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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 1 al 10 gennaio 2008

10 gennaio 2008 - Apcom

RIFIUTI/ CUB:11 GENNAIO MANIFESTAZIONE DAVANTI MINISTERO AMBIENTE
Contro "apertura autoritaria" delle discariche

Roma, 10 gen. (Apcom) - I Cub portano a Roma le ragioni della protesta campana con una manifestazione indetta per l`11 gennaio davanti al ministero dell`Ambiente, alla quale parteciperanno esponenti ed attivisti dei movimenti. I Cub manifestano contro "l`apertura autoritaria delle discariche, tra cui quella del martoriato quartiere di Pianura, l`avvelenamento e la sistematica distruzione del territorio campano dimostrano platealmente il totale fallimento delle politiche varate in Campania negli ultimi quindici anni". L`iniziativa, si legge in un comunicato, è stata promossa per chiedere da subito: stop alla costruzione dell`inceneritore di Acerra; stop all`apertura di nuove discariche; immediato avvio della raccolta differenziata; bonifica reale del territorio attraverso un piano per il lavoro che recepisca le richieste dei movimenti di lotta e spezzi l`articolato intreccio tra sistema politico, imprenditori e criminalità organizzata che attanaglia la Campania.


10 gennaio 2008 - Omniroma

MENSE SCUOLA, CUB: «SCIOPERO RIUSCITO»

(OMNIROMA) Roma, 10 gen - «È riuscito in pieno lo sciopero degli addetti alle mense scolastiche del Comune di Roma indetto per oggi dalla Flaica-Cub. Si tratta del primo sciopero in un settore di storica esternalizzazione, dove sono attivi almeno 3000 fra operai ed impiegati di numerose ditte e cooperative». È quanto si legge in una nota della Confederazione unitaria di base. «Le conseguenze dello sciopero - prosegue la nota - sono state avvertite in molte scuole materne ed elementari della capitale, dove si è supplito alla mancanza del servizio mensa attraverso la distribuzione di panini. La Flaica-Cub rende noto che alcuni istituti hanno sostituito i lavoratori in sciopero con personale interinale, ed annuncia che presenterà diffida a quelle aziende che hanno così violato la legge vigente. A sostegno della mobilitazione, un gruppo di circa 400 lavoratori ha svolto questa mattina un presidio sotto al Campidoglio, dove alcuni hanno manifestato muniti di grembiuli, pentole e coperchi. I lavoratori in piazza sono stati raggiunti dai Consiglieri Luigi Di Cesare e Adriana Spera, che si sono impegnati a portare la vertenza all'ordine del giorno del Consiglio Comunale. Gli addetti delle mense, già penalizzati da un contratto che li rende soggetti a sospensione estiva senza retribuzione e senza diritto ad alcuna indennità di disoccupazione, ed inquadrati prevalentemente part-time con uno stipendio medio fra i 400/500 Euro mensili, protestano contro l'aumento insostenibile dei carichi di lavoro determinato dal nuovo Capitolato d'appalto, stipulato dal Comune di Roma per gli anni 2007- 2012, che ha introdotto ulteriori servizi senza corrispondere un relativo aumento di ore lavorative pro-capite per impianto». «Se l'assessore Coscia sostiene l'immodificabilità del nuovo Capitolato - dichiara nella nota Nicoletta Lagioia, della Flaica-Cub di Roma - pretendiamo allora che vengano rispettati anche altri punti presenti nel Capitolato stesso che potrebbero maggiormente garantire sia lavoratori che il servizio. Si potrebbe cominciare facendo rispettare le norme di sicurezza e la corretta manutenzione dei macchinari in uso. Inoltre - prosegue la sindacalista Cub - le aziende dovrebbero considerare il monte ore non come un massimo, ma come un minimo da aumentare in base alle reali necessità del servizio, dovrebbero inquadrare i lavoratori secondo le mansioni effettivamente svolte, e retribuire con puntualità stipendi e straordinari. Per le mense questo è solo l'avvio della mobilitazione: tutto il settore scolastico sta ormai vivendo in una condizione di emergenza, che contrasteremo con iniziative di lotta insieme alle altre sigle sindacali che si riconoscono nella Cub».

SCUOLA, OPERATORI MENSE COMUNE SCIOPERANO DAVANTI CAMPIDOGLIO

(OMNIROMA) Roma, 10 gen - Chiedono più ore di lavoro inserite in busta paga e l'aumento degli organici in ogni scuola a fronte di un lavoro sempre più impegnativo e per questo motivo oggi, a partire dalle 10 di questa mattina, circa 100 lavoratori delle mense scolastiche del Comune di Roma hanno scioperato organizzando un rumoroso presidio a piazza San Marco, di fronte al Campidoglio. Pranzo al sacco oggi nelle scuole i cui lavoratori hanno aderito allo sciopero. Ad organizzare il presidio la Flaica Uniti -Cub, rappresentata da Giancarlo Desiderati e da Nicoletta Lagioia della segreteria romana. Con striscioni ed altoparlanti gli operatori hanno fatto ascoltare la loro voce «e conoscere la loro causa, prima invisibile» ha spiegato Lagioia. Risultato del presidio? «La mobilitazione di 2 consiglieri capitolini, - ha aggiunto Lagioia - Adriana Spera e Luigi Di Cesare, che si sono impegnati a portare la questione all'attenzione del Consiglio comunale. Ma questo è solo l'inizio - ha continuato - se non arriveremo a risultati concreti la mobilitazione continuerà». Secondo Nicoletta Lagioia: «I lavoratori delle ditte appaltatrici delle mense scolastiche sono già svantaggiati in quanto per la maggior parte part-time, senza indennità di disoccupazione e soggetti a pausa estiva non retribuita ma oggi sono qui si chiedere che venga rispettato il Capitolato del Comune ed in parte anche modificato, perché scritto a tavolino. Con gli orari e gli organici previsti dall'articolo 29 - ha continuato - è impossibile svolgere il servizio richiesto». Un servizio che, a detta dei lavoratori, con l'introduzione delle migliorie previste nello stesso Capitolato 2007-12, come servizio in piatti di coccio e bicchieri di vetro ma anche menu etnici e biologici «fa aumentare notevolmente il lavoro da svolgere» ha aggiunto Desiderati. I lavoratori delle mense scolastiche lamentano anche precarie condizioni igieniche all'interno delle cucine, assenza di estintori come previsto dalla legge e carenza di attrezzature, come nel caso degli utensili da cucina «che spesso ci dobbiamo portare da casa» ha spiegato una delle lavoratrici presenti in piazza. Secondo quanto riferito da alcuni lavoratori in alcune mense anche le derrate alimentari sono insufficienti a soddisfare i coperti da servire ogni giorno. Per questo motivo, dagli altoparlanti allestiti, al ritmo di una nota canzone per bambini, gli operatori gridavano: «Per fare un primo ci vuol la pasta, per fare la pasta ci vuole il sugo» e ancora «per fare tutto ci vuole il tempo ed invece solo sfruttamento».

ASILI, RDB: «DA OGGI IN PIAZZA CONTRO BADGE»

(OMNIROMA) Roma, 10 gen - «È ripresa il 7 gennaio la sperimentazione dell'XI Dipartimento del Comune di Roma (Politiche Educative e Scolastiche), sospesa lo scorso 21 dicembre, che ha dotato i bambini della capitale di un badge individuale per la rilevazione automatica della presenza. Di nuovo gli allievi dei 19 asili coinvolti nella sperimentazione, uno per ogni Municipio, come tanti piccoli operai 'striscerannò in entrata ed in uscita con l'aiuto di un addetto della società Multiservizi. Fortemente avversata dalle Rdb-Cub già al suo esordio nel mese scorso, la sperimentazione sarà nuovamente accompagnata dai volantinaggi che le RdB stanno svolgendo questa mattina fuori dagli asili dei Municipi VI, VIII, IX, X e XVI, e lunedì attueranno in quelli del V e del VII Municipio». È quanto si legge in una nota di Rdb Cub. «L'obiettivo delle Rdb - prosegue la nota - è quello di informare i genitori in merito alla sperimentazione in corso e rendere note le critiche della organizzazione sindacale di base, che considera il badge uno strumento fortemente spersonalizzante ed ispirato non certo al un miglioramento della funzione educativa che gli asili dovrebbero realizzare, quanto ad una sorta di erogazione 'just in timè dei servizi alla persona, peraltro nei fatti impraticabile in un settore dove la cura e la relazione sono aspetti prioritari. Intanto non è affatto migliorata la situazione delle supplenze giornaliere, che sono effettuate prevalentemente con contratti part-time al 50% dell'orario e che spesso non vengono nemmeno inviate. Le critiche sollevate dalle Rdb hanno trovato riscontro presso alcune associazioni di genitori, che stanno avviando incontri di confronto con l'organizzazione sindacale per individuare i possibili percorsi comuni. Anche perché la sperimentazione dell'asilo-fabbrica non sembra destinata ad esaurirsi: il 28 maggio è previsto il raddoppiamento degli asili coinvolti, che diverranno 2 per ogni Municipio della capitale».

ASILI, COSCIA: «NESSUN BIMBO O GENITORE TIMBRA BADGE AL NIDO»

(OMNIROMA) Roma, 10 gen - «A proposito del cosiddetto 'badgè che sarebbe stato assegnato ai bambini degli asili nido comunali, ancora una volta le Rdb stanno diffondendo notizie false. Nessun bambino o genitore timbra il cartellino al nido. Si sta solo sperimentando un metodo informatico di registrazione delle presenze, registrazione che già avviene manualmente in tutti i nidi e in tutte le scuole. In questo modo, se il sistema dovesse funzionare, sarà possibile per i Municipi, essendo in rete con i nidi, assegnare più rapidamente, quando è effettivamente necessario, le supplenze e sostenere più efficacemente il lavoro del personale in servizio. La polemica quindi è senza fondamento e del tutto strumentale». Lo dichiara, in una nota, Maria Coscia, assessore capitolino alla Scuola.


10 gennaio 2008 - Ansa

COMUNE ROMA: FLAICA-CUB, RIUSCITO SCIOPERO MENSE SCOLASTICHE

(ANSA) - ROMA, 10 GEN - «È riuscito in pieno lo sciopero degli addetti alle mense scolastiche del comune di Roma indetto per la giornata odierna dalla Flaica-cub». Lo ha comunicato in una nota la stessa sigla sindacale. «Si tratta del primo sciopero - prosegue la nota - in un settore di storica esternalizzazione, dove sono attivi almeno 3000 fra operai ed impiegati di numerose ditte e cooperative». La Flaica inoltre ha comunicato che «le conseguenze dello sciopero sono state avvertite in molte scuole materne ed elementari della capitale», dove si è supplito al servizio mensa con «la distribuzione di panini». Secondo il sindacato poi «alcuni istituti hanno sostituito i lavoratori in sciopero con personale interinale» e così rende noto che presenterà «diffida a quelle aziende che hanno» in questo modo «violato la legge vigente». Ha sostegno della mobilitazione secondo la Flaica «un gruppo di circa 400 lavoratori ha svolto un presidio al Campidoglio, dove alcuni hanno manifestato muniti di grembiuli, pentole e coperchi» raggiunti poi dai consiglieri comunali Luigi Di Cesare e Adriana Spera che «si sono impegnati a portare la vertenza all'ordine del giorno del Consiglio Comunale». La nota di Flaica si conclude sottolineando che «se l'assessore Coscia sostiene l'immodificabilità» del capitolato «pretendiamo allora che vengano rispettati anche altri punti» che «potrebbero maggiormente garantire sia i lavoratori che il servizio» comunicando poi «iniziative di lotta insieme alle altre sigle sindacali che si riconoscono nella cub».


10 gennaio 2008 - Dire

SCUOLA. RIUSCITO SCIOPERO ADDETTI A MENSE COMUNE ROMA

(DIRE) Roma, 10 gen. - "E' riuscito in pieno lo sciopero degli addetti alle mense scolastiche del Comune di Roma indetto per la giornata odierna dalla Flaica-Cub". Lo rende noto un comunicato dell'organizzazione sindacale. "Le conseguenze dello sciopero- continua la nota- sono state avvertite in molte scuole materne ed elementari della Capitale, dove si e' supplito alla mancanza del servizio mensa attraverso la distribuzione di panini". La Flaica-Cub rende noto inoltre che "alcuni istituti hanno sostituito i lavoratori in sciopero con personale interinale, e annuncia che presentera' diffida a quelle aziende che hanno cosi' violato la legge vigente".

SCUOLA. LAVORATORI MENSE PROTESTANO IN PIAZZA VENEZIA

(DIRE) Roma, 10 gen. - Piatti al collo come collane, grembiuli, coperchi e pentole da sbattere. E' cosi' che hanno protestato oggi in piazza Venezia i lavoratori del servizio refezione scolastica del Comune di Roma per "far conoscere all'opinione pubblica le pessime condizioni in cui siamo costretti a lavorare". "E' la prima volta che questi lavoratori scendono in piazza- dice Nicoletta Lagioia della Flaica Cub, che ha organizzato la protesta- Il capitolato 2007-2012 ha previsto un miglioramento del servizio tenendo conto della multietnicita' degli utenti e del rispetto dell'ambiente, ma le aziende che gestiscono il servizio lo applicano a discapito dei diritti dei lavoratori". Qualche esempio: "I piatti in coccio potrebbero essere sostituiti con materiale biodegradabile che costa troppo per le aziende che quindi non lo usano". Ma c'e' dell'altro: "Le norme sulla sicurezza alle volte non vengono rispettate, gli straordinari non si pagano e, a volte, gli stipendi arrivano in ritardo. Ci sono apparecchiature non utilizzate, come le impastatrici e poi mancano mestoli e strumenti". In tutto i lavoratori delle mense sono un migliaio, lavorano per tre o quattro ore al giorno, 9 mesi l'anno. Lo stipendio medio e' di 400-500 euro. Per la Cub il prossimo passo sara' "una manifestazione unitaria con le altre sigle sindacali Cub del settore scuola. Perche'- spiega Giancarlo Desiderati- tutto il settore vive un'emergenza e quello che conta non e' il sindacato di appartenenza, ma i diritti dei lavoratori. Oggi Cgil, Cisl e Uil hanno impedito ai loro iscritti di partecipare alla protesta, ma noi avremmo partecipato ad una loro eventuale manifestazione". A portare la solidarieta' ai manifestanti, il capogruppo Prc in Campidoglio, Adriana Spera: "Cercheremo di portare la questione in aula- dice- ma non sara' facile. Tutta la scuola vive una situazione di emergenza. Le operazioni di immagine e di miglioramento della qualita' del servizio sono anche positive ma non possono essere fatte a discapito dei diritti dei lavoratori".

SCUOLA. RDB: TORNANO BADGE IN ASILI, SPERSONALIZZANO BIMBI

(DIRE) Roma, 10 gen. - E' ripresa il 7 gennaio la sperimentazione dell'XI Dipartimento del Comune di Roma (Politiche Educative e Scolastiche), sospesa lo scorso 21 dicembre, che ha dotato i bambini di alcuni asili della Capitale di un badge individuale per la rilevazione automatica della presenza. A ricordarlo e' Rdb-Cub che paragona i bambini degli asili coinvolti, uno per ogni Municipio, a "tanti piccoli operai che 'strisceranno' in entrata e in uscita con l'aiuto di un addetto della societa' Multiservizi". Fortemente avversata dalle Rdb-Cub gia' al suo esordio nel mese scorso, la sperimentazione -si legge in una nota del sindacato- sara' nuovamente accompagnata dai volantinaggi che le Rdb stanno svolgendo questa mattina fuori dagli asili dei Municipi VI, VIII, IX, X e XVI, e lunedi' 14 gennaio attueranno in quelli del V e del VII Municipio. L'obiettivo delle Rdb e' quello di "informare i genitori in merito alla sperimentazione in corso e rendere note le critiche della organizzazione sindacale di base, che considera il badge uno strumento fortemente spersonalizzante e ispirato non certo a un miglioramento della funzione educativa che gli asili dovrebbero realizzare, quanto ad una sorta di erogazione 'just in time' dei servizi alla persona, peraltro nei fatti impraticabile in un settore dove la cura e la relazione sono aspetti prioritari. Intanto non e' affatto migliorata la situazione delle supplenze giornaliere, che sono effettuate prevalentemente con contratti part-time al 50% dell'orario e che spesso non vengono nemmeno inviate". Le critiche sollevate dalle Rdb- fa sapere il sindacato- hanno trovato riscontro presso alcune associazioni di genitori, che stanno avviando incontri di confronto con l'organizzazione sindacale per individuare i possibili percorsi comuni. Anche perche' la sperimentazione dell'asilo-fabbrica non sembra destinata ad esaurirsi: il 28 maggio e' previsto il raddoppiamento degli asili coinvolti, che diverranno due per ogni Municipio.

SCUOLA. COSCIA: SU 'BADGE' POLEMICA INFONDATA E STRUMENTALE

(DIRE) Roma, 10 gen. - "A proposito del cosiddetto 'badge' che sarebbe stato assegnato ai bambini degli asili nido comunali, ancora una volta le Rdb stanno diffondendo notizie false". Lo dice in una nota l'assessore alle Politiche Educative del Comune di Roma, Maria Coscia, confermando che "nessun bambino o genitore timbra il cartellino al nido. Si sta solo sperimentando un metodo informatico di registrazione delle presenze- precisa l'assessore- registrazione che gia' avviene manualmente in tutti i nidi e in tutte le scuole". "In questo modo, se il sistema dovesse funzionare- spiega Coscia- sara' possibile per i Municipi, essendo in rete con i nidi, assegnare piu' rapidamente, quando e' effettivamente necessario, le supplenze e sostenere piu' efficacemente il lavoro del personale in servizio. La polemica- conclude- e' senza fondamento e del tutto strumentale".


10 gennaio 2008 - New York Times

In a Funk, Italy Sings an Aria of Disappointment
di Yan Fisher

Il New York Times ha pubblicato, il 13 dicembre scorso, un articolo sull'Italia che puoi leggere cliccando qui. A corredo c'è una Galleria fotografica intitolata “A life less dolce” (Una vita meno dolce); una delle 15 immagini scelte dal giornale è quella della nostra iniziativa al Campidoglio di Roma con le educatrici del Comune di Roma che vedete anche riportata qui sotto.

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10 gennaio 2008 - Il Bologna

Aeroporto. Indagini sulla Doro RdB e Raisi attaccano

Bologna - L’inchiesta sugli appalti dell’aeroporto è andata avanti e «il panorama che emerge da indiscrezioni e notizie di stampa è sempre più una conferma del marcio che abbiamo denunciato da sempre». Lo sottolinea Luigi Marinelli delle Rdb definendo al tempo stesso «incredibile il tentativo di Cgil e Cisl di prendersi il merito e di presentarsi come garanti dei diritti dei lavoratori e della legalità». Le Rdb, dunque, rilanciano le accuse già mosse all’epoca dell’accordo firmato da Cgil e Cisl per il passaggio dei lavoratori da Doro group e Gesticoop a Giacchieri. Ma non solo: il sindacato denuncia anche responsabilità della società di gestione dello scalo (Sab) e delle società di handling. L'onorevole di An Raisi, chiede invece al Governo di avviare «un’indagine approfondita, anche con una Commissione d’inchiesta, che chiarisca le responsabilità dovute ad una cattiva gestione». Ieri dal pm Angelo Nicoletti, amministratore delegato di Bas, una delle due società di handling.


10 gennaio 2008 - Il Giorno

AGITAZIONE NELLA SANITÀ OGGI UN NUOVO INCONTRO FRA I DIRIGENTI E I VERTICI DEI SINDACATI DI BASE
Sciopero all’ospedale, il prefetto tenta una mediazione

LODI — ANCORA un giorno per tentare di ottenere un accordo, poi il rischio è quello di un nuovo sciopero nella sanità lodigiana. L’ennesimo. Tutto è affidato al tentativo di conciliazione, obbligatorio per la legge nel campo dei servizi pubblici, condotto dai funzionari della Prefettura fra l’azienda e i sindacati. Ieri mattina il primo incontro. Da un lato Gianfranco Bignamini, dell’Rdb, dall’altra quattro dirigenti dell’Azienda ospedaliera.
I PUNTI sul tavolo sono il pagamento ai lavoratori dei fondi straordinari regionali, mai arrivati, il conteggio delle ore per i turnisti, la mobilità e il processo di privatizzazione. Fra minacce di rottura e mediazioni, si è convenuto di concentrare la discussione sul primo punto, quello dei fondi supplettivi da riservare ai dipendenti. L’azienda si è mostrata disponibile a discutere e oggi i delegati torneranno attorno al tavolo per un’ulteriore giornata di trattative. Potrebbe essere l’avvio di un accordo che scongiuri lo sciopero già messo in conto dall’Rdb, che nella sanità lodigiana, è una delle sigle più rappresentative. In mancanza di un accordo si attiverebbe la procedura di sciopero, con inevitabili disagi per i pazienti degli ospedali della provincia.(Gui.Ba.)


10 gennaio 2008 - La Nuova Sardegna

Amianto, giustizia troppo lenta
Sit-in davanti al palazzo di giustizia per chiedere tempi rapidi nelle cause avviate da chi ha lavorato nell’area di Portovesme. Promosso da Flm Cub Incontro col presidente del tribunale civile

PORTOVESME - Un "sit-in" affollato davanti al Palazzo di giustizia di Cagliari, quello che si è svolto ieri mattina, organizzato dalla Flm Cub a favore degli operai di Portovesme che hanno lavorato nei reparti dove era presente l’amiato. Alla manifestazione hanno preso parte il senatore Claudio Bulgarelli e il cordinatore nazionale Cub Giorgio Tiboni. Una manifestazione composta per richiamare l’attenzione del presidente del tribunale sui gravi ritardi della giustizia nelle cause civili per il riconoscimento dei benefici di legge ai lavoratori che hanno operato in reparti dove c’era la presenza di fibre d’amianto.
Per circa un’ora i manifestanti hanno fatto opera di volantinaggio poi il presidente del tribunale, Vincenzo Olivieri, ha accolto la richiesta dei manifestanti e ha ricevuto quattro delegati nelle persone del senatore Bulgarelli, del coordinatore nazionale dei Cub Giorgio Tiboni, oltre ad Angelo Cremone e Angelo Diciotti della segretaria del Sulcis Iglesiente.
La delegazione ha riferito che la lentezza della giustizia, in questo genere di processi, rischia di vanificare i benefici di una legge che deve tutelare e risarcire operai che rischiano gravi malattie tumorali proseguendo l’attività lavorativa. Di fatto, secondo quanto esposto al presidente Olivieri, nelle ultime cause si sono avuti rinvii di quasi due anni. «Per sentire il prossimo testimone - hanno sostenuto Bulgarelli, Tiboni, Cremone e Diciotti - in un processo si deve attendere il 20 novembre del 2009. Succede che il ricorrente deve lavorare altri due anni e in questo modo matura il diritto della pensione senza i benefici di legge. In altre parole, al termine del processo sono vanificati i vantaggi».
Ora il sindacato invierà una nota scritta al presidente Olivieri riferendo fatti e circostanze relative ai vari processi in corso. La carenza di organico nel tribunale civile è senza dubbio una concausa dei ritardi per arrivare a sentenza ma i manifestanti hanno ribadito che alcuni processi marciano spediti mentre altri vanno a rilento a tutto vantaggio degli enti previdenziali.
Il senatore Bulgarelli ha annunciato che presenterà un’ interrogazione al ministro della Giustizia per la grave carenza dell’organico del tribunale di Cagliari.(e.a.)

