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dall'11 al 15 aprile 2007

15 aprile 2007 - Ansa

INCIDENTI LAVORO: DOMANI SCIOPERO PORTUALI GENOVA RDB-CUB

(ANSA) - GENOVA, 15 APR - La Federazione Rdb-Cub della Liguria ha indetto per domani uno sciopero di 24 ore dei lavoratori portuali «per affermare con forza la necessità che l'attività dei lavoratori del porto di Genova si svolga in condizioni di reale sicurezza». I sindacati confederali, che avevano già fatto sciopero venerdì e sabato scorsi, riuniranno in mattinata i delegati dei lavoratori in vista della riunione del pomeriggio in prefettura del tavolo per la sicurezza del lavoro in porto. La Confederazione Unitaria di Base «denuncia con forza - si legge in una nota - il fatto che la legge 84/94 che dovrebbe garantire la sicurezza del lavoro in porto, non sia mai stata applicata. Le conseguenze sono l'ennesimo morto sul lavoro. Non si tratta quindi di una tragica fatalità, ma il risultato di scelte irresponsabili e criminali». Domani sarà una giornata cruciale per cercare soluzioni in grado di migliorare le condizioni di sicurezza in porto. I delegati sindacali discuteranno delle proposte da proporre nel pomeriggio al prefetto, Giuseppe Romano, ai rappresentanti dei terminalisti e dell'Autorità Portuale. «Ha ragione Prodi - dice il segretario della Filt-Cgil di genova, Ivano Bosco - le leggi ci sono, ma ci sono difficoltà ad farle applicare. Occorre trovare risorse per poter fare controlli. Sulla sicurezza del lavoro in porto la Asl ha il potere di bloccare le lavorazioni insicure, ma ha pochi ispettori. Dal canto suo l'Autorità Portuale, che ha degli altri ispettori sulle banchine, non ha il potere di applicare sanzioni. Di sicuro la prevenzione degli infortuni è insufficiente ed esiste un conflitto di competenze tra Asl ed Autorità Portuale».


15 aprile 2007 - Agi

MORTI BIANCHE: CUB, DOMANI SCIOPERO PER MORTE LAVORATORE

(AGI) - Roma, 15 apr - "La mattina di venerdi' 13 un lavoratore ha perso la vita mentre svolgeva la propria attivita' in porto.Tutto questo e' orribile ed inaccettabile". La Confederazione Unitaria di Base (CUB) denuncia con forza il fatto che la legge 84/94 che dovrebbe garantire la sicurezza del lavoro in porto, non sia mai stata applicata. "Le conseguenze - si legge nella nota - solo l'ennesimo morto sul lavoro.Non si tratta quindi di una tragica fatalita', ma il risultato di scelte irresponsabili e criminali. Dopo quanto accaduto la CUB continuera' a battersi con ancora piu' convinzione per cambiare in meglio le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori portuali. La Federazione RdB-Cub della Liguria per il giorno 16 aprile 07uno sciopero di 24 ore,per gli interi 3-4 turni, per affermare con forza la necessita' che l'attivita' dei lavoratori del porto di Genova si svolga in condizioni di reale sicurezza".


15 aprile 2007 - Agr

Genova: Cub proclamano nuovo sciopero dei portuali

GENOVA - Un nuovo sciopero di 24 ore dei lavoratori portuali e' stato proclamato per domani dal sindacato di base Rdb-Cub della Liguria, ''per affermare con forza la necessita' che l'attivita' dei lavoratori del porto di Genova si svolga in condizioni di reale sicurezza''. Venerdi' e sabato, dopo la morte di un lavoratore nello scalo genovese, l'agitazione era stata indetta dalle sigle sindacali confederali, che domani riuniranno i delegati in vista del tavolo del pomeriggio in prefettura. (Agr)


15 aprile 2007 - La Nazione

asili nido. I lavoratori protestano con un presidio in Palazzo Vecchio
di Elettra Gullè

Firenze - SECONDO PRESIDIO in consiglio comunale dei lavoratori degli asili nido che, domani alle 16.30, saranno a manifestare in piazza della Signoria.
Ad organizzare la protesta, la Rdb/Cub, i Cobas e la Cisl del Comune. «Cercheremo di entrare nel Salone de’ Duecento, sperando non ci buttino fuori dopo poco, come successe due settimane fa», fa sapere Stefano Cecchi della Rdb/Cub del Comune. «Purtroppo – aggiunge, - non abbiamo alternative, dato che per ora non ci sono state aperture da parte dell’amministrazione. Se continua così, ai primi di maggio scenderemo in piazza anche coi bambini e i loro genitori. Qui infatti è a rischio un servizio che riguarda tutti». In particolare, i lavoratori chiedono che siano assicurate le sostituzioni («Per non alterare il rapporto maestri- bambini e non abbassare la qualità del servizio», chiosa Cecchi) e rivendicano un certo numero di assunzioni. «Il 20% dei lavoratori del settore è precario», ricorda il sindacalista, rimarcando che «finora, gli incontri col Comune sono stati inconcludenti, dato che i nostri amministratori si difendono tirando in ballo i soliti problemi di bilancio. Invitiamo ancora i genitori a sostenerci durante il presidio»


15 aprile 2007 - Il Giornale

Genova. È stato sentito dagli agenti...

Genova - È stato sentito dagli agenti della polizia giudiziaria il camionista che, viaggiando sulla strada sopraelevata che corre lungo il terminal Forest ha visto l’incidente in cui ha perso la vita Enrico Maria Formenti, il portuale di 40 anni schiacciato sotto due tonnellate di cellulosa. Il magistrato che conduce le indagini ieri ha escluso che le balle di cellulosa fossero impilate un po’ obliquamente per facilitarne la movimentazione. ma mentre la magistratura sta cercando di chiarire la dinamica dell’incidente non si è placata nemmeno ieri la protesta dei portuali che hanno nuovamente bloccato lungomare Canepa, a Sampierdarena, causando problemi al traffico da Ponente a Levante. Tutte le operazioni di carico e scarico delle merci sono rimaste bloccate a Genova e in tutti gli altri scali marittimi italiani in adesione allo sciopero nazionale proclamato dai sindacati. Domani le rappresentanze sindacali di base hanno indetto uno sciopero di 24 ore, mentre un attivo dei delegati dei lavoratori del porto di Genova iscritti ai sindacati trasporti di Cgil, Cisl e Uil è stato convocato per domani mattina, dalle 10 alle 13, nella sede del dopolavoro ferroviario di Principe. Nella riunione verranno discusse le richieste da formalizzare nell'incontro sulla sicurezza del lavoro in porto convocato dal prefetto per il pomeriggio dello stesso giorno. Alla riunione del tavolo sulla sicurezza del lavoro parteciperanno i rappresentanti di Filt-Fit-Uiltrasporti, della Regione Liguria, della Asl 3, del Comune di Genova e dell'Autorità Portuale.


15 aprile 2007 - La Repubblica

Incrociano le braccia insegnanti, educatrici degli asili e dipendenti delle mense che protesteranno in consiglio comunale
Dalle superiori ai nidi domani la scuola si ferma
Presidio dalle 10 all´Ufficio regionale "Prodi si impegna a parole ma i tagli sono gli stessi del governo precedente"
di ILARIA VENTURI

Bologna - LA scuola emiliano romagnola incrocia le braccia. I genitori e le educatrici dei nidi comunali si faranno sentire sotto le finestre di Palazzo d´Accursio. I dipendenti di Seribo, la società che gestisce i pasti nelle mense dei bambini, reclameranno i loro diritti in consiglio comunale. E´ il lunedì di protesta della scuola. Domani lo sciopero indetto da Cgil, Cils, Uil e Snals a livello regionale (è stato revocato solo quello a livello nazionale) rischia di portare alla chiusura molti istituti. Allo sciopero sono interessate tutte le scuole statali, dalle materne alle superiori. I Confederali dell´Emilia Romagna mettono in fila i problemi, che sono le ragioni della protesta: la mancanza di docenti e di bidelli, le richieste di sezione di materna e di tempo pieno alle elementari non soddisfatte, gli indirizzi di studio alle superiori che saltano, i supplenti che non vengono pagati da cinque mesi, le scuole in ginocchio dal punto di vista finanziario. Paolo Tomasi (Cgil), Lamberto Benini (Cisl) e Domenico Cassino (Uil), delle segreterie regionali, non fanno sconti: «Cinque anni di tagli agli organici rendono praticamente impossibile aprire le scuole a settembre», dichiarano presentando i numeri di una scuola in crescita: 57.767 alunni in più dal 2001/2002 al 2006/2007 in Emilia Romagna, tredicimila in più il prossimo anno. «Il punto è che qui, a differenza di altre regioni, c´e un problema strutturale, ossia la crescita progressiva di studenti a fronte di tagli continui agli organici». Mancano, secondo i sindacati, più di mille docenti: 549 nella scuola primaria e 533 alle medie e superiori. «Ed è solo il minimo».
«Questo governo si impegna a parole ma i tagli sono andati nella stessa direzione del governo precedente», l´accusa. Lo sciopero, del personale docente e non, è stato proclamato per l´intera giornata, con un presidio a Bologna, dalle 10 alle 11.30, davanti all´ufficio scolastico regionale (piazza XX Settembre), mentre nelle altre città sarà davanti agli uffici provinciali. Alle 15, al Belluzzi, i sindacati incontreranno in assemblea parlamentari e amministratori (il senatore Vitali e gli assessori Rebaudengo e Virgilio hanno già aderito). Uno sciopero che strappa l´approvazione di Fabio Garagnani, onorevole di Fi, che ieri, mettendo in fila i problemi della scuola, ha detto: «Se si prosegue per questa strada la scuola emiliano romagnola rischia di saltare». Intanto domani alle 17 va in scena la protesta sul nuovo regolamento delle supplenze nei nidi. Le Rdb, con dade e genitori, faranno un presidio davanti al palazzo comunale per chiedere che il nuovo sistema sia revocato. «Chiederemo anche un incontro ai gruppi consigliari sul problema nidi che a quanto pare per questa giunta non sono una priorità» annuncia Massimo Betti. Le Rdb non escludono forme di mobilitazione più massicce, mentre Cgil, Cisl e Uil hanno indetto un´assemblea dei nidi il 7 maggio.


15 aprile 2007 - Corriere del Veneto

Coordinamento dei migranti sabato in piazza

VERONA — L'hanno presentata ieri e l'appuntamento è per sabato prossimo, alle 15, in piazza Bra. Arriveranno anche da altre città del Nord Est gli stranieri e gli attivisti che parteciperanno alla manifestazione del coordinamento Migranti federato alla Rappresentanze di base e dalla rete europea contro il precariato degli Invisible Workers of the World. Una manifestazione voluta per portare avanti le istanze degli immigrati che chiedono in primo luogo una sanatoria per chi è in attesa di permesso di soggiorno e per chi è irregolare, il permesso di soggiorno anche senza un contratto di lavoro, il rimboroso dei contributi previdenziali prima dei 65 anni per chi decide di tornare in patria. Sabato i migranti diranno basta anche « con la procedura di rinnovo alle poste. Chiediamo che sia gratuito e in tempi brevi » , ma anche il diritto alla casa e una nuova legge sugli affitti. Temi che a Verona, negli ultimi mesi, sono stati particolarmente sentiti e che hanno visto il coordinamento in prima fila. 15 l'orario in cui si ritroverà in piazza Bra, sabato prossimo, il coordinamento Migranti.


15 aprile 2007 - Il Mattino di Padova

Anagrafe, gli uffici rischiano il collasso
Ieri gente in fila prima dell’apertura Carte elettroniche: tre sportelli «inutili»
di Ernesto Milanesi

Padova - Anagrafe sul filo del rasoio per le pratiche di rumeni e bulgari diventati europei. Giovedì mattina si è rischiato il collasso degli uffici. Ieri la situazione in piazza Capitaniato era ancora «pesante». Domani si capirà davvero se e come l’Amministrazione risolve l’emergenza. Stefano Pieretti di Adl-Cobas è stato il primo a lanciare l’allarme: «Dall’11 aprile si sapeva che ci sarebbero state migliaia di pratiche da smaltire. Eppure, non si è provveduto di conseguenza. L’assessore Marco Carrai, accompagnato da Marzio Pilotto, si è reso conto di persona. Speriamo bene».
Ieri mattina alle 8, c’era una cinquantina di persone in coda già prima dell’apertura del portone. Soltanto il primo «assalto» dei previdenti. Regolamentato dagli agenti della Polizia municipale, finché non hanno dovuto rinforzare il presidio del municipio in vista della manifestazione del Gramigna.
La giornata all’Anagrafe è proseguita ad ondate progressive. Come al supermarket, tutti con il numero in mano: seduti ad aspettare la chiamata degli sportelli. Sulla colonna un cartello esplicita: «13 aprile: non si ricevono più cittadini comunitari». La signora delle informazioni è alle prese con la fila d’ingresso, compreso chi confonde gli uffici comunali o le pratiche della questura con i certificati del Comune. Tutti i dipendenti dell’Anagrafe sono alle prese con l’emergenza. Manca solo il responsabile (sindacalista Uil, ramo dirigenti).
Ma giovedì è stata una giornata campale. Il «tempo di percorrenza» dal numero allo sportello raggiungeva i 100 minuti: tondi tondi. Con i conseguenti contraccolpi sull’immagine del servizio.
Alle 12.30, quando l’Anagrafe chiude i battenti al pubblico, all’interno erano in attesa decine di persone. E comunque le pratiche si accumulavano inesorabilmente.
E’ stato a quel punto che i Cobas hanno "invitato" l’assessore Carrai e il funzionario di palazzo Moroni a «visitare» l’Anagrafe. Occorreva correre ai ripari. E in fretta.
«Sembra che da lunedì verrà allestito un filtro preventivo per rumeni e bulgari nella sala del Consiglio di quartiere 1. E soprattutto che arriveranno, a sostegno, gli incaricati dell’Assessorato Immigrazione. Di certo, i dipendenti hanno fatto il possibile finora in una situazione largamente prevedibile. Al punto che lo stesso responsabile aveva partecipato alle apposite riunioni, alla vigilia dell’allargamento delle frontiere europee» sottolinea Pieretti, che anche ieri mattina è tornato a verificare di persona la situazione all’Anagrafe.
Domani, dunque, si capirà se l’imput di Carrai e Pilotto ha davvero prodotto gli indispensabili effetti. Tanto più che, rispetto alla pianta organica, l’Anagrafe funziona con almeno cinque dipendenti in meno.
Intanto, dagli uffici di piazza Capitaniato affiorano altri particolari. C’è un solo «mediatore culturale» a fronteggiare allo sportello le richieste dei residenti stranieri. Un paio di cartelli in cinese, invece, avvisano gli immigrati con il passaporto di Pechino su qualcosa di importante quanto misterioso per chi non sa decrittare gli ideogrammi.
E dietro l’angolo, arriva la beffa. Tre sportelli con il display desolatamente spento. Sono stati riservati all’emissione delle nuove e tecno carte d’identità elettroniche. Peccato che il Comune di Padova risulti, attualmente, sprovvisto della... materia prima. Senza carte elettroniche, sportelli chiusi.
Non è dato sapere se, dietro le quinte o ai piani superiori, ci siano altre simili sorprese. Di certo, l’«emergenza Anagrafe» è acclarata. Con buona pace di chi resta concentrato solo su schede, famiglie, convivenze e certificati.


14 aprile 2007 - Adnkronos

INFORTUNI: RDB-CUB LIGURIA,
LUNEDÌ STOP 21 ORE LAVORATORI PORTO GENOVA

Roma, 14 apr. - (Adnkronos) - La Federazione RdB-Cub della Liguria ha indetto uno sciopero dei lavoratori nel Porto di Genova per lunedì prossimo, 16 aprile. Lo stop sarà di 24 ore per gli interi 3-4 turni, «per affermare con forza la necessità che l'attività dei lavoratori del porto di Genova si svolga in condizioni di reale sicurezza». D'altra parte, il sindacto ricorda che la mattina di venerdì scorso un lavoratore ha perso la vita mentre svolgeva la propria attività in porto. «Tutto questo - si legge in una nota- è orribile ed inaccettabile». Per questo la Confederazione Unitaria di Base (CUB) denuncia con forza il fatto che «la legge 84/94 che dovrebbe garantire la sicurezza del lavoro in porto, non sia mai stata applicata. Le conseguenze solo l'ennesimo morto sul lavoro. Non si tratta quindi di una tragica fatalità, ma il risultato di scelte irresponsabili e criminali. Dopo quanto accaduto - conclude la nota-la CUB continuerà a battersi con ancora più convinzione per cambiare in meglio le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori portuali».


14 aprile 2007 - Dire

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI LUNEDI' 16 APRILE

(DIRE) Bologna, 14 apr. - Questi gli appuntamenti a Bologna e provincia:
....
17.00- Bologna (Piazza Maggiore)- Presidio promosso da Rdb/Cub su "La mal-educazione nei servizi per l'infanzia del Comune di Bologna".
....


14 aprile 2007 - Epolis

Dopo cinque giorni di sciopero della fame arriva la comunicazione del presidente Pineschi
Precari, Consiglio straordinario e Mariani sospende il digiuno
«Ora potremo discutere sui numeri e sulle possibilità di stabilizzazione»
di Fabio Albertelli
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Roma - Dopo cinque giorni Peppe Mariani ha sospeso lo sciopero della fame per i precari. Prima una lettera del presidente del Consiglio regionale Massimo Pineschi che gli comunicava la convocazione per mercoledi 18 aprile della Conferenza dei Presidenti di Gruppo per calendarizzare il lavori di un Consiglio regionale straordinario; poi la telefonata del governatore Piero Marrazzo hanno convinto il consigliere Verde a sospendere il digiuno. «In questi giorni, dalla mia postazione alla Pisana - dice Mariani - ho conosciuto un mondo drammaticamente diverso, un'umanità marginalizzata dal lavoro precario, orizzonti chiusi, famiglie e rapporti sociali che si sfaldano». Non era un protesta contro le istituzioni, bensì per loro, i precari, popolo «di cui, e qui sta lo scandalo, non si conoscono nemmeno i numeri». Dopo cinque giorni di digiuno, qualcosa si è mosso: «Hanno capito che non scherzavo, che ero deciso ad andare fino in fondo». Gli ha scritto Pineschi: «Mi rendo conto delle ragioni ideali e politiche che ti hanno spinto a intraprendere una forma estrema di protesta come quella dello sciopero della fame. Il problema del lavoro precario richiede, e tutti noi ne siamo pienamente convinti, un impegno straordinario». Per questo, annuncia Pineschi, «è mio intendimento porre all'ordine del giorno il problema dei precari e pertanto ho deciso di convocare per mercoledi 18 aprile la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per la calendarizzazione dei lavori». Proprio ieri mattina, Peppe Mariani, quando ancora non aveva ricevuto la lettera del presidente del Consiglio aveva presentato alla stampa con Aldo Morrone, direttore del servizio di medicina preventiva delle migrazioni e di dermatologia tropicale all’ospedale San Gallicano di Roma, uno studio sul precariato che diventa malattia. «Depressioni, abbassamento delle difese immunitarie, difficoltà nelle relazioni sociali, il costo in termini sociali - dice Mariani - è altissimo. Abbiamo mai valutato questo aspetto? Ora mi attendo che il Consiglio regionale dia seguito ai pronunciamenti. Non dobbiamo creare illusioni, ma tracciare percorsi certi verso la reinternalizzazione».

