rassegna_logolungo_news_wi.gif (15917 byte)

|

aggiornato al
13/03/10

Indice notizie:
2010
1-10 mar
21-28 feb
11-20 feb
1-10 feb
21-31 gen
11-20 gen
1-10 gen

2009
21-31 dic
11-20 dic
1-10 dic
21-30 nov
11-21 nov
1-10 nov
21-31 ott
sciop.generale

11-20 ott
1-10 ott
21-30 set
11-20 set
1-10 set
21-31 ago
11-20 ago
1-10 ago
21-31 lug
11-20 lug
6-10 lug
1-5 lug
21-30 giu
11-20 giu
1-10 giu
21-31 mag
16-20 mag
11-15 mag
1-10 mag
21-30 apr
11-20 apr
1-10 apr
30-31 mar
27-29 mar
manif.Roma

21-26 mar
11-20 mar
1-10 mar
21-28 feb
11-20 feb
1-10 feb
21-31 gen
11-20 gen
1-10 gen

2008
21-31 dic
11-20 dic
1-10 dic
21-30 nov
16-20 nov
11-15 nov
1-10 nov
19-31 ott

16-18 sett
sciopero generale

11-15 ott
1-10 ott
21-30 sett
16-20 sett
11-15 sett
1-10 sett
11-31 ago
1-10 ago
21-31 lug
11-20 lug
1-10 lug
21-30 giu
11-20 giu
1-10 giu
21-31 mag
11-20 mag
1-10 mag
21-30 apr
11-20 apr
6-10 apr
1-5 apr
21-31 mar
11-20 mar
1-10 mar
21-29 feb
11-20 feb
1-10 febb
21-31 gen
11-20 gen
1-10 gen


INDICE ANNI PRECEDENTI

a

rdb_tv2_100.jpg (24492 byte)
Ultimi Video inseriti:

1 marzo 2010, Giornata per i diritti degli immigrati
18 febbraio 2010, NO Bertolaso Day
13 febbraio 2010, Bologna, occupazione via del Vivaio
5 febbraio 2010, Sciopero lavoratori Giustizia
21 gennaio 2010, Potere Assoluto. La protezione civile ai tempi di Bertolaso
ISPRA: la lotta paga ma non si ferma. Tutti i video
Crisi e dintorni: parliamo di economia


dall'11 marzo 2010


13 marzo 2010 - Ansa

L'AGENDA DI POLITICA ITALIANA

L'AGENDA DI POLITICA ITALIANA (ANSA) - ...ESTERI: (ore 9,30 - 11) audizioni rappresentanti Sndmae, Fp Cgil e Cisl e Uilpa, Confasal, Unsa, Flp-Farnesina, Rdb e Dirstat sulla riorganizazione della Farnesina....


13 marzo 2010 - Il Gazzettino

"Maltempo disagi colpa della Save"

Venezia - "I piazzali adibiti al de-icing (togliere il ghiaccio dalle ali) erano occupati dagli aerei di Alpi Eagles bloccati in aeroporto per il fallimento della società; inoltre la pulizia dei piazzali è iniziata solo elle 9 di mattina, mentre la nevicata era cominciata alle 6". È per questo, secondo la versione del sindacato Rdb Trasporti, che all’aeroporto Marco Polo ci sono stati tutti i disagi lamentati dai passeggeri "sequestrati" per lunghe ore dentro agli aerei bloccati sulle piste. Giampietro Antonini, portavoce del sindacato autonomo, non ci sta a subire passivamente le accuse rivolte ai lavoratori di aver partecipato all’assemblea per discutere del contratto integrativo: "Quelli presenti non avevano nessuna competenza di intervento per spruzzare il "kill frost" sulle ali e sui piani di coda degli aerei, nonché per la pulizia delle piste e dei parcheggi degli aerei, attività che sono di competenza esclusiva della Save". Ma riferendosi ai disagi patiti dai viaggiatori, Antonini aggiunge: "Ci risulta che la pulizia sia iniziata dai parcheggi dell'area sud dell'aeroporto dove ci sono essenzialmente i voli low cost. Il presidente di Save ha definito l’evento come "estremo disagio impossibile da evitare". Ma basta fare un semplice raffronto con le squadre di emergenza che usualmente Save pretende in caso di sciopero da parte dei lavoratori per capire che l’emergenza è stata affrontata come routine, predisponendo una quantità di personale come in una giornata di normale attività, cioè col personale sotto organico".


13 marzo 2010 - Corriere di Rieti

In marcia per l’acqua pubblica
Manifestazione pacifica contro la privatizzazione dei servizi pubblici degli enti locali. Domani mobilitazione di massa di associazioni e sindacati del Reatino
di Tania Belli

Rieti - Acqua azzurra, acqua chiara" cantava, qualche anno fa, Battisti in uno dei suoi brani più famosi. Tuttavia, oggi, intorno alla vicenda dell'acqua di azzurro e chiaro sembra esserci ben poco. Infatti, da più parti si levano grida d'allarme in merito alla intenzione, palesata più volte, di privatizzare l'oro blu. Pertanto, a difesa della libera fruizione dell'acqua, e della non speculazione su ciò che di più prezioso esiste per l'esistenza dell'umanità il popolo sabino scende in piazza. O meglio, "invade" pacificamente la rigogliosa natura sabina. E lo farà alle 10 di domani mattina, ricolmando di colori, allegria e spirito di libertà, "il pratone di Osteria Nuova di Frasso". L'invito, lanciato in un deciso e forsennato tam-tam telematico, è "di coinvolgere quante più persone possibili, attraverso un passa parola tra amiche ed amici di tutte le età, sensibili al problema". Comunque, saranno "particolarmente graditi i bambini, generazioni del futuro, con aquiloni, palloncini, canocchiali, cestini per raccogliere erbe, giochi e cartelli autoprodotti per dire la nostra sull'acqua libera dalla mercificazione". Dunque, domenica ad Osteria Nuova, sarà di casa "tutto quello che creatività, inventiva ed entusiasmo suggeriscono per sostenere la causa dell'acqua per tutti". A tal proposito, dunque, fanno sapere dalla associazione Germogli, una delle promotrici dell'evento insieme a Postribù, "sarà d'obbligo avere macchine fotografiche al seguito, per immortalare la voglia di difendere l'acqua pubblica, bene comune per eccellenza e battaglia che non possiamo perdere". Inoltre, nel programma della mobilitazione, è stata anche inserita una escursione e, per concludere in bellezza, "un mega pic-nic col cibo che ciascuno non mancherà di portare". Cosicché, "se proprio dovesse piovere, sarà solo pioggia primaverile, e gli ombrelli andranno a dare un ulteriore tocco di colore alla manifestazione, e poi - hanno aggiunto con ironia gli organizzatori -, vogliamo l'acqua libera e non temiamo certo due gocce di pioggia!". Molti gruppi e le associazioni che hanno già aderito all’iniziativa, oltre a Germogli e a PosTribù: Cittadinanzattiva, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Coordinamento soci del Lazio di Banca Popolare Etica, Arci Rieti e Poggio Mirteto, Legambiente Bassa Sabina, Slow Food Sabina, Slow Food Rieti, Coordinamento per lo sviluppo armonioso della Sabina, presidenza del Parco dei Monti Lucretili, Comune di Toffia, Comune di Borbona, Europeanconsumers, associazione umanista "Mondi Sommersi", Controvento, Italia Nostra Rieti, Legambiente Centro Italia, El Caracol, Adiconsum, Go Sabina, Nimby trentino, Rdb Acea, Comitato Aniene, e le rappresentanze reatine dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Cobas. Tutti insieme, per la marcia pacifica verso le sorgenti Peschiera-Le Capore, nella prima, vera mobilitazione di massa contro la marcia governativa che, con il nuovo passaggio dell’emendamento approvato alla Camera sull’abolizione degli Ato, ha accelerato la sua spinta privatizzatrice. Ha collaborato Paolo Giomi.


13 marzo 2010 - La Repubblica

La protesta. Comune inquinato banchetto delle Rdb
Comune inquinato, banchetto delle Rdb

Bologna - Non c´è pace per i dipendenti comunali di piazza a Liber Paradisus. Secondo le rappresentanze sindacali di base (Rdb) nella nuova sede del Comune di Bologna «i problemi di salute dei lavoratori, sottoposti tutti i giorni a una qualità dell´aria insalubre, peggiorano». l sindacato di base chiede dunque al Comune di risolvere la situazione al più presto e annuncia una raccolta firme, con banchetto informativo, per martedì prossimo, 16 marzo, dalle 10.30 proprio in piazza Liber Paradisus. «Chiediamo un´indagine più approfondita - spiegano le Rdb - con il coinvolgimento degli organismi preposti come Ausl e vigili del fuoco». I dipendenti comunali, insiste il sindacato, «continuano a presentare sintomi alle vie respiratorie quali broncopolmoniti, bronchiti e irritazioni alle prime vie aeree, oltre ad altri sintomi come cefalea, sonnolenza e nausea». Le Rdb spiegano di aver già «richiesto tutta la documentazione sulla struttura, per avere un quadro completo dei materiali e della tecnologia utilizzati» nei lavori. L´invito a tutti i dipendenti comunali è dunque di prendersi «dieci minuti d´aria» per firmare l´appello delle Rdb all´indirizzo del Comune.