Cerotti alle finestre del Giovanni Paolo II

OLBIA - Struttura tecnologica che per qualche settimana è andata avanti con i cerotti. L’alluvione ha travolto anche il Giovanni Paolo II. L’ospedale inaugurato in estate ha mostrato qualche falla. Peccati di gioventù. Nel reparto di chirurgia una parte delle fineste è stata sigillata con cerotti e nastro adesivo, per arginare freddo e acqua. Un intervento tampone che è servito per superare l’emergenza. La direzione dell’Asl è corsa ai ripari e ha già preso accordi con l’impresa che ha realizzato l’ospedale. In queste settimane interverranno gli operai per sigillare le finestre.
In queste settimane i pazienti hanno dovuto sopperire al freddo con cerotti e all’acqua con lenzuola per asciugare i laghetti. La denuncia arriva dalle rappresentanze sindacali di base. In un documento l’organizzazione punta il dito contro la scarsa attenzione dei controlli della nuova struttura prima dell’apertura.
Sotto accusa anche i criteri con cui è stato riorganizzato il personale. La lettera del sindacato è stata inviata all’assessore regionale alla Sanità, Nerina Dirindin. I dipendenti chiedono che venga inviato un supervisore da Cagliari che ascolti le proteste dei dipendenti sulle scelte organizzative.
I vertici dell’Asl sono riusciti ad arginare l’ondata di gelo con una dose massiccia di silicone. Ma il malcontento all’interno dei reparti è rimasto. Nei giorni scorsi la protesta della federazione sindacati indipendenti. A protestare contro i vertici dell’Asl il segretario Vito Langiu, che è anche consigliere comunale. Il Fis chiedeva che gli organici all’interno del reparto di radiologia venissero potenziati per ridurre i tempi di attesa per alcuni esami. In particolare la denuncia riguardava la risonanza magnetica all’encefalo con mezzo di contrasto che secondo il sindacato era quasi paralizzata. I tempi di attesa per la risonanza magnetica sfioravano sotto Natale i 70 giorni. (l.r.)


10 gennaio 2008 - Il Piccolo

Il Verde Racovelli: mai successo che Tt ci convochi
Commissione consiliare, trasferta nella sede di Trieste Trasporti. RdB: «Bus, situazione disastrosa»

Trieste - Un’intensa attività di volantinaggio è stata annunciata per questa mattina dagli attivisti delle Rappresentanze sindacali di base in occasione della visita che i consiglieri della III° Commissione del Comune di Trieste effettueranno all’entrata principale del comprensorio aziendale della Trieste Trasporti Spa. Obiettivo dell’atto dimostrativo previsto in via Caduti sul lavoro sarà quello «di ribadire ai rappresentanti politici - sottolinea il coordinatore regionale Willy Puglia - la disastrosa situazione in cui versa il trasporto pubblico locale nella provincia».
L’iniziativa della Cub Rdb Trasporti prenderà avvio alle 9 e si concluderà intorno alle 11.30. «Dal 2001 a oggi, grazie a un assurdo piano industriale e ad accordi sindacali sciagurati, sono riusciti a chiudere e a smantellare numerosi reparti. Ora - riporta il testo di un volantino - stanno già pensando di sub appaltare completamente il reparto della vigilanza aziendale. Gli autobus si fermano mentre centinaia di corse vengono soppresse, il servizio viene ridotto e nemmeno le 10mila ore di prestazioni straordinarie mensili riescono a garantire regolarità e sicurezza del servizio degli autobus in provincia. Trieste Trasporti ha comunicato che, per poter vincere la gara d'appalto per l'assegnazione del servizio 2010-2020, la società intende adottare tutte le misure disponibili. Per l'avvio dei sub appalti manca l'autorizzazione della Provincia e le Rdb continueranno a impegnarsi affinché ciò non avvenga».
Alfredo Racovelli, consigliere comunale dei Verdi per la pace, ha annunciato che non parteciperà alla visita della III° Commissione aggiungendo che «mai ci saremmo immaginati che la TT decidesse di convocare a ’casa sua’ una riunione di una Commissione consiliare. E' la prima volta che accade. Credo che i cittadini si aspettino che la Trieste Trasporti spieghi perché il Protocollo d'intesa firmato con il Comune nel 2006 sia stato disatteso, se corrisponde al vero che i lavoratori svolgono 9-10 ore di straordinario al mese, per quale ragione due autobus sono andati a fuoco nel 2007, se l'azienda intenda privatizzare le linee dell'altipiano, se nei mesi estivi saltano dalle 80 alle 100 corse, se 230 autobus su 265 versano in stato di avaria». Una presa di posizione non condivisa da Gianfranco Trebbi, presidente della III° Commissione. «Ritengo l’iniziativa di Racovelli sbagliata nei contenuti e nel modo. Abbiamo sentito tutte le rappresentanze sindacali e ora sarà la volta dell’azienda con criteri assolutamente democratici. Il quadro del trasporto locale, inoltre, non è certo così disastroso come viene dipinto».(d.b.)


10 gennaio 2008 - La Repubblica

L´INCHIESTA Per tre ore ha risposto alle domande del pm Gustapane come persona informata dei fatti
Appalti dei servizi in aeroporto sentito l´ex presidente Nicoletti
di LUIGI SPEZIA

Bologna - Continua a pieno ritmo l´inchiesta sull´aeroporto del pm Antonello Gustapane, che ieri ha sentito come persona informata Angelo Nicoletti. L´ex presidente della Sab, diventato poi responsabile di Ata Handling di Milano, che controlla al 60 per cento la Bas, una delle due aziende di handling del Marconi, ha risposto alle domande in Procura per oltre tre ore. Bas - dopo Sab e Marconi Handling - è stata l´ultima a fare un contratto a Doro Group, il consorzio di coop al centro dell´inchiesta che ha assicurato dal 2004 al settembre scorso i servizi di facchinaggio e pulizie allo scalo bolognese, ma con una serie di disfunzioni in danno sia delle stesse società appaltanti, sia dei dipendenti, sia della sicurezza sul lavoro. Una situazione denunciata pubblicamente nell´estate scorsa anche dal direttore dell´Enac di Bologna Generoso Coraggio, sentito l´altro ieri in Procura (dove ha di nuovo criticato Sab, Marconi Handling e Bas per non avergli ancora notificato le certificazioni del gruppo Giacchieri succeduto a Doro in settembre) e ieri risentito all´aeroporto con una delega alla polizia giudiziaria. Doveva specificare meglio le normative relative all´applicazione del contratto nazionale per i lavoratori dell´assistenza a terra: il contratto doveva essere applicato solo ai dipendenti di Sab, Marconi Handling e Bas o anche ai dipendenti di Doro Group?
Il filone di indagine sui subappalti si incrocia con altri, come quello che riguarda la filiera Sab-società di handling-coop, per vedere se Sab e Marconi Handling dovessero fare un appalto pubblico (che non c´è stato) per i lavori assegnati a Doro a prezzi stracciati. L´ex presidente Giancarlo Sangalli, sentito l´altro ieri nella veste di «parte lesa», ha specificato che le società aeroportuali sono enti economici e quindi non tenuti a fare un appalto pubblico. La questione sarà una di quelle da chiarire con la consulenza in corso ordinata dal pm Gustapane. Finanza e Polizia aeroportuale stanno sviscerando anche gli altri filoni, i crediti di Sab verso le compagnie aeree e l´utilizzo di 55 milioni in sei anni di fondi ministeriali, che Sab dichiara di avere certificato in bilancio fino all´ultimo euro.
Sulla vicenda ieri è tornato pesantemente il sindacato Rdb, che in tutta questa situazione di insoddisfazione dei lavoratori aeroportuali e di conflitto che dura, dichiara di essere diventato il primo sindacato del Marconi. «Fino a prova contraria - dice Luigi Marinelli di Rdb-Cub - sono stati Cgil e Cisl a firmare accordi indecenti per continuare a garantire la sopravvivenza di un sistema di appalti a tutto favore delle società aeroportuali e delle logiche di mercato». In particolare, per Marinelli «non è accettabile che i lavoratori di Doro siano finiti in mobilità e poi riassunti da Giacchieri con la norma di non pagare i contributi per un anno come sgravio».

Posano per gli studenti dei licei artistici e dell´Accademia, ma la loro professione non esiste. Manifesteranno a Roma
La rivolta dei "modelli viventi"

Roma - Una performance di arte «vivente», un´installazione a cielo aperto davanti alla Sapienza di Roma per chiedere che il lavoro di «modello vivente» sia riconosciuto dalla legge italiana. I professionisti dei licei artistici e delle Accademie di Belle Arti del Piemonte partiranno, il 17 gennaio, alla volta di Roma determinati a mettere in scena alcune delle più importanti opere figurative della storia dell´arte di fronte alla sede dell´università per accendere i riflettori su una professione antichissima che oggi, pochi sanno, esiste ancora. Approfittando della visita alla Sapienza del ministro Fabio Mussi, del sindaco Walter Veltroni e del Papa. Insieme a loro saranno presenti i rappresentanti della Cub scuola e della Rdb Cub. Sono un piccolo numero di uomini e donne che lavorano al servizio della scuola e che si sono dati appuntamento con i colleghi delle altre regioni per chiedere il riconoscimento di un mestiere che è nato con l´arte figurativa stessa: posare per la copia dal vero degli artisti. Si tratta di una professione che si confonde e si mescola con l´arte stessa e che non può essere lasciata all´improvvisazione: porre il corpo nell´immobilità della posa richiede impegno e disciplina e implica la conoscenza della danza, della ginnastica, della comunicazione teatrale e una cultura capace di immaginario artistico, per rendere la prestazione efficace. Inoltre, solo l´esperienza consente di trasmettere agli aspiranti artisti delle scuole quella vibrazione, quel sentimento, capace di animare il disegno. Mentre nella prassi comune l´esperienza viene penalizzata perché è accompagnata dall´invecchiamento che rende il modello meno competitivo e abbandonato a una condizione di totale precarietà. Qualcuno di questi uomini e donne che lavorano stabilmente nelle scuole e nelle accademie hanno contratti a ore, qualcuno è inquadrato come personale Ata, come i bidelli, i più fortunati che sono impegnati venti ore alla settimana come i docenti hanno contratti a progetto che gli consentono di guadagnare non più di settecento euro netti di media al mese.(o.giu.)


10 gennaio 2008 - Il Resto del Carlino

Bufera sull’aeroporto Marconi «Stop agli appalti al ribasso»
L’allarme di Confcooperative. Raisi (An) chiede l’intervento del governo
di EMANUELA NALDI

Bologna - «LE PRESUNTE irregolarità nella gestione dei servizi di handling all’aeroporto Marconi» su cui sta indagando la Procura riportano «drammaticamente alla ribalta il tema delle cooperative spurie e la piaga degli appalti, o affidamenti diretti, come in questo caso, al massimo ribasso». A lanciare il grido d’allarme è Luigi Marino, presidente di Confcooperative intervenendo a proposito dell’inchiesta coordinata dal pm Antonello Gustapane sulle società cui erano affidati alcuni servizi a terra all’aeroporto Marconi e che vede 12 indagati per lo più responsabili della società Doro Group e di altre cooperative legate in subappalto, come Gesticoop, alla quale Doro aveva ‘passato’ la gestione di una parte dei servizi. Sab, la società di gestione del Marconi, Bas e Marconi Handling, sono invece considerate dal magistrato parte offesa.
COSI’ dopo l’ex presidente di Sab Giancarlo Sangalli ieri è stato ascoltato dal magistrato, Angelo Nicoletti, amministratore delegato di Bas, mentre oggi sarà la volta di un altro ex presidente di Sab, Alberto Clò, e domani verrà sentito Sante Cordeschi, amministratore delegato di Marconi handling. Gesticoop e Doro Group, le due coop uscite di scena dal Marconi e finite sotto i riflettori dei magistrati, non aderiscono ad alcuna centrale cooperativa «intanto però — sottolinea il ‘numero uno’ di Confcooperative, Marino — le cooperative autentiche subiscono la concorrenza sleale di sedicenti cooperative create strumentalmente per esternalizzazioni di comodo. Va poi denunciato il malcostume degli affidamenti al massimo ribasso che rappresenta un’autentica piaga del Paese». Cooperative come L’Operosa, che gestiva quei servizi di handling all’aeroporto di Bologna si trovano «a non poter più competere alla pari» con le coop spurie. «E così — rimarca il presidente di Confcooperative — a pagare un prezzo salato sono gli ultimi anelli della catena: le cooperative di servizi corrette e affidabili». E se Marino dà comunque atto alla magistratura «di essere intervenuta dove sarebbero dovuti intervenire, in via preventiva, altri organi dello Stato», An chiede una commissione di inchiesta sugli appalti all’aeroporto di Bologna.
«IL GOVERNO — afferma Enzo Raisi, deputato e leader finiano — deve fare la sua parte attraverso un’indagine approfondita, anche con una commissione d’inchiesta, che chiarisca le responsabilità dovute a una cattiva gestione da parte della struttura aeroportuale nell’assegnazione dei servizi bagagli e pulizie». «Ritengo perciò — esorta Raisi — che la direzione dell’aeroporto debba individuare chi ha irresponsabilmente affidato questo tipo di servizi a soggetti che non erano in grado di garantire quanto richiesto dal contratto». Leonardo Masella, capogruppo in viale Aldo Moro di Rifondazione Comunista, ha invece presentato sul terremoto giudiziario allo scalo bolognese un’interrogazione mentre Luigi Marinelli delle Rdb rilancia le accuse sottolineando «che il panorama che emerge è sempre più una conferma del marcio che abbiamo denunciato da sempre» definendo al tempo stesso «incredibile il tentativo di Cgil e Cisl di prendersi il merito e di presentarsi come garanti dei diritti dei lavoratori e della legalità». Ma non solo: il sindacato denuncia anche responsabilità della società di gestione dello scalo (Sab) e delle società di handling. «Fino a prova contraria — conclude Marinelli — Sab, Bas e Marconi handling erano a conoscenza da tempo della situazione».


10 gennaio 2008 - L'Unione Sarda

caso amianto Cause per la pensione anticipata
La protesta dell'Alcoa è sbarcata in tribunale

Cagliari - In molte altre regioni è direttamente l'azienda a riconosce la possibilità di una pensione anticipata a chi ha lavorato per anni con l'amianto. In Sardegna, invece, bisogna arrivarci passando per le aule del tribunale, dove però spesso i processi proseguono a rilento. È questa la ragione che, ieri mattina, ha spinto un'ottantina di lavoratori dell'Alcoa di Portovesme a manifestare davanti al Palazzo di giustizia per cercare di sollecitare i magistrati ad accelerare i tempi dei processi.
«Sessantacinque dei trecento lavoratori», spiega Angelo Cremone, sindacalista della Confedera Unitaria di Base (Cub), «hanno visto riconosciuto il beneficio di legge per andare in pensione anticipata. Purtroppo, tanti altri, sono ancora a lavoro perché gli altri magistrati che si occupano del loro caso, rinviano le sentenze per sentire nuovi testimoni a distanza di anni. In qualche caso, poi, diversi lavoratori che hanno avviato la causa, non potranno vederla perché non ci sono più». A far paura sono gli effetti che l'amianto respirato per anni può provocare nel tempo: primo fra tutti la svestosi, ma anche vari tipi di tumore. Ad appoggiare la manifestazione indetta dalla Cub, ieri mattina, c'era anche il senatore Mauro Bulgarelli, componente della Commissione Giustizia del Senato che ha annunciato un'interrogazione al Ministro della Giustizia. A metà mattina, l'esponente dei Verdi e i sindacalisti Angelo Cremone, Gianni Tiboni (segretario nazionale) e Angelo Diciotti (segretario regionale) sono stati ricevuti dal giudice Vincenzo Oliveri, procuratore della Corte d'Appello. «Presenteremo un dossier informativa», hanno detto i sindacalisti al termine del vertice, «in cui segnaleremo tutte le cause e i tempi d'attesa per la sentenza».(fr.pi.)


10 gennaio 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. «Pronti ad occupare l'aula Pucci...
di FRANCESCA OGGIANO

Civitavecchia - «Pronti ad occupare l'aula Pucci e ad impedire lo svolgimento dei consigli comunali». Si conclude così l'assemblea convocata ieri mattina da Cgil, Cisl, Uil, Rsu e Rdb nell'aula Pucci di palazzo del Pincio. Termina, dopo ben quattro ore di confronto e dibattito aperto, con una vera e propria dichiarazione di guerra condivisa e acclamata dalle centinaia di dipendenti comunali riuniti nell'aula consiliare per stabilire di concerto le azioni di contrasto alla riorganizzazione dei servizi pubblici prevista dall'amministrazione comunale.
Holding, società miste pubblico- privato, trasferimenti di personale, contratti, anzianità di servizio, progressione di carriera. Tutto è in ballo e tutto può aspettare perché il primo vero nodo da sciogliere è l'esclusione dei sindacati territoriali e di categoria dalle stanze dei bottoni. Luoghi dove tutto è stato deciso e dove nessuna delle organizzazioni sindacali è mai entrata finora. «Un'operazione - tuonano Fabio Napoleoni della Uil fpl e Flavio Zeppa della Rdb - che coinvolge tutti i settori dei servizi pubblici e 900 lavoratori». Municipalizzate (Etruria Servizi, Etm), servizi cimiteriali, scuole materne, mense, farmacie comunali e servizi annessi, servizi sociali e patrimonio. «E la questione non riguarda soltanto i dipendenti comunali perché i cittadini devono sapere che la modifica delle strutture è sostanziale con conseguenze in termini di prezzi e servizi offerti. Qui si è già stabilita la carta dei carta dei servizi senza però specificare chi andrà poi a tutelare i consumatori». Statuti e contratti modificati e approvati. Con i dipendenti comunali tacciati di assenteismo e accusati di essere lavativi e per questo contrari alla esternalizzazioni definitiva dei servizi.
«E tutto fatto in una settimana - spiegano gli Rsu comunali - quando poi siamo riusciti a consultare gli allegati e ci siamo accorti dell'operazione in corso ci siamo organizzati».
Ricorso all'articolo 28 con sospensione nell'applicazione della delibera 29 per verificare tutti i passaggi di una operazione condotta dall'amministrazione comunale alle spalle dei sindacati. «Dichiarazione dello stato di agitazione sindacale e ricorso al Prefetto per quanto riguarda la dotazione organica e il piano triennale delle assunzioni - prosegue Zeppa -. Stato di agitazione che a partire da oggi sarà integrato anche sulla procedura delle holding e la riorganizzazione dei servizi comunali. Entreremo in assemblea permanente e se il sindaco non avvierà la concertazione prevista per legge entro sabato occuperemo l'aula Pucci».
E i confederali della triplice chiamano a raccolta tutti i settori comunali, municipalizzate e consorzi compresi, convocando per oggi alle 16 una riunione nella sede della Cgil. «Gli ultimi accadimenti relativi alla costituzione da parte del comune di Civitavecchia di due società e la grave situazione determinata dopo la divulgazione di dati errati sulle assenze dei dipendenti, rendono necessario un momento unitario di analisi e sintesi sulla situazione per definire una posizione unitaria».


10 gennaio 2008 - Libero

Bimbi della Provincia all'asilo aziendale
di MONICA ROSSI

Roma - Per le dipendenti della Provincia di Roma sarà più facile conciliare il lavoro di mamma con la vita professionale. È stato inaugurato ieri, infatti, il primo asilo nido aziendale della Provincia nei locali di via Villa Pamphili. La struttura, di circa 400 mq, è dotata di una ludoteca, di una libreria e di un vasto parco giochi all'aperto, ed è in grado di ospitare fino a 36 bambini. Per ora sono stati ammessi 22 bimbi, figli dei dipendenti, ai quali se ne aggiungeranno altri 7 che vivono nel XVI municipio e provengono dalle liste d'attesa comunali. A tagliare il nastro il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, con accanto la Giunta di Palazzo Valentini quasi al completo. Il presidente ha spiegato che la neo struttura vuole essere «un piccolo grande contributo per ridare piena funzionalità alla maternità». Particolarmente soddisfatta la consigliera di An nonché responsabile del dipartimento Pari Opportunità del partito, Barbara Saltamartini, che è stata la promotrice e prima firmataria della proposta votata all'unanimità da tutti i consiglieri. «Finalmente, dopo sei anni di impegno», ha sottolineato, «si realizza un'opera concreta in cui ho creduto molto e che mi fa ritrovare il senso nel fare politica». Per il capogruppo provinciale di An, Piergiorgio Benvenuti, la struttura rappresenta «la dimostrazione di un impegno attento alle necessità delle famiglie, dei lavoratori e del territorio». Ma se da una parte si plaude all'iniziativa, dall'altra il centrodestra è tornato a parlare della «lacuna del Comune di Roma» in materia di asili. «Al di là dei continui annunci e proclami del sindaco», ha osservato il presidente della Federazione di Roma di An, Gianni Alemanno, «i bambini e le relative famiglie si trovano di fronte ad una carenza di oltre cento strutture nella Capitale». Anche per il coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Giro, «ciò che stupisce è il Campidoglio sia ancora oggi privo di un suo asilo dal momento che ne ha la competenza amministrativa del settore». Del resto quello provinciale è solo uno degli esempi di nido all'interno delle realtà aziendali. Lo scorso mese anche Poste italiane ha inaugurato il "Poste Bimb": una struttura in via Mormorata che ospita bambini dai tre mesi ai tre anni. Mentre nel febbraio 2007, invece, ha aperto il secondo nido aziendale di Trambus, situato nel deposito dei bus di Magliana, in grado di accogliere 57 bambini. Intanto per oggi la Flaica-Cub di Roma ha proclamato lo sciopero dei lavoratori delle mense scolastiche comunali. L'astensione, fanno sapere i sindacati di categoria, «riguarderà l'intera giornata e soprattutto le scuole materne ed elementari».


