ogni dipendente circa un paio di giornate lavorative al mese a costo zero». L’accordo sull’accavallamento dell’orario di lavoro era stato concordato tra sindacati e azienda ospedaliera nel 2001. «Con l’obiettivo - spiega Alfano - di assicurare il passaggio delle consegne infermieristiche, anche verbale, e la copertura assistenziale nel passaggio da un turno all'altro». Ora si cambia. Dal primo aprile dovrebbero partire i nuovi turni, con i 15 minuti a scalare. La Rdb è contraria alla nuova misura: «Soprattutto le esigenze delle aree critiche e delle chirurgie richiedono, tecnicamente, un impegno assistenziale, tempi e metodi specifici». Abolire il quarto d'ora di accavallamento dell'orario, soprattutto in questi reparti, secondo il sindacato, «non gioverebbe né all'assistenza, né alle casse dell'azienda che dovrebbe far ricorso a personale in regime di orario a compenso straordinario, quando il lavoratore del turno successivo è assente per malattia». Inoltre la disposizione potrebbe creare un'altra difficoltà: «Le consegne infermieristiche che vanno compilate a fine turno potrebbero riempirsi di relazioni approssimative o incomplete per mancanza di tempo e di un sereno confronto tra il collega che lascia il reparto e quello che subentra». Le conclusioni del sindacato: «Riteniamo più indicato, per procurare risparmio all’azienda, ridurre le innumerevoli consulenze milionarie, ridimensionare il numero dei laboratori di analisi (sono 35), controllare il reale funzionamento delle attività intramoenia e accorciare la durata delle guardie mediche che arrivano, in certe strutture, a durare anche 48 ore, in trasgressione della legge 66 del 2003 sull'orario di lavoro».


23 marzo 2008 - Il Giornale di Vicenza

SANITÀ. La singolare iniziativa di Raniero
Ecco gli auguri di... protesta delle Rdb-Cub
di Franco Pepe

Vicenza - Denunce al vetriolo per problemi mai risolti della sanità nell’augurio particolare di Pasqua firmato da Germano Raniero, responsabile delle Rdb-Cub.
In tema con il messaggio cristiano della resurrezione.
«Pasqua - dice il battagliero sindacalista - significa risorgere dal dolore, dalla sofferenza. La Buona Pasqua arriva da noi infermieri e operatori, che corriamo il serio rischio di non festeggiarla, di non risorgere dalle nostre sofferenze quotidiane, fatte di carichi eccessivi di lavoro a causa della ormai cronica carenza di personale».
Il "cahier de doléances" è fitto di annotazioni, di accuse anche molto pesanti, di metafore al veleno: «Gli auguri arrivano da noi che siamo costretti a fare fino a 16 ore di lavoro continuative invece delle 7 previste, che lavoriamo 7 giorni di fila senza possibilità di fare i riposi settimanali che ci spettano, che vediamo il personale andare in pensione non sostituito con nuove assunzioni, che notiamo i mercanti del Tempio aggirarsi nella sanità pubblica in cerca di appalti e projet financing, che vediamo i consoli dell’impero regionale accettare il "destino" che i mercanti del tempio possano fare affari e lucrare sui soldi di tutti».
«Buona Pasqua - continua l’originale augurio del capo del sindacato autonomo di base - soprattutto da ortopedia (mancano 2 operatori socio-sanitari, 3 sono in malattia... e in aprile chi lavora?), chirurgia prima, medicina (7 giorni continuativi di lavoro), sala operatoria di cardiochirurgia e chirurgia vascolare (16 ore di lavoro continuativo e ferie sospese da 4 mesi), dipartimento pediatrico, rianimazione (ferie sospese, doppi riposi sospesi), radiologia (mancano portantini), celle (12 giorni continuativi di lavoro), accettazione (mancano 2 amministrativi), guardaroba e portinerie (vogliono appaltarle)».
«Buona Pasqua - conclude - da noi che pensiamo sia giusto scacciare i mercanti dal tempio, ribellarsi, risorgere».


23 marzo 2008 - La Stampa

SEDUTA DEL 26. APPELLO DEI LAVORATORI AL COMUNE
"Uspidalì, parliamone in un Consiglio aperto"
di RODOLFO CASTELLARO
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VALENZA - Un consiglio comunale aperto. L'hanno chiesto i lavoratori dell'Uspidalì, riuniti l'altra sera in assemblea al Centro San Rocco di piazza Statuto. Al dibattito, indetto dalla Rappresentanza Sindacale di Base, hanno partecipato, oltre agli interessati alla vertenza, numerosi cittadini, rappresentanti politici e sindacali.
«Come Rdb/Cub, abbiamo cercato di rallentare e modificare questa deriva culturale che ha dirette conseguenze negative su lavoratori e cittadini utenti - spiega Giovanni Maccarino - in particolare, a Valenza le conseguenze ricadrebbero sugli ospiti della casa di riposo. Siamo rammaricati dal modo in cui s'intende affrontare il futuro e soprattutto per il fatto che, per un confronto, i soggetti debbono essere almeno due. Uno di questi, l'amministrazione, ha chiuso le porte tanto che la riunione con le organizzazioni sindacali è stata anticipata di tre giorni, dal 31 al 28, ma sempre dopo il consiglio comunale del 26 senza lasciare nessuno spazio al confronto con i diretti interessati».
Di qui la rabbia dei lavoratori, con scambi di vedute influenzati da scelte obbligate. E' stato più volte ribadito che il servizio sociale in questione deve rimanere pubblico, al pari degli stessi dipendenti, per mantenere alta la qualità e la dignità. Al termine, la Rdb ha proposto per il giorno 26 (fissato dall'Amministrazione per il consiglio comunale) la seduta aperta, chiedendo un'assunzione di impegni da parte dei politici intervenuti e di mantenere alta l'attenzione, continuando con la mobilitazione volta ad una ulteriore apertura al dialogo prima della seduta del 26 sera e invitando la cittadinanza a vigilare e presidiare. «Non accetteremo alcun baratto volto a indebolire la lotta intrapresa autonomamente dagli interessati - conclude Maccarino - ma eviteremo di far entrare in conflitto i lavoratori stabili con i precari. Passiamo la patata bollente o meglio la ''croce'' all'amministrazione».


23 marzo 2008 - La Provincia Pavese

Affollata assemblea pubblica. Accese critiche all’amministrazione comunale, in vista della riunione del 26 marzo
Vicenda dell’Uspidalì, richiesto un consiglio aperto
di Emilio Mocchi

