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10 febbraio 2008 - Estense.com Il 45% dei dipendenti ha seguito le
RdB Ferrara - Tornano ad alzare la voce i comitati di base dei
ferrotramvieri, forti del risultato dello sciopero degli autobus di venerdì. Anche se ad
incrociare le braccia erano stati solo i lavoratori aderenti alle RdB, con i confederati
di Cgil Cisl e Uil che invece hanno osservato regolarmente il turno di lavoro, la
mobilitazione ha funzionato. 10 febbraio 2008 - Italia Sera Protesta Rdb-Cub Roma - Prima di accingersi a lasciare la
poltrona di Sindaco di Roma, Walter Veltroni si sta adoperando per approvare alcune
delibere definite "urgenti" per la città come lapprovazione del piano
regolatore, la riforma delle aziende del trasporto pubblico, gli accordi con lAma,
lapprovazione di una delibera per la stabilizzazione delle sole alte
specializzazioni. Fra queste urgenze non sono stati inclusi i lavoratori precari: non
cè infatti traccia di una delibera per la stabilizzazione delle 900 lavoratrici dei
nidi e delle scuole dellinfanzia, per la stabilizzazione degli oltre 200
amministrativi per i quali si avvicina la scadenza, e nulla si sa del futuro degli ex
lavoratori interinali, lasciati a "bagnomaria" per i prossimi tre anni. "Le politiche regionali stanno
mettendo in ginocchio la Sanità Pubblica" Roma - Le RdB-CUB, insieme con le altre organizzazioni sindacali della Asl Rm/B, hanno proclamato lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Asl Rm/B. Le RdB-CUB si mobilitano contro le politiche regionali che si stanno traducendo in una messa in liquidazione della Sanità Pubblica. La carenza di organico si legge nelle motivazioni dellagitazione - obbliga il personale a turni ed attività massacranti, che impediscono di svolgere il proprio lavoro con la necessaria soglia di attenzione e vigilanza. Le reinternalizzazioni annunciate sono diventate una chimera, e lutilizzo di fittizi appalti per fornitura di beni e servizi, che nascondono vera e propria intermediazione di manodopera, continuano ad sussistere aggravando il quadro complessivo delle attività. A tutto questo si aggiungono salari vergognosi, con contratti scaduti da oltre due anni per i dipendenti pubblici, e da fame per i lavoratori esternalizzati. La mobilitazione inizia con la convocazione dellassemblea generale di tutto il personale, indetta per lunedì 11 febbraio dalle ore 7.30 alle 10.30 presso lospedale Sandro Pertini, a cui seguirà venerdì 15 un presidio di protesta, dalle ore 9.00 alle 13.00, sotto la Direzione Generale della Asl Rm/B in via F. Meda, con assemblea del personale dalle ore 10.00 alle 12.00. Sempre in tema di sanità continua a tenere banci la questione del Policlinico: "LUmberto I è un caso da codice rosso". Così Stefano De Lillo, consigliere di Forza Italia alla Regione Lazio, commentando il caso di legionella nel policlinico romano. "Non si può consentire oltre - prosegue il consigliere laziale De Lillo - che le carenze gestionali mettano in difficoltà la professionalità del personale medico e il prestigio del più grande policlinico dItalia". "Noi abbiamo avanzato una proposta per salvare lUmberto I: sanare il deficit con i 122 milioni ancora non utilizzati per la ristrutturazione ed effettuare la ristrutturazione affidandola in project financing a privati ai quali, in cambio, dare in gestione i servizi non sanitari come mensa, pulizia, lavanderie, bar, parcheggi, sullesempio degli ospedali di Milano - Niguarda e di Bergamo. Infine, commissariare lUmberto I". 10 febbraio 2008 - La Nuova Ferrara Cub Trasporti soddisfatto per lo sciopero Ferrara - Soddisfazione da parte del sindacato Cub Trasporti per lesito dello sciopero di venerdì 8 febbraio nei trasporti pubblici dellAcft. «Alla sciopero da noi indetto - dichiara il coordinamento provinciale del sindacato - nel periodo orario dalle 9 alle 17 hanno aderito il 45% dei lavoratori. Le organizzazioni di categoria Cgil-Cisl-Uil e Faisa, con volantinaggi elusori del rpoblema e fuorvianti la proclamazione dello sciopero che abbiamo indetto, vogliono eludere le problematiche presenti e future derivante dalla fusione con lAct di Bologna. La Cub Trasporti ha sollevato da tempo il pericolo ed i rischi derivanti la fusione e per questo chiediamo di aprire una discussione con lAcft per adottare uan clausola sociale con il personale per la tutela dei lavoratori a salvaguardia del posto di lavoro e la discriminante possibile azione di mobilità selvaggia». 10 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino Lappello di Sd: «Tutta la sinistra radicale voti il bilancio» Bologna - PRIMA DICE sì al bilancio della giunta
Cofferati. Poi chiama il resto della sinistra radicale a fare lo stesso. Insomma,
Gianguido Naldi (nella foto), consigliere comunale e leader di Sinistra democratica, forte
della firma posta in calce al documento finanziario dai sindacati confederali e Rdb,
sprona il resto della Cosa rossa, anche in vista della competition elettorale
di aprile. «Alla vigilia delle giornate decisive per la definizione del bilancio del
Comune scrive Naldi in una nota lancio un appello ai Verdi, a Rifondazione
comunista e al Pdci perché tengano conto delle novità intervenute sia sul piano locale
sia su quello nazionale». 10 febbraio 2008 - La Nuova Venezia Protestano le organizzazioni del
personale degli istituti di pena femminile e di Santa Maria Maggiore: «Una perdita
grave» Venezia - La Casa di lavoro della Giudecca ha chiuso i
battenti e i detenuti che vi erano ospitati sono stati trasferiti a Padova, Treviso e a
Santa Maria Maggiore. LAmministrazione penitenziaria ha dovuto sgomberare la
struttura dopo un ordine del Magistrato alle Acque che dopo un sopralluogo ha stabilito
che le cucine erano impraticabili e pericolose. E il ministero della Giustizia non ha
soldi per i restauri: i sindacati (Cisl, Cgil, Ugl, Rdb-Cub e le Rsu degli istituti
penitenziari veneziani) protestano. 10 febbraio 2008 - Il Giorno SOMMA LOMBARDO LE TANTE
PREOCCUPAZIONI ESORCIZZATE IERI DAI CARRI ALLEGORICI SOMMA LOMBARDO LA VERTENZA Alitalia-Malpensa entra anche nel vocabolario del carnevale in provincia di Varese. A Somma Lombardo, il centro più popoloso dellarea che ospita lhub lombardo, ieri è sfilato in corteo anche un carro allegorico raffigurante uno squalo-Air France intento a mangiarsi Alitalia. È così che, in modo diffuso, il territorio guarda allevolversi della trattativa per la vendita al colosso parigino della compagnia di bandiera italiana, che cancellerà da fine marzo quasi due terzi dei voli che attualmente opera su Malpensa. Il tutto, o quasi, andrà a Roma Fiumicino. E qui, in provincia di Varese, ci si aspettano gravi ripercussioni occupazionali. Due, tre, forse anche settemila esuberi fra aeroporto e indotto: il balletto delle cifre è una costante di questo periodo, ma di ufficiale non si conosce altro che lelenco delle rotte che Alitalia non servirà più dal grande scalo. Ecco allora che le paure collettive prendono forma (e colore) anche nelle sfilate del carnevale. UN CORTEO ovviamente diverso e più scanzonato rispetto a quanto ci si aspetta nelle prossime settimane da queste parti. Se infatti già domenica prossima, il 17, sarà la Lega Nord a portare la protesta allo scalo varesotto per chiederne la difesa, appena due giorni dopo, il 19 febbraio, i sindacati confederali faranno la stessa richiesta. Anche qui bandiere, striscioni e megafoni, ma con prevedibili disagi: Cgil, Cisl e Uil hanno infatti procramato per quel giorno uno sciopero generale di tutte le categorie impiegate a Malpensa (oltre che a Linate, laltro aeroporto milanese sempre gestito dalla Sea). Quattro ore di stop, dalle 10 alle 14. IL 29 FEBBRAIO a incrociare le braccia saranno invece gli aderenti ai sindacati di base. Per quella data, a Malpensa e Linate, Flai Trasporti, lo Slai Cobas e la Cub Trasporti hanno indetto uno sciopero dei lavoratori della Sea. Quattro ore, dalle 12 alle 16. Tutti «in piazza» per dire che Malpensa è una risorsa per loccupazione locale, benchè la crisi di Alitalia sia un aspetto che i sindacati hanno ben presente.(A.F.) NEL SUD MILANO SINDACATI IN RIVOLTA MELEGNANO RITARDI NELLA consegna e mancati recapiti:
i disservizi postali che si sono registrati nelle ultime settimane su scala nazionale non
hanno risparmiato i Comuni del Sud Milano, costretti a fare i conti con plichi di
corrispondenza arrivati con il contagocce. Imputato numero uno dei disagi il centro di
smistamento di Peschiera Borromeo, il più grande dItalia. È qui che si effettuano
le prime operazioni di distribuzione, con la partenza dei corrieri per il recapito di
lettere e pacchi in tutto il circondario. Secondo i sindacati, i problemi del centro sono
annosi e lazienda non se nè mai fatta carico. La denuncia arriva da una sigla
minore, Cobas-Cub, che nei giorni scorsi ha organizzato una manifestazione di protesta per
scagionare i dipendenti dalle accuse di lentezza e scarsa professionalità. «Se le poste
non funzionano, la colpa è della società, tutta tesa a fare utili, prima ancora che a
erogare un servizio», ribadisce il sindacalista Giovanni Pulvirenti. 9 febbraio 2008 - Il Manifesto Vittoria sulla Tnt La lotta paga Orsola Casagrande Padova - La lotta paga si diceva
una volta. Un centinaio di lavoratori (quasi tutti migranti) hanno dimostrato che il motto
vale oggi più che mai. Dopo una settimana di presidio, picchetti e blocchi, accampati
notte e giorno davanti al magazzino della Tnt di Limena dove avevano lavorato fino a dieci
giorni fa, i lavoratori (tutti dipendenti della cooperativa Fast-Coop) alla fine hanno
vinto. 9 febbraio 2008 - EPolis Roma Campidoglio. I manifestanti restano nel Palazzo Senatorio per tre oreCasa, Action occupa l'aula "Vogliamo subito certezze" Serrata trattativa con Galloro per scrivere l'ordine del giorno da far votare martedì di Marta Rossi
Roma - Rompono il silenzio di un'aula Giulio Cesare
già semi vuota poco dopo le cinque. Arrivano forzando l'entrata del Palazzo Senatorio, si
arrampicano sui cornicioni delle finestre dell'Aula, lanciano sedie dalle finestre e
chiedono garanzie e tempi certi per la risoluzione dell'emergenza casa. Alla fine, dopo
oltre tre ore di trattative, arriva l'accordo. Da una parte, i movimenti di lotta per la
difesa della casa, dall'altra Nicola Galloro, il delegato delegato per lemergenza
abitativa e il presidente della commissione Casa e Patrimonio Annamaria Carli.. L'accordo
prevede un ordine del giorno da votare martedì in consiglio comunale, nel quale si chiede
un incontro con Unicredit per gli inquilini di via dei Colli Portuensi; un confronto per
la risoluzione degli sfratti per gli appartamenti della Cassa delle Poste; la proroga per
il blocco degli sfratti per morosità e degli sgomberi. 9 febbraio 2008 - Libero Veltroni "saluta" tutti e
si scorda del precariato Roma - Mentre il sindaco Walter Veltroni mette al primo punto dei suoi proclami elettorali nazionali la lotta al precariato, proprio nella sua (ancora per poco) casa sembra non rispettare le sue presunte convinzioni. È il caso di maestre e dipendenti degli asili e asili nido della Capitale, dove si sta spendendo da più di due anni un braccio di ferro infinito per la regolarizzazione del personale assunto a tempo determinato. Ma non solo. Ci sono anche i lavoratori esternalizzati dell'autoparco, i giovani dei call center e i dipendenti a tempo delle biblioteche. Ma le priorità sembrano essere altre, come ad esempio il Piano regolatore. I PRECARI DELLA SCUOLA «Nell'agosto del 2006 ci furono 150 assunzioni delle 1.260 che vinsero il corsoconcorso bandito dal Comune per prestare servizio negli asili», ha spiegato una precaria della scuola, «altre 250 persone da assumere nel gennaio del 2007, in verità furono contrattualizzate in giugno e altre 250 previste per settembre del 2007 sono ancora in fase di assunzione». Ritardi a parte e facendo i conti, le persone regolarizzate sono circa 800 delle 1.260 di partenza, considerando che più o meno 150 che non sono state assunte per mancanza dei requisiti richiesti o perché hanno trovato un altro lavoro (precario probabilmente), rimangono ancora alcune centinaia di precari in attesa. «A gennaio del 2008 Veltroni parlava a vanvera», ha notato la precaria, «visto che le assunzioni sbandierate come fatte erano messe in coda a quelle annunciate precedentemente e non ancora rese effettive. In più», ha continuato, «gira la voce che le due tranche da 450 dipendenti ciascuna per asili e asili nido, saranno invece la metà e cioè solo 450 degli asili, lasciando i nidi scoperti. A noi non resta che sperare che non sia vero». Già nelle scorse settimane libero aveva visitato un campione di asili nido della Capitale, nei quali le direttrici, quasi all'unanimità, avevano lamentato la carenza di personale e la oggettiva necessità di un aumento di organico per gestire i diversi servizi di cui ha bisogno una struttura che ospita bambini fino a 3 anni. In più gli ultimi accordi programmatici, prevedono, dopo una diminuzione già effettiva da 15 a 14 unità per ogni struttura, il ridimensionamento fino a 13 nei nidi romani. Vero è che il Campidoglio si avvale per molti dei servizi resi, delle società esternalizzate come la Multiservizi, che riscuote anche un discreto successo nelle valutazioni generali delle direttrici degli asili. Il problema, come già notato in passato è la patologica mancanza di personale pubblico e la condizione di estrema precarietà delle maestre, che spesso vedono legata la loro giornata lavorativa ad una telefonata del Comune, che le invii a fare qualche sostituzione in una scuola a caso di Roma. La disperazione e l'indigna zione hanno portato le precarie anche a protestare più volte in Campidoglio, il più delle volte per elemosinare letteralmente un incontro con i rappresentanti dell'am ministrazione. GLI ALTRI LAVORATORI ATIPICI Al primo punto della appena iniziata campagna elettorale del segretario del Pd, quindi, ci sono cose molto più urgenti della difesa delle fasce più deboli, come l'appro vazione del piano regolatore, la riforma delle aziende del trasporto pubblico, gli accordi con l'Ama, l'approvazione di una delibera per la stabilizzazione delle sole alte specializzazioni. Fra queste urgenze non sono stati inclusi i lavoratori precari. Oltre alle circa 900 precarie della scuola, non sembra esserci traccia di una delibera per la stabilizzazione degli oltre 200 amministrativi per i quali si avvicina la scadenza, e nulla si sa del futuro degli ex lavoratori interinali, lasciati alla mercé degli eventi per i prossimi tre anni. Già i sindacati di base dell' Rdb tempo fa hanno ingaggiato una lotta senza quartiere a garanzia dei diritti dei lavoratori capitolini, da qualche tempo affiancati anche da altri sindacati come Cgil Cisl Uil e anche Ugl e sindacati autonomi. Per non parlare di condizioni al margine come quella delle cinque cooperative di trasporto che per anni (dai tempi della giunta Rutelli) prestavano il servizio di autoparco comunale, laddove non fossero bastate le risorse interne dell'amministrazione. Persone che per anni hanno ricevuto assicurazioni su una possibile regolarizzazione della loro condizione di lavoratori quasi pubblici ma che invece, durante gli ultimi mesi, hanno visto sbriciolarsi inesorabilmente ogni sogno di avere una posizione contrattuale più degna di essere chiamata tale. Poi ci sono i call center del Comune e le biblioteche. Per il programma Informagiovani sembra che qualcosa si muova e l'assessore capitolino alle politiche giovanili, Jean Leonard Touadi, ha fatto sapere che nelle ultime riunioni di giunta dovrebbe essere messa mano alla situazione dei giovani impegnati a tempo e con la scadenza contrattuale dietro l'angolo. Senza soluzione invece il fronte biblioteche, dove il Comune continua ad investire nelle strutture, lasciando il personale, e quindi famiglie e chi una famiglia se la vorrebbe costruire, in attesa che il personale sia inteso come un investimento e non come un costo da tagliare. 9 febbraio 2008 - Varese news Nota della Confederazione Unitaria
di Base, che chiede il rispetto da parte dellazienda delle prescrizioni emesse dalle
autorità di vigilanza Busto Arsizio - Lo chiamano "uomo morto", con una espressione infelice, visto che si parla di un dispositivo di sicurezza destinato ad evitare incidenti. Un pedale che il macchinista del treno deve premere o rilasciare ad intervalli regolari, per confermare di essere "vigile", pienamente cosciente. In caso contrario, se la manovra di conferma non viene effettuata entro alcuni secondi, il sistema arresta immediatamente il treno. Da anni luomo morto, detto anche dispositivo vigilante, è al centro di un dibattito acceso, anche in Italia, che contrappone le Ferrovie di Stato e i sindacati. Le prime ne vorrebbero allargare luso, visto che il vigilante permette la presenza di un solo macchinista (anziché due) in cabina e permetterebbe risparmi economici notevoli. I sindacati sono contrari, non solo perché la continua pressione sul pedale diventa stancante se attuata per ore, ma anche perché studi effettuati allestero (in molti stati europei il sistema è diffusissimo) sembrano dimostrare che loperazione diventa troppo ripetitiva, quasi automatica. In pratica, anche in stato di parziale incoscienza (ad esempio per sonno) il macchinista finirebbe per premere per riflesso condizionato il pedale. Confermando così di essere vigile, mentre invece non lo è. Dopo gli scontri con Trenitalia, il vettore del gruppo FS, la vertenza si allarga anche alle imprese private che dopo la liberalizzazione dei servizi merci operano sui binari di RFI, il gestore della rete. Al centro della nota diramata dalla CUB la compagnia Railion, che effettua, in provincia di Varese, diversi servizi merci sulle direttrici che da Gallarate e Busto Arsizio si dirigono verso Domodossola e Luino. «In data 23 gennaio 2008 il Dipartimento Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro di Varese, competente territorialmente, ha emesso Prescrizione nei confronti dell'impresa ferroviaria.» comunica la CUB, che ricorda che la segnalazione «era partita dalla Cub Trasporti Lombardia, in relazione al fatto che i macchinisti di quella impresa, con una disposizione interna, venivano obbligati ad utilizzare il dispositivo vigilante ventiquattro ore su ventiquattro, in particolare sui locomotori G2000, tenendo premuto il pedale con rilascio temporizzato». Una modalità di utilizzo del dispositivo che sarebbe in contrasto anche con le prescrizioni rilasciate dal gestore della rete (RFI) per le linee in oggetto, che limitano luso dell uomo morto alle sole ore notturne su linee non ancora attrezzate con i più recenti sistemi di controllo della marcia del treno 9 febbraio 2008 - Liberazione Vetture fatiscenti e insicure, turni
spezzati di 10 ore, sugli autobus romani si lavora anche in nero e senza patente Roma - « Yes, we can» ama ripetere in questi giorni il
nostro (quasi ex) sindaco. Non la pensano allo stesso modo i lavoratori della Tevere Tpl:
loro proprio non ce la fanno più. Mercoledì potrebbero occupare
il loro vecchio posto di lavoro se le aziende e il sindaco non riusciranno a trovare una
soluzione per coloro che non sono stati rimpiazzati. Già uno di loro è morto senza
potersi curare Bologna - Serata in aeroporto per 31 ex lavoratori del carico-scarico bagagli del Marconi. Venerdì mattina avevano tutte le intenzioni di rimanere a dormire dentro lo scalo, anche perché molti di loro hanno ricevuto lo sfratto esecutivo e a giorni potrebbero rimanere senza casa. Poi, però, hanno deciso di rimandare fino a mercoledì, nella speranza che l'intervento promesso dal prefetto Vincenzo Grimaldi dia una svolta alla loro vicenda che si trascina da mesi e si intreccia con le indagini della Procura di Bologna sul consorzio che gestiva i servizi a terra. Oltre la truffa ai danni dei lavoratori per qualche milione di euro di contributi, tfr e stipendi non versati, il pm Antonello Gustapane ha formulato anche l'ipotesi di corruzione per un dirigente del consorzio Doro Group (uscito a settembre dallo scalo) e per un dirigente di una società aeroportuale controllata da Sab, il gestore unico dell'aeroporto. Ieri due nuovi nomi si sono aggiunti alla lista degli indagati (anche quello di un maresciallo dei carabinieri). Gli inquirenti stanno ricostruendo i meccanismi attraverso cui il consorzio, da una parte, riusciva a piazzare in aeroporto le sue controllate facendo regali costosi, dall'altra otteneva crediti dalle banche emettendo falsi documenti contabili. Nel mezzo ci sono 174 lavoratori, lasciati a casa dopo i turni massacranti di fine estate. La maggior parte di loro ha trovato una nuova collocazione (perdendo il contratto a tempo indeterminato) dentro due nuove ditte, Giacchieri Sas e Koop Service, ma 32 sono stati esclusi. Uno di loro nel frattempo è morto di tumore, senza i soldi per pagarsi le cure migliori. I suoi colleghi ieri mattina hanno fatto un corteo nel centro cittadino, con un presidio sotto la Prefettura. Vorrebbero che il prefetto bloccasse l'aeroporto, visto che lo scalo funziona in esercizio provvisorio, perché le ditte operano senza le autorizzazioni richieste per legge. Uil, Cgil e Cisl, che hanno promosso la manifestazione, hanno chiesto al rappresentante del governo una proroga per i lavoratori stranieri che avessero i documenti di soggiorno in scadenza (visto che questi sono legati al contratto di lavoro), in modo che non perdano l'opportunità di rientrare in aeroporto, magari sotto DHL, che starebbe per aprire un magazzino al Marconi. Hanno chiesto anche che siano sbloccati gli assegni da 2mila euro pronti da dicembre, ma per farlo ci vuole l'ingiunzione di un giudice, visto che Sab e le sue controllate formalmente non hanno stipulato un contratto di lavoro con i 31 lasciati a casa dal consorzio. Di valige da caricare e scaricare, di passeggeri da assistere e trasportare in realtà ce ne sono tanti (4,3 milioni nel 2007 e Sab punta ad arrivare a 10 milioni nel 2022). C'è talmente tanto lavoro da fare che gli straordinari vengono considerati la norma. Chi ha il contratto a tempo pieno si ferma spesso due ore in più e altrettanto fa chi ha il tempo parziale: «Si lavora sempre almeno 8 ore», racconta Khan, che è stato riassunto col part-time e si trova in difficoltà con le spese, perché un anno fa ha fatto arrivare dal Bangladesh la moglie e i 4 figli, ma con gli straordinari raggiunge a malapena i 1.000 euro al mese. Un suo collega e connazionale racconta come sia cambiata anche la gestione della pausa mensa: «Prima facevamo 45 minuti. Ora 30 e solo quando ce la lasciano fare», spiega Hussein, «ma se facciamo la pausa ci pagano solo per 7 ore e mezza anziché per 8». Sollevare pesi per 8 ore senza mangiare non è facile, ma anche un buono pasto da 5,39 euro da spendere nei bar costosi dell'aeroporto (non c'è la mensa) non è sufficiente, denunciano i lavoratori. Tra chi è rimasto senza impiego c'è un ragazzo di 27 anni, Saiful. Ora vive da amici, perché ha finito i soldi. A settembre è stato assunto in prova da una delle aziende subentrate a Doro Group. «Che bisogno c'era della prova se ho fatto lo stesso lavoro qui per 5 anni?», continua a chiedersi. Il secondo giorno si è fratturato un dito ed è rimasto a casa per due mesi, con infortunio riconosciuto dall'Inail. Quando è guarito ha ripreso solo per pochi giorni: l'azienda gli ha comunicato che non sarebbe stato assunto perché non aveva superato la prova. Intanto le RdB sono riuscite a strappare al sindaco un impegno sull'aeroporto: Cofferati chiederà a Sab (di cui il comune è socio) di aprire le relazioni sindacali col sindacato di base, che lì conta il numero più alto di tessere. 9 febbraio 2008 - Corriere della Sera Campidoglio I comitati di
lotta occupano l'aula Giulio Cesare. «Nuove misure contro gli sfratti» Roma - «Si può paga-re mil-le euro al mese?» urlano dai
megafoni. E poi: «Ogni casa sfitta sarà occupata/ ogni sgombero sarà una barricata».
Slogan, grida, poi la richiesta di essere ricevuti in delegazione dalla maggiornaza per
affrontare l'emergenza casa. Uno dei manifestanti sale sulle impalcature, raggiunge
dall'esterno l'aula Giulio Cesare, infrange un vetro e con una scheggia minaccia di
tagliarsi i polsi se il consiglio comunale non affronterà l'emergenza casa. La richiesta
d'essere ricevuti e il tentativo di forzare le transenne sotto la Lupa capitolina. L'accordo BOLOGNA Dopo una maratona di 13 ore il sindaco
di Bologna Sergio Cofferati ha firmato l'accordo sul bilancio comunale con i sindacati. O
meglio i due accordi: uno con le sigle confederali Cgil, Cisl e Uil e l'altro con le
rappresentanze dei sindacati di base, le Rdb-Cub. Per mettere d'accordo tutti c'è voluta
una notte intera di confronto, in perfetto stile sindacale, e due stanze separate perché
le richieste erano diverse e le centrali non si riconoscono a vicenda. «È la prima volta
racconta Massimo Betti delle Rdb che firmiamo un verbale di accordo su gran
parte delle politiche di bilancio comunale. Se Cofferati, da ex segretario della Cgil
aveva dei pregiudizi su di noi, li ha messi da parte». Per i sindacati di base la firma
dell'accordo è una vittoria sudata. «Il primo anno Cofferati non ci aveva nemmeno
ammesso al tavolo di confronto ricorda Betti poi dopo le nostre
manifestazioni di protesta ha dovuto riconoscere il nostro ruolo. Siamo il secondo
sindacato a Bologna eppure fino a oggi non avevamo mai raggiunto un accordo ufficiale. È
un protocollo territoriale ma anche un primo riconoscimento che la legge sulla
rappresentanza sindacale è monca». Il «cinese» si è detto soddisfatto: «È la prima
volta che si firma formalmente un accordo con loro. Siamo molto contenti che l'intero arco
sindacale sia giunto a condividere le azioni dell'amministrazione. Ora il bilancio ha
un'impronta sociale equa e condivisa». Il quadro di «coesione sociale», secondo il
primo cittadino, «renderà più semplice e più efficace l'applicazione delle misure
previste dalla manovra». 9 febbraio 2008 - Il Tirreno Dogane sul piede di guerra: disagi
in vista LIVORNO - Il personale delle Dogane è sul piede di guerra:
le Rsu hanno deciso lo stato di agitazione. Nei prossimi giorni non mancheranno i disagi
alloperatività del porto: mettendo in campo adesioni preventivabili nel 100%, «non
potrà non procurare rallentamenti e disservizi a carico del commercio e delle spedizioni
internazionali» oltre che l«impossibilità ad effettuare controlli sul territorio
a tutela del "made in Italy", della salute pubblica, delle specie animali
protette, nonché ad effettuare controlli contro la contraffazione, le frodi fiscali ed il
traffico di stupefacenti». 9 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino Bologna. DUE euro di sconto a
famiglia sullaumento della tassa rifuti... Bologna - DUE euro di sconto a famiglia sullaumento
della tassa rifuti. Che sarà solo del 3%, un punto percentuale in meno
rispetto a quanto sventolato a fine gennaio. E lapertura che il sindaco Sergio
Cofferati ha concesso ai sindacati sulla proposta di bilancio 2008. Un punto di incontro
che ha permesso al primo cittadino di incassare dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e
da quelli del sindacato di base Rdb il sì sulla manovra. Gli accordi sono
stati firmati ieri alle sei del mattino dopo una notte di trattative. 9 febbraio 2008 - La Repubblica LA PROTESTA BOLOGNA - ha accolto con distacco la manifestazione degli handler dell´aeroporto Marconi, che ieri mattina hanno sfilato in centro bloccando il traffico. Nonostante le proteste dei molti cittadini paralizzati in auto, i manifestanti, circa una settantina di lavoratori in appoggio alla trentina lasciata senza lavoro da Doro Group, si sono fatti largo da piazza dei Martiri fin sotto il palazzo della Prefettura, per essere poi ricevuti dal capo di gabinetto Francesco Russo. Non paghi delle ennesime promesse, alcuni meditavano di passare la notte in aeroporto. Le Rdb del Marconi, intanto, criticano la presidente Sab Giuseppina Gualtieri. «Il piano industriale non si può portare avanti a prescindere dai lavoratori e discutendo solo coi sindacati "amici" seppur poco rappresentativi». Firmato all´alba l´accordo sul
bilancio tra Comune e sindacati. Albergo popolare in via del Pallone e "casette
olimpiche" alle Roveri Bologna - Accordo raggiunto tra Comune e sindacati sul Bilancio 2008 dopo una notte di trattative. Concordata la riduzione dell´aumento della tassa dei rifiuti, la Tarsu, dal 4 al 3%. Mentre la giunta approva l´aumento del 30% dell´imposta sulle affissioni superiori al metro quadro. Soddisfatti i confederali, mentre le Rdb, pur firmando l´accordo con Palazzo D´Accursio, annunciano una mobilitazione per sollecitare la stabilizzazione dei precari del pubblico impiego. L´assessore al Bilancio Paola Bottoni annuncia invece «importanti alienazioni» per trovare i 90 milioni di euro per la realizzazione del metrò. Punto di forza del bilancio il welfare, con l´impegno di Palazzo D´accursio all´apertura dell´Albergo Popolare in via del Pallone nel 2009 e il trasporto delle 152 casette olimpiche di Torino 2006 alle Roveri entro l´estate 2008. L´intesa dopo una notte di
trattativa. I fondi in più sui rifiuti destinati alla raccolta differenziata Bologna - E´ servita una notte intera di trattative,
ma alla fine il bilancio mette d´accordo tutti. Ieri mattina alle 6,45 sindacati
confederali, Rdb e Comune hanno firmato il verbale di accordo che definisce gli impegni
finanziari dell´amministrazione per il 2008. Novità principale la riduzione
dell´aumento della Tarsu dal 4 al 3% e l´esclusione di una tassa di scopo per la
realizzazione del metrò. «Per trovare i 90 milioni di euro necessari interverremo con
importanti alienazioni» assicura ad Unindustria l´assessore al Bilancio Paola Bottoni. 9 febbraio 2008 - La Nazione Grosseto. «TUTTO BLINDATO, senza lasciare il minimo spazio di partecipazione»... Grosseto - «TUTTO BLINDATO, senza lasciare il minimo spazio di partecipazione»: è la denuncia di tre sigle sindacali della sanità (Fials, Nursing Up e Rdb). Le organizzazioni rispondono ai confederali dopo anche lelezione dei rappresentanti Rsu. «Cgil, Cisl e Uil denunciano gli operatori della sanità hanno deciso di adottare un muro contro muro, occupando a maggioranza tutte le cariche rappresentative, anche dovendo fronteggiare delle palesi divisioni interne, poi rientrate per vincolo di maggioranza». Per le organizzazioni sindacali autonome i confederali «oltre ad acquisire giustamente la carica di presidente, noi tutti avremmo appoggiato per il bene del funzionamento delle Rsu Massimo Coppola, della Cisl, si sono accaparrati anche la carica di vicepresidente (Andrea Pecorini, Cgil) e di unico membro della delegazione trattante Luca Franci (Uil). Hanno nominato solo infermieri escludendo il sindacato più rappresentativo e penalizzando le altre categorie». Gli autonomi si sentono dunque «rifiutati. Non ci permetteranno neanche di partecipare come uditori alle trattative con lazienda». Tutto questo, chiudono gli infermieri «mentre anche nelle più alte sfere si discute per dare una carica politica alle opposizioni». Careggi, cantieri caos.E arrivano i
carabinieri Firenze - CALCINACCI, polvere, pareti di cartongesso che rischiano di cadere. E poi rumore, tanto rumore. Un martello pneumatico assordante, che penetra ossessivamente nelle orecchie impedendo di sentire anche la persona che si ha accanto. La situazione ieri allaccettazione della radiologia di Careggi era impressionante, interrotta solo dallarrivo dei carabinieri. Da lunedì scorso i cantieri sono entrati allinterno del pianterreno del pronto soccorso delle chirurgie. Gli operai hanno sfondato un muro di cemento armato per costruire un ascensore esterno e sono arrivati fin dentro le stanze dove i pazienti aspettano di essere chiamati. I lavori sono cominciati proprio a ridosso dei degenti. Gli operai hanno montato i pali dove mettere le pareti di cartongesso, hanno portato su e giù giganteschi pannelli sporcando dappertutto, lavorando con il martello pneumatico, creando inevitabilmente sporcizia e polvere ovunque. Sempre a due passi dai pazienti. Allaccettazione, i dipendenti di Careggi hanno avuto difficoltà anche a sentire le richieste della gente. «Ci avevano detto che i lavori sarebbero stati effettuati nel weekend, senza persone dice un addetto allo sportello . Invece ci siamo trovati allimprovviso il cantiere dentro le nostre stanze, senza esser avvisati, senza sapere come tutelare la nostra salute e quella dei pazienti. Se mentre lo issavano fosse caduto un pannello in testa a qualcuno, cosa facevamo?». Unaltra addetta allaccettazione racconta di quante volte durante la giornata ha dovuto pulire il pavimento. «E ogni poco la gente si lamentava chiedendo come mai era tutto così sporco». SOLO poco dopo lora di pranzo è stato deciso di allontanare le persone, farle attendere nella sala adiacente. Qualcuno ha deciso di chiamare i carabinieri. Quando si è diffusa la voce che era stato contattato il 112, intorno alle 15 gli operai hanno iniziato a andare via: hanno fermato con un altro pannello di cartongesso anche lingresso alla zona del cantiere che occupa un terzo della sala di attesa e sono spariti. Allertato dai dipendenti, è arrivato il direttore del reparto e del dipartimento, il dottor Ilario Menchi, che ha chiesto a un ingegnere responsabile del cantiere il perché di tanta confusione. «Dovevate preavvisarci si è lamentato . Ci avevate promesso un cronoprogramma dei lavori per poterci organizzare, magari limitando lafflusso di gente. Invece niente». Poco dopo è arrivata la pattuglia dei carabinieri che ha registrato la denuncia, ha raccolto le testimonianze dei lavoratori, dei pazienti, del direttore, dellarchitetto responsabile dei progetti di Careggi. UNA DENUNCIA formale è arrivata anche via fax al reparto dei Nas firmata da Aurelio Minichiello, del sindacato Rdb. «Quanto sta avvenendo a radiologia è inconcepibile lamenta . Qui la gente sta male, ci sono tanti anziani che devono aspettare per lungo tempo in questa sala e li mettiamo a rischio con calcinacci, pareti pericolanti, polvere, sporco?». Minichiello promette che da oggi in poi i Nas saranno chiamati spesso a Careggi. «Perché i lavori non vengono effettuati a reparto chiuso? Non tollereremo più nessuna mancanza di rispetto nei confronti degli utenti dellospedale». 9 febbraio 2008 - Corriere di Bologna Aeroporto Coinvolto anche un
bancario per le false fatturazioni del gruppo Bologna - L'indagine del pm Antonello Gustapane
comincia a chiarire come un pentito di mafia, già condannato anche per tre omicidi con
distruzione dei cadaveri, abbia potuto operare per tre anni in qualità di amministratore
di fatto del consorzio Doro Group che fino allo scorso agosto assicurava pulizie e
facchinaggio all'aeroporto Marconi di Bologna. Benché Doro non avesse le autorizzazioni
necessarie, i dipendenti delle cooperative consorziate avevano accesso alle piste e agli
aeromobili, mentre il loro dirigente di fatto, condannato a suo tempo anche per droga, si
muoveva con la scorta dei carabinieri e si presentava in giro come dipendente del
ministero dell'Interno. Bilancio Accordo con i
sindacati nella notte. Cisl: «Rotta la rigidità di Cofferati». Il sindaco: «È
soltanto una modifica minima» Bologna - Acqua, caffé, una pizza alla diavola: e
sedici ore di trattativa notturna. Ma, alla sette di ieri mattina, l'accordo sul bilancio
tra Comune e sindacati è arrivato. Contenti i sindacati, che incassano una piccola
riduzione dell'aumento Tarsu deciso dal Comune, passato dal 4% al 3%: «Abbiamo rotto il
fronte di rigidità sulle tasse di Cofferati ». Ma il sindaco corregge il tiro: «Abbiamo
solo accolto una richiesta di tutte le associazioni economiche. La variazione alla Tarsu?
