testa1.jpg (24414 byte)

testa2.jpg (15476 byte)

Il Sindacato di Base e Indipendente

data di creazione
13/06/05

anno 2005
1/10 giugno
INDICE

Post@ rdbcub.it

federazioni territoriali
CUB nazionale

Pubblico Impiego
Ministeri

Vigili delFuoco

Enti Locali
Agenzie Fiscali
Università
Ricerca
ParastatoINPS
Parastato INAIL
Parastato ACI
Parast.INPDAP
Sanità
Pres.Cons.Minis.

Settore privato
Energia
Trasporti
Precariato

Servizi ai lavoratori
Caf di base

Centro studi
Cestes Proteo

Scrivi a:
Feder.Naz.RdB
RdB pubblico impiego
webmaster

Iscriviti!
Scarica la scheda di adesione

Archivio notizie

a

rassegna_logolungo.jpg (15026 byte)
dal 1 al 10 giugno 2005

10 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB P.I. - Università

I conti in tasca
Ecco i "favolosi aumenti" conquistati dai concertativi con la firma del
PROTOCOLLO D’INTESA PER IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI.

Dal comunicato FLC-Cgil:
….."Un incremento del 5,01% per il biennio economico 2004-2005 corrisponde ad incrementi retributivi a regime (cioè alla completa attuazione del contratto) di 99 euro mensili (se si considera la media fra tutti i comparti contrattualizzati); di 100 euro mensili (se si prende a riferimento l’incremento medio per il comparto dello Stato); di 104 euro mensili (se l’incremento medio si riferisce al comparto scuola); di importi proporzionalmente più elevati, da calcolare in dettaglio, per l'Università, la Ricerca e l'Afam.  Sono gli importi che Berlusconi si è rifiutato di sottoscrivere dopo che era stata raggiunta alcune settimane fa una mediazione con una autorevole delegazione del Governo. L’incremento del finanziamento verrà recepito nella Finanziaria per il 2006."……

comparto

Aumento medio lordo al 5,01%

(fonte "Sole24 Ore" 23.05.05)

Di cui almeno il 10% vincolato come salario accessorio di produttività, e dunque non per tutti!

Aumento medio lordo in paga-base, cioè per tutti *

Pres. Consiglio Ministri

131,4 euro

13,14 euro

118,26 euro

Parastato

119,7 euro

11,97 euro

107,73 euro

Ricerca

109,3 euro

10,93 euro

98,37 euro

Agenzie Fiscali

104,6 euro

10,46 euro

94,14 euro

Vigili del Fuoco

104,6 euro

10,46 euro

94,14 euro

Scuola + Afam

103,5 euro

10,35 euro

93,15 euro

Ministeri

100,0 euro

10,00 euro

90,00 euro

Sanità

98,8 euro

9,88 euro

89,20 euro

Università

90,7 euro

9,07 euro

81,63 euro

Enti Locali

88,3 euro

8,83 euro

79,47 euro

*Questi incrementi medi non tengono conto di eventuali ulteriori riduzioni per storno di fondi che potrebbero essere decisi in sede di contrattazione nazionale per finanziare particolari istituti, come già avvenuto per il primo Biennio Economico 2002-2003.
Come si vede tra gli "incrementi" medi più alti e quelli più bassi ci sono 39 euro mensili lordi di differenza, con tanti saluti alla perequazione salariale tra i comparti pubblici.
Si noti, inoltre, che i comparti più penalizzati sono quelli più numerosi (1.243.743) e socialmente più rilevanti (Sanità, Enti Locali) e, "naturalmente", L’Università. Anche la Scuola (1.122.027 dipendenti) ne esce penalizzata con un "aumento" medio lordo mensile di 93 euro pro-capite.

Dove sono gli "importi proporzionalmente più elevati, per l'Università, ecc." ?
Dov’è il "….buon risultato" vantato dalla FLC Cgil ?


10 giugno 2005 - Comunicato CUB - Messina

PONTE NO: FERMIAMOLI ADESSO
IL 6 AGOSTO A MESSINA CORTEO NAZIONALE
CONTRO IL PONTE SULLO STRETTO

Domenica 5 giugno durante l’assemblea per promuovere le iniziative di lotta contro la costruzione del ponte si è costituita la RETENOPONTE2005. All’assemblea hanno partecipato molte realtà di base sindacaliste e associazionistiche, partiti, movimenti e singoli cittadini. Dopo una intensa discussione sulle iniziative e sulle manifestazioni da costruire, è stata proposta una piattaforma di lavoro e di interventi sul territorio.
Alla retenoponte 2005 hanno aderito:
ARCI, CONFEDERAZIONE COBAS, COMITATO SCILLA E CARIDDI, CUB, CSOA CARTELLA, LABORATORIO CONTRO IL PONTE, LEGAMBIENTE SICILIA, LEGAMBIENTE VILLA SAN GIOVANNI, MESSINASOCIALFORUM, MOVIMENTO NONVIOLENTO, PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, FEDERAZIONE DEI VERDI MESSINA, SUD ANTAGONISTA
Impediamo progetti che sono interessi solo di alcuni per liberare la progettualità del bene comune (come la realizzazione del doppio binario in tutte le aree nelle quali la rete ferroviaria è insufficiente e il potenziamento del servizio via mare).
Il modello di chi vuole governare e farsi delegare dalla società di base per proteggere gli interessi delle lobby pontiste, continua a proporre l’operazione ponte sullo stretto anche a copertura di una totale assenza progettuale per il meridione. In questi anni di mobilitazioni e lotte contro il mega-mostro abbiamo ampiamente messo in luce tutti i disastri che l’opera provocherebbe. Lo abbiamo fatto con dovizia di particolari e sostenuti da un coinvolgimento popolare crescente. Dal 1. campeggio di lotta contro il ponte sono passati tre anni sino al Meeting dell’anno scorso. Allora, intuendo che si poteva passare dalla fase della convegnistica all’iniziativa di piazza, investimmo tutte le nostre energie in un progetto che si è, poi, rivelato fondato, tant’è che le dimensioni delle manifestazioni hanno avuto una crescita esponenziale. Da quel primo momento sono cambiate tante cose. Sono nati comitati, reti, movimenti come espressione di una posizione anti-ponte che si andava consolidando. Alcuni settori della stessa classe politica che al livello nazionale si esprimono in favore alla costruzione del ponte, in riva allo stretto si scoprono difensori del territorio. Sintomo che il peso elettorale del "no ponte" è cresciuto? Chissà che anche questo non possa essere utile alla causa!
Noi ci siamo sempre opposti alla prospettiva della devastazione ambientale e sociale che verrebbe causata dalla costruzione del ponte con la stessa determinazione e con lo stesso spirito con cui ci opponiamo alla politica di riduzione dei diritti sociali, all’aggressione alle garanzie del lavoro, allo smantellamento dello stato sociale. La legge Bossi-Fini, i centri di permanenza temporanea (veri e propri lager per i migranti), la legge 30 che aggrava il processo di precarizzazione del lavoro fino a disegnare uno scenario da nuovo caporalato, lo scippo del tfr, le privatizzazioni, la distruzione di scuola, università e sanità pubbliche, la dissennata politica di smaltimento dei rifiuti che dissemina il territorio meridionale di termovalorizzatori, lo scempio del ponte sullo stretto sono aspetti diversi di una politica unica che mescola neoliberismo di quart’ordine e speculazione. Per questo la battaglia contro la costruzione del ponte non può non essere inscritta dentro un percorso di resistenza che sappia contrapporre i diritti delle popolazioni meridionali e dei loro territori alla smania profittattrice delle consorterie politico-affaristico-mafiose. D’altronde le ultime inchieste in ordine di tempo, quella della procura di Roma che ha svelato il tentativo di Cosa nostra e ‘ndrangheta di mettere le mani sull’affare ponte e quella relativa all’operazione "gioco d’azzardo", disegnano un intreccio di interessi che attraversa nel nostro territorio poteri politici, imprenditoriali, giudiziari, criminali e ci danno il quadro dell’ambiente pronto ad accogliere il flusso di miliardi destinati alla mega-opera.
Questa potrebbe essere l’ultima estate prima dell’apertura dei cantieri. E’ importante, quindi, fermarli adesso.
Per questo la RETENOPONTE2005 si fa promotrice di un percorso di iniziative e mobilitazioni che culmineranno con una manifestazione il 23 luglio per le strade di Faro e con il quarto corteo nazionale contro il ponte il 6 agosto per le strade del centro di Messina. La RETENOPONTE2005 invita tutte le realtà locali e nazionali che in questi anni hanno partecipato alla crescita del movimento contro il ponte nell’area dello stretto a contribuire fattivamente alla piena riuscita di questi appuntamenti.


10 giugno 2005 - Ansa

LAVORO: RDB-CUB, LUNEDI' ASSEMBLEA IN UFFICIO ICI MILANO

MILANO - La Rdb-Cub Pubblico Impiego ha annunciato per lunedi' prossimo, dalle 9.30 alle 13, un' assemblea di tutti i lavoratori precari dell'ufficio Ici del Comune di Milano. L'ufficio potrebbe dunque essere chiuso o si potrebbero verificare dei disservizi. Con l'assemblea, la rappresentanza di base intende riportare l'attenzione sul ''problema del precariato e sull'elevato numero di lavoratori a tempo determinato nel pubblico impiego''.

SANITA': EX CCR, INCONTRO ALLA REGIONE SU PERSONALE

BARI - L'assessore regionale al Lavoro e Formazione Professionale, Marco Barbieri, ha incontrato nel pomeriggio di oggi una delegazione di lavoratori ex Ccr con le organizzazioni sindacali Usppi, Rdb e Ugl. Durante l'incontro - e' detto in un comunicato - che segue una serie di riunioni, a Bari e a Roma, con Italia Lavoro, sono state anticipate agli stessi lavoratori le ragioni che hanno sollecitato la riformulazione dell'intero progetto relativo alla costituzione dell'Agenzia Polifunzionale di Servizi per il Lavoro per la ricollocazione dei lavoratori ex Ccr, ''la cui finalita' deve essere la soluzione definitiva del problema creando un lavoro stabile e un reddito dignitoso per tutti i soggetti effettivamente bisognosi''. Il progetto predisposto dalla precedente Giunta regionale, invece, ''destinava solo 3,1 milioni di euro al sostegno del reddito e all'incentivazione all'autoimpiego a fronte di 7,6 milioni di euro di costi previsti. Inoltre erano previsti premi alle agenzie di somministrazione costituendo, di fatto, incentivi alla precarieta' del lavoro''. Nelle linee del nuovo progetto si e' concordato con Italia Lavoro una diversa ripartizione dei costi, che ''aumenti le somme a disposizione per l'incentivazione delle assunzioni a tempo indeterminato, confermi il sostegno all'autoimpiego e alla cooperazione, affidi un ruolo centrale per l'attuazione del progetto ai Centri Territoriali per l'Impiego''. Saranno inoltre verificate tutte le possibilita' di dare collocazione ai lavoratori ex Ccr all'interno dei provvedimenti di sblocco delle assunzioni nel settore pubblico e di accompagnare al pensionamento coloro i quali vi siano prossimi. L'assessore, accogliendo una specifica richiesta degli intervenuti, ''avviera' un tavolo di concertazione con la Provincia di Bari e con i Comuni interessati sui contenuti del nuovo progetto'' e incontrera' nuovamente i sindacati ''al massimo entro la fine del mese di giugno''.


10 giugno 2005 - Il Messaggero

LA RdB DEL PINCIO
«Vogliamo vedere gli atti della nuova società»

Civitavecchia - A scendere in campo contro la costituzione della Spa dei trasporti sono anche le Rappresentanze di Base (RdB) dei dipendenti comunali, che hanno sollecitato al commissario prefettizio Angelo Di Caprio l'invio di copie dell'atto costitutivo della nuova societa, della delega che l'ex sindaco Alessio De Sio avrebbe firmato a favore del dirigente comunale dell'area finanze e del verbale dell'assemblea dei soci che ha nominato alla presidenza l'ex assessore al bilancio Salvatore Renda (An).
Nei giorni scorsi i partiti del centro sinistra e l'Udc avevano chiesto lo scioglimento della società, la cui costituzione è stato l' ultimo atto della giunta di centro destra, addirittura a qualche ora di distanza dallo scioglimento del consiglio comunale.


10 giugno 2005 - Giornale di Sicilia

Vigili del fuoco, venerdì nuova giornata di protesta

Agrigento - (cr) Rotte tutte le trattative, è ormai guerra aperta fra i vigili del fuoco e il Ministero degli Interni. Un conflitto che, venerdì 24 giugno, porterà tutti i pompieri di Agrigento, e dei diversi distaccamenti provinciali, a protestare in un'assemblea interregionale che si terrà a Palermo. Una sorta di fase di preparazione per lo sciopero proclamato a partire dal prossimo primo luglio che sarà caratterizzato dai sit - in davanti la Prefettura. A decidere l'agitazione, nei giorni scorsi, sono state le sigle sindacali Fp-Cgil, Uil-Pa, Rdb-Pi, Csa Aziende e Div Dirstat Vvf che chiedono il ritiro delle bozze di decreto attuativo della legge 252 del 2004, la ripresa delle trattative e l'affermazione di relazioni sindacali corrette. "Vogliamo che riparta il negoziato - ha detto ieri, il segretario provinciale della Uil Nuccio Piazza - e che s'arrivi all'attribuzione di nuove risorse umane, che ci si attivi per il conferimento delle progressioni economiche orizzontali e verticali e per esigere il pieno rispetto delle norme contenute nel contratto collettivo nazionale del lavoro ".


10 giugno 2005 - La Sicilia

un altro pezzo di storia che se ne va
Ad Arese in via di smantellamento la linea di produzione del «6 cilindri»

Sono in corso, all'Alfa Romeo di Arese, le opere preliminari per lo smantellamento della linea di produzione del motore a 6 cilindri che equipaggia i modelli di prestigio del Lingotto dalla Lancia Thesis alle Alfa Romeo 166, Sprint e Gta. Lo annuncia Corrado Delle Donne, rappresentante del sindacato di base Slai Cobas, il quale spiega che «gli operai della ditta appaltatrice stanno rimuovendo gli impianti dai soffitti dei capannoni, per procedere poi con le ruspe e rottamare i macchinari».
«Gli addetti alla demolizione - ha spiegato Delle Donne - sono arrivati nella mattinata e, dopo essere stati bloccati dall'intervento dei cassintegrati di Arese, hanno potuto raggiungere il reparto scortati dai guardiani della fabbrica».
Una situazione che il sindacalista definisce «assurda», poichè, a quanto sembra, sulla linea di produzione del motore a 6 cilindri avrebbe messo gli occhi l'inglese Cosworth, la stessa che produce motori da competizione, con la quale la Fiat siglerebbe, successivamente alla cessione della linea, un accordo per la fornitura dei motori che ha deciso di non produrre più.
«Le trattative con Torino - ha detto Delle Donne - sono in corso, ma la proprietà dell'area non rinuncia allo smantellamento proprio mentre un'azienda è interessata a subentrare alla Fiat offrendo lavoro a 260 persone».
Delle Donne si rivolge poi alla Regione Lombardia, chiedendo l'intervento diretto del presidente Roberto Formigoni «che prima delle elezioni ci ha fatto tante promesse, ma ora non si degna neanche di riceverci». I lavoratori guidati dallo Slai-Cobas sono invece stati ricevuti la scorsa settimana dal prefetto di Milano Bruno Ferrante, a cui gli stessi hanno annunciato la fine della tregua con la ripresa delle iniziative di lotta. La prima della serie è attesa per il prossimo martedì 14 giugno.
Secondo Carlo Pariani della Flmu-Cub, invece, «la Fiat aveva accumulato una scorta di 5 mila motori a 6 cilindri, ma ora i magazzini si stanno esaurendo e sarà necessario riprendere la produzione a ottobre, altrimenti non si potranno produrre più Lancia Thesis, Alfa 166, Sprint e Gta». Pariani, che non ha voluto commentare l'ipotesi di intervento della Cosworth, ha poi annunciato il possibile ritorno in piazza di San Precario, il simbolo dei lavoratori del Biscione.


9 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB Trasporti - Vicenza

VICENZA: La CUB RDB TRASPORTI
PRIMO SINDACATO ALLE FTV

Nelle giornate di Lunedì e Martedì si sono svolte le elezioni RSU alla azienda pubblica di trasporti FTV.
Hanno votato 274 lavoratori su 340.
Allo spoglio delle schede ecco i risultati:
RdB 73 VOTI E 3 ELETTI (57 voti e due seggi tre anni fa)
CGIL 69 VOTI E 3 ELETTI (65 voti e 3 seggi                " )
CISL 59 VORI E 3 ELETTI (72 coti e 4 seggi               " )
U IL 34 VOTI E 2 ELETTI (47 voti e 2 seggi                  " )
FAISA 28 VOTI E 1 ELETTO.(26 voti e 1 seggio           " )
Rispetto alla precedente Rsu la RdB aumenta in voti e in seggi, al contrario perdono CISL , UIL rimangono stabili CGIL E FAISA.
Questi risultati dimostrano che la linea conflittuale del sindacalismo di base (vale la pena di ricordare anche i buoni risultati di AIM e Ferrovia a Vicenza) è sempre più credibile tra i lavoratori.
Le privatizzazioni, i tre giorni di malattia non pagati, i contratti concertativi penalizzano i sindacati che li accettano e li firmano.
Combattere carovita, precarietà, il bisogno di servizi pubblici efficienti sono tra le esigenze sentite dai cittadini e dai lavoratori ed è solo il sindacalismo di base che è coerente in queste battaglie.


9 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB P.I. - Vigili del Fuoco

Le Organizzazioni sindacali RdB-Cub, CGIL, UIL, Div*Dirstat, CSA, incontrano il sottosegretario
Resoconto dell'incontro tenutosi il giorno 8 giugno

Lavoratori,
nella giornata di oggi, su richiesta delle organizzazioni sindacali che si oppongono ai decreti attuativi della legge 252/04, è avvenuto presso il Dipartimento il tanto atteso incontro con il sottosegretario agli interni On. Balocchi. Oggetto della richiesta era quello di avviare in tempi brevi un tavolo contrattuale atto a discutere le modalità di distribuzione dei soldi del FUA, nonché ottenere l’immediata apertura delle procedure concorsuali e l’applicazione di alcuni istituti contrattuali che ormai da anni non riescono a trovare soluzione per la categoria (dotazioni organiche e relative distribuzione sul territorio, Art. 18 ecc.).

Il sottosegretario di Stato, evidentemente disattento sulle motivazioni che hanno spinto le OO.SS. a richiedere l’incontro, ha voluto spiegazioni relativamente alla nota inviata e agli argomenti in essa contenuti facendo chiaramente capire di non saper neanche leggere. Dopo ampia discussone, che avremmo potuto tranquillamente risparmiarci, il sottosegretario Balocchi, ha chiesto almeno due settimane di tempo per verificare la fattibilità di apertura di un tavolo contrattuale e accertare alcune nostre richieste.
Nel merito della discussione, il sottosegretario, oltre ad averci informato del suo passato da sindacalista/capo degli amministratori di condomino e conoscere perfettamente la regolamentazione relativa ad ascensori scale e quanto altro, ci ha ufficialmente informati che il documento completo sui decreti attuativi è stato inoltrato agli organi competenti per seguire l’iter procedurale, in barba allo sciopero e alle iniziative che i lavoratori hanno intrapreso.

Dopo tali affermazioni, che definiamo arroganti nonché vessatorie, la discussione si è animata soprattutto perché a pagare le conseguenze di quanto detto sono direttamente i lavoratori. Infatti, con la consegna dei decreti attuativi e il relativo utilizzo dei soldi dei lavoratori del vecchio contratto, decade tutta l’impalcatura di aprire una contrattazione sui vecchi istituti contrattuali.

La realtà, purtroppo è questa: i lavoratori del corpo nazionale vigili del fuoco non solo devono subire una legge imposta dal governo e da qualche sindacato clientelare che consente all’amministrazione, pur di averla al fianco nei suoi grandi congressi, di sperperare i soldi del contribuente volteggiando in lungo e in largo per i cieli d’Italia, ma si devono anche autofinanziare il transito con i tanto decantati aumenti ed un ordinamento professionale il quale oltre a mortificarli dequalificandoli non trova nessun presupposto legittimo di funzionalità sul territorio.
E’ pertanto necessario che il percorso di lotta tracciato nella riunione unitaria del 7 giugno a Roma trovi nella categoria unità e determinazione al fine di scongiurare la gerarchizzazione del corpo che questi amministratori di condominio con arroganza e sfrontatezza vogliono imporci.

Invitiamo tutti i lavoratori, partendo dal prossimo 15 giugno, a partecipare alla giornata nazionale di mobilitazione contro le esigue somme stanziate per finanziare i contratti di lavoro che saranno esigibili solo nel 2006 e ad attivarsi subito nell’organizzare assemblee nei posti di lavoro per la preparazione delle iniziative del 22 c.m. a Milano – 24 a Palermo e 27 a Napoli, finalizzate a chiudere questa prima fase di mobilitazione con lo
sciopero del 1 luglio 2005
Non facciamoci rubare i nostri soldi
Pretendiamo l’apertura del tavolo contrattuale!

