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Indice notizie:
2010
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1-15 ago
21-31 lug
11-20 lug
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27-29 mar
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INDICE ANNI PRECEDENTI


INDICE
VIDEO
RdB Tv

30 luglio 2010
Bologna. Sulla vicenda Hera Akron Omega di Imola

28 luglio 2010
Torino. Incontro Fiat, USB  protesta

22 luglio 2010
Paestum. USB incontra gli immigrati della Piana del Sele

21 luglio 2010
Bologna, occupazione e sgombero a Borgo Panigale

15 luglio 2010
Precari scuola protestano a Montecitorio

5 giugno 2010
In piazza contro la manovra

21/23 maggio 2010
Nasce USB:
Video sui Congressi

19 maggio 2010, Roma, sitin al Senato dei lavoratori della scuola

13 maggio 2010, Bologna, manifestazione contro la crisi

13 maggio 2010, Bologna, emergenza casa, parla Asia RdB

5 maggio 2010
Protesta contro la chiusura Inps Roma centro

26 aprile 2010
Bologna. Casa, tendopoli e occupazione

24 aprile 2010
Congesso RdB Emilia R.

24 aprile 2010
Staffetta
Civitavecchia
NO nucleare
NO morti lavoro

24 aprile 2010, Manifestazione nazionale Giustizia

21 aprile 2010, Nuoro, contro lo sfascio dell'Inps

21 aprile 2010, Trento, contro lo sfascio dell'Inps

16 aprile 2010, Convegno Sanità campana

16 aprile 2010
Congresso regionale RdB Liguria

15 aprile 2010
Bologna, Vertenza Fini compressori

12 aprile 2010
Bologna, Casa, Interviste alla tendopoli

9 aprile 2010
Scuola. sciopero ATA

7 aprile 2010
Bologna, Lotta per la Casa, allestita tendopoli

25 marzo 2010
Convegno
Ricerca Pubblica
come
Bene Comune

22 marzo 2010
Firenze, Precari ancora in presidio

20 marzo 2010
Manifestazione nazionale difesa Acqua

15 marzo 2010
Firenze
Presidio precari e disoccupati

13 marzo 2010
Roma, presidio dei lavoratori della Giustizia

9 marzo 2010
Istituto del restauro
la lotta paga

2 marzo 2010
Giustizia, conferenza stampa

1 marzo 2010
Giornata per i diritti degli immigrati

18 febbraio 2010
NO Bertolaso Day

13 febbraio 2010
Bologna, occupazione via del Vivaio

5 febbraio 2010
Sciopero lavoratori Giustizia

21 gennaio 2010
Potere Assoluto. La protezione civile ai tempi di Bertolaso

24 dicembre 2009
Ispra, da un mese sul tetto

24 dicembre 2009
Mercato multietnico a Napoli

16 dicembre 2009
Precari Ispra occupano Ministero

11 dicembre 2009
Sondrio, Vertenza Coop.soc.Team Service

4 dicembre 2009
Milano, giornata di mobilitazione nazionale Casa

30 novembre 2009
RdB invadono il comune di Bologna

24 novembre 2009
Precari ISPRA sul tetto

15 novembre 2009
Report - Le mani sulle pensioni

23 ottobre 2009
SCIOPERO GENERALE

17 ottobre 2009
Manifestazione nazionale Antirazzista

8 ottobre 2009
Sciopero e corteo asili nido Genova

5 ottobre 2009
Documentario Precari Ricerca

3 ottobre 2009
Stati generali del Sindacato di Base
Assemblea Roma

30 settembre 2009
Presidii VVF a Genova,   Milano, Viareggio e Bologna

22 settembre 2009
Sciopero e presidio dei Precari Ages Sspal

14 settembre 2009
Corteo per la scuola a Salerno

30 agosto 2009
Insegnati sul tetto a Benevento

14 agosto 2009
I lavoratori ANCR sul Colosseo per protesta

2 agosto 2009
Bologna, Anniversario della strage

10 luglio 2009
Manifestazione contro il G8 a L'Aquila

3 luglio 2009
Sciopero generale del Pubblico Impiego

1 luglio 2009
Protesta a Roma dei Vigili del Fuoco

1 luglio 2009
Protesta dei Precari ISPRA

19 giugno 2009
Presidio a Pisa contro pacchetto sicurezza

22-24 maggio 09
Assemblea
Nazionale CUB

11 maggio 2009
Protesta per la casa a Roma

6 maggio 2009
Nasce Telefono Precario

4 maggio 2009
Parma contesta Brunetta

1 maggio 2009
MAY DAY
sbarca a Roma

23 aprile 2009
Boicottaggio delle faccine di Brunetta

2 aprile 2009
Lotta per la casa a Roma

2 aprile 2009
Intervista a S.Hryhorchuk su K.Katadiatou

28 marzo 2009
Manifestazione del Patto di Base

20 marzo 2009
Manifestazione Precari della Ricerca a Roma

19 marzo 2009
Lotta per la casa a Roma

19 marzo 2009
Lotta per la casa a Roma

13 marzo 2009
Leonardi ai Congressi CUB

12 marzo 2009
Manifestazione Trasporti Patto di Base a Roma

9 marzo 2009
Manifestazione Precari sanità
Pescara

6 marzo 2009
Protesta Patto di Base difesa diritto sciopero

18 febbraio 2009
Le centraliniste di Legnano al presidio dei precari al Senato

7 febbraio 2009
2a ASSEMBLEA NAZIONALE SINDACALISMO DI BASE

6 febbraio 2009
Manifestazione a Roma
Sciopero ex LSU scuole

17 gennaio 2009
Manifestazione nazionale
pro Palestina

11 novembre 2008
Chi pagherà la crisi?

11 novembre 2008
Energia Nucleare

17 ottobre 2008
SCIOPERO GENERALE

5 settembre 2008
Strip conferenza

17 maggio 2008
Assemblea nazionale del Sindacalismo di Base

13 aprile 2007
Blocchi al porto di Genova

8 marzo 2007
Oltre l'8 marzo

26 febbraio 2007
Attivo regionale Liguria RdB CUB Pubblico Impiego

17 novembre 2006
Sciopero generale
contro la Finanziaria

6 ottobre 2006
Sciopero e manifestazione nazionale  a Roma dei precari della P.A.

12 giugno 2006
Mortadella Party a Palazzo Chigi

a

Ultimi Video inseriti nella RASSEGNA VIDEO:
30 luglio 2010, Bologna. Sulla vicenda Hera Akron Omega di Imola
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21 luglio 2010, Bologna. Occupazione e sgombero a Borgo Panigale
15 luglio 2010, Roma. Precari scuola protestano a Montecitorio
5 giugno 2010, In piazza contro la manovra
21/23 maggio 2010, Nasce USB: Video sui Congressi


dal 1 settembre 2010


2 settembre 2010 - Asca

Scuola: Precari a Gelmini, 8/9 In Piazza Con Docenti e Studenti

(ASCA) - Roma, 2 set - Una mobilitazione di massa che coinvolgera' tutto il mondo della scuola e' prevista per l'8 settembre prossimo. Lo annuncia in una nota Rdb-Usb, nel giorno in cui il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, annuncia le novita' per l'anno scolastico 2010/2011. ''Ancora una volta il ministro non parla di scuola - commenta Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame dal 16 agosto - del valore dell'istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri''. ''Esprimiamo solidarieta' al ministro - aggiunge Russo - perche' nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma''. RdB-Usb Scuola continua a sostenere con forza la mobilitazione di tutti i precari, come testimonia la partecipazione di tanti lavoratori Ata ex Lsu che ieri si sono uniti al presidio dei palermitani in sciopero della fame. In particolare, scenderanno in piazza l'8 settembre i componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all'universita', che da piazza di Montecitorio daranno il ''benvenuto'' ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera.


2 settembre 2010 - Apcom

Scuola/ Precari a Gelmini: prepariamo mobilitazione di massa
L'8 settembre a Roma in piazza docenti, studenti e precari

Roma, 2 set. (Apcom) - Nel giorno in cui il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, annuncia le novità dell'annos colastico 2010/2011 e esprime solidarietà ai precari della scuola ma spiega di non volerli incontrare perchè sono dei "militanti politici", RdB Cub scuola annuncia una mobilitazione di massa contro la riforma. Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame dal 16 agosto, che nei giorni scorsi è stato ricoverato d'urgenza in ospedale per una grave disidratazione, commenta:"Esprimiamo solidarietà al ministro perché nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma. Ancora una volta il Ministro non parla di scuola, del valore dell'istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri. Per questo stiamo preparando una mobilitazione di massa che coinvolgerà tutto il mondo della scuola", annuncia. Per questo l'8 settembre scenderanno in piazza a Roma le tante componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all'università, che da piazza di Montecitorio daranno il "benvenuto" ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera.


2 settembre 2010 - Ansa

SCUOLA: PRECARI A GELMINI, PREPARIAMO MOBILITAZIONE DI MASSA
ANCHE STUDENTI SUL PIEDE DI GUERRA

(ANSA) - ROMA, 2 SET - «Esprimiamo solidarietà al ministro perchè nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma», così Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani in sciopero della fame, commenta le dichiarazioni rese in conferenza stampa dal Ministro Gelmini. «Ancora una volta il Ministro non parla di scuola, del valore dell'istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri. Per questo stiamo preparando una mobilitazione di massa che coinvolgerà tutto il mondo della scuola», conclude Russo. RdB-USB Scuola continua a sostenere con forza la mobilitazione di tutti i precari, come testimonia la partecipazione di tanti lavoratori ATA ex Lsu che ieri si sono uniti al presidio dei palermitani in sciopero della fame. RdB-USB Scuola aderisce alla manifestazione cittadina che l'8 settembre vedrà in piazza a Roma le tante componenti del mondo della scuola, docenti e non docenti, dagli asili nido all'università, che da piazza di Montecitorio daranno il benvenuto ai deputati alla ripresa dei lavori della Camera. RdB-USB Scuola ringrazia inoltre le tante espressioni di solidarietà giunte in queste giorni ai lavoratori in lotta, ed in particolare il Collegio dei Docenti dell'Istituto «J. von Neumann», che ha raccolto una sottoscrizione a sostegno della protesta. Una mobilitazione a sostegno dei precari è annunciata anche dagli studenti dell'Uds.

SCUOLA: PRC, MANGIAMOCI LA MINISTRA...

