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Indice notizie: 2009 INDICE Bologna. Sulla vicenda Hera Akron Omega di Imola 28 luglio 2010 22 luglio 2010 21 luglio 2010 15 luglio 2010 5 giugno 2010 21/23 maggio 2010 19 maggio 2010, Roma, sitin al Senato dei lavoratori della scuola 13 maggio 2010, Bologna, manifestazione contro la crisi 13 maggio 2010, Bologna, emergenza casa, parla Asia RdB 5 maggio 2010 26 aprile 2010 24 aprile 2010 24 aprile 2010 24 aprile 2010, Manifestazione nazionale Giustizia 21 aprile 2010, Nuoro, contro lo sfascio dell'Inps 21 aprile 2010, Trento, contro lo sfascio dell'Inps 16 aprile 2010, Convegno Sanità campana 16 aprile 2010 15 aprile 2010 12 aprile 2010 9 aprile 2010 7 aprile 2010 25 marzo 2010 22 marzo 2010 20 marzo 2010 15 marzo 2010 13 marzo 2010 9 marzo 2010 2 marzo 2010 1 marzo 2010 18 febbraio 2010 13 febbraio 2010 5 febbraio 2010 21 gennaio 2010 24 dicembre 2009 24 dicembre 2009 16 dicembre 2009 11 dicembre 2009 4 dicembre 2009 30 novembre 2009 24 novembre 2009 15 novembre 2009 23 ottobre 2009 17 ottobre 2009 8 ottobre 2009 5 ottobre 2009 3 ottobre 2009 30 settembre 2009 22 settembre 2009 14 settembre 2009 30 agosto 2009 14 agosto 2009 2 agosto 2009
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RASSEGNA VIDEO: dal 1 settembre 2010 2 settembre 2010 - Asca Scuola: Precari a Gelmini, 8/9 In Piazza Con Docenti e Studenti(ASCA) - Roma, 2 set - Una mobilitazione di massa che coinvolgera' tutto il mondo della scuola e' prevista per l'8 settembre prossimo. Lo annuncia in una nota Rdb-Usb, nel giorno in cui il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, annuncia le novita' per l'anno scolastico 2010/2011. ''Ancora una volta il ministro non parla di scuola - commenta Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame dal 16 agosto - del valore dell'istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri''. ''Esprimiamo solidarieta' al ministro - aggiunge Russo - perche' nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma''. RdB-Usb Scuola continua a sostenere con forza la mobilitazione di tutti i precari, come testimonia la partecipazione di tanti lavoratori Ata ex Lsu che ieri si sono uniti al presidio dei palermitani in sciopero della fame. In particolare, scenderanno in piazza l'8 settembre i componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all'universita', che da piazza di Montecitorio daranno il ''benvenuto'' ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera. 2 settembre 2010 - Apcom Scuola/ Precari a Gelmini:
prepariamo mobilitazione di massa Roma, 2 set. (Apcom) - Nel giorno in cui il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, annuncia le novità dell'annos colastico 2010/2011 e esprime solidarietà ai precari della scuola ma spiega di non volerli incontrare perchè sono dei "militanti politici", RdB Cub scuola annuncia una mobilitazione di massa contro la riforma. Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame dal 16 agosto, che nei giorni scorsi è stato ricoverato d'urgenza in ospedale per una grave disidratazione, commenta:"Esprimiamo solidarietà al ministro perché nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma. Ancora una volta il Ministro non parla di scuola, del valore dell'istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri. Per questo stiamo preparando una mobilitazione di massa che coinvolgerà tutto il mondo della scuola", annuncia. Per questo l'8 settembre scenderanno in piazza a Roma le tante componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all'università, che da piazza di Montecitorio daranno il "benvenuto" ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera. 2 settembre 2010 - Ansa SCUOLA: PRECARI A GELMINI, PREPARIAMO MOBILITAZIONE DI MASSAANCHE STUDENTI SUL PIEDE DI GUERRA (ANSA) - ROMA, 2 SET - «Esprimiamo solidarietà al ministro perchè nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma», così Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame, commenta le dichiarazioni rese in conferenza stampa dal Ministro Gelmini. «Ancora una volta il Ministro non parla di scuola, del valore dell'istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri. Per questo stiamo preparando una mobilitazione di massa che coinvolgerà tutto il mondo della scuola», conclude Russo. RdB-USB Scuola continua a sostenere con forza la mobilitazione di tutti i precari, come testimonia la partecipazione di tanti lavoratori ATA ex Lsu che ieri si sono uniti al presidio dei palermitani in sciopero della fame. RdB-USB Scuola aderisce alla manifestazione cittadina che l'8 settembre vedrà in piazza a Roma le tante componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all'università, che da piazza di Montecitorio daranno il benvenuto ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera. RdB-USB Scuola ringrazia inoltre le tante espressioni di solidarietà giunte in queste giorni ai lavoratori in lotta, ed in particolare il Collegio dei Docenti dell'Istituto «J. von Neumann», che ha raccolto una sottoscrizione a sostegno della protesta. Una mobilitazione a sostegno dei precari è annunciata anche dagli studenti dell'Uds. SCUOLA: PRC, MANGIAMOCI LA MINISTRA... (ANSA) - ROMA, 2 SET - Per rifondazione comunista «mentre i precari e i lavoratori della scuola continuano la loro mobilitazione in tutta Italia e tre di loro lo sciopero della fame sotto a Montecitorio, la Gelmini e il suo diretto superiore, herr Tremonti, continuano a mangiarsi quel che resta della nostra scuola pubblica». «La ministra - dicono in una nota riferendosi a Mariastella Gelmini - attacca le mobilitazioni in corso spacciando i lavoratori in lotta nelle diverse città italiane per 'militanti politici' dei quali alcuni iscritti all'Idv! La ministra sa bene che la protesta, che continuerà anche nelle prossime settimane, è dettata da ben altre motivazioni e che chi decide di arrivare alla forma di protesta più radicale come lo sciopero della fame è guidato dalla esasperazione e dallo sdegno contro chi ha deciso di rubargli quel minimo di speranza in un futuro fatto di dignità e lavoro». «Mercoledì 8 settembre riapre Montecitorio - continua la nota del Prc - e i lavoratori della scuola, il sindacato Usb e altri hanno deciso di andare a manifestare proprio là sotto quel giorno, per ribadire le loro forti e giuste ragioni. E forse anche perchè, dopo tutto questo sciopero della fame, vorranno giustamente 'mangiarsi' la ministra? Chissà. Noi certamente saremo con loro». 2 settembre 2010 - Gazzetta del Sud Scuola, l'incertezza dei