I movimenti per la casa in corteo in via Lepanto
La manifestazione è partita da viale Giulio Cesare, poi il blocco del traffico, megafoni e striscioni per chiedere al Campidoglio di destinare le strutture militari a chi non ha un alloggio: «Vogliamo partecipare al tavolo interministeriale di martedì prossimo»
di Simona Caleo
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Roma - Il popolo dei movimenti di lotta per la casa ha invaso pacificamente via Lepanto ieri mattina, bloccando il traffico all’altezza della caserma Nazario Sauro, uno degli immobili del ministero della Difesa in via di dismissione nella Capitale. Come il Forte Tiburtino, il Forte Bravetta, la caserma di piazza Zama e quella di via Guido Reni: la lista non è ancora ufficiale, ma è molto più lunga. Con la manifestazione di ieri Action, Asia RdB, il Comitato Obiettivo Casa e il Coordinamento cittadino lotta per la casa «chiedono di entrare a far parte del tavolo che gestisce le dismissioni – spiega Paolo Di Vetta di Action – insieme al sindaco e agli assessori comunali all’Urbanistica Roberto Morassut e al Patrimonio Claudio Minelli ». Un primo pacchetto di immobili verrà consegnato all’agenzia del Demanio entro giugno. Con il megafono puntato verso la sede del Tribunale civile – che parrebbe essere interessato ai locali della vicina caserma - la folta rappresentanza dei movimenti in lotta per il diritto alla casa ha voluto ricordare all’amminis trazione comunale la grave emergenza abitativa di cui soffre la città, la forte necessità di strutture idonee ad affrontarla, anche temporaneamente, e indicato la possibilità di utilizzare proprio le strutture militari in dismissione come soluzione transitoria. Per poi destinarle, quando ci saranno case disponibili, ai benemeriti scopi culturali e sociali previsti dall’amminis trazione. Aspre critiche da Forza Italia: Luca Aubert, coordinatore degli azzurri al Municipio XVII, ha visto nella richiesta dei movimenti «un favore alla non-politica della casa popolare portata avanti dal sindaco Veltroni». «Le caserme in oggetto sono bene demaniale – ha detto Aubert - e quindi l’utilizzo deve essere per servizi collettivi, come ospedali, caserme, depositi, rimesse, parcheggi, e non come residenza». Ai manifestanti è giunta invece la solidarietà di Nando Simeone, vicepresidente del Consiglio provinciale di Roma. «Come amministratore locale mi auguro non si faccia l’errore di trasformare quegli immobili in altre sterili vetrine della Roma dei grandi eventi culturali. A Roma e Provincia le priorità sono altre – ha detto Simeone - L’amministrazione comunale deve rispondere con fermezza alle richieste dei cittadini, cogliendo l’opportunità di destinare queste strutture a politiche sociali, con priorità assoluta all’emergenza casa». La manifestazione di ieri è stata anche un anticipo del corteo che martedì mattina partirà da largo Gioacchino Belli alla volta di via San Michele, dove si terrà il tavolo di concertazione sulle politiche abitative al quale partecipano Governo, Regioni, Anci, Federcasa, Ance, cooperative di abitazione e associazioni della proprietà edilizia e al quale i movimenti non sono stati accolti. Ci saranno anche i sindacati «e non vorremmo che la loro presenza fosse di sostegno al Governo», dice Paolo Di Vetta. «Avevamo chiesto questo tavolo e la nostra presenza sarebbe un atto dovuto. Noi non abbiamo mai mollato, e non siamo disposti a raccogliere le briciole che cadranno da quel tavolo». La richiesta formale di partecipazione è stata respinta «ma quel giorno faremo molta pressione. Se non saremo ricevuti la contestazione sarà decisa».


14 aprile 2007 - Il Mattino

Uffici Finanze protesta riuscita

Benevento - Circa 150 lavoratori hanno aderito all’azione di protesta messa in atto dalla RdB/CUB di Benevento, per ricollocare nella giusta direzione le linee guida che il Governo ha messo in atto di rimodulazione dell’organizzazione di alcuni uffici della Pubblica amministrazione sia in termini di funzioni sia in termini di intervento. La solidarietà alle giuste rivendicazioni sono giunte da più parti sia da esponenti politici locali, com’è stato quello del presidente provinciale dei Verdi, e di colleghi di altre realtà lavorative. Una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Urbano al quale sono state rappresentate, compiutamente, le ragioni che hanno indotto ad intraprendere l’azione di protesta.


14 aprile 2007 - Corriere di Bologna

Lunedì lo sciopero della scuola, Nidi e Seribo vanno in Municipio

Bologna - Sciopero regionale della scuola e stato di agitazione per le maestre dei nidi e i dipendenti di Seribo. Lunedì di lotta per il sistema scolastico bolognese. A incrociare le braccia sono in primo luogo gli insegnanti delle elementari, medie e superiori chiamati alla protesta da Cgil, Cisl e Uil regionali che chiedono almeno 1.300 insegnanti in più, quanto basta per riuscire a gestire i circa 13.300 alunni in più che arriveranno a settembre nelle scuole emiliano-romagnole. E segnalano le classi mancanti di tempo pieno, con il 15% delle richieste che rischia di non essere accolto. Ci sarà un presidio in mattinata davanti all'ufficio scolastico regionale di piazza XX Settembre, seguito alle 15 da un'assemblea con alcuni parlamentari eletti in regione prevista all'istituto tecnico Belluzzi. Si preparano alla protesta anche genitori e maestri degli asili, chiamati dalle Rappresentanze sindacali di base a manifestare sotto le finestre di Palazzo d'Accursio in contemporanea alla seduta del Consiglio comunale. Nelle stesse ore saliranno a palazzo i dipendenti di Seribo che sfornano i pasti per le mense scolastiche.(Mi.Su.)


14 aprile 2007 - Il Centro

Teramo. Vigili del fuoco, minaccia di sciopero
Caserma inadeguata e poco personale

TERAMO - Vigili del fuoco sul piede di guerra. I sindacati confederali, a cui si aggiungono gli autonomi Rdb e Confsal, hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione. Si tratta di una protesta che si impernia su due problemi irrisolti: il mancato trasferimento nella caserma "Grue" e il mancato potenziamento del distaccamento di Nereto.
I sindacati avevano dato, a febbraio, un mese di tempo per avere delle novità sulle due grandi spine nel fianco del corpo. In questo lasso di tempo non è avvenuto nulla, e adesso i sindacati parlano di sciopero provinciale. D’altronde la partita in gioco è tutt’altro che trascurabile. La nuova sede a Teramo, vista l’insufficienza dell’attuale, è basilare. I sindacati ricordano che i lavori sulla caserma "Grue", per danni di natura statica a un edificio del complesso causati dallo scavo delle gallerie del Lotto zero, ancora non sono finiti. E’ stato anche approvato un progetto di consolidamento della caserma, da un milione 220mila euro. Progetto che però finora - sono passati due anni - non è stato ancora finanziato. Intanto i nuovi arredi e le attrezzature sistemati alla "Grue" iniziano a degradarsi.
Non meno critica è la situazione del distaccamento di Nereto. Da circa sei anni viene garantita una squadra di soccorso giorno e notte con le sole 16 unità assegnate. Gli interventi sono migliaia ma finora il ministero non ha provveduto a riclassificare il distaccamento nella categoria superiore (D1) che in pratica significa la trasformazione in sede distaccata per 29 unità permanenti. Una trasformazione giudicata necessaria dai sindacati, vista l’ampiezza e l’importanza dell’area, la Val Vibrata, in cui la struttura opera. Questo punto ne sottende un altro, cioè la carenza di personale. I sindacati ricordano che il comando provinciale, dopo la mobilità attivata nel 2005 e i successivi pensionamenti, «è arrivato quasi alla ingestibilità del servizio di soccorso» con continui invii a Nereto di uno o due vigili. (a.f.)


14 aprile 2007 - Liberazione

Rfi taglia il personale, sicurezza a rischio. Il Prc: ci vuole il contratto unico
Messina, marittimi in corteo in difesa dei traghetti pubblici
di Tonino Cafeo

Messina - La giornata di sciopero nazionale delle ferrovie per Messina è stata davvero una "giornata particolare". Ieri nel piazzale della stazione si sono ritrovati in tremila, chiamati alla lotta da tutte le organizzazioni sindacali confederali e di base (Cgil, Cisl, Uil Orsa, Sasmant, Sap, RdB Cub) ed hanno animato un lungo corteo che si è snodato per le vie del centro passando per Prefettura e Capitaneria di porto. Non c'erano solo i ferrovieri ed i marittimi: accanto a loro l'amministrazione comunale al gran completo, i partiti - con in testa Rifondazione Comunista; ma anche studenti, lavoratori di tutte le aziende in crisi, semplici cittadini che hanno condiviso la straordinaria mobilitazione contro il Ponte e che oggi chiedono con forza al governo di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, quando sembrava che la vittoria dell'Unione avrebbe aperto per Messina una stagione fondata sul rilancio della navigazione come volano di uno sviluppo finalmente ecosostenibile.
Invece da mesi la città combatte una battaglia contro le scelte di RFI che stanno conducendo alla completa dismissione del traghettamento pubblico fra le due sponde dello stretto. Una riduzione drastica del personale - anche attraverso il taglio delle tabelle d'armamento -, navi invecchiate e abbandonate a se stesse, strutture in preda alla ruggine e sicurezza sempre più rischio. Da ultimo, un centinaio di marittimi precari imbarcati con un assurdo "contratto a viaggio" per una tratta che dura non più di 40 minuti che sono le prime vittime dei tagli. Proprio questi lavoratori si sono assunti l'onere più grande della vertenza occupando, il 7 marzo scorso, gli uffici della navigazione della stazione marittima, luogo che è diventato crocevia di ogni sofferenza legata alla crisi strutturale che attanaglia la città peloritana.
E' sceso in campo anche il consiglio comunale di Messina, che ha approvato all'unanimità una mozione in cui si stigmatizza duramente l'atteggiamento dei vertici di RFI, sordi finora ad ogni richiamo ad aprire una seria trattativa, e s'invita il governo nazionale e quelli delle due regioni interessate a non lasciare nulla di intentato nella direzione di uno sblocco della vertenza per la stabilizzazione dei precari ma anche di un vero rilancio della navigazione nelle acque dello stretto al fine di garantire la continuità territoriale alle sue popolazioni. Il capogruppo di Rifondazione in commissione trasporti alla Camera Mario Ricci - unico deputato nazionale presente al corteo - ha assicurato a tal proposito che il Prc presenterà a breve un disegno di legge per il "contratto unico" nel settore trasporti, in modo da porre un serio argine ad una concorrenza fra armatori fondata sul costante peggioramento delle condizioni di lavoro e dei salari.


14 aprile 2007 - La Repubblica

I dati della Camera di commercio di Milano: in Salento percentuali di crescita superiori a mille
Il boom delle imprese cinesi in Puglia in sei anni aumento del 600 per cento
"Ma qui non ci sono quartieri ghetto e non si conoscono situazioni di conflittualità"

Bari - Anche la Puglia è diventata una succursale di Shanghai. Secondo i dati diffusi ieri dalla Camera di commercio di Milano, nella nostra regione, dal 2000 al 2006, sono sorte 664 nuove imprese: sei anni fa in tutta la Puglia erano 117 le aziende intestate cittadini cinese, oggi ce ne sono 781 e sono quasi tutte concentrate nel settore del commercio.
L´epicentro è nelle province di Bari e di Lecce. Nel Barese si concentra il più alto numero di attività che hanno un cittadino cinese come titolare: sono 280, nel 2000 erano 51. Ma è il basso Salento il territorio in cui il fenomeno delle ditte made in China ha conosciuto il più impetuoso sviluppo. In sei anni le aziende battenti bandiera cinese sono aumentate di oltre il mille per cento, passando da 17 a 217. In quasi tutti i cento piccoli comuni della provincia di Lecce, negli ultimi sei anni, è stato aperto almeno un negozio di abbigliamento cinese. Questo fenomeno ha fatto rientrare Bari e Lecce tra le 25 province italiane a più alta imprenditorialità cinese.
I numeri di Milano (dove risultano registrati alla Camera di commercio quasi tremila imprenditori provenienti dalla Cina) e della Toscana (regione in cui è orientale quasi un´impresa su dieci) sono molto distanti. Ma, la Puglia è tra le regioni in cui l´imprenditorialità asiatica sta crescendo di più. Diversamente da altre zone d´Italia, però, il fenomeno non ha contribuito a far crescere il tessuto produttivo locale: neanche il 5 per cento delle imprese cinesi puo essere considerato una manifattura. E, diversamente rispetto al passato, i ristoranti (meno di 30 in tutta la regione) costituiscono solo una piccola parte delle 780 imprese aperte dai cinesi in Puglia.
Il vero settore in cui, in Puglia, la Cina ha fatto boom è il commercio al dettaglio. In pratica vendono qui quello che producono nelle imprese di confezioni e abbigliamento che hanno aperto o rilevato tra Prato e Firenze. Città in cui l´invasione cinese è ben più visibile. Molto meno in Puglia, nonostante la comunità cinese venga dopo solo quella albanese e marocchina. A Bari risultano residenti poco più di duemilatrecento cittadini cinesi (o cittadini italiani di origine cinese). Abitano quasi tutti nei quartieri di Carrassi e San Pasquale, molto spesso occupano interi condomini.
Ma la loro presenza in città quasi non si nota e non è stata mai fonte di conflittualità sociale: «Fortunatamente – sottolinea Sabino De Razza, responsabile dello sportello immigrati del sindacato Rdb - qui da noi non ci sono piccole Chinatown: i cinesi non vivono in un ghetto come a Milano, Roma e Napoli. Sono abbastanza diffusi in tutto il territorio comunale anche se poco integrati sia con i baresi sia con le altre comunità di stranieri che risiedono in città».(p.rus.)


14 aprile 2007 - Il Riformista

TROTZKISTI, COBAS, CENTRI SOCIALI, FIOM
La «terza sinistra» si allea dietro Strada ma giura che non farà mai un partito
di ETTORE COLOMBO

Non sarà «il partito di Gino Strada», rispetto a cui non solo la solidarietà ma anche «la sintonia» è «totale», né lo candiderà alle prossime elezioni europee, quando esperimenti di liste elettorali «di movimento» potrebbero pure essere tentati, anche se l'argomento non è, almeno non per tutti, all'ordine del giorno. Del resto, di un partito del genere, Franco Turigliatto, Piero Bernocchi, Luca Casarini o Giorgio Cremaschi non saranno mai i segretari politici. Semplicemente perché «non sarà un partito», la «Terza sinistra» (dopo quella del Pd e quella della Cosa socialista post-Prc) a cui stanno pensando i nomi citati e i loro movimenti, ma «un'alleanza sociale e di movimento», giurano. Discriminanti, il no alla guerra e al neoliberismo, modello di organizzazione il Forum sociale italiano, quello che non è mai nato dopo Genova. Ci sarà però, e forse molto presto, un vero «patto di consultazione» tra sigle specifiche, che operano in ambiti diversi (sindacale, politico, sociale) che puntano a creare un soggetto a metà tra società e politica, privo di ansie parlamentariste (i rappresentanti nelle istituzioni, stavolta, ci sono già) e dove, magari, si troverà un comitato di base o un centro sociale al posto delle sezioni e assemblee generali, «democratiche e partecipate», che svolgono le necessarie funzioni di rappresentanza politica nazionale. Magari con incarichi di portavoce a rotazione tra i vari leader, di certo senza troppi vincoli se non quelli di consultarsi in modo permanente tra movimenti, gruppi e sigle nazionali, e prendere decisioni comuni, a meno che uno di loro non sia contrario, nel qual caso si riprende la libertà d'azione.
L'obiettivo dei soggetti che si muovono in parte dentro, in parte ai margini e in gran parte "a sinistra" di Rifondazione, considerata ormai persa alla causa, in quanto «disponibile ad accettare la guerra in Afghanistan come ieri D'Alema obbligava alla guerra in Kosovo» (Cremaschi) è molto ambizioso. Si tratta di fare «massa critica» per costruire oggi l'opposizione sociale e politica al governo Prodi e alla sua politica estera (no all'Afghanistan come alla base di Vicenza), economica (no alla riforma delle pensioni come alla Tav) e sociale (e qui c'è l'unico sì, ai Pacs e al Gay pride), spiega Salvatore Cannavò, esponente di punta, assieme al senatore Franco Turigliatto e all'ex senatore Gigi Malabarba, di Sinistra critica. E cioè la minoranza trotzkista di Rifondazione sempre più borderline rispetto al partito d'origine, che ha portato il senatore dissidente Turigliatto in giro per l'Italia ad assemblee ribollenti di gente e di solidarietà nei suoi confronti e che domani mattina, al centro congressi Frentani, ha organizzato un'assemblea nazionale che a tutta questa galassia offrirà un secondo e importante momento di verifica nazionale, dopo il seminario organizzato dai Disobbedienti a Venezia il primo aprile. E prima del terzo appuntamento di area, l'assemblea della Rete 28 aprile della Cgil che, il 21 aprile a Milano, porterà 500 delegati a dire non solo «no alla guerra» ma anche «no alla riforma Damiano delle pensioni». Pronti a scendere in piazza sia contro queste che a favore della scuola pubblica o contro l'accordo sul pubblico impiego (i Cobas lo faranno il 12 maggio, le Rdb-Cub lo hanno fatto il 30 marzo), ma soprattutto smaniosi di manifestare contro la visita di Bush in Italia a giugno, il grosso di quest'area sta a cavallo tra sindacalismo di base (Cobas, Rdb-Cub, Sdl, sigla nata dall'unificazione tra Sincobas e Sult che però ci tiene a specificare di «essere un sindacato che non fa politica»), sinistra della Cgil (la Rete di Cremaschi e altri pezzi di Fiom come di altre categorie), centri sociali (in testa a tutti quelli del NordEst), associazioni e movimenti locali (dai No-Tav ai No-Mose, dai No-Ponte ai No-Nuke), oltre che trotzkisti vecchi e nuovi del Prc, forse supportati da schegge super-radical dei Verdi come di altre minoranze di Rifondazione. Domani, infatti, all'assemblea, oltre a Gino Strada in collegamento telefonico, parleranno pure i senatori Bulgarelli, Giannini e Pegolo. Le teste più lucide (e luciferine) di tutta questa galassia sognano «una grande alleanza nazionale, strettamente collegata a livello europeo e mondiale ai Social Forum, che dia una risposta antiliberista e anticapitalista alla crisi della politica e della sinistra», spiega Piero Bernocchi. Che, come Cremaschi, non vuol sentir parlare di liste elettorali (Cannavò invece non le esclude) e punta al «fronte di Genova» e al «sistema Social Forum» mentre a Cremaschi non dispiacerebbero anche «forme di girotondinismo di estrema sinistra». Sapendo che, per entrambi, «la discriminante vera è essere, non solo dirsi, «come fa una Rifondazione ormai omologata», contro la guerra dappertutto, dal Kosovo al Libano e, ovvio, all'Afghanistan, oltre che «contro la precarietà e la riforma delle pensioni». Programma ultra-massimo, non c'è che dire, ma pure un modello che ricorda più la vivacità (e la confusione) della Prima internazionale che la rigidità (e i partiti) della Terza.


