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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 31 gennaio 2008

31 gennaio 2008 - Prima

PROTESTA RDB/CUB: «SALARI FERMI, PROFITTI E RENDITE ALLE STELLE»

(PRIMA) ROMA – "Quello che era sotto gli occhi di tutti e che da anni abbiamo denunciato, oggi viene certificato dalla Banca d’Italia –ha ribadito RDB-CUB - Dal 2000 al 2006 il reddito netto delle famiglie dei lavoratori dipendenti è rimasto al palo, mentre crescevano i redditi degli autonomi e i profitti e mentre l’inflazione vera falcidiava i salari sopratutto a causa dell’euro e dell’aumento spropositato dei servizi pubblici negli ultimi dieci anni: acqua + 61 per cento, gas + 45 per cento, trasporti urbani + 35 per cento, rifiuti +43 per cento, nonostante ci avessero assicurato che con le privatizzazioni, le liberalizzazioni e la concorrenza avremmo avuto tariffe più basse- Ai lavoratori dipendenti – hanno aggiunto - i cui salari sono tassati ben più delle rendite finanziarie, unico caso in Europa, è stato rubato tutto, mentre per gli altri sono stati varati condoni fiscali a ripetizione, aiuti alle imprese, cunei fiscali oltre alla facoltà di sfruttare e precarizzare spregiudicatamente il lavoro. Per anni – ha puntualizzato RDB-CUB - i Governi di qualunque colore, la Confindustria, gli economisti ed i giornali hanno rivolto invettive contro l’ingordigia di lavoratori e pensionati, di chi chiedeva reddito per i disoccupati, poiché con le nostre pretese di una vita migliore impedivamo al sistema Italia di competere sul piano economico internazionale. CGIL, CISL e UIL ben volentieri si sono assoggettati al dominio del mercato e del profitto, permettendo con anni di concertazione, di tenere bassi i salari, di sorvolare sulla sicurezza sui posti di lavoro, sull’aumento dello sfruttamento, salvo poi versare lacrime di coccodrillo, a cui nessuno più crede, in occasione dei tragici eventi rappresentati dalle morti sul lavoro. Ora tutti piangono sul fatto che i consumi sono bloccati, ma come dovrebbero crescere se la stragrande maggioranza delle famiglie ogni mese non arriva neppure alla terza settimana?. La RdBCUB da anni denuncia questa situazione e si batte per l’allineamento dei nostri salari a quelli degli altri paesi europei".


31 gennaio 2008 - Dire

RICERCA. USI RDB: SU NOMINA MAIANI È MANCATA TRASPARENZA
SCONCERTANO MODALITÀ E CRITERI

(DIRE) Roma, 31 gen. - "Sono in tanti a chiedersi se quella che si vuole far passare per innovazione epocale nel mondo della ricerca altro non sia che il mitico 'bussolotto'. Una vicenda, quella sulla quale il governo dimissionario Prodi si appresta ad apporre il suggello, alla quale hanno partecipato tutti. Meno la trasparenza". Con queste parole una nota della segreteria nazionale del sindacato Usi/Rdb commenta la nomina di Luciano Maiani a presidente del Cnr. "In disparte la circostanza che appare davvero difficile sostenere che una nomina tanto importante possa rientrare tra gli 'affari correnti' di un governo dimissionario- aggiunge la nota- cio' che sconcerta maggiormente sono le modalita' e i criteri, che per Mussi "vanno estesi a tutti i campi della vita pubblica, con i quali il comitato di consulenza, denominato Search Committee e istituito con un apposito decreto ministeriale, e' giunto alla individuazione: nessun verbale e nessuna relazione finale, come riferito da Giorgio Parisi, presidente del comitato nonche' cofondatore di Sinistra Democratica". Circostanza quest'ultima, prosegue la nota del sindacato della ricerca, "che sembra contraddire il ministro che all'esito della votazione ha dichiarato che per la nomina del presidente del Cnr 'la politica si e' autonomamente spogliata del suo unilaterale potere di nomina'". Mistero, inoltre, conclude l'Usi/Rdb, "sulle modalita' di individuazione di Luciano Maiani da parte del ministro della Ricerca, atteso che la terna (che comprendeva anche Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino e il biologo molecolare Riccardo Cortese) e' stata comunicata a Mussi, per ammissione dello stesso Parisi, 'per telefono e rigorosamente in ordine alfabetico'".

RICERCA. CNR, OK CAMERE A MAIANI (MA È STATA CORSA A OSTACOLI)
MUSSI PROPOSE IL NOME IL 21 DICEMBRE, POI LE POLEMICHE SUL PAPA

(DIRE) Roma, 31 gen. - Ormai e' praticamente fatta, manca solo la parola definitiva del Cdm, e poi Luciano Maiani, fisico di chiara fama, potra' prendere le redini del Cnr. Ma l'iter della sua nomina, soprattutto nelle ultime settimane, e' stato segnato, a tratti, da aspre polemiche, scatenate soprattutto da parte dell'opposizione in Parlamento. Il nome di Maiani e' stato proposto alle Camere dal ministro dell'Universita', Fabio Mussi, lo scorso 21 dicembre, dopo il via libera del Cdm. Mussi ha scelto il fisico all'interno di una terna di nomi (c'erano anche il docente universitario Riccardo Cortese ed il rettore del Politecnico di Torino Francesco Profumo) elaborata da una commissione di alta consulenza voluta dallo stesso ministro e capeggiata dal fisico Giorgio Parisi, molto vicino a Mussi, in quanto membro del comitato promotore della Sinistra democratica. Un particolare, quest'ultimo, che ha messo subito la commissione e il suo capo al centro delle polemiche. Scatenate soprattutto da uno dei grandi esclusi dalla terna finale Enzo Boschi, presidente dell'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) che era tra i 43 candidati alla presidenza. Boschi, infatti, ha chiesto di conoscere le ragioni della sua esclusione, ma "non ho mai ottenuto risposta", commenta il geofisico. La commissione di consulenza, infatti, per ammissione del suo stesso presidente e dello stesso ministero non ha mai prodotto documentazione alcuna. "La terna e' stata comunicata al telefono al ministro in ordine alfabetico", ha ammesso Parisi scatenando le polemiche di alcuni sindacati, come l'Usi/Rdb e di alcuni parlamentari dell'opposizione. La vicinanza di Mussi e Parisi, poi, ha fatto sospettare a qualcuno la nomina politica di sottobanco. Poi, nella corsa ad ostacoli di Maiani verso la presidenza, ci si e' messo pure il caso del Papa alla Sapienza: il fisico ha firmato la lettera dei 67 docenti contrari alla visita del Pontefice. Apriti cielo: per l'opposizione e' stato un grave affronto "alla liberta' di pensiero e parola". Cosi' il 17 gennaio, in Senato, Fi, An, Lega e Udc hanno stoppato la ratifica della nomina dello scienziato in commissione Istruzione. Poi sono arrivati i chiarimenti con Maiani, che ha spiegato di come la lettera fosse stata "strumentalizzata". E anche la Cdl si e' ammorbidita. Poi, pero', si e' aperta la crisi di governo e l'opposizione e' tornata alla carica: "non si puo' eleggere il presidente del Cnr a crisi aperta". Cosi', alla fine, la maggioranza e' dovuta andare avanti da sola, convinta "dell'importanza scientifica del curriculum di Maiani". Il 29 gennaio e' arrivato il via libera dalla commissione Istruzione del Senato con 14 si' a favore e la non partecipazione al voto di tutta l'opposizione. Oggi il voto alla Camera. I 24 si' del centro sinistra hanno dato il via libera definitivo al fisico. La Cdl ha detto 13 no. Ma la nomina e' passata. Ora manca solo l'ultimo atto, il via libera del Cdm. Soddisfatto Mussi che parla di "trionfo del merito sulla politica". Ma An non si rassegna e Gasparri annuncia "contesteremo nelle sedi amministrative e giudiziarie la nomina del professor Maiani alla guida del Cnr".


31 gennaio 2008 - La Nuova Venezia

MANIFESTAZIONE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO
Agenzie fiscali in corteo
Cacciari: «Va riconosciuto il lavoro contro l’evasione»

Venezia - Solidarietà del sindaco Massimo Cacciari ai lavoratori delle Agenzie fiscali (Dogana, Entrate, Territorio) che ieri hanno manifestato per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 25 mesi. Il sindaco ha espresso piena solidarietà ai lavoratori sottolineando i risultati indiscutibilmente raggiunti nella lotta all’evasione fiscale e nella riorganizzazione degli uffici catastali. All’agitazione hanno aderito le sigle Fp Cgil, Fps Cisl, Uil Pa/Salfi, Flp, Rdb Pubblico Impiego, Ugl delle segreterie provinciali di Venezia. Il corteo di protesta si è mosso tra il cavalcavia di Mestre, via Fratelli Bandiera e via Rizzardi. Tra le rivendicazioni, oltre al rinnovo del contratto, con gli aumenti biennali concordati, il computo dell’intera indennità di amministrazione per il calcolo della pensione; l’abolizione della cosidetta «tassa sulla malattia», una trattenuta sulle malattie che costringono a casa il lavoratore per meno di 15 giorni. E ancora, la piena applicazione nelle agenzie fiscali delle norme sul part-time e della legge 104 e la stabilizzazione in busta paga di ulteriori quote di salario accessorio.


31 gennaio 2008 - Corriere del Veneto

Lo sciopero Il contratto è scaduto da due anni
Agenzie fiscali, protesta a Rialto e il corteo ferma il traffico
di Giuliano Gargano

MESTRE - Uno striscione calato dal ponte di Rialto, un lungo corteo che si è snodato da via Fratelli Bandiera alla rampa Rizzardi bloccando il traffico: sono alcuni tra i gesti attuati da centinaia di lavoratori delle agenzie fiscali, che ieri hanno scioperato per il rinnovo del contratto, scaduto da oltre due anni. La manifestazione è stata organizzata da tutte le sigle sindacali del settore (Fp-Cgil, Fps-Cisl, Uil-Pa, Unsa-Salfi, Flp, Rdb-Pi e Ugl), e ha ricevuto il sostegno di Comune, Provincia e Regione. Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari ha espresso «piena solidarietà ai lavoratori: di fronte ai risultati indiscutibilmente positivi che il loro lavoro ha ottenuto nella lotta contro l'evasione fiscale e nella riorganizzazione degli uffici catastali, risulta incomprensibile l'atteggiamento di chiusura tenuto finora dall'Agenzia che conduce il negoziato a nome del Governo». Anche il presidente della Provincia Davide Zoggia, ritiene che «venticinque mesi di attesa siano un'infinità ed è giusto che venga siglato il nuovo accordo con gli aumenti biennali per altro già concordati, con la stabilizzazione in busta paga di ulteriori quote di salario accessorio e con i riconoscimento dell'intera indennità di amministrazione ai fini pensionistici». La Regione si è impegnata ad inviare un documento di sostegno alla conferenza Stato-Regioni. I sindacati chiedono un aumento salariale di 115 euro lordi e che sia riconosciuta ai lavoratori la malattia, anche se non supera i quindici giorni stabiliti dal contratto esistente. «Non è ammissibile - spiegano i sindacati - che i lavoratori che si occupano di far entrare nelle casse dello Stato gli introiti del gettito fiscale siano penalizzati in questa maniera. Il nostro contratto è sempre andato di pari passo con quello dei «ministeriali», il loro è stato rinnovato a ottobre, noi stiamo ancora aspettando». Nel Veneziano (dove i lavoratori sono circa 2000) c'è anche un problema legato alle sedi: gli uffici dell'ex UTF di via Dante saranno trasferiti tra pochi giorni negli uffici della Dogana di Venezia a Porto Marghera, una zona molto scomoda da raggiungere con i mezzi pubblici per gli utenti e per i lavoratori stessi.


31 gennaio 2008 - Leggo

Roma. Sanità in agitazione: il Pertini guida la rivolta...

Roma - Sanità in agitazione: il Pertini guida la rivolta e chiama a raccolta tutta la Asl. Carenza di personale, liste d’attesa interminabili e ritmi di lavoro troppo pressanti e indice un’assemblea generale per l’11 febbraio per poi lanciare lo sciopero generale. «Abbiamo chiesto rinforzi ma l’azienda non ci ha mai dato risposte – spiega Stefano Zecchetti, esponente RdB – ed ora lo sciopero generale bloccherà la Asl Roma B.


31 gennaio 2008 - La Voce di Viterbo

FORMAZIONE
i sindacati: applicare un solo contratto collettivo

VITERBO – Sergio De paola della RdB (Rappresentanze di Base) Pubblico Impiego di Viterbo torna sul dibattito in merito alla formazione del personale in provincia, che "non può in definitiva prescindere dal definire una certezza delle risorse umane e professionali disponibili, dalla applicazione di un solo contratto collettivo che faccia salvi, al massimo possibile, le professionalità e i diritti di tutti". In merito invece alla sicurezza nei centri di formazione spiega De Paola, 2 ci permettiamo di far notare che l’inadeguatezza dei locali, delle strumentazioni, la sicurezza fisica degli operatori purtroppo, non riguardano soltanto un settore. La legge 626/96 tanto sbandierata per le aziende private, nel settore pubblico e quindi anche in Provincia, trova una applicazione alquanto parziale". L’argomento – conclude de Paola – "non è di destra o di sinistra, giunte di entrambi i colori hanno lasciato impianti elettrici provvisori, cristalli frangibili, locali surriscaldati o freddi, barriere architettoniche, toner in giro, operatori a rischio".


31 gennaio 2008 - Tuscia web

Viterbo - Rdb
Formazione professionale, vanno cancellate le anomalie

Viterbo - Riceviamo e pubblichiamo - Abbiamo letto sui giornali di questi giorni vari interventi dei consiglieri provinciali in merito alla formazione professionale. A fronte di un importante accordo, atteso da anni dai lavoratori, tra la provincia e le organizzazioni sindacali sulle applicazioni contrattuali per il personale della formazione, a nessuno tra le forze politiche, sorge il dubbio di dover speditamente rimuovere una evidente anomalia. A chiarimento, nella formazione, lasciando temporaneamente fuori dai ragionamenti tutti i contratti di collaborazione ed altro, coesistono due gruppi di lavoratori che, applicando CCNL diversi, entrambi con contratti a tempo indeterminato e dipendenti della provincia, lavorano spalla a spalla percependo stipendi diversi, usufruendo di tutele e diritti diversi, relazionandosi tra loro con scale gerarchiche non confrontabili e di fatto generando, conflitti, confusione e sovrapposizioni. La discussione su come migliorare l’efficacia della formazione non può in definitiva prescindere dal definire una certezza delle risorse umane e professionali disponibili, dalla applicazione di un solo CCNL che faccia salvi, al massimo possibile, le professionalità e i diritti di tutti. In merito invece alla sicurezza nei centri di formazione, ci permettiamo di far notare che l’inadeguatezza dei locali, delle strumentazioni, la sicurezza fisica degli operatori (vedi ad esempio le attività che intervengono in ambito di svantaggio sociale), purtroppo, non riguardano soltanto un settore. La legge 626\96 tanto sbandierata per le aziende private, nel settore pubblico e quindi anche in provincia, trova una applicazione alquanto parziale. L’argomento sia chiaro non è di destra o di sinistra, giunte di entrambi i colori hanno lasciato impianti elettrici provvisori, cristalli frangibili, locali surriscaldati o freddi, barriere architettoniche, toner in giro, operatori a rischio. Circa un mese fa su tutti i giornali si è parlato di soldi a pioggia per i dipendenti ("fannulloni") ma alla prova dei fatti non erano altro che pochi spiccioli per i lavoratori senza rinnovo contrattuale da tre anni. Quei pochi spiccioli dovrebbero, nella testa di Confindustria, giunte locali e dirigenza, spingere all’efficacia la Pubblica Amministrazione con un virtuoso processo di meritocrazia. E’ bene che si sappia che l’elemosina aiuta, ma non rende felici! Rdb ritiene sia necessario affrontare nel concreto le condizioni di qualità delle prestazioni di lavoro, di giuste ed eque remunerazioni non legate a criteri soggettivi emanati dalla dirigenza o dagli amministratori, (evitando e chiudendo contenziosi con i lavoratori legate alle retribuzioni), di reali possibilità di accrescimento e valorizzazione professionale (chiudendo la stagione delle consulenze a presunti e variegati esperti), di condizioni sicure per gli operatori, di taglio delle spese utili solo alla classe politica che impoveriscono il bilancio amministrativo. Rdb intende contrastare lo sport in voga del tiro al dipendente pubblico, che ha come esito finale le privatizzazioni o la perdita di funzioni. Come lavoratori, ancor prima che come organizzazione sindacale rivendichiamo la dignità e il ruolo del nostro impiego, rivendichiamo il diritto a salari equi e dignitosi, denunciamo una arretratezza, di destra e di sinistra, nella risposta ai lavoratori che dirigenza e apparati politici danno in termini di qualità e sviluppo professionale. Infine, la RdB ritiene urgente uscire dalla stagione del precariato che tanto danno ha fatto ai precari, ai dipendenti in ruolo, al Paese. Basta con le briciole di contratti di collaborazione o a chiamata, spesso fuori dalle regole di pubblicità e trasparenza; è necessario un piano del fabbisogno legato ai reali processi amministrativi che preveda percorsi professionali interni ma anche un piano programmato di assorbimento del precariato storico. Al di là dei rituali politici e sindacali che schermano il confronto con i lavoratori, la RdB ritiene che su pianta organica, progetti di miglioramento e organizzazione dei servizi, la discussione che si sta sviluppando tra le organizzazioni sindcali e la Provincia deve avere caratteristiche di trasparenza, visibilità e condivisione, affinché la riorganizzazione dell’attività pubblica veda protagonisti anche i dipendenti. Ci piacerebbe che tutto questo, amministratori e politici di destra o di sinistra, leorganizzazioni sindacali e tutte le altre parti interessate, lo possano dibattere con una forte memoria delle scelte fatte.
RdB CUB Viterbo - Sergio De Paola


31 gennaio 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Sciopero. E’ l’arma che i dipendenti comunali...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - Sciopero. E’ l’arma che i dipendenti comunali hanno deciso di usare, all’unanimità, contro il piano di riorganizzazione della macchina comunale (holding ed esternalizzazioni) proposto dall’amministrazione. I lavoratori incroceranno le braccia venerdì 15 febbraio per l’intera giornata: la data è stata fissata al termine dell’assemblea svoltasi ieri mattina a palazzo del Pincio. Lo sciopero interesserà oltre 900 lavoratori, visto che hanno aderito anche quelli delle municipalizzate (Etm ed Etruria Servizi) e del Consorzio Medio Tirreno. Inevitabili dunque i disagi per l’utenza.
All’assemblea, i sindacati unitari (Cgil, Csl, Uil, Rdb e Rsu comunale) hanno informato i dipendenti dell’andamento della vertenza in atto con l’amministrazione. Le organizzazioni di categoria hanno chiarito che l’incontro in Prefettura del 22 gennaio, propedeutico per attivare le procedure di raffreddamento del conflitto, si è rilevato del tutto infruttuoso. «Durante il tentativo di conciliazione in Prefettura - ha spiegato Fabio Napoleoni della Uil - il sindaco Gianni Moscherini ha più volte cercato di spostare l’attenzione sulla discussione della delibera, ma noi abbiamo mantenuto la nostra posizione ribadendo che ne volevamo la revoca. Oggi (ieri, ndc) siamo qui per proporvi un grande sciopero di tutte le categorie. Il primo febbraio siamo stati convocati dai capigruppo consiliari per discutere della delicata questione, ma noi porteremo comunque avanti le nostre posizioni».
All’assemblea era presente anche il consigliere d’opposizione Marco Piendibene, che è anche membro della commissione al Bilancio. Piendibene ha ribadito quanto sbagliato e antieconomico sia il piano di riorganizzazione messo a punto dal primo cittadino e ha fatto un appello ai lavoratori affinchè rimagano uniti. «Questa è una fase nodale - ha detto - la maggioranza ha paura di ciò che potrà uscire da questa assemblea. Il consigliere Dimitri Vitali ha presentato in commissione i piani di riassetto della macchina comunale e questa è una fase propedeutica per la formazione delle Holding. Inoltre durante l’ultimo incontro l’assessore al Bilancio Pasqualino Monti ha insistito sul fatto che l’amministrazione procederà senza consultare le organizzazioni sindacali, che verranno convocate solo alla fine. Il presidente del consiglio Francesco Cappellani - ha proseguito l’esponente del Partito democratico - cerca una mediazione e vi ha convocato, ma mi auguro che voi manteniate le vostre posizioni. L’opposizione, insieme a voi, può fermare questo progetto». Dall’assemblea è scaturita, su proposta di Flavio Zeppa dell’Rdb, anche l’eventualità di impugnare la delibera e adire quindi le vie legali. «E’ possibile - ha spiegato specificato Zeppa - impugnare l’atto e appellarsi all’articolo 28 del contratto dei lavoratori per atteggiamento antisindacale da parte dell’amministrazione pubblica». Nel mezzo delle riunione il sindaco ha fatto pervenire una lettera in cui chiede ai sindacati di «sospendere le azioni di lotta annunciate e di aderire all’invito di dibattere insieme il merito dei problemi per perseguire il comune obiettivo di risanamento economico-finanziario dell’ente. La giunta ritiene che la vertenza sia il frutto di incomprensione o di non sufficiente comunicazione da parte dell’amministrazione. E’ per questo che il Comune si rende disponibile a promuovere incontri chiarificatori e inoltre per riaffermare la sua volontà positiva chiederà alla commissione bilancio di sospendere la sua attività». Ma i dipendenti hanno respinto l’invito e si preparano allo sciopero generale.


31 gennaio 2008 - Il Venezia

La manifestazione. Blocchi del traffico a Marghera per lo sciopero dei dipendenti delle Agenzie Fiscali
«Rinnovo del contratto subito a rischio le estrazioni del lotto»
Il primo cittadino incontra i delegati: «Avete ragione, appoggerò le vostre richieste»
di Andrea Ciccarelli

Mestre - Traffico in tilt lungo la tangenziale e mattinata di passione per i pendolari che ieri mattina si son trovati a passare per Marghera. A mandare nel caos la viabilità sul delicato raccordo di rampa Rizzardi la manifestazione dei dipendenti delle Agenzie Fiscali (Dogana, Entrate, Territorio), che hanno rallentato il traffico dalle 8 e 30 alle 10 e 30 chiedendo il rinnovo del contratto.
I LAVORATORI hanno iniziato ad andare su e giù per le strisce pedonali e con un blitz simbolico hanno occupato pure sulla rampa per un po' di tempo. Per fortuna non si è trattato di un vero e proprio blocco e, seppur lentamente, il traffico in parte è stato deviato e in parte è rimasto lì in coda. In attesa di passare. Circa 350 per i sindacati, 200 per la Questura, i manifestanti che con striscioni bandiere e pure una croce bianca hanno protestato a gran voce. «Noi lottiamo contro l'evasione e per lo stato siamo una risorsa - dicono Carmine Ruocco della Cgil e Cristina Bettin della Rdb Cub - eppure il nostro contratto è fermo da 25 mesi. I soldi ci sono ma nulla si muove. Qualsiasi sarà il colore del Governo si rinnovi subito, e si metta mano ai punti da rivedere». Uno su tutti l'abolizione della tassa sulla malattia. «Che con il meccanismo degli almeno 15 giorni per avere la malattia di fatto alimenta le lunghe assenze dal posto di lavoro». «Questa è solo una prima manifestazione - sbotta Alberto Ponticello della Flp - siamo disposti a bloccare il ponte della Libertà e le estrazioni del lotto se necessario». Sempre ieri mattina il sindaco Cacciari, si è incontrato con la delegazione dei sindacati delle Agenzie Fiscali (Dogana, Entrate, Territorio). Il sindaco ha espresso piena solidarietà ai lavoratori in agitazione. «Di fronte ai risultati indiscutibilmente positivi che il loro lavoro ha ottenuto nella lotta contro l’evasione fiscale e nella riorganizzazione degli uffici catastali, risulta incomprensibile l’atteggiamento di chiusura tenuto fin’ora dall’Agenzia che conduce il negoziato a nome del Governo» ha detto, confermando d'essere pronto a sostenere le rivendicazioni in ogni sede nella quale sia presente l’Istituzione comunale.


31 gennaio 2008 - Il Gazzettino

Limena. Sanità e Verdi solidali con i licenziati Fastcoop

Limena - Da RdB Cub Sanità Padova, delegati Ulss 16 e Azienda Ospedaliera viene espressa solidarietà ai lavoratori licenziati della Fastcoop. «Come lavoratori della sanità pubblica volevamo esprimere la nostra vicinanza e solidarietà alle 80 famiglie dei lavoratori licenziati dalla cooperativa Fastcoop aderente al consorzio Gesconet, licenziamento avvenuto di punto in bianco senza alcun preavviso. Come si è potuto leggere sui giornali di questi giorni, questi lavoratori erano impiegati come magazzinieri alla TNT di Limena, l'unica loro "colpa" è stata quella di avere intrapreso nei mesi scorsi una lotta per il riconoscimento dei loro diritti minimi quali scatti di anzianità, straordinari, buoni pasto, servizi igienici a norma una busta paga leggibile. L'80\% dei lavoratori delle cooperative sono immigrati e quindi ricattabili perchè se licenziati perdono il lavoro ma anche il diritto a rimanere in Italia ossia il permesso di soggiorno". Contro è stata istituita la Cassa di Resistenza e le sottoscrizioni con la causale cassa di resistenza a sostegno dei lavoratori di Limena in lotta contro la TNT vanno effettuate sul conto corrente bancario n. 23296 presso Banco di Brescia, filiale di Padova,(abi 3500-cab 12100) intestato a ADL/Cobas. Il sindacato ADL COBAS ha aperto le sottoscrizioni versando un primo contributo di 1000. Inoltre si sta allestendo un presidio permanente (gazebo-tendoni) per poter permettere la presenza 24 ore su 24 dei licenziati presso la sede TNT FastCoop di Limena e tutte le iniziative di lotta necessarie. Stamani, alle 9.30, ai cancelli della FasCoop la deputata Luana Zanella a nome dei Verdi del Veneto porterà un contributo in denaro versato al fondo di solidarietà per sostenere questa vertenza.

L’Associazione difesa lavoratori mette in discussione il quadro dipinto dai vertici aziendali
«Lettere in ritardo e file: queste sono le Poste»

Treviso - (S.Mas.) Nuove assunzioni e servizi sempre più all'avanguardia come recitano le pubblicità e dichiarano i vertici delle Poste? Nemmeno per idea. A denunciare disservizi sempre in aumento anche nel recapito della corrispondenza è oggi l'Adl (Associazione difesa lavoratori) di Treviso. «La situazione di tutto il comparto Poste è grave - fa sapere l'associazione -. Questo contrariamente ad articoli apparsi sugli organi di stampa con riportate le dichiarazioni trionfalistiche dell'amministratore delegato Massimo Sarmi e di altri dirigenti del polo Nordest». Di fronte a una situazione descritta come rosea anche da alcune parti sindacali lo stato delle cose sarebbe ben diverso sempre secondo l'Adl: «Ad esempio nel recapito della corrispondenza è stata sbandierata anche da un rappresentante di categoria l'assunzione di 40 nuovi portalettere senza spiegare che si tratta di un semplice turnover di fronte agli imminenti pensionamenti». A denunciare la situazione sono stati negli ultimi tempi anche alcuni sindaci della provincia: in alcuni casi i ritardi nella consegna della corrispondenza sono arrivati anche a 30 giorni: «Sono attese abissali per vedersi recapitate le lettere». Ma l'Adl denuncia anche disservizi nelle filiali delle Poste dove troppo spesso agli sportelli non ci sono sufficienti addetti per coprire i servizi essenziali e tanto meno quelli di nuova creazione costringendo l'utenza a code estenuanti: «Alla sportelleria si assiste quotidianamente a file interminabili dovute alla carenza di operatori. In questi ultimi anni la funzione primaria delle Poste Italiane è stata svuotata del carattere di servizio pubblico, privilegiando di fatto gli azionisti ed il management che si arricchiscono ai danni dei lavoratori e della qualità del servizio che scade a livelli terzomondisti».


31 gennaio 2008 - Il Padova

Limena. Una sottoscrizione per i lavoratori
Vertice sindacati-Prefetto sulla vertenza della Tnt

Limena - Vertice in Prefettura sul futuro dei lavoratori della Fast Coop. I rappresentanti sindacali hanno illustrato le tappe della vertenza al prefetto Paolo Padoin, che ha assicurato il suo impegno nel ruolo di mediatore. Intanto, a sostegno dei lavoratori rimasti senza occupazione, Adl Cobas ha avviato una raccolta firme e una sottoscrizione, allestendo un gazebo per facilitare l'organizzazione del presidio permanente. Il primo contributo è arrivato dai Verdi, che questa mattina saranno a Limena, presso la sede del magazzino della Tnt, per portare la loro solidarietà ai lavoratori, per la maggior parte immigrati e precari. Per sostenere la loro causa è possibile effettuare un versamento sul conto corrente 23296 presso la filiale di Padova del Banco di Brescia (abi 3500,cab 12100).(RO.VO.)


31 gennaio 2008 - Il Mattino di Padova

Fast Coop, oggi i lavoratori dal prefetto
Il sindaco di Limena: «La Tnt dovrà darci assicurazioni»
di Cristina Salvato

LIMENA - Stamattina i lavoratori della Fast Coop incontreranno il prefetto Paolo Padoin. Ieri, invece, a colloquio, in piazza Antenore a Padova, erano andati i rappresentanti della TNT e della cooperativa; in serata Paolo Padoin ha incontrato anche i rappresentanti provinciale e di categoria della Cgil, Salvatore Livorno e Paolo Tollio. Al vertice era presente anche il questore Alessandro Marangoni.
Il prefetto ha assicurato una mediazione, al fine di ottenere la possibilità di un reintegro lavorativo degli ottanta magazzinieri che da lunedì sono senza impiego. Continua intanto il presidio di fonte alla sede limenese del colosso delle spedizioni TNT.
Stamattina i lavoratori incontreranno anche la deputata dei Verdi Luana Zanella, che si interessa della loro vicenda: l’esponente del Sole che ride porterà un contributo concreto alla causa di questi lavoratori in lotta, attraverso il versamento di un primo contributo al fondo di solidarietà istituito per sostenere questa vertenza.
Martedì, davanti ai cancelli incatenati era giunta una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista, guidata dal parlamentare Gino Sperandio e dall’assessore comunale di Padova Daniela Ruffini.
Alcuni lavoratori e i rappresentanti sindacali di Adl Cobas ieri, in serata, hanno incontrato il sindaco di Limena, Gilberto Vettorazzi, con il vicesindaco Luigi Barichello, che stamattina porterà la solidarietà dell’amministrazione limenese al presidio in atto di fronte ai cancelli.
«Oggi - anticipa il sindaco Vettorazzi - telefonerò al prefetto, chiedendo anche un incontro, mentre riceverò a breve i responsabili della TNT di Limena, che ci hanno chiesto di spostarsi in una nuova sede all’interno dell’ampliamento della zona industriale. Dovranno prima assicurarci che terranno conto delle esigenze di questi lavoratori, che non vedono riconosciuti i propri diritti, lasciati a casa senza preavviso, sebbene negli anni abbiano raggiunto un’altissima professionalità».
Tornao alle iniziative di solidarietà concreta verso i licenziati e le loro famiglie, va segnalata l’istituzione di una Cassa di Resistenza. Le sottoscrizioni con la causale «Cassa di Resistenza a sostegno dei lavoratori di Limena in lotta contro la Tnt» vanno effettuate sul conto corrente bancario n. 23296 presso il Banco di Brescia, filiale di Padova (Abi 3500-Cab 12100) intestato a Adl Cobas. Il sindacato ha aperto le sottoscrizioni versando 1000 euro. «Resistere per cento persone e le loro famiglie - sottolinea l’Adl Cobas - è possibile solo se c’è la solidarietà di tutti».


31 gennaio 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Montesanto Gli immigrati hanno effettuato i versamenti, ma la struttura non è stata allestita
Mercato etnico, in 20 pagano le tasse per niente

NAPOLI — Venti dei 97 immigrati aventi diritto a una bancarella nel fantomatico mercatino multietnico delle scale Filangieri a Montesanto hanno pagato al Comune di Napoli la tassa di occupazione del suolo annuale per l'importo di 103,28 euro (più marca da bollo da 14,62 euro) nell'agosto scorso, subito dopo il sorteggio degli spazi che si è regolarmente svolto l'11 luglio precedente. Ma non hanno ancora potuto occupare nulla. L'area avrebbe dovuto essere attrezzata dal Comune, sostengono gli immigrati e la municipalità. Invece ancora oggi si presenta impraticabile. Tra i 20 paganti, figurano anche ex ambulanti abusivi che volentieri hanno accettato di regolarizzare la propria posizione. Ma ad oggi «se il Comune finanzia i mercatini natalizi, non ha però ancora trovato risorse per attrezzare il mercato multietnico di via Filangieri», protesta il responsabile Immigrazione Cub Aboubakar Soumahoro. «Sono tempestato di telefonate di connazionali africani e ambulanti rumeni che mi chiedono quando aprirà il mercato», aggiunge Soumahoro, esibendo ricevute di versamento al Comune: le scale di Montesanto sono coperte di rifiuti, escrementi e da una quantità impressionante di siringhe insanguinate. Il mercatino è ormai un mito: fu Tecce a parlarne per primo. Nel Natale scorso fu poi Oddati a deliberarne l'allestimento con banchi mobili. La municipalità incolpa il Comune, che a sua volta si limita a constatare che il mercatino ancora non c'è «per la disorganizzazione degli interessati» e ha finalmente convocato (Oddati) gli immigrati per il prossimo 5 febbraio. Intanto, chi ha pagato la tassa annuale di occupazione suolo per il 2007, non ha occupato un bel niente.(Lu.Mar.)


31 gennaio 2008 - La Tecnica della Scuola

Assemblea dei lavoratori precari all’Ateneo di Torino
di Cub Scuola

Torino - Oggi, 30 gennaio, i dipendenti delle cooperative che lavorano nelle biblioteche dell’Università degli Studi di Torino si sono riuniti per due ore in assemblea con le altre categorie di lavoratori dell’università, dipendenti interni, co.co.pro e borsisti. La riunione, convocata dalle Rsu interne dell’Università a cui ha aderito la Flaica-Cub (che rappresenta i dipendenti delle cooperative) aveva all'ordine del giorno la situazione della precarietà in Ateneo e la possibilità di stabilizzazione offerta dalla legge finanziaria 2008 nell’art.3. Nel caso particolare delle biblioteche il 2008 rappresenta ben il 18° anno di appalto e quindi di precarietà. Il contratto in corso scadrà nel dicembre del 2008 e fino ad ora nessun segnale è giunto da parte dell’amministrazione sul futuro del lavoro per ben 70 persone. La Flaica -Cub ha chiesto più volte un incontro con l’Università, ma fino ad ora la sola risposta ottenuta è stata che tale personale non dipende dall’università, ma dalle cooperative e che quindi non c’è alcun motivo per confrontarsi. Consideriamo questa posizione assurda dato che da 18 anni è l’Università ha decidere tramite appalto quali siano i ruoli, le paghe, il contratto di lavoro per questo personale, ovvero solo formalmente non sono dipendenti dell’Università. Sono queste le contorsioni di un mondo del lavoro ormai uscito dai vecchi schemi, l’unica cosa che non è cambiata sono le relazioni sindacali: "sei mio dipendente ed hai i tuoi diritti solo se ti pago io!".  Tutto ciò non ha più senso, considerando l’impiego massiccio dell’outsourcing che si fa nei servizi pubblici. L’assemblea ha deciso di chiedere, tramite la Rsu, un tavolo di confronto con l’amministrazione unico per tutte le categorie precarie e stabilizzabili. In caso di rifiuto si preannunciano nuove iniziative. La Flaica - Cub e i lavoratori delle cooperative aderiscono a questo percorso unitario ma avvertono che il tempo della pazienza è scaduto e che, se non verranno nuovamente riconosciuti come dipendenti dall’università, utilizzeranno ogni forma di lotta necessaria per fare valere i propri diritti.
Per la Flaica - CUB - Andrea Guazzotto, Alessandro Salza


31 gennaio 2008 - Il Giorno

A RISCHIO L’INDOTTO LOCALE
Primi tagli, niente rinnovi a 100 lavoratori precari della Sea
di ALESSANDRO FRANZI

MALPENSA (Varese) — IL LAVORO è a rischio. E a Malpensa i primi a rimetterci le penne, benchè di definitivo ancora non ci sia nulla, potrebbero essere i lavoratori precari. Sia quelli interinali, cioè assunti da agenzie esterne. Sia gli stagionali, cioè quelli in carico direttamente alla Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi. Complessivamente, secondo fonte sindacale, si tratta all’incirca di 450 persone «minacciate» dal piano di risanamento di Alitalia e dal conseguente taglio di due terzi di voli annunciato a partire dal 30 marzo prossimo. I 35 lavoratori interinali a cui è scaduto il contratto il 21 gennaio e gli 87 a cui scade oggi rimangono a casa, ha annunciato il sindacato di base Cub. La Sea tranquillizza: per il momento, si è appreso, la società «non rinnova questi contratti in attesa di capire la dimensione del taglio dei voli» Alitalia. Insomma, l’azienda precisa che non sta licenziando nessuno. I sindacati restano però preoccupati per ciò che accadrà fra marzo e aprile per questi dipendenti a tempo che in sostanza sono personale impiegato ai check-in, addetti al carico e scarico e alla gestione dei bagagli. A CENTODUE lavoratori stagionali a cui scade il contratto oggi la Sea, riferisce sempre la Cub dopo un incontro coi rappresentati della società, ha già prorogato di un mese il rapporto di lavoro. E la loro scadenza verrà a coincidere con il termine del 28 febbraio di altre decine di contratti interinali. Per quella data del resto le sorti di Alitalia dovrebbero essere già decise. Stagionali e interinali dunque prime vittime della decisione della compagnia di bandiera di disimpegnarsi da Malpensa? «Per ora no - risponde prudente Ezio Colombo, sindacalista della Filt-Cgil -, perchè da sempre questi lavoratori vengono presi, lasciati a casa, quindi ripresi. Se diventeranno le prime vittime lo vedremo con le scadenze di febbraio». «Le proroghe - aggiunge - sono dovute all’eventualità di ammortizzatori sociali che a questo punto sono inevitabili per affrontare la crisi del settore, che ormai è indipendente dal fatto che sia Air France o meno ad acquisire Alitalia: noi abbiamo detto alla Sea di trattare i precari come fossero lavoratori a tempo indeterminato, altrimenti non accetteremo nessun accordo». E PROPRIO di ammortizzatori sociali per il caso Malpensa discuterà entro due settimane il Parlamento. La Camera affronterà infatti il decreto «milleproroghe», in cui è compreso un emendamento che prevede un fondo di almeno 5 milioni di euro per il prossimo triennio. I sindacati confederali non si sbilanciano sulla congruità della cifra, ma oltre a chiedere appunto di non dimenticarsi dei precari chiedono anche che le tutele comprendano tutto il vasto indotto dell’aeroporto in provincia di Varese.


30 gennaio 2008 - Dire

SCUOLA. GENITORI IN ASSEMBLEA SU DISSERVIZI CAMPIDOGLIO

(DIRE) Roma, 30 gen. - Venerdi' 1 febbraio, alle 17, in via dell'Aeroporto di Centocelle 129 (locali sindacato Rdb) l'Associazione "I nostri figli al centro della sQuola" (www.ifiglielasquola.it) organizzano un incontro su tutti i temi che riguardano "la tutela dei nostri figli rispetto alle decisioni prese dal Comune di Roma che si stanno riflettendo negativamente sui bambini che frequentano i nidi e le materne". Fra i "disservizi" denunciati dai genitori, in particolare quelli che riguardano le griglie, la riduzione del personale, le supplenze centellinate e i tesserini.


30 gennaio 2008 - Il Sole 24 Ore

La protesta dei dipendenti delle Entrate

PADOVA - Sit-in pacifico, quanto rumoroso, di protesta dei lavoratori delle Agenzie fiscali di Padova a Telefisco nella città veneta. Una trentina di dipendenti, guidati dai rappresentanti sindacali provinciali di tutte le sigle (Cgil, Cisl e Uil, Rdb Cub e Salfi), hanno sostato per un'ora davanti alla sede del Centro congressi Papa Luciani dove erano presenti oltre 800 persone per seguire i lavori di Telefisco.
Scopo della manifestazione «ricordare – ha spiegato Cinzia Arcangeli della Cgil Fp – che da 25 mesi i lavoratori delle agenzie fiscali sono senza contratto nonostante la Finanziaria preveda già lo stanziamento per la parte economica ». Le trattative con l'Aran sono infatti bloccate sulla parte normativa che, secondo i sindacati, prevede clausole peggiorative rispetto ai diritti dei lavoratori.Nel mirino soprattutto la possibilità dell'Amministrazione di licenziare il lavoratore colpito da un avviso di garanzia.(M.Mas.)


30 gennaio 2008 - La Repubblica

"Sconcerto" di Arci e Rdb. L´avvocato degli imputati che hanno avuto 7 anni: "A Roma pene più miti ai brigatisti"
"Le condanne siano proporzionate"
Il sindaco sulla sentenza per gli scontri al consolato Usa Per Prc "distorce la verità dei fatti"
di MICHELE BOCCI

Firenze - «Sono rimasto colpito dalla pesantezza delle condanne, superiori anche alle richieste dei pm». Ieri il sindaco di Firenze Leonardo Domenici ha commentato la sentenza del Tribunale nei confronti di 13 imputati per i fatti avvenuti davanti al consolato Usa nel maggio del 1999. La decisione sta facendo molto discutere, ieri hanno espresso il loro parere, tra gli altri, anche l´Arci toscana, l´Rdb e l´avvocato Sauro Poli, che assiste i condannati con il collega Danilo Ammannato. Poli parla a freddo, il giorno dopo la lettura del dispositivo della sentenza di condanna a sette anni per resistenza aggravata a pubblico ufficiale: «Ancora non conosco le motivazioni della decisione ma già posso dire che siamo di fronte ad un fatto sconvolgente, nel senso che sconvolge regole giuridiche consolidate. Intanto la corte non ha tenuto conto del contributo di ciascuno ai fatti. Bastava guardare le foto, osservare i filmati per vedere che le varie persone hanno avuto ruoli diversi. E invece li hanno condannati tutti alla stessa pena». Poli ricorda come le nuove Br per i reati di associazione sovversiva, banda armata, e rapina (in quel giudizio non sono rientrati gli omicidi) sono stati condannati a Roma a pene tra i 3 anni e 8 mesi e i 5 anni e 8 mesi. «Inoltre i giudici - prosegue l´avvocato - sono stati indifferenti al casellario giudiziale. Tra le persone finite sotto processo c´erano due incensurati, e quattro o cinque condannati ad ammende da 10 euro. In soli due casi i miei assistiti hanno precedenti per reati simili a quello per cui stati condannati adesso, ma si tratta di fatti commessi quando erano appena maggiorenni. Non ho memoria di processi, nemmeno a rapinatori o violentatori, in cui non si siano date le attenuanti generiche agli incensurati, come è successo in questo caso. Ricordo che un noto uomo politico proprio grazie alle attenuanti generiche ha beneficiato della prescrizione in processi per reati assai gravi. Inoltre non ci dimentichiamo che i fatti risalgono a 9 anni fa, e da allora ad oggi eccetto un imputato, gli altri non hanno commesso alcun reato».
Il sindaco Domenici ha inoltre osservato che «chi si rende responsabile di episodi di violenza nel corso di manifestazioni pubbliche è logico che venga punito, ma è anche essenziale che le condanne diano il senso di essere effettivamente proporzionate. Il fatto poi che siano passati quasi nove anni dagli avvenimenti in questione, dà la misura della lentezza che caratterizza oggi il sistema della giustizia italiana». Vincenzo Striano e Raffaella Bolini, rispettivamente presidente Arci Toscana e membro della presidenza nazionale Arci, dicono di essere «sconcertati e assolutamente preoccupati. Non è possibile che fatti di piazza legati a manifestazioni politiche siano trattati come delitti gravissimi». Prc e Giovani comunisti di Firenze parlano di una «sentenza che distorce la verità dei fatti». Dalla Rdb dicono che «in questo modo si cerca di criminalizzare in nome del pensiero unico ogni forma di dissenso e di organizzazione che si muove e lotta contro neo liberismo, guerra e globalizzazione». I consiglieri comunali di An, Stefano Alessandri e di Fi Gabriele Toccafondi criticano il sindaco Domenici, definendo «gravi» le sue dichiarazioni sulla pesantezza della sentenza e la lentezza della giustizia.


30 gennaio 2008 - Il Mattino di Padova

RINNOVO CONTRATTI. La protesta davanti al centro Papa Luciani durante la diretta Tv
Cento dipendenti manifestano a Telefisco
di Simone Varroto

Padova - Protesta con campanacci e fischietti davanti al Centro congressi Papa Lucani di via Forcellini. Al grido di «Te lo do io il Telefisco», un centinaio di dipendenti degli Uffici fiscali di Padova ha reclamato il diritto al rinnovo del contratto nazionale, scaduto da 25 mesi, contestando l’intervento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che ha parlato in videoconferenza da Roma nella 17esima edizione di «Telefisco», il convegno organizzato annualmente in oltre 50 città italiane dal quotidiano economico «il Sole 24ore». Alla kermesse di approfondimento fiscale hanno partecipato circa 800 addetti ai lavori. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, è intervenuto alle 12: in contemporanea è partito l’assordante concerto dei lavoratori delle Agenzie Fiscali di Padova (Pd 1, Pd 2, Dogana e Territorio), in agitazione da settimane, coordinati dalle organizzazioni sindacali provinciali Cgil Cisl Uil, RdB Cub e Salfi. I manifestanti non stati lasciati entrare ma hanno potuto distribuire volantini per ricordare la necessità di rinnovare il contratto nazionale, ricevendo assicurazioni di visibilità anche dal direttore del Sole 24ore De Bortoli. «Con o senza governo vogliamo la firma del contratto» ha affermato al megafono Celestino Giacon di RdB Cub. «Attendiamo il rinnovo da oltre due anni, c’è un accordo economico del maggio 2007 e i fondi sono già stati stanziati: per la parte economica possono intervenire subito, senza dover attendere il nuovo governo. Il famoso tesoretto recuperato è anche merito dei dipendenti delle Agenzie fiscali». «La vacanza contrattuale è grave, mette a rischio i diritti dei dipendenti pubblici e l’efficienza del servizio ai cittadini - ha rilanciato Cinzia Arcangeli di Cgil funzione pubblica - inoltre riguarda anche i lavoratori pubblici di scuola, sanità, enti locali, con cui stiamo organizzando una manifestazione regionale lunedì 4 febbraio».

Fast Coop, gli 80 licenziati avviano il presidio permanente
Sempre bloccato il call center. Ai lavoratori ieri la solidarietà di Rifondazione
di Cristina Salvato

LIMENA - Al secondo giorno di blocco totale della sede TNT di Limena, i lavoratori della Fast Coop senza lavoro hanno avviato il presidio permanente.
Ieri hanno incontrato una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista, è arrivata loro anche la solidarietà da parte del sindaco di Limena Gilberto Vettorazzi, mentre il sindacato Adl Cobas sostiene i magazzinieri licenziati e ha deciso di istituire un fondo di solidarietà in loro favore.
Domenica saranno raccolti dei fondi a sostegno delle famiglie di questi lavoratori durante la partita di calcio che verrà giocata all’Arcella tra i giocatori della Polisportiva San Precario e quelli della Gregorense, rimasti colpiti dalla loro vicenda.
Nessuno nemmeno ieri ha potuto entrare a lavorare e i magazzinieri sono ancora tutti lì, a bivaccare al freddo di fronte ai cancelli chiusi con lunghe catene, stesi a dormire su cassetti di legno.
Il segretario regionale e deputato del Partito della Rifondazione Comunista, Gino Sperandio, ha ascoltato i lavoratori e i loro delegati sindacali, dicendosi pronto ad interessare il sottosegretario all’Industria e a presentare un’interrogazione parlamentare, in maniera che il governo intervenga direttamente nella risoluzione della vicenda, che vede i soci della cooperativa Fast Coop rimasti da lunedì senza lavoro al magazzino limenese della TNT.
Giuliana Beltrame, consigliera comunale padovana, ha portato ieri sera il caso all’attenzione del parlamentino municipale di Padova, insieme alla mozione sulla sicurezza e sulla certezza del lavoro.
L’intenzione di tutti è quella di favorire un tavolo di discussione, nella consapevolezza però che il caso di Limena è emblematico e può e deve diventare il simbolo della lotta dei lavoratori delle cooperative del settore della logistica, diventato importantissimo nell’area padovana.
Intanto TNT precisa che a Limena sono impiegati centosessantatrè dipendenti tra diretti e indiretti, e sono presenti sia la filiale operativa sia il customer service nazionale. Il personale di quest’ultimo, pur risultando essere completamente estraneo alla vicenda in atto, non è messo nella condizione di poter essere operativo, essendo costretto a rimanere fuori dai cancelli chiusi senza pertanto poter lavorare.
Ugualmente, rassicura TNT, sarà retribuito. Nel frattempo TNT ha provveduto a selezionare un nuovo fornitore a cui affidare l’appalto delle attività di filiale, informando i sindacati. «Chi non hanno avvertito sono i lavoratori - sostiene Gianni Boetto dall’Adl Cobas - TNT si definisce parte lesa in questa vicenda, mentre chi davvero è danneggiato sono gli ottanta lavoratori in lotta».


30 gennaio 2008 - La Nuova Venezia

SCIOPERO DELLE AGENZIE FISCALI
Oggi protesta sul cavalcavia
In mattinata disagi al traffico verso Marghera

Venezia - Nuove proteste oggi a Mestre, stavolta ad organizzare un corteo che partirà alle 8.30 dal cavalcavia di Mestre e si muoverà fino alle 11.30 lungo la viabilità tra Mestre e Marghera sono i lavoratori delle agenzie fiscali, in lotta per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da 25 mesi.
All’agitazione hanno aderito le sigle Fp Cgil, Fps Cisl, Uil Pa/Salfi, Flp, Rdb Pubblico Impiego, Ugl delle segreterie provinciali di Venezia. Il corteo si muove tra il cavalcavia di Mestre, via Fratelli Bandiera e via Rizzardi, con la possibilità di non pochi disagi per il traffico, a quell’ora particolarmente intenso per l’arrivo a Mestre di lavoratori e pendolari da fuori città. Gli addetti delle agenzie fiscali protestano per la chiusura del governo, dell’Aran e dei vertici delle strutture che impediscono il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da oltre due anni. Numerose le rivendicazioni delle organizzazioni sindacali: in primis il rinnovo del contratto, con gli aumenti biennali concordati; il computo dell’intera indennità di amministrazione per il calcolo della pensione; l’abolizione della cosidetta «tassa sulla malattia», una trattenuta sulle malattie che costringono a casa il lavoratore per meno di 15 giorni. E ancora, la piena applicazione nelle agenzie fiscali delle norme sul part-time e della legge 104 e la stabilizzazione in busta paga di ulteriori quote di salario accessorio.


30 gennaio 2008 - Il Padova

La difesa dell'azienda: «E' stata la cooperativa a scegliere di rescindere l'appalto di fornitura»
Tnt:«Siamo noi la parte lesa»
Boetto (Cobas):«La chiusura del magazzino di Limena è stata una decisione concordata»
di Sebastiano Canetta
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Limena - Continua la protesta dei lavoratori della Fast Coop, disoccupati dopo la rescissione del contratto che legava la cooperativa alla società Tnt. Anche ieri hanno presidiato per tutta la giornata lo stabilimento di Limena. Dopo le preoccupate denuncie lanciate dai rappresentanti sindacali, è arrivata la replica da parte dei vertici di Tnt, che si definiscono "parte lesa" in questa vicenda. Secondo la loro versione, la sospensione dei lavoratori sarebbe imputabile alla scelta di Fast Coop "di disdire il contratto di appalto". La società lamenta poi i danni subiti a causa del picchetto che non consente l'accesso agli uffici agli operatori del call-center dell'azienda. Una versione dei fatti che Gianni Boetto di Adl Cobas respinge con forza: "La rescissione del contratto e quindi la chiusura del magazzino è stata concordata. Fast Coop ha sempre lavorato in condizioni di deregulation. Negli ultimi tempi la presenza del sindacato ha consentito di raggiungere alcune conquiste, di migliorare la situazione dei lavoratori. La scelta di abbandonare il campo è dettata dalla volontà di sbarazzarsi della presenza del sindacato considerata ingombrante". A sostegno dei lavoratori ieri si sono schierati anche gli esponenti locali di Rifondazione comunista. Dopo aver portato la loro solidarietà al presidio, hanno presentato una mozione in Consiglio per chiedere l'apertura di un tavolo istituzionale. Il documento è stato approvato all'unanimità. Intanto la Polisportiva Sanprecario, squadra calcistica di terza categoria, ha lanciato una sottoscrizione a favore dei lavoratori.


30 gennaio 2008 - Il Vicenza

Altavilla. La protesta: «I nostri rappresentanti non sono stati ammessi alle contrattazioni per il contratto»
Precari bloccano la Tnt coi ragazzi del presidio
di Giulia Guidi
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Altavilla - Blocco alla Tnt di Altavilla Vicentina: dalle 18.30, una cinquantina di operai della cooperativa Fastcoop di Limena, Padova, hanno impedito ai tir in ingresso di scaricare le merci e permesso l’uscita solo a quelli vuoti. A dar man forte ai precari patavini anche alcuni ragazzi del Presidio Permanente, che avevano appena consegnato una lettera sugli spazi sociali al presidente provinciale Attilio Schneck. Il blocco si è sciolto verso le 22, quando la Tnt ha comunicato di voler concedere anche ai sindacati di base, cui i lavoratori in protesta appartengono, la partecipazione alla trattativa per il contratto. Decisivo l’intervento del Prefetto di Padova. "La nostra battaglia comincia la scorsa estate - racconta Karid Modil, di fronte al presidio improvvisato in via Retrone - quando abbiamo chiesto all’azienda acqua negli spogliatoi; una battaglia che sembrava essere andata a buon fine, finchè, lunedì non abbiamo trovato i cancelli di via del Santo chiusi". Non ci sono contrattazioni nel modo della precarietà, vuole dire Karid: "I nostri rappresentanti non sono stati ammessi alle contrattazioni e così ci siamo trovati costretti ad impedire l’ingresso delle impegate nel call center di Limena; l’azione si è protratta fino a stamattina (ieri, per chi legge) ed è stato deciso di estenderla agli altri Tnt point del Veneto". Se non fosse arrivata la notizia dell’apertura della trattativa, gli operai avrebbero costituito un altro presidio nel veronese. «APPENA abbiamo saputo dell’azione siamo corsi qui - racconta uno dei ragazzi del Presidio - la precarietà è un problema che coinvolge tutti noi: la mobilitazione vicentina contro la nuova base militare ha creato gli spazi anche per altre rivendicazioni, tra cui gli spazi sociali e una prospettiva lavorativa meno crudele e asfissiante".


30 gennaio 2008 - Il Giornale di Vicenza

ALTAVILLA. Sit-in davanti alla "Tnt"
Operai in protesta «Tolti 150 posti»

Altavilla - Un sit-in di protesta è stato organizzato ieri sera da una trentina di lavoratori davanti alla sede vicentina dell’azienda di trasporti "Tnt" ad Altavilla. I manifestanti sono dipendenti di una cooperativa di servizi che lavorava per conto della "Tnt" e che da qualche tempo sono stati lasciati a casa. Di questa decisione ritengono responsabile anche la "Tnt" e per questo si sono messi davanti ai cancelli con striscioni e bandiere.
L’iniziativa, spalleggiata da Rdb-cub, è stata controllata da polizia e carabinieri che ha verificato come non ci siano stati momenti di tensione. Alcuni lavoratori hanno esposto un lenzuolo con una scritta in cui sostenevano che si sia trattato di una «rappresaglia anti-Cobas, con mandanti la Tnt e la Gesconet», e che ha fatto sì che restino a casa oltre un centinaio di lavoratori.
Alcuni esponenti dei gruppi no global vicentini, fra cui gli studenti di "Caserme no war", hanno solidarizzato con i manifestanti e li hanno raggiunti in serata per continuare la protesta. Gli operai hanno chiesto di poter parlare con i responsabili ed è possibile che già oggi, o nei prossimi giorni, venga organizzato un incontro fra lavoratori e azienda.