precari Reggio C. - Per i docenti d'inglese delle scuole primarie e per quelli delle scuole secondarie di I e II grado della provincia di Reggio, presenti nelle graduatorie per l'attribuzione di incarico a tempo determinato nelle varie classi di concorso, in cui figurano cattedre o spezzoni di ore libere, martedì scorso è stata una giornata di quasi "ordinaria follia". Dopo quattro ore d'attesa senza notizie nel cortile e nell'aula-teatro della scuola media "Vittorino da Feltre" è stato comunicato loro che tutte le operazioni previste erano state rinviate a data da destinarsi. Ciò in accoglimento della richiesta dei sindacati, ma anche perchè il quadro delle disponibilità appena pubblicato su internet, con notevole ritardo sui tempi previsti, era suscettibile di ulteriori rettifiche. Certo, c'è da rilevare che i ritardi sono stati provocati anche dal mancato rispetto della tabella di marcia delle procedure che partono dal Ministero, ma alla fine si sono scaricati, come sempre accade, sull'ultima ruota del carro e cioè i docenti interessati che, convocati dall'intera provincia, hanno trascorso la mattinata in un clima di tensione e di totale incertezza. Tutto era cominciato alle 9, man mano che i docenti provenienti da tutta la provincia si andavano riunendo nel cortile e nei locali a pianterreno della scuola, già presidiata dalle insegne del sindacato Usb impegnato in un'azione di sensibilizzazione per i molteplici problemi della scuola nazionale e ancora più per i ritardi delle operazioni di assegnazione degli incarichi nell'ambito della provincia. Al primo momento di scambio di informazioni e dei saluti dei docenti in attesa della possibile nuova destinazione, che probabilmente non li vedrà più colleghi sugli stessi istituti scolastici, l'atmosfera si è andava sempre più riscaldandosi. Mancava ancora la pubblicazione delle disponibilità e, segno dei tempi, questi ritardi venivano controllati, in tempo reale sulla rete. Ad internet c'era chi si collegava con i cellulari ma riusciva ad leggere soltanto i titoli dei decreti pubblicati sul sito scolastico provinciale; ma c'era anche chi munito di netboock, l'ormai mitico computerino portatile, consultava a brevi intervalli la rete per avere notizie. Così, mentre i sindacati coglievano l'occasione per stigmatizzare il disagio in cui i precari vengono puntualmente sottoposti, un breve acquazzone costringeva tutti a ripararsi nello spazio che la scuola dedica abitualmente all'attività teatrale dei ragazzi ma che, per una mattina, ospitava un diverso tipo di rappresentazione che poteva sembrare "dell'assurdo", ma che assurdo per i diretti interessati non era, poiché dagli incarichi per molti di essi dipende il futuro lavorativo e la continuità della carriera . «Vengo ormai da trent'anni a seguire le operazioni diceva amaramente un anziano professore prima ci venivo per me, poi per mia moglie ed oggi per mia figlia, Ma ci pensate il disagio di chi viene dalla Piana o da Monasterace? Cosa deve fare per arrivare qui e rischiare di tornarsene senza aver fatto nulla?» Insomma nel clima che si andava surriscaldando, anche perchè la pioggia aveva costretto tutti dentro, un sindacalista armato di megafono annunciava che si stava cercando di ottenere il rinvio delle operazioni, «perchè va rispettata la dignità di chi si trova in attesa di una decisione importante per la vita di ognuno». Quando ormai erano passate le tredici e qualcuno si appresta a recuperare qualche panino giungeva l'annuncio che, comunque, poneva termine all'incertezza di un'attesa che per molti è stata motivo di non lieve tensione . Su internet è apparsa, infatti, la comunicazione del rinvio delle operazione di assegnazione degli incarichi ed oltre alla motivazione dell'intervento del sindacato, anche quella della possibilità di arrivo di ulteriori disponibilità di posti da assegnare. Una speranza in più per chi attende di poter proseguire nell'insegnamento o, addirittura, di poter riavvicinarsi ad una carriera che va diventando sempre più un miraggio. Mentre usciamo un'anziana signora incuriosita, ed anche allarmata, dall'assembramento vociante ci chiede «Giuvanotto ma che cosa fanno tutte queste persone? Scioperano!». «No signora rispondiamo aspettano perchè debbono essere chiamati ad insegnare nelle scuole». «Ma perchè gridano» insiste l'anziana signora. «Perché replichiamo sono qui da questa mattina e ancora aspettano che qualcuno gli dica qualcosa» . «Fanno bene a protestare perché i giovani non possono restare senza lavoro». Mentre l'anziana signora si allontana piano piano «Chissà dice un professore anziano mentre esce dal cancello che questo non sia un nuovo marchingegno per risparmiare alle spalle degli insegnanti di una scuola che vuole fare le cosiddette nozze con i fichi secchi»? E sì, perchè la retribuzione decorre dal momento in cui ci si presenta a scuola. 2 settembre 2010 - Il Manifesto Prof precari alla fame MILANO - Protesta sì, ma quale? La domanda
è lecita, e insidiosa, visto che l'Ufficio scolastico regionale della Regione Lombardia,
settimana più settimana meno, durante l'ultimo anno è stato quasi sempre presidiato
dagli insegnanti precari triturati dalla «riforma» dei ministri Tremonti & Gelmini.