------------oooOOOooo--------

Al servizio di tutti servi di nessuno!
assemblee interregionali con la partecipazione dei coordinamenti Nazionali di settore

VOLANTINO UNITARIO
Mercoledì 22 giugno 2005 MILANO
Venerdì 24 giugno 2005 PALERMO
Lunedì 27 giugno NAPOLI
IL 1° LUGLIO LA CATEGORIA SCIOPERA PER:

· chiedere il ritiro di tutte le bozze di decreto attuativo L. 252/04,
al fine di riprendere la discussione;
· affermare il diritto ad avere relazioni sindacali corrette;
INIZIATIVE A SOSTEGNO DELLA VERTENZA:

· assemblee unitarie interregionali al nord al centro ed al sud;
· assemblee unitarie nei posti di lavoro e volantinaggio;
· presidi territoriali davanti le prefetture;
· incontri con i parlamentari e con le istituzioni territoriali.

SUBITO L’APERTURA DELLA CONTRATTAZIONE:

· per riportare al negoziato tra le parti l’attribuzione delle risorse contenute nel FUA, arbitrariamente sottratte per finanziare la riforma;
· per attivare immediatamente le procedure di conferimento delle progressioni economiche orizzontali e verticali;
· per esigere il pieno rispetto e l’applicazione delle norme contenute nel CCNL 2002-2005 > (art.18 idoneita’ al servizio – concorsi A1/A2, ATA B3/C1);
· per discutere di dotazioni organiche e della relativa spalmatura delle stesse sul territorio, anche in considerazione della riclassificazione dei Comandi.
TUTTI UNITI,
PER VINCERE UNA GRANDE BATTAGLIA

DI CIVILTA’ E DEMOCRAZIA!

Dal sito RdB-Cub www.rdb115.org puoi scaricare il volantino allegato


9 giugno 2005 - Ansa

TRASPORTI: CIVITAVECCHIA; RdB, NO A SOCIETA' MUNICIPALIZZATA

CIVITAVECCHIA (ROMA) - Ancora polemiche a Civitavecchia sulla costituzione della societa' municipalizzata dei trasporti urbani. A scendere in campo sono ora le Rappresentanze di Base (RdB) dei dipendenti comunali, che hanno sollecitato al commissario prefettizio Angelo Di Caprio l'invio di copie dell'atto costitutivo della nuova societa, della delega che l'ex Sindaco Alessio De Sio avrebbe dovuto firmare a favore del dirigente comunale dell'area finanze e del verbale dell'assemblea dei soci che ha nominato alla presidenza l'ex assessore al bilancio Salvatore Renda (An). Nei giorni scorsi i partiti del centro sinistra e l' Udc avevano chiesto lo scioglimento della societa', la cui costituzione e' stato l' ultimo atto della giunta di centro destra. I dubbi riguardano la regolarita' delle procedure ed i tempi in cui sono stati formalizzati gli atti. Contro i metodi seguiti si sono espressi anche l'ex assessore ai trasporti Anita Cecchi e l'ex vice sindaco Ernesto Tedesco (entrambi di An), che si e' anche autosospeso dalla presidenza del Circolo Borsellino.

FIAT: ALFA ARESE; INIZIATO SMANTELLAMENTO LINEA MOTORI
LAVORATORI ANNUNCIANO NUOVI BLOCCHI E MANIFESTAZIONI

MILANO - Sono in corso, presso l'Alfa Romeo di Arese, le opere preliminari per lo smantellamento della linea di produzione del motore a 6 cilindri che equipaggia i modelli di prestigio del Lingotto dalla Lancia Thesis alle Alfa Romeo 166, Sprint e Gta. Lo annuncia Corrado Delle Donne, rappresentante del sindacato di base Slai Cobas, il quale spiega che ''gli operai della ditta appaltatrice stanno rimuovendo gli impianti dai soffitti dei capannoni, per procedere poi con le ruspe e rottamare i macchinari''. ''Gli addetti alla demolizione - ha spiegato Delle Donne - sono arrivati nella mattinata e, dopo essere stati bloccati dall'intervento dei cassintegrati di Arese, hanno potuto raggiungere il reparto scortati dai guardiani della fabbrica''. Una situazione che il sindacalista definisce ''assurda'', poiche', a quanto sembra, sulla linea di produzione del motore a 6 cilindri avrebbe messo gli occhi l'inglese Cosworth, la stessa che produce motori da competizione, con la quale la Fiat siglerebbe, successivamente alla cessione della linea, un accordo per la fornitura dei motori che ha deciso di non produrre piu' in prima persona. ''Le trattative con Torino - ha detto Delle Donne - sono in corso, ma la proprieta' dell'area non rinuncia allo smantellamento proprio mentre un'azienda e' interessata a subentrare alla Fiat offrendo lavoro a 260 persone''. Delle Donne si rivolge poi alla Regione Lombardia, chiedendo l'intervento diretto del presidente Roberto Formigoni ''che prima delle elezioni ci ha fatto tante promesse, ma ora non si degna neanche di riceverci''. I lavoratori guidati dallo Slai-Cobas sono invece stati ricevuti la scorsa settimana dal Prefetto di Milano Bruno Ferrante, a cui gli stessi hanno annunciato la fine della tregua con la ripresa delle iniziative di lotta. La prima della serie e' attesa per il prossimo martedi' 14 giugno. Secondo Carlo Pariani della Flmu-Cub, invece, ''la Fiat aveva accumulato una scorta di 5 mila motori a 6 cilindri, ma ora i magazzini si stanno esaurendo e sara' necessario riprendere la produzione a ottobre, altrimenti non si potranno produrre piu' Lancia Thesis, Alfa 166, Sprint e Gta''. Pariani, che non ha voluto commentare l'ipotesi di intervento della Cosworth, ha poi annunciato il possibile ritorno in piazza di San Precario, il simbolo dei lavoratori del Biscione, che per l'occasione potrebbe mostrare a tutti, attrezzi alla mano, come si produce un motore, in una sorta di officina improvvisata nel corso di un'iniziativa prevista per giovedi' 16 giugno.


8 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB P.I. - Provincia di Genova

Contratti P.I.
Referendum sull'intesa del 27 maggio

Oggi è iniziata sul luogo di lavoro la consultazione referendaria sul famigerato Accordo sindacale del CCNL del 27/05/05 che riguarda i dipendenti pubblici.
L’iniziativa lanciata a livello nazionale dal sindacato RdB/CUB è stata accolta dai lavoratori dell’Amministrazione provinciale di Genova con molta soddisfazione.
La possibilità di poter esprimere un proprio parere sull’Accordo, aldilà delle diverse appartenenze sindacali, ha segnalato un riconoscimento indiscutibile, cioè quello di rappresentare, come sindacato, l’unico paladino della democrazia sul posto di lavoro.
In questa prima giornata elettorale, la partecipazione al voto è stata alta, malgrado le numerose assenze per ferie.
Le operazioni di voto si prolungheranno per alcuni giorni, per dare la possibilità a tutti i lavoratori, e soprattutto a quelli dislocati nelle varie sedi distaccate, di partecipare alla consultazione referendaria.
Prossimamente, pubblicheremo un aggiornamento sui primi dati di affluenza alle urne.


8 giugno 2005 - Comunicato CUB Lazio

Come ti "LIQUIDO"...la liquidazione

Il Governo entro il mese di settembre varerà il decreto attuativo che sancirà la fine della liquidazione per ogni lavoratore e la sua trasformazione in fondi pensione attraverso il cosiddetto silenzio-assenso. Di fatto il TFR per i lavoratori del privato e il TFS per quelli del pubblico saranno regalati al mercato, con la benedizione dei sindacati concertativi CGIL-CISL e UIL.

* PER DIFENDERE CIO’ CHE CI APPARTIENE
* PER AVERE UN QUADRO CHIARO SU TFR/TFS
* PER CONFRONTARCI SULLA DIFESA DEL SISTEMA PREVIDENZIALE

INCONTRO DI FORM-AZIONE
Relatore CLAUDIO ARGENTIN
MARTEDI’ 14 GIUGNO ore 15.30
Presso la sede regionale CUB - Via dell’Aeroporto 129 Roma
Fermata Metro A Numidio Quadrato
Obiettivo dell’incontro è anche quello di fornire elementi di conoscenza per poter svolgere assemblee sul luogo di lavoro.


8 giugno 2005 - Comunicato CUB Trasporti - Genova

Contro il licenziamento dei ferrovieri

Si è tenuta stamattina alle 11.00 la prevista manifestazione organizzata dalla CUB Trasporti, dal Sult, dall’ACU e dall’ORSA-Settore Macchina di Genova, con l’adesione di RSU, Associazioni di categoria e di consumatori, contro il licenziamento operato dalle F.S. dei 4 ferrovieri a seguito della trasmissione televisiva Report.
Il breve corteo ed il presidio, hanno visto la presenza di ferrovieri e non solo provenienti dalla Liguria e dalle regioni limitrofe.
Il tentativo di far passare sotto silenzio l’ennesima operazione contro i ferrovieri e di zittire le critiche sulle scelte politiche riguardo il trasporto pubblico in Italia, attuato dopo la sentenza, non è così riuscito.
Una delegazione di partecipanti è stata ricevuta dal Direttore del Trasporto Regionale della Liguria, Dott. Braccialarghe al quale è stata riconfermata la volontà dei ferrovieri di non cedere sulla richiesta di riassunzione dei 4 colleghi licenziati.
Non solo perché non esistono motivi formali per il licenziamento ma anche e soprattutto perché viene da noi difeso il diritto di tutti i cittadini a manifestare le proprie opinioni. Su un argomento, la sicurezza del trasporto ferroviario, che ha visto purtroppo verificarsi una lunga serie di tragedie confermative di quanto denunciato.
E’ stato sottolineato come la scelta di colpire in maniera così dura i 4 ferrovieri sia stata sproporzionata e comunque ha avuto, nei confronti della pubblica opinione e dei ferrovieri un impatto sicuramente negativo per le stesse F.S.
Continuare con queste scelte industriali, è stato ribadito, è certamente contro la sicurezza del trasporto ferroviario, dei lavoratori e dei viaggiatori.
Il Dott. Braccialarghe si è fatto carico di riportare ai vertici F.S. le motivazioni della manifestazione dichiarando che ogni eventuale modifica delle decisioni prese a suo tempo riguardo i licenziati, deve essere presa ai massimi vertici del Gruppo F.S.
Le Organizzazioni ed i lavoratori presenti hanno riconfermato che continueranno la loro lotta fino alla riassunzione dei 4 colleghi.

CUB Trasporti, Sult, Associazione Consumatori Utenti, Orsa Liguria- Settore Macchina
Adesioni: Federazione delle Rappresentanze di Base della Liguria, Comitato di solidarietà con i ferrovieri licenziati, Flaica-CUB, RSU Ageco Genova, Orsa Ferrovie Liguria, Assoutenti, Flmu-CUB, CUB Scuola, Stefano Lenzi (Responsabile Rapporti Istituzionali WWF Italia), Rete Ferrovieri in Lotta, Mauro Solari (Assessore Provincia di Genova all’Innovazione ed alla Sicurezza dei luoghi di lavoro).


8 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB P.I. - Comune di Firenze

NON SOLO SINDACATO:
Referendum del 12 e 13 Giugno 2005
perché è importante andare a votare

Fra quattro giorni saremo tutti chiamati alle urne per esprimere con un Si o un No il nostro parere su una brutta legge la 40 del 19.2.2004 sulla cosiddetta procreazione assistita, una legge approvata da un coacervo di forze politiche, che mirano unicamente a limitare, in nome di una loro "morale", l’estensione e la difesa dei diritti civili e della esigibilità degli stessi da parte dei singoli cittadini. Insomma si cerca ancora una volta di rimettere in discussione la laicità dello stato.
Noi crediamo, per la concezione "laica" che abbiamo, che l’estensione dei diritti civili sia la linfa di ogni democrazia che si rispetti, starà poi al singolo cittadino sulla base delle proprie convinzioni religiose, filosofiche o morali farne o non farne uso.
Quindi dare indicazione per il SI al referendum di domenica e lunedì prossimi non significa necessariamente essere favorevoli o non avere scrupoli in materia di procreazione assistita, chi vota Si non lo fa perché non ha dubbi, i dubbi ci sono e sono al di là dell’appartenenza religiosa o meno, le materie che interessano l’ etica e la morale sono sempre delicate e fragili. Ma pensate per un attimo cosa potrebbe accadere se vincesse il NO oppure l’astensione sulla quale marciano tanti saltimbanchi di destra e di centrosinistra.
Chi è più giovane non ha ricordo degli anni in cui le donne erano costrette a partire con l’aereo e i risparmi di una vita per andare a fare le interruzioni di gravidanza a Londra, un iter dispendioso, infame, pieno di rimorsi ed in condizioni psicologiche aberranti, mentre qui in Italia prosperavano le "mammane" ed "i cucchiai d’oro".
Così se vincerà il NO, assisteremo a nuove processioni verso paesi con una legislazione più laica in materia come la Svizzera o la Spagna a colpi di 5.000 Euro a tentativo.
Ancora una volta chi è ricco ( e magari anche eticamente contrario al Referendum) potrà permettersi tutto: cure con terapie qui vietate, fecondazione assistita ecc. mentre saranno ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori a subire sulla loro pelle le conseguenze di questa ulteriore involuzione in senso integralista.
Riteniamo infine che la tutela della vita e della salute dei cittadini non possano diventare oggetto di imposizioni di un qual si voglia credo religioso, ma che rappresentino diritti fondamentali di tutti gli esseri umani e che pertanto debbano essere garantiti per l’intera vita e non limitati al momento della fecondazione. Garantire il diritto alla vita, vuol dire garantire una società senza guerre, un lavoro stabile con un salario decente, un tetto, un’assistenza sanitaria adeguata, una vecchia tranquilla, insomma una società più solidale.


8 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB P.I. - Vigili del Fuoco

VIGILI del FUOCO: contro le politiche del Ministro Pisanu

Giorno 7 giugno c.a. si è svolta la riunione congiunta delle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative nel salone dell’Hotel-Massimo D’Azeglio - alla presenza di tutti i quadri e dirigenti sindacali regionali e provinciali.
I delegati hanno ribadito l’inadeguatezza delle bozze dei decreti delegati ai sensi della legge 252/04, - di pubblicizzazione del rapporto di lavoro del personale VV.F. - che non corrispondono assolutamente alle esigenze del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e, peggio ancora, riducono gli spazi contrattuali e gli attuali diritti e tutele dei lavoratori di tutti i settori.
L’Assemblea ha reputa ancor più intollerabile la volontà - manifestata dal vertice politico del Ministero dell’Interno rappresentato dal Sottosegretario Balocchi - di dichiarare chiuso il confronto tra le parti, pur in presenza di un fronte contrario che rappresenta la maggioranza del personale e delle sue OO.SS.
§L’Assemblea ritiene inaccettabile, che per dare un minimo di dignità, sul piano retributivo, all’insufficiente stanziamento della riforma, si vogliano utilizzare le risorse già destinate al personale dai passati contratti, mentre è stata ribadita la necessità di realizzare un modello di riforma più aderente alle necessità reali del servizio di soccorso e del CNVVF nel suo complesso.
A sostegno della vertenza, l’assemblea oltre allo sciopero già fissato per 1° luglio 2005; a fronte del perdurante atteggiamento contrario portato avanti dall’Amministrazione e dal vertice del Ministero dell’Interno, ha proposto il seguente percorso di iniziative:
Svolgimento di 3 assemblee interregionali da tenersi:
Milano, Napoli, Palermo, nel corrente mese nonché specifiche iniziative da tenersi presso le principali sedi metropolitane, nelle quali, i Quadri e Dirigenti sindacali territoriali saranno impegnati a dare la massima visibilità alla Categoria, nei confronti delle Autorità politiche locali, degli Organi di Informazione e della cittadinanza tutta.
L’Assemblea ha conferito mandato per una iniziativa nazionale da svolgersi a Roma, presso le competenti Sedi Istituzionali e Parlamentari, qualora, nonostante l’opposizione della maggioranza sindacale, dovesse proseguire l’iter procedurale dei decreti.


8 giugno 2005 - Ansa

FERROVIE: CORTEO CONTRO LICENZIAMENTO 4 LAVORATORI A GENOVA
CHIESTA RIASSUNZIONE COLLEGHI

GENOVA - Un corteo e un presidio di ferrovieri, provenienti da tutta la Liguria, si sono tenuti questa mattina contro il licenziamento da parte delle Ferrovie di quattro dipendenti per la trasmissione televisiva Report. Hanno partecipato alla protesta i rappresentanti di sindacati e di varie organizzazioni, tra cui Cub Trasporti, Sult, Acu e Orsa-Settore Macchina di Genova. L' episodio incriminato, in cui rimase coinvolto anche il capotreno Vito Belfiore, uno dei ferrovieri licenziati, avvenne il 10 luglio del 2003 sul treno regionale Sestri Levante-Ventimiglia dove furono girate riprese televisive che denunciavano la mancanza di sicurezza sui treni. ''Il tentativo di far passare sotto silenzio l' ennesima operazione contro i ferrovieri - hanno spiegato gli organizzatori - e di zittire le critiche sulle scelte politiche riguardo il trasporto pubblico in Italia, attuato dopo la sentenza, non e' riuscito''. I lavoratori e le organizzazioni hanno inoltre ribadito che continueranno la loro lotta fino alla riassunzione dei quattro colleghi. Una delegazione di ferrovieri e' stata poi ricevuta dal direttore del trasporto regionale della Liguria il quale, dopo aver sentito le ragioni della protesta, ha assicurato di riferirle ai vertici delle Ferrovie.

VIGILI FUOCO: SCIOPERO 1 LUGLIO E ASSEMBLEE CONTRO RIFORMA
SINDACATI, INACCETTABILE CHIUSURA CONFRONTO DA PARTE MINISTERO

ROMA - Uno sciopero il 1 luglio e una serie di assemblee in diverse citta' italiane per ribadire il no alla riforma che prevede l'inserimento del corpo nazionale dei vigili del fuoco nel comparto sicurezza. E' quanto deciso dalla riunione di diverse sigle sindacali dei pompieri - Cgil, Uil e Rdb - che si e' tenuta oggi a Roma. ''La bozza dei decreti di publicizzazione del rapporto di lavoro del personale dei vigili del fuoco e' inadeguata - affermano i sindacati - e non corrisponde assolutamente alle esigenze del corpo, riducendo gli spazi contrattuali e gli attuali diritti e tutele dei lavoratori''. Cgil, Uil e Rdb, inoltre, definiscono ''ancor piu' intollerabile la volonta''' del ministero dell'Interno ''di dichiarare chiuso il confronto tra le parti''. E' ''inaccettabile - aggiungono - che per dare un minimo di dignita', sul piano retributivo, all'insufficiente stanziamento della riforma, si vogliano utilizzare le risorse gia' destinate al personale dai passati contratti, mentre e' necessario un modello di riforma piu' aderente alle necessita' reali del servizio di soccorso e del contratto dei vigili nel suo complesso''. Lo sciopero si terra', dunque, il 1 luglio, a cui si accompagneranno tre assemblee interregionali che si terranno a Milano, Napoli e Palermo. Vi saranno inoltre specifiche iniziative nelle varie citta' per dare ''la massima visibilita' alla categoria'' e si e' deciso di organizzare una manifestazione a Roma ''qualora, nonostante l'opposizione della maggioranza sindacale, dovesse proseguire l'iter procedurale dei decreti''.


8 giugno 2005 - Il Messaggero

POMEZIA
«Ridateci i soldi dei premi»
Il Municipio chiede indietro ai dipendenti 250mila euro
di MOIRA DI MARIO

Il Comune di Pomezia chiede ai propri dipendenti la restituzione di soldi percepiti nel '96 e nel '99. Si tratta di denaro relativo ai premi di produttività che secondo la Corte dei Conti e il Ministero delle Finanze non doveva essere erogato. La magistratura contabile e il dicastero economico hanno ordinato al Comune di tornare in possesso di circa 250 mila euro e l'ente locale è intenzionato a chiedere la somma ai propri lavoratori. Stanno infatti arrivando le lettere con cui l'amministrazione municipale informa ciascun impiegato della cifra da restituire, comprensiva degli interessi maturati.
E ieri mattina i dipendenti si sono riuniti in assemblea non solo in segno di protesta contro la decisione dell'ente, ma soprattutto per decidere eventuali strategie da adottare. I lavoratori temono, infatti, che il Comune scelga di trattenere il danaro dai singoli stipendi. Per questo hanno annunciato il ricorso al Tribunale del lavoro attraverso i legali delle diverse sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil e
Rdb. «Perché - chiedevano polemicamente ieri i lavoratori - i soldi dovremmo restituirli noi, quando i progetti di produttività sono stati firmati dai dirigenti? L'amministrazione dovrebbe farseli ridare da loro. Ci sono anche dipendenti che ormai sono andati in pensione e non é giusto che debbano pagare per errori altrui».
Puntuale la replica dell'Avvocatura comunale. «Sia la Corte dei Conti che il ministero delle Finanze - spiega Donato D'Angelo, dell'Ufficio legale del Municipio - hanno chiaramente sottolineato che i premi di produttività vanno erogati sulla base di progetti specifici e non indiscriminatamente, come accadde nel '96 e nel '99». «Inoltre - prosegue D'Angelo - sei anni fa, come risulta dai verbali, gli allora dirigenti accolsero le richieste della rappresentanza sindacale unitaria di distribuire a tutti i lavoratori il denaro dei premi di produttività. Dunque a fronte di accordo che i lavoratori conoscevano l'amministrazione ha ritenuto più equo chiedere la restituzione di quelle somme a tutti coloro che ne beneficiarono. Infine ci sono sentenze della Corte dei Conti che hanno stabilito come l'ente possa rivalersi sui propri lavoratori anche se questi sono in buona fede. Se il Tribunale del lavoro deciderà a favore dei dipendenti, l'amministrazione lo farà presente alla Corte dei Conti e al Micastero».