VALENZA - Affollato incontro l’altra sera al centro polifunzionale San Rocco sulla vicenda dell’Uspidalì, con 23 precari che rischiano di non vedere rinnovato il contratto di lavoro, o, in alternativa, di essere spostati alle cooperative, con diminuzione di stipendio. La sala era gremita non solo dai dipendenti della casa di riposo, ma anche da tanti valenzani. Presenti anche i consiglieri di minoranza Giuseppe Botta e Paolo Soban, e il consigliere di maggioranza Mauro Milano. «E’ importante sottolineare che questa lotta è stata decisa e avviata dai lavoratori stessi - ha affermato Salvatore dei Cub - e solo i lavoratori possono decidere. Chi non vuole andare in cooperativa è perché sa già cosa vuole dire. Per rispondere alle parole del sindaco Raselli, voglio dire che non si risolvono i problemi della città aprendo nuovi supermercati». Luigi Casali, coordinatore regionale del Piemonte per i Cub, rincara la dose: «Credo sia immorale cercare di mettere contro stabili e precari. Non solo invitiamo la cittadinanza a fare quadrato ma addirittura chiediamo che il prossimo consiglio comunale del 26 marzo, data in cui è stata rinviata la discussione del bilancio dell’Uspidalì, sia un consiglio comunale aperto: questo almeno ci deve l’amministrazione comunale».
Così Gino Maurizio Santapà, portavoce della Destra a Valenza: «Dicono che l’ospedalino è un problema? Gli anziani, nelle società civili, non sono un problema ma una risorsa. Dobbiamo registrare la totale assenza della minoranza, che in consiglio non ha espresso neanche un emendamento. Costringere la maggioranza al voto sui precari significava costringerli ad una responsabilità politica ma sembra che tutto sia deciso».
Più ottimista Gianna Dondo della Cgil: «Le correzioni di bilancio si possono fare e si fanno; è necessario trovare soluzioni al bilancio che permettano di mantenere le strutture pubbliche e stabilizzare i precari». Anche Massimo Barbadoro del PdCI è per la concertazione: «Bisogna impegnarci a risolvere il problema e non scatenare una guerra tra poveri. Apriamo un tavolo congiunto tra sindacati e pubblica amministrazione». «Una strada attuabile qui e ora - ha affermato Liviano Bellini, responsabile del Movimento civico Ambientalista - è la creazione di una società a maggioranza pubblica che si faccia carico della struttura. E’ stato fatto in altre città, a Novi, per esempio, e può funzionare».
Roberto, lavoratore in cooperativa agricola, interviene col cuore, raccontando la sua esperienza e invitando i lavoratori a non mollare ma a combattere per i propri diritti. La tensione sale, comunque, nell’attesa del 26 marzo, data in cui si avrà un primo indizio della volontà dell’amministrazione. Fino ad allora, purtroppo, i lavoratori staranno con il fiato sospeso.


22 marzo 2008 - Il Manifesto

Agenzie fiscali. Consultazione sul contratto: 80% lo giudica negativo

Oltre sedicimila lavoratori del comparto agenzie fiscali ha votato sulla pre-intesa per il rinnovo contrattuale, nell'ambito della consultazione avviata dalle Rdb-Cub. Più dell'80% dei votanti valuta il nuovo contratto negativamente e lo giudica peggiore del precedente. In particolare risultano più criticate le norme che prevedono il licenziamento in caso di alterco con i contribuenti, spesso convocati inutilmente a causa di errori del sistema; netta anche l'opposizione verso il cosiddetto «premio-salute», ovvero un bonus ai meno assenteisti costituito grazie alla decurtazione dello stipendio di chi è in malattia. Le Rdb-Cub hanno avviato la procedura per tentare una conciliazione, in vista dello sciopero del settore.


22 marzo 2008 - EPolis Roma

Regione. Con una delibera prevista l'assunzione di 800 persone entro dicembre 2008
La primavera dei precari, stabilizzazione nella sanità
Soddisfatti i fantasmi del Sant'Andrea. Critico l'Rdb-Cub: non si risolve il problema
di Denise Faticante

Roma - Non c'era giorno più azzeccato. Ieri, nella data che dà inizio alla primavera la giunta regionale ha adottato la delibera con la quale si stabilizzano 800 precari della sanità. Il provvedimento passerà ora al vaglio della commissione e poi tornerà in Regione per l'approvazione definitiva. Il cronoprogramma prevede la stabilizzazione di 200 lavoratori entro giugno e i restanti 600 verranno assunti tra ottobre e dicembre 2008. La delibera ha seguito l'accordo siglato lo scorso anno con i sindacati. «È un primo atto vero che avvia la concreta stabilizzazione dei precari - afferma il vice presidente della Regione Lazio, Esterino Montino -. Non sono d'accordo con alcuni burocrati ministeriali che ritengono sbagliata la stabilizzazione perchè dispendiosa o fatta solo per ragioni elettorali. Sono invece convinto che la manovra costituirà un risparmio per la pubblica amministrazione». I primi ad aver celebrato l'evento sono ovviamente i precari del Sant'Andrea da cui è iniziata tutta la mobilitazione che ha poi investito anche il Policlinico Umberto I. «Ai lavoratori e al Cobas - dicono - va il merito di aver smascherato, e speriamo sconfitto, il crescente processo di privatizzazione, neanche troppo occulto, della Sanità Pubblica. Va il merito di aver dimostrato come le esternalizzazioni non solo diminuiscono la qualità dell'assistenza, ma aumentano i costi per le casse regionali». «È solo l'inizio - concludono - continueremo a lottare perché nella sanità laziale non esistano mai più fantasmi». Commenti positivi anche dal gruppo federato della Sinistra l'Arcobaleno in consiglio regionale. «Finalmente si concretizza - affermano - un impegno si cui lavoriamo da tempo». Sabino Venezia, del coordinamento nazionale del sindacato di base così commenta la delibera»: «È una soluzione che affronta ma non risolve il problema del precariato nel Lazio e che rischia di essere svilita dalle manovre di rientro dal deficit sanitario. A fronte di circa 7000 precari diretti ed esternalizzati le compatibilità economiche riducono l'operazione ad 800 assunzioni nel 2008». «Resta da risolvere il grave problema dei precari diretti continua - la cui stabilizzazione non aumenta la spesa delle aziende. Per quanto riguarda poi le esternalizzazioni di servizi alle ditte e cooperative, crediamo si intraveda una inversione di tendenza ma la Regione deve avere il coraggio politico di dire definitivamente basta a tale scempio». Per garantire la stabilizzazione a tutti i precari la Rdb-Cub ha promosso una assemblea regionale dei precari della sanità per il 4 apri nell'antico atrio dell'ospedale San Giovanni e nella quale affronteremo il rilancio della vertenza con gli assessori regionali alla sanità, al bilancio ed al lavoro.


22 marzo 2008 - Il Mattino di Padova

LIMENA. Finalmente conclusa la vertenza per 95 lavoratori. Versato l’acconto a chi ha scelto l’esodo incentivato
Tnt, reintegrati i delegati Cobas
Boetto: «Garantiti 850 euro mensili di cassa integrazione»
di CRISTINA SALVATO

LIMENA - Si è conclusa la vertenza che da 8 mesi vede i lavoratori del magazzino della Tnt in lotta per ottenere la riassunzione. Ieri finalmente è arrivata la buona notizia: i soldi per gli incentivi economici, che sembravano non esserci, in realtà sono stati versati ai lavoratori.
E tra loro anche i delegati dei Cobas, ancora non reintegrati, hanno riottenuto il loro posto. «Una vittoria per i lavoratori della Tnt, ma che vale anche per tutti gli addetti delle cooperative di facchinaggio - dichiara soddisfatto Gianni Boetto, rappresentante di Adl Cobas, che in tutti questi mesi ha sostenuto la lotta dei lavoratori - Si è creato un importante precedente, destinato ad ottenere per questo settore maggiori garanzie lavorative e contrattuali». Torneranno quindi ancora in lotta, ma per il momento i lavoratori della Tnt possono cantare vittoria. Ieri, quanti hanno scelto l’esodo incentivato, ovvero di lasciare Tnt per trovare un altro impiego, hanno avuto un acconto dei 4 mila euro previsti dall’accordo firmato davanti al prefetto. Entro il 18 aprile avranno anche il saldo. Stessa cosa anche per i lavoratori che hanno accettato di recarsi a lavorare fuori provincia. «Sono stati garantiti anche gli 850 euro mensili, come forma di cassa integrazione, per tutti gli altri - continua Boetto - Ma soprattutto i nostri delegati, che finora non erano stati reintegrati, hanno avuto di nuovo il loro posto, con la possibilità di optare per l’eventuale esodo e andare a lavorare altrove». Ce l’hanno fatta, quindi, questi 95 lavoratori, praticamente tutti immigrati, che da giugno 2007 lottano per rivendicare diritti, che altre categorie hanno acquisito ormai da decenni. Avevano incrociato le braccia per ottenere una busta paga vera e il pagamento di tutti i compensi spettanti. Ottenutala, si sono trovati senza lavoro, visto che all’inizio di quest’anno la loro cooperativa ha rescisso il contratto con Tnt. Hanno incrociato le braccia, bloccato la ditta per 10 giorni, finché hanno ottenuto un accordo, siglato tra la vecchia e la nuova cooperativa e Tnt, di fronte al prefetto, fattosi garante per loro.

