data
di creazione |
a |
29 febbraio 2008 - Ansa SANITA': RAPPRESENTANZE BASE, ASSEMBLEE CONTRO CONTRATTO(ANSA) - ROMA, 29 FEB - ''Il Coordinamento nazionale rappresentanze sindacali di base pubblico impiego in merito al contratto della sanita' stanno disponendo assemblee regionali per contestare la stipula e rilanciare la lotta a difesa del salario ed a garanzia dei diritti e della dignita' degli dipendenti della sanita'''. Primo incontro: il 4 marzo, ore 9.00 a Firenze, presso l'ospedale di Careggi, dove si terra' l' assemblea regionale della Toscana. E' quanto annuncia in una nota Sabino Venezia del Rdb-Cub. ''Dopo 26 mesi di attesa e 103 euro medi - afferma - non si puo' dire che con questo rinnovo si e' recuperato il potere di acquisto perso negli anni''. ''Neanche il piano normativo - continua - corrisponde alle aspettative dei lavoratori: vincoli ai passaggi tra le fasce, deroga temporanea al riposo di undici ore tra due turni e nulla sulla tanto decantata sicurezza sui luoghi di lavoro ne' sugli Oss, fanno il pari con un rinnovellamento delle norme disciplinari che favoriscono il ricorso al licenziamento''. ''Ambigua'' per il responsabile Rdb-Cub, anche ''la posizione degli stessi sindacati per legittimare l'obbligo del master universitario, per le funzioni di coordinamento si rimanda la discussione sul taglio dell'indennita' infermieristica e si elude il confronto sul sistema di valorizzazione delle autonomie professionali''. REDDITI: CUB, NO A IPOCRISIA CGIL, CISL, UIL E GOVERNO (ANSA) - MILANO, 29 FEB - La questione dei bassi salari italiani e' affrontata ''in maniera ipocrita da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e Governo perche' sono loro i responsabili della riduzione del potere d'acquisto di stipendi e pensioni''. Lo afferma la Confederazione unitaria di base (Cub). Secondo il sindacato di base, ''e' incredibile che queste parti sociali si propongano come medici visto che sono loro ad aver creato la malattia: Cgil, Cisl e Uil hanno infatti firmato la concertazione e i rinnovi dei contratti accettando una riduzione programmata del potere di acquisto di dipendenti e pensionati e assurdamente oggi raccolgono le firme per chiedere aumenti. Chiedono di firmare oggi quando non dovevano loro firmare ieri''. Il coordinatore nazionale della Cub, Piergiorgio Tiboni, sottolinea che ''e' evidente a tutti come salari e pensioni italiane siano agli ultimi posti in Europa'' e chiede da un lato ''la rivalutazione periodica e automatica dei salari rispetto all'aumento del costo della vita per evitare almeno ulteriori riduzioni del potere d'acquisto'' e dall'altro lato ''una massiccia redistribuzione del reddito avendo come traguardo la parita' con le retribuzioni dei lavoratori tedeschi e francesi che sono mediamente di circa 1.000 euro in piu' al mese per categoria''. ''L'obbiettivo poteva e puo' essere gia' in parte rivendicato aumentando nei contratti il salario di almeno 250 euro invece delle mance con cui si sono conclusi i principali rinnovi nazionali'', ha concluso Tiboni. 29 febbraio 2008 - Dire CASA. RDB-CUB: A COLLI ALBANI 86ENNE RISCHIA SFRATTO (DIRE) Roma, 29 feb. - "Nonostante il blocco degli sfratti, un inquilino di 86 anni sta per essere sfrattato dalla forza pubblica dall'appartamento di via Giuseppe De Leva 39, zona Colli Albani. L'Asia Rdb-Cub si sta opponendo allo sfratto e circa venti persone sono attualmente asserragliate nell'appartamento". Lo fa sapere una nota del sindacato Rdb-Cub. CASA. ASIA-RDB: SFRATTO AD 86ENNE RINVIATO A 11 MARZO (DIRE) Roma, 29 feb. - "Nonostante mercoledi' scorso il Parlamento abbia approvato l'emendamento che rinvia al 15 ottobre 2008 gli sfratti riguardanti le cosiddette categorie protette (ultrasessantacinquenni, portatori di handicap, figli a carico), questa mattina a Roma, in via G. De Leva 39, nel quartiere Tuscolano, e' stata concessa la forza pubblica per eseguire lo sfratto nei confronti del signor Giovanni Battista Zito, pensionato cardiopatico di 86 anni, residente nell'appartamento da quarant'anni". Lo denuncia Asia-Rdb, che ha organizzato un picchetto per impedire l'esecuzione di "questo atto di grave ingiustizia, ostacolando l'accesso alla forza pubblica e all'Ufficiale giudiziario, e riuscendo ad ottenere il rinvio dello sfratto al prossimo 11 marzo". "E' apparsa decisamente eccessiva la pervicacia dell'Ufficiale giudiziario nell'affermare il diritto della proprieta' (a cui appartiene meta' dello stabile di via De Leva e svariati altri alloggi nella citta' di Roma) all'ausilio delle forze dell'ordine- prosegue la nota sindacale- con la motivazione che il Decreto non e' stato ancora pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale. Questa rigidita' cozza con lo spirito della decretazione governativa, e mostra di non avere riguardi per l'anziano cardiopatico, che ogni volta aspetta l'esecuzione dello sfratto come una sentenza di morte. Di certo la presenza del medico e del fabbro insieme alla Pubblica sicurezza non hanno rilassato il signor Zito". L'Asia "ha tentato di far valere le ragioni dell'inquilino, anche consegnando la dichiarazione che attestava il possesso dei requisiti previsti dal Decreto di proroga, ma soltanto la decisa opposizione all'accesso di numerosi attivisti ha fermato l'azione di sfratto, strappando il breve rinvio". "Ci si domanda dunque, se di fronte ad uno sfratto tutelato dalla proroga c'e' tanto accanimento, cosa accadra' per le morosita'?- prosegue la nota di Asia-Rdb- Considerando che queste rappresentano quasi l'ottanta per cento degli sfratti in esecuzione, appare chiaro che la resistenza contro gli accessi diventa ogni giorno di piu' l'unica risposta all'incivilta' dello sfratto". 29 febbraio 2008 - Agi TRASPORTI: PERSONALE CTM, SCIOPERO DI 24 ORE GIOVEDI 6 MARZO (AGI) - Cagliari, 29 feb. - Sono possibili disagi
giovedi prossimo, 6 marzo, per i passeggeri del Ctm trasporti di Cagliari per uno
sciopero di 24 ore proclamato dalle organizzazioni sindacali territoriali Fit-Cisl,
Uil-trasporti, Faisa-Cisal, Rdb-Trasporti e Fts-Css. 29 febbraio 2008 - Genova Press TRAGICO VENERDI': ANCORA MORTI NEL PORTO DI GENOVA Ancora un venerdì tragico nel porto di Genova come quello
del13 aprile 2007.Tragico come sono tragici tutti i giorni per chi si reca a lavorare
nell'incertezza non solo e non tanto dello stipendio e del mantenimento del posto di
lavoro, ma anche e soprattutto nell'incertezza di riportare "la pelle" a casa. 29 febbraio 2008 - Nuova Sardegna-Ferrara/Gazzetta Modena-Reggio-Mantova/Tribuna Treviso/Tirreno/Corriere Alpi/Provincia Pavese/Alto Adige/Centro Firmato ieri allAran
laccordo per 550mila dipendenti non dirigenti. Gli aumenti salariali saranno legati
anche alla produttività ROMA - Aumento medio di 101 euro, comprensivo di un
incremento tabellare di 91 euro, e aumenti legati alla produttività. È quanto hanno
ottenuto i 550mila dipendenti non dirigenti delle Regioni e delle Autonomie locali, per i
quali è stato sottoscritto il contratto. Anche questo rinnovo, così come quello per le
agenzie fiscali, prevede una stretta disciplinare contro i corrotti: i dipendenti che
saranno colti in flagranza a compiere reati di peculato, corruzione, concussione potranno
essere licenziati. 29 febbraio 2008 - Libero Soldi dalla Regione, ma i problemi
restano Roma - L'Asl RmH non è come le altre. Qui arrivano dalla Regione Lazio fiotti di quattrini per nuove assunzioni, per combattere le liste d'at tesa, e oltre 120 milioni di euro stanziati ad hoc per la costruzione del futuro policlinico che sorgerà nei pressi di Ariccia, entro il 2009. In barba, dunque, al piano antideficit sanitario di Battaglia e Marrazzo. E alle ristrettezze economiche imposte dal Piano regionale sulla sanità pubblica e privata. «Un'isola felice», dice ironico il responsabile nazionale della Rdb-Cub, Sabino Venezia, «ma il cittadino da queste parti continua, come sempre, a scontrarsi con un sistema organizzativo del pubblico, in buona sostanza, inefficiente». Eppure, dati statistici alla mano, nella zona di Pomezia e Castelli la sanità pubblica detiene un primato: posti letto per ogni mille abitanti superiore alla media. Si stima un indice di 5,8 a fronte di quello nazionale che si attesta al 4,5. Lo scrive in un dossier la Cgil del Lazio. Un sistema manageriale, quello gestito dall'Asl RmH, senza confronti, che detta regole e leggi. Orari e attese. Liste lunghissime per visite ed esami, fuori dalla realtà. E da ogni buona logica dei livelli essenziali di assistenza. «È una questione di squadra», precisa al riguardo Venezia. Capiamo meglio. «Non possiamo addossare le responsabilità di un certo malessere vissuto dall'utenza unicamente al direttore generale (Luciano Mingiacchi n.d.r.)». E continua spiegando che «in quell'Asl si lavora in sinergia con altre due importanti figure dirigenziali: amministrativa e sanitaria. La squadra funziona a tre. Quando si perde, per esempio al calcio, non perde solo il portiere, ma tutti i giocatori insieme». Il sindacalista delle Rdb, le Rappresentanze di Base, ricorda anche un altro particolare. L'uscita di scena della dirigente del personale, Anna Maria Segatori, poi trasferitasi in un'altra Asl, ormai un anno fa, pare per problemi di "vedute diverse" proprio con Mingiacchi. Ma questa è un'altra storia. La cittadinanza dei Castelli romani sarebbe, in ogni caso, sfinita dalle incredibili liste d'attesa senza fine. Per sottoporsi a visite o esami di routine, infatti, bisogna attendere una fila di mesi e mesi. Ecco cosa sta succedendo in questi giorni. Il caso più eclatante. L'ecocolordoppler alle gambe te lo fissano tra dieci mesi. Ma l'elenco degli esami "impossibili" si può allungare. Elettrocardiogramma, oculistica, ecografia del capo e del collo, dell'addome, risonanza magnetica e via dicendo. Un certo esame, in questa zona tra Frascati, Marino, Velletri, densamente popolata, qui non si può fare. È quello della classica ecografia al feto. Le donne in gravidanza, residenti nella zona dei Castelli, sarebbero in pratica snobbate dalla sanità pubblica. Non ci sembra possibile, ma è così. Leggere il Recup per credere. Anche Roberto Marinelli, responsabile Cgil della sanità del territorio dei Castelli, pone l'accento sui tempi delle prenotazioni. La sua ricetta: ottimizzare le risorse interne, i macchinari e aumentare l'organico. «Abbiamo firmato nel mese scorso», prosegue, «un contratto integrativo con il quale i dipendenti dell'Asl RmH si ritrovano un aumento di stipendio, buoni pasti in più e le nuove fasce di carriera». Manca il personale, però. Quello in grado di far funzionare, magari ventiquattrore su ventiquattro, le cosiddette macchine per la diagnostica. «Il blocco del turn over», tuona Sabino Venezia, «è una presa in giro. Ciascun direttore generale, compreso quello della Asl RmH, può decidere con discrezione in base ai propri Lea (livelli essenziali d'assistenza) e di bypassarlo per assumere. Solo che si preferisce rispondere probabilmente a certi interessi della politica, più che alla salute del cittadino». I controlli fantasma della Asl dei
Castelli Emergenza sicurezza ai Castelli Romani? Il problema esiste e non è solo legato alla scarsa efficacia ispettiva dimostrata nelle centinaia di cantieri, nelle aziende, nel comparto sanitario pubblico e privato. Perché i primi "peccatori" si trovano addirittura nella Asl locale, la RmH, governata con pugno di ferro da Luciano Mingiacchi, manager sanitario di lungo corso in quota Margherita (oggi Pd). Un direttore generale che fa il bello e il cattivo tempo, non dà retta a nessuno. Nessuno parla, ufficialmente, nessuno ci mette il nome e la qualifica ma bastano un paio di telefonate ai sindacati per raccogliere mille segnalazioni di situazioni imbarazzanti. Parlano quelli della Cgil Fp, parlano i duri delle Rdb, si confessano a mezza bocca dipendenti e quadri. E scopriamo che a fronte di accanimenti ispettivi più o meno mirati, vi sono aree grigie che sfuggono a qualsiasi controllo. Le strutture sanitarie pubbliche sul territorio sono in parte prive dei requisiti minimi di sicurezza, lo sanno tutti, la Asl stessa, in quanto struttura aziendale complessa, è sprovvista di rappresentanti per la sicurezza indicati eletti dai dipendenti nonostante i sindacati ne abbiamo fatto esplicita richiesta. Quattro anni fa con un finanziamento Inail di 200 mila euro sono stati realizzati corsi di formazione per 500 dipendenti: soldi buttati spiegano. La Direzione generale ha lasciato cadere la pratica. Mingiacchi va avanti in spregio al dettato della legge 626 che prevede che ad occuparsi della sicurezza siano dipendenti interni alla Asl in seguito a concorsi, ma Albano e dintorni evidentemente sono una repubblica indipendente. E ancora, insistono i sindacati, non ci sono piani di emergenza e di evacuazione, non esiste un prospetto di valutazione rischi, manca un programma di manutenzione accettabile. Dietro le porte di emergenza trovi di tutto. In poche parole, non sono libere. Ma chi mai può aver voglia di controllare? Il fatto è che nessuno sembra preoccuparsene sul serio. E «il direttore generale si controlla da solo», dicono sorridendo quelli delle Rdb, «tanto gli ispettori del lavoro appartengono alla Asl, e chi mai farebbe il verbale al proprio datore di lavoro?» I sindacati di base picchiano duro, ma da loro te lo aspetti. Mingiacchi non li vede neppure da lontano. chiedono invano un controllo serio in tutte le sale operatorie dei Castelli, denunciano la mancanza di attrezzature adeguate, lamentano che nelle strutture ospedaliere non venga garantita la incolumità agli operatori. Parlano degli sprechi, della disorganizzazione, delle esternalizzazioni eccessive e fuori luogo. Ma questa rischia di essere trita cronaca di malasanità, la gente ne ha abbastanza. E Mingiacchi può permettersi di non rispondere nemmeno alle lettere dei sindacati. E di amministrare la giustizia sanitaria, sia fatta di accreditamenti, convenzioni o controlli, come un vero monarca. 29 febbraio 2008 - La Repubblica La decisione della Asl di Bari
sblocca una vertenza che si trascinava ormai da anni Bari - Oltre 1.600 precari della sanità saranno
assunti a tempo indeterminato dalla Asl di Bari. Ieri sera la decisione della giunta
esecutiva dell´azienda sanitaria, guidata dal commissario straordinario Lea Cosentino, ha
sbloccato una vertenza decennale e ha restituito la speranza a centinaia di lavoratori. Ma
la buona notizia potrebbe essere oscurata in fretta dalla tegola che sta per abbattersi
sui lavoratori della Casa della divina provvidenza. Oggi la commissione Sanità della
Regione deciderà se finanziare o meno la riconversione e il rilancio della struttura
sanitaria. In caso di fumata nera, per duemila lavoratori potrebbe arrivare la
dichiarazione dello stato di crisi. "Ci spieghi il piano
industriale" Bologna - Sul caso dei 31 lavoratori Gesticoop rimasti senza lavoro dopo l´apertura dell´inchiesta sulla società dei servizi Doro Group, Palazzo D´Accursio chiama in causa la presidente dell´aeroporto Giuseppina Gualtieri. «Venga in Comune a spiegarci come sia possibile che il piano industriale del Marconi metta in concorrenza due società che non possono farsela, essendo entrambe partecipate della stessa società» ha detto l´assessore agli affari istituzionali Libero Mancuso riferendosi alle due appaltate da Marconi, Handling e Bas, di cui Sab detiene rispettivamente il 100% il 40%. Mancuso, che ha parlato in commissione davanti a una delegazione di ex lavoratori Gesticoop, ha parlato di «anomalie» nella gestione di appalti e subappalti e ha suggerito di contattare il direttore di Enac Generoso Coraggio, «la persona giusta per dare indicazioni precise per andare avanti». Più severa la maggioranza, che ha chiamato in causa direttamente l´ex presidente dell´aeroporto, oggi candidato al Parlamento del Pd, Giancarlo Sangalli. «E´ sua la responsabilità politica di spiegare quello che è successo all´aeroporto nella gestione dei servizi di terra» ha attaccato il consigliere di Sd Gianguido Naldi. Intanto i lavoratori, che presidiano la hall dell´aeroporto e preparano uno sciopero il 3 marzo, chiedono date certe per tornare al lavoro. Oggi la Marconi handling, dopo l´incontro con sindacati ed Rdb di lunedì, farà sapere se i 31 disoccupati potranno essere riassunti. «Se non ci verranno date risposte - spiega Maurizio Lunghi della Cgil - andremo a bussare alla porta di Comune, Provincia, Regione e Camera di Commercio». 29 febbraio 2008 - Irpinia news Avellino - Vigili del Fuoco: manifestazione di protesta il 5 marzo Le Segreteria Provinciali CGIL ,CISL,UIL,CONFSAL e RDB Vigili del Fuoco, comunicano alla cittadinanza "che il giorno 5 Marzo alle 9.00 gli uomini del Comando Provinciale di Avellino daranno luogo ad una manifestazione di protesta che si articolerà con un corteo che attraverserà le principali strade della città ( via Roma, via G.Dorso, Viale Italia, Via De Concilii, Via Colombo,P.zza Aldo Moro(perimetrale Palazzo di Giustizia),via Tagliamento con arrivo e sosta al Palazzo del Governo)". I Vigili del Fuoco si "scusano per i disagi che provocheranno al traffico", ma - continua il comunicato -"la manifestazione è necessaria per risvegliare le coscienze e sensibilizzare le istituzioni territoriali circa le gravi carenze di organico che il Comando Provinciale Vigili del Fuoco sta vivendo. Tale carenza "mette a rischio la sicurezza dei cittadini e degli stessi operatori, tanto è vero che se non si apporteranno correttivi utili in termini di organici il soccorso su tutto il territorio provinciale ne risentirà in modo esponenziale". 29 febbraio 2008 - Il Messaggero Civitavecchia. Sospeso lo sciopero
dei dipendenti comunali... Civitavecchia - Sospeso lo sciopero dei dipendenti
comunali, indetto per lunedì 3 marzo, contro la costituzione delle holding. A darne
notizia, durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio, sono state le organizzazioni di
Rdb e UIl Fpl. Anche, se i sindacati di categoria Cgil, Csl e Uil, funzione pubblica
avevano già nella mattina di ieri sospeso lo sciopero, senza convocare gli altri
soggetti. 29 febbraio 2008 - La Stampa IL PIANO INDUSTRIALE DELLACTS
CRITICATO DAI SINDACATI DI BASE SAVONA - E al collasso nel Savonese il servizio di
trasporto pubblico affidato AllActs? Ne sembrano convinti, esaminando i bilanci
dellazienda e il piano industriale 2007-2010, i Cub Trasporti, esprimendosi in un
articolato intervento. I sindacati di base vanno giù duro: «La prima considerazioe che
dovrebbe immediatamente saltare agli occhi, ma che il nuovo Consiglio si astiene
prudentemente dal fare è: doveerano i controllori politici, sindacali e
amministrativi che negli anni hanno nominato i precedenti dirigenti o che nel tempo hanno
evitato di controllarne loperato, quando addirittura non lo hanno condiviso?». 29 febbraio 2008 - Il Giornale di Vicenza COMUNE. Il prefetto Madonna ha
incontrato lex sindaco Hüllweck e il presidente Schneck Vicenza - Secondo giorno di visite, incontri e di studio
per il prefetto Vincenzo Madonna, nominato commissario del Comune fino allelezione
del nuovo sindaco. 29 febbraio 2008 - Il Giorno Presidio a Milano per il
sindacalista licenziato PIOLTELLO CASO PIANETA, dopo il presidio un incontro fra sindacati e Atm. La riassunzione non è all'orizzonte, ma la protesta continua. Si è tenuto l'altra mattina a Milano, in Foro Bonaparte, un presidio di sostegno ad Andrea Pianeta, sindacalista e agente di stazione Atm licenziato 4 anni fa per aver denunciato il rischio terrorismo nelle stazioni della metropolitana milanese. Al presidio, promosso dal Coordinamento Milanese di Solidarietà «Dalla parte dei lavoratori» e dai sindacati Fildiai Cildi, Sama Confail e Cobas-Cub Trasporti, hanno partecipato molti amici e ex colleghi dell'agente. DOPO la manifestazione, un breve incontro fra i delegati sindacali e la direzione dell'Atm, dal quale, va detto, nessuna apertura immediata è emersa. «Durante l'incontro - recita una nota del sindacato - svoltosi in un clima positivo, le parti hanno preso atto delle reciproche posizioni in merito alla vicenda relativa al licenziamento del lavoratore. Il coordinamento, apprezzando la disponibilità aziendale al confronto, ritiene di dovere continuare le sue iniziative di solidarietà». «L'azienda non è disposta a riassumermi - dice Pianeta - preferisce, ed è ovvio, attendere la fine della battaglia legale. Io comunque non mi fermo. Con i sindacati programmeremo un secondo presidio, suppongo davanti a Palazzo Marino». 29 febbraio 2008 - La Nazione Firenze. GESTIONE di piscine e palestre comunali in appalto... Firenze - GESTIONE di piscine e palestre comunali in appalto a terzi, con lobbligo di riassunzione, alle stesse condizioni economiche, del personale che oggi ci lavora. Questa la proposta dellamministrazione comunale per garantire la prosecuzione dei servizi e salvare il futuro dei lavoratori precari di piscine e palestre, che il 12 aprile vedranno scadere i loro contratti. Una soluzione che non convince i sindacati di base, che ieri si sono incontrati con lassessore Riccardo Nencini in Palazzo Vecchio. «Non è stabilizzazione, questa», spiega Silvia Gabbrielli, della Rsu Rdb-Cub del Comune di Firenze. «La cessione del servizio a terzi prosegue non dà infatti alcuna garanzia ai lavoratori, che, al termine dellappalto, si troveranno di nuovo sulla strada». «Lincontro è stato deludente aggiunge Silvia Gabbrielli anche perchè non cè stato modo di affrontare gli altri problemi sul piatto. Come il futuro dei 12 lavoratori dellufficio statistica, o quelli del Centro di Formazione Professionale. Di stabilizzazione si parla solo, sì e no, per dieci persone. E questo non ci basta». La trattativa, però, prosegue: martedì 4 marzo il nuovo incontro in Palazzo Vecchio.(Mo.Pi.) Massa/Carrara. SARÀ UN FACCIA faccia con la Provincia che chiarirà le sorti del Cat... Massa/Carrara - SARÀ UN FACCIA faccia con la Provincia che chiarirà le sorti del Cat. Il prefetto Carlo Striccoli, nel corso dellincontro di ieri a Palazzo ducale dove ha ascoltato le preoccupazioni e le lamentele dei sindacati, ha stabilito che organizzerà al più presto un tavolo istituzionale con lazienda, la Provincia e i soci per risolvere una questione che va avanti da troppo tempo e non consente allazienda trasporti di contare su un futuro tranquillo. IL NOCCIOLO della questione è tutto economico e si gioca su più fronti: da una parte il braccio di ferro fra Cat e Provincia sul costo del servizio. Il Cat svolge il servizio di trasporto pubblico a un costo calcolato in numeri di mercato sui 10 milioni annui, mentre la Provincia non sale oltre gli 8, facendo mancare alle casse di via Giovan Pietro i 2 fatidici milioni vitali per un bilancio sanato con salti mortali e fra mille difficoltà. Dallaltra cè la battaglia con i soci, i Comuni che si sono impegnati in una ricapitalizzazione che viene mantenuta però solo sulla carta. «Mentre il sindaco di Carrara Angelo Zubbani ha spiegato il sindacalista della Cgil Roberto Bertanelli, sempre in prima linea nelle battaglie dei lavoratori e adesso impegnato nel garantire lo stipendio di fine mese correttamente ha assicurato che verserà gli 800 mila euro previsti dallaccordo, il sindaco di Massa Fabrizio Neri non ha la liquidità e ha previsto un pagamento dilazionato al 30 agosto. Così anche Carrara, che nellaccordo ha legato il suo versamento a quello di Massa non darà un soldo. E noi non avremo certezze su stipendi ed emolumenti». ALLINCONTRO con il prefetto erano presenti i sindacalisti di Cgil, Roberto Bertanelli e Basilio DellAmico, della Uil Rolando Bellé, della Cisl Luca Mannini, del Cub Franco Sozzi. 29 febbraio 2008 - Varese news Malpensa - Oltre 400 in assemblea per contestare l'ipotesi di mettere in cassa integrazione i dipendenti della scietà di gestione aeroportualeAccordo con Sea, contrari i lavoratori di Cub e Cobas Riceviamo e pubblichiamo 28 febbraio 2008 - Ansa P.A.:CONTRATTO ENTI LOCALI;DOMENICI (ANCI) INCONTRA RDB-CUB (ANSA) - ROMA, 28 FEB - Si e' svolto nel primo pomeriggio di oggi un incontro fra il Presidente della Associazione dei Comuni Italiani (Anci) Leonardo Domenici, il Presidente del Comitato di settore Regioni Enti Locali Lucio D'Ubaldo ed una rappresentanza delle Rdb-Cub composta da Paola Palmieri, Stefano Cecchi, Massimo Betti, Nazareno Festuccia e Roberto Betti. Nel corso dell'incontro, informa una nota, sono state esaminate le questioni connesse al rinnovo del Contratto Nazionale dei dipendenti degli Enti locali; i problemi causati dai vincoli introdotti dalla Finanziaria 2008 nell'utilizzo delle forme contrattuali flessibili nell'erogazione dei servizi scolastici ed educativi da parte dei Comuni. ''In proposito,- continua la nota dell'Anci - i rappresentanti delle Rdb-Cub hanno integralmente condiviso il contenuto di una lettera che lo stesso Presidente Domenici ha inviato nei giorni scorsi al Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, nella quale si chiedeva un intervento chiarificatore volto a garantire la continuita' didattica ed escludere queste figure professionali dai limiti della finanziaria considerato il grave pregiudizio arrecato alla formazione dei bambini. L'incontro e' stato anche l'occasione per avviare una continuita' nei rapporti fra Anci e le Rdb-Cub su temi normativi e contrattuali''. P.A.:ENTI LOCALI;101 EURO AUMENTO E
NORME ANTI-CORROTTI (ANSA) - ROMA, 28 FEB - Un aumento medio di 101 euro, comprensivo di un incremento tabellare di 91 euro, e di aumenti legati alla produttivita'. E' quanto hanno ottenuto i 550 mila dipendenti non dirigenti delle Regioni e delle Autonomie locali, per i quali e' stato sottoscritto oggi all'Aran il contratto. Anche questo rinnovo, cosi' come quello per le agenzie fiscali firmato nei giorni scorsi, prevede una stretta disciplinare contro i corrotti: i dipendenti che saranno colti in flagranza a compiere reati di peculato, corruzione, concussione potranno essere licenziati. Soddisfatto il ministro della funzione pubblica, Luigi Nicolais, che auspica ora una chiusura a breve degli altri contratti ancora da rinnovare nel pubblico impiego. E, ai dipendenti degli enti locali, Nicolais, riconosce l'appartenenza ad ''un comparto di importanza strategica e che comprende professionalita' di assoluto rilievo nel complessivo sistema regionale e locale''. Positivo anche il giudizio di Leonardo Domenici, presidente dell'Associazione dei Comuni italiani. Per questo contratto, ha detto, ''il mondo dei Comuni ha fatto sforzi significativi, riconoscendo un adeguato incremento economico. Tutto questo anche con l'obiettivo di rendere piu' moderna ed efficiente l'amministrazione locale e chi in essa opera quotidianamente''. ''In una fase di difficolta' economica e politica la firma di questo contratto e' un segnale importante, che fa chiarezza e da' certezze ai lavoratori'' ha sottolineato invece il presidente del Comitato di Settore, Lucio D'Ubaldo. L'accordo trovato oggi rinnova un contratto scaduto ormai da 26 mesi: il rinnovo economico riguarda infatti il biennio 2006-2007. I sindacati hanno pero' gia' fatto formale richiesta all'Aran di aprire anche il rinnovo del biennio 2008-2009 che, ricorda il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda, ''e' gia' scaduto da due mesi!''. In particolare il contratto firmato oggi riguarda il quadriennio normativo 2006 - 2009 ed il primo biennio economico 2006 - 2007: attribuisce aumenti stipendiali tabellari di 91 euro medi mensili pro capite a decorrere dal 1 febbraio 2007 e, per incentivare la produttivita', ulteriori aumenti che potranno essere attribuiti dai Comuni che rispettino nei loro bilanci determinati parametri di virtuosita', fino ad un incremento dell'1,5% del monte salari. Oggi il presidente dell'Anci Domenici ha intanto incontrato una rappresentanza delle Rdb Cub per discutere, oltre che del contratto, anche dei problemi causati dai vincoli introdotti dalla Finanziaria 2008 nell'utilizzo delle forme contrattuali flessibili nell'erogazione dei servizi scolastici ed educativi da parte dei Comuni. Domenici ha ricordato di aver inviato nei giorni scorsi al ministro Nicolais, una lettera nella quale si chiedeva un intervento chiarificatore volto a garantire la continuita' didattica ed escludere queste figure professionali dai limiti della finanziaria ''considerato il grave pregiudizio arrecato alla formazione dei bambini''. TRASPORTI: TRAMBUS; CUB, 5 MARZO SCIOPERO DELLO STRAORDINARIO (ANSA) - ROMA, 28 FEB - La Cub Trasporti ha indetto per martedì 5 marzo lo sciopero dei lavoratori della Trambus spa, che si asterranno dall'effettuare gli straordinari. In questo modo i lavoratori, informa una nota, intendono protestare contro la mancata risoluzione della carenza delle linee riservate, le vetture destinate al servizio di trasporto del personale, che a seguito di un accordo siglato nel gennaio 2007 con Cgil, Cisl, Uil, Ugl sono state notevolmente ridotte, «causando gravi problemi ai lavoratori che terminano i turni serali o del primo mattino nel raggiungere i depositi dai capolinea o viceversa, sottoponendo così il personale a tempi di trasferimento a volte pesantissimi. Questo problema risulta ulteriormente aggravato dai recenti trasferimenti, gestiti in maniera irrazionale, che hanno investito diversi depositi della capitale senza che si sia provveduto ad un adeguato servizio di riservate». 28 febbraio 2008 - Dire AEROPORTO BOLOGNA. RDB: TENTATIVI BOICOTTAGGIO SCIOPERO 3/3 (DIRE) Bologna, 28 feb. - Nuove tensioni sindacali all'aeroporto Marconi in vista dello sciopero del 3 marzo prossimo indetto da Cub Trasporti. Il sindacato di base denuncia tentativi di "crumiraggio scientifico" rispetto alla mobilitazione da parte di Koop Service, la cooperativa che gestisce i servizi che fanno capo direttamente a Sab, la societa' di gestione dello scalo. "La direzione- fa sapere in una nota, Luigi Marinelli di Rdb- sta indagando sulla volonta' dei lavoratori di aderire allo sciopero con l'intento dichiarato agli stessi lavoratori di sostituirli con altro personale". Di qui la reazione del sindacato. "Riteniamo gravissimo- prosegue Marinelli- questo comportamento, lesivo del diritto di sciopero, che si configura come preventiva intimidazione con l'obiettivo di demotivare la partecipazione". Ma c'e' un'aggravante, secondo Rdb. "La giustificazione- si legge ancora nella nota- portata avanti dall'azienda e' che la stessa societa' aeroportuale prenterebbe il regolare svolgimento del servizio in occasione dello sciopero". Accuse dello stesso tenore sono indirizzate da Italo Quartu di Cub-Trasoportia Bas. "Si sta creando un clima di boicottaggio", sostiene, annunciando che le iniziative di lotta andranno avanti "finche' non ci sara' un clima di rapporti sereno". COMUNE BOLOGNA. VITALI: COCOCO SALVI
LA SETTIMANA PROSSIMA (DIRE) Bologna, 28 feb. - Verra' emanata la settimana prossima la circolare in grado di salvare il posto di lavoro ai Cococo del Comune di Bologna. Lo annuncia, in una nota, il senatore del Pd Walter Vitali, che dopo le pressioni nei giorni scorsi da parte del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, dell'assessore al Bilancio, Paola Bottoni, e delle Rdb, oggi ha incontrato il ministro per la Funzione pubblica, Luigi Nicolais. "Il Ministro- fa sapere Vitali- mi ha assicurato che la prossima settimana emanera' una circolare interpretativa, allo scopo di estendere anche ai servizi scolastici ed educativi dei Comuni la deroga ora prevista solo per le scuole statali". La norma attualmente in vigore fissa in tre mesi la durata massima dei contratti a tempo determinato per i Comuni. Il che, ricorda Vitali, "renderebbe impossibile garantire le supplenze nei servizi scolastici ed educativi per i quali si utilizza, come per le scuole statali, personale assunto per periodi brevi ma su base annuale". Niente da fare, invece, sull'altra norma della Finanziaria 2008, che prevede la possibilita' di conferire incarichi professionali solo a chi e' in possesso della laurea specialistica. "Per cambiare questa norma- spiega Vitali- e' necessario un intervento legislativo che penso sia possibile realizzare nel Parlamento che sara' eletto il 13 e 14 aprile prossimi". 28 febbraio 2008 - Omniroma TRAMBUS, RDB-CUB: «IL 5 SCIOPERO DEGLI STRAORDINARI» (OMNIROMA) Roma, 28 feb - «La Cub Trasporti ha indetto per martedì 5 marzo lo sciopero dei lavoratori della Trambus s.p.a., che si asterranno dall'effettuare gli straordinari. Sono dunque previsti disagi, dovuti al fatto che il servizio viene in buona parte coperto proprio grazie allo svolgimento dello straordinario». Lo comunica, in una nota, la Cub Trasporti. «In questo modo - prosegue la nota - i lavoratori intendono protestare contro la mancata risoluzione della carenza delle linee riservate, le vetture destinate al servizio di trasporto del personale, che a seguito di un accordo siglato nel gennaio 2007 con Cgil-Cisl-Uil e Ugl sono state notevolmente ridotte, causando gravi problemi ai lavoratori che terminano i turni serali o del primo mattino nel raggiungere i depositi dai capolinea o viceversa, sottoponendo così il personale a tempi di trasferimento a volte pesantissimi. Questo problema risulta ulteriormente aggravato dai recenti trasferimenti, gestiti in maniera irrazionale, che hanno investito diversi depositi della capitale senza che si sia provveduto ad un adeguato servizio di riservate. La Cub rivendica poi la revisione del contratto di servizio, che richiede una produttività sempre più insostenibile, determinando fra i lavoratori uno stato psico-fisico di forte logoramento; rivendica inoltre il cambiamento dell'accordo del 2005 sulla malattia, che costringe i dipendenti a lavorare anche quando sono malati per scongiurare il rischio di licenziamento, ed un accordo che preveda posti produttivi d'inserimento per i lavoratori caduti in inidoneità Forte critica viene inoltre espressa nei confronti della gestione del BDROP, un sistema tecnologico avanzato che si potrebbe programmare per migliorare sia il servizio sia le esigenze dei lavoratori, ma che sinora sta determinando ulteriori disagi». 28 febbraio 2008 - La Repubblica La protesta dopo il fallimento della
mediazione in prefettura Bologna - Nuova occupazione all´aeroporto Guglielmo
Marconi da parte dei 31 lavoratori disoccupati dopo il passaggio della gestione del
servizio di handling a Giacchieri. Dalle 11.30 di ieri mattina, una ventina di lavoratori
si sono alternati nel terminal partenze dell´aeroporto per portare avanti la protesta che
dura ormai da cinque mesi e mezzo. A due giorni dai colloqui con Giacchieri, Sab e Marconi
Handling, i lavoratori sono dunque tornati a far sentire la propria voce, rioccupando
l´aeroporto, con bandiere (della Uil e delle Rdb), volantini e striscioni con gli
articoli di giornale riguardanti la vicenda. Marconi, la protesta dei disoccupati Bologna - I lavoratori disoccupati del «Marconi» si
sono accampati al primo piano dell´aeroporto in una sorta di presidio che durerà fino
alla mezzanotte di domani. A turno occuperanno la hall degli arrivi per protestare contro
il rifiuto della società di servizi romana «Giacchieri» di assumere i 31 disoccupati
conseguenza del pasticcio della «Doro group» finita sotto inchiesta da parte della
magistratura. La decisione di presidiare (i lavoratori dormiranno due notti nello scalo
cittadino) è stata presa unitariamente da Cgil, Cisl, Uil e Rdb dopo la fallita
mediazione del prefetto a favore del gruppo di senza lavoro al quale, il prossimo otto
marzo, scadrà anche l´indennità di disoccupazione di ottocento euro mensili. I
sindacati chiedono che vengano mantenuti gli accordi per un organico di 138 persone (oggi
sono occupati solo 131) e per il riassorbimento degli altri rimasti fuori. Le ragioni dei
sindacati sono scritte nell´intesa stipulata a settembre, quando «Giacchieri» si
impegnò ad assumere tutti gli ex lavoratori «Doro group» e società subappaltatrici.