(ANSA) - ROMA, 2 SET - Per rifondazione comunista «mentre i precari e i lavoratori della scuola continuano la loro mobilitazione in tutta Italia e tre di loro lo sciopero della fame sotto a Montecitorio, la Gelmini e il suo diretto superiore, herr Tremonti, continuano a mangiarsi quel che resta della nostra scuola pubblica». «La ministra - dicono in una nota riferendosi a Mariastella Gelmini - attacca le mobilitazioni in corso spacciando i lavoratori in lotta nelle diverse città italiane per 'militanti politici' dei quali alcuni iscritti all'Idv! La ministra sa bene che la protesta, che continuerà anche nelle prossime settimane, è dettata da ben altre motivazioni e che chi decide di arrivare alla forma di protesta più radicale come lo sciopero della fame è guidato dalla esasperazione e dallo sdegno contro chi ha deciso di rubargli quel minimo di speranza in un futuro fatto di dignità e lavoro». «Mercoledì 8 settembre riapre Montecitorio - continua la nota del Prc - e i lavoratori della scuola, il sindacato Usb e altri hanno deciso di andare a manifestare proprio là sotto quel giorno, per ribadire le loro forti e giuste ragioni. E forse anche perchè, dopo tutto questo sciopero della fame, vorranno giustamente 'mangiarsi'  la ministra? Chissà. Noi certamente saremo con loro».


2 settembre 2010 - Gazzetta del Sud

Scuola, l'incertezza dei precari
Tra proteste e speranze, l'assegnazione viene rinviata a data da destinarsi
di Giuseppe Mazzù

Reggio C. - Per i docenti d'inglese delle scuole primarie e per quelli delle scuole secondarie di I e II grado della provincia di Reggio, presenti nelle graduatorie per l'attribuzione di incarico a tempo determinato nelle varie classi di concorso, in cui figurano cattedre o spezzoni di ore libere, martedì scorso è stata una giornata di quasi "ordinaria follia". Dopo quattro ore d'attesa senza notizie nel cortile e nell'aula-teatro della scuola media "Vittorino da Feltre" è stato comunicato loro che tutte le operazioni previste erano state rinviate a data da destinarsi. Ciò in accoglimento della richiesta dei sindacati, ma anche perchè il quadro delle disponibilità appena pubblicato su internet, con notevole ritardo sui tempi previsti, era suscettibile di ulteriori rettifiche. Certo, c'è da rilevare che i ritardi sono stati provocati anche dal mancato rispetto della tabella di marcia delle procedure che partono dal Ministero, ma alla fine si sono scaricati, come sempre accade, sull'ultima ruota del carro e cioè i docenti interessati che, convocati dall'intera provincia, hanno trascorso la mattinata in un clima di tensione e di totale incertezza. Tutto era cominciato alle 9, man mano che i docenti provenienti da tutta la provincia si andavano riunendo nel cortile e nei locali a pianterreno della scuola, già presidiata dalle insegne del sindacato Usb impegnato in un'azione di sensibilizzazione per i molteplici problemi della scuola nazionale e ancora più per i ritardi delle operazioni di assegnazione degli incarichi nell'ambito della provincia. Al primo momento di scambio di informazioni e dei saluti dei docenti in attesa della possibile nuova destinazione, che probabilmente non li vedrà più colleghi sugli stessi istituti scolastici, l'atmosfera si è andava sempre più riscaldandosi. Mancava ancora la pubblicazione delle disponibilità e, segno dei tempi, questi ritardi venivano controllati, in tempo reale sulla rete. Ad internet c'era chi si collegava con i cellulari ma riusciva ad leggere soltanto i titoli dei decreti pubblicati sul sito scolastico provinciale; ma c'era anche chi munito di netboock, l'ormai mitico computerino portatile, consultava a brevi intervalli la rete per avere notizie. Così, mentre i sindacati coglievano l'occasione per stigmatizzare il disagio in cui i precari vengono puntualmente sottoposti, un breve acquazzone costringeva tutti a ripararsi nello spazio che la scuola dedica abitualmente all'attività teatrale dei ragazzi ma che, per una mattina, ospitava un diverso tipo di rappresentazione che poteva sembrare "dell'assurdo", ma che assurdo per i diretti interessati non era, poiché dagli incarichi per molti di essi dipende il futuro lavorativo e la continuità della carriera . «Vengo ormai da trent'anni a seguire le operazioni – diceva amaramente un anziano professore – prima ci venivo per me, poi per mia moglie ed oggi per mia figlia, Ma ci pensate il disagio di chi viene dalla Piana o da Monasterace? Cosa deve fare per arrivare qui e rischiare di tornarsene senza aver fatto nulla?» Insomma nel clima che si andava surriscaldando, anche perchè la pioggia aveva costretto tutti dentro, un sindacalista armato di megafono annunciava che si stava cercando di ottenere il rinvio delle operazioni, «perchè va rispettata la dignità di chi si trova in attesa di una decisione importante per la vita di ognuno». Quando ormai erano passate le tredici e qualcuno si appresta a recuperare qualche panino giungeva l'annuncio che, comunque, poneva termine all'incertezza di un'attesa che per molti è stata motivo di non lieve tensione . Su internet è apparsa, infatti, la comunicazione del rinvio delle operazione di assegnazione degli incarichi ed oltre alla motivazione dell'intervento del sindacato, anche quella della possibilità di arrivo di ulteriori disponibilità di posti da assegnare. Una speranza in più per chi attende di poter proseguire nell'insegnamento o, addirittura, di poter riavvicinarsi ad una carriera che va diventando sempre più un miraggio. Mentre usciamo un'anziana signora incuriosita, ed anche allarmata, dall'assembramento vociante ci chiede «Giuvanotto ma che cosa fanno tutte queste persone? Scioperano!». «No signora– rispondiamo – aspettano perchè debbono essere chiamati ad insegnare nelle scuole». «Ma perchè gridano» insiste l'anziana signora. «Perché – replichiamo – sono qui da questa mattina e ancora aspettano che qualcuno gli dica qualcosa» . «Fanno bene a protestare perché i giovani non possono restare senza lavoro». Mentre l'anziana signora si allontana piano piano «Chissà – dice un professore anziano mentre esce dal cancello – che questo non sia un nuovo marchingegno per risparmiare alle spalle degli insegnanti di una scuola che vuole fare le cosiddette nozze con i fichi secchi»? E sì, perchè la retribuzione decorre dal momento in cui ci si presenta a scuola.


2 settembre 2010 - Il Manifesto

Prof precari alla fame
Palermo Milano, sola andata: la protesta dei precari della scuola sale dalla Sicilia alla Lombardia dove da ieri quattro insegnanti sono in sciopero della fame. Stessa sorte per una maestra di 55 anni in provincia di Pordenone. Verso una manifestazione nazionale
di Luca Fazio

MILANO - Protesta sì, ma quale? La domanda è lecita, e insidiosa, visto che l'Ufficio scolastico regionale della Regione Lombardia, settimana più settimana meno, durante l'ultimo anno è stato quasi sempre presidiato dagli insegnanti precari triturati dalla «riforma» dei ministri Tremonti & Gelmini. Quest'anno, in sintonia con la protesta palermitana che sta dando il segno della preoccupazione dei precari della scuola (40 mila rischiano di non rientrare più nelle classi), anche i milanesi hanno deciso per lo sciopero della fame, almeno fino a sabato prossimo. Digiuneranno in quattro del Movimento Scuola Precaria. Cristina Virardi, insegnante di italiano alle medie, 29 anni di cui 3 da precaria, Alessandro Risi, professore di latino e greco, 39 anni, precario da quando ne aveva 31, Davide Bondesan, 28 anni, anche lui traballante sulle lettere antiche da 3 anni, e Miriam Petruzzelli, insegnante di sostegno di 34 anni, da 6 costretta ad arrampicarsi sulle graduatorie. Info: www.forumscuole.it/msp.
La «situazione» è stata apparecchiata per bene - striscioni, tende, performances, una tavola da pranzo senza una briciola di ristoro perché «la scuola pubblica è alla frutta» - e i quattro saranno in buona compagnia. Già ieri, prima, dopo e durante l'assemblea volante che ha aperto il triste autunno della scuola milanese, in via Ripamonti era tutto un viavai di amici, insegnanti, bambini, genitori, curiosi e giornalisti. I precari si riconoscono da lontano, indossano una maglietta arancione/emergenza con un logo che spacca: «La precarietà ti incatena? Scateniamoci», con un anello nero che sta per cedere sotto la spinta di una forza che fino ad ora, ammettiamolo, stenta a palesarsi (target potenziale: milioni di persone). Dove sono?
Il punto è questo, e i precari di via Ripamonti lo sanno. Qui, vista la gravità della situazione (1.300 insegnanti sono a rischio solo a Milano, 3.000 in Lombardia), non dovrebbe esserci bisogno di una protesta «estrema» per mobilitare i cittadini (e i politici e i sindacalisti), non fosse altro che per i numeri delle persone coinvolte. Invece il rischio - è stato così l'anno scorso - è che una volta iniziato l'anno, dopo i salti mortali dell'ufficio scolastico per tappare i buchi, in qualche modo tutto torni come prima. Malcontento sotto traccia e mortificazione di ogni istanza di cambiamento. Quest'anno però i tagli di Gelmini cominciano a bruciare. «La situazione nelle scuole sta visibilmente peggiorando - dice Miriam Petruzzelli - per cui il mio è un ottimismo relativo, ma credo che con il precipitare delle cose sia anche possibile la nascita di un movimento trasversale ancora difficile da decifrare. Il governo è più debole e noi dobbiamo cercare di cambiare la percezione delle famiglie e anche dei colleghi che hanno votato a destra». Con onestà, e con un po' di scoramento, c'è chi si interroga sull'efficacia di una protesta come questa. «Intanto è dimostrato che uno sciopero della fame fa ancora un certo effetto, interrompere l'alimentazione dà il segno di quanto grave sia la situazione. La verità è che noi non sappiamo più come farci ascoltare. Non credo che il digiuno sia più efficace di altre forme di protesta, noi abbiamo deciso così anche per solidarietà con i colleghi di Palermo e Roma». Essendo un'insegnante di sostegno, Miriam si considera fortunata perché riesce a guadagnare circa 1.200 euro in una scuola media di periferia: ci sono colleghi che potendo contare su meno ore guadagnano 400 euro. Il tema degli insegnanti di sostegno è uno dei più delicati e spiega in quale direzione sta andando la scuola italiana. «Nelle scuole dove ci sono insegnanti di sostegno - spiega - ci sono ragazzi con disabilità gravi che vengono affiancati solo 12 ore su 36 o 40. Quest'anno non sono diminuiti gli insegnanti di sostegno, ma sono aumentati i ragazzi con disabilità certificata, eppure il ministero ha fissato un tetto che non vuole oltrepassare. Oggi ci sono disturbi comportamentali che prima non venivano individuati, anche per questo la scuola deve assolvere un compito più complesso di cinquanta anni fa».
Il microfono è free e l'entusiasmo anche, e la protesta, se crescerà, prenderà forme in divenire. Per essere operativi, sono state messe a fuoco un paio di prospettive. Primo. «Dobbiamo crescere in questi giorni di mancate nomine per organizzare un corteo sabato 11 settembre». Secondo. «Da soli non ce la facciamo, quando apriranno le scuole i tagli saranno evidenti, a quel punto dobbiamo estendere la protesta in tutte le scuole, coinvolgendo sindacati, studenti e genitori...». I partiti del centrosinistra, intanto, solidarizzano. 41 MILA DOCENTI IN MENO
Sono i tagli firmati Gelmini in arrivo quest'anno: si tratta di 26 mila insegnanti in meno e di circa 15 mila tra bidelli e amministrativi A REGGIO CALABRIA
L'ufficio scolastico provinciale è stato costretto al rinvio delle nomine a causa della protesta dei precari e dei sindacati di base Rdb-Usb 57 mila tagli nel 2009
Tra insegnanti (42 mila) e personale Ata (15 mila). Quest'anno i tagli impatteranno di più sulla scuola secondaria: -13700 posti A CATANIA
Ieri, l'Ufficio scolastico provinciale della città siciliana è stato occupato dagli insegnanti precari a cui era stato negato l'accesso 150 MILA POSTI PROMESSI
Il piano triennale di assunzione del 2007 prevedeva l'assunzione di 150 mila docenti: per l'anno 2010/2011 ne sono state previste 16.500.

