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Il Sindacato di Base e Indipendente

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28/02/08

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dicono di noi - le notizie
dall'11 al 20 febbraio 2008

20 febbraio 2008 - Omniroma

RDB-CUB: ARES AFFIDA A PRIVATI FORMAZIONE SU DEFIBRILLATORI

(OMNIROMA) Roma, 20 feb - «È l'ultimo regalo ai privati dell'ex direttore generale del 118 prima di andare al S. Andrea: nell'impossibilità di svolgere in proprio il monitoraggio dei defibrillatori, consegnati a soggetti ed istituzioni laiche, e la relativa formazione del personale che dovrà utilizzarli, l'Ares 118, su indicazione del proprio direttore sanitario, affida il tutto all'Asest, società a responsabilità limitata». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Oltre a non svolgere in proprio un servizio finanziato da una Legge regionale - dichiara Cristina Girardet del coordinamento Rdb-Cub del 118 - l'Ares lo affida ad una società privati che si è costituita solo alcuni mesi prima della delibera ed non utilizza gli specifici fondi per sviluppare in proprio il delicato compito». «Al contrario di chi vorrebbe un Piano di Rientro dal Deficit spalmato su più anni - prosegue Girardet - crediamo che sia giunta l'ora di affrontare e risolvere il problema degli appalti che producono solo spreco di risorse, precariato e arricchimento delle imprese». «Su questa vicenda - conclude la nota - è stata presentata una interrogazione regionale dal consigliere Giuseppe Mariani, finalizzata anche a comprendere perché, mentre si continua a parlare di risparmio in Sanità, non si assuma come elemento strategico il controllo ed il monitoraggio degli appalti e delle esternalizzazioni dei servizi ai privati».

TEATRO OPERA, RDB-CUB:BASTA CON SPERPERI E ASSUNZIONI CLIENTELARI

(OMNIROMA) Roma, 20 feb - «La Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, a cui fanno capo il Teatro dell'Opera ed il Teatro nazionale, nonostante una produzione negli ultimi anni più che raddoppiata, ha ancora una pianta organica di 630 lavoratori, tra personale tecnico e personale artistico, che risale al 1997. Da questa carenza di organico deriva la cronica condizione di circa cento lavoratori precari, inseriti a tempo determinato a seconda degli impegni della produzione e delle rappresentazioni in cartellone». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Un accordo stipulato anni addietro fra sindacati confederali e la direzione del Teatro - prosegue la nota - prevedeva di inserire i precari in due liste (lista A e lista B) dalle quali attingere, mediante un meccanismo di scorrimento, per la stabilizzazione a tempo indeterminato di questi lavoratori. I dipendenti precari e stabili della Fondazione, che si sono organizzati con le RdB-Cub, denunciano come anche quest'anno, all'approssimarsi delle procedure di stabilizzazione per qualche decina di precari, si stia verificando uno stravolgimento delle graduatorie per consentire la gestione clientelare delle assunzioni, con nominativi che senza ragioni oggettive avanzano di posizione e nuovi nominativi che appaiono in ottime posizioni, in gran parte sponsorizzati da protagonisti prevalentemente di parte sindacale. I dipendenti denunciano inoltre uno sperpero di risorse pubbliche nelle gare di appalto per l'allestimento di opere in cartellone che, se messe in cantiere per tempo, potrebbero essere realizzate con le professionalità delle maestranze interne, sia stabili che, purtroppo, precarie». «Si smetta di mercanteggiare posti e favori, oltretutto sperperando denaro pubblico - dichiara Pio Congi della Federazione nazionale Rdb-Cub - I lavoratori con le Rdb-Cub chiedono un confronto serio sulla rideterminazione della pianta organica a fronte degli impegni reali del Teatro che, una volta ridefinita, permetta un piano di stabilizzazioni certo e concordato alla luce del sole e con tutte le parti in causa. Si finisca pure nella pratica di affidare consulenze costosissime a professionisti che nulla apportano al Teatro, e si spendano meglio i soldi per le stabilizzazioni dei lavoratori precari. Senza l'apertura di questo indispensabile confronto con le Rdb-Cub si profilerà la mobilitazione dei lavoratori del Teatro dell'Opera, che potrebbe anche mettere a rischio le prossime produzioni in cartellone».


20 febbraio 2008 - Ansa

SANITÀ: LAZIO; RDB, AI PRIVATI FORMAZIONE DEFRIBILLATORI

(ANSA) - ROMA, 20 FEB - «Nell'impossibilità di svolgere in proprio il monitoraggio dei defibrillatori, consegnati a soggetti ed istituzioni laiche, e la relativa formazione del personale che dovrà utilizzarli, l'Ares 118 del Lazio, su indicazione del suo direttore sanitario, affida il tutto all'Asest, società a responsabilità limitata». Lo ha detto Cristina Girardet del coordinamento RdB-CUB del 118. «Oltre a non svolgere in proprio un servizio finanziato da una legge regionale - ha proseguito Girardet - l'Ares lo affida ad una società privata che si è costituita solo alcuni mesi prima della delibera e non utilizza gli specifici fondi per sviluppare in proprio il delicato compito». «Al contrario di chi vorrebbe un Piano di rientro dal deficit spalmato su più anni - prosegue Girardet - crediamo che sia giunta l'ora di affrontare e risolvere il problema degli appalti che producono solo spreco di risorse, precariato e arricchimento delle imprese.


20 febbraio 2008 - Dire

TRENI. ATTACCO' LA FIT-CISL, RUSSO (RDB) RINVIATO A GIUDIZIO
GUP LO RINVIA A GIUDIZIO PER I VOLANTINI SU SICUREZZA IN GALLERIA

(DIRE) Bologna, 20 feb. - Si fara' il processo ad Alberto Russo, il delegato della Cub-Rdb Trasporti querelato dal collega Teodoro Pappalardo, responsabile del settore ferrovieri della Fit-Cisl dell'Emilia-Romagna. Lo ha deciso il gup Gabriella Castore, che al termine dell'udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per Russo con l'accusa di diffamazione a mezzo stampa. La prima udienza e' fissata per il 14 maggio. Oggetto della querela: quattro volantini diffusi dal sindacalista di base nel 2003 e nel 2006. I primi tre riguardano la sicurezza dei lavoratori impegnati nella grande galleria dell'Appennino, sulla linea Bologna-Prato. L'ultimo (a firma non di Russo ma della Cub-Rdb) boccia un accordo sulle condizioni lavorative sottoscritto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Orsa. Pappalardo ha spiegato cosi' la decisione di portare tutto in Tribunale: se si entra in "un contesto in cui si parla di 'corruzione', di 'ladro o non ladro', di 'affiliato con l'azienda' o di 'capo', questo c'entra poco con la dialettica sindacale". Ad impedire il processo non sono servite le 350 firme raccolta tra i lavoratori delle Ferrovie dello Stato per esprimere solidarieta' a Russo e condanna dell'utilizzo dello strumento della querela. Due giorni fa, in conferenza stampa, la Cub-Rdb aveva criticato fortemente l'iniziativa di Pappalardo. "Un episodio tra i tanti di ordinaria repressione- sono le parole di Luigi Marinelli, dell'esecutivo regionale- che non vogliamo inquadrare come una questione solamente giudiziaria, ma che rappresenta l'ennesimo attacco ai diritti dei lavoratori". Lo stesso Russo, invece, aveva sottolineato che "almeno nel mondo della ferrovia e' la prima volta che succede. Siamo preoccupati che possa diventare un precedente". E a rischiare un altro processo e' proprio Russo. Infatti, come spiega il legale di Pappalardo Stella Pancari, la querela risale al gennaio 2007 ma da allora Russo avrebbe continuato a diffamare il sindacalista della Cisl. Tre episodi (novembre e dicembre 2007 e poi di nuovo nel gennaio di quest'anno) al centro di una seconda denuncia. E siccome l'avvocato di Russo, Mario Marcuz, ha scelto di non unificare i procedimenti, si attende un'altra udienza preliminare.

SCUOLA BOLOGNA. MANIFESTAZIONE FLOP, MENO DI 100 IN CORTEO
COLLETTIVI IN PIAZZA CONTRO TAGLI, PRECARIATO, FONDI A PRIVATE

(DIRE) Bologna, 20 feb. - Ci hanno lavorato a lungo, hanno elaborato un documento di quasi 15 pagine, chiamato i "colleghi" da altre province, organizzato un'assemblea preparatoria ieri, ma la manifestazione e' stata sostanzialmente un flop. Gli studenti del collettivo Iskra, insieme a quelli di Out share e Csp (Comitato in difesa del la scuola pubblica) di Bologna, assieme ad altri collettivi di Parma, Reggio Emilia e Rimini e Cub scuola, stamane alle 9 si sono ritrovati in piazza XX settembre a Bologna, davanti alla sede dell'Ufficio scolastico regionale per protestare contro i tagli ai fondi, i debiti delle scuole, i finanziamenti alle private, la precarieta'. Verso le 9.45 non erano neanche in 60, molti meno degli agenti delle Forze dell'ordine. In piazza, tra gli altri, anche Massimo Betti responsabile delle Rdb e Tiziano Loreti, segretario provinciale del Prc di Bologna. Finiti di colorare gli striscioni ("Ai privati i crediti, a noi i debiti", "Non ci caschiamo piu'" e "La scuola siamo noi") i collettivi hanno atteso l'arrivo degli studenti di altre Province e comunque in pochi (tra i 70 e gli 80) hanno iniziato il corteo, tra le bandiere del sindacato di base Cub e anche della Fai (Federazione anarchici italiani). Dalle 10 fino alle 11.40 gli studenti hanno marciato per Bologna: in testa lo striscione "La scuola siamo noi" e un camioncino che diffondeva musica. Imboccata via Indipendenza, il minicorteo ha percorso via dei Mille, piazza dei Martiri, via Marconi, via Ugo Bassi, via Rizzoli. Gli studenti, giunti a un centinaio di metri dall'incrocio con via Indipendenza, sono sono fermati e seduti in terra per poi rialzarsi e arrivare di corsa in piazza Maggiore. La manifestazione si e' conclusa quindi davanti alla fontana del Nettuno. Durante la passeggiata, i giovani hanno ballato e cantato al ritmo della musica sparata dai whoofer del camioncino. Hanno anche urlato slogan contro i ministri Moratti e Fioroni e riscritto i refrain di canzoni di altre generazioni come "Come e' bello far l'amore da Trieste in giu'" e "Sara' perche' ti amo" che e' diventata "Sara' perche' lottiamo".

METRO' PARMA. COMITATO: PERCHE' A FIRENZE REFERENDUM SI FA?
VENERDI' PRIMA ASSEMBLEA PUBBLICA AL RIONE MONTANARA

(DIRE) Parma, 20 feb. - Come annunciato, gli oppositori alla costruzione della metropolitana, riuniti nel cartello Stopmetro, partono con una serie di assemblee pubbliche che toccheranno tutti i quartieri di Parma. L'obiettivo e' rendere noti ai parmigiani i motivi del no dell'associazione alla infrastruttura. Primo appuntamento in programma venerdi' nel rione Montanara. Lo slogan dell'iniziativa di Stop metro e' "Metropolitana di Parma: un affare per pochi, debiti per tutti". Un motto, spiegano gli aderenti in un comunicato, con cui "abbiamo iniziato in questi giorni la campagna per far arrivare a tutti i cittadini e in tutti i quartieri una informazione esauriente e veritiera sul grande inganno della metropolitana, i suoi rischi, i suoi costi, i suoi effetti sulle tasche di tutti i parmigiani". Un'azione resa ancor piu' necessaria, aggiungono, dopo "la grave decisione assunta dall'ex sindaco Elvio Ubaldi di negare l'autorizzazione al referendum abrogativo". A questo proposito, aggiungono, sul sito www.stopmetro.org e' possibile leggere i verbali delle due sedute della commissione Affari istituzionali che "ha affossato la richiesta di referendum e verificare con quanta superficialita' e assenza di motivazioni giuridicamente valide, gli esponenti della maggioranza hanno assunto questa decisione". Da qui la volonta', ribadita nella nota, di "avanzare in questi giorni il ricorso alla magistratura ordinaria". La scelta del presidente del consiglio comunale, secondo Stopmetro, e' "tanto piu' assurda a fronte di quanto accaduto a Firenze dove si e' regolarmente tenuto un referendum sul progetto di tramvia di superficie". Perche' a Firenze e' possibile quello che a Parma viene negato? Di cosa hanno paura i nostri amministratori? Domandano gli oppositori del cartello di sigle che comprende, tra gli altri, i partiti della Sinistra l'Arcobaleno Verdi, Pdci, Sd e Prc e associazioni come Parmaincomune, la Fiom Cgil e le Rdb-Cub.


20 febbraio 2008 - Toscana TV

'Riaprite il distretto in via di Ripoli'

Firenze - Cobas all'attacco della Asl. Un incendio sviluppatosi nei locali del distretto sanitario di via Ripoli a Firenze costrinse l'Asl a decretarne la chiusura. Le molteplici attivita' che vi si svolgevano sono state temporaneamente affidate al presidio di via D'Annunzio, all'Iot, a Ponte a Niccheri e a Santa Monaca, mentre i prelievi di sangue sono stati esternalizzati alla Misericordia, Cup e servizi specialistici. In Italia, pero, si sa niente e' piu' stabile del temporaneo e percio dopo molti mesi il distretto sanitario di via di Ripoli e' rimasto chiuso. Per questo i sindacati di base Rdb/Cub protestano lamentando anche la costosita' dei servizi da all'esterno. 'La riduzione dei servizi rappresenta un fatto gravissimo - spiega Giorgio Pacini, Rdb/Cub -, che lede il diritto dei cittadini a vedersi garantito un bene essenziale quale la salute, mette in difficolta' gli anziani e le famiglie disperdendo inoltre grandi professionalita'. Si legge fra le righe che secondi i Cobas si e' approfittato dell'incendio per privatizzare in certo qual modo la sanita'. Per esplicitare questa protesta i Cobas hanno indetto un'assemblea pubblica venerdi' 22 febbraio alle ore 17,30 al Circolo ricreativo Arci Boncinelli.


20 febbraio 2008 - Il Vicenza

Il corteo. I sindacati di base Rdb-Cub contestano gli accordi e lamentano la mancanza di aumenti di stipendio
I dipendenti pubblici all'attacco protesta sul rinnovo contrattuale
Criticate Cgil, Cisl e Uil. Raniero: «Dobbiamo tornare a manifestare come nel 1968»
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Vicenza - Più soldi in busta paga e subito. Altrimenti sarà guerra aperta. È questo in sostanza il dictat dei lavoratori del pubblico impiego che ieri hanno manifestato da corso Palladio fino al ponte degli Angeli. (con un ingente seguito di forze dell'ordine in tenuta antisommossa). La protesta (organizzata dai sindacati di base Rdb-Cub) verte sul rinnovo contrattuale e sull'aumento di stipendio deciso a livello nazionale per i lavoratori impiegati nelle pubbliche amministrazioni. "In questo modo non è possibile vivere - spiega il segretario provinciale di Rdb-Cub Germano Raniero - Dobbiamo ricordarci delle lotte effettuate nel '68 e ripercorrere la storia per ottenere i nostri diritti di lavoratori". A protestare ieri c'erano i dipendenti del Comune, delle agenzie fiscali, dell'università e della sanità pubblica. L'aumento dello stipendio c'è stato "ma è inaccettabile ricevere 106 euro spalmati in tre anni e che vedremo a dicembre 2008 - prosegue Raniero - contando che il costo della vita è aumentato e ci servirebbe un aumento di almeno 300 euro". L'invito che arriva dai sindacalisti nei confronti dei lavoratori è di alzare la voce e di non rimanere fermi ad accettare "le decisioni prese dall'alto". "Dobbiamo riprendere il coltello dalla parte del manico", commenta Raniero. La vertenza ruota attorno all'accordo firmato tra ministero e Cgil-Cisl e Uil, secondo cui l'aumento contrattuale viene spalmato in tre anni: "In pratica in questo modo il nostro contratto da biennale passa a triennale, questa condizione non può esistere". Duri sono stati infatti gli attacchi delle tre sigle confederali: "Siamo stati traditi da Cgil, Cisl e Uil - attacca una dipendente del Comune - hanno lavorato solo per il loro bene e non per quello dei lavoratori". In Comune ci sono circa mille dipendenti, per l'Ulss i numeri aumentano (circa tremila), mentre per quanto riguarda le agenzie delle entrate sparse nel territorio della provincia si parla di almeno seicento dipendenti che molto spesso fanno fatica ad arrivare alla fine del mese.(MA.S.)

La chiave
1 Gli impiegati comunali
Sono circa un miglialio i dipendenti al lavoro nei vari settori di palazzo Trissino. Di questi gli iscritti al sindacato di base Rdb-Cub sono ottanta. «Un numero che aumenta di giorno in giorno, perchè i lavoratori hanno capito che noi lottiamo per salvaguardarci».

2 «Due anni senza aumenti»
Il sindacato di base protesta contro gli accordi stipulati a livello nazionale che prevedono l'arrivo dell'aumento in busta paga a dicembre 2008, cioè 26 mesi dopo la stipula dell'ultimo contratto.

3 Inflazione e salari
Secondo i dati dell'Eurispes, il potere d'acquisto in Italia è diminuito del sedici per cento nel giro di otto anni. Rdb-Cub considera inadeguato l'aumento di106 euro concesso.


20 febbraio 2008 - Libero

Non riescono a pagare l'affitto Ogni giorno 25 sgomberi
di NICOLETTA ORLANDI POSTI

Roma - Circa 20mila famiglie romane rischiano di perdere la casa entro la fine dell'anno. Più di 2.700 hanno lo sfratto esecutivo. Oltre 25mila sono attualmente in attesa dell'assegnazione di una casa popolare, il tutto, mentre sull'intero territorio capitolino risultano essere presenti circa 115mila alloggi sfitti. Il problema casa diventa ogni giorno più grave a Roma e si sta estendendo ormai anche ai ceti medi. Il precariato, ma anche il mancato adeguamento dei salari rispetto all'aumenta to costo della vita, le pensioni troppo basse, hanno aumentato a dismisura il numero dei soggetti investiti da quella che comunemente viene definita "emergenza abitativa", ma che in realtà è un'emergenza sociale vera e propria. Con le istituzioni che non riescono a dare risposte immediata e annunciano soluzioni a lungo termine a chi vive oggi il dramma di trovarsi dalla mattina alla sera in mezzo alla strada, senza un tetto dove far dormire i propri figli o i propri genitori anziani. «Ogni giorno», denuncia Guido Lanciano, segretario provinciale di Roma dell'Unione Inquilini, «vengono eseguiti 25 sfratti per morosità. Ci sono molte famiglie che non avendo alternativa sono costrette ad accedere ad affitti troppo alti per i loro redditi. Pagano per qualche mese e poi non ce la fanno più. E allora arriva lo sfratto che nessuno provvedimento e nessun giudice può bloccare». Purtroppo queste famiglie non si salveranno dallo sgombero neanche se venisse approvato dal Parlamento il decreto sulla proroga degli sfratti, contenuto all'interno del decreto «Mille proroghe». «Così com'è stato formulato», spiega Paolo Di Vetta, dell'Asia RdB, «beneficerà del provvedimento solo il 20% delle famiglie. Abbiamo chiesto ai capigruppo di maggioranza e opposizione di modificare il decreto allargando le maglie». «A Roma», aggiunge Mario Fontana del Comitato Obiettivo Casa, «si continua a sfrattare senza nessuna protezione per le categorie "protette" come gli anziani e gli invalidi». Anziani ed invalidi come quelli che vivono in via dei Colli Portuensi e che hanno partecipato ieri al sit-in organizzato dall'Asia RdB in piazza Montecitorio. Presidio che ha visto la numerosa presenza anche degli occupanti del Regina Elena, di Corso Italia e di via Volontè, nel IV municipio, e di parecchie delle quarantacinque famiglie che abitavano nelle case dell'XI Ponte del Laurentino 38, che dall'apri le 2006 vivono "provvisoriamente" nei monolocali di trenta metri quadri al Parco Hotel Residence Costanza, al Km 15,00 di via Colombo. Mentre queste persone chiedevano al Parlamento di veder loro riconosciuto il sacrosanto diritto alla casa, Alleanza nazionale lanciava, da un convegno organizzato in Campidoglio, alcune proposte per far fronte all'emergenza abitativa. «La casa è un valore sociale che va garantito soprattutto ai giovani e agli anziani», ha detto Gianfranco Fini dalla Protomoteca, «è collegata alla famiglia e con essa costituisce un binomio fondamentale della nostra società». Ecco allora le proposte. Per chi ha la possibilità di comprare un appartamento Fini assicura l'impegno del Pdl per «abolire l'Ici sulla prima casa che non produce reddito e innalzando la soglia della detraibilità dei mutui nella dichiarazione dei redditi». Per coloro che invece non si possono permettere una casa di proprietà il presidente della federazione romana di An, Gianni Alemanno lancia un grande piano casa che «punti a costruire 100mila alloggi di edilizia economico-popolare, di case a riscatto e di edilizia per l'affit to a canone controllato». Secondo Alemanno per realizzare questo piano bisogna concentrarsi in tre direzioni: «Concentrare risorse pubbliche nelle prossime tre leggi finanziarie. Costruire un grande patto con i comuni delle grandi aree metropolitane e con le parti sociali per reperire aree edificabili a costo zero. Infine impegno della finanza privata e delle fondazioni bancarie per reperire risorse finanziarie necessarie ad attivare un grande numero di mutui sociali per le case a riscatto». Fabio Rampelli, invece, vorrebbe che si facesse chiarezza, una volta per tutte, sull'ammontare della crisi abitativa che grava su Roma. Esistono infatti parametri tra loro confliggenti: da un lato la penuria di alloggi denunciata dalle giovani coppie, dall'altro la crescita zero e il trasferimento dei residenti romani verso l'hinterland che persiste almeno da dieci anni. «Nel caso in cui la carenza di alloggi fosse confermata», spiega Rampelli, «occorrerebbe un programma di edilizia sociale, inquadrato in un piano di riqualificazione delle periferie attraverso il metodo della sostituzione edilizia. Si tratta cioè del modello francese che, riveduto e corretto, è stato riproposto in un disegno di legge che prevede la nascita di un'agenzia nazionale per il rinnovamento urbano. Nell'altro caso occorre provvedere in tempi immediati a un patto d'onore con le forze imprenditoriali e immobiliari per mettere immediatamente sul mercato le migliaia di alloggi tenuti sfitti. In caso contrario», tuona Rampelli, «un'amministrazione comunale autorevole dovrebbe aumentare l'Ici sulle case sfitte. Il principio ispiratore deve essere quello di combattere chi fa speculazione immobiliare».

L'ASIA RDB CONTRO L'ATER

L'Asia-RdB ha protestato ieri in via Faleria 44 contro la cattiva gestione dell'Ater. Discusso l'aumento dei canoni d'affitto per sanare il debito, la mancanza di manutenzione ordinaria degli alloggi e l'in capacità di relazione con gli assegnatari delle case popolari. Alla fine il sindacato ha ottenuto l'impegno dell'Ater a ristabilire un contatto diretto con gli inquilini.(omni)


20 febbraio 2008 - Il Gazzettino

RDB CUB
di Enrico Soli

Vicenza - Rdb-Cub critica la triplice ed esige subito aumenti e arretrati attesi da 26 mesi. I sindacati di base ieri sono scesi in piazza per chiedere il rinnovamento immediato della sola parte salariale del contratto senza aspettare il 2009. Fermo restando che i lavoratori non ritengono giusta neppure la parte normativa. Si è trattata di una mobilitazione a livello nazionale che ha interessato oltre 1 milione e mezzo di lavoratori della sanità, degli enti locali, di Ipab, agenzie fiscali, università e ricerca, tutti dipendenti che attendevano un adeguamento dello stipendio dal dicembre del 2005 e che si sono visti spalmare l'aumento (un centinaio di euro lordi) su tre anni (l'ultima trance arriva infatti a fine 2008). A Vicenza Germano Raniero ha radunato gli iscritti ai Chiostri di Santa Corona per fare il punto della situazione, quindi la mobilitazione è proseguita con un corteo formato da una cinquantina di persone che ha raggiunto Ponte degli Angeli tra bandiere e striscioni: "Salari europei", " I prezzi vanno su e gli stipendi vanno giù", "Aumenti e arretrati subito!". Sferzante l'attacco di Patrizia Cammarata, dipendente comunale nota in città per essersi candidata alle ultime elezioni provinciali e per essere la portavoce del comitato di "Vicenza Est" contro il Dal Molin: «Ad oggi continuiamo a vivere con i prezzi del 2008 e con gli stipendi del 2000, come ha certificato pochi giorni fa la Banca d'Italia. Cgil Cisl e Uil hanno ricattato i lavoratori spingendoli alla rassegnazione: invece bisogna reagire. Noi siamo militanti e i nostri iscritti aumentano: gli altri sindacati invece hanno tanta burocrazia. Società che concedono mutui e prestiti si fanno avanti ormai giornalmente perché sanno in che condizioni ci troviamo a vivere». «Dobbiamo svegliarci», hanno confermato i colleghi della Cammarata iscritti a Rdb Cub (circa un ottantina su un migliaio di dipendenti comunali). «In Comune lavoriamo con un pessimo dirigente e pessimi contratti, eppure qui ci siamo ritrovati in pochi». «Forse sono l'unico tra i presenti ad aver fatto il '68», ha detto Raniero. «Quaranta anni fa non è che i lavoratori stessero meglio di adesso ma avevano una prospettiva. Adesso non è così: il coltello dalla parte del manico ce l'hanno i 'paroni'. Gli aumenti del contratto triennale sono del tutto insufficienti a garantire la difesa del potere di acquisto. E per fortuna solo pochi hanno aderito ai fondi pensione».


20 febbraio 2008 - Liberazione

Torino. Conferenza stampa del convegno promosso dai sindacati di base...

Torino - Conferenza stampa del convegno promosso dai sindacati di base In bilico tra sicurezza e lavoro domani alle 12 Cub di corso Marconi 34. Con lavoratori e delegati sindacali e con Raffaele Guariniello Magistrato del Lavoro, Sergio Bonetto esperto di Diritto del lavoro, Gian Piero Colore dell'Ispettorato provinciale del Lavoro di Torino, Giovanni Maccarino dell'esecutivo nazionale Cub Vigili del Fuoco, Paolo Mello coordinatore Cub dell'Ispettorato Spresal, Giorgio Peruzio dirigente regionale Ispettivo Inps e Gina Vanore Rsu/Rls-Cub e ispettrice Inail.


20 febbraio 2008 - Corriere della Sera

Convegno Fini in Campidoglio
Emergenza alloggi Ecco il piano di Alleanza nazionale

Roma - Emergenza casa bipartisan. Sul tema s'inseguono destra capitolina e sinistra dei movimenti. L'una e gli altri sperando, comunque, in un decreto antisfratto che dia loro il tempo di organizzare strategie di lungo termine, visto che nel breve, c'è spazio solo per l'ufficiale giudiziario. Ma neppure l'ex giunta capitolina, all'alba elettorale, intende mollare l'argomento, tanto che presenterà domani i dati aggiornati sulle famiglie in graduatoria e altri servizi in tema.
In mattinata convegno di An in protomoteca («Emergenza casa: il diritto negato») mentre, nel pomeriggio, sit-in in piazza Montecitorio indetto da Asia-Rdb (Coordinamento lotta per la casa e il Comitato obiettivo casa tra gli aderenti) a testimoniare che per la città il problema è primario.
«Abolire l'Ici sulla prima casa e rendere più agevoli i mutui innalzando la soglia della loro detraibilità nella dichiarazione dei redditi» propone Gianfranco Fini alla platea della protomoteca, lasciando a Gianni Alemanno il compito di «romanizzare » la questione: «costruire 100 mila alloggi di edilizia economico -popolare a riscatto come pure edifici per l'affitto a canone concordato ». Sarebbero sufficienti tre anni dice Alemanno. Meglio se, con l'occasione, si abbattono anche quartieri mostro sul modello collettivista come Corviale e Laurentino 38. Mentre Marco Marsilio, capogruppo di An in comune, taglia corto sull'esperienza Ater: «Possiamo anche fare autocritica per gestioni trascorse, peraltro ereditate ma la questione non cambia. L'Ater è talmente in crisi che pensare di risollevarla con le vendite...Insomma, se regalassimo oggi tutte le case popolari agli inquilini, be' le casse Ater ne guadagnerebbero comunque».
A Montecitorio i movimenti romani che lottano per l'emergenza abitativa ricordano che nella capitale sono 2.700 le famiglie a rischio sfratto. Il «Milleproroghe» in discussione, contiene un rinvio degli sfratti «per fine locazione» (fino al 15 ottobre). Sindacati e movimenti puntano ad incassarlo da subito. «Già oggi scriveremo ai commissariati -annuncia Paolo Divetta, Asia Rdb- perchè la volontà politica espressa dall'esecutivo uscente venga recepita da subito e non venga concessa la forza pubblica nell'eseguire provvedimenti di sfratto».(Il.Sa.)


