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Il Sindacato di Base e Indipendente

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12/03/08

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dicono di noi - le notizie
dal 1 al 10 marzo 2008

10 marzo 2008 - Gazzetta della Martesana

Il dipendente ha impugnato il provvedimento: la pena è sproporzionata rispetto alla colpa
ARRIVA AL LAVORO IN RITARDO: LICENZIATO DALLA DITTA

Vignate - Sindacati sul piede di guerra all'indomani della decisione da parte della direzione della Igv Spa di licenziare un dipendente. Vincenzo M., dallo scorso martedì, non lavora più nell'azienda vignatese. Motivo: i reiterati ritardi, che avrebbero contribuito ad arrecare scompensi alla produzione. Una motivazione che i sindacalisti iscritti alla Cub, la Confederazione unitaria di base, con sede in via Marconi a Cassina de' Pecchi, hanno definito inaccettabile. La direzione aveva già contestato i ritardi inviando due lettere di richiamo e comminando una multa. Ora è arrivata, come una spada di damocle, la decisione unilaterale di sciogliere il rapporto di lavoro. La Confederazione è scesa in campo a difesa del dipendente: «I ritardi di qualche minuto, che tra l'altro sono stati trattenuti in busta paga - hanno spiegato i membri appartenenti alla sigla sindacale, che ha un distaccamento anche a Milano - in un'attività produttiva individuale, e non a catena, non possono aver provocato danni economici all'azienda». I sindacati puntano l'indice contro la direzione, che avrebbe preteso il rispetto di regole formali pregiudicando il diritto al lavoro. «Ancora una volta la parte debole paga l'applicazione unilaterale della direzione e perde il posto, precipitando in una situazione economica precaria». La Cub ci va giù duro: «Anche in questa vicenda, come altrove, abbiamo assistito all'impiego di due pesi e due misure: se a violare qualche disposizione sono i potenti, scatta semplicemente una prescrizione o una multa, ma quando a sbagliare sono i lavoratori, le punizioni sono a dir poco esemplari».
Il licenziamento di Vincenzo M. dalla Igv Spa rischia di provocare un terremoto, perché il dipendente ha deciso di adire le vie legali per riottenere il posto di lavoro. E la Cub lo sosterrà nella battaglia: «Il sindacato invita a una riflessione sull'uso sproporzionato del licenziamento a fronte di episodi che non influiscono sul ciclo produttivo e che possono essere risolti con il buon senso». In altre parole, l'azienda dovrebbe usare la carota e non il bastone. «La direzione - hanno concluso i sindacalisti - ha torto, e invitiamo tutti i lavoratori a vigilare per evitare altre situazione spiacevoli».
Vincenzo, che risiede a Truccazzano, ha impugnato il licenziamento ed è già stata depositata una causa d'urgenza al Tribunale del lavoro. «Il giovane lavoratore non ha un altro reddito - ha spiegato Angelo Pedrini della Cub - Come fa a pagare le rate del mutuo? Chiederemo al giudice il reintegro perché la punizione è eccessiva rispetto alle colpe». La Igv Spa è un'azienda in forte espansione con oltre 150 dipendenti. Produce ascensori, montacarichi, sistemi di sollevamento, piattaforme elevatrici e servoscala. La sede è dietro al centro commerciale Acquario, in via Di Vittorio.
Nessun commento da parte di Vincenzo: «Preferisco vedere come si evolve la vicenda prima di rilasciare dichiarazioni».


10 marzo 2008 - Varese news

Malpensa - Il sindacato contrario all'accordo sulla cassa integrazione firmato con Sea da buona parte delle sigle sindacali aeroportuali
Cub: "Accordi così è meglio non firmarli"

Riceviamo e pubblichiamo - Dopo l’accordo firmato il 27-2, con le assemblee dei lavoratori del 28-2 e 3-3 che hanno dimostrato, a tutti la contrarietà dei lavoratori. Ma anziché prendere atto del parere dei lavoratori, l’8-3-08 alcune organizzazioni sindacali hanno siglato un altro accordo, sempre con il solito metodo di non consultare i lavoratori.
Cigs: nessuna spiegazione aziendale sui numeri e sulla divisione nei vari settori, e suo utilizzo per far passare la nuova organizzazione del lavoro.
Nonostante le nostre insistenze, Sea non ha spiegato come è arrivata a definire per Sea Handling 550 e per Sea spa 350 unità da porre in cigs. Non ha spiegato la divisione nei vari settori e nei due aeroporti dei lavoratori da porre in cigs. Sea non ha neppure comunicato l’ammontare delle ore aggiuntive e in straordinario fatte nel 2007. Inoltre la direzione ha precisato che ci saranno lavoratori che faranno cigs ad ore e non a giornate piene, con l’obiettivo di far passare la nuova organizzazione sono previsti anche interventi formativi e maggior utilizzo della cigs per alcune figure professionali.
Commissione bilaterale: Cercare di escludere chi non è d’accordo
Il 17-3 si riunirà una commissione bilaterale, che avrà il compito di "valutazione sul campo" della cigs. Come si può valutare l’utilizzo della cassa se la Sea non ha neppure comunicato come è arrivata a determinarne la richiesta? Che verifica si può fare se si sono accettati i numeri dati da Sea senza nessuna spiegazione? A noi sembra che dopo il primo accordo del 27-2, con il tentativo fallito di escludere dagli incontri chi non lo ha sottoscritto, ora si cerca con una commissione di riproporre la stessa cosa. Fare una commissione per estromettere i contrari all’accordo.
Mobilità tra scali
Nell’accordo dell’8-3 è prevista anche una mobilità tra Malpensa e Linate. "resta espressamente e concordemente inteso la mancata assimilazione di questa peculiare fattispecie di mobilità tra scali/terminal all’istituto della trasferta, a qualsivoglia fine retributivo/indennitario." Oltre alla decurtazione salariale per la cigs si dovrà sopportare anche la trasferta senza rimborso spese.
Blocco del turn-over: nessun stagionale e interinale sarà assunto
Dopo aver detto a più riprese che tutti i lavoratori vanno difesi, e dopo aver firmato la proroga dei contratti a termine fino al 24-3 per discuterne, con l’accordo dell’8-3 si sancisce che nessun lavoratore nei prossimi due anni sarà assunto. Quindi a fronte del licenziamento di 150 lavoratori con la mobilità e da lavoratori che si dimetteranno nessuno sarà assunto. Per poi preparare un accordo che fra due anni, alla fine della cigs, chi verrà assunto lo sarà senza l’applicazione degli accordi aziendali.
Mobilità: Sea vuole licenziare
Nell’accordo del 27-2 si dice: "Sea spa e Sea Handling spa ....... daranno corso a provvedimenti di risoluzione del rapporto di lavoro"."a questo fine è fatto obbligo ai lavoratori ultracinquantenni di fornire alle aziende l’estratto conto della personale situazione contributiva".
All’incontro la Sea ha parlato di 150 lavoratori. Quindi nelle prossime settimane Sea aprirà la procedura prevista dalla legge (223/91), ma con questo accordo si può già sapere cosa avverrà.
- Tutti i lavoratori con oltre 50 anni di età dovranno fornire a Sea la loro situazione contributiva. Questa è una cosa illegale. Contro le leggi dello stato e contro la privacy.
- Dopo Sea provvederà a licenziare i lavoratori. Sarà Sea che riceverà la situazione di ogni lavoratore, senza nessun controllo e senza poter verificare il suo operato.
Già nell’accordo del 20-7-2006 tra Sea e Cgil-Cisl-Uil-Ugl, si era deciso di utilizzare la mobilità per licenziare 250 lavoratori, ma questo con il loro consenso. Sea ora vuole far passare il principio che può licenziare. Con il risultato di intimidire tutti i lavoratori.
I nostri rappresentanti, dopo due giorni di incontri, hanno formalizzato la nostra impossibilità a dare un parere positivo, alle ipotesi di accordo, in quanto Sea:
1. Non vuole neppure spiegare nel dettaglio come intende utilizzare la cigs. Vuole utilizzare gli ammortizzatori sociali per ottenere un giro di vite, far lavorare di più e licenziare centinaia di lavoratori.
2. Non vuole regolarizzare i lavoratori precari, ma anzi si appresta a prorogare i contratti per poi assumere con il CCNL e senza gli accordi aziendali.
Cub Trasporti Malpensa Linate


9 marzo 2008 - La Nuova Sardegna

«Asl, ci saranno cento assunzioni»
Lenzotti: via a una stagione concorsuale contro il precariato. LA REPLICA. Dura risposta all’Rdb

OLBIA - «L’unico interesse della Asl è quello di fare i concorsi, bloccati in Gallura da anni e per i quali abbiamo iniziato una lunga stagione concorsuale che mira a sconfiggere il precariato che nella Asl 2 va avanti da troppo tempo». Il manager dell’azienda sanitaria locale Giorgio Lenzotti comincia così la sua replica alle rappresentanze sindacali di base.
«Non stupisce l’atteggiamento dell’Rdb che si conferma un sindacato che ha come unica strategia d’azione la destabilizzazione e la creazione di un clima di sfiducia all’interno dell’azienda - precisa Lenzotti -: prova ne sia che l’ennesimo attacco sul precariato arriva proprio il giorno dell’inizio dei concorsi, l’unica strada che la Asl di Olbia può percorrere per ridurlo, se non sconfiggerlo. La stagione concorsuale che ha preso il via l’altro ieri prevede oltre cento future assunzioni di personale, sia amministrativo che sanitario, con rapporti di lavoro a tempo indeterminato, figure professionali che entreranno a far parte in pianta stabile della Asl di Olbia: la preselezione di venerdì era rivolta ai laureati in giurisprudenza ed equipollenti, si tratta di 5 posti per collaboratore amministrativo, categoria D; il 13 marzo si svolgerà la prima prova per coprire 34 posti di collaboratore professionale sanitario infermiere, categoria D; poco prima dell’inizio dell’estate, si pensa verso giugno, si dovrebbe tenere il concorso per 26 assistenti amministrativi (diplomati)». Tra i concorsi per i quali è stata chiesta la pubblicazione sul Buras e sulla Gazzetta Ufficiale ci sono 4 posti per tecnici di radiologia, altri 6 posti di collaboratore amministrativo, categoria D, questa volta però rivolto ai laureati in Economia e commercio e equipollenti. A questi si aggiungono i concorsi della dirigenza medica, anche in questo caso è stata chiesta la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale; i posti da ricoprire saranno così suddivisi: 4 medicina interna, 3 cardiologia, 3 medicina e chirurgia e d’accettazione e d’urgenza, 2 ortopedia e traumatologia, 3 pediatria, 3 oncologia, 3 ginecologia e ostetricia, 4 di medicina fisica e riabilitazione, 3 di malattie metaboliche e diabetologia, 2 di otorinolaringoiatria, 1 di psichiatria, 3 di nefrologia e 1 di chirurgia generale.
«Io nutro la più completa fiducia verso il personale che fa parte delle commissioni concorsuali e che si sta accollando un lavoro duro e pressante che andrà avanti per oltre un anno - prosegue Lenzotti -: il consistente numero di domande pervenute alla Asl per i concorsi banditi dovrebbe far riflettere tutti sulla situazione in cui i giovani, e non solo, si trovano oggi ad affrontare il loro futuro, purtroppo caratterizzato da precariato e incertezza. Quella della Asl di Olbia è per loro un’occasione che ha l’obiettivo di ridurre il precariato all’interno della nostra azienda, che negli anni ha assunto personale qualificato ma con contratti a tempo determinato nell’unico intento di garantire comunque l’erogazione dei servizi. Per questo motivo ringrazio tutti i collaboratori precari che hanno lavorato per noi con serietà e competenza, ringrazio inoltre gli operatori che sono stati tirato in ballo personalmente dal vergognoso attacco dell’Rdb che possono avere come unica colpa quella di essere nati e cresciuti in una città delle dimensioni di Olbia e non in una metropoli».


9 marzo 2008 - Il Mattino

Dopo il caso del S. Giovanni Bosco si muove la Regione:
«Riorganizzare i centri salvavita»

Napoli - Domani mattina manifestazione dei precari del Policlinico presso il varco di via Pansini, e poi sit-in davanti all’edificio 11/H, dove si trova la direzione generale. Il coordinamento della Rdb-Cub e l’Rsu della Federico II hanno espresso solidarietà ai precari.


9 marzo 2008 - Liberazione

Ad aprile il caro-petrolio spingerà la bolletta di luce e gas a un aumento medio del 4%. Cgil, nervi tesi per un direttivo dai lunghi coltelli. Nascerà una nuova aggregrazione di sinistra?
di Fabio Sebastiani

Il sindacato è ancora una "Repubblica" fondata sul lavoro? Ruota intorno a questa semplice e definitiva domanda il Comitato direttivo che la Cgil ha in programma per il prossimo 12 marzo. E mercoledì si andrà a discutere proprio il "comma 1", la contrattazione. Ovvero, il peso del contratto nazionale e del salario. Il caro-petrolio, tanto per fare qualche cifra, spingerà la bolletta di luce e gas a un aumento medio del 4% ad aprile, una maggiore spesa per le famiglie italiane di oltre 57 euro su base annua.
Costretta da Cisl e Confindustria, in un momento in cui incombono le elezioni, e almeno due segretari nazionali in scadenza (Paolo Nerozzi e Achille Passoni) sono arruolati nelle liste del Pd, la Cgil prova ad interrogarsi sul valore dell'autonomia e sul ruolo della democrazia nel rapporto con i lavoratori. Probabilmente non succederà nulla il 12 marzo. E assisteremo solo ad alcuni boatos seguiti da un sostanziale rinvio dello scontro. Oppure, potrebbe succedere qualcosa di più serio. «Comunque si voterà - sottolinea Giorgio Cremaschi - fosse anche la decisione di rimandare tutto». L'equilibrio raggiunto al quindicesimo congresso, grazie al quale la sinistra fu ammessa nella maggioranza, subirà più di qualche scossone. In questi giorni le diplomazie sotterranee hanno lavorato per esplorare la possibilità di una via d'uscita pacifica. Ma il risultato ottenuto, nei contenuti, è stato piuttosto deludente. Pesa certamente il fatto che il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani si sia già in qualche modo impegnato con Cisl e Uil sottoscrivendo un lungo e dettagliato documento sulla riforma dei modelli contrattuali. Come ha sottolineato Maurizio Zipponi, ex-sindacalista, ora responsabile del dipartimento Lavoro ed Economia del Prc, «si aprirà una seria discussione tra i liberaldemocratici vicini al Pd e tutti gli altri, che saranno costretti a definire una nuova e inedita aggregazione di sinistra all'interno della Cgil». «Fuori dalle logiche della cinghia di trasmissione», precisa Zipponi in un articolo comparso su Left .
Messa così, la nuova sinistra sindacale potrebbe assumere la seguente una fisionomia che va da Lavoro e Società, guidata da Nicola Nicolosi, a Gianni Rinaldini, segretario della Fiom, passando per Giorgio Cremaschi, Dino Greco, Ferruccio Danini e Carlo Baldini.
«Con la scelta di candidare due membri della segreteria nel Pd - dichiara a Liberazione Danini - la Cgil ha fatto una scelta netta di schieramento». «E' chiaro che questo fatto politico - aggiunge - si colloca in rapporto all'accordo sui modelli contrattuali». L'obiettivo, secondo Danini, è quello di espungere il conflitto dalle vertenze sindacali, a cominciare da "il padre di tutti i conflitti", il contratto nazionale. «Il documento firmato con Cisl e Uil - continua Danini - non è il frutto di una politica sindacale ma della subalternità a quel quadro politico, considerandolo come l'unico possibile». Cosa deve fare la sinistra sindacale? «Deve riconquistare il sindacato a una politica sindacale e riportare i lavoratori dentro il merito».
Ci saranno almeno altri due appuntamenti per discutere delle prospettive della sinistra sindacale. Uno è l'assemblea del 14 marzo a Milano dell'area 28 aprile, al quale sono stati invitati anche Cobas e Rdb. L'altro è un "Appunti di programma", organizzato da Lavoro Società, dove oltre ad una serie di economisti (Romano, Pizzuti, Roccella e Realfonzo) prenderanno la parola anche segretari generali come Betty Leone (Spi-Cgil) e Mimmo Pantaleo (Cgil Puglia). Si parlerà di «lavoro buono e costituente» e della partecipazione dei lavoratori allo «sviluppo democratico della società».


9 marzo 2008 - Il Sole 24 Ore

Al via dal 24 marzo - La società anticiperà i fondi necessari
Accordo Sea: cassa per 900 Stop a turnover e consulenze

MILANO - Dopo due giorni di negoziati serrati, l'accordo è arrivato sabato all'alba. Dal 24 marzo 350 dipendenti di Sea, la società che gestisce gli scali lombardi, e 550 di Sea Handling, la società del gruppo di via Forlanini più colpita dal disimpegno di Alitalia su Malpensa, saranno messi in cassa integrazione per un massimo di 24 mesi. Un provvedimento, spiega il gestore in una nota, «necessario per far fronte alla situazione di crisi generata dal de-hubbing di Malpensa operato da Alitalia».
In questo modo si «alleggerirà la situazione economica del gruppo che con la riduzione di traffico stimabile in circa 6 milioni di passeggeri avrà una contrazione dei proventi su base annua stimabile in oltre 70 milioni di euro».
Nel dettaglio: la cassa riguarderà, attraverso un criterio solidaristico che le rappresentanze sindacali hanno chiesto espressamente, sia lavoratori di Malpensa che di Linate. Uno scalo che pure non ne necessiterebbe, visto che la stessa Magliana aumenterà i voli sullo scalo cittadino. Il meccanismo di erogazione sarà invece a rotazione: ogni lavoratore resterà in cig per massimo dieci giorni alla volta, così da salvaguardare tutti gli istituti e spalmare con equilibrio i disagi. E percepirà l'80% del reddito, che verrà anticipato da Sea: circa mille euro garantiti dall'Inps e la quota restantedal fondo bilaterale "volo".
Secondo calcoli dei sindacati, che si dicono «soddisfatti di un accordo che evita gli esuberi » (tranne Cub e Slai che non hanno firmato mentre Sdl si riserva una decisione lunedì), ogni addetto coinvolto e inquadrato in un livello medio perderà 11 euro per ogni giorno di cassa.
Nel frattempo, da settimana prossima partirà anche la mobilità per chi ha già maturato l'età pensionabile e per chi la raggiungerà nei prossimi due anni (circa 150 addetti). L'accordo, infine, prevede il blocco del turnover e delle nuove consulenze.
D'altronde Sea si trova a gestire un evento senza precedenti che comporta l'assunzione di responsabilità a tutti i livelli, quadri e dirigenti. «L'accordo rappresenta un risultato estremamente importante - ha concluso il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi- ma è solo il primo passo di un lungo percorso che ci vedrà impegnati per riportare l'azienda ai livelli di produttività di oggi».Al termine dei due anni, i lavoratori rientreranno in azienda.(M.Alf.)


8 marzo 2008 - Corriere Mercantile

REFERENDUM RDB ALLE AGENZIE FISCALI
NO ALL'IPOTESI DI CONTRATTO
Nel referendum organizzato da Rdb-Cub fra i lavoratori delle Agenzie Fiscali sull'ipotesi di contratto del comparto, sottoscritto il 25 febbraio, il 90% del lavoratori ha detto "no".

Genova - "Non siamo né fannulloni, né assenteisti – dice Antonio Tortorella dell'esecutivo Regionale RdB/CUB Agenzie Fiscali – I dati sul boom delle entrate fiscali e dei vari tesoretti ne danno la prova. Tutto questo mentre i lavoratori attendono da oltre 26 mesi il rinnovo contrattuale"
I dati non sono ancora quelli definitivi, perché il referendum, durato due giorni, è terminato ieri e lo spoglio ieri sera non era del tutto completato, ma non dovrebbero esserci stravolgimenti, precisa Tortorella. Al referendum ha votato circa il 53% dei dipendenti dell'Agenzia delle Entrate in Liguria e il 55% dell'Agenzia del Territorio, cioè il vecchio catasto.
"Nessuna delle rivendicazioni dei lavoratori dopo più di un mese di mobilitazione è stata inserita nel contratto – aggiunge Tortorella – ma solo i contenuti del Memorandum sul pubblico impiego. Contenuti utili unicamente a perseguire lo smantellamento dei servizi pubblici per i cittadini - prosegue Tortorella - Il messaggio alle sigle confederali firmatarie dell’ipotesi del contratto è stato chiaro: no a esternalizzazioni e privatizzazioni dannose ai cittadini, no alla carriere basasta solo su valutazioni soggettive, no all'inasprimento delle sanzioni disciplinari, no alla tassa sulla malattia, no al vincolo della firma dei Contratti collettivi nazionali per continuare a tutelare diritti".


8 marzo 2008 - La Tribuna di Treviso

Dopo due ore di serrato dibattito sindacato e azienda firmano l’accordo. Ai lavoratori la possibilità di rientrare dopo la fase sperimentale
Dipendenti-Usl 8: pace dal prefetto
Sciopero sospeso e verifica a fine anno del passaggio alla Asolo Hospital

CASTELFRANCO - Dopo due ore e più di serrato dibattito, pace fatta davanti al viceprefetto tra direzione Usl 8 e sindacato. Le RdB-Cub (Rappresentanze sindacali di Base) sospendono lo stato di agitazione e revocano lo sciopero annunciato per il trasferimento di 76 cuochi, manutentori e sterilizzatori alla Asolo Hospital Service spa. L’Usl 8 si impegna a una verifica a fine anno sul passaggio dei lavoratori.
Ieri a mezzogiorno davanti al viceprefetto Bonadies c’è stato l’atteso chiarimento tra direzione dell’Usl 8 e sindacato. All’incontro erano presenti anche due rappresentati della Asolo Hospital Service spa, la società assegnataria del project financing che gestirà cucine, officine e sterilizzazione degli ospedali di Castelfranco e Montebelluna per i prossimi 27 anni. Per l’Usl 8 sono intervenuti il direttore generale Renato Mason e il direttore amministrativo Mario Po’. Germano Raniero e Federico Martelletto delle RdB si sono presentati forti delle firme raccolte tra i dipendenti a un documento con cui chiedevano la sospensione dei trasferimenti alla Asolo Hospital Service. Alla fine l’accordo. Il sindacato ha sospeso temporaneamente lo stato di agitazione in attesa della trattiva con l’azienda sulla gestione dei trasferimenti, prevista entro fine mese. L’azienda sanitaria ha posto un primo punto fermo: si è impegnata a impiegare nei servizi gestiti direttamente i lavoratori che esprimano la scelta di non passare alla Asolo Hospital Service. La situazione sarà definita entro fine anno. Prima ci sarà una fase sperimentale, durante la quale tutti i 76 lavoratori di cucine, officine e sterilizzazione passerranno all’ati (associazione temporanea d’imprese) assegnataria del project. Nei prossimi mesi l’Usl con il sindacato valuterà le possibilità di un impiego professionale di questi dipendenti, compatibile con i servizi gestiti dall’azienda sanitaria. «Abbiamo incontrato una buona disponibilità al dialogo da parte della direzione dell’Usl - ammettono i rappresentanti delle RdB - Nei prossimi giorni informeremo i lavoratori su quanto deciso».


8 marzo 2008 - La Nazione

Firenza. UNA SERIE di problemi strutturali e organizzativi irrisolti all’ospedale...

Firenza - UNA SERIE di problemi strutturali e organizzativi irrisolti all’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, le difficoltà del Serristori di Figline, la mancata riapertura — dopo l’incendio che l’ha distrutto, a maggio dello scorso anno — del distretto sanitario del quartiere di Gavinana, in via di Ripoli. Sono questi, e un lungo elenco di altri, i motivi che hanno spinto le Rappresentanze sindacali di base a chiedere «che l’Asl10 provveda immediatamente al ripristino di tutti i servizi». «In mancanza di soluzioni condivise — scrive in una nota Sergio Scortecci, della Rdb Cub —, saremo costretti ad aprire un percorso di conflitto sindacale con l’azienda, chiamando i lavoratori a iniziative di lotta e di sciopero».
E’ stata aperta la procedura di conciliazione richiesta dalla Rdb al prefetto. Il sindacato è fortemente preoccupato per il futuro dell’Annunziata «che con i suoi problemi strutturali irrisolti ha aggravato una situazione interna già difficile, facendo rischiare al presidio ospedaliero un declassamento con danno per i lavoratori e per l’utenza». Nell’elenco dei problemi dell’Osma, si parte dalla gara d’appalto del pronto soccorso «che dev’essere rifatta», per la Rdb. Cosa che «determinerà l’allungamento dei tempi nei quali poteva essere sanata una condizione strutturale che mette in seria difficoltà il servizio».
Ma nel mirino c’è anche l’«esternalizzazione del servizio di accompagnamento pazienti, il barellaggio, oltre alle croniche carenze di personale un po’ in tutti i servizi e per tutte le mansioni.
QUANTO all’ospedale Serristori di Figline, «esistono gravi disorganizzazioni» oltre «alla carenza di personale che attraversa tutti i servizi e induce violazioni continue delle norme contrattuali e un uso eccessivo e improprio della pronta disponibilità del personale».
«Di fronte a questa situazione — conclude Scortecci — la direzione ha abbandonato i servizi, preoccupandosi esclusivamente del budget e di favorire processi di privatizzazione dei servizi più onerosi per i sistema sanitario pubblico».(I.U.)


8 marzo 2008 - Il Mattino di Padova

GLI STRASCICHI DELLA VERTENZA TNT
Legacoop: «Nessuna discriminazione»

LIMENA - Il presidio permanente dei lavoratori della Tnt giovedì mattina era «in trasferta» a Cadoneghe, di fronte alla sede della Crp, cooperativa di servizi che fa parte del consorzio Corso e che ha ottenuto l’appalto della gestione del magazzino alla Tnt limenese. Secondo l’Adl Cobas alcuni lavoratori non sarebbero stati ancora reintegrati al lavoro perché si sono esposti nella lotta per riottenere il posto di lavoro al magazzino della Tnt. Una lotta lunga e dura, ma che alla fine ha sortito gli effetti desiderati. «Credo che ci sia tanta confusione e che la situazione venga esasperata esclusivamente a fini politici - ribatte Devis Rizzo di Legacoop - Noi non facciamo politica, ma lavoriamo nel rispetto degli accordi firmati da tutti difronte al Prefetto». Secondo i Cobas esisterebbe invece una lista nera, redatta da Tnt, con il preciso intento di impedire ai lavoratori impegnati nella rivendicazione sindacale di tornare a lavorare al loro posto all’interno della cooperativa che ora si occupa del servizio. «L’unica lista nera è quella che i Cobas hanno stilato, per obbligarci con proteste intimidatorie e far rientrare i loro affiliati a scapito degli altri lavoratori - incalza Guido Rosa, per il Consorzio di cooperative Corso - Le tre liste di lavoratori da far rientrare alla Tnt sono state consegnate al Prefetto, difronte al quale è stato siglato un protocollo tra le parti, per pianificare la normalizzazione della situazione che si era innescata a gennaio». Siglato l’accordo, il Consorzio Corso, nuovo appaltatore, aveva contattato tutti i lavoratori che lavoravano per Fast Coop e che erano rimasti senza occupazione quando questa aveva rescisso il contratto con Tnt per la gestione del magazzino. «Di questi, alcuni avevano trovato nel frattempo un altro lavoro, mentre la maggior parte degli altri, dopo essersi iscritta alle liste di mobilità, è ritornata alla Tnt - continua Rosa - Ne mancano alcuni e sono quelli che, pur contattati, i Cobas hanno tenuto lontani da noi, impedendo loro, di fatto, di riottenere un lavoro». Privi di sostentamento comunque non sono, perché con le trattative sono riusciti ad avere in garanzia 850 euro al mese fino al loro ritorno al lavoro. «Quello che nessuno ricorda a questi lavoratori è che, se vogliono trovare un posto altrove, lo devono comunicare al consorzio Gesconet, che gestiva il magazzino prima di noi, che verserà loro come "buona uscita" 4.000 euro» conclude.(cri.s.)


8 marzo 2008 - L'Unione Sarda

Asl. Maxi concorso e polemiche: «Così sconfiggiamo il precariato»

Gallura - Si è svolta regolarmente ieri pomeriggio alla Fiera di Cagliari la preselezione per cinque posti di collaboratore amministrativo Asl alla quale hanno partecipato circa ottocento laureati da tutta la Sardegna. Il maxi concorso è stato al centro di un duro attacco delle rappresentanze sindacali di base al quale ha risposto ieri il direttore generale Giorgio Lenzotti. «L'unico interesse della Asl è quello di fare i concorsi, bloccati in Gallura da anni e per i quali abbiamo iniziato una lunga stagione concorsuale che mira a sconfiggere il precariato che nella Asl 2 va avanti da troppo tempo», spiega il manager: «Non stupisce l'atteggiamento della Rdb che si conferma un sindacato che ha come unica strategia d'azione la destabilizzazione e la creazione di un clima di sfiducia all'interno dell'Azienda». Sono previste oltre cento future assunzioni a tempo indeterminato «Io nutro la più completa fiducia verso il personale che fa parte delle commissioni concorsuali e che si sta accollando un lavoro duro e pressante che andrà avanti per oltre un anno», continua Lenzotti: «Il consistente numero di domande dovrebbe far riflettere tutti sulla situazione in cui i giovani, e non solo, si trovano oggi ad affrontare il loro futuro, purtroppo caratterizzato da precariato e incertezza».