L’incubo della Save in stazione
I dipendenti Serenissima temono il cambio di proprietà. I 44 camerieri senza chiarimenti. «Siamo pronti a scioperare»
di Sergio Campofiorito

Padova - Le voci di un possibile passaggio a Centostazioni, e e quindi a Save, della Serenissima Ristorazioni che gestisce i bar all’interno della stazione ferroviaria, ha creato uno stato d’agitazione tra i 44 dipendenti, pronti a scendere sul piede di guerra ed incrociare le braccia. La preoccupazione di baristi e camerieri, infatti, è quella di non veder salvaguardati i propri diritti in caso di cessione.
Indizi della manovra già si raccolgono nell’aria da tempo, affermano i lavoratori. Al bar-buffet della stazione ferroviaria di Vicenza, infatti, la società Airport Elit di proprietà della Save, la società di gestione dell’aeroporto di Venezia quotata in Borsa, subentrerà alla Serenissima Ristorazioni forse già a giugno. Stessa sorte potrebbe dunque toccare ai colleghi di Padova.
Voci ufficiose, infatti, affermano che Trenitalia non avrebbe intenzioni di rinnovare l’appalto agli attuali gestori, ma di passarlo a Centostazioni e, come già successo a Vicenza, affidarlo poi alla Save che fa parte del gruppo di Enrico Marchi, il finanziere di Conegliano che di Save è presidente. A spalleggiare la causa dei quarantaquattro dipendenti, ci sono i Cobas che nei giorni scorsi hanno chiesto delucidazioni ai responsabili di Serenissima ottenendo uno stringato comunicato: «Per quanto riguarda la richiesta di chiarimenti in merito a possibili passaggi di proprietà dei bar della stazione ferroviaria di Padova, riteniamo che la questione sia assolutamente prematura».
Come dire che qualcosa c’è, ma è troppo presto per renderne partecipi stipendiati da appena mille euro al mese. «In attesa del cambio di gestione - rincara il sindacalista Celestino Giacon - stiamo assistendo alla decisione da parte di Serenissima di intensificare i ritmi di lavoro, che oltre a danneggiare i dipendenti determinano anche un peggioramento del servizio all’utenza. Infine, dal ’99 non viene rinnovato l’integrativo aziendale, nonostante l’ introduzione delle slot machine all’interno dei bar abbia portato ad un aumento degli utili». Giampietro Zabarella, portavoce dei baristi, annuncia: «Siamo in stato di agitazione e pronti a scioperare se non avremo chiarimenti».


22 marzo 2008 - Liberazione

Lettere - L'Rdb e il voto nel comune di Roma

Spettabile Redazione,
faccio seguito all'articolo apparso su Liberazione di oggi (il 20)  per segnalare che RdB ha dato il proprio sostegno morale alla manifestazione dei dipendenti capitolini, ma che - su precisa richiesta dei promotori - non ha potuto partecipare con le proprie bandiere e i propri slogan.
Alcune perplessità che avevamo rispetto a chi promuoveva la manifestazione sono stati confermati vedendo in piazza molti quadri sindacali della cgil nonchè il cartello di sigle aderenti a reteComune che certamente non erano lì per aderire "a titolo personale".
RdB conferma in pieno il proprio percorso di indipendenza intrapreso con i lavoratori organizzati che si concretizzerà in un confronto pubblico che abbiamo richiesto a tutti i candidati a Sindaco di Roma il prossimo 3 Aprile raccogliendo già alcune significative adesioni.
In tale occasione RdB assieme ai Lavoratori Comunali porterà all'attenzione generale alcune situazioni specifiche di cattiva gestione del personale, nonchè la propria lettura circa il fuorviante e supposto assenteismo dei dipendenti capitolini e l'inasprito clima repressivo generato dalla dimissionaria Giunta Veltroni.
La ringrazio per la pubblicazione,
Roberto Betti - RdB Comune di Roma

Riportiamo l'articolo del 20 marzo a cui si riferisce la Lettera:

Alemanno espulso dal corteo Campidoglio
I lavoratori ribaltano l'accusa: «Cifre drogate sulle assenze»
di Checchino Antonini

Roma - Da un lato ci sono i dirigenti del Comune di Roma che dichiarano di conseguire pienamente gli obiettivi che s'erano prefissi (e i relativi sostanziosi premi di produzione) grazie al supporto del personale, dall'altro ci sono giornali e tv che sbandierano da settimane dati sul presunto assenteismo record - 40 giorni l'anno - dei dipendenti capitolini. Qualcuno bara, si sono detti i travet esterrefatti da una campagna di stampa pressante che ha arruolato firme del giornale confindustriale, della free press fino al cosiddetto tg satirico del Biscione. Così, a centinaia, si sono dati appuntamento ieri pomeriggio di fronte alla Bocca della Verità, alle pendici del Campidoglio per marciare verso la piazza michelangiolesca che verrà loro negata da un'ordinanza di un Veltroni, a loro dire, per nulla estraneo alla guerra contro i suoi dipendenti. Se non lui almeno l'assessore al personale, il margheritino D'Ubaldo, ora in quota per il parlamento col Pd. Un perfetto estraneo per gli addetti all'anagrafe capitolina che da lui dipendono. Dicono di non averlo mai visto. E l'accusano di essere l'ispiratore del pressing sull'assenteismo ignorando il carico di lavoro crescente di chi opera in quegli uffici intasati dalle richieste di certificati dei nuovi cittadini dell'Ue. In 5 per trascrivere 50mila atti di nascita entro le prosime elezioni, ad esempio. La manifestazione che non permetterà a suon di fischi («Non siamo tassinari!») all'aspirante sindaco della Cdl, Alemanno, di avvicinarsi, è stata convocata dal tam-tam di alcuni dissidenti della Cgil che hanno mollato incarichi e tessere accusando i confederali di essere sempre più distanti dai lavoratori. Accanto a loro c'è Retecomune, cartello di sindacati di base (Cobas, Slai, Unicobas Sdl e Cnl, non pervenute le Rdb) che ha aderito senza insegne dietro lo striscione di apertura («Fannulloni? No grazie). La gogna mediatica, a detta dei promotori, ha dei pericolosi risvolti sul sistema contrattuale. «Vogliono esternalizzare i servizi», spiega al cronista un'anonima lavoratrice (i dipendenti pubblici per rilasciare dichiarazioni hanno bisogno di un'autorizzazione). Marciando altri lavoratori spiegano che alcuni dipartimenti sono già stati esautorati dalle esternalizzazioni ma che i costi sono maggiori. «Ma la notizia che viene sbandierata da tutti i giornali è drogata in partenza», accusano i lavoratori. Primo perché il costosissimo sistema di rilevazione delle presenze (oltre 3 milioni di euro) sarebbe ancora pieno di errori nonostante le continue revisioni. Secondo perché, nel conteggio delle assenze vengono sommati malattie, congedi parentali e per maternità (legge 1204/71), istituti a tutela dell'handicap (legge 102/92), permessi studio, permessi sindacali, periodi di aspettativa e giornate di sciopero. Secondo un dossier di Retecomune, se si rifacessero i conti da 40 si scenderebbe a 22,6 giorni di assenza, sostengono le sigle di base. Sottraendo maternità, infortuni e patologie gravi si cala a quasi 19 giorni assenze procapite: «Nulla di più di un tendenziale aumento della morbilità», dicono i manifestanti, «tra i quasi 25mila dipendenti, quasi tutti tra i 40 e i 60 anni, con gli organici al 79%, sempre più malpagati e demotivati». E nel mirino di chi mira a smantellare la pubblica amministrazione.