Inoltre, a dimostrare la necessità di nuovo personale, ci sono i carichi di lavoro
esorbitanti a cui sono sottoposti gli attuali occupati con oltre duecento ore di
straordinario a testa e un monte ferie da smaltire che falcidierà ulteriormente il
personale nella stagione estiva. 28 febbraio 2008 - La Città di Salerno DOMANI ASSEMBLEA Salerno - I dipendenti dellAsl Salerno 2 hanno dichiarato lo stato di agitazione e domani mattina, a partire dalle 9, si riuniranno in assemblea presso la sede di via Nizza, per valutare ulteriori iniziative di protesta. Nel mirino degli oltre tremila lavoratori in quota allazienda sanitaria locale, leventuale mancata corresponsione dello stipendio di febbraio che dovrebbe essere versato a metá marzo. La notizia, diffusa nei giorni scorsi, ha creato moltissimo allarme, sia tra i medici che tra gli amministrativi, spingendo anche le ditte di pulizia a scendere in campo per chiedere spiegazioni (queste ultime non percepiscono la busta paga giá da un mese). Molte famiglie - spiegano i sindacalisti Vito Storniello della Rdb Cub e Carmela Parrilli - aspettano con ansia lo stipendio per pagare rate e quantaltro. E spesso con quei soldi devono mantenere anche mogli e figli. Uno slittamento del pagamento non fa ben sperare gli operatori ed è un pessimo segnale per unazienda ormai travolta dai debiti ed inseguita dai creditori. 28 febbraio 2008 - Il Bologna Lavoro. Una mattina trascorsa in una scuola materna in mezzo alle "vittime" della FinanziariaLe educatrici degli asili nido: «Conviviamo con l'angoscia» Al Martini sette precarie su 19. «Lavoriamo ma senza farci troppe illusioni sul futuro» di Diego Costa
Bologna - «Cosa ci aspettiamo? Nulla. Non ci facciamo delle illusioni». All'asilo nido di via Martini è un giorno come un altro. Tra educatrici di ruolo e precarie non c'è differenza. Tre piani, tre sezioni, la vita scorre allegra e serena come tutti i giorni. Entra una mamma: «Sì, ha mangiato con appetito... no, non ha fatto la popò». Tre sezioni, quasi una settantina di bambini (lattanti, medi, grandi) legatissimi alle loro «dade», le quali si sforzano di sorridere, anche se non ne hanno motivo. Al Martini, le educatrici precarie sono sette. Sette su 19 in organico. «Scriva pure che anche noi di ruolo siamo in ansia per questa situazione: rischiamo di perdere colleghe che hanno maturato una grande esperienza, che hanno rapporti intensi coi bimbi e affiatati con noi. Per effetto di una legge che, invece di vincere il precariato, alla fine... provoca disoccupazione». Elisabetta ha un occhio per noi e uno per i suoi bambini. Parla e si sfoga: «Ho 45 anni, da dieci almeno lavoro qui, sempre con contratti saltuari. Andrò in pensione, di questo passo, da precaria. Non m'illudo. Certo, lunedì andrò in piazza anch'io, ma che magone!». A Bologna il 42% del personale degli asili nido si compone di lavoratori precari. Parliamo ovviamente di asili comunali. La stabilizzazione promessa è stata in realtà appena sfiorata. «Lo sa cosa accade? - racconta un'altra educatrice, passando - Che ora va di moda la sostituzione a rapporto». Cosa vuol dire? Vuol dire che, nel caso di malattia di una delle precarie inserite in organico, a sostituirla non arriva una collega da fuori. No. «Si rapporta il numero di bambini al numero di assistenti. E da una sezione, di punto in bianco, viene trasferita la «supplente» che prende servizio in un'altra sezione, con tutta un'altra mansione e con bambini di tutt'altra età». Ma ce n'è anche per la stabilizzazione di contratto: determina un concorso. Saranno iscritte 204 educatrici precarie. I posti disponibili? Trentuno. Le escluse faranno forse parte di una graduatoria? Sì, ma questo elenco avrà valore solo fino al 2009. «Se entro quella data si renderanno disponibili altri posti, saremo, come si dice, stabilizzate. Altrimenti, dopo il 2009... graduatoria azzerata! E tutto da rifare». Ancora più beffardo ciò che aggiunge Elisabetta: «Ad accrescere la rabbia è che noi educatrici precarie a vita siamo spesso oggetto i corsi di aggiornamento. Corsi pagati dalla pubblica amministrazione. Mi chiedo: con quale scopo? ci istruiscono, se poi, per legge, dopo tre mesi ci cacciano via? È il dubbio che ogni singolo cittadino dovrebbe porsi: spendere questi soldi per noi, senza alcun riconoscimento professionale, alla fine, non è uno spreco? Non sono soldi pubblici buttati via?» Elisabetta parla a ruota libera: «Perchè ci siamo abituati a convivere con l'angoscia. Ad accettare. Per esempio, un contratto che firmi per lavorare e che non dà diritto a giorni di ferie, a 13ma: con 10 giorni di permesso. Ma non retribuiti, eh!». Stipendi che raggiungono il tetto di 1200 euro al mese. «Della nostra protesta - lunedì le RdB hanno radunato in piazza Maggiore i precari «vittime» della Finanziaria - dovrebbero farsi carico anche le famiglie: per induzione e loro malgrado, sono coinvolte e interessate». Marconi. I 31 ex dipendenti occupano
lo scalo per protesta Bologna - Hanno deciso di non aspettare le decisioni sul loro futuro dei vertici del Marconi e delle ditte appaltatrici. Così i trentuno lavoratori dello scalo bolognese che hanno perso il posto, dalle 11 di ieri sono in presidio allaeroporto per portare avanti una protesta che dura da cinque mesi e mezzo, portando bandiere dei sindacati, volantini e striscioni con gli articoli della stampa. «Non siamo contenti delle proposte di Sab e Marconi Handling - spiega Andrea Cristian Urso, della Uil Trasporti ed ex stipendiato - perché non accettiamo di essere assunti da aziende che non siano la Giacchieri e di dover svolgere mansioni, magari fuori dallaeroporto, che non erano le nostre». «Loccupazione andrà avanti fino a venerdì sera, nella speranza che, in settimana, qualcosa si sblocchi. Cè stata una apertura da parte dei vertici del Marconi, ma non cè ancora un impegno scritto, né per le assunzioni, né per gli stipendi arretrati». I lavoratori in presidio hanno ricevuto la visita di solidarietà di alcuni consiglieri comunali: sono Serafino dOnofrio (Il Cantiere), Roberto Sconciaforni (PRc), Roberto Panzacchi (Verdi) e ?elice Caracciolo (An).(PBM) 28 febbraio 2008 - Il Secolo XIX «Appalti al ribasso e
personale insufficiente» Genova - «UNA VOLTA eravamo in quattro a lavorare e in
nove stavano lì a controllare. Siamo in pochi a pulire quei treni, e il fango addosso lo
prendiamo sempre noi. In più lo facciamo in condizioni pietose: a vedere i locali nei
quali lavoriamo sono venuti perfino i carabinieri del Nas». Il governo a Carige: «Non licenziate la bancaria malata» Milano - Dopo aver subito sei operazioni al cervello per un tumore ora rischia di rimanere senza stipendio e lavoro. Roberta B., 30 anni, dipendente Carige a Milano, ha superato il cosidetto comporto, il periodo senza lavorare coperto da retribuzione. Ma non è ancora guarita: la banca le ha fatto sapere che le rimangono 8 mesi di aspettativa senza salario al termine dei quali c'è il licenziamento. Il sindacato Cub, pur riconoscendo a Carige di essersi mossa a norma di legge, chiede di «valutare l'aspetto umano concedendo il salario fino a quando la dipendente non sarà guarita». E' intervenuto anche il sottosegretario ai Diritti Donatella Linguiti, chiedendo di «non privare di mezzi di sostentamento una persona in seria difficoltà». Sergio Donegà, direttore del personale Carige, spiega che «si è certamente molto dispiaciuti: la banca non è stata mai fiscale e valuteremo se ci sono margini per venirle ancora incontro. Ma la normativa generale deve essere rispettata, vi sono casi analoghi fra i nostri dipendenti. Il tema è sociale: dovrebbe essere l'Inps con una indennità a farsene carico» 28 febbraio 2008 - Corriere di Bologna Precari a rischio Bologna - Si salda l'asse Rdb-Comune nella partita dei
circa 500 cococò di Palazzo d'Accursio a rischio a causa di una norma inserita in
Finanziaria che prevede l'obbligo della laurea per tutti gli incarichi esterni, compresi
appunto i contratti di collaborazione. C'è tempo fino a maggio per risolvere la
situazione (che ha conseguenze soprattutto per le scuole e i servizi sociali). 28 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino Bologna. NUOVA occupazione allaeroporto... Bologna - NUOVA occupazione allaeroporto da parte dei
31 lavoratori disoccupati dopo il passaggio della gestione del servizio di handling a
Giacchieri. Dalle 11,30 di ieri una ventina di lavoratori si alternano nel terminal
partenze per portare avanti la protesta che dura ormai da cinque mesi e mezzo. A due
giorni dai colloqui con Giacchieri, Sab e Marconi Handling, i lavoratori sono dunque
tornati a far sentire la propria voce, rioccupando laeroporto, con bandiere (della
Uil e delle Rdb), volantini e striscioni con gli articoli di giornale riguardanti la
vicenda. 28 febbraio 2008 - EPolis Milano La vicenda di una impiegata della Banca Carige di Milano ha raccolto solidarietà da più partiAssente "per cancro" rischia il licenziamento Milano - Si è sollevato un coro di solidarietà intorno alla vicenda di Roberta Brunetti, dipendente della Banca Carige a Milano, malata di tumore che rischia di essere licenziata perché ha superato il periodo di malattia previsto dal contratto di lavoro. Il caso, denunciato martedì della CUB, ha richiamato l'attenzione della sottosegretaria ai Diritti e alle pari opportunità Donatella Linguiti, che «prende atto della correttezza di comportamenti dellistituto bancario», ma «desidera tuttavia aggiungere la propria voce a quella di coloro che non rinunciano a credere che anche nei luoghi delle transizioni finanziarie, fredde e impersonali, si possano talvolta assumere decisioni esclusivamente ispirate a valori umani». Il sottosegretario spera che «si prenda in considerazione la possibilità di non privare di mezzi di sostentamento una persona che attraversa un momento di seria difficoltà». Sulla vicenda di Roberta Brunetti interviene anche la Lega per lemancipazione degli handicappati, con il presidente Gloria Stea chiede alla Carige «di non prendere questa decisione, perché anche se i termini contrattuali la consentono, commettereste una grande ingiustizia sociale nei confronti di una persona che è stata già provata pesantemente da una malattia inesorabile come il tumore. Il licenziamento vi renderebbe responsabili dellaggravamento delle condizioni di salute». E domanda: «Siete consapevoli del fatto che se si perde il lavoro perché ci si ammala di tumore, può significare perdere una ragione per vivere e per lottare contro questa malattia?». Di fronte al fatto che da ieri è iniziato per la lavoratrice un periodo di aspettativa retribuita, cui seguirà un periodo senza stipendio al termine del quale potrà essere rescisso il suo rapporto di lavoro, la Cub ribadisce la richiesta di mantenere il salario alla lavoratrice e di non licenziarla laddove sia raggiunto il tetto massimo di aspettativa. 28 febbraio 2008 - Il Tirreno Buste paga, organizzazione, igiene:
tutto bocciato PISTOIA - Dito puntato, ancora una volta, contro
quello che succede quotidianamente allinterno di Answers, il grande call center
situato nella zona industriale di SantAgostino che, al momento, dà lavoro a quasi
quattrocento persone. 28 febbraio 2008 - Il Mattino A monte la trattativa con i privati Salerno - A quelli che hanno creato la situazione di oggi (niente soldi in cassa nemmeno per pagare gli stipendi), cioè farmacisti, aziende private della riabilitazione, cliniche e laboratori di analisi, il manager propone una transazione. Parallelamente lavora con le banche affinchè, a fronte di un allentamento dei decreti ingiuntivi, sblocchino i 44 milioni di euro di rimesse regionali mensili, dei quali la metà venga destinata agli stipendi e laltra a pagare un po di arretrati alle strutture private. Una situazione esplosiva che domani mattina poterà di nuovo in piazza i lavoratori dellAnffas, una delle maggiori strutture private della provincia. I lavoratori saranno in piazza domani per chiedere al prefetto un intervento. Lamberti e Manzo, i rappresentanti di Cgil e Uil ricordano «la mancata erogazione degli stipendi e il pericolo ormai imminente di 24 licenziamenti». Sempre domani dalle 9 in via Nizza le rappresentanze sindacali di base terranno un presidio con unassemblea davanti alla sede della direzione generale dellAsl e da ieri hanno proclamato lo stato di agitazione «precauzionale». Si chiariscono anche i termini dellaccordo proposto alle strutture private della sanità da Pagano. «Lobbiettivo - dice Antonio Gambardella dellAspat Campania, lAssociazione sanità privata accreditata - è creare una sinergia tra pubblico e privato al fine di redigere un piano comune per il ripiano dei debiti e per il pagamento del corrente». Pagano propone una moratoria dei decreti ingiuntivi. L'accordo proposto prevede che per il ripiano dei debiti bisogna procedere sui crediti 2006 e primo trimestre 2007, utilizzando i fondi Soresa. Sui crediti dallaprile al dicembre 2007 forme di finanziamento per l'Asl (mutuo o factorig). Sui crediti correnti cè l impegno dellAsl a garantire mensilmente il pagamento dell'80% del fatturato a tutti, per poi trovare un sistema per il restante 20%. «Difficile percorrere la strada della concertazione quando è così compressa da decreti ingiuntivi oramai avviati definitivamente all'esecuzione. Tuttavia il nostro dovere istituzionale ci impone di percorrere qualsiasi strada utile per eliminare ogni contenzioso. Ma a farne le spese non possono essere le aziende private accreditate». Impossibili anche accordi con la riabilitazione e con la radiologia perchè manca lok di Soresa. Nessuna azienda della branca di radiologia e della riabilitazione rinuncerà (condizione imposta dalla transazione Soresa) agli aumenti tariffari ancora non delineata (quasi 100 milioni di euro) ed in via di risoluzione con i decreti ingiuntivi. 28 febbraio 2008 - Il Gazzettino Accusati di violenza privata e interruzione di pubblico servizio per aver bloccat o lingresso dellazienda. Assolti altri sei imputatiCondannato il "picchetto" sindacale Tre mesi di reclusione a cinque rappresentanti dellAdl per la protesta davanti allIdealservice Udine - Quando finisce il diritto di protesta dei
lavoratori e si innesca il reato di interruzione di pubblico servizio? La manifestazione
che nel febbraio 2004 ha visto in prima linea i sindacalisti dell'Assiociazione difesa
lavoratori (Adl, federata Rbd-Cub) a Rive d'Arcano, davanti ai cancelli dell'Idealservice
di Pasian di Prato, secondo la Digos di Udine aveva sconfinato in violenza privata e
interruzione di pubblico servizio. Per undici manifestanti c'è stato uno strascico penale
e ieri è stata emessa la sentenza. Il giudice monocratico Daniele Faleschini (pm onorario
Nicola Sessa) ha condannato a tre mesi di reclusione cinque sindacalisti (concessa la
sospensione condizionale). Sono il coordinatore regionale di Adl, Mauro Bussani, 39 anni,
di Monfalcone; Igor Giuliano, 30, di Trieste; Cristian Massimo, 30, di Monfalcone; Andrea
Olivieri, 38, di Triste e Tania Piccoli, 32, di Trieste. Non luogo a procedere per
Celestino Giacon, 54, di Padova, perchè il reato si è estinto per remissione di querela
(riguardava un imbrattamento). Assolti per non aver commesso il fatto Giancarlo Cocianni,
25 anni, di Gorizia; Francesco Francioso, 29, di Monfalcone; Stefano Micheluz, 25, di
Monfalcone; Daniele Pecchiari, 32 e Manuel Skabar, 34, entrambi di Trieste. Ieri è arrivato Vincenzo Madonna,
il prefetto che dovrà portare Vicenza alle elezioni di aprile. Sarà in città tre giorni
la settimana: entro il 31 marzo deve approvare il bilancio Vicenza - (r.c.) «Il mio obiettivo? Condurre con tranquillità il Comune di Vicenza alle prossime elezioni». Nativo di Santa Maria Capua Venere, in provincia di Caserta, Vincenzo Madonna, 67 anni, è il nuovo commissario prefettizio che prenderà il posto dell'ex sindaco Enrico Hllweck, dimessosi un paio di settimane fa, fino all'insediamento del nuovo primo cittadino di Vicenza. È arrivato a Palazzo Trissino ieri, poco prima di mezzogiorno, con un aereo atterrato a Venezia, giusto in tempo per consegnare la "Palladio d'oro" a Catherine Spaak. «Qualche giorno fa il Ministero mi aveva chiesto la disponibilità, mentre martedì ho ricevuto la nomina», ha spiegato il nuovo responsabile del Comune. Il dottor Madonna non è nuovo alle trasferte: «Avrò fatto il commissario almeno cinquanta volte. Mi sono laureato a 24 anni e poi ho vinto il concorso. Ho lavorato a Brescia, Oristano, Viterbo, Caserta e Roma. Sono prefetto in riposo. Ho avuto diverse esperienze, a volte impegnative, ma tutte gratificanti». Il commissario farà le veci di sindaco, assessori e consiglio comunale. In una parola, avrà ampi poteri su tutto, come prevede la legge. «Non conosco ancora i problemi da affrontare. Aspetto che mi vengano sottoposti. Non ho avuto l'opportunità di esaminarli». Due, per ora, le priorità del nuovo commissario: l'approvazione del bilancio 2008 del Comune, atto necessario per fare funzionare tutti i servizi, e l'eventuale rinnovo dei contratti di dieci dirigenti nominati da Hllweck. Mentre per il primo ci sarà tempo fino al 31 marzo, per i secondi quello odierno sarà l'ultimo giorno utile per una proroga che durerebbe fino all'elezione del nuovo sindaco. L'altro giorno, le Rappresentanze sindacali di base Rdb-Cub, in occasione di una protesta di fronte a Palazzo Trissino, avevano invitato il commissario a non rinnovare alcuna nomina dirigenziale. Poi ci sarà la questione della base Usa al "Dal Molin". «Il 'Dal Molin'? Ne ho sentito parlare in tv, come qualsiasi cittadino», ha osservato il dottor Madonna. Quello dell'arrivo dei militari americani sarà comunque una questione non da poco, anche in virtù del fatto che ultimamente le posizioni tra Comune e commissario governativo Paolo Costa non sono state così allineate, almeno sul destino dell'aeroporto civile. Il dottor Madonna farà la spola dalla Campania al Veneto: «Sarò a Vicenza tre giorni alla settimana e sarò affiancato da un collaboratore». 28 febbraio 2008 - La Nazione Pistoia. RIPETUTI comportamenti
antisindacali... Pistoia - RIPETUTI comportamenti antisindacali, salari
bassissimi, errori frequenti e sistematici nelle buste paga (sempre a danno del
lavoratore), orari di lavoro troppo variabili. È la situazione, denunciata in conferenza
stampa dalla Confederazione unitaria di Base (Cub), riguardante i lavoratori della Answers
di SantAgostino, società che gestisce i call-center di importanti compagnie, tra
cui Telecom e Enel, e che dallo scorso agosto è stata assorbita dal gruppo Raf di Novara.