20 febbraio 2008 - La Nuova Venezia

BALLO’: LA LUNGA BATTAGLIA DEI LAVORATORI
Cooperativa Ideal Service, dopo gli scioperi c’è l’accordo

BALLO’ - Nei giorni scorsi è stato firmato un accordo dall’Adl-Cobas e la cooperativa Ideal Service di Ballò per quanto riguarda il ripristino dell’orario normale di lavoro. Nei mesi scorsi la cooperativa era stata al centro delle contestazioni dei lavoratori, in gran parte immigrati extracomunitari, che si lamentavano per le difficili condizioni di lavoro. A partire dal marzo del 2007, in conseguenza dell’avvio di tutta una serie di prescrizioni che la Provincia di Venezia aveva richiesto all’Ideal Service, si era arrivati ad una forzata riduzione dell’orario di lavoro in quanto la Provincia aveva imposto una riduzione delle tonnellate di produzione al giorno. Sembrava inizialmente che questo complesso iter di adeguamento dell’impianto di Ballò alle norme in materia di smaltimento e selezione dei rifiuti, potesse essere concluso entro l’estate. Così non è stato. Dopo tante proteste però nei giorni scorsi si è arrivati ora ad accelerare i tempi del ripristino delle 40 ore settimanali e a sottoscrivere un accordo che è un importante passo avanti per i lavoratori e che prevede, tra l’altro: 1) all’interno del turno di 8 ore vi sarà una pausa di 20 minuti; 2) La cooperativa Ideal Service si impegna a riconoscere il premio di produzione relativo ai mesi di ottobre, novembre, dicembre 2006; 3) La cooperativa riconosce il diritto ad usufruire di 40 ore di permessi non retribuiti, corrispondenti ai ROL che vengono utilizzati per la pausa; 4) Viene stabilito, in deroga al contratto nazionale Multiservizi, di erogare un premio di produzione, in parte legato alla presenza, di 300 euro annui da pagarsi in due tranches, a luglio e a dicembre. 5) Viene cancellata la richiesta di Ideal Service di effettuare due sabato obbligatori. Il lavoro al sabato è facoltativo, è verrà pagato con la maggiorazione del 25%. (f.fur.)


20 febbraio 2008 - Il Quaderno

Benevento: niente stipendi ai dipendenti dei consorzi, la protesta delle RdB/Ambiente

Benevento - Piero Mancini, coordinatore provinciale delle Rappresentanze di Base – Sezione Ambiente, ha attaccato il Commissariato dei rifiuti in Campania sulla vicenda degli stipendi agli operatori del tre consorzi che operano in provincia di Benevento.In particolare, il sindacalista ha denunciato che i lavoratori rischiano di non percepire lo stipendio a partire da questo mese. La situazione si è venuta a creare in quanto il Commissariato ha affidato la pratica ai Comuni che però non hanno stipulato i contratti. "Mentre a parole tutti vogliono la raccolta differenziata – ha dichiarato Mancini -, nei fatti vi sono atteggiamenti diversi che influiranno negativamente sulle condizioni economiche di centinaia di famiglie in una provincia in cui la disoccupazione è un male endemico". "Chiediamo la stabilizzazione immediata e il rafforzamento dei consorzi – ha concluso il sindacalista – dotandoli degli automezzi necessari per raggiungere il 40% di raccolta differenziata come prevede la legge".


20 febbraio 2008 - La Stampa

LA STORIA
di Pierangelo Sapegno

Se c’è un terremoto in Italia dobbiamo prima chiedere il permesso ai sindacati: possiamo intervenire? Se è di giorno, forse. Se è di notte, apriamo un tavolo. In ogni caso, niente esercitazioni, «se non dopo adeguate contrattazioni decentrate», come hanno scritto nero su bianco, con tanto di firme e punti esclamativi, le 5 organizzazioni sindacali, contro Guido Bertolaso e i suoi modi iperattivi.
Per raccontare il nostro Paese, a volte basta una lettera come questa, spedita il 12 febbraio al Segretario Generale di Palazzo Chigi e al Capo della Protezione Civile, una pagina di tre capoversi stile Comintern, con il suo linguaggio stentato, il suo senso arrugginito, il suo burocratese assurdo, tanto sgrammaticato quanto protervo: «... invitiamo che ogni azione relativa a esercitazioni, incarichi e/o composizioni di gruppi di intervento siano sospesi fin quando non siano sottoposti all’approvazione secondo l’iter legale vigente».
Cioè, non si può far niente senza il benestare del sindacato.
Fra le storie di ordinaria burocrazia questa è la più incredibile. Il fatto è che la Protezione Civile di Guido Bertolaso fa le esercitazioni per i terremoti, che sono l’unico modo per fare prevenzione. Come tutte le simulazioni ben fatte dovrebbero essere senza preavviso e senza orari, di giorno e di notte, perché è il terremoto che è fatto così, che può arrivare in qualsiasi momento senza mai dirlo a nessuno prima. E’ questo che non va bene ai sindacati. Una questione di orari, di superlavoro, di stress, e poi di chissà quante altre beghe, perché la burocrazia è come un grosso edificio con le sue stanze chiuse che non si possono aprire. Loro si appellano al contratto, Titolo III, articoli 8 e 9, a quella prigione di gabbie, di schemi e di codicilli, che non guarda in faccia a niente, neanche alla vita e alla morte, alle tragedie che ci possono distruggere, o alla salvezza che possiamo trovare. L’hanno firmata tutti, quella lettera, nessuno escluso: Cgil, Cisl, Uil, Flp, Rdb. Così quando Bertolaso ha incontrato uno a uno i suoi 700 dipendenti per spiegare che avrebbero fatto una esercitazione per capire dove intervenire, che cosa migliorare e di che cosa ci fosse ancora bisogno, loro hanno subito preso carta e penna per protestare: «Tali pratiche (le esercitazioni, ndr) non possono essere messe in atto se non dopo adeguata contrattazione decentrata».
Ricordano minacciosi che queste esercitazioni «non sono mai state sottoposte alla contrattazione sindacale come previsto dalla vigente normativa». Ma si può pensare di burocratizzare persino il lavoro sul campo? Sarebbe come imporre il limite di velocità a un pilota di Formula 1. Eppure quello che a noi sembra assurdo ad altri dev’essere apparso normale. Resta il fatto che Bertolaso l’esercitazione l’ha fatto lo stesso, la notte del 15 febbraio, lettera o non lettera. E hanno partecipato tutti i 700 dipendenti della Protezione Civile, da Aosta a Trapani, nessuno escluso e «nessuno che s’è tirato indietro». A volte, semplicemente, i lavoratori sono meglio dei loro sindacati.


19 febbraio 2008 - Omniroma

CASA, SIT-IN ASIA RDB-CUB DAVANTI MONTECITORIO

(OMNIROMA) Roma, 19 feb - Un sit-in in piazza Montecitorio organizzato dall'Asia RdB, dal Comitato Obiettivo Casa e dal Coordinamento cittadino Lotta per la casa per dire «no all'emergenza abitativa», si all'approvazione del decreto sulla proroga degli sfratti, contenuto all'interno del decreto «Mille proroghe», la cui calendarizzazione «è in discussione oggi in Aula» ha spiegato Paolo Di Vetta, dell'Asia RdB. Con striscioni «stop sfratti-sgomberi» e bandiere dell'RdB si sono dati appuntamento di fronte Montecitorio gli ex occupanti dei Ponti del Laurentino 38, i residenti dei Colli Portuensi a rischio sfratto ma anche i cittadini a rischio sgombero occupanti del Regina Elena, di Corso Italia e di via Volontè, nel IV municipio, in tutto circa 100 persone. Di fronte a loro un cordone di forze dell'ordine a presidiare la zona. «A Roma - ha spiegato Di Vetta - sono 2.700 le famiglie a rischio sfratto, il 20% di queste saranno salvate dal decreto qualora venisse approvato». Per questo motivo gli organizzatori del sit-in hanno chiesto di incontrare i capigruppo di maggioranza e opposizione per chiedere «non solo l'approvazione del decreto - ha aggiunto Di Vetta - ma anche un allargamento delle sue maglie». «A Roma - ha aggiunto Mario Fontana del Comitato Obiettivo Casa - si continua a sfrattare senza nessuna protezione per le categorie 'protettè come gli anziani e gli invalidi». Anziani ed invalidi come alcuni dei membri delle 45 famiglie, ex occupanti dell'XI Ponte del Laurentino 38, che dall'aprile 2006 vivono provvisoriamente al Parco Hotel Residence Costanza, al Km 15,00 di via Colombo. «Aspettiamo l'assegnazione di case popolari - ha spiegato Katia Kansala, portavoce degli ex occupanti del Laurentino 38 - la casa è un nostro diritto ma intanto intere famiglie vivono in monolocali di 30 metri quadrati».

VIA FALERIA, MOBILITAZIONE ASIA RDB DAVANTI SEDE ATER

(OMNIROMA) Roma, 19 feb - «Si è conclusa la mobilitazione indetta dall'Asia Rdb in via Faleria 44 per protestare contro la cattiva gestione dell'Ater, che si è tradotta in aumento dei canoni d'affitto per sanare il debito, in mancanza di manutenzione ordinaria degli alloggi e nell'incapacità di relazione con gli assegnatari delle case popolari. Durante la manifestazione sotto la sede della IV zona amministrativa, alla quale hanno partecipato un centinaio di inquilini delle case popolari, una delegazione è stata ricevuta dal responsabile dell'Ater della IV zona. La delegazione Asia RdB ha ottenuto l'impegno da parte dei dirigenti dell'Ater a recarsi presso gli immobili di Tor Vergata per un sopralluogo, in modo tale da programmare gli interventi di risanamento necessari di competenza dell'azienda. Altro impegno assunto, quello di ristabilire un contatto diretto con gli inquilini». Lo rende noto un comunicato Asia Rdb.


19 febbraio 2008 - Prima

SICUREZZA SUL LAVORO: CONVEGNO A TORINO IL 23 FEBBRAIO

(PRIMA) TORINO – Il 23 febbraio presso l’Aula Magna del Politecnico alle ore 9.00-14.00, si svolgerà un convegno sulla sicurezza sul posto di lavoro. "In bilico fra sicurezza e lavoro" è il titolo tristemente evocativo del convegno promosso dalla Federazione regionale RdB-CUB Piemonte dedicato alle problematiche della sicurezza nei posti di lavoro, ancora in sospeso nonostante i moti di indignazione da parte di tutte le parti sociali e le promesse della classe politica all’indomani della tragedia della Thyssen-Krupp. Il manifesto ufficiale del convegno ed i testi delle normative che regolano le problematiche della sicurezza sui posti di lavoro sono disponibili per il download nel formato di Acrobat sul sito http://piemonte.rdbcub.it/, dove sono inoltre scaricabili alcune sintesi dei dati statistici relativi al fenomeno delle cosiddette "morti bianche", recentemente resi pubblici da INAIL e ISTAT.


19 febbraio 2008 - Ansa

SFRATTI: SIT-IN A MONTECITORIO PER PROROGA BLOCCO

(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Un sit-in è stato organizzato questo pomeriggio in piazza Montecitorio, a Roma, da Asia-Rdb, a cui hanno aderito anche il Coordinamento lotta per la casa e il Comitato obiettivo casa per lanciare il messaggio di «approvare il decreto di proroga del blocco degli sfratti», nell'ambito delle mille proroghe, la cui «calendarizzazione - hanno detto i rappresentanti delle associazioni presenti - dovrebbe iniziare oggi». I movimenti romani che lottano per l'emergenza abitativa e che sono presenti in piazza spiegano che «nella capitale sono 2.700 le famiglie a rischio sfratto - ha sottolineato Paolo Di Vetta di Asia-Rdb -. Qualora venisse approvato il decreto così com'è sarebbero soltanto il 20% le famiglie che si salverebbero. Noi chiediamo non solo che venga approvato il decreto ma che si decida di allargare lo spettro di esso». Davanti al Parlamento sono presenti anche ex abitanti dei ponti IX, X e XI del Laurentino 38 che, da quando sono stati abbattuti i ponti, vivono in residence ed hotel e sono da allora «in attesa di un alloggio».


19 febbraio 2008 - Dire

CASA. RDB: INQUILINI PROTESTANO, ATER PROMETTE INTERVENTO

(DIRE) Roma, 19 feb. - Si e' conclusa la mobilitazione indetta dall'Asia-Rdb in via Faleria 44 per protestare contro la cattiva gestione dell'Ater. Discusso l'aumento dei canoni d'affitto per sanare il debito, la mancanza di manutenzione ordinaria degli alloggi e l'incapacita' di relazione con gli assegnatari delle case popolari. Lo comunica in una nota la stessa Asia-Rdb. "Durante la manifestazione- scrive il sindacato- sotto la sede della IV zona amministrativa una delegazione e' stata ricevuta dal responsabile dell'Ater della IV zona. Da quest'ultimo il sindacato ha ottenuto l'impegno da parte dei dirigenti dell'Ater a recarsi presso gli immobili di Tor Vergata per un sopralluogo, in modo tale da programmare gli interventi di risanamento necessari di competenza dell'azienda". Ultimo impegno assunto dall'azienda, si legge infine nel comunicato, "quello di ristabilire un contatto diretto con gli inquilini".


19 febbraio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 7 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Per la Corte dei Conti non c'è dubbio: l'indulto statistico è incostituzionale
* Il cinque per mille? E' finito in farsa
* Apat, Inaf ed equiparazioni: che pasticcio
* L'accesso agli atti? Con estrazione a sorte
* All'Inrim i precari interrompono il cda
* Multe Istat, La Repubblica altera e distorce la realtà
* Cra e criteri misteriosi
* Riposo e compenso per chi lavora 7 giorni


19 febbraio 2008 - Il Bologna

Ferrovie. Una querelle su alcuni volantini tra delegati Cisl e Cub Trasporti finisce in tribunale per diffamazione
Sindacati, una guerra tra poveri due sigle contro sulla sicurezza
Teatro della vicenda un cantiere Rfi. Domani l'udienza preliminare: probabile archiviazione
di Daniele Guido Gessa
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Bologna - Una battaglia fra delegati che si è trasformata in una guerra fra sigle sindacali. Tutto intorno alla sicurezza dei cantieri in cui opera Rfi, azienda del gruppo delle Ferrovie dello Stato. Si terrà domani la prima udienza preliminare del processo per diffamazione promosso da un dirigente della Fit Cisl, Teodoro Pappalardo, contro il delegato Cub Trasporti Alberto Russo, anche rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Al centro della querela, quattro volantini diffusi da Russo nei mesi scorsi, in cui veniva preso di mira Pappalardo e il suo operato, teso «a raggiungere accordi con l’azienda a discapito della reale volontà dei singoli dipendenti», ha spiegato Luigi Marinelli, delle Rappresentanze sindacali di base, in una conferenza stampa. Ma a stupire è proprio la querela, perché, aggiunge Marinelli, «se è così, allora il novantanove per cento dei nostri volantini potrebbe essere ritenuto illegale». Nella denuncia presentata da Pappalardo è spiegato benissimo, come prologo, che nelle diatribe fra esponenti sindacali la dialettica a volte può essere cruda e provocatoria, ma anche che questa volta si è superato il lecito, con attacchi personali che travalicano lo scontro fra diverse sigle. Ma Russo, chiaramente, si è difeso. «La querela è diventata un po’ di moda - ha spiegato alla conferenza stampa - e oggi chiunque esprima dissenso è a rischio. Basta vedere come i politici si comportano con i comici per capire dove stiamo andando. Eppure i pareri contrari sono necessari, perché, specie per quanto riguarda la sicurezza, stiamo facendo molti passi indietro. Oggi per la tutela dei lavoratori si fa il minimo indispensabile e questa viene considerata dalle aziende solo come un costo e non come un obbligo e un dovere del datore di lavoro». Al problema, poi, ha spiegato Russo, se ne aggiungono spesso altri, come il fatto che «gli stessi sindacati sono i primi nemici dei delegati. Chi decide di assumere l’incarico in un’azienda come Rfi, e più in generale nelle aziende del gruppo Fs, si rende subito conto - ha continuato Russo - che la tutela dei diritti e della sicurezza dei lavoratori trova forti resistenze non solo da parte aziendale, ma anche da parte delle altre sigle sindacali, che diventano controparte anche dei delegati e dei lavoratori stessi». A Bologna si tratta di una delle prime querele giunte a un sindacato da un altro sindacato. Solitamente, per le discussioni fra delegati e per i documenti scritti, si preferisce lasciar correre e si accettano anche i toni più duri. In questo caso, non è esclusa una richiesta di archiviazione da parte del Pm.


19 febbraio 2008 - La Nuova Venezia

MANUTENZIONE DELLE STRADE
Sit-in contro la Provincia per l’appalto dei servizi

Venezia - Gli operai delle manutenzioni delle strade provinciali dicono: «No all’esternalizzazione del servizio». L’amministrazione provinciale intende assumere sei lavoratori, più altri due in modo differito, attraverso la società Arti. I 36 lavoratori, ieri si sono riuniti, all’auditorium provinciale di via Forte Marghera, con le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Uil e RdB Cub. Gli addetti, che hanno chiesto un incontro al presidente della Provincia Davide Zoggia, per discutere della questione, vogliono che le assunzioni siano fatte direttamente dall’amministrazione provinciale e non da Arti. Zoggia, che ha promesso che convocherà appena possibile i lavoratori, sostiene che l’assunzione dei lavoratori da parte di Arti è stata pensata, per ovviare al fatto che l’amministrazione non potrebbe acquisire nuovi dipendenti, a causa dai vincoli imposti dalla legge Finanziaria in applicazione del patto di stabilità imposto dall’Unione europea agli stati membri.
«La Provincia è impegnata in un percorso - ha spiegato il presidente della Provincia - teso ad evitare la precarietà del lavoro. Stiamo lavorando con le organizzazioni dei lavoratori, con cui non esistono contrapposizioni, per trovare una soluzione». I sindacati però non credono alle giustificazioni del presidente della Provincia sui vincoli imposti dal patto di stabilità che impedirebbero assunzioni dirette in seno dell’amministrazione. «Siamo del parere - affermano Davide Lavagna di Cgil, Sergio Berti di Cisl, Loredana Bergo di Uil e Franco Pancia di RdB Cub - che i limiti alle possibilità di spesa della Provincia, non costituiscano un ostacolo all’assunzione degli 8 lavoratori». I sindacalisti, inoltre, chiedono che sia invertita la tendenza che negli ultimi anni ha impedito la sostituzione dei lavoratori andati in pensioni con nuove assunzioni. Il mancato turn over, nel giro di pochi anni, avrebbe portato ad una riduzione degli operai da 80 a 36. (mi.bu.)


19 febbraio 2008 - Lamezia web

Rdb, contratto dei medici fermo da dodici anni

Lamezia - Riprendere al più presto la trattativa contrattuale per gli operatori sanitari dell'ex Asl perchè sono ben dodici anni che non si parla di rinnovo del contratto: questa è l'istanza prioritaria da accogliere e risolvere. A chiederlo con forza sono le Rdb, le Rappresentanze sindacali di base, che ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa nel loro quartier generale calabrese in via Aldo Moro. A riportare l'attenzione sulla situazione d'impasse all'interno dell'ex Asl lametina è stato Ivan Potente, delegato nazionale delle Rdb, insieme al coordinatore regionale Antonio Fragiacomo e al responsabile territoriale sanità Mario Camerino. I sindacalisti hanno espresso le loro perplessità sulle lamentele dei giorni scorsi avanzate da molti primari del nosocomio cittadino, secondo cui all'ospedale mancherebbero perfino le siringhe. «Certo la situazione è di grande sofferenza perché attualmente alla guida dell'azienda non c'è un direttore generale (Pietro Morabito fu arrestato due settimane fa, ndc)», ha ribadito Potente, «ma in ogni caso riteniamo che si debba risolvere il problema dei contratti per cui noi c'eravamo battuti nel 2005 quand'era assessore regionale alla Sanità Gianfranco Luzzo e a capo dell'Asl lametina Carmelina Madaffari». Nonostante le continue rimostranze l'impasse contrattuale si è trascinato anche quando alla guida dell'assessorato c'era Doris Lo Moro e alla guida dell'Asl il direttore generale Angela Di Tommaso. Quest'ultima aveva pure nominato un consulente per definire la trattativa ma, a tutt'oggi, nulla è cambiato e gli operatori sanitari attendono da anni un nuovo contratto. A chi ha messo in evidenza la questione sicurezza a proposito del parcheggio dell'ospedale di Ferrantazzo, i tre sindacalisti hanno risposto che il problema sta a monte. Non servono e continueranno a non servire le ordinanze o la presenza massiccia dei vari rappresentanti delle forze dell'ordine a garantire l'incolumità delle persone contro gli atti di vandalismo e di microcriminalità degli zingari. La questione di fondo, secondo gli esponenti delle Rdb, è che il villaggio dei Rom non dovrebbe essere limitrofo all'area ospedaliera; un'ubicazione ormai non più concepibile ed assolutamente assurda per la logica di una città moderna e funzionale, non solo dal punto di vista urbanistico, ma soprattutto sociale. Anche questa è una situazione che va avanti all'infinito senza trovare nessuno sbocco perché chi dovrebbe impegnarsi a risolverla in realtà non riesce a prendere nessuna decisione ferma e chiara. «Si tratta di uno stato di cose non degno di una società civile», ha incalzato Potente, «e ancora più penoso è il balletto delle responsabilità che rimbalzano continuamente tra diversi soggetti sociali e forze politiche, a cominciare dal sindaco Gianni Speranza». Altro punto fermo della conferenza stampa è stata la richiesta dell'approvazione immediata del Piano sanitario regionale da parte dell'attuale giunta in carica, in modo da non perdere altro tempo prezioso. Tempi stretti, data la situazione critica che non permette di sostenere economicamente il sistema ancora per molto. Non si è più in grado di sovvenzionare l'emigrazione sanitaria verso le altre regioni, i famigerati viaggi della speranza di chi è costretto ad andare via della Calabria per potersi curare con cure ed in strutture adeguate. Le Rdb hanno chiesto un cambiamento radicale nel settore sanitario, rinnovamento che non deve avvenire a suon di provvedimenti giudiziari ma con una buona dirigenza politica. Un appello alla responsabilità anche per la classe dirigente per arginare il più possibile una deriva che avanza ineluttabile. È sempre più vicina la consultazione elettorale e non si può andare alle urne con in dotazione il vecchio Piano sanitario varato dalla precedente giunta di centrodestra. Inoltre per le Rdb rimane una soluzione sempre fattibile la creazione di un'unica e moderna azienda sanitaria su tutto il territorio regionale.
In sintesi:
Il documento-denunciadei medici dell'ospedale lametino che lamentano gravi carenze organizzative e strutturali nel nosocomio cittadino, è stato accolto sia dal sindacato autonomo Rdb che dal Pd attraverso il deputato Franco Amendola. Ivan Potentesindacalista della Rdb ha aggiunto che sono ormai 12 anni che al personale medico non viene rinnovato il contratto di lavoro. Dopo l'arrestodel direttore generale Pietro Morabito dell'Asp, sostiene Ivan Potente, «la situazione è di grande sofferenza perché attualmente alla guida dell'azienda non c'è un dirigente». Sul parcheggiodell'ospedale in mano ai rom la Rdb sostiene che «si tratta di uno stato di cose non degno di una società civile, ma è ancora più penoso il balletto delle responsabilità».


19 febbraio 2008 - Irpinia news

Avellino - Carenza personale: stato di agitazione per i caschi rossi

Avellino - Le Segreterie Territoriali Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Rdb e Vigilfuoco di Avellino, dichiarano lo stato di agitazione di tutto il personale dei Vigili del fuoco di Avellino "considerato che a tutt'oggi nulla è mutato dall'ultimo sciopero di categoria per la grave carenza di organico che non permette piu' di assicurare ai cittadini il soccorso urgente". A renderlo noto sono, tramite un comunicato, i rappresentanti sindacali C. Buonavita, C. Ambrosone, O. Petracca, M. Gentile e G. Rosato. "Ancora una volta - spiegano - ricordiamo che siamo presenti sul territorio con la sede centrale di Avellino che deve garantire il soccorso alla cittadinanza e ai comuni limitrofi di competenza con solo 14 unità . Ogni sede distaccata (Grottaminarda-Bisaccia-Lioni-Montella) ha un organico di 4 unità  chiamate al soccorso. La grave carenza di personale comporta la chiusura sistematica di una sede distaccata, in quanto non permette di garantire gli standard minimi di sicurezza per gli operatori vigili del fuoco e non garantisce alla stessa cittadinanza un soccorso efficiente. I cittadini di Grottaminarda, Bisaccia, Lioni e Montella, quindi dell'intera provincia, devono sapere che a turno la sede dei Vigili del Fuoco sarà  chiusa e il soccorso sarà  assicurato dalla sede operativa pi๠vicina, con notevoli ritardi al socorso richiesto. Amministrazione, politici e istituzioni continuano ad essere sordi, siamo stanchi di lanciare appelli che non sortiscono alcun riscontro. Lo stato di agitazione è inteso a organizzare un incontro immediato con il Prefetto, il Direttore Regionale che dovranno spiegarci come fare ad assicurare il soccorso urgente a tutti i cittadini".


19 febbraio 2008 - La Nuova Ferrara

SCIOPERO ACFT Adesione al 10%

Ferrara - La direzione dell’Acft ha comunicato i dati relativi allo sciopero dell’8 febbraio, proclamato dal coordinamento provinciale dei sindacati di base. I turni di servizio in vigore prevedevano la presenza di 275 dipendenti, di questi, 28 hanno partecipato allo sciopero (il 10% circa).


19 febbraio 2008 - La Nazione

Grosseto. TANTO PER SGOMBRARE il campo...

Grosseto - TANTO PER SGOMBRARE il campo da eventuali ipotesi di strumentalizzare la vicenda delle nomine dei caposala, i sindacati autonomi Rdb, Fiasl e Nursing up, vogliono ripercorre la storia della selezione che per due volte è stata bocciata dal Tribunale di Grosseto.«Sull’interminabile vicenda ci sentiamo di effettuare una cronistoria — spiegano —. A ottobre 2005, venuti a conoscenza del contenuto del bando, abbiamo messo in evidenza l’illegittimità del documento». Nonostante questo, il 30 gennaio 2006, l’azienda pubblica il bando tale e quale pur dopo la diffida degli autonomi. Gli autonomi lamentavano, nel ricorso, la necessità di essere in possesso di un master che invece non era previsto nel bando.
«LA CGIL, ANCORA UNA VOLTA — incalzano gli autonomi — invita pubblicamente l’azienda ad andare avanti e sottoscrive l’accordo. Nello stesso giorno, il Giudice del lavoro denuncia l’illegittimità dell’avviso e ne ordina l’annullamento. Il 22 novembre 2006 ne viene emesso uno nuovo, che incontra la nostra soddisfazione per l’introduzione del master tra i titoli necessari, ma su cui avanziamo perplessità sui posti non messi a concorso, ipotizzando anche che si stesse aspettando il completamento del master per qualcuno. A dicembre 2006 depositiamo da un notaio una lettera coi venti nomi che secondo noi sarebbero stati scelti dall’Asl». Nei giorni scorsi, il Tribunale di Grosseto ha ordinato all’azienda di rinnovare la selezione che aveva portato ad individuare i 20 caposala.
«LE NOSTRE rivendicazioni — concludono i tre sindacati autonomi — hanno il solo scopo di rendere più trasparenti gli atti di nomina. Non vogliamo polemizzare con altri attori, tantomeno con i colleghi che sono rimasti coinvolti in questa vicenda. Auspichiamo, peraltro, che l’azienda riesca finalmente a deliberare un bando incentrato sulla meritocrazia, con attenta valutazione di titoli e capacità, con cristallina trasparenza. Ciò non impedirà a coloro che si sono visti annullare la nomina, se in possesso di maggiori titoli, di poter essere riconfermati».


19 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. Tornano a farsi sentire gli studenti...

Bologna - Tornano a farsi sentire gli studenti delle superiori. Oggi alle 16 in via Casarini 17/4 si terrà un’assemblea preparatoria alla manifestazione in programma domani. L’appuntamento è per le 9 in piazza XX Settembre. A chiamare a raccolta la ‘scuola ridotta in macerie’, i collettivi Iskra, Out Share, Csp, Sfumature Reggio, Collettivo autorganizzato Rimini e Confederazione unitaria di base-Scuola Bologna.