Vale solo due euro ed è l'unica modifica al bilancio ». Unindustria, intanto, incassa
dal Comune impegni concreti sul fronte metrò. Con la promessa, fatta dall'assessore Paola
Bottoni, di alienazioni di immobili e siti per garantire le risorse necessarie a
realizzarlo. La trattativa sulla manovra, aperta giovedì pomeriggio, si è dipanata per
tutta la notte. E più le ore passavano, più si allungava la bozza di intesa proposta da
Palazzo d'Accursio. Alle sette meno un quarto, dopo sedici ore, le pagine dell'accordo con
Cgil-Cisl-Uil erano diventate undici (solo due, invece, quelle dell'accordo gemello tra
Comune ed Rdb). Sull'Irpef non ci sono state svolte: resta infatti lo 0,7 per mille deciso
lo scorso anno per l'addizionale comunale, assieme all'esenzione per redditi fino a
dodicimila euro. E l'impegno a rivedere l'Irpef in futuro per aiutare i redditi da
pensione e dipendenti: «Un auspicio smorza però gli entusiasmi il sindaco
perché per agire in quel senso serve una norma nazionale». Resta ugualmente in campo
l'aumento Ici (dal 6,7 al 7 per mille) su seconde case, negozi e fabbricati. E l'esenzione
dall'imposta per chi affitta a canone concordato. 8 febbraio 2008 - Agi PRECARI: RDB, RILEVANTE ACCORDO FIRMATO CON SINDACO BOLOGNA (AGI) - Roma, 8 feb. - Un rilevante accordo quello firmato oggi con il Sindaco di Bologna Sergio Cofferati sui precari ma anche su appalti, blocco delle tariffe e dellIrpef. A darne notizia e lo stesso sindacato di base, Rdb-Cub con una nota in cui si precisa che per i lavoratori precari che "a causa della Finanziaria 2008 rischiavano di perdere il posto di lavoro", e stato definito "un piano di stabilizzazioni". E non ce soltanto questo ma anche "lavvio di costanti tavoli per il monitoraggio sugli appalti e le aziende partecipate del Comune di Bologna". Ed "un altro rilevante impegno e giunto - dice la nota - per laeroporto Marconi: il Sindaco richiedera, nei prossimi giorni, la convocazione della Cub da parte di Sab per lavvio di proficue relazioni sindacali a seguito dellapertura della contrattazione integrativa nelle societa aeroportuali (Sab, Bas, Marconi H.) e della presentazione del piano industriale". Con laccordo, e stato poi "siglato il blocco tanto delle tariffe sui servizi alla persona (nidi dinfanzia, refezione scolastica, servizi socio-assistenziali per anziani, minori e disabili), quanto del trasporto pubblico". Infine, "linvarianza dellaliquota delladdizionale comunale dellIrpef sul livello dello 0,7%, con conferma dellesenzione - continua la nota - per i circa 100 mila contribuenti con un reddito annuo fino a 12 mila euro e la riduzione dellIci per le circa 125 mila famiglie che sono proprietarie dellabitazione in cui vivono". 8 febbraio 2008 - Dire COMUNE BOLOGNA. LAVORATORI PRECARI,
ACCORDO CON AGITAZIONE (DIRE) Bologna, 8 feb. - I lavoratori precari del Comune di Bologna incassano l'accordo firmato dalle Rdb-Cub, ma contemporaneamente si preparano alla mobilitazione. All'assemblea convocata oggi dalle Rappresentanze di base si sono ritrovati in 200, poche ore dopo la conclusione della trattativa sul bilancio di Palazzo D'Accursio. Per quanto riguarda il problema del precariato, le Rdb hanno portato a casa che questo "sia affrontato attraverso la proposta di emendamenti ed integrazioni del cosiddetto decreto 'mille proroghe', con la definizione di un piano di stabilizzazioni e con l'eventuale riconoscimento dello status di lavoratori stagionali per i lavoratori a tempo determinato dei servizi educativi e scolastici". Tutto si gioca sull'articolo 79 della legge finanziaria, che impedisce ai precari di lavorare per oltre tre mesi nella stessa amministrazione pubblica. In pratica: quelli assunti da gennaio in poi (cioe' dopo l'approvazione della finanziaria) vanno a casa a partire da marzo, gli altri possono arrivare a giugno. Visto che la legge prevede una deroga per gli stagionali, le Rdb propongono di inquadrare sotto questa formula i lavoratori a tempo determinato dei servizi educativi e scolastici (che di fatto non lavorano tutto l'anno). Inoltre il sindacato di base ha ottenuto dall'amministrazione comunale la stesura di un nuovo piano di stabilizzazione e l'impegno a tentare di intervenire sull'articolo 79. "Il Comune- spiega Massimo Betti delle Rdb- attraverso l'Anci regionale e alcuni parlamentari, ha presentato alcuni emendamenti" da inserire nel "mille proroghe", che dovrebbe essere affrontato dal Governo tra pochi giorni. Le Rdb, pero', non hanno affatto intenzione di tirare i remi in barca. "E' un accordo importante- commenta Betti- ma non voglio prendere in giro nessuno: non basta a risolvere il problema del precariato". Quindi, con la firma di stamattina "non si chiude la mobilitazione, anzi e' ora che bisogna aprirla". E l'assemblea dei lavoratori raccoglie l'indicazione: da un lato approva l'accordo raggiunto, dall'altro decide di avviare le procedure per proclamare lo stato di agitazione. Se l'articolo 79 non dovesse essere modificato, o se andasse disatteso l'accordo con il Comune sul bilancio, sara' sciopero. "Anche piu' di uno se sara' necessario", precisa Betti, che in caso il quadro dovesse peggiorare annuncia subito che la sua organizzazione e' pronta "a lasciarsi alle spalle le regole, sull'esempio di quanto gia' fatto in altri settori come il trasporto pubblico locale". Inoltre, l'assemblea dei lavoratori ha dato il proprio assenso alla convocazione di un presidio, giovedi' 14 febbraio, sotto la sede dell'Anci a Roma. I prossimi mesi quindi si annunciano caldi, e il sindacato di base raccoglie i contatti di tutti i presenti: "Probabilmente avremo bisogno di sentirci un giorno si' e uno no", chiosa Betti. Piu' in generale, Luigi Marinelli vede nell'accordo con il Comune un "risultato importante", visto che molte richieste del sindacato di base "sono state recepite". Marinelli e', invece, critico sull'intesa raggiunta con i confederali. "Non possiamo- dice- accettare l'incremento delle convenzioni con i nidi privati". AEROPORTO BOLOGNA. COFFERATI A SAB:
TRATTI ANCHE CON RDB (DIRE) Bologna, 8 feb. - Sul caso Doro group erano stati durissimi, ed erano arrivati a chiedere un authority su tutte le societa' partecipate dal Comune di Bologna. Oggi il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, chiede ai vertici di Sab di accogliere alle trattative che riguardano l'aeroporto anche le Rappresentanze sindacali di base. Il sindacato ha firmato questa mattina per la prima volta un vero e proprio accordo di bilancio con l'amministrazione. E tra i punti concordati c'e' proprio il coinvolgimento nelle trattative sull'aeroporto, da cui finora il sindacato di base era stato escluso per non aver sottoscritto i contratti nazionali del settore. Gia' oggi il primo cittadino ha avanzato la richiesta a Sab. "Relazioni sindacali stabili sono utili per tutti". La decisione di avviare il confronto con le Rdb spetta naturalmente a Giuseppina Gualteri e a Sab, ma "l'ho chiesto e continuero' a sollecitare perche' cio' accada", spiega Cofferati. COMUNE BOLOGNA. INTESA NOTTURNA CON
SINDACATI, TARSU AL 3% (DIRE) Bologna, 8 feb. - Intesa raggiunta tra il Comune di Bologna e Cgil, Cisl e Uil sul bilancio 2008 dell'amministrazione. La firma con Cgil, Cisl e Uil e' stata raggiunta questa mattina attorno alle sei dopo una nottata di trattativa, nel piu' puro stile sindacale. I contenuti dell'accordo saranno illustrati questa mattina dai sindacati confederali. Fumata bianca, in parallelo, anche tra palazzo D'Accursio e il sindacato di base Rdb. Nell'intesa con Rdb, illustrata in una nota stampa del sindacato, oltre alle detrazioni, viene citato l'aumento della Tarsu del 3% (non piu' del 4%, secondo la proposta iniziale dell'amministrazione) per incrementare, attraverso la tassa sui rifiuti, l'aumento della raccolta differenziata. Confermati invece il blocco delle tariffe sui servizi alla persona, le esenzioni Irpef introdotte lo scorso anno per i redditi sotto i 12 mila euro e quelle Ici per la prima casa stabilite dalla Finanziaria. L'amministrazione, a quanto riferisce Massimo Betti delle Rdb, si e' impegnata ad avviare un confronto sindacale sui lavoratori dell'aeroporto e sulla situazione delle altre societa' a partecipazione comunale. Quanto ai 500 lavoratori precari, secondo le Rappresentanze di base a rischio di licenziamento, Rdb e Comune hanno stabilito che il problema "sia affrontato attraverso la proposta di emendamenti ed integrazioni del cosiddetto decreto 'mille proroghe'- scrivono le Rdb- con la definizione di un piano di stabilizzazioni e con l'eventuale riconoscimento dello status di lavoratori stagionali per i lavoratori a tempo determinato dei servizi educativi e scolastici". SANITA'. RDB: PERSONALE ASL RMB IN STATO DI AGITAZIONE (DIRE) Roma, 8 feb. - Le rappresentanze di base Rdb-Cub hanno proclamato lo stato di agitazione di tutti i lavoratori della Asl RmB, per protestare contro "le politiche regionali che si stanno traducendo in una messa in liquidazione della sanita' pubblica". La mobilitazione iniziera' lunedi' prossimo, con la convocazione dell'assemblea generale di tutto il personale, presso l'ospedale Sandro Pertini, a cui seguira' venerdi' 15 un presidio di protesta sotto la direzione generale della Asl RmB. "La carenza di personale obbliga il personale a turni ed attivita' massacranti, che impediscono di svolgere il proprio lavoro con la necessaria soglia di attenzione e vigilanza- spiega Rdb- Le reinternalizzazioni annunciate sono diventate una chimera, e l'utilizzo di fittizi appalti per fornitura di beni e servizi, che nascondono vera e propria intermediazione di manodopera, continuano ad sussistere aggravando il quadro complessivo delle attivita'". REGIONE. RDB-CUB: CHIEDIAMO CONFRONTO CON MARRAZZO E ICHINO (DIRE) Roma, 8 feb. - Le Rdb-Cub invitano il presidente Marrazzo e il professore Pietro Ichino ad un confronto pubblico con i lavoratori della Regione Lazio e chiedono la pubblicazione integrale dello studio commissionato al gruppo dell'Universita' di Milano condotto da Ichino. "Piu' volte le Rdb-Cub della Regione Lazio, che ormai rappresentano una parte considerevole dei dipendenti regionali, hanno chiesto a Marrazzo un incontro per affrontare le numerose problematiche inerenti alla gestione e alla organizzazione del lavoro nell'Ente- spiega una nota del sindacato- Da questo confronto mai avviato sarebbero potuti emergere elementi di sicuro valore per intervenire, attraverso un processo partecipato, nel miglioraramento dei servizi e delle condizioni di lavoro". "Al di la' dei costi effettivi della ricerca condotta da Ichino, utilizzare denaro pubblico per commissionare uno studio sulla riorganizzazione della Regione Lazio a chi, come il professore Ichino, da tempo esprime opinioni denigratorie sulla Pubblica amministrazione e i suoi dipendenti appare una scelta quantomeno discutibile- sottolinea la nota delle Rdb-Cub L'indagine di Ichino, con il suo rigore scientifico, avrebbe dovuto inoltre considerare l'enorme peso sul bilancio della Regione dovuto ai profitti che le imprese ottengono attraverso l'uso di danaro pubblico per gestire servizi propri della Regione. Non vorremmo che, con la convalida dello studio di Ichino, vengano ancora una vota avvalorati gli interessi del privato a scapito del pubblico, mettendo la Regione a servizio dei grandi imprenditori con l'esclusione di tutti gli altri cittadini". "Di queste tematiche, del ruolo stesso della Pubblica amministrazione e dei diritti e della dignita' dei lavoratori che vi operano- conclude la nota- le Rdb-Cub sarebbero liete di discutere con il presidente Marrazzo e il professore Ichino". ACT REGGIO. SCIOPERO BUS, CUB:
ADESIONE AL 50% (DIRE) Reggio Emilia, 8 feb. - Nuovo sciopero, oggi a Reggio Emilia, dei lavoratori dell'azienda di trasporto pubblico Act. La protesta, riportano gli organizzatori della Cub Rdb ha registrato un'adesione del 50%. I dipendenti, giunti al nono sciopero in quattordici mesi, chiedono un contratto aziendale unico che parifichi le condizioni salariali e contrattuali di tutti i lavoratori del gruppo. Riguardo all'iniziativa andata in onda oggi, la Cub polemizza con Act definendo "grave l'atteggiamento di Act settore ferroviario che in occasione dello sciopero, ha scientemente omesso di emanare l'ordine di servizio, con il preciso scopo di ostacolare i lavoratori intenzionati ad aderire allo sciopero". Molti "passeggeri- dice la Cub - si sono cosi' trovati senza trasporto e sono rimasti a piedi". Grave inoltre l'atteggiamento del Comune e della Provincia di Reggio Emilia, "che da mesi si negano agli incontri da noi richiesti per discutere dei problemi dei lavoratori e dei cittadini reggiani". Strali anche per l'azienda da cui la Cub "e' disponibile e aspetta di essere convocata". COMUNE BOLOGNA. COFFERATI: MA LA
TARSU CALA DI DUE EURO... (DIRE) Bologna, 8 feb. - L'accordo firmato questa mattina tra Comune di Bologna e sindacati vale due euro a famiglia di minori aumenti Tarsu, complessivamente 600 mila euro l'anno che verranno interamente recuperati dall'amministrazione in altre voci di bilancio: resta fermo infatti l'obiettivo di portare al 35% la raccolta differenziata e di estendere la pulizia a 100 chilometri di portico. Lo spiega il sindaco Serio Cofferati, commentando l'intesa con Cgil, Cisl e Uil e anche con il sindacato di base Rdb: "La soluzione iniziale del 4% era l'equivalente per un appartamento di 80 metri quadri di 8 euro l'anno d'aumento, la soluzione finale e' di sei euro l'anno. Un contributo modestissimo quello che viene chiesto a famiglie e imprese". E' questa, sottolinea il primo cittadino, l'unica variazione apportata al bilancio che si avvia ora all'approvazione in Consiglio comunale. Resta fermo dunque l'aumento Ici dal 6,7 al 7 per mille su seconde case, capannoni e negozi (mentre sulle prime case c'e' lo sgravio deciso in Finanziaria). Le imprese "ci hanno chiesto un segno d'attenzione sulla Tarsu e questo c'e'. Nel confronto alla fine hanno avuto chiaro che non e' un aumento ma un adeguamento inflattivo", spiega il primo cittadino. "Dopo qualche reazione critica- aggiunge l'assessore al Bilancio Paola Bottoni- anche nell'incontro fatto l'altro giorno credo che sia stato compreso che e' un mero recupero inflattivo". Sono di la' da venire, invece, gli sgravi Irpef specificamente rivolti a lavoratori e pensionati. Per quelli "e' necessaria una norma nazionale", spiega Cofferati. I sindacati dovranno insomma andarli a conquistare col nuovo Governo, mentre il Comune premera' in sede Anci. Cofferati comunque esprime soddisfazione per un bilancio dall'"impronta sociale molto marcata" che ha saputo convincere anche le Rdb proprio alla vigilia di un voto che affronta per la prima volta ma con una maggioranza dimezzata. "E' la prima volta che si firma formalmente un accordo con loro. Siamo molto contenti per la soluzione a cui siamo arrivati e per la discussione proficua che ha portato l'intero arco sindacale a condividere le azioni dell'amministrazione". Ricordando i "vantaggi rilevanti" per i cittadini in virtu' del bilancio, il sindaco sottolinea in particolare il blocco delle tariffe comunali. "All'esterno- puntualizza- penso ad esempio ai servizi statali, hanno avuto andamenti diversi". COMUNE BOLOGNA. NALDI (SD): BUON
BILANCIO, VOTEREMO SI' (DIRE) Bologna, 8 feb. - L'accordo coi sindacati (quello con le Rdb e' una novita' assoluta dell'era Cofferati) spiana ulteriormente la strada al sindaco di Bologna verso l'approvazione del bilancio 2008, l'unico atto potenzialmente in grado di fare deragliare il centrosinistra e mandare tutti alle urne in anticipo. Il leader della Sinistra democratica Gianguido Naldi, ago della bilancio decisivo per la maggioranza di palazzo D'Accursio, vede nell'accordo firmato questa mattina coi sindacati l'effetto dell'azione della Sinistra in consiglio. "A questo punto mi sembra un buon bilancio, se ci sono quelle cose li' non vedo come si possa non votarlo", dice Naldi. Formalmente i consiglieri della sinistra si rivedranno lunedi' con l'assessore al Bilancio Paola Bottoni, dopo un breve confronto tenuto oggi. Ma l'ok anche del sindacato di base Rdb rende piu' difficile che anche i piu' radicali dei "ribelli" si esprimano con voto contrario sulla manovra. Decisivo sara' comunque il testo finale del maxi-emendamento con gli impegni (e le scadenze) per gli impegni richiesti. Il documento pero' potrebbe assomigliare in parte a quello firmato da Cgil, Cisl e Uil. "Sono i punti del nostro accordo col sindaco- spiega infatti Naldi- Dimostra che abbiamo fatto bene a stare al merito, che molte difficolta' politiche se si sta al merito si possono superare". COMUNE BOLOGNA. MAZZANTI: OK TARSU, COL DIALOGO SI MIGLIORA (DIRE) Bologna, 8 feb. - Il ritocco al ribasso dell'aumento Tarsu dal 4% al 3% e' il "risultato tangibile di uno sforzo condiviso". Anche i bindiani di palazzo D'Accursio chiosano positivamente l'accordo raggiunto dall'amministrazione Cofferati con Cgil, Cisl e Uil da un lato e Rdb dall'altro. Giovanni Mazzanti, ex capogruppo della Margherita al Comune di Bologna, giudica infatti "positivo che si sia raggiunto un accordo". "Il senso di responsabilita' e il confronto- aggiunge- si confermano strumenti efficaci per migliorare la qualita' amministrativa". A conferma di questa regola "e' positivo anche il risultato di ridurre di un punto la Tarsu" rispetto alla proposta originaria del Comune. COMUNE BOLOGNA. NALDI (SD): TUTTA LA
SINISTRA VOTI BILANCIO (DIRE) Bologna, 9 feb. - Prima dice si' al bilancio della Giunta Cofferati e poi chiama il resto della Sinistra Arcobaleno a fare lo stesso. Insomma, il leader di Sinistra democratica Gianguido Naldi, forte della firma posta in calce al documento finanziario dai sindacati confederali e Rdb, sprona il resto della "Cosa Rossa". Anche in vista della competition elettorale di aprile. "Alla vigilia delle giornate decisive per la definizione del bilancio del Comune di Bologna- scrive Naldi in una nota- lancio un appello ai Verdi, a Rifondazione e al Pdci a tenere conto delle novita' intervenute sia sul piano locale che nazionale". Gli accordi sottoscritti dalla Giunta con Cgil, Cisl, Uil e RdB sul bilancio "hanno al loro interno molti dei punti contenuti nell'accordo conquistato dalla Sinistra in Consiglio". E al tempo stesso "ci danno piu' forza per tradurlo in scelte di bilancio condivisibili e sostenibili unitariamente". D'altra parte l'avvio della campagna elettorale nazionale "con la novita' costituita dalla Lista e dal progetto politico unitario della Sinistra Arcobaleno richiede un livello piu' alto di coesione e di mobilitazione unitaria". E da Bologna "si puo' dimostrare che la Sinistra quando e' unita ottiene risultati utili per la citta' e per le sue parti piu' deboli". 8 febbraio 2008 - Adnkronos BOLOGNA: COFFERATI, AEROPORTO REGOLI
CONFRONTO SINDACALE Bologna, 8 feb. - (Adnkronos) - "Mi impegno, e in realta' l'ho gia' fatto, ma se servira' tornero' a farlo, a chiedere alla direzione dell'aeroporto che con le Rdb, ma credo cio' sia necessario anche per i sindacati confederali, siano fissate delle regole di confronto su tutte le materie che riguardano il lavoro" a questo livello di contrattazione tra azienda e rappresentanze sociali. Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, riferisce cosi' oggi ai cronisti il suo impegno sancito in uno dei punti dell'accordo sul bilancio del Comune siglato con le Rdb Cub, che da mesi chiedono di aprire un dialogo con i vertici dell'aeroporto 'Marconi', per discutere le difficolta' dei lavoratori dello scalo emiliano. "Avere relazioni sindacali regolate e stabili - ricorda, infatti, l'ex leader della Cgil - e' utile e importante per qualsiasi azienda e continuero' a sollecitare l'aeroporto perche' cio' accada". BOLOGNA: AUMENTO TARSU SI RIDUCE DA
+4% A 3% Bologna, 8 feb. - (Adnkronos) - L'aumento della Tarsu per il 2008, non sarà più del 4%, come previsto nella prima bozza del bilancio del Comune di Bologna, bensì del 3%. È questa la novità, frutto del confronto tra Palazzo D'Accursio e le rappresentanze sindacali, che ha condotto, oggi, alla firma di un accordo tra il sindaco Sergio Cofferati, Cgil, Cisl e Uil, e per la prima volta anche con le Rdb Cub (con le quali lo scorso anno era stato sottoscritto solo un verbale di riunione). La riduzione dell'incremento della tassa sulla spazzatura, vale per il Comune 600 mila euro cifra di cui, assicura Cofferati, «ci faremo carico noi, riorganizzando le altre voci del bilancio». Quanto al reale aumento di spesa per le famiglie, il sindaco ci tiene a precisare che «si tratta di un aumento di 6 euro all'anno per un appartemento di 80 metri quadrati, pari a 50 centesimi al mese per famiglia, quindi si chiede un contributo modestissimo». Non solo, tale aumento, rimarca il primo cittadino «è finalizzato all'incremento del servizio di pulizia dei portici per ulteriori 100 km e al potenziamento, fino al 5% in più, della raccolta differenziata». I due accordi siglati oggi, continua il sindaco, sono l'esito «di un confronto positivo che ha di fatto confermato l'impianto del bilancio deciso dalla giunta» e che, sottolinea «è in grado sia di aiutare le attività economiche, in un quadro non facile come quello attuale, sia di difendere le famiglie e le fasce più deboli». Incassato, dunque, il 'si« delle forse sociali, Cofferati si dice »contento« anche perchè, prosegue, »il bilancio ha un'impronta sociale molto marcata, equa e condivisa ora anche dai sindacati«. Un quadro di »coesione sociale« che, secondo il primo cittadino, »renderà più semplice e più efficace l'applicazione delle misure previste dalla manovra«. Tra gli impegni che compaiono nell'accordo stipulato con i confederali, infine, anche il punto che riguarda la futura modulazione dell'Irpef per i dipendenti e i pensionati. »Una linea programmatica - specifica Cofferati - che noi, attraverso l'Anci, e in sindacati per la loro parte, siamo intenzionati a portare avanti, chiedendo che la legge nazionale introduca un elemento di flessibilità dell'addizionale«. 8 febbraio 2008 - Omniroma SANITÀ. RDB-CUB:«PROCLAMATA AGITAZIONE LAVORATORI ASL RMB» (OMNIROMA) Roma, 08 feb - «Le RdB-Cub, insieme con le altre organizzazioni sindacali della Asl Rm/B, hanno proclamato lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Asl Rm/B». Lo comunica RdB-Cub in una nota. «Le RdB-Cub - prosegue la nota - si mobilitano contro le politiche regionali che si stanno traducendo in una messa in liquidazione della Sanità Pubblica. La carenza di personale obbliga il personale a turni ed attività massacranti, che impediscono di svolgere il proprio lavoro con la necessaria soglia di attenzione e vigilanza. Le reinternalizzazioni annunciate sono diventate una chimera, e l'utilizzo di fittizi appalti per fornitura di beni e servizi, che nascondono vera e propria intermediazione di manodopera, continuano ad sussistere aggravando il quadro complessivo delle attività. A tutto questo si aggiungono salari vergognosi, con contratti scaduti da oltre due anni per i dipendenti pubblici, e da fame per i lavoratori esternalizzati. La mobilitazione inizia con la convocazione dell'assemblea generale di tutto il personale, indetta per lunedì 11 febbraio dalle ore 7.30 alle 10.30 presso l'ospedale Sandro Pertini, a cui seguirà venerdì 15 un presidio di protesta, dalle ore 9.00 alle 13.00, sotto la Direzione Generale della Asl Rm/B in via F. Meda, con assemblea del personale dalle ore 10.00 alle 12.00». 8 febbraio 2008 - Ansa COMUNI: BOLOGNA; SINDACATI APPROVANO IL BILANCIO(ANSA) - BOLOGNA, 8 FEB - I sindacati hanno approvato la proposta di bilancio 2008 del Comune di Bologna presentata dalla Giunta guidata da Sergio Cofferati. L'amministrazione comunale ha infatti sottoscritto due accordi diversi, uno con i sindacati confederali, l'altro con Rdb-Cub, dove sostanzialmente si approva la linea proposta dal comune. È stato ratificato l'aumento dell'Ici sulle seconde case al 7%, mentre è stato concordato un aumento più contenuto della Tarsu. Mentre la proosta iniziale del comune prevedeva un aumento del 4%, dopo l'accordo si è deciso di ridurlo al 3%. «Si tratta - ha spiegato Cofferati - di un aumento che per una famiglia che abita in un appartamento di 80 metri quadrati sarà di 6 euro. La riduzione di un punto rispetto alla prima ipotesi per il comune determinerà una minore entrata di 600 milioni. L'aumento della Tarsu sarà finalizzato alla pulizia di una parte maggiore dei portici e all'aumento, auspichiamo del 5%, della raccolta differenziata». Il bilancio del comune di Bologna viene, tradizionalmente, sottoposto all'approvazione dei sindacati. La firma di un accordo con Rdb-Cub rappresenta una novità: l'anno scorso i sindacati di base firmarono solo un verbale di incontro. SEA: SCIOPERO SINDACATI BASE 29 FEBBRAIO A LINATE E MALPENSA (ANSA) - MILANO, 8 FEB - La Flai Trasporti, lo Slai Cobas e la Cub Trasporti hanno indetto uno sciopero dei lavoratori della Sea il prossimo 29 febbraio. Lo si legge in una nota dei sindacati autonomi e di base. Lo sciopero di quattro ore, dalle 12 alle 16, riguarderà sia gli scali di Linate che Malpensa. Tra le motivazioni, si legge nel comunicato, il fatto che la Sea e il Comune di Milano, principale azionista della società che gestisce gli scali milanesi, «continuano a glissare la richiesta sindacale di rinnovare gli impegni sulle garanzie occupazionali». In particolare si imputa alla Sea di «inserire negli aeroporti il lavoro precario» e di produrre la «terziarizzazione di importanti settori» attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali con criteri «strutturali» e non congiunturali. TRASPORTI: CUB-COBAS;SCIOPERO PERSONALE SEA IN SCALI IL 29/2 (ANSA) - MILANO, 8 FEB - La Cub-Trasporti, lo Slai Cobas e la Flaica Trasporti hanno proclamato uno sciopero del personale Sea, società che gestisce gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa, dalle 12 alle 16 del 29 febbraio. Lo hanno reso noto i sindacati sottolineando che i lavoratori di terra si asterranno dal lavoro «perchè la Sea e il Comune di Milano continuano a glissare la richiesta di impegno sulle garanzie occupazionali». I sindacati denunciano che Sea «continua a richiedere prioritariamente gli ammortizzatori sociali e al tempo stesso terziarizza importanti settori per far fuoriuscire i lavoratori stabili ed inserire i precari». Le organizzazioni chiedono quindi «l'immediata assunzione a tempo indeterminato di chi ha un contratto a termine o atipico, cioè circa 600 lavoratori che rischiano di rimanere a casa senza nemmeno cassa integrazione o sussidio di disoccupazione». TRASPORTI: HINTERLAND MILANO, SCIOPERO NET 4 ORE IL 15/2 (ANSA) - MILANO, 8 FEB - Uno sciopero di 4 ore, dalle 18 alle 22, è stato proclamato per venerdì 15 febbraio alla società di trasporti Net (Nord est trasporti), che fa capo ad Atm, dai sindacati Fildiai-Cildi, Sama Faisa Confail e e Al Cobas-Cub Trasporti. Lo rende noto, in un comunicato, la stessa Azienda trasporti milanese. Il servizio di trasporto pubblico gestito da Net, che gestisce alcune linee in 49 comuni nell'area fra Trezzo, Cologno, Vimercate, Gessate e Cernusco, sarà garantito dall'inizio della giornata sino alle ore 18 e dalle ore 22 fino alla fine dell'orario (per informazioni si può consultare il numero Verde 800.905.150 o il sito internet www.nordesttrasporti.it). Nel rendere nota l'astensione dal lavoro Atm sottolinea che il «5 e il 6 febbraio i dipendenti della Net sono stati chiamati ad esprimere il parere sull'accordo del 18 gennaio che definisce i nuovi turni e istituisce la contrattazione aziendale: ha partecipato alla consultazione il 65 per cento dei dipendenti e i 'si» all'accordo sono stati il 71 per cento mentre i contrari il 27 per cento«. 8 febbraio 2008 - La Nuova Venezia Ieri mattina i dipendenti della sede
di Marghera sono scesi in strada MARGHERA - Torna in strada la protesta dei lavoratori
della sede di via De Marchi dellAgenzia delle entrate. Ieri dalle 12 alle 13.30, 200
dei 300 impiegati degli uffici dietro la Romea con striscioni, bandiere e fischietti hanno
inscenato una manifestazione, indetta dal settore del pubblico impiego di Cgil, Cisl, Uil
e Rdb, dando vita a un vivace corteo intorno al complesso edilizio del Ministero delle
Finanze. Liniziativa è avvenuta in contemporanea con altre analoghe in tutta
Italia, tra cui una a Venezia in campo S. Angelo. 8 febbraio 2008 - Il Tirreno In piazza i lavoratori delle agenzie fiscali PISTOIA - Si è svolta ieri mattina la protesta dei
lavoratori delle Agenzie delle entrate e del territorio degli uffici di Pistoia e di