8 marzo 2008 - Cronache del Mezzogiorno

Università nella bufera - Stabilizzati 70 precari, scoppia il caos
Protestano i sindacati di base RdB-CUB: " La procedura non è stata trasparente"
di Ida Papandrea

Salerno - I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto un incontro con il rettore Pasquino per ottenere dei chiarimenti sulla vicenda. Ma c'è pure un'altra grana: nello scorso mese di dicembre i buoni pasto al personale tecnico amministrativo sono stati sospesi. Nubi di tempesta sull’Ateneo salernitano. Scende l'ombra dello scandalo sulle procedure avviate per stabilizzare a1cuni lavoratori precari all’interno dell'organico dell'Università degli studi di Fisciano. Le rappresentanze sindacali di base Rdb-Cub del pubblico impiego hanno chiesto immeditaamente una riunione chiarificatrice con Raimondo Pasquino, Rettore dell’ateneo. Un incontro, nel corso del quale il Magnifico Rettore relazioni in maniera chiara sulla nuova programmazione del fabbisogno di personale messa in atto per il prossimo anno accademico, ricompresa nell'ambito del piano triennale 2007-2009, e successivamente di avviare seduta stante la relativa contrattazione, Soprattutto, che sì faccia chiarezza su una situazione che, secondo quanto denunciato dalle rappresentanze sindacali di base, non sarebbe avvenuta proprio alla luce del sole. Fonte dello scandalo, un comunicato sindacale della Cisl che nelle mani dei sindacati sta diventando una vera e propria letterascarlatta. Inevitabile prova d'accusa, se quanto comunicato corrisponde a verità. Ovvero, che sia effettivamente avvenuta la stabilizzazione di circa 70 lavoratori precari all'interno dell'Università. Che in tal caso però, stando al capo d'accusa sarebbe avvenuta senza la legittimazione per trasparenza e per legge della contrattazione aziendale che ne prevede la comunicazione e la trattativa con le rappresentanze sindacali elette nell'ateneo, insieme ai lavoratori elette nelle Rsu. Tutte le rappresentanze sindacali, specificano dalle fila della Rdb-Cub pubblico impiego. La qual cosa, invece, non sarebbe avvenuta affatto. L’apertura delle trattative per debellare la precarietà di stato nel pubblico impiego degli aventi diritto, tra l'altro ampiamente prevista nelle leggi finanziarie sia del 2006 che dell'anno appena trascorso, è un problema che alle Rappresentanze sindacali di base è sempre stato particolarmente a cuore. Una necessità, un diritto richiesto a gran voce da tempo. E poi, secondo quanto riportato, ottenuto per vie traverse, senza una reale contrattazione. Senza che neppure sia chiaro neanche da chi questa iniziativa sia partita. Ne in base a quale criterio siano state individuate le persone che dalla precarietà sono passate alla stabilizzazione. Lasciando comunque a terra ancora molti, troppi lavoratori che sul loro futuro continuano a non avere nessuna garanzia. Stabilizzare subito, "stabilizzare davvero", questo quanto chiedono le Rdb. Nel frattempo, al personale tecnico amministrativo dal dicembre scorso è stata sospesa l'erogazione dei buoni pasto, e scaduto il contratto nazionale di lavoro. Ma anche di questo le rappresentanze sindacali hanno intenzione di chiedere ragione al Magnifico Rettore.


8 marzo 2008 - Bari live

L'appuntamento è nel centro culturale "Abusuan" nel Borgo antico domani 9 marzo dalle ore 16.30
Intorno all’8 marzo, la festa dell'"integrazione" della donna
Musica, cibo e riflessioni sulla difficile condizione di donna e migrante
di Giampietro Occhiofino

Bari - "Intorno all’8 marzo, le donne, la pace, l’accoglienza, i desideri, l’arte". E’ il titolo dell’iniziativa, organizzata dal Collettivo donne dello Sportello Immigrati RdB/Cub-Bari, prevista nella nostra città domenica 9 marzo. Un giorno di festa e di riflessione, sicuramente diverso dalle altre celebrazioni in nome delle conquiste e delle lotte del genere femminile. Il programma prevede una "conversazione attorno all’otto Marzo", condita da una degustazione di thè. Le immigrate presenti in terra di Bari potranno sedersi a un tavolo e dare voce alle loro storie, aspirazioni, al significato da attribuire nell’oggi all'accoglienza e alla pace. A seguire, ci sarà la proiezione del film-documentario "Aidha, colei che parte, ma ritorna". Il film, prodotto dalla Comunità Oasi 2 S. Francesco Onlus, con il contributo dell’assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, è il racconto di tre donne provenienti da altrettanti luoghi diversi. Bintu è senegalese e ha una bancarella. Ana, invece, viene dal Brasile, insegna danza e opera nel sociale. Si è sposata con un italiano e con lui ha avuto una figlia. Fatima è marocchina, dopo anni di lavoro come lavoratrice domestica, recentemente è riuscita ad aprire una ‘kebaberia’. Ha quattro figli. Per un caso della vita e per necessità le loro storie e i loro sogni approdano in Puglia. In quasi un'ora di girato, il film narra la migrazione al femminile spesso difficoltosa e carica di problematiche psicologiche, affettive ed economiche. Lo fa attraverso le interviste di tre donne, con l’obiettivo di restituire dignità a soggetti fragili come loro, spesso oggetto di una duplice potenziale discriminazione: quella causata dalla condizione di migrante e quella di donna in una società ancora troppo condizionata da vecchi stereotipi. Poi, a partire dalle ore 20, canti, balli, musica. Il tutto accompagnato da una degustazione etnica, un’occasione per festeggiare un’importante ricorrenza, per tutte le donne che vengono da lontano. L’iniziativa, aperta al pubblico, si terrà domani nel centro culturale "Abusuan" in via Vallisa nel Borgo antico, a partire dalle ore 16.30.


8 marzo 2008 - Il Gazzettino

Treviso - Usl 8, ora si tratta...
di Laura Bon

Treviso - Usl 8, ora si tratta. Il sindacato Cub, che aveva proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti degli ospedali di Montebelluna e Castelfranco di fronte all'esternalizzazione di 76 di loro, passati in servizio all'Asolo Hospital Service, nell'ambito degli accordi previsti dal project financing, sospende le iniziative di lotta, in particolare lo sciopero che era stato previsto per i prossimi giorni, e avvia la trattativa con l'azienda.Il tutto è stato deciso ieri in occasione dell'incontro in Prefettura, alla presenza dei delegati sindacali, dei vertici dell'Usl 8 e di quelli dell'azienda privata, l'Asolo Hospital service appunto. In sostanza, come si intuisce dal documento ufficiale, l'apertura delle trattative dovrebbe portare, entro fine anno, a valutare il possibile reinserimento del personale, o almeno una parte dello stesso, negli organici dell'Usl. "Il sindacato -recita il documento firmato dalle parti- dichiara la volontà di sospendere temporaneamente lo stato di agitazione in attesa della trattativa, che avverrà entro fine mese, per la formalizzazione scritta di un documento contenente le assicurazioni oggi ottenute da parte dell'azienda di impiegare i lavoratori nei tempi concordati presso i servizi gestiti dalla stessa azienda".Per quanto riguarda l'Usl, rappresentata dal direttore generale Renato Mason e da quello amministrativo Mario Po, c'è la disponibilità "ad esaminare la situazione complessiva del servizio previsto dall'articolo 35 del Project financing verso fine anno/inizio 2009 dopo adeguato periodo sperimentale per accertare i casi di possibile utilizzo del personale oggi assegnato ad Asolo Hospital Service per un suo impiego professionale compatibile nel servizi dell'Usl 8: tutto questo sarà oggetto di trattativa nel prossimo incontro sindacale"."Siamo soddisfatti dell'accordo -spiega il sindacalista Federico Martelletto- anche perché siamo partiti da una posizione di assoluta chiusura. Certamente dobbiamo arrivare ad una reintegrazione di tutti i lavoratori nei servizi dell'Usl".


8 marzo 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Rsu comunale pronta al confronto sulla questione holding...

Civitavecchia - Rsu comunale pronta al confronto sulla questione holding, se si annulla il verbale dell'11 febbraio. «Quel verbale - spiegano i rappresentanti dell'Rsu - non è valido perché non sono stati riportati gli interventi fatti dalle sigle sindacali e soprattutto da noi, unico soggetto preposto alla contrattazione. Non accettiamo le posizioni dei confederali che si devono limitare a confrontarsi con l'amministrazione sugli indirizzi da seguire». Questo quanto spiegato dai rappresentanti Rsu, nella conferenza stampa di ieri. «Abbiamo abbandonato la riunione precedente perché - commentano - vogliamo ricondurre tutta la faccenda nell'ambito della contrattazione e reiniziare l'iter». Posizione, questa, condivisa dalla maggioranza dei rappresenti comunali e dalle sigle Rdb e Uil funzione pubblica. Sulla vertenza, per cui si dovrà attendere l'11 aprile per conoscere il responso, l'Rsu afferma «ci aspettiamo che il giudice sospenda gli effetti della delibera in questione, propedeutico ad un confronto sincero tra le parti». Rispetto alle voci di un commissariamento della Uil Fpl, Fabio Napoleoni le ha smentite affermando che «il mio sindacato, viste le difficoltà di giungere a una trattazione proficua, ha ritenuto opportuno passare il tutto nelle mani del provinciale, ma non sono stato esautorato».(Giu.Am.)


8 marzo 2008 - Tuscia web

Viterbo - Rdb "Se continua cosi la Cgil non andrà lontano"

Riceviamo e pubblichiamo - A pochi mesi dalla grande affermazione della RdB CUB nelle elezioni delle RSU all’Agenzia delle Entrate di Viterbo cresce ancora di più il sostegno dei lavoratori alle iniziative della RdB. Nel caso specifico al referendum indetto dal Sindacato di base sulla firma del contratto appena siglato e sulla sua bontà, i lavoratori non hanno dubbi. Su 172 aventi diritto al voto, hanno partecipato alla consultazione 123 dipendenti, hanno sonoramente bocciato il contratto in 112, ed in 107 hanno chiesto alla RdB CUB di sottoscriverlo ugualmente per consentire all’unico sindacato veramente vicino ai lavoratori di partecipare alle trattative di secondo livello, per impedire ulteriori scempi da parte dei soliti confederali. In un ente in cui la Cgil è sparita e la Cisl arranca, continua l’avanzata ed il sostegno alla RdB, i lavoratori hanno scelto una nuova via fatta di consapevolezza, determinazione ed anche passione, che non esiste più nei sindacati tradizionali, ora si spiega lo "stridio" di Cgil e Cisl del comune di Vasanello, che cercano con antistorici lacci e laccioli di impedire ai lavoratori di ascoltare la voce della RdB, non si rendono conto che la marea è cambiata, non è riparandosi dietro a privilegi di leggi fatte su misura per loro che si salveranno, ( ricordo che addirittura nel privato Cgil, Cisl e Uil, si sono riservati il 30% dei delegati alle Rsu per legge e cercano nel pubblico di fare leggi e regole analoghe, - se non sei d’accordo e non firmi i contratti non puoi partecipare alle trattative -, questo anche escludendo chi rappresenta il 30% ed oltre del personale. È chiaro che se l’episodio di Vasanello si tramuta in un atteggiamento generale la RdB non resterà a guardare. Ricordiamo agli amici della Cgil, che la controparte non siamo noi od altre organizzazioni sindacali, ma sono le amministrazioni ed i padroni, avere allo stesso tavolo più interlocutori aiuta solo ad avere più pareri e per parafrasare una frase detta da esponenti della Cgil, è vero la Cgil viene da lontano, ... ma se a Viterbo continua così, non crediamo che andrà lontano.
RdB Cub Viterbo - Lino Rocchi


8 marzo 2008 - La Provincia di Sondrio

Prima il convegno, poi il Circo abusivo per le donne in festa

Sondrio - (a.o.) In occasione della Festa della donna, di cui oggi ricorre il 100° anniversario, sono in programma nel capoluogo valtellinese due iniziative che mirano a riportare, al di là dei luoghi comuni, l'attenzione sulla figura femminile nella sua interezza e peculiarità cogliendo le molteplici sfaccettature dell'universo femminile. Dalle 14.30 alla sala Vitali del Credito valtellinese si svolgerà l'incontro pubblico promosso dal movimento di donne "Usciamo dal silenzio" in collaborazione con Agenzia per la Pace, Anpi, Anteas, Arcobaleno, Arci Demos, Arci Sondrio, Auser, Cgil-Cisl-Uil, Cittadini/e per Sondrio città aperta, Collegio delle Ostetriche della provincia di Sondrio, Issrec, Il Mondo, Scuola e Diritti, RdB, wwf Valtellina e Valchiavenna, sul tema "Non tacere la violenza" e che vedrà affrontare questa problematica da diverse angolazioni: dalla nascita al lavoro al mondo giuridico alle iniziative messe in campo dalle istituzioni e dalle associazioni. «Con l'iniziativa di oggi - spiega Marina Pensa, una delle promotrici - vogliamo risvegliare l'attenzione della popolazione su questo argomento che viene considerato ancora come un fatto privato mentre riteniamo che investa l'intera società e i poteri pubblici hanno il dovere di farsi carico di questa problematica. Ci rivolgiamo non solo alle donne ma anche agli uomini perché colgano l'occasione per interrogarsi su quanto è in loro potere per contribuire a creare un mondo migliore». A seguire sarà allestito uno stand per la raccolta firme a sostegno della lettera aperta al presidente della Provincia per un impegno politico da parte della sua amministrazione su questa delicata questione e si svolgerà un concerto con il meglio dei ritmi del gruppo «Circo Abusivo». Altro appuntamento è quello organizzato dall'associazione Argonaute che questa sera, dalle 20.45 alla sala Vitali si occuperà di "Profili d'Oriente. Sguardi sull'universo femminile". Maria Marchesi, docente di lingue, presenterà e commenterà immagini realizzate da Sergio Castiglioni.


8 marzo 2008 - RTM radio

Modica: Sciopero indetto dalla Cgil, della Uil e la Cub Trasporti per mancati pagamenti degli stipendi

Modica - A muso duro le organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori della società mista Modica Multiservizi. Ieri, infatti, la Funzione Pubblica della Cgil, della Uil e la Cub Trasporti, hanno proclamato lo stato di agitazione degli oltre cento lavoratori ma anche una giornata di sciopero. Martedi pomeriggio, intanto, dalle 15.30 alle 17, il personale dipendente della Multiservizi, si riuniranno in un sit in in piazza Principe di Napoli, antistante il palazzo comunale, per protestare civilmente e silenziosamente. La protesta verrà attuata per il mancato pagamento degli stipendi relativi ai mesi di gennaio e febbraio. Soltanto nelle scorse settimane, i lavoratori hanno ricevuto lo stipendio del mese di dicembre. I dipendenti della Multiservizi, inoltre, si asterranno dal lavoro il 18 marzo con queste modalità: i dipendenti che lavorano nei servizi in orario antimeridiano, incroceranno le braccia dalle 7 alle 9; quelli che lavorano in orario pomeridiano, si asterranno dal lavoro dalle 16 alle 18. Le organizzazioni sindacali fanno sapere, inoltre, che il pagamento di una sola mensilità, quella di gennaio. non determinerà da parte dei lavoratori alcuna revoca delle iniziative di lotta già programmate, in quanto i ritardi nel pagamento degli stipendi non è più tollerabile per le famiglie dei dipendenti della Multiservizi. Già nei mesi scorsi si era aperta una vertenza in quanto la società mista ha pagato soltanto parte delle mensilità arretrate. Il comune, dal canto suo, ha un debito di oltre 3 milioni di euro con la società partecipata, per cui a piangerne le conseguenze sono i dipendenti che, adesso, fanno la voce grossa tramite i propri rappresentanti di categoria per avere quanto loro di diritto.


7 marzo 2008 - Agi

SICUREZZA LAVORO: RDB, UN DECRETO MODIFICATO AL RIBASSO

(AGI) - Roma, 7 mar. - "Dopo il balletto dei giorni scorsi tra rappresentanti del Governo e le organizzazioni datoriali - Lega delle Cooperative compresa - il decreto sulla sicurezza viene modificato cedendo ancora una volta alle richieste di una classe imprenditoriale che intende continuare a rischiare il meno possibile per le proprie continue inadempienze in materia di sicurezza", lo sostiene la Federazione naizonale delle Rappresentanze di Base in una nota. "Rispetto al precedente testo, che per una serie di inadempienze gravissime prevedeva l'arresto da sei mesi a due anni, con questo decreto il governo uscente 'regala' una diminuzione a 18 mesi commutabile in un'ammenda da 8 a 24 mila euro: ancora una volta, di fatto, la vita del lavoratore vale qualche euro, e questo non puo' rappresentare un deterrente serio e credibile. Il continuo massacro quotidiano sul lavoro imporrebbe inoltre un maggior controllo, e dovrebbe prevedere a questo fine l'assunzione di migliaia di ispettori. Cosi' come sarebbe necessario che gli ispettori del lavoro non fossero distolti dalla propria attivita' con gli impegni in commissioni, arbitrati e consulenze; oppure trasferiti, come e' avvenuto per circa cento ispettori del lavoro della Direzione Provinciale di Roma, passati invece alla sede centrale del Ministero del Lavoro, che potrebbero essere utilizzati sul territorio a tutela dei diritti dei lavoratori e a salvaguardia della sicurezza dei luoghi di lavoro. Per le RdB-CUB e' indispensabile che il movimento dei lavoratori risponda con fermezza a chi, come Confindustria e Governi di riferimento, vuole imporre ulteriori arretramenti in termini di diritti, di dignita', di sicurezza e di salario, cosi' come e' indispensabile abrogare l'insieme delle leggi liberiste che hanno determinato flessibilita' e precarieta'".


7 marzo 2008 - Omniroma

SINDACATO, CUB: MINACCE A DELEGATO FLAICA A RIDOSSO ELEZIONI COOP

(OMNIROMA) Roma, 07 mar - «Questa mattina a Roma un delegato sindacale della Flaica-Cub nella Coop di Via Laurentina ha avuto la spiacevole sorpresa di ritrovare la propria macchina, lasciata nel parcheggio del negozio, con le quattro gomme squarciate. Questo episodio si verifica dopo una serie di altre intimidazioni ricevute dal delegato sindacale, e cade a ridosso delle elezioni per la costituzione delle Rsu - che nella Coop di Via Laurentina si terranno nei giorni 21 e 22 marzo - aperte, per la prima volta nella storia della Coop, anche ai sindacati di base. Bisogna ricordare che per veder riconosciuto il diritto di presentare proprie liste a queste elezioni la Flaica, stante la stregua opposizione di Cgil Cisl Uil e della stessa Coop, ha dovuto fare ricorso al Tribunale di Roma». Così in una nota sindacale. «La Flaica-Cub esprime solidarietà al delegato che ha subìto un atto di chiaro intento intimidatorio - dichiara Giancarlo Desiderati, segretario provinciale della Flaica Cub di Roma - Bisogna evidenziare che negli ultimi anni il clima nelle catene commerciali della grande distribuzione è profondamente mutato. L'ignobile aggressione ai danni della lavoratrice Esselunga, picchiata dopo aver denunciato le vessazioni a cui era sottoposta, la dice lunga su quali mezzi si sia giunti ad adoperare per assoggettare i lavoratori. Il nostro delegato è stato forse considerato colpevole di voler rompere le catene che legano il lavoratori dei centri commerciali alle gerarchie delle Coop e della casta dei sindacati di stato. Ma le Coop non erano un luogo in cui vige anche uno spirito mutualistico dei diritti e della dignità delle persone che vi lavorano?».


7 marzo 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. MARTEDI' SANGALLI RICEVE ADDETTI EX-DORO
LAVORATORI CHIEDONO A PROVINCIA ACCESSO AD ANTICIPO DEI TFR

(DIRE) Bologna, 7 mar. - Sara' direttamente il numero uno della Camera di commercio di Bologna, Giancarlo Sangalli, nonche' ex presidente dell'aeroporto Marconi, a ricevere i 31 lavoratori ex Doro group ancora senza un lavoro e senza stipendio dall'estate scorsa. L'incontro e' stato fissato per martedi' prossimo, 11 marzo, alle 10. E' questo il risultato del presidio organizzato oggi sotto le finestre della Camera di commercio, in piazza della Mercanzia. Nonostante la pioggia e il freddo i manifestanti erano circa una trentina, riferisce Cristian Andrea Urso della Uil Trasporti. "Il presidio e' andato bene- commenta in serata il sindacalista- con Sangalli speriamo di fare una quadra: in quanto azionista di maggioranza, la Camera di commercio puo' dare parecchie risposte ai nostri problemi". In effetti, "il tempo stringe- afferma Urso- anche oggi mi sono arrivati alcuni sms preoccupanti da parte di lavoratori disperati". Sempre per la prossima settimana, e per la precisione giovedi' 13 marzo, e' stato confermato lo sciopero di quattro ore, indetto da Rdb e Uil. "Stiamo pensando di fare anche una manifestazione in quella stessa giornata", anticipa Urso. Nel frattempo, gli addetti ex Doro si sono rivolti anche alla Provincia di Bologna, per poter usufruire dell'accordo siglato da Palazzo Malvezzi con le banche e ottenere cosi' un anticipo di 5.000 euro sul Tfr o sulla liquidazione.


7 marzo 2008 - Roma Salute News

Aumentano i disagi per gli utenti che si rivolgono al 118. Pochi mezzi e straordinari del 100% per gli operatori
Pochi posti nei reparti e la barella si trasforma in un letto
I tempi d’intervento del 118 vanno ormai ben oltre gli otto minuti previsti sulla carta. Turni massacranti per gli operatori e sconfinamento dei mezzi dalle zone territoriali di competenza
di Gianluca Cicinelli
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Roma - Non funzionava, non funziona e sembra destinato ad andare peggio. La strategia per evitare il congestionamento dei pronto soccorso varata da Regione e 118, che prevede la messa in campo di una task-force e l'introduzione di un "bed manager", non ha cancellato i disagi. Anzi nella seconda metà di febbraio i pazienti in attesa di un ricovero sulle lettighe sono aumentati, così come le ambulanze bloccate per la mancanza delle barelle interne all'ospedale su cui visitare i malati appena trasportati. Dall'assessorato alla Sanità del Lazio fanno sapere che è ancora presto per un bilancio sul lavoro della taskforce e assicurano che entro aprile, verrà aperto il nuovo Dea a Tor Vergata. Alla taskforce spetta il compito di raccogliere i dati sul fabbisogno giornaliero di ricoveri d'emergenza negli ospedali più intasati, ma per il momento i dati più significativi li ha raccolti il sindacato di base RdB/Cub e i cittadini aspettano risposte. Alle 800 ore di blocco delle ambulanze avvenute nelle prime due settimane di febbraio, e dopo le promesse d'intervento della Regione, si sono sommate le 1200 ore delle ultime due settimane del mese, un balzo del 25% in più in soli 14 giorni. «Ancora una volta i dati parlano chiaro, smentendo tra l'altro il fatto - spiega Licia Pera rappresentante delle RdB per il 118 - che vorrebbe circoscrivere il problema alla sola zona orientale di Roma. Questo è anche frutto dei perenni blocchi delle assunzioni del personale di assistenza, di liste di attesa interminabili che costringono i cittadini a rivolgersi alle strutture di emergenza per trovare risposte, visto il mancato potenziamento delle strutture territoriali e della medicina di base». Il 13 febbraio si è verificato un caso limite al Policlinico Casilino, purtroppo usuale per gli operatori del 118: «Un utente arrivato con l'ambulanza - racconta Licia Pera - è rimasto l'intera giornata in un ospedale romano sdraiato sulla barella del 118. In quella situazione gli hanno fatto anche la dialisi, insomma, hanno usato la barella come un posto letto interno». Una situazione grave e purtroppo neanche più inusuale nei pronto soccorso della nostra città.

Tutto sotto controllo secondo l’ARES e l’assessore Battaglia

«Pur registrando una situazione di difficoltà nei pronti soccorso, Ares 118 è riuscita ad assicurare quotidianamente i normali livelli di assistenza, grazie anche al monitoraggio costante del fenomeno ed al collegamento con le strutture di emergenza presenti sull'intero territorio regionale». Così risponde l'azienda alla denuncia presentata dalle RdB sul blocco delle ambulanze nei pronto soccorso della capitale per mancanza di letti. «L'Ares 118 - ha dichiarato l'assessore alla sanità del Lazio Battaglia - è uno dei nostri fiori all'occhiello, è stata risollevata da una situazione difficile grazie all'impegno del direttore uscente, De Salazar, e ora potrà assicurare agli abitanti del Lazio un servizio sempre più efficiente, grazie al nuovo direttore D'Innocenzo.


7 marzo 2008 - La Nuova Sardegna

SINDACATO RDB «I tanti dubbi sui concorsi alla Asl»

OLBIA - «Assessore Dirindin, ci aspettavamo maggior vigilanza da parte sua. Attendevamo l’invio di un funzionario regionale per monitorare il reclutamento dei precari, che nella nostra Asl sono presenti più che in altre. E invece, qui, i contratti Co.co.pro. aumentano ma i rinnovi riguardano sempre una cerchia di parenti e amici». Le rappresentanze sindacali di base (Rdb) sollevano il caso facendo riferimento alla preselezione di un concorso della Asl 2 che si svolge proprio oggi: 800 laureati in giurusprudenza o laurea equipollente che si presentano per 5 posti di collaboratore amministrativo. «Posti che all’inizio erano tre, poi sono diventati 11, quindi sono scesi a cinque. Un’ulteriore conferma dell’incapacità della Asl 2 di individuare i posti vacanti e non solo nel settore sanitario. L’incapacità del settore giuridico del servizio personale si nota, però, anche per un altro aspetto: le commissioni dei concorsi, così come previsto dalla legge, dovrebbero essere composte per un terzo da donne. E una donna, tanto per fare un esempio, è stata nominata solo 20 giorni prima della preselezione mentre per il resto nulla è cambiato. Anzi. Uno dei componenti fissi non è neanche in possesso della necessaria laurea però ha ricevuto di recente un incarico di posizione. Anche per l’esame delle domande dei candidati al concorso i conti non tornano e i meno fortunati, perché non informati, non hanno potuto essere reclutati. Insomma, ormai i concorsi - conclude l’Rdb - non possono essere considerati il percorso attraverso il quale trionfa la meritocrazia».


7 marzo 2008 - L'Unione Sarda

Asl. Duro documento delle rappresentanze sindacali di base su commissioni e co.co.pro
«Assessore, vigili sul maxi concorso»
Oggi a Cagliari ottocento laureati in lizza per cinque posti. Commissioni di concorso e contratti co.co.pro sono al centro di un duro atto d'accusa dei sindacati di base della Sanità

Gallura - Ottocento laureati in lizza per cinque posti alla Asl: l'appuntamento con il miraggio del posto fisso è oggi alla fiera campionaria di Cagliari. In Gallura non c'erano spazi adeguati per il maxi concorso al quale ne seguirà presto un altro riservato ai diplomati per il quale sono state presentate 3.500 domande.
Ma ieri sono tornate all'attacco le rappresentanze sindacali di base della Sanità che chiedono all'assessore regionale Nerina Dirindin una maggiore sorveglianza sull'andamento dei concorsi, sulle commissioni e ssoprattutto sulla gestione dei contratti Co.co.pro (ad Olbia la percentuale più alta dell'intera Sardegna) definiti «uno strumento clientelare per amici e parenti».
Nel documento delle Rdb viene contestata la composizione delle commissioni entrambe composte da dipendenti della Asl gallurese e presiedute dal responsabile del settore giuridico del servizio personale. «La normativa concorsuale prevede esperti di provata competenza nelle materie del concorso. Uno dei componenti fissi non solo non è in possesso di laurea ma ha ricevuto recentemente un incarico di posizione organizzativa in un ambito che non ha nessun riferimento alla materia giurisprudenziale». Molto discussa anche e soprattutto la gestione dei precari. «Il responsabile del settore giuridico del personale - continua la lettera - ha preso inoltre la decisione di affidare a un gruppo di operatori co.co.pro, l'esame delle domande del concorso dei laureati e dei diplomati. Praticamente gli stessi concorrenti hanno esaminato le domande dei loro colleghi, sia di quelli che da oltre due anni si sono visti rinnovare i contratti co.co.pro, sia di quelli che, meno fortunati perchè meno informati, non hanno avuto la possibilità di essere reclutati».
Le Rdb della Asl di Olbia invitano quindi l'assessore regionale della Sanità a monitorare il reclutamento dei precari che, peraltro, continua a crescere «con la giustificazione dell'apertura del front-office nel nuovo ospedale Giovanni Paolo II. Basterebbe una verifica delle modalità del reclutamento di tali operatori - conclude la lettera dei sindacalisti - per capire che avviene ad personam nella vasta cerchia di amici e parenti privilegiati di direttori del settore amministrativo».(C.D.R.)


7 marzo 2008 - La Tribuna di Treviso

Le RdB raccolgono adesioni alla contestazione. Cigl, Cisl e Uil: «Il nostro no all’operazione si è scontrato con il muro alzato dalla direzione»
La protesta: dipendenti Usl dal prefetto
Appuntamento alle 12 per discutere il trasferimento alla Asolo Hospital spa
di ALESSIA DE MARCHI

CASTELFRANCO - Oggi, alle 12, davanti al prefetto Vittorio Capocelli si confronteranno le ragioni dei dipendenti, trasferiti alla Asolo Hospital Service, con quelle della direzione aziendale dell’Usl 8. 76 lavoratori di cucine, officine e sterilizzazione degli ospedali di Castelfranco e Montebelluna attendono certezze e garanzie. L’incontro, chiesto dalle Rdb (Rappresentanze di base), vuole fare chiarezza sul loro futuro. Se così non sarà, è pronta la proclamazione di un giorno di sciopero del personale dell’Usl.
Ieri nei due ospedali tirava aria di bufera. Un via vai di dirigenti dell’Usl e della Asolo Hospital Service spa, che dopo aver completato le strutture si prepara a gestire per 27 anni alcuni servizi, per tentare una ricomposizione della frattura creatasi con i lavoratori che da lunedì saranno funzionalmente dipendenti della società privata. Le Rdb hanno raccolto adesioni a un documento con cui cuochi, manutentori e sterilizzatori chiedono di restare sotto la gestione completa - e non solo giuridica- dell’Usl 8. Si dichiarano disponibili alla mobilità interna, al trasferimento ad altri servizi o reparti dell’azienda sanitaria, pronti a partecipare a corsi di formazione. Nonostante i forti malumori, le adesioni non sono fioccate. «Colpa delle ritorsioni minacciate velatamente a qualche dipendente», accusano le Rdb, pronte a dar battaglia oggi a mezzogiorno. L’operazione-trasferimento ha portato ad alcune defezioni tra le fila delle tre sigle sindacali maggiori, regine incontrastate della contrattazione nell’Usl 8. «In un’assemblea sindacale tenutasi a fine febbraio - testimonia uno dei transfughi - ci hanno prospettato i doveri conseguenti al passaggio alla Asolo Hospital Service. "Abbiamo le mani legate", mi hanno confessato davanti alla mia domanda di tutela. Non ci è stata data la possibilità di scegliere se restare in tutto e per tutto dipendenti Usl o accettare il passaggio alla Asolo Hospital Service spa». «Attenzione a non scoprire l’acqua calda - si difendono Cgil, Cisl e Uil - E’ da tre anni che ci battiamo contro questa operazione. Incontri su incontri per tutelare i lavoratori. L’ultimo la scorsa settimana. Ci siamo trovati davanti al muro alzato dalla direzione Usl. Il nuovo direttore ci ha opposto il mandato affidatogli dalla Regione: rispettare il project financing. Comunque ci sono posti vacanti nella dotazione organica. Cerchiamo di inserire chi lo desidera, previo percorso di riqualificazione». Mettono sul tavolo un altro problema creato dai trasferimenti: «Che fine faranno i dipendenti delle cooperative che ora lavorano per conto dell’Usl nei servizi che saranno gestiti dalla Asolo Service? E poi quali ricadute sui pazienti?».