18 febbraio 2008 - Dire

TRENI. LAVORI IN GALLERIA, GUERRA DI DENUNCE FRA SINDACATI
RDB CONTRO CANTIERE BOLOGNA-PRATO, FIT-CISL QUERELA LORO DELEGATO

(DIRE) Bologna, 18 feb. - Dal confronto sindacale alle querele. E a scontrarsi stavolta non sono sindacati e aziende, ma gli stessi rappresentanti dei lavoratori. La querela porta infatti la firma di Teodoro Pappalardo, responsabile del settore ferrovieri della Fit-Cisl dell'Emilia-Romagna. Sotto accusa (e dunque denunciato) e' invece Alberto Russo, delegato della Cub-Rdb Trasporti e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls). Dopodomani ci sara' l'udienza preliminare: Russo e' accusato di diffamazione per quattro volantini diffusi nel 2003 e nel 2006. I primi due testi riguardano i lavori della grande galleria dell'Appennino sulla linea Bologna-Prato. Un intervento ad alto rischio, spiega Russo, perche' mentre si lavora su un binario quello di fianco rimane attivo. Nel 1992, "l'ultima volta che si lavoro' in quella galleria", racconta Russo, ci furono "diversi infortuni e due morti". Un decesso avvenne nel corso dei lavori, l'altro fu un suicidio di un dipendente che aveva saputo dell'incidente occorso al collega con cui aveva scambiato il turno. Oggi le Rdb, in una conferenza stampa, hanno raccontato della denuncia della Cisl e rilanciato le accuse sulla sicurezza in quei cantieri. Infatti alle aziende, dice Russo ricordando le tristi vicende, "conviene mettere in conto un morto piuttosto che tutto il sistema che serva a garantire preventivamente la sicurezza". In vista dell'avvio del cantiere sulla Bologna-Prato alcuni sindacati, tra cui la Cisl, si apprestavano a firmare un accordo per consentire l'inizio dei lavori, ma Russo ricorda che i lavoratori volevano prima maggiori sicurezze. "La scelta di Pappalardo- dice Russo- fu di rendersi garante per l'azienda, facendo partire subito i lavori". Il primo volantino distribuito da Russo ("Lettera aperta a Teodoro Pappalardo") usci' in questo contesto. Le Ausl di Emilia-Romagna e Toscana sospesero il via al cantiere per alcune settimane. Il secondo testo, denuncio' i presunti tentativi di invalidare un referendum con cui i lavoratori (70 su 95, spiega Russo) respinsero l'accordo. Oggi quel cantiere e' terminato: Russo riferisce di altri due infortuni (durante i lavori nel 2003), tra i dipendenti di Rfi, piu' altri incidenti (non denunciati) ad addetti di ditte in appalto. "Abbiamo notizia di alcuni che si sono sentiti male- racconta- ma non ce n'e' traccia, perche' se per noi di Rfi e' molto difficile denunciare, per loro e' pressoche' impossibile". Tre anni dopo, nel 2006, al centro del contendere c'e' ancora la grande galleria dell'Appennino. La questione stavolta riguarda la deroga all'accordo che vieta il lavoro di notte a dicembre e gennaio (cosa che poi non si e' verificata). Il terzo volantino oggetto della querela e' relativo alla convocazione di un'assemblea dei lavoratori e il quarto (che non porta la firma di Russo ma quella della Cub) boccia un accordo sulle condizioni lavorative sottoscritto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Orsa. Si arriva cosi' alla querela di Pappalardo contro il delegato della Cub-Rdb. "Almeno nel mondo della ferrovia- commenta Russo- e' la prima volta che succede. Siamo preoccupati che possa diventare un precedente". In questi giorni, 350 lavoratori delle Ferrovie dello Stato hanno firmato una petizione in cui si esprime solidarieta' a Russo e si condanna l'utilizzo dello strumento della querela. "E' una questione gravissima e inaccettabile", tuona Luigi Marinelli dell'esecutivo regionale Rdb. "Un episodio tra i tanti di ordinaria repressione- continua- che non vogliamo inquadrare come una questione solamente giudiziaria, ma che rappresenta l'ennesimo attacco ai diritti dei lavoratori". Fare attivita' sindacale nelle Fs, "soprattutto riguardo alla sicurezza, costa tanto": il riferimento e' ai licenziamenti seguiti alle carenze denunciate alla trasmissione Report e alla contesa sul dispositivo Vacma, meglio noto come "uomo morto". Per di piu', continua Marinelli, "spesso come Cub-Rdb ci troviamo a dire che come prima controparte ci troviamo altri sindacati". Ma tutto questo, conclude Marinelli, "non ferma i lavoratori e i nostri delegati nel loro lavoro di tutela e di rappresentanza".

TRENI. PAPPALARDO (FIT-CISL) RESPINGE LE ACCUSE DELLE RDB

(DIRE) Bologna, 18 feb. - Teodoro Pappalardo, responsabile del settore ferrovieri della Fit-Cisl dell'Emilia-Romagna, difende la scelta di aver querelato per diffamazione Alberto Russo, delegato della Cub-Rdb Trasporti. Luigi Marinelli, dell'esecutivo regionale Rdb, in mattinata l'aveva definita un' iniziativa "gravissima ed inaccettabile", "un episodio tra i tanti di ordinaria repressione" e an che "l'ennesimo attacco ai diritti dei lavoratori". Ma Pappalardo respinge le accuse. "Qui non e' in dubbio la democrazia, cioe' un sano principio- replica- che non si esprime con l'offesa". La democrazia, continua Pappalardo, si ha quando "due persone dialogano, anche con idee diverse, ma con rispetto". Se invece si entra in "un contesto in cui si parla di 'corruzione', di 'ladro o non ladro', di 'affiliato con l'azienda' o di 'capo'- spiega Pappalardo- questo c'entra poco con la dialettica sindacale". Per il funzionario della Fit-Cisl, i sindacalisti della Cub-Rdb "hanno raccolto le firme, ma non si sono accorti di anni di ingiurie" nei suoi confronti. "Basta leggere quello che e' stato scritto", aggiunge citando un vero e proprio "dossier di una ventina di pagine". Al "signor Russo- racconta- fu detto gia' qualche anno fa di assumere una dialettica piu' pertinente, ma ha declinato" l'invito. Pappalardo insomma, sentendo lesa la propria immagine rivendica il diritto a sporgere querela "quando un cittadino vuole chiarire, anche per il bene delle persone che rappresenta". Pero' sia chiaro, aggiunge, che "non voglio fermare nessuno". Anzi, "lungi da me che questo voglia essere un gesto per sopprimere una voce". L'esponente della Cisl dichiara di avere "fiducia nella giustizia" e se le accuse rivoltegli da Russo non verranno giudicate diffamatorie, "saro' ben contento di essermi sbagliato", conclude.

CASA. MOBILITAZIONE ASIA-RDB CONTRO ATER DI ROMA

(DIRE) Roma, 18 feb. - A meno di tre mesi dalla manifestazione organizzata dall'Asia-Rdb sotto la sede centrale dell'Ater di Roma per chiederne la chiusura, gli inquilini delle case popolari tornano a mobilitarsi nelle sedi territoriali dell'azienda. Domani, alle 10.30, Asia e inquilini si ritroveranno presso la sede della IV zona amministrativa, in via Faleria 44, per protestare "contro la cattiva gestione dell'Ater, che si e' tradotta in aumento dei canoni d'affitto per sanare il debito, in mancanza di manutenzione ordinaria degli alloggi e nell'incapacita' di relazione con gli assegnatari delle case popolari". "Lo stesso Luca Petrucci, presidente dell'Ater, ha recentemente riconosciuto il fallimento dell'azienda- prosegue la nota di Asia-Rdb- dichiarando che nonostante la vendita del patrimonio stia andando avanti, il debito accumulato non potra' essere sanato, auspicando pertanto un passaggio di poteri al Comune di Roma". "Di fronte ad una azienda che non fa nulla per gestire questo importante patrimonio di edilizia pubblica e carica sugli inquilini il deficit di 1 miliardo di euro (2.000 miliardi di vecchie lire) accumulato per cattiva gestione- conclude la nota- l'Asia-Rdb manifesta per la chiusura dell'Ater e la tutela dei diritti degli inquilini delle case popolari".

"Anno più in discesa" per le scuole dell'Emilia-Romagna

(DIRE) Bologna, 18 feb. - "Quest'anno, per la scuola, sarà un po' più in discesa". I calcoli sulle iscrizioni sono ancora in corso. Di certo, a oggi, c'è che in Emilia-Romagna per il prossimo anno scolastico ci sono 43.292 insegnanti, di cui 2.727 per il sostegno. E, tra questi, l'incremento "particolarmente positivo" di 249 posti "permette di superare una soglia che sembrava inamobile, di 2.478 posti". Lo ribadisce oggi il dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, Luigi Catalano, che ha incontrato la stampa per fare il punto sull'andamento della scuola, vista la sua riconferma al timone dell'Ufficio scolastico regionale per i prossimi tre anni. Intanto, domani gli "studenti medi" di Bologna e di altre province della Regione hanno organizzato un incontro per parlare, oltre che di organici e alternanza scuola-lavoro, anche di debiti da saldare. Per mercoledì è prevista una manifestazione degli studenti e di Cub sugli stessi argomenti in piazza XX settembre. Per quanto riguarda il punto dei finanziamenti, oggi Catalano precisa che, come già accade da un po', dal Ministero della Pubblica istruzione arriveranno i finanziamenti per le supplenze direttamente alle scuole. Dal novembre del 2007 al febbraio di quest'anno, spiega Catalano, il ministero ha assegnato all'Emilia-Romagna 16 milioni di euro. In questa cifra sono inclusi i progetti per favorire l'integrazione scolastica degli studenti stranieri (per circa 3 milioni di euro), l'alternanza scuola-lavoro con 2 milioni e 364.000 euro, ai quali potrebbero aggiungersi altri 400.00 euro a breve, e altri 500.000 per il bando dedicato agli studenti con handicap. E ancora, per "Scuole aperte" sono stati messi a disposizione 2.797.000 di euro, per la lotta all'abbandono scolastico, al disagio, all'emarginazione giovanile è da concordare con la Regione una cifra intorno ai 2 milioni e mezzo di euro, per i percorsi integrati tra il 2007 e il 2008 c'è già un milione e 723.000 euro. Sempre per lo stesso periodo di tempo, aggiunge il dirigente dell'Usr, è arrivato un milione e 183.000 euro per la sperimentazione delle sezioni primavera, 700.000 euro circa per l'istruzione degli adulti, 594.000 per le attività sportive nelle elementari, 369.000 per la sperimentazione didattica nelle classi con allievi con handicap. Infine, il ministero ha erogato 267.000 euro per il finanziamento dell'istruzione in ospedale e 189.000 euro per "I care" per i disabili. Catalano, nei tre anni che ha a disposizione alla guida dell'ufficio, ha anche intenzione di lavorare a un progetto che possa realmente mettere in comunicazione le scuole che lavorano nell'ambito della meccanica e anche della ristorazione. Per il secondo campo, c'è già un ristorante didattico, per esempio, ma il direttore Usr vuole creare maggior collegamento tra gli istituti alberghieri e quelli che si occupano di agricoltura. Quanto alla meccanica, "le scuole devono mettersi in rete in un territorio dove ci sono imprese come la Ferrari e la Ducati", precisa. Tra le altre attività che l'Usr ha avviato, prosegue Catalano, c'è anche la scuola permanente per dirigenti scolastici, che oggi può fare formazione per il 70% dei presidi della Regione. In marzo partono i corsi per 160 dirigenti. Tra febbraio e marzo a Bologna si svolgerà un convegno nazionale sull'insegnamento della musica e tre seminari interprovinciali sul curriculum scolastico rivolto a 380 presidi.


18 febbraio 2008 - Italia Sera

Al centro della protesta l’emergenza abitativa
Associazione inquilini assegnatari: martedì presidio a Montecitorio

Roma - La questione della "casa" a Roma è un problema più che serio e l’associazione inquilini assegnatari saranno in presidio a Montecitorio martedì 19 a partire dalle 19. In una nota le motivazioni dell’azione: "Ancora una volta le drammatiche condizioni abitative che interessano decine di migliaia di persone nel nostro paese fanno gridare all’emergenza, ma non trovano soluzione. In particolare a Roma, città in cui sono 50mila i senzatetto e più di 8mila gli sfratti esecutivi, di cui circa l’80% per morosità, abbiamo avuto riprova dell’incapacità politica degli amministratori comunali ad assumere un atteggiamento responsabile sulle politiche abitative proprio sul finire di questa consiliatura, con l’approvazione di un Piano regolatore che garantisce gli interessi dei poteri forti e l’ennesimo rinvio della votazione su un ordine del giorno firmato dall’intera maggioranza, strappato grazie alle numerose mobilitazioni dei movimenti per il diritto all’abitare. In assenza di qualunque tutela di tipo legislativo, in questi mesi l’AS.I.A. RdB-CUB sta presidiando le abitazioni di numerosi sfrattati, contrapponendosi agli ufficiali giudiziari e ai proprietari, ma sono decine, anche tra le cosiddette categorie protette, le persone che sono state sbattute brutalmente fuori di casa. Incontrando una nostra delegazione, il Prefetto Mosca ha affermato che la questione casa non può diventare un problema di ordine pubblico. Ma ci siamo vicini! È evidente che l’interlocuzione politica non è adeguata alla gravità della situazione ed è per questo che la mobilitazione per il diritto all’abitare diventa permanente sia nei confronti dell’amministrazione comunale che della Camera dei Deputati (fino a quando il Parlamento resterà in carica) su due obiettivi primari: l’approvazione dell’ordine del giorno sulle politiche abitative in Campidoglio e l’approvazione del decreto di blocco degli sfratti".


18 febbraio 2008 - Varese news

Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Confsal sono in stato di agitazione: martedì 19 febbraio incontro con la direzione regionale. Somma e Saronno chiuse a ritmo continuo
Manca personale, i Vigili del Fuoco minacciano lo sciopero

Malpensa - Una cronica carenza di personale che rischia di mettere a rischio il servizio offerto dai Vigili del Fuoco. La denuncia arriva da Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Confsal, sigle sindacali che rappresentano circa la metà dei 420 operatori della provincia di Varese. Da qualche giorno i Vigili del Fuoco sono in stato di agitazione e domani, martedì 19 febbraio, saranno al cospetto del direttore regionale per le previste procedure di raffreddamento, anticamera dello sciopero. La motivazione principale della protesta è ormai arcinota: c’è poco personale, problema non solo varesino ma nazionale, cosa che mette a repentaglio la bontà del soccorso tecnico urgente alla popolazione e la stessa sicurezza dei vigili. Il problema non è nuovo, è articolato, ma ha un responsabile facilmente individuabile: l’aeroporto di Malpensa. I 420 vigili in servizio lavorano divisi in quattro turni, da 105 uomini l’uno. A Malpensa, infrastruttura considerata chiave per il territorio, ce ne devono essere una cinquantina a turno: inevitabile che per una serie di motivi che vanno dalle assenze più o meno giustificate a ferie e riposi programmati, alcune delle quattro stazioni periferiche della provincia, in particolare Saronno e Somma Lombardo (le altre sono Busto-Gallarate e Luino, oltre al comando centrale provinciale di Varese), spesso, nell’ultimo periodo a cadenza quasi quotidiana, rimangono con la saracinesca abbassata. Questo perché dovendo Malpensa essere sempre a regime, gli uomini a disposizione scarseggiano: per essere operativa una squadra deve avere almeno 5/6 uomini a disposizione, con quattro a volte lavorano lo stesso, meno non è possibile, anche se ci sono nuove (e criticate) autopompe che possono funzionare con tre vigili. Somma Lombardo e Saronno ormai spessissimo rimangono chiuse, dunque: «Sono posti nel territorio più densamente popolato ed industrializzato d'Europa, con nove aziende a rischio d'incidente rilevante ed una viabilità ingolfata – attaccano le rappresentanze sindacali unitarie -. Inoltre la zona di Saronno non ha nemmeno più la certezza di copertura da parte del distaccamento di Legnano. Gli standard europei prevedono che ogni zona del territorio sia raggiungibile in venti minuti dal soccorso antincendi, ogni commento in questo senso è inutile. Ogni giorno c’è la "transumanza" di chi arriva nelle due stazioni chiuse e deve andare da un’altra parte. Con il comando provinciale non siamo riusciti ad avere un confronto positivo, ora andiamo dal regionale: speriamo ci dia risposte e chiarimenti, altrimenti non ci resta che lo sciopero per farci sentire». Da qualche tempo c’è una nuova realtà emergente, quella del volontariato. Ma anche qui il sindacato denuncia poca serietà: «Per lavorare bene i volontari devono essere ben formati e ben equipaggiati – spiegano i sindacati -, ma alla nuova stazione di Laveno hanno mandato attrezzature e mezzi non certo all’avanguardia. Noi poi per formarli come si deve dobbiamo essere in piena forma, ed invece siamo in agonia». Al tavolo con il direttore regionale ci sarà anche il comandante provinciale Giulio De Palma: «Il problema della carenza di personale è nazionale – spiega -. Con la direzione regionale il dialogo è costante, i problemi sono noti e li ho sollevati più volte. I numeri delle stazioni periferiche calano sempre di più: speriamo che la presenza di Malpensa possa aiutarci ad aumentare il numero di uomini a nostra disposizione. È vero che in alcuni momenti si fa fatica, io ho lavorato in questi anni per rinforzare i punti deboli: cerchiamo di scongiurare lo sciopero, il confronto è la via migliore».


18 febbraio 2008 - Leggo

Roma - Pertini in protesta: sotto assedio anche la conferenza dei servizi...
di Lorena Loiacono

Roma - Pertini in protesta: sotto assedio anche la conferenza dei servizi della Asl Rm B. Un pronto soccorso al collasso, quello del Pertini, che rappresenta solo la punta dell’iceberg delle criticità di tutto l’ospedale e dell’intera Asl Rm B: «I reparti di chirurgia sono stati accorpati, è sparito un intero reparto con 16 posti letto ed ora al Pronto soccorso manca un box chirurgico, occupato dal servizio ortopedico momentaneamente in ristrutturazione, senza contare la carenza di infermieri. Così si rallentano i ricoveri ed i pazienti restano in barella per giorni – denuncia Maurizio Fusà, esponente RdB del pronto soccorso del Sandro Pertini – vigileremo sulle promesse fatte dall’Assessore Battaglia riguardo ad una più attenta gestione delle emergenze. Intanto porteremo la nostra protesta alla Conferenza dei servizi». Stamattina infatti, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata, si tiene la Conferenza dei Servizi " I bisogni. Le risposte" della Asl Rm B, per dare una risposta alle esigenze del territorio, emerse negli ultimi anni. (ass)


17 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. Dopo la notte passata accampati in aeroporto, i lavoratori del Marconi aderenti alle Rdb si preparano a scioperare...

Bologna - Dopo la notte passata accampati in aeroporto, i lavoratori del Marconi aderenti alle Rdb si preparano a scioperare il 3 marzo. «Stiamo ancora aspettando di essere convocati dalla presidente Gualtieri — sottolinea Italo Quartu (Rdb) —, anche il sindaco Cofferati ha sollecitato l’incontro». Intanto per lunedì i vertici del Marconi hanno convocato Cgil e Cisl. «Uno scandalo», sentenzia Quartu.


17 febbraio 2008 - La Nazione

Firenze. UNDICI provvedimenti disciplinari «immotivati e inopportuni» ed un’assemblea sindacale negata...

Firenze - UNDICI provvedimenti disciplinari «immotivati e inopportuni» ed un’assemblea sindacale negata sono alla base dello stato di agitazione dei lavoratori dell’autoparco comunale, che entro fine mese promettono nuove iniziative di protesta, sciopero compreso. Qualche giorno fa, dopo mesi di alti e bassi nella vertenza, l’amministrazione comunale ha infatti confermato, a carico di undici lavoratori dell’autoparco, un provvedimento disciplinare che vale 400 euro in meno l’anno di stipendio. «La sanzione – precisa Stefano Sbolgi, della Rsu – consiste in un richiamo scritto, che incide per il 40% sul premio di produttività». Tanto più che i provvedimenti disciplinari, decisi dall’amministrazione comunale contro undici lavoratori in servizio, rei di aver diffuso un documento giudicato «diffamatorio», non sono condivisi dai sindacati, che hanno deciso di fare ricorso alla direzione provinciale del lavoro. Ma ad aumentare le tensioni, si è aggiunta la spaccatura all’interno della Rsu, maturata sulla questione dell’assemblea sindacale negata dal direttore dell’organizzazione Piero Cipriani, con l’avallo del coordinatore della Rsu Mauro Comi, delegato della Cgil. «L’assemblea sindacale era stata richiesta da alcuni delegati Rdb-Cub, Cobas e autonomi, che rappresentano il 40% della Rsu, precisa Sbolgi -. Naturalmente, in tempi di elezioni i sindacati confederali non hanno appoggiato la richiesta di assemblea anzi, il coordinatore della Rsu l’ha considerata illegittima».


17 febbraio 2008 - La Stampa

CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA SINISTRA ARCOBALENO
"Occorre creare una cultura per la sicurezza sul lavoro"

Torino - Sala Conferenza dell’Abba gremita, l’altra sera, per l’incontro dibattito dal titolo «Lavorare per vivere... o morire per lavorare - 2007: 3 vittime al giorno per incidenti sul lavoro», organizzato dalla Sinistra Arcolableno.
L’incontro è stato aperto dall’introduzione del moderatore, Sergio Aquilino, esperto di Diritto del lavoro, che ha poi lasciato la parola al sindaco Fulvio Briano che ha ovviamente menzionato la tragedia dell’Italiana Coke nella quale ha perso la vita Giancarlo Garabello.
E sulla vicenda dell’operaio quarantacinquenne, riprendendo il toccante appello dei famigliari affinché si faccia realmente chiarezza sulla vicenda, rilanciato da «La Stampa», è intervenuto anche il consigliere regionale Carlo Vasconi.
Prima di lui, c’è stata l’esauriente relazione tecnica di Corrado Cirio, operatore ed ispettore della sicurezza presso l’Asl 2, che ha fornito il quadro entro cui ci si muove per prevenire e contrastare gli infortuni sul lavoro, evidenziando le criticità, sia di natura giuridica sia economica. A seguire, gli interventi degli assessori regionali e provinciali Giovanni Vesco e Teresa Ferrando, mentre la conclusione è toccata all’onorevole Olivieri e al sottosegretario al Ministero della Salute, Patta, che ha illustrato i buoni risultati ottenuti dalla nuova legge 123 sulla sicurezza sul lavoro, pur essendo ancora lungo il cammino da fare.
Molto critico è stato l’intervento del sindacalista Cub, Icardo, che ha attaccato istituzioni e sindacati confederati per la latitanza nell’affrontare tale tema. «La sicurezza sul lavoro - sottolineano gli organizzatori - deve essere una priorità. Non serve parlarne solo dopo gli incidenti, ma occorre mantenere alta l’attenzione, creando una vera e proprio cultura della sicurezza».


16 febbraio 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. RDB MINACCIA SCIOPERO PER IL 3 MARZO
QUARTU CONTRO GUALTIERI: RICEVE SOLO CISL E UIL- NOTTATA PER 30

(DIRE) Bologna, 16 feb. - Dopo la nottata passata accampati in aeroporto, i lavoratori del Marconi di Bologna si preparano allo sciopero. Sono le Rappresentanze sindacali di base, il sindacato piu' rappresentativo nello scalo bolognese, ad annunciarlo per il prossimo 3 marzo. "Stiamo ancora aspettando di essere convocati dalla presidente dell'Aeroporto, Giuseppina Gualtieri- ricorda Italo Quartu delle Rdb- anche il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha sollecitato l'incontro". Invece "per lunedi' sono stati convocati Cgil e Cisl- afferma Quartu- e' uno scandalo". Giovedi' prossimo, invece, i sindacati si presenteranno al Comune di Bologna, per partecipare a una commissione consiliare. "Se in quella sede non viene risolto il problema dei lavoratori- avvertono le Rdb- porteremo la lotta dentro l'aeroporto", a partire dallo sciopero del 3 marzo. Al momento sono 31 i dipendenti ex Doro Group rimasti fuori dal personale assunto da Giacchieri e Koop service, subentrate nei servizi di carico, scarico, movimentazione merci e pulizia. "Ma quelle persone servono- batte i pugni Andrea Cristian Urso, della Uil Trasporti- lo dimostra il fatto che la Giacchieri non solo chiede gli straordinari al suo personale, ma anche il salto di due o tre riposi settimanali al mese. E ancora non siamo in periodo di alta stagione". C'e' poi la situazione economica dei lavoratori, ai quali mancano 1,3 milioni di euro di mancati stipendi e altrettanti in contributi non versati da Doro. Il tutto mentre la magistratura ha aperto un'indagine giudiziaria che coinvolge i vertici del Marconi e "le istituzioni azioniste invece non dicono niente", punta il dito Urso, che parla di "comportamento ambiguo" da parte della Camera di commercio, del Comune e della Provincia di Bologna. La nottata di presidio in aeroporto, intanto, e' passata tranquilla. "Abbiamo avuto picchi di partecipazione anche di 100 lavoratori- riferisce ancora Urso- verso le tre di questa notte erano ancora una trentina". Fino alle 10 di questa mattina, imperterriti, sono rimasti invece in 15 ad occupare quasi tutto il settore degli Arrivi, tra i voli nazionali e quelli internazionali. "Abbiamo ricevuto solidarieta' dai passeggeri- continua Urso- e molti si sono fermati: abbiamo distribuito oltre 300 volantini". L'obiettivo del presidio era proprio di rendere noto alle persone di passaggio dal "Marconi" la vicenda dei lavoratori ex Doro Group e i risvolti giudiziari ad essa legati. "Aver passato la notte in aeroporto e' la dimostrazione che non ce la facciamo piu'- afferma Urso- noi vogliamo solo lavorare tranquilli". E invece molti, per non avere il lavoro o non aver ricevuto gli stipendi, "sono stati sfrattati. Un ragazzo e' dovuto tornare in Polonia- fa sapere il sindacalista della Uil- perche' non aveva piu' niente".

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI LUNEDI' 18 FEBBRAIO

DIRE) Bologna, 16 feb. - Questi gli appuntamenti a Bologna e provincia:
....11.00- Bologna (Rdb-Cub/via Monterumici 36/10)- Conferenza stampa promossa da Rdb/Cub per illustrare il caso dei ferrovieri licenziati per aver denunciato alla trasmissione Rai Report la situazione di insicurezza nelle ferrovie....


16 febbraio 2008 - Omniroma

SANITÀ/ I FATTI DELLE SETTIMANA

(OMNIROMA) Roma, 16 feb - Di seguito alcune tra le principali notizie della sanità di questa settimana. - Vertice stamani in Regione tra l'assessore alla Sanità, Augusto Battaglia, e i responsabili dei pronto soccorso che hanno registrato in questi giorni le difficoltà maggiori legate all'incremento di accessi. L'assessore li ha convocati al termine di una giornata caratterizzata dalla mobilitazione dei sindacati dell'Asl RmB e della denuncia di situazioni critiche soprattutto al Casilino e al Pertini da parte dell'Rdb-Cub. A quanto comunica l'assessorato, l'obiettivo della riunione è quello di verificare i dati relativi agli accessi ai pronto soccorso in queste ultime settimane ed istituire una task force di tecnici finalizzata ad esaminare gli aspetti critici dei servizi per proporre soluzioni operative adeguate alla riorganizzare del sistema di soccorso, in particolare nel quadrante sud est della città di Roma. Alla riunione partecipano anche l'Asp e il direttore generale dell'Ares 118, Marinella D'Innocenzo. Inoltre «la Regione sta intanto lavorando all'ultimazione della delibera per la ridefinizione di un assetto più organico dell'intera rete dell'emergenza». Intanto martedì verrà discussa, nel corso di una giunta straordinaria, la delibera che stabilisce i budget 2008 delle Asl.


16 febbraio 2008 - Liberazione

Tra le delibere urgenti votate prima delle dimissioni di Veltroni non ci sono quelle per la stabilizzazione delle maestre dei nidi e degli amministrativi
Piano regolatore approvato. I precari si arrangino

Roma - Walter Veltroni se n'è andato il 14 febbraio. Alla sua maniera, con quello stile americano da convention che trasforma tutto in un grande evento mediatico, con tanto di lacrime, baci, abbracci, standing ovation e foto ricordo: presenti nell'aula del Consiglio comunale i pezzi da novanta del Pd romano ma anche l'uomo più fidato di Berlusconi, Gianni Letta (dopo le elezioni potrebbe diventare più chiaro il significato di questo omaggio al sindaco di Roma). Ma nei giorni scorsi le cose sono andate diversamente. Nell'assalto finale alla diligenza, con una enorme quantità di delibere da approvare prima delle dimissioni del leader del Pd, si è consumata una feroce guerra tra i poteri forti della città intorno al nuovo Piano regolatore: oggetto del contendere tre accordi di programma che prevedono altrettante varianti urbanistiche per un valore stimato di 500 milioni di euro (i progetti "Porta di Roma-Bufalotta", "Millennio" e "Le Torri dell'Eur"). Se approvate, queste varianti assicurerebbero alle aziende del gruppo Toti un enorme giro d'affari e taglierebbero fuori dalla spartizione della torta Francesco Gaetano Caltagirone, re dell'edilizia romana e potente editore. Nel nuovo Piano regolatore le aree edificabili sono infatti ridotte, se non le si possiede già l'unica alternativa è il cambio di destinazione d'uso delle cubature esistenti: da commerciale a residenziale, perché i costruttori hanno margini di guadagno molto più alti sulle case che sulle opere pubbliche. E le famigerate varianti urbanistiche prevedono il cambio di destinazione d'uso per oltre un milione di metri cubi: d'altronde non è certo un mistero il forte legame esistente tra Veltroni e i Toti. Regista degli accordi di programma che favorirebbero il gruppo Toti è stato l'assessore Minelli, che forte della delega ai progetti speciali ha potuto inserire nel Piano regolatore le varianti.
Caltagirone non l'ha presa bene, è andato su tutte le furie. Così il suo principale quotidiano, Il Messaggero , ha aperto un martellante fuoco di sbarramento contro l'approvazione delle varianti, gridando all'imbroglio e allo scandalo, denunciando una fretta sospetta nell'approvare il Piano regolatore. Questo deve aver fatto riflettere Veltroni, il quale sa bene che con Caltagirone non si scherza: nemmeno super Walter può permettersi di affrontare una campagna elettorale in salita avendo contro il più potente dei palazzinari romani, che è anche uno dei più potenti editori italiani (oltre al Messaggero possiede Il Mattino , Il Gazzettino e Il Corriere Adriatico ). Visto il clima incandescente creatosi in consiglio comunale, lo scontro aperto con l'opposizione e il tentativo di ostruzionismo ad oltranza, Veltroni alla fine ha ceduto: le varianti della discordia verranno discusse nella prossima consiliatura, se occuperà il nuovo sindaco di Roma, che potrebbe essere quel Francesco Rutelli notoriamente in ottimi rapporti con Caltagirone. Il vero vincitore nell'aula del Consiglio comunale è stato dunque proprio Caltagirone. Fuori dall'aula, invece, botte pesanti (contrariamente a quanto è stato scritto) a chi chiedeva che il Consiglio discutesse non solo le varianti milionarie ma anche i provvedimenti sull'emergenza abitativa. A manifestare in Piazza del Campidoglio lunedì scorso c'erano anche i precari del Comune di Roma, la cui situazione è appesa a un filo: 900 lavoratrici dei nidi e delle scuole d'infanzia attendono una delibera per la stabilizzazione, così come gli oltre 200 istruttori amministrativi del Comitato "10 aprile" che quest'anno maturano i 3 anni di servizio. Il problema sembra essere di carattere finanziario, bisogna trovare i fondi necessari nel bilancio. «Non credo che esista un problema di fondi - afferma Roberto Betti delle Rdb-Cub del Comune - perché vanno a casa i collaboratori del sindaco e i dirigenti a chiamata; inoltre si potrebbero usare i soldi che il Comune incassa dai costruttori per potenziare la macchina amministrativa. È solamente una questione di scelte politiche di fondo, le possibilità di stabilizzare i precari ci sono».(I.R.)