13 aprile 2007 - Agi

STATALI: LEONARDI, SCIOPERO? FANTOMATICO GOVERNO NON HA COLPE

(AGI) - Roma, 13 apr. - Lo sciopero di maggio? Fantomatico. E il Governo non ha colpe: semmai va detto che il problema che sta emergendo non e' tanto quello delle quantita' economiche, ma la filosofia del memorandum che Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto e che ora il Governo, che fa il suo mestiere, introduce nelle direttive all'Aran per il rinnovo dei contratti". E' quanto dice il leader delle Rdb-Cub del Pubblico Impiego, Pierpaolo Leonardi, che definisce "fantomatico" lo sciopero di maggio ed aggiunge, "lo facessero questo sciopero contro il Governo amico di cui parlano da mesi e mesi: non se ne puo' piu' di questo balletto che si alimenta ogni giorno di nuovi fatti e misfatti". Le RdB-Cub, la loro parte l'hanno ampiamente fatta "con gli scioperi del 6 e 20 ottobre, del 17 novembre 2006 e soprattutto del 30 marzo scorso - continua Leonardi - obbligando il Governo a scovare nuove risorse per fare i contratti: ora noi continueremo la battaglia perche' i soldi vadano tutti in paga base e niente sulla produttivita', contro l'introduzione di norme contrattuali su mobilita' forzata a supporto dello smantellamento della Pubblica Amministrazione e per respingere al mittente le direttive che contenessero accenni al memorandum che abbiamo sempre contestato". Questa la conclusione di Leonardi: "chi ha seminato vento, sottoscrivendo il memorandum, oggi rischia di raccogliere tempesta e la responsabilita' e' solo e tutta loro", cioe' di Cgil, Cisl, Uil.


13 aprile 2007 - Adnkronos

LAZIO: RDB-CUB, ACCORDO SU CONCORSI INTERNI REGIONE NON È TRASPARENTE. NON SOTTOSCRITTO ANCHE DA CGIL, GRAVI ACCUSE UIL AD ASSESSORI CHE HANNO POSTO VETO

Roma, 13 apr. - (Adnkronos) - «Il recente accordo sulle progressioni verticali alla Regione Lazio ha visto la firma delle sole Cisl, Uil e Csa, mentre non è stato sottoscritto da Rdb-Cub e Cgil per l'assenza di procedure chiare e trasparenti e per la totale disinformazione nella quale sono stati tenuti i lavoratori». Lo dichiarano le Rappresentanze Sindacali di Base del Pubblico Impiego. «Sollecitati dai lavoratori e da RdB e Cgil - spiegano - si sono espressi in proposito gli Assessori Nieri, Tibaldi e Pompili, cui compete la ratifica dell'accordo, dichiarando che non lo avrebbero approvato in giunta senza la firma di RdB e Cgil». «Questo ha determinato un 'j'accusè della Uil Fpl del Lazio, che in un proprio comunicato ha ritenuto inaccettabile 'che Assessori della giunta Marrazzo pongano veti sull'accordo al solo fine di favorire gli interessi di una O.s. che quell'accordo non ha firmato. In un secondo comunicato della Uil di Roma e del Lazio - hanno continuato - si lamenta poi il comportamento dei 'rappresentanti in giunta della sinistra radicale tesi ad accreditare un'organizzazione non firmataria della contrattazione collettivà. Inoltre viene espressa 'solidarietà all'Assessore al personale Di Stefanò, precisando poi che la 'Uil si siederà a tavoli di confronto unicamente assieme a organizzazioni confederali firmatarie della contrattazione collettivà». «A questo proposito le RdB-Cub precisano che la propria indipendenza è stata ed è un valore manifesto tanto alla Regione Lazio quanto in qualunque altra Amministrazione Pubblica, e si domandano per quale ragione debba venire espressa solidarietà all'assessore Di Stefano, visto che nessuno ha attaccato il suo operato. Si presenta inoltre il legittimo dubbio che l'eventuale assenza della Uil dai tavoli trattanti, più che a un'ostilità nei confronti della presenza delle RdB, sia invece legata a una perdita di consenso presso i lavoratori». «Dal canto proprio le RdB, oltre ad aver garantito una puntuale informazione a tutto il personale regionale, hanno promosso una petizione che evidenzierà il fermo dissenso dei dipendenti sui contenuti dell'accordo in questione».


13 aprile 2007 - Omniroma

PRECARI, MARIANI (VERDI) SOSPENDE SCIOPERO DELLA FAME

(OMNIROMA) Roma, 13 apr - Il consigliere regionale Peppe Mariani (Verdi) ha annunciato di aver sospeso lo sciopero della fame avviato il 10 aprile per richiedere la convocazione di un consiglio regionale straordinario sui temi del precariato, della sicurezza sul lavoro e della stabilizzazione dei lavoratori Lazioservice. «Ho ricevuto questa mattina una lettera del presidente del Consiglio regionale Massimo Pineschi - ha detto Mariani incontrando i giornalisti alla Pisana - il quale mi riferisce che per il 18 aprile ha convocato la conferenza dei capigruppo, dove sarà fissata la data della seduta straordinaria. Anche Marrazzo mi ha telefonato questa mattina, dicendomi che approva questa decisione. Per il 23 aprile, già è all'ordine del giorno una seduta di Consiglio, io ho chiesto tempi brevi e spero che questa seduta si faccia entro il 1 maggio, altrimenti penseremo ad altre forme di protesta». Alla conferenza stampa anche il sottosegretario all'Economia Paolo Cento e i rappresentanti di Cub trasporti e grande distribuzione. «Grazie a Mariani - ha detto Cento - la questione precarietà ha trovato finalmente cittadinanza nel dibattito politico regionale. Trovo positiva la decisione di convocare la capigruppo, ma essa non deve essere solo un momento di accademia. Serve una grossa spinta delle istituzioni che possa condizionare quelle realtà private che utilizzano forme di lavoro improprie. Spero che la mobilitazione di Mariani porti all'assunzione dei precari della Regione e apra la via a una discussione sul reddito sociale a livello regionale»

PRATI, COMITATI LOTTA CASA MANIFESTANO DAVANTI CASERMA DISMESSA

(OMNIROMA) Roma, 13 apr - Circa 300 persone stanno manifestando da pochi minuti davanti a una caserma militare in dismissione in viale Giulio Cesare (zona Prati). La protesta con striscioni, bandiere e interventi con il megafono è stata indetta da Action, Coordinamento cittadino di lotta per la casa,Comitato obiettivo casa e Asia Rdb. «Vogliamo segnalare al Governo l'esistenza di questi spazi inutilizzati - ha detto Simona Panzino di Action - dal momento che strutture come queste ritorneranno ad essere in possesso del demanio chiediamo che vengano messe a disposizione dell'emergenza abitativa». La protesta al momento si sta svolgendo tranquillamente.

REGIONE, RDB: «MANCA TRASPARENZA IN ACCORDO CONCORSI INTERNI»

(OMNIROMA) Roma, 13 apr - «Il recente accordo sulle progressioni verticali alla Regione Lazio ha visto la firma delle sole Cisl, Uil e Csa, mentre non è stato sottoscritto da RdB-Cub e Cgil per l'assenza di procedure chiare e trasparenti e per la totale disinformazione nella quale sono stati tenuti i lavoratori». Lo rende noto un comunicato Rdb-Cub pubblico impiego. «Sollecitati dai lavoratori e da RdB e Cgil, si sono espressi in proposito gli assessori Nieri, Tibaldi e Pompili, cui compete la ratifica dell'accordo, dichiarando che non lo avrebbero approvato in Giunta senza la firma di RdB e Cgil - si legge nel comunicato - Questo ha determinato un 'j'accusè della Uil Fpl del Lazio, che in un proprio comunicato ha ritenuto 'inaccettabile che assessori della Giunta Marrazzo...pongano veti sull'accordo al solo fine di favorire gli interessi di una organizzazione sindacale che quell'accordo non ha firmatò. In un secondo comunicato della Uil di Roma e del Lazio si lamenta poi il comportamento dei 'rappresentanti in giunta della sinistra radicale...tesi ad accreditare una organizzazione non firmataria della contrattazione collettivà. Inoltre viene espressa 'solidarietà all'assessore al personale Di Stefanò, precisando poi che la 'Uil si siederà a tavoli di confronto unicamente assieme a organizzazioni confederali firmatarie della contrattazione collettivà. A questo proposito le RdB-CUB precisano che la propria indipendenza è stata ed è un valore manifesto tanto alla Regione Lazio quanto in qualunque altra amministrazione pubblica, e si domandano per quale ragione debba venire espressa solidarietà all'assessore Di Stefano, visto che nessuno ha attaccato il suo operato. Si presenta inoltre il legittimo dubbio che l'eventuale assenza della Uil dai tavoli trattanti, più che a un'ostilità nei confronti della presenza delle RdB, sia invece legata a una perdita di consenso presso i lavoratori. Dal canto proprio le RdB, oltre ad aver garantito una puntuale informazione a tutto il personale regionale, hanno promosso una petizione che evidenzierà il fermo dissenso dei dipendenti sui contenuti dell'accordo in questione».


13 aprile 2007 - Dire

SCUOLA BOLOGNA. NON SOLO SCIOPERO, NIDI E SERIBO IN PIAZZA
DOPPIA PROTESTA LUNEDI' PROSSIMO IN CONSIGLIO COMUNALE

(DIRE) Bologna, 13 apr. - Non solo sciopero (regionale) della scuola: lunedi' prossimo a Bologna saranno in "agitazione" anche le maestre dei nidi e i dipendenti di Seribo. Mentre i sindacati sono impegnati nel passaparola dell'ultimo minuto per far capire ai docenti che lunedi' saranno chiamati a incrociare le braccia, anche se lo sciopero nazionale e' stato revocato (non tutti gli insegnanti se ne erano accorti), si preparano alla protesta anche genitori e maestre degli asili. Le Rappresentanze sindacali di base (Rdb), infatti, chiameranno mamme, papa' e maestre sotto le finestre del Comune a manifestare, in contemporanea alla riunione del Consiglio comunale, per protestare contro il sistema di sostituzione degli insegnanti assenti (bocciati anche dai comitati di gestione degli asili). Nelle stesse ore, saliranno a Palazzo D'Accursio anche i dipendenti di Seribo: sara' la prima di una serie di presenze ripetute durante i lavori del Consiglio decise per protestare contro gli impegni mancati dell'amministrazione sui trattamenti dei lavoratori che sfornano i pasti per le mense scolastiche. Si rischia un ingorgo di polemiche, insomma. "Noi- annuncia Massimo Betti, responsabile delle Rdb- lunedi' chiederemo anche un incontro a tutti i gruppi consiliari, per parlare del problema nidi, dato che per ben due volte la trattativa e' stata rinviata dalla Giunta a data da destinarsi. Il che equivale a dire che i nidi non sono una priorita'". Le Rdb non escludono di arrivare a indire anche forme di mobilitazione piu' massicce; intanto il tema e' all'attenzione anche di Cgil-Cisl-Uil che hanno indetto, per il prossimo 7 maggio, un'assemblea delle insegnanti degli asili proprio per affrontare il problema delle sostituzioni e decidere il da farsi nei confronti di Palazzo D'Accursio.


13 aprile 2007 - Ansa

TRASPORTI: MILANO, VENERDI 20 APRILE SCIOPERO AUTONOMI ATM

(ANSA) - MILANO, 13 APR - Le Organizzazioni sindacali Cobas/Cub trasporti, Sama Faisa Confail, e Fildiai Cildi hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico di 8 ore per venerdì 20 aprile, dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 alle 19.45. Lo rende noto l'Atm precisando che il servizio pubblico gestito dall'azienda sarà pertanto regolare dall'inizio del servizio fino alle 8.45, dalle 15 alle 18 e dalle 19.45 al termine del servizio. Gli ausiliari della sosta, gli addetti al servizio Radiobus e i tutor di linea potranno astenersi per l'intero turno assegnato. In ogni caso è difficile prevedere quale potrà essere la riduzione del servizio causata dall'agitazione, «data la discrezionalità di ogni singolo dipendente di aderirvi».


13 aprile 2007 - La Repubblica

Un consigliere in sciopero della fame. Battaglia: "Presto una decisione"
Precari in catene: assumeteci e occupano una sala in Regione
di Carlo Picozza

Roma - Per l´assunzione a tempo indeterminato di «tutti precari della sanità del Lazio», un gruppo di lavoratori si incatena ai cancelli di ingresso della sede della giunta regionale. Con loro c´è il consigliere regionale Giuseppe Mariani (Verdi), al quarto giorno di sciopero della fame (per ottenere una seduta di Consiglio sul problema), mentre una delegazione del sindacato Rdb-Cub occupa la sala riunioni al settimo piano del palazzo a stella sulla Colombo. In serata la situazione si sblocca con l´impegno dell´assessore alla Sanità, Augusto Battaglia, di «preparare un provvedimento per la stabilizzazione di tutti i precari». «Il prossimo 19 aprile», annuncia, «sottoporrò ai dirigenti delle Rdb-Cub le misure che intendiamo adottare».
«L´accordo tra giunta e Cgil, Cisl, Uil per stabilizzare gli oltre tremila precari», spiegano i dirigenti dellle Rdb-Cub, Teresa Pascucci e Sabino Venezia, «lascia fuori i lavoratori della RmH, quella dei Castelli, e tanti altri che per anni hanno garantito i servizi dopo una robusta formazione a spese della Regione».
Intanto al Sant´Andrea, il direttore Francesco Rocca ha «firmato l´accordo con Cgil, Cisl, Uil e la Fials, per la stabilizzazione di oltre 200 precari».


13 aprile 2007 - Epolis

Gli iscritti alle RdB-Cub "occupano" una sala riunioni e poi vengono ricevuti dall'assessore
Precari, protesta senza confini e ora la Cgil accusa la Regione
Il sindacato reagisce alle critiche e incolpa la Pisana di non riuscire rispettare l'accordo
di Fabio Albertelli

Roma - «Ci rivediamo il 19 aprile quando, al termine delle verifiche tecniche svolte con l'Asl Roma H, potremo illustrare quali sono i percorsi individuati per la stabilizzazione». Solo dopo questa assicurazione fornita dall'assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia i precari della Asl RmH che ieri mattina avevano occupato la sala riunioni al settimo piano della Regione hanno mollato le tende. Sotto, all'ingresso del palazzone altri precari aderenti alle Rdb-Cub scioglievano la catene che li legavano ai cancelli. Fine di un'altra giornata di tensione, arrivederci al 19 aprile. E le Rdb incassano un primo, piccolo, risultato che consente di emettere una nota: «Consideriamo la mobilitazione odierna come un passo importante per riaprire le possibilità di soluzione per i precari della Asl RmH, che rappresentano emblematicamente una delle tante contraddizioni contenute nell’a ccordo sul precariato in sanità siglato da Cgil, Cisl e Uil». Musica infernale per il sindacato. Sentite la reazione di Walter Schiavella, segretario regionale della Cgil: «Abbiamo posto il tema del contrasto alla precarietà come punto centrale della piattaforma nata con il governo regionale. Abbiamo stipulato con la Regione accordi responsabili e coerenti con le normative regionali e nazionali. Ma constatiamo che questi accordi non sono stati applicati. Ciò pone un problema serio nei confronti della giunta regionale. Esigiamo che gli accordi siamo applicati prima con Lazio Service e con i precari della sanità. Il malumore cresce, si accusa la Regione di dar retta a chi grida più forte, col rischio di creare pericolose illusioni. In realtà lunedì prossimo con due distinti incontri tra assessorato, sindacati e Asl RmH e Asl RmC si farà il primo concreto passo per dare seguito agli accordi. Tocca infatti alle Asl, in base a una circolare emanata dalla Regione, verificare le esigenze di servizi per arrivare poi alla reinternalizzazione dei lavoratori allorquando scadranno gli appalti. Ma intanto il veleno scorre. «Comprendo - dice Cesare Caiazza, segretario Cgil Roma e Lazio - la necessità di chi, come RdB e Cobas cerca di ricavarsi spazi di propaganda e di screditare Cgil, Cisl e Uil. Le bugie, però, oltre che danneggiare i lavoratori, hanno le gambe corte». Secondo Caiazza il problema vero «è rappresentato dalle difficoltà politiche e gestionali dell’intera giunta che stanno impedendo l’applicazione pratica degli accordi. I contenuti delle intese, coerenti con le Finanziarie nazionale e regionale, definiscono percorsi che tutelano fortemente i lavoratori interessati. Non si può dire la stessa cosa - continua caiazza - per quella strana e anomala "norm a", contenuta implicitamente in una recente circolare dell’assessore alla Sanità attraverso la quale si descrive un tortuoso e rischioso itinerario nel quale i lavoratori si dovrebbero licenziare da Cooperative, entrare in un progetto di tirocinio, per poi essere assunti da Aziende Ospedaliere e Asl». Caiazza conclude: «Non avalleremo mai percorsi incerti che davvero rischiano di far divenire i precari disoccupati»


13 aprile 2007 - Il Manifesto

Statali: rottura e sciopero a maggio
La direttiva «tradisce i contenuti delle intese raggiunte il 5 e 6 aprile».
Cgil, Cisl e Uil confermano lo sciopero, cambiando però la data
di Francesco Piccioni

E che sciopero sia. Il gioco delle tre carte praticato sul testo della direttiva ministeriale all'Aran - contenente le linee guida per il rinnovo dei contratti in tutti i comparti del pubblico impiego - ha provocato un terremoto nelle relazioni sindacali con il governo, «datore di lavoro» del settore. Quella direttiva - dicono Cgil, Cisl e Uil - «tradisce i contenuti delle intese raggiunte il 4 e 6 aprile». In particolare, è fuori da ogni accordo «l'indicazione di un tetto massimo di incremento salariale, comprensivo anche della contrattazione integrativa». Di fatto, si tratta della «sospensione, nella totalità del settore pubblico» del secondo livello contrattuale. Una violazione anche rispetto al modello in vigore dal luglio '93. Leggendo attentamente il testo, Salvatore Bosco, della Uil, ha scoperto che anche le risorse economiche sono inferiori a quanto stabilito al tavolo: si tratterebbe sulla base di soli 92 euro, non dei 101 annunciati. L'incontro immediatamente avuto ieri con il ministro della funzione pubblica, Luigi Nicolais, è andato «malissimo». Per Carlo Podda, segretario generale della Fp Cgil, «la situazione è grave, i contratti che sembravano a portata di mano si sono allontanati». Rino Tarelli, della Cisl, rincara la dose: «il rapporto con il governo è in crisi, c'è una questione di affidabilità tra le parti che investe le stesse confederazioni». Che lunedì, in una conferenza stampa nella sede della Cisl, peseranno la gravità dell'«incidente di percorso» nel cammino di una concertazione che, per ora, è dichiarata ma per nulla praticata.
La conseguenza immediata è perciò la conferma dello sciopero. Ma qui si vede anche quanto grande era la speranza che questo governo si sarebbe comportato in modo diverso dal precedente: la mobilitazione prevista per il 16 aprile era infatti dichiarata, ma non effettivamente preparata. Pertanto, i sindacati confederali sono stati costretti contestualmente a rinviarlo a metà maggio, in modo da avviare concretamente le procedure (assemblee, prenotazione di pullman e treni, ecc). Uno shock inatteso che azzera la credibilità dei ministri intervenuti, a partire proprio da Nicolais, il quale - fino alla sera prima - giurava che nella direttiva non era previsto alcun blocco della contrattazione integrativa.
Per i sindacati di base presenti nel settore l'occasione per rivendicare di aver visto giusto e prima - rispetto ai confederali - era ghiotta; e non se la sono lasciata scappare. Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della scuola, ironizza sul fatto che «Cgil, Cisl e Uil hanno dovuto riconoscere che l'accordo stipulato con il governo la settimana scorsa è una maxitruffa» e conferma lo sciopero già indetto per l'11 maggio («per un contratto vero, un salario europeo, la stabilizzazione dei precari»). Per l'SdL i confederali «si trovano di fronte ad un ulteriore sgambetto da parte del governo amico che, incassato l'effetto annuncio della firma del contratto, si inserisce nelle ambigue pieghe del testo sottoscritto cercando di portare a casa un'interpretazione ulteriormente restrittiva». La Cub-RdB, che aveva siglato soltanto la parte economica dell'accordo, invita i confederali a «farlo, questo fantomatico sciopero contro il 'governo amico'», anche se «il problema è la filosofia del 'memorandum', ora introdotta nella direttiva per il rinnovo dei contratti».