13 marzo 2010 - L'Unione Sarda

Sindacato
Agenzia entrate, l'Rdb dice no alle nuove sedi

Cagliari - No alla riorganizzazione dell'Agenzia delle entrate voluta dal governo: a contestare l'apertura di 4 direzioni provinciale anziché 8 è l'Rdb: una scelta che secondo il sindacato penalizza sia i dipendenti, sia i 448.500 abitanti delle nuove province. «È una riorganizzazione che ha come unico punto di riferimento i risparmi che deriveranno dalla soppressione di uffici dirigenziali», spiega il coordinatore regionale Enrico Rubiu.(n.p.)


13 marzo 2010 - La Provincia di Varese

Alla prefettura la protesta dei Cobas

Varese - (a.morl) È andato bene anche il presidio organizzato dai sindacati di base davanti alla prefettura di Varese. Dalle 9 alle 12, per difendere l'articolo 18 e lo statuto dei lavoratori, si sono riunite numerose persone (200 secondo il sindacato). Il contenuto della protesta era il medesimo di quello organizzato dalla Cgil, ma i sindacati di base (Cub, Cobas, RdB, SdL) hanno voluto separare le piazze. Perché? «La Cgil aveva indetto uno sciopero su altre motivazioni. Quando abbiamo saputo dell'attacco grave all'articolo 18, abbiamo deciso di scioperare lo stesso lo giorno della Cgil. Noi siamo piccoli, non siamo dentro nei giochi del palazzo, ma siamo dentro il merito delle questioni. La Cgil sapeva da mesi che erano in discussione le modifiche all'articolo 18. Abbiamo il sospetto che l'abbiano tirato fuori per fare politica. Abbiamo quindi voluto tenere separate le piazze, anche per sancire le diverse responsabilità che abbiamo rispetto alle cose che succedono a Roma» spiega Marco Galli, segretario Cub. «La Cgil ha la responsabilità di non essersi mobilitata per tempo contro le modifiche che sapeva essere in discussione. Ovviamente, è meglio la Cgil che fa lo sciopero rispetto alla Cisl e alla Uil che sono complici con il governo a questo attacco all'articolo 18». Nel volantino distribuito davanti alla prefettura si legge: «Il dl 1167, art. 33, comma 9, prevede che al momento di sottoscrivere un contratto il lavoratore deve aderire o rifiutare un compromesso con il quale si impegna, nel caso sorgano future controversie di lavoro, a rinunciare al ricorso al giudice a favore di una procedura di arbitrato o di conciliazione. Il giudice, a fronte di una controversia di lavoro, deve limitarsi unicamente a stabilire se il contratto tra il datore di lavoro e il lavoratore era stato stipulato in modo legittimo o no».


13 marzo 2010 - Il Giornale di Vicenza

IL SINDACATO. L’Rdb: «Maxi-carichi di lavoro»
«Ipab, ci sono 100 posti disponibili di quota regionale»
Raniero: «E adesso si chiudono i reparti del Salvi troppo vecchi»

Vicenza - «È giusto che si sappia che all’Ipab di Vicenza ci sono 100 quote regionali, ovvero 100 posti liberi e disponibili per ospitare nuovi anziani. In realtà nella struttura non ci sarebbero tutti questi posti disponibili, ma il dato è questo». Lo rivela in un comunicato Germano Raniero del sindacato Rdb-cub, dopo le polemiche di questi giorni. Ci si deve chiedere come mai cittadini e famiglie di Vicenza, di fronte all’Ulss che è titolata per le graduatorie degli anziani in attesa, non scelgono l’Ipab ma altri istituti fuori città, attacca Raniero. Perché il sindacalista ribalta molte delle accuse volate in questi giorni: il problema non sta nella qualità dell’assistenza - i dipendenti sono impegnatissimi, con carichi di lavoro pesanti, sottolinea - ma in altro.
«È chiaro che la fama di questi anni ha giocato negativamente». E poi la scelta di aprire reparti speciali (hospice, "vegetativi") «non ha forse snaturato la casa di riposo della città di Vicenza. O meglio: la città ha bisogno del prolungamento di reparti ospedalieri per pochi o di una casa di riposo che risponda ai bisogni degli anziani?».
L’Rdb-cub precisa di non condividere l’aumento delle rette, ma risponde anche con decisione alle polemiche dei giorni scorsi. I bagni si fanno ogni 15 giorni? È un dato storico, precisa il sindacato, che in media «i bagni si fanno ogni 10 giorni», salvo diverse disposizioni dei medici, ma «ogni ospite allettato viene curato e lavato tutti i giorni con spugnature. Un lavaggio veloce del corpo». I pasti arrivano freddi agli anziani? I carrelli li portano in giro per i reparti con acqua di riscaldamento a 70 gradi: anche per le stanze più lontane, sostiene Raniero, «al massimo si intiepidiscono». Il personale è troppo? «Gli standard a cui si fa riferimento sono di dieci anni fa, ma la situazione degli ospiti è completamente cambiata»: sono sempre più i non-autosufficienti, i carichi di lavoro sono pesanti e gli operatori Ipab sono pagati meno di quelli ospedalieri, senza riposo compensativo dei giorni festivi in cui si è lavorato. E per di più «sono state congelate le ferie non godute del 2008».
Oggi, precisa Raniero, nel "gruppo Ipab-Ipark ha 155 al Trento, 390 al Salvi, 32 alla Riabilitazione Naiss, 79 nel pensionato, 52 al Proti, 7 al "vegetativi", 5 all’hospice, 116 al S. Camillo e 45 all’Ipark. In aprile si chiuderanno i reparti dei chiostri del Salvi - sono di proprietà del Comune e «vengono chiusi perché fuori norma, con anche 5 letti per stanza» - per trasferirli sopra le cucine (-15 posti letto). Infine si ridurranno i posti di Riabilitazione («lì gli operatori sono allo stremo per i carichi di lavoro sempre più pesanti»). «Giuliari, Alessandri, Zenere... battete un colpo, visto - conclude Raniero - che non parliamo di affari privati».


12 marzo 2010 - Agi

SCIOPERI: 22 STOP NAVIGANTI ALITALIA, MERIDIANA E HANDLING

(AGI) - Roma, 12 mar. - Stop di 24 ore di piloti e assistenti di volo di Alitalia Cai lunedi' 22 marzo. A proclamare la protesta, che segue quella di quattro ore del 16 febbraio scorso, la Filt Cgil e le associazioni professionali dei piloti Ipa e Anpac e degli assistenti di volo dell'Avia "in considerazione - si legge in una nota - della mancata soluzione a tutte le problematiche del personale navigante". Il 22 marzo si fermeranno per 24 ore anche piloti ed assistenti di volo di Meridiana Fly. Lo sciopero e' proclamato da Filt Cgil, Anpac, Up, Avia e Sdl "in relazione alle problematiche conseguenti al piano di ristrutturazione aziendale". Sempre nella stessa giornata si fermeranno negli scali nazionali per quattro ore dalle 12 alle 16 tutti gli addetti all'handling. Alla base della protesta proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti "l'atteggiamento d'indisponibilita' delle aziende di handling e dell'associazione Assohandlers al rinnovo del contratto nazionale di settore scaduto da oltre due anni".


12 marzo 2010 - Roma Notizie

COMUNE DI ROMA: DA ALEMANNO POCHE LUCI E TANTE OMBRE.
EDUCATRICI PROSEGUONO MOBILITAZIONE

Dopo il quinto giorno di presidio in Consiglio Comunale, una delegazione di lavoratrici degli asili nido e delle scuole dell’infanzia ha incontrato ieri pomeriggio il Sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Il quadro prospettato dal Sindaco non è per nulla incoraggiante", riferisce Cinzia Conti, rappresentante RdB del Comune di Roma . "Dopo due anni e mezzo di lotte ci saremmo aspettati una maggiore disponibilità nei confronti delle nostre richieste, tese a rilanciare l’offerta pubblica di questi servizi". Prosegue la rappresentante RdB: "La disponibilità a proseguire un confronto per eliminare gli sprechi, la cattiva gestione delle attività appaltate, così come l’attenzione rivolta a tutte le sacche del precariato del settore, in particolar modo alle supplenti della scuola dell’infanzia rimaste fuori dal concorso pubblico per un cavillo di legge, non sono sufficienti a fermare le nostre proteste. Lo stato di agitazione del personale prosegue dunque con una imminente assemblea e la probabile proclamazione di un nuovo sciopero, senza escludere altre energiche forme di mobilitazione". Conclude Conti: "L’offerta educativa e scolastica deve essere necessariamente pubblica e di qualità. Per questo abbiamo dato indicazione al personale di segnalare tutte le disfunzioni organizzative e gli sprechi attraverso cui si vorrebbe pretestuosamente dimostrare che conviene privatizzare questi primari servizi cittadini".