30 gennaio 2008 - Il Gazzettino

LIMENA Prosegue il presidio dei lavoratori della Fastcoop. Domenica la squadra di calcio di 3. categoria raccoglie fondi per le famiglie
Solidarietà arriva dal San Precario

Limena - (M.A.) Continua la protesta di fronte alla sede della TNT di Limena degli ottanta lavoratori lasciati a casa dalla Fastcoop. La cooperativa del consorzio Gesconet che opera all'interno del cantiere della TNT. Venerdì scorso la Fastcoop, pare da quanto comunicato per cambio di appalto, ha chiuso i battenti senza avvisare il suo personale. Ad affiancare nella protesta i lavoratori della Fastcoop, ieri mattina, era presente una nutrita rappresentanza dei vertici di Rifondazione comunista, tra cui l'assessore alla Casa del comune di Padova, Daniela Ruffini. "Quanto è accaduto a questi lavoratori è molto grave - ha detto Ruffini - e per questo noi abbiamo voluto sostenerli presentando anche una mozione in consiglio comunale". La solidarietà ai lavoratori della cooperativa è arrivata pure dal mondo del calcio. Il San Precario, formazione di Terza categoria nata dall'idea di due dj di radio Sherwood, domenica insieme alla rivale Gregorense prima della partita raccoglierà dei fondi da destinare alle famiglie dei dipendenti della Fastcoop. Intanto l'Adl (associazione difesa dei lavoratori) fa sapere che i presidi davanti alla sede della TNT continueranno a oltranza, fino a quando gli impiegati della Fastcoop non torneranno a lavorare. Per tutta risposta la TNT fa sapere che è lei la parte lesa e che prende atto della situazione determinata dalla disdetta ricevuta dal fornitore Fastcoop. Inoltre che ha comunicato alle organizzazioni sindacali la selezione di un nuovo fornitore a cui affidare l'appalto della filiale di Limena. Quindi che è sottoposta a un ingente sforzo economico per fronteggiare la situazione, visto il blocco messo in atto davanti alla sua sede dai lavoratori della Fastcoop, e che si auspica una rapida soluzione della vicenda.


30 gennaio 2008 - Il Salernitano

QUESTIONE SALARIALE E CONTRATTI PUBBLICI

Ormai è sotto gli occhi di tutti che la questione salariale è una bomba ad orologeria pronta a deflagrare. L'allarme di Bankitalia sulla perdita del potere d'acquisto dei salari èsolo l’ultima denuncia proveniente da fonti istituzionali di un fenomeno che la RdB/CUB denuncia da ormai troppi anni. L''introduzione dell'Euro, la politica di 'moderazione salariale', il taglio al Welfare e tutte le scelte di politica economica fatte dai governi degli ultimi 20 anni hanno portato a questa situazione ormai non più sostenibile da parte di milioni di famiglie a 'reddito fisso'. In questo panorama vanno inquadrati i mancati rinnovi contrattuali per i lavoratori di 7 comparti pubblici su 10 (Sanità, Autonomie Locali, Università, Ricerca, Agenzie Fiscali, Afam e Presidenza del Consiglio) scaduti da ormai da 25 mesi. Per questi lavoratori i dati forniti da Bankitalia vanno rivisti in peggio e le percentuali di perdita del potere d''acquisto del reddito segnano un picco che va ben al di sotto delle tabelle illustrate da Draghi riportando il reddito reale per questi lavoratori ai livelli del 1990. E non può essere la crisi di governo la foglia di fico che copre l''inadempienza contrattuale visto che gli stanziamenti per il rinnovo del biennio 2006-2007 sono stati 'completati' con la Finanziaria 2008 e quindi per la chiusura dei contratti si tratta di ordinaria amministrazione, altra cosa è il rinnovo del quadriennio normativo 2006-2009 che ha bisogno di un interlocutore governativo in grado di aprire un confronto di carattere programmatico su modifiche normative di spessore con un ripensamento sulle scelte di politica economica e Welfare che il futuro governo dovrà operare per affrontare l’emergenza salariale. La RdB/CUB Pubblico Impiego ritiene non più rinviabile l''immediata definizione della parte economica dei contratti pubblici e lo stralcio della parte normativa da trattare con il secondo biennio economico (la stessa soluzione adottata dal governo Prodi nello scorso dicembre per il rinnovo del contratto dei Vigili del Fuoco). Su questa proposta la RdB/CUB ha avviato il confronto con il Dipartimento per la Funzione Pubblica e Aran che verrà supportato da iniziative e mobilitazioni dei lavoratori su tutto il territorio nazionale.


30 gennaio 2008 - Tuttoggi info

"MALCONTENTO E DIVISIONI TRA I LAVORATORI DELLO STABILIMENTO MILITARE DI BAIANO"
La denuncia di Ettore Magrini (Rdb-Cub): "Lo Smmt torni alle dirette dipendenze del Ministero della Difesa"

Spoleto - "Lo Stabilimento di Baiano non accenna a rilanciarsi. Le varie giustificazioni che di volta in volta Ministri, Sottosegretari, Direttori Generali, Direttori di Ente, Istituzioni Locali e Sindacati Confederali hanno prodotto si sono pressoché esaurite.Difficoltà per la ristrutturazione, fermo per l'esplosione del 10 aprile 2005, assenza del Direttore Generale, sostituzione del Direttore: sono tutti problemi che l'Ente negli ultimi anni si è trovato effettivamente a fronteggiare, ma oltre alle difficoltà contingenti, è innegabile che le vere difficoltà sono di natura strutturale.Infatti dall'entrata dello Stabilimento in Agenzia sono state perse competenze e attività che davano prestigio a livello nazionale, provocando un evidente declassamento ed è emblematico che non si riesca a trovare un colonnello che accetti l'incarico di Direttore. Nel passato la Direzione dello SMMT di Baiano era un passaggio ambito e quasi obbligato per un trampolino di lancio delle carriere degli ufficiali.La RdB-CUB, oltre a dissentire ad una operazione che avrebbe portato ad una privatizzazione o alla chiusura gli Enti transitati in Agenzia Industrie Difesa (A.I.D.), aveva anche facilmente previsto che l'Agenzia non sarebbe stato lo strumento adatto a ristrutturare lo SMMT; ora tutto ciò è stato anche dichiarato da una Commissione ministeriale che ha definito l'istituto dell'Agenzia "non idoneo a gestire attività di carattere industriale".In effetti, la riorganizzazione degli Enti, quali quello di Baiano, affidata all'A.I.D. ha portato solo ad un forte ridimensionamento occupazionale e ad un peggioramento organizzativo e di relazioni sindacali.Logica avrebbe voluto che gli Enti come Baiano ritornassero alle dirette dipendenze del Ministero Difesa, ma tutto questo non sta avvenendo, al contrario viene fissato per decreto il limite del 31/12/2009 per il raggiungimento dell'economica gestione degli Enti in Agenzia e qualora non venisse centrato tale obiettivo ci sarebbe la chiusura degli stessi. Attualmente si riscontra nello SMMT una situazione che si è incanalata in un vicolo cieco: alla mancata sostituzione di tecnici che hanno preferito il trasferimento in altre P.A., si sta sommando il non reintegro di personale, anche di livelli più bassi, che sono depositari di una grande esperienza e professionalità. In questi mesi lo stabilimento sta perdendo, per raggiunti limiti di età, figure professionali altamente qualificate, impoverendo ulteriormente le competenze tecniche che, oggettivamente, significano anche la salvaguardia della sicurezza.Comunque, affinché vi sia un futuro lavorativo sono imprescindibili finanziamenti per impianti, per l'assunzione di tecnici e per il ripristino del turn-over. In questo clima di quasi totale incertezza la Direzione locale ha peggiorato la situazione, non riqualificando per esempio i lavoratori del livello più basso (area "A") e gli artificieri ai quali era stato espressamente promesso un livello più alto. D'altro canto, l'attuale Direzione ha forzato ai limiti le procedure di riqualificazione (magari con l'intenzione di ricoprire carenze in organico), promuovendo del personale pure di due livelli (caso forse unico in Italia) ed attingendo a graduatorie tenute appositamente "congelate".Oltre a tutto ciò, anche la distribuzione del salario accessorio sta creando, ogni anno di più, tanto malumore tra i dipendenti. In sostanza, con tale assegnazione sono state create opinabili e deleterie sperequazioni tra i lavoratori, quando, a parere della RdB-CUB, al di là del riconoscimento di evidenti ed incontestabili rischi, disagi e meriti per l'attività svolta, andrebbe distribuita una sorta di "quattordicesima" per tutti i dipendenti. Ora, che la Direzione voglia differenziare i lavoratori, non si capisce ma si "giustifica", diventa, però, paradossale che alcune OO.SS. (CIGIL e CISL) abbiano accettato una diversificazione inconcepibile e che arriva anche a circa il mille per cento nella seconda assegnazione.Infatti, con una quindicina di anni di ritardo rispetto all'allarme lanciato dai Sindacati di Base, dopo che sono intervenuti a denunciare il problema, rispettivamente: il Papa, il Governatore della Banca d'Italia e addirittura il Presidente di Confindustria, anche i Sindacati Confederali Nazionali hanno ammesso che "in Italia c'è una emergenza salariale". Non c'è alcun dubbio: i salari sono fermi da sei anni e il potere d'acquisto degli italiani è sprofondato nella realtà di tutti i giorni e in tutte le statistiche, diventando il penultimo in Europa. Ebbene, le "emergenze" dovrebbero essere prioritarie, forse la CISL e la CIGIL aziendali si sono confuse...oppure, come si dice a Baiano, hanno "altre" emergenze per accontentare solo alcuni dipendenti! La distribuzione del salario accessorio nella P.A. sta diventando un pericoloso sistema che sta minando la compattezza dei lavoratori, senza, peraltro, risolvere minimamente le gravi lacune organizzative. Gli ultimi contratti, purtroppo, peggiorano le direttive nazionali, starà alle RSU e alle OO.SS. territoriali limitare i danni contro assurde diseguaglianze economiche e così ritrovare quella serenità e quella forza necessarie per la soluzione delle più serie problematiche del mondo del lavoro come la precarietà, la sicurezza e la democrazia sindacale".
Ettore Magrini RdB territoriale


30 gennaio 2008 - Bisceglie live

Ex Ccr, il Direttore Generale della Asl assicura: entro aprile le assunzioni
Si riaccende la speranza e l’ottimismo anche per gli ex Ccr del Nord Barese, ma le preoccupazioni non sono finite: la mobilità è scaduta il 31 dicembre ed è venuto meno l'unico sostegno economico.

Lunedì 28 gennaio si è svolto un nuovo incontro presso la Direzione Generale della Asl Bat ad Andria. all’incontro erano presenti il Direttore Generale dott. Rocco Canosa, il Direttore delle Risorse Umane, dott. Enzo Piazzola, e i rappresentanti del Sindacato RdB Sabino Derazza e Sergio Di Liddo. Nel corso dell’incontro il Direttore Generale ha assicurato che entro il 15 febbraio la Asl Bat con una delibera individuerà i candidati ammessi al concorso per ausiliari socio sanitari specializzati riservato agli ex Ccr, questo in ottemperanza della Legge Regionale 20 del 30/12/05 e della direttiva dell’8 gennaio 2008 dell’Assessorato Regionale alla Sanità; inoltre entro il mese di marzo saranno effettuate le relative selezioni e pubblicate le graduatorie di merito. Pertanto in base alla dotazione organica ed alla stabilizzazione dei precari L.R. n° 1657 del 15/10/07 la Asl Bat potrà assumere a tempo indeterminato 22 ex Ccr possessori della qualifica di ausiliario socio sanitario specializzato. Nel mese di aprile sono previste le prime assunzioni, in seguito ulteriori assunzioni saranno estese anche ad altre qualifiche, fino alla ricollocazione di tutti gli ex Ccr appartenenti al Nord Barese. L’incontro viene giudicato soddisfacente dal rappresentante locale del sindacato RdB Sergio Di Liddo il quale afferma: «Dopo i notevoli ritardi finalmente anche noi ex Ccr appartenenti al Nord Barese possiamo sperare in una ricollocazione stabile e definitiva come è già avvenuta per circa 300 ex Ccr di Bari e paesi limitrofi; comunque continueremo a vigilare l’operato della Asl fino alla completa risoluzione della problematica». Nonostante tutto ciò le preoccupazioni degli ex Ccr con le rispettive famiglie non sono finite. Infatti il 31 dicembre è scaduta la mobilità e quindi dal 1 gennaio gli ex Ccr sono rimasti privi del loro unico e indispensabile sostegno economico. È auspicabile che anche il Sindaco della città di Bisceglie (dove risiede la maggior parte degli ex Ccr dopo la città di Bari), così come hanno fatto altri sindaci di molti comuni del Barese, riservi nella propria dotazione organica una quota di assunzioni anche attraverso Cooperative di Servizio Società Convenzionate utilizzando gli strumenti e gli incentivi messi a disposizione dalla Regione.
(Si ringrazia Sergio Di Liddo, RdB federazione di Bari)


30 gennaio 2008 - Tuscia web

Viterbo - Rdb
Formazione professionale, vanno cancellate le anomalie

Riceviamo e pubblichiamo - Abbiamo letto sui giornali di questi giorni vari interventi dei consiglieri provinciali in merito alla formazione professionale. A fronte di un importante accordo, atteso da anni dai lavoratori, tra la provincia e le organizzazioni sindacali sulle applicazioni contrattuali per il personale della formazione, a nessuno tra le forze politiche, sorge il dubbio di dover speditamente rimuovere una evidente anomalia. A chiarimento, nella formazione, lasciando temporaneamente fuori dai ragionamenti tutti i contratti di collaborazione ed altro, coesistono due gruppi di lavoratori che, applicando CCNL diversi, entrambi con contratti a tempo indeterminato e dipendenti della provincia, lavorano spalla a spalla percependo stipendi diversi, usufruendo di tutele e diritti diversi, relazionandosi tra loro con scale gerarchiche non confrontabili e di fatto generando, conflitti, confusione e sovrapposizioni. La discussione su come migliorare l’efficacia della formazione non può in definitiva prescindere dal definire una certezza delle risorse umane e professionali disponibili, dalla applicazione di un solo CCNL che faccia salvi, al massimo possibile, le professionalità e i diritti di tutti. In merito invece alla sicurezza nei centri di formazione, ci permettiamo di far notare che l’inadeguatezza dei locali, delle strumentazioni, la sicurezza fisica degli operatori (vedi ad esempio le attività che intervengono in ambito di svantaggio sociale), purtroppo, non riguardano soltanto un settore. La legge 626\96 tanto sbandierata per le aziende private, nel settore pubblico e quindi anche in provincia, trova una applicazione alquanto parziale. L’argomento sia chiaro non è di destra o di sinistra, giunte di entrambi i colori hanno lasciato impianti elettrici provvisori, cristalli frangibili, locali surriscaldati o freddi, barriere architettoniche, toner in giro, operatori a rischio. Circa un mese fa su tutti i giornali si è parlato di soldi a pioggia per i dipendenti ("fannulloni") ma alla prova dei fatti non erano altro che pochi spiccioli per i lavoratori senza rinnovo contrattuale da tre anni. Quei pochi spiccioli dovrebbero, nella testa di Confindustria, giunte locali e dirigenza, spingere all’efficacia la Pubblica Amministrazione con un virtuoso processo di meritocrazia. E’ bene che si sappia che l’elemosina aiuta, ma non rende felici! Rdb ritiene sia necessario affrontare nel concreto le condizioni di qualità delle prestazioni di lavoro, di giuste ed eque remunerazioni non legate a criteri soggettivi emanati dalla dirigenza o dagli amministratori, (evitando e chiudendo contenziosi con i lavoratori legate alle retribuzioni), di reali possibilità di accrescimento e valorizzazione professionale (chiudendo la stagione delle consulenze a presunti e variegati esperti), di condizioni sicure per gli operatori, di taglio delle spese utili solo alla classe politica che impoveriscono il bilancio amministrativo. Rdb intende contrastare lo sport in voga del tiro al dipendente pubblico, che ha come esito finale le privatizzazioni o la perdita di funzioni. Come lavoratori, ancor prima che come organizzazione sindacale rivendichiamo la dignità e il ruolo del nostro impiego, rivendichiamo il diritto a salari equi e dignitosi, denunciamo una arretratezza, di destra e di sinistra, nella risposta ai lavoratori che dirigenza e apparati politici danno in termini di qualità e sviluppo professionale. Infine, la RdB ritiene urgente uscire dalla stagione del precariato che tanto danno ha fatto ai precari, ai dipendenti in ruolo, al Paese. Basta con le briciole di contratti di collaborazione o a chiamata, spesso fuori dalle regole di pubblicità e trasparenza; è necessario un piano del fabbisogno legato ai reali processi amministrativi che preveda percorsi professionali interni ma anche un piano programmato di assorbimento del precariato storico. Al di là dei rituali politici e sindacali che schermano il confronto con i lavoratori, la RdB ritiene che su pianta organica, progetti di miglioramento e organizzazione dei servizi, la discussione che si sta sviluppando tra le organizzazioni sindcali e la Provincia deve avere caratteristiche di trasparenza, visibilità e condivisione, affinché la riorganizzazione dell’attività pubblica veda protagonisti anche i dipendenti. Ci piacerebbe che tutto questo, amministratori e politici di destra o di sinistra, leorganizzazioni sindacali e tutte le altre parti interessate, lo possano dibattere con una forte memoria delle scelte fatte.
RdB CUB Viterbo - Sergio De Paola


30 gennaio 2008 - La Nuova Ferrara

I Cobas delle Poste: un mese di sciopero dello straordinario

Ferrara - I Cobas del settore Poste hanno proclamato fino al 27 febbraio «un mese di sciopero dello straordinario e delle prestazioni aggiuntive, comunque chiamate e pretese, in modo che ogni portalettere si limiterà alla prestazione sulla propria zona di assegnazione o di applicazione quotidiana». «Se ciò provocherà disagio ai cittadini - dice Walter Finotello, segretario provinciale del Cobas Pt Cub - sarà da imputare alla gestione aziendale e alle scelte scaturite dagli accordi nazionali dei sindacati concertativi di categoria». I Cobas Pt contestano l’accordo della prestazione aggiuntiva obbligatoria che è stato sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Failp, Sailp e Ugl, ritenendo che esso sia la causa «dello sfascio del settore delle poste» che produce disservizi per i cittadini e criticano i sindacati sopra citati perchè «dopo aver tirato la pietra nascondono la mano e prendono le distanze da ciò che hanno sottoscritto copiando le nostre iniziative di lotta e sciopero».


30 gennaio 2008 - Il Giorno

Carrefour: «Non siamo in crisi»
Ma il sindacato rilancia: «I lavoratori temono trasferimenti e mobilità»
di MANUELA MARZIANI

PAVIA — «I RISULTATI di vendita dell'ipermercato Carrefour sono molto positivi. Il successo riscontrato all'apertura si è consolidato nel tempo e oggi si registra un trend di vendite superiore alle previsioni di budget. Quindi una possibile chiusura dell'attività è un'ipotesi del tutto assurda. L'ipermercato Carrefour che opera all'interno della parte di immobile di sua proprietà continuerà la sua attività, oltretutto con pieno successo». Il gruppo francese getta acqua sul fuoco delle preoccupazioni sollevate dai lavoratori circa il loro futuro all'interno del centro commerciale. «I dipendenti non corrono alcun rischio - proseguono da Carefour -, i livelli occupazionali non sono minacciati in alcun modo. L'organizzazione del lavoro nell'ipermercato è stata realizzata tenendo conto delle concrete esperienze di tutti, cercando di valorizzarle». MA I SINDACATI, che anche venerdì sera hanno raccolto le lamentele degli operatori incontrati per una riunione, continuano a ripetere che i lavoratori non sono contenti e soprattutto guardano con timore a quanto potrà succedere tra qualche mese. «Tra i dipendenti - conferma Pasquale Di Tomaso che come sindacalista della Cub lunedì ha inviato alla dirigenza di Carrefour la richiesta di un incontro - si dice che tra un anno saranno tutti messi in mobilità. Tanto che a Pavia stanno arrivando addetti da altri centri che devono essere chiusi». Intanto, anche il consigliere comunale Irene Campari sul blog del Circolo Pasolini ipotizza possibili speculazioni edilizie sull'area dell'ex Fiat. «GRAN PARTE DEL NUOVO iper sulla Vigentina inaugurato il 6 dicembre è stata venduta all'Union Investment Real Estate - si legge -. Con un laconico comunicato, il nuovo proprietario ne ha dato notizia il 10 gennaio e se ne trova traccia in internet, nei siti di alcuni gruppi immobiliari. Dell'ipermercato pavese ha acquisito la galleria: 20.000 mq con 65 negozi affittati. Union Investment ha comprato tramite il fondo immobiliare Unilmmo, controllato da Union Asset Management Holding e da Dz Bank di Francoforte e Wgz-Bank di Düsseldorf. Nel comunicato del 10 gennaio, il gruppo di Amburgo informa che l'acquisto del Carrefour pavese consolida "la strategia di diversificazione internazionale dell'Union Investment nel segmento del retail". L'ipermercato non è incluso, ma per i nuovi acquirenti "rappresenta l'attrazione chiave del centro nel suo complesso", insieme ai marchi ospitati in galleria». «L'OPERAZIONE di cessione della galleria è già stata realizzata per altri centri commerciali del Gruppo Carrefour Italia ed è quindi assolutamente in linea con la strategia aziendale degli ultimi anni - replicano dal gruppo francese -. Fra l'altro, la parte di immobile che ospita la galleria è stata ceduta a un'importante società che ha già in portafoglio diversi centri commerciali, a riprova della validità dell'iniziativa».


30 gennaio 2008 - Il Resto del Carlino

Postini, stop straordinari

Ferrara - I COBAS dei postelegrafonici Pt Cub hanno indetto un mese di sciopero dallo straordinario e delle prestazioni aggiuntive, in segno di protesta per i disagi del servizio di recapito della corrispondenza: «Ogni portalettere si limiterà alla prestazione sulla propria zona di assegnazione o di applicazione quotidiana», spiega il segretario provinciale Walter Finotello. Inevitabili ulteriori disagi per l’utenza.


30 gennaio 2008 - Il Manifesto

Licenziati dalla coop delle consegne
Il caso della FastCoop di Padova, che mette sulla strada settanta lavoratori per la fine dell'appalto con la Tnt. Gli operai non ci stanno e bloccano a oltranza i magazzini

Padova - (o. c.) Sono arrivati al lavoro come al solito, venerdì pomeriggio. Ma hanno trovato il magazzino totalmente vuoto e chiuso. Più di 70 lavoratori della Fast Coop (consorzio Gesconet) sono a casa da due giorni e da due giorni presidiano i cancelli del vecchio magazzino. Quando hanno chiesto spiegazioni ai responsabili della cooperativa, si sono visti consegnare una lettera che dichiarava la fine dell'appalto da parte di Fast Coop Gesconet con Tnt a partire dal 28 gennaio.
E' chiaro che si tratta di una pesante rappresaglia nei confronti di quei lavoratori che dalla scorsa estate si erano autorganizzati e con l'aiuto dell'Adl (associazione difesa lavoratori, federata Cobas) avevano intrapreso una lotta che ha portato a importanti vittorie. Ma non appena se ne è presentata l'opportunità, i padroni hanno reagito e nel modo più pesante. Da ieri mattina il lavoro degli impiegati del magazzino è bloccato dai picchetti. Tra le varie azioni concordate in assemblea c'è stato anche un presidio davanti alla prefettura. «Da anni - dice Gianni Boetto dell'Adl - Gesconet attraverso le innumerevoli cooperative che si sono succedute a Limena, ha aggirato le norme più elementari in materia di retribuzioni, contribuzioni e fisco, lucrando cifre enormi sulla pelle dei lavoratori».
E' da poco meno di un anno che i soci-lavoratori Fast Coop si sono rivolti all'Adl per chiedere il riconoscimento degli scatti di anzianità, una busta paga regolare dove vengono retribuite le ore effettivamente lavorate, una piccola integrazione da parte dell'azienda per la malattia, il pagamento del lavoro straordinario, l'erogazione di un buono pasto, uno spazio dove poter effettuare le pause e la conquista del rispetto da parte dei responsabili della cooperativa.
Ieri mattina un nuovo presidio, ma ancora nessuna risposta da parte dell'azienda. Intanto i Verdi in consiglio provinciale hanno presentato una interrogazione. Paolo De Marchi chiede alla giunta di «intervenire autorevolmente, di concerto con il prefetto, presso la direzione Tnt per il mantenimento della continuità lavorativa dei dipendenti Fast Coop, rendendo nulli i licenziamenti e garantendo quei diritti da essi conquistati». De Marchi sottolinea che per quanto riguarda la Fast Coop «siamo di fronte anche all'universo "particolare" della condizione dei lavoratori delle cooperative e delle scatole cinesi degli appalti e dei subappalti. Un "mondo a parte", con regole e diritti paradossalmente inferiori agli altri comparti: paradossalmente perché parliamo di forme di impresa che dovrebbero ispirarsi alla "cooperazione", e che invece sono fra i luoghi dove più difficile è il riconoscimento dei diritti e la legittimità di un'organizzazione sindacale».
L'accordo con la Fast Coop era stato siglato il 12 ottobre scorso. Ma già il 15 novembre, data di consegna delle busta paga, lo scatto di anzianità concordato (pari a 200 euro) non era stato inserito tra le voci retribuite. Sempre in base all'accordo stipulato, l'intera somma degli arretrati maturati per scatti di anzianità non pagati avrebbe dovuto essere pagata in quattro rate a partire da questo mese. Anche in quell'occasione i lavoratori erano scesi in sciopero: era evidente che riuscire ad ottenere dall'azienda quanto pattuito sarebbe stato molto difficile.


30 gennaio 2008 - Varese news

Lavoro - Nota del sindacato di base FLMUniti-CUB: "I nostri candidati ottengono il più alto numero di consensi tra i lavoratori"
Elezioni Rsu Agusta: "Un messaggio forte e chiaro, i lavoratori vogliono cambiare"

Riceviamo e pubblichiamo
Come per le elezioni politiche, ora tutti si vanteranno di avere vinto: chi ha preso più voti, chi ha superato l’altro, chi è cresciuto di più ecc. ecc.. Sui giornali sono già apparsi articoli delle varie sigle sindacali che si pubblicizzano come i migliori, ma chi lavora in fabbrica sa perfettamente come sono andate le cose: FLMUuniti-CUB + 6,09% UILM + 7,97 FIM - 5,70% FIOM - 8,36%.
I lavoratori hanno lanciato un messaggio forte e chiaro: vogliono cambiare modo di fare sindacato in Agusta. La FLMUniti si impegna, fino ad ora, con tutti i lavoratori che la hanno sostenuta, e chiede a FIM FIOM e UILM due semplici cose:
1 – che FIM FIOM e UILM rinuncino alla quota garantita del 33%, come prevede l’accordo del dic. 93, il quale dice che è facoltà delle singole RSU rinunciare alla quota garantita, e chiede alla commissione elettorale di ridistribuire i 25 seggi in maniera proporzionale ai voti presi. Se la quota è stata inserita con la paura di non fare eleggere sindacati "di comodo" messi dall’azienda, è ormai evidente che la FLMUniti non è certo un sindacato di comodo. Al contrario, se FIM FIOM e UILM non rinunceranno alla quota garantita, saremo portati a pensare che sia l’azienda ad avere in loro i "sindacati di comodo".
2 – che anche la FLMUniti possa entrare nel coordinamento sindacale di Agusta per poter rappresentare tutti i lavoratori che la vogliono come sindacato, con tutti i diritti che un sindacato, democraticamente eletto dai lavoratori, deve avere. Tutti i 4 sindacati presenti in Agusta devono poter avere rappresentati nel coordinamento. Nel caso in cui FIM FIOM e UILM non accolgano tale richiesta, ci troveremo di fronte ad un sopruso antidemocratico che non farà che creare tensione tra i vari delegati eletti.
FLMUniti - CUB di Varese e Provincia

Malpensa - Duro attacco del sindacao di base alle sigle confederali e alla società di gestione aeroportuale: "Persi già centinaia di posti di lavoro"
Cub: "Sea lascia a casa gli interinali"

Ancora ferri corti tra Sea e Cub Trasporti, che non risparmia attacchi anche alle altre sigle sindacali confederali. Il sindacato di base accusa nuovamente la società di gestione aeroportuale di voler lasciare a casa centinaia di lavoratori e denuncia la mancanza di comunicazione soprattutto nei confronti delle sigle territoriali che hanno ottenuto il 50% dei delegati di Sea Handling di Malpensa, vale a dire Flai, Slai e Alcobas-Cub trasporti. In un confronto tenutosi lo scorso lunedì, a quanto affermano i rappresentanti del Cub, Sea ha informato le Rsu sugli organici di Sea e sui contratti di lavoro (interinali e stagionali): «Come al solito non ha risposto alle nostre lettere che da mesi chiediamo di essere informati come previsto dalle leggi e dal contratto, di sapere il numero ed i motivi del ricorso a contratti a termine, ma lo ha fatto, comunicando solo i numeri ma non i motivi, solo dopo una lettera di Cgil-Cisl-Uil del 17 gennaio- attaccano dal Cub trasporti -. Da anni in Sea non si verifica nulla, ed anzi i sindacati confederali hanno da sempre avallato il lavoro precario, ed ora si vuol far apparire che si discute di questa situazione perché Cgil-Cisl e Uil lo hanno richiesto. Non è vero, il gruppo Sea avrà a febbraio ben 221 lavoratori in meno rispetto allo scorso dicembre: detto ciò, non possiamo che registrare che finalmente Sea, costretta dalla nostra iniziativa, ha dovuto spiegare ed informare sulla situazione occupazionale. I dati per quanto riguarda i lavoratori Sea a tempo indeterminato, dimostrano che già ad oggi si sono persi centinaia posti di lavoro fissi. La Sea inoltre ha comunicato che per i 35 lavoratori interinali (di Malpensa e Linate) a cui è scaduto il contratto il 21 gennaio e per gli 87 a cui scade il 31 gennaio non intende proseguire il rapporto di lavoro. Per gli altri lavoratori interinali di Malpensa, a cui scade il contratto tra il 28 febbraio ed il 31 luglio, in tutto 429 persone, Sea non ha comunicato nulla. Infine, per i 102 lavoratori stagionali a cui scade il contratto il 31 gennaio, la Sea si avvale dell’art 5 della legge 368/2001, dando continuità del rapporto di lavoro fino al 29 febbraio». Il Cub non ci sta e attacca sia Sea che i sindacati confederali, accusati di essere proni di fronte alle posizioni della società di gestione aeroportuale: «In sostanza sono venuti a dirci che i lavoratori stagionali (102 su 134), continueranno a lavorare per altri 30 giorni, pagandoli come prevede la legge, il 20% e il 40% in più. Fra trenta giorni si vedrà cosa fare. Dei lavoratori interinali (un totale di 551) non si fa nulla e quindi saranno licenziati – commenta il Cub -. Di fronte a queste comunicazioni di Sea, Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Sdl e Sinpa, hanno pensato bene di firmare l’ennesimo verbale di riunione, già preconfezionato dall’azienda, senza contestare le decisioni di Sea, quasi che fossero decisioni di normale amministrazione. Oltre ad aver già perso centinaia di posti di lavoro a tempo indeterminato, nei prossimi mesi centinaia di interinali saranno allontanati mentre per gli stagionali non si sa ancora nulla. Come è possibile accettare queste decisioni dei vertici aziendali, senza fare nulla. I sindacati confederali, hanno con la firma del verbale di incontro, rimandato di un mese il problema dei lavoratori stagionali, accettato che gli interinali a cui scade il contratto in questi giorni, non vengano confermati da Sea, senza nessuna garanzia per quello che succederà nei prossimi mesi a tutti i lavoratori Sea – prosegue il sindacato di base -. Ci sono centinaia di lavoratori che da anni lavorano in Sea, che quando servivano alle gerarchie aziendali, hanno lavorato anche centinaia di ore straordinarie al mese, e con un salario inferiore, ed ora perderanno il loro posto di lavoro solo perché al momento sono interinali. Nei prossimi giorni Flai, Slai e Cub trasporti, si incontreranno in prefettura a Milano, in base alla procedura per dichiarazione di sciopero, e convocheranno le assemblee retribuite di tutti i lavoratori Sea».


29 gennaio 2008 - Prima

ROMA: RDB/CUB SU LE QUESTIONI SALARIALE E I CONTRATTI PUBBLICI

(PRIMA) ROMA - Ormai è sotto gli occhi di tutti che la questione salariale è una bomba ad orologeria pronta a deflagrare. L’allarme di Bankitalia sulla perdita del potere d’acquisto dei salari è solo l’ultima denuncia proveniente da fonti istituzionali di un fenomeno che la RdB/CUB denuncia da ormai troppi anni. L’introduzione dell’Euro, la politica di "moderazione salariale", il taglio al Welfare e tutte le scelte di politica economica fatte dai governi degli ultimi 20 anni hanno portato a questa situazione ormai non più sostenibile da parte di milioni di famiglie a "reddito fisso". In questo panorama vanno inquadrati i mancati rinnovi contrattuali per i lavoratori di 7 comparti pubblici su 10 (Sanità, Autonomie Locali, Università, Ricerca, Agenzie Fiscali, Afam e Presidenza del Consiglio) scaduti da ormai da 25 mesi. Per questi lavoratori i dati forniti da Bankitalia vanno rivisti in peggio e le percentuali di perdita del potere d’acquisto del reddito segnano un picco che va ben al di sotto delle tabelle illustrate da Draghi riportando il reddito reale per questi lavoratori ai livelli del 1990. E non può essere la crisi di governo la foglia di fico che copre l’inadempienza contrattuale visto che gli stanziamenti per il rinnovo del biennio 2006-2007 sono stati "completati" con la Finanziaria 2008 e quindi per la chiusura dei contratti si tratta di ordinaria amministrazione, altra cosa è il rinnovo del quadriennio normativo 2006-2009 che ha bisogno di un interlocutore governativo in grado di aprire un confronto di carattere programmatico su modifiche normative di spessore con un ripensamento sulle scelte di politica economica e Welfare che il futuro governo dovrà operare per affrontare l’emergenza salariale. La RdB/CUB Pubblico Impiego ritiene non più rinviabile l’immediata definizione della parte economica dei contratti pubblici e lo stralcio della parte normativa da trattare con il secondo biennio economico (la stessa soluzione adottata dal governo Prodi nello scorso dicembre per il rinnovo del contratto dei Vigili del Fuoco). Su questa proposta la RdB/CUB ha avviato il confronto con il Dipartimento per la Funzione Pubblica e Aran che verrà supportato da iniziative e mobilitazioni dei lavoratori su tutto il territorio nazionale.


29 gennaio 2008 - Ansa

RICERCA: CNR; RDB-RICERCA, PARLAMENTO RESPINGA NOMINA MAIANI

(ANSA) - ROMA, 29 GEN - È «auspicabile che il Parlamento, con una prova di orgoglio, respinga al mittente la pasticciata soluzione del caso, che non pu• certo essere ricompresa nell'ordinaria amministrazione di un Governo dimissionario». È l'auspicio del sindacato Rdb-Ricerca dopo il via libera alla nomina di Luciano Maiani alla presidenza del Cnr da parte della commissione Istruzione del Senato. «Con una maggioranza risicatissima (14 s e 13 abbandoni d'aula) la 'maggioranzà, che si era autopreclusa tutte le nomine negli enti pubblici - afferma il sindacato in una nota - smentisce se stessa e con inusitata fretta d… disco verde al Senato per la nomina di Luciano Maiani al vertice del pi— grande ente pubblico di ricerca, il Cnr». Soprattutto alla luce delle modalit… «(neppure un verbale Š stato redatto) con le quali il Search Committee (presieduto da Giorgio Parisi, autorevole esponente della Sinistra Democratica) ha individuato la terna da sottoporre al ministro Mussi - prosegue Rdb-Ricerca - l'esito della vicenda non pu• che apparire scandaloso. Poich‚, con la medesima fretta domani la Camera dei Deputati si appresta a ratificare detta nomina, è auspicabile - conclude la nota - che il Parlamento respinga al mittente la pasticciata soluzione del caso».


29 gennaio 2008 - Dire

RICERCA. CNR, USI/RDB: SÌ A MAIANI, MA MAGGIORANZA RISICATISSIMA
DOMANI CAMERA DICA NO, SOLUZIONE PASTICCIATA

(DIRE) Roma, 29 gen. - "Con una vittoria risicatissima, 14 si' e 13 abbandoni d'aula, la maggioranza, che si era autopreclusa tutte le nomine negli enti pubblici, smentisce se stessa e con inusitata fretta da' disco verde al Senato per la nomina di Luciano Maiani al vertice del piu' grande ente pubblico di ricerca, il Cnr". Cosi' il sindacato Usi/Rdb commenta il voto di oggi in commissione Istruzione al Senato. "Alla luce delle modalita' (neppure un verbale e' stato redatto) con le quali il Search Committee (presieduto da Giorgio Parisi, autorevole esponente della Sinistra Democratica) ha individuato la terna da sottoporre al ministro Mussi, l'esito della vicenda non puo' che apparire scandaloso- prosegue il sindacato- Poiche', con la medesima fretta, notoriamente cattiva consigliera, domani la Camera dei deputati si appresta a ratificare detta nomina, e' auspicable che il Parlamento, con una prova di orgoglio, respinga al mittente la pasticciata soluzione del caso, che non puo' certo essere ricompresa nell'ordinaria amministrazione di un governo dimissionario".


29 gennaio 2008 - Estense.com

Finotello: ''Il settore è allo sfascio''
Poste, dai Cobas un mese di sciopero straordinari

Ferrara - "Dopo 27 mesi di lotta nel settore, contro il "famoso" accordo della prestazione aggiuntiva obbligatoria e sottopagata, il settore delle Poste è allo sfascio". È la denuncia che arriva dai Cobas di Ferrara che dichiarano un intero mese di sciopero dello straordinario e delle prestazioni aggiuntive. "E' oramai di dominio pubblico – spiega Walter Finotello, segretario provinciale Adi Cobas Pt Cub - lo stato di disfacimento strutturale, sedi PT accorpate, tagli di zone di recapito funzionale, carenza di un servizio pubblico ai cittadini del sistema di recapito. Anche chi ha sottoscritto gli accordi che hanno portato a questo sfacelo dopo aver tirato la pietra nascondono la mano, prendono le distanze da ciò che hanno sottoscritto copiando le nostre iniziative di lotta e di sciopero". Da oggi fino al 27 febbraio ogni portalettere "si limiterà alla prestazione sulla propria zona di assegnazione o di applicazione quotidiana – affermano i comitati di base -. Se quanto delle nostre lotte sarà di disagio ai cittadini (utenti) è da imputare alla gestione aziendale ed alle scelte che sono scaturite dagli accordi nazionale delle organizzazioni sindacali concertativi di categoria".


29 gennaio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 4 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* "Il gettone a 1000 euro? Un refuso". Ma il cda dell'Icram batte ogni record
* Anche nella ricerca si annida la casta
* Parisi: "La terna a Mussi? Per telefono"
* Mobilità, una delle emergenze del Paese
* Niente conferma per direttore generale Enea
* Al Cnr cambi di profilo con penalizzazione
* Metodi e norme: il pietismo statistico
* Per il Papa a La Sapienza "No budget, no Cnr"
* Anche se dimissionario il Governo fa nomine


29 gennaio 2008 - La Nazione

Scontri al consolato Usa Condannati a 7 anni i no global
Sentenza durissima sui fatti del ’99 a Firenze, il pm chiedeva meno
di GIGI PAOLI

FIRENZE — «LA GIUSTIZIA è come una tela di ragno: trattiene gli insetti piccoli, mentre i grandi trafiggono la tela e restano liberi». L’avvocato Danilo Ammannato incassa i sette anni di reclusione inflitti ai suoi clienti, scuote la testa e usa il celebre aforisma di Solone per commentare la durissima sentenza con cui il tribunale ha dichiarato colpevoli 13 dei 15 imputati al processo per gli incidenti verificatisi il 13 maggio 1999 davanti al consolato Usa del capoluogo toscano, in occasione di uno sciopero indetto dai sindacati di base contro l’intervento Nato nei Balcani.
MOLTO MENO sobrio il commento del Movimento di lotta per la casa di Firenze: «Vendetta di Stato e sentenza folle. Mobilitiamoci tutti». E ieri sera, davanti alla prefettura, un presidio di circa 150 antagonisti, seguito da un corteo per le vie del centro con il lancio di un paio di petardi, ha mantenuto alto il livello della tensione.
Tredici condanne a sette anni, un assolto eccellente («perché il fatto non sussiste») come il sindacalista dei Cobas toscani Massimo Cervelli e un non luogo a procedere per prescrizione: questo il risultato di un processo durato 21 udienze e andato anche oltre le previsioni della stessa accusa. Il pm Pietro Suchan aveva infatti chiesto condanne fra i 4 e i 5 anni, oltre all’assoluzione dello stesso Cervelli.
Fra i tredici condannati — per resistenza aggravata, reato nel quale il tribunale ha ritenuta assorbita l’accusa di violenza e minaccia a pubblico ufficiale — figura anche Bruno Paladini del Movimento antagonista toscano. Gli altri sono Tommaso Emanueli, Piero e Ivano Pampaloni, Stefano Guidetti, Michele Antonini, Andrea Sorrentino, Alessandro Pane, Angelo Cera, Guido Sganga, Simone Arnoulet, Cosimo Sirsi e Paolo Onorifico. Il tribunale ha inoltre dichiarato prescritte le accuse di lesioni e quella relativa a un blocco stradale in viale Strozzi. Per tutti è scattata anche l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. La tensione divampò durante la guerra nel Kosovo, una settimana prima dell’omicidio D’Antona. Era il 13 maggio 1999. La manifestazione contro la guerra era stata organizzata dalla Confederazione dei Comitati di base, Cub e Rsb. Sotto il consolato Usa avvennero gli incidenti e alcuni manifestanti cercarono di occupare la sede dei Ds, partito di governo.
TRE I FERITI in ospedale, una decina i contusi fra i quali il consigliere regionale di Rifondazione, Orietta Lunghi, che presentò querela contro le forze dell’ordine per le cariche. Ma per il pm erano state «necessarie» e archiviò tutto.

Firenze. DIRE CHE non l’hanno presa bene è un eufemismo...
di GIGI PAOLI

Firenze - DIRE CHE non l’hanno presa bene è un eufemismo. Infatti i toni, come peraltro è abitudine, non sono il massimo della sobrietà: «Vendetta di Stato e sentenza folle. Il reato è resistenza pluriaggravata. Ma l’aggravante è solo quella politica e la sentenza ha il chiaro senso di una punizione collettiva. Punizione simbolica e collettiva contro un movimento che ha continuato a lottare e produrre conflitto contro la guerra, la precarietà, per il diritto all'abitare e per tutti i diritti sociali. Mobilitiamoci tutti e tutte contro queste vergognosa sentenza». Poche ore dopo i sette anni di reclusioni inflitti dal tribunale a tredici dei 15 imputati per gli scontri del ’99 davanti al consolato Usa sul lungarno Vespucci, la risposta degli antagonisti (in questo caso il Movimento di lotta per la casa) è affidata prima a una durissima e-mail e poi a un rumoroso e teso presidio di protesta — seguito da un corteo con lancio di petardi per le vie del centro — di circa 150 manifestanti davanti alla prefettura.
PIÙ PACATO il commento dell’avvocato Sauro Poli, uno dei difensori: «E’ una sentenza spropositata. Vedremo cosa accadrà in appello». Dura anche la presa di posizione di Alfio Nicotra, responsabile nazionale del dipartimento pace e movimenti altermondialisti di Rifondazione: «Un’enormità e un’ingiustizia. Per via giudiziaria si vuole criminalizzare il movimento per la pace e contro la globalizzazione neoliberista».
Erano in duemila alla manifestazione contro la guerra nel Kosovo, organizzata il 13 maggio ’99 dalla Confederazione dei comitati di base, Cub ed Rsb. Partita dalla Fortezza, confluì nel lungarno Vespucci davanti alla sede del consolato Usa, dove a mezzogionro scoppiarono gli incidenti. Sembra che una parte dei manifestanti volesse stendere uno striscione davanti al consolato. Secondo la questura, invece, circa duecento militanti dei centri sociali, alcuni col volto coperto, avrebbero tentato di sfondare il cordone di polizia. Da qui la carica con lancio di lacrimogeni e uso di manganelli.


29 gennaio 2008 - Il Firenze

Sette anni di reclusione per tredici antagonisti che manifestavano contro la guerra nei Balcani
Scontri al consolato Usa, maxi pene
Il pm Pietro Suchan aveva richiesto condanne più lievi. I fatti risalgono al 1999

Firenze - Tredici condanne a sette anni di reclusione sono state inflitte ieri pomeriggio dal tribunale di Firenze al processo di primo grado per gli incidenti verificatisi il 13 maggio 1999 davanti al consolato Usa, nel capoluogo toscano, in occasione di uno sciopero indetto dai sindacati di base contro l'intervento della Nato nei Balcani. Il pm Pietro Suchan aveva chiesto condanne tra i 4 e i 5 anni di reclusione. Tra i 13 condannati - per resistenza aggravata, reato nel quale il tribunale ha ritenuta assorbita l’accusa di violenza e minaccia a pubblico ufficiale -, figura Bruno Paladini, del Movimento antagonista toscano. È stato invece assolto Massimo Cervelli, rappresentante dei Cobas, come aveva richiesto il pm. IL Tribunale ha inoltre dichiarato prescritte le accuse di lesioni e quella relativa ad un blocco stradale in viale Strozzi, successivo agli scontri. Gli imputati condannati sono stati anche interdetti, in perpetuo, dai pubblici uffici. «La giustizia è come la tela del ragno, cattura i moscerini ed è sfondata dai mosconi», il commento dell’avvocato Danilo Ammannato, uno dei legali della difesa. In occasione dello sciopero contro l’intervento della Nato nei Balcani era stato organizzato un sit-in davanti al consolato Usa dove poi ci furono scontri tra alcuni partecipanti alla manifestazione e appartenenti alle forze dell’ordine. Per quegli incidenti alcuni manifestanti, fra cui l’ex consigliere regionale del gruppo della Confederazione dei Comunisti ?rietta Lunghi, rimasta ferita quel giorno, presentarono un esposto contro la polizia. L’inchiesta fu poi archiviata. Dopo le parole del giudice, davanti alla Prefettura si è tenuto un presidio antagonista. Per il Movimento lotta per la casa è una «punizione simbolica e collettiva contro un movimento che ha continuato a lottare e produrre conflitto contro la guerra, la precarietà, per il diritto all'abitare e per tutti i diritti sociali»; per Donzelli e Alessandri (An) è una sentenza che «sembra dimostrare che l’"antagonismo politico", che sfocia sempre in un’ondata di violenza estremista che, come tale, è sempre al di fuori della legalità».


29 gennaio 2008 - Il Manifesto

No war contro il Kosovo, 13 condanne a sette anni
Durissima sentenza per gli incidenti davanti al consolato Usa a Firenze nel '99. Condannati 13 antagonisti toscani
di Riccardo Chiari

Firenze - Sette anni di reclusione. Perché colpevoli di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Il Tribunale di Firenze fa capire cosa sia il braccio violento della legge a tredici dei quattordici imputati del processo per gli «scontri» del 13 maggio 1999 sotto il consolato Usa. Erano i giorni dei bombardamenti Nato sulla Jugoslavia. Era il giorno dello sciopero generale del sindacalismo di base contro la «guerra umanitaria». Quando il corteo di circa tremila persone arrivò sotto il consolato il Lungarno Vespucci, bastò il lancio di qualche oggetto di fronte alle forze dell'ordine in assetto antisommossa per far partire una violentissima carica dell'ottavo reparto celere. In cinque finirono all'ospedale, compresa l'allora consigliera regionale Orietta Lunghi, eletta con Rifondazione. Decine e decine di altri manifestanti preferirono curarsi a casa. Una denuncia di Lunghi contro la polizia per le cariche compiute finì nel nulla. Un video che documentava la dinamica degli «scontri», trasmesso anche da Striscia la Notizia e mille altre volte nei centri sociali toscani e negli altri luoghi di aggregazione non sembra essere servito a molto. Non almeno a convincere i giudici di primo grado a capire le ragioni degli imputati. Condannati che continuano a ribattere: «Sette anni per aver preso un sacco di legnate, mentre eravamo a mani nude». Da quel 13 maggio 1999 a Firenze nessuna manifestazione è stata caricata dalle forze dell'ordine.
«E' una sentenza politica - osserva il condannato Bruno Paladini, del Movimento antagonista toscano - dice che i movimenti non hanno più diritto di esistere. Una condanna di sette anni per resistenza a pubblico ufficiale non si è mai vista nella storia della magistratura». Nella sua requisitoria, il pm Pietro Suchan aveva perfino parlato di devastazione e saccheggio. Poi si era «limitato» a chiedere condanne dai quattro a cinque anni di reclusione. Il tribunale è andato oltre le sue aspettative. «La giustizia è come la tela del ragno - commenta amareggiato uno dei legali della difesa, l'avvocato Danilo Ammannato - cattura i moscerini ed è sfondata dai mosconi». Ammannato è uno storico avvocato di parte civile per le istituzioni locali, nei processi per gli attentati e le stragi che hanno insanguinato la Toscana. Anche per quella non solo mafiosa di via dei Georgofili. Con lui nel collegio di difesa l'avvocato Sauro Poli, che fino all'ultimo ha cercato di spiegare ai giudici la dinamica dei fatti. Tutto inutile. Almeno in questo primo grado di giudizio.
L'unico imputato assolto, su richiesta del pm, è il sindacalista dei Cobas toscani Massimo Cervelli. Fra i condannati ci sono alcuni esponenti del Cpa Firenze sud e altri del Csa ex Emerson, i due storici centri sociali fiorentini. Tutti insieme i condannati, dopo la lettura della sentenza - che era attesa anche da un presidio sotto la Prefettura - hanno commentato così quanto accaduto. Dalla sede del Movimento di lotta per la casa, prima realtà che ha subito preso posizione in loro difesa: «La sentenza ha il chiaro senso di una punizione collettiva. Punizione simbolica e collettiva contro un movimento che ha continuato a lottare contro la guerra e le precarietà, per il diritto all'abitare e per tutti i diritti sociali. Un movimento che non si è fatto condizionare da governi amici, ed ha saputo rappresentare in città una chiarezza ce ha, nel bene e nel male, pesato». Ancora Paladini preannuncia che sabato prossimo a Cosenza, all'assemblea dei movimenti, sarà presa una decisione su una possibile manifestazione nazionale «a breve» a Firenze. Da Cobas e Mat un altro giudizio tranchant: «Questi giudici ci fanno tornare in mente i colonnelli greci». Mentre Rifondazione parla con Alfio Nicotra: «Un'enormità e un'ingiustizia. Quel giorno a Firenze ci furono della cariche spropositate. I manifestanti furono vittime e non protagonisti della violenza. Per via giudiziaria si vuole criminalizzare il movimento per la pace e contro il neoliberismo».


29 gennaio 2008 - La Sicilia

Catania. I dipendenti dell'Agenzia delle Entrate...

Catania - I dipendenti dell'Agenzia delle Entrate di via Monsignor Domenico Orlando hanno inscenato ieri una manifestazione di protesta davanti la sede dell'Agenzia delle Entrate di via Monsignor Domenico Orlando. I dipendenti lamentano il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. All'assemblea, promossa dalle rappresentanze di base RdB/Cub hanno partecipato i lavoratori dell'ufficio delle Entrate, perché, nonostante da 25 mesi il contratto sia scaduto, e sia già superato prima ancora di essere firmato visto che è riferito agli anni 2006-2007, il governo non sembra aver nessuna fretta e rinnovarlo.
«I lavoratori delle Entrate di Catania hanno votato all'unanimità una mozione presentata dalle Rdb/Cub ma inviandone una copia al ministro Nicolais - afferma Di Guardo, dell'esecutivo regionale RdB/Cub - perché gli incontri svoltisi a Roma hanno messo in evidenza solo una volontà di peggiorare le condizioni lavorative dei dipendenti delle Agenzie Fiscali, mentre di contro sono stati proposti aumenti stipendiali davvero irrisori».
I lavoratori dell'Agenzia delle Entrate di Catania, è detto nella mozione, «denunciando l'intollerabile situazione di stallo, in cui versa il contratto nazionale di categoria delle Agenzie fiscali a due anni dalla sua scadenza, situazione ancora più eclatante in quanto da più di un anno si assiste alla continua rivendicazione da parte del governo degli ottimi risultati raggiunti per quanto riguarda il recupero dell'evasione fiscale, senza dire però che questo recupero è stato ottenuto con gli sforzi delle migliaia di lavoratori del fisco che non vedono neppure riconosciuti degli aumenti salariali dignitosi».
«Si può chiamare dignitoso un aumento contrattuale di 9,30 euro medi lordi pro capite per l'anno 2006? Questo si chiedono i lavoratori, e cosa dire degli ulteriori 38,37 euro medi lordi per il 2007 con decorrenza febbraio e degli ulteriori 60 euro con decorrenza 31 dicembre?».
La situazione risulta ancora più grave - rilevano le rappresentanze di base - perché anche per il 2008 non è previsto alcuno stanziamento per i dipendenti pubblici e quindi anche per il prossimo anno i lavoratori si ritroveranno un aumento di 9 euro mensili.
I lavoratori chiedono la stabilizzazione di un'ulteriore quota del fondo sul salario tabellare; l'armonizzazione dell'indennità di amministrazione per tutti i profili retributivi; indennità di amministrazione computata ai fini pensionistici in quota A; la riduzione dei profili retributivi; l'eliminazione della tassa sulla malattia; che non si facciano investimenti con il salario accessorio dei lavoratori (area degli esperti pagati con Fpsrup) che sul contratto venga inserita una norma specifica che preveda i passaggi di area per una notevole percentuale di personale (vista la continua assunzione di Cfl prevista dalla finanziaria), ribadendo che metteranno in atto «ogni forma di mobilitazione e lotta per difendere la propria dignità, i propri diritti e il salario».