Quest'anno, in sintonia con la protesta palermitana che sta dando il segno della
preoccupazione dei precari della scuola (40 mila rischiano di non rientrare più nelle
classi), anche i milanesi hanno deciso per lo sciopero della fame, almeno fino a sabato
prossimo. Digiuneranno in quattro del Movimento Scuola Precaria. Cristina Virardi,
insegnante di italiano alle medie, 29 anni di cui 3 da precaria, Alessandro Risi,
professore di latino e greco, 39 anni, precario da quando ne aveva 31, Davide Bondesan, 28
anni, anche lui traballante sulle lettere antiche da 3 anni, e Miriam Petruzzelli,
insegnante di sostegno di 34 anni, da 6 costretta ad arrampicarsi sulle graduatorie. Info:
www.forumscuole.it/msp. GIACOMO RUSSO 31 anni,
siciliano, in sciopero dal 17 agosto ROMA - Sotto al Parlamento i precari
continuano la loro mobilitazione. Giacomo Russo, 31 anni, precario siciliano in sciopero
della fame, è seduto di fianco alla tenda in cui dorme da vari giorni insieme ad altri
colleghi 2 settembre 2010 - Corriere Fiorentino Scuola, divergenze sui tagli SCANDICCI - Per l'anno 2010-2011 le ore di assistenza educativa scolastica per i portatori di handicap verranno tagliate del 30-35%. La denuncia è dell'Unione Sindacale di Base. «Questo comporterà meno servizi, la diminuzione del salario per gli educatori a tempo indeterminato e il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato», afferma l'Usb. «Nessun taglio, sono aumentate le richieste per le ore di assistenza, da 700 a 1000. Abbiamo riconfermato le risorse dello scorso anno, oltre 500 mila euro», spiega l'assessore all'Istruzione Sandro Fallani.(I.Z.) 2 settembre 2010 - Il Gazzettino Un settembre di disagi per
chi deve viaggiare Venezia - Nuvole sempre più scure si addensano
sul cielo sopra laeroporto di Tessera e, in genere, nel settore del trasporto si
annuncia un settembre pesante. Al momento non solo lo sciopero del 18 settembre proclamato
dalla Uil Trasporti nel settore della sicurezza al Marco Polo rimane confermato, ma anche
lo stato di agitazione proclamato dal sindacato autonomo Usb-Cub. Lincontro
dellaltro ieri tra Save Security e sindacato autonomo non ha sortito risultati
positivi, dunque continuano il blocco degli straordinari e le altre forme di protesta
messe in atto in questi giorni. Domani il presidente di Save, Enrico Marchi, si
incontrerà con Cgil, Cisl, Uil e Ugl di categoria per affrontare la questione della
security che, per quanto riguarda i viaggiatori, incide soprattutto sui varchi di
sicurezza. Allincontro dovrebbe partecipare anche il direttore di Enac, lEnte
nazionale aviazione civile, che sta seguendo da vicino la vertenza perché non intende
accettare nuovi pesanti disagi per i passeggeri, che si verificherebbero nel momento in
cui tutti i varchi di sicurezza dovessero restare chiusi per sciopero. Laeroporto,
in buona sostanza, rischierebbe di venir bloccato. Domani mattina i sindacati
unitariamente torneranno a chiedere a Save che applichi il contratto del settore trasporto
aereo anche ai dipendenti di Save Security e non è escluso che, in caso di una nuova
risposta negativa, anche molti lavoratori non iscritti alla Uil decidano di partecipare
allo sciopero di sabato 18. Per evitarlo lultima possibilità si presenterà
martedì prossimo quando la società e la Uil si incontreranno in Prefettura. 2 settembre 2010 - Il Messaggero Montefiascone. «Se non
verremo ascoltati bloccheremo la Cristoforo Colombo e occuperemo il palazzo della Regione Montefiascone - «Se non verremo ascoltati bloccheremo la Cristoforo Colombo e occuperemo il palazzo della Regione; lospedale di Montefiascone non si tocca». Questo il proclama bellicoso lanciato ieri mattina dal Comitato a difesa del nosocomio falisco, nel corso della conferenza organizzata per contrastare i tagli ventilati dalla Polverini nei confronti della sanità locale. Tanti i politici intervenuti, ascoltati con attenzione dai circa 200 cittadini presenti, in rappresentanza delle tremila sottoscrizioni di protesta apposte da giovedì, quando un presidio h24 ha letteralmente posto le tende nei pressi di via Donatori di Sangue. Lassemblea pubblica, predisposta nel piazzale antistante il Primo Soccorso, ha registrato numerose adesioni istituzionali, che non hanno voluto far mancare il proprio apporto al sit in. Giunti per loccasione i consiglieri regionali Giuseppe Parroncini (Pd) e Ivano Peduzzi (CdS), concordi nello stigmatizzare un decreto che «non tiene conto delle peculiarità del territorio e apporrebbe i lucchetti a una delle poche strutture a norma della Regione, dove sono stati recentemente spesi 2milioni di euro per ristrutturazioni». Interventi fortemente critici anche quelli dei sindaci di Marta, Lucia Catanesi, e Tarquinia, Mauro Mazzola; dellassessore provinciale, Andrea Danti (che annuncia un Consiglio a breve per dibattere del provvedimento), di alcuni ex politici locali, nonché dei sindacalisti Mario Malerba (Cisl Fp), Lino Rocchi(Rdb) e Antonella Ambrosini(Cgil Sanità), i quali hanno minacciato di esser pronti «a erigere le barricate contro un piano di riorganizzazione della rete ospedaliera che limiterebbe pesantemente il diritto alle cure per gli utenti della Tuscia, dove già ora i posti letto risultano sotto la media nazionale (3,4 ogni mille abitanti in Italia, 1,8 da noi ndr)». Civitavecchia. Annullate
oltre la metà delle domande per fruire gratuitamente di scuolabus e mensa... Civitavecchia - Annullate oltre la metà delle
domande per fruire gratuitamente di scuolabus e mensa: il sindacato Rdb grida allo