GIACOMO RUSSO 31 anni, siciliano, in sciopero dal 17 agosto
«Alziamo la testa contro l'ignoranza»
di Giulia Pacifici

ROMA - Sotto al Parlamento i precari continuano la loro mobilitazione. Giacomo Russo, 31 anni, precario siciliano in sciopero della fame, è seduto di fianco alla tenda in cui dorme da vari giorni insieme ad altri colleghi
Quando e perchè hai iniziato lo sciopero della fame?
Ho iniziato lo sciopero il 17 agosto a Palermo insieme ai colleghi Pietro di Grusa e Salvatore Altadonna quindi questo è il quattrodicesimo giorno. Digiuno perchè sono arrabbiato, lo ero il primo giorno, ora sono più stanco ma continuo a essere arrabbiato. La battaglia per il posto di lavoro è sacrosanta ma non è l'unico motivo. È un modo per alzare la testa in un paese dove non si parla più di cose importanti. Qua c'è gente che non riesce ad andare avanti. Gente che magari vorrebbe gioire, vorrebbe andare la domenica al prato con la propria famiglia e invece si trova a fare i conti con la sopravvivenza. E il tg parla di quanto misura la cucina di Fini.
Hai accennato alla tua protesta negli anni precedenti...
Confesso di essere recidivo: già l'anno scorso avevo fatto uno sciopero della fame insieme ad altri colleghi. Allora era indirizzato a incontrare il presidente della regione Sicilia
E siete riusciti a incontrarlo?
Sì. Il problema però è rimasto. Secondo me una colpa molto grande ce l'hanno le organizzazioni sindacali. Faccio nomi e cognomi: Cisl, Uil e Snals. Hanno accettato provvedimenti, come quello del salvaprecari, distruttivi e umilianti. Vivo in un paese che, al momento, non è totalmente democratico, perché le regole vengono stabilite a colpi di decreti legge senza discussione parlamentare.
Come si organizza il mondo dei precari della scuola?
I precari di tutta Italia si conoscono da tempo. Ci sono state assemblee e cortei nazionali. Ogni provincia ha il suo comitato, poi c'è anche il mondo sindacale, in particolare Usb, Cobas, Cgil.
Perchè avete deciso di spostarvi a Roma?
Siamo venuti a Roma perchè questa non apparisse solo come una questione meridionale anche se la maggior parte dei tagli sono concentrati al sud. La Sicilia è una regione martoriata dalla mafia e dalla disoccupazione. Per combattere la mafia bisogna dare lavoro, perché la legalità ha un senso quando tutti sono messi in condizione di vivere dignitosamente. Quindi Roma perchè è il cuore del paese.
Da quanto tempo lavori nella scuola? Qual è la tua formazione?
Faccio parte del personale non docente della scuola, sono un assistente tecnico, ho un diploma dell'istituto professionale alberghiero e lavoro a scuola da 5 anni. Condivido insieme a molte altre persone il precariato e ora probabilmente la disoccupazione, troverò un altro lavoro da precario. In un certo senso la precarietà ti toglie proprio la gioia. La tragedia è questa, le leggi non sono fatte in funzione della vita, e la vita è fatta di emozioni, tra cui la gioia. Bisogna cambiare il governo, la classe politica.
Anche l'opposizione?
Parlo anche dell'opposizione, fatte le dovute eccezioni, perchè non sono tutti uguali. Onestamente però ci sono persone che farebbero bene ad andarsene. Il processo di privatizzazione della scuola è iniziato all'epoca della riforma Berlinguer, questo governo l'ha semplicemente radicalizzato.
Che ricaduta hanno questi tagli nell'educazione dei bambini e dei ragazzi?
Quando si formano classi da trenta e passa alunni si obbliga l'insegnante a non ascoltare i bambini. E invece vanno ascoltati perché ogni bambino è un mondo con una propria storia, famiglia e quartiere quindi ha potenzialità e caratteristiche diverse da tutti gli altri.
Qualche giorno fa avete scritto al ministro Gelmini per un incontro pubblico. Come pensi che andrà a finire?
Vogliamo un contradditorio con il ministro ma sappiamo che non lo avremo mai perché non è in grado di sostenerlo. La sua riforma è stata scritta dai tecnici del ministero e lei ci mette la faccia. La Gelmini è perfetta perchè non ha spessore culturale, non ha qualità. Io sono solidale con lei, ho un po' di compassione perchè secondo me non si rende conto a cosa sta prestando la faccia. La riforma è stata fatta dal ministero dell'Economia e non ha nessun senso pedagogico.
Cosa chiedete al governo?
Chiediamo il ritiro della riforma, in alternativa anche le dimissioni del ministro dell'Istruzione ma anche dell'intero governo (ride, ndr). Speriamo almeno di creare una consapevolezza diffusa che ci permetta di scendere in piazza e riprendere il paese per mano perché ce n'è bisogno.
Quando terminerai lo sciopero della fame?
Non voglio interrompere lo sciopero perchè mi sento male o non perchè non ho più le forze. Voglio lasciare il testimone al coordinamento dei precari della scuola e della ricerca che organizzeranno a breve un'assemblea nazionale in previsione di mobilitazione comune. Bisogna superare le differenze tra le categorie lavorative e fare un fronte più unito possibile.


2 settembre 2010 - Corriere Fiorentino

Scuola, divergenze sui tagli

SCANDICCI - Per l'anno 2010-2011 le ore di assistenza educativa scolastica per i portatori di handicap verranno tagliate del 30-35%. La denuncia è dell'Unione Sindacale di Base. «Questo comporterà meno servizi, la diminuzione del salario per gli educatori a tempo indeterminato e il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato», afferma l'Usb. «Nessun taglio, sono aumentate le richieste per le ore di assistenza, da 700 a 1000. Abbiamo riconfermato le risorse dello scorso anno, oltre 500 mila euro», spiega l'assessore all'Istruzione Sandro Fallani.(I.Z.)


2 settembre 2010 - Il Gazzettino

Un settembre di disagi per chi deve viaggiare
A Tessera il 18 sciopero degli addetti della sicurezza Uil, domani incontro Save-sindacati. Domenica biglietterie dei treni chiuse: «Siamo pochi, utenti costretti a lunghe code»

Venezia - Nuvole sempre più scure si addensano sul cielo sopra l’aeroporto di Tessera e, in genere, nel settore del trasporto si annuncia un settembre pesante. Al momento non solo lo sciopero del 18 settembre proclamato dalla Uil Trasporti nel settore della sicurezza al Marco Polo rimane confermato, ma anche lo stato di agitazione proclamato dal sindacato autonomo Usb-Cub. L’incontro dell’altro ieri tra Save Security e sindacato autonomo non ha sortito risultati positivi, dunque continuano il blocco degli straordinari e le altre forme di protesta messe in atto in questi giorni. Domani il presidente di Save, Enrico Marchi, si incontrerà con Cgil, Cisl, Uil e Ugl di categoria per affrontare la questione della security che, per quanto riguarda i viaggiatori, incide soprattutto sui varchi di sicurezza. All’incontro dovrebbe partecipare anche il direttore di Enac, l’Ente nazionale aviazione civile, che sta seguendo da vicino la vertenza perché non intende accettare nuovi pesanti disagi per i passeggeri, che si verificherebbero nel momento in cui tutti i varchi di sicurezza dovessero restare chiusi per sciopero. L’aeroporto, in buona sostanza, rischierebbe di venir bloccato. Domani mattina i sindacati unitariamente torneranno a chiedere a Save che applichi il contratto del settore trasporto aereo anche ai dipendenti di Save Security e non è escluso che, in caso di una nuova risposta negativa, anche molti lavoratori non iscritti alla Uil decidano di partecipare allo sciopero di sabato 18. Per evitarlo l’ultima possibilità si presenterà martedì prossimo quando la società e la Uil si incontreranno in Prefettura.
Confermato, intanto, anche lo sciopero dei dipendenti di Trenitalia-Divisione Passeggeri, che domenica 5 settembre, giorno della Regata Storica a Venezia, bloccheranno le biglietterie delle stazioni di Venezia, Mestre, Padova, Treviso, Rovigo, Conegliano e Portogruaro. Lavoratori e sindacati protestano contro Trenitalia perché continua a tagliare gli organici, e le biglietterie sono da mesi mezze vuote, provocando disagi ai passeggeri che devono sopportare lunghe code per fare un biglietto.(E.T.)