Pescia, organizzata dai sindacati confederali di categoria, da Salfi e rappresentanze di
base. Dopo aver svolto una assemblea, i lavoratori hanno formato un corteo e dal Globo si
sono diretti fino a piazza del Duomo, dove una delegazione è stata ricevuta dal prefetto
(nella foto). 8 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino BILANCIO 2008 Bologna - Intesa raggiunta tra il Comune di Bologna e Cgil, Cisl e Uil sul bilancio 2008 dell'amministrazione. La firma con Cgil, Cisl e Uil e' stata raggiunta questa mattina attorno alle sei dopo una nottata di trattativa, nel piu' puro stile sindacale. I contenuti dell'accordo saranno illustrati questa mattina dai sindacati confederali. Fumata bianca, in parallelo, anche tra palazzo D'Accursio e il sindacato di base Rdb. Nell'intesa con Rdb, illustrata in una nota stampa del sindacato, oltre alle detrazioni, viene citato l'aumento della Tarsu del 3% (non piu' del 4%, secondo la proposta iniziale dell'amministrazione) per incrementare, attraverso la tassa sui rifiuti, l'aumento della raccolta differenziata. Confermati invece il blocco delle tariffe sui servizi alla persona, le esenzioni Irpef introdotte lo scorso anno per i redditi sotto i 12 mila euro e quelle Ici per la prima casa stabilite dalla Finanziaria. L'amministrazione, a quanto riferisce Massimo Betti delle Rdb, si e' impegnata ad avviare un confronto sindacale sui lavoratori dell'aeroporto e sulla situazione delle altre societa' a partecipazione comunale. Quanto ai 500 lavoratori precari, secondo le Rappresentanze di base a rischio di licenziamento, Rdb e Comune hanno stabilito che il problema "sia affrontato attraverso la proposta di emendamenti ed integrazioni del cosiddetto decreto 'mille proroghe'- scrivono le Rdb- con la definizione di un piano di stabilizzazioni e con l'eventuale riconoscimento dello status di lavoratori stagionali per i lavoratori a tempo determinato dei servizi educativi e scolastici". Ancona. UN CENTINAIO di lavoratori di Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio e Dogane hanno manifestato ieri... Ancona - UN CENTINAIO di lavoratori di Agenzia delle
Entrate, Agenzia del Territorio e Dogane hanno manifestato ieri per unora davanti
agli uffici di via Palestro per protestare contro il mancato rinnovo del contratto che
attendono da 26 mesi. Dopo il sit-in, promosso da Cgil, Cisl, Uil funzione pubblica e
Rdb-Cub, una delegazione dei lavoratori si è recata dai tre direttori regionali per
chiedere di sensibilizzare i vertici degli enti e lAran sul caso. 8 febbraio 2008 - Il Piccolo Protesta davanti alla Prefettura:
«Da 26 mesi senza contratto» Trieste - Oltre 200 lavoratori delle Agenzie fiscali aderenti a RdB-Cub hanno effettuato ieri mattina un presidio-assemblea davanti alla Prefettura in concomitanza con la trattativa nazionale sul rinnovo del Contratto di lavoro. «Nonostante gli ottimi risultati conseguiti nel recupero dell'evasione fiscale in cui si dimostra determinante il contributo dei lavoratori - si legge in una nota - il comparto Agenzie è da 26 mesi senza contratto». Pesanti disagi si stanno intanto registrando a Trieste a seguito della chiusura degli uffici delle Entrate, del Territorio e delle Dogane soprattutto a Fernetti dove ieri si sono formate lunghe code. Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal prefetto Giovanni Balsamo. 8 febbraio 2008 - La Nazione IN STRADA I DIPENDENTI
DELLAGENZIA DELLE ENTRATE E LE SIGLE DI BASE Firenze - DOPPIO CORTEO nel centro città. Il primo è
stato, ieri mattina, quello dei dipendenti delle agenzie fiscali, da 26 mesi senza
contratto, che sono sfilati lungo via Cavour a sostegno del presidio nazionale di fronte
alle sede dellAran a Roma. Al corteo, organizzato da Rdb-Cub, hanno partecipato
circa 500 lavoratori. Pistoia. UN CENTINAIO di impiegati degli uffici delle Entrate di Pistoia e Pescia ha manifestato ieri... Pistoia - UN CENTINAIO di impiegati degli uffici delle
Entrate di Pistoia e Pescia ha manifestato ieri per il rinnovo del contratto di lavoro
scaduto da 25 mesi. «Il Governo ha sbandierato i risultati raggiunti nella lotta
allevasione spiegano Cgil-Cisl-Uil, Rdb e il sindacato autonomo Salfi a nome
dei circa 200 dipendenti della provincia senza dare il giusto riconoscimento
economico ai lavoratori che li hanno resi possibili». «Nonostante gli incrementi di
produttività dice Barbara Lococo delle Rsu sembra non ci sia la volontà di
riconoscere i nostri diritti». «Basterebbe ascoltare lutenza affermano
anche le delegate sindacali Ida Parinelli e Chiara Vestri per capire che in questi
anni, anche grazie al nostro sforzo, il servizio è decisamente migliorato». 8 febbraio 2008 - Il Mattino di Padova Un nuovo lavoro per 94 magazzinieri LIMENA - Alla fine ce lhanno fatta e hanno raggiunto un accordo equo e soddisfacente. I lavoratori, che dalla scorsa settimana non lavorano più per la cooperativa di facchinaggio allinterno della Tnt di Limena, hanno festeggiato ieri, dopo 10 giorni di barricate, di incontri, di protesta pacifica anche se decisa, di contrattazione serrata con il vecchio consorzio di lavoro, quello nuovo e la mediazione della Prefettura. Ieri allassemblea dei lavoratori, quando i rappresentanti di Adl Cobas hanno comunicato a tutti gli accordi raggiunti è scoppiato un applauso liberatore. I cento magazzinieri che si occupavano del facchinaggio della Tnt limenese otterranno tutti unaltra occupazione. «Le condizioni raggiunte sono soddisfacenti e costituiranno sicuramente un precedente - commenta Gianni Boetto dellAdl Cobas - Per la prima volta è intervenuta la Provincia, a garantire un risarcimento ai lavoratori senza lavoro e una maggiorazione a quelli che lavoreranno fuori città. Siamo specialmente soddisfatti perché le condizioni contrattuali resteranno quelle ottenute con la lotta ed inoltre saranno tutti reimpiegati con contratti a tempo indeterminato». Dopo 10 giorni senza occupazione, i lavoratori hanno pertanto visti garantiti i propri diritti: si erano organizzati, appoggiati dai Cobas, con un presidio diventato permanente di fronte ai cancelli della Tnt di Limena. Hanno ricevuto la solidarietà di Rifondazione e dei Verdi, hanno incontrato lamministrazione limenese e non hanno mollato, bloccando lattività della Tnt a Limena e Treviso, rallentando quella a Vicenza e Verona. Grande soddisfazione la esprime anche la Cgil. «La vertenza Tnt si è chiusa positivamente grazie alla mediazione del Prefetto e al positivo intervento dellassessore provinciale alle politiche del lavoro Roberto Tosetto - dichiara il sindacato per voce del suo segretario provinciale, Salvatore Livorno - Riteniamo che la salvaguardia dei diritti di questi lavoratori sia particolarmente significativa: si tratta in gran parte di lavoratori migranti, che vedono così riconosciuto il diritto alloccupazione e pure la salvaguardia per i permessi di lavoro». 8 febbraio 2008 - Il Gazzettino RINNOVO CONTRATTO Rovigo - I lavoratori delle Agenzie delle Entrate di
Rovigo, Adria e Badia Polesine; della Dogana e dell'Agenzia del Territorio, intervenuti
numerosi (un centinaio circa), nel corso di un'assemblea sindacale tenuta nella sala
"G. Sichirollo" dell' Archivio promossa Cgil, Cisl, Uil, Salfi, Rdb Cub hanno
esaminato, con i rappresentanti provinciali e regionali la situazione che li vede in
attesa del rinnovo del contratto nazionale di lavoro da ormai 25 mesi. Accordo raggiunto alla Tnt: 60 lavoratori assunti dalla coop "Corso" Limena - (m.a.) Raggiunto nella tarda serata di ieri
(come comunica la Filt Cgil) un accordo con TNT di Limena, tramite l'intervento della
Prefettura e dell'assessore provinciale al Lavoro, Roberto Tosetto, per gli ex dipendenti
Fastcoop. La cooperativa di Limena del consorzio Gesconet che lavorava per la TNT, ha
cessato inaspettatamente l'attività per cambio di appalto licenziando di fatto i suoi
dipendenti. L'accordo sottoscritto con tutte le parti in causa prevede l'iscrizione alle
liste di mobilità per tutti e 94 i soci lavoratori. Quindi per sessanta di loro
l'assunzione nella cooperativa "Corso", che subentra alla Fastcoop. I restanti
34 in parte verranno distribuiti nei comuni della cintura urbana, mentre una piccola parte
verrà distribuita tra Venezia, Treviso e Vicenza. Per i lavoratori che non accetteranno
le proposte di lavoro sarà offerta una somma netta di 4 mila euro. Inoltre per compensare
il periodo di mancato lavoro e il disagio subito, la Fastcoop pagherà a ogni lavoratore
un importo di 850 euro netti, che saranno incrementati in base ai familiari a carico. 8 febbraio 2008 - Varese news Assicurati i servizi di emergenza.
Organici, stabilizzazione dei precari e formazione i motivi della protesta Varese - «Rispondiamo al telefono del numero 115, ma non alle chiamate sulle linee non urgenti: siamo in agitazione». Nessun problema per il soccorso e per gli interventi, ma in questi giorni tra i vigili del fuoco di Varese si respira aria di protesta, tanto da diminuire allosso le attività in un settore, quello del soccorso, indispensabile e regolamentato in maniera da assicurare i servizi ai cittadini. "Considerata la gravissima ed oramai annosa situazione venutasi a creare si legge in una nota del sindacato a firma C.G.I.L.F.P CISL-SINALCO UILPA. VV.F RdB\CUB CONFSAL - a causa di organici operativi ed amministrativi ampiamente insufficienti, che si ripercuote in primo luogo sulla qualità del soccorso tecnico urgente alla popolazione contribuente e secondariamente sulla sicurezza degli operatori addetti al soccorso stesso.Vista la mancata stabilizzazione dei precari ed il reintegro solo parziale del personale pensionato». A fronte di questa situazione «vista la insostenibile carenza di fondi stanziati, necessari ad assicurare soprattutto lalimentazione e la manutenzione degli automezzi di soccorso nonché la formazione del personale al quale si chiedono prestazioni sempre più specializzate, e dato che la dirigenza provinciale continua a dimostrarsi totalmente sorda alle esigenze del personale e nei confronti dellazione sindacale delle organizzazioni maggiormente rappresentative e dichiarato presso il Comando provinciale VV.F. di Varese lo stato di agitazione di tutto il personale». Dalla caserma di Varese fanno sapere che ulteriori motivazioni della protesta verranno rese note successivamente in una conferenza stampa. 8 febbraio 2008 - Il Normanno ATM, ADESSO AL VIA FORME DI PROTESTA...ALTERNATIVE Messina - Assemblea dei lavoratori in azienda. I sindacati interni alla Municipalizzata propongono forme di protesta alternative: acquistare generi alimentari dai supermercati pagando solo al momento della corresponsione degli stipendi. Questa matina, in azienda, i lavoratori si sono riuniti in assemblea per discutere del futuro della loro mobilitazione. Dai sindacati interni alla Municipalizzata emerge la volontà di esprimere la protesta attraverso forme alternative. "Non vogliamo più bloccare la città. Da lunedì prossimo - afferma Filippo Sutera della Cub Trasporti - non escludiamo la possibilità di dar vita ad iniziative diverse. Tra queste, ad esempio, quella di recarsi nei supermercati per acquistare generi alimentari di primo consumo, utili al fabbisogno minimo dei lavoratori e della loro famiglia". "Alla cassa - continua Sutera - i lavoratori si presenteranno con una fotocopia del documento di identità e un richiesta nella quale i lavoratori si impegnano a pagare una volta che l'Azienda pagherà loro gli stipendi". Questa ed altre le proposte di lavoratori e sindacati. I toni a questo punto iniziano a scaldarsi sul serio. Il commissario Sinatra era stato avvisato che non sarebbe bastato liquidare la dirigenza dell'Atm a risolvere il problema. E nè i sindacati nè i lavoratori paiono disposti ad attendere oltre. 8 febbraio 2008 - Il Padova Logistica. I 94 dipendenti conserveranno contratto e stipendioAccordo fra le Coop di Tnt tutti i lavoratori reintegrati Limena - L'incubo è finito: i 94 lavoratori della Fastcoop licenziati a fine gennaio saranno reintegrati da una cooperativa subentrante nel servizio di subappalto per Tnt. Ieri pomeriggio il prefetto Paolo Padoin, l'assessore provinciale al Lavoro Roberto Tosetto, insieme alle due cooperative e a Tnt, hanno siglato l'accordo che prevede il rientro di 60 persone in part-time al cantiere di Limena entro il 17 marzo. Altri 34 potranno scegliere se restare a Padova o spostarsi in altre città. Tutti manterranno il contratto con i diritti conquistati e lo stipendio, nonchè un'indennità per i giorni in cui non hanno lavorato. «È un accordo senza precedenti in Italia, votato all'unanimità dai lavoratori» sottolinea Stefano Pieretti di Adl-Cobas, che sottolinea l'impegno del prefetto per appoggiare la causa.(SIL.FA.) 8 febbraio 2008 - Il Messaggero Ancona. Oltre un centinaio di lavoratori di Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio e Dogane hanno manifestato... Ancona - Oltre un centinaio di lavoratori di Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio e Dogane hanno manifestato ieri per un'ora davanti agli uffici di via Palestro per protestare contro il mancato rinnovo del contratto che attendono da 26 mesi. Dopo il sit-in, promosso da Cgil, Cisl, Uil funzione pubblica e Rdb-Cub, una delegazione dei lavoratori si è recata dai tre direttori regionali per chiedere di sensibilizzare i vertici degli enti e l'Aran sul caso. «L'assurdità della vicenda» e «la necessità di provvedere al più presto al rinnovo del contratto, sia per la parte economica sia per quella normativa» è stata ribadita durante la manifestazione da Tiziano Bosi (Uil fp), Fabio Lodolini (Cisl fp), Sandro Giannini (Cgil fp) e Crescenzo Papale (Rdb Cub). 8 febbraio 2008 - Corriere Adriatico Sciopero dei lavoratori delle
agenzie del fisco ANCONA - Oltre un centinaio di lavoratori di Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio e Dogane hanno manifestato ieri mattina per unora davanti agli uffici di via Palestro ad Ancona per protestare contro il mancato rinnovo del contratto che attendono da ventisei mesi. Dopo il sit-in, promosso dalla triade sindacale composta da Cgil, Cisl, Uil funzione pubblica ma anche dai sindacati di base Rdb-Cub, una delegazione dei lavoratori si è recata dai tre direttori regionali per chiedere di sensibilizzare i vertici degli enti e lAran sul caso. "L'assurdità della vicenda" e "la necessità di provvedere al più presto al rinnovo del contratto, sia per la parte economica sia per quella normativa" è stata ribadita durante la manifestazione da Tiziano Bosi (Uil fp), Fabio Lodolini (Cisl fp), Sandro Giannini (Cgil fp) e Crescenzo Papale (Rdb Cub). "I rinnovi contrattuali - recitava un cartello esposto dai manifestanti - sono finiti a Napoli nellimmondizia e spediti in Germania per lo smaltimento". I sindacalisti hanno sottolineato come proprio il lavoro dei dipendenti del fisco abbia permesso di recuperare il cosiddetto "tesoretto" che va a vantaggio dei cittadini e come "paradossalmente" proprio loro debbano essere penalizzati col mancato rinnovo contrattuale. 8 febbraio 2008 - Romacittà Colli Albani, rinviato lo sfratto dell'ultraottantenne Roma - Attivisti della Rete precaria metropolitana e del sindacato Asia-RdB hanno aiutato l'inquilino di 86 anni sotto sfratto a rimanere nell'appartamento di via Giuseppe De Leva 39, a Colli Albani, dove abita da quarant'anni. Giovanni Battista Zito ha rischiato di finire per strada, e così ieri il consigliere Fabio Nobile e il presidente del Municipio IX Susi Fantino si sono attivati per chiedere al prefetto Mosca di fermare l'esecuzione dello sfratto. Concesso un rinvio al 14 febbraio. 8 febbraio 2008 - Varese news Assicurati i servizi di emergenza.
Organici, stabilizzazione dei precari e formazione i motivi della protesta Varese - «Rispondiamo al telefono del numero 115, ma non
alle chiamate sulle linee non urgenti: siamo in agitazione». Nessun problema per il
soccorso e per gli interventi, ma in questi giorni tra i vigili del fuoco di Varese si
respira aria di protesta, tanto da diminuire allosso le attività in un settore,
quello del soccorso, indispensabile e regolamentato in maniera da assicurare i servizi ai
cittadini. "Considerata la gravissima ed oramai annosa situazione venutasi a creare
si legge in una nota del sindacato a firma C.G.I.L.F.P CISL-SINALCO UIL-PA.VV.F
RdB\CUB CONFSAL - a causa di organici operativi ed amministrativi ampiamente
insufficienti, che si ripercuote in primo luogo sulla qualità del soccorso tecnico
urgente alla popolazione contribuente e secondariamente sulla sicurezza degli operatori
addetti al soccorso stesso.Vista la mancata stabilizzazione dei precari ed il reintegro
solo parziale del personale pensionato». 8 febbraio 2008 - Tuttoggi GIORNALISTI SPOLETINI LICENZIATI IN
TRONCO: OGGI LA PRIMA UDIENZA Spoleto - E' terminata poco fa a Perugia la prima udienza della causa di lavoro che riguarda alcuni giornalisti spoletini licenziati in tronco la scorsa estate da un quotidiano on line del comprensorio. In pratica la pressochè totale redazione fu esautorata senza che alla stessa fosse data una minima spiegazione da parte del direttore editoriale nè tanto meno della proprietà. Che si erano invece spesi in mille modi nel garantire il rispetto di ogni diritto, quando il quotidiano fu lanciato un paio di mesi prima nel corso di una pomposa conferenza stampa. Una vicenda che registrò lindignazione di tutti i sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil, gli autonomi della RdB e i vertici politici dei maggiori partiti, a cominciare da Ds e An. Ne seguì anche una denuncia alla guardia di finanza (che sul caso ha aperto una inchiesta seguita dalla procura della repubblica di Spoleto) e la relativa causa di lavoro, affidata allavvocato Roberto Coricelli. Sì perchè la redazione lavorava senza uno straccio di contratto di lavoro e annessi contributi previdenziali e assicurativi.Questa mattina, si diceva, il primo appuntamento presso lUfficio Provinciale del lavoro di Perugia dove, per legge, è obbligatorio tentare di trovare una conciliazione fra le parti. Che nella fattispecie è stata impossibile da trovare vista lassenza della controparte. La vicenda quindi passa ora al Tribunale di Spoleto. Ma quello di oggi non è che lultimo episodio del genere. Due mesi fa un altro quotidiano on line spoletino si è ritrovato dinannzi alla Commissione Provinciale. Questa volta la legale rappresentante si è presentata, respingendo però ogni addebito. Anche in questo caso sarà lufficio del Giudice del lavoro di Spoleto a decidere le ragioni delluna o dellaltra parte. Presso il cui ufficio, se non bastasse, sono pendenti, a quanto è dato sapere, un paio di vertenze di altrettanti giornalisti nei confronti di un conosciutissimo giornale della carta stampata umbra. Insomma, pare proprio che il mestiere di giornalista a Spoleto è unimpresa più unica che rara. Mentre aumenta a vista docchio i nuovi imprenditori editoriali. Capaci di chiedere persino contributi pubblici, loro che non pagano contributi e salari. Povera informazione. Povera categoria. Basta dare uno sguardo alle città vicine, dove si possono contare qualche decina di giornalisti professionisti, per capire come su questo fronte Spoleto è riuscita a costruire davvero ben poco. E fra i pochi, molti sono dovuti emigrare fuori regione. 8 febbraio 2008 - La Repubblica Vertice sul bilancio con le
categorie economiche fino a tardi. "Caleranno le multe, nessuna tassa per il
metrò" Bologna - Nessun aumento sulla Tarsu, se non entro il
tasso di inflazione. Questa la proposta con cui il Comune è entrato ieri sera nella fase
finale della trattativa con sindacati confederali e Rdb. Una riunione cominciata alle 16 e
proseguita fino a tarda serata. Ma l´apertura non convince tutti, a partire dalle
categorie economiche. Con Ascom che parla di un bilancio «più di ombre che di luci» e
che mostra «poca attenzione per le imprese e poca voglia di investire». 8 febbraio 2008 - Varese news Malpensa - Cgil, Cisl e Uil hanno
comunicato che si fermeranno il prossimo 19 febbraio; Flai Trasporti e Servizi, Slai Cobas
e Cub Trasporti il 29 febbraio Pioggia di scioperi in vista a Malpensa. Da una parte Cgil, Cisl e Uil hanno comunicato che i lavoratori di tutte le categorie a livello regionale si fermeranno il prossimo 19 febbraio per quattro ore dalle 10 alle 14: obiettivo, rimettere al centro della questione il lavoro delle migliaia di persone che rischiano il posto. Dallaltra, Flai Trasporti e Servizi, Slai Cobas e Cub Trasporti che, ancora una volta discostandosi dalla linea dei sindacati confederali, hanno indetto uno sciopero generale sia a Linate che a Malpensa per il prossimo 29 febbraio, dalle 12 alle 16. Le tre sigle contestano una serie di mancanze alla società di gestione aeroportuale: «Lo sciopero è indetto visto che sia Sea che il Comune di Milano, in quanto maggior azionista, continuano a glissare la richiesta sindacale di rinnovare gli impegni sulle garanzie occupazionali si legge in una lunga nota firmata Flai Trasporti e Servizi, Slai Cobas e Cub Trasporti -; vista la volontà della Sea di richiedere prioritariamente gli ammortizzatori sociali, come soluzione di tutti i mali, e al tempo stesso di continuare con le terziarizzazioni di importanti settori; visto che si richiede lutilizzo degli ammortizzatori sociali non con criteri congiunturali, ma piuttosto con criteri strutturali per far fuoriuscire il lavoro stabile ed inserire negli aeroporti il lavoro precario; visto che Sea non vuole arrivare ad un accordo per il superamento dei contratti a termine, atipici ed interinali, con lassunzione di questi lavoratori a tempo indeterminato; viste le politiche della SEA di progressivi ridimensionamenti dellHandling con la perdita di contratti di importanti Compagnie Aeree e di una sostanziale mancanza di prospettive che fa pensare soltanto ad una SEA immobiliare orientata a sfruttare il monopolio aeroportuale a favore di pochi e a danno di molti; viste le politiche della Sea in merito agli appalti dei settori Sicurezza di Linate e Malpensa, alla promozione di continui appalti nei settori dellassistenza passeggeri, del trasporto equipaggi e passeggeri alla ditta Air Pullman a cui è stato concesso anche il servizio navetta dal Terminal uno al 2 e viceversa; vista limpossibilità di conoscere lentità degli appalti in altri settori della Sea (tecnici, informatici, manutentivi, amministrativi) per mancanza di informazione da parte dellAzienda alle Rsu; visto la mancata informazione e consultazione, su tutti i problemi, alle Rsu da parte di Sea». 7 febbraio 2008 - Ansa CONTRATTI: PRESIDIO LAVORATORI AGENZIE FISCO ANCONA(ANSA) - ANCONA, 7 FEB - Oltre un centinaio di lavoratori di Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio e Dogane hanno manifestato stamani per un'ora davanti agli uffici di via Palestro ad Ancona per protestare contro il mancato rinnovo del contratto che attendono da 26 mesi. Dopo il sit-in, promosso da Cgil, Cisl, Uil funzione pubblica e Rdb-Cub, una delegazione dei lavoratori si è recata dai tre direttori regionali per chiedere di sensibilizzare i vertici degli enti e l'Aran sul caso. «L'assurdità della vicenda» e «la necessità di provvedere al più presto al rinnovo del contratto, sia per la parte economica sia per quella normativa» è stata ribadita durante la manifestazione da Tiziano Bosi (Uil fp), Fabio Lodolini (Cisl fp), Sandro Giannini (Cgil fp) e Crescenzo Papale (Rdb Cub). «I rinnovi contrattuali - recitava un cartello esposto dai manifestanti - sono finiti a Napoli nell'immondizia e spenditi in Germania per lo smaltimento». I sindacalisti hanno sottolineato come proprio il lavoro dei dipendenti del fisco abbia permesso di recuperare il cosiddetto «tesoretto» che va a vantaggio dei cittadini e come «paradossalmente» proprio loro debbano essere penalizzati col mancato rinnovo contrattuale. 7 febbraio 2008 - Omniroma COLLI ALBANI, ASIA-RDB: SFRATTO 86ENNE RINVIATO DI UNA SETTIMANA (OMNIROMA) Roma, 07 feb - «Questa mattina, decine di attivisti della Rete precaria metropolitana e del sindacato Asia-RdB si sono mobilitati per difendere il diritto di un inquilino a rimanere nell'appartamento di via Giuseppe De Leva 39, dove abita da oltre quarant'anni. Il signor Giovanni Battista Zito, un uomo di 86 anni, ha rischiato di finire per strada in assenza di qualunque tutela di tipo legislativo perché i proprietari, eredi del costruttore Corina, non sono disponibili a rinnovargli il contratto di affitto a meno di 1.500 euro al mese». Lo comunica, in una nota, l'Asia Rdb-Cub. «Ad attendere l'ufficiale giudiziario, insieme agli attivisti - prosegue la nota - c'erano anche il consigliere Fabio Nobile e il presidente del Municipio IX Susi Fantino, che si sono attivati per chiedere al Prefetto Mosca di fermare l'esecuzione dello sfratto. Di fronte all'indisponibilità del commissariato di polizia a concedere la forza pubblica, l'ufficiale giudiziario e l'avvocato dei proprietari, con a seguito un medico e il fabbro, hanno provato comunque a forzare il blocco degli attivisti, alcuni dei quali si erano nel frattempo barricati dentro l'appartamento insieme al signor Zito. Fallito il tentativo di passare, hanno chiesto l'intervento delle forze dell'ordine nei confronti degli attivisti. Dopo alcuni momenti di tensione, l'ufficiale giudiziario si è allontanato concedendo un rinvio al 14 febbraio. La breve proroga mira evidentemente ad anticipare l'eventuale decreto antisfratto in discussione la prossima settimana nel »mille proroghe« governativo e dimostra, se ce ne fosse bisogno, l'accanimento delle proprietà (piccole e grandi) anche contro le cosiddette categorie protette. A seguito delle nostre mobilitazioni il Prefetto ha deciso di incontrarci lunedì 11 febbraio. In quest'incontro rappresenteremo la drammaticità della situazione e chiederemo un provvedimento d'urgenza. Così come l'abbiamo chiesto ai capigruppo della maggioranza capitolina incontrati quest'oggi. Dalla prossima settimana presidieremo in forma permanente la Camera dei Deputati per chiedere l'immediata approvazione di un blocco generalizzato degli sfratti e domani, venerdì 8 febbraio, manifesteremo in Campidoglio dalle 15». 7 febbraio 2008 - Corriere della Sera Casa L'emergenza continua Roma - Mentre il consiglio dei ministri affida al
«milleproroghe» il disegno di legge sull'emergenza abitativa (potrebbe entrare in vigore
a giorni con la nuova proroga) movimenti e comunità denunciano un'impennata di sfratti,
eseguiti con l'aiuto delle forze dell'ordine. È intervenuta la polizia, ieri mattina in
via Agostino Bertani dove un'inquilino ottantatreenne, con un figlio semi-invalido, ha
beneficiato in extremis dell'intervento dei servizi sociali municipali (ha ancora un mese
di tempo prima di sgomberare). 7 febbraio 2008 - Emilianet Venerdì sciopero dei trasporti REGGIO EMILIA - Nuovo sciopero dei trasporti domani,
venerdì 8 febbraio, a Reggio. La Direzione di ACT ha infatti annunciato nei giorni scorsi
uno stop di 2 ore proclamato dallOrganizzazione sindacale CUB TRASPORTI di Reggio
Emilia. 7 febbraio 2008 - Il Messaggero Roma. Il buco è stato certificato:
80 milioni di euro... Roma - Il buco è stato certificato: 80 milioni di euro. E
così, mentre la procura di Roma sta accertando come sia stato gestito il patrimonio
dell'Associazione nazionale Combattenti e Reduci-Istituto di Vigilanza Urbe, i dipendenti
hanno aderito in massa al presidio organizzato dal Savip, Sdl, Rdb e Cisal. Una protesta
andata in scena ieri mattina, davanti alla sede del più antico istituto di vigilanza, in
via Rina Monti sulla Prenestina. 7 febbraio 2008 - Il Mattino di Padova Traffico: mattinata di disagi alla
Stanga STANGA - In mattinata il sindacato di base Rdbi, con tanto
di megafono e bandiere e alla guida di Celestino Giacon, è sceso a fianco dei dipendenti
pubblici delle agenzie fiscali (circa 600) il cui contratto nazionale è paralizzato da
ben 25 mesi, bloccando il traffico alla Stanga per sensibilizzare la gente e rendere note
le fasi dello scontro. Sono stati distribuiti in tal senso agli automobilisti alcuni
volantini unitari esplicativi al grido «in lotta per un contratto decente». Il Consorzio Corso assumerà 60
lavoratori LIMENA - Continuano gli incontri in prefettura per
risolvere la vertenza dei lavoratori del magazzino di TNT di Limena. Da lunedì sono stati
avviati dei tavoli di trattativa, che vedono seduti a discutere TNT, sindacati,
lavoratori, il consorzio uscente Gesconet e quello entrante Corso. 7 febbraio 2008 - Il Tirreno Eletta la delegazione delle trattative Rsu-Asl GROSSETO - Massimo Coppola eletto presidente della Rsu
dellAsl 9. La delegazione trattante è costituita al 100% da infermieri.