Sciopero, giudice di pace senza cancellieri

Roma - Proteste e scioperi negli uffici del giudice di pace. E’ cominciata la settimana di mobilitazione, dal 6 al 10 giugno, indetta da Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Pi.
La manifestazione va in scena nelle sezioni civili di via Teulada, dalle 10,30 alle 12, e in quelle penali di via Gregorio VII, dalle 12 alle 13,30. Assemblee del personale e presidi sindacali per denunciare «le gravi condizioni di lavoro dei 110 dipendenti». E al penale le udienze vengono sospese.
Al centro della vertenza l’enorme carico di lavoro, dovuto alle nuove competenze dell'ufficio giudiziario, come opposizioni alle sanzioni amministrative, procedimenti penali, convalide dei provvedimenti di espulsione degli stranieri, a fronte di un organico immutato. Poi i locali «pericolosi e inadeguati che mettono a rischio la salute e l’incolumità dei dipendenti».
E mentre il penalista Gianluca Arrighi si fa portavoce del malessere degli avvocati «costretti a subire le disfunzioni», la Cgil aggiunge: «L'ufficio del giudice di pace di Roma è l'esempio emblematico del progressivo sgretolamento del settore giustizia e del più complessivo smantellamento del servizio pubblico».(Val. Err.)


8 giugno 2005 - Giornale di Vicenza

L’ironia dell’assessore e il sindacalista arrabbiato
«Topi e talpe»

Vicenza - Le invio questa "lettera aperta" in merito alla "coda" dell’intervista rilasciata dall’assessore al Personale, pubblicata sul Giornale di Vicenza il 21 maggio.
"Siamo contenti di apprendere dalle rassicuranti parole, rilasciate dall’assessore Dalla Negra, che nel suo assessorato topi non ce ne sono. Meno male! Purtroppo il sospiro di sollievo ha breve durata in quanto il problema non pare risolto: nell’intervista, infatti, l’assessore dichiara che il suo ufficio risulterebbe essere pieno di talpe (e le cimici? Ha l’assessore provato a richiedere un esperto per verificare l’esistenza o meno di tali animaletti?). E sembra che le talpe siano in carne ed ossa: i dipendenti.
Che la denuncia delle moltissime illegittimità da noi denunciate nel corso della Gestione al Personale dell’ultimo biennio a firma di Carla Marcolin - attuale dirigente - siano per l’assessore da imputare a delle ipotetiche "talpe" suona come l’involontaria e maldestra conferma che quanto fino ad ora denunciato sia vero.
Riteniamo grave che l’assessore si lamenti di essere circondato da "talpe" anziché preoccuparsi di contribuire affinché correttezza e trasparenza negli atti pubblici siano agiti e riconosciuti da tutti. La storia ci insegna che i vari despoti, invece di vergognarsi, usano la cultura del sospetto per nascondere le proprie malefatte. E qui l’assessore pare avere la coda di paglia.
Le assunzioni a tempo determinato "illegittime" effettuate (con metodi che potrebbero rasentare il clientelismo) da una dirigente del cui lavoro sembra ormai aver fiducia solo l’assessore al personale con sindaco e consorte non sono una colpa da attribuire ai lavoratori del settore al personale!
Il suo gridare al nemico interno e supporre che ci siano tante "talpe" nel suo assessorato riteniamo sia stato l’ennesimo attacco, offensivo, nei confronti del personale.
Allora tra cimici, topi e talpe (tutti animali evocati durante questi anni di amministrazione targata Hüllweck) bisogna ricordare che l’alto gradimento dei servizi pubblici comunali è il risultato del lavoro dei dipendenti comunali, pagati nella stragrande maggioranza con un salario "da fame", che svolgono quotidianamente e correttamente il loro mestiere.
Germano Raniero - Segretario RdB CUB

A noi la replica dell’assessore Dalla Negra sembrava esclusivamente dettata dall’ironia. Se Raniero la pensa diversamente è un brutto segnale. Vuol dire che il clima in certi uffici è decisamente pesante.


7 giugno 2005 - Adnkronos

LAVORO: BARI, LE RICHIESTE DEI DIPENDENTI EX CCR CHE PROTESTANO DAVANTI A REGIONE

Bari - Costituzione immediata dell'agenzia sociale per la ricollocazione, prepensionamenti per circa 300 lavoratori, un bonus di 20 mila euro di incentivi, pagamento degli arretrati di stipendio di 2 o 3 mila euro che circa 2000 dipendenti vantano dall'azienda, una ispezione regionale sull'attivita' di formazione: sono le richieste avanzate dall'Usspi, il sindacato autonomio che rappresenta molti dei 1370 lavoratori delle ex Case di cura Riunite di Bari, che oggi manifestano davanti alla sede del Consiglio regionale della Puglia in occasione della seduta di insediamento dopo le elezioni del 3 e 4 aprile. Insieme a loro anche le Rappresentanze di Base che denunciano la situazione di circa 270 dipendenti delle Ccr del nord barese. Questi ultimi, appartenenti alla sede Inps di Andria, a causa ''di un grave e imperdonabile errore commesso dal commissario delle Case di Cura Riunite - scrivono in un volantino - non stanno riscuotendo le indennita' arretrate della mobilita''', come gli altri 1100 colleghi. ''Una svista madornale, una doccia fredda - affermano le Rdb - per queste 270 famiglie che speravano che il loro calvario fosse giunto al capolinea'' e invece ''sono ripiombate nel dramma, perche' l'unico sostegno economico e' l'indennita' di mobilita' che non percepiscono da dicembre 2004.
Ora occorrera' riformulare un nuovo decreto integrativo per le 270 unita' mancanti e questo assurdo imprevisto portera' a lunghi tempi di attesa. Chiediamo al commissario De Feo quali iniziative intende intraprendere per riparare all'errore d alui causato, per dare risposte immediate e risolutive di fronte a questa drammatica situazione. Inoltre - concludono - chiediamo a tutte le istituzioni di qualsiasi livello e a tutte le forze politiche, di intervenire su questa grave vicenda, affinche' la soluzione avvenga in tempi brevi''.


7 giugno 2005 - Il Normanno

ASSEMBLEA DEI LAVORATORI DI CUB TRASPORTI

Messina - Per l'Assemblea dei lavoratori del comparto Trasporti, indetta per sabato presso la sede della C.U.B. di viale S. Martino 261, il Sindacato organizza un incontro-dibattito.
La neonata CUB TRASPORTI propone un momento di incontro-dibattito, da tenersi in due tempi successivi della medesima giornata nella nuova Sede della CUB, al fine di illustrare ai lavoratori le ragioni che la spingono a scendere al loro fianco in un momento così delicato e denso di incognite che sta attraversando il Paese.
Secondo il Sindacato parte, infatti, da qui la necessità del sindacalismo di base che decide di organizzarsi per tentare di dare risposte chiare e realistiche alle domande ed ai bisogni negati di migliaia e migliaia di lavoratori del comparto trasporti.
Questo, per CUB TRASPORT, è il nocciolo della questione: tornare a fare sindacato stando in mezzo ai lavoratori per costruire con loro una società più giusta e più umana, dove riacquisti dignità insostituibile il lavoro ed il lavoratore.
"Per questo progetto ambizioso che ci anima - si legge in un comunicato diffuso dal Sindacato - e che abbiamo maturato in lunghi anni di battaglie e di ascolto di voci provenienti dalla base è assolutamente necessario che ognuno di noi torni ad essere protagonista non facendo mancare all’intero movimento il necessario incoraggiamento e la indispensabile solidarietà".
Per l’occasione saranno presenti il Coordinatore Nazionale della C.U.B. TRASPORTI
, Maurizio Barsella, ed il Coordinatore Regionale Pippo Guerrieri.
La giornata sarà così articolata:
- mattinata dalle 10,30 alle 13,30 incontro- dibattito con tutte le realtà del trasporto presenti sul territorio siciliano, messinese in particolare;
- pomeriggio dalle ore 15,30 alle 18,30 incontro più settoriale coi ferrovieri e con tutti i lavoratori in qualche modo collegati.


7 giugno 2005 - Il Gazzettino

ADL COBAS
Domani sciopero e conferenza

Padova - L'Adl federata RdB Cub ha indetto domani un primo sciopero dei dipendenti della sede di Padova dell'H Venti (gruppo Euronics) con una conferenza stampa alle 12 per informare l'opinione pubblica che da settembre tutti i 29 dipendenti della sede di via del Progresso, se vorranno mantenere il posto di lavoro, dovranno lavorare alla Pbf & Partners di Bologna.


7 giugno 2005 - Il Messaggero

Assemblea aperta su Tfr e fondi pensione

Civitavecchia - Alle 17,30 l'aula consiliare Pucci ospita un'assemblea pubblica indetta dalla Federazione RDB-CUB e dalla Confederazione Cobas per la costituzione di un comitato unitario per organizzare la campagna di rifiuto del versamento dei TFR-TFS nei fondi pensione previsto dalla Legge Finanziaria. Interverranno Domenico Provenzano, del Coordinamento Nazionale RDB-CUB, Luciano Vasapollo, Direttore del CESTES-PROTEO (Centro Studi Trasformazioni Economico- Sociali)e Valerio Miliucci dell'Esecutivo nazionale Confederazione COBAS. Sono invitati a partecipare i lavoratori, i pensionati ed i precari del comprensorio.


7 giugno 2005 - Gazzetta del Mezzogiorno

I dipendenti degli uffici giudiziari hanno dichiarato lo stato d'agitazione e si dicono pronti a un nuovo sit-in
Parcheggi, è rivolta in Tribunale
Avanzata ai dirigenti la richiesta di una convenzione con il Comune Nel «mirino» l'area adiacente alla vecchia sede della polizia municipale

Lecce - Sono pronti anche ad un sit-in di protesta pur di risolvere il nodo dei parcheggi. I dipendenti del Palazzo di giustizia, intanto, hanno dichiarato lo stato di agitazione e premono per una soluzione del problema. Ieri, nel corso dell'assemblea delle Rappresentanze sindacali unitarie ne hanno individuate due. Ed ora chiedono ai capi degli Uffici di attivarsi nei confronti dell'amministrazione comunale. Prima soluzione: destinare, con un'apposita convenzione, agli impiegati degli uffici giudiziari l'area adiacente all'ex Ufficio di polizia municipale, situato in viale De Pietro. Seconda soluzione: ottenere dal Comune la concessione di una tariffa agevolata di dieci euro mensili nella zona del comparto denominato «Z7», che poi è quello che si trova alle spalle del Tribunale, tra via Calabria e palazzo Parlangeli. Attualmente l'abbonamento mensile, in quella stessa zona, costa circa 40 euro. La cifra proposta dai dipendenti è ritenuta più congrua «per coprire non l'intero arco della giornata ma le sole cinque ore lavorative (dalle 9 alle 14, per un numero di cinque giorni la settimana). All'assemblea erano presenti Franco Tamburretto, Luigi Bisanti e Ada Caracciolo per la Corte d'Appello e l'Ufficio di Sorveglianza; Gaetano Leone, Franco Monaco e Giuseppe De Nisi per la Procura generale; Amleto Abbate, Enza Contuzzi, Nadia Mariano, Oronzina De Giorgi e Paolo Bongiorno per la Procura della Repubblica. Erano presenti, in rappresentanza delle segreterie territoriali, Pietro Pezzuto (segretario provinciale Unsa Sag), Luigi Tommasi (segretario provinciale Cisl), Carmelo Laici (segretario provinciale RdB) e Luciano Tondo (delegato della Uilpa). Tutti d'accordo a chiedere al presidente della Corte d'Appello, al Procuratore generale, al Presidente del Tribunale, al Procuratore della Repubblica e al presidente del Tribunale di Sorveglianza un impegno per intervenire nei confronti dell'amministrazione comunale e rappresentare il disagio dei dipendenti che, a causa della carenza di parcheggi all'interno del Palazzo di giustizia, devono fare i conti con abbonamenti ritenuti esosi. In attesa di una decisione il personale è in agitazione, ma non si escludono altre iniziative di protesta, una nuova assemblea o un sit-in.

Parte una denuncia
«Casa-alloggio ormai chiusa In vista un altro trasferimento»

Lecce - La «casa alloggio» per persone con problemi psichici potrebbe realmente non tornare mai più a Nardò. Intanto, però, la Ausl starebbe pagando regolarmente l'affitto dello stabile di via Immacolatella, abbandonato da un anno dopo lo spostamento degli ospiti a Galatone. Torna a lanciare l'allarme «casa-famiglia» il vicepresidente consiliare Gino Prete dopo che, circa un anno fa, ebbe a denunciare il trasferimento dei pazienti nella casa di riposo presso i «Cappuccini», nella cittadina galatea. Già allora Prete denunciò i rischi che si correvano nel trattare gli ospiti come oggetti «da spostare» per ottimizzare i costi. Ora ha notizia che tornerebbero a fare i «pacchi» ed essere nuovamente trasferiti a Strudà, Squinzano o Lecce. A Prete fa eco Maurizio Maccagnano, della RdB/Cub pubblico impiego: «Un anno fa - dice - con un'operazione politica discutibile, fu chiusa dalla Direzione generale della Ausl Lecce 1 la "Casa alloggio" con il trasferimento dei pazienti e del personale a Galatone. Oggi, dopo che il 16 maggio la commissione medica ha preso visione della struttura, sarebbe stato deciso un nuovo trasferimento in varie destinazioni». La domanda di Maccagnano, allora, è d'obbligo: «Per quale motivo si stanno prendendo decisioni così importanti per il futuro della sanità locale? Chi ha partecipato in qualità di organizzazione sindacale alla trattativa per determinazioni che hanno implicazioni con il futuro dei posti di lavoro e della vita dei degenti?». Maccagnano rivolge domande allarmate al direttore facente funzioni, Valente, e ai responsabili del dipartimento di salute mentale: «Vogliamo sapere se è vero che l'Azienda paga ancora l'affitto della struttura che ci risulta di circa 4mila euro. Se così fosse si starebbero pagando per un servizio inesistente: dopo il danno della chiusura, la beffa». (b.v.)


7 giugno 2005 - Brescia Oggi

Raccolta di firme contro la vendita degli immobili a uso strumentale. Il sindacato accusa: «Danno via ciò che non è loro»
«Il Governo svende la sede dell’Inps»
Ceduta a 27 milioni, canone annuo di due: in 13 anni l’affitto si mangia il guadagno
di Thomas Bendinelli

Vendesi, svendesi, affittasi. Erano i cartelli attaccati ieri mattina sulle mura dell’ufficio centrale dell’ Inps di Via Benedetto Croce 32. Il motivo è la decisione contenuta nell’ultima finanziaria del governo che ha messo in vendita gli immobili ad uso strumentale (cioè stabili che vengono utilizzati per le normali funzioni di ufficio) dell’Inps, dell’Inail e Inpdap ad un fondo costituito per l’occasione, il Fip, che poi dà in affitto agli stessi enti gli stabili che fino al 31 dicembre 2004 erano di loro proprietà.
Qualcosa non quadra, ed è per questo che ieri mattina le segreterie di Cgil - Cisl – Uil, con la Rsu Inps (nella quale, oltre alle tre organizzazioni sindacali, ci sono anche la Cisal e le
Rdb-rappresentanze di base), hanno promosso un presidio per annunciare l’avvio di una campagna di raccolta firme e di mobilitazione per cercare di bloccare quello che è stato definito un colpo di mano del governo che risponde solo a logiche di «finanza creativa».
«In pratica - ha affermato l’esponente della segreteria Cisl Lorenzo Torri - il governo, per fare cassa, ha messo in vendita una serie di immobili non suoi, ma di proprietà degli enti previdenziali e assicurativi, pagati con i contributi dei lavoratori e delle organizzazioni datoriali».
Gli immobili vengono ceduti al Fondo comune di investimento immobiliare (il Fip, un consorzio di banche di grosso calibro tra cui Banca Imi Spa, Barclays Capital, Lehman Brothers International e The Royal Bank of Scotland Plc), il quale poi riaffitta all’ente l’immobile ceduto.
Il 22 giugno, è stato annunciato, ci sarà anche la prima udienza al Tar del Lazio, al quale è stato chiesto un giudizio sull’illegittimità, l’incostituzionalità e il danno economico derivante dal provvedimento del Governo.
A Brescia il problema riguarda la sede Inps di via Benedetto Croce 32. Ceduta per un valore di 27.630.000 euro e affittata a un canone di locazione annuo di 2.090.000 euro. In 13 anni il guadagno della cessione (i cui proventi vanno al Governo) viene mangiato dall’affitto. Ma nella stessa situazione, in Lombardia e a livello nazionale, ci sono decine di immobili solo dell’Inps.
I dati dell’operazione li ha riassunti il presidente nazionale del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps Francesco Lotito («ma il governo non ha voluto tenerne conto», ha ricordato il segretario della Cisl Renato Zaltieri) in un’audizione alla commissione Lavoro della Camera dei deputati. Quarantre immobili trasferiti per una metratura complessiva di 374.267 metri quadri, venduti a 667.947.600 euro e affittati annualmente a 52.217.921 euro. Il risultato è una rendita di affitto pari al 7.81%, cioè, usando le parole di Lotito, «di gran lunga più elevata rispetto agli standards di redditività di tutti i valori mobiliari ed immobiliari presenti sul mercato». Viceversa, il prezzo di vendita al metro quadro (1784,6 euro) risulta tra i più bassi sul mercato.
«Un’operazione - ha sottolineato il segretario della Uil Angelo Zanelli - priva di qualsiasi logica economica, con immobili che prima di essere venduti devono essere ristrutturati a spese dell’ente previdenziale».
L’unica cosa a essere garantita, ha aggiunto l’esponente della segreteria Cgil Graziano Fracassi, è l’utile dell’investitore, mettendo però a repentaglio la gestione dell’Ente. Secondo il presidente del Comitato provinciale di Brescia Francesco Filippini, infatti, oltre a essere cancellata l’autonomia gestionale dell’Istituto, l’effetto economico è gravemente penalizzante per l’Inps, con la riduzione del patrimonio da un lato e crescenti costi di gestione dall’altro. Con la beffa che i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria continuano a essere a carico dell’ente previdenziale.
Costi che incideranno ulteriormente sui prossimi bilanci di un ente che continua a sostenere anche spese di assistenza (a differenza di altri istituti europei) e che fanno apparire le pensioni pubbliche italiane tra le più onerose d’Europa.
Un’operazione, ha affermato il parlamentare della Margherita Emilio Del Bono, di furbizia («siamo all’ennesima Finanziaria che non ha copertura») e di immoralità («sposta sugli anni a venire i buchi di bilancio»). Analoghe le considerazioni dell’onorevole Francesco Tolotti (Ds), secondo il quale ad «entrate congiunturali corrispondono uscite strutturali».


6 giugno 2005 - Carta

Cub: 4 sì ai referendum

La Cub, la Confederazione unitaria di base, interviene a sostegno dei 4 referendum sulla procreazione assistita.
''Esprimiamo grande preoccupazione sulla partecipazione attiva dei vescovi italiani alla campagna referendaria - ha affermato in un comunicato Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale del sindacato di base - perché non si tratta di opinioni liberamente espresse, ma di interventi politici che vogliono imporre una morale evitando il confronto su una legge tutt'altro che condivisa da gran parte del Paese''.
''E' importante sottolineare ancora una volta che se si vota si' non si impone niente a nessuno - ha sottolineato il sindacalista - ma al contrario si permette alle coppie di operare una libera scelta. I referendum intendono garantire alcuni diritti di chi riterrà, in coscienza, di farne uso. Autodeterminazione e libertà di scelta sono fondamentali''. ''Ma, mentre molti cattolici hanno capito che non si può 'imporre' la morale cattolica a chi cattolico non è - ha concluso Tiboni - e che quando si tratta di questioni legate alla persona umana e alle liberta' individuali l'istanza ultima a cui ricorrere e' la propria coscienza, l'intervento di Ruini ha rimesso in campo quella perversa contrapposizione tipicamente italiana tra un fronte cattolico ed uno laico totalmente sbagliata e puramente ideologica. Quello che si chiede, con questo referendum, e' una legge migliore di quella attuale''.


6 giugno 2005 - Il Messaggero

SERVIZIO ANTINCENDIO AL PORTO
Annunciati tagli di personale

Civitavecchia - «Anche a Civitavecchia, il Dipartimento dei vigili del fuoco vuole tagliare il personale destinato all’antincendio portuale dagli attuali 32 specialisti ai 27 previsti dalla nuova classificazione». A fare la denuncia è il coordinamento provinciale Rdb-Cub dei vigili del fuoco di Roma, che anticipa una diminuzione di personale in quasi tutti gli scali dove sono presenti distaccamenti portuali, tranne - sempre secondo il sindacato - in quelli dove la volontà politica ha necessità di cominciare la campagna elettorale.
Nella nota del coordinamento provinciale Rdb-Cub dei vigili del fuoco di Roma, un porto come quello di Civitavecchia, oggetto di lavori di ampliamento e con un costante aumento del traffico passeggeri, viene classificato dal dipartimento di seconda categoria, mentre altri, solo per il fatto che scaricano qualche tonnellata in più di rottami feerrosi, passeranno in prima.
La Rdb-Cub
contesta il fatto che i vigili del fuoco diventino «merce di scambio» e afferma di essere pronta ad intraprendere, quindi, iniziative politiche e sindacali a tutela dei cittadini che sempre più numerosi scelgono la nave come mezzo di trasporto, qualora nei prossimi giorni non saranno definiti univoci criteri sul territorio nazionale.


5 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB Trasporti Friuli V.G.