10 gennaio 2008 - La Gazzetta del Sud

La vertenza sindacale sulla sorte degli operai impegnati nella costruzione della variante della Statale 106
Cassintegrati della "Condotte spa" a Palizzi un'altra giornata di tensione
L'azienda: «Nessun lavoro è in corso, aspettiamo la conclusione dell'inchiesta Anas»
di Pietro Parisi

Palizzi - Atmosfera tesa, anzi tesissima, all'assemblea che i sindacati confederali hanno convocato in seguito alla messa in cassa integrazione dei dipendenti della "Condotte d'acqua spa", per i lavori di costruzione alla variante della Statale 106 a Palizzi. La ditta non ha consentito ai rappresentanti sindacali ed ai lavoratori di tenere l'assemblea presso il campo base di San Pasquale (per questo aveva prenotato la sala riunioni di un albergo di Bova Marina) e questo ha dato la stura al malcontento delle maestranze. I rappresentanti sindacali Achille Scarfò (Cgil), Vincenzo Corsaro (Cisl) e Gaetano Tomaselli (Uil), dopo avere dichiarato che avrebbero fatto ricorso all'art. 28 (comportamento antisindacale) per non avere potuto tenere l'assemblea in azienda, hanno proposto ai lavoratori di tenere l'assemblea all'aperto, cosa che non è potuta avvenire. In quel frangente alcuni lavoratori hanno chiesto a gran voce addirittura l'annullamento dell'accordo siglato tra le parti il 22 dicembre e del quale abbiamo dato notizia, perché non si sentono sufficientemente tutelati sulla ripresa del lavoro. S'è allora deciso che gli stessi sindacalisti, con una rappresentanza dei lavoratori, incontrassero la controparte all'interno di uno degli uffici della ditta. Nel corso della riunione (presente anche il dirigente del Commissariato di Polizia di Condofuri, dott. Giuseppe Pizzonia che, assieme al comandante della stazione dei carabinieri di Bova Marina, maresciallo Antonino De Nardo, ha provveduto al mantenimento dell'ordine pubblico) Corsaro e gli altri sindacalisti hanno posto l'accento sulle varie problematiche che sono alla base del malcontento dei dipendenti (non 166, hanno chiarito i dirigenti della Condotte, ma 134) collocati in Gico: criteri di valutazione relativi alla scelta, mancanza di rotazione, mobilità. I rappresentanti dell'impresa hanno risposto che la "griglia" dei criteri di scelta, è stata compilata a Roma secondo la normativa vigente ma che, in ogni caso, si sarebbero fatti portavoce della richiesta. Nel corso dell'accesa riunione, un rappresentante dei lavoratori ha sostenuto che nel cantiere "chiuso per le indagini in corso" (da parte della commissione d'indagine nominata dall'Anas in seguito a una frana che solo per fortuna non ha provocato vittime), si sta lavorando. Il responsabile dei lavori della Condotte ha, invece, fatto presente che le opere in corso prevedono solo la «messa in sicurezza» di lavori già compiuti «e non avanzamento degli stessi». Si tratta, ha aggiunto, di lavori di recinzione e di monitoraggio, per i quali non è previsto l'impiego di ulteriore personale. Per quanto riguarda, poi, le ipotesi di ripresa dei lavori, i funzionari della Condotte hanno affermato che, allo stato, non se ne possono formulare. Bisognerà aspettare, hanno ribadito, la conclusione delle indagini in corso che, si prevede, termineranno alla fine del mese corrente. Frattanto ieri il sindacato Cub edilizia ha ribadito le proprie richieste a suo tempo avanzate – «senza avere risposta», si legge in una nota – ai vertici dell'azienda: cassa integrazione per tutti i lavoratori, a rotazione per i tre turni di lavoro e concordando le liste con tutte le organizzazioni sindacali presenti in azienda; anticipazione e pagamento, mese per mese, (e non sul Tfr, come voluto dall'azienda) della Cassa integrazione guadagni per tutti i lavoratori sospesi da parte della Condotte, dal 7 gennaio 2008 fino al rientro in cantiere; ripresa stabile dell'attività lavorativa di tutti i lavoratori, dopo la scadenza delle 13 settimane di Cassa integrazione, fino alla fine dei lavori; apertura di un tavolo di trattative con Anas e ministero delle Infrastrutture, al fine di portare a termine le varianti e le opere appaltate.


9 gennaio 2008 - Ansa

MENSE SCOLASTICHE: SPERA, MI ASSOCIO A RICHIESTE LAVORATORI

(ANSA) - ROMA, 9 GEN - «Mi associo alla richiesta di revisione in aumento delle ore di lavoro previste, il rispetto di tutti i punti del capitolato a garanzia dei lavoratori e del servizio, come il corretto inquadramento rispetto alle mansioni effettivamente svolte e lo svolgimento delle manutenzioni dei macchinari» e anche per «il rispetto della puntualità nel pagamento delle retribuzioni». Lo ha comunicato in una nota il capogruppo del Pcr al Campidoglio, Adriana Spera, ricordando lo sciopero dei lavoratori delle mense scolastiche del Comune indetto dalla sigla sindacale Flaica-Cub di Roma per domani.

IMMIGRATI: BANGLADESH,CORTEO A ROMA PER SOGGIORNO UMANITARIO

(ANSA) - ROMA, 9 GEN - «Emergenza Bangladesh: chiediamo soggiorno umanitario per tutti» è quanto scritto sulle pettorine degli almeno 500 immigrati bangladesi che hanno sfilato per le vie della capitale e sullo striscione di apertura del corteo partito poco dopo le 11 da piazza della Repubblica. I manifestanti rappresentano i circa 20 mila cittadini del Bangladesh che, secondo le loro stime, vivono in Italia, la maggior parte clandestini, svolgendo lavori come badanti e venditori ambulanti. Vogliono porre all'attenzione del ministro Amato e del Presidente Napolitano la situazione drammatica del loro Paese dopo il ciclone Sidr che - come ha ricordato il presidente dell'AssoBangladesh, Bachcu - a novembre ha causato circa 30 mila morti.«I ministri dell'Interno e della Solidarietà sociale italiani - ha continuato Bachcu - ci avevano già ricevuto e promesso che, entro Natale, avrebbero risolto questa situazione, quella dei permessi di soggiorno.»La manifestazione è organizzata da AssoBangladesh con i comitati immigrati di India, Pakistan, Illiria, Sri Lanka, Filippine, Marocco, Elcandor e Dhuumcatu. Presenti anche le Rdb-Cub e l'Organizzazione comunista internazionalista Oci e il Prc.


9 gennaio 2008 - Apcom

RIFIUTI/ CORTEO NAPOLI IN PIAZZA PLEBISCITO: ORA A ROMA
Venerdì 11 presidio sotto ministero Ambiente

Napoli, 9 gen. (Apcom) - La manifestazione contro la riapertura della discarica Contrada Pisani, a Pianura, ha preso possesso di piazza Plebiscito. Diverse associazioni, comitati e sindacati aderenti al corteo hanno stabilito un presidio nel portone della prefettura.
"L'appuntamento adesso è per l'11 gennaio a Roma", è stato gridato dall'altoparlante. Venerdì la confederazione unitaria di base ha convocato infatti un presidio sotto la sede del ministero dell'Ambiente. E' organizzata anche una partenza in autobus dalla periferia di Napoli. In un volantino si spiega: "L'apertura autoritaria delle discariche, l'avvelenamento e la sistematica distruzione del territorio campano dimostrato il totale fallimento di tutte le scelte politiche varate negli ultimi 15 anni".


9 gennaio 2008 - Omniroma

COMUNE, SPERA (PRC): GIUSTE RICHIESTE LAVORATORI FLAICA-CUB

(OMNIROMA) Roma, 09 gen - «Per giovedì la Flaica-Cub di Roma ha proclamato lo sciopero dei lavoratori delle mense scolastiche del Comune. L'astensione dell'intera giornata riguarderà soprattutto le mense delle scuole materne ed elementari». Lo rende noto in un comunicato il gruppo consiliare di Rifondazione comunista-Sinistra Europea al Comune di Roma. «Il servizio delle mense scolastiche della Capitale, esternalizzato ormai da lungo tempo - dichiara Adriana Spera capogruppo al Comune di Roma del Partito di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea - coinvolge migliaia di operai e impiegati dipendenti di aziende e cooperative. A questi lavoratori, con orario prevalentemente part-time, viene applicato un contratto che li rende soggetti a sospensione estiva senza retribuzione e senza diritto ad alcuna indennità di disoccupazione». «Il nuovo capitolato d'appalto, stipulato dal Comune di Roma per gli anni 2007-2012 - continua Spera - ha introdotto ulteriori servizi senza corrispondere un relativo aumento di ore lavorative pro-capite per impianto. Così, a condizioni lavorative già difficili, si è aggiunto un aggravio dei carichi di lavoro che i lavoratori non riescono a fronteggiare. Per fare qualche esempio, nel nuovo Capitolato vengono previsti i menù multietnici, l'obbligo di piatti in coccio e bicchieri di vetro, l'aumento dei controlli burocratici e di pulizia, che sono misure sicuramente condivisibili, ma in contrasto con una realtà lavorativa che tende a far ricadere sulle spalle dei lavoratori il peso e i tempi necessari alla messa in opera dei nuovi servizi». «Mi associo - conclude Spera - alla richiesta di revisione in aumento delle ore di lavoro previste; il rispetto di tutti i punti del capitolato a garanzia dei lavoratori e del servizio (come il corretto inquadramento rispetto alle mansioni effettivamente svolte e lo svolgimento delle manutenzioni dei macchinari); il rispetto della puntualità nel pagamento delle retribuzioni».


9 gennaio 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. APPALTI, RDB ACCUSANO SINDACATI E SAB
"CI SONO RESPONSABILITA' DI CGIL-CISL E DEI VERTICI AZIENDALI"

(DIRE) Bologna, 9 gen. - L'inchiesta sugli appalti dell'aeroporto di Bologna e' andata avanti e "il panorama che emerge da indiscrezioni e notizie di stampa e' sempre piu' una conferma del marcio che abbiamo denunciato da sempre". Lo sottolinea Luigi Marinelli delle Rdb definendo al tempo stesso "incredibile il tentativo di Cgil e Cisl di prendersi il merito e di presentarsi come garanti dei diritti dei lavoratori e della legalita'". Le Rdb, dunque, rilanciano le accuse gia' mosse all'epoca dell'accordo firmato da Cgil e Cisl per il passaggio dei lavoratori da Doro group e Gesticoop a Giacchieri. Ma non solo: il sindacato denuncia anche responsabilita' della societa' di gestione dello scalo (Sab) e delle societa' di handling. Innanzitutto, "fino a prova contraria- scrive Marinelli in una nota- sono stati Cgil e Cisl a firmare accordi indecenti per continuare a garantire, non i diritti dei lavoratori, ma la sopravvivenza di un sistema di appalti a tutto favore delle societa' aeroportuali e delle logiche di mercato". La procedura di ri-assunzione dalle liste di mobilita', con il cambio di appalto Doro Group-Giacchieri, per le Rdb "e' stata una vicenda vergognosa e i lavoratori continuano ancora oggi a pagarne le conseguenze in termini di salario, di precarieta' e carichi di lavoro (oltre ai lavoratori rimasti senza impiego)". Inoltre, "fino a prova contraria- insiste Marinelli- Sab, Bas e Marconi handling erano a conoscenza da tempo della situazione: sono anni che gli appalti vanno avanti in maniera disastrosa, con un andirivieni di cooperative; anzi il risparmio ottenuto dalla gestione poco trasparente degli appalti e' sempre stato un obiettivo ricercato scientificamente e coscientemente". Come poi si ottenessero i risparmi "non era preoccupazione dei vertici dello scalo". E ora che la Procura ha iscritto 12 persone sul registro degli indagati le Rdb chiedono che si vada fino in fondo aggiungendo che "i giochetti del 'non c'ero', del 'non sapevo', 'non conosco', del 'non siamo responsabili' e addirittura 'siamo parte lesa', devono finire: al di la' dei risvolti penali ci sono responsabilita' politiche gravissime dei sindacati e dei vertici aziendali", afferma Marinelli. In particolare, le Rdb richiamano Palazzo D'Accursio: "In questa vicenda il Comune di Bologna continua a distinguersi per il silenzio assoluto sulla vicenda ed e' per questo che in sede di trattativa sul bilancio 2008 porteremo la richiesta di una Autority di controllo sulle societa' partecipate come Sab", annunciano le Rdb. Nel rinnovare l'invito al pm Antonello Gustapane ad andare fino in fondo, le Rdb promettono che continueranno "a tutelare i diritti dei lavoratori dell'aeroporto e non accetteremo soluzioni concertative per salvare la faccia e la poltrona a qualcuno".

ATC BOLOGNA. SICUREZZA, IN ARRIVO 500 TELECAMERE SU AUTOBUS
ENTRO GIUGNO, PUNTATE SU POSTO GUIDA, AUDIO E VIDEO IN DIRETTA

(DIRE) Bologna, 9 gen. - Autobus sotto il controllo serrato delle telecamere. Saranno ben 500 quelle che verranno acquistate da Atc e installate entro l'anno, forse gia' entro giugno (a breve Atc fara' il bando per la fornitura) sui mezzi in circolazione a Bologna. E' uno dei contenuti del protocollo d'intesa che tra qualche giorno Prefettura Questura e Atc sottoscriveranno per la sicurezza sui bus. Alcuni provvedimenti contenuti nel documento sono stati anticipati oggi durante un incontro in piazza Roosevelt, alla presenza dei sindacati, del presidente di Atc, Francesco Sutti, e del viceprefetto Matteo Piantedosi, dell'assessore comunale alla Mobilita', Maurizio Zamboni. Le telecamere (puntate sulla zona di guida) saranno azionate dal conducente in caso di necessita' e trasmetteranno, alle centrali operative delle Forze dell'ordine, in diretta sia l'audio che il video di quanto accade sul mezzo. Gli stessi autobus verrano poi considerati come suolo pubblico. In questo modo, i costi per garantire e migliorare la sicurezza sui mezzi non saranno scaricati solo sulle spalle dell'Atc, ma tutte le istituzioni locali concorreranno alla ricerca delle risorse necessarie. Inoltre a bordo saliranno i Poliziotti di quartiere. Infine, per garantire maggiormente gli accertatori della sosta, si ragionera' su come provare ad eliminare nome e cognome in calce alla multa elevata, lasciando solo l'indicazione del numero di matricola. Questo ridurrebbe il rischio di minacce personali a cui spesso vanno incontro gli ausiliari del traffico. Nel protocollo d'intesa e' previsto anche l'avvio a marzo di corsi di formazione per autisti, controllori e accertatori della sosta organizzati dalla Questura. I corsi punteranno sul comportamento da tenere in casi di emergenza, come le aggressioni da parte di ubriachi o tossicodipendenti. Soddisfatta la Cgil per il vertice di oggi sulla sicurezza sugli autobus, ("Un incontro utile e positivo"), piu' scettiche invece le Rappresentanze sindacali di base. Che in una nota criticano soprattutto l'impostazione "repressiva di controllo del territorio" con cui e' stata portata avanti la questione sicurezza sugli autobus. "Far scortare gli autobus dalla polizia ci sembra un'inutile spot- attaccano le Rdb- per cavalcare il malessere dei cittadini e distrarli dalla loro insoddisfazione nei confronti di un'amministrazione comunale che sta emarginando i bisogni dei residenti di questa citta', tagliando loro servizi sociali". Daniele Galletti, della Faisa-Cisal, saluta invece "l'accoglimento di molte cose che abbiamo chiesto da tempo. Molta attenzione andra' messa pero' ancora sugli accertatori della sosta che sono una categoria particolarmente esposta. Inoltre sarebbe necessario un controllo dei Carabinieri su alcune linee extraurbane". La Faisa chiede anche di recintare i parcheggi a ridosso de depositi Atc e riservati ai dipendenti. Secondo Le Rdb sindacato di base, occorre piuttosto che Atc e Comune riconoscano come "postazione di lavoro a tutti gli effetti il posto di ogni dipendente Atc, proteggendone le condizioni sia fisiche che ambientali a partire dalla chiusura efficace del posto guida". Allo stesso tempo, continuano dalle Rdb, "bisogna riappropriarsi del territorio, sottraendolo a degrado e abbandono, e fornendolo di servizi pubblici degni di questo nome", a partire da un servizio di trasporto pubblico che "sia veramente alternativo all'uso del mezzo privato". Giuseppe D'Ambrosio (Sdl) rileva invece come "per risolvere i problemi che abbiamo con l'azienda ultimamente e' necessario passare dalla Prefettura perche' in azienda non ci si riesce".

SCUOLA. DOMANI SCIOPERO MENSE, SPERA: GIUSTE RIVENDICAZIONI

(DIRE) Roma, 9 gen. - Per domani la Flaica-Cub di Roma ha proclamato lo sciopero dei lavoratori delle mense scolastiche del Comune. L'astensione dell'intera giornata riguardera' soprattutto le mense delle scuole materne ed elementari. "Il servizio delle mense scolastiche della Capitale, esternalizzato ormai da lungo tempo- sottolinea il capogruppo capitolino del Prc, Adriana Spera- coinvolge migliaia di operai e impiegati dipendenti di aziende e cooperative. A questi lavoratori, con orario prevalentemente part-time, viene applicato un contratto che li rende soggetti a sospensione estiva senza retribuzione e senza diritto ad alcuna indennita' di disoccupazione. Il nuovo capitolato d'appalto, stipulato dal Comune di Roma per gli anni 2007-2012, ha introdotto ulteriori servizi senza corrispondere un relativo aumento di ore lavorative pro-capite per impianto". Secondo l'esponente di Rifondazione in questo modo "a condizioni lavorative gia' difficili, si e' aggiunto un aggravio dei carichi di lavoro che i lavoratori non riescono a fronteggiare. Per fare qualche esempio, nel nuovo capitolato vengono previsti i menu' multietnici, l'obbligo di piatti in coccio e bicchieri di vetro, l'aumento dei controlli burocratici e di pulizia, che sono misure sicuramente condivisibili, ma in contrasto con una realta' lavorativa che tende a far ricadere sulle spalle dei lavoratori il peso e i tempi necessari alla messa in opera dei nuovi servizi". Da qui la decisione di associarsi "alla richiesta di revisione in aumento delle ore di lavoro previste; il rispetto di tutti i punti del capitolato a garanzia dei lavoratori e del servizio (come il corretto inquadramento rispetto alle mansioni effettivamente svolte e lo svolgimento delle manutenzioni dei macchinari); il rispetto della puntualita' nel pagamento delle retribuzioni".


9 gennaio 2008 - Leggo

Roma. Mensa chiusa per sciopero...

Roma - Mensa chiusa per sciopero: niente pranzo domani per i bambini delle mense scolastiche comunali, «siamo alla frutta – denunciano i sindacati – indispensabile rivedere gli accordi». Un sit-in di protesta sotto il Campidoglio ed una giornata di sciopero lontani dai fornelli: 3000 impiegati addetti alle mense delle scuole del Comune di Roma entrano in agitazione per adeguare il monte ore alla mole di lavoro in aumento, dopo le novità inserite dal Campidoglio.
«Il Comune ha pensato di introdurre tante belle novità tramite un capitolato di appalto per gli anni 2007-2012– spiega Giancarlo Desiderati del Flaica-Cub – dall’utilizzo dei piatti di coccio e dei bicchieri di vetro al posto della plastica, alla preparazione del panino imbottito da consegnare in classe a metà mattinata, per arrivare poi alla preparazione del menù etnico che richiede tempo e attenzione. In tutto questo però si è dimenticato di aumentare il monte ore dei lavoratori: siamo stanchi e chiediamo un aggiornamento del salario, di fatto lavoriamo molto di più dello scorso anno».(L.Loi/ass)


9 gennaio 2008 - La Nuova Sardegna

Rischi dell’amianto, sit in davanti al tribunale di Cagliari

PORTOVESME - E’ stata confermata per questa mattina la manifestazione, organizzata dalla Flm Uniti Cub, davanti al palazzo di giustizia, per denunciare i ritardi negli accertamenti a favore dei lavoratori che hanno operato, a Portovesme, in reparto dove era presenta l’amianto. Alle 10, sulla scalinata del tribunale i rappresentanti sindacali esporranno le motivazioni che hanno indotto a protestare contro la lentezza della giustizia nelle sentenze che devono riconoscere i benefici previdenziali a quanto sono rimasti esposti, per decenni, in reparti ed impianti dove l’amianto era l’isolante termico più utilizzato.
Alla manifestazione saranno presenti anche i senatori Felice Casson e Claudio Bulgarelli, componenti entrambi della commissione giustizia che, peraltro, hanno presentato una proposta di legge proprio per favorire il riconoscimento della marca pesante a lavoratori che possono aver subito danni alla salute per le fibre d’amianto. Alla manifestazione prenderanno parte numerosi operai che, in questi anni, combattono una battaglie legale nei confronti dell’Inail e dell’Inps che spesso impugnano le sentenze di primo grado o cercano di allungare i tempi della conclusione dei processi.(e.a.)


9 gennaio 2008 - Corriere di Bologna

«L'avevamo detto Ora ci diano i nostri arretrati»
di Federica Vandini

Bologna - Una vittoria mutilata. I sindacati da cui erano partite le segnalazioni di irregolarità nella gestione dei servizi a terra all'aeroporto Marconi stanno vivendo così il riconoscimento giudiziario delle loro ragioni, che vede dodici responsabili della Doro Group e delle cooperative in subappalto indagati per reati che i lavoratori avevano iniziato a denunciare già dalla scorsa primavera. Perché «anche se l'indagine ha fatto centro», spiega il responsabile locale Filt Cgil Maurizio Lunghi, resta il fatto che 173 lavoratori, ex dipendenti della società, stanno ancora aspettando gli stipendi di agosto e settembre. Di questi, 138 sono stati riassorbiti dall'azienda che è subentrata, la Giacchieri, altri ventidue lavorano per Coopservice e tredici non hanno firmato la lettera di assunzione al momento del cambio di gestione, e ora percepiscono solo la disoccupazione.
Eppure non sono mancati i tentativi di dialogo: «Ci rammarica che in tutti questi mesi non si sia riusciti a sbloccare i pagamenti, anche se noi abbiamo messo in piedi un incontro con le committenze, Sab, Bas e Marconi Handling — ricorda Lunghi — Ma i rappresentanti di Doro Group non si sono presentati al tavolo. Così è sfumata la possibilità di assegnare ai lavoratori almeno i crediti alimentari». Ovvero duemila euro a testa, una sorta di acconto per i mancati stipendi, in attesa del saldo.
Soddisfatti a metà anche nel sindacato «rivale», le Rdb-cub, che avevano denunciato irregolarità nelle riassunzioni della nuova ditta appaltatrice, di cui sarebbero stati complici Cgil e Cisl, facendo riassorbire solo i loro iscritti e escludendo, con tanto di lista di nomi segnati, gli appartenenti a Rdb-Cub.
«La decisione del pm conferma che avevamo visto lungo, e che tanto sprovveduti non eravamo».
Ma di tutte le ipotesi di reato, quella che più soddisfa e al tempo stesso preoccupa il rappresentante delle Rdb-cub, Italo Quartu, è la mancata predisposizione di misure di sicurezza per i lavoratori: «Sapevamo che stavamo rischiando molto, e ora ci è stato riconosciuto».