7 marzo 2008 - Il Padova

I lavoratori sono tornati in strada per denunciare il mancato rispetto dell'accordo del 7 febbraio
Tnt, si riaccende la protesta
Boetto (Adl): «In atto manovre per impedire il reintegro dei nostri delegati sindacali»
di Roberta Voltan
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Cadoneghe - L'incubo sembrava finito, l'accordo dello scorso 7 febbraio avrebbe dovuto cancellare definitivamente lo spettro della disoccupazione per i lavoratori della Tnt. Invece ieri mattina si sono trovati costretti a scendere nuovamente in strada per denunciare il mancato rispetto dell'intesa raggiunta. Una quarantina di lavoratori si sono dati appuntamento a Cadoneghe in via Gramsci davanti alla sede della Crp, una delle realtà del consorzio Corso (il gruppo di cooperative che è subentrato a Gesconet nella gestione del magazzino della Tnt). Gianni Boetto di Adl ha illustrato i contorni di quella che ha definito «una chiara azione di rappresaglia antisindacale». «Ad oggi - ha spiegato - sono stati reintegrati nel magazzino della Tnt 40 lavoratori. Secondo gli accordi dovrebbero essere riassunti altri 20 lavoratori entro il 17 marzo. Dei rimanenti 37 addetti 19 hanno scelto la soluzione dell'esodo incentivato, gli altri devono essere impiegati presso cooperative dei consorzi Gesconet e Aurora». Promesse che per ora non sono state mantenute: «Solo 5 lavoratori hanno trovato impiego presso le cooperative. Gli altri posti promessi si sono invece rivelati fittizi». Anche per i 20 facchini che ancora attendono di essere reintegrati nel magazzino della Tnt la riassunzione sembra in forse: «In questo gruppo - spiega Boetto - ci sono i delegati Adl che hanno condotto le trattative durante la vertenza. Non a caso sono stati lasciati per ultimi. Ora, pur di non riassumere questi lavoratori considerati "scomodi", Corso intende ripescare chi ha scelto l'esodo incentivato».


7 marzo 2008 - Liberazione

Per quasi 2000 dipendenti dell'Anas Spa il posto di lavoro potrebbe essere a rischio
di Marco Incagnola

Per quasi 2000 dipendenti dell'Anas Spa il posto di lavoro potrebbe essere a rischio. La società pubblica che fa capo al Ministero del Tesoro ha infatti deciso di dare in appalto ai privati il servizio di manutenzione delle strade statali di propria competenza. In questo modo circa il 90% della rete stradale attualmente gestita dall'Anas, rischia di essere assegnato a società private. Il programma prevede l'avvio di una prima sperimentazione in quattro compartimenti ‘pilota' (Sardegna, Campania, Toscana, Lombardia) che durerà nove mesi, accompagnato però da accordi triennali con le imprese appaltatrici. Le intenzioni dei vertici societari è quella di effettuare una verifica dei costi e dell'efficacia di una gestione affidata in outsourcing. «In realtà - denuncia il sindacato Rdb Anas - si tratta di un espediente per far acconsentire a scelte già messe in atto e che determineranno in un futuro prossimo un serio ridimensionamento di questa azienda». L'intera vicenda ha creato profonde spaccature all'interno del mondo sindacale. In un primo momento il fronte del no riuniva sotto di sé tutte le sigle presenti nella società. Ma il 22 gennaio 2008 Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Anas, Ugl e Dirstat hanno siglato l'accordo che, di fatto, dà il via libera al piano di riorganizzazione aziendale. «Si tratta di una scelta che porterebbe a delegare unicamente al privato la manutenzione, che rischia la parcellizzazione degli interventi attraverso il meccanismo dei subappalti, determinando un rapporto di totale dipendenza dal fornitore, che mette in pericolo la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori e a rischio i posti di lavoro» spiega Patrizia Capuzzo delle Rdb. Nel processo di riorganizzazione all'Anas resterebbe il servizio di sorveglianza sulle strade statali e i rapporti con la clientela.
Sarà compito di Pietro Ciucci guidare questa nuova fase. L'uomo giusto al posto giusto. Pietro Ciucci è stato dal 2000 al 2002 componente del Collegio dei liquidatori dell'Iri, per poi ricoprire la carica di direttore generale. Ha curato e gestito la realizzazione del piano di risanamento economico e finanziario dell'Iri e in particolare il programma di privatizzazioni che ha portato alla cessione ai privati di tutte le principali aziende del gruppo. Ha lavorato per Autostrade, Alitalia , Aeroporti di Roma, Società Stretto di Messina ed è stato membro della Confindustria . Di Pietro Ciucci si dice che è uomo vicino al Partito democratico o più esattamente di Prodi che lo ha voluto fortemente a capo dell'Anas dopo averlo avuto come manager ai tempi dell'Iri. Un uomo che di privatizzazioni se ne intende. «La nostra preoccupazione è che si stia procedendo allo smantellamento dell'azienda- sottolineano le Rdb - le esternalizzazioni non sono obbligatorie per legge, ma sono il risultato di approfondite valutazioni tecniche, economiche, giuridiche. Si ha inoltre l'impressione che personalità con capacità manageriali, con esperienze e conoscenze vengano collocate nelle grandi aziende pubbliche non per migliorarne e ottimizzarne il servizio, ma per svuotarle delle proprie competenze, condurle allo sfinimento al solo scopo di favorirne la privatizzazione se non addirittura a decretarne l' inutilità. Ci preoccupa inoltre l'adesione dell'Anas a Confindustria. Perché mai una società che ha come socio unico il Ministero dell'Economia e come referente politico-istituzionale il Ministero delle Infrastrutture aderisce alla confederazione degli industriali? Una scelta che precorre i tempi su un obiettivo ancora lontano dall'essere raggiunto, poiché a tutt'oggi l'Anas mantiene il suo ruolo di organismo pubblico».


7 marzo 2008 - Il Gazzettino

Agitazione in ospedale, oggi i Cub a colloquio con il prefetto
di Laura Bon

Castelfranco - Agitazione in ospedale, i Cub oggi dal Prefetto. Di fronte alla lettera inviata dal sindacato Cub, che preannunciava lo stato di agitazione dei lavoratori (legato al problema del trasferimento di 76 dipendenti Usl all'Asolo Hospital Service, azienda che dovrà curare la gestione di alcuni servizi non sanitari), e chiedeva un incontro, il Prefetto lo ha fissato per oggi alle 12. Dallo stesso Cub, peraltro, è arrivata segnalazione di un clima durissimo negli ospedali con atteggiamenti intimidatori e conseguente difficoltà nel raccogliere le firme da presentare al Prefetto, arrivate ieri a quota 14, otto a Montebelluna e sei a Castelfranco.Intanto, anche Cgil, Cisl e Uil prendono posizione sul tema, non senza toni critici verso il Cub: " In primis -scrivono- bisogna specificare che non si tratta di un trasferimento, né tanto meno di un comando, istituti giuridicamente previsti e, pertanto, regolamentati, in quanto tutti i dipendenti rimangono nella dotazione organica dell'Usl e continuano, di conseguenza, a permanere nel rapporto di subordinazione che vede applicato il Contratto di Lavoro della Sanità Pubblica. L'azienda Asolo Hospital Service non potrà di conseguenza che organizzare il lavoro. Nei colloqui intercorsi si è più volte chiesto che i dipendenti interessati potessero optare tra il continuare ad esercitare la loro professione presso l'azienda affidataria del servizio ed una riqualificazione che consentisse il loro inserimento in altri settori, gestiti direttamente dalla stessa Usl, senza peraltro raggiungere un accordo in tal senso. Inoltre, tutto il personale interessato ha potuto esprimere la propria opinione ed esternare la propria preoccupazione nelle assemblee alle quali non era presente nessun'altra sigla sindacale, compresa quella che, ora, vuole erigersi a paladina degli interessi degli stessi dipendenti. E' chiaro che la soluzione auspicabile, tra l'altro richiesta con forza in sede di discussione, non può che concretizzarsi nella libera scelta del dipendente. Infine, le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno anche chiesto un tavolo di concertazione". E l'Usl ricorda che "i 76 dipendenti svolgono servizi non sanitari e affidati in concessione. Questi operatori conserveranno lo stato giuridico ed economico di dipendenti Usl: l'unico cambiamento sarà quello del loro "responsabile di servizio". Come tutti gli altri dipendenti beneficeranno di tutti gli incentivi. Operazione analoga è stata condotta presso il Centro servizi di Caerano San Marco".

CADONEGHE Manifestazione di protesta dei lavoratori ex Gesconet-Tnt davanti alla coop Crp
«Esclusi dall'assunzione»
«No a 4-5 di noi nominati rappresentanti sindacali e che hanno condotto le trattative»

Cadoneghe - Erano un centinaio, "armati" di striscioni e megafoni, i lavoratori ex Gesconet-Tnt che ieri mattina hanno manifestato tutta la loro rabbia davanti alla coop Crp in via Gramsci. Il contendere? Ce lo spiegano subito: "L'azienda Tnt, il Consorzio Corso e la Legacoop continuano a portare avanti il tentativo discutibile di escludere dall'assunzione nel magazzino di Limena dei delegati sindacali dell'Adl". I manifestanti, pur nella massima correttezza, non la mandano certo a dire: "L'unico criterio adottato dal Consorzio Corso per inserire i lavoratori licenziati da Gesconet è stato quello di escludere quattro, cinque lavoratori che erano stati nominati rappresentanti dei lavoratori e che avevano partecipato alle trattative in prefettura. Non a caso - proseguono i rappresentanti del corteo - il consorzio non ha adottato nessun criterio nè di professionalità, nè di anzianità, ma ha perseguito con estrema determinazione l'obiettivo di eliminare i raprresentanti dell'Adl". Gesconet si era impegnata in prefettura lo scorso febbraio a trovare 25 posti di lavoro, mentre ne ha scovati soltanto cinque, creando una situazione di forte malessere e sfiducia tra gli operai che lasciando la Gesconet avevano avuto la certezza scritta di un altro impiego in altre aziende. Così purtroppo non è stato". Come si difendono i vertici del consorzio Corso? "Abbiamo proposto a tutti quegli operai che sono rimasti senza lavoro una liquidazione di quattromila euro oppure uno stipendio garantito di 850 euro pur senza lavorare - attacca Guido Rosa, responsabile commerciale - adesso spetta ai manifestanti decidere come muoversi. Questi sono gli accordi che furono presi in prefettura". Seppur con la speranza di vedere uno spiraglio di luce, tra gli operai, perlopiù stranieri, regna lo sconforto: "E' in atto una logica di epurazione. Siamo gente onesta e pretendiamo il nostro posto. Una misera liquidazione non ci fa giustizia". La manifestazione è stata "vigilata" da una pattuglia dei carabinieri di Vigodarzere, tuttavia non si sono segnalati incidenti, soltanto fischi contro Guido Rosa.(C.A.)


7 marzo 2008 - Il Piccolo di Alessandria

Uspidalì, vento di protesta
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Valenza - C’è preoccupazione sul loro futuro tra i dipendenti precari della casa di riposo di Valenza. Una preoccupazione manifestata da ieri attraverso striscioni appesi all’esterno dell’edificio di via Zuffi. A dar voce ai timori le rappresentanze sindacali di Base - Cub Pubblico impiego che accusa l’amministrazione comunale «di voler svendere, esternalizzare, uno dei suoi ‘gioielli’: la casa di riposo l’Uspidalì. Perché privarsi di un servizio pubblico che non è in deficit, che ha raggiunto dei livelli di professionalità tali da offrire un servizio ottimale ai suoi ospiti nonostante circa la metà dei dipendenti siano precari?».
Queste e molte altre domande sono emerse dai rappresentanti sindacali e dai dipendenti nel corso di un’assemblea molto partecipata.
«Invitati a questa assemblea non abbiamo potuto far altro che offrire la disponibilità a sostegno delle sacrosante rivendicazioni dei lavoratori» dicono le Rdb - Cub che nei prossimi giorni promuoverà una petizione tra i cittadini chiedendo una firma a sostegno della vertenza «inoltre lunedì 10 marzo parteciperemo all’incontro con l’amministrazione comunale impegnandoci a far cambiare queste decisioni secondo noi sbagliate. In caso contrario decideremo altre forme di lotta. Ciò che chiediamo è l’assunzione di tutti i precari per offrire un servizio pubblico dignitoso».
Ciò che non si può negare è che l’amministrazione comunale di Valenza ha sempre ritenuto prioritario, nel proprio programma di lavoro la salvaguardia e la qualità dei propri servizi, sia quelli educativi rivolti a bambini e genitori, sia quelli sociali rivolti agli anziani e alle loro famiglie


7 marzo 2008 - Corriere del Veneto

Personale Lunedì i dettagli della protesta. «Proposta insoddisfacente»
Lettera a sindaco e prefetto «No al piano del Comune» I precari scendono in piazza
I sindacati dichiarano lo stato di agitazione. In programma sit in, assemblee pubbliche sui gradini di Palazzo Barbieri e un'ora di sciopero nei servizi «ove possibile»
di Michele Marcolongo

VERONA - E' saltata la trattativa tra amministrazione comunale e sindacati per la stabilizzazione dei 460 precari del Comune. Ieri i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Sulpm, RdB Cobas e Confsal hanno dichiarato lo stato di agitazione con una lettera inviata al prefetto e al sindaco. A iniziare dalla prossima settimana sono perciò indetti sit in di protesta in occasione della convocazione della giunta (mercoledì) e del consiglio comunale (giovedì); assemblee pubbliche sui gradini di Palazzo Barbieri e un'ora di sciopero nei servizi «ove possibile ». Una conferenza stampa, che probabilmente si terrà lunedì, fornirà i dettagli del programma delle proteste. I sindacati puntano il dito contro il progetto dell'amministrazione di esternalizzare (cioè affidare a cooperative che lavorano in appalto) i servizi mensa e altre funzioni dove attualmente sono occupati i precari da stabilizzare. Inoltre, rivendicano la possibilità di ottenere una proroga di tutti i contratti in scadenza (cosa che il Comune ha sempre escluso, secondo un'interpretazione assai contestata delle norme per la stabilizzazione dei precari del pubblico impiego contenute nella Finanziaria 2008, che vieterebbero il rinnovo dei contratti in scadenza) e un percorso di stabilizzazione triennale che porti all'assorbimento graduale di tutti e 460 i precari. Per tutti questi motivi, hanno chiesto un incontro urgente al prefetto. Riguardo alla proposta avanzata mercoledì dalla giunta (stabilizzazione immediata di 80 dei 130 precari con contratto in scadenza al 31 marzo), Maria Pia Mazzasette, segretaria provinciale del sindacato del pubblico impiego della Cgil, commenta: «L'abbiamo analizzata e non ci soddisfa minimamente, perché non dà una soluzione per tutto il personale ed è contraria a quanto espresso dai lavoratori in assemblea. Inoltre è accompagnata da una proposta di esternalizzazione dei servizi per noi inaccettabile ». Mazzasette precisa anche che «la giunta con noi non ha mai parlato della possibilità di ricollocare nelle Spa del Comune il resto dei 130. Quindi i 50 lavoratori di cui si parla, che sono in maggioranza interinali, rimarrebbero a casa. La proposta dal Comune è quindi insufficiente e non va nella direzione che auspicavamo ».


7 marzo 2008 - Il Mattino di Padova

Sit-in davanti al Consorzio per difendere i sindacalisti
L’Adl Cobas «Si vuole liquidare la lotta di Limena»
di Sergio Campofiorito

CADONEGHE - Due ore di slogan e fischi, conditi da striscioni polemici, hanno accompagnato la mattinata di ieri al civico 45 di via Gramsci, sede del Consorzio Corso. Ad inscenare la protesta una trentina di addetti alle consegne, per lo più extracomunitari, dei magazzini Tnt di Limena, che dal 25 gennaio scorso sono al centro di una vertenza sindacale, dopo l’inaspettata chiusura della sede.
I manifestanti hanno protestato contro il siluramento dei rappresentanti dei lavoratori, una vicenda in cui rientrano le competenze del consorzio Gesconet, appaltate dalla Tnt fino a gennaio 2008, ed il subentrante Consorzio Corso.
Dopo l’accordo che era stato raggiunto tra le parti in Prefettura il 7 febbraio scorso, intesa nella quale s’imponeva all’azienda l’assunzione dei lavoratori in varie sedi della provincia, la lotta, adesso, si concentra nella difesa dei rappresentanti sindacali, gli stessi che hanno partecipato al tavolo di trattativa che si era aperto lo scorso mese.
La manifestazione, tenuta sotto controllo da due militari dell’Arma, si è riscaldata all’arrivo in sede del responsabile commerciale, Guido Rosa, il quale è stato raggiunto da una salva di fischi e di slogan di protesta.
«L’intento principale di Gesconet-Tnt - denuncia Gianni Boetto, rappresentante dell’Associazione difesa lavoratori Cobas, impegnatasi fin dal proimo momento a fianco dei lavoratori - era quello di liquidare la significativa esperienza sindacale messa in atto a Limena. Un’esperienza di lotta che aveva portato, in seguito a una coraggiosa battaglia, alla conquista di alcuni diritti minimi. Dopo l’accordo che era stato raggiunto in Prefettura, l’obiettivo di Gesconet è stato fatto proprio dal Consorzio entrante che, in accordo o sotto ricatto Tnt, sta facendo di tutto per raggiungere lo scopo. A conti fatti - chiosa il responsabile dell’Adl Cobas - quattro quinti dei lavoratori che erano stati nominati rappresentanti, sono stati epurati dalle liste di reinserimento lavorativo. Questa, a nostro avviso, è un’operazione a dir poco infame».


7 marzo 2008 - La Nazione

LA SENTENZA
Il sit-in è legittimo Dipendenti rimborsati

Firenze - IL GIUDICE del lavoro ha respinto il ricorso presentato dalla dirigenza amministrativa del tribunale contro la decisione del tribunale di lavoro di restituire ai dipendenti le retribuzioni loro trattenute per le ore in cui avevano partecipato ad assemblee davanti le sedi del tribunale. Secondo la dirigenza amministrativa, non si sarebbe trattato di assemblee ma di sit-in. Il processo era nato da un ricorso presentato dagli avvocati Bellotti, Calvani e Stramaccia in rappresentanza dei sindacati Cgil Funzione pubblica, FpsCisl, Uilpa e delle Rdb-Cub. Il tribunale del lavoro ha definito la condotta della dirigenza come «antisindacale» e ha ordinato al ministero di pagare anche le spese.


7 marzo 2008 - Il Tirreno

ANSALDOBREDA «Situazione attuale, colpa dei manager»

PISTOIA - Nubi sempre più scure sul futuro di AnsaldoBreda. È quanto denuncia la Confederazione unitaria di base dello stabilimento pistoiese. Dopo aver mandato a casa 150 lavoratori, fa notare la Cub, ci si è accorti che il problema nasceva dai manager; il governo non è voluto intervenire quando era in tempo, proseguono i sindacalisti, nonostante gli ultimi quattro bilanci in rosso. «Non si capisce - si legge in una nota -, come mai un’azienda come AnsaldoBreda deve rischiare di chiudere nonostante sia capace di produrre con buoni margini, sia di qualità che economici. La perdita di esercizio di 180 milioni di euro è imputabile alla dirigenza attuale di AnsaldoBreda forse perché l’obiettivo era proprio quello di andare a cedere a qualche competitore estero un’azienda prestigiosa che ha lavorato in tutto il mondo».


7 marzo 2008 - Libertà

Rogo a Bobbio, pompieri da Piacenza

Bobbio - (pat.m) Da lunedì il distaccamento dei vigili del fuoco di Bobbio è chiuso. E rimarrà tale per due settimane. Per spegnere l'incendio di un'auto divampato ieri mattina in una rimessa del centro storico i pompieri sono partiti da Piacenza. Ovviamente al loro arrivo la Fiat Panda era carbonizzata. E molto danneggiato era anche il porticato in via della Circonvallazione, dietro il Duomo, dove la vettura era custodita. La squadra dei pompieri ha fatto tutto il possibile. Ma i tempi per raggiungere Bobbio da Piacenza sono quelli che sono e al loro arrivo le fiamme avevano già completamente avvolto la macchina.
Questa volta sono stati i corsi di aggiornamento dei vigili a causare la chiusura del distaccamento della Valtrebbia. Ma alla base c'è sempre il solito problema: la carenza di personale. Oltre a pompieri e carabinieri, in via Circonvallazione ieri mattina si è precipitato anche il sindaco Roberto Pasquali. «Ero veramente demoralizzato nel vedere l'auto che bruciava nel garage - commenta il primo cittadino - perché avevo appena parlato col comando di Piacenza. Mi avevano informato della chiusura per due settimane e io ho telefonato per protestare. So che non è colpa dei pompieri, ma qui qualcuno deve muoversi, non è possibile andare avanti in questo modo. Di casi come questo ce ne sono già stati altri: l'incendio di Bosco a Coli, la casa distrutta a Zerba, e i vigili che tutte le volte partono da Piacenza perché la nostra caserma non è in funzione. Mi rivolgerò al consiglio provinciale e al presidente Boiardi. Hanno fatto tante promesse, hanno detto che sarebbero stati trovati i soldi per aiutare i pompieri, ma non se ne è fatto nulla. E anche a Roma qualche sottosegretario dovrebbe darsi una mossa».
I problemi che crea l'organico ridotto al lumicino li raccontano i vigili del fuoco Luca Orlandi, della Rdb-Cub, e Massimiliano Clini della Cisl prendendo spunto dalla situazione che si è creata domenica scorsa: «Domenica il distaccamento di Bobbio, come ormai di consuetudine, a causa della mancanza di personale è rimasto chiuso. Durante il giorno un incendio di bosco in località Caserarso di Ferriere ha messo in grave pericolo le abitazioni e distutto almeno 4 ettari di bosco. Successivamente in serata un incidente stradale in località San Salvatore di Bobbio ha dovuto aspettare l'arrivo dei pompieri da Piacenza, con i ritardi del caso: fortunatamente il conducente era già stato estratto dal personale del 118. I ritardi dei soccorsi spesso sono causa dell'aggravarsi delle situazioni ed è per questo che continuiamo ad affrontare gli stessi argomenti, sembrando a volte ripetitivi. Riteniamo che il cittadino abbia il diritto di essere soccorso entro tempi decenti, senza dimenticare che il soccorso con poche unità espone il personale a pericoli di infortuni ormai sempre più numerosi».


7 marzo 2008 - Finanza e Mercati

Il Risorgimento vale a Istat la nuova sede

Roma - Grazie alla legge per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia a Roma dovrebbero essere realizzate anche la città della Scienza e la nuova sede unica dell’Istat a Pietralata. Ma come ha spiegato ieri a Finanza & Mercati il dirigente che si occupa del lavori per il dipartimento del Turismo, Maria Pia Forleo, «la mancanza di un sindaco a Roma ha causato dei rallentamenti nell’individuazione dei progetti nella capitale». Secondo quanto risulta a F&M nel corso della riunione del Comitato dei ministri per le celebrazioni dell’Unità d’Italia del 29 febbraio 2007 è stato deciso di inserire anche le due opere di Roma. Per la costruzione della sede dell’Istat, per la quale l’Istituto ha stanziato 105,7 milioni, è in corso di perfezionamento la convenzione tra l’ente guidato da Luigi Biggeri e la presidenza del consiglio dei ministri. Mentre per quanto riguarda la città della Scienza, che dovrebbe sorgere a via Masaccio, vicino all’auditorium della Musica, la base d’asta prevede una cifra di 32,7 milioni.
Se il comitato dei garanti dell’Anniversario, del quale fanno parte personaggi come Carlo Azeglio Ciampi, Giovanni Conso, Gianni Letta, Dacia Maraini e Pietrangelo Buttafuoco, non avrà nulla a che ridire sull’inserimento della sede Istat (fondata nel 1926) tra le opere da costruire per i 150 anni dell’unità d’Italia, l’istituto di statistica si sarà tolto un bel problema. «L’ente guidato da Biggeri è finito davanti al Tar del Lazio - spiega Rocco Tritto del sindacato Usi rdb - su istanza dello studio Valle Progettazioni che ha impugnato l’aggiudicazione della gara per la progettazione della sede Istat a favore della Architets Srl di Mario Cucinella». Ora è tutto fermo in attesa che la magistratura ordinaria nell’udienza del prossimo 2 aprile si pronunci sulla richiesta di sospensione cautelare. «La scelta dell’Istat di affidarsi alla legge per i 150 anni dell’unità d’Italia - spiega Tritto - sembra finalizzata a superare l’impasse causato dal contenzioso giudiziario scoppiato tra i progettisti».


7 marzo 2008 - Tempo Stretto

Atm, proclamato lo stato di agitazione. Ma i sindacati avvertono: "Pronti a scioperare"

Messina - Rischia di esplodere nuovamente la vertenza Atm; infatti, dopo il confronto tenutosi ieri tra il commissario Grasso e le organizzazioni sindacali (Fit Cisl – Uilt –Ugl – Rsu – Cisal – Cisas – Cub Trasporti – Sdl), è stato proclamato lo stato di agitazione. Personale e sindacati sono, dunque, pronti ad indire un ulteriore sciopero se non verranno affrontati con attenzione i problemi che hanno portato l’azienda allo sfascio. "Per le Organizzazioni Sindacali – si legge, infatti, in una nota diffusa poco fa - l’inconcludente riunione di ieri è un chiaro segnale che il commissariamento dell’Atm non è attrezzato per affrontare anche quelle scelte minime attivabili in pochi mesi e che possono dare il segnale di un’inversione di tendenza. I sindacati denunciano con grande preoccupazione che la principale azienda partecipata messinese alle prese con la crisi più acuta, non abbia in questo momento nessuna strategia per fornire elementi di maggiore tranquillità ai lavoratori e ai cittadini. E’ scoraggiante registrare che il commissario Grasso si limiti a proporre solo l’aumento del costo del biglietto (peraltro decisione di competenza del Consiglio comunale) e la lotta al portoghesismo, mentre lo stesso commissario non vuole neanche prendere in considerazione le potenzialità dello statuto aziendale che, con le modifiche all’art. 2, consentirebbe di apportare risorse economiche nuove, sfruttando la gestione dei parcheggi, della Ztl, del servizio di carro attrezzi, della pubblicità e dell’attività delle officine anche attraverso la gestione interna di servizi e lucrosi appalti oggi dati a ditte esterne. Manca, in questo senso, la volontà politica di approntare un serio piano di risanamento e riorganizzazione interna dell’Azienda che i Sindacati chiedono da tempo. Senza stipendi e senza un confronto costruttivo – concludono i sindacati – lo sciopero è inevitabile".


6 marzo 2008 - Dire

RICERCA. RDB-CUB: INRAN STA PER FALLIRE, PRESTO MOBILITAZIONE
5,3 MLN ENTRATE, 8,5 MLN SPESE. 6 MLN A STABILIZZATI, 1 A PRECARI

(DIRE) Roma, 6 mar. - L'Inran, Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, che ha fra i suoi compiti quelli di svolgere ricerca sulla qualita' degli alimenti, ma anche di divulgare le informazioni per una corretta alimentazione e contrastare i disturbi alimentari, ad esempio attraverso campagne informative nelle scuole, "e' vicino al fallimento". L'allarme e' delle Rappresentanze sindacali di base del Pubblico impiego- Confederazione unitaria di base. "Siamo di fronte all'ennesima dimostrazione dell'abbandono della Ricerca Pubblica, anche di evidente interesse sanitario, a cui anche il Governo Prodi, come gli esecutivi precedenti, ha preferito la ricerca d'impresa- dichiara Claudio Argentini della segreteria nazionale dell'Usi-RdB Ricerca- dal bilancio preventivo risulta che a fronte di 5,3 milioni di entrate ordinarie, l'Inran spendera' 8,5 milioni di euro". Il dato "gravissimo- continua l'esponente sindacale- e' che 6 milioni sono la spesa per il personale stabilizzato, mentre un altro milione di euro deve essere destinato al prolungamento dei contratti precari atipici pagato su fondi esterni. In sostanza la crisi finanziaria mette a rischio di licenziamento i dipendenti precari e di non pagamento dei salari gli assunti a tempo indeterminato". Cio' detto, "non permetteremo la chiusura di questo ente di ricerca pubblica ed il conseguente licenziamento di personale precario, e se non ci saranno provvedimenti urgenti convocheremo la mobilitazione del personale contro le politiche governative", conclude il sindacalista USI-RdB.


6 marzo 2008 - Liberazione

Modello contrattuale. Presidio Cub da Confindustria

Roma - Oltre 200 fra delegati e lavoratori hanno dato vita ieri mattina a Roma al presidio indetto dalla CUB di fronte alla sede della Confindustria. Assiepati dietro allo striscione che reclamava: "il Contratto Nazionale non si tocca: salario, democrazia, sicurezza", i manifestanti hanno protestato contro Cgil Cisl Uil e Confindustria, che «congiuntamente e senza coinvolgere i lavoratori» stanno ridefinendo la struttura del modello di contrattazione. «La CUB difende il Contratto Nazionale, strumento di unità e di difesa dei più deboli - ha ricordato il coordinatore Pierpaolo Leonardi - e chiede da tempo di reintrodurre una nuova scala mobile».