13 aprile 2007 - Il Mattino

OGGI LA MOBILITAZIONE PER SALVAGUARDARE UFFICI FINANZIARI E AGENZIA DEL TERRITORIO
Impiegati in piazza contro le soppressioni

Benevento - Oggi, 13 aprile, giornata di mobilitazione e di protesta dei lavoratori degli uffici provinciali del ministero dell'Economia e delle Finanze di Benevento e dell'Agenzia del Territorio. La RdB/CUB ha organizzato, con inizio alle ore 10 sotto il palazzo degli uffici finanziari di via Foschini, una manifestazione di protesta con un'assemblea pubblica cittadina, un corteo e un presidio sotto la prefettura di tutti i lavoratori degli uffici interessati per affermare i principi costituzionali di sussidiarietà e di decentramento amministrativo. Al prefetto è stata inviata una nota con cui si chiede, nell'ambito della giornata di mobilitazione, un incontro per rappresentare compiutamente tutte le disfunzioni che ne deriveranno dall'attuazione di questa politica di destrutturazione della pubblica amministrazione. All'assemblea sono invitati rappresentanti istituzionali, dirigenti di uffici, rappresentanti dei partiti politici e parlamentari sanniti, al fine di avviare, come chiede la nota firmata dal coordinatore RdB/CUB Giovanni Venditti, un confronto su queste tematiche di interesse generale che riguardano i lavoratori, i cittadini e gli utenti fruitori dei servizi erogati. Come è noto, le linee di indirizzo previste nella legge Finanziaria 2007 di rimodulazione della pubblica amministrazione stanno trovando pratica applicazione. I primi atti concreti sono: lo schema di regolamento di organizzazione presentato alle organizzazioni sindacali dal ministro Padoa Schioppa, in cui si prevede la soppressione di oltre 80 uffici provinciali del MEF (direzioni provinciali dei servizi vari e delle ragionerie provinciali dello Stato) unitamente alla costituzione di strutture territoriali di livello regionale, interregionali; la soppressione degli uffici del P.R.A, la rivisitazione delle funzione del Catasto, Inps-Inpdap, ed altri. Vani gli appelli di lavoratori e cittadini utenti, Così come anche le prese di posizione delle istituzioni locali.


13 aprile 2007 - Italia Sera

Occupazione simbolica alla Asl Rm H

Roma - In attesa di essere ricevuta dall\'assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia, la delegazione dei lavoratori della Asl RmH ha occupato gli uffici dell\'assessorato. Intanto, tre persone si sono incatenate alla cancellata del palazzo della regione, dove è in corso il presidio della RdB/Cub per chiedere l'assunzione e la stabilizzazione dei precari.
La protesta è iniziata ieri mattina quando una ventina di precari della Asl RmH si sono ritrovati sotto la sede della regione per chiedere l'assunzione e la stabilizzazione.
"Le contraddizioni che l'accordo siglato con Cgil, Cisl e Uil evidenzia - spiega Emilia Polzella, della Rdb/Cub - rischiano di trasformare molti precari in disoccupati. La vicenda dei precari della Asl RmH è emblematica: hanno lavorato come ausiliari per anni, sono stati formati come operatori socio sanitari a spese della regione, sono in graduatoria alla Asl dei Castelli romani ma molti di loro rischiano di non essere stabilizzati".
Il sindacato sottolinea, inoltre, che l'organico della Asl RmH prevede un numero maggiore di operatori socio sanitari e che sono stati già stanziati I fondi necessari per la loro assunzione. "Occorre un consiglio straordinario sul precariato - conclude la Polzella - che rimetta al centro della discussione politica tempi, modi e soluzioni".


13 aprile 2007 - Il Messaggero

Neanche questa volta i dipendenti pubblici e il governo hanno fatto pace...
di PIETRO PIOVANI

ROMA - Neanche questa volta i dipendenti pubblici e il governo hanno fatto pace. Il governo ha inviato la sua direttiva per il rinnovo dei contratti, e i sindacati hanno deciso di non revocare il loro sciopero. L’hanno però rinviato: niente astensione dal lavoro lunedì prossimo, ma in una nuova data da fissare, sicuramente entro il mese di maggio.
Alla Cgil, alla Cisl e alla Uil sono tutti molto scontenti per la direttiva emanata ieri dal governo. Ce l’hanno in particolare (come al solito) con il ministro dell’Economia. È stato Tommaso Padoa-Schioppa a inserire nel testo due o tre pillole indigeste per i rappresentanti dei lavoratori pubblici.
Il principale oggetto del contendere sono i contratti integrativi. Cioè gli accordi che si stringono nelle singole amministrazioni per la distribuzione di premi, incentivi e avanzamenti di carriera. Con lo stanziamento previsto dal governo, i fondi delle amministrazioni destinati alla produttività vengono aumentati dello 0,5%, ma fino a oggi le amministrazioni hanno sempre aggiunto altre risorse ricavate dai loro bilanci. Adesso invece la direttiva del governo limita molto la possibilità di aggiungere altri soldi per gli integrativi, anche se non la elimina del tutto.
C’è almeno un secondo punto che proprio non piace ai sindacati. La direttiva dice che l’aumento deve essere del 4,46%, e non menziona mai i 101 euro di aumento medio su cui si era raggiunto l’accordo la settimana scorsa. Sembrerà strano, ma non è detto che le due cifre siano equivalenti. In realtà il Tesoro aveva a lungo sostenuto che la rivalutazione del 4,46% vale poco più di 90 euro, mentre secondo i calcoli dei sindacati la stessa percentuale corrisponde a più di 100 euro. Il fatto che nella direttiva la cifra non sia stata indicata ha insospettito i sindacati. E il segretario degli statali Uil Salvatore Bosco si è persino lasciato sfuggire che, con questa direttiva, l’aumento scende a 92 euro, perché l’incremento di 101 euro pattuito con il governo corrisponde al 5,01%.
Va detto che la direttiva emanata ieri ha meno effetti concreti di quello che si crede. In realtà l’atto determinante sarà la prossima direttiva, quella dedicata al contratto dei ministeri (questo invece era un documento generale per tutti i comparti del pubblico impiego). È lì che i sindacati non vogliono trovare sorprese. La protesta di questi giorni può essere letta come un fuoco di sbarramento, per far capire al governo che al momento della verità non si potrà scherzare. E a questo scopo è stata annunciata una conferenza stampa per lunedì prossimo, cui parteciperanno anche i segretari generali Epifani, Bonanni e Angeletti. Inoltre rimane puntata l’arma dello sciopero generale.
Oltre ai tre sindacati confederali, ha deciso di far slittare a maggio la protesta anche la Confsal, sindacato autonomo che comprende gli Snals della scuola. Sempre nella scuola, i Cobas hanno già fissato la data del loro sciopero per l’11 maggio, mentre le Rdb-Cub (che hanno scioperato il 30 marzo) ironizzano su Cgil Cisl e Uil: «Lo facessero questo fantomatico sciopero contro il governo amico di cui parlano da mesi e mesi».


13 aprile 2007 - Il Mattino di Padova

«Aps ora chieda i danni alla Lohr»
I sindacalisti criticano l’azienda: i disagi dureranno ancora a lungo
di Enzo Bordin

Padova - Un tram tanto tecnologico da risultare labile. E’ il commento all’unisono non solo dei sindacalisti confederali dell’Aps Mobilità ma anche del rappresentante dei Cobas Stefano Pieretti che rincara la dose. «L’Aps dovrebbe chiedere la rifusione delle spese alla Lohr, l’azienda che ci ha venduto un metrotram ancora sperimentale, per soldi finora spesi nei ripetuti tentativi di farlo funzionare» avverte a mo’ di provocazione. Il sindacalista Uil e autista dell’Aps Nicola Rigon traccia un quadro composito della situazione. «Siamo ancora in fase di sperimentazione. Pertanto i disagi non finiranno presto».
Il nocciolo vero della questione riguarda i ripetuti guasti dei due Sir1 ancora in rodaggio sulla linea Ferrovia-Guizza. «Preoccupano i continui inconvenienti registrati da questi mezzi, tali da fare venir meno la fiducia degli utenti e incidere in modo pesante sui costi del sistema» commenta Rigon. E giù ad elencare le mattane di un tram dotato di ben tre computer non sempre in grado di dialogare tra di loro: scambi che vanno ad intermittenza, pattini che non sempre scaricano la corrente a terra bloccando la corsa del mezzo e rotaia da pulire con un’apposita spazzola per evitare ulteriori guasti. Alle 5,30 in poi un addetto alla pulizia, munito delle necessarie attrezzature, impiega circa due ore e mezzo per pulire le monorotaie in funzione nei due sensi di marcia. «Purtroppo è un prezzo da pagare per avere scelto un tram innovativo e non già una giostra messa a disposizione dei padovani».
Sulla stessa lunghezza d’onda il sindacalista della Cgil Paolo Tollio, anch’egli autista di autobus. «Sfruttando l’effetto semaforico dell’onda verde, il tram impiega 22 minuti per arrivare dalla ferrovia alla Guizza e viceversa. Un dato positivo che però non controbilancia appieno i problemi legati all’affidabilità del mezzo, la cui capienza di 160 passeggeri appare esigua rispetto alle reali esigenze. E lo sarà anche quando, da settembre in poi, i tram di servizio saliranno da due a sei. E per dirla tutta, non convince nemmeno la sperimentazione delle batterie al posto della corrente elettrica in Prato della Valle. Con le batterie al minimo, l’impianto di condizionamento d’aria non funziona. Col caldo ne vedremo delle belle. E c’è poi la storia del deragliamento al Santo. Il nuovo dispositivo di frenata in casi d’emergenza installato dopo l’incidente, non sempre «legge» la rotaia. Morale della favola: siamo al punto di partenza. E mi si deve anche spiegare come mai un tram che esce dalla rotaia e viene trascinato dal trattore non può superare i 5 chilometri l’ora».
L’autista Giancarlo Santini della Cisl fa una riflessione articolata. «Un prototipo necessita ha bisogno di questi incidenti per trovare il giusto assetto. Meglio che emergano ora che fra sei mesi. Capisco i disagi dell’utenza, ma questo è il risultato di scelte fatte a monte. Scambi ballerini? L’azienda costruttrice sostiene che ciò succede perché gli autisti arrivano allo scambio a velocità troppo elevata. Staremo a vedere. In ogni caso, anche con gli autobus a metano acquistati in passato vi furono continui problemi, risolti solo grazie alla perizia dei nostri meccanici. Col tram, che tutti hanno alla fine voluto, sono già cadute due giunte, quella di Zanonato e della Destro. Non vorrei che ciò accadesse anche con questa in carica, usando come pretesto politico gli iniziali balbettamenti del Sr1. Lo dice uno che non ha mai votato a sinistra».

PARCHEGGI
Anche San Biagio chiuso
Lettera Cobas: «I parcometri di Paniccia in tilt»

Padova - Parcheggi che chiudono i battenti e parcometri che fanno i capricci. Da martedì, è chiuso per lavori anche il parcheggio di via San Biagio, a fianco della Biblioteca universitaria. All’interno dell’ex convento San Gaetano, era gestito dalla Cooperativa Combattenti e Reduci: non sarà in funzione per almeno tre mesi. Lavori in corso: appaltatati dal Genio Civile all’impresa Gallo Costruzioni. Prevedono il rifacimento del manto d’asfalto di tutto il cortile interno. I posti (2 euro all’ora) erano 85. Attualmente negli spazi ristretti rimasti liberi c’è posto solo per una ventina di automobili: quelle dei dipendenti dell’Agenzia delle Dogane e degli abbonati. La chiusura temporanea del parcheggio è destinata a diventare definitiva perché, quando gli ex-uffici finanziari saranno occupati da parte della Questura e della Direzione Interregionale della Polizia, i posti saranno riservati ai dipendenti.
Invece, sui parcometri l’Adl Cobas è tornata a segnalare disfunzioni con una lettera ai vertici di Aps che è stata spedita per conoscenza anche al sindaco Flavio Zanonato e all’assessore Ivo Rossi.
In particolare, in piazza Insurrezione «l’impianto della ditta Designa dà problemi in quanto frequentemente si bloccano le colonnine, come il computer e la cassa automatica». Analoghi problemi, secondo Stefano Pieretti di Adl Cobas, si registrano anche in piazza Rabin.
Ma fa specie la dotazione dei parcometri che Aps ha scelto: sono della ditta Solari di Udine, in cui spicca il nome di Massimo Paniccia (presidente di AcegasAps). Ne sono arrivati altri 22, modello «Spazio, il parcometro del XXI secolo». Non impeccabili.
«Per diverso tempo sono stati chiusi alcuni parcometri Solari, perché in casa non c’erano pezzi nuovi da cambiare: ancora oggi si continua a collocare pezzi riciclati da altri parcometri malfunzionanti. Quando poi la Solari si degna di inviare tre schede CPU nuove per aprire finalmente i parcometri chiusi, i parcometri non funzionano correttamente» si legge.
Ancora un rilievo sintomatico della situazione, di cui è stata informata anche l’Amministrazione comunale: «Sono state cambiate le schede Sim dei parcometri Siemens e dei Solari Spazio con schede di altro operatore perché più conveniente. I parcometri sono collegati alla centrale tramite rete Gsm e inviano "eventuali" segnali di malfunzionamento e altro. Ci è stato segnalato che i parcometri Siemens non avevano il modem compatibile con il nuovo operatore: si è provveduto alla sostituzione con un modem compatibile. Una spesa non proprio indifferente. E alcuni Solari Spazio hanno inviato l’ultimo rapporto di manutenzione e di estrazione cassa con data di qualche mese fa».


13 aprile 2007 - La Gazzetta di Reggio

Cub Trasporti e Act nuovo scambio di battute

REGGIO E. - Prosegue la polemica che vede protagonisti Cub Trasporti e i vertici dell’Act. «Leggiamo con ilarità - scrivono i Cub - le dichiarazioni rilasciate dai vertici dell’Act: infatti, o non conoscono le norme cui fanno riferimento oppure sono in totale malafede... E’ destituita di ogni fondamento la dichiarazione che "Act si confronta con la Cub nei vari tavoli aziendali..." in quanto poi precludono alla scrivente la firma come organizzazione territoriale». «E’ invece del tutto legittimo avanzare da parte nostra - proseguono i sindacalisti - una piattaforma unitaria per tutti i dipendenti di Act Group, e pretendere il confronto con la stessa, in quanto non vi è stata accettazione di questo percorso all’interno delle singole Rsu delle aziende coinvolte».

Sciopero delle ferrovie, i treni dell’Act sostituiti dai bus
Previste ripercussioni sul trasporto locale con probabili ritardi delle corse

REGGIO E. - Lo sciopero di otto ore dei dipendenti delle ferrovie statali avrà ripercussioni anche sui treni dell’Act. Il personale di Rfi (rete ferroviaria italiana) potrà astenersi dal lavoro oggi dalle 9 alle 17. In questa fascia oraria i treni dell’Act saranno sostituiti da autobus nelle tratte che vanno dalla stazione centrale alla stazione di Santo Stefano, alla fermata del casello 22, in via Emilia Ospizio, e alla fermata di Reggio Santa Croce. Gli autobus sostitutivi partiranno da piazzale Marconi e vi arriveranno al termine del tragitto inverso. A causa del traffico potranno giungere a destinazione con dei ritardi.
Il Cub trasporti invita i lavoratori delle ferrovie allo sciopero denunciando «la politica fallimentare finora seguita dal vertice Fs con l’attivo appoggio di Cgil, Cisl, Uil, Orsa e Ugl». «Tale politica - scrive il comitato unitario di base - ha portato al disastro le ferrovie italiane».
Il Cub dice no alla riduzione ulteriore dei ferrovieri, ai passaggi coattivi a Ferservizi, all’alta velocità, alle privatizzazioni, alle esternalizzazioni, al taglio delle linee. Dichiara di battersi per un trasporto pubblico e sociale, per aumenti salariali che recuperino l’inflazione, per la massima sicurezza dei lavoratori e del trasporto, per lo sviluppo del servizio ferroviario.(l.s.)