9 gennaio 2008 - Il Tempo

Pranzo ancora tribolato per i piccoli di materne ed elementari
E a tormentarlo sono, in qualche misura, ancora i famigerati menù etnici. Dopo l'esperimento di «ogni mese un paese», rivisto e corretto in corso d'opera, arrivano ora gli scioperi del personale delle mense scolastiche.

Roma - Domani la Flaica-Cub ha infatti proclamato l'astensione dell'intera giornata dei lavoratori delle mense scolastiche del Comune di Roma. Un'astensione che riguarderà soprattutto le mense delle scuole materne ed elementari.
Oggetto del contendere il nuovo capitolato d'appalto stipulato dal Comune per gli anni 2007-2012 «ha introdotto ulteriori servizi - spiega il sindacato in una nota - senza corrispondere un relativo aumento di ore lavorative pro-capite per impianto». Tra i nuovi servizi previsti per le mense scolastiche capitoline, proprio quello dei menù etnici, l'obbligo di piatti in coccio e bicchieri div etro, aumento dei controlli burocratici e di pulizia. «Misure sicuramente condivisibili - continua la nota di Glaica-Cub - ma in contrasto con una realtà lavorativa che tende a far ricadere sulle spalle dei lavoratori il peso e i tempi necessari alla messa in opera dei nuovi servizi». Che gli standard qualitativi delle mense scolastiche capitoline siano tra i più alti d'Europa, è bene chiarire, non ci sono dubbi. Ma è altrettanto vero che tra gli standard non sono incluse condizioni e retribuzioni del personale scolastico.

Valmontone, proteste dei pendolari: intervengono i carabinieri
Un morto, ritardi, carrozze chiuse. Roma-Cassino, giornata d'inferno
Treni stracolmi, proteste dei pendolari, intervento dei Carabinieri, due rumeni senza biglietto che tentano di aggredire il controllore e un morto a Ceccano (in provincia di Frosinone), investito dal treno: la cronaca di una giornata «particolare» sulla linea ferroviaria Cassino-Roma
di Stefano Gelsomini

«I pendolari sono stufi di essere trasportati come bestie - afferma Mauro Sbarzella, rappresentante Cub di Colleferro - utilizzati solo per pagare gli aumenti, senza avere in cambio alcun servizio degno di questo nome. E ciò che è successo a Valmontone e a Colleferro ne è la prova». La cronaca: alla stazione di Valmontone, il treno delle 6,56 per Roma è stato bloccato per chiudere alcune carrozze per mancanza di personale viaggiante. Proteste dei pendolari, 20 minuti di ritardo accumulato e arrivo dei Carabinieri che tranquillizzano gli animi permettendo al treno di ripartire. Ore 10 arriva la notizia della tragedia di Ceccano: un uomo di 44 anni è stato travolto dal treno sul quale viaggiava la moglie e il figlio, che lui stesso aveva accompagnato alla stazione. Inutile la corsa all'ospedale di Frosinone e il disperato delicato intervento chirurgico per salvargli la vita, l'uomo è spirato in sala operatoria. Per consentire i soccorsi ed i rilievi del caso, la linea ferroviaria è rimasta bloccata per circa un'ora e un treno soppresso. Infine, i viaggiatori saliti a Colleferro sul treno delle 13 e 37 sono rimasti in piedi stipati gomito a gomito nei vagoni.
Il motivo sarebbe sempre quello: carrozze chiuse per mancanza di personale. «Per uscire da questa situazione di emergenza, bisogna che vengano fatte nuove assunzioni per colmare i vuoti di personale», conclude Sbarzella.
E anche il personale che viaggia sulla Roma Cassino rischia brutto, come è accaduto l'altro ieri sempre sul treno delle 13.37 da Colleferro per Roma, quando due rumeni senza biglietto hanno inveito contro il controllore e solo l'intervento di due carabinieri in borghese e fuori servizio li ha convinti a scendere alla stazione di Zagarolo.


9 gennaio 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. A QUALCUNO SONO «arrivate minacce...

Bologna - A QUALCUNO SONO «arrivate minacce, perfino di morte, direttamente nella buchetta di posta di casa», altri hanno «rischiato di prendere un sacco di botte». Sono solo esempi, ma per la Filt-Cgil più che significativi, di ciò con cui devono convivere gli accertatori della sosta dell'Atc.
LE LORO traversie sono tornate al centro delle trattative tra l’azienda di via Saliceto e i sindacati e oggi se ne riparlerà in un vertice in Prefettura dedicato alla sicurezza sui bus, non solo degli autisti ma anche dei controllori. Da qualche mese, il numero degli ausiliari del traffico o accertatori della sosta è lievitato da 40 a 80-90 per effetto di una serie di assunzioni e Atc e sindacati hanno affrontato la loro situazione: ci sono problemi organizzativi e logistici (come spazi per spogliatoi e disponibilità di wc), ma anche legati ad alcune contestazioni dell’azienda nei confronti degli accertatori che spesso non rispetterebbero le procedure. E così, mentre Atc ha messo sul piatto il problema dei provvedimenti disciplinari («Ma secondo noi è un problema di formazione e informazione del personale», ribatte la Cgil), i sindacati hanno rilanciato chiedendo di affrontare una volta per tutte il problema della loro sicurezza. E' un argomento già presente nella piattaforma per il rinnovo dell’integrativo aziendale ma che i rappresentanti dei lavoratori vorrebbero affrontare con urgenza.
«Non è pensabile che chi fa delle multe come gli ausiliari debba mettere nome e cognome sul verbale — spiega il segretario della Filt-Cgil, Maurizio Lunghi — lo diciamo da tempo, ma negli ultimi mesi le minacce agli ausiliari sono riemerse come un problema e quindi bisogna intervenire, ora». Secondo i sindacati, bisognerebbe fare in modo che, in calce alle multe che elevano, gli accertatori indicassero solo il numero di matricola «per evitare di esporli al rischio di essere rintracciati e aggrediti».
Nell'incontro, inoltre, le sette sigle sindacali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Rdb, Ugl, Faisa-Cisal e Sdl) hanno richiesto formalmente l’apertura delle trattative sul rinnovo della contrattazione di secondo livello scaduta a fine dicembre 2007. I rappresentanti dei lavoratori, già ai ferri corti con Atc per la questione dell'aggregazione con Acft di Ferrara, hanno spiegato che attenderanno una convocazione per avviare la trattativa sul contratto fino al 21 gennaio 2008.

STORIA DELLA CRISI, TRA SALARI MANCATI E CONTRIBUTI NON VERSATI
C’era una volta l’Operosa. Poi le sue eredi fecero flop
di Marco Tavasani

Bologna - PERCHE’ Doro Group (una società consortile) e Gesticoop, cooperativa di facchinaggio strettamente connessa alla prima, assieme ad altre, dallo scorso settembre sono state, di fatto, estromesse dalle società di handling Bas e Marconi Handling, per le quali effettuavano i servizi di carico-scarico bagagli e pulizie degli aerei? Nella primavera 2007 i lavoratori della Gesticoop lamentavano di non ricevere i salari, e i sindacati (in particolare le Rdb e la Uil) organizzarono numerose proteste. Oltrettutto era emerso che non erano stati versati i contributi previdenziali e assistenziali (Inps e Inail). Il direttore dell’Enac Bologna, Generoso Coraggio, impose un ultimatum: o i lavoratori ricevono i salari e vengono versati i contributi, oppure si deve ragionare sull’opportunità di cambiare la ditta che fornisce questi servizi essenziali per i passeggeri. Ma alla metà dello scorso settembre i problemi dei mancati pagamenti di Doro e Gesticoop continuavano. Così le società di handling si sono trovate nella necessità di cambiare i loro fornitori di servizi in tempi strettissimi e al loro posto subentrò la società Giacchieri che assunse gran parte dei lavoratori Gesticoop rimasti senza salario e senza lavoro.
«NEGLI ultimi due anni — ricorda l’ex presidente della Sab, Gian Carlo Sangalli — ho incontrato i sindacati e abbiamo sottoscritto un protocollo per disciplinare il sistema degli appalti al Marconi e per stabilire regole di garanzia per l’azienda e i lavoratori di Doro Group. La Doro era stata scelta dal mio predecessore, mentre in precedenza lavoravano gli addetti di un’altra cooperativa, presente da molti anni al Marconi». Quando la Sab era venuta a conoscenza nella scorsa primavera dei mancati pagamenti ai dipendenti di Gesticoop, aveva richiamato, anche per iscritto, gli handler invitandoli a vigilare e a richiedere la documentazione sulla regolarità retributiva e contributiva dei lavoratori in subappalto. Carte mai pervenute nonostante i solleciti.
MA QUAL è il ruolo della Sab, degli handler e dei subappaltatori? La Sab è una società per azioni a capitale prevalentemente pubblico (socio di maggioranza assoluta è la Camera di commercio) che, in base a una convenzione quarantennale con lo Stato, gestisce l’aeroporto Marconi. Alla fine degli anni Novanta entrò in vigore il decreto legge 18 del 1999, in pratica il regolamento per le attività dell’handling (in senso lato le operazioni di assistenza alle compagnie), secondo le normative emanate dalla Commissione europea, che prevedeva per gli aeroporti con oltre 2 milioni di passeggeri/anno l’obbligo di scorporare l’attività di gestore dello scalo da quella di handling. Con la possibilità di far lavorare un soggetto (l’handler) per parte delle attività di assistenza ai vettori. Nel 2000 fu costituita la Bas (partecipata al 40% da Sab), un anno più tardi entrò Aviapartner (di capitale olandese, uscita di scena nel 2006) e nel 2003 la Sab costituì la Marconi Handling, interamente controllata. Bas e Marconi Handling si servivano, come prevedono le norme, del supabbalto: al Marconi della cooperativa Operosa per i lavori di facchinaggio, come avviene in tutti gli scali. Quanto al rapporto tra gli handler e Sab, è di piena autonomia operativa e amministrativa; quello tra gli handler e i subappaltatori è frutto di una scelta sul mercato. Prima dell’elezione di Sangalli (estate 2004), l’Operosa venne estromessa per i costi, così si disse, troppo elevati. E la scelta cadde su una società che lavorava per Aviapartner: la cooperativa a sua volta entrò nell’orbita di Doro che era partita col piede giusto, fino a quando emersero i problemi nella primavera 2007.


9 gennaio 2008 - Il Messaggero

Roma. I lavoratori delle mense scolastiche romane...

Roma - I lavoratori delle mense scolastiche romane, in particolare di elementari e medie, domani si asterrano per l'intera giornata dal servizio, per manifestare in piazza San Marco contro «il nuovo capitolato d'appalto, stipulato dal Comune di Roma per gli anni 2007- 2012». Lo ha comunicato il sindacato Flaica-Cub. «Il servizio delle mense scolastiche della capitale, esternalizzato ormai da lungo tempo» spiega il sindacato, in una nota, «coinvolge migliaia di operai ed impiegati dipendenti di aziende e cooperative» ed a questi «con orario prevalentemente part-time, viene applicato un contratto che li rende soggetti a sospensione estiva senza retribuzione e senza diritto ad alcuna indennità di disoccupazione». Il nuovo capitolato, secondo Flaica-Cub «ha introdotto ulteriori servizi senza corrispondere un relativo aumento di ore lavorative pro-capite per impianto».

Latina. I sindacati incalzano...

Latina - I sindacati incalzano: Latina Ambiente deve risolvere una volta per tutte la questione dei lavoratori precari.
Le organizzazioni sindacali hanno incontrato ieri i rappresentanti della società Latina Ambiente alla quale hanno chiesto di rispettare i contenuti dell’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale il 21 dicembre scorso.
Cisl, Cub, Ugl e Fesica richiamano anche l’ordinanza firmata dal sindaco Vincenzo Zaccheo il 28 dicembre, ordinanza in cui si legge che la società «deve garantire i livelli qualitativi e quantitativi già perseguiti negli anni passati con l’utilizzazione del personale già in essere nel 2007». Sottolineano inoltre che in mancanza di tali fatti «inevitabilmente si arriverà allo scontro con la società, avendo da parte nostra già indetto lo stato di agitazione dal 31 dicembre 2007».
I sindacati sostengono che la Latina Ambiente non ha fornito tutte le risposte alle richieste sindacali, «limitandosi a ripristinare il full-time, per tutti i lavoratori, e ad un vago impegno di nuovo incontro per lunedì 14. Il dato - concludono le organizzazioni - è che la Latina Ambiente ha sul tavolo una cambiale in scadenza che si chiama soluzione da dare ai lavoratori, al sindacato, al Comune, alla città, e sa bene che non onorare tale scadenza, avrebbe ripercussioni devastanti per tutti». Infine l’ultimatum: «Restiamo in attesa di questa settimana che per quanto ci riguarda è l’ultima».

Civitavecchia. Corsisti Icpl fra volantinaggi e incontri...

Civitavecchia - Corsisti Icpl fra volantinaggi e incontri in vista dell'incontro decisivo in programma il 14 gennaio a molo Vespucci. Una mattinata trascorsa in piazzale Guglielmotti per consegnare a consiglieri, assessori e passanti volantini informativi sulla situazione dei 44 corsisti Icpl (interporto e piattaforma logistica) in attesa dal 2005 di essere assunti nella Rtc (Roma terminal containers). Volantinaggio che ha ottenuto il suo primo obiettivo. «Abbiamo ottenuto garanzie dal sindaco, Giovanni Moscherini - spiega Fabio Pallassini, coordinatore della Rdb- cub - circa la sua presenza al tavolo del 14 gennaio in Autorità Portuale».


9 gennaio 2008 - L'Unione Sarda

Tempio. Intanto i sindacati di base scrivono all'assessore Dirindin
Un centro dialisi nuovo di zecca
Cominciati i lavori per riqualificare il reparto

Tempio - Il consorzio Medical Hospal ha iniziato i lavori nei giorni scorsi, entro la prossima estate l'ospedale "Paolo Dettori" di Tempio avrà un centro dialisi nuovo di zecca. È il primo intervento finanziato dalla Asl gallurese nell'ambito di un piano più ampio che prevede una spesa di nove milioni di euro per la completa riqualificazione dei reparti dialisi di tutti gli ospedali del territorio. Il cantiere del "Paolo Dettori" è il più importante perché riguarda un intervento di più completa ristrutturazione e riqualificazione del servizio. L'azienda sanitaria ha affidato all'associazione temporanea di imprese Medical Hospal anche le forniture di macchinari e altre attività che rientrano nel contratto da nove milioni di euro, l'appalto copre un periodo di cinque anni. I lavori nell'ospedale di Tempio si concluderanno con la realizzazione di un settore di 500 metri quadri. Il vecchio reparto dialisi venne inaugurato nel 1980. Il progetto prevede la realizzazione di una spaziosa sala d'attesa, spogliatoi e soprattutto nuove sale per la dialisi, i posti passeranno da 8 a 12. A La Maddalena e Olbia arriveranno invece macchinari di ultima generazione, reni artificiali nuovi in sostituzione di quelli utilizzati per lungo tempo. Il pacchetto garantisce anche manutenzione delle apparecchiature, corsi di formazione per il personale sanitario e copertura assicurativa per tutti gli impianti.
«Con questi lavori - spiega il responsabile del reparto Mario Passaghe - potremmo garantire trattamenti qualitativamente e quantitativamente adeguati alle richieste che provengono dal nostro distretto sanitario». Intanto, però, proprio in questi giorni la *_rappresentanza sindacale di base della Asl_*, si è rivolta all'assessore Nerina Dirindin chiedendo un intervento urgente per l'azienda sanitaria gallurese. Per i sindacalisti è necessaria la nomina di un commissario straordinario che amministri l'azienda. La contestazione riguarda, in particolare, le scelte dell'attuale direttore generale Giorgio Lenzotti. La Rsb non accetta i percorsi per la valutazione di personale da assegnare a importanti incarichi ancora scoperti, la disorganizzazione che riguarderebbe anche il nuovo ospedale Giovanni Paolo II, l'incremento del precariato e gli appalti. «Anche questa dirigenza - si legge in una nota indirizzata all'assessore Nerina Dirindin - è molto brava a fare vetrina per convincere l'utenza e lei che tutto va bene a Olbia».(A.B.)


9 gennaio 2008 - Il Gazzettino

In due assemblee ieri al comando di via Soccorso Soccorsetto, i sindacati hanno affrontato il nodo del prolungamento del terzo turno: rientrata l’agitazione e avviato un confronto con l’amministrazione
Polizia locale fino alle due di notte. «Parliamone»

Vicenza - (r.c.) «Il terzo turno allungato fino alle 2 di notte? Parliamone». Rientra lo stato di agitazione della Polizia locale di Vicenza, indetto diverse settimane fa per protestare contro la carenza di organico del comando di contra' Soccorso Soccorsetto. Ieri le organizzazioni sindacali che fanno riferimento a Cgil, Cisl, Uil, Sulpm, Csa e Rdb-Cub hanno promosso, all'interno dello stesso comando, due assemblee a cui hanno preso parte circa novanta lavoratori. L'obiettivo era informare i 130 dipendenti dell'andamento degli ultimi incontri con il Comune, durante i quali si era discusso del contratto di lavoro, dei turni e in particolare del turno serale che, per tre giorni alla settimana (dal giovedì al sabato), è prolungato dalla mezzanotte alle 2. Servizio, quest'ultimo, che Palazzo Trissino vuole fortemente (tanto da averlo reso definitivo), mentre i lavoratori no, perché, dicono, l'organico è insufficiente.
La contrarietà è stata ribadita anche ieri, come conferma Claudio Scambi della Uil, anche se alla fine a prevalere è stata la volontà di un dialogo costruttivo con i vertici del Comune. Di qui l'intenzione dei rappresentanti sindacali di chiedere al più presto un nuovo incontro all'amministrazione comunale per parlare di dotazione organica, di programmi e incentivi economici. Nessuna apertura, invece, sul turno notturno, quello cioè che va da mezzanotte alle 7 di mattina, sperimentato un paio d'anni fa e poi improvvisamente sospeso ancora una volta per motivi di organico. «La maggioranza dei lavoratori ritiene che il terzo turno prolungato fino alle 2 non sia indispensabile e non dia risultati importanti», spiega Scambi. «Poi va considerata anche la carenza di personale. Servirebbero almeno quindici o venti unità in più rispetto a quelle attuali. La scelta finale è stata tuttavia quella di fare rientrare lo stato di agitazione e di sedersi attorno a un tavolo».
Nel corso delle assemblee è emersa quindi l'intenzione di evitare il muro contro muro con il Comune. «È stato privilegiato il dialogo», sottolinea ancora il rappresentante della Uil. «La necessità è quella di analizzare i problemi, di ragionare sui disagi dei lavoratori e di portare a casa risultati per i vigili. Il quarto turno? Il 'no' è stato secco. In questo caso gli interessi economici non superano quelli legati alla qualità della vita dei lavoratori. Inoltre non è utile e crea problemi di recupero psico-fisico».


9 gennaio 2008 - La Gazzetta del Sud

Palizzi Ieri mattina i 166 lavoratori della Condotte si sono radunati nel cantiere bloccato dalla frana di dicembre
"106", pacifica manifestazione degli operai in cassa integrazione
L'azienda assicura che saranno richiamati, ma il sindacalista di "Ce" nutre perplessità
di Pietro Parisi

Palizzi - Triste befana per 166 lavoratori della "Condotte d'acqua Spa", collocati in cassa integrazione, "a zero ore e senza rotazione". La ditta, che è titolare dei lavori di costruzione della variante dell'abitato di Palizzi della 106 (lotto secondo) ha inviato una raccomandata, datata 3 gennaio, ai dipendenti interessati con la quale ha comunicato la «sospensione del rapporto di lavoro e collocamento in Gico». Una brutta tegola per tutti i lavoratori (una ventina di loro sono di Palizzi), che si sono recati in massa ieri al cantiere di S. Pasquale (tra Bova Marina e Palizzi) a manifestare civilmente il loro disappunto. Nella lettera, la Condotte informa che «in data 3 gennaio 2008, a conclusione della procedura di consultazione sindacale è stato sottoscritto un verbale di accordo, che prevede la sospensione dei rapporti di lavoro e contestuale collocamento in Gico (Cassa integrazione guadagni ordinaria) di 166 lavoratori, per la durata di 13 settimane». Nella missiva, l'Azienda spiega che provvedimento si è reso necessario a seguito dell'attuale sospensione dei lavori di costruzione della variante dell'abitato di Palizzi, dal km. 49+485 al km. 51+750 – Cantiere di Palizzi, in conseguente al noto dissesto del versante sud-ovest del promontorio denominato S. Antonio, che è collassato su entrambe le canne della costruendo galleria; ed afferente – chiarisce la missiva – a tutte le opere comprese dal fronte di avanzamento della galleria Peristeri, lato Reggio Calabria, fino a fine lotto». Com'è noto, da quando è successo, il 3 dicembre scorso, l'imponente dissesto franoso che, per fortuna, non ha provocato vittime, il presidente dell'Anas, Piero Ciucci, ha nominato una commissione d'indagine la quale, secondo notizie attendibili, dovrebbe concludere il proprio lavoro alla fine del mese corrente. Intanto, ci sono da registrare le dichiarazioni delle controparti. Carmelo Nucera, del Cub edilizia, ha affermato che «nessuna assemblea è stata fatta in azienda e i lavoratori non hanno potuto esprimere alcun parere, rispetto ad un accordo (sottoscritto tra sindacati confederali e Condotte) che, a mio parere, non garantisce la Cigo ai lavoratori, né la loro rotazione. Pertanto, contesto tale decisione, in quanto ai lavoratori non è garantita la ripresa dei lavori». Per contro, il procuratore della Condotte, interpellato telefonicamente, ha dichiarato che «l'accordo sindacale è stato certamente garantista. Se l'Anas, – ha chiarito il rappresentante della Condotte – riconoscerà, come crediamo, "il danno di forza maggiore" (lo smottamento che ha causato il fermo parziale dei lavori, ndc), la Cigo verrà prorogata per il tempo necessario alla ripresa dei lavori. I lavoratori non se andranno a casa, ci tengo a ribadirlo». Per quanto riguarda il contenuto dell'accordo, sottoscritto tra sindacati confederali e impresa, oltre all'individuazione del personale da sospendere in Gico, l'accento è posto sul fatto che «in caso di mancata ripresa dei lavori e in mancanza dei presupposti per l'ottenimento delle proroghe previste, i rapporti di lavoro verranno risolti con efficacia retroattiva, cioè da 7 gennaio». L'art. 5 dell'accordo prevede che «le organizzazioni sindacali richiedono, sin d'ora, la fissazione di un incontro, da tenersi entro il 22 febbraio, per esaminare con Condotte e con l'Anas Spa la possibilità di ripresa dei lavori in questione». È opportuno anche ricordare che, durante il periodo della Cigo, la società corrisponderà mensilmente «ai lavoratori sospesi che faranno richiesta scritta la somma lorda di euro 500,00, a titolo di anticipazione del Tfr, maturato da ciascuno di essi e nei limiti della relativa capienza».