12 marzo 2010 - Terra

Difendiamo l’acqua pubblica
INIZIATIVE. Il 20 marzo il Forum dei comitati e numerose associazioni
manifestano contro il decreto Ronchi
di Sara Picardo

«Se è vero che con il decreto Ronchi si è dato il via libera definitivo alla privatizzazione dei servizi pubblici, è altrettanto vero che sul tema dell’acqua, la battaglia culturale la stiamo vivendo noi». Queste le parole pronunciate il 10 marzo da Corrado Oddi del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, all’interno del convegno organizzato dall’Rdb e Sdl Intercategoriale dal titolo "Acqua, rifiuti, trasporti: Ripubbliciziamo i servizi!". Tanti i partecipanti: da Action al Blocco proletario metropolitano; da Attac ai Cobas, dalla Rete romana contro la crisi al Forum italiano dei movimenti dell’acqua, appunto.
L’iniziativa pubblica si è posta all’interno di un fitto calendario di eventi, tra cui la grande manifestazione nazionale del 20 marzo, che doveva partire da Piazza della Repubblica ma che molto probabilmente ora cambierà percorso. «Da quando hanno privatizzato la rete idrica, circa 10 anni fa - ha aggiunto Oddi - le tariffe sono aumentato del 60%, gli investimenti per la manutenzione sono calati da 2 miliardi l’anno a 600 milioni, e vi è stata una stima di aumento dei consumi di circa il 20% nel prossimo futuro». Un bilancio decisamente negativo, che ha fatto ribadire a tutti i presenti la necessità della ripubblicizzazione dei servizi primari.
«Il decreto Ronchi ha sancito definitivamente nel nostro Paese il concetto di privatizzazione di servizi pubblici come l’acqua, gas, elettricità, i trasporti ferrovieri regionali e i rifiuti, attualmente gestiti dai comuni in affidamento diretto" ha spiegato Giancarlo Ricci dell’Rdb Energia. In particolare, con l’articolo 15, denominato "Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica", si dà il via alla liberalizzazione di questi servizi primari attraverso gare d’appalto senza possibilità di deroghe. «Un concetto - aggiunge il sindacalista - che sta portando e porterà grandi dislivelli sociali ed economici all’interno delle nostre città».
L’esempio più calzante lo ha fatto Nieri, assessore regionale uscente al Bilancio: «Quando hanno privatizzato una parte del trasporto pubblico nella periferia di Roma, molti lavoratori delle ditte private hanno dovuto accettare di lavorare affianco a colleghi che prendevano molto più di loro a fine mese, solo perché era dipendenti di una società pubblica». «La spinta alle privatizzazioni viene da lontano», spiegano Andrea Cavola dell’Sdl e Ricci dell’Rdb «dalla metà degli anni Novanta il nostro Paese è stato infatti all’avanguardia di questi processi, a partire dalla privatizzazione della telefonia, delle ferrovie, delle banche, dell’industria pubblica.
Aziende riconosciute in tutto il mondo sono state regalate ad imprenditori privati, i quali hanno scaricato sullo Stato i costi delle ristrutturazioni e hanno incamerato i profitti, instaurando nei fatti dei veri e propri monopoli privati, fatti di accordi di cartello. A rimetterci sono stati gli utenti-cittadini, con l’aumento delle tariffe e il peggioramento della qualità del servizio, e i lavoratori, su cui si sono riversati tutti i contenimenti dei costi effettuati dalle aziende».
«E' importante che questo percorso su questa battaglia per il bene pubblico sia fatto insieme, con la partecipazione attiva della cittadinanza che deve essere costantemente informata», ha detto Andrea "Tarzan" Alzetta, consigliere comunale di Action. "Non è solo una questione di privatizzazione e basta. È la qualità della vita in ogni suo aspetto che ne è coinvolta. Acea, che per ora è ancora in mano al Comune per il 51%, era un’azienda florida, con la gestione Alemanno ha avuto un crollo in Borsa del 40%. Ora con il decreto Ronchi ne verrà privatizzata un’altra grande fetta, che sarà data in parte a Suez-Gaz de France, che già ne detiene una quota del 20%. Si tratta della stessa azienda francese che è stata appena cacciata via da Parigi dove l’acqua è stata ripubblicizzata dopo 30 anni di malagestione privata».
Anche se non serve guardare in "casa" per rendersi conto che privatizzare Acea non sarà la scelta giusta. Ad Agrigento la gestione privata della Girgenti acque spa fa arrivare nelle case l’acqua solo per poche ore a settimana e le bollette sono tra le più costose d’Italia. Ad Arezzo, invece, è proprio la francese Suez a gestire privatamente il servizio e l’acqua costa mediamente al singolo utente 400 euro l’anno, a fronte di investimenti dell’azienda sotto la media nazionale.


12 marzo 2010 - Gazzetta del Sud

Jiritano (Rdb): il Comune si interessi di quanto avviene all'Amc
Il servizio e il personale questione aperta

Catanzaro - Quando l'amministrazione comunale proverà a ficcare il naso negli affari della "partecipata" Amc? È l'interrogativo che pone Antonio Jiritano, del sindacato Rdb-Cub, nel passare in rassegna una serie di problemi che investono l'Azienda della mobilità: il servizio e il personale.
Jiritano prende di mira, in particolare, i tagli alle corse: «I cittadini che giornalmente si "dovrebbero" recare al presidio universitario si vedono costretti a lunghe camminate fino alla stazione per poter fare rientro, o peggio utilizzare i propri mezzi visto che il servizio pubblico è inesistente. Ma di altre corse tagliate si registrano in tutti i quartieri».
Poi vi è la questione del personale: «I lavoratori part-time che dovevano essere stabilizzati immediatamente si vedono dilazionati nel tempo le assunzioni a tempo pieno. Una parte stabilizzata "a metà 26 ore settimanali", tra qualche mese - forse - altri ancora verranno stabilizzati quando il parco macchina dell'Amc sarà completo. In parole povere questo vuol dire stabilizzazione per nessuno. Nelle more prima l'Azienda ha riqualificato solo una parte di lavoratori, e su questo potremmo anche convenire; successivamente con la chiusura di tutti gli impianti interni - officine, sala macchine - per mancanza delle condizioni di sicurezza, altro personale non ha una funzione. Ed invece di riqualificarlo per ottimizzare i trasporti nella città si pensa solo a nuovi accordi per riqualificare sempre i soliti e sempre quelli che poi non sono nelle attività operative».
«Di tutto ciò – conclude il sindacalista – l'unico che sembra non accorgersi di nulla è il comune di Catanzaro, sordo e cieco a qualsiasi manifestazione di disagio della città e dei lavoratori».

Pugno duro del personale giudiziario sul rispetto delle norme processuali
Scatta lo sciopero delle mansioni indetto dai sindacati
di Anna Russo

ROSSANO - Giorni movimentati all'interno del Tribunale di Rossano. Le sigle sindacali, Fp-Cgil, Flp- Uil funzione pubblica, Rdb, hanno diffuso un annuncio all'utenza, riguardo al "rigoroso rispetto delle mansioni e dei compiti attribuiti dalle norme e dai regolamenti al personale giudiziario". A titolo dimostrativo, infatti, nella settimana dal 15 al 20 marzo, i lavoratori giudiziari delle cancellerie e segreterie giudiziarie osserveranno rigorosamente il vigente sistema di classificazione del personale svolgendo le sole mansioni loro attribuite dalle norme processuali, dalle leggi speciali e dai contratti di lavoro. Tale enunciazione di principio si tradurrà, parlando in concreto, in una serie di azioni: la movimentazione (prelievo, trasporto, consegna e ricollocazione) dei fascicoli, oggetti, documenti e materiale librario, nonché il ritiro e la consegna della corrispondenza saranno svolti in via esclusiva dagli ausiliari; la fotocopiatura e la fascicolazione degli atti saranno eseguite esclusivamente dagli ausiliari e dagli operatori giudiziari; l'assistenza al magistrato nelle istruttorie, nelle udienze civili e penali, la redazione e sottoscrizione dei verbali, la ricezione degli atti processuali, il rilascio di copie e certificazioni, la verifica della regolarità fiscale degli atti e documenti, nonché la custodia dei fascicoli, il controllo sull'esatta riscossione del contributo unificato, il recupero dei crediti erariali, la custodia, la restituzione e l'eliminazione delle cose sequestrate, nonché tutte le altre attività espressamente previste dalla legge saranno svolti soltanto dai cancellieri. Inoltre, riguardo ai procedimenti civili, l'esame degli atti e dei documenti sarà consentito alle sole parti o ai loro difensori costituiti o muniti di procura, sotto la vigilanza del cancelliere che custodisce il relativo fascicolo. Con riferimento, invece, ai procedimenti penali, l'accesso ai dati giudiziari sarà consentito soltanto alle parti sostanziali, al difensore ed al suo sostituto processuale (quanto meno praticante abilitato), nonché al procuratore speciale delle parti sostanziali. Con la semplice delega è possibile svolgere solo attività materiali.