13 aprile 2007 - La Sicilia

Soluzione positiva a Sciacca, problemi per il Villaggio Mosè
Vigili del fuoco. Nel capoluogo si rischia di perdere l'importante presidio, mentre nella città delle Terme nascerà finalmente una nuova caserma
di Francesco Di Mare

Migliora Sciacca, peggiora Agrigento. E' molto corta la coperta che il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha deciso di sfoderare negli ultimi giorni nell'ambito di interventi di adeguamento strutturale delle sedi sparse in Sicilia.
La notizia è che il distaccamento di Sciacca potrà finalmente trasferirsi dagli attuali locali raffazzonati all'interno dello stadio Comunale in una nuova sede più idonea e qualificante per i rappresentanti di un corpo che, nel comprensorio saccense, dà sicurezza a oltre 75 mila persone.
Secondo quanto filtrato nelle scorse ore, il potenziamento della situazione di Sciacca avrebbe come retroscena la clamorosa, e da alcuni temuta, dismissione del distaccamento del Villaggio Mosè ad Agrigento, da sempre in prima linea a copertura di piccole e grandi emergenze scoppiate nella zona nord del capoluogo. Basti ricordare quanto accaduto il giorno del disastro Agri Market.
La faccenda è dunque positiva a metà e, a contribuire nel renderla totalmente positiva con un'azione davvero sinergica dal punto di vista sindacale, non sono proprio i sindacati di categoria provinciali.
Da un lato ci sono Calogero Sanzo, Mario Aversa e Carlo Vitello per la Cgil, Cisl ed RdB, dall'altro Nuccio Piazza della Uil. Tutti sono felici per la svolta data alla vicenda di Sciacca, ma sulla faccenda del Villaggio Mosè offrono commenti diversi. Sanzo, Aversa e Vitello confermano lo stato di agitazione in corso da oltre un mese, fino a quando non si troverà una soluzione il caso della scopertura a nord di Agrigento del presidio dei vigili del fuoco: «La prossima settimana - dicono i sindacalisti - saremo alla direzione regionale dei Vvf per le trattative e spiegheremo questa situazione».
Nuccio Piazza evidenzia come «se qualcuno dovesse ritenersi soddisfatto del danno causato alla cittadinanza è invitato a consultare la propria coscienza. La soppressione del Villaggio Mosè determinerà una caduta nella qualità del soccorso».


13 aprile 2007 - Affari Italiani

Sciopero dell'Atm in vista per venerdì prossimo

Milano - Le Organizzazioni Sindacali, Al Cobas-Cub Trasporti, Sama Faisa Confail, Fildiai Cildi, hanno indetto uno sciopero del trasporto pubblico di 8 ore per venerdì prossimo, 20 aprile. Lo comunica Atm con una nota. Il servizio di trasporto pubblico gestito da Atm sarà regolare dall'inizio del servizio alle 8.45; dalle 15 alle 18; dalle 19.45 al termine del servizio.
Il personale Atm (addetti alla guida dei treni delle linee metropolitane, dei mezzi di superficie, gli agenti di stazione, gli addetti ai parcheggi e del servizio di collegamento tra l'Ospedale San Raffaele e la stazione Cascina Gobba M2) che aderisce all'agitazione, potrà astenersi dal lavoro dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 alle 19.45. Gli ausiliari della sosta, gli addetti del servizio Radiobus e i tutor di linea potranno astenersi per l'intero turno di lavoro assegnato.
Data la discrezionalità di ogni singolo dipendente di aderire allo sciopero, non è prevedibile sull'intera rete Atm, comunica l'azienda, l'entità della riduzione del servizio. Per ulteriori informazioni: Numero Verde 800.80.81.81, operativo tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30; sito Internet.


13 aprile 2007 - L'Unità

La riunione degli azionisti Telecom di lunedì a Rozzano si prevede molto partecipata
In assemblea con Grillo, Di Pietro e i carabinieri

Roma - Certo che se l’auspicio di Antonio Di Pietro si avverasse la prossima assemblea di Telecom, in programma lunedì a Rozzano, nella periferia sud di Milano, sarà un vero e proprio campo di battaglia. Parlando con i suoi collaboratori il ministro delle Infrastrutture, ieri a Bari, ha infatti auspicato la partecipazione di «un migliaio di piccoli azionisti». Una cifra enorme che nelle assemblee delle società quotate a Piazza Affari si è vista in rarissime occasioni.
Ma questa per il ministro è una circostanza speciale: c’è di mezzo una fetta dell’industria italiana, c’è la possibilità che la rete, che è un bene pubblico, sia trasferita da un soggetto privato ad un altro senza un’apposita autorizzazione ministeriale, c’è la certezza che i benefici della vendita di Telecom vadano solo al maggiore azionista, cioè a Marco Tronchetti Provera che con Olimpia e una serie di «scatole cinesi» controlla appena il 18% della società, e non siano estesi a tutti gli azionisti.
La chiamata alle armi il ministro Di Pietro l’ha lanciata attraverso il suo blog. «Il 16 aprile - si legge - qualcosa si può ancora fare: prendete mezza giornata di ferie, voi che avete anche solo un’azione Telecom, venite a fare un pic-nic a Rozzano, dalle ore 11 in poi. Qualche migliaio di persone che si accreditano e chiedono la parola per dire la loro, fanno saltare il banco. Sarebbe un fatto politico, nel senso nobile del termine, che spaccherebbe gli accordi, indurrebbe una riflessione».
Se la previsione di Di Pietro si verificasse, anche solo per la metà, a Rozzano ci sarebbe anche qualche problema di ordine pubblico. Ed è un punto da tenere sotto osservazione. Telecom Italia, che non fornisce il dato sulla partecipazione all’assemblea visto che ancora le iscrizioni sono aperte, anche se si aspetta molti più azionisti di quelli che di solito intervengono, teme manifestazioni e azioni di disturbo anche fuori dall’assise.
La Questura di Milano, che gestisce l’ordine pubblico nella città, è però tranquilla. Per ora, spiegano, l’unico avviso di manifestazione è quello fornito dai Cub Telecom (i comitati unitari di base, una ventina di persone in tutto). È certo, comunque, che la zona sarà presidiata in maniera discreta dai Carabinieri. Resta da vedere se poi saranno affiancati anche dalla Polizia. Di solito, fanno sapere da Milano, per decidere quanti uomini impiegare si attende il giorno prima dell’evento per acquisire il maggior numero di informazioni.
Che la situazione sia calda lo dimostra anche il fatto che l’assemblea di Telecom Italia Media, una controllata di Telecom che gestisce le reti televisive La7 e Mtv, svoltasi ieri a Milano, sia stata presidiata da quattro mezzi delle forze dell’ordine, tra cui una camionetta e una grossa jeep, nonostante l’afflusso degli azionisti sia stato irrilevante.
Ma lunedì la musica sarà diversa. Tra i tanti soci è confermata la presenza del comico Beppe Grillo, che si è attivato a raccogliere inutilmente le deleghe dei piccoli azionisti ma non quella di Di Pietro. Al momento, assicurano i suoi, non dovrebbe andare. C’è un ruolo istituzionale da tutelare. Ma conoscendo il personaggio in pochi si stupirebbero se a un certo punto dovesse comparire a Rozzano. Magari con il megafono tra le mani.(ro.ro.)


12 aprile 2007 - Ansa

STATALI: RDB-CUB, CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA

(ANSA) - ROMA, 12 APR - «Lo facessero questo fantomatico sciopero contro il Governo amico di cui parlano da mesi e mesi: non se ne può più di questo balletto che si alimenta ogni giorno di nuovi fatti e misfatti». Lo afferma in una nota Pierpaolo Leonardi della RdB-CUB a commento delle indiscrezioni di stampa sulla direttiva che il Governo invierà in giornata all'Aran. «Alla fine il problema che sta emergendo non è tanto quello delle quantità economiche, ma la filosofia del memorandum che Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto e che ora il governo, che ovviamente fa il suo mestiere, introduce nelle direttive all'Aran per il rinnovo dei contratti. Noi - prosegue il sindacalista - abbiamo fatto la nostra parte con gli scioperi del 6 ottobre, del 20 ottobre, del 17 novembre e soprattutto del 30 marzo, obbligando il Governo a scovare nuove risorse per fare i contratti. Ora noi continueremo la battaglia perchè i soldi vadano tutti in paga base e niente sulla produttività, contro l'introduzione di norme contrattuali su mobilità forzata a supporto dello smantellamento della Pubblica Amministrazione e per respingere al mittente le direttive che contenessero accenni al memorandum che abbiamo sempre contestato. Chi ha seminato vento, sottoscrivendo il memorandum, oggi rischia di raccogliere tempesta, la responsabilità è solo e tutta loro», conclude Leonardi.

LAVORO: RDB; PRECARI SANITÀ INCATENATI CANCELLO REGIONE

(ANSA) - ROMA, 12 APR - Un gruppo di lavoratori precari della Asl Rmh si è da poco incatenato alla cancellata dell'ingresso principale della Regione Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi, mentre una delegazione delle RdB-CUB ha occupato una sala riunioni al settimo piano dell'edificio della Regione per poter incontrare l'Assessore alla Sanità Battaglia. Lo rende noto un comunicato delle Rdb. «La forte iniziativa di protesta - informa il comunicato - prende avvio dalla vicenda dei lavoratori precari della Asl Rmh, che dopo aver garantito per anni i servizi della Asl dei Castelli Romani ed essere stati formati come Operatori Socio Sanitari a spese della Regione, rischiano di rimanere esclusi dal processo di stabilizzazione regionale derivante dagli accordi siglati con Cgil, Cisl e Uil». Le RdB-Cub ed i lavoratori precari del Lazio, in piazza da oltre cinque anni contro il precariato, esprimono così la loro «ferma contrarietà alle decisioni, parziali e di facciata, che questa Giunta ha assunto sul precariato. Considerato che l' organico della Asl RmH prevede un numero maggiore di OSS e che in sede di concordamento del budget 2006 sono stati stanziati i fondi necessari, si richiede all'assessore alla Sanità di assumere precise responsabilità nei confronti del personale precario della Asl RmH, stabilizzando tutti i precari ed evitando 'guerre tra poveri' ».

LAVORO: CELLI, SERVE PIANO GLOBALE CONTRO PRECARIATO

(ANSA) - ROMA, 12 APR - «I socialisti esprimono totale solidarietà ai precari della Asl RmH che rivendicano il sacrosanto diritto ad un lavoro stabile. Purtroppo il problema del precariato non si limita al solo comparto sanitario, ma è una realtà tristemente attuale in tanti altri settori». Lo ha dichiarato il capogruppo Sdi alla Regione Lazio Giuseppe Celli. Secondo Celli «non è più pensabile continuare a procedere 'a rate', intervenendo di volta in volta sulle specifiche situazioni, senza che tali interventi siano collocati all'interno di un piano globale di lotta al precariato. Si corre il rischio di creare spiacevoli contraddizioni e contrapposizioni tra i precari impiegati in diversi comparti, o a volte persino all'interno dello stesso, come succede nella sanità». L'esponente dello Sdi sottolinea inoltre che «non esistono precari di serie A e di serie B. Da qui nasce la necessità della convocazione di un Consiglio straordinario sulla precarietà, sottoscritta anche dai socialisti democratici, per affrontare in maniera globale un problema sociale che colpisce migliaia di lavoratori dilaniati, spesso per anni, da forme contrattuali precarie, che non concedono alcuna stabilità e garanzia per il futuro».

LAVORO: PRECARI; CAIAZZA, DA RDB SOLO PROPAGANDA

(ANSA) - ROMA, 12 APR - «Comprendo la necessità di chi, come RdB e Cobas, in vista delle imminenti elezioni Rsu nel comparto Sanità, cerca di ricavarsi 'spazi di propaganda' e di screditare Cgil-Cisl-Uil in quanto organizzazioni sindacali più rappresentative in base all'ultimo pronunciamento dei lavoratori. Le bugie, però, oltre che danneggiare i lavoratori, hanno le gambe corte». È quanto dichiara il segretario Cgil di Roma e Lazio Cesare Caiazza. «Le dichiarazioni di questa mattina, da parte di dirigenti RdB-CUB, appaiono davvero sconcertanti. Secondo queste esternazioni, l'accordo siglato dalla Regione Lazio e Cgil-Cisl-Uil, rispetto alla stabilizzazione dei lavoratori e alla reinternalizzazione dei servizi nella Sanità, rischia di trasformare molti precari in disoccupati». «Il problema vero - spiega Caiazza - è rappresentato dalle difficoltà politiche e gestionali dell'intera Giunta che, a tutt'oggi, stanno impedendo l'applicazione pratica di accordi che possano portare alla stabilizzazione concreta di migliaia di lavoratori. I contenuti delle Intese, assolutamente coerenti con le Finanziarie nazionale e regionale, definiscono percorsi che tutelano fortemente i lavoratori interessati. Non si può dire la stessa cosa per quella strana e anomala norma, contenuta implicitamente in una recente Circolare dell'Assessore alla Sanità, imposta dopo una tumultuosa riunione del Consiglio, attraverso la quale si descrive un 'tortuoso' e 'rischioso' itinerario nel quale i lavoratori si dovrebbero 'licenziarè da Cooperative, entrare in un progetto di 'tirociniò, per poi essere assunti da Aziende Ospedaliere e ASL». La Cgil annuncia che «per quanto ci riguarda non avalleremo mai 'percorsi incertì che davvero rischiano di far divenire i precari disoccupati. Non possono e non devono verificarsi situazioni di 'vacanzà in termini di 'rapporto di lavorò. Le 'trasformazionì devono prevedere momenti contestuali di licenziamento e assunzione. L'esperienza drammatica di Lazio Service insegna. Insegna a noi ma evidentemente non ad altri più inclini alla demagogia che alla soluzione dei problemi. La Cgil «non accetta lezioni da politici, Sindacati di base ed altri che, finora, sono riusciti a buttare solo fango e a generare enormi confusioni e pretende il rispetto degli Accordi. In questa direzione devono andare i prossimi incontri, già calendarizzati con Assessore alla Sanità e Direttori Generali delle Asl».


12 aprile 2007 - Omniroma

REGIONE, RDB-CUB: SOSPESA OCCUPAZIONE ASSESSORATO SANITÀ

(OMNIROMA) Roma, 12 apr - «Le RdB-CUB hanno interrotto l'occupazione della sala riunioni al 7° piano della Regione Lazio iniziata questa mattina, e sostenuta dalla protesta dei lavoratori precari della sanità che si erano incatenati ai cancelli di via Rosa Raimondi Garibaldi». È quanto si legge in una nota delle Rdb. «A seguito della protesta - continua la nota - la delegazione delle RdB ha incontrato l'assessore Augusto Battaglia ed ottenuto l'impegno a portare nell'imminente incontro fissato per il 19 aprile, a cui parteciperà anche il Direttore Generale della ASL RMH, provvedimenti tecnici che avviino un percorso di stabilizzazione per tutti i precari della sanità laziale. All'occupazione e all'incontro odierno con Battaglia ha partecipato anche il Presidente della Commissione lavoro Giuseppe Mariani, al terzo giorno di sciopero della fame per ottenere la convocazione di un Consiglio straordinario sulla precarietà nel Lazio». Le RdB-CUB «considerano la mobilitazione odierna come un passo importante per riaprire le possibilità di soluzione per i precari della ASL RMH, che rappresentano emblematicamente una delle tante contraddizioni contenute nell'accordo sul precariato in sanità siglato da Cgil, Cisl e Uil».

REGIONE, PRECARI ASL RMH CHIEDONO VERTICE CON BATTAGLIA

(OMNIROMA) Roma, 12 apr - I lavoratori di Rdb/Cub della Asl RmH, che hanno simbolicamente occupato la sala riunioni dell'assessorato regionale al Bilancio, attendono un impegno formale dell'assessore alla Sanità, Augusto Battaglia, a riceverli giovedì prossimo, insieme con il direttore generale della Asl Luciano Mingiacchi, per discutere della stabilizzazione dei precari. Con loro al settimo piano della sede della giunta, il presidente della commissione Lavoro, Giuseppe Mariani, al terzo giorno di sciopero della fame per chiedere che venga convocato un Consiglio straordinario sul precariato. «Quella della sanità è solo un aspetto del problema - dichiara - I precari in Regione sono centinaia e occupano posizioni fondamentali per il normale svolgimento della pubblica amministrazione». Prosegue intanto in strada il presidio della Rdb/Cub.

REGIONE, PRECARI ASL RMH OCCUPANO ASSESSORATO SANITÀ

(OMNIROMA) Roma, 12 apr - In attesa di essere ricevuta dall'assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia, la delegazione dei lavoratori della Asl RmH ha occupato gli uffici dell'assessorato. Intanto, tre persone si sono incatenate alla cancellata del palazzo della Regione, dove è in corso il presidio della RdB/Cub per chiedere l'assunzione e la stabilizzazione dei precari.
La protesta è iniziata questa mattina quando una ventina di precari della Asl RmH si sono ritrovati sotto la sede della Regione per chiedere l'assunzione e la stabilizzazione. «Le contraddizioni che l'accordo siglato con Cgil, Cisl e Uil evidenzia - spiega Emilia Polzella, della Rdb/Cub - rischiano di trasformare molti precari in disoccupati. La vicenda dei precari della Asl RmH è emblematica: hanno lavorato come ausiliari per anni, sono stati formati come operatori socio sanitari a spese della Regione, sono in graduatoria alla Asl dei Castelli romani ma molti di loro rischiano di non essere stabilizzati». Il sindacato sottolinea, inoltre, che l'organico della Asl RmH prevede un numero maggiore di operatori socio sanitari e che sono stati già stanziati i fondi necessari per la loro assunzione. «Occorre un consiglio straordinario sul precariato - conclude la Polzella - che rimetta al centro della discussione politica tempi, modi e soluzioni».

Appuntamenti

......
La Rdb/Cub Roma e Lazio organizza presidio di protesta dei precari della Asl Rm/H che rischiano di rimanere esclusi dalle procedure di stabilizzazione. All'iniziativa sarà presente anche il presidente della commissione Lavoro, Peppe Mariani, che sta attuando uno sciopero della fame nell'intento di ottenere un consiglio straordinario sulla precarietà. Regione Lazio, via C. Colombo (ore 10)


12 aprile 2007 - Dire

NUCLEARE. INCIDENTI, USI-RDB RICERCA: SI INTERVENGA RAPIDAMENTE
RIVEDERE TUTTI GLI ACCORDI ENEA-SOGIN

(DIRE) Roma, 12 apr. - Un "intervento con grado di urgenza da parte di Apat, Ispettorato del lavoro e Asl competente nell'analisi degli incidenti nucleari che hanno causato la contaminazione di alcuni lavoratori in Casaccia e fuoriuscite di materiale radioattivo a Saluggia, Trisaia e Casaccia, e la revisione di tutti gli accordi Enea-Sogin". Lo chiedono i sindacati di base Usi-Rdb Ricerca Enea, che oggi hanno manifestato davanti (e dentro) la sede dell'ente a Roma, in occasione della presentazione del rapporto Energia e ambiente 2006. "Gli incidenti nucleari si susseguono nei vari centri- denunciano in un volantino- Enea e Sogin continuano a rimpallarsi le responsabilita' sulla pelle dei lavoratori contaminati". Tutto cio', naturalmente, chiedendo la stabilizzazione dei ricercatori con "la ripresa delle trattative all'Aran per l'immediato ingresso di Enea" nel comparto degli enti pubblici di ricerca.