Molfetta si stringe intorno ai cinque della Truck Center
Un corteo pieno di ragazzi e ragazze nel giorno dello sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil nella provincia di Bari
di Fabio Sebastiani

Molfetta (Ba) - La piazza del Municipio non ce l'ha fatta a contenerli tutti. E così i diecimila che ieri hanno risposto all'appello di Cgil Cisl e Uil "fermiamo le stragi sul lavoro", in gran parte tutti studenti e studentesse delle scuole superiori, hanno dovuto distribuirsi lungo l'adiacente corso Dante. Ha risposto così Molfetta alla mattanza di lunedì pomeriggio alla Truck Center, dove hanno perso la vita cinque lavoratori, di cui due, Biagio Sciancalepore e Michele Tasca, di ventidue e venti anni.
Non sono serviti slogan e parole d'ordine. Un lungo corteo silenzioso, con tante mamme di famiglia e tanti anziani ha attraversato le vie del centro per concludersi in piazza Paradiso, luogo storico degli incontri e della socializzazione di una società contadina che non esiste più. Una testimonianza civile, una protesta muta ma determinata in una cittadina di più di sessantamila abitanti che ha già pagato un lungo tributo di morti in mare. La targa che li ricorda sotto le finestre della sede del Consiglio comunale è a fianco di quella per i caduti di tutte le guerre.
I ragazzi e le ragazze sono arrivati all'appuntamento con striscioni improvvisati e cartelli formato "A4" vergati con il pennarello nero. "Solidarietà a voi. No alle morti bianche", hanno scritto gli studenti dell'istituto tecnico industriale Gallileo Ferraris. «Siamo noi gli operai del domani. E non vogliamo fare la stessa fine di Biagio e Michele», ripetono. «Noi vogliamo un lavoro pulito e tranquillo in cui i rischi devono essere ridotti al minimo e non ci devono essere tensioni e scontri», dice Salvatore. Serena frequenta il liceo classico. Ha due splendidi occhi celesti, che sgrana ancor di più per sottolineare tutta la sua arrabbiatura per questa tragedia e per il fatto che la preside non era d'accordo alla loro partecipazione al corteo. «Questo sciopero non servirà più di tanto. Comunque è importante esserci», dice. E' stato importante esserci anche per tanti lavoratori, che la questione dello sciopero di quattro ore (due a livello regionale) l'hanno presa sul serio. «La sicurezza non c'è - dice un operaio di una falegnameria industriale - è inutile negarlo e il rappresentante sindacale che dovrebbe occuparsi di questo non l'abbiamo mai visto». «Un modo per superare il veto di Confindustria ci sarebbe - fa un'altro - bloccare il confronto sul rinnovo dei modelli contrattuali»
Mimmo Pantaleo, segretario generale della Cgil Puglia, ripete davanti alle telecamere di "Sky Tg" i "precetti" della sicurezza: informazione, prevenzione e controllo. Poi però aggiunge: «Il punto vero è la frammentazione del processo di lavoro, la precarietà, la difficoltà del sindacato ad esserci». In questa regione, che pure ha adottato, con il presidente Vendola, alcuni provvedimenti duri nei confronti delle aziende che non rispettano le norme, il 90% dei luoghi di lavoro ha meno di 20 dipendenti e quasi un milione di persone sono nel terziario. La grande distribuzione, con "piccoli diritti" la fa da padrona. «E' chiaro che in un situazione del genere la legge 30 - conclude Pantaleo - va superata». Il lavoro nero, qui, è come in Sicilia la mafia, che non esiste, come sostengono alcuni, perché è semplicemente "uno stile di vita e di comportamento". I modi in cui gli imprenditori più o meno improvvisati cercano di aggredire il costo del lavoro, fino a dimezzarlo e passando sui diritti minimi come un carroarmato, sono tanti. Si va dalla busta paga "regolare" incassata per la metà, a contratti di lavoro "giapponesi" nascosti dietro la facciata della cooperativa o della "compartecipazione agli utili". Il caso della Ciccolella, l'azienda florovivaistica quotata in borsa che ha sedi perfino in Svizzera, è solo l'ultimo di una serie. Una specie di multinazionale che fa profitti grazie al "lavoro povero" degli stagionali. Alcuni di loro hanno superato il periodo minimo per l'assunzione a tempo indeterminato. Un po' perchè è meglio tenerli precari, e un po' perchè loro hanno avuto la "brillante idea" di iscriversi alla Cgil. Risultato, l'azienda è stata condannata per comportamento antisindacale, quindici lavoratori sono ancora fuori e Cisl e Uil hanno firmato un accordo separato. «Non finisce qui - sottolinea Peppe De Leonardis, segretario generale della Flai-Cgil di Bari - stiamo preparando alcuni ricorsi, tra cui quello che chiede la revoca dei finanziamenti pubblici». Il titolo, intanto, corre verso l'altro. Il "sistema" di trattamento dei lavoratori e delle lavoratrici ha fruttato alla Ciccolella, secondo quanto sostiene il sindacato, il dimezzamento del costo del lavoro e lo splafonamento degli orari di lavoro.
Tanti gli striscioni delle categorie presenti: dai pensionati dello Spi/Cgil agli edili della Fillea, ai trasporti della Filt e anche i metalmeccanici della Fiom. Tra gli altri erano presenti ancheh molte bandiere dell'Ugl. Ad indire lo sciopero è stata anche la Cub, che punta il dito contro l'accordo sul welfare del luglio del 2007 «che rende sempre più precari e meno tutelati i lavoratori». Al corteo, tante bandiere dei Cobas-Scuola. «Tutti conoscono le condizioni di lavoro nella stragrande maggioranza delle fabbriche della zona Asi di Molfetta (la zona industriale dove sorge la Truck Center - si legge nel volantino che hanno distribuito - contratti di lavoro non rispettati, diritti sindacali quasi sempre negati, lavoro nero e/o precario, bassi salari, straordinari obbligatori». Anche "La sinistra l'arcobaleno" ha distribuito un volantino in cui chiede di approvare subito i decreti legislativi.
A chiudere il comizio in piazza Paradiso è stata la segretaria nazionale della Cgil, Paola Agnello Modica. «La sicurezza ha un solo significato - ha sottolineato - la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. E noi quella difenderemo fino in fondo». In mezzo alla folla, mentre Modica conclude il suo intervento si alza un cartello: "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Sicuro?". Anche in un momento difficile come questo forse un po' di ironia non basta e serve a far capire che in fondo a quella cisterna piena di veleni, forse, ci stiamo finendo tutti.


6 marzo 2008 - La Tribuna di Treviso

I lavoratori di cucine, officine e sterilizzazione degli ospedali di Castelfranco e Montebelluna sono pronti allo sciopero: «Chiarezza e garanzie»
Rivolta in Usl: trasferiti 76 dipendenti
Da lunedì passano alla Asolo Hospital Service. Il sindacato scrive al prefetto
di Alessia De Marchi

CASTELFRANCO - In una comunicazione ufficiale di poche righe il futuro di 76 dipendenti dell’Usl 8. «Dal 16 febbraio, data di affidamento alla Asolo Hospital Service della gestione diretta dei servizi non sanitari degli ospedali di Castelfranco e Montebelluna, lei sarà a disposizione della Asolo spa». Da lunedì prossimo il passaggio concreto. Per nulla indolore. «Poca chiarezza e nessuna garanzia», accusano alcuni dipendenti. E le rappresentanze sindacali di base (Rdb) scrivono al prefetto chiedendo un incontro urgente. Intanto annunciano lo stato di agitazione del personale dell’Usl 8 prospettando una giornata di sciopero.
Il passaggio è una delle conseguenze del project financing, l’accordo stipulato dall’Usl 8 con la Asolo Hospital Service. L’associazione temporanea di imprese (ati), capitanata dalla Guerrato, ha completato i muri dell’ospedale ottenendo in cambio la gestione per 27 anni dei servizi non sanitari: cucina, officine, sterilizzazione,... Terminata la fase edilizia - almeno per la parte castellana -, si passa a quella operativa. L’Usl, rispettando l’impegno sottoscritto con l’ati, mette a disposizione della Asolo Hospital Service 76 lavoratori. «Nei patti - osservano le RdB - resteranno giuridicamente dipendenti Usl, nei fatti saranno dipendenti funzionali della ditta che gestirà i servizi. Orario, organizzazione del lavoro e salario accessorio saranno determinati dalla Asolo Hospitale Service». E sono questi aspetti che preoccupano i lavoratori, «anche perchè è mancata la chiarezza e non sono state fornite adeguate garanzie». «Ai dipendenti - scrivono le RdB al prefetto Vittorio Capocelli nella lettera con cui chiedono un incontro urgente - non viene data la possibilità di scegliere se restare a lavorare in altri servizi Usl non dati in gestione al privato. Inoltre non è prevista a loro favore nessuna clausola di salvaguardia che permetta loro di chiedere di ritornare a lavorare per l’azienda sanitaria. L’Asolo invece può scegliere se accettare o rifiutare il personale proposto». A Capocelli il sindacato domanda un incontro urgente, entro cinque giorni dalla richiesta datata 4 marzo. I tempi sono strettissimi: «Dalla prossima settimana questi lavoratori non hanno più l’orario di lavoro dell’Usl e non sanno chi sarà il loro datore di lavoro». I dipendenti sono pronti allo sciopero se non si recederà o comunque si modificherà l’accordo firmato tra azienda e Asolo Hospital Service spa.


6 marzo 2008 - Tuscia web

Rdb bacchetta Cgil e Cisl

Riceviamo e pubblichiamo
Vasanello (VT) - Preoccupato dallo splendido risultato elettorale di RdB nel comune di Vasanello, con il 28% dei consensi e dal seguito crescente al nostro sindacato in termini di iscritti e simpatizzanti, dalla partecipazione (70% del personale) all’assemblea di RdB sui rinnovi contrattuali e dalla contestazione di applicazioni contrattuali al personale dubbie, il responsabile locale della Cgil ha pensato bene di chiedere l’esclusione dalla trattativa di RdB. L’arroganza di questo delegato, che sulla base di una norma antistorica nasconde l’incapacità di gestire la complessità sindacale, pretenderebbe di escludere la rappresentanza sindacale di un terzo dei lavoratori dalle trattative del Comune. Si conferma sempre più la necessità di cancellare la norma che non attribuisce ai lavoratori il potere di essere protagonisti dei propri contratti. Il delegato Cgil, coadiuvato da quello della Cisl, ritengono forse di poter firmare accordi incuranti della volontà organizzata di parte dei dipendenti? Se questo è, accantonassero l’illusione, RdB continuerà la sua azione d’informazione sui contratti capestro sottoscritti, per la tutela dei diritti individuali e collettivi dei dipendenti comunali. Siamo convinti che il primato di un sindacato su un altro non si afferma ricorrendo a normative coercitorie, la vera rappresentanza si ottiene con le idee e la capacità di interpretare e difendere i diritti dei lavoratori. Siamo convinti, poi e principalmente, che la controparte sindacale non sia un altro sindacato ma l'amministrazione. Evidentemente per il delegato della Cgil è più importante difendere un ruolo traballante della sua organizzazione nel comune di Vasanello che difendere gli interessi dei lavoratori. A fronte di tutto ciò noi consigliamo al diligente delegato un bagno di umiltà e di riscoprire il senso del proprio ruolo nella difesa dei lavoratori e non nella gestione di un potere sempre più incomprensibile nel sentire comune. La storia dei sindacati unici dei paesi dell’Est dovrebbe insegnare qualcosa...
RdB Cub Viterbo - Sergio De Paola


6 marzo 2008 - Il Gazzettino

IN OSPEDALE
Esternalizzazioni, il Cub dichiara guerra
Precariato, firmano Cgil, Cisl e Uil

Montebelluna - (L.Bon) Esternalizzazioni in ospedale, il Cub dichiara lo stato di agitazione. E intanto la Triplice sigla un accordo sul Precariato.Sulla questione del passaggio di 76 lavoratori dell'Usl che operano in servizi non sanitari (cucina, officine etc) all'Asolo Hospital service, sulla base del project financing, il sindacato Rdb-Cub (meglio noto come Cobas) ha scritto al Prefetto proclamando lo stato di agitazione sindacale di tutto il personale e chiedendo un incontro, in programma per martedì. "Le motivazioni che ci spingono a dichiarare lo stato di agitazione -scrive il sindacato- e l'eventuale dichiarazione di una giornata di sciopero sono le seguenti: l'Usl 8 come da documentazione allegata ha raggiunto un accordo con l'Asolo Hospital Service spa nel quale è previsto che un numero di circa 76 lavoratori siano messi a disposizione della Asolo H.S.". A questa destinazione l'organizzazione sindacale si oppone. Anche perché "ai dipendenti non viene applicata nessuna clausola di salvaguardia che preveda, se impiegati presso la Asolo H., che possano in secondo momento chiedere di tornare a lavorare in servizi Usl". In tutta questa vicenda, che nelle previsioni doveva diventare operativa da lunedì, "non è chiaro il ruolo delle organizzazioni sindacali e della Rsu che non hanno mai spiegato o mostrato ai lavoratori interessati gli accordi firmati, mettendo questi ultimi nella impossibilità di decidere sul proprio destino lavorativo e in tal modo scegliere ipotesi diverse". Intanto, però, su un altro fronte Cgil, Cisl, Uil e Rsu hanno raggiunto un accordo importante sulla stabilizzazione dei lavoratori precari. Con l'accordo raggiunto saranno stabilizzati 39 lavoratori che presentano i requisiti richiesti dalle leggi Finanziarie. "E' un accordo importante -dicono i firmatari- Per noi si tratta di una prima fase, che dovrà aprire ulteriori momenti di confronto per includere anche coloro che non avendo un contratto a tempo determinato, ma un contratto di tipo diverso, non erano stabilizzabili. Continuano il nostro impegno e la nostra azione per definire altre importanti questioni che guardano alla tutela dei lavoratori ma anche alla certezza di un servizio di qualità ai cittadini. E' giusto sottolineare che l'accordo è frutto dell' impegno e della presenza concreta di Cgil Cisl e Uil al tavolo delle trattative; la sottolineatura perché troppo spesso leggiamo di soggetti che si attribuiscono risultati o che agitano situazioni presenti all'interno dell'Usl senza aver mai partecipato ad un'assemblea o ad un tavolo negoziale".


6 marzo 2008 - La Nuova Ferrara

Acft, un futuro nebuloso

Ferrara - Abbiamo letto le dichiarazioni del sindaco di Ferrara, apparse sulla Nuova in data 1/03/08, in occasione dell’inaugurazione del Punto Bus in stazione il giorno 29/02/08, ci lascia perplessi. A parte le affermazioni personali di un sindaco che fa il «pendolare» e che già prevede le sue prossime venute a Ferrara come «turista», come se non lo facesse anche adesso, dopo che avrà lasciato una eredità poco meritevole di plauso, ci conferma che il suo operato ha lasciato un triste lascito, precisamente per ciò che riguarda: 1) l’occupazione, 2) lo sviluppo, 3) le infrastrutture, 4) la salute dei cittadini.
Nel merito delle esternazioni come amministratore della nostra città e nello specifico per ciò che riguarda i temi della mobilità abbiamo qualche cosa da dire. Non tutto è chiaro a riguardo la «fusione» tra le Aziende Acft-Atc che a nostro avviso evidenziamo quello che ci preme, che sono, il mantenimento in house delle infrastrutture, per capirci meglio il mantenimento della gestione dei parcheggi, della bigliettazione, delle autostazioni e della gestione delle linee, tuttora in gestione all’agenzia Ami, nonché la gestione dell’officina, attualmente gestita da una società privata. Non vorremo che facesse la fine dell’officina della Fer.
Il management dell’Ami sta già creando delle problematiche nella gestione delle linee extra e urbane con approsimazione nei rapporti tra le società private precisando che anche il «privato» ha dei doveri riguardanti le normative del trasporto pubblico locale, ad esempio: a) le turistiche, b) la sicurezza, c) la professionalità. Questo se non rispettato è in contrasto con le norme che disciplinano le regole della comunità europea.
Di recente sono stati ceduti ulteriori kilometri a ditte private. Per questo allestiscono in fretta nuovi turni di lavoro consegnati ai dipendenti soltanto con pochi giorni di preavviso contravvenendo all’applicazione del Testo Unico aziendale. Ci pare poco chiaro come sono stati presi gli accordi di cessione delle linee, ma si continua così, sempre sulle spalle dei lavoratori. Per alcuni è superfluo agitarsi perché fa tutto parte del gioco.
In merito all’economicità della gestinoe dell’Acf, si afferma crediamo in maniera propagandistica, che il deficit è calato al di sotto del milione di euro. Sarebbe bene che fosse specificato di quanto visto che solo ieri ammontava a circa 1.440.000 euro. Come hanno fatto a recuperare quasi 500.000 euro?
La nostra convinzione è che dando i kilometri ai privati non si pagano ai dipendenti Acft le diarie e altre indennità. I lavoratori a nostro avviso dovrebbero essere molto preoccupati del futuro che li aspetta, soprattutto per la preannunciata fusione tra le due aziende.
Il Coordinamento CUB Trasporti Autoferrotranvieri di Ferrara


6 marzo 2008 - La Nazione

Firenze. AL MEYER arrivano i rinforzi...
di Manuela Plastina

Firenze - AL MEYER arrivano i rinforzi. Entro pochi giorni entreranno in servizio 14 nuovi infermieri e 10 operatori sociosanitari. Avranno un contratto a tempo determinato e saranno chiamati dalle graduatorie dell'ospedale pediatrico o dalle richieste di trasferimento arrivate al Meyer. Per i nuovi infermieri è già stata trovata la collocazione: quattro entreranno in servizio al pronto soccorso, quattro nelle sale operatorie e gli altri sei saranno a disposizione della rianimazione. La direzione del Meyer risponde così alle richieste dei sindacati: il nuovo Meyer oltre a avere spazi più grandi ha anche aumentato i servizi, i posti letto, l’assistenza, i reparti. Il tutto con lo stesso numero di infermieri e operatori. L’allarme per la carenza di personale è arrivato dai sindacati Nursing Up e Rdb e nei giorni scorsi anche dalla Cgil. Nell’incontro di ieri mattina con la Rsu, la direzione del Meyer ha presentato il suo piano di lavoro che prevederebbe una nuova organizzazione dei servizi, l’apertura entro aprile della sala operatoria cardiochirurgica e del centro prelievi, più posti letto in rianimazione e nella terapia intensiva della cardiochirurgia, una nuova pediatria con 20 letti e anche un incremento di personale. PER ORA entrano 14 infermieri e una decina di operatori, che saranno raggiunti da altri colleghi nel prossimo futuro, probabilmente con concorsi per contratti a tempo indeterminato. «Valuteremo le proposte che ci faranno — dice Sergio Cambi —. Finché non sappiamo che servizi saranno attivati, non possiamo stabilire se l’organico, anche tecnico, è sufficiente o meno». Per Mario Di Pede, Rdb, «stanno attivando servizi che non sappiamo ancora con che personale saranno gestiti». Per Daniele Ciofi, Nursing Up, «da tempo lamentiamo la carenza di infermieri. Ora aspettiamo una risposta reale e concreta». «Abbiamo aperto un percorso di concertazione con i sindacati — spiega la direzione del Meyer — affrontando le loro proposte. Solo al termine del tavolo con i rappresentanti Rsu, potremo dettagliare i provvedimenti presi».


6 marzo 2008 - La Stampa

Lavoratori domani Convegno all’Omar

Novara - «Lavoratori domani: sicurezza e nocività nei luoghi di lavoro. Una guerra che nelle scuole non ci viene raccontata»: è il tema del dibattito in programma sabato dalle 9,40 alle 11,30 all’istituto «Omar» di Novara.
Organizzata dal collettivo studentesco coordinato da Simone Bertolo e Christian Barberi, l’iniziativa prevede l’intervento di Roberto Russo (già responsabile della sicurezza della ThyssenKrupp), Daniele Cherubin (tecnico manutentore di Rfi), Gioacchino Indelicato della Cub Novara, Giacomo Verrani della Carovana nazionale sicurezza nei luoghi di lavoro e Luca Bego (operaio petrolchimico di Porto Marghera). «Che futuro lavorativo ci attende? - si domanda Bertolo -. La scuola ci prepara a quello che è attualmente il mondo del lavoro? Questi interrogativi si confrontano con 1300 morti sul lavoro all’anno e 26 mila casi di malattie professionali. Non ci interessa una scuola che sforna studenti come utensili di produzione. Ci interessa invece, maturare un sapere critico».


5 marzo 2008 - Corriere della Sera

Casa Vertice con gli inquilini
Ordine dei medici «Sugli sfratti più attenzione»

Roma - Ieri mattina, a undici giorni dall'entrata in vigore del «milleproroghe» (in gazzetta ufficiale n. 51 del 29 febbraio scorso) le forze dell'ordine, hanno accompagnato l'ufficiale giudiziario in via della Polveriera, nel I municipio. Un provvedimento di sfratto (per fine locazione) di lungo corso e dal complesso iter giudiziario, che riguarda una coppia di anziani inquilini dei Maroniti con pensione sociale (lei, 60 anni, ha un'invalidità regolarmente certificata e un alloggio a Ciampino nel quale si stanno abbattendo le barriere architettoniche, proprio per renderlo accessibile). Il funzionario del tribunale ha concesso agli inquilini di via della Polveriera tre settimane di tempo. Ossia fino al 29 marzo. Nel frattempo l'assessore municipale ai servizi sociali, Roberto Morea, in affanno contro tempi e schemi della burocrazia, sta cercando di ottenere un finanziamento che acceleri i lavori nella casa di proprietà di Ciampino.
Altra novità sul fronte dell'emergenza abitativa: ieri pomeriggio le rappresentanze di base degli inquilini (Asia Rdb), hanno incontrato il presidente dell'ordine provinciale dei medici, Mario Falconi. Iniziativa dal duplice significato (triplice, se si considera l'esigenza di difendere l'argomento sulle pagine dei quotidiani, solitamente parsimoniosi al riguardo). Sollevare un caso e ottenere dall'ordine il richiamo alla deontologia professionale del medico che assiste l'inquilino sfrattato. «Abbiamo voluto rendere nota la vicenda di una settantenne sfrattata con l'"aiuto" del medico che, invitandola a farsi visitare sul pianerottolo, ha agevolato il lavoro di fabbro e ufficiale giudiziario» spiega Paolo Divetta per gli inquilini.
Dice Mario Falconi, presidente dell'ordine: «Ricordo che il medico presente all'esecuzione di uno sfratto dovrà riscontrare il più obiettivamente possibile le patologie ed emettere il proprio certificato sulla base della patologia accertata. Comportamenti difformi saranno accertati ed eventualmente sanzionati».(Il.Sa.)


5 marzo 2008 - Il Sannio

Valle Alifana e Tifatina: ‘Matese Ambiente’: sos dei lavoratori ai sindaci

Benevento - I dipendenti della ‘Matese Ambiente’ scrivono ai sindaci dei diversi comuni serviti della società. Una nota in cui viene manifestata tutta l’amarezza per la situazione che si registra. Ed ecco che i lavoratori evidenziano che "è ormai chiara la volontà politica di porre in liquidazione la società ‘Matese Ambiente srl’. I dipendenti della ‘Matese Ambiente’ scrivono ai sindaci dei diversi comuni serviti della società. Una nota in cui viene manifestata tutta l’amarezza per la situazione che si registra.
Nel rivolgersi ai primi cittadini, infatti, i dipendenti scrivono: "premettendo che con la presente
desideriamo porgerLe le più sentite scuse per il mancato espletamento dei servizi nel Suo comune, intendiamo renderVi partecipi della grave situazione che ci troviamo attualmente a vivere. Quella che per noi è stata per molti anni una grande famiglia e che ha permesso a noi gratificazioni personali e a Voi di essere protagonisti in un cosi difficile contesto quale è quello dei rifiuti oggi in Campania e nella provincia di Caserta, raggiungendo percentuali di raccolta differenziata al di sopra del 50%, nonostante gli oltre dieci anni di emergenza rifiuti in
Campania, portando il Consorzio Ce/1 ad essere uno dei fiori all’occhiello della Regione Campania, sta, giorno dopo giorno, dissolvendosi e tutti i sacrifici sostenuti in questi anni si stanno rendendo vani".
Ed ecco che i lavoratori evidenziano che "è ormai chiara la volontà politica di porre in liquidazione la società ‘Matese Ambiente srl’, volontà che non tiene conto delle continue pressioni psicologiche nelle quali sono costrette a vivere le settantotto unità lavorative della società".
Una situazione difficile, dunque, che fatica a trovare una soluzione. Anzi. Tanto è vero che nel passaggio successivo i lavoratori dell’azienda mettono in risalto proprio che "numerosi incontri tra le varie parti si sono susseguiti: l’ultimo di questi svoltosi in data 3 marzo, alla presenza di tutte le sigle sindacali presenti in azienda, è stato caratterizzato dall’assenza dei vertici del Consorzio Ce/1, acuendo ulteriormente i timori di tutti i lavoratori per la loro precaria situazione finanziaria, economica e futura".
Proprio da quest’ultimo incontro è emersa l’azione che è già stata messa in piedi dalle organizzazioni sindacali. "Prendendo atto di quanto emerso nell’ultimo incontro, nel quale è stato possibile appurare l’impossibilità della società di assolvere agli obblighi salariali, previdenziali, fiscali e quant’altro si renda necessario per la prosecuzione della vita aziendale, le tre sigle sindacali Fit Cisl, Flaica e Cuba RdB, le quali rappresentano oltre il novantacinque per cento dei dipendenti, in concerto tra loro hanno richiesto – si legge ancora nella nota che i dipendenti hanno inviato ai primi cittadini dei comuni interessati dal servizio della società – un urgente incontro presso la Prefettura di Caserta avviando le procedure di raffreddamento di cui alla legge 146/90 e 83/2000 e successive modifiche".
Ed ancora viene evidenziato che, "a causa delle notevoli delusioni di tutti noi lavoratori e delle attuali forti difficoltà nel raggiungere quotidianamente il nostro luogo di lavoro, si è manifestata una rigida iniziativa dell’applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro 626/94 che non ci permettono di garantire un corretto svolgimento dei servizio nei Vostri comuni".
Da qui il forte appello lanciato: "RinnovandoVi ancora una volta le nostre più sentite scuse per i disagi arrecati e ringraziandoVi per la collaborazione fornitaci in questi anni, Vi chiediamo di prendere a cuore la nostra situazione e di porre in essere atti volti alla salvaguardia del nostro posto di lavoro".
Mentre non viene sbattuta nessuna porta: "Siamo inoltre disposti a presenziare qualsivoglia incontro volto alla risoluzione delle problematiche su esposte.
Non ultimo, è dovuto un ringraziamento particolare alla società ed in particolare ai due amministratori delegati che si sono succeduti Anthony Scialdone ed Angelo Barretta ed al presidente Antonio Orsi, i quali, nonostante le molteplici difficoltà con le quali si sono imbattuti, hanno in ogni modo cercato di tutelare i dipendenti e di anteporre le loro esigenze a
quelle della politica, dei fornitori e di chi, con animo non costruttivo, ha cercato in ogni modo di ostacolare il proseguo della vita della società".


5 marzo 2008 - EPolis Roma

Emergenza casa. Action: «Il Prg prevede 6 milioni di metri cubi di cemento, ma non di edilizia popolare»
Sfratti, l'80 per cento è moroso in un anno oltre 5mila esecuzioni
L'ordine dei medici richiama gli associati sul comportamento durante i provvedimenti
di Marta Rossi
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Roma - In una situazione di emergenza abitativa come quella che c'è a Roma, il 30 per cento di sfratti bloccati è un dato irrisorio. Ma è la realtà. Perchè il blocco deciso dal governo, in realtà, riguarda solo alcune categorie di persone, tra cui gli invalidi al 70 per cento, gli anziani con oltre 70 anni e le famiglie con un reddito inferiore a 27mila euro l'anno. Gli altri? "Se ne devono andare", spiega Bartolo Mancuso, di Action. "L'attuale decreto che proroga il blocco è solo un tampone, una pomata su un braccio rotto". Perchè l'emergenza abitativa parla di 30mila famiglie in attesa di una casa popolare e "la giunta Veltroni, in otto anni, ne ha costruite solo 3mila - prosegue Mancuso - approvando poi un piano regolatore che prevede 6 milioni di metri cubi di cemento e non un solo metro per l'edilizia popolare". E secondo il Sunia, sindacato degli inquilini e assegnatari, nel 2006 a Roma ci sono state 5.701 esecuzioni, di cui 2.496 per morosità. Non solo. "I soldi che il governo ha distribuito per questa problematica sono comunque pochi: a Roma sono arrivati 40 milioni, hanno comprato 150 case dagli enti". Lunedì sono state consegnate 112 case popolari a Ponte di Nona. Un tampone: "È vergognoso che i cittadini vengano espulsi dalla città e mandati in periferia, senza alcun servizio di appoggio". Anche perchè, in città ci sono oltre 200mila appartamenti sfitti, oltre alle numerose caserme che il ministero sta per passare al demanio. "Il demanio poi farà un accordo con i Comuni per valorizzarle e riutilizzarle. Ecco, l'occupazione che abbiamo fatto a Castro Pretorio era un segnale in questo senso. Ma ai comuni non gli interessa, e pensano a fare housing sociale, per reperire case con i contributi privati. Noi non siamo contrari al misto tra pubblico e privato, ma non possono pensare di dare tutto in mano alle ditte costruttrici", dice Mancuso. Intanto, ieri l'Asia Rdb ha incontrato Mario Falconi, presidente dell'ordine provinciale dei medici: lo scorso 7 febbraio, durante l'esecuzione di uno sfratto al Tuscolano, "l'atteggiamento tenuto dal personale medico è parso spesso complice delle esigenze della proprietà più che garante dei cittadini. La signora Maria Concetta Sisinni, una 77enne invitata dal medico a uscire dalla propria abitazione per effettuare la misurazione della pressione e sfrattata il 1 febbraio", spiegano dal sindacato. Falconi, dal canto suo, si è impegnato far rispettare il codice deontologico e di certificare con chiarezza la condizione fisica degli sfrattati, affinchè non si prestino a tutelare le ragioni della proprietà. Il presidente dell'ordine ha poi parlato della possibilità di fare un esposto nei confronti dei medici, a partire da quello della vicenda della signora Sisinni, che violano il codice deontologico. Dalla presidenza dell'ordine partirà un procedimento a verifica del comportamento tenuto.


5 marzo 2008 - La Voce di Viterbo

IMPIEGATI FANNULLONI IL SINDACATO: non siamo i peggiori d’italia, classifica falsa
Assenteismo, la RdB contesta i dati
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Viterbo – E’ assenteista una lavoratrice incinta oppure un lavoratore in chemiotrapia? Il sindacato RdB Cub si appella a Renato Rascel per commentare la poco onorevole classifica relativa all’assenteismo nel pubblico impiego: "E’ arrivata la bufera, è arrivato il temporale chi sta bene e chi sta male e il sole 24 Ore sta come gli par", esordisce il segretario Lino Rocchi in una nota al fulmicotone, scagliandosi a testa bassa contro il primo quotidiano economico italiano che pone la città di Viterbo al terzo posto tra i peggiori, grazie allo scarso operato dei lavoratori di palazzo dei Priori, tra i primi venti se si considera la poca propensione al lavoro degli operatori di palazzo Gentili. Ma il segretario Lino Rocchi non ci sta: "Arrivano le elezioni, e lo sport del tiro al dipendente pubblico si intensifica. Il Sole 24 Ore mente sapendo di mentire", sottolinea, spiegando perché secondo lui i dati sono falsati e non tengono conto di molti fattori. "In primis del fatto che circa il 60% dei dipendenti pubblici del Viterbese sono donne giovani che fortunatamente usufruiscono delle leggi sulla maternità". Lo dimostrano i numeri: la Tuscia è passata da meno di 250 mila abitanti del 2001 ad un saldo tra morti e nascite nel 2007 di oltre 300 mila abitanti, con un apporto minimo di immigrati. "Il secondo dato è che percentualmente la provincia di viterbo ha un’alta alfabetizzazione con molti dipendenti che frequentano, pur essendo lavoratori, l’Università della Tuscia per prendere un diploma di laurea – prosegue - Terzo i dati del quotidiano economico non tengono conto delle assenze per malattia, di quelle per legge 104 (assistenza ai disabili), per malattia del figlio con meno di 8 anni e via dicendo". Secondo il sindacalista è oltremodo singolare che un quotidiano economico così attento, divulghi con un’apparente superficialità tanti dati negativi per i dipendenti pubblici: "Evidentemente rientra nella strategia di smantellamento della Pubblica Amministrazione e di un attacco in profondità al welfare. Si continuano a minare i diritti conquistati con le lotte dei lavoratori degli anni 70, la maternità, la malattia, il diritto all’istruzione, diritti che credevamo ormai acquisiti per sempre. C’è la volontà di far apparire il dipendente pubblico come un "rubastipendio" ed un "fannullone"- conclude - ma la realtà è che le fasce più deboli diventano sempre più povere, che i magri stipendi non arrivano alla terza settimana e che Veltroni e Berlusconi si preparano a spartirsi i pochi brandelli di benessere rimasti nelle tasche dei lavoratori".