ANCORA DISSERVIZI ALL’ A.P.T. DI GORIZIA

Ancora disagi per l’utenza del trasporto pubblico della Provincia di Gorizia, che non è stata informata sull’articolazione dei nuovi orari previsti dal servizio estivo, in vigore da domenica 5 giugno 2005.
Anche quest’anno infatti, le tabelle con i nuovi orari sono state stampate con degli errori e nella giornata di sabato, sono state ritirate e corrette.
Disagi anche per il personale di guida di A.P.T. SpA, al quale erano stati distribuiti gli orari con i medesimi errori, senza che ci fosse stato un preventivo controllo da parte dei delegati sindacali della R.S.U., così come invece era specificamente previsto dai vigenti accordi sindacali.
Si potrebbe essere indotti a credere che tutto ciò non sia frutto di casualià, ma sia invece conseguenza di scelte precise, che guardacaso hanno indotto la Società di trasporto Isontina ad imporre nuovamente agli autisti, delle turnazioni di lavoro che già nella scorsa stagione estiva avevano suscitato forti malumori tra il personale di guida ed erano state fortemente contestate dagli attivisti della Federazione Trasporti R.d.B. – C.U.B.
La scrivente Organizzazione sindacale, si augura che la Provincia di Gorizia – assolvendo al compito di vigilanza e controllo assegnatole dalla Regione Friuli Venezia Giulia – intervenga efficacemente nei confronti di A.P.T. SpA, in modo da tutelare l’utenza ed il personale, evitando che nel futuro i funzionari e i responsabili di tale dissennata gestione possano ancora continuare a percepire dei lauti stipendi, senza per contro essere in grado di fornire un’adeguata contropartita di professionalità e di efficienza a favore della cittadinanza della Provincia di Gorizia.


5 giugno 2005 - Gazzetta del Mezzogiorno

Per l'assunzione di due psicologi e un sociologo
«Quei concorsi, che spreco» Le Rdb attaccano il Comune

Potenza - Le Rappresentanze sindacale di base della Basilicata (Rdb) del pubblico impiego hanno chiesto la sospensione della determina dirigenziale relativa ai bandi per l'assunzione di due psicologi e un sociologo al Comune di Potenza. Attraverso una nota indirizzata all'amministrazione comunale di Potenza, la coordinatrice regionale della Rdb, Rosalba Guglielmi, ha parlato di «un vero e proprio spreco» di fondi, dal momento che l'amministrazione ha in organico, a tempo pieno, uno psicologo pagato dal comune e "prestato" ad altro ente». Rispetto alla figura del sociologo, l'opposizione mossa dal sindacato riguarda la scelta di voler assumere personale esterno piuttosto che stabilizzare i precari che già lavorano con la struttura comunale. Per tutti questi motivi il sindacato ha chiesto «un immediato incontro tra il sindaco e le rappresentanze sindacali di base per l'approfondimento del caso e per la prosecuzione degli incontri inerenti la situazione dei precari del Comune di Potenza, così come avvenuto nell'ultimo incontro». Invito a cui l'amministrazione, su risposta del sindaco della città, Vito Santarsiero, non intende sottrarsi. Il primo cittadino, riguardo alla figure degli psicologi, precisa che «il bando fa riferimento alle esigenze indicate dal Piano di zona socio-assistenziale che prevede più unità di psicologi. Ecco perché - continua Santarsiero - si sta procedendo all'assunzione, per due anni, con fonti peraltro rinvenienti dal fondo di finanziamento dalla sanità regionale. Rispetto allo psicologo «comandato» al Tribunale dei minori di Potenza - conclude Santarsiero - si tratta di una figura professionale che già sta prestando un'attività importante di raccordo tra l'amministrazione comunale e il tribunale».


5 giugno 2005 - Il Soldo online

NO AL PONTE

Mobilitarsi contro la criminalità e per la legalità in un comprensorio come quello messinese, è fondamentale; da troppi anni ci sono ipoteche, condizionamenti e cappi che strangolano ogni possibilità di costruire un percorso di affermazione di diritti, bisogni e partecipazione.
Il 7 giugno, a Messina, avrà luogo un’importante manifestazione in cui tutte le organizzazioni attive nel territorio cittadino, insieme ai movimenti della società civile, scenderanno in piazza per dire no alla piaga della mafia.
Si tratta di un problema che da tempo sembra essere passato in secondo piano rispetto ai temi che sono al centro del dibattito politico cittadino, sempre più in preda a laceranti lotte di potere e meschine logiche lottizzatorie e clientelari.
Per questo motivo i sindacati di base che fanno riferimento alla CUB scendono in piazza assieme a tutti i soggetti che al di là delle differenze ideologiche si battono per lo stesso valore comune, con l’intento di fare uscire la città da un’apatia e da un diffuso senso di sfiducia e di malcontento che, come tutti sanno, costituisce "l’humus" più fertile per far crescere e prosperare le organizzazioni criminali.
La Confederazione Unitaria di Base (CUB), sindacato anticoncertativo e conflittuale, presente da diversi anni a Messina, è fermamente convinta che la lotta contro la criminalità e per la legalità in questo territorio, passa per la sconfitta del progetto del Ponte sullo Stretto, in quanto si individua in esso il fulcro, il cuore battente, di tutti gli appetiti criminali, delle trame illegali, dei meccanismi di corruzione, dell’accumulazione mafiosa di capitali, del riciclaggio di proventi di traffici internazionali illeciti. E questo è stato già dimostrato da numerose inchieste, da denunce, da arresti anche eccellenti.
La costruzione del Ponte, cui noi ci opponiamo strenuamente, rappresenterebbe per Messina ed il suo comprensorio una delle sciagure più immani della sua storia, proprio per gli scempi, le distruzioni, e gli inquinamenti mafiosi che irromperebbero a marchiare negativamente e definitivamente ogni esistenza, progetto, movimento, rivendicazione, aspirazione.
La riscossa di Messina in materia di legalità e di lotta alla criminalità comincia con la lotta per impedire la costruzione del ponte sullo Stretto, un obiettivo che in sé racchiude quello della sconfitta dei poteri criminali e corrotti.
Di più: in questa lotta i lavoratori, i disoccupati, i cittadini tutti di qui e di là dello Stretto rappresentano i capifila di ogni percorso di riscossa del Mezzogiorno dalle politiche coloniali e devastanti che è costretto a subire da 145 anni (CUB
)


5 giugno 2005 - Maremma news

Sbrilli: "Il problema è principalmente la carenza di risorse"

Grosseto: "Sono convinto - dice Massimo Sbrilli, Segretario Generale CISL FPS - che le poche e chiare parole pronunciate dall'Assessore regionale alla Sanità Enrico Rossi, a Grosseto nella sala Pegaso, abbiano molto contribuito a riportare alle difficoltà vere della sanità maremmana: da sempre il problema è principalmente la carenza di risorse.
Negli ultimi giorni a Grosseto, invece - continua Sbrilli - , si è polemizzato su altro e, più o meno strumentalmente, il principale motivo di discussione è stato rappresentato dal confermare o meno sul territorio il Direttore Generale della ASL9.
Per la CISL questo non è mai stato "il problema" nella consapevolezza che il dott. Ricci dovrà essere giudicato e lo sarà, come tutti i Dirigenti pubblici o privati, sulla base del raggiungimento o meno degli obbiettivi prefissati e, nel caso della sanità, questi traguardi sono definiti dalla Regione e dai Sindaci. E' doveroso, però - dice Sbrilli - , per quanto avvenuto negli ultimi giorni, rimarcare il deplorevole e scorretto comportamento di alcuni Dirigenti della CGIL che, evidentemente privi di argomentazioni tangibili, hanno inteso provare a criminalizzare chi dissentiva da loro nel merito delle questioni.
Sul comportamento CGIL anche altri sindacati si sono espressi (di particolare rilevanza quanto asserito da RdB
che li ha accusati "di mentire sullo svolgimento dell'incontro" con Ricci) ma di certo per la CISL sarà impossibile lavorare insieme senza un chiarimento sui comportamenti.
Oggi i dati certi sono due: la posizione della Regione su cosa fare e come fare e, secondo, che nell'ultimo incontro con la Direzione aziendale è stato fatto un passo avanti nella soluzione dei problemi del personale dipendente della ASL9.
Su ciò occorre, per la CISL, porre il primo punto fermo: qualsiasi revisione dell'organizzazione della sanità maremmana o qualsiasi contenimento dei costi per la stessa, non può essere pagato dal personale e, quindi, per esso la CISL rivendica tutti i diritti normativi e contrattuali ed una equa e corretta organizzazione del lavoro.
Sulla sanità maremmana - conclude Sbrilli - sarà adesso importante il pronunciamento dei Sindaci, che non devono essere esclusi o scavalcati da nessuno ma che, soprattutto, devono chiarire con la Regione cosa è davvero possibile fare sul territorio rispetto alle attese della popolazione".


4 giugno 2005 - Ansa

In migliaia alla marcia contro la Torino-Lione
Per chiedere la salvaguardia della Valle di Susa

SUSA (TORINO) - Alcune migliaia di persone si sono radunate stamattina davanti alla stazione ferroviaria di Susa per iniziare una marcia contro il progetto di alta velocita' ferroviaria Torino-Lione e il raddoppio del tunnel autostradale del Frejus. Il corteo terminera', dopo tre chilometri di cammino, a Venaus, dove stanno per iniziare i lavori per il tunnel di servizio delle gallerie principali dell'opera (e' prevista una lunghezza di 52 chilometri). A promuovere la giornata di protesta sono le due comunita' montane, Alta e Bassa Valle di Susa, in cooperazione con la conferenza dei sindaci. Presenti le associazioni ambientaliste, i sindacati Fiom-Cgil e i Fim-Cisl, il Cub della scuola, la Coldiretti, parlamentari verdi, il Social Forum ed esponenti politici di Provincia e Regione.

BOLOGNA: RETI SOCIALI IN PIAZZA IN POLEMICA CON COFFERATI
ODG POPOLARE E DISTRIBUZIONE DI BIRRA 'PERON'

BOLOGNA - Collettivi, associazioni, componenti delle reti sociali, coordinamento migranti in piazza Re Enzo a Bologna per raccogliere le firme in calce ad un ordine del giorno definito di iniziativa popolare, chiaramente polemico con quello annunciato dal sindaco Cofferati sulla legalita'. Un centinaio di persone si sono raccolte dalle 17 e andranno avanti fino alle 23. Obiettivo - come spiega Valerio Monteventi, consigliere indipendente eletto nella lista del Prc - e' quello di sensibilizzare la giunta su ''problemi concreti'' come il lavoro nero ed il caporalato, sul nuovo regolamento ancora piu' restrittivo della legge Bossi-Fini per gli immigrati, sulla mancanza di case, sull'assenza di iniziative per far fronte all'ondata di immigrazione che arriva dalla Romania compreso un censimento degli spazi sfitti. ''Problemi che ci sono e che vorremmo che una amministrazione di sinistra affrontasse, anziche' rinchiudersi in una discussione astratta sulla legalita'. Ci possono essere modalita' diverse da quelle dello scontro come l'accerchiamento sui contenuti'', spiega ancora Monteventi. Attorno, i manifestanti (fra cui i sindacalisti delle Rdb e della Cub) hanno appeso molti cartelli e striscioni: ''Bologna citta' libera dagli sfratti'', ''A quando una ordinanza per requisire le case sfitte'', ''Illegali non sono le occupazioni, ma gli immobili sfitti''. Mentre un complesso di musicisti neri si esibisce alle percussioni parte la raccolta delle firme. Circa un centinaio nella prima ora. L'obiettivo e' quello di arrivare a 2000 per portare l'odg ''popolare'' alla discussione del consiglio comunale. Attorno ci sono anche alcuni manifesti che ritraggono Cofferati-Tex Willer (e' nota la simpatia dell'ex segretario della Cgil per il ranger dei fumetti, ndr) con la scritta ''La legalita' e' di sinistra. Parola di Tex Willer''. In piazza, oltre ad alcuni disobbedienti, ci sono anche diversi manifestanti del Prc che partecipa ma senza bandiere. Tiziano Loreti, neo segretario bolognese del partito di Bertinotti precisa:''quello con Cofferati non e' un braccio di ferro. Questa e' una iniziativa festosa per riproporre i nostri temi. Confrontarsi dunque sui problemi, non sulle cose astratte. Discutiamo, dopo di che verificheremo. Finora - sottolinea anche Loreti - la discussione e' stata astratta. Noi vogliamo far capire alla citta' quali sono le differenze con le posizioni di Cofferati''. Nel mirino dei manifestanti c'e' anche l'ordinanza che vieta la vendita di alcoli da asporto dopo le 21 che non ha contribuito a risolvere - precisa l'odg popolare - i problemi del degrado in zona universitaria. E dopo le 21 nello stesso spazio e' annunciata la distribuzione gratuita di un migliaio di birre con l'allusiva e ironica etichetta 'Peron'.

SINDACATI: IN SCIOPERO LAVORATORI ESSELUNGA A FIRENZE

FIRENZE - Si sono fermati mezz'ora per turno i lavoratori dell'Esselunga di quasi tutti i negozi di Firenze in segno di ''solidarieta''' verso una collega che sarebbe ''stata offesa da un ispettore dell'azienda'' che avrebbe anche ''cercato di intimidirla'' per aver partecipato ad un'assemblea sindacale della Flaca-Cub. E' quanto si legge in una nota dello stesso sindacato. Secondo quanto denunciato, ''la reazione degli altri lavoratori e' stata immediata e allargata alla gran parte dei negozi'' e, proprio questo, per la Flaca-Cub e' ''un buon segnale per le lotte dei prossimi mesi'', e una risposta contro ''l'arroganza dell'azienda - conclude il sindacato - che e' stata rigettata''.


4 giugno 2005 - Adnkronos

BOLOGNA: L'AMMINISTRAZIONE COFFERATI COMPIE UN ANNO SOTTO LE TORRI
RINNOVATO CONTRATTO PUBBLICO IMPIEGO, PER LA PRIMA VOLTA CON OK DELLE RDB

Bologna - ''Sono molto contento. Il tema era difficile ma e' stato risolto positivamente''. Cosi' il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, in merito all'accordo sottoscritto dall'amministrazione comunale e dalle organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil e Rdb (che per la prima volta hanno espresso parere favorevole), circa il contratto integrativo dei dipendenti comunali. La vertenza, dunque, potrebbe concludersi con soddisfazione di tutte le parti in gioco purche' si reperiscano le risorse necessarie. ''L'amministrazione precedente - ha spiegato Cofferati - aveva firmato un accordo con i sindacati senza che ci fosse copertura su un punto importante di quell'intesa. Dunque abbiamo dovuto discutere di come reperire queste risorse e abbiamo trovato un'intesa equilibrata e innovativa''. Dal recupero di produttivita', secondo il primo cittadino, ''che si creera' attraverso azioni che verranno insieme concordate, trarremo le risorse per poter coprire il vuoto che abbiamo ereditato. Abbiamo insieme affinato progressivamente le soluzioni che si potevano intravedere e sono contento che l'accordo sia stato firmato da tutte le organizzazioni sindacali, che hanno dimostrato un senso di responsabilita' del quale bisogna dare atto''.
''In quell'occasione - ha precisato il sindaco - erano state impegnate le risorse che il contratto nazionale doveva destinare alla contrattazione integrativa. Il contratto nazionale non e' stato ancora rinnovato, dunque quelle risorse non solo non c'erano all'epoca della firma, ma non ci sono nemmeno oggi e, anche nell'ipotesi migliore, cioe' se si dovesse rinnovare il contratto nazionale, con quelle dimensioni avremmo meno della meta' di cio' che serviva per coprire quel vuoto''. ''Gli amministratori di prima hanno fatto una scelta non solo profondamente sbagliata, ma che non si dovrebbe mai fare: quella di impegnare - chiosa Cofferati - risorse che non ci sono. Abbiamo dovuto provvedere e correggere, e l'abbiamo fatto con la disponibilita' dei sindacati. Disponibilita' che non e' mai venuta meno, anche nei momenti piu' intensi della trattativa''.


4 giugno 2005 - Il Secolo XIX

Ma i Cub dei trasporti si dissociano
"Non ci mobilitiamo per gli armatori"

Genova - Dallo sciopero nazionale di ien si sono dissociati i Cub del settore trasporti che reputano <<non di competenza dei lavoratori e dei sin-dacati mobilitarsi per il denaro che poi finirà ad armatori e terminalisti>).
Cub Trasporti
annuncia invece l’adesione all’iniziativa di lotta proclamata dail’lDC (International Dockworkers Council) e prevista per il prossimo 14 luglio, quando i portuali sciopereranno tre ore in tutta Europa, Nei mirino, in quella occasione, ci sarà anche la direttiva europea sui servizi portuali, fortemente contestata dai dockers.


4 giugno 2005 - La Repubblica

VAL SUSA, IL GIORNO DELLA PROTESTA
Oggi gli abitanti in corteo per dire no alla Torino-Lione
di Sara Strippoli

L'elenco dei partecipanti è lungo e politicamente bipartisan: mentre a livello nazionale l'adesione è sta annunciata da Comunisti Italiani, Verdi e Rifondazione, a marciare con il movimento No Tav saranno anche rappresentanti locali dei partiti della maggioranza e anche qualcuno dell'opposizione. Un nome per tutti è quello di Gemma Anne Prino, consigliera provinciale UDC. Si parte alle 10 per arrivare a Venaus, 3 chilometri e mezzo di marcia. Negli ultimi giorni la chiamata al corteo è stata massiccia: manifesti, volantini, e-mail e a questo punto fare previsioni sul numero definitivo dei partecipanti è impossibile. Migliaia di persone, è sicuro, diecimila, qualcuno azzarda ventimila. Alla partenza, nella piazza davanti alla stazione di Susa, si daranno appuntamento i cittadini della valle, ragazzi in testa, i sindaci dei quaranta comuni che aderiscono, la FIOM, la FIM-CISL, tutte le associazioni ambientaliste, da Pronatura a Lega Ambiente, da Italia Nostra al WWF.
Ieri, in una lettera aperta firmata dal responsabile istituzionale di WWF, Stefano Lenzi, l'associazione ha rivolto un appello al presidente della Provincia Mercedes Bresso: "Un azzardo dal punto di vista economico e dei trasporti". Saliranno in valle anche i rappresentanti della CGIL Funzione Pubblica. Ci sarà la
CUB, con il settore della scuola che per oggi ha indetto uno sciopero per consentire ai docenti di partecipare. Ci sarà l'ARCI, sfilerà la Coldiretti. Fra uomini e donne della politica nazionale ed europea Vittorio Agnoletto per Rifondazione e Monica Frassoni e Anna Donati per i Verdi. Per la prima volta si sentirà parlare francese: i residenti della valle della Maurienne, quella dove sbucherà il tunnel, hanno annunciato la loro presenza. Non mancheranno i rappresentanti dei movimenti, Social Forum, centri sociali e anarchici e voci incrociate sembrerebbero confermare la presenza anche dei centri sociali milanesi e veneti. Un elemento di preoccupazione. Mentre gli organizzatori si affannano a garantire che si tratta di una manifestazione pacifica, il controllo sugli esterni apre un'incognita su eventuali azioni di disturbo.
Ieri, a Torino, si è tenuto un vertice sulla sicurezza fra gli organizzatori e le forze dell'ordine. "Massima partecipazione, nessuna tensione", ripete senza sosta il presidente della comunità montana, il diessino Antonio Ferrentino.


4 giugno 2005 - La Stampa

LA PROTESTA. I valligiani con gli enti locali, le comunità montane e le organizzazioni ambientaliste da Susa raggiungeranno Venaus.
MIGLIAIA IN MARCIA CONTRO TAV
Oggi la manifestazione in Val di Susa: "Sarà una sfilata pacifica"
di Maurizio Tropeano

Un contributo minimo di 200 euro, meglio se qualcosa in più. Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana della Bassa Val di Susa e Val Cenischia, ha chiesto con una lettera a tutti i consigli comunali che hanno aderito alla manifestazione contro la Tav di sostenere economicamente lo sforzo di accogliere le migliaia di manifestanti che arriveranno non solo dalla valle ma anche da Torino e dai comuni dell'hinterland. "Se per questo ho chiesto sostegno finanziario anche ai consiglieri regionali e a Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani - spiega Ferrentino - perché è giusto condividere non solo il successo della manifestazione ma anche le spese".
Oggi in Val di Susa ci sarà anche lo sciopero degli insegnanti delle scuole organizzato dalla
Cub: "In Valle, a fronte di imprese faraoniche come l'autostrada e il TAV, in questi anni sono peggiorati i servizi alle persone. La città di Susa, dove c'è l'ospedale, alcune scuole superiori ed altri servizi è collegata con una linea minore che funziona poco e male". Gli organizzatori - accanto alle istituzioni ci sono le decine e decine di comitati spontanei nati praticamente in tutti i comuni e nelle frazioni - si aspettano almeno dieci, forse quindicimila persone. L'appuntamento è per le 9 davanti alla stazione di Susa. In prima fila ci saranno i sindaci con i gonfaloni di almeno 40 comuni. Con loro i presidenti delle due comunità montane, oltre a Ferrentino, anche Mauro Carena per l'Alta Valle. E ancora i parlamentari e consiglieri regionali e provinciali della sinistra alternativa, la Fiom-Cgil, la Coldiretti e i centri sociali.
Ieri c'è stata una riunione tra le forze dell'ordine e gli organizzatori per affrontare il tema della sicurezza. Spiega Ferrentino: "Sarà una manifestazione con grandissima partecipazione ma senza alcun tipo di tensione. Vogliamo che dalla giornata esca forte e chiaro il messaggio: si può discutere di alta velocità ma deve cambiare radicalmente l'impostazione". Aggiunge: "Finora i sindaci sono stati ascoltati e basta, in futuro devono avere possibilità di decidere, perché i residenti della valle di Susa non devono soltanto subire. La Torino-Lione è un'opera che richiederà 15-20 anni di lavoro, si può ritardare di qualche mese se si riesce a trovare una soluzione accettabile".
Intanto si moltiplicano le iniziative per convincere la presidente della Regione, Mercedes Bresso, ad abbandonare il progetto Torino-Lione. Ieri l'invito è arrivato dal climatologo Luca Mercalli, membro del Comitato scientifico del WWF e da Stefano Lenzi, responsabile dell'ufficio istituzionale dell'associazione ambientalista. Mercalli e Lenzi si rivolgono a Bresso "memori della sua competenza tecnica nel campo dell'economia ambientale" e cercano di dimostrare "l'azzardo economico e trasportistico della Torino-Lione". Spiegano: "A fronte di giganteschi sforzi economici gli obiettivi dichiarati sono del tutto irrealistici: un treno veloce non impiegherà mai 1 ora e mezza (oggi ci vogliono 4 ore) per coprire la distanza tra Torino e Lione. Non è credibile che tra Torino e Parigi ci si metta 3 ore (oggi sono cinque e mezza). È più credibile che si abbia un risparmio di tempo non superiore ai 50 minuti".
Bresso, però, è intenzionata ad andare avanti per la sua strada: "É importante discutere con le amministrazioni locali. Noi abbiamo ripreso il filo di quel dialogo - spiega - e il 9 giugno ci rivedremo con i sindaci e gli amministratori. La Torino-Lione è un'opera prioritaria ma non è detto che un'opera prioritaria non debba essere bene integrata con l'ambiente circostante". In quella sede la discussione partirà dalla bozza integrativa sul tracciato predisposta della giunta Ghigo. La presidente ribadisce: "Noi andremo fino in fondo su due questioni. Non vogliamo la realizzazione della seconda canna del tunnel autostradale del Frejus e lo ribadiremo nel corso della nuova conferenza intergovernativa. E poi pretendiamo da Rfi la realizzazione dell'interconnessione con corso Marche e l'interporto di Orbassano perché non si può escludere il nodo di Torino".