A spiegare ai giornalisti le condizioni di lavoro e i timori dei dipendenti e dei
collaboratori sono stati Rosario Roj Castelli e Simone Vivoli (Rsu), mentre alcuni
collaboratori, che hanno chiesto di rimanere anonimi per paura di ritorsioni, hanno
parlato di pressioni psicologiche, luoghi di lavoro inadeguati e condizioni igieniche che
lasciano a desiderare. «Gli stipendi ha spiegato Vivoli sono molto bassi,
anche perché molte persone sono a part-time, quindi la maggior parte di loro percepisce
intorno ai 400 euro mensili. La precarietà è laltro problema importante, infatti,
circa il 50% degli addetti ha un contratto a progetto, mentre per legge questi non
dovrebbero superare il 13%». I dipendenti dal canto loro riferiscono di continue
pressioni psicologiche da parte dei supervisori, ma anche di condizioni igieniche
inverosimili. «I bagni sono piccoli dice uno di loro - costantemente intasati,
insufficienti al numero dei lavoratori presenti in azienda: in tutto circa 400». «ANCHE
LE POSTAZIONI interviene una ragazza con contratto di collaborazione sono
sporche e luso di cuffie e tastiere è promiscuo, infatti, dobbiamo utilizzare
quelle che prima di noi sono state adoperate da altri, senza che queste vengano
preventivamente e adeguatamente pulite». 28 febbraio 2008 - Il Messaggero Veneto Rive dArcano. Laccusa
era di violenza privata e interruzione di servizio di pubblica utilità. Altre cinque
persone sono state invece assolte Adl (Associazione difesa lavoratori invisibili):
«Grazie alle proteste sono state riassunte 5 operaie. Le altre hanno avuto una
buonuscita» UDINE - Cinque sindacalisti che nel febbraio 2005 avevano
preso parte a una manifestazione contro licenziamenti annunciati dallIdealservice di
Rive dArcano ieri sono stati condannati a tre mesi di reclusione (pena sospesa e
possibile applicazione dellindulto). Erano stati accusati di violenza privata e
interruzione di servizio di pubblica utilità per aver ostacolato le normali operazioni di
raccolta e trattamento rifiuti. Si tratta di Mauro Bussani, 39 anni, residente a
Monfalcone; Igor Giuliano, 30 anni, triestino; Massimo Cristian, trentenne di Monfalcone;
Andrea Olivieri, trentottenne triestino; Tania Piccoli, 32 anni, residente nel capoluogo
giuliano. Nei confronti di altre cinque persone il giudice monocratico Daniele Faleschini
Barnaba ha pronunciato una sentenza di assoluzione con la formula «per non aver commesso
il fatto». Unaltra posizione è "caduta" grazie a una remissione di
querela. 28 febbraio 2008 - Corriere del Veneto Troppi permessi, licenziata
In Comune nessuno la difende PADOVA Nessuna solidarietà per Anna Bettella,
la sindacalista di destra della Cisal Enti Locali e Servizi (oggi Filas), licenziata dal
Comune di Padova dopo trent'anni di lavoro, con la qualifica di "messo", nel
settore Polizia Municipale. Le altre associazioni di categoria, sempre silenziose durante
l'intero svolgersi della vicenda, preferiscono non esporsi più di tanto. Anche adesso che
una loro collega, pur avversaria in tanti duelli interni alle Rsu di palazzo Moroni, la
sede del municipio padovano, rischia seriamente di perdere il posto. L'imbarazzo dei
compagni di lotta, chissà, è forse dovuto al fatto che la Bettella, sarebbe pronta a
candidarsi alle amministrative del prossimo anno nelle file del Pdl. Non è un caso,
infatti, che a sollevare la questione, nel consiglio comunale di due giorni fa, sia stato
l'azzurro Domenico Menorello. 28 febbraio 2008 - Brescia Oggi LA LETTERA. Ispettori Inps, i sindacati chiedono più «forze» Brescia - «Un interessamento fattivo per lassunzione
del numero di personale ispettivo adeguato e lo stanziamento delle risorse finanziarie
necessarie a consentire il presidio del territorio». Lo chiedono con forza, attraverso un
documento inviato alle istituzioni con competenza in materia di lavoro, Cgil, Cisl e Uil
Funzione pubblica, Cisal e Rdb. 28 febbraio 2008 - Il Giornale di Vicenza VERSO LE ELEZIONI. Il prefetto
Vincenzo Madonna è arrivato ieri a palazzo Trissino in tempo per premiare la Spaak Vicenza - Il primo impatto con Vicenza non poteva essere
più lieto: mezzoretta di vis-à-vis con Catherine Spaak, seduti uno accanto
allaltra in sala Stucchi, lo stanzone delle cerimonie e degli sposalizi. 28 febbraio 2008 - Il Giorno ALITALIA I SINDACATI ROMANI BOCCIANO
LA PROPOSTA BRACCO, NO DEL TAR DEL LAZIO ALLO SCIOPERO SEA MILANO LA PROPOSTA di scorporare il «ramo di
azienda Malpensa» dell'Alitalia escludendolo dalla trattativa in corso con l'Air France
lanciata da Diana Bracco, presidente dell'Assolombarda, non raccoglie consensi dalle
organizzazioni sindacali e dalle associazioni professionali dei dipendenti dell'aviolinea.
L'Anpac, la potente associazione dei piloti, boccia la proposta della Bracco senza mezzi
termini sottolineando che è «completamente fuori dagli schemi di mercato del trasporto
aereo mondiale». La Cgil preferisce definirla «una ennesima goccia nel mare di
confusione sul futuro dell'Alitalia». Più cauto il parere della Cisl che definisce
l'idea lanciata nei giorni scorsi da Alberto Santamaria e fatta propria dalla Bracco, come
una idea «interessante ma fantasiosa». 27 febbraio 2008 - Dire AEROPORTO BOLOGNA. LAVORATORI UIL-RDB RIOCCUPANO IL TERMINALPRESIDIO FINO A VENERDI'; SOLIDARIETA' DA CONSIGLIERI COMUNALI (DIRE) Bologna, 27 feb. - Nuova occupazione all'Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna da parte dei 31 lavoratori disoccupati dopo il passaggio della gestione del servizio di handling a Giacchieri. Dalle 11.30 di questa mattina, una ventina di lavoratori si sono alternati nel terminal partenze dell'aeroporto per portare avanti la protesta che dura ormai da cinque mesi e mezzo. A due giorni dai colloqui con Giacchieri, Sab e Marconi Handling, i lavoratori sono dunque tornati a far sentire la propria voce, rioccupando l'aeroporto, con bandiere (della Uil e delle Rdb), volantini e striscioni con gli articoli di giornale riguardanti la vicenda. "Il presidio e' nato su iniziativa spontanea dei lavoratori", spiega Cristian Andrea Urso, della Uiltrasporti. L'occupazione "andra' avanti fino a venerdi' sera, ed e' possibile che nel mezzo si organizzino altre iniziative non solo al Marconi, nella speranza che in questa settimana qualcosa si sblocchi", aggiunge il sindacalista. "Ieri abbiamo consegnato le liste con i nomi dei lavoratori licenziati, c'e' stata si' un'apertura, ma non c'e' ancora nessun impegno scritto, ne' per le assunzioni, ne' per l'anticipazione degli stipendi". I lavoratori oggi hanno ricevuto anche la visita di alcuni consiglieri comunali: Serafino D'Onofrio (il Cantiere), Roberto Sconciaforni (Prc), Roberto Panzacchi (Verdi) e Felice Caracciolo (An). I consiglieri hanno espresso la loro solidarieta' ed hanno invitato i lavoratori domani a Palazzo D'Accursio in commissione Attivita' Produttive e Commerciali, presieduta da Gian Guido Naldi (Sd), che lunedi' in consiglio aveva presentato un ordine del giorno, votato poi all'unanimita', per impegnare il sindaco a risolvere la situazione. "Il sindaco si e' assunto il compito di risolvere la situazione, speriamo quindi di incontrarlo domani perche' finora abbiamo parlato con lui sono indirettamente attraverso i consiglieri comunali; noi le proposte per risolvere i problemi le abbiamo fatte", spiega ancora Urso. "I lavoratori sono arrabbiati perche' non vedono nessuna prospettiva, un interlocutore rinvia all'altro, quando invece le condizioni per la riassunzione ci sarebbero tutte; sarebbe il momento di fare questa cosa", dice D'Onofrio al termine dei colloqui con i lavoratori. MUNICIPIO IV. AVVIATA TRATTATIVA
OCCUPAZIONE EX CINEMA ASTRA (DIRE) Roma, 27 feb. - In seguito all'occupazione effettuata il 14 febbraio 2008 da parte di attivisti del Blocco precario metropolitano e dell'Asia-Rdb dei locali dell'ex cinema Astra in viale Jonio 209, il presidente del Municipio IV, Alessandro Cardente, ha convocato la proprieta' (De Laurentiis) per verificare la destinazione dello stabile e gli eventuali progetti esistenti. L'incontro ha visto la partecipazione dello stesso Cardente, oggi sub commissario, del delegato della Filmauro e dei portavoce degli occupanti. L'Asia-Rdb e il Blocco precario metropolitano -spiega una loro nota- "hanno rilanciato la necessita' che lo spazio in questione venga al piu' presto riutilizzato sia in chiave sociale che abitativa; mentre il presidente del municipio IV ha evidenziato la disponibilita' dell'amministrazione ad adoperarsi per proporre soluzioni valide e accettabili qualora la Filmauro si renda disponibile in questa direzione. La linea adottata dal rappresentante di De Laurentiis e' apparsa di grande attenzione e orientata all'ascolto delle ragioni portate avanti dagli occupanti e dall'amministrazione". Dopo questa prima interlocuzione -spiega ancora la nota di Asia-Rdb e Blocco precario metropolitano- e' stato convocato un nuovo incontro tra le parti per giovedi' 20 marzo, presso il Municipio IV. "Appare evidente che la mobilitazione esistente nel territorio contro il consumo di suolo e per il riuso degli spazi inutilizzati comincia a dare i primi segnali importanti- si legge ancora- In un Municipio grande come Bologna e' ora che la questione abitativa e la mancanza di strutture con funzione sociale e culturale diventino una priorita'. Sopravanzando con decisione gli interessi della grande proprieta' immobiliare e le lobbies dei costruttori capitolini". COMUNE BOLOGNA. COCOCO, BOTTONI-RDB: URGE CIRCOLARE DA ROMA (DIRE) Bologna, 27 feb. - Si salda l'asse Rdb-Comune di Bologna nella partita dei collaboratori di Palazzo D'Accursio a rischio. Sarebbero infatti circa 500 i Cococo a rischio a causa della norma inserita nell'ultima Finanziaria, che prevede tra l'altro l'obbligo della laurea per tutti gli incarichi esterni, compresi i contratti di collaborazione. C'e' tempo fino a maggio per risolvere la situazione (che ha conseguenze soprattutto per scuole e servizi sociali). Ma i primi problemi per i lavoratori potrebbero cominciare anche a marzo. L'allarme arriva da Massimo Betti, coordinatore delle Rappresentanze sindacali di base a Bologna, che oggi ha incontrato a Palazzo d'Accursio l'assessore al Bilancio, Paola Bottoni. La quale ammette la "grande preoccupazione" del Comune per la sorta dei lavoratori e per la "difficolta' di garantire la continuita' per i servizi socio-educativi del Comune". Per questo, afferma Bottoni, "conveniamo con le Rdb sulla richiesta di una circolare" da parte del Ministero della Funzione pubblica, guidato da Luigi Nicolais. Gia' ieri, il sindaco Sergio Cofferati aveva annunciato l'intenzione di scrivere al ministro. "Sollecitiamo la rapidita' del provvedimento", manda a dire oggi Bottoni. Tra l'altro, fa notare l'assessore, "la circolare del ministero era gia' pronta a gennaio, ma si e' preferito puntare sul decreto Milleproroghe. Purtroppo, quel treno non si e' fermato nelle stazioni dei Comuni". Le Rdb, intanto, confermano le mobilitazioni nazionali e locali finche' la situazione non sara' risolta. E lunedi' il sindacato scendera' in piazza a Bologna. 27 febbraio 2008 - Ansa LAVORO: BANCARIA MALATA; LINGUITI, NON PRIVARLA MEZZI (ANSA) - MILANO, 27 FEB - Donatella Linguiti, sottosegretario ai Diritti e alle Pari Opportunita', ha preso posizione sulla vicenda - resa nota dalla Cub - di Roberta B., l'impiegata di una agenzia della Banca Carige, sottoposta a sei interventi al cervello per asportare meningiomi e tumori benigni e che ora rischia di perdere il posto di lavoro per superamento del periodo di malattia. ''Esprimo innanzi tutto profonda solidariet umana per la sua situazione - scrive in un comunicato il sottosegretario -. Prendo atto della correttezza di comportamenti dell'istituto bancario. Desidero tuttavia aggiungere la propria voce a quella di coloro che non rinunciano a credere che anche nei luoghi delle transizioni finanziarie, fredde e impersonali, si possano talvolta assumere decisioni esclusivamente ispirate a valori umani. Da cio' discende la speranza che si prenda in considerazione la possibilita' di non privare di mezzi di sostentamento una persona che attraversa un momento di seria difficolta''. Anche Gloria Stea, presidente della Lega per l'emancipazione degli handicappati, si appella alla banca rispetto al rischio di un licenziamento. ''Vi preghiamo - afferma in un comunicato - di non prendere questa decisione, perche' anche se i termini contrattuali ve la consentono, commettereste una grande ingiustizia sociale nei confronti di una persona che stata gi provata pesantemente da una malattia inesorabile come il tumore. Il licenziamento vi renderebbe responsabili dell'aggravamento delle condizioni di salute della signora. Vi preghiamo di non prendere questa decisione perch siete dirigenti di una banca e non di una piccola impresa che non pu permettersi di pagare lo stipendio di un dipendente ammalato!''. ''Siete consapevoli - conclude con una domanda il presidente - del fatto che se si perde il lavoro perch ci si ammala di tumore, pu significare perdere una ragione per vivere e per lottare contro questa malattia?''. LAVORO: CUB; TAR LAZIO CONFERMA NO A SCIOPERO IN SCALI MILANO (ANSA) - MILANO, 27 FEB - Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla Cub-Trasporti contro la decisione della Commissione di garanzia dei servizi pubblici che ha vietato lo sciopero indetto per il personale della Sea, che gestisce gli scali milanesi di Linate e Malpensa, venerdì prossimo. Lo rende noto, in una nota, lo stesso sindacato di base che parla di «pronunciamento inaccettabile» e «privo di alcun fondamento». L'astensione era stata indetta anche da Slai-Cobas e Flai. La Cub denuncia che «la legge antisciopero è uno strumento per imbavagliare i lavoratori e di condizionamento delle vertenze» e che proseguirà le lotte a sostegno «delle istanze dei dipendenti e dei precari della Sea». FERROVIE: PULIZIE TRENI; CUB, TROPPO POCHI I LAVORATORI (ANSA) - GENOVA - Appalti al ribasso e un numero insufficiente di lavoratori: secondo un gruppo di lavoratori aderenti ai Cub trasporti e impiegati in un'azienda che fa le pulizie alla stazione ferroviaria di Brignole e nello scalo di Terralba sono queste le cause della sporcizia sui treni lamentata da tanti cittadini. La societa' che ha in appalto le pulizie in diverse stazioni italiane, in questi due scali occupa una cinquantina di dipendenti che si occupano con quattro turni 24 ore su 24 delle pulizie sulle vetture, di manutenzione e del cambio batterie, con stipendi intorno ai mille euro per fare anche i turni di notte. ''Il lavoro che ci affidano e' troppo rispetto a quanti siamo - ha detto un lavoratore dell'azienda in appalto, Mario Vannini della Cub Trasporti- ci troviamo a fare venti treni in quattro a turno, quando un tempo eravamo otto o dieci''. I tempi sono cosi' stretti secondo i lavoratori che ''si toglie il grosso, si da' una scopata, a volte persino con i passeggeri sopra perche' magari si sono sfasati gli orari'', denuncia un lavoratore. I Cub hanno anche ricordato che domenica scorsa lo scalo di Terralba e' stato visitato dai Nas che ha verificato le pessime condizioni igieniche degli spogliatoi e la carenza di servizi. 27 febbraio 2008 - Omniroma ASTRA, OCCUPANTI: «POSITIVO INCONTRO CON MUNICIPIO E PROPRIETÀ» (OMNIROMA) Roma, 27 feb - «In seguito all'occupazione effettuata il 14 febbraio da parte di attivisti del Blocco Precario Metropolitano e dell'Asia RdB dei locali dell'ex cinema Astra in viale Jonio 209, il presidente del Municipio IV, Alessandro Cardente, ha convocato la proprietà (De Laurentiis) per verificare la destinazione dello stabile e gli eventuali progetti esistenti». «L'incontro si è svolto il 26 febbraio - dichiarano in una nota il Blocco Precario Metropolitano e l'Asia RdB - e ha visto la partecipazione del minisindaco, oggi sub commissario, del delegato della Filmauro e dei portavoce degli occupanti. Abbiamo rilanciato la necessità che lo spazio in questione venga al più presto riutilizzato sia in chiave sociale che abitativa. Il presidente del Municipio IV ha evidenziato la disponibilità dell'amministrazione ad adoperarsi per proporre soluzioni valide e accettabili qualora la Filmauro si renda disponibile in questa direzione. La linea adottata dal rappresentante di De Laurentiis - continua la nota - è apparsa di grande attenzione e orientata all'ascolto delle ragioni portate avanti dagli occupanti e all'amministrazione. Dopo questa prima interlocuzione, è stato convocato un nuovo incontro tra le parti per giovedì 20 marzo, presso il Municipio IV. Appare evidente - conclude la nota - che la mobilitazione esistente nel territorio contro il consumo di suolo e per il riuso degli spazi inutilizzati comincia a dare i primi segnali importanti. In un municipio grande come Bologna è ora che la questione abitativa e la mancanza di strutture con funzione sociale e culturale diventino una priorità». 27 febbraio 2008 - Adnkronos SCUOLA: BOLOGNA, COMUNE E RDB
CHIEDONO CORREZIONE FINANZIARIA Bologna, 27 feb. - (Adnkronos) - "Con le Rdb Cub abbiamo convenuto sul giudizio di grande preoccupazione, ma anche sulla richiesta di emanazione di una circolare che consenta ai Comuni di dare continuita', con le sostituzioni del personale, ai servizi socio-educativi cittadini". E' quanto ha riferito oggi ai cronisti a Palazzo D'Accursio, l'assessore al Bilancio del Comune di Bologna Paola Bottoni, spiegando che amministrazione e rappresentanze sindacali di base, porteranno avanti il sollecito al Governo, secondo le proprie modalita', ma con un obiettivo comune. "Non c'e' nessun contrasto con il Governo" precisa Bottoni, spiegando che pero' "c'e' una forte preoccupazione perche', anche questa volta, il legislatore, pensando ad una dimensione squisitamente ministeriale e quindi nazionale, non ha apprezzato quanto la norma potesse impattare in ambito locale". Insomma, conclude l'assessore al Bilancio, "i correttivi oggi vanno posti e con urgenza, perche' la garanzia dei servizi va assicurata sia alle famiglie che sono utenti, sia ai lavoratori che sono impegnati nei servizi stessi". 27 febbraio 2008 - Il Vicenza Palazzo Trissino. Clamorosa protesta dei sindacati:«Assunzioni a parenti e amici di sindaco e dirigenti» Nel mirino tutti i contratti d'oro «Troppi favoritismi in Comune» L'affondo di Rdb Cub: «Che senso ha il portavoce di un sindaco che non c'è più» di Luisa Santinello
Vicenza - Via i dirigenti privilegiati. Le rappresentanze sindacali di base chiedono giustizia. Atmosfera surriscaldata aspettando il Commissario Prefettizio. "Fuori i dirigenti di nomina politica", "Basta nomine di parenti e amici, valorizziamo il lavoratore dipendente", recitano gli striscioni che ieri mattina hanno occupato lentrata di Palazzo Trissino in corso Palladio. "Il nostro appello è rivolto al nuovo Commissario del Comune di Vicenza", spiega il rappresentante provinciale RdB CUB Germano Raniero, "oggi chiediamo che non vengano prorogati i contratti dirigenziali e gli incarichi in essere di nomina politica". Motivo scatenante sarebbe la forte imparzialità e la gestione familiare e amicale che si impongono nellamministrazione economica e organizzativa del personale pubblico. "Si deve porre un freno a tutte quelle nomine di fatto clientelari", continua Raniero, "gran parte dei dirigenti comunali del settore personale, urbanistico e Ced sono al loro secondo incarico, pur avendo firmato un contratto a tempo determinato, e detengono posizioni prestigiose che, per la maggior parte delle volte, non si sono certo guadagnati e non sono in grado di gestire. Non parliamo poi degli stipendi elevatissimi che vanno a completare il vergognoso quadretto. Svantaggiate e umiliate da questa mancanza di trasparenza ne escono poi le autentiche professionalità pubbliche e questo non è giusto nè dignitoso". Le parole del segretario sindacale non risparmiano davvero nessuno: se i 100mila euro annuali destinati al portavoce del sindaco Fabio Carraro vengono a dir poco criticati, anche i 5mila euro mensili di altri dirigenti come la moglie del sindaco dimissionario Lorella Bressanello, dirigente allUrbanistica, e i 4mila e 500 euro percepiti dallamica Carla Marcolin, dirigente al Personale, non passano sotto silenzio: "A che serve un portavoce del sindaco se questultimo non cè più? E come mai in questi anni hanno sempre mantenuto un sicuro e vantaggioso posto di lavoro amici e familiari del primo cittadino?». Molta insoddisfazione serpeggia quindi tra le file dei sindacati, ma anche un barlume di speranza in un cambiamento a breve scadenza. "Ci affidiamo al Commissario Prefettizio che, essendo soggetto totalmente estraneo alle vicende, dovrebbe agire in modo oggettivo e ascoltare le nostre richieste", continua Raniero, "ha 45 giorni per fare scadere al più presto tutti quei mandati". Cercasi sistema trasparente per scacciare le Parentopoli. L'appello E per il futuro un sistema più onesto e meno viziato a vigere sulle nomine comunali. "Chiediamo che vengano favorite in primo lungo le professionalità interne e, in mancanza di queste, che siano banditi concorsi pubblici rigorosi e onesti", conclude Raniero, "dobbiamo assolutamente evitare la qestione personalistica della cosa pubblica". Quindi mai più contratti che favoriscano parenti e amici, con stipendi tutt'altro che ragionevoli. Almeno secondo Rdb Cub, che ha tirato fuori dal cilindro questa polemica.