8 gennaio 2008 - Ansa

COMUNE ROMA:FLAICA-CUB,GIOVEDÌSCIOPERO ADDETTI MENSE SCUOLA

(ANSA) - ROMA, 8 GEN - I lavoratori delle mense scolastiche romane, in particolare di elementari e medie, giovedì prossimo si asterrano per l'intera giornata dal servizio, per manifestare in piazza San Marco contro «il nuovo Capitolato d'appalto, stipulato dal Comune di Roma per gli anni 2007- 2012». Lo ha comunicato la sigla sindacale Flaica-Cub. «Il servizio delle mense scolastiche della capitale, esternalizzato ormai da lungo tempo» spiega il sindacato, in una nota, «coinvolge migliaia di operai ed impiegati dipendenti di aziende e cooperative» ed a questi «con orario prevalentemente part-time, viene applicato un contratto che li rende soggetti a sospensione estiva senza retribuzione e senza diritto ad alcuna indennità di disoccupazione». Il nuovo «Capitolato», secondo Flaica-Cub «ha introdotto ulteriori servizi senza corrispondere un relativo aumento di ore lavorative pro-capite per impianto» come «i menù multietnici, l'obbligo di piatti in coccio e bicchieri di vetro, l' aumento dei controlli burocratici e di pulizia, misure sicuramente condivisibili, ma in contrasto» ha specificato 'la Flaicà con una «realtà lavorativa che tende a far ricadere sulle spalle dei lavoratori il peso e i tempi necessari alla messa in opera dei nuovi servizi». Così i lavoratori delle manse «dopo due incontri tra le parti senza esito» chiederanno in piazza «la revisione in aumento delle ore di lavoro previste; il rispetto di tutti i punti del capitolato a garanzia dei lavoratori e del servizio il rispetto della puntualità nel pagamento delle retribuzioni».


8 gennaio 2008 - Adnkronos

RIFIUTI: CUB MANIFESTA CONTRO DISCARICA PIANURA DAVANTI MINISTERO AMBIENTE

Roma, 8 gen. - (Adnkronos) - A sostegno delle ragioni della protesta campana contro l'apertura della discarica di Pianura, nel Napoletano, venerdì alle ore 11.00 è stata indetta una manifestazione davanti al Ministero dell'Ambiente, a Roma, organizzata dal Cub, che sostiene il diritto alla salute, all'ecosistema e alla vita delle comunità, e alla quale parteciperanno esponenti e attivisti dl movimento. «L'apertura autoritaria delle discariche, tra cui quella del martoriato quartiere di Pianura, l'avvelenamento e la sistematica distruzione del territorio campano dimostrano platealmente il totale fallimento delle politiche varate in Campania negli ultimi quindici anni - conclude la nota del Cub - L'iniziativa è stata promossa per chiedere da subito: stop alla costruzione dell'inceneritore di Acerra; stop all'apertura di nuove discariche; immediato avvio della raccolta differenziata; bonifica reale del territorio attraverso un piano per il lavoro che recepisca le richieste dei movimenti di lotta e spezzi l'articolato intreccio tra sistema politico, imprenditori e criminalità organizzata che attanaglia la Campania».

ROMA: GIOVEDÌ SCIOPERO MENSE SCOLASTICHE INDETTO DA FLAICA-CUB

Roma, 8 gen. - (Adnkronos) - La Flaica-Cub di Roma ha indetto lo sciopero dei lavoratori delle mense scolastiche del Comune di Roma per giovedì 10 gennaio. L'astensione dell'intera giornata riguarderà soprattutto le mense delle scuole materne ed elementari. «Il servizio delle mense scolastiche della Capitale - si legge nella nota del Cub - esternalizzato ormai da lungo tempo, coinvolge migliaia di operai ed impiegati dipendenti di aziende e cooperative. A questi lavoratori, con orario prevalentemente part-time, viene applicato un contratto che li rende soggetti a sospensione estiva senza retribuzione e senza diritto ad alcuna indennità di disoccupazione. Il nuovo Capitolato d'appalto, stipulato dal Comune di Roma per gli anni 2007- 2012, ha introdotto ulteriori servizi senza corrispondere un relativo aumento di ore lavorative pro-capite per impianto. Così, a condizioni lavorative già difficili, si è aggiunto un aggravio dei carichi di lavoro che i lavoratori non riescono a fronteggiare». «Per fare qualche esempio - continua la nota - nel nuovo Capitolato vengono previsti i menù multietnici, l'obbligo di piatti in coccio e bicchieri di vetro, l' aumento dei controlli burocratici e di pulizia, che sono misure sicuramente condivisibili, ma in contrasto con una realtà lavorativa che tende a far ricadere sulle spalle dei lavoratori il peso e i tempi necessari alla messa in opera dei nuovi servizi». «In questo quadro - spiega il Cub - le aziende sostengono che rispettando il dettato del monte ore del capitolato sono perfettamente in regola con il loro impegno contrattuale. L'assessorato alle Politiche Scolastiche ed Educative afferma dal canto suo che il capitolato non è modificabile. Intanto gli addetti ad un servizio di rilevante delicatezza sociale si trovano ad operare in pessime condizioni di lavoro». «Dopo due incontri tra le parti - si legge in conclusione - avvenuti senza esito presso la Prefettura, la Flaica-Cub ha pertanto indetto lo sciopero del prossimo 10 gennaio con cui richiede: la revisione in aumento delle ore di lavoro previste, il rispetto di tutti i punti del capitolato a garanzia dei lavoratori e del servizio (come il corretto inquadramento rispetto alle mansioni effettivamente svolte e lo svolgimento delle manutenzioni dei macchinari), il rispetto della puntualità nel pagamento delle retribuzioni».

GENOVA: PERSONALE DOGANA PORTO IN AGITAZIONE

Genova, 8 gen. - (Adnkronos) - La Rsu della Dogana del porto di Genova ha deciso di aderire allo stato di agitazione nazionale indetto da Cgil/Fp Cisl/Fpi Uil/Pa Confsal/Salfi Rdb/Cub per l'intero comparto agenzie fiscali (dogane, entrate, territorio, monopoli) e proclama lo stato di agitazione del personale dell'Ufficio delle Dogane. Tra le iniziative previste, l'astensione dagli straordinari dal 14 al 26 gennaio e dal 4 al 16 febbraio, che porterà a ridurre la presenza di funzionari doganali al pomeriggio oltre le ore 15 di circa il 70%, la sospensione di ogni attività commerciale dopo le ore 18 dal lunedì al venerdì e dopo le 14 del sabato e per l'intera giornata della domenica e festivi (compresi i controlli di accertamento accise nei depositi petroliferi e distillerie), nessuna disponibilità a utilizzare il mezzo proprio per motivi di servizio e osservanza scrupolosa delle disposizioni di servizio nel rispetto delle mansioni proprie di appartenenza di ogni area economica di riferimento. L'agitazione è stata decisa in relazione alla vertenza sul rinnovo contrattuale.


8 gennaio 2008 - Apcom

RIFIUTI/ CUB:MANIFESTAZIONE 11 GENNAIO DAVANTI MINISTERO AMBIENTE
L'iniziativa di protesta dopo fallimento politiche ultimi anni

Roma, 8 gen. (Apcom) - Contro l'emergenza rifiuti la Cub, confederazione dei sindacati di base, annuncia un manifestazione di protesta l'11 gennaio a Roma davanti al ministero dell'ambiente. "L`apertura autoritaria delle discariche, tra cui quella del martoriato quartiere di Pianura, l`avvelenamento e la sistematica distruzione del territorio campano dimostrano platealmente il totale fallimento delle politiche varate in Campania negli ultimi quindici anni", si legge in una nota. E a fronte di questa situazione la Cub annuncia che porterà a Roma le ragioni della protesta campana con una manifestazione indetta per l`11 gennaio, davanti al ministero dell`Ambiente, a cui parteciperanno esponenti ed attivisti dei movimenti. I sindacati chiedono l'immediato stop alla costruzione dell`inceneritore di Acerra e all`apertura di nuove discariche, l'avvio della raccolta differenziata e la bonifica del territorio.


8 gennaio 2008 - Dire

SCUOLA. CUB: GIOVEDÌ SCIOPERO MENSE IN ELEMENTARI E MATERNE

(DIRE) Roma, 8 gen. - Per giovedi' la Flaica-Cub di Roma ha proclamato lo sciopero dei lavoratori delle mense scolastiche del Comune. L'astensione dell'intera giornata riguardera' soprattutto le mense delle scuole materne ed elementari. "Il servizio delle mense scolastiche della Capitale, esternalizzato ormai da lungo tempo- si legge in una nota- coinvolge migliaia di operai e impiegati dipendenti di aziende e cooperative. A questi lavoratori, con orario prevalentemente part-time, viene applicato un contratto che li rende soggetti a sospensione estiva senza retribuzione e senza diritto ad alcuna indennita' di disoccupazione". Secondo la Flaica-Cub "il nuovo capitolato d'appalto, stipulato dal Comune di Roma per gli anni 2007-2012, ha introdotto ulteriori servizi senza corrispondere un relativo aumento di ore lavorative pro-capite per impianto. Cosi', a condizioni lavorative gia' difficili, si e' aggiunto un aggravio dei carichi di lavoro che i lavoratori non riescono a fronteggiare. Per fare qualche esempio, nel nuovo Capitolato vengono previsti i menu' multietnici, l'obbligo di piatti in coccio e bicchieri di vetro, l'aumento dei controlli burocratici e di pulizia, che sono misure sicuramente condivisibili, ma in contrasto con una realta' lavorativa che tende a far ricadere sulle spalle dei lavoratori il peso e i tempi necessari alla messa in opera dei nuovi servizi". "In questo quadro- spiega la nota di Flaica-Cub- le aziende sostengono che rispettando il dettato del monte ore del capitolato sono perfettamente in regola con il loro impegno contrattuale; l'assessorato alle Politiche Scolastiche ed Educative afferma dal canto suo che il capitolato non e' modificabile. Intanto gli addetti ad un servizio di rilevante delicatezza sociale si trovano ad operare in pessime condizioni di lavoro". Il sindacato richiede: la revisione in aumento delle ore di lavoro previste; il rispetto di tutti i punti del capitolato a garanzia dei lavoratori e del servizio (come il corretto inquadramento rispetto alle mansioni effettivamente svolte e lo svolgimento delle manutenzioni dei macchinari); il rispetto della puntualita' nel pagamento delle retribuzioni.

RIFIUTI. 11 GENNAIO MANIFESTAZIONE CUB AL MINISTERO DELL'AMBIENTE

(DIRE) Roma, 8 gen. - "L'apertura autoritaria delle discariche, tra cui quella del martoriato quartiere di Pianura, l'avvelenamento e la sistematica distruzione del territorio campano dimostrano platealmente il totale fallimento delle politiche varate in Campania negli ultimi quindici anni". A fronte di questa situazione la Cub, che sostiene "il diritto dei cittadini alla salute, all'ambiente e alla vita delle comunita'", portera' a Roma le ragioni della protesta campana con una manifestazione indetta per l'11 gennaio, davanti al ministero dell'Ambiente, a cui parteciperanno esponenti ed attivisti dei movimenti. L'iniziativa, spiega una nota, "e' stata promossa per chiedere da subito: stop alla costruzione dell'inceneritore di Acerra; stop all'apertura di nuove discariche; immediato avvio della raccolta differenziata; bonifica reale del territorio attraverso un piano per il lavoro che recepisca le richieste dei movimenti di lotta e spezzi l'articolato intreccio tra sistema politico, imprenditori e criminalita' organizzata che attanaglia la Campania".

AEROPORTO BOLOGNA. APPALTI, SINDACATI: PM VADA FINO IN FONDO
CISL: ORA SI FACCIANO BANDI CON PIU' FONDI PER EVITARE PROBLEMI

(DIRE) Bologna, 8 gen. - "Ad ognuno il suo mestiere: noi continueremo a sollevare i nodi dell'aeroporto di Bologna, speriamo che la magistratura vada fino in fondo" dopo aver iscritto 12 persone nel registro degli indagati per la tormentata vicenda degli appalti dei servizi a terra. Luigi Marinelli, delle Rdb, commenta cosi' le ultime notizie arrivate oggi dalla Procura e che rilanciano le accuse sulla gestione Doro group dei servizi di carico-scarico merci e pulizia degli aerei. Soddisfatta anche la Cgil: "Avevamo denunciato una situazione con tanti problemi, come il fatto di lavorare senza rispetto delle norme di sicurezza, o come nel caso dei tesserini senza fotografia del titolare. Ora- rileva Maurizio Lunghi, segretario della Filt-Cgil, Maurizio Lunghi- su diversi di questi punti la Magistratura conviene su cio' che dicevamo da tempo". L'evoluzione delle indagini, dice Gianluigi Gallo, della Fit-Cisl, "e' la logica conseguenza di una situazione che proseguiva da tempo" e con i sindacati che, piu' volte, denunciarono i mancati pagamenti dei contributi previdenziali. "L'importante- prosegue Gallo- e' che l'indagine serva a fare chiarezza e eviti che la situazione possa ripetersi in futuro. Inoltre, bisogna sperare che questa vicenda dimostri che vanno elevati gli importi degli appalti per dare maggiori garanzie nella gestione di questi servizi". Il problema della gestione Doro group era stato affrontato da Sab, societa' di gestione dello scalo, il 6 dicembre scorso. L'accordo sul pagamento degli stipendi arretrati (agosto e meta' settembre) dei lavoratori in appalto dell'Aeroporto e' saltato, spiego' quel giorno Sab, perche' all'ultimo momento Doro Group si e' tirato indietro. Lo confermo' a margine della presentazione del nuovo collegamento Bologna-Malta, il direttore generale di Sab, Armando Brunini. "Abbiamo provato a trovare una soluzione- spiego'- visto il disagio dei lavoratori. Ci siamo molto impegnati con i legali, ma serviva un accordo con il datore di lavoro". Ad un passo dall'intesa, pero', Doro Group, il consorzio cui faceva capo Gesticoop, la cooperativa titolare di fatto del servizio di carico-scarico bagagli fino a settembre, "ha deciso di non collaborare, avranno le loro ragioni". L'ipotesi sulla quale si era lavorato era quella di trattenere una parte di quanto dovuto al Consorzio dalle societa' di handling per pagare gli stipendi arretrati. "Noi- puntualizza Brunini- non possiamo fare di piu'. Come tutti sanno, non si tratta di dipendenti di Sab ne' delle societa' di handling, ma di una ditta in appalto. Non c'e' un rapporto di lavoro diretto". Quello che il direttore generale tenne a sottolineare, e' che nel passaggio alla nuova societa' appaltatrice, Giacchieri, non ci sono stati contraccolpi. "La struttura- sostiene- ha retto, il livello dei servizi e' rimasto buono".

ATC BOLOGNA. E ORA RIESPLODE PROBLEMA SICUREZZA ACCERTATORI
CGIL: SONO MINACCIATI; E PARTE VERTENZA PER RINNOVO DEL CONTRATTO

(DIRE) Bologna, 8 gen. - A qualcuno sono "arrivate minacce, perfino di morte, direttamente nella buchetta di posta di casa", altri hanno "rischiato di prendere un sacco di botte". Sono solo esempi, ma per la Filt-Cgil, piu' che significativi di cio' con cui devono convivere gli accertatori della sosta dell'Atc. Le loro traversie sono tornate oggi al centro delle trattative tra l'azienda di via Saliceto e i sindacati (e domani se ne riparlera' in un vertice in Prefettura dedicato alla sicurezza sui bus, non solo degli autisti ma anche dei controllori) Da qualche mese, il numero degli ausiliari del traffico o accertatori della sosta e' lievitato da 40 a 80-90 per effetto di una serie di assunzioni e oggi Atc e sindacati hanno affrontato la loro situazione: ci sono problemi organizzativi e logistici (come spazi per spogliatoi e disponibilita' di wc), ma anche legate ad alcune contestazioni dell'azienda nei confronti degli accertatori che spesso non rispetterebbero le procedure. E cosi', mentre Atc ha messo sul piatto il problema di provvedimenti disciplinari ("Ma secondo e' un problema di formazione e informazione del personale", ribatte la Cgil), i sindacati hanno rilanciato chiedendo di affrontare una volta per tutte il problema della loro sicurezza. E' un argomento gia' presente nella piattaforma per il rinnovo dell'integrativo aziendale ma che i rappresentanti dei lavoratori vorrebbero affrontare con urgenza. "Non e' pensabile che chi fa delle multe come gli ausiliari debba mettere nome e cognome sul verbale- spiega il segretario della Filt-Cgil, Maurizio Lunghi- lo diciamo da tempo, ma negli ultimi mesi le minacce agli ausiliari sono riemerse come un problema e quindi bisogna intervenire, ora". Secondo i sindacati, bisognerebbe fare in modo che, in calce alle multe che elevano, gli accertatori indichino solo il numero di matricola "per evitare di esporli al rischio di essere rintracciati e aggrediti", spiega Lunghi. Nell'incontro di oggi, inoltre, le sette sigle sindacali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Rdb, Ugl, Faisa-Cisal e Sdl) hanno richiesto formalmente l'apertura delle trattative sul rinnovo della contrattazione di secondo livello scaduta a fine dicembre 2007. I rappresentanti dei lavoratori, gia' ai ferri corti con Atc per la questione dell'aggregazione con Acft di Ferrara, hanno spiegato che attenderanno una convocazione per avviare la trattativa sul contratto fino al 21 gennaio 2008. E nel tavolo che si deve aprire, aggiungono, "dovranno essere risolte tutte le problematiche relative ad articoli della precedente contrattazione aziendale non applicati o applicati unilateralmente da Atc che considera le relazioni sindacali aziendali un inutile fastidio e non la corretta funzione di tutela dei diritti sindacali dei lavoratori". Tra l'altro, l'applicazione di quanto gia' previsto non deve incidere tra i costi o gli oneri della nuova piattaforma. Se la trattativa non partira' entro il 21 gennaio, i sindacati si dicono pronti a lanciare nuove iniziative di lotta e di sciopero.


8 gennaio 2008 - Prima

EMERGENZA RIFIUTI: CONTRO IL DISASTRO AMBIENTALE LA CUB PROPONE MANIFESTAZIONE DAVANTI AL MINISTERO DELL'AMBIENTE

(PRIMA) ROMA - L’apertura autoritaria delle discariche, tra cui quella del martoriato quartiere di Pianura, l’avvelenamento e la sistematica distruzione del territorio campano dimostrano platealmente il totale fallimento delle politiche varate in Campania negli ultimi quindici anni. A fronte di questa situazione la CUB, che sostiene il diritto dei cittadini alla salute, all’ambiente e alla vita delle comunità, porterà a Roma le ragioni della protesta campana con una manifestazione indetta per l’11 gennaio, davanti al Ministero dell’Ambiente, a cui parteciperanno esponenti ed attivisti dei movimenti. L’iniziativa è stata promossa per chiedere da subito: stop alla costruzione dell’inceneritore di Acerra; stop all’apertura di nuove discariche; immediato avvio della raccolta differenziata; bonifica reale del territorio attraverso un piano per il lavoro che recepisca le richieste dei movimenti di lotta e spezzi l’articolato intreccio tra sistema politico, imprenditori e criminalità organizzata che attanaglia la Campania.


8 gennaio 2008 - Omniroma

COMUNE, FLAICA CUB: GIOVEDÌ SCIOPERO LAVORATORI MENSE SCOLASTICHE

(OMNIROMA) Roma, 08 gen - Per giovedì 10 gennaio, riferisce una nota del sindacato, «la Flaica-Cub di Roma ha proclamato lo sciopero dei lavoratori delle mense scolastiche del Comune di Roma. L'astensione dell'intera giornata riguarderà soprattutto le mense delle scuole materne ed elementari. Il servizio delle mense scolastiche della capitale, esternalizzato ormai da lungo tempo, coinvolge migliaia di operai e impiegati dipendenti di aziende e cooperative. A questi lavoratori, con orario prevalentemente part-time, viene applicato un contratto che li rende soggetti a sospensione estiva senza retribuzione e senza diritto ad alcuna indennità di disoccupazione. Il nuovo Capitolato d'appalto, stipulato dal Comune di Roma per gli anni 2007- 2012, ha introdotto ulteriori servizi senza corrispondere un relativo aumento di ore lavorative pro-capite per impianto. Così, a condizioni lavorative già difficili, si è aggiunto un aggravio dei carichi di lavoro che i lavoratori non riescono a fronteggiare. Per fare qualche esempio, nel nuovo Capitolato vengono previsti i menù multietnici, l'obbligo di piatti in coccio e bicchieri di vetro, l' aumento dei controlli burocratici e di pulizia, che sono misure sicuramente condivisibili, ma in contrasto con una realtà lavorativa che tende a far ricadere sulle spalle dei lavoratori il peso e i tempi necessari alla messa in opera dei nuovi servizi. In questo quadro, le aziende sostengono che rispettando il dettato del monte ore del capitolato sono perfettamente in regola con il loro impegno contrattuale; l'assessorato alle Politiche Scolastiche ed Educative afferma dal canto suo che il capitolato non è modificabile. Intanto gli addetti ad un servizio di rilevante delicatezza sociale si trovano ad operare in pessime condizioni di lavoro. Dopo due incontri tra le parti avvenuti senza esito presso la Prefettura, la Flaica-Cub ha pertanto indetto lo sciopero del prossimo 10 gennaio con cui richiede: la revisione in aumento delle ore di lavoro previste; il rispetto di tutti i punti del capitolato a garanzia dei lavoratori e del servizio (come il corretto inquadramento rispetto alle mansioni effettivamente svolte e lo svolgimento delle manutenzioni dei macchinari); il rispetto della puntualità nel pagamento delle retribuzioni».