ATENEO BOLOGNA. I RICERCATORI PRECARI BOCCIANO LA CGIL
"MEGLIO SINDACATI BASE"; NUOVE INIZIATIVE, "MALE PRODI E RETTORE"

(DIRE) Bologna, 12 apr. - La lotta dei ricercatori precari, sia a Bologna che a livello nazionale, ottiene il "rinforzo" dei sindacati di base. Rdb e Cobas hanno infatti annunciato oggi che appoggeranno le future iniziative di lotte intraprese dalla Rete dei ricercatori precari. A partire dalla manifestazione nazionale del 4 maggio a Roma, con un presidio sotto la sede del Ministero delle Finanze. Sostegno anche in occasione delle assemblee organizzate a Bologna con i ricercatori e precari dell'Alma mater: il 18 aprile nella facolta' di Scienze politiche e il 24 aprile a Matematica. Anna Borghi e Francesca Scandellari, portavoce della Rete dei ricercatori precari di Bologna, hanno presentato oggi le iniziative, alla presenza di Massimo Betti, responsabile cittadino delle Rdb, e Sabina Paladini in rappresentanza dei Cobas. Su una linea diversa invece la Flc-Cgil, contattata dai ricercatori. "Siamo in disaccordo- confessa Borghi- ci hanno risposto che le norme introdotte dalla finanziaria sono un primo esile passaggio per il superamento della precarieta'". La Rete dei precari della ricerca, invece, punta invece a un "atto politico" piu' forte da parte del Governo: "Sappiamo che le norme 519 e 520 della Finanziaria non riguardano espressamente le Universita'- ammette Borghi- per questo chiediamo un'azione politica di riconoscimento del lavoro svolto", che non sia pero', precisa Matteo Montanari (anche lui ricercatore precario) "un'apertura indiscriminata come negli anni '80". Secondo Betti, "occorre arrivare al superamento di questi che sono a tutti gli effetti lavoratori decontrattualizzati. Il problema sono le risorse economiche da trovare a livello nazionale". E allora, invita Betti, "che si faccia funzionare il fondo per le stabilizzazioni attraverso i conti dormienti, come vari esponenti politici hanno dichiarato ma non ancora messo in pratica".(Insomma, oggi alla presentazione delle nuove iniziative dei ricercatori precari, non e' mancata la polemica con il Governo Prodi ("in un anno non abbiamo visto un'inversione di tendenza, ha assunto piu' ricercatori il ministro Moratti); ma non e' mancata nemmeno la polemica con il rettore dell'Alma Mater, Pier Ugo Calzolari. Che un mese fa aveva risposto ai precari, dicendo di non condividere la protesta sia nel merito ("abbiamo messo a disposizione 300 posti, piu' di cosi' non potevamo fare"), sia sul metodo usato dai ricercatori: "Non condivido le campagne a mezzo stampa. Se volevano un tavolo bastava telefonare". Una frase che ancora non va giu' ai precari. "E' una situazione paradossale- attaccano Borghi e Scandellari- e' da giugno che ancora aspettiamo una risposta sia per l'apertura del tavolo sia per avere l'anagrafe dei precari dell'Ateneo. E' vero, non abbiamo telefonato, ma abbiamo mandato una grande quantita' di e-mail, e non solo al rettore, a cui non ci e' mai stato risposto".

LAVORO. CGIL: DA RDB-CUB BUGIE SU ACCORDO PRECARI CON REGIONE

(DIRE) Roma, 12 apr. - "Le dichiarazioni di stamani da parte dei dirigenti Rdb-Cub appaiono davvero sconcertanti. Secondo queste esternazioni, l'accordo siglato tra la Regione Lazio e Cgil, Cisl e Uil sulla stabilizzazione dei lavoratori, rischia di trasformare molti precari in disoccupati. Le bugie, pero', hanno le gambe corte". E' quanto afferma il segretario Cgil Roma e Lazio, Cesare Caiazza, in merito all'occupazione di questa mattina da parte di alcuni lavoratori dell'Asl Rm H dell'assessorato regionale alla Sanita'. "Il problema vero e' rappresentato dalle difficolta' politiche e gestionali dell'intera giunta che, a tutt'oggi, stanno impedendo l'applicazione pratica di accordi che possono portare alla stabilizzazione concreta di migliaia di lavoratori- spiega Caiazza- I contenuti delle intese, assolutamente coerenti con le Finanziarie nazionale e regionale, definiscono percorsi che tutelano fortemente i lavoratori interessati". Caiazza sottolinea che "non avalleremo mai percorsi incerti che davvero rischiano di far divenire i precari disoccupati. La Cgil, orgogliosa della propria storia centenaria, non accetta lezioni da politici, sindacati di base ed altri che, finora, sono riusciti a buttare solo fango e a generare enormi confusioni".

SANITA'. AL VIA INCONTRI TRA SINDACATI E ASL SU PRECARI
CAIAZZA (CGIL): SARANNO DEFINITE PRIORITA' STABILIZZAZIONE

(DIRE) Roma, 12 apr. - "Lunedi'' iniziera' un ciclo di incontri, in assessorato regionale alla Sanita', tra le organizzazioni sindacali e i direttori generali delle Asl, per definire le priorita' nel percorso di stabilizzazione dei lavoratori precari". E' quanto annuncia il segretario Cgil di Roma e Lazio, Cesare Caiazza. "Le prime due riunioni- aggiunge Caiazza- saranno con le Asl Rm C e Asl Rm H". Proprio stamani alcuni precari aderenti alle Rdb-Cub dell'Asl Rm H avevano occupato l'assessorato alla Sanita'.


12 aprile 2007 - Agipress

Lo sciopero degli statali...

"Lo facessero questo fantomatico sciopero contro il Governo amico di cui parlano da mesi e mesi: non se ne può più di questo balletto che si alimenta ogni giorno di nuovi fatti e misfatti", Pierpaolo Leonardi della RdB/CUB interviene sulla querelle aperta dalle indiscrezioni di stampa sulla direttiva che il Governo invierà in giornata all’ARAN. "Alla fine il problema che sta emergendo non è tanto quello delle quantità economiche, ma la filosofia del memorandum che Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto e che ora il governo, che ovviamente fa il suo mestiere, introduce nelle direttive all’ARAN per il rinnovo dei contratti".
"Noi abbiamo fatto la nostra parte con gli scioperi del 6 ottobre, del 20 ottobre, del 17 novembre e soprattutto del 30 marzo, obbligando il Governo a scovare nuove risorse per fare i contratti. Ora noi continueremo la battaglia perché i soldi vadano tutti in paga base e niente sulla produttività, contro l’introduzione di norme contrattuali su mobilità forzata a supporto dello smantellamento della Pubblica Amministrazione e per respingere al mittente le direttive che contenessero accenni al memorandum che abbiamo sempre contestato. Chi ha seminato vento – sottoscrivendo il memorandum – oggi rischia di raccogliere tempesta, la responsabilità è solo e tutta loro!" conclude Leonardi.


12 aprile 2007 - Left n.13

Precari di lotta e di governo
Scioperi a catena nell’amministrazione dello Stato. Rdb Cub già in piazza, Cgil, Cisl e Uil si fermano a metà aprile
di Manuele Bonaccorsi

Quanto guadagna un lavoratore del pubblico impiego? Ad esempio un impiegato del Centro unico di prenotazioni, dove i cittadini possono richiedere visite mediche e il rilascio di certificati? Dipende. Se assunto direttamente dall’Azienda sanitaria, con un orario di 36 ore settimanali, circa 20.000 euro l’anno. Qualora lo stesso lavoratore fosse assunto in seguito a una gara d’appalto, magari vinta dalla Telecom, riceverebbe invece uno stipendio annuale di 8.500 euro se a tempo determinato, se co.co.pro di 6.000 euro (500 al mese). Ma per quel lavoratore precario, pagato due lire dalla sua cooperativa in associazione temporanea d’impresa con la Telecom, l’ospedale pagherà 21.000 euro, per 25 ore di servizio: mille euro in più di un lavoratore assunto direttamente, e per un numero minore di ore di lavoro. Mille euro che finiscono nelle casse di Telecom. Cioè di un privato. Accade a Roma, nella Asl Rmb, in seguito a una commessa assegnata senza gara d’appalto nel 1998, di durata decennale, da poco rinnovata nonostante il suo valore, ben 30 milioni di euro. Adesso le carte sono al vaglio della magistratura, dopo la denuncia delle Rdb-Cub, il più grande sindacato autonomo nazionale, con oltre 700.000 iscritti, che il 30 marzo ha indetto uno sciopero generale del pubblico impiego.
«Altro che fannulloni e privilegiati: i fondi per la pubblica amministrazione sono in diminuzione da anni, i costi sono scaricati sui lavoratori, con la precarietà e l’aumento dei carichi di lavoro. E gli uffici diventano dispensatori di favori per le imprese», denuncia Paola Palmieri, del direttivo del sindacato, che non ha perso la sua combattività nonostante una notte insonne passata all’interno di Palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione Pubblica. Una notte che Palmieri non ha impiegato in estenuanti trattative, ma nell’occupazione della sala riunioni del ministro Luigi Nicolais. «Mercoledì scorso il ministro ci riceve nella sala Stoppani, insieme a Cgil, Cisl e Uil. Si limita a parlare cinque minuti, senza dare alcuna risposta alle nostre richieste sulla stabilizzazione dei precari. E fornisce un piano di incontri sulla riforma del pubblico impiego già concordato coi sindacati confederali, senza consultarci. Allora abbiamo detto al ministro che da lì, senza una chiara risposta, non ce ne saremmo andati. E così abbiamo passato una notte a dormire sulle sedie della sala riunioni, scortati dalla polizia anche per andare in bagno», racconta la sindacalista. «Ci rinfacciano ancora il peccato originale di non aver sottoscritto gli accordi di luglio 1993. Da allora, anche se per la legge Bassanini siamo una delle organizzazioni maggiormente rappresentative, veniamo esclusi dai tavoli o chiamati solo a giochi fatti», continua. Cosa è successo dopo quella riunione è cronaca dei quotidiani: Cgil, Cisl e Uil si spostano in via XX Settembre per incontrare il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, e da lui si sentono dire che, nonostante il famoso "tesoretto", non ci sono fondi per rinnovare il contratto. E così, solo un po’ in ritardo rispetto ai più combattivi colleghi delle Rdb, decidono lo sciopero, fissato per il 16 aprile. Nonostante l’accordo raggiunto col memorandum sul pubblico impiego lo scorso 18 gennaio e ancor prima, il 4 novembre del 2006, durante le concitate fasi di stesura della Finanziaria.
Così, mentre Epifani, Angeletti e Bonanni discutono con Prodi e Damiano di aumento dell’età pensionabile, coefficienti e riforma degli ammortizzatori, nel pubblico impiego è in corso una dura battaglia sindacale. Come mai? A spiegarlo con la nettezza propria dei numeri basta una percentuale: 1,64 per cento. È la quota che il governo ha stanziato in Finanziaria per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, già scaduti nel 2006. Equivalgono a 92 euro, «da pagarsi in tre comode rate, l’ultima nel 2008, con la prossima Finanziaria, quando sarà già in scadenza il biennio», spiega Paola Palmieri. Con l’ultimo governo Berlusconi fu poco più del 5 per cento, oltre 100 euro di aumento. Che non sono richieste esose, o il ricatto di una cricca di privilegiati, lo dimostra un rapporto Eurispes del 2005, secondo cui dal 2001 al 2004 i dipendenti pubblici hanno perso per effetto dell’inflazione il 18,4 per cento del loro potere d’acquisto.
I precari sono migliaia: gli informatici del ministero di Grazia e Giustizia, co.co.pro. di un’azienda privata, che ogni giorno timbrano il cartellino per le loro 8 ore di "lavoro autonomo" nel dicastero di Mastella, nonostante trattino dati sensibili. I marittimi di Messina, che battono il record della durata dei contratti (40 minuti, il tempo della traversata dello Stretto). I precari dell’Istat, quelli che raccolgono i dati sulle "forze di lavoro", pagati a questionario. O gli stagionali del ministero della Difesa, operai impegnati nella manutenzione delle piste militari, assunti a giornata dal 1987 per ripianare le buche da cui partono i 121 nuovi caccia Eurofighter, pagati 6,5 miliardi di euro.
Novantaseimila lavoratori a tempo determinato, 46.000 lavoratori socialmente utili, 7.000 interinali, 3.000 contratti di formazione, 98.000 co.co.co. In tutto, secondo i dati tratti dal conto economico annuale della Ragioneria dello Stato, aggiornato al 2005, i "precari di Stato" sono oltre 250.000. Assunti nel corso degli anni per coprire i buchi delle pubbliche amministrazioni, a cui era impedito stipulare altri contratti a causa del blocco delle assunzioni. Tanto che oggi, secondo dati del Censis, sono precari il 10 per cento degli impiegati pubblici, contro l’8 per cento dell’industria. Il governo si è detto disposto ad assumere solo i precari storici, i tempi determinati che abbiano almeno 36 mesi di servizio negli ultimi 5 anni e che abbiano vinto un concorso. In tutto non più di 8.000 lavoratori. Troppo pochi. (30 marzo 2007)


12 aprile 2007 - Il Gazzettino

Parecchi guardano ai fondi pensione
Mentre i giovani attendono. Gli immigrati preferiscono l’azienda
Tfr, poche le scelte in tre mesi
Circa la metà dei lavoratori non ha ancora deciso la destinazione della "liquidazione"
di Davide Lisetto

Pordenone - Tfr e fondi pensione, meglio aspettare. Nei primi tre mesi del periodo - fino al primo giugno - durante il quale tutti i lavoratori sono chiamati a compiere la scelta sulla destinazione del trattamento di fine rapporto pare che in pochi abbiano già compilato il modulo. Forse meno della metà dei lavoratori ha già espresso la propria scelta sul futuro previdenziale. Difficile avere dati precisi (prima del prossimo mese di giugno circoleranno solo dati ufficiosi e parziali) sulle scelte dei dipendenti delle aziende del Friuli occidentale.
Ma dagli orientamenti emersi durante le molte assemblee nei luoghi di lavoro e dagli incontri organizzati dalle diverse categorie produttive esce una situazione piuttosto diversificata. Nelle aziende più grandi dei settori industriali portanti dell'economia locale (metalmeccanica, legno, plastica-chimica) circa la metà dei lavoratori ha già deciso come utilizzare il Tfr. In questi settori, tra coloro che hanno già compiuto la scelta, in parecchi hanno individuato nei fondi pensione integrativi lo strumento dove destinare il Tfr. L'altra metà degli addetti starebbe ancora studiando le diverse possibilità a disposizione. «Durante le assemblee che stiamo organizzando - spiegano dalla Fim-Cisl - tra i metalmeccanici noi spieghiamo che vi sono diverse possibilità. Illustriamo i vantaggi del fondo chiuso di categoria, ma spieghiamo che esistono anche fondi aperti che si possono sottoscrivere con banche o assicurazioni. Oltre alla possibilità di poter lasciare il proprio Tfr nelle casse dell'azienda». E a questo proposito emerge anche una scarsa informazione tra molti lavoratori. La norma prevede che le imprese con più di 50 addetti non possano più trattenersi il Tfr essendo obbligate a girarlo in un fondo di tesoreria gestito dall'Inps che sarà utilizzato per la realizzazione di grandi opere pubbliche. «I dipendenti - aggiunge la Fim - devono sapere che comunque per la gestione del loro Tfr e per le modalità di richiesta anticipata il referente resta comunque l'azienda e non l'Inps».
A essere maggiormente orientati verso i fondo categoriali sono i lavoratori più "anziani". Mentre gli addetti più giovani preferiscono attendere per capire meglio le diverse opportunità. Tra gli immigrati è piuttosto diffuso l'orientamento a lasciare il Tfr all'azienda. «I lavoratori stranieri - spiegano alla Uilcer - pensano magari di dover prelevare il Tfr in tempi più brevi e quindi evitano il fondo. Mentre i giovani sono più dubbiosi, gli addetti assunti prima del '93 che conoscono già i fondi pensioni tendenzialmente optano proprio per i fondi». Incertezze anche nell'artigianato dove il fondo integrativo è appena partito. Intanto, nei giorni scorsi l'Inps ha diffuso la circolare con le istruzioni operative con tutte le modalità di versamento e di accantonamento per le imprese. Nel frattempo anche il sindacato di base (Rdb-Cub) di Pordenone organizza due iniziative informative sul Tfr: domani dalle 17 ci sarà un banchettoinformativo in piazzetta Cavour, mentre giovedì 19 aprile, alle 18, sarà organizzato un incontro nella sala riunioni di via Torricella.

PREVIDENZA Iniziative dei sindacati di base

Pordenone - Le Rappresentanze sindacali di base (Cub hanno programmato a Pordenone, per domani e il 19 aprile, due iniziative di sensibilizzazione sul tema del Trattamento di fine rapporto. Domani, alle 17, verrà allestito un banchetto informativo in piazzetta Cavour. Giovedì 19, alle 18, in via Torricella, è in programma un incontro formativo per aiutare i lavoratori a scegliere con oculatezza il destino dei loro fondi destinati al Tfr.


12 aprile 2007 - Il Mattino

INIZIATIVA DEL SENATORE DI FI
Interrogazione di Izzo contro le soppressioni degli uffici finanziari

Benevento - Alla vigilia della mobilitazione dei lavoratori degli uffici provinciali del ministero dell'Economia e delle Finanze di Benevento, del P.R.A., e dell'Agenzia del Territorio (l’appuntamento fissato dal Rdb/Cub è alle 10 davanti al palazzo degli uffici finanziari), il senatore di Forza Italia Mino Izzo preannuncia che la prossima settimana depositerà «un’interrogazione urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri dell'Economia e delle Finanze e delle Riforme ed Innovazioni nella Pubblica Amministrazione sulla ipotesi di soppressione in 40 province degli Uffici provinciali del Ministero dell’Economia e delle Finanze». Per Izzo «dalla prima bozza di regolamento di attuazione delle disposizioni della Finanziaria 2007, emerge con chiarezza l’intenzione del Ministro Padoa Schioppa di sopprimere, in due distinte fasi, gli uffici in questione in ben 40 province italiane, degradando i cittadini residente nelle realtà territoriali minori al rango di cittadini di serie B, che verranno ad essere privati dei canali di accesso ai servizi erogati da tali strutture; una una ingiusta ed illegittima discriminazione che, oltre tutto, si pone in contrasto con la Costituzione italiana ed europea e con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea». Dopo aver stigmatizzato «la colpevole indifferenza mostrata dal Comune e dalla Provincia di Benevento di fronte a questa problema» il senatore forzista spiega: «Oltre a chiedere agli esponenti del Governo di riferire sulle questioni sollevate, mi preme rassicurare i cittadini sulla mia costante attenzione dei confronti del problema, del quale sarà mia cura, inoltre, interessare anche il gruppo del Partito Popolare in seno al Parlamento Europeo per un fattivo intervento sugli organismi della Commissione Europea, tendente ad acquisire ogni elemento di valutazione sulla conformità delle norme in questione con l'ordinamento comunitario».