5 marzo 2008 - Il Denaro

Risolta la grana-stipendi, da oggi pagati i dipendenti

Salerno - Inizierà oggi il pagamento degli stipendi dei 3.750 dipendenti dell'Asl Salerno 2. I tempi previsti dal manager Federico Pagano sono stati rispettati per cui i lavoratori possono finalmente tranquillizzarsi. Le somme occorrenti erano state sbloccate venerdì scorso, quando le rappresentanze sindacali di base avevano indetto uno sciopero di protesta, e da oggi saranno liquidate.
"Purtroppo abbiamo dovuto fronteggiare delle problematiche contingenti", spiega Pagano, "però quel che conta è essere riusciti ad effettuare i pagamenti. Permettetemi però di sottolineare con rammarico le strumentalizzazioni politiche alle quali è stata sottoposta la vicenda".
Dopo la soluzione delle vicenda legata agli stipendi di febbraio è iniziato il lavoro per evitare che questa situazione possa ripetersi anche in futuro. Il diretore generale dell'Asl Salerno contestualmente al piano per la moratoria st a perfezionando anche una riorganizzazione dell'intero settore sanitario locale attraverso una ottimizzazione dei servizi ed il taglio di alcune spese superflue. L'esigenza immediata è quella di ripianare i debiti mentre per il medio e lungo periodo si punta a creare un modello gestionale ed organizzativo di eccellenza. Ma attenzione, perchè nelle prossime ore potrebbero essere diffuse la valutazioni effettuate dalla commissione regionale incaricata dall'assessore Montemarano di valutare il lavoro dei manager delle Asl campane a diciotto mesi dalla loro nomina. In caso di giudizio negativo sulla sua gestione Pagano potrebbe essere costretto a dimettersi con l'inevitabile e terribile conseguenza del blocco totale di qualsiasi piano studiato per risolvere le emergenze in atto.(e.s.)


5 marzo 2008 - Il Giorno

ARESE, DA 5 ANNI IN CASSINTEGRAZIONE
Licenziati 68 operai ex Alfa «Ultima beffa targata Fiat»
di GIULIO DOTTO

ARESE — «LE COMUNICO la risoluzione del Suo rapporto di lavoro con effetto immediato dalla data odierna». Quindici parole per comunicare, dopo tanti di lavoro, che con l'Alfa Romeo, ossia la Fiat Auto, tutto è finito. La lettera è stata inviata a 68 operai, che lavoravano nel reparto Carrozzerie e costruzioni sperimentali dello stabilimento aresino e che da cinque anni erano in cassa integrazione. Per altri 10 operai e 6 impiegati il destino è invece ancora incerto. IERI i lavoratori hanno manifestato con uno sciopero di 8 ore davanti alla portineria centrale in attesa di una nuova manifestazione che si svolgerà lunedì prossimo coinvolgendo anche i lavoratori di altre aziende. «Mentre aumenta sia gli utili che i profitti, Fiat licenzia i lavoratori, pensando di risolvere così l'annoso problema di quelli dichiarati stabilmente in esubero ad Arese e sottraendosi, ancora una volta, dalla responsabilità della loro collocazione, che si erano assunti sia la Regione Lombardia che i proprietari delle aree, attraverso accordi sindacali che sono stati puntualmente disattesi» afferma la segreteria della Fiom-Cgil di Milano. Secondo i sindacati «si tratta di un atto gravissimo che Fim Fiom e Uilm di Milano respingono e contrasteranno attraverso tutte le azioni che si renderanno necessarie per costringere Fiat a ritirare i licenziamenti». «Da oltre un anno - sostiene la Flm Uniti - avevamo indicato soluzioni praticabili, sempre ricordate in tutti gli incontri nelle sedi istituzionali, alternative alla cassa integrazione e ai licenziamenti. Tra questi il rientro dei lavoratori che ne avessero i requisiti professionali, in sostituzione del turn over, come garanzia del mantenimento di attività e funzioni lavorative ad Arese; una ricollocazione sull'area aresina, nelle aziende che si stanno insediando e assunzioni in aziende controllate dalla Regione, dalla Provincia e dai comuni». In tal senso il 14 dicembre 2007, la Provincia di Milano aveva presentato un documento scritto nel quale si facevano le seguenti ipotesi: 20-25 ricollocazioni presso aziende insediate nel sito, 60-65 posti presso le istituzioni e 20-25 ricollocati presso la Fiat. «La Regione è letteralmente svanita nel nulla con l'atteggiamento di miope furbizia lasciando che la Fiat licenzi per appariore i salvatori della patria. Questo cinismo giocato sulla pelle degli operai deve essere respinto da tutti i lavoratori» affermana Flm Uniti-Cub di Arese.


5 marzo 2008 - Il Giornale di Vicenza

NO DAL MOLIN. Dal 2003 migliaia di abbandoni
«Soldati Usa: ecco come disertare»
di Giovanni Zanolo

Vicenza - Salvate il soldato Ryan: aiutatelo a disertare dall’esercito (noi sappiamo come). Potrebbe essere questo lo slogan del nuovo servizio offerto da Vicenza ai soldati americani che vorrebbero disertare, ma non sanno come.
Si chiama "Sir! No Sir!", ovvero "Nossignore!", ed è un servizio telefonico per fissare un appuntamento con i promotori dell’iniziativa, il Comitato di Vicenza Est assieme ai sindacati Cub, rispondendo semplicemente ad una segreteria in inglese: "Vuoi disertare ma non sai come? Vieni da noi". La voce parlante è quella di Russell Hoitt, uno dei sette soldati della Ederle che - secondo stime ufficiali statunitensi portate dal Comitato - avrebbero disertato nell’ultimo anno. Ma se tre di questi sarebbero attualmente in una prigione tedesca, Hoitt, invece, non ha fatto nemmeno un giorno di galera.
E sostiene che potrebbe essere così per tutti, se solo fossero informati: «La prima cosa che ti inculcano - spiega - è che l’unico destino per i disertori è la Corte marziale e la pena di morte. Nulla di più sbagliato. Con un buon avvocato è del tutto possibile uscire senza nemmeno un giorno di carcere, e tornare alla vita normale. Io ne sono un esempio».
Tuttavia, la vita, proprio del tutto normale non sarà: al meglio che vada, spiega l’americano, il disertore riceverà un congedo "non onorevole", ovvero senza multe da pagare, ma anche senza un centesimo di pensione («non importa se hai fatto anche dieci anni di servizio») e nemmeno assistenza medica.
In ogni caso meglio, per molti, che rischiare la vita in Iraq o Afghanistan. Secondo l’associazione tedesca alla quale si collega l’iniziativa vicentina (che secondo i responsabili è al momento «l’unica in Italia») i disertori dal 2003 sarebbero ufficiosamente 25 mila in tutto, e 8 mila secondo stime ufficiali.
«Di tutti questi solo una minima parte è andata in prigione - aggiunge Andrea Licata del Comitato, legato anche al movimento dei cattolici contro il Dal Molin -. Ogni caso è a sè stante, ma sappiamo da associazioni tedesche e statunitensi che, con le informazioni giuste, un disertore può tranquillamente ricevere un congedo senza carcere: l’esercito preferisce darglielo senza punizioni per non avere cattiva pubblicità. Ma tutto questo i soldati non lo sanno».
Ricapitolando: un soldato della Ederle, ma anche di Aviano, che telefoni al 346. 6890337, potrà ricevere informazioni su dove rivolgersi per consulenze legali, soprattutto in Germania e negli Usa, e reperire contatti per casa e lavoro. «L’errore dei tre della Ederle che sono finiti in prigione - conclude Licata - è che si sono costituiti in caserma. Nulla di più sbagliato. Ma loro, semplicemente, non erano informati».


5 marzo 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Iniziata la trattative tra i sindacati...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - Iniziata la trattative tra i sindacati confederali, Cgil, Csl e Uil, e l’amministrazione comunale sulla questione delle holding. Ma al tavolo di ieri pomeriggio è stata ufficializzata anche la spaccatura tra confederali ed Rsu, ormai inevitabile.
Amministarzione e confederali hanno anche fissato le date per andare a valutare i singoli settori che dovranno essere esternalizzati. Così, il 18 si marzo ci sarà una riunione pre approfondire il discorso relatico aglia acquedotti ed ai consorzi, il 22, 23 2 4 si parlerà dell’Etruria servizi; il 24 dell’Etm. I primi di aprile ci sarà una nuova riunione per fare il punto su tutto quanto detto ed osservato e, se sarà necessario, procedere ad ulteriori approfondimenti.
Accanto alla trattativa, come detto, la spaccatura tra Cgil, Cisl e Uil e la Rsu. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, si è avuta, ieri pomeriggio, quando i confederali hanno ignorato il documento approvato a maggioranza dalla Rsu. Documento con il quale la rappresentaza sindacale unitaria chiedeva «la revoca del verbale d’incontro del giorno 11 febbraio e la sospensione di ogni iniziativa dell’Amministrazione Comunale riportata nel verbale». In sostanza, si chiedeva di annullare tutto il processo che aveva portato, dopo i clamori e la freddezza iniziale, all’apertura del dialogo tra il governo cotatdino e le varie sigle sindacali, fino appunto al tavolo di ieri.
Ma il documento è stato ignorato e a questo punto Rdb, Sdl, Rsu e Fabio Napoleoni (scavalcato dal suo segretario provinciale, presente al tavolo per garantire che la Uil Fpl segue le direttive dei confederali) hanno abbandonato la riunione e pco dopo diffuso la seguente nota: «Le Organizzazioni Sindacali Rdb/Cub e Sdl di Civitavecchia, abbandonando il tavolo odierno, denunciano il comportamento illegittimo e scorretto dell’amministrazione e delle sigle Cgil-Cisl-Uil che continuano la riunione calendarizzando date future, e invitano i lavoratori e le lavoratrici del Comune, di Etruria e di Etm a manifestare concretamente il loro dissenso alla formazione delle holding che le parti invece concertano».


5 marzo 2008 - Tempo Stretto

Piano regolatore del Porto, il Prefetto convoca le parti attorno a un tavolo
Sarà martedì 11 marzo, dopo la richiesta dei sindacati di base. Parteciperanno tra gli altri Sinatra, Lo Bosco, Leonardi, Musmeci, Samiani, Blandina e Cosimo Genovese

Messina - Tutti attorno a un tavolo per discutere del Piano regolatore del Porto. A chiederlo in via ufficiale tramite una convocazione per martedì 11 marzo alle 11.00 è stato il Prefetto Francesco Alecci, dopo il documento presentatogli dai sindacati di base di Cub, Flmu/Cub, Rsu cantieri Palumbo e Rsa cantieri Savena. Nella missiva i segretari provinciali Filippo Sutera, Federico Magro, Alberto Previti e Francesco Gaizza esprimevano tutte le loro perplessità sull'imminente approvazione del Prp da parte del Comitato portuale, con considerazioni che, secondo il Prefetto, «non ritengo di pertinenza di questa Prefettura». Un documento che però, sottolinea Alecci, «risulta oggettivamente rilevante laddove invoca una urgente disamina collegiale compiuta da quelle Istituzioni ed Associazioni categoriali titolate ad esprimersi nella materia di cui trattasi». In particolare nel documento i sindacati rimarcano come il Prp non sia passato dall'analisi di un Consiglio comunale democraticamente eletto, ma «"impropriamente" approvato dal commissario straordinario Gaspare Sinatra, che dal nostro punto di vista avrebbe fatto meglio a limitare il proprio intervento alla ordinaria amministrazione fino al nuovo costituendo Consiglio comunale». Nessun riscontro è stato avuto dal neo presidente dell'Authority Dario Lo Bosco, al quel i sindacati avevano chiesto specifici incontri. Le maggiori perplessità riguardano il fatto che l'eventuale approvazione del Prp «comporterebbe la quasi sparizione delle aree destinate alla cantieristica navale e per di più rimarrebbero senza alcun collegamento con la città e le grandi vie di comunicazione». «Non è riducendo le aree alla cantieristica e progettando alberghi e porticcioli – scrivono Sutera e gli altri – che si crea occupazione, ma bonificando e ristrutturando l'esistente e programmando la realizzazione di strutture e servizi, in cui si inserisce anche la realizzazione del punto franco». Alecci, come detto, ha accolto con favore la richiesta dei sindacati di un incontro: al tavolo sono stati invitati tutti i soggetti interessati, ovvero il commissario Sinatra e il prof. Lo Bosco, il presidente della Provincia Leonardi e il presidente della Camera di Commercio Musmeci, il comandante della Capitaneria di Porto Samiani e il presidente dell'A.P.I. Cosimo Genovese, mentre gli stessi sindacati saranno rappresentati dal segretario provinciale del Cub Sutera.


4 marzo 2008 - Agi

CONTRATTI: DOMANI PRESIDIO CUB DAVANTI CONFINDUSTRIA

(AGI) - Roma, 4 mar. - Domani, in occasione dell'incontro tra la Confindustria e i sindacati, sulla riforma della struttura della contrattazione, la CUB ha indetto un presidio davanti alla sede nazionale di Confindustria. Lo rende noto un comunicato dove si spiega che il Cub, con questa iniziativa, "esprime il suo forte dissenso nei confronti dell'intesa che Confindustria e CGIL CISL e UIL stanno definendo senza alcun rapporto con i lavoratori interessati, attraverso la quale verra' ridotto a zero il valore del contratto nazionale di lavoro rendendolo di fatto una semplice garanzia del salario minimo contrattuale". In base a questa intesa, prosegue la nota "tutto il resto viene demandato alla sede di contrattazione integrativa, legando eventuali aumenti salariali ad ulteriori aumenti di produttivita' e all'andamento economico dell'impresa: in poche parole alla magnanimita' di padroni che, a fronte della riesumazione di un vero e proprio 'cottimo', concederanno qualche briciola dei loro utili". Il sindacato condanna anche le recenti morti bianche che impongono, si legge "il deciso ribaltamento della logica che considera tutto, anche la vita umana, sacrificabile sull'altare della produttivita' e del profitto". "Per rivendicare il diritto alla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, a difesa del Contratto Collettivo Nazionale - conclude - per un meccanismo di tutela automatica dei salari, per una reale democrazia sindacale, la CUB sara' domani in piazza a presidiare la sede di Confindustria".


4 marzo 2008 - Prima

BARI: CUB INDICE SCIOPERO FABBRICHE PER DOMANI

(PRIMA) BARI - Dopo la Thyssen Croup a Torino, i portuali di Marghera e Genova, si aggiungono le altre cinque vittime di Molfetta. Una vera e propria mattanza a cui vanno sommati i tanti infortuni che quotidianamente si ripetono sui posti di lavoro. Tutti oggi, di fronte al dolore dei familiari e dei sopravvissuti, si dicono addolorati. E specialmente le istituzioni, con i partiti politici e i sindacati concertativi, si affrettano a far bella mostra della loro "indignazione" e del loro "sconcerto", organizzando subito manifestazioni di protesta per seppellire di nuovo e prima possibile, insieme ai morti, le loro pesanti responsabilità. L’accordo sul Welfare del 23 luglio 2007 è la più evidente e recente testimonianza delle gravi scelte operate dal Governo, dalla Confindustria e da Cgil-Csil e Uil nel rendere sempre più precari e meno tutelati i lavoratori. Anche il Decreto sulla sicurezza tarda ad essere approvato per le resistenze messe in atto proprio da Confindustria. In Puglia, purtroppo, regione governata da forze che dovrebbero dimostrare una maggiore e forte attenzione a questi temi, assistiamo a timidi tentativi di intervento, assolutamente insufficienti ed inadeguati. Basti pensare allo stillicidio di incidenti all’Ilva di Taranto. Gli Organismi regionali preposti alla tutela e sicurezza sui luoghi di lavoro non operano quasi mai in funzione di detti obbiettivi e il più delle volte i vari comitati, commissioni, unità di crisi e quant’altro sono composti e occupati da veri e propri "scaldasedia", messi lì appositamente dai diversi esponenti politici, sindacali e imprenditoriali. "Come Confederazione Unitaria di Base (CUB) della Puglia riteniano oggi indispensabile dare una chiara e determinata risposta per costringere tutti i soggetti coinvolti, istituzionali e sociali, a cambiare radicalmente quelle politiche che considerano la sicurezza sui luoghi di lavoro un inutile costo che riduce i guadagni e frena la "competitività". La CUB chiama alla mobilitazione le proprie strutture ed invita tutti i Lavoratori a partecipare alle iniziative programmate: mercoledì 5 marzo, nelle fabbriche Sciopero di 4 ore nelle fabbriche di Bari proclamato dalla FlmUniti; giovedì 6 marzo alle ore 11.30 (lungomare Trieste), Presidio e Conferenza stampa presso il Palazzo dell’Inail e della Direzione Regionale del Lavoro di Bari.


4 marzo 2008 - Apcom

CONTRATTI/ DOMANI PRESIDIO DELLA CUB DAVANTI SEDE CONFINDUSTRIA
In concomitanza con il tavolo su riforma tra imprese e sindacati

Roma, 4 mar. (Apcom) - Domani, in occasione dell`incontro tra la Confindustria e i sindacati sulla riforma della struttura della contrattazione, la Cub ha indetto un presidio davanti alla sede degli industriali in viale dell'Astronomia. Lo riferisce in una nota la Confederazione unitaria di base. Con questa iniziativa la Cub vuole esprimere il suo "forte dissenso" nei confronti dell`intesa che Confindustria e Cgil, Cisl e Uil stanno definendo "senza alcun rapporto con i lavoratori interessati".


4 marzo 2008 - Dire

MORTI BIANCHE. CUB PUGLIA: ISTITUZIONI CARICHE DI RESPONSABILITÀ
DOMANI A BARI SCIOPERO 4 ORE NELLE FABBRICHE, GIOVEDÌ PRESIDIO

(DIRE) Roma, 4 mar. - "Dopo la Thyssen a Torino, i portuali di Marghera e Genova, si aggiungono le altre cinque vittime di Molfetta. Una vera e propria mattanza a cui vanno sommati i tanti infortuni che quotidianamente si ripetono sui posti di lavoro". E' quanto sottolinea la Confederazione Unitaria di Base (Cub) della Puglia. "Tutti oggi- prosegue-, di fronte al dolore dei familiari e dei sopravvissuti, si dicono addolorati. E specialmente le istituzioni, con i partiti politici e i sindacati concertativi, si affrettano a far bella mostra della loro 'indignazione' e del loro 'sconcerto', organizzando subito manifestazioni di protesta per seppellire di nuovo e prima possibile, insieme ai morti, le loro pesanti responsabilita'". L'accordo sul welfare del 23 luglio 2007, secondo la confederazione, "e' la piu' evidente e recente testimonianza delle gravi scelte operate dal governo, dalla Confindustria e da Cgil Cisl e Uil nel rendere sempre piu' precari e meno tutelati i lavoratori. Anche il decreto sulla sicurezza tarda ad essere approvato per le resistenze messe in atto proprio da Confindustria". Come Confederazione unitaria di base della Puglia, sottolinea il sindacato, "riteniano oggi indispensabile dare una chiara e determinata risposta per costringere tutti i soggetti coinvolti, istituzionali e sociali, a cambiare radicalmente quelle politiche che considerano la sicurezza sui luoghi di lavoro un inutile costo che riduce i guadagni e frena la 'competitivita''". La Cub, infine, chiama alla mobilitazione le proprie strutture ed invita tutti i lavoratori a partecipare alle iniziative programmate: domani, mercoledi' 5 marzo, nelle fabbriche sciopero di 4 ore nelle fabbriche di Bari proclamato dalla Flm Uniti. Giovedi' 6 marzo presidio e conferenza stampa a Bari.

AEROPORTO BOLOGNA. PROVINCIA CHIAMA LAVORATORI IL 17 MARZO

(DIRE) Bologna, 4 mar. - I 31 dipendenti ex Doro Group dell'aeroporto di Bologna saranno ricevuti dalla Provincia di Bologna. Gli assessori al Lavoro e alle Attivita' produttive di Palazzo Malvezzi, Paolo Rebaudengo e Pamela Meier, hanno infatti convocato per lunedi' prossimo, 17 marzo, un tavolo di incontro con gli ex lavoratori del Marconi, accompagnati dalle sigle sindacali che li rappresentano (Uil e Rdb). L'annuncio arriva dal Consiglio provinciale di oggi per bocca della presidente di Palazzo Malvezzi, Beatrice Draghetti, in risposta alla question time del consigliere provinciale di Forza Italia, Giovanni Leporati.


4 marzo 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 9 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* La Corte dei conti bacchetta l'Asi: i soldi non spesi sono davvero troppi
* Ccnl, al via la trattativa con 26 mesi di ritardo
* Un indice dei prezzi che crea confusione
* Dopo l'indulto: "Rialzati Istat. Si può fare"
* Stancanelli, l'uomo che non si stanca mai
* Icram: dove regna l'inerzia
* I consigli della Corte al redivivo Insean
* Anche all'Ingv arriva il sottoinquadramento
* "Gli accaparratori". Di beni pubblici


4 marzo 2008 - Il Bologna

La manifestazione. La pacifica invasione delle piazze di co.co.co ed educatrici
Precari pubblici a rischio sfilano fino a casa Prodi
L'assessore: non allarmate le famiglie. Le "dade": «Senza di noi ci rimettono anche loro»

di Diego Costa
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Bologna - Leggi che i precari del Comune fanno una manifestazione, vai e ti aspetti di trovare ragazzini imberbi, alla prima esperienza professionale. Ci trovi invece un esercito al femminile. I «carristi» sono papà che spingono carrozzine. La carica dei 400 o 500, ha invaso ieri nel tardo pomeriggio piazza Maggiore, poi si è diretta in corteo, fino a casa Prodi, capolinea di manifestazioni rivolte al Governo. Precari i dimostranti, precarie le risposte, precario il Governo: un quadro davvero traballante, ma una parte dei dipendenti della funzione pubblica (sfila con una faccia che è tutto un programma) vede aprirsi uno spiraglio nell'annosa questione del «decreto mille proroghe» della Finanziaria che aveva tranciato di netto le gambe ai lavoratori a scadenza. Lo auspicano i Rappresentanti di base, Massimo Betti, Antonio Vitiello, Vilma Fabbiani, informati dal ministro uscente (precario, appunto) Nicolais. Dovrebbe cioè arrivare a ore, se non a giorni, una circolare che fa proprio quell'emendamento (indicato dall'Anci) per tamponare l'emorragia più grave: quella che il 31 marzo, senza pronto soccorso, sarebbe suonata come sentenza definitiva. Per chi? Per tutti i precari pubblici che hanno firmato un contratto l'1 gennaio e che rientrano nelle seguenti categorie: educatrici dei nidi, collaboratori specialzzati dei nidi, collaboratori scolastici (i cosiddetti jolly). La madre di tutte le deroghe, attesa a breve, si trasformerà in un ciambellone di salvataggio. Ma cosa ne sarà dei co.co.co pubblici non laureati? Quelli si terranno abbassata in faccia la loro bella maschera con il punto interrogativo. Ieri hanno sfilato tutti per il centro: non sarà il 42% del personale - dato raccolto a voce da un'educatrice e contestato dall'assessore Virgilio - ma sono comunque tanti. Alle porte c'è il concorso che stabilizzerà 31 educatrici. Una risposta. «Per 31 posti vacanti che verranno coperti - precisa Antonio Vitiello - ci sono 300 chiamate l'anno per completare l'organico». Tutto insomma è relativo. L'ampiezza di un problema, nella sua complessità, si fissa a seconda dei punti di vista. Se pure si risolve il problema degli asili nido, resta insoluto quello dei co.co.co. Le scuole materne? Non allarmate i genitori, esorta l'assessore. Giusto. Ma neanche si può lasciarli all'oscuro. Così un gruppo di educatrici precarie dei nidi comunali firma una lettera aperta. Cos? la riassumiamo: «Nel nostro lavoro mettiamo passione e competenza, ce la mettiamo tutta per fornire un servizio eccellente. Con noi, se private del nostro lavoro, ci rimetteranno i bimbi costretti ogni 3 mesi ad abituarsi a persone e situazioni nuove». Il 3 aprile, quindi, replicheranno la loro protesta.

In centinaia al corteo
Sfilano da piazza a piazza educatrici, collaboratrici scolastiche e co.co.co precari: difendono quel lavoro che, rsenza emendamenti, li escluderebbe a fine marzo.

A settembre d'accapo
Lo dice l'assessore Virgilio: ma il problema si ripresenterà a settembre. E se dovesse essere risolto attraverso appalti alle cooperative cosa sarà di chi ha vinto i concorsi?

Lo sciopero contro la gestione degli appalti diventa un polemico silenzio. E le RdB accusano
Aeroporto, lavoratori precettati «E' emergenza democratica»
Il sindacato: «La Sab agisce in modo illegittimo: si attenda repliche poco ortodosse»
di Diego Costa
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Bologna - All'aeroporto, osservò poco tempo fa un avveduto cronista rivolgendosi al sindaco, non c'è un solo cartello che rammenti ai turisti la vocazione di questa terra per i motori. I titoli mondiali di Ducati, Ferrari... allo scalo bolognese sono passati inosservati. In compenso ieri mattina, l'aeroporto Marconi era tappezzato di volantini - almeno un centinaio, firmati dalle rappresentanze sindacali. Scritto in quattro lingue, italiano, inglese, francese e tedesco, il manifestino denunciava ai viaggiatori che la Sab - la società aeroportuale - ha costretto «illegalmente» i lavoratori a essere presenti. Sono stati infatti precettati i dipendenti che avevano per oggi indetto uno sciopero (dalle 4 alle 7 del mattino) per protestare contro la gestione degli appalti all'aeroporto bolognese e per rivendicare spazi di rappresentanza sindacale, per esempio, ora che si è aperto il tavolo delle trattaive per il rinnovo del contratto integrativo. Con la Sab siedono al tavolo solo Cgil, Cisl e Uil. Come avviene di solito per le manifestazioni di piazza, così nel caso di un'agitazione di settore, le versioni sull'esito della protesta - o della precettazione - trovano interpretazioni dissimili. Per le Rdb, nonostante l'illegittimo intervento di Sab, la lotta ha avuto un impatto evidente sulla vita dello scalo bolognese, e una ripercussione «pesante nella funzionalità con ritardi e spostamenti di voli». Al contrario per Sab i voli sono stati regolari, il ritardo di alcuni voli contenuto nell'ordine di 10'-15' di ritardo ma per ragioni operative, non per lo sciopero. Sciopero che la prossima volta - annunciano le Rdb - sarà per tutta la giornata. «A queste condizioni è decisamente confermato - dice il sindacato - e verrà decisa la data nelle prossime ore. Inoltre utilizzeremo altre forme di lotta, chi precetta in massa i lavoratori deve aspettarsi risposte poco ortodosse». La protesta dei precettati ha seguito una simbologia efficace: il silenzio. O il lutto al braccio a voler sottolineare: così muoiono i diritti costituzionali. Accusata di complicità anche l'Enac, dicono i sindacati, che studiano in sede legale un ricorso per «azione antisindacale». «E' stata precettata la quasi totalità dei lavoratori - dice Luigi Marinelli (Rdb) - abbiamo risposto con dignità e forza». «Al Marconi c'è una classe dirigente che si accanisce nel negare i diritti dei lavoratori di scegliere i propri delegati e di partecipare alle trattative sul contratto. Un'emergenza democratica: siamo di fronte all'arroganza di un gruppo dirigente delegittimato ampiamente dagli eventi giudiziari che non si assume le proprie e ben pagate responsabilità nella crisi aeroportuale»


4 marzo 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. Dovevano scioperare, invece si sono presentati al lavoro chi con il lutto al braccio e chi senza aprire bocca...

Bologna - DOVEVANO scioperare, invece si sono presentati al lavoro chi con il lutto al braccio e chi senza aprire bocca. Ai passeggeri hanno distribuito volantini per chiedere di rispettare il loro polemico silenzio. I dipendenti del Marconi ieri mattina hanno protestato così, con uno «sciopero della parola», contro quello che viene definito dalle Rdb «un attentato alla democrazia: la precettazione di massa dei lavoratori» attuata, a detta del sindacato di base, «illegittimamente» e per «reprimere lo sciopero indetto per oggi» (ieri per chi legge ndr). Luigi Marinelli, delle Rdb, spiega infatti che «è stata precettata la quasi totalità dei lavoratori». L’iniziativa di lotta «ha però avuto il suo pesante impatto nella funzionalità dello scalo con ritardi e spostamenti di voli» fuori dalla fascia dello sciopero, mentre i dipendenti sono stati chiamati a prendere servizio prima del solito. Diversa la versione di Sab: i voli sono sono stati regolari, e il ritardo massimo è stato contenuto in 10-15 minuti per ragioni operative e non per effetto dello sciopero. Le Rdb, comunque, non demordono e già pensano al bis. «A queste condizioni, il prossimo sciopero per l’intera giornata è sicuramente confermato e verrà deciso nelle prossime ore. Chi precetta in massa i lavoratori deve aspettarsi azioni poco ortodosse in risposta», avverte Marinelli. Le Rdb accusano il gruppo dirigente dell’aeroporto di aver «predisposto gli ordini di precettazione con la complicità dell’Enac» per «domare la capacità di lotta e di resistenza dei lavoratori». Pertanto, considerando la precettazione un’azione antisindacale, i legali delle Rdb «sono già al lavoro per fare ricorso».


4 marzo 2008 - Irpinia news

I Vigili del Fuoco in piazza per rafforzare gli organici

Avellino - Sarà un 5 marzo di sensibilizzazione e protesta quello dei Vigili del Fuoco di Avellino che hanno indetto un corteo pubblico. I motivi per cui si scenderà in piazza e si darà vita alla manifestazione dei Caschi Rossi riguardano : la sensibilizzazione delle Istituzioni locali verso la carenza di organico all’interno della compagine. "Una carenza – sottolineano le segreterie provinciali Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Rdb Vigili del Fuoco – che mette a rischio la sicurezza dei cittadini e degli stessi operatori".