22 marzo 2008 - Corriere del Veneto

Adl Cobas annuncia l'agitazione
Futuro incerto per i 44 dipendenti del bar della stazione

PADOVA - Sarà un Pasqua amara quella dei 44 dipendenti del bar buffet della stazione di Padova che da mesi chiedono alla gestione della Serenissima Ristorazione, senza ottenere risposta, di sapere con chiarezza quale sarà la loro posizione nei mesi futuri. Parrebbe infatti che a breve, la gestione del bar venga affidata alla società Airport Elit di proprietà di Save spa. Ma di questo cambiamento, i dipendenti vengono tenuti all'oscuro. « Tutti sanno che tra poco ci sarà il passaggio di consegne, a noi però non è stato detto niente» spiega Giampietro Zabarella delegato Adl Cobas. «Nel frattempo - continua Zabarella - i ritmi di lavoro sono aumentati, anche grazie all'introduzione delle slot machine nei locali del bar». La sensazione dei dipendenti è quella di completo abbandono da parte del gruppo vicentino della ristorazione, da mesi non vengono effettuati i lavori di manutenzione, i turni sono stati intensificati e i segnali nel resto del Veneto non sono incoraggianti, Serenissima infatti, ha già ceduto alla Save i bar della stazione di Vicenza. «Se non otterremo risposte chiare siamo pronti allo sciopero - dice Zabarella - coglieremo così anche l'occasione di ricordare che è dal 1999 che non viene rinnovato l'integrativo aziendale».(F.B.)


22 marzo 2008 - Il Sannio

Elezioni, i movimenti: «Nessuno si attribuisca etichette»

Benevento - "Nessuno si attribuisca l’etichetta di rappresentante politico dei movimenti". Continua il dibattito interno alla sinistra sannita. In una nota congiunta, Csa Depistaggio, Collettivo studentesco liberamente, Agenzia dei diritti sociali Action, Comitato in difesa dell’acqua pubblica, Rdb, Sunia, Laboratorio di quartiere Libertà è partecipazione di Pacevecchia, Associazione Spazio libero, Associazione musicale culturale rumori sinistri, Associazione Inca Italia, Cooperativa sociale Il Mosaico, Comitato No inceneritori San Marco dei Cavoti, Comitato No inceneritori Telese Terme, Comitato salute e ambiente Fragneto Monforte, diffidano quanti in questi giorni stanno tentando di accreditarsi come rappresentanti dei vari movimenti nati in provincia.
"Abbiamo assistito in questi anni – si legge nella nota - ad un nuovo protagonismo sociale delle comunità locali che hanno dato vita a mobilitazioni popolari, comitati civici per la tutela del territorio e associazioni per la difesa dei diritti fondamentali di cittadinanza. La devastazione ambientale, il saccheggio del territorio da parte delle organizzazioni criminali, l’abbattimento delle tutele del lavoro e dei diritti sociali, l’attacco alla laicità dello stato e ai valori costituzionali hanno prodotto forme di conflitto e opposizione sociale nate e sviluppatesi in piena autonomia dai partiti. Questi fenomeni di partecipazione dal basso delle comunità locali hanno attraversato anche la nostra provincia. Siamo stufi delle etichette semplicistiche e irridenti che ci dipingono come i comitati del no. La nostra autonomia è voglia di partecipazione e confronto con le istituzioni, ma non può essere compressa in una lista elettorale. Diffidiamo – conclude la nota - da quelle presunte liste di "movimento" che nascono solo in occasione delle competizioni elettorali ma prive di radicamento territoriale, utili solo a dare visibilità a chi non ha avuto o è stato estromesso da incarichi di prestigio nelle istituzioni o nelle segreterie di partito".


22 marzo 2008 - Il Gazzettino

STAZIONE
Sono entrati in agitazione i 44 dipendenti del bar buffet

Padova - (m.a.) Sono entrati in stato di agitazione i 44 dipendenti del bar buffet della stazione ferroviaria, di proprietà della Serenissima Ristorazione. L'annuncio è stato fatto ieri mattina nel piazzale della stazione da alcuni lavoratori accompagnati dal sindacalista di Adl (associazione difesa lavoratori) Celestino Giacon. I baristi sono preoccupati perché da tempo hanno sentito dire che il buffet da giugno passerà alla società Airport Elit di proprietà Save. Temono di perdere il posto di lavoro o di subire degli spostamenti di sede lavorativa. «È dal 1999 - ha affermato il dipendente Gian Piero Zabarella - che tentiamo di parlare con la Serenissima Ristorazione. Siamo stati tenuti all'oscuro di tutto e non sappiamo quale sia il piano industriale che intende attuare Save. Quindi abbiamo deciso per ora dichiarare lo stato di agitazione». Denuncia la situazione di incertezza che stanno vivendo i dipendenti del bar buffet anche il lavoratore Rossano Bassini: «Molti di noi lavorano da ormai 15 anni per il centro di ristorazione della stazione ferroviaria. Diversi hanno un contratto part-time, poi abbiamo una decina di extracomunitari e un paio con contratto a tempo determinato. I salari dei part-time si aggirano attorno ai 620 euro al mese, quelli dei full time sui 1.100 euro al mese. A noi basterebbe sapere le intenzioni di Serenissima Ristorazione. Siamo molto preoccupati per il nostro futuro e sarebbe bene conoscere le intenzioni della nuova proprietà, Airport Elite della Save. Non è escluso uno sciopero».


22 marzo 2008 - Corriere di Ragusa

Modica - Assemblea sindacale dinanzi a palazzo San Domenico
Gli ausiliari delle zone blu reclamano gli stipendi
L´assessore Nigro: "Saranno accontentati"
di Antonio Di Raimondo

Modica - Sono stati i netturbini ad aprire le danze, e adesso anche i dipendenti della Multiservizi ci hanno preso gusto a stazionare sotto palazzo San Domenico. I dipendenti della società; pubblica che si occupano delle zone blu a pagamento hanno tenuto ieri mattina un’assemblea sindacale in piazza Principe di Napoli per richiedere il pagamento degli stipendi di febbraio. Appena 24 ore prima erano stati gli operatori ecologici a levare alto il loro malcontento, e la mossa aveva funzionato. I netturbini hanno difatti ottenuto parte degli arretrati. Anche i dipendenti della Multiservizi hanno mirato all’obiettivo, delegando il presidente della Cub trasporti Pippo Gurrieri a "parlamentare" con il capo di gabinetto Nino Scivoletto e con l’assessore Paolo Nigro. Proprio quest’ultimo ha rassicurato tutti sul pagamento delle spettanze pregresse, impegnandosi a rispettare le scadenze per i mesi successivi. Al momento, quindi, sono stati pagati i dipendenti comunali, quelli della Multiservizi e gli operatori ecologici, in riferimento agli stipendi arretrati fino allo scorso febbraio. Restano le cooperative. Ce ne sono alcune che hanno maturato circa otto mensilità arretrate. Si tratta delle cooperative che garantiscono servizi di pubblica utilità; agli anziani, come l’assistenza domiciliare, o ai diversamente abili, con il servizio di trasporto gratuito. Se i dipendenti delle cooperative dovessero decidere di fermarsi (e non è un’ipotesi tanto remota) è facile immaginarsi i disagi che ne deriverebbero per gli assistiti.