8 gennaio 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 1 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Il Governo festeggia la Costituzione e reintroduce il condono statistico
* Democrazia, governo davanti al popolo
* Poche le speranze per un 2008 diverso
* Sarà Luciano Maiani il 16° presidente del Cnr
* La genesi del Search Committee all'italiana
* Per le stabilizzazioni, enti in ordine sparso
* L'odissea di un eroico autista Apat
* "Scandalosa la stabilizzazione a I° ricercatore"


8 gennaio 2008 - Liberazione

May day 2004, in tribunale condannate le lotte sociali
di Angelo Pedrini*

May Day 2004: dieci condannati con pene da 6 mesi a 1 anno e due mesi e 22 assolti. Ancora una volta dalle aule dei tribunali le lotte sociali contro la precarietà non escono indenni.
Si è concluso ieri mattina 7 gennaio '08 presso il Tribunale Penale di Milano con la sentenza il processo penale a 32 attivisti.
Il sindacato Cub, promotore con altri della Mayday2004, protesta e denuncia l'uso abnorme e strumentale di gravi imputazioni e condanne che di volta in volta colpiscono settori sociali, sindacali e politici con l'intento di frenare le lotte per contrastare i peggioramenti delle condizioni di vita. A differenza di De Corato che definisce scene di guerriglia le manifestazioni lavoreremo per promuovere lotte che facciano arretrare la precarietà nella società.
Un processo avviato per sovversione dello stato, devastazione saccheggio, danneggiamenti, imbrattamenti e in concorso o con aggravanti e manifestazione non autorizzata (15 maggio '04) in parte si rivela una forzatura e si smonta cammin facendo con la accusa di sovversione che rapidamente viene lasciata cadere ma che alfine porta alla condanna di una parte dei manifestanti con condanne più pesanti (1 anno e due mesi) delle richieste del pubblico ministero (9 mesi).
Il processo era partito il 16 marzo 2007. E' caduta quasi subito la imputazione di sovversione dello stato per 5 attivisti accusati per i volantini distribuiti dalle varie forze presenti alla May Day. Al processo è stato sentito come testimone Gigi Malabarba (ex senatore) ed è stato seguito da decine di delegati sindacali del sindacato Cub.
Durante la May Day 2004 venne dichiarato lo sciopero per la giornata del 1° maggio e chi ha provato a spiegare con presidi pacifici le ragioni di ciò è stato denunciato per violenza privata e poi assolto perché il fatto non costituisce reato. Altri erano accusati di devastazione e saccheggio in concorso o danneggiamenti: una parte assolti e una parte condannati.
La May Day dal 2001 è stata nel pomeriggio del 1° maggio un grande momento di aggregazione di protesta contro la precarietà che è cresciuta negli anni anche come momento alternativo al primo maggio di Piazza San Giovanni dei sindacati confederali: alla May Day di anno in anno sono aumentate le presenze e nel 2004 decine di migliaia di persone e decine di carri si sono imposti alla attenzione di molti. La May Day ha certamente contribuito a scoperchiare, a porre l'attenzione sul dramma e sulla centralità della precarietà. Il sistema produttivo con la precarietà e il non rispetto delle leggi produce 4 morti al giorno e se nonostante la evoluzione tecnologica i morti continuano a non calare la colpa sarà pur di qualcuno e di qualcosa e la precarietà è una delle cause principali.
I reati (aggravati dal concorso perché oltre 3 persone a commetterli) che sono stati attribuiti ai 32 si sono dimostrati in parte assurdi e comunque sproporzionati: la sovversione dello stato sulla base dell'art. 18 della legge 731 del 1931 dovrebbe essere decaduto dopo la Costituzione nata dalla Resistenza ma viena ancora utilizzato nelle aule dei tribunali. Le prove erano le decine di volantini che solitamente circolano nella manifestazioni (Prc e Attac su precarietà, pensioni, Tfr e salari, agli sportelli Migranti del Leoncavallo all'Acu- Associazione Consumatori Utenti - che invitava i cittadini a non fare la spesa il giorno della festa dei lavoratori e altri ancora).
*portavoce Cub

Omicidi bianchi Il triste primato della Basilicata, la prima vittima dell'anno

Cara "Liberazione", chi pensa che la Basilicata sia sempre l'ultima, come ad esempio per l'occupazione, la crescita economica (depurata del dato Fiat), per le infrastrutture e per quant'altro al pari di altre regioni meridionali, non tiene nel debito conto i primati che detta regione registra. Lo scorso anno, (secondo i dati Inail) le morti sul lavoro sono aumentate del 30% rispetto al 2006. Tra questi dati, ovviamente non figurano le morti (verificatesi anche nel 2007) per le quali non vi era la copertura assicurativa (lavoro nero!). Prima di Natale, nel giorno in cui in tutta Italia morivano ben cinque lavoratori, alla Fiat di Melfi decedeva Luigi Simeone, dipendente di una terziarizzata. Prima morte avvenuta all'interno dello stabilimento più grande e più importante del Mezzogiorno. Giovedì 3 gennaio, proprio quando si celebravano i funerali dell'ultimo operaio morto nella tragedia della Thyssen, rimaneva ucciso sul lavoro Luigi Varallo, 57 anni, operaio di Brienza (Pz), dipendente di un centro di rottamazione di veicoli. Prima morte sul lavoro del 2008, giunta alla ribalta persino della cronaca nazionale. Si tratta, come evidente, di primati assolutamente negativi che denunciamo con rabbia perché siamo assolutamente convinti che non si tratti di tragica fatalità. Ci troviamo di fronte a degli omicidi messi in conto da una organizzazione della produzione e della società tutta protesa alla produttività ed al profitto e che in Basilicata non viene affatto osteggiata, né mitigata, né contemperata dai gruppi dirigenti, assolutamente proni alle esigenze delle multinazionali e del capitale. Con riferimento alla Fiat di Melfi, siamo stati, nostro malgrado, facili profeti di sventura. Infatti, da tempo abbiamo posto l'accento sul fatto che la Fiom, attraverso delegati ed Rsu, denunciasse ritmi di lavoro sempre maggiori e tali da porre a rischio sicurezza e diritti. Circa tre mesi fa, ad un lavoratore, rappresentante della sicurezza (Rls), è stato impedito di accedere ad una zona di un reparto in cui era stato richiesto il suo intervento e ad un Rsu (Cub), che aveva denunciato detto episodio con un volantino, è stato intimato il licenziamento senza preavviso… Prima ancora della morte in Fiat, avevamo stigmatizzato come fosse opportuno ed utile ottenere regole certe per evitare possibili collusioni, non dando la possibilità a medici dell'Asl di svolgere anche attività di medico aziendale. Come denunciato dal Pm Guariniello, non appare assolutamente opportuno che gli ispettori dell'Asl svolgano il ruolo di consulenti nelle aziende che devono giudicare, così come sarebbe anche auspicabile che il maggior numero (annunciato) di funzionari esterni, preposti ai controlli, assolva appieno al ruolo su di essi incombente e che non vi siano "avvertimenti" che anticipino le loro visite, come purtroppo denunciato dagli operai della Thyssen di Torino. Saremo impegnati a denunciare storture e collusioni a tutti i livelli, perché ciò non accada più e perché quella della sicurezza sul lavoro venga considerata la vera emergenza del nostro paese, troppo spesso alle prese con i lavavetri, i quali ultimi, sia detto per inciso, non hanno mai ucciso nessuno al contrario delle imprese senza scrupoli che commettono circa quattro omicidi al giorno.
Andrea Anobile responsabile Lavoro segreteria Prc, operaio Fiat Michele Iacovera assessore provinciale Prc, operaio Fiat Paolo Pesacane segretario provinciale Prc, Potenza


8 gennaio 2008 - L'Unione Sarda

Amianto in fabbrica

Cagliari - La discussione sull'amianto in fabbrica approderà davanti al Tribunale di Cagliari, mercoledì durante una conferenza stampa organizzata dalla segreteria regionale della Cub, a cui parteciperanno i senatori Felice Casson e Claudio Bulgarelli, della Commissione Giustizia del Senato. Il tema della manifestazione, a cui parteciperanno anche lavoratori in attesa dei benefici pensionistici per l'esposizione all'amianto in fabbrica, è la denuncia dei ritardi della Giustizia verso questi lavoratori. «Stiamo assistendo a lungaggini burocratiche che non hanno alcuna giustificazione, se non quella di far perdere i benefici di legge ai lavoratori», dicono Giuseppe Melis, Angelo Cremone e Angelo Diciotti.(a.pa.)


8 gennaio 2008 - Corriere di Bologna

Trattative I lavoratori chiedono l'integrativo e si oppongono all'aggregazione con Atcf
Bus, sindacati verso lo sciopero
Fermata Sciopero in arrivo per i bus È stato l'anno del rilancio definitivo per Atc

Bologna - Ma l'azienda di via Saliceto, assieme ai 2,2 milioni di attivo iscritti nel bilancio preconsuntivo, dovrà presumibilmente prepararsi ad affrontare nuovi scioperi.
I sindacati hanno annunciato ieri iniziative di lotta per il rinnovo del contratto integrativo aziendale e per l'imminente aggregazione con Actf, l'azienda dei trasporti pubblici di Ferrara. «Stiamo ipotizzando — ha spiegato il segretario della Filt-Cgil Maurizio Lunghi — di indire una giornata di sciopero 10 giorni prima o dopo il 18 febbraio, quando è prevista la fermata generale per il rinnovo del contratto nazionale». Le preoccupazioni dei sindacati riguardano le consegueze dell'alleanza con Actf, principalmente su tre punti: il mantenimento dei livelli di personale, di status contrattuale e le ipotesi di scorporo societario con la nascita di una eventuale società operativa territoriale. «Temi sui quali — incalza Italo Quartu delle Rdb — non abbiamo avuto segnali dal 15 novembre scorso». Poi c'è la vertenza per l'integrativo: le
Conti positivi
L'azienda di via Saliceto ha chiuso il bilancio con un attivo di 2,2 milioni. L'aumento chiesto dai dipendenti è di circa 110 euro sette sigle, che hanno approvato la piattaforma, con il 98 per cento dei voti favorevoli dei dipendenti Atc, chiedono un aumento medio di circa 110-120 euro al mese.
Atc si appresta nel frattempo a chiudere un anno di definitivo risamento dei conti. Ieri il numero uno Francesco Sutti — che dopo l'addio annunciato qualche settimana fa per lo stipendio troppo basso, ha precisato di voler restare alla guida dell'azienda fino alla scadenza del mandato, nel maggio 2008 — ha rivendicato i buoni risultati ottenuti: l'utile prima delle imposte, dagli 8,3 milioni di rosso del 2004, è passato al +2,3 del preconsuntivo di quest'anno.(Si.Sa.)


8 gennaio 2008 - La Repubblica

Sentenza sui disordini del 1° Maggio del 2004
Scontri May day Parade 10 condannati, 22 assolti
di ORIANA LISO

Milano -Una decisione che, forse, non accontenta e non scontenta nessuno, quella presa ieri dai giudici della quarta sezione penale sui disordini della May day Parade, la manifestazione contro la precarietà del maggio 2004. Dieci condanne, con pene tra i sei mesi e un anno e tre mesi (più di quanto chiesto dalla stessa procura), ventidue assoluzioni: tra i primi c´è Tommaso Cacciari, il nipote del filosofo e sindaco di Venezia, a cui i giudici hanno inflitto la pena di dieci mesi per danneggiamento; nel secondo gruppo, invece, il leader dei disobbedienti del Nord Est Luca Casarini. Quasi tutti i condannati arrivavano appunto da Padova e Marghera, mentre per molti degli imputati milanesi - appartenenti a diversi centri sociali - sono cadute tutte le accuse, che andavano dal concorso in violenza privata al deturpamento di cose altrui, dal danneggiamento alla sovversione degli ordinamenti politici, sociali ed economici dello Stato.
Al centro del processo, due diversi episodi: il corteo del primo maggio e una manifestazione non autorizzata in piazzale Aquileia avvenuta due settimane dopo. Il pm Luigi Orsi aveva contestato ai 32 imputati di aver sostato senza autorizzazione davanti alla Standa di via Torino e al negozio di abbigliamento Zara in corso Vittorio Emanuele, ostacolando l´ingresso dei clienti e costringendo così i direttori a chiudere i negozi prima del tempo; altra accusa, quella di aver distribuito volantini contenenti affermazioni contrarie all´ordinamento politico, sociale ed economico, di aver lanciato pietre e fumogeni che avevano distrutto e incendiato alcune vetrine anche lungo viale Papiniano.
Soddisfazione per le condanne arriva dal vice sindaco Riccardo De Corato, che si attribuisce il merito di aver consigliato l´utilizzo delle telecamere stradali per individuare chi stava commettendo dei reati: «Questa sentenza segna la fine di anni di impunità: ora ci aspettiamo per il prossimo Primo maggio di non dover più assistere ai consueti rituali di devastazione e imbrattamenti che hanno puntualmente caratterizzato questa manifestazione». Dall´altra parte il sindacato Cub, che è tra i promotori ogni anno della MayDay Parade, attacca: «Denunciamo l´uso abnorme e strumentale di gravi imputazioni e condanne per frenare le lotte contro il peggioramento delle condizioni di vita».


8 gennaio 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. L'Authority media fra corsisti e aziende...

Civitavecchia - L'Authority media fra corsisti e aziende, per ora "nessun veto all'iter proposto per la risoluzione della vertenza". Soddisfatti dell'esito del tavolo, anche se per la fine della vertenza si dovrà attendere l'incontro decisivo stabilito per il 14 gennaio.
Corsisti Icpl (interporto e piattaforma logistica) e Rtc (roma terminal containers) al centro, società portuali da una parte, Rtc dall'altra con l'Authority che media, ascolta, propone sintetizza per cercare di trovare un impiego temporaneo ai 44 ragazzi formati dalla regione Lazio e in attesa dal 2005 di essere impiegati nella movimentazione dei containers all'interno dello scalo portuale. «Il segretario dell'Autority, Luciano Mocci- spiega Fabio Pallassini, coordinatore della Rdb Cub - sta continuando a contattare le aziende portuali per conoscere disponibilità e possibilità di assunzione temporanea dei corsisti rimasti senza lavoro». L'idea del tavolo ri avviato prima delle vacanze natalizie infatti è quella di trovare una sistemazione temporanea dei corsisti destinati ad Rtc, ma non ancora assunti a causa del ritardo nei lavori di realizzazione del nuovo terminal containers in banchina 25. «Ad Rtc - precisa Pallassini - molo Vespucci ha già chiesto il piano industriale e tutti i documenti necessari per capire quali possibilità concrete ci sono per l'assunzione dei corsisti e il 14 gennaio l'azienda dovrà dire esattamente come stanno le cose. A noi non interessa il futuro di società e banchine ma il futuro dei corsisti in attesa di lavoro. Proprio per questo, al tavolo del 14 - conclude Pallassini - è stato inviato pure il Comune, nelle persone del sindaco Moscherini e dell'assessore De Sio. Perché entrambi conoscono la storia dei corsisti, ma soprattutto perché il Comune è parte della società Icpl spa». Una storia senza fine quella dei 160 corsisti formati dalla Regione Lazio. Una vertenza che il comitato e la Rdb - Cub stanno tentado di risolvere da 3 anni ormai. E proprio per ricordarla agli amministratori comunali e alla città i corsisti la prossima settimana svolgeranno «un volantinaggio davanti l'ingresso di palazzo del Pincio».(F.Og.)


8 gennaio 2008 - Varese news

Malpensa - Una "canea" per Cub Trasporti Lombardia quella inscenata dal centrodestra. "Alitalia ed Air France alleate già da anni, si pensi alla tutela e alla dignità dei lavoratori"
Malpensa, "Il Nord insorge, ma per cosa?"

Malpensa, Il Nord insorge: ma contro chi e cosa? Se lo chiede il sindacato Cub Trasporti Lombardia esaminando con occhio assai critico le ultime esternazioni della politica locale, anche in vista della manifestazione leghista di domenica 20 gennaio prossimo. "Siamo alla canea contro le scelte romane" scrive in un lungo comunicato il sindacato di base, rilevando "il tentativo di far apparire come problema dei lavoratori di Malpensa e Linate non la difesa occupazionale ed ambientale del territorio, ma la lotta tra il nord e Roma".
Basta andarsi a rileggere i quotidiani, ricorda Cub Trasporti, ed emergono i fatti. L'alleanza Alitalia-Air France, nei fatti, era già siglata fin dal luglio 2001, ben sei anni e mezzo fa, quando era stata prevista come obiettivo finale l'integrazione delle due compagnie. Il 25 gennaio 2005, poi, ricorda Cub, nel corso di un summit con il premier francese Raffarin, fu Berlusconi stesso a dichiarare che Alitalia ed Air France avrebbero dato vita ad una grande compagnia europea. Concetto ribadito un anno dopo da Prodi e Chirac; il tutto sullo sfondo di vari accordi in materia di Tav, politica energetica, candidatura di Milano all'expo 2015 eccetera.
"Al di là quindi delle divergenze di facciata, ci troviamo di fronte a decisioni già prese negli scorsi anni, dal Governo di centro destra, con la presenza del Ministro Maroni, e con Bonomi, come presidente di Alitalia. Decisioni poi riconfermate ed avallate anche dal Governo di centro sinistra" infierisce Cub per i corti di memoria. "La vendita di Alitalia ad Air France è stata decisa nel contesto europeo dei trasporti, in cambio di altre concessioni da parte dei Francesi. Quindi le divergenze tra i vari schieramenti, non sono sulle scelte ormai già fatte, ma su chi gestirà l’enorme mole di soldi che sui trasporti pioveranno nei prossimi anni" chiosa il sindacato. Intanto al condizione dei lavoratori di Malpensa peggiora: nel novembre scorso un incontro del sindacato a Milano con la delegata del sindaco Letizia Moratti a gestire la questione Sea è rimasto senza seguito. "Tutti quelli che chiamano oggi alla ribellione del nord, ben poco hanno fatto in difesa del territorio e dei lavoratori". I cui posti di lavoro, ricorda Cub, sono nelle mani di amministratori e politici al centro non solo di controversie, ma in qualche caso anche di indagini. Al centro pertanto per il sindacato va riportata la questione del lavoro, con malpensa più che mai "patria del precariato" e oltretutto dal futuro incerto.un Piano Nazionale dei trasporti "che stabilisca una volta per tutte, come se ancora ce ne fosse bisogno, che Malpensa dovrà rientrare in un progetto di sistema aeroportuale del Nord d’Italia attraverso una politica di specializzazione delle 13 piste che ci sono tra Torino e Venezia. Un sistema dove si aiutano gli utenti e non si rubano i passeggeri"; "precise garanzie occupazionali, che garantiscano a tutti i lavoratori, compresi i lavoratori precari, un lavoro stabile e con un salario che permetta di vivere dignitosamente"; "amministratori locali che lavorino per i cittadini ed i lavoratori e non al servizio delle confraternite politico-economiche".


8 gennaio 2008 - Il Giorno

Milano. CON DIECI CONDANNE...

Milano - CON DIECI CONDANNE a pene fra i 6 mesi e un anno e 3 mesi di reclusione e 22 assoluzioni, fra cui quella di Luca Casarini, leader dei centri sociali del Nord est, si è concluso ieri il processo per i danneggiamenti provocati da esponenti dei centri sociali durante la MayDay Parade del primo maggio 2004 e durante la manifestazione non autorizzata in piazzale Aquileia, al carcere di San Vittore, andata in scena due settimane dopo, il 15 maggio 2004. I trentadue imputati erano accusati di concorso in violenza privata, deturpamento e imbrattamento di cose altrui, danneggiamento e sovversione degli ordinamenti politici, sociali ed economici dello Stato.
Fra i condannati c’è anche Tommaso Cacciari, nipote del sindaco di Venezia, Massimo. Il trentenne di Venezia è stato condannato a dieci mesi di reclusione (pena sospesa) per danneggiamento.
NEL DECRETO che dispone il giudizio si legge che era accusato di avere danneggiato, insieme a un altro imputato, «varie attività commerciali attraverso il lancio di pietre, fumogeni e l’utilizzo di bastoni, provocando la rottura di vetrine, insegne, nonché lo svilupparsi di incendi». «Questa importante sentenza segna la fine di anni di impunità. Ora ci aspettiamo per il prossimo primo maggio di non dover più assistere ai consueti rituali di devastazione e imbrattamenti che hanno caratterizzato questa manifestazione», ha commentato il vicesindaco Riccardo De Corato. «Per la prima volta in un corteo no global - ha proseguito De Corato - le telecamere stradali del Comune hanno costituito una fonte di prova, fornendo un valido aiuto alla polizia per individuare alcuni responsabili. Segnalai io stesso al questore l’opportunità di far visionare agli agenti della Digos i filmati delle telecamere comunali. E in seguito a quel rapporto di polizia inviato alla Procura venne poi aperta l’inchiesta». «La sentenza di condanna per dieci imputati - continua De Corato - è un segnale che serve da monito. Il Comune, che ha avuto dal tribunale un indennizzo di 10mila euro per i danni subiti, si riserva di agire anche in sede civile».
Il sindacato Cub, promotore con altri della Mayday2004, «denuncia - invece - l’uso abnorme e strumentale di gravi imputazioni e condanne che di volta in volta colpiscono settori sociali, sindacali e politici con l’intento di frenare le lotte per contrastare i peggioramenti delle condizioni di vita».


8 gennaio 2008 - Il Gazzettino

Venezia. Luca Casarini assolto, Tommaso Cacciari condannato...

Venezia - Luca Casarini assolto, Tommaso Cacciari condannato. Il Tribunale di Milano ha emesso ieri la sentenza a carico di un gruppo di Disobbedienti accusati, a vario titolo, di concorso in violenza privata, imbrattamento di cose altrui, danneggiamento e sovversione degli ordini politici, sociali ed economici per quanto avvenuto durante la manifestazione "May Day Parade" del 1° maggio 2004 a Milano. Il Tribunale ha assolto il leader dei Disobbedienti veneti Luca Casarini e altre 21 persone. Altri dieci imputati sono stati condannati, invece, a pene comprese fra i sei mesi e un anno e tre mesi. Tra questi, appunto, c'e anche Tommaso Cacciari, nipote del sindaco e figlio del parlamentare di Rifondazione, Paolo. Il trentenne veneziano è stato condannato a dieci mesi di reclusione (pena sospesa) per danneggiamento. Nel decreto che dispone il giudizio si legge che era accusato di avere, insieme ad un altro imputato, danneggiato «varie attività commerciali attraverso il lancio di pietre, di fumogeni e l'utilizzo di bastoni, provocando la rottura di vetrine, insegne, nonché lo svilupparsi di incendi». Casarini, invece, era accusato, in particolare, di aver imbrattato i muri del supermercato Esselunga di viale Papiniano e le vetrine di un videonoleggio Block Buster «assumendo - come si legge nel capo di imputazione - un ruolo guida dei manifestanti». Il leader dei Disobbedienti era imputato, inoltre, per aver distribuito volantini che pubblicizzavano il corteo «contrari agli ordinamenti politici, sociali o economici costituiti nello Stato».
La manifestazione "May Day" era stata organizzata, come ogni anno, dalla Cub (Confederazione unitaria di base) per protestare contro il precariato. I responsabili dei danneggiamenti erano stati identificati anche grazie all'aiuto delle telecamere per la sicurezza predisposte dal Comune milanese.