4 marzo 2008 - Libero

SANITÀ DA RIANIMARE. Solo a febbraio ambulanze ferme per oltre 1200 ore

Roma - Se nei primi quattordici giorni di febbraio ammontavano ad 800 le ore di blocco delle ambulanze nei pronto soccorso, nella seconda quindicina, nonostante la risoluzione messa in campo dall'assessorato alla Sanità della Regione Lazio, le ore di fermo sono passate a ben 1.200. Queste le stime di Licia Pera, del sindacato Rdb Cub. La task force e il Bed Manager voluti dall'assesso re Battaglia in risposta al blocco delle ambulanze sarebbero dunque «falliti». Secondo RdB, rimangono bloccate «le ambulanze di Policlinico Casilino, Pertini, Vannini e Policlinico Tor Vergata con l'aggiunta di Policlinico Umberto I (più di 180 ore), S. Giovanni (più di 100 ore), S.Andrea (più di 50 ore) e scendendo nella graduatoria S. Camillo, Grassi e Villa S. Pietro».(Agf)


4 marzo 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Lo sciopero dopo il lutto. In fabbrica stop di 2 ore
Domani anche gli uffici chiusi. A Bari fermi per quattro ore Vendola subito sul luogo dell'incidente: «Morte spaventosa». Sempre domani nella città del Nord Barese organizzato un corteo. Messaggi di solidarietà da politici e sindacalisti
di Francesco Strippoli

BARI — Domani sciopero generale di due ore in Puglia, di quattro nella provincia di Bari. A Molfetta domattina un corteo muoverà alle 9 da Piazza Municipio. La reazione di Cgil, Cisl e Uil alla sciagura della Truck Center è immediata. Allo sdegno si associa la richiesta di misure urgenti prima che si concluda la legislatura. Alla mobilitazione provinciale si unisce anche l'Ugl. Massimo D'Alema, in visita in Puglia, parla di «notizia spaventosa». Il governatore Nichi Vendola accorre in lacrime sul luogo dell'incidente. «È un colpo al cuore - dice - e qualcosa di terribilmente traumatico. È insopportabile ogni vita che venga spezzata da quella che è diventata una trincea di guerra. Sono morti che gridano vendetta contro l'assuefazione della società civile e della politica. Andrà capita la dinamica dei fatti, ma resta il senso di convivere con un milione di incidenti all'anno, 1.300 morti e 20mila feriti ». Il governatore chiede di «uscire dalla stagione delle chiacchiere» e sollecita la convocazione del consiglio dei ministri per varare i decreti attuativi della legge sulla sicurezza approvata dal Parlamento. Una necessità che segnala anche il deputato di An Francesco Amoruso («la normativa è stata licenziata a luglio dalle Camere »). Con Vendola, sul luogo della tragedia, anche gli assessori Onofrio Introna e Guglielmo Minervini (originario di Molfetta). Al cordoglio, Introna unisce la richiesta al governo delle «misure più urgenti» per interrompere la catena di morti sul lavoro. Il presidente del consiglio regionale, Piero Pepe, chiede di «fermare questa tragica catena» di lutti. I quattro coordinatori regionali della Sinistra Arcobaleno (Nicola Fratoianni, Enzo Locaputo, Giovanni Merico, Magda Terrevoli) denunciano «la barbarie » rappresentata dai morti sul lavoro e chiedono l'intervento immediato del governo per il varo dei decreti attuativi. Si associa il consigliere regionale Michele Ventricelli. «Occorre evitare - dice il leader della Uil Aldo Pugliese - che la cultura del profitto, metta a repentaglio la vita degli esseri umani ». Il senatore Nicola Latorre (pd) parla di uno «stillicidio» da fermare. Il deputato Pino Pisicchio (Idv) affida al prossimo Parlamento il compito di «completare la normativa sulla sicurezza». La deputata Teresa Bellanova (Pd) con il compagno di partito Ludovico Vico ha presentato una proposta di legge. Ma oggi avverte che più che nuove norme, «occorre vigilanza costante sulla loro applicazione ». Raffaele Fitto (Fi) si augura un governo «capace di dare risposte serie e concrete »; per esempio, «maggiori controlli nelle aziende e maggiori incentivi alle imprese che assumono, in modo da metterle nelle condizioni di garantire i massimi livelli di sicurezza». Ragionamento analogo da parte del deputato Salvatore Greco (Udc). Il consigliere regionale Rocco Palese (Fi) esprime «profondo dolore», l'europarlamentare Enzo Lavarra (Pd) «commozione e sconcerto». Il presidente della Provincia di Bari Enzo Divella sostiene che «istituzioni, imprese, associazioni di categoria e sindacati (ognuno per la propria parte) devono assumersi precise responsabilità ». «Basta con la mattanza» grida la Cub (confederazione unitaria di base), che chiede ai lavoratori di mobilitarsi per riportare il tema della sicurezza «al centro dell'agenda politica». Sinistra Critica si dice pronta «ad appoggiare qualsiasi mobilitazione».


4 marzo 2008 - Viterbo Città

Sindacato : Viterbesi assenteisti. Rdb : "Il Sole 24 ore mente e lo sa"

Viterbo - "....è arrivata la bufera, è arrivato il temporale chi sta bene e chi sta male e ....il Sole 24 ore...... sta come gli par." Arrivano le elezioni, e lo sport del tiro al dipendente pubblico si intensifica.
Lino ROCCHI della RdB CUB di Viterbo non contesta i dati del sole 24 ore sic et simpliciter, ma afferma che i dati sono falsati e non tengono conto di molti fattori. Dipendenti pubblici di viterbo e provincia tra i più assenteisti d’Italia? Il sole 24 ore mente! sapendo di mentire! Il primo fra tutti è che questi dati non tengono conto del fatto che circa il 60% dei dipendenti pubblici del Viterbese sono donne giovani che fortunatamente usufruiscono delle leggi sulla maternità, (ricordiamo che la provincia di Viterbo è passata da meno di 250 mila abitanti del 2001 ad un saldo tra morti e nascite nel 2007 di oltre 300 mila abitanti, con un apporto minimo di immigrati). Il secondo dato è che percentualmente la provincia di viterbo ha un’alta alfabetizzazione con molti dipendenti che frequentano, pur essendo lavoratori, l’Università della Tuscia per prendere un diploma di laurea. Terzo i dati del quotidiano economico non tengono conto delle assenze per malattia, di quelle per legge 104 (assistenza ai disabili), per malattia del figlio con meno di 8 anni ecc.
Ci sembra oltremodo singolare, prosegue ROCCHI, che un quotidiano economico così attento, divulghi con un’apparente superficialità tanti dati negativi per i dipendenti pubblici, ma a parere della RdB CUB, tutto ciò continua a far parte di una strategia di smantellamento della Pubblica Amministrazione e di un attacco in profondità al welfare. Non è un caso che il PDL ripropone TREMONTI come Ministro dell’economia e che il PD candidi ICHINO e molti esponenti della Confindustria. Si continuano a minare i diritti conquistati con le lotte dei lavoratori degli anni 70, la maternità, la malattia, il diritto all’istruzione, diritti che credevamo ormai acquisiti per sempre. è Assenteista una donna incinta? è Assenteismo fare un ciclo di chemio, subire un intervento chirurgico, o dover assistere un genitore/figlio malato? Se questi sono privilegi i lavoratori ne fanno volentieri a meno. C’è la volontà di far apparire il dipendente pubblico come un "rubastipendio" ed un "fannullone", conclude ROCCHI, ma la realtà è un’altra, è che le fasce più deboli diventano sempre più povere, che i magri stipendi non arrivano alla terza settimana e che Veltroni e Berlusconi si preparano a spartirsi i pochi brandelli di benessere rimasti nelle tasche dei lavoratori.
RdB CUB Viterbo. (Lino ROCCHI)


4 marzo 2008 - Corriere di Bologna

Nuova protesta dei lavoratori dell'handling
Rivoluzione Alitalia, da fine marzo cancellati i tre voli giornalieri Bologna-Malpensa
di Federica Vandini

Bologna - Alitalia in fuga da Malpensa. I clienti bolognesi diretti allo scalo milanese, circa il 40%, potranno raggiungerlo solo in treno o con altri operatori: la compagnia di bandiera ha infatti annunciato con l'orario estivo, che scatta il 30 marzo al ritorno dell'ora legale, l'azzeramento dei tre voli quotidiani dal Marconi. I 324 mila passeggeri all'anno saranno convogliati a Fiumicino, su cui si aggiunge un volo, per un totale di cinque collegamenti giornalieri a 105 euro a tratta. Oltre ai pendolari per lavoro, l'obiettivo è intercettare i passeggeri di altre 23 destinazioni nazionali, e di rendere Roma lo scalo verso il resto del mondo, con 30 destinazioni europee, cinque in Nord Africa, cinque in Medio Oriente, sette in Nord America, tre in Centro-Sud America, due in Giappone e due in Africa. A queste si aggiungono da marzo Los Angeles e Cagliari. Nonostante il rischio di compromettere il traffico verso il nord Europa, il direttore vendite di Alitalia, Maurizio Pace, è fiducioso: «Recupereremo quel 40% di passeggeri e competeremo con altri vettori per le mete internazionali ed intercontinentali, partendo da Roma; rispetto al passato pensiamo di poter offrire un servizio migliore». Continuano intanto le proteste dei dipendenti della Giacchieri, una delle tre compagnie di handling del Marconi. I lavoratori hanno protestato per i 31 colleghi già dipendenti del consorzio Doro Group finito sotto inchiesta e non riassorbiti. Il sussidio di disoccupazione è in scadenza. Gli altri ieri mattina dovevano incrociare le braccia dalle 4 alle 7 ma si sono presentati al lavoro chi con il lutto al braccio e chi senza aprire bocca. Uno «sciopero della parola», contro quello che per le Rdb è «un attentato alla democrazia: la precettazione di massa dei lavoratori» attuata «illegittimamente». «A queste condizioni — ha avvertito Luigi Marinelli delle Rdb — il prossimo sciopero per l'intera giornata è confermato».


4 marzo 2008 - La Repubblica

I regali di Cordeschi restano sotto sequestro
di LUIGI SPEZIA

Bologna - I regali ricevuti dal direttore operativo di Marconi Handling Sante Cordeschi non possono essere dissequestrati «rappresentando il prezzo del reato, ossia cose date per indurre l´agente a commettere il delitto di corruzione». Il dirigente aeroportuale si era rivolto al Tribunale del Riesame per chiedere di tornare in possesso degli oggetti ricevuti dai dirigenti di Doro Group, ma secondo il Tribunale presieduto da Eleonora Frangini, l´impianto accusatorio contro Cordeschi, non più amministratore delegato, ma ancora dirigente pienamente operativo di Marconi Handling, tiene. Cordeschi ha cercato di dimostrare che i regali ricevuti sono stati scambiati o pagati, ma non ha avuto fortuna. Per esempio, la Focus ricevuta per la figlia, acquistata in una concessionaria di Imola, è stata pagata con due assegni, uno di Cordeschi e uno di Raffaele Dicanosa, amministratore di Doro. La difesa di Cordeschi ha sostenuto che il prezzo di 18 mila euro era troppo alto per quell´auto, pagata con un assegno da 6000 euro e una vecchia Megane. Totale 9000 euro. Ma allora l´assegno di Dicanosa per altri 9000 euro a che serviva? Cordeschi ha sostenuto di non saperne nulla, ma per il giudice i documenti contabili dicono il contrario. Cordeschi ha affermato di aver avuto un orologio da tavolo in cambio di un biglietto aereo, ma il giudice rileva che - anche se così fosse - l´orologio vale 1200 euro, il biglietto solo 200.
Ieri intanto nuovo scontro sindacale al Marconi, dove le RdB, precettate dall´azienda, hanno messo in atto un comportamento di rispetto formale delle regole (controlli più formali sulla sicurezza, silenzio con i passeggeri). Le Rdb sostengono di aver fatto partire in ritardo quasi tutti i voli dalle 4 alle 7, con una punta di 45 minuti per il volo per Londra. Per la Sab invece i ritardi non erano provocati dagli addetti, i quali a loro volta hanno smentito Sab. «Il gruppo dirigente dell´aeroporto ha predisposto gli ordini di precettazione con la complicità dell´Enac con l´obiettivo di domare la capacità di lotta dei lavoratori. Si tratta di un attentato ad un diritto basilare», ha dichiarato Luigi Marinelli delle RdB. Ora si prepara un altro sciopero di 24 ore.

Dipendente Carige
Operata al cervello rischia lo stipendio

Genova - Trentanove anni e 4 operazioni al cervello; se dovesse ancora ammalarsi rischia di non ricevere lo stipendio. Ieri è stata la dipendente Carige, dal 2001 invalida, a denunciare la vicenda, sostenuta dai Cub. «Oggi la Medicina del Lavoro ha deciso che posso lavorare - ha detto Roberta - ma il problema rimane: se mi dovrò curare, rischio di non essere pagata».


4 marzo 2008 - Calabria Ora

Catanzaro - Una iniezione di fiducia...
di CINZIA GUADAGNUOLO

Catanzaro - Una iniezione di fiducia, è quella che ieri pomeriggio il neo commissario straordinario Asp di Catanzaro, Angela Di Tommaso, ha cercato di trasmettere a una cinquantina di medici, responsabili delle direzioni sanitarie dei presidi ospedalieri di Lamezia Terme e Soveria Mannelli, direttori delle Unità Operative ospedaliere, dei Centri di Salute Mentale, dei Distretti del Lamentino e del Reventino, dei SerT e del Dipartimento di prevenzione. Ha parlato di "secondo round" e "fase nuova", nella quale vuole puntare su due principi: "nuovi target" (come si dice in gergo aziendale) e ripresa dei vecchi obiettivi. "È da voi che voglio ripartire ", ha detto ieri ai medici, ritrovati dopo qualche mese. Con loro la veneta Di Tommaso ha già lavorato nel 2006 e nei primi mesi del 2007. "Delle esperienze positive dobbiamo fare tesoro, recuperando il tempo perso. Ricominciamo insieme per superare le difficoltà". Il fatto di conoscersi già, ha sottolineato – "ci aiuta parecchio, sappiamo chi siamo e come la pensiamo, quindi sapete anche che tendo a mantenere sempre quello che prometto". Immediatamente, quindi, si dovrà cominciare a pensare a tutto ciò che si è fermato, come la ristrutturazione edilizia, il processo di informatizzazione degli ospedali e della messa in rete del sistema, nonché alle nuove tecnologie (specie per la radiologia), e ad una rete di emergenza cardiologia. Inoltre si dovrà pensare al nuovo ruolo dell’ospedale nel sistema Asp, in confronto agli altri nosocomi, esaltando spazi e personalità del Giovanni Paolo II e cercando di "puntare su un processo di integrazione". Ai medici ha detto di conoscere già i disagi espressi in questi giorni, di cui peraltro dice di non meravigliarsi, ma gli lascia la parola, per andare nel dettaglio delle problematiche. L’assemblea si svolge in modo ordinato e pacato; unico momento di tensione è causato dall’irruzione non programmata di un gruppo di medici, guidati dal sindacalista della sigla Rdb/Cub (prima militante nella Cgil) Ivan Potente. Non soddisfatto dalla prospettiva dell’incontro di domani mattina, nel quale la Di Tommaso incontrerà tutti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, Potente insiste per leggere un documento, sebbene venga pregato di uscire e non interrompere. Riuscirà comunque a dire che per domani si aspetta una risposta in merito al mancato rinnovo del contratto (secondo le prerogative del contratto collettivo nazionale) per i medici dell’ospedale, che lo attendono dal 1996. In caso contrario, avverte Potente, "dichiareremo lo stato di agitazione". Dopo l’uscita dalla stanza delle riunioni del gruppo guidato dal sindacalista, i primari riescono a intervenire, uno per volta. Oltre ai problemi già citati nei giorni passati, lamentano le difficoltà a Oculistica e nel servizio veterinario, mentre da Soveria chiedono la riapertura delle sale operatorie. Riguardo a questo punto, Calabria Ora è in grado di dire che giovedì arriveranno dal Sud Africa degli speciali pannelli isolanti per le due sale (alcune varianti ai lavori hanno richiesto un nuovo tipo di pannelli, aumentando così il ritardo). Tutto sommato quello di ieri è stato un incontro improntato sull’ottimismo. Il neo commissario dell’Asp dice di aver visto un’apertura in Loiero e Spaziante per nuovi investimenti strutturali e nuovo personale. Da brava manager aziendale, la Di Tommaso ha cercato costantemente il coinvolgimento emotivo degli operatori sanitari: "È una grande sfida – ha detto – ma so di poter contare su di voi, sappiamo che possiamo farcela. Vi chiedo un grosso sforzo, da questo momento non ci saranno più scuse per nessuno".


4 marzo 2008 - La Stampa

La storia. La denuncia di una trentenne genovese
La banca applica il contratto: troppe assenze
Roberta ha il cancro la vogliono licenziare
di ALESSANDRA PIERACCI

GENOVA - Ho appena trent’anni, sono iscritta alla Facoltà di Lingue: ho diritto a una vita più normale possibile, voglio lavorare, stare in mezzo alla gente, avere un ruolo e una funzione sociale. Non posso ridurmi a fare l’invalida pensionata». Roberta B. è una giovane donna che da quando aveva dodici anni lotta contro una grave malattia ed è riuscita a ottenere l’indipendenza, scegliendo di stare da sola, a Milano dopo il liceo, lasciando a Campobasso la sicurezza della famiglia, madre contadina e padre operaio in pensione. Ora però rischia di perdere il mondo che si è faticosamente costruita: dopo sei interventi fra meningiomi da togliere, un’emorragia cerebrale, l’asportazione di una parte del cranio, l’innesto di una protesi e due radio-chirurgie, ha accumulato al 26 febbraio 15 mesi di assenza per motivi di salute in 4 anni. La banca per cui lavora, Carige, può licenziarla, secondo un contratto nazionale diventato più restrittivo, dagli Anni Novanta, per combattere l’assenteismo, come sottolineano i sindacalisti del Cub-Sallca, ma penalizzante nei confronti di casi eccezionali come questo.
E se proprio ieri, grazie appunto alla lunga e appassionata battaglia sindacale, è arrivato l’annuncio della riammissione in ufficio, dopo l’idoneità certificata dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’ospedale genovese di San Martino, il problema non è affatto risolto. D’ora in avanti, a Roberta per curarsi resta solo la possibilità dell’aspettativa non retribuita, 8 mesi in tutto, e ad ogni assenza si ripresenterà lo spauracchio del licenziamento.
Roberta è una bella ragazza con il capo rasato e coperto di cicatrici nascosto da un foulard allegro in tinta con il completo fucsia corrisponde alla vivacità del suo spirito. Gli occhi sono azzurri e sgranati dietro le lenti, ma da uno la giovane non vede più, dall’altro le restano cinque diottrie: sono gli esiti dell’asportazione dei meningiomi formatisi nel corso degli anni.
E’ nell’89 che si manifestano i seri problemi alla vista provocati dal primo meningioma. Viene operata a Napoli, poi in seguito al Niguarda. Nel 2001 è assunta come invalida civile in un’agenzia della Banca Carige con un contratto di primo livello di terza area per 1.350 euro al mese. Nel 2004 le viene riconosciuta un’invalidità del 100% con abilità al lavoro. L’agenzia dove ora è addetta al retro-sportello è in corso Vittorio Emanuele. «Mi occupo del pagamento di fatture e bollette» dice. «Ma non le hanno nemmeno fatto avere uno schermo ingranditore, che pure viene fornito dalla Asl» fanno notare gli esponenti dei sindacati, Angelo Pedrini e Davide Cervi. Pedrini chiede che la banca «con un piccolo sforzo mantenga il salario alla lavoratrice che altrimenti non può vivere e che non la licenzi pur potendolo fare. Non credo che Carige andrebbe in rovina. Altre aziende hanno soprasseduto al diritto di licenziare». In fondo, come fa notare Cervi, «l’utile di Carige è aumentato del 108% dal 2002 al 2006, con previsioni di 300 milioni di euro entro il 2010 e questo anche grazie al lavoro dei dipendenti». «Facciamo appello soprattutto alla Fondazione, che finanzia molte realtà assistenziali e benefiche - dicono i rappresentanti sindacali -. Come si può restare indifferenti davanti a un caso come questo?». E ricordano come lo stesso presidente dell’istituto bancario, Giovanni Berneschi, si attribuisca il merito di non aver mai licenziato nessuno.
Roberta, da oggi dovrebbe riprendere le sue mansioni. La notizia è arrivata dall’azienda proprio mentre la giovane impiegata e i rappresentanti sindacali raccontavano la vicenda, dopo la visita medica al San Martino. Il capo del personale, Sergio Donegà, ha annunciato la decisione di reintegrare l’impiegata, data l’idoneità certificata dai sanitari. «Sono soddisfatta - dice Roberta - ma aspetto di verificare che quanto mi è stato promesso venga mantenuto».


4 marzo 2008 - L'Unione Sarda

Farmacie privatizzate, il no dei sindacati

Quartu S.Elena - Fronte unico dei sindacati contro il passaggio delle farmacie comunali alla società municipalizzata. Gli esponenti di Cgil, Cisl, Uil e Rdb della rappresentanza sindacale unitaria dell'amministrazione di via Porcu, chiedono l'apertura di un tavolo di confronto con il sindaco Gigi Ruggeri sull'affidamento all'esterno dei servizi comunali.
«Le esperienze hanno dimostrato», contestano in un documento, «che le varie privatizzazioni, oltre che nascondere speculazioni, non hanno portato nulla di buono nel miglioramento dei servizi e nella loro qualità, ma solo costi più alti per i cittadini».
Nei prossimi giorni, preannunciano i rappresentanti dei lavoratori comunali, saranno organizzate iniziative pubbliche «per spiegare le ragioni del sindacato e delle Rsu a tutela dei servizi pubblici locali e per far sì che questa amministrazione investa sul pubblico».(g.mdn.)


4 marzo 2008 - Il Giornale di Vicenza

Vicenza. Lettera

Siamo con la presente a porre alcune precisazioni in merito all’articolo pubblicato il giorno 21 febbraio dal titolo "ingiurie sindacali. Sospetti su RdB. Non c’è prova".
Mentre troviamo corretto il resoconto dell’udienza tenutasi in tribunale, intendiamo invece chiarire le considerazioni fatte nella parte finale dal giornalista dove come sua considerazione scrive "come è assai probabile che il computer usato fosse dell’aggressiva sigla sindacale".
Per i lettori vogliamo ricordare che il procedimento giudiziario in atto riguarda un "volantino anonimo" considerato diffamatorio e che a seconda dell’accusatore (delegato Cisl) sarebbe stato redatto da un delegato RdB.
Nel rispetto del procedimento giudiziario in corso e visto che al momento sono stati ascoltati solo testi dell’accusa e il perito della procura precisiamo quanto segue.
Che RdB consideri i sindacati concertativi, CISL/CGIL/UIL, "proni" ai voleri governativi e padronali è dichiarato in tutte le nostre prese di posizione ufficiali.
Infatti siano nati come sindacato di base proprio perché le scelte di questi sindacati in questi anni attraverso la firma di contratti, protocolli, ecc.. hanno di fatto peggiorato le condizioni economiche e di lavoro dei lavoratori.
Lo scontro, per quel che ci riguarda, lo abbiamo fatto sempre a viso aperto assumendocene le responsabilità.
Non a caso siamo stati presi di mira dai vari poteri, CISL- CGIL-UIL compresi, con perquisizioni della sede, sgombero della stessa, procedimenti disciplinari nei confronti di nostri delegati, rifiuto di concederci agibilità di sedi per assemblee dei lavoratori.
Eppure non ci siamo tirati in dietro nel dichiarare la nostra solidarietà quando altre O.S. sono state colpite da atti intimidatori.
Non abbiamo mai fatto le vittime. Siamo coscienti di cosa significa lottare per tutelare realmente e promuovere i diritti dei lavoratori, nessuno regala niente a nessuno.
C’è bisogno di un volantino anonimo per affermare questo?
Tornando ai fatti a tutt’oggi nessun elemento porta a convalidare le affermazioni del giornalista.
Libero lui di fare le proprie considerazioni, liberi noi di precisare quanto sopra.
Germano Raniero
Risponde Ivano Tolettini
Non si tratta di mie considerazioni, ma del consulente della procura Danilo Pagliai il quale, deponendo durante il processo, ha spiegato che se da un lato non si può risalire all’imputato Ghirardello quale autore dello scritto ingiurioso, dall’altro ha detto che viste le caratteristiche del volantino e viste le caratteristiche dei computer in uso a Rdb-Cub è assai probabile che a scriverlo sia stato qualcuno che ha usato quei pc.
Dunque, uno di Rdb-cub. Ripeto, non è una mia considerazione, ma del consulente della procura.


4 marzo 2008 - Il Gazzettino

SINDACATI Cgil: «No comment». Uil: «Un acquisto importante»
di Pietro Rossi

Vicenza - A sentire le numerose considerazioni di merito la candidatura di Massimo Calearo nel Pd ha avuto una cassa di risonanza notevole. Il giorno successivo del "coming out" dell'ex presidente di Confindustria Vicenza, dopo la suspense dei giorni scorsi, ha provocato reazioni diverse anche nel mondo sindacale vicentino.Sicuramente allergiche per i rappresentanti dei metalmeccanici della Cgil, memori del braccio di ferro con il Calearo presidente di Federmeccanica. «Per fare il contratto abbiamo scioperato 40 ore chiosa il segretario dei metalmeccanici Cgil Giampaolo Zanni la mia opinione è che se il PD vuole difendere i lavoratori dipendenti lo faccia nelle proposte ma anche nei candidati». Ancora più duro il giudizio di Germano Raniero, dell'Rdb Cub vicentino: «Non siamo per nessun patto con i padroni, questa scelta di Veltroni fa strabuzzare gli occhi e significa solo una cosa: i due grandi concentrati di interessi che si chiamano partiti hanno gli stessi obiettivi e gli stessi candidati». Ma non tutti la pensano allo stesso modo. Interrogando i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil i toni infatti cambiano. Anzi, per il segretario della Cgil Vicenza Oscar Mancini i toni proprio non ci sono: «Non rilascio nessun commento», dice conciso.Mentre Riccardo Dal Lago, segretario Uil Vicenza non ha dubbi: «Il mio giudizio è positivo, credo che per il PD sia stato un acquisto importante e per Calearo una scelta che gli fa onore: è passato da un interesse di parte ad una rappresentanza sociale molto più ampia». Per Dal Lago la candidatura ha tracciato un solco storico nella storia politica del centro sinistra «Un'innovazione che rispetto alle tradizionali abitudini rompe gli schemi precostituiti».Infine, il segretario della Cisl berica Luigi Copiello, pur non esprimendo un giudizio personale, sottolinea che «Veltroni ha voluto dimostrare di poter chiamare una forte rappresentanza degli industriali e lo ha fatto anche perché Calearo non è mai stato un uomo di seconda linea». E sul fatto della sua presidenza in Federmeccanica? «Ne ho visti anche di peggio conclude Copiello Calearo ha sempre dialogato con tutti ed è sempre stato disponibile nei rapporti. Ricordo il suo discorso del 1° maggio a Schio: è stato apprezzato da molti, anche da esponenti del sindacato».


4 marzo 2008 - Il Mattino di Padova

SEMINARIO IN VIA VALERI
LAVORO A NORD EST

Padova - «Nord Est: lavoro e società nell’era della globalizzazione» è il tema del seminario in programma domenica nella sala polivalente di via Valeri. Alle 10 le relazioni affidate all’assessore provinciale di Venezia Alessandro Sabiucciu, a Salvatore Livorno della Cgil e Antonio Silvestri della Fiom. Nel pomeriggio, l’intervento di Khalid Mouhid dell’Adl Cobas dedicato al «caso sindacale» della logistica e il dibattito.


3 marzo 2008 - Dire

COMUNE BOLOGNA. SIN IN RDB DIVENTA CORTEO FINO A CASA PRODI
BETTI: RESTA ALTO L'ALLARME SUI PRECARI NONOSTANTE RASSICURAZIONI

(DIRE) Bologna, 3 mar. - Da presidio a mini-corteo, fin sotto casa del premier dimissionario Romano Prodi. Le Rappresentanze sindacali di base di Bologna hanno trasformato la loro assemblea pubblica in piazza Maggiore in una sfilata di protesta fino a piazza S.Stefano. Erano circa un centinaio sotto Palazzo D'Accursio, oggi pomeriggio, a sostenere l'arringa del leader bolognese delle Rdb, Massimo Betti. Il motivo della protesta e' sempre il decreto, contenuto nella Finanziaria 2008, che impone alle Pubbliche amministrazioni contratti di tre mesi per i Cococo e la laurea per tutti i collaboratori reclutati. Per il Comune di Bologna, e' l'allarme che da qualche giorno le Rdb fanno suonare, la norma significa il rischio chiusura per i servizi socio-educativi e circa 600 precari a rischio posto di lavoro. Il 28 febbraio scorso, le Rdb insieme all'Anci nazionale hanno presentato richiesta formale al Governo perche' venga emanata una circolare che annulli di fatto il decreto contenuto in Finanziaria. Sull'iniziativa e' arrivato anche il sostegno del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e dell'assessore al Bilancio, Paola Bottoni, che hanno sollecitato l'intervento del Ministero della Funzione pubblica. E' di tre giorni fa la notizia che il ministro Luigi Nicolais sarebbe in procinto di pubblicare la tanto agognata circolare 'salva-precari', attesa dunque per i prossimi giorni. Ma prima di cantare vittoria, "vogliamo vedere nero su bianco questo provvedimento", avverte Betti. Per questo la protesta va avanti. Anche perche' con la circolare verrebbe risolta solo la situazione dei precari comunali dei nidi e dei servizi assistenziali. Non si puo' modificare invece, almeno per il momento, la questione della laurea obbligatoria per i Cococo. "Vogliono risolvere il problema del precariato licenziandoli e dimostrando che non ce n'e' bisogno", attacca Betti. Poi se la prende anche con Cgil, Cisl e Uil, per non aver prestato la loro voce alla protesta. "Sono stati zitti, dicono, perche' non volevano creare allarmismi- punta il dito il numero uno della Rdb- ma il loro e' stato un comportamento vergognoso".