2 settembre 2010 - Il Messaggero

Montefiascone. «Se non verremo ascoltati bloccheremo la Cristoforo Colombo e occuperemo il palazzo della Regione
di STEFANO FETONI

Montefiascone - «Se non verremo ascoltati bloccheremo la Cristoforo Colombo e occuperemo il palazzo della Regione; l’ospedale di Montefiascone non si tocca». Questo il proclama bellicoso lanciato ieri mattina dal Comitato a difesa del nosocomio falisco, nel corso della conferenza organizzata per contrastare i tagli ventilati dalla Polverini nei confronti della sanità locale. Tanti i politici intervenuti, ascoltati con attenzione dai circa 200 cittadini presenti, in rappresentanza delle tremila sottoscrizioni di protesta apposte da giovedì, quando un presidio h24 ha letteralmente posto le tende nei pressi di via Donatori di Sangue. L’assemblea pubblica, predisposta nel piazzale antistante il Primo Soccorso, ha registrato numerose adesioni istituzionali, che non hanno voluto far mancare il proprio apporto al sit in. Giunti per l’occasione i consiglieri regionali Giuseppe Parroncini (Pd) e Ivano Peduzzi (CdS), concordi nello stigmatizzare un decreto che «non tiene conto delle peculiarità del territorio e apporrebbe i lucchetti a una delle poche strutture a norma della Regione, dove sono stati recentemente spesi 2milioni di euro per ristrutturazioni». Interventi fortemente critici anche quelli dei sindaci di Marta, Lucia Catanesi, e Tarquinia, Mauro Mazzola; dell’assessore provinciale, Andrea Danti (che annuncia un Consiglio a breve per dibattere del provvedimento), di alcuni ex politici locali, nonché dei sindacalisti Mario Malerba (Cisl Fp), Lino Rocchi(Rdb) e Antonella Ambrosini(Cgil Sanità), i quali hanno minacciato di esser pronti «a erigere le barricate contro un piano di riorganizzazione della rete ospedaliera che limiterebbe pesantemente il diritto alle cure per gli utenti della Tuscia, dove già ora i posti letto risultano sotto la media nazionale (3,4 ogni mille abitanti in Italia, 1,8 da noi ndr)».

Civitavecchia. Annullate oltre la metà delle domande per fruire gratuitamente di scuolabus e mensa...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - Annullate oltre la metà delle domande per fruire gratuitamente di scuolabus e mensa: il sindacato Rdb grida allo scandalo.
Alcuni giorni fa sono state rese pubbliche le liste per gli ammessi al servizio gratuito, offerto dal Comune, per la mensa scolastica e il trasporto e sulle 130 domande pervenute ben 72 sono state invalidate. Per il dirigente del settore, Bruno la Rosa, il fatto è da imputare alla mancanza di qualche documento nelle richieste. «E’ tutto in regola - sostiene - le esclusioni di solito sono imputabili all’assenza di alcuni atti».
Ma secondo la sigla sindacale, a cui si sono rivolte diverse famiglie, la questione sarebbe di tutt’altra natura. «Per la prima volta - spiega Falvio Zeppa dell’Rdb - sul bando è stata inserita una clausola invalidante». Sul testo, infatti, è riportato che la domanda è «da ritenersi nulla se risulta mancante di una firma sulla dichiarazione sostitutiva unica». Tale atto, fa parte della dichiarazione Isee del richiedente, debitamente firmata al momento del rilascio da parte del Patronato. Ed è proprio su questo che insiste il sindacato autonomo. «E’ assurdo - afferma Zeppa - che questo sia motivo di annullamento, dal momento che la dichiarazione Isee porta la firma validata. E poi, seppure ciò fosse legittimo, perché i servizi sociali non hanno avvertito le persone di questa mancanza?».
Secondo l’Rdb l’indirizzo assunto dal dipartimento è ancor più censurabile perché si tratta di contributi a famiglie bisognose. «Si risparmia sulle miserie della gente - continua Zeppa -. Cosa succederebbe nel caso in cui una di queste famiglie non ammesse al servizio, si trovasse in difficoltà così grave da non poter mandare a scuola il proprio figlio? E’ questa la scuola dell’obbligo: negare a chi ha meno risorse un’istruzione? Risparmiare non può voler dire impedire l’accesso a servizi essenziali ai più bisognosi».
Dai servizi sociali fanno comunque sapere che le persone non ammesse potranno impugnare l’atto e fare ricorso. Saranno poi le autorità preposte a decidere se l’esclusione è valida o meno.


2 settembre 2010 - Corriere del Veneto

Bloccate le spese. Ridotti i posti letto

VICENZA - Quaranta posti letto in meno e alcuni reparti chiusi fino al 31 ottobre, ma si teme anche oltre: è la cura dimagrante per l'ospedale San Bortolo, decisa dalla dirigenza e comunicata ai sindacati il 31 agosto, per non sforare dal tetto imposto dalla Regione alla spesa sanitaria. La normale «pausa estiva» - che dal 1 luglio al 15 settembre ha ridotto le funzioni dell'ospedale - è prorogata di un altro mese e mezzo. «La proroga è arrivata perché dalla Regione non sono in arrivo nuove assunzioni né finanziamenti - dice Germano Raniero del sindacato Rdb Cub - Rimangono i ventidue posti letto in meno in chirurgia, dove ne restano solo 28, la fusione fra otorinolaringoiatria e maxillo-facciale con la riduzione di altri dieci posti, e la chiusura temporanea del reparto dozzinanti. Poi viene rimandata l'attivazione di otto posti letto in neurochirurgia e due in rianimazione». La «dieta», denunciano i sindacati, rischia di diventare definitiva: «Difficile che riaprano i reparti sotto le ferie natalizie - continua Raniero - Si va verso un vero taglio dei posti letto, con conseguenza per i pazienti, perché ci saranno dimissioni ultra veloci e ingolfamento di alcuni reparti. E per le operazioni più banali come ernia o cisti bisognerà andare a Noventa o a Schio». Per Raniero il San Bortolo è penalizzato anche per questioni politiche: «Si sta toccando un ospedale che funziona, mentre una serie di feudi leghisti non vengono toccati, come Noventa e gli ospedali del Basso Veronese e Padovano». «Vediamola in positivo: è l'occasione per ripensare in maniera pragmatica l'organizzazione dell'ospedale - replica il direttore sanitario del San Bortolo Eugenio Fantuz - Sono già al lavoro due tavoli con dirigenti e capi dipartimento per analizzare situazioni specifiche e proporre modifiche organizzative per il risparmio del personale e ottimizzazione dell'uso dei letti. Si possono studiare scambi fra reparti, in modo che quando uno ha posti liberi li possa "cedere" ad un altro reparto». La chiusura durerà fino a Natale? «Può darsi, se sarà così metteremo in atto tutti i provvedimenti atti a non creare disagio nella popolazione».


2 settembre 2010 - La Stampa

ALESSANDRIA. MA UTILIZZATO «SOLO» AL 70% DELLA CAPIENZA: 300 POSTI
"Al parcheggio di via Parma più agevoli rampe d’accesso"
L’Atm replica sulla manutenzione dei bus messa sotto accusa dalla Rdb
di FRANCO MARCHIARO

ALESSANDRIA - L’Autopark multipiano di via Parma inaugurato a maggio del 2007 è utilizzato al 70% degli oltre trecento posti disponibili anche se la prima ora di sosta è gratuita e la tariffa è inferiore a quella del parcheggio di piazza Libertà, distante non più di 300 metri. «Molti automobilisti lamentavano difficoltà nell’abbordare le rampe dei vari piani - dicono Paolo Lumi e Alessandro Traverso, presidente e vice dell’Atm -: è stato così deciso di ampliare la curva di accesso, in questi giorni è terminato l’intervento». Non è il solo lavoro, si sta sistemando anche la facciata su via Machiavelli con un nuovo rivestimento e creando un’area verde eliminando la recinzione che risale ad inizio cantiere.
A questo punto, confermando l’ingresso all’Autopark su via Parma, per l’uscita verrà utilizzata quella su via Machiavelli. L’intera area sarà controllata da telecamere collegate alla control room della polizia municipale, anche per evitare, come accade di notte, che le rampe siano utlizzate da motociclisti in cerca di brividi.
L’impegno principale dell’Atm è tuttavia la gestione del servizio urbano di trasporto in città ed a Valenza: Lumi e Traverso, senza nascondere le difficoltà per la presenza di troppi bus vecchi nel parco dell’azienda, respingono sul punto sicurezza dei passeggeri ed autisti, le affermazioni della RdB-Trasporti su «situazioni di rischio causa l’inefficienza dei mezzi della azienda che era stata denunciata più volte da un dipendente, poi punito dalla direzione con il massimo della sospensione». In Atm, tra l’altro, la RdB non è riconosciuto in quanto non firmataria del contratto di lavoro.
«Tutti i nostri bus - dicono presidente e vice - sono revisionati dalla officina interna, circolano quindi con la massima sicurezza. Quel dipendente è stato sospeso perchè responsabile di infrazioni giudicate gravi dal cda. Con gli altri sindacati le relazioni sono buone, i problemi vengono sempre affrontati per risolverli. Mancano alcuni autisti, ma il rispetto del patto di stabilità impedisce assunzioni». Per la sostituzione dei mezzi più vecchi, non avendo la Regione bandito la gara per i nuovi acquisti, in azienda, conferma il presidente Lumi, entro fine mese dovrebbero arrivare alcuni mezzi usati, Euro 4, dall’Atm di Milano.


2 settembre 2010 - La Nazione

Un milione e 600mila per le «Peo»
Intesa fra Università e sindacati. La Cgil aspetta però il referendum. BARRETTA Dal 15 è in Regione

Siena - RICORDATE LE PEO? UNA strana sigla che significa progressioni economiche orizzontali dei tecnici-amministrativi. Nei mesi scorsi c'è stata una battaglia durissima fra sindacati e Ateneo sul fondo a disposizione per garantire quello che i rappresentanti del personale rivendicavano come un sacrosanto diritto. Nessun aumento di stipendio, in questo momento di crisi profonda delle casse dell'Università sarebbe stato un suicidio, piuttosto un'indennità temporanea, già adesso percepita, che viene in pratica resa stabile. Ieri mattina alla fine è stata trovata la quadratura del cerchio, anche se la Cgil, per voce di Marco Iacoboni, ha ribadito che si riserva di sottoscrivere l'ipotesi di contratto integrativo in materia di progressioni economiche all'interno della categoria alla luce dell'esito della consultazione referendaria che si terrà a breve. Gli altri sindacati hanno detto sì, ossia Cisl, Uil, Cisapuni, Cisal, Rdb. E' finita con una pizza al taglio e qualche bibita fra sindacati e rettore Silvano Focardi, che ha offerto il rinfreschino stante l'ora avanzata. E poi scritto una lettera ai dipendenti per informarli della novità e delle prossime tappe. «L'ipotesi verrà presentata al collegio dei revisori dei conti al fine di sottoporla alla certificazione di compatibilità economica-finanziaria osserva , quindi passerà al cda cui spetterà di deliberare l'autorizzazione alla firma del contratto definitivo». Inizia quindi il conto alla rovescia per partecipare al bando (997 gli aventi diritto, in ipotesi) che sarà fatto, previo aggiornamento del curriculum mediante il «Thesaurus». Bisognerà affrettarsi, entro il 30 settembre, perché solo così si potrà avere la liquidazione a fine dicembre. Focardi si dice «soddisfatto per l'accordo raggiunto che garantisce diritti acquisiti». La cifra? Nelle sette pagine dell'intesa il fondo per Peo e produttività del 2010 è fissato definitivamente in 1.647.457 euro per un costo totale, a carico dell'Ateneo, considerati gli oneri del datore di lavoro, di 2.186.176 euro. «Le risorse destinate al finanziamento delle progressioni recita l'accordo vengono ripartite tra la categoria B,C, D ed EP proporzionalmente al numero degli aventi diritto all'interno di ciascuna al 31 dicembre 2009».