Lassemblea della Rsu riunitasi ieri ha eletto: presidente, Massimo Coppola,
infermiere presso il reparto di Ortopedia dellOspedale Misericordia di Grosseto;
vice presidente, Andrea Pecorini, infermiere al 118 di Follonica. 7 febbraio 2008 - La Nazione «Non dimentichiamo i morti sul
lavoro» Firenze - NON DIMENTICARE i morti sul lavoro a due mesi
esatti dalla tragedia della Thyssen Krupp. Con questo obiettivo alcuni rappresentati di
Rsu, Rdb, Cobas e Slai-Cobas si sono dati appuntamento ieri pomeriggio a Firenze davanti
alla sede della prefettura e del Consiglio regionale della Toscana. Secondo i manifestanti
«non si può morire di lavoro. Occorre costituire un coordinamento permanente sul tema
degli incidenti sul lavoro con lobiettivo più ampio di uno sciopero nazionale
contro le morti bianche». 7 febbraio 2008 - IMG Press LA NOTA DEL CUB SUL PIANO REGOLATORE PORTUALE Messina - La Confederazione Unitaria di Base (CUB)
congiuntamente alla Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti (Flmu), aderente alla Cub,
esprimono un "vivo ringraziamento" a quegli organi di informazione che hanno
voluto "solidarizzare" con le preoccupazioni dei lavoratori, dando ampio risalto
al nostro comunicato del 03/02/08 (come peraltro avviene ormai da tempo!!!), ma come
trattenere lindignazione per quella testata, che pretende di detenere il monopolio
della "carta stampata" cittadina e che manipola i comunicati, che le vengono
inviati per difendere (in modo sempre più palese) gli interessi di chi vuol mettere (o lo
ha già fatto) le mani sulla città!!! Si precisa, anche se le parole che investono un
muro di gomma rimbalzano, al caro articolista, che i lavoratori della Zona Falcata di
Messina, non sono, in via di principio, contro la riqualificazione della
"Falce"; hanno già pagato abbastanza e di persona per le speculazioni, che, su
di essa, si sono fatte, ma non hanno subito in silenzio. Il silenzio purtroppo è sempre
stato quello di "certa stampa"
! Si sottolinea alla stessa: Se la
Magistratura è intervenuta, lo si deve anche alle loro proteste! I lavoratori chiedono
solo di poter continuare a lavorare ed in sicurezza. A proposito alla stampa ben informata
si chiede, dove sono i milioni di euro stanziati per la bonifica della Zona Falcata e chi
li gestisce? Visto che nessuna area, finora, è stata bonificata, ma si è
proceduto, solo allo sgombero di tutte le attività produttive con la conseguente perdita
di posti di lavoro. I lavoratori sono contro chi, sventagliando miraggi, vuole ridurre la
Zona Falcata in un deserto, destinato ad attracco di una società di navigazione per il
trasporto del gommato e, nel tempo, a strutture alberghiere con porticciolo turistico,
gestiti,ovviamente, dai ben noti soci della stessa. Difenderemo a denti stretti i nostri
posti di lavoro, vogliamo vivere della nostra opera e non di elemosina ed assistenze
varie, che ci giungeranno, forse, dopo vari mesi di anticamera nelle segreterie dei vari
politici del momento. Non siamo più disposti ad accettare coccodrillesche manifestazioni
di solidarietà, quando si verificano tragiche morti sul lavoro. Vogliamo ricordare a chi
spudoratamente continua a disinteressarsi delle gravi condizioni in cui versano i
lavoratori dei cantieri navali, che, anche questa tornata elettorale può essere per loro
causa di perdita del lavoro, ultimamente rivelatosi meno decoroso del nostro. La CUB
insieme alla Flmu chiede, pertanto, che S.E. il Prefetto, nella sua sensibilità, già
manifestata verso i problemi di questa città, si faccia interprete anche di questo e
convochi, prima che venga perpetrato un altro scempio illegale, un tavolo di concertazione
tra tutti i soggetti interessati:i lavoratori, lAutorità Portuale, lEnte
Autonomo Portuale, il Comune,la Regione ed lAgenzia del Demanio, perché venga dato
un definitivo e concertato assetto della Zona Falcata, al fine di riportarla a fonte di
ricchezza per tutti e non per pochissimi, affamando altri! 6 febbraio 2008 - Adnkronos BOLOGNA: IN 70 A SIT-IN PER RINNOVO
CONTRATTO AGENZIE FISCALI Bologna, 6 feb. - (Adnkronos) - Circa una settantina di lavoratori della Agenzie fiscali statali di Bologna, accompagnati dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil della funzione pubblica, hanno manifestato pacificamente, con bandiere e fischietti, sotto la prefettura cittadina, per chiedere il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da quasi 26 mesi. Il sit-in, andato in scena in piazza Roosevelt dalle 11 alle 12 circa, si e' sciolto dopo che una delegazione di circa 10 manifestanti e' stata ricevuta in prefettura. Nel corso dell'incontro, lavoratori e parti sociali hanno esposto le ragioni della mobilitazione, raccontando di non avere non solo il rinnovo del biennio economico, ma neanche i mezzi adeguati per mandare avanti le pratiche in ufficio, compresa la cancelleria. Ai rappresentanti del governo sul territorio, hanno parlato di "situazione di lavoro mortificante". Nel pomeriggio, replichera' un presidio dello stesso tenore e sugli stessi problemi, questa volta, organizzato dalle Rdb. 6 febbraio 2008 - Omniroma AGENZIE FISCALI, SINDACATI: DOMANI IN PRESIDIO ALL'ARAN (OMNIROMA) Roma, 06 feb - I lavoratori della Agenzie Fiscali domani scenderanno in piazza dalle 11 per manifestare con un presidio fuori dalla sede dell'Aran, in via del Corso, all'interno della quale ripartirà la trattativa per il rinnovo del loro contratto di categoria, scaduto da 26 mesi. I sindacati confederali, assieme con le sigle di base Rdb ed Sdl, hanno presentato all'Aran, l'Agenzia statale che cura il rinnovo del loro contratto, una piattaforma nella quale richiedono un aumento mensile di 117 euro lordi e la revisione dei termini delle decurtazioni salariali previste durante i giorni di malattia anche i per periodi inferiori a 15 giorni. I sindacati chiedono inoltre la stabilizzazione di un'ulteriore quota del fondo sul salario tabellare, l'armonizzazione dell'indennità di amministrazione per tutti i profili retributivi e la diminuzione di questi ultimi. Questa mattina si è svolta un'assemblea sindacale unitaria nella sede dell'Agenzia delle Dogane al Laurentino nella quale ha avuto luogo un confronto tra i lavoratori ed i vertici delle agenzie fiscali. «Ci avevano detto che erano stati frapposti degli ostacoli al rinnovo di questo contratto da parte della direzione delle agenzie fiscali - dice Cristiano Spera della FP Cgil - ma oggi loro ci hanno assicurato che non è così. Domani speriamo di chiudere questo rinnovo contrattuale, ma a condizione che vengano rispettate le nostre proposte». APPIO, BLOCCO PRECARIO: «DOMANI PRESIDIO CONTRO SFRATTO 86ENNE» (OMNIROMA) Roma, 06 feb - «Domani il signor Giovanni Battista Zito, di 86 anni, verrà sfrattato con l'intervento della forza pubblica dall'appartamento in cui abita da quarant'anni, in via Giuseppe De Leva 39, a Colli Albani. I proprietari, eredi del costruttore Corina, hanno bisogno di liberare l'appartamento per riaffittarlo a canone libero, come sta avvenendo nello stesso stabile. Dopo l'indecente sfratto della signora Maria Concetta Sisinni di 77 anni, sbattuta brutalmente fuori dal suo appartamento lo scorso 1 febbraio, invitiamo tutti a presidiare casa del signor Giovanni a partire dalle 8 del mattino per difendere il diritto all'abitare». Lo rendono noto il Blocco precario metropolitano e Asia Rdb. VIGILANZA URBE,PRESIDIO LAVORATORI CHIEDE CHIAREZZA SU BILANCI (OMNIROMA) Roma, 06 feb - Tornano in piazza i dipendenti dell'Associazione nazionale Combattenti e Reduci-Istituto di Vigilanza Urbe, con un presidio organizzato da Savip, Sdl, Rdb e Cisal, che da questa mattina alle 7 si è posizionato di fronte alla loro sede di via Rina Monti. Il presidio sta creando ripercussioni anche sul traffico in via Prenestina, con rallentamenti all'altezza dell'imbocco del Gra. I lavoratori dell'Ancr stanno manifestando per richiamare l'attenzione sulle vicende che hanno portato al commissariamento dell'Istituto, nato Ente morale con obbligo di redistribuzione degli utili in attività socio-assistenziali. Il curatore fallimentare Lucio Francario ha certificato un buco di oltre 80 milioni di euro nel bilancio dell'Ancr-Ivu, nella relazione che ha presentato al tribunale fallimentare di Roma si legge che, tra le cause che hanno prodotto l'insolvenza dell'Ivu ci sono «comportamenti negligenti o dolosi perpetrati a livello dirigenziale». I manifestanti denunciano due questioni: l'applicazione della legge Prodi sulle procedure fallimentari alla loro associazione «nonostante si tratti di un Ente morale che non rientra nella categoria prevista da quella legge», ed il passaggio dei dipendenti dall'Ancr-Ivu ad una nuova azienda. «La direzione aziendale ha proposto ai dipendenti di confluire nella Federazione Provinciale dell'Ancr - dice Vincenzo Del Vicario del Savip - un'azienda nuova di zecca, e non un Ente morale, che proporrebbe ai lavoratori dei contratti peggiori di quelli che hanno attualmente. I dipendenti dell'istituto hanno lo stipendio congelato da settembre ed hanno percepito solo degli acconti. Nel frattempo però la nuova società creata dai vertici dell'Ancr entro questo mese assumerà 150 nuovi dipendenti, si è fatta fallire l'Ancr con scelte dirigenziali sbagliate e ora se ne vogliono accollare i debiti ai lavoratori. Questa vicenda è la Parmalat della vigilanza italiana». Un altro manifestante aggiunge «nel 2005 avevamo 45 milioni di euro di fatturato, inoltre l'azienda ha venduto diversi immobili negli ultimi anni, vogliamo sapere dove sono finiti tutti questi soldi. Sappiamo che ci sono delle indagini in corso da parte del sostituto procuratore D'Ovidio, perché non è possibile che negli ultimi anni, durante il commissariamento, il buco di bilancio dell'associazione sia passato da 30 a 80 milioni di euro, speriamo che le responsabilità di chi ha sbagliato vengano chiarite». 6 febbraio 2008 - Dire AEROPORTO BOLOGNA. RDB: GUALTIERI
METTE TESTA SOTTO SABBIA (DIRE) Bologna, 6 feb. - Giuseppina Gualtieri, presidente di Sab (societa' di gestione dell'aeroporto "Marconi" di Bologna) "sbaglia a pensare che la politica dello struzzo non procuri conflitti crescenti e di difficile gestione". E' il rimprovero-avvertimento spedito dalle Rdb al numero uno del Marconi che ieri ha respinto le ennesime critiche sulle varie falle del sistema degli appalti mosse dal sindacato di base. "Noi- ha detto Gualtieri- riconosciamo le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto nazionale di lavoro. Questa scelta crea inevitabilmente delle tensioni. E' naturale che alcuni possano cercare di fare azioni per avere piu' peso nell'azienda". Pronta dunque la replica delle Rdb che accusano Gualtieri di mettere la testa sotto la sabbia. E questo e' uno dei tre errori che le Rappresentanze sindacali di base imputano alla presidente Sab. "Sbaglia a credere che il piano industriale si possa portare avanti a prescindere dai lavoratori, lasciando fuori dalla porta il sindacato piu' rappresentativo, le Rdb e discutendo solo con i soliti sindacati amici seppur poco rappresentativi tra i lavoratori", dichiara Massimo Betti, responsabile Rdb. Ancora: Gualtieri "sbaglia a voler agire a 'prescindere' dal malaffare con implicazioni criminogene alla base della gestione degli appalti handling". Per Betti, pero', "il problema grave e' che questi sbagli sono volontari e a danno dei lavoratori e del territorio di cui l'aeroporto e' un importante patrimonio". E' poi "stravagante che Gualtieri si lamenti del fatto che le varie gravi problematiche inerenti l'aeroporto vengano rese pubbliche prima di discuterle con lei". Specie dopo che ha "rifiutato ogni relazione con la nostra organizzazione. Noi- le fa notare Betti in una nota- non siamo in grado di trasmetterle telepaticamente le nostre posizioni e convinzioni". Le Rdb tornano poi a mettere sotto accusa "il silenzio inquietante delle cariche istituzionali" rispetto a cio' che sta emergendo dall'inchiesta della magistratura sugli appalti. "Ci chiediamo- rileva Betti- che credibilita' abbia un sindaco o un procuratore capo della repubblica, che tuonano contro lavavetri e scritte murali ma che tacciono quando la criminalita' mette le mani sugli appalti di un azienda di importanza pubblica". Al sindacato di base non resta che sperare che "possano emergere presto diversi atteggiamenti dalla dirigenza dell'aeroporto e dell'amministrazione comunale". 6 febbraio 2008 - Prima GENOVA: PREVISTA PER OGGI LA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA DELLE AGENZIE DEL FISCO(PRIMA) GENOVA "Il contratto delle Agenzie Fiscali è ormai scaduto da 767 giorni. Nessun governo, fosse di centro destra o di centro sinistra, ha voluto rispettare il grande lavoro svolto dai lavoratori del fisco". Questa le parole di protesta e indignazione dei dipendenti delle Agenzie Fiscali. A tal proposito: "Oggi alle ore 10.30 le RdB/CUB saranno con i lavoratori delle Agenzie Fiscali della Provincia di Genova, davanti al Palazzo degli Ufficio Finanziari in Via Fiume da dove partirà un corteo che raggiungerà Vai Roma per effettuare un presidio davanti alla Prefettura per avere un incontro con il Prefetto per richiedere che la discussione sul rinnovo contrattuale riprenda subito, e che la parte economica venga disgiunta da quella normativa, riconoscendo immediatamente, con un accordo separato, gli aumenti salariali; il rinvio della parte normativa ad un momento successivo in cui vi sarà una parte politica. Quando avremo un interlocutore autorevole con cui trattare hanno detto gli esponenti sindacali - allora le nostre proposte saranno: larmonizzazione dellindennità di amministrazione per tutti i profili; la riduzione dei profili retributivi; leliminazione della "tassa sulla malattia"; che venga inserita una norma specifica che preveda i passaggi di area per unalta percentuale di personale". 6 febbraio 2008 - EPolis Roma Emergenza abitativa. Soluzione in vista per le le famiglie sotto sfratto. Vertice con Touadi e GalloroGli inquilini occupano il Municipio per i Colli Portuensi c'è l'incontro Paolo Di Vetta, Asia Rdb: «La proprietà deve bloccare la vendita degli appartamenti a terzi»
Roma - È stato fissato per il 13 febbraio l'incontro tra il Comune, la Regione, il Fondo pensioni Unicredit e il Comitato degli inquilini dei Colli Portuensi 187, per trovare una soluzione alle 35 famiglie i cui appartamenti sono stati messi in vendita dalla proprietà. Già ieri mattina, il sindacato Asia-RdB insieme con gli inquilini, aveva occupato per protesta laula del XVI Municipio. Nel pomeriggio, l'incontro con il presidente del XVI municipio Fabio Bellini, il consigliere delegato all'Emergenza abitativa del Comune, Nicola Galloro, e l'assessore alla Sicurezza, Jean Leonard Touadi. «Abbiamo incontrato i due rappresentanti del Comune che sono venuti qui in municipio per parlare della situazione - ha detto Paolo Di Vetta dellAsia RdB - noi abbiamo ribadito le nostre richieste anche di fronte al presidente del municipio Bellini presente allincontro: la proprietà deve bloccare il meccanismo dei rogiti a terzi. Tutte le famiglie sono disposte ad acquistare gli appartamenti ma non a pagare cifre esorbitanti per la presenza di mediatori». Solo al termine dellincontro i manifestanti hanno lasciato laula del municipio. «È stato deciso - si legge nella nota del municipio - davviare un tavolo di confronto tra il comitato Inquilini e Asia, il Fondo Pensione ex-Cassa di Risparmio di Trieste Unicredit, proprietario delle palazzine, Municipio, Comune di Roma e Regione Lazio, che si riunirà entro la fine della prossima settimana nella sede del Municipio». «L'occupazione dellaula municipale dimostra quanto sia grave lemergenza abitativa nella capitale», ha detto Barbara Saltamartini, coordinatrice nazionale del dipartimento Pari opportunità di An e consigliere alla Provincia. «Unemergenza causata dalle grandi difficoltà economiche in cui versano le famiglie. L'ex governo aveva promesso di intervenire per individuare una serie di misure economiche, ma a distanza di un anno questa promessa è rimasta senza seguito».(M.R.) La Storia. In vendita da febbraio Le palazzine sono abitate da 67 nuclei familiari, di proprietà di Unicredit, messo in vendita alla fine di febbraio 2007. In 32 comprano l'appartamento, ma 35 non possono permetterselo: lo scorso 16 gennaio è partita la raccolta delle firme e solo ieri è stato ottenuto l'incontro con la proprietà. 6 febbraio 2008 - Il Bologna Il caso. Il sindacato: «Rigida lettura della Finanziaria, a casa dopo tre mesi i lavoratori a tempo determinato»Precari licenziati a fine marzo, rischio di paralisi per il Comune Assemblea venerdì per decidere come protestare. Gli asili nido i servizi più a rischio" di Diego Costa
Bologna - Di Rete Precaria, nata nel 2006, non c'è più traccia. Un anno fa i precari della cultura si riunirono in Cappella Farnese per spiegare le loro ragioni. E raccontarono di condizioni demotivanti e ingiuste, di invisibilità, di solitudine; di scelte politiche mancanti o discutibili. Oggi se la Rete si è sfilacciata non è perchè le condizioni dei precari sono cambiate. Semmai proprio per il contrario: incontrarsi, una volta al mese, almeno, voleva dire contare le perdite e ripetere ad libitum problemi senza alcuna soluzione. Ne parliamo perchè la Legge Finanziaria 2008 provocherà a marzo un ulteriore taglio del personale precario. E quello che doveva essere un aut aut positivo, mettendo cioè i datori di lavoro alle strette (basta con i contratti a tempo determinato, ora o si licenzia o si assume) diventa - soprattutto nella pubblica amministrazione - una sentenza di condanna. Lo denunciano le rappresentanze sindacali di base con un documento firmato da Vilma Fabbiani. La quale dà appuntamento all'8 febbraio alle 15.30, nella sede dell'RdB di via san Felice per un'assemblea dei precari del Comune in modo da stabilire forme e modalità di una mobilitazione. In base infatti a ciò che viene imposto dalla Legge Finanziaria non ci sarà alcuna proroga al limite di tre mesi per coloro che sono stati assunti il primo gennaio scorso. Eccezion fatta per chi vanta un contrattoscuola. Nell'ambito sindacale c'è chi interpreta la questione senza addossare responsabilità all'Amministrazione comunale, sottolineando che un accordo unitario sindacale con il Comune stesso per la stabilizzazione di buona parte dei contratti di collaborazione è stato comunque raggiunto. Se il documento Rdb fa riferimento a circa 500 lavoratori precari comunali che il 31 marzo si troveranno senza un lavoro, c'è chi ritiene che alla fine - proprio in base alla stabilizzazione appena citata - il problema riguarderà poco più di 200 dipendenti con contratto a tempo determinato. La caduta del Governo, e quindi l'impossibilità di ricorrere a decreti attuativi, ha determinato la situazione delicata più della stessa volontà dell'Amministrazione. Resta un punto interrogativo che riguarda la tenuta dei servizi comunali laddove i dipendenti comunali con contratto a tempo sono strategici se non indispensabili. «Per esempio nei nidi» sottolinea la nota della Fabbiani «che restano aperti grazie ai precari che a scadenza saranno licenziati». I dati 6 febbraio 2008 - Leggo Roma. LEnte vende gli alloggi e gli inquilini occupano il Municipio Roma - LEnte vende gli alloggi e gli inquilini
occupano il Municipio. Una protesta forte, quella di 35 famiglie di via dei Colli
Portuensi 187 e dellAsia RdB, che è arrivata ieri ad occupare laula
consiliare del XVI Municipio contro limminente vendita degli appartamenti di
proprietà del Fondo Pensione dipendenti ex-Cassa di Risparmio di Trieste, oggi Unicredit:
15 inquilini hanno atteso in Municipio larrivo del Presidente Bellini,
dellassessore alla sicurezza Touadi e del delegato alla sicurezza Galloro. 6 febbraio 2008 - La Repubblica LE RDB Firenze - «Domenici, non essere da meno rispetto a Della Valle: aumenta lo stipendio ai dipendenti comunali fin da marzo, senza aspettare che il teatrino della politica decida di occuparsi dei problemi veri del paese». Ovvero che si chiuda la vertenza del contratto nazionale delle pubbliche amministrazioni, scaduto da più di due anni. E´ l´appello-provocazione che arriva dai sindacati di base (Rdb) di Palazzo Vecchio, che hanno scritto una lettera aperta al sindaco e presidente dell´Anci Leonardo Domenici per chiedergli di aumentare di 100 euro - salvo conguaglio - a partire a marzo la busta paga dei 4.700 dipendenti comunali. Seguendo in qualche modo quella catena di aumenti unilaterali in busta paga inaugurata dall´amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne e poi seguita dal vice di Confindustria Alberto Bombassei per la sua azienda, la Brembo. Aumenti che mandarono su tutte le furie i sindacati confederali. Ma che alle Rdb di Stefano Cecchi evidentemente non sono dispiaciuti: «Crediamo - scrivono - che il datore di lavoro pubblico, di un´amministrazione di centro sinistra oltre che presidente nazionale Anci, non possa davvero essere da meno di Diego Della Valle nel riconoscere ai suoi dipendenti la dignità professionale che meritano». Il patron della Fiorentina ha infatti concesso ai suoi dipendenti (Tod´s) 1.400 euro come contributo una tantum. «Siamo passati da stangata a stangata, da finanziaria lacrime e sangue a finanziaria lacrime e sangue ma la politica dei redditi è rimasta sempre la stessa - è la tesi Rdb - da oltre due anni i dipendenti aspettano quei famosi 100 euro che l´intesa del maggio 2007 tra governo e Cgil, Cisl e Uil ha promesso invano: l´amministrazione fiorentina si assuma le responsabilità che le spettano e conceda l´aumento, pur nella consapevolezza che non basterà ad affrontare un costo della vita sempre più asfissiante». Ma la Cgil non si associa. E anzi critica: «E´ una proposta ridicola, propagandistica. Snaturerebbe il ruolo del sindacato - dice Chiara Tozzi dalla Cgil funzione pubblica - il nostro appello a Domenici è che faccia di tutto per chiudere una vertenza nazionale che dura da 28 mesi». Roma. È stato fissato per il 13 febbraio... Roma - È stato fissato per il 13 febbraio l´incontro tra il Comune, la Regione, il Fondo pensioni Unicredit e il Comitato degli inquilini dei Colli Portuensi 187 per trovare una soluzione alle 35 famiglie di via dei Colli Portuensi i cui appartamenti sono stati messi in vendita dalla proprietà. Per protesta ieri mattina il sindacato Asia-RdB aveva occupato, insieme agli inquilini, l´aula del XVI Municipio: «La proprietà - dice Paolo Di Vetta dell´Asia RdB - deve bloccare il meccanismo dei rogiti a terzi. Tutte le famiglie sono disposte ad acquistare gli appartamenti ma non a pagare cifre esorbitanti per la presenza di mediatori». La presidente dell´aeroporto ha
presentato il piano industriale e ha parlato dell´inchiesta in corso Bologna - E´ uno scatto d´orgoglio che anima la
presidente dell´Aeroporto Giuseppina Gualtieri, nel presentare il piano industriale del
prossimo quinquennio, non solo numeri ma il senso di una svolta. Bisogna darle atto della
fermezza nel rispettare questo impegno nel pieno della bufera portata dall´inchiesta sui
servizi di handling. Mission possibile: portare il Marconi fuori dalla bufera. Alla
conferenza ci sono tutte le autorità, compresi il sindaco Cofferati, il procuratore capo
Di Nicola, il presidente Sangalli della Camera di Commercio, azionista di maggioranza.