8 gennaio 2008 - Il Giornale di Vicenza

IL FATTO. Per un documento anonimo in Aim
Volantino al fiele, la lite sindacale finisce in aula

Vicenza - Un volantino al veleno contro Nicola Dall’Osto, sindacalista Cisl alle Aim. Egli aveva preso cappello e aveva presentato denuncia in procura per risalire all’autore dello scritto infamante, visto le parole vigliacche contenute nel documento distribuito urbi et orbi. Al termine delle indagini la procura ha individuato nel collega Mario Ghirardello, 45 anni, esponente della sigla Rdb-cub, come l’ipotetico autore, il quale ha fin qui negato ogni paternità. Dovrà presentarsi ugualmente in aula. Ha affidato all’avv. Paolo De Meo la difesa per ribadire che non fu l’autore del volantino.
Come si è risaliti a lui? La polizia giudiziaria in base a una perquisizione nella sede del sindacato minoritario e comparando altri scritti sindacali, ha visto che i documenti sono stati scritti con la stessa macchina, la quale presenta modalità ortografiche tali da essere individuate come identiche. E poiché gran parte di quei volantini li ha scritti Ghirardello, anche quello dal contenuto ingiurioso contro Dall’Osto è stato attribuito a lui. «La consulenza tecnica fatta eseguire dalla procura non è paragonabile a un esame del dna o alle impronte digitali - spiega l’avv. De Meo - pertanto le ipotesi accusatorie sono destituite di fondamento».
La procura non la pensa così e vuole raccogliere indizi in aula per sostenere la responsabilità del sindacalista, il quale oltre che di diffamazione aggravata deve rispondere anche di minacce e danneggiamento per avere strisciato la vettura di Dall’Osto, 36 anni, di Dueville, parcheggiata all’interno di Aim a San Biagio. «Anche queste ipotesi sono infondate - attacca il legale - ed è stato applicato un sillogismo che a nostro avviso non sta in piedi».
I fatti risalivano a fine dicembre 2003-inizio 2004, allorché furono diffusi i volantini che offendevano il decoro di Dall’Osto, accusato di essere un informatore del direttore di Aim trasporti Nicolò Franzoia. Ma non solo. Il diretto interessato, comprensibilmente, si era incavolato e aveva presentato un dettagliato esposto alla magistratura.
I sospetti si erano appuntati su Ghirardello anche perché c’era tensione tra le sigle sindacali e i rapporti tra i due rappresentanti dei lavoratori erano piuttosto tesi. Ghirardello, tuttavia, respingendo le accuse ha sempre ribadito che certe cose non appartengono al suo stile. In aula, a partire dal 20 febbraio, la verità.(I.T.)


7 gennaio 2008 - Dire

ATC BOLOGNA. SINDACATI TRA VOGLIA DI AUMENTI E DI SCIOPERO
CGIL: SILENZIO SI ALLEANZA CON ACFT, SI VA VERSO ALTRO STOP BUS

(DIRE) Bologna, 7 gen. - Tra richieste di aumenti in busta paga e "voglia" di nuovi scioperi. Mentre l'Atc si gode le sue buone performance di bilancio, i sindacati si preparano a nuove iniziative, anche di lotta. Prima di tutto per la questione dell'alleanza tra Atc e Acft di Ferrara. Dopo lo sciopero del 15 novembre scorso, infatti, il confronto sull'aggreggazione delle due aziende di trasporto non e' mai decollato con Comune e Provincia di Bologna. L'incontro previsto e atteso prima di Natale non c'e' stato e "ora stiamo quindi riflettendo di indire una nuova giornata di sciopero 10 giorni prima o 10 dopo il 18 febbraio quando ci sara' la seconda fermata generale nei trasporti per le vertenze nazionali", spiega il segretario della Filt-Cgil, Maurizio Lunghi. Ma, a livello locale, in ballo c'e' anche la piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo aziendale approvata a inizio dicembre dal 98% dell'assemblea dei dipendenti di Atc e ora da discutere con l'azienda. Tra le richieste delle sette sigle sindacali presenti in via Saliceto c'e' anche quella di un aumento medio, tramite le voci del premio di risultato e di indennita', di circa 110-120 euro al mese. Resta da vedere come e se si incroceranno le vicende dell'alleanza con Ferrara e quella del nuovo contratto aziendale. Per la Cgil sarebbe opportuno andare ad uno sciopero locale entro la meta' di gennaio, ma le sigle ne discuteranno solo nei prossimi giorni. "Di certo- lamenta Lunghi- al momento dobbiamo registrare l'effettiva indisponibilita', nonostante lettere e solleciti, a discutere il progetto di aggregazione che avanza senza che sia di nostra conoscenza". A Comune e Provincia di Bologna, enti proprietari di Atc, i sindacati hanno posto tre questioni: che l'aggregazione non comporti tagli di personale, che sia applicata la clausola sociale perche' i dipendenti conservino l'attuale trattamento contrattuale, che non ci sia nessuno "spezzatino" di Atc con nascita di una societa' operativa territoriale (una Sot) sul modello di Hera (in pratica deve nascere una unica "aziendona"). In ballo anche il processo di ripatrimonializzazione di Atc, altra questione che alimenta lo scontento dei sindacati. Ma su questi temi "non abbiamo avuto nessun segnale dal 15 novembre scorso. Invece- dice Italo Quartu, delle Rdb- scopriamo che l'Atc vara nuovi servizi", i potenziamenti delle navette e della linea al Lazzaretto attivi da oggi "senza prima informarne in dettaglio i sindacati". Fatto sta che le Rdb hanno gia' chiesto e ottenuto dalla Prefettura l'avvio della procedura di raffreddamento dei conflitti con un primo summit in programma per l'11 gennaio. "Ci risulta, tra l'altro, che una parte del potenziamento del servizio sia ottenuta da un'esternalizzazione e questo non ci sta bene", aggiunge Quartu. Quanto alla vicenda contrattuale, la speranza "e' di chiudere il rinnovo dell'integrativo con Sutti" prima del suo addio all'Atc e di riuscirci anche grazie ai buoni conti dell'azienda. "Se abbiamo fatto il rinnovo del contratto aziendale nel 2004 quando l'azienda era in rosso perche' mai- si domanda Lunghi- non dovremmo farlo adesso che si profila utile?".


7 gennaio 2008 - Primadanoi.it

Comune di Chieti, conclusa positivamente l'odissea degli interinali

CHIETI - Si è conclusa, almeno per il momento, positivamente la lunga odissea dei lavoratori ex interinali del Comune di Chieti. Questi lavoratori dal 31 maggio 2007 sono rimasti senza lavoro dopo aver prestato la loro opera, come interinali, per due o tre anni negli Uffici del Comune di Chieti nei vari settori di appartenenza.
«In questi lunghi mesi», spiegano Mario Frittelli e Silvio Di Primio dell'organizzazione sindacale RdB Cub Abruzzo, «segnati da una mobilitazione costante ma purtroppo quasi isolata, solo la pervicacia e la forza d'animo è riuscita a creare le condizioni per delle assunzioni a tempo determinato coinvolgendo, a tale scopo, anche l'assessorato al Lavoro della Regione Abruzzo».
I numerosi incontri fra la delegazione degli ex interinali, assistiti dalla RdB CUB, ed i Funzionari della Regione hanno portato alla approvazione di una Delibera di Giunta Regionale che stanzia 250.000 euro per «incentivi economici diretti a favorire l'assunzione di lavoratori interinali utilizzati nella Regione Abruzzo da Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e soggetti a commissariamento».
«In tempi di vacche magre e debiti paurosi», commentano i due rappresentanti, «pensiamo che per il Comune di Chieti questo sia un risultato di eccezionale importanza che non poteva essere vanificato per gli interessi di bottega di qualche sindacalista aziendale o di qualche Assessore che si è opposto fino alla fine solo per il timore di non avere abbastanza fondi per poter assumere nel 2008 con altri "criteri"».


7 gennaio 2008 - il Quotidiano.it

Precari e senza lavoro? No, grazie!

Ancona - In un contesto di alta precarietà lavorativa e basse tutele sindacali, la conoscenza del mondo in cui si opera e la messa in rete delle proprie capacità e risorse, sono abilità indispensabili per potersi affermare.
Con il dott. Francesco Pinto, Psicologo Clinico e di Comunità, responsabile sindacale Marche RDBCUB ambito Cooperative Sociali/Terzo Settore, chiariamo alcuni aspetti del corso di "Autoaffermazione e Identità Sindacale".
Dott. Francesco Pinto, a chi è rivolto il corso?
Il corso è rivolto a lavoratori e socio-lavoratori di cooperative sociali, precari e lavoratori atipici, convenzionati con cooperative sociali ed enti pubblici, proponendosi i seguenti obiettivi:
- Promuovere una lettura aggiornata e critica della storia e delle caratteristiche attuali del mondo della cooperazione sociale all'interno del panorama complessivo dei servizi socio sanitari pubblici e privati;
- Autoriconoscimento e sviluppo della propria Autostima, del Potere Personale e Collettivo;
- Conoscenza e utilizzo degli strumenti sindacali.
Secondo quali modalità si svolgerà il corso per raggiungere gli obiettivi preposti?
Il metodo proposto è interattivo ed esperienziale. I partecipanti, guidati dal formatore, saranno i protagonisti attraverso esperienze personali e di gruppo. Il corso si svilupperà in un ciclo di 12 incontri di 3 ore ciascuno per un totale di 36 ore cosi organizzate:
1°-2° Incontro: La storia e le caratteristiche del mondo della cooperazione sociale (il contratto di lavoro, le relazioni sindacali, le azioni sindacali).
3°-4° Incontro: La sicurezza interiore: la comunicazione come mezzo costruttore di legami;
5°-6° Incontro: L'autostima: il valore di sé, il permesso di chiedere, Io portatore di diritti;
7°-8° Incontro: Realizzazione di sé: il Ciclo di Contatto; il Ciclo di Esplorazione; Comportamenti Efficaci; Io agisco, difendo e costruisco i miei diritti;
9°-10° Incontro: Autoefficacia: gli strumenti, la visibilità nel gruppo e del gruppo all'interno delle rete sociale.
11°-12° Incontro: Spazio per progetti futuri.
Dove e in che si giorni si svolgeranno gli incontri?
Gli incontri si svolgeranno nella Sede regionale RdBCUB, in via Piave 49 ad Ancona, nel mese di febbraio 2008. Giorni ed orari verranno definiti assieme agli iscritti al corso.
E riguardo al costo?
Il costo, prevede un contributo di euro 25,00 ad incontro. Agli iscritti RdBCUB ed agli studenti euro 20,00.
A questo punto, cosa occorre fare per iscriversi o per avere altre informazioni sul progetto?
E' sufficiente contattarmi via telefono al numero 339.3244297, o via e-mail all'indirizzo f.pinto@ancona.rdbcub.it
Ringraziamo il Dott. Francesco Pinto, formatore e responsabile del progetto, e Vi diamo appuntamento alla sede regionale RdB-CUB, in via Piave 49 ad Ancona, per il primo appuntamento del corso di "Autoaffermazione e Identità Sindacale".
Francesco Pinto, formatore e responsabile del progetto. 339/3244297 - f.pinto@ancona.rdbcub.iT


7 gennaio 2008 - La Gazzetta del Sud

La ditta impegnata nei lavori sulla 106
In cassa integrazione 178 dipendenti della Condotte d'Acqua

Reggio C. - In cassa integrazione 178 dei 260 lavoratori della ditta "Condotte d'Acqua" impegnata nei lavori di costruzione del secondo lotto della 106, nel tratto Bova Marina-Palizzi. La cassa integrazione a zero ore parte da stamane, al rientro dalle ferie natalizie, senza che i lavoratori siano stati messi a conoscenza dell'accordo intervenuto.
A denunciarlo è Carmelo Nucera, della segreteria provinciale Cub-Fenalp. Secondo il sindacalista agli interessati è giunta comunicazione con un telegramma seguito da una lettera.
«Non sappiamo – dice Nucera – se l'accordo prevede la rotazione periodica della messa in cassa integrazione di tutti i lavoratori con la ripresa dell'attività lavorativa e il rientro per garantire a tutti la stabilità occupazionale fino al completamento di tutte le opere e le varianti progettuali in corso legate agli smottamenti nelle gallerie. Gli accordi non possono essere siglati sena ricevere prima l'approvazione e il consenso dei lavoratori in assemblea».
La Cub provinciale si fa portavoce delle esigenze dei lavoratori di avere chiarezza e ritiene indispensabile «avviare una nuova fase di relazioni industriali senza concedere deleghe in bianco a nessuno per affrontare i veri problemi che affliggono il settore».


6 gennaio 2008 - Liberazione

Milano. Presidio e volantinaggio...

Milano - Presidio e volantinaggio di protesta dalle 8.30 in piazza Duomo durante la "Befana benefica" organizzata dal Motoclub ticinese. Un gruppo di delegate/i della Cub Sanità, della Cgil Fp e della Cisl Fp e di lavoratori della Sacra Famiglia (ex-Ipab multi-regionale a carattere religioso che assiste e cura oltre 2mila anziani e disabili) distribuiranno 10mila volantini alla cittadinanza presente per denunciare il clima di degrado che grava sull'intero settore che si occupa di assistenza agli anziani e ai disabili.


6 gennaio 2008 - La Nuova Sardegna

«Giustizia lenta per le vittime dell’amianto»
Mercoledì in piazza Repubblica Casson e Bulgarelli con i Cub Flm

PORTOVESME - E’ stato confermato, per mercoledì 9 gennaio, dalla Flm Uniti del Sulcis Iglesiente il sit in davanti all’ingresso del palazzo di giustizia di Cagliari "per denunciare i ritardi della giustizia nei confronti dei lavoratori che sono stati esposti, nel corso dell’attività lavorativa, alle fibre di amianto".
La conferenza stampa si terrà nella scalinata del palazzo dei tribunale. Alla manifestazione saranno presenti i senatori Felice Casson e Claudio Bulgarelli componenti della commissione giustizia del senato. I due parlamentati sono estensori di una proposta di legge per il riconoscimento dei benefici previdenziali a favore dei lavoratori che hanno operato in ambienti dove era presente l’amianto. «Gli ispettori dell’Inail - sostengono Giuseppe Melis, Angelo Diciotti e Angelo Cremone - avevano respinto tutte le istanze presentate dagli operai e solo a fronte di una sentenza ben 65 hanno avuto un verdetto a favore. L’Inail e l’Inps però hanno presentato ricorso e i processi sono stati aggiornati. La prossima udienza è stata fissata fra due anni». Per questi ritardi anche un gruppo di lavoratori sarà presente alla manifestazione. (e.a)


6 gennaio 2008 - Il Giornale

Scioperi, sindacati pronti a paralizzare il Paese
di Antonio Signorini

Roma - Il governo non vuole lo sciopero generale sui contratti e salari e fa pressione sui sindacati per ottenere perlomeno un rinvio della decisione. Una protesta importante come quella annunciata da Cgil, Cisl e Uil, in un momento delicato come questo - con nuove emergenze come quella dei rifiuti a Napoli che si aggiungono a decisioni difficili come quella su Alitalia - sarebbe troppo rischiosa.
E così martedì prossimo all’incontro con i sindacati - ufficialmente solo un primo contatto per definire l’agenda della trattativa - il governo dovrebbe garantire ai segretari generali Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, che qualcosa sui salari sarà fatto. Forse già quest’anno. Ma il premier Romano Prodi dovrà anche dare indicazioni di massima sui contratti, come quello dei dipendenti pubblici, il cui rinnovo non è stato coperto dalla Finanziaria 2008. Ma pesa soprattutto la trattativa dei metalmeccanici, che dovrebbe riprendere mercoledì.
Tutte tensioni che, se non troveranno una soluzione, si tradurranno in altrettanti scioperi. Oltre a quello generale, che con tutta probabilità non sarà deciso più il 15 gennaio dagli organismi unitari di Cgil, Cisl e Uil. Già fissato per venerdì prossimo quello nazionale di 8 ore delle tute blu. Poi i trasporti. Si partirà sabato con un sciopero di 24 ore, proclamato dallo Sdl: l’astensione inizierà alle 21 per concludersi alla stessa ora del giorno seguente. Due settimane dopo, il 26 gennaio, una nuova protesta, indetta da tutti i principali sindacati dei trasporti, bloccherà le ferrovie per altre 24 ore, fino alle 21 del giorno 27. Ma il vero rischio paralisi sarà il 28 gennaio, giorno in cui è stato proclamato lo sciopero generale dei trasporti di 24 ore da tutte le sigle confederali.
Anche nel trasporto aereo non mancheranno i disagi: il 19 gennaio, i piloti dell’App di Airone e quelli dell’Anpac di Meridiana ed Eurofly incroceranno le braccia per 24 ore. In arrivo anche un’ondata di scioperi territoriali nel trasporto pubblico locale: a partire dall’11 gennaio, per il tutto mese, sono previste astensioni dal lavoro in alcune delle principali città italiane, da Napoli a Torino, con diverse modalità. Per il 17 gennaio è previsto lo sciopero per l’intera giornata della scuola proclamato da Cub Scuola e Rdb Cub.


6 gennaio 2008 - Il Giornale di Brescia

Dopo le proteste di dicembre
Scuola, trasporti locali ed aerei: a gennaio sarà difficile viaggiare

ROMA - Sarà un gennaio «caldo» sul fronte degli scioperi. Dopo le brutte sorprese di Natale (tir, commercio, trasporti e perfino farmacie) anche la Befana porterà disagi agli italiani. Pende come una spada di Damocle la minaccia di sciopero generale da parte di Cgil, Cisl e Uil se l’esecutivo non si impegnerà sul fronte dei salari. Molto dipenderà anche dalle risposte che i sindacati riceveranno sul fronte dei contratti, soprattutto su quello dei dipendenti pubblici (3 milioni e mezzo di lavoratori). Senza considerare che anche altri 3 milioni di lavoratori aspettano il rinnovo.
A inaugurare la stagione delle proteste, saranno i metalmeccanici, che hanno proclamato uno sciopero nazionale di 8 ore a sostegno del rinnovo del contratto, per il quale la trattativa ripartirà martedì prossimo dopo lo slittamento di dicembre.
Ma l’inizio d’anno sarà nero soprattutto per i trasporti.
Si partirà con un sciopero di 24 ore il 12 gennaio, proclamato dallo Sdl: l’astensione inizierà alle 21 per concludersi alla stessa ora del giorno seguente. Due settimane dopo, il 26 gennaio, una nuova protesta, indetta da tutti i principali sindacati dei trasporti, bloccherà le ferrovie per altre 24 ore, fino alle 21 del giorno 27. Ma il vero rischio paralisi sarà il 28 gennaio, giorno in cui è stato proclamato lo sciopero generale dei trasporti di 24 ore da tutte le sigle confederali.
Anche nel trasporto aereo non mancheranno i disagi: il 19 gennaio, i piloti dell’App di Airone e quelli dell’Anpac di Meridiana ed Eurofly incroceranno le braccia per 24 ore.
In arrivo anche un’ondata di scioperi territoriali nel trasporto pubblico locale: a partire dall’11 gennaio, per il tutto mese, sono previste astensioni dal lavoro in alcune delle principali città italiane, da Napoli a Torino, con diverse modalità. Per il 17 gennaio è previsto lo sciopero per l’intera giornata della scuola proclamato da Cub Scuola e Rdb Cub.


6 gennaio 2008 - L'Unione Sarda

Scioperi. Inizio d'anno a rischio per chi viaggia

Sarà un gennaio caldo sul fronte degli scioperi. Dopo le brutte sorprese di Natale (tir, commercio, trasporti e perfino farmacie) anche la Befana porterà disagi agli italiani. Cgil, Cisl e Uil minacciano lo sciopero generale sul fronte dei salari. Martedì si aprirà il tavolo a Palazzo Chigi, decisivo per evitare la protesta. Molto dipenderà anche dalle risposte sui contratti, i primis per i dipendenti pubblici (3 milioni e mezzo di lavoratori). Poi ci sono altri 3 milioni di lavoratori in attesa del rinnovo. A inaugurare la stagione delle proteste saranno i metalmeccanici, che hanno proclamato uno sciopero nazionale di 8 ore a sostegno del rinnovo del contratto
TRASPORTI Ma l'inizio d'anno sarà nero soprattutto per i trasporti.
Si partirà con un sciopero di 24 ore il 12 gennaio, proclamato dallo Sdl (Sindacato lavoratori intercategoriale): l'astensione inizierà alle 21 per concludersi alla stessa ora del giorno seguente. Due settimane dopo, il 26 gennaio, una nuova protesta, indetta da tutti i principali sindacati, bloccherà le ferrovie per altre 24 ore, fino alle 21 del giorno 27. Ma il vero rischio paralisi sarà il 28 gennaio, giorno in cui è stato proclamato lo sciopero generale dei trasporti di 24 ore da tutte le sigle confederali.
AEREI Il 19 gennaio, i piloti dell'App di Airone e quelli dell'Anpac di Meridiana ed Eurofly incroceranno le braccia per 24 ore. In arrivo anche un'ondata di scioperi territoriali nel trasporto pubblico locale: dall'11 gennaio, per il tutto mese, sono previste astensioni dal lavoro in alcune delle principali città italiane, da Napoli a Torino, con diverse modalità. Per il 17 gennaio è previsto lo sciopero per l'intera giornata della scuola proclamato da Cub Scuola e Rdb Cub.


5 gennaio 2008 - Il Mattino di Padova

Eloquenti le cifre Inps: a conclusione del 2007 i lavoratori padovani in quiescenza sono calati da 4305 a 3318
Mille pensionati in meno in un anno
E’ l’effetto delle riforme previdenziali, nuova contrazione prevista nel 2008

Padova - Via via che passano gli anni, sulla spinta delle nuove leggi previdenziali adottate, diventano sempre meno i lavoratori che scelgono la quiescenza dopo aver raggiunto i requisiti minimi per ottenere la pensione di anzianità. A tal proposito le cifre definitive dell’Inps di Padova, riferite alla fine del 2007 e comparate a quelle del 2006, sono eloquenti. Nel corso dell’anno appena concluso, nel Padovano sono stati complessivamente 3318 i lavoratori che hanno chiesto e ottenuto la pensione d’anzianità la cui soglia minima (fino al 31 dicembre 2007) era di 57 anni di età e 35 anni di contributi.
Di questi, 1341 sono lavoratori dipendenti di aziende private, 991 artigiani, 560 commercianti, 361 agricoltori, 49 dirigenti e 12 quelli che usufruiscono di convenzioni internazionali varie. Nel 2006, invece, i pensionati per anzianità - esclusi quindi i motivi di vecchiaia, che scattano dopo i 65 anni - furono 4305 ossia circa mille in meno nel giro solo anno. 2263 di loro erano dipendenti, 942 artigiani, 642 commercianti, 382 agricoltori, 49 dirigenti e 12 coinvolti dalle convenzioni internazionali. Naturalmente, nel corso del 2008, in base alla nuova normativa Damiano-Prodi approvata dal Governo (che sostituisce il testo Maroni-Berlusconi) i pensionati padovani saranno ancora di meno. «Questo perché, durante il 2008, potranno usufruire della pensione d’anzianità solo i lavoratori che hanno 58 anni di età e 35 anni di contributi previdenziali», puntualizza Francesco Scoppeliti, funzionario dell’Inps addetto all’ufficio statistica e delegato sindacale della Cisl «se fosse rimasto in vigore lo scalone, voluto dal precedente Governo, avrebbero potuto andare in pensione solo quelli che oggi hanno almeno 60 anni». Hanno scelto la quiescenza anche molti lavoratori pubblici che già oggi ricevono l’assegno vitalizio dall’Inpdap. Ad esempio, all’Aps holding hanno lasciato il lavoro 20 dipendenti mentre in Comune sono stati 60. Quest’anno nel pubblico impiego scenderà il numero di addetti che potrà andare in pensione.
«La riforma Damiano-Prodi per noi è peggiore di quella voluta dal Governo Berlusconi», commenta Stefano Pieretti, dipendente comunale e dirigente Cobas «allo scalone di Maroni sono subentrati una serie di scalini che ritardano ulteriormente la possibilità di usufruire della pensione d’anzianità».(f.pad.)