27 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino FINANZIARIA E COFFERATI PROTESTA COL
MINISTRO Bologna - LA FINANZIARIA del governo Prodi si abbatte
sui nidi comunali, mettendo in pericolo la loro apertura. Nuova occupazione dello scalo. Disoccupati in protesta fino a venerdì A due giorni dai colloqui con Giacchieri, Sab e Marconi Handling, i lavoratori sono dunque tornati a far sentire la propria voce, rioccupando l'aeroporto, con bandiere (della Uil e delle Rdb), volantini e striscioni con gli articoli di giornale riguardanti la vicenda Bologna - Nuova occupazione all'Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna da parte dei 31 lavoratori disoccupati dopo il passaggio della gestione del servizio di handling a Giacchieri. Dalle 11.30 di questa mattina, una ventina di lavoratori si sono alternati nel terminal partenze dell'aeroporto per portare avanti la protesta che dura ormai da cinque mesi e mezzo. A due giorni dai colloqui con Giacchieri, Sab e Marconi Handling, i lavoratori sono dunque tornati a far sentire la propria voce, rioccupando l'aeroporto, con bandiere (della Uil e delle Rdb), volantini e striscioni con gli articoli di giornale riguardanti la vicenda. "Il presidio e' nato su iniziativa spontanea dei lavoratori", spiega Cristian Andrea Urso, della Uiltrasporti. L'occupazione "andra' avanti fino a venerdi' sera, ed e' possibile che nel mezzo si organizzino altre iniziative non solo al Marconi, nella speranza che in questa settimana qualcosa si sblocchi", aggiunge il sindacalista. "Ieri abbiamo consegnato le liste con i nomi dei lavoratori licenziati, c'e' stata si' un'apertura, ma non c'e' ancora nessun impegno scritto, ne' per le assunzioni, ne' per l'anticipazione degli stipendi". I lavoratori oggi hanno ricevuto anche la visita di alcuni consiglieri comunali: Serafino D'Onofrio (il Cantiere), Roberto Sconciaforni (Prc), Roberto Panzacchi (Verdi) e Felice Caracciolo (An). I consiglieri hanno espresso la loro solidarieta' ed hanno invitato i lavoratori domani a Palazzo D'Accursio in commissione Attivita' Produttive e Commerciali, presieduta da Gian Guido Naldi (Sd), che lunedi' in consiglio aveva presentato un ordine del giorno, votato poi all'unanimita', per impegnare il sindaco a risolvere la situazione. "Il sindaco si e' assunto il compito di risolvere la situazione, speriamo quindi di incontrarlo domani perche' finora abbiamo parlato con lui sono indirettamente attraverso i consiglieri comunali; noi le proposte per risolvere i problemi le abbiamo fatte", spiega ancora Urso. "I lavoratori sono arrabbiati perche' non vedono nessuna prospettiva, un interlocutore rinvia all'altro, quando invece le condizioni per la riassunzione ci sarebbero tutte; sarebbe il momento di fare questa cosa", dice D'Onofrio al termine dei colloqui con i lavoratori. 27 febbraio 2008 - Telecittà CUB: TROPPO POCHI GLI ADDETTI ALLA PULIZIA DEI TRENI Genova - Appalti al ribasso e un numero insufficiente di lavoratori: secondo un gruppo di lavoratori aderenti ai Cub trasporti e impiegati in un'azienda che fa le pulizie alla stazione ferroviaria di Brignole e nello scalo di Terralba sono queste le cause della sporcizia sui treni lamentata da tanti cittadini. La società che ha in appalto le pulizie in diverse stazioni italiane, in questi due scali occupa una cinquantina di dipendenti che si occupano con quattro turni 24 ore su 24 delle pulizie sulle vetture, di manutenzione e del cambio batterie, con stipendi intorno ai mille euro per fare anche i turni di notte. "Il lavoro che ci affidano è troppo rispetto a quanti siamo - ha detto un lavoratore dell'azienda in appalto, Mario Vannini della Cub Trasporti- ci troviamo a fare venti treni in quattro a turno, quando un tempo eravamo otto o dieci". I tempi sono così stretti secondo i lavoratori che "si toglie il grosso, si dà una scopata, a volte persino con i passeggeri sopra perché magari si sono sfasati gli orari", denuncia un lavoratore. I Cub hanno anche ricordato che domenica scorsa lo scalo di Terralba è stato visitato dai Nas che ha verificato le pessime condizioni igieniche degli spogliatoi e la carenza di servizi. 27 febbraio 2008 - Il Giornale di Vicenza LA PROTESTA. La sigla Rdb Cub
manifesta davanti al municipio Vicenza - Hanno atteso invano il commissario per
unoretta. Poi hanno deciso di ammainare le bandiere e fargli pervenire una lettera
con cui criticano la gestione dei dirigenti a tempo determinato nominati dal sindaco
Enrico Hüllweck. 27 febbraio 2008 - Corriere del Veneto Appello Rdb-Cub VICENZA Si chiama Vincenzo Madonna ed è il
commissario prefettizio che da oggi concluderà l'amministrazione comunale di Vicenza,
attualmente vacante dopo le dimissioni anticipate del primo cittadino Enrico Hüllweck, in
corsa per le politiche. 27 febbraio 2008 - Il Gazzettino Ieri mattina i sindacati di base
hanno promosso una protesta davanti Palazzo Trissino con le prime richieste al
rappresentante di Governo Vicenza - (r.c.) Tra gli slogan, c'era quello che invitava
il commissario ad allontanare dal Comune «parenti e amici degli amministratori». Oggi a
Palazzo Trissino dovrebbe insediarsi il nuovo commissario prefettizio, destinato a
traghettare il Comune fino alle elezioni di metà aprile e comunque fino all'insediamento
del nuovo esecutivo. Intanto ieri alcuni esponenti delle Rappresentanze sindacali di base
Rdb-Cub hanno messo in scena una vivace protesta davanti alla sede comunale di corso
Palladio, per invitare il commissario a «non prorogare i contratti dirigenziali e gli
incarichi di nomina politica». «Come sindacato di base, non intendiamo difendere la
categoria della dirigenza pubblica, esageratamente retribuita non solo rispetto alla media
dei lavoratori del pubblico impiego, ma anche rispetto ai contratti dirigenziali di tipo
privatistico», ha tuonato Germano Raniero, uno dei membri del coordinamento provinciale
Rdb-Cub. «Riteniamo che sia prioritario, per chi in futuro amministrerà il Comune di
Vicenza, garantire maggiore trasparenza e più moralità nella gestione delle risorse
umane, a cominciare dalle nomine dirigenziali, nella convinzione che la politica debba
difendere e valorizzare il servizio pubblico, non fare della cosa pubblica una gestione
personale o, peggio, familiare». 27 febbraio 2008 - Corriere di Bologna Nidi e materne: a rischio in cinquecento Bologna - Sono almeno 500 i precari, in gran parte
educatrici dei nidi e dade della materne che potrebbero cadere sotto la scure della
Finanziaria che impedisce agli enti locali di rinnovare i contratti di collaborazione
trimestrali. «Chi rischia di più sono le 24 educatrici-jolly di quartiere che fanno le
sostituzioni volanti nei nidi dichiara Vilma Fabiani di Rdb , il loro
contratto è iniziato il primo gennaio e scade il 31 marzo». La situazione è
«inquietante», come ammette l'assessore al Bilancio Paola Bottoni. La laurea dei consulenti
mette in crisi il Palazzo Bologna - L'ultima Legge finanziaria mette a rischio le
supplenze nelle scuole comunali e il posto di lavoro del piccolo esercito di consulenti e
collaboratori che lavorano per Palazzo d'Accursio. E per questo, nonostante la campagna
elettorale per le elezioni politiche sia in pieno svolgimento, l'amministrazione Cofferati
non esita ad aprire un fronte con il governo uscente di Romano Prodi. Ieri la giunta
comunale ha recepito le nuove norme sulle consulenze introdotte dall'ultima Finanziaria
approvando il nuovo regolamento generale degli uffici e dei servizi. 27 febbraio 2008 - La Stampa «Torniamo alla scala mobile» Torino - Nel programma della Sinistra arcobaleno ci sarà qualcosa di molto simile al ripristino della scala mobile. Una riunione tra i quattro partiti per discuterne si terrà oggi. Alle ansie per il costo della vita, raccolte dalla propaganda di tutti i partiti, i sostenitori della candidatura di Fausto Bertinotti rispondono a modo loro. «Ma no! - commenta Luigi Angeletti, segretario Uil - Dopo tutta la fatica che abbiamo fatto per spiegare ai lavoratori che non conveniva neanche a loro!». Oggi si confronteranno diverse proposte. Quella di Rifondazione comunista, spiega Maurizio Zipponi che ne è il responsabile lavoro, resta la stessa presentata a Torino, in una assemblea alla Thyssen-Krupp: contratti di lavoro a durata triennale, con clausola di revisione automatica alla fine di ogni anno, così «se il potere dacquisto era 100, lanno successivo resti 100». «Non è la scala mobile» dicono i sostenitori. La revisione dei minimi salariali contrattuali scatterebbe ogni anno, anziché ogni trimestre come la vecchia «contingenza». A parte il sindacato di estrema sinistra Rdb-Cub e qualche frangia della Cgil, i rappresentanti dei lavoratori non sono interessati. 27 febbraio 2008 - Il Secolo XIX Il governo alla Carige: non licenziare la bancaria malata Ha vari meningiomi al cervello e tumori per ora ritenuti benigni che potrebbero espandersi costringendola a nuove operazioni chirurgiche e a un periodo di ulteriore malattia. Ma un altro problema è che ha superato il cosidetto comporto, cioè il periodo senza lavorare coperto da retribuzione, e quindi le rimangono ancora 8 mesi di aspettativa senza salario e dopo solo la perdita del posto. È un caso drammatico quella di una impiegata della Banca Carige a Milano reso noto dalla Confederazione unitaria di base (Cub). Il sindacato da un lato ammette «lassoluto rispetto delle normativa da parte dellistituto», ma dallaltro chiede che lazienda «valuti laspetto umano concedendo il salario fino a quando la dipendente non sarà definitivamente guarita». La storia di Roberta B., 30 anni, originaria di Campobasso e residente nel capoluogo lombardo, madre contadina e padre operaio ormai in pensione, è un vero e proprio calvario dal punto di vista medico. Presa la maturità scientifica si trasferisce nel capoluogo lombardo dove vive da sola: nell89 ha seri problemi alla vista provocati da un meningioma. Viene operata e poi dal 2001 assunta come invalida civile in una agenzia della Banca Carige: lavora, con un contratto di primo livello di terza area per 1.350 euro netti al mese, nel retro-sportello. Lagenzia dove ora è addetta è in corso Vittorio Emanuele. In tutto limpiegata è costretta a ben sei operazioni fra meningiomi da togliere, una emorragia cerebrale, lasportazione di una parte di cranio, linnesto di una protesi e due cosiddette radio-chirurgie. Esaurisce in 4 anni i 15 mesi di malattia previsti dal contratto. E da domani entra in aspettativa retribuita. Può starvi 8 mesi. Se quindi la patologia, che i medici non sono riusciti ad arrestare, proseguirà non avrà lo stipendio e infine superato il periodo potrà essere rescisso il suo rapporto di lavoro. Angelo Pedrini della Cub chiede che la banca «con un piccolo sforzo finanziario mantenga il salario alla lavoratrice che altrimenti non può vivere e che non la licenzi pur potendolo fare laddove sia raggiunto il tetto massimo di aspettativa». Sergio Donegà, direttore del personale dellistituto, ha spiegato che «si è certamente molto dispiaciuti per la signora: la banca non è stata mai fiscale e valuteremo se ci sono margini per venirle ancora incontro. Ma la normativa generale deve essere rispettata perché vi sono casi analoghi fra i nostri dipendenti. Il tema è sociale: dovrebbe essere lInps con una indennità a farsene carico». Posizione che non trova consenso alla Cub. «Cosa costa dare una mano a una giovane messa così male? - chiosa Pedrini - Non credo che la Carige andrebbe in rovina, basta avere un pò di umanità». Donatella Linguiti, sottosegretario ai Diritti e alle Pari Opportunità, ha preso posizione sulla vicenda. «Esprimo innanzi tutto profonda solidarietà umana per la sua situazione - scrive in un comunicato il sottosegretario -. Prendo atto della correttezza di comportamenti dellistituto bancario. Desidero tuttavia aggiungere la propria voce a quella di coloro che non rinunciano a credere che anche nei luoghi delle transizioni finanziarie, fredde e impersonali, si possano talvolta assumere decisioni esclusivamente ispirate a valori umani. Da ciò discende la speranza che si prenda in considerazione la possibilità di non privare di mezzi di sostentamento una persona che attraversa un momento di seria difficolta». Anche Gloria Stea, presidente della Lega per lemancipazione degli handicappati, si appella alla banca rispetto al rischio di un licenziamento. «Vi preghiamo - afferma in un comunicato - di non prendere questa decisione, perché anche se i termini contrattuali ve la consentono, commettereste una grande ingiustizia sociale nei confronti di una persona che è stata già provata pesantemente da una malattia inesorabile come il tumore. Il licenziamento vi renderebbe responsabili dellaggravamento delle condizioni di salute della signora. Vi preghiamo di non prendere questa decisione perché siete dirigenti di una banca e non di una piccola impresa che non può permettersi di pagare lo stipendio di un dipendente ammalato!». «Siete consapevoli - conclude con una domanda il presidente - del fatto che se si perde il lavoro perché ci si ammala di tumore, può significare perdere una ragione per vivere e per lottare contro questa malattia?». Treni sporchi? «Siamo troppo pochi» Genova - Appalti al ribasso e poco personale: secondo un gruppo di lavoratori del sindacato Cub Trasporti - impiegati in unazienda che fa le pulizie alla stazione ferroviaria di Genova Brignole e nello scalo di Terralba - sarebbero queste le cause della sporcizia sui treni lamentata da tanti cittadini.In questi due scali, la società che ha in appalto le pulizie in diverse stazioni italiane occupa una cinquantina di dipendenti che devono gestire - con quattro turni, 24 ore su 24 - le pulizie sulle vetture, la manutenzione e il cambio delle batterie, con stipendi intorno ai 1000 euro per fare anche i turni di notte.«Il lavoro che ci affidano è troppo rispetto a quanti siamo - ha denunciato Mario Vannini, della Cub Trasporti - ci troviamo a fare venti treni in quattro a turno, quando un tempo eravamo otto o dieci»; secondo i lavoratori, i tempi sono così stretti che «si toglie il grosso, si dà una scopata, a volte persino con i passeggeri sopra perché magari si sono sfasati gli orari». I Cub hanno anche ricordato che domenica scorsa lo scalo di Terralba è stato visitato dai Nas dei carabinieri, che ha verificato le pessime condizioni igieniche degli spogliatoi e la carenza di servizi igienici. 27 febbraio 2008 - Liberazione Assenze oltre i limiti di legge. La
Cub solleva il caso Milano - Guai ad ammalarsi di tumore, nella migliore delle ipotesi si rischia di perdere il posto di lavoro. Questo, almeno, è quanto sta capitando a una impiegata della Banca Carige di Milano, il cui caso è stato sollevato dalla Confederazione unitaria di base (Cub). La storia è quella di Roberta B., 30 anni, originaria di Campobasso, madre contadina e padre operaio ormai in pensione. Presa la maturità scientifica, la donna si trasferisce nel capoluogo lombardo dove vive da sola. Nell'89 ha seri problemi alla vista provocati da un meningioma. Viene operata e poi dal 2001 assunta come invalida civile in una agenzia della Banca Carige, dove lavora con un contratto di primo livello di terza area per 1.350 euro netti al mese, nel retro-sportello. Da quel momento per lei inizia un vero e proprio calvario dal punto di vista medico. In tutto l'impiegata è costretta a ben sei operazioni al cervello nel giro di quattro anni, fra asportazioni di meningiomi e tumori per ora benigni. Adesso la lavoratrice ha superato il periodo senza lavorare coperto da retribuzione, e quindi le rimangono ancora otto mesi di aspettativa senza salario, dopodiché c'è solo la perdita del posto. Il sindacato da un lato ammette «l'assoluto rispetto delle normativa da parte dell'istituto», ma dall'altro chiede che l'azienda «valuti l'aspetto umano concedendo il salario fino a quando la dipendente non sarà definitivamente guarita». Fredda la replica di Banca Carige. «Si è certamente molto dispiaciuti per la signora. - sottolinea Sergio Donegà, direttore del personale dell'istituto - Ma la normativa generale - insiste Donegà - deve essere rispettata perchè vi sono casi analoghi fra i nostri dipendenti». Banca Carige si rifugia nello scaricabarile: «Il tema è sociale: dovrebbe essere l'Inps con una indennità a farsene carico». Posizione che non trova consenso alla Cub. «Cosa costa dare una mano a una giovane messa così male? - chiosa Angelo Pedrini - Non credo che la Carige andrebbe in rovina, basta avere un po' di umanità». 27 febbraio 2008 - Varese news Malpensa - Il sindacato di base protesta contro la decisione della Commissione di GaranziaVietato lo sciopero. Il Cub: "Decisione vergognosa" La commissione di garanzia ha vietato lo sciopero indetto dal sindacalismo di base per il 29 febbraio prossimo "contro la politica dei sacrifici dei lavoratori aeroportuali di Linate e Malpensa voluta da Sea". In un volantino diffuso dal Cub Trasporti si legge tutto il rammarico del sindacato: «Una decisione vergognosa pensata e messa in atto per tentare di ostacolare il crescente malcontento nei confronti delle "compatibilità" e delle "disponibilità agli accordi a perdere" già annunciate da Cgil-Cisl-Uil dice il Cub -. Il Tar del Lazio, purtroppo, con un dispositivo emanato oggi ha respinto il ricorso presentato dalla Cub Trasporti nel tentativo di annullare la delibera antisciopero della Commissione di Garanzia: un pronunciamento inaccettabile e ridicolo, privo di alcun fondamento e dettato solo dalla volontà di soffocare e "oscurare" lintenzione di respingere ulteriori sacrifici per i lavoratori, peraltro in queste ore discussi e presto ratificati dai "soliti noti" - spiega il volantino -. Che la legge antisciopero fosse uno strumento per imbavagliare i lavoratori è stato chiaro a tutti fin dallinizio ma stavolta più di altre è emerso con chiarezza quanto la Commissione di Garanzia sia diventata uno strumento di condizionamento delle vertenze a danno dei lavoratori e a favore delle aziende e dei sindacati confederali. Ferma restando, pertanto, la necessità di intervenire per rilanciare il diritto di sciopero, la Cub Trasporti continuerà la propria vertenza a sostegno delle istanze dei dipendenti e dei precari della Sea, riprogrammando quanto prima possibile lindizione di sciopero al momento vietata». 27 febbraio 2008 - La Gazzetta di Reggio «Stop ai sub-affidamenti meno precarietà in azienda» Reggio E. - Da una parte la Cub trasporti - il sindacato di categoria - pronta a fare sciopero. Dallaltra Rifondazione comunista allattacco di Act (e «del precariato che in essa alberga», dice) con un ordine del giorno mirato. E quello - approvato lunedì sotto sera in aula - nel quale si legge: «Premesso che il consiglio comunale è lorgano di indirizzo e di controllo politico-amministrativo; il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali: organizzazione dei pubblici servizi, concessione dei pubblici servizi, partecipazione dellente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante convenzione; che il consiglio ha competenza relativamente agli indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza. Premesso inoltre che è sempre più minata, anche nella nostra città, la certezza del lavoro attraverso un sistema di contratti in cui domina il precariato. Considerato che Act è proprietà del Comune di Reggio (38%), della Provincia (28%) e per il restante dei Comuni facenti parte della provincia, si impegna la giunta a operare scelte coerenti con lobiettivo della valorizzazione del capitale umano, riducendo il rischio di precarietà e tutelando con diritti certi il lavoro flessibile e atipico anche attraverso la progressiva riduzione dei subaffidamenti». A presentare lodg, i due consiglieri di Rifondazione Matteo Sassi e Alberto Ferrigno, che col presidente di Act, Angelo Malagoli, in aula ha avuto un duro botta e risposta. 27 febbraio 2008 - Il Giorno Roberta, un calvario negli ospedali. Ora rischia il posto MILANO E MALATA da molto tempo, è stata
sottoposta a interventi chirurgici e potrebbe averne bisogno ancora in futuro. Ma al suo
stato di salute si è aggiunto un altro problema altrettanto drammatico e cioè che ha
superato il cosiddetto «comporto», cioè il periodo senza lavorare coperto da
retribuzione, e quindi le rimangono ancora 8 mesi di aspettativa senza salario e dopo solo
la perdita del posto. E' un caso drammatico quella di una impiegata della Banca Carige a
Milano reso noto ieri dalla Confederazione unitaria di base (Cub). Il sindacato da un lato
ammette «l'assoluto rispetto delle normativa da parte dell'istituto», ma dall'altro
chiede che l'azienda «valuti l'aspetto umano concedendo il salario fino a quando la
dipendente non sarà definitivamente guarita». 26 febbraio 2008 - Ansa STATALI:RDB-CUB,CONTRATTO AGENZIE FISCO MORTIFICA LAVORATORI(ANSA) - ROMA, 26 FEB - L'accordo appena raggiunto per il rinnovo del contratto delle agenzie fiscali ''mortifica la dignita' e la professionalita'' dei lavoratori secondo la Rdb-cub, che sottolinea di non aver firmato l'intesa siglata dai sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil. ''Mentre il governo ed i vertici delle Agenzie Fiscali vantano grandi risultati nel campo del recupero dell'evasione fiscale - si legge in una nota del sindacato autonomo - i lavoratori che da anni operano su questo fronte con successo, subendo aumenti esponenziali dei carichi di lavoro e raggiungendo e superando ogni obiettivo posto dalla Convenzione con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, vedono mortificata la loro dignita' e professionalita' da un contratto che riconosce aumenti irrisori a fronte di un aumento dell'inflazione che si aggira attorno al 5%''. LAVORO: CUB, BANCARIA OPERATA AL CERVELLO ORA RISCHIA POSTO (ANSA) - MILANO, 26 FEB - Sottoposta a sei operazioni al cervello fra asportazioni di meningiomi e tumori per ora benigni, una impiegata della Banca Carige a Milano ha esaurito il periodo di copertura salariale della malattia. Ora Roberta B., 30 anni, originaria di Campobasso, ha 8 mesi di aspettativa non retribuita, terminati i quali a termine di legge l'istituto potra' rescindere il rapporto di lavoro. Lo ha reso noto la Cub (Confederazione unitaria di base) che chiede alla societa' di ''mantenere il salario alla dipendente e di non licenziarla''. Carige ha replicato al sindacato che ''non si vuole essere fiscali ma il tema e' sociale, dovrebbe provvedere l'Inps''. LAVORO: CUB, PER TUMORE NON PAGATA E
RISCHIA POSTO (ANSA) - MILANO, 26 FEB - Ha vari meningiomi al cervello e tumori per ora ritenuti benigni che potrebbero espandersi costringendola a nuove operazioni chirurgiche e a un periodo di ulteriore malattia. Ma un altro problema è che ha superato il cosidetto comporto, cioè il periodo senza lavorare coperto da retribuzione, e quindi le rimangono ancora 8 mesi di aspettativa senza salario e dopo solo la perdita del posto. È un caso drammatico quella di una impiegata della Banca Carige a Milano reso noto dalla Confederazione unitaria di base (Cub). Il sindacato da un lato ammette «l'assoluto rispetto delle normativa da parte dell'istituto», ma dall'altro chiede che l'azienda «valuti l'aspetto umano concedendo il salario fino a quando la dipendente non sarà definitivamente guarita». La storia di Roberta B., 30 anni, originaria di Campobasso e residente nel capoluogo lombardo, madre contadina e padre operaio ormai in pensione, è un vero e proprio calvario dal punto di vista medico. Presa la maturità scientifica si trasferisce nel capoluogo lombardo dove vive da sola: nell'89 ha seri problemi alla vista provocati da un meningioma. Viene operata e poi dal 2001 assunta come invalida civile in una agenzia della Banca Carige: lavora, con un contratto di primo livello di terza area per 1.350 euro netti al mese, nel retro-sportello. L'agenzia dove ora è addetta è in corso Vittorio Emanuele. In tutto l'impiegata è costretta a ben sei operazioni fra meningiomi da togliere, una emorragia cerebrale, l'asportazione di una parte di cranio, l'innesto di una protesi e due cosiddette radio-chirurgie. Esaurisce in 4 anni i 15 mesi di malattia previsti dal contratto. E da domani entra in aspettativa retribuita. Può starvi 8 mesi. Se quindi la patologia, che i medici non sono riusciti ad arrestare, proseguirà non avrà lo stipendio e infine superato il periodo potrà essere rescisso il suo rapporto di lavoro. Angelo Pedrini della Cub chiede che la banca «con un piccolo sforzo finanziario mantenga il salario alla lavoratrice che altrimenti non può vivere e che non la licenzi pur potendolo fare laddove sia raggiunto il tetto massimo di aspettativa». Sergio Donegà, direttore del personale dell'istituto, ha spiegato che «si è certamente molto dispiaciuti per la signora: la banca non è stata mai fiscale e valuteremo se ci sono margini per venirle ancora incontro. Ma la normativa generale deve essere rispettata perchè vi sono casi analoghi fra i nostri dipendenti. Il tema è sociale: dovrebbe essere l'Inps con una indennità a farsene carico». Posizione che non trova consenso alla Cub. «Cosa costa dare una mano a una giovane messa così male? - chiosa Pedrini - Non credo che la Carige andrebbe in rovina, basta avere un pò di umanità». 26 febbraio 2008 - Dire COMUNE BOLOGNA. COCOCO-GENITORI IN
PIAZZA LUNEDI' PROSSIMO (DIRE) Bologna, 26 feb. - Mentre il Comune di Bologna lancia il grido d'allarme per i collaboratori (tra cui anche le educatrici dei nidi) messi a rischio dalle norme della Finanziaria 2008, le Rappresentanze sindacali di base chiamano lavoratori e genitori dei bambini a manifestare in piazza. L'appuntamento e' per il pomeriggio di lunedi' 3 marzo, in Piazza Maggiore. "Centinaia di precari del Comune di Bologna, se non riusciremo a modificare quest'ultima vergogna voluta dall'Unione, andranno a casa definitivamente, chi dal primo di aprile, chi da giugno". Questo, scrive in una nota il sindacato di base, "mettera' in discussione l'apertura stessa di molti asili nido di Bologna che senza i precari non hanno personale sufficiente". La chiamata in piazza e' estesa dalle Rdb anche ai genitori, "visto che i nidi senza i precari possono chiudere o essere appaltati". 26 febbraio 2008 - Genova Press PRECARIATO: A RISCHIO GLI EX-CO.CO.PRO. DEI CONTACT CENTER INPS E INAIL Le RdB-CUB hanno indetto lo stato di agitazione degli ex-Co.co.pro addetti al contac-center INPS-INAIL. Questo appalto al Consorzio Poste Link, scaduto da diversi mesi, è attualmente in proroga e lINPS e lINAIL stanno predisponendo in questi giorni le procedure per bandire una nuova gara per la gestione del servizio. Da incontri informali con i dirigenti dei due Istituti, è emerso che non verranno previste clausole di salvaguardia lavorativa che impongano alle imprese subentranti di assumere tutti i lavoratori oggi in servizio presso il Contact Center. Per i circa 400 lavoratori impegnati nel servizio rischia dunque di profilarsi un licenziamento a fine appalto. E' bene ricordare che ad aprile 2007 questo personale ha visto la trasformazione dei contratti Co.co.pro. in contratti a tempo indeterminato, in applicazione di quel comma 1203 dellart. 1 legge Finanziaria tanto sbandierato dal Ministro Damiano come risposta per la definitiva stabilizzazione del precariato dei call center. In realtà, in virtù di tale accordo, i lavoratori hanno rinunciato ad ogni pretesa nei confronti delle ditte aderenti al Consorzio appaltatore (rinuncia a ogni arretrato o differenza retributiva) ed hanno accettato condizioni contrattuali non soddisfacenti (demansionamento, part-time, condizioni di tutela della salute sui posti di lavoro quantomeno carente) di fronte ad una prospettiva di stabilità che nei fatti si sta dimostrando una falsa promessa. Nellincontro che si terrà domani mattina al Ministero del Lavoro, le RdB-CUB chiederanno con forza al Ministro di assumere impegni affinché gli uffici dellINPS, che al Ministro Damiano fanno capo, garantiscano la salvaguardia occupazionale degli attuali addetti, anche nellinteresse degli Istituti coinvolti, che potrebbero così continuare ad avvalersi di professionalità acquisite. 26 febbraio 2008 - La Voce d'Italia Lavoro senza sicurezza per il futuro Roma, 26 feb - Le RdB-CUB, che si occupano del
Contact-Center dell'I.N.P.S. e dell'I.N.A.I.L, hanno indetto uno stato di agitazione negli
ambiti dei Call Center. L'appalto sarebbe scaduto già da qualche mese, ma i lavoratori
sono ancora attivi. Secondo incontri non ufficiali, i dirigenti di questi due Istituti,
stanno lavorando per un altro appalto, che non tutelerebbe in nessun caso i lavoratori in
questione. 26 febbraio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 8
- Anno V
26 febbraio 2008 - Il Bologna Marconi. Spiragli per la crisi: le due aziende chiederanno alle ditte appaltatrici di riassumere i 31 lavoratoriApertura da Sab e Handling: pronte ad anticipare gli stipendi Cgil: ci daranno una risposta entro giovedì. Ma Rdb conferma lo sciopero del 3 marzo di Paola Benedetta Manca
Bologna - Sembrano aprirsi degli spiragli nellintricata vicenda dei lavoratori dellaeroporto Marconi. Ieri i sindacati hanno incontrato, a Palazzo degli Affari, la dirigenza aeroportuale. Le società Sab e Marconi Handling hanno intenzione di chiedere alle ditte appaltatrici (Giacchieri, Coopser vice e Ncv), di riassumere tutti i 31 lavoratori rimasti a casa nel passaggio delle consegne fra Doro Group e Giacchieri. «Parleranno con loro - ha riferito Maurizio Lunghi della Cgil per sollecitarle ad assorbire, ognuna, delle quote di dipendenti». I tempi, però, sono molto stretti perché, dall8 marzo, i lavoratori perderanno lassegno di disoccupazione straordinaria e rimarranno senza copertura economica. «Abbiamo fatto presente la necessità di arrivare presto a una soluzione ha spiegato Lunghi e ci hanno promesso che ci daranno una risposta già mercoledì o giovedì». È sospeso, dunque, per il momento, il trasferimento in aeroporto degli ex dipendenti, decisi a presidiarlo già da ieri sera. La giornata, invece, non era iniziata sotto i migliori auspici per la causa dei lavoratori. Alle 12 si erano incontrati con il prefetto Vincenzo Grimaldi e la ditta Giacchieri che aveva dichiarato di disporre già dellorganico necessario, escludendo la possibilità di riassunzione dei lavoratori e concedendo soltanto lassunzione stagionale di 6 dipendenti a tempo determinato. La dirigenza del Marconi, nonostante la risposta negativa dellazienda, cercherà ugualmente di persuaderla a riassumere una quota dei lavoratori. I Confederali hanno annunciato che continueranno nei suoi confronti la strada dello sciopero, a meno che non cambi idea. «Certo che ha ammesso Lunghi, speranzoso lingresso in campo della Sab è un fatto importante e potrebbe indurre la Giacchieri a rivedere la sua posizione». Rdb ha fatto sapere che conferma lo sciopero del 3 marzo. La dirigenza aeroportuale ha spiegato alle sigle sindacali che i livelli istituzionali si sono attivati, in quanto azionisti della Sab, per sollecitare questo percorso. Lazione di "moral suasion" di Cofferati, dunque, annunciata nei giorni scorsi, sembra aver fatto centro. Ieri, inoltre, il Consiglio Comunale ha votato un ordine del giorno a sostegno dei lavoratori. E anche dalla Povincia e dalla Regione sono arrivate delle interrogazioni a favore dei dipendenti dello Scalo bolognese. Rimane da risolvere la questione degli stipendi arretrati, ma una via duscita, per questo problema, è stata ipotizzata durante lincontro fra le sigle sindacali e la dirigenza. Si sta valutando, ha fatto sapere Lunghi, la possibilità di far erogare i crediti alimentari da Sab e Marconi Handling che però vogliono che il "custode giudiziario" si ponga come garante della cifra, da restituire alla dirigenza quando le procedure giudiziarie e di fallimento contro Doro Group e Gesticoop saranno chiuse e i soldi potranno essere sbloccati. In questo modo sarebbe possibile liberare subito gli stipendi arretrati dei lavoratori. La denuncia. Sindacato e Comune al lavoro per limitare i danni dell'articolo 3 (comma 79) della leggeLa Finanziaria licenzia i precari, a rischio molti asili nido in città L'allarme: "Gli istituti pubblici rischiano la chiusura o l'appalto già alla fine di marzo" di Diego Costa