AEROPORTO BOLOGNA. I LAVORATORI FANNO SCIOPERO, DELLA PAROLA
RDB: QUASI TUTTI PRECETTATI, E' ANTISINDACALE, FAREMO RICORSO

(DIRE) Bologna, 3 mar. - Dovevano scioperare, invece si sono presentati al lavoro chi con il lutto al braccio e chi senza aprire bocca. Ai passeggeri hanno distribuito volantini (in italiano, inglese, tedesco e francese) per chiedere di rispettare il loro polemico silenzio. I dipendenti dell'aeroporto Marconi di Bologna questa mattina hanno protestato cosi', con uno "sciopero della parola", contro quello che viene definito dalle Rdb "un attentato alla democrazia: la precettazione di massa dei lavoratori" attuata, a detta del sindacato di base, "illegittimamente" e per "reprimere lo sciopero indetto per oggi" (dalle 4 alle 7 del mattino). Luigi Marinelli, delle Rdb, spiega infatti che "e' stata precettata la quasi totalita' dei lavoratori". Ciononostante, l'iniziativa di lotta "ha avuto il suo pesante impatto nella funzionalita' dello scalo con ritardi e spostamenti di voli" fuori dalla fascia dello sciopero, mentre i dipendenti sono stati chiamati a prendere servizio prima del solito. Diversa la versione di Sab, la societa' di gestione del Marconi: i voli sono sono stati regolari, e il ritardo massimo e' stato contenuto in 10-15 minuti per ragioni operative e non per effetto dello sciopero. Le Rdb, comunque, non demordono e gia' pensano al bis. "A queste condizioni, il prossimo sciopero per l'intera giornata e' sicuramente confermato e verra' deciso nelle prossime ore. Inoltre, saranno messe in campo altre iniziative di lotta. Chi precetta in massa i lavoratori deve aspettarsi azioni poco ortodosse in risposta", avverte Marinelli. Le Rdb accusano il gruppo dirigente dell'aeroporto di aver "predisposto gli ordini di precettazione con la complicita' dell'Enac" per "domare la capacita' di lotta e di resistenza dei lavoratori". Pertanto, considerando la precettazione un'azione antisindacale, i legali delle Rdb "sono gia' al lavoro per fare ricorso". Oggi intanto, spiega Marinelli, "i lavoratori hanno risposto con forza e dignita' alle illegittime precettazioni, presentandosi al lavoro in silenzio e in segno di lutto per la perdita dei diritti costituzionali, invitando i passeggeri a comprendere gli inevitabili e necessari disagi". La dirigenza di Sab, hanno scritto in quattro lingue sui volantini (distribuiti o attaccati qua e la' al Marconi in un centinaio di copie), "ci obbliga illegalmente ad essere presenti". L'iniziativa di lotta era stata indetta contro la gestione degli appalti al Marconi, per rivendicare spazi di rappresentanza sindacale e per la vertenza sull'integrativo (il tavolo e' stato aperto ma solo con Cgil-Cisl-Uil). "All'aeroporto Marconi- accusa ancora Marinelli- c'e' un gruppo dirigente che si accanisce nel negare il diritto ai lavoratori di scegliere i propri delegati e di partecipare alle trattative sui contratti: questa e' una vera emergenza democratica. Siamo di fronte all'arroganza di un gruppo dirigente, ampiamente delegittimato dagli avvenimenti giudiziari, che non vuole prendersi le proprie (ben pagate) responsabilita' nella gestione della crisi all'aeroporto".

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI LUNEDI' 3 MARZO

(DIRE) Bologna, 3 mar. - Questi gli appuntamenti a Bologna e provincia:
....16.30- Bologna (Piazza Maggiore)- Assemblea promossa da Rdb/Cub contro il decreto "Milleproroghe" votato dal Governo e sulle ripercussioni sui lavoratori precari del Comune....


3 marzo 2008 - Ansa

SANITÀ: LAZIO; RDB,AMBULANZE FERME PER 1.200 ORE A FEBBRAIO

(ANSA) - ROMA, 3 MAR - «Se nei primi quattordici giorni di febbraio ammontavano ad 800 le ore di blocco delle ambulanze nei pronto soccorso, nella seconda quindicina, nonostante la risoluzione messa in campo dall'assessorato alla Sanità della Regione Lazio, le ore di fermo sono passate a ben 1.200». Lo afferma in una nota Licia Pera, del coordinamento regionale della Rdb Cub. «È la prova evidente - dice la sindacalista - del fallimento della task force e del Bed Manager voluti dall'assessore Battaglia in risposta al blocco delle ambulanze. Continuano a bloccare le ambulanze Policlinico Casilino, Pertini, Vannini e Policlinico Tor Vergata con l'aggiunta di Policlinico Umberto I (più di 180 ore), S. Giovanni (più di 100 ore), S. Andrea (più di 50 ore) e scendendo nella graduatoria S. Camillo, Grassi e Villa S. Pietro». Al fenomeno romano, afferma Rdb, si aggiunge la provincia, con blocchi negli ospedali di Monterotondo, Palestrina, Tivoli, Civitavecchia e Anzio. «I dati parlano chiaro - aggiunge Pera - e smentiscono clamorosamente l'assessore, che vorrebbe circoscrivere il problema alla sola zona orientale di Roma. Questo è il punto al quale ci ha portati una politica regionale fatta di continui tagli alle strutture pubbliche, di perenni blocchi delle assunzioni del personale di assistenza, di liste di attesa interminabili che costringono i cittadini a rivolgersi alle strutture di emergenza per trovare risposte».

LAVORO: BANCARIA 'TROPPÒ MALATA, CUB CHIEDE GARANZIE

(ANSA) - GENOVA, 3 MAR - Trentanove anni e quattro operazioni al cervello; se dovesse ancora ammalarsi rischia di non ricevere alcuna retribuzione. Questa mattina è stata la diretta interessata, una dipendente Carige dal 2001 invalida, a raccontare la sua vicenda, supportata dai sindacalisti della Cub. «Finalmente oggi l'Istituto di medicina del lavoro ha deciso che posso lavorare e di questo sono contenta - ha detto Roberta B., 39 anni, impiegata Carige nel back-office di una filiale milanese -. Da domani posso riprendere il lavoro, ma il problema rimane. Infatti se prossimamente mi dovrò curare rischio di non essere pagata». Con quattro operazioni al cervello Roberta ha infatti 'consumatò i 15 mesi con retribuzione previsti per la malattia dal contratto dei bancari, come ha illustrato Davide Cervi, delegato Cub-Sallca credito e assicurazioni in Carige, «per cui ora le restano solo otto mesi di aspettativa non retribuita», ha spiegato Cervi. La Cub chiede quindi «garanzie da parte dell'azienda sul fatto che la dipendente venga pagata anche in malattia».


3 marzo 2008 - Adnkronos

BOLOGNA: SCIOPERO ALLO SCALO 'MARCONI', PROTESTA RDB PER PRECETTAZIONE
MARINELLI, LEGALI AL LAVORO PER RICORSO

Bologna, 3 mar. - (Adnkronos) - "Le direzioni delle societa' aeroportuali Sab, Marconi H e Bas, con l'intenzione di reprimere lo sciopero indetto per questa mattina dalla Rdc/Cub nello scalo bolognese, hanno illegittimamente precettato in servizio la quasi totalita' dei lavoratori: si tratta di un vero e proprio attentato ad un diritto basilare dei lavoratori, cio' nonostante lo sciopero ha avuto il suo pesante impatto nella funzionalita' dello scalo con ritardi e spostamenti dei voli". Lo rende noto Luigi Marinelli, delle Rappresentanze sindacali di base, sottolineando che "il gruppo dirigente dell'aeroporto ha predisposto gli ordini di precettazione con la complicita' dell'Enac con l'obiettivo di domare la capacita' di lotta e di resistenza dei lavoratori, iscritti in larga maggioranza con la Rdb/Cub, su questa azione antisindacale i legali del sindacato di base sono gia' al lavoro per il ricorso alle autorita' competenti". "I lavoratori - fa sapere Marinelli - hanno risposto con forza e dignita' alle illegittime precettazioni, presentandosi al lavoro in silenzio e in segno di lutto per la perdita dei diritti costituzionali, invitando i passeggeri a comprendere gli inevitabili e necessari disagi. All'Aeroporto Marconi di Bologna c'e' un gruppo dirigente che si accanisce nel negare il diritto ai lavoratori di scegliere i propri delegati e di partecipare alle trattative sui contratti: questa e' una vera emergenza democratica". "Siamo di fronte all'arroganza - conclude - di un gruppo dirigente, ampiamente deligittimato dai noti avvenimenti giudiziari riguardo la gestione dei servizi, un gruppo dirigente che non vuole prendersi le proprie ben pagate responsabilita' nella gestione della crisi all'aeroporto Marconi di Bologna. Una arroganza che si e' tradotta anche nella convocazione alle trattative sul contratto integrativo solo di Cgil, Cisl e Uil, nonostante il pressante invito fatto dallo stesso sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, sulla necessita' e utilita' di corrette relazioni sindacali e sull'apertura di un tavolo di trattativa con tutti i sindacati rappresentativi dello scalo bolognese". "A queste queste condizioni - chiosa infine - il prossimo sciopero per l'intera giornata e' sicuramente confermato e saranno messe in campo altre ed ulteriori iniziative di lotta".


3 marzo 2008 - Italia Sera

I sindacati sul piede di guerra. Previsti disagi
Sciopero Trambus Martedì 5 stop agli ‘straordinari’

Roma - La CUB Trasporti ha indetto per martedì 5 marzo lo sciopero dei lavoratori della Trambus s.p.a., che si asterranno dall’effettuare gli straordinari. Sono dunque previsti disagi, dovuti al fatto che il servizio viene in buona parte coperto proprio grazie allo svolgimento dello straordinario. In questo modo i lavoratori intendono protestare contro la mancata risoluzione della carenza delle linee riservate, le vetture destinate al servizio di trasporto del personale, che a seguito di un accordo siglato nel gennaio 2007 con CGIL CISL UIL UGL sono state notevolmente ridotte, causando gravi problemi ai lavoratori che terminano i turni serali o del primo mattino nel raggiungere i depositi dai capolinea o viceversa, sottoponendo così il personale a tempi di trasferimento a volte pesantissimi. Questo problema risulta ulteriormente aggravato dai recenti trasferimenti, gestiti in maniera irrazionale, che hanno investito diversi depositi della capitale senza che si sia provveduto ad un adeguato servizio di riservate. La CUB rivendica poi la revisione del contratto di servizio, che richiede una produttività sempre più insostenibile, determinando fra i lavoratori uno stato psico-fisico di forte logoramento ; rivendica inoltre il cambiamento dell’accordo del 2005 sulla malattia, che costringe i dipendenti a lavorare anche quando sono malati per scongiurare il rischio di licenziamento, ed un accordo che preveda posti produttivi d’inserimento per i lavoratori caduti in inidoneità.


3 marzo 2008 - Bologna 2000

Sciopero allo scalo Marconi di Bologna

Bologna - "Le direzioni delle società aeroportuali Sab, Marconi H e Bas, con l'intenzione di reprimere lo sciopero indetto per questa mattina dalla Rdc/Cub nello scalo bolognese, hanno illegittimamente precettato in servizio la quasi totalità dei lavoratori: si tratta di un vero e proprio attentato ad un diritto basilare dei lavoratori, ciò nonostante lo sciopero ha avuto il suo pesante impatto nella funzionalità dello scalo con ritardi e spostamenti dei voli". Lo rende noto Luigi Marinelli, delle Rappresentanze sindacali di base. Marinelli sottolinea che "il gruppo dirigente dell'aeroporto ha predisposto gli ordini di precettazione con la complicità dell'Enac con l'obiettivo di domare la capacità di lotta e di resistenza dei lavoratori, iscritti in larga maggioranza con la Rdb/Cub, su questa azione antisindacale i legali del sindacato di base sono gia' al lavoro per il ricorso alle autorità competenti". "I lavoratori - fa sapere Marinelli - hanno risposto con forza e dignità alle illegittime precettazioni, presentandosi al lavoro in silenzio e in segno di lutto per la perdita dei diritti costituzionali, invitando i passeggeri a comprendere gli inevitabili e necessari disagi. All'Aeroporto Marconi di Bologna c'è un gruppo dirigente che si accanisce nel negare il diritto ai lavoratori di scegliere i propri delegati e di partecipare alle trattative sui contratti: questa è una vera emergenza democratica".


3 marzo 2008 - Leggo

Roma. Traffico pesantissimo. File chilometriche...

Roma - Traffico pesantissimo. File chilometriche. Raccordo in tilt. Un trinomio che, complice la giornata assolutamente primaverile, ha causato non pochi disagi nel tardo pomeriggio di ieri. Incolonnamenti fino a 9 chilometri alla barriera di Roma Est. Disagi a ridosso delle maggiori consolari che sono da attribuire al rientro dal week end. Anche sulle strade che portano al mare, nel senso di marcia del rientro in città, si sono verificate code da record: Pontina, Colombo e via del Mare in stile "estivo".
Ma davanti a questi disagi fa eco la settimana entrante: mercoledì è previsto uno sciopero "particolare" dei sindacati Cub della Trambus: gli autisti, infatti, dopodomani non faranno gli straordinari. Una scelta presa per protestare contro la mancata risoluzione della carenza delle linee riservate, la riduzione delle vetture destinate al servizio di trasporto del personale (che crea problemi ai lavoratori dei turni serali o del primo mattino) e la revisione del contratto. Disagi in vista per chi si muove col bus.


3 marzo 2008 - Gazzetta della Martesana

«L'ATM DEVE RIASSUMERE PIANETA»
Dopo il presidio davanti alla sede per chiedere il reintegro, l'azienda ha incontrato i sindacati che sostengono il pioltellese

Pioltello - C'è voluto il presidio di tre sigle sindacali e la mobilitazione dei lavoratori per aprire almeno un dialogo tra l'Atm e i sindacati. Nulla di nuovo, comunque, sul fronte del reintegro di Andrea Pianeta: l'Atm, infatti, sembra intenzionata ad attendere la sentenza definitiva che non arriverà prima del prossimo gennaio. «Siamo scesi in piazza per difendere un lavoratore ingiustamente allontanato - ha spiegato Marco Villani del coordinamento milanese di solidarietà - Noi continueremo con le nostre iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica».
Si sono dati appuntamento davanti alla sede dell'Atm, armati di volantini e striscioni che raccontavano la vicenda dell'amico e collega Andrea Pianeta: tanti tranvieri, insieme alle sigle sindacali, hanno presidiato per chiedere il suo reintegro immediato. «Andrea Pianeta è stato licenziato per aver denunciato le gravi carenze in materia di sicurezza sulle linee del metrò - hanno spiegato i colleghi - Per aver sollevato un problema serio come quello della sicurezza è stato licenziato e addirittura querelato per aver sollevato "allarmismo ingiustificato". Dopo tre anni di indagine, però, il gip ha scagionato Pianeta, chiedendo l'archiviazione del procedimento contro di lui. Noi oggi chiediamo, a fronte di questo, il suo reintegro immediato».
Il presidio aveva lo scopo «di difendere un lavoratore che ha solo e soltanto il pregio di aver denunciato carenze sul luogo di lavoro allo scopo di salvaguardare la sicurezza di tutti, passeggeri del metrò compresi».
«Riteniamo - si legge in una nota diffusa dal Cobas-Cub - che quando un lavoratore segnala pubblicamente una carenza del sistema di sicurezza non debba essere punito, ma al contrario, premiato».
Il prossimo passo del Coordinamento milanese di solidarietà sarà quello di sensibilizzare il Consiglio comunale di Milano e il suo presidente affinché prenda a cuore il caso di Pianeta.


2 marzo 2008 - Liberazione

Firenze, quando la guerra interna espelle il conflitto sociale dalla politica
Incontro nazionale di movimenti all'indomani delle condanne abnormi per chi manifestò contro la guerra del '99. Sono 1.1500 gli attivisti in Italia sotto processo
di Checchino Antonini

Firenze - «Dopo Genova e Cosenza, questo di Firenze è un terzo passaggio verso la riapertura di uno spazio pubblico contro la repressione come risposta politica alla chiusura di un ciclo di movimento». C'era anche Federico Tomasello, coordinatore nazionale dei Giovani comunisti, quel 13 maggio del '99 davanti al consolato Usa sul Lungarno. E c'era ieri prima in corteo poi sotto il tendone di piazza S.Marco per il «processo al processo», l'incontro nazionale dei movimenti sociali contro la repressione che oggi discuterà anche del nuovo ciclo di conflitti sociali e del patto contro la precarietà.
Nove anni dopo, 13 attivisti fiorentini (10 dell'area antagonista e 3 dell'area m-l) si sono visti comminare l'abnorme pena di 7 anni per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, quasi il doppio di quanto prenderebbe un governatore siciliano per le sue collusioni con i mafiosi. Sette anni senza prove sciaccianti, anzi, con video e foto (vedi www.inventati.org/13maggio99) a documentare la brutalità delle cariche della celere scatenate da una circolare del Viminale per reprimere ogni manifestazione sotto sedi consolari nei giorni in cui piovevano bombe alleate sulla Jugoslavia. «Era il giorno dello sciopero generale contro la guerra, c'erano lavoratori, bambini, passeggini, dirigenti sindacali. La carica fu improvvisa, ero con mia moglie e Amanda che aveva 3 anni quando arrivarono i lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo. La polizia picchiava tutti, Amanda piangeva disperata e per fortuna, perché le lacrime le pulivano gli occhi. Le ho portate in un negozio di animali, poi sono tornato in piazza. La segretaria Cisl, che non cammina bene, fu salvata da un lavoratore che la prese in braccio», racconta John Gilbert, statunitense no war, fiorentino dal 1981. Perfino la digos, guidata allora da uno degli attuali capi dei servizi segreti, storse il naso. Perfino un sindaco come Dominici storce il naso adesso di fronte a una condanna così pesante. Più di quanto avesse reclamato il pubblico ministero. Firenze, città del primo social forum e città dei lavavetri perseguitati dai vigili. Firenze che vede sfilare un piccolo corteo, un migliaio di persone, spaccato in due. Con gli m-l davanti a sventolare le loro bandiere e accendere petardi e dietro i duecento occupanti della caserma dismessa dall'esercito a Sesto, migranti e disertori della guerra permanente, che in una settimana hanno già sventato due tentativi di sgombero. Avrebbero dovuto aprire loro (con l'area antagonista e i Cobas, le Rdb, pezzi di Rifondazione, Arci, Fiom, Attac, pacifisti…) il corteo che sarebbe confluito sotto il tendone per la prima assemblea. Un'assemblea di racconti. Racconti di pratiche, conflitti, repressione. Perché non si scriva la storia del conflitto nelle aule di tribunale. Il censimento dei processi alle lotte vede 11500 attivisti sotto processo, due anni fa erano 8mila. I primi cinque saranno interventi di donne - fiorentine, vicentine del presidio No Dal Molin, parlerà Raffaella Bolini dell'Arci nazionale - per leggere l'attacco al corpo e alla libertà delle donne nella pervasività della guerra permanente. «Abbiamo voluto costruire un'iniziativa che andasse oltre la solidarietà, che parlasse di guerra interna, politiche sicuritarie, che facesse parlare tra loro i conflitti in corso, c'è tanto fuori di noi: i No Tav, chi lotta contro discariche e inceneritori in Campania, i vicentini», spiega a Liberazione, Bruno Paladini, figura storica del movimento antagonista toscano, e condannato per il 13 maggio.
A differenza di altre occasioni nessuno sembra essere arrivato a Firenze, segno dei tempi, con proposte precise. Certo ci sono due date "naturali", 8 marzo e primo maggio, e qualche idea potrebbe venir fuori. Però è ben chiara l'urgenza di una «campagna per depenalizzare i reati di piazza sennò - dice Italo Di Sabato dell'Osservatorio contro la repressione - i conflitti rischiano di essere espulsi dall'agenda politica». «Va stabilita una scala etica della giustizia, lo dice anche Magistratura democratica, chi ha buttato una molotov contro il portone di una carcere, come a Genova, non può stare dentro più di chi ha ucciso due fidanzate», aggiune Bolini. «Accanto alla proposta di amnistia - dice Andrea Alzetta, il tarzan di Action - vanno pensate in positivo leggi sui nuovi diritti». «La guerra riduce gli spazi di democrazia - ricorda Luca Casarini - anche nei paesi da dove parte». «Intanto si allarga l'area della marginalità urbana, spesso invisibile, fuori dalla politica», ammonisce Vincenzo Striano dell'Arci toscana.


2 marzo 2008 - Corriere del Veneto

Sette sarebbero i casi registrati a Vicenza, due i militari in carcere
Ederle, offensiva dei pacifisti «Aiuto legale ai disertori Usa»
La galassia No base vara un numero di telefono. Si muove il comitato Vicenza Est. I giovani che vi si rivolgeranno verranno ricontattati dagli avvocati americani
di Andrea Priante Battaglia

VICENZA — Un numero telefonico per aiutare i disertori americani. È il nuovo fronte per contrastare la guerra condotta in Iraq e Afghanistan: «decimare» l'esercito a Stelle e Strisce, convincendo i soldati ad abbandonare per sempre la divisa. Il Comitato Vicenza Est, in prima linea nella lotta contro la costruzione della nuova base al Dal Molin, ha promosso la campagna «Sir! No Sir!» («Signore, nossignore »,) ovvero la risposta che secondo i pacifisti ciascun militare dovrebbe dare ai comandanti che ordinano di attaccare.
L'iniziativa prevede di fornire consulenza legale ai soldati americani di stanza alla caserma «Ederle» di Vicenza che intendono abbandonare l'esercito, nonostante abbiano firmato un regolare contratto che li vincola. Disertare è reato, e anche negli States è punito severamente. Eppure, stando alle stime dei pacifisti, sarebbero almeno 25mila i militari statunitensi che dall'inizio dei conflitti in Iraq e Afghanistan hanno abbandonato le armi. Sette i soldati di stanza nella base di viale della Pace, due dei quali ne stanno ancora pagando le conseguenze. «Si chiamano Jeffrey Gauntt e Andrew Hegerty – spiegano dal Comitato – e si trovano rinchiusi in un carcere militare in Germania ».
Le vicende dei disertori americani sono spesso simili tra loro. In buona parte dei casi si tratta di giovani che non potevano permettersi di pagare le costosissime rette universitarie e che per questo trovavano solo lavori poco retribuiti. L'esercito, per molti di loro, è stata un'alternativa sicura per guadagnarsi da vivere con la speranza di far carriera; ma una volta arruolati, si sono scontrati con i racconti dei reduci e le atrocità della guerra. Scoprire che un amico è rimasto ucciso o mutilato in battaglia è uno choc: non tutti riescono a superare la paura e i sensi di colpa. Per questo motivo, in buona parte dei casi, i soldati disertano alla vigilia della partenza per la missione, magari approfittando di un permesso di libera uscita.
«Non basta creare un movimento contrario alla guerra spiega Germano Raniero, coordinatore provinciale della Rdb Cub, che appoggia l'iniziativa – ma occorre promuovere azioni concrete. Per questo ci appelliamo a tutti i soldati americani, affinché disertino ». Il Comitato di Vicenza Est ha creato una linea diretta per aiutare i militari «pentiti» ad abbandonare l'esercito. Al numero telefonico 346.6890337 risponde una voce registrata in americano. L'aspirante disertore viene successivamente ricontattato e messo in collegamento con un pool di legali che dagli Stati Uniti e dalla Germania lo consiglieranno su quale sia la strada migliore per abbandonare immediatamente l'esercito. Disertare è un reato, ma con l'avvocato giusto in America il soldato può cavarsela con qualche giorno di consegna e il congedo senza onore.
«Ogni singolo caso verrà studiato - promette Andrea Licata, presidente del Centro studi per la pace e rappresentante del Comitato di Vicenza Est - e cercheremo la soluzione più vantaggiosa per consentire al militare di disertare ».


2 marzo 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. «Non esiste nessuna spaccatura ...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - «Non esiste nessuna spaccatura all'interno delle organizzazioni sindacali». Con queste parole il segretario generale della Cgil, Franco Boriello, ha smentito quanto invece affermato, qualche giorno fa durante una conferenza stampa, dalle sigle Rdb e Uil funzione pubblica, nella persona di Fabio Napoleoni.
Dopo aver ricevuto una lettera, firmata da tutti i confederali Cgil, Csl e Uil, Fabio Napoleoni e Flavio Zeppa dell'Rdb avevano indetto una conferenza stampa per chiarire che i «confederali stanno tramando alle nostre spalle e a quelle dei lavoratori, prendendo accordi con l'amministrazione e sospendendo lo sciopero senza convocare gli altri soggetti sindacali. Il loro operato - aveva dichiarato Napoleoni - tende a minare l'unità delle organizzazioni e sminuisce la vertenza in atto e che per la quale si dovrà attendere l'11 aprile. Se il giudice condannerà l'amministrazione allora si inizieranno le trattative».
Secondo Boriello, portavoce di tutti i confederali, l'amministrazione ha fatto mea culpa, convocando un tavolo per discutere con i sindacati sulla riforma della macchina comunale. «A noi interessava questo - ha dichiarato il segretario - il sindaco si è reso disponibile alle trattative con le parti sociali e quindi era inutile mantenere in piedi lo sciopero, vista la piega che la situazione sta prendendo». Boriello, ha chiarito che da quando è stato proclamato lo stato di agitazione del personale comunale e di quello delle municipalizzate Etm ed Etruria Servizi, la situazione complessiva è mutata, rendendo nulli gli atteggiamenti ostili e si è così aperto un nuovo scenario, che si delineerà nella riunione convocata dal sindaco per martedì 4 marzo.
«Abbiamo accolto - continua Boriello - favorevolmente l'apertura dell'amministrazione al dialogo, tutti unitariamente. Chi stigmatizza il nostro operato, non vuole giungere ad un accordo ma solo fare pubblicità. Alla riunione del 4 marzo parteciperemo con lo spirito con cui siamo sempre andati a questi incontri, convinti che il dialogo sia la forma migliore per arrivare ad un compromesso». Il segretario della Cgil ha dichiarato inoltre che, seppur l'incontro fissato sarà solo il primo di una lunga serie e che forse sarà solo interlocutorio, i confederali ribadiranno la loro posizione sottolineando gli aspetti che secondo loro sono da rivedere.
«Vogliamo entrare nel merito della discussione - ha aggiunto - martedì andremo a vedere se questo tipo di riforma rappresenta un'esternalizzazione dei servizi e soprattutto chiederemo sicurezza per i lavoratori che dovranno rimanere all'interno del comune. Voglio ribadire che queste posizioni sono quelle condivise da tutti i confederali e appoggiate anche dai nostri rappresentanti dell'Rsu». Infine Boriello ha poi affermato che «se anche il giudice del lavoro l'11 aprile condannerà l'atteggiamento dell'amministrazione, non si incapperà nella revoca della delibera ma sarà solo l'inizio delle trattative. Trattative che noi oggi unitariamente stiamo portando avanti».


2 marzo 2008 - La Nazione

Massa/Carrara. IL PRESIDENTE del Cat Maurizio Varese non ci sta...

Massa/Carrara - IL PRESIDENTE del Cat Maurizio Varese non ci sta. Alle accuse della Provincia replica in due modi: verbalmente e suon di carte da bollo. Se per il momento si limita a dichiarare che il Cat ha svolto quanto nelle sue funzioni per il «servizio a chiamata», domani manderà una lettera dell’avvocato con cui chiederà alla Provincia sull’unghia un milione e mezzo: gli arretrati non riconosciuti per il servizio di trasprto da maggio a ora. «Sfido chiunque a sostenere che il servizio a chiamata non viene svolto: ogni volta che siamo stati chiamati l’autobus è partito puntualmente. Quindi vogliamo essere pagati per la reperibilità. Anche se in certi momenti il servizio non è stato effettuato per mancanza di chiamate». INTANTO LA UIL e il Cub intervengono sulla spaccatura all’interno dei sindacati e sul fatto che Cgil e Cisl abbiano abbandonato il tavolo con la rsu. «La convocazione era solo per i rappresentanti aziendali — si legge in una nota inviata da Sozzi del Cub e Bellè della Uil — pertanto i segretari provinciali sono stati invitati a uscire. Queste segreterie hanno la massima fiducia nei rappresentanti della rsu che hanno dimostrato serietà nel rimanere al tavolo. E’ inammissibile che dopo l’incontro in prefetttura qualche sindacalista si metta a raccogliere firme per chiedere la messa in liquidità dell’azienda. Sarebbe la prima volta in Italia che un sindacato in forma autonoma chieda la messa in mora dell’azienda con tutti i disagi e i problemi che ne potranno conseguire. Uiltrasporti e Cubtrasporti invitano le altre sigle sindacali a ritrovare unitariamente un’intesa per superare questa crisi. E chiedono alla politica provinciale di smetterla di giocare con lo stipendio dei lavoratori».


2 marzo 2008 - La Sicilia

Ragusa. Perde l'appeal. E, di conseguenza, cede anche in competitività...

Ragusa - Perde l'appeal. E, di conseguenza, cede anche in competitività. L'ormai inevitabile chiusura dello scalo merci della stazione di Ragusa, che segue quello del sito di Vittoria, mentre a Comiso continua ad operare ma solo ed esclusivamente con le aziende del comparto dei marmi, rappresenta un altro duro colpo per lo sviluppo economico dell'area iblea e per quelle aziende che sul trasporto con le rotaie avevano scommesso buona parte del proprio futuro. Queste stesse aziende saranno costrette a far pagare di più le proprie produzioni, essendo lievitati i costi per il trasporto. L'allarme, nei mesi scorsi, era stato lanciato dal coordinatore provinciale della Cub trasporti, Pippo Gurrieri. E, ancora una volta, Gurrieri non si era sbagliato. "I segnali che avevamo ricevuto in tale direzione - spiega - non si prestavano ad interpretazioni di alcun tipo. Era evidente che l'intenzione era di smantellare uno scalo merci che, comunque, aveva continuato, negli ultimi tempi, a svolgere la propria attività in maniera inappuntabile, rendendosi funzionale alle esigenze delle aziende che avevano scelto di far viaggiare le loro merci con vagoni messi a disposizione dalla stazione di Ragusa. Diciamo che, invece, allo stato attuale si opera solo con la Polimeri. Ma anche questo servizio, per quel che ne sappiamo e per gli altri segnali che, purtroppo, continuano a pervenire, è destinato a cessare. Ciò vorrà dire l'inattività completa per lo scalo merci di Ragusa, così come accaduto, tempo addietro, per quello di Vittoria e così come rischia di succedere anche per il sito della cittadina casmenea dove, a fronte della consistente presenza di aziende del settore dei marmi, si dovrebbe, piuttosto, procedere alla individuazione di nuovi percorsi che garantirebbero l'acquisizione di una maggiore competitività del sito. Così non è stato e ce ne rammarichiamo. Anche perché, almeno per quanto riguarda Ragusa, i numeri stavano cominciando a diventare di nuovo interessanti e questa graduale dismissione non ha fatto altro che invertire la tendenza".(G.L.)


1 marzo 2008 - Dire

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI LUNEDI' 3 MARZO

(DIRE) Bologna, 1 mar. - Questi gli appuntamenti a Bologna e provincia:
....16.30- Bologna (Piazza Maggiore)- Assemblea promossa da Rdb/Cub contro il decreto "Milleproroghe" votato dal Governo e sulle ripercussioni sui lavoratori precari del Comune....