12 marzo 2010 - Il Messaggero

Perugia. «Ma- dice Biagio Scialò del sindacato di base Rdb...
di LUCA BENEDETTI e GIOVANNI CAMIRRI

Perugia - «Ma- dice Biagio Scialò del sindacato di base Rdb - viene, in genere, consentito di attendere qualche giorno in più per l’effettiva registrazione all’Agenzia. Non era mai successo che si rispettasse fiscalmente il termine. Così, impiegati che da anni seguono quelle procedure, si sono visti recapitare a casa le violazioni con la sanzione. E’ successo nelle sede distaccate del Tribunale di Perugia di Assisi e Gubbio, è successo al Giudice di pace di Perugia, è successo anche in Tribunale. E’ una situazione assurda visto che vengono irrogate sanzioni per ritardi anche di un solo giorno». Il sindacato racconta che in un caso per rispettare i cinque giorni necessari per la registrazione dell’atto c’erano in mezzo il sabato, la domenica e anche un giorni di sciopero. «E’ assurdo che debbano pagare i dipendenti- protesta Scialò - un organico ridotto all’osso. In cinque anni abbiamo perso 58 addetti alle cancellerie che non sono stati reintegrati. Possibile che da una parte lo Stato impedisce di fare il nostro lavoro e dall’altra spara le sanzioni a chi cerca di mandare avanti gli uffici portando a casa, quando va bene 1.500 euro al mese».


12 marzo 2010 - La Nuova Ferrara

Ieri la mobilitazione dei sindacati
Cancellerie e uffici protesta in tribunale

Ferrara - Distribuzione di volantini, ieri, davanti al tribunale di Ferrara, nel corso di una manifestazione sindacale indetta da Cgil-Fp, Uil, Flp e Rdb. Il personale delle cancellerie annuncia una protesta, con limitazioni dell’attività, dal 15 al 20 marzo, durante i quali i lavoratori si atterranno al «rigoroso rispetto delle mansioni e dei compiti attribuiti dalle norme e dai regolamenti al personale giudiziario». I sindacati accusano «il nuovo ordinamento professionale voluto dall’Amministrazione, dalla Cisl e dalla Confsal-Unsa» di aver portato a tagli di personale nelle cancellerie pari a 7903 unità a livello nazionale». Un taglio che riguarda anche gli ufficiali giudiziari (-1678 unità in Italia). I sindacati denunciano carenze d’organico anche a Ferrara e ad aprile è annunciato un trasloco di uffici dal primo al terzo piano del tribunale.


12 marzo 2010 - EPolis Roma

Sanità. Sindacati sul piede di guerra,
nel mirino la «carenza di personale e la cattiva gestione delle risorse»
La Asl RmC in rivolta «Consulenze d'oro»

Roma - Presidio delle Rsu della Asl RmC (Cgil, Cisl, Uil, Rdb Cub, Fials) ieri di fronte alla sede di via dell'Arte. Nel mirino degli operatori «La carenza d'organico, mancano almeno 100 infermieri al Sant'Eugenio», dicono i rappresentanti sindacali, che lamentano una serie di problemi che ricadono sull'assistenza dei pazienti. «Siamo stanchi di questa gestione - dicono - basterebbero 40mila euro all'anno per garantire il passaggio in servizio di 109 Oss (Operatori socio sanitari), che contribuirebbero a sgravare il lavoro degli infermieri in corsia, ma la direzione continua a spendere soldi per consulenze d'oro, ad esempio i 456mila euro deliberati il 26 febbraio per un contratto quinquennale di consulenza per l'ex direttore generale dell'Ares 118, impegnato in campagna elettorale, o la recente assunzione in deroga per tre anni del dimissionato direttore sanitario di Civitavecchia». Intanto, raccontano i partecipanti al presidio, in corsia mancano strumenti fondamentali, come «il lava e il tritura padelle - dicono - un problema riscontrato ad esempio nel reparto grandi ustionati, da poco inaugurato in pompa magna al Sant'Eugenio. Il reparto conta ufficialmente 28 posti letto, ma in realtà attivi sono soltanto la metà». Il numero di barellati al pronto soccorso del Sant'Eugenio «si aggira costantemente intorno alle 60 unità», aggiungono gli operatori, che contestano il progetto di realizzare «sportelli bancari al posto degli spogliatoi del Sant'Eugenio». Nel frattempo, il Cto è «in fase di smantellamento - aggiungono i sindacalisti - mentre al personale della Asl RmC (circa 4mila dipendenti, compresi i dirigenti) il buono pasto è bloccato a 4,13 euro e c'è una trattenuta mensile di 12 euro sui cellulari aziendali. I compensi pattuiti per l'emergenza H1N1 non sono stati versati agli operatori, ma intanto la direzione spende 30mila euro per 2mila agende».(P.A.)


12 marzo 2010 - InAlessandria

La Posta dei Lettori
Nuovo attacco al pubblico impiego:
più penalizzazioni per chi ha figli piccoli e portatori di handicap a carico

Se la strategia del governo è quella di colpire i dipendenti pubblici per smantellare la Pubblica Amministrazione, c’è un impegno senza sosta per raggiungere l’obiettivo. Nel collegato lavoro, approvato definitivamente lo scorso 3 marzo dal Senato, è contenuta la delega per rivedere la normativa relativa alla fruizione dei permessi per l’assistenza ai portatori di handicap e per limitare il ricorso del part-time nelle amministrazioni pubbliche. Premesso che avere un parente in famiglia cui bisogna prestare cure sicuramente occupa ben oltre i tre giorni al mese concessi dalla legge 104 e che nessuno sceglie volontariamente di ridurre il proprio reddito con un contratto part-time se non per gravi motivi quasi sempre legati alla cura dei figli o di anziani genitori, rimettere mano alla normativa vigente, "senza costi aggiuntivi" e senza penalizzare chi è già penalizzato, risulta impresa ardua anche per i politici più creativi. In un Paese dove la cura degli infermi e la "gestione" dei figli è affidata quasi esclusivamente alle famiglie, dove l’assistenza domiciliare è un servizio che nelle migliori delle ipotesi bisogna prenotare con mesi di anticipo, dove gli asili nido sono privati o a numero chiuso, dove gli orari della scuola non sono "sincronizzati" con gli orari del lavoro o della città, la famiglia è l’unico elemento di sicurezza sociale ancora garantito. E nella famiglia sono prevalentemente le donne coloro che sono caricate di queste incombenze tant’è che ben il 90% dei rapporti part-time nel pubblico impiego sono "rosa" così come la stragrande maggioranza dei permessi per l’assistenza ai portatori di handicap sono utilizzati da donne. Donne al centro, oltre che degli inasprimenti che riguardano la generalità dei lavoratori pubblici, anche di norme specifiche quale quella in questione e come l’innalzamento dell’età pensionabile recentemente introdotta sempre da questo governo. C’è la necessità nel Paese di investire nella tutela sociale innescando così meccanismi virtuosi che portino, questi sì, ad una maggiore efficienza e trasparenza della Pubblica Amministrazione, ma forse non è questo l’obiettivo dei governi.
Rappresentanze Sindacali di Base / CUB - Federazione Pubblico Impiego - Alessandria (Giovanni Maccarino)


11 marzo 2010 - Adnkronos

ROMA: RDB ASL RM/C, PROTESTA SINDACALE PER CARENZA ORGANICO

Roma, 11 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Presidio di protesta questa mattina alla Asl Roma C della sigla sindacale RdB e dell'intera rappresentanza sindacale unitaria (Rsu), per costringere la direzione generale a rispettare gli impegni assunti nelle trattative, tra cui le misure per fronteggiare la carenza di organico. «La protesta di oggi - dichiara Emilia Polzella, delegata RdB nella Rsu - è la giusta e non unica forma di lotta che attueremo per il rispetto degli accordi contrattuali e per restituire dignità alle lavoratrici e ai lavoratori di una tra le aziende più interessate dalle vicende giudiziarie degli ultimi anni. A causa del piano di rientro dal deficit, la Roma C ha tagliato centinaia di posti letto, ma pensionamenti, licenziamenti e blocco delle assunzioni hanno comunque determinato una carenza di personale che mette a rischio la qualità delle prestazioni assistenziali». «Intanto - prosegue Polzella - nella stessa Asl è recente l'assunzione in deroga per tre anni del dimissionato direttore sanitario di Civitavecchia, e ancora più recente la procedura di urgenza per assumere con contratto quinquennale il dimissionario direttore generale del 118, impegnato in campagna elettorale, per la modica cifra di 468 mila euro. Mentre alcune aziende derogano al blocco delle assunzioni per garantire servizi di assistenza - conclude la sindacalista RdB - ci chiediamo quanti infermieri avrebbe potuto assumere la Asl Roma C solo con questa cifra». «A causa del piano di rientro dal deficit, la Roma C ha tagliato centinaia di posti letto - prosegue Polzella - ma pensionamenti, licenziamenti e blocco delle assunzioni hanno comunque determinato una carenza di personale che mette a rischio la qualità delle prestazioni assistenziali. Intanto, nella stessa Asl, è recente l'assunzione in deroga per tre anni del dimissionato Direttore Sanitario di Civitavecchia, e ancora più recente la procedura di urgenza per assumere con contratto quinquennale il dimissionario Direttore Generale del 118, impegnato in campagna elettorale, per la modica cifra di 468.000 Euro». «Mentre alcune Aziende derogano al blocco delle assunzioni per garantire servizi di assistenza - conclude la sindacalista RdB - ci chiediamo quanti infermieri avrebbe potuto assumere la Asl Rm/C solo con questa cifra».