4 giugno 2005 - Centumcellae news

"Mobilitiamoci contro il furto delle liquidazioni"
Da RdB-Cub e Cobas arriva la dichiarazione di guerra ufficiale contro l’ultima Finanziaria e tutte le altre leggi che causano precariato e incertezza sulle pensioni

CIVITAVECCHIA – RdB-Cub e Cobas si sono riuniti ieri in una conferenza stampa per promuovere l’assemblea cittadina che si terrà martedì 7 giugno, alle ore 17.30, presso l’aula Pucci, al fine di discutere i problemi derivanti dall’ultima legge finanziaria e legati principalmente alle cosiddette "liquidazioni".
Un problema fortemente sentito a livello nazionale dalle due federazioni, che anche a Civitavecchia si stanno muovendo per informare e contrastare le nuove direttive: "Occorre organizzare da subito – fanno sapere – una campagna permanente, comune e condivisa, aperta a tutti e senza alcuna discriminazione sulla base delle tessere sindacali, che parta direttamente dai posti di lavoro".
All’appuntamento sono previsti gli interventi di personaggi di spicco come il Coordinatore Nazionale RdB-Cub, D. Provengano, il Direttore Cestes-Proteo, L. Vasapollo, e V. Miliucci, dell’esecutivo Nazionale Confederazione Cobas.
Gli obiettivi principali che le due sigle sindacali intendono conseguire sono molteplici: a partire dall’organizzazione del rifiuto del versamento del Tfr/Tfs nei fondi pensione e il silenzio assenso previsto dal prossimo settembre e dalla restituzione della piena disponibilità del Tfr/Tfs a tutti i lavoratori giovani precarizzati che ne sono stati privati; fino ad arrivare al ristabilimento delle pensioni pubbliche e il sistema di calcolo retributivo e per abrogare le varie controriforme pensionistiche che dal 1993 ad oggi hanno aumentato l’età pensionabile e ridotto le pensioni, affidandone i destini ai mercati finanziari con i fondi pensione.
Una vera e propria "battaglia", come da loro viene definita, che mira al rifiuto di tutte le controriforme pensionistiche e unisca sia coloro che si stanno avvicinando alla pensione, sia i giovani le cui prospettive, a causa soprattutto del precariato, non sembrerebbero essere tanto rosee.
L’intenzione sarebbe dunque quella di contrastare tutto ciò con un’apposita associazione: "Vogliamo costituire un comitato unitario contro il furto dei Tfr/Tfs – dichiarano RdB-Cub
e Cobas – che partendo da questa battaglia, possa anche divenire uno strumento per continuare una lotta comune contro la sempre maggior precarizzazione dei lavori e della vita, a cominciare dall’abrogazione del ‘Pacchetto Treu’ e della ‘Legge 30’ che ne sono i principali responsabili".
Viene quindi rivolto a tutte le categorie di lavoratori l’invito a partecipare alla riunione di martedì, che rappresenta il primo passo concreto per una mobilitazione più ampia, che risvegli le quelle coscienze, lasciate comodamente riposare, nel sonno della disinformazione.(E.S.)


4 giugno 2005 - La Gazzetta di Parma

Psichiatria, venti di guerra

Parma - Sono quelli delle battaglie dure sul fronte della psichiatria. Quelli dell'occupazione, nell'autunno del 2002, della comunità I Maggio di Colorno che, dopo trentatrè giorni, fece cambiare idea all'allora numero uno dell'Ausl, Marino Pinelli, sul trasferimento dei malati nella struttura per anziani San Mauro Abate. Lella Fulgoni e l'ex consigliere regionale di Azione popolare Carlo Rasmi, le « anime » del Comitato di difesa per i malati psichici, rilanciano l'allarme servizi. Tre anni fa, per il I Maggio, avevano festeggiato la vittoria « dei malati e dei familiari » , ma « ora è tempo di cominciare una nuova stagione di battaglie perchè la psichiatria, oltre ad essere un aspetto centrale della sanità, è anche un elemento portante della storia di questa città » , annuncia Rasmi. Nuove rivendicazioni che nascono anche dal patto siglato con le rappresentanze sindacali di base Rdb Cub Emilia Romagna e che vogliono riportare l'attenzione sul pianeta psichiatria.

E i familiari si uniscono al sindacato

Parma - Vogliono avere pi ù forza. E mettere insieme la tutela dei diritti dei lavoratori con quelli dei malati. E' cosí che la Federazione dei sindacati di base Rdb Cub Emilia Romagna e il Comitato per la difesa dei malati psichici, rappresentato dalla presidente Lella Fulgoni e dall'ex consigliere regionale di Azione popolare Carlo Rasmi, hanno siglato un « patto di partecipazione » . « E' la prima volta che firmiamo un accordo di questo tipo. L'obiettivo spiega Massimo Betti, coordinatore regionale Rdb Cub è proprio quello di condividere insieme al Comitato le battaglie sulla sanità pubblica e in difesa dei lavoratori.


3 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB P.I. - Università

Contratto Nazionale Pubblico Impiego
Lo "scarico" dei 101

101 Euro: Il 4,5% + lo 0,5%. Una soddisfazione "psicologica"?
Tanti sono gli emolumenti massimi che i concertativi sono riusciti a "strappare" al Governo.
Il ritornello lo conosciamo: "di più non si poteva…". Quante volte lo abbiamo sentito nelle contrattazioni decentrate…? Abbiamo perso il conto. Anche a livello nazionale è una vecchia solfa. Niente di nuovo, insomma.
Ma non erano partiti per l’applicazione "irrinunciabile" dello 8% di aumento?
E si che giudicavamo ridicola anche la stessa richiesta dei concertativi. Il potere d’acquisto perduto, infatti, secondo la stessa ISTAT (quella che, puntualmente, annuncia al "ribasso" gli stessi indici dell’inflazione registrata…) era del 19,7%, ovvero più del doppio della richiesta di aumento di CGIL/CISL/UIL. Ma loro, evidentemente, non "percepiscono" il reale aumento del costo della vita. Forse appartengono al popolo "ricco e benestante" citato da Berlusconi…
Insomma, a fronte di un ridicolo "aumento" richiesto dell’8%, i concertativi portano a casa poco più della metà: il 4,5%. Un ulteriore 0,5% sarà da guadagnarsi con il "salario accessorio" (il termine è sempre più da leggersi nel suo significato di "optional", anziché "integrativo"…), e rigidamente subordinato a valutazioni come "pagelline" e piacevolezze simili.
Dulcis in fundo… i soldi non ci sono ancora; bisognerà stanziarli con la prossima Finanziaria, dopodiché saranno distribuiti nel 2006 inoltrato e in comode rate…
Conosciamo la portata "mediatica" che i concertativi stanno già spendendo: "il braccio di ferro col Governo è stato vinto"; "Berlusconi ha dovuto cedere"; "la soglia dei 95 Euro indicata dal Governo è stata superata". Sono alcuni tra i titoli che, tra volantini e comunicati di CGIL/CISL/UIL e compiacenti commenti della stampa, rilanciano una "campagna" estiva, con l’occhio puntato alle prossime elezioni politiche.
Peccato che, più che un’analisi nel dettaglio, risulti alla fine un primo assaggio di cronaca rosa e piacevoli sciocchezze da leggersi sotto l’ombrellone. Giusto un titillamento psicologico…
Non di solo pane…
Purtroppo le schifezze non finiscono con l’elemosina distribuita – e con criteri differenziati per settore, dove l’Università risulta sempre più povera… – ai lavoratori pubblici.
Le vere "novità" sono rappresentate dall’accettazione della "mobilità" e della riduzione, già dal 2006, di ben 60.000 dipendenti tramite blocco del turn over.
Questi due provvedimenti, più di ogni altro istituto contrattuale, rendono assolutamente indigeribile la firma di questo contratto.
Si pensi alla mobilità selvaggia che può attuarsi negli enti: si potrà trasferire il personale in maniera coatta, ad esempio da Reggio Calabria a Cuneo, a seconda delle esigenze delle amministrazioni, in men che non si dica. Trasferimenti così forzosi non esistono più nemmeno per i militari. Giusto i pubblici dipendenti – senza divisa – sono sottoposti a tanta subordinazione!
La riduzione di altro personale, tanto più in una situazione di sottorganico generalizzato, oltre ad aggravare realtà che già boccheggiano, colpisce definitivamente le speranze di stabilizzazione del personale precario ed alimenta l’utilizzo selvaggio delle forme contrattuali più aberranti contenute nella Legge 30.
Un "lavoro sporco" in previsione di…
La nostra riflessione, al di là dell’analisi strettamente contrattuale, si appunta con particolare attenzione ai risvolti "politici" di questo infame accordo. Per dirla con una battuta, ci sembra che la soddisfazione di CGIL/CISL/UIL risieda nell’aver aperto il varco principale per la futura politica del lavoro per un futuro Governo di centro-sinistra a guida liberista.
Temiamo che lo scontro tuttora in atto tra i vertici dell’Ulivo per questioni di leadership rischi di mettere in secondo piano i temi importanti per i lavoratori e che, di concerto con una mai sopita impostazione e volontà liberista di DS, Margherita e cespuglietti ulivisti vari, i sindacati concertativi CGIL/CISL/UIL già si stiano attrezzando a contenere anche le più elementari richieste di redistribuzione del reddito e di rilancio di stato sociale proveniente dal Paese reale, quello dei lavoratori, appunto. Un accordo, oggi, col Governo "nemico" che ben si presta ad evitare imbarazzi, domani, a un nuovo Governo "amico", e spiana la strada a futuri accordi "a perdere" in nome di una politica all’insegna di "massima flessibilità" e nuovi (si fa per dire…) sacrifici. Si portano avanti col lavoro, insomma…
Le parti in commedia…

Un accordo, dunque, che rappresenta un manifesto politico per il presente, ma soprattutto per il futuro, ed uno strumento che sarà utile a governare, senza troppi impicci, alla componente leader centrista e liberista. I vincoli e la promessa di revisione del sistema di relazioni e contrattazione sindacale, suggeriti da Montezemolo e caldeggiati da CISL e UIL, che già oggi sono accettati in cambio dell’elemosina, prefigurano il definitivo smantellamento della Pubblica Amministrazione - considerata (a torto) "improduttiva" e addirittura "inutile" - ma anche la preventiva e definitiva sconfitta di ogni istanza del lavoro privato, ad iniziare dai metalmeccanici, attraversando i lavoratori dei Trasporti, per finire con ogni tipologia di lavoro dipendente.
I modelli sindacali per fare questo sono quelli riproposti con forza da Confindustria e sostenuti con – maggior – entusiasmo da CISL e UIL: svuotamento ed abbandono del Contratto Nazionale e "regionalizzazione" dei contratti (le vecchie "gabbie salariali"); triennio normativo ed economico, in luogo dell’attuale quadriennio normativo e due bienni economici.
Tuttavia anche la CGIL non è immune dal "virus". Non ci si lasci ingannare dai "litigi" tra Epifani e Pezzotta riportati sui giornali: se si eccettua il grido d’allarme che la sola FIOM in casa CGIL ha lanciato, non ci sembra di scorgere una reale volontà di rimettere in discussione il fallimentare modello di concertazione inaugurato nel Luglio 1992 e continuato con ostinazione anche con il Governo Berlusconi (al di là delle chiacchiere mediatiche profuse). Anzi, viene chiesto con rinnovato vigore un nuovo Patto per l’Italia, succedaneo, integrativo e "oltrepassante" la stessa "concertazione", dove i sindacati CGIL/CISL/UIL sono chiamati a svolgere – con maggior lena – il loro ruolo di "cani da guardia" e da "pompieri", ovvero il loro ruolo degli ultimi venti anni (almeno…).
Il favore sarà presto ricompensato con lo scippo del nostro TFR/TFS indirizzato ai "loro" Fondi Pensione Integrativi "chiusi", e con agevolazioni fiscali e ulteriori garanzie utili a farli decollare.
I lavoratori e le scelte sindacali.
Di fronte a questo ennesimo tradimento il sindacalismo di base di RdB-CUB non sta a guardare passivamente. Fin da subito si indicono assemblee informative ed un referendum sui termini dell’accordo siglato il 28 Maggio. Le iniziative che saranno intraprese nell’immediato avranno comunque un obiettivo ben più corposo: la costruzione dello SCIOPERO GENERALE di tutte le categorie di lavoratori da attuarsi in prossimità della discussione della Finanziaria 2006.
Invitiamo i lavoratori a prestare la massima attenzione e partecipazione alle nostre assemblee:
una nuova stagione di conflitto bussa alla porta.
Non stare a guardare. Lotta per i tuoi diritti. Unisciti a RdB-CUB.


3 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB P.I. - Coord.prov.Roma VVF

Vigili del Fuoco merce di scambio:
Specialisti nautici a salvaguardia del governo e non dei cittadini
Anche a Civitavecchia, dove il porto si amplia e i passeggeri aumentano vertiginosamente, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco vuol tagliare il personale destinato all’antincendio portuale dagli attuali 32 specialisti ai 27 previsti dalla nuova classificazione.

Gli interventi di soccorso tecnico urgente nei porti italiani diventano un problema di scambio politico.
E’ di questi giorni una bozza di riclassificazione dei porti e pertanto delle dotazioni organiche degli specialista nautici che vi operano.
Infatti si prevede una diminuzione di personale VV.F. in quasi tutti i porti dove sono presenti distaccamenti portuali, tranne in quelli dove la volontà politica ha necessità di cominciare la campagna elettorale.
Senza un’attenta valutazione degli indici di rischio incendio nei porti italiani, il progetto prevede la riduzione dell’organico ad esclusione di alcuni (solo tre), quali: Uno in Sardegna per volere del Ministro dell’Interno, uno in Campania, per aggraziarsi le autorità prefettizie dello stesso ministero ed un altro ancora in Toscana per accattivarsi le simpatie del Presidente della Repubblica.
Tolgono personale specialista nautico dei Vigili del Fuoco da porti dove il traffico passeggeri è in costante aumento, per soddisfare pressioni politiche che giornalmente arrivano per quelli che sono adibiti quasi esclusivamente a transito di merci.
Questo è il risultato che emerge dalle nuove disposizioni in progetto: Il soccorso tecnico urgente a salvaguardia della vita umana diventa merce di scambio politico!
Nemmeno le esperienze passate in questo Paese, come ad esempio la Moby Prince, servono come monito per capire quale funzione primaria abbiano nei porti i Vigili del Fuoco.
Un porto come quello di Civitavecchia, oggetto di lavori di ampliamento e, con un costante forte aumento del traffico passeggeri, viene classificato dal Dipartimento VV.F di seconda categoria, mentre altri, solo per il fatto che scaricano qualche tonnellata in più di rottami ferrosi, passeranno in prima!
Nei prossimi giorni, se non saranno definiti univoci criteri sul territorio nazionale, la RdB-CUB intraprenderà tutte le iniziative politiche e sindacali a tutela dei cittadini che sempre più numerosi scelgono la nave come mezzo di trasporto alternativo e, per garantire ai lavoratori VV.F. di operare in sicurezza. Con l’avvio dei grandi esodi estivi, non si può rinunciare ad un servizio di soccorso professionale e continuativo come quello fornito dai Vigili del Fuoco nei porti italiani.


3 giugno 2005 - Liberazione

Roma, la polizia carica i pacifisti
Bloccata e aggredita la "controparata". Ferito un assessore municipale del Prc. Scusa ufficiale: c'è uno striscione "non autorizzato"
di Checchino Antonini

Sulla rotaia del tram che va a Trastevere il sangue resterà a lungo, seccato dal sole di giugno. Qualcuno prova a fare ombra su Gualtiero Alunni, stramazzato tra due auto e ferito alla nuca da una manganellata, con una bandiera dei Cobas. Al S. Camillo gli metteranno sette punti ma, ha perso troppo sangue, passerà la notte in ospedale. Alunni, 52 anni, è un assessore municipale di Rifondazione, lo conoscono tutti. Ha le idee chiare e un carattere dolce.
Sono appena passate le 13. La furia di 200 tra agenti e carabinieri in assetto di guerra non è durata molto. Quanto bastava per mandare all'ospedale Alunni, ferire un altro ragazzo e lasciare segni su altre schiene e teste. Manganelli impugnati alla rovescia che fanno più male. Manganelli che sfasciano macchine parcheggiate. Inorridisce il capo di gabinetto di Veltroni, Luca Odevaine, che tenta di avvicinare il responsabile della piazza. Ma in quel momento il funzionario sembra posseduto da uno spirito maligno. Gli dà del «testa di cazzo», come a chiunque altro gli capiti a tiro. A pochi metri due agenti in borghese, superdotati e ben armati, minacciano pesantemente il vicepresidente del consiglio provinciale, Nando Simeone (Prc), che tiene il tesserino bene in vista mentre cerca di verificare le condizioni di Michele Monopoli, 38 anni, malconcio e ammanettato come un animale in un Ducato della celere. Diranno di averlo fatto solo per identificarlo. Diranno tante cose, perfino che non ci sono state cariche ma solo reazione a insulti e lanci di sassi e bastoni. Tenteranno di far credere che 200 robocop surriscaldati siano stati circondati da un centinaio, tante ne erano rimaste, di persone abbigliate come per andare al mare. Un video della questura mostra qualche pacifista indignato che alza la voce. I tg conieranno l'inedita frase di "striscione non autorizzato".
Forse, però, è il caso di iniziare dal principio. Sono passate da poco le 11 quando 200 pacifisti muovono da Porta S. Paolo verso Campo de' Fiori per sfiorare appena la zona rossa della parata militare che celebra la partecipazione italiana alla guerra globale. Pochi minuti dopo il brusco stop da parte di un cordone massiccio di agenti con i rinforzi che arrivano sgommando dalla Bocca della Verità. La versione ufficiale, sciorinata in piazza dai dirigenti di ps, recita di uno striscione avvistato dall'elicottero. Dicono che rappresenterebbe un vilipendio. Lo andiamo a leggere: "Pisanu: la vergogna dell'Italia, chiudiamo i Cpt". E' un lenzuolo striminzito parecchio dietro il camion d'apertura che reca la parola d'ordine del corteo: meno spese militari, più spese sociali. Il poco popolo che gli va dietro è fatto da gente di Rdb, Cobas, Rifondazione, centri sociali, Action, collettivi universitari, alcuni venuti anche da Napoli come Francesco Caruso, altri da Milano. Lo striscione "non autorizzato" è stato scritto dagli stessi antirazzisti che, pochi giorni fa, hanno protestato fino a convincere la compagnia aerea Blu Panorama a non fornire velivoli per i rimpatri forzati di migranti. Ora cercano di mettere in piedi un osservatorio su Ponte Galeria, il Cpt romano, e un'unità di crisi nazionale.
Il diktat delle polizie di consegnare lo striscione ricorda a qualcuno quello che succedeva quando Kossiga era presidente e non gradiva che si ricordasse quello che fece a Giorgiana Masi. La trattativa è concitata. Russo Spena, deputato Prc, chiede in base a quale legge sia possibile la sospensione di una manifestazione. E chi lo sa!, rispondono candidi i funzionari lasciando intendere che l'ordine viene dall'alto, più in alto dell'elicottero dalla vista aguzza. Il prefetto, interpellato telefonicamente, declina ogni responsabilità, il questore non avrebbe saputo fornire spiegazioni.
Si decide così di portare in testa lo striscione e di iniziare una pressione simbolica sulla muraglia di caschi, anfibi e optional che, però, non fa una piega. Volano parole e spintoni ma sembra finita lì, dopo un lungo faccia a faccia dove la muraglia blu mostra perfino un minimo di umanità. Il corteo gira su se stesso e fa per tornare sui suoi passi passando per le strade interne di Testaccio. E' allora che i cordoni di guardie perdono la testa. Non ci vuole granché ad accerchiare i pochi manifestanti rimasti. Manganelli rovesciati e giù botte e insulti e una poliziotta arraffa lo striscione, ormai celebre, e scappa come una rugbista. La vista del sangue sembra placare celerini e carabinieri. Può passare l'ambulanza per Gualtiero, può aver luogo una prima assemblea all'ombra della Piramide per ragionare insieme sull'impressionante salto di qualità della repressione. Si dirà del deficit democratico di un paese dove non si può dire che i Cpt siano una vergogna (Fiom), verrà denunciata l'assenza di certa sinistra - i grandi giornali hanno ignorato completamente la controparata - che ha lasciato i pacifisti in balìa del regime (Bastaguerra) sacrificandoli a un rapporto più morbido con la guerra e il governo (Progetto comunista del Prc). Naturalmente Cobas, Action, e Rifondazione chiedono anche di risalire alla filiera delle responsabilità, domandano una presa di posizione del centrosinistra. Martedì prossimo alla Provincia ci sarà una grande assemblea cittadina.