16 febbraio 2008 - Il Messaggero

Roma. «Nei primi 14 giorni di febbraio ammontano già ad 808 le ore in cui le ambulanze del 118 sono state bloccate...

Roma - «Nei primi 14 giorni di febbraio ammontano già ad 808 le ore in cui le ambulanze del 118 sono state bloccate all’interno dei pronto soccorso della capitale mentre a gennaio le ore sono state 723, a causa dell'assenza di letti e barelle su cui trasferire i pazienti». La denuncia è del coordinamento Rdb-Cub che spiega: «In cima alla lista nera troviamo il Policlinico Casilino con 241 ore di blocco, seguito dal Pertini con 216 ore. Al Policlinico Casilino il giorno 13 febbraio è persino avvenuto che un'ambulanza è stata bloccata per 20 ore consecutive ed il paziente è stato costretto ad effettuare una seduta di dialisi direttamente sulla barella della vettura. Questa situazione costringe i lavoratori del 118 a ritmi di lavoro massacranti e a continui spostamenti dalla zona di competenza territoriale, con lo stress e la frustrazione continua dati dalla consapevolezza di fornire un servizio inefficace».
Non mancano solo le barelle nel pronto soccorso ma anche gli infermieri. «E’ sempre più drammatica la situazione del pronto soccorso del Pertini. La scorsa notte c’era in servizio un solo infermiere perché l’altro era assente per malattia - sostiene Stefano Zecchetti, rappresentante del coordinamento Rdb-Cub della Asl Roma B -. A complicare la situazione anche i lavori di ristrutturazione della sala gessi del reparto di ortopedia». «La scorsa notte il numero di infermieri in servizio era assolutamente adeguato rispetto ai pazienti da trattare», replica Alberto Giannotta, direttore sanitario dell’ospedale Pertini. «Nelle varie aree dell’ospedale - ha aggiunto - era operativo un pool di infermieri adeguato alle esigenze e soprattutto pronto a dare supporto nel caso in cui fossimo entrati in sofferenza al Pronto soccorso a causa di un elevato numero di accessi». In riferimento ai lavori di ristrutturazione del reparto di ortopedia che, secondo quanto affermano le Rdb, starebbe causando ulteriori disagi al pronto soccorso, Giannotta afferma «che la situazione è assolutamente sotto controllo e che i lavori, una volta ultimanti, porteranno ad un deciso ampliamento dell'area ortopedica». ieri è intervenuta anche l’Ares-118: «Pur registrando una situazione di difficoltà, l’Ares-118 è riuscita ad assicurare quotidianamente i normali livelli di assistenza».


16 febbraio 2008 - Libero

Mancano letti e barelle: pazienti allo stallo
di ESTER MIELI

Roma - Nelle prime due settimane di febbraio ammontano «già ad 808 le ore in cui le ambulanze del 118 sono state bloccate all'interno dei pronto soccorso della capitale a causa dell'assenza di letti e barelle su cui trasferire i pazienti». Lo denuncia il coordinamento Rdb-Cub precisando che questa situazione ha come conseguenza «ambulanze ferme nei pronto soccorso e pazienti costretti a sostare per ore sulle barelle dei mezzi del 118 sulle quali effettuano visite ed esami diagnostici». Nella lista nera, spiegano i sindacalisti, «troviamo il Policlinico Casilino con 241 ore di blocco, seguito dal Pertini con 216 ore», mentre al «Policlinico Casilino il 13 febbraio un'ambulanza è stata bloccata per 20 ore ed il paziente è stato costretto ad effettuare una seduta di dialisi sulla barella della vettura». Pronta la replica dell'Ares 118: «Pur registrando una situazione di difficoltà nei pronti soccorso», si legge, «Ares 118 è riuscita ad assicurare quotidianamente i normali livelli di assistenza, grazie anche al monitoraggio costante del fenomeno ed al collegamento con le strutture di emergenza presenti sul territorio». Intanto l'assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia, ha convocato per oggi pomeriggio un vertice «per il superamento delle criticità nel sistema dell'emergenza». In mattinata, invece, in calendario c'è una riunione con i responsabili dei Pronto Soccorso che in questi giorni hanno registrato le maggiori difficoltà. L'obiettivo è verificare i dati relativi agli accessi ai pronto soccorso ed istituire una task force per proporre soluzioni operative.


16 febbraio 2008 - Il Firenze

«Privacy violata», proteste inComune
Sindacati: «Giovedì manifesteremo nel cortile dell’anagrafe, porteremo pannoloni e dentiere»
di MARCO GEMELLI

Firenze - Porteranno all’interno di Palazzo Vecchio oggetti come pannoloni, dentiere, sacchetti per la spesa, scope e semolino, per protestare contro una circolare dell’amministrazione comunale. É questa, in sintesi, la singolare forma di protesta delle Rdb-Cub del Comune di Firenze, che andrà in scena giovedì a partire dalle 10,30 nel cortile dell’anagrafe. In particolare, i dipendenti di Palazzo Vecchio contestano il comportamento dell’amministrazione sul fronte del rispetto della legge 104/92 sul diritto all’assistenza dei familiari. Nel dettaglio, la legge dà diritto ai lavoratori di usufruire di un pacchetto di ore mensili, nelle quali i dipendenti hanno possibilità di allontanarsi dal posto di lavoro per andare ad assistere familiari affetti da gravi problemi di salute o disabilità. Secondo la norma nazionale, poi, è l’Azienda sanitaria di riferimento a dover riconoscere ai lavoratori l’eventuale beneficio o meno della legge. Secondo quanto denunciano i sindacati di base, invece, l’amministrazione comunale avrebbe diramato una circolare con cui chiede ai suoi dipendenti di compilare ogni volta una cartella ad hoc in cui è indicato il tipo di assistenza, le modalità con cui è svolta e le persone che ne beneficiano. Quasi una sorta di giustificazione dell’assenza, insomma, che alle Rdb non va proprio giù. E non solo perché tali dati sono coperti da privacy e tutelati di conseguenza: per il sindacato, al Comune dovrebbe bastare la documentazione dell’Asl. «Protestiamo - spiegano i rappresentanti delle Rdb di Palazzo Vecchio - contro i burocrati dell’amministrazione che intendono sostituirsi alle Asl per limitare i diritti dei lavoratori e si permettono di giocare sulla pelle dei disabili». Inoltre, la Rdb fiorentina intende «respingere l’attacco arrogante e illegittimo ai diritti sanciti dalla legge 104/92» e «chiedere l’immediato ritiro della circolare della vergogna». Giovedì mattina, dunque, i lavoratori porteranno in Palazzo Vecchio quelle che definiscono «le prove dell’assistenza» ai loro familiari: «Portiamo al sindaco Leonardo Domenici, all’assessore Riccardo Nencini, al Direttore generale Paolini - concludono le Rdb - il "probante contenuto" della nostra assistenza: pannoloni, dentiere, sacchetti per la spesa, scope e semolino».


16 febbraio 2008 - L'Unità

I pronto soccorso in tilt nei nuovi quartieri
Oggi vertice all’assessorato alla Sanità. Le situazioni più critiche al policlinico Casilino, Tor Vergata, Pertini. Augusto Battaglia: sono le zone dove è più cresciuta la popolazione. I PICCHI di afflusso determinati dalle malattie stagionali aggravano la situazione. Il 118: siamo in difficoltà ma fronteggiamo l’emergenza. Le Rdb: ambulanze bloccate per ore
di Giovanni Visone

Roma - Pronto soccorso in tilt nei grandi ospedali del quadrante sud est di Roma. Mancano letti liberi, scarseggiano perfino le barelle su cui trasferire i malati. E le ambulanze sono costrette a rimanere ferme anche per ore con i pazienti a bordo. Una situazione di caos che caratterizza in modo ormai cronico grandi strutture come il Policlinico Casilino, il Policlinico Tor Vergata e l’Ospedale Pertini e che, con l’aumento stagionale degli accessi, si è ulteriormente accentuata nelle ultime settimane. L’assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia ha convocato per oggi una riunione urgente con i responsabili dei Pronto Soccorso più in difficoltà, l’Agenzia di Sanità pubblica e il direttore generale dell’Ares 118. «Questi problemi - osserva Battaglia - li conosciamo da tempo: toccano le zone che si sono maggiormente urbanizzate negli ultimi dieci anni, nuovi quartieri dove le strutture ospedaliere non riescono più a tenere sotto controllo la richiesta, soprattutto di fronte ai picchi di afflusso legati all’influenza o alle malattie stagionali». La riunione servirà a mettere a punto alcune scelte già individuate nelle scorse settimane, come l’indicazione agli ospedali di privilegiare i ricoveri provenienti dai pronto soccorso rispetto ai ricoveri programmati o la richiesta alle case di cura accreditate di accogliere, in particolare nel fine settimana, ricoveri provenienti dai pronto soccorso pubblici. Inoltre si pensa alla creazione di una task force di tecnici per individuare altre soluzioni operative pro tempore, in attesa che la Regione metta a punto una delibera che ridefinisca l’intera rete di emergenza.
Secondo i dati diffusi ieri dai sindacati Rdb, «nei primi 14 giorni di febbraio ammontano già ad 808 le ore in cui le ambulanze del 118 sono state bloccate all’ interno dei pronto soccorso, contro le 723 dell’intero mese di gennaio. In cima alla lista nera troviamo il Policlinico Casilino con 241 ore di blocco, seguito dal Pertini con 216 ore. Al Policlinico Casilino il 13 febbraio è persino avvenuto che un’ambulanza sia stata bloccata per 20 ore consecutive ed il paziente costretto ad effettuare una seduta di dialisi direttamente sulla barella della vettura». Sono «dati non validati dall’amministrazione», replica in una nota l’Ares 118. L’Agenzia regionale per l’emergenza sanitaria non nega le difficoltà, ma sottolinea di essere comunque «riuscita ad assicurare quotidianamente i normali livelli di assistenza, grazie anche al monitoraggio costante del fenomeno ed al collegamento con le strutture di emergenza presenti sull’intero territorio regionale».


16 febbraio 2008 - La Repubblica

Pertini, emergenza infermieri
Protesta dei sindacati: "Nella Asl solo 820 per un milione di assistiti" Ieri un sit-in: "La Regione rispetti gli accordi per 200 rinforzi"
di CARLO PICOZZA

Roma - Pronto soccorso del Pertini, centomila accessi l´anno e ogni giorno barelle in ogni dove come in un ospedale da campo: «Abbiamo contato fino a 85 lettighe con pazienti che vi stazionano quattro, anche cinque giorni, quando non capita, com´è accaduto neanche una settimana fa, che dieci ambulanze rimangano bloccate perché, finite le barelle, non si può certo liberare quelle del 118 e far stendere i malati in terra». Sono gli infermieri, i tecnici di laboratorio, quelli di radiologia, i fisioterapisti e anche i medici a protestare contro il blocco delle assunzioni, in una manifestazione sotto la sede della RmB, una delle Asl più popolose con un milione di assistiti, nel quadrante di nord-est, dalla Tiburtina al Casilino, da Montesacro a Lunghezza.
Chiamati a raccolta dai sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil, da quello "di base", Rdb, e dalla Fsi, Federazione sindacati indipendenti, i sanitari agitano cartelli. Si alternano al megafono: «Senza personale, sono destinati a crescere i disservizi e la sanità pubblica si trasforma in uno snodo per il rinvio alle prestazioni dei privati», accusa il coordinatore della Rappresentanza sindacale unitaria della RmB, Aldo Capobianchi (Cgil). «Il Piano di rientro dal deficit?», incalza il suo collega della Cisl, Renato Truglia, «Un cappio alla gola per gli assistiti e il personale che ormai è allo stremo con doppi turni e straordinari disumani».
In tutto sono 820 gli infermieri in campo (la metà nel solo Pertini che, comunque, da anni è al collasso per mancanza di personale). In America c´è un medico ogni tre infermieri. «Nella nostra Asl», spiega Stefano Ciofani della Uil, «il rapporto è di uno a uno». «Ieri», aggiunge Stefano Zecchetti (Rdb), «al Pertini c´erano 65 pazienti in attesa di un letto che "arrivasse" via fax dagli altri ospedali e cliniche della capitale». «L´accordo con l´assessore per l´assunzione di 100 infermieri per il Pertini e altrettanti per il territorio», ancora Capobianchi, «è rimasto lettera morta». Impegni, promesse. E proteste. Ormai si va avanti così. «Saranno pure state fatte alcune cose da questa giunta regionale di centrosinistra», commenta Paola Silvestri, «ma la gente non ha mai percepito nei fatti quella che Marrazzo e Battaglia subito dopo il loro insediamento hanno chiamato "rottura della continuità". A cambiare, in peggio però, è solo il numero degli organici: in calo inesorabile con il blocco quasi totale del turnover. Così la sanità si ammala ogni giorno di più». Non sono certo finiti in panchina gli dirigenti di questa azienda sanitaria che, ai tempi dei saccheggi di Lady Asl, avevano posti chiave accanto ai manager arrestati: «Si sono riciclati tutti o quasi anche sotto la giunta di centrosinistra».
«Aspettavamo 200 infermieri e altro personale», ricordano tutti. «Niente». Così, restano lunghe le liste di attesa che producono scontento, sofferenza e sprechi. Criticità, superlavoro, precariato diffuso e compensi al lumicino per i dipendenti delle cooperative sociali che fanno assistenza a domicilio. E per gli ex delle Ikt, società di Lady Asl. Liste di attesa anche di un anno per gli anziani che hanno bisogno di fisioterapie. «Qualcuno», commenta Vittoria Manni, «intanto, se ne va».


16 febbraio 2008 - Il Paese delle Donne

RdB-CUB: sostenere le iniziative per l’autodeterminazione delle donne

"L’ignobile blitz effettuato dalla polizia al Policlinico di Napoli contro una donna che aveva appena effettuato un aborto terapeutico è l’ultimo drammatico episodio di una vera e propria guerra scatenata contro le donne dalla Chiesa, dalle forze politiche che hanno rinunciato a difendere la laicità dello Stato, da squallidi personaggi che strumentalizzano questo tema per costruire fortune politiche invocando moratorie sull’aborto", dichiara Emidia Papi della Federazione nazionale RdB-CUB.
"Ogni giorno di più assistiamo al perpetuarsi della violenza fisica e psicologica contro le donne, in un clima inquietante di autoritarismo e di restaurazione che vede nella campagna contro la Legge 194 uno dei principali terreni di attacco alla libertà delle donne di decidere del proprio corpo, alla loro dignità e ai loro diritti, ma che non le risparmia neppure sul terreno sociale e del lavoro con discriminazioni, precariato, mancanza di servizi pubblici", prosegue Papi.
"La Federazione nazionale delle Rappresentanze di Base invita pertanto tutte le lavoratrici ed i lavoratori ad aderire e rafforzare con la loro partecipazione tutte le iniziative messe in campo in questi giorni di condanna dell’abominevole episodio di Napoli, a difesa della Legge 194 e dell’autodeterminazione delle donne", conclude la dirigente RdB-CUB.


15 febbraio 2008 - Dire

CASA. DA MARTEDÌ ASIA-RDB IN PRESIDIO PER BLOCCO SFRATTI

(DIRE) Roma, 15 feb. - "Emergenza abitativa senza soluzione". Il grido d'allarme viene dall'Asia-Rdb che per questo annuncia "da martedi' 19 febbraio un presidio permanente in piazza Montecitorio per reclamare l'immediata approvazione del decreto che blocca gli sfratti". L'Asia Rdb ricorda che "a Roma, citta' in cui sono 50mila i senzatetto e piu' di 8mila gli sfratti esecutivi, di cui circa l'80% per morosita', abbiamo avuto riprova dell'incapacita' politica degli amministratori comunali ad assumere un atteggiamento responsabile sulle politiche abitative proprio sul finire di questa consiliatura, con l'approvazione di un Piano regolatore che garantisce gli interessi dei poteri forti e l'ennesimo rinvio della votazione su un ordine del giorno firmato dall'intera maggioranza, strappato grazie alle numerose mobilitazioni dei movimenti per il diritto all'abitare". "Incontrando una nostra delegazione- continua il comunicato- il Prefetto Mosca ha affermato che la questione casa non puo' diventare un problema di ordine pubblico. Ma ci siamo vicini! È evidente che l'interlocuzione politica non e' adeguata alla gravita' della situazione ed e' per questo che la mobilitazione per il diritto all'abitare diventa permanente sia nei confronti dell'amministrazione comunale che della Camera dei Deputati (fino a quando rimarranno in carica) su due obiettivi primari: l'approvazione dell'ordine del giorno sulle politiche abitative in Campidoglio e l'approvazione del decreto di blocco degli sfratti".

SANITÀ. RDB: SERVONO INTERVENTI URGENTI AL PERTINI
OGGI PRESIDIO DI PROTESTA DAVANTI A DIREZIONE ASL RMB

(DIRE) Roma, 15 feb. - Un presidio di protesta organizzato dalle RdB-CUB e' stato organizzato questa mattina da circa 200 lavoratori davanti alla direzione della Asl RmB. Lo comunica una nota del sindacato. Durante l'assemblea, i lavoratori "hanno messo in rilevo la situazione dell'ospedale Sandro Pertini, dove il Pronto Soccorso e' al collasso, con le autoambulanze del 118 continuamente bloccate (ieri addirittura 10) perche' non c'e' posto dove collocare i pazienti e dunque liberare le barelle dei mezzi di soccorso. Un ulteriore aggravio per l'ospedale deriva dai lavori avviati nella sezione ortopedica, con il conseguente trasferimento dei pazienti nell'area chirurgica dove non ricevono tutta l'assistenza necessaria". Le RdB-CUB ribadiscono "la necessita' di decisioni urgenti che modifichino la inaccettabile situazione: assunzioni di personale, reinternalizzazione dei lavoratori affittati, ristrutturazione e riorganizzazione del Pronto Soccorso e dei reparti del Pertini con aumento dei posti letto e rilancio dei servizi territoriali". Prossimo appuntamento, lunedi' 18 febbraio dalle 9 presso l'Auditorium di Lettere e Filosofia dell'Universita' di Tor Vergata, dove si terra' la conferenza dei servizi con l'intenzione di "rendere noto che la realta' costruita e percepita dalla dirigenza politica e aziendale non corrisponde a quella vissuta sulla propria pelle da lavoratori e cittadini".


15 febbraio 2008 - Ansa

SANITÀ: RDB, A FEBBRAIO AMBULANZE 118 FERME PER 800 ORE

(ANSA) - ROMA, 15 FEB - «Nei primi 14 giorni di febbraio ammontano già ad 808 le ore in cui le ambulanze del 118 sono state bloccate all'interno dei pronto soccorso della capitale (nell'intero mese di gennaio le ore sono state 723) a causa dell'assenza di letti e barelle su cui trasferire i pazienti». Lo afferma il coordinamento Rdb-Cub spiegando che il risultato di questa situazione porta a «ambulanze ferme nei pronto soccorso e pazienti costretti a sostare per ore sulle barelle dei mezzi del 118 sulle quali effettuano visite ed esami diagnostici». Il sindacato afferma, inoltre, che «in cima alla lista nera troviamo il Policlinico Casilino con 241 ore di blocco, seguito dal Pertini con 216 ore. Al Policlinico Casilino il giorno 13 febbraio è persino avvenuto che un'ambulanza è stata bloccata per 20 ore consecutive ed il paziente Š stato costretto ad effettuare una seduta di dialisi direttamente sulla barella della vettura. Questa situazione costringe i lavoratori del 118 a ritmi di lavoro massacranti e a continui spostamenti dalla zona di competenza territoriale, con lo stress e la frustrazione continua dati dalla consapevolezza di fornire un servizio inefficace». Per il responsabile del coordinamento Rdb, Licia Pera, «a queste condizioni di lavoro non solo corrisponde un aumento del numero di infortuni a carico dei lavoratori e delle lavoratrici del 118 (+ 15% nel 2007 solo nella citt… di Roma), ma stanno aumentando notevolmente anche gli atti di violenza, spesso non denunciati, nei confronti del personale delle ambulanze, che in prima linea è costretto a subire gli effetti nefasti di una scellerata politica regionale sulla sanità».

SANITÀ: ARES 118,ASSICURATI I NORMALI LIVELLI DI ASSISTENZA

(ANSA) - ROMA, 15 FEB - «Pur registrando una situazione di difficoltà nei Pronti Soccorso, Ares 118 è riuscita ad assicurare quotidianamente i normali livelli di assistenza, grazie anche al monitoraggio costante del fenomeno ed al collegamento con le strutture di emergenza presenti sull'intero territorio regionale». Lo afferma in una nota l'Azienda regionale del Lazio di emergenza sanitaria in riferimento a quanto denunciato dalle Rdb sulle ore di «fermo» effettuate dai mezzi del 118 nel mese di febbraio. Ares, precisa, inoltre che «appare assolutamente inopportuno dare pubblicità a dati non validati dall'Amministrazione».

SANITÀ: RDB, AL PRONTO SOCCORSO PERTINI UN SOLO INFERMIERE

(ANSA) - ROMA, 15 FEB - «Sempre più drammatica la situazione del Pronto Soccorso dell'ospedale Pertini di Roma. Ieri notte, per mancanza di personale infermieristico, molti pazienti sono stati lasciati per ore da soli sulle barelle senza assistenza». Lo denuncia un rappresentante del coordinamento Rdb-Cub della Asl Roma B, Stefano Zecchetti. «Questa notte era di servizio un solo infermiere perchè l'altro era assente per malattia - spiega -. A complicare la situazione anche i lavori di ristrutturazione del reparto di Ortopedia (sala gessi) dell'ospedale: i pazienti ortopedici sono stati dirottati, per le emergenze, nel Pronto soccorso creando ulteriori disagi. Abbiamo immediatamente segnalato la situazione alla Direzione sanitaria del Pertini che però non è intervenuta in alcun modo».

SANITÀ: OSPEDALE PERTINI, ADEGUATO NUMERO DEGLI INFERMIERI

(ANSA) - ROMA, 15 FEB - «Ieri notte il numero di infermieri in servizio era assolutamente adeguato rispetto ai pazienti da trattare». Lo afferma il direttore sanitario dell'ospedale Pertini di Roma Alberto Giannotta, in riferimento alla denuncia delle Rdb sull' esiguo numero di personale infermieristico in servizio nell'ospedale. «Nelle varie aree dell'ospedale - afferma- era operativo un pool di infermieri adeguato alle esigenze e soprattutto pronto a dare supporto nel caso in cui fossimo entrati in 'sofferenzà nel Pronto soccorso a causa di un elevato numero di accessi». In riferimento ai lavori di ristrutturazione del reparto di ortopedia che, secondo quanto affermano le Rdb, starebbe causando ulteriori disagi al pronto soccorso, Giannotta afferma «che la situazione è assolutamente sotto controllo e che i lavori, una volta ultimanti, porteranno ad un deciso ampliamento dell'area ortopedica».


15 febbraio 2008 - Agenfax

I LAVORATORI DEGLI ENTI LOCALI PROTESTANO E... DONANO IL SANGUE

Alessandria - Originale protesta quella che ha visto protagonisti i manifestanti del sindacato di base RdB per il riconoscimento immediato della parte economica del biennio contrattuale ai lavoratori degli enti locali, dopo 26 mesi di contratto scaduto. Per la tendenza dei vari governi a "spremere i lavoratori fino all'ultima goccia di sangue", la RdB ha deciso di dedicare la giornata del 14 febbraio ad una donazione sangue presso l'ospedale civile a chi veramente ne ha bisogno invitando i lavoratori ad aderire anche a tale iniziativa. Sono stati poi consegnati rispettivamente al Sindaco e al Presidente della Provincia due documenti, dove li si invita , oltre all'impegno di rappresentare all'ANCI, l'UPI, l'UNCEM ,la Conferenza delle Regioni e IL Comitato di Settore, ciascuno per la propria parte, perchè venga immediatamente rinnovata la parte economica del contratto rinviando la trattativa della parte normativa al prossimo biennio, ad un atto di equità sociale e di responsabilità politica, erogando, fin dal mese di marzo, in busta paga, a titolo di acconto i 100 euro promessi ai lavoratori pubblici, quasi un anno fa. Analogamente una delegazione di lavoratori è stata ricevuta da S.E. il Prefetto Dott. Castaldo che si è reso disponibile, per quanto di Sua competenza, ad inoltrare la documentazione consegnatagli alla Presidenza del Consiglio Segretariato Generale, al Dipartimento della Funzione Pubblica, al Ministero Economia e Finanza, alla Conferenza Stato Regioni.


15 febbraio 2008 - Omniroma

PERTINI, RDB: «STANOTTE AL PRONTO SOCCORSO UN SOLO INFERMERE»

(OMNIROMA) Roma, 15 feb - «Stanotte all'emergenza chirurgica del Pertini c'era in servizio un solo infermiere e, nonostante siano stati avvisati i dirigenti reperibili, non hanno provveduto a mandare un altro infermiere che sostituisse il secondo di turno che era malato». È quanto ha dichiarato un delegato sindacale Rdb-Cub dell'ospedale, Maurizio Fusà, durante un sit-in organizzato dai sindacali Confederali e Rdb-Cub dell'Asl RmB davanti la direzione generale della Asl per protestare contro «le mancate assunzioni e reinternalizzazioni del personale». «L'infermiere si è trovato a dover soccorrere un codice rosso e i pazienti ortopedici in attesa di ricovero - ha aggiunto Fusà - che da quando sono iniziati i lavori alla sala gessi dell'ortopedia confluiscono nel box chirurgico». A quanto riferiscono i rappresentanti sindacali, ieri pomeriggio al pronto soccorso del Pertini c'erano 72 pazienti in attesa di ricovero, 6 codici rossi e 28 gialli. «Ciò ha comportato - ha continuato Fusà - il blocco di 10 ambulanze per la mancanza di barelle». Per il coordinatore regionale Rdb-Cub, Stefano Zecchetti: «È una situazione assurda. La direzione della Asl non si interessa minimamente della problematica». Il sit-in durerà fino alle 13 e i sindacati non escludono l'ipotesi di «occupare» in mattinata la direzione generale dell'Asl.

SANITÀ/ CUB: «PRESIDIO PROTESTA LAVORATORI ASL RMB»

(OMNIROMA) Roma, 15 feb - «Si è svolto questa mattina, davanti alla direzione generale della Asl RmB, un presidio di protesta dei lavoratori che ha visto la presenza di oltre 200 dipendenti. Durante l'iniziativa si è tenuta una partecipata assemblea, in cui il personale ha messo in evidenza le gravi condizioni di lavoro e di assistenza nella Asl. Come più volte segnalato e denunciato pubblicamente dalle RdB-CUB, gli interventi in assemblea hanno messo in rilevo la situazione dell'ospedale Sandro Pertini, dove il pronto soccorso è al collasso, con le autoambulanze del 118 continuamente bloccate (ieri addirittura 10) perché non c'è posto dove collocare i pazienti e dunque liberare le barelle dei mezzi di soccorso. Un ulteriore aggravio per l'ospedale deriva dai lavori avviati nella sezione ortopedica, con il conseguente trasferimento dei pazienti nell'area chirurgica dove non ricevono tutta l'assistenza necessaria». Lo comunica in una nota Rdb-Cub. Le RdB-Cub «ribadiscono la necessità di decisioni urgenti che modifichino la inaccettabile situazione: assunzioni di personale, reinternalizzazione dei lavoratori affittati, ristrutturazione e riorganizzazione del pronto soccorso e dei reparti del Pertini con aumento dei posti letto e rilancio dei servizi territoriali. L'assemblea ha confermato la partecipazione dei lavoratori alla Conferenza dei Servizi della asl RmB, che si terrà lunedì 18 dalle ore 9 presso l'Auditorium di Lettere e Filosofia dell'Università di Tor Vergata, dove si intende rendere noto che la realtà costruita e percepita dalla dirigenza politica e aziendale non corrisponde a quella vissuta sulla propria pelle da lavoratori e cittadini».

SANITÀ/ ARES 118: ASSICURATI NORMALI LIVELLI ASSISTENZA

(OMNIROMA) Roma, 15 feb - «In merito al comunicato diffuso da Rdb relativo al blocco delle ambulanze nei pronti soccorso ospedalieri», Ares 118 comunica in una nota che «appare assolutamente inopportuno dare pubblicità a dati non validati dall'amministrazione. Pur registrando una situazione di difficoltà nei pronti soccorso, Ares 118 è riuscita ad assicurare quotidianamente i normali livelli di assistenza, grazie anche al monitoraggio costante del fenomeno ed al collegamento con le strutture di emergenza presenti sull'intero territorio regionale».