29 gennaio 2008 - Redattore Sociale

Genova, operatori sociali in agitazione per il rischio di tagli ai servizi
Proseguono gli incontri tra comune, cooperative e Asl. L'obiettivo: realizzare entro sei mesi la mappatura dei bisogni in vista della possibile riduzione del bilancio comunale
di Anselmo Roveda

GENOVA – Le voci si rincorrono, gli appuntamenti si infittiscono e anche le occasioni già programmate di incontro – come convegni e tavole rotonde – si attualizzano alla luce di possibili tagli ai servizi sociali. A ottobre il Comune di Genova aveva annunciato un "buco" di bilancio per il 2008 quantificabile in 50 milioni di euro, si trattava in realtà di una diminuzione delle disponibilità: da 120 a 70 milioni per il complesso dei servizi erogati dall’amministrazione. Il sindaco e la giunta avevano subito rassicurato che i tagli non avrebbero investito i servizi sociali, si potevano al massimo studiare forme di risparmio.
A Natale però gli educatori organizzati intorno al sindacato RdB/Cub avevano nuovamente ricordato il rischio tagli evidenziando la sordina messa alla notizia. Il 10 gennaio, in Consiglio comunale l’assessore ai servizi sociali Roberta Papi, sollecitata dall’intervento in aula di Sandro Frega (consigliere Pd e esponente del mondo cooperativo), ha infine rassicurato: "Per i primi sei mesi dell’anno i servizi sono garantiti integralmente", bisognerà però fare in questo lasso di tempo "un’attenta analisi dei bisogni di oggi, ridurre le spese e attivare politiche di fundraising". Il Comune ha così dato avvio, il 16 gennaio, a tavoli di confronto tra gli assessorati coinvolti (Servizi sociali, Politiche giovanili e Infanzia), i municipi e gli enti di terzo settore; parallelamente sono partiti anche gruppi di lavoro misti Asl e distretti sociali comunali per l’integrazione dell’offerta socio-sanitaria.
La settimana scorsa si è chiusa con il seminario "Terzo settore ed enti locali: supplenza o consapevolezza" tenuto da Tommaso Vitale - docente di Programmazione sociale, di organizzazioni a rete e sviluppo locale all’Università di Milano Bicocca – per conto del circolo di studio sul lavoro sociale "Oltre il giardino". Questa settimana si apre invece con l’assemblea dei lavoratori del settore: oggi presso la federazione genovese RdB/Cub, in via Balbi, gli educatori e gli operatori del terzo settore discuteranno dei tagli al bilancio, del rinnovo contrattuale e delle possibili mobilitazioni. Domani invece sarà la volta della tavola rotonda "L’educatore professionale: ancora alla conquista di un ruolo?".
L’appuntamento è alle 9.30 presso la Sala del consiglio camerale della Camera di commercio di Genova, in via Garibaldi 4. Nell’incontro sarà presentato il nuovo libro di Onorina Gardella "L’educatore professionale" (FrancoAngeli, Milano 2007); seguiranno poi, a toccare i differenti aspetti della questione, gli interventi di Sandro Fega, vicepresidente Legacoop Liguria; Etta Rapallo, educatrice Coopsse; Paola Giordanella, educatrice "Buon Pastore"; Roberto Gasparini, facoltà di Scienze della formazione, Università di Genova; Lucio Padovani, presidente della cooperativa La Comunità; e Annalisa Balloi, rappresentante dell’organizzazione di categoria Anep. Le conclusioni della tavola rotonda saranno affidate a Mario Calbi, ricercatore sociale e docente universitario già assessore dei servizi sociali a Genova negli anni ottanta.


29 gennaio 2008 - La Stampa

La carenza di organico in Tribunale
Manca il cancelliere salta l’udienza
di RAPHAËL ZANOTTI

Torino - Solo pochi giorni fa, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, la Giustizia torinese veniva coccolata e vezzeggiata: la più veloce d’Italia, processi rapidi e poche attese. Sono bastate 48 ore, però, perché la medaglia diventasse opaca. L’udienza nei confronti dei tifosi di Juventus e Torino per i tafferugli del derby, prevista per ieri, è infatti saltata per assenza del cancelliere.
«Prima o poi - dichiara Franco Graziani, cancelliere e rappresentante dell’Rdb - doveva capitare. La riduzione degli orari di apertura al pubblico degli uffici non basta più, siamo ridotti all’osso e ora rischiano le stesse udienze».
Il responsabile della cancelleria della sezione dell’udienza incriminata, Carlo Bollati, spiega: «Il nostro organico ci permette a stento di sopportare 12 udienze alla settimana e in questi sette giorni ce ne sono arrivate 15. Gli addetti alle aule sono quattro, uno è in malattia».
Il problema della carenza di organico, sollevato piuttosto vibratamente dallo stesso presidente del tribunale Mario Barbuto all’inaugurazione dell’anno giudiziario, sta in ogni caso creando difficoltà non solo in aula, ma anche nel lavoro d’ufficio. «Poco dopo Capodanno - dichiara ancora Graziani - due nostre colleghe sono state portate d’urgenza al pronto soccorso perché, lasciate sole in una cancelleria, dopo due giorni hanno avuto un crollo psico-fisico per lo stress da lavoro».
A questo si aggiunga il fatto che ormai non ci sono più soldi e gli straordinari non vengono pagati. Si ricorre al riposo compensativo, ma questo non fa che aggravare la situazione degli uffici.
Una situazione analoga, ma forse più paradossale, la stanno vivendo anche i Vpo (i pm onorari che sostituiscono i magistrati nelle udienze). Dal 2 agosto, a causa di una circolare, non viene pagato loro il lavoro che svolgono al di fuori delle udienze. Il paradosso è che questo tipo di lavoro (la disamina delle notizie di reato di competenza del giudice di pace e la predisposizione di decreti penali) è stato previsto da una legge, che però non ha previsto una sua retribuzione. Paradossalmente, dunque, il lavoro va fatto, altrimenti i Vpo sarebbero oggetto di provvedimento disciplinare da parte della procura, ma quel lavoro, sempre per legge, non può essere retribuito.


29 gennaio 2008 - Il Messaggero

Latina. Sul piede di guerra da mesi, senza mai abbassare la guardia...
di LAURA PESINO

Latina - Sul piede di guerra da mesi, senza mai abbassare la guardia sui rapporti tra amministrazione comunale e Latina Ambiente. Ma lo sciopero di martedì scorso indetto da Cisl, Rdb, Fesica e Confsal, che seguono i lavoratori della società, non ha prodotto i risultati sperati. E allora i sindacati confermano la linea dura e annunciano che i dipendenti, al completo, incroceranno le braccia per altre due intere giornate, giovedì e venerdì febbraio. Niente raccolta dei rifiuti in tutta la città. Lo scrivono in una lettera spedita sia al sindaco di Latina che ai vertici della Latina Ambiente, richiamando entrambi a chiarire una volta per tutte la situazione dei precari e il futuro della stessa azienda. Toni duri e niente più sconti a Latina Ambiente. «Non siamo più disposti – dicono – a farci sballottare da una parte all’altra. Facciamo fatica, e i lavoratori insieme a noi, a comprendere questo continuo balletto di responsabilità». E il nodo, in gran parte è tutto qui. Nel silenzio insondabile della società e nella scarsa incisività del Comune. Da una parte c’è l’azienda che reclama milioni dall’amministrazione, dall’altra c’è il Consiglio che a maggioranza chiede di rifare i conti e aspettare, chiedendo a Latina Ambiente un impegno, piuttosto vago, a stabilizzare i dipendenti. Ma è storia quasi già vecchia, perché da oltre un mese nessun intervento ha chiarito la situazione. E i contratti di oltre 60 interinali scadono ufficialmente giovedì. Allora, si torna alle armi, «perché questa – scrivono i sindacati – deve essere la settimana in cui tutte le cose tornano al loro posto. Siamo vicini alla scadenza del contratto e non si concretizza quanto è stato votato in Consiglio comunale».


29 gennaio 2008 - Il Padova

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Limena. I soci della cooperativa licenziati da Fast Coop in presidio fuori dai magazzini dalle 6 di ieri
Sit-in dei lavoratori fuori dalla Tnt «Tavolo con azienda e prefetto»
Oggi sul posto la solidarietà di una delegazione di Rc, interrogazione verde in Provincia
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Limena - Si inasprisce la vertenza relativa alla sospensione dal lavoro di un centinaio di dipendenti della Fast Coop di Limena. Ieri mattina un'ottantina di persone ha bloccato dalle 6 del mattino il call center della Tnt, all'interno del quale lavorano circa 60 precari. Una protesta rivolta all'azienda internazionale di logistica, ha venerdì ha interrotto senza preavviso il rapporto di lavoro con Fast Coop, lasciando sulla strada un centinaio di soci della cooperativa che svolgevano il servizio per Tnt. Nel frattempo una delegazione manifestava a Ponte di Brenta sotto gli uffici di Gesconet, società che fa parte del consorzio Fast Coop. Il rappresentante di Adl Cobas Gianni Boetto ha incontrato per la seconda volta il viceprefetto: l'intenzione è di aprire un tavolo di trattativa con la Tnt. «Si è instaurato un muro contro muro in cui Tnt ha preso una decisione in modo inappellabile» spiega l'esponente di Adl Cobas Boetto. Che sottolinea come «l'azienda non abbia neanche formalizzato il licenziamento, così che queste persone restano socie della cooperativa anche se di fatto disoccupate». Stamattina sarà a Limena una delegazione di Rifondazione Comunista formata dal deputato e consigliere regionale Gino Sperandio, il consigliere provinciale Roberto Magnarello, la consigliera comunale Giuliana Beltrame e l'assessore all'Immigrazione Daniela Ruffini. Il caso arriva intanto anche sui banchi della Provincia: il consigliere Paolo De Marchi presenterà un'interrogazione per impegnare l'assessore per l'Occupazione Roberto Tosetto. Facendo riferimento alla presa di posizione di Palazzo Santo Stefano contro le morti sul lavoro, l'esponente dei Verdi chiede coerenza nel «garantire la continuità lavorativa di queste 75 persone», battaglia che per De Marchi «rappresenta una sfida fondamentale per passare dai proclami ai fatti concreti». Sia Rifondazione che il consigliere De Marchi puntano il dito contro il significato del provvedimento di Tnt, «finalizzato a impedire che altri lavoratori seguano l'esempio di questi, a impedire che nel settore delle cooperative e della logistica ci sia un miglioramento della condizione generale dei lavoratori e per una decisa tutela sindacale» spiega il responsabile provinciale lavoro per Rifondazione Paolo Benvegnù. LE COSE non vanno meglio neanche nel settore pubblico. Ieri mattina un centinaio di lavoratori di Comune e Provincia ha manifestato davanti a palazzo Moroni per il rinnovo del contratto scaduto da 25 mesi. Un gruppo di lavoratori ha incontrato l'assessore con delega al Personale Marco Carrai. L'esponente della giunta ha consegnato loro una lettera del sindaco Flavio Zanonato (ieri a Roma per una trasmissione televisiva, n.d.r.) rivolta al presidente del Consiglio e ai ministeri competenti per una pronta risoluzione della vertenza.(SIL.FA.)


29 gennaio 2008 - Il Mattino di Padova

Continua la protesta degli ottanta lavoratori della Fast Coop rimasti senza impiego
I licenziati picchettano, fuori pure il call center
Ma nei giorni scorsi la Tnt aveva provveduto a svuotare completamente il magazzino
di CRISTINA SALVATO

LIMENA - Non ha lavorato nessuno ieri alla TNT di Limena, né l’ottantina di magazzinieri della Fast Coop rimasti senza lavoro, né i cinquanta operatori del customer service. I lavoratori rimasti senza occupazione hanno infatti picchettato l’azienda, impedendo a tutto il personale di entrare.
TNT ha dovuto organizzarsi con le sedi di Mestre e Treviso, mentre un quarto delle telefonate giornaliere, che vengono smistate appunto dalla sede di Limena, sono state dirottate negli altri tre call center sparsi per l’Italia, con conseguenti disagi per la grande azienda di spedizione. I disagi maggiori li patiscono comunque i lavoratori della Fast Coop, che da venerdì pomeriggio sono senza lavoro e ancora non sanno quale sarà il loro futuro, non solo lavorativo.
Continua anche oggi quindi la loro lotta, mentre la Prefettura sta tentando di organizzare una mediazione tra le parti. C’erano tutti ieri mattina a sfidare il freddo e gli ex datori di lavoro: tutti di fonte ai cancelli della TNT di via del Santo. Erano arrivato già alle sei, quando ancora nelle strade della zona industriale limenese il buio era fitto, il freddo pungente.
Si sono piazzati di fronte ai cancelli, insieme ai rappresentati della Adl Cobas, che stanno sostenendo la loro azione di protesta. Per scaldarsi, hanno improvvisato un falò, bruciando il legno dei bancali in disuso.
Quando, verso le 7, hanno iniziato ad arrivare i lavoratori del call center, si sono trovati l’uscio sbarrato: per loro, una cinquantina, ieri niente telefonate. Le loro scrivanie sono rimaste vuote e i loro telefoni hanno suonato tutto il giorno a vuoto.
Non ha lavorato neanche il magazzino di Padova, chiuso dall’azienda per evitare la possibilità di eventuali rappresaglie. D’altronde tanto lavoro non ne era rimasto: venerdì mattina il magazzino era stato già svuotato, le merci già consegnate o dislocate altrove. TNT continua a dichiararsi parte lesa, non c’entrando con la decisione di Fast Coop, cui affida la gestione del magazzino, di recedere senza preavviso dal contratto. Fuori dall’azienda c’erano anche loro, i responsabili della cooperativa. Non hanno rilasciato dichiarazioni, rimanendo in disparte: un gruppetto di persone sul marciapiede di fronte, accanto alle due auto dei carabinieri venute a controllare che il sit-in di protesta non sfociasse in violenza: tutto, invece, si è svolto nella più totale tranquillità, il fuoco del falò acceso per terra, la musica etnica che proveniva da una radio, i lavoratori, quasi tutti immigrati, che si sostenevano a vicenda. Oggi per loro è iniziata la lotta per rivendicare il proprio diritto al lavoro. Anche la Filt-Cgil esprime profonda preoccupazione e sostiene che la tardiva comunicazione al sindacato del cambio di appalto, da parte della Cooperativa e della TNT, non ha permesso un confronto per tutelare i diritti dei lavoratori e dare a loro le necessarie sicurezze.
«La Filt-Cgil sapeva della situazione sicuramente prima di noi, perché già venerdì comunicava di aver organizzato per sabato una riunione con i lavoratori - obietta Adl Cobas - Sappiamo che si sono presentati solo due dipendenti. In compenso erano presenti un avvocato e una responsabile della Fast Coop. In questa situazione chiediamo con forza che tutti i lavoratori si schierino con questi ottanta, per lanciare un messaggio forte e coeso, contro questo sistema quasi schiavistico, anche se legale, di gestire il lavoro da parte delle cooperative».

Dopo l’accordo sui nuovi portalettere
I Cobas bloccano gli straordinari

Padova - Nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi ed i segretari nazionali di Cgil, Cisl ed Uil, hanno firmato un accordo, in base al quale saranno assunti nuovi portalettere ed impiegati per garantire, soprattutto al Nord, la qualità del servizio.
I Cobas di Padova, però, considerano tale intesa solo come uno specchietto delle allodole e continuano a definire «insoddisfacente» il servizio attuale offerto da Poste Italiane. Quindi hanno deciso di mantenere il blocco del lavoro straordinario.
«Al Centro Meccanico di Smistamento di Camin (Cmp) c’è ancora un po’ di giacenza della corrispondenza- dice Lorenza Favaro, leader dei Coba-Pt-Cub-. La rivoluzione del recapito, che ha creato i settori cosiddetti Dedicato e Speciale, non ha raggiunto le finalità sperate. Ancora oggi tante lettere e stampe di vario tipo vengono consegnate con giorni di ritardo. Gli slogan nazionali sull’efficienza del servizio spesso sono gratuiti e non corrispondono alla realtà sia di Padova che di tante altre zone del nordest». E la Favaro parla volentieri anche dell’occupazione: «Mancano postini oggi e non domani. Anche al Cmp abbonda la precarietà. Ad esempio sono stati assunti giovani, provenienti dal centro-sud, che lavorano solo quattro ore al giorno. A volte anche da mezzanotte alle quattro. Tutte persone che dovrebbero vivere con circa 800 euro al mese, lontano da casa. Vi sembra giusto?».(f.pad.)


29 gennaio 2008 - Il Giorno

MANIFESTAZIONE DI COBAS E CUB
«Posta in ritardo? Tutta colpa dell’azienda»
Presidio dei lavoratori davanti al polo di smistamento di Peschiera Borromeo
di ALESSANDRA ZANARDI

PESCHIERA — «SE LE POSTE NON funzionano, la colpa è dell'Azienda». Ritardi e mancati recapiti: le ultime settimane hanno fatto registrare un'escalation di disservizi, ma i dipendenti di Poste italiane spa non ci stanno a salire sul banco degli imputati. Lo hanno ricordato ieri mattina, con un presidio organizzato da Cobas e Cub davanti al Centro di Peschiera, il polo di smistamento più grande d'Italia. «Da dodici anni denunciamo una situazione lavorativa caotica, da terzo mondo - spiega il sindacalista Giovanni Pulvirenti -. Il delirio è iniziato quando le Poste sono diventate una Società per azioni, con l'obiettivo di fare utili, prima ancora che di erogare un servizio». AL PRIMO POSTO nell'elenco dei problemi c'è il sottorganico: a Peschiera i lavoratori sulla carta sono 1.500, ma infortuni e malattie decimano il personale, tant'è che ieri, lungo il Lambro, sono approdati 180 precari a infoltire le file degli addetti a raccolta e consegne. «Chiunque arrivi, non viene formato - è il commento di Gianluigi Butrico, che si occupa delle raccomandate -. Non ci sono percorsi di training, tutto è affidato al passaparola e ai consigli dei colleghi più anziani». Non va meglio sul fronte della sicurezza: «I guanti distribuiti dall'Azienda sono spesso inadeguati - dice Pasquale Fresca -. Da tempo chiediamo maggiori protezioni e l'installazione di misure anti-siringa in corrispondenza delle buche». Poi ci sono gli autisti: quelli che fanno capo al centro di via Archimede sono 80, incaricati di portare i plichi nei diversi punti di distribuzione. «Una volta eravamo 120 - ricorda Giuseppe Loffreda - e su ogni mezzo viaggiavano tre persone. Ora c'è un solo addetto che deve guidare, parcheggiare e consegnare la posta». «RISULTATO? Traffico e problemi di sosta c'impediscono di fare il nostro lavoro con puntualità», fa eco il collega Saverio Mangiolfi. Che aggiunge: «Alcuni di noi sono stati sanzionati per le mancate consegne, oppure picchiati da automobilisti inferociti: è un vero paradosso». Oltre al danno, la beffa. Per fronteggiare l'emergenza, l'Azienda ha predisposto un piano di potenziamento dell'organico che, su base nazionale, implementerà il personale di 4mila unità. Secondo i lavoratori, però, si tratta solo di un intervento-tampone, che lascerà sul piatto molte questioni irrisolte. «Bisogna rinnovare gli impianti e garantire un servizio medico interno, per arginare gli infortuni - precisa Pulvirenti -. Solo a Peschiera si verificano oltre cento incidenti all'anno». «Basta anche con l'inserimento di precari, che restano pochi mesi e non vengono confermati», conclude il sindacalista.


citt

I sindacati presidiano a Peschiera il centro dove si smista la corrispondenza del Lodigiano e del Sudmilano
Poste, l’emergenza non si risolve
Ancora ritardi nella consegna, cresce l’esasperazione
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Peschiera - L’incontro pubblico organizzato ieri dalla Cisl a Lodi ha confermato che l’emergenza Poste è ancora ben lontana dall’aver trovato una soluzione: la corrispondenza continua ad arrivare a singhiozzo in tutta la provincia e l’esasperazione dei cittadini sta raggiungendo ormai livelli di guardia. Nel mirino l’organizzazione dei due centri di recapito del Lodigiano, nel capoluogo e a Sant’Angelo, e la situazione nel gigantesco centro smistamento di Peschiera Borromeo, davanti al quale ieri si è tenuto un sit in dei Cobas. I lavoratori attaccano frontalmente l’azienda e invitano gli utenti inviperiti a prendersela con i politici, considerati i veri responsabili della crisi delle Poste a livello nazionale.

Ogni giorno arrivano 40 tonnellate di lettere, ma per i lavoratori manca il personale e i mezzi a disposizione sono insufficienti
«Peschiera madre di tutti i disservizi»
Sit-in dei sindacati al centro di smistamento per Lodi e Sudmilano
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Peschiera - La posta non arriva? Prendetevela con i politici. È solo uno degli striscioni che ieri mattina ha fatto la sua comparsa davanti al Centro smistamento di Peschiera. Là fuori si sono dati appuntamento sindacalisti e lavoratori che non possono più tollerare i disservizi e le difficoltà che si sono create all’interno dell’azienda. E che naturalmente hanno avuto un pesante riflesso sul territorio lodigiano: negli ultimi tempi non si contano le lamentele dei cittadini, che di punto in bianco non si sono più visti recapitare puntualmente giornali e raccomandate, documenti e corrispondenze private.«Ci troviamo di fronte a una moltitudine di disservizi - commenta Giovanni Pulvirenti, rappresentante sindacale Cobas Poste -, l’allarme lanciato anche sulle colonne dei quotidiani non è un fatto occasionale, la situazione va avanti così da dodici anni. Tutto è iniziato da quando l’azienda si è trasformata in una società per azioni a fine di lucro, il personale è diminuito e le tariffe sono aumentate. Così abbiamo deciso di dare vita ad un sit-in».Il sindacato si batte non solo per un’organizzazione più efficiente, ma anche per avere a disposizione un medico nella sede della città. Senza contare la battaglia per vedere riconosciuti fino in fondo i diritti dei lavoratori, uno striscione porta infatti la scritta "le poste contro i diritti sindacali bloccano le assemblee nei luoghi di lavoro". «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) - dice il sindacalista - l’azienda non ha dato il permesso di uscire ad alcune persone che volevano partecipare all’iniziativa».Ogni giorno a Peschiera arrivano circa 40 tonnellate di lettere che devono essere smistate per poi raggiungere la loro destinazione. Molte buste e raccomandate, insieme ai numerosi pacchi, devono arrivare anche nel Lodigiano. «Il Centro di smistamento conta 1.500 lavoratori - aggiunge Pulvirenti -, molti sono in malattia o in infortunio, quello che non va bene è la modalità di lavoro. Per raggiungere il profitto non si rinnovano nemmeno gli strumenti, che sono insufficienti». Sono state acquistati alcuni macchinari, ma secondo i sindacati «si lavora ancora molto a mano».Nel Lodigiano, da quando è stato chiuso il centro di smistamento locale, la posta esce dal territorio, arriva a Peschiera e poi fa marcia indietro: «Un giro vizioso - conclude Pulvirenti -, per evitare disastri è meglio che i cittadini, quando imbucano una lettera, scrivano espressamente "Lodi", evitando le diciture come "luogo, paese e città". Inoltre è bene scrivere in modo chiaro il destinatario». Greta Boni


29 gennaio 2008 - Corriere di Bologna

La manifestazione
I lavoratori tornano in piazza «Colpevoli anche Enac e Sab»

Bologna - Una cinquantina di lavoratori hanno risposto all'appello dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Rdb e hanno manifestato ieri all'aeroporto Marconi. Un corteo per ricordare che, anche se la gestione degli appalti per il carico e scarico merci e la pulizia degli aerei è cambiata, i vecchi problemi sono ancora tutti lì: stipendi e contributi sottratti ai dipendenti e posti di lavoro persi. «Le responsabilità — denuncia Lorenzo Mastro, Filt-Cgil — non si limitano a quel consorzio o a quella cooperativa» ma toccano anche «chi doveva controllare e non ha controllato: Enac da una parte e Sab dall'altra». Per Gianluigi Gallo (Fit-Cisl) è urgente che la magistratura «sblocchi le cifre necessarie per permettere il pagamento» del salario ai lavoratori.


29 gennaio 2008 - Corriere del Veneto

A Palazzo Trissino
«Mi sono rotto» Tirata d'orecchie a Magaddino

VICENZA — Sgridate ed imbarazzi in giunta e sindacati scatenati nel palazzo. Non si può certo dire che il cartello esposto dall'assessore al turismo Pietro Magaddino venerdì scorso sulle porte del suo assessorato sia passato inosservato. Di prima mattina, Magaddino, adirato per l'ennesimo trasferimento del personale, aveva fatto chiudere al pubblico le porte dei piani di contrà Morette con un cartello eloquente: «Oggi questi uffici rimarranno chiusi. Il responsabile del cartello, l'assessore al turismo, si è rotto le palle dell'incapacità di chi dovrebbe essere preposto a risolvere i problemi». Un messaggio forte per una protesta altrettanto forte che, già in giornata, aveva però raggiunto l'obiettivo di farsi mandare un altro impiegato sostitutivo dall'ufficio dell'anagrafe.
Ma il cartello, appunto, non è stato gradito da più parti. I sindacati di base hanno subito accusato l'assessore per il linguaggio volgare e hanno puntato il dito verso il turnover che caratterizza l'assessorato al turismo. Non solo: anche fra i banchi della giunta la vicenda ha creato imbarazzi.
«Magaddino lavora tantissimo e si sobbarca spesso compiti che spettano ad impiegati – spiega l'assessore al personale Maurizio Franzina, direttamente coinvolto nella questione, visto che ha dovuto risolverla con uno spostamento immediato . Insomma, lui è una persona che lavora per otto, dunque è lodevolissimo il suo modo di vivere l'impegno assessorile. Per questo, dunque, gli si perdonano anche uscite sbagliate come quella di venerdì scorso. Un cartello come quello che è stato esposto, infatti, inevitabilmente crea un danno d'immagine che si riflette su chi l'ha scritto e poi anche sulla stessa amministrazione ».
In Comune viene fatto capire chiaramente che nemmeno il sindaco Enrico Hüllweck abbia gradito la protesta inedita di Magaddino, ma ora il primo cittadino preferisce spegnere i toni della polemica. «Visto che viviamo in tempi di politica urlata, diciamo che anche gli amministratori locali si adeguano a questa tendenza – spiega Hüllweck - . Il cartello? Di per sé, sinceramente, come primo effetto su di me ha avuto quello di farmi fare una bella risata».(S.M.D.)


29 gennaio 2008 - Leggo

Roma. E’ scontro sugli operatori di Arcobaleno...

Roma - E’ scontro sugli operatori di Arcobaleno: dopo lo sciopero indetto da RdB a Tor Vergata, la società replica «gli operatori sanitari non sono operai». Sui problemi contrattuali la società Arcobaleno ha chiarito: «Con lo stesso contratto di Multiservizi, due tipologie di mansioni: gli ausiliari di II Livello, operai e portantini, e gli operatori socio-sanitari di IV livello. L’ispettorato del lavoro ci ha imposto di cambiare contratto per le due tipologie di operatori e lo faremo».

Firenze. Tredici condanne a sette anni..

Firenze - Tredici condanne a sette anni di reclusione sono state inflitte ieri pomeriggio dal tribunale di Firenze al processo per gli incidenti verificatisi il 13 maggio 1999 davanti al consolato Usa, nel capoluogo toscano, in occasione di uno sciopero indetto dai sindacati di base contro l’intervento della Nato nei Balcani. Il pm Pietro Suchan aveva chiesto condanne tra i 4 e i 5 anni di reclusione. Tra i 13 condannati - per resistenza aggravata, reato nel quale il tribunale ha ritenuta assorbita l’accusa di violenza e minaccia a pubblico ufficiale -, figura Bruno Paladini, del Movimento antagonista toscano. E’ stato invece assolto Massimo Cervelli, rappresentante dei Cobas. Contro le condanne ieri un centinaio di persone ha preso parte a un corteo di protesta da via Cavour in piazza Signoria dove è stato lanciato un petardo.


28 gennaio 2008 - Omniroma

SANITÀ/ RDB: SIT-IN LAVORATORI «ARCOBALENO» TOR VERGATA

(OMNIROMA) Roma, 28 gen - «Chiediamo che ci sia immediatamente un inquadramento degli addetti alle pulizie della cooperativa Arcobaleno che lavorano al Policlinico Tor Vergata con un contratto sanitario. Rimarremo qui almeno tutta la mattinata sperando di incontrare il direttore generale Enrico Bollero per fissare finalmente la data dell'incontro anche con l'assessore alla Sanità, Augusto Battaglia». Lo ha detto un rappresentante di Rdb-Cub, Giovanni Pio Congi, che assieme ad una trentina di operatori delle pulizie della ditta Arcobaleno in appalto al policlinico Tor Vergata, sta manifestando fuori l'ingresso principale della struttura in occasione di uno sciopero di 24 ore indetto per oggi. «La protesta coinvolge 280 lavoratori inquadrati come operati pulitori ma che invece svolgono mansioni socio sanitarie - ha aggiunto Congi - noi chiediamo all'assessorato che vengano reinternalizzati nel giro di 2 o 3 anni e che immediatamente siano inquadrati con il contratto adeguato, quello sanitario, che permetta loro di avere più garanzie e di stare meglio anche dal punto di vista economico».


28 gennaio 2008 - Ansa

SANITÀ: ARCOBALENO SRL, INFONDATE ARGOMENTAZIONI DELLA RDB

(ANSA) - ROMA, 28 GEN - L'Arcobaleno srl, impresa di servizi socio-sanitari che ha l'appalto nel policlinico di Tor vergata ha diffuso un comunicato per smentire gli articoli apparsi, in merito all'appalto, nei giorni scorsi, sugli organi di stampa «non solo per ristabilire la verità dei fatti stravolta dalle affermazioni di cui agli articoli pubblicati, ma anche e soprattutto per tutelare l'immagine sia della Arcobaleno srl, che della stragrande maggioranza dei prestatori d'opera occupati presso il Policlinico di Tor Vergata, che non concordano con le infondate argomentazioni della organizzazione sindacale Rdb.» In particolare l'impresa fa presente che «in alcun modo le maestranze occupate vengono considerate alla stregua di operai pulitori, in quanto agli stessi viene applicato il contratto collettivo nazionale Multiservizi secondo la categoria professionale di riferimento»; che «l'impresa non ha mai fatto ricorso a rapporti di lavoro non regolarizzato» nè a « (vietata) intermediazione di mano d'opera»,e, infine che «non sussiste allo stato alcuna problematica occupazionale». Secondo la Arcobaleno srl «le affermazioni contenute negli articoli appaiono non solo infondate ma altresì temerarie e strumentali al solo fine di creare un ingiustificato e ingiusto allarme in merito alla situazione occupazionale dell'appalto in parola.»


28 gennaio 2008 - Leggo

Roma. Sciopero di 24 ore per gli operatori sanitari "Arcobaleno snc" di Tor Vergata...

Roma - Sciopero di 24 ore per gli operatori sanitari "Arcobaleno snc" di Tor Vergata: "non siamo pulitori, chiediamo un contratto adeguato alle nostre mansioni". Incroceranno le braccia dalle 7 di oggi alle 7 di domani mattina bloccando le attività del Policlinico di Tor vergata, sono i 280 operatori socio sanitari della "Arcobaleno" impiegati dal servizio sanitario regionale presso il policlinico universitario "inquadrati come operai pulitori, mentre svolgono da anni mansioni socio sanitarie – denuncia RdB cub, promotore dello sciopero - operando sui pazienti senza tutele e garanzie e con una retribuzione media lorda di circa 6,50 euro l’ora contro i circa 18 erogati alla società dalla Regione Lazio". In agitazione, dunque, per un contratto adeguato alle mansioni svolte, per la re-internalizzazione dei precari e per "un intervento urgente da parte della Regione – chiede RdB - teso a garantire il posto di lavoro a fronte dei licenziamenti in corso. I cittadini, a cui sono richiesti sacrifici per il piano di rientro dal deficit sanitario, hanno diritto di sapere se chi presta il servizio è un operaio pulitore o un operatore con la giusta specializzazione - e la relativa giusta paga".(L.Loi./ass)


28 gennaio 2008 - Il Mattino di Padova

LICENZIAMENTI A LIMENA
Presidio dei dipendenti Fast Coop davanti ai cancelli dell’azienda
di Cristina Salvato

LIMENA - Staranno di fonte ai cancelli della Tnt, da stamattina fino a quando qualcuno non darà loro qualche assicurazione circa il futuro. Sono i quasi 80 dipendenti della Fast Coop (nella foto davanti alla prefettura), che venerdì pomeriggio hanno saputo che da oggi non avrebbero più avuto il loro posto di lavoro nel magazzino della Tnt. Staranno fuori dalla sede limenese della ditta di autotrasporti, per manifestare la difficoltà in cui stanno vivendo ora, senza lavoro né stipendio, e senza nemmeno un’indicazione né tanto meno una certezza su quando potranno trovarlo. Incertezza che la stessa Tnt si trova ad affrontare stamattina: venerdì è arrivata senza preavviso la rescissione del contratto da parte della Fast Coop che fornisce all’azienda il servizio di smistamento merci e facchinaggio: venerdì il magazzino è stato completamente svuotato, ma resta il problema di sapere da stamattina chi sostituirà gli 80 dipendenti lasciati a casa, con conseguenti possibili disagi per i clienti che si appoggiano a Tnt per le spedizioni. Certezze non ce ne sono nemmeno per quanto riguarda quello che la ditta ha intenzione di fare: senza preavviso i lavoratori hanno perso il lavoro, ma sembra che un piano di riorganizzane non sia stato approntato. Di conseguenza, non si capisce chi subentrerà o se sarà soppresso il turno notturno. Sabato i lavoratori, insieme ai rappresentanti del sindacato Adl Cobas, cui quasi tutti aderiscono, hanno manifestato davanti alla Prefettura. Sono riusciti a incontrare il viceprefetto, già informato sulla situazione di crisi vissuta dai lavoratori, per lo più stranieri da anni in Itala, tutti con famiglia e figli piccoli, e molti con il mutuo della casa da pagare.


28 gennaio 2008 - Il Vicenza

L'assessore venerdì aveva chiuso la sede di contrà Morette: «Non ho personale, mi sono rotto»
Da Rdb Cub accuse a Magaddino «Da quell'ufficio fuggono tutti»
Il sindacalista Germano Raniero: «Turnover di impiegate e stagiste, da quando c'è lui»
di Fabio Fogu
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Vicenza - Lo chiamano «il foglio con le parolacce». Quello lasciato dall'assessore Pietro Magaddino sulla porta dell'ufficio di contrà Morette, venerdì mattina.
IL COORDINAMENTO delle rappresentanze sindacali di base interviene sulla vicenda e lancia pesanti accuse contro l'assessore al Turismo: «Con il suo cartello appeso fuori dalle porte dei suoi uffici, che riporta la frase "mi sono rotto le palle", rivela tutto il suo stile e il suo modo di fare e di trattare con le persone - tuona il presidente del coordinamento provinciale, Germano Raniero - Sarebbe interessante che Magaddino si chiedesse come mai dai suoi uffici, da quando c'è lui come assessore, c'è un elevato turnover di personale». I responsabili dell'Rdb Cub parlano di moltissime segnalazioni giunte da dipendenti esauste, a caccia di un trasferimento per scappare dagli uffici di contrà Morette. «Negli ultimi anni si è assistito a una fuga generale di impiegati e stagisti - conferma Raniero - L'assessore pare abbia del feeling solo con un funzionario donna, che resiste nel tempo in quel settore e che è stata anche premiata con incarichi ben retribuiti. Tutti gli altri, soprattutto se si tratta di impiegate o stagiste, dopo un po' che lavorano lì presentano domanda di mobilità interna o fuggono sbattendo le porte. Strano questo fenomeno, perché il lavoro lì sembra essere davvero interessante certamente più che in altri settori comunali». Per questo il presidente dell'Rdb Cub si è rivolto al direttore generale: «Gli abbiamo chiesto di vigilare e capire i motivi di questo fenomeno per prevenire altri disagi ai malcapitati impiegati che, magari attratti dal tipo di lavoro, chiedono di essere spostati in quegli uffici - conclude Raniero - Vorremmo dire all' assessore che è troppo tardi per le sue scuse, le parole e lo stile usato nel cartello hanno spiacevolmente colpito i lavoratori che operano nel palazzo di contrà delle Morette, e la dicono lunga sulla sue capacità di intrattenere corretti rapporti umani».

Il Dato. "Quelle minacce fanno male"
Parlano di situazione al limite, i responsabili dell'Rdb Cub: «Da tempo riceviamo segnalazioni da parte delle dipendenti, costrette a subire minacce e quindi anche alla fuga da quegli uffici. Il clima è invivibile».

La Chiave
1 La lettera sotto accusa
«Chiuso. Il responsabile del presente cartello, l'assessore ai Gemellaggi, che si è rotto le palle dell'incapacità di chi dovrebbe essere preposto a risolvere i problemi». E' il testo della lettera firmata dall'assessore Magaddino.
2 Personale ristabilito
Da Palazzo Trissino venerdì è stato predisposto l'immediato trasferimento di una dipendente dell'ufficio anagrafe, che è stata spostata nella sede di contrà Morette per consentire la riapertura dell'ufficio chiuso per mancanza di personale.
3 In futuro posti in calo
In seguito ai tagli della Finanziaria delle 60 persone che andranno in pensione a breve termine, potranno esserne sostituite solamente 20. Al Comune il compito di ristabilire l'equilibrio senza polemiche.


28 gennaio 2008 - La Tribuna di Treviso

Da qui a giugno in arrivo rinforzi per tutta la provincia, ma l’Adl Cobas accusa le altre associazioni e il consigliere di Poste Italiane Michielon
Poste caos: in arrivo 40 portalettere
Centinaia di tonnellate di corrispondenza arretrata, ma è lite tra i sindacati

Treviso - Lettere in ritardo, raccomandate che spariscono, consegne a singhiozzo. E, per tamponare il caos che fa litigare i sindacati, arriva l’assunzione di 40 nuovi portalettere a Treviso e provincia da qui a giugno di quest’anno. E’ la situazione delle Poste Italiane nella nostra Provincia, dove arriva solo marginalmente, per fortuna, la bufera che investe in questi giorni Poste Italiane.
Centinaia di tonnellate di posta arretrata, giacenti, lettere e cartoline ferme da due mesi, corrispondenza «pregiata», come raccomandate, atti giudiziari e «prioritaria» ancora da spedire: è la situazione in diverse città, con uffici postali e centri di smistamento ingolfati. A Treviso come va?
Altrettanto male, secondo Adl Cobas, con decine di segnalazioni di utenti infuriati per i disservizi. Nulla di grave, invece, secondo le altre sigle sindacali. «Non ci sono casi eclatanti, a Treviso - dice Gianluca Fraioli, Uil - e per risolvere i problemi abbiamo già avuto un incontro con l’azienda. La soluzione trovata è in un aumento dell’oragnico: da qui a giugno ci saranno circa quaranta assunzioni di portalettere in tutta la provincia, che porteranno a cinquecento il numero di addetti alla distribuzione. Nel Veneto i postini assunti saranno circa 260».
Si tratta, secondo Fraioli, di contratti a tempo indeterminato. Per i Cobas, però, ciò non risolve il problema, che nasce dalla riorganizzazione che ha fatto sparire il Cpo di Treviso e ha trasferito a Padova e Venezia i centri logistici di smistamento della corrispondenza. «Colpa anche dei sindacati che hannno permesso tutto questo - dicono all’Adl Cobas - e di chi doveva difendere il ruolo di Treviso, a partire dal consigliere di Poste Italiane, Mauro Michielon».
La crisi delle consegne si è acutizzata a novembre del 2007, e ora sta allungando le sue criticità in tutta Italia. In particolare tra dicembre e gennaio, i tempi di recapito si sono diluiti fino a diventare, in alcune zone, imbarazzanti.
I disagi maggiori hanno colpito la Lombardia, soprattutto Milano e provincia con un tappo di 200 tonnellate di corrispondenza arretrata. Qui, quattro giorni fa, l’amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi, ha inviato degli ispettori per verificare cosa sta accadendo e perché.
Il nuovo sistema, che i sindacati confederali avevano sottoscritto il 15 settembre del 2006, prevede tre tipi di servizi: quello classico detto «universale», che resta nelle mani del portalettere ordinario.
Quello «dedicato», con postini muniti di furgoni che servono i «grandi utenti» (società, aziende, studi professionali, grossi condomìni); e quello «speciale» per servizi aggiuntivi tipo la consegna di atti giudiziari o di oggetti di pregio.
Il risultato però è caotico, con mancanza di mezzi e strutture idonee a far partire il nuovo sistema di consegna.


27 gennaio 2008 - Il Gazzettino

Un numero verde per la sicurezza sul lavoro
Lo chiede Giampiero Antonini dei Cub. «Altrimenti continueremo a contare i morti»
di Maurizio Dianese

Mestre - «Le lacrime di coccodrillo non hanno solo il volto delle istituzioni, ma anche dei sindacati. Basterebbe poco, anche senza cambiare la legge Biagi - dice Giampiero Antonini dei Cub - Basterebbe un numero verde per denunciare gli abusi. Perchè la questione è molto semplice: i lavoratori interinali non hanno alcuna tutela e soprattutto non possono far valere i loro diritti, altrimenti non li chiamano più a lavorare. Per questo sono costretti a rischiare la vita per 50 euro al giorno. Secondo me basterebbe un numero al quale si può telefonare anche in forma anonima, poi ci pensiamo noi. Almeno che i padroni prendano paura della possibilità di essere denunciati, altrimenti continueranno a fare quello che vogliono e noi continueremo ad andare ai funerali a piangere lacrime di coccodrillo». La discussione, sul piazzale davanti alla chiesa, è tutta incentrata sul da farsi. Sono un centinaio almeno le persone che restano fuori, che non mettono piede in chiesa e attendono al freddo la fine della cerimonia. Si parla della morte di Denis, della strage dei lavoratori e tiene banco la discussione sui rimedi. «Perchè così non si può andare avanti. Il presidente della Repubblica non ha fatto nemmeno in tempo a pronunciare il suo richiamo e ci sono stati altri morti» commentano gli operai della Thyssen di Torino, che sono venuti in delegazione, con lo striscione abbrunato «a testimoniare la nostra vicinanza e la nostra solidarietà ai compagni di Venezia. Nemmeno in guerra ci sono stati tanti morti e il motivo è semplice - spiega uno degli operai di Torino - non c'è più alcun rispetto per la classe operaia. Siamo diventati carne da cannone». E un altro aggiunge: «Per l'ingordigia di pochi si continua a morire. Qui nel Veneto so che siete già a quota 8 morti in 25 giorni, una strage. L'anno scorso ne abbiamo seppelliti mille e 50. Speriamo che l'incidente della Thyssen serva sul serio a smuovere le coscienze». E' la prima volta che gli operai della Thyssen partecipano al funerale di un operaio morto sul lavoro, come i loro colleghi «e speriamo che sia anche l'ultima». La speranza è che cambi qualcosa, a cominciare dalla legge Biagi perchè questo meccanismo dei lavori interinali, cioè a chiamata, è micidiale, dicono tutti. «Se protesti, ti cacciano» ragionavano in tanti sul piazzale. «Se ti dicono di entrare in stiva, non puoi star lì a chiedere se la stiva è stata aerata. Appena apri bocca ti ritrovi a casa. Anche se hai figli e moglie da mantenere». Una vita da racconti di Dickens, quando c'erano i padroni delle ferriere e gli operai erano schiavi. Ma anche Denis Zanon era in questa condizione, lavorava per 50 euro al giorno, a chiamata. Ed era disperato. Tant'è che una settimana prima di morire era andato da Andrea Ferrazzi, il vicepresidente della Provincia. «Eravamo in classe assieme, alle medie, ed era venuto a trovarmi per chiedere aiuto. Mi dispiace di non aver fatto in tempo a non fare nulla» racconta Ferrazzi. Il punto è sempre quello, come si torna alla normalità sui posti di lavoro? Come si fa cioè a creare le condizioni per cui chi va al lavoro non mette la sua vita nelle mani del caso? I ragazzi del Rivolta non hanno dubbi che il punto cruciale sia la legge Biagi e non hanno nemmeno molti dubbi sulle responsabilità nel caso della morte di Denis Zanon: «Zacchello ha smantellato la Divisione sicurezza ed ha licenziato il chimico del porto. Vogliamo ancora discutere di chi è la colpa?». E uno striscione attaccato a due pali recita: "I padroni fanno i soldi. I politici fanno carriera. Gli operai muoiono." Lo hanno steso quelli dei Carc - un gruppo che sostiene le azioni delle Brigate rosse - Lo slogan, nella sua raffinatezza da Bar sport, fotografa però quel che pensano in molti. Compreso il fatto che tutti sono convinti che non finisce qui, purtroppo, che continueremo a contare i morti. Perchè non è solo la legge che è sbagliata, è la mentalità che è penetrata nei luoghi di lavoro che porta alla morte.

Ieri un migliaio di persone nella chiesa di piazzale Madonna Pellegrina ad Altobello per i funerali dell’operaio morto a Porto Marghera
La città in lutto saluta Denis Zanon
I lavoratori vogliono istituire un numero verde per la sicurezza in fabbrica. «Basta lacrime di coccodrillo»

Mestre - La città ha dato l'ultimo saluto a Denis Zanon, morto nella stiva di una nave a Porto Marghera. C'era una delegazione degli operai della Thyssen di Torino e c'erano tutte le autorità, a parte il Patriarca Scola, che ha preferito un incontro con i giornalisti. Ma c'era anche un migliaio di persone, la stragrande maggioranza di Altobello, il quartiere dove Denis è nato e dove è sempre vissuto, nella chiesa di piazzale Madonna Pellegrina, ad abbracciare la bara di legno che ha accompagnato Denis Zanon nel suo ultimo viaggio. Tanta la rabbia contenuta di amici, compagni di lavoro, sindacalisti, per una morte annunciata, figlia delle impietose condizioni di lavoro. «Ci vuole un patto per restituire dignità al lavoro» ha detto monsignor Dino Pistolato celebrando il rito funebre. «Sulle banchine, come nei cantieri edili e ovunque si lavori, la vita non può essere piegata al profitto» ha continuato monsignor Pistolato. Intanto Giampiero Antonini dei Cub lancia l'idea di un numero verde per denunciare le carenze di misure di sicurezza nei luoghi di lavoro: «Perché i lavoratori interinali sono costretti, se vogliono lavorare, ad accettare condizioni inumane, è tempo di attivare un meccanismo di denuncia» spiega Antonini.

I lavoratori della Fastcoop di Limena del consorzio Gesconet...
di Marco Aldighieri

LIMENA. I lavoratori della Fastcoop di Limena del consorzio Gesconet, ieri mattina guidati da alcuni sindacalisti dell'Adl (associazione difesa dei lavoratori), hanno organizzato un sit-in dalle 11 a mezzogiorno davanti alla Prefettura. Una azione di protesta, accompagnata da tamburi, fischietti e striscioni, conseguenza della inaspettata chiusura della cooperativa (pare per cambio di appalto) che lavora per conto della TNT sempre di Limena. In pratica una ottantina di lavoratori, per la maggiore parte cittadini stranieri, ha di fatto perso l'impiego. "La Fastcoop - ha spiegato Gianni Boetto di Adl - non ha mai avvisato i suoi dipendenti di una imminente chiusura per cambio di appalto. All'interno della cooperativa abbiamo trovato un avviso della Cgil che avvertiva i lavoratori dell'evento. In realtà, però, la Cgil alla Fastcoop ha un solo iscritto. Questa incredibile chiusura della cooperativa, ha tutta l'aria di essere una ritorsione da parte dei sindacati federali nei confronti dei Cobas, che in questi anni hanno combattuto per migliorare visibilmente le condizioni di lavoro di chi presta servizio nelle cooperative. Mentre i sindacati tipo la Cgil sembrano più interessati a mantenere buoni rapporti con le multinazionali come la TNT, che a difendere i lavoratori. La Prefettura - ha terminato Boetto - si è impegnata a fare chiarezza sulla vicenda e lunedì parlerà con i vertici della TNT. In questo momento non si sa se i lavoratori della Fastcoop verranno assunti da altre cooperative, per continuare a lavorare per conto della TNT. E' certo che lunedì mattina questi lavoratori organizzeranno una forma di protesta davanti alla sede di Limena della TNT". La TNT fa sapere che lei è la parte lesa e che prende atto della situazione determinata dalla disdetta ricevuta dal fornitore Fastcoop. Inoltre che è estranea ai problemi tra la Fastcoop e i suoi dipendenti. In quest'ottica cercherà di individuare un nuovo fornitore, soprattutto nel caso in cui permanga il rischio di disservizi causati alla clientela da terzi. Infine tiene a precisare che opera per tutelare il suo business e quello dei propri clienti.


27 gennaio 2008 - Il Centro

«Meno spese per stabilizzare i precari»
Mobilitazione del sindacato Rdb per 120 lavoratori del policlinico
di Sipo Beverelli

CHIETI - Taglio alle spese superflue per liberare risorse che garantiscano lavoro sicuro agli oltre mille precari della sanità abruzzese. E’ la strada che la Rdb-Cub suggerisce alla Regione per migliorare la legge quadro sulla stabilizzazione di questi lavoratori. La Rdb sta raccogliendo firme per una petizione da oltre un mese. Ieri raduno al policlinico, mentre sono già oltre 1500 le adesioni registrate. «Nella Asl di Chieti», dice il coordinatore regionale sanità della Rdb-Cub, Mario Frittelli, «sono utilizzati circa 120 precari e mancano almeno altri 300 dipendenti per assicurare i livelli minimi d’assistenza».
La situazione non è rosea neanche altrove. La mancata stabilizzazione dei precari nell’azienda sanitaria di Pescara, circa 450 unità, può portare alla chiusura di interi reparti di degenza e di alcuni servizi ospedalieri. «Basti pensare», riprende Frittelli, «che nella psichiatria dell’ospedale di Pescara l’ottanta per cento del personale è precario. Ad Avezzano e Sulmona, sono in sessanta a lavorare da ben cinque anni come precari nel Cup e nel servizio 118, ricevendo soltanto promesse e false rassicurazioni».
Per evitare che pure questa legge quadro naufraghi in un nulla di fatto, la Rdb indica una strada precisa: individuare i capitoli di spesa dai quali è possibile attingere le risorse necessarie. «In primo luogo», continua Frittelli, «dobbiamo limare i costi per la esternalizzazione dei servizi. La Asl teatina per la lavanderia spende sulla carta un milione e mezzo di euro, nella realtà arriva anche a tre milioni. Sull’appalto per i servizi tecnici e di manutenzione abbiamo sempre detto che all’azienda sanitaria converrebbe, più che esternalizzare, assumere direttamente le professionalità necessarie».
Ingaggiare a tempo indeterminato non significa assicurare soltanto un futuro credibile e dignitoso al lavoratore ma anche all’azienda stessa. Quando i servizi operano con personale impiegato per tre, sei o anche dodici mesi, la macchina della sanità avanza con il passo del gambero: uno avanti e due indietro. L’azienda non fa in tempo a formare il dipendente, che questi va via e bisogna cominciare da capo con uno nuovo. Sempre che arrivi, perché se le risorse non sono reperibili quel dipendente e il servizio che porta avanti vengono chiusi.
«In Puglia, è stata emanata una legge per la stabilizzazione di cinquemila precari della sanità in tre anni», sostiene Mario Frittelli, «e sono ben individuate le risorse da reperire e il dove andarle a pescare. L’Abruzzo, per tanti anni, non è riuscito a governare la spesa sanitaria: ora, prima di prevedere nuove uscite, è bene si sappia subito dove andare a prendere i soldi, anche perché non può più permettersi il lusso di risparmiare sulle risorse umane».


27 gennaio 2008 - Il Mattino di Padova

LIMENA. «Rappresaglia anti-Cobas. Espulsi 70 lavoratori. Mandanti: Tnt e Gesconet»
di Felice Paduano

LIMENA - «Rappresaglia anti-Cobas. Espulsi 70 lavoratori. Mandanti: Tnt e Gesconet». Questo il contenuto dello striscione che ieri mattina, dalle 9.30 alle 11.30, i rappresentanti di Adl-Rdb, Stefano Pieretti, Celeste Giacon e Carlo Tommasin, assieme a tutti i 75 lavoratori della Fastcoop senza più occupazione, hanno appeso davanti alla Prefettura, durante la manifestazione che hanno tenuto a Padova.


27 gennaio 2008 - Corriere del Veneto

La manifestazione Il popolo delle pignatte davanti al Villaggio Usa per ribadire il no alla Ederle 2
Sfilano i no base: «Ora Costa si dimetta»
Il presidio : «Il governo da cui ha ricevuto il mandato non esiste più»
di Andrea Alba

VICENZA — Pentole e fischietti contro le famiglie dei militari americani: «Devono rendersi conto anche loro che il clima in città è cambiato. E Costa deve dimettersi, il governo che l'ha inviato non c'è più».
Poco prima delle tre di ieri, alla spicciolata, piccoli gruppi di «no base» hanno parcheggiato in qualche modo lungo via Aldo Moro e hanno raggiunto l'accesso del Villaggio Americano. Bandiere in spalla, fischietti in bocca, pentole e cucchiai in mano: la tradizionale manifestazione dei «No Dal Molin» ha avuto luogo anche ieri, di fronte alla zona residenziale delle famiglie dei militari della 173esima Brigata Aviotrasportata. Il «blocco» dell'accesso all'area residenziale è stato attuato in occasione della «Giornata mondiale contro la guerra». Circa trecento i manifestanti, controllati da un cordone di qualche decina di poliziotti della Questura. All'inizio contenuti ai lati dell'accesso, a poco a poco i «no base» hanno occupato l'intera carreggiata, costringendo le forze dell'ordine a deviare le auto in arrivo verso l'altro ingresso del Villaggio Americano. Per il resto, la manifestazione si è svolta senza incidenti di nessun tipo. «Sempre più vicentini sono contrari alla Ederle 2, i famigliari dei militari statunitensi devono rendersene conto. Abbiamo organizzato questa manifestazione, cui poi si sono aggiunti i sindacati di base con il loro sit in, proprio per sensibilizzare i famigliari dei soldati» ha commentato Cinzia Bottene, del Presidio. E nasce un piccolo «giallo», su chi abbia la vera paternità della manifestazione di ieri. La rivendicano anche i sindacati i base, come ha spiegato Germano Raniero degli RdB Cub: «Protestiamo contro tutte le basi militari: abbiamo chiesto noi il permesso alle autorità a manifestare, per primi». Il vero messaggio della manifestazione è tuttavia la «sfiducia» al commissario straordinario inviato da Prodi, Paolo Costa: «Il commissario Costa ora deve dimettersi – ha aggiunto infatti Bottene - ha avuto un mandato politico dal governo e il suo mandatario ora non c'è più».


27 gennaio 2008 - Il Giorno

Carrefour, futuro incerto per i 200 dipendenti
Il trasloco da via Torretta è un flop, si teme la chiusura
di Manuela Marziani

PAVIA — SONO SEMPRE più preoccupati e temono di perdere il posto di lavoro, i circa 200 dipendenti del Carrefour. Perché le condizioni in cui si trovano ad operare non sono ottimali, ma soprattutto non sono buone le prospettive per il futuro. Il centro commerciale, aperto all'inizio di dicembre, infatti, non sta andando molto bene, la domenica l'incasso è di circa 200 mila euro, quasi quanto quello che faceva la Gs, solo che in via Torretta l'area era di 1500 metri quadri e sulla Vigentina di 5000. Così già c'è chi ipotizza un nuovo utilizzo per l'area. Il terreno sul quale sorge il centro commerciale della Vigentina, infatti, non è di proprietà di Carrefour, è stato venduto a un gruppo tedesco, che potrebbe decidere di chiudere la struttura per un'operazione speculativa. La manovra, già attuata in altre città, si teme possa essere riproposta anche a Pavia, con la conseguenza che i dipendenti resterebbero senza un posto ad un passo dalla pensione. PERCHÉ MOLTI ADDETTI, arrivati dal Gs, hanno sulle spalle già 30 anni di lavoro e un'esperienza maturata in particolari settori del punto vendita. Ma quell'esperienza, nel passaggio dal Gs al Carrefour non l'hanno potuta mettere a frutto. Chi, infatti, in via Torretta era alle casse, è stato sistemato in magazzino e lo stesso è accaduto al contrario. Una situazione che ha fatto saltare la mosca al naso a molti operatori, tanto da decidere di rivolgersi all'organizzazione sindacale della Cub, che attraverso Pasquale Di Tomaso domani chiederà alla direzione aziendale un incontro per tentare di risolvere la situazione. «Quando lavoravano alla Gs - commenta Di Tomaso - le lavoratrici erano abituate ad avere un rapporto diretto con i vertici aziendali ai quali potevano spiegare i problemi che avevano. In Carrefour, invece, questo non avviene e il malcontento cresce». Ma, se i dipendenti dell'ipermercato non sono contenti, lo sono ancora meno gli occupati nei vari negozi del centro commerciale dove per l'affitto di uno spazio si pagano anche 6 mila euro al mese e i giovani dipendenti percepiscono 3,50 euro l'ora per lavorare pure la domenica e guadagnare uno stipendio ben sotto la soglia di povertà.