2 settembre 2010 - La Provincia Pavese

Lettere. LAVORO
Diritti, come la Cina ecco il progetto Tremonti

Approvata la manovra economica da 24 miliardi di euro, che prevede pesanti ricadute per i dipendenti, il pubblico impiego e il patto sulle pensioni. Sono passati dei provvedimenti su retribuzioni e pensioni che non si erano mai visti.
Blocco del contratto 2010-2012 per legge: non si rinnova il contratto già scaduto e lo si perde completamente. Se ne riparla nel 2013? I prezzi aumentano, gli stipendi no, ammesso si possa contare almeno su un lavoro, magari precario e già sottopagato.
Previdenza: oltre all’aumento dei contributi previdenziali obbligatori e il regalo della revisione triennale dell’età pensionabile in relazione all’aspettativa di vita a partire dal 2015, ecco la novità della «finestra mobile». Il pagamento della pensione, ammesso che ci si arrivi, scatterà 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti, tanto rumore per sbandierare il raggiunto obiettivo di poterla avere in 1 mese, basta distrarsi un attimo che ti spostano il diritto a percepirla a 12 mesi.
Accesso alla pensione di vecchiaia con 65 anni di età per le donne dal 2012 nel pubblico impiego: siamo in attesa che venga applicato anche al privato? Bontà loro, permane per le donne la possibilità di accedere alla pensione con 57 anni di età e 35 di contributi ma optando per il sistema di calcolo contributivo, un’operazione che comporta un taglio del 30-35% della pensione.
Il silenzio assordante dei partiti del centrosinistra e dei sindacati concertativi (Cgil Cisl Uil Ugl) permette al ministro Tremonti di affermare che i diritti, in questo paese, sono un lusso che non ci possiamo permettere (Cina, Romania, India sono l’obiettivo a cui puntare in fatto di sicurezza e diritto del lavoro?) e che la manovra in questione piace a tutti essendoci state proteste solo da limitati settori della società (i soliti comunisti?)
Nel marasma più assoluto in cui si trova la politica e l’economia italiana ancora una volta saranno i più deboli a dover fare sacrifici e pagare, anche con la vita? Ancora una volta chi ha sbagliato, rubato, eluso, evaso, saccheggiato potrà farla franca magari anche con la sfrontatezza di andare in giro a fare prediche e fare raccomandazioni spacciandosi per grande imprenditore, politico, sindacalista?
Francesco Signorelli Unione sindacale di base Pavia


1 settembre 2010 - Terra

In lotta per avere un lavoro
SCUOLA. Giacomo Russo, precario palermitano in sciopero della fame e da venerdì davanti al Parlamento, finisce in ospedale. È il secondo del gruppo. Chiedono alla Gelmini un incontro per parlare della sua riforma
di Enrico Campofreda

Disidratato ma determinato e non disperato. Giacomo Russo, il precario palermitano che da venerdì scorso ha portato sotto Montecitorio la sua protesta pur estrema, ha trascorso la mattinata di ieri all’ospedale Santo Spirito di Roma. I medici ne hanno consigliato il ricovero perché il suo corpo comincia a risentire gli effetti dello sciopero della fame avviato con altri colleghi il 18 agosto e proseguito davanti a uno dei simboli delle nostre istituzioni. I cui membri, tranne per qualche parlamentare dell’opposizione (Marino, Vita, Di Pietro), hanno finora snobbato il duro gesto. Comunque verso le 13 di ieri, dopo due flebo vitaminiche, Russo ha deciso di firmare le dimissioni dal nosocomio e tornare davanti al Parlamento. Dove l’altra siciliana Caterina Altamore e i precari romani proseguono il sit-in di protesta al quale Viale Trastevere non vuole rispondere.
Da giorni i precari chiedono un incontro col ministro Gelmini che non solo glissa qualsiasi contatto, ma non s’è neppure degnata tramite il proprio staff di seguire gli effetti dello sciopero che ha finora portato in ospedale due manifestanti (a Palermo Pietro Grusa, già ricoverato nei giorni scorsi, ha accettato il consiglio dei sanitari ricominciando a nutrirsi). In ogni caso la protesta estrema sta producendo eco fra il personale coinvolto: a Bologna e Reggio Calabria si sono avviati incontri e proposte di mobilitazione, a Catania si è manifestato; s’abbandona la nicchia individuale o dei piccoli gruppi per rilanciare un blocco rivendicativo collettivo come suggerito da alcuni sindacati.
Uno di loro, l’Usb, in un comunicato ha sottolineato proprio quest’aspetto: uscire da simili forme che servono a rompere il silenzio ma rischiano di restare passerelle per il circo mediatico che accende e spegne le luci sull’argomento. L’intento è riaprire un fronte di protesta, sperando che s’allarghi a quante più componenti possibili proprio nell’interesse dei lavoratori. Russo nel luminoso pomeriggio romano è ancora davanti al Parlamento: «Sono d’accordissimo con le mobilitazioni di massa, figurarsi, ma per i giorni a venire lo sciopero della fame continuerà. Chiedo alla Gelmini un pubblico dibattito sull’efficacia della sua riforma, il ministro deve spiegare agli italiani la bontà dei suoi tagli. Così milioni di genitori comprenderanno quale sciagura si sta abbattendo sulla vita dei propri figli».
Parzialmente fiducioso sui saluti portati da alcuni parlamentari. Anche se «sono decine di migliaia i precari che quest’anno sono messi in condizioni di non lavorare. Il mio interesse è creare coscienza fra i cittadini e la possibilità di potersi organizzare andando oltre il sistema della delega che ha prodotto una frattura profonda fra la politica e il paese reale. Naturalmente non li considero tutti uguali, combatto la cricca dei berluscones. Quella politica che ha fatto perdere ogni speranza. Occorre rilanciare le lotte. Un Paese libero si fonda sulla partecipazione». Battista che rappresenta l’Usb e ha accompagnato il precario al Santo Spirito ribadisce che «azioni come lo sciopero della fame non possono durare a lungo perché mettono a rischio la salute ma possono svegliare la solidarietà di coscienze e scuotere soggetti che vivono le stesse contraddizioni ma sono bloccati o delusi da una situazione apparentemente senza sbocchi».
Chiediamo se il mondo del lavoro per farsi ascoltare debba ormai ricorrere a gesti estremi. «Non dovrebbe essere così - risponde - seppure le condizioni d’illegalità proposte, basta guardare il caso dei lavoratori Fiat di Melfi, e l’operato d’uno Stato sempre più aziendalista ci hanno condotto a una precarizzazione del lavoro da anni studiata a tavolino. Nella scuola sigle sindacali collaborazioniste e una chiusura sistematica della politica a qualsivoglia dialogo e comprensione del dramma del precariato ci collocano in un vicolo cieco dove quel che si decide è unilaterale, economicistico, antisociale perché s’incrina il buon funzionamento d’un settore vitale per le generazioni future».


1 settembre 2010 - Liberazione

Da Palermo a Roma per protestare contro i tagli, Giacomo è già tornato in piazza
A digiuno da giorni, ricoverato d'urgenza
di Luca Bresci

E' tornato nuovamente davanti al Parlamento Giacomo Russo, il precario palermitano in sciopero della fame dal 17 agosto scorso, colto da malore ieri mattina a causa di un forte stato di disidratazione. La notizia del ricovero era stata diffusa dalla rappresentanza sindacale di base Usb Scuola che aveva invitato i precari ad interrompere lo sciopero della fame ed a passare a forme collettive ed organizzate di mobilitazione. «La scelta dello sciopero della fame - affermava il sindacato in un comunicato - è una forma dura ed estrema, non dettata dalla disperazione ma dalla volontà di rompere il silenzio intorno al mondo della scuola. Tuttavia l'esperienza insegna che tali azioni rischiano di divenire passerelle di un circo mediatico che accende e spegne le luci in base ai propri interessi». Nonostante l'appello Caterina Altamore, l'altra precaria presente davanti a Montecitorio, non ha voluto sospendere il digiuno, raggiunta nuovamente dal suo collega che malgrado il ricovero d'urgenza all'ospedale Santo Spirito di Roma è voluto tornare in piazza. «Sono provato ma ho deciso di fami dimettere dall'ospedale, anche se i medici volevano trattenermi. Per ora la mia residenza è piazza Montecitorio. Non intendo interrompere lo sciopero della fame, vado avanti ad oltranza». Nel suo comunicato la RdB/Usb ha invitato «tutte le forze sindacali e politiche a farsi carico delle istanze del mondo della scuola attraverso mobilitazioni costanti ed articolate in tutto il paese, in modo di rendere di nuovo centrale il valore costituzionale del diritto allo studio». L'Usb scuola ha poi censurato pesantemente il «vergognoso il silenzio della ministra Gelmini» che nonostante questo sia il secondo digiuno in due anni attuato dai lavoratori palermitani, non ha accennato nemmeno un invito a terminare la protesta». Intanto la mobilitazione va allargandosi a macchia d'olio. A Palermo, dopo l'occupazione dell'Ufficio scolastico provinciale, è stata indetta una nuova assemblea per oggi, alle 16, sempre presso i locali di via Praga. In Sicilia, spiegano gli organizzatori, i tagli hanno prodotto un effetto devastante: «12.500 precari espulsi dalla scuola, costituzione di classi sovraffollate in spregio alla normativa sulla sicurezza, drastica riduzione delle ore di sostegno per i disabili, sparizione di insegnamenti professionalizzanti, con la conseguente riduzione delle ore di lezione nelle scuole superiori, riduzioni delle risorse economiche per il funzionamento delle scuole, immiserimento complessivo della didattica». I Cobas hanno fatto appello anche alle famiglie e agli studenti. La mobilitazione - spiegano - «deve estendersi oltre il personale della scuola. Ognuno è chiamato a fare la propria parte per fermare i tagli, le controriforme, la devastazione della scuola pubblica». A Reggio Calabria i precari che erano in attesa delle convocazioni per il nuovo anno scolastico davanti al provveditorato hanno imposto l'interruzione delle operazioni. «Si tratta del primo caso - afferma Giovanni Portas, della Rdb-Usb Scuola Calabria - in cui i precari riescono a non farsi calpestare passivamente dalla ingiustizie dell'Amministrazione ed è la dimostrazione che se i lavoratori si organizzano con lotte collettive e col sindacato di base è possibile inceppare il perverso meccanismo dei licenziamenti di massa». A Modena, alle 18 di oggi si terrà un'assemblea provinciale dei Precari della Scuola in via Carteria 49 per decidere le prossime scadenze di lotta.