22 marzo 2008 - Adista

"SIGNORNO', SIGNORE".
A VICENZA, UN CENTRO DI ASSISTENZA PER I DISERTORI USA IN ITALIA
di luca kocci

VICENZA - Sir! No Sir! – cioè "signornò, signore" – è il nome del centro di assistenza messo in piedi dal Comitato Vicenza Est (aderente al movimento "No Dal Molin"), in collaborazione con il sindacato di base Rdb-Cub, per aiutare e sostenere i soldati statunitensi di stanza alla caserma Ederle che vogliono abbandonare l’esercito e disertare. Si tratta del primo esperimento italiano – mentre all’estero, soprattutto in Germania, esistono numerosi gruppi e associazioni di aiuto ai disertori – che, oltre a costituire un punto di riferimento fondamentale per i militari statunitensi in servizio a Vicenza e nelle altre basi americane in Italia, potrebbe rappresentare un modello da riproporre anche per i soldati italiani dal momento che, con la fine della leva obbligatoria, sembra essere morta pure l’obiezione di coscienza. Che invece rimane un diritto da affermare anche all’interno delle Forze Armate professioniste. L’iniziativa parte non a caso da Vicenza: è lì che, perlomeno nell’ultimo anno e mezzo, il movimento italiano contro la guerra ha mostrato maggiore vitalità organizzando numerose iniziative, tutt’ora in corso, contro la costruzione della nuova base militare Usa – benedetta prima da Berlusconi, poi da Prodi e infine da Veltroni – sull’area dell’aeroporto civile "Dal Molin" (v. Adista nn. 9, 13, 15/07, 1 e 9/08); ed è nella caserma Ederle di Vicenza – sede della 173ma brigata aviotrasportata, in prima fila nelle operazioni di guerra in Afghanistan e in Iraq – che si sono registrati i primi, ed unici, casi italiani di disertori, benché si tratti di soldati statunitensi. Almeno cinque casi, ma forse qualcuno in più: Russel Hoitt, 25enne del New Hampshire, che ha disertato nell’aprile del 2007, alla vigilia della sua partenza per l’Afghanistan, ed ora risulta congedato con disonore; come James Circello, che ha reso pubblica la sua decisione con una lettera aperta ai cittadini di Vicenza in cui dice che non "l’esportazione" della democrazia ma il petrolio "è il motivo per cui gli americani continuano ad occupare le terre dei poveri del Medio Oriente, instaurando governi fantoccio e emanando Costituzioni prefabbricate" (v. Adista n. 19/08); mentre è andata peggio ad altri tre disertori della Ederle, Andrew Hegerty, Jeffrey Gauntt e James Blank i quali, avendo commesso degli errori procedurali, sono attualmente detenuti nel carcere militare di Mannheim, in Germania (Blank è stato liberato da poche settimane, dopo 8 mesi di prigione). Sbagliare i tempi di consegna, infatti, o dichiararsi obiettori di coscienza, per esempio, nella maggior parte dei casi porta direttamente alla Corte marziale perché le autorità militari – che devono valutare l’istanza – fanno di tutto per rigettare la domanda oppure "smarriscono" la documentazione e spediscono direttamente al fronte l’aspirante obiettore. Ed è proprio per questo che il Comitato Vicenza est, dopo che per mesi ha organizzato volantinaggi di fronte alla caserma Ederle per incoraggiare la diserzione, ha dato vita al centro di orientamento e consulenza in grado di fornire informazioni e sostegno concreto ai soldati che lasciano l’esercito e vogliono reinserirsi nella vita civile. Al numero telefonico di Sir! No Sir! (346/6890337) risponde la voce registrata di Russel Hoitt che invita il militare a lasciare i suoi dati per poi essere ricontattato e messo in collegamento con un gruppo di legali con i quali verrà scelta la strada migliore per disertare, limitando i danni a qualche giorno di prigione, al congedo con disonore e alla sospensione dell’assicurazione sanitaria. "Siamo un sindacato antimilitarista, e il sostegno alla diserzione, insieme alle manifestazioni e ai presidi, è il nostro modo di dire no alla guerra", spiega ad Adista Germano Raniero, della Rdb-Cub di Vicenza. E aggiunge Andrea Licata, del Comitato Vicenza Est e in procinto di partire per un giro di conferenze negli Stati Uniti proprio sul tema della diserzione: "È un’iniziativa di rottura che tenta di mettere in crisi il sistema dall’interno e che dà fastidio ai militari, visto che da quando il numero telefonico è attivo (dal 1.mo marzo, ndr) abbiamo ricevuto diverse telefonate ‘strane’, anche dagli Usa, che chiedevano informazioni molto generiche sullo sportello e che ci invitavano a smettere. Ora sarebbe opportuno che in ogni città italiana dove esiste una base militare Usa nascessero altri centri come questo". Intanto si moltiplicano, nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, i disertori delle Forze armate Usa: dall’ottobre 2001 – quando iniziò la "guerra al terrorismo di George Bush con la missione in Afghanistan Enduring Freedom, tutt’ora in corso – almeno 8mila soldati americani hanno abbandonato prima del tempo l’esercito (ma alcune stime, provenienti dai movimenti pacifisti Usa parlano di 25mila disertori). Non sono ancora i numeri della guerra del Vietnam – quando, in 11 anni di conflitto, fra il 1964 e il 1975, a disertare furono fra i 50 e i 55mila – ma il fenomeno inizia ad assumere dimensioni rilevanti e preoccupanti per gli Stati maggiori.


22 marzo 2008 - La Nazione

Firenze. PUBLIACQUA conferma. La Asl deve pagare una maxi bolletta da 650mila euro...
di ILARIA ULIVELLI

Firenze - PUBLIACQUA conferma. La Asl deve pagare una maxi bolletta da 650mila euro. Un visibilio. Quasi un miliardo e mezzo di vecchie lire è il totale di due multe. Doppia sanzione per la mancata richiesta di un’autorizzazione speciale per l’allacciamento alla rete fognaria pubblica e arretrati mai versati. Una bella stangata per l’azienda sanitaria che, però, respinge ogni responsabilità.
In realtà, la questione si trascina avanti da anni. Precisamente dal 2000. E in mezzo ci sono avvocati, tribunali e una denuncia.
In conclusione, accertate o meno le responsabilità della mancata richiesta, il conto dovrà essere pagato a Publiacqua perché l’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri era allacciato alla rete fognaria in qualità di utente ordinario, ovvero come un qualsiasi condominio. Invece, per scaricare nella fognatura pubblica, gli ospedali devono richiedere un’autorizzazione speciale che l’azienda sanitaria fiorentina non avrebbe mai chiesto. MA IL CONTEGGIO degli arretrati da versare alla società che gestisce il servizio idrico riparte dal 2000, anno in cui a Ponte a Niccheri furono fatti lavori di ripristino e adeguamento di veri locali dell’ospedale. Le ristrutturazioni riguardarono anche le cucine e dunque i relativi allacci e scarichi. E’ proprio in quel momento che si sarebbe dovuta chiedere una nuova autorizzazione. Cosa che non sarebbe, invece, avvenuta. Poi le cose sono andate avanti senza che nessuno si accorgesse di nulla fino al momento in cui un contadino della zona fece una denuncia. I campi di proprietà dell’agricoltore vennero allagati dai liquami che secondo l’uomo e le successive ricostruzioni provenivano proprio dall’ospedale Santa Maria Annunziata. IMMEDIATAMENTE partirono le verifiche sull’accaduto. E l’amministrazione della Asl si mise a caccia dei responsabili: chi doveva fare la richiesta a e non l’aveva fatta? Perché non era stata seguita la procedura ordinaria? A quel punto è uscito dal cilindro il nome della ditta di ristorazione che, secondo l’azienda sanitaria poteva avere una responsabilità nella mancata richiesta. Ora, i 650mila euro da pagare, e non noccioline, è una voce in uscita che l’Asl non ha messo a bilancio. Come affrontare l’impasse? Come sanare il debito? «Abbiamo tutti i documenti in regola — spiega il direttore dell’area tecnica, Fabio Tittarelli —, tanto che ci hanno dato tutte le autorizzazioni per aprire i nuovi cantieri dopo la modifica del progetto del centro per la Radioterapia da realizzare entro l’estate proprio qui a Ponte a Niccheri. Se non fosse stato tutto in reagola non avremmo potuto procedere».
In realtà, le Rappresentanze sindacali di base dell’ospedale di Ponte a Niccheri continuano a chiedere chiarezza. «Stiamo andando verso lo sciopero aziendale dopo che l’Asl non si è presentata davanti al prefetto per il tentativo di conciliazione — dicono —. Una volta in più ci viene dimostrato che la direzione generale è latitante». In più, secondo i sindacati, questa stessa situazione si potrebbe ritrovare anche gli altri ospedali fiorentini. «Ci vorrebbe un’attenta verifica».