27 gennaio 2008 - Gazzetta del Sud

Un altro parere positivo dopo quello del Tar
Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso della Clinica Misasi

Cosenza - Anche il Consiglio di Stato ha accolto le istanze presentate dalla Casa di cura "Misasi". La struttura esce dunque vittoriosa dal contenzioso che l'ha vista contrapposta alla Regione Calabria. Nell'udienza del 22 gennaio, la quinta sezione del Consiglio di Stato ha rigettato le richieste della Regione di sospensione dell'attività della clinica accogliendo in toto dopo una lunga discussione le istanze presentate dall'avvocato Francesco Perri. Il Consiglio di Stato ha confermato il parere già espresso dal Tar a cui si era rivolta la direzione della Casa di cura "Misasi". Anche in quell'occasione il ricorso era stato discusso dall'avvocato Perri le cui tesi sono state accolte definitivamente.
Soddisfazione per l'esito della vicenda e la decisione presa dal Consiglio di Stato viene espressa dal segretario provinciale della Rdb Cub Salvatore De Luca. «A questo punto auspico che l'attività della casa di cura "Misasi", una delle strutture all'avanguardia nel campo della sanità privata», dice De Luca, «non possa più essere oggetto di contestazione da parte della Regione Calabria. La clinica, da tempo, opera in campo sanitario erogando prestazioni di eccellenza, dotata com'è di personale medico e paramedico ad altissimo livello. Occorrono mesi per smaltire il grande numero di richieste di ricovero che giungono dall'intero territorio calabrese». Secondo il segretario provinciale della Rdb Cub, «è strano che la Casa di cura "Misasi" abbia subito contestazioni per la inidoneità di alcune sue strutture mentre era) tutto in regola».(fra.ros.)


27 gennaio 2008 - La Provincia di Sondrio

Dalla rdb/cub. Euro 0, chiesto incontro con il commissario

Sondrio - La Federazione provinciale RdB/Cub ha chiesto un incontro urgente con il commissario prefettizio del Comune di Sondrio per evidenziare le problematiche legate al blocco degli Euro 0. «Pur essendo consapevoli che il problema dell'inquinamento atmosferico, che da diversi giorni sta interessando il capoluogo, non sia di facile soluzione - scrive Francesco Beltrama - riteniamo altresì che l'ordinanza di divieto di circolazione degli autoveicoli "più inquinanti", non possa essere l'unica misura applicabile per risolvere detta problematica. Misura, che tra l'altro, penalizza solo una parte della collettività, la più indigente, che non ha possibilità finanziarie che consentano l'acquisto di una utilitaria nuova o di recente fabbricazione». «Si deve evidenziare inoltre che in questo capoluogo invece di migliorare la mobilità si è provveduto nel razionare od addirittura sopprimere linee del trasporto pubblico urbano. Altro punto dell'ordinanza che ci lascia sconcertati è l'estensione del divieto anche a quelle arterie stradali che portano ai parcheggi pubblici costruiti appositamente al margine della città per eliminare il traffico urbano». Beltrama, poi, sotto linea anche che « per una problematica così importante tutta la collettività debba farsene carico e, non solo una piccola parte di essa, ma anche quella benestante che pur avendo la possibilità di rinnovare il proprio parco auto contribuisce anch'essa all'inquinamento atmosferico», e quindi chiede un incontro con il commissario «al fine di rivedere detta ordinanza ed aprire un tavolo che individui interventi strutturali che possano evitare analoghe emergenze».


26 gennaio 2008 - Il Resto del Carlino

UNIVERSITA’ POLITECNICA
Terminato lo sciopero della fame Accordo per assumere i precari

Ancona - RAGGIUNTO un accordo tra sindacati e Università sulla vicenda dei precari. Un accordo per ora parziale che comunque prevede la regolarizzazione immediata di altre 5 posizioni di altrettanti lavoratori del Politecnico delle Marche che si vanno ad aggiungere ai 17 per cui il provvedimento è già scattato secondo l’accordo preliminare.
La situazione era precipitata lunedì quando le trattative tra sindacati, in parte i membri dell’Rdb della rappresentanza sindacale unitaria, e i vertici dell’ateneo si erano interrotte provocando l’occupazione del Rettorato e l’avvio dello sciopero della fame da parte dei due delegati dell’Rdb, Francesco Graziosi e Rino Diano. A loro gli altri membri dell’Rsu hanno fornito piena solidarietà. Ieri poi la svolta con lo stop dello sciopero della fame. In pratica l’Rsu ha firmato l’accordo con l’università per la regolarizzazione di altre cinque posizioni.
Le novità non finiscono qui visto che si è discusso sulla prossima regolarizzazione di altre 13 operatori che lavorano in forma precaria per l’ateneo da svariati anni. L’ultimo scoglio da superare è quello che riguarda 7 lavoratori del settore tecnico per cui la strada verso la regolarizzazione al momento sembra piuttosto tortuosa seppur non compromessa. I vertici universitari si sono impegnati a riesaminare quei casi in un futuro più o meno immediato: «Poteva andare meglio — affermano Graziosi e Diano — ma i passi compiuti sono comunque importanti. E’ chiaro che l’attenzione resta massima nella speranza che tutti i precari possano ottenere ciò che loro spetta».


26 gennaio 2008 - Il Gazzettino

AGENZIE FISCALI

Padova - (m.a.) I lavoratori delle agenzie fiscali dopo il sit-in di ieri mattina davanti all'ufficio delle entrate di via Turazza per protestare contro il mancato rinnovo del contratto, hanno lanciato un'altra manifestazione per martedì a mezzogiorno al congresso Papa Luciani di via Forcellini. «In perfetto accordo con i tre sindacati di base - ha spiegato Celestino Giacon di Rdb Cub - abbiamo indetto un altro sit- in per martedì prossimo al centro Papa Luciani, dove interromperemo il direttore dell'agenzia delle entrate, Massimo Romano, che sarà in videoconferenza. Si tratta della diciassettesima edizione di Telefisco, organizzata dal Sole 24 ore, e che verrà trasmessa in contemporanea in 50 città. Questa nostra forma di protesta - ha proseguito Giacon - si intitolerà "Te lo do io il telefisco" visto che da 25 mesi i lavoratori delle agenzie delle entrate sono senza contratto. Il sit-in sarà rumoroso e invitiamo tutti a venire muniti di pentole, fischietti e tamburi. Intanto i lavoratori dell'ufficio dell'agenzia delle entrate di PD1 e del territorio di Padova hanno deciso di intensificare lo stato d'agitazione, già in atto da più giorni nei sopraccitati uffici, con assemblee giornaliere che anticipano l'orario di chiusura del front-office e con l'astensione dalle attività esterne di controllo in mancanza dell'anticipo della missione e rifiuto dell'utilizzo del mezzo proprio. La situazione risulta ancora più grave - ha terminato Giacon - perché anche per il 2008 non è previsto alcuno stanziamento per i dipendenti pubblici. Morale per il prossimo anno i lavoratori si ritroveranno un aumento in busta paga di soli 9 euro».

L'evidente sfascio delle Poste

Padova - Da Milano a Palermo, le poste sono allo sfascio, mentre il bilancio della società si fa sempre più robusto. Ciò vuol dire che mentre gli azionisti e il management si arricchisce, i lavoratori e la qualità del servizio scadono a livelli terzomondisti, come si dice. Niente di nuovo: nella economia di mercato questa è la regola. Ma alle Poste c'è di più: dalla stampa locale e nazionale si apprende che la Cisl di categoria ha aperto - non condivisa dai vecchi alleati - una "lotta dura", perché gli accordi di ristrutturazione del settore recapito (portalettere) hanno prodotto un "disastro". Accordi iniziati dal 2004 e "perfezionati" di volta in volta.. sino ad oggi. Sottoscritti dalla stessa Cisl, oltre che da Cgil, Uil, Failp, Sailp, Ugl. Noi, Cobas P.T.Cub, abbiamo contrastato tali progetti, iniziando dall'ottobre 2004 una serie di scioperi, un mese dopo l'altro con la legale interruzione di quindici giorni.
Rsu Rls Cobas Pt-Cub

Oggi raccolta di firme per la moratoria alle basi militari e "spadellata".
Domani volantinaggio dei pacifisti
Camp Ederle 2, week-end di protesta

Vicenza - (e.s.) Che ci fossero tanti modi di manifestare la propria contrarietà al progetto Dal Molin si era capito da tempo, ma un ventaglio di iniziative come quello che caratterizzerà questo fine settimana non si era mai visto. L'obiettivo dichiarato è lo stesso per tutte le anime del fronte del "no", cioè impedire la realizzazione della nuova base americana, ma ecco come i vari movimenti intendono perseguirlo. Si parte oggi, giornata mondiale contro la guerra, con la raccolta di firme per la moratoria che dovrebbe fermare i lavori fino alla convocazione della prossima conferenza sulle servitù militari. «Il fatto che questo governo sia caduto non cambia le cose: a noi interessa fare una sorta di consultazione popolare», spiega il portavoce del Coordinamento dei comitati Giancarlo Albera, che oggi si dividerà tra i vari gazebo presenti in città (Mercato Nuovo, mercato di Villaggio del Sole, contrà Cavour, Coop di via F.lli Bandiera, Piazza Matteotti e Pam di piazzale De Gasperi). La petizione toccherà anche Montecchio Maggiore, Valdagno, Bassano, Schio, Lonigo, Arzignano, Mestre, Marghera, Padova e Verona. Alle 15 la federazione vicentina dell'Rdb-Cub e il Presidio Permanente, aderendo al Patto Permanente contro la guerra, saranno all'ingresso del villaggio residenziale statunitense del Foro Boario (Vicenza Est) per invitare rumorosamente i militari alla diserzione. «Vogliamo far capire agli statunitensi che la loro presenza militare nel nostro territorio non è gradita», hanno ripetuto i rappresentanti del movimento di Rettorgole. Domani sarà il turno del Coordinamento Cristiani per la pace, impegnati nella distribuzione all'uscita delle messe domenicali di 50mila copie del documento "Una resistenza nel segno dell'amore". Secondo gli organizzatori verranno coperte dal volantinaggio almeno ventisei parrocchie del vicariato urbano ed una sessantina di parrocchie e unità pastorali in diocesi.

LIMENA. QUESTA MATTINA SIT IN DI PROTESTA
Lavoratori Fastcoop "lasciati a casa senza giusta causa" davanti alla prefettura
di Marco Aldighieri

Limena - Lasciati a casa senza giusta causa, i lavoratori della Fastcoop di Limena per questa mattina alle 11 hanno organizzato un sit-in davanti alla Prefettura. La cooperativa del consorzio Gesconet che opera all'interno del cantiere della TNT, ieri mattina non ha aperto. Un'autentica sorpresa per i suoi dipendenti, che sono rimasti di fatto senza impiego non ricevendo nessun tipo di spiegazione da parte dei responsabili della Fastcoop. "Tutto questo ha il sapore della ritorsione - ha sentenziato Gianni Boetto sindacalista di Adl (associazione difesa lavoratori, ndr) -, nei confronti di chi da anni si sta battendo contro le cooperative che sfruttano i lavoratori. In realtà siamo venuti a sapere che dentro la Fastcoop, è stato attaccato un comunicato della Cgil che avvisava i lavoratori della chiusura della cooperativa per cambio di appalto. Eppure queste ottanta persone, quasi tutti con famiglia a carico, che prestano servizio per la Fastcoop non ne erano a conoscenza. Ancora una volta - ha proseguito Boetto - la Cgil ha dimostrato di essere parte integrante del meccanismo che tramite le grandi multinazionali come la TNT, sfrutta i lavoratori con le cooperative. Siamo di fronte a gente senza scrupoli che tratta questi lavoratori, per la maggiore parte cittadini stranieri, come dei pacchi. Adesso il futuro per loro è molto incerto, perchè non è detto che la TNT li faccia nuovamente lavorare attraverso un'altra cooperativa. La verità - ha ribadito e terminato Boetto - è che si sta verificando una ritorsione dei tre sindacati federali nei confronti della Adl, che difende i lavoratori delle cooperative. La Cgil ha attaccato un avviso all'interno della Fastcoop, sapendo che in questa cooperativa non ha più di due iscritti. Il tutto è stato studiato a tavolino con l'organizzazione di una serrata. Si è verificato un fatto di una gravità assoluta, che vogliamo comunicare anche al Prefetto. Nei prossimi giorni organizzeremo diverse azioni di protesta, nei riguardi della Fastcoop e della TNT".


26 gennaio 2008 - Corriere della Sera

Sorpresi anche i vertici Atm: in passato i disagi sono stati limitati. L'azienda: un'agitazione ideologica
Tranvieri con i Cobas, Milano si ferma

Massiccia adesione alla protesta dei sindacati di base. Spiazzate Cgil,Cisl e Uil
Nelle previsioni, avrebbero dovuto scioperare solo i sindacati di base. Invece, l'agitazione di ieri ha raccolto l'adesione massiccia dei dipendenti Atm e paralizzato il trasporto pubblico. Spiazzate Cgil, Cisl e Uil e la stessa Atm. Una
débâcle che ha innescato un cortocircuito di polemiche, con il capogruppo di Forza Italia, Giulio Gallera, che attacca il presidente di Atm, Elio Catania.
Nella mattinata non ha funzionato la linea verde del metrò. Interrotte anche la rossa e la gialla. Risultato: traffico impazzito e code per i taxi. La maggioranza in consiglio parla di «disastrosa gestione del personale di Atm». «Un allarmismo incomprensibile», ribatte Ettore Kluzert, direttore della divisione Metropolitana: lo sciopero di ieri è stato «ideologico».

Sorpresa, si ferma anche il metrò. Sotto accusa l'Atm
Gli agenti di stazione aderiscono allo sciopero dei sindacati di base e la città va in tilt. Proteste dei pendolari
di Rita Querzé

Milano - Linea verde out. La rossa in funzione solo tra Palestro-Bisceglie E la gialla da Sondrio a Duomo.
Scioperano i Cobas? I treni della metropolitana passeranno lo stesso. Incrociano le braccia i confederali e l'Orsa? Meglio prendere la macchina (ecopass permettendo). Per gestire al meglio il tempo i milanesi sono diventati persino esperti di sindacato. Ieri, sorpresa: lo sciopero soft dei sindacati di base si è trasformato in una débâcle del trasporto locale. Che ha innescato un cortocircuito di polemiche. A partire da un attacco frontale del capogruppo di Forza Italia in consiglio, Giulio Gallera, al presidente di Atm, Elio Catania.
Nella mattinata di ieri la linea verde non ha funzionato del tutto; la rossa ha garantito il servizio solo tra le fermate Palestro- Bisceglie; la gialla da Sondrio a Duomo. Alle nove del mattino file di gente imbufalita davanti agli ingressi del metrò. Nelle strade più traffico del solito, conseguenza anche della sospensione dell'ecopass: «Chi ieri ha utilizzato l'auto a Milano ha avuto l'impressione di una giornata infernale. Questo dimostra che, da qualche settimana a questa parte, i milanesi si sono abituati ad avere traffico fluido e mezzi di trasporto più veloci », ha osservato l'assessore alla Mobilità di Milano, Edoardo Croci.
Tornando allo sciopero, a spiazzare tutti sono stati gli agenti di stazione della metropolitana.
Mentre i macchinisti del-l'Orsa, alleati con i confederali, si sono presentati al lavoro, gli agenti di stazione (aderenti spesso ai sindacati confederali), si sono accodati allo sciopero di Al Cobas – Cub Trasporti, Sama, Faisa Confail e Fildiai Cildi. Solo nel pomeriggio, dopo che Rsu e azienda hanno firmato un accordo, gli agenti di stazione sono tornati al lavoro.
Ma la miccia della polemica politica era ormai accesa. Il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Giulio Gallera, ha imputato alla «disastrosa gestione del personale di Atm» la responsabilità dei disagi patiti dai milanesi. «È grave — ha attaccato Gallera — che uno sciopero proclamato da sigle marginali e che ha avuto un'adesione non superiore al 20% abbia messo in ginocchio la città con il blocco della metropolitana». Gallera vuole un incontro in Commissione Trasporti con il presidente di Atm, Elio Catania, per chiedergli conto delle politiche di gestione del personale. «Invece di sviluppare progetti napoleonici come la fusione con l'azienda di trasporti di Torino, Atm farebbe bene a mettere mano all'organizzazione interna», ha insistito Gallera. «Nessun processo ad Atm, anche se sulla gestione del personale qualche perplessità rimane», ha rincarato la dose il capogruppo Udc in consiglio comunale, Pasquale Salvatore. Nella polemica si è inserita l'opposizione. «Non si placa nel centrodestra il conflitto con il sindaco. Così si spiega l'attacco di Gallera», interpreta Marilena Adamo, capogruppo del Pd. «Gallera ha ragione nel chiedere un incontro in consiglio con Catania. Soprattutto per conoscere la situazione economico-finanziaria della società, a partire dai crediti verso il Comune». Intanto in azienda le polemiche dei politici sembrano ingiustificate. «Un allarmismo incomprensibile », si sorprende Ettore Kluzert, direttore della divisione Metropolitana. «Lo sciopero dei Cobas ha catalizzato una protesta fisiologica in un'azienda così grande e complessa come Atm — spiega il dirigente —. L'organizzazione delle risposte alle esigenze del personale richiede un tempo tecnico».

Il retroscena La contestata divisione dell'azienda
Uno sciopero che nasce dallo «spezzatino»

Milano - Tutta colpa delle spezzatino. Tra le motivazioni dello sciopero di ieri dei sindacati di base, la protesta contro la creazione di sei lotti territoriali, intorno a Milano, in cui il trasporto pubblico è stato messo a gara. Un processo iniziato anni fa che oggi giunge a compimento.
Su sei lotti, due sono partiti l'anno scorso (a luglio l'area Sud-Est di Milano, a novembre il Nord Milano e Brianza). Il primo gennaio di quest'anno è toccato al Nord Est di Milano. Qui la gara è stata vinta da Net srl, società controllata all'80 per cento da Atm. Il prossimo luglio sarà il turno del lotto territoriale all'Ovest di Milano. Mentre le aree Sud Ovest e Nord Ovest sono bloccate dagli ennesimi ricorsi al tribunale amministrativo mossi da aziende che hanno perso la gara: niente cambierà per tutto il 2008.
«L'avvio delle nuove gestioni del servizio è spesso accompagnato da disagi per gli utenti dell'hinterland », fa notare Angela Alberti dell'Adiconsum della Lombardia. «Se la concorrenza serve a ridurre la frammentazione del settore, ben venga — continua Alberti —. Ma il processo deve andare di pari passo con l'integrazione tariffaria. E la creazione dei un'autority che governi il sistema».
Obiettivi in apparenza ragionevoli, in realtà difficilissimi da raggiungere. Il punto di partenza è una normativa talmente farraginosa che quando, l'autunno scorso, sono state aumentate le tariffe per chi viene dall'hinterland milanese, Provincia e Comune hanno potuto rimpallarsi la decisione degli aumenti senza che fosse possibile attribuire responsabilità chiare.
L'area in cui già oggi è presente un biglietto unico è quella del cosiddetto Sitam (Sistema Integrato Trasporti Area Milanese). Il tutto è gestito da Atm. Il che significa che l'azienda di trasporto milanese incassa gli introiti che provengono dai biglietti. E poi li redistribuisce: tiene in tasca quanto le compete e dà il resto alle altre società che hanno contribuito a portare i passeggeri a destinazione.
Il doppio ruolo di Atm (concorrente nella gestione del servizio e distributore dei ricavi) non piace a molte aziende. Alcune contestano la redistribuzione stessa dei ricavi. Per non far saltare il sistema, Regione e Provincia di Milano sono costrette a ricompensare gli insoddisfatti con qualche centinaio di migliaia di euro l'anno.
Dal canto suo l'assessore ai Trasporti della Provincia chiede il superamento del sistema attuale. «Non possiamo ambire all'Expo se non siamo all'altezza, non dico di Londra e Parigi, ma almeno di Lione e Amsterdam — ragiona Paolo Matteucci —. C'è già una legge regionale che prevede la creazione di un consorzio per la gestione delle risorse che provengono dal trasporto locale nelle aree con integrazione tariffaria. Basta applicarla».(Ri.Que.)

Il direttore del personale
«Accordi già firmati Questa agitazione era ideologica»

Milano - In Atm c'è malcontento. Anche tra i confederali. E soprattutto tra gli agenti di stazione...
«Alt — mette le mani avanti Giuseppe Pinna, direttore del personale Atm —. Questo nodo degli operatori di stazione è già stato sciolto. Mi lasci spiegare».
Prego. «In questo momento l'azienda ha un forte bisogno di potenziare le squadre che controllano i biglietti sui mezzi. Una riorganizzazione necessaria per ridurre il numero di coloro che non pagano il biglietto. E, nello stesso tempo, aumentare la sicurezza di chi viaggia».
E quindi avete trasformato gli agenti di stazione in controllori...
«Guardi che parliamo di 15 persone su 400 agenti di stazione, tanto per rendere l'idea. Abbiamo pensato che anche questi professionisti potessero contribuire alle "squadre interforze" addette al controllo. Un modo per proteggere gli stessi conducenti, spesso oggetto di violenze. Vista la criticità che si è venuta a creare, alle tredici di oggi (ieri per chi legge, ndr.) abbiamo stipulato un accordo che ha incanalato ogni incomprensione nei binari del confronto. Ci incontreremo con il sindacato già il 29».
Per Cub e Cobas le gare nei sei lotti intorno a Milano vanno a peggiorare le condizioni di lavoro dei tranvieri. Che ne dice?
«Difficile parlare di questioni di merito: lo sciopero di ieri era prima di tutto ideologico».
Ci proviamo lo stesso? «Per quanto ci riguarda, alla Net (srl che gestisce il servizio nel lotto Nord Est, controllata all'80 per cento da Atm, ndr.) è già stato firmato un accordo aziendale il 18 gennaio scorso con confederali, Orsa e coordinamento Rsu».
Chi viene da Atm passerà da 36 a 39 ore di lavoro alla settimana.
«Le ore in più saranno pagate. Ed è normale che l'orario sia di 39 ore perché in tutto il servizio extraurbano è così. E poi sia chiaro: abbiamo consentito a chi voleva restare in Atm di non passare alla Net. Dirò di più...».
Prego. «Gli oltre 70 lavoratori che da Atm sono passati a Net avranno uno stipendio più ricco». In cambio di maggiore flessibilità, però. «E' chiaro. Nel servizio extraurbano l'orario unico, per esempio, è insostenibile». E i neoassunti? Avranno lo stesso superminimo garantito da Atm? «Certo. Siccome Net fa capo ad Atm, pur essendo appena nata e avendo solo 140 dipendenti, abbiamo deciso di garantire lo stesso trattamento economico. Anzi, le indennità giornaliere legate alle flessibilità porteranno i giovani a guadagnare di più».(Ri.Que.)


26 gennaio 2008 - L'Unione Sarda

Contratto. Protesta delle agenzie fiscali
di NICOLA PERROTTI

Cagliari - Possibili disagi, nei prossimi giorni, per gli utenti che si recano agli sportelli delle Agenzie delle entrate, del territorio e delle dogane. I dipendenti dei tre enti fiscali, infatti, porteranno avanti iniziative di protesta contro il mancato rinnovo del contratto, la negazione di alcune indennità per la pensione, il taglio dello stipendio nei primi 15 giorni di malattia. Assemblee quotidiane e rigido rispetto degli orari di apertura degli sportelli (iniziative lanciate da Cgil, Cisl, Flp, Rdb, Salfi e Uil) potrebbero infatti rallentare le normali attività degli uffici. Ieri, invece, una rappresentanza dei 1.400 dipendenti di tutta la Sardegna ha manifestato a Cagliari davanti alla sede dell'Agenzia delle entrate, unendosi alla mobilitazione che in questi giorni sta coinvolgendo i lavoratori della categoria di tutte le Regioni.
LA PROTESTA La mobilitazione nasce per rivendicare il nuovo contratto, scaduto da due anni e un mese: i lavoratori chiedono l'adeguamento del trattamento economico per il quadriennio 2006-2009 e lamentano che, in seguito al ritardo, avranno diritto a un'indennità di vacanza contrattuale di appena otto euro lordi al mese. Per concedere aumenti salariali irrisori - lamentano i sindacati - il Governo chiede ai lavoratori di rinunciare a diritti come il part-time, i permessi lavorativi e le altre agevolazioni per i familiari a carico previsti dalla legge 104/92, e di sopportare un peggioramento delle norme disciplinari. Tra le richieste c'è anche il conteggio delle indennità di amministrazione ai fini pensionistici e l'abolizione della decurtazione di un terzo dello stipendio nei primi 15 giorni di malattia. «Finché non avremo risposte su questi punti continueremo a oltranza», ha annunciato il segretario territoriale della Cisl-Fp Giovanni Sainas. «Anche le prossime settimane, infatti, il personale delle agenzie continuerà a protestare con assemblee nei propri uffici», ha quindi aggiunto.
LA MOBILITAZIONE Tra le altre iniziative, inoltre, i lavoratori si rifiuteranno di svolgere le attività esterne senza avere l'anticipo delle spese (e con le proprie auto) e i compiti che non rientrano nelle loro mansioni. Tratteranno una pratica per volta durante il lavoro di front-office elaborandola nei tempi massimi consentiti, osserveranno rigidamente gli orari degli sportelli e chiederanno la rigorosa applicazione della normativa su igiene e sicurezza, compresa la pausa di 15 minuti dopo due ore di lavoro al terminale.


26 gennaio 2008 - Il Mattino di Padova

FULMINE A CIEL SERENO LIMENA
LIMENA. Arrivare sul posto di lavoro per iniziare il proprio turno e trovare invece...
di CRISTINA SALVATO

LIMENA - Arrivare sul posto di lavoro per iniziare il proprio turno e trovare invece i cancelli chiusi con i lucchetti e una lettera che dice che il rapporto lavorativo è finito. Questo è successo ieri a ottanta dipendenti della Fast Coop, che lavorano nel magazzino della Tnt e che da lunedì saranno a casa.
«Questi lavoratori stanno subendo una rappresaglia per aver rivendicato i propri diritti - dichiara Gianni Boetto, rappresentante dell’Adl Cobas - Hanno ottenuto il riconoscimento di più elementari diritti dei lavoratori, come la busta paga regolare e gli scatti di anzianità, ed ecco allora che la cooperativa li lascia a casa tutti». A giugno i lavoratori avevano cominciato a reclamare i loro diritti, incrociando le braccia e dimostrando di fronte ai cancelli. Chiedevano una busta paga vera, perché con quella che era fornita loro non riuscivano nemmeno ad andare a comprare i mobili a rate: mancavano le giuste ore di lavoro, le ferie e gli scatti di anzianità. Nel magazzino non c’era poi una mensa dove pranzare, tanto che erano costretti a mangiare un panino in piedi nel parcheggio all’aperto. Dopo trattative e scioperi, alla fine di novembre avevano ottenuto una vera busta paga, l’anzianità e i ticket restaurant per andare a mangiare nei locali convenzionati.
Adesso un vero fulmine a ciel sereno. La Fast Coop comunica ai lavoratori che da lunedì resteranno senza lavoro. Afferma che è cessato l’appalto di servizi presso Tnt Global Express di Limena. Sembra però che sia stata proprio la cooperativa a concludere tale rapporto, abbandonando al loro destino i lavoratori senza preavviso, ma creando problemi anche a TNT, che è rimasta senza operatori nel suo magazzino.
Da Torino, infatti, la Tnt Express Italy, tiene a precisare di essere stata danneggiata da tale situazione. «Tnt è parte lesa e prende atto della disdetta ricevuta dal fornitore Fast Coop - scrive in un comunicato - Tnt opera per tutelare il suo business e quello dei propri clienti e, in quest’ottica, è una prerogativa dell’azienda l’individuazione di un nuovo fornitore, anche e soprattutto nel caso in cui permanga il rischio di disservizi causati alla clientela da terzi. Tnt è estranea ai problemi tra la succitata cooperativa ed i suoi dipendenti». Stamani i lavoratori saranno in Prefettura per sensibilizzare i padovani, ma soprattutto per cercare di parlare con il prefetto.


26 gennaio 2008 - Il Padova

Logistica
Tnt chiude il contratto, senza lavoro 80 persone

Limena - «Siamo spiacenti ma il contratto in essere con Tnt è cessato, vedremo come reintegrare gli 80 lavoratori della cooperativa». Con questa lettera ai dipendenti Fastcoop, cooperativa di logistica che lavora per la Tnt di Limena, ha avvisato i suoi dipendenti che, da ieri, l'attività è sospesa. I dipendenti che si sono recati ieri al lavoro hanno trovato l'azienda chiusa e un cartello sul cancello che si scusava con i clienti. La sorpresa è stata provocata, secondo Fastcoop, da un cambio dell'appalto stipulato con ?nt. Oggi i lavoratori saranno davanti alla prefettura di padova prefettura per un sit-in di sensibilizzazione sulla loro realtà, con l'intenzione di ottenere un incontro con il prefetto o il suo vice, già informati a mezzo lettera della situazione. «Si tratta di una rappresaglia contro chi osa mettere in discussione i sindacati di base» afferma Gianni Boetto di Adl Cobas, il sindacato cui è iscritta la maggior parte degli operatori della logistica in Fastcoop. «Questo perché abbiamo cercato di instaurare una trattativa per ottenere il riconoscimento dei diritti minimi dei lavoratori» spiega Boetto. All'interno dell'azienda intanto la Cgil ha affisso un avviso per invitare tutti i lavoratori a un incontro, fissato per stamattina, nella sede del sindacato in via Longhin. Iniziativa che Boetto definisce «un affronto alla dignità delle persone».(SIL.FA.)


26 gennaio 2008 - La Città di Salerno

SANITA’. Arrivano gli infermieri
Quaranta assunti subito negli ospedali
di Angela Sabetta

Vallo della Lucania - Partono le raccomandate per i primi quaranta infermieri che saranno impiegati nei vari presidi ospedalieri. Gli infermieri sono stati reclutati dall’Asl Sa3 di Vallo della Lucania attraverso un avviso di mobilitá regionale ed extraregionale. Nella serata di giovedì sono state affisse le graduatorie. Altre venti unitá dovrebbero essere assunte dall’azienda entro il mese di giugno. Sostituiranno il personale andato in pensione nell’ultimo anno. Parzialmente soddisfatti i sindacati Fsi, Rdb e Fials che, per discutere della carenza di personale, ieri mattina hanno promosso un’assemblea generale di tutti i lavoratori dell’Asl 3, tenutasi nell’aula magna dell’ospedale di Vallo della Lucania. «Per l’assunzione delle unitá infermieristiche, siamo parzialmente soddisfatti - evidenzia il segretario provinciale Fsi Rolando Scotillo - Stiamo aspettando ancora le convocazioni per la firma del contratto decentrato integrativo e per le diverse attivitá di contrattazione. Ma poiché non abbiamo ancora avuto delle risposte, continuiamo con lo stato di agitazione». Lo stato di agitazione è stato promosso da Fsi e Rdb una decina di giorni fa. Le organizzazioni sindacali avevano chiesto un’accelerazione della procedura per evitare disagi, che potrebbero scaturire dalla carenza ormai cronica del personale infermieristico nei presidi ospedalieri. La carenza riguarda anche il personale tecnico di radiologia e di laboratorio. L’Asl 3 aveva effettuato la selezione esaminando le circa 300 richieste di mobilitá regionale ed extra regionale. La selezione era stata completata giá da ottobre, ma fino ad ieri non erano state ancora elaborate le graduatorie, dalle quali attingere per la distribuzione del personale nei vari ospedali dell’azienda. Il direttore generale Saracino giovedì ha promosso un incontro con tutti i direttori sanitari ed infermieristici dei cinque presidi ospedalieri, ai quali ha chiesto di quantificare numericamente la carenza di personale nei diversi ospedali. In base ai dati forniti dai dirigenti ospedalieri, a Vallo si registra la carenza di 30 infermieri, a Polla di 20 unitá, a Sapri, Roccadaspide e Agropoli di 15 per ogni presidio. Per le altre figure tecniche a Vallo si registra la carenza di 3 tecnici di laboratorio di analisi, 2 centralinisti, 1 tecnico di radiologia; a Sapri, di 3 tecnici di radiologia, 2 autisti, 1 centralinista; a Polla, di 2 tecnici di neurofisiopatologia, 2 tecnici radiologia, 2 autisti, 1 ostetrica; a Roccadaspide, di 3 tecnici di laboratorio; ad Agropoli di 3 tecnici di radiologia e 3 autisti.


26 gennaio 2008 - La Repubblica

Sciopero, traffico nel caos Atm finisce sotto accusa
Forza Italia: "Personale gestito male" Con l´Ecopass sospeso il centro è stato preso d´assalto I Cobas protestano contro "aumenti di orari e decisioni punitive" L´astensione degli autonomi ha mandato in tilt il metrò e ridotto del 30% i mezzi di superficie
di LUIGI BOLOGNINI

Milano - Sciopero dei mezzi pubblici e la città impazzisce di traffico: il ponte della Ghisolfa una fila unica, piazzale Loreto bloccato. Non è una novità, certo. La novità è che ci si aspettavano pochi disagi, visto che a protestare non erano i confederali, ma tre sindacati di base, Al Cobas-Cub Trasporti, Idiai-Cildi e Sama-Faisa-Conf. ail, con un numero non alto di iscritti. Ma la metropolitana è andata in tilt: nella prima fascia oraria dell´agitazione (8.45-15) è stata chiusa la linea 2, e il servizio è stato ridotto tra le stazioni Bisceglie e Palestro nella 1 e tra Maciachini e Duomo nella 3. Minori disagi, dopo un incontro tra Atm e Cobas che ha rasserenato il clima, nel secondo turno di protesta (18-fine servizio): il metrò ha funzionato senza interruzioni, anche se con qualche disagio sulla linea rossa. A questo vanno aggiunti i problemi dei mezzi di superficie, dove secondo i sindacati alla mattina ha scioperato il 35% dei mezzi e secondo Atm il 16%, dato che la stessa azienda fa salire al 30% nella fascia serale. Morale, traffico in tilt anche perché in centro si poteva circolare gratis: il Comune è stato obbligato a sospendere l´Ecopass per tutta la giornata di ieri, e lo stesso ha fatto la Regione per il blocco dei motori Euro 0 ed Euro 1. «Il traffico è aumentato del 9% - commenta l´assessore alla Mobilità, Edoardo Croci - una conferma indiretta della bontà dell´Ecopass».
Alla base della protesta lo smembramento in varie società dell´Atm, «le gare d´appalto che servono solo a colpire i diritti e i salari, l´aumento dell´orario di lavoro per gli operai, forme di repressione, liste di proscrizione con trasferimento punitivo dei lavoratori e destituzioni di colleghi con provvedimenti disciplinari», dicono i Cobas.
E protesta con Atm anche il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Giulio Gallera: «È molto grave che uno sciopero proclamato da una sigla marginale abbia messo in ginocchio la città. Il presidente Elio Catania venga in Commissione Trasporti a spiegare, invece di pensare in grande, con idee napoleoniche come la fusione con l´azienda di trasporti di Torino. Atm farebbe bene a mettere mano alla propria disastrosa gestione del personale. Mancava gente nelle stazioni del metrò, eppure Atm nell´ultimo anno ha assunto sei dirigenti e 36 funzionari». Frasi che suscitano dibattito. Atm non parla ufficialmente («Il terreno di confronto sono le relazioni industriali non i giornali») ma fa sapere di avere fatto il massimo possibile, data un´adesione più alta del previsto allo sciopero in metrò. La capogruppo del Pd, Marilena Adamo, annota: «Non si placa nel centrodestra il conflitto con il sindaco. Anche oggi il capogruppo di Forza Italia attacca uno dei manager voluti da Moratti. Ma Catania venga a spiegarci come sta agendo». Che nella maggioranza ci siano pensieri diversi lo conferma l´Udc: «Nessun processo ad Atm anche se sulla gestione del personale qualche perplessità politica rimane. Possono esserci stati disagi, ma non credo che si debba generalizzare», dice Pasquale Salvatore. Sullo sfondo ci sono anche gli attesi rinnovi di Atm Esercizi e della dirigenza di Atm stessa.


26 gennaio 2008 - Il Giorno

METRÒ A SINGHIOZZO E POCHI MEZZI DI SUPERFICIE IN CIRCOLAZIONE
Lo sciopero «minore» mette in crisi la città
Sbagliati i calcoli di chi annunciava disagi limitati: su tram e bus l’adesione è stata del 35 per cento
di STEFANIA CONSENTI

MILANO — ALTRO CHE «SCIOPERO minore», quello proclamato dai Cobas. Chi si aspettava un venerdì dei trasporti meno nero del solito, con disagi limitati solo per bus e tram, e le telecamere dell’Ecopass spente per l’occasione, è rimasto sorpreso. Perché a dispetto di ogni previsione, «comprese quelle sbagliate della dirigenza di Atm che non ha informato adeguatamente i cittadini», stigmatizza il sindacato, la metropolitana ha funzionato poco e a singhiozzo. Chiusa completamente, ieri nella prima fascia di sciopero, la linea verde, la linea rossa ha garantito il servizio solo tra le fermate Palestro-Bisceglie e la linea gialla ha funzionato da Sondrio a Duomo.
È ANDATA UN POCHINO meglio nella seconda fascia di sciopero, dalle 18 al termine del servizio, con le due linee della metropolitana regolari (2 e 3) e qualche disagio sulla linea 1. Ma tant’è, i milanesi hanno protestato eccome: in pochi sapevano dello sciopero locale proclamato dai sindacati di base, Al Cobas-Cub Trasporti, Idiai-Cildi e Sama-Faisa-Conf.ail. E tanti, in realtà, hanno fatto confusione con l’astensione proclamata per il 28 che invece è stata revocata. Secondo i dati diffusi dai sindacati, l’adesione è stata del 35% circa dei mezzi di superficie e «molto alta» in metropolitana. L'Atm, di contro, ha confermato i disservizi in metrò («Ma l’informazione c’è stata») mentre l’adesione in superficie è stata del 16%, con «otto mezzi su dieci in circolazione». Gongola Claudio Signore, coordinatore di Al-Cobas: «Abbiamo conquistato tanti simpatizzanti, non iscritti, fra i lavoratori della metropolitana. Probabilmente non si sentono tutelati dal loro sindacato di riferimento che è l’Orsa». Il motivo dello sciopero? Il mancato rinnovo del contratto integrativo, scaduto da 12 anni e, dice Signore, «la societarizzazione che sta creando disparità contrattuali fra i lavoratori. I cento lavoratori passati al Net (Nord-est trasporti) sono passati dalle 36 alle 39 ore lavorative. E ci sono altri 100 lavoratori pronti a finire in un’altra società ad hoc, sempre controllata da Atm». I sindacati, denunciano «la scarsa informazione data ai milanesi riguardo la protesta», un fatto «molto grave», protesta Signore. «Noi da mesi cerchiamo un confronto sindacale con Atm che ci viene negato». E critiche, ieri, sono giunte dagli ambienti politici. Il capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale di Milano, Giulio Gallera, ha criticato la «disastrosa gestione del personale di Atm» a cui ha imputato la responsabilità dei disagi patiti dai milanesi per lo sciopero dei mezzi pubblici proclamato dai sindacati di base Cobas-Cub.«È molto grave - ha fatto notare Gallera - che uno sciopero proclamato da una sigla marginale e che ha avuto un’adesione non superiore al 20% abbia messo in ginocchio la città con il blocco di una linea metropolitana». Gallera ha fatto sapere che chiederà un incontro, in Commissione Trasporti, con il presidente di Atm, Elio Catania, perché renda conto ai consiglieri comunali delle recenti politiche di gestione del personale. «Invece di pensare in grande, con idee napoleoniche come la fusione con l’azienda di trasporti di Torino - ha concluso Gallera - Atm farebbe bene a mettere mano alla propria disastrosa gestione del personale». Pronta la replica del capogruppo Udc in consiglio comunale, Pasquale Salvatore che invita a non generalizzare: «Nessun processo ad Atm anche se sulla gestione del personale qualche perplessità politica rimane e meriterebbe un approfondimento».


26 gennaio 2008 - La Stampa

Il trasporto pubblico arranca. La pulizia della città, dopo i fasti olimpici, perde colpi

Torino - Sono alcune delle note dolenti segnalate dai torinesi sul fronte dei servizi pubblici locali, la cartina di tornasole per misurare l’efficienza del sistema e le ricadute sulla qualità della vita. La pagella è contenuta nel sondaggio realizzato dall’Osservatorio del Nord-Ovest tra settembre e ottobre 2007 su un campione di 4 mila individui, oltre 2500 nel solo Nord-Ovest. Ieri la presentazione in Comune - presente il vicesindaco Dealessandri, l’assessore Marta Levi, Luisa Debernardi e Tania Parisi, che hanno curato l’inchiesta - e le prime valutazioni. Se in testa alla classifica dei problemi che l’amministrazione locale deve affrontare svettano l’aumento del costo della vita, la criminalità e la qualità dei servizi sociali, i dati - ripartiti su scala nazionale, regionale, provinciale, metropolitana e torinese - diventano più articolati quando la lente dell’Osservatorio restringe il campo. La viabilità e i trasporti pubblici occupano il secondo posto delle priorità: dopo la sicurezza, prima dei servizi socio-sanitari e dell’istruzione.
Infine la valutazione dei 16 servizi pubblici considerati dal rapporto: mediamente soddisfacenti nel loro insieme, oggetto di voti più o meno entusiasmanti quando si analizzano i singoli punteggi. Quello dei trasporti pubblici urbani si attesta su uno striminzito 5,6 (5,8 in Provincia, 5,9 nell’area metropolitana). A Torino «l’igiene urbana», cioè la pulizia della città, non supera il 5,8 (5,9 in Provincia, 5,7 nell’area metropolitana). Performance deludente, condivisa con altre due voci che però sono meno circostanziate: «ordine pubblico» (5,7 a Torino, 5,9 in Provincia e area metropolitana) e «vigilanza sull’inquinamento ambientale (5,6 nei tre casi). La manutenzione del suolo e il verde pubblico si difendono in città (6,1) mentre nel Torinese scendono al 5,9. Il giudizio migliore se lo aggiudicano i «servizi di rete»: acqua potabile (8,0), gas (7,9), energia elettrica (7,7). Scuole materne, centri di attività diurna, asili nido, scuole dell’obbligo, anagrafe e ospedali oscillano tra il 6,3 e il 6,8. Scarsa la performance dei centri per l’impiego (5,4).
Resta da valutare l’affanno del trasporto pubblico e della pulizia della città, due servizi sui quali si esercitano quotidianamente l’occhio e la pazienza delle persone. La performance non stupisce i sindacati, sull’uno e sull’altro fronte. Luigi Minghetti (Cgil-Fit), Tullio Gazzero (Cisl-Gtt) e Leonardo Locci (Rdb-Gtt) sono unanimi nell’attribuire il giudizio a problemi ormai cronici: puntualità, frequenza dei passaggi e fermi in linea (in una giornata tipo, dato Gtt, sono in media 100 su 14 mila corse). Tre deficit che rimandano all’anzianità dei mezzi e alla poca manutenzione (a sua volta figlia della scarsità di organici), moltiplicando le difficoltà di un servizio messo sotto pressione da problemi oggettivi: l’aumento del traffico privato, il valzer dei cantieri, i finanziamenti non proporzionali agli investimenti necessari.
Nulla di nuovo sotto il sole, stando ai sindacati del trasporto pubblico. Anche quelli chiamati a esprimersi sulla pulizia e quindi sull’immagine della città scuotono la testa. Gianfranco Rivera (Fiadel) e Giuseppe Nero (Cisl) individuano il nodo alla voce «netturbini», cioè spazzamento. Stando ai dloro dati, il numero dei prepensionamenti, dei pensionamenti fisiologici e dei contratti a termine non rinnovati ha «alleggerito» l’organico dei netturbini - alle prese con 500 zone da tenere pulite -, mandando il servizio in sofferenza. La raccolta differenziata ci mette del suo, se è vero che gli operatori ecologici muniti di «patente C» fanno la coda per mettersi in graduatoria e passare alla guida dei mini-compattatori. Tutti hanno le loro buone ragioni per spiegare i motivi di prestazioni non propri brillanti. Compresi i cittadini, che pagando il servizio si aspettano i risultati.


26 gennaio 2008 - La Provincia Pavese

MILANO, COBAS MEZZI PUBBLICI
DISAGI PER LO SCIOPERO

Milano - Disagi per chi usa i mezzi pubblici, con conseguenti proteste dei cittadini, si sono verificati ieri a Milano per lo sciopero proclamato dai sindacati di base Al Cobas-Cub Trasporti, Idiai-Cildi e Sama-Faisa-Conf.ail. L’astensione si è svolta in due momenti della giornata: dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 a fine turno. Secondo i dati diffusi dai sindacati, l’adesione è stata del 35% circa dei mezzi di superficie e «molto alta» in metropolitana.


26 gennaio 2008 - La Nazione

Pistoia. LA CGIL REPLICA ALLA CISL...

Pistoia - LA CGIL REPLICA ALLA CISL a proposito della vertenza sanità, su cui la stessa Cisl sè è dissociata. «La segretaria della Cisl di Pistoia, interviene sulla vertenza sanità con parole che ripete dal giorno del suo insediamento: la Cisl è un sindacato che propone e nel merito elenca tutti i mali che sono al centro del presidio simbolico promosso dalla Cgil. Ci permettiamo di osservare che le proposte si fanno ai tavoli negoziali, dove i rappresentanti della sua organizzazione non brillano per autonoma capacità di elaborazione, ma questo è un giudizio politico e ce ne rendiamo conto».
«INFINE una domanda tutta sindacale: è la nuova linea della Cisl quella che fa sì che in sanità si sia creato un asse anche con riunioni riservate che tagliano fuori la nostra organizzazione e che vedono Cisl, Uil, Ugl, sindacato autonomo fare asse contro la Cgil; al comune di Pistoia la Cisl fa votare, con scarsa fortuna, al momento della elezione del coordinatore della rsu il rappresentante delle rdb contrapposto a quello della Cgil; in precedenza al Copit sottoscrivere, manifesti e volantini e documenti programmatici insieme ai Cobas sempre contro la Cgil? E’ questa la nuova linea "confederale" di una grande, solida organizzazione, caratterizzatasi anche negli anni più recenti per una tradizione di grande unità? Certo, in Funzione Pubblica questi atti non saranno privi di conseguenze».


25 gennaio 2008 - Dire

SANITA'. RDB: LUNEDI' SCIOPERO A POLICLINICO DI TOR VERGATA
SI FERMANO LAVORATORI IN APPALTO DELLA ARCOBALENO SRL

(DIRE) Roma, 25 gen. - Lunedi' 28 gennaio sciopereranno per l'intera giornata (dalle 7 del 28 alle 7 del 29) gli operatori socio sanitari dipendenti in appalto della Arcobaleno Srl presso il Policlinico di Tor Vergata. La protesta, indetta dalle Rdb-Cub, "coinvolge circa 280 lavoratori inquadrati come operai pulitori, mentre svolgono da anni mansioni socio sanitarie operando sui pazienti del Servizio sanitario, senza tutele e garanzie e con una retribuzione media lorda di circa 6,50 euro l'ora contro i circa 18 erogati alla societa' dalla Regione Lazio". Le Rdb-Cub "chiedono il riconoscimento del diritto ad un contratto adeguato alle mansioni realmente svolte (e dunque non quello di multiservizi) e di un percorso certo di reinternalizzazione del servizio e dei lavoratori che lo svolgono ormai da anni". Le Rdb-Cub ribadiscono inoltre la richiesta "di un intervento urgente da parte delle autorita' regionali, teso a garantire il posto di lavoro a fronte dei licenziamenti in corso". I lavoratori appaltati dell'Arcobaleno Srl "si scusano per gli eventuali disservizi provocati dalla loro giornata di lotta, e chiedono la solidarieta' dei cittadini e degli utenti i quali, secondo i lavoratori, hanno diritto di sapere se chi presta il servizio e' un operaio pulitore od un operatore con la giusta specializzazione e la relativa giusta paga". I lavoratori, con le Rdb-Cub, chiedono che la Regione Lazio "abbandoni la vecchia logica degli appalti milionari ai privati in tutti gli ospedali regionali, soprattutto in un momento in cui sia ai cittadini che ai lavoratori vengono chiesti sacrifici per il piano di rientro dal deficit sanitario".


25 gennaio 2008 - Omniroma

SANITÀ/ CUB: «SCIOPERO OPERATORI TOR VERGATA IN APPALTO»

(OMNIROMA) Roma, 25 gen - «Lunedì 28 gennaio sciopereranno per l'intera giornata (dalle ore 7.00 del 28 alle ore 7.00 del 29) gli operatori socio sanitari dipendenti in appalto della Arcobaleno srl presso il Policlinico di Tor Vergata». Lo comunica Rdb-Cub. «La protesta indetta dalle RdB-CUB - continua la nota - coinvolge circa 280 lavoratori inquadrati come operai pulitori, mentre svolgono da anni mansioni socio sanitarie operando sui pazienti del servizio sanitario, senza tutele e garanzie e con una retribuzione media lorda di circa 6,50 euro l'ora contro i circa 18 erogati alla società dalla Regione Lazio». Le RdB-CUB «chiedono il riconoscimento del diritto ad un contratto adeguato alle mansioni realmente svolte (e dunque non quello di multiservizi) e di un percorso certo di reinternalizzazione del servizio e dei lavoratori che lo svolgono ormai da anni». Le RdB-CUB «ribadiscono inoltre la richiesta di un intervento urgente da parte delle autorità regionali, teso a garantire il posto di lavoro a fronte dei licenziamenti in corso. I lavoratori appaltati dell'Arcobaleno srl si scusano per gli eventuali disservizi provocati dalla loro giornata di lotta, e chiedono la solidarietà dei cittadini e degli utenti i quali, secondo i lavoratori, hanno diritto di sapere se chi presta il servizio è un operaio pulitore od un operatore con la giusta specializzazione - e la relativa giusta paga». «I lavoratori, con le RdB-CUB, chiedono che la Regione Lazio abbandoni la vecchia logica degli appalti milionari ai privati in tutti gli ospedali regionali, soprattutto in un momento in cui sia ai cittadini che ai lavoratori vengono chiesti sacrifici per il piano di rientro dal deficit sanitario», conclude la nota.


25 gennaio 2008 - Ansa

SANITÀ: LAZIO, DA FEBBRAIO D'INNOCENZO DIRIGERÀ 118
SUCCEDE A SALAZAR, NEL CURRICULUM S.ANNA TORINO E BAMBINO GESÙ

(ANSA) - ROMA, 25 GEN - Dal 1 febbraio il direttore generale dell'Ares 118 sarà Marinella D'Innocenzo. La conferma, arrivata per bocca dell'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Augusto Battaglia, mette la parola fine ad un periodo di «vacatio» ai vertici dell'azienda regionale del Lazio per l' emergenza sanitaria. L'Ares era senza direttore generale da dicembre quando l'ex dg, Vitaliano De Salzar, è stato nominato dalla Giunta regionale alla guida del Policlinico Sant'Andrea di Roma. Due mesi difficili quelli affrontati dall'Azienda, nei quali non sono mancate polemiche, anche aspre, da parte delle organizzazioni sindacali, ma anche dagli stessi direttori delle Centrali operative che nelle scorse settimane hanno chiesto un incontro urgente con l'assessore Battaglia, «per fare chiarezza sullo stato dell'azienda». I direttori, nella missiva inviata all'assessore, hanno riaffermato «i grandi risultati ottenuti nonostante i ridotti finanziamenti e la grave e persistente scarsità di risorse umane». Ed è proprio la carenza di risorse che le Rdb hanno denunciato di recente affermando che «l'autoparco del servizio per l'emergenza sanitaria di Roma e provincia non ha più ambulanze a disposizione per le sostituzioni, con la conseguenza che qualsiasi mezzo in avaria non può essere cambiato e l' ambulanza deve interrompere il servizio. Una situazione creatasi perchè l'Azienda non paga le riparazioni da oltre un anno alle officine in convenzione». L'allarme è parzialmente rientrato perchè il 16 gennaio scorso sono stati effettuati i pagamenti che erano fermi dall'agosto 2007. Spetterà, dunque, a D'Innocenzo, ex manager dell'ospedale Sant'Anna-Regina Margherita di Torino ed ex responsabile del servizio infermieristico dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, mettere ordine in un'azienda che nonostante le difficoltà è riuscita a divenire una delle eccellenze del sistema sanitario regionale tanto da ricevere nel 2007 dall'Eurispes un prestigioso riconoscimento.

TRASPORTI: SCIOPERO MEZZI PUBBLICI, DISAGI A MILANO

(ANSA) - MILANO, 25 GEN - Disagi per chi usa i mezzi pubblici, con conseguenti proteste dei cittadini, si sono verificati oggi a Milano per lo sciopero proclamato dai sindacati di base Al Cobas-Cub Trasporti, Idiai-Cildi e Sama-Faisa-Conf.ail. L'astensione si è svolta in due momenti della giornata: dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 a fine turno. Secondo i dati diffusi dai sindacati, l'adesione è stata del 35% circa dei mezzi di superficie e «molto alta» in metropolitana. In metrò la linea 2 (verde) non ha funzionato del tutto, mentre la linea 1 (rossa) ha garantito il servizio solo tra le fermate Palestro-Bisceglie e la linea 3 (gialla) da Sondrio a Duomo. L'Atm, l'Azienda trasporti, conferma i disservizi in metrò mentre parla di 84% dei mezzi in circolazione sulle linee di superficie. Comunque organizzazioni dei lavoratori e società aspettano la seconda parte dello sciopero per diffondere i dati conclusivi dello sciopero. I sindacati, che denunciano «la scarsa informazione data ai milanesi riguardo la protesta», hanno proclamato il blocco del lavoro contro la 'societarizzazionè e le gare d'appalto dell'Atm che «servono solo a colpire i diritti e i salari» e l'aumento dell'orario di lavoro per gli operai. Inoltre denunciano «forme di repressione, liste di proscrizione con trasferimento punitivo dei lavoratori e destituzioni di colleghi con provvedimenti disciplinari».

TRASPORTI: SCIOPERO COBAS-CUB A MILANO, GALLERA CRITICA ATM

(ANSA) - MILANO, 25 GEN - Il capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale di Milano, Giulio Gallera, ha criticato oggi la «disastrosa gestione del personale di Atm» a cui ha imputato la responsabilità dei disagi patiti dai milanesi per lo sciopero dei mezzi pubblici proclamato dai sindacati di base Cobas-Cub. «È molto grave - ha affermato Gallera - che uno sciopero proclamato da una sigla marginale e che ha avuto un'adesione non superiore al 20% abbia messo in ginocchio la città con il blocco di una linea metropolitana». Gallera ha quindi annunciato che chiederà un incontro in Commissione Trasporti con il presidente di Atm, Elio Catania, perchè renda conto ai consiglieri comunali delle recenti politiche di gestione del personale. «Invece di pensare in grande, con idee napoleoniche come la fusione con l'azienda di trasporti di Torino - ha aggiunto Gallera - Atm farebbe bene a mettere mano alla propria disastrosa gestione del personale». Per il capogruppo azzurro il blocco di oggi della linea metropolitana 2 è stato causato dalla carenza del numero di agenti di stazione. «Eppure Atm - ha affermato Gallera - nell'ultimo anno ha assunto sei dirigenti e 36 funzionari. Una città non può essere messa in ginocchio dall'incapacità aziendale».