11 marzo 2010 - Omniroma

CASA, SINDACATI RIFIUTANO CONVOCAZIONE PREFETTO CASO ENPAIA

(OMNIROMA) Roma, 11 mar - «La scrivente organizzazione sindacale degli inquilini, riguardo alle notizie stampa sugli aumenti dell'80% dei canoni di locazione degli immobili di proprietà dell'ENPAIA è, con la presente a significare quanto segue: premesso che la normativa attuale permette alle proprietà immobiliari di utilizzare il »canale libero« per richiedere qualsiasi canone di locazione senza vincolo alcuno; nella città di Roma sono tante le fondazioni, gli enti, le banche, le assicurazioni che utilizzano, invece, gli accordi per i contratti a »canale concordato« siglati dai sindacati degli inquilini che, di fatto, hanno permesso a circa 30 mila famiglie romane d'avere un canone sostenibile senza che la politica si sia occupata di loro; con la Fondazione ENPAIA è stato già siglato un accordo per i canoni di locazione a 'canale concordatò nel 2004 e, gli inquilini pagano in base a quello; la trattativa con la Fondazione ENPAIA è durata più di un anno e, i sindacati degli inquilini che hanno partecipato, poiché abilitate dalla legge 431/98 che definisce quali siano le maggiormente rappresentative, hanno informato gli inquilini della stessa; la Fondazione ENPAIA, dopo un anno di trattative ha minacciato di utilizzare il »canale libero« poiché non intendeva concedere altre agevolazioni; i sindacati degli inquilini, per senso di responsabilità hanno preferito sottoscrivere un accordo discreto alla possibilità di lasciare in balia del libero mercato gli inquilini; durante l'anno della trattativa non si sono visti né politici, né comitati inquilini né, tantomeno, l'ASIA RdB»; è quanto recità un comunicato dei sindacati degli inquilini Enpaia. «Considerato che - prosegue il comunicato - l'ASIA RdB non ha partecipato né sottoscritto l'accordo non per sua scelta ma, bensì, perché non può né partecipare né sottoscrivere accordi, ai sensi della legge 431/98, in quanto non abilitata e non rappresentativa; gli aumenti del canone di locazione non sono, così come falsamente indicato dall'ASIA, dai cosiddetti »comitati inquilini« e dai politici di turno, dell'87% ma, rispetto all'accordo del 2004, di cui si deve tener conto, sono aumenti irrisori; chi vuol fare demagogia utilizza tutti gli strumenti e, quindi, indica gli aumenti partendo dal canone iniziale di nove anni fa, facendo finta che in questo periodo il costo della vita non sia aumentato, che non ci sia stata una bolla speculativa sugli immobili, che i canoni di locazione del libero mercato siano veramente aumentati del 150%, che qualsiasi proprietà alla scadenza dei contratti di locazione chieda aumenti del canone, eccetera; vi sono soggetti che si definiscono sindacati ma, non svolgono alcuna attività d'assistenza e di rappresentanza ma, si limitano ad organizzare gruppetti di inquilini per protestare ogni qual volta le OO.SS. degli inquilini raggiungano un Accordo con le proprietà immobiliari per contenere gli aumenti che le stesse vorrebbero imporre; per quanto premesso e considerato la scrivente, unitamente al SUNIA, SICET, UNIAT UIL, non parteciperà al tavolo richiesto dal Prefetto di Roma, e, soprattutto, perché parteciperà nella stessa giornata e alla stessa ora, al tavolo di concertazione con la Fondazione ENPAM, per le problematiche inerenti circa 5.000 famiglie romane, sui canoni di locazione e sulle prossime dismissioni. La politica della casa va vissuta 365 giorni l'anno e vista a tutto campo e non in maniera parassitaria, così come viene posta ai media». I sindacati, nella lettera inviata al prefetto si sono resi disponibili «ad un nuovo incontro in altra data,ritenendo indispensabile ed urgente proporre l'inserimento, tra i convocati, degli assessori alla casa del Comune di Roma e della Regione Lazio e l'integrazione dell'o.d.g. proposto con i seguenti punti: organizzazione di un tavolo di confronto con i dirigenti delle seguenti Fondazioni: Cassa Forense, Cassa del Notariato, Cassa Ragionieri, Inarcassa, proprietarie di migliaia di immobili a Roma, tutti locati a mercato libero (per decisione dei rispettivi consigli di amministrazione), con canoni insostenibili per le famiglie, per tentare di avviare una trattativa con i sindacati per l'applicazione del canale concordato, ex art.2, comma 3 legge 431/98; predisposizione di un bando per l'assegnazione di alloggi a canoni sostenibili, per le 5.000 famiglie romane che per le loro, accertate,difficoltà economiche non sono state in grado di acquistare l'alloggio cartolarizzato di proprietà degli enti previdenziali pubblici e che, da questo anno, andranno ad incrementare il numero degli sfrattati della nostra città, senza alcuna prospettiva; realizzazione di forme di assistenza e tutela, anche finanziaria, per i cittadini sottoposti a sfratto per morosità »incolpevole« il cui numero costituisce oltre il 75% del totale degli sfratti sentenziati a Roma».


11 marzo 2010 - Agi

GIUSTIZIA: PROTESTA LAVORATORI GENOVA, NO MANSIONI STRAORDINARIE

(AGI) - Genova, 11 mar. - Da lunedi' mattina i dipendenti della giustizia del tribunale di Genova "svolgeranno solo le mansioni previste dai rispettivi contratti di lavoro": per esempio, consentiranno agli avvocati di entrare nelle cancellerie uno per volta, cosi' come sarebbero obbligati a fare, pretendendo che si qualifichino con un documento di identita', anche se si tratta di legali che frequentano abitualmente il palazzo da decenni. Inoltre nessuno svolgera' mansioni, anche minime, diverse da quelle previste dal proprio contratto. Non solo: tutti i giovedi' mattina, dalle 9,30, fino ad aprile, ovvero dopo le elezioni regionali, i dipendenti della giustizia si riuniranno in assemblea che avra' durata di un'ora. Sono queste le decisioni assunte stamani dal personale del tribunale di Genova al termine di un'affollata assemblea convocata da Cgil Funzione pubblica, Uil Pubblica amministrazione, Flp e Rdb pubblico impiego. I sindacati sono da tempo in polemica con la linea "dura" del ministero retto da Renato Brunetta. Lottano per garantire "Una giustizia piu' rapida ed efficiente - si legge in una nota dei sindacati - la valorizzazione e riqualificazione del personale; nuove assunzioni; investimenti adeguati ed un progetto di rilancio che riporti al centro il servizio pubblico".


11 marzo 2010 - Terra

I pompieri non si maltrattano
PROTESTA. Rdb lancia una manifestazione contro il trasferimento delle risorse
dal Corpo dei Vigili del fuoco alla Protezione civile
di Sara Picardo

Dopo il No Bertolaso Day, la giornata del Pompiere Maltrattato. Questa l’ironica manifestazione di protesta organizzata per la settimana prossima in tutta Italia dai Vigili del fuoco dell’Rdb Cub. Il grido d’allarme dei lavoratori "maltrattati" era già stato lanciato dopo il trasferimento alla Protezione civile, attuato con il Decreto 195, delle risorse assegnate ai vigili del fuoco dal cosiddetto "decreto Abruzzo" del 30 dicembre 2009. Circa 5 milioni di euro che sarebbero serviti ad assumere 200 persone. Solo un goccia nel mare in realtà, visto che i vigili precari in Italia sono in tutto 120mila, ma sarebbe servito a dare un segnale, anche in vista del lavoro che resta da fare in Abruzzo, dove l’emergenza continua. «Non abbiamo intenzione di rimanere a guardare - afferma Antonio Jiritano, della direzione nazionale RdB Pubblico impiego -. Abbiamo chiesto a tutti i parlamentari di intervenire a tutela del Corpo Nazionale e del soccorso alla popolazione. E la settimana prossima protesteremo per il modo in cui ci sta trattando questo Governo». Il sindacato, provocatoriamente, aveva anche richiesto al Ministro Maroni il ritiro del personale impegnato nelle emergenze, per dimostrare quanto il decreto che toglieva soldi al loro corpo nazionale fosse pericoloso. «Ci pare incredibile che possano esservi negati nuovi mezzi, assunzioni e incentivi, che se non garantiti, sottraggono capacità di agire in un contesto, il nostro Paese, che abbiamo drammaticamente scoperto sempre emergenziale», ha scritto, in una lettera di solidarietà indirizza ai pompieri, la Presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane. «Il Meridione crolla per le alluvioni, in estate dovremo fronteggiare gli incendi boschivi - spiega Jiritano - il personale in servizio, che si assottiglia sempre più, viene quotidianamente chiamato a svolgere ore e ore di straordinario e chi si rifiuta viene sanzionato. Ma mentre per noi non ci sono soldi per nuovi contratti, restano le assunzioni fatte da Bertolaso per decreto». Una vera ingiustizia, a cui i vigili risponderanno a suo di fischietto.