scandalo. 2 settembre 2010 - Corriere del Veneto Bloccate le spese. Ridotti i posti letto VICENZA - Quaranta posti letto in meno e alcuni reparti chiusi fino al 31 ottobre, ma si teme anche oltre: è la cura dimagrante per l'ospedale San Bortolo, decisa dalla dirigenza e comunicata ai sindacati il 31 agosto, per non sforare dal tetto imposto dalla Regione alla spesa sanitaria. La normale «pausa estiva» - che dal 1 luglio al 15 settembre ha ridotto le funzioni dell'ospedale - è prorogata di un altro mese e mezzo. «La proroga è arrivata perché dalla Regione non sono in arrivo nuove assunzioni né finanziamenti - dice Germano Raniero del sindacato Rdb Cub - Rimangono i ventidue posti letto in meno in chirurgia, dove ne restano solo 28, la fusione fra otorinolaringoiatria e maxillo-facciale con la riduzione di altri dieci posti, e la chiusura temporanea del reparto dozzinanti. Poi viene rimandata l'attivazione di otto posti letto in neurochirurgia e due in rianimazione». La «dieta», denunciano i sindacati, rischia di diventare definitiva: «Difficile che riaprano i reparti sotto le ferie natalizie - continua Raniero - Si va verso un vero taglio dei posti letto, con conseguenza per i pazienti, perché ci saranno dimissioni ultra veloci e ingolfamento di alcuni reparti. E per le operazioni più banali come ernia o cisti bisognerà andare a Noventa o a Schio». Per Raniero il San Bortolo è penalizzato anche per questioni politiche: «Si sta toccando un ospedale che funziona, mentre una serie di feudi leghisti non vengono toccati, come Noventa e gli ospedali del Basso Veronese e Padovano». «Vediamola in positivo: è l'occasione per ripensare in maniera pragmatica l'organizzazione dell'ospedale - replica il direttore sanitario del San Bortolo Eugenio Fantuz - Sono già al lavoro due tavoli con dirigenti e capi dipartimento per analizzare situazioni specifiche e proporre modifiche organizzative per il risparmio del personale e ottimizzazione dell'uso dei letti. Si possono studiare scambi fra reparti, in modo che quando uno ha posti liberi li possa "cedere" ad un altro reparto». La chiusura durerà fino a Natale? «Può darsi, se sarà così metteremo in atto tutti i provvedimenti atti a non creare disagio nella popolazione». 2 settembre 2010 - La Stampa ALESSANDRIA. MA UTILIZZATO
«SOLO» AL 70% DELLA CAPIENZA: 300 POSTI ALESSANDRIA - LAutopark multipiano di
via Parma inaugurato a maggio del 2007 è utilizzato al 70% degli oltre trecento posti
disponibili anche se la prima ora di sosta è gratuita e la tariffa è inferiore a quella
del parcheggio di piazza Libertà, distante non più di 300 metri. «Molti automobilisti
lamentavano difficoltà nellabbordare le rampe dei vari piani - dicono Paolo Lumi e
Alessandro Traverso, presidente e vice dellAtm -: è stato così deciso di ampliare
la curva di accesso, in questi giorni è terminato lintervento». Non è il solo
lavoro, si sta sistemando anche la facciata su via Machiavelli con un nuovo rivestimento e
creando unarea verde eliminando la recinzione che risale ad inizio cantiere. 2 settembre 2010 - La Nazione Un milione e 600mila per
le «Peo» Siena - RICORDATE LE PEO? UNA strana sigla che significa progressioni economiche orizzontali dei tecnici-amministrativi. Nei mesi scorsi c'è stata una battaglia durissima fra sindacati e Ateneo sul fondo a disposizione per garantire quello che i rappresentanti del personale rivendicavano come un sacrosanto diritto. Nessun aumento di stipendio, in questo momento di crisi profonda delle casse dell'Università sarebbe stato un suicidio, piuttosto un'indennità temporanea, già adesso percepita, che viene in pratica resa stabile. Ieri mattina alla fine è stata trovata la quadratura del cerchio, anche se la Cgil, per voce di Marco Iacoboni, ha ribadito che si riserva di sottoscrivere l'ipotesi di contratto integrativo in materia di progressioni economiche all'interno della categoria alla luce dell'esito della consultazione referendaria che si terrà a breve. Gli altri sindacati hanno detto sì, ossia Cisl, Uil, Cisapuni, Cisal, Rdb. E' finita con una pizza al taglio e qualche bibita fra sindacati e rettore Silvano Focardi, che ha offerto il rinfreschino stante l'ora avanzata. E poi scritto una lettera ai dipendenti per informarli della novità e delle prossime tappe. «L'ipotesi verrà presentata al collegio dei revisori dei conti al fine di sottoporla alla certificazione di compatibilità economica-finanziaria osserva , quindi passerà al cda cui spetterà di deliberare l'autorizzazione alla firma del contratto definitivo». Inizia quindi il conto alla rovescia per partecipare al bando (997 gli aventi diritto, in ipotesi) che sarà fatto, previo aggiornamento del curriculum mediante il «Thesaurus». Bisognerà affrettarsi, entro il 30 settembre, perché solo così si potrà avere la liquidazione a fine dicembre. Focardi si dice «soddisfatto per l'accordo raggiunto che garantisce diritti acquisiti». La cifra? Nelle sette pagine dell'intesa il fondo per Peo e produttività del 2010 è fissato definitivamente in 1.647.457 euro per un costo totale, a carico dell'Ateneo, considerati gli oneri del datore di lavoro, di 2.186.176 euro. «Le risorse destinate al finanziamento delle progressioni recita l'accordo vengono ripartite tra la categoria B,C, D ed EP proporzionalmente al numero degli aventi diritto all'interno di ciascuna al 31 dicembre 2009». 2 settembre 2010 - La Provincia Pavese Lettere. LAVORO Approvata la manovra economica da 24 miliardi di
euro, che prevede pesanti ricadute per i dipendenti, il pubblico impiego e il patto sulle
pensioni. Sono passati dei provvedimenti su retribuzioni e pensioni che non si erano mai
visti. 1 settembre 2010 - Terra In lotta per avere un lavoroSCUOLA. Giacomo Russo, precario palermitano in sciopero della fame e da venerdì davanti al Parlamento, finisce in ospedale. È il secondo del gruppo. Chiedono alla Gelmini un incontro per parlare della sua riforma di Enrico Campofreda Disidratato ma determinato e non disperato.