15 febbraio 2008 - Giornal.it

Enti locali: donano il sangue... per protesta

Alessandria - Protesta e volantinaggio di fronte ai palazzi degli enti locali, organizzata dalla RdB per rivendicare il riconoscimento immediato della parte economica del biennio contrattuale.
Nella stessa giornata, per la tendenza a "spremere" i lavoratori fino all’ultima goccia di sangue, la RdB ha deciso di dedicare la giornata di ieri ad una donazione sangue preso l’ospedale a chi veramente ne ha bisogno.
Sono stati poi consegnati rispettivamente al Sindaco e al Presidente della Provincia due documenti, dove li si invita, oltre all’impegno di rappresentare all’ANCI, l’UPI, l’UNCEM, la Conferenza delle Regioni e Il Comitato di Settore, ciascuno per la propria parte, perchè venga immediatamente rinnovata la parte economica del contratto rinviando la trattativa della parte normativa al prossimo biennio, ad un atto di equità sociale e di responsabilità politica, erogando, fin dal mese di marzo, in busta paga, a titolo di acconto i 100 euro promessi ai lavoratori pubblici, quasi un anno fa.


15 febbraio 2008 - Il Manifesto

Occupazioni e sgomberi
Occupato l'ex cinema Astra. E al Rialto arrivano i sigilli

Roma - Un centinaio tra famiglie e attivisti del Blocco precario metropolitano e dell'As.i.a. RdB hanno occupato ieri l'ex cinema Astra, di proprietà di De Laurentis, in viale Jonio. In un comunicato fanno sapere che «ritengono primario l'impiego del patrimonio pubblico e privato sfitto o inutilizzato» e che dallo stabile, che avevano già occupato, erano stati allontanati dieci anni fa, mentre le famiglie erano state confinate in un residence a Casale Lombroso. Nel pomeriggio il presidente del IV municipio, Alessandro Cardente, ha incontrato gli occupanti concordando con loro «l'immediata convocazione di un tavolo di trattativa con la proprietà in cambio dell'abbandono dello stabile».
«Cessazione immediata delle attività» per ragioni di «ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini ». E' quanto si legge nell'ordinanza che ha portato ieri alla chiusura del Rialtoccupato. «Riteniamo di essere oggetto di un grave arbitrio - dicono dall'associazione - e, consapevoli di quello che in questi anni abbiamo sviluppato, continueremo a operare secondo le nostre specificità». Per oggi è prevista un'assemblea pubblica a partire dalle ore 18, a via Sant'Ambrogio 4.


15 febbraio 2008 - EPolis Roma

IL REPORTAGE. UN POMERIGGIO NELL'EMERGENZA DELL'OSPEDALE DEL TIBURTINO
Tre giorni sulle barelle al Pertini ecco l'inferno del pronto soccorso
Stanze da codice rosso piene zeppe di feriti e malati, lettini che sostano in corsia anche 72 ore in attesa del ricovero o del trasferimento
di Denise Faticante
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Roma - Davanti all'entrata si capisce subito che aria tira: sul piazzale sinistro tre ambulanze sono ferme senza barelle. All'interno la sala d'attesa è gremita. Ma il girone infernale sta dietro quelle porte che recano la scritta: "sala rossa medica", "sala rossa chirurgica" (che da un po' di tempo accoglie anche i pazienti di ortopedia) e "accettazione uomo e donna". Nella prima, che contiene i malati e feriti più urgenti, quelli in pericolo di vita, per intenderci, sono messi in fila una decina di lettini. Dolore, lamento, cannule, macchinari con elettrocardiogrammi: tutto si fonde in un unico groviglio di sofferenza. A sinistra un'altra porta: qui ci sono gli uomini. Saranno più di venti e attendono, appunto come i peccatori di Dante ognuno la propria pena. In tutto una settantina di persone, tra cui 28 codici gialli. Lungo il corridoio, un signore dalla barba bianca e lunga giace su una barella che all'occorrenza diventa anche la sua sedia, sulla quale consuma un pasto. Come lui qui i pazienti stazionano anche tre giorni in corsia. Benvenuti nel pronto soccorso del Pertini, ospedale nato come centro di zona e diventato improvvisamente il primo, in tutta la Capitale, per accessi nell'emergenza. E mentre le ambulanze del 118 continuano ad entrare nel tunnel dello stabile, dentro si alzano le prime urla: «Basta, siamo pieni, portate i pazienti altrove». I due uomini con la pettorina arancione fanno spallucce ed escono. E dentro rimane l'inferno. Sei ausiliari, dodici infermieri e cinque medici per una media di 273 persone che ogni giorno entrano in pronto soccorso. Maurizio Fusà è un delegato Rsu dell'Rdb-Cub, è impiegato in questo luogo di frontiera e racconta: «Lavorare senza neanche avere carrozzelle e barelle è davvero dura. Siamo spesso costretti a utilizzare i lettini delle ambulanze che sostano qui ore e ore. I pazienti stazionano, aspettano di essere trasferiti o ricoverati ma si sono registrati casi di attesa anche di tre giornate». Oggi dalle 9 tutto il personale darà vita a un presidio fuori dalla sede dell'Azienda sanitaria per manifestare il rischio di crisi irreversibile dell'ospedale. Insieme ai dipendenti del Pertini ci saranno anche tutti quelle della Asl Rm/B. Secondo le sigle sindacali la struttura avrebbe bisogno di 200 infermieri, 20 tecnici di radiologia e laboratorio, 20 ostetriche, 30 terapisti della riabilitazione e 20 assistenti sociali. E in attesa di personale il pronto soccorso ogni giorno, notti incluse, si trasforma in una caienna, i posti letto languono e interi reparti, come quello alla destra dell'urgenza sono stati chiusi senza un motivo apparente né un preavviso. «Nessuno di noi - racconta Maurizio - sapeva della cosa. Ce ne siamo accorti perché in quel palazzo siamo andati a votare per le elezioni dell'Rsu». Sbarrando quelle stanze sono stati eliminati 16 posti letto e ora lì, come raccontano le foto, tutto giace nel degrado e nell'abbandono. Intanto la bocca del pronto soccorso, che viene dopo il reparto penitenziario e quello chiuso, creando quindi anche problemi per essere raggiunto, continua a inghiottire pazienti che escono dalle ambulanze o che arrivano a velocità sostenuta con le auto. La grande umanità e professionalità del personale riesce anche con un sorriso a consolare chi, nella "sala rossa medica" attende la propria sorte. Ma anche chi guarisce ha a sua volta bisogno di cure. In questo caso economiche, visto che nell'ospedale lavorano circa duecento persone "fornite" da una società esterna. Sono i dipendenti in appalto e i loro stipendi vanno dai 550 agli ottocento euro al mese.


15 febbraio 2008 - La Repubblica

Viale Ionio
Ex cinema Astra in abbandono dopo 4 anni nuova occupazione

Roma - Famiglie, precari e attivisti del Blocco Precario Metropolitano e dell´AS.I.A.RdB, tutti senza casa, hanno occupato l´ex cinema Astra, (dal quale erano stati allontanati 10 anni fa) in viale Jonio, esponendo striscioni con scritto "Stop agli sfratti". In serata la visita del presidente del IV Municipio Alessandro Cardente: «Ho concordato con gli occupanti la convocazione di un tavolo di trattativa in cambio dell´abbandono dello stabile».

Appello delle donne al Prefetto "Bisogna difendere la legge 194"
di ZITA DAZZI

Milano - Sono arrivate fino in Prefettura le donne milanesi per chiedere che la legge 194 venga difesa dalle strumentalizzazioni politiche e per testimoniare solidarietà alla donna di Napoli che, subito dopo aver subito un aborto terapeutico, ha visto arrivare in corsia i poliziotti per interrogarla. Una lettera aperta firmata dalla Rete regionale «194 ragioni» e indirizzata al prefetto Gian Valerio Lombardi è stata consegnata al viceprefetto Michele Tortora, che ha ricevuto una delegazione delle donne in piazza. Lo scopo della missiva è far chiedere al governo e al ministero dell´Interno che «si faccia piena luce sulle responsabilità» per la vicenda dell´ospedale Federico II e che vengano «scongiurati comportamenti da parte delle istituzioni lesivi della dignità e della libertà delle donne». Il viceprefetto ha ascoltato le indicazioni con la promessa di trasmetterle a Roma.
Dopo i fatti di Napoli, la protesta è stata immediata e spontanea, una forma di indignazione collettiva e contagiosa che ha fatto sentire a molte l´urgenza di scendere in strada con una manifestazione. Gli sms e le mail hanno cominciato a girare vorticosamente fin da mercoledì. E così ieri al tramonto, ai due presidi convocati in piazza San Babila e davanti alla clinica Mangiagalli sono arrivate in centinaia. Donne soprattutto, di ogni età. Ma anche molti uomini. Poche le bandiere dei partiti, qualcuna dei sindacati di base e della Cgil, lo striscione del coordinamento «Usciamo dal silenzio», il movimento che da due anni si batte in difesa della 194, una legge che continua a far discutere e che rischia di diventare oggetto dell´imminente campagna elettorale.
Proprio quel che vogliono evitare le signore che hanno occupato il centro di piazza San Babila con le bandiere e gli striscioni hanno scritto anche una lettera aperta al prefetto. «Lanciamo un appello perché questo tema non venga ulteriormente strumentalizzato, perché si abbassino i toni e si rispettino le donne, i loro sentimenti, la loro dignità», scrivono le consigliere comunali dell´opposizione Marilena Adamo, Carmela Rozza, Francesca Zajczyk, Milly Moratti, Carola Colombo e Patrizia Quartieri. Proprio la Quartieri, con la sindacalista Lella Brambilla e altre donne dei movimenti, era nella delegazione che è andata a chiedere al prefetto «di attivarsi nei confronti della Regione, della magistratura e delle Forze dell´Ordine affinché, in questo clima di criminalizzazione, non vengano violati il diritto alla salute delle donne, alla privacy e all´applicazione della 194».
Al presidio davanti alla Mangiagalli - la prima ad applicare il nuovo limite di 22 settimane e 3 giorni per l´aborto terapeutico - sono arrivate circa 200 persone. Molte di più in San Babila. Nella folla si sono visti diversi politici, fra cui il segretario di Rifondazione Nello Patta, il consigliere regionale Franco Mirabelli e il consigliere comunale Pierfrancesco Majorino del Pd, il segretario della Camera del Lavoro Onorio Rosati. Le donne di Usciamo dal Silenzio distribuivano un volantino sulla «crociata contro le donne», la rete «194 ragioni» un altro documento che ironicamente chiede «A quando i roghi sulle pubbliche piazze?».
Per i prossimi giorni, l´impegno è quello di «mantenere alta la guardia, soprattutto in Lombardia, perché la 194 venga applicata», come spiega Cristina Pecchioli, annunciando un convegno sull´aborto aperto a forze politiche di diversa ispirazione con il ministro Rosy Bindi per il giorno 29.

VIA DI RIPOLI
Da martedì torneranno a essere garantiti solo i prelievi. La Asl: "Ristrutturarlo costa troppo"
"L´alternativa è trovare un poliambulatorio in affitto in attesa del maxi distretto"
di ernesto ferrara

Firenze - Martedì riavranno il servizio prelievi, ma per le visite specialistiche gli abitanti del quartiere 3 devono continuare l´esodo verso il presidio di via Gabriele D´Annunzio o verso lo Iot di viale Michelangelo, come ormai avviene da otto mesi. Tutta colpa di quell´incendio, doloso, che il 27 maggio 2007 mandò in fumo gli uffici del poliambulatorio Asl di via di Ripoli, dove si facevano 70-80 prelievi al giorno e le visite specialistiche. Da allora, tutti i giorni va in scena lo spostamento dei cittadini bisognosi di analisi del sangue o visite particolari verso i centri sanitari più vicini a Gavinana, che però devono soddisfare anche le richieste delle altre zone della città e spesso vanno in affanno. Ora la situazione per i prelievi sembra risolta: il servizio sarà gestito dalla Misericordia di Badia a Ripoli, secondo la convenzione firmata nelle scorse settimane con l´Asl non senza i malumori delle Rdb dell´azienda, che puntano il dito contro «una esternalizzazione evitabile». Ma per le visite specialistiche, la faccenda è più complicata: l´Asl ha chiesto un preventivo per i lavori di ristrutturazione e messa a norma della struttura di via di Ripoli. E la cifra ipotizzata ha fatto saltare sulla sedia i dirigenti dell´azienda sanitaria: 250 mila euro solo per il piano terreno e per un edificio annesso. Cifra che l´Asl non vorrebbe spendere, perchè la sede è in affitto da un privato (80 mila euro l´anno) e in più l´azienda ha già preventivato di costruire entro il 2012 il nuovo maxi distretto sanitario nell´area Chini-Marfin di viale Europa: un colosso che accorperà tutti i servizi sanitari oggi sparsi nella zona sud della città. «Spendere 250 mila euro per rimettere in piedi una struttura comunque piccola e destinata a scomparire nel giro di qualche anno sarebbe un investimento sbagliato, non lungimirante», sostiene il direttore sanitario dell´Asl 10 Pierluigi Tosi. E allora quale soluzione? «Siamo alla disperata ricerca di una sede alternativa in zona, da prendere in affitto o da acquistare - dice Tosi - Ci basterebbero 300 metri quadri, ma non riusciamo a trovar nulla. Se entro 40 giorni non ne troviamo, procederemo alla gara d´appalto per la ristrutturazione del presidio di via di Ripoli».
In pratica, se la ricerca della Asl va a buon fine, entro maggio potrebbe esser pronto un nuovo centro per prelievi e visite. Se la ricerca fallisce, i tempi diverrebbero più lunghi: «La gara d´appalto, il controllo dei progetti, i lavori: si andrebbe a dopo l´estate almeno», stima Tosi. Una bella grana per il quartiere più anziano di Firenze. «E´ indecente, sono mesi che migliaia di cittadini aspettano - tuona da Palazzo Vecchio il capogruppo Pd Alberto Formigli - in questa vicenda c´è tutta l´incapacità dell´Asl, chiederò alla Società della Salute di intervenire». «Sono addolorato per i cittadini e per i ritardi - si giustifica il direttore sanitario Pierluigi Tosi - ma la colpa non è nostra: siamo un ente pubblico, non possiamo fare investimenti dissennati, occorre tutto il tempo per pensarci bene». «L´Asl poteva e doveva spiegarci bene e per tempo come stavano le cose - dice però arrabbiato il presidente del quartiere 3 Andrea Ceccarelli, che, dice, in questi mesi ha scritto e telefonato decine di volte alla Asl - Io sto coi cittadini: ci sono persone disabili che prendono il taxi per raggiungere lo Iot».


15 febbraio 2008 - Libero

I precari occupano il cinema Astra

Roma - Un centinaio di precari, famiglie e attivisti del Blocco Precario Metropolitano e dell'AS.I.A. RdB hanno occupato l'ex cinema Astra, di proprietà di De Laurentis, in viale Jonio, esponendo alcuni striscioni: «Stop agli sfratti e agli sgomberi», «No al saccheggio di Roma: la città è un bene comune». In un comunicato gli occupanti hanno fatto sapere che «ritengono primario l'impiego del patrimonio pubblico e privato sfitto o inutilizzato» e che dallo stabile di viale Jonio, che avevano precedentemente occupato, erano stati allontanati dieci anni fa, mentre le famiglie erano state confinate in un residence a Casale Lombroso, e attendono ancora una casa. Secondo gli occupanti, «è giunto il momento che l'amministrazione faccia la sua parte e intervenga, acquisendo questo stabile e restituendolo alla cittadinanza». A giudizio degli occupanti la stessa cosa va fatta per gli appartamenti sfitti, che «potrebbero soddisfare la dilagante emergenza abitativa, con tempi sicuramente più veloci di quelli messi in campo dall'amministrazione comunale fino ad oggi». Pronto il commento di Gianni Alemanno: «Nunzio D'Erme, che fino alla scorsa consiliatura faceva parte della maggioranza, continua a gestire movimentismo. Invece di risolvere i problemi li aggrava ai danni dei cittadini». Ed è solo l'inizio di nuove polemiche sulle occupazioni in città di spazi cosiddetti culturali che hanno più volte diviso anche la maggioranza di centrosinistra, non solo in Campidoglio.


15 febbraio 2008 - La Sicilia

Agrigento. Nonostante le rassicurazioni del sindaco di Canicattì...
di Carmelo Vella

Agrigento - Nonostante le rassicurazioni del sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo sul fatto che in tempi brevi il distaccamento dei vigili del fuoco avrebbe cambiato sede, dal foro Boario, per sistemarsi nei nuovi locali di contrada Carlino, ancora non c'è nulla di definitivo.
I pompieri continuano a restare nella vecchia sede, con tutte le difficoltà già denunciate da tempo. Corbo aveva dichiarato che subito dopo le festività natalizie e di fine anno il distaccamento dei vigili del fuoco di Canicattì doveva essere trasferito nei nuovi locali. Ma nonostante siano passati circa 2 mesi dalla data indicata per il trasferimento, non si registra nessuna novità. E questo nonostante i sindacati di categoria: Cgil, Cisl, Rdb e Confsal, abbiano firmato una nota congiunta di ringraziamento indirizzata al sindaco Vincenzo Corbo, alla giunta, al consiglio comunale ed al segretario generale dell'ente per esprimere gratitudine per la risoluzione di un problema che rischiava di far emigrare altrove il distaccamento dei pompieri di Canicattì.
«Stiamo cercando di fare il possibile - ha detto il sindaco Corbo - per evitare che il distaccamento dei vigili del fuoco vada a finire in un'altra città. Dopo aver sentito l'allarme dei sindacalisti dei pompieri mi sono subito adoperato per incontrarli e trovare una soluzione. Il comune lavorerà in due direzioni: la prima è legata ad una soluzione immediata, cioè al trasferimento nei nuovi locali, anche se stiamo risolvendo alcuni problemi, mentre in un periodo medio lungo cercheremo di farci finanziare una nuova caserma. In contrada Carlino oltre ai vigili del fuoco ci saranno anche i vigili urbani, e la protezione civile. Una sorta di polo di pubblico soccorso. I locali che ospitano attualmente il distaccamento dei pompieri della città non sono, infatti, più idonei alle esigenze dei vigili. L'ultimo ostacolo che impediva il trasloco del distaccamento nella nuova sede era quello del trasferimento di alcuni uffici comunali che attualmente si trovano in contrada Carlino in altre sede che non è stato ancora risolto. E quindi i vigili del fuoco restano ancora al foro Boario. La città, diversi anni addietro, fu la prima a pagare la politica dei tagli vedendosi inesorabilmente privare della sede di Canicattì che venne chiusa. Soltanto dopo diverse battaglie sindacali e politiche i vigili fecero ritorno a Canicattì presso la sede dove si trovano attualmente quella del Foro Boario.
E torna ora lo spauracchio che Canicattì possa perdere il distaccamento dei Vigili visto che, come è noto, Castrofilippo ha già offerto la disponibilità a mettere a disposizione dei locali idonei.


15 febbraio 2008 - Agrigento notizie

Canicattì: problemi nel trasferimento della sede dei vigili del fuoco
di Carmelo Vella

Canicattì - Nonostante le rassicurazioni del sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo sul fatto che in tempi brevi il distaccamento dei vigili del fuoco avrebbe cambiato sede, dal foro Boario, per sistemarsi nei nuovi locali di contrada Carlino, ancora non c’è nulla di definitivo. I pompieri continuano a restare nella vecchia sede, con tutte le difficoltà già denunciate da tempo. Corbo aveva dichiarato che subito dopo le festività natalizie e di fine anno il distaccamento dei vigili del fuoco di Canicattì doveva essere trasferito nei nuovi locali. Ma nonostante siano passati circa 2 mesi dalla data indicata dal sindaco per il trasferimento, non si registra nessuna novità.
E questo nonostante i sindacati di categoria: Cgil, Cisl, Rdb e Confsal, abbiano firmato una nota congiunta di ringraziamento indirizzata al sindaco Vincenzo Corbo, alla giunta, al consiglio comunale ed al segretario generale dell’ente per esprimere gratitudine per la risoluzione di un problema che rischiava di far emigrare altrove il distaccamento dei pompieri di Canicattì.
"Stiamo cercando di fare il possibile – ha detto il sindaco Corbo – per evitare che il distaccamento dei vigili del fuoco vada a finire in un’altra città. Intanto però riaffiora l'ipotesi che i vigili potrebbero traslocare a Castrofilippo dove il comune ha messo a disposizione per loro locali adeguati."


15 febbraio 2008 - Il Centro

Rdb: concorsi per stabilizzare tutti i precari della sanità

PESCARA. Raccolta di firme per la stabilizzazione dei lavoratori precari della sanità abruzzese. L’iniziativa della Rdb, rappresentanza sindacale di base, ieri ha fatto tappa a Pescara, con un banchetto davanti all’ospedale civile dove in molti si sono fermati e dova la petizione ha toccato 2000 firme, che saranno consegnate all’assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca. La Rdb, come spiega il segretario Mario Frittelli, chiede che sia aperto un percorso di stabilizzazione attraverso concorsi riservati ai precari che da anni prestano servizio, dunque con contratti a termine, nella sanità abruzzese. «Sono circa un migliaio in tutta la regione», sostiene Frittelli, «e sono una ricchezza per la sanità pubblica, perché in tanti anni "in trincea" hanno acquisito competenze e professionalità importanti».


14 febbraio 2008 - Adnkronos

CONTRATTI: RDB-CUB, PIU' VICINO RINNOVO PER ENTI LOCALI
DISPONIBILITA' ANCI SU NOSTRA PROPOSTA

Roma, 14 feb. - (Adnkronos) - E' stato sciolto il presidio indetto questa mattina dalle RdB-CUB Pubblico Impiego davanti alla sede nazionale dell'Anci a seguito dell'incontro fissato per il 21 febbraio con il Presidente Domenici, nella sede nazionale Anci di Roma. Lo comunica una nota sindacale ricordando come le RdB-CUB avessero indetto l'iniziativa per sollecitare un rapido rinnovo della parte economica del Contratto nazionale degli Enti locali, rinviando quella normativa ad una fase successiva. La delegazione delle RdB-CUB, che questa mattina e' stata ricevuta presso l'Anci, ha sottoposto ai rappresentanti dell'Associazione alcune proposte di emendamenti al cosiddetto ''decreto milleproroghe'', finalizzati a risolvere la delicatissima situazione del personale precario determinatasi a seguito Finanziaria 2008, "che mette a rischio la posizione lavorativa di migliaia di precari pubblici". Le RdB richiedono la deroga per i contratti precari del settore scolastico-educativo, lo slittamento di un anno dei termini previsti in Finanziaria per la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari del Pubblico Impiego e la garanzia occupazionale per i Co.co.co di tutto il Pubblico Impiego sprovvisti di titolo di studio universitario.

LAVORO: RDB, RISOLTA VERTENZA OPERAI VIVAISTI IN REGIONE EMILIA ROMAGNA
PER 16 LAVORATORI PASSAGGIO A CONTRATTO ENTI LOCALI

Bologna, 14 feb. - (Adnkronos) - Si è conclusa positivamente la vertenza del personale 'ex Arf' (operai vivaisti) della Regione Emilia Romagna con la firma di un accordo che prevede il passaggio dei 16 lavoratori dal contratto agro-forestale al contratto degli enti locali nel rispetto delle richieste dei lavoratori. Lo annunciano in una nota le Rappresentanze sindacali di base, ricordando che «con la firma odierna dell'accordo si riconosce la professionalità dei lavoratori tramite un inquadramento adeguato alle mansioni effettivamente svolte, garantendo anche i diritti acquisiti nell'eventualità futura di trasferimenti di competenza». «Il risultato è dovuto - prosegue la nota - alla forte determinazione dei lavoratori che si sono mobilitati con Rdb e che non si sono lasciati intimorire dalla resistenza di qualche organizzazione sindacale che ha fino all'ultimo remato contro».


14 febbraio 2008 - Ansa

CASA: PRECARI E FAMIGLIE OCCUPANO CINEMA ASTRA

(ANSA) - ROMA, 14 FEB - Un centinaio di precari, famiglie e attivisti del Blocco Precario Metropolitano e dell'AS.I.A. RdB hanno occupato l'ex cinema Astra, di proprietà di De Laurentis, in viale Jonio, esponendo alcuni striscioni: «Stop agli sfratti e agli sgomberi», «No al saccheggio di Roma: la città è un bene comune». In un comunicato gli occupanti hanno fatto sapere che «ritengono primario l'impiego del patrimonio pubblico e privato sfitto o inutilizzato» e che dallo stabile di viale Jonio, che avevano precedentemente occupato, erano stati allontanati dieci anni fa, mentre le famiglie erano state confinate in un residence a Casale Lombroso, e attendono ancora una casa. Secondo gli occupanti, «è giunto il momento che l'amministrazione faccia la sua parte e intervenga, acquisendo questo stabile e restituendolo alla cittadinanza». A giudizio degli occupanti la stessa cosa va fatta per gli appartamenti sfitti, che «potrebbero soddisfare la dilagante emergenza abitativa, con tempi sicuramente più veloci di quelli messi in campo dall'amministrazione comunale fino ad oggi».


14 febbraio 2008 - Dire

PROVINCIA BOLOGNA. RDB: PRECARI RISCHIANO COMUNQUE IL POSTO

(DIRE) Bologna, 14 feb. - "Non e' tutto oro quello che luccica". Le 18 stabilizzazioni programmate da Palazzo Malvezzi per il 2008 potrebbero lasciare fuori molti piu' precari del previsto. Sono le Rappresentanze sindacali di base a lanciare l'allarme, oggi con un comunicato, alla notizia della carica di assunzioni (55 tra nuovi concorsi e appunto stabilizzazioni dei contratti a tempo determinato) decisa dalla Giunta Draghetti. "Molti lavoratori precari della Provincia- segnalano le Rdb- si troveranno a dover partecipare ad un concorso pubblico per pochi posti, magari quelli dove lavorano attualmente, dovendosi confrontare con innumerevoli altri candidati esterni". Ma allora, attaccano le Rdb, "con quale faccia chiamarla stabilizzazione. Quale sarebbe il vantaggio- si chiedono dal sindacato di base- di questi lavoratori che per anni si sono formati presso l'amministrazione, acquisendo una professionalita' e che ora, invece, si devono cimentare in un concorso con il rischio di vedersi alla fine chiudere la porta in faccia". Tra l'altro, ricordano le Rdb, "l'effettiva diminuzione dei precari della Provincia in questi anni non deriva unicamente da una stabilizzazione, ma- criticano- dal mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato o Cococo".

ABORTO. RDB CUB: A NAPOLI IGNOBILE ATTACCO ALL'AUTODETERMINAZIONE
CONVOCATI LAVORATORI E LAVORATRICI A SIT-IN DI QUESTO POMERIGGIO

(DIRE) Roma, 14 feb. - "La Federazione nazionale delle rappresentanze di base invita tutte le lavoratrici ed i lavoratori ad aderire e rafforzare con la loro partecipazione tutte le iniziative messe in campo in questi giorni di condanna dell'abominevole episodio di Napoli, a difesa della Legge 194 e dell'autodeterminazione delle donne". Con queste parole Emidia Papi della Federazione nazionale RdB-CUB chiama a raccolta tutti gli iscritti al sindacato per participare al sit-in che si terra' questo pomeriggio davanti al ministero della Salute per solidarieta' alla donna napoletana. "L'ignobile blitz effettuato dalla polizia al policlinico di Napoli contro una donna che aveva appena effettuato un aborto terapeutico- continua Papi- e' l'ultimo drammatico episodio di una vera e propria guerra scatenata contro le donne dalla Chiesa, dalle forze politiche che hanno rinunciato a difendere la laicita' dello Stato, da squallidi personaggi che strumentalizzano questo tema per costruire fortune politiche invocando moratorie sull'aborto". Ogni giorno di piu' "assistiamo al perpetuarsi della violenza fisica e psicologica contro le donne, in un clima inquietante di autoritarismo e di restaurazione- conclude la sindacalista- che vede nella campagna contro la legge 194 uno dei principali terreni di attacco alla liberta' delle donne".

REGIONE. ACCORDO RAGGIUTO PER I 15 VIVAISTI, OGGI LA FIRMA

(DIRE) Bologna, 14 feb. - E' dal 1993 che 15 vivaisti aspettano un contratto. Ma oggi la situazione degli ex dipendenti dell'Agenzia regionale foreste sara' definitivamente sanata: saranno reintegrati tra il personale della Regione Emilia-Romagna. "Nel primo pomeriggio- annuncia Letizia Arcuri delle Rdb dopo l'incontro con il direttore generale del Personale Gaudenzio Garavini- firmeremo assieme alle altre organizzazioni sindacali l'accordo. Siamo riusciti ad ottenere un inquadramento piu' consono, rispetto all'offerta iniziale della Regione". Viale Aldo Moro, ricorda Arcuri, aveva proposto un reintegro da neo assunto, ma i sindacati sono riusciti a "strappare" una posizione piu' alta: ai lavoratori verra' "riconosciuta la loro professionalita'". La situazione dei 15 operai verra' sanata tramite un'apposita legge regionale. Nell'accordo firmato oggi si prevedono tutele anche per quei lavoratori che in questi anni sono stati trasferiti. Insomma ci sono tutte le condizioni perche' il sindacato sia soddisfatto. "Questa vittoria conferma quello sempre sostenuto da RdB: solo con la mobilitazione e l'unione (in questo caso unanime) i lavoratori possono far valere i propri diritti".