C´è Giuliano Gotti, nuovo manager di Marconi Handling, prima azienda del Marconi, al
posto di Sante Cordeschi, indagato. Anche per il 2007 Marconi Handling chiuderà in rosso,
ma l´inchiesta non c´entra. Era previsto, il problema è anche la concorrenza al ribasso
con la Bas dell´ex presidente Sab Angelo Nicoletti, «ma sono parecchie in Italia le
società di handling in perdita», precisa Gualtieri. Ora Sab lascerà Bas, le due
società sono in Tribunale. 6 febbraio 2008 - Libero Sfrattati occupano il municipio XVI: si apre una trattativadi FRANCESCO DI MAJO Roma - Si è aperto uno spiraglio di speranza per le 35 famiglie di via dei Colli Portuensi che rischiano di rimanere senza casa dopo che la banca Unicredit, titolare dell'operazione di vendita agli inquilini, ha deciso di incassare liquidi derivanti da un totale di 67 appartamenti dove vivono famiglie che pagavano l'affitto (fra gli 800 e i 1.000 euro al mese) e che ora rischiano, se non saranno capaci di acquistare gli immobili, di rientrare in quella popolazione romana investita dall'emergenza casa. La disperazione, dettata dalla potenziale perdita della dimora (alcuni inquilini anziani abitano lì da 40 anni), ha portato ieri mattina le persone in questione ad occupare l'Aula consiliare del XVI municipio, per chiedere l'aiuto, in estrema ratio, anche del presidente Fabio Bellini. Alla fine del pomeriggio, dopo aver anche ricevuto la visita dell'as sessore capitolino alla Sicurezza, Jean Leonard Touadi, i residenti hanno lasciato via Fabiola, solo dopo che un incontro fra Banca, residenti, rappresentanza del Comune e sindacati è stata fissata per il prossimo mercoledì proprio nella sede del municipio. Alcuni nuclei hanno effettuato il rogito, così come da accordi privati con la banca, ma i restanti 35 non hanno la capacità monetaria di farlo e chiedono che sia rimandata la decisione o che quantomeno siano ritrattati i termini di tutta l'opera zione. «Questi residenti avevano fatto anche una proposta buona», hanno spiegato Angelo Fascetti e Paolo Di Vetta, entrambi appartenenti ad Asia-Rdb, «costituendosi in cooperativa e proponendo l'acquisto in blocco delle case ad un prezzo ribassato del 14,5% ma la banca non ha accettato. In più, convocata la rappresentanza della banca in Campidoglio dal sindaco Veltroni in persona, loro non si sono presentati», ha continuato, «adducendo la motivazione che non sono loro i responsabili ma il Fondo pensione legato alla banca e titolare di tutta la vicenda». Ieri mattina, oltre al presidente Bellini erano presenti tutte le componenti politiche del consiglio, da Antonio Aumenta e Marco Valente di An, fino a Luca Crisciotti (Udc) e Massimiliano Ortu (Prc), per dare solidarietà ai cittadini e per impegnarsi a trovare una soluzione percorribile. «Abbiamo fatto il possibile», ha dichiarato in serata Touadi, «ma la trattativa è privata e il Comune può solo catalizzare gli incontri delle parti. È naturale che i rogiti partiti in questi giorni e che arriveranno nei gironi a seguire, saranno anch'essi oggetto della discussione che avverrà mercoledì. Speriamo di trovare una soluzione ottima per tutti, in primis per i residenti». 6 febbraio 2008 - Il Sole 24 Ore Per lo scalo di Bologna piano di crescita
da 200 milioni BOLOGNA - Decolla nella bufera il nuovopiano
industriale per l'aeroporto Marconi di Bologna con due contrapposte conferenze stampa. Da
una parte la presidente dello scalo emiliano, Giuseppina Gualtieri, annuncia 200 milioni
di investimenti per riqualificare il terminal passeggeri, ampliare il piazzale aeromobili,
potenziare i parcheggi e arrivare così nel 2012a 5,3 milioni di passeggeri. Una cifra che
potrebbe salire a 6,3 milioni se vi sarà un forte incremento dei voli low cost. 6 febbraio 2008 - Liberazione Trentadue sono senza posto, gli
altri hanno avuto contratti a termine con altre ditte. Senza alcun rimborso Bologna - Mentre i vertici dell'aeroporto di Bologna
presentavano il piano industriale del Marconi, ieri mattina un'aereo Iberia ha sbagliato
la curva ed è finito nell'erba, con grande spavento per un centinaio di passeggeri. Il
presagio non è bello ma la Società Aeroporto di Bologna non si scoraggia e vola alto,
puntando a raggiungere i 10 milioni di passeggeri all'anno nel 2022. 6 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino A rischio 500 precari Bologna - IL COMUNE taglia 500 precari. A
lanciare lallarme sono le Rdb, dopo che lamministrazione ha diramato una
circolare in cui, secondo la sindacalista Vilma Fabbiani, spiega che intende applicare
rigidamente quanto dispone la Finanziaria per i lavoratori a tempo determinato, cioè
«prevedendo il limite di tre mesi di contratto per ogni lavoratore, senza possibilità di
proroga». Unica eccezione riguarda chi ha il contratto scuola. Insomma, un contratto
stipulato il primo gennaio 2008 scade inderogabilmente il 31 marzo, mentre quelli
sottoscritti nel 2007 «alla loro scadenza non verranno rinnovati». «Pendolini ad alto rischio»
Vertice da Trenitalia BOLOGNA IL GIALLO dei guasti ai Pendolini si potrebbe chiarire oggi a Firenze. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza otto ferrovieri, capitreno e macchinisti di mezza Italia, da Verona a Napoli sono stati convocati da Gervasio Galiena, capo delle relazioni industriali di Trenitalia. Lunedì le Rls avevano scritto anche al ministro Alessandro Bianchi e ai vertici dellazienda per comunicare una sorta di sciopero bianco. DOPO una serie di guasti quattro su cinque sulla Direttissima Roma-Firenze, con i Pendolini lanciati ad alta velocità i ferrovieri avevano raccomandato ai colleghi di rallentare. Per precauzione. Non superare i 160 chilometri allora con gli Etr 460, 480 e 485; non andare oltre i 140 con gli Etr 470. Troppi casi non ancora chiariti, è laccusa delle Rls. Episodi «causati dalla rottura e dalla perdita di importanti parti meccaniche e da principi di incendi, anche in galleria». LULTIMO il 25 gennaio, vicino a Firenze. Dopo la denuncia inviata anche alle procure di Roma, Firenze, Bologna e Orvieto Trenitalia aveva fatto sapere di aver individuato e analizzato le cause allorigine degli «inconvenienti», e di aver «già intrapreso tutte le azioni correttive necessarie a garantire la circolazione in sicurezza». Parola chiave. Ma i ferrovieri aspettano ancora spiegazioni convincenti. «SONO PASSATE quasi due settimane dallultimo episodio ma non ci sentiamo affatto rassicurati, vogliamo capire cosè successo e quali soluzioni ha deciso lazienda», ragiona Roberto Santi, tra i firmatari di un esposto alla procura bolognese. Qualche giorno fa è stato sentito, con altri colleghi, anche dai magistrati di Orvieto che indagano sul guasto del 7 gennaio. Quando centinaia di viaggiatori di un Etr 485 si ritrovarono a piedi. MA PERCHÉ almeno quattro dei casi segnalati dagli Rls si sono concentrati sulla Roma-Firenze? «Quello è lunico tratto, lungo, che consente di superare i 200 chilometri allora è la ricostruzione di Santi . Non può essere casuale. Perché sulla Roma-Napoli lazienda non fa circolare i Pendolini. E sulla linea di Novara il percorso è breve. I motori, così, non vanno sotto sforzo. Saremo soddisfatti solo se Trenitalia ci dimostrerà che su quei Pendolini, che a quanto ci risulta sono una quarantina, sono stati fatti gli interventi necessari. Un Etr di quel tipo ha dodici motori». Alessandro Pellegatta, macchinista di Varese, rls e sindacalista del Cub, annota che «il comune denominatore di questi episodi è lalta velocità. Per questo abbiamo chiesto ai colleghi di rallentare. Lo farei anchio, anche se in questo periodo non mi è capitato di guidare un Pendolino. Sciopero bianco? No, non mi pare una definizione appropriata. Chiamiamola iniziativa di autotutela. Ci aspettiamo un chiarimento definitivo dallincontro di Firenze. Vogliamo sapere nei dettagli cosè successo e soprattutto quali precauzioni sono state prese. Cosa faremo se non saremo convinti? Lo valuteremo tutti insieme». Giuseppe Pinto, capotreno bolognese, saspetta di capire «quello che è stato chiesto allazienda ormai molte settimane fa, notizie precise sullorigine di queste avarie, che per fortuna non hanno avuto conseguenze pesantissime». «NON È allarmismo insiste è la legge che mi dice di farlo. Abbiamo spedito la prima lettera il 13 gennaio, non abbiamo mai avuto risposta. Alcuni di questi treni erano al loro primo viaggio dopo la sostituzione dei motori per normale revisione. I motivi dei guasti possono essere tanti. Ce li devono spiegare». 6 febbraio 2008 - Il Mattino di Padova FAST COOP, TAVOLO DI TRATTATIVA LIMENA - Dopo giorni di serrate polemiche si è giunti
ieri mattina ad aprire un tavolo di trattativa per i quasi cento ex addetti alle consegne
della cooperativa Fast Gesconet che si occupa, in appalto, di recapitare pacchi, lettere e
buste per conto della multinazionale di distribuzioni TNT. La vertenza nasce lo scorso 25
gennaio, quando gli operai della Fast Coop, che iniziavano il turno pomeridiano nel
magazzino Tnt di Limena, si sono trovati a sorpresa i locali chiusi e vuoti. 6 febbraio 2008 - Lameziaweb Sindacati e Regione, Rdb/Cub rivendica il suo ruolo «È un momento positivo per il sindacato Rdb/Cub costituito delle passate elezioni Rsu, dove il sindacato ha riscontrato un'importante crescita in tutti i settori, malgrado il chiaro ostruzionismo che ha dovuto subire in tutti i posti di lavoro, ad opera sia dei dirigenti che degli altri sindacati, intenti solo a coltivare il proprio orticello». Questo è stato detto in una riunione dell'esecutivo regionale del sindacato autonomo allargata alle federazioni provinciali. Particolare attenzione è stata posta sui rapporti con le istituzioni e con la giunta regionale in particolare, con la richiesta chiara e forte del «giusto riconoscimento politico che questa organizzazione sindacale rivendica. Si prenda atto dell'accresciuto peso politico conquistato sempre più nei mesi scorsi, che ha portato il sindacato ad essere soggetto sindacale riconosciuto nelle trattative con il governo nazionale, ma non dal governo regionale». L'assemblea ha deciso di mettere in atto tutte le iniziative necessarie «per superare questo boicottaggio che così tanto penalizza i lavoratori ed i loro rappresentanti». Gli interventi dei numerosi delegati, hanno portato l'esecutivo a calendarizzare alcune prossime scadenze e ad individuare i grandi obiettivi che guideranno le RdB/Cub nei prossimi mesi, tesi a rafforzare ulteriormente il sindacato «la cui presenza e la cui attività all'interno della Calabria è una realtà consolidata dalla quale non si può prescindere». 6 febbraio 2008 - La Stampa L'Istituto alle prese con la
gestione degli uffici regionali Tutti sappiamo che cosa è l'Istat, l'istituto che elabora le statistiche nazionali. Da alcuni anni nei suoi uffici regionali accadono cose strane: vengono a mancare i direttori e invece di sostituirli l'interim viene affidato ad altri. Con risultati un po' cervellotici a giudicare da quanto denuncia l'Usi/Rdb, il sindacato di base della ricerca. Perché, ad esempio, l'ufficio di Milano deve essere gestito da Cagliari quando esistono sedi regionali molto più vicine come Torino, Bologna o Venezia? E perché Napoli deve scomodare il dirigente di Perugia invece di quello di Campobasso o di Roma, ben più a portata di mano? Bologna si occupa di Potenza, che proprio dietro l'angolo non è. E Bari è affidata a Palermo invece che a Campobasso o Pescara che non richiederebbero l'attraversamento di uno stretto. Non abbiamo nulla contro i gemellaggi fra regioni diverse dell'Italia potrebbe anche diffondere lo spirito patrio almeno all'interno dell'Istituto di statistica ma perchè farlo facendo pagare i biglietti e le diarie agli italiani? 6 febbraio 2008 - La Gazzetta di Reggio Maggioranza sfilacciata, ma
lIrpef passa Reggio E. - Nonostante gli sfilacciamenti interni alla
maggioranza, ieri alla fine in consiglio la manovra è passata. E stavolta è certo:
laddizionale comunale Irpef sale dallo 0,2 allo 0,5%. Due conti in tasca: chi
guadagna 2mila euro al mese ora dovrà sborsare 120 euro lanno, e non più 44. Ma
siccome la medicina può risultare amara da ingurgitare, la giunta di contro ha cosparso
di miele lorlo del bicchiere. 5 febbraio 2008 - Ansa CASA: COMITATO COLLI PORTUENSI OCCUPA AULA XVI MUNICIPIO(ANSA) - ROMA, 5 FEB - Circa 15 inquilini del comitato di viale dei Colli Portuensi insieme ad esponenti dall'AS.I.A RdB hanno occupato l'aula consiliare del XVI Municipio. Lo ha reso noto lo stesso comitato sottolineando che la protesta nasce «dal negato incontro con il Presidente Bellini, incontro richiesto dal Comitato e dall'AS.I.A per affrontare il problema che vede 35 famiglie dei Colli Portuensi a imminente rischio di perdita dell'alloggio dove hanno vissuto per oltre 40 anni, di propriet del Fondo Pensione dipendenti ex-Cassa di Risparmio di Trieste, oggi Unicredit». Gli occupanti hanno sollecitato il coinvolgimento del sindaco Veltroni e hanno reso noto che rimarranno nell'aula consiliare fino a che non otterranno l'incontro richiesto. 5 febbraio 2008 - Adnkronos BOLOGNA: RDB, 500 PRECARI IN COMUNE
A RISCHIO LICENZIAMENTO Bologna, 5 feb. - (Adnkronos) - Sono circa 500 i lavoratori precari del Comune di Bologna che rischiano il licenziamento. A denunciarlo le Rdb, ricordando che in una circolare diramata dall'amministrazione si chiarisce l'intenzione di «applicare rigidamente a legge finanziaria 2008 per quanto attiene i lavoratori a tempo determinato, prevedendo il limite di tre mesi di contratto per ogni lavoratore, senza possibilità di alcuna proroga (ad eccezione di chi ha il contratto scuola). Questo vuol dire che un contratto stipulato il primo gennaio 2008 scade inderogabilmente il 31 marzo, mentre i contratti stipulati nel 2007 alla loro scadenza non verranno rinnovati». Qualora venisse dato seguito all'annuncio daranno circa 500 i diretti interessati e questo «è di una enorme gravità - scrive Vilma Fabbiani delle Rdb - non solo per i lavoratori, ma anche per la tenuta stessa dei servizi comunali». In particolare Fabbiani fa riferimento «agli asili nido che riescono ad essere aperti grazie ai precari i quali alla scadenza dei contratti saranno semplicemente licenziati». «Non c'è che dire - afferma scarstica - il Governo Prodi e la Giunta Cofferati hanno mantenuto la promessa di eliminare il precariato. Peccato che invece di assumerli in pianta stabile li licenzino. Da parte nostra - assicura Fabbiani infine - continuiamo la lotta contro queste scelte, per l'assunzione del precariato presente ancora massicciamente nel Comune di Bologna e senza escludere il ricorso allo sciopero». Venerdì alle 15,30 alla sala di Via San Felice è indetta l'assemblea dei precari del Comune di Bologna dove verranno decisi le forme e i tempi della mobilitazione. CASA: ROMA, COMITATO COLLI PORTUENSI
OCCUPA AULA CONSILIARE XVI MUNICIPIO Roma, 5 feb. (Adnkronos) - Circa 15 inquilini del Comitato di viale dei Colli Portuensi 187 insieme ad esponenti dall'Asia RdB hanno da poco occupato l'aula consiliare del XVI Municipio di Roma. «La protesta - si legge in una nota di Asia RdB - nasce dal negato incontro con il presidente Bellini, incontro richiesto dal Comitato e dall'Asia per affrontare il problema che vede 35 famiglie dei Colli Portuensi a imminente rischio di perdita dell'alloggio dove hanno vissuto per oltre 40 anni, di proprietà del Fondo Pensione dipendenti ex-Cassa di Risparmio di Trieste, oggi Unicredit». «Nell'aula del Consiglio occupato si sono verificati momenti di tensione a fronte della dichiarata impossibilità da parte del presidente del XVI ad intervenire sulla questione. Gli occupanti hanno dunque sollecitato il coinvolgimento del sindaco Veltroni e rendono noto che permarranno nell'aula consiliare fino a che non otterranno l'incontro richiesto. L'assessore alla Sicurezza Jean Leonard Touadi sta intanto raggiungendo la sede del Consiglio del XVI Municipio», conclude Asia Rdb. CASA: SOLDÀ (IDV), A ROMA SERVE PIANO GESTIONE PER EMERGENZA ABITATIVA Roma, 5 feb. - (Adnkronos) - «Purtroppo ci troviamo ancora una volta alle prese con l'emergenza casa, questione che da tempo crea disagio sociale a Roma. È necessario un piano condiviso dall'Amministrazione comunale, dagli enti e dai costruttori per cercare di capovolgere la situazione attuale. Inoltre, si dovrebbe valutare l'elaborazione di un disegno di legge specifico». Lo ha dichiarato Roberto Soldà, segretario romano dell'Italia dei valori, commentando la manifestazione, organizzata ieri a Roma in piazza Ss Apostoli sotto la Prefettura da un gruppo di senza casa e Asia RdB, per chiedere un intervento sugli sfratti da parte del prefetto Carlo Mosca. «Spesso - ha concluso Soldà - sono i cittadini disagiati a trovarsi travolti dal dramma degli sfratti ed è nostro dovere stare vicino ai cittadini, soprattutto a quelli in difficoltà». CASA: ROMA, TAVOLO CONFRONTO CON
COMITATO INQUILINI COLLI PORTUENSI Roma, 5 feb. - (Adnkronos) - I rappresentanti del Comitato Inquilini dei Colli Portuensi 187 e dell'Asia RdB sono stati ricevuti a via Fabiola nel pomeriggio dal presidente del Municipio Roma XVI, Fabio Bellini, insieme al consigliere delegato all'Emergenza abitativa del Comune di Roma, Nicola Galloro, e all'assessore capitolino alla Sicurezza, Jean Leonard Touadi. È stato deciso d'avviare un tavolo di confronto tra il Comitato Inquilini e Asia, il Fondo Pensione ex-Cassa di Risparmio di Trieste Unicredit, proprietario delle palazzine, Municipio, Comune di Roma e Regione Lazio, che si riunirà entro la fine della prossima settimana nella sede del Municipio. «Abbiamo sempre seguito da vicino la vicenda delle 35 famiglie di residenti che rischiano di perdere la casa - afferma il presidente Fabio Bellini - Ciò è dimostrato da atti e fatti». CASA: ROMA, TOLTA OCCUPAZIONE AL
CONSIGLIO DEL MUNICIPIO XVI Roma, 5 feb. (Adnkronos) - È cessata nel tardo pomeriggio l'occupazione dell'aula consiliare del XVI Municipio di Roma, attuata questa mattina dai rappresentanti del Comitato Inquilini dei Colli Portuensi 187 e dell'Asia RdB, per protestare contro il mancato incontro richiesto al presidente Fabio Bellini sul problema delle 35 famiglie di residenti a imminente rischio di perdita dell'alloggio. Al Consiglio del XVI sono giunti il delegato all'Emergenza abitativa del Comune di Roma Nicola Galloro e l'assessore alla Sicurezza Jean Leonard Touadi, che insieme al presidente del Municipio Bellini hanno incontrato gli occupanti. Dall'incontro, riferisce Asia Rdb, «è emerso il significativo impegno all'avvio di un tavolo di confronto per il prossimo 12 febbraio, che riunirà Municipio XVI, Comune di Roma, Regione Lazio, Comitato Inquilini e Asia, unitamente alla proprietà delle palazzine, il Fondo Pensione ex-Cassa di Risparmio di Trieste - Unicredit, che fino ad oggi non aveva dato disponibilità al dialogo». L'Asia RdB ììribadisce la necessità di bloccare vendite e rogiti delle abitazioni dei Colli Portuensi e considera il risultato odierno come un passo importante nel percorso di mobilitazione per il diritto all'abitare«. 5 febbraio 2008 - Omniroma CASA, INQUILINI COLLI PORTUENSI OCCUPANO SEDE MUNICIPIO XVI (OMNIROMA) Roma, 05 feb - Occupata questa mattina la sede del XVI Municipio di via Fabiola da una quindicina di famiglie del «Comitato inquilini Colli Portuensi 187» insieme al sindacato Asia Rdb. Gli occupanti chiedono un incontro con il Comune per discutere la situazione delle famiglie che vivono nelle case in vendita di via dei Colli Portuensi. «Vista l'inadeguatezza del Municipio ad affrontare la situazione abbiamo chiesto l'intervento del Comune - ha detto Paolo Di Vetta dell'Asia Rdb - La proprietà sta già vendendo alcuni appartamenti e l'amministrazione municipale non vuole fare niente. Incontreremo in giornata l'assessore comunale alle Politiche della sicurezza, Jean Léonard Touadi». Fuori dal Municipio gli occupanti hanno issato striscioni e bandiere mentre c'è stato qualche momento di tensione durante l'irruzione dei manifestanti. CASA, INQUILINI COLLI PORTUENSI OCCUPANO AULA MUNICIPIO XVI (OMNIROMA) Roma, 05 feb - È stato fissato per il 13 febbraio l'incontro tra il Comune, la Regione, il Fondo pensioni Unicredit e il Comitato degli inquilini dei Colli Portuensi 187, per trovare una soluzione alle 35 famiglie di via dei Colli Portuensi i cui appartamenti sono stati messi in vendita dalla proprietà. A dare notizia della data dell'incontro è il sindacato Asia-RdB che stamani, insieme agli inquilini, aveva occupato per protesta l'aula del XVI Municipio. «Abbiamo incontrato i due rappresentanti del Comune che sono venuti qui in municipio per parlare della situazione - ha detto Paolo Di Vetta dell'Asia RdB - noi abbiamo ribadito le nostre richieste anche di fronte al presidente del municipio Bellini presente all'incontro: la proprietà deve bloccare il meccanismo dei rogiti a terzi. Tutte le famiglie sono disposte ad acquistare gli appartamenti ma non a pagare cifre esorbitanti per la presenza di mediatori». Al termine dell'incontro, terminato pochi minuti fa, i manifestanti hanno lasciato l'aula del municipio. CASA, BELLINI (MUN. XVI) RICEVE COMITATO COLLI PORTUENSI (OMNIROMA) Roma, 05 feb - «I rappresentanti del comitato inquilini dei Colli portuensi 187 e dell'Asia Rdb, sono stati ricevuti a via Fabiola nel pomeriggio dal presidente del Municipio XVI, Fabio Bellini, insieme al consigliere delegato all'Emergenza abitativa del Comune di Roma, Nicola Galloro, e all'assessore capitolino alla Sicurezza, Jean Leonard Touadi». Lo comunica, in una nota, il Municipio XVI. È stato deciso - prosegue la nota - d'avviare un tavolo di confronto tra il comitato Inquilini e Asia, il Fondo Pensione ex-Cassa di Risparmio di Trieste Unicredit, proprietario delle palazzine, Municipio, Comune di Roma e Regione Lazio, che si riunirà entro la fine della prossima settimana nella sede del Municipio«. »Abbiamo sempre seguito da vicino la vicenda delle delle 35 famiglie di residenti che rischiano di perdere la casa - afferma il presidente Fabio Bellini - Ciò è dimostrato da atti e fatti«. 5 febbraio 2008 - Dire MUNICIPIO XVI. COMITATO COLLI PORTUENSI OCCUPA AULA (DIRE) Roma, 5 feb. - Circa 15 inquilini del Comitato di viale dei Colli Portuensi 187 insieme ad esponenti dall'Asia-Rdb hanno da poco occupato l'aula consiliare del XVI Municipio. Lo fa sapere una nota degli stessi occupanti, precisando che la protesta nasce "dal negato incontro con il presidente Bellini, incontro richiesto dal Comitato e dall'Asia per affrontare il problema che vede 35 famiglie dei Colli Portuensi a imminente rischio di perdita dell'alloggio dove hanno vissuto per oltre 40 anni, di proprieta' del Fondo Pensione dipendenti ex-Cassa di Risparmio di Trieste, oggi Unicredit". Nell'aula del Consiglio occupato -spiega la nota- si sono verificati momenti di tensione a fronte della dichiarata impossibilita' da parte del presidente del XVI ad intervenire sulla questione. Gli occupanti hanno dunque sollecitato il coinvolgimento del sindaco Veltroni e rendono noto che permarranno nell'aula consiliare fino a che non otterranno l'incontro richiesto. L'assessore alla Sicurezza, Jean Leonard Touadi', sta intanto raggiungendo la sede del Consiglio del XVI Municipio. COMUNE BOLOGNA. RDB: LICENZIAMENTO
INCOMBE SU 500 PRECARI (DIRE) Bologna, 5 feb. - Il Comune di Bologna "taglia" 500 lavoratori precari. A lanciare questo allarme sono le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) dopo che l'amministrazione ha diramato una circolare in cui, racconta Vilma Fabbiani (sindacalista delle Rdb), spiega che intende applicare rigidamente quanto disposto dalla Finanziaria per i lavoratori a tempo determinato, cioe' "prevedendo il limite di tre mesi di contratto per ogni lavoratore, senza possibilita' di alcuna proroga". L'unica eccezione riguarda chi ha il contratto scuola. In altre parole, un contratto stipulato l'1 gennaio di quest'anno scade inderogabilmente il 31 marzo, mentre quelli sottoscritti nel 2007 "alla loro scadenza non verranno rinnovati". Ebbene, secondo i calcoli del sindacato di base, "complessivamente questa decisione interessera' almeno 500 precari comunali" ed e' un fatto di "enorme gravita' non solo per le lavoratrici e i lavoratori precari ma anche per la tenuta stessa dei servizi comunali", avverte Fabiani. Un esempio: gli asili nido "riescono ad essere aperti grazie ai precari i quali alla scadenza dei contratti saranno semplicemente licenziati". L'orientamento di Palazzo D'Accursio ispira quindi una caustica amarezza nel sindacato di base: "Non c'e' che dire, il Governo Prodi e la Giunta Cofferati hanno mantenuto la promessa di eliminare il precariato. Peccato che invece di assumerli in pianta stabile li licenzino", scrive Fabbiani in una nota. Le Rdb, comunque, non vogliono restare a guardare mentre i precari dell'amministrazione perdono il posto. Promettono quindi di continuare "la lotta contro queste scelte, per l'assunzione del precariato presente ancora massicciamente nel Comune di Bologna e senza escludere il ricorso allo sciopero". Venerdi' prossimo, alle 15.30 nel circolo dei dipendenti comunali di via San Felice, si terra' un'assemblea dei precari di Palazzo D'Accursio e in quella sede, avverte Fabbiani, "decideremo le forme e i tempi della mobilitazione". MUNICIPIO XVI. TERMINATA OCCUPAZIONE AULA CONSIGLIO (DIRE) Roma, 5 feb. - E' terminata nel tardo pomeriggio l'occupazione dell'aula consiliare del XVI Municipio, attuata questa mattina dai rappresentanti del Comitato Inquilini dei Colli Portuensi 187 e dell'Asia-Rdb, "per protestare contro il mancato incontro richiesto al presidente Fabio Bellini sul problema delle 35 famiglie di residenti a imminente rischio di perdita dell'alloggio". Al Consiglio del XVI sono giunti il Delegato all'emergenza abitativa del Comune di Roma Nicola Galloro e l'assessore alla Sicurezza Jean Leonard Touadi', che insieme al presidente del Municipio Bellini hanno incontrato gli occupanti. Dall'incontro -spiega una nota di Asia-Rdb- e' emerso il significativo impegno all'avvio di un tavolo di confronto per il 12 febbraio, che riunira' Municipio XVI, Comune di Roma, Regione Lazio, Comitato Inquilini e Asia, unitamente alla proprieta' delle palazzine, il Fondo Pensione ex-Cassa di Risparmio di Trieste-Unicredit, "che fino ad oggi non aveva dato disponibilita' al dialogo". L'Asia-Rdb ribadisce "la necessita' di bloccare vendite e rogiti delle abitazioni dei Colli Portuensi e considera il risultato odierno come un passo importante nel percorso di mobilitazione per il diritto all'abitare". COMUNE BOLOGNA. RDB: C'E' SPIRAGLIO
PER I PRECARI A RISCHIO (DIRE) Bologna, 5 feb. - Parziale schiarita sulla vertenza che riguarda i circa 500 lavoratori precari del Comune di Bologna, a rischio licenziamento secondo il sindacato di base Rdb in virtu' di una norma della Finanziaria. Oggi qualche chiarimento e' venuto dall'assessore comunale al Bilancio Paola Bottoni, incontrata dalle Rdb nell'ambito del confronto con le parti sociali sul bilancio 2008. "L'assessore ha capito il problema- riferisce Massimo Betti di Rdb- che si potrebbe risolvere parzialmente con regole per dare occupazione a 300 dei lavoratori precari, occupati soprattutto nella scuola e in particolare negli asili". Venerdi' comunque, come previsto, si terra' un'assemblea dei precari coinvolti. Alla trattativa sul bilancio, le Rdb portano con forza anche la questione aeroporto, con la richiesta di un tavolo ad hoc e di un'authority che controlli tutte le societa' partecipate da palazzo D'Accursio. Ma c'e' anche la devolution dei quartieri, bocciata in una consultazione tenuta dal sindacato tra i lavoratori. Rdb e Comune torneranno a confrontarsi il 17 febbraio, ma "se non ci verranno incontro- mette in chiaro Betti- la trattativa e' in salita". Sembra invece volgere al sereno il confronto dell'amministrazione con Cgil, Cisl e Uil. 5 febbraio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 5
- Anno V
5 febbraio 2008 - Corriere della Sera Emergenza casa Roma - Marco, il figlio, «picchettava» un civico di
via di Donna Olimpia dal mattino presto. Sua madre, Maria Concetta Sisinni - anni 75,
vedova, ex donna delle pulizie, 1000 euro di pensione al mese - veniva fatta uscire dalla
sua abitazione di Cinecittà, dall'ufficiale giudiziario e tre poliziotti in borghese. La
cronaca di un venerdì qualunque (l' 1 febbraio scorso) diventa così una piattaforma di
protesta. Si chiede al prefetto Carlo Mosca di intervenire «affinchè gli sfratti vengano
bloccati soprattutto quando colpiscono persone anziane e con problemi di salute o famiglie
con bambini» (per inciso: i problemi circolatori della signora Sisinni non hanno pesato
nell'esecuzione del provvedimento). Al sit-in sotto palazzo Valentini, sono presenti
rappresentanze sindacali di base, famiglie sotto sfratto e altre titolari delle vette più
alte nella graduatoria comunale (quindi già senza alloggio). Più i consiglieri Fabio
Nobile del Pdci, Adriana Spera di Rifondazione e Nando Simeone di sinistra critica. 5 febbraio 2008 - Il Giornale DallAsia Rdb Cub appello al prefetto: «Stop agli sfratti e agli sgomberi» Roma - Una trentina di rappresentanti del sindacato Asia RdB Cub hanno manifestato ieri mattina davanti a Palazzo Valentini, sede della Prefettura. Sullo striscione esposto la frase «Stop: sfratti e sgomberi» in particolare per le categorie protette. A dare sostegno ai manifestanti il capogruppo dei Comunisti italiani in Campidoglio Fabio Nobile e il consigliere provinciale di Sinistra critica Nando Simeone. I manifestanti hanno ottenuto di essere ricevuti dal prefetto. Lincontro dovrebbe avvenire in queste ore. 5 febbraio 2008 - EPolis Roma Sfratti, un presidio permanente "se il prefetto non interviene"AS.I.A. RdB in piazza Santi Apostoli chiede un incontro a Carlo Mosca di Marta Rossi