25 gennaio 2008 - Apcom

TESORO/VIA LIBERA A RIFORMA, 80 SEDI IN MENO E TAGLIO DIPENDENTI
Risparmi per 82 mln. Nasce 'Polo finanze'. Sindacati critici

Roma, 25 gen. (Apcom) - Parte la riforma del Tesoro. Dopo il parere positivo del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari competenti, oggi il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al regolamento per la riorganizzazione del ministero, fortemente voluto da Tommaso Padoa-Schioppa, che prevede la chiusura entro due anni di 80 sedi territoriali, un taglio di 87 dirigenti e una riduzione del 10% delle dotazioni organiche del personale non dirigente e del 15% per quello di supporto. Nasce anche il cosiddetto 'polo fiscale', un nuovo Dipartimento delle Finanze con un comitato permanente per l'indirizzo e il coordinamento della fiscalità. Una riorganizzazione che dovrebbe portare a regime circa 82 milioni di risparmi. Fortemente critici i sindacati sin dal varo del progetto con la Finanziaria dello scorso anno. Ritengono che porterà risparmi irrisori al bilancio dello Stato e penalizzerà utenza e dipendenti. Anche il taglio del personale dirigente e delle consulenze viene considerato sostanzialmente "una farsa". Tuttavia per l'incertezza politica in atto i sindacati hanno deciso di sospendere il presidio di lotta indetto dalla RdB/CUB direzione nazionale di pubblico impiego per oggi di fronte alla Camera dei deputati. Il regolamento prevede la riorganizzazione del ministero in quattro dipartimenti: Tesoro, Ragioneria generale dello Stato, Finanze e Amministrazione generale, personale e servizi. Nasce anche un Comitato permanente per il coordinamento delle attività in materia di finanza pubblica presieduto dal ministro e si prevede l'istituzionalizzazione della Commissione tecnica per la Finanza pubblica. Vengono costituiti anche i Comitati interdipartimentali per l'informazione delle materia di interesse comune di diversi dipartimenti. Il 'polo fiscale' sarà presieduto dal ministro o dal viceministro delegato per la materia tributaria e fiscale, se nominato, ed è composto in via permanente dal direttore generale delle Finanze che lo presiede in assenza del ministro o del viceministro. Per quanto riguarda la chiusura delle 80 sedi, nella relazione illustrativa allo schema di Dpr, viene precisato che "in considerazione della volontà di limitare al massimo i disagi per il personale" si prevede "la riduzione di 40 uffici provinciali per ciascuna delle due strutture territoriali (Ragionerie e Direzioni provinciali) in due fasi: la prima, con la chiusura dei primi 20 uffici provinciali nell'arco dei dodici mesi successivi all'emanazione del decreto di individuazione e la contestuale trasformazione degli altri 20 in presidi territoriali a livello non dirigenziale; la seconda con la chiusura dei presidi territoriali rimasti nei successivi 12 mesi". La relazione sottolinea anche che "le specifiche sedi da chiudere sono oggetto di ulteriori approfondimenti" e che vi sarà quindi "tutto il tempo per un confronto con le organizzazioni sindacali". I dipendenti coinvolti potranno continuare ad esercitare la propria attività presso la nuova sede.


25 gennaio 2008 - Agi

AGENZIE FISCALI: SIT-IN A CAGLIARI PER RINNOVO CONTRATTO

(AGI) - Cagliari, 25 gen. - Proseguira' anche nelle prossime settimane, con inevitabili disagi per l'utenza, la protesta dei lavoratori delle Agenzie delle Entrate del territorio e delle dogane contro il mancato rinnovo del contratto scaduto il 31 gennaio 2006. A Cagliari la mobilitazione, indetta gia' da due settimane anche a livello nazionale, da Cgil, Cisl e Uil, Rdb, Flp e Salfi, e' culminata stamane con un sit-in di un centinaio di dipendenti davanti alla Direzione Regionale delle Entrate, in Via Baccaredda. Lo stato di agitazione pero' continuera' fino allo sblocco della vertenza perche' le organizzazioni sindacali organizzeranno tutti i giorni, in orario di sportello, assemblee a singhiozzo nei vari uffici per richiamare l'attenzione, anche dell'opinione pubblica, sul disagio del comparto che, in Sardegna, conta circa un migliaio di lavoratori. "Mentre per gli altri settori del pubblico impiego i contratti sono stati chiusi - ha detto Giovanni Sainas, segretario territoriale della Funzione Pubblica-Cisl - nelle Agenzie fiscali la chiusura del contratto e' stata condizionata dal Governo alla rinuncia di nostri diritti quali part-time, legge 104 e inasprimento delle norme disciplinari". Alle istanze portate avanti a livello nazionale, si aggiungono nell'isola le richieste dei sindacalisti che invitano i dipendenti ad astenersi dalle attivita' esterne in mancanza dell'anticipo della missione oltre al rifiuto dell'utilizzo del mezzo proprio. Negli uffici delle tre Agenzie, inoltre, saranno distribuiti agli utenti comunicati di protesta e, in particolare, per i lavoratori che svolgono compiti di front-office, non sara' trattata piu' di una pratica per utente, con anche un rigido rispetto degli orari degli sportelli al pubblico previsti dai singoli accordi di posto di lavoro.


25 gennaio 2008 - Affari Italiani

Atm/ Vasta adesione a sciopero sindacati di base: chiuse la linea 2 della metropolitana

Milano - Linea 2 della metropolitana chiusa per effetto dello sciopero dei mezzi dei sindacati di base in corso dalle 8.45. Secondo quanto riferisce Atm, la linea 3 funziona tra Maciachini e Duomo in entrambe le direzioni, la 1 tra Bisceglie e Palestro. Il servizio tornerà regolare dalle 15, dalle 18 e fino al termine del servizio, è in programma la seconda fase dell'agitazione sindacale.


25 gennaio 2008 - Asca

CROTONE/COMUNE: INCONTRO PER AZIENDA SPECIALE PUBBLICI SERVIZI

(ASCA) - Crotone, 25 gen - Si e' tenuta, nella sede dell'Azienda Speciale Pubblici Servizi di Crotone, un incontro, promosso dal Sindaco del Comune di Crotone, Peppino Vallone, al quale hanno partecipato il Presidente dell'azienda speciale pubblici servizi, Domenico Sperli', il Direttore Giovanni Pugliese, i Segretari Provinciali Confederali e le rappresentanze sindacali aziendali di categoria CGIL, UIL e CISL e le segreterie provinciali FLAICA CUB e CISAL con le rispettive segreterie aziendali. Durante l'incontro il Sindaco ha illustrato l'iter procedurale di trasformazione della attuale Azienda Speciale Pubblici Servizi di Crotone in S.pA, dando informativa sulle possibili linee di sviluppo della stessa prima della convocazione del Consiglio Comunale. Le rappresentanze sindacali hanno espresso il loro apprezzamento per quanto sin qui fatto e sulle prospettive future dei servizi pubblici locali nonche' sul ruolo che la nuova societa' costituente avra' in tale contesto. Le rappresentanze hanno espresso il loro consenso all'operazione di trasformazione ed hanno manifestato vivo compiacimento per il ritorno al controllo pubblico dei servizi ed in particolare all'attenzione che si vuole porre al cittadino. Ulteriore apprezzamento, da parte delle rappresentanze sindacali, e' stato espresso sulla futura organizzazione e sui nuovi servizi,innovativi, che la nascente societa' dovra' svolgere.


25 gennaio 2008 - Il Manifesto

Contrattazione
I diritti sindacali secondo l'Aran
Protesta RdB Alla firma del contratto - non condiviso - si vedono vietare anche una nota di dissenso. Chi decide sulla rappresentanza sindacale?

Roma - (fr. pi.) Firma di contratto con problemi. Ieri mattina nella sede dell'aran (l'agenzia incaricata di negoziare i contratti nel settore pubblico, erano state convocate le RdB, che dovevano sciogliere la riserva apposta alla stipula dei contratti per i comparti ministeri e parastato. Il sindacato di base in questione è infatti titolato a partecipare alle trattative, visto che supera i paletti e gli sbarramenti opposti dalla «legge Bassanini» sulla rappresentanza sindacale. Ma è anche costretto, dal '98 in qui, a firmare anche i contratti che non condivide - praticamente tutti - per non perdere il diritto a partecipare alla contrattazione di secondo livello (nei singoli ministeri e nelle sedi locali). Non è una presenza marginale, visto che i limiti della Bassanini sono stati superati in almeno sette comparti della pubblica amministrazione (comprese università, ricerca, ecc).
Ieri mattina, perciò, era stato convocato un presidio davanti all'Aran, nella centralissima via del Corso, in contemporanea con una mobilitazione nazionale a favore della «democrazia sindacale». Al momento della firma la delegazione ha chiesto di poter allegare una nota - prassi comune, in caso di precedente «riserva» - in cui dichiaravano di «firmare il contratto solo per mantenere gli spazi di agibilità», pur non condividendo i testi. Una misura minima di autosalvaguardia, nei confronti di quei non pochi lavoratori che sono critici verso gli accordi.
Un dirigente dell'Aran ha però sventolato una delibera interna all'agenzia - mai comunicata peraltro alle stesse organizzazioni - in cui l'Aran stessa si arroga il diritto di accettare o no le «note» in base al loro contenuto: se «tecnico-giuridico» possono passare, altrimenti no. Inutili le proteste (si parlava comunque di contratto, non di calcio o di spettacoli), almeno fin quando non è intervenuto il presidente dell'agenzia, Massimo Massella Ducci Teri, che ha ammesso la nota.
Due ore di tira e molla per un atteggiamento preoccupante: possibile che fare sindacato sia diventata una corsa a ostacoli tra norme che sembrano dettate solo dalla volontà di impedire l'esercizio di un diritto costituzionale?


25 gennaio 2008 - L'Unione Sarda

Pubblico impiego. Ieri protesta a Cagliari dei Comitati di base
Statali, emergenza salari
di MARIANGELA LAMPIS

Cagliari - «È emergenza stipendi per i lavoratori del pubblico impiego». Ieri, nella giornata di mobilitazione nazionale indetta dalle Rappresentanze sindacali di base Cub, la Federazione del pubblico impiego ha dato vita a un sit-in in piazza del Carmine a Cagliari per rilanciare la «questione dei salari, che vede i lavoratori sempre più schiacciati dal crollo del potere d'acquisto. E non a caso abbiamo scelto di manifestare davanti alla sede del rappresentante in Sardegna del Governo». Enrico Rubiu, coordinatore regionale di Rdb-Cub, ha espresso la sua condanna sui «processi di destrutturazione della pubblica amministrazione» e puntato il dito contro «il contenuto degli ultimi contratti nazionali, che implicano forti penalizzazioni e stipendi inadeguati». Il presidio, organizzato in coincidenza con la firma dei contratti nazionali dei comparti Ministeri e parastato, gli enti pubblici non economici, ha rappresentato l'occasione per dare voce alla «richiesta di almeno 300 euro di aumento». Che non è stata recepita: «Purtroppo siamo stati costretti a sottoscrivere ugualmente i contratti, perché in caso contrario saremmo stati esclusi dalla contrattazione decentrata, ovvero quella azienda per azienda. La firma ha unicamente lo scopo di conservare la possibilità di proseguire nella nostra lotta per l'affermazione dei diritti dei lavoratori».
SALARI. Rubiu ha citato il rapporto Ubs (Unione delle banche svizzere) sul potere d'acquisto, elaborato in base al parametro dei carrelli della spesa da riempire in relazione agli stipendi. «Un dipendente pubblico tedesco riempie oltre 18 carrelli mentre in Italia si arriva solo a 10». Domenico Medici, coordinatore della Federazione pubblico impiego, ha messo in rilievo l'impossibilità di raggiungere gli obiettivi di recupero dell'inflazione ed espresso «preoccupazione per le frequenti esternalizzazioni dei servizi».


25 gennaio 2008 - Sardegna Oggi

Rdb pubblico impiego contro rinnovo contratto
Le rappresentanze di base (Rdb) del pubblico impiego della Sardegna, come quelle di tutta Italia, sono scese in piazza contro il rinnovo del contratto di settore. Il sindacato, che ha firmeto a Roma il contratto nazionale per ministeriali e paraministeriali con l'Aran, ha manifestato il suo dissenso per "l'emergenza salariale" con un sit in in piazza del Carmine, a Cagliari, davanti alla sede regionale del Rappresentante del Governo in Sardegna.

CAGLIARI - "Oggi andiamo a siglare il contratto perchè obbligati da un meccanismo che ti impone di apporre la firma anche se non si è d'accordo sui contenuti - hanno spiegato il coordinatore Rdb dell'Isola, Enrico Rubiu, e quello della Federazione del pubblico impiego, Domenico Medici - se non firmassimo, dopo che la maggioranza dei sindacati ha già sottoscritto l'accordo sulla base del memorandum dello scorso luglio, saremmo estromessi dalla contrattazione decentrata nei singoli ministeri o nelle singole realtà locali".
A fronte di un aumento medio salariale di 103 euro mensili, che scatterà con effetto retroattivo dal febbraio 2007, le rappresentanze sindacali di base chiedono che si arrivi ad un minimo di 300 euro "per stare almeno al passo con l'inflazione". L'ultimo contratto economico è scaduto il 31 gennaio 2005 ed il prossimo rinnovo sarà effettuato dopo un triennio sia per la parte normativa che quella economica.
In Sardegna i dipendenti del pubblico impiego sono circa 50.000 (tra cui trentamila negli enti locali compresa la sanità). Sono, invece, ottomila gli iscritti alle Rdb.


25 gennaio 2008 - La Nuova Sardegna

Pubblico impiego, Rdb contro il contratto

CAGLIARI - Le rappresentanze di base (Rdb) del pubblico impiego della Sardegna, come quelle di tutta Italia, sono scese in piazza contro il rinnovo del contratto di settore. Il sindacato, che oggi firmerà a Roma il contratto nazionale, ha manifestato il suo dissenso per «l’emergenza salariale» con un sit in in piazza del Carmine, davanti alla sede regionale del Rappresentante del Governo in Sardegna. «Oggi andiamo a siglare il contratto perchè obbligati da un meccanismo che ti impone di apporre la firma anche se non si è d’accordo sui contenuti - hanno spiegato il coordinatore Rdb dell’Isola, Enrico Rubiu, e quello della Federazione del pubblico impiego, Domenico Medici - se non firmassimo, saremmo estromessi dalla contrattazione decentrata nei singoli ministeri».


25 gennaio 2008 - Il Giorno

Gli infermieri precari vestiti da lavavetri protestano contro il contratto che latita

MILANO — CAMICI DA SALA operatoria e mascherine, più un secchio di acqua saponata e spugne: così alcuni infermieri lombardi si sono trasformati in lavavetri, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto, il precariato e l'annullamento dell'obbligo di riposo di 11 ore tra due turni di lavoro. La protesta si è svolta ieri durante un presidio organizzato dal Cub per il pubblico impiego, sotto il palazzo dell'assessorato regionale alla Sanità. Tra i partecipanti, infermieri ma anche vigili del fuoco e rappresentanti delle agenzie fiscali e doganali. Gli infermieri sono impegnati «in una campagna nazionale per il rinnovo del contratto - spiega Gianfranco Bignamini, sindacalista Cub della categoria - scaduto dal 31 dicembre 2005, per il cui rinnovo mancano i fondi nella Finanziaria 2008. E devono ancora darci gli arretrati dal gennaio 2006. Chiediamo alla Regione di dare più salario e dignità ai lavoratori, anche perché le aziende sanitarie stanno in piedi con il precariato».(E.F.)


25 gennaio 2008 - Il Mattino di Padova

LA PROTESTA DEI COBAS
«E per i nostri vigili urbani macchine rotte e ristrettezze»

Padova - «Soldi alle forze dell’ordine? Bene, ma intanto le auto del Comune cadono a pezzi». Non fa sconti Stefano Pieretti, leader sindacale dei Cobas eletto nelle Rsu di palazzo Moroni che, pur senza criticare la decisione della giunta di aderire al «patto della sicurezza», fa notare come le vetture in dotazione alla polizia municipale abbiano urgente bisogno di manutenzioni ma che, purtroppo, non siano previsti soldi per questo tipo di interventi.
«Con gli stessi soldi si potevano comprare anche nuovi mezzi per gli agenti di palazzo Moroni, oltre a sottoporre a manutenzione le nostre vetture. Ci sono diverse moto, ad esempio, ferme perché rotte», denuncia il sindacalista non nascondendo una grande amarezza. Il malumore serpeggia tra i dipendenti del palazzo municipale: «A noi dicono di stare attenti a quante volte si porta la macchina a lavare, stiamo cercando di contrarre i costi su tutto - sottolinea Stefano Pieretti - Ma quello che arriva dall’amministrazione è un esempio poco utile per motivare i propri dipendenti. Non possiamo non notare la poca attenzione della giunta rispetto alle esigenze del personale».
L’Adl Cobas, inoltre, nei giorni scorsi ha diffuso un comunicato sindacale ai lavoratori per ribadire la propria vicinanza ai cittadini che si stanno battendo contro l’installazione di antenne in via Sorio e via Cadorna. «Invitiamo l’amministrazione ad accellerare i tempi per l’approvazione di un nuovo regolamento e ad ipotizzare misure drastiche nei confronti delle compagnie telefoniche, che non hanno nessuna intenzione di dialogare e di accettare quelle che possono essere delle regole minime di vita».

IN TRIBUNALE. Sit-in dei Cobas

Padova - In occasione dell’udienza per il ricorso presentato dalla ditta Alloga contro la sentenza emessa dal giudice Campo, che ha condannato l’azienda alla riassunzione delle lavoratrici ricorrenti, l’Associazione difesa lavoratori Cobas-Fed.RdB ha indetto per oggi in tribunale, dalle 9 alle 11, un sit-in di solidarietà alle operaie.


25 gennaio 2008 - Il Gazzettino

SIT-IN AL TRIBUNALE
Manodopera "intermediata"

Padova - In occasione dell'udienza per il ricorso presentato dalla Ditta Alloga contro la sentenza emessa nel mese di dicembre dal giudice Campo, che ha condannato l'azienda alla riassunzione delle lavoratrici ricorrenti, è indetto oggi (dalle 9 alle 11) un sit-in di solidarietà alle lavoratrici davanti al Tribunale. Questa udienza è particolarmente importante - dice una nota dei Cobas -, in quanto, se verrà riconfermata la sentenza emessa dal Giudice Campo, verrà stabilito in modo inequivocabile che c'è stata intermediazione di manodopera. Saranno presenti le lavoratrici licenziate a luglio dell'anno scorso ed ancora senza lavoro.


25 gennaio 2008 - La Città di Salerno

SANITA’. Stamattina discussione sui problemi giá sollevati al manager dell’Asl Sa3
Ospedale, assemblea generale del personale

Salerno - Si svolgerá stamattina, alle 12, presso l’aula magna dell’ospedale di Vallo della Lucania, l’assemblea generale del personale dell’AslSa3 indetta dai sindacati Fsi e Rdb, che una decina di giorni fa hanno proclamato lo stato di agitazione, e Fials. Alla base della protesta i ritardi nella formazione delle graduatorie per il reclutamento del personale infermieristico. Un’altra problematica sollevata dai sindacati è la "internalizzazione" dei servizi di pulizia e ausiliarato, attualmente svolti da ditte esterne. In merito alle questioni sollevate dai sindacati la Prefettura di Salerno, con una nota del 21 gennaio, ha chiesto chiarimenti alla direzione generale dell’AslSa3, diretta dal manager Mario Donato Saracino, sulle problematiche sollevate dai sindacati. Che hanno chiesto un’accellerazione della procedura per evitare disagi, che potrebbero scaturire dalla carenza ormai cronica del personale infermieristico nei presidi ospedalieri. La carenza riguarda anche il personale tecnico di radiologia e di laboratorio. Al momento l’AslSa3 ha proceduto solo con la selezione esaminando le circa 500 richieste di mobilitá regionale ed extra regionale. La selezione è stata completata ma dopo circa tre mesi non sono state ancora elaborate le graduatorie. (a.s.)


25 gennaio 2008 - Il Secolo XIX

Cnr, il nuovo presidente sceltodopo un consulto telefonico
Boschi, uno degli esclusi, minaccia di fare causa. La difesa del ministro Mussi: «Non c'era bisogno di verbali scritti»
di francesco ferrari

Roma - «Il comitato scientifico istituito a settembre dal ministro dell'Università Fabio Mussi per individuare una terna di scienziati da cui estrarre il nome del nuovo presidente del Cnr, ha lavorato in maniera tanto perfetta da non lasciare traccia del suo operato». È ironica, la posizione assunta dal sindacato Usi/Rdb-Ricerca, nel ribadire che «il gruppo di esperti (guidato dal famoso fisico Giorgio Parisi) non ha prodotto alcuna documentazione finale in merito alle procedure di scelta dei candidati da inserire nella terna». Un dato che si evince, sottolinea il sindacato, da una lettera (di cui l'Usi/Rdb dichiara di essere in possesso) che nei giorni scorsi il ministro Mussi avrebbe fatto recapitare a Enzo Boschi, presidente dell'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). Boschi, dopo essere stato escluso dalla prima scrematura della commissione, ha chiesto a Mussi l'accesso agli atti della selezione pubblica.
Nella lettera citata dal sindacato, che porterebbe la data dell'11 gennaio 2008, Mussi scrive a Boschi che «il comitato si è riunito due volte nel mese di novembre e una volta nel mese di dicembre», ma, caso singolare, «senza redazione di verbale». E così, «al termine della riunione del 13 dicembre, il comitato ha presentato al ministro la terna, senza il corredo di relazione alcuna». Il comitato scientifico, in altre parole, avrebbe esclusivamente espresso un'indicazione orale, «all'insegna del verba manent, scripta volant», denuncia il sindacato.
Una modalità, continua l'Usi/Rdb, «che non sembra avere precedenti nei Paesi civili»: «Non sembra esserci traccia non solo dell'elezione a scrutinio segreto di Parisi alla presidenza del comitato e dell'elenco dei componenti presenti alle tre riunioni, ma neppure delle motivazioni che avrebbero determinato la inidoneità di una moltitudine di aspiranti presidenti del Cnr e della relazione finale in base alla quale Mussi avrebbe scelto il nome di Luciano Maia». Uno scienziato, Maia, che, secondo il sindacato, sarebbe «molto vicino a Parisi, con il quale di recente ha anche condiviso il documento contro la visita a La Sapienza del Papa». Per l'Usi/Rdb «l'assenza di tracce di verbali appare sconcertante, un giallo in piena regola. Anzi, un delitto perfetto visto che il committee ha "ammazzato" circa 30 candidati senza lasciare alcun indizio. Roba da fare impallidire Hitchcock».
Enzo Boschi, tra i primi esclusi nella corsa per la presidenza del Cnr e attuale capo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha già fatto sapere di voler «andare fino in fondo per capire cosa è accaduto». «Ho già messo le carte in mano ad un avvocato - ha detto Boschi -. Nelle prossime ore decideremo se e contro chi sporgere denuncia. Io, comunque, vorrei solo sapere perché sono stato escluso. Ne ho tutti i diritti: c'era un bando pubblico per candidarsi alla presidenza: è strano che la commissione che ha selezionato i candidati non abbia prodotto neppure un documento relativo al suo operato».
«Non eravamo una commissione di concorso, per questo non era previsto che producessimo documenti amministrativi come dei verbali di seduta - la difesa di Giorgio Parisi -. E comunque è stato lo stesso ministero, alla fine, a dirci che non era necessaria nessuna relazione del nostro operato, ma che bastava la comunicazione della terna di nomi scelti». L' elenco che è stato comunicato a Mussi «per telefono». «Sì, l'ho chiamato io- ammette Parisi- in qualità di presidente della commissione di consulenza. Ma erano presenti anche gli altri membri».


25 gennaio 2008 - La Nazione

Siena. E’ «GIALLO» sul gettone di presenza dei consiglieri...

Siena - E’ «GIALLO» sul gettone di presenza dei consiglieri di amministrazione dell'Icram, l'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, di cui è stato da poco nominato presidente il rettore dell’Università di Siena, Silvano Focardi. Stando alla delibera dello stesso Cda, datata 19 dicembre 2007 (è la numero 5/1/2007) — riferisce un’agenzia di stampa — il compenso per ciascun giorno di presenza ammonterebbe a mille euro lordi. A cui vanno sommati, sempre secondo lo stesso documento, altri 10 mila euro lordi annui a titolo di anticipazione sul trattamento economico dei consiglieri. Cifre che hanno subito fatto gridare allo scandalo il sindacato Usi/Rdb-Ricerca. Ma dall'Icram arriva pronta la risposta del segretario del Cda, Francesco Dominici.
«IN QUEL DOCUMENTO — assicura — c’è un errore di battitura. Non sono mille euro lordi, ma 250. Si tratta di un refuso». Confermato, invece, è il compenso annuo lordo di 10 mila euro, 2 mila in piu' rispetto alla precedente gestione. Focardi, dal canto suo, conferma «l'errore di battitura» e ricorda che «quel giorno ho firmato molte carte». Dalla segreteria del Cda assicurano di aver «avvertito i dirigenti sindacali dell'errore».


25 gennaio 2008 - La Repubblica

SVEGLIATI CORRADO
di PAOLO RUSSO

Bari - Gli impiegati dell´Università di Bari faranno un regalo sui generis a Corrado Petrocelli. Una sveglia gigante che il magnifico si vedrà recapitare domani. L´orologio di fattura assai poco pregiata forse non troverà mai posto tra gli eleganti saloni del rettorato di palazzo Ateneo. Il regalo non sarà bello. Ma i lavoratori dell´università sperano almeno che sia utile per svegliare tutti i rettori italiani. Il contratto degli impiegati che lavorano tra le segreterie e le biblioteche degli atenei nazionali, infatti, sono scaduti da due anni. E gli ermellini che fanno? Dormono. Almeno questo è quello che pensano i sindacati di base della Rdb. Ecco spiegato il motivo del dono improbabile a Corrado Petrocelli. Sul grande quadrante dell´orologio c´è scritto "Svegliatevi rettori". E ad accompagnare il regalo non c´è una lettera d´auguri ma un documento di rivendicazione a firma dei rappresentanti dei lavoratori che chiedono alla Crui (la conferenza dei rettori italiani) di reperire le risorse necessarie alla sottoscrizione del nuovo contratto. In attesa che Corrado Petrocelli e i suoi colleghi puntino l´orario il più presto possibile, i lavoratori che mandano avanti la baracca universitaria promettono di non voler far più dormire ai loro "magnifici" sonni così tranquilli e duraturi. Sperando in un brusco risveglio delle attività sindacali, i rappresentanti della Rdb, attendono fiduciosi: la nottata eduardiana dovrà pur passare.

Sciopero Atm, Ecopass sospeso
Moratti: "Una decisione per evitare disagi ai cittadini" "Ogni volta che ci sarà una agitazione stopperemo il ticket antismog per l´accesso al centro". Via libera anche a Euro 0 e 1 Alla base della protesta dei lavoratori gli appalti all´esterno dell´Azienda milanese. Ma i metrò dovrebbero funzionare regolarmente I sindacati autonomi fermano i mezzi pubblici dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 fino alla fine del servizio
di STEFANO ROSSI

Milano - E il ventiquattresimo giorno l´Ecopass si riposò. Il motivo è lo sciopero dell´Atm di oggi, ventiquattr´ore con l´eccezione delle fasce di garanzia imposte dalla legge. Si viaggia dalla mattina presto, quando inizia il servizio, fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18. Nel resto della giornata, si asterrà dal lavoro chi aderisce all´agitazione indetta dai sindacati autonomi Al. Cobas-Cub Trasporti, Sama Confail, Fildiai Cildi.
L´assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, e il sindaco Letizia Moratti hanno provveduto immediatamente a sospendere il ticket antismog per l´accesso al centro. «Domani (oggi per chi legge) Ecopass non sarà in vigore - ha detto il sindaco - perché il suo scopo è disincentivare i mezzi inquinanti, naturalmente con il supporto di mezzi pubblici funzionanti».
Il primo sciopero di tram e metrò dell´era Ecopass serve a chiarire che il ticket sarà accantonato ad ogni agitazione del settore: «Questa sarà una regola - ha aggiunto il sindaco - Il nostro obiettivo è di creare non disagi, ma una situazione di traffico diminuito e mezzi pubblici più veloci, come per fortuna già constatiamo in questi giorni».
Come sempre, quando non viaggiano i mezzi, anche la Regione sospende il fermo dei mezzi più inquinanti delle categorie Euro 0 e 1, valido di norma dalle 7.30 alle 19.30. Lo conferma una nota del Pirellone che vale per una settantina di Comuni della zona critica milanese.
Quando si parla di trasporti, l´effetto annuncio è spesso il miglior alleato dei sindacati. L´assioma è più che mai vero in questo caso. Gli otto scioperi precedenti indetti dagli autonomi per la vertenza in corso, non hanno inciso in modo significativo sul servizio. Le metropolitane hanno sempre funzionato, le corse di superficie si sono ridotte del 30 per cento. L´Atm contesta l´eccessivo affollamento, vietato dalla legge 146 sullo sciopero nei servizi pubblici che raccomanda la rarefazione delle agitazioni. La commissione di garanzia, l´organo che vigila sull´applicazione della 146, tuttavia non ha dichiarato illegittima la protesta di oggi.
Protesta che sembra destinata a continuare. «Noi non siamo fra i promotori ma anche i nostri tesserati molto probabilmente aderiranno - spiega Salvatore Brucia dello Slai Cobas - perché non sono garantiti dalle esternalizzazioni dell´Atm». Il riferimento è alle corse extraurbane, finora gestite da Atm. Dall´inizio dell´anno, l´azienda ha preferito associarsi con Sab Autoservizi per le linee a est di Monza e Milano che fanno perno sul deposito di Trezzo (Atm ha comunque l´80% della neocostituita società Net), mentre le linee del deposito di Monza sono passate da novembre alle Autoguidovie Italiane.
Le Autoguidovie già a luglio hanno vinto l´appalto per il Sud-Est Milano: 21 linee per 35 Comuni dell´hinterland, più 7 nel Lodigiano e uno nella Bergamasca. «I dipendenti trasferiti ai nuovi datori di lavoro non manterranno il contratto aziendale Atm», dice Giovanni Luca, segretario provinciale del Sama.


25 gennaio 2008 - Il Giornale

Venerdì nero, a rischio bus e metrò

Milano - Bus, filobus, tram e metropolitane a rischio oggi per lo sciopero indetto dai sindacati di base del trasporto pubblico locale (Al Cobas - Cub Trasporti, Sama, Faisa Confail e Fildiai Cildi). I mezzi Atm saranno comunque garantiti da inizio servizio alle ore 8.45 e dalle 15 alle 18.
Nelle altre fasce orarie sono invece possibili disagi, anche se «secondo le statistiche di adesione agli scioperi del passato di queste sigle sindacali - ricorda Atm -, le linee di metropolitana hanno funzionato regolarmente. Si potrebbero avere disagi limitati alle linee di superficie». Per informazioni i viaggiatori possono rivolgersi al numero verde Atm 800.80.81.81 (dalle 7.30 alle 19.30) o consultare il sito internet dell’azienda (www.atm-mi.it).
La Regione Lombardia ha ricordato invece con una lettera inviata ai sindaci la possibilità di sospendere almeno per oggi il fermo programmato dei mezzi più inquinanti in vigore dallo scorso novembre.


25 gennaio 2008 - L'Eco di Bergamo

Autonomi, gazebo in piazza Ma il Comune avverte «Mancano autorizzazioni»
Non è un no, ma ci assomiglia molto. Nel senso che alla manifestazione annunciata domani pomeriggio in piazza Matteotti dal Comitato bergamasco per il ritiro delle truppe, assieme a una serie di altre associazioni della sinistra e degli autonomi, compreso il Pacì paciana, il sindaco Roberto Bruni ha posto dei bei paletti.

Bergamo - Manifestazione sì o no? Le condizioni sono le stesse che, in sostanza, Bruni aveva posto in passato alla Lega e che erano state motivo di alcuni momenti particolarmente agitati anche in Consiglio comunale. Adesso la polemica rischia di riaccendersi, ma questa volta tutta in casa del centrosinistra. «Solo in queste ore – ha sottolineato ieri il primo cittadino – ci è arrivata la comunicazione della manifestazione da parte dei rappresentanti del comitato, atto che però non è sufficiente. Per organizzare questo genere di iniziative (è previsto anche un gazebo, ndr) serve un'autorizzazione per l'occupazione del suolo pubblico. A parte il fatto che l'iter è partito con grande ritardo, anche nel caso in cui la richiesta venga presentata entro tempi utili, l'autorizzazione non verrà concessa per piazza Matteotti, ma per l'adiacente piazza Vittorio Veneto come abbiamo sempre fatto per manifestazioni di genere politico». Non si fa attendere la risposta degli organizzatori: «Se non per motivi di ordine pubblico non vedo perché annullare un presidio peraltro già autorizzato dalla Questura – ha affermato Michele Timperanza, responsabile della Cub –. A parte il banchetto per la raccolta firme contro la proliferazione di armi atomiche non è prevista alcun occupazione di suolo pubblico». L'appuntamento, se ci sarà, è alle 15: il presidio rientra nella giornata internazionale contro la guerra. Il sindaco ha parlato della manifestazione a margine della Giunta, durante la quale è stato annunciato ufficialmente l'arrivo del nuovo comandante della polizia municipale Virgilio Appiani, che potrebbe essere operativo già a marzo.


25 gennaio 2008 - Il Giornale di Vicenza

I SINDACATI SVOLGONO UN'ATTIVITA FONDAMENTALE DI TUTELA E RAPPRESENTANZA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI
Sindacati: una grande tradizione sempre al fianco dei lavoratori
OGGI SONO PRESENTI IN MODO CAPILLARE NEL TERRITORIO E NELLE AZIENDE CON UN’OFFERTA COMPLETA DI SERVIZI

Vicenza - Oggi i sindacati i sindacati hanno un ruolo di primo piano nella nostra società, svolgendo con impegno un’attività costante di tutela e rappresentanza dei diritti dei lavoratori, ma non solo: nel corso degli anni infatti le loro organizzazioni sono cresciute anche in termini di struttura e servizi, fino ad arrivare ad avere una presenza capillare sul territorio e a garantire ai cittadini una fondamentale assistenza nei più diversi ambiti, dal fisco alle agevolazioni per le categorie più deboli.
Alle origini
Questi risultati sono il frutto di un percorso iniziato circa tre secoli : le prime forme di associazione dei lavoratori sorsero infatti nel Regno Unito verso la fine del XVIII secolo. In breve si diffusero anche altrove ed in Francia e Germania furono aspramente avversati. Nel 1901 sorse l’Internazionale Sindacale cui aderirono sindacati inglesi, francesi e degli Stati Uniti. Questa Unione, sospesa durante la prima guerra mondiale, si ricostituì nel 1919 e nel 1921 contava già venticinque milioni di aderenti, nonostante fossero venute a mancare le adesioni dei sindacati russi e statunitensi.
I sindacati italiani
Precedute dalle società del Mutuo Soccorso, in Italia solo nel 1870 si formarono delle associazioni operaie che nella loro costituzione si avvicinano molto alle strutture del sindacato moderno. Queste associazioni ebbero il nome di Leghe di resistenza e si svilupparono in importanza e numero con il crescere delle imprese industriali in Italia. Si allearono al movimento cooperativistico, si conquistarono con lo sciopero del 1901 il diritto di organizzazione ed ebbero una colorazione politica principalmente socialista.
Dopo l'enciclica Rerum Novarum, si svilupparono nelle campagne anche le leghe bianche, di ispirazione cattolica. Il movimento sindacale ad intonazione cattolica, che si ispirava appunto alle tesi della grande enciclica sociale, ebbe una notevole importanza nella formazione della coscienza dei lavoratori cattolici e di tutto il mondo cattolico italiano (Opera dei congressi, Confederazione Italiana dei Lavoratori).
Nel 1906 fu deciso di dare vita ad un'unica organizzazione: la Confederazione Generale del Lavoro (CGL). Essa era costituita da 3 correnti: comunista, socialista e cristiana.
Nel 1912 nacque a Modena l'U.S.I. per opera di lavoratori precedentemente iscritti alla C.G.L.. Essi ritenevano infatti che tale sindacato fosse ormai troppo asservito alla politica portata avanti in parlamento dal Partito Socialista. All'U.S.I. aderirono rapidamente tutte le camere del lavoro più di sinistra (tra cui, in Emilia, le Camere del Lavoro di Bologna, Modena, Parma, Piacenza e Ferrara). Dopo la Prima Guerra Mondiale, nel corso delle lotte che portarono il paese molto vicino alla rivoluzione sociale, l'organizzazione raggiunse la sua massima consistenza numerica (circa mezzo milione di iscritti). In quel periodo aderì all'A.I.T. (Associazione Internazionale dei Lavoratori) cui è affiliata la maggior parte dei sindacati autogestionari esistenti a livello mondiale.
Soppressa nel 1926 dal regime fascista - durante il quale i Sindacati furono sciolti per dar posto alle Corporazioni - l'U.S.I.-A.I.T. continuò a vivere nell'esilio e nella clandestinità, partecipando alla rivoluzione spagnola in appoggio al sindacato C.N.T-A.I.T. e, attraverso l'impegno dei suoi militanti, alla resistenza antifascista. Nel secondo dopoguerra, con l'avvento della repubblica, coloro che avevano militato nell'U.S.I. rinunciarono, inizialmente, a ricostituirla, per collaborare invece alla costruzione del sindacato unitario C.G.I.L.. Solo nel 1950, con la rottura dell'unità sindacale, alcuni di loro ricostituirono l'U.S.I.-A.I.T. che però, fino alla fine degli anni sessanta, fu realmente attiva solo in poche regioni italiane. Si presenta come sindacato autogestionario, che si caratterizza per la struttura organizzativa libertaria e federalista (sindacato autogestito), per il suo impegno a favore dell'auto-organizzazione dei lavoratori (alla quale, ogni qualvolta è possibile, non intende sostituirsi), per la prospettiva in cui si muove, che rimane quella della costruzione di una società socialista e libertaria.
La scissione sindacale
L'unità sindacale fu ben presto minata dalla corrente comunista che usò il sindacato non per perseguire gli interessi dei lavoratori ma per gli obiettivi politici del partito comunista. Ciò in base alla fraintesa teoria del sindacato cinghia di trasmissione, cioè concepire il Sindacato come strumento di lotta agli ordini del PCI. Questo fu il periodo degli scioperi politici a catena contro il Piano Marshall, contro il Patto Atlantico, ecc. culminati nella vera e propria insurrezione del 1948 dopo l'attentato a Palmiro Togliatti.
La corrente cristiana, guidata da Giulio Pastore, si staccò allora dalla Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) dando vita alla Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL), assieme ad elementi socialdemocratici.
Poco dopo socialdemocratici e repubblicani dettero vita alla Unione Italiana del Lavoro (UIL).
A queste tre grandi Confederazioni, si aggiunse in seguito la CISNAL, di ispirazione di destra sociale.
Intanto, il 16 ottobre 1946 veniva costituita a Roma la Confederazione Italiana Dirigenti di Azienda (CIDA): i dirigenti affermavano la loro appartenenza al lavoro dipendente, e al tempo stesso la specificità della categoria, l'autonomia del suo ruolo e la sua indipendenza rispetto alle altre associazioni di lavoratori e datori di lavoro.
Nel 1992 con la nascita della concertazione, molti lavoratori fuoriusciti dalle O.S Confederali insoddisfatti e sicuri del fallimento di questa politica di contrattazione, hanno dato vita alla CUB (Confederazione Unitaria di Base).


24 gennaio 2008 - Ansa

STATALI: RDB CUB FIRMA CONTRATTO MINISTERI E PARASTATO

(ANSA) - ROMA, 24 GEN - La Rdb Cub pubblico impiego ha deciso di apporre la propria firma in calce ai contratti per i comparti Ministeri e Parastato e lo farà successivamente alla consultazione dei lavoratori e degli organismi statutari. L'organizzazione ha però avviato oggi anche una giornata di mobilitazione nazionale, che vede diverse iniziative in numerose città italiane: a Roma si è svolto un presidio di fronte alla sede Aran, dove le RdB sono state convocate per sciogliere la riserva apposta alla stipula dei contratti. «Nonostante una valutazione assolutamente negativa dei contenuti contrattuali firmiamo per salvaguardare gli spazi di dissenso ed opposizione in un quadro di relazioni sindacali che sta scivolando sempre di più verso il fascismo» dichiara Giuliano Greggi della Direzione nazionale RdB P.I., secondo il quale «oltre ad una normativa sulla rappresentatività già ampiamente restrittiva si impedisce infatti a chi non firma i Contratti nazionali di partecipare ai livelli successivi di contrattazione. Recenti dispositivi limitano ulteriormente i margini di intervento sindacale e nuove modifiche restrittive - sostiene ancora il sindacalista - sono allo studio del Dipartimento per la Funzione Pubblica».

UNIVERSITÀ: RDB-CUB, DOMANI MOBILITAZIONE IN ATENEI

(ANSA) - ROMA, 24 GEN - Le RdB-Cub Università hanno indetto per domani, 25 gennaio, una giornata di mobilitazione negli atenei italiani. Nelle università di Torino, Milano, Salerno, Reggio Calabria, si svolgeranno assemblee, presidi e volantinaggi per mettere in luce «la gravità della condizione dei lavoratori tecnico-amministrativi». «Stretti tra i contratti che non vengono rinnovati e la chiusura delle Autorità Accademiche alle loro istanze più elementari - spiegano le Rdb in una nota - chiedono una equa distribuzione delle risorse tra docenza e lavoratori tecnico-amministrativi». «Il contenimento dei fondi pubblici e il programma di sistematica riduzione della spesa per il personale hanno prodotto esternalizzazioni di servizi e la moltiplicazione del precariato negli atenei fino a toccare l'incredibile cifra di un quarto del personale. I fondi integrativi per il personale - rileva la nota - sono congelati al 2004, mentre si propaganda lo svuotamento del Contratto nazionale a favore dell'incentivazione nei posti di lavoro per una non ben definita meritocrazia».

SANITÀ:LOMBARDIA,INFERMIERI LAVAVETRI PER RINNOVO CONTRATTO

(ANSA) - MILANO, 24 GEN - Camici da sala operatoria e mascherine, più un secchio di acqua saponata e spugne: alcuni infermieri lombardi si sono traformati in lavavetri per protestare contro il mancato rinnovo del contratto, il precariato e l' annullamento dell'obbligo di riposo di 11 ore tra due turni di lavoro. La singolare protesta si è svolta oggi a Milano durante un presidio organizzato dalla Confederazione unitaria di Base (Cub) per il pubblico impiego, sotto il palazzo dell' assessorato regionale alla sanità. Tra i partecipanti, circa 40 in tutto, molti infermieri ma anche alcuni vigili del fuoco e rappresentanti delle agenzie fiscali e doganali. Gli infermieri sono impegnati «in una campagna nazionale per il rinnovo del contratto - spiega Gianfranco Bignamini, rappresentante regionale Cub della categoria - scaduto dal 31 dicembre 2005, per il cui rinnovo mancano i fondi nella Finanziaria 2008. E devono ancora darci gli arretrati dal gennaio 2006. Chiediamo alla Regione di dare più salario e dignità ai lavoratori», anche perchè «le aziende sanitarie stanno in piedi con il precariato: nonostante un accordo regionale per assumere i precari, le aziende non lo hanno fatto se non in piccola parte». I rappresentanti degli infermieri, durante il presidio, hanno consegnato le loro richieste alla segreteria del direttore generale alla sanità Carlo Lucchina, che avrebbe già inviato una «lettera tassativa a tutte le aziende sanitarie - ha detto Bignamini - per far assumere tutti i precari».

METALMECCANICI: FLMU-CUB;AUMENTO 46 EURO,SALARI DIMINUISCONO

(ANSA) - MILANO, 24 GEN - L'aumento reale per i lavoratori metalmeccanici, e' di 74 euro lordi al mese medi che equivalgono a 46 euro netti per il quinto livello contrattuale. Lo afferma il centro studi della FlmUniti-Cub che parla ''di contratto beffa'' e di ''precise responsabilita' di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil''. In base all'analisi dell'accordo da poco siglato condotto dal sindacato di base, l'aumento effettivo e' ''molto minore di quanto dichiarato dalle parti'' per lo scaglionamento degli aumenti con il risultato che ''i salari perderanno in maniera significativa il loro potere d'acquisto mentre gli stipendi europei per la stessa categoria sono molto piu' alti''. Ma la FlmUniti contesta diversi altri aspetti: ci vogliono 44 mesi di contratti a tempo determinato e interinale - denuncia l' organizzazione - per avere forse il contratto a tempo indeterminato; si lavoreranno 2 giorni in piu' con l'aggiunta di un sabato lavorativo e la riduzione di un giorno dei permessi annui; la parita' di ferie fra operai e impiegati si raggiungera' fra 18 anni mentre sulla sicurezza ''ci sono state un sacco di parole ma nessun intervento serio per evitare morti e malattie professionali''. ''Si e' trattato, per l'ennesima volta, di una finzione di rinnovo del contratto - ha commentato Piergiorgio Tiboni, segretario nazionale della FlmUniti-Cub - che spiana la strada all'azione padronale di smantellamento del contratto nazionale''.


24 gennaio 2008 - Omniroma

VIA DEL CORSO, PRESIDIO RDB CUB SOTTO SEDE ARAN

(OMNIROMA) Roma, 24 gen - «Un presidio del sindacato Rdb-Cub del Pubblico Impiego si è tenuto questa mattina sotto la sede dell'Aran in via del Corso per chiedere maggiore democrazia sindacale al tavolo delle trattative contrattuali. La manifestazione si è tenuta in occasione della firma tra i sindacati e l'Aran del contratto per i lavoratori dei ministeri e del parastato. »Saliremo anche noi per la firma - ha detto Cristiano Fiorentini della direzione nazionale Rdb Cub Pi - vogliamo sottolineare, però, che ci sentiamo costretti a farlo perchè se non avessimo accettato saremmo stati esclusi dal tavolo delle trattative del 2 livello contrattuale. Per questo, visto che in genere i rinnovi contrattuali vengono decisi tra Aran e Cgil, Cisl e Uil mentre agli altri viene chiesta soltanto la firma, chiediamo maggiore democrazia sindacale e spazi per l'espressione del dissenso«. Il presidio, formato da circa un centinaio di persone con bandiere del sindacato di base, si è svolto pacificamente.


24 gennaio 2008 - Agi

PUBBLICO IMPIEGO: RDB, MOBILITAZIONE CONTRO FASCISMO SINDACALE

(AGI) - Roma, 24 gen - Mobilitazione contro il fascismo sindacale e lo smantellamento della pubblica amministrazione e per un reale recupero salariale. E' l'iniziativa assunta, dopo il presidio all'Aran dove erano state convocate per sciogliere 'la riserva' apposta alla stipula dei contratti per i comparti Ministeri e Parastato, dalle Rdb-Cub del Pubblico Impiego che, in una nota, precisano "le ragioni per cui hanno deciso di apporre la propria firma successivamente alla consultazione dei lavoratori e degli organismi statutari". Nonostante, "una valutazione assolutamente negativa - afferma Giuliano Greggi della Direzione nazionale RdB - dei contenuti del contratto, firmiamo per salvaguardare gli spazi di dissenso e di opposizione in un quadro di relazioni sindacali che sta andando sempre piu' verso il fascismo". Infatti, "oltre ad una normativa sulla rappresentativita' gia' ampiamente restrittiva - precisa il dirigente - si impedisce a chi non firma i contratti nazionali di partecipare ai livelli successivi di contrattazione e dispositivi recenti limitano ulteriormente i margini di intervento sindacale e nuove modifiche restrittive sono allo studio del Dipartimento per la Funzione Pubblica". Insomma, "il ruolo dei Rsu, i rappresentanti direttamente eletti dai lavoratori, viene poi sempre piu' - spiega - svuotato di peso. Tutto questo, insieme all'attacco contro il Contratto nazionale, va a minare l'art 39 della Costituzione, di cui proprio quest'anno ricorre il sessantennale".

PUBBLICO IMPIEGO: PRESIDIO RDB/CUB A CAGLIARI PER I SALARI

(AGI) - Cagliari, 24 gen. - Giornata di mobilitazione anche in Sardegna per i lavoratori del pubblico impiego che aderiscono alla protesta, indetta a livello nazionale delle rappresentanze sindacali di base, per "l’emergenza salariale" della categoria.
In piazza del Carmine a Cagliari, i rappresentanti dell’organizzazione sindacale hanno organizzato stamane un presidio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vertenza contrattuale "al ribasso", che contrappone gli impiegati dei comparti enti locali, scuola e sanita’ al Governo e ai sindacati confederali. RdB/Cub accusa, infatti, Cgil Cisl e Uil di aver sottoscritto accordi che "penalizzano ulteriormente la capacita’ d’acquisto degli stipendi con incrementi di produttivita’ tutti a favore delle imprese e mai dei salari".
I 50.000 lavoratori del pubblico impiego dell’isola, intanto, attendono la firma del nuovo contratto, scaduto il 31 gennaio del 2005, che riconoscera’ aumenti di poco superiori ai 100 euro medi mensili lordi pro capite. "Firmiamo contro voglia le linee guida del contratto nazionale di lavoro con l’Aran - hanno spiegato Enrico Rubiu e Domenico Medici, rispettivamente coordinatori regionale e di categoria della federazione RdB/Cub - per garantirci, almeno in futuro, la possibilita’ di partecipare alle trattative sulla contrattazione decentrata. Non ci riconosciamo nei contenuti del rinnovo perche’ l’aumento di salario previsto non riesce a tenere il passo con l’inflazione".
Secondo l’organizzazione di categoria, dal 1993 ad oggi gli stipendi del pubblico impiego hanno perso circa 17.000 euro di potere d’acquisto. "Se un impiegato statale tedesco riesce con il suo salario a riempire 18 carrelli della spesa - hanno aggiunto i due sindacalisti - un suo pari livello, in Italia, ne riempie solo 10, con uno stipendio di poco superiore ai 1.000 euro al mese.


24 gennaio 2008 - Dire

RICERCA. ICRAM, GIALLO SU GETTONE PRESENZA CONSIGLIERI CDA
USI/RDB DENUNCIA: MILLE EURO/SEDUTA; L'ENTE: ERRORE DI BATTITURA

(DIRE) Roma, 24 gen. - E' "giallo" sul gettone di presenza dei consiglieri di amministrazione dell'Icram, l'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare. Stando alla delibera dello stesso Cda, datata 19 dicembre 2007 (e' la numero 5/1/2007), il compenso per ciascun giorno di presenza ammonterebbe a mille euro lordi. A cui vanno sommati, sempre secondo lo stesso documento, altri 10 mila euro lordi annui a titolo di anticipazione sul trattamento economico dei consiglieri. Cifre che hanno subito fatto gridare allo scandalo il sindacato Usi/Rdb-Ricerca. "Il gettone- dice il segretario, Rocco Tritto- deve essere simbolico, invece c'e' chi pensa di camparci". Ma dall'Icram arriva pronta la risposta del segretario del Cda, Francesco Dominici. "In quel documento- assicura- c'e' un errore di battitura. Non sono mille euro lordi, ma 250. Si tratta di un refuso". Confermato, invece, e' il compenso annuo lordo di 10 mila euro, 2 mila in piu' rispetto alla precedente gestione (per "un aggiustamento") che si e' chiusa nel giugno del 2006 e che faceva capo al commissario straordinario Folco Quilici. Anche il gettone e' salito: "Il precedente Cda- dicono dalla segreteria- non lo stabili' mai". Il Consiglio ha votato le due novita' all'unanimita', sia i 10 mila euro annui che i 250 ("o mille, poi corretti in corsa?", si interroga malizioso il sindacato), salvo, comunque, conguaglio attivo-passivo. Il compenso dei membri del Cda, infatti, deve essere stabilito attraverso un provvedimento congiunto dei ministeri dell'Economia e dell'Ambiente. In attesa del decreto (che non e' mai arrivato, neanche durante il precedente governo) i consiglieri stabiliscono una cifra (che e' "una proposta"), che poi viene aggiustata in attivo o passivo in base a quella decisa dai due ministeri. Dalla segreteria del Cda spiegano che il gettone di 250 euro e' stato stabilito facendo una media di quelli di altri istituti pubblici. Anche se all'Istat la somma e' molto piu' bassa, fanno notare anche i sindacati, ovvero 92,96 euro. Al Cnr, il primo ente pubblico di ricerca italiano, sono 103, meno della meta'. La cifra corretta verra' verbalizzata "a febbraio- spiega Dominici- il 20 c'e' la nuova riunione del Cda ed e' prevista l'approvazione del verbale anche della precedente". La delibera del 19 dicembre dunque, sara' verbalizzata solo in quell'occasione, con la relativa correzione. "Per ora, dunque- sottolinea, polemico, Rocco Tritto (Usi/Rdb)- il documento ufficiale e' quello di dicembre che, peraltro e' bollato, protocollato e firmato dal presidente dell'Icram, Silvano Focardi. Come ha fatto a non accorgersi dell'errore?". Proprio quest'ultimo conferma "l'errore di battitura" e risponde "quel giorno ho firmato molte carte". E dalla segreteria del Cda assicurano di aver "avvertito i dirigenti sindacali dell'errore". La nuova amministrazione e' stata affidata a Focardi (rettore dell'Universita' di Siena) dal ministro dell'Ambiente, dopo un anno di gestione commissariale. Nel Cda ci sono anche l'avvocato Giuseppe Nerio Carugno, il professor Stefano Cataudella, il professor Roberto Danovaro e l'avvocato Fiorella Zabatta.

RICERCA. ICRAM, "MILLE EURO REFUSO? SOLO ORA SE NE ACCORGONO..."
USI/RDB: "IL NOSTRO SINDACATO AVVERTITO QUESTO POMERIGGIO"

(DIRE) Roma, 24 gen. - "Il sindacato Usi/Rdb e' stato avvertito solo oggi pomeriggio dal signor Dominici (segretario del Cda dell'Icram, Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, ndr) del presunto 'refuso' contenuto nella delibera che indica i compensi dei consiglieri di amministrazione". Cosi' il segretario del sindacato di base Rocco Tritto risponde al segretario del Cda dell'ente che ha assicurato, in un'intervista, che i sindacati erano gia' stati avvertiti che nella relativa delibera c'era un'errore nell'indicazione del gettone di presenza. Non si tratterebbe infatti di mille euro a seduta, ma di 250. "Guarda caso- sottolinea Tritto- ce lo hanno comunicato solo dopo che l'Usi/RdB aveva denunciato la vicenda".


24 gennaio 2008 - Comunicato stampa USI RdB Ricerca

All’Icram il gettone di presenza passa a 1000 euro
I nuovi consiglieri dell’ente alla prima riunione si sono deliberati l’aumento record

"La delibera è del 19 dicembre scorso e rappresenta il primo atto della nuova amministrazione dell'Icram, istituto pubblico per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, affidata dal ministro Pecoraro Scanio, dopo un anno di gestione commissariale, a Silvano Focardi, professore ordinario di Ecologia, nonché Magnifico Rettore dell'Università di Siena. All'unanimità, sia il presidente che i 4 consiglieri (avv. Giuseppe Nerio Carugno, prof. Stefano Cataudella, prof. Roberto Danovaro e avv. Fiorella Zabatta) hanno deciso di "corrispondere una anticipazione, salvo conguaglio attivo/passivo, ai singoli consiglieri (loro stessi, ndr) di 10.000 euro annui", nonché "di dover corrispondere una ulteriore anticipazione a titolo di gettone di presenza a ciascun componente del C.D.A. (sempre loro stessi, ndr) di 1000 euro lordi per ciascuna seduta, anch'essi salvo conguaglio attivo/passivo".
L'importo di 1000 euro del singolo gettone di presenza rappresenta, da un lato, un vero e proprio record per la pubblica amministrazione, ove si consideri che in altri importanti enti di ricerca come il Cnr, l'Istat e l'Ingv lo stesso non supera i 100 euro a seduta, dall'altro, un insulto per milioni di lavoratori che, con la loro busta paga, non riescono a superare la terza settimana".