1 settembre 2010 - Quotidiani rete Repubblica

LA PROTESTA. In ospedale il precario che digiuna

ROMA - Giacomo Russo, uno dei precari palermitani della scuola da giorni in sciopero della fame, è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito di Roma. Il ricovero si è reso necessario a causa del grave stato di disidratazione riscontrato dal medico che ieri mattina ha accertato le condizioni di salute dei lavoratori in presidio davanti Montecitorio. Lo riferisce la rappresentanza sindacale di base USB Scuola che invita i precari ad interrompere lo sciopero della fame e a passare a forme organizzate di mobilitazione. Anche se la scelta dello sciopero della fame - sostiene - è una forma dura ed estrema, non dettata dalla disperazione ma dalla volontà di rompere il silenzio intorno al mondo della scuola». Il sindacato considera inoltre «vergognoso» il silenzio del Ministro Gelmini che, nonostante il secondo sciopero della fame dei precari, «non ha accennato nemmeno un invito a terminare la protesta».


1 settembre 2010 - Il Giornale di Vicenza/L'Arena/Brescia Oggi

Precario in sciopero ricoverato in ospedale

Riflettori sempre più puntati sulla protesta dei precari della scuola: uno dei tre precari siciliani in sciopero della fame dal 16 agosto e che stava manifestando davanti a Montecitorio, si è sentito male ed è stato portato in ospedale. L’uomo è poi tornato in piazza nel pomeriggio per continuare la protesta: «Sono provato, non sto bene» ha commentato, «ma per ora la mia residenza è piazza Montecitorio». Pd e sindacati invitano il governo a non voltare la testa e chiedono al ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini di esaudire la richiesta degli scioperanti di incontrarli.
Giacomo Russo, 31 anni, era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito di Roma a causa del grave stato di disidratazione. Il lavoratore palermitano ha ricevuto in ospedale la visita di Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd, e dei parlamentari Ignazio Marino e Vincenzo Vita. «Non si può rischiare la vita per questo governo», ha dichiarato Puglisi, «siamo disponibili a iniziare uno sciopero a staffetta con i nostri parlamentari e amministratori, come si è fatto per il caso Eutelia, a sostegno della battaglia dei precari per una scuola pubblica di qualità. Chiediamo che il governo ritiri i tagli e assuma gli insegnanti che servono per coprire le cattedre vacanti, per dare le risposte di sostegno ai bambini con disabilità e per garantire il tempo pieno».
Per il senatore Marino «è inaccettabile che questo governo volti la testa dall’altra parte di fronte a chi ha nelle sue mani la formazione dei nostri figli e chiede solo lavoro e dignità».
La rappresentanza sindacale di base Usb Scuola invita i precari a interrompere lo sciopero della fame e a passare a forme collettive e organizzate di mobilitazione, mentre la Flc Cgil sottolinea che Giacomo Russo e un’altra precaria, Caterina Altamore, sono allo stremo delle forze e chiede che il ministro Gelmini li ascolti. Una richiesta che fa sua anche il Codacons.
La protesta dei precari della scuola intanto prosegue anche a Benevento.


1 settembre 2010 - Il Giornale di Brescia

Precario in sciopero della fame ricoverato per disidratazione
I precari in sciopero della fame davanti a Montecitorio

ROMA - Riflettori sempre più puntati sulla protesta dei precari della scuola: ieri uno dei tre precari siciliani in sciopero della fame dal 16 agosto e da pochi giorni a Roma per manifestare davanti a Montecitorio, si è sentito male ed è stato portato in ospedale. L'uomo è poi tornato in piazza per continuare la protesta.
Pd e sindacati invitano il governo a non voltare la testa e chiedono al ministro Gelmini di esaudire la richiesta degli scioperanti di incontrarli. Giacomo Russo, 31 anni, è stato ricoverato d'urgenza, ieri mattina all'ospedale Santo Spirito di Roma a causa del grave stato di disidratazione riscontrato dal medico che ha accertato le condizioni di salute dei lavoratori in presidio davanti a Montecitorio.
L'insegnante palermitano ha ricevuto in ospedale la visita di Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria del Pd, e dei parlamentari Ignazio Marino e Vincenzo Vita. «Non si può rischiare la vita per questo governo - ha dichiarato Puglisi - siamo disponibili a iniziare uno sciopero a staffetta con i nostri parlamentari e amministratori a sostegno della battaglia dei precari per una scuola pubblica di qualità».
Per il senatore Marino «è inaccettabile che questo governo volti la testa dall'altra parte di fronte a chi ha nelle sue mani la formazione dei nostri figli e chiede solo lavoro e dignità». La rappresentanza sindacale di base Usb Scuola invita i precari a interrompere lo sciopero della fame e a passare a forme collettive e organizzate di mobilitazione, mentre la Flc Cgil sottolinea che Giacomo Russo e un'altra precaria, Caterina Altamore, sono allo stremo delle forze e chiede che il ministro Gelmini ascolti queste persone e «metta fine alle logiche autoreferenziali e autoritarie con le quali pretende di imporre politiche che stanno demolendo il sistema dell'istruzione, dell'università e della ricerca pubblica».
La protesta dei precari della scuola intanto prosegue anche in altre città.


1 settembre 2010 - Gazzetta di Reggio

Insegnanti e cattedre. L’iniziativa dei sindacati di base a pochi giorni dal via
Scuola, i precari alzano la voce il presidio davanti all’Itis Nobili

Reggio E. - La grossa bandiera colorata dell’Unione sindacale di base ha sventolato davanti all’istituto tecnico Leopoldo Nobili di Reggio per tutta la mattina di ieri. Senza sosta. E senza sosta ma anche senza troppe speranze numerosi insegnanti precari, nei locali dell’Istituto cercavano una risposta circa il loro futuro lavorativo.
A farle compagnia. mentre l’Ufficio scolastico provinciale distribuiva agli insegnanti in attesa le poche cattedre rimaste, sono state le decine e decine di precari che hanno dato vita a un sentito presidio per distribuire materiale informativo e per promuovere iniziative di lotta contro tagli e licenziamenti. D’altronde la posta in gioco è troppo importante: c’è in ballo il futuro della scuola e con lei di migliaia di giovani studenti.
Basti pensare che nella solo provincia di Reggio i licenziamenti passano l’ordine delle decine ammontando a più di 150 nelle scuole di ogni ordine e grado, elementari, medie o superiori che siano, nessuna esclusa.
«Bisogna tenere desta l’attenzione sul tema, ora più che mai - spiega l’Usb pensando all’inizio delle scuole ormai alle porte in un clima di totale quanto allarmante incertezza - in tutta la penisola la situazione è la stessa e saranno studenti, famiglie e professori a pagarne le conseguenze con classi superaffollate, aumento del carico di lavoro e un generale peggioramento del servizio. Persino il contratto è bloccato fino al 2012, con una perdita totale di 1.500 euro, così non si può andare avanti».
L’unica soluzione possibile dunque è continuare a scendere in piazza, per le strade, davanti alle scuole e armarsi di volantini e bandiere per manifestare il proprio disappunto come è stato fatto ieri mattina e come ancora si farà con l’inizio delle scuole. «A Reggio in tutte le scuole superiori e per tutte le discipline ci sono solo tredici assunzioni in ruolo - continua l’Usb - nel resto della penisola la situazione non è certo diversa: a fronte di centinaia di migliaia di precari si registrano solo diecimila assunzioni totali. Persino il cosiddetto salvaprecari è una truffa».(f.m.)


1 settembre 2010 - Il Resto del Carlino

SENIGALLIA. ANCHE il sindacato RdB-USB interviene...
di Andrea Pongetti

SENIGALLIA - ANCHE il sindacato RdB-USB interviene, chiedendo chiarezza in tempi rapidi, sulla polemica che da tempo coinvolge la sanità senigalliese: lo ha fatto nel corso di una riunione tra alcuni degli iscritti svoltasi ieri pomeriggio nell'ala didattica dell'ospedale di Senigallia ed alla quale ha partecipato anche Gianfranco Bignamini, membro nazionale del sindacato. «Venerdì avremo un incontro col direttore di zona Franco Pesaresi ha spiegato Bignamini durante il quale chiederemo di potere anche vedere il bilancio. Vogliamo chiarezza sulla presenza o meno di questo presunto grave disavanzo della sanità locale attorno al quale fino a questo momento abbiamo notato soprattutto un silenzio assordante, anche da parte dell'amministrazione». «Siamo pronti rincara la dose Bignamini a richiedere l'analisi del bilancio anche in un Consiglio comunale aperto, se necessario, quindi davanti alla cittadinanza. Deve essere chiaro che questa vicenda non deve avere un colore politico perché la sanità non può avere un colore politico». «Allo stesso tempo però conclude ancora il sindacalista siamo irremovibili su un punto. Se davvero questo buco c'è, indipendentemente dalle cifre, a pagare dovrà essere chi ne è stato responsabile e non certo il personale della sanità locale, e la cittadinanza che usufruisce dei servizi». Massimo Ventura, infermiere ed iscritto al sindacato, aggiunge: «Di certo l'intera vicenda non mi sembra sia stata gestita nella maniera migliore. Infatti, in un primo momento si è parlato di un buco di svariati milioni di euro, poi nei giorni successivi si è ritrattato. Il nostro sindacato è da poco in città ma conta comunque diversi iscritti e da parte nostra non ci sono posizioni preconcette, però vogliamo capire». Nello specifico, Ventura auspica di avere risposte su alcuni punti nodali: «Sapere se davvero c'è questo disavanzo, e in cosa consista l'eventuale programma di rientro economico. Ma pure capire che intenzioni ha l'azienda nei confronti dei lavoratori». Non manca qualche frecciatina nei confronti della RSU «che si è segnalata fin da subito per il suo silenzio quando invece, fin dal principio, cioè dal momento in cui la notizia di questo presunto buco si era diffusa anche sulla stampa, avrebbe dovuto convocare i propri iscritti e il personale sanitario, anziché fare finta di nulla».