Roma - Un incontro dal Prefetto e un picchetto in piazza Santi Apostoli. Le Asia Rdb si mobilitano contro gli sfratti e si preparano, spiegano a presidiare in modo permanente la Prefettura se non dovessero essere ascoltate le esigenze della gente. Il simbolo di questa protesta è Maria Concetta Sisinni, 77 anni che fino a venerdì scorso viveva in via dei Salesiani, a Cinecittà. Viveva perché il nuovo proprietario dellappartamento (ex proprietà Ina) lha sfrattata, mettendola alla porta, "senza nemmeno farle prendere le medicine", racconta il figlio (attivista delle Rdb che in quel momento partecipava a un picchetto antisfratto a Monteverde), "o la biancheria" spiega lei. Che racconta: "Non sapevo che sarei stata sfrattata il 1 febbraio. Mi avevano detto che lufficiale giudiziario sarebbe arrivato l11. Ora sono ospite di una vicina di casa ma ho problemi per prendere i miei effetti personali. Nessuno dal Comune è venuto a parlare con me". La storia della signora Maria Concetta è lennesimo pezzo di un puzzle che a Roma si va componendo mese dopo mese: lincubo degli sfratti. Perché nella Capitale ci sono 2.850 provvedimenti esecutivi, e solo entro questo mese ne verranno effettuati venti: il 27 a San Lorenzo riguarderanno due persone di 78 e 82 anni. "Il 52 per cento di queste persone sono ultrasessantacinquenni" spiega Paolo Di Vetta, attivista dellAsia Rdb. "Le dimissioni di Prodi hanno prodotto una situazione paradossale per lemergenza abitativa- spiega- Il disegno di legge in discussione non è più andato avanti e il Consiglio dei ministri il 1 febbraio ha deciso per un provvedimento urgente a salvaguardia delle cosiddette categorie protette, proprio mentre la signora Maria Concetta di settantasette anni veniva sfrattata a Roma. Le ultime notizie ci dicono che lorientamento è quello di inserire il provvedimento sugli sfratti nel decreto mille proroghe e che ci vorranno 15-20 giorni perché sia operativo- prosegue-. Nel frattempo non conosciamo le intenzioni della Prefettura e della Questura per i prossimi accessi". Alla mobilitazione in piazza Santi Apostoli ci sono anche Fabio Nobile, capogruppo dei Comunisti italiani in Campidoglio e Adriana Spera, di Rifondazione. "Va fatto subito il decreto per bloccare gli sfratti oltre allincontro con il prefetto. Insieme con il lavoro, la precarietà, il salario, la casa è un argomento importante da inserire nellagenda di governo", dice Nobile. Attacca Spera: "E da rivedere la legge 431, oltre a usare i 20 miliardi del tesoretto per ricostruire case popolari. E poi, in questa città serve un piano di edilizia per gli studenti". Con loro anche Nando Simeone, della Sinistra critica: "Intervenga il prefetto affinché gli sfratti forzati vengano bloccati soprattutto quando colpiscono persone anziane e con problemi di salute o famiglie con bambini". Anche Luigi Camilloni, dellOsservatorio sociale, chiede "un vero e proprio programma abitativo, reperendo le aree da destinare alla costruzione di nuovi alloggi popolari e requisendo gli immobili degli enti pubblici e previdenziali sfitti per lemergenza abitativa in modo da evitare tensioni". Perché " le soluzioni ci sono". Quello che manca, invece, "è la volontà politica". La chiave: Racconta la signora Bruna, affittuaria di un appartamento in via della Lega Lombarda e con uno sfratto esecutivo: "La proprietà ci sta mandando via per affittare le case agli studenti, per 500 euro a posto letto". 2. I provvedimenti a San Lorenzo Il 27 febbraio in via dei Marrucini verranno eseguiti due sfratti, con luso della forza pubblica. Tra questi, quello della signora Maria Luisa, alla quale è stato proposto un alloggio in un istituto di suore. 5 febbraio 2008 - Liberazione Tra appalti e subappalti tagliati
«pezzi di stipendio Bologna - Un viaggiatore che passa per l'aeroporto
Marconi di Bologna difficilmente si chiede cosa c'è dietro a uno scalo da 4,3 milioni di
passeggeri nel 2007, aumentati del 9% rispetto all'anno precedente. A parte le attese
medie al ceck-in di un quarto d'ora, il passeggero si trova in una delle migliori
strutture aeroportuali per metriquadri a sua disposizione (2,5 secondo i dati diffusi il 4
febbraio dalla Fondazione Civicum), per numero di cancelli, banchi per il ceck-in e nastri
trasportatori per i bagagli. Il nostro passeggero forse non sa che questo aeroporto è
«in esercizio provvisorio» da settembre, perché l'Enac, l'autorità per l'aviazione
civile, non ha ancora ricevuto la documentazione completa da parte degli handler, le
società che gestiscono i servizi a terra, necessaria per concedere loro tutte le
autorizzazioni. E forse non sa che questo scalo è finito sotto la lente della Procura
cittadina, che ha iscritto 13 persone nel registro degli indagati (tra queste un ex
ufficiale dei carabinieri) con l'ipotesi di associazione a delinquere per truffa ai danni
dei lavoratori e frode in pubbliche forniture; per alcuni di loro si è aggiunta l'ipotesi
di corruzione. Si tratta di esponenti del consorzio Doro Group, che fino a settembre ha
gestito i servizi di carico e scarico bagagli, poi se n'è andata lasciando un buco
all'Inps (che potrebbe ammontare a 2 milioni di euro), 178 lavoratori senza due mensilità
e molto lavoro al pm Antonello Gustapane; ma ci sono anche un manager di una delle
società che gestiscono lo scalo (Marconi Handling), Sante Cordeschi, e un ex presidente
nazionale dell'Enac, Alfredo Roma, attuale responsabile per conto del governo del progetto
Galileo per la navigazione satellitare civile (finanziato dall'Agenzia spaziale europea e
avversario del sistema statunitense GPS), entrambi accusati di corruzione. 5 febbraio 2008 - Il Gazzettino SINDACATO RDBCUB Vicenza - «Perché Hllweck non ha mai chiesto l'area del Dal Molin al ministero del Tesoro? Visto che è stata regalata agli Usa, potevano regalarla alla città». La domanda arriva da Germano Raniero, segretario vicentino del sindacato RdbCub, che attacca anche dell'ordine del giorno con il quale Palazzo Trissino ha detto il suo sì condizionato alla base Usa bis: «Quell'odg è superato dai fatti ed è stato una furbata, un trucco ben congegnato. Non ci siamo cascati allora, perché dovremo cascarci adesso? Cosa ci importa di quelle condizioni, se vengono o no rispettate? Hllweck e Costa discutendo di lato ovest, lato est, pista civile, complanare, falde acquifere, non hanno nessuna intenzione di perdere la partita, cioè di non fare la base». E ancora. «A Vicenza da bravi provincialotti pur di non perdere la partita i nostri discutono, litigano, viaggiano per il futuro non della città ma di una pista (quella dell'aeroporto, ndr) che alla città non è mai servita». Limena. "Confidiamo nel
tempestivo intervento delle istituzioni... Limena - "Confidiamo nel tempestivo intervento delle istituzioni affinché si arrivi ad una veloce e positiva conclusione della vicenda che si è creata alla Tnt di Limena. È una situazione che non può andare tanto oltre". È Enzo Solaro segretario generale della Fedit, l'associazione che raccogliere la totalità dei corrieri espressi e alla quale è consociata anche la Tnt Express Italy, a fare chiarezza sulla posizione dell'azienda. Da una settimana la Tnt sta affrontando il blocco dei lavori nella filiale di Limena in seguito alla protesta messa in atto dagli ottanta ex dipendenti della Fast Coop che si sono ritrovati senza lavoro dopo che la Cooperativa, che aveva in appalto il lavoro di magazzino, ha deciso di sciogliere il contratto con la ditta limenese. La notizia del licenziamento è stata data ai lavorati da un giorno all'altro e gli ex dipendenti della Fast Coop, tutti iscritti all'Adl Cobas, per protesta hanno bloccato il lavoro alla Tnt. "La Fast Coop, per motivi suoi, ha disdetto il contratto che aveva in essere con la Tnt - ha spiegato Solaro -, l'azienda ha comunicato regolarmente alle organizzazioni sindacali di categoria l'avvenuta disdetta della cooperativa, ha individuato un nuovo fornitore e comunicato la scelta come prevede il contratto nazionale. L'azienda, che in questa vicenda è soggetto terzo, si è attivata per mettere in contatto la cooperativa cessante con quella subentrante e favorire l'individuazione di una soluzione occupazionale per gli ex dipendenti della Fast Coop". Il segretario della Fidet spiega che si è trovata un'intesa con il sindacato confederale per garantire l'occupazione di tutti gli ex lavoratori, che sarebbero stati distribuiti nelle altre filiali. Piano di reintegro che non ha contributo a sbloccare la protesta avviata a Limena da parte di lavoratori e Cobas, coinvolgendo anche altre filiali, e che sta mettendo in difficoltà tutti i lavoratori impegnati nella Tnt di Limena. "La protesta impedisce alla Tnt di svolgere il proprio lavoro configurabile a tutti gli effetti come servizio pubblico - spiega Solaro - impedendo il regolare svolgimento del lavoro non solo dei dipendenti diretti, ma anche degli interinale e del customer service e per i quali l'azienda sta garantendo comunque la retribuzione che però non potrà essere sostenuta con il protrarsi della situazione. C'era un'intesa per gli ex lavoratori della cooperativa e la protesta avviata con il blocco della Tnt è una lotta che non abbiamo condiviso, si ha l'impressione che sia un'iniziativa politica estranea al contesto della vertenza. E' una situazione che crea disagio a tutti i lavoratori e c'è la necessità di ripristinare al più presto la legalità con l'intervento delle istituzioni". Una settimana di blocco dell'attività che ha già causato all'azienda un danno di 300.000 euro, per quanto riguarda i costi operativi. Il lavoro precario sarà il tema dell'incontro in programma alle 17.30 di domani al Dipartimento Studi Storici dell'Università di Padova dove si parlerà anche del caso TNT di Limena. 5 febbraio 2008 - Il Manifesto La logistica della delocalizzazione:
modello Tnt in Veneto Venezia - Hanno discusso sul che fare e alla fine hanno
deciso di prendere in prestito il modello Vicenza. I cento lavoratori licenziati in tronco
la settimana scorsa dalla cooperativa Fast-Coop (che lavora per il colosso Tnt) hanno
deciso di allestire, davanti al loro vecchio magazzino, un presidio permanente. Proprio
come il presidio del «no Dal Molin». Nel segno di una contaminazione che qui nel nord
est sempre più sembra espandersi. 5 febbraio 2008 - Libero Gli sfrattati si appellano a Mosca Roma - «Non sapevo che sarei stata sfrattata il 1 febbraio. Mi avevano detto che l'ufficiale giudiziario sarebbe arrivato l'11. Ora sono ospite di una vicina di casa ma ho problemi per prendere i miei effetti personali. Nessuno del Comune è venuto a parlare con me». Si asciuga le lacrime la signora Maria Concetta, 77 anni, che venerdì scorso è stata sfrattata dalla sua casa in via dei Salesiani mentre il figlio, attivista delle Rdb, inconsapevole di quello che stava accadendo alla madre, partecipava nello stesso momento ad un picchetto antisfratto a Monteverde. Ieri mattina Maria Concetta, insieme a un'altra trentina di senza casa ha manifestato sotto la prefettura, in piazza Ss Apostoli insieme all'Asia Rdb e ha chiesto un incontro con Carlo Mosca per un intervento sugli sfratti. «Chiediamo al prefetto che blocchi gli sfratti», ha detto Irene Di Noto, del Blocco precario metropolitano, «sappiamo che il Consiglio dei ministri ha discusso un provvedimento ad hoc e che in una settimana si dovrà individuare lo strumento legislativo adatto». Il sindacato ha anche informato che il 27 febbraio prossimo a via dei Marrucini a San Lorenzo una donna di 78 anni sarà sfrattata con l'uso della forza pubblica. 5 febbraio 2008 - Il Mattino «Pochissimi vigili, servono forze
nuove» Avellino - Nessuna rivendicazione economica, ma solo un appello: «Siamo rimasti in pochi, non riusciamo più a far fronte alle richieste di intervento che arrivano al 115. Chiediamo un incremento dellorganico, nullaltro». È il grido dallarme dei caschi rossi di Benevento. A lanciarlo sono stati ieri, nel corso di una conferenza stampa, gli esponenti sindacali di categoria, Mario Palumbo della Cgil, Francesco De Felice della Cisl, Giulio Musco della Uil e Antonio Arcopinto della Rdb-Cub; conferenza organizzata, appunto, in vista delle quattro giornate di sciopero che si svolgeranno domani mercoledì 6 e, quindi, l11, il 13, infine, il 20 sempre di febbraio. Durante lo sciopero, ovviamente, saranno garantiti gli interventi esterni, ovvero il soccorso ai cittadini. Lastensione si protrarrà dalle ore 10 alle ore 14 per il personale operativo, mentre quello amministrativo si fermerà nellultima ora. «Il motivo esclusivo per il quale i sindacati hanno indetto queste quattro giornate di sciopero - ha affermato Antonio Arcopinto della Rds-Cub - è da attenersi esclusivamente alla carenza di organico che ci impedisce di far fronte oramai alle tantissime incombenze che siamo quotidianamente chiamati ad assolvere. Infatti, al di là delle chiamate al 115 per situazioni di emergenza, come incendi, soccorsi stradali, calamità di ogni genere, il compito dei caschi rossi è molto più ampio e spesso sottrae notevoli risorse proprio ai compiti primari». Il "buco" del personale, è stato sottolineato sempre nel corso della conferenza di ieri, è evidenziato dal fatto che spesso non si riesce nemmeno a formare la seconda squadra di partenza che è composta, in genere, da quattro effettivi e da un discontinuo in quanto, per problemi economici, in più di una occasione non viene autorizzato leffettuazione dello straordinario per mancanza di fondi. «La carenza di organico è la diretta conseguenza della "fuga" del personale - ha ancora tenuto a sottolineare Antonio Arcopinto -, con in maggioranza capisquadra, capireparto e vigili anziani, che si registra al comando provinciale. Poi, oltre alle esigenze locali, dobbiamo anche far fronte al servizio di elisoccorso di Pontecagnano con personale specializzato Saf (speleo-alpino-fluviale) che è in emergenza continua ed è praticamente è chiamato in servizio ogni giorno. Non dobbiamo dimenticare che durante la "scorsa estate di fuoco", alcuni colleghi hanno riportato anche incidenti dovuti alla stanchezza per i quali sono ancora in convalescenza». Lattuale organico del comando provinciale è di circa centoventi unità con i quali bisogna far fronte, è stato sempre sottolineato nel corso dei vari interventi, alle esigenze di servizio del comando provinciale di Capodimonte e dei distaccamenti di Telese Terme, San Marco dei Cavoti e Bonea, divisi, personale che, ovviamente, deve essere diviso per quattro turni giornalieri. In definitiva per ogni turno di servizio è presente un massimo di trenta unità su tutto il territorio. Infatti bisogna anche tener conto delle ferie, dei permessi vari e delle malattie». 5 febbraio 2008 - Corriere di Bologna Il pm riconvoca gli ex
vertici del Marconi Bologna - Le ultime testimonianze hanno tolto i dubbi. Nel
luglio 2004, quando ottenne per la prima volta da Marconi Handling l'appalto per i servizi
a terra dell'aeroporto di Bologna, il consorzio Doro Group non aveva le autorizzazioni per
operare all'interno dello scalo. Così hanno spiegato al pm Antonello Gustapane Luisa
Barsanti, all'epoca dirigente Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) e Raffaele Di
Lella, allora direttore della security Enac. Nessuno aveva quelle autorizzazioni. Quindi
potevano lavorare, grazie a una deroga prevista dalla legge, solo i soggetti già
autorizzati in base alla precedente normativa, come la cooperativa L'Operosa alla quale
però fu preferita Doro. Il nuovo consorzio di cooperaive costava poco, il 40 per cento in
meno, forse anche perché secondo quanto è emerso nell'inchiesta non
versava i contributi previdenziali e lasciava i dipendenti senza stipendio per mesi. 5 febbraio 2008 - La Sicilia Ragusa. I lavoratori che si
espongono sul problema della sicurezza... Ragusa - I lavoratori che si
espongono sul problema della sicurezza nei luoghi di lavoro, rischiano il proprio posto
nella maggior parte dei casi. E' questa la denuncia avanzata nei giorni scorsi al
prefetto, dai rappresentanti della Confederazione unitaria di base che si sono recati in
Prefettura. Era presenti il coordinatore provinciale della Cub, Roberto La Terra e il
coordinatore della Cub Trasporti, Pippo Gurrieri. Sono state espresse le difficolta' in
cui si trovano ad operare le organizzazioni sindacali rispetto alla frammentarieta' del
mondo produttivo e la precarizzazione diffusa dei rapporti di lavoro. Aspetti che frenano,
e' stato detto nel corso del confronto con il prefetto Francesco Giovanni Monteleone. 5 febbraio 2008 - La Repubblica La manifestazione Sfrattati e sindacati protesta in prefettura Roma - Sfrattati e sindacati ieri mattina hanno manifestato davanti a Palazzo Valentini, sede della prefettura. La richiesta dei rappresentanti del sindacato Asia RdB Cub è quella di un incontro urgente con il prefetto Carlo Mosca. Sullo striscione la frase "Stop: a sfratti e sgomberi, soprattutto delle categorie protette". Quella del sindacato è una lotta che dura da tempo e che è stata rilanciata dopo lo sfratto fatto dalle forze dell´ordine venerdì scorso nei confronti di una signora di 77 anni. «È stata buttata fuori di casa dall´ufficiale giudiziario e da tre poliziotti che hanno accompagnato il padrone di casa e il medico della signora». Sostegno ai manifestanti dal capogruppo dei comunisti italiani al comune Fabio Nobile e dal consigliere provinciale di sinistra critica Nando Simeone. Il sindacato di base minaccia uno
sciopero che bloccherebbe lo scalo. "Vogliamo risposte sulla crisi" Bologna - DI pari passo con il terremoto giudiziario,
si scuotono anche i sindacati, anzi uno solo, le RdB, che affermano di essere diventati il
primo sindacato al Marconi dopo lo la bufera Doro Group. Le Rdb annunciano un altro
sciopero: se entro venerdì non arriveranno le risposte di Sab o dalle istituzioni, nel
giro di 15 giorni, nei termini cioè legali, nuovo sciopero all´aeroporto Marconi, questa
volta in tutti i settori. Di questi tempi, non è il massimo da augurarsi da parte della
Sab, ma le RdB sembrano decise a bloccare lo scalo. Partendo da una premessa, lanciata dal
segretario Massimo Betti: «Dalla presidente Giuseppina Gualtieri e dal sindaco Sergio
Cofferati abbiamo avuto solo il silenzio». Quanto a Cofferati, per Betti «sta sbagliando
tutto. Gli è stato chiesto di esprimere almeno disappunto per la vicenda dell´aeroporto,
invece il sindaco ha addirittura chiesto il silenzio per facilitare l´opera della
magistratura, quando quell´inchiesta è aperta solo perché qualcuno in silenzio non
c´è stato». Betti si riferisce ai lavoratori, ai sindacati e anche al presidente
dell´Enac Generoso Coraggio. 5 febbraio 2008 - Il Resto del Carlino LA DENUNCIA RDB: «ASPETTIAMO
RISPOSTE DA SAB. COFFERATI? SBAGLIA A TACERE» Bologna - UNA FOTOGRAFIA quella scattata dalle Rdb sul Marconi veramente desolante: carrelli, autobus su pista e carrelli vecchi di 40 anni, lavoratori («molti dei quali precari e quindi ricattabili»), costretti a turni di otto ore senza pause e in attesa ancora di stipendi arretrati e ritardi nella partenza dei voli che sulla carta vengono registrati come puntuali. In altre parole, laccusa di Tommaso Muccio delle Rdb si traduce in registri truccati. Per questo le Rdb promettono: «Se entro venerdì non arriveranno le risposte di Sab e delle istituzioni incroceremo le braccia». «E questa volta specificano a scioperare saranno tutti i dipendenti dello scalo». La lista delle richieste è pronta da tempo a partire dal reintegro dei 37 lavoratori che nel passaggio da Doro Group a Giacchieri «sono stati fatti fuori» fino al pagamento degli stipendi arretrati ma soprattutto la trasformazione di tutti i contratti a tempo indeterminato. Sono tre questioni su cui le Rdb vogliono parlare con la presidente di Sab, Giuseppina Gualtieri e con il sindaco Sergio Cofferati. Da entrambi, dice Massimo Betti, «non abbiamo avuto alcuna risposta». E, se «oggi è previsto un incontro con la Giunta» le Rdb mandano a dire Cofferati che «sta sbagliando tutto». «Gli era stato chiesto di esprimere disappunto per ciò che sta emergendo sul Marconi invece ha addirittura chiesto il silenzio». TRASPORTO PUBBLICO Reggio E. - La Cub Trasporti di Reggio conferma lo sciopero di due ore indetto per venerdì 8 febbraio dai lavoratori di Act Group. Il personale di guida si asterrà dal lavoro dalle 9 alle 11, mentre gli impiegati e gli operai sciopereranno le ultime due ore del turno. ''Abbiamo più volte richiesto un incontro con la dirigenza aziendale e la proprietà (Comune e Provincia) - scrive in una nota il sindacato - che a tutt'oggi non hanno fornito risposte e continuano a comportarsi come se i problemi posti dal personale fossero inesistenti e i disagi che la cittadinanza dovrà di nuovo subire non le riguardassero. I lavoratori del Gruppo Act protestano ancora una volta contro l'arroganza di un'azienda che si confronta solo coi sindacati concertativi scegliendo di ignorare un sindacato che gode di ampio seguito fra i lavoratori, come la riuscita di tutti gli scioperi precedenti dimostra ampiamente''. 5 febbraio 2008 - Il Tirreno CONTRATTO E DIRITTI PISTOIA - Spostata a giovedì (era in programma per
stamani) la protesta dei lavoratori delle Agenzie delle entrate e del territorio degli
uffici di Pistoia e di Pescia. 5 febbraio 2008 - Il Secolo XIX In sosta a Brignole i bus sfrattati
da Boccadasse Genova - METTI trenta bus, ogni notte,
davanti alla stazione di Brignole in piazza Verdi. Si tratta di qualcosa di più che
un'ipotesi, perché a proporla è stata Amt di concerto col Comune di Genova. Perché? La
rimessa di Boccadasse va sgombrata prima della fine dell'anno - la cooperativa che l'ha
acquistata l'anno scorso per 33,5 milioni di euro attende gli spazi per costruirvi
residenze di lusso - e soprattutto quel ricovero per bus già venduto per ripianare parte
del deficit del trasporto pubblico genovese sta costando alle casse di palazzo Tursi la
bellezza di 160 mila euro al mese. 5 febbraio 2008 - La Gazzetta di Reggio Sindacati confederali e poteri forti hanno sfiancato i lavoratori Reggio E. - Quello che era sotto gli occhi di tutti e che
da anni abbiamo denunciato, oggi viene certificato dalla Banca dItalia. Dal 2000 al
2006 il reddito netto delle famiglie dei lavoratori dipendenti è rimasto al palo, mentre
crescevano i redditi degli autonomi e i profitti e mentre linflazione vera
falcidiava i salari soprattutto a causa dellintroduzione delleuro e
dellaumento spropositato dei servizi pubblici, acqua, gas, trasporti, ecc,
nonostante ci avessero assicurato che con le privatizzazioni, le liberalizzazioni e la
concorrenza avremmo avuto tariffe più basse. Ai lavoratori dipendenti, i cui salari sono
tassati ben più delle rendite finanziarie, unico caso in Europa, è stato rubato tutto,
mentre per gli altri sono stati varati condoni fiscali a ripetizione, aiuti alle imprese,
cunei fiscali oltre alla facoltà di sfruttare e precarizzare spregiudicatamente il
lavoro. Per anni i Governi di qualunque colore, la Confindustria, gli economisti ed i
giornali hanno rivolto invettive contro lingordigia di lavoratori e pensionati, di
chi chiedeva reddito per i disoccupati, poiché con le nostre pretese di una vita migliore
impedivamo al sistema Italia di competere sul piano economico internazionale. Cgil, Cisl e
Uil ben volentieri si sono assoggettati al dominio del mercato e del profitto, permettendo
con anni di concertazione, di tenere bassi i salari, di sorvolare sulla tutela della
salute sui posti di lavoro, sullaumento dello sfruttamento, salvo poi versare
lacrime di coccodrillo a cui nessuno più crede in occasione dei tragici eventi
rappresentati dalle morti sul lavoro. Anche negli ultimi contratti, rinnovati o in via di
definizione, hanno continuato a chiedere cifre ridicole, tra gli 85 e i 115 euro, spalmati
ben oltre i due anni di vigenza contrattuale, e senza alcun risarcimento adeguato per i
periodi di vacanza contrattuale. Oggi tutti piangono sul fatto che i consumi sono
bloccati, ma come dovrebbero crescere se la stragrande maggioranza delle famiglie ogni
mese non arriva neppure alla terza settimana? La Cub da anni denuncia questa situazione e
si batte per lallineamento dei nostri salari a quelli degli altri paesi europei. Da
15 anni noi lavoratori paghiamo il risanamento dei conti pubblici in attesa perenne di un
secondo tempo, che non arriva mai, in cui si sarebbe dovuto beneficiare dei frutti del
risanamento con la redistribuzione ai redditi da lavoro dipendente di parte della
ricchezza sociale prodotta. Ma occorre smettere di lamentarsi senza individuare i
responsabili di questo stato di cose: i governi, di qualunque colore, piegati alle logiche
dei poteri forti economici; gli imprenditori e le banche che hanno sperperato in azzardate
speculazioni finanziarie i profitti realizzati sulla nostra pelle; i sindacati
confederali, complici del sistema, che hanno assolto bene al compito di sfiancare con la
politica dei redditi e la concertazione la forza e lunità dei lavoratori. Oggi si
vede chi sta in crisi e chi no, chi ha pagato il risanamento e chi ne ha goduto.
Rilanciamo con forza le nostre parole dordine per veri aumenti contrattuali, contro
le elemosine chieste da Cgil, Cisl e Uil per lintroduzione di un meccanismo
automatico di rivalutazione dei salari e delle pensioni per la sicurezza sui posti di
lavoro per una vera democrazia sindacale che tolga il monopolio della rappresentanza a chi
non sa difendere più gli interessi dei lavoratori. 5 febbraio 2008 - Il Mattino di Padova LA FEDERAZIONE TRASPORTATORI LIMENA - «TNT sta garantendo lo stipendio a tutti i lavoratori, pur bloccati dalla protesta in corso, ma se non intervengono governo ed istituzioni la situazione potrebbe cambiare». Si appella alle istituzioni locali e centrali Enzo Solaro, segretario generale di Fedit, la Federazione Italiana dei Trasportatori, cui è associata TNT Express Italy. La situazione cui sta andando incontro lazienda rischia a lungo andare di degenerare, a scapito dei lavoratori del magazzino, ma anche del customer service e dei trasportatori, che lavorano con la filiale limenese di TNT. «Lazienda sta garantendo attualmente la retribuzione ai dipendenti e anche agli interinali - spiega Solaro Non disponendo però di ammortizzatori sociali e in ragione del numero di lavoratori coinvolti, TNT non potrà sostenere questo trattamento se la situazione si protrarrà ancora a lungo». Quello che sta costando a TNT questo blocco di una settimana può essere quantificato in 300 mila euro di spese operative, cui vanno a sommarsi gli stipendi di 160 operatori del servizio clienti, i danni indotti ai 70 autotrasportatori, senza contare possibili richieste di danni da parte di clienti insoddisfatti per linottemperanza al contratto. A detta della Fedit, nonostante sia stato presentato il piano di reintegro della totalità dei lavoratori al prefetto, la situazione non è stata sbloccata, ma anzi la protesta da parte dei Cobas ha coinvolto anche le filiali di Vicenza, Verona e Treviso: questultima ieri è stata bloccata. «Quando Fast Coop ha rescisso il contratto con TNT, sono state informate le sigle sindacali confederate e con loro si era giunti alla soluzione di reintegrare a Padova gran parte dei lavoratori del magazzino, mentre gli altri potevano essere impiegati in altre province venete - precisa il segretario - Soluzione, questa, che i Cobas non hanno accettato, dando origine a questa situazione illegittima. Non vorremmo che questa vertenza con TNT fosse rimasta impigliata nelle maglie della situazione politica locale e centrasse poco o nulla con la realtà dei lavoratori. Chiediamo pertanto alle autorità di ripristinare la legalità entro brevissimo tempo». Niente pugno di ferro, ma mediazione ferma, in maniera da garantire il lavoro a tutti i trecentocinquanta lavoratori che gravitano attorno alla sede di Limena. Stamani, alle 10, è previsto un nuovo incontro in prefettura fra le parti. (cri.s.) 5 febbraio 2008 - La Tribuna di Treviso Famiglia marocchina sfrattata Manifestazione Cobas a Casale CASALE - Manifestazione questa mattina a partire dalle 8 a
Casale dellassociazione Difesa Lavoratori, aderente ai Cobas, per impedire che
lAter esegua lo sfratto di una famiglia marocchina con due figli di 3 e 5 anni e la
moglie invalida. 4 febbraio 2008 - Ansa CASA: SFRATTATI E SINDACATI MANIFESTANO DAVANTI PREFETTURA (ANSA) - ROMA, 4 FEB - Chiedono un incontro con il prefetto di Roma Carlo Mosca i rappresentanti del sindacato Asia RdB Cub, circa una trentina, che questa mattina si sono dati appuntamento davanti a palazzo Valentini, sede della Prefettura. Sullo striscione esposto la frase «Stop: sfratti e sgomberi», soprattutto delle persone appartenenti alle categorie protette. Quella del sindacato è una lotta che dura da molto tempo e che, oggi, è stato spiegato, è stata rafforzata dallo sfratto, attraverso la forza pubblica, di una signora di 77 anni che, venerdì scorso, «è stata buttata fuori di casa dall'ufficiale giudiziario e da tre poliziotti che hanno accompagnato il padrone di casa e il medico della signora». A dare sostegno ai manifestanti il capogruppo dei Comunisti italiani in Campidoglio Fabio Nobile e il consigliere provinciale di Sinistra critica Nando Simeone. Entrambi sollecitano «un intervento del prefetto affinchè gli sfratti forzati vengano bloccati soprattutto quando colpiscono persone anziane e con problemi di salute o famiglie con bambini. Questo dovrebbe essere un provvedimento da attuare in attesa dell'intervento del governo che regoli la materia».«I rappresentanti del sindacato Rdb Cub saranno ricevuti dal prefetto di Roma Carlo Mosca oggi pomeriggio o domani per discutere della cessazione degli sfratti forzati soprattutto per le categorie protette». Lo hanno riferito i capigruppo in consiglio comunale dei Comunisti Italiani Fabio Nobile e del Prc Adriana Spera e il consigliere provinciale di Sinistra Critica Nando Simeone uscendo da un incontro con i funzionari del gabinetto del Prefetto che, questa mattina, li hanno ricevuti mentre davanti a Palazzo Valentini era in corso una manifestazione dei rappresentati del sindacato e di alcuni sfrattati. «Il Prefetto - hanno fatto sapere - ha già dato indicazioni perchè non si verifichino più casi come quello della signora Maria Concetta, 77 anni, buttata fuori dall'appartamento di Cinecittà». 4 febbraio 2008 - Omniroma CASA, PRESIDIO ANTI-SFRATTO RDB DAVANTI PREFETTURA (OMNIROMA) Roma, 04 feb - «Non sapevo che sarei stata sfrattata il 1 febbraio. Mi avevano detto che l'ufficiale giudiziario sarebbe arrivato l'11. Ora sono ospite di una vicina di casa ma ho problemi per prendere i miei effetti personali. Nessuno del Comune è venuto a parlare con me». Si asciuga le lacrime la signora Maria Concetta, 77 anni, che venerdì scorso è stata sfrattata dalla sua casa in via dei Salesiani mentre il figlio, attivista delle Rdb, inconsapevole di quello che stava accadendo alla madre, partecipava nello stesso momento ad un picchetto anti-sfratto a Monteverde. Questa mattina Maria Concetta, insieme a un'altra trentina di senza casa ha manifestato sotto la prefettura, in piazza Ss Apostoli insieme all'Asia Rdb e ha chiesto un incontro con Carlo Mosca per un intervento sugli sfratti. «Chiediamo al prefetto che blocchi gli sfratti - ha detto Irene Di Noto, del Blocco precario metropolitano, che partecipa al presidio - sappiamo che il Consiglio dei ministri ha discusso un provvedimento ad hoc e che in una settimana si dovrà individuare lo strumento legislativo adatto. Si devono sbrigare perché c'è stata una recrudescenza anche delle categorie protette: purtroppo in un vuoto di potere come quello che si è verificato a Roma, prefetto e pretore possono autonomamente prendere in mano le decisioni su sfratti e sgomberi». Il sindacato ha anche informato che il 27 febbraio prossimo a via dei Marrucini a San Lorenzo una donna di 78 anni sarà sfrattata con l'uso della forza pubblica. 4 febbraio 2008 - Dire AEROPORTO BOLOGNA. RDB INVOCANO