11 marzo 2010 - Il Secolo XIX.it

Una settimana di sciopero bianco a Palazzo di giustizia

Genova - Una settimana di sciopero bianco e poi un’assemblea ogni giovedì per tutto il mese di marzo. È la forma di protesta decisa dagli impiegati degli uffici giudiziari di Genova, al termine dell’assemblea di questa mattina contro i tagli e la mancata riqualificazione del personale. Da lunedì prossimo, e per sette giorni, i dipendenti svolgeranno solo le mansioni per cui sono stati assunti. Ma non solo. «Gli avvocati - spiega Beatrice Nucera, responsabile regionale della Cgil Funzione pubblica - potranno entrare nelle segreterie e negli uffici uno alla volta e dovranno essere identificati. Fuori dagli uffici metteremo dei volantini con l’elenco dei nostri compiti previsti dai contratti. Non ci sarà per una settimana alcun lavoro straordinario non previsto dal contratto». La protesta, organizzata dalla Cgil Funzione pubblica insieme a Uil Pubblica amministrazione, Federazione lavoratori pubblici e Rdb, sfocierà dopo le elezioni regionali in una manifestazione a Roma con i rappresentanti di tutte le regioni d’Italia. I lavoratori giudiziari chiedono da mesi nuove assunzioni, la riqualificazione del personale, investimenti adeguati e che venga messo fine ai tagli indiscriminati sulle spese di Giustizia.


11 marzo 2010 - Il Manifesto

PDL Caos sulla data, poi la scelta. Si fa il 20
Il corteo della destra fa «acqua» da ogni parte
di Andrea Palladino

ROMA - Se per la presentazione delle liste il Pdl ha fatto autogol, per la convocazione della manifestazione si può già parlare di una partita giocata con la difesa fuggita via, con la porta ormai vuota. Prima mossa avventata l'altro ieri sera, dopo l'ultimo no dalla giustizia elettorale, quando fonti vicine al premier lanciano l'idea di una manifestazione per il 20 marzo. La seconda mossa viene fatta direttamente da Silvio Berlusconi, ieri in tarda mattinata, durante la conferenza stampa: confermata la scelta di sabato 20.
Basta però guardare i calendari per scoprire che quel giorno sono previste almeno 200.000 persone, in rappresentanza di centinaia di comitati per l'acqua pubblica. Una data già fissata da tempo, ampiamente autorizzata dalla questura di Roma e, ovviamente, non rinviabile. Il forum nazionale dei movimenti dell'acqua - che racchiude il vasto panorama anti privatizzazione, dai cattolici di Pax Christi, fino ai gruppi antimondializzazione, passando per Attac e Cgil funzione pubblica - sorride: tanta pubblicità fatta gratis dal premier in persona. «E' bastato l'annuncio del premier di scendere in piazza nello stesso giorno nostro per consentire alla nostra manifestazione di accedere alla prima pagina di Repubblica.it», era il commento ieri di Marco Bersani, sulla mailing list del Forum. Ma la lunga marcia verso la piazza del Pdl non finisce qui. In serata comincia a girare una seconda data, domenica 21 marzo. E' primavera, in fondo, e potrebbe anche suonare bene. Peccato, caro premier, che quel giorno c'è la maratona di Roma. Migliaia di sportivi arriveranno nella capitale di certo non per il palco del Pdl, ma per sudare le sette camice dopo mesi di allenamento. In realtà, fino a sera tardi, una data vera non c'era ancora.
Più che il caos è una vera e propria ammuina. I colonnelli del Pdl sembrano vagare alla ricerca di una data sicura, di una qualsiasi parvenza di partito che li possa ancora far sentire vivi. La Polverini tace, non dice una parola su quella che - in teoria - dovrebbe essere la sua manifestazione, nella piazza della sua città. Così come sulla questione tacciono i luogotenenti romani del Pdl, ormai di fatto sparito insieme alle liste.
L'ufficio stampa di via dell'Umiltà a tardo pomeriggio era decisamente in imbarazzo: «Sicuramente daremo qualche notizia nei prossimi giorni, sicuramente prima del 20», assicuravano a chi chiamava per avere delucidazioni. Solo in serata le agenzie di stampa hanno diffuso una nota in cui si parla di una decisione definitiva: si va in piazza il 20 marzo.
In ogni caso, Gianni Alemanno ha garantito che lui il 20 in piazza ci sarà. Dovrà fare attenzione a non sbagliare corteo, a non trovarsi dietro lo striscione che chiederà di ripubblicizzare Acea, quella stessa società che meno di un mese fa in sindaco di Roma ha annunciato di voler privatizzare del tutto, cedendo parte del 51% ancora in mano pubblica ai privati.
Se sarà confermata la data del 20 come pare, il confronto con il corteo per l'acqua pubblica ci sarà. E non si tratterà di un confronto fisico, visto lo spirito che anima il movimento per l'acqua pubblica. Perché da una parte ci sarà un partito che si sta sfaldando, che chiama la piazza per difendere errori incredibili - casuali? - nella presentazione delle liste, mentre nelle vie del centro di Roma sfilerà il movimento per i beni comuni. Vertenze e persone concrete.


11 marzo 2010 - L'Unione Sarda

Tribunale. Assemblea dei lavoratori e polemiche tra sindacati

Cagliari - Prosegue la mobilitazione dei lavoratori del Tribunale di Cagliari che protestano contro i tagli degli organici e la mancata riqualificazione del personale. Oggi, per il terzo giovedì consecutivo, si riuniranno in assemblea dalle 9 alle 10 nell'aula della corte d'Assise d'appello. Probabilmente sarà però l'ultima volta, visto che proprio stamane dovrebbe essere presa la decisione di spostare le future assemblee fuori dal palazzo, trasformandole in sit-in.
Alla mobilitazione hanno aderito l'Ugl, la Cgil, la Uil e le Rdb, ma tra le diverse sigle sindacali è subito nata una rovente polemica. Ad accenderla il responsabile territoriale dell'Ugl giustizia Maurizio Macis, infastidito dal fatto che la sua organizzazione, in prima linea da tempo, non sia stata invitata agli incontri che hanno preceduto l'assemblea odierna: «Noi ci saremo comunque - precisa - ma non possiamo non notare con disappunto come da parte di qualche altra sigla ci sia una sorta di ostilità nei nostri confronti. Eppure proprio l'Ugl è stata la prima, due anni fa, a organizzare i sit-in davanti a palazzo a cui abbiamo invitato tutte le altre organizzazioni, perché a noi preme la tutela dei lavoratori a prescindere dal colore del Governo».


11 marzo 2010 - Il Mattino

Cardarelli, in fin di vita l'infermiere colpito da ictus. Stop agli straordinari
di Marisa La Penna

NAPOLI (11 marzo) - Elettroencefalogramma piatto. Ovvero assenza di attività cerebrale. Vale a dire morte clinica. Per i familiari e gli amici di Luigi Siveri, sessant’anni e da ventotto operatore socio sanitario del Cardarelli, non ci sono più speranze di vita per il loro caro, trovato l’altra mattina privo di sensi in un vano doccia del reparto Dea del Cardarelli. Aveva appena ultimato il turno di notte, in chirurgia d’urgenza, quando è stato colto da malore. Un mese fa un suo collega di lavoro, appena quarantacinquenne, infermiere professionale presso lo stesso reparto, era stato trovato morto davanti alla camera operatoria presso la quale avrebbe dovuto prestare servizio. I colleghi dei due operatori del Cardarelli, pur consapevoli che i due tragici eventi non sono la conseguenza diretta di un superaffaticamento in corsia, denunciano, attraverso i loro sindacati, di essere allo stremo delle forze. Al punto che Renato Rivelli, segreterio provinciale Rdb, sollecita la direzione ospedaliera a bloccare lo straordinario. «Consapevoli della impopolarità della nostra proposta chiediamo di bloccare lo straordinario e le autoconvenzioni. Nonchè sollecitiamo l’immediata assunzione delle figure sanitarie, infermieristiche e di supporto per far fronte alla grave emergenza assistenziale nella regione», dice il sindacalista. «Sappiamo che per la stragrande maggioranza dei lavoratori lo straordinario risulta essere un introito economico ausiliario per far bilanciare il magro stipendio a scapito sia della propria integrità psicofisica, di relazione e familiare, per erogare un’assistenza dignitosa, ai limiti della sicurezza. Ma quarantamila ore mensili non sono, da un punto di vista sanitario, sostenibili, proprio per la sicurezza di chi assistiamo e per gli stessi lavoratori». Michele Tazzaro, delegato Rsu, ricorda: «Siveri aveva problemi cardiaci, avrebbe voluto essere trasferito in un reparto meno "faticoso". Ma le sue richieste sono state inascolate. In chirurgia d’urgenza per fare fronte alla carenza di personale e al sovraffollamento di pazienti si effettuano turni no stop di dodici, diciotto ore. Questo evidentemente deve aver peggiorato le sue condizioni di salute». E gli fa eco Rivelli: «L’uso dello straordinario utilizzato come fattore ordinario dell’organizzazione del lavoro sta determinando, ironia della sorte, il massacro dei dipendenti del Cardarelli costretti sempre di più a ritmi disumani, insostenibili. Poi lancia una proposta alla direzione dell’ospedale più grande del Mezzogiorno: un monumento ai caduti sul lavoro nell’azienda Cardarelli. Infine il sindacalista sollecita tutti i lavoratori che intendono avvalersi della sentenza in merito allo straordinario di promuovere iniziative a tutela della sicurezza e dei livelli occupazionali. La Cassazione ha stabilito che rientrano nella responsabilità contrattuale del datore di lavoro, per danno cosiddetto biologico, quelle lesioni all’integrità psico fisica del lavoratore provocate da un eccessivo carico di straordinario continuativo, richiesto, ad esempio, dalla deliberata mancata integrazione dell’organico.