Bologna - Adesso l'allarme, scattato dopo la caduta del Governo si è trasformato in vera e propria emergenza. Riguarda il cosiddetto «decreto mille proroghe» inserito nella Finanziaria 2008. Articolo 3 comma 79. In parole povere, se la buona intenzione era quella di non permettere proroghe ai contratti a tempo determinato nella pubblica amministrazione firmati per periodi non superiori a 3 mesi (in modo da obbligare a una stabilizzazione del lavoro) questa finisce invece per ritorcersi contro i più deboli: i precari. L'emergenza nasce dopo l'inammissibilità, votata alla Camera dei Deputati, degli emendamenti proposti in materia dai rappresentanti sindacali, oltreche dall'Anci, riguardo la riduzione degli incarichi flessibili. «Così le norme diventano mannaie per i lavoratori - scrivono per l'Rdb comunale Vilma Fabbiani e Antonio Vitiello - non inseriti nei processi di stabilizzazione previsti dalla Finanziaria 2007 e 2008». Nella sostanza di questi giorni, gran parte di questi precari - che il 31 marzo prossimo saranno messi a casa - riguardano gli asili nido della città. «Si rischia una vera paralisi - scrivono i sindacalisti - a meno che non si appaltino le strutture comunali. Non si era mai arrivato a tanto». Mentre le Rdb stanno avviando le procedure per proclamare sciopero nazionale, nei prossimi giorni sul territorio sarà proclamato uno stato di agitazione. «Mobiliteremo i precari - scrive l'RdB - e dialogheremo con il Comune dopo aver firmato un accordo in sede di bilancio per cercare di evitare il disastro». Un incontro per evitare le peggiori conseguenze e per trovare una soluzione dovrebbe esserci gi in settimana. Del resto il tempo stringe e il 31 marzo è davvero dietro l'angolo. Samantha Gamberini, sindacalista Uil con delega Flp (Funzione poteri locali) sta studiando la Finanziaria in ogni sua piega. «L'ideale è trovare il modo di garantire la prosecuzione del servizio e allo stesso tempo dare garanzie occupazionali al lavoratore - dice - ma la situazione è di forte criticità. Non dimentichiamo che siamo di fronte a una norma che, se non rispettata, prevede una sanzione pesante in entrambe le direzioni: sia per la pubblica amministrazione che per il precario. Una via d'uscita che fosse considerata una violazione potrebbe arrecare danno a tutti coloro che godono di contratti flessibili». Il numero di precarisupplenti colpiti da questo articolo è certamente tale da mettere in discussione anche i servizi educativi. «Vogliamo pensare che questa norma della Finanziaria avesse come scopo la stabilizzazione dei contratti di lavoro - dice Gamberini - ma questa vicenda dimostra che tra l'enunciazione di una norma e la sua applicazione nella pratica possono sorgere dei problemi inaspettati e di difficile risoluzione». 26 febbraio 2008 - Il Padova Palazzo S.Stefano. Ieri i lavoratori hanno manifestato davanti alla prefettura, oggi l'incontro con Padoin«Patto non rispettato» continua la lotta a Tnt
Padova - Nessun rispetto degli accordi siglati fra prefettura e Tnt e boicottaggio dei lavoratori iscritti ad Adl-Cobas. La denuncia da parte dei dipendenti della cooperativa di logistica Fastcoop di Limena, che lavora in appalto per Tnt, è arrivata ieri mattina al vicario del prefetto. Nella giornata di domani i lavoratori incontreranno il prefetto Paolo Padoin, garante dell'accordo siglato con l'azienda per il reintegro di 60 dei 97 lavoratori della cooperativa. Ieri mattina alcune decine di loro si sono dati appuntamento con striscioni e manifesti di fronte alla prefettura per chiedere che i patti siglati a suo tempo siano rispettati. Come da accordi, venti di loro sono stati reintegrati a Limena il 25 gennaio scorso ma la lista dei nomi ha privilegiato le persone non iscritti al sindacato (12 su 20). Ieri avrebbero dovuto rientrare al lavoro altre 20 persone. Alcuni dei nomi che figurano nella lista delle persone da reintegrare non risultano però ancora iscritti alle liste di mobilità (che non sono ancora state redatte) e per questa ragione non hanno potuto riprendere il lavoro. Altri ancora risultano già impiegati in cooperative di altre città. «L'accordo raggiunto in prefettura aveva obbligato Tnt a riprendersi 60 lavoratori a Limena alle condizioni preesistenti, Gesconet (un'altra cooperativa che lavorava in appalto per Tnt, n.d.r.) a sganciare i soldi per esodi incentivati e a ricollocare i rimanenti lavoratori» scrivono i rappresentanti dell'Associazione Difesa Lavoratori. Il sindacato ribadisce inoltre come «a fronte di questa vittoria assistiamo al tentativo di svuotarla, ridimensionando la presenza di Adl in cooperativa ed eliminando i rappresentanti dei lavoratori che avevano ruolo decisivo nella vertenza: chiediamo al Prefetto e alla Provincia di vigilare affinchè non venga perso quanto conquistato con la lotta» spiegano.(SIL.FA.) 26 febbraio 2008 - Tuscia web Viterbo - Messi in mobilità Riceviamo e pubblichiamo - Finalmente sono usciti
allo scoperto. 26 febbraio 2008 - La Repubblica Doppio incontro per risolvere il
problema degli ex dipendenti della Doro Group. Sit in in davanti alla Prefettura Bologna - GIORNATA in bilico tra delusione e speranza quella di ieri per la sorte dei 31 operatori ex Doro Group dell´aeroporto che non sanno ancora se e quando saranno tutti riassorbiti. Cgil, Cisl e Uil sono stati ricevuti dal prefetto, le Rdb in tavolo separato dai dirigenti di Sab e Marconi Handling. Ma la situazione non si è schiarita e ci sono all´orizzonte uno o due giorni di sciopero Intanto un altro problema al Marconi riguarda l´inizio attività di Tag, Terminal aviazione generale, che costituita nel maggio scorso per dare avvio alla gestione del traffico privato e d´affari, sconta ancora un lungo ritardo dovuto, per Enac, a pastoie burocratiche e errori tecnici. Aeroporto, lavoratori in bilico Bologna - Una porta sbattuta e una che mostra uno
spiraglio. Per i 31 disoccupati ex dipendenti «Doro Group», la società di servizi
dell´aeroporto inquisita dalla magistratura, una giornata tra delusioni e speranze. La
delusione arriva dall´incontro in prefettura con la società «Giacchieri» subentrata
alla «Doro». La speranza che quest´ultima si impegnasse a riassorbire i disoccupati è
stata immediatamente frustrata dalle dichiarazioni dell´amministratore unico
dell´azienda romana Antonio Ferrara, il quale ha spiegato che sarà possibile assumere a
tempo determinato solo sei lavoratori nel periodo estivo. Due le ragioni di questa
decisione: la prima è rappresentata dal rifiuto, da parte dei lavoratori iscritti a Rdb e
Uil, di firmare la lettera di assunzione a suo tempo offerta. Rifiuto che, a dire di
«Giacchieri», ha costretto l´azienda ad assumere a tempo indeterminato degli
stagionali. Inoltre, la società romana chiede che anche altri appaltatori si assumano
l´onere di riassorbire i disoccupati. 26 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino Rovigo. «NON SI PUÒ ACCETTARE un aumento contrattuale di 9 euro e 30... Rovigo - «NON SI PUÒ ACCETTARE un aumento contrattuale di
9 euro e 30 lordi pro capite per il 2006, 38 euro e 30 per il 2007 (a partire da febbraio,
con un ulteriore aumento di 60 euro a partire dal 31 dicembre), quando per il 2008 non è
previsto alcun aumento». E questa l«intollerabile situazione di stallo» in
cui versano i dipendenti pubblici degli Uffici delle Entrate e contro la quale sono scesi
in piazza a protestare. 26 febbraio 2008 - La Nazione LA PROTESTA IN PIAZZA Firenze - I PRECARI del Comune sono tornati in piazza per chiedere più certezze sul futuro. Ieri pomeriggio, in piazza Signoria, Rdb Pubblico Impiego e Cub hanno organizzato un presidio, al fine di sensibilizzare lopinione pubblica e lamministrazione comunale su un problema vecchio, ma tornato alla ribalta con la nuova finanziaria. Quanto previsto dallattuale normativa, spiegano le rappresentanze sindacali di base, «rappresenta una mannaia su tutti quei lavoratori che non sono stati inseriti nei processi di stabilizzazione previsti dalla scorsa finanziaria», grazie alla quale, peraltro, 150 precari sono stati assunti a tempo indeterminato dal Comune di Firenze. Scuole e asili nido, piscine, musei, però, sono i settori dove resta ad oggi la percentuale più consistente di precari. «Nella stragrande maggioranza spiega Stefano Cecchi, della Rdb-Cub questi lavoratori hanno un contratto che si concluderà il 31 marzo. Dopo non si sa quale sarà il loro futuro». «Se il Comune avesse la volontà politica di farlo commenta Milena, che da venti anni lavora, da precaria, in una delle piscine comunali fiorentine punterebbe sul personale che ormai da decenni garantisce servizi importanti per la cittadinanza, come i corsi di nuoto ai disabili, ma anche gli asili nido. Invece è evidente lintenzione della pubblica amministrazione di esternalizzare i servizi, a scapito nostro, ma anche dei fiorentini, che vedranno lievitare i costi e scadere la qualità». Momento decisivo per la questione precari sarà lincontro di giovedì in Palazzo Vecchio con lassessore Riccardo Nencini.(Mo.Pi.) Aulla. AGLI AUTISTI del Cat non è piaciuto il «jaccuse» di un gruppo di studenti... Aulla - AGLI AUTISTI del Cat non è piaciuto il «jaccuse» di un gruppo di studenti del Liceo classico «Leopardi». La scorsa settimana erano stati lasciati a terra dallautista del bus-navetta che collega la nuova stazione ferroviaria con la scuola e loro hanno subito protestato. Adesso Graziano Maneschi, del direttivo provinciale dei Cub (Comitati unitari di base) ed Agostino Malatesta, delegato aziendale, difendono il loro collega: «E un servizio nuovo, ogni giorno si cambia autista e lerrore umano ci può stare. Il giorni dopo il conducente dello stesso bus si è fermato davanti alla scuola per aspettare ragazzi e ragazze che erano andati a fare due passi nel giardino. Poteva non farlo, invece ha accolto linvito degli altri studenti e li ha attesi. E non è andato a lamentarsi.Ovviamente non deve aspettarsi una medaglia ma anche il suo predecessore non deve essere linciato mediaticamente. Deve esserci collaborazione da entrambe le parti, se vogliamo che il servizio di trasporto pubblico tra la nuova stazione ferroviaria e la scuola di Aulla funzioni adeguatamente. In più non vediamo che ruolo abbia il sindaco Simoncini in tutta questa storia». 26 febbraio 2008 - Il Gazzettino USL 8. Dai sindacati un sos contro i servizi portati all'esterno Montebelluna - (L.Bon) Un sos contro le esternalizzazioni in ospedale. Sul passaggio di 76 dipendenti dell'Usl all' "Asolo Servizi", come previsto dal project financing, intervengono le Rappresentanze sindacali di base del Veneto-Confederazione unitaria di base (meglio note come Cobas) lanciando un sos perché il processo non vada in porto. "76 dipendenti dell'Usl 8 -si legge in un comunicato- verranno dati in gestione alla "Asolo Servizi". Saranno esternalizzati i servizi di Cucina (24 dipendenti), sterilizzazione (22), idraulici e area officine varie (15+2+1), pulizie e giardinieri (11) , lavanderia/guardaroba (6) e alcuni amministrativi (3-5). I dipendenti interessati, resteranno dipendenti dell'Usl, ma il salario accessorio verrà retribuito dalla Asolo Servizi.una parte della retribuzione di fatto avrà valenza privatistica (questo è molto grave)". La questione riguarda direttamente i lavoratori. "I lavoratori che saranno esternalizzati -aggiunge il sindacato- non devono farsi illusioni sull'aspetto dei diritti in quanto saranno sicuramente più ricattabili ed esposti alle pressioni dei loro nuovi datori di lavoro. Era evidente fin dall'inizio che un processo di questo tipo avrebbe potuto portare ad un esubero di personale nell'Usl, e i sindacati che hanno firmato l'accordo sul project-financing hanno una enorme responsabilità sul futuro di quei dipendenti che stanno subendo la modifica delle loro condizioni di lavoro (economiche e qualitative). L'Usl 8 diventerà la più privatizzata del Venetoin altre Usl i lavoratori sono più volte riusciti ad impedire tentativi di privatizzazione con il sostegno dei sindacati (non erano Cgil, Cisl e Uil)questo dimostra che non tutti i sindacati sono uguali e che un'espressione sindacale più conflittuale porta a migliori risultati. Impedire che 76 lavoratori vengano penalizzati è ancora possibile". "Con il sostegno" di tutti. LIMENA. Delegazione della Tnt dal Prefetto Limena - (m.a.) Una delegazione di ex operatori della Fastcoop di Limena del consorzio Gesconet che lavora per la Tnt, ieri mattina si è recata in Prefettura guidata da un paio di sindacalisti dell'Adl (associazione difesa lavoratori). Il motivo è che, secondo l'Adl, la Tnt, non avrebbe rispettato l'accordo che prevede il reinserimento degli 80 ex lavoratori della Fastcoop parte nella cooperativa Corso e parte in altri consorzi. "Abbiamo chiesto al Prefetto - ha spiegato Gianni Boetto di Adl - di fare da garante a questi lavoratori. Quello che è stato conquistato con la lotta non deve essere perso per strada e invitiamo anche la Provincia, che ha preso parte attiva all'accordo con la Tnt, a vigilare nella verifica di quanto pattuito. Sembra quasi - ha concluso Boetto - che sia in atto una discriminazione nei confronti degli iscritti all'Adl. Siamo di fronte a un'azione chiaramente anti sindacale nel tentativo di eliminare l'Adl. Chiediamo alla cooperativa Corso di comportarsi correttamente e di inserire dei lavoratori all'interno della Tnt come previsto dall'accordo".(m.a.) 26 febbraio 2008 - Il Mattino di Padova «Delegati Adl esclusi» LIMENA - Non cè pace per i lavoratori al magazzino
della Tnt di Limena: ieri doveva continuare il reintegro dei lavoratori, ma si sono
trovati invece bloccati da presunti impedimenti burocratici. I magazzinieri, insieme ai
rappresentanti dellAdl-Cobas sono tornati dal Prefetto, a chiedere udienza per
verifica se la situazione è compatibile con laccordo stilato con la nuova
cooperativa di servizi, la Tnt e i lavoratori stessi. «Continuano i comportamenti
discriminatori nei confronti dei delegati dellAdl - dichiarano i Cobas - Assistiamo,
infatti, ad un subdolo tentativo di svuotare limportante vittoria sindacale
raggiunta, con il ridimensionamento della presenza dellAdl-Cobas allinterno
della TNT e leliminazione dei rappresentanti dei lavoratori, che avevano ed hanno
tuttora un ruolo decisivo in questa vertenza». In altre parole, secondo il sindacato, TNT
avrebbe posto un veto preciso al Consorzio Corso ad assumere i lavoratori che maggiormente
si erano esposti. In questo modo si spiegherebbe il fatto che tra i primi venti lavoratori
scelti, solo otto risultano iscritti allAdl e non vi è nessuno dei cinque
rappresentanti dei lavoratori, che pure avevano molti anni di anzianità, grande
professionalità (alcuni erano capisquadra) e carichi familiari. APS PARCHEGGI PUNIRE I DIPENDENTI SCORRETTI Padova - Siamo dei dipendenti di Aps Parcheggi e svolgiamo
anche attività sindacale come rappresentanti sindacali aziendali e alla sicurezza dei
lavoratori. Scriviamo perché abbiamo notato che ultimamente vengono pubblicate alcune
lettere di ns. utenti, lamentandosi del comportamento di alcuni ns. colleghi. Vogliamo
innanzitutto premettere che se al ns. interno vi è qualche collega che adotta un
comportamento non corretto con gli utenti e con lazienda (di cui fanno parte anche i
lavoratori) e venga provata la lamalafede di tale comportamento, è giusto che
lazienda adotti i provvedimenti disciplinari del caso. 26 febbraio 2008 - Il Sole 24 Ore SPESA CORRENTETagli sì, ma si può spendere anche di più Meno forestali per comprare la benzina alla Polizia o aiutare la Protezione civile di Guido Gentili Meno tasse per famiglie, lavoratori, imprese e meno
spese pubbliche improduttive: c'è qualcuno, in questa campagna elettorale, che sostiene
il contrario, cioè più tasse e più spese pubbliche improduttive? No, e anzi il taglio
della spesa, nel Paese che detiene il terzo debito pubblico più alto del mondo, è
considerato irrinunciabile. 26 febbraio 2008 - La Gazzetta di Reggio Veleni in aula sullAct Reggio Emilia - Tutti contro tutti, ieri, in consiglio
comunale a Reggio, sul nodo del trasporto pubblico locale. Rifondazione comunista e
opposizione si schierano, infatti, contro il presidente di Act, Angelo Malagoli (in quota
al Pd ma già ex assessore comunale allUrbanistica oltre che allImmigrazione),
lamentando in maniera decisamente polemica i «disservizi del sistema tpl». Malagoli, dal
canto suo, annuncia possibili tagli ai servizi e chiede un maggior impegno finanziario al
socio di maggioranza - col 38% - il Comune. Nello stesso tempo Malagoli ribadisce il «non
riconoscimento della Cub», sindacato di base, «sino a quando questa non rispetterà le
regole delle relazioni sindacali». Immediata la reazione dellorganizzazione:
«Faremo presto 24 ore di sciopero». 25 febbraio 2008 - Dire AEROPORTO BOLOGNA. CUB: DELUSI E PRONTI A LOTTA DURISSIMA(DIRE) Bologna, 25 feb. - Delusione e rabbia delle Rdb dell'Aeroporto Marconi di Bologna dopo l'incontro di questo pomeriggio con Sab e Marconi Handling (MH), per discutere dei 31 lavoratori ex Gesticoop, disoccupati dopo il passaggio della gestione del servizio di trasporto bagagli a Giacchieri. "Chiusura totale, stanno ancora sottovalutando il problema, sia sui lavoratori disoccupati sia per le condizioni del servizio", cosi' Italo Quartu, Cub Bologna, dopo il colloquio, avvenuto subito dopo il confronto tra Sab e MH con Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, che invece erano uscite soddisfatte. Per Quartu, "la responsabilita' della situazione e' dei gestori dell'aeroporto e dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che hanno permesso questa cosa; ci dispiace che a pagare siano i cittadini, ma non molleremo l'osso finche' non finira' questo incresciosa situazione". Cub accusa Sab e Marconi Handling di non essere minimamente interessati alla situazione: "Non sanno neanche il personale che e' rimaso senza lavoro, e le ore di straordinario che si fanno", e una societa' di gestione non e' possibile che non sappia cosa succede. "Se e' questo che vogliono hanno trovato pane per i loro denti, siamo pronti a una lotta durissima". Le Rdb confermano dunque lo sciopero indetto per il 3 marzo prossimo, "dove fisseremo anche una data per programmare uno sciopero di 24 ore". AEROPORTO BOLOGNA. INCONTRO FLOP TRA SINDACATI E GIACCHIERI (DIRE) Bologna, 25 feb. - Fumata nera dopo l'incontro di questa mattina in prefettura a Bologna tra Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, e il Prefetto, Vincenzo Grimaldi, per discutere del futuro dei 31 lavoratori dell'aeroporto Guglielmo Marconi ancora disoccupati dopo il passaggio della gestione del servizio di handling alla societa' Giacchieri, per altro presente a sorpresa all'incontro. "Non abbiamo concluso nulla e abbiamo sospeso l'incontro; Giacchieri sostiene che quanto hanno oggi in termini di organici sia sufficiente", spiega Maurizio Lunghi, della Filt/Cgil. "Giacchieri e' disposto a prendere i lavoratori come stagionali per il periodo estivo- dal 28 marzo fino a fine settembre circa- ma non si sa nemmeno quanti, e poi sarebbero assunti a tempo determinato", aggiunge ancora Lunghi. Unica concessione, pero' rifiutata dai sindacati, quella di anticipare di un mese, dunque al 28 febbraio, l'assunzione di sei persone, sempre con contratto stagionale. Il clima dunque rimane caldo intorno ad una faccenda che giorno dopo giorno appare sempre piu' intricata e senza via d'uscita. Dopo le dichiarazioni dei lavoratori in commissione consigliare a Palazzo D'Accursio, che avevano riferito di un tentato suicidio di uno dei lavoratori licenziati, anche oggi la tensione si e' manifestata. L'auto della societa' Giacchieri e' stata infatti colpita da una bottiglietta di plastica, lanciata dal piccolo drappello di manifestanti in presidio in piazza Roosevelt, proprio mentre lasciava il palazzo del Prefetto. I sindacati ora sono a Palazzo degli Affari, per parlare degli sviluppi della vicenda con Sab, Bas e Marconi Handling, (che alle 17 ricevera' le Rdb), ma annunciano che continueranno con l'agitazione, confermando anche lo sciopero del prossimo 3 marzo. 25 febbraio 2008 - Comunicato USI RdB Ricerca CON L'INDICE DEI PREZZI DEI PRODOTTI AD ALTA FREQUENZA DI ACQUISTO L'ISTAT SOLLEVA UN POLVERONE PER NASCONDERE UNA GRAVE CARENZA:LA MANCANZA DELL'INDICE DELLA POVERTA' ASSOLUTA, SCOMPARSO DA QUATTRO ANNI "Sono in tanti a interrogarsi sulla utilità dell'ultima uscita dell'Istat in materia di inflazione. Chi può trarre vantaggio dall'indice di nuovo conio riguardante i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto? Certamente non i lavoratori, essendo noto a tutti chi il detto indice non ha alcun valore legale che spetta, invece, solo a quello dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, ma sicuramente quanti hanno interesse ad alimentare la confusione in un settore che invece richiederebbe chiarezza e trasparenza per far sì che le misere buste paga, sempre più insufficienti a garantire la sopravvivenza delle famiglie, fossero adeguate al reale costo della vita. Sta di fatto che l'inopinata uscita dell'Istat è stata quanto meno inopportuna se non addirittura sconsiderata ove si tenga conto delle stringenti raccomandazioni provenienti da Eurostat (cfr. resoconti sedute 29-30 marzo e 18-19 giugno 2007) in ordine alla necessità di "maneggiare" con cura e attenzione tale tipo di studi, facili ad ogni strumentalizzazione. L'aver diffuso il "nuovo" indice in concomitanza con quello "ufficiale" non sembra proprio andare nel senso indicato dalla Commissione europea. Se a ciò si aggiunge che, come risulta a Usi/RdB-Ricerca, il "nuovo" indice è stato ideato, realizzato e diffuso senza alcun coinvolgimento, anzi a completa insaputa del dirigente responsabile della struttura competente sul piano metodologico, ce ne è abbastanza per bollare il tutto come un'operazione di vertice che sembra non avere precedenti in Europa. Per dare una risposta seria alle attese e ai bisogni delle famiglie, bene farebbe l'Istat ad astenersi da esercizi velleitari e a concentrare le proprie risorse per ridare al Paese un indice del quale si è persa ogni traccia da quattro anni: quello della povertà assoluta. Un indicatore che consentirebbe di valutare con esattezza e in modo inequivocabile la soglia di sopravvivenza delle famiglie italiane che impegnerebbe il Governo ad attuare serie politiche di lotta all'indigenza. Tutto ciò che, viceversa, il tanto sbandierato indice dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto non permette assolutamente di fare". 25 febbraio 2008 - Viterbo Città Viterbo. Sindacato : Rdb. "Vetralla servizi, la beffa è servita !"Viterbo - Finalmente sono usciti allo scoperto. Dopo
infinite riunioni sindacali con lAmministratore della Vetralla servizi e
rappresentanti dellAmministrazione Comunale di Vetralla, in cui la RdB ha avanzato
varie proposte tra cui: la reinternalizzazione dei servizi e del personale, oppure
laffidamento di altri servizi alla società in house, od ancora di aumentare il
budget ad essa destinato, ed infine ladozione di contratti di solidarietà per
risolvere almeno per i prossimi 2 anni i problemi finanziari della Vetralla servizi creati
dallo stesso comune, ecco che per volontà politica si parte con la messa in mobilità e
quindi il licenziamento di almeno dieci lavoratori, su venticinque dipendenti rimasti.
Lino ROCCHI della Federazione Provinciale RdB CUB di Viterbo non ha dubbi, si è perso
tempo, con riunioni infinite, per arrivare comunque a questa soluzione. Qui cè la
volontà di smantellare la Società in house e di mandare a casa quanti più lavoratori
possibili, con quale scopo? A pensar male si fa peccato ma......... dato che ora la
Vetralla servizi, interamente di proprietà del Comune di Vetralla, svolge compiti di
manutenzione strade, immobili comunali ed aree verdi, illuminazione votiva al cimitero e
riscossione canone, servizi cimiteriali, liquidazione ed accertamento tributi, servizio
educativo ludoteche, vigilanza boschiva e biblioteca comunale, a chi saranno affidati tali
servizi nel futuro si chiede ROCCHI? Non è possibile privare i cittadini di Vetralla di
uno qualunque di questi servizi, ne è concepibile che una Amministrazione Comunale
ipotizzi ciò, quindi, o vi è il progetto di affidarli a qualche privato, con una
lievitazione dei costi non indifferente, oppure dopo la cura dimagrante a carico degli
attuali lavoratori della società, ci sarà necessariamente bisogno di assumere altro
personale, e questo per migliorare le professionalità, oppure come si chiederebbe un
cittadino comune farebbe pensare ad un turn over con persone più affini allattuale
maggioranza? Se cè la volontà politica di risolvere positivamente la questione,
prosegue ROCCHI, le prospettive ci sono, tra cui anche la possibilità di accedere a
finanziamenti regionali per la stabilizzazione degli ex precari. Sì perché molti di
questi lavoratori sono ex LPU ed ex CS per i quali è previsto dalla legge regionale Lazio
n° 21 del 2002 un congruo contributo per la stabilizzazione, fino a 20.000 euro a persona
per tre anni. Quello che vediamo però è che, secondo noi, lattuale maggioranza al
Comune di Vetralla non ha la capacità di fare il bene della propria società e di questi
lavoratori più volte bistrattati, in primis nel 2004 quando potevano essere stabilizzati
nei ruoli del Comune per poi trovare una soluzione di ripiego, ed oggi con una
Amministrazione che strangola la propria creatura e mette in mezzo ad una strada molti
dipendenti, per miopia amministrativa o per altri, in parte oscuri, motivi. In ogni caso
chi ci rimette è sempre il lavoratore, ma la RdB, che finora ha cercato di condurre in
porto una trattativa che potesse salvaguardare i posti di lavoro ed ottemperare alle
esigenze dei cittadini, anche attraverso una iniziale riduzione delle ore di lavoro, non
ci sta più ed oltre che mettere a disposizione dei lavoratori i propri legali, conclude
ROCCHI, presenteremo una interrogazione scritta alla Provincia, alla Regione ed alla
Camera dei Deputati, e ci incontreremo con lAssessore al Lavoro, Pari opportunità e
Politiche Giovanili della Regione Lazio Alessandra TIBALDI per interessarla alla vicenda. 25 febbraio 2008 - L'Unione Sarda «A tre anni dall'istituzione dei
nuovi capoluoghi nulla è cambiato negli uffici dell'Istituto» Sanluri - Tante promesse ma dopo tre
anni dall'istituzione delle nuove Province nulla è cambiato. Le agenzie dei neo
capoluoghi sono diventate sulla carta sedi provinciali ma nella realtà gli uffici sono
rimasti gli stessi, i dipendenti anche e le competenze non sono accresciute. e quanto
sostiene il coordinatore regionale del sindacato Rdb-Cub Inps, Gian Franco Onnis secondo
il quale la sede Inps di Sanluri disbriga solo l'ordinaria amministrazione. Per il resto
si deve andare a Cagliari, anche per effettuare delle semplici vidimazioni. Eppure tre
anni fa, all'indomani dell'istituzione delle nuove province, il Consiglio di
Amministrazione dell'Inps aveva deliberato la creazione delle direzioni provinciali in
tutte le quattro neo province. «Da allora - aggiunge Gian Franco Onnis - nulla è stato
fatto, si parla di decentramento per tutte le attività e un istituto così importante
continua ad essere monco nelle nuove province; a Sanluri serviamo un bacino di 28 comuni
ma mancano i servizi essenziali, riusciamo a malapena a occuparci di pensioni e
prestazioni temporanee come la disoccupazione e le maternità. Ad esempio, un artigiano di
Arbus o di qualsiasi altro comune del Medio Campidano che deve semplicemente vidimare il
suo registro d'impresa è costretto a recarsi a Cagliari». 24 febbraio 2008 - La Nazione Firenze. DOMANI tornano in piazza i lavoratori precari...Firenze - DOMANI tornano in piazza i lavoratori precari. A partire dalle 17, sotto Palazzo Vecchio, si svolgerà un presidio, al quale parteciperanno i co.co.co, gli interinali e i lavoratori a tempo determinato del pubblico impiego. Che protesteranno contro la nuova Finanziaria, ma anche contro il Comune di Firenze, che, sottolineano in un volantino Rdb Pubblico Impiego e Cub, «ha subito applicato la norma che non rende possibile il rinnovo dei contratti a tempo determinato». «Lapplicazione di quanto stabilito nella finanziaria 2008 denuncia la Rdb-Cub sta producendo una vera e propria mannaia su tutti quei lavoratori che non sono stati inseriti nei processi di stabilizzazione previsti dalla manovra dello scorso anno. Secondo la nuova finanziaria potranno assumere a tempo determinato o in somministrazione, solo per esigenze stagionali o per periodi non superiori a tre mesi, e in nessun caso è ammesso il rinnovo del contratto o lutilizzo del medesimo lavoratore con altra tipologia contrattuale». «Il che significa sottolinea la Rdb-Cub che se un lavoratore è precario da anni e non rientra nei processi di stabilizzazione previsti dalla finanziaria 2007, non è prorogabile e finisce a casa». 24 febbraio 2008 - Genova Press SANITÀ LAZIO: MENTRE LA SPESA LIEVITA LARES 118 AFFIDA A PRIVATI LA FORMAZIONE SUI DEFRIBILLATORI Roma - È ultimo regalo ai privati dellex Direttore Generale del 118 prima di andare al S. Andrea: nellimpossibilità di svolgere in proprio il monitoraggio dei defibrillatori, consegnati a soggetti ed istituzioni laiche, e la relativa formazione del personale che dovrà utilizzarli, lARES 118, su indicazione del proprio Direttore Sanitario, affida il tutto all ASEST, società a responsabilità limitata. "Oltre a non svolgere in proprio un servizio finanziato da una Legge regionale - dichiara Cristina Girardet del coordinamento RdB/CUB del 118 - lARES lo affida ad una società privati che si è costituita solo alcuni mesi prima della delibera ed non utilizza gli specifici fondi per sviluppare in proprio il delicato compito". "Al contrario di chi vorrebbe un Piano di Rientro dal Deficit spalmato su più anni prosegue Girardet crediamo che sia giunta lora di affrontare e risolvere il problema degli appalti che producono solo spreco di risorse, precariato e arricchimento delle imprese", conclude Girardet. Su questa vicenda è stata presentata una interrogazione regionale dal consigliere Giuseppe Mariani, finalizzata anche a comprendere perché, mentre si continua a parlare di risparmio in Sanità, non si assuma come elemento strategico il controllo ed il monitoraggio degli appalti e delle esternalizzazioni dei servizi ai privati. 24 febbraio 2008 - Il Giorno Licenziato di Pioltello. Presidio