SVOLTA, "OPPURE SCIOPERIAMO" (DIRE) Bologna, 4 feb. - L'elenco delle richieste e' pronto: se entro venerdi' non arriveranno le risposte di Sab o dalle istituzioni, allora nel giro di 15 giorni si arrivera' ad uno sciopero all'aeroporto Marconi di Bologna. E questa volta a incrociare le braccia non saranno soltanto i lavoratori dei servizi di assistenza a terra, ma tutti i dipendenti dello scalo. E' la promessa delle Rdb che, in cima alla lista della piattaforma presentata oggi alla stampa, chiedono prima di tutto il reintegro dei 37 lavoratori rimasti esclusi nel passaggio da Doro group a Giacchieri, il pagamento degli stipendi arretrati di agosto e settembre ma soprattutto la trasformazione di tutti i contratti a tempo indeterminato. Sono tre questioni su cui le Rdb vogliono parlare con la presidente di Sab, Giuseppina Gualtieri, e con il sindaco del Comune di Bologna, Sergio Cofferati. Da entrambi, finora, dice Massimo Betti, "non abbiamo avuto nessuna risposta, solo il silenzio assoluto". E, se gia' domani e' previsto un altro incontro con la Giunta, annuncia Betti, le Rdb mandano a dire Cofferati che "sta sbagliando tutto". Gli era stato chiesto, prosegue Betti, di "esprimere almeno disappunto per la vicenda dell'aeroporto, invece il sindaco ha addirittura chiesto il silenzio per facilitare l'opera della Magistratura, quando quell'inchiesta e' aperta solo perche' qualcuno in silenzio non c'e' stato". A tutte le istituzioni, poi, le Rdb vogliono dire forte e chiaro che "l'aeroporto di Bologna non e' affatto quel gioiellino di cui molti continuano a vantarsi". Tutt'altro. Carrelli e mezzi vecchi di 40 anni, condizionatori che si rompono una volta alla settimana, disorganizzazione e disagi continui tra i lavoratori. E' una lista di doglianze molto lunga quella delle Rdb, che nella piattaforma di contrattazione ("vogliamo che sia unica per tutte le aziende, perche' la realta' dell'aeroporto e' unica e indivisibile" scandisce Tommaso Muccio) hanno scritto punto per punto tutto cio' che non va. Chiedono innanzitutto un contratto uguale per tutti i lavoratori dell'aeroporto, perche', spiega ancora Muccio, "al momento ci sono almeno tre diversi livelli contrattuali". Ma chiedono anche una mensa, la riduzione del periodo utile per le ferie, informazioni in materia di sicurezza e corsi di formazione. E poi, ancora, il sindacato vuole la parificazione del trattamento economico per i lavoratori e la riduzione del personale che presta servizio con un contratto di lavoro interinale. Infine si invoca la fine della stagione degli appalti: siano Sab e i due handler, Bas e Marconi handling, a gestire direttamente i servizi di terra. "Occorre- si legge infatti nel testo della piattaforma- avviare una procedura per favorire il rientro dei subaffidamenti per una gestione diretta e senza appalti dei servizi a terra". Una lista di richieste che, sottolinea Luisa Fiore (che lavora per Marconi handling), "non sono chissa' cosa, chiediamo solo di non continuare a perdere i nostri diritti". E' una storia di disagi e problemi quella dei lavoratori dell'aeroporto Marconi, "basti pensare che dal luglio 2003 ad oggi al Marconi abbiamo avuto cinque procedure di mobilita'", ricapitola Fiore. "Ci sono lavoratori tra noi- prosegue la sindacalista- che in quattro anni hanno passato quattro aziende. E in ognuno di questi passaggi, comunque, si e' perso qualcosa: qualche lavoratore, una parte di stipendio o un vantaggio acquisito". E' desolante il ritratto dell'aeroporto Marconi che viene fuori dalle parole degli esponenti delle Rdb. A partire dalle condizioni dei lavoratori, molti dei quali precari ("e dunque ricattabili" dice Fiore) costretti a lavorare per otto ore di fila senza pausa, con turni a volte distanziati solo dalle canoniche 11 ore. Chi aspetta ancora gli stipendi arretrati, poi, sta cominciando ad accusare problemi economici. Ma e' sul piano della sicurezza che le parole delle Rdb portano piu' sconcerto. "I mezzi in uso all'aeroporto Marconi sono tutti obsoleti, hanno sulle spalle tra i 30 e i 40 anni di eta', sono pieni di problemi, a volte i freni non funzionano e ci sono guasti frequenti", afferma Muccio. Ecco l'elenco: "Autobus, automobili, carrelli, caricatori non funzionano bene- dice Muccio- per non parlare dei gruppi elettrogeni, degli starter e dei condizionatori per gli aerei, alcuni si rompono una volta alla settimana. E' paradossale, abbiamo un aeroporto che si vanta degli investimenti per l'allargamento delle piste e il numero dei voli, ma l'assistenza e' rimasta ferma a 40 anni fa". E una dura conferma arriva poi dalla voce diretta di un operaio che lavora in un cantiere: "Nessuno pensa alla nostra sicurezza, gli incidenti sono continui. Inoltre sono stati mandati via lavoratori che avevano 20 anni di esperienza e sono entrati al Marconi persone che non hanno fatto neanche un corso di formazione: lavorano sotto gli aerei e sul piazzale senza avere un minimo di preparazione per farlo. Al Marconi la sicurezza e' zero". Le Rdb hanno la maggioranza assoluta in Bas, mentre in Marconi handling per il momento, dice Fiore, hanno la maggioranza degli iscritti: chiedono risposte e non mancano di accusare gli altri sindacati ("Dovrebbero chiedere scusa ai lavoratori e alla citta'" dice Betti). AEROPORTO BOLOGNA. RDB: VOLI
RITARDANO MA RISULTANO PUNTUALI (DIRE) Bologna, 4 feb. - Non bastavano i carrelli e gli autobus vecchi di 30 anni, con freni rotti e guasti continui. E non bastavano neanche i lavoratori affaticati, costretti a turni pesantissimi. Per rendere il panorama dell'aeroporto Marconi di Bologna ancora piu' desolante le Rdb non perdono l'occasione di lanciare nello stagno anche un altro sasso, quello dei "ritardi dei voli taciuti dall'azienda" e fatti in realta' "registrare come partenze puntuali". Emerge anche questa accusa nella conferenza stampa tenuta oggi pomeriggio dalle Rdb per rilanciare la lotta dei lavoratori dello scalo bolognese e annunciare l'imminente sciopero qualora le loro richieste- raccolte nero su bianco in un documento di contrattazione integrativa- non ricevessero presto risposte. "A volte ci sono voli che alle compagnie aeree risultano partiti in ritardo ma che l'azienda da' ordine di registrare come partiti in orario" accusa Tommaso Muccio. Registri ritoccati, e' di questo che parlano le Rdb, anche se lo dicono sottovoce. Ritardi, in pratica, che sulla carta spariscono per trasformarsi in voli partiti perfettamente puntuali. Perche', aggiunge Muccio, "a qualsiasi azienda non fa comodo un aereo che parte in ritardo". E in ogni caso, dice senza troppi giri di parole Muccio, "se l'aereo parte in ritardo il prezzo dovuto dalla compagnia aerea allo scalo si abbassa consistentemente". Inoltre, quando un ritardo viene registrato, prosegue Muccio, e' sempre l'azienda a stabilire che genere di ritardo inserire nel registro. "A volte ci e' capitato di dover aspettare anche 40 minuti per sapere che tipo di ritardo dovevamo scrivere". A chi gli fa notare che sta denunciando un reato, le Rdb rispondono: "Noi ci limitiamo a raccontare fatti che sono avvenuti". 4 febbraio 2008 - Asca CALABRIA: RIUNIONE ESECUTIVO REGIONALE RDB/CUB (ASCA) - Catanzaro, 4 feb - Si e' svolta, a Lamezia Terme, nella sede regionale delle RdB/Cub, la riunione dell'Esecutivo Regionale di Federazione, allargato alle Federazioni Provinciali. La riunione, e' partita analizzando il momento positivo, costituito delle passate elezioni RSU, dove il sindacato ha riscontrato una importante crescita in tutti i settori, malgrado il chiaro ostruzionismo - si legge in una nota - che ha dovuto subire in tutti i posti di lavoro, ad opera sia dei dirigenti che degli altri sindacati, intenti solo a coltivarsi il proprio ''orticello''. Particolare attenzione e' stata posta alle questioni - continua la nota - inerenti ai temi dei rapporti con le istituzioni e con la Giunta regionale in particolare, con la richiesta chiara e forte del giusto riconoscimento politico che questa organizzazione sindacale rivendica. L'accresciuto peso politico, conquistato sempre piu' nei mesi scorsi, che l'ha portato ad essere soggetto sindacale riconosciuto nelle trattative con il governo nazionale, non ha infatti trovato, sinora, eguale riscontro nel governo regionale. L'assemblea ha deciso, pertanto, di mettere in atto tutte le iniziative necessarie per superare questo boicottaggio, che cosi' tanto penalizza i lavoratori ed i loro rappresentanti. Gli interventi dei numerosi delegati, hanno portato l'Esecutivo a ''calendarizzare'' - spe'iega la nota - alcune prossime scadenze e ad individuare i grandi obiettivi che guideranno le RdB/Cub nei prossimi mesi, tesi a rafforzare ulteriormente questo sindacato, la cui presenza e la cui attivita' all'interno della regione Calabria e' una realta' ormai consolidata e dalla quale non si puo' prescindere. A margine della riunione e' stata costituita una commissione regionale per il mobbing, che fungera' da osservatorio e da punto di riferimento per i tanti lavoratori costretti a subire sempre piu' angherie nei propri posti di lavoro. 4 febbraio 2008 - Il Padova Limena. Gli addetti del settore si sono trovati davanti all'azienda per avere «condizioni di lavoro più dignitose»Duecento facchini in piazza Il sindacalista Boetto: «Bisogna aprire un tavolo per discutere i problemi del comparto» Limena - Sono arrivati in circa duecento per portare la loro solidarietà ai lavoratori della Tnt, da una settimana in presidio permanente per difendere il posto di lavoro. I lavoratori del comparto facchinaggio-logistica di Padova e Provincia si sono ritrovati ieri intorno alle 15 davanti all'azienda di Limena, convocati da Adl Cobas. Hanno chiesto a gran voce l'apertura di un tavolo fra gli imprenditori del settore della logistica e i rappresentanti dei lavoratori. «La vicenda della Tnt deve portarci ad aprire una riflessione più ampia sulle condizioni e le prospettive degli addetti del settore», spiega Gianni Boetto di Adl Cobas. L'assemblea di ieri è stata l'occasione per presentare una piattaforma di proposte per rispondere ai problemi che vivono quotidianamente i tanti facchini impiegati nei magazzini padovani. «Una delle proposte che intendiamo portare al tavolo - spiega Boetto - consiste nell'introduzione, in caso di mancato rinnovo del contratto di fornitura con le cooperative, dell'obbligo di avvisare la Prefettura con comunicazione motivata». Per scongiurare il ripetersi di situazioni simili a quelle che hanno coinvolto i lavoratori della Fast Coop, Adl Cobas chiede poi che il tour over delle cooperative incaricate di gestire i magazzini non comprometta i livelli occupazionali: «È necessario - aggiunge infatti Boetto - vincolare le cooperative subentranti a riassumere tutti i lavoratori precedentemente impiegati». Tutta da ridiscutere anche la condizione lavorativa degli addetti, per la maggior parte immigrati. «Spesso - conclude il rappresentante di Adl Cobas - si trovano a lavorare in condizioni di sfruttamento».(RO.VO.) La vertenza «Nei prossimi giorni - spiega Gianni Boetto di Adl Cobas - organizzeremo uno sciopero dei lavoratori del facchinaggio, per esprimere solidarietà agli addetti della Tnt e per dire basta alle situazioni di sfruttamento». Il delegato di Adl Cobas torna poi a chiedere un incontro con Tnt: «Venerdì abbiamo parlato con i rappresentanti dei consorzi Corso e Gesconet, mentre Tnt ci ha fatto sapere di non avere intenzione di sedersi al tavolo». Eppure, secondo Boetto, «solo un incontro con Tnt, da cui emergano le motivazioni delle scelte fatte e i piani futuri, potrebbe stemperare il clima e aprire qualche spiraglio». La situazione è ancora lontana da una soluzione: il consorzio Corso, che subentra ora a Fast Coop nella gestione del magazzino, garantirebbe infatti il riassorbimento solo della metà dei lavoratori.(RO.VO.) Posto garantito per 43 persone Se 43 lavoratori potranno ottenere il reintegro nel magazzino della Tnt, gli altri 39 rischiano di essere spostati in strutture di altre provincie. Una situazione criticata dai Cobas. 4 febbraio 2008 - Il Mattino di Padova Tutti in sciopero per la Fast Coop LIMENA - Il fronte della protesta degli ottanta ex dipendenti della Fast Coop, che lavoravano nel magazzino della Tnt limenese, si allarga: alla partecipata assemblea organizzata ieri pomeriggio davanti ai cancelli della Tnt, chiusi da catene ormai da una settimana, hanno preso parte duecento persone, rappresentanti di tutte le principali ditte di spedizioni di città e provincia. I lavoratori hanno deciso di chiedere maggiori garanzie, ma soprattutto organizzeranno a breve una giornata di sciopero dellintero settore del facchinaggio in supporto alle ditte di spedizioni. «Erano rappresentate le maggiori aziende del settore che operano nel Padovano - racconta il delegato Adl Cobas, Gianni Boetto - Si intensifica pertanto la lotta dei lavoratori della Fast Coop, che oltre a mantenere il presidio permanente difronte alla Tnt, hanno allagato la protesta coinvolgendo lintero settore». La protesta degli ex soci della Fast Coop è destinata a diventare un simbolo delle rivendicazioni di tutti tutti i lavoratori impiegati nei magazzini di spedizioni, in mano alle cooperative, che spesso non garantiscono i diritti minimi ai dipendenti e spariscono nel giro di pochi giorni, chiudono magari per riaprire con altri nomi. «Proprio per evitare il ripetersi ancora di simili situazioni abbiamo deciso di coinvolgere il Prefetto - continua Boetto - Quello che cercheremo ora è di ottenere la convocazione delle ditte di spedizioni da parte del Prefetto, nel ruolo di mediatore. Dovrebbero siglare poi un protocollo, con il quale assicurare maggiori garanzie per i lavoratori». Il nuovo coordinamento per le cooperative del settore della logistica e dei trasporti, quindi, nato con lassemblea di ieri, mira ad ottenere che di ogni cambio di appalto venga informata la Prefettura. Le cooperative di facchinaggio devono motivare seriamente la decisione di chiudere, mentre, dal canto loro, le ditte di trasporti devono impegnarsi a riassorbire i lavoratori, mantenendo le condizioni contrattuali e salariali che avevano al momento della fine dellappalto. (cri.s.) 4 febbraio 2008 - La Nuova Ferrara I sindacati felsinei: è certo che
se Ferrara non si mette a pari non si procede Venerdì 8 febbraio a far sciopero in Atc e Acft, le
società di bus di Bologna e Ferrara, sono rimaste le sole Rdb, che in città lamentano
lindisponibilità dellazienda a trattenere in busta paga i 9 euro al mese di
contributo sindacale, come vorrebbero i suoi 9 iscritti. I sindacati confederali e la
Faisa di Bologna hanno invece sospeso lo sciopero contro le modalità di fusione tra Atc e
Acft, dopo un incontro «rassicurante» con le istituzioni felsinee. Rassicurante in che
senso? «Abbiamo ottenuto tra laltro la clausola sociale, cioè il mantenimento di
occupazione e integrativo in caso di fusione - spiega Daniele Galletti, segretario della
Faiba - Ma soprattutto gli assessori Zamboni e Venturi hanno garantito che non si
procederà se Acft non otterrà quanto Atc ha mantenuto, cioè i servizi di sosta e
lincasso diretto dei biglietti». Si tratta dei due nodi già indicati dallo studio
di fattibilità che hanno due nomi: Ferrara Tua e Agenzia della mobilità. In sostanza, i
bolognesi dicono che il Comune di Ferrara dovrebbe rinunciare agli incassi dei parcheggi
per conferirli ad Acft, e che allAmi dovrebbero essere sottratti i soldi dei
biglietti. Entrambe le condizioni sembrano molto difficili da realizzare, perchè da una
parte Palazzo Municipale non è oggi come oggi in condizioni di sostituire gli introiti
dei parcheggi, e dallaltra è la struttura della gara sul trasporto pubblico ad
assegnare allAmi i biglietti. Gara che assicura ad Acft e alleati il servizio fino
al 2010. 4 febbraio 2008 - Tempo Stretto Cub e Flmu su Prg del Porto: "Occorre difendere la destinazione industriale della Zona Falcata" Messina - Alla luce della discussione che dovrebbe avvenire prossimamente per la definitiva approvazione del Piano Regolatore del Porto, la Confederazione Unitaria di Base e la Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti, intendono esprimere la preoccupazione di coloro che operano nella Zona Falcata di Messina. "Questa si legge nella nota - è stata da sempre, la sede propulsiva delle attività portuali della città ed, in particolare, della cantieristica che anche in tempi recenti, è stata il vanto di Messina ed ha fatto conoscere la città in tutto il mondo, ed in atto vi operano varie aziende di diversa dimensione, che occupano oltre 1.200 lavoratori. Nel piano regolatore, in questione, le aree destinate ad attività industriali, sono limitate a solo quelle occupate dall'arsenale militare (ridimensionato), dal Bacino di Carenaggio e dal Cantiere Rodriquez mentre scompare il cantiere di costruzione ex Cassaro; le attività commerciali si concentrano al solo Molo Norimberga, al momento adibito al trasporto dei mezzi gommati pesanti ad utilizzo esclusivo dalla Caronte & Tourist. Insomma, le aree produttive della Zona sono ridotte ad una piccola fascia verso il lato interno del bacino portuale, strozzate e senza un sufficiente collegamento con la città e le autostrade e circondate da aree destinate tutte ad attività ludiche, sportive, parchi pubblici ed archeologici, da un nuovo quartiere urbano con residenze alberghiere, parco pubblico attrezzato,polo turistico con relativo porticciolo. Il piano regolatore del porto, così, viene ad essere snaturato, sovrapponendosi al Piano Regolatore Generale del Comune di Messina. Bisogna rilevare,inoltre, che le banchine del porto vengono destinate, quasi esclusivamente, all'attracco di navi da crociera e per il trasporto del gommato, cosa de declasserebbe il porto di Messina, che diverrebbe porto turistico per navi da crociera e da diporto ed eliminerebbe la stessa Autorità Portuale. La CUB e la FLMU rendono noto che assieme ai lavoratori, difenderanno ad oltranza la destinazione industriale della Zona Falcata, riconosciuta anche da disposizioni normative,sin dal 1918, non facendosi illudere da vane prospettive di future occupazioni, che scaturirebbero dalla riconversione della Zona, che, comunque, per le attuali condizioni ambientali e territoriali, richiederebbe tempi biblici. I lavoratori messinesi vogliono poter avere un'occupazione che permetta loro di mantenere decorosamente le loro famiglie ora e non passeggiare in un'area deserta, per l'abbandono di tutte le attività produttive, rese impossibili dal nuovo Piano Regolatore Portuale, pur con un bel panorama e che la Zona falcata torni ad essere il centro propulsore dell'economia cittadina. La CUB e la FLMU chiedono, pertanto all'Autorità Portuale di conoscere in virtù di quale normativa, tale ente abbia elaborato, per usare un eufemismo, un "Piano Regolatore di così ampio respiro". Restiamo in attesa di incontro con il nuovo presidente per proseguire l'approfondimento della materia di cui sopra e non ancora definita con i precedenti responsabili dell'ente in indirizzo". 3 febbraio 2008 - Liberazione Riuscita la manifestazione di
solidarietà e condivisione con i tredici imputati del Sud ribelle. Cosenza - Una festa per più di diecimila in nome delle
libertà e della giustizia sociale, dicono le cronache di ieri a Cosenza, in solidarietà
coi 13 "cospiratori" del Sud ribelle per i quali la requisitoria, appena
pronunciata, reclama 76 anni tra galera e libertà vigilata. Li incolpa di aver turbato il
G8 di Genova. Reato non indultabile, per altro, grazie all'astensione di una deputata
verde in commissione Giustizia all'epoca del provvedimento di parziale clemenza. I 13 sono
alla testa del corteo. Oggi uno fa il deputato, Caruso. Ma tutti stanno dove li avevano
scovati digos e ros quel 15 novembre 2002, al ritorno dal fse di Firenze. Qualcuno coi
Cobas, altri tra le aree figlie della disobbedienza, tra gli antagonisti, ultras, cani
sciolti, ambientalisti radicali, precari dell'università, a Napoli, nel Nordest, Taranto,
Roma, Cosenza. Cinque anni fa, non avevano potuto farlo, al corteo dei 70mila per la loro
libertà, sbattuti com'erano in carceri speciali dal pm Fiordalisi, l'unico a sposare un
teorema imbastito dai Ros dei carabinieri all'indomani dei massacri genovesi. Agnoletto fu
avvertito il 25 luglio 2001, «guarda che vi stanno venendo ad arrestare, te e Casarini
per primi. C'è un dossier». Ma non se ne fece nulla perché la procura di Genova si
rifiutò di dar credito a intercettazioni di dubbia legittimità. Altre 21 porte e
spunterà il discusso Fiordalisi, quello che chiuse l'inchiesta sulla nave portarifiuti
Jolly Rosso, vecchia conoscenza delle ispezioni del Csm. 3 febbraio 2008 - Il Mattino di Padova Oggi unassemblea
allaperto davanti ai cancelli della TNT LIMENA - Oggi alle 15, di fronte ai cancelli della TNT di Limena, sarà organizzata unassemblea per tutti i lavoratori che operano nei principali centri di smistamento merci di Padova e provincia, per costruire un percorso di lotta che porti al superamento dellattuale situazione limenese. Venerdì i lavoratori dellex Fast Coop hanno avuto un colloquio con il Consorzio Corso e con Gesconet. «La cooperativa subentrante assorbirebbe 43 lavoratori a Limena, dove verrebbe eliminato il turno notturno - fanno sapere Adl Cobas e il presidio permanente - Le condizioni di questo appalto sono di tipo sperimentale, in quanto TNT firmerebbe un contratto per soli sei mesi. Gesconet, invece, sarebbe disposto a riassorbire a Treviso e Venezia 39 lavoratori, applicando il contratto lì presente e quindi senza i miglioramenti ottenuti a Limena». I lavoratori non hanno accettato queste soluzioni, proponendo un colloquio diretto con TNT e ponendo come condizioni quelle della salvaguardia del posto di lavoro per tutti e alle stesse condizioni esistenti in TNT al 26 gennaio, con buste paga regolari, scatti di anzianità, buoni pasto. «Al momento è in atto un tavolo negoziale al quale TNT Express Italy partecipa unicamente in veste di osservatore - rende noto lazienda - TNT non è una controparte dei lavoratori, ma solo delle cooperative cui essi fanno capo e non può accettare o rifiutare qualsivoglia tipo di dialogo». 3 febbraio 2008 - Il Gazzettino Solidarietà ai lavoratori della Fast-Coop Padova - Come lavoratori della sanità pubblica volevamo
esprimere la nostra vicinanza e solidarietà alle 80 famiglie dei lavoratori licenziati
dalla cooperativa Fast-Coop aderente al consorzio Gesconet, licenziamento avvenuto di
punto in bianco senza alcun preavviso. Come si è potuto leggere sui giornali di questi
giorni, questi lavoratori erano impiegati come magazzinieri alla TNT di Limena, l'unica
loro "colpa" è stata quella di avere intrapreso nei mesi scorsi una lotta per
il riconoscimento dei loro diritti minimi quali scatti di anzianità, straordinari,buoni
pasto,servizi igienici a norma una busta paga leggibile.Ottenere questi diritti ha
consentito di riscattare questi lavoratori dalla loro condizione di schiavitù rispetto
alla cooperativa e di essere riconosciuti come persone all'interno della società e della
loro famiglia. Tutto ciò forse la Fastcoop e la TNT non potevano accettarlo perchè loro
hanno bisogno di manodopera ricattabile e "invisibile", appeni alzi la testa sei
licenziato: questo è il mondo delle cooperative, moderne imprese di sfruttamento. L'80%
dei lavoratori delle cooperative sono immigrati e quindi ricattabili perchè se licenziati
perdono il lavoro ma anche il diritto a rimanere in Italia ossia il permesso di soggiorno.
Chiediamo a tutti i cittadini di questa città e alle istituzioni di mobilitarsi affinchè
questi 80 lavoratori ri-trovino un lavoro il più presto possibile e che le loro famiglie
possano ri-trovare serenità e fiducia nel loro futuro! 3 febbraio 2008 - Corriere del Mezzogiorno Il caso Pazienti dirottati al
Cardarelli. Fermo da 3 anni l'impianto del primo ospedale dell'Ateneo NAPOLI Sarà chiusa da domani per 15 giorni la
camera iperbarica al secondo Policlinico. Il servizio è sospeso per due settimane a causa
di lavori imposti dall'Asl Napoli 1. Nei locali dove c'è l'impianto nell'edificio otto
dell'azienda ospedaliera della Federico II, i tecnici di prevenzione, medicina e igiene
sul lavoro dell'Asl hanno riscontrato delle violazioni delle leggi sulla sicurezza e
igiene dei luoghi di lavoro. I vertici aziendali hanno così accettato di far fronte ai
lavori di adeguamento del centro di medicina iperbarica. Tutti i pazienti (circa 20
avevano già fatto la prenotazione) verranno dirottati nel centro iperbarico del
Cardarelli, inaugurato nel 2003. La camera iperbarica del nuovo Policlinico (dove si
curano circa 200 malati ogni mese) si trova al piano terra dell'edificio della
rianimazione, è l'unica pubblica, oltre a quella del Cardarelli (l'altra è al Santobono,
ma funziona solo per i bambini). Le ispezioni, prima del servizio di prevenzione della
stessa azienda ospedaliera universitaria, poi degli ingegneri dell'Asl, sono state
sollecitate dalle rappresentanze sindacali di base. Tra le denunce: la mancanza di un
impianto di riscaldamento, la mancanza di una sala d'attesa e degli spogliatoi per gli
infermieri (in servizio in realtà c'è solo un infermiere). 3 febbraio 2008 - La Repubblica Da 14 anni hanno un trattamento
diverso dai dipendenti regionali Bologna - Da quattordici anni vivono in una sorta di
riserva indiana dentro la Regione con trattamento differente rispetto agli altri colleghi.
Sono quindici in tutto, una specie in via d´estinzione che tuttavia non rinuncia a
battagliare. Si tratta degli ex dipendenti dell´Agenzia regionale delle foreste che, allo
scioglimento di quest´ultima, sono rimasti in un limbo: non dipendenti a tutti gli
effetti di viale Aldo Moro, ma ancora vincolati da un contratto di tipo privatistico privo
di alcune tutele e delle integrazioni di stipendio che hanno i dipendenti con contratto
regionale. La vicenda inizia nel ´94 quando in viale Moro viene decisa la liquidazione di
alcuni enti dipendenti. Tra questi anche la citata Azienda forestale, l´Ersa e altre. A
questo punto, la maggior parte dei lavoratori viene gradatamente riassorbita tra le fila
della Regione con l´adeguamento del trattamento economico nel caso fosse stato diverso. 3 febbraio 2008 - Il Reso del Carlino Protesta il Cub dei vigili del fuoco: «Senza organico non cè sicurezza» Ravenna - Il CUB/RdB dei vigili del fuoco denuncia il paradosso secondo cui, mentre da una parte viene firmato in Prefettura il protocollo sulla sicurezza che vede i sindacati Cgil, Cisl e Uil e anche i vigili del fuoco in prima fila, dallaltra continua la riduzione dellorganico presso le sedi dei vigili del fuoco. Già è avvenuta la riduzione di personale presso i distaccamenti di Lugo e Faenza, e adesso «le stesse sigle sindacali che laltro giorno hanno sottoscritto laccordo sulla sicurezza», hanno ritenuto nel contempo di «avallare la proposta del dirigente provinciale dei vigili del fuoco reca una nota dei Cub/Rdb di un programma di ridimensionamento che porta allo smembramento del nucleo sommozzatori e allerosione del personale del distaccamento del porto», mentre «il distaccamento di Cervia è inoperativo da tempo immemorabile». 3 febbraio 2008 - La Provincia di Cremona Palazzo Pignano Elezioni sindacali alla Sister, i nomi PALAZZO PIGNANO Sciolte le rappresentanze sindacali di base per decadenza, si rinnovano le Rsu presso la Sister di Palazzo Pignano. Le consultazioni per la nomina dei rappresentanti sindacali si sono svolte. Su 292 persone convocate, hanno votato in 169. Sei i membri designati: 4 della Cgil (Marco Cavanna, Antonella Cividini, Luciana Piazza, Maria Teresa Toscani), uno alla Cisl (Biagio Palladino) e uno per lAllca Cub (Paolo Nichetti). Anche se le designazioni nel numero hanno sollevato una questione di legittimità allinterno degli stessi Sindacati, sempre più ai ferri corti tra loro. «Assecondando la volontà popolare noi avremmo dovuto avere un rappresentante in più (Fabio Sbarbaro, ndr) spiega Carmine Fioretti, rappresentante provinciale per lAllca Cub , purtroppo in base allodiosa regola del terzo, due membri sono nominati dufficio dalle tre sigle sindacali unificate: in pratica due membri non sono stati eletti democraticamente. Un aspetto discriminatorio, da noi contestato. Come contestiamo latteggiamento discriminatorio nei nostri confronti nelle trattative con lazienda, dove non veniamo proprio considerati, accettati». 3 febbraio 2008 - IMG Press / Il Cittadino di Messina ZONA FALCATA & MESSINA CHE
PRODUCE / Mesina - La Confederazione Unitaria di Base (CUB)
congiuntamente alla Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti (Flmu), aderente alla Cub,
avendo appreso che, nei prossimi giorni, sarà discussa dal Comitato Portuale, per la sua
definitiva approvazione, il Piano Regolatore Portuale, ritiene di dover esprimere la
propria preoccupazione a nome dei lavoratori del settore, e, in generale, di tutti i
lavoratori, che operano nella Zona Falcata di Messina. La Zona Falcata di Messina,
infatti,è stata da sempre, la sede propulsiva delle attività portuali della città ed,
in particolare, della cantieristica che anche in tempi recenti, è stata il vanto di
Messina ed ha fatto conoscere la città in tutto il mondo, ed in atto vi operano varie
aziende di diversa dimensione, che occupano oltre 1.200 lavoratori. Nel piano regolatore,
in questione, le aree destinate ad attività industriali, sono limitate a solo quelle
occupate dall'arsenale militare (ridimensionato) Bacino di Carenaggio e dal Cantiere
Rodriquez mentre scompare il cantiere di costruzione ex Cassaro e quelle commerciali al
solo Molo Norimberga, al momento adibito al trasporto dei mezzi gommati pesanti ad
utilizzo esclusivo dalla Caronte & Tourist. Insomma, le aree produttive della Zona
sono ridotte ad una piccola fascia verso il lato interno del bacino portuale, strozzate e
senza un sufficiente collegamento con la città e le autostrade e circondate da aree
destinate tutte ad attività ludiche, sportive, parchi pubblici ed archeologici, da un
nuovo quartiere urbano con residenze alberghiere, parco pubblico attrezzato,polo turistico
con relativo porticciolo. Il piano regolatore, così, viene ad essere snaturato,
sovrapponendosi al Piano Regolatore Generale. Bisogna rilevare,inoltre, che le banchine
del porto vengono destinate, quasi esclusivamente, allattracco di navi da crociera e
per il trasporto del gommato, cosa de declasserebbe il porto di Messina, che diverrebbe
porto turistico per navi da crociera e da diporto ed eliminerebbe la stessa Autorità
Portuale, così come previsto dal combinato disposto degli art. 4,comma 3,lettera e) e
dellart. 5 della L. n. 84 del 28/01/94, che ha istituito le Autorità Portuali. Si
sottolinea, inoltre, che il P.R.P. in questione contrasta anche con le stesse direttive
della circolare del Ministero dei Trasporti n. 1778 del 15/10/04,che dà le direttive per
la predisposizione del Piano stesso, la quale, espressamente, esclude, per esso, la
definizione e lassetto delle funzioni turistiche e da diporto. La CUB e la FLMU
rendono noto che assieme ai lavoratori, difenderanno ad oltranza la destinazione
industriale della Zona Falcata, riconosciuta anche da disposizioni normative,sin dal 1918,
pur col riconoscimento dei vincoli imposti dalla Soprintendenza dei BB. CC. AA., non
facendosi illudere da vane prospettive di future occupazioni, che scaturirebbero dalla
riconversione della Zona, che, comunque, per le attuali condizioni ambientali e
territoriali, richiederebbe tempi biblici. I lavoratori messinesi vogliono poter avere
unoccupazione che permetta loro di mantenere decorosamente le loro famiglie ora e
non passeggiare in unarea deserta, per labbandono di tutte le attività
produttive, rese impossibili dal nuovo Piano Regolatore Portuale, pur con un bel panorama
e che la Zona falcata torni ad essere il centro propulsore delleconomia cittadina.