11 marzo 2010 - Il Messaggero

Perugia. Sessanta minuti. Tanto durerà lunedì l’assemblea...
di GIOVANNI CAMIRRI

Perugia - Sessanta minuti. Tanto durerà lunedì l’assemblea dei lavoratori giudiziari (Tribunale, Ufficio Notifiche Esecuzione Protesti, Giudice di pace) convocata dalla sigla Rdb Cub pubblico impiego, alla presenza dei sindacalisti Raimondo Becchetti e Biagio Scialò, componenti del coordinamento nazionale giustizia.
A spiegare il perché di questa assemblea è lo stesso Scialò. «In questi giorni - commenta il sindacalista - stiamo effettuando assemblee i tutte le sedi giudiziarie dell’Umbria. Il problema è la carenza di personale sia nelle sedi di Tribunale, che nelle sezioni distaccate, che per il settore dell’Unep e dei Giudici di pace. A fronte di una cronica e storica carenza di addetti non è stato praticato il turnover.
Ciò ha determinato una serie di posti scoperti che, invece di essere occupati, hanno visto il Governo nazionale applicare tagli del 10 per cento al personale della Giustizia, annullando di fatto la necessaria copertura di questi posti di lavoro». Posizioni vacanti che determinano ricadute negative sull’andamento della Giustizia in capo ai cittadini, agli avvocati e agli stessi giudici. Senza considerare, inoltre, i carichi di pendenza penale e civile che proprio per mancanza di adeguati livelli di personale soffrono rispetto al loro veloce smaltimento.
«Tanto per fare un esempio - prosegue Scialò - la Sezione distaccata di Foligno vedrà, rispetto al personale di cancelleria, 2 pensionamenti entro l’estate, un altro entro la fine dell’anno, ed uno ulteriore l’anno venturo. Quattro persone in meno senza che sia previsto il turnover. Non si tratta, voglio dirlo con chiarezza, solo di una sostituzione di personale. Essendo il nostro un settore in stallo da 15 anni non c’è ricambio. I più giovani tra noi hanno l’età minima media che ruota intorno ai 40 anni. Ciò determina difficoltà anche nella trasmissione di competenze e conoscenze a nuove generazioni di lavoratori.
Si parla tanto di digitalizzazione della pubblica amministrazione, ma i nostri uffici non hanno nemmeno tutti i computer necessari all’attività giornaliera. Quelli esistenti risalgono a forniture del 2000. Insomma, hanno già 10 anni di vita e andrebbero aggiornati o sostituiti. Nel frattempo, però, è aumentato il lavoro e non si vedono all’orizzonte situazioni. Il depauperamento di personale fa balenare il rischio di chiusura di sedi. Se la volontà politica è questa lo si dica, così anche i cittadini potranno capire le difficoltà cui i lavoratori del l’amministrazione della Giustizia, devono fronteggiare, spesso in silenzio, ogni giorno. Era molto meglio quando esistevano le Preture, anche perché, all’epoca, il personale era adeguato e l’attività procedeva con maggiore snellezza».

Anagni. Assemblea generale dei lavoratori...
di EMILIANO PAPILLO

Anagni - Assemblea generale dei lavoratori, ieri allo stabilimento Videocon, dove si è fatto il punto della situazione sulla vertenza. Quattro ore di discussione con toni spesso accesi e diverse critiche anche al sindacato da parte dei lavoratori che rimproverano di aver fatto "poco e tardi". Alla fine, all’unanimità, si è deciso di continuare l’occupazione dello stabilimento ad oltranza tramite l’assemblea permanente nella mensa. In più, azioni di protesta verranno decise giorno per giorno, ma alla riunione al Ministero dello Sviluppo che ci sarà tra il 18 ed il 22 marzo, andranno tutti gli operai. «Al tavolo stavolta vogliamo i ministri Scajola, Matteoli e Maroni. Basta con i tecnici. Se non avremo la certezza della loro presenza non andremo» ha spiegato Mauro Piscitelli della Uil. Tra i sindacati però non c’è ancora compattezza. Anche Sdl, Cgil, Ugl, Cisal e Cisl pretendono la presenza del Governo, ma vedono difficile che si possano sedere ben tre Ministri. Più facile avere solamente il Ministro Scajola. La richiesta formale verrà fatta domani, quando Giampiero Castano, tecnico ministeriale che sta seguendo la vicenda, verrà a Frosinone per parlare di unità di crisi. I sindacati ieri, tra numerose proteste, hanno relazionato ai numerosi lavoratori presenti l’esito attuale della trattativa che vede la cordata arabo canadese della SSIM nettamente favorita per l’acquisto del sito industriale.


11 marzo 2010 - Il Giornale di Vicenza

SANITÀ. Ieri mediazione davanti al dott. Foglia: Nursind e Rdb Cub ottengono 4 assunzioni
La prefettura spinge l’Ulss a cedere. Più personale in cardiochirurgia
A rischio la sicurezza dei pazienti ma pure del servizio ospedaliero

Vicenza - Dipartimento di cardiochirurgia. L'Amministrazione scende a patti, cede alla pressione di Nursind e Rdb, ma anche all'invito perentorio del viceprefetto vicario Vincenzo Foglia. In aggiunta agli 8 infermieri e ai 2 operatori socio-sanitari in più promessi nel precedente incontro in prefettura, arrivano altri 2 infermieri, 1 a tempo indeterminato e 1 part-time, e altri 2 oss, sempre 1 a tempo pieno e 1 a orario ridotto. Per gli autonomi è una vittoria. Così i 2 sindacati del comparto revocano l’agitazione. «Anche se - commenta Andrea Gregori segretario provinciale Nursind - si sarebbe potuti arrivare allo stesso risultato senza vertenze».
Ieri mattina il tentativo di conciliazione in prefettura. Per l'Ulss c'erano il direttore medico Livio Dalla Barba e la responsabile dell'ufficio infermieristico Marisa Padovan. Per gli autonomi Andrea Bottega e Gregori del Nursind, Bonifacio Dal Bianco di Rdb.
Ormai noti i problemi. Sotto accusa l'organizzazione del dipartimento che comprende cardiochirurgia e chirurgia vascolare sul fronte di organici troppo esigui di infermieri e oss, e su quello delle procedure post-operatorie.
«È a rischio - è la denuncia - la sicurezza di pazienti e lavoratori». Ieri Nursind e Rdb hanno messo sul tavolo l'inadeguatezza delle misure definite con l'accordo precedente a causa dell'accorpamento delle degenze di cardiochirurgia e di chirurgia vascolare, in quanto 1'attuale organizzazione dei servizi post-operatori comporterebbe un sensibile incremento di attività. Per il personale molte più responsabilità.
Dalla Barba e Padovan hanno riconosciuto difficoltà e sofferenze, ma hanno messo le mani avanti: «Si era concordato di effettuare un monitoraggio per capire gli effetti che l'incremento del personale nelle sale operatorie e in terapia intensiva avrebbe avuto, e poi di decidere, ma è difficile adottare subito provvedimenti».
Il viceprefetto Foglia ha rilevato «la delicatezza del servizio e i potenziali pericoli per i pazienti» e ha invitato l'azienda a valutare la possibilità di un intervento eccezionale. È stata la svolta. Dalla Barba e Padovan hanno riconosciuto l'urgenza di rafforzare l'organico nelle ore diurne con un oss in più e al pomeriggio con un infermiere in più. Le nuove assunzioni entro maggio.(F.P.)