1 marzo 2008 - L'Unità

Sanità, un aumento di 103 euro al mese

Il rinnovo del contratto dei dipendenti della Sanità pubblica mette tutti, o quasi, d’accordo. Scaduto da 27 mesi, il nuovo accordo - firmato nelle prime ore di ieri all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - prevede, per i 575 mila lavoratori interessati, un aumento medio pro-capite di 103 euro mensili. Cosa che, sottolinea la Cgil, «restituisce il potere d’acquisto perso dai salari negli anni 2006-2007, seppur con colpevole ritardo». Nell’accordo è stata inserita anche una norma che prevede, al fine di combattere isolati comportamenti che gettino discredito sulla la categoria, il possibile licenziamento in caso di procedimento penale, limitatamente ai casi di arresto in flagranza confermato dal Gip, per i reati di corruzione, concussione e peculato. Per i sindacati, inoltre, è significativa la previsione sull’orario di lavoro e «sulle garanzie di tenuta di una condizione psico-fisica degli operatori indispensabile per garantire prestazioni sanitarie di qualità». Soddisfatta il ministro della Salute, Livia Turco, secondo cui il rinnovo «sancisce l’intesa per una sanità di qualità in tutta Italia. Con il contratto nazionale delle centinaia di migliaia di operatori del Ssn - ha detto la Turco - si ha infatti la certezza di un accordo a garanzia delle loro prerogative professionali, che si traduce in garanzia di qualità e competenza da parte di chi opera al servizio della salute pubblica. Per una sanità migliore, con le stesse regole e le stesse caratteristiche in tutta Italia». «Un passo importante» anche per Vasco Errani, presidente della Conferenza delle regioni, perchè dà «certezze ai lavoratori di un settore fondamentale per la vita dei cittadini». In linea il commento di Liugi Nicolais, ministro per le Riforme. Mentre a lamentarsi dell’accordo sono le rappresentanze sindacali di base che stanno disponendo assemblee regionali per «contestare la stipula e rilanciare la lotta a difesa del salario ed a garanzia dei diritti e della dignità degli dipendenti della sanità».(g.ves)


1 marzo 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Asl Salerno 2, stipendi a rischio per debiti

Salerno - A serio rischio le buste paga dei tremilasettecento dipendenti dell'Asl Sa2. Una situazione davvero sull'orlo di una crisi irreversibile quella emersa dalla manifestazione di protesta inscenata ieri mattina da circa trenta attivisti della rappresentanza sindacale di base dei lavoratori dell'azienda sanitaria locale, diretta dal manager Federico Pagano. «Esattamente il 27 febbraio — conferma Vito Storniello della Rdb — il direttore generale Pagano ci ha comunicato che non aveva la possibilità di pagare lo stipendio ai dipendenti, che in tutto il territorio di competenza della Salerno2 sono oltre tremilasettecento. Abbiamo così proclamato lo stato di agitazione»....

De Luca: Pagano c'inviti a bere almeno una camomilla
Asl Sa 2 occupata: 300 milioni di debiti, stipendi in pericolo
I sindacati: il manager si dimetta Sotto accusa soprattutto le spese per i consulenti esterni, ben settecentomila euro ogni anno
di Umberto Adinolfi

SALERNO — A serio rischio le buste paga dei tremilasettecento dipendenti dell'Asl Sa2. Una situazione davvero sull'orlo di una crisi irreversibile quella emersa dalla manifestazione di protesta, inscenata ieri mattina, da circa trenta attivisti della rappresentanza sindacale di base dei lavoratori dell'azienda sanitaria locale, diretta dal manager Federico Pagano.
Alle nove è scattata l'occupazione pacifica dell'area antistante l'ingresso della palazzina di via Nizza, sede dell'Asl Sa2. Sotto l'occhio vigile degli agenti della Digos, tutto si è svolto in modo pacato ma teso al tempo stesso, con i manifestanti che hanno distribuito volantini agli automobilisti e ai passanti.
«Esattamente il 27 febbraio — conferma Vito Storniello della Rdb — il direttore generale Pagano ci ha comunicato che non aveva la possibilità di pagare lo stipendio ai dipendenti, che in tutto il territorio di competenza della Salerno2 sono oltre tremilasettecento. Abbiamo così proclamato lo stato di agitazione».
Dopo un'attesa di oltre due ore, intorno alle undici e trenta, una delegazione dei sindacalisti di base è stata ricevuta dal manager Pagano che si è intrattenuto con i manifestanti per tre ore e mezza.
Una discussione serrata e tesa, con toni esasperati e duri. «Alla fine dell'incontro con Pagano — conclude Storniello — abbiamo avuto solo delle modeste rassicurazioni. Pare infatti che oggi (ieri ndr) almeno una parte dei dipendenti sarà pagata. Ma la cosa più grave è che il direttore generale ci ha confermato che l'azienda sanitaria ha un'esposizione debitoria di trecento milioni di euro che la mette praticamente in condizioni di bancarotta, visto che ogni mese le rimesse ammontano a qurantaquattro milioni di euro mentre le spese sono pari a cinquantuno milioni di euro». Una situazione davvero al limite che gli stessi rappresentanti sindacali hanno raccolto in un dossier, inviato alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica.
«Fortunatamente — ha aggiunto Rolando Scotillo della Fsi — la procura sta indagando sui tanti sprechi dell'Asl Sa2, in particolare sui settecentomila euro annui versati ai consulenti esterni. Speriamo inoltre si faccia chiarezza anche sui concorsi e le gare di appalto che costano il doppio». La situazione debitoria dell'azienda, confermata dallo stesso Pagano, espone i lavoratori al rischio concreto di non avere garanzie sul proprio stipendio. «L'Asl è fallita — ha aggiunto ancora Vito Storniello della Rdb — ed è giunto il momento che ci sia un avvicendamento al vertice. Occorre commissariare l'azienda, solo in questo modo riusciremo a invertire la rotta. Chiediamo dunque le dimissioni di Pagano per inadeguatezza amministrativa. Purtroppo stiamo assistendo ad un nuovo scandalo sanitario campano dopo tutto quello che è successo alcune settimane fa, con gli arresti eccellenti di cui tutti sanno». Dal serio al faceto il passo è breve. Nella giornata della protesta ufficiale dei lavoratori, giunge anche la nota di colore, con le dichiarazioni del sindaco De Luca che ha commentato alla sua maniera l'installazione di una sorta di cucina-tisaneria al piano ammezzato della palazzina di via Nizza. «Speriamo che Pagano ci inviti quanto meno a prendere una camomilla — hanno esclamato infine i sindacalisti — ne abbiamo proprio bisogno ».


1 marzo 2008 - La Città diSalerno

Ancora proteste all’Asl Sa2 Nuovi attacchi al manager Pagano

Salerno - Nuovo sit-in a via Nizza, sull’uscio dell’Asl Salerno2. L’operato del suo direttore generale, Federico Pagano, e di tutto il management aziendale è stato tirato pesantemente in ballo dai sindacati autonomi Rdb. Un suo esponente, Vito Storniello, ha dichiarato a taccuini e telecamere che «lo sfascio totale del comparto sanitario locale e la crisi senza fine che penalizza i lavoratori e incide sulle loro tasche è conseguenza dello sperpero e della gestione poco oculata dell’azienda». Insieme ad una trentina di manifestanti ha inscenato un corteo di protesta. Ha rincarato la dose quando gli è stata chiesta una previsione per l’immediato futuro: «La situazione non è risolta, anzi ritengo che saremo ogni mese in difficoltá. Il direttore generale vuole querelarmi? E allora ci dica perché il 27 febbraio non c’erano soldi per i dipendenti. Spieghi anche cosa deve fare nella cucina privata che si è fatto costruire all’interno dell’Asl Salerno2». Molto duro anche il commento del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. «Sento da più parti continue lamentele su certe cucine che sarebbero sorte all’Asl. E che cos’è, una Piedigrotta? Siamo seri. E’ un momento di grande difficoltá. La sanitá campana sta affrontando un percorso di crisi e dissesto totale». Di tenore diverso le dichiarazioni dei sindacati. Ieri è tornato sull’argomento Antonacchio (Cisl): «Non ci sembrano questi tempi e modi utili per sparare a zero sul management aziendale, in un contesto di così grave disagio».


1 marzo 2008 - Il Denaro

Sanità. Stipendi arretrati, De Luca convoca Pagano
Il manager dell'Asl Salerno 2, Federico Pagano, sarà presto convocato dalla conferenza dei sindaci per illustrare il piano di copertura delle spettanze arretrate dai dipendenti della struttura. L'organismo, presieduto dal primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca, intende capire quale strada verrà seguita per impedire che in futuro si verifichi una nuova emergenza legata al pagamento degli stipendi.
di Enzo Senatore

Salerno - Ieri mattina una folta rappresentanza dei 3.750 dipendenti che mercoledì non hanno ricevuto lo stipendio ha effettuato l'ennesimo picchetto davanti alla sede dell'ente, in via Nizza a Salerno. Per coprire il buco servono sedici milioni di euro. Il manager Federico Pagano assicura che la soluzione è stata trovata attraverso un accordo con alcuni istituti di credito che hanno garantito il loro sostegno e sbloccato i fondi necessari. Ma la preoccupazione dei lavoratori e della conferenza dei sindaci dell'Asl Salerno 2 non diminuisce. I soldi reperiti attraverso le banche andranno inevitabilmente ad aggravare una situazione economica già difficile. Basti pensare che sulle casse dell'Asl Salerno 2 pesa come una spada di Damocle la mole di decreti ingiuntivi che le cliniche private hanno ottenuto per via giudiziaria in seguito al mancato pagamento delle fatture per le prestazioni offerte. Secondo la stima effettuata dai sindacati e dai vertici delle strutture private l'esborso che l'azienda sarà costretta a sopportare ammonta a non meno di 80 milioni di euro. Una cifra enorme che andrà ad appensantire ulteriormente la situazione finanziaria ed a minacciare il pagamento degli stipendi ai dipendenti.
"Questa gestione rischia di condurre l'Asl al disastro", ha sentenziato ieri il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, "per questo più che incontrare Pagano ho intenzione di convocarlo presso la conferenza dei sindaci per farmi spiegare come verrà gestita questa situazione in futuro".
Il coordinatore della rappresentanza sindacale di base,Vito Storniello, sostiene che i fondi per il pagamento degli stipendi esistevano perchè oltre agli ottanta milioni previsti per il pagamento delle cliniche la Regione aveva sbloccato anche altri sei/sette milioni dei quali non ci sarebbe traccia. Dal canto proprio il manager Pagano, però, si difende.
"I soldi ci sono, purtroppo siamo stati costretti a fronteggiare la copertura del buco finanziario generato dai decreti ingiuntivi e questo aspetto ha avuto ripercussioni sul pagamento degli stipendi. Questa è la verità".


1 marzo 2008 - EPolis Roma

Sanità. La cooperativa che fornisce servizi alla Asl Rmb: nessun costo elevato, qui è tutto il regola
La Begonia si difende: «Contratti rispettati»

Roma - «I nostri contratti sono tutti in regola, nessuna forma di precariato, i nostri dipendenti hanno le buste paga del terziario». Nel dibattito tra sanità pubblica e privata interviene la cooperativa la Begonia che difende il suo operato. L'ente fornisce da parte di Telecom, che dal '98 ha un impegno contrattuale con la Asl Rmb per gestire il servizio di informatica, personale, organizzazione e strumenti. E in risposta all'RdB-Cub che punta il dito sugli elevati costi della gestione, il presidente della Cooperativa, Umberto Ranaldi spiega che «divise, strumentazione e organizzazione per garantire un servizio continuativo hanno un costo e questo è compreso nelle 18 euro all'ora per persona che la Asl paga a Telecom». Un lavoratore, stando ai dati del libro bianco fornito dal sindacato di base, intasca di fatto 6,50 euro all'ora: per lui ?elecom ne prende 18 e 16,50 vanno alla Begonia. «La nostra azienda ha le carte in regola, e nel dare queste cifre bisogna rendersi anche conto di tutto ciò che noi forniamo alle Asl. Tra l'altro la nostra Cooperativa è una delle poche che mette al centro il lavoratore. Nel 2006 abbiamo fatturato 4 milioni e 4mila euro, il 99 per cento è andato al costo del personale». Ranaldi poi tocca il tema del precariato per precisare che «qui il 99 per cento dei contratti sono a tempo indeterminato ». E ancora una nota sull'efficienza del suo personal rispetto a un dipendente Asl: «Noi gestiamo il Ced (centro elaborazione dati ndr) e sappiamo che la nostra produttività è doppia rispetto a un interno». Mostra poi le ricevute dell'ispezione del ministero delle Attività produttive che di fatto non ha evidenziato alcuna inadempienza. E infine mostra i Cud dei suoi dipendenti dove si legge che un dipendente di quarto livello, che lavora 36 ore settimanali guadagna circa 28mila euro all'anno, un altro che lavora venti ore porta a casa circa 10 mila euro.(DE.FA.)


1 marzo 2008 - Corriere del Veneto

Dal Molin Il Pm vuol processare 24 no-base. Oggi debutta il centro per aiutare i disertori Usa
Occupazione della Prefettura Verso la richiesta di rinvio a giudizio
di Andrea Priante

VICENZA — Si va verso la richiesta di rinvio a giudizio per i no-base che hanno occupato la Prefettura. Dopo il rifiuto all'interrogatorio opposto dai sei attivisti del fronte contrario al Dal Molin che nelle scorse settimane erano stati raggiunti da avvisi di garanzia, il pubblico ministero Paolo Pecori si prepara a inviare gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari.
Nel mirino della Procura i 24 componenti del movimento che il 16 gennaio si incatenarono lungo le scale che conducono all'ufficio del prefetto di Vicenza, Piero Mattei. Nei loro confronti le accuse vanno dalla manifestazione non autorizzata al danneggiamento, fino all'occupazione abusiva e all'interruzione di pubblico servizio.
Avranno venti giorni di tempo per depositare una memoria difensiva oppure chiedere di essere interrogati, dopodiché il Pm potrebbe chiedere il rinvio a giudizio. Se venisse concesso sarebbe la prima volta che i no-base finiscono sotto processo. Le prime a ricevere un avviso di garanzia per l'occupazione della prefettura erano state la portavoce del Presidio Permanente Cinzia Bottone e la componente dell'Arciragazzi Aidel Rodriguez. In seguito, la convocazione in procura era stata inviata anche ad altri quattro attivisti: Olol Jackson, Marco Palma, Matteo Molin Fop e Claudio Lupo.
Ieri era in programma l'incontro tra questi ultimi e il sostituto procuratore, ma anche loro hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. «Nessuno di noi parlerà con il Pm — aveva annunciato Jackson già nei giorni scorsi — perché non è giusto che mettano l'intero movimento sotto processo».
In segno di solidarietà nei confronti degli indagati è stata avviata una raccolta di firme: seimila vicentini hanno sottoscritto la petizione. «Qualcuno voleva dipingere questo movimento come isolato e arroccato nel tendone di Ponte Marchese — ha detto Jackson — ma l'appoggio che ci è arrivato dai cittadini è la miglior risposta che potevamo dare».
Intanto stamane verrà presentato il neonato centro di assistenza ai soldati statunitensi di stanza a Vicenza che volessero disertare. L'iniziativa è del sindacato di base e autonomo Rdb-Cub, d'intesa con i comitati No Dal Molin. Alla presentazione anche un soldato Usa che ha scelto di abbandonare il servizio nella base americana.


1 marzo 2008 - Il Giorno

Pattuglie ridotte all’osso, «ghisa» in stato di agitazione

MILANO — CON LA PROCLAMAZIONE dello stato di agitazione e la convocazione di un’assemblea generale del personale, le organizzazioni sindacali della polizia locale hanno risposto ieri alla disposizione «unilaterale» emanata per il 3 marzo prossimo dal comandante del Corpo Emiliano Bezzon. Si tratta, ovviamente, della circolare che riduce da tre a due i componenti delle pattuglie notturne. «Al termine di un serrato confronto durante il quale i sindacati hanno evidenziato problemi legati alla sicurezza e ai carichi di lavoro degli agenti - recita, infatti, la nota congiunta diramata da Triplice, Csa, Sdl, Rdb, Sulpm e delegati Rsu -, la controparte s’è rifiutata di congelare la data di applicazione della disposizione tesa a ridurre il numero dei componenti di quasi tutte le pattiglie notturne e ha respinto le argomentazioni proposte dalle organizzazioni. ritenendole, per altro, non reali ma legate a una banale percezione di insicurezza. Per contrastare l’arroganza e l’insensibilità della controparte, le sigle hanno promosso una prima iniziativa di lotta. E, cioè, la convocazione dalla mezzanotte del 3 marzo alle 2,15 del 4 marzo presso la Sala Buozzi della Camera del lavoro di un’assemblea generale del personale inquadrato nei ranghi della polizia locale. In questa sede risulteranno dibattute altre problematiche inerenti il Corpo e verranno decise ulteriori iniziative». «PERSONALMENTE avrei privilegiato da subito una risposta più dura - ha aggiunto Roberto Miglio, membro delle Rsu per lo Csa -. Ma è proprio nell’unità sindacale che punteremo per far rientrare un provvedimento penalizzante per noi e i cittadini».(C.D.)


1 marzo 2008 - Il Giornale di Vicenza

IL COMMISSARIO. Il prefetto Madonna proroga tutti i dirigenti a tempo determinato, ad eccezione dell’ex sindacalista
La Marcolin "licenziata" Terremoto in Comune
di Gian Marco Mancassola

Vicenza - Prima decisione, primo botto. Carla Marcolin non è più direttrice del Personale. La novità è emersa ieri a palazzo Trissino, dove il commissario Vincenzo Madonna ha assunto le prime deliberazioni. In attesa di definire il bilancio di previsione, a cui si sta dedicando con i revisori dei conti, il prefetto Madonna ha chiuso la spinosa partita dei dirigenti comunali.
Per prima cosa ha confermato gli incarichi manageriali a tutti i dirigenti a tempo indeterminato fino alla fine del mandato commissariale. Quindi ha prorogato i contratti dei manager su chiamata del sindaco fino al 31 marzo: si tratta di figure chiave per il funzionamento della macchina comunale, come Lorella Bressanello (dipartimento Territorio), Riccardo Brazzale (settore Cultura), Stefano Cominato (Servizi informatici), Giorgio Lotto (biblioteca Bertoliana), Elena Munaretto (Attività educative), Roberto Pasini (Edilizia privata), Roberto Pellizzari (Lavori pubblici), Mariano Tibaldo (servizio amministrativo dei Lavori pubblici), Franco Zanella (Urbanistica).
Nella lista manca un nome. È quello di Carla Marcolin, la direttrice delle Risorse umane e delle Pari opportunità. Come riferisce Fabio Carraro, confermato portavoce non più del sindaco ma del commissario, «è emersa la necessità di riconsiderare l’intera questione relativamente al contratto della dott.ssa Marcolin. L’incarico nel frattempo viene assegnato al segretario generale Angelo Macchia, senza alcun onere a carico del Comune».
Per il commissario sarebbe stato «un provvedimento doloroso, non piacevole, a cui ha lavorato per l’intera nottata». Di più Carraro non dice, ma già alla vigilia dell’insediamento del prefetto Madonna, la posizione dell’ex sindacalista appariva la meno sicura. All’inizio di dicembre, infatti, il Tar, sollecitato da un ricorso di alcuni dirigenti comunali, aveva annullato la delibera con cui la giunta Hüllweck aveva deciso il reclutamento della Marcolin, ritenendo che un provvedimento di quel tipo spettasse al consiglio comunale.
Decaduta l’amministrazione comunale, è decaduto anche il contratto, che a questo punto, leggendo e rileggendo la sentenza del tribunale amministrativo, non è stato rinnovato dal commissario.
Esulta la sigla sindacale Rdb-Cub, che nei giorni scorsi aveva manifestato contro i contratti su chiamata: «È una scelta dettata da saggezza - commenta Germano Raniero -. Sono iniziate con il commissario prefettizio le prime pulizie di primavera all'interno del Comune di Vicenza. Al nuovo sindaco chiederemo che continui su questa strada: ovvero chiederemo che legalità, correttezza e trasparenza siano ripristinate nella gestione delle risorse umane, con un occhio di riguardo nei confronti delle numerose professionalità troppo spesso sacrificate all’altare delle simpatie politiche e di parte».
Lapidaria la diretta interessata, che a questo punto potrebbe fare ritorno in Provincia, dove è dipendente: «Quale unica esclusa - si legge in una nota diramata in giornata - rilevo la pretestuosità della motivazione adotta, frutto certamente di condizionamenti provenienti da alcuni soggetti sempre contrari ad una logica di razionalizzazione ed ottimizzazione del lavoro della pubblica amministrazione. Sin dalla mia assunzione alcuni dirigenti a tempo indeterminato ed alcune "sinistre" sigle sindacali hanno tentato in tutti i modi di bloccare il lavoro di modernizzazione intrapreso dall’amministrazione comunale».
«Per me tanta amarezza - prosegue la Marcolin - vedendo prevalere logiche che la società civile ha da tempo condannato, ma anche la consapevolezza che tale mio allontanamento fatalmente coincide con la messa in mora notificata dall'avvocato del comune di Vicenza all'ex direttore generale e ai dirigenti comunali a tempo indeterminato i quali, se accertata in sede giudiziale la loro debenza, dovranno restituire all'ente la somma di 2 milioni di euro».
«Da ultimo - conclude l’ex dirigente - colgo l'occasione per augurare un buon lavoro a tutti i dipendenti comunali che offrono quotidianamente, salvo rare e sporadiche eccezioni, un ottimo servizio alla città di Vicenza».


1 marzo 2008 - Il Mattino

IN PIAZZA Rdb e Anffas: basta promesse

Salerno - In piazza per salvare il posto lavoro: sono i dipendenti dell’Anffas a chiedere garanzie. Ieri mattina presidio alla prefettura. «Rischiamo 25 posti di lavoro - dicono i sindacati (ma alla manifestazione è assente la Cisl)- sono mesi che non prendiamo lo stipendio». Anche le famiglie sostengono la lotta degli operatori. Salvatore Parisi responsabile dell’Anffas: «Tutti fingono di non sapere che la situazione generale della sanità è drammatica. Anche dopo gli ultimi incontri con Pagano abbiamo capito che non c’è soluzione. Siamo fermi come riabilitazione a pagamenti che ammontano ad un 70% del dovuto al mese di giugno 2007. Ai comuni, per conto dei quali facciamo il servizio trasporto dei disabili ai centri di riabilitazione, lanciamo un appello: si facciano carico dei servizi». In mattinata anche la rappresentanza sindacale di base ha manifestato davanti alla sede dell’Asl 2 di via Nizza e incontrato il manager Pagano. Dice il segretario dell’Rdb, Vittorio Storniello: «Siamo insoddisfatti dell'incontro. Pagano ci ha rassicurati che non ci saranno nuovi problemi ma rimaniamo perplessi. Sul progetto Lakesys non ci sono state iniziative; non condividiamo lo spreco di risorse per le tante consulenze inutili stipulate. E anche gli stipendi non sono stati accreditati alla scadenza, chi accumula scoperti in banca come verrà risarcito?». L’Rdb conferma lo stato di agitazione, a differenza di quanto gli altri sindacati hanno deciso. «La situazione debitoria è spaventosa - dice Storniello - il manager ci ha parlato di debiti per 300 milioni».


1 marzo 2008 - Il Gazzettino

Vicenza. Incontro. Oggi alle 11.45 in via Zaguri...

Vicenza - Incontro. Oggi alle 11.45 in via Zaguri 65-67 (quartiere dei Fiori) nella sede del sindacato Cub (Confederazione unitaria di base) conferenza stampa, aperta al pubblico, per annunciare la nascita del centro informativo «Sir! No Sir! - Help Line». L'iniziativa nasce da una collaborazione tra il sindacato di base vicentino e il Comitato degli abitanti e lavoratori di Vicenza Est «per dare informazioni utili (telefoniche e dirette) e sostegno concreto ai soldati che lasciano l'esercito e vogliono reinserirsi nella vita civile».


1 marzo 2008 - La Tribuna di Treviso

SINDACATI E SANITA’
Nursing Up accusa «Vogliono escluderci»

Treviso - «Disposti a perdere in democrazia pur di escludere i sindacati autonomi Nursing Up e Rdb Cub dal tavolo trattante». E’ l’accusa che Guerrino Silvestrin del Nursing Up (sindacato degli infermieri), rivolge ai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, Fials e Fsi del comparto sanità. Nursing Up, sindacato con la maggioranza relativa nella Rsu, dopo aver dovuto sopportare l’elezione di un coordinatore della Cgil, ora si vede escluso anche dal tavolo trattante delegato a discutere con la direzione aziendale. I sindacati avversari avrebbero infatti ridotto i posti da sei a due. «Una pagina vergognosa si legge nel volantino - scritta dalla triplice e dalla Fials che mortifica gli infermieri. I sindacati continuano a fare la guerra al Nursing invece di risolvere i problemi dei lavoratori». (m.s.)


1 marzo 2008 - Il Padova

Aumenti medi di cento euro per i lavoratori della sanità pubblica e per i dipendenti comunali
Contratto per 20mila padovani
Adl ha vinto una causa contro la Alloga, che si serviva delle cooperative per risparmiare
di Roberta Voltan

Padova - Ventimila lavoratori padovani possono finalmente tirare un sospiro di sollievo: l'altra notte si è chiusa la partita per il rinnovo dei contratti nazionali del pubblico impiego. Se i lavoratori della sanità e delle autonomie hanno ottenuto un aumento medio di 101 euro, i dipendenti delle agenzie fiscali si ritroveranno con 116 euro in più in busta paga. Intanto a livello locale Adl - associazione difesa dei lavoratori, festeggia un importante vittoria legale: è dei giorni scorsi una sentenza destinata a riaprire la riflessione sul problema delle cooperative fittizie, utilizzate dalle aziende come strumenti per risparmiare sul costo del personale. Tre socie lavoratrici della cooperativa Euroservice, difese dall'avvocato Ettore Squillace, hanno ottenuto il reintegro nelle mansioni che hanno svolto presso la società Alloga fino al 24 luglio scorso. In quella data l'azienda aveva deciso di risolvere l'appalto con la cooperativa: il 15 febbraio il tribunale di Padova ha confermato l'ordinanza del giudice del lavoro dello scorso autunno, stabilendo l'illegittimità del contratto di servizio fra la società e la cooperativa. L'indagine ha accertato che "era Alloga a stabilire il lavoro che doveva essere portato a termine di giorno in giorno, a decidere quanto personale adibire allo svolgimento dell'attività quotidiana, a organizzare il lavoro della cooperativa". Le operaie, in quanto socie della cooperativa, non godevano delle tutele sociali previste per i dipendenti. "Altre 12 lavoratrici - spiega Squillace - si trovano nelle condizioni delle tre ricorrenti. Presenteremo un nuovo ricorso".


1 marzo 2008 - Il Vicenza

Palazzo Trissino. La decisione del commissario: bloccato il direttore del personale Carla Marcolin
Comune, dirigenti riconfermati congelata una sola posizione
Positivo il commento dei sindacati dopo il sit-in di protesta: «Una scelta corretta»

Vicenza - Il commissario prefettizio Vincenzo Madonna ha risolto il nodo dirigenti che tanto aveva provocato polemiche nei giorni scorsi con il sit-in di protesta dei sindacati davanti agli uffici comunali. Madonna ha riconfermato tutti i contratti a tempo indeterminato fino alla scadenza della gestione commissariale del Comune. Una sorpresa invece c'è stata invece per quanto riguarda i dirigenti con contratto a tempo determinato: la posizione della dottoressa Carla Marcolin (direttrice del personale) è stata infatti congelata in attesa di ulteriori verifiche. Al suo posto è stato chiamato il segretario generale di palazzo Trissino Angelo Macchia. La posizione della Marcolin era stata più volte attaccata e una recente sentenza del Tar aveva dichiarato non valido l'incarico della dirigente ex sindacalista della Uil. «Un intervento sofferto - commenta Vincenzo Madonna - ci ho lavorato per tutta la notte». Gli altri dirigenti a tempo determinato sono stati infatti confermati fino al 31 marzo. La decisione è stata presa per non paralizzare la macchina comunale. Positivo il commento del sindacalista Germano Raniero: «Il prefetto ha preso la decisione giusta, la posizione della Marcolin era chiara. Per quanto riguarda gli altri dirigenti a tempo determinato faremo in modo che non tornino al loro posto dopo il 31 marzo». Contratti dirigenziali a parte, il commissario sta lavorando alla bozza del bilancio di previsione 2008, non arrivato alla discussione in aula negli ultimi Consigli comunali. Che, salvo sorprese, verrà approvato entro martedì prossimo. Il documento è infatti al vaglio dei revisori dei conti proprio in questi giorni. Novità anche sui blocchi del traffico per i veicoli più inquinanti: Madonna ha deciso di prorogare i provvedimenti anti-smog fino al 14 marzo, almeno fino al perdurare delle avverse condizioni meteorologiche. Confermato lo stop totale del traffico per domenica 16 marzo.(MA.S.)


1 marzo 2008 - La Nazione

CRISI DEL CAT LA PROVINCIA REPLICA A VARESE
Sindacati spaccati al tavolo con la Rsu Cgil e Cisl abbandonano l’incontro

Massa/Carrara - SI SPACCANO i sindacati del Cat. Si sono presentati all’incontro con l’azienda, ma il presidente li ha invitati ad andarsene. I sindacati provinciali di Cgil e Cisl intendevano partecipare all’assemblea con la Rsu del Cat, ma l’azienda li ha invitati a rispettare il protocollo e uscire. Così all’incontro hanno partecipato solo Uil e Cub. «Non si allontana una componente sindacale — stigmatizzano Roberto Bertanelli, Gianluca Bracci, Daniele Cucurnia, Basilio Dell’Amico della Cgil e Guerrino Baldi e Luca Mannini della Cisl —. Non è mai successo in nessun tavolo. Specialmente in un momento di crisi come questo. Quando il presidente ha invitato i privnicali a uscire, sono uscite anche le rsu: il tavolo è andato avanti con le sole Uil e Cub, da cui avremmo gradito un’altra forma di solidarietà. Eppure quando il Cub ha chiesto di partecipare al tavolo con il Prefetto, seppuer non fosse fra i richiedenti, nessuno si è opposto. In un momento in cui non si cosa ci sarà nel futuro, i rappresentanti dei lavoratori dovrebbero essere uniti. Qui tutti hanno ragioni da avendere: la provincia dice di dare il dovuto, l’azienda di aver fatto tuttom, noi svogliamo regolarmente il nostro lavoro. Qualcuno però non la racconta giusta, perché a fine mese mancano gli sitipendi». Intanto il presidente Maurizio Varese tiene a precisare che «siccome la riunione era con l’rsu aziendale su problemi interni, ho invitato gli estranei a uscire. Non avrò nulla in contrario a incontrarmi con i sindacati provinciali su altri aspetti del Cat e in altre sedi. Mi dispiace che Cgil e Cisl siano usciti. Lunedì convocherò un nuovo incontro con le sigle provinciali». INTANTO la Provincia sulla questione dei costi fa sapere in una nota che «all’azienda sono stati sempre riconosciuti tutti i costi reali connessi al servizio, così come avallato dalla Regione e in media con la Toscana». Sui "servizi a chiamata", alla Provincia risulta, come denunciato dai sindacati che «essi siano svolti solo in minima parte rispetto ai programmi. A fronte di 300.741 chilometri programmati, ne sono stati effettuati solo 1.824 (dichiarati per iscritto dagli uffici della stessa Azienda). Questo ha logicamente portato la Provincia a riconoscere al Cat solo i "servizi a chiamata" effettivamente svolti, e non quelli che erano, invece, stati ipotizzati, ma mai realizzati. Il tutto per un corrispettivo stimato in 358 mila euro. Un’ulteriore precisazione è quella relativa ai dichiarati ritardi nei pagamenti: al Cat è stato pagato tutto in tempo utile. Anzi sono stati anticipati 282 mila euro dovuti dal Comune di Massa per il capolinea».


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