La CUB e la FLMU chiedono, pertanto allAutorità Portuale di conoscere in virtù di
quale normativa, tale ente abbia elaborato, per usare un eufemismo, un "Piano
Regolatore di così ampio respiro". Restiamo in attesa di incontro con il nuovo
presidente per proseguire lapprofondimento della materia di cui sopra e non ancora
definita con i precedenti responsabili dellente in indirizzo. 3 febbraio 2008 - La Sicilia L'altra faccia della medaglia Ragusa - Lento ma continuo. E' lo stillicidio che riguarda da vicino la ferrovia iblea. Già da un mese senza la possibilità di poter contare sull'operatività dello scalo merci della stazione di Ragusa che ha chiuso i battenti lo scorso 1 gennaio. Una scelta che, abbinata ad altre che hanno penalizzato altri tratti di rete sul territorio provinciale, disegnano un quadro disarmante sullo stato della ferrovia in provincia di Ragusa. E mentre a Milano completano gli ultimi tratti dell'elettrificazione per l'alta velocità che collega la Lombardia con la Francia, via Piemonte, in Sicilia, e più in particolare nell'area iblea, ci si chiede fino a quando manterranno in vita alcune corse che, ancora oggi, tutto sommato, danno la opportunità ad alcune decine di pendolari di utilizzare il mezzo ferroviario. Interrogativi che potranno ricevere risposte nel corso di una serie di incontri che, già programmati all'inizio dell'anno, dovrebbero tenersi, con i vertici dell'azienda ferrovia da un lato, i rappresentanti istituzionali dell'area iblea, accompagnati dai sindacati di categoria, dall'altro, tra qualche giorno. "La nostra - ha sempre detto Pippo Gurrieri della Cub Trasporti - rischia di diventare una battaglia di retroguardia. Non possiamo neppure difendere dalla soppressione lo scalo merci della stazione del capoluogo quando lo stesso, negli ultimi mesi, aveva dato incoraggianti segnali di ripresa. Un quadro disarmante che non agevola la strada per lo sviluppo infrastrutturale da tutti auspicato. Come sindacato continueremo a batterci finchè non otterremo delle risposte concrete. Ma la strada sembra essere tutta in salita". La stazione di Ragusa continua ad essere uno dei principali punti di riferimento per la rete ferroviaria iblea, obsoleta e oggettivamente alle prese con la necessità di un rinnovamento che, quanto meno, non la faccia diventare troppo superata rispetto ad altri tratti siciliani. Neppure la marcia della ferrovia, la protesta che istituzioni e cittadini avevano animato negli anni scorsi, con tragitto a piedi da Modica e Ragusa, è servita a cambiare qualcosa. Le decisioni, infatti, vengono prese sempre dall'alto, motivate con esigenze aziendali, mentre il territorio è costretto a subire. Fin quando dovremo subire? E' la domanda che si fanno i cittadini i quali, però, scelgono, come mezzo di trasporto alternativo all'automobile, il gommato per gli spostamenti da e per l'area iblea. Del resto, avete mai provato a prendere il treno per recarvi da Ragusa a Catania o, peggio ancora, a Palermo? Non è certo una passeggiata.(G.L.) 2 febbraio 2008 - Dire BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI LUNEDI' 4 FEBBRAIO (DIRE) Bologna, 2 feb. - Questi gli appuntamenti a
Bologna e Provincia: 2 febbraio 2008 - Liberazione In sciopero i dipendenti
dell'Arcobaleno, contratti in bilico Roma - Lunedì 28 gennaio i dipendenti della Arcobaleno Srl
in servizio al Policlinico di Tor Vergata hanno scioperato per l'intera giornata chiedendo
il riconoscimento delle mansioni socio-sanitarie effettivamente svolte e il conseguente
adeguamento dei contratti: «La protesta - fanno sapere le Rdb-Cub - ha visto la
partecipazione di circa 70-80 lavoratori. È un buon risultato, tenendo conto del fatto
che questi lavoratori subiscono pressioni e ricatti da parte dell'azienda, con frequenti
lettere di richiamo e continui cambi di turno». I 280 dipendenti della Arcobaleno sono da
anni inquadrati come operai pulitori (con il contratto multiservizi), ma di fatto svolgono
mansioni da ausiliari e operatori socio-sanitari percependo 6,5 euro lordi l'ora a fronte
dei 18 erogati dalla Regione Lazio alla società. Perciò il primo obiettivo dei
lavoratori è il riconoscimento della qualifica di operatore socio-sanitario e il
passaggio al contratto della sanità: «Da mesi - dichiara Pio Congi della Federazione
Rdb-Cub - abbiamo investito del problema l'assessore regionale alla Sanità, senza altro
risultato che un rimpallo di responsabilità con i dirigenti del Policlinico. Il 6
febbraio ci sarà un incontro con il direttore generale del Policlinico Bollero, vorremmo
che ci fosse anche l'assessore Battaglia». C'è voluto l'Ispettorato del lavoro per
richiedere alla Arcobaleno di inquadrare i lavoratori con un contratto di tipo sanitario,
riconoscendo come inadeguato quello multiservizi. 2 febbraio 2008 - La Repubblica IL CORTEO. In 4mila con un tir di
plastica e bottiglie sfilano fino alla piazza della prefettura. E la marcia con Caruso e
Scalzone diventa beffa Napoli - I rifiuti arrivano tre minuti prima delle otto
sotto il balcone di Gianni De Gennaro. Carta, vetro, plastica e alluminio scaraventati a
terra, accompagnati da 4mila persone e tre parole. «Si può fare». Nel senso di
differenziata. Attraversano il centro della città, tagliano i vicoli, aumentano strada
facendo, sfidano la questura e sfilano composti sotto il naso delle statue dei re,
munnezza e nobiltà, prima di chiudere la loro corsa dove volevano chiuderla, e dove il
sindaco voleva evitare che finissero. Al Plebiscito. Se i simboli hanno un senso, questi
quintali e quintali di materiale raccolto dalla rete campana "Salute e ambiente"
vengono a chiudere un ciclo dove il ciclo cominciò, stessa piazza, e il primo cartone
poggiato a terra scivola dalle mani di un ragazzo che si chiama Antonio. 2 febbraio 2008 - Il Messaggero Roma, difende donna da sfratto ma intanto gli sfrattano la madre ROMA (1 febbraio) - Partecipa ad un "picchetto"
per evitare lo sfratto di una donna e un bambino e non sa che in quegli stessi minuti la
madre viene sfrattata dall'altra parte della città. E' accaduto a Marco, attivista del
sindacato Asia-RdB, che si era recato stamani in via di Donna Olimpia, dove la forza
pubblica avrebbe dovuto sgomberare una donna spagnola col figlio. Dopo alcuni momenti di
tensione con gli attivisti, si è trovato un accordo tra le parti e lo sfratto è stato
rinviato a marzo. A quel punto la sorpresa: Marco è stato informato con telefonata, che
l'anziana madre veniva sfrattata dall'appartamento Ina in via dei Salesiani, dove abitava
dal 1975. «E' l'ennesima vergogna, quegli appartamenti sono stati messi in vendita a
prezzi esorbitanti, chi non ha la possibilità di comprarli viene buttato in mezzo alla
strada senza pietà». 2 febbraio 2008 - EPolis Roma La beffa. Partecipa ad un sit-in
contro lo sgombero di una donna, intanto sua mamma finisce in strada Roma - Partecipa ad un "picchetto" per evitare lo sfratto di una donna e un bambino (poi rinviato) e non sa che in quegli stessi minuti la madre viene sfrattata dallaltra parte della città. Vittima di questa beffa Marco, attivista del sindacato Asia-RdB, che si trovava in via di Donna Olimpia dove la forza pubblica, con lufficiale giudiziario, avrebbe dovuto sgomberare una donna spagnola col figlio minore che soffre di epilessia. Dopo alcuni momenti di tensione con gli attivisti, si è trovato un accordo. Sfratto rinviato a marzo. A quel punto lamara sorpresa: attraverso una telefonata, lattivista sindacale veniva informato che lanziana madre, Maria Concetta Sisinni, 77 anni, veniva sloggiata dallappartamento Ina di via dei Salesiani dove abitava dal 1975. «È lennesima vergogna - ha detto Paolo Di Vetta di Asia RdB - quegli appartamenti sono stati messi in vendita a prezzi davvero esorbitanti e chi non ha la possibilità di acquistarli, come la signora Maria Concetta, viene buttato in mezzo alla strada senza pietà». La donna, aggiunge il sindacato, si è trovata con mobili ed effetti personali sul marciapiede dove ha incontrato il delegato comunale per lemergenza abitativa, Nicola Galloro. 2 febbraio 2008 - Il Sole 24 Ore SINDACATI IN CAMPO C 'è fermento tra i dipendenti di Enasarco, la cassa previdenziale degli agenti di commercio. In un comunicato del sindacato Rdb/Cub si fa riferimento all'articolo apparso su «Plus24», il 19 gennaio scorso, dal titolo «Vendita diretta delle case agli inquilini di Enasarco». I rappresentanti dei dipendenti, nel documento, hanno denunciato l'assenza di informazione da parte dei dirigenti sulla futura cessione dei 17mila alloggi (l'85% a uso residenziale). Molti lavoratori Enasarco, infatti, sono anche inquilini. In seconda battuta, ci sono numerosi interrogativi sul destino degli 80 lavoratori del servizio gestione immobiliare e dei circa 400 portieri degli stabili che fanno capo all'Ente previdenziale. Da qui la richiesta al presidente della Cassa, Brunetto Boco, di un incontro per avere chiarimenti sulla vendita del patrimonio in mattoni.(V.D'A.) 2 febbraio 2008 - Il Giornale Malpensa, partiti i primi 87
licenziamenti Malpensa - Sei milioni di passeggeri in meno lanno,
movimenti giornalieri ridotti da 360 ad appena 105 al giorno, un danno economico che solo
per la Sea sarà di 70 milioni di euro ogni dodici mesi. Senza contare i danni
allindotto e leffetto sullintera economia del nord, quella che traina
lintero Paese. È a dir poco a tinte fosche il quadro disegnato dal presidente della
Sea, la società che gestisce il sistema aeroportuale lombardo, dopo lannuncio di
Alitalia che cede gli slot, i diritti di atterraggio e decollo. Ulteriore conferma, se ce
ne fosse stato bisogno, dellintenzione di abbandonare lo scalo. 2 febbraio 2008 - VR Videoregione INCONTRO TRA LA CUB ED IL PREFETTO PER PARLARE DI SICUREZZA SICUREZZA SUL LAVORO Ragusa - È stata ricevuta ieri dal prefetto di Ragusa la delegazione della Confederazione unitaria di base composta dal coordinatore provinciale Roberto La Terra e dal coordinatore CUB Trasporti Pippo Gurrieri. Lincontro era stato richiesto dalla CUB inseguito agli incidenti sul lavoro che hanno interessato il territorio ibleo. I rappresentanti della CUB hanno espresso le grandi difficoltà in cui si trovano ad agire le organizzazioni sindacali. Il Prefetto Monteleone ha rassicurato che si stanno attivando iniziative verso la diffusione degli RLS i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ma anche per potenziare le ispezioni attraverso una maggiore sinergia degli organi preposti. 1 febbraio 2008 - Omniroma MONTEVERDE, PICCHETTO RDB CONTRO SFRATTO: SUL POSTO PS E POMPIERI (OMNIROMA) Roma, 01 feb - Uno sfratto esecutivo è in corso a via di Donna Olimpio 152, a Monteverde. Un «picchetto» organizzato dalle Rdb si trova sotto l'abitazione della donna sfrattata. «La polizia ci ha impedito di entrare - ha detto Marco delle Rdb - sappiamo che qualcuno al momento si è sporto dal balcone minacciando di gettarsi nel vuoto per evitare lo sfratto». È lo stesso rappresentante Rdb a raccontare la vicenda della donna. «La signora Maria Esmeralda spagnola, con un bambino epilettico di 15 anni, ha sempre pagato regolarmente l'affitto - ha detto - invece con carte false la si vuole sfrattare per morosità. La stessa Maria Emeralda aveva chiesto un pò di tempo per trasferirsi in un appartamento che sarà libero ad aprile ma non c'è stato nulla da fare. Qui ci sono anche i suoi avvocati che possono dimostrare non solo la falsa morosità ma anche che il contratto d'affitto non è mai stato registrato». Il «picchetto» antisfratto continua. Sul posto sono intervenuti polizia e vigili del fuoco. CASA, DIFENDE DONNA DA SFRATTO E INTANTO GLI SFRATTANO LA MADRE (OMNIROMA) Roma, 01 feb - Partecipa ad un «picchetto» per evitare lo sfratto di una donna e un bambino (poi rinviato) e non sa che in quegli stessi minuti la madre viene sfrattata dall'altra parte della città. La singolare vicenda è accaduta questa mattina a Marco, attivista del sindacato Asia-RdB, che si era recato stamani in via di Donna Olimpia dove la forza pubblica, assieme all'ufficiale giudiziario, avrebbe dovuto sgomberare una donna spagnola col figlio minore sofferente di crisi epilettiche. Dopo alcuni momenti di tensione con gli attivisti (uno di essi si era arrampicato sul balcone minacciando di gettarsi), si è trovato un accordo tra le parti e lo sfratto veniva rinviato a marzo. A quel punto l'amara sorpresa: attraverso una telefonata, l'attivista sindacale veniva informato che l'anziana madre, Maria Concetta Sisinni, 77 anni, veniva sloggiata dall'appartamento Ina di via dei Salesiani dove abitava dal 1975. «È l'ennesima vergogna - ha detto Paolo Di Vetta di Asia RdB - quegli appartamenti sono stati messi in vendita a prezzi esorbitanti e chi non ha la possibilità di acquistarli, come la signora Maria Concetta, viene buttato in mezzo alla strada senza pietà». Ora la donna, continua ancora il sindacato, si trova con i suoi mobili ed effetti personali sul marciapiede dove ha incontrato il delegato comunale per l'emergenza abitativa, Nicola Galloro. Ma un altro episodio che spiega il disagio abitativo è accaduto a Torbellamonaca dove una donna con tre figli, assegnataria di un alloggio in via dell'Archeologia, si è vista occupare abusivamente l'appartamento mentre erano in corso lavori di ristrutturazione da parte dell'Ater. «Auspichiamo che entro oggi il Consiglio dei Ministri vari un provvedimento per il blocco degli sfratti - ha concluso Di Vetta - altrimenti da lunedì organizzeremo un presidio permanente sotto la prefettura di Roma». MONTEVERDE, SFRATTO RINVIATO A MARZO (OMNIROMA) Roma, 01 feb - È stato rinviato a marzo lo sfratto in esecuzione questa mattina a via di Donna Olimpia 152. Il Municipio XVI, intervenuto sul luogo appresa la notizia, ha contattato il capo di gabinetto del questore che, attraverso il commissariato di Monteverde, ha ritirato la forza pubblica. «Il nostro impegno - ha detto l'assessore alla Scuola del XVI Municipio Valentina Steri - non finisce qui, ci mobiliteremo entro quella data per trovare una soluzione per l'inquilina che vive una grande condizione di disagio». Maria Esmeralda Martin Ramirez, una spagnola di 47 anni, è infatti madre di un ragazzo epilettico di 15 anni e soffre di una sindrome depressiva. La signora, all'arrivo della forza pubblica si è chiusa nell'appartamento insieme ai suoi due legali Barbara Pelosi e Roberta Nuccio e al compagno Ezio Cappola, minacciando di gettarsi dalla finestra. Sul posto sono prontamente intervenuti i pompieri e la polizia di Stato. «Ora la signora sta meglio - ha detto Steri - è stata visitata da un medico dopo aver accusato un malore. Ma quando siamo arrivati la situazione era drammatica, lei era chiusa nell'appartamento e minacciava gesti estremi». Sul posto, dove era in corso un «picchetto» organizzato dalle Rdb, è intervenuto anche il consigliere capitolino Fabio Nobile che ha commentato la vicenda come «l'ennesimo situazione di disagio». «Ormai - ha aggiunto Nobile - non si parla più di emergenza abitativa ma di urgenza. Serve una legge nazionale ma anche un progetto serio di edilizia residenziale pubblica. A Roma - ha continuato - ci sono 240 mila alloggi sfitti, molti dei quali in mano ai grandi proprietari con i quali urge aprire una trattativa». Secondo quanto riferito dal legale dell'inquilina, Barbara Pelosi, alla donna veniva contestata la morosità della mensilità di dicembre-gennaio, ora saldata. «Ma questo - ha spiegato Pelosi - è già il quinto tentativo di sfratto». Sul posto ora sono state ripristinate le condizioni di normalità, sono andate via le vetture della polizia ed i mezzi dei vigili del fuoco. A quanto si apprende l'inquilina ora «sta meglio», come ha dichiarato il suo compagno, Ezio Cappola «ma prima era davvero disperata» ha concluso. 1 febbraio 2008 - Adnkronos ROMA: NOBILE (PDCI) SU SFRATTO VIA DONNA OLIMPIA, TUTELARE I PIÙ DEBOLI Roma, 1 feb. - (Adnkronos) - «Quanto accaduto questa mattina è l'ennesima situazione di disagio. Ormai non si tratta più di emergenza abitativa ma di urgenza. Non è tollerabile che si buttino le famiglie per strada. In caso di sfratto occorre garantire il passaggio da casa a casa, soprattutto alle persone più deboli e svantaggiate». Lo ha dichiarato Fabio Nobile, segretario romano del partito dei comunisti italiani e capogruppo consiliare capitolino dei comunisti italiani, che questa mattina ha preso parte, insieme ai rappresentanti di Asia-rdb, al picchetto antisfratto in difesa della signora Maria Esmeralda Martin Ramirez, in via di Donna Olimpia 152 a Roma. «Serve subito una legge nazionale - ha aggiunto Nobile - ma anche un progetto serio di edilizia residenziale pubblica. A Roma ci sono 240 mila alloggi sfitti, molti dei quali in mano ai grandi proprietari con i quali urge aprire una trattativa». 1 febbraio 2008 - Dire CASA. SFRATTI, NOBILE: GARANTIRE ALTERNATIVE A FASCE DEBOLI (DIRE) Roma, 1 feb. - "Quanto accaduto questa mattina e' l'ennesima situazione di disagio. Ormai non si tratta piu' di emergenza abitativa ma di urgenza. Non e' tollerabile che si buttino le famiglie per strada. In caso di sfratto occorre garantire il passaggio da casa a casa, soprattutto alle persone piu' deboli e svantaggiate". E' quanto afferma Fabio Nobile, segretario romano del Pdci e capogruppo consiliare capitolino dei Comunisti Italiani, che questa mattina e' stato presente, insieme ai rappresentanti di Asia-Rdb, al picchetto antisfratto in difesa della signora Maria Esmeralda Martin Ramirez, in via di Donna Olimpia 152. 1 febbraio 2008 - Ansa MALPENSA: CUB; OGGI MENO 87 LAVORATORI, A RISCHIO 500 (ANSA) - MILANO, 1 FEB - Da oggi la società di gestione degli scali di Linate e Malpensa, la Sea «ha lasciato a casa» 87 lavoratori assunti, nell'aeroporto in provincia di Varese, con contratto di somministrazione (i cosiddetti interinali reperiti tramite agenzie di collocamento) per lo smistamento e il carico e scarico di bagagli. Lo denuncia la Cub Trasporti Lombardia che teme che altri 500 «precari» perdano il posto a marzo e sottolinea che «si parla solo di slot in merito alle dismissioni di Alitalia e non dei dipendenti». Agli 87 - ricorda il sindacato di base - si aggiungono i 35 (di cui 9 a Linate) che dal 21 gennaio scorso hanno perso il posto: siamo a 122 posti in meno in questi giorni. Dal raffronto degli organici complessivi di Sea degli ultimi mesi - afferma ancora la Cub - ci sono 221 lavoratori in meno, otteniamo che dal febbraio dello scorso anni ad oggi risultano 343 lavoratori in meno alla Sea di Malpensa e Linate (si è scesi da 5460 nel febbraio 2007 a 5239 di oggi meno i 122 interinali). «È inammissibile - afferma Renzo Canavesi segretario lombardo della Cub Trasporti - che dipendenti in servizio anche 12 o 13 ore al giorno vengano allontanati in questo modo. Prima di tutto tutti i precari vanno assorbiti in Sea e comunque in caso di riduzione di personale vanno applicati anche a loro gli ammortizzatori sociali». 1 febbraio 2008 - Il Padova IERI MATTINA UN NUOVO INCONTRO IN PREFETTURATnt, il grido dei facchini «Ridateci il nostro lavoro» Continua il presidio permanente davanti all'azienda di Limena, che ieri ha promesso il reintegro della metà degli addetti. Domenica i Cobas hanno indetto una manifestazione di tutti i dipendenti delle cooperative del settore della logistica di Roberta Voltan
Limena - Salvatore è siciliano e si definisce «un italiano-straniero». La sua giornata lavorativa alla Tnt di Limena inizia alle 21 e finisce alle sette del mattino. Quando è fortunato, arriva nella sua casa di Zero Branco alle dieci. In tasca un diploma di odontotecnico, ha lasciato il lavoro e la sua Messina per poter stare accanto alla figlia nata dalla relazione, ormai conclusa, con una trevigiana. A Limena ha fatto subito amicizia con gli altri 90 facchini, per lo più stranieri e precari, che con lui condividono le fatiche e le amarezze di una professione tutt'altro che facile. Anche ieri Salvatore, Labri, Amid e molti altri erano fianco a fianco, davanti alla Tnt, decisi a difendere con i denti quel posto strappato loro senza un perchè. I loro interrogativi sono ancora appesi a quel cancello che si è chiuso venerdì, quando arrivando alla sede del magazzino come ogni giorno hanno trovato le porte chiuse e hanno scoperto così, nel modo più doloroso e brutale, di aver perso il lavoro: la cooperativa Fast Coop e la Tnt avevano rescisso il contratto di fornitura. Oltre al danno, la beffa: essendo socilavoratori della cooperativa non possono accedere agli ammortizzatori sociali. Chi, come Has, sognava di ottenere finalmente il riconongiungimento familiare e riabbracciare i tre figli rimasti ad Agadir (Marocco) vede ora svanire ogni speranza. Labri non fa che pensare all'affitto da pagare e al figlio di dieci anni da mantenere. Se hanno perso le loro certezze, i facchini della Fast Coop non hanno perso il coraggio della denuncia. Dai loro racconti, emerge il quadro di una condizione lavorativa difficile, ai limiti della sopportazione. Sono organizzati in tre squadre, una delle quali impegnata tutte le notti. Nel giugno scorso, le prime battaglie sindacali, le prime importanti conquiste. «I lavoratori non disponevano di uno spogliatoio, di uno spazio comune dove potersi incontrare», racconta Gianni Boetto di Adl Cobas. Se fino allo scorso anno i cento lavoratori dovevano accontentarsi di uno spazio di pochi metri quadrati, dove mangiavano in piedi a turno, ora hanno ottenuto l'uso di una sala comune. «Gli orari di lavoro - continua Boetto - erano massacranti, veniva riconosciuto loro un reddito di circa 6mila euro all'anno, mentre la parte restante figurava come indennità di trasferta. Lo scorso anno siamo finalmente riusciti a cambiare le cose». Ieri, da un incontro fra il Prefetto e i rappresentanti dei Cobas è arrivato qualche segnale di schiarita. La Tnt, che si è dichiarata indisponibile a incontrare i lavoratori, ha garantito l'impegno a reintegrare, attraverso l'affidamento della commessa a un'altra cooperativa, i facchini impegnati durante il giorno. Per i lavoratori del turno notturno si prospetterebbe invece il trasferimento in altre sedi, anche fuori Provincia. Se ieri una delegazione dei Verdi capeggiata dall'onorevole Luana Zanella ha incontrato i lavoratori in presidio permanente, per domenica Adl Cobas alle 15 ha indetto davanti alla Tnt un'assemblea di tutti i lavoratori del settore del facchinaggio. Un'occasione per denunciare «le condizioni di semischiavitù nella quale si trovano centinaia di soci-lavoratori». 1 febbraio 2008 - Il Mattino di Padova LA VERTENZA SINDACALE DI LIMENA LIMENA - Ieri il prefetto e il questore hanno
incontrato la delegazione del presidio dei lavoratori della Fast Coop (nella foto Piran).
Cerano anche Stefano Pieretti e Gianni Boetto dellAdl-Cobas. I lavoratori sono
stati informati che un nuovo consorzio denominato Corso è stato contattato da Tnt per
entrare a gestire il magazzino di Limena. Questo per soli turni giornalieri. Pertanto i
lavoratori impiegabili in futuro a Limena sarebbero soltanto una quarantina degli ottanta
attuali. 1 febbraio 2008 - Corriere del Mezzogiorno Federico II. Per Rdb-Cub gli
stipendi sono fermi al 2000 e il numero dei lavoratori non riesce a garantire più
l'attività dei reparti NAPOLI Momento delicatissimo per il Secondo
Policlinico. Nel giorno delle polemiche per la decisione contenuta nell'atto aziendale di
aumentare il numero dei primari i responsabili delle aree funzionali diventeranno
in futuro oltre 200, mentre ora sono 167 il personale infermieristico dell'ospedale
della Federico II annuncia lo stato di agitazione. «Una scelta dice Antonio
Lucignano, esponente delle rappresentanze sindacali di base determinata dalla
chiusura della direzione generale nei confronti delle richieste contrattuali. Gli stipendi
sono fermi al 2000 e il numero dei lavoratori non riesce a garantire più l'attività dei
reparti». Sulla questione dei primari se dovesse essere applicato il nuovo atto
aziendale, ce ne sarebbe uno ogni tre pazienti, dato che in media ci sono 500 ricoverati
interviene anche il capigruppo di An al Consiglio regionale, Enzo Rivellini.
«Nella discussione sul piano ospedaliero dice il componente della commissione
Sanità dopo una mia interrogazione in aula, si è scoperto lo scandalo del
Policlinico: all'epoca 196 primari, 1000 medici dirigenti, 500 dipendenti amministrativi
ed altrettanti tra infermieri e portantini per 650 posti letto. Un esercito, gestito
totalmente dai "Baroni" della medicina. 1 febbraio 2008 - Liberazione Domani il corteo nazionale contro il
teorema Fiordalisi. E a Roma rinvio del processo per i "rapinatori" di
S.Precario Non sarà come cinque anni fa che scesero in 70mila
senza contare una città intera alla finestra e per le strade ad accogliere i no global,
ma sarà una manifestazione «importante, c'è attesa a Cosenza e in provincia», prevede
Raffaella Caruso, «una compagna del movimento, una compagna di Rifondazione». Domani
sarà il giorno del ritorno dei movimenti nella città che, suo malgrado, è ospite del
"teorema", la clamorosa mossa dei Ros del generale Ganzer che, dopo aver bussato
invano a 22 procure, pare, trovarono un pm cosentino, Fiordalisi, disposto a sposare
un'idea semplice quanto terribile: incriminare i movimenti sociali per cospirazione a
Genova, nel luglio 2001, contro l'ordine costituito, sia politico che economico. 1 febbraio 2008 - Il Gazzettino LIMENA. DIPENDENTI LICENZIATI DELLA
FASTCOOP INCONTRANO IL PREFETTO limena - (M.A.) Il prefetto Paolo Padoin, il questore Alessandro Marangoni e alcuni funzionari della Digos, ieri mattina in prefettura, hanno ricevuto una delegazione dei dipendenti della Fastcoop di Limena accompagnati da esponenti dell'Adl cobas (associazione difesa lavoratori). Ricordiamo che venerdì scorso circa ottanta lavoratori hanno trovato la sede della Fastcoop chiusa, pare per cambio di appalto, e di fatto è da allora che non lavorano. In pratica sono stati licenziati. La cooperativa in questione, che è del consorzio Gesconet, opera all'interno del cantiere della TNT, sempre di Limena. "Dall'incontro è emerso - ha spiegato Gianni Boetto dell'Adl - che la TNT non vuole parlare né con noi né con i lavoratori. Sembra poi che la TNT abbia contattato un nuovo consorzio chiamato Corso, che dovrebbe assorbire 40 degli ex dipendenti della Fastcoop. Tutti però con il turno giornaliero, perchè quello serale è stato cancellato. Infine la Gesconet sarebbe pronta a spedire altri 15 lavoratori, sempre ex Fastcoop, in alcuni magazzini di Padova. Il fatto che TNT non voglia incontrarci - ha proseguito Boetto - è molto grave. Le risposte che ci sono state fornite sono insufficienti e vogliamo il prima possibile andare a incontrare i responsabili della Fastcoop e quelli della Corso. Il tutto è poco chiaro". L'Adl e i lavoratori, dunque, non sono soddisfatti per cui rimarrà il presidio davanti alla TNT di Limena e verranno mantenute le iniziative di protesta già programmate. Inoltre per domenica alle 15 di fronte alle TNT, è stata organizzata una assemblea di tutti i lavoratori del settore facchinaggio di Padova e provincia. Scopo, sempre secondo Adl, quello di costruire un percorso di lotta che porti al superamento di questa situazione di semi schiavitù nella quale si trovano a lavorare i soci-lavoratori delle cooperative. 1 febbraio 2008 - Il Messaggero Latina.Lesito della commissione Ambiente... Latina - Lesito della commissione Ambiente sul piano
finanziario della Latina Ambiente e sul caso dei lavoratori precari della società lascia
la maggioranza spaccata. Da una parte Alleanza nazionale che vota con il Partito
democratico un documento che impegna il Comune ad approvare il piano, dallaltra FI
con il consigliere Sandro Boccatonda che lancia una proposta shock: bloccare la
differenziata ai livelli di conferimento raggiunti oggi con lobiettivo di diminuire
i costi di quel piano finanziario da 20 milioni. Intorno al tavolo, accanto ai commissari,
siedono anche i sindacati. Sono loro che, in apertura dei lavori, richiamano
lamministrazione al dovere di approvare il piano economico della società: «Così
spiega Patrizio Cacciotti, Rdb-Cub non lo useranno più come alibi per
temporeggiare sulla stabilizzazione dei precari». 1 febbraio 2008 - Il Giornale di Vicenza SANITÀ. La riconferma del direttore
generale permette di riaprire subito il tavolo delle trattative per il personale Vicenza - Sindacati, Alessandri e Ulss. Nel mandato scorso
il rapporto era iniziato in modo burrascoso fra lampi, tuoni e contumelie, ma poi si è
man mano rasserenato fino a diventare quasi un idillio. Ora la corsa è ripresa con gli
stessi protagonisti, ma non è tutta festa. Parecchie le vertenze in corso. Ma ecco cosa
sollecitano Cgil, Cisl, Uil, Rdb-Cub e Nursind al direttore generale appena confermato al
soglio. 1 febbraio 2008 - Corriere di Bologna Sicurezza In manette
l'albanese che ha colpito due accertatori. Sempre sulla linea 13 una donna è stata
palpeggiata Bologna - Viaggiava sulla linea 13 senza biglietto.
Quando lo hanno scoperto e gli hanno chiesto i documenti, ha iniziato a gridare e ad
agitarsi, creando scompiglio a bordo. Ne hanno fatto le spese due controllori: un
veneziano di 32 anni e un bolognese suo coetaneo, presi rispettivamente a calci e schiaffi
(sei giorni la prognosi per entrambi). È accaduto alle 13.50 di mercoledì in via Saffi,
all'angolo con via Vittorio Veneto. La polizia è intervenuta identificando e denunciando
a piede libero per lesioni personali un albanese clandestino di 26 anni. 1 febbraio 2008 - Il Giorno «Un nuovo lavoro per i
cassintegrati rimasti allex Alfa» ARESE UNA SOLUZIONE è possibile, laccordo si può e si deve fare. È lappello riassunto nel comunicato dei sindacati Flm uniti Cub Arese dopo lincontro avvenuto laltro giorno con Fiat per valutare la situazione dei lavoratori in Cigs. Un incontro definito positivo dai sindacalisti della storica fabbrica di Arese nel corso del quale sono emersi diversi punti interessanti. «Lazienda - affermamo i rappresentanti sindacali - ha affermato che pagherà ai lavoratori lo stipendio pieno anche nel mese di febbraio e questo è senza dubbio un fatto positivo. Inoltre sempre nel corso dellincontro i dirigenti di Fiat hanno affermato che continueranno ad offrire lincentivo di 70mila euro». Non solo condizioni economiche: nel corso della riunione svoltasi nella sede di Assolombarda tra i sindacalisti dellAlfa Romeo e i vertici di Fiat si è parlato anche del futuro dei lavorati che sono ancora in cassa integrazione. «PER QUESTI lavoratori - dicono i sindacalisti dellAlfa - lazienda ha ribadito ancora una volta che non chiederà la proroga della cassa integrazione e non farà più ricorso alla mobilità lunga, nonostante il ministero abbia aperto alla possibilità per il 2008. I vertici di Fiat ci hanno informato che esiste un piano dellagenzia del lavoro per collocare gli 88 lavoratori in Cigs, piano che prevede la collocazione preventiva in mobilità con le seguenti opportunità: 20 lavoratori presso le aziende Abp (tra cui 10 Gree-Fluff, 3 Sitra e 5 nuova mensa); 15 lavoratori presso il Comune di Milano; 10 lavoratori presso la Provincia; 43 lavoratori con un piano a carico della Regione di autoplacement per collocazione presso i Comuni di appartenenza». Sempre nel corso della riunione, dopo aver contestato il fatto di essere stati informati del progetto da Fiat e non dalla Regione Lombardia, i lavoratori hanno chiesto di fare un accordo. «Fiat può e deve far rientrare tutti o quasi i 43 lavoratori la cui collocazione è indefinita, Abp e Comune di Milano possono adeguare i numeri. Ma devono essere definiti tempi certi e rapidi e ogni singolo lavoratore deve avere la certezza scritta della sua collocazione lavorativa». 1 febbraio 2008 - La Stampa Vertenza alla Sacra Famiglia. Addetti in sciopero per 4 ore Verbania - Sciopero di 4 ore del personale dellIstituto Sacra Famiglia delle sedi di Verbania, Milano, Varese, Lecco e Savona. La protesta, che si concluderà con un sit-in, alle 14, in piazza Ranzoni, è stata promossa da Cgil, Cisl, Uil Fials e Cub. I lavoratori lamentano carichi di lavoro stressanti e temono una riduzione dei posti letto con ricadute sulloccupazione. Chiedono, inoltre, lapplicazione del contratto della sanità pubblica ed il ripristino del contratto aziendale. |