Giacomo Russo, il precario palermitano che da venerdì scorso ha portato sotto
Montecitorio la sua protesta pur estrema, ha trascorso la mattinata di ieri
allospedale Santo Spirito di Roma. I medici ne hanno consigliato il ricovero perché
il suo corpo comincia a risentire gli effetti dello sciopero della fame avviato con altri
colleghi il 18 agosto e proseguito davanti a uno dei simboli delle nostre istituzioni. I
cui membri, tranne per qualche parlamentare dellopposizione (Marino, Vita, Di
Pietro), hanno finora snobbato il duro gesto. Comunque verso le 13 di ieri, dopo due flebo
vitaminiche, Russo ha deciso di firmare le dimissioni dal nosocomio e tornare davanti al
Parlamento. Dove laltra siciliana Caterina Altamore e i precari romani proseguono il
sit-in di protesta al quale Viale Trastevere non vuole rispondere. 1 settembre 2010 - Liberazione Da Palermo a Roma per
protestare contro i tagli, Giacomo è già tornato in piazza E' tornato nuovamente davanti al Parlamento Giacomo Russo, il precario palermitano in sciopero della fame dal 17 agosto scorso, colto da malore ieri mattina a causa di un forte stato di disidratazione. La notizia del ricovero era stata diffusa dalla rappresentanza sindacale di base Usb Scuola che aveva invitato i precari ad interrompere lo sciopero della fame ed a passare a forme collettive ed organizzate di mobilitazione. «La scelta dello sciopero della fame - affermava il sindacato in un comunicato - è una forma dura ed estrema, non dettata dalla disperazione ma dalla volontà di rompere il silenzio intorno al mondo della scuola. Tuttavia l'esperienza insegna che tali azioni rischiano di divenire passerelle di un circo mediatico che accende e spegne le luci in base ai propri interessi». Nonostante l'appello Caterina Altamore, l'altra precaria presente davanti a Montecitorio, non ha voluto sospendere il digiuno, raggiunta nuovamente dal suo collega che malgrado il ricovero d'urgenza all'ospedale Santo Spirito di Roma è voluto tornare in piazza. «Sono provato ma ho deciso di fami dimettere dall'ospedale, anche se i medici volevano trattenermi. Per ora la mia residenza è piazza Montecitorio. Non intendo interrompere lo sciopero della fame, vado avanti ad oltranza». Nel suo comunicato la RdB/Usb ha invitato «tutte le forze sindacali e politiche a farsi carico delle istanze del mondo della scuola attraverso mobilitazioni costanti ed articolate in tutto il paese, in modo di rendere di nuovo centrale il valore costituzionale del diritto allo studio». L'Usb scuola ha poi censurato pesantemente il «vergognoso il silenzio della ministra Gelmini» che nonostante questo sia il secondo digiuno in due anni attuato dai lavoratori palermitani, non ha accennato nemmeno un invito a terminare la protesta». Intanto la mobilitazione va allargandosi a macchia d'olio. A Palermo, dopo l'occupazione dell'Ufficio scolastico provinciale, è stata indetta una nuova assemblea per oggi, alle 16, sempre presso i locali di via Praga. In Sicilia, spiegano gli organizzatori, i tagli hanno prodotto un effetto devastante: «12.500 precari espulsi dalla scuola, costituzione di classi sovraffollate in spregio alla normativa sulla sicurezza, drastica riduzione delle ore di sostegno per i disabili, sparizione di insegnamenti professionalizzanti, con la conseguente riduzione delle ore di lezione nelle scuole superiori, riduzioni delle risorse economiche per il funzionamento delle scuole, immiserimento complessivo della didattica». I Cobas hanno fatto appello anche alle famiglie e agli studenti. La mobilitazione - spiegano - «deve estendersi oltre il personale della scuola. Ognuno è chiamato a fare la propria parte per fermare i tagli, le controriforme, la devastazione della scuola pubblica». A Reggio Calabria i precari che erano in attesa delle convocazioni per il nuovo anno scolastico davanti al provveditorato hanno imposto l'interruzione delle operazioni. «Si tratta del primo caso - afferma Giovanni Portas, della Rdb-Usb Scuola Calabria - in cui i precari riescono a non farsi calpestare passivamente dalla ingiustizie dell'Amministrazione ed è la dimostrazione che se i lavoratori si organizzano con lotte collettive e col sindacato di base è possibile inceppare il perverso meccanismo dei licenziamenti di massa». A Modena, alle 18 di oggi si terrà un'assemblea provinciale dei Precari della Scuola in via Carteria 49 per decidere le prossime scadenze di lotta. 1 settembre 2010 - Quotidiani rete Repubblica LA PROTESTA. In ospedale il precario che digiuna ROMA - Giacomo Russo, uno dei precari palermitani della scuola da giorni in sciopero della fame, è stato ricoverato durgenza allospedale Santo Spirito di Roma. Il ricovero si è reso necessario a causa del grave stato di disidratazione riscontrato dal medico che ieri mattina ha accertato le condizioni di salute dei lavoratori in presidio davanti Montecitorio. Lo riferisce la rappresentanza sindacale di base USB Scuola che invita i precari ad interrompere lo sciopero della fame e a passare a forme organizzate di mobilitazione. Anche se la scelta dello sciopero della fame - sostiene - è una forma dura ed estrema, non dettata dalla disperazione ma dalla volontà di rompere il silenzio intorno al mondo della scuola». Il sindacato considera inoltre «vergognoso» il silenzio del Ministro Gelmini che, nonostante il secondo sciopero della fame dei precari, «non ha accennato nemmeno un invito a terminare la protesta». 1 settembre 2010 - Il Giornale di Vicenza/L'Arena/Brescia Oggi Precario in sciopero ricoverato in ospedale Riflettori sempre più puntati sulla protesta dei
precari della scuola: uno dei tre precari siciliani in sciopero della fame dal 16 agosto e
che stava manifestando davanti a Montecitorio, si è sentito male ed è stato portato in
ospedale. Luomo è poi tornato in piazza nel pomeriggio per continuare la protesta:
«Sono provato, non sto bene» ha commentato, «ma per ora la mia residenza è piazza
Montecitorio». Pd e sindacati invitano il governo a non voltare la testa e chiedono al
ministro dellistruzione Mariastella Gelmini di esaudire la richiesta degli
scioperanti di incontrarli. 1 settembre 2010 - Il Giornale di Brescia Precario in sciopero della
fame ricoverato per disidratazione ROMA - Riflettori sempre più puntati sulla
protesta dei precari della scuola: ieri uno dei tre precari siciliani in sciopero della
fame dal 16 agosto e da pochi giorni a Roma per manifestare davanti a Montecitorio, si è
sentito male ed è stato portato in ospedale. L'uomo è poi tornato in piazza per
continuare la protesta. 1 settembre 2010 - Gazzetta di Reggio Insegnanti e cattedre.