4 gennaio 2008 - La Gazzetta di Reggio

Act, primo sciopero dell’anno per il rinnovo del contratto
E’ stato proclamato dalla Cub trasporti per il prossimo 15 gennaio

REGGIO E. - Dopo la pausa natalizia imposta per legge, a gennaio è già tempo di scioperi. Per i lavoratori di Act Group quello del 15 gennaio prossimo sarà l’ottavo sciopero proclamato da Cub trasporti, per il rinnovo del contratto aziendale scaduto da oltre un anno.
«Un contratto unico - sottolinea il coordinatore provinciale Cub - cui facciano riferimento tutte le aziende del Gruppo Act che prevederebbe la tanto auspicata equiparazione. L’unicità del contratto è l’unica garanzia di pari condizioni economiche e normative di tutti i lavoratori del trasporto pubblico locale reggiano, su cui non deve ricadere il costo della fallimentare stagione della privatizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale». «Il riallineamento della retribuzione - continua - è sempre più inadeguata rispetto a quanto si lavora e al costo della vita. Nonostante l’alta adesione agli scioperi precedenti, sostenuti da manifestazioni di piazza molto partecipate, da parte delle società di Act Group e della proprietà Comune e Provincia prosegue un deprecabile atteggiamento di chiusura totale nei confronti delle istanze dei lavoratori e della Cub Trasporti. Per questo, abbiamo gi indetto uno sciopero per il 15 gennaio». «Tutti i disagi che la cittadinanza reggiana e della provincia dovranno subire - sottolinea il sindacato di base - sono di esclusiva responsabilità di chi amministra questa città e resta insensibile alla richiesta di uguali diritti per tutti i lavoratori, di uguali tutele sindacali e di uguali diritti di rappresentanza. Premesso ciò, la Cub si scusa con la cittadinanza per ogni eventuale disagio causato dalle agitazioni che seguiranno, sottolineando peraltro la responsabilità evidente delle controparti aziendali che gestiscono il servizio di trasporto pubblico locale provinciale e della proprietà Comune (sindaco Graziano Delrio) e Provincia (Sonia Masini)».


4 gennaio 2008 - Il Cittadino

Stato di agitazione per i sindacati degli ospedali

Lodi - I sindacati tornano all’attacco con una nuova protesta che coinvolge ancora una volta la sanità lodigiana. I rappresentanti di Rdb-Cub (Pubblico impiego Lombardia) hanno indetto a partire dalla giornata di ieri lo stato di agitazione di tutto il personale. In particolare, Gianfranco Bignamini ha avviato tutte le procedure di conciliazione previste dalla legge. I motivi della protesta sono stati spiegati attraverso una nota. «Contro questa amministrazione - si legge in un comunicato diffuso nelle ultime ore -, per il non pagamento a gennaio 2008 del saldo delle Rar 2007, le Risorse aggiuntive regionali, come concordato nell’incontro del 19 dicembre scorso; contro questa amministrazione per il conteggio del personale dei presidi di Codogno e Casale, che porta disguidi non indifferenti per gli operatori; contro qualsiasi provvedimento di privatizzazione di questa azienda o di riduzione di posti letto; contro le mobilità indiscriminate fatte senza tenere conto degli accordi aziendali». Se con questo tentativo di conciliazione i sindacati non otterranno le risposte desiderate per le loro richieste, Rdb-Cub promuoverà altre iniziative di lotta.


4 gennaio 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Lettera d'intenti, accordo di programma e infine assunzioni temporanee...

Civitavecchia - Lettera d'intenti, accordo di programma e infine assunzioni temporanee. Questo l'iter stabilito dalla Rdb - Cub e dall'Autorità Portuale mercoledì scorso per risolvere, una volta per tutte, la vertenza dei corsisti, destinati alla movimentazione dei containers merci all'interno dello scalo portuale. «Una riunione propedeutica - spiega Fabio Pallassini, coordinatore della Rdb - Cub trasporti - ma che ha consentito al sindacato e all'Authority di mettere su bianco i punti più importanti della vertenza che a partire dal 7 gennaio saranno sottoposti e discussi con Cgil, Cisl e Uil per strutturare l'accordo di programma che il 14 sarà sottoposto all'attenzione delle istituzioni coinvolte: provincia, comune, regione, autorità portuale. E il 14 al tavolo convocato a molo Vespucci, stavolta, sarà presente l'assessore al lavoro della regione Lazio, Alessandra Tibaldi intenzionata a chiudere una vertenza che si trascina da oltre un anno». 160 in tutto i ragazzi coinvolti nella vicenda "corsisti Icpl (interporto e piattaforma logistica) e Rtc (Roma terminal container)" formati nel 2005 attraverso corsi professionali finanziati dalla regione Lazio per creare sul territorio le professionalità di cui necessitavano le due, neo nate allora, strutture logistiche. Una vicenda che si trascina da tre anni ormai fra tavoli regionali e locali e accordi che finora hanno portato all'occupazione di 106 ragazzi all'interno dell'interporto ubicato in zona industriale. Fuori, tuttora restano 54 corsisti destinati alla movimentazione dei containers merci sulla banchina portuale gestita dalla Rtc di Ferdinando Bitonte, in attesa di avere in concessione la banchina 25 per ampliare traffici e attività. «Di questi 54 ragazzi - prosegue Pallassini - quattro sono già stati impiegati nella struttura dello scalo mentre 6 corsisti hanno per ora trovato altra occupazione. In attesa di soluzione quindi restano 44 corsisti che secondo gli accordi in corso dovrebbero trovare collocazione temporanea nelle imprese operanti all'interno dello scalo marittimo».(F.Og.)

Civitavecchia. Cgil, Cisl e Uil di nuovo assenti al tavolo di concertazione...

Civitavecchia - Cgil, Cisl e Uil di nuovo assenti al tavolo di concertazione convocato mercoledì scorso a molo Vespucci per risolvere la vertenza dei corsisti. «Un'assenza giustificata - spiega Fabio Pallassini - dalla mancata ufficializzazione della riunione da parte dell'Authority». Ufficializzazione che di certo non mancherà per i prossimi due incontri inseriti in calendario: il 7 e il 14 gennaio. «Incontri decisivi ai quali confederali e categoria trasporti di Cgil, Cisl e uil non mancheranno sicuramente». E in attesa dei prossimi incontri, la Rdb - Cub rinnova l'invito ai corsisti che ancora non hanno fornito il proprio curriculum vitae a farlo in questi giorni «per permettere all'Authority - conclude Pallassini - e alle aziende portuali i poter selezionare gli operatori sulla base delle loro competenze».


4 gennaio 2008 - Il Giorno

SANITÀ IN SUBBUGLIO PRIMA GRANA PER IL DIRETTORE DELL’AZIENDA OSPEDALIERA
Fondi integrativi, sindacati di nuovo in lotta

LODI — PRIMA GRANA per Giuseppe Rossi, neodirettore dell’azienda ospedaliera. Il sindacato RdB-Sanità, fra i più rappresentativi del settore, ha infatti proclamato lo stato di agitazione per tutto il personale dell’azienda per lunedì prossimo. La protesta, rivolta contro l’amministrazione, è il mancato pagamento a gennaio di una quota di denaro, definita burocraticamente «risorse aggiuntive regionali» che era stata concordata nell’incontro del 19 dicembre per i lavoratori dei presidi di Codogno e Casalpusterlengo. «Ci sono disguidi non indifferenti per gli operatori — ha spèiegato nella lettera inviata al direttore e al prefetto Gianfranco Bignamini dell’Rdb — e protestiamo anche contro qualsiasi provvedimento di privatizzazione in quest’azienda, contro piani di eventuale riduzione di posti letto e contro le mobilità decise indiscriminatamente, senza tenere conto degli accordi aziendali».
SE, DOPO la proclamazione dello stato di agitazione, non ci saranno risposte dall’azienda, fanno sapere dai sindacati, l’Rdb è pronta a intraprendere iniziative di lotta. Potrebbe dunque aprirsi anche la via per un nuovo sciopero.(Gui.Ba.)

Degrado. Coppia di tossicodipendenti si inietta una dose nei bagni del Comune

Monza - SONO ENTRATI nei bagni dei disabili del Palazzo comunale e si sono iniettati una dose di eroina. Un gesto disperato, quello compiuto da una coppia di tossici la mattina del 24 dicembre, che non è passato inosservato. Un dipendente del Comune se ne è infatti accorto e ha allertato i carabinieri.
Nel bagno i segni del loro gesto: sangue sulle piastrelle e alcune sirighe usate a terra. L'episodio è stato subito segnalato a sindaco e assessore alla sicurezza. «Per ora si è trattato di un fatto singolo - ha commentato Massimiliano Romeo - ma sicuramente attueremo maggiori controlli». Secondo il sindacato di base dei dipendenti comunali, più volte la mancanza di sicurezza nel Palazzo e nei bagni è stata segnalata alle Autorità.


4 gennaio 2008 - Libero

Eroinomani sorpresi nei bagni del Comune
di LAURA MARINARO

MONZA - Tossici che si iniettano la dose nei bagni del Comune. È successo a Monza la mattina del 24 dicembre, quando un dipendente ha sorpreso due drogati nelle toilette a piano terra e ha chiamato le forze dell'ordine. Un episodio inquietante che, secondo gli impiegati comunali, sarebbe sintomo della costante mancanza di sicurezza in municipio. Erano da poco passate le dieci del mattino quando uno degli impiegati si è recato in bagno e ha sentito una donna che urlava all'in terno della toilette per disabili. Fuori, ad attenderla, il compagno in evidente stato confusionale. Il dipendente ha capito che si trattava di drogati e ha chiamato la Polizia locale. Sul posto è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Radiomobile. I due sbandati, però, hanno fatto in tempo a sparire dalla scena. Nel bagno, però, sono rimasti i segni, evidenti, del loro passaggio: sangue sulle piastrelle e per terra una siringa appena usata. A quel punto i bagni sono stati chiusi a chiave. «Abbiamo segnalato più volte al sindaco e agli assessori questa situazione di pericolo nel Palazzo comunale - ha spiegato Gianni Romano, del Cub del Comune -. In particolare nei bagni a piano terra, che sono comuni sia per il pubblico che per noi dipendenti, accade di tutto perché entra chiunque. Per non parlare di quello che accade durante i Consigli comunali, quando un solo custode non può impedire al pubblico di entrare: io stesso più volte ho trovato gente sospetta che vagava per gli uffici». L'assessore alla Sicurezza, Massimiliano Romeo, taglia corto: «Teniamo la situazione sotto controllo e se si dovessero ripetere episodi del genere prenderemo provvedimenti. Se necessario, chiuderemo i bagni».


3 gennaio 2008 - Emilianet

Dipendenti Act in sciopero il 15 gennaio
Per i lavoratori della compagnia di trasporti si tratta dell'ottavo sciopero per il rinnovo del contratto

REGGIO EMILIA (3 gen. 2008) - I lavoratori di ACT Group hanno proclamato per martedì 15 gennaio il loro ottavo sciopero per il rinnovo del contratto aziendale scaduto da oltre un anno.
Questo il comunicato ufficiale:
Un contratto unico cui facciano riferimento tutte le aziende del Gruppo ACT che prevederebbe la tanto auspicata equiparazione.
L’unicità del contratto è l’unica garanzia di pari condizioni economiche e normative di tutti i lavoratori del T.P.L. reggiano, su cui non deve ricadere il costo della fallimentare stagione della privatizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale.
Il riallineamento della retribuzione sempre più inadeguata rispetto a quanto si lavora e al costo della vita.
Nonostante l’alta adesione agli scioperi precedenti, sostenuti da manifestazioni di piazza molto partecipate, da parte delle società di ACT Group e della proprietà Comune e Provincia prosegue un deprecabile atteggiamento di chiusura totale nei confronti delle istanze dei lavoratori e della CUB Trasporti.
Per questo abbiamo già indetto uno sciopro per il 15 gennaio 2008.
Tutti i disagi che la cittadinanza reggiana e della provincia dovranno subire sono di esclusiva responsabilità di chi amministra questa città e resta insensibile alla richiesta di uguali diritti per tutti i lavoratori, di uguali tutele sindacali e di uguali diritti di rappresentanza.
Premesso ciò, la scrivente O.S. si scusa con la cittadinanza per ogni eventuale disagio causato dalle agitazioni che seguiranno, sottolineando peraltro la responsabilità evidente delle controparti aziendali che gestiscono il servizio di T.P.L. provinciale e della proprietà Comune (Sindaco Graziano Delrio) e Provincia (Sonia Masini).


3 gennaio 2008 - Adnkronos

TORINO: COORDINAMENTO RDB-CUB, DOLORE PER MORTE CAPO VIGILI DEL FUOCO

Roma, 3 gen. - (Adnkronos) - «Lo abbiamo conosciuto da Comandante delle zone limitrofe a Roma, successivamente al servizio tecnico nazionale e dopo ancora a Capo del Corpo. Oggi il personale tutto piange per il suo massimo esponente in termini di soccorso tecnico urgente e di protezione civile. La sua figura paterna ci mancherà». Lo afferma in una nota il coordinamento nazionale RdB/Cub, che ricorda così Giorgio Mazzini, il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, morto oggi a Torino. «L'Italia non ha perso solo un grande uomo un grande tecnico, ma ha perso di più: un pezzo di storia dei Vigili del Fuoco - aggiunge il coordinamento - La notizia della scomparsa dell'amico Giorgio ci riempie di dolore. Un pensiero ai suoi familiari. La sua straordinaria pacatezza ci mancherà. In questi giorni e ancora in questo ore ci sentiamo vicini a lui, alla sua famiglia, ai suoi estimatori».


3 gennaio 2008 - La Nazione

Firenze. «PER RISPARMIARE poche migliaia di euro...

Firenze - «PER RISPARMIARE poche migliaia di euro e con l’interno di fare più profitti è a rischio la sicurezza dei lavoratori e della cittadinanza». Così scrive l’organizzazione Rdb Cub Energia Firenze, accusando Publiacqua per l’istituzione del mono-operatore notturno presso l’impianto di potabilizzazione di Mantignano. Nella nota inviata anche al prefetto, la Rdb sostiene che «nel caso di malore o infortunio del lavoratore turnista, chiamato a operare in solitaria di notte, la procedura di teleallarme prevede l’apertura in automatico dei cancelli del sito aziendale dove si è verificata la segnalazione per ben due ore, con inoltre la possibilità di accesso anche alla sala comando dei potabilizzatori». Per la Rdb si tratta dunque di una grave falla nella sicurezza.


3 gennaio 2008 - La Nuova Ferrara

Ancora degrado alla stazione delle corriere
Documento di protesta del sindacato Rdb-Cub
di Marco Taddia

CENTO - Proteste per la situazione in cui si trova la stazione delle corriere. Le proteste vengono dalle rappresentanze di base dei trasporti della Cub (Confederazione unitaria di base). Il documento, elaborato dal coordinamento provinciale del Cub trasporti, denuncia la grave situazione di degrado della stazione di Cento. I punti sui quali si sofferma il documento sindacale riguardano in particolare la mancanza di separazione dell’area della stazione dalle altre vie e dai viali che sono adiacenti. Nella fattispecie ci si riferisce a viale Jolanda Maiocchi e via Bologna. Da queste due strade si può accedere all’area dove arrivano ed eseguono le manovre gli autobus. Il sindacato Rdb denuncia pertanto la grave situazione di pericolo, incombente, per i passanti ed i viaggiatori. Le persone infatti possono accedere alla stazione pur essendo mancanti marciapiedi sopraelevati che possano tutelare gli utenti. Va ricordato che dalla stazione di Cento partono viaggiatori per Ferrara, Bologna e Modena. Il documento è stato indirizzato anche ad Acft, Ami, Comune, Provincia, polizia municipale ed Atc di Bologna. Nel testo diramato dal sindacato viene anche denunciata la fatiscenza dei locali che gli stessi lavoratori dell’azienda dei trasporti devono utilizzare sia come ufficio sia come luogo di manutenzione ordinaria per i mezzi di trasporto. Il sindacato denuncia infine lo stato di degrado per utenti e cittadini.


2 gennaio 2008 - Agi

THYSSEN: CUB TRASPORTI, A RICORDO VITTIME 7 FISCHI LOCOMOTIVA

(AGI) - Roma, 2 gen. - Domani, alle ore 15, tutte le locomotive ferroviarie emetteranno 7 fischi in concomitanza con i funerali del settimo operaio della Thyssen morto nel rogo di Torino. Lo rende noto la Cub Trasporti spiegando che l'iniziativa rappresenta "un modo non solo per ricordare gli operai di Torino ma le migliaia di operai, anche delle ferrovie e delle ditte collegate, che ogni anno muoiono di lavoro in Italia". Quindi, "perche' sia un richiamo alla lotta, una denuncia dell'evitabilita' delle stragi sul lavoro, per la difesa del diritto alla salute, alla sicurezza, ad un salario dignitoso, ad un quadro normativo certo e che tuteli i lavoratori, contro le privatizzazioni ed il peggioramento delle condizioni di lavoro, la CUB Trasporti invita tutti i ferrovieri ad azionare il fischio di tutte le locomotive, comprese quelle di manovra".


2 gennaio 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Ikea, sit in di protesta contro i tagli
Contratto non rinnovato per 50 dipendenti. Oggi la manifestazione Prenderà il via alle 12 la manifestazione fissata per questa mattina dinanzi ai cancelli dell'Ikea
di Valentina Marzo

BARI — Sindacati e lavoratori sul piede di guerra. I cinquanta impiegati non assunti e i rappresentanti sindacali di Rdb e Cobas hanno organizzato per oggi un sit in di protesta davanti ai cancelli del-l'Ikea. L'obiettivo della manifestazione, che avrà inizio intorno alle 12, è la richiesta di maggiore chiarezza sui contratti a tempo determinato che l'azienda svedese ha firmato al momento dell'apertura, ma che non sono stati rinnovati a partire da ieri.
Nel gruppo dei precari ci sono anche altre 25 unità prossime al licenziamento, previsto nel mese di febbraio. In tutto si tratta di 75 persone che hanno perso il lavoro e, a seguito delle ultime decisioni ai vertici, pretendono un tavolo di confronto con i dirigenti della multinazionale per capire cosa ne sarà del loro futuro lavorativo. Oggi davanti al megastore di Mungivacca si presenteranno un centinaio di lavoratori in attesa di una risposta. Intanto, come già comunicato nei giorni scorsi, l'azienda svedese si difende e risponde alle critiche dei precari, puntando sullo scarso fatturato del negozio barese negli ultimi mesi. Ma questa evidentemente non è stata una risposta soddisfacente per il gruppo di precari, intenzionati a portare avanti la loro battaglia. Con il sostegno dei sindacati di categoria le 75 unità lavorative stanno tentando di coinvolgere nella discussione anche Regione e Comune. Dalla Cgil regionale Pietro Pantaleo si fa portavoce dei licenziati che non hanno alcuna intenzione di mollare la presa e annuncia una prossima interrogazione agli enti comunali e regionali. «Vogliamo chiarezza - tuona Pantaleo - i sindacati sono stati tenuti fuori per troppo tempo dalle decisioni dell'azienda. L'Ikea pensa di agire in modo unilaterale ma deve dirci perchè non sono stati rispettati i piani iniziali».
Le buone prospettive del gruppo che aveva promesso centinaia di impieghi risultano oggi, agli occhi di quanti hanno ricevuto il ben servito, una realtà sfumata. «Chiediamo - continua il rappresentante della Cgil regionale che siano fatte delle verifiche sulle 400 persone che l'Ikea aveva previsto di assumere. Oggi siamo preoccupati seriamente di questo ridimensionamento ». Altro punto oscuro è rappresentato dagli stagisti: attualmente presso il megastore di Mungivacca lavorano una ventina di persone con la formula stage. Il dubbio rimane anche su questo tipo di contratto: i lavoratori si chiedono come mai un'azienda intenzionata a ridimensionare il personale, abbia tempo e denaro per mantenere corsi di formazione. «Ci aspettiamo - aggiunge Pantaleo un confronto serio. Di sicuro il momento di insediamento non è stato dei migliori per l'economia regionale. Ma da qui a non rispettare i piani iniziali ce ne passa».
In attesa di provvedimenti da parte dei dirigenti, l'Ikea lascia intendere che tra le 75 persone a cui non verrà rinnovato il contratto nei prossimi giorni, una quarantina di questi verrà forse assunti. Intanto stamattina i precari scenderanno in campo a protestare contro la politica aziendale degli svedesi.


2 gennaio 2008 - Il Messaggero

Civitavecchia. Sindacati dei comunali uniti contro la delibera...

Civitavecchia - Sindacati dei comunali uniti contro la delibera di consiglio comunale sul riassetto dei servizi pubblici, approvata nello scorso agosto. Cgil, Cisl, Uil e Rappresentanze di base sostengono infatti che gli indirizzi dell’atto «non rispettano le più elementari disposizioni contrattuali sul sistema delle relazioni sindacali», relativamente ai processi di ritrutturazione dell’amministrazione comunale, ivi compresi quelli di esternalizzazione, privatizzazione o dismissione di servizi. La delibera prevede la creazione di una holding e una serie di società operative miste e descrive i servizi che andranno trasferiti al nuovo soggetto. Altro elemento contestato dai sindacati del Pincio, i quali sottolineano come non ci sia stata «la necessaria preventiva informazione», né la trasparenza dei processi in atto e neppure notizie sul «miglioramento, l’efficienza e la qualità del servzio erogato alla collettività». Tra le critiche dei sindacati, anche il fatto che negli allegati del provvedimento si cita "la bozza del verbale di informativa sindacale assorbente i nominativi del personale da trasferirsi di cui al ramo di attività", «senza nessuna tutela del posto per i lavoratori».
Cgil, Cisl, Uil e Rdb ricordano che l’assemblea del personale all’inizio di dicembre ha approvato all’unanimità un documento in cui ribadisce il "no secco" a esternalizzazioni, privatizzazioni e dismissione dei servizi pubblici. E proprio in virtù di questo pronunciamento e «della palese violazione delle relazioni sindacali», chiedono «entro sette giorni la revoca della delibera». In caso contrario, la rappresentanza unitaria dei lavoratori comunali annuncia che si vedrà costretta a rivolgersi al giudice del lavoro per chiedere la cessazione del «comportamento illeggitimo» del datore di lavoro, cioè il Comune.


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