21 marzo 2008 - Ansa

PA:CONTRATTO AGENZIE FISCALI BOCCIATO A CONSULTAZIONE RDBCUB

(ANSA) - ROMA, 21 MAR - I dipendenti delle Agenzie Fiscali bocciano l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto: otre l'80% dei 16.149 votanti chiamati ad esprimere il loro giudizio dalla Rdb Cub giudica il nuovo contratto peggiore del precedente ed un valutazione negativa va all'impianto della pre-intesa nel suo complesso. In particolare, annuncia la Rdb Cub tra le modifiche che hanno suscitato particolare indignazione tra i lavoratori delle Agenzie Fiscali c'e' la possibilita' di essere licenziati nel caso in cui si verifichino alterchi con i contribuenti. Bocciato anche il nuovo meccanismo che dovrebbe disincentivare le assenze per malattia: il nuovo meccanismo individuato nel contratto prevede che lo stipendio non erogato al dipendente assente verrebbe redistribuito fra i dipendenti che si ammalano meno. Gia' in questi giorni, riporta la Rdb Cub, che giudica questa innovazione ''al limite dell' illegitimita''', molti lavoratori si stanno organizzando spontaneamente per chiedere di non ricevere quello che e' stato battezzato come 'premio-salute'. Secondo le stime fornite dalla Rdb Cub sono 16.149 i lavoratori del Comparto Agenzie Fiscali che hanno espresso il proprio voto sulla pre-intesa per il rinnovo contrattuale del Comparto nell'ambito della consultazione promossa dalle RdB-CUB. In particolare lo scontento sulle norme che prevedono la possibilita' di licenziamento in caso di alterchi con i contribuenti deriva- sostiene l'organizzazione sindacale - dalla constatazione che i front-office degli uffici delle Entrate sono luoghi ad alto rischio di conflittualita', ''dovuta al fatto che spesso i cittadini sono convocati immotivatamente, a causa di errate comunicazioni generate dal sistema informatico, e che poi vengono sottoposti a disservizi quali lunghe attese, interruzioni del collegamento telematico, precedenza assoluta accordata ai professionisti e ai commercialisti''. Le schede della consultazione - annuncia infine la Rdb Cub - sono state consegnate al Ministero della Funzione Pubblica che ha assunto l'impegno formale di trasmettere all'Aran i risultati della consultazione.


21 marzo 2008 - Omniroma

PRECARI SANITÀ, RDB-CUB: DELIBERA AFFRONTA MA NON RISOLVE PROBLEMA

(OMNIROMA) Roma, 21 mar - «La giunta del Lazio ha appena approvato la delibera per la stabilizzazione/reinternalizzazione dei precari del servizio sanitario pubblico. Una soluzione che affronta ma non risolve il problema del precariato nel Lazio e che rischia di essere svilita dalle manovre di rientro dal deficit sanitario». Lo dichiara in una nota Sabino Venezia del coordinamento nazionale Rdb. «A fronte di circa 7000 precari diretti ed esternalizzati le conpatibilità economiche riducono l'operazione ad 800 assunzioni nel 2008 - aggiunge - Resta da risolvere il grave problema dei precari diretti, la cui stabilizzazione non aumenta la spesa delle aziende. Per quanto riguarda poi le esternalizzazioni di servizi alle ditte e cooperative, crediamo si intraveda una inversione di tendenza ma la regione deve avere il coraggio politico di dire definitivamente basta a tale scempio». Per garantire la stabilizzazione a tutti i precari la Rdb/Cub ha promosso una assemblea regionale dei precari della sanità che si terrà il prossimo 4 aprile presso l'antico atrio dell'ospedale San Giovanni e nella quale affronteremo il rilancio della vertenza con gli assessori regionali alla sanità, al bilancio ed al lavoro.


21 marzo 2008 - Apcom

STATALI/ CUB: LAVORATORI AGENZIE FISCALI BOCCIANO INTESA CONTRATTO
"Oltre l'80% giudica rinnovo peggiore del precedente"

Roma, 21 mar. (Apcom) - I lavoratori delle agenzie fiscali bocciano l'intesa relativa al rinnovo del contratto di lavoro. Lo riferiscono le Rdb-Cub, che hanno promosso una consultazione a cui hanno partecipato 16.149 lavoratori del comparto pubblico. "Oltre l'80% dei votanti - riferisce la Cub - giudica il nuovo contratto peggiore del precedente" ed esprime "una valutazione negativa" sull'impianto dell'accordo raggiunto da sindacati e Aran (agenzia per la rappresentanza negoziale nelle pubbliche amministrazioni). Fra le modifiche che hanno suscitato "particolare indignazione" tra i lavoratori delle agenzie fiscali c'è la possibilità di essere licenziati nel caso in cui si verifichino alterchi con i contribuenti. Bocciato anche il nuovo meccanismo che dovrebbe disincentivare le assenze per malattia. In materia di democrazia sindacale emerge inoltre che i lavoratori delle agenzie ritengono sbagliato escludere dalla contrattazione di secondo livello le organizzazioni che decidono di non firmare il contatto nazionale.


21 marzo 2008 - La Stampa

CALTIGNAGA. LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO
Media Works, 2 donne tornano in azienda
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Una delegata delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb) ed una lavoratrice iscritta alle Rdb sono state riammesse al lavoro alla Media Works, l’azienda appartenente al Consorzio Aurora, operante all’interno dello stabilimento della M-Dis di Caltignaga.
«Le due donne - dice Felice Lanni delle Rdb Cub di Novara - erano state licenziate senza motivazione legittima in quanto assenti per malattia. Il giudice del lavoro ha stabilito che l’azienda debba pagare alle due lavoratrici, oltre le spese processuali, il corrispondente di cinque mensilità a titolo di risarcimento per l’illegittimo licenziamento. Si conclude così una penosa vicenda riguardante quella che rappresentava una grave forma di ingiustizia».
Lanni torna anche sulle affermazioni fatte dalla Media Works in merito al presidio realizzato dalle Rdb davanti ai cancelli della M-Dis di Caltignaga lo scorso 8 marzo: «La nostra iniziativa è stata definita dalla Media Works una sceneggiata. Incassiamo, con piacere, che non ci sarà alcuna decurtazione del 20 per cento dello stipendio. Nel contempo, non rileviamo alcuna smentita in merito a presunte irregolarità da imputarsi a modici a loro dire compiacenti che, al pari dei cosiddetti infortuni falsi, sarebbero la giustificazione alle iniziative di sensibilizzazione per lo stato di difficoltà dell’azienda concretizzate con la minaccia della riduzione dello stipendio».


21 marzo 2008 - Il Manifesto

Bologna, 40 no war verso il processo per blocco ferroviario

Bologna - Gli anni passano ma i procedimenti giudiziari vanno avanti. E così per quei 40 che vennero indagati dalla procura di Bologna per interruzione di pubblico servizio per il blocco ferroviario no war del 20 marzo 2003 si avvicina l'udienza preliminare. Il prossimo 15 maggio il giudice Andrea Scarpa dovrà decidere se mandare a processo gli attivisti che 5 anni fa parteciparono alla manifestazione che a Bologna portò in piazza 30mila persone contro la guerra in Iraq. Uno sciopero generale spontaneo che confluì nell'occupazione della stazione. Non ci furono incidenti e Trenitalia concesse gli altoparlanti ai manifestanti per spiegare le ragioni di quel blocco. Tra i 40 ci sono anche l'attuale segretario del Prc Tiziano Loreti e il coordinatore cittadino delle Rdb Massimo Betti.