Liniziativa dei sindacati di base a pochi giorni dal via Reggio E. - La grossa bandiera colorata
dellUnione sindacale di base ha sventolato davanti allistituto tecnico
Leopoldo Nobili di Reggio per tutta la mattina di ieri. Senza sosta. E senza sosta ma
anche senza troppe speranze numerosi insegnanti precari, nei locali dellIstituto
cercavano una risposta circa il loro futuro lavorativo. 1 settembre 2010 - Il Resto del Carlino SENIGALLIA. ANCHE il
sindacato RdB-USB interviene... SENIGALLIA - ANCHE il sindacato RdB-USB interviene, chiedendo chiarezza in tempi rapidi, sulla polemica che da tempo coinvolge la sanità senigalliese: lo ha fatto nel corso di una riunione tra alcuni degli iscritti svoltasi ieri pomeriggio nell'ala didattica dell'ospedale di Senigallia ed alla quale ha partecipato anche Gianfranco Bignamini, membro nazionale del sindacato. «Venerdì avremo un incontro col direttore di zona Franco Pesaresi ha spiegato Bignamini durante il quale chiederemo di potere anche vedere il bilancio. Vogliamo chiarezza sulla presenza o meno di questo presunto grave disavanzo della sanità locale attorno al quale fino a questo momento abbiamo notato soprattutto un silenzio assordante, anche da parte dell'amministrazione». «Siamo pronti rincara la dose Bignamini a richiedere l'analisi del bilancio anche in un Consiglio comunale aperto, se necessario, quindi davanti alla cittadinanza. Deve essere chiaro che questa vicenda non deve avere un colore politico perché la sanità non può avere un colore politico». «Allo stesso tempo però conclude ancora il sindacalista siamo irremovibili su un punto. Se davvero questo buco c'è, indipendentemente dalle cifre, a pagare dovrà essere chi ne è stato responsabile e non certo il personale della sanità locale, e la cittadinanza che usufruisce dei servizi». Massimo Ventura, infermiere ed iscritto al sindacato, aggiunge: «Di certo l'intera vicenda non mi sembra sia stata gestita nella maniera migliore. Infatti, in un primo momento si è parlato di un buco di svariati milioni di euro, poi nei giorni successivi si è ritrattato. Il nostro sindacato è da poco in città ma conta comunque diversi iscritti e da parte nostra non ci sono posizioni preconcette, però vogliamo capire». Nello specifico, Ventura auspica di avere risposte su alcuni punti nodali: «Sapere se davvero c'è questo disavanzo, e in cosa consista l'eventuale programma di rientro economico. Ma pure capire che intenzioni ha l'azienda nei confronti dei lavoratori». Non manca qualche frecciatina nei confronti della RSU «che si è segnalata fin da subito per il suo silenzio quando invece, fin dal principio, cioè dal momento in cui la notizia di questo presunto buco si era diffusa anche sulla stampa, avrebbe dovuto convocare i propri iscritti e il personale sanitario, anziché fare finta di nulla». Parlano i giovani
insegnanti in attesa delle nomine e costretti a convivere oramai Reggio E. - UN «VIAGGIO» nel mondo dei giovani professori precari. E' quello che si poteva osservare ieri mattina all'Itis Nobili di via Makallè, dove sono in corso in queste ore le nomine degli insegnanti (ma anche del personale Ata) in attesa di sistemazione annuale. Sconforto, ansia e agitazione negli occhi delle numerosissime persone stipate in aula magna e accalcate nei corridoi adiacenti alla stanza principale della scuola, in attesa di conoscere il loro futuro. Un futuro che ha perso pian piano la parola speranza. Davanti all'istituto, l'Usb (Unione sindacale di base) ha organizzato un presidio di protesta per distribuire materiale informativo e promuovere nuove iniziative di lotta contro tagli e licenziamenti. Un problema, quello del precariato, non solo individuale, ma anche sociale. Colpisce chi ha studiato con impegno e sacrificio per tanti anni; gli studenti, inseriti in classi superaffollate e costretti a un turn-over di professori penalizzante per il loro profitto; e le famiglie che pagano «salato» per l'istruzione deficitaria dei propri figli. LE STORIE. «Mi chiamo Alessia Mazzali, ho 44 anni - dice disillusa una insegnante alla ricerca della agognata stabilità - e nelle scuole superiori sono precaria da 15 anni. Precedentemente, invece, lo ero in università. Insegno diritto privato ed economia e l'anno scorso ero al Nobili' come insegnante di sostegno. Abito a Bologna e ho un bambino di 4 anni. Quando entro in servizio alla prima ora, mi alzo alle 4,30, prendo il treno e volo qui a Reggio. Ho domandato più volte il trasferimento, ma il Ministero non ha ancora provveduto a rendere esecutiva la mia richiesta. E non posso lasciare l'incarico perchè altrimenti perderei il posto e mi ritroverei disoccupata. Spendo 73 euro mensili di abbonamento del treno e 450-470 euro al mese tra baby sitter e mensa scolastica per mio figlio. Infatti, ho perso entrambi i genitori e non ho una rete familiare di supporto. Se insegnassi nella mia città, avrei un costo di soli 100 euro ogni bimestre». DARIO D'AMICO, 33enne, professore di italiano e storia, precario da 6 anni (quando da Salerno è arrivato nella nostra città) è sconsolato. «Anche io ho fatto l'insegnate di sostegno - racconta - e ancora aspetto di poter trovare tranquillità. Guadagno 1260 euro al mese, in più insegno musica a Parma per riuscire a far fronte ai 700 euro al mese di affitto e a un trasloco che sto completando. Non ho particolari vizi, se non quello del fumo. E meno male, perchè riesco a mettere da parte solamente 100-200 euro al mese. Reggio è una città che proprio non mi piace, è grigia', mette tristezza. E nel giorno delle nomine, qui al Nobili, ci hanno davvero trattato male. Ammassati nei corridoi. Cose da non credere». «Non hanno avuto rispetto per noi - gli fa eco una collega, insegnante di storia e filosofia, precaria da 6 anni e mezzo - Anche io ho dovuto fare sostegno. Non mi pagano da due mesi e mezzo. E con l'affitto da pagare come faccio? A 35 anni come posso cambiare lavoro? Ogni anno ci fanno fare corsi e master per accumulare punti, ma non servono a nulla. Solo a farci spendere altri soldi. E' squallido, ci guadagnano le università...». «IO SONO PRECARIA da 4 anni - conclude Francesca Greco, professoressa 34enne di filosofia - E' dura, ci si deve arrangiare con lezioni private e con l'aiuto della famiglia. La scuola è cambiata e le prospettive di diventare di ruolo sono praticamente nulle. Spero di continuare a fare questo lavoro, ma non dipende da me. Il mio futuro? Lo vedo nero'». LA MANIFESTAZIONE Il 19