mercoledì alla sede milanese dellazienda tranviaria PIOLTELLO LICENZIATO dall'Atm, si accende la campagna per la riassunzione: presidio a Milano, davanti alla direzione Atm di Foro Bonaparte, alle 10 di mercoledì 27. Torna alla ribalta il caso di Andrea Pianeta, pioltellese, sindacalista e agente di stazione Atm, licenziato dall'azienda nel 2004 dopo che, sui giornali, aveva denunciato il rischio terrorismo e la mancanza di sicurezza nelle stazioni della metropolitana milanese. Al licenziamento sono seguiti un ricorso in appello, ma soprattutto una sentenza del Gip di Milano, che ha archiviato il caso, "assolto" i giornalisti autori dei pezzi sul "rischio terrorismo", definito del tutto congrue e per nulla allarmistiche le denunce di mancata sicurezza e, dunque, scagionato lo stesso Pianeta, che, da un anno, chiede ininterrottamente il reintegro. Ora lo chiedono insieme a lui i sindacati di categoria Fildiai-Cildi, Sama Faisa e Cobas Cub Trasporti, ma anche il coordinamento milanese "Dalla parte dei lavoratori" e una serie di altre firme, che invitano tutti al presidio e lanciano la crociata in favore del collega "defenestrato": «Deve riavere il suo posto di lavoro». 23 febbraio 2008 - Il Bologna Aeroporto. L'azienda ha convocato la Rdb per trattare. Cofferati: «C'è disponibilità a riassumerli»Marconi, lunedì vertice decisivo, spiragli per i 31 ex dipendenti Ma resta sul tavolo la questione arretrati. La Uil: se non invitano anche noi, presidieremo. di Paola Benedetta Manca
Bologna - Sembra avviarsi ad una svolta lintricata vicenda dei lavoratori dellAeroporto Marconi. Lazienda Marconi Handling ha finalmente convocato per il 25 febbraio la sigla sindacale Rdb, rispondendo alla sollecitazione del sindaco che si era impegnato, nellaccordo di Bilancio con i sindacati, a fare pressioni sullazienda per un confronto. Il segnale di apertura da parte della dirigenza aeroportuale arriva dopo le minacce da parte dei lavoratori licenziati di trasferirsi nella sede dello scalo bolognese, proprio lunedì. L'incontro riguarderà «il tema dei lavoratori ex dipendenti Gesticoop, rimasti senza lavoro» e si parlerà anche della posizione della Sab e delle iniziative possibili. Secondo Cofferati la situazione dei 31 dipendenti, rimasti fuori dal passaggio di consegne fra Doro Group e Giacchieri, si potrebbe risolvere già nellincontro di lunedì. «È emersa la disponibilità da parte della Giacchieri - ha ricordato il sindaco - ad assorbire la mano dopera rimasta senza lavoro. Lincontro con il sindacato è stato chiesto proprio per dare corpo e seguito a questazione annunciata». Cofferati, dunque, è ottimista sulla risoluzione della vicenda e si è detto "soddisfatto" su questinizio di dialogo. Ma i problemi dei lavoratori del Marconi non si esauriscono con le eventuali riassunzioni dei 31 dipendenti licenziati. Rimane da risolvere la questione del milione e 200.000 euro di stipendi arretrati che riguardano circa 170 lavoratori, molti dei quali sono in difficoltà con pagamenti e debiti accumulatisi a causa della mancanza di retribuzioni. I loro soldi, però, continuano a rimanere bloccati finchè la magistratura non finirà di indagare sulla vicenda delle scatole cinesi degli appalti al Marconi, che coinvolge diverse società. Meno ottimista sullincontro con i vertici aeroportuali, Marco Betti, esponente di Rdb. «Ci stanno convocando perchè si sono resi conto che i lavoratori sono davvero sul piede di guerra, visto che sono disperati, e poi perchè abbiamo annunciato due scioperi». «Comunque - avverte - noi metteremo sul tavolo la richiesta di riassunzione dei lavoratori, degli stipendi arretrati e del riconoscimento della nostra rappresentanza sindacale». Ma la convocazione della Sab provoca scompiglio fra i ranghi degli altri sindacati che non sono stati invitati allincontro: «Siamo noi che abbiamo por tato avanti le istanze dei lavoratori in questi mesi - manda a dire Cristian Andrea Urso della Uil Trasporti - e che abbiamo dormito con loro in aeroporto, la maggior parte dei dipendenti licenziati, inoltre, sono affiliati alla Uil. Se entro lunedì non arriva anche per noi una convocazione, ci trasferiamo in aeroporto con i lavoratori, come abbiamo già annunciato». E Cofferati ha ribadito, durante il question time di ieri, la sua volontà di non interferire nella vicenda: «Nessuna intromissione o atto di imperio che sia fuori dalle leggi dello Stato», ha detto. «Il lavoro della magistratura - ha aggiunto - deve essere lasciato libero di fare il suo corso. La mia azione in favore dei lavoratori colpiti è stata quella di "moral suasion" nei confronti dei vertici dellaeroporto che ho esercitato senza particolari annunci e senza propaganda». 23 febbraio 2008 - Libero Marinai provetti in servizio in
città del Nord Li chiamano "pompieri fantasma" e dovrebbero far parte del servizio nautico dei vigili del Fuoco, quello dedicato al soccorso ed alle emergenze nei porti. Il personale specialistico è carente e quindi il dipartimento ministeriale organizza nel 2006 un corso di specializzazione per avviare al titolo di "padrone di barca" e "motori sta navale" gli operatori disponibili e soprattutto giovani, cioè con meno di 35 anni di età. Questo particolare, secondo Rdb-Cub, sindacato autore di una denuncia, metterà fuori gara tutti i pompieri residenti nelle città di mare favorendo invece quelli provenienti da altre destinazione. Alla fine del corso, ottobre 2007, vengono formati otto specialisti per il porto di Civitavecchia e nove per quello di Gaeta che, dopo un un mese di prova, fanno domanda per rientrare ai reparti di origine. Quindi i 17 provetti marinai tornano a prestare servizio a Como, Varese, Brescia, Milano, Modena, Bologna, Arezzo e Firenze, comandi che notoriamente non hanno un porto a cui badare. Il sindacato non se la prende con i lavoratori ai quali prima è stata data un'opportunità di crescita professionale e poi un'altra opportunità di prestare servizio vicino al domicilio di origine, con tutti i problemi che oggi seguono il lavoro in mobilità. Il sindacato accusa il ministero di scarsa organizzazione anche perché, secondo RdB, nel mese di febbraio una serie di note di servizio, in contrasto tra loro, ha prima riassegnato ai due porti gli specialisti e poi li ha fatti rientrare dopo pochi giorni ai reparti di origine. Il porto di Civitavecchia sente la mancanza di personale specialistico ma non ne soffre molto. Il servizio di emergenza è svolto anche da una cooperativa, le Guardie ai Fuochi, che è di ausilio ai pompieri in caso di emergenza o incendio. Quello che in molti lamentano è che, date le dimensioni assunte dallo scalo, sarebbe opportuno, ed anche previsto dalle tabelle ministeriali, che in porto esistesse un comando autonomo dei vigili del fuoco, svincolato dalla caserma di Civitavecchia nata per i servizi di soccorso a terra. LE AMBULANZE SCARSEGGIANO... Roma - Secondo l'Rdb-Cub «continua il blocco delle ambulanze ed i pronto soccorso continuano ad essere intasati». L'assesso re Battaglia, però, assicura che si sta lavorando alla «riduzione dei tempi di passaggio dal Pronto Soccorso ai reparti di degenza». 23 febbraio 2008 - Il Grecale Contratto sanità: RdB/CUB "26
mesi persi" "Foggia- Dopo 26 mesi dalla scadenza lARAN ha formalizzato lapertura del tavolo negoziale per il rinnovo del contratto di oltre 600.000 lavoratori del comparto Sanità. "Nonostante la preannunciata chiusura in tempi brevi e le rassicurazioni sullaspetto economico dichiara Sabino Venezia del Coordinamento Nazionale RdB/CUB - i lavoratori toccheranno con mano i frutti di una Finanziaria che si è completamente dimenticata di loro e di un memorandum, sottoscritto dai sindacati confederali, che interverrà ulteriormente sui già magri salari e sulla dignità di chi lavora. E se la trattativa parte con una base di 103 euro medi, lordi ed a regime dal 2008, 26 mesi di arretrati si legge ancora in una nota stampa- non porteranno più di complessivi 700 euro lordi medi: uno scempio che si concretizzerà in 9 Euro lordi al mese per lanno 2006 e 44 per il 2007". 23 febbraio 2008 - Il Gazzettino Scontro sulla delegazione Treviso -(la.si.) Scoppia la polemica all'interno del mondo
sindacale su chi debba o non debba risultare portavoce delle Rsu (Rappresentanze sindacali
unitarie) all'interno della delegazione chiamata a trattare importanti questioni
contrattuali con i dirigenti dell'Usl 9. L'ultimo incontro, l'altra sera all'ospedale Ca'
Foncello di Treviso, si è concluso con l'uscita della stanza - e relativa porta sbattuta
- degli eletti Nursing up (sindacato infermieri) e Rappresentanze sindacali di base Cub,
che hanno spedito in redazione un volantino pepato. Il dito è puntato contro i
Confederali di Cgil, Cisl e Uil accusati insieme alla Fials di aver "abbastanza
frettolosamente liquidato il triennio di attività sindacale appena trascorso"
nonché l'aver scelto solo due nominativi a rappresentare 45 delegati Rsu. I due eletti
provengono dalle fila Cgil e Fials. 23 febbraio 2008 - La Repubblica Il Marconi convoca i sindacati Bologna - Sergio Cofferati ha mobilitato il vertice di
«Sab», la società di gestione dell´aeroporto, per risolvere la situazione dei 31
disoccupati ex «Gesticoop». Lunedì si terrà una riunione a palazzo degli Affari per
affrontare il problema «e già in quella sede - ha spiegato il sindaco - si potrebbero
fissare le modalità del riassorbimento, visto che il gruppo «Giacchieri» ha manifestato
la disponibilità ad assumere coloro che sono attualmente senza lavoro». Sugli stipendi
arretrati, invece, Cofferati è del parere «che occorra attendere il responso della
Magistratura». Contemporaneamente, la Cgil stigmatizza il comportamento del suo delegato
Domenico Mianulli il quale, stando alla denuncia di sette colleghi, avrebbe spedito sms
ingiuriosi, l´ultimo dei quali giovedì sera. «A prescindere dal contenuto dei messaggi
telefonici, questa non è la modalità di comunicazione sindacale che adotta la Cgil»
chiarisce il segretario Filt Maurizio Lunghi che prende quindi le distanze dal suo
delegato. «Noi dialoghiamo coi lavoratori alla luce del sole affiggendo comunicati in
bacheca e distribuendo volantini - chiarisce ancora Lunghi - non certo spedendo sms». Ora
il comportamento di Mianulli sarà discusso «prima assieme ai delegati dell´aeroporto,
quindi direttamente con lui» prosegue il segretario. «Alla fine valuteremo il da
farsi». 23 febbraio 2008 - Tempo Stretto Atm, nessuna prospettiva. I sindacati verso una denuncia alla procura:«Il Comune non ha ripianato i bilanci» Secondo i sindacati Palazzo Zanca deve 16 milioni di euro allAtm. Gli stipendi dovrebbero arrivare mercoledì Messina - E ancora scuro il cielo sopra lAtm. E la preoccupazione maggiore dei lavoratori e dei sindacati è che allorizzonte non si intravedono schiarite, così passano al contrattacco. Lintenzione, infatti, è di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica relativamente al mancato ripianamento da parte del Comune dei bilanci dellAtm dal 2001 al 2005. Un passaggio previsto dalla legge e che ha contribuito in maniera significativa ad alimentare la situazione debitoria dellAtm che attualmente si assesta intorno ai 20 milioni di euro. Ogni anni lazienda paga 500mila euro di interessi, e proprio per il mancato ripianamento dei bilanci lAtm vanta nei confronti del Comune un credito di 16 milioni. «Se il Comune si fosse attenuto alla norma afferma Silvio Lasagni della Uil Trasporti lazienda non sarebbe in questa situazione. Ci attendiamo che la Procura non aspetti la nostra denuncia per aprire un fascicolo su questa vicenda». Un passo importante, dunque, che viene comunicato a margine della conferenza stampa con la quale i sindacati Fit/Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Rsu, Cildi, Cisal, Cisas, Cub Trasporti ed Sdl hanno voluto illustrare la loro posizione rispetto ad una situazione che diviene ogni giorno più insostenibile. Rocco Nostro della Uil settore Autoferrotranvieri ha voluto «ringraziare i messinesi per la solidarietà massima dimostrataci con la raccolta di oltre 5000 firme», per poi rivolgersi al commissario Sinatra: «Dobbiamo registrare ancora una volta lassenza di risposte da parte della proprietà, nonostante settecento famiglie non vedono uno sbocco di serenità. Con la politica non si risanano le aziende, dunque quello che noi chiediamo è che non si nomino più dei politici alla guida degli enti partecipati, ma dei tecnici del settore». Nostro si sofferma anche sul ruolo della commissione presieduta da Antonio Grasso: «Non possono, o forse non vogliono, ancora dirci quale mandato hanno avuto di preciso. Abbiamo avuto solo due riunioni "fugaci", dove a domanda precisa nulla ci è stato risposto. Per carità, ci vogliono dei tempi tecnici, noi siamo pazienti ma al tempo stesso vigili. Voglio ricordare continua Nostro quanto dissi allex sindaco Genovese quando ancora era in carica e già era iniziata questa vertenza. Ricordai limmagine della Bibbia sfogliata dal vento sulla bara di Giovanni Paolo II e dissi che allAtm non basta cambiare pagina, qui è necessario un libro nuovo». Anche Franco Alizzi dellUgl sottolinea come con Grasso «non si è potuto approfondire largomento della riorganizzazione dellazienda», il punto è che «attualmente la scena è occupata dal fatto che attendiamo gli stipendi di gennaio». Stipendi che, stando alle ultime notizie (i fondi sarebbero giunti ieri alla tesoreria), dovrebbero arrivare tra mercoledì e giovedì prossimo. Enzo Testa della Fit Cisl rincara la dose: «Ci preoccupa molto il silenzio di Sinatra. Se dovesse perdurare questo status quo, gli faremo sicuramente visita fra qualche giorno. Cè questa assoluta indifferenza della politica, che perdura anche in campagna elettorale. Siamo stati un po per caso ricevuti dal consiglio provinciale, tutti si erano fatti promotori di portare avanti le nostre istanze, ma nulla di ciò è accaduto e continuiamo a essere soli. Neanche il nuovo commissario è stato convincente e il clima è sempre più pesante. Noi non ci limitiamo alla denuncia continua Testa abbiamo idee e progetti. Non serve aumentare il costo del biglietto, che deve rimanere sociale. Bisogna puntare sulla modifica dellarticolo 2, ampliando il ventaglio delle attività che lAtm svolge. Infine, tutte le organizzazioni sindacali sono contrarie alla privatizzazione, se avverrà il passaggio a Spa dovrà essere a capitale interamente pubblico». Molto accorato lintervento di Filippo Sutera della Cub: «I cda sono sempre stati dati in mano a soggetti nominati dalla politica per appagare "defezioni" dei trombati e dei primi non eletti, e fin quando si continuerà in questa direzione non si andrà da nessuna parte. Se non si è aperto quel tavolo tecnico concordato prima col prefetto e poi alla Regione, e perché Sinatra detto "Frankie lo svelto" ha dato il foglio di via al Cda proprio nel momento più sbagliato, forse perché ha creduto che quel tavolo potesse avere un risvolto diverso da quello che pensava. Da undici giorni attendiamo di essere ricevuti dal commissario, che due venerdì fa non ci volle incontrare perché impegnato con Taormina Arte. Questo prosegue Sutera è un atteggiamento indegno e indecoroso da parte di chi ha il dovere di assolvere ai bisogni di una città e alla grave crisi del trasporto pubblico locale. Non siamo più disposti a dilatare nel tempo le emergenze di 700 famiglie, e non ci si può accusare di interruzione di pubblico servizio quando, per responsabilità non nostre, ci sono solo quaranta mezzi in servizio su centoventi». Gli ultimi interventi sono di Francesco Urzì della Rsu e Angelo Pirrera della Cisas, i quali sottolineano come sia giunto il momento di individuare le colpe precise di questa situazione, capendo che se la "bomba" non è esplosa prima è per il senso di responsabilità dei lavoratori, come gli autisti che sono usciti per strada con mezzi vetusti. Come detto ieri, attualmente sono in vigore tra i sette e gli otto tram dei nove solitamente in servizio (su quindici vetture), per linterruzione del servizio di manutenzione da parte dellAlstom, che vanta un consistente credito con lAtm. Come si dice in questi casi, piove sul bagnato. 23 febbraio 2008 - Corriere della Sera Il sociologo Milano - Il suo saggio fotografa una Milano frammentata e poco incline al dialogo. Rischi per il futuro? «I rischi stanno proprio nella frammentazione risponde Aldo Bonomi . La cultura politica e istituzionale è ancora basata sulla "potenza dell'unità". In passato c'erano luoghi emblematici che aiutavano a tenere assieme tutto. Per la sinistra era la fabbrica, per la destra o la Dc era l'unità dei ceti medi. Oggi le cose sono cambiate. La politica è frastornata. Non progetta, si accontenta di inseguire i singoli frammenti». Bonomi non lesina critiche anche al mondo della rappresentanza. Per il sindacato, secondo il sociologo, si può parlare senza mezzi termini di crisi: «Il sindacato non è riuscito a rappresentare i nuovi lavori e il mondo dei precari in particolare. Stesso discorso per il commercio e il terziario». Anche se ci sarebbero contesti che fanno eccezione. «Sugli edili, per esempio, è stato proprio il sindacato confederale a dimostrare una profonda conoscenza del settore racconta Bonomi . Per il mondo delle pulizie, uno dei settori più marginali e con le peggiori condizioni di lavoro, ho dovuto rivolgermi alla Cub. Quando ho ragionato sulle nuove professioni sono state soprattutto le associazioni delle partite Iva a darmi una mano». Secondo Bonomi la vera sfida per il futuro di Milano è il coinvolgimento delle nuove élite globali nei destini delle città. «Oggi gli interessi che dialogano con Milano che la plasmano in un certo senso sono quelli della rendita e del commercio. L'obiettivo deve essere coinvolgere e riterritorializzare le élite borghesi che hanno contatti e relazioni in giro per il mondo. Stesso discorso per tutto il contesto dei creativi, anch'esso senza voce in città». Che il passaggio storico sia dei più delicati è a questo punto evidente. Ma Bonomi individua anche qualche segnale che autorizza un minimo di ottimismo. «La mobilitazione su Malpensa vuol dire che c'è ancora voglia di ragionare sul capitalismo delle reti. La nascita di A2A dalla fusione di Asm Brescia e Aem Milano è anch'essa un ottimo segno. Come, del resto, il progetto di integrare, nel trasporto pubblico locale, Atm e Gtt Torino». «A questo punto conclude Bonomi tutti i pezzi di città dovrebbero unirsi per trovare soluzioni al disagio della città degli invisibili. Sarebbe la dimostrazione della capacità di lavorare insieme per un obiettivo importante come la coesione sociale».(Ri.Que.) 22 febbraio 2008 - Ansa SANITA': LAZIO; RDB, CONTINUA IL BLOCCO DELLE AMBULANZE(ANSA) - ROMA, 22 FEB - ''Continua il blocco delle ambulanze e i Pronto Soccorso continuano ad essere intasati all'inverosimile: dalla mezzanotte del 20 febbraio alle 14 del 21 le ambulanze romane sono state ferme ai pronto soccorso per oltre 150 ore, e dell'inutile task force con tanto di bed manager non si vede ombra, fatta eccezione per l'invio nei Pronto Soccorso di qualche Medico del 118''. Lo afferma in una nota il rappresentante del Coordinamento regionale del Lazio delle Rdb Stefano Zecchetti. ''La verita' - afferma il sindacalista - e' che questa Regione naviga a vista in fatto di sanita' e non e' in grado di dare risposte concrete ai cittadini che affollano i pronto soccorso per il drastico taglio di posti letto contenuto all'interno del Piano di rientro dal deficit. L'affollamento dei Pronto Soccorso deriva anche dall'assenza di risposte circa la riorganizzazione e l'efficacia della medicina di base, territoriale e delle lunghe liste d'attesa per gli esami diagnostici''. AEROPORTI: BOLOGNA; COFFERATI, INCONTRO PER MARCONI HANDLING (ANSA) - BOLOGNA, 22 FEB - Lunedi' 25 febbraio, alle 17, i rappresentanti di Marconi Handling, la societa' che gestisce i servizi a terra dell'aeroporto di Bologna, incontreranno i rappresentanti sindacali delle Rdb dei dipendenti rimasti senza lavoro dopo l'inizio dell'inchiesta che ha coinvolto lo scalo bolognese. Ad annunciarlo il sindaco Sergio Cofferati che, ha spiegato, ha portato avanti una ''moral suasion'' nei confronti della societa' perche' incontrasse i lavoratori, molti dei quali senza stipendio dalla scorsa estate. Cofferati ha spiegato che quella di promuovere l'incontro ''era l'unica via percorribile, senza fare annunci, altrimenti sarebbe diventata propaganda''. Secondo il sindaco, la situazione dei lavoratori (31 hanno momentaneamente perso il posto di lavoro dopo il cambio della cooperativa a cui Marconi Handling ha appaltato i servizi, da Gesticoop a Giacchieri) dovrebbe migliorare: ''C'e' la disponibilita' dei subentranti a riassorbire chi e' rimasto fuori, un tema che e' possibile venga affrontato gia' nell'incontro di lunedi'''. Per il sindaco, quindi, ''il problema degli stipendi arretrati non pagati si risolvera', perche' le risorse ci sono, ma ora sono vincolate alle inchieste''. Cofferati ha anche attaccato chi ha chiesto al Comune ''ipotesi interventiste da vecchio regime sovietico, cessate gia' all'epoca di Khrushchev''. Dunque, il Comune, azionista di Sab che, a sua volta, detiene la maggioranza di Marconi Handling, ''prima di prendere decisioni, aspettera' le conclusioni della magistratura e solo nelle sedi opportune esprimera' il proprio orientamento. Non ci sara' alcuna azione fuori dalle leggi dello stato''. 22 febbraio 2008 - Omniroma SANITÀ/RDB CUB: «AMBULANZE ROMANE FERME PER 150 ORE» (OMNIROMA) Roma, 22 feb - «Continua il blocco delle ambulanze, ed i pronto soccorso continuano ad essere intasati all'inverosimile da cittadini in attesa di un posto letto, di esami diagnostici, o anche per una semplice visita. Dalla mezzanotte del 20 febbraio alle 14 di ieri le ambulanze romane sono state ferme ai pronto soccorso per oltre 150 ore, e dell'inutile task force con tanto di bed manager (di cui peraltro non si capiscono i compiti vista la contraddittorietà delle dichiarazioni dell'assessorato al riguardo) non si vede ombra, fatta eccezione per l'invio nei Pronto Soccorso di qualche medico del 118». È quanto si legge in una nota delle Rdb Cub. «La verità - dichiara nella nota Stefano Zecchetti, del coordinamento regionale RdB-CUB - è che questa Regione naviga a vista in fatto di sanità e non è in grado di dare risposte concrete ai cittadini che affollano i pronto soccorso per il drastico taglio di posti letto contenuto all'interno del Piano di Rientro dal deficit, l'affollamento dei pronto soccorso deriva anche dall'assenza di risposte circa la riorganizzazione e l'efficacia della medicina di base, territoriale e delle lunghe liste d'attesa per gli esami diagnostici, così i cittadini si rivolgono in prima istanza ai pronto soccorso che hanno almeno il vantaggio di essere sempre aperti. Il blocco delle ambulanze del 118 è solo uno degli aspetti che va analizzato, poiché più dell'80% dei cittadini si rivolge autonomamente al pronto soccorso, e non necessariamente per casi meno urgenti, alla ricerca di una risposta che non sa dove trovare, visto il continuo smantellamento della medicina di prossimità. Ma di fronte alle denunce di cittadini e operatori l'assessore continua a dare sempre le stesse risposte: da una parte tagli ai posti pubblici, blocco delle assunzioni e dispendiosa politica di esternalizzazione e appalti, dall'altra apertura verso le strutture accreditate, che in questi anni hanno già visto aumentati a dismisura i loro profitti senza neanche un serio controllo sulla qualità ed appropriatezza dei servizi erogati». 22 febbraio 2008 - Dire SANITA'. RDB: AMBULANZE 118 BLOCCATE, REGIONE NAVIGA A VISTA (DIRE) Roma, 22 feb. - "Continua il blocco delle autoambulanze del 118 e i Pronto soccorso continuano ad essere intasati all'inverosimile da cittadini in attesa di un posto letto e di esami diagnostici, o anche per una semplice visita". Lo dichiara in una nota il sindacato Rdb-Cub, spiegando che "dalla mezzanotte di mercoledi' scorso alle 14 di giovedi' le ambulanze romane sono state ferme ai pronto soccorso per oltre 150 ore, e dell'inutile task force con tanto di bed manager (di cui per altro non si capiscono i compiti vista la contraddittorieta' delle dichiarazioni dell'assessorato al riguardo) non si vede ombra, fatta eccezione per l'invio nei Pronto soccorso di qualche medico del 118". "La verita' e' che questa Regione naviga a vista in fatto di Sanita' e non e' in grado di dare risposte concrete ai cittadini che affollano i pronto soccorso per il drastico taglio di posti letto contenuto all'interno del Piano di Rientro dal deficit". A dirlo Stefano Zecchetti, del Coordinamento regionale Rdb-Cub. "Il blocco delle ambulanze del 118- prosegue Zecchetti- e' solo uno degli aspetti che va analizzato, poiche' piu' dell'80% dei cittadini si rivolge autonomamente al Pronto Soccorso, e non necessariamente per casi meno urgenti, alla ricerca di una risposta che non sa dove trovare, visto il continuo smantellamento della medicina di prossimita'". "Ma di fronte alle denunce di cittadini e operatori- si legge ancora nella nota del sindacato- l'assessore continua a dare sempre le stesse risposte: da una parte tagli ai posti pubblici, blocco delle assunzioni e dispendiosa politica di esternalizzazione e appalti, dall'altra apertura verso le strutture accreditate, che in questi anni hanno gia' visto aumentati a dismisura i loro profitti senza neanche un serio controllo sulla qualita' ed appropriatezza dei servizi erogati". AEROPORTO BOLOGNA. LUNEDI' VERTICE
PER DARE LAVORO A ADDETTI (DIRE) Bologna, 22 feb. - Si apre forse uno spiraglio per i lavoratori ex Gesticoop dell'aeroporto di Bologna rimasti senza impiego. La direzione dell'aeroporto, su impulso del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha convocato i sindacati per lunedi' prossimo per un vertice sull'emergenza creatasi tra gli ex addetti ai servizi di terra la cui rabbia e frustrazione sono riemerse ieri con forza in commissione a Palazzo D'Accursio. Mentre infatti il problema degli stipendi non pagati e' legato "al lavoro della magistratura", spiega Cofferati, invece "la riassunzione si puo' fare rapidamente" visto che la societa' subentrante, Giacchieri, ha manifestato la disponibilita' ad assumere i lavoratori rimasti a casa. Se questa disponibilita' venisse confermata, auspica il sindaco, gia' lunedi' si potranno "fissare le modalita'" per la riassunzione. Se cosi' fosse si potrebbe scongiurare l'ipotesi di una nuova occupazione dello scalo a tempo indeterminato promessa proprio da lunedi' in poi. Cofferati, intervenuto oggi al question time di Palazzo D'Accursio, ipotizza "colloqui individuali con la presenza in qualita' di garante di Marconi handling", una delle societa' che appalta i servizi di carico e scarico merci e pulizia degli aerei. "Va da se'- aggiunge il sindaco- che chi e' disponibile sara' riassorbito, chi non e' disponibile, non potra' accampare altre richieste successivamente". Ma su tutto il resto della vicenda, Cofferati ribadisce ancora una volta che bisogna aspettare il responso della magistratura: a quel punto il Comune fara' come azionista le scelte del caso. L'indagine "deve essere lasciata libera di svolgersi nelle migliori condizioni possibili e si deve aspettare che finisca per decidere eventuali azioni da parte degli azionisti", specifica Cofferati. Questa e' "la cosa piu' semplice, efficace e di assoluto buon senso". Il sindaco invece non aspetta nell'usare parole durissime su eventuali ingerenze degli enti locali nella vicenda degli appalti: "Ho sentito piu' volte ipotesi interventiste da antico regime sovietico, forse cessate anche da quelle parti all'epoca di Krushov o poco oltre", bacchetta quanti immaginano iniziative forti delle autorita' nella vicenda. Ad esempio, la sinistra Arcobaleno, Prc in testa, ancora ieri lamentava l'immobilismo del Comune. Nelle settimane scorse, invece, la Provincia di Bologna era intervenuta direttamente chiedendo a Sab chiarimenti sulla vicenda. "Nessuna intromissione, nessun atto d'imperio, nulla che sia fuori dalle leggi dello stato" e' la parola d'ordine di Palazzo D'Accursio. E comunque il sindaco non e' rimasto con le mani in mano. Per aiutare i lavoratori, infatti, Cofferati svela che c'e' stata "un'azione di moral suasion nei confronti della direzione dell'aeroporto, azione che non abbiamo mancato di svolgere". Un tipo di iniziativa che "si fa di norma, senza annunci perche' ci sia un'azione concreta e non propaganda", bacchetta ancora i suoi critici. Proprio questa azione ha portato al vertice di lunedi' tra Marconi handling e sindacati. In quella riunione Cofferati suggerisce di non far entrare il tema della rappresentanza sindacale, altro argomento spinosissimo della vicenda dato che Cgil e Cisl hanno firmato un accordo con Giacchieri per la riassunzione del personale ex Doro Group mentre Uil ed Rdb (che sostengono di avere dalla loro la maggior parte degli addetti) lo stanno contestando da mesi. Si parli solo di assunzioni, insomma. Intanto, gia' per il risultato della convocazione di un vertice, il sindaco si dice "soddisfatto". Sempre lunedi' e' previsto un vertice in Prefettura con i sindacati e un sit-in davanti alla Camera di commercio. 22 febbraio 2008 - Corriere di Bologna Licenziati del Marconi, la rabbia in
Comune Bologna - Un tunisino dorme alla stazione, «sembra un
barbone» raccontano i colleghi. Altri due licenziati di Doro Group, meridionali
trapiantati a Bologna, hanno perso la casa, per un po' hanno dormito da amici e qualche
volta in macchina. Un albanese ha chiesto aiuto ai Servizi sociali del Comune (finora
invano) perché non è in grado di comprare i pannolini per il figlio di un anno e mezzo.