3 giugno 2005 - Gazzetta del Mezzogiorno

Un centinaio di biscegliesi hanno protestato a Bari
Ex dipendenti delle Ccr ancora beffati

Bari - I 270 ex dipendenti delle Case di Cura Riunite, «beffati» da un errore nell'invio degli elenchi nominativi al Ministero del Lavoro da parte della Regione Puglia e che erano necessari per liquidare le indennità di mobilità, chiedono l'emissione urgente del decreto ministeriale integrativo che ponga fine ad un «calvario» inaudito. Gli ex lavoratori «esclusi» dal provvedimento e residenti nel nord barese (un centinaio di essi sono biscegliesi) hanno protestato per l'ennesima volta dinnanzi alla Prefettura di Bari ed ora - in una nota del sindacato Rdb - annunciano che la prossima manifestazione si svolgerà il 10 giugno all'esterno della sede della Regione Puglia sul lungomare di Bari. Intanto è in corso una colletta per far fronte ai disagi economici dei lavoratori rimasti «al palo» ed in carico alla sede Inps di Andria, in attesa dei lumi da Roma. Gli altri 1100 colleghi, che fortunatamente hanno riscosso il sospirato assegno di mobilità, hanno avviato una raccolta di fondi autotassandosi di 10 euro ciascuno. A loro si è aggiunto un contributo a titolo personale di 500 euro offerto dal presidente della Provincia di Bari, Divella. (lu.dec.)


rasstamp020605.jpg (90121 byte)
Roma, 2 giugno 2005 - controparade

2 giugno 2005 - Ansa

2 GIUGNO: CONTROPARATA A ROMA, NO ALLA FESTA DEL MILITARISMO
DA PORTA SAN PAOLO A CAMPO DEI FIORI CON COBAS E RDB-CUB

ROMA - Uno striscione del Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani dall' Iraq ha aperto il corteo dei manifestanti che oggi a Roma hanno deciso di scendere in piazza per una ''controparata'' rispetto a quella ufficiale del 2 giugno per la festa della Repubblica. Da Porta S.Paolo gli aderenti alle diverse sigle e organizzazioni che si battono contro le guerre sono partiti poco dopo le 11 per raggiungere Campo de' Fiori. ''E' la festa del militarismo quella di oggi'': questa la motivazione alla base dell' iniziativa, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, anche i Cobas e le RdB-Cub. A sfilare per le strade di Roma anche vigili del fuoco e infermieri del 118. ''Siamo venuti qui - ha spiegato Mauro Giulianella, del coordinamento nazionale dei vigili del fuoco - da tutta Italia per dire 'No' a ogni tipo di guerra e basta agli investimenti dello Stato nelle armi. Il corpo dei vigili del fuoco rischia la trasformazione del rapporto di lavoro con una militarizzazione del nostro servizio. Noi siamo assolutamente contrari a tutto questo''. ''Oggi c'e' un'ambulanza del 118 a sfilare nella parata del 2 giugno - ha spiegato un'infermiera - e' un'ambulanza di facciata, perche' il nostro e' un servizio pubblico e di soccorso alla cittadinanza. Noi con la guerra e con la sfilata di oggi non c'entriamo nulla''.

2 GIUGNO: CONTROPARATA; QUESTURA, PROBLEMI PER STRISCIONE

ROMA - Secondo quanto si e' appreso dalla Questura di Roma, i manifestanti della controparata sono stati bloccati all'altezza di via Marmorata perche' avevano uno striscione non autorizzato con la scritta ''Pisanu: la vergogna della repubblica, chiudiamo i lager cpt''. Quanto la testa del corteo e' stata bloccata dalle forze dell'ordine - riferiscono fonti della Questura di Roma - i manifestanti hanno cominciato a correre all'impazzata verso la coda del corteo. ''L'impatto fisico'' tra i manifestanti e il cordone di forze dell'ordine che si trovava al termine del corteo, e' stato sottolineato, e' stato a quel punto inevitabile. Dopo qualche momento di tensione la situazione tra manifestanti e forze dell'ordine e' tornata tranquilla. La Questura ha riferito che tra i manifestanti, secondo quanto gli stessi hanno poi fatto sapere, ci sarebbero due contusi.
La Questura di Roma ha smentito che nel corso della contro manifestazione del 2 giugno vi siano state cariche delle forze dell'ordine. Per questo motivo la Questura, si e' appreso, ha messo a disposizione degli organi di stampa e di chiunque voglia vederla la videocassetta con le immagini sui tafferugli. Nella videocassetta, hanno riferito fonti della Questura, si evidenzia ''senza ombra di dubbio che dopo 10-15 minuti di fronteggiamento, nel corso del quale la polizia non si e' mai mossa, come da disposizione, i manifestanti hanno effettuato numerosissime provocazioni fisiche e verbali''. Dopo il fronteggiamento, e' stato poi fatto notare dalla Questura, un gruppo di manifestanti e' tornato indietro di corsa e ha ''circondato un nucleo di carabinieri e all'arrivo di un reparto mobile della polizia di Stato ha lanciato sassi e bastoni. Poi sono seguiti brevi tafferugli, senza alcuna carica''.
La questura di Roma ha in seguito, con un comunicato, reso noto che un agente e' stato aggredito dai manifestanti ed e' rimasto ferito. ''Mentre un funzionario della polizia di stato - si legge sul comunicato - stava cercando di calmare gli animi, l'agente alle sue spalle e' stato raggiunto da una lattina lanciata da un giovane. Il funzionario ha cercato di fermare il giovane ed e' stato aggredito da un gruppo di manifestanti, scaraventato a terra e colpito. Un sottufficiale intervenuto tra gli altri in sua difesa - viene spiegato inoltre - e' stato colpito e refertato con sette giorni di prognosi''. Il giovane e' stato identificato e verra' denunciato. ''Ne e' seguito un tafferuglio - spiega inoltre la nota della Questura - conclusosi nello spazio di meno di un minuto. Alcuni manifestanti, tre a quanto risulta fino ad ora, hanno fatto ricorso a cure mediche''. La questura smentisce che sia stata effettuata alcuna carica nei confronti dei giovani che partecipavano alla controparata ''come da precisi ordini impartiti, limitandosi i reparti di polizia, a subire l'impatto dei manifestanti''.

2 GIUGNO: CONTROPARATA; RUSSO SPENA,ASSALITO CORTEO PACIFICO

ROMA - ''E' stato assalito in maniera durissima un corteo che stava tornando al raduno, da dove era partito''. Lo ha detto il vicepresidente del gruppo di Rifondazione comunista alla Camera dei deputati Giovanni Russo Spena a proposito di quanto successo in via Marmorata, nel corso della controparata, tra manifestanti e forze dell'ordine. ''Un atto repressivo - ha aggiunto Russo Spena - di cui chiederemo conto al prefetto. Quanto e' successo ha significato solo aizzare gli animi e provocare durante una manifestazione pacifica. Avevamo infatti deciso di tornare indietro e ci hanno caricato. Due persone sono rimaste ferite''.


2 giugno 2005 - AGI

2 GIUGNO:CONTROPARATA,PS NEGA CARICA, VHS A DISPOSIZIONE MEDIA

Roma - Durante tutto lo svolgimento della "controparata" antimilitarista partita stamane da porta San Paolo a Roma le forze dell'ordine non hanno effettuato "alcuna carica, come da precisi ordini impartiti". E' la Questura di Roma a precisarlo in una nota ufficiale, nella quale si sottolinea come i reparti di polizia si siano "limitati a subire l'impatto dei manifestanti: cio' e chiaramente visibile e dimostrato dalle riprese filmate dall'elicottero della Polizia di Stato, che saranno trasmesse all'autorita' giudiziaria, ma che sono anche, immediatamente, a disposizione della stampa".

2 GIUGNO: CONTROPARATA, PER RUSSO SPENA GRAVE REPRESSIONE

Roma - "La violenta repressione che oggi ha dovuto subire il movimento pacifista e antimilitarista mentre manifestava tranquillamente per le vie di Roma e' un fatto gravissimo". Lo sostiene Giovanni Russo Spena, vicepresidente dei deputati di Rifondazione Comunista. "Adesso -chiede il parlamentare- vogliamo sapere quali siano state le responsabilita' dei vertici della polizia, se e' vero, come appare, che proprio dal capo della polizia siano giunte disposizioni di intervenire con la forza contro il movimento. Mentre ai Fori si celebrava la guerra, presenti le massime autorita' dello Stato, in altra parte della citta' si stava manifestando per un mondo giusto e senza guerra, un mondo di pace come chiedono cittadine e cittadini. A questa gente si e' risposto con una violenta repressione che ha prodotto feriti e scompiglio tra i manifestanti. A subire i danni dalla carica, tra gli altri, anche Gualtiero Alunni, del Comitato politico federale di Rifondazione Comunista e assessore all'ottavo Municipio, pesantemente colpito alla testa. Alla "loro" repressione, risponderemo con altre azioni pacifiste e di massa. E presenteremo fin da subito interrogazione in Parlamento perche' venga fatta luce su questa brutta pagina".

2 GIUGNO: CONTROPARATA A ROMA, "POLIZIA HA CARICATO A FREDDO"

Roma - "La polizia ci ha caricato a freddo dopo oltre un'ora che ci teneva fermi con la scusa di uno striscione offensivo nei confronti di Pisanu". Gli organizzatori della controparata a Roma, in occasione del 2 giugno, danno una versione degli incidenti diametralmente opposta da quella fornita dalle forze dell'ordine. Il bilancio degli scontri, forniti dai manifestanti (circa un migliaio), parla di un ragazzo arrestato, di 3 feriti lievi e di un giovane colpito da una manganellata alla testa portato all'ospedale San Camillo privo di conoscenza. I fatti cosi' come raccontati dai manifestanti. Appena partito, il corteo sarebbe stato fermato da un funzionario di polizia che contestava la presenza di uno striscione su cui era scitto: "Pisanu vergogna della Repubblica chiudiamo i Cpt". Dopo una lunghissima trattativa con la Digos, i manifestanti, tutti dell'area radicale del movimento contro la guerra, avrebbero deciso di abbandonare la manifestazione e di recarsi a Testaccio per un breve comizio. Appena il corteo ha girato su stesso sarebbe partita la carica delle forze dell'ordine. "Sono loro che hanno caricato e non noi - sostiene Piero Bernocchi portavoce dei Cobas - e percio' la versione che fornisce la polizia e' solo una menzogna".

2 GIUGNO: CONTROPARATA A ROMA, SCONTRI CON CC, 2 FERITI

Roma - Momenti di tensione alla "controparata" antimilitarista organizzata da Cobas, centri sociali e associazioni pacifiste della capitale. Intorno a mezzogiorno, il corteo partito da porta San Paolo e diretto a Campo de' Fiori e' stato fermato dalle forze dell'ordine in via Marmorata, all'altezza di piazza dell'Emporio: ai manifestanti e' stato chiesto di rimuovere uno striscione contenente offese al ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, con riferimento alla gestione dei Centri di permanenza temporanea per immigrati. Dopo quasi un'ora di inutili trattative, gestite dal funzionario di polizia responsabile dell'ordine pubblico, dall'interno del corteo sono piovuti oggetti di ogni tipo all'indirizzo dei carabinieri, 'caricati' poi da un gruppo di manifestanti, ritiratisi strategicamente in fondo della via. Negli scontri, sarebbero rimasti feriti due manifestanti, immediatamente trasportati all'ospedale San Camillo, mentre un terzo - secondo le testimonianza di alcuni pacifisti - sarebbe stato fermato dalle forze dell'ordine. Fatto sparire lo striscione, il corteo si e' in parte disperso tornando verso l'area di partenza.


2 giugno 2005 - Adnkronos

2 GIUGNO/ PRC: GRAVISSIMA REPRESSIONE POLIZIA CONTRO PACIFISTI
Russo Spena: Chiarire responsabilità.Presenteremo interrogazione

Roma - "La violenta repressione che oggi ha dovuto subire il movimento pacifista e antimilitarista mentre manifestava tranquillamente per le vie di Roma è un fatto gravissimo". Lo afferma il deputato del Prc Giovanni Russo Spena, presente al corteo organizzato per manifestare contro la parata militare del 2 giugno. "Adesso vogliamo sapere quali siano state le responsabilità dei vertici della polizia, se è vero, come appare, che proprio dal capo della polizia siano giunte disposizioni di intervenire con la forza contro il movimento", aggiunge Russo Spena. "Mentre ai Fori si celebrava la guerra, presenti le massime autorità dello Stato, in altra parte della città si stava manifestando per un mondo giusto e senza guerra, un mondo di pace come chiedono cittadine e cittadini - continua - A questa gente si è risposto con una violenta repressione che ha prodotto feriti e scompiglio tra i manifestanti. A subire i danni dalla carica, tra gli altri, anche Gualtiero Alunni, del Comitato politico federale di Rifondazione Comunista e assessore all'ottavo Municipio, pesantemente colpito alla testa. Alla 'loro' repressione, risponderemo con altre azioni pacifiste e di massa - conclude il parlamentare - E presenteremo fin da subito interrogazione in Parlamento perché venga fatta luce su questa brutta pagina".


2 giugno 2005 - Il Tirreno

"Più infermieri, meno cous cous"
Vertenza Asl: affollato presidio di protesta davanti al Misericordia

GROSSETO. Bandiere soprattutto quelle rosse della CGIL, ma anche qualche bandiera della Cisl, della UIL e delle Rappresentanze sindacali di Base, hanno fatto da scena, ai piedi della salita dell’Ospedale del Misericordia, alla manifestazione indetta dai sindacati interni. Striscioni e cartelli. Uno recita: "meno caciotte, meno cous cous, più infermieri".
Manifestazione con tanto di comizio e di velenose punzecchiature tra chi - la Cgil - si sarebbe aspettato che le sigle sindacali che avevano sottoscritto l’accordo proposto dal direttore Giuseppe Ricci, si sarebbero astenute dal partecipare alla manifestazione, e chi, invece, ha ritenuto opportuno esserci comunque, perché quell’accordo - dicono tutti - è un passo avanti, ma non risolve tutti i problemi. La Cisl non raccoglie le provocazioni lanciate sia dal segretario della Funzione Pubblica della Cgil, Marco Dominaci - "non si capisce perché abbiano firmato" e dal segretario provinciale della Camera del Lavoro, Lorenzo Centenari - "firmare quel patto è stato come firmare il patto per l’Italia, che poi non è stato rispettato" - e si limita, insieme alla Uil, a ribadire il senso di quella firma e la propria posizione, e l’intervento del rappresentante cislino si conclude tra i fischi di una platea a marcata maggioranza Cgil. Ma è soprattutto il volantino distribuito dalle Rappresentanze sindacali di Base, anche loro firmatarie dell’accordo, ad alimentare il nervosismo. A carattere cubitali le Rdb chiedono di cosa abbia paura la Cgil e l’accusano di non aver detto la verità sull’incontro del 30 maggio scorso. "Tutte le sigle sindacali - si legge nel volantino - hanno giudicato le proposte (del direttore generale, ndr) un passo in avanti, sebbene non sufficiente, sulla strada degli obiettivi che le Rsu si erano date. Tutte le sigle sindacali (la stessa Cgil) hanno ritenuto l’accordo un primo risultato della mobilitazione e non un atto unilaterale del direttore generale", in cosa si sono distinti i sindacati allora? "La Cgil - scrive la Rdb - ha ritenuto di non firmare il documento proposto, tacendo sul proseguimento della mobilitazione, la Cisl e la Uil hanno ritenuto di firmare l’accordo, tacendo sul proseguimento della mobilitazione o mettendo in conto il suo rientro, la Rdb ha ritenuto di sottoscrivere il documento, impegnando, almeno su quei risultati, il direttore generale e portando a casa una prima, piccola, vittoria, ma ponendo, essa sola, l’esigenza di continuare la mobilitazione". Secca la reazione di Centenari, che nel suo intervento ha sottolineato che "chi pensa di criticare la Cgil da sinistra, ha sbagliato corsia"..


2 giugno 2005 - Il Gazzettino

Le conseguenze del nuovo assetto delle Poste

Padova - Sono mesi che appaiono sui quotidiani articoli e/o segnalazioni su disservizi postali nel Veneto, anche la Rai ha mandato in onda servizi sui problemi nelle lavorazioni del CMP di Padova, ma quando si chiede perché questo succede sentiamo Poste IT.S.p.A. rispondere che si tratta "di fasi transitorie legate alla ristrutturazione dei servizi". La realtà è un'altra: questo è il nuovo assetto del servizio postale nel Veneto per quanto riguarda la raccolta/smistamento/consegna della corrispondenza, unica "fase transitoria" è la ostentata assunzione di circa 100 persone, omettendo sempre che sono assunte solo per trenta giorni.
Questo nuovo assetto è stato sottoscritto dalle OO.SS. firmatarie che ora però si accorgono che l'Azienda non rispetta i patti e vuole ridimensionare anche il CMP di Venezia e perciò minacciano il conflitto. Quello che sta succedendo è la logica conseguenza di una politica aziendale che punta esclusivamente ad aumentare gli utili tagliando sul personale e sulle strutture, utili che vengono sbandierati, ma che non vanno condivisi con chi li produce, i lavoratori, ma solo con i futuri azionisti.
Questo lo stiamo ripetendo da tempo, vedi convegno organizzato a Padova a novembre 2004 sul servizio postale, e molti utenti, privati cittadini e non, se ne stanno accorgendo e fanno sentire la loro voce, speriamo che anche le organizzazioni, associazioni e i partiti che li rappresentano, richiamino Poste S.p.A. al loro ruolo di gestori di pubblico servizio. Cobas Pt Cub


2 giugno 2005 - Il Territorio

MOCHI, TIRATA D’ORECCHIE DAL PREFETTO
Continua la protesta dei lavoratori della Trasco che ieri mattina hanno manifestato a Pontinia mentre una delegazione è andata in Prefettura per fare chiarezza sulla situazione e sulla decisione del sindaco di ricorrere alla Latina Ambiente
di Maria Corsetti

Latina - Altra giornata campale per i sessantasette lavoratori della Trasco, l’azienda che gestisce i servizi del comune di Pontinia. Ormai al settimo giorno di sciopero, ieri hanno continuato la protesta a piazza Indipendenza, mentre otto di loro, insieme ai rappresentanti sindacali si sono recati in Prefettura. Due ore di vertice a porte chiuse, per affrontare le questioni sollevate dai lavoratori che vedono, a fronte dei tagli promessi dal comune, in dubbio il futuro lavorativo. Intorno ad un tavolo c’erano il Prefetto Salvatore La Rosa, il Vice-Prefetto Antonio Reppucci, il sindaco di Pontinia, Giuseppe Mochi, il presidente della Trasco, Alfredo Nigro ed i rappresentanti sindacali, Francesco Meschino per la FP Cgil e Amedeo Rossi, responsabile del Cub Latina. L’incontro veniva dopo quello sospeso in comune quando, a fronte dell’apertura della trattativa, i mezzi della Latina Ambiente avevano iniziato a ripulire il paese. Una decisione, quella presa dal sindaco Mochi, non condivisa dallo stesso Prefetto, in quanto non era stata richiesta nessuna procedura di precettazione dei lavoratori della Trasco e, pertanto, la decisione di richiedere l’intervento della Latina Ambiente rappresenta una palese violazione dei diritti di sciopero costituzionalmente garantiti. Da parte sua Mochi ha tenuto a precisare che l’intervento chiesto a Latina Ambiente per ripulire Pontinia, non era finalizzato a sostituire il lavoro della Trasco, bensì a coadiuvarlo. Una giustificazione che non ha convinto nessuno dei prssenti e nemmeno i lavoratori che nei giorni scorsi, avevano già una volta bloccato i mezzi della società del comune di Latina. Dalle reciproche polemiche alla risoluzione della questione. I sindacati hanno rappresentato al Prefetto le difficoltà della società, soprattutto in ragione dell’atteggiamento del comune, socio di maggioranza con il 60%, e prospettato alcune soluzioni. Su queste il Prefetto si è detto disponibili a valutarle anche se, di fronte alla situazione che si è creata, è indispensabile capire la volontà dell’amministrazione. La proposta dei sindacati, ieri pomeriggio in riunione con le maestranze per chiarire i punti di un eventuale accordo, è quella dell’applicazione per due anni dei contratti di solidarietà garantendo, in questo modo, la continuità occupazionale dei lavoratori e la possibilità di rilanciare la stessa società. Nei prossimi giorni il Prefetto, che ha deciso di prendere in mano la trattativa, riconvocherà le parti per trovare un accordo. Intanto per il 9 giugno è convocata l’assemblea dei soci della Trasco. Una data importante. Il socio di maggioranza, il comune di Pontinia, deve decidere cosa fare della società. Il consiglio comunale ha lasciato aperte due strade: la ricapitalizzazione o la liquidazione. La prima, a fronte di un taglio dei trasferimenti per servizi per circa 408mila euro, prevede che il comune converta i crediti nei confronti della società in azioni, acquisendo di fatto tutto il pacchetto della società, oggi in mano per il 7% ai soci della cooperativa Aurora e il 33% alla Pontina 88. Alla base della ricapitalizzazione c’è la richiesta, anche se informale, ai soci privati di non procedere a ricapitalizzare le loro quote. Una condizione essenziale, lo ha detto anche la maggioranza in consiglio, per poter procedere alla ricapitalizzazione. Su questa procedura, però, pesa l’esito del dissesto finanziario del comune e anche la contrarietà degli stessi sindacati e dei lavoratori che, a fronte di quanto accaduto, non si sentono garantiti. Comune la ricapitalizzazione da parte del comune, insieme alla messa in essere di un certo numero di contratti di solidarietà - con i quali vengono eliminate alcune ore di lavoro per le quali è però previsto il venti per cento di copertura economica – potrebbe far intravedere un esito positivo per tutti, o quasi, i lavoratori.