settembre 2009, i lavoratori della Manuli e di quasi tutta la zona industriale di Ascoli
scesero in piazza per manifestare contro le tante chiusure Ascoli - APPENA un anno fa, gli operai della Manuli erano ufficialmente' in guerra per il loro posto di lavoro, si stava andando velocemente verso la grande manifestazione del 19 settembre. Sembrava che tutto potesse succedere da un momento all'altro. Poi le cose presero un'altra piega, furono trovati degli accordi, qualcuno rientrò in fabbrica, molti altri rimasero fuori e continuano anche adesso a presidiare. In mezzo, tante polemiche, più o meno strumentali, su macchinari, cassa integrazione e piano industriale. Ma adesso? A che punto è la questione Manuli? Ci sono possibilità di ripartire, o dobbiamo aspettarci da un momento all'altro il calare del sipario e la morte definitiva di uno degli stabilimenti più importanti della zona industriale ascolana? «La Manuli dice Andrea Quaglietti, leader locale del sindacato Usb dà la netta sensazione di non voler più investire sul territorio piceno. Per dire, quest'estate, ad esempio, non è stata fatta alcuna manutenzione all'interno della fabbrica. Non stanno rafforzando il nostro stabilimento, ma si stanno trasferendo all'estero, in Turchia e particolarmente in Polonia». Attualmente dentro lo stabilimento di Campolungo sono operativi 150 lavoratori, mentre altri 250 sono in cassa integrazione, rinnovata di un altro anno lo scorso agosto. «Stanno chiudendo i rubinetti prosegue Quaglietti , abbiamo macchinari vecchi e senza manutenzione. Sotto l'aspetto sindacale, poi, non abbiamo rapporti con l'azienda da tempo, anche se abbiamo chiesto pochi giorni fa un incontro per fare il punto della situazione. Vorremmo sapere qual è il piano industriale per Ascoli». Per il sindacalista dell'Usb, però, questa richiesta una risposta già ce l'ha. E non è delle migliori. «Il loro piano industriale dice provocatoriamente sembra chiaro: andare all'estero». POI, però, Quaglietti ci tiene a precisare di non essere un «uccello del malaugurio», non è sua intenzione fare polemica gratuita e fine a se stessa. «La mia è solo una lettura della situazione dice ancora , da parte nostra, si vorrebbe soltanto vedere una situazione più chiara. Ci stanno nascondendo il futuro, la Manuli scappa. I lavoratori credono ancora nel futuro di questa azienda. Questo è dimostrato dal fatto che nel reparto Oil c'è chi sta facendo gli straordinari. Insomma, loro ci credono, ma l'azienda crede ancora in loro e nel territorio piceno?». UN INTERROGATIVO inquietante, che fa uscire fuori la domanda a cui nessuno vorrebbe dare risposta negativa: ci sono possibilità che la Manuli chiuda definitivamente i battenti? Su questo, Quaglietti è molto cauto. «Spero che questo non accada la prossima estate risponde . Ci sarebbero conseguenze su tutta una zona industriale sempre più decimata. Purtroppo però conclude amaro il sindacalista le istituzioni si sono fatte anche loro da parte». 1 settembre 2010 - Il Mattino di Padova FACCIA A FACCIA CON PIRON PADOVA - Un incontro con lassessore alle Politiche scolastiche Claudio Piron e il relativo capo settore. E quanto ottenuto da una delegazione delle 25 maestre che hanno fatto ricorso al Tar per il bando di supplenza stilato dal Comune e che hanno «occupato» simbolicamente ieri lufficio dellassessore Marco Carrai. Ad accompagnarle Stefano Pieretti di Adl: «Le maestre sono state escluse dal primo bando di supplenza per le materne comunali perché non avevano labilitazione allinsegnamento nelle scuole paritarie. Chiederemo che vengano reintegrate in graduatoria». 1 settembre 2010 - Gazzetta del Sud Precari, la Rdb interrompe le operazioni di convocazione Reggio C. - I rappresentanti del sindacato autonomo RdB-Usb Scuola assieme ai precari che erano in attesa delle convocazioni per il nuovo anno scolastico hanno imposto l'interruzione delle operazioni nell'Ufficio scolastico provinciale di Reggio. La decisione di determinare lo stop delle operazioni riferisce un comunicato del sindacato è stata presa a seguito dell'impossibilità di conoscere la disponibilità dei pochi posti rimasti. Successivamente l'Ufficio scolastico provinciale ha diramato una nota in cui ufficializza il rinvio di tutte le nomine a data da destinarsi. «Si tratta del primo caso afferma Giovanni Portas, della Rdb-Usb Scuola Calabria in cui i precari riescono a non farsi calpestare passivamente dalla ingiustizie dell'Amministrazione ed è la dimostrazione che se i lavoratori si organizzano con lotte collettive e col sindacato di base è possibile inceppare il perverso meccanismo dei licenziamenti di massa». «Dedichiamo questa prima parziale vittoria aggiunge Portas a tutti i lavoratori che in questo momento stanno facendo lo sciopero della fame, invitandoli ad interromperlo ed a unirsi alle mobilitazioni organizzate che nei prossimi giorni, e non solo a Reggio Calabria, si attueranno fino al ritiro dei provvedimenti e dei tagli». 1 settembre 2010 - Cronaca Qui «Abbiamo mezzi vecchi di
30 anni». Esplode la rabbia dei pompieri Milano - I mezzi? Vecchi di trentanni.