CASTELGOMBERTO. Protesta dei sindacati
Ferie solo in agosto e in dicembre «Serve un accordo»

Castelgomberto - Le ferie sono ancora lontane, ma sono già il pomo della discordia fra Amministrazione e dipendenti comunali, a Castelgomberto. Maria Teresa Turetta di RdB-Cub enti locali Vicenza lamenta che «il Comune ad agosto sarà chiuso per ferie». Lo ha messo nero su bianco su un comunicato in cui si specifica che «la sintesi della lettera inviata ai dipendenti dall'assessore Gabriele Vencato, invitata a presentare la programmazione delle ferie entro il 20 marzo, precisando che devono essere fruite prioritariamente e prevalentemente nel mese di agosto e nell'ultima settimana di dicembre, con l'obbligo della presenza in servizio di un solo dipendente per settore». Ma le ferie, stando alla sindacalista, negli enti «sono sempre programmate e concordate secondo le esigenze di servizio, tenuto conto delle richieste dei lavoratori. Un compito che spetta al segretario comunale. E poi, se ad agosto l'unico dipendente si ammala, il comune chiuderà? Che figuraccia incassa l'assessore, che supera a destra il segretario comunale - conclude Turetta - dimostrando di non avere dimestichezza con la politica e i poteri che spettano ad un amministratore».
Al vetriolo la risposta dell'assessore al personale Vencato: «Nonostante quello che dicono i sindacati, spetta all'amministratore, in quanto organo politico, dettare gli indirizzi. Come in questo caso. Agosto e ultima settimana di dicembre sono periodi di limitata attività, quindi per ottimizzare i costi, che sono a carico dei cittadini, si è fatto in modo che i dipendenti prendano le ferie in questo periodo. Massimo rispetto del contratto nazionale. Quello che mi dà fastidio - conclude l'assessore Vencato - è che questo agitarsi e questo accanimento caschino proprio in prossimità di scadenze elettorali. Perché nessuno dei dipendenti ha risposto a fine anno alla richiesta del programma ferie?».(A.C.)


11 marzo 2010 - Gazzetta del Sud

Jiritano (Rdb): il Comune si interessi di quanto avviene all'Amc
Il servizio e il personale questione aperta

Catanzaro - Quando l'amministrazione comunale proverà a ficcare il naso negli affari della "partecipata" Amc? È l'interrogativo che pone Antonio Jiritano, del sindacato Rdb-Cub, nel passare in rassegna una serie di problemi che investono l'Azienda della mobilità: il servizio e il personale. Jiritano prende di mira, in particolare, i tagli alle corse: «I cittadini che giornalmente si "dovrebbero" recare al presidio universitario si vedono costretti a lunghe camminate fino alla stazione per poter fare rientro, o peggio utilizzare i propri mezzi visto che il servizio pubblico è inesistente. Ma di altre corse tagliate si registrano in tutti i quartieri». Poi vi è la questione del personale: «I lavoratori part-time che dovevano essere stabilizzati immediatamente si vedono dilazionati nel tempo le assunzioni a tempo pieno. Una parte stabilizzata "a metà 26 ore settimanali", tra qualche mese - forse - altri ancora verranno stabilizzati quando il parco macchina dell'Amc sarà completo. In parole povere questo vuol dire stabilizzazione per nessuno. Nelle more prima l'Azienda ha riqualificato solo una parte di lavoratori, e su questo potremmo anche convenire; successivamente con la chiusura di tutti gli impianti interni - officine, sala macchine - per mancanza delle condizioni di sicurezza, altro personale non ha una funzione. Ed invece di riqualificarlo per ottimizzare i trasporti nella città si pensa solo a nuovi accordi per riqualificare sempre i soliti e sempre quelli che poi non sono nelle attività operative». «Di tutto ciò – conclude il sindacalista – l'unico che sembra non accorgersi di nulla è il comune di Catanzaro, sordo e cieco a qualsiasi manifestazione di disagio della città e dei lavoratori».


11 marzo 2010 - Varese news

Sindacati di base sotto la prefettura nel giorno dello sciopero
L'astensione di 4 ore dal lavoro indetta da numerose sigle che si riuniranno per rendere visibile la protesta in un presidio, venerdì 12 marzo

Varese - Culminerà con un presidio davanti alla prefettura di Varese alle 9 la mezza giornata di sciopero indetta per il prossimo venerdì 12 marzo dai sindacati di base Cobas, Sdl intercategoriale, Rdb e Cub di Varese. Qui di seguito le ragioni dell'astensione dal lavoro a difesa dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori che tutela il posto di lavoro nelle aziende al di sopra dei 15 dipendenti messo in seria discussione dalla recente legge "collegato lavoro" voluta dal ministro Sacconi. La Legge "Collegato Lavoro" garantisce nuove tutele per le aziende ai danni dei lavoratori: più difficile vincere cause di lavoro, impugnare licenziamenti ingiusti, ottenere giusti risarcimenti. Particolarmente garantite le aziende che fanno ricorso massiccio allo sfruttamento del lavoro precario. Diventa legge la possibilità di derogare ai contratti collettivi di lavoro nazionali, "certificando", tramite commissioni, i contratti individuali contenenti clausole peggiorative: viene limitata la giurisdizione del giudice e si incentiva il ricorso all’arbitrato.
La trappola del dl. 1167. Esso prevede (art. 33, comma 9) che al momento di sottoscrivere un contratto di lavoro davanti a una delle tante commissioni locali cui è attribuito il compito di certificare se il contratto stesso definisce un'occupazione alle dipendenze oppure un lavoro autonomo (tipo collaboratore a progetto), di durata determinata oppure indeterminata e altre condizioni, il lavoratore deve compiere una scelta drastica: il lavoratore deve aderire, o rifiutare, un compromesso con il quale s' impegna, nel caso sorgano future controversie di lavoro, a rinunciare al ricorso al giudice a favore di una procedura di arbitrato o di conciliazione. Dei quali, stante lo squilibrio socio-economico che sussiste tra le due parti, si può agevolmente prevedere l'esito. Tanto che la Corte costituzionale si è più volte pronunciata contro il ricorso all'arbitrato nelle controversie di lavoro. Stante questo dispositivo introdotto dal dl. 1167, il ricorso alla giustizia del lavoro diventerà un lussuoso rischio che pochi lavoratori potranno permettersi. In ogni caso il lavoratore che volesse correre il rischio, troverà un giudice con le mani legate. Questo perché, al potenziamento dell'arbitrato fa riscontro il depotenziamento del giudice. Difatti l'art. 32 (commi 1 e 2) del disegno stesso statuisce che il giudice, a fronte di una controversia di lavoro, deve limitarsi unicamente a stabilire se il contratto tra il datore di lavoro e il lavoratore sia stato stipulato in forma legittima o no. La nuova legge gli vieta espressamente di intervenire in merito a valutazioni tecniche, organizzative e produttive. In tal modo la possibilità per il giudice di esercitare giustizia, e per il lavoratore di ottenerla, è definitivamente ostacolata.


11 marzo 2010 - La Nuova Ferrara

Il 4 maggio scatta la cassa integrazione per ristrutturazione aziendale.
Lunedì nuovo confronto per discutere gli incentivi
Berco, licenziamenti bloccati per due anni
Incontro direzione-sindacati: si punta su dimissioni volontarie e prepensionamenti

COPPARO - Uno spiraglio di luce dopo il confronto tra la direzione Berco e i sindacati. Questi ultimi avevano posto due pregiudiziali: lo stabilimento di Busano Canavese in Piemonte deve rimanere in attività e nessun licenziamento per i prossimi due anni quando sarà in vigore la Cig per ristrutturazione. Entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti. Sindacati e azienda discuteranno poi, nel prossimo incontro fissato per lunedì 15 marzo di incentivi da dare a chi lascerà il lavoro volontariamente oppure chi, da qua ai prossimi cinque anni, avrà i requisiti per poter accedere ai prepensionamenti. I sindacati hanno messo nero su bianco anche le cifre che i dirigenti Berco presenti all’incontro (Saturni, Bacilieri e Mingozzi e Da Ros funzionario di Unindustria Treviso) si sono riservati di esaminare. Il 4 maggio scatterà la Cig per ristrutturazione ed entro fine aprile il piano dovrà essere presentato al ministero.
«Siamo rientrati nel piano industriale - ha affermato Luigi Casali della Flmu-Cub (RdB, ndw) di Torino - mantenendo la lavorazione dei segmenti».
«Abbiamo registrato una convergenza positiva relativamente al piano industriale - ha affermato Mario Nardini della Fiom-Cgil sono stati intavolati anche discorsi legati ad ipotesi di incentivazione del personale che lascerà volontariamente la fabbrica ed in merito ai prepensionamenti». Certo se il mercato non riprende a tirare e la Berco non arriva a 180 mila tonnellate c’è da preoccuparsi ulteriormente.
«Attendiamo di vedere cosa risponderà Berco alle nostre richieste in merito agli incentivi per il personale» ha dichiarato Riccardo Gallottini della Uilm-Uil poco dopo la fine dell’incontro iniziato alle 11 e conclusosi dopo le 18.
«Berco ha confermato il numero degli esuberi, circa 700 di cui 468 a Copparo - afferma Alberto Finessi segretario regionale Ugl - i prepensionabili potrebbero essere attorno alle 200 unità e altri potrebbero accettare gli incentivi dell’azienda. Si pensi che dal 1º gennaio al 31 dicembre 2009 hanno lasciato la Berco, senza incentivi, 79 dipendenti. Occorrerà vedere l’azienda quanti soldi sarà disposta a mettere sul piatto degli incentivi. Lunedì probabilmente lo sapremo».(m.bar.)


|

Scrivi alle RdBwebmaster
Federazione Nazionale RdB CUB - Via dell'Aeroporto n.129 - 00175 ROMA - centralino 06.762821 - fax 06.7628233