E un altro ancora ha tentato il suicidio: «Poco prima di Natale ha telefonato a un
collega e gli ha detto che aveva inghiottito una gran quantità di tranquillanti, non so
cosa, forse barbiturici racconta Cristian Andrea Urso, delegato della Uil .
Il collega si è precipitato a casa sua e ha fatto arrivare il 118, l'hanno soccorso e per
fortuna è andata bene, ma sta ancora male, abbiamo paura che possa succedere di nuovo.
Vogliamo tutelarlo al massimo, non daremo altri particolari». Gira anche la voce di un
secondo tentativo di suicidio ma non ci sono conferme. Il caso La denuncia in Comune di
Betti, leader delle Rdb Bologna - Sante Cordeschi? È ancora al suo posto o quasi.
Nessuno ha toccato la sua scrivania, né la targhetta fuori dall'ufficio, da quando è
indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sul consorzio Doro Group. Fu lui a
suggerire di dare a loro l'appalto per ridurre i costi. E ora, semplicemente non è più
amministratore delegato di Marconi Handling, controllata al 100 per 100 da Sab, la
società di gestione dell'aeroporto Marconi, ma solo il «responsabile operativo». L'ha
denunciato ieri in Comune il leader delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb), Massimo
Betti. Ma del resto lunedì scorso l'aveva spiegato Giuliano Gotti, il nuovo ad nominato
dopo la revoca delle deleghe a Cordeschi, ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Cordeschi
è finito sul registro degli indagati perché il pm Antonello Gustapane ha scoperto che
aveva un'auto, una Ford Focus, pagata per metà da Doro Group. Non solo, grazie all'ex
mafioso che figurava tra i dirigenti di fatto del consorzio, girava abitualmente alla
guida di Ferrari, Bmw serie 3 e altre auto di lusso, con tanto di benzina pagata per fare
su e giù tra Roma (dove vive) e Bologna. Peggio ancora, sarebbe stato in vario modo
retribuito direttamente dal consorzio: secondo l'ipotesi d'accusa avrebbe ricevuto per
quasi un anno una sorta di stipendio mensile, che andava ad aggiungersi a quello di
manager di Marconi Handling, di 5.000 euro e un compenso di 15.000 per un corso
sull'organizzazione delle società per azioni, materia della quale, secondo la Procura,
non è neanche uno specialista. I finanzieri che hanno perquisito i suoi uffici hanno
trovato anche appunti di Cordeschi su carta intestata di Doro, come se committente e
appaltatore fossero ormai una cosa sola. Per tutte queste ragioni, dopo una reazione di
vivo stupore, i vertici dell'aeroporto hanno deciso di togliergli le deleghe in attesa
degli sviluppi dell'indagine giudiziaria, ma non vanno oltre. 22 febbraio 2008 - Libero Il Comune stabilizzerà 3500 precari Roma - È stato sottoscritto ieri un accordo cornice che individua circa 3500 lavoratori per i quali si concretizzerà a breve un percorso di stabilizzazione o di riqualificazione interna. In più si vanno a sbloccare le procedure di assunzione in corso per molte categorie professionali: istruttori amministrativi, vigili urbani, educatrici di asilo nido, ed altri. L'accordo è motivo di soddisfazione per la RdB Cub che non appena si è seduta al tavolo di trattativa è riuscita a mettere a punto un primo importante tassello nel piano di assunzioni 2008-2009. «Ovviamente si poteva individuare con più precisione e con una tempistica più rigorosa il percorso assunzionale sottoscritto», dichiara Roberto Betti per la RdB-Cub, «ma crediamo che la situazione elettorale abbia impresso una forte accelerazione ai percorsi in atto, molti dei quali residuano addirittura dall'ultima promessa dell'allora Sindaco Rutelli». La sottoscrizione dell'accordo da parte di tutte le altre sigle sindacali «si è resa ovviamente necessaria al fine poter esigerne, con il prossimo sindaco, il rispetto rigoroso, fermo restando che si tratta di una preintesa, e che nei prossimi giorni andrà verificata nelle assemblee dei lavoratori», conclude il rappresentante sindacale dell'Rdb. 22 febbraio 2008 - La Repubblica Rissa tra sindacalisti dopo il
fallimento Doro Group. Allarme Prc: lavoratori disperati, due hanno tentato il suicidio Bologna - Querele per una serie di sms spediti da un delegato Cgil a colleghi della Uil e delle Rdb dell´aeroporto «Marconi». È il risultato del clima rovente fra i lavoratori dei servizi di terra dello scalo, 31 dei quali ora disoccupati e alle prese con enormi problemi. Ieri questi ultimi sono stati ascoltati dalla commissione consigliare «Affari istituzionali» che si ripropone di fare pressioni sul sindaco e gli altri soci affinché siano pagati gli stipendi arretrati e siano reintegrati. Insulti via sms ai licenziati
denunciato delegato Cgil Bologna - «Coglioni, pezzi di m
andate a
mangiare alla Uil e alle Rdb». L´insulto sindacale - porta la "firma" di un
delegato della Cgil - arriva direttamente sul telefonino, via messaggini, e la lotta per
il posto di lavoro degli ex dipendenti della «Doro group» e delle aziende
subappaltatrici per le mansioni di terra del «Marconi», diventa una guerra fratricida
via sms. Da una parte la Cgil e la Cisl, dall´altra la Uil e le Rdb. Le prime firmatarie
di un accordo nel settembre scorso per il riassorbimento (rivelatosi poi parziale) dei 130
dipendenti della «Doro» fallita, le seconde refrattarie. Ma proprio quell´accordo ha
sancito la fine della pace sindacale al punto che ora lo scontro è approdato alle
querele. Un rappresentante Uil: un collega ha
minacciato di cospargersi di benzina davanti alla banca Bologna - «Due lavoratori del Marconi hanno tentato il
suicidio». La notizia viene diffusa da Rifondazione comunista al termine di una giornata
di tensione sulle sorti dei trentuno lavoratori disoccupati della «Gesticoop»
(l´azienda subappaltatrice della «Doro Group», per le mansioni di terra
dell´aeroporto, ora sotto inchiesta). Notizia che trova conferma anche nelle
testimonianza del delegato Uil Andrea Urso che dice: «Ci sono quelli che hanno tentato il
suicidio e molti rischiano di perdere la testa. Un primo episodio a ottobre, un secondo di
recente, un collega che minacciava di cospargersi di benzina e darsi fuoco. Ho paura».
Questo è diventato il caso Marconi, un´inchiesta su una società fallita di handling che
sta travolgendo trentuno famiglie. Se entro lunedì non ci saranno fatti nuovi andranno
tutti a occupare il Marconi a oltranza. «Chiediamo come mai in una società civile e in
una città come Bologna - dice il segretario provinciale del Prc Tiziano Loreti - possano
accadere cose simili. Facciamo un appello alle istituzioni. Questa vicenda è emblematica
sotto tutti i punti di vista. Il nostro partito chiederà conto a tutti i responsabili di
quel che sta accadendo». Ieri la vicenda è stata al centro di una udienza conoscitiva in
Comune chiesta dal consigliere Prce Roberto Sconciaforni. I trentuno licenziati si sono
detti disposti a questo atto estremo. «Al limite mi metteranno in galera che è anche
meglio di questa vita - urla uno di loro - così, almeno, avrò di che mangiare e
dormire». L´esasperazione è al massimo. Dopo mesi senza stipendio, senza contributi e
senza lavoro, gli operai non reggono più. C´è chi ha il mutuo da pagare e le banche
addosso, chi ha famiglia e non sa come tirare avanti, chi s´è trasferito dai parenti o
beneficia di qualche centinaia di euro da parte di amici o genitori. Oltretutto, lunedì
finirà il periodo in cui questi lavoratori potranno usufruire dell´indennità di
disoccupazione. Il 25 è fissato l´incontro con il prefetto per chiedere un suo
intervento, mentre tra Rdb e Uil c´è disaccordo se la mobilitazione debba partire prima
o dopo questa data. A margine dell´audizione coi consiglieri, c´è stata una discussione
nel cortile di palazzo d´Accursio in cui sono volate parole grosse tra Uil e Rdb. Nel
frattempo le stesse Rdb proclamano uno sciopero di 4 ore il 3 marzo e ne annunciano un
altro di 24 ore in seguito. «Sosterremo ogni iniziativa che questi lavoratori
intenderanno intraprendere, anche l´occupazione delle piste dello scalo» afferma il
responsabile Rdb Massimo Betti. Gianguido Naldi, consigliere comunale della Sinistra
democratica, scriverà un ordine del giorno diretto al sindaco in quanto padrone di una
fetta consistente del pacchetto azionario del «Marconi», affinché «faccia pressioni
sulla società di gestione dello scalo, la Sab´, riguardo il pagamento degli
stipendi arretrati a questi lavoratori e il loro reintegro al lavoro». In sostanza Sergio
Cofferati dovrà spronare la presidente del «Marconi» Giuseppina Gualtieri per far sì
che si prenda a cuore la sorte dei 31 lavoratori rimasti a casa. A favore di un ordine del
giorno di questo tipo sono lo stesso Sconciaforni e Felice Caracciolo di An. E mentre
Daniele Carella (FI) ipotizza una «soluzione ponte» con il Comune che anticipa i soldi
di due stipendi (62 mila euro) ai lavoratori consentendo loro di tirare il fiato, il
collega Paolo Serra precisa che il vero padrone dell´aeroporto, e quindi colui che
dovrebbe essere il primo a mobilitarsi, è la Camera di Commercio nella persona del
presidente Giancarlo Sangalli. «È grave - precisa il consigliere Pd - che per tre anni
Sangalli sia stato sia a capo della Camera di commercio che dell´aeroporto». 22 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino Appalti al Marconi, «occuperemo le piste» Bologna - IL TEMPO stringe per gli ex lavoratori degli appalti dellaeroporto Marconi. L8 marzo, hanno fatto sapere ieri i sindacati nella commissione convocata in Comune, scadrà lindennità di disoccupazione per i 31 ex dipendenti di Doro Group, che stanno passando un momento di grande difficoltà. Due di loro, hanno detto i sindacati, hanno tentato il suicidio. La notizia, sulla quale nessuno è stato in grado di fornire particolari, è stata commentata da Rifondazione: «Chiederemo conto a tutti i responsabili di quanto accaduto». Le Rdb confermano lo sciopero di quattro ore al Marconi annunciato per il 3 marzo. E ne promettono già un secondo. Lunedì prossimo, invece, i sindacati saranno in Prefettura. «Sosterremo questi lavoratori dice Massimo Betti, leader delle Rdb , anche per loccupazione delle piste dello scalo». Il consigliere di Sinistra democratica Gianguido Naldi chiederà un intervento al sindaco. «Si prenda limpegno perché Sab risolva il problema dice Naldi : questi siano assunti e siano coperti gli stipendi arretrati». A Cofferati, dunque, il compito di «fare pressioni sulla presidente dellaeroporto», Giuseppina Gualtieri, per Roberto Sconciaforni (Prc). «Io sono a favore afferma Felice Caracciolo (An) , perché questi lavoratori vanno riassunti». Frena invece il consigliere del Pd, Paolo Serra: «Ci dimentichiamo che il padrone dellaeroporto è la Camera di commercio». Daniele Carella (FI) ha chiesto alla giunta di stanziare 60.000 euro per sostenere i prossimi due mesi i lavoratori ex Doro. Idea bocciata però dagli altri consiglieri. 22 febbraio 2008 - Il Bologna Marconi. I sindacati minacciano: lunedì occuperemo lo scalo. «Riassumete i 31 licenziati e pagate gli arretrati»Scioperi e presidio in aeroporto esplode la rabbia dei dipendenti Previsto uno stop di 4 ore per il 4 marzo, a seguire altre 24 ore. Due tentativi di suicidio di Paola Benedetta Manca ![]()
Bologna - Drammatica e disperata. Non ci sono altre parole per definire la situazione dei 31 lavoratori dellaeroporto Marconi che hanno perso il posto e ormai vanno sempre più a fondo. Colpiti dagli sfratti perché non riescono a pagare mutui e affitto; costretti a passare la notte in auto; senza più soldi neanche per i pannolini e pieni di debiti, visto che non percepiscono lo stipendio da agosto. E cè qualcuno che non ce lha fatta a reggere la situazione. Due lavoratori, infatti, hanno tentato il suicidio, uno con i barbiturici e laltro cercando di tagliarsi le vene. I sindacati chiedono la riassunzione dei lavoratori licenziati, di cui «cè bisogno visto che i dipendenti rimasti fanno fino a 400 ore di straordinario». Vogliono gli stipendi arretrati, che ammontano a circa un milione e 200.000 mila euro, in totale, e che vengano ripristinate le condizioni di sicurezza dei lavoratori. La sigla Rdb, intanto, annuncia per il 4 marzo uno sciopero di 4 ore, a cui ne seguirà uno di 24, mentre lunedì i sindacati saranno con i lavoratori, prima in Prefettura, poi in Camera di Commercio e, infine, a presidiare laeroporto. Rdb è pronta anche ad occupare le piste di decollo degli aerei. E la rabbia degli ex dipendenti dellaeroporto è esplosa, ieri, a Palazzo dAccursio, in una commissione a cui hanno partecipato tutti i lavoratori licenziati, accompagnati dalle sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil e Rdb. La Cgil punta il dito in particolare contro Bas e Marconi Handing. «La Giaccheri - sottolinea Maurizio Lunghi, segretario Filt - subentrata in autunno a Doro group, si era impegnata ad assorbire tutto il personale. In 31, invece, sono rimasti fuori». Il prossimo 8 marzo, fanno sapere i sindacati, scadrà lindennità di disoccupazione per gli ex-dipendenti. «Sta per finire lultimo filo di ossigeno per queste persone», ricorda Maurizio Lago della Uil Trasporti. «Noi decliniamo ogni responsabilità se succede una tragedia», avvisa senza mezzi termini Cristian Andrea Urso, della stessa sigla sindacale, anche lui licenziato da 7 mesi e con 10.000 euro di debiti, «esattamente lammontare degli stipendi arretrati che mi devono», precisa. «Se entro lunedì non si trova una soluzione - minaccia - ci trasferiamo in aeroporto con tutti i mobili, succede un macello. Stiamo in aeroporto finché non ci arrestano, almeno in carcere abbiamo da mangiare». E durante la Commissione alcuni lavoratori si fanno prendere dal nervosismo, si alzano, gridano tutta la loro rabbia controun Comune che - dicono - non ha fatto niente per aiutarli. «Non ci sono neanche gli assessori », grida uno di loro, ed effettivamente la Giunta brillava, ieri, per la sua assenza. Il sindaco, Sergio Cofferati, ha declinato linvito a presentarsi alludienza conoscitiva, finché la Procura non avrà concluso linchiesta in corso. Gli assessori? Non si vedono. Polemiche in commissione. Incontro disertato Assenti anche gli assessori che non si sono presentati neanche in veste di semplici "uditori". Un comportamento definito da Roberto Sconciaforni, capogruppo del Prc, «inaccettabile». Al suo biasimo si sono uniti i colleghi del centrodestra e dell'Altra Sinistra, compresa la capogruppo degli Sd, Milena Naldi, che ha parlato di "figuraccia" da parte della Giunta. Il suo collega di partito, Gianguido Naldi, si è impegnato a chiedere al sindaco, in un odg, di intervenire «affinchè la Sab si impegni a risolvere il problema».(PBM) 22 febbraio 2008 - Il Gazzettino "Disertiamo la guerra!"Vicenza - Questa sera alle 20.15 nell'Aula Magna dell'Istituto canova di Vicenza si tiene un incontro dal titolo "Disertiamo la guerra!", organizzato da Rdb Cub. 22 febbraio 2008 - Il Tempo Vigili al porto il servizio chiudeDecine di migliaia di euro per formare personale specialista nautico destinato a garantire il servizio antincendio portuale nei porti di Civitavecchia e Gaeta. E poi nei due porti laziali mancano ancora queste figure professionali. Sembra uno scherzo, eppure è la realtà. di Daria Geggi Civitavecchia - Realtà che viene denunciata dal
coordinamento provinciale Rdb Cub Vigili del Fuoco di Roma. Nel 2006 il dipartimento dei
Vigili del Fuoco reperisce le risorse necessarie per organizzare un corso di formazione e
procede alla preselezione dei corsisti. 22 febbraio 2008 - La Tribuna di Treviso LACCUSA DEL SINDACATO CASTELFRANCO - La fase del mattone del Project financing dellUsl 8, almeno per Castelfranco, è stata ultimata con linaugurazione in pompa magna del «nuovo» ospedale. E ora, stando al manifesto appeso in questi giorni sui muri dei reparti del San Giacomo, arrivano i dolori. A firmare lallarme sono le Rappresentanze sindacali di base (RdB) del Veneto, aderenti alla Confederazione unitaria di base (Cub). «Udite, udite - annunciano con enfasi e preoccupazione - 76 dipendenti dellUsl 8 verranno dati in gestione alla Asolo Servizi (lassociazione di imprese che sta portando a termine il Project, ndr). Verranno esternalizzati i servizi di cucina (24 dipendenti), sterilizzazione (22), idraulici e area officine (18), pulizie e guardinieri (11), lavanderia-guardaroba (6) e alcuni amministrativi (dai 3 a i 5)». Se gli interessati resteranno sulla carta dipendenti Usl, «il loro salario accessorio - si affrettano a precisare le RdB - verrà, però, retribuito dalla Asolo Servizi. Di fatto una parte della loro retribuzione avrà valenza privatistica». Per la sigla sindacale, si pongono per questi dipendenti problemi non da poco, soprattuto se valutati in prospettiva. «I lavoratori che saranno esternalizzati - puntualizza - non devono farsi illusioni sui loro diritti futuri in quanto saranno sicuramente più ricattabili ed esposti alle pressioni dei nuovi datori di lavoro». Le Rdb accusano il Project di condurre dritto dritto al pericolo non poi così remoto di un esubero di personale con conseguenze immaginabili. «Alla fine - notano - lUsl 8 diventerà la più privatizzata del Veneto e chi ha firmato laccordo sul Project financing ha unenorme responsabilità sul futuro di quei dipendenti che stanno subendo la modifica delle loro condizioni di lavoro (economiche e qualitative)». Linvito finale è di fare fronte comune. 22 febbraio 2008 - La Stampa DAVANTI ALLA PREFETTURA Savona - Oggi dalle 12 alle 13,30, i dipendenti dellAgenzia delle Entrate di Savona manifestano davanti alla prefettura per denunciare il mancato rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 25 mesi. Le loro rivendicazioni riguardano «il mancato adeguamento dei salari al costo della vita e il licenziamento dopo il primo grado di giudizio in caso di controversia con lente, senza aspettare la sentenza definitiva». E, ancora, «la prevista revisione del part-time e della legge 104/92», che che permette di avere tre giorni di permesso al mese per assistere un parente malato, e «la vergognosa "tassa sulla malattia"», cioè la detrazione di 20-30 euro al giorno in caso di assenza per malattia inferiore ai 15 giorni consecutivi. Lo stato di agitazione comporterà alcuni disagi per gli utenti, perché i sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil e Cub effettueranno brevi assemblee giornaliere al front-office, senza preavviso, di durata variabile durante lorario di lavoro con volantinaggio al pubblico, gli impiegati non forniranno informazioni al telefono e tratteranno una sola pratica per ogni biglietto al front-office. Viene sospesa ogni attività su appuntamento, non garantita la registrazione in giornata degli atti portati in back-office e la vidimazione dei registri, mentre verrà rispettata la rigida applicazione della chiusura dellorario di sportello alle 13, anche in presenza di contribuenti in attesa. 22 febbraio 2008 - Corriere del Veneto Veronetta Interrotto il presidio
alla sede dell'azienda che ha appalti Dhl. Oggi firma di un'intesa col consorzio guida VERONA La firma attesa per questa mattina davanti al
prefetto di Verona dovrebbe mettere fine alla lunga vertenza dei 30 lavoratori della
Cooperativa Excel, che dal novembre 2007 stanno ingaggiando una dura battaglia per il
riconoscimento dei loro diritti. Lotta culminata la notte scorsa con un picchetto al
magazzino Dhl di Veronetta, dove la cooperativa lavora in appalto. 22 febbraio 2008 - Il Giorno POSTE ITALIANE NELLA BUFERA PRESIDIO
DEI COBAS MILANO CAOS POSTE, storia infinita. Dopo le raccomandate e le bollette lumaca, recapitate ai poveri contribuenti con sessanta giorni di ritardo, stavolta a finire nel mirino dei Cobas e delle associazioni di tutela dei cittadini è una presunta violazione della privacy. PERCHÈ? LA PRASSI oggi in vigore di mandare al macero la posta non consegnata, «pone a rischio i dati personali dei cittadini, in una parola la riservatezza dei destinatari», denuncia Federico Ceratti di Acea Lombardia (Associazione per la tutela dei diritti). Chi li tutela? Da qui la decisione di prendere carta e penna e scrivere al Garante della privacy «affinchè impegni il governo ad attivare procedure di controllo» più conformi allattuale regolamentazione in materia. «Ci rivolgiamo a Lei - si legge nel ricorso inviato ieri e firmato anche da Stefano Ancona, responsabile di Cobas poste e lavoro privato della Regione Lombardia - perchè pensiamo che non le siano sfuggiti i casi di distruzione della corrispondenza in tutta Italia le cui ripercussioni ora si fanno ancora più pesanti per i cittadini...». Già, è questo il punto. Nel vecchio codice di regolamento postale, mandato in soffitta dai nuovi amministratori di Poste italiane, «cera lobbligo di recuperare il mittente», sempre e comunque, anche in «caso di mittente non chiaramente identificabile». «LOGGETTO POSTALE - spiega Ceratti - veniva poi analizzato da funzionari ad hoc, e solo proprio quando risultava completamente impossibile risalire al mittente, se ne disponeva il macero. Ma il trasporto in discarica veniva seguito dai funzionari postali che ne controllavano e certificavano lavvenuta distruzione». Insomma, era in vigore una procedura controllata di distruzione di «dati sensibili» che era una garanzia per i cittadini. Ma cosa succede invece con le nuove condizioni di servizio? Con le nuove normative, più semplicemente, «vengono eliminate tutte le cautele per tutti gli oggetti postali e le corrispondenze inevase vengono portate al macero senza controllo sullavvenuta distruzione». Esagerazioni? Macchè, dice Ceratti, perchè, ad esempio, «lidentificazione dellabbonato destinatario di riviste e periodici può dare informazioni sensibili sullabbonato stesso in tema di religione, sessualità, politica, gusti personali». Dalla privacy ai disservizi, che continuano nonostante laccordo nazionale e le rassicurazioni di Poste italiane. Ieri, i Cobas-Pt-Cub hanno organizzato un presidio davanti alla sede regionale dellazienda in via Orefici. Una protesta dei lavoratori postali di Peschiera Borromeo e Roserio che denunciano lo sfascio del servizio, «da addebitarsi esclusivamente ai politici che hanno trasformato le Poste in una società per azioni, a scopo di lucro e non di servizio». «Noi - dice Giovanni Pulvirenti dei Cobas - non vogliamo fare la fine dellAlitalia». GORGONZOLA DENUNCIÒ LA POCA
SICUREZZA IN METRÒ. SCAGIONATO DAL GIP GORGONZOLA LICENZIATO dallAtm, al via una grande campagna per la riassunzione: presidio a Milano, davanti alla direzione Atm di Foro Bonaparte, alle 10 del 27 febbraio. Torna alla ribalta il caso di Andrea Pianeta, pioltellese, sindacalista e agente di stazione Atm, licenziato dallazienda nel 2004, dopo che, sui giornali, aveva denunciato il rischio terrorismo e la mancanza di sicurezza nelle stazioni della metropolitana milanese. Il licenziamento di Pianeta è sotto giudizio. Al licenziamento sono seguiti un ricorso in appello (con udienza fissata al 28 gennaio 2009), ma soprattutto una sentenza del Gip di Milano (chiamato a pronunciarsi sulla querela di Atm allindirizzo di Pianeta, per «procurato allarme e allarmismo ingiustificato»), che ha archiviato il caso, «assolto» i giornalisti autori degli articoli sul «rischio terrorismo», definito del tutto congrue e per nulla allarmistiche le denunce di mancata sicurezza e scagionato lo stesso Pianeta, che, da un anno, chiede ininterrottamente il reintegro. ORA LO CHIEDONO anche i sindacati di categoria Fildiai-Cildi, Sama Faisa e Cobas Cub Trasporti, e il coordinamento milanese «Dalla parte dei lavoratori» e una serie di altre firme, che lanciano una crociata in favore del collega ingiustamente «defenestrato». «Alla luce dellarchiviazione da parte del Gip - si legge in una nota - che ha scagionato il nostro collega, ci si è appellati a tutte le istituzioni, per accelerare al massimo le lentissime procedure vigenti che, attraverso il riesame del caso, dovrebbero portare al reintegro in Azienda. A circa 3 mesi dalle richieste dintervento, nessuna delle istituzioni ha risposto allappello». Al presidio non mancherà lo stesso Pianeta, protagonista da anni di una dolorosa crociata personale. «Il mio desiderio - dice - è che ci siano anche i cittadini, i passeggeri. Io ho rischiato e pagato per tutelare il loro diritto alla sicurezza: sarebbe per me importantissimo sentire la loro solidarietà». 21 febbraio 2008 - Ansa COMUNE ROMA:RDB-CUB FIRMA ACCORDO ASSUNZIONI 3.500 PRECARI(ANSA) - ROMA, 21 FEB - È stato sottoscritto oggi in Campidoglio un accordo che individua circa 3.500 lavoratori per i quali «si concretizzerà a breve un percorso di stabilizzazione o di riqualificazione interna» nell'ambito del piano assunzioni 2008-2009. Lo comunica una nota di Rdb-Cub (Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego - Confederazione Unitaria di Base), che si è seduto al tavolo centrale della trattativa, sottolineando che «in più si vanno a sbloccare le procedure di assunzione in corso per molte categorie professionali: istruttori amministrativi, vigili urbani, educatrici di asilo nido, ed altri». «Ovviamente si poteva individuare con più precisione e con una tempistica piì rigorosa il percorso assunzionale sottoscritto oggi - ha detto Roberto Betti per la RdB-CUB - ma crediamo che la situazione elettorale abbia impresso una forte accelerazione ai percorsi in atto, molti dei quali residuano addirittura da »l'ultima promessa« dell'allora sindaco Rutelli». «La sottoscrizione dell'accordo da parte delle Rdb-Cub e di tutte le altre sigle sindacali - ha spiegato il rappresentante sindacale - si è resa ovviamente necessaria al fine poter esigerne, con il prossimo sindaco, il rispetto rigoroso, fermo restando che si tratta di una preintesa, e che nei prossimi giorni andrà verificata nelle assemblee dei lavoratori». POSTE: LAVORATORI MILANO, NON VOGLIAMO FINIRE COME ALITALIA (ANSA) - MILANO, 21 FEB - «Se le lettere non arrivano a destinazione o, peggio, finiscono al macero, la colpa non è nostra». I lavoratori delle Poste di Cobas pt-cub, impiegati nei centri di Peschiera Borromeo e Roserio, tengono a precisare la loro estraneità ai problemi nella consegna delle lettere di cui si sono occupati i media in queste settimane. Per questo, si sono riuniti, stamani, per un presidio davanti alla sede regionale delle Poste di Milano, in piazza Cordusio. La colpa dei disguidi «è da imputare ai politici che, nel 1993, hanno trasformato le Poste in una società per azioni, quindi a scopo di lucro e non di servizio - afferma Giovanni Pulvirenti, delegato sindacale del centro di Peschiera -. Le Poste, invece, sono un'infrastruttura di interesse nazionale e strategico». Le cause dei disagi per i cittadini vengono addebitate alle politiche di riduzione del personale (oltre 70 mila unitàin meno rispetto al 1994), all'impiego massiccio di precari non preparati, all'uso di tir invece di treni per la consegna dei pacchi (gestita dalla Sda) e alla chiusura di molti centri di smistamento provinciali lombardi. «Sono poi stati comprati macchinari concettualmente obsoleti e non funzionali - continua Pulvirenti - mentre i lavoratori esperti sono tenuti forzatamente in part-time, nonostante le giacenze, e i dirigenti proliferano». 21 febbraio 2008 - Omniroma COMUNE, RDB-CUB: «SIGLATA INTESA SU STABILIZZAZIONE PRECARI» (OMNIROMA) Roma, 21 feb - «Con l'accesso delle Rdb-Cub al tavolo centrale di trattativa si è messo un primo importante tassello nel piano di assunzioni 2008-2009. È stato infatti sottoscritto oggi un accordo cornice che individua circa 3.500 lavoratori per i quali si concretizzerà a breve un percorso di stabilizzazione o di riqualificazione interna. In più si vanno a sbloccare le procedure di assunzione in corso per molte categorie professionali: istruttori amministrativi, vigili urbani, educatrici di asilo nido, ed altri». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Ovviamente si poteva individuare con più precisione e con una tempistica più rigorosa il percorso assunzionale sottoscritto oggi - dichiara Roberto Betti per la Rdb-Cub - ma crediamo che la situazione elettorale abbia impresso una forte accelerazione ai percorsi in atto, molti dei quali residuano addirittura da 'l'ultima promessà dell'allora sindaco Rutelli». «La sottoscrizione dell'accordo da parte delle Rdb-Cub e di tutte le altre sigle sindacali si è resa ovviamente necessaria al fine poter esigerne, con il prossimo Sindaco, il rispetto rigoroso, fermo restando che si tratta di una pre-intesa, e che nei prossimi giorni andrà verificata nelle assemblee dei lavoratori» - conclude il rappresentante sindacale. 21 febbraio 2008 - Dire COMUNE ROMA. UIL: RAGGIUNTO ACCORDO