Parlano i giovani insegnanti in attesa delle nomine e costretti a convivere oramai
Delusi, stanchi e sfiduciati: il nostro futuro
di MATTEO ZANICHELLI

Reggio E. - UN «VIAGGIO» nel mondo dei giovani professori precari. E' quello che si poteva osservare ieri mattina all'Itis Nobili di via Makallè, dove sono in corso in queste ore le nomine degli insegnanti (ma anche del personale Ata) in attesa di sistemazione annuale. Sconforto, ansia e agitazione negli occhi delle numerosissime persone stipate in aula magna e accalcate nei corridoi adiacenti alla stanza principale della scuola, in attesa di conoscere il loro futuro. Un futuro che ha perso pian piano la parola speranza. Davanti all'istituto, l'Usb (Unione sindacale di base) ha organizzato un presidio di protesta per distribuire materiale informativo e promuovere nuove iniziative di lotta contro tagli e licenziamenti. Un problema, quello del precariato, non solo individuale, ma anche sociale. Colpisce chi ha studiato con impegno e sacrificio per tanti anni; gli studenti, inseriti in classi superaffollate e costretti a un turn-over di professori penalizzante per il loro profitto; e le famiglie che pagano «salato» per l'istruzione deficitaria dei propri figli. LE STORIE. «Mi chiamo Alessia Mazzali, ho 44 anni - dice disillusa una insegnante alla ricerca della agognata stabilità - e nelle scuole superiori sono precaria da 15 anni. Precedentemente, invece, lo ero in università. Insegno diritto privato ed economia e l'anno scorso ero al Nobili' come insegnante di sostegno. Abito a Bologna e ho un bambino di 4 anni. Quando entro in servizio alla prima ora, mi alzo alle 4,30, prendo il treno e volo qui a Reggio. Ho domandato più volte il trasferimento, ma il Ministero non ha ancora provveduto a rendere esecutiva la mia richiesta. E non posso lasciare l'incarico perchè altrimenti perderei il posto e mi ritroverei disoccupata. Spendo 73 euro mensili di abbonamento del treno e 450-470 euro al mese tra baby sitter e mensa scolastica per mio figlio. Infatti, ho perso entrambi i genitori e non ho una rete familiare di supporto. Se insegnassi nella mia città, avrei un costo di soli 100 euro ogni bimestre». DARIO D'AMICO, 33enne, professore di italiano e storia, precario da 6 anni (quando da Salerno è arrivato nella nostra città) è sconsolato. «Anche io ho fatto l'insegnate di sostegno - racconta - e ancora aspetto di poter trovare tranquillità. Guadagno 1260 euro al mese, in più insegno musica a Parma per riuscire a far fronte ai 700 euro al mese di affitto e a un trasloco che sto completando. Non ho particolari vizi, se non quello del fumo. E meno male, perchè riesco a mettere da parte solamente 100-200 euro al mese. Reggio è una città che proprio non mi piace, è grigia', mette tristezza. E nel giorno delle nomine, qui al Nobili, ci hanno davvero trattato male. Ammassati nei corridoi. Cose da non credere». «Non hanno avuto rispetto per noi - gli fa eco una collega, insegnante di storia e filosofia, precaria da 6 anni e mezzo - Anche io ho dovuto fare sostegno. Non mi pagano da due mesi e mezzo. E con l'affitto da pagare come faccio? A 35 anni come posso cambiare lavoro? Ogni anno ci fanno fare corsi e master per accumulare punti, ma non servono a nulla. Solo a farci spendere altri soldi. E' squallido, ci guadagnano le università...». «IO SONO PRECARIA da 4 anni - conclude Francesca Greco, professoressa 34enne di filosofia - E' dura, ci si deve arrangiare con lezioni private e con l'aiuto della famiglia. La scuola è cambiata e le prospettive di diventare di ruolo sono praticamente nulle. Spero di continuare a fare questo lavoro, ma non dipende da me. Il mio futuro? Lo vedo nero'».

LA MANIFESTAZIONE Il 19 settembre 2009, i lavoratori della Manuli e di quasi tutta la zona industriale di Ascoli scesero in piazza per manifestare contro le tante chiusure
La Manuli naviga nell'incertezza
Quaglietti: «I lavoratori credono ancora nel futuro, non so se l'azienda fa lo stesso»
di MARIO DI VITO

Ascoli - APPENA un anno fa, gli operai della Manuli erano ufficialmente' in guerra per il loro posto di lavoro, si stava andando velocemente verso la grande manifestazione del 19 settembre. Sembrava che tutto potesse succedere da un momento all'altro. Poi le cose presero un'altra piega, furono trovati degli accordi, qualcuno rientrò in fabbrica, molti altri rimasero fuori e continuano anche adesso a presidiare. In mezzo, tante polemiche, più o meno strumentali, su macchinari, cassa integrazione e piano industriale. Ma adesso? A che punto è la questione Manuli? Ci sono possibilità di ripartire, o dobbiamo aspettarci da un momento all'altro il calare del sipario e la morte definitiva di uno degli stabilimenti più importanti della zona industriale ascolana? «La Manuli dice Andrea Quaglietti, leader locale del sindacato Usb dà la netta sensazione di non voler più investire sul territorio piceno. Per dire, quest'estate, ad esempio, non è stata fatta alcuna manutenzione all'interno della fabbrica. Non stanno rafforzando il nostro stabilimento, ma si stanno trasferendo all'estero, in Turchia e particolarmente in Polonia». Attualmente dentro lo stabilimento di Campolungo sono operativi 150 lavoratori, mentre altri 250 sono in cassa integrazione, rinnovata di un altro anno lo scorso agosto. «Stanno chiudendo i rubinetti prosegue Quaglietti , abbiamo macchinari vecchi e senza manutenzione. Sotto l'aspetto sindacale, poi, non abbiamo rapporti con l'azienda da tempo, anche se abbiamo chiesto pochi giorni fa un incontro per fare il punto della situazione. Vorremmo sapere qual è il piano industriale per Ascoli». Per il sindacalista dell'Usb, però, questa richiesta una risposta già ce l'ha. E non è delle migliori. «Il loro piano industriale dice provocatoriamente sembra chiaro: andare all'estero». POI, però, Quaglietti ci tiene a precisare di non essere un «uccello del malaugurio», non è sua intenzione fare polemica gratuita e fine a se stessa. «La mia è solo una lettura della situazione dice ancora , da parte nostra, si vorrebbe soltanto vedere una situazione più chiara. Ci stanno nascondendo il futuro, la Manuli scappa. I lavoratori credono ancora nel futuro di questa azienda. Questo è dimostrato dal fatto che nel reparto Oil c'è chi sta facendo gli straordinari. Insomma, loro ci credono, ma l'azienda crede ancora in loro e nel territorio piceno?». UN INTERROGATIVO inquietante, che fa uscire fuori la domanda a cui nessuno vorrebbe dare risposta negativa: ci sono possibilità che la Manuli chiuda definitivamente i battenti? Su questo, Quaglietti è molto cauto. «Spero che questo non accada la prossima estate risponde . Ci sarebbero conseguenze su tutta una zona industriale sempre più decimata. Purtroppo però conclude amaro il sindacalista le istituzioni si sono fatte anche loro da parte».


1 settembre 2010 - Il Mattino di Padova

FACCIA A FACCIA CON PIRON
La protesta delle maestre escluse

PADOVA - Un incontro con l’assessore alle Politiche scolastiche Claudio Piron e il relativo capo settore. E’ quanto ottenuto da una delegazione delle 25 maestre che hanno fatto ricorso al Tar per il bando di supplenza stilato dal Comune e che hanno «occupato» simbolicamente ieri l’ufficio dell’assessore Marco Carrai. Ad accompagnarle Stefano Pieretti di Adl: «Le maestre sono state escluse dal primo bando di supplenza per le materne comunali perché non avevano l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole paritarie. Chiederemo che vengano reintegrate in graduatoria».


1 settembre 2010 - Gazzetta del Sud

Precari, la Rdb interrompe le operazioni di convocazione

Reggio C. - I rappresentanti del sindacato autonomo RdB-Usb Scuola assieme ai precari che erano in attesa delle convocazioni per il nuovo anno scolastico hanno imposto l'interruzione delle operazioni nell'Ufficio scolastico provinciale di Reggio. La decisione di determinare lo stop delle operazioni – riferisce un comunicato del sindacato – è stata presa a seguito dell'impossibilità di conoscere la disponibilità dei pochi posti rimasti. Successivamente l'Ufficio scolastico provinciale ha diramato una nota in cui ufficializza il rinvio di tutte le nomine a data da destinarsi. «Si tratta del primo caso – afferma Giovanni Portas, della Rdb-Usb Scuola Calabria – in cui i precari riescono a non farsi calpestare passivamente dalla ingiustizie dell'Amministrazione ed è la dimostrazione che se i lavoratori si organizzano con lotte collettive e col sindacato di base è possibile inceppare il perverso meccanismo dei licenziamenti di massa». «Dedichiamo questa prima parziale vittoria – aggiunge Portas – a tutti i lavoratori che in questo momento stanno facendo lo sciopero della fame, invitandoli ad interromperlo ed a unirsi alle mobilitazioni organizzate che nei prossimi giorni, e non solo a Reggio Calabria, si attueranno fino al ritiro dei provvedimenti e dei tagli».