24 gennaio 2008 - Corriere Adriatico

Le Rsu al Cda dell’Università. Continua lo sciopero della fame, solidarietà dalla Sinistra Arcobaleno
"Stabilizzazione dei precari a costo zero"

ANCONA - La solidarietà della Sinistra Arcobaleno, la replica delle Rsu alle dichiarazioni dei vertici dell'ateneo dorico. Continua a tenere banco la questione dei precari dell’Università Politecnica delle Marche dopo che da martedì alcuni esponenti delle delle rappresentanze sindacali di base hanno iniziato uno sciopero della fame a staffetta. La protesta durerà almeno fino a domani, giorno in cui il Cda dell’università ratificherà la decisione di stabilizzare 17 lavoratori precari. Ben diversa la richiesta dei sindacati di base che, appoggiati dalle Rsu e dalle altre sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil), chiedevano la stabilizzazione di 43 lavoratori che hanno maturato nel tempo i tre anni complessi di servizio. Ieri i capigruppo in consiglio regionale della Sinistra l’Arcobaleno, Massimo Binci (Sd), Giuliano Brandoni (Prc) e Cesare Procaccini (Comunisti Italiani), hanno espresso la propria "solidarietà e vicinanza ai componenti della Rsu, e a tutti i lavoratori precari coinvolti in questa difficile lotta". La Sinistra l’Arcobaleno "invita le autorità accademiche a un confronto aperto e disponibile con le organizzazioni sindacali che abbia come obiettivo la stabilizzazione del personale precario". Nei prossimi giorni la Sinistra l'Arcobaleno richiederà "un coinvolgimento diretto dell’assessore regionale al lavoro e pubblica istruzione Ugo Ascoli, che per ruolo e funzioni può favorire l’esito positivo della vertenza in corso".
Intanto, dopo che martedì l’ateneo dorico aveva rimarcato la sua piena autonomia nelle scelte ("non siamo un ente pubblico che eroga stipendi, la procedura concorsuale ha visto premiare il merito, in linea con i principi condivisi anche dai sindacati nazionali"), ieri attraverso una nota è arrivata la replica delle Rsu dell'Università. In primis la stabilizzazione dei 17 precari, cui "l'amministrazione non è subordinata al parere positivo delle Rsu e delle Ooss e può procedere comunque all'approvazione del predetto regolamento". Poi agli accenni alla meritocrazia e ai vincoli di bilancio, che non sono "in contrasto con la stabilizzazione di tutti i precari aventi diritto". Infatti, "gli interessati hanno avuto più occasioni di essere valutati e, fra concorsi superati, rinnovi e contratti cococo, hanno già dimostrato una valutazione positiva del proprio lavoro". Inoltre i problemi di compatibilità finanziaria, secondo le Rsu, "non sussistono in quanto i precari sono già retribuiti dalla nostra università e il vincolo al 90% del turnover, cioè stabilizzare il 50% del 90% dei nostri colleghi che vanno in pensione, significa nei fatti un netto risparmio da parte dell'amministrazione. Se poi consideriamo che la gran parte dei colleghi precari stabilizzanti sono già retribuiti dall'università, il risparmio è decisamente maggiore". Infine le Rsu e le Ooss hanno già dato "la propria disponibilítà a una procedura di stabilizzazione che vada anche oltre il triennio programmato".


24 gennaio 2008 - Libero

Roma - Pronto soccorso, reparto in emergenza
di Lorena Loiacono

Roma - Pronto soccorso, reparto in emergenza: al Pertini si richiedono rinforzi mentre è in arrivo lo sciopero regionale. Cresce la criticità da codice rosso nei pronto-soccorsi: all’ospedale Sandro Pertini, in un incontro svoltosi ieri mattina con la Direzione sanitaria della Asl Roma B, i rappresentanti sindacali hanno denunciato una forte carenza di personale «i reparti sono in sofferenza – racconta Stefano Zecchetti, esponente RdB Cub – il personale è lo stesso del ’96, quando avevamo un solo padiglione rispetto ai tre di oggi, salvo poche aggiunte. I reparti sono al completo ed i pazienti, in barella, possono stare anche due o tre giorni al pronto soccorso, nonostante le nostre denunce non abbiamo avuto risposte dalla direzione della Asl Rm B». L’emergenza in realtà dilaga anche sul territorio: «Capita anche che – continua Zecchetti – non si riescano a trovare posti letto neanche negli altri ospedali, contattati tramite fax». Proprio per l’emergenza dei pronto soccorsi è stato indetto uno sciopero regionale per mercoledì 30 gennaio «il grave sovraffollamento causato dalla difficoltà di ricovero – denuncia Massimo De Simone, presidente di Simeu Lazio - determina attese anche fino a tre giorni, spesso in condizioni ambientali precarie». Non è dello stesso avviso però l’assessore alla sanità, Augusto Battaglia: «La situazione nei Pronto Soccorso è sotto controllo anche in presenza di criticità e sono in arrivo ulteriori rinforzi di personale per il sistema dell’emergenza».(ass)

Roma. Tor Vergata "aspetta" il suo Dea...

Roma - Tor Vergata "aspetta" il suo Dea: il Policlinico universitario chiede l’attivazione del Dea di II livello, pronto da mesi, mentre è in arrivo lo sciopero dei lavoratori di "Arcobaleno srl". Lo scorso luglio il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, andò in visita nel nuovissimo reparto di 4000mq predisposto a Tor Vergata per attivare un Dea di II Livello per le emergenze più critiche, dotato di strutture d’avanguardia e di un complesso operatorio di 5 sale, prossimo all’apertura stabilita per gennaio 2008: «La struttura è pronta da mesi per essere operativa ma aspettiamo ancora che arrivi dalla Regione l’attivazione del servizio – denuncia Giuseppe Scaramuzza, responsabile regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale del malato – il Dea di Tor Vergata rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per le emergenze della Capitale». Proprio per discutere del futuro della nuovissima struttura oggi la Direzione generale del Policlinico di Tor Vergata incontrerà l’assessore Battaglia. Ieri intanto l’ispettorato del lavoro ed i carabinieri del Nucleo ispettivo hanno portato avanti le verifiche riguardanti i lavoratori a Tor Vergata della cooperativa Arcobaleno srl «che pur svolgendo prestazioni socio sanitarie sono inquadrati come addetti alle pulizie – denuncia Pio Congi, RdB – saranno in sciopero dalle 7 di lunedì prossimo alle 7 del giorno seguente». (L.Loi./ass)

Milano si prepara ad affrontare una nuova raffica di scioperi...
di Piermaurizio Di Rienzo

Milano si prepara ad affrontare una nuova raffica di scioperi. Si comincia domani con l’agitazione indetta dai sindacati di base del trasporto pubblico locale (Al Cobas - Cub Trasporti, Sama, Faisa Confail e Fildiai Cildi) dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio. Possibili disagi, dunque, alla circolazione di tram, autobus e metropolitane, anche se nelle precedenti manifestazioni proclamate dalle stesse sigle non si sono verificati disservizi sulle linee del metrò, ma solo qualche ritardo per i mezzi di superficie. I motivi dello sciopero sono essenzialmente due: da una parte, il mancato rinnovo del contratto aziendale, dall'altra i disagi sopportati dai lavoratori trasferiti da Atm nelle varie società in cui la stessa azienda si è smembrata....


24 gennaio 2008 - Libero

Pochi infermieri, sale operatorie chiuse
di FRANCESCO DI MAJO

Roma - Gli infermieri sono troppo pochi, oppure quelli che ci sono non hanno smontato dopo la notte passata a lavorare. «Dalle 21 alle 14, orario continuato. Ma alle volte non basta e la sala operatoria - ma lo stesso discorso vale per tutte le altre che sono gestite da reparti che fanno attività specialistica di chirurgia non può lavorare». Così le operazioni devono essere rimandate perché il personale scarseggia. E quello che arriva di rinforzo ha sempre contratti a tempo determinato. Insomma, tutti alle prese con il Piano di rientro finanziario della sanità laziale. Anche il San Camillo. Ma oltre alle criticità croniche di una ogni azienda ospedaliera grande come quella della circonvallazione Gianicolense esiste un problema, ormai divenuto strutturale, sulla mancanza di personale in molti dei reparti dell'ospedale. A denunciare la situazione sono alcuni (molti) infermieri della struttura che hanno chiesto di rimanere nell'anonimato per evitare eventuali ripercussioni sul luogo di lavoro, assicurando però che i sindacati sono pronti a portare nei luoghi istituzionali e di confronto i dati sullo sfruttamento del personale ospedaliero. All'ospedale esistono 3 turni di lavoro, uno dalle 7 alle 14, uno dalle 14 alle 21 e l'ultimo dalle 21 alle 7 del mattino. Il problema è che sono pochi e i lavoratori di turno, spesso sono costretti a fare due turni di seguito per garantire la presenza e il presidio del reparto. Il risultato è che ci sono persone che devono rimanere a lavoro, ad esempio , dalle 7 di mattina alle 21, ininterrottamente. Non solo. Durante il periodo di ferie, essendo il personale insufficiente, per coprire la normale assenza di chi è andato in vacanza, i colleghi devono addirittura fare gli straordinari. «Il problema», ci ha detto una dipendente dell'ospedale, «è che la carenza dell'organico è una carenza di base e non sporadica di un periodo. Siamo costretti a fare turni distruttivi che rendono anche la nostra operatività non produttiva come dovrebbe essere in un ospedale. Dobbiamo fare gli straordinari per coprire i colleghi in vacanza, non è possibile». Non solo questo. Gli infermieri hanno detto che, a volte, in mancanza di personale, sono costretti a chiudere anche la sala operatoria, per evitare che le poche persone presenti a lavoro non siano tali da coprire tutte le mansioni richieste dalla struttura. I lavoratori sono quasi tutti inquadrati con contratti a tempo determinato, anche da 36 mesi, e succede che, in situazioni di estrema necessità, siano fatti degli avvisi pubblici per assumere a breve tempo altro organico per sopperire alla carenza di organico di base. Non a caso, ieri il sindacato Fials Rdb si è scatenato chiedendo alla giunta Marrazzo di «chiarire con la cittadinanza quale politica intende adottare nei mesi a venire riguardo al precariato del personale sanitario. Riteniamo che sia infatti inderogabile formulare un provvedimento che porti alla stabilizzazione degli operatori sanitari precari nei ruoli della sanità pubblica così come è stato sancito da una delibera di giunta regionale per la stabilizzazione occupazionale del personale a contratto che presta servizio negli enti locali del Lazio». «Da quella delibera», sottolinea infatti il segretario regionale della Fials Confsal, Gianni Romano, «sono stati esclusi tutti gli operatori sanitari. La giunta si sta invece prodigando a varare altre due delibere dedicate solo agli operatori sanitari. Entrambe dettano le disposizioni per il contenimento delle spese di personale del Servizio Sanitario Regionale e limitano il turn-over per tutto il 2008 anche per quegli operatori che cesseranno dal servizio per via del raggiungimento dell'età pensionabile». Fra questi ultimi infatti ne potranno essere assunti in deroga solo il 30 per cento e previa decisione di giunta. «È gravissimo che sulla base di questi provvedimenti», concludono i sindacalisti, «che invitano le aziende sanitarie a adottare atti in ordine alla razionalizzazione della rete ospedaliera, all'equilibrio economico e finanziario e la riorganizzazione dei vari reparti di specialistica e diagnostica, in alcune Asl agli operatori sanitari di ruolo viene proposto di mettersi in mobilità d'uscita. L'azienda infatti per loro firmerebbe il nulla osta qualora chiederebbero il trasferimento in un'altra sede».


24 gennaio 2008 - Il Gazzettino

AGITAZIONE UNITARIA
I lavoratori del Fisco protestano per rinnovare il contratto. Manifestazioni il 30 gennaio a Rialto e a Marghera

Venezia - (g.q.) Le agenzie fiscali veneziane si uniscono alle proteste per il rinnovo del contratto nazionale e la posizione di chiusura dell'Aran, l'agenzia che rappresenta la pubblica amministrazione nella contrattazione collettiva. Ad annunciare lo stato d'agitazione Cgil, Cisl, Uil, Salfi/Unsa, Flp, Rdb e Ugl; le sette sigle unite hanno indetto per il prossimo 30 gennaio una giornata d'agitazione. A Venezia, sul ponte di Rialto verrà organizzato un sit-in da parte dei lavoratori, mentre a Marghera, in via Fratelli Bandiera di fronte alla Guardia di Finanza, i manifestanti, con striscioni e bandiere, hanno previsto di attraversare in continuazione la strada.
Il contratto nazionale delle agenzie fiscali (ex-ministero delle Finanze che include dipendenti delle Agenzie delle Entrate, del Demanio, delle Dogane e del Territorio) risale a due anni fa e nelle proteste dei lavoratori è inclusa anche la richiesta di un aumento salariale pari a 115 euro lordi. «C'è una carenza di risorse economiche e di personale - spiega Nicola Lombardi della Flpl Cgil Venezia - che ha gravi ricadute e costringe i dipendenti a straordinari; mentre si tratta di dipendenti di un settore strategico per lo Stato, dato che si occupano del recupero del gettito fiscal».
Sotto accusa da parte delle sigle sindacali anche le disposizioni restrittive in materia di part-time e dei permessi per disabili previsti dalla legge 104, oltre alle trattenute in busta paga (quasi del 30 per cento) per chi si ammala. Alle iniziative locali dei dipendenti delle agenzie fiscali si associano quelle nazionali con assemblee di 15 minuti al principio della giornata lavorativa ed astensione dagli straordinari. Sono state già organizzate manifestazioni di fronte alla Prefettura per il trasferimento a Mestre dell'Ufficio Dogane da via Dante a via Banchina dell'Azoto, una sede, a detta dei dipendenti, irraggiungibile con i mezzi pubblici.


24 gennaio 2008 - Liberazione

Bologna. Discutiamo di Basi militari, dell'aumento delle spese militari e delle missioni "di pace"

Bologna - Discutiamo di Basi militari, dell'aumento delle spese militari e delle missioni "di pace" con Don Gallo della Comunità di San Benedetto di Genova, Lidia Trossi di Disarmiamoli! e Luigi Marinelli della Cub. Alle 21 nella Sala Atc Dozza via San Felice 11.


24 gennaio 2008 - Corriere della Sera

Sindacati di base
Atm, domani sciopero Stop dalle 8,45 alle 15

Milano - Sciopero domani del trasporto locale. L'agitazione è indetta da Cobas e Cub per protestare contro la gestione del servizio nel lotto di Trezzo. Basandosi sull'andamento delle passate proteste indette da queste sigle, la metropolitana dovrebbe funzionare regolarmente. Disagi e corse saltate, invece, per quanto riguarda tram e autobus. Nonostante lo sciopero non sono previste deroghe alle restrizioni alla circolazione imposte dall'ecopass.


24 gennaio 2008 - Affari Italiani

Atm Milano/ Confermato lo sciopero dei sindacati di base per venerdì

Milano - sciopero nazionale delle ferrovie previsto per il fine settimana è stato revocato, si ferma venerdì il trasporto pubblico a Milano per la protesta dei lavoratori Atm di tram, bus e metro. A indire la manifestazione sono le le organizzazioni sindacali di base del trasporto pubblico locale Al Cobas – Cub Trasporti, Sama, Faisa Confail e Fildiai Cildi. In una nota ATM ricorda che "bus, filobus, tram e metropolitane saranno garantiti dall’inizio del servizio mattutino fino alle 8,45 e dalle 15 alle 18. Nelle altre fasce orarie sono possibili disagi causati dall’eventuale astensione dal lavoro del personale. Secondo le statistiche di adesione agli scioperi del passato di queste sigle sindacali, le linee di metropolitana hanno funzionato regolarmente: disagi limitati alle linee di superficie"...


24 gennaio 2008 - Il Giornale

Trambus, i lavoratori occupano la sede

Roma - È stata del 9,8 per cento (dato delle ore 15 fornito da Trambus) l’adesione allo sciopero dei dipendenti della società Trambus Spa che aderiscono ai sindacati di base Cub e Sdl. Un’agitazione che ha spinto una ventina di lavoratori dell’azienda a occupare l’androne della sede Trambus Spa di via Prenestina 45 dopo che gli stessi avevano atteso inutilmente per tre ore un incontro con la direzione aziendale. La Cub ha anche sollecitato l’intervento dei consiglieri comunali. All’appello hanno risposto Luigi Di Cesare e Adriana Spera, il presidente della Commissione Lavoro della Regione Peppe Mariani e quello della Commissione Trasporti Enrico Luciani, che si sono attivati presso l’assessore alla Mobilità e la direzione aziendale per sollecitare l’incontro richiesto. Anche grazie a questa mediazione i manifestanti hanno strappato l’impegno da parte del direttore delle relazioni industriali della Trambus Spa di calendarizzare nella prossima settimana l’atteso incontro. I lavoratori della Trambus hanno così messo fine all’occupazione.

Penati: «Niente Ecopass con lo sciopero»
di Giannino della Frattina

Milano - Il ticket alla prima prova dello sciopero dei mezzi. Succederà domani, quando la città rischia di essere paralizzata dal blocco di bus, filobus, tram e metrò deciso dalle organizzazioni sindacali di base del trasporto pubblico locale: Al Cobas – Cub Trasporti, Sama, Faisa Confail e Fildiai Cildi. Sigle incomprensibili che costringeranno i lavoratori a prendere l’auto. E quindi a pagare, loro malgrado, l’Ecopass. «Un’ingiustizia», il grido d’allarme del presidente della provincia Filippo Penati. Che chiede al sindaco Letizia Moratti di «spegnere le telecamere». Idea che a Palazzo Marino proprio non piace. Mentre la Regione, infatti, come sempre sospenderà il divieto di circolazione dalle 7,30 alle 19,30 per i veicoli più inquinanti, il Comune non è per nulla intenzionato a fare sconti. Un conto è il divieto, spiegano, ma venerdì chi vuole potrà tranquillamente circolare. Certo, pagando. Due, 5 o 10 euro che di questi tempi, e per stipendi non da favola, sono comunque una bella cifra. Solo un piccolo spiraglio ancora aperto con la possibilità, entro questa sera, di un ripensamento.
«In occasioni come questa - la proposta di Penati al sindaco - credo sarebbe giusto sospendere il pagamento dell’Ecopass. Scioperi o particolari manifestazione con la sospensione del trasporto pubblico dovrebbero essere un’occasione per spegnere le telecamere». Il motivo? «È evidente che in questo caso il pedaggio avrebbe davvero un carattere vessatorio». In poche parole diventerebbe una tassa per gli automobilisti che non avranno l’alternativa del mezzo pubblico. «Lo sciopero è già annunciato - aggiunge Penati - ed è prevedibile un blocco o una drastica diminuzione di bus, filobus, tram e metrò. Per chi lavora sarà necessario usare l’auto. Non vedo come, con il servizio pubblico interrotto, si possa chiedere di pagare il ticket».
Al di là del salasso, comunque, ci saranno i disagi. Solitamente maggiori sulle linee di superficie, ma non esclusi anche nelle tre linee della metropolitana. Preservate, almeno di spiacevoli sorprese, le fasce di garanzia con mezzi garantiti dall’inizio del servizio mattutino fino alle 8,45 e nel pomeriggio dalle 15 alle 18. Per informazioni i viaggiatori possono rivolgersi al numero verde Atm 800.808181 (dalle 7,30 alle 19,30 tutti i giorni) e sul sito internet www.atm-mi.it. Brutte notizie, intanto, dalle centraline dell’Arpa. Ancora sopra la soglia martedì il Pm10 che in centro (Verziere) era a quota 55 mg/mq. Quinto giorno consecutivo di sforamento.


24 gennaio 2008 - Gazzetta del Sud

Riunione infruttuosa nella sede romana della "Condotte D'Acqua" sulla vicenda dei 166 lavoratori cassintegrati
Cantiere di Palizzi, la Cub minaccia nuove proteste

Reggio Calabria - Si è tenuta presso la sede romana della ditta "Condotte D'Acqua" l'incontro richiesto dalla Cub (Confederazione unitaria di base) di Reggio Calabria per discutere la questione dell'anticipazione mensile della Cassa integrazione guadagni della rotazione dei 166 lavoratori impegnati nei lavori di costruzione della variante dell'abitato di Palizzi della Statale 106, e della ripresa dell'attività lavorativa entro le 13 settimane dalla data di sospensione dei lavori attuata dalla "Condotte". Secondo una nota diffusa dal sindacato, a firma del responsabile Carmelo Nucera, la Cub rispetto all'accordo sottoscritto dai sindacati confederali il 3 gennaio scorso, ha sottoposto alla ditta alcune richieste di modifiche e proposte integrative. Innanzitutto – si legge – «la ripresa immediata dei lavori su tutto il cantiere, utilizzando i turni già predisposti dall'azienda prima della sospensione dei lavori, utilizzando tutte le unità produttive con la costituzione delle squadre da concordare e facendoli ruotare al fine di mettere in sicurezza il cantiere, considerato che i tempi previsti sono di circa 7 mesi, in attesa del completamento delle indagini in corso della Commissione costituita al fine di accertare le responsabilità dello smottamento del terreno e delle frane abbattutesi sulle gallerie agli imbocchi sulla Statale 106 Palizzi-Bova Marina. Tutto ciò – spiega il sindacato – servirebbe a fare lavorare tutte le maestranze nell'arco di questo periodo di tempo». La Cub chiede poi «una riunione per la costituzione di una commissione congiunta tra i rappresentanti dell'impresa, sindacati e delegati di cantiere per un'attenta verifica sull'applicazione delle norme e sui criteri adottati dall'azienda per l'attuale messa in Cassa integrazione dei lavoratori al fine di conoscere le professionalità degli stessi». Un'alrta richiesta riguarda la «corresponsione mensile della Cassa intergrazione fino alla scadenza per tutti i lavoratori senza anticipazione del Tfr, considerato che la maggioranza degli stessi ha alle spalle solo pochi mesi di lavoro». «Rispetto a tutto quanto è stato proposto da parte della delegazione sindacale della Cub rappresentata da Carmelo Nucera in sede aziendale a Roma e dalle Condotte D'Acqua rappresentata dal rag. Berardi, abbiamo riscontrato – si legge ancora nelal nota sindacale – una netta chiusura nell'affrontare i nodi e i veri problemi del lavoro esistenti all'interno del cantiere per risolverli. A tal senso – prosegue Nucera – è mancata una volontà precisa di venire incontro alle più elementari richieste dei lavoratori da noi avanzate, arroccandosi su posizioni rigide senza entrare nel merito delle questioni per discutere e dare risposte concrete alle esigenze dei lavoratori, tutelando in questo modo i soli interessi aziendali. Abbiamo altresì sottolineato che tale posizione di chiusura aziendale non fa altro che elevare lo stato di tensione tra i lavoratori, che potrebbe sfociare in iniziative di lotte e mobilitazione le cui responsabilità di quanto potrà succedere se non ci sarannno novità concrete sono da addebitarsi esclusivamente alle Condotte D'Acqua e al comportamento del suo gruppo dirigente, il quale continua a pensare che la Calabria è terra di conquista per le grandi imprese che operano nel territorio». «La Cub – conclude la nota – si riserva di intraprendere le dovute iniziative sindacali a difesa e tutela dei diritti e degli interessi dei lavoratori promuovendo per giorno 25 (domani, ndr) alle ore 10.30 un'assemblea dei lavoratori presso la Biblioteca Comunale di Bova Marina.

I sindacati dicono sì al sindaco Vallone
L'Aspsc diventerà una società per azioni

Crotone - Una nota del Comune informa che ieri pomeriggio nella sede dell'Azienda speciale pubblici servizi si è tenuto un incontro promosso dal sindaco Peppino Vallone. Col sindaco hanno partecipato il presidente dell'Asps, Domenico Sperlì, il direttore Giovanni Pugliese, i segretari provinciali confederali e le rappresentanze sindacali aziendali di Cgil, uil e Cisl e le segreterie provinciali di Flaica Cub e Cisal con le rispettive segreterie aziendali. Il comunicato precisa che durante l'incontro il sindaco ha illustrato l'iter procedurale di trasformazione della attuale Azienda speciale in Spa, dando informativa sulle possibili linee di sviluppo della stessa prima della convocazione del Consiglio Comunale. «Le rappresentanze sindacali – si legge nel comunicato – hanno espresso il loro apprezzamento per quanto sin qui fatto e sulle prospettive future dei servizi pubblici locali nonchè sul ruolo che la nuova società avrà in tale contesto». «Le rappresentanze – prosegue la nota – hanno espresso il loro consenso all'operazione ed hanno manifestato vivo compiacimento per il ritorno al controllo pubblico dei servizi». «Ulteriore apprezzamento – conclude la nota – da parte delle rappresentanze sindacali, è stato espresso sulla futura organizzazione e sui nuovi servizi, innovativi, che la nascente società dovrà svolgere».(l.ab.)


24 gennaio 2008 - EPolis nazionale

MOBILITAZIONE
Pubblico Impiego, RdB Cub in piazza

Democrazia sindacale, salario, destrutturazione della pubblica amministrazioni. Per questo le Rdb-Cub pubblico impiego si mobilitano oggi in varie città italiane.


24 gennaio 2008 - La Nuova Venezia

Il 30 gennaio i dipendenti bloccheranno il traffico in via Fratelli Bandiera
Proteste all’Agenzia delle Entrate per il contratto scaduto da due anni
di Gianluca Codognato

Venezia - Scoppia la protesta degli oltre 1.500 lavoratori dell’Agenzia delle Entrate, del Territorio e delle Dogane di Venezia contro il mancato rinnovo del contratto (scaduto da due anni). Una protesta che a livello nazionale, già da ieri, ha scaturito assemblee spontanee di un quarto d’ora alla presenza del pubblico. Ma che nel Veneziano troverà pieno sfogo mercoledì 30 gennaio, con un doppio presidio, dalle 9 alle 11 di mattina. In centro storico, i dipendenti delle Agenzie «occuperanno» il ponte di Rialto e distribuiranno volantini ai passanti. Contemporaneamente in via Fratelli Bandiera, davanti alla caserma Carfù, i manifestanti bloccheranno a singhiozzo il traffico per mezz’ora, percorrendo su e giù l’attraversamento pedonale. A fine giornata, le sette sigle sindacali che partecipano alla protesta (Cgil, Cisl, Uil, Unsa, Flp, RdB e Ugl) consegneranno al Consiglio provinciale un ordine del giorno che riassume i motivi della protesta.
«A livello nazionale sono già cominciate le assemblee spontanee, che continueranno a oltranza - sottolinea Nicola Lombardi, segretario provinciale della Uil Funzione Pubblica - nei prossimi giorni verranno attuati anche i blocchi degli straordinari, che creeranno disagi soprattutto alle Dogane. In più i lavoratori si asterranno dall’utilizzare la propria macchina per i controlli esterni». Le rivendicazioni da parte dei dipendenti di Entrate, Territorio e Dogane riguardano in particolare il rinnovo del contratto con un adeguamento di 115 euro in due anni. Ma non solo. «Chiediamo l’eliminazione della trattenuta sulla busta paga per le malattie inferiori ai 15 giorni - conclude Lombardi - e alcuni interventi sul part-time».


24 gennaio 2008 - Il Secolo XIX

Agenzie entrate e rai in agitazione

QUELLA dei postini non è l'unica vertenza in corso nel panorama nazionale e genovese, dopo le agitazioni dei metalmeccanici dei giorni scorsi. Si mobilitano i dipendenti delle Agenzie delle Entrate e della Rai.
AGENZIE DELLE ENTRATE. Le segreterie provinciali Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Pa, Rdb-Cub, Confsal-Salfi e Intesa, hanno annunciato i termini dello stato di agitazione del personale degli uffici dell'Agenzia delle Entrate e del Territorio e delle Dogane di Genova, in atto dal 21 gennaio, deciso «a seguito del ritardo con cui si è aperta la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da oltre 25 mesi, e considerate le posizioni di assoluta chiusura da parte dell'Aran su tutti i punti posti a base della vertenza, sia economici sia normativi». L'agitazione prevede tra l'altro il ritiro della disponibilità ad utilizzare il mezzo proprio per lo svolgimento dell'attività istituzionale all'esterno, in mancanza di anticipo delle spese di missione; rispetto rigoroso della pausa prevista in riferimento all'utilizzo di videoterminali, contemporaneamente su tutte le postazioni di tutte le Agenzie Fiscali; ritiro della disponibilità a effettuare prestazioni di lavoro straordinario o comunque prestazioni di lavoro al di fuori dell'orario normale di lavoro; assemblee del personale della durata di minuti 10; volantinaggi e comunicazioni all'utenza e agli organi di stampa per illustrare i motivi della vertenza. I dipendenti metteranno in atto inoltre la sospensione dell'attività di informazione e assistenza telefonica, fatto salvo per quei dipendenti cui l'attività rientra tra i propri compiti (a cominciare dal personale addetto ai call-center), mentre i compiti assegnati saranno eseguiti nel rigoroso rispetto della normativa in relazione ai tempi previsti per l'evasione delle pratiche.
LA RAI. In agitazione anche il personale non giornalistico della Rai, che sciopererà domani per l'intera giornata. Il sindacato chiede un nuovo piano industriale. La Slc-Cgil indica le priorità: mantenere le sedi regionali e aumentare le loro produzioni, il ritorno della Rai al ruolo di protagonista delle produzioni televisive, maggiore chiarezza sugli appalti e sulle ragioni del perché molte trasmissioni vengono realizzate all'esterno, la valorizzazione della professionalità e le competenze dei dipendenti. I dipendenti, durante lo sciopero, organizzeranno una delegazione per effettuare un volantinaggio, dalle ore 8 alle ore 9, presso la stazione di Brignole per spiegare le ragioni della protesta.


24 gennaio 2008 - La Repubblica

Tor Vergata. Blitz dei carabinieri al Policlinico

Roma - Ieri mattina l´Ispettorato del lavoro e i carabinieri del Nucleo Ispettivo si sono recati presso il Policlinico di Tor Vergata per verificare la liceità degli appalti nel policlinico romano. L´iniziativa, sollecitata dalle Rdb-Cub, riguarda i lavoratori dell´appalto Arcobaleno srl, che, pur svolgendo prestazioni socio sanitarie, sono da anni inquadrati come addetti alle pulizie.


24 gennaio 2008 - Il Salernitano

UNIVERSITA': DOVE E' FINITO IL NUOVO CONTRATTO?

Salerno - Il 1° gennaio 2006 avrebbe dovuto entrare in vigore il nuovo Contratto Nazionale 2006-2009 e quindi anche l'aggiornamento degli stipendi e del salario accessorio per il biennio 2006 e 2007. Siamo al 25 gennaio 2008 e nulla si è mosso né l'apertura delle trattative per rinnovare un Contratto Nazionale ormai scaduto e nemmeno un tentativo delle Autorita' Accademiche di dare un segnale di apprezzamento ai lavoratori attraverso l'anticipazione dei benefici contrattuali. Anzi siamo qui a constatare che anche la scadenza del 1° gennaio 2008, quella relativa agli incrementi economici del biennio 2008-2009, è saltata. Ricordiamo che i salari dei lavoratori universitari sono fermi al 2005 e che il salario accessorio è congelato ai valori del 2004. Questi ritardi hanno determinato una pesante situazione dei redditi dei lavoratori ed un evidente disincentivo all'impegno dei lavoratori proprio mentre gli atenei chiedono loro sempre più responsabilità, competenze, impegno per fronteggiare la grave crisi che attanaglia il sistema universitario. Se a questo si aggiunge la raffica degli aumenti di prezzi e tariffe già registrati nel 2007 e i previsti per il 2008 e, di più, i continui e reiterati attacchi da parte di illustri professori universitari (ormai consulenti di fatto delle autorità accademiche in tema di gestione del personale) contro i più elementari diritti dei lavoratori ben si capisce la crescente sfiducia dei lavoratori universitari verso le scelte e l'operato delle autorità accademiche. Noi siamo convinti che in questa situazione, nessuno possa sentirsi esente da responsabilità verso i lavoratori e men che meno le autorità accademiche. A loro chiediamo segnali concreti a garanzia dei più elementari diritti dei lavoratori: un intervento per la rapida apertura e chiusura del tavolo per il rinnovo del CCNL 2006-2009, la messaa bilancio di fondi per l'anticipazione dei benefici contrattuali in tutti gli atenei,il confronto sindacale sulla programmazione triennale della spesa.
RdB/CUB Pubblico Impiego - Universita'


24 gennaio 2008 - Il Bologna

Affitti. Gli inquilini proporranno alla proprietà la ripresa dei pagamenti in cambio del ritiro degli sfratti
Si avvicina la svolta per via Pontevecchio

Bologna - L’odissea degli inquilini di via Pontevecchio potrebbe essere finalmente arrivata ad una svolta. La prossima settimana ci sarà un incontro in Comune fra gli affittuari, la proprietà immobiliare Parisio e l’assessore alle Politiche abitative, Virginio Merola. Ieri pomeriggio, intanto, le famiglie che abitano nello stabile fatiscente e in assurde condizioni igieniche di via Pontevecchio hanno incontrato l’assessore, dopo essersi viste recapitare a casa l’ordinanza di sfratto da Carla Menghini, proprietaria dell’edificio. La proposta che saranno alla proprietà sarà quella di ritirare le ingiunzioni di sfratto in cambio della ripresa del pagamento degli affitti. Oggi, invece, sarà la volta dei rappresentanti sindacali dell’Asia-Rdb che seguono la vicenda di via Pontevecchio e ascolteranno la risposta dell’assessore Merola alla loro proposta riguardo l’acquisto, da parte del Comune, dell’immobile. Intanto i lavori ordinati dall’Amministrazione di Palazzo d’Accursio alla proprietà proseguono, ma gli inquilini chiedono a Merola di iniziare i controlli sulla regolarità delle registrazioni dei contratti e delle mappe catastali, inoltre vogliono che vengano fatti gli accertamenti igenico-sanitari dagli uffici preposti. L’incontro di ieri, nell’ufficio dell’assessore a piano terra di Palazzo d’Accursio è durato oltre un’ora. «Con Merola abbiamo una differenza di vedute, - ha spiegato Tiziana Insinga, leader del comitato degli inquilini, all’uscita - è contrario alla nostra scelta di non pagare più l’affitto. Noi però abbiamo usato questa mossa solo come arma per far andare avanti i lavori che ancora non sono terminati». La situazione delle fogne del palazzo, infatti, è ancora critica. La proprietà, però, ha tempo per mettersi in regola, fino a maggio, mese in cui ci sarà l’udienza in tribunale per il procedimento nei suoi confronti intentato dagli inquilini.(P.B.M.)


24 gennaio 2008 - Il Firenze

Campi Bisenzio. Dopo la tempesta delle minacce pseudo Br la Cgil perde 2 delegati, Cisl stabile e la Uil cresce
Gkn, alle elezioni Rsu vittoria dell'ala dura

Firenze - Dopo il terremoto provovocato dalle minacce pseudo Br, i risultati per il rinnovo della Rsu cambiano radicalmente gli equilibri sindacali all'interno dello stabilimento Gkn di Campi Bisenzio. Nei giorni scorsi circa 350 lavoratori su oltre 400 aventi diritto hanno votato per rinnovare la rappresentanza sindacale all'interno della fabbrica metalmeccanica, che produce alberi motore per le principali case automobilistiche. Dopo il caos provocato dal dissenso di parte delle tute blu sull'ultimo accordo tra Rsu e azienda riguardo flessibilità ed orari di lavoro, la Fiom-Cgil esce con le ossa rotte da questa importante votazione aggiudicandosi solo tre rappresentanti rispetto ai precedenti cinque. Gli eletti sono stati nove in tutto, stesso numero della precedente Rsu: a cantare vittoria sono Uilm (3 delegati rispetto ai 2 precedenti) e gli autonomi Flmu-Cub, che sono riusciti a conquistare un rappresentante nonostante la formazione non si fosse mai presentata alle precedenti elezioni di fabbrica. LA FIM-CISL è riuscita a riconfermare il precedente risultato grazie alla elezione di due delegati. Otto eletti su nove sono rappresentanti dei confederali, ma resta comunque di grande significato il successo raccolto dalla Flmu: «Questo risultato è il frutto della lotta intrapresa dai lavoratori Gkn contro il recente accordo sui turni di lavoro e dell’insoddisfazione rispetto al nuovo contratto nazionale - si legge in una nota -. L’affermazione del sindacato di base rappresenta un'alternativa a Cgil, Cisl e Uil». «Siamo gli unici a crescere dopo tutto quello che è successo, questo è un buon risultato», commenta Zanieri della Uilm. Laura Scalia della Fiom crede che «ora sia il momento di cambiare davvero, rifondando il rapporto con i lavoratori». «La grande partecipazione al voto è stata fondamentale - dice Tesi della Fim - ci aspetta un gran lavoro».(CLA.B.)


24 gennaio 2008 - La Nazione

Firenze. TERREMOTO nella rappresentanza sindacale della Gkn...

Firenze - TERREMOTO nella rappresentanza sindacale della Gkn Driveline di Campi Bisenzio: la Fiom/Cgil che aveva la maggioranza dei delegati (5 su 9) ne ha persi 2 e si ritrova con 3 ed è stata raggiunta dalla Uilm/Uil che ne ha guadagnati uno e ora ne ha 3. Stabile la Fim/Cisl con 2 e il 2008 ha segnato l’ingresso di un delegato dei Cub, i sindacati di base, che si sono tenuti fuori dalla battaglia intestina nella sinistra. La Gkn, lo ricordiamo, produce semiassi e giunti per automobili e si è lasciata alle spalle un anno di grande travaglio interno caratterizzato dal ritrovamento di un fantoccio armato di mitra e scritte nei bagni inneggianti alle Brigate Rosse. Altro dato importante, anche da un punto di vista di relazioni sindacali, la Gkn è una delle poche aziende dove il referendum sul welfare è stato sconfitto. Ieri si sono svolte le elezioni dell’Rsu. Su 390 aventi diritto al voto, le schede valide sono state 349 e il risultato è sul piatto: precipita la Fiom, sale la Uilm, tiene la Fim e la novità è il delegato Cub. Inoltre, su 9 delegati soltanto 3 della vecchia Rsu sono stati riconfermati. "Dopo un periodo difficile – commenta il sindacalista Zanieri della Uilm – crediamo che il clima nella Gkn sia tornato alla normalità. Adesso si svolgeranno le assemblee sul contratto, poi riprenderà la contrattazione con l’azienda per alcune questioni sospese".(M.S.Q.)


24 gennaio 2008 - La Stampa

Otto sigle all’audizione in sala Rossa. "Intesa-Sanpaolo non ci informa di nulla"
Il grattacielo spaventa i sindacati
di BEPPE MINELLO

Torino - Se qualcuno nutre dubbi su chi abiterà, un giorno, il grattacielo di Intesa-Sanpaolo ieri mattina è stato tentato di accantonarli. Ben otto organizzazioni sindacali hanno infatti risposto all’invito di tre commissioni consigliari più la conferenza dei capigruppo di Palazzo Civico a parlare della mega fusione e delle connessioni occupazionali col grattacielo. Ce ne sarebbe pure una nona, la Cub-Salca, i sindacati di base per intenderci, ma non essendo graditi ai colleghi, hanno comunicato alla presidente Piera Levi Montalcini, direttrice dei lavori, che si limiteranno a far pervenire una lettera con le loro considerazioni.
Battute a parte, dall’audizione dei rappresentanti dei lavoratori è emersa una preoccupante - almeno per i consiglieri, in particolare di opposizione - disarmonia fra le tranquillizzanti dichiarazioni rese la scorsa settimana del presidente Enrico Salza e dal direttore Piero Modiano anche loro sfilati davanti ai consiglieri comunali i quali, molto presto, dovranno esprimersi sulla variante al piano regolatore che permetterà al grattacielo di Piano di superare i 150 metri, l’altezza limite concessa fino ad oggi dal documento urbanistico.
I sindacalisti all’unisono hanno affermato di aver appreso dai giornali che nel grattacielo potrebbero finire «2500 dipendenti», tra cui la Banca dei territori e le caratteristiche tecniche di massima dell’edificio: «Dall’azienda, ufficialmente, conosciamo solo il piano industriale fino al 2009, dopo per noi è il buio». Concorde è stato il giudizio di pericolo scampato, almeno per ora, rispetto alle minacce di quando nacque la superbanca: «Nessuno è stato licenziato, chi è uscito l’ha fatto d’accordo con la banca e su Torino ci sono pure state assunzioni, più o meno 250». Detto ciò, le preoccupazioni per il futuro rimangono tutte anche se «il fatto di voler investire su un grattacielo è un segnale positivo, ma se l’azienda non ci comunica nulla, come facciamo a dare credito a solo quello che leggiamo sui gionali?».
Parole che hanno dato ali alle tesi della sinistra, non contraria per principio al grattacielo, ma secondo la quale occorrono approfondimenti sull’impatto ambientale e «più garanzie occupazionali da parte della banca» ha detto Monica Cerutti di Sd. Preoccupazioni condivise anche dal centrodestra, da Ravello di An al leghista Carossa: «Qual è l’impatto del grattacielo sul territorio, in particolare la mobilità?». «Giusta preoccupazione quella dell’occupazione - ha detto il Pd Cuntrò - e se per favorirla fosse necessario alzare di 50 piani il grattacielo voterei subito sì». Altre considerazioni, diciamo più ardite, sono arrivate dal comunista Gallo («Per fare la Mole si è discusso dieci anni, possiamo ben discutere anche noi») e da Castronovo (Rifondazione): «La Mole pensata come sinagoga, oggi è un museo del cinema: è giusto quindi preoccuparci di cosa può diventare il grattacielo di Piano». Oggi dirà la sua la sovrintendente Liliana Pittarello.


23 gennaio 2008 - Agg

PUBBLICO IMPIEGO: GIORNATA DI MOBILITAZIONE

ROMA (AGG) (427/2008) - Le Rdb-CUB Pubblico Impiego hanno indetto per il 24 gennaio una giornata di mobilitazione nazionale per rilanciare l’intervento sul terreno della democrazia sindacale, del salario e dei processi di destrutturazione che stanno investendo la Pubblica Amministrazione. Nelle principali città italiane si svolgeranno numerose iniziative: presidi, assemblee cittadine, conferenze stampa. Un’ampia partecipazione è prevista alla manifestazione di Roma, indetta davanti alla sede dell’Aran, dove le RdB-CUB P.I. si recheranno per sciogliere la riserva in merito alla stipula dei contratti nazionali dei comparti Ministeri e Parastato. Con questa iniziativa le RdB intendono porre l’accento sulla grave situazione che il Pubblico Impiego sta attraversando, che determina profonde ripercussioni in tutta la società. Una modifica in senso reazionario investe, secondo le RdB, le relazioni sindacali, attraverso l’esclusione dalle trattative delle organizzazioni che, pur rappresentative, non firmano i contratti nazionali e l’esclusione dei delegati RSU, eletti direttamente dai lavoratori, dagli ambiti dove vengono effettivamente prese le decisioni. I contratti pubblici ormai scaduti e rinnovati con ampio ritardo solo per 3 comparti su 11, senza peraltro alcun recupero del potere d’acquisto del salario; una Finanziaria 2008 che non stanzia alcuna risorsa per il biennio 2008-2009, mentre il governo si sta accordando con Cgil, Cisl e Uil per portare da 2 a 3 gli anni la vigenza dei contratti, determinano un complessivo impoverimento dei lavoratori. L’accelerazione dei processi di destrutturazione della Pubblica Amministrazione, attraverso già avviati processi di privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi, accorpamento di Enti e soppressione di funzioni, chiusura di uffici periferici, produce, secondo le RdB, nell’immediato la perdita di posti di lavoro, ed in prospettiva la riduzione o il taglio di servizi sociali prima garantiti ai cittadini.


23 gennaio 2008 - Ansa

STATALI: DOMANI MOBILITAZIONE RDB-CUB, MANIFESTAZIONE A ROMA

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - Le Rdb-Cub pubblico impiego hanno indetto per domani una giornata di mobilitazione nazionale ''per rilanciare l'intervento sul terreno della democrazia sindacale, del salario e dei processi di destrutturazione che stanno investendo la pubblica amministrazione''. Lo annuncia una nota sottolineando che in varie citta' italiane saranno organizzati presidi e assemblee, mentre a Roma si terra' una manifestazione davanti alla sede dell'Aran, dove le Rdb-Cub incontreranno l'Agenzia sui contratti di ministeri e parastato. Con l'iniziativa di domani, le rappresentanze di base intendono porre l'accento sulla ''grave situazione che il pubblico impiego sta attraversando''. ''Una modifica in senso reazionario investe le relazioni sindacali - continua la nota - attraverso l'esclusione dalle trattative delle organizzazioni che, pur rappresentative, non firmano i contratti nazionali, e l'esclusione dei delegati Rsu, eletti direttamente dai lavoratori, dagli ambiti dove vengono effettivamente prese le decisioni''.

TRASPORTI: CUB, OCCUPATA SEDE TRAMBUS IN VIA PRENESTINA

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - «Una delegazione di circa venti lavoratori Trambus aderenti alla Cub Trasporti ha occupato l'androne della sede Trambus Spa di via Prenestina 45». Lo rendono noto gli stessi lavoratori aderenti alla Confederazione unitaria di base. «La protesta - hanno spiegato i manifestanti - scaturisce dal mancato incontro con la direzione aziendale, incontro chiesto dalla Cub Trasporti sulla piattaforma dello sciopero indetto in Trambus dalla Cub per l'intera giornata di oggi, ed atteso dalla delegazione per oltre tre ore davanti alla sede di via Prenestina». «La Cub - hanno aggiunto i lavoratori - ha richiesto l'intervento di tutti i consiglieri del Comune di Roma. I consiglieri Luigi Di Cesare ed Adriana Spera, il presidente della commissione lavoro della Regione Lazio, Peppe Mariani ed il presidente della commissione trasporti Enrico Luciani si sono attivati presso l'assessore alla Mobilità e la direzione aziendale per sollecitare l'incontro richiesto». I manifestanti rendono noto, inoltre, che proseguiranno l'occupazione fino a che non saranno ricevuti dalla direzione della Trambus spa.

TRASPORTI: RDB CUB, IN MATTINATA ADESIONI SCIOPERO AL 35%

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - I dati sulla astensione dal lavoro nella mattinata, secondo una nota dell'Rdb Cub, registrano un'adesione media allo sciopero del 35%, con punte maggiori in alcuni depositi della capitale. Il sindacato prevede una percentuale superiore nei turni pomeridiano e serale, «dove - si legge nella nota - solitamente si riscontra una maggiore adesione allo sciopero». La Cub Trasporti esprime soddisfazione per il risultato, auspicando «che il segnale dato dai lavoratori trovi riscontro presso la Trambus spa».

TRASPORTI: CUB, CESSATA OCCUPAZIONE SEDE TRAMBUS

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - «I delegati della Cub Trasporti, che questa mattina hanno occupato la sede Trambus in via Prenestina, hanno tolto l'occupazione a fronte dell'impegno per un incontro con il direttore delle relazioni industriali della Trambus Spa, da calendarizzare nella prossima settimana». Lo rende noto la Confederazione unitaria di base. «I lavoratori della Trambus - è spiegato nella nota - manterranno alta la vigilanza e la mobilitazione affinchè l'incontro non solo venga confermato, ma dia risposte concrete sui temi posti dallo sciopero odierno».

TRASPORTI: TRAMBUS, ALLE 10:30 ADESIONI SCIOPERO AL 14%

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - È stata del 14%, secondo una rilevazione della Trambus, che risale alle ore 10:30, la partecipazione dei lavoratori allo sciopero di 24 ore indetto dai sindacati di base Cub e Sdl. Lo ha reso noto l'azienda di trasporto, che, nei giorni scorsi, aveva annunciato che oggi sarebbe stato comunque regolare il servizio della metropolitana, delle ferrovie e dei bus periferici.

TRASPORTI: MARIANI, SOLIDARIETÀ A LAVORATORI TRAMBUS

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - «Esprimo piena solidarietà ai lavoratori della Trambus». È quanto comunica il presidente della commissione lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani, riferendosi ai lavoratori dell'azienda dei trasporti che hanno occupato la sede dell'azienda a via Prenestina. «Ritengo che i motivi della protesta - continua - avvenuta tra l'altro nell'ambito di una giornata di sciopero organizzata dalla RdB Cub Trasporti che ha visto una consistente adesione tra i lavoratori, siano più che condivisibili. Infatti riguardano tematiche come i diritti fondamentali sulla sicurezza sul lavoro, sulla possibilità di godere di giorni di malattia, sui permessi di maternità per le dipendenti. Sollecito quindi - conclude - la direzione di Trambus ad incontrare la delegazione e ad accogliere le legittime richieste dei lavoratori».

SANITÀ: RDB, CARABINIERI E ISPETTORATO LAVORO A TOR VERGATA

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - «Questa mattina l'Ispettorato del Lavoro e i Carabinieri del Nucleo Ispettivo si sono recati presso il Policlinico di Tor Vergata per verificare la liceità degli appalti nel policlinico romano». Ad affermarlo è Pio Congi della Federazione Rdb-cuv . «L'iniziativa - spiega il sindacalista - riguarda i lavoratori dell'appalto Arcobaleno srl, che pur svolgendo prestazioni socio sanitarie sono da anni inquadrati come addetti alle pulizie, pagati come pulitori (circa 6,50 euro lordi l'ora contro i circa 18 erogate alla societ… dalla Regione), mentre in realt… operano direttamente sui pazienti del Servizio Sanitario Nazionale, senza tutele e garanzie». «Da mesi - ha proseguito - abbiamo investito del problema l'assessore alla Sanit… Augusto Battaglia senza altro risultato che un rimpallo di responsabilit… con i dirigenti del Policlinico Tor Vergata. Questa assenza di intervento appare ancor pi— grave se si considera che, qualora venisse accertata l'illiceità dell'appalto in questione, non solo centinaia di lavoratori rischierebbero il posto di lavoro ma tutto il Policlinico si troverebbe nell'impossibilit… di continuare a fornire le prestazioni sanitarie». L'esponente sindacale afferma che «a Tor Vergata ci sono poi altre decine di lavoratori che da anni prestano la loro opera totalmente in nero, senza contratto e precari pi— che mai. Contro questa irresponsabile conduzione i lavoratori dell'appalto Arcobaleno hanno proclamato per luned 28 una intera giornata di sciopero».

TUMORI: RDB, FARE VERIFICHE SU CASI MALATTIA IN REGIONE

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - «Negli ultimi quattro mesi sono morti per tumore alcuni nostri colleghi: abbiamo inviato una lettera al presidente delle Regione Lazio e al presidente del Consiglio regionale per invitare l'ente a verificare l'incidenza delle patologie oncologiche tra gli impiegati». Lo afferma il rappresentante del coordinamento Rdb-Cub Domenico Farina aggiungendo che «da anni la nostra organizzazione si batte su questo tema: la presenza di amianto nella sede della Regione è una realt… nota a tutti». Nella missiva la rappresentanza sindacale di base, richiamando le disposizioni relative alla sicurezza sui posti di lavoro, chiede alla Regione di «effettuare le rilevazioni delle patologie ricorrenti tra gli impiegati, di mettere a punto un rapporto tra le incidenze rilevate dallo screening, per ciascuna patologia, e quelle riscontrate sul territorio regionale». «Ci auguriamo che la Regione metta in atto le nostre richieste - conclude Farina - i troppi casi di tumore riscontrati in questi ultimi mesi, anche tra nostri giovanissimi colleghi, devono rappresentare un campanello d'allarme che non può essere ignorato».

LAVORO: TENARIS DI DALMINE, PER CUB TROPPI CORSI FORMAZIONE

(ANSA) - BERGAMO, 23 GEN - Sono «troppi» i corsi obbligatori per i lavoratori all'azienda Tenaris di Dalmine (Bergamo), specializzata nella produzioni di tubi: lo afferma la Cub. Il sindacato di base contesta il nuovo contratto integrativo, firmato lo scorso mese di luglio con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che prevede corsi una tantum di formazione, sicurezza e aggiornamento da 20 a 50 ore (regolarmente pagati come straordinari) con obbligo di frequenza da parte dei dipendenti. «Viene violato il sacrosanto diritto ad una vita privata - sostiene Sergio Caprini, della FlmUniti-Cub di Bergamo - e per il quale potrebbero esserci gli estremi dell'incostituzionalità. In questo modo, gli operai non hanno più il diritto di amministrare il loro tempo, neppure dopo aver timbrato il cartellino». A sostenere l'iniziativa della Cub sono 61 dipendenti, che ad inizio dicembre hanno dato mandato ad uno studio legale di Bergamo di depositare la richiesta di convocazione obbligatoria delle parti alla Direzione provinciale del lavoro. L'obiettivo è quello di far abrogare l'articolo del contratto aziendale che prevede l'obbligatorietà dei corsi: «L'azienda ha tempo fino al 5 febbraio - sottolinea Caprini -. Senza un accordo, ricorreremo in giudizio».


23 gennaio 2008 - Dire

SANITA'. RDB: CARABINIERI A TOR VERGATA PER VERIFICA APPALTI

(DIRE) Roma, 23 gen. - "Questa mattina l'Ispettorato del lavoro ed i carabinieri del nucleo ispettivo si sono recati presso il Policlinico di Tor Vergata per verificare la liceita' degli appalti nel policlinico romano". E' quanto comunicano, in una nota, i sindacati di base Rdb Cub. "L'iniziativa riguarda i lavoratori dell'appalto Arcobaleno srl, che pur svolgendo prestazioni socio sanitarie sono da anni inquadrati come addetti alle pulizie, pagati come pulitori- spiega Rdb- mentre in realta' operano direttamente sui pazienti del servizio sanitario nazionale, senza tutele e garanzie. Da mesi abbiamo informato del problema l'assessore alla Sanita' Augusto Battaglia senza altro risultato che un rimpallo di responsabilita' con i dirigenti del Policlinico Tor Vergata". I lavoratori dell'appalto Arcobaleno srl del Policlinico Tor Vergata hanno proclamato per lunedi' 28 una intera giornata di sciopero.

TRASPORTI. CONCLUSA OCCUPAZIONE CUB DELLA SEDE TRAMBUS
"OTTENUTO INCONTRO CON DIREZIONE AZIENDALE".

(DIRE) Roma, 23 gen. - I delegati della Cub Trasporti che questa mattina avevano occupato la sede Trambus di Via Prenestina hanno tolto l'occupazione "a fronte dell'impegno per un incontro con il direttore delle Relazioni industriali della Trambus Spa, da calendarizzare nella prossima settimana". Lo fa sapere una nota dello stesso sindacato, precisando che "i lavoratori della Trambus manterranno alta la vigilanza e la mobilitazione affinche' l'incontro non solo venga confermato, ma dia risposte concrete sui temi posti dallo sciopero di oggi".

TRASPORTI. LAVORATORI CUB OCCUPANO SEDE TRAMBUS PRENESTINA
DOPO MANCATO INCONTRO CON DIREZIONE AZIENDALE.

(DIRE) Roma, 23 gen. - Una delegazione di circa venti lavoratori Trambus aderenti alla Cub Trasporti ha occupato l'androne della sede Trambus Spa di via Prenestina 45. "La protesta- si legge in una nota- scaturisce dal mancato incontro con la direzione aziendale, incontro chiesto dalla Cub Trasporti sulla piattaforma dello sciopero indetto in Trambus dalla Cub per l'intera giornata di oggi, e atteso dalla delegazione per oltre tre ore davanti alla sede di via Prenestina". La Cub fa sapere di aver richiesto l'intervento di tutti i consiglieri del Comune di Roma. "I consiglieri Luigi Di Cesare e Adriana Spera, il presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio, Peppe Mariani, e il presidente della Commissione Trasporti, Enrico Luciani- spiega ancora la nota sindacale- si sono attivati presso l'assessore alla Mobilita' e la direzione aziendale per sollecitare l'incontro richiesto". I manifestanti rendono noto che proseguiranno l'occupazione fino a che non saranno ricevuti dalla direzione della Trambus Spa.

TRASPORTI. CUB: ADESIONE SCIOPERO TRAMBUS E' AL 35%
"AZIENDA ASCOLTI SEGNALE DATO DAI LAVORATORI".

(DIRE) Roma, 23 gen. - "Nonostante la confusione generata dalla revoca dello sciopero indetto da altre sigle sindacali, i lavoratori Trambus stanno rispondendo positivamente all'agitazione di 24 ore proclamata per oggi dalla Cub Trasporti. I dati sulla astensione dal lavoro nella mattinata registrano infatti un'adesione media del 35%, con punte maggiori in alcuni depositi della capitale". E' quanto fa sapere una nota dello stesso sindacato, precisando di prevedere "una percentuale superiore nei turni pomeridiano e serale, dove solitamente si riscontra una maggiore adesione allo sciopero". La Cub Trasporti esprime "soddisfazione per il risultato, auspicando che il segnale dato dai lavoratori trovi riscontro presso la Trambus Spa".