STABILIZZAZIONE PRECARI (DIRE) Roma, 21 feb. - Stabilizzazione di circa 1.300 precari e nuove assunzioni per un totale di circa 1.500 unita' al Comune di Roma. E' questo il risultato dell'accordo chiuso definitivamente oggi tra il Campidoglio e i sindacati sul piano assunzioni 2008-2009. A darne notizia e' il segretario provinciale della Uil-Fpl di Roma, Daniele Ilari, che spiega i termini dell'accordo: "Entro il 2008 e' prevista l'assunzione di 800 vigili urbani, 400 istruttori amministrativi, 68 assistenti sociali, 53 geometri e 150 educatori di asili nido". Sempre per il 2008, prosegue Ilari, "e' prevista la stabilizzazione, con passaggio da contratti a tempo determinato a contratti a tempo indeterminato, di 283 istruttori amministrativi, 669 insegnanti delle scuole dell'infanzia e 269 educatori di asili nido". Nel 2009, infine, "e' prevista la stabilizzazione di ulteriori 56 istruttori amministrativi". Per altri 1.000 dipendenti comunali, inoltre, "e' prevista una riqualificazione che, attraverso una serie di corsi con relativo esame finale, consenta loro il passaggio di categoria". Secondo Ilari "quello raggiunto oggi e' un accordo molto positivo e che ci trova soddisfatti. Sebbene non sia ancora sufficiente- spiega l'esponente della Uil- si tratta di un buon passo avanti sul tema della lotta al precariato tra i dipendenti dell'amministrazione capitolina". L'accordo, che prevede anche un impegno per la "riqualificazione dei dipendenti portatori di handicap", sara' sottoposto ora al vaglio dell'ultima Giunta che si riunira' lunedi'. "Ovviamente si poteva individuare con piu' precisione e con una tempistica piu' rigorosa il percorso assunzionale sottoscritto oggi, ma crediamo che la situazione elettorale abbia impresso una forte accelerazione ai percorsi in atto, molti dei quali residuano addirittura dall'ultima promessa dell'allora Sindaco Rutelli". E' il commento all'accordo di Roberto Betti delle Rdb-Cub, che aggiunge: "La sottoscrizione dell'accordo da parte nostra e di tutte le altre sigle sindacali si e' resa ovviamente necessaria al fine poter esigerne, con il prossimo sindaco, il rispetto rigoroso, fermo restando che si tratta di una pre-intesa, e che nei prossimi giorni andra' verificata nelle assemblee dei lavoratori". AEROPORTO BOLOGNA. APPALTI, 2
SCIOPERI RDB ALL'ORIZZONTE (DIRE) Bologna, 21 feb. - Il tempo stringe per gli ex lavoratori degli appalti dell'aeroporto Marconi di Bologna. Il prossimo 8 marzo, fanno sapere i sindacati oggi, durante la commissione convocata in Comune sulla questione, scadra' l'indennita' di disoccupazione per i 31 ex-dipendenti Doro Group. "Sta per finire l'ultimo filo di ossigeno per queste persone", lancia l'allarme Maurizio Lago della Uil Trasporti. Per questo le Rdb confermano lo sciopero di quattro ore al Marconi annunciato per il prossimo 3 marzo. E ne promettono gia' un secondo, da fare in seguito, di 24 ore. Lunedi' prossimo, invece, i sindacati saranno in Prefettura per avere risposte sui vari problemi di sicurezza sul lavoro e occupazione. "Sosterremo ogni iniziativa che questi lavoratori vorranno fare- afferma Massimo Betti, leader delle Rdb- anche l'occupazione delle piste dello scalo". Nel frattempo, a incrociare le braccia il 3 marzo sono "invitati i lavoratori di tutti i settori" del Marconi, sottolinea Betti. E "andremo avanti finche' non si troveranno soluzioni serie per queste persone". Una proposta in questo senso arriva dal consigliere comunale di Sinistra democratica, Gianguido Naldi, che mettera' nero su bianco, in un Ordine del giorno, la richiesta di intervento al sindaco, Sergio Cofferati. "Si prenda l'impegno perche' Sab risolva questo problema- dice Naldi- per alleviare le condizioni di questi lavoratori, bisogna che vengano assunti e che siano coperti gli stipendi arretrati". A Cofferati, dunque, il compito di "fare pressioni sulla presidente dell'aeroporto", Giuseppina Gualtieri, completa il discorso il capogruppo Prc, Roberto Sconciaforni. Il documento ha chance di unanimita'. "Io sono a favore- afferma Felice Caracciolo (An)- perche' questi lavoratori vanno riassunti. Non mi interessa l'appartenenza politica, il lavoro non ha colori". Caracciolo invita poi i sindacati a fare richiesta di "procedura di fallimento per Gesticoop, in modo che possano avere il Tfr e le mensilita' aggiuntive". Sull'Ordine del giorno frena invece il consigliere del Pd, Paolo Serra: "Ci dimentichiamo che il padrone dell'aeroporto e' la Camera di Commercio- ricorda il democratico- ed e' grave che per tre anni, il presidente della Camera di commercio sia stato anche presidente del Marconi (Gian Carlo Sangalli, ndr)". Per questo, Serra propone "una lettera a tutti i maggiori azionisti, soprattutto la Camera di Commercio", perche' intervengano in aiuto dei lavoratori. Dello stesso parere la vicecapogruppo del Pd, Lina Delli Quadri: "Il Comune e' socio di Sab al 10% mentre ci sono soci che hanno la maggioranza delle quote, come la Camera di Commercio. Invece, di venire in Comune per la quarta volta- continua Delli Quadri- questi lavoratori avrebbero fatto meglio ad andare a protestare alla Cciaa". La posizione del Pd a Palazzo D'Accursio ricalca la spiegazione data da Cofferati riguardo la sua assenza oggi in commissione: Palazzo D'Accursio e' azionista di minoranza e non ha responsabilita' diretta nella gestione dello scalo, fu la risposta inviata dal sindaco alla richiesta di partecipazione e letta in aula dalla presidente della Affari istituzionali, Maria Cristina Marri,. L'unica proposta che non ha raccolto molto consenso e' quella del capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella, che chiedeva alla Giunta di stanziare circa 60.000 euro per sostenere i prossimi due mesi i lavoratori ex Doro. "Una soluzione ponte per arrivare allo sblocco degli stipendi arretrati", la spiega Carella. Idea bocciata pero' "soluzione caritatevole e a breve termine" dagli altri consiglieri. AEROPORTO BOLOGNA. ADDETTI APPALTI:
ANDREMO A VIVERCI DENTRO (DIRE) Bologna, 21 feb. - Sotto sfratto, costretti a passare la notte in auto; senza soldi per comprare i pannolini. Ma c'e' anche qualcuno che ha tentato il suicidio. E ora scatta la rivolta. I 31 lavoratori che hanno perso il posto nei servizi a terra dell'aeroporto di Bologna, disoccupati da mesi e senza gli stipendi arretrati, rimasti fuori dal passaggio di consegne tra Doro Group e Giacchieri, sono ormai al punto di non ritorno. La loro rabbia e' esplosa oggi a Palazzo D'Accursio. Puntano il dito contro "le istituzioni che non fanno niente, a partire dalla Camera di Commercio (azionista di maggioranza di Sab, ndr) e il Comune di Bologna" a cui chiedono di fare pressione perche' Bas e Marconi Handling, le societa' che gestiscono i servizi di carico e scarico bagagli, pulizia e movimentazione merci, paghino gli arretrati e assumano tutto il personale ancora senza lavoro. "Noi vogliamo i nostri soldi e il nostro lavoro, che ci spettano di diritto", gridano a gran voce i lavoratori ex Doro group durante la commissione consiliare di oggi in Comune. "Noi decliniamo ogni responsabilita' se succede una tragedia- dice chiaro e tondo Cristian Andrea Urso della Uil Trasporti- se entro lunedi' non trovano una soluzione, altro che passare una notte in aeroporto: noi ci traslochiamo, ci mettiamo le tende". Come annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Sergio Cofferati, alla commissione di questa mattina non era presente nessuno della Giunta per il fatto che e' in corso l'inchiesta giudiziaria. Ma a Massimo Betti, leader Rdb, non sta bene: "Qui tutti si mascherano dietro l'inchiesta, in realta' non gliene frega niente. La dimostrazione e' che Sante Cordeschi e' ancora la suo posto di direttore operativo di Marconi handling e nessuno prende provvedimenti: inammissibile". Cofferati viene preso di mira per l'assenza anche da centrodestra e Sinistra arcobaleno. La commissione Affari istituzionali di questa mattina in Comune era stata richiesta dai consiglieri della Sinistra arcobaleno per fare il punto sulla situazione al Marconi. Presenti le sigle sindacali, l'invito e' stato declinato appunto da Cofferati e dalla presidente dell'aeroporto, Giuseppina Gualtieri. "Non e' accettabile che la Giunta non si presenti neanche per ascoltare i lavoratori- sbotta il capogruppo del Prc, Roberto Sconciaforni- e non e' accettabile che il sindaco si giustifichi dicendo che il Comune e' azionista di minoranza e, per questo, non ha responsabilita' diretta nella gestione dello scalo. Il Comune- ribatte Sconciaforni- ha un peso molto significativo". La tensione dei lavoratori per la situazione drammatica che stanno vivendo non ci ha messo molto ad esplodere. In diversi si sono alzati, durante la seduta, per inveire contro i consiglieri comunali, accusandoli di "fare solo chiacchiere". E neanche i rappresentanti sindacali sono riusciti a tenere a freno molti dei loro iscritti, tanto che i momenti di tensione sono continuati anche al termine della commissione, nel cortile di Palazzo D'Accursio, questa volta fra le stesse sigle sindacali. La situazione degli ex dipendenti Doro Group e' riassunta, a inizio seduta, dal segretario della Filt-Cgil, Maurizio Lunghi. "Ormai siamo arrivati alla quarta audizione in Comune- esordisce- e anche la Prefettura, che e' stata coinvolta, sta girando a vuoto". Il problema e' che Giacchieri, subentrata in autunno a Doro group, "si era impegnata ad assorbire tutto il personale", ricorda Lunghi. In 31, invece, sono rimasti fuori. E, fanno notare alcuni lavoratori, "siamo tutti della Uil. E' una vendetta nei nostri confronti perche' il nostro sindacato non firmo' l'accordo con l'azienda". La Cgil punta il dito in particolare contro Bas e Marconi Handling, i due committenti, per la catena di appalti che si e' generata a causa della "feroce concorrenza che si fanno tra loro", tanto da arrivare a definire tariffe per i servizi "inferiori del 70% rispetto al normale prezzo di mercato". Ma le due societa', controllate da Sab, sono accusate anche di tenere bloccati "da dicembre gli assegni da 2.000 euro per il credito alimentare dei lavoratori- afferma Lunghi- che giacciono ancora in banca senza che sia spiegato il motivo". I sindacati ne hanno per tutti, compresa Enac che "ha dimostrato di non aver capito la situazione- attacca ancora il numero uno della Filt-Cgil- perche' fa lavorare ugualmente aziende che non sono state ancora certificate". Gianluigi Gallo, della Fit-Cisl, se la prende invece con Sab, che "si sta defilando" con l'intenzione di uscire da Bas. Dunque, "a frittata fatta- critica Gallo- qui non c'e' piu' un ente regolatore che interviene in queste situazioni". Betti va oltre. "Sab, Bas e Marconi handling- afferma- non solo devono assumere i lavoratori disoccupati ma devono anche pagare gli arretrati, perche' i soldi ci sono e si puo' fare gia' domani". Secondo Maurizio Lago (Uil Trasporti), anche i lavoratori "possono essere tutti assunti. E lo dimostrano le 150 ore di straordinario che chiede Giacchieri ai suoi dipendenti". Insomma, "non e' possibile che Comune, Provincia e Regione- punta il dito Lago- non si facciano carico di questa situazione". Il numero uno delle Rdb torna poi a mettere l'accento sulla mancata convocazione del sindacato di base da parte dei vertici Sab. "Hanno incontrato tutti, anche l'Ugl che ha due iscritti- protesta Betti- e noi, che siamo il sindacato piu' rappresentato, siamo ancora fuori dalla porta. C'e' un problema di democrazia sindacale". 21 febbraio 2008 - EPolis Roma Denuncia. Servizi e personale esternalizzato, paghe da fame e appalti inesistenti: la battaglia dell'Rdb-CubNelle Asl lavoro e salari in appalto «Così si violano diritti e bilanci» «Un dipendente costa all'anno 20mila euro, uno in "affitto" 21 ma ne guadagna 8.500» di Denise Faticante
Roma - Illecita fornitura di manodopera, contratti senza gara d'appalto, salari da fame a lavoratori dal futuro incerto "forniti" da ditte esterne, e dall'altra parte trasferimenti continui dei servizi ai privati, blocco delle assunzioni con un esponenziale aumento del precariato soprattutto quello dipendente da cooperative o società. Questo è lo stato in cui versa la sanità del Lazio secondo la denuncia dell'RdB-Cub che dopo aver redatto tre libri bianchi (presi in considerazione e fatti propri dalla Corte dei Conti) continua la sua battaglia. Dalla prossima settimana, infatti, partiranno iniziative che confluiranno in un'assemblea regionale dove sono invitati anche il presidente e gli assessori competenti chiamati a dare risposte su alcune questioni. I temi messi in campo sono innumerevoli e tutti circostanziati da documenti e delibere. Uno dei punti focali presi di mira dal sindacato di base è l'esternalizzazione dei servizi che «porta da un lato al collasso della sanità pubblica e dall'altra a un enorme spreco di denaro». Gli esempi sono presto fatti: numeri e cifre sulla pelle di lavoratori precari e pazienti inconsapevoli. Nelle pagine del terzo libro dell'Rdb-Cub c'è una scheda che riguarda la differenza di salario tra un esternalizzato e un dipendente. In questo caso si tratta di Telecom che dal '98 ha un impegno contrattuale con la Asl Rmb per gestire il servizio di informatica. Un lavoratore appaltato da Telecom (che in questo caso appartiene alla cooperativa Begonia) costa all'azienda sanitaria 18 euro lorde all'ora, ma ne percepisce di fatto 6,50. Se si vanno a considerare i macro numeri si nota che il personale esterno costa 21.600 euro all'anno ma effettivamente ne guadagna 8.500, mentre un dipendente Asl porta a casa 20mila euro al mese. Partendo da questi dati il sindacato avanza le sue proposte e chiede: una reinternalizzazione dei servizi «visto - denuncia e Teresa Pascuccci del Coordinamento regionale - lo spreco di denaro e l'indispensabilità di questi lavoratori che, parte integrante del tessuto produttivo, devono essere assunti dall'azienda». La battaglia del sindacato si gioca anche su altri binari: contro il piano di rientro e a favore dell'applicazione del contratto di pertinenza. Concetti che, se epurati dal sindacalase, stanno a significare una lotta contro il blocco delle assunzioni, del tourn over e dei tagli di posti letto e contemporaneamente una maggiore garanzia di diritti. Il caso portato da esempio dall'Rdb Cub è emblematico. Si tratta del Policlinico Tor Vergata dove - stando alle denunce del sindacato - lavorano 265 esterni, che dipendono dalla società Arcobaleno srl, inquadrati come "operai pulitori" ma che di fatto svolgono mansioni socio-sanitarie intascando al mese fra i 500 e gli 800 euro. Il grande male individuato dal sindacato sta nel modello aziendalistico della sanità pubblica. «Lo schema è stato fallimentare - continua Teresa Pascucci - I direttori generali hanno una totale egemonia e una responsabilità patrimoniale tale che a volte riescono a sfuggire anche al controllo della Regione». «La sanità è al collasso - conclude - e siamo arrivati al punto che non si può più fare a meno del sistema privato». Per ribadire queste e altre istanze il sindacato sta preparando una mobilitazione generale per chiedere «un servizio pubblico più efficiente e di qualità che risponda alla domanda dei cittadini, più formazione per gli operatori, aumenti salariali, miglioramento delle condizioni di lavoro e nuova occupazione non precaria». Una battaglia che si rinfocola all'indomani dell'ok della giunta regionale sul blocco del turnover e riduzione del 10% della spesa in beni e servizi per ogni Asl. Ma per conoscere i nuovi tetti di spesa per il privato tutto è rimandato al 31 marzo. La chiave 1 Le barelle e le ambulanze 2 La palma va al Casilino L'Ares 118 e i defibrillatori
interrogazione di Mariani Sotto la lente di ingrandimento ancora una volta gli appalti e ancora una volta le esternalizzazioni dei servizi ai privati. Peppe Mariani (Verdi), Presidente della Commissione regionale Lavoro, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Politiche Sociali, ha presentato un'interrogazione urgente al Presidente Marrazzo e all'Assessore sulla privatizzazione della formazione sui defibrillatori. «Bisogna fare chiarezza - scrive Mariani - sull'utilità e la legalità dell'accordo stipulato tra l'Ares 118 e l'Asest (Agenzia per la sicurezza e l'emergenza sanitaria del territorio S.r.l) per l'installazione di defibrillatori. Considerando che parte dei servizi richiesti dall'accordo, come quelli del database territoriale, sono già svolti dall'Ares 118 e che questa non sembra avere i requisiti di garanzia di base per assicurare un livello di sicurezza accettabile per i cittadini». 21 febbraio 2008 - Il Bologna TribunaleScontro tra Cisl e Cub a giudizio il delegato Bologna - Si farà il processo ad Alberto Russo, il delegato della Cub-Rdb Trasporti querelato dal collega Teodoro Pappalardo, responsabile del settore ferrovieri della Fit-Cisl dellEmilia-Romagna. Lo ha deciso il gup Gabriella Castore, che al termine delludienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per Russo con laccusa di diffamazione a mezzo stampa. La prima udienza è fissata per il 14 maggio. Oggetto della querela: quattro volantini diffusi dal sindacalista di base nel 2003 e nel 2006. I primi tre riguardano la sicurezza dei lavoratori impegnati nella grande galleria dellAppennino, sulla linea Bologna-Prato. Lultimo (a firma non di Russo ma della Cub-Rdb) boccia un accordo sulle condizioni lavorative sottoscritto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Orsa. Pappalardo ha spiegato così la decisione di portare tutto in Tribunale: se si entra in «un contesto in cui si parla di corruzione, di ladro o non ladro, di affiliato con l'azienda o di capo, questo c'entra poco con la dialettica sindacale». 21 febbraio 2008 - Il Firenze Sanità. Abitanti e sindacati di
base contestano le scelte dell'azienda Firenze - Ridateci la sanità pubblica nel quartiere di Gavinana: abitanti e sindacati di base contestano le scelte dellAzienda sanitaria di Firenze, che ha frammentato in vari presidi le prestazioni prima assicurate dal Distretto sanitario di via Ripoli, avviando anche alcune privatizzazioni. A capeggiare la protesta sono gli anziani del quartiere: una delle categorie più penalizzate dalla ridistribuzione dei servizi garantiti in un unico centro fino a meno di un anno fa. Dallincendio del maggio scorso, che ha portato alla chiusura dei locali di via di Ripoli, sono iniziati i disagi: così gli anziani che si riuniscono nel centro sociale "Liberà età Reims", guidati dal battagliero 85enne Giorgio Pacini, a settembre hanno indirizzato una richiesta di chiarimenti, sottoscritta da 1200 abitanti del quartiere, alla Asl e agli assessori competenti. Senza ricevere risposta. Però qualcosa si muoveva, perchè - è la denuncia di Elisabetta Mattiello, delegata dei sindacati di base della Asl - nonostante «una lettera che negava lesternalizzazione dei servizi», poche settimane fa lazienda «ha appaltato alla "Misericordia", per 170mila euro, i prelievi ematici, il centro unico prenotazioni e gli ambulatori specialistici». Il timore, afferma lesponente Rdb, è che si approfitti dellemergenza per «privatizzare alcune prestazioni» (in attesa che «prima o poi apra il megadistretto ipotizzato in viale Europa») mentre continuano a rimanere nebulosi i tempi di recupero della struttura di via di Ripoli, a due passi dal Bandino. E l'impressione è rafforzata dalle informazioni raccolte dal sindacato, secondo le quali «il progetto di riapertura del Distretto prevede una riduzione dei servizi» che aggraverebbe i problemi per malati, anziani e famiglie del quartiere già oggi costretti a disagevoli spostamenti. Il neonato comitato spontaneo di cittadini che contestano la frammentazione dellassistenza sanitaria a Gavinana farà il punto della situazione in unassemblea pubblica che si terrà domani, alle 17.30 nel circolo Arci di via di Ripoli. 21 febbraio 2008 - Caserta 24 Ore POMPIERI FANTASMA. IL SERVIZIO ANTINCENDIO PORTUALE RISCHIA DI CHIUDERE! Caserta - Questo coordinamento provinciale RdB-CUB Vigili del Fuoco di Roma vuol portare allattenzione della cittadinanza lennesimo sperpero di denaro pubblico che si sta consumando per mano del Dipartimento VV.F. .La storia nasce dalla cronica carenza di personale specialista nautico destinato a garantire il servizio antincendio portuale nei porti di Civitavecchia e Gaeta. Dopo le sollecitazione sindacali e quelle inoltrate allAmministrazione centrale dal Dirigente provinciale di Roma e dal Direttore Regionale del Lazio, il Dipartimento VV.F. con non poche difficoltà riesce a reperire le risorse per organizzare un corso di formazione per "padroni di barca" e "motoristi navali", proprio per appianare le carenze di specialisti nautici a Civitavecchia e Gaeta. Nel 2006 si procede alla preselezione dei discenti al corso e, sorpresa, la quasi totalità dei lavoratori residenti in queste città viene scartato perché nei requisiti richiesti cè anche quello del limite di età che viene fissato a 35 anni. Con questo ostacolo insormontabile i "favoriti" risultarono essere i vigili con pochi anni di servizio e non residenti che, come si scoprirà più avanti, sfrutteranno la specializzazione per tornarsene velocemente a casa. Nellestate 2007 il Comando di Roma organizza e avvia presso lIstituto "Luigi Calamatta" di Civitavecchia il corso per formare otto specialisti portuali per Civitavecchia e nove per Gaeta; corso che si è concluso alla fine di ottobre 2007. Successivamente i neo-specialisti vengono inviati una parte a Trieste ed una parte a Napoli per "familiarizzare" con le unità navali antincendio di nuova generazione. Al termine di questo periodo, siamo alla metà di novembre 2007, il personale oramai formato anziché raggiungere le sedi che necessitavano di personale portuale rientra nei rispettivi comandi dove prestava servizio prima del corso, cioè: Asti, Como, Varese, Brescia, Milano, Modena, Bologna, Arezzo, Firenze, comandi che certamente non hanno porti dove poter esercitare le mansioni per cui il personale in questione è stato formato. Nel frattempo il Dipartimento VV.F., oltre ad non assegnare il personale a Civitavecchia e Gaeta divulgava la circolare di mobilità che apre le porte di casa ai neo-specialisti. Ora noi non ce la prendiamo con dei lavoratori che, datagli la possibilità, cercano di tornarsene a casa o nelle vicinanze, ma con una amministrazione che prima spende decine di migliaia di euro per formarli e subito dopo è pronta a trasferirli senza curarsi del vuoto di organico che lasceranno. Va aggiunto che nella stessa circolare del Dipartimento viene scritto a chiare lettere che il personale che non ha turn-over non può essere messo in mobilità, e in questo caso non ci sarà nessuno che li rimpiazzerà..Preso atto di quanto la Direzione Centrale per le Risorse Umane si apprestava a fare, la RdB-CUB (lunica organizzazione sindacale ad averlo fatto!) ha scritto immediatamente al Capo Dipartimento Prefetto Giuseppe Pecoraro senza avere nessuna risposta; anche se pochi giorni dopo, ed esattamente il giorno 13 febbraio u.s. esce una nota delle Risorse Umane che assegna finalmente a Roma (Civitavecchia) e Latina (Gaeta) i neo-specialisti portuali. Il giorno 14 febbraio, sempre dallo stesso ufficio, esce unaltra nota che differisce a 10 marzo p.v. lassegnazione di alcuni di loro. Ciliegina sulla torta, il giorno 15 febbraio esce unennesima nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane che manda a casa (Livorno, Sassari, Napoli) quasi totalità dei neo-specialisti che hanno svolto un apposito corso per coprire le carenze di portuali nei due porti Laziali. Crediamo che questo sia lo specchio che riflette lennesimo sconsolante episodio di disorganizzazione di un Dipartimento che ha uffici che lavorano a danno di altri, causando una discontinuità del servizio portuale in due realtà così importanti per il traffico navale, a causa della sottrazione di personale appositamente formato. 21 febbraio 2008 - La Tribuna di Treviso Rdb-Cub attacca i confederali ASOLO - Rappresentanze dei lavoratori dellUlss 8, polemica tra i sindacati. Rdb-Cub attacca i confederali: «Ci tagliano fuori dal tavolo delle trattative». La lite scaturisce dallassemblea dei 45 eletti Rsu dellUlss 8, riunitasi martedì. I sindacati di base, infatti, chiedevano di aumentare il numero di componenti della delegazione trattante, lorgano che rappresenta i lavoratori dellazienda sanitaria locale di Asolo, Castelfranco e Montebelluna nelle trattative com lamministrazione, in modo da poter rientrare nellorgano. E proprio su questo punto cè stata la rottura. «La nostra proposta di allargare il numero dei delegati, sostenuta anche dal Nursind Gup, sindacato infermieristico, però è stata fortemente osteggiata da numerosi componenti delle altre sigle presenti (Cgil, Cisl, Uil e Fials), che hanno a loro volta proposta e votato a maggioranza una modifica ancor più peggiorativa. - recita una nota Rdb-Cub - Saranno solo due coordinatori, eletti fra di loro, che andranno a discutere le problematiche aziendali in amministrazione, mentre la delegazione trattante viene di fatto delegittimata e perde la sua vera funzione». Una scelta definita «antidemocratica» e dettata da «autoritarismo sindacale» nel comunicato, firmato dai due delegati Rdb dellUlss 8 Michele Favaro e Raffaella Cattarin, oltre che dal responsabile sindacale Federico Martelletto. «Vale la pena ricordare che Nursind Gup e Rdb hanno 14 delegati su 45, cioè un terzo. - affermano - Con questa decisione si tagliano fuori dalla rappresentanza circa 600 lavoratori».(l.z.) 21 febbraio 2008 - La Nazione DOPO LINCENDIO IN VIA DI
RIPOLI Firenze - «RIVOGLIAMO TUTTO». Stanno portando avanti la
loro battaglia i cittadini del quartiere 3 per la riapertura del distretto sociosanitario
di via di Ripoli, distrutto da un incendio nel maggio scorso. Dalla loro parte, le
Rappresentanze sindacali di base della federazione Pubblico impiego. Dopo avere raccolto
mille e duecento firme, il capitano della battaglia, lex partigiano Giorgio Pacini,
ha inviato una lettera alle autorità sanitarie con la richiesta di chiarimenti sul futuro
del distretto e soprattutto dei servizi che forniva, dalle analisi del sangue alla
prenotazione delle visite mediche. A Pacini fa capo anche un comitato di cittadini, nato
proprio per difenedere i diritti degli utenti costretti a rivolgersi a strutture più
lontane e dunque scomode (soprettutto per gli anziani) per ottenere i servizi. 21 febbraio 2008 - Il Giornale di Vicenza IN AULA. Diffamazione alle Aim Vicenza - I sindacalisti Nicola DallOsto e Mario
Ghirardello, rispettivamente di Cisl e Rdb-cub, non si battono il cinque quando si vedono
in Aim. Non a caso ieri erano su banchi avversari in tribunale dove Ghirardello, 45 anni
(avv. Matteo De Meo), via Arnaldi, è accusato di diffamazione e minacce verso il collega
che si è costituito parte civile con lavv. Angelo Butera. 21 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino Cinquanta studenti dei collettivi sfilano in centro Bologna - «LA SCUOLA siamo noi», urla lo striscione di apertura del corteo contro tutte le politiche scolastiche attuate sino ad oggi. Dietro il lenzuolone, una cinquantina di studenti degli istituti medi superiori dei collettivi Iskra, Csp e Out Share. A rimpinguare le file dei contestatori ci sono anche una dozzina di anarchici del Collettivo sfumature di Reggio Emilia. Malgrado i numeri, i collettivi non rinunciano a sfilare, bloccando il traffico lungo le vie Indipendenza, dei Mille, Marconi, Ugo Bassi e Rizzoli. Automobili e motorini fermi fino allarrivo, dopo unora e mezzo di passeggiata, alle 11,45, in piazza Maggiore. Colonna sonora: dai 99 Posse ai Ricchi e poveri. Solo alla partenza, in piazza XX Settembre, si fanno vedere Tiziano Loreti, segretario di Rifondazione comunista, Rossella Giordano, consigliera dello stesso Prc, e Massimo Betti, coordinatore delle Rdb. Due le bandiere del sindacato di base che hanno sfilato. |