12 aprile 2007 - Il Manifesto

l'appello
Piena solidarietà a Emergency. Il governo italiano intervenga

L'assassinio di Adjimal Nashkbandi, l'ostilità evidente del governo Karzai contro Emergency, la prigionia di Rahmatullah Hanefi, la decisione del governo afgano, in piena sintonia con i comandi Nato di non trattare più per la liberazione di ostaggi si inscrivono evidentemente in un quadro di guerra legittimato dall'Onu, ma non per questo meno cruento e inaccettabile.
Che in Afghanistan ci si stia per la guerra e non per la pace è del resto dimostrato dalla decisione italiana di inviare elicotteri Mangusta e nuove truppe, o da quella tedesca di inviare gli aerei Tornado.
Nello stesso tempo si mette a repentaglio l'attività di un'organizzazione umanitaria come Emergency, la cui opera è evidente a tutti.
Oggi noi vogliamo ribadire la nostra ferma contrarietà a questa missione continuando a chiedere il ritiro delle truppe italiane come unica condizione possibile per cambiare prospettiva.
Fare finta di non sapere che la missione Isaf è nata per sostenere il governo di Karzai rappresenta una posizione indifendibile.
Pensiamo allo stesso tempo che il governo italiano debba fare di tutto per proteggere l'iniziativa di Emergency anche perché non si può utilizzare un'organizzazione quando fa comodo per poi scaricarla sotto le linee direttive dell'alleanza atlantica. E' anche una questione di dignità, umana prima che politica o nazionale.
Crediamo che il governo debba fare tutto il possibile, quello che ancora non sta facendo, per la liberazione di Rahmatullah Hanefi. Parole come quelle pronunciate dal responsabile della sicurezza del governo Karzai sono inaccettabili.
Anche noi riteniamo che non sarebbe pensabile un impegno di Emergency che non sia, come è stato dal 1999 a oggi, rivolto a offrire assistenza sanitaria a tutti coloro che ne hanno bisogno, solo in nome di questo bisogno, civili o combattenti, in totale indifferenza verso appartenenze o divise. Il governo italiano non può accettare l'intimidazione, noi non la accettiamo.
Riccardo Bellofiore, Piero Bernocchi, Sandro Bianchi, Mauro Bulgarelli, Paolo Cacciari, Salvatore Cannavò, Sergio Cararo, Luca Casarini Giulietto Chiesa, Lidia Cirillo, Danilo Corradi, Giorgio Cremaschi, Flavia D'Angeli, Tommaso Di Francesco, Nicoletta Dosio, Laura Emiliani, Marco Filippetti, Dario Fo, Jacopo Fo, Olol Jackson, Fosco Giannini, Pierpaolo Leonardi, Aurelio Macciò, Piero Maestri, Luciano Muhlbauer, Gigi Malabarba, Franca Rame, Gianni Rinaldini, Fernando Rossi, Marco Santopadre, Nando Simeone, Fabrizio Tomaselli, Franco Turigliatto, Vauro Senesi, Giovanna Vertova.
Per adesioni: scannavo@hotmail.com


12 aprile 2007 - La Repubblica

ATAF "L´azienda disincentiva le donazioni di sangue"
La protesta dello Sdi contro il tetto di tre assenze all´anno imposto agli autisti

Firenze - «Ataf non limiti a tre le donazioni di sangue l´anno per i propri dipendenti». La richiesta è dal capogruppo dello Sdi in Palazzo Vecchio, Alessandro Falciani, che ha scoperto che l´azienda di trasporto ha previsto, per i circa 300 donatori suoi dipendenti, «un tetto massimo di tre donazioni l´anno per ciascun donatore. Ogni donazione aggiuntiva alla terza penalizzerà il donatore, perché verrà conteggiata come assenza nel calcolo annuale del "premio di risultato"» spiega Falciani. Una scelta che secondo il capogruppo Sdi va contro «la risoluzione approvata all´unanimità dal consiglio comunale che impegnava l´amministrazione a promuovere la donazione di sangue», ed anche contro l´obiettivo della Regione Toscana di raggiungere l´autosufficienza, con un incremento nelle donazioni del 4 per cento. La scelta di disincentivare la quarta donazione arriva con l´obiettivo di limitare i costi aziendali (ogni volta che si dona il sangue, si ha diritto ad un giorno di permesso): «Ma non è questa la strada da percorrere per far quadrare i conti» dice Falciani. Ieri intanto, protesta dei sindacati di base, ieri, nel corso della assemblea di Asstra, il consorzio nazionale delle aziende del trasporto pubblico locale. Oltre duecento persone hanno manifestato contro «le proposte del decreto Lanzillotta, sulle liberalizzazione del servizio di Tpl, una indicazione confermata anche dal tavolo romano tra aziende, sindacati confederali e governo» dice Alessandro Nannini delle Rdb Ataf di Firenze.(m.f.)


12 aprile 2007 - Il Messaggero Veneto

Dalle assemblee di Udine e Trieste escono due proposte diverse sulla cessione del 49 per cento della società d’informatica regionale E stamattina i sindacati incontrano Pecol Cominotto
I dipendenti Insiel bocciano la vendita
«Un’azienda per il mercato e una per l’in-house, o lo sdoppiamento della contabilità»
di Alessandro Martegani

TRIESTE - I lavoratori di Insiel si oppongono alla privatizzazione della società: è questo il responso giunto dalle due assemblee dei dipendenti della società informatica regionale, convocate a Udine e Trieste alla vigilia dell’incontro con l’assessore Gianni Pecol Cominotto. Mentre il processo di privatizzazione della società sembra procedere a tappe forzate, e già si fanno i primi nomi di possibili partecipanti al bando europeo che porrà in vendita il 49 per cento della società (fra gli altri la Ibm, ma anche il gruppo Almaviva e la Deutsche Telekom), le forze sindacali e i lavoratori sembrano voler frenare, e prendere in considerazione strade diverse dalla privatizzazione.Entrambe le assemblee, infatti, hanno respinto a larga maggioranza l’ipotesi di privatizzazione della società, avviata dalla regione dopo la pubblicazione del decreto Bersani, e proposto strade alternative. «I lavoratori hanno votato contro la privatizzazione – ha confermato Alessandro Vecchiet del Cub al termine dell’assemblea di Trieste –, e hanno dato mandato ai rappresentanti sindacali di proporre una strada diversa, alternativa alla vendita del 49 per cento».
Sono però due le ipotesi uscite dalle assemblee: a Udine infatti i dipendenti hanno approvato la proposta già votata dall’Rsu la scorsa settimana. L’Rsu del capoluogo friulano al termine dell’incontro ha spiegato: «Il nostro intento resta quello di aprire un confronto serio sull’ipotesi di separazione delle attività di mercato di Insiel dalle attività di in-house providing». Il progetto prevede la possibile creazione di due società, magari riunite sotto una holding, anche con l’ingresso di partner privati.
A Trieste, invece, la direzione scelta è stata quella della separazione contabile delle attività di mercato e le attività in affido diretto, vale a dire una divisione dei due settori dal punto di vista contabile, mantenendo però un’unica società, un’unica sede, e soprattutto il controllo della regione.
In generale è stata anche ribadita la necessità di un confronto approfondito fra i lavoratori e la regione sul futuro dell’azienda: «Anche i lavoratori hanno sottolineato come finora non ci sia stato un reale confronto con la regione - ha spiegato Alberto Monticco della Fim Cisl -: delle 14 ipotesi sul futuro assetto della società, contenute negli studi commissionati suo tempo dalla regione, nessuna è mai stata illustrata ai sindacati e ai dipendenti».
Con questo mandato, le forze sindacali si preparano dunque ad affrontare l’incontro fissato per questa mattina con l’assessore ai servizi informatici Gianni Pecol Cominotto, un confronto che, a questi punto, si preannuncia tutt’altro che agevole, vista la decisione con cui la regione ha puntato verso il bando europeo per la cessione del 49 per cento della Società. Già domani, infatti, la giunta regionale dovrebbe esaminare la vicenda Insiel, e dare mandato all’azienda di avviare la valutazione minima per la vendita del 49 per cento della società e pubblicare il bando europeo, che dovrebbe vedere la luce entro fine mese.
Sempre domani, però, potrebbero anche giungere nuove decisioni da parte delle forze sindacali, alla luce dell’incontro con l’assessore Pecol Cominotto, in un confronto che appare di giorno in giorno sempre più complesso.


11 aprile 2007 - Il Sole 24 Ore Radiocor

Tesoro: dopo intesa su statali, riapre dialogo su premi e riordino
Venerdi' convocati i sindacati

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 11 apr - Dopo l'intesa sui contratti del pubblico impiego, tornano piu' distesi i rapporti tra sindacati di categoria e il ministro Tommaso Padoa-Schioppa. H convocato per venerdi' il nuovo incontro con Cgil, Cisl, Uil, Rdb-Cub e le altre sigle sui premi legati alla lotta all'evasione. "L'obiettivo e' chiudere - dice Paolo Cento, sottosegretario con delega al personale - e, se necessario, ragioneremo anche sui numeri". Si riapre il dialogo sul riordino del Tesoro previsto in Finanziaria.


11 aprile 2007 - Omniroma

SANITÀ, RDB-CUB: «PRECARI ASL RMH RISCHIANO ESCLUSIONE»

(OMNIROMA) Roma, 11 apr - «Rischiano di rimanere esclusi dal processo di stabilizzazione i precari della Asl RmH; dopo aver garantito per anni i servizi della Asl dei Castelli romani ed essere stati formati come operatori socio sanitari a spese della Regione, oggi le alchimie regionali non prevedono garanzie per il loro futuro». Lo dichiara, in una nota, Emilia Polzella della Rdb-Cub. «Le contraddizioni che il recente accordo evidenzia - aggiunge Polzella - rischiano di trasformare molti precari in disoccupati; la vicenda dei precari della Asl RmH è emblematica: hanno lavorato come ausiliari per anni, sono stati formati come Oss a spese della Regione, sono in graduatoria alla Asl dei Castelli romani ma molti di loro sono a rischio stabilizzazione. Le troppe contraddizioni che questo accordo determina, non possono essere risolte su ipotetici tavoli di confronto riservati a quanti hanno contribuito a legittimare il precariato». «Occorre un Consiglio straordinario sul precariato - continua Polzella - che rimetta al centro della discussione politica tempi, modi e soluzioni e non lasci all'arbitrio dei soliti noti il futuro di migliaia di lavoratori». Per questo motivo la Rdb-Cub ha organizzato, per domani alle 10, un presidio di protesta davanti alla sede della Regione Lazio in via Cristoforo Colombo. All'iniziativa sarà presente anche il presidente della commissione Lavoro, Peppe Mariani, in sciopero della fame per ottenere un Consiglio straordinario sulla precarietà.


11 aprile 2007 - Apcom

ALITALIA/ CUB: CONTRATTO LAVORATORI TERRA SCADUTO DA OLTRE 5 ANNI
Molte ambiguità da parte di azienda e altri sindacati

Roma, 11 apr. (Apcom) - Dopo 5 anni e 3 mesi si tenta di riparlare di rinnovo contrattuale per i lavoratori di terra di Alitalia. Lo sottolinea la Cub trasporti in una nota nella quale ricorda che le mobilitazioni dei lavoratori di Napoli (Atitech) hanno riaperto la discussione su un rinnovo contrattuale che il personale di terra della Compagnia non può attendere ancora. Il contratto è scaduto da oltre 1.930 giorni. "Al momento - afferma la Cub - sembra che l'azienda abbia già convocato le altre organizzazioni sindacali per discutere del rinnovo del contratto ma nessuna delle sigle presenti al tavolo ha preparato, divulgato e discusso una piattaforma su cui avviare la trattativa e su cui misurare i risultati eventualmente ottenuti. Ai lavoratori di terra di Alitalia ed Alitalia Servizi - dice la Cub - sono stati negati anche gli aumenti minimi determinando un impoverimento consistente della categoria: Cgil-Cisl-Uil-Ugl prima hanno fissato le regole a perdere con cui rinnovare i contratti e poi neppure si adoperano per farle rispettare. E' ora di rivendicare il rinnovo del contratto dei lavoratori di terra: la categoria che ha uno dei costi più bassi rispetto a quello dei colleghi delle altre compagnie europee. Altro che alto costo del lavoro: se prima della cura avviata da Mengozzi-Zanichelli-Cimoli i lavoratori di terra dell'Alitalia percepivano salari ben al di sotto di quello dei loro colleghi delle compagnie di riferimento del vecchio continente, oggi siamo il fanalino di coda nella drammatica classifica degli stipendi più bassi". Da quanto trapelato sugli esiti di questa prima fase di trattative, prosegue la Cub, "emergono però sia il tentativo dell'azienda di non concedere quanto ci spetta, che le ambiguità delle segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali firmatarie. Infatti non si capisce quanto e cosa stiano richiedendo, dato che non è stata elaborata alcuna piattaforma rivendicativa discussa, condivisa e approvata in categoria. La notizia di un sindacato disponibile a discutere e concordare con l'azienda magre una tantum a compensazione degli arretrati è una vergogna che deve essere respinta con forza ed in maniera netta".


11 aprile 2007 - Wapa

Comunicato stampa Cub trasporti su Alitalia
Alitalia Servizi: rinnovo contratto personale di terra
Roma, Italia - Dopo cinque anni e tre mesi

(WAPA) - "Le mobilitazioni dei lavoratori di Napoli (Atitech) hanno riaperto la discussione su un rinnovo contrattuale che il personale di terra della compagnia non può attendere ancora.
Al momento sembra che l'azienda abbia già convocato le altre organizzazioni sindacali: per discutere del rinnovo del contratto ma nessuna delle sigle presenti al tavolo ha preparato, divulgato e discusso una piattaforma su cui avviare la trattativa e su cui misurare i risultati eventualmente ottenuti.
Una tabella evidenzia quali aumenti mensili sono stati negati fino ad oggi al personale di terra della ex-compagnia di bandiera dal 2002.
I calcoli pubblicati evidenziano quale dovrebbe essere l'adeguamento dei salari all'inflazione determinata dai Governi: valori molto al di sotto dall'inflazione che abbiamo concretamente riscontrato ma che le istituzioni del Paese si guardano bene dal dichiarare.
Infatti, ben altri sarebbero gli aumenti spettanti alla categoria se si volesse mantenere il potere d'acquisto reale degli stipendi: fonti autorevoli ed attendibili rivelano che i tassi di inflazione veri siano 4 o 5 volte superiori a quanto annunciato dai Governi (...senza contare il cambio Euro-lira che ha falcidiato in modo ancor più consistente le retribuzioni).
Nonostante ciò ai lavoratori di terra di Alitalia ed Alitalia Servizi sono stati negati anche gli aumenti minimi, determinando un impoverimento consistente della categoria: Cgil Cisl Uil Ugl prima hanno fissato le regole a perdere con cui rinnovare i contratti (accordo del 23-7-93: rinnovi contrattuali che dovrebbero recuperare l'inflazione dichiarata dai Governi) e poi ... neppure si adoperano per farle rispettare.
E' ora di rivendicare il rinnovo del contratto dei lavoratori di terra: la categoria che ha uno dei costi più bassi rispetto a quello dei colleghi delle altre compagnie europee". (Avionews)


11 aprile 2007 - Il Gazzettino

ACTV
Sesto uomo sulle motonavi: la causa di merito inizierà il 29 giugno in Tribunale

Venezia - La questione del sesto marinaio a bordo delle motonavi dell'Actv verrà discusso in sede di merito il prossimo 29 giugno, davanti alla sezione lavoro del Tribunale di Venezia e, con molte probabilità, si renderà necessaria una nuova consulenza tecnica.
Lo rende noto l'ufficio stampa dell'Azienda dei trasporti ricostruendo la cronistoria del contenzioso giudiziario che ha portato il giudice Margherita Bortolaso ad emettere, in sede di urgenza, un provvedimento che impone il ripristino a bordo del sesto uomo per motivi di sicurezza.
Il ricorso era stato presentato il 29 dicembre del 2006 dall'organizzazione sindacale RDB-CUB (poi estromessa dal giudizio) e da due dipendenti: il giudice l'ha accolto il 17 gennaio 2007, ordinando ad Actv di «reintegrare l'equipaggio delle motonavi nella composizione precedente la tabella di armamento 7 settembre 2001, con inserimento quale unità ulteriore rispetto a quelle attuali dell'aiuto motorista».
Actv ha proposto reclamo al Tribunale contro questo provvedimento, ma l'organo giudiziario lo ha confermato, rinviando la definizione della questione alla causa di merito. Nel frattempo i due dipendenti, assistiti dall'avvocato Beppe Duca, hanno presentato istanza al Tribunale chiedendogli di decidere tempi e modi di esecuzione del provvedimento. Il ricorso è stato però respinto la scorsa settimana: secondo il giudice il provvedimento è già esecutivo e non è possibile ordinare una sua esecuzione forzata. Nel caso di inadempienza può essere presentata una denuncia penale. «Il giudice ha affermato che non c'è necessità di alcun ulteriore provvedimento giudiziario che determini le modalità di attuazione, posto peraltro che, come specificato espressamente nell'ordinanza, "Actv sta procedendo in tal senso", in ossequio al disposto del giudice», precisa l'ufficio stampa dell'Azienda dei trasporti.

LA PROTESTA È STATA INDETTA DAI SINDACATI CONTRO UNA COOP CHE SI OCCUPA DI ANZIANI E PORTATORI DI HANDICAP
In via del Carmine il sit-in di 50 assistenti sociali

Padova - Dura lotta sindacale di una cinquantina di assistenti sociali contro il loro datore di lavoro: la cooperativa piemontese "ElleUno" che a Padova ha i suoi uffici in galleria Berchet. Cooperativa che circa due anni e mezzo fa ha vinto un bando di gara comunale per coprire il fabbisogno di assistenza ad anziani e portatori di handicap (circa 400 persone). Gli assistenti sociali, che ieri pomeriggio accompagnati dai rappresentanti sindacali (Cgil, Uil, Cisl e Adl Cobas) hanno organizzato un sit-in di fronte al centro servizi sociali di via del Carmine, accusano la cooperativa di avere ingiustamente licenziato una collega e di non rispettare il contratto di lavoro. Dopo un'ora di presidio questi lavoratori, che percepiscono uno stipendio mensile di non più di 900 euro, sono stati ricevuti dal vice sindaco Claudio Sinigaglia.
"Sono state applicate - ha spiegato D'Emanuele Scarparo della Uil Flp - direttamente delle sanzioni senza rispettare le procedure previste. Mi riferisco alla signora che è stata licenziata. La donna era stata prima sospesa a tempo indeterminato e poi licenziata, ma l'assurdo è che alla lavoratrice è stata retribuita la prestazione effettuata durante la sospensione. A questo aggiungiamo che la cooperativa ha un notevole ritardo nell'erogazione totale dell'Ert (elemento retributivo territoriale, ndr). Infine le elezioni per i rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori, sono state convocate da parte della cooperativa in un bar vicino alla propria sede. Una metodologia che chiaramente mette in luce come la cooperativa non prenda in considerazione i diritti dei lavoratori e il diritto di rappresentanza dei sindacati". Terminato l'incontro con il vice sindaco, Claudio Sinigaglia, la posizione degli assistenti sociali della cooperativa "ElleUno" è divenuta più chiara. "Abbiamo appreso dal vice sindaco - ha terminato Scarparo - che la cooperativa non vuole cambiare idea. A questo punto vogliamo un faccia a faccia tra noi e la coop con il Comune a fare da arbitro. Se questo non porterà ad una soluzione, proclameremo uno sciopero e andremo di fronte al giudice del lavoro. Tuttavia, speriamo di raggiungere un accordo per non creare problemi agli anziani e ai disabili".