14 febbraio 2008 - Asca

CALABRIA: RDB/CUB, ACQUA POTABILE SEMPRE PIU' CARA

(ASCA) - Catanzaro, 14 feb - ''Quest'anno, per i calabresi, in aggiunta a tutti gli aumenti delle spese che ci sono stati, ci sara' anche la ''sorpresa'' dell'aumento delle bollette dell'acqua e, temiamo, sara' un aumento davvero salato. Nella nostra regione dal 2004, la gestione dell'acqua potabile e' stata affidata ad una Spa, la Sorical, costituita con capitale misto: pubblico e privato. A differenza della gestione pubblica, dove l'obiettivo e' il pareggio dei bilanci, nel settore privato, ovviamente, l'obiettivo e' il guadagno e questo guadagno, alla Spa glielo paghiamo noi cittadini''. Lo si legge in una nota del RdB/Cub. ''E' di questi giorni la notizia che la Sorical ha presentato agli enti il prospetto per il 2008, dichiarando di aver effettuato investimenti, nel 2007, addirittura per 24 milioni di euro. In base alla convenzione con la regione Calabria - spiega il comunicato - gli investimenti finiscono direttamente in bolletta, pertanto le conclusioni sono chiare: piu' costi per noi cittadini, piu' guadagni per Sorical. Ma non e' solo questo. La convenzione prevede, tuttavia, che la parte pubblica (la regione Calabria) effettui i controlli sulla societa', per verificare la corretta gestione degli acquedotti: a noi risulta - dice RdB/Cub - che, nella realta', un controllo effettivo non sia mai stato effettuato, anche perche' il personale regionale, che questi controlli doveva effettuare, e' da tempo parcheggiato negli uffici senza alcun incarico e senza direttive (questa e' una vicenda per la quale stiamo attuando tutte le tutele sindacali a difesa dei lavoratori, contro questa estrema forma di mobbing). Si tratta di personale altamente specializzato che vanta un'esperienza di oltre venti anni nella gestione degli acquedotti calabresi che, anziche' essere utilizzato per fare i controlli, per come dovrebbe essere, viene, come detto, emarginato. E allora, questi controlli, chi li fa? Questi 24 milioni di investimenti, in cosa sono consistiti? Non saranno, per caso, riconducibili a semplice manutenzione straordinaria?'' Come RdB, a nome di tutti i cittadini, vorremo essere smentiti, ovviamente, ma alcuni segnali ci preoccupano non poco.


14 febbraio 2008 - Il Tirreno

In 34 contro la Sea: «Non rispetta il contratto»
Vertenza dei lavoratori per il turno di riposo e le mancate indennità
di LUCA CINOTTI

VIAREGGIO - In 34 hanno preso carta e penna e hanno aperto una vertenza nei confronti del proprio datore di lavoro: che non è un’azienda qualunque, visto che si tratta della Sea Spa.
La vertenza riguarda inadempienze legali e contrattuali che, secondo i lavoratori, la Sea sta mandando avanti ormai da anni: a convogliare le richieste dei lavoratori le Rappresentanze sindacali di base, che hanno presentato la vertenza di fronte alle direzione provinciale del lavoro di Lucca.
Il motivo del contendere lo spiega Stefano Teotino, della Rdb: «Da quando è nata, fino a qualche mese fa, la Sea non ha rispettato quello che viene chiamato in gergo il "riposo del settimo giorno". Vale a dire, ha omesso di concedere il turno di riposo compensativo settimanale, che invece è previsto da tutte le norme vigenti. E per questo la legge prevede che ai lavoratori vadano dei risarcimenti». Risarcimenti che - nell’eventualità vengano concessi - saranno decisi dal giudice.
Ma, secondo le Rdb, la Sea non ha rispettato anche altri aspetti previsti dal contratto nazionale, che è quello di Federambiente.
«Questo contratto - spiega ancora Teotino - prescrive infatti che chi lavora su 3 o 4 turni percepisca un’indennità in fondo al mese. Questa cosiddetta indennità di turnazione non è mai stata riconosciuta dalla Sea, dal momento della sua nascita». Si tratta, più o meno, di circa 40 euro in busta paga al mese che i lavoratori non avrebbero mai visto.
Il terzo punto contestato dai 34 lavoratori nella vertenza è «un sistema che riteniamo assai discutibile di assegnazione obbligatoria di giorni di ferie al fine di organizzare i turni di lavoro settimanali. In sostanza - spiega Teotino - l’azienda sta obbligando a prendere le ferie proprio nel settimo giorno».
Secondo il rappresentante sindacale, a breve altri lavoratori potrebbero unirsi alla vertenza: «Sono ben 70 quelli che hanno firmato per evitare il rischio della prescrizione e ricordiamoci che la Sea ha oltre 110 dipendenti».
Il prossimo passo - obbligatorio per legge - è quello della seduta della Commissione provinciale di conciliazione, per provare a ricomporre la controversia: l’appuntamento è fissato al 29 febbraio. «Ci auguriamo - conclude Teotino - che in tale sede vengano riconosciuti gli errori di gestione di questi anni per porre fine a questioni che potrebbero sfociare in conflitti che poi ricadrebbero su ignari cittadini ai quali deve essere garantito un servizio essenziale come la raccolta dei rifiuti». Prima di arrivare (ma sarebbe davvero l’extrema ratio) di fronte al giudice.


14 febbraio 2008 - Il Padova

Sicurezza. La Rsu di Palazzo Moroni denuncia le carenze di organico nella polizia locale
Superlavoro per i vigili in città, agenti di plastica in provincia
A Montegrotto da lunedì le strade saranno "presidiate" da tre manichini in divisa

Padova - Deficit cronico di vigili: lunedi' scorso sindacalisti hanno occupato per mezz'ora ora l'ufficio di Marco Carrai, assessore alla polizia Municipale. Motivo dell'irruzione: mancati chiarimenti del Comune sulla gestione del nuovo presidio fisso di agenti davanti alla stazione. Per la Rsu di palazzo Moroni l'endemica carenza di personale non permette la piena attivazione del servizio. Troppe ore (dalle 7 all'una di notte), pochi i vigili. Stesso problema, opposta soluzione, per Luca Claudio, sindaco di Montegrotto. L'esponente di An ha risolto i buchi dell' organico "arruolando" tre vigili di plastica a grandezza naturale. Con il vantaggio che le sagome dotate anche di paletta e blocco per le multe (in strada da lunedi prossimo) non si stancano nè si lamentano mai. «Abbiamo ordinato i manichini 2 mesi fa per suggerire ai cittadini di alzare il piede dall'acceleratore - spiega Claudio - Vestiranno divise resistenti alle intemperie e visibili anche da lontano». Costo del camuffamento municipale: circa 3mila euro. «I finti vigili veranno affidati ai commercianti degli esercizi nelle strade piu' trafficate del Comune - spiega Claudio - Li esporranno durante il giorno e li custodiranno di notte». Escamotage che allontana per sempre lo spettro delle proteste sullo stile di quella delle Rsu. «Il Comune ha tentato di "vendere" il nuovo presidio come semplice prolungamento di un servizio già attivato - spiega Stefano Pieretti, portavoce di Adl-Cobas - invece si tratta di un progetto del tutto nuovo, attivato con il vecchio personale», accusa il sindacalista di base. Sul tavolo del sindaco del comune termale invece di tutt'altro tenore i nodi da sciogliere: Claudio studia il sistema di ricambio dei vigili di plastica per non abituare gli automobilisti alle sagome. «Saranno gli stessi esercenti a mettersi d'accordo tra di loro per assicurare periodica rotazione dei manichini», precisa il sindaco sanpietrino. Primo cittadino già noto alle cronache locali (e non solo) per iniziative singolari: dopo le ronde anti-saccheggio per le vie del suo Comune, Claudio ha adottato una versione rinnovata e corretta della controversa ordinanza "Bitonci", che lega la concessione della residenza alla disponibilità economica degli immigrati comunitari richiedenti. Ora il sindaco-sceriffo punta a uno scranno in Parlamento, dopo il placet alle sue politiche per la sicurezza del presidente di Alleanza nazionale Gianfranco Fini, nel novembre scorso in visita a Montegrotto. «I vigili manichino potranno essere dotati di apparecchiature elettroniche per rilevare gli eccessi di velocità, queste sì autentiche», fa ora sapere il sindaco di An.(SE.CA.)


14 febbraio 2008 - La Nazione

Viareggio - CONFLITTO legale e sindacale tra 34 dipendenti Sea...

Viareggio - CONFLITTO legale e sindacale tra 34 dipendenti Sea assistiti dalle rappresentanze sindacali di base (i Cobas) per ottenere un vantato risarcimento legato a turni di riposo omessi e mancati pagamenti delle indennità di turnazione. La controversia verrà trattata il 29 febbraio dalla Commissione provinciale di conciliazione. COSI’ Stefano Teotino di Rdb della confederazione unitaria di base descrive il caso: «Trentaquattro lavoratori di Sea, ma il numero è destinato a salire, si sono rivolti tramite l’ufficio vertenze delle Rappresentanze sindacali di base alla Direzione provinciale del lavoro di Lucca al fine di fare riconoscere il risarcimento dovuto per irregolarità contrattuali e di legge messe in atto da Sea. I lavoratori dell’igiene urbana di Viareggio chiedono un risarcimento per anni in cui Sea ha omesso di concedere il turno di riposo compensativo settimanale come disposto dalle normative vigenti, ed è stato riscontrato anche il mancato pagamento della indennità di turnazione con un sistema discutibile di assegnazione obbligatoria di ferie al fine di organizzare i turni di lavoro settimanali». Rdb polemizza anche con i sindacati confederali e Fiadel perché «hanno cercato di proporre un accordo sindacale che metteva fine al contenzioso senza riconoscere il dovuto risarcimento». DELLA TRATTATIVA s’era occupato l’amministratore delegato di Sea Mauro Fensi, ora in pensione, a cui è succeduto Ivano Bianchi: «Abbiamo un accordo firmato con tutti i sindacati per il passato, e per l’azienda dal mio predecessore, che sanava la situazione pregressa e riguardava i riposi domenicali. Adesso prima di esprimermi vorrei verificare quanto affermato dai Cobas». Il presidente Sea Fabrizio Catarsi ricorda che «c’era una questione contrattuale nota a livello nazionale legata a società come Sea che lavorano su quattro turni, 24 ore su 24, con servizio festivo. Abbiamo cercato di risolvere il problema con le organizzazioni nazionali, trovando una soluzione transattiva concordata con le rappresentanze sindacali unitarie e approvata nelle assemblee sindacali. Poi i sindacati, su pressione di Sdb, ci hanno ripensato. Noi avevamo cominciato a erogare quanto concordato, ma le persone interessate non firmavano la transazione che aveva stabilito la compensazione monetaria. Ne è nata una situazione problematica, qualche sindacalista s’è dimesso, e ora la partita si è riaperta proprio quando sembrava che fossimo vicini alla fine della vicenda. Come azienda abbiamo cercato di risolvere il problema al meglio, ma con servizi 24 ore su 24, stagionalità e sabati e domeniche bisogna fare i salti mortali. C’era un tavolo di contrattazione, sembrava che ci fosse l’intenzione di tutti di risolvere la questione consensualmente, e invece è da Natale che la vertenza non trova composizione».

Grosseto - «A QUESTO PUNTO prendiamo atto che l’azienda sanitaria...

Grosseto - «A QUESTO PUNTO prendiamo atto che l’azienda sanitaria non è in grado di organizzare un bando di selezione. Oppure è ostaggio di altri poteri». Non va giù per il sottile Giacomo Fatarella del sindacato infermieri Nursing-up, alla notizia che il tribunale di Grosseto ha ordinato all’Asl di ripetere la selezione per la nomina dei venti caposala scelti a maggio scorso. «Un bando che è stato bocciato due volte quindi — prosegue Fatarella anche a nome delle Rdb e della Fials — considerato che già due anni fa fu annullato perché non rispettava la nuova normativa della legge 43. A questo punto è ovvio che l’azienda è sotto scacco della Triplice. Tanto è vero che quando fu ripetuto il bando, noi stilammo la lista di quelli che sarebbero stati nominati. Lista che è ancora depositata nello studio di un notaio e vi assicuriamo che sono davvero pochi i nomi che non sono stati azzeccati». Fatarella lamenta l’assoluta mancanza di «trasparenza nelle procedure di nomina anche del corpo infermieristico. E’ gravissimo».


14 febbraio 2008 - La Repubblica

Cobas in sciopero contro gli esami di riparazione

Torino - Sciopero della prima ora per i professori dei Cobas, dal 29 febbraio e ogni 15-20 giorni fino al ritiro dell´ordinanza del ministro Fioroni per l´applicazione del decreto che reintroduce gli esami di riparazione. Non si placa la protesta dei professori alle prese in questi giorni con l´organizzazione del lavoro alla luce delle nuove regole. In particolare è contestata la richiesta di tornare al lavoro ad agosto per lo svolgimento dei corsi di recupero e delle ultime verifiche del rendimento degli studenti. Quelli che entro il 31 di agosto, secondo l´ordinanza, non avranno recuperato i debiti dovranno ripetere l´anno scolastico. Ma i professori non ci stanno a rinunciare alle tradizionali vacanze estive soprattutto quelli che ogni anno lavorano anche nelle commissioni di maturità e che quindi non abbandonano i banchi di scuola fino a luglio inoltrato. Ma mentre i docenti della Cub Scuola aspettano l´assemblea cittadina che si terrà la prossima settimana per decidere se e come manifestare quelli aderenti ai Cobas hanno annunciato ieri questa forma di sciopero che prevederà lo stop per la prima ora di lezione in tutte le scuole un ogni due o tre settimane secondo un calendario ancora da pianificare e fino al ritiro dell´ordinanza.
Sempre ieri si sono incontrati i due assessori all´Istruzione, Luigi Saragnese e Umberto D´Ottavio, per pianificare l´organizzazione degli spazi nelle scuole alla luce delle preiscrizioni che si sono chiuse nei giorni scorsi. Al liceo D´Azeglio gli iscritti alle quarte ginnasio sono circa ottanta in più rispetto alla disponibilità di aule mentre è in leggero calo il Gioberti. Proprio quest´ultimo potrebbe cedere un´aula alla scuola media Italo Calvino, dell´istituto comprensivo Tommaseo, che si trova nello stesso edificio e che ha bisogno di allargarsi con una classe in più. Anche allo Spinelli sono in aumento di iscrizioni e il dirigente scolastico ha chiesto di trovare nuovi spazi ma al momento non sembrano esserci soluzioni possibili. Il convitto Umberto I andrà a occupare qualche aula della Pacchiotti che si sposterà invece nella sede dello Sclopis. Infine il Santorre di Santarosa sta cercando nuovi spazi e andrebbe a occupare aule del Berti. Restano in piedi il progetto dell´assessorato provinciale di realizzare un nuovo liceo classico a Rivoli, liceo che potrebbe intercettare una parte degli studenti che gravitano invece sul liceo Cavour e sul D´Azeglio. E la costruzione dell´istituto al ponte Mosca dove saranno inaugurate una nuova elementare, una media inferiore e superiore ma non prima del 2010.(o.giu.)


14 febbraio 2008 - Il Giornale di Calabria

L’acqua bene prezioso da salvaguardare
La Rdb-Cub si appella alla Regione per dissipare qualunque dubbio in merito alla gestione della Sorical

CATANZARO. "L’acqua per i cittadini sarà sempre più cara ed i privati guadagneranno sempre di più. Quest’anno per i calabresi, in aggiunta a tutti gli aumenti delle spese che ci sono stati, ci sarà anche la sorpresa dell’aumento delle bollette dell’acqua e, temiamo, sarà un aumento davvero salato". È quanto sostiene, in un documento, l’esecutivo regionale dell’Rdb-Cub. "La Sorical, la spa cui in Calabria è affidata la gestione dell’acqua potabile - afferma ancora l’Rdb-Cub - ed il cui guadagno è pagato da noi cittadini, ha presentato agli enti il prospetto per il 2008, dichiarando di aver effettuato investimenti nel 2007 addirittura per 24 milioni di euro. In base alla convenzione con la Regione Calabria e gli investimenti finiscono direttamente in bolletta. Pertanto le conclusioni sono chiare: più costi per noi cittadini, più guadagni per Sorical. Ma non è solo questo. La convenzione prevede, tuttavia, che la Regione effettui i controlli sulla società, per verificare la corretta gestione degli acquedotti: a noi risulta che, nella realtà, un controllo effettivo non sia mai stato effettuato, anche perché il personale regionale, che questi controlli doveva effettuare, è da tempo parcheggiato negli uffici senza alcun incarico e senza direttive (questa è una vicenda per la quale stiamo attuando tutte le tutele sindacali a difesa dei lavoratori, contro questa estrema forma di mobbing). Si tratta di personale altamente specializzato che vanta un’esperienza di oltre venti anni nella gestione degli acquedotti calabresi che, anziché essere utilizzato per fare i controlli, per come dovrebbe essere, viene, come detto, emarginato. E allora, questi controlli, chi li fa? Questi 24 milioni di investimenti, in cosa sono consistiti? Non saranno, per caso, riconducibili a semplice manutenzione straordinaria?". "Come RdB, a nome di tutti i cittadini - prosegue il comunicato - vorremo essere smentiti, ovviamente, ma alcuni segnali ci preoccupano non poco: difatti, la parte privata di Sorical è la multinazionale francese Veolià, che è a sua volta partner di Acqualatina, coinvolta nei giorni scorsi nello scandalo della distribuzione dell’acqua nel Lazio; non solo, ma in quella vicenda è stato coinvolto e arrestato anche l’ing. Besson, sino a pochi giorni fa amministratore delegato della Sorical. Le circostanze sono davvero inquietanti e ci auguriamo di cuore che in Calabria non accada ciò che è successo nel Lazio. È abbastanza evidente che, per scongiurare tutto ciò, la parte pubblica della Sorical, il proprio compito deve svolgerlo fino in fondo". "La cosa che ci stupisce e che non capiamo - conclude l’Rdb-Cub - è il fatto che tutti gli allarmi lanciati in questi mesi da esponenti di diversa appartenenza politica, sono puntualmente caduti nel vuoto, senza che alcun assessore e, tanto meno, il presidente della Regione, ritenesse opportuno dare spiegazioni".


14 febbraio 2008 - Tempo Stretto

Atm, domani nuovo presidio a Palazzo Zanca

Messina - Le sigle sindacali Cisl, Uil, Ugl, Cildi, Cisal, Cub, Sdl, Rsu, hanno annunciato di avere previsto per domani mattina alle 9.30 un nuovo presidio all’interno di Palazzo Zanca volto a "manifestare, ancora una volta, la forte apprensione sulle sorti dell’Atm e sul mancato pagamento delle retribuzioni del mese di gennaio e sull’incertezza di quelle future. Il presidio – fanno sapere le organizzazioni sindacali – sarà mantenuto sino a quando il Commissario Straordinario non riceverà i rappresentanti dei lavoratori, preoccuparti per l’inasprimento dei toni che la vertenza potrebbe assumere in mancanza di risposte certe e responsabili".


14 febbraio 2008 - Liberazione

Posticipata per la seconda volta l'occupazione del sito da parte dei lavoratori truffati dal consorzio
In attesa dell'incontro e dell'impegno del governo sui salari. Cofferati ancora tace, il Prc presenta interrogazioni
Bologna, i 31 dell'aeroporto convocati dal prefetto
di Benedetta Aledda

Bologna - Si sentono soli, abbandonati da tutti i 31 ex lavoratori dell'aeroporto di Bologna. Hanno garantito per anni i servizi a terra, dal carico-scarico bagagli all'assistenza dei passeggeri in carrozzella, e ora stanno perdendo tutto, anche la casa, perché senza stipendio non si paga l'affitto o il mutuo. Per questo avevano deciso di andare a dormire all'aeroporto ma hanno rimandato perché domani potrebbe arrivare la convocazione della prefettura, chiesta venerdì con una manifestazione. Il sacco a pelo ai terminal è anche un modo per farsi vedere da chi in quello scalo decolla o atterra tutti i giorni senza sapere cosa c'è dietro a una struttura che apparentemente funziona bene. A quale prezzo? Di sicuro al prezzo di qualche milione di euro di contributi non versati e stipendi non pagati a chi arriva a superare 400 ore al mese di lavoro per accontentare l'azienda e per ripianare i soldi di un debito, come è successo a un ex capocantiere, uno di quelli rimasti con un pungo di mosche. È l'ennesima volta che si sentono scaricati dal 1999, da quando con la liberalizzazione sono passati da una ditta esterna all'altra, ogni volta ritrovandosi con meno salario o meno diritti.
Da settembre sono rimasti a casa, quando l'ultima azienda, il consorzio Doro Group (ora indagato dalla Procura per truffa e corruzione) ha lasciato l'aeroporto Marconi e un buco da alcuni milioni di euro in contributi non versati e stipendi non pagati a 174 dipendenti.
Hanno rinviato la notte in aeroporto per la seconda volta e giurano che se giovedì mattina il prefetto non li chiama lo faranno davvero. Quello che potrebbe venire dal rappresentante del governo è l'impegno a fare pressioni sui soci pubblici della Sab, la società aeroporto di Bologna, gestore dello scalo. Per gli stipendi non versati, quei soldi di cui sia i riassunti che i licenziati hanno bisogno, invece, c'è da attendere a fine marzo il pronunciamento del Tribunale del lavoro a cui si sono rivolti i sindacati.
I 31 vogliono tornare al loro lavoro, ma anche su questo è difficile che abbiano risposte in tempi brevi. «Per noi l'ipotesi più valida è l'internalizzazione», spiega Maurizio Lago, segretario della Uil trasporti Emilia-Romagna (che insieme al sindacato di base RdB conta il maggior numero di tessere al Marconi).
Che i lavoratori debbano tornare sotto Sab e le sue controllate (Bas e Marconi Handling) lo dice anche il Prc che presenterà un ordine del giorno nei consigli regionale, provinciale e comunale interessati, soci pubblici di Sab. Secondo Rifondazione affidare la gestione dei servizi a terra "in esterno" è «sbagliato e paradossale» perché genera spreco e allo stesso tempo dequalifica il lavoro e il servizio; per questo chiede ai soci pubblici di intervenire presso le società aeroportuali perché assumano tutti i lavoratori degli appalti («per garantire contratti, orari, sicurezza sul lavoro») e allo stesso tempo di verificare la trasparenza del comportamento dei propri rappresentanti in quelle società, altrimenti di rimuoverli.
Ancora mercoledì, però, il sindaco Sergio Cofferati, interpellato dai cronisti, non aveva nulla da dire sulla vicenda dell'aeroporto. Invece ha tanto da dire la magistratura su quella che Ugo Boghetta, responsabile dei trasporti per il Prc, ha definito «una truffa legalizzata, condita da una corruzione totale sulla quale chi doveva controllare non ha controllato». Sono 15 finora gli iscritti nel registro degli indagati per truffa e corruzione. Ci sono i dirigenti del consorzio Doro Group, un carabiniere e un direttore di banca compiacenti, un pentito di mafia e il carabiniere che doveva controllarlo, l'amministratore delegato di Marconi Handling e l'ex presidente nazionale dell'Enac, Alfredo Roma, responsabile per l'Italia del programma "Galileo" dell'Agenzia spaziale europea. Per il Tribunale del riesame ha ragione il pm a pensare che siano entrambi tra i promotori e gli organizzatori dell'associazione a delinquere finalizzata alla truffa dei lavoratori. Per gli inquirenti, Roma ha agevolato l'ingresso di Doro Group all'aeroporto di Bologna in cambio di doni costosi come auto sportive; e non escludono che fosse disposto a cedere a lusighe per fare rientrare Doro Group in contratti nell'ambito di "Galileo".


13 febbraio 2008 - Ansa

DOMANI NEL LAZIO

(ANSA) - ROMA, 13 FEB - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL LAZIO:
.... 12:00 - Roma, via dei Prefetti 46, di fronte la sede dell'Anci. Presidio indetto da Rdb/cub pubblico impiego, per chiedere il rinnovo della parte economica del contratto dei lavoratori enti locali;....


13 febbraio 2008 - Adnkronos

BOLOGNA: COFFERATI, BILANCIO COERENTE A PROGRAMMA DI MANDATO
'GRUPPO DI LAVORO PER CODIFICARE PARTECIPAZIONE CITTADINI'

Bologna, 13 feb. - (Adnkronos) - Il bilancio del Comune di Bologna "e' coerente al programma di mandato e tiene conto anche dei nuovi bisogni che emergono in citta'". Con queste parole il sindaco Sergio Cofferati ha ribadito, oggi in commissione consiliare, l'opportunita' delle scelte contenute nella manovra di Palazzo D'Accursio, ormai prossima al voto dell'aula. L'obiettivo, spiega ancora Cofferati "e' sostenere l'economia bolognese per produrre ricchezza che possa poi essere ridistribuita, rafforzando la coesione sociale". Sottolineando che il bilancio 2008 del Comune "e' in controtendenza rispetto al quadro generale, a cominciare dal tasso di investimenti assai rilevante", il primo cittadino assicura che la manovra "ha tenuto conto delle sollecitazioni e delle richieste venute dai cittadini e dalle organizzazioni di rappresentanza sociale". Insomma, il bilancio "mira a dare risposte concrete alla parte piu' debole della citta'" prosegue il sindaco, specificando che la tutela di queste fasce "e' un vantaggio per tutti". Il numero uno di Palazzo D'Accursio, inoltre, ha voluto ricordare che "per la prima volta e' stato siglato un accordo con tutte le forze sindacali", non solo Cgil, Cisl e Uil, ma anche con le Rdb Cub. Sempre sul piano della concertazione, infine, Cofferati ha ribadito la necessita' di creare, entro la fine del mandato, "un gruppo di lavoro per codificare le relazioni con i cittadini, singoli e associati, secondo modelli di coinvolgimento e di partecipazione, utili per il lavoro futuro".


13 febbraio 2008 - Apcom

BOLOGNA,COFFERATI: COERENZA E PARTECIPAZIONE PER IL BILANCIO '08
Allo studio nuovo strumento per coinvolgimento dei cittadini

Bologna, 13 feb. (Apcom) - Sergio Cofferati difende il bilancio per il 2008, messo a punto dalla propria Amministrazione e ormai prossimo al voto, un bilancio che, per il sindaco di Bologna, è prima di tutto "coerente con l'impianto del mandato perchè - spiega - bisogna guardare a orizzonti nuovi e possibili ma essere coerenti con quanto operato". Davanti alla Commissione il discorso dell'ex leader della Cgil sembra non solo un modo per illustrare operato e scelte dell'Amministrazione, ma un ritorno a quella "esigenza di coesione sociale" che fu il volano per Palazzo D'Accursio:"la comunità e l'economia bolognese deve poter produrre ricchezza perchè questa possa poi essere ridistribuita, rafforzando la coesione sociale, che significa anche qualità della vita - è la tesi del sindaco che difende "scelte di fondo fatte in condizioni non facili e in netta controtendenza rispetto al quadro generale". "Si parla tanto di mobilità e a ragione" continua Cofferati riferendosi alla metropolitana, al people mover e al passante nord, tutte questioni che agitano la scena politica bolognese, "ma le variazioni infrastrutturali sono anche altro, dalle scuole alla formazione, agli strumenti che garantiscono le persone più deboli. L'inclusione e la difesa dei più esposti sono un vantaggio per tutti. Quando aiuti quelli che hanno bisogno aiuti tutti. E investimenti di questa natura - avverte - non sono diffusi nei territori e nelle città". Coesione sociale quindi e coinvolgimento, altra parola cara alla campagna che spinse Cofferati sullo scranno più alto del del Comune felsineo; "Quest'anno - ricorda con soddisfazione - abbiamo trovato la convergenza con tutte le rappresentanze sindacali, anche quelle di base. Abbiamo sottratto il bilancio ad una contesa; per la prima volta è stato siglato un accordo con tutte le forze sindacali", non solo Cgil, Cisl e Uil, ma anche con le Rdb Cub. E sul coinvolgimento il sindaco, che sottolinea come la manovra abbia "tenuto conto delle sollecitazioni e delle richieste venute dai cittadini e dalle organizzazioni di rappresentanza sociale", spinge l'acceleratore: "Nelle prossime settimane è mia intenzione individuare un piccolo ma qualificato gruppo di persone a cui affidare un ipotesi di coinvolgimento dei cittadini. Uno schema che sia utile al lavoro futuro della nostra comunità. Credo - conclude Cofferati - che uno sforzo di questa natura sia alla nostra portata".