TRASPORTI. MARIANI: SOLIDARIETA' A LAVORATORI TRAMBUS

(DIRE) Roma, 23 gen. - "Esprimo piena solidarieta' ai lavoratori della Trambus, attualmente impegnati in una occupazione della sede dell'azienda in via Prenestina". E' quanto afferma Giuseppe Mariani, presidente della Commissione lavoro della Regione Lazio. "Ritengo che i motivi della protesta, avvenuta tra l'altro nell'ambito di una giornata di sciopero organizzata dalla Rdb Cub trasporti, che ha visto una consistente adesione tra i lavoratori, siano piu' che condivisibili- continua Mariani- Infatti riguardano tematiche come i diritti fondamentali sulla sicurezza sul lavoro, sulla possibilita' di godere di giorni di malattia, sui permessi di maternita' per le dipendenti. Sollecito quindi la direzione di Trambus ad incontrare la delegazione e ad accogliere le legittime richieste dei lavoratori".

TRASPORTI. TRAMBUS: ALLE 10.30 ADESIONE SCIOPERO AL 14%

(DIRE) Roma, 23 gen. - La partecipazione allo sciopero dei dipendenti Trambus, indetto dai sindacati di base Cub e Sdl, rilevata alle 10.30 del mattino e' pari al 14%. Lo comunica l'ufficio stampa di Trambus. Lo sciopero terminera' alle 17, per poi riprendere dalla 20 a fine servizio.

TRASPORTI. TRAMBUS: ADESIONE SCIOPERO AL 9,8% ALLE 15.30

(DIRE) Roma, 23 gen. - La partecipazione allo sciopero dei dipendenti Trambus, indetto dai sindacati di base Cub e Sdl, rilevata alle 15.30, e' pari al 9,8%. Lo comunica l'ufficio stampa di Trambus. Lo sciopero terminera' alle 17, per poi riprendere dalle 20 a fine servizio.

CASA BOLOGNA. V.PONTEVECCHIO: VIA SFRATTI E PAGHIAMO AFFITTO
INQUILINI DA MEROLA CHE LI ESORTA A NON DIVENTARE MOROSI

(DIRE) Bologna, 23 gen. - Ritiro degli sfratti in cambio della ripresa del pagamento degli affitti. Sara' questa la proposta che il comitato degli inquilini di via Pontevecchio presentera' direttamente alla proprieta' dell'edificio. Le due parti in causa, in guerra aperta ormai da quasi un anno, si incontreranno infatti in un faccia a faccia la prossima settimana. A sedersi intorno al tavolo per cercare un accordo ci sara' anche l'assessore alla Casa del Comune di Bologna, Virginio Merola, che oggi ha ricevuto una delegazione (circa una decina di persone) in rappresentanza delle famiglie di via Pontevecchio. Lo stesso assessore incontrera' domani i rappresentanti dell'Asia-Rdb, che segue il caso di via Pontevecchio. Il sindacato aveva chiesto al Comune di acquistare lo stabile e domani Merola dara' una risposta. Intanto, l'incontro di oggi con gli inquilini, nell'ufficio dell'assessore a piano terra di Palazzo D'Accursio, e' durato oltre un'ora. "La trattativa e' stata lunga- spiega all'uscita Tiziana Insinga, leader del comitato degli inquilini- con Merola c'era una differenza di vedute". L'assessore, a quanto si apprende, si sarebbe infatti dichiarato contrario alla scelta degli abitanti dell'edificio di non pagare l'affitto. Anche perche', come ammette anche Insinga, "i lavori di ristrutturazione stanno andando avanti: la ditta e' seria e i tetti sono stati finiti". Tant'e' vero che l'ordinanza comunale che intima alla proprieta' di ristrutturare completamente il palazzo, pubblicata per la prima volta agli inizi di aprile dell'anno scorso (con scadenza sei mesi) e' stata nuovamente prorogata."Il non pagare gli affitti e' stata la nostra arma- rivendica pero' il comitato degli inquilini di via Pontevecchio- solo cosi' siamo riusciti a ottenere una ristrutturazione completa. Prima invece- ricorda Insinga- la proprieta' metteva sempre e solo delle toppe". La volonta' degli inquilini di via Pontevecchio, lo dice chiaro e tondo Insinga, e' dunque di "ricominciare a pagare gli affitti". A patto pero' che la proprieta', l'immobiliare Parisio, ritiri i 45 avvisi di sfratto per morosita' e la trentina di lettere di finita locazione. "La proprieta' dice che non puo' fare i lavori perche' non ha soldi- fa sapere Insinga- ma in realta' noi gli affitti non li paghiamo solo da 9-10 mesi". Canoni di locazione che comunque vanno dai 190 a non oltre i 500 euro. La vicenda di via Pontevecchio (l'edificio e' fatiscente per la mancata manutenzione da 40 anni a questa parte) balza agli onori della cronaca nei primi mesi del 2007, con l'ennesimo scoppio delle fognature che provoca l'inagibilita' di molti appartamenti, invasi da ratti e scarafaggi e con i muri intrisi di liquami. Molti inquilini vengono sgomberati dai Vigili del fuoco e affidati ai servizi sociali del Comune. Passata una notte in albergo, pero', sono costretti a tornare in casa loro nonostante la dichiarata inagibilita'. E' cosi' che scatta una lunga battaglia contro la proprieta', che porta gli inquilini a invadere piu' volte il Consiglio comunale chiedendo l'intervento di Merola, la pubblicazione dell'ordinanza sindacale che intima la ristrutturazione dello stabile e la denuncia per inadempienza da parte degli abitanti ai danni dell'immobiliare Parisio, su cui il Tribunale civile ha fissato la prossima udienza a maggio.

BASE VICENZA. SABATO A BOLOGNA SIT-IN "CONTRO" DAVANTI A CCC

(DIRE) Bologna, 23 gen. - La giornata di mobilitazione proposta dal "Forum Mondiale contro la guerra, il liberismo, il razzismo e il patriarcato" vedra' anche a Bologna una iniziativa di protesta contro la costruzione della Base Usa a Vicenza. La newsletter del centro sociale Vag61 annuncia infatti che sabato prossimo, a partire dalle 14.30, verra' organizzato un presidio davanti agli uffici del Consorzio Cooperative Costruzioni, in via Emilio Lepido. A promuovere l'iniziativa e' il "Patto permanente contro la guerra" e il Ccc finisce nel mirino perche' partecipa alla gara d'appalto per la costruzione della Base Usa Dal Molin di Vicenza. "La base militare Dal Molin- si legge sulla newsletter di Vag61- serve per ampliare la capacita' d'intervento dell'esercito statunitense e quindi per intensificare la guerra permanente. Questa iniziativa e' un atto concreto di solidarieta' e condivisione con la lotta portata avanti dai 'No Dal Molin' di Vicenza, che hanno in questi mesi offerto un esempio concreto di come si possa essere per il no alla guerra senza se e senza ma". Le prime adesioni al presidio sono gia' arrivate da "Disarmiamoli", Cub, Cobas, Rete ricercatori precari, Coordinamento studenti medi Iskra, Tpo, Vag61, Crash, Sinistra Critica, Partito comunista dei lavoratori.


23 gennaio 2008 - Omniroma

COLLI PORTUENSI, RDB-CUB:«DOMANI INCONTRO SUL DIRITTO ALL'ABITARE»

(OMNIROMA) Roma, 23 gen - «Nel primo pomeriggio di oggi l'assessore alla Politica della Casa della Regione Lazio, Bruno Astorre, ha ricevuto l'AS.I.A. RdB-Cub e più di venti inquilini di viale dei Colli Portuensi 187, a imminente rischio di perdita degli alloggi in cui vivono da anni, messi in vendita dal Fondo pensione dell'ex Cassa di Risparmio di Trieste ora Unicredit. L'assessore Astorre ha raccolto la proposta dell'AS.I.A. e degli inquilini per l'apertura di un tavolo formale di lavoro, in cui definire gli strumenti e le misure affinché la Regione Lazio avvii un fondo di sostegno all'acquisto degli appartamenti da parte di quegli inquilini che non hanno la possibilità di sostenere le condizioni poste dalla proprietà». Lo comunica, con una nota, RdB-CUB. «Parallelamente l'assessore si è impegnato a scrivere una lettera al Fondo pensione dell'ex Cassa di Risparmio di Trieste - prosegue la nota - e per conoscenza anche alla Gabetti Spa, intermediaria nella vendita, per chiedere che venga immediatamente interrotta la vendita degli appartamenti a terzi. Astorre si è inoltre reso disponibile a organizzare un incontro con le parti in causa. L' l'AS.I.A. RdB esprime soddisfazione per gli impegni assunti dall'assessore, e proseguirà nelle iniziative necessarie ad ottenere il blocco della vendita degli appartamenti dei Colli Portuensi. Sul diritto all'abitare e le politiche per la casa l'AS.I.A. ha organizzato l'incontro pubblico che si terrà domani dalle 17.30, presso la scuola elementare 'Lola di Stefanò in via A. Crivelli 24, a cui ha annunciato la sua partecipazione anche l'assessore Astorre».

TOR VERGATA, RDB-CUB: «ISPEZIONE CARABINIERI AL POLICLINICO»

(OMNIROMA) Roma, 23 gen - «Questa mattina l'Ispettorato del Lavoro e i Carabinieri del Nucleo Ispettivo si sono recati presso il Policlinico di Tor Vergata per verificare la liceità degli appalti nel policlinico romano. L'iniziativa, sollecitata dalle Rdb-Cub, riguarda i lavoratori dell'appalto Arcobaleno srl, che pur svolgendo prestazioni socio sanitarie sono da anni inquadrati come addetti alle pulizie, pagati come pulitori (circa 6,50 euro lordi l'ora contro i circa 18 erogate alla società dalla Regione), mentre in realtà operano direttamente sui pazienti del Servizio Sanitario Nazionale, senza tutele e garanzie». Lo rende noto un comunicato Rdb-Cub. «Da mesi abbiamo investito del problema l'assessore alla Sanità Augusto Battaglia senza altro risultato che un rimpallo di responsabilità con i dirigenti del Policlinico Tor Vergata - dichiara Pio Congi della Federazione Rdb-Cub - Questa assenza di intervento appare ancor più grave se si considera che, qualora venisse accertata l'illiceità dell'appalto in questione, non solo centinaia di lavoratori rischierebbero il posto di lavoro ma tutto il Policlinico si troverebbe nell'impossibilità di continuare a fornire le prestazioni sanitarie. Al Policlinico Tor Vergata ci sono poi altre decine di lavoratori che da anni prestano la loro opera totalmente in nero, senza contratto e precari più che mai. Intanto oltre il 70% del bilancio regionale è assorbito dal Servizio Sanitario, e la gran parte di esso va ai privati per un acquisto di beni e servizi, che spesso nasconde soltanto un'intermediazione di mano d'opera vietata della legge. Contro questa irresponsabile conduzione del Servizio Sanitario Regionale i lavoratori dell'appalto Arcobaleno srl del Policlinico Tor Vergata hanno proclamato per lunedì 28 una intera giornata di sciopero, che si svolgerà dalle 7 del 28 alle 7 del 29 gennaio».

TRASPORTI, MARIANI (VERDI): «SOLIDARIETÀ A LAVORATORI TRAMBUS»

(OMNIROMA) Roma, 23 gen - «Esprimo piena solidarietà ai lavoratori della Trambus, attualmente impegnati in una occupazione della sede dell'azienda a via Prenestina». Lo dichiara in una nota Peppe Mariani, presidente della commissione lavoro della Regione Lazio. «Ritengo che i motivi della protesta, avvenuta tra l'altro nell'ambito di una giornata di sciopero organizzata dalla RdB Cub trasporti, che ha visto una consistente adesione tra i lavoratori, siano più che condivisibili - continua Mariani - Infatti riguardano tematiche come i diritti fondamentali sulla sicurezza sul lavoro, sulla possibilità di godere di giorni di malattia, sui permessi di maternità per le dipendenti». «Sollecito quindi la direzione di Trambus ad incontrare la delegazione e ad accogliere le legittime richieste dei lavoratori», conclude Mariani.

TRASPORTI, CUB: «OCCUPATO ANDRONE SEDE TRAMBUS»

(OMNIROMA) Roma, 23 gen - «Una delegazione di circa venti lavoratori Trambus aderenti alla Cub Trasporti ha occupato l'androne della sede Trambus Spa di via Prenestina 45». Lo rende noto un comunicato Cub Trasporti. «La protesta - si legge nella nota - scaturisce dal mancato incontro con la direzione aziendale, incontro chiesto dalla Cub Trasporti sulla piattaforma dello sciopero indetto in Trambus dalla Cub per l'intera giornata di oggi, e atteso dalla delegazione per oltre tre ore davanti alla sede di Via Prenestina. La Cub ha richiesto l'intervento di tutti i consiglieri del Comune di Roma. I consiglieri Luigi Di Cesare e Adriana Spera, il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Peppe Mariani ed il presidente della commissione Trasporti Enrico Luciani si sono attivati presso l'Assessore alla Mobilità e la Direzione aziendale per sollecitare l'incontro richiesto. I manifestanti rendono noto che proseguiranno l'occupazione fino a che non saranno ricevuti dalla direzione della Trambus Spa».

TRASPORTI, CUB: «TERMINATA OCCUPAZIONE SEDE TRAMBUS»

(OMNIROMA) Roma, 23 gen - I delegati della Cub Trasporti che questa mattina hanno occupato la sede Trambus di via Prenestina, riferisce una nota, «hanno tolto l'occupazione a fronte dell'impegno per un incontro con il direttore delle Relazioni Industriali della Trambus Spa, da calendarizzare nella prossima settimana. I lavoratori della Trambus manterranno alta la vigilanza e la mobilitazione affinché l'incontro non solo venga confermato, ma dia risposte concrete sui temi posti dallo sciopero odierno».

TRASPORTI, CUB: IN MATTINATA ADESIONE SCIOPERO TRAMBUS AL 35%

(OMNIROMA) Roma, 23 gen - «Nonostante la confusione generata dalla revoca dello sciopero indetto da altre sigle sindacali, i lavoratori Trambus stanno rispondendo positivamente all'agitazione di 24 ore proclamata per oggi dalla Cub Trasporti. I dati sulla astensione dal lavoro nella mattinata registrano infatti un'adesione media del 35%, con punte maggiori in alcuni depositi della capitale. La CUB prevede una percentuale superiore nei turni pomeridiano e serale, dove solitamente si riscontra una maggiore adesione allo sciopero». Lo comunica Cub Trasporti. La CUB Trasporti «esprime soddisfazione per il risultato, auspicando che il segnale dato dai lavoratori trovi riscontro presso la Trambus Spa».

TRASPORTI, SCIOPERO TRAMBUS: ALLE 10.30 ADESIONE AL 14%

(OMNIROMA) Roma, 23 gen - Alle 10,30 è stata del 14% l'adesione allo sciopero dei dipendenti della società Trambus Spa che aderiscono ai sindacati di base Cub e Sdl. Lo comunica Trambus.

TRASPORTI, SCIOPERO TRAMBUS: ALLE 15.30 ADESIONE AL 9.8%

(OMNIROMA) Roma, 23 gen - Alle 15.30 è stata del 9.8% l'adesione allo sciopero dei dipendenti della società Trambus Spa che aderiscono ai sindacati di base Cub e Sdl. Lo comunica Trambus.


23 gennaio 2008 - Adnkronos

ROMA: CUB TRASPORTI OCCUPA SEDE TRAMBUS DI VIA PRENESTINA

Roma, 23 gen. - (Adnkronos) - Una delegazione di circa venti lavoratori Trambus aderenti alla Cub Trasporti ha occupato l'androne della sede Trambus Spa di Via Prenestina 45. Lo comunica in una nota la Cub Trasporti spiegando che la protesta scaturisce dal mancato incontro con la direzione aziendale. Incontro chiesto dallo stesso sindacato sulla piattaforma dello sciopero indetto in Trambus dalla Cub per l'intera giornata di oggi, ed atteso dalla delegazione per oltre tre ore davanti alla sede di Via Prenestina. La Cub ha richiesto l'intervento di tutti i consiglieri del Comune di Roma. I consiglieri Luigi Di Cesare ed Adriana Spera, il Presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio Peppe Mariani ed il Presidente della Commissione Trasporti Enrico Luciani si sono attivati presso l'Assessore alla Mobilità e la Direzione aziendale per sollecitare l'incontro richiesto. I manifestanti rendono noto che proseguiranno l'occupazione fino a che non saranno ricevuti dalla direzione della Trambus Spa.

ROMA: CUB TOGLIE OCCUPAZIONE ALLA TRAMBUS, OTTENUTO INCONTRO
PROSSIMA SETTIMANA DELEGAZIONE VEDRA' IL DIRETTORE RELAZIONI INDUSTRIALI

Roma, 23 gen. - (Adnkronos) - I delegati della Cub Trasporti che questa mattina hanno occupato la sede Trambus di Via Prenestina hanno tolto l'occupazione a fronte dell'impegno per un incontro con il direttore delle Relazioni Industriali della Trambus Spa, da calendarizzare nella prossima settimana. I lavoratori della Trambus manterranno alta la vigilanza e la mobilitazione affinche' l'incontro non solo venga confermato, ma dia risposte concrete sui temi posti dallo sciopero odierno.


23 gennaio 2008 - Toscana Radio News

Campi B.zio, elezioni RSU GKN

Firenze - Nelle giornate del 21 e 22 gennaio si sono svolte le elezioni dei rappresentanti sindacali RSU alla GKN di Campi Bisenzio (Fi). I risultati hanno visto la buona affermazione della lista del sindacato di base FLMUniti-CUB che, presente per la prima volta alle elezioni sindacali, ha ottenuto il 21% circa dei voti con 1 rappresentante eletto su 6 RSU. (Toscana Radio News)


23 gennaio 2008 - La Repubblica

Trasporti. Oggi bus a rischio dalle 8.30 scioperano i comitati di base

Roma - Bus a rischio oggi per lo sciopero indetto dai lavoratori di Trambus aderenti alla Cub Trasporti. Stop al servizio dalle ore 8.30 alle ore 17 e dalle ore 20 a fine turno; impiegati e operai sciopereranno per l´intero turno. «I lavoratori della Trambus Spa - spiega una nota sindacale - protestano contro la repressione in atto nei confronti di molti dipendenti, che dopo assenza per malattia stanno ricevendo lettere di preavviso di licenziamento».


23 gennaio 2008 - Il Resto del Carlino

Ancona. REGOLARIZZAZIONE dei precari all’Università...

Ancona - REGOLARIZZAZIONE dei precari all’Università Politecnica delle Marche, nessun passo indietro da parte dei sindacati dell’Rsu. Confermato lo sciopero della fame da parte di alcuni membri del sindacato Odbc confermata l’occupazione del Rettorato. Il provvedimento, arrivato lunedì sera dopo l’ennesima fumata nera, incassa intanto la solidarietà di tutte le sigle sindacali in seno all’università anconetana, mentre gli organizzatori della protesta preparano altre iniziative di lotta: «Una università che non ha certo problemi economici — spiegano Francesco Graziosi e Rino Diano dell’Rdb —_ ha dimostrato un’enorme indifferenza sociale, specie da parte dei docenti e degli organi accademici. Ci sono colleghi che attendono ormai da troppi anni di abbandonare la loro posizione di precarietà per avere un minimo di certezza per il futuro visto, tra l’altro, il livello misero degli stipendi. La disponibilità a stabilizzarne solo una minima parte non poteva essere accolta come un dato positivo». La risposta del Politecnico non si è fatta attendere. Riassumendo il senso delle parole del Rettore, Marco Pacetti, l’università presenta i suoi sforzi fatti sul fronte assunzioni e dall’altra punta sui concetti della meritocrazia e dell’equilibrio finanziario: «Il sindacato — si legge in una nota — si dimostra insensibile ai problemi del riequilibrio finanziario dei bilanci, di trasparenza e di meritocrazia sul fronte delle assunzioni nel pubblico impiego. L’ateneo gode di una riconosciuta solidità finanziaria che intende mantenere ed è lontano da una visione di ente pubblico puro erogatore di stipendi con funzioni di ammortizzatore sociale. Allo stesso tempo privilegiamo l’investimento sul personale, l’assunzione di giovani ricercatori in modo da evitare la fuga dei talenti e contribuire allo sviluppo del territorio di riferimento». Le distanze tra ateneo e sindacati sono ampie e non si vede come tale distanza possa essere rimarginata: «Il consiglio di amministrazione ha deliberato all’unanimità l’avvio di una prima tranche di assunzioni fino al 2009 per un numero di 17 precari da stabilizzare. Ricordiamo che da questo mese di gennaio 2008 l’amministrazione ha già assunto altri 8 precari in base alla procedura del merito».


23 gennaio 2008 - Il Messaggero

Ancona. Un sit-in in programma per venerdì...

Ancona - Un sit-in in programma per venerdì, a partire dalle 14, sotto i portici del Rettorato di corso Stamira, per rivendicare la mancata stabilizzazione di 34 precari impiegati come tecnici e personale amministrativo nelle Università di Ancona. Proseguirà così la protesta dei sindacati Flc-Cgil, Cisl, Uil e la Rsu dell'Ateneo dorico dopo l'occupazione simbolica di lunedì sera ad opera dei rappresentanti del sindacato di base Francesco Graziosi e Rino Diano che hanno dormito in Rettorato avviando lo sciopero della fame. Sotto accusa l’operato rettore Marco Pacetti e del direttore amministrativo Luisiana Sebastianelli che, a detta dei sindacati, lunedì non hanno voluto mettere nero su bianco le rassicurazioni circa la stabilizzazione dei 34 precari ancora senza un contratto fisso durante la riunione programmata. I rappresentanti dei lavoratori insistono su una modifica del regolamento. «Meritocrazia ed equilibrio finanziario», risponde l'Università Politecnica delle Marche. «Il consiglio di amministrazione - sottolinea una nota dell'Ateneo - ha deliberato all'unanimità e quindi anche con il voto dei rappresentanti del personale una prima tranche di assunzioni fino al 2009, per un totale di 17 precari da stabilizzare. A gennaio poi sono stati assunti altri 8 precari con un concorso che ha visto premiare il merito». «E quindi del tutto infondata - continua la nota - la tesi secondo cui l'Università non riserva sufficiente attenzione al problema della precarietà del lavoro». Chissà che le carte non cambino venerdì, durante l'attesissimo consiglio di amministrazione.(Ma.Verd.)

Latina. Un’intera giornata di stasi per il servizio urbano di raccolta dei rifiuti...

Latina - Un’intera giornata di stasi per il servizio urbano di raccolta dei rifiuti. Lo avevano annunciato e, in mancanza di un cenno da parte dell’azienda, hanno mantenuto fede alla promessa scegliendo, compatti, la via della protesta. Un giorno di sciopero, il primo, annunciano i sindacati, di una lunga serie, se da Latina Ambiente non arriveranno i chiarimenti richiesti e le garanzie sul futuro dei lavoratori.
Perché la posta in palio è alta, precisano Cisl, Cobas, Ugl e Confsal, e non riguarda soltanto la questione urgente dei precari, «ma la natura stessa dei rapporti tra la società, il Comune e le organizzazioni sindacali». Prima di Natale, alla scadenza di 60 contratti interinali, i precari avevano invaso l’aula consiliare del Comune e ottenuto una proroga di un mese del rapporto di lavoro con la società, con le relative assicurazioni di una futura, progressiva stabilizzazione. Ad oggi su quegli stessi contratti, di nuovo in scadenza, non si dice più nulla. E così i sindacati riarmano i dipendenti e incrociano le braccia, tornando a chiedere un tavolo di confronto con amministrazione e spa.
L’obiettivo è chiedere la piena applicazione di un ordine del giorno approvato nel Consiglio comunale dello scorso 21 dicembre che, per la verità in modo piuttosto vago, indicava alla Latina Ambiente la via della stabilizzazione. Da allora non una parola sui precari, nonostante la spa abbia attinto a piene mani dal lavoro interinale, ben oltre la soglia dell’8% sulla forza lavoro complessiva prevista per la categoria. «Riteniamo che l’atteggiamento della società sia oltremodo da condannare – dicono i sindacati - si continuano infatti ad utilizzare i lavoratori nelle dispute personali con l’amministrazione». Ma ce n’è abbastanza anche per il Comune, per quell’atteggiamento «troppo timido», poco risolutivo e del tutto «fuori luogo» in una vicenda come questa. Sul tavolo di discussione resta poi la crisi irrisolta dell'azienda, che già il mese scorso aveva provocato una graduale riduzione degli orari di lavoro e messo addirittura a rischio le tredicesime degli operai regolarmente assunti. Il braccio di ferro, dunque, continuerà.(La.Pe.)


23 gennaio 2008 - La Nuova Sardegna

Venerdì manifestazione per il rinnovo del contratto
Sportelli aperti a singhiozzo in tutti gli uffici delle Entrate

CAGLIARI - I dipendenti delle agenzie fiscali sono sul piede di guerra: venerdì prossimo si ritroveranno sul marciapiede davanti alla Direzione regionale delle Entrate, in via Bacaredda, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da più di due anni. In una nota firmata da Cgil, Cisl, Uil, RdB e Salfi si spiega che «mentre per altri comparti del pubblico impiego i contratti sono stati chiusi, nelle agenzie fiscali gli aumenti salariali sono legati alla rinuncia a parte dei diritti. La protesta sarà articolata «fino allo sblocco della vertenza» con assemblee da svolgersi tutti i giorni in orario di sportello. I sindacati invitano poi i dipendenti ad astenersi da eventuali mansioni superiori «rispettando rigidamente le procedure previste per l’espletamento dei servizi di istituto».


23 gennaio 2008 - Il Manifesto

E in Italia il movimento sarà no war. E no Dal Molin
Nel mirino il rifinanziamento della missione in Afghanistan, le spese militari e le basi Usa-Nato. Ma anche il Kosovo
di Stefano Milani

Roma - Il 26 gennaio anche per l'Italia è Global action day, la giornata di lotta indetta al Forum sociale mondiale di Nairobi dello scorso anno. Ma se nel mondo si privilegeranno i temi sociali, il filo rosso che accomunerà tutte le manifestazioni del sabato italiano sarà la lotta alla guerra. In tutti i suoi aspetti e in tutte le sue forme: dal ritiro delle truppe nelle zone «calde» del mondo alla chiusura delle basi militari, dall'opposizione a che se ne costruiscano di nuove (a partire da Vicenza con il Dal Molin) alla riduzione delle spese militari, fino alla chiusura di caserme e fabbriche d'armi, «magari riconvertendole in unità abitative», propone il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi. A prendere parte alle diverse iniziative ci saranno tutte le anime del social forum (e del movimento pacifista di qualche anno fa), dall'Arci alla Rete Lilliput fino a quelle più radicali che il 9 giugno scorso scesero in piazza contro la visita di Bush a Roma: Action, Cobas, Global meeting network, Partito comunista dei lavoratori, RdB, Red Link, Rete dei Comunisti, Rete Disarmiamoli, Sinistra critica. Tutti a manifestare il 26, ma con lo sguardo rivolto un po' più in là, alla scadenza di marzo dove il parlamento sarà chiamato al voto sul rifinanziamento delle missioni militari all'estero. Al proposito c'è anche in previsione la possibilità di una manifestazione nazionale a Roma. Ci si domanda però quale parlamento dovrà gestire la «patata bollente». La crisi di governo aperta in queste ore fa prefigurare gli scenari più diversi. O forse no, visto che sulle missioni internazionali il Palazzo ha sempre partorito un «sì» largamente bipartisan. «Vorrei sapere come Rifondazione si porrà a marzo», scuote i suoi Elettra Deiana del Prc, vicepresidente alla commissione Difesa. «Il giudizio sulla politica estera di questo governo - aggiunge - è altamente negativo, direi un fallimento totale nonostante Prodi continui a dire il contrario». Afghanistan, ma non solo. «Ora ci chiederanno - continua - anche di votare per il finanziamento del Kosovo, stiamo proprio varcando ogni limite di buon senso. Certo che se il governo non cade ora a marzo rischia davvero grosso». Comunque, indipendentemente da chi ci sarà da qui a un mese a guidare il paese, il messaggio del 26 gennaio non cambia. «Dovrà essere una giornata contro l'insieme della politica militarista italiana», dicono gli organizzatori. E gli elementi di dissenso non mancano. Le spese militari che sono aumentate (del 24%) «a tutto danno delle spese sociali, di quelle destinate al lavoro e al reddito dei settori popolari», aggiunge Bernocchi. Così come sono aumentati i siti bellici disseminati nel territorio. Fitto il programma di mobilitazioni. I No Dal Molin saranno a manifestare davanti alla base di Vicenza. A Brescia ci sarà un presidio all'area militare di Ghedi. A Milano si terrà un «Girotondo impertinente» per manifestare contro la decisione del sindaco Moratti di vietare l'asilo ai figli degli stranieri senza permesso di soggiorno. Due i sit-in in programma a Roma: uno davanti al ministero della Difesa, l'altro all'Ambasciata Usa. Mentre al campo rom di via Cantoni in un «Giorno di ordinaria memoria» si ripercorreranno storia e tradizioni della cultura rom. Mobilitazioni anche in Sicilia con un'azione intorno alla base americana di Sigonella. Si potrà inoltre firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare che chiede la desecretazione di tutti gli accordi militari, la riconversione delle strutture militari in strutture civili e la sospensione dei progetti di nuove basi in corso.


23 gennaio 2008 - Corriere della Sera

Venerdì sciopero Atm E da lunedì ferme le Poste

Milano - I milanesi si muovono al rallentatore. E ancor più lenta viaggia la loro corrispondenza. Venerdì prossimo vita difficile per chi usa i mezzi: è previsto uno sciopero di Cobas e sindacati di base.
Se andrà come in passato, il metrò funzionerà.
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23 gennaio 2008 - Il Secolo XIX

AUTOFERROTRANVIERI
Riorganizzazione Ami-Amt in stallo, sindacati sul piede di guerra
Dure critiche all'operato della giunta, avviate le procedure in vista di uno sciopero. Il Comune: pronti a un confronto

Genova - SINDACATI degli autoferrotranvieri sul piede di guerra per la situazione di stallo della trattativa per portare a liquidazione Ami e al reintegro in Amt dei suoi dipendenti.
La trattativa sembrava essere quasi giunta in porto, ma a poche ore dalla firma dell'accordo tra rappresentanti dei lavoratori e Comune di Genova si è bloccata per il complicarsi del quadro finanziario che consentirebbe la quadratura del cerchio e la salvaguardia dell'occupazione. Così oggi, con un comunicato congiunto, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal condannano duramente l'operato della giunta comunale dichiarando l'inizio delle procedure che potrebbero condurre (tra una ventina di giorni) a uno sciopero di autisti e dipendenti delle due aziende.
«È inaccettabile che il Comune non preveda per una delle sue più importanti società un piano di ricapitalizzazione e un piano industriale fattibile, ma si limiti a far quadrare i conti magari risparmiando qualche euro sulla pelle dei lavoratori - recita la nota congiunta dei sindacati - respingiamo i comportamenti dell'amministrazione sia nel merito che nel metodo». I sindacati temono la messa in liquidazione "forzata", a breve, dell'azienda che oggi si occupa di parcheggi, manutenzione degli autobus e progetti di infomobilità. A rendere possibile l'eventualitàè la convocazione straordinaria dell'assemblea dei soci convocata dal cda di Ami a causa della riduzione di un terzo del capitale sociale. «Questa volta - dicono i rappresentanti dei lavoratori - non accetteremo la trattativa condizionata dal rischio di fallimento. Chi gestisce questo progetto dovrà tenere conto dei rapporti sindacali che fino a oggi hanno caratterizzato fasi delicate come quella della scissione di Amt. Diversamente si assumerà la responsabilità politica di fronte ai lavoratori che, tra l'altro, non hanno scelto di andare nella costituenda Ami, ma vi sono stati spediti come pacchi postali». «Sindacati e lavoratori - si conclude nella nota - difenderanno con ogni strumento possibile sia il loro futuro, sia il loro contratto». La risposta di Paolo Pissarello, vicesindaco e assessore alla Mobilità, si è ieri fatta attendere solo poche ore. «Abbiamo insieme alle organizzazioni sindacali la comune necessità di portare a buon fine la riorganizzazione di Amt e Ami in tempi brevi - dice il vice di Marta Vincenzi - lo dobbiamo ai lavoratori, che hanno dimostrato in questi anni professionalità e impegno a seguito della scissione, lo dobbiamo ai cittadini che non possiamo continuare a gravare di tasse e a cui dobbiamo garantire servizi efficienti di trasporto pubblico. Sono pronto anche da domani a concludere il confronto per la definizione del quadro di riferimento politico finale che posso già dire garantirà i lavoratori in forza ad Ami». Intanto un altro sindacato, la Cub Trasporti Liguria, ha annunciato ieri che si costituirà«in tutte le sedi legali competenti per ottenere il risarcimento dei soldi sperpertati con la divisione Amt-Ami».(d.gri.)


23 gennaio 2008 - Gazzetta del Sud

Sinatra dà il via libera ai trasferimenti alle partecipate: si opererà in "dodicesimi" fino all'approvazione del Previsionale 2008 del Comune
Atm e rifiuti, garantiti servizi e stipendi
Bernava su trasporto pubblico, poteri di Alecci e interventi strutturali: «Commissariamento tecnico»
di Francesco Celi

Messina - Domani gli stipendi sui conti correnti dei dipendenti Atm. I tempi non potevano essere più celeri. Lo si sapeva. Da giovedì scorso, quando s'è deciso comunque di forzare la mano imponendo alla città sei giorni consecutivi di interruzione del servizio. Il commissario Sinatra, al di là degli impegni assunti, specie con il prefetto Alecci, e dei trasferimenti finanziari, ha contestualmente impegnato le somme "in dodicesimi" sia per l'Azienda dei trasporti che per l'Ato 3; a quest'ultima il compito di "girarle" a MessinAmbiente per far fronte agli emolumenti dei lavoratori della Spa cui è delegata la raccolta e il conferimento in discarica dei rifiuti urbani. Seppellita, se così si può dire, ogni ulteriore tentazione conflittuale. Sebbene, coi tempi che corrono, convenga sempre meglio diffidare. Le ultime da Palazzo Zanca, mentre autobus e tram sono tornati ad andare incontro alle esigenze di studenti, pensionati, in generale di coloro che non vogliono o non possono far leva su un proprio mezzo: servizi – pagati dalla collettività e depredati dalla politica – riattivati ieri mattina alle 4. Autorizzati dunque da Sinatra, con i poteri della Giunta, nelle more dell'approvazione del Previsionale 2008 del Comune e connesso Piano industriale finanziario dei servizi erogati dall'Ato, l'impegno e la liquidazione delle spese dei servizi di igiene. Per gli oneri ordinari verrà garantito, ogni mese, un dodicesimo di 23 milioni 852 mila euro, oltre le spese di funzionamento della società. Per lo smaltimento di rifiuti, trattamento e trasporto, il "dodicesimo" sarà relativo agli 8 milioni 51 mila euro previsti. L'altro fronte torrido dell'Atm. Autorizzati gli uffici municipali, sempre fino all'approvazione del Previsionale 2008 del Comune, ad adottare gli atti di impegno e di liquidazione relativi ai costi sociali nel limite, per ciascun mese, ovviamente, di un dodicesimo dello stanziamento definitivo di 12 milioni 698 mila euro. Il provvedimento mette il sigillo sul milione 58 mila euro già trasferiti per pagare gli stipendi di dicembre. Al presidente Providenti e al Cda, esortati da molte sigle sindacali a sgomberare il campo, il compito invece di procedere lungo il percorso di risanamento aziendale e trasformazione dell'Atm in società per azioni. Anche, ma non è certo questa la ragione principale, per captare quei finanziamenti regionali – 12 milioni di euro – che altrimenti non arriverebbero. Riduzione degli sprechi, quanti contratti inutili; produzione di nuovo reddito (miglior utilizzo di officine e parcheggi; pubblicità); razionalizzazione del personale le sfide da vincere, come esorta da tempo Maurizio Bernava. Ancora ben lungi dall'affievolirsi, infine, l'onda lunga della frattura sindacale. Adesso – Cgil e Cisl da una parte; Uil, Ugl e sindacati di base dall'altra – provano a mettere insieme i cocci di rapporti andati, sul fronte Atm, in frantumi. E, soprattutto, mettere ordine all'interno delle proprie organizzazioni. Il direttivo e la segreteria aziendale della Fit Cisl, la segreteria del settore autoferrotranviari, la segreteria provinciale Fit e della Ust Cisl, quindi il sindacato in tutte le sue articolazioni, «invitano i propri associati a partecipare a un confronto e a un approfondimento sull'azione della Cisl in merito alla vertenza per le prospettive di rilancio dell'Azienda». Appuntamento domani alle 11 nell'auditorium di via La Farina. Appuntamento al quale il segretario generale Maurizio Bernava arriva con le idee chiare: «Sono ormai ineludibili gli interventi strutturali, perché l'Atm non può vivere solo con i trasferimenti comunali o con i contributi regionali. E gli interventi strutturali devono essere collegati ai poteri speciali in tema di viabilità conferiti, già pienamente, al prefetto Alecci. Per il resto», prosegue Bernava, «va fatto decadere il Cda e soprattutto va promosso un commissariamento tecnico dell'Azienda al di fuori delle logiche politiche. Un anno per rilanciare l'azienda. Sia chiaro», argomenta Bernava, «almeno 3 dei 17 punti dell'ordinanza di protezione civile toccano il trasporto pubblico locale». Infine, gli aspetti che riguardano la divisione sindacale: «C'è stato», spiega Bernava, «almeno per quello che attiene alla nostra sigla, maggioritaria all'Atm, un deficit di comunicazione tra i dirigenti sindacali e gli iscritti», molti dei quali hanno preso parte al corteo di avant'ieri malgrado la Cisl non vi avesse aderito. «Ci sarà un cambio ai vertici aziendali», preannuncia Bernava. «In generale», e qui si amplia l'analisi, «nelle vertenze bisogna usare più la testa che i muscoli. Perdippiù scontiamo, in questa fase, la grave e totale assenza della politica».


23 gennaio 2008 - L'Eco del Chisone

Perosa, nell'incontro organizzato da Alp prevale la sfiducia
La crisi vista dai lavoratori
Rimproveri per i politici locali: «L'unico dibattito è stato di An»
di Luca Prot

Perosa - «Questa settimana in Manifattura c’erano i tecnici della NewCocot, interessata a comprarci. La valutazione è andata avanti diversi giorni e si dice che la settimana prossima ci saranno gli altri acquirenti». Notizia, quest’ultima, non confermata. La prima invece sì, e alle lavoratrici della Legnano lascia intendere che i giochi per la cessione dello stabilimento perosino al gruppo multinazionale sarebbero in corso ma non conclusi. All’incontro indetto dal sindacato Alp-Cub per un confronto tra i lavoratori delle industrie valligiane, venerdì 18 a Perosa, raccontare indizi e deduzioni era un modo per placare l’incertezza. Le questioni principali: Manifattura di Perosa, Omvp e Sachs Zf di Villar. In tutto un migliaio di lavoratori, "in vendita". «Alla Sachs stanno riducendo il personale di 30 unità all’anno. Se tagliassero i sessanta della cassa integrazione non farebbero che confermare il ritmo». Pessimismo, quello di un dipendente, dettato anche da alcune constatazioni: «Questa settimana i 60 sono diventati 80, e ci sono stabilimenti come Pomegliano che non ha ritirato i pezzi. Manca lavoro, non potremo ruotare e alla fine perderemo capra e cavoli». Al contrario, «alla Manifattura il lavoro c’è - rilevavano alcune operaie -. Piuttosto ci sono stati passaggi poco chiari dal part-time al tempo pieno. Non illegittimi, ma fatti il 23 e 24 dicembre, mentre non c’eravamo». Il sindacalista Enrico Lanza ha parlato di un futuro della valle incerto. «Non ci sono più le condizioni del 1984, quando la valle ha ottenuto il passaggio dalla Fiat alla Boge e il mantenimento della postazione industriale. Eravamo in piena spaccatura sindacale, ma si fece una lotta unitaria. Oggi i lavoratori possono almeno cercare di orientare i processi di vendita». Franco Breuza, Rsu dell’Skf, parla di stabilimenti impiantati all’estero e di «fallimento politico e sindacale, ma i lavoratori devono prendere il loro destino in mano». Lavoro, lotta sindacale, politica. Le prime due c’erano, o almeno ci provavano, anche se le sedie occupate in sala non superavano di molto le 25, compreso un gruppo della Karmak, "l'azienda fantasma". È sulla presenza (nel senso del peso nel confronto con "i padroni") della politica locale che le maestranze mostrano di nutrire più di qualche dubbio. Assenti, in ogni caso, gli amministratori in carica, proprio nella sede della Comunità montana. Peraltro non erano stati invitati formalmente, come ha precisato Lanza. Ma che per i lavoratori il silenzio della politica sia diventato assordante - a parte qualche intervento in Regione del Prc Gian Piero Clement - lo si sente ogni tre parole, prima, durante e dopo l’incontro. Tanto che la domanda «se dobbiamo proprio lasciare che sia An a organizzare gli incontri sul lavoro in valle» negli ultimi tempi è lo slogan della delusione, con riferimento ad una recente serata voluta a Perosa da Claudio Bonansea.


22 gennaio 2008 - Ansa

UNIVERSITÀ: ANCONA; ATTENZIONE A PRECARI MA ANCHE A SPESA

(ANSA) - ANCONA, 22 GEN - Meritocrazia ed equilibrio finanziario: è questa la linea perseguita dall'Università Politecnica delle Marche, che risponde così all'occupazione e allo sciopero della fame indette da alcuni rappresentanti delle Rdb e delle Rsu per ottenere la stabilizzazione di tutti i precari amministrativi. Il consiglio di amministrazione, ricorda una nota dell'ateneo, ha deliberato all'unanimità e quindi anche con il voto dei rappresentanti del personale, una prima tranche di assunzioni fino al 2009, per un totale di 17 precari da stabilizzare. A gennaio poi sono stati assunti altri otto precari, «con una procedura concorsuale che ha visto premiare il merito, in linea con i principi condivisi anche dai sindacati nazionali che hanno sottoscritto il Memorandum sulla riforma del pubblico impiego». È dunque «del tutto infondata la tesi secondo cui la Politecnica non riserva sufficiente attenzione al problema della precarietà del lavoro». Certo, l'ateneo è lontano da un modo di intendere il sindacato che, «nel richiedere automaticamente l'assunzione di tutti i precari, dimostra assoluta insensibilità per i problemi dell'equilibrio finanziario dei bilanci e di trasparenza e meritocrazia nelle assunzioni nel pubblico impiego». La Politecnica «gode di una riconosciuta solidità finanziaria, frutto di oculate scelte del passato, che intende mantenere, per fornire ai cittadini i migliori servizi formativi e di ricerca al più basso costo per i contribuenti». Non è insomma «un ente pubblico puro erogatore di stipendi con funzioni di ammortizzatore sociale».


22 gennaio 2008 - Dire

REGIONE. RDB ACCUSA: 15 OPERAI DIMENTICATI E GHETTIZZATI
SONO VIVAISTI; 'E INTANTO DIRIGENTI TRATTATI COI GUANTI BIANCHI'

(DIRE) Bologna, 22 gen. - E' dura la critica rivolta dalle Rdb alla Regione Emilia-Romagna. Ed e' dura su tutti i fronti: operai "ghettizzati e dimenticati", conflitto di interessi e comportamento antisindacale nella gestione della trattativa, e, non da ultimo l'utilizzo di "due pesi e due misure" se si parla di contratti dirigenziali o di semplici lavoratori. Insomma, dal sindacato arriva una bella strigliata al comportamento di viale Aldo Moro nella gestione del personale. Dal 1993 quindici dipendenti (il cui compito e' di curare i vivai di piante) sparsi su tutto il territorio dell'Emilia-Romagna (uno a Piacenza, due a Modena, cinque a Bologna e sette a Forli') dell'ex azienda regionale forestale, non sono stati reintegrati nell'organico della Regione, denuncia il sindacalista Pietro Bagnacavalli, "contravvenendo ad una legge che prevedeva il reintegro". Non solo, la questione assume i toni della "beffa", quando "sono passati in organico anche quella decina di persone che avevano una collaborazione esterna con l'Arf". Nelle Torri di Kenzo quindi pare proprio che non ci sia spazio per i 15 vivaisti che rimangono soggetti ad un contratto privatistico (idraulico-forestale) ed esclusi da quello del pubblico impiego. Sia chiaro pero', prosegue l'esponente delle Rdb dopo aver incontrato nei corridoi dell'Assemblea legislativa sei consiglieri regionali e l'assessore all'Ambiente Lino Zanichelli, "non chiediamo conti d'oro, ma che ci venga riconosciuto il minimo". E cioe' un adeguamento economico che tenga in considerazione l'anzianita', poi la possibilita' di partecipare a bandi di concorso e a corsi d'aggiornamento. In parole povere di uscire da quello stato "di segregazione in cui ci hanno relegato". E' pero' Letizia Arcuri, sempre delle Rdb ad affondare il colpo. E a richiamare l'attenzione sulle disparita' di trattamento riservate a due dirigenti, Dario Manghi e Leopolda Boschetti (che oltre ad un contratto, hanno usufruito di una buonuscita legale di decine di migliaia di euro a testa). "Da una parte la Regione tratta i dirigenti con i guanti bianchi e tutti sappiamo cos'e' successo con la rottamazione- attacca la sindacalista- dall'altra quindici dipendenti sono stati dimenticati". C'e' di piu': gli stessi lavoratori sono stati spostati alle Comunita' montane "proprio mentre e' in atto una contrattazione, in barba alle relazioni sindacali". Per le Rdb questo e' "un comportamento antisindacale". I primi colloqui con i consiglieri hanno comunque prodotto qualche risultato. Il Prc ha deciso di presentare un'interrogazione ad hoc (sempre sull'argomento il parlamentino regionale approvo' nei mesi scorsi una risoluzione che impegnava la giunta a risolvere la situazione entro fine 2007), e vari esponenti di maggioranza ed opposizione hanno assicurato che approfondiranno la vicenda. Il sindacato proseguira' pero' per la sua strada, spiega Arcuri, "chiederemo un incontro con gli assessori all'Ambiente, Zanichelli, e al Personale, Luigi Gilli". Al tempo stesso "non escludiamo una mobilitazione dei lavoratori". Anche perche' la trattativa si preannuncia difficile, aggiunge Bagnacavalli, "Maurizio Pozzi, il dirigente della Regione che ha condotto la liquidazione dell'Arf e' il referente dell'ente in questa trattativa. E guarda a caso, siamo bloccati...".

TRASPORTI. CUB CONFERMA SCIOPERA TRAMBUS DI DOMANI

(DIRE) Roma, 22 gen. - La Cub Trasporti conferma lo sciopero di 24 ore indetto perdomani dei lavoratori Trambus, che verra' svolto con il rispetto delle consuete fasce di garanzia. Il personale di guida si asterra' dal lavoro dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine turno; gli impiegati e operai sciopereranno per l'intero turno. La Cub precisa che "lo sciopero e' legittimo, e che l'intervento di merito della Commissione di Garanzia riguarda solo ed esclusivamente lo sciopero proclamato dalla organizzazione sindacale SdL. Abbiamo piu' volte richiesto un incontro con la dirigenza aziendale- recita una nota- che a tutt'oggi non ha fornito risposte e continua a comportarsi come se i problemi posti dal personale fossero inesistenti ed i disagi che la cittadinanza potra' purtroppo subire a causa dello sciopero non la riguardassero. I lavoratori della Trambus Spa protestano contro l'arroganza aziendale e la repressione in atto nei confronti di molti dipendenti, che dopo assenza per malattia stanno ricevendo lettere di preavviso di licenziamento per scarso rendimento, e contro il restringimento dei i tempi di percorrenza, che costringe i guidatori a tempi da Formula1". I lavoratori, prosegue la nota, "chiedono al contempo una reale prevenzione della malattia, con una giusta collocazione del personale temporaneamente o permanentemente inidoneo al servizio; un'organizzazione di turni e ferie adeguata alle esigenze del personale, con un orario flessibile per le lavoratrici-madri; la tutela della sicurezza sul lavoro, sempre di piu' messa in discussione da aggressioni al personale in servizio, con adozione della cabina chiusa e di un sistema di comunicazione diretta con le forze dell'ordine; la risoluzione della vertenza sulle linee riservate per il personale, con abbinamento turni montate-smontate da rimessa a rimessa; la internalizzazione di tutti i servizi appaltati con assunzione del personale esternalizzato".

TRASPORTI. DOMANI SCIOPERO TRAMBUS, METRO SARA' REGOLARE

(DIRE) Roma, 22 gen. - Confermato al momento lo sciopero di 24 ore indetto per domani dai sindacati di base Cub e Sdl per i dipendenti della societa' Trambus Spa, che a Roma gestisce la maggior parte delle linee di bus, il filobus 90 Express e le linee tram. Lo sciopero- precisa Atac- non riguardera' quindi le 73 linee di bus periferiche feriali e le 27 linee notturne gestite dalla societa' Tevere Tpl, le due linee della metropolitana, le ferrovie Roma-Lido, Roma-Civitacastellana-Viterbo e Roma-Pantano, che saranno regolarmente in servizio. Due le fasi della protesta previste per la giornata di domani. I dipendenti Trambus che aderiranno allo sciopero, si asterranno dal lavoro dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Le vetture in arrivo dai capolinea, una volta giunte a destinazione, con l'inizio dello sciopero rientreranno fuori servizio nelle rimesse di appartenenza. Rispettate come di consueto le fasce di garanzia: da inizio servizio alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59...

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI MERCOLEDI' 23 GENNAIO

(DIRE) Bologna, 22 gen. - Questi gli appuntamenti a Bologna e provincia:
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16.00- Bologna (Comune)- Giornata di mobilitazione promossa dagli inquilini di via Pontevecchio e da Asia-Rdb davanti al Comune per sostenere il contemporaneo incontro con l'assessore Merola per richiedere che l'amministrazione si schieri dalla parte degli inquilini senza indugi contro l'immobiliare Parisio.
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22 gennaio 2008 - Omniroma

TRASPORTI, CUB: «CONFERMATO SCIOPERO TRAMBUS 23 GENNAIO»

(OMNIROMA) Roma, 22 gen - La Cub Trasporti «conferma lo sciopero di 24 ore indetto per mercoledì 23 gennaio dei lavoratori Trambus, che verrà svolto con il rispetto delle consuete fasce di garanzia. Il personale di guida si asterrà dal lavoro dalle ore 8.30 alle ore 17 e dalle ore 20 a fine turno; gli impiegati ed operai sciopereranno per l'intero turno». È quanto si legge in una nota. La Cub Trasporti «precisa che lo sciopero è legittimo, e che l'intervento di merito della Commissione di Garanzia riguarda solo ed esclusivamente lo sciopero proclamato dalla organizzazione sindacale SdL, la quale ha poi revocato l'agitazione». La Cub Trasporti «ha più volte richiesto un incontro con la dirigenza aziendale, che a tutt'oggi non ha fornito risposte e continua a comportarsi come se i problemi posti dal personale fossero inesistenti ed i disagi che la cittadinanza potrà purtroppo subire a causa dello sciopero non la riguardassero». «I lavoratori della Trambus Spa - continua la nota - protestano contro l'arroganza aziendale e la repressione in atto nei confronti di molti dipendenti, che dopo assenza per malattia stanno ricevendo lettere di preavviso di licenziamento per scarso rendimento, e contro il restringimento dei i tempi di percorrenza, che costringe i guidatori a tempi 'da formula unò. Chiedono al contempo una reale prevenzione della malattia, con una giusta collocazione del personale temporaneamente o permanentemente inidoneo al servizio; un'organizzazione di turni e ferie adeguata alle esigenze del personale, con un orario flessibile per le lavoratrici-madri; la tutela della sicurezza sul lavoro, sempre di più messa in discussione da aggressioni al personale in servizio, con adozione della cabina chiusa e di un sistema di comunicazione diretta con le forze dell'ordine; la risoluzione della vertenza sulle linee riservate per il personale, con abbinamento turni montate-smontate da rimessa a rimessa; la internalizzazione di tutti i servizi appaltati con assunzione del personale esternalizzato».


22 gennaio 2008 - Adnkronos

MILANO: SCIOPERO BUS E METRO VENERDÌ PROSSIMO
AGITAZIONE INDETTA DALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DI BASE

Milano, 22 gen. - (Adnkronos)- Sciopero venerdì prossimo dei dipendenti dell'Atm, l'azienda dei trasporti milanesi, indetto dalle organizzazioni sindacali di base Al Cobas-Cub Trasporti, Sama, Faisa Confail e Fildiai Cildi. Bus, filobus, tram e metropolitane saranno garantiti dall'inizio del servizio mattutino fino alle 8,45 e dalle 15 alle 18. Nelle altre fasce orarie sono possibili disagi causati dall'eventuale astensione dal lavoro del personale. «Secondo le statistiche di adesione agli scioperi del passato di queste sigle sindacali -stando alla nota diffusa dall'azienda- le linee di metropolitana hanno funzionato regolarmente. I disagi si sono limitati alle linee di superficie».


22 gennaio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 3 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Sull'indulto statistico insorge Di Pietro. I fautori costretti a fare marcia indietro?
* Il delitto perfetto del Search Committee
* Il Foglietto contesta il grande Sole 24 Ore
* Il nuovo lavoratore, schiavo della produttività
* L'Apat non equipara. Promuove o retrocede
* A piazzale Aldo Moro sfilano i nuovi direttori
* Dopo 5 anni l'Inaf vara il sottoinquadramento
* Boom di mail per Maiani. Federico Rossi dice basta
* La Cassazione corre in aiuto degli idonei


22 gennaio 2008 - Il Resto del Carlino

APPALTI IN AEROPORTO
Inchiesta al Marconi, parla Visigalli E le Rdb irrompono in consiglio

Bologna - BLITZ dei lavoratori del ‘Marconi’ in Consiglio comunale. Ieri una decina di addetti ai servizi di terra dell’aeroporto, nonché esponenti delle Rdb (Rappresentanze sindacali di base), hanno fatto ‘irruzione’ in Consiglio lanciando il loro grido di dolore: «E’ uno scandalo: all’aeroporto c’era la mafia e questa amministrazione non riesce a fare un intervento decente per questa situazione. Fuori la mafia — hanno urlato dallo spazio riservato al pubblico —, dentro i lavoratori». Dopo qualche istante di protesta, il presidente del Consiglio comunale Gianni Sofri è stato costretto a interrompere la seduta. Ma gli addetti ai servizi di terra hanno rilanciato: «Vogliamo un incontro con Giuseppina Gualtieri (presidente di Sab, la società che controlla l’aeroporto; ndr) e con questa amministrazione che l'ha nominata». Poi hanno srotolato uno striscione: «Salario-Dignità-Diritti». Per le Rdb, infatti, a fare le spese dello scandalo e dei continui passaggi delle cooperative che gestiscono i servizi di terra «sono stati e sono tuttora i lavoratori», ancora alle prese con stipendi non pagati e con organici «sottodimensionati», dopo che in molti sono rimasti tagliati fuori con la fuoriuscita recente di Gesticoop dal Marconi (i servizi ora sono gestiti dalla coop Giacchieri).
INTANTO, a pochi isolati di distanza, in Procura, in piazza Trento e Trieste, proseguivano gli interrogatori del pm Antonello Gustapane. Ieri è stato sentito per nove ore Primo Visigalli, direttore generale di Doro Group, il gruppo al centro dell’inchiesta condotta sugli appalti dei servizi a terra dell’aeroporto. Visigalli ha ribadito il ruolo centrale dell’ex presidente nazionale dell’Enac Alfredo Roma e dell’avvocatessa e docente universitaria e membro del comitato tecnico-scientifico dell’Enac, Anna Masutti, per far entrare la Doro in aeroporto e per risolvere successivamente il problema dei cartellini, necessari per operare al ‘Marconi’ ma che Livia Bellomia, allora direttore Enac di Bologna, non voleva rilasciare a Doro Group.
Visigalli sarà risentito domani dalla Finanza e venerdì di nuovo in Procura. «Abbiamo dato elementi sufficienti a chiarire la nostra posizione e gli episodi di cui abbiamo parlato», spiega l’avvocato Donata Malmusi, che difende Visigalli, il quale ha fornito piena collaborazione. Visigalli ha inoltre detto che, per risolvere il problema dei cartellini, ci sarebbe stato anche l’intervento, oltre che di Masutti e Roma, entrambi indagati, anche di Luisa Barsanti, nel 2004 responsabile dell’ufficio centrale dell’Enac, che nell’inchiesta è solo testimone. Il 20 settembre 2004 ci fu un incontro durante il quale si raggiunse un intesa tra Doro group e l’Enac di Bologna: erano presenti Masutti, Roma, un ex collaboratore di giustizia (attualmente indagato), Visigalli, Bellomia e anche Barsanti. L’indagine vede 12 indagati. I reati ipotizzati sono associazione per delinquere, truffa ai danni dei lavoratori, frode in pubbliche forniture, omissione nei versamenti contributivi e assistenziali. A carico di Roma, Visigalli e dell’ex pentito è ipotizzato anche il concorso in corruzione. Oggi sono previsti altri interrogatori.