1 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB Trasporti - Genova

SCIOPERARE PER CHI?

Il 3 giugno CGIL-CISL-UIL hanno indetto uno sciopero nei porti finalizzato a sbloccare i fondi per nuovi investimenti, attualmente congelati dal governo.
Noi riteniamo che non sia di competenza dei lavoratori e dei sindacati che dicono di rappresentarli, mobilitarsi per il denaro che poi finirà ad armatori e terminalisti. Parole d’ordine generiche e inconcludenti mascherano il fatto che, per i lavoratori, CGIL – CISL – UIL perseguono modesti aumenti salariali a discapito di sempre maggiore flessibilità, mobilità e conseguente insicurezza, mentre per i padroni delle banchine sono disposti a scioperare.
Non aderiamo pertanto ad uno sciopero "fasullo", tra l’altro dichiarato anti-democraticamente senza consultare i lavoratori, che mira ad usare questi ultimi come forzatura politica e nulla più.
Il contratto unico per i dipendenti e il Mancato Avviamento per i soci delle Compagnie Portuali sono uno specchietto per le allodole in quanto non vengono indicati tempi e modalità per il raggiungimento degli stessi.
I problemi della portualità, in tempi di globalizzazione, non sono affrontabili solamente a livello nazionale come han ben compreso i compagni dell’ IDC (International Dockworkers Council ) che, per il prossimo 14 giugno hanno proclamato uno SCIOPERO IN TUTTA EUROPA di tre ore.
A questo sciopero aderiranno i Sindacati del settore di tutta Europa, da tutti …… tranne che dagli anomali sindacati italiani, CGIL in testa, impegnati a raggranellare denari per i padroni.


1 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB P.I. - Vigili del Fuoco

Vigili del Fuoco
ASSEMBLEA NAZIONALE UNITARIA
Nel sito RdB-Cub www.rdb115.org pubblichiamo il documento unitario (esclusa la Cisl) sulla vertenza in atto da parte dei vigili del fuoco

"AL SERVIZIO DI TUTTI SERVI DI NESSUNO!!!"
Martedì 7 giugno 2005 – ore 9.30
Hotel Massimo D’Azeglio – via Cavour 18 – ROMA
ASSEMBLEA NAZIONALE UNITARIA DEGLI ORGANISMI DIRIGENTI

IL 1° LUGLIO LA CATEGORIA SCIOPERA PER:
· chiedere il ritiro di tutte le bozze di decreto attuativo L. 252/04,
al fine di riprendere la discussione;
· affermare il diritto ad avere relazioni sindacali corrette;

INIZIATIVE A SOSTEGNO DELLA VERTENZA:
· assemblee unitarie interregionali al nord al centro ed al sud;
· assemblee unitarie nei posti di lavoro e volantinaggio;
· presidi territoriali davanti le prefetture;
· incontri con i parlamentari e con le istituzioni territoriali.
SUBITO L’APERTURA DELLA CONTRATTAZIONE:
· per riportare al negoziato tra le parti l’attribuzione delle risorse contenute nel FUA, arbitrariamente sottratte per finanziare la riforma;
· per attivare immediatamente le procedure di conferimento delle progressioni economiche orizzontali e verticali;
· per esigere il pieno rispetto e l’applicazione delle norme contenute nel CCNL 2002-2005 (art.18 idoneita’ al servizio – concorsi A1/A2, ATA B3/C1);
· per discutere di dotazioni organiche e della relativa spalmatura delle stesse sul territorio, anche in considerazione della riclassificazione dei Comandi.
TUTTI UNITI PER VINCERE UNA GRANDE BATTAGLIA DI CIVILTA’ E DEMOCRAZIA!


1 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB P.I. - Inps

ASSEMBLEE UNITARIE:
MANTENERE ALTA LA MOBILITAZIONE!

A seguito dell’intesa sui rinnovi dei contratti pubblici, raggiunta nella notte di venerdì 27 maggio e non sottoscritta dalla sola RdB-CUB, ci giungono, da parte di alcune Sedi, segnali di rassegnazione dei lavoratori, che lascerebbero prefigurare una scarsa partecipazione alle assemblee unitarie indette per i prossimi giorni presso le Sedi INPS di Napoli, Roma, Milano e Bari.
Alcuni si spingono, addirittura, ad ipotecare gli aumenti contrattuali per spese urgenti, pensando d’incassare a breve gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2004 ad oggi.
C’è da chiarire innanzitutto che non si tratta della firma dei contratti ma di un’intesa generale sullo stanziamento dei fondi per i rinnovi contrattuali. I contratti veri e propri saranno sottoscritti in seguito, compreso quello degli Enti pubblici non economici di cui fa parte l’INPS, per cui gli aumenti contrattuali (Finanziaria 2006 permettendo) saranno fruibili non prima del 2006, probabilmente inoltrato.
Quello che è bene ribadire, comunque, è il contenuto e le finalità della mobilitazione che ci vede impegnati unitariamente a CGIL-CISL-UIL-CISAL dell’INPS.
Abbiamo iniziato questo percorso, interrompendo le relazioni sindacali con l’Amministrazione, per denunciare il comportamento dei vertici e del CdA dell’Ente, impegnati a far passare provvedimenti che riguardano l’organizzazione e l’attività dei lavoratori senza il doveroso confronto con le OO.SS..
Parliamo della produttività, del tempo zero (lavorare in tempo reale), della sperimentazione di nuovi processi di riorganizzazione ecc. ecc..
Abbiamo denunciato lo scarso impegno dei vertici e del CdA sia nel contrastare il provvedimento di svendita delle Sedi istituzionali sia nel chiedere una soluzione positiva per i lavoratori precari.
Gli incontri con i vertici ed il CdA ad oggi non hanno fornito né risposte convincenti né quell’inversione di tendenza nelle relazioni sindacali da tutti auspicata. E’ in gioco, anche nel nostro Ente, la funzione ed il ruolo stesso del sindacato, indipendentemente dalle sigle d’appartenenza. E’ messo in discussione l’unico strumento di salvaguardia dei lavoratori contro i processi di svendita dell’Ente, attraverso le massicce esternalizzazioni o la progressiva riduzione degli organici.
E’ questo che ci tiene uniti ed è su questo che occorre mantenere alta la mobilitazione: per riaffermare il ruolo centrale delle rappresentanze dei lavoratori e dei lavoratori stessi; per ottenere l’approvazione definitiva del contratto integrativo 2004 ed il pagamento del residuo saldo a giugno; per rivendicare somme adeguate per la contrattazione integrativa 2005, che permettano un incremento degli incentivi, a fronte di una maggiore produttività già espressa e di nuovi adempimenti acquisiti, oltre l’effettuazione dei passaggi attraverso le selezioni interne.

LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE
ASSEMBLEE INTERREGIONALI A NAPOLI 7/6, ROMA 8/6, MILANO 9/6, BARI 10/6.


1 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB P.I. - Comune di Roma

Comune di Roma
FIRMANO, FIRMANO MA NON SI VEDE UN SOLDO
TUTTI I SINDACATI AD ECCEZIONE DELLA RdB-CUB FIRMANO L’INTESA CON IL GOVERNO DI CENTRO DESTRA PER IL RINNOVO DEI CONTRATTI

L’intesa tra governo e sindacati confederali ed autonomi per il rinnovo dei contratti scaduti da un anno e mezzo non ha visto la firma della RdB-CUB. Gli aumenti del 5,01% sono il solito vergognoso tozzo di pane. Sanno che molti lavoratori stentano ad arrivare alla fine del mese e sono costretti ad accettare anche la miseria di una cinquantina di euro puliti per le categorie più alte (strombazzati sui giornali come i 100 euro). Cgil-Cisl-Uil e la pletora di sigle autonome hanno alla fine sbracato davanti alle pretese del governo: dove è finito il loro irrinunciabile 8% frutto del semplice calcolo di quanto perduto tra inflazione programmata dal governo e inflazione reale (che è poi molto al di sotto dell’inflazione vera che troviamo al mercato)? Il Governo con l’ultima finanziaria ha già ridotto del 5% le spese del personale della P.A. e dietro l’accordo si nascondono altri tagli di personale (60.000 unità in meno), la mobilità e lo svuotamento del contratto nazionale.
INSOMMA IL CONTRATTO CE LO PAGHIAMO DA SOLI: LAVORANDO SEMPRE DI PIU’, CON PIU’ PRECARIATO E MOBILITA’. E SENZA NEANCHE L’ELEMOSINA CHE ARRIVERA’ SOLO NEL 2006. POCHI MALEDETTI E NEANCHE SUBITO.
TUTTI I SINDACATI CON L’ESCLUSIONE DELLA RdB-CUB E DEL SINDACALISMO DI BASE FIRMANO L’INTESA CON IL COMUNE DI ROMA DI CENTRO SINISTRA PER LA PROGRESSIONE ECONOMICA ORIZZONTALE E LA RIVALUTAZIONE DELLE INDENNITA’
Alla vigilia della presentazione del nostro libro bianco sulle problematiche dei lavoratori capitolini in occasione del Consiglio comunale sul personale, i sindacati confederali ed autonomi che sull’esclusione dal tavolo dei rappresentanti della RdB-CUB e degli RSU del sindacalismo di base fanno le barricate, hanno firmato un verbale con l’amministrazione con cui per l’ennesima volta riscaldano la minestra delle Progressioni Orizzontali già cucinata prima delle elezione RSU dell’autunno scorso. Si confermano le promesse di un passaggio orizzontale generalizzato ma rinviando al Contratto decentrato le modalità. Nel Contratto decentrato si preparano ad inserire maggior flessibilità (tornano alla carica con orari spezzati) senza corrispettivi economici certi , paventando passaggi economici solo per alcune categorie e confermando la vergogna delle posizioni organizzative e delle valutazioni individuali (pagelline).
DOPO QUATTRO ANNI DI PROMESSE (SPECIALMENTE PREELETTORALI) L’ENNESIMA INTESA ANCORA SENZA UN SOLDO, ASPETTIAMO IL CONTRATTO DECENTRATO CON LE SUE VECCHIE BRUTTURE E LE NUOVE "FLESSIBILITA’", MENTRE 2000 VIGILI URBANI HANNO GIA’ AVUTO LA LORO PROGRESSIONE.
C’era un detto: "franza o spagna purché se magna". I sindacati confederali e autonomi lo hanno rinnovato in "centro destra o centro sinistra purché se firma". Sempre senza soldi.


1 giugno 2005 - Comunicato RdB CUB - Civitavecchia

Civitavecchia al 4° Congresso RdB CUB

GROSSA SODDISFAZIONE NELLA FEDERAZIONE RDB-CUB DI CIVITAVECCHIA DA POCHI MESI COSTITUITA; 4 DELEGATI RAPPRESENTERANNO IL MONDO SINDACALE CITTADINO AL 4° CONGRESSO NAZIONALE DELLA FEDERAZIONE RDB-CUB CHE SI SVOLGERA’ A FIUGGI NEI GIORNI 17-18-19 GIUGNO.
SU 200 DELEGATI AL 3° CONGRESSO NAZIONALE ENERGIA SVOLTOSI A BELLARIA SONO STATI ELETTI:
GIANCARLO RICCI E SANDRO CIOCCI;
SU 350 DELEGATI AL 2° CONGRESSO NAZIONALE PUBBLICO IMPIEGO SVOLTOSI A SAN MARTINO AL CIMINO VITERBO SONO STATI ELETTI:
GIBBONE GIORGIO VIGILI DEL FUOCO E FLAVIO ZEPPA ENTI LOCALI.
SOGNI – BISOGNI – CONFLITTO SONO LE NOSTRE PAROLE D’ORDINE AL PROSSIMO CONGRESSO.
VOGLIAMO SOGNARE E REALIZZARE UNA SOCIETA’ TRASFORMATA DA LAVORATRICI E LAVORATORI CHE RICHIEDONO LA SODDISFAZIONE DEI PROPRI BISOGNI ORA IMPRIGIONATI E TRAVISATI DALL’IDEOLOGIA E DALLE CONDIZIONI MATERIALI DETTATE DALLE COMPATIBILITA’ DELL’ECONOMIA LIBERISTA;
BISOGNI CHE SI DEVONO TRADURRE IN INTERESSI CONCRETI PER CUI E’ NECESSARIO LOTTARE E CREARE UNITA’ TRA LAVORATORI, PRECARI E DISOCCUPATI;
IL CONFLITTO, SIAMO CONVINTI CHE L’IDENTITA’ DELLA NOSTRA ORGANIZZAZIONE SINDACALE SI RAFFORZI, TROVI CONCRETA VERIFICA E CRESCA ATTRAVERSO IL RICONOSCIMENTO ED IL VALORE CHE DIAMO AI CONFLITTI, ALLE LOTTE, PERCHE’ E’ ATTRAVERSO QUESTI CHE SI DEFINISCONO E SI RENDONO LIBERI I BISOGNI, SI RENDONO COLLETTIVI E SI REALIZZANO I SOGNI.


1 giugno 2005 - Il Gazzettino

TRASPORTI. Il ministro Lunardi: «Chi si ostina a incrociare le braccia non si rende conto della situazione»
Stop dei Cobas, traffico in tilt e disagi
Larga adesione allo sciopero contro le nuove regole sulle indennità di malattia

Roma - Parecchi disagi, soprattutto per il traffico, e adesioni alte soprattutto laddove la protesta dei Cobas ha incrociato la mobilitazione della categoria per altre vertenze.
A conti fatti, anche grazie all’effetto annuncio che ha indotto parecchie persone a prendere l’auto, può dirsi riuscito lo sciopero dei sindacati di base degli autoferrotranvieri che ieri hanno incrociato le braccia per contestare la nuova normativa in tema di indennità di malattia.
Uno sciopero di 24 ore per bus, tram e metro, che si è svolto nel rispetto delle fasce di garanzia, ma chè è stato stigmatizzato dal ministro dei Trasporti. «C’è chi sciopera non rendendosi conto della situazione delicata del Paese» - ha detto Lunardi.
La protesta, secondo le stesse ammissioni delle aziende di trasporto, ha raggiunto adesioni altissime a Milano, Bologna e, solo per la metropolitana, anche a Roma.
A Milano, in particolare, le adesioni sono arrivate al 100 per cento anche per la concomitanza di uno sciopero del Comu; l’Atm ha tuttavia assicurato che la circolazione dei treni sulle tre linee della metropolitana è rimasta regolare, almeno fino al tardo pomeriggio, prima cioè che riprendesse il secondo turno di possibile astensione dal lavoro.
A Roma le corriere della Cotral hanno avuto un’adesione del 25 per cento, i bus del 37 per cento mentre è rimasta chiusa la metro a fronte però di una totale mancanza di adesioni per la linea Roma-lido.
Alta la percentuale degli scioperanti anche a Torino dove la quota delle adesioni è nettamente cresciuta nel pomeriggio: per il coordinamento dei sindacati di base avrebbe aderito l’80 per cento del personale viaggiante mentre anche per l’ azienda di trasporti la percentuale media sarebbe stata del 50 per cento, più alta in città e meno per le linee extraurbane.
A Bologna, poi, l’adesione alla protesta sarebbe stata del 95 per cento. Lì infatti hanno scioperato sette sigle sindacali: le categorie dei confederali, Fisa-Cisal, Ugl, RdB-Cub
e Sult; tutti insieme per chiedere il rinvio della gara pubblica sul servizio di trasporto pubblico locale, per una clausola sociale a tutela dei diritti dei lavoratori e per respingere l’ attacco al trattamento di malattia.
Stando poi ai dati trasmessi dalle aziende di trasporto all’Asstra, l’associazione che le rappresenta, a Palermo l’adesione sarebbe stata del 22 per cento, a Catania del 13 per cento, a Cagliari del 50 per cento per gli addetti alla Ctm e del 5 per cento per quelli della Arst, a Firenze del 40 per cento. A Napoli avrebbero incrociato le braccia il 60 per cento degli autoferrotranvieri dell’Anm e il 5 per cento della Ctp mentre a Venezia l’adesione sarebbe stata del 65 per cento sia per i traghetti sia per gli autobus.
Percentuali non dissimili da quelle che denunciano i Cobas a dimostrazione, dicono, «dell’indisponibilità dei lavoratori a subire le provocatorie proposte delle aziende».
Al sottosegretario al Welfare Sacconi i Cobas chiedono quindi di «prendere atto della risposta dei lavoratori» e di convocare al tavolo il sindacalismo di base. Al Governo tutto, invece, chiedono di «intervenire sulla parte economica, stabilendo regole certe ed esigibili per il finanziamento del trasporto pubblico locale».

ACTV Il 70 per cento del personale ha deciso di appoggiare la protesta voluta dal sindacato di base. Numerosi i problemi per i pendolari
Sciopero, alta adesione e tensione agli approdi
In mattinata a Punta Sabbioni assalto all unica motonave in partenza, diversi i disagi anche al Lido

Venezia - Alta adesione dei lavoratori allo sciopero proclamato dalla Rdb. Sindacati e azienda confermano che circa il 70 per cento del personale ha aderito alla protesta del sindacato di base. Per questo motivo i disagi sono stati notevoli sia per i pendolari che per gli stessi veneziani che attendevano i battelli. Un vero e proprio "assalto" è stato registrato a Punta Sabbioni dove decine di persone volevano salire sulla motonave in partenza in mattinata per Venezia.
Tensioni anche al Lido, in particolare per quanto concerne il ferry boat serale. In questo caso il problema ha interessato soprattutto gli operatori del mercato settimanale che in serata speravano di poter lasciare l'isola. Alle 19.20 è stato fatto partire un mezzo, ma il problema non è stato risolto del tutto.

E la Cgil denuncia: «Troppi disagi
per i lavoratori che devono andare alle vetrerie di Murano»

Almeno due dipendenti su tre hanno aderito allo sciopero Actv, anche se sono leggermente diverse le cifre date da azienda e sindacati. Per l'Actv è infatti attestata sul 67-70 per cento l'adesione alla mobilitazione voluta dalle Rdb Cub come risposta al tentativo di far ricadere anche sui lavoratori i costi della malattia. Nell'ambito di un'agitazione di 24 ore, su scala più vasta, ieri lo sciopero ha seriamente penalizzato gli utenti, soprattutto i pendolari che hanno dovuto servirsi del treno per arrivare e partire da Venezia. Per quanto riguarda la mattina nel settore automobilistico la percentuale di adesione è stata del 67,8 per cento (74,5 per l'urbano, 83,8 per l'extraurbano nord, 75,5 per l'extraurbano sud, 47 al Lido e 7 a Chioggia). Situazione pressochè analoga è stata registrata sul versante della navigazione con un'adesione del 67 per cento. Come già annunciato sono state garantite le fasce protette. Il collegamento dal Lido a San Zaccaria, dalle 7 alle 10, è stato assicurato ogni 10 minuti e poi ogni 20. Anche il passaggio sul Canal Grande, dalle 9 alle 11, ha avuto una cadenza ogni 10 minuti. Garantiti anche i collegamenti con Murano. Non sono mancati momenti di vera e propria tensione. Ne sanno qualcosa gli utenti che ieri mattina hanno cercato di prendere la motonave che dal Lido portava a Venezia. Circa una trentina di persone, che hanno tentato in tutti i modi di salire sul mezzo in partenza alle 7.57, sono state costrette a rinunciare e ad aspettare la motonave successiva. E al Tronchetto come in altre zone, nonostante le fasce protette, si sono registrate lunghissime attese. Lo sciopero, secondo le Rdb, ha fatto registrare un'adesione nell'automobilistico del 75 per cento, nella navigazione è arrivata a quota 69. Per il Coordinamento nazionale dei sindacati di base si tratta comunque di un risultato incoraggiante. «Questi dati dimostrano l'indisponibilità dei lavoratori a subire le provocatorie proposte delle aziende, che non accettano di barattare l'indennità di malattia con il rinnovo del secondo biennio economico. Il sottosegretario Sacconi - dicono le Rdb - non può che prendere atto della risposta dei lavoratori e quindi non può non convocare il sindacalismo di base». Intanto la Filcea Cgil denuncia le difficoltà dei lavoratori delle vetrerie. «Da anni chi lavora nell'isola - dice Davide Camuccio - denuncia gravi disagi per andare al lavoro, soprattutto nei mesi di afflusso turistico. Quotidianamente i lavoratori si trovano accalcati sui vaporetti, senza contare il rischio di perdere la corsa. In questo modo spesso il viaggio di ritorno verso la terraferma diventa un'odissea per questi lavoratori che si alzano alle quattro di mattina».