13 febbraio 2008 - EPolis Roma

La protesta. Agenti in tenuta antisommossa, i collettivi per la casa: gestione scandalosa
Urla, tensioni e poi botte fra i movimenti e la polizia
Tre feriti, uno è stato trasportato al Fatebenefratelli: riporterà un leggero trauma cranico
di Beatrice Nencha

Roma - Mentre nell’aula Giulio Cesare regna una calma quasi inverosimile, mentre si aspetta che ripartano i lavori del Consiglio comunale sospesi dalla mattinata, fuori, in una piazza del Campidoglio accerchiata dai movimenti e da decine di agenti in tenuta antisommossa, si respira un clima da stadio. E così, quando intorno alle 17.30 parte la prima azzuffata tra manifestanti e forze dell’ordine, sotto gli occhi impietriti di tre capigruppo della sinistra capitolina (Spera, Nobile e Bonessio), nessuno può dirsi veramente sorpreso. Una carica per motivi futili, mentre si sta trattando per far salire una delegazione di attivisti in Aula. Pochi istanti dopo, alle 17 e 41, sarà l’urlo di Paolo di Vetta di Asia Rdb a scuotere la folla, che preme per entrare in un Campidoglio reso più inaccessibile di un fortino: «Stanno per votare in blocco un gruppo di ordini del giorno, tra cui c’è anche il nostro: abbiamo vinto!». Durante l’annuncio, qualcuno dei ragazzi che ha avuto la peggio negli scontri si sciacqua nella fontana della piazza, sotto i ritratti di Aung San Sun Kyi e Ingrid Betancourt, lasciando in giro fazzoletti impregnati di sangue. Uno dei feriti, trasportato al Fatebenefratelli, riporterà un leggero trauma cranico. Un incidente simile era già capitato venerdì scorso, e stavolta le varie sigle presenti - Action, Comitato obiettivo casa, Coordinamento di lotta cittadino, oltre a qualche associazione ambientalista - non si sono fatte trovare impreparate. «Per ognuno di noi c’è un blindato: questa gestione della piazza è scandalosa», denuncia Giulia del comitato "Fieramente", creato per contrastare «il progetto di densificazione urbanistica che prevede, nell’area della ex Fiera di Roma sulla Colombo, la costruzione di 300mila metri cubi di cemento per appartamenti di lusso. Mentre in questa città ci sono oltre 40mila senzatetto e 270mila alloggi sfitti». Nonostante l’assicurazione che il loro ordine del giorno sarà votato in serata, subito dopo la ratifica del nuovo Piano regolatore, tutti i più importanti leader dei movimenti di lotta per la casa sono ai ferri corti con l’Amministrazione uscente, con il Partito democratico e il suo leader Veltroni. Ma gli strali di Nunzio D'Erme non risparmiano nemmeno i suoi ex colleghi di Aula: «La posizione di questa sinistra è timida e subalterna, non riesce a incidere. Del resto, io sono stato l’unico consigliere a non votare il Prg nella passata consiliatura». L’ordine del giorno voluto dai movimenti prevede misure per contrastare l’emergenza abitativa, tra cui l’assegnazione di case cartolarizzate di enti pubblici a canone agevolato, il blocco degli sfratti e cambi di destinazione d’uso, l’Agenzia degli affitti e il recupero degli alloggi di risulta e delle caserme cedute dal Demanio al Comune di Roma.


13 febbraio 2008 - Corriere Adriatico

La protesta dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Pesaro. Nasce il "Comitato dei Signor Rossi"
"Scusaci Doctor, ma i veri tartassati siamo noi"
di EMANUELE LUCARINI

PESARO – "Da 2 anni senza contratto… pataaaaca". Scimmiottano una pubblicità del dottore dei centauri nel giorno della sua resa dei conti fiscale. Urlano al Cielo la loro rabbia per condizioni lavorative non considerate all’altezza chiedendo – recita un altro striscione – "Rispetto a chi crea il tesoretto". Il "Rossi & Fisco day" è stato anche il loro giorno. Quello dei lavoratori dell’agenzia delle entrate. Prima, durante e dopo la firma dell’accordo con annessa conferenza stampa di Valentino hanno protestato per la loro condizione lavorativa. "Lamentiamo il mancato rinnovo del contratto - ha dichiarato con tanto di bandiera sindacale avvolta al corpo Papale Crescenzi, coordinatore regionale delle rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego aderenti al Cub -. Il nostro contratto è scaduto da 26 mesi nonostante siamo proprio noi a contribuire in maniera determinante al risanamento dei conti pubblici. Abbiamo scelto di protestare proprio nel giorno dell’accordo di Valentino Rossi per avere più visibilità. Sul suo caso non mettiamo bocca, anche se mi sento di dire che i lavoratori del fisco pagano le tasse fino all’ultimo centesimo".
La vicenda del centauro di Tavullia si è conclusa con una conferenza stampa in clima distesissimo. Si potrebbe dire a tarallucci e vino. Mentre il campione dispensa battute a go go a taccuini assetati e pose sorridenti a flash impazziti, i lavoratori dell’agenzia delle entrate – una trentina – fanno di tutto per far conoscere la loro protesta: "Scusaci doctor… ma i veri tartassati siamo noi".
Non solo proteste. C’è anche chi è lì per Rossi. "Vale è Vale - fa Mariella –. Arriviamo a diventare come lui e poi possiamo parlare". "Ma è giusto che paghi le tasse come tutti", controbatte Luciano Pieri, mentre Franco Santini pensa alle moto: "Sono contento si sia risolta la vicenda. Ci ha rimesso due mondiali".
Intanto si è costituito il "Comitato dei Signor Rossi" che chiederà al Fisco analoga riduzione delle tasse. Lo ha annunciato ieri il codacons spiegando che "i Rossi (oltre 80 mila in Italia) chiederanno una riduzione del 68,75%", la stessa percentuale riservata al campione.


13 febbraio 2008 - L'Unione Sarda

Disoccupati, manifestazione

Cagliari - Domenica 17, dalle 10,45, nella scalinata della Basilica di Bonaria si svolgerà una manifestazione popolare volta a denunciare i danni provocati alle condizioni di vita dei cittadini sardi dalla disoccupazione, dal precariato e dal crollo del potere d'acquisto dei salari. La dimostrazione è organizzata dal sindacato di base Flaica e si ripeterà domenica 24.


13 febbraio 2008 - La Repubblica

Assemblea cittadina dei docenti. Si rischia una valanga di ricorsi degli studenti al Tar
Insegnanti pronti allo sciopero "Non toccate luglio e agosto"
I sindacati puntano il dito anche contro l´aumento della burocratizzazione Tra i problemi segnalati quello della formazione degli organici in tempo utile
di OTTAVIA GIUSTETTI

Torino - Sull´organizzazione dei corsi di recupero si spacca il mondo della scuola e gli insegnanti lanciano l´allarme: se non si rispetterà il periodo di pausa di luglio e agosto si scatenerà una valanga di ricorsi al Tar da parte degli studenti. La prossima settimana sarà organizzata un´assemblea cittadina sul tema, indetta dai delegati di scuola di diversa appartenenza sindacale e la Cub Scuola apre le procedure per la proclamazione di uno sciopero. A oggi gli istituti aspettano ancora di sapere di quanti fondi disporranno per la pianificazione dei corsi. Qualcuno ce la farà con i professori interni, altri saranno costretti a chiedere il supporto di docenti esterni, mentre febbraio volge al termine e proprio in questo periodo si arranca tra i banchi di scuola per sostenere il peso delle ultime verifiche che si sovrappongono con le lezioni di ripasso. «Questa riforma ha portato solo a un aumento della burocratizzazione - dice Dario Molino, rappresentante Cub scuola del liceo Volta - condividiamo l´intenzione del ministro di restituire severità alla scuola ma gli strumenti legislativi che ci sono stati forniti sono scarni e spesso in contraddizione, l´applicazione del decreto risulterà solo un gran pasticcio».
All´Itis Peano, racconta Giovanna Lo Presti, «lo studente insufficiente porterà a casa un bel plico di fogli: la pagella, poi una scheda in cui vengono elencate le insufficienze, poi ancora una serie di carte in cui si spiega ai genitori quali sono le carenze del ragazzo, da cosa derivano, quali sono i rimedi offerti. I genitori dovranno familiarizzare con termini come sportello, recupero in itinere, e-learning, saperi minimi e verranno tirati dentro quel vortice docimologico che, a mio parere, è una delle iatture della nostra scuola. E alla fine quante sono le ore che il mio consiglio di classe ha a disposizione per il recupero degli alunni insufficienti? Venti, per tutte le materie e per tutti gli insufficienti almeno a sentire il dirigente. In media tre-quattro ore per materia: non serve commento».
All´indomani della notizia che il liceo scientifico Volta si sta organizzando per chiudere tutto (scrutini, recupero e ultime verifiche) entro la metà di luglio, arrivano gli echi delle lamentele dalle altre scuole dove ai professori viene chiesto di riprendere l´insegnamento già ad agosto per permettere ai ragazzi di ripassare le materie sotto la sufficienza e chiudere con le ultime verifiche entro la fine del mese. Sotto accusa il decreto del ministro Fioroni che fissa come data ultima per il recupero dei debiti quella del 31 di agosto. E con un´ordinanza che dovrebbe chiarire, crea ancora più confusione. Piovono le domande al ministero: quando si faranno i corsi, a luglio e agosto? Come si fa se gli insegnanti sono impegnati contemporaneamente negli esami di maturità? Il decreto non è in contrasto con il Testo unico che stabilisce che le attività didattiche si concludano entro il 30 giugno? Si possono spostare gli scrutini «riparatori» all´inizio di settembre? Non ci sarà ritardo nella formazione degli organici di fatto? E così via, sino ad arrivare alla domanda centrale: ma i fondi per attivare i corsi di recupero necessari ci sono oppure no? «Ci sono e sono anche consistenti - dice l´assessore regionale all´Istruzione Gianna Pentenero - si tratta solo di dare un´occasione alla scuola che quest´anno dovrà fare per la prima volta un esercizio di grande autonomia».
«Siamo in una fase di sperimentazione ma alcune correzioni andranno fatte - dice Enzo Pappalettera, rappresentante della Cisl Scuola - bisogna concentrare tutto sul sostegno nel corso dell´anno e dedicare gli esami riparatori solo a una piccolissima minoranza che sia in condizione di recuperare davvero».


13 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino

Pesaro - CHE IL VENTO sia cambiato del tutto...
di ALESSANDRO MAZZANTI

Pesaro - CHE IL VENTO sia cambiato del tutto, rispetto all’agosto scorso, quando Vale mandava le cassette ai Tg dicendo solo lui, senza contradditorio, quello che l’Italia doveva sentire sul suo accertamento fiscale, lo si vede da un colloquio a fine conferenza stampa, quando Valentino cerca di liberarsi dall’assedio dei giornalisti. Sono pochi secondi, dietro il tavolo che fa da barriera tra Vale e il resto del mondo, lui è affiancato al capo dell’Ufficio stampa dell’Agenzia delle Entrate appositamente venuto da Roma, Vittorio Riccioni. I due si parlano, Vale dice: «Sì, dietro la maglietta, si potrebbe fare, voi avete il logo dell’Agenzia delle entrate?». Rossi testimonial dell’Agenzia delle Entrate? Possibile o è solo una battuta? Uno che doveva restituire al fisco 112 milioni di euro, accusato di evasione fiscale, che ora diventa il «testimonial»? GIRANDO la domanda a Riccioni: è vero che diventerà testimoniale dell’Agenzia delle Entrate, Riccioni fa un gesto con la mano, fa ruotare il palmo aperto, di taglio, come per dire: «Potrebbe essere». Anche se poi, a telefono, qualche ora dopo, fa un passo indietro: «Di quest’ipotesi, non so nulla». Comunque, è lo stesso un segno di come sia cambiato il vento. Se questa è la parabola di Valentino con il Fisco — da nemici giurati, a collaboratori — inutile dire quale fosse ieri il clima dell’incontro-stampa. Tutti contenti: Vale di togliersi quel peso, stavolta senza nascondere nulla e senza sottrarsi ai giornalisti, gli alti dirigenti dell’Agenzia delle Entrate di avere quello che, al di là dei progetti futuri, un testimonial ieri lo è stato già: mai visti tanti giornalisti in quegli uffici, mai visto il direttore generale Massimo Romano che si scomoda a venire da Roma a Pesaro, mai vista tanta allegria in una conferenza stampa in cui uno annuncia di tirare fuori dalle sue tasche 35 milioni di euro, prima rata (1,57 milioni di euro) entro il 19 febbraio. Per questo addirittura il direttore Romano riuscirà a mettere insieme due elementi che la realtà in gran parte smentisce, cioè l’«essere italiani» e il «pagare le tasse»: «Valentino — dice Romano — ci ha agevolato facendo una scelta di italianità. Rossi è un esempio di civiltà. Lo ringrazio per la correttezza delle sue scelte. Diamogli atto di aver fatto una scelta da italiano, da contribuente leale». Sarà Valentino poco dopo a correggere il tiro: «Mi sento italiano, con pregi e difetti».
DESTINO vuole però, che la serenità dell’incontro vada a frantumarsi con la protesta dei dipendenti dell’Erario: da 26 mesi con il contratto scaduto, hanno tappezzato il palazzo di via Mameli di vari cartelloni, distribuiscono volantini. «Io che ho 35 anni di servizio — dice Susanna Pugnaloni, della Rdb — guadagno 1300 euro al mese». Le fa eco Sandro Giannini, Cgil: «Lottiamo per 50 euro netti in busta. Visto che veniva Vale, qui oggi hanno pulito il palazzo come non avveniva da anni. Vale corre perché il contratto ce l’ha: perché noi no?».


13 febbraio 2008 - Dazebao

Salari, Istruzione e protezione sociale

Roma - Per l'Istat siamo in coda alla Ue su: SALARI, ISTRUZIONE E PROTEZIONE SOCIALE. La Rdb-Cub di Tor Vergata ha invitato tutti i lavoratori a partecipare all’Assemblea sindacale che si terrà il giorno 14 febbraio alle ore 11,30 presso l'Aula 13 del Rettorato Via Orazio Raimondo 18.
Il presidente della Banca d’Italia Mario Draghi ripete che un problema per l’economia italiana è che gli stipendi dei dipendenti sono fermi da anni e non hanno più un potere d’acquisto capace di soddisfare le più elementari esigenze delle famiglie italiane. Infatti si riesce a spendere solo per generi fondamentali (e spesso anche queste spese si affrontano con difficoltà). Il governo Prodi ha regalato miliardi alle imprese, senza minimamente preoccuparsi di creare le condizioni politico-economiche per favorire la firma dei contratti nazionali per i comparti Università e Pubblico Impiego. Inoltre sono da considerare fallite i provvedimenti destinati al controllato dei prezzi (aumento incontrollato di latte, pane e pasta). A fronte di tutte queste difficoltà economiche il Governo non ha nemmeno rinunciato alle aliquote sugli aumenti della benzina che avrebbero ridotto il carovita alleviando in parte le difficoltà dei lavoratori.
Il personale amministrativo dell’Università di Roma "Tor Vergata" fa presente alla pubblica opinione che a tutto ciò si deve aggiungere un'ulteriore elemento di penalizzazione legato al salario accessorio. Una contrattazione decentrata inesistente che consente all'Amministrazione di risparmiare a spese bloccando al 1997 tutte le retribuzioni sulle indennità legate alle prestazioni, anche di disagio e rischio.
Le rivendicazioni, che vedono per l’occasione i sindacati (dall’Rdb-Cub a Cgil-Cisl-Uil, dalla Cisapuni alle Rsu d’Atenneo) parlare con una sola voce, sono le stesse di sempre:
-Che la contrattazione integrativa, ferma per le indennità accessorie addirittura al 1997, mitighi le disparità di trattamento col personale docente che gode di scatti stipendiali automatici;
-Migliori relazioni sindacali;
-Migliora trasparenza dei provvedimenti amministrativi e delle spese che interessano i capitoli del personale
Per maggiori info: Giancarlo Di Santi 3336093954 p/Il Coordinamento RdB "Tor Vergata"
Anna Maria Surdo p/Esecutivo Nazionale RdB Università


13 febbraio 2008 - La Nazione

CGIL-CISL-UIL
«Asl, legittime le elezioni Rsu»

Grosseto - «IL FATTO che un’ampia maggioranza abbia scelto i confederali sta nella logica delle cose». Cgil, Cisl e Uil ribattono alle accuse dei sindacati autonomi sulle elezioni delle Rsu nella sanità. In un documento Rdb, Nursing Up e Fials avevano espresso i loro dubbi sulle elezioni. «Nell’eleggere la delegazione, l’assemblea ha preso una decisione basata sull’espressione democratica del voto. Il problema è costituito dall’atteggiamento aggressivo degli autonomi. Questi dovrebbero accettare la logica del confronto di merito sulle questioni sindacali quando sono discusse nell’assemblea della Rsu, e non tentare di utilizzare la delegazione trattante per amplificare la conflittualità sindacale in un ambito in cui la controparte non è un altro sindacato ma l’azienda».


13 febbraio 2008 - Il Tirreno

La delegazione sindacale dell’Asl rappresenta il 70% dei dipendenti

GROSSETO - Nell’eleggere la delegazione trattante, l’assemblea della Rsu della Asl «ha preso una decisione del tutto legittima, basata proprio sull’espressione democratica del voto dei lavoratori». Lo affermano i sindacati Cgil, Cisle e Uil della sanità rispondento a Rdb, Nursing Up e Fials: «all’elezione della Rsu - scrivono - ha preso parte l’80% degli aventi diritto e che circa il 70% di questi lavoratori ha espresso la propria preferenza per la politica del sindacato confederale (Cgil, Cisl e Uil). Il fatto che questa ampia maggioranza - contro la quale gli autonomi si sono battuti fieramente - abbia eletto presidente, vicepresidente e delegazione trattante della Rsu sta nella logica delle cose».
In questa vicenda, il problema reale «è costituito dall’atteggiamento perennemente polemico ed aggressivo che negli ultimi anni gli autonomi hanno mantenuto. A dimostrazione di ciò basterebbe il tono del loro comunicato».
Scrivono ancora i sindacati confederali: «Il continuo ricorso alle minacce e all’intimidazione non appartiene al concetto della partecipazione. Nel merito, inoltre, va ricordato che la delegazione trattante è semplicemente un organismo tecnico che contratta con l’Azienda sulla base dei contenuti e degl’indirizzi decisi dall’assemblea dellaRsu, all’interno della quale si discute e si determina la dialettica democratica fra le diverse posizioni. Invece di polemizzare in modo gratuito, gli autonomi dovrebbero accettare la logica democratica del confronto di merito sulle questioni sindacali quando sono discusse nell’assemblea della Rsu, e non tentare di utilizzare la delegazione trattante per amplificare la conflittualità sindacale in un ambito nel quale la controparte non è un sindacato ma l’Azienda».


13 febbraio 2008 - Provincia Latina

La Tecnica: sospeso lo sciopero, si tratta dal Prefetto

Latina - Dopo lo sciopero e il sit-in di lunedì 11 e martedì 12 dei lavoratori de La Tecnica Global Sevice, è stato convocato dal Prefetto di Latina un incontro tra l'azienda e tutte le Organizzazioni Sindacali per mercoledì 13 febbraio. Ricordiamo che La Tecnica presta servizio di pulimento con oltre 60 dipendenti presso la Bristol di Sermoneta, dopo essersi aggiudicata la gara di appalto alcuni mesi fa ha cercato di tagliare i costi a spese dei lavoratori, riducendo l'orario di lavoro, ed inserendo una pausa che divide l'orario di lavoro, occupando così dall'inizio del turno alla fine ben 15 ore su 7 lavorate. La vertenza ormai va avanti da più di un mese, e la Direzione Aziendale di La Tecnica si è sempre rifiutata di incontrare le Organizzazioni Sindacali UGL e Cub che rappresentano la maggioranza dei lavoratori. Luigi Ulgiati segretario provinciale UGL afferma:" l'intervento del prefetto Frattasi è stato determinante per aprire il dialogo tra le parti, responsabilmente i lavoratori hanno accettato di rimuovere il sit-in e sospendere lo sciopero. Nell'incontro di mercoledì presso la Prefettura pensiamo si possano creare i presupposti per definire la vertenza".


13 febbraio 2008 - La Sicilia

Ragusa. Priva i lavoratori della possibilità di usufruire dei parcheggi coperti...

Ragusa - Priva i lavoratori della possibilità di usufruire dei parcheggi coperti. Accade alla Metra di Ragusa dove, a margine della vertenza sulla sicurezza amianto, l'azienda, come forma di ripicca rispetto alla richiesta avanzata a suo tempo dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ha attuato questa iniziativa. Di tale tenore, almeno, la denuncia fatta dalle organizzazioni sindacali che ieri, tramite Roberto La Terra, coordinatore provinciale Cub, hanno fatto sentire la propria voce.
"Nel 2005 - racconta La Terra - i rls chiedevano alla direzione aziendale la rimozione della copertura in eternit di uno dei capannoni dell'azienda. Questa si adoperava per la sostituzione ma, nel contempo, rimuoveva anche la copertura dell'area parcheggio-auto riservata ai dipendenti, anch'essa in eternit, senza, però, provvedere alla sua sostituzione con altro materiale non nocivo. E' di questi giorni lo smantellamento di quanto rimaneva della struttura, lo scheletro in metallo, ormai fatiscente, e la sistemazione, con bitumazione, dell'area medesima. Riteniamo questa "ritorsione" un tentativo inutile di intimidire i lavoratori i quali sono consapevoli e convinti che sia meglio posteggiare le proprie auto al sole o al gelo, che correre il rischio di contaminarsi con fibre di amianto; possibilità molto reale alla luce delle condizioni di degrado dei manufatti in eternit asportati".
Ma qual è lo stato reale della vertenza amianto in provincia di Ragusa? "E' una problematica - afferma Pippo Gurrieri del coordinamento provinciale del Cub - che è rimasta purtroppo assorta nel silenzio e sostanzialmente un po' abbandonata. Sull'onda lunga delle battaglie per l'amianto degli anni scorsi, quando di fronte a palazzo dell'Aquila avevamo sistemato il serbatoio di eternit come pacco dono per l'allora sindaco Arezzo, eravamo riusciti a portare il Comune a creare una convenzione con varie aziende affinché i serbatoi di eternit venissero ritirati porta a porta e depositati in una struttura. Poi, però, sono cambiate le normative a livello nazionale. Si è fatto un passo indietro e si è tornati a liberalizzare lo smaltimento dei suddetti manufatti. Quindi, è venuto meno anche il servizio che avevamo ottenuto. Le conseguenze? Rimane l'amianto e l'eternit, ancora molto diffuso sul nostro territorio, però non ci sono più le preoccupazioni per asportarlo. Si è perso il controllo della situazione. Tenendo conto che anche le bonifiche che dovevano essere effettuate nelle scuole e negli ospedali non sono mai state fatte. Noi continuiamo a convivere con l'amianto destinato a causare malattie anche mortali che avranno un picco sul nostro territorio tra cinque-dieci anni".(G.L.)


12 febbraio 2008 - Asca

ENTI LOCALI: RDB-CUB, RINNOVARE SUBITO PARTE ECONOMICA CONTRATTO

(ASCA) - Roma, 12 feb - L'immediato rinnovo della parte economica del Contratto dei lavoratori degli Enti locali, con la corresponsione di relativi aumenti ed arretrati. La richiesta arriva dalle RdB-CUB Pubblico Impiego che ricordano che sono 26 mesi che gli oltre 550.000 lavoratori degli Enti Locali hanno il Contratto di lavoro scaduto. Giovedi' 14 febbraio le RdB-CUB P.I. saranno pertanto di fronte all'Anci, allo scopo di sollecitare l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani affinche' insieme all'Upi (Unione delle Province Italiane), l'Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunita' Enti Montani), la Conferenza delle Regioni ed il Comitato di Settore dispongano, ciascuno per la propria parte, perche' venga immediatamente rinnovata la parte economica del contratto rinviando la trattativa della parte normativa al prossimo biennio. Da lunedi' 18 febbraio verranno inoltre realizzate numerose iniziative territoriali, in cui verra' consegnato ai Consigli Comunali, Provinciali e Regionali un documento firmato da lavoratori e delegati in cui viene richiesto a queste istituzioni di farsi promotrici dell'istanza di rinnovo presso il Comitato di Settore ed il suo Presidente Lucio D'Ubaldo.


12 febbraio 2008 - Adnkronos

STATALI: RDB-CUB, SUBITO RINNOVO CONTRATTO PER ENTI LOCALI
GIOVEDÌ 14 FEBBRAIO PRESIDIO ALLA SEDE NAZIONALE DELL'ANCI

Roma, 12 feb.(Adnkronos) - Le RdB-CUB Pubblico Impiego chiedono l'immediato rinnovo della parte economica del Contratto, con la corresponsione di relativi aumenti ed arretrati che, pur insufficienti a garantire la difesa del potere di acquisto ed il recupero salariale, «appaiono doverosi e non più rinviabili». È il sindacato in una nota a sollecitare la chiusura della partita contrattuale. «Sono 26 mesi che gli oltre 550.000 lavoratori degli Enti Locali hanno il Contratto di lavoro scaduto. In questo periodo si sono succedute due compagini Governative, una di centrodestra e una di centrosinistra, ma il problema salariale dei lavoratori è rimasto nel dimenticatoio. Come ha certificato la Banca d'Italia, ad oggi molti lavoratori pubblici continuano infatti vivere con i prezzi del 2008 e con gli stipendi del 2000», si legge ancora. «Le responsabilità dei sindacati concertativi, sempre acquiescenti alle politiche di Governo, hanno permesso, nel nome delle compatibilità e delle politiche dei redditi, il progressivo impoverimento delle buste paga», aggiunge la nota che annuncia per giovedì prossimo un presidio di lavoratori di fronte all'Anci allo scopo di sollecitare l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, l'Upi, l'Uncem, la Conferenza delle Regioni ed il Comitato di Settore al rinnovo contrattuale. Da lunedì 18 febbraio verranno inoltre realizzate numerose iniziative territoriali, in cui verrà consegnato ai Consigli Comunali, Provinciali e Regionali un documento firmato da lavoratori e delegati in cui viene richiesto a queste istituzioni di farsi promotrici dell'istanza di rinnovo presso il Comitato di Settore.

CONTRATTI: ENTI LOCALI, ANCI DISPONIBILE A DIALOGO E CONFRONTO

Roma, 12 feb. (Adnkronos) - «Disponibilità a un confronto con le Rdb-Cub sulla tematica». La esprime in una nota l'Anci che si dice «consapevole del problema sollevato dalle RdB-Cub Pubblico Impiego in materia di rinnovo del contratto dei dipendenti degli Enti locali». «Solo pochi giorni fa - spiega l'associazione dei Comuni in una nota - il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, in un comunicato ufficiale aveva affermato la 'necessità di giungere rapidamente ad un'utile e positiva conclusione del rinnovo dei contratti collettivi nazionali degli Enti localì. 'L'impegno dei Comuni - aveva sottolineato in quella occasione Domenici - è fattivo perchè si riconosca ai dipendenti degli Enti locali e delle Regioni un incremento economico adeguato e soddisfacente, insieme ad una valorizzazione degli aspetti retributivi legati alla produttività del lavoro, alla valutazione del merito e del rendimentò». «'Bisogna sostenere il potere d'acquisto delle retribuzioni, congiuntamente incentivando i processi di efficienza delle nostre amministrazioni con l'obiettivo di qualificare maggiormente la spesa per il personale. Riteniamo che su questi obiettivi - aveva concluso il presidente dell'Anci - si possa trovare, nelle sedi competenti, un accordo che sappia dare anche l'avvio per rendere più moderna ed efficiente l'amministrazione locale e chi in essa opera quotidianamente». «In questa vicenda - conclude l'Anci - i ritardi, che pure ci sono stati, sono la conseguenza di una normativa, che andrebbe rivista, che non aiuta il rapido rinnovo dei contratti in scadenza. L'Anci comunque conferma la propria disponibilità ad un confronto con le Rdb-CUB sulla tematica».

TORINO: SINDACATI VIGILI DEL FUOCO, STATUTO E THYSSEN SIMBOLI SCARSA ATTENZIONE A SICUREZZA

Torino, 12 feb. (Adnkronos) - «Due ambienti, un cinema e una fabbrica, così diversi tra loro ma così simili nel seminare la morte quando l'uomo viene meno ai principi della prevenzione e alla corretta gestione della sicurezza». A un giorno dal 25° anniversario del rogo dello Statuto, il cinema torinese in cui il 13 febbraio dell«83 morirono 64 persone, i Vigili del fuoco di Torino, »che pensavano di non dover più rivivere momenti drammatici come quello, fino alla strage della Thyssen Krupp«, accomunano le due tragedie e tornano a puntare il dito contro la troppo spesso scarsa attenzione ai problemi della sicurezza sul lavoro e della prevenzione degli infortuni. »Ricordiamo ancora -osservano i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei pompieri torinesi di Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Confsal- il giorno delle esequie sulla scalinata del Duomo, quando ci proponemmo di impegnarci affinchè quelle morti non fossero vane e sperammo di non dover tornare mai più su quel sagrato per occasioni simili, ma purtroppo non è stato così«. »Tutto ciò -proseguono- conferma la nostra convinzione che il percorso sulla via della sicurezza è ancora molto lungo e pieno di ostacoli e ci costringe ancora una volta a rinnovare l'impegno di diffondere nella società una sana e reale cultura della sicurezza, che può e deve far cambiare rotta a questo eccidio di lavoratori incolpevoli«. I Vigili del fuoco dicono quindi basta »a chi risparmia sulla salvaguardia dei lavoratori« e dicono no »a questo mercato del lavoro che non mette più al centro delle scelte aziendali il lavoratore in quanto vita umana da difendere«.


12 febbraio 2008 - Prima

ENTI LOCALI: RDB-CUB, GIOVEDI’ 14 FEBBRAIO PRESIDIO ALLA SEDE NAZIONALE DELL’ANCI

(PRIMA) ROMA – "Sono 26 mesi che gli oltre 550.000 lavoratori degli Enti Locali hanno il Contratto di lavoro scaduto. In questo periodo si sono succedute due compagini Governative, una di centrodestra e una di centrosinistra, ma il problema salariale dei lavoratori è rimasto nel dimenticatoio. Come ha certificato la Banca d’Italia, ad oggi molti lavoratori pubblici continuano infatti vivere con i prezzi del 2008 e con gli stipendi del 2000. Le responsabilità dei sindacati concertativi, sempre acquiescenti alle politiche di Governo, hanno permesso, nel nome delle compatibilità e delle politiche dei redditi, il progressivo impoverimento delle buste paga". Le RdB-CUB Pubblico Impiego chiedono l’immediato rinnovo della parte economica del Contratto, con la corresponsione di relativi aumenti ed arretrati che, pur insufficienti a garantire la difesa del potere di acquisto ed il recupero salariale, appaiono doverosi e non più rinviabili. Giovedì 14 febbraio le RdB-CUB P.I. saranno pertanto di fronte all’ANCI, allo scopo di sollecitare l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani affinché insieme all’UPI (Unione delle Province Italiane), l’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), la Conferenza delle Regioni ed il Comitato di Settore dispongano, ciascuno per la propria parte, perché venga immediatamente rinnovata la parte economica del contratto rinviando la trattativa della parte normativa al prossimo biennio. Da lunedì 18 febbraio verranno inoltre realizzate numerose iniziative territoriali, in cui verrà consegnato ai Consigli Comunali, Provinciali e Regionali un documento firmato da lavoratori e delegati in cui viene richiesto a queste istituzioni di farsi promotrici dell’istanza di rinnovo presso il Comitato di Settore ed il suo Presidente Lucio D’Ubaldo.