1 settembre 2010 - Cronaca Qui

«Abbiamo mezzi vecchi di 30 anni». Esplode la rabbia dei pompieri
di Arianna Giunti

Milano - I mezzi? Vecchi di trent’anni. Alcune di questi sono fermi, paralizzati nei cortili delle caserme, Gli uomini? Quelli ci sarebbero anche. Peccato solo che manchino di capisquadra e i capireparto, ovvero coloro che dovrebbero gestire il personale attivo.
La situazione dei vigili del fuoco, a Milano, non è affatto rosea. E la rabbia dei sindacati inizia a farsi sentire. Rispetto a tre anni fa, quando con una manifestazione in grande stile (i vigili per spiegare la metafora erano arrivati a mettersi in mutande in piazza) le sigle sindacali si erano unite per urlare alla città la loro situazione disastrosa, le cose sono leggermente migliorate.
Ma la carenza di uomini e mezzi continua a farsi sentire. A scapito della sicurezza dei cittadini.
UN TERZO DEI MEZZI K.O.
Spiega Davide Suffada, sindacalista dell’Usb (Unione sindacale di base): «Un terzo dei mezzi dovrebbe essere sostituito con altri più nuovi. Soprattutto le autopompe e le autoscale. Basti sapere che nei giorni scorsi sei autoscale sono rimaste ferme nel cortile della caserma. Tutte bloccate».
« Abbiamo chiesto come sono stati spesi i soldi per il capitolato automezzi prosegue il sindacalista ma stiamo ancora aspettando la risposta».
E poi c’è, ed è forte, la mancanza dei capisquadra e dei capireparto, ovvero coloro che devono gestire i pompieri negli interventi. Una carenza che, sempre secondo il sindacato, sarebbe dovuta alla difficoltà nel fare carriera all’interno dello stesso corpo.
«Ci sono vigili del fuoco che rimangono tali per dieci anni - spiega Suffada senza mai riuscire a salire di grado».
CITTÀ VULNERABILE
Una situazione non tragica, ma certo da migliorare, anche secondo il neo comandante provinciale dei vigili del fuoco Silvano Barberi, che spiega: «Attualmente a Milano ci sono 890 pompieri. Dovrebbero essere 960. A conti fatti, ne mancano settanta. Una carenza in linea con la carenza nazionale di forze dell’ordine».
Parlando di Milano, dunque, il capo dei vigili del fuoco parla di una città «vivace ma vulnerabile».
I canali, ad esempio, sono insufficienti a trasportare grosse quantità d’acqua in alcuni periodi dell’anno. Sono 4.385 (mille in più rispetto al mese precedente) gli interventi dei vigili del fuoco nel solo mese di luglio 2010, di cui 1.292 per incendi e 1.263 soccorsi a persone. In netto aumento i dissesti, dai 156 di giugno ai 430 di luglio, e gli incidenti (stradali, ferroviari e sul lavoro). «Milano è una città di tradizione - ha detto Barberi - ma le tradizioni purtroppo non sempre portano a risultati positivi, siamo in condizioni per cui bisogna costantemente inseguire il tempo che passa».


1 settembre 2010 - La Provincia di Varese

Ospedale. Un altro sciopero in Radiologia «Basta promesse»

(a.a.) Radiologia, un altro sciopero in vista. E il sindacato USB vuole «piantare le tende» all'ospedale Sant'Antonio Abate per sensibilizzare l'opinione pubblica senza far perdere ore di lavoro (e conseguenti euro in busta paga) ai lavoratori dipendenti. Nel frattempo è stata fissata per il 10 settembre una nuova giornata di astensione dal lavoro nel reparto di radiologia del Sant'Antonio Abate, dopo lo sciopero del 12 luglio che vide la massiccia adesione di ben 20 tecnici di radiologia su 24. «Da allora la situazione non è cambiata e l'azienda non ha nemmeno tentato una mediazione. Abbiamo ascoltato solo tante promesse ma siamo ancora punto e a capo» motiva così l'agitazione il componente del direttivo provinciale USB (Unione Sindacale di Base) Fausto Sartorato. «Dopo i tappeti rossi per Ibrahimovic e Robinho, vorremmo un po' di attenzione anche nei confronti della situazione drammatica dei dipendenti di radiologia».
La vertenza dura ormai da lungo tempo. Il sindacato chiede ufficialmente alla dirigenza dell'azienda ospedaliera l'istituzione di turni di servizio di pronta disponibilità per la diagnostica TC e per la radiologia di sala operatoria e della guardia radiologica per la diagnostica RX, oltre al pagamento della pronta disponibilità notturna e festiva e alla rideterminazione dell'indennità di pronta disponibilità. «Non possiamo fare altro che andare alla lotta ? sottolinea Sartorato ? anche se ci rendiamo conto che gli scioperi costano ai lavoratori». Infatti per le prossime agitazioni il sindacato pensa a «forme alternative per sensibilizzare gli utenti dell'ospedale di Gallarate senza far perdere soldi ai lavoratori», come ad esempio quella di piantare una tenda all'interno del presidio, imitando i colleghi di Legnano.


1 settembre 2010 - La Repubblica

A dodici mesi dalla sanatoria in prefettura resta l´emergenza:
su 24 mila richieste di soggiorno, evaso solo il 30 per cento
Un anno vissuto in fila per il permesso
Napoli maglia nera, ferme le pratiche di 16 mila colf e badanti
di ILARIA URBANI

Napoli - La sanatoria per colf e badanti oggi compie un anno. E Napoli, insieme a Torino e Catania, conquista la maglia nera del completamento della pratiche presentate allo sportello unico per l´immigrazione della prefettura. Sembrava bastasse solo un clic on line e tutto sarebbe stato risolto entro un anno. Ma su un totale di 24.365 richieste, inoltrate all´ufficio di via Vespucci, soltanto il 30 per cento è stato completato. Almeno 16 mila pratiche sono ferme. Se fino a gennaio, il rallentamento era dovuto alla mancanza di personale - poi in parte superato con l´arrivo di venti lavoratori interinali per sei mesi -, adesso si deve attribuire all´imperfezione delle domande recapitate. Nelle richieste presentate da immigrati e datori di lavoro manca la documentazione necessaria. E la prefettura è costretta a fare una seconda convocazione. A volte anche una terza e una quarta, nel caso di inadempienza per motivi di lavoro o salute. «La documentazione è carente - spiega Gabriella D´Orso, responsabile dello sportello unico - nella maggior parte delle domande manca l´integrazione del contratto di fitto, di quello di lavoro, della planimetria della casa e della residenza». Secondo gli immigrati e le organizzazioni sindacali è l´iter ad essere troppo complesso. «Ho chiesto alla mia padrona la planimetria della casa per la certificazione dell´idoneità abitativa, ma lei non l´ha mai avuta - spiega Irina, colf ucraina assunta per lavori domestici al Vomero - per questo motivo non ho ancora avuto il permesso di soggiorno e non posso andare a trovare i miei figli a Kiev». Dello stesso avviso Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale del settore immigrati dell´Unione sindacale di base (Usb), cittadino napoletano trasferito a Torino: «E´ un parodosso, lo Stato finora non ha mai domandato la planimetria ai proprieteri di casa, in una città dove regna l´abusivismo edilizio e, ora, si ricorda di chiederlo agli immigrati prolungando e, spesso osteggiando, il percorso della sanatoria». In un anno di lavoro lo sportello unico ha rilevato anche truffe: datori di lavoro che volevano assumere immigrati come colf e badanti per poi impegarli in aziende familiari o in altre mansioni e "fuga" del datore di lavoro senza restituzione dei soldi versati dagli immigrati per la regolarizzazione. E non solo, anche disagi a causa di decesso. «Il 24 agosto ho accompagnato due badanti allo sportello unico per richiedere un certificato di disoccupazione: entrambi i loro assistiti sono deceduti - spiega Svitlana Hrynorchuk, responsabile dello sportello immigrati Usb di Napoli - siamo stati sette ore per farci ascoltare, e poi abbiamo anche scoperto che una delle due pratiche è andata persa. Lo sportello dovrebbe essere al servizio dei cittadini e non creargli altri problemi, invece ora danno la colpa dei ritardi agli immigrati».

Gli indirizzi utili. Non c´è solo lo sportello unico della prefettura

Napoli - Uffici istituzionali, sindacati e associazioni. Gli immigrati possono richiedere informazioni su sanatoria, conversione dei permessi di soggiorno, modalità di assunzione e ricongiungimenti familiari allo sportello unico della prefettura in via Vespucci 172, primo piano, dal lunedì al venerdì 9-13.30 e martedì, mercoledì e giovedì anche dalle 14.30 alle 17 (info 081 7943 901. Un altro plesso è nella struttura Inps in via Guantai ad Orsolana. Info anche all´ufficio immigrati della Cgil in via Torino 16, e all´Usb (Unione sindacale di base) in via Carriera Grande 32, e alla consulta per l´immigrazione della Regione, via Nuova Marina 19/C (info 981 796 374). L´ufficio di supporto al centro di cittadinanza sociale per Immigrati del Comune si trova invece in Vico Santa Margherita a Fonseca, 19. Per richiedere il certificato di idoneità abitativa l´ufficio del catasto del Comune è in via de Gasperi 16 (da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12.30; info 081 2524 111).(il.urb.)


1 settembre 2010 - Il Giorno

BASTA con il turno di notte. I vigili di Monza non ce la fanno più...
di MARTINO AGOSTONI

Monza - BASTA con il turno di notte. I vigili di Monza non ce la fanno più: sono troppo pochi per garantire i servizi. È la denuncia dell'Usb, l'Unione sindacale di base interna al comando della Polizia locale, che ha segnalato all'assessorato alla Sicurezza la necessità di rivedere gli accordi sindacali e i regolamenti di lavoro dei vigili. «Sono accordi fermi al 1993 spiega Emma Famoso, portavoce Usb -. C'è necessità di aggiornare i regolamenti interni per superare le disparità che si sono create». Il problema di fondo è il numero di agenti da decenni sotto organico. Oggi il Comune ha in forze 123 agenti (supportati da 16 ausiliari), «quanti erano nel 1988 spiega, dati alla mano, la sindacalista -. Ma, rispetto a 20 anni fa, i carichi di lavoro sono cresciuti. E in più, per esempio, nel 1988 erano 60 gli agenti in servizio nel ciclo continuo 24 ore su 24, mentre oggi sono solo una quarantina. Serve rivedere turni e incarichi, perché c'è chi gode di concessioni particolari mentre altri che meriterebbero non vengono riconosciuti». E, SECONDO l'Usb, bisognerebbe seguire l'esempio di Brescia che ha rinunciato alla copertura 24 ore su 24 della Polizia locale. «Si valuti di chiudere all'una di notte - dice -. Dopo, comunque, resta in servizio una sola pattuglia. Siamo in 123 e ci venga chiesto lavoro per 123, perché oggi non siamo in grado di garantire neppure l'ordinario». Sono problemi che, per il sindacato, si stanno acutizzando da prima dell'estate, da quando è in discussione la permanenza a Monza del comandante Silvio Scotti, al vertice dei vigili da oltre 10 anni e autorizzato a partecipare a un concorso per un ruolo a Milano. «C'è un clima di incertezza e anarchia dice la sindacalista . Ma ci attendiamo, qualunque sia la futura dirigenza, una riorganizzazione generale. E poi, finché c'è il blocco delle assunzioni, resteremo ancora per anni solo in 123». Le difficoltà d'organico sono riconosciute anche dall'assessore alla Sicurezza, Simone Villa, ma le proposte dell'Usb non lo convincono. «Rinunciare a dei servizi, come la copertura h 24, è solo suggestione commenta -. Finché siamo vincolati a poter aumentare il personale solo di poche unità, si cerca come in passato di recuperare con gli ausiliari. Mentre ora si punterà a ottimizzare al massimo le risorse disponibili. Ed è un obiettivo dell'Amministrazione - sottolinea Villa che sarà portato avanti dall'attuale dirigente come pure dal suo eventuale sostituto».


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