UNIVERSITA’ ROTTE LE TRATTATIVE TRA SINDACATI E POLITECNICA DELLE MARCHE
I precari occupano il Rettorato

Ancona - SALTA l’accordo per la regolarizzazione di parte del personale universitario, sindacati e addetti occupano il Rettorato e danno il via allo sciopero della fame. Nell’incontro di ieri pomeriggio tra l’Rsu del Politecnico delle Marche e i vertici dell’Ateneo e del senato accademico è arrivata la rottura, per ora definitiva, sulla trattativa partita ormai da tempo. Al centro della discussione la regolarizzazione di circa 45 figure professionali che da anni lavorano come precari in ambito universitario, ma i rappresentanti dell’ateneo, in risposta, hanno accettato di assumere soltanto 17 unità: «C’è stata una forte insensibilità anche da parte del corpo docenti oltre a senato accademico e Rettore su questa vicenda — spiegano i promotori dell’iniziativa di protesta, Francesco Graziosi e Rino Diano del sindacato RDB e membri dell’Rsu —. Noi avevamo proposto una proroga dei provvedimenti, con tempi di assunzione da definirsi e comunque fissati anche in due-tre anni. La nostra controparte ci ha risposto picche. Qui parliamo di operatori che vivono una situazione di precariato da anni e che non riescono ad avere la tranquillità di un posto di lavoro meritato. Stiamo studiando altre iniziative di protesta, la lotta non si ferma qui».


22 gennaio 2008 - Il Bologna

Aeroporto. Una quindicina di lavoratori irrompe durante la seduta per protesta. Interrogato Visigalli
Marconi, blitz in aula «Dateci gli stipendi»

Bologna - «Fuori la mafia, dentro i lavoratori». Una quindicina di dipendenti esasperati, dell'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, ha interrotto il Consiglio Comunale di ieri, gridando a una sola voce questo slogan e reggendo uno striscione con la scritta "Salario-Dignità-Lavoro". È l'ennesima protesta portata avanti dai lavoratori che, già in passato, si sono presentati in consiglio comunale per far sentire le loro ragioni. Vogliono gli stipendi che non percepiscono dal quindici di settembre e che vengano reintegrati i quattrocento lavoratori che aspettano di tornare al loro impiego. «L' inchiesta aperta sulle vicende degli appalti dell'aeroporto - hanno commentato in una nota le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) - sta svelando sempre di più un intreccio di interessi che ha un comune denominatore: a rimetterci sono stati e sono i lavoratori in appalto». «Vogliamo incontrare il presidente dell'aeroporto di Bologna, Giuseppina Gualtieri - hanno chiesto manifestanti - il Quartiere e il Comune, la situazione dell'aeroporto è una vergogna è da settembre che chiediamo un intervento ma la giunta esiste?». RdB chiede anche che venga avviata una procedura per la gestione diretta e senza l'affidamento diretto degli appalti dei servizi di terra, dove il personale continua ad essere sottodimensionato, i turni sono pesantissimi e saltano i riposi. «I partiti dell'altra sinistra (Verdi, Prc, Il Cantiere) - ha comunicato il capogruppo dei verdi Roberto Panzacchi, hanno chiesto al Consiglio un'udienza conoscitiva in merito alla questione». Intanto ieri in Procura è stato ascoltato Primo Visigalli,direttore generale del consorzio di coop fittizie Doro Group, che ha confermato il ruolo importante di Alfredo Roma (ex presidente Enac) e dell'avvocato Anna Masutti nell'affidamento dell'appalto col tramite di un'altra dirigente Enac, Luisa Barsanti.(PBM)


22 gennaio 2008 - Il Padova

La proposta. Ieri l'insediamento al Civile delle nuove rappresentanze sindacali unitarie dopo le elezioni
Cobas, appello a città e sindacati: referendum sul nuovo ospedale
Rdb contraria al project financing a Padova Ovest e chiede una consultazione popolare

Padova - Un referendum per chiedere ai padovani se vogliono o meno il nuovo polo ospedaliero che dovrebbe nascere a Padova Ovest. L'idea è dei Cobas dell'Ospedale civile che in occasione dell'insediamento delle rappresentanze sindacali di base della struttura avvenuto ieri, hanno posto sul tavolo la questione della nuova struttura. «Il timore è che via via vengano meno i servizi pubblici e che si punti tutto su quelli d'eccellenza che garantiscono introiti e flusso di cassa» sottolinea Maria Antonietta Ponchia, delle rappresentanze di base dell'ospedale. Secondo i Cobas infatti «utilizzare il project financing per costruire l'opera - sottolinea la Ponchia - vuol dire speculare sulla salute delle persone. Chi avrà la gestione dell'ospedale, avrà un guadagno anche di 5 volte superiore all'investimento». Le preoccupazioni maggiori riguardano «la chiusura di servizi economicamente poco vantaggiosi - sottolinea Paolo Bortolami, impiegata in Pneumologia e nella rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) dell'ospedale - è il caso di lunghe degenze, della geriatria, della prevenzione e della territorialità. A noi pare un errore, soprattutto alla luce dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento delle aspettative di vita». L'obiettivo dei Cobas è di inserire la questione referendum e il nuovo ospedale al primo punto nell'ordine del giorno delle Rsu e di coinvolgere anche gli altri sindacati. «È un tema che interessa l'intera città sottolinea la Ponchia - e tutti dovrebbero essere interpellati e poter dire la loro. Per questo puntiamo a organizzare una consultazione tra le persone». Sulla stessa linea Roberto Martinello, medico di base e esponente dei Verdi. «Vorremmo arrivare per lo meno a una giornata di studio per approfondire tutti gli aspetti collegati alla realizzazione di un nuovo ospedale - spiega - coinvolgendo soprattutto la gente e gli operatori. I soggetti cioè più interessati alla costruzione di questa struttura per capire cosa ne pensano e cosa un intervento del genere comporta».(M.D.R.)


22 gennaio 2008 - Il Gazzettino

Nuovo ospedale, i Cobas lanciano il referendum
L’RdB lo propone per consentire ai cittadini di esprimersi sulla infrastruttura forse più importante per i prossimi vent’anni
di Federica Cappellato

Padova - Un referendum per consentire alla città di interagire con un'opera che ne condizionerà pesantemente il futuro: dare la possibilità ai residenti di dire "sì" o "no" a un nuovo ospedale per Padova. A proporre l'idea è l'RdB Cobas. «Non vogliamo che le scelte cadano dall'alto o siano gli investitori a decidere - dice la portavoce Maria Antonietta Ponchia -, piuttosto venga coinvolta la cittadinanza: dopo un'adeguata campagna informativa, siano i padovani a prendere posizione». Dunque la proposta è di procedere per voto popolare: all'oggetto la più grande costruzione che la storia di Padova ricordi, il centro sanitario che dovrebbe sorgere a Padova Ovest, mettendo insieme Azienda ospedaliera e Università degli studi in quello che, nelle intenzioni, vedrebbe concentrate assistenza, didattica, ricerca, i tre pilastri su cui si poggia l'Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui), che quest'anno vedrà la luce grazie alla sottoscrizione degli attesi protocolli attuativi. «Le ultime novità raccontano di pareri divergenti rispetto all'area di Padova Ovest, dell'Università con la sua Facoltà di medicina che non condivide l'orientamento della Regione di attuare - ricorda Ponchia affiancata da Paola Bortolami, sempre RdB Cobas - un nuovo ospedale di non grandi dimensioni, sui 600 posti letto, mentre ne ritiene necessari duemila; ma c'è buio totale sul project financing, ossia sul fatto che questo nuovo polo ospedaliero - se mai sarà realizzato - avrà molti servizi, non è chiaro quali, gestiti direttamente da privati, e la struttura tornerà pubblica dopo un lasso di tempo di oltre vent'anni. Intanto ne basteranno 10 per costruirlo? Nel frattempo che ne sarà delle attuali strutture? E siamo così sicuri di coltivare con il nuovo ospedale l'eccellenza per Padova quando purtroppo si sono verificati alcuni decessi che hanno fatto parlare di difficoltà a intervenire nella quotidianità? Siamo poi così sicuri - proseguono le sindacaliste - che una volta terminato il nuovo nosocomio - o le nuove torri, visto che l'Università ritiene insufficiente l'area di 600.000 metri quadri, a meno che non si costruisca in altezza - non risulti la classica cattedrale nel deserto quando invece l'assistenza dovrebbe sempre più territorializzarsi?». Non ultimo, si chiede l'RdB, il dibattito su quello che si prospetta come un investimento faraonico non dovrebbe vedere protagonisti anche i lavoratori della sanità e gli utenti tutti? «Vogliamo aprire un dibattito a tutto campo - concludono, lanciando il referendum - perchè ci sia democrazia nella scelta su quale tipo di sanità intendiamo realizzare a Padova, e a beneficio di chi».


22 gennaio 2008 - Il Messaggero

Stato di agitazione anche a Latina dei lavoratori delle agenzie fiscali...

Latina - Stato di agitazione anche a Latina dei lavoratori delle agenzie fiscali. Le organizzazioni sindacali «visto lo stallo delle trattative per il rinnovo contrattuale del comparto» hanno avviato da ieri una serie di iniziative. E’ stata ritirata la disponibilità all’utilizzo del mezzo proprio «per effettuare verifiche, accessi, sopralluoghi e qualunque altra attività esterna richiesta». Al tempo stesso nessun «anticipo monetario della missione» e «ritiro della disponibilità a svolgere lavoro straordinario o servizio prolungato» ma anche «rispetto tassativo delle pause previste dalle norme vigenti, a cominciare dai 15 minuti di pausa ogni due ore di lavoro al videoterminale». In questo caso tutti i lavoratori svolgeranno contemporaneamente la pausa in modo di "paralizzare" l’ufficio. Ancora, ogni giorno sarà programmata un’assemblea del personale di mezz’ora tra le 10 e le 12.30. Con inevitabili disagi all’utenza e quindi per sollecitare l’Aran che ha avuto «totale chiusura alle richieste sindacali». I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Sindacato autonomo lavoratori finanziari, Flp e Rdb-Cub comunicano inoltre che si procederà alla «rigida applicazione della chiusura dell’orario di sportello alle 12.30, con sospensione dell’erogazione del servizio, anche in presenza di contribuenti in attesa».


22 gennaio 2008 - Lameziaweb

Ufficio Entrate, annunciato sciopero a breve

Lamezia - Da oltre due anni il contratto è scaduto e il governo centrale non sembra avere nessuna fretta a rinnovarlo. Ecco perchè i dipendenti dell'Agenzia delle Entrate protestano. A darne l'annuncio è Luciano Vasta dell'esecutivo regionale del sindacato Rdb-Cub che ha tenuto un'assemblea del personale nei giorni scorsi. Secondo Vasta «il contratto è superato prima ancora d'essere firmato, visto che è riferito agli anni 2006 e 2007. I primi incontri interlocutori a Roma hanno messo in evidenza solo una volontà di peggiorare le condizioni lavorative dei dipendenti delle agenzie fiscali, di contro sono stati proposti aumenti di stipendio davvero irrisori». Ecco perchè «i lavoratori dell'ufficio delle entrate hanno votato all'unanimità una mozione presentata dalle RdB/Cub inviandone una copia al ministro Luigi Nicolais. «Nella mozione», spiega Luciano Vasta, «oltre alla richiesta della firma del contratto in tempi brevi con aumenti in linea con il costo della vita e migliori aspetti normativi, i lavoratori hanno annunciato una serie di iniziative di protesta per far arrivare al ministero la voce dei lavoratori lametini. Saranno predisposte nei prossimi giorni forme di protesta che provocheranno disagi ai clienti che per qualsia motivo dovessero raggiungere gli sportelli dell'ufficio Entrate cittadino.


22 gennaio 2008 - Il Salernitano

LA POLITICA DEI REDDITI NON PUO' ESSERE AFFIDATA AD UN INNO ALLA SPERANZA

Salerno - Mai ci saremmo aspettati un'inno alla speranza come conclusione della presentazione di un libro di un dirigente nazionale UIL sulla Politica dei redditi in Italia dal 1962 ad oggi. Almenoché di non ammettere la completa clericalizzazione della scienza economica che fa del dibattito accademico una liturgia tra prelati che si affidano alla speranza come possibilità di nascondere la sconfitta ormai storica della concertazione confederale protagonista anche del Protocollo sulla Politica dei Redditi del 1993. Il rispetto che ci sentiamo di dovere ai relatori per i loro fondamentali ruoli ed incarichi istituzionali che vanno dal Ministero, al Rettorato, dalla Presidenza di Facoltà all'Ordinariato di Economia Politica, stride con la più ampia ed oggettiva visione del crollo del potere reddituale dei lavoratori e pensionati italiani. Le macerie che ci circondano in termini di salari (non solo quelli precari), di potere d'acquisto e di reddito differito dato come servizi sociali ai cittadini, sono dati incontrovertibili che senza tema di smentita dimostrano il completo fallimento della politica sindacale confederale che però, ribaltandone il punta di vista, diventa il successo di quella parte minoritaria di società che ha spaventosamente aumentato ricchezza, benessere finanziario, rendita di posizione e potere contrattuale. Abbattere il costo e le sicurezze del lavoro portando sinergicamente la precarietà dei giovani (e sempre più ex giovani) all'insostenibilità esistenziale, è solo uno dei tanti effetti collaterali di una politica sindacale scellerata di chi ha palesemente cambiato la sua funzione di parte sociale stonando sempre più verso la concertazione di governo delle amministrazioni, delle imprese e dell'intero paese. L'accelerazione dei processi di destrutturazione della Pubblica Amministrazione, attraverso processi (già avviati) di privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi, accorpamento di Enti e soppressione di funzioni, chiusura di uffici periferici, produce nell'immediato la perdita di posti di lavoro con gravi ripercussioni sui dipendenti in termini di mobilità e in prospettiva la riduzione o il taglio di servizi sociali prima garantiti ai cittadini. Il governo e Cgil, Cisl e Uil si stanno accordando per spostare il peso contrattuale verso il secondo livello (quello integrativo) aumentando da due a tre gli anni di vigenza dei contratti che, in assenza di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni, ridurranno in povertà chiunque abbia un rapporto di lavoro dipendente, peggio se pubblico. Nell'omelia accademica cui abbiamo assistito oggi, abbiamo riscontrato poche connessioni con la realtà che vivono i lavoratori sulla loro pelle. In conclusione il libro presentato, a detta dell'autore, deve essere aggiornato con il Protocollo su previdenza, lavoro e welfare del 23 luglio 2007 che come tutti sanno (tra le altre cose) aumenta i lavoro straordinario a scapito dell'occupazione e rinnova precarietà nonché il taglio delle pensioni nei prossimi decenni.Di questo passo, non c'è speranza, altro che speranza.
RdB/CUB Pubblico Impiego - Universita' - Rdb/CUB Federazione di Salerno


22 gennaio 2008 - Il Tirreno

Pompieri, nuove accuse al comandante
Sindacati al contrattacco: «E’ ridicolo parlare di persecuzione»
Segnalazione alla Corte dei Conti sull’utilizzo degli alloggi interni della caserma

PRATO - «E’ semplicemente ridicolo chiamare "persecuzione" la pretesa del rispetto delle regole che disciplinano in tutta Italia i rapporti tra comandante e lavoratori». Lo sostengono i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Rdb dei vigili del fuoco per rispondere alle accuse lanciate venerdì dal comandante Pietro Salvadori, rimosso dopo un braccio di ferro di otto mesi coi sindacati.
I delegati sindacali hanno aspettato un paio di giorni prima di replicare, ma i toni non si sono affatto abbassati e anzi il comunicato firmato da Andrea Milani (Cgil), Massimo Cardelli (Cisl) e Massimo Rossi (Rdb) aggiunge altre accuse a quelle già mosse dai sindacati nei confronti dell’ingegner Salvadori.
Si apprende dunque che già da qualche mese i rappresentanti dei pompieri si erano rivolti alla Procura regionale presso la Corte dei Conti segnalando presunte irregolarità nella gestione degli alloggi interni della caserma di via Paronese. In pratica si mette in dubbio la regolarità delle procedure seguite per l’assegnazione degli alloggi e si chiede di verificare se ci siano stati danni per l’Erario.
L’altra accusa mossa dal sindacato al comandante uscente riguarda «la pretesa di nominare come responsabile del Distaccamento dei volontari di Vaiano una persona che ancora non era diventata un vigile volontario (cioè non era iscritto all’albo, ndr). Ovviamente l’atto era giuridicamente nullo».
Insomma, i delegati sindacali negano con forza che ci sia stata una qualche forma di persecuzione contro l’ingegner Salvadori. «Per il suo operato - affermano - parlano per noi i tre pronunciamenti (due procedure e un ricorso) del giudice del lavoro del Tribunale di Prato».
«Vorremmo ricordare - aggiungono i tre sindacalisti - che proprio per il rispetto di queste regole, tramite la documentazione da noi prodotta e inviata agli organismi competenti del Dipartimento nazionale, la nostra amministrazione è intervenuta inviando nel mese di agosto il capo del Servizio ispettivo centrale. Da come Salvadori parla, sembra quasi che il comando dei vigili del fuoco di Prato sia "governato" dai sindacati che impediscono al legittimo incaricato di svolgere la propria funzione dirigenziale: ovviamente non è così - sostengono i sindacalisti - altrimenti il Ministero degl Interni avrebbe potuto agire in ben altro modo, forse invece avrà tenuto conto dei precedenti incarichi dirigenziali affidatigli».
I rappresentanti sindacali fanno anche un altro esempio dei presunti danni provocati dall’ingegner Salvadori. «La sua gestione - scrivono - ha portato a frenare lo sviluppo dei rapporti tra i vigili del fuoco e il Dipartimento emergenza urgenza (118), vanificando ad oggi di fatto il lavoro svolto prima del suo insediamento per migliorare l’integrazione tra i due enti e di conseguenza il servizio al cittadino».
Salvadori, concludono i delegati, «poteva andarsene in silenzio e non l’ha fatto».


22 gennaio 2008 - Gazzetta del Sud

Rdb/Cub
Ufficio Entrate, annunciato sciopero a breve

Catanzaro - Da oltre due anni il contratto è scaduto e il governo centrale non sembra avere nessuna fretta a rinnovarlo. Ecco perchè i dipendenti dell'Agenzia delle Entrate protestano. A darne l'annuncio è Luciano Vasta dell'esecutivo regionale del sindacato Rdb-Cub che ha tenuto un'assemblea del personale nei giorni scorsi. Secondo Vasta «il contratto è superato prima ancora d'essere firmato, visto che è riferito agli anni 2006 e 2007. I primi incontri interlocutori a Roma hanno messo in evidenza solo una volontà di peggiorare le condizioni lavorative dei dipendenti delle agenzie fiscali, di contro sono stati proposti aumenti di stipendio davvero irrisori». Ecco perchè «i lavoratori dell'ufficio delle entrate hanno votato all'unanimità una mozione presentata dalle RdB/Cub inviandone una copia al ministro Luigi Nicolais. «Nella mozione», spiega Luciano Vasta, «oltre alla richiesta della firma del contratto in tempi brevi con aumenti in linea con il costo della vita e migliori aspetti normativi, i lavoratori hanno annunciato una serie di iniziative di protesta per far arrivare al ministero la voce dei lavoratori lametini. Saranno predisposte nei prossimi giorni forme di protesta che provocheranno disagi ai clienti che per qualsia motivo dovessero raggiungere gli sportelli dell'ufficio Entrate cittadino.

Sanità privata Scoppia la protesta nelle Case di cura Madonnina e Sacro Cuore: il personale non riesce ad avere risposte certe dai vertici aziendali
Dipendenti da quattro mesi senza stipendio
Ieri mattina il primo sit-in vicino allo svincolo A3, domani manifestazione davanti alla clinica di corso Fera
di Franco Rosito

Cosenza - Il confronto tra Regione Calabria e Aiop è ripreso e le parti si dicono abbastanza soddisfatte dell'andamento della trattativa per la definizione dei contratti 2007 e la programmazione 2008. Si parla di budget assegnati, rette pagate o via di pagamento. Sul piatto della bilancia milioni di euro, mica bruscolini. Ma la realtà è diversa. Nella nostra città, ad esempio, esistono due cliniche che non pagano gli stipendi da mesi. I dipendenti sono disperati. Ieri mattina hanno protestato i lavoratori della "Madonnina", domani incroceranno le braccia quelli del Sacro Cuore. I dipendenti della "Madonnina" sono un centinaio tra medici, infermieri e amministrativi. Non ricevono lo stipendio dal mese di ottobre. Attendono di riscuotere anche la tredicesima e gli arretrati contrattuali. Attualmente nella Casa di cura sono attivi solo i servizi ambulatoriali (medicina e cardiologia). Nel resto dei locali da dicembre si stanno effettuando lavori di ristrutturazione per come prescritto dalla Regione Calabria. La manifestazione di ieri mattina è stata guidata dai sindacalisti della Cisl Fps (Riccardo Magarò), Franca Sciolino (Cgil Fp) e Elio Bartoletti (Uil Fpl). Emblematico lo striscione attaccato al cancello d'ingresso della clinica: "Stanno ristrutturando la clinica con i soldi dei dipendenti, i figli sentitamente ringraziano". «Abbiamo chiesto ripetutamente di incontrare la proprietà, ma non siamo stati ricevuti», hanno detto i rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali. La direzione della "Madonnina" ha fatto sapere di vantare un cospicuo credito. La Regione Calabria dovrebbe erogare qualcosa come sette milioni e mezzo di euro. Una somma che non è mai entrata nelle casse della clinica che messa alle strette non paga gli stipendi. E preannuncia il ridimensionamento dell'organico in mancanza di fondi. «Ma così non si può andare avanti», ha sbottato un'operatrice sanitaria, «i privati non possono fare impresa con soldi pubblici. Chiediamo il pagamento di uno stipendio e i responsabili della struttura dicono di trovarsi nelle nostre stesse condizioni». «I lavoratori sono demotivati», hanno aggiunto Magarò, Sciolino e Bartoletti, «da giugno a dicembre hanno lavorato con grande professionalità non sapendo che c'era il rischio di ritrovarsi in queste condizioni. Nella sanità privato ormai il pagamento puntuale degli stipendi è diventato un optional. La protesta continuerà fino a quando non avremo notizie certe». Non stanno meglio i dipendenti della clinica Sacro Cuore: anche loro non prendono lo stipendio dal mese di ottobre. Secondo quanto riferito dai sindacalisti della Cgil, la Casa di cura a fronte di un contributo regionale di un milione e 200mila euro, ha pagato soltanto uno degli stipendi arretrati. E domani i lavoratori del Sacro Cuore dalle 9 alle 16 terranno un sit-in di protesta per sensibilizzare l'opinione pubblica. La manifestazione è stata organizzata dalla Cgil Fp. Sul problema interviene anche il segretario provinciale della Rdb Cub Salvatore De Luca. «La Regione e l'Azienda sanitaria provinciale devono intimare alle cliniche il pagamento degli stipendi», afferma il sindacalista, «in caso contrario deve passare alla revoca di contratti e convenzioni». Sempre domani è in programma un altro incontro tra il vice presidente della giunta regionale Spaziante e i responsabili dell'Aiop (associazione italiana ospedalità privata). Quest'ultima tra l'altro ha sollecitato il pagamento dei debiti pregressi come da transazioni sottoscritte nel 2006, successivamente contestate dalla Regione ma confermate da Tar e Consiglio di Stato. Il vice presidente Spaziante aveva chiesto qualche giorno di riflessione e di confronto con i suoi più stretti collaboratori. Domani si dovrebbe arrivare alla sottoscrizione di un documento la cui ratifica sarà naturalmente sottoposta all'attenzione dell'assemblea regionale. «L'augurio», sottolinea De Luca della Rdb, «è che l'Aiop lavori per garantire sicurezza economica alle strutture e al personale uno stipendio sicuro e soprattutto il pagamento puntuale, mese per mese».

Caos Atm Ieri manifestazione pubblica dei lavoratori indetta da Uil, Ugl e sindacati di base, vertice in Prefettura e nuove rassicurazioni
Corteo e veleni, ma lo sciopero è revocato
Il prefetto era pronto a precettare. Amato: «Azienda alla bancarotta». La Cgil: «I bluff non servono»
di Francesco Celi

Messina - Il giorno dell'ira. Della frattura sindacale che assume la profondità di una foiba. Delle accuse e degli striscioni verso chi – anche contro questo giornale – abbia offerto una lettura degli eventi degli ultimi giorni che, pur restando ancorati ai fatti di cronaca, contemperasse le sacrosante rivendicazioni di chi aspetta uno stipendio e il diritto negato a decine di migliaia di cittadini, il segmento più debole della collettività, di fruire del trasporto pubblico. Paralizzato per sei giorni, salvo tornare di fatto – nel pomeriggio di ieri – su posizioni registrate addirittura giovedì sera: pagamento degli emolumenti, non ancora accreditati, di dicembre attraverso i fondi (1 milione e 58 mila euro) scovati dal commissario Sinatra, rassicurazioni sul futuro immediato e, soprattutto, coinvolgimento nella crisi della Regione attraverso il prefetto Alecci, ancora una volta salvifico mediatore. Nell'alveo di un tentativo, chissà se tardivo, e allora sarebbe meglio pensare a un commissario liquidatore, di risanamento aziendale. Se è vero quanto afferma il segretario Uil, Costantino Amato: «Siamo di fronte a una bancarotta. Bisogna solo vedere se semplice o fraudolenta». Il dato finale di una giornata ad alta tensione: la protesta rientra, sciopero revocato, da stamani mezzi Atm in strada e tranvia riattivata. Tre considerazioni prima di resocontare su corteo e sulle reazioni del tardo pomeriggio di matrice sindacale. La prima, per ribadire – senza temere né ludibrio né indimidazioni – che la protesta è stata attuata al di fuori di ogni dinamica di legge. Il che non significa che le motivazioni fossero illegittime. La seconda: all'Atm, come in altre "partecipate", sono state imbarcate negli ultimi 10 anni, in un modo o nell'altro, centinaia di persone che oggi gravano sui bilanci tanto da far collassare conti e, dunque, servizi. Sono i costi che la collettività, e i dipendenti stessi ormai, pagano a una prassi politica clientelare – sia chiaro, bipartisan –, miope, addirittura criminogena sul lungo periodo. Da qui a breve, e su più fronti, ne vedremo delle belle. Ciò che sta accadendo con i precari del Policlinico, a MessinAmbiente, all'Atm rappresenta solo la prima spia di un malessere generale, in una città economicamente e politicamente in ginocchio; malessere sempre più destinato a deflagrare. Terzo aspetto: se lo sciopero non fosse rientrato, il prefetto Alecci avrebbe precettato i lavoratori. Ieri mattina, su sollecitazione del commisario Sinatra, il rappresentante del Governo aveva infatti avviato le procedure di precettazione. Il corteo. Nutrito, e arrabbiato. Partenza alle 9 da Provinciale, serpentone sul viale San Martino, sosta sotto la sede della Cisl e slogan contro il sindacato che con la Cgil aveva preso le distanze dalle modalità della protesta. Superato il Viale, i circa 500 – forse più – lavoratori hanno percorso, striscioni tra le mani, la via Garibaldi per approdare, infine, in piazza Unità d'Italia, davanti alla Prefettura. Striscioni esposti; via al vertice a Palazzo del Governo tra Uil, Ugl, sindacati di base e dott. Alecci (Cisl e Cgil hanno declinato l'invito). Nel pomeriggio assemblea dei lavoratori Atm e, quindi, il comunicato finale: «Uil, Ugl, Cildi, Faisa, Cisal, Cisas, Cub, Sdl e Rsu sospendono l'assemblea permanente in attesa dei risultati dell'incontro palermitano con il governo regionale. Da domani (oggi per chi legge, ndr) il servizio di trasporto pubblico torna alla normalità. «Grandissima soddisfazione» si esprime per quella che viene considerata «la più grande manifestazione cittadina mai svolta in ordine agli annosi problemi dell'Atm». I lavoratori hanno chiesto ad Alecci «di intervenire rispetto alla incapacità di Sinatra, del Cda (del quale si chiedono le dimissioni), del direttore generale dell'Azienda». Il prefetto «ha assicurato l'intervento sia su Sinatra sia sulla Bnl affinché» arrivino subito «gli stipendi». Ma Alecci si è fatto soprattutto «promotore di una richiesta di incontro, che dovrà avvenire entro venerdì, con il governo regionale». Alla luce di ciò, «sciopero revocato» ancorché permanga «lo stato di agitazione». Laconica, da altro angolo visuale, l'analisi di Pino Foti e Franco Silipigni della Fit Cgil e degli Autoferrotranvieri: «Non è con le furbizie o con i bluff che si governa la difficile vertenza Atm».


22 gennaio 2008 - Viterbo città

Viterbo - Sindacato : Rdb Cub il 24 a Roma per i contratti nazionali Ministeri e Parastato

Il 24 gennaio p.v. alle ore 12 la RdB CUB Pubblico Impiego si recherà presso l’Aran per sciogliere, dopo aver consultato i propri iscritti e i lavoratori interessati, la riserva in merito alla stipula dei contratti nazionali dei comparti Ministeri e Parastato. Intendiamo trasformare questa giornata in un giorno di mobilitazione di tutto il Pubblico Impiego, dichiara Lino ROCCHI della Federazione RdB CUB di Viterbo, per rilanciare l’intervento sindacale sul terreno della democrazia nei luoghi di lavoro, del salario e dei processi di destrutturazione della Pubblica Amministrazione, ed i lavoratori Viterbesi vogliono fare la loro parte. La scomparsa sostanziale di democrazia sindacale sui posti di lavoro con l’esclusione dei delegati RSU, espressione diretta dei lavoratori, dagli ambiti dove sono effettivamente prese le decisioni ed il tentativo di "soppressione" del dissenso attraverso l’esclusione dalle trattative delle Organizzazioni Sindacali rappresentative che non firmano i contratti nazionali, sono dei meccanismi striscianti per far passare una modifica in senso reazionario delle relazioni sindacali. Dopo la "Melassa" dei nuovi partiti assorbi tutto, dichiara ROCCHI, si sta cercando di attuare il sindacato "uno e trino" anche "assorbi odori", con il gioco dei ruoli tra cgil, cisl e uil, che a turno, una volta plaudono a questo o quel governo, a questa o quella uscita di confindustria, e nello stesso tempo la contestano, per far sì che all’interno di questo "apparato digerente" si possa gestire senza troppi scossoni, il pur minimo segno di rabbia, delusione o dissenso che qualche lavoratore e cittadino italiano possano tentare di esprimere. I contratti pubblici rinnovati con ampio ritardo solo per tre comparti su undici, senza alcun recupero del potere d’acquisto del salario, la Finanziaria 2008 che non stanzia alcuna risorsa per il biennio 2008-09 mentre il governo e Cgil, Cisl e Uil si stanno accordando per portare da due a tre gli anni la durata dei contratti senza prevedere un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni ( tipo scala mobile), fanno parte, conclude ROCCHI, di un lungo processo di destrutturazione del pubblico impiego in particolare e di tutto il lavoro dipendente più in generale e significa ridurre in povertà chiunque abbia un rapporto di lavoro subordinato, peggio se pubblico. Questa è una sorta di vendetta o peggio ancora di svendita delle lotte dei lavoratori degli anni 70. Per questo noi il 24 saremo a Roma, sotto l’ARAN, per far capire e sostenere che i governi passano, ma i problemi dei lavoratori, dei cittadini, della parte sana dell’Italia restano.
Viterbo, 22 gennaio 2008 Federazione RdB CUB Viterbo (Lino ROCCHI)


22 gennaio 2008 - Il Quaderno

Benevento, RdB/Ambiente: superare l'emergenza rifiuti attraverso il potenziamento della raccolta differenziata

Per superare l’emergenza rifiuti in provincia di Benevento è necessario potenziare i tre consorzi che effettuano la raccolta differenziata. E’ questa la proposta formulata dal settore Ambiente delle Rappresentanze di Base questo pomeriggio nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Mosti. Secondo il sindacato, nel Sannio i tre consorzi hanno fallito nel loro compito in quanto hanno raggiunto la soglia del 10% nella raccolta differenziata dei rifiuti. L’insuccesso è stato provocato dal ruolo esercitato dagli amministratori degli organismi e dal commissariato straordinario. "I mezzi messi a disposizione – è stato detto durante l’incontro con la stampa – sono pochi rispetto al reale fabbisogno, tanto che molti operatori sono impossibilitati a lavorare. Perfino l’orario di lavoro, 30 ore alla settimana, è inadeguato a far fronte alla terribile emergenza che tutti conosciamo". Le Rappresentanze di Base hanno rintracciato responsabilità anche nell’operato della Provincia che ha risposto negativamente al potenziamento dei consorzi "con l’acquisto di automezzi, macchinari e mettendo a disposizione risorse per far lavorare gli operatori anche il sabato". Perciò c’è bisogno di un cambiamento radicale mettendo al centro la raccolta differenziata della frazione umida considerata "la più pericolosa e inquinante". Da qui la proposta di costruire almeno due impianti di compostaggio oltre a quello di Molinara già esistente ma non funzionante. Per mettere il Consorzio Bn1 nelle condizioni di raggiungere il 35% stabilito dalla legge, è necessario dotarlo di almeno altri 4 compattatori, 10 gasoloni compattatori, 30 gasoloni per la raccolta dell’umido, 20 porter, 4 cassoni scarrabili e 20 isole ecologiche. Per il Consorzio Bn2 servirebbero 4 compattatori, 10 gasoloni compattatori, 30 porter, 4 cassoni scarrabili e 20 isole ecologiche. Per il Consorzio Bn3, infine, previsto l’acquisto di 2 compattatori, 5 gasoloni compattatori, 10 gasoloni per l’umido, 2 cassoni scarrabili e 5 isole ecologiche. Il sindacato ha poi preso in considerazione la necessaria ristrutturazione dell’impianto Cdr.


22 gennaio 2008 - Agrigento notizie

Nuova sede Vigili del fuoco Sciacca. Soddisfatti i sindacati
di Giuseppe Recca

Sciacca - I coordinatori provinciali dei sindacati Cgil, Cisl Rdb e Comfsal, esprimono oggi soddisfazione per la notizia che ieri nella tarda serata, il consiglio comunale di Sciacca ha votato all’unanimità il cambio di destinazione d’uso dell’immobile destinato a sede del istaccamento dei Vigili del Fuoco di Sciacca. "Tale importante traguardo – dicono i sindacalisti - consentirà finalmente al personale in servizio, di avere una sede dignitosa presumibilmente prima della prossima estate".


22 gennaio 2008 - Il Giorno

Lo sciopero non ferma l’ospedale
Nessun grave disservizio al Maggiore, ma il sindacato Rdb chiede denaro e progetti chiari
di GUIDO BANDERA

LODI — IERI ERA IL GIORNO dell’ennesimo sciopero della sanità, ma molti degli utenti sembrano non essersene neppure accorti. L’unico segno esteriore della protesta proclamata dal sindacato Rdb sono tre bandiere issate sul muro di cinta dell’ospedale Maggiore, di fronte allo stabile che ospita l’ufficio del nuovo direttore. Dalla portineria il viavai di pazienti per le visite e gli esami clinici continua come in un giorno qualsiasi. Chiediamo al personale della portineria se lo sciopero che è stato proclamato dall’Rdb ha creato disagi consistenti.
DALLA GUARDIOLA scuotono il capo: tutto normale. Impossibile, almeno per ora, stabilire con certezza la percentuale di adesione allo sciopero di otto ore proclamato dopo il fallimento delle trattative fra il principale delegato, Gianfranco Bignamini, e i dirigenti dell’Azienda ospedaliera, davanti ai funzionari della prefettura. Nel pomeriggio di ieri negli uffici della direzione generale i dati sull’adesione non erano ancora arrivati. L’effetto principale di questa giornata di sciopero, che ha visto disservizi assai limitati, è stata comunque la rottura della fragile tregua fra azienda e sindacati che risale agli ultimi mesi del mandato di Piergiorgio Spaggiari. A dicembre, complice il periodo di nomine ai vertici e anche a causa delle elezioni dei delegati Rsu, le principali divergenze erano state accantonate: anche la questione calda del progetto di privatizzazione dei reparti di riabilitazione, con l’ingresso in servizio della fondazione don Gnocchi, sulla quale si erano invece scatenate polemiche pesantissime. La ragione del contendere, dunque rimane sempre la stessa, anche perché nelle prossime settimane la nuova direzione dovrà tornare sulla pratica don Gnocchi, sciogliendo le riserve sul progetto caldeggiato da Spaggiari ed ereditato dai nuovi vertici.
SULLO SFONDO tuttavia rimane anche una questione economica, legata a fondi speciali che la Regione aveva destinato ai dipendenti della sanità e che sarebbero dovuti arrivare entro la fine di dicembre. Su questo problema era stato convocato, come prevede la legge, un tavolo di confronto fra i sindacati e l’azienda in prefettura, che però aveva dato esito negativo. In particolare i sindacati hanno chiesto l’erogazione di 200 euro a gennaio e il saldo del totale previsto entro marzo. L’azienda aveva però risposto che l’iter della procedura prevede tempi tecnici di verifica. Bignanimi allora aveva risposto che «il personale ha già lavorato abbastanza da meritare la somma richiesta», minacciando poi la rottura, che si è puntualmente verificata nonostante l’azienda si sia detta disponibile a trattare, ma non ad anticipare il denaro.
Così, dopo la proclamazione dello stato di agitazione, lo scorso 7 gennaio, e l’esito infausto dell’incontro con l’azienda, si è arrivati a questo nuovo sciopero, che ieri, tuttavia, sembra solo aver ridotto, ma non paralizzato il lavoro all’interno dell’ospedale Maggiore.

IL DIRETTORE GENERALE GIUSEPPE ROSSI
«Non ho preconcetti Voglio nuove regole per la contrattazione»
di Fabrizio Lucidi

LODI — «DIFFICILE contestare una linea non ancora definita». Il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Giuseppe Rossi, insediatosi il 3 gennaio, non è particolarmente scosso dallo sciopero indetto ieri dalle Rappresentanze sindacali di base (Rdb) lodigiane. «Non ho ancora la più pallida idea dei motivi di questo sciopero», confida nel tardo pomeriggio di ieri, in una breve pausa fra un incontro di lavoro e l’altro.
Direttore, non è trascorso un mese dal suo insediamento e già i sindacati scioperano. Non sembra un buon viatico al dialogo...
«L’ho detto, sin dall’inizio della mia esperienza a Lodi: con i sindacati voglio ricominciare un cammino di dialogo per delineare nuove regole nella contrattazione. Detto questo, alcune sigle hanno accettato la mia disponibilità, mentre una quota che definirei "minimale" degli iscritti no».
Le rivendicazioni sono le stesse, da mesi: turni più umani, ritocco ai salari, no alle fondazioni private in corsia...
«Le istanze le ho ben presenti, sul mio tavolo e nella mia mente. Ma prima di stabilire la terapia giusta, devo fare una diagnosi corretta della situazione e dei problemi sul campo. E ancora non c’è stato tempo per fare un preciso quadro della situazione. Sto raccogliendo tutte le informazioni che mi servono. Senza alcun preconcetto».
Bisogna ancora sciogliere il nodo della Fondazione Don Gnocchi. I sindacati ribadiscono un no secco all’ingresso dei privati in corsia.
«Se l’ingresso del privato in corsia migliora i servizi e serve ai cittadini, che entri pure. Se l’impresa privata entra in corsia solo per fare business, il mio sarà un "no" secco alla Fondazione. Ma prima di prendere qualsiasi decisione, devo rendermi conto se l’Azienda ospedaliera rientriamo nel primo o nel secondo caso».
In ballo ci sono anche due nomine di peso: direttore amministrativo e direttore sanitario.
«Sì, saprete i nomi fra qualche giorno. Preciso che il direttore amministrativo sarà il capo della delegazione trattante, a nome dell’Azienda ospedaliera, con i sindacati per la questione dei contratti. Questo, a mio parere, farà venir meno tensioni e incomprensioni fra azienda e sindacati».
Ha già i nomi dei «papabili» direttori?
«Stiamo valutando diversi curriculum vitae. Quello che posso dire, a oggi, è che voglio scegliere la persona più competente e preparata, fra i candidati. I nomi li saprete solo fra qualche giorno».


22 gennaio 2008 - Corriere di Bologna

Aeroporto
Visigalli: «Favoriti dall'ex presidente Enac»

Bologna - Interrogato per quasi nove ore dal pm Antonello Gustapane, il direttore generale di Doro Group, Primo Visigalli, ieri ha confermato che se il consorzio di «scatole vuote» riuscì a entrare all'aeroporto Marconi di Bologna fu merito dell'ex presidente nazionale dell'Enac Alfredo Roma e dell'avvocato Anna Masutti. Furono loro, ha detto, con il tramite di una dirigente dell'Enac di Roma, Luisa Barsanti (il pm l'ha già ascoltata come persona informata dei fatti) ad aiutare il consorzio a risolvere il problema dei cartellini destinati agli addetti dei servizi di assistenza a terra, che l'Enac di Bologna si rifiutava di emettere a nome del nuovo soggetto entrante Doro group. Quanto detto oggi da Visigalli trova riscontro nelle dichiarazioni rese venerdì dal pentito, ex dirigente del consorzio. Proprio ieri, le Rdb hanno interrotto il consiglio comunale protestando contro lo «scandalo» dell'aeroporto.


22 gennaio 2008 - Leggo

Milano - Le organizzazioni sindacali di base del trasporto...

Milano - Le organizzazioni sindacali di base del trasporto pubblico locale Al Cobas - Cub Trasporti, Sama, Faisa Confail e Fildiai Cildi hanno indetto uno sciopero per venerdì. Lo rende noto Atm, l’azienda dei trasporti milanesi, precisando che bus, filobus, tram e metropolitane «saranno garantiti dall’inizio del servizio fino alle 8,45 e dalle 15 alle 18».


22 gennaio 2008 - La Gazzetta di Reggio

Tasse locali. Fisco e polemiche
Aumento dell’Irpef la Cub di traverso

Reggio E. - «La Cub di Reggio esprime la propria contrarietà all’aumento della tassazione Irpef comunale che la giunta Delrio ha portato per il 2008 dallo 0,2 allo 0,5% per chi ha un reddito superiore a 15mila euro, dunque esclusi i pensionati al minimo e gli evasori». Così la Confederazione unitaria di base di Reggio, che dice ancora: «Chi si troverà a dover sostenere un aumento di una volta e mezzo l’imposta saranno come al solito i lavoratori, già spremuti all’inverosimile da una continua ondata di aumenti, nelle tariffe, nei prezzi dei generi alimentari, nel costo dei servizi. Se almeno questi aumenti avessero uno specchio negli aumenti dei salari e degli stipendi si potrebbero pareggiare i rincari, ma così non è. Com’è pensabile andare a decurtare ancora redditi già così bassi? Da rimarcare infine il ruolo condiscendente dei sindacati concertativi Cgil, Cisl e Uil che l’anno scorso diedero il via libero all’aumento per il 2008».


22 gennaio 2008 - La Nuova Sardegna

Rifiuti dalla Campania, i cub contro il conferimento al Casic
«La giunta regionale risolva prima i problemi aperti delle discariche incontrollate»

PORTOSCUSO - Duro attacco da parte della segreteria della FLM Cub al presidente della giunta regionale, Renato Soru, per la decisione di accogliere in Sardegna, i rifiuti provenienti dalla Campania. «Quei rifiuti nell’isola - sostiene il sindacalista Angelo Cremone - sono un’offesa alle popolazioni di Capoterra e di Poggio dei Pini che sono chiamati a sopportare odori insopportabili. Tutti è stato fatto in nome della solidarietà. Solidarietà a chi? Al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, sotto inchiesta con rinvio a giudizio insieme ad altre 38 persone per la gestione dei rifiuti costata ben 800 milioni di euro. Avremo visto bene la solidarietà nei confronti dei cittadini sardi e del Sulcis in particolare che non hanno lavoro ma sono costretti a vivere in paesi dove i veleni delle industrie sono presenti e certificate dalle analisi in possesso della stessa Regione. Il Governatore avrebbe dovuto, prima di tutto, risolvere i problemi dei rifiuti in Sardegna che ha speso parecchi miliardi per la pubblicità per il progetto "Sardegna fatti bella". La gente di Is Gannaus, frazione di Carbonia, sa bene cosa vuol dire avere a poche centinaia di metri una discarica di rifiuti che nessuno vuole ancora chiudere. Ci si preoccupa della Campania ma non di quanto accade a Portovesme dove nonostante le numerose denunce alla magistratura troppa gente continua a morire di gravi malattie». Secondo Cremone lo smaltimento di rifiuti, di qualsiasi natura, è un affare per pochi e nessuno si cura dei danni alla salute.
«Troppo spesso diventano vittime quanti si propongono, in prima persona per evitare che i veleni viaggino senza controllo - aggiunge Angelo Cremone - e la decisione del Governatore di importare ecoballe, ha messo a rischio l’incolumità delle forze dell’ordine e dei manifestanti». (e.a)


21 gennaio 2008 - Prima

ROMA: 24 GENNAIO RdB PUBBLICO IMPIEGO RILANCIA INIZIATIVA SU DEMOCRAZIA SINDACALE, SALARIO E SMANTELLAMENTO P.A.

(PRIMA) ROMA - Il 24 gennaio p.v. alle ore 12 la RdB CUB Pubblico Impiego si recherà presso l’Aran per sciogliere, dopo aver consultato i propri iscritti e i lavoratori interessati, la riserva in merito alla stipula dei contratti nazionali dei comparti Ministeri e Parastato. "Intendiamo trasformare questa giornata in un giorno di mobilitazione di tutto il Pubblico Impiego per rilanciare l’intervento sindacale sul terreno della democrazia nei luoghi di lavoro, del salario e dei processi di destrutturazione della Pubblica Amministrazione. La scomparsa sostanziale di democrazia sindacale sui posti di lavoro con l’esclusione dei delegati RSU, eletti direttamente dai lavoratori, dagli ambiti dove vengono effettivamente prese le decisioni e discriminazione del dissenso attraverso l’esclusione dalle trattative delle organizzazioni che, ancorché rappresentative, non firmano i contratti nazionali, attraverso questi meccanismi si sta facendo passare una modificazione in senso reazionario delle relazioni sindacali. I contratti pubblici ormai scaduti e rinnovati, con ampio ritardo, solo per tre comparti su undici senza peraltro alcun recupero del potere d’acquisto del salario, la Finanziaria 2008 che non stanzia alcuna risorsa per il biennio 2008-09 mentre il governo e Cgil, Cisl e Uil si stanno accordando per portare da due a tre gli anni di vigenza dei contratti che, in assenza di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni, significa ridurre in povertà chiunque abbia un rapporto di lavoro dipendente, peggio se pubblico. L’accelerazione dei processi di destrutturazione della Pubblica Amministrazione, attraverso processi (già avviati) di privatizzazione e esternalizzazione dei servizi, accorpamento di Enti e soppressione di funzioni, chiusura di uffici periferici, produce nell’immediato la perdita di posti di lavoro con gravi ripercussioni sui dipendenti in termini di mobilità e in prospettiva la riduzione o il taglio di servizi sociali prima garantiti ai cittadini. Sono previste iniziative sindacali sia a Roma sotto l’Aran, che nelle principali città consistenti in presidi, assemblee cittadine, conferenze stampa e quant’altro sarà possibile mettere in campo per dare visibilità alla grave situazione che il Pubblico Impiego attraversa e che ha, ed avrà sempre più, profonde ripercussioni in tutta la società".


21 gennaio 2008 - Adnkronos

BOLOGNA: RDB E LAVORATORI 'MARCONI' PROTESTANO IN COMUNE
STRISCIONE IN CONSIGLIO PER CHIEDERE SBLOCCO SALARI

Bologna, 21 gen. - (Adnkronos) - 'Salario, dignita' e diritti'. Questa la scritta tracciata sullo striscione che una quindicina di lavoratori dell'aeroporto 'Marconi' di Bologna, accompagnati dalla e Rdb-Cub, hanno esposto oggi pomeriggio nell'aula del consiglio comunale, provocando la temporanea sospensione dei lavori dell'assemblea. "I nostri stipendi sono bloccati da 4 mesi e ci sono 37 persone disoccupate che aspettano di poter tornare al loro posto di lavoro" hanno urlato i lavoratori, rivolgendosi ai banchi della giunta e dei consiglieri, praticamente vuoti. "Fuori la mafia, dentro i lavoratori", hanno scandito ancora i manifestanti, puntando il dito contro "lo scandalo degli appalti, di cui la parte lesa sono i lavoratori". Altro motivo del contendere, hanno spiegato gli addetti dello scalo aereoportuale, "le 200 ore di straordinario al giorno" che vengono richieste per mandare avanti le operazioni di terra. I protagonisti della protesta hanno, infine, sollecitato un incontro con la giunta e con la presidente della societa' che gestisce l'aeroporto emiliano Giuseppina Gualtieri, gia' richiesto da tempo.


21 gennaio 2008 - Ansa

SCIOPERI: MILANO, PROCLAMATO SCIOPERO TRANVIERI VENERDI 25

(ANSA) - MILANO, 21 GEN - Le organizzazioni sindacali di base del trasporto pubblico locale Al Cobas - Cub Trasporti, Sama, Faisa Confail e Fildiai Cildi hanno indetto uno sciopero per il prossimo venerdì 25 gennaio. Lo ricorda l'Atm, azienda dei trasporti milanesi, precisando che bus, filobus, tram e metropolitane «saranno garantiti dall'inizio del servizio mattutino fino alle 8,45 e dalle 15 alle 18. Nelle altre fasce orarie sono possibili disagi causati dall'eventuale astensione dal lavoro del personale». Peraltro secondo le statistiche di adesione agli scioperi del passato di queste sigle sindacali, le linee di metropolitana hanno funzionato regolarmente: si potrebbero avere disagi limitati alle linee di superficie. Per informazioni i viaggiatori possono rivolgersi al numero verde Atm 800.80.81.81 (7.30-19.30 tutti i giorni) e sul sito internet.


21 gennaio 2008 - Dire

TRASPORTI. MERCOLEDI' SCIOPERO TRAMBUS, METRO SARA' REGOLARE

(DIRE) Roma, 21 gen. - Confermato al momento lo sciopero di 24 ore indetto per mercoledi' 23 gennaio dai sindacati di base Cub e Sdl per i dipendenti della societa' Trambus Spa, che a Roma gestisce la maggior parte delle linee di bus, il filobus 90 Express e le linee tram. Lo sciopero -precisa Atac- non riguardera' quindi le 73 linee di bus periferiche feriali e le 27 linee notturne gestite dalla societa' Tevere Tpl, le due linee della metropolitana, le ferrovie Roma-Lido, Roma-Civitacastellana-Viterbo e Roma-Pantano, che saranno regolarmente in servizio. Due le fasi della protesta previste per la giornata del 23. I dipendenti Trambus che aderiranno allo sciopero, si asterranno dal lavoro dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Le vetture in arrivo dai capolinea, una volta giunte a destinazione, con l'inizio dello sciopero rientreranno fuori servizio nelle rimesse di appartenenza. Rispettate come di consueto le fasce di garanzia: da inizio servizio alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59.
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AEROPORTO BOLOGNA. BLITZ RDB IN COMUNE, CONSIGLIO SOSPESO
'UNO SCANDALO: C'ERA LA MAFIA, MA AMMINISTRAZIONE NON FA NIENTE'

(DIRE) Bologna, 21 gen. - "E' uno scandalo: all'aeroporto c'era la mafia e questa amministrazione non riesce a fare un intervento decente per questa situazione". E' il grido di dolore che una decina di lavoratori dei servizi di terra all'aeroporto Marconi di Bologna, nonche' esponenti delle Rdb (Rappresentanze sindacali di base), portano fin nell'aula del Consiglio comunale. "Fuori la mafia, dentro i lavoratori", urlano dallo spazio riservato al pubblico a proposito dello scandalo degli appalti nello scalo bolognese che ha portato all'apertura di un'inchiesta della procura che ha scoperchiato anche il fronte delle infiltrazioni della malavita organizzata nella vicenda. Dopo qualche istante di protesta, il presidente del consiglio comunale Gianni Sofri e' stato costretto ad interrompere la seduta. Ma gli addetti ai servizi di terra non ci stanno. "Vogliamo un incontro con Gualtieri- presidente dell'Aeroporto- e con questa amministrazione che l'ha nominata", e' la richiesta lanciata dai lavoratori mentre srotolano lo striscione su cui e' scritto "Salario-Dignita'-Diritti". Per le Rdb, infatti, a fare le spese dello scandalo e dei continui passaggi delle cooperative che gestiscono i servizi di terra "sono stati e sono tuttora i lavoratori", ancora alle prese con stipendi non pagati e con organici "sottodimensionati", dopo che in molti sono rimasti tagliati fuori con la fuoriuscita recente di Gesticoop dal Marconi.

COMUNE BOLOGNA. BILANCIO, DOMANI GIUNTA DECIDE SU TASSE
RISCHIO AUMENTI DA ICI-COSTI POLITICA; SGRAVI, PRESSING SINDACATI

(DIRE) Bologna, 21 gen. - Entra nel vivo il bilancio del Comune di Bologna. Domani infatti la Giunta del sindaco Sergio Cofferati togliera' il velo all'incognita delle tasse, varando l'allegato "A" alla manovra finanziaria, vale a dire la parte relativa alle entrate. I 10 milioni di euro di minori entrate Ici e la mannaia dei 3 milioni che il Comune dovra' risparmiare sui gettoni dei 47 consiglieri per effetto della Finanziaria, mettono pero' a rischio le rassicurazioni dispensate dall'assessore al Bilancio, Paola Bottoni (si e' presa l'impegno di non toccare l'addizionale Irpef, dopo lo scatto in avanti dello 0,3% di un anno fa) e la politica delle tariffe bloccate fino a fine mandato, garantite dall'esecutivo con il verbale di incontro sottoscritto con i sindacati nel 2007. Del resto, un ulteriore balzo in avanti dell'addizionale sulle Persone fisiche, porterebbe l'asticella fino al massimo consentito dello 0,8%. Inoltre, a quanto si e' appresto, in Giunta domani si dovrebbe discutere anche di metro', sul quale oggi si registra l'ennesimo pressing da parte dei costruttutori, che chiedono all'amministrazione "chiarezza" sulle proprie intenzioni. "Non sappiamo- osserva il direttore del Collegio edile di Unindidustria, Carmine Preziosi- se il Comune intende mettere a bilancio la propria quota", quei 54 milioni di euro che corrispondono al 30% dei 180 milioni di fonte statale (90 gia' stanziati, 90 promessi una volta approvato il progetto definitivo). "Il Comune deve dire- prosegue Preziosi- come vuole finanziare i propri impegni e se intende andare al bando entro la fine dell'anno o all'inizio del 2009. Diversamen