21 marzo 2008 - In Alessandria

Lavoratori e lavoratrici dell'Uspidali di Valenza hanno manifestato contro il precariato

Mercoledì 19 marzo u.s. i lavoratori e le lavoratrici dell'Uspidali di Valenza sono nuovamente scesi in campo per "giocarsi" il loro secondo tempo riguardo l'esternalizzazione di 23 dipendenti con contratto a tempo determinato di cui 8 in scadenza a giugno. Dalle ore 17 del pomeriggio una nutrita rappresentanza di lavoratrici e cittadini, vi era pure tra loro una ospite della casa di riposo a testimonianza della validità del servizio che viene loro offerto quotidianamente con tanta professionalità, hanno manifestato all'esterno con cori e slogan contro le esternalizzazioni, la precarietà e soprattutto per l'abolizione delle leggi (treu-trenta) che hanno creato questa piaga sociale.  Anche all'interno dell'aula del consiglio comunale i lavoratori hanno presenziato alla seduta sfoggiando magliette con sopra scritto "no precariato" creando non poco imbarazzo ai consiglieri. Il presidente del consiglio comunale ha comunicato il rinvio della importante discussione alla prossima seduta, presumibilmente per il giorno 26 o 28. I lavoratori, consapevoli della posta in gioco, non demordono e nel frattempo organizzati con la Rdb/CUB hanno indetto un'assemblea cittadina per il giorno 21 alle ore 20.30 presso la sala S. Rocco in via Statuto a Valenza per dibattere sul tema esternalizzazioni e precariato. Già nella giornata odierna e quella di domani saranno per le vie della città, megafono alla mano, per invitare i rappresentanti delle istituzioni locali e i cittadini all'incontro.
Per la RdB CUB P.I. Giovanni Maccarino


21 marzo 2008 - Corriere di Bologna

BLOCCO FERROVIARIO
«No war» a processo C'è anche Loreti (Prc)

Bologna - Si apre il 15 maggio davanti al giudice Andrea Scarpa l'udienza preliminare contro 40 attivisti per il blocco del 20 marzo 2003 alla stazione di Bologna, dove migliaia di «no war» manifestarono contro la guerra in Iraq che iniziava quel giorno. L'accusa è interruzione di pubblico servizio, 118 convogli secondo Trenitalia subirono ritardi tra i 2 e i 152 minuti. A due imputati è contestata l'aggravante di aver promosso l'iniziativa. Tra gli imputati Tiziano Loreti, segretario Prc e Massimo Betti, segretario delle Rappresentanze sindacali di base.


21 marzo 2008 - La Nazione

ASL 10. Rdb verso lo sciopero Conciliazione fallita

Firenze - E’ FALLITO ieri il tentativo di conciliazione fra direzione e sindacati di base dell’Asl 10. I vertici dell’azienda non si sono presentati davanti al prefetto e le Rappresentanze sindacali di base hanno annunciato l’apertura del conflitto che sfocierà in uno sciopero generale aziendale.
«Prosegue la latitanza della direzione su gravi problemi di malasanità che riguardano l’ospedale Santa Maria Annunziata — dice Sergio Scortecci, Rdb —. Oltre alle criticità emerse in questi mesi ci sono i cronici problemi di carenza del personale e sono emersi aspetti poco chiari su alcuni profili giuridici. Non vorremmo che l’Asl stesse portando avanti un progetto di graduale declassamento di Ponte a Niccheri».


21 marzo 2008 - EPolis Roma

Satelliti. Dipendenti dell'Agenzia spaziale italiana in attesa del rinnovo
Asi, contratto di lavoro scaduto da due anni

Roma - Rinnovo del contratto fermo al palo da 27 mesi per i dipendenti dell'Agenzia spaziale italiana (Asi). E timore che la situazione si possa protrarre a lungo, visto che l'Agenzia non rientra nel comparto degli enti di ricerca. Per questi motivi L'Usi-Rdb Ricerca chiede ai vertici dell'Agenzia di muoversi per sollecitare l'amministrazione e avviare l'iter del rinnovo contrattuale, mutuato dalla piattaforma del pubblico impiego. «Non vorremmo che il rinnovo del contratto dei 150 dipendenti dell'Agenzia si perdesse nello spazio, fra i satelliti - ironizza Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca - L'Agenzia gestisce un budget annuo compreso fra 500 milioni e un miliardo di euro all'anno. I dipendenti, ingegneri, ex astronauti, amministrativi, manager e tecnici di alto livello, gestiscono rapporti con l'Esa (Ente spaziale europeo), con la Nasa. Partecipano a progetti come lo scudo spaziale. Dalle loro attività dipendono quelle di molte migliaia di persone impiegate nel settore privato sul fronte delle telecomunicazioni satellitari, delle ricerche aerospaziali e delle comunicazioni». L'Asi ha una sede a Roma, un'altra a Brindisi e una a Malindi, in Kenya. Il rischio per loro è che il rinnovo del contratto, non facendo parte del comparto ricerca, passi in secondo piano. «Con la caduta del governo i dipendenti dell'Asi hanno perso un treno - aggiunge Argentini - visto che sono pochi, circa 150, non vorremmo che ci volessero ancora mesi e mesi prima del rinnovo del loro contratto. All'ultimo rinnovo del comparto ricerca, hanno dovuto aspettare parecchi mesi prima che arrivasse il loro turno». Il sindacato di base ha fatto sapere che i dipendenti dell'Agenzia stanno preparando uno sciopero. In media lo stipendio dei "tecnologici", equiparabili ai ricercatori, è di 1600-1700 euro. E dire che maneggiano milioni di euro di commesse e apparecchiature.(P.A.)


21 marzo 2008 - Caserta news

Conclusa positivamente la vertenza per l'ospedale

Nocera I. – Dopo una settimana di lotta portata avanti dai lavoratori dell'ospedale e dalla scrivente Organizzazione Sindacale, Mercoledì 19 marzo 2008, alle ore 10,00 presso la Direzione Sanitaria del P.O. 'Umberto I' di Nocera Inferiore, si è tenuto un incontro sindacale, tra la RdB CUB, una delegazione di lavoratori ed il Direttore Sanitario, allo scopo di trovare delle soluzioni che consentissero agli operatori di lavorare in condizioni umanamente accettabili, nonché di consentire loro, anche nell'interesse dello stesso ospedale, di garantire ai cittadini i livelli minimi di assistenza previsti dalla legge ed una qualità della stessa, dignitosa e concorrenziale. Il Direttore Sanitario, già sensibilizzato dalle iniziative di lotta e soprattutto dalla straordinaria ed altissima adesione alla occupazione da parte dei lavoratori dell'ospedale, ha subito dichiarato la propria disponibilità ad intervenire con appositi provvedimenti per soddisfare alcune richieste della delegazione sindacale, pur nella consapevolezza che le questioni concernenti le carenze di organico del personale infermieristico e di supporto quali ausiliari e Operatori Socio Sanitari, sono da riportare all'attenzione della Direzione Generale che dovrà assumere le determinazioni in merito. Si giungeva dunque ad una verbalizzazione delle criticità di vario tipo emerse, da quelle di carattere igienico-sanitarie, criticità strutturali e logistiche oltre alle già citate criticità di personale. Questo risultato è il frutto di una grande prova di serietà e determinazione che operatori, cittadini e organizzazione sindacale hanno saputo dare. Ancora più grande, perché giungeva in un momento particolarmente difficile della sanità pubblica nella nostra Regione. Molti infatti, per questo motivo, non hanno creduto dal primo momento che si poteva ottenere qualche risultato. La R.d.B. lo aveva promesso e lo ha dimostrato; se si è decisi, onesti e resistenti, si può cambiare qualsiasi decisione. Adesso dobbiamo trasformare il risultato politico in fatti concreti. Il Direttore Sanitario ha fatto la sua parte, adesso la D.G. dell'ASL, deve fare la sua, cioè gli atti consequenziali per avere in tempi brevi il personale richiesto, perciò l'agitazione è sospesa ma la mobilitazione continua fino alla risoluzione definitiva del problema.