SCIOPERO BUS Ma la Saf smentisce
I Cub: «Fermi il 63% dei mezzi»

Udine - Guerra di cifre sull'adesione allo sciopero dei bus. Secondo il Cub nel capoluogo friulano sono tornati nei depositi - dato delle 18 di ieri - quasi tre bus su cinque (63%). Più alta l'adesione a Trieste (68%) e Gorizia (87%), mentre Pordenone ha aderito solo il 7%. La Saf, che gestisce i trasporti pubblici a Udine, dà percentuali molto diverse: secondo l'azienda si è fermato solo il 2% dei mezzi.
Idem anche per le altre province: a Gorizia per l'Apt Spa non ha scioperato nessuno, nel capoluogo regionale la Trieste trasporti parla di un'adesione del 36%, a Pordenone l'Atap ha visto solo due scioperanti.
Gli autoferrotranvieri che ieri hanno aderito allo sciopero nazionale proclamato dai Cub (sindacati di base)
, protestano contro il nuovo trattamento di malattia che, con valore retroattivo, a partire da gennaio 2005, priverà la categoria del 50% della retribuzione nei periodi di malattia e infortunio.

TRA IL 60 E L'80 PER CENTO
Buona adesione allo sciopero dei trasporti

Treviso - Anche a Treviso ieri è andata in scena la protesta degli autoferrotranvieri, con scioperi di autobus e corriere. «Come in tutta Italia manifestiamo contro il tentativo di annullare l'indennità di malattia - ha spiegato Danilo Scattolin, della Cub trasporti regionale -. È un atto vergognoso perché fa tornare indietro di 25 anni i lavoratori del trasporto pubblico, cioè quando si stabilì con il contratto nazionale il diritto del pagamento dei primi tre giorni della malattia a carico delle aziende. Se si continuerà con questo intento quello di oggi non sarà l'ultimo sciopero». Non è una protesta per ottenere più soldi, precisa Scattolin: «Noi non vogliamo una lira in più quando siamo in malattia, il fatto è che non vogliamo neanche una lira in meno. Qualcuno ha detto che quando siamo in malattia percepiamo più soldi di quando siamo in servizio. È vero, ma omette il fatto che poi ci vengono trattenuti dalle tredicesime e dalle quattordicesime, per cui non cambia nulla». L'adesione allo sciopero è stata intorno all'80 per cento secondo i manifestanti, tra il 60 e il 65 per cento stando all'azienda. L'agitazione ha comunque salvaguardato le fasce protette, e cioè fino alle 9 del mattino e tra le 12 e le 15.


1 giugno 2005 - Liberazione

I tranvieri non mollano
La protesta dei sindacati di base blocca le città
Secondo stop in dieci giorni per un settore da tempo nel caos
di Roberto Farneti

La cosa meno intelligente da fare, quando in un settore si verificano scioperi a ripetizione, è nascondersi dietro la guerra delle cifre. Cosa gliene può importare ai cittadini italiani se la protesta degli autoferrotranvieri ha ottenuto il 70% delle adesioni in media nazionale - come afferma il Coordinamento nazionale dei sindacati di base - o molto più basse, come ribattono le aziende del trasporto locale? L'unica cosa che conta è che ieri, per la seconda volta nel giro di dieci giorni, bus e metro hanno marciato a singhiozzo e il traffico nelle maggiori città è rimasto bloccato. Lo scorso 20 maggio erano state Cgil Cisl e Uil a chiamare i lavoratori alla lotta.
Forse una ragione c'è se un'intera categoria è sul piede di guerra. E il motivo, in questo caso, è più che valido: Asstra e Anav infatti vogliono ridurre il trattamento economico dell'indennità di malattia degli autoferrotranvieri, con il pretesto delle condizioni di favore di cui essi godrebbero, per recuperare risorse vitali dopo i tagli operati dal governo con l'ultima legge finanziaria. L'ipotesi di cui si parla è di una decurtazione della diaria che andrebbe a colpire i primi tre giorni di assenza.
Ecco spiegato il perché di tanta rabbia. A Roma è rimasta chiusa la metropolitana ed ha incrociato le braccia il 50% dei conducenti di autobus, a Napoli la partecipazione alla protesta è stata dell'85%, a Milano e Torino del 70-75%. Punte del 90% si sono registrate a Palermo e a La Spezia. A Bologna, circa 200 lavoratori hanno presidiato la sede della Regione per chiedere un incontro all'assessore ai Trasporti Alfredo Peri. «A Venezia, sono dati aziendali, abbiamo ottenuto adesioni superiori a quelle di Cgil Cisl e Uil. Per noi è un grandissimo risultato», commenta Giampero Antonini della
Cub. Non ci sta l'Asstra, che attribuisce la causa dei disagi alla circolazione al cosiddetto "effetto annuncio": «Molte persone hanno preso l'automobile temendo di restare a piedi, ma avrebbero potuto tranquillamente farne a meno e spostarsi coi mezzi pubblici».
Per il Coordinamento, invece, la mobilitazione di ieri dimostra l'indisponibilità della categoria «a barattare l'indennità di malattia, un diritto e un baluardo di civiltà, con il rinnovo del secondo biennio economico». A questo punto il sottosegretario Sacconi deve «prendere atto della risposta dei lavoratori» e convocare il sindacalismo di base, finora escluso dal tavolo del negoziato. «Il Governo - spiega il Coordinamento in una nota - deve intervenire sulla parte economica stabilendo regole certe ed esigibili per il finanziamento del trasporto pubblico locale, per la parte normativa e per gli aspetti previdenziali del settore, per dare risposte alle problematiche riguardanti i lavori usuranti, le malattie professionali, la diaria di malattia».
E qui si arriva al punto: invece di fare come i polli di Renzo, che si beccavano tra di loro mentre andavano al macello, aziende e sindacati dovrebbero essere capaci di unire le forze e condurre una vertenza comune per indurre l'esecutivo a rimettere ordine in un settore abbandonato da troppi anni. «Il vero responsabile dello sciopero nel trasporto pubblico locale - sottolinea il presidente di Met. Ro. Stefano Bianchi - è il governo, che nella Finanziaria 2005 ha tagliato i fondi per l'indennità di malattia e che non paga nulla». Quattro giornate di sciopero in due mesi sono troppe per le città, che vengono stremate da un traffico caotico, ma sono troppe anche per i lavoratori che pagano con il salario l'adesione alla lotta. Nel frattempo i cittadini pagano tutti i giorni i disagi che derivano da un servizio spesso inefficiente. In Italia manca un piano nazionale dei trasporti: chi si candida al governo del paese ha il dovere di dare risposte a questi problemi.

Contratti, Fim, Fiom e Uilm confermano gli scioperi
A Torino protesta riuscita

Fra il 70 e l'80% dei metalmeccanici torinesi, secondo le stime sindacali, hanno aderito allo sciopero di 8 ore indetto ieri nel capoluogo piemontese per il rinnovo del contratto e per chiedere soluzioni alla crisi industriale. A Mirafiori 6 operai su 10 non sono entrati in fabbrica e più di 200 addetti alle carrozzerie e alle presse (le meccaniche sono in cassa integrazione) hanno partecipato a un presidio davanti alla porta 5 e hanno raggiunto il gazebo allestito una settimana fa dai cassintegrati. Cifre leggermente più alte, all'Alenia, in corteo attraverso corso Francia. Presidi davanti al centro commerciale Auchan e a numerose aziende di Moncalieri e del polo industriale di Chivasso. «La tre giorni di scioperi per il contratto - osserva il segretario della Fiom torinese, Giorgio Airaudo - vede i metalmeccanici torinesi reagire alla crisi e chiedere che il contratto nazionale dia un giusto salario. Particolarmente generosa la partecipazione dei lavoratori di Mirafiori, ci vorrà qualcosa di più della nuova Croma per convincerli che Marchionne vuole davvero il rilancio».
Intanto Fim, Fiom e Uilm hanno confermato le 10 ore di sciopero per il rinnovo del contratto collettivo nazionale da effettuarsi entro il 17 giugno, di cui 4 ore tutti insieme il 10. I sindacati dei metalmeccanici infine non hanno revocato le quattro ore di sciopero proclamate con Cgil, Cisl e Uil in appoggio alla vertenza sugli statali e sul rinnovo di tutti i contratti, e si riservano di decidere come e quando utilizzarle dopo l'incontro con Federmeccanica in programma il 21 giugno prossimo. Infine le Rdb-Cub
del pubblico impiego hanno indetto per il 15 giugno una giornata di mobilitazione per protestare contro l'accordo di pre-intesa per il rinnovo del contratto nazionale.


1 giugno 2005 - Corriere Adriatico

A Milano il 100% delle adesioni, il 95% a Bologna. Lunardi: "Non è un gesto responsabile"
Trasporti in tilt, i Cobas bloccano il Paese
di FRANCO LIMIDO

ROMA - Parecchi disagi, soprattutto per il traffico, e adesioni alte soprattutto laddove la protesta dei Cobas ha incrociato la mobilitazione della categoria per altre vertenze. A conti fatti, anche grazie all’effetto annuncio che ha indotto parecchie persone a prendere l’auto, può dirsi riuscito lo sciopero dei sindacati di base degli autoferrotranvieri che oggi hanno incrociato le braccia per contestare la nuova normativa in tema di indennità di malattia. Uno sciopero di 24 ore per bus, tram e metro, che si è svolto nel rispetto delle fasce di garanzia, ma che è stato stigmatizzato dal ministro dei Trasporti.
"C'è chi sciopera non rendendosi conto della situazione delicata del Paese", ha detto Lunardi che ha accusato i Cobas di non essersi "messi una mano sulla coscienza". La protesta, secondo le stesse ammissioni delle aziende di trasporto, ha raggiunto adesioni altissime a Milano, Bologna e, solo per la metropolitana, anche a Roma. A Milano, in particolare, le adesioni sono arrivate al 100% anche per la concomitanza di uno sciopero del Comu; l’Atm ha tuttavia assicurato che la circolazione dei treni sulle tre linee della metropolitana è rimasta regolare, almeno fino al tardo pomeriggio, prima cioè che riprendesse il secondo turno di possibile astensione dal lavoro. A Roma le corriere della Cotral hanno avuto un’adesione del 25%, i bus del 37% mentre è rimasta chiusa la metro a fronte però di una totale mancanza di adesioni per la linea Roma-lido. Alta la percentuale degli scioperanti anche a Torino dove la quota delle adesioni è nettamente cresciuta nel pomeriggio: per il coordinamento dei sindacati di base avrebbe aderito l’80% del personale viaggiante mentre anche per l’azienda di trasporti la percentuale media sarebbe stata del 50%, più alta in città e meno per le linee extraurbane. A Bologna, poi, l’adesione alla protesta sarebbe stata del 95%. Lì infatti hanno scioperato sette sigle sindacali: le categorie dei confederali, Fisa-Cisal, Ugl,
Rdb-Cub e Sult; tutti insieme per chiedere il rinvio della gara pubblica sul servizio di trasporto pubblico locale, per una clausola sociale a tutela dei diritti dei lavoratori e per respingere l’attacco al trattamento di malattia. Stando poi ai dati trasmessi dalle aziende di trasporto all’Asstra, l’associazione che le rappresenta, a Palermo l'adesione sarebbe stata del 22%, a Catania del 13%, a Cagliari del 50% per gli addetti alla Ctm e del 5% per quelli della Arst, a Firenze del 40%. A Napoli avrebbero incrociato le braccia il 60% degli autoferrotranvieri dell’Anm e il 5% della Ctp mentre a Venezia l’adesione sarebbe stata del 65% sia per i traghetti sia per gli autobus.
Percentuali non dissimili da quelle che denunciano i Cobas a dimostrazione, dicono, "dell’indisponibilità dei lavoratori a subire le provocatorie proposte delle aziende". Al sottosegretario al Welfare Sacconi i Cobas chiedono quindi di "prendere atto della risposta dei lavoratori" e di convocare al tavolo il sindacalismo di base. Al governo tutto, invece, chiedono di "intervenire sulla parte economica, stabilendo regole certe ed esigibili per il finanziamento del trasporto pubblico locale".
Dura la posizione del presidente di Met.Ro. la linea metropolitana di Roma Stefano Bianchi. "Il vero responsabile dello sciopero nel trasporto pubblico locale è il governo, che nella Finanziaria 2005 ha tagliato i fondi per l’indennità di malattia e che non paga nulla", dice. Bianchi, sottolinea che "quattro giornate di sciopero in due mesi sono troppe per la città, che viene stremata da un traffico caotico, sono troppe anche per i lavoratori che pagano con il salario l’adesione alla lotta. Questa situazione non può e non deve continuare così". Secondo il presidente di Met.Ro, "le associazioni datoriali ed il sindacato devono trovare una via di uscita con un accordo responsabile, in grado di ripristinare un equo trattamento economico della malattia, disincentivando le assenze brevi. Solo un simile accordo può inchiodare alle sue responsabilità il governo e convincerlo ad un confronto stringente con le Regioni e gli Enti Locali per individuare congiuntamente la copertura finanziaria dell intesa stessa".


1 giugno 2005 - Gazzettino del Mezzogiorno

Un successo lo sciopero nei Trasporti
La protesta, secondo le stesse ammissioni delle aziende di trasporto, ha raggiunto adesioni altissime a Milano, Bologna e, solo per la metropolitana, anche a Roma

ROMA - Parecchi disagi, soprattutto per il traffico, e adesioni alte soprattutto laddove la protesta dei Cobas ha incrociato la mobilitazione della categoria per altre vertenze. A conti fatti, anche grazie all’effetto annuncio che ha indotto parecchie persone a prendere l’auto, può dirsi riuscito lo sciopero dei sindacati di base degli autoferrotranvieri che oggi hanno incrociato le braccia per contestare la nuova normativa in tema di indennità di malattia. Uno sciopero di 24 ore per bus, tram e metro, che si è svolto nel rispetto delle fasce di garanzia, ma chè è stato stigmatizzato dal ministro dei Trasporti. «C’è chi sciopera non rendendosi conto della situazione delicata del Paese» - ha detto Lunardi che ha accusato i Cobas di non essersi «messi una mano sulla coscienza».
La protesta, secondo le stesse ammissioni delle aziende di trasporto, ha raggiunto adesioni altissime a Milano, Bologna e, solo per la metropolitana, anche a Roma. A Milano, in particolare, le adesioni sono arrivate al 100% anche per la concomitanza di uno sciopero del Comu; l’Atm ha tuttavia assicurato che la circolazione dei treni sulle tre linee della metropolitana è rimasta regolare, almeno fino al tardo pomeriggio, prima cioè che riprendesse il secondo turno di possibile astensione dal lavoro. A Roma le corriere della Cotral hanno avuto un’adesione del 25%, i bus del 37% mentre è rimasta chiusa la metro a fronte però di una totale mancanza di adesioni per la linea Roma-lido. Alta la percentuale degli scioperanti anche a Torino dove la quota delle adesioni è nettamente cresciuta nel pomeriggio: per il coordinamento dei sindacati di base avrebbe aderito l’80% del personale viaggiante mentre anche per l’ azienda di trasporti la percentuale media sarebbe stata del 50%, più alta in città e meno per le linee extraurbane. A Bologna, poi, l’adesione alla protesta sarebbe stata del 95%. Lì infatti hanno scioperato sette sigle sindacali: le categorie dei confederali, Fisa-Cisal, Ugl, Rdb-Cub
e Sult; tutti insieme per chiedere il rinvio della gara pubblica sul servizio di trasporto pubblico locale, per una clausola sociale a tutela dei diritti dei lavoratori e per respingere l’ attacco al trattamento di malattia.
Stando poi ai dati trasmessi dalle aziende di trasporto all’Asstra, l’associazione che le rappresenta, a Palermo l’adesione sarebbe stata del 22%, a Catania del 13%, a Cagliari del 50% per gli addetti alla Ctm e del 5% per quelli della Arst, a Firenze del 40%. A Napoli avrebbero incrociato le braccia il 60% degli autoferrotranvieri dell’Anm e il 5% della Ctp mentre a Venezia l’adesione sarebbe stata del 65% sia per i traghetti sia per gli autobus. Percentuali non dissimili da quelle che denunciano i Cobas a dimostrazione, dicono, «dell’indisponibilità dei lavoratori a subire le provocatorie proposte delle aziende». Al sottosegretario al Welfare Sacconi i Cobas chiedono quindi di «prendere atto della risposta dei lavoratori» e di convocare al tavolo il sindacalismo di base. Al Governo tutto, invece, chiedono di «intervenire sulla parte economica, stabilendo regole certe ed esigibili per il finanziamento del trasporto pubblico locale».


1 giugno 2005 - Gazzetta del Sud

Trasporti, lo sciopero ferma autobus e metro

ROMA – Parecchi disagi, soprattutto per il traffico, e adesioni alte soprattutto laddove la protesta dei Cobas ha incrociato la mobilitazione della categoria per altre vertenze. A conti fatti, anche grazie all'effetto annuncio che ha indotto parecchie persone a prendere l'auto, può dirsi riuscito lo sciopero dei sindacati di base degli autoferrotranvieri che ieri hanno incrociato le braccia per contestare la nuova normativa in tema di indennità di malattia. Uno sciopero di 24 ore per bus, tram e metro, che si è svolto nel rispetto delle fasce di garanzia, ma chè è stato stigmatizzato dal ministro dei Trasporti. «C'è chi sciopera non rendendosi conto della situazione delicata del Paese» - ha detto Lunardi che ha accusato i Cobas di non essersi «messi una mano sulla coscienza». La protesta, secondo le stesse ammissioni delle aziende di trasporto, ha raggiunto adesioni altissime a Milano, Bologna e, solo per la metropolitana, anche a Roma. A Milano, in particolare, le adesioni sono arrivate al 100% anche per la concomitanza di uno sciopero del Comu; l'Atm ha tuttavia assicurato che la circolazione dei treni sulle tre linee della metropolitana è rimasta regolare, almeno fino al tardo pomeriggio, prima cioè che riprendesse il secondo turno di possibile astensione dal lavoro. A Roma le corriere della Cotral hanno avuto un'adesione del 25%, i bus del 37% mentre è rimasta chiusa la metro a fronte però di una totale mancanza di adesioni per la linea Roma-lido. Alta la percentuale degli scioperanti anche a Torino dove la quota delle adesioni è nettamente cresciuta nel pomeriggio: per il coordinamento dei sindacati di base avrebbe aderito l'80% del personale viaggiante mentre anche per l'azienda di trasporti la percentuale media sarebbe stata del 50%, più alta in città e meno per le linee extraurbane. A Bologna, poi, l'adesione alla protesta sarebbe stata del 95%. Lì infatti hanno scioperato sette sigle sindacali: le categorie dei confederali, Fisa-Cisal, Ugl, Rdb-Cub e Sult; tutti insieme per chiedere il rinvio della gara pubblica sul servizio di trasporto pubblico locale, per una clausola sociale a tutela dei diritti dei lavoratori e per respingere l' attacco al trattamento di malattia. Stando poi ai dati trasmessi dalle aziende di trasporto all'Asstra, l'associazione che le rappresenta, a Palermo l'adesione sarebbe stata del 22%, a Catania del 13%, a Cagliari del 50% per gli addetti alla Ctm e del 5% per quelli della Arst, a Firenze del 40%.


1 giugno 2005 - Centumcellae news

Quattro delegati di Civitavecchia al Congresso nazionale Rdb-Cub
Sono Giancarlo Ricci, Sandro Ciocci, Giorgio Gibbone e Flavio Zeppa. "Sogni, bisogni e conflitto le nostre parole d’ordine".

CIVITAVECCHIA - Grande soddisfazione nella Federazione Rdb-Cub di Civitavecchia da pochi mesi costituita: quattro delegati rappresenteranno infatti il mondo sindacale cittadino al 4° Congresso nazionale della federazione Rdb-Cub che si svolgerà a Fiuggi nei giorni 17-18-19 giugno.
Su 200 delegati al 3° Congresso nazionale Energia, svoltosi a Belluria, sono stati eletti Giancarlo Ricci e Sandro Ciocci. Su 350 delegati al 2° Congresso nazionale Pubblico Impiego, svoltosi a San Martino al Cimino, in provincia di Viterbo, sono stati invece eletti Giorgio Gibbone (Vigili del Fuoco) e Flavio Zeppa (Enti locali).
"Sogni, bisogni e conflitto sono le nostre parole d’ordine al prossimo congresso – affermano i quattro delegati - Vogliamo sognare e realizzare una società trasformata da lavoratrici e lavoratori che richiedono la soddisfazione dei propri bisogni ora imprigionati e travisati dall’ideologia e dalle condizioni materiali dettate dalle compatibilità dell’economia liberista. Bisogni che si devono tradurre in interessi concreti per cui è necessario lottare e creare unità tra lavoratori, precari e disoccupati. Il conflitto, siamo convinti che l’identità della nostra organizzazione sindacale si rafforzi, trovi concreta verifica e cresca attraverso il riconoscimento ed il valore che diamo ai conflitti, alle lotte, perché è attraverso questi che si definiscono e si rendono liberi i bisogni, si rendono collettivi e si realizzano i sogni".


Rassegna RdB CUB 1 - 10 giugno 2005

a

Scrivi alle RdB| Rassegna Stampa | Post@ RdB | Archivio notizie | Torna alla Home Page
Federazione Nazionale RdB - Via dell'Aeroporto n.129 - 00175 ROMA - centralino 06.762821 - fax 06.7628233