12 febbraio 2008 - Omniroma

CAMPIDOGLIO, DELEGAZIONE MOVIMENTI CASA IN AULA GIULIO CESARE

(OMNIROMA) Roma, 12 feb - Una delegazione dei movimenti per la lotta della casa sta per salire in Aula Giulio Cesare per essere ricevuti dai capigruppo di maggioranza. A spiegarlo è Silvia, una rappresentante del coordinamento cittadino lotta per la casa. «Una nostra delegazione composta da tutti i movimenti (Coordinamento cittadino lotta per la casa, Action, Asia Rdb-Bpm e Comitato obiettivo casa) salirà a breve in aula per avere garanzie sull'approvazione del nostro ordine del giorno subito dopo il via libera al piano regolatore». La rappresentante ha poi aggiunto: «Qui in piazza siamo circa 500 e rimaniamo ad oltranza: abbiamo già pronte le tende per stanotte». Intanto i manifestanti si stanno spostando verso l'ingresso del Palazzo senatorio, transennato e presidiato dalle forze munite da caschi, dell'ordine urlando 'Vergogna' e 'Incontro'.


12 febbraio 2008 - Nettuno Press

SI FERMANO NUOVAMENTE TRAM E BUS

Messina - E’ prevista per domani, infatti, un’altra astensione dal lavoro del personale dell’Azienda Trasporti che si recherà a Palazzo Zanca per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di gennaio. All’orizzonte un nuovo sciopero di tram e bus che comporterà, una volta ancora, notevoli disagi per passeggeri. E’ prevista per domani, infatti, un’altra astensione dal lavoro del personale dell’Azienda Trasporti che si recherà a Palazzo Zanca per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di gennaio e la mancata definizione del piano di rilancio industriale. L’annuncio è stato dato ieri dai sindacati Cisl, Uil, Ugl, Cub, Sdl, Cildi e Rsa. Alla protesta si è dunque unita anchela Cislche non aveva partecipato al corteo cittadino svoltosi il mese scorso.


12 febbraio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 6 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Lo Piparo: "Il Cra unico sulla carta, occorre che lo diventi anche nei fatti"
* Per i ritardi di Mussi molti enti nel caos
* E' sicuro, l'Istat verso la sede elettrica
* Per la mobilità, investimenti e competenza
* Guarino ricorre al Tar per la nomina di Maiani
* Bari, allarme dalla Procura: "Banca dei semi a rischio"
* Per la nuova smorfia, la contestazione fa 67
* Condono statistico, la Corte non ci sta
* Le novità per il riscatto del corso di laurea


Sanità. Ieri l'assemblea indetta dalle sigle sindacali
Dipendenti del Pertini in stato di agitazione: «Siamo al collasso»
Carenza di personale, turni massacranti e servizi scadenti: è il frutto delle politiche di tagli
di Beatrice Nencha
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Roma - È stata un’assemblea generale molto partecipata quella di ieri mattina, all’interno dell’ospedale Pertini, indetta da tutte le sigle sindacali. Che, forti della partecipazione di circa duecento dipendenti (tecnici, ausiliari, infermieri, personale amministrativo), hanno confermato lo stato di agitazione in tutta la Asl Rm/B. Insieme al presidio, venerdì prossimo, davanti alla sede della Direzione generale in via Meda. "La situazione di carenza del personale si è ormai incancrenita. I turni vengono sempre coperti con lo straordinario programmato, che dovrebbe servire solo in casi eccezionali", denuncia Stefano Zecchetti del coordinamento regionale Rdb-Cub, "invece il personale fa doppi turni su doppi turni, con gravi disagi per i lavoratori e ricadute pesanti sull’assistenza". Gli effetti più visibili di questa politica di tagli, dovuta al blocco delle assunzioni e al mancato ricambio del personale andato in pensione, si avvertono al Pronto soccorso, che dovrebbe essere il biglietto da visita dell’ospedale. "Anche questa notte il Dea del Pertini era per l’ennesima volta al collasso, con pazienti adagiati sulle sedie per una carenza strutturale vergognosa - si legge in una nota diffusa dal sindacato - Per la carenza dei posti letto sono stati utilizzati tutti i letti a disposizione anche in reparti non inerenti alla patologia di riferimento". Uno spazio di circa 800 metri quadri, come il Dea di primo livello del Pertini, arriva a raccogliere un bacino d’utenza di 100mila accessi l’anno, ed è quindi strategico per la Capitale. Ma, secondo Zecchetti, "nelle giornate più critiche i tempi di attesa possono arrivare fino a tre giorni in barella, in attesa che si liberi un posto letto". Questo mentre c’è un reparto di specialistica di 16 posti letto che, dopo la riorganizzazione aziendale, è stato chiuso e rimane inutilizzato. "Per garantire il servizio il personale è spesso costretto a sostenere turni di lavoro di 12 o 18 ore continuative", aggiunge Aldo Capobianchi della Cgil, "mentre la Regione ha previsto deroghe per l’assunzione di sole 15 unità, un atto assolutamente ridicolo rispetto alle reali necessità dell’ospedale". Che ha urgente bisogno, secondo Cgil, Cisl e Uil, di almeno 200 infermieri, 20 tecnici di radiologia e laboratorio, 20 ostetriche, 30 terapisti della riabilitazione e 20 assistenti sociali.


12 febbraio 2008 - Libero

Ambulanze bloccate, al Pertini dipendenti sul piede di guerra

Roma - «Anche la scorsa notte la situazione al Pronto soccorso è andata fuori controllo. Colpa delle ambulanze bloccate e della mancanza di spazio dove accogliere i pazienti, che sono stati adagiati su sedie e poltrone e ricoverati nel primo letto utile, alcuni persino in Ginecologia, a prescindere dalla patologia riportata». Cartoline dall'ospedale Sandro Pertini, secondo il racconto di un dipendente del nosocomio, che in quella «emergenza continua» è costretto a combattere, ora dopo ora. Già a novembre i sindacati avevano lanciato l'allarme, puntando il dito contro la riduzione del personale di assistenza nella Medicina dell'ospedale. Ieri, nell'assemblea generale di tutto il personale della Asl Rm/B - indetta dai sindacati confederali e da quelli di base - circa 200 tra infermieri, tecnici, ausiliari e personale amministrativo del nosocomio di via Monti Tiburtini hanno confermato lo stato di agitazione. Oltre al presidio, indetto per venerdì dalle 9 alle 13, davanti alla Direzione generale di via Filippo Meda. I lavoratori si sono riuniti per protestare contro «le gravissime carenze d'or ganico, aggravate dai pensionamenti e dai trasferimenti senza le necessarie sostituzioni», dichiara Aldo Capobianchi della Funzione pubblica Cgil. Che quantifica in duecento unità, «soltanto per gli infermieri professionali», la carenza strutturale nei vari reparti. Mentre per tutte le altre categorie "in sofferenza", secondo le stime di Cgil, Cisl e Uil, nella pianta organica dell'azienda servirebbero almeno 20 tecnici di radiologia e laboratorio, 20 ostetriche, 30 terapisti della riabilitazione, 20 assistenti sociali. Altrimenti, ammoniscono le organizzazioni sindacali, «la possibilità di chiusura delle strutture per mancanza di organico è un rischio sempre più reale». Ma i contraccolpi di questa situazione, al Pertini, si avvertono da tempo. Sia nel malessere dei dipendenti, gravati da doppi turni che li portano a lavorare fino a 14 ore consecutive, che nell'assistenza ricevuta dai pazienti. «Il personale è stanco di subire sulla propria pelle le scelte regionali e aziendali, che costringono tutti ad operare in condizioni inaccettabili - attacca Stefano Zecchetti del coordinamento RdB-Cub - la situazione è pesante in tutti i settori dell'ospedale, dagli ambulatori alle sale prelievi. Ma diventa drammatica laddove il paziente è ricoverato, dato che non si riesce più a garantire l'assistenza». Il 18 febbraio, anche per invocare lo sblocco del turn over del personale, i sindacati protesteranno alla Conferenza dei Servizi della Asl Rm/B a Tor Vergata.(B.N.)


12 febbraio 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Primo incontro ufficiale, ieri mattina...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - Primo incontro ufficiale, ieri mattina a palazzo del Pincio, tra sindacati e amministrazione comunale per iniziare un confronto serio sulla questione delle holding. Un incontro molto proficuo, dicono dal Pincio, troppo interlocutorio per i sindacati.L’assessore al bilancio, Pasqualino Monti, ha illustrato il piano di riorganizzazione della macchina comunale, rassicurando le organizzazioni sindacali sul futuro occupazionale di tutti i dipendenti comunali.
«Abbiamo ribadito che non ci saranno esternalizzazioni, ma solo una riequilibratura delle partecipate, Etm ed Etruria e si è aperto uno spiraglio importante - ha dichiarato Monti -. Istituiremo inoltre un tavolo permanente con i sindacati per arrivare ad una decisione concertata e nel frattempo rimarranno bloccati i lavori in commissione. Mi sono impegnato personalmente a illustrare nel dettaglio tutti i piani industriali. Mi auguro che tutto questo possa servire a scongiurare lo sciopero generale».
I sindacati, da parte loro, hanno giudicato l’incontro abbastanza interlocutorio, ma hanno riconosciuto la voglia di dialogo e confronto manifestata dall’amministrazione comunale. E per la prima volta in maniera nitida si sono manifestati i distinguo tra le varie organizzazioni di categoria. I confederali hanno dimostrato di voler confrontarsi con l’amministrazione sul futuro dei dipendenti del Pincio. Ancora chiusura netta invece da parte della Uil funziona pubblica e Rdb che continuano a chiedere la revoca della delibera 29, prima di sedersi ad un tavolo di confronto. Rimane comunque ancora confermato lo sciopero generale indetto per il prossimo 3 marzo.


12 febbraio 2008 - Il Mattino di Padova

«Su venti riassunti, solo quattro sono Cobas»
L’Adl punta il dito contro la Cgil: «Ribaltati i rapporti di forza tra le sigle sindacali»
di CRISTINA SALVATO

LIMENA. I primi venti lavoratori della ex Fast Coop sono rientrati venerdì scorso all’interno del magazzino della Tnt di Limena, dopo una decina di giorni di serrata. Progressivamente, entro il 17 marzo, ne dovranno rientrare in tutto sessanta.
Ma, nonostante la soddisfazione generale espressa al momento dell’accordo raggiunto con Tnt e le cooperative di logistica che si sono succedute nell’appalto della fornitura del servizio di facchinaggio, in realtà non tutto è filato liscio e si registra qualche increspatura. «La cooperativa Crp del Consorzio Corso ha preso possesso del magazzino di Limena ed ha avviato al lavoro i primi 20 operai pescati tra i 100 lavoratori rimasti a casa - riferiscono Gianni Boetto e Stefano Pieretti di Adl-Cobas - Nella trattativa fatta in Prefettura, pur non avendo esplicitamente riportato nell’accordo che si sarebbe dovuto fare riferimento alla legge 223/91 per la scelta dei lavoratori da reinserire (esigenze tecnico organizzative, anzianità, carichi familiari), si era comunque convenuto che quello doveva essere il criterio da adottare».
Cosa è successo nella realtà? «E’ successo che l’unico criterio adottato è stato quello di escludere dalla lista i lavoratori che hanno partecipato alla lotta e che si fanno rappresentare dall’Adl-Cobas - spiegano - E’ curioso, infatti, che sui venti lavoratori selezionati, solo quattro (il 20%) sono iscritti all’Adl e quindi si sono esattamente invertite le percentuali: l’Adl, infatti, rappresenta circa l’80% dei lavoratori. Ora, dopo che la lotta ha costretto tutti a scendere a patti e a dover salvaguardare il posto di lavoro con le conquiste acquisite e con la rappresentanza sindacale che i lavoratori si sono scelti, si sta cercando con mezzucci di basso profilo di ridurre al più possibile la presenza dell’Adl all’interno di Tnt». Il sindacato si appella allora al prefetto Paolo Padoin e all’assessore al lavoro della Provincia Roberto Tosetto, che tanto si sono prodigati per il buon esito di questa vicenda, affinché venga posto in essere un criterio che risponda a quanto previsto dalla legge.


12 febbraio 2008 - Il Gazzettino

Venezia - Chiude la Casa Circondariale...
di Daniela Pierobon

Venezia - Chiude la Casa Circondariale di Venezia Giudecca ex Sat perché mancano i fondi per mettere a norma le cucine e perché sono pochi i detenuti ospitati.Notizia che le segreterie territoriali di FP Cisl, Rdb-cub, Unsa SAG Veneto, Coordinamento Regionale penitenziario CGIL Veneto, USPP Triveneto e RSU degli Istituti penitenziari ritengono inverosimile e che hanno voluto rendere nota a cittadinanza, enti locali, uffici pubblici, associazioni di volontariato, cooperative sociali e ai volontari operanti nell'ambito della realtà penitenziaria veneziana. «L'Istituto a custodia attenuata Sat Giudecca nasce nel 1992 e prevede al suo interno un percorso di recupero individualizzato per detenuti semiliberi e soggetti tossico e alcool dipendenti con una partecipazione costante e proficua del Ser.T. di Venezia, finalizzato alla costruzione di un progetto di reinclusione sociale dei soggetti; trattamento più efficace in un circuito differenziato che risponda maggiormente ad esigenze di prevenzione della recidiva e di attenzione alla sicurezza sociale spiega Mario Piranio di FP Cisl La chiusura dell'istituto, anche se temporanea, non solo rappresenta il fallimento degli organi di gestione dell'Amministrazione Penitenziaria, in considerazione anche della collaborazione ricevuta dagli enti locali e del privato sociale di Venezia, ma anche una perdita per la città, per la cittadinanza, per la sicurezza della comunità esterna, che si troverà senza un circuito penitenziario che offra un adeguato quanto decantato reinserimento sociale». Annunciato inaspettatamente e senza alcuna informazione preventiva (a detta dei Sindacati) dalla direzione degli istituti penitenziari di Venezia e dal provveditorato dell'amministrazione penitenziaria di Padova il 25 gennaio scorso, il provvedimento di chiusura è stato motivato con la mancanza di risorse finanziarie per eseguire i lavori di rimessa a norma delle cucine, dichiarate non idonee dal Magistrato alle Acque a luglio scorso, oltre che per l'esiguità dei detenuti ristretti in istituto e della scarsa valenza delle attività trattamentali che vi si svolgono. Motivazioni non condivise dai Sindacati che ritengono eventuali trasferimenti dei detenuti negli Istituti di Padova o Treviso disagevoli per le attività svolte dai detenuti e organizzate dalle cooperative sociali operative per lo più a Venezia centro storico e isole.


12 febbraio 2008 - Il Sannio

Inceneritori: l’attacco di Mancini a Nardone

Benevento - Questa mattina il Consiglio provinciale. All'ordine del giorno anche l'emergenza rifiuti e la rimodulazione del pianosperimentale ad alta sostenibilità. Sulla questione interviene il coordinatore provinciale di RdB Ambiente, Mancini che in una nota fanno sapere: "Noi insieme ad alcuni rappresnetanti del coordinamento dei comitati che si battono contro gli inceneritori, il dissociatore molecolare e le eco balle saremo in aula". Questa mattina il Consiglio provinciale. All'ordine del giorno anche l'emergenza rifiuti e la rimodulazione del piano provinciale sperimentale ad alta sostenibilità. Sulla questione interviene il coordinatore provinciale di RdB Ambiente, Piero Mancini che in una nota fanno sapere: "Noi insieme ad alcuni rappresnetanti del coordinamento dei comitati che si battono contro gli inceneritori, il dissociatore molecolare e le eco balle saremo in aula". Ma non solo sarà distribuito nell'assise pubblica questo documento: "L'emergenza rifiuti dura da 14 anni. Nardone ha governato per due mandati. Quali iniziative ha preso in tutti questi anni per attenuare questa emergenza? Non ne ricordiamo alcuna. Noi una opportunità l'abbiamo offerta. Nel mese di gennaio del 2007, insieme ai lavoratori del consorzio Bn1, illustrammo – si legge nel documento – a Nardone le carenze che non permettono il decollo della raccolta differenziata nella nostra provincia: in sette anni ha raggiunto un misero 12% a fronte del 40% previsto dalla legge. Per potenzoiare i tre consorzi che nella nostra provincia attuano la raccolta differenziata presentammo un progetto. Nardone ci assicurò che, vista l'importante finalità, sarebbe stato certamente approvato. Invece il progetto non è mai stato finanziato. I problemai dei consorzi sono aumentati e il presidente si è divertito a mena il can per l'aia con il fantasmagorico dissociatore molecolare. Ad un progetto serio, subito realizzabile e nemmeno dispendioso, ha preferito uno che ha solo un nome accattivante e che non sarà mai realizzato. Bravo presidente! Ci chiediamo: quanti milioni di euro ha elargito la Provincia, ai tanti clientes e amici, per progetti inconcludenti? Perchè proprio questo, che era al servizio della salute ambientale, non è stato approvato? Nardone si è perso nello spazio. Ha la testa fra le nuvole e non sente la puzza dell'inquinamento che si espande nella nostra provincia. Eppure dovrebbe sentirla ben forte, visto che da mesi è costretto ad occuparsi solo di questo. Ci riferimao alle sollevazioni di migliaia di persone, non solo del Sannio ma anche del Molise: bene, bravo, bis. Il figlio di contadini contestato da migliaia di contadini che difendono le loro coltivazioni messe in pericolo dafli inceneritori di reino e San Salvatore Telesino, per non parlare delle 'eco' balle di Morcone. Una vera e propria nemesi, tanto che il grande Nardone sarà ricordato solo per questo: essere scivolato sulla monnezza".


11 febbraio 2008 - Prima

TRASPORTI: LA CUB ATTIVA PROCEDURE DI RAFFREDDAMENTO NEI CONFRONTI DI AMT E AMI

(PRIMA) GENOVA - Attivate dalla CUB Trasporti le procedure di raffreddamento previste dalla L.146/90 e 83/00. "Se non si arriverà al più presto ad un accordo favorevole e condiviso dai lavoratori, la dichiarazione di sciopero sarà inevitabile" ha avvertito la Cub Trasporti. "È incredibile che, dopo aver "scorporato" i lavoratori in una società che non poteva che finire come è finita AMI, si cerchi ancora di scaricare sui lavoratori stessi gli effetti di una scissione sciagurata quanto inutile e dannosa fra AMT ed AMI. Chi ha sbagliato sono coloro che hanno voluto o favorito la privatizzazione e la divisione di AMT. Pur di rendere appetibile per il privato l’ingresso in AMT, si sono scaricati sulle finanze pubbliche i "ripianamenti" prima e dopo la scissione – ha detto il sindacato - L’impegno a riprendere i lavoratori AMI in AMT è stato dimenticato presto. Si cerca di applicare contratti di lavoro diversi e peggiorativi rispetto a quello autoferro che è stato applicato finora e che spetta ai lavoratori. Fallita quella che era stata sbandierata da Comune, aziende, CGIL-CISL-UIL e FAISA come la panacea di tutti i mali del trasporto pubblico genovese e la fine dei debiti per le casse pubbliche, è ora di ripensare tutta la struttura e l’organizzazione del TPL a Genova a cominciare dal rientro immediato e con le stesse condizioni contrattuali e di anzianità dei lavoratori AMI".


11 febbraio 2008 - Il Messaggero

Roma. Precari degli asili nidi, in allarme per il contratto, protestano in Campidoglio...

Roma - Precari degli asili nidi, in allarme per il contratto, protestano in Campidoglio: «Per noi nessuna certezza dall’amministrazione comunale». Un accordo firmato nel novembre del 2006 prevede l’assunzione di 2000 precari in forze negli asili nido e nelle scuole comunali dell’infanzia entro il 2008: «Ad oggi restano fuori dalle assunzioni 938 educatrici – spiega Caterina Fida, RdB scuola – ma nessuno ci ha rassicurato con le delibere urgenti dell’ultimo minuto, la nostra categorie viene puntualmente ignorata. Al nostro fianco anche i 200 lavoratori impiegati da anni al Comune ma con il contratto in scadenza». Proprio per questo, oggi alle 16, sarà chiamato a raccolta l’esercito delle "maestre precarie", con una manifestazione in Campidoglio per attirare l’attenzione del Consiglio comunale, riunito ad oltranza. Continua a crescere, dunque, il malumore delle educatrici "assoldate" nei nidi comunali, che già ad autunno protestarono sotto le finestre del Campidoglio: «Nel settore famiglia sono solo 4000 i lavoratori impiegati a tempo indeterminato - continua Fida - altri 2000 hanno contratti annuali nei nidi e nelle scuole per l’infanzia mentre nelle graduatorie sono presenti ulteriori 6000 nominativi, da cui tutti i giorni vengono chiamate circa 700 persone, per impieghi che durano anche solo 3 ore».(L.Loi./ass)

Civitavecchia. Incontro decisivo, quello di questa mattina...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - Incontro decisivo, quello di questa mattina, tra sindacati e amministrazione, per discutere del progetto di riorganizzazione del Comune. Il sindaco Gianni Moscherini, sia durante l'ultima assemblea dei dipendenti sia con una lettera inviata alle organizzazioni sindacali qualche giorno fa, aveva chiesto di «rinviare qualsiasi forma di lotta per sedersi attorno ad un tavolo e discutere sull'esigenza di rinnovare la macchina comunale».
I sindacati hanno così deciso di accettare l'invito del sindaco e questa mattina si incontreranno a palazzo del Pincio per iniziare a discutere. Ma le motivazioni che hanno spinto le sigle ad andare al tavolo sono diverse. C'è chi va per ascoltare e chi riproporrà la revoca della delibera, come condizione necessaria per attivare l'iter di concertazione.
I confederali, già dopo l'assemblea con i capigruppo consiliari, avevano manifestato la voglia di attivare un percorso concertativo con l'amministrazione per trovare una soluzione adeguata. «Questo è un incontro importante - ha spiegato Franco Boriello, segretario generale della Cgil - Vogliamo, a questo punto, entrare nel merito della materia e discutere delle modifiche che il sindaco vuole apportare alla macchina comunale. Chiediamo che non vengano fatte modifiche sostanziali e che venga garantito il diritto al lavoro di tutti i dipendenti impiegati nei servizi pubblici, inoltre, vogliamo capire se la formazione delle holding non porterà a uno smembramento dei servizi pubblici».
Rdb, Rsu comunale e Uil funzione pubblica sono di diverso avviso. «Non cambieremo posizione - affermano Flavio Zeppa dell'Rdb e Fabio Napoleoni della Uil - al tavolo ribadiremo che prima di attivare qualunque percorso vogliamo che venga revocata la delibera 29, riguardante le holding. La vertenza rimane in piedi. Siamo contro ogni forma di esternalizzaione. Non tratteremo con le istituzioni se prima non bloccano tutto il piano delle holding».
Intanto lo sciopero è stato rinviato a lunedì 3 marzo, poichè il 15 febbraio sono state indette manifestazioni nazionali per il rinnovo dei contratti del settore pubblico.


11 febbraio 2008 - Leggo

Roma. Crisi da codice rosso al Pertini che lancia la protesta...
di Lorena Loiacono

Roma - Crisi da codice rosso al Pertini che lancia la protesta: a raccolta tutta la Asl Rm B, anch’essa in affanno per servizi ambulatoriali e di assistenza. Problemi strutturali, portati avanti negli anni ed oggi arrivati al collasso con il taglio dei posti letto ed il blocco delle assunzioni: sono questi i motivi alla base dell’agitazione del personale dell’ospedale di via dei Monti Tiburtini, che oggi si riunirà in assemblea per decidere come portare avanti la protesta, disposto anche ad arrivare allo sciopero generale su tutto il territorio Roma B compresi ambulatori e servizi a domicilio, e venerdì porterà un presidio sotto la direzione generale in via Filippo Meda. «Il Pertini è il simbolo del fallimento della politica del risparmio portata avanti con i tagli dei posti letto – denuncia Rossella Lamina, RdB-Cub – il vero risparmio sarebbe quello sugli appalti, qui sono troppi i lavoratori esterni che, se internalizzati, costerebbero meno alla direzione». L’ospedale Sandro Pertini, benché destinato ad un territorio vastissimo che va da Montesacro a via Pietralata e via Nomentana, raccogliendo anche la parte esterna al Gra della via Tiburtina, ha un pronto soccorso definito affettuosamente dai suoi operatori "bonsai", una struttura piccola, riadattata negli anni ma troppo ridotta per le reali esigenze: «Abbiamo sempre una media di 20 barellati – spiega l’esponente RdB – pazienti cioè sistemati in barella e lasciati al pronto soccorso perché al reparto non ci sono letti disponibili. Nei momenti di maggiore esigenza si creano addirittura i letti bis: vicino al letto di una stanza ne viene messo un altro, che non ha però l’attrezzatura per l’ossigeno, per chiamare con il campanello d’allarme o per la luce. Come se non bastasse è stato anche chiuso il reparto di chirurgia specialistica: 16 posti letto in meno per interventi ora suddivisi in altri reparti». (ass)

Milano. Pendolari e viaggiatori meneghini...
di Gabriella Persiani

Milano - Pendolari e viaggiatori meneghini, prima di partire mettete nel bagaglio una buona dose di pazienza.
Le prossime tre settimane, infatti, saranno costellate di scioperi nel settore del trasporto pubblico a Milano e in Lombardia. Ed allora è meglio organizzare gli spostamenti per tempo. Si comincia già oggi con lo stop del personale della Brianza Trasporti, proclamato da Faisa Cisal dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio. Venerdì, poi, dalle 18 alle 22 sarà la volta della società di trasporti Net (Nord est trasporti), che fa capo ad Atm; lo sciopero è stato proclamato dai sindacati Fildiai-Cildi, Sama Faisa Confail e e Al Cobas-Cub Trasporti. Il servizio di trasporto pubblico di Net coinvolge alcune linee in 49 comuni nell’area fra Trezzo, Cologno, Vimercate, Gessate e Cernusco (per informazioni si può consultare il numero Verde 800.905.150 o il sito internet www.nordesttrasporti.it).
Martedì 19 tocca, invece, agli aerei con il personale Sea di Linate e Malpensa che incroceranno le braccia per 4 ore dalle 10 alle 14. E in programma c’è anche il bis fissato per il 29 febbraio. A fine mese, infatti, negli scali milanesi la protesta organizzata dai sindacati di base va in replica, questa volta, però, dalle 12 alle 16. (ass)


11 febbraio 2008 - Il Tirreno

Si spaccano i sindacati per le cariche nella Rsu
«Autonomi esclusi» È guerra nella sanità
Cgil, Cisl e Uil accusati di aver fatto man bassa. «Altro che democrazia, questo è l’atteggiamento della solita casta»

GROSSETO - È guerra fra i sindacati della sanità grossetana. All’origine del conflitto, che oppone Cgil Cisl e Uil alle tre sigle sindacali autonome Fials, Nursing Up (sindacato degli infermieri) ed RdB, ci sono le recenti elezioni per la Rappresentanza sindacale unitaria dell’Asl 9. Elezioni nelle quali, accusano gli autonomi, i sindacati confederali hanno fatto man bassa degli incarichi, non lasciando niente agli altri.
«Durante la discussione del 6 febbraio scorso - si legge in una nota delle segreterie provinciali di Fials, Nursing Up ed RdB - è emersa una netta contrapposizione tra confederali e autonomi. Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di adottare un muro contro muro occupando a maggioranza tutte le cariche rappresentative, anche dovendo fronteggiare delle palesi divisioni interne poi rientrate per vincolo di maggioranza».
Gli autonomi fanno la conta: «Oltre ad acquisire giustamente la carica di presidente, noi tutti avremmo appoggiato per il bene del funzionamento delle Rsu il nome di Massimo Coppola (Cisl), si sono accaparrati anche la carica di vicepresidente (Andrea Pecorini, Cgil) e di unico membro delle delegazione trattante, Luca Franci della Uil. Così facendo hanno nominato solo infermieri come rappresentanti dei lavoratori, non solo escludendo il sindacato degli infermieri che ne è il maggiore rappresentante ma oltretutto penalizzando tutte le altre categorie».
Ma c’è di più. I confederali infatti, avrebbero «rifiutato agli autonomi anche la possibilità di partecipare come semplici uditori alle trattative in azienda». E così, notano gli autonomi stessi, «siamo l’unica realtà in Toscana in cui è presente un unico rappresentante alla delegazione Rsu in azienda; ci siamo così distinti per essere i meno democratici».
Insomma, «viene blindato tutto non concedendo agli altri nessuno spazio di partecipazione. Se questo è l’atteggiamento di partenza, facendo fuori il sindacato più votato del Misericordia, la rappresentanza dei lavoratori rischia di essere già morta prima di partire. In un momento storico in cui parliamo di caste anche sindacali ci accorgiamo nella nostra piccola realtà come risulta difficile combattere per poter cambiare le cose di fronte all’arroganza del potere».
«Aspetteremo i confederali al varco nelle nomine dei nuovi coordinatori - conclude il documento firmato dagli autonomi - in cui, a proposito di caste, circolano già da tempo dei nomi che guarda caso sono riconducibili alle note sigle».


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