Alcune di questi sono fermi, paralizzati nei cortili delle caserme, Gli uomini? Quelli ci
sarebbero anche. Peccato solo che manchino di capisquadra e i capireparto, ovvero coloro
che dovrebbero gestire il personale attivo. 1 settembre 2010 - La Provincia di Varese Ospedale. Un altro sciopero in Radiologia «Basta promesse» (a.a.) Radiologia, un altro
sciopero in vista. E il sindacato USB vuole «piantare le tende» all'ospedale
Sant'Antonio Abate per sensibilizzare l'opinione pubblica senza far perdere ore di lavoro
(e conseguenti euro in busta paga) ai lavoratori dipendenti. Nel frattempo è stata
fissata per il 10 settembre una nuova giornata di astensione dal lavoro nel reparto di
radiologia del Sant'Antonio Abate, dopo lo sciopero del 12 luglio che vide la massiccia
adesione di ben 20 tecnici di radiologia su 24. «Da allora la situazione non è cambiata
e l'azienda non ha nemmeno tentato una mediazione. Abbiamo ascoltato solo tante promesse
ma siamo ancora punto e a capo» motiva così l'agitazione il componente del direttivo
provinciale USB (Unione Sindacale di Base) Fausto Sartorato. «Dopo i tappeti rossi per
Ibrahimovic e Robinho, vorremmo un po' di attenzione anche nei confronti della situazione
drammatica dei dipendenti di radiologia». 1 settembre 2010 - La Repubblica A dodici mesi dalla
sanatoria in prefettura resta l´emergenza: Napoli - La sanatoria per colf e badanti oggi compie un anno. E Napoli, insieme a Torino e Catania, conquista la maglia nera del completamento della pratiche presentate allo sportello unico per l´immigrazione della prefettura. Sembrava bastasse solo un clic on line e tutto sarebbe stato risolto entro un anno. Ma su un totale di 24.365 richieste, inoltrate all´ufficio di via Vespucci, soltanto il 30 per cento è stato completato. Almeno 16 mila pratiche sono ferme. Se fino a gennaio, il rallentamento era dovuto alla mancanza di personale - poi in parte superato con l´arrivo di venti lavoratori interinali per sei mesi -, adesso si deve attribuire all´imperfezione delle domande recapitate. Nelle richieste presentate da immigrati e datori di lavoro manca la documentazione necessaria. E la prefettura è costretta a fare una seconda convocazione. A volte anche una terza e una quarta, nel caso di inadempienza per motivi di lavoro o salute. «La documentazione è carente - spiega Gabriella D´Orso, responsabile dello sportello unico - nella maggior parte delle domande manca l´integrazione del contratto di fitto, di quello di lavoro, della planimetria della casa e della residenza». Secondo gli immigrati e le organizzazioni sindacali è l´iter ad essere troppo complesso. «Ho chiesto alla mia padrona la planimetria della casa per la certificazione dell´idoneità abitativa, ma lei non l´ha mai avuta - spiega Irina, colf ucraina assunta per lavori domestici al Vomero - per questo motivo non ho ancora avuto il permesso di soggiorno e non posso andare a trovare i miei figli a Kiev». Dello stesso avviso Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale del settore immigrati dell´Unione sindacale di base (Usb), cittadino napoletano trasferito a Torino: «E´ un parodosso, lo Stato finora non ha mai domandato la planimetria ai proprieteri di casa, in una città dove regna l´abusivismo edilizio e, ora, si ricorda di chiederlo agli immigrati prolungando e, spesso osteggiando, il percorso della sanatoria». In un anno di lavoro lo sportello unico ha rilevato anche truffe: datori di lavoro che volevano assumere immigrati come colf e badanti per poi impegarli in aziende familiari o in altre mansioni e "fuga" del datore di lavoro senza restituzione dei soldi versati dagli immigrati per la regolarizzazione. E non solo, anche disagi a causa di decesso. «Il 24 agosto ho accompagnato due badanti allo sportello unico per richiedere un certificato di disoccupazione: entrambi i loro assistiti sono deceduti - spiega Svitlana Hrynorchuk, responsabile dello sportello immigrati Usb di Napoli - siamo stati sette ore per farci ascoltare, e poi abbiamo anche scoperto che una delle due pratiche è andata persa. Lo sportello dovrebbe essere al servizio dei cittadini e non creargli altri problemi, invece ora danno la colpa dei ritardi agli immigrati». Gli indirizzi utili. Non c´è solo lo sportello unico della prefettura Napoli - Uffici istituzionali, sindacati e associazioni. Gli immigrati possono richiedere informazioni su sanatoria, conversione dei permessi di soggiorno, modalità di assunzione e ricongiungimenti familiari allo sportello unico della prefettura in via Vespucci 172, primo piano, dal lunedì al venerdì 9-13.30 e martedì, mercoledì e giovedì anche dalle 14.30 alle 17 (info 081 7943 901. Un altro plesso è nella struttura Inps in via Guantai ad Orsolana. Info anche all´ufficio immigrati della Cgil in via Torino 16, e all´Usb (Unione sindacale di base) in via Carriera Grande 32, e alla consulta per l´immigrazione della Regione, via Nuova Marina 19/C (info 981 796 374). L´ufficio di supporto al centro di cittadinanza sociale per Immigrati del Comune si trova invece in Vico Santa Margherita a Fonseca, 19. Per richiedere il certificato di idoneità abitativa l´ufficio del catasto del Comune è in via de Gasperi 16 (da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12.30; info 081 2524 111).(il.urb.) 1 settembre 2010 - Il Giorno BASTA con il turno di
notte. I vigili di Monza non ce la fanno più... Monza - BASTA con il turno di notte. I vigili di Monza non ce la fanno più: sono troppo pochi per garantire i servizi. È la denuncia dell'Usb, l'Unione sindacale di base interna al comando della Polizia locale, che ha segnalato all'assessorato alla Sicurezza la necessità di rivedere gli accordi sindacali e i regolamenti di lavoro dei vigili. «Sono accordi fermi al 1993 spiega Emma Famoso, portavoce Usb -. C'è necessità di aggiornare i regolamenti interni per superare le disparità che si sono create». Il problema di fondo è il numero di agenti da decenni sotto organico. Oggi il Comune ha in forze 123 agenti (supportati da 16 ausiliari), «quanti erano nel 1988 spiega, dati alla mano, la sindacalista -. Ma, rispetto a 20 anni fa, i carichi di lavoro sono cresciuti. E in più, per esempio, nel 1988 erano 60 gli agenti in servizio nel ciclo continuo 24 ore su 24, mentre oggi sono solo una quarantina. Serve rivedere turni e incarichi, perché c'è chi gode di concessioni particolari mentre altri che meriterebbero non vengono riconosciuti». E, SECONDO l'Usb, bisognerebbe seguire l'esempio di Brescia che ha rinunciato alla copertura 24 ore su 24 della Polizia locale. «Si valuti di chiudere all'una di notte - dice -. Dopo, comunque, resta in servizio una sola pattuglia. Siamo in 123 e ci venga chiesto lavoro per 123, perché oggi non siamo in grado di garantire neppure l'ordinario». Sono problemi che, per il sindacato, si stanno acutizzando da prima dell'estate, da quando è in discussione la permanenza a Monza del comandante Silvio Scotti, al vertice dei vigili da oltre 10 anni e autorizzato a partecipare a un concorso per un ruolo a Milano. «C'è un clima di incertezza e anarchia dice la sindacalista . Ma ci attendiamo, qualunque sia la futura dirigenza, una riorganizzazione generale. E poi, finché c'è il blocco delle assunzioni, resteremo ancora per anni solo in 123». Le difficoltà d'organico sono riconosciute anche dall'assessore alla Sicurezza, Simone Villa, ma le proposte dell'Usb non lo convincono. «Rinunciare a dei servizi, come la copertura h 24, è solo suggestione commenta -. Finché siamo vincolati a poter aumentare il personale solo di poche unità, si cerca come in passato di recuperare con gli ausiliari. Mentre ora si punterà a ottimizzare al massimo le risorse disponibili. Ed è un obiettivo dell'Amministrazione - sottolinea Villa che sarà portato avanti dall'attuale dirigente come pure dal suo eventuale sostituto». |
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