21 marzo 2008 - La Città di Salerno

A loro il compito di sollecitare la Asl 3 per far aumentare l’organico
Sindaci garanti dell’ospedale di Agropoli

Agropoli - Sará il comitato dei sindaci del distretto sanitario di Agropoli ad impegnarsi per sollecitare la direzione aziendale dell’Asl 3 ad accelerare le procedure finalizzate al potenziamento dell’organico del presidio ospedaliero di Agropoli. E’ quanto è stato stabilito nel corso dell’assemblea tenutasi all’ospedale di Agropoli su iniziativa delle segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali della Fsi, Fials e Rdb. «In merito agli impegni sottoscritti dall’azienda - si legge in una nota dei sindacati - a seguito degli sviluppi della vertenza avviata nel corso dell’estate 2007, constatato che gli impegni giá assunti non sono stati ancora compiutamente onorati, all’unanimitá, si è deciso di approvare la proposta avanzata dai consiglieri comunali presenti all’assemblea di dare incarico al Comitato dei sindaci del distretto sanitario di Agropoli di farsi garante nei confronti della direzione aziendale del pieno rispetto degli accordi stipulati in merito all’incremento organico del personale assegnato all’ospedale nella misura giá stabilita, avendo la stessa azienda ritenuto che, per la messa in sicurezza del presidio ospedaliero, era necessario aumentare l’organico infermieristico di 27 unitá».
La proposta è stata condivisa sia alle organizzazioni sindacali che dai lavoratori, che hanno partecipato alla pubblica assemblea, che si sono riservati di adottare «opportune iniziative di protesta e di lotta, qualora l’intervento del comitato dei sindaci - conclude la nota sindacale - nei confronti della direzione aziendale risulti infruttuoso e non vengano assunti i dovuti provvedimenti per la messa in sicurezza dell’ospedale entro il corrente mese».
L’obiettivo delle iniziative intraprese dai sindacati Fsi, Fials e Rdb, è accelerare le procedure di reclutamento di ulteriore personale da impiegare nell’ambito delle varie unitá operative dei presidi ospedalieri dell’Asl 3 e, in particolare, dell’ospedale di Agropoli.


21 marzo 2008 - La Provincia

Malpensa. Roma. Braccio di ferro sui manutentori

MILANO - Incontro, ieri a Linate, tra Alitalia e i sindacati sul trasferimento dei lavoratori addetti alla manutenzione da Malpensa a Fiumicino. Alla riunione ha preso parte il responsabile delle risorse umane di Alitalia Servizi, Gianni Marando, e i rappresentanti di Cgil-Cisl-Uil e Sdl.
«Oggi - ha spiegato Dino Amoni, rappresentante Uptl-Uil - chiediamo ad Alitalia di non intervenire in modo strutturale sul trasferimento del personale di manutenzione da Malpensa a Fiumicino, ma di prendere un periodo di riflessione di sei mesi, fino alla fine del periodo estivo».
Amoni ha detto che si tratta di una richiesta condivisa da tutti i sindacati e ha assicurato la disponibilità di tutti i lavoratori. I lavoratori Alitalia addetti alla manutenzione che lavorano su Malpensa sono circa 180.
Frattanto la Cub trasporti ha informato che ieri mattina a cento lavoratori assunti da 15 mesi con contratto a termine più volte prorogato, la Sea ha comunicato che alla scadenza del 24 prossimo non vi saranno altre proroghe. Inoltre, informa sempre la Cub, «con questi siamo a 300 lavoratori di Sea che dall'inizio dell'anno sono stati licenziati, mentre il 31 marzo scadrà il contratto per altri 300 ancora».


21 marzo 2008 - Il Giorno/ Il Resto del Carlino

MILANO.INDIETRO non si torna...
di CORRADO DRAGOTTO

MILANO — INDIETRO non si torna. Almeno per il cda di Sea (86% Comune, 14% Provincia) che, convocato in seduta straordinaria ieri nella palazzina direzionale di Linate con un ordine del giorno monotematico («Comunicazioni su situazione Alitalia»), ha concesso carta bianca a Giuseppe Bonomi pure riguardo alla richiesta di danni (1,2 miliardi di euro) già contestata ad Alitalia per la smobilitazione da Malpensa. «Alla luce dell’evoluzione della procedura di vendita dell’ex compagnia di bandiera — recita, del resto, la nota diramata dalla spa aeroportuale a conclusione della riunione ancora calda —, il cda ha espresso apprezzamento e pieno sostegno al presidente e amministratore delegato relativamente all’indirizzo e alle azioni intraprese per affrontare la più grave crisi nella storia di Sea».
La società timonata da Bonomi, che, nei giorni scorsi, s’è dimesso dal consiglio della Federazione italiana sport equestri proprio per non distrarsi neppure un minuto dal «caso Malpensa», rimanda, dunque, ai mittenti (il premier Romano Prodi, il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta, l’inquilino di via Vivaio Filippo Penati) la proposta di ritirare la causa risarcitoria attivata contro la compagnia di bandiera. Segno che l’azionista di maggioranza Palazzo Marino non si sente affatto pago dei fondi reperiti dal Governo per finanziare la cassa integrazione a rotazione di 900 dipendenti Sea già definita con partenza dal 31 marzo. E il presidente e ad della spa, parso sino a domenica scorsa più possibilista del sindaco Letizia Moratti sull’ipotesi di stoppare il decollo delle vie legali, ieri ha eretto nuove barricate.
«L’azione giudiziale promossa contro Alitalia rappresenta un atto dovuto a tutela dell’integrità di azienda, lavoratori e azionisti — ha scandito, infatti, Bonomi dopo i titoli di coda del cda —. Un abbandono tout-court della causa non è pensabile né immaginabile. Se ci dovesse pervenire una proposta transattiva, che al momento non esiste? La valuteremo. Noi siamo persone ragionevoli. Perché è stato convocato il cda? Era doveroso riunire l’organo societario in sede formale e metterlo al corrente della situazione. Ci conforta, ovviamente, la circostanza che il cda abbia espresso pieno sostegno alla linea di concretezza con la quale ci siamo finora mossi». L’ex nocchiero della compagnia di bandiera non s’è, invece, voluto incamminare troppo lungo la «pista autarchica» profilata da Silvio Berlusconi anche nell’ambito della telefonata di ieri con Prodi. «Se si materializzerà una cordata italiana interessata a rilevare Alitalia, la vedremo - ha liquidato in poche battute la questione Bonomi -. Anzi, la vedranno loro (quelli del Governo, ndr)».
Sul fronte sindacale, infine, c’è da registrare l’incontro svoltosi ieri a Linate tra le organizzazioni e Alitalia con sul piatto il trasferimento da Malpensa a Fiumicino di 180 addetti alla manutenzione. «Abbiamo chiesto aalla compagnia di bandiera di sospendere per sei mesi l’operazione», ha tagliato corto Dino Amoni (Uptl-Uil). Cub Trasporti ha, al contrario, denunciato «il mancato rinnovo da parte di Sea di 100 contratti a termine in essere da 15 mesi e in scadenza il 24 marzo».


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