Allarme di RdbCub all’Asl 6
«Ostetricia in affanno con poche ostetriche»
Quattro posti ancora vacanti
di Matteo Crestani

Vicenza - È sempre più alta la tensione in Ostetricia al San Bortolo, dove i carichi di lavoro, a causa della carenza di ostetriche, sono sempre più pesanti. A rivelarlo è Bonifacio Dal Bianco dell'Rdb-Cub. «L'Asl 6 di Vicenza», spiega il sindacalista vicentino», ha bandito un concorso al quale hanno partecipato ben 260 concorrenti, per conquistare uno dei quattro posti disponibili in ostetricia. Per tamponare la situazione, in attesa che a giugno vengano assegnati i quattro posti di lavoro, l'amministrazione dell'Azienda ospedaliera ha assunto due ostetriche in collaborazione coordinata e continuativa e una a tempo determinato, l'unica in graduatoria».
Il bilancio di nuove assunzioni piange: nel 2007, finora, sono stati assunti 17 operatori sociosanitari, ma solo una parte di questi ha già preso servizio. La carenza di personale non riguarda solo l'Ostetricia, ma ha colpito anche il pronto soccorso pediatrico, dove negli ultimi tempi gli accessi sono aumentati in modo esponenziale. «Sono sempre di più i casi che si presentano al pronto soccorso pediatrico», prosegue Bonifacio Dal Bianco, «probabilmente a significare l'alta professionalità che il San Bortolo ha maturato nel corso degli anni. Non dobbiamo prenderla sotto gamba, però, perché le capacità sono soprattutto frutto dell'esperienza del personale con maggiore anzianità di servizio, lo stesso personale che presto andrà in pensione e che non è mai stato valorizzato dall'amministrazione ospedaliera».
Sofferenza di personale c'è anche in molti altri reparti dell'ospedale del capoluogo, in particolare in medicina al terzo piano, in Geriatria al secondo piano e in Ortopedia. Non sono risparmiati neppure gli amministrativi: «L'ufficio che più manca di personale è quello relativo ai concorsi», conclude Bonficacio Dal Bianco, «e questo rappresenta un fatto di estrema gravità, che si ripercuote a tutti i livelli e porta ad uno slittamento non indifferente dei termini di assunzione. Ad ostacolare il buon lavoro, quindi, oltre al blocco delle assunzioni, si aggiunge la carenza di personale la dove si potrebbe già assumere, ma per le graduatorie si deve attendere in eterno».


11 aprile 2007 - Corriere del Veneto

Manifestazione il 21 aprile da tutto il Nord Italia
« Contro Prodi e l'Unione » Immigrati in piazza Bra

VERONA — Avranno i volti di chi scende in piazza perchè dice che il suo volto non viene riconosciuto. Avranno la rabbia di chi ha una sola parola: « basta » .
E' per dire « basta » che gli immigrati arriveranno in piazza Bra sabato 21 aprile. Lo faranno sotto la sigla del coordinamento Migranti, che è confederato alla rete della rappresentanze sindacali di base. Lo faranno con gli Invisible Workers of the World, la rete europea contro il precariato.
Avranno l'appoggio dei movimenti del Nord Est, impegnati lo stesso giorno in un'altra manifestazione, a Trento.
Ma le rivendicazioni che portano avanti, le richieste che fanno, sono le voci inascoltate del governo Prodi e dell'amministrazione di centrosinistra a Verona. « Le politiche sul lavoro e sull'immigrazione dimostrano di essere quello che ci aspettavamo. Da un lato il nascondersi dietri meri gesti di facciata. Dall'altro il proseguire sulla sica di dispositivi di legge e di governance della migrazione che trattano i migranti come indesiderabili » . La manifestazione del 21 aprile in Bra dirà « basta » a diverse cose, partendo dalla procedura di rinnovo alle poste, che sta creando non pochi problemi anche a Verona. « Vogl iamo il rinnovo gratis e in tempi brevi » , dicono gli immigrati, che accusano il governo Prodi di non aver mantenuto la promessa di migliorare la legge sull'immigrazione.
Chiedono la chiusura « subito » dei centri di permanenza temporanea, una sanatoria per chi è in attesa del permesso e per chi è irregolare, il permesso anche senza il contratto di lavoro. Chiamano a raduno a Verona tutti gli immigrati del Nord Italia per quello che, in riva all'Adige, è un tema caldo: il diritto alla casa « per tutti e una nuova legge sugli affitti che non discrimini gli immigrati » .
Argomenti, quelli del permesso di soggiorno e degli affitti che sono ventilati spesso, nei meandri dell'amministrazione comunale, negli ultimi tempi. Che sarebbero scesi in piazza per protestare lo aveva ventilato spesso, il segretario del coordinamento, Moustapha Wagne. « Abbiamo deciso di prenderci la piazza per prenderci i diritti. Senza apettare che un pretesto governo amico trovi il tempo di risolvere le sue beghe interne. I migranti non hanno amici. Si organizzano da soli, dentro pratiche di movimento che definiscono il comune delle lotte del lavoro migrante e del lavoro precario » . Per questo saranno in piazza Bra il 21 aprile.(An.Pe.)


11 aprile 2007 - Il Mattino di Padova

NUOVE ASSUNZIONI
Precari del Comune, raggiunto l’accordo

Padova - Precari: accordo raggiunto a palazzo Moroni anche tra amministrazione e Cobas, dopo la firma del protocollo con Cgil, Cisl e Uil per la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato che lavorano in Comune. In pratica, l’apporto dei sindacalisti di base è servito a «rimodulare» i termini per le 64 assunzioni previste nel 2007, dando la precedenza ai lavoratori precari con maggiore anzianità di servizio, privilegiando quindi l’esperienza di chi svolge la sua mansione da diversi anni. Qualche passo in avanti sarà fatto anche per i «co.co.co.», i lavoratori in collaborazione coordinata e continuativa che a palazzo Moroni sono circa 300. Ovviamente non tutti potranno essere assunti, ma potrebbero esserci per loro passi in avanti dal punto di vista contrattuale. In ogni caso ogni nuova assunzione anche a tempo determinato effettuata da palazzo Moroni verrà fatta utilizzando contratti triennali, in modo da garantire una stabilità minima ai lavoratori. Nei mesi scorsi il sindacato Adl Cobas si era più volte interessato alla sitazione dei precari.

IN VIA DEL CARMINE
Sit-in delle assistenti domiciliari

Padova - Ieri pomeriggio i rappresentanti delle segreterie provinciali dei sindacati Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e dell’Adl Cobas hanno organizzato un sit-in di protesta di fronte all’entrata dei Servizi sociali del Comune, in via del Carmine. Affiancavano le lavoratrici della cooperativa Elleuno, che gestisce l’assistenza domiciliare per conto del Comune. I sindacati hanno denunciato il mancato rispetto degli accordi e del contratto collettivo nazionale del lavoro. «Abbiamo proclamato lo stato di agitazione per quattro motivi», spiega D’Emanuele Scarparo della Uil Fpl. «Innanzitutto la cooperativa sociale Elleuno ha ridotto lo stipendio alle proprie collaboratrici senza interpellare i sindacati. Poi ha eletto i rappresentanti per la sicurezza unilateralmente. In terzo luogo, la cooperativa gestisce le relazioni sindacali a suo modo, adottando provvedimenti disciplinari che vengono puntualmente contestati da noi. Infine, protestiamo contro il licenziamento ingiustificato di una operatrice che, dovendo mantenere la famiglia contando solo sul suo reddito, chiedeva di poter lavorare le 165 ore mensili previste dal contratto, per ottenere uno stipendio pieno». La cooperativa Elleuno ha sede a Casale Monferrato, conta 2000 soci in Italia, di cui 50 a Padova. Si tratta di personale qualificato, con il titolo di operatore socio-sanitario (Oss), che in città copre l’assistenza domiciliare per il Comune, provvedendo alle esigenze di 400 persone. Una operatrice dovrebbe lavorare 165 ore mensili per poi ottenere uno stipendio di 800-850 euro. Ma questi collaboratori lavorano 120 ore al mese. Il contratto dei servizi sociali con la cooperativa Elleuno scade quest’anno, e i sindacati ammoniscono il Comune a scegliere con più oculatezza chi dovrà gestire l’assistenza domiciliare.(c.bog.)


11 aprile 2007 - Il Giornale della Calabria

Agenzia delle Dogane: anche Rdb-Cub dice no a Reggio

L’esecutivo regionale del sindacato RdB/Cub manifesta soddisfazione per l’istituzione della sede regionale dell’Agenzia delle Dogane, dopo la separazione da Napoli, ma lamenta la scelta dell’ubicazione della sede a Reggio Calabria "che non appare la più logica". A darne notizia è un comunicato della RdB/Cub che riferisce dell’assemblea dei lavoratori delle dogane svoltasi alla presenza del deputato dei Ds, Franco Amendola. "Non si tratta, ovviamente di ragioni campanilistiche - è scritto nella nota - ma, da una parte di puro rispetto delle regole visto che tutte le altre Direzioni regionali sono nei capoluoghi di regione e, dall’altra, di ascoltare la logica che vuole che la Direzione sia ubicata in una zona geograficamente più idonea ad assicurare una piena copertura di tutto il territorio. Quello del rispetto delle regole, in una ragione particolare quale è la Calabria, appare assolutamente irrinunciabile, per cui disattendere l’art. 6 del regolamento di amministrazione delle Dogane che prevede la Direzioni regionali nei capoluoghi di regione, costituisce una violazione ancora più grave visto che a commetterla è un organo dello Stato". "Nel corso dell’assemblea - è scritto nella nota - l’on. Amendola, che ha presentato una interrogazione parlamentare per capire i motivi che abbiano portato il Comitato di Gestione ad operare questa scelta, ha esposto il contenuto della propria interrogazione ed ha ascoltato le ulteriori argomentazioni dei lavoratori presenti, non solo di Catanzaro, ma anche provenienti dagli Uffici di Lamezia Terme, Crotone e Cosenza. Nella prossima settimana, il rappresentante regionale delle RdB/Cub, Luciano Vasta, incontrerà a Napoli, unitamente agli altri sindacati, il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane, Mario Andrea Guaiana, a cui esporrà non solo le ragioni che dovrebbero indurre l’Agenzia a rimettere in discussione la propria scelta della sede, ma anche i disagi che i lavoratori di tutta la Calabria stanno vivendo sulla propria pelle, a partire dalle gravi carenze di organico, e alle quali la costituenda Direzione regionale è chiamata a dare le risposte che da Napoli non sono mai arrivate".


11 aprile 2007 - Il Mattino

Uffici finanziari e Pra, venerdì protesta e corteo contro i tagli

Benevento - I lavoratori del ministero dell’Economia e delle Finanze, del P.R.A. e dell’Agenzia del Territorio scendono in campo venerdì 13 aprile a Benevento con una manifestazione di protesta contro la prospettata soppressione di molti uffici provinciali. Lo rende noto il coordinatore provinciale del Rdb/Cub Pubblico Impiego, Giovanni Venditti, in una nota inviata a prefetto, questore, sindaco, presidente della Provincia, parlamentari sanniti e rappresentanti di tutte le forze politiche, nonché ai dirigenti degli uffici provinciali interessati. L’appuntamento è alle 10, sotto il Palazzo degli Uffici finanziari, in via Foschini; dopo un’assemblea pubblica è previsto un corteo che giungerà fino alla prefettura. Al prefetto Urbano è stato chiesto un incontro «per rappresentare compiutamente tutte le disfunzioni che deriveranno dall’attuazione di questa politica di destrutturazione della Pubblica Amministrazione».


11 aprile 2007 - Corriere di Bologna

Palazzo in preda ai topi, protesta in Comune
Inquilini e sinistra contro la Scaramuzzino
Animata la riunione di ieri in Comune sul palazzo fatiscente di via Pontevecchio
di Benedetta Boldrin

Bologna - Va in Comune la rabbia dei residenti di via Pontevecchio. Quelli che abitano nell'edificio che fa angolo con via Laureti, regno dei liquami fuoriusciti dalle fogne, ma anche di «topi e piccioni». La loro esasperazione, ieri pomeriggio, è arrivata in commissione. Ed è stato un coro quasi unanime contro la vicesindaco con delega al sociale, Adriana Scaramuzzino, accusata di «latitanza». Non solo dai residenti e non solo dall'opposizione, ma anche da parte della maggioranza.
È Virginio Merola, assessore alla Casa, a prendere in mano la situazione: «Da questo momento — scandisce rivolto ai cittadini — fate riferimento a me».
Ammette i limiti dell'amministrazione, «prendo atto che ci sono stati ritardi e disfunzioni», ma spiega che «al Comune manca una struttura di Protezione civile». Poi va dritto al punto. Venerdì scorso il Comune ha emesso un'ordinanza a carico della proprietà intimando l'inizio dei lavori di ristrutturazione entro 7 giorni. «Chiederò un incontro con la proprietà e controlleremo i lavori». Nel frattempo, l'ufficio legale del Comune è stato attivato «per il sostegno ai cittadini, ma anche per misure cautelari e eventuali risarcimenti». Ai residenti, l'assessore chiede di «verificare i contratti di affitto» e parla di appartamenti di emergenza, durante i lavori, per i più disagiati. Per gli abitanti di via Pontevecchio parla Tiziana Insinga, tornata nel suo appartamento fatiscente dopo lo «sgombero» per la dichiarazione di inagibilità e dopo una notte in albergo: «È una vergogna essere trattati così».
«Una grave responsabilità», attacca Chiara Lombardi del sindacato Asia Rdb, non aver trovato «una sistemazione alternativa» a queste famiglie, ma come spiega Raffaele Tomba, dirigente dei Servizi sociali «non abbiamo appartamenti normali per famiglie normali». E se da destra, Valentina Castaldini di Fi e Maria Cristina Marri de LtB parlano della Scaramuzzino come de «la grande assente», per il verde Roberto Panzacchi «l'intervento sociale è stato latitante». E anche l'indipendente Valerio Monteventi non risparmia i toni: «Per avere una risposta seria ho dovuto trattare personalmente con Merola». I lavori in via Pontevecchio, dunque, dovrebbero iniziare a giorni. E Roberto Sconciaforni, capogruppo di Rifondazione durissimo con la Scarmuzzino, suggerisce: «Se la proprietà non mette a norma, esiste la requisizione».


11 aprile 2007 - Il Quaderno

Benevento: raccolta differenziata, RdB incalza il sindaco Pepe

Benevento - La sezione Ambiente delle Rappresentanze di Base ha inviato una nota al sindaco di Benevento, Fausto Pepe, in cui rappresenta il proprio rammarico per la mancata partenza della raccolta differenziata in città nel primo anno di mandato dell’Amministrazione targata centrosinistra. Un pessimismo che nasce "dall’inadeguatezza dell’Ecoservice ad assolvere al compito di effettuare il 35% del servizio ma anche dall’intervento fallimentare del Consorzio Bn1".
Secondo il sindacato "per risolvere l’emergenza rifiuti si dovrebbero prendere dei provvedimenti drastici". Ad esempio si potrebbe iniziare con il rescindere il contratto con l’Ecoservice e permettendo ai 55 lavoratori del consorzio di operare in città. La RdB, infatti, considera inadeguati i macchinari e le strutture della società che gestisce la raccolta differenziata.
"Noi non siamo contro aprioristicamente ad affidare ai privati interventi in questo campo – si legge nella nota -. Però ci sembra scandaloso affidare questo intervento, di primaria importanza per la salute pubblica, ad un privato che non è, palesemente, capace di assolverlo".
Al primo cittadino viene anche contestato di non aver messo in mora il Commissariato straordinario di Governo per l’emergenza rifiuti: "Da ciò ne deriva – scrive la RdB a Pepe – che la sua Amministrazione non è equa con i cittadini ed è solidale solo con l’azienda Ecoservice". Il secondo punto posto nella missiva è il fallimento del Consorzio Bn1 colpevole, per il sindacato, di non aver iniziato la raccolta differenziata. In questo contesto viene anche chiesta la rimozione del direttore.


11 aprile 2007 - L'Eco di Bergamo

Lavoro: convegno a Nembro

I diritti dei lavoratori in un momento di scelte (ad esempio il Tfr) e di crisi aziendali. Sarà questo il tema dell'incontro che il circolo di Rifondazione Comunista della Valle Seriana ha organizzato per venerdì (ore 21) alla sala consiliare del Comune di Nembro. Interverranno il senatore Franco Turigliatto, Martino Signori della Cgil di Bergamo, Michele Timperanza del Cub Bergamo e Riccardo Bellofiore docente di Economia dell'Università di Bergamo. «L'incontro sarà l'occasione per approfondire alcune questioni sul mondo del lavoro, dalla precarietà al Tfr, in un'ottica nazionale e locale - hanno spiegato Stefano Bonomi, segretario del circolo del Prc della Valle Seriana, e Paolo Boffelli, consigliere comunale di Rifondazione, alla conferenza stampa di ieri che si è tenuta fuori dalla sede della Pigna di Alzano Lombardo -. Abbiamo scelto di presentare l'incontro qui fuori, proprio perché questa azienda rappresenta una delle tante realtà produttive a rischio della Bergamasca».(M.O.)


11 aprile 2007 - L'Unione Sarda

Guerra tra sigle dopo le ispezioni nei magazzini dell'azienda
I sindacati: «Basta attacchi al Ctm»

Cagliari - Una sigla sindacale attacca. La direzione del Ctm replica: strumentalizzazioni. Cisl, Uil, Ugl, RdB, Faisa, Css definiscono maldestra la denuncia dei colleghi: «L'efficienza e la sicurezza dei mezzi del Ctm», scrivono, «è garantita dall'alta specializzazione e professionalità degli addetti che operano con supporti logistici all'avanguardia». Se attaccate l'azienda - è la sintesi - attaccate chi ci lavora. Certo è che dopo un periodo di relativa tranquillità, nell'azienda di trasporti sembra tornata la bufera. Colpa di un'ispezione in un'officina e di un verbale. «Nonostante la Regione continui a tagliare i contributi e il Comune non attui una politica di incentivazione dell'uso del mezzo pubblico, si è riusciti con il sacrificio dei lavoratori a rendere il Ctm», è detto in una nota, «un'azienda sana e competitiva in prospettiva delle future gare. È noto a tutti che il Ctm acquista in autofinanziamento i propri mezzi mentre la Regione elargisce contributi a pioggia per il rinnovo parco mezzi alle altre aziende». Le organizzazioni sindacali firmatarie della nota annunciano che si opporranno «a qualsivoglia tentativo di speculazione volto a screditare il Ctm in materia di sicurezza e efficienza».


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